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IV. 39 0&I?©JL!ì DAI TORCHI DEL TJRAMATEK a 8S/$. V Viri fiorii T.cxicis non velut rnagislris , sed lamquam v. minìstris in memorìae subsidium utuntur. G. Scioprio. x ? *4 \ VOCABOLARIO raa¥M§iULE afilli mìo L LA I i [ Sf. Lettera consonante eh' è la decima dell’ alfabeto italiana, e si pronunzia Elle.] Ammette dopo di sè ne' mezzi de'le parole, e in diversa sillaba, tutte le consonanti, dalla R in poi; come Alba, Falcone , Falda , Zolfo, Yolgo , Salma , Salnitro, Alpe, Alquanto, Polso , Salto , Selva , Calza. E iti tutti questi luoghi i Toscani net pronunziarla le fatino per più dolcezza perdere alquanto di suono . Avanti di sè nel mezzo delle dizioni riceve il B, C, F, G, N, F, Rj S, T ; come Obbligo , Concludere , Conflitto , Ciglio, [ Tcnnonlo, ] Esemplo, Parlamento, Slmigare, Atleta. Il che sempre fa nella stessa sillaba , sa'vochè colla R , [ e colla N] colle quali s’ accoppia in sillaba diversa ; ma di rado si trova appo la nostra lingua dopo la B, C, F, ’N,T, come suono assai per sua durezza fuggito. Dopo la G poco è in uso, se però non seguila /' I, come Giglio , il quale le fa farà suono più schiacciato e sottile , come si dice nella lettera G. Di rado si trova dopo la S, ovvetxt in principio di parola , come Slegare ; ovvero nelle voci composte colia preposizione Dis o Mis, come Disleale, Misleale. Accoppiala col T avanti non è suono di questa lingua, ma solo s'usa per le voci forestiere non divenute ancora nostre affatto , come Atlante, Atleta. Con tutte queste tenere avanti perde alquanto di suono , salvochè colla R e colla S , le quali gliele lasciano mantenere intero. Pronunziasi la S avanti alla L nel secondo modo , cioè con suono sonde o rimesso , quale è nella Voce Musa , come si dice nella teucra S. Raddoppiasi , dove è necessario , ne’ mezzi della parola , come Anello , Coltello. ’ a - (Arche.) Numero romano , che si Usa comunemente , e vale Citi- quanta. Cronickelt . di Amar. 167. Faceasi pane inferigno a ragione di soldi L. lo stajo. 3 — * Con una linea orizzontale posta al disopra , vate Cinquantamila : anticamente un I, posta innanzi alla L , toglieva a questa una diecina del suo valore , onde IL vedeva Quaranta ; oggidì per altro per segnare quaranta con numeri romani si scrive XL. (Van) La. Articolo [ singolare firn. , sì scrive innanzi a voce che da voca'e non incominci , e ] si adopera in tutti i casi del nwn. del meno. Nel primo e nel quarto caso non ha bisogno del segno del caso che /’ accompagni , come negli altri casi , ne quali si dice Della, Alla, Dalla. Bocc. nov. 4 2 ‘ La Reina , finita sentendo la novella ec. , aJ E- ìiiilia impose clic cc. seguitasse. Dant. Par. 2 . -tg. La concreata e perpetua sete Del deiforme regno cen’ portava. Petr. son. 202. Gli occhi e la fronte con sembiante umano Baciollc. Din. Comp. 3. SS. èssendo morto il Marchese di Ferrara, un suo figliuolo bastardo tc- nea la terra , la quale non potendo tenere, cc. a — Se da vocale principiasse la voce che segue , si segna comunemente coli' apostrofò ; se non se forse altri nelle vocali seguite da pui consonanti non amasse meglio di segnar et apostrofò il nome , anziché t articolo , scrivendo , per esempio , La ’ngratitudine. ÌY A una Tr. Cast. Giudit Ebrea la 'Icuna volta Cavale. Espos, ta 0 è soperchia 0 altra cosa vi si sottintende. U. §. 9. .Sìmb.i. 28. Molte sono 1 ’altre ddlinizioni della Fede secondo i diversi Santi, le quali tutte in somma tornano a quel che n’è detto, e però me la taccio. ('Cioè, mi taccio ; o pia'e taccio chiesta cosa, o simili.) Borgk. Tose . osi* Questo, chi la,volcssepigliare cosa, o v . .. -- x ? . , per un altro verso, e forse migliore , ne gU dovea ritirare. \. G i0S 1 '■In volesse pigliare la cosa per «Uro verso.): O) 6 —* Ed in aura maniera pur ancora soverchia. Bocc. g fccegli la festa grande , senza dire alcuna^ parola. (Cin) 7 —* E in sentimento di Una. ” entimemo di Una. Bocc. recab. ir. 3. n. fi... E 8. n. 7. La fante scendrnda meno arralatamente, sinucciandole il piè cadde della scala in terra e ruppesi la coscia. (Cin) 8 — *Si antepose qualche volta al quinto caso , invece di O. Fir. A- sin. I, 1. Dio mi guardi, la mia donna, che senza cagione abbandoni Petronio in casa del quale io sono alloggiato. E lib. 5 . Yedesti ben, la mia sirocchia , quali robe sono in quella casa ! (Cin) - -fi- Dopo molte novelle, trovò li prestatori lo notte passata aver 1 arca imbolata , e in casa messalasi. E nov. il). 4-8. Or voi ce 1 ’ avete ben fatta ; ma mai più persona non la ci fava. 1 — Si pospone (die particelle Me , Te , Se , Ce, Ne, Ve, [ e .si dice. Me la, Te la, Se la , Ce la, Ne la, Ye la.] Bocc. nov. 16. 11. Currado ec. le disse che ec. del tutto facesse che seco la ne menasse. E nov. 2]. io. Comcchè buona opinione avesse della donna , ancora ne la prese migliore. E nov. 26. 2t. Alla flue Ricciardo , pensando che, se ancor ne la lasciasse con questa credenza, molto di male ne potrebbe seguire, diliberò di palesarsi. E nov. 2g. tg. Il non aver bene da maritarla ve la fa guardare in casa. E nov. ài?. 11. Me la conviene in questa guisa tanti anni seguitare, quanti mesi ella fu contro a me crudele. E nov. 66. 20. Quando la gelosia gli bisognava , del tutto se la spogliò. E nov. 7 3. §. E trovata che noi 1 ’ avremo, che avrem noi a fare altro, se non mettercela nella scarsella ? Lab. 286. Ella è tale, qual io brievemente te la disegno. 5 — Nel caso ietto La per Ella, come Le per Elle, [ fu usato per afèresi da varii scrittori autorevoli , e specialmente dal Boccaccio nel Decmnerone, ed anche s' usa alla giornata da molli ; pare non è da imitarsi se non dirado .] Fir.nov.4-225.GVi chiedeva sempre qualche cesellimi, come la sapeva che 1 gli andasse a città. Lor. Med. Nenc, 10. La m’ha sì concio in modo e governato , Che più non posso maneggiar marrone S.Agos/.C.D. 1. t2. tit. Della sepoltura degli umani corpi , la qual, anco se la sarà negata alli Crisliani ec., non nuoce, nè toglie lor nulla. Cecch. Assillo!. 5. 2. E così non mi possevo certificare , se la era madonna Oretta o no ; e più tosto dubitavo che la nou fusse qualcli'altra ec. Borgh. Col. IjW. fri. Ella venne inlle mani di Siila , onde la ne fu saccheggiata e molto afflitta. (Y) Cm. Pist. Rim. P. -/. son. 15. La quale ha preso si la mente mia , Che la non può pensar se non di lei. ( La edizione dello Zane , Venezia 173i , a pagi ? la • La qual ha preso sì la mente nostra, E coyertata di si dolca Amore, Ch’ ella non può pensar se non di lei.) 2 LA Lor, Med. Bali. g8. E la si leva nuda nudella Fuori del suo letto pulito. Car. En. I. 4- v. guy. Oh! perigliosa Fora stata l’impresa. E di periglio La si fosse e di morte-, in ogni guisa Morir dovendo, a che temere indarno ? (B) Bocc. Ninf. Eies. 45. Né ti bisogna temer di Diana, Perocché 1’ è di qui molto lontana. E i5g. Me’ non f iotresti far che si saldasse Col bagno la ferita che fea. Amore; E non a yedi che l’è a mono il core. G. V . «. 24. Lavina moglie d’Erira, rimase grossa di lui d' uno figliuolo , la quale per paura che Ascanio suo figliastro non lo uccidesse , si fuggì in selva ad abitare con pastori , tanto che la si deliberò. Al. V. 3. yo. 1) re e la reina tornati in Napoli si mostrarono turbati molto di questo fatto , usando parole che se la non fesse femmina, ne farebbono alta vendetta. Pass. E. 5. c. 5. E questo si dee fare per 1’ onestà ed acciocché la dica più sicuramente e apertamente i peccati suoi .DiUam. 1. 8. India dal mezzo giorno in Oriente Sopra il mar Ocean tutta la giace. Beni.Ori Fra se stesso diceva: deh pon mente, Cerne fortuna va cangiando stile, Quando la toglie a fare un ucm dolente ! (Cin) 6 —*Unita al v. Fare esprime Condursi, Mostrarsi. Beni.Ori.g.4- Far la potea non sol come valente , E pien di generoso invitto cole; Ma potea fari' ancor come prudente. (Cui) 7 •—* Talvolta si trasponi) dalveibo a cui propriamente appartiene per attaccarsi ad un altro. Vettor. U/iv. in f. ne .Essendo già dumila anni sono da ima persona ingegnosa stata chiamata l’Arte del lavoiar la terra, madre e nutrice eli tutte le altre arti, sepia tutto mi pare da commendarla, che abbia trovata questa pianta , e insegnatala custodire. ( Cioè, insegnato a custodirla. ) Saìv. Oraz.. 3. Allora sì che noi vedremo fiorirla , e rendere frutlo per altra guisa, che al presente non fa. ( Cioè la vedremo jìorire , parla della linguai) (Cin) 8 —* Unita agl' infiniti tronchi de’ vetln fa alcuna volta per comodo della rima, sparire la R , ed allora la consonante si raddoppia. Bern. Or!. 45 • g. Che quella in corso lodata Camilla Fatica avrebbe avuto di scguilla. Ar. Fur. 43. 45. Ch’ essendo causa del mio mal stata ella , Io 1' odiai sì , che non potea vedella. (Cin) 1-A* (Mus.) Sm.TSome delta sesta nota della gamma , che anche si dice Ala- miré. V. Salv. Avveri. 1. 3. 1. 1. Alla regola della terminazione in a , i nomi che 1’ accento abbiano sopra 1’ ultima sillaba, o che di una sola sillaba sian composti, non soggiacciono semplicemente ; e diciamo il/« cd il la a que’due segni della musica, e cosi il dabludà , il la- nanà , e sì fatti. (Y) Fag. Rim. 6. 1J2. ( Lucca ty34-) Ma natura non sol, l’arie ci uni : Se tu canti la, sol, fa, mi, re, do, Ed io sto colle Muse a tu per tu. (B) L* -Avv. di luogo, così di stato come di moto, e vaie In quel luogo.—, Lae, Laci, sin. Lai. illic, illuc. Gr. imi. (Dal lat. iìla, supplisci parte od alcun che di simile.) pam.Purg.23.114. Aedi che non pur io, ma questa gente Tutta rimira là dove ’l Sol veli. Peti'. son.204.Toma tu in là, eh’ io d’ esser sol m’ appago. Bocc. nov. 4°. 14- E sparte le mani in qua ed in là cc. , cominciò a smemorare. « Bocc.g.4- ». 4 • Ad c S n * suo amico che là andava, imponeva, che il suo segreto e grande amor facesse sentire, e di lei novelle gli recasse.1? g. 8. n. 6. E come cenato ebbero, là, onde Bruno avea divisato, là chetamente n’ andarono.(Cin) 3 — Suole talora aver corrispondenza colle particelle Qua e Qui, po- svanendosi ordinariamente alta prima , e preponendosi alta seconda. Bocc. nov. 38 , 6. Tu diventerai molto migliore , e più costumato e più da bene là, che qui non faresti. E nov. 77. 55. Senza star ferma , or qua or là si tramutava, piagnendo .Eant.Purg.6. 11. Tal era io in quella turba spessa, A olgendo a loro e qua e là la faccia. E Par. 1. 55. Molto è licito là, che qui non lece. 3 t- Pure talora si trova preposta la particella Qui all’ altra. Eant. Cono, to3. E però è da sapere che qui parla 1’ una delle parti , e là parla l’altra , le quali diversamente litigano. 4 — Giunto con altri awerbii , [non vi si pone invano, ma per più chiaramente mostrare il luogo dove altri è, dove egli va , o per dove egli passa.) V. Là dove , Là entro , Là giù, Lassù , Più là , A erso là , Là intorno, Là oltre e simili. 5 — Talora si congiugne colle preposizioni [ pel medesimo effetto, che con gli awerbii ; con le quali ni.n solamente importo luogo, o fòsse di stato o di molo , secondo il significato di lei , o secondo il verbo che segue , ma importò ancora tempo. ) Pelr. son. 52. E clic ’l notai là sopra 1' acque salse, Tra la riva Toscana e V Elbae’l Giglio. E canz, 3i. 2. Dna pietra è si ardita Là per 1’ Indico mar, che da natura Tragge a sé il ferro , e ’l fura. Eani.lnf.28.1y. E là da Taglia- cozzo, Ove senz’arme vinse il vecchio Alardó. E canz. 38. 1. Là ver 1' aurora, che sì dolce 1’ aura, Al tempo nuovo , suol muover i fiori. 6 —* E in questo medesimo senso gli si accoppiò ancora il sesto caso. Bemb. Asol. I, 1. E così concedere che 1’ altre donne di loro facessero a lor modo infìno a tanto che venute là dal vespro, tempo fosse da festeggiare. (Cin) 7 — Più là , A r erso là s’è pur detto, e conseguentemente posposto ad avverbii ed a preposizioni. Bocc. nov. 60. ty. E quindi passai in terra d’Abruzzi ec, , e poco più là (cioè poco più avanti) trovai genti che portavano il pan nelle mazze. (A r ) EV‘s.c.43.1b volto verso là quel primo ardore De la bellezza de 1’ altre fu spento.£ Teseid, 8. 53. Ma noi sofferse , anzi vci' là correa Aspreggiando il cavai con sproni spessi. "(Cin) * —* Kit là sì usò ancora per esprimere, comparazione, o in senso ut fuori, o dei semplice più. dr, jFiir. 1Q- • Chi vuol due fiere audaci ^anime brave , Cercar più là di queste due non deve. (Cin) - 3 7T, anche per significare Termine di tanpo. Ar. fiur. 20. 61 ^V' tC T me € là ch( - '1 di seguente, (fin) 4 i iu la si riferì ancora a cose puramente astratte , indicandone maggioranza. Barn. Purg. 5. Là dov’ io più sicuro esser credea; Q ut f- s '* t le’ far , che m’avea in ira Assai più là che ’l dritto non volca. Allegr. 128. Una volta ebbi onror io un fermo pensiero d’aver a riuscire un poeta più là rbe dozziiìàlè. (Cin) labardata 5 — (Più là si usò anche assoìutam. in luogo del solo Più. Onde) Saper più là, Passar più là o simili [—Sapere ec. olire, dipiù.)Circ. Gell.8. 100. La eloquenza fila è tale, e lia tanta forza, che chi fusse stato a udirti , e non sapesse più là , crederebbe cl e lutto quello che hai detto fusse ’l vero.» Lor. Ih ed. Rapptes.S.Gio. e P. si. 7. Non dir più là: tu ro’ hai tratto di bocca Quel che voleva dir.(Cin) Gire. Geli. 1. Non seguir più là Ulisse, che questa tua prudenza, e questa tua eloquenza. . . . non avrebbono forza alcuna appresso di me. (Cioè, non continuarli più olire in tale argomento.) Cccch. Eot.3.3. l’vo’ dire più là, che per non avere a intendere ec. (N) 8 — Usato anche per Di là, Quindi, Tosto. Cavale. Alt. Apost. 112. Se voi contendete e qnisticnate di vostra leggi e fra voi là, vi partiti; che io per me non voglio essere giudice di queste cose. (Y) 9 — Usasi I,à ovvero Di là per In quello 0 Di quello. E ani. Lnf. 25. Togliea la coda fessa la figura Che si perdeva là , e la sua pelle Si Iacea molle , e quella di là dura. ( Cioè : la coda fessa in uno toglieva la figura che si perdeva nell’ altro , ec. Parla del trasformarsi che faceano l' anime di uomini in serpenti , e per converso.J (Y 7 ) = — * Per gli altri usi di Di là È. a suo luogo , e' V. anche Di là da mare, Di là entro , Di là giù, Di là sii. (N) 10 —* In là col V. Andare c= Andare verso quella parie che si accenna ; ed anche Campare. V. Andare in là, §§. 1. e 3. (N) 1 — Tirare innanzi, Procedere avanti. [V. Andare in là, $. 2.] Lat. procedere , progredì. Gr. tipo fidimi. 3 — Andare in là cogli anni = Invecchiare. V. 4‘ 4 — Entrar troppo in là in parlando Voler saperne troppo, o Inoltrarsi troppo ne'fatti altrui. 5 — (Essere in là, Parlandosi di tempo o di cosa relativa a tempo) = Essere passata gran parte. Elr.As. 128. Psiche se ne andò a dormire; e quando la notte era assai bene in là col suo viaggio ec., veggendosi in tanta solitudine, tutta tremante c pavida dubitava della sua verginità. 6 — * Essere in là col tempo o ccgli anni = Esser vecchio o divenirlo. (Yan) 11 — Eicesi in modo di domandare: Chi è là? Bocc. nov. 4°- *6. Cominciarono a dire: chi è là. E nov. 81. 14. Sentendo lo scalj ic- cìo che Hinuccio co’ piè faceva ec. , gridò : chi è là ? 12 — * Replicato per accennare diversi punii di uno spazio , invile dì Qua c Là. Bern. Ori. 54- ty. Là quell’insegna e là quella bandiera Getta per terra, e d’altro non si cura. (Cin) 13 — Eicesi Saper più là, Passar più là nello stesso sign. di Essere in là. V. 5- 7, 5. 14 — * Usasi Di là da per Più che , e si unisce anche con gli adii., come Di là da tragiche , cioè Tragicliissime, o Più che tragiche. Gori Long. Ihluzzi. (0) 15 — * Eicesi ancora O là per modo di chiamare , ma più comunemente Olà. V. (A) Laa. * (Geog.) Lat. Laha. Città dell’ Arciducato d' Austria. (G) Laacherse.* (Geog.) La-a-chèr-se. Lago degli Stali Prussiani nella Reggenza di Coblenza. (G) Laada,* La-à-da. A', pr.m. Lai. Laada. (Dalla preposizione ebr. I per, e da hadur ornamento : Distinta per ornamento.) (B) Eaakdro, * La-àn-dro. IV. pr. m. ( Dal gr. laos popolo, ed aner, andros uomo: Uomo del popolo.)— Lìatello di IV icocnue,tiranno diCacne. (Mil) Laakat. * (Geog.) La-a-iàt. Isola dell' Arcipelago della Sonda. (C) Laakco , * La-àr-co. A. pr. m. (Dal gr. laos popolo, ed archos capo: Principe, Capo del popolo. ) — Tutore di Ballo di Cirene. (Mit) Laas.* (Gj. /g. Gli occhi lor , eh’ eran pria pui denti o molli, Gocciar su per le labbra. Pelr. son. 18. Più volte già per dir le labbra sparsi. Air. Uom. HI. Traendo cogli labbri il latte dalle tette della detta fiera. M. F~, 8. 26. Nacque in Firenze al Poggio de !M agnoli una fanciulla ec. sanza naso , e sanza il labbro di sopia, e con quattro denti canini. Pecor. nov. Con un bocchino adorno di piacevolezza, con due labbra sottilette e vermiglie; 7ass. Ger. 7■ °7- Le labbra il crudo per furor si morse. tener le ’l mento /• v-j. ì.i 1 laDDra n crudo per luror si morse. 2 — * Dicesi Uno delle labbra. Dant.Inf. 3o. Faceva lui labbra aperte , Come V etico fa , che per la sete L’ un verso e l’altro in sii revcrte. (N) S — * Fg. Dicesi di Uomo schietto e sincero Ch’egli ha il cuor sulle labbra. (A) 4 — Dicesi provai. A tal labbro tal lattuga , per fare intendere che secondo le qualità de’ soggetti si accomodano le cose che loro convengono. Serd. Pitie, (A) 4 — Per sitnil. Orlo di vaso o d'altro. Cr. 4- 3 o. 1. Altri il vaso, come detto è , dentro e di fuori impeciato, in pozzo pongono , sicché solamente le labbra sopraslieno, Dav.Colt. 1 72. Spicca le labbra della buccia dall’ osso , che , essendo in succhio, sarà agevole. Sagg. EABER1NTO 3 nat. esp.So, Sia lavorata in modo ( la canna ) con orlare o spianare il taglio de' labbri , che si possa sicuramente chiudere colle dita. 6 —* E più largamente, Orlo estremo, Lido. Odagal.Cap .Su questo mar d'incircoscritto labbro. (A) 2 —* Diconsi Labbra della vulva, Quelle ripiegature degli organi genitali della donna, distinte in Piccole, che diconsi anche Ninfe.Ti, ed in Grandi , che si estendono dalla porle inferiore del monte di Venere , sino al perineo , formando colla loro riunione anteriormente e posteriormente due commettiture. (A. 0 .) 3 — * (Chir.) Labbra d’una ferita o d' un ulcere , d'una piaga , diconsi i margini d' una soluzione di continuità-, e sono Vivaci, Incarnate , Rosse , Smorte , Pallide , Discolorate , Livide , Nere , Secche , Aride, Asciutte, Molli, Umide, Tumide, Infiammate, Esulcerate, Uguali, Disuguali, Spianate, Dure, Incallite, Callose ec. (A. 0 .) (N) 4 — (Med.) Labbro leporino : Difformità che consiste nell’ essere l’uno dei due labbri diviso d’allo in basso, e la quale chiamasi Naturale o Congenita, se viene portata da nascila. Accidentale se è risultarne ito di ferita. Il Labbro leporino è semplice divisione del labbro, doppio se ve ne sono due , complicato se le labbra sono divise in un colle ossa mascellari e i denti deviati , ec. Cocch. Lez. (A) (A. 0 .) 5 — (Ar. Mes.) Labbro d’una tavola , dicesi dai legnajuoli il suo orlo, o canto smussato, cioè allorché è stalo levalo il canto vivo.(.A} 2 —* Labbri della morsa diconsi le due superiori estremità che ser- vono a stringere. (A) 3 —* Labbri dell’amo o simile diconsi le punte dell’ amo.Salviti. Opp. Pese. 1. 158. Ma ne’deboli crini, e del ricurvo Ferro ne’labbri , e canne, e lenze han possa. (N) 6 — (Bot.) Labbra dicousi le parti rilevale del fiore labbiato. V. Labiato. (A) 2 — Labbro di Venere: [Specie di pianta assai comune in Italia, appartenente al genere Dipsaco , e di cui alcuni artigiani si servono a cardar i panni per via delle paglie uncinate ond’è armalo il di lei ricettacolo. Lat. dipsacus fullonum.] Gr. èV-^axos. Lib. cur. malati. E ] a piaga si lavi con decozione di labbro di Venere, fatta in vino bruschetto. 3 — * Labbro d’ asino. Lo stesso che Verbasco o Tassobarbasso. V. (Vali) Labbrone , Lab-bró-ne. Sm. accr. di Labbro. Lem. Labbrona. Dicesi anche a chi ha grosse labbra. Salviti. Cas. i44> Silena è quella e Satira, die ha siine Le nari, la labbrona è un vero bacio. (A) (N) Labbrosclcio.* (Chir.) Lab-bro-sùl-cio. Sm. Nome dato da alcuni chi- rurgi al cheilocace. (Van) Labbruccio , Lab-brùc-cio. [< 5 Vn.] dim. di Labbro. [ PI. Labbrucci e Labbruccia. Lo stesso che Labbricciuolo. /■' .] Fr. Jac, T. 3 . 2. 6, Poppava lo bambino Con le sue labbruccia. Fr. nov. 4- 227. Guata se qudle due labbruccia non pajono gli orli della mia pianeta del dì delle feste ? Lauda . *N.pt: fi ( V. labdaco .)— Figlia di Anfione, madre di Cipsclo. (flit) Labdaceo. (Mit.) Lab-da-cè-o. Sopmnnome che si dava a Giove nella Caria. Lo stesso che Labradeo. V. (Mit) Labdacide , * Lab-dà-ci-dc, Laddacide. N. pr. in. Lai. Labdacides. (Nome patron, di Labdaco .) (B) 2 —* Add. pr. com. Di Labdaco. Nome dato ai Tetani, così chiamali da Labdaco uno de’ loi-o re. (Mit) Labdacismo.* (Grani.') Lab-ila-cì-smo. Sm. Lo stesso che Lamdacismo. V. (Aq) Labdaco,* Làb-da-co , Laddaco. V. pr. m. Lat. Labdacus. ( Da labda nome gr. della lettera L , onde labdacismos uso frequente della mentovata lettera; e però Labdaco è chi spesso ne fa uso. ) — Re di Tebe, padre di Lajo. (B) (Mit) Labe. [Sf] V- L. macchia. Lat. labes. Gì. pvtros, Amet. 8. Adornò lei, d’ ogni labe purgando. _ Labecia.* (Geog.) La-bè-ci-a. Antica cit. dell Arabia felice. (G) Labeale.* (Geog.) La-bc-à-le. Lago della Dalmazia. (G) Labeati.* (Geog.) La-be-àti. Antichi popoli della Dalmazia. (Mit) Labefattato , La-he-fat-tà-to. Add. m. V. L. Indebolito , Guasto , Offeso. Lat. labcfactatus. Gr. p; yèti . Red.Cons. 1. 1 ))4- Perciò mi sono indotto a credere che questi umori non sieno grossi, tenaci e viscosi , ma bensì sierosi, generati da prima origine nello stomaco , labefattata la facilità concottrice del medesimo stomaco. Labeone , * La be ó-ne. jV. pr. m. Lat. Labeo. ( In celt. labaina vai capzioso, labana fino , astuto , e lobati maldicente.) — Nome di molti illustri romani, massime di quél giureconsulto che fu avverso ad Augusto. (B) (Mit) Labere , Là-be-re. V. L. [e poet. Verbo difettivo di cui non trovasi che la seconda persona singolare del presente indicativo sebbene potrebbe forse con qualche garbo usarsi poeticum. il pari. Labente , e il gerundivo Labendo.] Sdrucciolare, Scorrere. Lai. labi. Gr. ■trimii’. Demi. Par. 6.5i. Che diretro ad Annibaie passaro L'alpestre rocce , Pò, di che tu labi. Bui. ivi: Tu labi , cioè tu descendi, c scorri per la Lombardia. Laberintico.* (Anat.) La be rìn-ti-co.^rW. ni. Aggiunto del nervo uditorio , perchè si distribuisce nelle cavita che formano il labennto auricolare. (Aq) Labeuistiforme. * (Bot.) La-be-rin-thfór-me. Add.m.comp. Lat. labyrin- tbiformis. (Dal gr. laby rùahos labirinto, e dal lat./ò/vna, in gr. niurphe forma.) Che è informa di taberinto ; e datesi delle disposizioni delle lamine , del cappello di un genere di funghi , che perciò si è chiamalo Dedalea. — , Labirintiforme , sin. (Aq) (N) Laberinto , La-be-rìu-lo. [Vni.] Luogo pien di vie tanto dubbie e tanto intrigate , che chi V entra non truova modo a uscire. [Quattro furono i laberinti più famosi del!' antichità : quello d’ Egitto , di Creta , di Lenito e di Ciusio. —, Labirinto, Arbintro, «.] Lai. ìabyrintlius. Gr. A*£rpu:9oG Bocc. Vis. 22. lo , che andava avanti riguardando, Vidi 4 LABERIO quivi Teseo nel laberinto Al Minotauro orribile e nefando. Bill. Inf. 12. 1. Fecevi molte pareti con molti usci, che tutti aprivano in dentro , e molti andirivieni ; e puose nell' entrata molte immagini , che facevano grande paura a chi v’ entrava ec., c chiamossi questa prigione laberinto. Òvid. Pisi. Era posto in una prigione fatta a giravolte , la quale si chiamava laberinto. Tasi. Ger. 16. 35. Ed affrettò il partire , e della torta Confusione uscì del laberinto. Beni. Or/. 3. 7. 53. Tagliando intorno va quei labirinti. Scrd.Stor. 1. 51. Yi sono oltre a questo , tanti sboccamenti di strade che entrano una nell’altra, che a guisa di laberinto fanno smarrire e aggirarsi i non pratichi. 2 —* Oggi diconsi propriamente Laberinti i piccioli boschetti tagliali in vialetti intricali per ornamento delle ville. (Mil) Baldin.Voc.Dis. Laberinto, Edilìzio cc. Fannosene per bizarria di questi edifìzii ne’ giardini, spartendo le vie, in vece di muraglie , con piante. (N) 3 — Per metaf. [ Imbroglio , Intrigo , Inviluppo , Confusione grande, e malagevole a ^sbrigarsene ] Lab. 66. E però dianzi lo chiamai laberinto , perchè cosi in essa gli uomini, come in quello già facevano , senza saper mai riuscire, s’avviluppano. Petr. son. iy6. Sull’ora prima, il di sesto d’Aprile, Nel laberinto entrai; nè veggio ond'esca. E 188. S’ un lungo errore in cieco laberinto, ec. Arnbr. Cof. 1. 1. Perciocché ritrovandomi Io in un gran laberinto, né avendovi Altro rimedio, ec. Lor. Mcd. Arid. 1. 4. Ma se non fosse Erminio ec. , io entrerrei appunto in queslo laberinto. 4 — * Nel giuoco deliaca è Quel silo dove chi artica torna addietro tre punti e paga. (A) 5 — (Anat.) Per simil. si appella Laberinto un luogo deli interna cavità deli orecchio degli ammali. 3 — La parte superiore dell'osso etmoide. (A) 3 — Dicesi Laberinto testicolare al rigiro coiifaso che fanno le Vene sotto quel ligamenlo che sta tirato a traverso l aico del pene. (A) 4 —* E detto in generale di Talune parti del corpo o simili ove siavi gran quantità di canali ec. che s’ incrocicchiano. Red. nel Diz. di A. -Paini. Tutti questi tre ascessi.... si comunicano scambievolmente l’uno coll’altro con segreti e profondi canali e laberinti. (N) Laeerio , * La-be-ri-o. ÌY. pr. m. Lat. Laberius. ( Dal celt. labairl parlale , che vien da lab labbro: e però significa parlatore.) — Giulio Decimo. Cavaliere romano , eccellente nel comporre farse. (Mit) L abi a . * (Geog.) Là-bi-a. Città della Turchia europea. (G) Labiale, La-biàde. Add.com. Appartenente alle labbra; [ed è per lo piai Aggiunto di lettera che si pronunzia con le labbra. —,Labbiale, sin. Salviti. Pros. Tose. yg. Ma in Giuseppe il raddoppiamento della h-ltera labiale P non pare che sia così disaggradevole. E log. Vennero le labbra medesime ec. ad aprirsi con garbo , e a far risonare lemme lemme , in vece del B lettera troppo labiale , 1’ V consonante. E 4q4. Cosi sembra esser questa voce greca eVos voce semplicissima e primigenia , in cui spicca , come principal sua costitutrice lettera, la P lettera labiale. E 2. gy. Questa lettera labiale non fa se non buon suono e soave. 2 — * (Anat.) Ghiandole labiali : Eollicoli mucipari, rotondi e protu- beranli che ornano la faccia interna delle labbra , at disotto detta menilo atta mucosa. (A. 0.) 3 — * Arterie labiali o coronarie : diconsi cosi i noni dell’arteria mascellare esterna , da cui si spiccano in vicinanza della commessura delie labbia. Lo stesso dicasi delie vene. (Vali) (A. 0.) 3 — * Muscolo labiale : Dicesi a ciascuno de’ due fascicoli carnosi e semi-i li. coleri, i quali si estendono da una commessura delle labbra all' altra , e la cui riunione produce l'orbicolare delle labbra.tff an) Lama n. * (Geeg.) La hi àr. Città delia Burlerai nella Reggenza di Tripoli. (G) Labiato. * (Bot.) La bi-à-to. Ade!, e sm. Dicesi di un fiore a cornila irregolare mor,apetala fornita di lungo tubo il cui lembo è diviso in due labbra uno superiore e l'altro inferiore. —, Labbiato . llingeute, sin. Lat. labiatus. (A) (A. O.) (N) a —* Famiglia delle labiate : Famiglia naturale di p ialle dicotiledoni mo- nt pelale ipogu.e , con calice mor.osepalo tuboloso , variamente diviso , e colla coivtla irregolare tubolosa divisa in due labbra uno superiore e l’ altro inferiore , co’ slami didinamici ravvicinati al labbro supcriore per coppie , e quattro lichene nel fondo del calice ne formano il frutto. Lat. iabiatae. (A. O.) (.N) I.abici . * (Geog.) Là-bi-ci. Amichi popoli et Italia. (Mit) La in co. * (Geog.) Là-bi co , Lavico. Antica città d’Italiafra G ab io e Tusculc. Vi fu il pi imo e 7 secondo Labico. (Mil) (N) LAumoMBTRO. * (t.iiir.) La-bi-do nie-tro. iSm. V . G. Lai. labidometer. ( Da labis pinzetta , e melreo io misuro.) Strumento acconcio a misurare f allontanamento dei due cucchiai del forcipe applicali alia te>ta del fanciullo. (A. O.) Labies'o , * La-bi è-no. N. pr. m. La!. Labienus. ( V. Labeone. In celt. hibeeln lapidare») — Tito. Generale romano, tr.buno de! popolo, luogotenente di Cesare nelle Gallie e poi di Pompeo. — Quinto. figlio del precedente, generale presso i Parti. — Filo. Slor.co ed orali re del tempo di Augusto. (B)(Mii) Labile, Làbi-le. Add. coni. Cedevole, Lubrico, [ Sdrucciolevole .) —, Labole, sin. Lat. lubricai, caducus, [labilis ] Gr. vitóyXmos, yXhrxfos. Mir. S. Greg. La terra , eh' è bagnata dall’acqua , diventa labile. 2 — Memoria labile. [/Y Labole , §. 2.] 3 — [Facile a cadere , Fragile , Incostante.] Bocc. nov. Sg. 6. Sono naturalmente le femmine tette labili cd inchinevoli. E Vii. Dani. ì( : 3. Li prelati cc. , nella cui custodia sono commesse le anime labili. 4 — [( “duco, Passeggierò, Fugace.] Dant. Par. 20.11. Comindaron cauti Da mia memoria labili e cadaci. Red. Dior. 2. Se di 11 uve il sangue amabile Non rinlianca ognor le vene, Questa vita è troppo labile , Trrppo breve, e sempre in pine. Labilissimo , La-Li-lìs si-mo. Add, m. superi, dì Labile, Mas. Pred, Par. !. Berg. (Min) LABRADOR Labilità , La-bi-li-tà. Sf, ast, di Labile. Caducità. Mus. Pred. 1. 435. Berg. (Miri) Comm. Dant. Par. 33. Dice : vinca la tua conservazione la labilitadc e debolezza umana eh’ è circa la memoria in questa spezie di sibili. (N) Labimo , * La-bì-mo. N. pr. m. Lat. Laabim. ( Dall’ ebr. leab taglio della spada. ) (B) Labiea , * La-bì-ua. Sf. Neologismo di cui si servon variì scrittori , anche toscani, per denotare alcuni ammassi di neve che si formano spesso in certi luoghi delle montagne , donde talvolta tvvinano al basso e trascinali seco ogni cosa. ( Dal lat. labor io cado. ) (A) Laiuseto , * La-bi-né to. N. pr. m. — Ile di Babilonia. (Mit) LaeihustifoiIme.* (Bot.) La-bi-rin-li-fór-me. Add. m. Lo stesso che La- berintiforme. V. (N) Labirikto , La-bi-rln-to. [ Sm. Lo slesso cfte] Laberinto. V. Varch. Ercol. 27. O voi mi cavate di questo labirinto voi , o voi mi porgete Io spago , mediante il quale possa uscirne da me. » Ar. Fur.18. ig2. Era a quel tempo ivi una selva antica D’ombrose piante spessa e di virgulti, Che , come labirinto , entro s’intrica Di stretti calli e sol da bestie culti. (B) 2 — * Per simil. Parlando d' acque correnti e di strade vale Giravolta, Serpeggiamento , Andirivieni. Ar. Far. 13. 4 2 - Fuggi piangendo , e con le mani ai crini Per Selve e boscherecci labirinti. Chiabr. Rim. Dunque presso quest’onde, Che coi bei labirinti Trascorrono il sentiero , Che verrammi in pensiero ? E altrove : Per le liquide vie fan labirinti. (Br) Labitokchia. * (Mit.) La-bi-lòr-chia. Nome col quale gli Sciti adoravano Vesta. (Mit) Lablab. * (Bot.) Sm, Specie di fagiuolo che porta i peduncolelli del racemo a verticilli , i legumi a forma di scutbla col dorso scabro ed i semi col callo dell' ilo allungato .— , Faggiuolo di Egitto, sin. Lat. dolicos niloticus. (N) Labocla.* (Geog.) La-Lò cla.ùnteli. dell'Indie al di qua dal Gange.QUA) Laboda. * (Geog.) La-bò-da. Antica città dell' Indie. (G) Labole , Là-bo-le. lAdd. com. V. A. V. e di'] Labile. 2 _ Memoria labole, si dice della memoria che non ritiene.Bemb.Asof. 2. 12t. Perciocché non vi sento di cosi labole memoria , che egli vi debba già esser di mente uscito quello che io pur ora vi ragionai. Labon. * (Geog.) Città deli isola di Sumatra. (G) Labokake , * La-bo-rà-re. Alt. V. A. V■ e A’Lavorare. Guitt. Lett. 15. 45. Ma per neente labora Chi non labore segue fin a frutto. (V) Laboratorio. (Chim. e Farm.) La-bo-ra-tò-ri-o. Sin. Luogo disposto convenevolmente per servire alle operazioni chimiche , ed alle preparazionifarmaceutiche , guernito di fornelli e di arnesi acconci per tali operazioni, I Fiorentini dicono Fonderia, l'arg. Proti. (A) (V an) Labore , La-bó-re. [Ym.] V. L. [e pomi. I Fatica. Lat. labor. Gr. xd- p.a.rcs. Dant. Purg. 22. 8. M' andava sì, che senza alcun labore Seguiva in su gli spirili veloci. E Par.23.6. E per trovar lo cibo onde gli pasca, In che i gravi labor gli sono aggrati, ec. Tesoretl. Br.4'■ E1 non fina nè muore , Ma tutto mio labore cc. Conven che si consumi. Laborie. * (Geog.) La-bò-ri-e. Antico nome della Campania, detta da' Greci Pblegracum. (Van) Laboriosaaiekte , La-bo-rio-sa-mén-te. Avv. Con fatica , Con laboriosità. Lat. laboriose , difficile. Gr. nrip-iius , Fr. Giord. Pred. B. Non possono se non laboriosamente sostenere tanti malori di persecuzioni. Laboriosissimo, La-bo-rio-sis-si-mo. [Add. m.] superi, di Laborioso. La’. laboriosissimtis. Gr. èitnrcvsiTxTO!. Fr. Giord. Pred. B. Ma lo arrivarvi si è cosa laboriosissima. E appresso : Ma pure con laboriosissimi sforzi ottenne i suoi intenti. Laboriosità , La-bo-rio-si-tà. [.£/» Stento grande ,] Fatica. —, Laborio- silade , Laboriositate , sin. Lai. labor, acruiima.Gr.*oVos,r*Aanr«p<«. Fr. Csioìd. S. Pred. 2. II qual vizio è di somma stoltizia , e di grande vanitade , e di molta laboriositadc. Laborioso , La-bo-ri ò so. Add. in. Faticoso , Difficile a Jarsi. Lat. laboriosi!» , difficili. Gr. sbtVovos, Agn. 1 and. Ne chiamo appetito tirannesco in colui ^ nel cjuule e cui a e sollecitudine delle cose generose della patria, quantunque faticose e laboriose. Veti. Nei. 2. 44. Sebbene é laboriosa, e lunga d’operazione , tuttavia fa una cosa reale. Morg. 28. yg. Questa guerra fu più laboriosa Che alcun' altra. 2 _ * Parlando di Persona vale Amante del lavoro. (A) Laboroso , Lu-bo-rò-so. Add. m. V . A, Affaticato. Semi. S. Agost. 11. Siamo tanto laborosi per lo grande lavorio che abbiamo preso a fare , ec. (A ) . Labota, * La-bò-ta. N. pr. in. (Dal gr. laos popolo , e botes , m dor. buias pastore : Pastor di popoli.) — Re di Sparla ,fgho di E che- strale. (Mit) Labrace. * (Zool.) La brà-ce o Là-bra-ce. Sin. Sorla di pesce, che anche dicesi Luccio , 0 Pesce lupo. Va H Labrace di mare sarebbe quel pesce che in Toscana chiamasi Ragno. ( In gr. labrax , acos pesce lupo. ) Salvili. Opp. Pese. 1. 184. il labrace o pesce lupo , Non riman fuori de’ medesmi fiumi , Ma del mar ver le bocche egli rinuota. E 2. 24y. Il labrace o pesce lupo Ch’ ha per sua tal voracità lai nome. (B) E 1. i83■ I muggini ed i cefali, giustissima Razza del mare , e i Libraci e l’ardite Àmie. E 2. 2/pj. annoi, il labrace AslPpag è detto da hx&pm , ghiotto divoratore. E 3. 2yS. Il luccio poi o il labrace una fossa Cavando colle pinne per la rena ec. (N) Labradeo. * (Mit.) La-bra-dè-o. Soprannome di Giove, adorato ni Curia , e detto anche Labrandeo , Labrandio , Labdacco. (Mii) Labraho , * La-brà-ilo. N pr. in. (Dal gr. labivs avido , e hals halos sale : Àvido di sale. ) — Fratello di Atubino , che uniti edificarono un tempio a Giove. (Mit) Labrador. * (Geog.) La-hra-dòr. Sm. Lai. Esotilandia. Penisela deh « Nuova Brettagna t eli' America settentr,—i'suvd* dii Labrador. Snelle LABRADORITE formato dal golfo S. Lorenzo, fra la isola Amicasti ed il Labrador. (G) Labradorite. (Min.) La-bra-do-rite.Y/^ Feldspato opalino, delta anche Pietra labraclor. (Boss) Labro. Sm. V.poet. Lo stesso che Labbro .V. Lai. labium, labrum. Rim. Ant. Ine. 12Ò. Dicendo; vedi allegro dar di piglio Dentro a quel labro sottile c vermiglio. Poi z. Stanz.1. 10 4. Con disire aggiungendo labro a labro. E Ar. Far. 7. i‘ò. Quivi due filze son di perle elette, Che chiude cd apre un bello e dolce labro. E io-, f lo vi vo’dire, e far di meraviglia Stringer le labxa, ed inarcar le ciglia. E 22.12. Non avea meno ancor le labra in molle. E ^2. io4. Poi quanto fosse periglioso il caso A porvi i labri col pensier discorse ( RinaldoJ. JJenz. Rim. 1. 2Ò0. T'a che dal labro angusto Se n’ esca il riso ap- 'pena. E Sw. 3. E così vada chi disprezza o allenta Della modestia il freno , e dal suo labro Di maldicenza le saette avventa. E Red. Ditir. 28. Sol da questo fvmoj nel core Si rifanno gli spirti , enei celàbro j Ma quel che è più , ne gode ancora il labro. E Rucell.Sp. pag. 214 • Cosi diss’ egli ; e poi tra labro e labro Mi pose un favo di soave mele. (N. S.) (P) 2 —* (Zool.) Genere di pesci dell* ordine degli acantopterigi di cui si contano presso a sessanta specie. La p ii bela è il Labrus julis , detto nella Ligur.a Donzella , altrove Zigiirclla , ed in Provenza Girella. Il suo capo è listato di vaghi colori opalizzanti e violetti , rilevato da ciascun lato di teste color rancio a sghembo.Si tiwa net Meditcmmeo.La sua grossezza non eccede quella delle sardelle.(Ai) (N) Sa’vin. Opp. Pese. 2. 24 7. in nota: Plinio nomina un pesce labro 9 la qual voce io faceva venire da Aolfipos cioè maxime vorax , e poi ho trovata per appunto questa origine nello Etimologico Magno. (i\) Ladroni. * (Geog.) La-hro-nè-i. Amichi popoli che Aitila condusse contro di Ezio. (O) Labudan. * (Geog.) La-bu-dàn. Isola del mare della China. (G) Laburno. * (Bob) La-bùr-no. Sm. Specie di pianta del genere citiso che si coltiva per ornamento ne boschetti , e si adopera pei siepi. Ha le foglie ternate bislunghe e sericee di sotto , i racemi pendenti allungati carchi di grossifori gialli , ed i legumi co’ margini rilevati. Dìcesi anche Àbor- niello, Anagiri minore, Avorno , Bornicllo, Biviidoli, Citiso, Eghi to, Ciondolino, Maggio ciondolino, Majella, Majo, Liburno , ec. V> Avor- nio. Lat. cvtisus laburnum. (N) Lacanàti. * (Geog.) La-ca-nàti. Antichi popoli della Cilicia. (O) Làcanopteri. * (Eilol.) La-ca-nò-ptc-ri. Ada. e sm. pi. Lat. Lacano* pteri. ( Dal gì’, lachanon erba , e pleivn ala. ) Animali immaginarli , che Luciano pone nel globo della luna. Erano grandi uccelli Coperti di eibe in vece di penne. — , Lacanotteri , sin. (Mil) Lacanotteri.*(Eì 1 o 1.) La-ca-nòt te*ri. Lo stesso che Lacanopteri,/^.(Mit) Lacantis. * (Geog.) La-càn-tis. Contrada dell ’ Asia nella Cilicia. (G) Lacaracdnda. * (Geog.) Lu ca ra-cùn-da. Città dell' Indostan inglese. (G) 1-aoa.rb, * Da-carc, Lacarete. N. pr. m. Lai. Lachares.(V./rtc'urefe.)— T liratino di Atene. — figliuolo di Mitridate ec. (B) (Mii) Lacarete, La-carc-tc. N. }>r. m. (Dal gr . luche sorte , destino, ed crete virtù : Destmo della virtù, owero Virtù del destino.) Lo stesso che Lacarc. F. (Mit) Làcaria. * (Geog.) La-cà-ri-a. Ant. C ttu et Italia nella Lucania . (G) Lauarto,* La-càr-to. N.pr.m. (Balla particella gr. acci-, la, e da cariems robusto , che vien da cortes robustezza.) — Generale Corintio. (Mit) Lacata. * (Bot.) Là-ca ta. Sm. V. G. Lat. lacatlia. ( Da lacailie lavata. ) /Some rinvenuto in Teofraslo , che Plinio ripojta al Yacci- niuin , ma che da altri botanici credesi il Priuius niahalcb , arbusto che attigna nelle siepi , e ne' bordi de' campi. (Aq) Lacatea. * (Bot.) La-ca-tè-a. Sf. V. G. Lat. lacathea. (Da Ideatili' ìa- cata. ) Genere di piante delia monadeljìa poliandria , delta famiglia delle gordoniacee, stabilito da Salisbury a scapito della Gordonia pu- bescens , arbusto dell’ America settentrionale. Non riconosciuto da’ moderni botanici. (Aq) (iS) La causa. * Posto avverò. Lat. cur. Cecch. Stiav. s. 2. Ma la non è già il caso nostro. Alf. La causa ? Pii. Oh , perchè noi abbialo bisogno d’ una serva da lòtica ec. (Y) Lacca. [Sf.V.A. Scesa, Luogo basso, Cisterna, Pozzo.'] (Dalgr. lace baratro , precipizio, valle. Nella stessa lingua laccos fossa. In celt. lacca pozzo , Ine stagno, Iacea caverna, voragine , laken palude, cloaca, pantano che difesi luche in ted. Gli olaud. hanno laugte per luogo basso.) Dant. Inf. 7. 16. Così scendemmo nella quarta lacca. Bui. ivi : Nella quarta lacca , cioè nella quarta china , o scesa , o lama. Doni.Purg. 7. 71. Tra erto e piano era un sentiero sghembo, Che ne condusse in fianco della lacca. But.ivì: Della lacca, cioè {[ella valle , dove lo monte incomincia a chinare nella valle. E appresso : Lama e lacca è luogo concavo e basso. a — [Ripa.] ( Dal celt. reca o paca diga.) Dant. Inf. 12.11. E ’n sul- la punta della rotta lacca L’infamia di Cleti era distesa. Bui. ivi : Della rotta lacca , cioè ripa. '1 ■—Dicesi Lacca c Lacchi ! la [la parte inferiore deU’]anca e coscia degli animali quadrupedi. Lat. cosa, coxcndix. Gr. lesd'cs. ( In danese ed bigi. leg gamba : in illir. laidi! braccio, gomito.) Burch. 2. à'y. Ch' egli abbia ec. Stese le lacche, e tutto ben quartato. (Parla d'un cane.J 4 —* Ed anche fu detta per la Natica dell’ uomo, siccome pare. Fii'enz. lini. pag. t 3 o. ftir. 1 afa.J Poi vi si mette 1’ una e 1’ altra lacca A seder sopra la fune menando ec. Gozz. Semi. 1 ù . £ S p cgso move in compassati inchini La leggiadria delle affettate lacche. (B) (N) ® — (Min.) [Combinazione di un ossido o d’ un sottosale metallico con una materia colorante; ed è quel] color rosso che adoperano i dipin- ton , e si fa colla cocciniglia. Lai. lacca. Brano. Suedi. Op. dio. 91 . Otto cose , sanza le quali il mondo quasi non può fare , e sono buone endiche ; allume , bambagia , pepe, indaco , verzino , lacca , SCta . olio. (Inni. (inrn. *11. La hiaora de* colorì è la ma.-ct-r» F LACCIO 5 d’ odorata Lacca tu me ’l coverta , e fregia d* oro. » ( Parla d un libro da legarsi, -c però sembra piuttosto nelsìgnif. del 5. seguente.)(^\) a — Spezie dì gomma in lagrime e in lastrette , che serve per far le vernrci e la ceralacca. Lat. lacca ofììcinarum. Ricctt. Fior. 44 ' È noto oggidì clic la lacca è una gomma che nell’ India è raccolta su certi alberi, lavoratavi da certe formiche alate, simili alle nostre cuterzole. 3 — [fine: Sorta di colore per dipignere a olio , che fa uri rossoscuro maravighoso. Cavasi questo artificiosamente dai panni chermisi con alitane di rocca, e si conduce a d.verse bontà e perfezioni.] Rorgh. Rip. 211. Ecci un altro colore pei' dipignere a olio molto stimato, il quale è detto lacca due, la quale si fa in questo modo. 4 — ordinarla : Un co'or simile per dipingere a tempera , e si cava da' bruciali del verzino , nel modo che E ijg. Come pel contrario si può osservare nella cheppia, o laccia, la quale è guarnita duna vescica- avente una sola cavità 5 e pure le mascelle della 'cheppia non solamente sono sdentate, ma è sdentato altresì tutto quanto il pelato. (B) 2 — Onde fig. [ A prima laccia = Al principio della primavera, ch'è quel tempo in cui tal pesce suole ennxire nel Tevere.] Bsrn- rim. 1. 01. A rivederci a Ostia a prima laccia. Lacciaie , Lac-cià-re. Alt. V. A. V. e di' Allacciare. Lucan. Non vi lasciate prendere o tacciare come bestie, (Y) , 2 — N. pass. Allacciarsi. Lat. dcligari. Gr. dèitàxi. Cavale. Pusigd, 8 . Poiché hai fatto il voto e la promissione, U sei lacciato con le parole della bocca tua propria.» (£’ edizione di Roma iySi a pag. 7 6 ha : Poiché hai fatto lo yoto e la promissione, se’ diacciato colle par roie , ec.) (B) Lacciato, * Lac-cià-to. Add. m. da Lacciare. V. e dr Allicciato. (N) Lacci atura. (Idraul.) Lac-cia-tù-ra. Sf V. e di' Allacciatura. (,4) Laccico.* (Cium.) Làc-ci-co. Add. e sm * Nome imposto a certo acido cristallizzabile , di color gialL o vinoso , di sapor agro , che si scioglie nell’ ucqita , nell’ alcool e nell' etere. ( 0 ) Laòcina.* (Chim.) Lac-ci-na, Sf. Resmc ths costituisce la base della lacca ; è giallastra , trasparente , più leggiera dell’ acqua i col calore s* indura esalando un certo odore aromat-co. (Q) ;.a di cappio , che scorrendo-lega e strigne- 2 6 OCCIOLETTO subitamente «io che passandovi il tocca. Lai. laqueus. Gr. $pc%os , eruy'n, ( In celt. iacz , in frane, tacci.) Cr. io.32. 2. Si fanno molti lacci delle setole del cavallo in una funicella della detta materia tessuta. E num. 3. Gli uccelli d’ acqua si prendon pure in quel medesimo modo , quando presso all’ acqua ec. cotali lacci si tendono. » Fav. , Esop. 181. Cacciatoli un laccio in gola, 1’ ebber impiccato. (V) a — [In più ampio sign. dicesi di Qualunque cosa che leghi ; e per lo più in ambo 1 modi di legame. ] Petr. canz. 4g, 4. Donna del Re che nostri lacci ha sciolti. 3 — La pena della forca. Segn. Fred. 3. 1. Non sono degni se non di un pubblico laccio. 4 —* Maglia di rete. Salvia. Opp. Pese. 3. ìg8. Le sfirene allor quando negli lini S’ imbatteran, cercano il laccio largo, Girando la muraglia della reta : Con impeto da questo ec. Sdrucciolevoli scappano sguisciàndn. (N) $ — Per metqf. Ogni e qualunque sorta d’inganno e insidia la quale si tenda tanto all animo, quanto al corpo; [Lacciuolo.] Lai. laqueus. Bocc. nov. 3. 5. Il Saladino conobbe costui ottimamente essere saputo uscire del laccio. E nov. 5j. 2. Sè de’ lacci di vituperosa morte disviluppò. Red. Im. 3. Che maraviglia poi ec. se ne’lacci delle fallacie, o negli aguati degli errori si trovi colta ed inviluppata? » Peir.son. 226. Nè d’ Amor visco temi, o lacci, o rete. E canz. 36. 5. Pien di lacci e di stecchi un duro corso Aggio a fornire. * — * Onde Incappare nel proprio laccio, o pure Tendere il laccio ed esserne preso, dicesi quando /’ inganno , l’ insidia , la beffa toma sopra l’ingannatore ec. Frane. Sacch. Cam. pultic. daI Poggiali. Che tal d’ ollender ebbe il laccio teso, Che poi da quello è giustamente preso. (P) 3 -■ * E più propriamente, Dare nel laccio=i?sser preso al laccio. V. Dare nel laccio. (N) fi — * Di cesi anche figuratamente e poeticamente Mortai laccio per Corpo , siccome Terrestre velo , Mortai prigione , Carnai nido , Carnai panno c simili altre forme poetiche. Tass. Ger. tf 7. Quando ciò fia ? rispose ; il mortai laccio Sciolgasi ornai se al restar qui m' è impaccio. (N) 7 — (Chir.) iSostro di filo che. si applica a qualche parte , onde contenerlo, siccome ne’ parti ov’ e forza d’ andare successivamente in cerca dei due piedi del feto. Red. Cons. i/f. (Edizione de' Classici , wm. g.) Se questo ( male. ) , più ostinato degli altri, non volesse cedere.... , allora bisognerebbe far della necessità virtù, ed accomodarsi al cauterio nella nuca , anzi piuttosto a un laccio , o setone che si chiami, come quello ec. (A) (B) 5 (Veter.) Corda munita d un nodo scorrevole che si adopera per alternare un cavallo afn di assoggettarlo a qualche operazione o dominarlo in viaggio. (A. O.) Laccioletto , Lac-cio-lét-to. [ó’m.] dim. di Lacciolo. V. e di’ Lacciuo- letto. T acoiolo , Lnc-eiò-lo. [Sili. dòn. di Laccio. / . e di '] Lacciuolo. Red. Cons. 2. g. 52. Tendi pur laccioli e vischio. Licciuoletto, Lac-ciuo-lét-to.’[i5m.] dim. di Lacciuolo. —, Laccioletto, sin. Lat. tenuis laqueus. Er. Giord. Pred. R. Nella selva di quei capelli Lucifero tende gl’ invisibili suoi lacciuoletli. Iaccioolo, Lac-ciuò-lo. r.Vm.': dòn. di I,accio.— , Lacciolo, sin. Lat. laqueus , pedica , tcndicula. Gr. zrxyU, i. à’pnvs. Alimi. Ant. t.ì. 2. 2. Come 1 pesci son presi all’ amo , e gli uccelli al lacciuolo ; cosi son presi gli uomini nel tempo rio , quando la morte subita sopravviene. Albert. cap. 6/p E siccome i pesci si pigliano all’amo , e gli uccelli al lacciuolo ; cosi si prendono gli uomini al tempo. 1 — Per meta]. [ Dicesi d’ Ogni e qualunque sorta d’inganno e insidia , la qual si tenda tanto all’ animo, quanto al corpo.] Lat. insidiao, fraudes , illecebrae. Gr. x-rxrri , bó\ or, hòo.as. Roc. nov. 77. /jf>. Mille lacciuoli, col mostrar d’amarti , t’ aveva tesi intorno a’ piedi, 1- num. 68. Quivi la donna, che aveva a gran divizia lacciuoli, ec. uam.hif. 22.10g. Ond’ei, ch’avea lacciuoli a gran divizia, Rispose s rL 1 et, F c ffT z% S6 ’ 2 ’ Che T ’ eran di taccino’ forme si nuove ec. , Y®- P ™ d , < r , 10< ' r, ; 1 , te iv’era in pregio. E 48. 4. Mille lacciuoli in gn p e si. E son. 53. Tanti lacciuol , tante impromesse false , Tanto provato avea *1 tuo fero artiglio. Lacco.* (Arche.) Sm. Luogo sotterraneo in cui sì facevano i sacrificii agli Det mjernati. (Dal gr. laccos fossa. Y. laica.) (Aq) 2 —* (St. Mod.) Sorta di moneta dell' Indie. (Vari) Laccofiio.* (Zool.) Lac-cò fi-lo. Sm. V.G. Lai. laccophilns. (Da laccos laguna , pozzo , e phitos amico. ) Genere di insetti dell’ ordine de' coleotteri, delta sezione de' pentamci i , della famiglia delle idre- ccn’aree , stabilito da L.each * e così denominati dall’ abitudine di amare per loro abitazione le fosse ed i luoghi umidi. (Aq) Lacedemone , * La-ccdè-mo-ne. N, pr. m. ( Dal gr. tace baratro, e demon genio : Genio de’ baratri.)— Nome del quarto re di Sparlaf Mit) 2 —* (Geog.) Antica città delta Grecia, cap. delta Tracoma, chiamata da principio Sparta , e più modernamente Misistra. (G) Lacedemoni.* (Geog.) La-cc-dc-mo-ni. Nome non solo degli Spartani, ma di tutti gli abitanti della I.acania , eccettuali gl’ Iloti. Più anticamente detti Icteocvali. (G) Lacfdekonia.* (Grog.) La-ce-dc-mò-ni-a. Lo stesso che Lacerila./G (G) X.acedemonia,* (Mit.) Soprannome di Giunone. (Mit) Lacedemonie. * (Arche.) La-ce de-mò ni-c. Add. e sf. pi. Feste in cui le donne spartane , le donzelle , e le serventi uni varisi in. vasta casa dalia quale emno escimi gli uomini, (Mit) Laseuesionio , * La-ce-dc-mò-iii-o. JV. pr. m. Lat. Lacedemoni™, — Figliuolo di Cimane c di Chiaria. (B) (Mit) laAt.Ec emonio. Add. pr. m. Della Lacedemonia , ovvero Di Lacedemone, (Van) (N) ’ Jlacedogna. * (Geog.) La-ce-dò-gna , Lacedenia. Lo stesso che Cedo- gna. V. (G) LACERTA Laceratile , La-ce-rà bi-le. Add. com. Soggetto a lacerazione , Che pub lacerarsi. (A) Tfaltisn. Berg. (0) Laceramento, Laceraménto. \S m. i II lacerare, [ L' alto di lacerare, Squarciamento .—, Lacerazione, rn.] Lat. laceratio. Gr. meLpa.yiJ.ee. Pool. Oros. Per tutto 1’ Oriente il disfacimento delle chiese e ’l laceramento de’ santi avea fatto. 2 — * Fig. Strazio o Dolore che si prova internamente per cosa mal fatta. (À) Lacerante, La-ce-rànte. [ Pari, di Lacerare. ] Che lacera. Boez. G. S. 8g. Alla fine aBa mia stoltizia, lacerante le gran cose , pesa di se alcuna volta. E appresso .- Ha’ tu compreso nelle poetiche favole i giganti il ciel laceranti ? Lacerare , La-ce-rà-re. [ Au .] Sbranare , Rompere , [ Infrangere , Stracciare , Squarciare senza adoperare strumento da luglio. F. Laniare, Dilaniare , Scipare.—, Dilacerare , sin.] Lat. lacerare. Gr. mapoLr- tiiv. Al ir. Al ad. Al. Con battiture la percosse , e duramente la lacerò. Fir. As. 152. X,acerando e stracciando le sue membra su per quei taglienti sassi, seminò le sue interiora per quelle balze. 2 —* Per simil. pattando di Terreno o simile importa Solcare , Fendere , Aprire. Anguill. Alelam. i. 22. Senza esser rotto e lacerato tolto Dal vomero, dal rostro c dal bidente, Ogni soave e delicato frutto Dava il grato terren liberamente. ( Il lesto ha Tcllus 6aucia vomeribus ec.) (N) 3 — Per metaf. itti cesi di cose morali, come della Fama, dell Onore e simili , e vale Calunniare , Spallare , Dir male , Oflèridere , Oltraggiare con maldicenze e calunnie ec.] Lat. sugillare , carpere , proscindere. Gr. -io.'yen ', Sixtrvptiv, pcnpioilxi. Rocc. g. 4 • /’■ E.E tutto da’ morsi della invidia esser lacerato. E num. <3. Riprenderannomi, morderannomi, laccrerannomi costoro, se io ec. Guid.G.83. Il quale cosi arditamente con parole vantevoli e mordaci non si è peritato di lacerare la vostra macstade. Seni, Star. 1. 21. Con somiglianti calunnie e prodigii lacerano ogni di la fama dell’ innocente giovane.» Vii. S. Gir. 4 2 ■ Allogheranno col trinco della loro malizia il Tempio di Dio , e laceri-anno la verità della Fede. (Lacereranno.) (V) 4 —* Lacerare ad oflcsa “ Recarsi ad onta , Avere per male. Cavate. Pungit. 25. f Ediz. Rom.J Ciascuno di questi ( il lussurioso , e 7 geloso J vorrebbe volentien, che Iddio per la sua opera non si lacerasse ad olìèsa : ma il bestemmiatore ec. lo intende pur d’ olfenderc e vituperare. ( Se già non fosse etrore di stampa, e fosse da leggerle : Se la recasse ad ollcsa.j (Y) 5 — * Oflcndere, Cagionar male, e dicesi principalmente e fg. di orecchi fll sinuli , quando si ascoltano disarmonici suoni. V. Laceratorc, §■ 2. carne strappata .] Lai. lacertus, torus. Gr. g t'&'t', o sV rfi ^pctyfiovi gvi.Dant.lnf.22.q2. Presegli il braccio col ronciglio , Sicché stracciando ne portò un laccrto. But. ivi : Lacerto è propriamente congiunzione di più capi di nervi insieme , ed è in alcune parli del braccio. Cr.g.10.4^ in simil modo si faccia nelle gambe dinanzi, faccendo le predette cotture dentro ne’ laccrti. 2 — Lacerti diconsi da’ notomisti due prominenze paralelte ed ineguali della superfìcie interna dell' auricole del cuore. Targ. Lez. Cocch. Il ventricolo posteriore. . . . aveva deboli e flosci i suoi tacerti , e poco sangue nella sua cavità. (A) 3 — Fu usato anche per Lucerla , ma non è da imitare. Alani. Colt. 3. A pena ardisce Trar la testa di fuor pur il lacerto. 'E 5. 112. Dai dipinti tacerti c dagli augelli Ben sian difese (le api). E Elcg. 1. i52. Non vedi ch’ogni augel s’asconde in vaile , £ sotto sasso o prun frigge il lacerto? (V) Lacertolà , La-cùr-io la. [A/I V . e di '] Lucertola. Ruceìl. Ap. 2^0. Spesso dentro ai crespi favi La stellata lacertosi dimora, E mangia il mel cou l’improvviso morso. Lacetàni.* (Gcog.)La-ce-tà-ni, Lachctani. Antichi popoli della Spagna Tarragonese. (G) Lacetània. * (Geog.) La-ce-tà-ni-a. Sf Amica provincia di Spagna a p è de’ Pirenei . (Mit) Lachenàlià. * (Bot.) La-che-nà-H-a. Sf Genere di piante esotiche della esandria monogima , famiglia delle gigliacee , distinto dalla corolla di sei petah , gl'interni pai lunghi , dalia capso/a triangolare alata co'sem sferici. Lat. lachenalia. (N) Lachesi. * (Zool.) Laché-si. Sm. pi» E. G . Lat. lachesis. Genere di retldi della famigha dei serpenti , da Daudin staffililo colle specie del genere scyiale di Latreille , e che tiene il mezzo tra il boa ed il crotalo. (Aq) Lachesi. * (Mit.) Là-che-si. N. pr. f. (La sorte che immutabilmente assegna ali' nomo i suoi giorni , edi il punto della sua morte , è stata decomposta e personidcata in tre esseri : Lachesi dal gr. luche o tacilo s sorte, Atropo da atropos immutabile , e Ciato da clotho io destino , io iìlo , aggomitolo . cioè i giorni dell’ uomo. ) — Una delle Parche. Dante nel Purg. 21. disse Lachesi che dà le fila. (Mit) Lachete , * La-ché-te. IV. pr. m. Lai. Lachetes. ( Dal gr. la part. ac* crescit. , e chetios indigente , povero ) — Generale ateniese. — Scultore che diede /’ ultima mano ai colosso dì Rodi. (B) (Mit) Xachj.* (Geog.) Lat. Lachium. Antica città della Macedonia. — Lat. Ladies. Città della. Palestina. (G) Laci. E. A. Avv. di luogo , e vale lo stesso che Là , e la Ci si ag~ ghigne pei * proprietà di linguaggio , come Liei e Quicì, Lai. illuc. Gr. Ìau. Dant.Purg. 2.4. 105. Per esser pure allora volto in laci. >:> Salvm. Inn. Om. 5qg. Quivi poscia votando or qua or laci, Pascono i favi. (Pe) LACRIMABILE 1 Capo di Buona Speranza: uno de' quali, il lachnea eriocephsbi Lin., e bellissimo pel suo portamento e pe' suoi fiori pelosi. Riportato al genere Gnid>a . (Aq) (N) Lacnospermo. * (Bot.) I^a-cno spèr-mo. Sm. E. G. Lat. lachnosper munì. ( Da ladine lana, e sperma seme.) Genere di piante deda famiglia delle cinarocefale, della sìngenesia eguale di Linneo, da JVti- denow stabilito , e cosi denominalo da( pelo che guarnisce i suoi semi ; il calice è cilindrico embrichilo, ed il ricettacolo villoso. (Aq)(\ ? ‘) Lacnostoma. * (Boi.) La-cnò sto-ma. Sf. E. G. T^at. lachnostoma. (Oa ladine lanugine, e stoma bocca.) Genere di piante della famiglia dalle asclepiadec , della pentandria dig nia di Linneo , stabilita dq Kwith , e caratterizzate da un calice a cinque divisioni profonde , dalla corolla ipocraien forme. , a tubo corto , lembo a cinque divisioni con V orifìcio o bocca del tubo vestita di una folta lanugine y e la co- nma di fogholine carnose lunaio-biìobe. (Aq) (N) Làco. [A'm.] E. poet. Lo stesso che Lago. E * Danf. InC 2$, 27, Che sotto ’i sasso di monte Aventìn? Di sangue fece spesse volle taeo. E Puig. 5.8A. E li viti' io Delle mie von«.» farsi in terra laco. Ar, Pur. /fi. 21. Quassù lasciasti una città vicina , A ^ fa intorno un chiaro fiume laco. Laco. * 3S. pr. m. (In celi, lach nero , e ìacha crudele. In gr. lacas strepito.) — Favolilo di Galla. (Mit) Lacobena. * (Geog.)La-co-bè-na. Ant.cit. dell' Asia nella Comagena.\G) Làcobiuga. * (Geog.) La-co-brì-ga. Nome di tre arniche citta della Spagna , due nella LusUaiua , e. la terza nella Taii'agonese. (G, Làcomania.*(Fì 1 o 1.) La-co-inà-ni-a. Sf. E. G. Affettazione de costumi spartani. ( Dal gr. lacon Sparta , e marra furore.) (Vau) Lacone , * La-có-ne. N. pr. m. Lat. Lacon, Laco. (Dal %v.lacos Sileno. Nella stessa lingua lachon partecipe della sorte. ) — Proconsolo di Nicea sono Nerone. (B) (0) Lacone. * Add. pr. in. Lo stesso che Spartano. E. (B) Laconia. * (Geog.) La-cò-nl-a. Sf. Regione della Greca nella porle meridionale net Peloponneso , abitala da’ Lacedemoni e pero detta anche .Liicerlemoma e più amicamente Lelegia, Golfo di Laconia. Seno nel mare della Grecia , all’oriènte del Golfo messeiitco odi Corone , ed oggi detto di Colochina. (G) Iaconicamekte', Laco-m-ca-ménte. Avv. Atta l'iconica , Brievemente, Concisamente. Toloin. Lai. Uh. 7. ptg.zf 5. Sapete voi come n scrive laconicamente ? eccovcne un esempio. (A) (B) Laconico , La-cò-ni-co. [Add. pr. m. Della Laconia. Parlando di Stile, Discorso o simili va e Stretto , Concito.'] Lat. lacouicus. Gr. totw«s . Salvili. Disc. 2. s3. Di qui ne nacque il parlare stretto , serrato , conciso , detto stile laconico. a — Usalo anche in forza di sost. ; parlando di Persona, cioè Colui che parla laconicamente. Maga!. Leti, scieni. pag. 3#7- (Mit. Ldiz. Clan.) Por ristringermi più arrabbiatamente, farò conto dii scriverla a quel Laconico , che avuta dal giudice ec. (B) 3 — (Arche.) Chiave laconica : Chiave ingegnosa di cui Li astuzie ai- irihuisce l'invenzione ai Lacedemoni. (Van) Licnti. * (Geog.) La-cì-bi. Lai. Lacihis. Antica città della Spagna nei Laconico. * (Arche.) Sin. Cameretta nelle terme, nella qita'e il solo nrld(l) rto Tett'Attl, { /,7 • ,, —r\ si Si II’ liiS\s>s*lisfj-, ( rrv Imi rial! rifiniti 1 paese de Tardali. (G) Laciburgo.* (Geog.) La-ci-bùr-go. Lat. I/.iclburgiuni. Antica città della Gran Germania , aggi Luisburgo. (G) acide , * Là-ci de , Lucida. JSf. pr. m. La Lacide , * Là-ci (te , Lùcida. N. pr. in. Lat. Lacydcs. ( Dal gr. lacùìoo io lacero: Laceratore.) — Filosofo greco, successole d Arcesdao, piv- letto da Atta’o. (B) (Mit) Lacide. * (Bot.) SjE.G. La!, lacis. (Da lacis scissura.) Genere dì piante esotiche , de fa poliandria digaiia , particolarmente distinte dai tagli pinnalfìdi delle (oro foglie. (Aq) Laudo, * Là-ci-do. N. pr. m. (V. lucide.) — Re d Argo. (Mit) Lacinia. * (Mit.) La-cì-ni-a. Laciniana. Soprannome di Giunone , dal famoso tempio innalzatole sul Pivmaniov.o Iacinto. (Mit) Lacinia, * (Arche.) Sf. Estiemità intei'iore della toga j forse si è dato tal nome agli ornamenti posti negli angoli di tal veste e delia clamide o d'attro munto. ( in lat. lacinia vai frangia, lembo ec.) (Mil) Laciniato. (Bot.) La-ci ni-à-to. Addati. Agg» ^‘Foglia, cioè Tagliuzzala ne lembi a modo di frangia. —, Lacunoso, sin. Lat. lacinia* tus. (A) (A. O.) Lacinie. * (Boi.) La-cì-ni-e. Sf. pi. Nome col quale vengono distinti 1 pezzi lineari ineguali , stretti ed al ungati che dividono un calice , una coiol/a. ima fòglia v qualunque (diruparle di una pianta. — Così diconsi le divisioni di diversi organi delle p ante, ed (die volte è stata presa tal voce come sinonimo ;/< Sepalo. (V. lacnùi.) (0) (N) Launìeiìsi. * (Grog.) La-ci nbùi-si. Ani. pigoli della Liburnia. (G) Lacinio ,* La-oi-m-o. N. pr. m. ( Dal gr. lare baratro , valle , ed uns figlio : Ligio della valle. In celi, ladina fosco , bruno.) — Masnadiere ucciso da Ercole. (Mit) 2 — * (Geog.) Nome Sin. Modo laconico di dire i Breviloquenza, Stile conciso , coni era quello de Lacedemoni , o abitanti delia J uco- nia. Fag. ioni . 5. Comm. 2. ntt. 2. se. 11. Mi conceda con un laconismo dì esprimermi nell’ istesso modo , e rimediare a quanto sopra mi son diifuso. (A) (B) Laconitide. * (Geog.) La-co-ni-ti-de. Sf Conimda dell* Asia Minore nella CHìcia. (Mit) Laconizzare, la-co-niz-zà-re. N. a*s. Usare modo laconico , Stai'e su i laconismi. (A) Guazz. Leu. Beig. (O) Lacoto.mo. (Asti*.) La-cò-t> no. Sm. E. G. Lai. lacotomus. (Da lacis fenditura , e tome taglio. ) Linea retta parallela ali a>se del Mondo , la quale passando pel mer diano , circoscrive tutta i (utp,ez#a orientale ed occidentale de! Soie. Leon. Pascvi. Leu. Beig. (Min) Laccate , * Là-cra-te. N. pr. m. (Dalia particella gr. accresc. la , e da cra/eos potente , robusto. ) — Generile tebano spedito in ajulod'Ar - laser,ie. (Mit) Laoratida,* La crà-ti-da. N. pr. m. ( N. patron, di Lacrate.) — Accusatore di Pericle. (Mit) Lacresmi. * (Mit. Ind.) La-crè-smi. Dea dell' Abbondanza. (Mjt) Lacriasso. * (Geog.) La-cri-às-so. Antica città dell' Asia nella Picco'a Armenia. (G) Lacrima, La-cri-ma. {Sf. Lo stesso che] Lagrima. E. Buon. rm.s. E le lacrime sporte in uno accoglia. 3’ C 'rr. òen . Leu. 6. 68. La perdita delle quali (cose) ci causa anco fin alle lacrime. (N) 2 — Gocciola. Danr.Inf 24^10. Erba nè biada in sua vita non pasce, Ma sol d’incenso lacrime e d'amomo. 3 — Sorta di vino. Buon. Fier. 2. 3. 4- Vin d* amaraschi , lacrime e raspati. Chìahr. R m. Lacrima adunque appellerassi un riso , Parto di nobilissima vendemmia? Red, Annoi. D.nr. ij’3. Parla di quei vini rossi del Regno di Napoli, che son chiamati lacrime. E appresso : Le lacrime d'Ischia , di Pezzuola ec. son tenute in minor pregio, ancorché stano molto gagliarde e potenti. » Red. Annoi. Duir. - t8i . Le lacrime d* Ischia , di Pozz.iolo , di Nola , di Oltnjano ec. v N) Lacrimabile , La-cri-mà-bi-le. [Add. coni. Lo stesso che LagrimabUe. fi .3 Vant.ìnf. 6. fi. Qui pose fine al iacriraab;! suono. » Rucelt* Ap. 8 LACRIMABILISSIMO 2/5. Deh poni alquanto , per mio amor , da parte II regai ostro, e i tragici colui ni Della tua lacrimala! Sofonisba, E quel ec. (B) Lacrimabilissimo , La-cri-ma-bi-lìs-si-mo. [Add. in.] superi, di Lacrimabile. [Lo stesso che Lacrimabilissimo- F •) Salvai. Pros. Tose. 1. 2 tS. Glande perdita certamente facemmo , e lacrimabilissima , nella persona del ciotto senatore da Filicaja. Lacrimale , La cri-uià-le. Adii, cotti. Lo stesso che Lagrimale. F.Folg. Mes. Si fanno cautcrU e medicine rodenti alle fistole lacrimali. Lacrimante , La tri màn te. [Pari, di Lacrimare.] J.0 stesso che Lacrimante, F-n Vii. S.AIess. 26/j. Tu vedevi il padre tuo e me misera afflitti e dolenti e lacrimanti , c non ti dimostravi a noi. (V) Lacrimare, La-cri-roà-re. [N.ass.] Lo stesso che Lagrimare. F. Lab. 5. Dopo molti sospiri e rammarichìi amaramente cominciai, non a lacrimare solamente , ma a piagnere. Fr. Jac. T. 3■ G. 02. Il lacrimar non fogge , In amor annegata. » Ar.Fur. 4°- i2 - Dato restauro a’ corpi esausti e voti, Abbracciandosi insieme facrimaro. (Pe) 3 — * E in sign. att. Jr. Eteg. Rime disposte ec. C.om’ ora è apparso a dimostrar quest’ ora Venuta a tramutar la città lieta , Le feste e i cauti , e a lacrimar I «mora. (P) 3 —- Per r.w. Oocciolare, Versar gocciole. Iteri. Dilir. 3t. Alisi beva il balenio, altri la Tolta, Altri il sangue che lacrima il Vesuvio. Lacrimato , La-cri-mà-lo. Add. tri. da Lacrimare. [Lo stesso che La- gmnato. F.) ' ■ Lacrimatoio , Lu-cri-ma-tó-jo. Sm. Foce usala da’ pittori e scultori a dinotare quella sostanza rosseggiante e incavala che è nell' angolo interno dell’ occhio . delta dagli anatomisti propriamente Caruncola lacrimale , perche da essa restano espresse le lacrime , e tramandale , per 1 punti lacrimali incavali in ambedue le palpebre superiore e in - fer.ore , verso i confini del medesimo angolo , o , come pure dicono gh anatomisti , Canto interno, Raldm, (B) Lacrimatorio. (Anat.) La-cri nia tù ri-o. Add. m. Lo stesso che Lagri- matorio. F. (B) 2 — * (Arche.) F. Lagrimatorio , §. 2. Magai. Leu. M’ ha detto del nuovo acquisto del lacrimatorio , raguagliandomi di tutto quello che v è dipinto. (Qui in forza di sm J (A) Lacrimazione , -La-eri-ma ziò-nc. [cS f.] Lo stesso che Lagrimazionc. F- Lacrimetta , Laceri mét-ta. Sf. dim. di Lacrima. L.o stesso che Lagri- ilietìa. F. Sold. Sat. 3. lino sdcgnilzzo, un portare un por’ alto, Con quattro laerimctte , una doglienza A tempo espressa , lece far gran salto. (N. S.) _ Lacrimevole , Ln-cri-mé-vo le. Add. coni. Lo stesso che L.igri-nrvclc. F. 2 — Che distilla ad uso di lacrime. Sannaz. Arcad.Egl.-6. Era allor piena d’ erhe salutifere , E di balsamo c ’ncenso lacrimevole. ("V) Lacrimevolissimo, Lacri-me.-vo-lis-si-mo. Add. m. superi, di Lacrimevole. Lo stesso che Lagrimevolissimo. F. Rocccalin. Rag. Pam. 33. Rerg. (Min) Lacrimosamente , La-cri mo-sa-m&i-tc. Avv. Lo stesso che Lagrimosa- mcnte. F. Lacrimoso , La-cri-mò-so. [ Add. m. Lo stesso che ] Lagrimoso. F. Rem. Oli. i. 16. 61. Che’l viso aveva basso e lacrimoso.» Passav. 1 "fi. La trcdecima condizione , che dee avere la confessione, si è la- crimnbilis , che sia lacrimosa e dolorosa. (A ) 2 — * Atto a cavar le lacrime. Ar. Fui’. 3. 3f. Dove chiamò con lacrimoso plettro Febo il fìgliuol eh’ avea mal retto il lume. (Br) Lacsinete , * La-cri nò te. N. pr. m. (Dalla part. gr. accrescitiva la, e da crino io discerno 1 ovvero da crinos secco, mendico : Buon discernitore, assai secco o mendico.) —Ambasciadore lacedemonio alla corte di Ciro. (Mit.) Laciuto,* Là-eri-to. N. pr. m. Lai. Lacritus. (Dalla part. gr. accrcscit. Ih, e da crùos esimio .)—Retore ateniese, avversario dì Demostene.(Mit) L(croma,* (Geog.) La-cró-ma. Isola della Dalmazia. (G) Lacumaco , * La-cù-ma-go. N. pr. ai.—Re di LSamidia, vinto da Massini.ssa. (O) .L scusa , Lacù-na. [Sf.] Ridotto di acqua morta .— , Laguna, sin,Lai. lacuna. Gr. reVayos. Fi/. Pìnt. Ed in questo usciron del fiume e della lacuna che era nel luogo. Cr. q. <./. 1. Se fiume vi manca , upa lacuna vi. si faccia. 2 — P er metaf. Concavità , Portilo. Dant.Par.33. 22 Or questi, che dal- l’ infuna lacuna Dell’ universo insili qui ha vedute Le vite spiritali ad una ad una , Supplica a le. ss [Qui infima lacuna dell’universo per V infimo fondo della valle infernale.) (M) 3 — Per traslato , e al modo latino , Vacuo , Mancanza o Interruzione nella scrittura , cioè Una mancanza di parole , o di righe , o di periodi in un' opeia a penna o a stampa. F. Empiere, !. 2. Za- not. j F. M. Derg. (O) Pallav, Ist. Conc. 532. Intorno alla quale il Soave difettoso di scritture , e temerario in empiere le lacune di esse con le congìiiellnre del suo intelletto , scrive molte falsità. (N) 4 — E detto anche di ahri luoghi. Taig. Parecchie lacune, che vi lasciai, non le posso riempire coll’ osservare più accuratamente gli scheletri delle piante. (A) 3 — (Anat.) Nome dato a piccole cavità che le membrane mucose appre.scntano , e le cui pareti separano un fluido viscoso. Dicesi anche Cripta. Lui. lacuna. Coccà. Ragli. Lacune sparse e piccole del canale dell’uretra. (A) (A. O.) 1 — della lingua;* Cosi chiama Chaussier il foro cieco della lingua. (Vtm) 6 — * (Bot.) Cavità ripiene di aria che si formano nell’ interno delle piante per la rottura di qualche porzione del tessuto cellulare. Lai. lacuna- (N) Lacunale, La-cu-nà-le. Add. coni. Di lacuna. Lai. palustri', palustris. Gr. sKaos. Cr. 11. f. 3. L’acque pcssim; sono le lacuuali e paht- dali , e quelle che tengono mignatte. Lacunare.* (Archi.) La-cu-nà-re. Sm. Soffitto d'una stanza compartito a varie, figure poligone , ornate con sagome intagliale e rosoni.fflìì) LA DOVE Lacunoso , La-cu-nó-so. Add. m. Pieno di lacune. Lai. lacunis fre- quens, paludosns. Gr. ii-Fòri. Cr. 1. f. 3. JN è ogni acqua corrente o discoperta, ma quella che sopra il libero 'luogo, uou puzzolente nè lacunoso , discorre. r 2 (hot.) Dicesi dell? parti de vegetabili che Offrono delle lacune o interruzioni • Foghe lacunose sono quelle che hanno delle prominenze nella pagina superiore , e seno concave nella inferiore -, e perciò e sinonimo di Bollalo. (IN) * 1 Lacuris.* (Geog.) La-cù-ris. Ant. citta della Spagna Tarragon e « e . ( G) Lacustre , La-cù-strc. Add.com. Di lago, Che vive o Che cresce ri litro od intorno ai laghi. Tctrg. Pesci lacustri. (A) (N) 2 T*> P iaute lacustri dtccmsi quelle che vegetano nelle sponde de laghi , o ne/t acqua de medesimi. (N) Lad. * N. pr. m. Lai. Laad. ( Dall’ ehi*, jada lodare : Lodante. ) (B) Lada.* JS\ pr. m. Lai. Ladas. ( Dal celt. lad stabile , forte. ) (B) 2 — * (Geog.) Isola sulla costa della Jonica , riunita poi al Continente. (G) Ladaka.* (Geog.) Là da-na .Anl.cit. dell'Asia nella Pìccola Armeni a. (GÌ) Ladano. (Bot. e Farm.) Là-da-no. [ Sm. Gomma resina che Viene in copimercio m pezzi solidi cilindrici , piatti e ravvolti a spira e contorti , ha color bigio , odore aromatico e. sapor strato. Trasuda in composizione di talune preparazioni officinali. —.Laudano, sin.] I^at. ladanum. Gr. kx$circt>. Ricett. L'tor. ffj. |J ladano è un liquore die nsucla dalle foglie di una pianta detta lmbrcntina, la quale è la terza spezie del Cisto di Dioscoride. 2 — * (Bot.) Specie di pianta del genere Cisto che ha l-foglie lineari lanciolate unite per la base a tomentose jiella pagina inferiore , i fiori solitarii terminali. Frutice nativo della Spagna e del Portogallo i detto p -reio Ladano del Portogallo. Tat. Chtus ladaniferus. (N) Ladanò, * La-dà-nó. Ledano. N, pr. ni. I^at. Laadan. (I)aii’ebr. / per, c ghueden che altri scrive heden , voluttà , diletto. ) (B) Ladda.* (Geog.) Piccola isola dello Stretto di Dialacca. (G) Laddacide ,* Lad-dà-ci-de. IV. pr. m. Lo stesso che Labdacide. V. (B) Laddaco , * Làd-da-co. IV. pr. m. Lo stesso che Labdaco. V. (B) IzAddove , Lad-dó-vc. C Avv. cotnp. Lo sfesso che] Là dove. F. n Allega ì 3 i. Laddove un inai commesso albero s’ usa Per portiera , impan- nata , e per imposte. Salviti. Disc., 2. gy. Laddove Mercurio cc. sta sopra un cubo o dado per dinotare ec. (N) Lad dovunque , Lad-do-vùn que. Avv. locale. Iaì stesso che Là dovunque. V. Darit, Conv. 121. E’suoi atti , per la loro soavità c la loro misura , fanno amore disvegliare e risentire laddovunq della sua potenzia seminata per buona natura, Ladkmburgo. * (Geog.) La-dem-bùr-go. Jjat. Lademhurgum , Laboduna. Città d' Alemagna nel Gian ducato di Jìaden. (G) Ladkpsi.* (Geog.) La-dè-psi. Ant. popoli deh ’ Asia nella Bitinia. (G) Ladesta.* (Geog.) La-dè-sta. Lai. Ladestum. Antico nome il’ un' isola sulla costa della L-ihwnia. (G) Ladete, * La-dè-te. N.pr.m. (Oal celt. lad folte, cil et bello.)— Figlio d'Imbraso , e fratello di Glauco, ucciso da Turno. (0) Laijj. F. Inglese. È titolo d'onore che si dà alle Dame del primo ordine. (A) La meo Molti per (dovunque è olii mestieri alle ladiche genti ec. [ Esp. P. N. ffd.) I preti cc. specchio di santa chiesa, ove i ladici si .specchiano, c prendono esemplo. Ladik.* (Geog.) Ladichie. Città della Turchia asiatica nella Cammani a. F- Laodicea. (G) Ladino , La-di-no. Adtl. m. F. Feneziana. Facile a scorrere. Si usa come termine di marina. (Dal celt. luailh presto, leggiero, scorrevole, sdrucciolevole, corsivo, e da in terminazione superi!. In ar. ladhladha fu agile e pronto in operare.) (S) (O) 2 — È fig- Troppo sollecito nell’ operare , Lubrico nel parlare.. 1 Murat, Fitosóf Mot. cap. 44- Aerg. (Min) Ladislao , * La-di-slà-o. IV. pr. m. Lai. Ladislaiis. ( In lisi, lata lata larga lode : in celt. lad forte , cd ischi umiliare : Chi umilia i torli.) — Nome di sei re ri Ungheria -, di un re di Napoli .figlio di Carlo di Dimazzo detto anche Lancellotto, e di un re di Polonia detto anche dadi sino. (B) (O) Lado. [Add. m.] F. A. F. e di’ Laido. Palajf. y. Ma soprattutto la moglie è vivace, Ii spezialmente quando fosse lada. Lado.* IV. pr. m. ( Dal celt. lad forte. ) — Atleta di Sicione , il più agile corritore del tempo di Alessandro Magno. ( Vau) 2 —* (Geog.) Isola dello stretto di Malacca. (Van) Dadocea.* (Geog.) La-do-cc-a. Antica cil. dell' Arcadia. (G) Ladoco, * Là-do-co. N. pr. m. ( Dalla pai t. gr. accresc. la , e da da- chos capace.) — Eroe ateniese , figlio eli E chetilo. ( 0 ) Ladoga.* (Geog.) La-dò-ga. Lago , canale e citta eìella Russia eur. (G) Ladone, La-dó-ne. N. pie m. ( Dal celt. lad forte , ed on principale : Primo tra’ forti. ) — Capitano arcade , seguace dì Enea. (O) 2 — * (Mit.) Uno de' cani di Alteone-— Uno de' serpenti degli Orli esperidi. (O) 3 —* (Geog.) Ani. fiume dell Arcadia. — dell’ Asia Minore. (G) LÀ dove. [Avv. Si è detto in luogo . tS. 34. Perché la Giannetta, ciò sentendo, usci d’ una camera , e quivi venne , là dove era il Conte. 2 — Per Dove, avversativo. Rocc. nov. 1. 7. E per ser Ciappelletto era conosciuto per tutto , la dove pochi per ser Ciapperello il cono- LA DOVUNQUE scicno. E nov. 2. 12. Si procaccino di riduccre a nulla cc. la cristiana religione , là dove essi fondamento e sostegno esser dovrebber di quella. E Leit. Piti. Ross. 276. La povertà è escrcitatrice delle virtù sensitive ec. , là dove la ricchezza c quelle c questi addormenta. Peli', s on. i50. Sicché di morte , Là dove or m'assccura , allor mi sfide. 3 — Per Purché , Ogni volta clic. Lai . ubi. Gr. cVou. Bocc. mtrod. 44- Là dove io onestamente viva , né mi rimorda d’ alcuna cosa la coscienza, parli chi vuole in contrario. 4 — Per Poiché , Mentre , Giacché. Lai. quoniam. Gr, ori. Filoc. 5. 1 77. Inique agl’Iddìi non piaccia che io là dove il cavalier ti fu della sua donna liberale ec. , io sia men che cortese. fi — [E posto invece del relativo.'} Et he. 6. i/ji. Nella tara, là dove 10 nacqui, ini ricorda essere un ricchissimo e nobile cavaliere, n (Cioè, Il luogo nel quale era , Nella terra nella quale io nacqui.) E Lab . Ld era di colore vermiglio, come che assai più vivo mi paresse ( non ostante che tenebroso fosse il luogo, là dov’io era ) clic quello che qua tingono i nostri mastri. (A) La' dovunque. Avv. locale , che vale Dovunque , In qualunque luogo .—, Laddovunque, La inique , sin. Lat. uhicunquc, quocunque.Gr. 01rou elv.yi Fit. S. Gio Gualb. 2/?.'» Gli concedette ec. ch’egli potesse andare là dovunque o’volesse. (Y) Ladra. * (£ool.) Sf. Fescichetta nella.pelle del porco. V . Ladreria.(N) Ladramente , La-dra-mcn te. Avv. Furtivamente , ed anche Sguajata- mente , Sgraziatamente. Liburn. Selvett. 6. Bttrg. (Min) Ladreria, La dre-ri-a. Sf. Sciocchezza , Cosa insipida , Sguajataggi- ne. (Suppone Y agg. ladro in senso *di sciocco ; e ladro dal frane, ladre insensibile , che può trarsi dal celi, lath poco ed eor memoria : Di poca memoria. ) Doni la Zucc. lìerg . (Min) 2 —* O ( ter.) Malattia speciale del porco domestico , simile alla lebbra dell uomo , cavai! erizzala dado sviluppo nel tessuto cel u'are di taliuie Vescichette , dette Ladre, /e quali si manifestano sotto forma di granulazioni bianche , di figura ovale. ( Dal fr. ladre leproso, clic vien dal celi, ladre del scaso medesimo. ) (0) Ladrico. * (Yetcr.) Là-dii-co- Add. m. Aggiunto di tutto ciò che ha rapporto alla malattia della ladreria. (O) La or. ino, La-dri-no. [Add. e sin.'] dim. di Ladro. [/^. e /A’Ladroncello.] hit. limmculus , lutrunculus.' Farcii. Ercol. 255. Dicesi anche per vizzi ghictta'eHo c ghioUercllino , tristerelln e tristerellino , ladnno e ladrina. Cecch. Ine. 3. 4' Acciocché io mi possa mai più trovar con quella ladrina a solo a solo. Ladro. Add. e sm. Colia che toglie la roba altrui dì nascoso. [Gii an~ itehi seguendo I’ uso latino distmsciv Ladro da Furo , ma quest ’ ultima voce essendo andata' in disuso , in sua vece noi diciamo sempre Ladro. V, Ladrone, Rubatorc, Involatore, Rattore, Trafurcllo, Predatore, Assassino, Masnadiere,^]—, Latro, Furo, Furo, sin. Lai. fur, latro. Or. (fywp , x\ì'7tt7is. nut. Ladro è quegli che toglie con violenza ec., c furo colui che toghe con inganno. Dant.Inf. 2 5.1. Al fine delle sue parole il Luiio Le mani alzo ec. Bocc.nov 40.16. Cominciarono a gri* darò : al ladro , al ladro. E num. 25. Messore, yo ; avete qui Ruggieri da renili preso per ladro. M. V- ()■ 3i. 11 ladro, soppreso nel fallo, invilisco» Tasi, Ger 2,20. Benché ne furto è il mio, nè ladra io sono. (N) a — Si usa anche Jìgarofani. , ed è un aggiunto che talora esprime luoiia , e talora cattiva qualità ; e si dice tanto delle cose animate, che delle inanimale.Peli-, canz.35.1 .Che ’n questa età mi fai divenir Indio Del bel lume leggiadro. — [Onde Occhi ladri — Micidiali, Che feriscono con la loro bellezza , Che rubano i cuori.] Amet. 22. Due occhi vaghi c ladri nil loro movimento. E 53. Allieto con occhio ladro riguarda le aperte bellezze di tutte quante. Pecor. nov. Con due occhi ladri, che avanzavano di chiarezza il sole. 1 — [Giorni ladri re: Cattivi, Trascorsi nei far male .] ( Dal vecchio frane, laidure disonore, clic vien dal cclt. laidoa disonore, onta : e però Giorni ladri son lo stesso che giorni inonorati, giorni di vergogna .) Petr.cap.12. Lasccranno Amorfe impetuosa i giorni ladri. 4 — [Ladra cosa , Ladro piacere ec.—Brutto, Schifo ; e forse anche Ghiotto , Gustoso .] Berti. Ori.1.8. 2p. Non fu mai vista la più ladra cosa. E Pain i.5. Non deste voi bevanda sì molesta Ad un eli’ avesse il morbo o le petecchie , Come quella era ladra e disonesta.ÌJ 1. 26. 0 che ladro piacer , che dolce spasso , Vedere a’ remi, vestito di sacco, Un qualche abbate, e qualche prete grasso. 3 — * Rapace, Angwlt. Metani. 1. i4g- Se è ver che i fiumi ahhian potei* c nume , foglimi tosto alle mani empie e ladre. fCioè, Aiutami da quel crudi le e rapace di Apollo. E Dafne che arida al padre suo Peneo.) (N) 4 —Proveih. Sempre non ride la moglie del Iadro=jd lungo andate sono scoperte le tristizie , e gasligale. Lat. malorum lclicitas non est diuturna. Salo. Grandi. 3. -tr}. Sempre non ride la moglie del ladro. 3 —-La comodità fa l’ uomo ladro—L occasione induce sovente a peccare. [F. Comodità , 5. ] 6 — La guerra fa i ladri . eia pace gl’ impicca, [e dicesi perchè nella guerra si assuefanno gli uomini a rubare , e poi celta pace non s’astengono , e danno in mano della giustizia, che gli gasliga.] Segr. Fior. Bri. gueiT. 1. 15. Non avete voi un proverbio , il quale fortifica le mie ragioni, che dice : la guerra fa i ladri, e la pace gl'im- picca ? Perchè quelli che non sanno vivere d’altro esercizio , ed iu quello non trovando chi gli sovvenga , e non avendo tanta virtù, che sappiano ridursi insieme a fare mia cattività onorevole , sono forzati dalla necessità a rompere la strada, e la giustizia è forzata a spcguerli, — Andare come il ladro alla forca ; simile all’ altro : Andare come la serpe all’ incauto [e vogliono Condursi mal volentieri a far checchessia.] Cecch. Spir. 1. 1. Ed io v’ andai, Come il ladro alla forca dubitando, IiAduossccio , La-dro-nàc cio. Add .■ e sm. accr, di Ladrone, Lat. in- LADRONESCO g signis latro. Segner. Fred. 3o. os. Cron. Mordi. i 3 o. Disposto il nostro Comune a spegnere quella ladronaja. 2 _ Ingiusta amministrazione di checchessia. Lat. peculatus. Gr. rò tcÌi Sii/rotrioa aAsVfnz. Farch. Star. 7. 175. Ma questa impresa di Puglia , la quale riuscì piuttosto una ladronaja che guerra , ebbe quel fine che nel suo luogo si dirà. Dav. Scism. 86. Riparò alla brutta ladronaja del peggiorar la moneta. Ladroncelleria , La-dron-cel-lc-rì-a. [Sf.] fìttasi dim. di Ladroneccio. Lat. latvocinium, latrocinatio. Gr. Xr.urux. Fa'. As. i8g. Messo in prigione , perchè egli confessasse le ladroncellerie di questo suo padrone. E Disc. an. /f3. F, fatteli restituire le sue cose , lo gasligasse delle sue ladroncellerie. Lasc. Gelos. 5- 8. Mai più non si fece la maggior tristizia , nè la maggiore ladroncelleria. Ladroncello, La-dron-cèl-lo. lAdd. e sm.] dim. di Ladrone.—, Latroncolo» Latruncnlo,Ladrino,Ladruccio,Fnrello,Furonce]lo, sùi.Aat.funinCLdus. Bocc.nov.75.6. Io vi priego, per Dio, che innanzi clic cotesto ladroncello che v’ è costì dallato vada altrove, die voi mi facciate rendere un mio pajo d’uose. M. V. 11.56. In questi giorni gli possimi uomini, detti lalrun- culi, noi in volgar diciam ladroncelli, cc.Frane.Suedi.Bini .Non facendo come oggi molti fanno, Che a’ ladroncelli tosto forche danno. Beni. Or!. 2. 22. 1. Chi ruba un corno , un cavallo , un anello , E simil cose , ha qualche discrezione, E potrebbe chiamarsi ladroncello. 2 — (Agr.) eS in. Quel margotto che si fa sotterrando un ramo senza inciderlo , onde bulli da sè senza i ajti’o dell' incisione. (A) Ladroncelluzzo , La-dron-cel lùs-zo. [Add. e sin.] dim. di Ladroncello. Lat. latrunculus. Beni. Cair. Brutto, impiccato, ghiotto, ammor- batcllo, Ladroncelluzzo , viso di morìa. Ladrone, La-dró-ne. [Add. e sm.] accr. di Ladro, e comunemente signi/ì- ca Assassino .—, Furono, sin. Lat. latro. Gr. XroiTris. Coni, lnf.25. Ladrone è colui che in luogo occulto sta per rubare. lìq c c.nnv.3e.6. ]Sè se nc fu appena avveduto alcuno, clic di ladionc, di Tulliano, di fai» sario , d’ omicida , subitamente fu un gran predicatore divenuto. lnfAe.f.Lns gli ladron trovai cinque cotali Tuoi cittadini. Peti. cànz. 11. 4. Quasi spclunca di ladron son fatti. 'Frali, pece. mori. Ciò può l’uomo lare in quattro miniere , secondo quattro maniere di ladroni, che son ladroni aperti , ladroni coperti , ladroni privati, e ladroni compagni. Beni. Ori. 2- 22. 1. Ma quel che ruba la riputazione , E dell’ altrui fatiche si fa bello , Si può chiamare assassino e ladrone. 2 _ [Dicesi) Ladrone dì mare il Corsàle.Lat. pirata. Red. Esp. nat . 21 . Come avvenne ec. ad Assan Calafat rinnegato greco , e iamosis- sirno ladron di mare. 3 _* Proverò. S’imniccano i ladroncelli o i ladrucci 3 e non i ladroni, ovvero c i ladroni si onorano. Lo stesso che Giuvenale disse Dat veniali! corvis , vexat censura columbas , e dicesi per lo più di Coloro , ì quali preposti ai governi 3 rubano impunemente il comune o il principe. Selci. Prov. (A) Ladrone rìift’. da Assassino. Assassino propriamente é colui che uccide un altro per commissione d’un terzo; cosi dinota la stessa origine storica del vocabolo. Si è poi esteso ad indicare Chi assale i viandanti per rubarli cd ucciderli; inaici’ordinario l’infàme lucro degassassimo non viene da ruberia , ma è condizion del mandalo. Il Boti 10 disse ; Assassino e colui che uccide altrui p*,i danari ; onde e che ha più ini ima relazione e similitudine col ó’tcai io clic col ladrone. Questi può benissimo significare non solo il rubatorc, ma colui che uccide altrui per rubarlo: e infatti i giuristi intendono più principalmente per Latrocinio V uccisione eseguita con questo fine. V. Assassino. Ladroneccio, La-dro néc-cio. [Ym. Furto,) Ruberia .—, Latrocinio, Ladro-- neggio, Ladroneria, sin. (^.Furto.) Lat. latrocinium.G?\ \r,imib . cur. malate. Acciocché non parlino lagnosamente del medico del quale sono lagnosissime le femmine. Lagnosissimo , La-gno-sis-si-mo. [Add. m] superi, di Lagnoso. Lìb cur. malati. Acciocché non parlino lagnosamente del medico , del quale sono lagnosissime le femmine. Lagnoso lagotrico 11 La gno so. Add. [ m. Lo stesso che Lagnevole. VA Fr. Jac. V. 4- 35 <3. Siccome lo zitello. Che è superbo e lagnoso. Lib.Pred. Viveano di quel dominio molto lagnosi. Lago.* N. pr. m. Lat. Lagos. (In gr. tagos per lagoos lepre. In celt. lag debole, caduco .)—Capitano rumo, ucciso da Paliarne.— Macedone, manto di Arsinoe, padre putativo di Tolommeo re d’ Egitto (B)(Mit) Lago. (Geog.) [Ani.] Rannata grande d' acque perpetue , [ che per lo più non hanno venata sensibile comunicazione coi mare. Se ne possono distinguere quattro specie : Quelli che hanno un corso, ma non ricevono acque correnti, quelli che te ricevono e le spargono, quelli che de'fiumi, senza avere alcuna visibile effusione, e quelli che non ricevono nè versano nessuna acqua coiTente. /''.Stagno, Palude, Laguna, Lagone, Lama, Pelaghetto.—, Laco, sin. ] La', lacus G rA.iccic.s. Peli', ccuiz. i6..f. Che allor (la un di Madonna senza ghiaccio ec. , Ch'i'vedrò secco U mare, e'iaghi e’fiumi. Cr.i.ff 8. L'acque ferme de'laghi, spezialmente le discoperte , son ree e gravi e malvage. Boccg. 7. p. 3. I pesci notar vedean per lo lago a grandissime schiere. Dani. Inf 8. ò.f Prima che noi uscissimo del lago. E 32. z3. Un lago, che per gielu Avca di vetro , e non d' acqua sembiante. 2 —* Lago di Como. V- Como. — di Garda. V. Garda.—di Lc- mano. V. Ginevra.— di Lugano. V. Lugano. — Maggiore. V. Maggiore.— Superiore. V. Superiore ec .—Circolo del lago , o Lago e Danubio. Circolo del Gran Ducato di Baden. (G) a — Gran quantità d' umore. Pelr. son. 2off Or vorria trar degli occhi nostri un lago. Ciriff. Calv. 4. 100. E in ogni parte fa di sangue un lago. 3 — Per simiL Concavità, Profondo. Danl.lnft.20. Allor fu la paura un poco quota , Che nel lago del cuor m’ era durata. Red. Dùir. 43- I buon vini son quelli che acquetano Le procelle si fosche e rubelle, Che nel Iago del cuor P anime inquietano. 4 — * Sepolcro , secondo spiega il Quadrio , ed è modo biblico. Dant. Satin. 7. Deh ! non asconder al tuo servidore La faccia tua ; a ciò che io non sia Di quei che al lago discendendo muore. (N) i —* Grande abbondanza di checcha sia. Malt. Franz. Ritu. Buri. Perdi - io non vo’ parere un gran Platone Dov’ io 11011 sono , e far di testi un lago, Come fa chi gli allega e gli traspone. (Br) ” —* (Idraul.) Lago chiuso: Quel recipiente di acque che si mantiene /.ella sua altezza colle proprie sorgenti , e Lago aperto, Quello che altre le proprie riceve le acque di.fi Ulne , fissi , ec. e tulle o in piote le tramanda. (A) 7 — (Anut ) [Laghi del cuore , dicami da' notomisti i due 1 ventricoli. Red. Esp. noi. 56. Se un uomo , o qualsivoglia altro animale, possa vivere col sangue rappreso ne’ laghi del cuore ec. , lo lascio considerare a chi ha fior di ragione. Lagoa.* (Geog ) La gò-a. Fiume delta Ctifreria, V Mafamo. (G) Lagocei-ai,o.*(Zoo 1.) La-go-cé-fa-lc. Sm. V. G. Lai. lagocephaius. (Da ■’agoos lepre , e cephale testa.) Dicotisi cosi due specie di pesci, una del genere telraodone , e V alita del gobio , caratterizzati , singolarmente quelli della seconda , da un capo somigliante a quello delia lepre. (Aq) L'GocHiLo.* (Chir.) La-gò-clii-lo. Add.m.V.G.LaU lflgochilus.(Da lagoos lepre , e chilos labbro. ) Aggiunto di quei che hanno con'brinato il labbro superiore come quello della lepre , per cui è detto Labbro leporino. (Aq) Lagoe.* (Zool.) La-gò-e. Sm. Lo stesso che Lagopodo. V. (Van) Lagoecia.* (Bot.) La-go-è-ci-a. Sf. V. G. Lat. lagoecia. ( Da lagoos. lepre , ed icos casa. ) Genere di piante della pcntandrìa monoginia, famiglia delle ombrellifere , caratterizzato soprattutto dall’ unico seme ovato-bislungo coronato dal calice. La specie su cui è formato tal genere nasce in Greca, ed ha stelo erbaceo , foglie perniale, fiori ad ombrella semplice e globolosa. I suoi semi erano dagli antichi sostituiti a quelli del cimino, onde fu delta falso cimino. Trae questo nome dall’ allignare che fa ne’ luoghi frequentati dalle lepri. (Aq)(N) Lagofoko.* (Zool.) La gò fo-no. Sin. V. G. Lai. lagophonns.(Da lagoos lepre , e phonevo io uccido. ) Specie d’ aquila sterminatrice delle lepri. (Aq) Lagoftalmia. (Chir.) La-go-ftal-mi-a. Sf. V. G. Lai. lagophtalmia. (Da lagoos lepre, e ophlhalmos occhio: Occhio di lepre.) Con questo nome gli autori indicarono ora il semplice abbreviamento della palpebra superiore , la quale raccorciala in allo , non può nel sonno coprire i occhio ; ora C abbreviamento, con rovesciamento all’ infuori di questa palpebra: ora finalmente il rovesciamento delle due palpebre al- V infuori, od il doppio ectropio. Dicesi anche Blefarottosi.—, Lagoftalmi, s n. (A) (Aq) (A. O.) Lagoftalmo. * (Chir.) La-go-ftàl-mo. Add. e sm. Chi patisce lagcftal- mia .—, Lagoftalmo, sin. (Aq) (O) Lagomachia.* (Filo!.) La-go ma-chi-a. Sf. V. G. Lat. logomachia. (Da logoos lepre, e madie pugna .) Combattimento di lepri. (Van) Laco-, no.* (Zool.) La gò-mi'-o. Sin. V. G. Lat. lagomys. ( Da lagoos lepre , e mys , myos topo. ) Genere di mammiferi dell’ ordine de' ro- sicchiatnri, forniti di orecchie di mediocre grandezza ; le gambe son un po’ diverse tra toro , il forame sotto orbitale semplice , le clav- co/e- pressoché perfette ; son privi di coda. Si trovano soltanto in Siberia , recentemente da Dallas conosciuti. E composto di tre specie che , per la loro confermazione , pariec pano de" quadrupedi del genere Cablai, e delta lepre. (Aq) (N) Lagone , La-gó-ne. [1 Sm. accr. di Lago. Lago grande. Più particoìcr- mente prendesi dei geografi per Piccolo spazio d' acqua marina attorniato da terra o sabbie, è ordinariamente formato da queste, spinte dal mar sulle spiagge . ] Lat. lacuna, lacus grandis , magne?. Gr. Tsoiyos , fxiytxs \tx.xx.os. Mirac. Mad. M. Una fiata alquanti nobili uomini dì quel paese presero un lor nimico , e gitfaronìo in que' lagoni. Ricett. Fior. 52. Il nitro e 1’ afronitro si ritrovano ne lagoni di Volterra di color bianco. Lagonec.ro.* (Geog ) La-go-né-gro, Lagoncro. Piccola cit à del regno di ISapoli nella Basilicaia. (G) Lagopo.* (Bot.) La-gò po. Add. m.V.G.Lal■ lagopus. (Da logoos lepre, e pus , podos piede.) Specie di piantaggine che ha radice perenne , scapo tenie e spiga globosa, cosi deita perchè la sptea pelosa sembra la zampa della lepre. (Aq) (N) Lagopodo.* (Zool.) La-gò-po-do. Sm. V. G. Lat. lagopus. (V. lagopo.) Uccello de! genere tetrago dell' rìdine de' gallinacei , e della famig iti dei piwnipedi , abitatore de’ Pirenei e delle Alpi, coperto nelle gambe. e ne' piedi non di peli, ttut di vere penne , e d’ima lunga e folta lanugine che lascia scoperte le sole unghie. Al presente forma una sezione del genere Tetrao di Linneo. Dicesi ancora Lagoe e volgarmente Pernice alpestre. (Aq) (Van) LAGOPonoiDE.*(Bot ) La-go po-dò-i de. Add.m.V. G. Lat. lagopodoides. ( Da lagoos lepre, pus, podes piede, e idos somiglianza.) Aggiunto di pianta del genera hedysarum, la cui spiga, come la zampa delia lepre, è pelosa sotto e sopra. Riportata sotto il genere Lesyedeza. (Aq) (JV ) Lagobare , La-go rà re. Alt. e n. V. contadinesca. V. e di Lavorare. Buon. Tane- 1.1. O va un po’ a Livorno e 1’ fosso vota , Logora là per opra ec. (A) (N) Lagoratio , * La-go-ra ti o. Add. m. V. contaci. V. e di' Lavorativo, Buon. Tane. 2. 5■ Purché la terra sia lagoratia. (A) (N) Lagorato , * La-go-rà to. Add. m. da Lagorare. V. contadinesca. V. e di’ Lavorato. (0) Lagorio, * La-go-rì o. Sm. V.A.V. e di Lavorio, Lavoro. Star. Semif. 3o. A vca in sulla piazza della Rocca un bello e nobile palagio abitato già dagli antichi Visconti di maraviglioso lagorio. (V) 2 — * Fi.g. Opera , Negozio o simile. Buon. Tane. 3. 11. Oimè , che lagorio E stato questo a un tratto. E Salvin. Annoi, ivi : Logorio, lavorio, lavoro: che opra, che roba , che negozio l (N) 3 — * Ai te. Stor. Semifi. 3o. Tutto pieno di case e botteghe di più lagorii e arti manuali e più altri dificii madornali. (V) Lagoro , La-gó-ro. Sin. V. contadinesca. V. e di' Lavoro. Buon. Tane. (A) Lagos.* (Geog.) Lat. Lacobrica. CVttù del Portogallo capitale dell Algan- via.—del Messico .— Fiume, regno e città detta Guinea superiore. — Golfo formato dall'Arcipelago della Romelia. (G) Lagoseride.* (Bot.) La-go-sè-ri-de. Sf. V- G. Lai. lagoseris. (Da lagoos lepre, e seris cicorea.) Genere di piante delia famìglia delle cicoria- ree, e della singenes a eguale; così denominate dalla somiglianza colle cicoree , e dall' essere un grato pascolo alle lepri. Si distingue tal genere per 1' antodio di molte fogUolme fornite d’ involucro , pel ricettacolo coverto di pagliuzze , e pel pappo sessile. (Aq) (N) Lagosta. * (Geog.) Lagó-sla, Augusta. Isola del mare Adriatico, nel Circolo di Ragusi. (G) LAtosTosiA.* (Chir.) La gò-st.o-ma. Stri V.G. Lat, lagostoma. (Da lagoos lepre , e stoma bocca.) Zo stesso che Lagochilo , 0 Labbro leporino. Dicesi anche di quella malattia caratlei 1 zzato da un impedimento di pronunziare a dovere a'cune lettele labiati, come B, F , M , P. (Aq) (A. O.) ' Lagotrico.* (Zcol.) La-gò tri cc. Sic. V. G. La!, laguth::::, (Da lagcos ! 2 -LAGOTROFJO lepre, e trhix crine, capello.) Genere di ammali quadrumani, stabilito da Geojfroy Saint Hilaire , nelle divisioni delie scinde platinine , o Sapaious ; così denominale dall' avere una criniera pelosa simile ai peli della lepre, (Aq) •Lagotrofio.' (Filo!.) La-go-trò-fi-o. Sm. FG. Lai. lagothropliion. (Da lagoos lepre , c trophe nutrimento.) Parco di lepri, (Aq) Lacottàlmia.* (Chir.) Lagot-talmì-a. Sf, V, G. Lo stesso che Lago- ftalmia. F. (Aq) IiAgottalmoA (Olir.) La-got-t àl-mo.Add, e sm. Lo stesso che Lagoflal- mo. F ( 0 ) _ Lagrima, Là gn-ma. [Sf.] Umore [senza odore e salalo che separano le ghiandole lacrimali, i cui canali escretorii lo versano fra i occhio e le palpebre , mosse ] da soverchio afelio o di dolore, o d’allegrezza, [i tenerezza , compassione , divozione ec. ,) o anche da qualche causa estrinseca. [Le lagrime sono dirotte , abbondanti , continue , dolenti, pietose , divote, ardenti, meste , funeste , tenere , finte , bugiarde , ingannatrici ec. F. Pianto.] — , Lacrima, sin. Lai. lacrima. GY. Sciupo. Bocc- nov. 3i. iS. Cominciò a versare tante lagrime, che mirabile cosa ftirono'a riguardare .E nov. 38. 15. Sopra il morto giovane si gittò col suo viso , il quale non bagnò di molte lagrime. E nov. So. 1. Ninna ve n' era , a cui per soperchio riso non fossero dodici volte le lagrime venute in sugli oorin.Danl.Inf.32, 48 Fri gielo strinse Le lagrime tra essi, e riserrolli. Peli-, canz. '48. 5. Quinci nascon le lagrime e i martiri E 4o- 7.Vergine, quante lagrime ho già spaile. Ovid. Pisi. Costretto dalia tua gente di stender le vele a’ soffianti venti , empiesti le infrascritte parole delle lue lagrime. Cavalc.Frult. ling. L' orazione lenisce e mitiga Dio , la lagrima lo sforza , quella 1 ’ unge , e questa lo punge. Toc. Dav. ann. 13. 208. I soldati, per compassione de’ lor compagni , non lenner le lagrime. Tass. Am. 1. 2. Pasce Lagna l' erbette , e il lupo l’agile, Ria il crudo Amor di lagrime si pasce. E Ger. 7. 3. Non udendo o vedendo altro d’intorno, Che le lagrime sue, che le sue strida. E 7. ig. E, in rileggendo poi le proprie note , Rigò di belle lagrime le gole. 3 — * Col v. Dare : Dar nelle lagrime = Prorompere in pianto , Abbandonarsi al pianto. F. Dare nelle lagrime. (N) 3 — * Col V. Gettare : Gittarè o Gettar lagrima , grime = Piangere. ^".Gettare , §. C(). Salviti. Odiss. ma . E dalle guance lagrima gittare. (Pe) a — Per siniU.[Diccsi d’ogni piccola massa d'ima sostanza molle opoco dura, come una resina o lina gommoresina, che distilla dalle piante, da fatti ec. Altrimenti] Gocciola. Lai. lacryma. Gr, ò'depv. Ci, -/■ 11. g. palmosi ancora gli predi tti innestamenti eq. quando le viti la- griman con umore spesso , e non acquoso , avvegnaché fatti nel tempo che acquose versan le lagrime.E appresso : Possonsi ancor far nel mese di Maggio e di Giugno , già consumate le lagrime. Riceu.Fior. 4- Le cose che distillano dalle piante , sono ec. lagrime , gomme e rage. E 11. I liquori, le lagrime e le gomme, le quali si usano per la medicina , sono la maggior parte forestiere. Sagg. nat. esp. 5. Si è talvolta usato di tigneria con infusione di chermisi, 0 di quella lagrima che comunemente sangue di drago si chiama. 3 — Dicesi Lagrima o Lagrima Cristi una qualità di vino che per lo più si fa nelle falde del Fcsuvio, in Evia, JSovella, Ottajano, 'Porte del Greco , in Ischia , Pozzuoto e aliti luoghi vulcanici. F- Lacrima , 5 ' 3 . (Ga) (N) Cur. non so che della botte, Napoli. (N) ,j —* Nel num, nov. 3i. pr. x.... ..- ’ .-”-: —...il eìAtno . ci convenga che clii le dice LAGRIMATORIO vedano ìe lagrime , eh’ essa separa , al di dietro delta palpebra su• periore. (A. O.) 7 — * Nervo lagrimale : Ramo dell’ oftalmico che si distribuisce specialmente alla glvandula lacrimale ed alla pa pebra superiore.( A.O.) 8 — * Osso lagrimale. Unguis. (A. O.) 9 — * Puliti lagrimali : Piccole apevtui'e rotonde e contrattili in numeiv di due , che sono situale al ceniix) d’ un tubercolo lontano una linea e mezzo dalla commettitura interna delle palpebre , e che coììmnicano coi canali lagrtinali. (A. O.) 10 — * Sacco lagrimale ; Piccola saccoccia membranosa, oblunga , collocala nel grande angolo dell’occhio. La sua parete interna risulta concava , formata dal solco lagrimale ; la esterna è piana , costituita da certa aponeuiosi tesa sopra eli questo solco nella cui circonferenza si attacca per guisa che le due pareti non sono inaia contatto £ una dell’ altra, ma esiste tra low un intervallo. (Van) 11 — * Scannellatura lagrimale . Cavità situata alla parte anteriore ed interna deli' orbila , formata dall ’ osso unguis , e dall’ apofisi ascendente dell’ osso mascellare superioi'e , e che dà ricetto al sacco Ingranate. (A. 0 .) ia — * Vene lagrimali; Quelle che si aprono nelle oftalmiche e nelle palpebrati. (A. 0 .) ii —*Vie lagrimali: Riunione della ghiandola lagrimale, dei punti e condotti lagrimali , del sacco lagrimale , e del cattai nasale , cioè degli organi secretorii ed escretorit delle lagrime. (A. 0 .) ì — * (Chir.) Vistola lagrimale : Jpertura prodotta dall' ulcerazione- dei twnorc dello stesso nome , e da ta quale le lagrime escono suda guancia. Di tutti i metodi usati per curare questa ma'auia , e che- consistono nel ristabilite il corso naturale deile lagrime , non che nel- /’ aprir loro una strada artificiale, quello di Dupuytren, è uno de’ pive semplici e de’più efficaci . V. Vistola , 1. (A.O.) a _ * Tumore lagrimale : Tumefazione malie , crcoscrìtta , indolente situata al disotto dell’ angolo maggiore del occhio, formata dalla dilatazione del sacco lagrimale , e che e U visultamento dell' infiammazione cianica e dell'iii *passimento della membrana mucosa del canale v nasale. (A. 0 .) lagrime le la- Lacrimale. (Aliai.) [Am.] Quella parte dell* occhio donde escono le la- \6j. Tosar chio- grane. Volg. Ras. Quando il canto del lagrimale dell’ occhio reseda, e quando si pricme , se n' esce putredine c fracidume , si s'intende eh’ egli v' abbia fìstola. Cagrimaste , La-gri-màii-te. [ Pari . di Lagrimare.] Che lagrima .—, Lacrimante , sin. Lat. iacrymans. Gr. •Tac. Dav. Ann. /f, 201, A costei il primo dì delle nozze fu di mortorio ; entrò iu casa tagli- mante , per lo padre e tosto per lo fratello avvelenali. q — * Per simil, Oocciolante. JSlavch. Luer. hb. 2. I limili Non si crear da lacrimanti sassi. (Br) . r Lacrimare , La-gri-raà re. Sm. Il lagnmave. Lat. iletus , ploratus. Gr - . n, ’V__ -G /AV/i , Leti. meri. (. 32 . secondo il Gaudolfo era miglior roba tm.del più per* Fatti lacrimevoli, degni di coni passione./> neo. r. Fiera materia di ragionare li ha oggi il nostro re data , pensando die , dove per ralli grarci venuti siamo , ci convenga raccontare P altrui lagrime , le quali dir non si possono, - - • l /13..S e l’ ode non abbia compassione. (Br; 5 _* Proverò. Le lagrime del coccodrillo. V. Coccodrillo, §. 1, 2. (N) (j _ (Bot.) Lagrima o Lagrima di Giobbe. Genere di piante delta mo- noecia mandria,famiglia delle graminacee. I fori maschi sono in i- spighe rimote il cui calice è una gluma matita a due fori , i femminei hanno il calice ed una gitana a due fori , lo stilo bipartito , ed il seme ricoperto dai calice diventato osseo. Lat, cori. È specie di pianta de' paesi caldi , che da noi coltivasi ne’ giardini a cagione del suo granello assai diuv, liscio, lucido,cinerizio quand i maturo, che p impiega per far corone o rosimi. Lat . coix lachryma. (A) (N) Laokijìasile , La-gri-mà bi-le. Add. com. Degno di lagrime , [ Atto a muover lagrime .]— , Lacrimabile , Lagrimcvole , Lacrimevole , sin. Lat . lacrymabilis. Gr. -roàvfeper. Guid. G. E con molti singhiozzi lacrimabili disse , come egli era il disavventurato Telegono. Guicc. Stor. 8. 38o. Rimanendo lagrimabile lo stato del Friuli e dell’ Istria, n Cor. En. 5 . ri/. Mentre lo scerpo , e i piceli a] suolo appunto , E lo scuoto e lo sbarbo...., Un sospiroso e lagrimabil suono Dall’ imo poggio odo , clic grida e dice i ec. (B) LAGKinABiMssimo , La-gri-ma-bi-lìs-si-mo. Add. m. superi, di Lagrima- bile.— , Lacrimabilissimo , sin. (A) Lìorìjule. (Anat.) La-gri-mà le. Add. com. Clic relativo alle lagrime , Che contiene o per cui scorrono te lagrime .— , Lacrimale , sin. (A) ■i —“Arteria lagrimale: Battio dell oftalmica che si perde nella ghiandola , eliminando tortuosamente fra la parete esterna dell' orbita ed d muscolo esterno retto dall’ occhio. (A. 0 .) (Van) 3 —* Canale lagrimale : piu comunemente conosciuto sotto il nome di Canale nasale. F. Canale , §. 5, f. (A. 0 .) 4 —* Caruncula lagrimale. V. Carminila , §■ 1. (A. 0 .) 5 —* Condolti lagrimali : Quei due condotti, uno superiore e l'al- tpo inferiate che si estendono dai punti al vano lagranale e sono separati tra loro dalla caruncula lagrimale. (A. 0 .) ( Vali) 6 —* Ghiandola o Gianduia lagrimale : È annicchiata in una de- ' — ' ■—ielle y./.>xe[j, òbvpfs-s. lUainin, 0. 23 * Il lungamente ailhtto petto richiamava gli usati lagrimali. Dani. Rim. u. L’amaro lagrimar clic voi faceste , 0 ocelli 'miei , così lunga stagiono, Faceu maravigliar l 1 altro persone. E Fit. Nuov. 4 J - ^*’ r fiursto racccndimeuto di sospiri 3 j raccese il sollevato lagrimare. Peti*, so». * 36 . Piaggia di lagrimar, nebbia di sdegni Ragna c rallenta ìe già stanche sarte. Erano. Sacch. Op. div. roó. In questa vita non e nessuno che tanto hene potesse fare, che meritasse uno attimo di vita eterna ; e Dio la dà per uno solo lagrimare. Lacrimare. 2 V. ass. Fersar lagiime } e pigliasi largamente in significato di Piagliele. — , Lacrimare, sin. Lai. lacryinari., fiere. GÌ*. rriaiW, orivpuriìou. Bocc. nov. r/u. 22. E la fante , non restando di lagrini.nv, disse : cc, Dant.Inf. 33-g. Parlare c lagrimar mi vedrà’ insieme. Par. canz. 20. 6. Clic farinn lagrimar chi le ’nteudesse E 27. 2. E ’1 Cielo in ciò s’adopra, Qi’Amor quest’occhi lagriiiiando cimai,!. 2 — E col terzo caso. Lagrimare ad uno = Pregarlo con effusione di lagrime. Danl.Purg. i3 108. Rimondo qui la vita ria, Lacrimando a colui clic sé ne presti. fCiac , Pregando con lagrime Iddio , allineile •••••’• 1 -ti.V (VA (Br) più propriari. dicesi Famiosi ancora _ . ^ _ umore spesso, c non acquoso. Paltad. Lebbr. 4- fi*’- viti , clic per troppo lagrima- re perdono il frutto. r> Iratt. 1. Cav. cap. 4i)‘ cit. dal Gltouelh .* Un'altra medicina calila nell’ occhio quando lagrima umido. fCioè , cosa o materia umida. ) Bucell. Oresi. al. 5 . Poi in un. punto da quelle chiare luci Lagriraò vivo sangue. (P) 1 _ jltt, piangere, Deplorare, Compiangere. Teseid. 12. f./.E celti se fu giammai lagrimato In Grecia nessun uomo valoroso, Sì è debitamente Arcita stato. Filoc. 1 ■ 66. E’ non è convenevole che cosi valoroso nomo rimanga ne’ campi lontani alla sua città senza essere la- grimato. » Dani. Purg. 20. La faccia tua, eh’io lagrima! già morta, Mi dà di pianger mo non minor doglia. (A ) •3 — [L per pleonasmo , Lagrimar lagrime.] Dittam. qui, c mai non lagrimaro Occhi di donna lagrime si sp suoi quivi il viso gli bagnavo. » (EffAAmte di Fenezia 1820 ha : quando che sia ci faccia di se godenti.) (V) (Br) — Per simil. Gocciolare , Versar gocciole ; [e pii delle viti.] Lai. lacrymarc. Gr. Sxxpm.s. Cr. 4■ »z. g. F gli predetti innestamenti ec. quando le viti iagriman con Lacrimalo , sin. pressione dell osso frontale , al siero deli' orbita ■ e groduceute alla pane esterna , superiore ea setto od otto oondo.u ert/òntu» 1 2. 12. Tacerò spesse , Come " _ , _ _ ^ 'da E così t’ ho mostrato ec. , Che quasi il dèi, com’ io , vedere aperto. Qui si tacèo ; e mai non lacrimat o Occhi di donna lacrime si spesse^ Come i suoi quivi il suo viso bagnaro.) (R) Lacrimato , La-gri-mà-to. Add. m. da Lagrimare. Lai. lictus , deiletus. Gr. 7-h>/u;rx»s‘'or. 2 —- [Deplorato.) Fr. G torri. Fred. M. Ricordati de’ lagrimati avvenimenti e sventure. 3 — [Desiderato, Invocato con lagrime.) Ami Purg.us.35. L’ Angel clic venne in terra col decreto Della molt' anni lagrimata pace. Lacrimatorio, * I ( a-gri-ma tò-ri-o. Add. in. Che serve alle lagrime e dicesi propriamente di tulio ciò olii destinalo a riceveiv. ed a raccogliete le lagrime ; onde A’aso lagrimatorio,. Sacco lagrimatorin, ec. (Remi.) LACRIMAZIONE 2 — (Anat.) Uno de’ muscoli dell' occhio. —, Lacrimatorio, sin. Salvisi. Disc.1.332. Ora siccome il muscolo che lagrima torio s’addimundu ec. , così il muscolo che rotante o amatorio si chiama, può ragionevolmente dirsi che ec. 3 — (Arche.) Usato in sentimento disusi., e come add. aggiunto a vaso, o simile , e vale Vasetto destinato , come sì crede , a contenere le lagrime de’ congiunti, o più veramente a contenere balsami, esimili materie odorose. Di tali vasetti è abbondanza ne' Musei , e si trovano [retiuditissimi ne' sepolcri antichi. (A) Lacrimazione , La gri-ma-zió-ne. [A/i] Il lagrimare, Pianto, [Scolo delle lagrime sulla guancia, tanto per essere troppo abbondanti , guanto pciche i condotti lacrimali non possono lasciarle passare. — , Lacrimazione , sin ) Imi. lacrymatio. tir. èxxpvtns. Ir. tiiord. Pred. Credono alle donnesche volontarie e false lagriinazioni. 2 — (Med.) Infermità degli occhi, per la quale lagrimuno. Lat. lacrymatio , epiphora. Gr. iiti^opà. Lib. cur malati. Per cotale lagri- mazione di occhi si usa l' acqua rosata. 3 — * (Bot.) Malattia di alcune poche piante , le quali al ritorno della buona stagione lasciano stil are da’ ioni bottoni una quantità di linfa che non può distribuirsi ne i interno della pianta, liertoloni. (O) Lag rimetta , I.a-gri-mét-ta. [A/.] dim. di Lagrima. —, Lacrimetta, La- grimuzza, Lagnmuccia, sin. Lai. lacrymula. Gr. SxxpvStov. Danl.Purg, 5. loy. Tu tc ne porti di costai l’ (terno , Per una lagrimetta che '1 mi toglie. Pelr. son. 85. frega Sennuccio mio , quando 1 vedrai , Di qualche lagrimetta , o d’un sospiro. Tass. Ger. y. 21. Tardo premio conceda a’ miei martiri Di poche lagrimette e di sospiri. Ctrijf. Calv. 1. 6. Con ceite lagrimette finte ad arte. Bemb. Asol. 1. Una lagrimetta ri ha fatto correre con frettolosi passi al nostro male. 2 — * Dicesi del Lino eh' e’ fa venir la lagrimetta quando è poderoso e razzente. Arnhr. Beni. 1. f E s’io non fo venir la lagrimetta t: 11 filo all’ occhio con ogni bicchiere ec. (N) Lacrimevole, La-gri-mé-vo-le. Add. com. Atto a indur le lagrime, Flebile, Mesto, [Deplorabile, Miserando ec. — , Lacrimevole, sin.) (V. debile. ) Lai. lacrymabilis , flebilis , lamentabilis. Fiatimi, pr. 5. E quindi i casi infelici, ond'io con ragione piango, con lagrimevole stilo seguirò , siccome io potrò. Fir. Rag. I2g. Nè seguiterò già in questo colui il quale con si lagrimevole principio condusse le innamorate giovani alle sue novelle. Lacrimevolissimo , La-gri-me-vo lis-si-mo. [Add. m.) superi, di Lagrimevole. —, Lacrimevolissimo, sin. Segner. Mann. Agost. 27. /j Dal’al- tra parte sarà lagriincvolissima, atteso 1' odio maggiore ancora, ch’essi portano alla giustizia divina. Lagrimosamente , La-gri-mo-sa-mcn-te. Avv. Con lagrime. — , Lacrimosamente , sin. Lai. lacrymose. Gr. S/njioirixis. II. Giord. Pred. I.agrimosamente si batteva a palme. Lagrimoso , La-gri-mó-so. Add. m. Pieno di lagrime, [Bagnato di lagrime .)—., Lacrimoso, sin. (V. Flebile.) Lai. lacrymosus, lacrymabun- dus. Gr.ouxxpvihSris, àpwuòris, irivHix.ós.Bocc.nov.36.11. N011 sappiendo nè che far, ne che dirsi, cosi lagrimosa, come era, e piena d’angoscia, andò la sua fante a chiamare.Puri,-. 1 . 1 27. Porsi ver lui le guance lagrimose. Ar. Fur. 2/j. 80. A questo la mestissima Isabella , Dechi- nando la faccia lagrimosa ec. , Disse. » Passay. 7 1. Aspettando di vedere il line della lagrimosa orazione del cavaliere compiuto. (V ) j — * isti in forza di sm. Omel. S. Greg. 2. j.f' Da porta del regno sarà chiusa ai lagninosi e piangenti. (Pr) 2 — [ Agg. a Luogo , vale Abitato da gente che lagrima per dolore.] Dani. Inf. 3. i33. La terra lagrimosa diede vento. 3 — * Atto a cavar le lagrime. Cas. Rùn. Si temprar seppe i lagninosi versi. (Br) Salvili. Oppi Pese. 3. - l j8. L’ alma attristando in lagrimoso male. (N) 4 — [E poet. Pioggia lagrimosa per Pianto dirotto .] Petr. son. iyg. Ma lagrimosa pioggia e fieri venti D’infiniti sospiri or l’hanno spinta. 5 — [Detto di Pianta e massimamente della Vite, per Gocciolante.] Pal- lad. Febbr. 4 2 - l ‘ l - Come si medica la vite troppo lagrimosa. Lagrimuccia,* La-gri-mùc-cia. Sf. dim. di Lagrima. Lo stesso che La- griinuzza e Lagrimetta. V. Fag. Com. E quand' anche s’ avessero a spremer due lagrimucce ec. Spererei di rulligli. (A) Bentiv. Teb. lib. 5. Sospira allor la donna , c l viso bagna D’ alquante lagrimucce : indi risponde. (Br) Lacrimi zza , Lagri-mùz-:a. [Sf) diin. di Lagrima. [Lo stesso che Lagrimetta. V.) Lai. lacrymula. Gr. hxv.pvbwv. Troll, pece. mori. Perchè la ragion gli dettava che una piccola lagrimuzza di quella femmina gli muterebbe proposito. Fa'. Triti. 5. 8. Tanti abbracciamenti, tanti toccamenti di mani , tante iagritnuzze. Laguan. * (Geog.) La-gu-àn. Isola dell’ Arcipelago deile Filippine, (fi) L i lume, La gù-me. [Sui. V. A. V. poco usala.) Acqua stagnante che fa palude. [ Oggi più eomunem. Laguna.] Leu. lacus, palus, stagnimi. tir. rise/oi , hip.re,, hditn.es. Cr. g. 61.1. Più utilmente dimorano dove l’ acqua piovana fa lagumi, ovvero laghi. Frane. Sacch Bini. Chi dirà ’l fiume Non corra del suo fonte a f ai - lagume ? Diltam. 3. 2. A’ suoi lagumi un animai ripara , Ch e bestia e pesce , il qual Be- vero ha nomo.» fL’ edizione di Venezia del 1820 ha: Nei suoi lagu- ni un animai ripara,Che è bestia e pesce, il qual Bivaro ha nome v )(.B) 2 — * Quantità d’ acqua versata e stagliante in qualche luogo. (A) Laguna, La-gù-na. [Sf.Ridotto d’acqua morta Anticam.)Lagume.—, Lacuna , sin. Lai. lacuna , lacus magniti, tir, rinxyos, pi-pus hxxxos. Com. Inf. 2. Che a’piè della valle fosse una grandissima laguna. Seni. Star. 1. 4 2 - Per le spesse lagune di acqua la terra vi è molto paludosa , e piena di stagni. 2 — * Spazio voto in cosa che dovrebbe essere andantemente ripiena. Magai. Leti. 16. A volere che eon 1’ uso non ricascasse e non facesse corno là 1’ ovatta ili gran lagune, 1‘impuntura dovrebbe essere fittissima. Rtcc. Antilucr. 1.agline penetrabili del voto. (A) (N) 3 — * Pai con.imeni, dicesi.di Quello spazio veto che trovasi nelle Vw.d . ir. LAICOGEFALI ,3 scritture. Meglio peraltro Lacuna. V. Gor. Long. Io Gretto che nell’o- ì-iginule greco sia in questo luogo qualche scorrezione o 1 aglina.iMiupd. L.ett. Se a sorte non l’avessi scritta nella laguna che lasciai ne' fogli e che Paolo si è ritenuti. (A) — * (Geog.) Provincia del centro dell isola di Lusson, Sant’Antonio della Laguna. Città del Brasile. — della Columbia. — S. Cristofaro della Laguna. Città dell' isola di Tenerìffa. — Lagune di Venezia. Stagni o Paludi nella parte Nord-Ovest del Mare Adriatioo, con cui hanno comunicazione , situate lungo il litlorale e sparse di molte isole, di un gruppo delle quali è formata la città di V enezia.fi') Lagunea. * (Bot) La-gu-nè-a. Sf. Genere dt piante esotiche della nr- nadeljìa poliandria, famiglia delie ma'vacee, il cui calice cinquefido è spesso spartito longitudinalmente ; ha cinque stimmi -, la capsoUi apresi in cinque valve che nel centro portano ima li amezzo , e pel- ciò è di cinque cellette. Lat. lagunea. (N) Lagunetta , La gu-nét-ta. Sf. dim. di Laguna. Pozzanghera. Targ. La- gunctta mantenuta di un fonte perenne. (A) Lagunon. * (Arche.) La-gù-non. Sin. Misura attica pe' liquidi, la quale conteneva circa un boccale. I Romani la confondevano col cangio , ma questo era più grande. (Van) Laguro.* (Zool.) Lagù-ro. Sm. V. G. Lat. laguri». (Da lagoos lepre, e ura coda.) Specie di sorcio del genera campagnuolo, e del.a famiglia de’ topi, abitatore de’ luoghi deserti sabbiosi della Siberia, dii Pallas descritto, di coda cortissima , pelosa e troncata. (Aq) 2 — * (Bot.) Pianta annuale che da se suiti forma un genere nella triandria digitila , e nella famiglia delie gratninee ; caratterizzata dalla pannocchia a capotino, dal calice di due loppe acute piumose ed appena restalo, e dalla corolla di due valve più corte dal calice, la seconda loppa terminata da due setole e restata nel dorso. (Aq)(N) Lagcsa. * (Geog.) La gù-sa. Isola del mar di Creta. (G) Lahadi.* (Geog.) La-lii Ai.Città deli Arabia,dtp .delio stato di Aden fi) La hi:la. * (Geog.) La-hè-la. Antico paese della Palestina , dt là dal Giordano. (G) Lahor. * (Geog.) Città e contrada dell’ Indostan seltentrionale.fi) Lahu. * (Geog.) Città della Guinea superiore. (G) Lai. [ Sm. pi. indecl. Lamento , Querimonia,) Voci meste e dolorose Lat. lamentatio, questus. tir.’iytsoi, òSvp/ios. (Dal celt. bus grido lu gubre , grido de’ marinai che si perdono. In t.d. leid che si pronunzia quasi labi, doglia , lamento.) Bemb. Rim. 4 °• Insieme polrem fare i nostri lai. 2 — [Per eslens. Canto , Canzone tenera e mesta , ed anzi Canto in generale , e spezialmente Canto d’ amore, ove pur si tratti d’ uccelli-] (In senso di canto di uccelli o di canto d’amore trovasi la voce lari presso i poeti provenzali. In ar. lahha compose un carme elegante ed ingegnoso: laha occupossi di sentir cai\ta.ie.)Danl. Inf. i'./ò. E come i gru van cantando lor lai. E Purg. g. i3. Nell’ ora che comincia i tristi lai La rondinella presso alla mattina. Amel.g4 . Ma con letizia agli angclichi lai Mi seguirà nelle divizie eterne. Lai. * (Geog.) Antico popolo celtico stabilito in Italia, fi) 2 — * Città della Guinea superiore, fi) Liir.Ac. * (Geog.) La-i-bàc. Lo stesso che Lubiana. V. fi) Laica. * (Mit. Pernv.) Là-i-ca. Nome di Fata benefica presso i Peruviani. (Mit) Laicale , La-i-cà-le. Add. com. Di laico o Da laico ; [Secolare, Mondano ; contrario di Ecclesiastico. — , Laiciale , sin ] Lat. protànus , laicus , laicalis. Gr. ùvnpos , libeh-.s , hdixós. Libr. Am.Di laico non prenda , ni faccia opere laicali. Com. Inf. 3t. Nell’ultimo di coloro che tradirono lo speciale c universale signore spirituale , o laicale. Laicalmente , La i-cal-mcn-te. Avv. All’usanza ae’laici, Alla laica .—, Laicamente, sin. Lat. laico. Gr. hx.ix.uis. 2 — Semplicemente , Idiotamente. Lat. sunpliciter, ruditer. Gr. ÙTfrhZs, àrs’xws. Coni. Puig. 30. E più laicalmente si potrebbono esporre a lettera le parole di Beatrice. 1 Laicamente , La-i-ca-mén-te. Avv. [Lo stesso che Laicalmente. V .] 2 — Semplicemente , Idiotamente. G. V. 10. 2Òo. 4 • Dicendo laicamente , come fedele cristiano , che ec. Laiciale, La-i-ci-à-le. Add. com.V. A. [e forse corrotta. V. e di’) Laicale. Com Iif. 2j. Perocché erano preti , alli quali è interdetto ogui atto laiciale, non che di guerra. Laico , Là-i-co. [Add. e sm. Secolare ; contrario di Ecclesiastico, Religioso. — , Ladico, sii?.] La>. profauus , laicus. Gr. VUrnhos, \xL6-. (Dal gr. laos popolo, onde laicos chi appartiene non al clero , ma al popolo.) Danl.bfi8.ity. Che non parea s' era laico o cheico.G V.y. 135.2. Questi fu grande letterato, quasi in ogni scienza, tutto fosse laico. a —Quegli che non è iniziato nè fatto abile a maneggiale le cose sacre. , ... 2 — perchè da un certo tempo addietro per lo piu non ^stuellavano se non 1 preti e i frati , chiamavano t non letterati Laici. ilUte- ratus , indoctus. ór. ccTratSiuras , Acciocché gli laici, siccome gli alletterati, nc possano ritrarre fruito e diletto. GiUat- 68, Conciossiachè il dire è molto pi» agevol cosa che il ùre e 1’ operare , e , oltre a ciò, la maggior parte degli uomini ec., massimamente di noi laici e idioti, abbia sempre i sentimenti più pretti che Io ntclldto. TJ 3 _ *Così oggi più comunemente si dice Un rrate converso, che entra in un monas'ero per servire i religiosi , e non ha gli oixim , sovente neppure la tonsujxi , ne fu altro voto , in alcuni ordini , che di per- rncuienzti e di ubbidienza , eccetto che non siano destinati al seivizio interno ed esteì'no del convento. (A) (Ber) Lmcoceyàlu* (Filo!.) La-i-co-cc-fa-lì. Add. e sm. pLF.G . Lai. laiccce- phali. (. Da laicos popolare 5 non ecclesiastico , e cephale capo.) Aggiunto degl’ Inglesi , che , all epoca delio scinda del re Arrigo £ 7 ^0 costretti sotto pena di prigionia e di cor fìsca de'beni dt pi%i~ 1 tornare it re capo del popolo e-della Chiesa. (AuQ i4 LAIDAMENTE Laidamente , La-i-dA lnen te. Avv* Disonestamente , Bruttamente , Con vergogna^ Sporcamente t Lai . turpiter , foede. Cr. ahxpùs. Lia. M. Ma non è. vcrisiraile che Fabio avesse si laidamente fallito. Nov.ant. 24- 4 • ^itlero che i S&racini mangiavano in terra assai laidamente. E nov. 6o. 3 . Cavaliere , che hai tu misfatto a costoro, eh’e'ti me* nano cosi laidamente ? Laida re, Ln-i-(ià-re.[Au.lBnittare t CDisonorare,Guasfare.E'.A.]— ì Laidire, Laidire, sr?i. Lete, deturpare, deformare. Gr, fx.oXvvuv^ fxixlvuv, Albert. 2.3 $.Li quali nimici te e la tua anima ec. di cinque ferite laidettono. 2 — * E n. ass. Gwtt. Leti, 25. Siccome fogliare , borire e frultuare fa honità , disfogliare e sfiorire e dinudare e laidare malvagia fae. (N) 3 — [E n. pass 3 Fr- Giord. Pred B. In questa sozzura bruttamente si lardarono , c c n n essa volevano luidarc ancora i compagni. Laide ,* Là i-de. IV. pr. /. Lai. Lays. (Dal gr. lavo, o come altri legge lavo io godo.) Cortigiana greca famosissima , nata in Jccaria , e stabilita m Corinto .— Altra cortigiana greca, figlia di Timandra e di Alcthade. (B) (Mit) b ' * J 5 Laidezza, La i rlds-za. [Sf. Qualità e Stato di ciò eh * è laido ; Bruttezza , Schifezza , Sporcizia .—, Laidità , Laido , Laidura , sin.] (V. Bruttezza e Bruttura.) Lai. turpitudo , foeditas. Gr. rò aòrxpov f othrxpórr^. Anun. Ani. /./. 3. 6. Anche di san Bernardo si legge che nelle vesti- menta sempre gli piacque povertà , e non giammai laidezze. a — [Fig. Disonestà , Bruttura , Oscenità di vizii, costumi e simili.'] Cavale. Discipl. sp.r. Dio non lascia alcuna laidezza di vizio senza bel- lezza di vendetta. Buon Pier. 4- i- 11. E sbalestrali dal sen bestemmiatori Più di sei sporche laidezze in fila. 3 — [Bruttezza, Deformità del corpo o di qualche sua parte.] Tes. Br. S. 33. h molto ha dispetto ( il pavone ) la laidezza de’ suoi piedi. » Boni. Comm. Disse bene lo prete allo ’inperadore che ridea e scherma la laidezza del suo corpo , Dio fece noi , e non esso noi. (A) 4 —* (Icon.) Donna magra con occhi piccoli, bocca grande , fronte calva , mammelle pendenti , mani secche , piedi larghi, aspetto tristo malinconico e sospettoso. (Mit) Laioirk , La-i-dì-re. f Att. e n. V. A. Lo stesso che Laidarc. V] Lat. deturpare , foedare. Gr. poxi tur , puadvw. A min. Ant. 3o. t. lit. Che l’iia molto laidisce il corpo , e molto il disforma. E 3o. 1. i.L’ira molto laidisce il corpo, h 36. 5■ g. Lo perverso disiderio di grandezza suole iaidire la fama del signore. Quist. fiìos. C. S\ Alcuna cosa si può laidire e sozzare in due modi : o per apponizion d’ulcuna sozzura , ovvero per remozione d’ alcuna bellezza.»tir. S. Gir. 3,Ta- lora intendono alti vostri mali , e laidiscono Iddio. (V) Laidissimamekte , La-i-dis-si ma-mén te. [ Avv. ] superi, di Laidamente. Sporchissimammite , Schifissimamente. Lai. turpissime , foedissime. Gr. aìtTxàrTKS. Va. SS. Pad. Facevaio laidissimamente ruttare , e vaporare lutto quel cibo in aere , a modo di fummo fetente. Laidissimo , La-i-dìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Laido. Lat. turpissimus , foedissimus. Gr. aicxinros. Amm. Ant. 23. 8. tit. Lussuria ne’ vecchi e ne’ maggiori è laidissima. Cavalc.Med. cuor. Li beati hanno li corpi chiari e sottili , lievi e impassibili , e gli dannati laidissimi c gravi. S. Gio. Grisost.it, nudata la infelice anima tua di tutù glioma- nienti , cd è spogliata d’ ogni dono e d’ ogni grazia , ed è rimasa e diventata laidissima. Varch. Ercot. s83- Il traporre i versi interi nelle prose è cosa molto laidissima. » Vii. SS: Pad. 2. 26g. Ma la madre naia ora tutto il contradio , cioè vana , direnata e laidissima dell’ anima e del corpo più che niuna della contrada. (V) Laidita , La-i-di-ta. [-Vè] ast. di Laido. Lo stesso che Laidezza. V .—, Laiditade , Laiditote , sin. Segner. Crist. instr.3. 3i. 10. Aprendo loro quasi una vena sulfurea di motteggiar su quelle licenze e su quelle laidità eli cui 1’ Apostolo divietò (ino il nome. Laidito , La-i flì-to. Jdd. m. da Laidire. [V.A.] Lai. deturpatus , foe- datus. Gr. y: Àri.J : U. , y. ; ~J. v.)ri:. Albert, cap. 32. E carto gran pena ha la coscienza laidita. E 33. La fama e la nominanza è stato di dignità non laidita. Aibald. Andr. 77. Ara infermità iscorsiva , sarà laidita da fuoco , ovvero da ferro. Laidi» , I à-i-do. Sm. V. A. V. e di’ l aidezza. Gititi■ lett. 25. Guardatevi dal laido , che picciolissimo laido lolle gran hello , e picciola onta gran massa di onore consuma.» E Lett. 24. 62. Soliritando la divina pictade abbracci loro f i prossimiJ e li ritenga sotto (kj suo scudo , mondando da ogni laido. ( V. nota 3i3. Guài. lett. e not. 32 2.) (V) Laido. Add. m. Sozzo , Deforme, Brutto , Sporco non solamente di bruttura materiale , ma di bruttura e oscenità di vizii e di malvagi costumi .— , Ludo, sai. Lat. turpis , ìnhoucstus, foedus. Gr. a.hrxfis , /xiapàs, Svenir,s. ( Dal frane, kiid brutto , deforme, malonesto , sconvenevole, che alcuni traggono dal ted. leidig spiacevole, cattivo , maligno, cd altri meglio potrebbe trarre dalle voci celt. loudour brutto, sporco, tuaden per lu mal onesto , e laidoa onta , vergogna. In ingl. lewd ha tutti i sensi morali di laido,) Amm. Ant. 3 • 7. 2. La quale ha luogo non solamente ne’ fatti , ina eziandio nelle parole , di non trapassare il modo del favellare , e che nessuna cosa laida suoni nel tuo dire. Unni.inf. ? g.82. Che dopo lui verrà di più laici’ opra Di ver Ponente un pustor senza legge. È Purg. 3e. 121, Ma , riprendendo lei di laide colpe La donna mia, la volse in tanta luta. G.V. 7.//0.*. Avvenne una laida e abbominevol cosa sotto la guardia del re Carlo.iVw. ■ Ant. 23 2. A cotale festa l’ altre donne, che non sono cosi belle come io, erano sguardate, c io no, per mia laida cotta. E nos’.44 i - H vo * stro manto è cosi laido , come voi sapete. E nov. 70. 2. Ed assai è laida cosa piangere altri sé stesso. 1 2— Guaito , Corrotto. 7VW. ani. 18. 2. Ma tanto nV è rimaso ancora , eh’ lo abbo un laido dente. 3 — Pessimo , Malvagio. Nov. Ant. 61. 4. E li donzelli li presero a contare , coinè v’ avea laide novelle. 4 ““Sconvenevole , Sconcio ; non di sconcezza materiale nè monile. A tutti. Atti. i //-1. Laida è ogni parte che al suo tutto non si conviene. E L’ ALTR’ IERI Fior. S. Frane. 16 5. Questa laida inconvenienzia procede dalla igno- ranzia ec. (V) Laidolfo , * La-i-dòl fo. N. pr. m. (In celt. laidis vai forte , cd elf nervo : Di forte nervatura.) — Principe longobardo di Capua c Benevento. (0) Laiduka , La-i dù-ra. [*S/i] V. A. V. e di' Laidezza. Amm. Ant. 24. 3. 3. Sempre alla satollanza è congiunta vanezza di laidura. ( V ediz. del Marescoili ha : Sempre alla satollanza è congiunta laidezza.) Liv. M. Questa è grande onta , grande misfatto, e grande laidura. E al. irò ve : Alla cosa , che tanto era sozza e ontosa , fu aggiunto laidura. Tes. Br. 8. 5g. Lo terzo vizio si è quando una delle cose , eh’ citi numera , tu la puoi riconoscere e fermare sanza laidura. La' intorso. Avv.^zPoco più o poco meno, In quel torno. Ijat. circum, circa. Gr. ex>Sov. G- V- 12. 5o. 6. La reina pure rimase grossa d’infante di sci mesi o là intorno.»-5oqgA. Tose . 354 Là intorno l’ora di terza , a vista di molti , un asino se n’ entrò nella corte. (V) Lauto," La-ìp-po. N. pr. m. Lai. Laippus. ( Dal gr. laipos impudico.)(B) Lais.* (Grog.) Antica città della Palestina. (G) IjAisco , * Là-i-sco. Sm. V. A. V. e di Laico.Gr. dal gr. labvin. Annoi, ivi: Laide di Dio, cioè, sia dato lode a Dio, Dio laudato. (N) Laroire ,* Lai dì-re. Att. V.A.V. e di Laidire, Laidarc. Gr.S. Gir. 3. Tuttora intendono ne’ vostri mali, e laidiscono Iddio. (A) (V) Lardotto , Lai-dòt to. [Sm. V. A.] Brieve lauda. Lai. canliculuin.Gr. danàrair. Malm. 6. gj. A r este cilizio , e con un viso smorto Cauta sempre laldotti per la via. Lauf-tani. * (Geog.) La le-tà-ni. Antichi popoli della Spagna nella Catalogna. (G) Laritafatak. * (Geog.)La-li-ta-pa-làu .Cilla dell’Ir.dostan nel Neipal.ffl) Laura. * (Mit ) Divinità degù antichi invocata dalle nutrici per impedire che i bambini gridassero o per Jaigli addormentare. Altrimenti Nanna o Lallo. (Dal gr. lata, voce canora, con cui le nutrici addormentano i fanciulli. ) (Mit) Larrazione. *(Lett.) Lal-la-zì<ì-ne,x 9e • Danl.Purg.2'5.1 tcj. Di quella vita mi volse costui, Che mi a 1 innanzi, !’ aRr’ icr, quando tonda Vi si mostrò la suora di colui : L ’1 sol mostrai. E Rim. 2. Cavalcando 1’ altr’ icr per un cammino ec. Trovai LALUTAJA Amor nel mezzo della via. A *»». Madonne , deli vedeste voi l'altr'ieri Quella gentil figura che m’ancide? Bemb, sì sol. 3 183. Così vagamente 1’ altr’ ieri alle tavole di Vostra Maestà cantando , ci mostrò quello che io dire ne dovea. E Eros. 3. i3g. Siccome T altr’ ieri inesser Federigo ci disse. Galal. 23. E jeri non vi degnaste di venir per ine a casa , come io venni a trovar voi 1’ altr’ ieri. Lalctaja. * (Geog.) Lalu-tà-ja. Isola dell'Arcipelago delle Filippine.(lì) Lama. [V /7 Luogo concavo e basso in cui stagnano le acque a poca profondità. I Modaneù dicono ancora comunemente Lame , Lamola, Lamarcto, Lamacciuoli] (In celt lam per Lui laghetto, palude, pantano. Anche in senso di fossa, laguna, disse Orazio Firibus uteris per clivos, Jlumina , Itmias.) Unni. Inf. io.yg. Non molto ha corso , che truova una lama, Nella qual si distende, e la impaluda. E 32.g6. Che mal sai lusingar per questa lama. Il ut. ivi: Lama è luogo pendente , e non pari .Dant.Purg.y. go. Da questo balzo meglio gli atti e i volti Conoscerete voi di tutti quanti , Che nella lama giù tra essi accolli. Bui. ivi : Lama e lacca è luogo concavo e basso. Dittati i. 2. un. L’ uno piangea per la misera fame -, L’altro la gran mortalitade trista , Che rparta s’ era per le nostre lame. Berti. Ori. 3. 8. 56. Rispose romito : in questa lama Mai non discese umana creatura, a — (Ar. Mes.) Piastra di feria o d’ altro metallo. Lat. iri-ra\cv. Bem. Oli. 1. :G. /jn . A A rrena , a Molitorio S’ acconcia a forza d’ acque , e non che ne fa lame. Cecch. Esali. Cr. molte , Una sala quant’é la torre 1; lame d’oro. Bed. Bis. quel lamina. Gr. a Molitorio, dove il rame non a secco , Una trave ho visi’io , 1 ■ 1. Egli fece lassù , tra 1’ altre arga , D’ ogni intorno incrostata a LAMBRUSCA i$ Lamosrtu. * (Bot.) Lam-bèr-ti-n. Sfi Genere di piànte dulìa Nuova Olanda che compi'ende de’ frutici con Jìorì vagamente colorati e P' i' lo più dì scarlatto. Il calice è un lungo tubo nella cui base internar sono quattiv ghiandole ipogine , ! invoglio è colorato e marcescente, le antere sporgenti , il pericarpio è un follicolo legnoso ad un i colletta ed i semi sono cinti da itti ala : appartiene alla tetrandna rno- voginia ed alla famiglia delle vroteacee. Lat. lambertia. (N) Lambertino , * Lam-ber-lì-no. IV. pr. m. dim. di Lamberto. V. (B) Lamberto , * Lam-bèr-to , Lamperto , Lambertino. IV. pr. m Lat. I^anv bertus. ( Dal celt lem grande , e berth bello. ) — Santo vescovo di Mastrìch nel FU. secolo. — Santo vescovo di Lione nel FU. secolo. — Figlio di Guido e re d’Italia. — Figlio di Adalberto IL Duca di Toscana , ove regnò dopo il fratello fluido nel secolo X .— Cronachista tedesco del secolo XI. (B) (O) Lambksa. * (Geog.) Lara-bé-sa , Pczzute, Città della Mauritania Siti- fi use. (G) Lawbesca. *.(Geog.) Lam-bè-sca.^»i'ca città del!Africa nella Numidia. — Città di Francia nel dipeutimento de'le Bocche del Rodano. (G) Lambì. * (Geog.) Isola del golfo di Bengala. (G) Slil’a- e T irritai ad av* 2 5Ij. Attizzai lo scorpione ventar molte punture sopra una lama di fono. 2 — La parie della spada che è fuor dell elsa o del pome. ( In celt. lamenti , in frane. lame d’epéei) Bern. Ori. t. 8. 65. E taglian tutti qual lama affilata. Red. Vip. 2. Non so come il volgo vada sognandosi di poter avvelenar le lame delle spade. 2? Fsp. nat . 24 Si poteva farne la prova con una lama di spada armata de’ suoi fornimenti , o come la dicono , messa a cavallo. » Buon. Fier. 1. 3. 2. L’ arme ’n asta vi son ec. E lame della lupa , Da sfondar qualsisia «berghe e loriche. E Salvili. Annoi, ivi; Lama è detto dal lat. lamina. La lupa è un’ insegna che si vede scolpita in alcune spade le quali sono di grandissima stima. (N) * — * Onde Montare una lama = Armarla de Montare. (A) 4 •— Venire a mezza lama , » t uwe qu . _ siane subitamente / traila la metafora da quelli che nel far quistione vi pochi colpi s’avvicinano *!•>»**** '• 11 - - ? " ' che anch» c» vr— a ’ suoi fornimenti* V. si dice quando si viene alla concili- , .. wAvc ah tuetafora da quelli che nel far quistione colpi s’avvicinano dentro alla misura della metà della lama} anche si dice Venire a mezza spada. Lai. cominus pugnare. [Gr. Alleg. 280. Per venir finalmente sor» rrni — - • ’ a mezza lama , Io son qui senza voi , nè più nè meno. CariTett . 2. 120. Pare a qualcuno che V occasione del dialogo si potesse dire nn poco più strettamente, e. che si dovesse venire dopo pochi colpi, come si dice , a mezza lama, ' *(Zool.) Specie di matntmfii'o dell' ordine de ruminanti > del genere cautelo ) avente denti incisivi nella mascella inferiore ; iljabbiv superiorefesso, il collo lungo , ed il dorso privo di gobbosità. È allo qualar) piedi , lungo cinque 0 set j il suo colore è bianco e nei'o ; le parti generative sono piccioltssime } è indigeno dell’ America , e domestico e si adopera altresì qual bestia da soma. (Van) (N) .... Lama. Lo stesso die Dalai Lama. * Chiamatisi anche I Lama fra i Tartari occidentcdi sullefivii- Vere della China i ministii e sacerdoti del Gran Lama . (Mit) Lama. * (Geog.) Antica città della Spagna nella Lusitania. (G) Lamaco, * Là-ma-co. IV. pr. in. Lai. Lamacus. (Dal gr. lamachos prode combattente.) — Ateniese , figho di Senofane . compagno di Nicia e con luì ucciso dà Siracusani. Sofista greco , adu’atoi'e di Filippo e di Alessandro. (B) (Mit) Lama Dancra, * (Geog.) Catena di monti cìelC Indostan nel Neipal.(Gt') Lasiagha, * (Geog.) La-mà-gna. Lo stesso che Alemagria.^/^. (G) , e CO fTZ li ì Ue > c « iiuo i i( ' 4 - (St. Mnd.) Il Gran £ m * (Geog.) Isola del golfo di Bengala. (G) Lambiccamento. (Chim.) Lam-bic-ca-mén-to. Sm. Il lambiccare, mento. (A ) Doni, I Marmi. Berg. (Min) Lambiccare , Lam-hic-cà-rc. [ All. Passare o] Fare uscir per lambicco. —, Liinbiccare, sin. Lat. stillare , distillare. Gr. , r:r xl.ùp.H. Buon. Pier. 6. Inslr. 3. Feine un composto , c poi lo lambiccai , Ond’ uscì in quintessenza il ghiribizzo. — Per metqf. Esaminare accuratamente alcuna cosa, Ponderarlabene. L.al. ad Irutinam revocare. Gr. irrxliilX.. Buoii.E.er- 1. 1 7. Che un sol pensici' d’ un sol viglietto nostro Lambiccar, ponderar, dentro a’confini Fermar della intenzione, e ben piantarlo. » E Salviti. Anngt. ivi: Lambiccare , stillare ; operazione chimica , dal vaio detto òifsail genitivo àf/ifhx0;, e coll’ aggiunta dell’ articolo arabo al, venuto a dirsi prima alambico, poscia Lambicco. (N) 3 — L 11. pass.] Lambiccarsi il cervello, fig.rzzGhinbizzare, Stillarsi il cervello. V. Cervello, 5- ‘>4- Lat. ingenium torquere. Bed Ins. 152. Volle piuttosto, lambiccandosi il cervello, scrivere che l’asino non impidocchisce. Lambiccato , Lam-bic-cà-to. [V/n.] Quintessenza. Lat. espressa vis rei. Segner. Crisi. Insti-, 2. i3. iS. Questa pena , che sarà il lambiccato di tutte le pene ec , consisterà in una violenta separazione dell’.v nima dal sommo bene } c dal ccntrc di tutti i cuori, che è Dio. Lambiccato. Adii m da Lambiccare. Lat. distillate. Gr. u,. Segner. Mann. Magg. 8.4■ Quel sunto più lambiccato , che noi pur volgarmente chiamiamo spirito. Lambiccio , Lam-bic-cio. Sm. V. A. V. e di Lambicco o Limbicco.-Bemù, Leu. t. 3. (A) (N) Lambicco. (Ar.Mes.) Lam-bìc-:o [N/n.) Angusto canale,donde aforza di calore si trae /’ umore della materia posta net vaso aderente alio stesso canale ; il che si dice Stillare. — ,Limbicco , Lambiccio , Alambicco, Elembicco , sin. Lat. fornacula stillatoria , clibanus. Gr. &ii&i^. (In frane, alambic , in isp. alambique , in bret. lambic , dall’ ar, embeck che vale il medesimo , ed a cui trovasi aggiunto 1’ art. el ovvero di il.) Lab. ig4 La casa mia era piena di fornelli e di lambicchi e di pentolini. Zibald.A1ulr.4j. Tutte queste cose mescola insieme, e distilla per lambicco Beni Ori. 2. 18. 46■ Giù per la barba gli cadea la bava Che colava di bocca e del gran naso, Come un lambicco che goccia m un vaso. Batch. 2. 5g. E goccia sempre , che pare un lambicco. 2 — Passare per lambicco, si dice del Passare per istretto canale.Sagg. nat. esp. 106. Quando sia costretta a passar per lambicco d’un sottilissimo cannello. 3 _ Mostrar per lambicco o limbicco. Limbicco, §. 2. imrtmevto Lam-bi-méil-to. [ò/n.l II lambire. Lat. liuctus. Gr.l.sr Lamalmone. * (Geog.) La-mal-mò-ne. Alia montagna di Etiopia. QAtp Lambire , Laro Lamakda. * (Zoob) La-màn-da. Sin. Grosso serpente dell isola di Giaia, ed è il re de’ serpenti. (Vau) ,, . % >„ Umàtulu. * (Bot.) La-màrAU. Sfi Genere di punite esotiche dei a pentandria monoginia , ftnnislia delle solanacee , che ha i co lc f bvloso a cinque angoli e con cinque denti , la corolla a so ,oc pp 3 e per fruito una capsola cilindrica ^ -xy^v/n.* c uinarica con molti semi. La sola specie conosciuta finora porta ì fiori di color scarlatto. Lat. lamarkia. (N) Lama*. * (G eog.) Città del Perù. (G) ramato. (Geog.) La-ma-to, Lameto. Lat. Lametus. Fiume del regna ai ISupoli nella Calabria Ulteriore seconda. (G) Lamballio.* (Geog.) Laro-bàl-li-o. Lat. Lamballium.F’r. Lamballe. Città di Branda nel dipartimento delle coste del Noi-d. (G) Lambda.* (Filol.) Soprannome dato alla madre di Cipselo perchè le gcunbe avevano la forma dell A. un.™ > ■ - . Lambdacismo. * ( (Aq) " A T n™ u- : i.\ 1- - > ■ e fa- Lamdoi- detto Lambda. (Mit) e di’ Lamda- - , netto Lambda smo. * (Filol.) Lam-bda-cì-smo. Sm. P. G. V. cismo. (A. O.) (Aq) Lambdoidade. * (Anat.) Lam-bdo-i-dà-le. Adi, co m. V. dale. (Aq) (O) Lambdoide.* (Anat.) Lam-bclò-i-de. Sf. V• e di Lamdoidale.(Aq)(A.O.) LaMBEI.I.O , * Lam-bèl-lo. Sin. Baitrello. ( Dal frane, lambel che vale il medesimo.) Borgh. Ann. Fam. y3. Alla comune arma della casa di Fois aggiunse un rastrello, o come essi dicono , Limbello d’ argento. (A ) Lambente , Lara-bèn-te. Pari, di Lambire. Che lambisce , Leccante. Amel. gy. Ecco che 1’ anima cc. , accesa d’ un fuoco a lei sopra ogni altra cosa grazioso e piacevole, novellamente , non senza augurio di ottimo avvenimento, è munta da sette fiamme u intovn^ -- - * ‘ Lambimento, Lam-bi-mén-to. [Aòh] Il lambire, rat. nuctus. hi: i.'-ryax. Lib. cui-, tua 1 alt. Nel tempo dei lambimento tenga il petto fasciato con panni caldi. m-bì-re. [Att.] Pigliare leggiermente coda lingua cibo o beveraggio ; e non si direbbe se non di cose eh’ abbiati del liquido. f Altrimenti Leccare. ] Lat. lambere , libare. Gr. Tetiy^av , huf.nr. Com. Purg. 24. Quegli che colla mano e colla lingua lambiranno 1’ acque , siccome colla lingua suol lambire il cane , melteragli da una parte. Red. Vip. 1.31. II che non succede ec. a coloro die lambiscono e cacciansi giù per la gola il veleno della vipera. Bue. Ap. 220. Lambendo molto più viole e rose Sulle tremanti e rugiadose cime. 2 — Per sìmil. [Toccar leggiermente.] Gal . Sii!.. 26. Esse gli vengono, per cosi dire, lambendo , e percotendo in terra in quei medesimo punto a capello. Lambitiyo , Lam-bi-tì-vo. [Vm.] Sorta di medicamento liquido , che si lambisce [ ne’mali di gola e di petto. Altrimenti Eclegma e oggi Look.] Lat. Iinctus, lambitivum. Gr. i.ixuyxx. Lib. cur. malatt. Usi il lam- bitivo fatto col mele e col paleggio. E altrove : Un laiqbitivo fatto con mele stemperato in decozione, ec. Red. tetti. 248. E necessario presentemente non passare le cose piacevoli, come i lambitivi. E appresso : La frequenza de’ SIT viziali è ottima , siccome ottimo ancora un lambitivo frequentato , e fatto con polpa di cassia. Lambrani. * (Geog ) Lam-brà-ni Ant. popoli d’Italia vicini alLambro.(G) Lambro.* N. pr. m. l.at. Lambrus. (Dal gr. lampros splendido, chiaro.)(.B) 5. — * (Geog.) Riviera del Regno Lombardo-Feneto che sorge nella si getta nel Po. (G) (Bot.) Lam-brù-sca. [Sf Sorta di vite sabatica , errante mte , che dicesi ora Abrostine, ovvero Abrostino, perchè va mtorno, come 77 (f>0 A. cc. (A) n v -1.} sj.ggiimto di quella meteora che ba h. Bagn. Deboli fuochi, lambenti il tt Yo!a «il umida, (A) cosi quella lambenti dicesi Fuoco lambente, terreno quando 1 aria è provincia di Como Lambrusca. serpeggiante ,- in sull’ albero, e te sue uve diconsi Africogne,] Paventiti e Uvizzeh, [e sono acerbe, aspi igne e spiacevoli, e allegano i denti .]—, Lambnisco, Lambruzza, sin. Lat. [vitis vinifera,] labrusca. Gr. xy:ix.y.ruh:t.Cr:g 12. ss.Anche sono arbori i quali hanno viti le quali in niun tempo si potano , come quelle che fanno le lambrusche, che sono viti salvatiche. Car. leu. 1.23, Quella, doye son quelle due viti di lambrusca. Pallai. ! I LAMBICCARE Ftébr. i3. Vi. Come si poti la lambrusca, cioè le vite dell' albero.» fL'ediz- dì Verona i$to a pag . padre di Noè. (B) (0) Lamego. * (Geog.) La-mè-go* Lat. Lamecum, Lambcca. Città del Portogallo , ot% la prima volta unironsi le Cortes nel n44\ (^) XìAmella , * La-mél-la. Sf Lo stesso che Laminetta ; e dicesi piu prò priamnite delle squame de* pesci : onde Lamellato. V.Magai- Opereit * $74' k° Sporidio . . ha il suo corpo tutto formato di varie scaglie , o lamelle visibilissime. (B) 2 — * (Bot.) Si dà questo nome specialmente alle appendici petaloidee che si osservano sopra le corolle di alcuni fori , come nelle si - lene , ne’ lanàri ; alle membrane che sono sotto il cappello degli agarici: ed ai sepimenti di alcune specie di pericarpi capsohri. (N) Lamellato. (St. Nat.) La-mel-là-to. Add. m. Che c composto di strati che si sfogliano a guisa di lamine, o Uuninette , Lamelloso, sin. (A) LAMELLOso.*(St.Nat.)La-mel-ló-so.^. Se *1 si lamenta miiruomdi ventura , A gran ragion mi movo a lami ntanza. Bcez. V'neh. 3. 3. £ di vero onde nascono tante lamentanze e tanti piati in tante corti se non perchè ec. a — * Col. v. Fare. Lo stesso che Far lamento. V. Fare lamentanza. (N) Lamentare , La-men-tà-re. JY. ass. e pass. Dimostrat e con voce coi dogliosa , articolala o inarticolala , il dolore che altri sente r ; Rammaricarsi. Lai. lamentali , queri , conqueri. Gr. Spr.vàv , òivparDcu. ékGqvparSai. Petr. son, 235. Giusto duol certo a lamentar mi mena : Sassél chi n’ è cagione. Dant. Par. 14- 2 $- Q ua l si lamenta perchè qui si muoja. E ig. Per la lor bestia si lamenti e garra. E Rim. ì. Ch’ io ’l vidi lamentare in forma vera Sopra la morta immagine avvenente. Nov. ani. 5j. 5. Il Conte d’ Angiò bestemmiava forte Ira sé medesimo , e lamentavasi di sua fortuna. E nov. 70. 4\ E 1® moglie , lamentando , dicea : deh , signor mio , che doglia m’ è , che tu muori sanza colpa ! » Mor. S. Greg. 5. 26. Si lamenta contro a’ ilageUi di l)i 0 . (V) a —E col 3. caso. Arrigh.44. 0 fortuna, a cui mi lamento io ? a cui ? io non so. Perchè, o perfida," mi costrigni tu patire sozze in giurie ? Cavale. Specch.Cr, 510.Cristo nel salmo si lamenta a Dio Padre. (Y) 3 Biasimarsi di uno , Far doglianze o richiamo. (A) 4 ”* in sign. all. [Deplorare , Compiangere.] Petr. son. 63. F ne convene Lamentar più l’altrui, che ’l nostro errore. Teseid. 3. 63. Io ’l farò , ma sempre lamentando Andrò la mia fortuna con dolo* re.» ( L‘ ediz. di Venezia 1820 ha: Quando La mia partita è a grado al signore , I’ia farò -, ma sempre lamentando Andrà la mia persona con dolore.) (B) Guiu. hit. 14. 38. Per tutta terra corre lamentando la malizia sua grande. Cluahr.Canz .Poiché morte n’ adduce A lamentar de’ Colounesi.it Duce. (Pe) Sallust. Giugur . 108, Vorrei fedamente LAMETO che queste cose che io vi scrivo e quelle che io innanzi nel senato lamentai Tossono piuttosto vane. (Pr) 5 — lEd inforza di sm ] Peli. son. 102. S’a mia voglia ardo , ond’è » pianto e il lamento ? S a mio mal grado , il lamentar che vale ? E 124. F. ’l dolce amaro lamentar eh’i’udiva. Lamentata, La-men-tà-ta. [A/l /'. A. Lo stesso che} Lamentanza. [ V. e di’ Lamento ] Lai. lamentatio , querimonia. Gr. 9-piivos , òSvppó;. Er. Jac. T. 1. 2. 6. Io pur piangea, Ragion non ave di mia lamentata. Lamentativo , La men-ta-tì-vo. Add m. Allo a lamentazione. Jduss. Pred. 2. 6yo. Berg. (Min) Lamentato , La-mcn-tà-to- Add. Ìli. da Lamentare. Bemb. Asol. 1. Durissime sono le dipartenze , e quelle massimamente che con alcuna disiata, notte è lamentata , e con abbracciamento lungo e sospiroso e lagrimevole si chiudono. Lamentatork , La-men-ta-tó-re.[^’eè. m. di Lamentare.] Che si lamenta. Lat. lamcntator. [Gr. dpr^rrré.] Bul.ì lussuriosi nel mondo sono stati amatori della sua carne , e compiagnitori e lamentatori e gridatori , quando hanno cantato e composti sonetti e canzoni d’ amore.Din.Comp. 3. 80. Udivano le parole de’ lamentatori di lor parte. LamentAtorio , La-men-ta-tò-ri-o. Add. [ in. V. A. V. e dì ] Lamentevole. Cavale. Med. cuor. Lo morto non sente le pene , nè infamia, ned altre vere o false , crudeli e lameutatorie e lusinghevoli parole. Lamentatrice, La-men-ta-trì-ce. [Veib.f. di Lamentare.] Lat. lainenta- trix. Annot. Vcmg. E veggendo le lamentataci e la turba romoreg- giare , disse loro. Lamentazioncella, La-men-ta-zion-cèl-la [V/’.] dim. rii Lamentazione. Er. Giord Pred.B.Gemono astutamente con finte lainenlazioncelle di voce. Lamentazione, La-men-ta-zìó-ne. [A/.’] li lamentarsi , Lamento. Lat. lamcntatio , lamentum , questus , threnus. Gr. Sf >wo« , òbvppàs , oAo- tfivpfics, aì'xyp.a.. Annot. Vang. Non fosse con*allegrezza , ma fosse con pianto e lamentazione. Guid.G.i34 -Veramente le loro lamentazioni singolari non si specificheranno al presente. Serm S.Agost.45.Ya. che la mente tua sia latta com’ era il libro di Zacchiel profeta, il quale era scritto di dentro e di fuori lamentazioni c guai; e queste lamentazioni voglili accostare e abbracciare , ec. 2 — (Eccl.) [Lamentazioni di Geremia, che anche diconsi Treni o Trenodie. 6pecie di poesia malinconica composta da quei profeta sopra la distruzione di Gerusalemme,}S.Gio.Grisost. Pioemia per certo, e molto minore che la mia, reputerà la lamentazion del Profeta, nella quale ec. 3 — (Lett.) Una delle parti deli antica tragedia , [ grecamente chiamata Cornino cioè Compianto , ed era Un pianto o coidogtio che Ja- ceva il coro insieme con gli altri istrioni .] Varch. Lez 666. Oltra le cinque parli di soprq raccontate , se ne truova un’ altra , chiamata grecamente crommo , cioè lamentazione , ovvero compianto. E 66y. Questo crommo , ovvero lamentazione , non è altro che un pianto , ovvero cordoglio che fa il coro insieme con gli altri strioni. Lamentevole , * La-mcn-lè-vi-le. Add. coni. V. A. V. e di' Lamentevole. l i: Guitt. lett. 14. 33. La pietosa e lamentevile voce. (V) Lamentevole , La-men-té-vo-le. Add. com. Di 11 in lento, Querulo , [Dolente.—, Lamentevile, Lamentabile, Lamentatorio, sia.] Lat. lamcnta- bilis, queribundus , querulus. Gr. Spr,vos. Lib. Pred. Dobbiainoci ancora convertire colla bocca per lamentevole e dolorosa confessione. Coll. SS.Pad. Percosse di lamento voi dolore tutti quelli che abitano in questo diserto. A nini. Ani. 23.1. 3-Amore di femmina ec. fa gli uomini lamentevoli , adirosi , di matto ardire, di vili lusingherie , di duro imperio , e in tutto inutili.» ( L’edizione del Marescotti a pag. oj'j ha: fa gli uomini lamentevoli, irosi, di matto ardire , di vili lusinghe , ec.) (B) 3 —* (Med.) Chiamasi Respirazione lamentevole , quella che V ammalato non compie se non con gemiti. (A. O.) Lamentevolmente , La-mon-te-vol-méu-te y/vv. Con lamento.—, Lamen- tahiluu ntc , sin. Lat. lamentabiliter, flebiliter. Gr. óbvpnxùs, ■rivSi- kws. Guid. G. Onde le confusioni delle dette boci lamentevolmente f iervengono ad Achille. Fir.As. 7 1, Poscia , levate le strida al cielo, ameiitevolmente gridavano. Lamento , La-mén-to. [Am.] La voce chesi manda fuori lamentandosi ; tche dicesi anche Doglianza, Rammarico , Querela.— , Lamentanza , Lamentamento, sin.} Lat. lainentum , lamentatio , questus , querimonia. Gr. Spvivos , Qbvpp.os , Q\otpvpp.as , Axyux. Bocc.nov. 16. 5. Madonna Beritola, finito il suo diurno lamento, ec. E nov. 4 f ■ 1 ih Con cosi fatti lamenti , e con maggiori , non supplendo che farsi i marinari ec., vicini all’ isola di Rodi pervennero. Dant. Lif. 2g. 43. Lamenti saettarmi me diversi , Che di pietà ferrati avien gli strali. E Purg. 1 2- 114- Quivi per canti S’entra , e laggiù per lamenti feroci. Petr. son. i8 7. Ma sospiri c lamenti infino all’ alba. E 2— blume della Gr ecia che scorreva in faccia a/ monte Oeia. (G) Lamiaoa. (St.Gr.) La-mì-a-ca. Add. f. Aggiunto della guerra che occorse dopo la motte di Alessandro ; così detta perchè Antipatia rinchiusosi nella cuta di Lamia vi sostenne gli assalti de* Greci c tanto lì tmvagho che ridusse gli Ateniesi a venire a patti. (Mit) Lamicare, La-mi-ca-re. E Verbo impersonale. V.poco usata.] Piovigginare ) Spruzzolare ; e si dice del Cadere minutissima pioggia e rada. (Dal celt. lum acqua ed /c segno di diminuzione. Nella stessa lingua lam caduta ed ic acqua, I Napql. hanno appunto in questo senso lam- miccare e il traggono da /ammicco che vale lambicco.) LAMiDA.*(Geog.) Là-ini-da. Ani. citta della Mauritania Cesariense. (G) Lamie.* (Mit ) Là-mi-e. Spettri dell Africa con faccia di donna e corpo di serpente , cosi detti da Lamia bellissima regina di quelle regioni , trasformala in fiera per la sua crudeltà. (Mit) Lamiera . (Milit.) La-miè-ra. [Sfl Armadura , Corazza, Usbergo di lama di faro. Lat. thorax.. Gr. &«(>«&• Med. Arb. Cr. In luogo di laniera si vestirà di giustizia, e per lo cappel dell’ acciaio si metterà in capo il giudicio certissimo , da non potere errare. Sera. Ori. i. *7- 26 . Chi senza usbergo e chi senza lamiera , Chi senza elmetto si "«le venire. E 1. 18. io. La maglia, onde si veste , e la lamiera li tutta fatta per incantamento. 2 — Lama nel significato del $. 2. -? >7 (Ar. Mes.} T al magona. Ferrareccia , sotto di cui si comprai- anno più specie j carne Acciajo , Baditi , Lamierino , L,amierone , lammas 17 e Lamiera pròpriamente della , la quale pure è di tre specie , cioè Labaldone , Lamiera mezzana , e Lamiera a colpi, che èia lamiera non bene spianala , sicché vi si scorgono sopra i aalpi del maglio. (À) Lamierino. (Ar. Mes.) La-mie-rì-no. Sin. Lamiera piu ordinaria per tubi da stufe , e simili lavori. (A) Làmierone. (Ar. Mes.) La-mie-ró-ne. Sm. Nome che si dà ad una qualità di lamiera , con cui si fabbricano padelle , seghe e simili. (A) Lamina. (Ar. Mes.) Là-mi-na. [A/i] Lama, [e non che de' metalli, dicesi dì qua*si voglia cosa conformata a guisa di piastra. F. Laminetta.) Lat. lamina. Gr. Aeiris. Lib. Astrai. Piglia una lamina ritonda d'ottone , o di qual cosa sia che si faccia , e sia si grande come la tavola della rete , ma non sia tanto grossa , e sia molto ritonda, e bene iguale da ogni capo , e ben limata c ben piana, siccome dettoavemo, nella lamina della rete. E appresso : E passi il regolo per lo punto del centro della lamina. E altrove : Con questo avrai compiuto la prima faccia di questa lamina , la qual si chiama la madre. E appresso : La lamina si può far d’ ottone , o d’ oro , o d’ ariento , o di legno , ec. . —* Ed in senso di Coperchio. Fr. Gioid. 3oo. Questo calice rappresenta il sepolcro di Cristo : la patena di sopra rappresenta la lamina che chiude il sepolcro. (V) a —* (Filol.) Pezzo di metallo che , fatto ardere al fuoco , si applicava alle membra de' rei. (0) 2 —* Pezzo sottile e largo di piombo che gli atleti si applicavano alle reni per reprimere ì movimenti sensuali. (0) 3 — * (Bot.) Parte superiore ed allargata d’un petalo fornito di unghia nella corolla moltivetala , e 1 insieme delle quali costituisce il lembo di essi , come ite garofani. (A.O.) (N) 4 — * (Anat ) Lo stesso che Piastrella. L. (A. O.) 5 — (Idraul.) Lamina d’acqua. Zconpilletlo d acqua che schizza in aria dalla bocca de’ dragoni , e simili animali , onde $' adornano te fontane. Più propriamente dicesi \ ; elo ,se è un poco larga e sottile. [A) Laminare. (Ar. Mes.) La-mi-nà-re. Att. Ridurre in lamina un metallo. Riringh. Pirotecn. Maestri , infra’ quali era chi batteva di detto ottone per far l’orpello , chi ne laminava per li puntali da siringhe.(A) Laminare. (St. ISat.) Add. com. Aggiunto di pietre , metalli, ed a’tri fòssili composti di lamine aderenti. Gab. Fìs. Ardesia , cote, pietra, argento, feldspato , piombaggine , mica laminare. (A) Laminaria. * (Bot.) La-mi-nà-ri-a. Sf Genere di piante marine crittogame. della famiglia deile alghe, che si distinguono per una fronda radicata membranoso-coriacea slargata e fornita di granelli turbinati disposti in ampli sori. I.at. laminaria (N) Laminato , La-mi-uà-to. Add. m da Laminare, Coper to di lamina. Tassali. Secch. Rap. 3..//. Una lettiga ec. Laminata di ferro era d’intorno. Rag. (Min) (IN) Laminatoio. * (Ar. Mes.) La-mi-na-tó-jo. Sm. Strumento da tirar le verghe. Lo stesso che Filiera, i • (A) Laminetta , La-mi-nét-ta. iSf.\ dim. di Lamina. Lai. lamella, parva lamina. Gr. iJ.iy.pk tems. Lih. cur. malati. Infuoca quattro laminette quadre di ferro. E appresso : Posavi sopra una di quelle laminette infuocate. Sagg. nat. csp. 60 . E infilata in essa dalla parte D una laminetta di vetro ec , vi si immerga dentro. Laminio.* (Geog.) La-mì-ni-o. Lut.Laminimi!.Antica città della Spagna Citeriore , oggi Montici. (G) ■Laminoso , La-mi-nò-so. Add. m. Che ha lamine , Che è composto o a SffSS'a di lamine. Lai. laminis compuctus. Gr. '° S'. jf es - IJ ^migliore tra’ nitri si è il laminoso, frangibile, lucido, ec. 3 (Aliat.) Tessuto laminoso : Nome dato da Chaussier al tessuto cellulare. (A. 0.) Lamio.* (Bot.) Là-mi-o. Sm. Genere di piante a fiori monopetali, dell a didinamia ginnospeimia e della famiglia delle Adibiate , cosi denominate dalla forma della loro corolla a tubo dilatato , col labbro superiore a volta, l’inferiore colle lacinie laterali ripiegate dentate , e la mediana smarginata , e per le antere barbate all' apertura delle cellette e con altre foltezze , che l’ assomigliano alla gola del pesce lam r a. La sua specie più comune è il Lamio bianco , ovvero Ortica bianca , lat. lamium album , di cui V ciba ed i fiori eran usali in medicina. (Aq) (Diz. Med.) (N) Lamio. * N. pr. m. ( In celt. lam per lan bello. ) — Uno de figli di Ercole, fondatore di Lamia nella Tessaglia. (Mit) Lamiodonte. (St. Nat.) La-mio-dón-te. Sm. V. G. Lat. lamiodontes- (Da lamia pesce lamia, e odus, odontos dente.) Nome dato talvolta ai denti dì cane marino fossili , assai più convenevole che non quello di Glossopetre , o Lingue di serpenti. (Boss) LAMioLA.*(Zool.)La-mi-ò-la.A/ì)\ r ome di pesce detto anche Malta. V .(Van) Lamioni. * (Bot ) La-mi-ó-ni. Lo stesso che Orobanche. V. (N) Lamira. * (Bot.) Là-mi-ra. Sf V. G. Lat. lamira. ( Da lampros terribile.) Genere di piante della famiglia delle sinanterec o cmaroce- fale , e delta singenesia eguale , che hanno molti rapporti coi cardi j e cosi denominate dalle spine di cui sono vestite. Questo genere non è riconosciuto da’ moderni botanici. (Aq) (N) Lamiro , * La-mì-ro. N. pr. m ( Dal gr. lamyros facondo , faceto, ovvero terribile.) — Capitano latino ucciso aa Niso.—Soprannome di uno de' Tolomei, re et Egitto. (Mit) Lamismo- * (St. Mod.) La-inì-smo. Sm. Nome della religione del Lama, domiiuaite nel Tibet, diffusa anche nel Tangut in Mongolia , tra' Calmucchi , in alcuni regni dell’ India e neVa China. (Aq) Lamissa.* (Bot.) La-mis-sa. Sf.VG. T.at. lamixis. (Da la part. àccre*c.,e mrxa muco, pituita.) Genere di piante crittogame della famiglia defungili , proposto da Rafìncschi Schmallz per collocare degii esseri in- termedu fra i bo ’eli e la sistotreme. La loro frultifirazione è formata da fiori ineguali, poligoni, laceri ; il gambo è taterate , ed il cappello globoso , e come mucoso. (Aq) Lammas, * (Geog.) Antica citta della Palestina nellatribù di Giuda. (W) 18 -LAMMERMUR Lampada Lammermtjr. * (Geog.) Lam-jnèr-mur.C«femz di montagne nellaScozia.((i) Lammià. (Mit.) Làm-mi-a. ( Add. e. sf] Strega, Incantatrice, Maliarda, Larva , [detta anche Lamia. V. j. i.l Lea. lamia. Gr. Lih. Mott. Égli aveva paura che le lammie non gli ti furastono, che au- che si teneva bello. a — [Trovasi anche, in significato di'] Ninfa, [ma oggi non è più in aso. 3 ( Iu celi. Lam ovvero lam foresta , hy abitazione : Abitatrice delle foreste.) Bocc . nov. dii. 6. Lgli e una giovane quaggiù , che è più bella che una lannnia. Ovai. Ptst. Tu eri allora servo, ed io era allora lammia , quando io soffersi di maritarmi a te servo. Virg. M. lo ho quattordici lammie. E a'trove : 0 laimnia , discorri dal ciclo , e trai della faretra la vendicatrice saetta. Lammo. * (Geog.) Lo stesso che Latmo. V. (G) Lamnia. * (Geog.) Là-mni-a. Città'delta Nigrizia. (G) Lamo. * Sm. Lo stesso che Amo , ed è un idiotismo usato da chicon- giutige V articolo col sostantivo, dicendo Aliamo, per dire All’amo, e gli esempi che se ne trovano sono erronei o vizii de' copisti, i quali non solevano separare 1’ articolo dal nome ; ma è anche difetto de' cairettori che nel disgiungere le pai-ole aggroppate de' codici si sono ingannati, giacché fecero p. e. da nellamo, nel lamo invece di nel- l’amo. Amm. Ant. Come i pesci son presi al lamo , e gli uccelli al lacciuolo. Albert. Siccome i pesci si pigliano al lamo, cc .Buon. Tane. Non vedi tu eh’ egli è un bel garzone Da ir a posta a pigliallo co’la- rai. (A) Vit. S. Murg. i'òo. Mi veggio intra costoro ec. , come il pesce nel lamo. E tfo. Io son presa siccome pesce nel lamo.(V)(P.Z.) Lamo-* N pr. m. Lat. Lamus. ( In cult, lam per lati massa di acque , ovvero bello.) — Figliuolo di Nettuno re de’ Lestrigoni e fondatore dì Eoi mia. — Figlio di Ercole e di Onfale. — Capitano latino ucciso da Niso. — Generale spartano agli stipendi di Nettanebo re d’E- gitto. (B) (Mit) a — * (Geog.) Antica città de’ Lestrigoni. — della Cilicia. — Fiume della Beozia. (G) Lamoa. * (Geog.) La-mò-a. Isola del mar della China, presso la costa.( G) Lamov. * (Geog.) Baja dell’ isola di Inisson. (G) Lamonb. * (Geog.) La-mó-ne , Amone. Biviera d Ita'ia che nasce in Toscana e si getta, nell’ Adriatico presso Faenza. (G) Lampa. [Sf. V . poet.] Lampada, Luce, Splendore. Lat. lux, splendor. Gr. Aa^rds. (V. lampada.) Dant. P ar.i j. 5 .Tn\c età io, e tale era sentito Da Beatrice e dalla santa lampa. Peti. canz. fig. 2. Del bel numero una Delle beate vergini prudenti, Anzi la prima, e con più chiara lampa. Lampa. * (Geog) Fiume del Chili. — Città del Perù. (G) Lampada , Làm-pa-da. [Sfi] Vaso senza piede nel quale si tiene acceso lume d'olio , e sospendesi per io più innanzi a cose sacre. [Fatinosi le lampade d' argento , d’ottone , o simile , e sono le loro diverse parti il cappelletto con maglia sopra le catene con nodi , i bracci , Ih gela , il corpo , la culatta con grumolo , o finale da piede.] — , Lampade , Lampana [e pcetic.] Lampa , sin. Lat. lampas , lychnus. Gr. \aisids , tiigiios. Serd. Stor. f. séj 5 . Edificarono una moschea con molte lampade che stessero accese in perpetuo. Tass. Ger. 7 .36. Sicché vedeasi appena Apparir tante lampade d'intorno , Che ne fu V aria lucida e serena. s — * Le Lampadi si fanno ora anche col piede ed in più modi ad usi domestici, e diconsi Lampadi meccaniche quelle nelle quali l'olio viene innalzato dalscrèatojo verso il lucignolo con un meccanismo simile a quello d'un criuolo ; idrostatiche, quelle nelle (juali l’olio ascende per effetto di una pressione continuata al di fuori del serbatoio; antiche , quelle a lucignolo pieno , fatto di fili paralleli immerso totalmente nell’ olio , tranne la pane eh' esce dal becco alla quale il liquido sale a traverso le sue fibre per effetto dell ' azion capillare ; a lucignolo piatto, quelle in cui il serbatojo che contiene l’ olio è collocato lateralmente, il becco parte dal fondo del vaso e s'innalza elevandosi all’ innanzi : si adoperano per illutninare le strade, adat- tandovisi due becchi sulle facce opposte , e ciascun getto di fiamma .viene riflettuto da una lamina pulita di latta , donde ne venne loro U nome di Riverberi ; a tromba , quelle che hanno la forma d'un candeliere , guermto d un bocciuoio con la candela, e si compongono eli due pezzi vuoti, l’ uno conico , che serve di piede e di serbatojo inferiore e i’ altro che ha la forma dì una candela vola e serve di serbatojo supcriore , la cui parte inferiore entra nel cilindro che sta - sopra al piede ; a spirito di vino , quelle in cui si adopera alcool in cambio di olio] senza fiamma, quelle in cui il lucignolo di cotone è attortigliato da un filo di platino ; di Davy o di sicurezza, quelle che si usano nelle miniere, e sono circondate da una tela metallica a maglie molto fitte, che essendo impenetrabile allafiamma impedisce ogni esplosione ; a doppia corrente d’ aria 0 di Argand , quelle i cui lucignoli seno in figura di cilindro incavato , tessuti a ielajo, di cotone lasco , e contenuto fra due cilindri concentrici distanti circa tre millimetìi l' uno dalt altro ; di Georget, quelle il cui serbatojo è anulare e stretto , innalzato lungo il cammino di vetro che lo attraversa , ed attaccalo alla lampada pel canale medesimo che conduce l olio al lucignolo ; il quale tubo ha alla parte inferiore un'animella efi entra in un seibatojo al livello della cima del becco per alimentare ,u fiamma , la quale è coperta da un globo di vetro offuscato, che serve di banderuola ; astrali, quelle inventate da Bordici'-Mar- fi 1 1 d cui seibatojo è un anello che termina sì al disopra che al disotto con due pumi paralelli ed è sostenuto da due bracci laterali , uno almeno de' quali è un tubo che conduce V olio al lucignolo , e lo innalza poco al disotto dell’ orifizio superiore del becco: un cappello emisferico 0 conico di latta verniciata di bianco o di vetro offuscato , nspinge la luce da su in già ; sinombre, cioè senza ombra , quelle immaginate da Philips , che nonno una particolarfor- mqdi becco, un serbatojo le cui facce superiore ed inferiore sono inclinate e formano anelli di cono ed un cappelle a forma di vaso: gettarti) la luce dall Aio in. basto , e possono essere sospese con catenelle o sostenute da piedistalli a colonna. Tra le lampadi a micci lina d’orologio o meccaniche si distinguono quelle di Cunei e di Gagneau. Ora le migliori lampadi sono quelle dette di Loeatdfi , a lucignolo —' ... - ' super remo , . , - -r-r- . -,-- consumare che cinque grattane d olio idiota, dando fiamma chiarissima ed immolile, senza i camini di vetro, e senzadar mai fiuti j.(Q.'Il.) 3 — * (Arche.) La invenzione delle lampade viene attribuita agli E- gizii. Gii antichi ne usarono■ non solo per onorare la divinità ed cigni oggetto di religioso culto, ma ben anche inoccasione di allegrezza nelle nozze e ne’ conviti-. Se ne servivano ancora ne’ sepolcri , e si fate lampade sepolcrali furono miche dette Inestinguibili , Eterne , Sepolci’ali. Le consacravano ancora ai loto eroi , e le ornavano di simboli corrispondenti al nume od eroe cui si destinavano. (Mit) 2 — ni Priapo*. * Aveva la figura del phallus o pene, edera sacra a Bacco, ad Iride , a Mercurio , a Cibele ed al Sole ; ve ti erano anche nelle case delle prostituite , alle quali non permettevano i Promani di accenderle che verso l’ora nona. (Aq) ( 0 ) 3 — * (Astr.) Specie di meteora ignea detta in latino fax ardens.(Aq) 4 —*(Zool.) Lampada antica : Nome da taluni dato a varie conchiglie del genere Elice, a cagione della loro forma lenticolare ed ellittica Ala loro apertura. (Aq) h — * (Chini.) Lampada filosofica : Piccolo apparato in cui la fiamma e alimentata dal gas idrogeno, che esce da iuta fiasca ove viene prodotto da un miscuglio di limatura di ferro o di zinco , e di a- cido solforico allungato. (Yan) 2 — da smaltista : * Lampada piatta di grasso stoppino collocata sopra di una tavola , sulla quale sta un mantice a contitiua corrente d' aria. (Van) 6 —*(St.Ant.) Festa delle lampade o delle lanterne. Festa che si celebrava a Sais in Egitto, e fa istituita in occasione della mone di un unica figliuola di un re molto amato da suoi popoli. V , Lampa- doforie. (Mit) Lampadario. ' (Filol.) Lam-pa-dà-ri-o. Add. e sm. Servo o Mùiistro presso ì Montani , che col fianAe precedeva l’imperadore ed i Magistrali. (Mit) 2 — * (Eccl.) Ministro della chiesa costantinopolitana , incaricato del- l’illuminazione, del tempio e di precedere nelle pubbliche funzioni con torce accese l'imperatore ed il patriarca. (O) 3 —' (Ar. Mes.) Nome che ora si dà ad una macchina per lo più di ferro , guernita di vario-fogliati pezzi di cristallo , a più bracciunii ove pongonsi le candele; e serve ad illuminar sAe, teatri ec. (Aq) Lampade , Làm-pa-de. [Sf. Lo stesso che] Lampada. Lampadia.* (Astr.) Lam-pà-di-a. Sf Bellissima stella dell’ occhio del loro. Lo stesso che Aldebaran. (Van) Lampadjfero , Lam-pa-dì-fe-10. Add. m. Fornito di lampada, Che porta lampcAa. Gori Risp. Mqjf. (A) 2 — * (Mit.) Soprannome di Diana , detta anche Lucifera. ( Dal gr. lampas , ados lampade , fiaccola, e obero io porto.) (Mit) Lampadisti. (Arche.) Lam-pa-di-sti. Add. e sm. pl.Così furono detti da’ Greci coloro che s’esercitavano alla corsa delle faci. F. Lampadodro- mia. (A) Lampaoo , * Làm-pa-do. JY. pr. m. Lat. Lampadus. ( Dal gr. lampas , ados fiaccola.) (B) Lampadodromia. * (Arche.) Lam-pa-do-dro-mì-a, Sfi V. G.Lat. lanapa- dodromia. ( Da lampas , ados fiaccola , lampana , e dromos corso. ) Fèsta solita celebrarsi in Atene , e nella quale contendevasi pel premio da' giovani coirendo con torce accese , e T otteneva quegli che , senza estinguersi la sua, toccava il primo la mela. (Aq) Lampadodkomo. '(Arche.) Lam-pa-dò-dro-mo. Ym. F.GÀf negli che correva con la face accesa. V. Lampadodromia. (Aq) Lampadoforia. * (Arche.) Lam-pa-do-fo-ri-a. Sf. F.G.Lal. lampadopho- ria. (Da lampas, ados face, e phero io porto.) Processione ne' misteri d’Eieusi, in cui gl' iniziati agitavano deile fiaccole, per imitale Cerere che ne accese due , onde andare in traccia delia rapita Proserpina ; o , come pretendevano i filosofi , per alludere al moto ed alla circolazione eterna del fuoco nelle s fere celesti. (Aq) LampAdoforie. '(Arche.) Lam-pa-do-fò-ri-e. Add. e sf. F.G.Lat. laui- padophoriae. Feste nelle quali i Greci accendevano un , gran numero di lampade in onore di Minerva perchè inventrice dell' olio, di Vulcano come fabbricatore delle lampade ed inventore del fuoco, di Prometeo perche aveva rapito il fuoco al cielo. Si facevano tic volte all’anno: la prima chiamavasi Atenea , la seconda Efestiade o Vulcanica , la terza Prometea. In queste feste davansi de’ giuochi con iamiiade. (Aq) ( 0 ) . „ c ,\ Lampadoforo.* (Arche.) Lam-pa-dò-fo-ro. Add. e sm. f. G. Uuegti o Quella che portava la fiaccola ne’ sagrifizii, o nelle lanipadofb rie. (O) 2 _* Nome ai coloro che davano il segno del combattimento alzando in aria fiaccole accese o torce ; facevano così ! uffizio delle trombe e de’ tati duri. ( 0 ) oc re r- 7 LampadomavziA.* (Arche.) Lam-pa-do-man-zi-a. Sf f. G. Lat. lampa- domantia. (Da lampas, ados lampada, e mantia divinazione.) Sorta di divinazione tratta dalla più o meno viva luce e da’ moti di una accesa lampada. (Aq) Lampana , Làm-pa-na. [Sf. Lo stesso che Lampada. V] Bocc, nov.68. 11. E raccese la lampana , e sé rivesti. Lab. ìgo. Vidi in essa una lampana accesa davanti alla figura di nostra Donna. Frane. Sa eh. Op. div. 126- Il caldo- naturale è come il lume della lampana. Sagg. nat. esp. 12. Dalla parte più stretta va inserito in una come lampana di distailo , prodotta ancor essa a foggia di cono. » Annoi. Vang. Vedevano le laropane ardenti. (N) 2 —' E fig. Buon. Fier, /;■ >■ 7 - Che lampane di visi orridi c agri ? E Salvili, Annot, ivi : Lampane sono yasi di vetro , che insieme 19 ti ec.) O figlio del Satmtiio Giove ee., Da cui splendor la terra Gira dal Ciel mostrato , dalla testa Immortale , c di molto mondo sotto Movesi al raggio lampeggiante , cc. (B) Lampeggiare , Lam-peg-giù-re. [D. ass. Propriamente iterativo di Lampare , ed ha principalmente il sisn. -del vero Balenare ; tua prendesi in generate perì Rilucere , Rendere splendore a guisa di fuoco o di baleno. Lat. splendere, coruscare , fulgore, fulgorare. Gr.>A,uxtc;Sx.i, Kip.-xM.Dant. Par. 14.104. Che ’n quella croce lampeggiava Cristo. Ar. Far. a. 70. Dietro lampeggia a guisa di baleno , Binanti scoppia , e manda in aria il tuono. 2 — * Per similit. Tas. Ger. 9. 58 . Chiama egli a se Michele, il qual nell’ armi Bi lucido diamante arde e lampeggia. (P) 3 — * Per melaf. Detto dello Sdegno. Tass. Ger. 5 . 4 f Sorrise al- lor Rinaldo; e con un volto In cui fra! riso lampeggiò lo sdegno. (In Orazio è splendida bilis.) (N) 4 — {Ed usato anche in forza di sm. ] Dant. Purg. 21. 114. Perchè la faccia tua testeso Un lampeggiar d’ un riso dimostrommi ? Bocc. nov. 12. 16 II lampeggiar degli occhi della donna veggendo ec..disse- ec. E nov. 25. 11. E veggendo alcun lampeggiar d’ ovchi di lei verso di lui " ’ -- LAMPANAIO LAMPO coll’ olio dentro e col lumicino talora smorto , danno oscurità, e fan talora co’lumi apparir hiijo , come scherzò già un bell'umore, in una certa festa fatta a Lcgnaja. E di un magro assaettato , quasi toc cato da saetta, si dice viso allampanato, e allampanare dallafame. (N) Lampanaio. (Ar. Mes.) Lam-pa-nà-jo. [Adii, e sm.} Che fa le lampone. — , Lampanaio, sin. Lat. lampadario, lampadum avtifex. Gr. \xp- xxtìoupyos. Fr. Giord. Pred. li. Andò nella bottega del lampanaio a provveder la lampana. 2 — Sm. Per un certo numero di lampone di una cappella , o simile. P. oggi poco usata. Dosar. Pii. Michelozzo. Lasciò che fosse fatta un lampanaio , intorno alla Cappella , di 3 o lampadi d’argento. (A) Lampaneggio , Lam-pa-nég-gio. Sm, P. contadin. Lume della Luna , cosi chiamato figuratala, per rispetto alla debolezza di esso, in comparazione a ciucilo del Sole. Ma per estens. dicesi anche dello splendore del fuoco.Salvin.Opp. Pere. 3 . 333 .Simile ad inesperti Fanciulli, che del fuoco rimirando Acceso lo splendente lampaneggio , Ridono dilettandosi de’ raggi. (A) E Annoi. L. B. 4. 1 • 7 - Il lume dello Luna , perchè non è così chiaro , come quello del Sole , si dice da’ contadini lampaneggio. (N) Lampanetta, Lain-pa-nét-ta. Sf. dim. di Lampana. Lasc. nov. n.pag. 1 :><). Gli fece acconciare una lainpanetta , che di e notte sempre stava accesa. (N. S.) Lampangui.* (Geog.) Lam-pan-gù-i. Alta montagna della catena delle Ande nel Chili. (G) Lampanoke , Lam-pa-nó-ne. Sin. accr. di Lampana Gran lampana.Don. Aucc. Berg. (Min) Campaste, Lam-pàu-te. [Pari, di Lampare .Che lampa, Che lampeggia .] Risplendente, Luccicante. Lat. nitidus, lucens. Gr. ó hinbà;, IKapxpós.ì Art.Detr.lSer. 3 . 5 o. Se gli dia la sopraddetta polvere con detta dose e regola , che farà un colore di zailiro lampante e bello. E 4• 65 . Questo vetro.... , con essere rigettato in acqua due volle , sarà libero da ogni ontuosità che gli dà la calcina del piombo e il sale del polverino , e averà un colore lampante e lucidissimo. 3 — * In forza di add. Rilucente. Salvia. F. B. 5 . 1. 4. La luna piena ec. dal disco giallo e lampante. (N) 2 Parlando di monete nuove vale Battute di fresco, Ruspe, Bi zecca, e .v ufci due anche Ardenti. Magai. Leu. Spenderci una decina di doble che vi toccherebbe a pagarle belle e lampanti. (A) Lampetoone. * (Mit.) Lam-p-- - , . . . 4 Etl assolutala, in forza di sm. [nel nuin. del più,} ed in {scherzo, Risplendente veloce. ( Bai gr. lampo io riluco, e tftoos veloce.)(I\Jit) vaie Scudi, o Altra sorta di moneta. Cecch. Esali. Cr. 3 . 2. Con Lampetusa, * Lam-pe-tù-sa. D. pr. m. Lat. Lampetusa. Lo stesso che Lampezia. /'■ (Bai gr. lampateo io risplendo, onde lumpetts nsplen- dente. ) (B) (Mit) . Lampezia , * Lam-pè-zi-a , Lampetusa. D. pr. f. Lat. Lampetia. 1 - -, - ■ v-.. , l( ,i lampante vago e neiio. mi g/iuola d 1 Apollo e di CI imene , sorella di l'etnea e di Fetonte, cu - ampàre , Lam-pà-re. [N. ass. p- A. Propriamente Dar lampi , Ri- stode delle mandre del Sole in Sicilia. (B) (Mit) lucere , « „ uinrì ; --- a^J. - ----- • »- Lampeziani. * (St. Eccl.) Lam-pe-zià-ni. Setta d'Eretici chesi suscito sul finire del anarto secolo. In molli vanti i Lampeziani adottarono Vostr chi. Chiabrera in tal senso usa Fiammeggiare.) (N) 5 — "E alt. col quarto caso. Tass. Am.2.2. E poi, siccome lieta Bella vittoria, lampeggiava un riso Che parca che dicesse ec. (M) Chiaiir. rim. Fra le braccia d’ avorio il si raccoglie Teneramente , e lampeggiando un riso Con bei baci di nettare il vezzeggia. (Br) Lampeggio , Lam-pèg-gio. [* 5 w.J Lampo. Lat. fulgur , fulguratio. Gr. àcrf.a.xT, , xnpoxTi. Fr. Jac. T. 3 . -io. 6. Fermarsi al fin quando che i suoi lampeggi Pendeano ove il fanciullo dimorava. Lampeo.* (Mit.) Lam-pè-o. Sopmnnome del dio Pane, dal monte Lam- pea su cui fu adorato. (Mit) Lamperto, * Lam-pcr-to. D. pr. m. D. e di’ Lamberto. (Bai celt. lam per lan bello, c berth rilucente , brillante , illustre. ) (B) Lampeto , * Lam-pè-to. N. pr. f. Lat. Lampeto. (Yale in gr. amico il- * ■ 1 * — • -> v 1 --- —s d—-7-0- E 3 . 46. Gli fa pigliare un lampante vago è bello. (IN) .. > Lam-pà-re. [D. ass. p- A Propriamente Dar t_. . - e quindi Rilucere, spesso e fortemente, come avviene nel Ba- aiaic. Oggi ] Lampeggiare. Lat. fulgere , fulgurarc , coruscare. ,, , - -rbe-^t. juu. iuigere , Or. e-.Xxvya.fi-: , ariìfiun , àa-rpixcn,. (Dal gr flampos io riluco.) Coiti. Par. 25 . Qui dimostra per questo lampare , clie santo Jacopo s’ allegrò d 1 aver trovato tanta sufficienza di questa virtù nell’ autore. Zihald. Andr. 102. Là ove la forza e il calore del sole non c , tempesta e tuona e lampa e piove , e fa vento e verno. Lampas. (A gr.) Sm. Dome volgare d' una specie di fico primaticcio , detto anche Lampas portoghese. (A) Lampasco. (Veter.) Lam-pà-sco. Sm. Gonfiezza del palato nella parte inferiore presso ai denti incisivi , la quale impedisce al cavallo il mangiare. Alcuni maniscalchi distìnguono il Lampasco dati a Palatina , credendole due malattie diverse. —, 1 anipa/.io, sin. V. lava, S. 16. (In frane, lampas , cosi detto , perchè si suole > curarlo con I applicazione del fuoco per mezzo di una lampada o ferro caldo. Encyct.) (A) Lampassato. (Àrald.) Lam-pas-sà-to. Add. m. Aggiunto dì Itone che allunga la lingua fusori della bocca. ( In frane, lampnsse , da lampo , quasi lampeggiante, splendente: poiché la lingua e le unghie del leone si rappresentavau di’ oro. V. l’etim. di lampare.') (A) Lampasso. (Ar. Mes.) Lam-pàs-so. Sin. Sorta di drappo di seta , che ci capitava dall’ Indie orientali. (Bai frane, lampas che vale il me- desimo. ) (A) Lampato. * (Chini.) Lam-pà-to. Sm. Sale formato dalla combinazione dell’ acido lampico con una base salificabile. Lat . lampas. (A. O.) Lampazio. * (Veter.) Lam-pà-zi-o. Sm. Lo stesso che Lampasco. D.(A.O.) Lampea. * (Arche.) Lam-pe-a. Dome di una statua di Denere. (Mit) Lampeca. * (Zool.) Lam-pé-ca. Sf. Lo stesso che Lampuga, D. (Vali) Lampedo , * Lam-pè-do , Lampito. D. pr. f. ( Bai celt. lam per tati bello, c ped piede. ) — Regina di Spana , che fa figliuola, moglie , sorella e madre di re. (Mit) Lampedusa. * (Geog.) Lam-pe-dù-sa. Lat. Lipadusa, Lopadusa. Isola del Mediterraneo , una delle Pelagie , al sud della Sicilia■ (G) Lampeggiamento, Lam-peg-gia-mén-to. [Sru. 1 n lampeggiare. Lat. coru- scatio , fulgur , fulgetrum , fulgotra. Gr. aò.a-s , eripox-ri , o-irrpzxf Bemb. Star. 2. zf. Grandissime piogge , e tuoni orribili e fieri , e spessi lampeggiamenti vi furono in guisa che pavea che il ciclo si dovesse aprire. 2 Per simil. Car. Volg. Long. Am. Sappi. Il Sole . ■ ■ , riperco- Gndo dalla chiarezza dell’ acque nelle volte di sopra , faceva eli continuo lampeggiamenti e increspamenti di certi splendori lucidissitoi. E Dolg. Oraz. 2. S.Greg. Dazianz. Noi abiteremo case isplendidissi- *ne, con lampeggiamenti d’ oro e d’ argento, con incrostature di musaico et. --V,. , ec. (Min) ‘ipeggunte , Lam-peg-giàn-te. [Pari, di Lampeggiare.]Che lampeggia, io.‘(Geog.) Lam-pòn-go. Sm. Prov. dell isola di Sunniti a. f) Lamponia. * (Geog.) Lam-pò-ni-a. Piccola isola verso il Chersoneso Tiacio , secondo Plinio. (G) L‘mionio , * Lam-pò-ni-o. N. pr. m. (Dal gr. lampo io riluco , ed onios utile : Luminosamente utile. ) — Generale ateniese , spedito in soccorso di Catania. (Mit) Lamporecchio.‘(G eog.)Lara-po-réochio. Boigo celebre nel Fiorentino.(fi) Lampra.* (Geog.) Nome di tre antiche borgate dell’ Attica, fi) Lampreda. (Zool.) Lam-pré-da. [Sf.Siiceli’ di pesce di male del genere petromizone , che ha la testa di color grigio bruno , gli occhi rotondi , la pupilla nera entro un iride giallo d’oro. Alcune han pure alla nuca una macchia biotica e rotonda. Il dorso e i lati sono verdognoli, e macchiati di turchino , e il ventre bianco ; le nata- toje dorsali brune , con un poco di giallo ; quella della coda è turchiniccia. Questo pesce sta sovente tenacemente attaccato alla chiglia delle navi e stride quasi come una persona che si lamenti. Lat. pe- tromyzon marinus Lin.,] lampetra. Gr. [Apctivot. (Ber metastasi del lat. lampetra, così detta a lambendis petris, perché credcsi che vada leccando le pietre.) Rocc. nov. 88. 5. Ridendo il domandò cheli ti fossero state le lamprede di messer Corso. Croi/. Veli. gl. Avendo mangiato più lamprede e pesce , che io mangiassi mai. Red. Oss. ari. e -, Va ad imboccare in una grossa arteria , che serpeggia per tutta ja lunghezza del ventre della lampreda. Buon. Fier. 3. f. 11. Per pigliar quattro granchi è sei stornelli, In vece di pernici e di lamprede. * , _ Piccola lampreda. Specie di pesce di fiume del genere petromi- lone che ha la testa verdiccia , la nuca e il dorso Aquanto neri, i fianchi di un giallo chiaro , il venire turchino , e le nutatoje violacee; lungo il corpo ha molte righe traversanti e uri po serpeggianti, all’estremità delta testa una linea laterale, gli oc coi piccoli, la pii- pitia nera, e Viride giallo d’oro . Chiamasi pure Murena di fiume. Lai. petromyzon fluviatili Lin. (Buff) (N) : Proveri . " E piu la salsa che la lampreda. Lo stesso che quello Più la giunta che la derrata. V. Derrata , (. 11. Serd. Prov. (A) I.ava-dotto.' (Zool.) La-pre-dòt-to. {Sm. dim. di Lampreda.] Lampreda giovine. (Particolarmente è una specie di pesce di fiume, del genere, pi tromfzon, dell'ordine de'oondroplerigi a branchie fisse,che ha il corpo rotondo circondato d' anelli, e puntalo ad ambo le estremità come quello del verme da tema ; la bocca con denti , le notatoje larghe appena una linea , il dorso verdognolo, i lati d’un giallo alquanto rosso, ed il ventre bianco. Lat. pelronvzcn branchiali Lin.,] lampetra parva. Lor.Med.canz.1 g.5. Se sebizzasser lamprcdqlti, Allargate ben la rete. 2 — (Ar.Mes.) Lo 'mestino dille vitelle e d'altri animali ridotto in vivai,da. (Dai macellai dicesi Moietta.] Red.lctt. 2.177. Ha col proprio ingegno ritrovato e scoperto che il iampredetto del duino è vie più gentile, tencruccio e saporoso di quello di qualsivoglia altra^ hf stiaccia. Lampriì , ’ Làm-pri-a. N. pr. m. ( Dal gr. iumpros splendido , chia- , 0 . ) V- Avolo ih Plutarco. (Mit) Lam èmulo,Éfcam-,H'i-di-o. Npr.m.fi a! %r.lampn-s splendido, chiaro, ed idvs aspetto ■ Di chiaro -aspetto .)—Storico lut.no dii Ir .:vtw. LANA Lami-rima.* (Zool.) Lam-prì-ma. Sf.V.G. Lai. lamprima. (Da hunpras splendido, e da heima o sia hima veste.) Generi il’ insetti dell ordine de’ coleotteri, della sezione de’ pentameri e della famiglia de’ lamellicorni, cosi denominali dai colori lucenti metallici di cui sono rivestili. (Aq) Lampro.* N. pr. m. Lat. Lamprus. ( Dal gr. lampros splendido. ) — Musico greco , maestro di Epaminonda. (B) (Mit) Lampróforo.* (St. Eccl.) Lam-prò-fo-ro. Acid, e sm. V. G. Lat. km- prophorus. (Da lampros splendido, chiaro, e phero io porto.) Antico nome de’ neofiti, perchè nei sette giorni consecutivi al loro battesimo vestivano di bianco in contrassegno della riacquistata innocenza.(Ari) Lampiiosoma.* (Zool.) Lam-prò-so-ma. Sfi. V.G. Lai. lamprosoma.(Da lampros splendido , e soma corpo.) Genere d’insetti coleotteri, della fiuniglia de ciclici. Questi insetti hanno il corpo armato de’ più vivi e lucenti colori , e la piu bella specie loro è la Lamprosoma fulgida di Kyrby. (Aq) Lampsace , * Lam-psa-ce. N. pr. fi ( Dal gr. lampso fut. di lampo io splendo, ed acos medela , rimedio : Splendida , Chiara per le sue ri lede le.) —.Figliuola di Mandrone re de’ tìebrici , dalla quale la città di Pitiusa prese il nome di Lampsaco. (Mit) Lampsaceno, * Lam-psa-cè-no. Add. pr. m. Di Lampsaco. (B) Lampa aco.' (Geog.) Làm-psa-co. Lat. Pityusa,Lampsacus. Città dell A- sia Minore nella Alisia , oggi Lampsaki. (G) Lampsana. * (Bot.) Lam-psà-na. Sfi. V. G. Lat. lapsana. ( Da lampso fut. di lampo io riluco , risplendo , ed any'o od ano io son utile : Splendidamente utile, Illustre per la utilità. Altri cava questo nome dal gì. lapazo io ammollisco. V. §. 2.) Genere di piante a fiori compisti, della singenesia eguale, e della fiiuniglie delie cicoriucee. 1 suoi caratteri, sono l’antodio semplice di molte foglioline., nella buse provved. - to di squame , il ricettacolo nudo, eit i semi senza pappo.(Aq) (N) 2 —■ comune : Ha il calice angolare, ed i pediuicoli sottili ; le foghe ovate, picciolate, aiigoloso-demate, ed il fusto ramosissimo ; cresce con abbondanza in tutti i luoghi coltivali deli’Europa, in prossimità delle abitazioni. La credevano gli antichi molto atta , applicata a foggia di cataplasma su i capezzoli delle nutrici , a risanare le screpolature che talvolta vi si formcuio. Il solo popolo oggigiorno ritiene ancora siffatta credenza , che frutto alla pianta il titolo di Erba da mammelle. Per altro la Icmipsana è fornita di certa amarezza, il che fa credere che essa non sia affatto sprovvista di azione sopra i nostri organi, e in medicina può essere impiegata come emolliente, lassativa , e nn ì’escante. Il Lemery dice che questa pianta mangiata eccita del V evacuazioni ventrali. Chiamasi anche Radichiella salvatica. Lat. lapsana communis. (A) (Vari) (N) Lampso. * (Giog.) Contrada dell' Asia minore , che faceva parie del territorio di Llazomeno. fi) Lamptera.* (Geog.) Lam-ptò-ra. Antica città della Jonia. (Mit) Lampterie.* (Arche.) Lam-ptè-ri-e. Add. e sfi. V. G. Lat. Lampteriac. (Da larnpter lucerna,.fiaccola .)Feste notturne solite celebrarsi in Pai- Iene città dell Acaja , in onore di Bacco , nelle quali portavate i delle toive accese , e qua e là per tutta la città collocovansi de'vasi di vino per uso de' passeggieri. (Aq) Lamptero.* (Mit.) Lam-ptè-ro. Soprannome di Bacco presso i Paileni , popolo dell’ Acaja , che gli venne dato a motivo delle illuminazioni che vi si facevano nel giorno della sua festa chiamata Lum- pteria. (Aq) Lampuca. (Zool.) Lam-pù-ga. Sfi. Nome che i pescatori danno ad una specie iti pesce di mare quasi tondo e stiacciato, più piccolo della Salpa, alla quale somiglia. Ha il dorso ceruleo, il venire bianco wgen- tino, Le labbra porporine, ed è tutto vagamente attraversato di linee ondeggianti di color■ dotato ; la sua came è molle , ma delicatissima a nuingiare. Detta anche Lampeca. Alcuni lo chùunano Rampano ; nel Lucchese Pesce rondinino , nel Romano Piatola , nel Veiu- ziano Lisetta, e in Livorno Meda alma. Lat. stromateus datola. (Dal gì . lampo io riluco.) (A) (Van) (N) La Micino. * (Filol.) Lam-pù-ri-o. Soprannome di Ulisse, perchè era scaltro coma una volpe. (Dal gr. lampuris specie di volpe : cqusto da lampo io splendo , ed ura coda , cioè Di splendida coda. ) (Mit) Lamuele , * La-inu-è-lc. N. pr. m. Lat. Lamucl. ( Dall’ehi-, lainiid «lotto, perito , ed et iddio, signore : Perito nelle cose del signore , ovvero Addottrinato da Dio.) (B) I.amura.* (Geog.) La-mù-ra. Fiume dell’ Asia minore nella Licia. (G) Lamus.* (Geog.) Fiume e città dell'Asia nella Cilicia campestri. iy’,) Lamuti.* (Geog.) La-mù-ti. Popolo eirante della Siberia Orientale , della razza de’ Pongasi, e che si trova nella Danna, fi) Lamuzo.* (Geog.) La-mù-zo. Fiume e città della Turchia asiatica, fi] Lana. [ Sf. Nome imposto a’ peli di cui è coperto il corpo di certi mammiferi, particolarmente del montone , che fra tutti somministra siffatta materia in maggior copia. Dossi alle diverse qualità di buia diversi nomi , come Lana maggese , settembrina , caprina , agnelli- ria ; e secondo i diversi lanifìzi , dicesi Slame , Boldroue , Trama ec- Dicesi anche Filare , Battere , Cardare , Carminare o Scardassare , Pettinare, Diveltare la lana; Impalmare le bine vale Ridurle in man fatture di panno.] Lat. lana , lanitium. Gr. qnor , Foce, nov.37.3. Dando andava per un suo maestro lanajuolo lana a filare. Tes. Br. 3. 2. Sappiate che nella riviera dtl mare Rosso « una fontana di cotale natura , che li montoni che ne buono, incontanente cominciano a mutare la lana di colore instilo a dentro alia pi Ile. Frane. Sacch. rim. j2. Così una lana fa divtrai panni. Tu s. Am. 2. 2. Altri conservi Le lane c ’l latte , c altri le dispensi. 2 —* E detto del pelo della giraffa e simili. Sig. .Vi.igg. Mont. Sin. 16. La giraflìi è fatta quasi come lo struzzoìo, salvo che lo 'arbusto suo non ha penne, anzi la lana bium bissona e fine. (N) 2 —* F’ig. Sacre 0 Serafiche lane : dicesi cosi I’ Abito religioio che indossano i fiali e le monache , in ispetìie della regola di S. Fi ance zoo , per e.sere appunto formate tutto ih lana. ( / utC) LANAJUOLO 3 —*Buona lana. Lana fina : dicesi proverbialmente di Persona scaltra e maliziosa. Dicesi anche k maliziosa. Dicesi anche Mala lanuzza. Seni. Proc. (À) -Batter la lana, fìg ., ed in favellar furbesco— Usar carnalmente.Bocc. noe. 20. 1 7. Anzi di di c di notte ci si lavora , e battecisi la lana. 5 ’— Far d’ ogni lana wn peso , Ijìg. ] deria , senza riguardo veruno ; [simile ali altro di fi — ibal- ijutuuv vcwnu , Rimile uu uuro Fare d ogni erba un fascio. 3 Cecch. Dissim. 2. 4. Oggidì un tuo pari non e da (iato Se non sa fare d’ogni lana un peso. Maini. 12. 14 K* le sta ben , pereb’ una gimil razza , C’ Ha fatto sempre d* ogni lana un peso , E’si vorrebbe ec. Gastigare a misura di carboni. Scuotere o Scaldare la lana , fg. — Percuotere , Offendere , Far male. (A) 1 r\‘ 7 — Disputar della lana caprina, proverb. che vale lo stesso che U\^\\- tare dell’ombra dell* asino, cioè Dispaiar di cose frivoleo che niente rilevino. Lat. rixari de lana caprina , Oraz. Or. mi r*p ove a trxtZt fidXirìat. Farcii, pi col. 17. Se mai si disputò delV ombra dell’ asino , cerne è il proverbio greco , o della lana caprina , come dicono i Latini , questa è quella volta. Oal. Sist. 2o3. Mi par che noi siamo entrati in una disputa non molto più rilevante che quella della lana caprina. 8 —* Altri prevcìi. Egli era venuto per lana, e se n’ è ito toso: dicesì ti Uno che si leva dal giunco scusso , cioè ha perduto tutti i danari che aveva in borsa. Seni. Piov. (A) 9 ■— * Tvon distinguer la lana dal velluto = IV on far differenza tra condizione dì pei'sont >. Alriani. (P) 10 — (Chim.) Lana di ferro, Lana filosofica: Ossido dì zinco che si volatilizza nella fusione de’ minerali di favo contenenti calamuia , e e che ricade sotto la Jenna dì fiocchi bianchi a guisa di lana. (Ross) 1* — * (Bob) Una delle partì accessorie della pianta. Consiste essa m una specie di pelo lungo più. o meno sottile. , non molto spesso e parallelo , che rende molli e delicate al tatto le partì che esso ricopre. B ertole ni. (O) (N) LAHA 3 uoi.o.(Ar.Mes.)La-na-juò-lo.[^/i/r/. e sm.'] Artefice dì lana , Che fabbrica panni di lana .—, Lanaiuolo, Lantfice, sin. Lat. Umavms, lani- iìcus. Or. roiX&o’iQS , raXairioj/ppoV. Bocc. nov. 20. J. D’alto legnagli© reggendosi nata , e maritata ad uno artefice laiìajuolo , ec. E nov. ’ày. 3 . Dando andava per un suo maestro laiìajuolo lana a filare. ideane. Sacch. Op. div. if-i* Grida a 1 lanajuoli , cha facevate li panni per li Re e per li Baroni , per li grandi e per li piccoli , T arte vostra è morta ce. , non potrete ornai vendere i panni; adunque piangete , o lanajuoli. Mahn. 3. g. Lanajuoli , orefici e mereiai. Fax ari a. * (Bob) La-nà-ri-a. Sf. Genere dì piante della esandrìa mo- noginm e della famiglia delle emodoracee , il cui calice coi'oHino esternamente è piumoso-lanato , le unire sono incumbenli ed i f a- menti impiantali nel tubo di esso , e la capsola lanata è divisa in tve cellette , ciascuna con due o tre semi. L’ unica specie che vi si comprende ha il caule ramoso, angoloso , le foglie lineari ; sema- a e, g a re ,scritte negli orli; ì fori in corimbo ricoperto di spasi peli piumosi bianchi ; l interno della corolla è [porporino ; c indigena nel Capo , e fiorisce in luglio. Lat. ìanaria piumosa. (O) (j\) 2 — L’erba Ìanaria dicesi anche Elleboro bianco. Lai. veratrmn album Lin. (A) (O) Ricett. Fior. 2fL. Olio di euforbie composto di Mesue. R. Stafìsagria, condis, o erbadanaria, piretro co. (Pr) Lanaiuo. * (Geog.). La-nà-ii J ' nanze di Agrigento. (G) Lanàrk.* (Geog.) Città c < •0. Antico fiume della Sicilia , nelle vici- Lànassa eil nnassa rr v , itta e contea della Scozia. (G) La-nas-sa. N. pr. f Lat. Lanassa. (Dal . ,.. ««««««. gr. laos popolo , vigilia : Regina del popolo. In ceìt, lari bello, as picco 0.) .— Figlia di Cleodo , e nipote ai Ercole , rapita da I tri o- — figliuola di Agatocle , moglie di Demetrio. (B) (Mit) Lanata. (Militi La-nà-ta. Sf. Strumento d'artiglieria Jo?muto dt un lungo bastone in capo al (piale, si adatti t un cilindro di legno che si ricuopre con pelle dì montone , onde formare una gì o$- sezza proporzioni.ta al calibro del cannone. Serve ai calinomeli pei nettare C interno ossia C anima del cannone, dopo diesi e sparuto.{ò) 2 — (Mariti.) Specie di grossa scopa , o pennello , dì cui si fa uso per impeciare e 'insegare i commenti e il fondo di una nave . e soprattutto per Spalmarla, e distendere sopra di essa il pattume quando si dà a carena. Si chiama Lanata dì calafato. (S) , Lanato , La-nà-to. Acid. m. Lanuto , J.anoso. Sarmaz . Elpino di capre , Logisto di lanate pecore guardatole. (A) (V ) 2 -— (Bot.) Dicesi del tronco delle piante , quando ha peli lunghi e molinài intrigati insieme. (A) Lancastro.* (Geog.) Lan-cà-stvo. Lab Lane astri a , Longeyicum. Città e contea d’Inghilterra. — parecchi comuni degli Stati Lancàva. * (Geog.) Lan-cà-v niscla dì Malacca. (G) Lance. Sf Uno de'piatti 01 ._- .. 53 . E quella (palla) pongo nell’ acqua, legando il filo che la regge ad uno de’ bracci della bilancia , la quale tengo in aria, e all’altra lance . n. - » • - 4 L«f. Lane astri a , _ • va. — JVo me di una contea , di due citta e di ri, .Virati Uniti d’America. (G) a. Isola sulla costa occidentale della l e- Uno de' piatti o bacini delia bilancia. Lat. tanx. Gal. Gali. .11- ^ ' LANCETTIFORME 2l mostrato . è una lancella ; e mise la massa del piombo nella bocca sua : e volendo ancora più apertamente dichiarar questa visione della lancella , ed ecco che due femmine venivano , e lo spirito , cioè il vento , era nell’ ale loro , ed avevano Y ale siccome di nibbio , e levarono quella lancella in alto tra la terra e ’l cielo ; ed io dissi al- 1 ’ Angelo , che parlava in me : dove portano queste due femmine questa lancella ? Lancellotto , * Lan-cel-lòt-to. IV. pr. m. Fariaz. di Angelo 0 di Ladislao. F. (B) (Van) Lancenecco. * (St. Mod.) Lan-ce-nèc-co. Add. e sm. Lo stesso che Lanzichenecco e Lanzo. F. (A) Lanceolare. * (Bot.) Lan-ce-o-là-re. Add. coiti. Lo stesso che Lanceolato. F. Bertoloni. ( 0 ) Lanceolato. (Bot.) Lan-ce**o-là-to. Add. m. Dìcesi Foglia lanceolata o lanciolata o Lanceolare o fatta a lanciuola , quella la cui lunghezza supera almeno quattro volte la laighezza, e che diminuisce insensìbilmente verso 1' estremità , di modo che termina in punta , rappresentando la figura di una lancia . (A) ( 0 ) 2 — * Dicesi ancora di qualunque altra parte di un vegetabile la quale senza essere lineare, filiforme o capillare, è stretta e puntuta a guisa di una lancia. Bertoloni. ( 0 ) Làncerota. * (Geog.) Lan-ce-rò-ta. Lat. Emonia insula. Una delle principali isole Canarie. (G) Lancetta , Lan-cét-ia. Sf dim. di Lancia. Piccola lancia. Cr. nella v. Lancinola. (A) 2 — (Chir.) Strumento col quale i cerusìci cavali sangue , [ nel quale significato ora s ’ adopera questa voce o assoluta n. o accampagli ita colle parole da cavar sangue, da trarre sangue o simili. Lo strumento è composto di due parti , il manico e la lama. Due piccole lauunette d’avorio , di tartaruga , di corno , 0 (V altra sostanza simile compongono la prima di queste pa>ti. (fucsie lamine riunite a uri capo per va d’ un chiodicello rinchiudono in tra di esse la lama , che pio- leggono e conseivano. Quest’ultima formata d' acciajo fino perfettamente pulito , presenta tre parti , il calcagno , il corpo e la puntali calcagno o parte posteriore è ottuso , il coipo è tagliente dai lah , e la punta molto acuta. Secondo che questa è più o meno lunga* si dà all 1 istivmento il nome di Lancetta a grano il’ orzo , a grano d’ avena , ed a lingua di serpente. Di queste tre specie di lancette , quella detta a grano d’avena è la. più comoda , la più fucile a maneggiare y essa serve ad aprire tulle le vene. Quella che eh 'amasi a grano d’ orzo fa aperture troppo larghe , e non conviene che per le vene assai superficiali. I^a Lingua di serpe all’ opposto non fa che incisioni strettissime , e non dee servire che pei vasi profondissimi.] Lat. scalpruin chirurgicum. Gr. (pXsiSoro/iov , Polluc. ( In isp. lan- cela , in frane, lancette , in ted. huizettc , in ingi. lancet , in cefi, busco lanceta. V. lancia.) Dial. S. Greg. 1. 4 * Puosemi sopra la lingua mia uno ferro medicinale, cioè una lancetta da trarre sangue. lied. Esp. imi. 12.> Forar gentilmente o con ago, o con lancetta da cavar sangue , gli occhi alle rondini, E Fqi.2.2 7. Col liquor giallo delle vipere ec. ho talvolta leggiermente imbrattato le—Hmcette da cavar sangue. Buon.Eier. 4. fntr. U11 bello astuccio Per un dorato, dove aguzze e salde Sian cesoje e lancette , E lime e punteruoli. L 4‘ 3. 3. Tratta fuor dell’astuccio la lancetta , Intagliar quasi a giuoco Yarii Sf -g n i e rabeschi. 3 f. nA ascessi : * Grossa lancetta , qualche volta incavata ad uno de suoi nmtgmi vicino alla punta , con cui si aprivano le collezioni purulente sottocutanee. Oggi sì pifferiscetlgammauite. (A.O.) ^ — [Dicesì anche di qualunque Bistormo o Gammautie, ancorché non ad uso di cavar sangue.] Cr. g. 17, 1. Si tagliano ffte gangoleJ cautamente con tagliente lancetta. — (Gnomon.) Quel f ervo che mostra l ore negli orinoli , o sitmli, Lat. gnomon. Gr. yvifm. Sagg. nat. esp. 16. 0 voglionsi pigliare i tempi ec. dagli spazii corsi dalla lancejta , e più che mai possono ingannarsi gli occhi. E appresso: Della lancetta è difficile il giudicare s* eli’ è o se ella non è per appunto in sul segno. — {A r. Mes.) Lancetta e Lancia dicesi da' magnani ogni ferixi in asta o a punta , con cui sono armati nell' estremità superiore i cancelli , le infeiviate e simili chiusure. (A) 2 — * Così chiamano i beccai un piccolo coltello , la cui lama è corta , alquanto targa , e molto aguzza } la adoperano per uccider3 1 buoi , cacciandola loro fra le due corna , in vece di ammazzarli col maglio , come si faceva una volta. (D. T.) Utensile tagliente da ambo i lati e molto aguzzo , aitaci . rrìvet^, ruXavTQV. catiz. 4 l• 4 • E queste dolci tue fallaci ciance Librar con giu- lance. Lance difl’. da Bilancia. Le Lanci sono propriamente le due coppe 0 bacini della Bilancia , la quale da esse trasse il nome. Poetica- «unte Lance usurpa il significato di questa voce quando significa •Humtnto da pesare ; ma in lutti gli altri che le dà la tecnologia , ^ fisica , V astronomìa, ì’ economia politica non potrebbe Lance so- diluirsi a Bilancia. ancella , Lan-cèl-ia. [Sf] dim. di Lance. Lat . li bella , parva libra, paua lanx. Gn Ivytcr. iUcr, S\ Greg. Questo, che tw vedi chete Focab LF. calo all estremità d’ un manico di legno , ed adoperato per incavai v le tavole dall intagliatore in legno. (£). T.) 4 — * Utensile adoperato da lavoratori in paglia 5 in cartoni , ni carta $ ed è una Luna lunga arca tre o qualtix) centimetri , larga in punta , e tagliente da’ cìue lati ; som gha molto ad un raschuitujo da scrittojo. ( 1 ). T.) 5 — (Milit.) Bastone con fenxt acuto nell' estremità , per piantarle in terra,, intorno al quale s avvolge la miccia p p r dar fioco al cale- none. E voce usata dal Cattaneo. (Gr) 6 — (Mariti.) Barchetta a servizio duna grossa nave. (A) 7 — (Bot.) Lancetta o Lanciuola chiamasi volgarmente u Tulipano salvatico. (A) Lancettare , Lan-cet-tà-re. Att. Ferire colla lancetta> Del Rosso Svet . 320 . Berg. (Min) Lancettata , * Lan-cet-tà-ta. Sf. Ferita fatta con una lancetta.(X& n) Lancettato , Lan-cet-tà-to. Add. rn. da Lancettare. Del Rosso Svet. 3zo. Berg. (Min) Lanceitiere. * (Chir.) Lan-ceMié-re. Sm. L'astuccio nel quede ripcn- gonsi le lancette. (O) Lancettiforme. * (Bot.) Lan-cet-ti-fór-me, Add. coni. comp. Tatto a lancetta. (O) 22 LANCETTINA Lancettinà. (Ai*. Mes.) Lan-cct-tì-na. Sf. dim. di Lancetta ; e dicesi per lo più dagli oriuolai , parlando della lancetta del registro , la quale stive ad indicare i gradi del regolatore. (A) Làncettone , Lan-cet-tóne. Sm. accr. dì Lancetta. Grossa lancetta. Strumento da taglio , corredato^ d'una guida detta Boccetta, il quale serve alle operazioni di litotomìa. (A) Lascia. (Milit. e Mecc.) [Sf. PI. Lance e Lanci.] Strumento dilegno, di lunghezza inforco di cinque braccia, con ferro in punta , [« foggia di dardo a due tagli] e impugnatura da piè, col quale i cavalieri in battaglia feriscono. [La lancia è grossa , ferrata, fulminea ec. Dicesi Abbassare , Piegare , Drizzare la lancia, Rompere, Spezzare , Correre una lancia, Porre la lancia in resta cc. —, Lanza, sin.] Lat. lancea. Gr . Xo*} (.Secondo Diodoro Siculo, questa voce a noi venula da’Latini, è di origine celtica, ed e detta daBnttoni lane o lancz, da que’ di Bisca- glia lonza, da’ Frane, lance , dagli Spagn. lanza, da’ Tod. lonze, da’ Greci loriche ec.) 7W./M.Lancillotto sanza dimoranza abbassa la lancia, e si li trae a ferire .E appresso: Pure per mio amore tu rompa una lancia . incontro alla gente del re Arti». Pctr.cap.3- Vedi qui ben fra quante spade e lapce Amore e’i sonno e una vedovetta ec. Vince Oloferne. Ciriff. Colv. 1. 22. Parvon le lance poste in sulla resta Quasi in un tratto : oh Dio ! che furia é questa ! >■> Salv. Avvert. 1. 2. 18. I nomi eterocliti di due guise sono in questo linguaggio. I primi femminili dell’ uno c dell’altro numeroj in quel dell’uno della seconda declinazione , ed in quel del più nella terza: la vena , le veni ; la porta , le porti j la spina , le spini ; la lancia , le lanci , cd altri. Tuv. Kit. S. S. E all'abbassar delle lanci ci danno due grandissimi colpi. (V) a — Ogni spezie di arme in asta. L^at. basta. Gr. àópv. Liv. M. Romolo , non curandosi di questo comandamento , prese lancia , e saltò il circuito. JBocc. nov. 43. 13. Sparti adunque costoro tutti per la piccola casa , pai le n’andò nella corte 5 e poste giù lor lance 0 lor tavolacci , avvi ime che uno di loro , non supplendo altro che farsi , gittò la sua lancia nel fieno. G. V. 11. 65. 2. Lanciala gli fu una corta lancia manesca. I — Cavaliere armato di lancia. Lai. lancearius. Gr. *-oyxo$°p0ff. F. /' r . 11. 81. Poiché gli Inglesi si vidotio ricondotti, come uomini vaghi di preda e vogliosi di zuffa , a’ di 1 di Febbrajo in numero di mille lance, i quali si facevano tre per lancia, di gente a cavallo,ed eglino furono i primi clic recarono in Italia il conducere la gente da cavallo sotto nome di lance , che imprima si conducevano sotto nome di barbute e bandiere , cc. 4 — [E per estcris .] Lancia d’ alcuno vale Cagnotto. Lat. assecla, «atcllcs. Gr. Cecch. Coir. 3. 4 • ^e P nre Eh’ c carota , come io credo , acciò Ch’ i’ ceda al capitan , di chi egli é lancia. Toc. Dav. ami. 4 • Q2. Accusavanlo Satrio Secondo e Pinario Natta , lance di Sejano. É 6. 112. Hai trovato forse quel che non seppe il divino Augusto ? oppur se’ lancia di Sejano ? 5 — Fig. in sentimento osceno. I^ab. 233. Colui tiene ella che sia Lancillotto , o vuogli Tristano , Orlando o Ulivìeri di prodezza , la cui lancia per sei o otto o per dicci aringhi la notte non si piega in guisa che poi non si dirizzi. € —• * E poet. Lancia con la quale giostrò Giuda fu detto il Tradimento. Dant. Purg. 20. y3. Senz’arme ri’ esce, e solo conia lancia Con la qual giostrò Giuda. (0) 7 — " Popolarmente la fune dicesi Lancia da pozzo ; onde Esser morto con una lancia da pozzo , vale Essere impiccato o strangolato. Serd. Prov. (A) 8 — Erg. ed in senso onesto.Kit. SS. Pad. 2. 77. Combatti valentemente contro a quel pensiero , che li combatte, col coltello e colle lance delle lagrime. (V) 9 — Pur Jìg. e in sentimento osceno, Rompere una o più lance zgz Usare carnalmente [una o più volte.] Segr. Fior.Chz, 2. 1. Ma io non sono ancora si vecchio, eh’ io non rompesssi una lancia con Clizia. Cecch. Ine. 4 • 4- Y. Non venne 1’ amica ? IV, Così non fuss’ ella venuta ! S. Che ? avete forse rotto troppe lance addossole ? 10 —■ * Correre ima lancia ?= Giostrare ; e Jìg. = Dar principio ad un negozio , Cominciar a trattare alcuna, cosa. K. Correre, $. 7 3, 1. e K. il seguente. (A) (N) II — Poi tar bene o Correr la sua lancia, [ o Correr lancia, Correr la lancia , usato nel proprio e nel fig. V. Correre, $. 73, 2. Metaf. Vide ] Lare l' ufficio suo , Far bette alcuna azione , [ Tirar bene a . ...... fine la cosa.'} Lat. reni jraeclare gercre , rnunus obire. [ Or. hìoioi- xùv.'i Cecch. Sfiir. 5. 5. Aristone è persona intendentissima Della scrittura, e porla ben sua lancia. Buon. Fer, /j. 3. 3. Son ben cazzi color che , vedendo altri Corsa aver la sua lancia , ec, ‘ _ _* jj Andar vota la lancia usato tanto in senso proprio, quanta in fis. come contrapposto di Correr bene la lanci a,Car. lelt.ìned, 2, 'òzi. Avvertendo V. S... che si tiene aver molto buono in mano , e che" mosti a essergli caro che ’l vostro primo soggetto corra la sua lancia , perchè tiene per fermo che vada vota per le provvisioni che sono fatte centra. (Pe) 13 — Tener la lancia alle reni ad uno ,fg~ Non cedergli punto in qualche pregio. Frane, Sacch.7iov.4f- Al esser Maclicruilo. . , . in questa novella tiene molto ben la lancia alle rene a messer Ridolfo ( del quale V autore avea contato il valore nella novella precedente '). ( N ) 14 r—* Uccidere a lancia = Uccidere coti la lancia. Salviti. Ili ad, 610. Pagherai i lutti De’miei compagni che uccidesti a lancia. (Pe) 15 —* Dicesi Lancia molle in contrario di Lancia in resta. Frane. Sacch. nov. 213. E salito a cavallo con la sua compagnia, e Giannino allato alla briglia, e certi con le lance molli s avviò verso la porta dal lato di Cesena, (N) 16 —- [Proverbi] Far d’ una lancia un zipolo o un punteruolo =5 Stremar tanto una cosa grande o per ignoranza' o per Irasouraggme, che si riduca quasi al niente, [V » Fare d’ una lancia un zipolo. ]Lat. LANCIARE prò amptmra nrccmn Tacere. Alleg. i2$. Fu (K una lancia fatto un punteruolo. 17 ■—* Far d’ una lancia un fuso. Tasson. Consid. Petr. son.i, Ma coll’ accorciarla e storpiarla ( una pt'osa) e fare, come si dice, d’ mia lancia un fuso, levandovi alcune sillabe e voci intiere, evvi stato intruso il numero. (P) 18 — La lancia da Monterappoli , che pugneva per tutti i versi : detto proverb. di Cosa che. tiuoca in qualunque si voglia modo. Geli . •Sport.1 mì. Mi scuopro da me da me, siedi’io ho la lancia da Monterappoli in mano. Ambi.Beni. 1. 2. Voi siete ben uom debole , Se in poche parole e presto non ve la Facessi amica, che di Monterap- poh Ara la lancia. — Mescolar le lance con le mannajc [=z Unire insieme cose disparate. } V. Mescolare. ?o — Assai paiole e poche lance rotte : si dice del Mostrar di far gran cose , e non ne conchiuder verima.Morg. 22. 10. Parole assai, ma poche lance rotte. Non credi tu eh’ io conosca Rinaldo ? a — (Diplom.) Spezie di carica. Car. Leti. Egli ha ottenuto daS.M. e dal Principe di Spagna la prima lancia che vaca mi regno, ec. (Min) a — Dicesi Lancia spezzata Chi assiste con arme alla persona d< t Principe. Lat. custos corporis. Gr. &opi/$opo$. Karch. Ator.io.3i4* Uscì d’intorno a 5 ore, in mezzo delle sue lance spezzate, con una zagaglia in mano. Serd. òtor. 10. 386. Ala questi con 1' occasione, perché rispose ferocemente e con ti oppa arroganza alla lancia spezzata che andava a rivedere le sentinelle, fu dal castellano messo in carcere. Fir. Lue. 2.4 • Ehi é questo che sparecchia innanzi desinare ? S. La tua lancia spezzata, che era teco quando tu mi arrecasti la vesta. {Qui per simili/.) 3 — (Ar.Mcs.) Da' magnani dicesi nel sign. di Lancetta 4- l • (A) a —* Così chiamano i modellatori in istucco , in cvela , in gesso o in cera una specie di spatola onde e sì servono. (D. T.) 3 —* Spranga di ferro che il fbmaciajo introduce fru le pietre , ond'è caricata la f ornace da calce , a fine di darvi aria per agevolare il passaggio della fiamma che deve raggiungere tutte le pietre e svolgerne t' acido carbonico. Questa spranga è appuntata da'un capo , c piegata ad un anello per V altro, a fine di dare all', operajo la facilità di maneggiarla , e la forza necessaria a tal uopo. (D. T.) 4 — (Chir.) Strumento di chirurgia che ìtala forma dell' arma di cui porta il nome. Consiste in un gambo di ferro terminato da una punta di ricca tagliente sopra i suoi lati , e che si adopera per tr aforare il cr anio a' feti morti fermati nel proprio passaggio. (Van) 5 — (Mario.) Schifò , barchetta al servizio delle grosse navi, adusa specialmente di comunicarsi da nave a nave , o per andare dalla nave a tetra. (Dallo spagn. lancila che vale il medesimo.) (S) a — Asta di legno con una punta di ferro, di cui si fa uso nel- V abbordaggio delle navi. (S) 3 — Dicesi Lancia d’ arrembaggio o Spontone una specie d' arma per difesa dell' arrembaggio. (S) 4 — False lance: Si nominano così de ’ cannoni di legno che talvolta si mettono ne ’ vascelli mercantili lungo il bordo in tempo ili turo guerr a per ingannare il nemico , e fargli credere da lontano che sono in istato di difendersi. (S) 5 —* Diconsi de * tonnarotti Lance , Qua' due bastimenti che reggono le parli laterali della rete chiamala Leva , e servono anche per uso di calare e salpar la tonnara. (Van) 5 —* (Arche,) Simbolo del dio della guerra presso 1 Romani ed altri popoli. ( V ari) 7 —- (Me! cor.) Spezie di meteora [ lucida , a modo di lancia , che si vede talora nel ciclo.] Karch. Lcz. 4'ò°' Delle esalazioni si generano tutte le impressioni ignite, ovvero focose , come le saette , i baleni, le lance , le travi , le colonne , ec, 8 — (Vcter.) Colpo di lancia : Specie d'incavamento con certa apparenza di cicatrice che scorgasi nell' incollatura del cavallo ,* il che prendesi per indizio di buona qualità. (A) Lascia,* (Gcog.) Antico nome di due città della Spagna , nella Lu- sitania , soprannominate una Oppidana e l'ultra lrascudana. (G) Lànciabile , Lan-cià-bi-le. Add. coni. Che si può e Che si suol lanciare. Scagliabile. Billin. Lete, Lo soglio chiamare non lingua , ma panione lanciabile , a similitudine de’dardi laudabili degli antichi Romani. (A) Lancia-uore > Lau-cia-dó-re. Kerb. m. di Lanciare. Lo stesso che Lanciatore. K. Salvia, linai. E su levarsi uomini lanciadorì. (A) Ve- gez. 115. Il terzo ordine si dispone .... di giovani bekstrieri e di buoni lanciadorì, (Pr) Làwciajo. (Ar. Mcs.) Lan-cià-jo. Add. e sm. Venditor di sferre, così detto perchè in antico ì lanciai vendevano lance ed altre anni usate. (A) Lanciamento , Lan-cia-mén-to. òni. L’ atto di lanciare , Scagliamento. Bellin. Leti. Gii strumenti ed il modo con cui si fa tal lanciamento, e con cui , fatto tal lanciamento , si ritira tal lingua dentro le fauci , cc. (A) 2 — (Marin.) Lanciamento della ruota di prua , Slancio : Si chiama cosi la quantità per cui questo pezzo sporge dinanzi alla chìglia , e forma con una linea curva il davanti della nave: ciò che forma una delle principali proporzioni della costruzione, (S) Lanciano.* (Geog,) Lan-cià-no. Lat. Ànxanuin. Città del Regno di Napoli nell’ Abruzzo Citeriore è l' antico Anziano de Lrentain. K- Fiera, 5*6'. (G) (N) , Lanciaste , * Lan-ciàn-le. PaH. di Lanciare,C/u? lancia , Che si lancia. Com , Dant. Infi E quando alcuno animale si fa loro dinanzi , lanciasi sopra lui c uccidonlo , onde sou delti jaculì, cioè lardanti. (N) Lanciare , Lau-cià-rc. [All.] Scagliar la lancia o simili [armi da gel' tare con mano per ferire il nemico.] Lat. jaculari torquere , Vibrare , jaccrc. Gr. «Movrit^w , $aKhuv , ptVrtti', ùvatppi'V^uv. (In ccl * Umcza , in frane, lanccr , in isp. Icuizar cc, Y a loficia,} G. F' LàNCIàSPEZZATà 11.65. 2. Lanciata gli fu una corta lancia manesca. M. F. lo. 97. Lo Re imprima lanciò, e fedì imprima lo re Vermiglio. Coll. SS.Pad. Lanciando contro ad esso dardi di digiuni cotidiani. Dani. Rim.16. Lo lui piacer di quello adorno viso Compose il dardo che gli occhi lanciaro. 3 — Percuotere e Ferir di lancia. Lai. lancea percutere. Gr. Xoyxv 'XOLTcZiTcrtiv. Lib. Pred. Fu preso e legato ec. , maladetto e conden- nato , crocifìsso e lanciato. 3 — Per metaf [Addolorare , Tormentare , Accorare ^ Passar il cuore come se si ferisse con lancia.] Dant.Purg. 7. */f. E quindi viene 1 duol che sì gli lancia. Bui. Che sì gli lancia , cioè lo dolore che sì gli tormenta. . . . 4 — [E'ig. ] Lanciar cantoni o campanili, [per lo più aggiuntovi m aria o per 1’ aria =] Aggrandire e Magnificat, checchessia con parole , Iperboleggiare. [V. Campanile , 5’ ^5 c Cantone , 6.] Lat. sermone aligere , verbis magnificare. Gr. Ssipcw ri , Plut. Lib. son. 11 7. Pur anch’io lancio i cainpanil per l'aria. 5 — [iV. ass.] Dir farfalloni, Fare scerpelloni nel discorrere. Lat. effu- tire. Gr. fta>poXoyel». Farch. Ercol. 44 Quando alcuno in favellando dice cose grandi, impossìbili o non verisimili ec., se fa ciò senza cattivo fine, s’usa dire, egli lancia o scaglia o sbalestra o strafalcia o arrocchia. 6 — E n. pass. Gettarsi con impeto, Scagliarsi, Avventarsi. Lat. in aliquem irrumpere, irruere. Gr. naie iter uv rm. Dant. Inf. 20. 5o. E un serpente con sei piè si lancia Dinanzi all’ uno , cc. Rim. ant. Giiid . Cavale . 63. Il cuor si ferma per veduto segno , Dove si lancia crudeltà d’amore. Red. lns. Si. Talvolta veniva lor fatto di lanciarsi fuora del vaso.Malm.3.j6.E gli si lancia addosso a cavalcioni. 7 — (Milit.) [ Arme da lanciare , diconsi quelle che si lanciano con mano , come dardi , giavellotti e simili .] Serd.Stor.4. 1$9 • Menlrechè quivi si combatte dall’ una c dall’ altra parte con artiglierie e con arme da lanciare , egli intanto dismonlò con altre genti in terra senz’ alcun ostacolo. E appresso : Fino a che si combattè di lontano con arme da lanciare, la battaglia passò del pari. 8 —* (Marin.) Lanciare un bastimento in mare = Parlo scendere dal cantiere in mare per mezzo di uno scalo*, oggi si direbbe Varare. (A)(V an) 2 —7 * Seivonsi i marinari toscani del verbo Lanciare per esprimere d moto di una nave , la quale invece di solcare in linea retta , si getti da un lato e dall ’ altro , o per difetto del timoniere o per altra cagione : e allora dicesi che II bastimento lancia a stribordo o a bassobordo , cioè a destra o a sinistra. (Sav) (O) 3 —* Lanciare una manovra ^Attaccare una manovra attorno a un legno messo a posta per tale uso. (Sav) Lànciaspezzata. (Diplom.) Lan-cia-spez-zà-ta. Add. e sfi Lo stesso che Lancia spezzata. F. Lancia, 5» 2 , 2 • Castell . Il Furò. 2. 2 ., Garz. Piazz. 645. Berg. (Min) Lanciata Lan-cià-ta. Sf, da Lanciare. Lo spazio di quanto va lontano un* asta lanciata. Lat. teli jactus , lanceac jactus. Gr. &:\h fegez. [ pag. *72. Firenze i8i5 . ] Quegli che asseggono a una ancia a di lungi , fanno una fossa ; e questa non solamente di vallo e di staccato fforse steccato^ , ma ec? 3 “ lE semplicemente verbale di Lanciare.] Paol.Oros. Essendo T oste presso a una lanciata di lancia per combattere. 2 — Colpo o Percossa di lancia. Lat. lanceac ictus. Albert, cap. 60. Le lanciate che soli vedute dinanzi , fanno men danno. Bem. Ori. 3. 6. 14. Or corre , e volta poi eh’e’Tè vicino, Or a traverso mena una lanciata. Lanciato , Lan-cià-to. Add. m. da Lanciare. Lat. vibratila, conjectus, contortus. Gr. Tass. Ger. 7. g6. La percossa lanciala aH’elmo giunge , Sicché no pesta al Tolosan la faccia. 2 —*Fatto a guisa di lancia, Armato come una lancia.Viz/oò?. Cas.46. I Tirsi dall’uno e dall’altro capo ferrati, e puntati, chiamavansi Tirsi doppi lanciati, come nell’ epigramma d’Agazia Scolastico ec. (N) ^ — (Marin.) Navigare o Andare a golfo lanciato=lVmugure in linea vetta , a dirittura $ contrario di Costeggiare , Andare terra tona , o come disse il Boccaccio Andare marina marina. F. Golfo,$.3.(A)(N) Lanciatore , Lan-cia-tò-re. Ferì. m. [di Lanciare. Che scaglia lalan- età , ] Che lancia. — , Lanciadore , sin. Lat. jaculator. Gr. etnov- Turrrfi. Liv. M. I principi e i lanciateri , che erano apparecchiati e armati dinanzi agli opcneri. Tass. Ger. 9. 81. Un paggio del Sol- dan misto era in quella Turba di sagittarii c lanciateri. Buon. E ter. 4 5. 22. Che bravazzi Fanno 1 soldato, lunciator di fiabe , cc. 2 " (Marin.) Così chiamasi fra pescatoli Colui che prende i pesci colla fiocina , che anche dicesi Fiociniere. (A) Lanciatrice , Lan-cia-trì-ce. Ferb. fi [ ctf Lanciare.] Che lancia. Lat.ja- culatrix. Gr. $ ày.ovriZpvcot, Libi Astrai. Siccome dicemmo che si nomina l’altra lanciatrice di terra. Lancienti. * (Geog.) Lan-ci-èn-si. Lusitanin. (G) Lanciere. (Milit.) Lan-ciè-re. Add. e sm. Così dicesi oggi il soldato ormato di lancia. Potrebbe anche dirsi Lancierò, e anticamente Lan- cioniere. (Van) (N) Lancieri. * (Geog.) Lan-ciè-ri. Isola de’Lancieri. Isola del GranfiO- Ant, popoli della Spagna nella LANDAU cui si riferisce la sede in un organo divenuto cancrenoso» Lat. lan- cinans. (Van) Lancineoo , * Lan-ci-né-co , Lancinech. Add. e sm. Lo stesso che Lan- zinecco e Lanzo. F- Bemb.Lett.5- n, 102. Se questi lancinechi faranno vista ec. E 116. Delfi lancinech Dio voglia che così sia ec. (N) Lancio. [Vm.] Salto grande. Lat. saltus praeceps. Frane. Macoli, nov. 64. Quivi era la fuggita, e da’ lanci e aa’ salti del cavallo ognun fuggendo, ec. u Magai. Leti. Spicca due lanci addietro, tira fuori la spada , e se gli presenta immobile. (A) 2 — * Dare un lancio = Slanciarsi. Saltare ec. Salviti. Iliad. 4 l J 2 - Come quando tenendo acuta scure Uomo fresco e gagliardo, dietro a i corni Di bue selvaggio, scaricando il colpo, Tutto tronchi di netto il fìl del collo , Ei, dato un lancio, a terra ne riunì. (Pe) 3 — [A lancio, A lanci, posto avverò. Lo «fesso che A salti.] Morg. 6. 32. E finalmente dal re Caradoro A lanci e salti si partir costoro. 4 — * Di lancio , posto avverb.zzzSenzn intervallo. F. Di lancio. (N) 5 — Di primo lancio , posto avverbi Subito , A prima giunta. [ A". Di primo lancio.] Lat. principio , extemplo , illico. Gr. ùxxpx ,-},;, 'irotpKvrUct ., txvrUoc.. Tac. Dav. Stor. 2. ng5. Ma Roma andò sozzo- pra , correndovi per tutto soldati di primo lancio al Foro. Lanciola , Lan-ciò-la. Sf. Lo stesso che Lanciuola. F. (A) Lancione. (Milit.) Lan-ció-ne. [Vm.] accr. di Lancia. Lat. immani* lancea, grandis lancea, contns. Gr. vTfspp.7ix.ris Xoyx* 1 oovros. Patnff. 6. Comanda a Monterappoli il lancione. Ar.Eur. 17. g8. Ma quel con un lancion gli fa risposta, tir. As. 110. E messo inano per un lancione , gliene cacciò per mezzo delle budella. 2 — [ Quadrello o simile arma da scagliarsi con arco o balestra. F. disusata. ] Fr. Jac . T. 5- 8.4 • Amor non ci vuol ragione , Ma saetta suo lancione. » Fegez . 7 1. t Si gucrnisce di lancioni, cioè quadrella di grossa balestra. (Pr) 3 — * (Marin.) Barchetta grande annata in guerra. (Van) Lancionikre. (Milit.) Lan-cio-iiiè-re. [Add. e sm. F. A . ] Tirator di lancia , [Cavaliere armato di lancia- Oggé Lanciere./^.] Lat. jaculator. Gr. txKovTtcTr t s. Liv. M. La prima schiera era di lancionicri, e aveva quindici drappelli. Lanciottare , Lan-ciot-tà-re. [ All. F. A .] Ferire di lanciotto. Lat. lancea ferire , pilo petere. Gr. xóyx? ^x^T-rnv. Tac. Dav. Stor. 2. 275. Gli Oloniani di sopra più grave e diritto lanciotlavano. Lanciottata , Lan-ciot-tà-ta. [Sfi] Colpo di lanciotto. Lat. pili vellan- ceae ictus. Gr. zdxov , ri ^YK^ 5 tX-ny-n. Tac. Dav. ann. 4- Esvi per contra li riponevano , ammazzavano , precipitavano con targate, lanciottatc, sassi e cantoni. Lancjottato, Lan-eiot-tà-to. Add.m. da Lanciottare. [V. A.] Lat. hasta percussus. Gr. ifizz\y\yp.(vo?. Tac . Dav. ann. 2. 35. Rimasero , passando il fiume , annegati , lancioltati nella foga de’ fuggenti, nel franar delle ripe affogati. Lanciotto , Lau-ciòtto. [Sm.'] Asta da lanciare. Lat. lancea , jaculum praegrande , pilum. Gr. cLx.óvriov , Xo'yxv ? zeixos. Liv. M. Vennouo a combattere di lunga , non di dardi nè di lanciotti, ma a mano a mano colle spade. M. F. 7. 81. II popolo sottoposto al duro giogo, per ubbidire il tiranno, si mosse con bastoni e con lanciolti in mano, eh’altri arme non avea. Cavale. Med. cuor. Vide ec. un demonio in isprzic d’uno Etiopo molto nero, con certi lanciotti infocati in mano, che parca che fi lanciasse dentro. 2 1 " fi fig. Fit. S. Gir. 7, Dio pose in luì f in S. GirolamoJ sin- gu/ari doni . . . , acciocché ’i nome suo fosse manifèsto a ogui nazione • . . , sanando gli oppressi da’ lanciotti degli eretici , illuminando la mente degli uomini , ec. (V) Lanciuola. (Milit.e Meco.) Lan-ciuò-la. [Sf. dim. di Lancia.] Piccola lancia y [Lancetta.] —, Lanciola, sin. T^at- lanceola , missile. Gr. Xoyxàpiov. Fegez. Il cacciatore, acciocché pigli còsa di poca valuta, usa di gettar le lanciuole, per meglio sapere, quando caccia il cerbio o altra bestia colpire. Fr. Jac. Cess. E tutto il volto si venne a- rando con lanciuole e con fcrruzzi. a — (Chìr.) Strumento col quale ì cerusici cavati sangue, Lat. scal- prum chirurgicum. Gr. da Laniare. Sbranalo , Stracciato. [ Lo stesso che Dilaniato. V.] Lai. laniatus. Gr. Yip.vyfxdos. Fiamm. 7-10. Oh quanto è da credere che con amara doglia fosse il giovanetto ( Pi- ramo ) trafitto nella tacita notte ec. , appiè del gelso trovando i vestimenti della sua Tisbe laniati dalia salvalica fiera, e sanguinosi! » Buon. Pier. 2. 1. 12. Esser diverso da quél d'un toro laniato in caccia. E Salvili. Annoi, ivi : Laniato, voce latina ; cesi lacerato , macellato , dal latino lanius il macellajo. (N) 2 — Per meto f. [Fifa laniata ; cioè piena di travagli e d' affanni.] Amet. 99. Che s’ avvenir ciò dee , a coronali Fiamme piuttosto le chieggio dannate , Clic a vita laniata. LANiATonE , La-ni-a-tó-re. [ Ferb.m . di Laniare.] Che lania. (Lo stesso che Dilaniatore./^.] Lat. laniator. Gr. 0 c'KOLpà.Trwv. Buon.Pier. 2. 2 . 10. Leoni , sfingi, cerberi', o altri mostri , Laniator d’ agnelli c di fanciulli. 2 — * (Zool.) Genere d! uccelli , dell* ordine de' passeri , che hanno il becco conico o compresso più o meno ricurvo in giù senza erra , c colla punta terminala in un piccolo ma acuto dente. T^a lingua è fessa ossia lacera. I suoi piedi sono nudi e sottili. Questo uccello è rapace ed ardito quanto gli altri uccelli di rapina , sebbene sia soltanto grosso come un merlo ; distrugge quanto incontra ; la vìnce con uccelli assai più grandi e si difende eziandio contro i maggiori falchi ; ammazza più uccelli di quello che ne mangia , e si pasce anche d'insetti. Avverte più di trenta specie. I^at. lanius. (Van) (N) Laniatiiice , La-ni-a-trì-ce. Però. f. di Laniarc. Lo stesso che Dilania- trice. V. Grill, leu. Berg. (Min) Laniere , La-niè-re. (Add. com.] Agg. di Falcone , (che si concia per V uccellazione. Specie d' uccello del genere laniatore , detto anche Tiranno. È cenerino di sopra , e di sotto bianco ; ha nera la sommità del capo con una striscia longitudinale di color giallo d' oro ; è degna d’ osservazione la sua straordinaria arditezza } perseguita grossissimi uccelf ed attacca anche l' aquila -. finche la femmina cova , 1/ maschio è tutto occupato nel tenere da essa lontano ogni pericolo ; si pone allora in vicinanza del indo sopra di alcuna boscaglie , e lungi ne caccia tutti gli altri uccelli. Lat . laniarius ] (Dal lat. laniare fare in brani. In celt. dicesi laner , in frane, lanier ec. V. U etimologia di lanista.) Tes. Br, 5. 12. Falconi sono di sette generazioni ; il primo lignaggio sono lanieri , che sono siccome vani infra gli altri. Uh. Am. g. Chi vide mai sì indegne cose , laniere falcone per nibbio sua preda lasciare? 2 — [Per simil. Vano, come falcone laniere.] Tesomi. Br. 20. Or torna in tuo paese , E sie prode e cortese ; Non sie lanier , nè molle, Né corrente , nè folle. Lanifero, La-ni-fe-ro. Add.m. Dì lana , Attenente a lana} (ma in questo senso è V. A. ed impropria. Propriamente vale Che ha lana , Che porta lana-] Lat. lanifer. Gr. Zpio io porto la lana.) (Mit) Lanigero , La-nì-ge-ro. Add. m. V. L. Che porla lana. Lat. laniger. Augnili. Meiam. 3. 2^7. Nè lanigeri greggi, o grassi armenti. (M) 2 — * (Bot.) Lo stesso che Lanuginoso. K. (N) Laniogasio , * La-nio-gà-si-o. JY. pr. m. Lat. Latùogasius. ( Dal celt. lan bello, e gas per gwas uomo, giovine.) (B) (N) Laniogiso , * La-nio-gi-so. N. pr. m. Lat. Laniogisus. ( Dal celt lem bello, e gis modo : Di bei modi.) (Van) Lanipendio. * (Arche.) La-ni-pèn-di-o. Add. e sm. Chi sopraìntendeva a* lavori di lana presso i Romani. Erano per lo più donne t e dovevano pesate la lana prima di darla a lavorare e quando era lavorata. (Dal lat. lana lana, e pondus peso.) (O) Lantru. (Arche.) La-nì-ri^a. Antica famiglia romana. ( Dal celt. lan bello , e hir retto , buono.) (O) Lanista. (Arche.) La-uì-sta. Add . e sm. Maestro de ’ gladiatori pressa gli Etruschi , i Romani ec. Essi raccoglievano o compravano coloro che destinavano a aue*giuocht\ gli esercitavano con pugnali di legno , e li mantenevano bene finche fatti abili li esponevano al pubblico , (Credesi voce etrusca che significa Carnefice. Ma ben meglio si tra&dai celt. lan coltello, ovvero Zumi spada, e da istru istruzione. Da questo lan vica pure il lat. lauto mucdlajo, laniare fare in brani cc.)(À.),0) 2 —* Dicevast Famiglia del lanista o iaaìstica, Una contoagnià di gladiatori appartenenti ad un lanista ; e Lanisti degli uccelli coloro che ammaestravano gli uccelli^ massime 1 galli^ a combattere fra loro. ( Mit) Lanitro.* (Mit. Ind.) La-nì-tro. Nome con cui gli abitanti delle Mo- Iucche adoravano il Demonio dall'aria. (Mit) Lanmone.* (Geog.) Laa-ni-ó-ne./v. L:Hnion. Città di Francia nel dipartimento delle coste del JYord. (G) 2 6 LANO Lako. Add. m. Di lana ; ed è per lo più aggiunto di Panno, Lai. ia- nens. Gr. “pivot. Bocc. nop. So. 5. Con tanti panni lani che alla fiera ài Salerno gli orano avanzati. Cron.V~eit.6y. Rubando di di e di notte panni lani e lini. Maini. 3. 3. Manda al Presto il tabi pe’ panni lani. 3 — [Ed anticamente in forza di sm .] Cron.Fell. 18, Oggi la fanno (la bottega ) di tinti lani. Lanomene , * La-no-mc-ne. N. pr. f (Dal celt. lari bello , e men pia* cevole.)— Figliuola di Ercole. (Mit) Lanoso , La-nó-so. Add. m. Pien di lana. Lat. lanosus. Gr. s ìpiwSiis. 1 — [Per lo più dicesi delle pecore, o simile, e vale Da lana , Che ha la pelle naturalmente coperta di lana.] Fir.As. i5o. Ancor eh’ io sia un rozzo guardiano di lanosi armenti , nientedimeno per beneficio di molti anni io ho apparato assai cose. E Rim. 3/f. Saltanti capre , e voi. lanosi armenti, Che ’n queste verdi piagge Lungo i freschi ruscelli Vivete con amor lieti e contenti. » (/,' edizione di Pisa 1816 a pag. gì ha : Godete i vostri amor lieti ec.) (B) 3 — Peloso, [Coperto di profonda barba, Grandemente barbuto.] Dant. Inf.3. gy, Quinci fur quete le lanose gote. Lanoso dilf. da Lanuto.In forza della lor desinenza esprimono una peculiare significazione. Lanoso altro non vale che Pieno od Abbondante di lana ; e Lanuto si applica a ciò che ha lana assai folta.La- noso vale anche Ispido , Peloso. Lanspergo , * Lan*spèr-go. N. pr. ni. Lat. Lanspcrgus. (Dal celt. lancz o lanz lancia, e pergwn bello'. Bello, Vago lanciere.) (B) Lantana.* (Bot.) Làu-ta-na. S/i Genere di piante della didinamia ati- giospermia di Linneo , ed appartenente alla famiglia delle pirenacee, che ha per caratteri : il calice corto a quattro denti : la corolla monopetala, tubolosa col lembo a quattro lobi disuguali ; le bacche scisti/ , contenente ciascuna un nocciuolo biloculare. F'ra le piante componenti siffatto genere ve ne ha una , cioè la Lontana irivolucrata , che ha le figlie ternate , e che porta delle bacche rosse , di sapore addetto, dolce, piacevole, in guisa che gli abitanti dell’America Meridionale , ov‘essa alligna, le mangiano e se ne servono per preparare delle bevande rinfrescanti. Due altre specie sonovi pure originali delle Indie occidentali, che esalano certo odore aromatico fortissimo , e sono adoperate per preparare i bagni aromatici. ( In gr. lanthano io sono nascosto : questa idea può specialmente convenire alla lantana involucrata.) (Van) (N) 9 — * (Bot.) Specie di pianta del genere viburno. Frutice con foglie inegualmente cordaio-bislunghe, serrate, rugose e cotonose di sotto , e le cime de' fiori forniti di brattee. Lat. viburnum lantana. (jS) Lantano. * (Geog.) Lan-tà-no. Piccola isola dell' Adriatico sulla costa della Dalmazia, rimpetlo a Zara. (G) Lantao.* (Geog.) Lan-tà-o. Isola della China, nella Baja di Canton.lfi) Laktar.* (Geog.) Isola del golfo di Bengala, (fi) Lante. * N. pr. m. accoro, di Ugolante. Variai, di Ugo. V. (B) Lanterna , Lan-tér-na. [A/.'] Strumento che è in parte di materia trasparente , nel qual si porta il lume per difenderlo dal vento. [Il latta jo o stagnojo fabbrica le lanterne da tasca con anima , boccinolo, cupola, e vetro. Le lanterne prendono vani nomi, secondo il loro uso , la firma o il nome dell inventore. Quelle guernite di riverberi fatti d’ uno specchio metallico o di vetro con la foglia e quelle che collocano in cima de’ fari ad uso de' navigatori, diconsi Panali. Le Lanterne cieche , che scuoprono e turano il lume a piacere di chi le tiene-, le Lanterne quadre di più qualità a quattro vetri, coll lampanaio, cupola e cannelli.) Lai. lanterna , cornu. Gr. Tes.Br. a. 3y. Il sole riluce di sopra siccome una candela che fosse in una lanterna che allumini di fuori, e non la può V uomo vedere. Bocc. nov.15.26. Che verso di lui con una lanterna in mano vcnicno. Dant. Inf.28.122. E ’1 capo tronco tenca per le chiome Presol con mano , a guisa di lanterna. Beni. Ori. 2. 8. 36. E con quel lume la strada governa , Qual di notte si fa colla lanterna. 1 —■ Mostrare o Dare altrui lucciole o vesciche per lanterne o slmili = Ingannarlo con mostrargli cose piccole per grandi, o Una cosa per un' altra. V. Lucciola. Lat. imponere, fucum facere. Gr. Qevaxlfyiv, i'Ka.T’M. Fr.Jac. T. 2.12. i5. Questa mi par gran pazzia , Dar vesciche per lanterne. Cirif. Calv. 1. 35. E mostra per lanterna men che lucciola. Beni. Ori. 1. 5 . i3. Con essi va a trovar l’Impera- dore, E per lanterne lucciole gli mostra. * — (Olt.) Lanterna magica: Strumento col quale per via di reflazione s ingrandiscono e si fanno apparire in distanza figure come dipinte. Lai. lanterna mcgalographica. 3 1 — (Archi.) [ Fabbrica deila parte superiore delle cupole , fatta per ornamento e per dar lume: delta così dalla similitudine d’una sorta di lanterna da far lume. La copertura della quale , che è fatta a piramide o a cartoccio , dicesi la pergamena della cupola , per la somiglianza che ha con la pergamena, strumento delie donne, usalo per formare il lino su le loro rocche da filare ; ed il finimento di essa cupola, che posa su 1 estremo della pergamena, suol essere una palla colla croce.) Belline, son. 155. Se buono è della cupola il disturne , Portando la lanterna senza lume. Borgh. Rip. 86. Dopo il recinto del cornicione che va intorniando la lanterna , ec. 4 — (Marin.) Il fanale delle torri di marina. [Detto anche Faro.] Lat. pliarus. Gr. fyàpos, 2 — Quella in cui si tiene il lume sopra i vascelli ; più propriamente Fanale. (A) 3 — A cartocci : Vaso di legno fallo a posta per contener un cartoccio, per poterlo trasportare ben difeso da ogni pericolo di fuoco (S) 4 *“ A nietraglia. /j una scatola cilindrica di latta, del calibio de’ pezzi cui dee servire. Questa , ripiena di melraglia e di palla da fucile , sì chiude con un coperchio che si stagna (dì intorno. Si mette questa lanterna sopra la palla del cannone quando non si tira a gran distanza, e si fa gran danno al nemico. (S) 5 — ni gabbie E una parte degli alberi di gabbia, tagliala in LANTIONE ottagono , e più grossa ad alcuni piedi sotto la loro testata , per servire alt’ indentatura delle crocette de’ pappafichi. (S) 5 — (Milit.) Canestro fitto a cono, nel quale pongonsi le palline e le pietre che formano la carica del petriere. (Gr) 6 — * (Arche.) Festa delle lanterne o delle lampade. V. Lampada, §.(,\ Così dicesi anche Una festa chinese che si celebra nel i5 della prima luna, perchè per tutto /’ impero vengono accese lanterne dipinte ed ornate in bella guisa. (Mit) 7 "— * (Ar. Mcs.) Specie di rocchetto che si adopera principalmente negl’ ingranaggi delle grandi macchine. Queste lanterne sono due piastre rotonde di ferro , e forale di tanti fori quanti denti ha il roc chelto. Questi denti altro non sono che cavicchie impostate ai due capi e ribadite con le due piastre. Si fanno pure di tali lanterne di legno, cerchiate soltanto di ferro..Q). X.) 3 — A periferia variabile. * È una parte di varie macchine ingegnosamente adattata dagl’ Inglesi ai torni e ad altre macchine in cui vogliasi cangiare il rapporto fra la potenza c la resistenza , secondo t uopo , e quasi istantaneamente. (D. T.) 3 — mezza dentata. * Quella parte di macchina , che con un ingranaggio produce un moto alternativo circolare ; essa non è guernila di denti che per la metà della sua circonferenza. (D. X.) 4 — * Nome che si dà a due piccoli coni tronchi voli,formati di due piccoli dischi di legno , con un certo numero di piccoli fusi al- f intorno ; queste due lanterne sono collocate sopra due regoli di legno che possono scorrere V una contro l'altra, secondo la lunghezza della matassa che dipanano con facilità sul roc hello deRordilojo.lfi.T.) 5 —- * Così chiama il fabbricatore di veli uno strumento che gli serve per levare le sete dall orditoio , per trasportarle sui subbi del tessitore. (D. X.) fi —* Castello che serve a contenere il mulinello da ordire e tutte le parti di esse nell'ordilojo rotondo che giri sopra se stesso. (D.X.) Lanternaccia , Lan-ter-nàc-cia. Sf. pegg. di Lanterna. Forlig.Ricciard. 5. 5y. Accesa porta fd MenuJ una sua lanternaccia, Onde di luce quella fossa è piena. (B) Lanternaja.*(Zoo 1.) Lan-tcr-nà-ja.iSy) Genere d’insetti emitleri,che hanno la testa allungata alla fronte, e ripiena il una materia fosforica , che di notte risplende. Le antenne sono situate sotto gli occhi ; il sorbitolo è curvo , i piedi sono passeggiami. La lanternaja europea ha la fronte conica, il corpo verde, le piante de' piedi rossicci.Qf au) Lanternaio, (Ar. Mes.) Lan-ter-nà-jo. [Add. e sm.) Colui che fabbrica e vende le lanterne .— , Lanternaio, sin. Lat. lanternarius faber. Gr. \vx,voiro/is.» Alleg. 23g. Tutti i lanternai per ogni via Mostrano alle persone. (Pr) Lanternaria. * (Bot.) Lan-ter-nà-ri-a. Sf. Specie di pianta del genere Arane, che ha le. foglie astate venate di Umico e le orecchiette slargate, la sputa oltrepassalo spaclice clavifirme. Così detto per la rassomiglianza della spato colle lanterne.Lat .arum italiani!, et maculatam.(N) Lanterne.* (Geog.) Lan-tèr-ne. Riviera della Francia nel dipartimento dell" Alla Saona. (G) Lanternetta , Lan-ter-nét-ta. [Sf.) dim. di Lanterna. [ Detto anche Lanternino.— , Lanternina, Lanternuccia, r«n.] Lat. lanternnla. Gr. piKpós : xves. Bocc. nov. 22 . 11 . Preso dunque un piccolissimo lume in una lanternetta , se n' andò in una lunghissima casa. Lanternina , * Lan-ter-nl-iia. Sf. dim. di Lanterna. Lo stesso che Lanternetta. V- (Van) Lanternino , Lan-ter-nì-no. [Sm. dim. di Lanterna.) Lanternetta. Lat. latermda. Gr. pixfòs tpaeós. Burch. 1. i3. Ma i moscioni, che fì- glian tra’ mezzuli , Fccion sì gran cacacciola alle lucciole , Che per fuggir fer lanternin de’culi. Ambr. Cof. 1 . 3. Quando ognun dorme, potrà egli andarsene Da sé stesso turato , con un moccolo In un lan- terniu chiuso. Buon. Pier. 3. 1 . g. Finché dato io fuoco All'esca, e il lanternino amico acceso , ec. E appresso : Xi chieggio, e tu inel porgi, il lanternino. a — (Archi.) Dim. di Lanterna nel significato del §. 3. Bald. Dee. Con sua assistenzae modello condusse il lanternino dalla medesima cupola. (O) LANTERNisTi.*(Lett.)Lan-ter-nì-sti.IVomei/eg/i accademici diTolosa.QIau) Lanternone , Lan-ter-nó-ne. [A’m.] accr. di Lanterna. Lanterna grande. [Strumento per lo più di ferro o di legno, con vetri o altra materia trasparente , per uso di far la notte trasparire il lume nei gran cortili, negli androni e antiporti delle case o palazzi. E Lanternoni diconsi quei lumi che , nascosi in figli dipinti, si mettano alle finestre , o in altre parti esteriori degli edifizii, in occasione di pubblici fuochi e luminarie d’ allegrezza.) Lai. lanterna major. Gr. p-tyats Q<*.itos. Mail. Franz. Rim. buri. 2 . 1 fi- Quasi tutta notte Si va al lume di luna o lanternone. Ricett. Fior. 86. Mettendo le materie accese in un lanternone coperto ili carta. Buon. Pier. 3. 1 . 7 . Clic lanternoni e che gabbion son questi , Di che voi vi siete ora scaricati ? E 4- 1- t. S’ ode romor di fusti e lanternoni , Perché la guardia a- lieggi quivi intorno. a — Fig. Così chiamasi da’ ciechi Colui che gli guida, quando tre o quattro s’ accordano andare insieme. Min. Maini. Paolo Magherini, cieco fiorentino , che , per essere affatto privo di vista, serviva molte volte alli cicchi di lanternone. (A) Lanterndccia , * Lan-ter-nùc-cia, Sf. dim. di Lanterna. Lo stesso che Lanternetta. V. (Van) Lanterndcola , * Lan-tcr-nù-co-la. Sf.dim. e disprez. 0S ' (V- hinzc/unceh.) LAOETA Varch. Stoi\ ìib. 2. Quanto piu s avvicinavano i lan/i , che così poi- maggior brevità gli chiameremo da qui avanti, e non lanzidieuecclii. ( Cosi re' mss.J Lànzichinecca. (St. Mod.) Lan-zi-ehi-m:c-ca.[/4rW. e sm. V. Tid. V. e di’ Lanzo.] buon. Pier. 3. 2. 1 7. Ci mancava che far ; rompersi’l capo Or co’lanzichimcche , come questi Che ec. Non si San tor di qui. Lakzighihetto.* (St. Mod.) Lan-zi-ghi-nct-to. Add. e sm. V. Tcd. r. e di' Lanzo. Husin. Lett. p. i5i}. Onde venendo poi i lanzighinelti freschi , ed incontrando gl’ Italiani stracchi, vinsero. (Pe) Salvin. Annot. T. B. 3. si. Erano questi perciò chiamati come si vede nelle storie , lanziginnetti. (N) Lakzinecco. * (St. Mod.) Lan-zi-néc-co. Add. e sm. V. Ted. P. e di’ Lanzo. Bemb. Lett. 1. 11. 235. L’esercito degli Spagnuoli e de’Lan- zinccchi nel Bolognese cc. (N) Lanzo. (St. Mod.) lAdd. e */».] Tante dì lancia , Soldato tedesco a piedi ; e più comunemente pigliavasi per Quello che faceva guardia al principe. — , Lanzchenech , Lanzenetto , Lancinccli, Lancincco , Lanzinecco , Lancenecco , Lanzichenecca, Lanz chinecca , Lanzichenecco , Lanzighinetto , sin. Lat. miles praetorianus, custoa corporis miles. Gr. xpaurwpi uvós. (V. lancia e lanzchenech .) Ciritìf. Caiv. 2. 47- Che non può ir come van questi lanzi. AHeg. 118. A voi , con tutto quel che va dinanzi Al nuovo osservandissimo signore , Quasi brachetta all’abito de’lanzi. Ambr. Furt. 1. 1. Seguì il sacco di questa città , dove io, come tutti gli altri, con perdita d’ogni mio mobile fui prigione , c capitai alle mani de’ lanzi. Malm. 1. 52. E questa c la cagion che là tra’ lanzi Da soldato n’andò in Oga Magoga. »Buon. Tane.3.11. Un trucco, un lanzo, un bino, un giovannizzcro. Salvili. Annoi, ivi. Lanzo , Lanlz chnet o cosa simile vale fante di lancia. Erano questi perciò chiamati, come si vede nelle storie, lan- zighinetti. (N) 2 — * Ferrajuolo de’ Lanzi. Dicesi proverò, per la Labarda la quale portavano i Lanzi e non usavano ferminolo. Sacc. rim. E su’ nemici vostri Spicchi a distesa il ft-rrajuol de’ lanzi. Sommiti. Già bastonano i Lanzi . . . Col durò ferrajuol fanno parola A’ duo Signor che già son giunti in sala. (A) 3 — * Usalo nel femminile, Lanza. Guar. Idmp.3. 10. A Siena son andata, e bolla messa in campagna con una lanza frategna. (N) /j —*(Bot.) Brache di Lanzo in Toscana chiamano la varietà screziata della rosa a cento foglie. (N) 5 — * (Agr.) Brache di Lanzo in Napoli dicono una varietà di fico rigata di verde e di giallo. — , Brache tedesche, sin. (N) Lanzo. * (Geog.) Valli di Lanzo : sono tre principati formate dalle Alpi a piede del monte Iseran , e le quali hanno un’ uscita comune verso Levante dal lato di Torino. (G) Lanzone, * Lan-zó-ne. N. pr. m. (In celt. lancz o lanz lancia, ed o/t eccellente : Eccellente nella lancia. ) — Capo popolare della repubblica milanese nell’ XI. secolo. (Van) Lao. * (Geog.) Antico fiume delta Lucania. (G) Laobi. * (Geog.) La-ò-bi. Popoli della Scnegambia occidentale. (G) Laoboto , * La-o-bò-to. N. pr. ni. ( Dal gr. laos popolo , e botos alimento : Alimento del popolo.) — Be di Sparta, figlio è successore di Echelrate. (Mit) Laocide , * La-ò-ci-de. N.pr.m. Lat. Laocides. (Dal gr. laos popolo, e cydos gloria : Gloria del popolo.) (B) Laocoonte ,* La-o-co-óii-tc. N.pr.m. Lat. Laocoon. (Dal gr. laos popolo , e coimin sapere , intendere : Intelligente fra il popolo. ) — Uno degli Argonauti. — Figlio, secondo alcuni, di Priamo e di Ecuba ; secondo altri, di Capi e fratello d’ Anchìse, sacerdote d’ Apollo , e di Nettuno , ucciso coi figli da due serpenti. (B) (Mit) Laocoosa , * La-o-co-ó-sa. N. pr. fi (Dal gr. laos popolo, e choos polvere: Surta dalla polvere del popolo .)—Moglie di Afarco, madre d’Ida e di Linceo. (Mit) Laociuzia. * (Politi) La-o-cra-zi-a. A/ì V.G.Influenza del basso popolo nel governo. (Da laos popolo, e cratos potere, comando, governo.) (\ an) Laodamante , * La-o-da-màu-te. N. pr. m. Lai. Laodamas. ( Dal gr. laos popolo, e damao io domo : Domatore del popolo.) — Figlio di Eleo eie re di Tebe. — Figlio di Alcinoo re de’ Feaci. (B) (Mit) Laodamantia. * (Geog.) Lao-da-màn-ti-a. Isola situala sulla costa della Libia. (G) I.aodamanto, * La-o-da-màn-to. N. pr. m. (V. Laodamante.") — Figlio di Ettore e di Andromaca. (Mit) Laodamia , * La-o-dà-mi-a , Laudomia. N. pr.fi Lat. Laodamia. (Dal gr. laos popolo, e damao io domo: Domatrice del popolo .)—Figha di Bellcrofonle , amata da Giove , e madre di Sarpedoute. — Ligi tu di Acaslo e moglie di Prolesilao. — Principessa d’Epiro uccisa dal popolo. (B) (Mit) Laodaea. * (Geog.) La-o-dà-ra. Isola della Dalmazia. (G) Laodice , * La-o-dì-ce. Npv. f Lat. Laodices. (Dal gr. laos popolo, c dice giustizia: Giustizia del popolo .)—Figli i Priamo e di Ecuba, moglie di 1 elfo , e poi di Licaone. -— Figliuola di Agapcftore , regina di Cappadocia , moglie di Aliavate. —■ Sorella e moglie di Mitridate. •—Sorella c moglie di Antioco, re di Siria, madre di Se leu c o. (B ) ( M11 ) Laodicea. * (Geog.) Lu-o-di-cc-a. Antica citta dell Asia nella Caria — della Media. — della Mesopotunua. — del Peloponneso. — delta Siria cc. (G) Làodicena. * (Geog.) La-o-di cè-na. Sf Antica prov. delia Siria. (Van) Làodiceno , * La-o-di-cc-uo, Luodicensc. Add. pr. m. Di Laodicea. (B) Laodoco,* La-ò-do-co. N. pr. m. (Dal gr. laos popolo, e docos asta. Asta del popolo.)— Figlio di Antenore. — Figlio di bitinte , e fratello (li Talao . (Mit) Laodotea, * La-o-do-tò-a. N. pr.f Lat :^ Laodothea. (Dal gr. laos popolo, c dote data : Data dal popolo; ovvero Data al popolo.) (B) Laoeta. * (Mit.) La-oota. Soprannome di Giove e di Nettuno in O- limpia , e vale plebeo. (Da laos popolo. ) (Mit) sB LAOFONTE Laofonte , * La-ofón-te. N. pr. f. ( Dal gr. laos popolo , c pkonevtes uccisore : Uccisore del popolo. ) — Moglie di Teslio e madre di Leda. (Mit) LaoGono , * La-ò-go-no. N. pr. m. (Dal gr. laos popolo, e gonevs padre: Padre del popolo.) — Figlio di Piante ,fratello di Bardano, ed ucciso da Achille. — Figlio di Onetore , gran sacerdote di Giove Ideo , ucciso da Menotie. (Mit) LaogorA ,* Laò-go-ra. N.pr.J. (Dal gr. laos popolo , ed agora aringa , discorso : Oratricc del popolo.) — Figlia di Ciniro. (Mit) Laogoro , * La ò-go-ro. N. pr. m. (V. Laogora.) — Re de’Driopi, ucciso da Ercole. (Mit) Laoi.* (Arche.) La-ò-i. Add. e sm. V.G. I.al. laoi. (Da Iris, laos sasso.) Nome dato agli uomini nati da’ sassi gettati da Deucalione. (Mit) LÀ oltre. Aro. di luogo. Là intorno.Lat.iMuc , illic. Gr. ente, xvtoSi. Dani. Inf. 11. Il5. E ’l balzo via là oltre si dismonta. Petr. son. 4L- E corcherassi il sol là oltre orni’ esce D’un medesimo fonte Eufrate e Tigre. Pataffi 1. Là oltre elle si son raffazzonate. Laomaca , * La-ò-ma-ca. N. pr. fi (Dal gr. laos popolo , e madie pugna , combattimento : Combattente per lo popolo.) — Una delle Amazzoni. (Mit) Laomedea , ' La-o-me-dc-a, Laomeda. N. pr. fi Lai. Laomedea. ( Dal cclt. leoh abitazione, e med o mod mare : Abitante nel mare. In gr. laos popolo e meda io ho cura: Avente cura del popolo .)—Ninfa figlia di Nereo e di Dori. (Mit) Laomedea.* (Zool.) Sf. FG. Lui. laomedea. (V. l’etimologia di Lenoni idea , il. pr.) Genere di polipi dell ordine delle serialarie, e della divisione de' polipi flessibili , che hanno per carattere il polipolio fillòdio o a forma di arboscello ramoso, e cellette stipitate, o provvedale d’ un piccolo sostegno sparso sopra il fusto. Il suo nome proviene dat- t’ essere stato questo genere dedicalo alla ninfa Laomedea. (Aq) LaomedokeAde , * La-o-me-do-nè-a-de. N. pr■ in. Lui. Laomedonciades. (Nome patronimico di Laomedonte .) (B) Laomedonte, * La-ome-dón-te. jY. pr. m. Lat. Laomedon. (Dal gr .laos popolo , e medori re: Re del popolo.) — Re di Trvja , figlio d’Ilo, e padre di Priamo , di Esimie ec. (B) (Mit) Laomedonziade , * La o-mc-don-zi-a-de. Add. pr. m. Nome patronimiao eh Priamo ,figliuolo di Laomedonte. Talvolta i poeti danno a’Tio- Jtnti eziandio il nome di Laomedonziadi. (Mit) Laomedonzio , La-o-me-dón-zi-o- Add pr. m . Soprannome di Enea discendente di Laomedonte. (Mit) Laomimo, * La-o mi-ino. N.pr. m. Lai. Laomim. ( Dall’ebr. leoni gente, popolo, pi. leummim genti.) (B). Limi. * (Geog.) Lai. Laodunum, Lodunum. Città di Francia, capitale del Dipartimento dell' Aisne. (G) LÀ tsiiDE. Avt>. di luogo , e vale lo stesso che Di dove.—, Lande, s 6* E tra gli altri, che a ciò andavano, si parti un giovane ec. della citta di Laiazzo, laonde egli era, e dove egli abitava. Petr. canz. 20.1. Scese dal cielo in sulla fresca riva , Là ond’ io passava , sol per mio destino. 2 — * Si trova (incoia adoperato per esprimere Stanza. Amm. Ani. Giunta 7 3. Là onde vivono le leggi , là può vivere lo popolo.(Cin) 3 — * In vece del relativo di sesto caso, latraci. Tiri. g6. E forse d‘ animo temperato, che li desiderii della carne, là onde tanto è assalito , costrigncssc. (Cin) j —* Ripetuto, sottintesovi il Là nel secondo luogo. Remb.son. 53. Lasso non so : ma poi che 1 face amore Là ond’ i’ ho già l’alma accesa , cnde ferita , Ponga pietà , t quanto ha ’i ciel posto onore. (Cin) Laokce , La ón-de. Avv, che vale Per la qual cosa. Lat. quamohrem, quapropter , quare. Gr. bar. rxvra., Siò §b. Rocc. nov. fatti. Laonde egli scampa dalle forche. E num. i6 Laonde le femmine , piu pau- rcse divenute , levatesi , e fattesi a certe tìnestre. , cominciarono a gridare. Eir. As. ng. Laonde la vera Venere, accorgendosi che le celesti cerimonie erano fuor di modo trasferite al culto d’una fanciulla mortale, grandemente s’accese nell'animo suo. o — *ln questo sigia fu detto anche Là donde. Bocc. Tes. 2. 6 g. Là donde in fuga trista ed angosciosa , Come genti che nulla più po- teano , Si volser tutti ec. (Cin) 3 — * Lii luogo di Per lo che in sentimento relativo. Inlrod. Tiri. Veggio che hai male di paura, laonde sei fortemente sbigottito. E n. Hai perduti certi beni che la ventura ti avea dati, laonde ti sono abbondate molte tribolazioni. (Pr) /, _» J n luogo di Perdi clic, Per mezzo di che. Inlrod. Firt.3i. II sovrano bene c un raunamento perfetto di tutti, laonde si compiono all’uomo tutt’i suoi desiderii. E i5. Cbi vuol dunque esser verace figliuolo di Dio porti in pace le pene e le tribulazioni del mondo , i quali sono i suoi gastigamenti , e laonde coloro che riceve per fidinoli sono caligati (Nota: i quali accompagnato a tributazioni.') (Pr) 5 _ . /,riun'o di Onde relativo. Imrod. Fin. 5S. Tutti i martori maschi e femmine laonde si fa menzione nella chiesa di Dio, e molti altri senza numero laonde non è fatta menzione. (V) (PO Laonese. * (Geog.) La-o-né-se. Sin. Antico paese di Trancia , nella Piccardia , oggi parte del dipartimento di cui Laon e la capitale. (G) Laosome , * La-o-nAme. N. pr. fi (Dal gr. laos popolo , e nomevs legislatore : Legislatore del popolo.) — Avola di Ercole. (Mit) Laosomehe , * La-o-no-mé-ne. N- pr. f (Dal gr. -aos popolo e nome- ma giusta legge : Giusta legge del popolo.) — Figlia di . esito, una delle mogli di Ercole. (Mit) _ Laor. * (Geog.) La òr. Isola del mar della China. (G) Laos;* (Geog.) Fiume che divideva l’Agro Lucano dal hruzia , e Ju detto anche Laino. — Gran tratto di paese dell' Asta nell impero di Antiarti. (G) (N^ _ . .. - Ivo., inatte. * (Etcì ) La-o-si-nat-te. Add. e sm. Ministro delta Chiesa greca , il cui officio era di convocare il popolo per le adunatile come LAI» E faceva io altresì i diaconi ne'casi di necessità. (Dal gr. laos popolo, e synaclcr collettore , adunatore.) (Ber) Laotoe , * La-ò-to-c. IV. pr. fi ( Dal gr. laos popolo , e thoe condanna: Condannata dal popolo, o Condannatricc del popolo ) — Una delle mogli di Priamo. — Figlia di Ercole e moglie di Polifemo , uno degli Argonauti. (Mit) LÀ ove. Avv. Lo stesso che La dove. L-at. ubi. Gr. 0ter, oirov. Rocc. nov. fa. tg. Là ove Teodoro era ancora tutto pauroso della morte ec , il domandarono intorno a questa cosa del suo volere. Amm. Anl.g. ■}3. La vittoria là ove è, ivi è la concordia. » Bemh.Stanz.io. Però vorrei , eh’ andaste a quelle fere , Solo ver me , là or’ elle fan sog- ' giorno , E le traeste a le mie dolci schiere. (Gin) 2 — In luogo di Quando , Allora quando , Subito che, Ogni volta che. Gr. S. Gir. 3i. Là ove lo dritto uomo pecca , tutta la sua dirittura è dimenticata dinanzi da Dio ; e là ove lo peccatore si converte, e fa dirittura , tutti li suoi peccati gli sono perdonati. E fi. Che farà questo peccatore là ove lo diritto uomo è appena salvo ? E ivi. Là ove lo dritto uomo pecca tutta la sua dirittura è dimenticata dinanzi da Dio ; e là ove lo peccatore si'converte c fa dirittura, tutti li suoi peccati sono dimenticati dinanzi da Dio. Gr. S. Gir. 3g. Là ov’ enc verginità di cuore c di corpo, qui permane Tddio. Fit. A'. Gio.Batt. 205. Là ove io ho detto fquanto ho detto ciò che io ho a’elloJ che Piero c Andrea fossono de’ Discepoli suoi, non 1’ ho detto perdi’ io sappia per fermo, ma pensomi cc. (V) 3 — [In vece di Là ove si scrisse ancora Là ve.] Dani. Inf. 32. 1 zg. Cosi ’l sovran li denti all’altro pose , Là ’ve ’l correi s’aggiunge colla nuca. Petr. son■ iS5. Mi riconduce disarmato al campo, Là ’ve sempre son vinto. 4 — * Strano costrutto. Fit. S. Zanob. 3t2. Veggendo Santo Zanohi tostato , là ove era provenuto, si multipricò duo santi insantità.(V) 5 — * Trovasi anche scritto Laove, e da’ poeti ristretto in Lave. Bemb. Pros. 3. 183. Le quali due particelle ( tu dove e là ondeJ sono state alle volte da’ Poeti ristrette a esser solamente di due sillabe, che lave invece di laove , e lande invece di laonde dissero ; comecché questa non si disse giammai, se non insieme con la prima persona , così land* io. (Cin) Lata. (Mus.) Sf. Nome turco di tubi di rame, lunghi circa otto a nove piedi, che finiscono come le nostre trombe, e servono alla musica. (L) Lapa .* F. composta di Apa, aggiuntavi la L per isconcio ortografico. Bui. Purg. 1.8. 1. Come naturalmente è nella lapa lo studio di faro lo mele. ( F. la noi. 38g. Guitl. Leu. ) (V) Lapa. * N. pr. fi di Lapo. Farinz. di Jacopa. F. (B) LapagerIa. * (Bot.) La-pa-gè-ri-a. Sf.Genere di piante della essandria monoginia, famiglia delle sarmeniacee che porta la cornila di sei petali , gl’ interni più larghi, lo stimma a clava , ed una bacca supera ad una celienti con molti semi in tre serie. Frutice del Chili con faglie bislunghe coriacee e fiori rossi peduncolati solUarii. Lai. la- pageria. (N) LAFARA.'(Geog.)Là-pa-ra. Antico cantone dell'Asia nella Cappadncia.fis’) Laparocele.* (Chir.) La-pa-ro cè-lc. Sm. F. G. Lat. laparocele. ( Da laparon fianchi , ovvero ossi che stanno a lato dell’ osso sacro , cioè • l’ilio , l’osso del pube c l’ischio, e cele tumore.) Nome che si diede all'ernia lombare, nella quale le parli, dopo di avere penetralo fra te fibre del.muscolo quadrato de' lombi, e fra un distendimento dell'aponeurosi del muscolo traverso , compnjono fuori della massa carnea del sacro-spinale. (Aq) (Vali) Lavato. ' * (Bot.) La-pà-to. Sin. Lo stesso eòe Lapazio. F. (O) Lapato. * (Geog.) Antica fortezza della Grecia tra i'Epiro e la Tessaglia. — Antica città dell’ isola di Cipro. (G) Lapazio. (Bot) La-pà-zi-o. [Sin. F. G. Genere ili piante deli'esandrin triginia , famiglia delle potigonee, distinte del ca lce di sei sepali col seme triangolare coverto dai sepali intelai spesso fonati di un granello che ne occupa la stipcificie esterna , e dallo stimma pennelli- forme. La specie piti comune detta anche il api’ Italtant ] Romice, (è una pianta che ha la radice lunga, grossa , fibrosa , bruna al di fuori, gialla in ternamente ; lo stelo alquanto rossa, scanalalo, ramoso nella sommità ; le faglie picchiale , bislunghe , ovaio-lanceolate', le seminali sagginate; ìfiori ermafroditi, alquanto verdi, in ispiga ramosa; le valvule intere , gran fere. Fiorisce nel Giugno e nel Luglio , ed è indigena dell'Italia, ove è comune negli orti, lungo le strade, nei campi, ec. Se ne adoprano in medicina le foglie e le ratina che aumentano il corso delle orine, giovano alle malattie cutanee ed atta dissenteria. — , Lapato , sin. Lai. lapatlium , rumo* patientiae Lio. Gr. xdinzSov.J ( Da tapuzo io ammollisco, evacuo.) Cr. 6. 66. 1. Il lapazio ovvero la romice è calda e secca nel terzo grado , o nel secondo , secondo Avicenna, cd enne di tre maniere. Lapazza. (Marin.) La-pàs-za. Sf. F. Lapazze. (S) Lapazzane. (Marin.) La-paz zà-re. All. Lapazzarc un albero , un pennone , è Applicare e Legare una lapazza ad un albero , o ad una antenna o pennone , per rinforzarli. (S) Lapazze. (Marin.) La-pàz-zc. Sfi pi- dette anche Lampazze, Alapazze. Pezzi di legno tondi ad una parte , e coricavi dall' altra , che si a- dattann alla superficie di un albero , antenna o pennone con chiodi e trinche, o zinalure,per rinforzarli quando sono indeboliti. (Lapazze da lampazze : c questo dal cclt. Iteri legno, e pes o pez pezzo : Pezzo di legno.) (S) 2 — DI tracci a mento. Pezzo di legno lungo da sei a nove piedi,della larghezza proporzionata al pennone cui dee servire, per rinforzarti, o per tenerlo lontano dallo sfregamento coti albero. (S) 3 — di trozza degei agiìeri. Sono lunghi pezzi di abete o di rovere , concavi da una parte , e convessi dall' altra. (S) Lafe. * F. c omp. di Ape , « dell'articolo L, aggiuntovi per isconciq ortografico , al mudo stesso che Lapa ; nel pt. fia Lupi ni., e Lupi f. Fior. flit. 8. Volendo trarré degli pertugi i tapi , gli pungono LAPERS1 gii occhi. E appresso : Lascia slare lo mele , c attende a’ lapi. E poscia: Tanto è l’ira sua che se mille lapi lo pungessono ,vorrebbe far vendetta di tutte. Pallad. Mavz * 2g. TJscirebbono le lapi fuori , e lascercbbono la loro casa. (V) Capersi. * (Mit.) La-pèr-si. Soprannome de'Dioscuri Castore c Polluce. ( Dal gr. ias città , e da perso fht. di pertho io distruggo , perchè distruggevano le città , di cui s’impadronivano. Y. Castore .) (Mit) Laperusia. * (Bot.) La-pc-ru-si-a. Sf. Lat . Lapeyrousie. Genere di piante dell’àfrica australe della singenesia frustranea, famiglia delle euputorine , che porta i antodio embrichilo scurioso che eguaglia i .fiorellini, i fiori del disco fertili del raggio abortivi , il ricettacolo papilloso ed i semi . con piccola corona invece di pappo. (N) J-AfiieiDiNARio.* (Arche.) La-pi-ci-di-nà-ri-o. Add. c sm. Così chiamatasi presso i Romani il prefetto delle ojjìcine marmoree.(f r . /npit/rt.)(Mil) £o\dv. Bocc. non. j'ó. <7. Infìno alla porla a San Gallo il vennero lapidando. G. F.6.36. minciarono a lapidare le statue di Pompeo, ma Calo solo gl’impacciava. Lapidaria. (Arche.) La-pi-dà-ri-a. Sf. Scienza delle isrr.zioni scolpite per lo più nelle lapidi. Delta meglio Epigrafia. (A) (N) Lapidario , La-pi-dà-ri-o. Add. m. Appartenente alla lapidaria. Onde Stile lapidario vale Stile delle inscrizioni. (A) 2 :— C In forza di sm.] Gioielliere, [o più propriamente Colui che taglia , lustra e prepara le pietre preziose , che poi lega il gioje.lliere ; in Firenze dicesi anche bassamente Pictrajo , ben diverso perii dallo Scappellino 0 Tagliapietre.) Lat. gemmarius. Gr. AiltoiriiAiis. Bocc.nov. 7 3. f Delle quali ( pietre ) Maso così efficacemente parlava, come se stato fosse iin solenne e gran lapidario. E nutn.y. L’altra si è una . ..-. .. 124- Ma splende invano ,^invali falseggia c mente Natura al dotto lapidario avantc. (N) . 2 .T" . Oggi dteesi di Chi attende alla scienza ed allo stile delle iscrizioni. (M) Lava dato , La-pi-dà-to. Add. iti. da Lapidare. —, dilapidato, Assas- sato , sin. Semi. *5’. Agost. 52. Avvegnaché fossero arrostiti e scorti- cali , e lapidali , e strascinati, c tormentati , e dimemlirati , cc. lapidatore , La-pi-da-ló-rc. [ Veri. m. di Lapidare.] Che lapida 41 □ ldntnro .A, 1 ... 1_^ ~ .. - r . ’ d~ j-umu per u suoi lapidatori. Cavale. Fruii, ling. Santo Stefano prego Iddio per li suoi lapidatori più efficacemente che per sé medesimo. Lapidatrice, * La-pi-da-tri-ce. Ferb. f. di Lapidare. Che lapida .— , Allapidatrice , sin. V. di re'g. (0) Lapidazione , La-pi-da-zìó-ne. |A'/l] Il lapidare. [Supplizio usalo presso gli Ebrei.] Lat. lapidatio. Cr. ?.Oo5c/.iu. Bui. Purg. 15. 2. Confortavano P uno 1’ altro ; dategli bene delle pietre ; alla quale lapidazione fu san Paolo. 0 1 ’ 1 1 2 “ dicesila Bappresenlazione del martirio di santo o te fatto. Vosar. (A) ^ T~ Cerche.) Nome di un giorno festivo che gli Egineti celebravano in memoria di due illustri donzelle cretesi , chiamale Lamia ed Eu- Jesia, che furono uccise a colpi di pietre in una sollevazione dipo- polo. (Vau) . r Lapide, Là-pi-de. [ Sf.] V. t. Lapida. Lat. lapis. Gr. xlSos. Jlorgh. ci p. 5fn. Nel Carmine a mezza la chiesa sotto una lapide di marmo seppellito.,j Cavale. Pisi. S. Gir. 38g. Per Daniello Profeta è detto lapide tagliato , e reciso dal monte. (V) 2 — Pirtv ___ „ ..- -- 0 - oeum. JU (liti-ove . Luce-di'notte questa lapide ,.e dicesi che ha in sé tutte le yirtù del- 1 altre pietre. E appresso : La penitenza passa tutte le yirtudi di tutte le nature d’ erbe , di lapidi , e d’ ogni altra cosa.- i —* (Mit.) Soprannome di Giove , col quale veniva-egli, sovente confuso col dio Termine. (Mit) . Lapide diff. da Pietra c da Lapida. Lapide è in generale Pietra fidotta a qualche regolare forma, e destinata a qualche uso ; Pietra Vocale IV. è voce più generica. Lapide fu detta andie dagli antichi per Pietra preziosa , ma non pare che nello stesso significalo siesi mai . usata la sua quasi omonima voce Lapida. Lapidefatto , La-pi-dc-fàt-to. Add. m. comp. Parificalo , Impietrilo , Disossilo. Fallisti. 3. fi 1 • Berg. (Min) Lapideo , La-pi-dc-o. Add.m. F. L. Di lapide , [ Di sasso.] Lat. lapi- deus. Gr. Xl'StvQs, Bocc. Fit. Dant. 236. In un’ arca lapidea ec. il fe’ riporre. Lapidescente. (St. Nat.) La-pi-de-scén-lc. Add. com. Acque o Fontane lapidescenti diconsi quelle in cui si generano tufi o simili pietre e dove , se si pongono talune cose , se ne ritirano dopo qualche tempo lapide.fatte. (A) (N) Faltisn. Berg. (0) Lapimitcazione. (Min.) La-pi-di-li-ca-sid-nc. Sf Passaggio delle particelle delle materie , non coerenti tra loro , allo stalo di corpo solido e lapidea, che segue per mezzo di un liquido carico di molecole terree disciollc , il quale cristallizzandosi negl inlerstizii dei piccoli colpi incoerenti , come le sabbie, jie forma delle masse solide , dette Arenarie e Pudinghe. (Boss) La di ridico. (St. Nat.)^ La-pi-di-fi-co. Add. m. Che ha la facoltà di generar pietre. ( Dal lat. lapidati faciens che fa pinti a.)' Targ. Prodi-, 0 1 ' 1 : —.eli iM'.o/lAniiniina nn’ rnrDl’. ( ... r ~. ... - piccoli fin in vescica , dopo levata la pietra maggiore. Diz. Sc\ Med. (0 ) Lapidosò , La-pi-dó-so. Add. m. Sassoso. Lat . lapicleus. Gr. hlStvcS', Cant. Cam. i36. Di questa grave c lapidosa terra ISascon nostri diletti e nostri amori. Lapidot ,* La-pi-dòt. JStpr.m. Lai. Lapidoth. (Dall’ebr. lapidoih lam- padi.) (B) Lapillare. (Min.) La-pil-là-rc. [Att.] Ridurre in lapilli, [ è dicesi di quelle materie , le cui particelle separate per virtù del calore , o di alcun liquido , nell’ assodarsi si ragusano in gruppi di figura geo- metrica ed a facce piatte, y. Lapillato e Lapillo.] 2 — * E ii. ass. Figurarsi a maniera di lapillo. MagaL lelL scient. 2. XI sai comune disfatto in acqua in capo a poche ore comincia a dare in fondo, c lapilla in picciolissimi dadi-; i quali dadi, se di nuovo-si torneranno a struggere, in altri*dadi torneranno a lapillare. (A) (N) 3 ■— E n. pass. Delliu. Disc . 12. .Quivi con vera lapidazione, qual dì gemina o di sale , si lapidano, in tanti quasi abbozzi. (Min) Lapillato , -La-pii-là-to. Add. m, da Lapidare. Lai. lapidatns , in la- pdlos coactus. Gr. Seggami, esp. 266. Tali Sturo il zucchero candito, il zucchero in pane , ed il sai gemma lapidato. » Ncr. Ar. yetr. 2. ’òg. Quest’ acqua... si metta in calinelle di terra invetriala, in luogo fresco che in dodici ore o più si vedrà il vetriolo lapillato a torno la catinella in punte che parrà cc. E y.i33. Quest’acqua.... si lasci in luogo freddo.»., che si troverà il vetriolo di rame iapd- lato in punte cristalline , che parrà di'vero smeraldo orientale. (IV) LAPjLLAzrojìE. (Min.) La-piUa-sió-ne. Sfi. Il lapillare. Beliin.Disc. 12. Quivi con vera lapidazione, qual di gomma o di sale, si lapidano in tanti quasi abbozzi. (Min) Lapillo. (Min.) La-pìl-lo. [ Sm. ] Pietruzza ; [ Chiamatisi propriam. Lapilli quelle masse di forma geometrica a facce piane in che la materia di alcun corpo solala per virtù di'calore 0 eli liquido ras sedandosi si dispone, come fa lo zucchero , il sale e simili.'] Lat. bqndus, calculus. Gr. x&tbiov, Xiù-dpiov. Sagg. imi. esp. 22 Nò i metalli, nè i lapilli de sali aUraggorio , come da alcuni c stato scritto: 3? JSer: Art.Fetr. 2. 3g . Si vedrà il vetriolo lapidato a torno la catinella in 1 -,1; . . . ^ —. Specie di lava, o schiuma di lave, sminuzzolata in pietvuzzolc bitorzolute, aridissime , e piene d' irregolari punte e cavità. (B) 3 — 3 J ictra preziosa. [ In questo senso è poco usato. ]. Dant. Pur. 20. 16. Posciachò i cari.e lucidi lapilli, Ond’io \idi ingemmato il sesto lume , Poser silenzio agli angelici squilli, yirg. Encid. A. 5. lira- giovane, con occhi-bellissimi, e piacevoli a modo di uno lapido prezioso in uno anello. ' 4 —* Dteesi anche alle pietruzze rotondate dalla jluitazione , come il sabbione. (A) Lapis. (Min.) Sm. Pietra naturale molto dura , della quale si vaglio^- no i pittori per fare i disegni sui fogli, lasciandovi il suo colore , che è l’osso. Questa macinata, benché con grande stento per la sua* durezza, fa un rosso bellissimo simile alla lacca , che serve per co lorde a fesco, e molto tempo dui a. V adoperano ancora gli spadai per metter V oro a brunito . Chiamasi uriche Matita , Amalita e Ci- r usar, menti e tgu lui ^ — - , id era finito gran parte in.diversc fogge,'e disegnali queUi ignudi, altri ’ di chiaro c scuro, altri di carbone e lapis, altri-ec. (A.) liicelt. Fior. 8g. Il lapis giudaico, ed il lapis ematite ec.-si polverizzano, e si -disfanno 1 fregandoli con alcuno umore in su una pietra da arrotare fine, (d) 2 — piombilo. Specie (I amatila fatta artificiosamente , che tigne di color di piombo , e serve per disegnare, yoc . /)/?. (A) 3 — AiuiKNo, [ che scrivasi meglio ut una parola] Lapisarmeno : Sps- ■ ’ • •• » » —•-»— Tv.» _ 1. ...... / Lapislazcli. (Mm.) La—pis-la—zu—li. [ A niLo stesso che Lapislazzoli. y~. ■ y,ol", Mes. Le medicine che per loro natura evacuano la coUora ne- , sono T epitimo , Y esula , il lapislaztili , il lapisarmeno , ec. cazzalo, (Min.) La-pis-làx-za-lo. [ Sm. jfi.At V. e di’ ]. LapLluz— ra Lapulazzalo 3o LAPISLAZZARI zoli. Sagg. fiat. esp. 228. Del resto nè i lapislazzali, nè le turchine, nè i diaspri , nè le agate ec. attraggono. Lapislazzari. (Min.) La-pis-làz-za-ri. \ J Sm.P'+AJ r . e di' ] Lapislazzoli. M. Aldobr . P. JS . 4ò. Cinque dramme di mirabolani indi , ovvero di lapislazzari. Lapislazzoli. (Min,) La-pis-laz-zo-li. [♦S' m.~\ Pietra preziosa di colore azzurro , sparsa per io più di vene di color d'oro , {cioè di solfuro giallo dì ferro , facile a rompersi , di natura silicea , prende un bel pulimento , si taglia in lastre per diverse opere , e polverizzata^ sommiti istra alla pittura il colore detto Oltremare. 1 mìneralogi la chiamano Lazzulite. Il più perfetto è quello che ha colore azzurro profóndo schietto , msema mesccrlat>za di macchie , vene , marcassita ec., e serve ad ogni lavoro di quadro e di commessi}. Provasi arche scrìi- to Lapis tozzoli , e Lapis lazzalo.—, Lapislazuli , Lapislazzalo , La- tn?lazzari , Cerulea, sin,-] Lai. lapislazulus, cyaneus. Gr.xvdttos. ( Dal lat. lapis pietra , e dall’ ar. lazurdon che indica appunto il lapislazzoli. ) Riceil. Fior. f5. Il lapislazzoli ec- è una pietra di colore azzurro , la quale si trova nelle miniere del rame , dell’ argento e dell’ oro. ■Laute , * La-pi-tc. IV. pr. m. ( Dal celt. la mano, e ’pwfth prezzo , valore : Valente di mano. In gr. vài molto persuasivo , da la partic. accresc. , e pithes persuasivo.) — Figliuolo d'apollo e di Stilla, fratello di Centauro. (Mit) J Lapiti.* (Geog.) La-pi-ti. Antichi popoli della Fessaglia, celebri nella mitologia per Je loro guerre con i Centauri■ (Mit) Lapo. * IV. pr. m. Fariaz. di Jacopo. V. (B) Lapos.* (Geog.) Fiume della Transi'vania. (G) Lappa.* (Zool.) Sf. Insetto che va ronzando di sera ùilorno al bugno o sia cassetta delle pecchie , per vedere di poter involare alcun poco di mele. ( Da alle/ pare portar via segretamente. In gr. lapo o lapto io bevo lambendo , in frane, laper , in ingl. lo lap , in brett. lappa lambire, ficcare.) (Van) a —* (Mus.) ISome turco di certi tubi di rame, lunghi circa otto o nove piedi , che Jìmscono come le nostre trombe , e servono per la musica. (Van) Lappa. * (Ciog.) Antica città dell'isola di Creta. (G) Lappa rardarà. * (Bot.) Sf. Lo stesso che Bardana. Lat. lappa. Gr. J-wSigi'. F . Riccit. Fior. 260. Unguento populeo di Nicoiao. If. Occhi d’ albero. . . . lappa bardana ec. (pr) Lappaceo. (Boi.) Lap-pà-ce-o. Add. m. Che è della natura e qualità della lappola. (A) Lappare Làp-pa-re. Sf. pi. F- e di’ Palpebre. (Dal frane Ics paupieres le palpebre ) (Vali) Lappe lappe. F. Pare tappe lappe. Lappia, * Làp-pi-a. Sf- y. contadinesca. Ape , Pecchia. Salvia. Annoi. 1. li. Lauio e lappie, i contadini cosi chiamano 1’ amo e le api, stimando parte della voce quello che è articolo , e soprappouendovi un altro articolo. (A) Lappio.* (Bot.) Làp-pi-o. Sm, Specie di pianta del genere ranuncolo che nasce ne’ luoghi umidi e la radice della quale si forma da un bullo che porta al di sotto de’ tuberi fusiformi. Lat. ranunculus bul- bosus. (N) LAPro. * IV. pr. m. Fariaz. di Jacopo. F. (B) Lappola. (Bot.) Lappo la. [ Sf. Genere di piante della pentandria diginia, fami gradelle o mbrellifere, quasi prive a' involucro, cogl’ mvolucretti interi, i fiori quasi raggianti, ed il flutto bislungo colle coste con aculei uncinuti., —,.f.appolaccia,.«>;. Lat. caucalis.} lappa, lappula. Gr. Cr. 2. gó. 3. E da sapere che quella ( terra ) e utile a seminarvi grano , la quale naturalmente e per se medesima produce ec. le prugne selvatiche, le lappole , il farfaro, la cicuta , ec. E 6. 70. 1. La lappola è un’ erba che nella sua sommitade ha certi capitelli ,. h quali molto s’ appiccano alle votine n',!. Petr. sor. s33. E del mio campo mieta Lappole e stecchi colla falce adunca. Amei. s5 M a le mie poche nell’alto contine Vivaci poste, e d’ assalto sicure, Non curanti di lappole o di spine. Calai, 79. Anzi pajono quasi ortica o lappole fra f erite dolci e domestiche degli orti. Pua h. .1. 12. Lappole e speida, e semola di farro. » — * Lo stesso che Tordilio c Bardana. F. (N) 2 — [/%.] Cosa da nulla, di niiui pregio, di ninna stima, da non farne conto. L.al. rcs nauci. Gr. cóbu-òs rcfcty/xx. ( Dal ted. lappulie bagattella che vidi da la/ pen straccio. Nella stessa lingua lapperey chicchi , fandonie.) Cion. Mi reti. 263. Fa d’avere la parte tua infiiio delle lappole. Malm. 2. ~f. E quasi un rischio tal fosse una lappola, Volesti andarvi , è desti nella trappola. Car. lett. 2. 41 • Ma non parendo loro eh’ io mi dovessi impacciar con le lappole , risolverono che gli faceti rispondere a terze persone. 3 _ p er melaf. si dice a Persona che si freghi altrui d’ attorno volentieri. Pala fi 4- E’non ha buschia, ed è una gran lappola.» Cnr.f.eii. ined. 1. sò3. Fate in ogni modo che disbrighino da questa lappola.(N) ^ —i * Ditesi nuche degli uomini troppo stretti nello spendere , e che volentieri f attaccano al mantello d’altri per iscroccare un pasto. Serd. Prov. (A) 5 — Prt-veib. Lappola di piano , che s’appicca agli stivali grossi : si dice del Cavar qualche cosa da pel sona , orni è quasi impossibile il paterne cavare. Lappolacoa. - (Bot.) Lap-p jllàc-cia. Sf. Lo stesso che Bardana. FA N) Lappcletta , • ’Lap-po4ét-ta. Sf. dim . di Lappola. Cur. Apoi. ,85. Pochi grafK-Ui , e questi marci , tignati, e busi tutti, accompagnati con fusceiletti , lappoh tte , e cotali altri tristiziuole. (B) a — * (Bot.) Genere di piante della triandria diginia , famiglia delle graminacee , il cui racemo Composto porta la valva calicma inferiore piccola e membranosa la superiore coi iacea ed uncinata , ed, fi scine bicorne coverto dalle valve concilioc_ Lat, lappavo, (N) Lappoljsa. * (Bet) i-ap-po-INna. Sf. Specie di piante del genere lap- LARDATO pola , le quali nascono pe' campi e lungo le strade. Lat. caucalis ar- vensis , caucalis nodosa. (N) 2 — * (Bot.) Genere di piante della pentandria monoginia , famiglia delle asperifoglie, che hanno la corolla a sottocoppa coll’orifìcio chuiso da squame , gli slami rinchiusi nel tubo di essa , e nel fondo del calice quattro noci forate nella base. Lat. myosotis. (N) Lappoloke, Lap-po-ló-ne. [Am.] accr. di Lappola. Lappola grande. Lai. magna .lappa.. Gr. /oi'C.r.v P* ohe io IH. F. 11. 60. Dove présono albar- g° » (. i grilli ) cavoli, lattughe, bietole , lappoloni , e ogni erba da carnali giare , la mattina si trovarono tutte colle costole e nerboimi tutti bianchi. Lappoke,* Lap-pó-ne. Add.pr.m.Dcììa Lapponia, Nativo della Lapponia. (It) Lapponia. * (Geog.) Lap-pò-iu-a. Sf. Lat. Laponia. Gran contrada dell’Europa settentrionale fra ’l mar Glaciale , la Norvegia, la Svezia e la Russia. Dividesi in tre parti: La Svedese.0 Meridionale; la Norvegiana o Settentrionale , e la Russa od Orientale. (G) Lapporico , * Lap-pò-ni-co. Add. pr. m. Della Lapponia e dicesi propriamente dì cose. (Van) La prima cosa. * Avv, Primieramente. Lat. prjmum. Car. Leu. i. 172. La prima cosa , io non mi curerei dell’ esposizione fatta ec. Maga!. Lett. fam. 1. 63. Voi non ci sarete pe’mezzi. La prima cosa vi chiederanno i filosofi e i medici. Tasson. Sec. Rap. 11. 1 5. La prima cosa lasciò f alma a Dio. (N) Lapsa. ‘(Geog.) P/cco/a isola dell'Adriatico appartenente alla Dalmazia.(V,) Lapteggiare , * La-pteg-già re. N. ass. Fare taple lapte. Crederi voce del tutto imitativa del lambire che fa /' acqua il cane. ( Per alt; o il gr. lapto vale precisamente io bevo lambendo alla maniera de’cani.) Segn. P. Mazzi. (O) Laqueari. * (Arche.) La-que-à-ri. Add. e sm. pi.' Cosi chiamavqnsi Quei gladiatori i quali nel combattere si servivano d'un cordone , con che procuravano di fermare i loro avversarli mediante un nodo o laccio scorritoio che essi gittavan loro addosso con molla destrezza. (Dal lat. laqiieus laccio.) (Van) Laqueato, La-que-à-lo. Add.m. F. L. [epoetg Soffittalo. Lai. laquearibus exstructus. Or. cnrueibui/j.iios. Ruoti. Fier. 5. 4 • a. Non pur le mura e i laqueati tetti , Ma li spalti oramai , ma le più basse Ripe ite celie, ov’ anche il sol non luce.»!? Salvia. Annoi, ivi: Laqueati, soffittati o in volta.che le stanze in volta fanno bene per lo cauta e per gli strumenti della musica. (N) Laqdeuive.* (Geog.) La que-dì-ve. Arcipelago delle Laquedive. Gruppo d' isole nel!Oceano indiavo , presso la cvsta dell’ Ridonati , ail' occidente dii Mulvbar. (G) Lar.* (Geog.) Città della Persia , capitale del Laristan. (G) Lara , * I.arcnda. IV. pr. f. LaiI. Lar. (Dal e, 11 . lem- acqua , mare, e sia da onda imboccatura , sia ila ondoa costa : Imboccatura o Co,la del mare, o generalmente dell'acqua.)— JSnjade, figliuola del fu-, me Alinone, amala da Mercurio. (B) (Mit) Laramia . •(G<’Og.)La-iàii-da.a/n//ca città deli'Asia nella Cappa dacia. (G) Laraqlete. * (Geog.) La ra-què te. Piume del Chili , nel paese degli Araucanì. (G) ' Lararif.. * (Arche.) La-rà ri-e. Add. e sf. pi. Feste de' Romani celebrale in onore degli Dti Lari a 21 di Dicembre. (Mit) Larario. * (Arche.) La rà-ri-o. Sm. F. L. Specie d'oratorio o di cappella domestica, la quale presso . i Romani era destinala al culto degli Dei Lari. (Mit) “ Larassa. * (Geo;».) La-ràs-sa. Antica città delf Asia nella Media. (G) Larasse. * (Geog.) La-ràs-sè. Città dell’ impero di Marocco nella provincia di Fez. (fi) Larcagogo , * Lar-ca-gò-go. Add. m. F- G. Che porta carbone. Salvia. Cas. g3. Euripide disse m 11’ Aqtolico satirico gli asini i larca- goghi 0 porta carbone. (N) I-arda. * (Geog.) Riviera d’Italia , nel Ducato di Parma, fi) Larbaccio , Lar dàc cio. Sm. pegg. di Lardo. Lardo vieto , rancido. F. dell' uso. (A) Lardaceo , Lar-dà-cc-o. Add m. Dicesi de’ tessuti organici degenerati in tessuti accidentali, i quali presentano qualche tratto ài somiglianza col lardo . per riguardo alla consistenza ed al colore ; siffatta dciu. - miiwzione non è oggidì adoperata che da quei medici , 1 quali non sapendo descrivere i tessuti accidentali che osservat o, fanno quoto vocabolo sinonimo di Scirroso. (Vini) (A. O.)- Larda jola. (Agr.) Lai'-da-jó-la. Add. e sf. ISome di una specie di pesca.(\) Làrd aiolo. (Agr.) Lar-da-jò-lo. Add. corti. Home di una specie di fico settembrino. (A) Lardaka , * Lar-dà-na. N. pr, f. (Dal celt. ler abitazione , e dati mare : Abitante nel mare o pi esso al mare .)—Ninfa amala da Giove, madre di Sarpedonte. (Mit) Lardare , Lar-dà-re. [All.) Metter lardelli nelle carni che si debbono arrostire. [Dicesi anche Lardellare.] Lai. arvinae fruslulis insuere. 2 — (Marin,) Lardare un paglietto , una cinghia ^3 Passare de' pezzi di corda vecchia del comando, della stappa , tra tjili del tessuto primitivo del paglietto o cinghia, per renderlo più grosso. F. lardato. — Lardare ima baderna : è lo stesso modo di rinforzo fatto ad uva baderna. (S) Lardargolo, Lar-da-ruò-lo, Add. e sm. Pizzicamelo, Phzicaroh, P.z- zicagnolo. G rz. Piazz. 77. Rcrg. (Min) Laudato . Lai-dà-to Add. m. da Lardare. ( Condilo con Indo. ] Lat. aryiuae fruslulis insutus- , _ Per siimi. [Unto, Sporco.] AUeg. 3,o,D'ontano aveuwna uinar^ un candeliere , Non’d’ ottone eccellente a fare arrosto , Perchè egli era lai dato in più maniere. 3 _ (Marin.) Paglietti lardati , Cinte lardate, Cosi dicensi 1 tessuti di vecchie corde , con denominali, ai quali si aggiunge un rinforzo per renderli più grossi e più durevoli, che servono per gtiernire Bienne situai ioni soggette o mollo sfregamento, (ì) I lardatoio Lardatoio. (Ar. Mes.) Lar-da-tò-jo. *57 h. Strumento di cucimi ^ che selve a lardellare. (A) Laudatola , Lar-tc. 7 * (Agr.) Specie di fico settembrino. (A) Lardiero, Lar-diè ro. Sm. Concio col tardo , Tratto da fardo.Bui.Rim.^ A) Tass. Diat. Pad. Fam. Venne col capriolo, compartito in due piatti, alquanto di cignale acconcio .... in brodo lardiero. (N) 7 •— * Big. Limaccioso. (A) Lar^jinzo , Lar-din-zo. Sm. Frammento di grasso dì porco , altrimenti Cicciolo. Min. Maitn, 5p6. Ciccioli. Frammenti di grasso di porco ec., da alcuni detti ancora Lardinzi. (A) (B) Cardite. (Min.) Lar-di-te. Sf. Specie di Steatite fine , molle , ed alquanto verde , detta comunemente Pietra de’ sarti. Gab. Fis, Lardite semidiafana. (Da lardo , a cagione della sua mollezza.) (A) 7 —> Steatite forse non dissimile dalla Pagodite. Si e dato talvolta questo nome, a qualche quarzo somigliante per le sue vene bianche e rosse al lardo. (Boss) Lardo, [ò'm.] Grasso strutto , ed è comunemente di porco -, [e vale, anche Carne di porco grassa e salala .] Lai. avvina, lardimi , laridum. Gr. AìVoj. Bocc. Lett. Pin. Boss. 27 8. Li romani eserciti ec. niuno altro guerniìncnto , per soddisfacimento della natura portavano , che un poco di farina per uno , con alquando lardo. Fit. Pitti, E V acqua di quella era grassa come lardo. Tes. Br. 3. 8. Tu farai una cisterna , che sia per lungo più che per largo, e sia ben murala in alta , e unta spesso di buon lardo cotto. 7 —Notai' nel lardo, Jig. si dice dell Andare altrui tutte le cose interamente secondo il suo desiderio. Lat. secunda fortuna utì. Gr.'vrvxùv.Morg. s 4 * 1 ^8. Or su qui Ganelìon nel lardo nuota, E 1 zucchero trabocca alla caldaja s Per discrizion, lettore, intendi e nota. Belline.son. 272. Se le vivande triste lusser buone, Noi potremmo notar quassù nel tarilo. 3 Gettare il lardo ai cani , si dice dello Straziar checchessia. Lat. projìcere margarita* ante porcos. Farcii . Suoc. 5. 5. M’ hanno fatto insospettire, piuttosto che altro : oggi non si getta il lardo a' cani. 4 Proverb . 'Tanto torna la gatta al lardo, che ella vi lascia la zampa: si dice del tornare a mettersi tante volte in Un pericolo, che aUa jnie visi rimane. Lai. qui penculum amat, perit in ilio. Salv.Granch. 1. 2. Tanto torna La gatta al lardo, ciré ella vi lascia La zampa. 5 — Andare alla gatta pel lardo [= Ricercar uno di cosa la quale piaccia a lui smisuratamente .] V. Gatta ,§■ 4- 7 6 —*(Anat.) Lardo o Tessuto adiposo. Nome con cuis' indica uno Strato di variabile grossezza di tessuto cellulare, ripieno di tesmto adiposo, che si rinviene sotto la pelle di. parecchi mammiferi come il porco , ed altri pachidermi,mollo anfibu.ed il maggior numero de cetacei. (Van) 1 — (Marin.) Lardo d’un paglietto. La materia o sfilarza che si adopera per lardare o ingrassare una cinghia, un cavo, una baderna. (S) , Lav-dó-ne. [Voi.] Carne dì porco grassa e salata. Lat. lar- . laridum pingue. Or. Ài-re 1 ', Ricelt. Fior. '.di >. Unguento da occhi magistrale : recipe lardone di porco salato once tre , ec. 2 ’ (Ar. Mes.) Franzesismo corrotto degli oriunda. Quel pezzo degli ormali da tasca , a cui è annesso il braccio della potenza. Alcuni dicono Ardone. Fr. lardon. (A) L* un oso , Lar-dó-so. Add. m. da Lardo. Soder, Colt. sol. Prendendo U1 j pezzo di carne "salata grassa c lardosa , senza magro , ec. (V) Are. * (Mit.) Il dio domestico , (fuetto che particolarmente presiedeva ad una casa presso i Romani. (Dal lat. lar, laris focolare proveniente dal celi, dir cammino.) (Mit) • s * Nome del Buon Genio che gli antichi assegnavano a ciascun fnn „ «/.. _ • * ». .- ». A - - » ■ — • LARGHEZZA 3> Larga vcnte , Lar-ga-mén-tc. Ava. Con larghezza ; Molto estesamente. ■ Lat. large. Cr. in Larghissiniamelite. (A) 2 —'Detto del portare larghe le gambe cavalcando , o simile, f rane. Sacch. nov. 114. E’va sì colle gambe aperte a cavallo , che chi lo scontra conviene che si torni addietro, ec. E il giudice gli fa leggere la seconda f accusaJ del suo cavalcare così largamente. (V) * 3 — Copiosamente , Abbondantemente, Ampiamente. Lat. large , copiose , splendide , fusius. Gr. «mi pàreis, Sa \).iA«s, tuzroatipie,, àio-tir. foce. nov. i3. 8. E mentre cosi i tre fratelli largamente spendeano, ce. E nov. 77. 7. La fante promise largamente , e alla sua donna il raccontò. Colt. SS. Pad. Dimostrano 1’ avariziadellor cuore, quando quelle cose , che fa loro bisogno d’ usare , o e’ si brigano d averne più largamente degli altri, o avanzando ec. Peti', enne, st, 5. Ma il vostro sangue piove Più largamente -, eh’ altr’ ira vi sferza. 4 — Diffusamente , A di lungo. .Lai. pluvibus verbis, Gr. irfpnnroripws. Seni. Star. 2. 6 5. Ma di queste cose si triterà a suo luogo più largamente. Cas.Uu. 7. E ancora Monsig. d’ Avanzone so che ha scritto , come suol fare , prudentemente e largamente. 5 — * Certamente , Apertamente. Fr. Giord. 3o. In confessione ec. tu ne facci pur uno (peccato) ec. allora meni» largamente. (V) 6.— * Furio uso. Fit. S. M. Mad.it. Pensomi che Messer Gesù le dicesse di si largamente f ame a dire Più che di sì.) Fr. Giord. qb. E pelò potein dire largamente (sicuramente) che vivette (Cristo) in questo mondo trentatrè a mi compiuti, nè più nè meno. (V) Largare , Lar-gà-re. [Alt. Accrescere per lunghezza , Dilatare , Ampliare ; e dicesi tanto al proprio che al fig. Altrimenti ] Allargare. Lat. dilatare. Gr. vXxrénit. Peti', son. 3p. Largai ’l desio, eh i’tengo cr molto a freno. Frane. Rari. 36q. 1 . Che tutte mie vertù spezzate larga. P.ut. Purg. 17. 1. A diradar cominciasi, cioè a largarsi. 2 — (Mari»».) Largare o Allascarc una manovra, una marra : è il contrario d’ Intrare. (S) Largato, Lar-gà-to. Add.m. da Largare .[Fallo piti largo, Dilatato,e dicesi delle cose che pigliano più spazio , più estensione. Altrimenti Allargato. ] a —- L Per melaf. Sciolto , Liberato da vincoli o s mile. Lat. solulus , laxatus. Gr. v-iy'u?.c-:-iriiiii.\ Petr. son.tò. Largata al fin colle amorose chiavi L’ anima esce del cor per seguir voi. Largezza ,* Lai'-géz-ea. Sf’. F. A. F. e di' Larghezza. Sii. Poni ad ambulo (ambedue) lo fieno di largezza. 16. Darai all’alt-, largezza .maggiore. (V) Largkegciamexto , Lar-gheg-gia-mén to. Sta. Il larghes i anche dì Allargamento di mano , ovvero di parole e Vden. Nis. 3. 162. Berg. (Min) Largheggiaste , * Lar-gheg-giàu-te. Pari, di I.argheggiare gheggia. F. di reg. (0) Largheggiare , Lar-gheg-già re. I N. usi.] Dare abilità o facoltà. [ In questo senso è modo antico .] Lai. facultatem concedere , largir». Gr. lyPoci 5 cnyyj.:y.i à_ F. F. 11, 76. Il detto messer Giovami! cc., che stadico era a Galese , villanamente , essendo largheggiato d’ andare a cacciare e uccellare a sua volontà , si fiiggì. — Usar liberalità di donativi od altra. Lat. largitionem facere. Gr. , SicthtSóvou. Far. Tav, Slor. 1. 262. Ottone , per non si tane i centurioni , largheggiando co’ soldati, promise che il fisco fa- E 2. zìi). Vespasiano offerì meno col tener Fr. Guitt.3j. Fr. Barb. 3t. Are ; e dicesi di espressioni. Che larLardone dum , i-ebbe ogni armo que’ pagamenti. nella civil guerra , che gli altri non usavano nella pace ; o forte di non largheggiare a’ soldati , l’ eseicito faceva migliore. -i ~ Largheggiar di parole , [ed anche Largheggiare semplicemente'] z= Esser targo iti promettere. Lat. promissis onerare. Gr. tirctyyfxtalàxt irci-ca. » Tac. Dav. Star. 3. 3o3. A’tribuni e centurioni largheggiava di mantenere quanto concedette Vìtcllio. (V) a — E vale anche Esser diffuso in parole. Dav. Lett. 2 Pace. Fai. Questi fiorentini libri ne’ latini largheggiano , come il nove nel dieci ( come dire : vi ballano dentro alla larga ) , e ne’ franzesi ec. passeggiano come nel quindici. (Parla della Traduzione di Tacilo, fatta in fiorentino e in Francese.) (V) Largheggiatore , Lar-gbeg-giu-tò-re. [ Perl. m. di Largheggiare. J Che largheggia. Lat. dilargitor. Gr. Rorijs , X z ( r i r -'. Buon. Fier. 2. 4- 10. Largheggialor di mance , Di sottbman le custodie corrompi Delle bandite , e cucina i fagiani. Largheuc.iatrice , * Lsr-gheg-gia trùce. Ferh. 'f. di Largheggiare. Che largheggia. F. dì regi (0 ) °n°’ e c he compiacevasi nel'guarentiilo da qualunque pericolo. (Dal Larghetto , Lar ghét to. Add. m. dim. di Largo. Lat. latior. Gr. p A elt - «i per gal buono, ed ar guida, conduttore.) (Mit) sta ir vnpos. M. F. 4 . yf. Di pelo nero, il viso larghetto, gli oc- * (Mus.) Dinota nelC antico solfeggio quella mutazione dietro chi grossi , e le gote rilevate in colmo. Récl. Oss. an. 18 'i. Tra essa no contando, si serviva della sìllaba re per i suoni in Re e materia viscosa si trovavano acquattati sedici Yermicciuoli vivi dello La,° . ‘ sill,lb “ la - ( L ) Lar CAlA » * CGeog.) La-re-cà-ja. Provincia del Perù. (G) _ ^_ t _ v __... * (Geog.) La-ré-'do* Lat. Laredum. Città dtSpagna nella prò- Larghezza, Lar-gìiéa-ca. [A/] Una delle tre dimensionidej corpo so- 1. e,a “a Rurg os., sull'Atlantico. (G) hdo. — , Largezza , .sin. Lai. latitudo. Gr. sfXiros. sda. » (Geog.) La-rèn-da. Città della Turchia asiatica nella Ca- a Read a. 1 c*? ania ' ( G ) •aRendam. * (Geog.) I,a-rcn dà-ni. Antichi popoli dell'Arabia Felice (Gl a-arehtam. • ' a r 1; 7 —* Dicesi Pigliarla larga per Fare checchessia , e particolarmente i conti con larghezza. V. Pigliare. (A) 8 —* Aggiunto di Siano =2 Liberale. Onde Dare a larga inailo./‘.( A) 9 —* Parlando di Pronunzia , cioè Aperta. Salv. Avveri, 1. 3, ». 3. Le cui pronunzie ( delle lettere ) son queste , cc. ; E larga o stretta ec., O largo o strelto. (Y) 10 —* (Anat.) Ossa larghe : Quella la cui larghezza aggiugne nel- /’ estensione quasi alla lunghezza, ed è mollo superiore a quella dello spessore, (A. 0.) LARGO a —* Legamenti larghi deli’ utero : Due larghe piegature trasversali del peritoneo , che sono poste sulle parti laterali dell’utero.{A.O.') 11 — (Marin.) Vento largo. Il vento , la cui direzione fa con la rolla del bastimento un angolo retto al vento in poppa . (S) Largo. Aw, Largamente. Lai. large , copiose: Gr. •> àfàwus, Bocc. nov. 2 j. 1 -j. £ se io ne parlo alquanto largo ad utilità di voi, non mi disdice , come farebbe ad un altro. Petr. són. ij 8 . Grazie eh’ a pochi il Ciel largo destina. 2 *—* Senza rispetto nè eccezione, Senza riguardo $ contrario di Temperatamente. Bocc . nov..*. Molto largo abbiamo delle nostre mogli parlato. (N) ^ *— Col v. Andare : Andare largo =3 Andare colle cosce e gambe allargate. ff. Andare largo. (À) 2 —'* Andar largo da terra zz:S costarsene assai per andare in allo mare. (A) 3 — Andare largo a’ canti, fig.==- Scansare le difficultà e i perieli , nello stesso modo che dicesi Volgere largo , e Volgere largo a’ canti. Cecch. Spir* 3. 2 . La camera è serrata , cd ecco qui A cintola la chiave , senza me Non vi può ir persona *, e io andrò Largo a’ canti. 4 —* Andare da largo con alcuno ,flg,~ JYon dirgli quello che s * vuol che non si sappia j il che dicesi anche Giuocar largo e Stare .da largo , o alla larga. Car. Leti* itied . 2 . 263 . Con gli altri andate da largo e rispondete loro secondo che si portano con voi. (Pe) 4 Col v. Cavalcare : Cavalcar largo, cioè Colle gambe larghe. Frane . Barò. So* 8 . Un altro ci contende , Tanto cavalca largo, andar per via. Lrane. Sacch. nov. uà. Fu condannato in mille lire ec. per lo cavalcare largo. (V) ’ J f* Col v. Girare : Girar largo, Girar largo a’ canti ,Jìg,z=: Guar- darsi, Star cauto. Buon. Fier. 4 • 1 • E ho imparato andar lesto a canti , £ girar largo. Segr. Fior. Legaz. L'aleni. Leti. 4 1 * f Ed. Camlnagi lySs. i. 4 * p> 2 47 1 2 4^-J E parlandone con quelli che io no allegali altra volta , 1’ uno ha girato largo , c mi ha rimesso a quello clic mi disse il Duca. (Pe) 6 [Col v. Giuocarc :] Giocar largo —jVo/i 5 ’ appressare. Cccch, Mogi. 4 • *• Vedi pur clic Ridolfo giuochi largo. * “ E nel sign, del §. 3 , 4- I * Giuocarc , 5* (Pe) 7 Eoi v. Stare : Stare da largo : si usa nel sign. del 3 , 4• V Stare da largo. (Pe) & * * 8 Folgore largo o Volgere c Andare largo a’ canti. 3. e V. Danto, 5 . 18 .] Frane. Sacch . Rim. E volgon largo colle genti tutte, Dicendo : qui non è passar per noi. 9 1 f J. Diccsi ] Largo da checchessia e vale Lontano. Lat. procul. Gr. Tac. Dav. ann. 2 . 53. A Domizio comanda che con una ga- tea , largo da terra c isole , per alto vada in Sorìa. —• Usato a modo di preposizione , come si usano Lungi e Lungo , LARINGOTOMIA 33 IO t'a/e Transversaìmeme. Chiabr. Guerr. Gol. ifi 4' :i ' H tronco largo in nume si distende, E.violento e rapido discende. (A) (B) Eargo , Largionc. N. pr. m. Lai. Largus. (Dal celt. larg liberale , cd cui principale , cioè Primo fra’ liberali.)— Poeta latino, amico di Orazio. (B) (Mit) Largoveggente, Lar-go-veg-gcn-te. [Arld.com, comp.F. ditir.'] Che vede largo o di lontano. Lat. late videns. Gr. cSpvasfi, Omer. Salvia.Disc. 2 - * 27 . Al cui occhio , chiaro c largovcggcnle , tutti i futuri sono presenti. Largume, * I.ar-gù-mc. Sm. Largura, T^arghezza, Spaziosità. Bocc.Ninf. Fics.' st. 1 . Abbandonata Si stava la pianura per l’asprezza Della ttiolt’ acqua , c’ ha preso largume , Che a piè del monte faceva un gran fiume. (A) (B) Largura , Lar-gù-ra. [,?/[] Larghezza ; ma non la diremmo se non in significato di Grande spazio, Spaziosità, Lnl.locus amplius. Gr.x^poe tpfvs. Lib. Fingg. Pigliando una lunga via per una bella largura. Pai. Purg. g. 1 . La fessura gli diventa porta , cioè la strettezza gli Pare largura. a ‘ P fig. Pallav. Ist. Cono. 2 . 3 o 2 . Niun uomo giudicioso ritro- vera qui rete di pericolo , anzi largura di'sicurtà. (Pe) Ara. (Mit.) [Add. e sm. pi.] Numi caserecci, Dei familiari de' Gentili, [Gemi tutelari delle case e delle famiglie-, figliuoli di Giove e di La- r, ‘nda , ovvero di Mercurio e di Lara-, rappresentati da picciote statuette . poste nella miglior parte delle case, ove erano onorate e guar- con grandissima cura. Anche le città , le provincie e i popoli date ebbero i /oro Dei tutelari, cosi chiamati. Delti anche Penati. ] Lat. ^arcs. G r . tesino 1 3'e al. (Dal lat. lar laris focolare : e questo dal celt. y cam ino , casa , abitazione.) Car./eM. 2 . 186 . Nella tacciata sinistra • verso ai-• ' - - facciata da piè , si potriano ui verso Mercurio , nel corno verso la j 1; >re ì Lari Dei, che sono suoi figliuoli. . , 3 ■— Ckiamavansi Lari compitali o viali quelli dalle pubbliche strade-, famigliaci , i domestici propriamente ; ostili! , quelli che vegliavano stila custodia delle città ; perniarmi o marini, quelli che custodivano le navi ; piccioli o rurali, quelli delle campagne-, prestiti , i custodi dille porle-, pubblici , gli eroi divinizzati dopo morte, i rcediprin- cupi ; urbahi, i protettori della città ec. (Mit) am.* (Geog.) Città della Nigrizia. (G) ■ t'tniCE. (Bot.) Là-ri-ce. [Sm. Albero resinoso della famiglia de conifen, appartenente al genere pino, che cresce naturalmente sulle_ Alpi, ama * luoghi freddi, i terreni argillosi , s Pargono un odore piacevole. Da'p'.,-~ — - -.r—*—-•••' lesina abbondante, indicata col nome di Terebentina oTi ementmadi Manna di Brianzono è leggermente lassativa, perb meno della manna di Calabria. Chiamasi pure Gomma di larice , una gomma rossastra , alquanto trasparente , di sapore un poco resinoso , che proviene , secondo Pallas , dalle parli centrali del larice ne* monti tirali , e che fluisce lungo il tronco , allorché sia esso attaccato profondamente dal fuoco. Questa gomma non differisce punto dall' arabica , e i montanari della Russia se ne alimentano. Il larice ha il tronco diritto , molto elevato e gròsso ; i rami numerosi , disposti in modo che danno alta pianta una forma piramidale ; le foglie corte , affastellate , un poco ottuse , liscie, annuali ; i coni piccoli , gli strobili ovato-bis- lunghi co'margini delle squame ripiegati e laceri e colle brattee smarginate a tre punte . Quest' albero è di straordinaria grandezza e coperto di grossissima corteccia ; produce i suoi rami attorno attorno a tutto il tronco y ha. foglie più strette del pino , e son pungenti $ i suoi frutti sono simili alle coccole del cipresso , e hanno buono odore; i suoi fiori son di color di porpora ed odorosissimi. Lat. pinus,] hirix. Gr. 7 -dins. Cr. 5. 3i* 1 - L’abete, clic volgarmente si chiama piolla c larice, son quasi una medesima cosa. Bern,Ovl.3.j.i6. Larice, teda , pino , aheto v’era , Di gratto in grado ognuna i rami, spande. 2 f II Larice femmina , o Cedro del Monte Libano, Pianta che ha il tronco elevato , e di una grossezza considerabile ; i rami numerosis le foglie corte , aggruppate , rigide , appuntate , perenni; i coni gros- . si y ovaio-bislunghi, grigi , lisci e colle squame troncate avvicinate. È originario del Levante ■ il suo legname è di color simile al mele , e dicono essere egli in cerio modo immortale , onde adoperandolo in tavole per dipingervi sopra non mai si fende. Lat. pinus cedrus Lin. Baldin . Uoc. iìis. (A.) (Gali) (N) Larice* (Geog*) La-rì-ce. Penisola dell' Indo-Scizìa , all* ostro dell'imbracatura dell ’ Indo , anticamente abitala da' Larici. (G) Laricino , La-ri-cì-no. Add. m. Di larice, RicetU Fior. 55. La ragia è il liquore che naturalmente distilla dal pino ec. , e ritrovasene di due maniere: una liquida, come dal terebinto la trementina , dal larice la laricina , la quale oggi è la volgare trementina 5 cc. Lariue , * Là-ri-do. iV. pr. ni. (Dal gr. ìaros giocondo, ed idos aspetto: Di giocondo aspetto.) — Figlio di Dauco c fratello gemello di Timbro. (Mit) _ . . . .. Lariaina , * La-rì-mna. IV. pr.fi. (Dal gr .lai-os giocondo,-e hymneo io cauto dogi’ inni, io celebro : Gioconda cantatrice.- ) — Figliuola di Ciao. (Mit) 2 — * (Geog.) Antica città della Grecia nella Beozia. (G) Labimo. (Zool.) Là-ri-mo. Sm. Sorte di pesce che , secondo Oppiano, pigliasi la stale con rete di canape, entrovi posto per esca una stiacciata di ceci, bagnata di vino e di mirra. ( In celt. lear mare , acqua, e mwy'o, o sia moyo moltiplicarsi, aumentarsi, abbondare : €he abbonda, Cho si moltiplica assai facilmente nel mare o nell’acqua.) Salvia. Opp. Pese. 3. 3ig. Ed il larimo prese , e de’tracuri O codaspri lo genti , saldamente Nassa tessendo di canapi o sparti. (A) (N) Lamica , * La-rì-na. IV. pr.fi. Lat. Lai-ina. (Dalgr. laros giocondo, ed itine figliuola : Figliuola, gioconda, piacevole.) — Compagna di Camilla. (B) (Mit) Larikate , * La-ri-nà-tc. Add. pr. com. Di Larino. (Van) Laringe. (Anat.) La-rìn-gc. [A/i Apparecchio produttore della voce, posto alla parte anteriore e supcriore del collo, al vertice della trachea, colla quale comunica-, composta di quattro cartilagini r la tiroide, la elicoide e le arilenoìdee , mosse da una quantità di muscoli- intrinseci ed estrinseci , e rivestila (i una membrana . mucosa che .vi produce parecchie piegature legamenlose -, forma la tuberosità -che osservasi nella parte superiore ed anteriore del collo , comunemente detta il Nodo della gola , il Pomo il’ Adamo. Dagli anatomisti dicesi Testa della traebearteria. Fila è più grossa e più sporgente in fuori negli uomini che nelle donne. Questa parte è V organo principale-delia voce.] Lat. larynx, guttur. Gr. \clpvy%. Lib. CUI-, malati. Quando ne’ vecchi le cartilagini nella laringe son diventate di natura d’ osso. LarinceS. * ( Anat, ) La-rin-gè-o. ' Add. m. Che appartiene alla laringe. Lai. laryngeus. Onde Arteria laringea , è un l'amo somministralo dalla tiroidea supcriore verso la parte più alta della laringe , il quale si reca trasversalmente dietro il muscolo iiro-joideo , e sopra la membrana liro-joidea. — Nervi laringei , in numero di due , il superiore che viene dal pneumogaslrico e va alla parte superiore e profonda del collo , /'inferiore o ri correli tecè e esce dallo stesso tronco nell’interno del torace. —Nelle laringee sono quelle che accompagnano V arteria laringea. —, Laringico-, sin. (A. O.) (Van) ■>. — * (Med.) Tisichezza laringea. V. Ftisi. (A, O.) ; Laringico. * (Anat.) La-rin-gi-co. Add. m. Lo stesso che Laringeo. V. (0) (Van) - Laringite. * (Med.) La-rin-gì-tc. Sfi V. G. Lo stesso che Lanngiti- de. V. (A. O.) ' Laringitiue. * (Med.) La-rin-gi-ti-de. Sfi V. G. Lat •laiyngilis. (Da • larynx laringe.) Infiammazione della laringe. —, Laringite, sin. (Aq) Larisgizzare. * (Arche.) La-rin-giz^zà-re. N. ass. F. G. Parola con cui i Greci espressero 'quel tramandare dalle dilatate fiiuci, in modo non naturale , una voce smisurata e sconcia : vizio da Demostene rinfacciato ad Eschule suo avversario $ poiché mal si conviene al- ! oratore il commovere gli affetti collo schiamazzo , ma sibhene colle mettere quasi sotto gli occhi la. cosa, (O) •gillosi, pietrosi e magri. Tutte le sue parti Laringocrafia.* (Anat.) La-rm-go gra-fi-a. òf. fi. G. Lat. laryngogi a- e. Da’pori della sua corteccia scorre certa pbia. (Da larynx laringe , c gvapho io descrivo) Descrizione della , 1, rri—1.-r. •• '• laringe. (Aq) . . Larin-golocia. * (Anat.) La-rin-go-lo-gi-a. Sf. V. G. Lat. laryngologia. (Da larynx laringe , e logos discorso.) Trattalo sulla laringe. (Aq) Laringospasma- * (Med.) La-rin-go-spà-sma. Sf F. G. Lo .stesso che Ticchio, (Van) • . , _ . _ Laringotomia. (Chir.) La-rm-go-to-im-a. Sf F G. Lat. laringotomia. ( Da larynx laringe , e tome taglio, ) Operazione chinn-gica che v inezia, di cuipaie che ogni albero possa somministrarne otto libbre pel corsodi cinquanta anni, mediante un foro praticato sul tronco. A opra ° l questo albero sii raccoglie pure certa sostanza scipitay zuccherosa che trasuda durante la notte da teneri rami verso la fine di Ma. pel corso di due mesi susseguenti , bianchi , viscosi, facili a rompersi. rami verso la fine di maggio che si coagula in piccoli grani Siffatta sostanza che si chiama 34 L ARINO consiste nell' apertura della laringe , tanto per estrarne i corpi stranieri che per rimediare all’ otturamento della glottide. Delta anche Broncotomia o Tracheotomia. (I)iz. Chiv.) (A. * 0 .) Laf.ino. * (Geog.) La-ri-no. Lat. Larinum. Città del Regno di Napoli nella provincia di Molise. (G) Limo. * (Grog.) Là-ri-o. Antico nome del lago di Como. (G) !.iniicOLO.‘(Arcìie.)L'a-ri-sco-lo.. 5 'oprannome della famigli,lAccolejaf Mit) Larisie. * (Arche.). La-ri-si-e. Add. e sf: pi. Deste che celebravansi nella Laconia , sul monte Larisio , m onore di Bacco al principio di Primavera. (Van) Larisio. * (Geog.) La-ri-sio. Antica montagna della Lttconia. (G) Lakissa , * La-rìs-sa. iV. pr. f. Lai. Larissa. (In gr. vai molto rugosa, da la part. accr. e rhysos rugoso. In cclt. far per ar atto di lavorar la terra , ed fa contrada , paese : Dedita all’agricoltura.)— Figlia di Pelasgv. —■ Figlia di Piuso , violata dal padre. (B) (Mit) a — (Geog.) Antica^ capitale della Tessaglia , oggi città della Livadia. Antica città d'Italia nella Campania . — dell' Asia Minore nel- l Folta. •— Città situata fra la Palestina e V Egitto. (G) LahisseA. * (Mit.) La-ris-sc-a. Soprannome di Minerva, adorala sulle rive del Larisso. (Mit) Larisseno , * La-rissè-no. Adii. pr. m. Di Larissa. —, Larisseo , La- rissio , sin. (Mit) Lakisso. * (Geog.) La-rìs-so. Fiume del Peloponneso, che divideva l’A- caja dell' Arcadia , oggi Kiso. (G) Laristan. * (Geog.) La-ri-stàn. Sm. Provincia della Persia , che confina col Farsistan e col golfo Persico. (G) L arme A terra. (Milit) Tnce di comando, alla quale il soldato piegando col corpo verso terra , distende sopra di essa il fucile colla cartella all insù. LI comando d esecuzione cambia l’ordine di queste parole, e dice: A terra l’arme. (Gr) Tarmica. * (Geog.) Làr-mi-ca , Larmeca. Città dell’ isola di Cipro.(G ) Larmkmzi. * (Geog.) Lar-nèn zi. Popolo della Spagna , nella Tnrrugo- nese, che abitava le rive del fiume Larnum. (G) Larnq. * (Qeog.) Lat. Larnum. Antico fiume e città della Spugna nella Tarragonese, (G) Laro.* (Zool.) Sm. Lo stesso che Gabbiano. D. (Dal gr. larcs che vale il medesimo.) (Va nfSalvm. Opp. Pese. 1. 2og. Ed i lievi Lari ofo- laghe, e i tribi gemebondi Degli alcioni. (N) LAROao.*(Geog.)La-rò-bo. Città della Barberia, nella prov. db A Igieri. (G) Larolo. * (Geog.) La-rò-lo. Città d Italia , posta sulla via Flamùtia , in poca distanza da Nami, càia dell’ Umbria. (G) Larokda , * La-rón-da. N, pr. f. Lo stesso che Lara. V. (B) Laroma , * La-rò-ni-a. N. pr. f (Dal gr. laros piacevole, giocondo ed onios utile.) — Cortigiana romana , ricordala da Giovenale. (Mit) Larokio , *. La-rò-ni-o* N. pr. m. (V. Laronia.') — Luogotenente, di Agrippa. (Mit) Larraga. * (Geog.) Lar-rà-ga. Città della Spagna nella Navarra, e nella provincia di Pamplona. (G) Lars* * (Geog.) Città forte della Russia europea sul dorso settentrionale del Caucaso. (G) Larstoliìnnio , * Lai-sto-lùn-ni-o. N■ pr. ’m. (Dal celt. baste proprio , agile, svelto, e lun bello, piacevole.) — Re de’Fejenti, vinto e moi ló da' Romani. (Mit) Lauta. * (Geog.) Lo stesso che Arta. U. (G) LartHetaei; * (Grog.) Lar-tole-tà-ni , Lartoleti. Antico popolo della Spaglia tarragonese , fra i Pirenei e l’ Biro. (G) Larenda , * La-rim-da. iV. pr. f. (Dai celt. far casa , ed undeb concordia , unione : Concordia della casa , della famiglia.) — Donna a- mala da Giove che da lei ebbe i Lari. (Mit) Larcnte. * (Geog.) La-rùn-te. Fr. Laruns. Città di Francia nel dipartimento de’ Basii Pirenei. (G) Larussii. * (Geog.) La rùs-si-i. Popoli mori delta parte occidentale del Sahara. (G) Larva. * (Mit.) Cattivo genio che gli antichi Gentili ponevano a fiati- ■ co di ciascun uomo , e che occupavasi soltanto nel toimentarlo e tra- viario. Le larve, dicono i favoleggiatori, erano le anime de’ tristi, che supponevansi erranti qua e là per Spaventare i viventi. (Dall’ebr. laah moleste terre, laborare e ruahh anima, spettro: Anime, moleste, ovvero tormentate, dannate.) Siccome Larva significa anche Maschera , così si fece uso di questo nome per indicare i Genii malefici che ehiamavansi eziandio Lemuri, e a.’ quali da noi danbbesi il nome di Orco, Versiera, Tregenda e. simili. (Van) a —‘Nome che dovasi pure di Mani, ed in generale a tulli quelli che morivano di morte violenta^ non ottenevano gli onori del sepolcro.( Mit) 3 — * (Icon.) Le Larve sono rappresentate come vecchi di severo aspetto, con barba lunga , capelli corti ed in mano un gufò. (Mit) Larva. [,)/.] Trasmutata apparenza , Maschera. Lat. larva , persona, oscilluin. Gr. irpocrxripx , n-fio'ausroe. (Il lat. lana è dal celt. larva pelle , ovvero larrua pelle ,. cuojo : poichésecondo Polluce, di cno- lo furon le maschere, che gli antichi surrogarono alle prime di scorza ' ri’alberi. V. l’mciclop. alla parola masque.') Bui. Larva è vocabcl grama- iicale, e significa vesta contraffatta, come si vestono gli uomini che non vogliono èsser conosciuti. Pelr.son.CS. Di poi tra via m’apparve Quel traditore in si mentite la ree.- Dani. Purg. i5. izy. Di poi : Se tu a- vessi cento larve Sovra la' faccia , ec. Bui. ivi : .Larve , cioè maschere che si mettono alla faccia quelli che si- vogliono camuffare p contraffare. Dani. Par. 3o. gì. Poi come gente stata sotto larve,Che pare altro che prima , se si .sveste La sembianza non sua. Bui. ivi : Sotto larve , cioè cc. come gente stata sotto maschere. 3 — Fig- Ombra , Apparenza vana di checchessia. Magai, lettini sola vostra, larva concepita dagli uomini è di tanta virtù che fa diventar gli uomini tanto simili al vostro sognato originale. E appresso: Anzi una servitù impostagli da una larva di divinità , la qual abbia preso «orpo « rigore dall’ samigbittiikuìto della sua resistenza. (A) LASCA 3 — [Ombra di morto, Spettro, Spirito, Fantasma , il ([beile si suppone apparire talvolta agli uomini , e spaventarli.] Lat. larva, umbra, spectrum. Gr. poppul , poppile , t^iepu. Earch. Lez. 3o5. Larve in lingua latina significano , oltre quello che noi diciamo maschere, Vanirne dannate de’ rei, thè noi volgarmente chiamiamo spiriti. Buon. ■Fier. 2. 4- 2 -h' Come per. mia larva ed un inganno Agli occhi cicchi altrui. Tass. Ger. g. i5. S’odon fremendo errar larve maligne- E id, 3y. Qui f incanto forni, svanir I» larve. . £ — * (Zool.) Involucro in cui sono avvolti certi insetti per maturare le loro trasformazioni ; nella qual prima forma essi hanno quasi la figura, di un verme , cammina e cresce , e però dicesi anche Bruco. ( Van) (Caren) Larvatamente , Lar-va-ta-mcn-te. Avv. Sotto larva, In maschera, Con mentita sembianza. Mazz. Dif. Dant. 1. 55. Berg. (Min) Larvato , Lar-và*to. Add . m. Occulto, Non manifesto, perchè involto in altre sostanze. Gab. Fis. Miniera d’ oro , d’argento ec.larvata.(A) 2 — * Mascherato , Travisato. Rucell. Oresi. all. 2. O mal larvato mostro Dal ventre enfiato, e pregno Di tutti quanti mali Che sono fra’ mortali. (P) 3 — * (Med.) Diconsi così alcuni virus , i quali producono , o cre- donsi produttori di effetti morbosi diversi da quelli , che per sodio vi si attribuiscono , o certe malattie t{ cui ascrivesi una natura ed una sede differente da quelli che si osservano. (Van) a — * Febbri larvate: Cosi diconsi le irritazioni intermittenti con 0 senza sintomi simpatici , accompagnate o no dalla irritazione gastrica , le quali perciò devonsi curare dietro di questo principio. (O) Larvecgiabe , Lar-veg-già-re. ZV. ass. Descrivere favoleggiando , o mascherando il falso e il vero. Adirn. Pind. Che , benché Diveggiando il falso ei finga , L’adatta così ben , che ne par vero. (A) Las. * (Mit. Ind.) Presso i popoli del Tibet dovasi questo nome agli Angioli , cui essi credevano innumerabili, dividendoli in nove ordini, tutti incorporei, gli uni più e gli altri meno grandi; gli uni piacevoli ed avvenenti , gli altri di orrido aspetta. (Van) Las.* (Geog.) Ant. città sulla costa occidentale del golfo di Laconia.lfl) ' asAona , La-sà-gna. [Sf] Pasta di farina di grano, che si distende solulissànamente sopra graticci, e si secca per cibo ; [ovvero si taglia a lunghi nostri quando è fresca, i quali si cuocono poscia nel brodo o nell’acqua.] Lat. lagana.Gr.Aàyana. (In gr. làganon, in fràn. lazagne, in illir. rezanice. I Olii aveano las per lag lungo, ed eang largo.) Lab. igi. Le zuppe lombarde, le lasagne maritate , le frittellette sam- bucate , ec. Frane. Sacch. Rim. ser frane. Colligr. 01. Voleva darti più che d’ un cappone , E con quel cibo le lasagne fare. Fr, Jac. T. 2. 32. 62. Granel di pepe vince Per virtù la lasagna. Cecch. Ksalt. Cr. 3. 4. Che se corresse il Giordan di lasagne , Non vi ci toccheria tuffare un dito. Morg. 23 . z5-j. Grattugia con grattugia non guadagna ; Altro cacio hisogna a tal lasagna. Belline, son. mg. Che dicon eh’ e' vi piove le lasagne. E son. iy2. Oh’ a pezzi me ’l torria, come lasagne. — Proverb. Affogar il can colle lasagne : si usa quando, per venire, al suo intento, si offerisce maggior partito che non merita la bisogna. — Aspettare a bocca aperta le lasagne o Aspettar che le lasagne piovano altrui in gola n in bocca: Si dice di Chi vuol conseguire alcuna cosa, e non fa dal canto suo niente per oUenerla.S’alv. Granch. 3. 4. Aspettando quasi a bocca aperta le lasagne Che gli piovano in gola. _ Notar nelle lasagne; fa stesso che Notare nel lardo. P. laudo, ■5. 2. Buon. Fier. 1. 2. 4- Gì quei , cui par notar nelle lasagne D’A- inor felici , che nuotali ’n un golfo Di pazzia tranquillissimo. 5 .— (Ar. Mes.) Così pel' similil., da’ gettatori Ai metalli si dice, la cera o pasta che si mette nel cavo delle forme delle statue, o di altre cose che si fondono. Benv. Celi. Oref. go. Nel suo cavo si metterà una grossezza di cera quanto una costa sottile di coltello ec.; la qual cera, per cagione dell’ equalità e sottigliezza che ha da avere , vien detta per l’àrte la lasagna. E’ 11 y. Vi si debbo commettere una grossezza di una costa di coltello o di cera o di terra o di pasta, la quale si domanda la lasagna. Lasagnajo. (Ar.Mes.) La-sa-gnà-jo. [ Add. e sm.] Che fa e vende le lasagne. [K. Vcrmicellajo.) M. P~. 4 ^7* In Firenze era da santo Ghirigoro un lasagnajo con una sua moglie , aveano uno piccolo loro fanciullo, ec. Cron. Fell-66 .Fu figliuolo d’una f >rnaja, ovvero lasagnaja. Lasagnino- (Agr.) La-sa-gnì-no. [ Add.m .] Aggiunto di unasorladt cavolo. Cr. alla v- Cavolo. F. §. g. Lafagnone, La-sa-gnó-n e.[Add. usato in fòrza di sm. e solo nel fi g. per] Uomo grande e scipito, che diremmo anche Bietolone. Lat. bliteus. Gr. òr.dt.Sn/v.Spili.?.#. Questo Jasaguoneaspettava di trovarsi stasela colla Spina, e trovcrassi coll'Agata mia compagna. E Granch.2.6. Credetelo, Lasagnone ; ma ili’ ’l vero, Fortunio, Non son io un minchione? Lasagnotto , La-sa-gnòUto. [ V/n.J acre, fa’Lasagna. Fir. Lue. 1. 3. Duo paja di capponi arrosto , un pajo lessi, con un poco di vitella morbida , per amor de’ lasagnotti , ec'.* Lasca. (Zool.) [Sfi Specie di] pesce E Test. Lascio alla Bm- na ec. una lettiera a’albero e una coltrinetta di penna. (A) — Per contrario di Tenere. Lat. diraiticrc.. Gr. àrravipirm. Boc.c... ”°o. 26. 22}. Lasciami; non mi tener più, ec. Tempo hai di lasciai pii; » io t.P dp nvìron LASCIARE 35 6 _ 8 — Permettere, Concedere. Lat. sincere permittcre. Ar.Eur, 27. 66. Lascia la cura a me, dicea Gradasso, Oh’ io guarisca costui della pazzia. Tass. Ger. 4' 44- Di me cura lasciando e dello stato Al fratei , ch’egli amò con tanto zelo. Cas. lelt.22. Ed io non lascio perdere alcuna occasione , perché ciò segua prestissimo. » Cavale. Med. cuor. )35. Dio era più benigno, quanto meno lo lasciava trovare riposo in quello.' Eit. SS. Pad. t, 72. Tacete, e lasciate me fare con costui. (V) » — [ ! questo senso appartiene il modo famigliare Lasciami vedere, Lasciami andare e simili , cioè lo gl io vedere , o pure • Mi sia permesso vedere , andare ec ; ed è bell' uso di questo verbo ampiamente spiegato dai Dep. Decarn.8t, 82.] Bocc.nov.44.10. Lasciami-vedere come 1 ’ usignuolo ha fatto questa notte dormire la Caterina, n (Messer Lizio noi dice ad alcuno, chiedendone licenza, ma da se a se ,cd è modo di dire assai usato nelle commedie fiorentine.) Lasc. Sibili. Ss 2. (Dice seco Alessandro ) Ma chi è quella? ec. mia madre per Dio: Lasciami andare a saper quel che ella vuole. E se. 5. (Giansitnone pur seco ) E che si, che io avrò fatto il conto senza V oste ! lasciami picchiare ec. (V) 3 — * E nota modo analogo. Bocc. a. 7. n. 5 . Ma pure lascia fare che io gli darò quello che va cercando. (Y) 9 — Sciogliere. Canale. Att. Apost. i38. U seguente di volendo pure sapere perche cagione era accubito, si il fece lasciare d’ ogni legame (Y) 10 — * Liberare di prigione , Mettere in libertà. Cavale. Att. Apost. i5g. Lasciare, si potea .questo uomo, se non se ch’egli ha appellato a Cesare. (V) G. E. 7. 23. Sentendo la rubellazione delle sue lepre .. . fatta per gli baroni del regno traditori, i qualiipiù avea la sciati di pregione. E 8■ 76. Il conte Guido di Fiandra, fu lasciata di prigione sotto si cullò di saramento. (Pr) j t — A casso * = Non dar maro a chi è caduto, Albaruionare chi è depresso , Non curare l’altrui miseria. Bocc. g. 4 n - '■ (G 4 1 a bocca DOhce’zzzConsolato, Con soddisfazione. F^.Bocca, (. 26 (N) 1 ^ addietro, * Jig. — Pretermettere. E. Lassare, (. 2, 2. (N) i-t alcuno come 1 buoi di Nofeki : * Lo stesso che Lasciare in asso. E < $• 3i- Cecch. As. 3. 8. Credete voi-che dianzi quando vi lasciai come i buoi di Noferi, che io andassi a uccellare alle farfalle? (N) 1 5 — alla scoti’ osa* = Partirsi da alcuno augurandogli la buon 'ora,, il buon dì. Ar. Fur. ^ 3 . 1^7. Cortesia ne fece a’marinari, Prima che li lasciasse alla buon’ora. (È Rinaldo che dona dunan ai marinari prima che si diparta da essi.) (Pe) 16 — alle Of.isrk* zzi Muoversi per vana e leggiera cagiore a far checchessia senza la debita considerazione.- E. Grido , $. 7. (Ó) 17 — andare alcuno * 2= Non dar molestia, (.asciare in libertà-Din. Comp. lib. 2. Se i Pistoiesi l’avessouo voluto, l’arebbono preso; ma temendo la sua grandezza, il lasciarono andare. (P) 1 — andare dodici danari al solco , * fig." Non s’inquietare per cosa che detta o fatta sia men che bene. Varch-Ercol 1. t5g. E talvolta , lasciare andare due pani per coppia , o dodici danari al soldo, come fanno coloro che non vogliono ripescare tutte le • secchie che caggiono no’pozzi. (N) 3 — andane due pani fer cornA * — Passarsi leggermente d alcuna cosa , Non rispondere a chi ti domanda 0 Rispondere mena che non si conviene ec. E. Coppia , §. 6. (N) 4 ■ andare la mazza. * E. Mazza. (N) ? andare UN- colpo o simili — Scagliarlo. Bwin.Fiei'.Ii.Vod <■ Mi lgfciò-andare un si fatto tempione, Ch'incominciai a girar come un paleo. 18 — col danno e colle beffe. * E. Beffa, §. 5■ (N) 19 — correr l’ AcquA al».’ingiù' [o alla caiNA, cfio c le cose come elle vanno.} E. Acqua ,§.5o. 2 —. E Lasciar correre due soldi per ventiquattro danari “ Non la guardar pel sottile , Chiuder gli orchi , Fare il sordo. Jiocc. tu v. 12.4■ Mi viVo ail’antica, e lascio correre due soldi per ventiquattro danari. (O) (N) 20 — desiderio di ss * = Essere rimpianto. E. Desiderio, §. 6. (N) 21 — dire alcuno: * Lo stesso che Vare orecchie di mercante. Earch. Ercol. 84. Fare orecchi di mercatante, significa Lasciar dire uno e far vista di non intendere. (N) 2 -— * li più ailehe generalm. per Mostrar non curanza di ciò che altri dica. Dant. Puig. 26. E lascia dir gli stolti, Che quel eli Leniosi credon che avanzi. (N) A e madonna.* T, notaresco e curiale (he significa Padrona Abbandonare. Lat. destitucre , desereve. Gr. y.a.ra.\dviw. Bocc. Ultrod. 38. Sole in tanta afflizione n’hanno lasciate. Pelr. son. 20 5 . H mio cor, che per lei lasciar mi volle. Dant. Par. 5. 82. Non late * — aJ fv tn A r ' A L ,a "' X SS0Ì Tc^ ormili ii dice^ dillo Sciogliere i cacciatori ’l cane dal -1 ^.Esp.nat. 8, Et gli lasca m abbandono a bene- ^-^^^fielZ/segn. Pitd. t. 3 Chi vi fo cerU «» meschini, che a danno vostro non sia già bandita una ? ^ salissima di tutte le creature? che Wandi i sciati i cani ? E voi dormite ? (V) Bocc. Am. r cani a’cervi paurosi. (iS) fiào dì fortuna. 3 — Indi 3 — Indi pure il pioverli. Lasciare in Nasso. E. §. 3 < ■ Tralasciare, [Omettere ed anche Trascusare.] Lat. oibitfcre, prae- lerire. Gr. Si aKd-rrùv. (Da tra, e lasciare)Bocc. nov. 2. 12. Io per ninna cosa lascereìdi Cristian farmi. E nov. 46. i5. Al quale, quantunque turbato il vedesse, non lasciò ‘di dire il parer suo. Toc. Dav. min. 3. #0.11 sud testamento dìè molto da dire, avendo• onoralo di Sua gran lacultarle Quasi tutti i principali, e lasciato Cesare. » Bemb.Stnr.2.16. U ve Ferdinando armandosi per mare e per terra per resistere a’ ne- »»ci, e non lasciando che fare (cioè non omettendo diligenza) per toer papa Alessandro dalla sua parte ec. richiese il Senato cne vo- lesse ec. E 7. g3. Niente lasciarono a fare d’apparecchiar l’esercito, e dipartir le genti, perchè a tempo se gli occorresse. (\ ) ? —- Onde Lasciar nella penna 0 io penna. V. /1 - 3 — * Nota uso. Cavalo. Att. Apost. 2qg. Allora gli rispuose Io fc e disse : per poco lascio che non diventi cristiano. ( Cioè, sarei quasi per farmi ec. , mi tengo a poco che cc.) (Pr) . ’* —* Nota vai (età Lasciare a dire per Lasciar di dire, E■ Di- , e > S- 29. G.E. 5. io. Lasceremo a dire alquanto ACHto iroperadore «'inni ,.r„ »-2* ... - Sara tempo. (Pi) 24 —* il debito 22 : Rilasciarlo , TVoir voler essere più pagalo. Òmrh S. Greg. 2. 121. Essendo lasciato il debito ad amendui, e. domandato chi ama più il suo donatore ec. E 2o3. La-scjgnio adunque il •debito a’nostri debitori, acciocché egli lasci a noi i nostri debiti.(Pr) 2.3 — IL falcone: si dice del Levar il falconiere il cappello al tu ’ u cone , c scioglierlo dalla lunga , dietro agli uccelli, firv ant. 88, Lo imperadore Federigo andava una volta a falcone, ed avbvaue uno molto sovrano ec. : lasciollo a una filile. Quella montò in alto; il falcone si mise in aria molto sopra Ut. (V) 26 — IL proprio per l' appellativo : [ moda dello slil famigliare e basso,} vale Lasciare il cèrto e sicuro, jrer l’incerto e dubbioso. Eari h Ercol. s <4. Senza dubbio cotestoro lasciano , come si dice, il proprio per F appellativo: Maini, g. 3 . Sicché e' mi par ben tondo e<\ un corvivo Obi toiò star bene in casa allegro e sano, E lascia il proprio per l’ appellativo. 36 LASCIARE 27 28 in to&istoQ&o'i^Abbandonare, V■ J-6,2,; e Abbandono, f.3.(N) IN Asso. * V. $. 3o; e V. Asso, $• 5. (N) 29 — indietro * — Mettere in non cale , Trascurare. V. Indietro, §. 6. Muur. Bini. buri. Spendete in gir in caccia le giornate, Lasciando indietro ogni altra impresa vana. Maur. rim, buri. Gli altri fatti Indietro di gran lunga lascerarmo. (Br) (N) 30 — in forse * = Lasciare incerto e. dubbioso. P. In forse. CO) . 31 — in Nasso : Lasciare in Nassa , o come oggi corrottamente anche si dice, Lasciare in asso — Lasciare uno ne'perìcoli senza ajulo e senza consiglio : preso dalla favola d’Arianna , lasciala da Teseo nell’isola di Nasso. {V. Asso, §. 5.) Lai. in periodo inopcm consilii et ausili desercre. Gr. nvos tv tuvhvvv. Lir. Lue. 5. lic. Glie lasciarono la povera signora in Nasso. Buoi!. Pier. ‘ò. 1. 5. Donna che’l vecchio amante lascia in asso, Per acquistarne un nuovo ec. , Perde un cappon per guadagnare un uovo. »_E 1.3. 1. E che non ni’abbia Per goffo o mal creato, S’io’l lascio in asso del ragionamento. E Salvia, Annoi. ivi: S’io’l -lascio In asso, lo lascio solo, senza compagnia, come è l’asso nel giuoco., che è la monade; o pure come altri eruditi vogliono, in Nasso; clic in questa.isola appunto fu piantata e abbandonata da Teseo là povera Arianna. (N) 3-1 — in'bobe *z=Jjasciare checchessia in dubbio, non dijjiuiio.G.V.11 . /fi, Parendo al papa.,’., che in quella parte ove conchiuse...non fosse perfettamente dichiarato, ma lasciato ancora in nube il detto oppi- nione sì ’l .volle dichiarare. (Pi ) 33 — in sulla corda alcuno*— Turbo aspettare indarno. Car. Lett. ined, irf. Assassinai il Magnifico M. Jerpnimo, clic to lasciai in su la corda tutta notte come fa il Palantcrio. (B) 34. — in tronco *-^.Lasciare imperfetto, Abbandonare. Gor. Long. Mlizzi. (0) " 35 — la briglia [ ==: Allentarla ; e Jìg. Lasciar operare alcuno a sua piena balia , Dar libero corso a qualche cosa. V. Briglia, §. 7.] Lat. 5g lavare babenas. Gr. ànitou ras r/ius. Beni. Ori. 2. 12. 2. Che lasciando ] LASCIARE concepca nella sua mente di mostrarsi nelle parole v negli atti, che ’l marito gli lasciasse. (V) 53 — Aspettare o simile. Vit. S. Gio. Bali. 213. Or perchè non dicesti (essendo egli con Cristo) come disse Pietro in sul monte : stiamei qui, Messere? Ma pur lascia, che non andrà molto che si mescolerà questa tua allegrezza per la parte che tu udirai. (V) 54 —* Desistere , o Cessar di parlare , nel sign. del 5- 7- G. P r . 1. 2f Lasceremo de’ Brettoni e de’ re d’Inghilterra., e torneremo a nostra materia. E 8. 53/ Lasceremo alquanto di Firenze e d’Italia , e faremo incidenza per raccontare grandi e maravigliose novitadi. (P) 55 -Lasciar detto , e si usa in persona di chi parie da un luogo , ed ordina che altri dica per lui. Frane. Sacch. nov. 16. Tolse una cipolla, e puosela sulla apparecchiata tavola, e lasciò, che se’l colai giovane venisse per desinare, gli diccssono che mangiasse di quella cipolla , ec. E appresso : Venuta 1' ora del mangiare ec., domandò ec. ; la donna rispose clic non v’ era, e non vi desinava, ma che elli avea lasciato , se esso venisse , che mangiasse quella cipolla. Kit. S. Mar. Siati, log. Io vo iu Gerusalcm domattina , e Pascerò che voi siete (liatej bene serviti e bene ajntati insino alla mia tornata-! V) 56 — Lasciare scritto, detto. Feo Belo. Vii. Colombi 6. 66. Siccome ci lasciò il nostro buono Signore, diciamo: noi siamo servi inutili.(V) 57 — * Stabilire , Determinare, Bocc. g. 6. n. 7..Modificarono il crudele statuto., e lasciarono che egli s’intendesse solamente per quelle donne die ec. (V) * 58 — * E nel sign. de §§. 20, e 25. Lasciare alla coda = Spingersi, Correre , Volare alla coda 0 sia dietro (di altro ; (dia stessa guisa■ dicesi Muovere alle spalle. Ar. Far. 4 2 - Come di piè all’ astor sparvier mal vivo, A cui lasciò alla coda invido o stolto. (Alcune edizioni hanno : A cui lasciò la coda invito o stolto; ma i altra è da preferissi.) (P) —• Anticain. fu (letto Non lasciò per Non si lasciò cader d'animo,. nvias. Beni. Uri. 2. 12. 2. Che lasciando Non si abbandonò , Non cedette. Biconi. Malesp. cap. i8y. Egli ciò la briglia all’eloquenzia , Fallo han dc’loro error la pcnitenzia. veggendo sbigottì molto , e disse a’.Baroni ec. ; ma però non lasciò 36 — la lingua a gasa o al beccaio: * si dice di Chi sta senza parlare in compagnia ci editi. V. Lingua, (N) 37 — l’arte ‘ — Cessare da una pratica. Vant. hf 3l. 49 ■ Natura certo, quando lasciò l’arte Di sì fatti animali, assai fe’bcne. (N) 38 — libero alcuno di alcuna persona , * cioè Liberamente , In libertà. Bocc. g. 10. n. 4■ Libera vi lascio di Niccoluccio. (V) 3g — luogo* Permettere che si faccia 0 si dica una cosa. V< Luogo. (A.) 4 0 — nel chiappolo o nel. dimenticatoio* = Dimenticare o Essere di- menticqto. V. Chiappolo, §. 2 , e Dimcnticatojo , 5- 2 • (N) 4 1 — nella penna o in pesna alccsa cosa=: Tralasciar di scriverla. Lat. silentio praeterirc. Gr. CLcr.% ^a.fiatai)uf , Demost. Frane. Bari. 55. li. D’ingrati or vini sermóne, Clic non è vizio da la- . sciarlo in penna. 4 2 — pelo: * Lasciarvi il pelo— Costai' ceno, Mettervi del suo. V. Pelo. (0) 43 — per credenza * = Far credere. V. Credenza , §. 2. (N) 44 — per disperato : * Zlicesi per esprime1 e i abbandono di un infermo insanabile. V. Disperato, §. 10, 4. (N) 45 — stari; = Cessare di fate [0 dire] checchessia. V. Stare retto dal V. Lasciare. = — Non toccare , Non ricercare , Non muovere. V. Stare retto dal v. Lasciare. (A) 3 — E Lasciare stare alcuno= Cessare di nojàrlo.'lV, Stare retto dal v. Lasciare.] _ ' 4 —’ Dicesi Lasciami stare , ed anche in forza di nome, r .Stare , retto dal V. Lasciare. (N) ' . • . 5 — * Non solamente si accorda col quarto caso, ma eziandio col terzo e col secondo. Bocc. nov. Lasciamo stare all timoi c.Bocc. nov. Lasciamo stare di questo, ec. e vegniamo a quello clic tu di. L appresso: Lasciamo stare del vostro cammino die impedito alquanto avete.(A) 46 — vili 1 pregi di chicchessia * — Superarlo , o Vincerlo. in pregio , da renderlo quasi vile. Chiabr. Bini. Verdeggiai! orti , che di quei d’ Atlante /Giudice lui, lasciava vili i pregi. (Br) 47 — vivere , colla negativa: Non lasciar vivere, alcuno ,Jig.=z Importunare , Tempestare alcuno. Ambr. Furt. 1. 3. Mi potrò mal .liberare da mio padre, che non mi lascia vivere di volermi dare per donna la vedova ec. (V) 48 —* Vicesi Lasciare alcuno a bocca dolce, Lasciare al colonnino , Lasciare in bianco ec.V.Bocca,tj.2(J,Colonnino, §.2,2., e Bianco,5 2. (A) 49 —* Vicesi Fare a lascia podere. V. Podere. (A) 50 —* Talvòlta vuole sottinteso quello che importa il discorso dinanzi. Bocc. nov. ig. Quando possono occultamente, il fanno, o per mat- . tezza lasciano. ( Cioè lasciano di fare.) E ^3,Egli si struggeva tutto d’andarla ad abbracciare , ma per vergogna.,., lasciava. {Cioè, Lasciava d’andare ad abbracciare.) E gì. Il non avervi donato..., non è avvenuto perchè io non abbia vói valorosissimo cavalier conosciuto... nia la vostra fortuna , che lasciato non ni'ha , in ciò lia peccato. {Cioè, che non m’ha lasciato di donarvi.) E go .Conobbe Salabaelto la cagione che moveva costei a fargli questo servigio.— il che piacendogli, prima la ringraziò, ed appresso disse, che già per pregio ingordo non lascercbbe ec. {Cioè , Lascierebbe di accettare il servigio.) (Pr) 51 —* Nota coslnitlo. Bocc. g. 3. n. 8. Lasciate fare pur me, che come la troverò così ec. {Cioè Lasciate fare a me, Lasciatene il pensiero a me.):(V) 52 —[Usato assolutemi, a maniera di n.ass .] Ordinare alcuna cosa nel testamento. drop.. Veli. 54. Lasciò si Tendesse l’usura, che n’ebbe assai dalla nostra compagnia.» Liane., Sacch. nov. 21. Ecce scrivere al notajo, che lasciava die li suoi figliuoli ed eredi dovessero ogni anno il dì di S. Jacopo , di Luglio, un paniere..,, di pere mezze alle mosche» Frane. Suedi, nov. frj, frammento. Mh io-credo che ella- c prese cuore , e méscsi alla battaglia, T La frase è certa, perchè si trova medesimamente riportata dui Villani nel lih.. 7. cap. g. della sua Cronica) (P) * . . . Co _ N. pass. Kiserbarsl, Conservarsi c Ritenersi. Lat. sdii servare. Bocc. ndv. 4°• 4■ Intanto che parente nè amico lasciato s’avea T che ben gli volesse.» Teschi. 6. g. Veslivan robe per molto oro care, Con destrieri., cavalli c palafreni , E nulla si lasciavano a donare , Sì cran d’ogni gran larghezza pieni. (Min) 61 — [E nel sign. 'del 5. 23. ] Belline, son. 166. Clic lo sparviere II can si lascia sempre con vantaggio. Ga — addietro chicchessia , * fig.=zSupcrai-lo in virtù, in valore. Cas, Gal. Dalla quale ajulali e -sollevali sono pervenuti ad altissimi gradi, lasciandosi lunghissimo spazio addietro coloro , clic erano dotati di quelle più nobili c piti chiare virtù che io ho dette. Muli. Franz, lini. buri. L’odor si lascia tutt’Arabia addietro. (Br) 63 -— cadere, in alcuna cosa — Tiuscorrere a fare quella tal' cosa.. Slor. Bari. 3. Óra ti se’lasciato cadere in cotale disonore. (/,’ ediz. di Roma 1816 a pag. 4■ ha: Tu eri il primo barone clic in mia corte ricevesse alcuno onore ; ed ora ti se lassato cadere 111 cotale disonore.) ( Così si dice Ti sei lasciato aver paura , aver male ; quasi dica : Hai sofferto di ec, ; ovvero: Mi sono lasciato ire a dotarla lino a ec. scudi , cioè sono trascorso cc.) (V) 64 — consigliare , * cioè Persuadere. V. Consigliare , §. 1 2. (A) Co — dietro*:=: Avanzar nel coivo, e ftg. Superare. V. Dietro,J.- i‘à. (N) 66 — dire : Lasciatevi dire ec. Modo de’ comici par Lasciale che dicano , ec. Cecch.. Sliav. 3. 3. Lasciati dire ; non vi andare. Ambr. Cof, 5.-6. È non è'ycr; lasciatevi dire. E Furt. 5. ifr àlia non è ella ; lasciatevi dire- (V) 67 — ferrare , * fig.zzz Lasciarsi fave quel che altri vuole. V . Fer- /raro,5.3. (A) . . * - 68 * indietro.* Lo stesso che Lasciarsi afìdicU’o.'/^*§*62*-^o^-^ 7 *7>."Siccome nella liberalità a quel gran monarca, non cede , così nella cognizione delle* cose e nella prudenza di gran lunga lo si lascia indie- 69 — intendere Dive , uLffeivneo'e, Beno. CcILOi ef. Mi fu detto dono , ebe Michelagnolo s’ era lasciato intendere così , dicendo elve imo.ee. Davanz. Sci sm. , Cornili. -1.754 ? pag- ^6'. Lasciatosi intendere clic non soscrivcrebbe mai quella supplica.. (\ ) _ 70 — ire 7=.Indursi cui andate. ISov. ant. 61. 1 nobili caiaucn si la- sciarono ire dalla dama , c ricliicserla con gran preghiera , clic li facesse perdono. (V) . .. 2 _* E Lasciarsi ire ad alcuno “ Acconsentirgli, Compictceigh. Buon. Tane. 4. f; Ed egli, perchè’f sangue lo tirava, Per la dolcezza se le lasciò ire. (N) _ 71 — mangiar la torta in csvo*z=JSon avvertire, Tollerare. V. Torta.(A) 72 ■— morire * — Sostenere , Patir di morire. Bocc. g. 3. n. 8. Io mi Pascerei innanzi morire che ec, ( E la forma medesima di costruita- che hanno questi altri : Lasciarsi aver male 0 paura , Lasciarsi cadere ez.V. §.63.) G. V. 6. 23. Il detto savio (Pier delle Vigne) per dolore si lasciò morire in prigione. Gr. S.Gir. fri. Cattivella , noli li lasciar morire ; latti bene mentre puoi. (C/oè, Sofferse di morire... Non patir di morire , secondo il Cesari.) (N) -3 —- prendere o chiappar-al boccone*— Tollerare , Permettere. V• Boccone , §. 7. (A) - , , 54 —* i/l alcuni costrutti in cui secondo il discorso, questo verbo dovrebbe reggere il sesto caso, è accompagnato invece per sua proprietà del terzo.'Bocc. n. 23. Tu. . - ■ non ti lasciassi vincere; tanto all’ ira che tu ad alcuno de’ tuoi il dicessi. E 65. Quale smemorato altri che tu che alla gelosia tua t’hai lasciato-accccarc., non avrebbe queste cose intese ? Introd. Senza lasciarsi parlare ad alcuno. Omel. S. Greg- t. 127, Si lasciò menare pel monte a colui dalle cui’ membia ' c > LASCIATA E epos. Pater, f 55. Chi si lascia a stia carne vincere, dii entra in una molto grande scrvitudine. G.F.1.36. La detta donna glifece grande onore , e non gli lasciò pagare nulla spensaria. {Tuttavia ponendo ben mente, il costrutto è regolare , e quel terzo caso non appartiene all’ altro velia , ma a Lasciare , e la locuzione è cosi : Lasciò a colui il menare sé nel monte : non lasciassi all' ira il vincer tanto te ec. Mentre se vi è qualche esempio col sesto caso come quello che leggesi in Cic. Pisi. Quint. 5- Colui nel mare si lascia vincere dalla fortuna, e V altro del Bocc. n. g8. In ciò si lasciano trasportare dall’ardire, unico esempio per quanto io mi sappia in tutto il Decame- rone, il costrutto è diverso , ove non volessimo mettere in Jforse la bontà della lezione.') (I’r) Cron. Morell. 265. Non ti lasciare ismovere _nè a denari nè a promessa. (N) 7-ò — * (Mario.) Lasciare dicesi Quando salpando l àncora si stacca dal terreno ; cosi l' Ancora ha lasciato s ’intende dire che Si è stac- cala. (A) Lasciata , La-scià ta. [AC] F.A. F. e di’ LasciamCnto. Zibald.Arulr. io6. I fanciulli che nascono a’ 357 punti alla lasciata della pianeta in segno d’ Arpiario cc., si nascono attratti. 2 •— Proveri. Tutte le lasciate sono perdute ~ Il lasciarsi fuggire un guadagno è una perdita. Cecch. Assiuol. 2.2. Tutte le lasciate son perdute, e massime in quell’ arti, dove non si mette se non passi e parole.(V) 3 — (Ar. Mes.) Difetto del panno , che in qualche parte eresiato senza cimare. (A) Lasciato , La-scià-to. Add. m. da Lasciare. Lat. dimissus, rolictus. Gr. à^tifrsVos, Bocc. nov. 15. >3. Come Andreuccio si vide alla sponda del pozzo vicino, cosi, lasciata la fune, colle mani si gittò sopra quella. E nov. Si. 10. Lasciate le sue damigelle nel giardino , pianamente se ne entrò nella camera. Amet. Sg. Costui , che tu qui vedi , dalla sua madre a me nella sua infanzia lasciato , ec. Amm.Ant. 18. f. 7. E da guardare che solamente pajano l’amistà lasciate, ma non le nimistà cominciate. 2 — (Ar. Mes.) Inforza di sm. Lo stesso che Lasciatura. F. (A) Lasciatura. (Ar. Mes) La-scia tù-ra. Sf. Presso gli stampatori, Eirore del compositore allorché egli lascia indietro una 0 più parole. Alcuni dicono TJn lasciato, e in gergo Un pesce. (A) Irascibile , La-scì-bi-le. Add. coni. F. A. Dissoluto, Licenzioso , Trascorso. Lat. solutus , licentior. Gr. dtrwros. (V. lascivo.) G. F. 5. 25. 2. Corresse la vita lascibile , e ridusse i Cristiani a penitenza. E 12. fo. f La qual cosa è in pochi per lo difetto del vizio lascibile. Lascio. [Set .] Legato fatto per testamento , [Disposizion testamentaria , con cui si lascia alcuna cosa. ] Lat. legatimi. Gr. StZpov ztxpx toì oixrQifiinov. G. F. 7. i5f. 2. Molti benelicii e limosino profferte, e lasci fatti. M. F. 1, 7. I cittadini , eli’erano avviluppati nelle mani de détti capitani per Ir lasci e per lo dote e per li debiti ec. non Si poteano per lunghi tempi spacciare da loro. Tratt. gov. firn. V a V asci " cl ’ uno ch ’ awa lasciato tutto il suo P<1 Dio alla chiesa donde era vescovo. Cron. Morell. 23 8. Egli ebbe a ritrarre c regolare le loro masserme , lo loro case , i mortorii , i lascile tutte 1 altre cose. E 254. Questa spesa fu nel mortorio ne’ìa- sci, che furono assai, nella dota di nostra madre , e in molte spese estraordinarie. Tac. Dav. ann. 3. 66. Mise cercatori a rifrustare chi, senza poter esser padre, tenesse lasci. LASCO 3 7 perciocch’ egli non sapeva che la sua nuora fosse pregna, dimenticò d suo nipote al fare del suo lascio. a — Lassa, Guinzaglio; onde Andare al lascio, che si dice del Tenere fuor della fila il cane in guinzaglio , e andare alle poste. 1 — * E Dare il lascio := Lasciare andare addosso a quale, fii animedi da corso. F- Dare il lascio. (Ni t qualche fiera 4 cortese alloggio. (B) . Lascito , Là-scL-to. fan. Legalo ,1 Lascio. —, Lassilo , sm . Etti , legatura. Gr. wcpA roO Ir. Gwrd. Pred. E. Si , confidano molto ne’ lasciti testamentari* che fanno al punto della morte. Lasciva , La-scì-va. [Sf) F- A. F■ e di Lascivia. Lat. lascivia. Gr J), tcc yp t . 22 4- New secondo i costumi de nobili > Asp. p. jy r 32 ‘T^oi siamo tutù lavati cV ima medesima lasciva. {Cosi stampa . ma il codice Redi ha Lcsciva.) (N) Lasciva?*este , La sci-va-mén-te. Avv. Con lascivia, [ Disonestamente. Lasciviosamente , sin.) Lat. lascive , pctulanter , molliter. Gr. «"«■irjcwrw, imlruts, /xxKxxia. Pelr. Uom. di. Ecce alcune cose con- * r ° a’ suoi prefetti , e alcune lascivamente contro a se. Fir.Dud. teli. d °nn. 352. Quelle eh’erano femmine, o discendono da quelle eh c- cano femmine , in ogni parte amano la bellezza 1 una dell altra , chi puramente e santamente ec., chi lascivamente ec. Lascivakaa , La-sci-vàn-za. [Sf) F. A. V. e di Lascivia. Maestruzz. 2 - 11- 6. Per questo l’uomo diventa inchinevole a’ vizii delle lasci- Vanze. Celi Ab. Lue. cap, ir. pag. SS. In prima si conviene che * uomo getti da se le cagioni delle lascivanze, Fr. Jac. T. a. 16. 6. Vidi mìa temperanza , Ch’ era mia lascivanza Sfrenata senza freno. arAscivetto, La-sci-vét-to. Add. m. dim. di Lascivo.—, Lascivolo, sin.Iat. «scivibandus, lasciviens. Gr. xtnxyrt s. Fir. DUd. bell. domi. 416. Nello' “zarsì vuoi distendersi tutta, e quasi imitar* la lascivetta pifkmba. Focid. IT. 2 — [Per metaf. Liberamente vagando.! Red. Didr. 5 /. Ovs U viti in lascivetti intrichi Sposate sono, in vece d’ olmi, a’ fichi. 3 — Ed in forza di sm. Fir. Dial. bell. domi. 384- Diciamo : la tale è vaghetta , quando parliamo d’ una, che ha un certo lascivetto e un certo ghiotto colla onestà mescolato. Lascivezza , La-sci-véz-za. Sf. Lo stesso che Lascivia. F. Liiurn.Qccorr. 2. , e Selvett. 3. e 5. Beig. (Min) Lascivia, La-sci-vi-a. [A/.’ Propriamente Rilascialezza, cioè Mancanza di disciplina , Licenza , secondo il senso generico che aveva lai voce presso i Latini e che fu conservato dagl' Italiani , come si vede in Lascivo , 55’ 2 e 3. Ma il più generale e ricevuto significato di. qiiesta voce è quello di Abito dell animo inclinato a cose impudiche ,] Movimento disonesto di coi -pò e di animo dissoluta, procedente da intemperanza carnale. [La Lascivia è ardente, brutale , cieca , furiosa , insaziabile, laida, obbrobriosa , sfrenata ec. —, Lasciva, Lascivanza, Lascivezza, Lascività , sin.) Lat. lascivia. Gr. àaixyua. (Dal lat. lascivia, quasi lascivia , da laccare corrispondente al nostro rilassare, sciogliere, rallentare. ) Lab. 43. Quantunque l’entrare in questo luogo sia apertissimo a chi vuole entrarci con lascivia e con piattezza , egli non è cosi agevole il riuscirne. Peli', cap. 1. Ei nacque d’ozio e di lascivia umana. Cavale. Mecl. cuor. Gli occhi sono da reprimere e raffrenare dalla lascivia della sua volontà. 2 — ' Per metaf Motto , Parola lubrica, disonesta, Espressione grassa, equivoca. Crudel. Rim. Se di bocca mi sdrucciola improvvisa Una lascivia , un lubrico concetto. (A) 3 — * Facilità a scorrere in checché sia. Omel. S. Greg. t. 21 g. Quelli soli debbono pigliare la cura pastorale , i quali sanno già domare nel corpo loro la lascivia della lussuria. {Il lat. ha fluxa luxuriae.)(Pr) 4 >— Nel num. del più, parlando di cose di lingua, prendesi talvolta per Leziosaggini, Capestrerie, Affettature. Lasc. Rim. buii. 1. Non offende gli orecchi della gente Colle lascivie del parlar toscano, Uu- quanco, guari, maisempre e sovente. (V) (N) 3 — * (tcon.) Giovane donna riccamente vestita , la quede sta mirandosi m una spera , tutta intesa alla sua acconci attira ; sulle sue ginocchia veggonsi due passerotti che si accarezzano. (Mit) LasciviAre , La-sci-yi-à-re. [ N. ass. ] F. A. F. e di’ Lascivire. Lat. lasciyire. Gr. xxoXxtrrxUw. Sen. Provv. f'-’-'e, Quando vedi gli uomini buoni , e piacenti agli Iddii , affaticare, sudare ec. , e’rei la- sciviare , o per diletti carnali cascare , pensa ec, Lasciviekte, La-sci-vi-èn-te. [Pari, di Lascivire.] Chelascivisce, Lascivo, Lat. lasciviens. Gr. àxoXxerxhw. Amet. 6. Dalla lascivientc turba da diverse parti era assalito. Lascivio , * La-scì-vi-o. Add. m. F. A.Fedi’Laso.ho.Cavalc.Pungil. 260. La quale per lo vitello , animate lascivio , è assomigli,ito.£ 262, Usino e facciano canti lascivii. E appre soa Vedere le femmine vane, e lascivie. E di sotto : Con andamento e incenso lascivio, E 270. Il parlare di lingua lascivia è colpo di lancia. (V) Lasciviosamekte , La-sci-vio-sa-mén-te. Avv. F. e di Lasci veniente. L’u- brin. Sacr. Regn. 4■ 14^- Rerg. (Min) Lascivire , La-sci-vi-re. (IV. «ss.] Divenir lascivo, Operar lascivamente. —, Lasciviare, Illascivire,szn.Xai. lascivire. Gr. àtsAyùv.I’r Jac.T.6.2. 3p. E pon’mente a’reggimenti , A’costumi, a’ guardamenti, A’pensieri, a’parlamenti, S’io in nulla lascivisco. {Lo stampalo ha: Sioia nullo laccio invisco.) S. Beni. Lelt. Se sono costretti di striguersi insieme dalla buona volontà, non possono lascivire, 2 •—* Amoreggiare lascivamente- Bocc. coni. Inf Ballano, cantano, la- sciviscono cogli occhi, con gli atti e con le parale. (A) Lascivissimo , La-sei-vìs-si-mo. [Add. m.) superi ., di Lascivo- Lat. le— scivissimus. Gr. arra àtni.-yns. Petr. Uom. ili. Alcuna volta onestissimo , al cima volta lascivissimo in lussuria. Farch. Ereol. 2 q4. Ovvidio fu lascivissimo, . t rr IjAsctvitÀ , La-sciLascivo. V. A. f. e di ] Lasci- via. —, Lascivitade , Lascivitate, sin. Seal S. Agosti S e gli ritorna alle sozzure de’ peccati, e alle puzzolenti lascivitadi del inondo. Rat. Inf. g. Se è (la superbiaj in lascività di canto ; in una voce falsa , o in fraudolente mancamento di voce. Lascivo, La-seì-vo .Adcl.m.Che ha lascivia .—, Lascivio, sin. (Filmpudico.) I.at. laseivus. Gr. itnXyès.Fit. SS. Pad. 2. 33g. Tanto bella, e sì vana e lasciva, che molli, per lo suo amore singolarmente avere, conten- deano insieme. Bui. Par. 5. Lascivo , cioè vago e dissoluto. 2 — * Sciolto. Inclinato, Proclive. Fr. Burb.t. E la natura umana, Come savete, è più lasciva in male, E ’l ben è faticoso a chi noi cale. (#)' 3 — [E nel sign. proprio ed originario latino della voce Lascivia, j Bocc. introd. 2 5. Essi cosi utili loro costumi, come i cittadini, divenuti lascivi, di ninna lor cosa o faccenda curavano. 4 — * Intemperante. Sen. Pist. 160. L’ uno gitta fuori dello stomaco per iscaricarlo , l’altro si guarda del vino e del bagno per le gotte, e semplice e delle altre cose sono lascivi, ma tuttavia ei si guardano della cosa che più spesso gli giara. (Pr) 5 — [Esultante , Che scherza, Che giucca , al modo de Latini. )Dant. Par. 5. 83 Non fate come agnel che lascia il latte Della sua maitre, e semplice e lascivo Seco medesmo a suo piacer combatte. » March. Lucr . lib. 1 ■ Onde i nuovi lor partì ^degli armentij ebri e lascivi Con non ben fermo piè scherzali per 1 erba, (ih) Lascivolo, La-sci-vo-lo. [Add. m. dim. (A Lascivo./'C L. e A. F. e di’) Lascivetto. Lat. .lascivulus, dissolutus. Gr. d,.QKx-rc. Albert, cap.33. E se vuoi aver lode, o buona fama, fuggi d’esser lascivolo, cioè sfrenato. Lasco. Add. m. F-A. Pigro File. Lat. iners , stipimi» , mollis, de- sidiosus. Gr. Ifrao: , UyA , fcaXxxds, hyyv.-csi.'/i?. (Dal celt. Besg pigro , poltrone, vile, senza coraggio, molle, debole. Nella stessa lingua le due voci las llacc vaglion pure debole e pigro. In ar. lascia divenne vile dopo la sua elevazione. ) Tratt. pece. mort. Quando egli è disleale, non caknte, dimentico, lasco, diflàllante e fievole. Montem. 6 38 LASCORIA Rim. son. 7. Fatto ni’è l’amar dolce , e ’l dolce amaro, E il viver lieto , dispettoso e lasco. Lascoria. * (Geog.) La-scò-ri-a. Antica ciuà della G(dazia. (G) Lasero.* (Bot.) Là-se-ro. Sm. Sugo del laserpizio, il quale si estrae per mezzo d’incisioni dal fusto e dalle radici della pianta, e che vuoisi lo stesso che V assafetida- Leincry. Lat. laser. (V. laserpizio.) (Van) (IN) 2 —* Sorta di pianta medicinale, isterica , vulneraria e carminativa. Lo stesso che Laserpizio. F. (Van) (N) LAsERmio.* (Boi.) La-scr-pì-zi-o. Sm. F.G.Lat. laserpitium. Genere di piante a fiori poli petali, della pentandrìa diginia, e della famiglia delle ombrellifere , dotale de’ seguenti caratteri: ombrelle ed ombrellette a raggi numerosi , munite d’ involucri di molte foglioline membranose ne’ margini sfrutto ovale con ali membranacee e longitudinali. Fra le numerose specie di questo genere ve ne ha una il (Laserpitium siler), di cui adoperavasi altre volle la radice come vulneraria , e i semi come stomatici , carminativi e diuretici. Questa pianta riconoscibile per le sue foglie bipennate colle foglioime ovali , lanceolate , intere e picciuolàte , come pure per le ali strettissime de’ suoi semi, cresce nelle montagne mericlioiudi dell’ Europa. La sua radice è assai a- mara ed i suoi semi contengono celi olio essenziale pari a quello spettante al maggior numero delle piante ombrellifere. Evvene luialtra specie a foglie larghe , la cui radice cilindrica e biancastra ha un odore folte e contiene un succo latteo acre, amaro , alquanto caustico , derivante delle proprietà purgative che possiede. 1 montanari l' adoperano contro le sciafile e lo scorbuto. (Da laser che anche in latino indica il succo di questa pianta , c dal cclt. pit o pat abbondante : Abbondante di laser. Quest’ ultima parola semina ancor essa di origine celtica: mentre in quella lingua/«s vale acqua. Iu olir. lasciad pittila dischiuse , sciolse, distrigò il succo.) (Aq) (Van) (N) 2 — (Farm.) Specie di gomma, {delta anche Lasero,) e secondo molti la stessa che l' A ssa. Lai. laserpitium. Gr. òrfòs tnAtf/or. Ricett. Fior. 20. 11 bengiuì è gomma d’im arbore, la qual gomma non c il laserpizio odorato, come abbiamo detto , ec. IjAsho.* (Geog.) Città della Polonia. (G) La sia. * (Bot.) Là-si-a. Sf. F- G. L-al. lasia. ( Da lasios irsuto. ) Genere di piante della famiglia de’ muschi, caratterizzale da una cuffia vellutata e sparsa di lunghi e ruvidi peli. (Aq) (Van) 2 — * Specie di pianta dell’ India appartenente al genere Pathos , e da Roxburg della Pothos lasia, così denominata da’ pungoli di cui è coperto il nervo della pagina inferiore delle foglie , e della quale se n’ era formato un genere. (Aq) (IN) Lasia. * (Geog.) Isola situata sulla costa della Licia , ed altra sulla costa del Peloponneso in faccia a Tiezene. (G) Lasiaktera. * (Bot.) La-sian-tè-ra. Sf. V. G. Lui. lasianthcra. (Da lasios irsuto , peloso , c anthera antera.) Genere di piante , secondo Decandolle , della famiglia delle ampelidee , e della pentandrìa monoginia di Linneo, e così denominate dall’ avere le antere ricoperte di lunghi peli bianchi. (Aq) Lasiakto.* (Bot.) La si-àn-to. Sm. V. G.Lat. lasiantbus Lin. (Da lasios irsuto , peloso , e anthos fiore.) Genere di piante esotiche col calice diviso in quattro parli , colla corolla ad imbuto coverta di peli , con quattro stimmi, ed una bacca con quattro noci. Appartiene alla tetraedri a monoginia , famiglia delle rubiacee. (Aq) (N) a ’— * Specie di piante del genere gardenia con fiori polipetali lungamente peduncolati e foglie coriacee glabre e capsole ovate , calici pelosi della monadelfia poliandria, e della famiglia delle malvacee.Lat. gordonia lasiantbus. (Aq) (N) Lasio. * (Zool.) Là-si-o, Sin. F, G. I.at. lusius. (Dal gr. lasios irsuto.) Genere 11 insetti dell’ ordine degli imenotteri , stabilito da Frahricio a scapilo delle formiche , e così delti pei ■ essere coperti di peli. (Aq) Lasio. * N- pr. in, (Dal gr. lasios fervido, animoso.) — Uno de’ proci d'Ippodainia. (Mit) 2 — * (Geog.) Antica fortezza dell’ Arcadia. (G) Lasiobotrio. * (Bot.) La-si-o-bò-tri-o. Sin. V. G. Lat. lasiobotrys. (Da lasios irsuto , peloso, e botry's grappolo.) Genere di piante crittogame , e della famiglia delle qnf ilice , così dette da’ loro ascidii aggregali , riuniti in grappoli, e vestiti di peli. (Aq) (N) Lasiocampa.* (Zool,) La-si-o-càm-pa. Sf, / . G. Lat. lasiocampa. (Da lasios irsuto , e campe articolazione , piegatura.) Nome dato ad un f enere di insetti lepidotteri, formato a scapito della specie del genere ombjx , e provveduti di articolazioni pelose. (Aq) LàsiokÌta,* (Min.) La-si-o-nì ta. Sf. V. G. Lat. lasionita. (Da lasios irsuto , peloso, ed onos asino. ) Sostanza minerale che si presenta in cristalli capillari, e come peli, e che si trova nelle fessure d’ una miniera di ferro idrossidato nelle miniera di S. Giacomo vicino ad Amberga , nell’ Alto Palatinato. (Aq) Lasiopetai.o.* (Bot.) La-sio-pè-ta-lo. Sin. V , G. Lat. lasiopetalum. (Da lasios irsuto , peloso , c petalon petalo.) Genere di piemie acquatiche della Nuova Olanda , della pentandrìa monoginia , e della famiglia delle buttneriacee, col calice corollino campaniforme peloso fornito di tre brattee , con pelali piccolissimi , colle antere che nell’ apice si aprono per due pori , con una capsola a ire cedette con tre semi ; contiene due specie, cioè il lasiopetalum ferrugineum, ed il parviflo- rum, i cuifiori hanno una corolla di cinque pelali piccofes«».(Aq)(N) Lasiopica. * (Zool.) La-si-ò-pi-ga. Sf. V. G. Lat. lasiopyga. (Da lasios irsuto , peloso , c pj-ge natica.) Nome d’lina divisione dei gue- noni , che comprende le scimmie di questo genere, prive di callosità alle natiche , e le quali anziché nude, sono vestite di peli. (Aq) Lasiopo.” (Bot.) Lasi-ò-po. Sm. F~. G. Lai. lasiopus. (Da lasios irsuto, peloso, e pus, podos piede.) Genere di piante della famiglia delle corìmbifere, e della singenesia superflua di Linneo. 1 caratteri dèi genere sono un antodio con squame embriciate, con fiori del raggio linguettati del disco tubolosi, ricettacolo nudo puntato, semi ciUndrici pelosi, pappo di setole piumose. Comprende questo genere LASSATO una specie , cioè il. Lasiopus ambiguus, ed è così denominalo da’ peli lanosi de quali e circondato il collctto della radice 5 come pure n’ è vestito lo scapo o piede che porla la fi orintra. (Aq) (N) Lasiopogojn'.* (Bot.) La-si-o-pò-gon. Sm. F. G. I.at. lasiopogon. ( Da lasios irsuto , peloso, c pogou barba.) Genere di piante della famiglia delle corimlifere , e della singenesia poligamia di Linneo', stabilita dal Cassino, sopra l ovario, che è ovoideo, un poco compresso, liscio e sormontalo da un pennacchio , i cui peli sono vestili di altri piccoli peli , sicché sembrano barbati. (Aq) Lasiospermo.*^ (Bot.) La-si-o-sper-mo. Sm. F. G. I.at. lasiospermuni. (Da lasios irsuto , peloso , c sperma seme.) Genere di piante della famiglia delle cortmbifere , e della singenesia superflua dì Linneo , stabilito da Lagasca : e distinto dall’ antodio emisferico embriciato , dal ricettacolo pcdeaceo , e dai semi cinti di cotone e privi di pappo. Sono queste piante così denominate dai lungi lì peli de quali sono . coperti i loro lunghi semi. (Aq) (N) Lasiospora.* (Boi-) La-si-ò-spo-ra. Sf. V. G. Lat. lasiospora. ( Da lasios irsuto, peloso, e spora seme.) Genere di piante della famiglia delle cicoriacee , e della singenesia eguale di. Linneo , caratterizzate eia un antodio cilindraceo a due serie di squame, le interne carenale nel dorso e membranose ne’ margini , dal ricettacolo piano fovcolato nudo , c così denominate dall’ avere le achene (semi di LinneoJ leggermente stipitate, oblunghe, cilindriche, e coi lati longitudinali coperti da lunghi peli coma lanosi. (Aq) (N) Lasiostosia.* (Bot.) La-si-ò-sio uia. Sf. F. G. Lat. lasiostoma. (Da lasios irsuto, peloso,e stoma bocca.) Genere di piante della leirandria monoginia, della famiglia delle contorte, e distinto da un calice diviso in quattro parti , da una corolla monopetala imbutiforme col lembo quadrifido, nella fauce o bocca del tubo pelosa colla capsola di due semi. (Aq) (N) Lasiotteka.* (Bot.) La-si-òt-te-ra. Sf. F. G. Lat. lasioptera. (Dafar/os irsuto, peloso , c pleron ala.) Genere di piante della famiglia dette cruciformi , e della telradinamia siliquosa , stabilito sopra il fruito che è una siliquelta, o silicula alala e colle ali vestite di peli. l)e- candolle riunì questo genere al lipidiuin. (Aq) LASU>PA.*(Geog.) La-sip-jia.^lutréfi città dell’India al di là del Gange.(G) Laso ,* IV. pr. m. I.at. Lasus. (Dal cclt. las per lag debole, caduco. in gr. lasios irsuto .)—Poeta e musico greco. (B) (Mit) 2 —* (Geog.) Lui. Lasos. Antica città dell’isola di Creta. (G) Lasoi.* (Geog.) La-sò-i. Città del Tibet. (G) Lassa. [SJ.Lo stesso che} Guinzaglio. V.L,at. lorum. Gr. l/As. (In frane. latsse , dal celi, las calcila.) Ar. Far. fi. fio. Un cali d'argento a- ver vuole Oliviero , Che giaccia, c clic la lassa abbia sul dosso. Lassa.* (Geog.) Giuli dell’isola di Cunclia, nel territoiio di lletimo.(G) Lassasa. * (Bot.) Las-sà-na. Sf. Lo stesso che Lampsana. F. (IN) Lassare , Las-sà-re. [Alt. Render lasso, ] Stancare, Straccare.Lat. lassare , defatigare. Gr. xo-itcm , x-aravaviìf .11 Sen. Pisi. l49- 'Fu ti sforzi di farci credere clic ucuna differenza è dallo stare in allegrezza , o in tormenti , c a lassare il tormentatore. (Pr) 2 — Lasciare. (V. 1 ’dimoi, di lasciare.) Peli-, son. i3. Poi ripensando al dolce ben di’ io lasso ec. , Fermo le piante sbigottito c smorto. E canz. i. 1. Lassare il velo o per sole o per ombra, Donna, non vi vid’ io. Dani. Par. tf to/p Ancor mi scuserà di quel ch’io lasso, E Rim. (J.Allor lassai la nova fantasia, Chiamando il nome della donna mia. Rim. ant. Guitt. gf. Ma per lentezza si lo lassa gire. Ar. Lìti-, 27. 66. Lascia la cura a me , dicca Gradasso, Ch’io guarisca costui della pazzia : Pur Dio, dicca Ruggier, non te la lasso. 7'ass. Ger. 16. fio. O tu , clic porte Parte teco di me,parte ne lassi, 0 prendi l’uno , o rendi l’altra, o morte Dà insieme ad ambe. 3 •— * Onde Lassare addietro Pretermettere. Lasc.Nan.ì.jS. Ed infiniti ancor, eh’addietro lasso, Infranti, sanguinosicmalconteuti.(Br) Peli’, canz. 8. fi. Che nacque il giorno ch’io Lassai di me la miglior parte addietro. (N) A —* Allentare , Rallentare , Ammollire, Mollificare ; il che dice stanche Rilassare e Relassare. Lat. relaxare. Pasta. Cr. 6. 52 . r. Il fiengreco è caldo e secco , ed ha sostanzia viscosa, onde ha virtù di maturare e di lassare, ( Qui n. ass. ) (N) 5 _ IV. ass. e pass. Aprirsi , Sfasciarsi , Dissolversi. (Dal lat. boxare aprire, onde laxari aprirsi. In arabo lascia svaili, si sciolse in nulla. ) Ar.Fuv. 26.-Hi .Come il villan, se fuor dell’ alte sponde Trapela il fiume, e cerca nuova strada, Frettoloso, a vietar che non affondo I verdi paschi e la sperata biada, Chiude una via cd un’altra e si confonde; Che se ripara quinci che non cada, Quindi vede lassar gli argini molli, L fuor 1 ’ acqua spiccar per più rampolli, ec. E 4V. -tf H legno vinta in più parti si lassa , E dentro l’inimica onda vi passa. (M) 6 — N- ass. nel sign. del §. 2. ed in prosa , se pur non vede assolti' tam. Divenir lasso. Cavate. Espos. Simb. 1. 88. Dobbiamo dunque > dico , esser longanimi in aspettar Dio; c mai, perchè egli ci si mosti' 1 duro, non lassar di confidarci in lui. (V) Lassativo. (Farm.) Las sa-ti-vo, Add.[e sm. Nome dato ai rimedii d‘ e hanno per effetto di determinare le evacuazioni alvine senza cagiona rf irritazione alcuna negl’intestini ] che hanno virtù di lenire e mollip' care o purgare; [ Lassante, Allentante, Rallentante , Rilassante, A'”' mollitivo , Mollitivo , Ammollante , Ammolliente .—, Rilassativo,rùrl Lat. molliens , laxans. Gr. x“ Xa0 " r “ 0 )- Declam. Quindi. CSe troppo ardore delle membra induròe , aggiugnete medicine lassative. Cf- 6. 36. 3. La scatapuzza c molto lassativa , e purga di sopra c d 1 sotto. E 6. 6fi. 1. Laureola è un'erba lassativa . cd è adda e sef^ nel quarto grado. Lib. cur. malati. Metti in opera la virtù lassali' 9 della scamonea.» Red. nel Diz. di A. Pasta. Stia lontano da’ m< d l * camenti lassativi per purgare il corpo da’suoi escrementi , basi and 0 in tal caso qualche lavativo innocente ec. (N) Lassato, Las-sà-lo. Add. m. da Lassare. Stanco. Lai .fatigatus , f ess "3 Gr. xinfii ìkùs, xo«u9ds. Pelr. son.61. Io d"*i fui d’ amar voi lass at LASSAZIONE unqnanco , Madonna, nò sarò. » Atnor.Vis.20. Quest», anelando con lassato fianco D’ ainor per 1’ alte piaghe crude e fiere, Parca dicesse: ahimè ! eh’ io vengo manco. (B) Lassazione, Lasfsa-sió-ne. [*5yi Lo stesso che Lassezza. VA Lai. lassi- ludo, languor. Gr. cc.Qszts , xoVos. TeoL. misi. La qual cosa è sopra ogni virtù dell’umana condizione per continua lassazion delle virtù. Coll. Ab. Isac. cap. 17. 4 °' Il riposo del corpo è cominciamcnto d’ ogni male , e lassazione nel sonno. Lassezza , Las-scs-sa. [Sf ast. di Lasso. Quel sentimento che prooasi da chi è stanco; e che dicesi a/ic/àe] Stracchezza, Stanchezza, [Fiacchezza, Rilassatezza, Infralimenio, Allentamento, Rclassazione ec.—,Lassazione, Lassila, Lassitudine, Dilassczza, sin.} Lat. lassitudo, fatigatio.Gr*. xoVgs , xa/aaros. Amet. g. Coloro i quai, dopo lunga lassezza , Lieti posai appresso i loro eflètti, Nel ben felice della somma altezza. Sen. Pisi. Una pigrezza sorprende i nerbi , e una lassezza senza fatica. Med. Alò. Cr. Fatiche , e lassezze, e fami, e seti tormentose c crudeli. Coll. SS. Pad . La lassezza del vegghiare ci diletta , la continua lezione e meditazione delle scritture non ci sazia. 3 *(Mcd.) Lassezza, Lassitudine, Lassazione dicono i medici a quella sensazione penosa che si patisce dietro qualunque esercizio violento o prolungalo degli organi, la cui azione è soggetta all impero della volontà, ovvero dietro qualche malattia ; talvòlta /’'accasciamento o rifinimento di forza è sintomo di malattia. Lat. lassitudo. (A.O.)(Van) Lassi. * (St. Eccl.) Ne'primi tempi del Cristianesimo erano chiamati Lassi, cioè Caduti, quelli che dopo averlo abbracciato ritornavano al Paganesimo , e se ne distinguevano cinque specie , secondo il grado della loiX) colpa . Fu dato anche in progresso di tempo tal nome a Coloro che consegnavano a' Pagani i libri santi per bruciarli. (Dal lat. lapsi caduti.) (Ber) (Van) Cassia. * (Grog.) Làs-si-a. Antico nome delTisola di Andi'os. (Van) Lassico. * (Zool.) Làs-si-co. Sm. Specie di topo detto anche Vajo , forse cosi chiamato dall’isola di Lassia. (Van) Lassira. * (Grog.) Las-sì-ra. Antica città della Spagna. (G) Lassismo. * (St. Eccl.) Las-sì-smo. Sm» Sistema d'opinioni rilas date sparse nel volgo nel secolo Vili» e favorevoli alle cupidigie della carne e del sangue. — Ora questa voce si estende a molli altri signi- frati. (G. F.) (-N) Lassista. * (St. Eccl. e Lctt.) Las-sì-sta. Add» e sost. coni. Chi prò- fessa lassismo in alcune opinioni religiose o letterarie. (G. F.) (N) asiìtta , Lus-si-là. Sf Lo stesso che Lassezza. V. I medici per lo piu la prendono per Rilasciamento , Mancanza di tuono. Cocch . Lign. Dall’apparenze della rachitide è facile l’accorgersi eh’ella depende da ria ed ineguale nutrizione per l’inerzia e lassila degli or- pm solidi , oc. E Malrim. Mali che han per origine la debolezza c ussita d«'lla fibra, dolorosi effetti delle dolcezze troppo frequenti.(A) Candui (P)^^s-si-ti. Catena di montagne e città dell isola di Lassito, Làs-si-to. [.SVn. V. A V » T -, ^ „ r/vM.irtL: » » n M • o d f - e di] Lascito. Car. lett. 2. 200. Pa- rtmloim clic m abbia fatto nn lassilo d'atu-o che ile’suoi mobili. Lassittoikb , Lns-si-tu dl-nc. Sf. Lo slesso che Lassezza, F. p a Uav. ist. Cono. (A) l'Asso. Add. [ih. Voca sinc. da Lassato, e vale Spossalo, Ri/inho, Affievolito, Indebolito , infralito, Affndito, Abbattuto, Rii fiacchilo,'] Stanco, Stracco, Fiacco. Lat. lcssiis , defessus , fatigatus. Gr. xc-x- Hfjxsis, xoir wthìs, xci/sanifiBS. (Dal lat. lassus stanco, affaticato, fiacco.) , 7- 2 7- 4 - La gente cran lassi c stanchi per lo combattere. Dant. . + Parlandosi di moralità è di costumi, vale Ili tassato. (A) " urlandosi del Sole poeticam. vale Ohe tramonta. Dani. Pure], g • Dritta saria la via per entro il sasso Verso tal parte eh’ io A '' a 1 ra ?S\ Dinanzi a me del Sol eli’ era già lasso. (N) Infelice , Misero , Meschino ; [ nei quale senso usasi anche come n erjezione o esclamazione di dolore , che vale Ahimè, Misero me, Lati ( CC n . me- J. ( A PP° i Celti las, lo stesso che lag scoraggiato, alitar r ’ lan S«ido : las lo stesso che gius grido o suono lugubre, do- ■ t c p 1 corpo, qual si sia pena di spirito. Indi il las de’Francesi , ^wirjczion di dolore , cd il lasso degl’ Italiani. ) Fardi. Lez. ofg. <ìua Sl * ° IlnC ’ interglnezione che significa dolore, e tanto significa sola, g ,l 0 accompagnala col pronome me. Bocc. nov. 62. 7. Oimè, lassa ncn ’ dolente me , in che mal’ora nacqui! Peli-, son. 21 f Lasso! e „ 0 . 10 d| ine stesso cstime. E canz. 3 ,, '/ y '° stesso che Lascio , Lassa, Guinzaglio .Dat.Disf.Cacc. p-uZ ’ . 1 so »o con un suo cane a lasso prese il cammino verso a »ggiamento. (B) pescio ^ ìr/i ' n *- F. B. Lunardo del Guailacca. Siccome il Lasso * Al a3S °’ Ch ’ è P reso a P*‘sa parte. (V) taf tr, f pr ' T' (, In gr- lasios irsuto, fervido, animoso. In celt. di brida! ils 0 & a s debole, pigro.) — Figlio di Borea e eta ' ^ VV \ di ^S 0 5 così di stato come di molo ; contrario di Lag- AuLTt q '‘ e t luo P° alt0 » 0 di s °P rtl ■ ~ > Li su , Lassi,so , . suisuiu, Gr. 1itv. Bocc. nov. óv, if. Mandò a Gucciq Im- LASTR1CARE bratta , che lassù colle campanelle venisse. Dant. Par. g. 7 0. P*r letiziar lassù fulgor s’acquista. Pelr. son. 126. Volse Mostrar quaggiù quanto lassù potea. E son. 2g6. Pur lassù non alberga ira nò sdegno. Bemb. Asol. 3 . 208. Quale soclisfacimento pensi tu che riceverebbe il tuo animo, se egli ec. le grandi opere del Signore, ch<5 l.assù regge , mirasse e rimirasse intentamente ? 2 •— * Senza il segno del caso per Di lassù..Cas.Capit. Mattel. Poiché quel trafnrcl fece garbuglio, Quel Dio lassù ci mandò freddo e caldo, É con ciò tutti i mali in un mescuglio. (Cin) 2 ■— * E con pià lunga ellissi. Alton» Colt. 4 • 1 ° 3 - Che in essi ancora (li giorni festivi) Senza offender lassù può molto oprare.(Cioè* Senza offender chi soggiorna lassù in cielo.) (V) Lassulata. * (Bot) Las-su-là-ta. Sf Specie di pianta del genere tanaceto con foglie bipcnnalifìde glabre-lacinic incise serrate e con corimbo composto terminale Lat. tanacctum vulgare. Targ. Diz. (N) 2 — * Specie di pianta del genere balsamita , pianta erbacea con foglie ellittiche bianchicce serrale , quelle del fusto con orecchiette alla basa e fiori in corimbo; è amara ed aromatica, Lat. balsamita vulgaris.(N) Lassuso , Las-sù-so. Avv. [di luogo. Vpoet.] Lo stesso che Lassù. V. — , Là suso, sin. Petrcanz.ig 2. Io penso, se lassuso ec. Soni’altre opre si belle, Aprasi la prigione ov’io son chiuso. E son. 14• Se lassuso è , quanto esser de*, gradita. 2 ■— * A modo dì sm. Aret. rag. Onde signoreggia il lassuso ed il quaggiuso. (N) „ , /rt% Lasta. * (Gcog.) Provincia dellAbissinia nel regno di 7 igre. (G) Lastauro,* La-stà-u-ro. Add. ni. senza fem. Lo stesso che Arnesato , 2. Salvili. Cas. i 5 o. Chiamando Sallustio lastauro , cioè , ben arnesato , e come toro libidinoso, (N) Lastene , * La-stò-nc. N. pr. in. Lat. Lasthcms. ( Dal gr. lastheno io 'ingiurio, derido, trascuro, ovvero da la partic. accrescitiva , e stheno io vaglio , io son valente. ) — Governatore di Olinto , corrotto da Filippo. (B) (Mit) Lastema , * La-stò-ni-a. N» pr. f Lat. La^tonia. (V. Lastens .) — Discepola di Platone. ( V. Laténo. ) (B) (Mit) Làstigi.* (Gcog.) La-stì' fi.Ant.Ciuà della Spagna nella Bette a. (Vari) Lasto. (Maria.) Sm. Misura e peso olandese , equivalente a due tonnellate. (A) 2 —' È anche termine generale , che nei paesi del Nord significa Ir stesso che Carico pieno o intero del vascello. (Dal led. last peso, carico, soma. ) (A) Lastra. [Sf.) Pietra non molto grossa e di superficie piana, [da lastricare strade, coprir tetti ec. ] Lat. lapis, lapis quadratus. Gr. K^os rsTpdytovQ?» (Dal ted. ant. pflaster die vale il medesimo, onde pfla- stern Jastricare.V./r«£?voo.) G.V.io.i68,2 .¥accendovi molle case d’assi, c coperte di lastre.7? 12. 20. io. Insino alle lastre d< l tetto , e ogni vili cose, nonché le care, ne fu portato. Fr. Giord.Pred.S. 2). Può venire un uccello, c movere una lastra, e cadérti iu capo, e se mor'to. liUon.Fier.f i.n Del suo spulo Viscoso unto avea lì più e più lustre. 2 — Per sànil. [Dicesi Ogni lamina larga e non molto grossa a proporzione della sita larghezza , e di varie altre cose fatte all 1 guisa delle pietre da lastricare , come Lastra di cristallo , Lastra di ghiaccio, di piombo ec.] Sagg. nat. 17 Scrive il Gasscndo, ed è verissimo , cito ima lastra di ghiaccio , spruzzata per di sopra abbondantemente di sale , s’attacca fortissimo alla tavola dove pos.a. 3 — Porre , Posare ec. uno sulle lastre , [propriamente vale Sbatterlo sid teiTeno, e fig.] Ucciderlo. IjUì. aliqucm perimcre , ad terrain adi- gere , prosternerò. Beni. Ori. 2. 10. 2g. E lui disteso batte sulle lastre. 3> (In questo luogo il Borni parla di Dadone , che da Balisardo è sbattuto su di un pavimento lastricato: Ma subito sbattuto si è levato , Ch’ è troppo il giovinetto ardito e franco.) (M) 2 — * Ed anche fig. Giacer sulle lastre per Esser ferito. Buon» Ficr. 2. 4 ‘ 28. Il mio amico sì si svenne Sendo assediato, da questi galoppi Che giacque su le lastre più di un’ora. E Salvia. Annoi. ivi : Essendo le strade di Firenze lastricate , che e una bellezza diffusa per tutta la città dichiamo : posare uno sur una lastra , per ucciderlo; e qui Giacque sulle lastre più dùm ora, cioè sul pavimento della strada per esser gravemente ferito , e non si poter rizzare. (N) 4 — Mangiarsi le lastre , [fig-) = Fare il bravo. Varch. ErcoL 6g.Y A quei bravoni ec. , che fanno il Giorgio su per le piazze, e si mangiano le lastre, ec. 5 —Prcudere uccelli alle lastre, è lo stesso che Prenderli alla schiaccia. (A) Lastra. * (QcogfcCastello della provincia di Firenze , detta anche Lastra-a-signa. (G) Lastrajuolo. (Ar. Mes.) La-stra-juò-lo. [Add. e. ««,] Artefice che lavora intorno alle lastre. —, Lastraiuolo, sin. Lutlaminarnm lapiJearum fabei'. Cronichett. d’Amar. 242 • Ancoraché ec. Andrea di Feo lastrajuolo , e Maso funajuolo ec. , fussono smaniti. Làstrare , Lii-strà-re. Alt. V. usata da quegli orafi chi1 lavorano di smalto ; e vale Spianare essi lavori smaltati , prima di mettergli 1/1 fuoco , il che fanno con pietra detta frassinella ed acquafresca fA)(^,) 2 — (Murili.) Lastrar la nave = Mettere nella nave suolo a suolo le mercanzie , a guisa di lastre . (A) (Van) Làstràto, La-strà-to. Add. in. Aggiunto di uccello preso alle lastre» Làstratore. (Maria.) La-stra-fcó-re. Add. e sm. Colui che lastra le mercanzie nella nave. (A) Lastretta , La-strét-ta. [Sf] dim. di Lastra. Piccola lastra. — a La- struccia, sin» Lat. tennis lamina. Cv. alla v. Lacca. • Lastricamento , La-stri-ca-mén-to. Sin, Il lastricare e 11 lastrico.stesso» —, Lastricatura , sin. Min. Maini. Il qual lastricamento è una bellezza di Firenze diffusa per tutta la città. (A) Lastricare , La-stri-cà-re. [Alt,] Coprire il suolo della terra con lastre congegnate insieme, mattoni , o simili. —, AUastricare, sin. Lat. ìa- pidibus sternere. Gr. A<3-ocrrp&>wv£it», j> Paliad. F. R, Tu lastricherai con pietre imprimamente un’ aja alta due piedi. (N) 4o LASTRICATO a — Per mchf [Lastricare ad un la via = Agevolargli la strada o il mezzo perché giunga al conseguimento di ciò che desidera ] Tue. Dav. ami. i3, i6g. lo co’ miei consigli lo faceva adottare , far viceconsolo , disegnar consolo, e 1 J alire vie gli lastricava allo’mpcrio. 3 — [ N. ass. nel primo signif, ] Eegg. Asc. S. JB. Anzi, quando li maestri lastricavano col marmo, levavasi in alto, e percoteva la faccia. 4 — [E n. passi) G. V* 6'. 27. f. Alla sua signoria si lastricarono in Firenze tutte le vie, clic prima ce n’avea poche lastricate se non in certi singolari luoghi e mastre strade lastricate di mattoni. E 7. g8. 2. Si fece per lo -Comune la loggia sopra la piazza d’ Orto San Michele , OYt si vende il grano , e lastricossi e ainmattonossi intorno. Lastricato, La-stri-càto. Sin. Il coperto di lastre , Lastrico. Lat. pavimentimi tapidibus siratiun. Gr. hiSoarpurcv. Sen. Pist. Quello lastricato , oyvero spazzo , che tanto era vile , lo sostenne. Buon. Ftcr, 3. 5. 5. Ebbri, e conversi i corpi in arcolai, Fan risonar coi piè quei lastriciiti. Lastricato. Add. m. da Lastricare. Coperto di lastre , mattoni , o sìmili. Lat. lapidibus etc. stratus. Gr. XibótrrpMTOf. G. V . 6.27. 1, Si lastricarono in Firenze tutte le vie , che prima ce n’ avea poche lastricate , se non in certi singolari luoghi e mastre strade lastricate di mattoni. Cr. g. 61. 1. L’utili stalle son quelle clic sou poste sopra ’l sasso , o che sono lastricate di pietra , o che hanno suolo di ghiaja ■o di rena. Beni, Ori. 2. 10. 26. Lontra quel lastricato pavimento Di marmo sbatte quello incantamento. 2 — Fig. le poet. Pavimento lastricato col sangue, d’armi, di membra ec. = Largamente coperto di sangue ec.] Tass. Ger. 20 60. Lastricato col sangue è il pavimento, D’arme e di membra perforate e fesse. » Pallad. IsL. Cono. 1. 2 o3. 11 sentiero segnato con forme di grandissimi santi e lastricato col sangue d’infiniti martiri. (Pe) Lastricatura , La-stri-ca-tù-ra. [Sf. Lo stesso che Lastricamento , e] Lastrico. V. Pallad. F. li. Tu lastricherai con pietre imprìmamente un’ aja aita due piedi \ ma sia inchinata la lastricatura al fornello , ricche se tu giiterai-la palla, non ci possa raltenere entro , ma ricorra al fornello. Borgt. Orig. Fir. 206. Cioè della lastricatura delle strade , che egli attribuisce propriamente a uno Albino. Lastrico , Là-stri-co. [tSVw. PI. Lastrici e meglio Lastrichi. Incrostatura o vogliamo dire Copertura di pietre dette Lastre , poste a piano del teiTeno per comodità del cambiare. Usasi nelle pubbliche vie , sopia i ponti . ne cortili , ed altri luoghi ; ed anche per Terrazzi, Sale da bagno , Cascine ec. Talvolta nelle sale del trucco a tavola , nelle anticamere , e ne tinelli si fa il lastrico di varii colori , come di marmo bianco e nero , che si uniscono a scacchiere o ad intarsiature. Presso i Napolitani è il battuto de' terrazzi. Dicesi anche Lastricato. —, Lastricamento, Lastricatura, sin.] Lat. pavimentimi lapidibus sbafimi. Gr. hclrtÈov Xt^carpc-rov. (Anzi che da lastra, sembra questa voce derivata dall’ art. I confuso col ted. estrich pavimento , suolo battuto. V. lupa e simili.) Viv.Disc. Ani. 5- Ed un altro simil lastrico di platea vecchia rionobbi. a — Dìcesi Lastrico di mattoni per coltello \ Lastrico di pietre connesse, come dicono, a squadra torta o zoppa \ Lastrico a massello o sia a tenuta , e vale Tatto collo smalto e pozzolana o simile , che 10 renda impeneti affile all' acqua. (A) n — [L’atto del lastricare.] Malm.S.g. Nè di fare altre spese ec. D’acconci , tasse , lastrichi di strade. 3 — [/'/£.] Pdduisi o Condursi in sul lastrico = Ridursi o Venire in estrema necessità.Lat. ad incitas redigi. Curz. Marign. E son ridotto quasi che su ’i lastrico. Lastrone , La-ri ró ne. £ Sm. accr. di Lastra. ] Lastra grande. 2 — Quella pietra colla quale si tura il forno, Fi. Gioixl. Pred. S. A ussene al forno , e getta lui entro , che era pieno di fuoco , c serrò lui col lastrone. 3 — Tavola fatta di pietra. Franc.Sacch.nov. 4j5- Il legarono a’piedi rTun lastrone tondo , dove Antonio cenava la sera , e su quello lastrone misero molti cavoli. Civiff. Calv. 3 • 82. Diceva il vecchio; vo’tu fare iscolto , O ber, senza ch’io ti abbia apparecchiato Due bicchier meco in su questo lastrone? 4 — * Dare il culo in sul lastrone = Fallire. V, Culo,5. 4-> * Battere 11 culo in terrai o sui lastrone. (A.) Lastruccia , La-strùe-cia. [ Sf dim. di Lastra. ] Lastra piccola. [ Lo stesso che Lastretta. V.] » Targ. Viag . Lasli’ucce o trumezzuoli di pietra ferrigna.‘(A) La* su. (Avv. Lo stesso che ] Lassù. / . » Pelr. p. i. 12 7. In ch’ella volle Mostrar qua giù , quanto là su potrà. (Gin) 2 — * B nel sign. di Lassù-, §• 2, 2. Bemb. Asci. I. 3. Gl’ imperii dico, e le corone, e le signorie, esse non si cercano per chi là su ama, più di quello che si cerchi da chi può in gran sete l’acqua d’un puro fonte avere , quella d’un torbido e paludoso rigagno. (Gin) 3 — * E co’V. di moto ne segna molo a luogo. Bocc. g. g. n. 5. E preso suo mantello.'vie più di passo là su n’andò. (Lat. co sur- sum. ) (Gin) LÀ suso.* A w. V. Poet. Lo stesso che Lassuso. V. Am. Vis. 1. Ed ella allora : Più mirabil cosa \ eder vuoi prima , che giungili là suso , Dove l’anima tua sia gloriosa. (Gin) Lat.* (Mit. Imi.) Lata. Idolo adorato nella città di Sommenalle nelle Indie. (Mit) Latachja.* (Geog,)La-tà-chi-a. Lat. Laodicea. Cit. della Turchia as. (G) Latacokga.’ (Geog.) La-ta cùn-ga. Lo stesso che Tacuuga. P . (G) Latago , * Là ta go. IV. pr. m. ( Dal gr. lalageo io strepito. In celt. llawddeawg destro , sagace.) — He di Ponto ucciso da Dorapo nella spedizione digli Argonauti. — Capitano trojano ucciso da Mezzo zio. (Mit) Latameda.* (Geog.) La-ta mi-àa..Fiume dell’India di là dal Gange.ifi ) I.a s ama.* (Geog) La-ta-iiì-a. Ant, città dell’Asia, nella Bitinta. (G) I.atama. * (Bot.) Sf. Lo stesso che Landano. V. (N) LATERENSE Late.* (Geog.) Isola dell’ Arcipelago degli Amici. (G) Latea.* (Gt»g.) La-tè-a. Antica città dell' Arabia Felice. (G) Latebra , La tè-bra. (Sf V. poet.] Oscurità , Nascondiglio. Lai. latebra. Gr. (JwAios. Dant. Par. ig. 67. Assai t’è mo aperta la latebra, Glie t’ascondeva la giustizia viva. Tass. Ger. 16. 7. Nelle latebre poi del Nilo accolto, Attender pare in grembo a lei la morte. Guar. Past. Fid. 5. 7. L’insidioso calamo nascosto Tutto lasciò nelle latebre il ferro. 2 — Usato anche in prosa. Castig. Cortig. 2. 3S. Perchè negli aniini nostri sono tante latebre e tanti recessi, che impossibil è clic prudenza umana possa conoscer quelle simulazioni clic dentro nascose vi sono.(V) 2ass. Giudiz. sopra la Gerusalemme lib. 1. Assai pareva conveniente, elle ove l’ingegno insieme coll’animo si manifesta, senz'alcun velo od altro manto che lo ricopra , c senza alcuna latebra nella quale possa fra le tenebre ricoverarsi l’intelletto del sofista, ivi i debiti premii alle contemplazioni e all’ opere della mente fossero conceduti. (P) Latebroso , La-te-bró-so. Add. m. V.L. da Latebra. Pieno di nascondigli. Lat.. latebrosus. Gr. (pwAswS'/js. Saunaz.Arc. pros. io. Se alcun ve n’ era, che , per non mostrarsi agli ocelli nastri, nel latebroso bosco si nascondesse , ec. Latemnasto , * La-tem-na-sto. IV. pr. in. (Dal celt. Utili largo , email dare , ed hast velocità , prestezza : Largo in dare , e veloce.) — Capitano cretese , nell’ esercito di Filopomene. (Mit) Latente , La-tèn te. V. L. [Pari. di Latere. Che sta ascoso ; ma non si usa che in forza di] add. com. Oscum , Nascoso. (V. Ascosto.) La.it. latens , obscurus. Gr. lòrg.as, xpepAos. Dant. Par. 26.02 Non fu latente la santa intenzione Dell’ aguglia di Cristo. Guai. Past. hd. 5. t.M’è corso per, le vene un certo amico Consentimento incognito e latente. » But. È insinuazione latente esordio, nel quale s’induce una cosa per un’ altra. (P) 2 — * (Mcd.) Nome dato a certe malattie , la cui diagnosi è difficilissima a stabilirsi ed oscurissima , giacché 0 non producono età un sìntomo o ne cagionali di quelli i quali non hanno nulla di caratteristico. (A. 0.) (Vau) Latentemente , La-ten-tc-mén-te. Avv. V. E. Nascosamente. Lat. clam, lateiiler. Gr. xpvfiS^v. But. Parg. lo- 1. Tocca qui l’autore latentemente l’ ordine delle potenzie animali. E 3o. 2. Non fura, cioè non toglie latentemente. Lateiiare , La-te-rà-le. Add. com. Da’ fianchi. T.at lateialis. S'ttgg. nat. esp. 1(J2. Negli angoli laterali assai robusti, e ricchi di vetro , in paragon delle facce incavate , il fuoco operando prima nella superfìcie esterna , ristrigne i detti angoli. Gal. Leti. Nane- Sid. fo. Quella di mezzo è assai più grande delle leterali. Be l. Bis 7 fll Rollini nelle sue dotte correzioni ed illustrazioni della Stona di Ricordano ha mostrato evidentemente Vah- luglio qui preso dagli editori che seguendo la falsa lezione d’ un codice stamparono Laterina dove V autore aveva scritto La torma.) (P) Laterio. * (Arche.) La-tc-ri-o. Sm. Dome della villa di Quinta Cicerone in Pipino. Lat. Latcrium. (Mit) Laterizio , La-te-ri zi-o. Add. m. V. L. Di mattone , o Che è della natura de’ mattoni. Targ. Terra che nel fuoco delle porcellane resta sempre laterizia. (A) Latezza , La-tcz-za. [•)/.’] V. A.[V. e clil Larghezza.] I.al. latituclo-Gr. dfss.IJb-Astrol. La madre (cioè dell’astrolabio) si è la lamina, die e segnata da ameudue le parti , e p una parte si è dove sono le lon- ?«ro e le latezze , e l’altra parte è dove è l’agguagliazion del sole. ■*- altrove : L’ombra cc. sia declinata alla parte deila latezza della villa ec. ; e se fòsse la sua latezza meridionale , quel die fu dell’ ag- Suaghamenlo d’ autunno. Fr. Jac. T. 4 ■ 22 - 12 - La lunghezza a le latezza Molto gli si dà a misura. Latibolo, La-tì-ho-lo. [Am. V. I. ]Dascondi’glio,[ Luogo di bestie feroci. .—, Latibulo, sin.) Lat. latibulum- Gr. ùxvós. 2 ~~ L Jìg. Arcano, [Mislerio.] Segner. Mann. Ottobr. i6. 3. Secondo “ nostro modo d’intendere . sa ella (f orazione) gire miino a ritro- vare i latilroli dell’ Altissimo. avutilo , La-tì-bu-lo. Sm. Lo stesso che Latibolo. V. Vit. SS. Pad. 1 * i l questi serpenti eretici Ariani alle loro caverne c «tabuli e la cristiana religione fui magnificata. (V) AT yL * (Med.) Là-ti-ca. Add. f. Aggiunto dato ad una febbre co- ì. a . U, r ? remittente , i cui accessi sono appena notabili , ma durano ssrmo tempo. (Dal lat. laico io son celato.) Diz. Se Med. (O) * (Bot.) Là-ti-ce. Sf. Dome di una sorta d’erba. (Yan) f J . E - * (Mit.) La-ti-chè-de. L’piteto di Bacco , come quello che Ja o ’lrare le cure. (Dal gr. dor, laiha per lelhe ohblivione , e ccdos cura.) (Mit) ’ I La-ti-clà-ve. Sm. Lo stesso che Laticlavio. /A(Yan) con IcìtidiavioA 0 )° *■ a -**- cl a-vià-lc. Add. e sost. com. Personaggio Laticlavio. (Arche.) La-ti-clà-vi-o. Sm V r sì,™ j- che portavano i senatori romani sopra ìa Umica"ue'r' ro/t ì>n 'l 10m della loro autorità; e che poi fu concesso anche ad altri ,hà“dtrrA come i Consoli, i Pretori, gli Edili, e dagl’ imperatori a d ogni peti sona , non escluse le donne. Cosi detto perchè pare altro non essere stato che una larga fascia o striscia di poi pura, chiamala clava, da clavus chiodo , imperocché i Romani cosi chiamarono tulio ciò c i era fatto per essere applicato sopra qualche cosa , o per dir-meli to cucito per lo lungo sulla parte d' avanti delle lor tuniche sena- oru?. ,— . Laticlave , sin. Lai. iuliclavium. (A) (Mit) I/é/ , AVI °' * ( 4 rchc ‘) -ddd. m. Aggiunto della tunica fregiala del lari uf 1 ’ 6 ’ e “ CI magistrati o altre persone insignite di tal onore e nell onore o dignità stessa. (O) ’ Td'T'r ' (B V L) La-li-fò-li-o. Add. m. V. L. Aggiunto che serve Li;ir " r ? che una pianta trovasi munita di larghe foglie. Lai Wtfolms. Rotoloni. ( 0 ) 5 Jt> • LiA 7 Ip ®osima * /ivrcrzi \ T .. *: r..„ „ or rr r> ty im, do. lunghissimo Latice. Latichede. L. tornagli,azione e del (Med.) Lr-ti-fro-sì-ni-a. SfF.G. Depravamenlo della raziocinio ; perdita della memoria , che avviene 'A ,enesie 5 le febbri atossiche , i tumori del cervello, e per viene ° CaU ? a deU ' a I m plesia, e difficile a guarirsi. (Da lethos obbli- Latìn"" ’ n C f / "; o,,es,! V'ftlligenza.) (Yan) Latisamen' t 1,a< ~ a °' Sin. pegg. di Latino. Cattivo latino. V.direg.(A ) regole d i ’ i tl -' ia ’ )T| éi | -te. Avv. Alla latina , o Secondo le buone Pécor. a Ef larc de’ Latini. Lat. latine. Gr. Urmerl , fupduni. Pado. Cari I ' limc dctl ° > ** < l ,!aIe latinamente si chiama quanto f 2r,S - Quanto alla lingua, lodo questi tanto più uoglr scrini nella latina, l’ ha così latinamente " ' "eh. ' - cosi bene. Va fatto .. unga «...tu'T'.V At0K 5 • i0 4■ Trovasi ancora una lettera assai ben d ’Agosto ni n , lnamente d ’ Ubaldoli da Sua Maestà il secondo giorno a — al Re d’Inghilterra. ["in »» «f >C ? te- AKÙLamente, Agevolmente; contrario di. Strettamente. Cile, ft? 5 ? ? r- e viene da )at0 Lat. late, fai t questa tàvola^' 5 ’ L‘ b - -dstrol. E con tultociò si dee nmoverc ^ At i>'Amen ■ T ^ H ucs ^ a cavatura bene latinamente, v Rcllo m, 1 ?’il ' U - na - u| cn-to. Sm - V- e di Latinismo. Fag. Com. Bel Latik Ahte » e manco lattamento. (A) sin. Xo di Latina™, usato sovente inforza di {Ediz, Cl \ C -/ e / al,l!l ^ zzailte - Magai Leti, scient. pag. 255 . gli ' oltat csi franco e con viso brusco al suo lattante. ^“ned^.^i 1 ; 1 ™ 0 : ^ Eouig. Ricci ani i3,i 4 . dift '.«stati. , Quivi studiato si fecero bravi latinanti , Ne furo dal maestro mai Red. Lett. 6. z3g. Una lettera latina lagnante in ii„ a- (A ) CB) * jAT| N S ARE dl l!!'! 010 . C di Baldo - CN) der e . Buon. Fier ' r |' aS ~ ^ e - ^.Latinizzare. Lat. latte reti- ne , Malva' 1 -5 anto ; d *"z. Sat. 3. Questa sentenza latinando esimi tenta nel cuor non le consente. 2 -_)!)■ E , latinando , or fuori Si fanno, or si Pros. Tose. i. iy8. Perchè fare quella affettazione di latinesimo debile, potendosi dire toscanamente debole cc. (N) Latinetto , Ea-ti-nét-to. Sm. dim. di Latino. / ■ dell’ uso. Lo stesso che Latinnccio. V. (A) Latini. * (Grog.) La-ti-ni. Dome applicato in generale a tutto il popolo del Inizio , e particolarmente a quello che abitava lungo il Tevere da Roma instilo al mare ; èrano formati dalla untone degli A- borigeni coi Pelasgi e cogli Arcadi. (G) (Mit) 2 — ” (Arche.) Dicevansi Latini coloniarii (pie cittadini romani che sotto gl’ Imperatori si spedivano nelle colonie per godervi il gius latino, il quale titolo li distingueva da’ liberti Latini, d quali la legge Gamia JSorbana accordato aveva la libertà incompleta ; e Giuniani, quei liberti a’ quali la legge Gluma Dolòmia dava il gius del Lazio, ed avevano speranza di conseguire un giorno il gius quìrilio. (Mil) Latinio , ' La-ti-ni-o ,D.pr. m. — Laziale. Fumoso accusatore sotto il regno di Tiberio. (Mit) Latinismo , La-ti-nì-smo. [Am. Maniera di dire latino ,] Idiotismi latino. — , Latinesimo , Latinamente , sin. Laf latinum dicendi genus, Red. lett. 1. nò. Della voce galero non si può dir altro, se nonché sia un latinismo. Salvia. Disc. 2. i 4 o. Le novelle eh’ ci compose ec. in istile umilissimo ed in volgar fiorentino , cioè non mescolate di latinismi ec. , quanto d’ onore hall fatto ’e faranno alla nostra lingua. Pros. Fior. 6. 222. Questi delicati uccellini ec. s» chiamano con un latinismo alricapilli , ili nostro buon linguaggio capinere. LatinissimAmente, La-ti-nis-sì-ma-mén-te. [è/ee.] superi, di Latinamente. Salvili. Disc. 2. 3yi. Col suo esempio il mostrò nella celebratissima traduzione del Peripaletico Teniistio , da lui latinissimamente fatta. Latinissimo , La-li-uìs-si-mo. [Add. mi] superi, di Latino. Vardi. Freni. 125. Come si può ancora oggi vedere in Plauto , le commedie del quale ec. sono latinissime. Red. lett. 1. 220. Hanno ognun di loro fatto mi ingresso con una orazione superbissima , latinissima ed ar- cieloqueutissima. E 2. i 4 q. La sua lettera latinissima, arcilatinissima, è stata letta da’nostri buoni aulici col dovuto applauso. Segner Pini. 10. 5. Sin da fanciullo mi si era impresso nell’ animo il detto di quel comico latinissimo. Latinista, La-ti-nì-sta. Add. e sost. com. Chi professa, Chisa e scrive bene la lingua latina. (A) Tagliazucc. Berg. ( 0 ) Latinità , La-ti-ni-tà. [A/.'] ast. di Lutino. [Favella latina , Qualità del latino.] Lat. latinitas. Prcs.Rior.6. 28. Fuvvi un pratico ec. che disse , che tal voce non era , come si credeva, tolta nuova di zecca della latinità , ma che cc. si trovava addomesticata colla Livella nnelra. Latinitalico , * La-ti-ni tà-li-co. Add. 1 n. comp. Agg. del linguaggio usalo dal poeta Fidenzio , eh’ era un m sto d’ italiano e di lutino , o piuttosto d’ italiano con desinenze Ialine appostevi per giuoco. Pasco1. Berg. ( 0 ) Latinizzamento , La-ti niz za-mèn-to. [Am.] Il latinizzare. Salviti. Pitis. Tose. 2. 212. È un verso notissimo , latinizzamento di quel celebre verso d’ Esiodo. Latinizzante. La-ti-niz-zàn-te. [Pari, di Latinizzare.) Che latinizza .—, Latinaute, Aliatinante, sin.Baon.Fier.2. 4 -t8.Colle formule lor latiniz- ™«i ffelle genti da cattedra e togate. Salvili- Pros. Tose 2. 33. Da Paganin Gaudenzio, latinizzante questa nostra maniera di dire , furono perciò intitolate cc. Latinizzare, La-ti-niz-zà-re.[_^tt.]Z> 7 re in latino, Tradurre in latino .—•, Latineggiare, Latinarc, Allatinare } A 7 / 7 .. Lai .latine recidere, luliuizarr,€W. JÌurel. Gr. iLtra.§p&Ctiv EÌS tt,v tw pw/Aa/a-f ipcovr i v ì Phd. Led. j4nuot . Zto/r.2f^.Sorano, il quale in questi libri è latinizzato da Culio, dovea cc.»Pallav.Ist. Cane, i ,6'52-Come si pregia M. Tullio d’avere egli falto nel latinizzare le due contrarie orazioni di Demoslene e d Eschiiie.(Pe) 2 — [Dare una determinazione latina a voce d altra lingua ] /Ltv.Sc/sm. Si. Divenuto poi soprantendente (così latinizzano il vocabolo greco Episcopo ) , si prese de’ vescovadi ben due. 3 — E a. ass. Dire alla latina , Formar locuzioni a modo latino. Menz. Poet. Uh. not. Dante disse : parole non ci appulcro ; il disse latinizzando , ma con una forza maravigliosa. (P) Latinizzato , La-ti-niz-zà-to. Add. in. da Latinizzare. — , AllaUnato, sm. IaiI. latine redditus. Salvia. Pros. Tose . 2. 108.. Quintiliano disse in proposito di queste voci composte de’poeti greci, crudamente latinizzate. . Latinizzatomi: , L al i- n i z - z a -1 ó - r e. Eerh. m. di Latinizzare. Che lati nizza. Eden. JSi-s. 4- 36. Con postille parafrastiche son dichiarali (questi versi ) appieno dal Dalecampio , latinizzator di Ateneo.(A) (B) Latinizzatrice, * La-ti-niz-za-trì-ce. yerb.f. di Latinizzai^ai. E*di ivg.(U) Latino, * Latì-no. N. pr. m. Lat. Latinus. (Dal celt. lattim soldato, guerriero. ) — Re del Lazio , padre di Lavinia , suocero ( 1 tinca. Re degli Abori geni, sposo di Roma e padre di Romolo e Remo. — Figlio di Circe e di Ulisse.(K) (Mit) Latino. [Sm. Propriamente la Lingua, latina. Rat. senno lalmus.] f». F. a. 32. 3. Il Conte d’ Alavagna delia Magna , chiamato in loro lingua Luflbmastro , oh’è tanto a dire in latino , come Mastro Siniscalco. n Bocc.Eiamm. Lett. dedic . Un ampliasi ina istoria ec. di latino iu volgare ec., desiderando di piacervi , ho ridotta. (N) 2 — Linguaggio , Idioma. Lat. senno , lingua, Gr. yA.w — Dottrina. Lat. doctrina , eloquium. Gr. hiSaxn , AcyicVrr. Dant. Par. 10. 120, Nell’ altra piccioli tta luce ride Quell’ avvocato de’ templi cristiani, Del cui latino Agostin si provide. G •— Sentenza. Frane . Sacch . nov. 228, Le più (ricchezze) hanno fondamento di furti o d’imbolare , o vero ebe ogni cosa si chiama guadagno , e li più in questo latino trascorrono , e fannosi la minestra come a loro piace. (V) 7 — [Col v. Dare:] Dare altrui il Ialinorr: Furali 7 maestro addosso , Trattario da fanciullo, {f^. Dare il latino.] 8 — [Col v. lare;] l ? are il Ialino a cavallo, si dice del Ridursi a fare alcuna cosa per forza o conira il proprio genio. Varch. Stor, 16. 636. Messcr Ambruogio , suo primo segretario , andava dicendo tra 1’ altre cose : Cosimo vuol fare il latino a cavallo. 1 — Fare un latino falso, fìg — Filare, o simile. Car. Lett. Fam. 3. 112. Non solo per l’onore, ma per l’interesse vostro proprio, io son più che sicuro che voi non siete per far un latin falso di questa sorta. (Min) 3 —. * Dicesi in modo basso: Egli ha fatto il latino po’ passivi e cale Egli ha tocco (Ielle busse. — Egli ha fatto il Ialino pe’ neutri, r sign/fica Egli non è nè carne nè pesce o Non vai nulla , Non è buono a nulla .'— Egli ha fatto il latino pe’ di ponenti, c vale Egli a fallitoha deposto il suo. — Egli ha latto il latino per gl’impersonati, per far intendere che È staio privato della .persona , È stalo ammazzalo,—-Egli ha latto il I alino pe’gerundive s’ usa per far intendere, eh’ Egli è impazzato. (A) Latino. Add, m. Del Lazio } [_onde dicesi Popolo latino per indicare gli antichi Romani ; da' moderni] pigliasi il più delle volte per Italiano. Lai. lalinus. Gr. Tax-nvos , . Pelr. canz . 2p. 5. Latin sangue gentile , Sgombra da te queste dannose some. E ÒQ. 4' Ma 9c ’1 Latino c ’l Greco Parlali di me dopo la morte , è un vento. Dant. lif 2(). 88. Dimmi s’ alcun Lalino è tra costoro , ec. Latin sem noi , che tu vedi A guasti. lìnee, nov. 42. 7. La giovane udendo la favella Ialina, dubitò non forse altro vento l’avesse a Lipari ritornata. » Dant. Purg. i3. Ditemi (clic mi lia grazioso e caro) S’a- nima è qui ti a voi che sia latina. (N) 2 “7 Onde Chiesa latina , vale lo stesso che Chiesa romana o d Occidente : in opposizione a Chiesa greca o Chiesa d'Oriente.(Ber) 2 -—• Chiaro , Piano, Intelligibile. Lai. clarus, perspicuus. Gr. tyxvepos , ò'/iXor. (Dal lat .Latine che Uovasi usalo per chiaramente, schnlta- mente, senza giri e senza dissimulazione.) Dant, Par. 3. 63. Ma or ni apita ciò che tu mi dici , Siedici ’l rallJgnrar m’è più lalino. 3 -— Facile. Q. fi. 11, 20. 6. Assai era latino di ilare audienza, e tosto spediva, jì Tirili. Cur. Cavai. K aiLora vedi e ragguarda , se spronando si va arrestando la coda, e s’egli seuvezza , o se egli è bene latino o no a volgersi ad ogni mano. (P) 4 — Largo , Agiato. {T. A. dim. di Lato, Largo, altrimenti Ladino, come dicono i Lombardi , per significare ima cosa che facilmente si muove 0 è mossa da altri , come un catenaccio ladino, un albero ladino, un uomo ladino di lingua, di mano, di gambe ec. Anche gli Spagnuoli dicono Ladino nel medesimo significato.] Lat. latus. Gr. siyvs. Lib. Astrol. E sia la ribaditura d’ambo li capi in modo, che’l suo movimento sia ben latino. 5 — Latino di bocca , [di lingua , cioè Larghetto , e per metaf Tcop* po libero nel parlare , ed anche , sebbene ora sia inusitato ,] Maldi- CC Ìj- e .’ ^■‘‘“eatco. F arch.Erc0l.g2. Questi tali maldicenti si chiamano a Faenze male lingue , linguacce, ec.; c coti meno infame vocabolo, sboccati. linguacciuti, mordaci, latini di bocca, cc. Cecch.Esalt.Cr. A dirti il ver, Lisandro, tu se'ftoppo Latin di bocca. fi -— 1 (Mann.) Bastimento latino. Chiamatisi generalmente con questo nome le galee , e gli altri bastimenti che hanno ad esse qualche rapporto o per la loro costruzione , o per il guernimcnto. (B) 2 — Vela latina. [Tela a orecchio di lepre, in triangolo, o atre punte , mollo usala nel Mediterraneo. ] Latino. Avo. — Latinamente, Alla latina. Lai. latine. Gr. kocrtmrri, pu/tarirl, Bocc. nov. fé- 1- Parlando latino, la dimandò come fosse che ella quivi m quella barca così soletta fosse arrivata. E num. q. Domandò chi fosse la buona femmina che così latin parlava. Latinobarbaro , * La-ti-no-bàr-ba-ro. Add. e sin. cemp. Latino che ha del barbaro ; altrimenti Barbarolatino. Fontanil. Bcrg. (0) Salviti. Pros. Tose. i. i 0 8. Dalla voce latinobarbara extransbibitio , ovvero extrabibilio , cioè da uno strabere , da una bevuta o bevizione straordinaria cc.Red.ann. Ditir.i6j.TScl suo famoso Glossario latinobarbaro.L - 221. Dalla latinobarbara Hernasium usata dalli scrittori tedeschi ec.(N) Latinoitaiuano, * La-ti-no-i-ta-lià-no. Add. e sm. comp. Agg. di voce dianzi latina e poi italiana. Tallisti. Bcrg. (fi) Latinuccio , La-ti-nùc-cio. Siri. din:, di Latino, e propriamente Quella composizione ella che lo scolare principiante scrive iti latino. —, La- tinetto, sin. Segner. Paneg. S. Jgnaz. $. 6. Apprendere tra bambini le concordanze, a recitar sue lezioni, a balbettare i suoi latinucci, cc.(A) thero significa io scaldo: letho vale io nascondo.) Genere di piante, della dìaileijìa decandrìa, famiglia delie leguminose, distinto pel calice con cinque lunghi denti , pel pistillo schiacciato in punta, e pelle foglie fornite di viticcio. In generale le sue specie da’ Latini dette cicercule o dagl' Italiani cicerchia; sono simili ai. piselli ed alla vescia , crescono sugli orli de’ campi, e di qualche specie se ne mangili la radice. Così detto perchè gli antichi attribuivano a questa pianta effetti afrodisiaci, o perchè ha lo stendardo diritto, infondo , e maggiore delle ali e della carena. (A) (Van) (N) Latirostro. * (Zool.) La-ti-rò-stro. Sin. Sorte d’uccello di becco largo e piallo. (Van) Latissimo, La-tis-si-mo. [ Add. m. V. L. ] superi, di Lato. Tit. SS. Pad. 1. 2o5. Fu bisogno che fosse allogato e posto in una sedia latissima , perciocché non potea patire il letto. 2 — (Anat.) Nome di uno de’ muscoli del dorso, detto altresì Ani- scaltorc. Toc. Dis. (A) Latitante , * La-ti-tàn-te. Pan. di Latitare. Che latita. Bocc. Teseitl. 5. 22. Mazzi. (0) Latitare, La-ti-tà-rc. [ V. «ss.] T. I. (che si va adoperando nel Foro, e più spesso il part. Latitante.] Appiattarsi, Nascondersi. Lat. latitare. Gr. tpeikeisiv. Buon. Pier. 3. 5. 4; Chi comparse , Chi latitò , de’precedenti il primo Luogo, e le visite ampie e le rivisite.» Bini. , Ant. Sei• Fi. di Ser Albiz. nella Tav. del Bari, alla V- Lata. Sì coinè il vermicel petitto fruga , Latitando tra foglie sua bassezza.(V) Giorni). Geli. (Bibl. Enc. It. n. i44-J E chiamò Lazio quel paese ov’ egli Sicuramente latitando visse. (N) Latitazione , La-li-ta-ció-ne. Sf. Appialtamento , Nascondimento ; e dicesi per lo più di Fiuto. (A) De. Lue. Berg. (0) Latitomnaiui. * (Tcol.) La-ti-tu-di-nà-ri-i. Add. e sm. pi Nome tratto dal latino lalitudo (la-ghezza) ; con esso i teologi indicano certi Tolleranti , i quali sostengono il indifferenza di sentimenti in materia di religione , e accordano la sidute eterna alle sette anche le più nemiche al cristianesimo ; e in tal guisa si lusingano di aver dilatalo la via che conduce, al cielo. (Ber) Latitudine , La-ti-tù-di-ne. [Sf. T. X.] Larghezza. Lat. latititelo. Gr. iBpos. G. T. g. 256. ~j. Lo rifondato della cillà e circuito pigliamo solamente alla rifondine del fiume Arno. 2 — Estensione. Salvili. Disc. 2. 26. Quegli poi che bandisce le lettere, mostra senza dubbio dell’inumano e del barbaro, e non fa sembiante d’avere sacrificato alle Grazie, quantunque si è veduto non potersi le lettere, prese nella loro latitudine, al postutto discacciare, essendo elle elemento necessario al nostro politico vivere. 3 _ /<>v. [Latitudine eli cuore,] cioè, Affettuosa liberalità e affabilità. Cavillo. Specoli. Cr. E questa latitudine di cuore principalmente sta in ricevere o sostenere ogni persona con dolcezza. o Me idioiiale , ■ secondo che il luogo di cui si tratta è situalo al di qua o al di là dell’ Equatore ; ma. se non s’ indica qual sia, conviene intender sempre la Settentrionale. 1 circoli all equatore sono chiamali paralleli di latitudini-, perchè conoscer fanno le latitudini dei luoghi pei • mezzo della intersecazione loro col meridiano .] Lat. rifondo. Gr. èvfoi. Senl.Stnr.t.11. C011 uguale avvedimento fecero le tavole delle declinazioni, delle quali oggi si servono i marinari a trovare la latitudine. 5 — (Astr.) [La latitudine di un astro si prende sulla circonferenza di un circolo perpendicolare all’ ecclittica , e che. passa pei poli. Ella è espressa pel numero dei gradi , minuti ec. di questo circolo intersecato fra l’ecclittica ed il praralcllo sul quale trovasi l’ ostro.] Gal. Sag. 27 3. Adunque tali sue osservazioni furon ritte in tempo che Giove aveva latitudine boreale. LAiyuo. * (Geog.) Lamino. Monte della Caria. (Mit) Lato. Sm. [PI. Lati e ant. Latora /.] Parte destra 0 sinistra del corpo, Bianco .—, Inlato, sin. Lai. latus. tir. srXwf, Ttk-.vpòv. Petr.son. ig 2 ‘ Amor còlla man destra il lato manco M’ aperse. Bocc.nov.36. g. Colla mano subitamente corsi a cercarmi il lato. E novffo. <5. E dogliendogl* il rito in sul quale ei a, in sull’altro volger voglicndosi, sì destramente il fece , clic oc.» E g. 7. n. 5. Il giovane per via assai cauta dal sii° lato (da lei, a lato a lei, appresso a lei) se ne venne. E g.8.11.5. Io vi posso dare per testimonia la Trecca mia dal rito .(Mia vicina.)(S) 2 — * Parte del petto o costato. Cavale. Specoli. Cr. cap.5. In sego 0 di grande larghezza el’asnorc volle avere il rito aperto. (P) , 3 —Banda , Parte 0 Luogo [di qualsivoglia cosa.] Lai. latus. Gr. r0 . fitTi , rò din. Bocc. g. 3. p. 5. Le latora delle quali vie tutte d 1 rosai bianchi e vermigli e gelsomini erano quasi chiuse. E g.f-pLT A i quali, lasciando stare il motteggiare dall’un de’lati, rispondo;^' - Peti’, canz. 3g. 7. E dall’un lato punge Vergogna e duol, che ’O' dietro mi riyolve. Quid. G. 34'■ Onde egli mandrie in ogni lato p cl ' li fabbri. Dant. Inf. 2.3. ^5. Supin si diede alla pendente roccia,Ch( 1’ un de’ lati all’ altra bolgia tura. E Par. 2g. fé- Ma questo vero ‘; scritto in molti lati. Tass. Gei’. 7. g8. Che pur contesto avendo og nl suo lato Tenacemente di robusta trave, ec. Fir. nov. 7. aòy.Fccd’^ tutti quelli attucci e tutti que’ giuochi che fanno i novelli sposi > cosi fatte latora. Tac. Dav. Ann. 1. 23. Le legioni poste alle la ' torà, per codardia o miscredenza lasciato il luogo, corsero all’asciiM®' » Borgh. Arni. Fam. 82. Separare i lati, e come dire i rami d fl ‘ medesima casa. Segner. Mann. Die. 12. 2. L’aver già posta dal I® suo quella condizione. (V) , 4 — Sito , Posto. Star. Semif. 26. Indussero lo Conte a farne la ‘ nagione convenuta , che lo medesimo die , in lo medesimo lato • 1 ' se ne stipulò instrumcnto , tutto alla presenza ili ec. (V) LATO 5 — [l'amo di famiglia o simile.] Salv. Spin. 1. Prese per stia se-, conila moglie madonna Fulvia, che era sorella di madonna Giuevera, ma solo dal lato di madre. nCron.Strin. g8. Avvenne clic’ligliuoli di Ciotole morirono diredali di maschi (senza eredi maschi)... e dispen- scsi quello lato (ramo della famiglia.) E ^.Diremo ora de’discendenti di Ciabcronto che fu il nostro lato cc.. . . Avemo distinto del nostro lato , e diviseremo de’ discendenti di Villanullo cc. (V) fi —Ragione , Rispetto. Fr. Giord. i8y. Provasi ancora la verità della fede , quanto è dalla parte d’Iddio ; e questo è quanto da tre virtudi che sono in Dio , cioè potenzia , sapienza e bontà. Da tutti questi lati hae Iddio provata questa sua maravigliosa fede; chè dal lato della sua potenzia 1’ ha provata per li miracoli, cc. (V) 7 —- Causa , Pretesto. Amm. Ant. 16. 3. Se alcuno non gli dà fi benefizi) perchè non gli riceve , dunque gli diede egli per ricevere, e fece buono il lato degli ingrati, a’ quali è laido il non rendere. (V ediz. del Marescotti a pag. 166. ha: . . a’quali è laido con lo non rendere.( Il Lat. ha -. bonamque ingràtorum fecit causam.)(V) ° — Partito, Parte, Seguito. G. E. , "T * ’ lato = Di fianco. Guicc. Star, g. l j./. i35. Perciò con ■"V' 110 mete , e come capitano peritissimo della guerra navale , fece raudo 31 *7° n° s P ccie t * l l fu 8 a ire galee delle altre sue, acciocché, gi- popjia/(Pe) 3Cr ° CCl VCnl ° Prospero gl’inimici per lato e dalla 16 — * Ed inforza di prep. A lato a di = Vicino a far dì Perni- g. 3. n. i. Ohimè ! sta su eh egU è a lato a dì, che tua madre noli se ne avvedesse. (Pr) 1 7 — Proverò. [Chi muta lato muta fato,! vale lo stesso c/ie Cangiando cielo si cangia sorte. [F. Fato, §. 2.] — * (Ar. Mis.) Lato di carta : Così chiamasi dagli Aretini V ottava parte di un fòglio che in Firenze dìcesi Facciuola di carta,( Vali) ) 7 (Ccom.) Lati d’ima figura diconsi da’ geometri [le linee che la circonscrivono. JSe’ triangoli rettangoli i due lati , fra’ quali è compreso l angolo retto , diconsi Cateti , ed il terzo Ipotenusa. Negli altri triangoli sono chiamati Gambe.] Gal. Macch. Sol. rii. In ogni •«angolo accade clic , prolungandosi i suoi lati , e produccndosi pel .segamento di due di loro una parallela al lato opposto , i tre angoli fatti o da una banda di essa parallela, o di uno de’ lati prolungati, sono a uno a uno eguali agl’ intcriori de] tri imeoìo.oMagal. Lett. 1 itagora trovò la potenza del lato sotteso all’ angolo retto nel trian- 2o^°^° : C P crciò sa grihco cento buoi. (B) (Miss.) Gli antichi chiamarono la quinta e la quarta i lati o 25 dell’ ottava. Ciancili Dis. Mas. (B) OMit ) Lati del poligono: Disdnguonsi in interno ed esterno. Il Pop " poligono interno è quello sul quale si fortifica ; il lato del dii^°"i! e . le ' ® quello, dentro il quale si fortifica. Si può anche l'ione,lìn ^ al " ^el poligono interno è la distanza de’ punti di riu- d a semigole -, e il lato del poligono esterno è quello che va 22 _ fiancheggiato d’un bastione all'altro. (Gr) dono À .'!"•) Lati o Membri di un vascello , generalmente s'inten- a [ ■ uttl i pezzi, i quali , essendo uniti alla colomba, montano fino &ch ì*P e r formare il corpo del vascello , o piuttosto il suo lai \° d 0Ssutu >a. (O) o s i A (1 ^' Fianco. Nel proprio significato, Lato è la parte destra *e cosi r. '¥ corpo , e Fianco la sola parte compresa tra le cosce e a d'° S t ’ ^ ov ' ® P ;,n ca. Estendendosi il significato di entrambi passano tl, tto lo spazio eh’ è verso quella parte del corpo che diin n ° i c< ^ anc he Banda , Parte o Luogo di checchessia ; ma anche doler” sel l so -Fianco si dice delle cose materiali quasi personilican- ha va-’’* 0 s - csten< * e 3 tutta la regione che guarda quella parte , cd frasi h Se ” S * rnr>ra 'i- Negli altri significati dì queste voci , e nelle Ltcr 0 Àli Se uc Armano , non si possono V una all’ altra sostituire. Sl ' r.‘fi ■ m - F. L. Largo e Spazioso. Lai. latus , amplus , spatio. Visi un > tùpiif. Dant, li fi i3■ i3. Ale hanno late, e colli e petto a* 3111 Fist. Avea nome Platone , perciocché egli avea il S lo ss° c lato , perciocché plalos in greco è a dire lato in fio- ar. ' ■ °' 2 . 22 . 3. Massimamente quelle , le quali hanno i pori Piu / ’ ? c m idolle late. E 6. y6. i. Enne un’ altra , la quale ha 2 iljS . e piu late e più acute le foglie. a m senso morale. Siiti, da Casc.Ord. vit. Crist. pari, 1. cap. LATRARE £3 1. Considera, anima mia, quanto Iddio t’ha data nobile natura ec. quanto lata memoria , quanto chiara intelligenza cc. Cavale. Specch. Cr.cap. S. Fu lata l;f carità di Cristo ad amare universalmente ogni gente , jierchè venne a morire per la redenzione Sd’ ogni uomo ; avvegnaché molli per loro difetto perdono questo bene , c torna loro in mina. Fu lata ad amare i nemici, e coloro che lo crocifissero , per li quali pregò e pianse. (P) 3 — * Parlando di Leggi, Sentenza ec., vale Promulgalo. G-'iu. Dant. Purg. 1. Perciocché sapete clic sentenza lata dagli Iddìi non si revoca. (N) 4 — (Anat.) Lati diconsi da’ notomisti alcuni muscoli del corpo urna- no. — Lati o Quadrati di Galeno, sono muscoli del capo. (A) Latobio. * (Mit. Scand.) La-tò-bi-o. Nome che i Norici davano al D’io della sanità s esso era il loro Escidapio, giudicando almeno dall’apparenza del suo nome che sembra derivato dal greco e dal latino , cioè da Latus participio del verbo fero io porto , e bios vita. (Si noti per altro che in cclt. talli vale ampio , ed oh utile ; onde latobio può significare Ampiamente utile.) (Mit) Latoiseigi. * (Geog.) La-to-brì-gi. Popoli della Gallili confinanti cogli Elvczii, secondo alcuni, nel Falese, secondo altri ne' dintorni di Losanna e di Basilea. (G) Latoidi. * (Mit.) La-tò-i-di. Nome patronimico di Apollo e Diana , figliuoli di iMtona. (Mit) - Latomia. (Arche.) La-to-mi-a. [A/i F. G.] Cava di pietre. [E dicesi propriamente di quelle di Siracusa, in cui dagli antichi formassi una prigione .] Lai. latomia, lautumiac. Gr. Axropix. (Da /uv pietra, r tome taglio.) Segner. Pred. ifi. y. Minor di questo furono riputate le latomie di Siracusa , e le carceri di Agrigento. Latoka. , * La-ló-na. N. pr. fi (Dalle due voci arabe lataa anata, le quali hanno due scdsì caratteristici. L’ uno è: si unì ad una donna-, c con lei commise adidterio. L’ altro è : partorì la madre , ed inciampò in gravi mali, danni e molestie. V. Pitone.)—Figliuola di Saturno, amata da Giove, a cui partorì Apollo e Diana. (Mit) Latonali. * (Arche.) La-lo-nà-li. Adii, e sm. pi. Giuochi in onore di Latona. (O) Latore, * Lu-tó-nc. Sm. F.A.F. e uVOttone (In isp. laton, in frane. lailnn, in ingl. latten, dal celt. laton che vale il medesimo. )Folg.Tit. Liv.1. i6. E ancora ordinò duodeci altri sacerdoti a Marte Gradivo e donò a loro cotte dipinte insieme con imo scritto di latoiie nel petto. (N) Latore. * (Geog.) Antica città d’ Egitto. (G) Latokidi. * (Mit.) La-tò-ni-di. Lo stesso che Latonigcni. F■ (Mit) Latorigeni. * (Mit.) La-to-nì-ge-ni. Soprannome di Apollo e di Duina, figli di Lutili,a. Detti anche Latonidi e Lalonii. (Mit) Latokio. * (Mit.) La-tò-ni-o. Soprannome di Apollo, siccome figliuolo di Latona. (Mit.) Latopoli. * (Geog.) La-tò-po-li. Antica città del Basso Egitto. (G) Latokcza. * (Geog ) La-tòr-cza. Riviera dell’ Ungheria. (G) Latore, La-tó-re. [Acid, e sm.] F. L. [Che porta e reca,] Pollatole. Lat. lator. Gr. 'i-rfi. nMin.Hlalm. La tal mercanzia ci è comparsa a- sciulta e ben condizionata per aviisar il corrispondentedclla diligenza del latore o condottiero. (A) Tuss. Lete. foni. 76'. Prsgo V. S. a farmi sapere, col mezzo dell’ istesso latore di questa mia , ciò eh’ ella eseguisse di quel libro che cc. (A) [Dicasi Latore di leggi per] Facitore, Ordinatore [ di leggi- ] Ent. xcgunuator. Bui. Inf. 5. Fingono li poeti clic Minos, perché fu iu»to _ Inf. 5. Fingono li poeti latore di leggi , fusse giudice costituito dell’ infernali. Latos. * (Zool.) Sin. Nome di una specie indeterminat . . . ,.. minata di più grossi {'esci del Nilo , del genere Silui-a dell’ ordine de malacoplerigi odio minali ; era onorato dagli Egizii nella città di Latopoli, (la gr. tatos e ailresi nome di un pesce.) (Van) (N) Latovici. * (Geog.) La-to-vì-ci. Popoli della Paiumnia , ne’ dintorni del confluente delta Sava e del Danubio. (G) Latratile , La-trà-hi-le. Add. coni. Atto a latrare. Magai. Lett. (A) Coni. Dant. Par. 6. 20. Sì come cane , clic è uno animale filtrabile ec. (N) Latrabiiata’ , La-tra-bi-li-là. Sf. ast. di Latrare. Proprietà estrinseca di latrare , appartenente al cane. Magai, part. 1. lett. 16. La filtrabilità del cane corrisponde alla risibilità dell’uomo. E appresso: Però, in difètto di essa frazionabilità), si piglia la proprietà estrinseca della lati-abilità. (A) Latramehto , La-tra-mén-to. [ Sm.] IL latrare , Latralo. Lat. latrato. Gr. vKiz-yfso's. Com. Inf.g .Cerbero alzòe le tre teste , e insienieinente mise fuori tre latramenti: uno chiama le tre sirqcchie , ec. Fegez. I quali (cani) la venuta de’ nemici all’ odor sentano , e con lati-amento gli mostrino. Latrami , * La-trà-mi. N. pr. m. (In gr. latrevina ministero. I11 celt. latrati, presso, cd ama madre : Ciii sta presso alla muou.) lòglio di Bacco e d'Arianna. (Mit) Latrante, Latràn-te. Pari, di Latrare. Che latra. Fu. S. Gir. gn. Stava l’agnello intra’ lupi latranti, e come cani affamati, ec. (V ) Latrare , La-trà-re. [N. ass. Il mandar fuori che fa il cane la voce i altrimenti Bajare , ] Abbajare. Lat. latrare. Gr. vh5.t. Eiloc. 3 . 21 fi Dentro cominciarono a latrare due grandissimi cani. Dant. ltf.6. Cerbero , fiera crudele e diversa, Con Ire gole caninamentc latra. Te \ Br. 6. 3 #. E fa come il cane, che latra per ogni voce d’ amico e di inimico. 3 —* Detto anche del Lupo. V Latrante. (O) 3 — Per simil. [Gridar contro di alcuno , ed anche Metter grida da pazzo e furioso.] Dant. In fi 32. io5. Latrando lui cogli occiù in giù raccolti. E Par. 6. 7 4’ Bruto con Ca$sio nello ùiferno latra.^ .4 — \Ed usato anche in forza di sm , per Latrato.] Cr. g . 7 * 3-11 lot latrare sìa grave , c. con grande aprùncnto di gola. 2 — E per siniil. Eiamm. 7. 3f. La debole e vecchia mente non potendo ciò sostenere , ‘in lei ^nurrUasi, la rendè pazza , siccome il 44 latrato sno latrare per li campi fe manifesto. nFior. S. Frane. 12 3. Or con urli dolorosi , or con crudeli strida, or con latrare continuo tullala contrada turbava. (V) 2 — "Alt. col 4 caso. Proferire con isdegno e veemenza. Boez. Queste cose dappoiché col dolor continuato ebbi latrate. ( il latino dice : deblateravi , e altri leggono debaltravi.) (V) Latrare dilli, da Abbajare. Il primo è più forte , sì che un cagnolino ablaja e non latra, un cane fedele abbaja al suo padrone, latra al ladro o al lupo. Anche nel traslato Abbajare indica smania di parlare, di ricalare a casaccio ed impotentemente, Latrarti esprime rabbia e stizza, villania e maldicenza. Del resto Latrare è oggi quasi fuor d’uso in prosa , e non si dice se non di chi ragionando o declamando gridi sconciamente , li’ latra come un cane. Latrato , La-trùto. [óm.]La voce che manda fuori il cane, abbajamlo. Lai, latratus. Or. yhx.yizós. Amet. 7. Ma i giacenti cani ec. veloci con alto latrato gli corsero sopra.» Tass. Ger. 4- 8. Mentre ei parlava , Cerbero i latrali Ripresse , e V idra si fe’ muta al suono. (V) E 16. 68. Quanto gira il palagio , udresti irati Sibili ed urli e fremiti e latrati. (B) 3 —* Per metaf Segner. Penil. visir, cap. 11. Senza che io più mi stenda , spero che la vostra coscienza vi accuserà, se peccando avete conosciute queste diverse malizie ; basta che applichiate le orecchie a udirne i latrati. (T) Latratore La-tra-td-rc. [Perb. m. di Latrare. 3 Che-latra. Lai. latrato!’. Gr. 0 vXirv. Fr. Giord. Preti. A’.Gli apparve un demonio latratore a guisa d’un cane. Frati. Piz. Come se fosse il vero latratore infernale. Pmeli. Ercol. 33. Da alcuni sono chiamati latratori , dal verbo latino latrare , che è proprio de’ cani. 2 —* Fig. Chiabr. Serm. Ma non voglio io , Bernardo, Uscir dell’alma Tebe, e far dimora Col celebrato latratore in Paro. E altrove : Latrator scellerati : alle lor grida Diano l’orecchio di Sassogna i mostri. (Br) Latratrjce, * La- tra-tt ì-cc. Ptrb.f.di Lalrare.C/ie latra. P. di reg. (0 ) Latiiea.* (Bot ) La-trè-a. Sf. P. G. Lat. lathraca. Genere di piante a Jion monopetali, della di dinamiti angiospermia, e della famiglia delle Orabancoidi , fornito de'seguenti caratteri: Calice monojillo , quadrifido coloralo , corolla monopetala , divisa in due labbri ineguali , il superiore intero , V inferiore a tre denti, antere barbute, capsula ovale , bivalve , polisperma , semi aderenti ai sepimenti interni della capsula. J fiori hanno sapore alquanto astringente e a- dnperavansi per lo passato contro t epilessia , e le affezioni esantematiche -, ma oggidì non si adopran più. —, Brucia fave salvatica , Fuoco de’boschi, Madrona, sin. (Sembra che anche il primo concetto di questa pianta le sia stato sfavorevole : poiché il gr. lutkroo vale io noccio. ) (Aq) (Vari) (N) Latreo.* (Mit.) La-trc-o. Soprannome di Apollo , col quale avevaun tempio a Calidone in Ftolia. ( Dal celt. llathr brillante, rilucente.) — Uno de' Centauri. (Mit) Latrectico.* (Teol.) La-tre-ù ti-co .Add.m, Lai. alatreuticum.^/gg'/unfo del culto che prestasi, e che esclusivamente si deve prestare a Dìo. (Dal gr. latrevo religiose colo. ) (Aq) Latria. (Teol.) La-tri-a e Latria. [ Sf.P.G. Cullo che si rende a Dio, siccome Essere il finito , perfettissimo , creatore e conservatore del- l universo ,] Lat. latria. Gr. Xxrpsìx. Dant. Par. 21. 111. Di sotto al quale é consacrato un inno, Che suol esser disposto a sola latria. But. ivi : Cioè : lo quale eremo suole essere ordinato a solo culto divino. Latria è servitù dovuta a solo Iddio. Coni. Par. Latria è vo- lontade di fare a Dio debito coltivamento. Latria.* N. pi: f (Dal gr. latria serva.) — Gemella di Annssandria, figliuole di Persandro , le quali sposarono i due figliuoli gemelli di Aristodemo. (Mit) Lateidio.* (Zool.) La-trì-di-o. Sm. P. G. Lai. lathridius. ( Da latkra occultamente , e diago io dimoro. ) Genere d insetti dell’ ordine dei elicotteri , sezione de' tetrameri, e della famiglia de’ xilofagi. Questi insetti si nutrano di legno mono , e ordinariamente b avarisi sot- to la corteccia d'alberi ani tosi , e su i pedicciuoli de funghi parassiti disseccati (Aq) Latrice , * La-tri-ce. Fem. di Latore. P, di reg. (0) Latrina , La-trì-na. [A/i Luogo dove si gettano le immondizie ; detto anche Cloaca,] Fogna, Cesso,[e anticum. o erroneam.] Laici ina. latrina, cloaca. Gr. à^iSpùu, e,cA. uua. Buon.Pier. 2. 4 <5. Poi riesco dentro La terra per un largo alto spiraglio , .Rottura antica, or pubblica latrina. Segner. Mann. Ottobr. 17. 4 • È un’ ignominia di gran lunga maggiore a te ec., che non sarebbe ad un figliuolo d’imperatore cc. l’ambir la soprintendenza delle latrine , F immergersi nella marcia delle carogne. LiTRif;Gi.*(Geog'.) La-trìn-gi.^nt/c/it popoli della S armari a europea.(G) Latro. [Add. e sm. usato per cagion di runa in luogo di ] Làdro. pliant. rim. 24. Questa srherana micidiale e latra. Latroeio.* (Zool.) L.'.-'.rò-bi-o. Sm. V. G. Lat. lathrobius. (Da lathra occultamente , e bis vita.) Genere d’inselli da Gravenhorst stabilito nell’ ordine de’ coleotteri delia sezione de’ pcntameri, e nella famiglia dei brachelitri, i quedi abitano ne’luoghi umidi, ove. trovatisi delle materie animali o vegetabili in dissoluzione , e che ha per tipo lo staphiiinus elongatus. (Àq) Latrocinio , La-tro cì-ni-o. Sm Ruberia , Lo stesso che Ladroneccio. P. luti, latrociiiium, furtum.Gr. Xr,anice, ^tlpiùv.S.Agost.C .D.Quanto sien simili a’iatrocinii i regni senza giustizia. Fir. As. njo. Era accusato come rubatore del mio carissimo ospite , il qual peccato, non solo latrocinio , ma parricidio ognuno chiamerebbe più rittamente. Eurt. 4' 9- Temendo eh’ io non mi vada a querelare di questo tuo latrocinio , La voluto rendermi il mio con questo arzigogolo. Seni. Star. 1. 3y. Dalla quale soprastavano ognora nuove insidie, latroci- nii , occisioni c calamità. LATTARUOLO 2 — Le robe rubate. Cellin. Pit. Infra gli altri , eli’ erano pieni del latrocinio del gran sacco ec., più volte si volsono abbottiuare. (A) Latrocino , La-tro-cì-no. Add. [m. P. A .] Ladro ; e significa Abbo- minevole, Pessimo. Lat. seelestus , nefarius. Gr. rforepós , puxpos. M. P- 1. 2.3. Vedendo i Fiorentini che la latrocina superbia degli Ubal- dini non si gasti gava per una battitura, ec. Latroncolo , * La-tròn-co-lo.A/n. dim. di Latro.Lo stesso che Ladroncello. P Segr. Fior. Op. t. 4. p. 280. (Fir. 1782.) Sono piuttosto latroncoli che soldati. (N) Latrunculo , * La-trùn-cu-lo. Sm. dim. di Latro. Lo stesso che Ladroncello. P. M. P. n. 56. In questi giorni gli pessimi uomini detti latrunculi , noi ec. (N) Latronico.* (Geog ) La-trò-ni-co. Piccola città del regno di Napoli nel distretto di Lagonegro. (G) (N) Latta. (Ar. Mes.) [Sf. Combinazione dì due metalli, il ferro e lo stagno , che tiene il mezzo tra la lega de’ metalli e la stagnatura ; si ottiene immergendo la lamiera di ferro in un bagno di stagno .] Lamiera di ferro distesa in falda sottile, e coperta di stagno.Lat, metalli lamina attenuata , metallum in tenuem laminam diductum , bra- ctea. Gì: ir irxXw. ( Dall’ ingl. lattea o lattin che vale il medesimo, e clic il Bailey deduce dal bclg. lotloen.j Sagg.nat. esp. 12 Egli è un tronco- di cono formato di sughero, per di dentro voto e impeciato , e per di fuora soppannato di latta. Pit.Pilt.ì4 Le quali si dipingono con diversi colori per via di cartapecora , o di latta traforata. 2 —" (Marin.) Latta , e per lo più Latte nel pi.Nome di alcuni pezzi di legname che incatenano gli alberi ed altre parti delle navi. ( Dal frane, laltes che vale il medesimo, e che viene dal celt. Ulta di simil senso. In quest’ ultima lingua lattea barra , llath verga , pertica. In ted. latte corrente , piana , assicella. ) (Vali) Latta.* (Gcog.) Gruppo d’isole nell’ Arcipelago delle Molucche. (G) Lattaio, Lat-tà-jo. Adcl.m. P.A.Di latte. —, Lattaio, ahi. Lai. lacte cxuberans, lactcscens. Gr. mpiyXa.yiis.Lib. cui: malutt. La nutrice sia buona lattaia e abbondante. ( Cioè, abbia latte di buona qualità e quantità. ) 2 —* (Ar.Mes.) Nell’uso ed in forza di sm. Colui che vende latte.(fi) 2 —* Colui che fa e vende lavori di latta ; Stagnajo. fi) Lattaiuola , Lat-ta-juò-la. [ Add. e sf. Specie di erba col latte, della quale si curano gli sparvieri.'] —, Lattaiuola, sin. Lat. herba lacta- ria. Cr. 10. 6. 4■ Si curano (gli spaivierij con latto d’erba, la quale lattaiuola è chiamata. 2 — * (Dot.) Specie di pianta del genere condrilla. Detta anche Cac- cialeprc. P. Lat. chondrilla juucea. (iN) Lattaiuolo, Latta-juò-lo. [Add. e sm.] Dente de’ primi che comincia a mettere, quando si latta. [Dicesi miche Dente di latte ]—, Lattaiuolo, sin. Pass. òjg. Del cadere de’denti piu fiate lio sognato, e non me ne cadde mai veruno però , se non i primi laltajuoli. 2 — [F fig.] Pareli. Freni. 253. La bugna fiorentina è non solamente viva , ma nella sua prima giovanezza , e forse non ha messo ancora i laltajuoli. 2 — Oggi piu comunemente il diciamo di Quelli delle bestie. Burch. i. 101. E se una sega vecchia ed isdeiituta Mette più lattaiuoli o meli d’un bue. 3 _ [Proveib. Vendi tta di cent’ anni ha ancora i lattajuoli ; quasi veglia dire eh’è giovane, eh’ è fatta in tempo.] C0m.lnf.2g. Vendetta di cento anni tiene i lattajuoli , siccome il fanciullo che allatta. (Ar.Mes.) Torta fatta di latte , di uova e zafferano, che i contadini la mattina del Gorpusdomini portano in Arezzo a casa delpa- divne per antico costume. Red. Eoe. Ar. fi) 5 — * (Bot.) Lo stesso che Sasscfriga. P. (A) 2 — * Specie di funghi del genere agarico. (N) 3 — dolce. * Lat. agaricus lactillorus Lin. ( Min.Malni.j01. Come che vogliano intendere ofie questo secondo bere non sia ec. , ma per rinfrescare i’ ardore del vino bevuto , come fa alla febbre la lattata , la quale diciamo più comunemente orzata. Red. lett. 2. 2fo. Le lattaie fatte co’ semi freddi , le orzate c le panatelìe saranno a proposito. (B) ( 2 ■— Lare una lattala , si dice quando , dopo che si è mangialo e bevuto lene , si fa venire in tavola nuovo vino , e nuovi bicchieri per ber di nuovo.' Maini. 7. 12. lo vo* stasera anch’io lai* le mie lotte, Bench’ io stia benej sia ripieno e sventri , Pesche, e mi par clic una lattata c’entri. Lattato , Lat-tà-to. Add. in. da Lattare. Allattato. Introd. Vivi. pcg. 0. (Firenze 1810) Caro mio figliuolo , lattalo dal'cominciamento del mio latte e nutricato, poscia cresciuto , ec. (B) 2 — * Eig. Nutrito , Fecondato. Val. Visf. Cuce. g6. Celebrato valor , (piasi arboscello Dolce lattalo di rugiada e (fonda. (N) 3 A manici a di latte, o sia mila bianchezza o in altra qualità. Lai. candidus . uiveus , ladcus , lacleolus. Or. «uXtujcos, 'yzXxx.Twó?, (duìd. (x . lai tàccia de’muri ec, non bianchi. ggiava di bianchezza di calcina lattata. E ultime: Sotto a'(piali, riluceva la piana testa lattata e bianca come neve. Red. Bis. /jy. Partorì non undici seorpion- cini ec. , ma bensì trentotto benissimo formali., e di colore bianco lattalo. É (Jss. an. 3 . intorno a’due colli, immediatamente dopo le due teste, uvea una striscia bianca lattala, che cingeal’ uno a l’altro collo. Lattato. (Chini.) Sui. Sale formalo dalla cumlii.a:iuie dell acido lattico con una base salificabile ; è solubile nell acqua e non prende facilmente la forma cristallina . Rat. hulas. (A) (C. P.) Lavatrice, Lat-ta-tri-ce. Eerb.f [/li Lattare.] Che da ll latte. [Lo stesso che Balia. E.~\ Lat. nutrix.. Or. tùj r/r,, Re, (fiord. Preti. R. l.ia lupa fue a loia') hi lattatùcc. Latte. [A//zT] Sugo che esce dalle poppe delle femmine, [ed è un fatuo che incominciano a separare le gUujdule mammarie degli animali femminini poco tempo dopo di aver partorito , e il .quale serve di nutrimento a loro figli. E il laile un fluido opaco , bianco, dolce, zuc- enei oso in variabile grado di gravità specifica alquanto maggiore di quella dell' acqua. I suoi elementi costituenti sono sempre l’ acqua, n cremore o burro, il siero o il cacio , lo zucchero di latte e diversi S( }f}‘ (1 Latte si può dividere in be'parli, cioè ciano', cacio e .siero. r . a lor luoghi. Vicesi Latte di donna ' di asina , di ■sacca , di ra- jua , di pecora ^muliebre , asinino , caprino , pecorino ec. Vietisi Latte puro e- sclfieUp , puro e munto di fresco , innacquato , allungalo , mescolato, temperalo , che nei diciamo anche tagliato con hi meta con una terza parie cf acqua lupàia , di landò calduccio , di e. Latte un uro , noi .appelliamo quel Utile , al quale non è. stato tratto il panno o fiore che si chi a perso n’uccidono? Fi\ (fiord. Pred. S\ 11 latte si uà a’ fanciulli J che non hanno forte stomaco. Eav.t. Pur. j. 82. Non fate come agni l che lascia <» latte Della sua madre. Pelr. canz, fp 6. Con voci ancor non preste Ì)i lingua che ual latte si scompagni' ‘~~j Capo ih latte dicasi il foie (la latte , [La cremi che.galleggia sopra il latte, f. Capo , y 73 * ^acU. rm lo non posso negar che non sieri buoni (turi cai di latte, ec. *— * Acqua di latte dicesi il Riero dèi .tulle dipo che il e voto il bturo. V. Acqua di latte. (A) . * Piglinolo di latte. E. Figliuolo , 5- 3. (N) Vitella di latte o simili dicasi quello che ancora piglia il laile. Lat. vitula lactcns. 31. F* 0. 36, \ itclla di latte valse denari ilo 111 4° la libbra. ~~ [Poet. infanzia, Tempo in cui il bambino non c ancora spoppato.] 1 e lr, canz. fy . f Clf or foss’ io spento ai latte e alla culla. T" * Big. per sanil. presa dalla qualità che ha il latte dì ali uentaVe. ^huibr. iim. Che deprezza lina stilla di quel dolce licore, Latte del ut, li primo burro 72 . ] / larc/t. rim . 7. .//. stato ca- nostro — 'l'.'pMtM ei latto, àf 01 / 3 * Boi. Bienz. Uh. i. Fu da sua gioveutude nutricato di Cono. 2. 166. Questo latti; .aloni mila stomaco de’polenti dì f ìf* A 4vH l ucnza - (Br) Putlav. lì ‘•«‘l«uQp®j’ t; '' a " zc accUl-si ag.'aiuoulo Lia {aìo 1 >rcsa dal colare , Cerchio di latte fu detto poetic. la ove ti o' U,r USS ' Bini. Emidi. Roti, ly Dal gran t orchio di latto, • ^ lli i’ erranti strile c sovj a il sole, Un jnes.'ogg:er di tua piota seri B * Eti neve di latti Lacc ' \‘ 11 munuo * dune Ave a disteso. Cfiiabr. rim. In vftrie ge •’< gneva la chioma: e solo un velo Copriva il latte (ielle belle membra, fi],A 1 lO li * > V y icesi. Latte di gallina per Cibo squisito , e quasi hniiossibile a °* 1 - ’ ‘ Annhi.T. ìì. 4 - t. Vorrà» - li.. ui miiimu per siji trovarsi. {/S. Gallina, i a.] » Salvili. Ai • . , , P vc ette ai gallina, toc gullinacewn, Plinio; e 1 Gveci tpn$*i tome il, Aristofane e in'jJiòscori.lc crpii^o r «.\x.. (N) . 2 — I.alte di gallina si chiamano anevra V uova sbattute , e colte 1,1 binilo a bagnomaria. Red. Or. Tose. (A) 11 — [Col v . Avere:] Avere il latte alla bocca, vale lo stesso che Aon avere ancora rase in'Li ali 'occhi. Lai. nondiun ablactatus. C/v cv-.n «WYKKan: )« fl Ratch. ò'uoc. f 5. Ma è gioUnrc , e lia, si può dire, ancora il latte alla bocca. * Col *2 CW- ” "• fumare: Causare il latte / ocao. Tf \ Farlo andare altrove, F. L ATTE i A 1 3 — Col 0. Essere: Essere latte e sangue, dicasi, famliamente diana persona avvistala e di bel colore. (A) Buon.Tana. f. ./.Le ima ba* dalona rigogliosa , Oh’è di latte e di sangue e mi s’addrebbe. E Salvili. Annoi, ivi: Noi dichiamo cl’una persona avvistata x dì bel colore: Ella è lalteOc sangue. (N) 2 1— Essere in latte. V. §• iy , 2, (Al) 1 4 — Col v. Levare : Levare dal latte : —Divezzare'. E il. SS. Pad. E poi che l’ebbe partorito, e levato dal latte, un figliuolo ch’ella fece, puoseselo in collo. (A) 1 5 ■— * Col v. Parei’e : Parer latte e mele ~ Parere cosa ghiotta , dolce. Frane. Sacch. nov. 86. Or pensa quello io farò : per. ce: to fino a qui (di tormentarti) , ti parrà latte e mele (come a dire carezze.) (V) 16 — lAr. Mes.) Latte di mandorle si dicono le mandorle peste , e stemperate in acqua , per metter nelle minestre , o in altre vivande. Iait. lac amygdalilluni. G*\ yd\x s k rou (x.g.vybccKQv. IÀb. cuv. malati. Usi farinata di orzo con latte di mandorle. 17—(Bot.) [Augo di alcune piante ed erbe; detto anche Latte vegetale,] Lattifìccio. Lib, cur. nudali. -Strappa le foglie dell’esula , c raccogli quel latte che ne cola. E appresso : Allo stesso vale il latte delle foglie del fico. Salvia. Viso. 2. 4 1 9 ' Ohe la balia abbia tolto loro il latte , cioè sieno senza latlificcio , la qual parola da noi è falla quasi latte di fico. ? — ()uùidi Essere in latte dicesi di (deuni semi i quali, quando incomincia a muovere la Virtù germogliarne , inteneiiscon denti'o e fui come se avessero latte. Creso, lib. 3 . cap. 7. Le* quali acque ? se nel tempo che il grano è in latte e incojnincia a germinare , vi rimangono , spengono il seme. (V') Magai', lett. 1 . Il grano e le biade quando sono in latte. (N) 3 — * p er simit. Le castagne sono in latte : dicesi quando hanno la polpa tenera e laUidnosa. (A) 4 —* Erba del latte. Specie di cardo. Detto anche Cardo latteo, Cardo -Maria o di Santa Maria. (A) * 5 — Latte di gallina. Pianta che ha bulbi, numerosi', lo scapo più corto dei peduncolii ifiori in corimbo, in numero di sette o otto, 1 bianco-lattei internamente , verdi al di fuori. Fiorisce nell’ Aprile e nel 3faggio , ed è comune nf luoghi erbosi , e negli orti , ove pa\ dirsi dannosa. Red. Or. Tose, iilss. Il latte di gallina è 1’ Ondiho- gale di Plinio > la qual voce-non significa altro che latte di gafii-ia. La*, ornithogal un umbeHatum Liti. (A) G — * Albero del latte. Genere di piante della famiglia delle orticacee, native dell' America meridionale , la cui specie conosciuta è un albero coji nani cilindrici glabri, i rami giovani angolosi legg r- mcnie pubescenti ; le foglie sono alte; ne picchiolate rotondale all e- stremità*bislunghe ed intere nel contorno , il tronco somministra rii latte copioso bianco potabile e che si condensa all’aria. Lat. gaia* ctodendron utile. (N) 18 — * (Med.) Latte sparso : dicesi comunemente dal wlgo di tutte le malattie che attaccano le donne , le quali dopo di aVerpai'to: ilo iu.n allattamno il loro bambino. (A. O ) 19 — (Zool.) [Latte di pesce: diccsi ad una sostanza bianca c consistente come cacio tenero , che si trova ite pesci maschi al tempo della fregola , e colla quale essi fecondali l’uova che son g-'tijie dalle femmine. Onde ] Aringhe di falle , e Pesci di latte si dicono * pesci maschi , a distinzione di quelli che .hanno uova , che sono le femmine. ' * 20 (tariti.) Latte verginale. Infusione di [resine] nello spirito di vino, che serve per medicamento. e per liscio e sì chiama Latte, perchè, mescolato coll ac ed il quale idrosolfato pròna di precipitarsi, dà ini aspetto latteo td liquido che tiene 'delta polvere in sospensione. E un composto di zolfo e di acqua. (A. O.) 22 — *'(Pilt.) pittura a latte. Nuovo genere Ai pittura trovato dal sig. Cadet de Kaux. Egli fa una specie di pappa di calce col latte , ed a questa aggiunge alcun poco di olio di Imo , di giglio o di noce •> quel composto pub servire di base ad alcuni colori , al carbone pesto o macinato tra gli altri- a molte ocre ec. (MiD Latte. (Maria.) Sf. pi. Sono i bagli litighi e saltili che sostengono le 'coperte delle galee, Chiamami Latte anche i buglieiti che si meno no 4 0 L ATTEGGIASTE tra i bagli maggiori dei ponti .nelle navi, e quelli ancora che sostengono il o.isscretto. —, Late , sin. (V. Latta , §• 2.) (S) Latteggiante , Lat-tcg-giàn-te. {Pat-t. di Laltcggiare.ì Che ha latte.Lat. ' lactcsceiù. Gr. nr.r-xQ,;. Alarti. Colt. 3 7 0. Molti albergo gli dan tra verdi fronde Di latteggiante fico. » Salvia. Pros. Tose. 1. 522. Oh non solamente Inneggiatile fico ec., ma ancora si può dire allattante, e allattante i fondatori di Iìoma , gli avoli nostri! (N) Latìlggiare , * Lal-tcg-già-rc. N. uss. Produrre lalle. V- di reg. (O) ;1 n Y,i:n:. * (Ar.Ales.) Lat te-mè-ìe.iYm. comp. indecl. Vivanda soave come il mele , estratta did.fi.6r del latte. Garz. Perg..{0) Lattente, Lat-tcn-tc. [Add. coni. I . corrotta .. V e di’ Lattante o Lat- tcegiaiitc ] Lai. lactans- Gr. BriKclfm-.Ruccll.Ap. 221. E van cogliendo il fior della rugiada Che la bella consoite in grembo a Giovo Sparge dal del con le latti nti n’.ainme. » Salvia. Opp. Caco. 4 if3. Come quando Donz, Ila alla stagion della latlenle Primavera ne’ piè discalza c scinta, Poi tutti i monti arando va , "corcando Idioti ec. (A) (N). Latteo , * Lèi tc-o. Add. ni. Latteggiante , Ciò che ha relazione al latte , Che ne presenta i caratteri, Che ne dipende , o per lo meno Ciré viene attribuito alla sua presenza od (di’ influenza di esso. Lat. lacleus. .(Yan) 2 —* Che somiglia nel colore al latte. Salvia. Opp.Pest. Calcedonio latteo. E appresso : Mucilagiu di mar lattea co. Della quale desio i pesci attrae. (A) 3 ,— Di latte, e dicesi anche per met.if. Ville. ìim. pag. 1S7. (Canz. Piante re J La-disciolta. eloquenza un latteo fiume Scorre, e qua tra le. fronde Allo spirai- dell’ aure ri’Elicona Lirico stil ragiona.-(N. S.) 4 ■—(Zool.) Agg.ai Pesce, e dicesi del maschio allorché ha il latte con che feconda le uova. V Latte, §. 1 rj. Salvia. Opp. pese. Dentro della Nassa mettendo qui viva la femmina , Pungolila sotto quelle buche , dove Volentieri soggiorna il latteo scalo. (A) 5 — (Asti 1 .) Via lattea: è. ima striscia bianca tiél cielo, formata da una sterminata moltitudine di stelle che non si distinguono ad occhio mulo. V. Latte, f. 8- Gal. Sagg. 34’- Le nubilosc, ed''anco tolta la via lattea incielo, non soli niente, ma sono una puia afiézioue dell’occhio nostro; sì che per quelli -che lusserò di vista cosi acuta, che potesser distinguer quelle minutissime stelle , le nubilosc e la via lattea nor. sareb- bon in cielo- (N. S.) C -—* (Aled.) Lieta h tt::a: diccsi Quella maniera dì vivere che consiste nel pi elidere soltanto del lai.e per tutto nutrimento , o per lo meno nel non usare che di latte e rii pane , o dèi latte in cui si cucinarono alcune furine , diverse ferule o varie paste. Pasta. (Yrrt) 2 —* Al orbi lattei , Ai sia: li:- lattee o del lette : Cosi volgarmente dlconsi tutti quei morbi che accadono prima , 'durante è dopo lase- t rezior.e del latte , e thè dietro le teorie urhorali , si attribuiscono alla deviazione , alla metastasi, o ijj'u:ione del latte , il quale anziché recarsi dall uter o verso le mamn.elle. o divenit e evacuato pe colatoi del sudore, delle orine , e degl’ intestini , si dirige verso la testa, il petto, o il baso ventre, il che produce tulle quelle malattie dalle .quali possono essere-molestate te dorale che partorirono. (\ un) 3 •— ’ Febbre lattea: dicesi di Quel m. le . he sentono le donne nel secondo, terzo o quarto giorno dopo il parla.V. Febbre, S 1 «>5 (A O) V —"(Aiiat.) Vaie lattee, V asi lattei, Crosta lattea Vai lor luoghi.{A .O ) Latterim. (Zool.) Lat-te-ri-ni Sm.pl. Peste minutissimo, il quale, pescalo, non sembra altro che cui nume o .gelatina ; »;a, lessalo, è bini diissimo , ben conformalo , ’ ... LattercolO. (Ar.Mcs.) Lat-tc-j la Giuncala , Torta di latte . quaranta per la malvagia , la. eie e e belli e buoni latteruob. Latti. (Ar. .vles ) Sri- pi. JJtconsi -, or l nelle /è. rie. e le fecce ch'escono dal ferro per ridurlo a perfezione nella ferriera , e che sono il culo maggiore o minore, seconda la qualità de’ carboni. Diconsi anche Loppe. (Dal celi, leit sedimento. Ni Ha .-tessa lingua luthach, in ted, leu, in lat. luliun fango, limaccio.) (A) Latticinio , Lat-li-cì-ni-o. Vivanda di latte. Lat. opus lactarium, Gr. yKxyiflt tbiajix. Lib. cur. mdlalt. Fuggi di usale ogni sorta di latticinio , perché tutti i latticini; aggravano il capo. Red. Iris. do. Questi altri lutti latticinii mai non invcrminano, Buon. Pier. 4- 3.4 S 0 ,' f V . *° Sciarmi, torre il molto Dolce zucchero mio proprio natio rei falso altrui straniero Latticinio austero? atticino. mot.) Lat-ti-cì-no. Sm. Lo stesso eh, 'A1TK.II, Oso , Lat-u-a-nó-so. Add. m. Che fa lati l erbe m alberi che , strappate loro le foglie o i latte. (FALaltiterq.) Lat. lactarium Gr.yoO.xr.rR Lati lisi). (Bot.) Lat-ti-cì-no. Sm. Lo stesso che Scorzonera. V. (N) Lattiginoso EaMi-ci-nó-so. Add. m. Che fa latte ; e si dice diqitel- rami teneri, gemono Come sono il titimagliu, l’esula , e tutte l’altre erbe latticinosc. E appresso: QtiaiKo la lattuga indurisce , e comincia a farsi lalticinosa. 3 — Di colore o di sostanza simile al latte. Red. Oss. an. g). Oltre questi 1 \ globi, hanno fi lombrichi) 8 altri globi , o sacchetti ec., lutti pieni di mali ria lalticinosa bianchissima. Lattico. (Cluni.) L;it-li-co. Add- m. Aggiunto dato all’acido scoperto nel siero di. latte inacidito , e di cui si comprovò poscia la presenza nella emulsione inacidita di mandorle dolci, come pure nella produzione della fermentazione delta farina di avena. Roti è quest’ àcido suscettivo di cristallizzarsi-, ha la consistenza dello sciroppo o dell’enti atto, e si scioglie con f ac -l/ià neliulcocl. Il sud saper c risulta debole, pungente , ea agro ; al freddo non tramanda ver un odore, rf sparge uno sì piccante ed acre, clic rassomiglia 1 dell’ acido ' ossalico sublimalo. (A) (Vali) Latticeei-olp. * (Bot ) Lat-U-crèWlo Sm. Sorta d’erba, detta anche Latticini), Condrilla , Scorzonera. V (Vati) (IN) I attieea (Ar. Mes.) Lat-tiè-ra. Sf. Fabbrica uve si lamina il ferro , e si riduce in latte. (A) Lat.i ago.* (Lett.) Lct-tù-fa-go. Add. e sm Lat. laltifagus. (Dal lat. lac, lactis latte , e dal gr. phago io mangio.) Che vive principalmente di laro, ; detto anche Galattofago. (A. Q.) . ma se si scalda, molto a' quello LATI UARiO Lattifero, Lat-ti-fc-ro . Add.\m. Ciò che produce latte; ed è proprio cosi degli animali come delle piante. ] (Dal lat. lactem fero icr porlo latte.) Red.Vsp.rwt. 100. È radice d’ un frutice lattifero come il titillalo. » COli-li.Disia Insistendo principalmente nel villo vegetabile delie varie «he lattifere, 11011 acri. (A) Lattifero diti, da Lntticinosov In forza della sua desinenza, Lattifero dee significare cfò che produce latte ; Onde Animale lattifero , Pianta lattifera. Non può dunque equivalere a Lallicinoso né al Lucia- rius de’ Latini . come asserì la Crusca ; giacché questo vocabolo indica soltanto gli oggetti clic hanno latte o clic sono ripieni di latte. Onde Erbe làtlicinose, cioè Fornite di latte ; Farsi latlicinoso , cioè Riempiersi di latte. Lattificcio. (Bot.) Lai-ti-fic-cio. [ .SVj/,1 Quell’umore viscoso e bianco come latte, che esce dal picciuolo del fico acerbo, e da'rami teneri, e dal gambo delle sue foglie verdi, e da ogni altra parte della pituita , quando è in succo, e da cose simili.Lat. hunior lacteus,succus, lac licubieum. Cr. ire o’s. Cr. 6. 77. 4- Se colle foglie si stropicce- ranno lè macchie ,'si riimioveraimo, e del suo lattificcio sì si rimuovono le litiggini. E q. 72. 2. Rappiglieremo il cacio ec. co’fiori del cardo salvalico , o col lattificcio del fico. M. Aldolr. E tulle queste cose sieno peste , e informale con biUiiìccio.^/fleg'. gd. Il fico acerbo lia sempre il lattificcio. Ant. Alani, rim. 5. A voler sempre aver de’ fichi freschi , Tenetegli in conserva tra la lana , Brancicategli spesso con la malia , Acciocché ’l lattificcio di fuor escili. Tac. Dav. Ann 3. 77.Errore di molti savii, che per non aspettare il dolce fico con la gocciola, lo schiantano col lattificcio. Lattifugo. * (Tcrap.) Lat ti-fu-go. Add. e sm. Rimedio capace di togliere il latte alle- lattanti. (Vali) • Lattiginoso , Lat-li-gi-nó-so. Add. rn. Che è di colore o dì sostanza simile al latte , o al colore dell'acqua dcalbala dal latte. — , .Lanuginoso , sin. Cab. Eis. Pietra picea lattiginosa. (A.) 2 — * Clic fa latte , Latticinoso. Cr. alla v. l’cplo : Sorta d erba lattiginosa ec. (N) Laxtime. (Mcd.) Lat-tì-mc. [Vm. Esalamento di. materia albuminosa, là (juale si dissecca infirma di dense croste che invadono le orecchie, la fronte e il derma capellulo de’ fanciulli poppanti , su i quali insiste talvolta anche dopo di averli slattati .] Lat. aebores. Gr.ix^P !S - Palqjf. 5. Soflèrendo la posola, e ’l lattimc. Bocc. noe. 79. 14. La cui scicnzia non si stendeva forse più oltre , die il medicare i fan- eie Hi del latiime. 2 — (AV. Mes.) Così chiamano gli smaltatori lo smalto solo.- (A) 2 — Ri questo sigu, ovvero di Sorta di color bianco sembra usala dal JSerr la voce Laltimo. IYc.'\ Ah. Vetr. 3■ 53. lit. Lattimi) bello. R appresso : Sarà laltimo bellissimo. E 5y. tit. Laltimo bello è più biancc. E appresso: Si può fare il lattinio ancora nella roccbetta.(iN) Laitimom) , Laì-ti-mó-so. Add. m. Che ha latti me. Lat. achoribus la- borani. Lib. cur. malait Se la imi; ice saràe ingorda del vino, i fanciulli diventeranno lattimosi. LATTirorroiìirEiio , * Lat-ti-por-po-rì-fe-ro. Add. m. comp. Di color latteo porporino. Face. (O) Lattiuoto.* (l.elt.) Bat-ti-po-to. Add. e sm.V. GA.at. ÌAolipotor. (Dal iat. lac , lactis latte, e poto io bevo.) Che comunemente beve latte ; meglio dello Galattopoto. V. (A. O.) Lattizio , Lat-tì zi-ó. Sm. Lo stesso che Lattizzo. V. (A.) Lattizzo," Lat-liz-zo. Sin. Pelle d’animala da latte '.— t Fattizio , sin. Veci che oggi non sono in uso. Frane. Sacch.nov. io). Questi sono ermellini, anzi sono lattizzi. (A.) u -— Senior:., anche Sorta di guarnimcnto antico. ( In ar. lattari ornamento appeso al collo.) Et arie- Sacch. 1100.107. Lasciando correre le grillando per becchetti, e le coppelle e i lattizzi e’cinciglioni. Lattone.* (Ar.Mcs.) Lat-tó-nc. Sm. Latta d'ottone.- ( Dallo spagn. latori , in frane, lailon che vien dal celi latori ottone.) Gar-z. Berg.(Ò ) Lattoni. (Murili.) Lat-ló-ni. Stri. pi. Le latte del giogo a poppa e a prua nelle galee. (V. latte.) (S) Lattonzo , Lat-lón-zo. {Sin. Vitello che si nutrica di lalle , Torello appena nato sino a che poppa, che, dicesi anche Mongana.l—-, Lattonzolo , sin. Lat. hornu» veì horna , vitulus. Gr. góirxos aùroErrii. Morg. 2i. 24. E’pastor certi capretti uccidieuo , E certi lor laltonzi hanno infilzati. Lattonzolo , Lat-tòn-zo-lo.[iS'm./.o stesso chel Lattonzo. V.nCar.Long. Sof. pag. i5. (Firenze 1811 ) Io ho pur baciati di molti capretti , ho baciati assai cagnolini , baciai pure il lattonzolo clic mi diede Dorcone tante volte; non però io sentii ec, (B) Lattoso , Lat-tó-so. Add. in. Di latte. Cur. Volg. Long. Amor. 6 2. Ti prego clic senza indugio tu mi mostri questo secreto, e darottene un capretto , un pallierò di caci freschi del primo latte che io munga , ed una capra la più lattosa che io abbia. (B) E 85. Son per la più parte giovani ( le capre ) , tutte lattose , tutte feconde , ed assai ve 11’ hgnqo di quelle che hanno due capretti al parto. (Al) Lattovaeio. (Farm.) Lat-to-và-ri-o. [Sm. Lo stesio che Eicttuario. V-l ■ Lai. electuarium , clectariiim.^occ nov. 63. 4- Lasciamo stare d’aver le lor celle piene d’alberelli, di lattovarii , e d’ unguenti colmi. Seri. Pisi. 50. Le botteghe , ove si confettano le confezioni e i lattovarii. Reni, Ori. 1.-20. 8. Onde faceva incanti e medicine E foltovaiii c ’mj«astri senza fine.» Buon. Fier i. 2. 3. Enriui e lattovarii diversissimi. E Salvia. Annoi, ivi'- Lattovarii voce, fatta da Elettuarii, e questa forse da ip\uyfiala., lambitivi. (N) Latiovaro. (Farm.) Lat-to-và-ro. [iSV«. Lo stesso che) Laltovaro [ e Eicttuario. Vi] » Buon. Fier. 3■ 1■ 5, .Al laltovar gemmalo. {Cioè, di perle macinate.) (N)- a —* E fig. Pu/lav. Et. Cune. 1. 536,- E cosi applicando quell’efficacissimo laltovaro che suol - formare l’ agrezza- del timore mista col dolce' delle soddisfazioni. (Re) Lattuakio. (Farm.) Lat-tu-à-ri-o. [6'm.] Lo stesso che Lattovaio. [V• e LATTUARO d? Elettuario.] Lìb. cur.mcdatt .Ne comporrai uno lattuario, ma proc- cura abbia buon corpo. Red. Cons. 1 . i 35 . In oltre si è usata la polvere viperina ec. , un lattuario magistrale , ec. Lattuaro. (Farm.) Lat-tu-à-ro. [ Sm. Lo stesso che ] Lattovaro. [V . e ^Elettuario.] Fr. Jac.T. 6. 18. fi. Ma confortolli il dolce lattuaro. Lattucà. * (Bot.) Lat-tu-ca. Sf V. e di Lattuga. Car. Mattac. ^r.E 1’oche ne lasciaron le lattuche. (N) Lattucinà.* (Chim.) Lat-tu*ci-na. Sf. Estratto di lattuga. (Diz. Med.) Lattucino.* (Àrche.ì Lat-tu-cì-no. Soprannome della famiglia Valeria in Roma. (0) . . Lattuga, (Bot.) Lat-tù-ga. [Sf.(tenere di piante della singenesia egua- le di Linneo , e della famiglia delle cicoracee , che ha per carata teVe i antodio conico formato da squame imbricate , larghette col lembo scurioso , il ricettacolo nudo, ed il pappo stipitato. La più comune delle sue specie figura tra le nostre pituite ortensi, ed è quella che i botanici dicono sativa, erba da insalata, che fa cesto, cosi chiamata perchè abbonda di latte e di cui molle sono le varietà che si coltivano negli orli, come Lattuga romana, Lattuga crespa, Lattuga a palle ec. Questa pianta ha la radice fibrosa , lo stelo diritto, liscio, cilindrico, rupioso$ le foglie amplessicaldi, ovato-bishmghe, ondale, liscici ifiori piccoli , numerosi , di un giallo pallido , terminanti a corimbo ; i semi bianchi o neri , secondo le varietà. Fiorisce nella state , ed è comune negli orti , ove è coltivata fino dalla piu remota antichità . Lat. lactuca Um. ] Or. Spìbocg. ‘Pallad. Genti, ifi. È chiamata lattuga , perchè abbonda di latte. Cr. 6. 6-]. 2. La lattuga è fredda e umida temperatamente. Amet . fi6. Ma il suolo era ripieno difron- zufi cavoli c di cestute lattughe. Annot. Vang. E mangeranno con essa il pa nc azzinio colle lattughe a.gvcsii.Alaiu.Colt. 5 .128. Or che in nuTner medesmo in terra sparte Le novelle sue (rondi ha la lattuga. 2 T Dicesi Lattuga non nata quella che si pone bagnando i semi con vmo , perchè faccia in poco tempo l'insalata. Salvia. Disc. Questa medesima lattuga, a forza ili generosi vini tratta prima del tempo dal- i utero della terra . chiamiamo oggi, con elegante maniera di dire , Lhtuga non nata. (A) . f r j? lCes ì Lattuga selvatica quella Pianta che nasce nelle ripe, coti Jvglie abbvaccia-fusto runcinato-sùntose, verticali, spinose nella co- stola e nell ’ orlo , quelle della sommità lanceolate lisce dì sotto; entra sitYìppo di cicoria composto, volgarmente dello di Niccolò. Lat. / scariola Lin. , lactuca syivestris. (A)‘(N) 4 [Chiamasi anche Lattuga saivatica o velenosa o caprina, dal Linneodetta Lactuca virosa , una soj’ta di lattuga che ha le foglie lan- ciolato-saettiformi, colle spine net contorno e nella costola , le rateali sinuate ; nasce lungo le fosse e nelle ripe t ; il suo latte è giah lustro , ed ha V odor di papavero.) Cr. 6. Gy. o. È una ragion di lat- uga che por se medesima nasce, la quale /appella lattuga caprina, a quale se si gitta in mare, si muoiono i pesci che vi son prossimani. 5 _ Provef. Dare la lattuga in guardia a' paperi „ simili.L Dare in guardia alcuna cosa a persona, da cui appunto bisognava guarda,- /a ' I n °n> Cm 1 J° mu "i^ T^'r Gr ‘ **•'&<’• Cecch. Dot. 2. 5 . Quell uom dabbene di l'ibppo vostro Lo lasciò qua che ministrasse il tutto , I’so dir , la lattuga in guardia a' paperi! E Stiav 4 • 5 . Che sì , Ch’i’ho data la lattuga in guardia a’paperi. * —* A tal labbra tal lattuga : Dicesi per far intendere che secon- do'le qualità de’sossetli s'accomodati le cose che a loro convengono. Seni. Prov. (A) ” ~(Ar. Mes.) iNel num. del più } diciamo Lattughe per Gorgiera [o Ornamento delle camicie che si chiama anche Gala,.Digiuna, F. Gala, f kattugone.J Lat. collare , gutturis ornamentimi. Gr. —■nrp.ivr- ' °PPos. » Corsin. Tonaceli. iS. i. Quando a far bella mostra, a tarsi adorno , Gran collari e lattughe e pennacchiere Fur messe * m ,m Ponto, ec. (B) Tassati. Secali. 12. Ottundo ìncominciavansi a gonfiare le,spighe, la polpa Dio ^ (l . L (l bianchezza del latte ; alcuni mitologi ne fanno un tn»A C - c hia>nano Latturnb o Lacturno. (Latturcina, quasi lactera > tyteris che . n 1 -n- N ^Torn-o; LAtuss»».^ _ . _ - . • Latussim- della lattuga ; aggira, che spinge il latte.) . (Mit) Lat-lùr-no. K- Laiturcma. txussiMo, * La-tus-sì-mo. N. P>'. m. Lai limare, erudir con acume.) (B) ,,„„ u „»u/i»".ivj pCB A CH.*(Geog.)La-u-bàcb.Cii.iM^«S'7"-‘ ; ia città della Prussia I'Mjsah * (Geog.) La u-bàn. Lat. Lauba , Laumi nella Slesia. (G) . , „ r0 ,, di Sassonia■(. G) pT'CHA-* (Geog.) Là-u-cba. Cit. della Prussia nella cV Wa, I.à-n-da. Sf. F. A. Lode. —, Laida, e le laude ‘94 Mostrò la sua umiltà in fuggire gli onou 1 * .fondane (A ) ( Dall’ ebr. latasc r gnu nel Granducato et Assia.(G) T o.,K...ao li y> _ > -1 LAUDATORE ^ 2 — Componimento in versi in lode di Dio e de’ suoi santi, (e kdvolia in lode di Re, d’imperatori ec.] Lat. hymnus. Or. v^oz. noce. Ttov. 61. 3 . Gl’insegnavano ec. la lauda di donna Matelda, G. V\ 7. i5sf* 2. E per devozione dinanzi alla detta figura ogni ser$ per laici vi si cantavano laude.u Peti’. Uom, ili . 176. Coronò ( Leone terzo Papa ) Carlo Magno della imperiale corona 5 al quale si cantavano queste laude : A Callo ec. Lidio vita e vittoria presti. (V) 3 —■ (Eccl.) JSel num. del più. Quella parte delle Ore canoniche, la quale si recita dopo il Mattutino . Vit. S. Gir* 121 . Avendo la notte detto solennemente il Mattutino colle Laude. (V) Laudi.* (Geog.) Lauden. Cit. et Alemagna nel Gran ducato di Badenf G) Laudabile , Lau-di-bi-le. Add. [com. Lo stesso che Laudevole. V:) Degno di laude, Da esser lodato.—-, Laldabile, sin. Lat. laudabili, honestus. Gr. ìttxivstÒs. G.V* t. i.f Acciocché Topera nostra sia più laudabile e buona. Coll. SS. Pad. Il rimanente della lor vita hanno conservato in laudabile fervor di spirito. Dant. In fi 15. tof Saper d’ alcuno è buono , Degli altri fia laudabile il tacerci. E Purg. 18. 36 . Ch’ avvera Ciascuno amore in sé laudabil cosa. Cas. leu. 80. Che si nobile e si bella e sì laudabile compagnia degnasse di venire a casa nostra.» Ar. Fur. 15 . 1. Fu il vincer sempre mai laudabil cosa. (P) Laudabilissimo, Lau-da-bi-lìs-si-mo. lAdd.m.) superi, di Laudabile. [Lo stesso che Lodevolissimo. V .} Lat. valde laudabili. Gr. ìyy.wfMdp- (r^on cè£t'irccro$. Fi\ Giord. Pred , Laudabilissima cosa è V astenert i da queste tresche. Laudabilmente, Lau da-bil-men-tc. fLo stesso che Lodevolmente. V i] Lat. laudabiliter, laudate, honeste. Gr. ì^ociven-.dis, xajjl5 ( il vocabolario alla voce Laida legge , Landesi e cantatori «alle laide dell’ Oratorio.) (V) Lodevole. Lun-àó-vo le. Add. [com. Lo stesso che Lodevole./^.] 4 «t.lau- da bili s , commendnbilis. Gi\ citvzrcf, à^iirtoc.ivcs. Bocc.nov. iy.21. Essendo ella di forma bellissima ec. , e.di maniere laudevoli molto ce., forte di lei i due giovani padroni della nave s’innamorarono. E ‘nov. 2~. 4ó‘ adendo avuto in quella cosa alcuna altro che laudevole se non una. ec. E nov. 3i- 21. Chi il commendò mai tanto, quanto tu Commendavi in tutte’ quelle cose laudevoli, che valoroso uomo dee essere commendato? Cas. lett.yo. Sicché la vanagloria parca molli laudevole. ;2 — (Onorevole.] Red. Leti. 2. 56. Che poi egli nel suo libro faccia onorata c laudevole meuv.ionc di me e del mio nome, questo sarà un ottetto della sua gentile amorevolezza. La tdevoTìEzza , Lau-de-vo-lihi-sa. Sj'. Qualità di ciò che è laudevole. Palluv. Cono. Trìd. (A) I„\t;i)Evoli$si,\umentr , Lan-de-vo-lis-si-ma-mén te. Avv. superi, di Lau- dcvolinentc. Lo stesso che Lodcvqiissiinamentc." F. Salviti. Pros. tSacr. Oraz. S. Lue .Lna afìczione specialissima versole nobilissime Arti del nome del Disegno ec. laudcvolissimamente esercitate.(A) (lì) 1 udevot-issimo , Lau-dc-vo-iìs-siino. [ Add. ni.] superi, di Laudevole. fin stesso che Lod^y Vidimo. V.] Salviti. Pros. Tose. 2. 77s.tyTa aìlrcttanto laudevolissima e gloriosissima opera , come abbiam visto. LaudAvolmente , I au-de-vol-mén-te.^oi’. [Lo stesso che Lodevolmente. F.] Lat. lardab-liter , cuin laude. Cr. irrauv-.Tix.'MS. Bocc. nov. q6. ■jq‘ Cosi adunque il magnifico Ile oprò ec. , l’amate giovinette lau- dluohnenie onorando. But. Combattette coutra i Sabini alla rocca inolio laiuievrlmentc. Lavi,ice , * La-n-dì-ce. N- pr. fi Lo stesso che Laodicc. V. (B) . j-AuntcKNj. * (Arche.) Lan-ctì-cè-nì. Co*ì chiamavano i Romani certe genti pagate . .perchè ne teatri- e nel foro facessero plauso. (Mifc) Lauoisti. " (St. birci.) Lau-di-sti. Add."e sm. Lo stesso che Landcsi. V". Laucìesè. (Yen) . . • • Laudivio,* Lau-dì-vi-o.Ì\ r />rm.(Dal lat. laude vivo io vivo di Iode.)(Yan) Laudo. * (Lrg.) Là-u-do. Sm. In origine dovè significare Transazione; poiché in qiKsto senso da voce barbara latina laudimi è spiegata da Bartolo. — 9 Lodo, sin. (Par Venuta dal celt. lod distribuzione5 poiché ogni transazione contiene una distribuzione amichevole dì dritti c di obblighi) (TS) 3 — Si usa oggi comune/n. da'legisti in senso dì Sentenza arbitrale. (La parola è composta dall’ artic. lo che i nostri antichi usarono per il , e dall’ ebr. din sentenza, arlntramcuto , onde daiian giudice, ar- LitiO.) De Lue. Volt. Fplg. Baruffi. Tubaceli. Annoi. Berg.{Min)Q$) Laudo.mia,* La-u-do-mi-a. N. pr. fi — Lo stesso che Laoiìamia, F. (B) LAL'R E3NZIAKO La UDORE, La-u-dó-re. [Sm.]F.A.F. e di? Laude. Rim.ani Dar.t.fifuian. 72. Greve mi sembra , Donna , allo ver dire , Che lingua d’ uomo , nè pender dì cuore, 0 guardo d’ occhi jiossan ben cìausire, O m nomar, coni e , vostro laudorc. E 140. Di ciò che audivi dir primieramente : Genlil mia donna , di vostro laudorc Avea talento di saver lo core , Se fosse ver ciò ben compitamente. Laudoso, Lau-dó-so. Add.m.F.A,T)i laude. Cap. Jmpv. prol. Udivansi voci angeli clic cantare laudose reverenzie di Madonna. Laufuen.* (Geog.) Là-uffen. Lat. Laviacuin. Città della Svizzera nel Cantone di Berna. (G) Laui-fent.urgo.* (Geog.) La-uf-fen-bùr-go.XuL LaufTcnbnrgmn. Città del Gran ducato di Badsn.—della Svizzera , nel Cantone di Aigoviaf G) Laugada.* (Geog.) La-u gà-da. Capo della Turchia europea neW ìsola e Sangiaccato di Cantila. (G) Laucadia.* (Geog.) Lau-gà-di-a. Citta delia Grecia nella Marea. (G) Laugasa,* (Geog.) Lau-gà-sa. Antica città dell’Asia nella Piccola Armenia. (G) Laumeluna * (Geog.) Lan-mcl-lì-na. F. e di' Lomellina. (G) Laumrllo.* (Geog.)Lau-mèl-lOi. Lat. Laumcllum. Antica città d’Italia tu U’ Insid r/a. (G) Làumonite. (Min.) Lau-mo-nì te. Sf. Farietà dì. mesotipa friabilissima che si divide al contatto deli aria in piccoli frammenti prismatici irregolari , di color latteo alcun poco pa lato. Trovasi^// una miniera di piombo della Bretagna. (Dal celt. lain molle, c moti terra.) (Boss) Lagna.* (Geog.) La-ùna. Città della Boemia. (G) Launceston.* (Geog.) La-un-cò-ston. Lai. Panini Salirti Stcphani.C/MÙ dell’ Inghilterra .— della Tara di Diameli. (G). Launoge , La-ùn-que. Avv. Che scrivesi anche Là unque. F. A F. e di’ Dovunque, La dovunque. Lat. aibicunque, quocunque. Sall.CateU. fi- Perocché , là unque fossono , trapassavano ec. gii altri di lussuria. E y?>. Là inique ire volano , con ferro ci conviene aprire la via. (\) Fit. *V. Gin. Bai. 2ig. Anzi lamique era .Giovanni, erano tutte quante le sue masserizie. {Così testifica il Muniti avere il mss,, bei.eh è la stampa abbia dovunque.) (V) L\rrEN.*(G<’eg.)Là-u-pcn.L 7 ;nV della Svizzera nel cantone di Berna. (G) Laura , * Là-u rii. JS. pr. f. ( In gr. lavros largo , copioso , abbondante ; in lat. laurus alloro : in celi, lavurvs laborioso. ) — Bella don - na dì Avignone , resa celebre dal Petrarca . (B) (Van) 2 —* (Geog) Città d’Egitto a piccola distanza d’Alessandria. (G) Lauranà, * (Gecg.) Lau-rà-na , Lovrana. Città del Pegno Illirico. (G) Lacrka, Tàu-rc-a. [Sf] Corona d’alloro. Lat. laurea. Or. Ò-z$v)s, tm'- (p^ves. But Purg. zi. 2. Si chiama la corona poetica laurea. Bocc. » g- 3f. f 1. Levatasi la laurea di capo, quella assai piacevolmente pose sopra la testa a Filostrato. E g. 4' f' 1 ' ^ ll ? 0 ^Gha testa si tolse la-laurea. 2 — [ Dir esi ancora la Dignità dottorale , o il Conferire del dottorato.] Bocc. Fit. Dant 244• Avesse potuto Y ouore della laurea pigliare, la quale non iscienza accresce, ma è della acquistata certissimo Icstìmonio.» Segner. Crisi, instr. 2. 5. 10. Dare pubblicamente a questo maestro divino, quasi la laurea di dottorato ec. (N) Laurea. * JV. pr. m. — INo/ne d’un liberto di Cicerone. (O) 2 — * (Mit ) Nome di una divinità che leggesi sopra un monumento trovato in Catab’gna. (Mit) . Lalreaco.* (Grog.) La-u-re-à-co* Lat . Laureacum. Antica città al con- fluente dell’ Bus e del Danubio , oggi Lordi. (Mit) LÀureana. * (Geog.) Lau-rc-à-na. Piccola città del regno di Napoli nella Prima Calabria Ulteriore. (G) Laureando , Lau-re-àn-do.j 4 3/ontem.son. s 4' Laurea , dolce c gloriosa fronde, Di cui già Febo trionfar solìa. LAVACAPO 49 • « — cinnamomo. * V.- Cinnamomo , §. 2. (Diz. Mal.) • 6 — korile. * Così dicesi il Lauro comune , altrimenti Alloro , Orbaco , Melerò. (Diz. Moti.) 7 — sAssoriusso. ’ V. Sassoirasso. (Diz. Xtlcd.) 8 — » terrestre. * V. Camecisso. (Van) 2 — * (Tipcl.) Dimora degli antichi monaci, lo stesso che Eremo.(Ber) Lauro. * j\. pr. m. Variazione di Lorenzo. V- (B) Lucania ; oggi è il Golfo di Policastro.— Fiume Laus. Era il confine della Lucania e del Brucio ; oggi Lao o Laino. (G) (N) Lauso. * Là-ri-so. A 7 . pr- m. Lai. Lausus. ( Dal lat. laus lode.) — Figliuolo di Mezenzio. -— di Numitore. ( 13 ) (Mil) Lautamente , Lau-ta-mun-te. Avv. Con lautezza. Z«1 laute. Gl', AafeK'pXs'. Segnar. C risi, insti-, i’r.p. 7. Tanfo più famelici ili questo pane divino, UuLó^ctT^r^l Tfgenere -daf,e, Laurea. * (Geo,;.) Lau-rd-na , L # uro. Citta della Spagna nella che ponaLfogUe lanceolate, lucide, J un verde cupo , cova, „ ragade. (G) cee ; il calice, a tubo , colorito , con quattro segmenti, la colpita verdegitìllastro a racemi corti ascellari ; lacca . o drupa contenente sotto certa volpa succosa . un guscio sottile . uniloculare , e monosperma. Così questa che molle specie di questo genere occupano un posto distinto nella muleria medica } fra esse pero primeggia ques a oh è un piccolo arbusto la cui. corteccia è dotata della proprietà epi- spatica. V. Camcdafni\/-«l. dapline laureola Inn.] Gr. ta^votiif.». (In gl-, danltne alloro.) Cr.6.6q.l. Laureola è un’erba molto lassativa, ed e calda e secca nel quaito grado, il cui fruttò, ovvero seme, e vitando, Rossiccio, oc. E apinrsso:\\ cui frullo, ovvero seme, e ritonck), rossiccio cc». niìi lassativo che la laureola, bendi* ella sialassrniva mollo. ‘2 S Insegna, Distintivo. Vii. S. Gir. 7 1. La terza corona, che tu tedi più a»me che a luì , è la laureola del martirio» ii 72. lmpei- Ciocche la sua vita non lini di coltello, non ha la laureola, la quale c data in segnalo a’martiri. (V) ( Assai probabilmente m questi tuo - gbi non v’ ha che la 0. aureola coll' articolo unito.) (IN) Laureolo ; * Lau-rè-o-lo. ÌV» pr. rru Lat. Lanreolus. — d un fumoso ladrone, mentovato da Giovenale (V. Laura.) (B) (U) Latjretano , * Lau-iotà-no. Add. pr. m. Lo stesso che Lordano. ■ (!>; Laureto , Lau-rc-lo. {Sin.) Luogo pieno d’allori, Boschetto a allori. Lat. lauretmu. Or. tape-». Petr. canz. 3o. 0. Ove T aura si suite L’un fresco e odorifero laureto. jl/cvis. sai* t- L’ odornero laureto Di Lindo a’più bei studii mi richiama. quanto più -ogni di lautamente se ne pascevano. vAUTEtfB(jRGO.* (< 9 cog.) Lu-u- te;i-bùr-go. Cit.della Pruss ìActer. * (Geog.) Là-u-ter. Fiume d' Alemagna , elisia occidentale.(G) he sorge nella Ba- a (Arche.) ]_,nogo sul monte Avertine in Poma, altre volte pieno. , : m ]' ( 9 e che a’ tempi di Piotasti d’ Alleai nasso era coperto di abitazioni (M.if) Laureto.^ * (Geog.) Lo stesso che Loreto. V. (G) Ai jua. (G' og.) Lau-ri-a. Citta del regno di ISapoli nella Basilicata, e nel distretto di Lagoncgiò. (G) 'Auh!a>o , ’ Laiwi-à-no. TV. pr. tn. Lat. Laurianus. (V. Laurai) (B) A-acuiooca. * (Grog.) Lau-ri-cò-ca. Lago del Peni, nell’ intendenza di J arma. (^G) L.:ciucomo , Lau-rì-co-mo. Add. m. V.poet. Che. ha la chioma d’alloro, 'ouhm. Opp. Cacc. Semidei ammirandi tra’beali, il lauricomoFebo e 1 edenici u Bacco. (A) A r .J tirK ^° ? Lau-ri-fc-ro. Add. m. Che rende-ìauro , Ferace di alloro. (llai lat . laurum fen-ns portante alloro.) La,Min. isl. Ptin. Uh. z 5 . Bcig. (Alni) ^ J Laurigero , * Lau-rì-ge-ro. Add m Ch 0 /* n . i-, r r\ i Vi / B , }1 5 -" e porta lauro , Ornato dilau- ro. (.Dal lai. Immuri geieus c.l.e vale ,1 medesimo.) Beutiv Tel lib 8. Ov. e il carro laurigero c le insigni Armi , e di i x „de 1 ’ intrecciati elmetto? (Br) Laurina,* l.iìii-ri-na. N. prf. (V. Laura. Ili celf. lau mano, e rin p ilro . m Ito : Di mani pure, ni ite )— Figlia ili I.alino, megiie ili /.oc-ro.(ìVIit) Lacrinee.* (But.) Lau-rì-nc-e. Sf. pi. Famiglia di piante dicotiterimi, apetali, con istanti periginiì, piantali alla base del perigonin ; ovario libero , seme estdbtuùii.osv ; radi cella inj'erioiv. (Van) (ì\) Lauriko , Liui-rì-no. fdd. m. />' alloro. Lat. latirinns. Gr. òóQvivcs. p. Ahlobr. P. N. 81. Ugnerò appresso il’elio laurino, diramaniil- , ovvero (l’olio di mandorle amare. Pallad. Murz. ■//. Le bagne- lai per Ire dì il seme in olio laurino. ■'Acino, * (Geog.) Làu-ri-o. Monte dell’ Attica. (G) o, ,u potesti:. * (Mit.) Lan-ri-po-lin-l' 1 . Soprannome di Apollo e vale Dio del lauro. (Dal lai. laurus alloro, e poteiis potente.) (Mit) 'Acuito. * (Geog.) La-u-rì-fo. Piccola città del Meglio di JSupoli, nel r 1 1 inciprilo citeriore. (G) •-A,.i.ivori. * (Alalie.) I.au-ri-vo-ri. Soprannome dato agl’ Indovini che 1 col prudono delle loro predizioni. ( Dal gr. lavros ainpiu- unnte , copiosamente , e Loros vorace.) (Mil) '•cro. (Col.) Là u-ro. [iV/«. Genere, rii pituite .delia emùandria mo- ^ogmia e tipo della famiglia dille La,n ilice, caratterizzalo rlaifia- - r telici eoi calice coronino diviso in sei lacinie, nove stami fèrtili Lai Lacter. * (Geog.) i -reni , c si unisce ed Beno. (G) Lautf.rracii. ’ (Geog.) Lau-ter-bàch. Nome di due città : una della Boemia, a V altra del Gran ducato d’ Assi-i. (G) Lactekburgo. * (Geog.) Lau-ter-bùr-go. Lat. Lautraburgum. Città forte di Francia , nel dipartimento del Basso Beno. (G) Lautetrioo. (Teol) Lau-tè-tri-co. Adcl. m. Di latria. Aggiunto di atto o culto religioso uavuto al salo Dio. ( Dal gr. latrevo io presto culto religioso.) '(A) Lautezza , Lau-lés-;a. [Sf} ast. di Lauto. [Splendidezza in apparecchiar conviti e simili ; Magnificenza , Copia , Abbondanza , Lar- ghezzu.1 Lai. lati! iti a , 'spiti aloe , ìnagiiillcentia. Gr. ■leoKvrixsia. , ha. 'l'ixsnx, icsyxAsicVsjr. Fi-, Giord. Preti. II. Se l'antica lodevole parsimonia de’ Fiorentini vedesse ora la stomacosa lautezza delle mi nse,cc. Cavale. Meu. cuor. Questa poca presente e momentanea tribula/.ione ci merita eccelli ìua e lautezza di gloria in Aita eterna. LAU'nssi.inniKATE , * Lan-tis-si-ina-ni('u-te. Mvv. superi, di Lautamente. Jìeutb. Star. hb. 2. .Lui c lo re Alfonso lautissimamente e in ispbn- didistima maniera ricevuti avea le sue case. (Br) • Lautissimo , Lau-tìs-si-nio. [Add. »/.] superi, di Lauto. Segner. Preti. 19. 8. Non altro facciano tutto di , clic ire a caccia degli altrui falli, / ferii', colla antere hiloculari, ed una bacca nuda-con un seme. n enùF° ^Boro./ '.Lu/.lam-as.Gr.òttfrri. Dani. Purg.ziu ioli Sì- lìi'iit > v’’ irtene', e altri pitie Greci, clic già di lauro ornarla M I >ar - ‘■ I' conveitissi nell'aUxio cliiamato. io tauro. S’T C f !l - ^tmt. z.f f. Spessa quìstione si fa tra le; gì liti, e che cosa a poesia oc., e purché di lauro sieno coronali i podi . Peli-, soli. 'aura, che ’I verde lauro e l’aureo crine Soavemente iotf. T sospi- crm si Aando muove. Tàss. Ger. 171 yt- E sovente avverrà che c, gna" Or di lauro , or di quercia , or. dì gramigna. . • 1 — cantora : * Aliare comune in Oriente , nella China, net Giappone ec. che ari iva all’ altezza ordinaria il'un tiglio , ha le .foglie ovalelishmghe acuminate liiplinervi coriaqee , ifon m patte nocchie ascellari, più coite o egua'i alle foghe. E cosi detto perche ì'ìoduce la canfora. (Dìz. Mal.) (IN) • . ,, ,. cassia:*^- b/;ero che uA .v<■ 3 —Per estens. Battesimo , come pare. PalldV. Ist. Corte. 2. Nè rileva se i sacerdoti s’attribuiscano quest’autorità per la lavalida o per la penitenza. (Pi ) 4 — (Bijt.). Genere di piume riposte da Linfieo nella classe della, di- dinamia ginnespermut , famiglia delle labiate , discernibile pe' seguenti caratteri ; calice persistente striato , cilindrico , fornito di LAVARETO una brattea alla sua base , e di cinque piccoli denti alla sua sommità ; corolla rovesciata , il cui orlo presenta due labbri firmati da cinque lobi rotondi ineguali. La Lavanda comune è un arbusto che cresce naturalmente nel mezzogiorno di Francia , e nell'Italia; ha i fori disposti a spiga, e sparge un odore, forte e piacevole ; il profumo tramandato da’ suri fori', non è già sfuggevole, ma si conserva alla lunga ; certa varietà a foglie più larghe porta i nomi volgari di Spica , Aspica e Falsonardo. In Toscana ed in qualche a'tro luogo it Italia si chiama Spico.Fu detta Lavanda forse perchè gli antichi la usavano ne’loro bagni,- o perchè le lavandaje ne mettono ne’ pannilini imbiancati, per filli odorosi. (V. il Lemcry. Iti ted. lavendel, in bret. lavanti, in frane, lavande.) (A) (Vati). Lavandaia , La-van-dà-ja. [Add. e sf. Colei ] che lava i panni lini a prezzo .—, Lavandaia , Lavandara , Lavandiera , sin. Lat. lotrix. Gì. ri TcXvvovax. Bocc. nov. 10. 3. Quasi niuna donna onesta sia, se non colei che colla fante, o colla lavandaja , o colla sua fornaja favella. Galat.. 63. Non voglio perciò che tu ti avvezzi a favellare ec. come la lavandaia e la trecca. Lavandaio. , La-vau-tià-jo. Add. e sm. Colui che lava panni .. Cavale. Espos. * v , in ih. 2. 2 Erba di lavanilai lo chiama, cioè di lavoratori e conciatori di panni. ( Il Testo ha : herbà fnllonum.) (V) Lavandara, La-vuu-dà-va. [Add. e sf. Lo stesso che] Lavandaja. K.Car. lett. i.yo. Eli a quella ogni volta che hanno provato di venire l’hanno sempre trovata occupata da lavaudaro. Lavandiera , La-van-dic-ra. Add. e sf. Lo stesso che Lavandaja. V. Ruscell. Éisc. 1. Beig. (Min) Lavanese , La-va-nc-se. [Af/Tj Lo stesso che Capi-aggine. Fi (Dal colf. lavina suolo ammollato dall’ acqua , guado ; c lavina da lav acqua.) Lib. cur. malati. La capi-aggine, ovvero lavanese , che nasce neh-iti de’ (ìmnict'lli. 3 — * (Agr.) Cosi dicesi in Toscana il grano estivo. (N) Lavansaf.i.’ (Geog.) La-van-sà-ri. Isola della Russia nel golfo di Finlandia. (G) Lavante , La-vàn-te. Pari, di Lavare. Che lava. Salvia. Iliad. A te d’intorno i Selli Abitan vati , non lavanti i piedi , Dormenti in terra. (A) Lavara.* (Geog.) La-và-ra .Ant. cit. della Spagna nella Lusitania.(G) Lavare , La-, à-ro. [Att.J Far pulita e netta una cosa , levandone la sporcizia con acqua, o altro liquore. {V. Astergere.)Lat. lavare, ah- luere. Gr. Ac-iism, rOdivui/. Bocc. nov. 1ej. 12. Dove una povera femminei fca per ventura suoi storigli colla rena e coll’ acqua salsa lavava. E nov. 33. g. Tanto che tutta colle sue lagrime la lavò. Pelr. caro. 6. 5. Per lei sospira l’alma, ed dia è degno Che le sue piaghe la.ve. 2 — [Fig.] Lavare il capo ad uno = Dirne male , [ e piu comwiem. Sgridare acremente alcuno, Fargli un rabbuffo. FCapo,5.35.] Lat infamia e-^CYiScrc.Parch.Creti. 3 3. Dima che dica male d’un altro, quando colui non è presente , s’ insano questi verbi : Cardare , Scardassare , tratti da’cardatori c dagli scardassieri; Lavargli il capo, da’barbieri; e vi s’ aggiugne spesse volte , col ranno caldo , c talora col freddo , c più ellicàcemcnte co’ciottoli , ovvero colle frombole.» Salvili. Annot. F’. B. 2. 2. 1. Lavare il capo a uno, è dirne male a precipizio: similitudine presa dal lavare il capo per trarne da esso tutto il sueidume. (N) 3 — Giustilicarsi. Cecch. Stiav. 3. 2. Se. . .. lo dicesse a mogliama', tutta l’acqua del mare non basterebbe a lavarmi ; io noti avrei ben seca di questo anno. (V) 4 —* Dicesi anche jig. Lavare il viso ad ima pittura che si ripulisce, ad un muro che s' imbianca e simili, detto cosi per traslato dal Lavar del viso dell’uomo per cui si apparisce netti'e piditi. (A) 3 — E detto di un qualche componimento , vale Ritoccarlo , Ripulirlo. Magai. Lett. Pensi a disunpegnarsi con Crescimbeni al quale mi pare assolutamente che s’ impegnasse di farla avere ("fa frottola J, lavato che io le avessi un poco il viso. (A) 5 —* Dicesi anche a quella Operazione ' farmaceutica per via di cui si puigano alcuni ingredienti con dmerse lozioni.Bicett. Eior. (A.) 6 — * N. ass. nel sign. del §. 8. Ar. Fur. 10, g3. Là dove la minar Bretagna lava. (Parla del mare.) (P) 7 — [ jlV. pass, nel primo sign.] Bocc. nov. 15. 2 6, Desideroso di volgersi al mare per lavarsi , si Torse a man sinistra. g — Bagnarsi, [e dicesi di Paese, Riva ec. che sia bagnato da qualche fumé.] Dant. Par. 8. 58. Quella sinistra riva , che si lava l)i Rodano poi -eh’ è misto con Sorga. g —l Fig.] Lavarti le inani d’alcuna cosa, si dice del Fon se ne volere assolutamente più impacciare. Lat. -curati! uLcujus rei deponere, vel abfjicere. Salo. Granch.'t. 3. Tu vuoi Ch’io nie ne tolga giù allatto , e lavimene Le mani. Maini, /f. /). perch’ io salò , parlandone, cagione C,h’ ci si lavi le inan deTatti mia. 10 — Per metqf. [Levarsi de’suoi peccati = Confessarsene con penti' mento,] Gr. S. Gir. io. Questi significa lo corho, che dice- crai j crai •, cioè domane, domane mi latterò de’mici peccati. 11 — * Dicesi Lavare a più acque , quando si lava checchessia ] i ‘ volte sempre con acqua netta. -Ner. Art. Eetr.1. 12. In catinelle ' il terra, invetriate con acqua calila si lavi , ed a più acque , lasciando sempre posare la zafferà in fondo. E 1. i3. Si macini sottilmente c si lavi a più acque calde. (Pr) 13 — Proverb. Una mano laVa 1’ altra , e tflttc due il viso : si di) del Giovarsi scambievolmente. Lai. rnarms rnanura lavat-' Gr. X :ì, x virerò. F Elos, 101. Lasc. Ppir. 7. 1. Io ti ricordo che mano lava 1’ altra , e le due il viso. Belline, son. 206. L’ pna i»- 11 lava l’altra , e le due’l -vis». i3 — Lavare il capo all'asino = Far beneficio a chi noi conosce 1 non ne fa, capitale. [F, Asino , 5- '7 ] , LaVareto. * (Zool.) La-va rè-to. òin. Specie di pesce del genere mone nell’ ordine de’ nuRacoptcrigi addominali, che ha la masccl-- LAVARiO suprrìijf'c più lunga , e la pinna dorsale di quattordici raggi norie- c f longitudinali ed è eccellente a mangiarsi ; sì trova ve’ laghi di *?ui\)pa t (Dal frane, lavarci che viondai celt . law abbondante, c ret lumie ; Che abbonda ne’limili.) (Yan) (N) Lavario. (Ar. Mes.) La-va-ri-o. Sin. Canestra di vimini, di forma quadrata , che. serve pei' mettervi il pesce. (Dal celt. lav inano, ed aire cofano, cassa, corbello ■ Corbello manuale* Cofano da portare in ma- J 10 5 Cassa portatile. Nella medesima lingua llabrwyn , lo stesso che Uavroyn giunco') (A) I-iavarohk. (idraul.) La-va-ró-ne. Sm. Tutto ciò che il fiume porta a galla , e elevane sulla riva, o 7 mare’ rigetta sulla spiaggia. (Dal celi. lavorare 5 i it Lav avanti gett depone sulla riva, o 'Imare' n citare, e imi fiume: Ciò che i I fiume rigetta.) Taig. ec. (A) av,L: i-va-sco-dtl-le.[ Add. e sost.com.. comp. indecl.ìQuegU che lava le scodelle. Guattero. Lai. mediastini^, calo. Gr. {tecravXios hovxos, vopoQópos. Fav. Esop. Lavascodelle, fancellac ragazzina del sottocuoco. DAyATEccA. (Ar. Mes.) La-va-tèc-ca. Sf Canestra da riporvi il pesce , ma più pi£ CO la del lavorio. (A) ■bAvATivETTo , La-va-ti-vèt-to. Sm. dim. di Lavativo. Leggier lavativo. ballisti. 3 . 3 oS. Berg. (M.iu) Lavativo, La-va*lì-vo. iSm. Composizione liquida che s'introduce dalle parti di dietin per mezzo dj, un cannello , altrimenti ’] Cristeo, Servitale, [Clistere. F.~\ Lat. clyster, clysterium. Gr. nWarripiov. Red. leu. f\V°' Continuare stessa regola di vivere e di lavativi; e se la ebbre va continuando , sarà di mestiere cavar sangue dalle parti in- oi'iorì. E 2/jo. Stia lontano da’ medicamenti lassativi per purgare il co, Po da’suoi escrementi , bastando in tal caso qualche lavativo inno* » V 01 ' cosi nettare le strade comuni , ec- » Salviti. Annot. T. • 4 - ò > . Come , quelli c’hanno preso il lavativo, v.Xvurr^a. , eh’è H 11 bagno interno; e si voltolano sul letto, perchè quello vadia c s’in- suini per lutto. (N) Avato , La-và-to. Add. in. da Lavare. Lat. lotus. Gr. Xov/sivos'. AG eil. cap. 2/f. La lavata e forbita cotenna si duole per vento c per W ^ r ‘.(* lor d.S.Pred. 36 . Quando 1’ uomo va per camminò , per p.- ÌCj Shi suole 1’ uomo dire: dammi lenzuola lavate, per amordi r n* ’■ t U ^° 8^ sa buono. Buon. Fior, 4 ■ i > 1i > Y ’avcan certi hic- cUeu Lavati mila nebbia. • — fan lavato dicesi il Pam affettato e arrostito , e poscia, incappato nell w (pm , c condito con aceto , zucchero ~ ' 68 . Datole jjj- " "fl.'fi lnau R'arc palliavate , e poi spogliatala , nel lettola i. Audi-, 102. Si conviene guardare da grosse vivande, e o olio . P rii .. -li _ . AI • !• D > o simili, Boec.nov.fj. spogliatala , nel letto la °lio , e di carne -, e di _ , - 'v.. «c -, c ui pesce*, e ui vino , e ai pane lavato, (beta*) Aggiunto di una saia di color baio, che si dice del pelo de’ cavalli. Cr. alla v. Bajo. Lavatojo , L;>-va-tri-jo. ( Sm.J Luogo dove si lava. — , Lavatoio, sin . Ltat. lavamim. Cr. Kovrpóv. Aàeg. 20p. Perchè aveudo V altre dive ec. Al pozzo, al lavatoio ec. Uccellata costei. Farcii. Sior. io. 3o3. Era vicino alle mura uu bastione , dal quale su per un largo e sicu- 10 fosso , «trimpello alla-vajle della fonte alla Ginevera , dove era già il lavatoio , si saliva alla porta a san Giorgio. a — Per tnetaf [ma da non imitarsi, in sign. di. Confessione.} Tr iti Inlend. La seconda cosa è verace confessione, la quale è uno lavatojpj nel quale 1’ uomò si dee lavare sovente. ’ 3 — [Far come la putta al lavatojo ss Cinguettate. Lat. garrire, y. Pare ec.] Vurch. Evcol. 52. E d’una donna (dicesi): ella fa come la putta al lavatoio ; tratto da quelle ohe lavano i bucali cinguettando. Lsyatop!.; , Lu-va-tó-re. { Ferì. ni. di Lavare.) Che lava. (// Follone.) Lat. tulio, iotor. Gr. h irxéi'tov. Zihald. Andr. E avviene a’ lavatori e «Uè In atri ci de’ panni lini imbucatati. Cavatrice ’ La-va-tri-ce. [Feib.fi di Lavare. Chetava.) Zihald.Andr. E avviene a’ lavatori e alle lavatrici de’ panni lini imbucatati. atatrina , * La-va-tri-na. Sf.F. e di Sciaquatqjo. (Yan) DAteuv , La-va-tù-ra. {Sf. Bagnatura , Locazione,) Lavamento. Lat. otio, lavai io.' Gr. Lcvcns, Kovrf oV. Cacale. Friitt. ling. Traiti) .odore omette , ebe chiunque lo toccò non potette poi per gran tempo per nnma lavatura rimuovere quell’odore dalle sue mani. Bbrgk.Rip. 210. a minio alla prima lavatura. T 11 liquore nel quale «’ è lavata alcuna cosa. Lat. lotnra. Fit. SS. zq'. 1 - 22 1 - io le gittai la lavatura ilei catino addosso. G. V. 11. jg''' Torbida com’ acqua di lavatura di cenere. Frane. Sacch noe. H. ,. u ' ar "ik in uno-corticino , perchè per una fogna la lavatura 3 Z Tv, 110 «ftidio avesse V uscita. ‘ viso è*!- da lavarsi. Lat. lofio Lab. dof Molto s’ era il /J. .__ * / S°*a e ’1 collo con diversi; lavature strebbiata. operaci "■ , cs ‘^ ,n molte arti d industria diconsi Lavature diverse dizie ~d"' • * /m ""0 hi mira di sceverare he sostanze dalle immon- tengon 1 CUl S0 '- 0 hnpregnate , o di sciogliere alcuni corpi che con- e c ons ° y f W’&Jionsi conservare ; nel prima caso gettasi la lavatura 11 l av ff residu ° » nc ^ sccon d° gettasi il' residuo e si eonseiva fonti Acque di lavatura’ chiamano i sai ritrai quelle che passa- Hrì, a sn l ,ra !" terre niirifere e non sono per anco bastantemente caper rnrarne il sale. (1>. ~ ' -, 'nm me il sale. (1>. T.) '“ct.i/r Lavatura delle miniere la Separazione-della pan t‘Av«...- tca dalla tenvsa , il che sì fa con diversi metodi. (D. T.) -va-zió ue. {Sf.' L' azione del lavare a lavarsi , il 1 T iM'Illlrln T . * r - X ' T ' che 3 pesi anche Lavanda, Lavatura,) Lavamento. Lat. lav atro , lo-t. . E °p- rjrs; , lebetes : terra, lebetia, terra da laveggi. (X) 2 — (Min.) Nome che porta in Italia V Oliare , detta da’ Francesi Pietra di Como , della quale si fanno stoviglie. (Boss) Lavello/* (Gcog.) La-vèl-lo. Lat. Labellum. Città del Regno di Napoli nella Basilicata. (G) Lavf.vìbekgo. * (Geog.) La-vcn-bùr-go. Lat. Laoburgum. Citta e Ducato delta Danimarca. (G) Lavexdl'la. (Bot.) La-vcu-du-la. Sf. Lo stesso che Lavanda. V. Matx. Diosc. Berg. (Min) • . La Y eresìa.‘(G eog.)Carf. di delizie del re di Sardegna presso Turino (fi) Laveuka. * (Mit.) La-vòr-na_. Dea de’ ladri , de’ borsaiuoli , de barattieri e degl’ ippocrili. ( Laberna trovasi negli antichi glossarii nel senso d’istrumento di ferro, di cui si servivano i ladri, i saccheggiatori, gladiatori e simili. Viene dal celt. lab 0 lav mano, ed era ferro : Ferro manesco. Nella stessa lingua lahaìna capzioso.) (Mit) ’ Laversale. * (Arche.) La-ver-nà-le. Add. coni. Porta dell antica Roma , che conduceva alla foresta consacrata a Lacerna. (Mit) Lavekkio. * (Arche.) La-vèr-ni-o. Aggiunto del bosco e del tempio consociati a Lavema presso Fovmia. (Mit) Laversioki. * (Arche.) La-ver-ni-ó-ni. Nome generico che dovasi a’di- voti di Lavema , come i ladri, assassini ,. boisajitoli, scrocconi ec. classe tanto numerosa , che da Plauto vciuie indicata colla parola Legioni. (Mit) Laverò. *(Bot.)Là-ve-ro.ri’/^.Lo stesso che Lauro-ceraso- //Lauro,) /, -/.(N) La vezzi. * (Geog.) La-véz-zi. Piccola isola olle Bocche di Bonifacio fi) Lavjasa. * (Geog.) La-vi-à-na. Prov. della piccola Armenia. (Mit) Laviaso. * (Geog.) La-vi à-no-. Piccola città del regno di Dtapoli nel Principato Citeriore, fi) Lavina, *' La-vi-na. N. pr. f (Dal ceti. Uawen gaja, gioconda, abbondante. In gr. lavo io godo, buie figlia; Figlia godente.)— Figlia di Anio re ili Deio. (Mit) Lavina**,* La-vi-nà-re.iV ass.V.I.omb.Lo smuoversi della superfìcie d Ila terra, che imbevuta di acqua piovana, corre al basso, portando seco ciò che incontra tra erti.(Sfa lavina voce egualmente lombarda che dinota ap- p|,nts\ iti .... . - 3 .— I _ \ /■ rr A_11. _ \ T> _... _• y'iè-V Lavi Lavi , _ figlia ederelle di Latini re'del Tazio , moglie di Enea (B) LÀvimo, * La-vi-ni-o. N pr. m Lat. Laviuus. (V. Lavina.) (B) 3 — * (Geog.) 'Lat. Lavinìnm. Antica città del T.azio , oggi Civita Lavinia nella Campagna di Roma (G) Lavino. * (Grog.) La-vì-no. Lat. Lahtnius. Fiume degli Stati Pontifica nella Legazione di Bologna. (G) Lavizzara. * (Geog.) La-viz-zà-ra. Circolo della Svizzera, nel Calitene del Ti ino. fi) Lavoracchiare , La-vo-rac-chià-rc. [N. uss.) dim. di Lavorare , [ e per lo più si dice del Lavorare quasi a stento, o di meda voglia. ) Lat. remùsica opti ari. Gr. ifisKùs sgya^so'.Ton. 3 — [ Talora Lavorare alcun poco essendo disoccupato. ] Vit. Bvnv. Celi. 267. Mi dette comodità eh’io potessi lavoracchiare qualche cosa. LAvoiuccmATO,*La-vo-rac-chià-fo.^r4/./H.rf« Lavoracchiare. L/ direg.fi) Lavoraccio, La-vo làc-cio. Eò’hl] pegg. di Lavoro. Lavoro cattivo - Lat. opus malum -Zihald. Andr. Assuefatti a quel loro pessimo lavoraccio , non sanno uè possono migliorarlo. Lavoraccio, La-vo-ràg-gio. [Anr.] V.A. Lavorìo, Lavoro. (V. Lavoro.) Lat. opus. Gr. èjiyor. G.V.10. 122. 6. Ma più vero la sua influcnzia porta molto al lavoi aggio e semente della terra. {Nel Cod. Davanz. . ed in altri buoni Testi a penna si legge overaggio.) Lavorante , La-vo-ràu-te. [Pari, di Lavorare.) Che lavora. » Salvia. SeÀof. 186. Ecco, dice, Anzia, il tuo Abrocome lavorante d arte sciagurata. (N) , 2 — [_[n fona dism.) Garzon di bottega. T-at. operarms. Gr. ;.G. V.12.16. 2. Sabato, sonata nona, usciti i lavoranti delle bottigliere., ordinarono ec. » Benv. Celi. Oref 83 . Avendo ciò osservato un certo Claudio Fiammingo, mio lavorante , giovane molto ingegnoso ec.(V) — [Operajo.) Fit. SS. Pad. E trovando 1 abbate eh’ egli era buon lavorante , insegnolli come dovesse in cella lavorare.è orare, n Pallai’. Isl. Cono. 1. 53 . Desse l’opportuno denaro. . . . per soddisfare a qualche opera de’ lavoranti." (r e) Lavorare, La-vo-rà-re. [Att. e n.) Operare [manualmente, Far qualche lavorio, Impiegarsi in lavori, Esercitarsi, Attendere ad un lavoro. -—, Allavoraiii, Laborare, Lagorarc, sin. Lai. operavi. Gr. s’pyaQoAsn. -( In lat. lavorale fra gli altri suoi sensi ba quello di far con fatica, preparare, fabbricale in ispecialita dèlie anni. V. lavoro.) Bocc.nov.fz. 11. E tutte di dii erse cose lavoravano d( lor niano ec., e con loro insieme (Mit) 52 LAVORARE LAVORATORE cominciò a lavoravo. Dant, Inf i 3 . i 5 o. Àvrcbbor fatto lavorare indarno. Senn. S. Agosti j 3 . Gli-animali e le piante' e l’crbc tutte lavorano Alì’onore di Dio. 2 — £ variamente. Bocc. g. 2. n. g. Nè alcuna cosa era, elio a donna appartenesse , siccome lavorar di lavorìi di seta ce., che ella non fa-, cesse meglio clic alcun’ altra. (A ) 3 —, [ Fig. Dicesi anche delle cose intellettuali per Operare in qualunque maniera.] Cacale. Fritti, ling. In vano s’affatica la lingua dei predicatore, se lo Spirito Santo non lavora dentro nel cuore. Coll. SS.Pad. Adunque *in vano lavorerà in questo esercilamenlo qualunque sia quegli che , stando contento di queste cose , ec.» Cavale. Espos. Simb. /. 28 j. Per ni un modo e* possibile chc*T 1101*10 sì-nc rimanga ( dal male ) , e a Dio sì converta . se la onnipotente mano di Dio non ci lavori. Pisi. *V. Gir. 4 * 4 ’ Alle quali cose eziandio gli altri dì di lavorare , compiuto il lavorio .loro , attendono*. (V) 4 —• [Dicesi anche degli strumenti , ingegni e simili , allorché mossi da uh agente producono il loro effetto. Così gli Scardassieri dicono che il cardo lavora unito, allorché i fili tutti sono a una grossezza medesima , d una stessa lunghezza , e d una 'medesima elasticità ] Ambr. Bern. -ff La chiave è tutta ruggine oc.: sare’bcne ugnella Un.poco , c poi lavorerebbe meglio. 5 — [Avere efficacia o virtù ad operare.] Maini, p. 51 Maperchò dopo cena il vin lavora , Facemi pazzie le maggior dei monde* » Bocc. g. $. n. 8. Il quale non andò guari che , lavorando la polvere (che era un oppiato), a costui venne un sonno subito c fiero nella testa, Itile che stando aucora in piò s’addormentò; od addormentato cadde. Fr. Ciord. zAg. L* acqua dell’ orzo.... dicono i savii che è la maggior cosa che in tutto questo mondo sia .allo’nfermo, e che più lavora a recarlo in sanitadc. (Y) 6 — [ Parlando di Placchine , Strumenti e simili vale ] Fabbricarli o Ridurli alla dovuta forma. Sagg. nat. esp. 2. Può essere clic si » i- trovi alcuno che nc desideri più minuta notìzia or ., almeno intorno, td modo c alla maestria di lavorargli ( i termometri.') 7 — Vallando di Podere, Orto , Campo e simili vale Coltivarli Lat. praedium , hortuin , agnini • cedere. Or. yaiwpydV x' L 'P iv v wxww , Aten. G. F» 12. 40 ' 3 . In questo anno furon molle pioggie ec., on- xle molto sconciò le incolte ec., c le terre si poterono male lavorare c seminare. Bocc. nov. 21. 10. Avendolo ricevuto , gl’ impose che egli l’orlo lavorasse. E nov. 72. 4. Le mandava un mazzuol d’agli freschi , che egli aveva cc. in uno suo orto clic egli lavorava a sue mani. Bem. Ori 1. 24. 52 . Come gli hai tratti , gli seminerai Nella terra che dianzi hai lavorata.» Stor. Bari. 120. Ebbero cavoli crudi, che Barlaam avea lavorati. (V) 2 — * Ed anche assolutala, per significare il Muovere in varia guisa la terra pqr renderla più alta alla coltura. JJav, Colt. p. iop. Acciocché lavorando la vanga non gli trovi ( / . . . posti al piè dei- pantani ) e la golpe la vernata non gli cavi e mannelli. (N) 3 —. Permetaf.ed in sentimento equivoco.Bocc.nov. 20.17 .Anzi di dì c di notte ci si lavora, c battecisi la lana. E nov..21. 10. Se voi mi inetLcte costà entro , io vi lavorrò sì l’ orto , che mai non vi fu cosi lavorato. 8 — In modo basso dicesi Lavorare a mazza e stanga e vale Lavorare di tutta forza 9 Lavorale con ogni attenzione. Lat . obnixe. operali . insudarc operi. Gr. Gvvrovws spyctfytrSeu. 9 — Dicesi fig. Lavorare addosso ad uno e vale Dirne male.Car.Lctt. Fani. 3 . i 5 y. A'orrci che parlaste con S. M. , per mostrarle le cosq in che termine sono} e parte per giustifìeazion mia. perche non vorrei die mi fosse lavoralo addosso, e che per aver dissuasa questa impresa, . si facesse argomento ,eh’ io avessi altro animo di quello che cc. (Min) 10 — * Dicesi Lavorare a spinte m Faticare spinto d'altri. Magai. Leu. 1. 8. Lavoro , come si dice , a. spinte. (N) 11 —* Dicesi Lavorare sopra di se ; ed è proprio degli arte, fi ci che lavorano, per loro conto 9 e non in ajuto di un maestro. Bald. Dee.(A) 12 •— Dicesi Lavorare sotto = Operare di nascosto. Lat. cium, oculte , per ambages agere. Gr. dnxrrpclr.Tt^r^oit. Buon. Fier, 4. 3. 3 . Ma sai lavorar sotto , è egli vero ?' * — Nuocere occultamente. Cecch. Incanì. 3 . 6. Come farò, poiché egli col fìngersi Amico mi lavora solfo ? (V) 13 — Dicesi Lavorar di straforo e vale Traforare o Bucherare le lame , o altri fep'i , e cose simili. 2 —; Persimil. Beni. Ori. 1. 8 . i 4 -' Ala il Conte, ch’era esperto ed avvisato , Lavora di straforo ad ogni mano. Bar boi Ben. vini. E cantar eop che spillo di straforo M’abbia Amor cominciato a lavorare.» (L ediz. di Livorno iypp a pag. 1 ha lavorare, per idù>(ismo.)(f>) 3 ’—■ L Jig. Lavorare alcuno di straforo [zzzDirne nude.] Lat . ab- sentem cxAgifare , notare. Gr. *a.Tcckoù\ùv nvas àixóvTC^.Farch.Ercol. 55 . IV uno che dica male d 3 un altro , quando colui non è presente,* s‘ usano questi verbi ; cardare ec. , tratti da’ cardatori ec. *, lavorarlo di straforo, da quegli che fanno i bucherami, oi ferri daminasdiiui. 14 —■ Pivverb. Chi lavora, dà le spese a. chi si sla : detto proverbiale 9 e di chiaro sentimento. Lat. ncgociosus otiosos educat. Alleg. 5. A edete or voi com’ hanno L’ arti necessità Dell’agio , e chi lavora , Per questo dà le spese a chi si sta. 15 — (Ai*. Mes.) Con I aggiunto degli strumenti a de'materiali ado~ pernii net lavoro , i>i e ,' ie a denotare quella particolar sortdi lavoro , che altrimenti si spiegherebbe co’ proprii termini , 'come Lavorar di cesello , d’intaglio , di smalto ec. che è quanto dire Cesellare, Intagliare , Smaltare ,*ec. (A) 3 — a belino * ~ Col bulino. Per mezzo del bulino. Cr. alla v. A botino. V. Bulino , J. < , 2. (j\) 3 — a braccia * : dicesi il mestiere def acchiti /, e limili ajffalicantisi di braccia. V. Braccio, §. 11. (N) 4 — a credenza * = Lavorare'senza aver s’ibilo la mercede. F, A credenza, 1. (N) 5 —7 A giornata,* cioè per un fanlQ ilgiorno.FA giornata,5.2.(N) 6 — AL tornio, a tornto * = Tonnare. Cr. alla v. Torniarc.(N) 7 — a posta, * cioè quando si Ja un lavoro determinatamente ver qualcheduno. V. A posta, §. 4 * (N) S — a solchi * -= Assolcare , Solcare , Arare . V. A solchi. (N) 9 ~ A. trapunto,* cioè quella spezie di lavoro che zAce-sàTrapunto. F. A trapunto. (N) 10 — di cavo *<=z Fare quel lavoro .di scultore eh'è il contrario del Bassorilievo. F. .Cavo , sm. §. 2, 3 . (Pr) 1 » —-DI STRAFORO.* F. §. l 3 . (N) 12 — JJH - tondo — Far figure di rilievo. Bem. Celi. Oref. 46. Il q ua I modo di lavorare si domanda lavorare in tondo. (V) i\> (Agr.) F. §. 7. 2^rare ^ Zappare o Vangare il terreno che non sia seminato. Il- lavorare i terreni seminati , o quelli piantati come • vigna 9 olmeti ed altri , si dice Coltivare. (Ga) 1 1 —;* (Mus.) Si dice che Una parte lavora, quanto fa molte note e sminuzzamenti , nel tempo che le altre parti progrediscono più posatamente con delle note tenui. (L) 18 — (Marin.) Lavorare , che meglio dicesi Arare. È un certo moto particolare d-.lla nave e deW àncora. (A) LAvoKvrio , La-vo-ra-tì-o. Add. ni. Atto , Acconcio a esser lavorato , {.ed è aggiunto di Campo o Terra.] lat. cullarne aj.tus, cultui ido- neus. Gr.sv'J-src» ds to ysh>py£ÌiTA>ou..Cr. 1. 5 . È da proccurare cìic spt'ziahnentc il padre della famiglia ponga la villa sotto le.radici del sabatico monte, ove le terre lavorati» siano dolci e trattabili. E 2. 1(1. dt. Della cultura del campo lavoratìo.» Alleg. 211 Nascono, dico, quelli e queste in termi buscalo c non lavoratìo. (Pr) Lavorativo , La-vo-ra-tì-vo. Add. [ m. Aggiunto di Campo o Terra , come ] Lavoratìo .—, Lago* ut io , Lavoralojo , sin. Lat. cultus, ajitus , Culturac idoneus. Gr. £tf>srcs tìs rò yswpysìrrSctt. Fr. Ginrd. pred /’• lai campagna piena distesa di campi lavorativi. » fJcnv. Celi, Rie. 30 , Slaja tre in circa di terra lavorativa. (N) 9. — Aggiunto di Giorno, vale Giorno di lavoro , Giorno nel quale si lavoia , a dininzànuf de’Dì festivi. 3 —* Che opera , Che produce V effetto opportuno. Salviti, Imi. Otf Poiché tutto il vitto Lavorativo concedi a’mortali. (A) 4 —* Usflto in faza di sm. Maga!, f^tt. Eccovi l’Isola, oc. i numeri significano Vanirne ripartite ne 3 lavorativi di essi. (A) Lavorato , La-vo-rà-lo. Sin. Terra lavorata. Lat ager cultus. Or. àypos tìpyotrrjxivof. Ddv, Colt. ifò. Piantali ( i nassi ccè) in luoghi freschi, essendo essi cafdissiini , in buon lavorata , non mollo addentro , e più di tutte ì 3 altre piante riguardali , perchè questi, svi t- tati una voiia , non vanno più su. hbvoìwro.Add.m.da Lavorare. [Fatto amano , Artefatto , Allavoratq, Lagorato, sin.] Lat. fabrefactus . Sagg. nat.esp. 2. Egli è tutto di cri-* stallo finissimo , lavorato per opra di quegli artefici , i quali ec. o. — Adorno di be’lavori. Lai. ovnatus. Bocc. nov. 80. p Vi miser s il mi pajo di lenzuola sottilissime ec. , con due origlieri lavorati a meraviglia. 3 — [Dicesi lavorato tV oro , di marmo, di stucco , di cristallo cr. e vale ] Ornato di lavoi'i di tal materia. G. P. 7* 36 . 2. Bellissime fontane lavorate di marmo. 4 — {Parlando di campo o simili,] Coltivato. Lai. cultus , excuitu^ Cr. 6 . 100. 1. Ama terra grassa e solata , c .lungamente lavorala ? rivolta. FU. SS. Pad. 1 . 38 . Pervennero ad un monta mollo altissimo , appiè del quale era una bellissima fonte , c una bella pianai 3 non lavorata , con alquante piante. & — Agg. di Acqua, vale Artifìzdata per qualche operazione o effetf particolare. Bocc. nov. fo. 100. Anzi era un’acqua lavorata da f‘ l * dormire. E nov 63 . 4 • Lasciamo stare d’aver le ior celle piene d-d- ' bercili cc. , d 3 ampolle c di guasladeUe con acque lavorate. Or con solfo, e quando con acque lavorate Cc., i caprili, neri dam 1 cotenna prodotti, ìdmiglianti a fila d’oro fanno le poi divenire. . 0 —* Agg. di Fuoco , vali Io stesso che Fuoco artifìzmio ,• cioèfdff con artifizio. Lat. .ignis missilis , arUfiCiOsus. Gr, Fvp&vrsxvcv. U'‘ l'uoco, §. 4^1 6' I , • . . /; y __ (B. A.) Fra' pittori si adopera questo termine in quella sortii ( * pitture che sono fatte e rifatte dall ’ artefice con molto colore , c come usano dire , alla prima e con poco colore ; onde le medesit ìie opere ben lavorate hanno più lunga durata. (A.) ^ 2 — Lavorato e Ben lavorato , m forza di sust . , presso gh tori ed intagliatoli significa quella maestria che si scorge nelle 0 l H ], t loro , derivata non tanto dall' •niellata di chi opera 9 quanto L perizia , franchezza ed obbedienza de da mano nel fai' che'riesca l h Vita , diligente e . vaga. Foc. Dis. (A) T -*#, Lavoratojo , La-vo-ra-tó-jo. Add. m. F. A. F. e di' Lavorativo. V Eneid. A. 5 . Italia , terra antica , possente d’ arme , e ricca 1 lavoraloja. « cC . Lavoratora,* La-vo-ra-tó-ra. Fem. di Lavoratore. F. e JdLavoratfm Doni A. F. Berg. (0) * 0 , Lavoratore, La-vo-ra-tó-rc. [Ferb. m. di Lavorare.] Che lavora) f ^ priamente Contadino. Lat. agrìcola-, agricuUor. Gr.y^pyo.^pr^’.i Bocc. nov . 20. 16. Se voi aveste tante feste latte fare a la voi 3 ^ clic le vostro possessioni lavorano, quante èc. E nov. 4 l \4' /h',,Rimandò che alla villa n’andasse, e quivi co 3 suoi lavoratori si pi e rasse. E num. 7. E di lavoratore, di bellezza subitamente divenuto , seco sommamente disiderava di veder gli occhi. B Dant. 22 . L’ascino i filosofanti lo sposarsi a 3 ricchi stolti , a ^q-Qj-c cd a’lavoratori; cd essi colla filosofia si dilettino , . molto n Ì 5 H l (V o- sposa, che alcun altra. Bern. Ori. 1. 11. 6. Smarrii i fuggou 3 ratóri', E per le selve le fiere e’ pastori. Borgh, Fesc. Fior• ( .v Lavoratore , che oggi è la nostra , importa molto piti umana scrcta condizione, cc. ; e contadino è tuli a altra cova , c‘ aspal 1* una e dall’ altra diversa, sebben da pochi anni in qua mia b LAVORATRICE parte de’nostri, abusandola, la pigliano por 1,(voratore.)! E Sent.iff- •(Sentenze Mondi ec. Milano, Stella, 1827.) Alcun di loro divenne pccorajo , e quale lavoratore di terra. (Min) 2 — [Proverò.} Uccellar l’oste e il lavoratore = Farsi beffe, o Ingannare l una parte e l' altra. F.Ostc.VarchiErcol.20. Parte si stanilo da canto a ridere; e parte , uccellando ( come si dice ) l’oste e ’l lavoratore , danno, per mettergli al punto , ora un colpo al cerchio, e ora uno alla botte. 3 — (Milit.) Pillano impiegalo ne’lavori di fortificazione, o delle trincee : è condotto da’ zappatori e dagl’ ingegneri. (Gr) Lavoratrice , La-vo-ra-trì-ce. [ Però. f. di Lavorare, ] Che lavora , Lavorante. — , Lavoratora, sin. Lai. operaria, Plaut. Gr. epyarijs. Arrigh. 68. Penelope lavoratrice , per sostener la vedoviti onestamente , ora udirebbe le mie preghiere al suono de’ danari. Cron. Morell. 'Ì04. Baltezzollo Andrea di Fico , e certe altre fanciulle sue lavoratrici. Bui. Par. e3. 2. Buone bubulce, cioè buone lavoratrici. La voratura. (Ar. Mes.) La-vo-ra-tù-ra. SJ~, La facoltà di operare manualmente , ridotta in atto intorno a qualche materia-, e così dicesi La lavoratura della lana, della canapa, e simili. /^.Lavorazione.(/^.Lavoro.) (A) Soder.Colt. Nella seconda lavoratura clic si faccia alle vigne , si può un poco manco alleluiar la zappa. (Br) Lavorazione , La-vo-ra-iió-ne. [Sf L'effettiva azione di opera manuale ; Operazione applicata a qualsivoglia materia per condurla a quel grado che si desidera ; sebbene usano alcuni in questo senso piu propriamente le voci Manipolazione o Lavoratura, riserhando l’ altra a s ‘S n 'Jìcare ] Il lavorare i campi , Coltivazione. {V. Lavoro.) Lai. cultura. Gr. yswpy/a. Salviti. Disc. 2. ffi. La lavorazione dei campi fu consigliata dalla natura. » Manni: La lavorazione del pane in pasta si eseguisce a forza di mano e di braccia. (A) Lavoreccio, La-vo-réc-cio. [«Sin.] Lavoro; [e per io più s'intende di pic- colo o leggier lavoro ; ma più propriamente il lavoro della terra.} (/• Lavoro.) Lai. opus, cultura. Gr. fyyov, bmpyatrlx. Fr. Jac. T. O. 3. ir. t\» .. . • • ut: .a. ..i,.„ u p _ 41 r. 7i_.. LAZIOLITE 53 Strapazzarlo, Abborrac- 3 - 9. D’ogui mio* lavoreccio Mi fa perder lo frutto. Dav. Coll. * 70 . Quel povero frutto si muor di fatica, se non è forte ajtitato di T Av ' 01 Ccc *° e cLL concime. * J . U'Uua. La-vo-rc-rì-a. [ff] Luogo dove si fanno i lavori di coltiva- Zl fne, [ 0 (l itri lavori.] (Dal lat. barbaro laboreria.) ( P. Lavoro.) av. Esop. Era vicina alle sue lavorerie. avoretto , La-vo-rct-to. Sm. dim. di Lavoro. Piccola opera d’ arie manuale. — , Lavoruzzo , sin. Fior. Pit i, proem. Voglio questo mio piccolo lavoretto abbia nome Fiore di virtudi. (V) Benv. Cellin. Pii. sconfittomi la bottega , trovò assai lavoretti d’ oro e d’ argento. (A) av°jui:e a ; La-vo-riè-ra. Sf. P.A.P. e di' Lavorerai [ o piuttosto Lavoro] S-ibald. Andr. 77. La ventura di Gemini è in nella agricoltura, e in lavoi'icra di terra. » Cittad. Oper. 2/p. f Ediz. Rom. 1721. ) Della C - t lC . COsl ™!s aii ^ a quelle parole de Agricullura un au- tico v olgarrzzalor iidhioii secolo in lingua sanese appresso di me dell opera di Fallacie , Palladio , ) si lcg|e secondo il Calepi, Ò (N, Lavoretto , La-VOri-et-to. [.Sm. dim. di Lavorio.] Piccolo tavìrio Bice nov. 4g. 8. Lra m un suo orto, e luceva certi suoi lavorietti acconciare Lavorio, La-vo-rì-o. [Sm. Usalo per lo più insign. di} Lavoro [ma sol dagli antichi.) (P. Lavoro.) Lat. opus. Gr. ipyaaix.. Tcs. hCs 1 ~. Percioccli’ elle f le pecchie.J abitano tutte in mia magione, e quindi escono, e vanno pasturando per la contrada, e ’l lavorìo d* alcune è comune a tutte. Liv. Dee. 3 . E a questo lavorìo furono tre dì consumati. ji Salvia. Annot. F. B. 4 - 1 • 1 • Lavorìi. Latino barbaro laboreria. Vcdcsi nelle carte de’ notai. (N) 2 — [Col v. Fare : Far lavorio= Lavorare. P. Fare lavoro 0 la- Vorio.]5occ.noe.72.6 l .Dicoti ])iù, che noi facciamo vie miglior lavorio. 15 (.Qui in senso osceno.) (IN) 3 — (Col v. Trovare: Trovar lavorio = Trovqr da lavorare.) Bocc. nov. C2. 4 ■ Conciofossecosaché il marito di lei si levasse ogni llla ttu la per tempo per andare a lavorare , o a trovar lavorìo. ~f Servigio, t'av. Èsop. 188. Lungo tempo l’ avea tenuto in suo la- 3 v °iio. ( Parla d'un bifolco dal suo padrone tenuto al suo servigio.J(V) st lf a ' J ' JlÌCa ‘ 1 ’’ 6 ’ Abbatterono e elisfeciono il detto ca- ^ • • • , clic era un nobile c ricco lavorìo. (V) 3. £ meta/, dicesi anche delle operdiioni dell' animo, Pit. SS.Pad. . T.1 ed rii... .. ..11..........«ev '.—il’....: .1: tu .. • . .. j 2 4 ’- Tu sai che somma allegrezza è ncH’aiiima mia di fare in tutto ■; volontà del Padre, siccome tu comandi ; e questo lavorio bai fatto LAV0RÒ ed T es ™? in (V) Lagoro a "'°’ i0 ' Opera fitta, o che si fa, 0 da farsi. —, Lagorio, lavorare fatica.) Lat. opus. Gr. ìpyatrìcc. (V. l’etimologia di di fatic l'*. Iu Cl * 1 - in voce labour ha come tra noi il duplice senso sa \ j, a ®è" 1 °pera: poiché facilmente 1’ effetto prende il nome dalla cau- lavor eS /> ' 1 ' LUI llon avera nKl ’ ^ nc > ella finirà con tutto ’l suo Voro ^ n -l' 2 0 - 9 °- Se l’unghia ti basti Eternalmente a cotesto lava^ ’ f ar ' '' * 3 - O buono Apollo, all’ ultimo lavoro Fammi del tuo Livorn S1 ta ^° vaso - £ 6. sf. A Dio per grazia piacque di spirarmi L’alto altro l. ’ C in lui mi diedi. Pe.tr. son. 72. Poi di man mi ti tolse 1i 4 av ?. ro- £ <07.Ch’ i’lasciai, per seguirla, ogni lavoro. G. P. g. Sgrosso l" P nrt .° era tutto impalizzato e incatenato , c di sopra dì 255 Tyr C ^ najllc Ì In Lertescato con meraviglioso lavoro. Bocc. Pit. Dant, Celi A egli era più attento al glorioso lavoro. Pit. Benv. 2 —. '°ii cl 'o duemila ducati di quel loro porco lavoro. tuoni p Uj> • '“f olutamente per Lavoro rurale. Dav. Colt. iog. Far 3 s ’intendimi' 1 (J(” ' Ja01la terra > dar della roba , sou cose clic sempre 0 lavor"^ **' t>icar<: : Cercar lavoro , è lo stesso che Trovar lavoro 4 — . g l ° > C1 ” e Cercare o Trovar da lavorare. (A) Vorici. (A)^ daic : l ar lavoro = Lavorare. P. Fare lavoro o la- c he E . 1?ar tuono o cattivo lavoro =5 Eseguir bene 0 male qual- operaziauc meccanica. (A) Pacai. IP v / 5 —* Col v. Tirare ; Tirar giù un lavoro ciarlo. Cr. alla v. Tirare. (A) 2 — * E Tirare a terra un lavoro = Demolirlo e per metaf. Svilirlo. Cr. alla v. Tirare. (A) 6 — Proverb. Lavoro fatto danari aspetta ; e vale, che il lavoro trova facilmente spaccio , quando è terminato. 7 — * (Fisiol.) Dicesi Lavoro delle viscere, Unirsi al lavoro del coito, al lavoro della generazione. Pasta. (N) 8 — (Archi, e Ar. Mes.) Lavoro diciamo anche a Quelle opere di terra cotta fatte per murare, come mattoni, mezzane, quadrucci, pianelle , e simili. 3 — alla damaschina. P. Damaschino, §. 1,2. Baldin. (B) 3 — ni cesello. P. Cesellare. Baldin. (B) 4 — ci forma. P. Forma , §. 18, 3. Baldin. (B) 5 — n’ incavo. P. Incavo , 5- 2 • Baldin. (B) 6 — ni niello. P. Niello. Baldin. (B) 7 — d’intaglio. P. Intaglio , §• 5. Baldin. (B) 8 — ni smalto. P. Smalto. Baldin. (B) 9 — quadro o di quadro. P. Quadro. Baldin. (B) Lavoro diff. da Lavorazione , Lavoratura , Lavorerai, Lavorio , Lavoreccio , Lavoraggio , Fattura , Manifattura , Opera ec. Opera è vocabolo generico. L' opera manuale è propriamente un lavoro. Lavorazione altro non significando elio 1’ eiieltiva azione di opera manuale , è cbiax'o che un tal nome debba avere tutta quella estensione di op; re ciie dalia Crusca fur accordala ai primitivi Lavoro e Lavorale, e non alla sola coltivazione de’campi com’essa vuole. Se non che tra Lavoro e Lavorazione dee farsi la differenza che si fa tra Atto ed Azione; vale a dire che Lavoro esprime l’opera manuale in ima maniera affatto astratta; e Lavorazione la esprime in maniera concreta, perchè la dimostra come ridotta all’ effettiva esecuzione. Lavoreccio poi sembra piuttosto un diminutivo di Lavoro, e però non identico a Lavoro come asserì la Crusca, e come forse gli scrittori l’adoperarono, applicandolo peraltro al lavoro della terra. Lavoratura si usa piuttosto in significato dì Manipolazione , ma ha più relazione col senso generico di Lavorazione. Lavoi eria è il luogo dove si fanno i lavori, e non quelli soli di coltivazione , come dichiara la Crusca. Y. Fattura e Manifattura. Lavoro.* (Geog.) Terra di Lavoro. Lat. Campania Felix , Campus La- borinus. Prov. del Regno di Napoli, detta anche Campagna Felice, e comprende la maggior palle dell’ antica Campania. (G) Lavoruzzo, La-vo-rùz-so. Sm.dim. rfi’Lavoro.Lo stesso che Lavoretto./^. Cernì. Cernì, pag. 104, cap. 118. Ancora si può bene incollare due o tre volte , come da prima ti dissi, e colali lavoruzzi piccoli e gentili. (B) LAwsoNiA.’(Bot.)Law-sò-ni-a. Sf Genere di pianta dellottandria monogi- nia, famiglia de’ calicantemi , caratterizzate da un calice persistente monofdlo, quadrifido ; da quattro petali , da otto stami, opposti per pajcìapetali, un germe superiore, il pistillo persistente ; lo stimma solcalo, la bacca secca, depressa, ma fonata, a quattro cellette polisper- me. Dicesi pure Alcanna per corruzione del vocabolo Alhenna. Una delle quattro specie componenti questo genere ( la lawsonia inerme ) é celebrata fu dall antichità nelle Indie Orientali , nell’ Egitto , e nella Barberia suo paese nativo. Tutte le sue parti sono impregnate di materia colorante insolubile nell’acqua. Gli orientali se ne servono generalmente per tingersi le unghie, i capelli, la barba ed altre parli del corpo di color giallo di zefferano , il quale diventa così tenace CM non isvanira se non rinnovandosi la epidermide. ( Questa pianta e forse il tosunon degli Arabi.) (Vali) LaxA. * (Geog.) Riviera del Chili. (G) Lazamati. * (Geog.) La-za-mà-ti. Popoli che abitavano in vicinanza della Palude Meotide. (G) Lazarola* (Agr.) La-za-rò-la..?/: Lo stesso che Lazzcruola.^.(Dall’ar. al zorurcni la nespola.) lljnb. 2. 3. g3. Sopra tutte ho avuto delle lazarole, (N) Lzzas. * (Geog.) Lo stesso che Lazi. V. (G) Lazeggiare, La-zeg.già-rc. N. ass. Fare certe specie di atti e gesti che si chiamano Lazzi , con che sovente i comici sogliono esprimere i loro pensieri. — , Lazzeggiare , sin. (V. lazzo.) Min. Maini. 255. Lazeggiare significa qualunque azione che facciano i comici per esprimere il lor pensiero. (A) (B) Lazeno. * (Geog.) La-zè-no. Lo stesso che Lazise, U. (G) Lazi. * (Geog.) Lazas. Popoli che abitavano la parte maestrale della Colchide , sulla costa del Punto Fusàio. (G) 2 — * Costa de’ Lazi. Paese della Torchia asiatica lungo il MarNero, le sue città principali sono Riza e Trcbisonda. (G) Laziale. * (Mit.) La-zi-à-le. Soprannome di Giove, così chiamato dal Lazio , ove questo sovrano degli Dei era specialmente onorato. Detto anche Laziarc. Lai. Laliaris. (Mil) Laziani. * (Geog.) La-zi-à-ni. Popoli del Lazio. (G) LaziAra. * (Arche.) La-zi-à-ra. Add. e sf. Festa istituita da Tarquinia il Superbo in onore di Giove Laziale. (Mit) L. Lazi la Provincia di Trebisonda. (G) Lazio. (Geog.) Là-zi-o. S/n, Antica contrada d Italia all oriente del Tevere , abitata dagli Aborigeni , da Pelasgi ? da Tirreni , dagli Arcadi ec. Gli antichi distinguevano V Antico Lazio dal Nuovo ; (fucilo occupava la porzione della Campagna di Poma , che trovasi T'r,,,.1 é" 1 ilirupll/.i Questo P.stPUtlpiy.icì ciuci nt Vnltu.'rus conteneva , e gli .. 7 tico Lazio ebbe per capiltde prima Laureato, poi Lavinio, indi Alba , ed alla fine Roma. (A) (G) Laziolite. * (Min.) La-zi-o lì-te. Sf. Fossile del quale si hanno sette varietà di colvre e di forma diverse, ma per lo vià di colore azzurro S 54 LAZIONE ne’pezzi opachi , e di un verde azzurrognolo in quelli che sono trans* lucidi ; la sua frattura è un poco lucente ed ineguale ; segna il vetro ; elettrica per communicazione } infusibile al cannello ferrumina- tor.o ; col borace si converte in un vetro verdognolo ; si discioglie negli acidi sctjbrico , nitrico e muriatico , formando una specie di gelatina bianca. Trovasi sempre in pezzi vaganti, composti di una roccia contenente molta mica , eh' e la parte principale , virossena nera , cristallizzata , e pirossena granulare di un color giallo bruno. Non si è finora mai incontrato che ne’ luoghi vidcanici. Alcuni la chiamano Lazialite dal monte Laziale , oggi Monte Cavo , alla cui base fu la prima volta rinvenuto j altri Hauyna, in onore di IIauy.(G.P.) Lazioke, La-zi-ó-ne. F.L. Traportamento, Movimento.Gal.SistfA') Salvin. Cas. fii. L’amar fiori , e il lustro della testa, simboli della lazione o portamento in giro del cielo. E 71. Fermata , Posa, contraria alla Phora , cioè lazione, traportamento. ()N) L»zise. * (Geog.) La-zi-se, Jaugise, Lanzcno. Castello del regno Lombardo- l eneto nella provincia di Ferona. (G) Lazo. Sm. Scnliro introducìmento o ripiego od altro accorto modo nel discorso. ( In isp. lazo non solo significa laccio, ma insidia, aguato ; e lazaro astuto, sottile. In dir. lutz deludere, burlare, e latzon burla , illusione. In gr. lazon mendace. ) Min. Maini. 255. Lazo , che in Spagnuolo lignifica laccio , si prende da noi per quel ebe i Latini direbbero cnptio, sopkisma , ec. Va profferito con la z dolce , e non cruda ed aspra , ec. (A) (B) Lazulite.* (Min.) La-zu-li te. Sf. Lo stesso che Lazzulite. F. (G. P.) Lazza. (Agr.) Làs-sa. Sfi Terra frigida acquitrinosa , dove nascono giunchi, carici, ed altre piante paludose. (Gel celt. las che ha il doppio senso di terra e di acqua. ) (A) Targ. Le terre frigide naturali vanno sotto diversi nomi : di Lazza, Acquitrino, Gemitivo, Ficcatoja, Pollino , e simili ec. (N) Lazzaccio , Laz-zàc-cio. Sm. pegg. di Lazzo. Fag. Coni. Tu, al contrario di loro , senza fin quei lazzacci , sta femmina e cicala; sì cicala al tuo Meo, che ti vagheg] già- _ Lazzaretto , L.rzza-rét-to. Sm. Lo stesso che Lazzeretto. F.Pasta.(JÌ) Lazzariha. (Mcd.) Laz-za-ri-na. Sf. F. disusata. Rcgnuzza così detta dal nome di S, Lazzaro. Aret. Rag. Certa lazzarina minuta come la stizza. (A) I,azza r ,ino , * Laz-za-ri-no. IV. pr. m, dim. di Lazzaro. V. (B) Lazzaristi. * (St. Eccl.) Laz-za-rì-sti. Nome di certi religiosi, chiamali anche Preti della Congregazione della Missione. Questa congregazione fu istituita da S. F incinto in Paoli, l’anno i6ty, per istruire i giovani ecclesiastici nelle funzioni del loro stalo, di Jare le missioni ne’ paesi infedeli , e d’impiegarsi in soccorso e riscatto degli schiavi sulle coste della Furberia ec. Così delti perché in Parigi ottennero di abitare la casa delta di S. Lazzaro. (Ber) 2 — * Così diconsi pure i Monaci brasiliani , detti anche Mechitari- sti , stabiliti nell’ isola di S. Lazzaro presso A inezia. (0 ) Lazzariti. " (St. Mod.) Lazza-ri-ti, Nome de’ cavalieri dell’ ordine militare di S. Lazzaro. (Van) Lazzaro , * Làz-za-ro, Lazzero, Lazzarino. N. pr. m. Lai. LazaruS. (Dal- 1’ ebr. el Iddio, e ghuazar ajutare, onde ghuezer ajuto: Ajuto di Dio.)— Povero uomo, vero o simbolico, di cui parlasi net Fangelo in contrapposizione del ricco Epulone, — Fratello di Murìa e di Marta, risuscitalo dal Salvatore , quattro giorni dopo morto, — Santo monaco greco e pittore del secolo IX. (B) (Van) a — * (Geog,) S. Lazzaro degli Armeni. Jsoletla nelle lagune di Ve - nezia. (G) Lazza noni. * (St. Mod.) Laz-zaróni. Così chiamano in Napoli l’infima classe delia popolazione, Elicono anche Lazzcroni. ( Il mendico, pieno di ulcere, di cui discorre S, Luca nel cap. 16 sotto nome di Lazzaro , ha dato agli Spagli, lazaro in senso di povero, cencioso, a Ma. politani lazzarone accrescit. di lazzaro cc, V. lazzeretto. ) (Van) (IN) Lazzeggiare , Laz-zeg-già-re. N. ass. Lo stesso che Lazeggiare. P , (B) Lazzerare , * Laz-ze-rà-re, N, ass. F■ plebea. Cantare il Zazzerone , e. fig. Mandare in sepoltura. Rim, Mss, del Leopardi. Noi toggliiamo anche a pagare Quando il padre venga a morte, E ci par d’aver gran sorte, S’ e’ s’ ha presso a lazzerare. (A) Lazzeretto , J.az-ze-rét-to. [Sm. Nome degli spedali in cui un tempo si curavano i lebbrosi che si chiamavano Lazzeri, Oggi s’ intende quel ] Luogo dove si guardano gli uomini e le robe sospette di peste. — , Lazzaretto, sm. Lai. Lu/iiioi'.aniiuiii. Or. rciiconoculci. (tu tVanc. (uzarct, in isp. lazaieto, in ted. lazarelh cc. V. Lazzero. ) Malm. 1. 48. Gustavo Falbi , cavalier di petto, Con doge Paot Corbi or u’incammina Gl’incurabili tutti, e f l lazzeretto. Gal. Sist. 26%. Io credeva che il lazzeretto se le dovesse scostare f dalla cittàJ più che fosse possibile. « Min. Malm. Questo nome lazzeretto viene da Lazzero ri. suscitato da N, S, Gesù Cristo, quando già doveva essere , per ragion naturale, fetente il di lui corpo. (A) 2 — * (Geog.) Lazzeretto Vecchio, isoletta nella lagune di Venezia presso quella di S. Lazzaro. (G) Lazzero , * Làz-ze-ro, N■ pr, m. Lo stesso che Lazzaro. V. (B) Lazzero, * Adii, e sm. Nome che si diede un tempo u’lebbrosi, da S, Lazzero prescelto per protettore di tati infermi. Oggi così chiamatisi in Napoli i poveri e la plebaglia, (Ved. P etim. di Lazzarone.) (A) Lazzerola. * (Agr.) Laz-ze-rò-la. ■'•fi Lo stesso che Lazzcruola. / . (A) Lazzeroleto. * (Agr.) Laz-ze-ro-lé’to. Sm. Luogo piantato di lazzcruoli. (Van) Lazzerone , Laz-ze-ró-ne, Sm. F,.contadinesca, Le preci che si cantano n, lf assoluzione del morto. V. Lazzerare, (A) 2 —* Add, e sm. ar.cr.’pegg. di'Lazzaro. Lo stesso c/ie Lazzarone. F .(0 ) Lazzercola- (Agr.) Laz-zc-ruò-la. ( Sf. Sorta di frutto addetto più grosso che le ciliege di cui ha la fgura e che contiene quattro o cinque ossicini, Fe ne ha due varietà, il rosso , ed il bianco di è pieno acido e più delicato. Lo stesso che Azzeruola. V , Lazze - LE fola , Lazarola , sin. Lat. crataegus azarolus Lin, ] , hypomelis. Gr. bttepé^ieos. ( V. lazarola e lazzerola.) Buon. Fier. q. 5. 16. Vorrei, vorrei, vorrei due lazzcruole. » li Salvia. Annoi, ivi Lazzcruola, frutta nota, spagrmola azetuela, quasi in latino acidula. (JS) 2 — * Aggiunto di una Specie di mela. F. Mela. (A) Lazzeruolo. (Bot.) Laz-ze-ruò-lo. [A/u. Lo stesso che ] Azzeruolo. V. Lat. hypomelis. Gr. vxop.fiXims. 2 — * Il L.azzertiolo salvatico dicesi Bagaja. V. (N) Lazzetto , Laz-zét-to, Add. m. dim. di lazzo, Lat. subasper, austerus, acidulus. Gr. vxogvs. M. Aldobr. E perciocché eli’è un poco lazzct- ta , si conforta lo stomaco. Lazzezza , Laz-zéz-za. [A/.] Asprezza di sapore. —, Lazzità, sin. {V. Asprezza. ) Lat. acer , vis astrictoria , facultas astringendi. Gr. ri ctvxtikós. Cr. 5. 2 6. 4. E Avicenna dice , che le foglie loro sono di forte lazzezza. ( Qui il Testo latino ha : veliementis stypticitatis. ) Lazzita’ , Luz-si-là. [Sf. Lo stesso che ] Lazzezza. F .—, Lazzilade , Lazzi!ate , sin. Cr. 5. 1 2. 12. La sua operazione, composta colla sua lazzitade , conforta e costrigiie lo stomaco c ’l ventre. ( Paria delle mete.) Lazzo , Laz zo. Sm. Atto giocoso che muove a riso , [ed è proprio de’ comici .] Lat. gesticulatio. Gr. xttpovoploc. (Dall 1 ebr. latzon baja , burla ; che vien da lutz burlare , frascheggiale , illudere. V. 5- ' J - ) Malm, 5. 6-], E col lazzo del Piccalo spagnuolo , Che dalla mensa vuol tutti lontani, ec. » [Vedizione del 1688 ha lazo.) (B) 2 — Tenere il lazzo, Reggere al lazzo = Secondarlo, Accordarsi a burlare. Lat. scenae servire, scenac obsecundare. Gr.xAyp.uTi {n>mxnnvsir. 3 — * Dtcesi E seguito un bel lazzo , Mi son trovato a un bel lazzo per dire FJn bel caso , TJ11 accidente curioso. (Dal lat. lapsus caduta, trasferito al senso di caso, come è avvenuto del casus de’latini.) (A) Lazzo, Làs-so, Add, m. Di sapore aspro e astrignente. Lat. stypticus, acidus, astrictorius. Gr. istvXtuÓì, alfis. (Dal eelt. lalZii duro, ruvido, aspro. S.duro, $.24 j aspro J.i, //, 6.; ruvido ec. In gr. la-oxys molto acido.) Cr. 2. ti. 5. Quello del frutto nel suo principio è piu lazzo e terrestre , ed ha bisogno di molta digestione. E 5. tj. 3. Le cornie di lor natura son molto afre e lazze, quanto meno son nere, tanto sono più afre. Dani. Inf. i5. 65. Tra gli lazzi sorbi Si discunvien fruttare al dolce fico. Palajf. ti. Non va dal gozzo in giù la sorba lazza, A ai et. 4l- L’eccelso ciliegio, ed il lazzo sorbo, ed il fronzuto corbezzolo , e l’alto faggio, ed il pallido e crespo busso. Lazzuli. * (Min.) Làz-zu-lì. Add. m. Aggiunto di lapis , che comunemente da’ migliuri scrittori si scrive Lapislazzuli. (A) Lazzulite. (Min.) Laz-zu-Ii-te. Sf. Specie di pietra dura , di un bel colore azzurro, opaca, di una tessitura compatta, granosa nella frattura , talvolta alcun poco lamellata, dura abbastanza per is/i'e- giare il vetro , ma non fàcile a scintillare sotto l’acciarino .—, La- Zulitc, sin. (V. la etimologia di lapislazzuli.) (Boss) Le. Foce di genere femminile dell’ articolo La , e de! numero del più. S'usa ne' medesimi modi appunto che ha articolo, scrivendosi avanti a consonante sempre distesa, e segnandosi di apostrofo innanzi a vocale comunemente. Pure se la seguente vocale da due consonanti seguita sia, alcuni usano di segnare coll’ apostrofo il principio di tal voce, anziché la particella. Gr. A , ràs. Bocc. nov, 4 2 • L Siccome generalmente tutte le femmine in quella isola sono. E num.y. E, non conoscendo le contrade ec., domandò la buona femmina dove ella fosse. Dani. Par. 2. iig .Le distinzion che dentro di sé hanno, Dispongono a’ lor fini e lor semenze.!? 4. 25. Queste son le quislion che nel tuo velie Portano igualemcnte. Pelr. son. u. Pue mi darà tanta baldanza Amore , CU’ f vi’discovrirò de’miei mai-tiri Qua’sono stati gli anni e i giorni e Tore. E 221. Le rive il sanno , e le campagne e i boschi. E son. 22 8. Ma il vento ne portava le parole, a ■— Talora si pose anzi per vaghezza che per bisogno. Bocc. nov,, y8. g. E quando ella venuta fu, il Zeppa, facendole le carezze grandi CC. , quella seco ne menò in camera.» Vit. S Eufrag. <72. Imperocché nelle grandi tentazioni , e le palese e le occulte , in tutte ha soperchialo e vinto il nemico. (V) Le. Foce del pronome Ella [o La) ; i dì genere femminino, e del numero del più , e si usa nell’ accusativo. Lat. illas, Gr. aùrds. Bocc. nov. ig, 27. S’elle vi piacciono, io le vi donerò. E nov. 41- 3o. Comandarono che alla nave apprestata le menassero di presente. Dant. Inf, 33, 63. Tu ne vestisti Queste misere carni , e tu le spoglia. Peir, cap. ti. Ben le riconosco , Disse, e so quando il mio dente le morse, a — * Attaccandosi all’ infinito de’ verbi, gli scema qualche volta della sillaba finale, e raddoppia la sua consonante, Bemb.Son. itjo. Forme d’enormi sembra quant’ioSGerno: Esser cieco vorrei per non vedelle. (Cin) 3 —* Talora si distaccò dal verbo, da cui dipende,e vi si frappose qualche vocabolo. Bemb. Asol. I. 1, Quantunque le mie rime da esser dette a donne liete e festeggiarti non siano, io le pure dirò. (Cioè, io pure le dirò.) (Cin) , 4 —* Seguito da Qiianto /ù usato in vaga maniera, in vece di Tutte quelle clic, oppure del semplice Quante. Fir. nov. 6. I piaceri , i giuochi, le cene tutte s’erano ridotte in le quanto voleva ella, e co- in’ ella voleva. (Cin) 5 —* Talora è soverchio e posto più per vaghezza, che per bisogno• Bocc. g, 7. ri. g. Pirro rispose : Vedi Losca, tutta le cose, che In mi di’, io le conosco vere, (Cioè, tutte le cose conosco vere.) (Cin) 6 — * Strano uso. Fit. S. Gio. Gualb. 32 g. Intrati dunque nell 3 canova , impierono i sacelli , i quali aveano portali di diverse cose , c poiiendolcsi sopra le spalle, si sforzavano d’andare via. (Quel Le si riferisce alle cose, o se a’ Sacelli, egli è come se avesse detto Le sacca.) (V) _ _ . 9 — Nel numero del meno è dativo di Ella, e vale A lei. Lat. ili) 1 ei. Gr. «èri;. Bocc. nov. 4 1 ' 8. Il che la giovane veggendo, cominciò a dubitare ec. che vergogna Io potesse tornare. Dant. Par. i a ‘ LE 6>. Non le dispiacque, ma si se i parla e piange, e poi V abbraccia. ne rise. Petr, ton. stS, Mentre le 3 — Congiunto *col pronome Lo si cangia in Gli, e si dice Glielo, Gliele; pur v è esempio che resta fermo il Le. Slor. Bari . p2. Ma ciò eh’ ella diceva, tutto le faceva dire lo diavolo, (V) 3 — * si unì ancora all’ «re. Allato, e se ne formo un solo vocabolo. Tac. Dav.ann. 11. i3g. Ella, tutta scapigliata, brandiva il tirso, c Silio aliatole, cinto d’ellera, in calzarLtti civettava col capo, facen- doglisi intorno grida con disonesta danza. (Cioè, allato a lei.) (Cin) 4 —* Si suole posporre agi infiniti de ’ verbi-, ma qualche volta ancora si antepose. Bemb. Asol. I. 2. Niuno è cosi vile, che la sua persona d’alcun vestimento non ricuopra: c molti sono coloro, che nelle lucide porpore e nelle dilicate sete, e nell’ oro stesso cotanto pregiato fasciandola , e delle più rare gemme illustrandola, cosi la portano, P e r più di grazia e più d’ ornamento le dare. (Cin) 3 — Usalo pel terzo caso firn. pi. in cambio di Loro , ma è modo antico e da non imitarsi. Dant. ( San. Parole mie , che per lo mondo ec.) Quando trovate donne di valore, Gittatevele a’piedi umilemente (cioè giltatevi loro.) Alam. Coll. 5. i38. Quando fuore La quarta foglia avran, le cange il loco Pur grasso e pian , sì che la terra nude Non le possa lassar fuggendo. (Le cange il loco, cioè lor cange il loco.)(V) 4 — In luogo ri’Elle [o Eileno,] usato ne! caso retto de! numero del più , si trova forse in alcun buono autore ; ma parendo a' maestri poter essere scorso per errore de’ copiatori o delie stampe , sia abbastanza I averne data tal notizia , senza altra di più. [Oggi per altro non suona male.]» Salv. doveri. 1.2. 10. E’ buoni per i buoni : le fecero per elle fecero ec, eziandio nel miglior secolo, non che nella favella, alcune volLc trascorsero nelle scritture. M. Aldobr.P.N. Alcuna data le fa uomo segnare, e cuocere appresso, che le sono tagliate. Deput. De- cam. 12o. Queste benedette Indizioni ec. perchè le si mutano là di Set- tembre cc. Bocc. g. 8. n. 3. Sappi che chi facesse le macini belle e fatte legare in ani Ila, prima clic le si forassero, e portassele al Soldauo, n'avrebbe ciò che volesse. Kit.. Dant. Oh poca fermezza, oh bestiale appetito degli uomini! clic cosa possono in noi le femmine, se le vogliono? fVoe, ani. gì. Il mulo sì li mostrò il pie diritto di sotto, sì che gli chiovi di sotto parcauo lettere. Disse il lupo : io non le veggio bene. Rispose il mulo : fatti più presso, che le sono minute. (V) o —- Si prepone alle particelle Mi, Ti, Si, Ci, Vi. Bocc. g. 4-P-4- Certi altri in altra guisa essere state le cose da ine raccontate, che come io le vi porgo, s'ingegnano ec. di dimostrare. E nov. 6g.11. Usa il beneficio della fortuna , non la cacciare, falieti incontro , e lei vegnente ricevi. E nov. 77. so. Raccomandatemi, c fatti con Dio.» Cab. La gentilezza non sì può lasciare in eredità , se non come le virtù, le scienze, la sanità; e così fatte cose ciascun conviene che le si procacci , ed acquistile chi aver le vuole. (Cin) e — Al pospone alle particelle Me, Te, Se, Ce, Ve. Bocc. nov. 2g. tg. e quali muna altra persona conosco, clic farmele possa avere, se non voi. £ fiamm.prot. 4. Se a’miei casi, che così poco stabili sono 1 vostri amili divenissero ec. , caro vi sarebbe che io ve le rendessi.» Lab. Fssa cominciò a mettere in opera r alte virtù che il tuo amico di lei con tanta solennità ti raccontò; ma non avendole egli ben per le mani, come ebbi io, ini piace con più ordine di raccontartele. Pass . ir. vaJig. c. 5. Standosi la persona iu sul letto suo le parrà andare , e far cose maravigiiose, e poi le racconterà credendo* scie aver veramente latte. (Cin) 7 '—' -dita particella Ne talora si prepone , e talora si pospone. Bocc . Introd. 52. Ne le fece una ghirlanda onorevole ed appagate .E nov . 7 9' Dopo molte riconfermazioni fattetene dal Zeppa , credendoì, disse: ec.» E g. 2.n. j. Alle sue femmine, che più che tre rimase non le ne erano, comandò clic ec. (V) * JE ‘ * (Marin.) ò m. Dicesi da alcuni marinari Quello spazio' lungo i Jiumi tra la strada e la sponda. Leale sost. (Dalcelt. (eh luogo , spazio, margine. Nella stessa lingua ted mezzo ; leda , che una volta 1 Francesi disser lee, cainmin largo.) (Van) i-EA. * ÌV. pv. f. Lo stesso che Leonilla. V. (B) * * (Geog.) Antica città dell ’ Etiopia . su i confini dell Esilio.— Aiuterà dell'Inghilterra. (G) Feade , « Lè-a-de ~ laos JS. pr. m. ( Dal gr. laodes popolare , che vicn da _ — popolo.)— Uno de* figliuoli di Asiaco , e nipote di Egeo. (Mit) H'? 1, * (Grog.) Le-a-c-i. Antichi popoli della peonia , : Ghi aringa al popolo.) (B) e ?l RA ; * Le-a-i -ni ra. l\.pr.J. (Dal gr. le ain a , o sia leena leonessa, urevo io sacrifico : SacrHicatrice di leonesse.) — Figliuola di Ami- EeaT C mo ^ tc di Arcade. (Mit) • (Marin.) Le-à-le. Sm. Quello spazio che gl’ intendenti sopra i debbono lasciare alla ripa per non impedire la navigazione. Per Lm brev - Le. (Dal celt. lek margine, ripa, ed al fiume.) (A) j hs - Add.(com.] Fedele , Manlenitore delle promesse, (Retto, Buono, f'i ca P ace ri’ inganno , Di chiara fide. — , Lejale, sin.] Lat. fidelis , il " S ’ tyóxirrros. (Dall’ani. fr. léal, ora loyal che vale /„ , e questo dal celt. leni di simil senso , proveniente da —» - - ' ’ ingl. loyal.) Bocc. nov. avuto quel che volea, . i. - "* 1,1,111 luogo. & nov. Ó.1. 5. Uomo di nazione infima, ma di lara fede, e leal mercatante. E nov, 67. 12. Quale hai tu per lo >g rore famigliare , e più leale ? D. Gio. Celi. Domo fedele e leale fa'** 1 i 3 mor * c : Cron. peli. .7. Oggi è molto savio, intendente e g < > v assai industrioso, altiero e propio, e molto ardito , leale e °‘ Pass. Ger. 6. go. Senza frapporvi alcun indugio appella — rp? men * e un suo f ec * c l scudiero, Ed una sua leal diletta ancella. IGuisto, Onesto, Diritto, Legittimo.) Cas, lett. 28. La mia l'agio- giuramento , voto religioso. In isp. Irai ... i5. La quale, siccome leale compagna, diede all’altra luogo. E nov. 33. 5. Uomo Chiari» r-J » LEARDO 55 ne oc. è vinta dalla fraude e dal torto di chi mi ha per modi poco legittimi e leali spogliato del mio tant’ anni, a — Per melaf. (Delio di cose materiali vale Intero , Saldo.) Pallad. cap. . 7. E se v’ intervenisse che non fosse leale (il fondo delta cisternaJ, e facesse crepature, che n’ uscisse l’acqua , puoi riparare in questo modo. 3 — Diciamo Leal come uno zingano o Leale zingano, detto ironico, perciocché gli zingani vivono d'inganni e di giunteria. Ceccb. Ine. 5, a. Non dubitar , eh’ i’ sarò leal zingano. Lealemente , * Le-a-le-mén-te. Avv. K. A. V. e di’ Lealmente. Espos. Patera, f. 58. Il consigliò bene lealemente. (Pr) LealissimÀmente , Le-a-lis-si-ma-mén-te. (Avv.] superi, di Lealmente. Lai. lidelissime. Gr. irurroVara. Lib. Pred. Ebbe sempre questo solo nel cuore, di servire lealissimamente a Dio. Alam. Gir.ij.ft. Lea- lissimamente adunque vegna Da voi risposta che men faccia dóno. Lealissimo , Le-a-lis-si-mo. (Add. ni.] superi, di Leale. Lat. fidclissi- mus, lidissimus. Gr, xistotutos. Bocc . nov . 2. 2. In Parigi fu un gran mercatante, e buono uomo, il quale fu chiamato Giannotto di Givigni, lealissimo e diritto. E nov. 18. lo. Il Conte, il quale lealissimo cavaliere era, con gravissime riprensioni cominciò a morder così folle amore. E nov. 71. 3. Era nelle prestanze de’danari , che fatte gli erano , lealissimo rendilore. Fr. Jac. Cess. Un mercatante lealissimo pur dicendo che quel deposito non avea ricevuto. Lealmente, Le-al-mén-te. Avv. Con lealtà , [ Fedelmente . — , Lealemente, sin.] Lat. fìdcliter , fide. Gr. «nrrùs. Bocc. nov. 38. 3. I tutori del fanciullo insieme colla madre di lui bene e lealmente le sue cose guidarono. JYov. ant. 5y. 3- Io vi prometto lealmente, ch’io ve ne di- live; ròe. Cron. Peli. 3i. Intesesi anche bene eli mercatanzia, e feccia molto lealmente. E 65. Il feci fare camarlingo de’ signori della moneta , il quale bene e lealmente e ad onore il fece. Lealtà' , Le al tà. [Sf. Fedeltà , Candidezza nel promettere ed osservar la parola, Mantenimento di parola. Onde sidice Serbare, Guardare , Usare lealtà , Rompere la lealtà ec.) — , Lealtade , Leaitate, Leanza, Lecita,Lianza, Lialtà, sin. Lat. fides, fidelità®. Gr. ri viarie, vitrrirris.Bocc.nov.2.3. La cui lealtà veggendoGiannotto, gl'iucorainciò folte ad increscere che ec. Cron. Mordi. 363, Lealtà passa tutto, E con verta fa frutto. Petr. cap, ./.Perfida leaitate c fido inganno./'rinr. Sacch. rim. Se tutte le virtù compiutamente Fossono in imo, a lealtà non fosse, ec. Tasi. Ger. 3. fi- Gildippo ed Odoardo amanti a sposi, In valor d’arme e ’n lealtà famosi. Fior. Virt.A.M. (cap. ig.] Lealtà si è d’avere pura e perfetta fede, e non mostrare mai una per un’altra.0 fL'ediz. di Roma 1 7.7n ha : Lealtà , secondo Terenzio, si è pura e perfetta fede in non mostrare una cosa per un’ altra.) (B) 2 — * In lealtà, posto avveri). Infide mia, V. In lealtà. (N) 3 .— * (Icon.) Donna che in una mano porla Una lanterna accesa, nell’ altra il proprio cuore , e innanzi a’ suoi piedi vedesi una ma* saliera ridotta in pezzi. (Mit) Leandro , * Le àn-dro. IV. pr. m. Lat. Leander. (Dal gr. leon leone, ed aner , andros uomo : Uom Icone.)— Giovane di Abido , amante di Ero, e per amor di lei annegato nell' Ellesponto. — Santo arcivescovo di Siviglia , fratello di S. Isidoro , e dottore ecclesiastico del PI, secolo. (B) (Van) Leandro. * (Bot.) Sm. Genere di piante della pentandrìa monoginia, famiglia delle contorte o che ha il calice persistente cinquepartilo, la corolla a sottocoppa co’ lobi rotondati , nell orifizio coronate da fogliohne sfrangiate, ed i semi terminati da lunga coda setosa ; rinchiusi in due follicoli ravvicinati. K. Oleandro. Lat. nerium. (IN) 2 — * Specie di pianta dello stesso genere con foglie coriacee strette lanciolate-, il fusto e le foglie sono disposti per numero ternario. Lat, nerium oleander. (N) Leancio. * (Bot.) Le-àu-gi-o. Sm. V. G. Lat. leangium. (Da /en pietra e angioli Vaso.) Genere di funghi stabiliti da Link a scapito di alcune specie del genere diderma , il quale comprende il Diderma Aeriforme e lo stellare, che presenta uno stipite o gambo, allungato e gracile che sostiene il peridio 0 un cappello in forma di globo o di vaso. Da molti botanici tal genere non è stato riconosciuto. (Àq)(N) Leanitli. * (Geog.) Le-a-nì-tli. Antichi popoli dell' Arabia Felice . (G) Leante, * Le-àn-te. IV. pr. m. (Dal gr. laos popolo, ed anteis inimico: Inimico del popolo.) — Nipote di Egeo. (Mit) Leanza , Le-àu-za. (Sf. K. A. V. e di’] Lealtà, Amm. Ant.G. 2ii. A’ parenti porterai amore, e agli amici fede, e a tutti gli uomini leanza. Filoc. 2. i6g. Questo è addivenuto per la gran leanza, la quale io I10 trovato in le. Fav. Esop. Per questo donzello s’intende ciascuno uomo malvagio c fello, e che sotto pura fede di leanza tradisce , e fa dannaggio e misl.anza. /!/. U. g. 5f. Rotta ogni leanza e promessa al marchese predetto. fL’ediz. del 1 Fi2 apag. 53o. ha: 11 traditore, rotta ogni lealtà e promessa al Marchese predetto, del mese d’Ottobre con 15os> barbute prese segretamente il soldo di Mes- ser Barnabò.) Rim. ant. P. N. Re Enzo: Per un voler, cb’è somtua d’ogni amanza Vera, eh’amor non è canza leanza.» ( L’erhz. di Venezia, Parnaso , F. 1. pag. 2i5 , ha : Ma ciascun passa scorta di ventura, Se la ventura dello male è ’l bene ; Cui tralassa, cui tene, Serva chi m’è nojoso, Per un voler eli’è somma d’ogui amanza. Virtù d’Amor nou è senza lianza.) (B) Leao. * (Geog.) Le-à-o. Fiume detta China. (G) Learco , * Le-àr-co. N. pr. m. I-at. Learcus. (Dal gr, laos popolo, ed archon principe: Principe del popolo.) — Figliuolo d’Ino e di Ala- mante , ucciso dal padre. — Uno de' più antichi scultori greci , nato in Reggio. (B) (Van) Leardo. (Vet«e.) Le-àr-do. (Add. m.] Si dice del mantello di quel cavallo che sia di color bianco . Lat. albus. Gr. Asvao's. ( Dal frane, ant. Ilari che vale il medesimo, e che vien dal celt. li bianco, ed ard dimin. ) Bern. Ori. 2. 2.3. jf8. Larbin di Portogallo, ancor garzone, Cavalca seco un gran destrier leardo. 2 — Si dice Leardù pomato (o.pomellato,) Leardo rotatolo arrotato,) I 56 moscato LEATICO LECCARDO fi sìmili, che sorto diverse spezie di leardo. Cirìff. Calv. 4* Lento*?. * (Arche.) Le-bì-ton. Sm. Nome di una tonaca di lino senza rclo pomellato avea il mantello. Berti. Ori . 3. 7. 3o. Eccone maniche , di cui servivansi una volta i solitarii dell Egitto e della 125. Leardo pomellato uscito un feroce destriero ; Leardo ed arrotato avea 1 mantello. 3 — * Per similìt. detto anche parlando di Galli . Magai. Leti. V ■ Legare, §. 12. (N) 4 —* Ed in forza di sm. Belline, son. 3i5. Di corbi l’aer fiocca Al- T odor del leardo anzi moscato. (N) Lfatico. (Agr.) Le-à-ti-co. Add. e sm. PI. Leatlcbi e Lcatici. Sorta d’ uva e di vino squisito. Lo stesso che Aleatico. V. (A) Leba. * (Geog.) Lè-ba. Nome di una città , di un fiume, e di un lago della Prussia nella Pomerania. (G) Lebadea. * (Geog.) Le-ba-dc-a , Libadia. Antica città della Grecia nella Beozia. (G) Leeàsà , * Lc-bà-na. N. pr. m. Lo stesso che Lobni. P. (In ebr. le - bana luna.) (B) Lebanon. * (Geog.) Le-ba-nòn. Nome di molti luoghi negli Stati Uniti di America. (G) Lebàot. * (Geog.) Lc-ba-òt, Antica città della Palestina nella tribù di Giuda , poscia compresa in quella di Simeone. (G) Lebàsk). * (Mit.) Le-bà-si-o. Soprannome di Bacco. (Dal gr. hbc libazione.) (Mit) Lebbio. * (Bot.) Lèh-bi-o. Sm. Lo stesso che Ebbio. (N) Lebbra. (Med.) Lèb-bra. {Sf Genere di malattia cronica, cutanea , caratterizzata da pustule verrucali o a foggia diporri, accompagnale da prurito, dure, spesse , squamose , aride e sparse sulla faccia e su tutto il corpo . Questa malattia menzionala per la prima volta da Moisè e descritta con diligenza più di tremila anni dopo da Alpino, disparve intieramente dalla superficie di que' paesi assoggettati alle regole di sanità volute dall' esperienza illuminata, ed eseguite con la energia del sistema amministrativo moderno. Essa regna ancora in Oriente, e specialmente nell'Egitto (del quale alcuni autori pretendono che sia indigena.J nella Siria, nella Barberia , e anche in qualche paese del- V America settentrionale.—, Lebbre, Lebbrosia, Lc'pra, sin.} Lat. lc- pra elephantiasis. Gr. Ixityccvriouns. (In Plinio si legge leprae, arum in senso di lebbra.) G. 1. 5g. 2. Mondandolo della lebbra per virtù di Cristo. Esp. Vang. La lebbra lia un fìatore abominevole e importabile e corruttibile. 2 — E Jig. Vit. S. Gio. Gualb. 32*/. Acciocché ec. voi vi guardiate dalla simoniaca lebbra. S. Caler, lett. 7 6. E lavando la lebbra delle colpe nostre. (V) 2 — * Dicesi Lebbra araba. V. Psora ; Lebbra mercuriale. V. Idrar- gira; Lebbra de’porci. P. Ladreria. (0) (Van) Lebbre. (Med.) Leb bre. [V/I V. A. o usata forse per la rima. V. fi di’ Lebbra.] Dant. Inf. 27. p5. Ma come Gostantin chiese Silvestro Dentro Siratti a guarir delle lebbre, cc. » {La Cr. lesse delle lebbre ; ma il Monti coll' autorità di tutte le antiche edizioni , e del - Tebaide. (Detto ne bassi tempi lebitor , lebeton, levitio, lebitonavium, dal celt. le voto religioso , c hciby'd abito : Àbito di voto religioso , di coloro che si dedicavano alla religione.) (Van) Lefvna. * (Geog.) Lè-bna. Antica città della Palestina / -*- 1 J ‘ ? •*-.**■.«1.. -M t IKlUt U-UUIU K^tSpUil!lHfl.[yxJ bruni.* (Geog.) Le-bù-ni. Antichi popoli della Spagna Tarragonese.ifb) eros.” (Geog.) Lai. Lebussa. Città degli Stati Prussiani nella provincia . nella tribù di Giuda. — Antica città deli Arabia Petrea. (G) Lf-bo. * (Geog.) Lò-bo. Riviera del Chili. (G) Lebona. * (Geog.) Le-bo-na. Antica città della Palestina nella tribù di Efraim. (ti) Lebria. * (Geog.) Lc-bri-a , Lebrina. Lai. Lebrisca. Città della Spagna nella provincia di Siviglia. (G) LEEui.*(Geog.) Le-bù-i, Libui. Anticliipopoli della Gallìa Cispatlnna.(G) LePUNI.* ^ ri/ìnff N T.o_I.n_m ilnff/ìAi fìcin/t/t ri rt?L. .f 1 .. « r T' . / /> \ L ERCJS.’ di BramUburgo. (G) Lebusa. * (Geog.) Lc-bù-sa* Antica città dell' Asia nell'Anatolia. (G) Lecànactis. * (Bot.) Lc-ca-nà-ctis. Sm. V\ G. Lat. lecanactis. (Da lc- cane catino.) Genere di piante della famiglia de' licheni, f urtato da Eschweiler, che comprende quelle provvedute d' una fruttificazione informa di catino. Il tipo di questo genere'è l' Opegrapha a- stroidca. (Aq) Lecananto. * (Bot.) Le-ca-nàn-to. Sm. V. G Lat. lecanantlius. (Da leeone catino , e anlhos fiore.) Genere di piante delia famiglia delle rubiacee , e della pentandria monoginia di Linneo , che porta il calice colorato allargalo carnoso con due o quattro lobi, Ut corolla più piccola di esso con lembo cinquefido, ed una Cassola a due cellette con molti semi. (Aq) (N) Lecanaiua. * (Bot.) Le-ca-nà-ri-a. Sf V. G. Lat. lecanaria. (Da leca- narion piattello.) Nome dato da Acario alla prima sezione de’licheni del genere parmelia , i quali portano una fruttificazione , ossia il loro tallo crostaceo , uniforme , il cui margine deli 5 apotechio è rilevato e di colore diverso, in modo che presentala figurarti unpiaUello.(Aq) Lrcanja. * (Mit. Chin.) Le-càn-ja. Sm. Nome di una cerimonia religiosa , la quale consisteva nel benedire la terra. I sacerdoti solennizzavano una tale benedizione col digiuno e con preghiere , e l* impe- radore guidava per alcune ore l'aratro e lavorava la terra per far onore all'agricoltura. (Mit) Lecanocarpo. * (Bot.) Lc-ca-no-carpo. Sm. N. G. Lai. lecanocarpus, (Da leeone catino , e carpos frutto.) Genere di piante della famiglia delle amarantacee , e della pentandria diginìa di Linneo , recentemente stabilito dai fratelli Nèes , il cui principal carattere è preso dal loro frutto eh' è una cariopside orbicolare compressa , e co' boixii rialzali , sicché sembra un piccolo calino. Lo stesso che l ’Amarantug acroglocliin di Sprengel, Acrogiocliin chenopodioides di altri botai nici. (Aq) (V) l'analogia ristabilì il singolare. In fatti Talpa, Macina, Leda, Redina, Lecamomante. (Lett.) Le-ca-no màn-rtc. Add. e sm. Chi professa leca Bragia, Arpa, Porta e mille altre hanno anche la terminazione in a ^ nomanzia. Garz. Piazz. 75. Berg. (Min) e in e nel num. del meno.) (B) Lebbrolina , Lcb-bro-lì-na. (V/i] dim. di Lebbra. Vii. Benv. Celi. 222. Egli aveva una sua lebbrolina secca, la quale gli aveva usato le mani a grattar sempre. Lebbrosia, Leb bro-sì-a. [Sf] N. A. V. e di' Lebbra. Fr. Giord. Pred. P. Chiunque è infermo di qualunque malattia, e catuna infertà bae suo nome; e però quale è detta lebbrosia, e quale febbre, e molte altre, Lebbroserja , * Lcb-hro-se-rì-a. Sf. Nome dato pel passato agli spedali in cui accoglievansi specialmente gli uomini attaccali dalla lebbra , nell' epoca nella quale siffatto morbo era comune in Europa , di cui copriva quasi tutta /’ esu nsione. Oggidì non sonavi più di consimili asili, imperciocché questa malattia è cessala in Europa. (Van) Lebbroso, Leb-bró-so. {Add. e sm.] Infetto di lebbra.—, Leproso, sin. Lat. elepbantiasi ìaborans. Gr, ì\£§o.vticcxqì. G. V.41S. 6. E domandando al lebbroso clic volesse , disse : ec. Coll. SS. Pad. Questo dichiara Lecanomanzia. (Lett.) Loca-no-man-sì-a, Sf. V. G. Lat. lccanoman- tia. (Da lecane catino , e manda divinazione.) Sorta di divinazione che facevasi col gettare in un catino pieno d’ acqua delle pietre preziose e delle lame d'oro e d'argento segnate con caratteri magici, da cui ricavavasi la risposta di ciò che si ricercava , osservando nel fondo del calino. Menti. Sely. hb. 1. Berg. (Min) Boti. Lez , Decam. 2. 180. E se pel fuoco-Piromanzia , e se per un bacino Lc- . canomanzia. (N) . Lecanometro, (Chù\) Lc-ca-nò-me-tro, Sm. V. G. Lat. lecanomctrum, (Da lecane catino, e metron misura.) Strumento chirurgico con etti j je>*nnriì fhtfìi'ìli e lahovtosi misurasi l.n grandezza della pelvi ne paralitico. Ch ’ è della natura e qualità della lebbra. Coccà. Bagn, Frequenti conseguenze (della lue venereaij sono arici tosi , esostosi, ec. lebbrose pustule, orride macchie elefanliche ec. (A) Lebea. * (Geog.) Lc-bè-a. Ant. città e capitale della Macedonia. (G) Lebechi. * (Geog.) Le-bè-chi , Lcbcciì. Popoli celtici delta Colonia condotta in Italia da Bellovcso che si stabilì lungo il Po. (G) Lebeckia. * (Bot.) Lc-bòc-ki-a. Sf‘. Genere di piante fruticose della diadelfia decandria, famiglia delle leguminose , il _ X nini, inin mn. c.i.nnufidpntntn . Pfi il Incarno nilirtrh'it esotiche cui calice cui ne'parti difficili e laboriosi misurasi la catino. Detto anche Pclvimetro. (Aq) Lecanora.* (Bot.) Le-eà-no-ra. Sf, V, G. Lat. lecanora. (Ila lecane catino.) Genere di piante crittogame della famiglia de' licheni , caratterizzate da apotecii orbicolari, consistenti, sessih, a margine rialzato e coloralo, e a disco piano, simile ad una scodella o catino. (Aq) Leccamacike.* (Filol.) Lec-ca-mà-ci-ne. Nome comp. indecl. Soprannome dato da Omero ad un topo. Salvili. Batrac, Io in’appello Ru- babriccioli e son di Rodipane Figliuol, padre magnanimo, c la madre Leccamacinc ec. (A) Leccamento , Lcc-ca-inén-to. [AVu.) Il leccare. Lat. lambitila , Aurei, Vii, Zibald, Andr. Non si contentano del solo leccamento dc’pialti, ma vogliono empiere il ventre. Leccamento diti, da Leccatura e da Leccata. Leccamento è l’azione , Leccata è 1’ atto di leccare. Leccatura s’adopera nell’ uno e nel • l’altro senso , ma nel senso figurato di ferita leggiera in pelle in pelle non se le può sostituire alcuna di quelle due voci, è bilabiato ma cinquedentato , ed il legame cilindrico. Lat. le- Leccante, Lec-càn-te. tPari. di Leccare.] Che lecca.Lat. lambcns. Gr. beckia. (N) Lebediano. * (Geog.) Le-be-di-a no. Citta della Russia europea. (G) Lebedino. * (Gecg.) Le-be-di-no. Città della Russia europea. (G) Lebeco. * (Gfcog.) Lc-bò-do. Lat. Lebcdus. Antica città dell' Asia minore , nella Jonia. (G) Lebf.donte. ’* (Geog.) Lc-be-dón-te. Lat. Lebcdontia. Antica città della òpagna nella Tarragonese. (G) Lesena. * (Geog.) Le-bc-na. Antica città dell’isola di Creta. (G) Lebete , Le-bè te. Sm. V. L. Pajuolo , Caldaja , Laveggio , Bacino , Lat. lebes. Gr. Aa'3>)s, Salvia.Callim. Assai degli altri, clic son dor- minterra, Ministri del lebete, che non tace, ec. E Odiss. Orsù, il tripode grande ed il lebete Doniamogli per testa. (A) (N) Lebias. * (Zool.) Lè-bi.as. Sm. Lat. lebias .Genere di pesci stabilito da Cuvier nell’ ordine de'malacopterigi addominali, nella famiglia de’ ciprini, ed in quella de’ cisnidromosi di Dumeril. (Aq) (N) Lebida, * (Geog.) Le-bi-da, Lebcda , Lebda, Lat. Leptis magna. Antica città della Barberia nella Reggenza di Tripoli. (G) Lebinto. * (Geog.) Le-bin-ta. Isola del mare Egeo vicino a Patmos,{G) alla sommità del capo comp, indecl.1 Lec- y. Amet. 5 g. Mi senti’ da’ piedi inf’mo accendere in ogni parte di leccanti fiamme. Lecoapestelli , Lec-ca-pe-stèd-li. [Add, e sost, com. cone ; e si dice per ischerno a persona da poco, e di vii mestiere. Buon. Pier, 4■ i■ 7- Toglietevi di lì, leccapestelli, Toglietevi di li, Leccapiatti, bcc-ca-piìitt[.[Add. e sost. com. comp. indecl.] Leccarda, Parassito. —, Lcccascodellc, sin. Lat. catillo , vivens aliena quadra, Gr. Ai’xfos, itagàciTos. Buon. Eier. g. 2. Ab briccone, ah' leccapiatti , Ab ghiottone, ah ali ribaldo cc., Io ti squadro da lontano , Che tu sarai l’onor delle berline. Leccarda. (Ar. Mes.) Lec-càr-da, Sf. Quell' utensile di rame , ferro o simile, ad uso di ricevere il grasso che scola dall' arrosto , mentre e’si gira. Detto anche Ghiotta. (A) Leccarda , Lcc-car-di-a. Sf. ast. di Leccardo, Pappalecco. Lo stesso che Leccornia. V. Garz. Piazz. 6gy. Berg. (Min) Leccardo , Lec-càr-do. [Add. e sm.] Ghiotto, Goloso. Lat, gulosus, hclluo , buco. Gr. Ai'xvos. (In-cclt. licher, in ted. lefer, in ingl. lickerish , in sass. liccepa cc.) I r. Giord. Pred. B.. Come fanno ì tee- Le LECCARE cardi, che solamente pensano ad obbedire le brame della gola e del ventre.» Salvin. Annot.T. B. 2. 3 . Ghiotta, vaso di terra da cucina basso e largo, nell’ estremità tondo, detto così dal ricevere in se ghiotte cose e leccarde. (A) (N) Leccabe, Leccà-re. [Alt.] Leggiermente fregare colla lingua. X/Ot.lam- bere , tingere. Gr. Ae ,T“ E fiS' Leccarsi le dila tV alcuna cosa, si dice per espressìo- •*''**. - • • -1- -/.--.-.v. t r - • tuttora tornerà alla sua ìecche- iie di somma compiacenza in checchessia. Lat. magna affici voluptate, ■'oJupfatc coliiquesccre. Gr. r^x,£cr^«/. 9 1 ‘ Prcv. Leccare c non mordere : modo proverbiale , che vale Con - tentarsi d’ufi onesto guadagno. Lat. tonderc, non deglubcre. 10 ^ EgH e come leccar marmo *. si dice quando alcuno s’ affatica in cesa da non,riuscirgli, Malm. 1. 23. E tenevano il Ior tanto in ri- spiunno., Ch’egli era. giusto come leccar marmo. 11 “ A fan che lecchi cenere, non gli fidar farina; A gatto che lecca spiedo [ o stulionc ] non gli fidare arrosto = A chi toglie il poco c cacavo , non e da fidar f assai e 7 buono, ir. Cane, S. n, Farina, Leccare dilli da Lambire. Leccare c l’azione di passar la lingua sopra di un corpo , le cui molecole con quell’ azione si stacchino per introdur poi quelle particelle nella bocca: c il lat. Ungevo; Lambire. è trarre per mezzo della lingua alla bocca alcun liquido , lat. {mnbere. Il cane per esempio lecca la mano del suo padrone , lecca 1 piani, lambisce 1 * acqua di cui si abbevera. In poesia Lambire usur- P a il significato di Leccare, eh’è troppo basso, dicendosi p. e* che il nume lambisce i sassi, le sponde, oc. In tutti gli altri significali che >a il verbo Leccare , c nelle frasi c modi di dire proverbiali che se llc /ormano, peccherebbe nella proprietà del linguaggio chi adoperasti 1U vcce Lambire. ^Ascodelle, Lcc-ca-sco-dèl-le. Add. e sost. com. comp. indecl. V. /! ta per ischcrno a parassiti e simili uomini. Lo stesso che Lecca- L'.Fav.Esop.ioS. Deh, ribalda, ìeccascodeìle , facitrice cc. (V) V^a-ja, Lec-cà-ia. Sf. V atto di leccare. (/^.Leccamento.) Baldin. Dee. 'd gustare, se la passano con una leccata di bocca, e non più. (A.) catajiente, Lcc-ca-ta-mén-te. Avv. Affettatamente. Lat. nimis stu- E Eoc ° se * ^ r * ’XìpApyus, Salvin. Disc. 3 .y 6 .E più leccatamente salvietta- a —?r C C " C ^' to •Add.m.da Leccare, [Fregalo leggermente colta lingua ,} p e t . P cr similit.'} Amet. 10. Siccome la fiamma si suole nella su- *! cie delle cose unte con subito movimento gittare, e quelle lcc- 3 -p 0 J cc cate fuggire, e poi tornare. pi ar ° llJll °o Liscio. Bocc. Com. Inf. 5 . j 3 . La sua pelle è leccata, i — A fleti t mo ^ te macchie dipinta. (A) (B) j? ir . ^ ta } 0 > [Soverchiamente forbilo o studiato.) Lai. nìmis stndiosus, del lur/ì -^ cc fo c chè questo mio Agnolo ec. fruisca la piacevolezza SUq Recato parlare, u Pasar. P^it. Ghirlanda Nel comporre le cose f(fc*o ° lto Recato. Vden. JVis. Non di affettazione leccata ; come se 5 da barzellette. (A) e ly... ■ ln forza di sm. Gori, L,ong. Cercando il fino e’I lavorato, f JI - c c*Tn SUna, r ncnle f a mruo, inciampano nel leccato ed affettato. (A) Za ( / £ I 1 E <; c-ca-tò-re. [Ferb.m. di Leccare.] Che lecca, [edinfor- Pufasi/”* ^ , LeCcard ° > Parassito, Ghiottone, Scroccone. Lat. catiìlo, AieeS 118 ’ " > popino. Gr. , zca-p^iiros, Xccl/iapyos, Buon. là. è)' ^ Eeccator di scodelle, Sparecchiator di piatti, Fatti’n tato,.; * C JC ^‘- a< *’ ' fase. Parent. 1, 2. Qiiesti pappatori, questi lec- f' E cc4 Tn q ucs Ii beoni non hanno nè amor nè fede. Elicci ‘ CE > T Eec-ca-trì-c c.Verb. fdi Leccare. Che lecca. F. direg.( 0 ) L J(lt j.^’^p'^-ca-tù-ra. [Sf] Leccamento, Il leccare. [V. Leccamento.) sun ‘l. Leggi cr ferita in pelle. Lat. vulnus leve. Gr. rpa.ep.i- - Ina t,. wc > ' Star. 11. 3 So. Ebbe tre ferite in sul braccio sinistro : Tr*’ u ,luc beccature. Aon 0 /; eo ^ - ) Léc-ce. Lat. Aletium, Lupiae. Città del Regno di > capitale della provincia di Terra d'Otranto. (G) ha malvagio cuore, che già per impromessa nè per non lascerebbe lo suo pessimo vizio ; tuttora tornerà ria siccome di prima. (Pr) Lecchettiso , Lec-chet-tì-no. [Sm.] dim. di Lecchetto. 2 — [ Nel ntim. del più e fig. ] Paroluzzc melate. Pataffi E pure i lecchettini mi dicevi. Lecchetto, Lec-chét-to. [Sm.] dim. di Lecco; e fg. [Cosa ghiotta, allettativa , attraente , onde Leccone, Leccume , Leccornia ec.] » Car. Oraz. S. Greg. Nazianz. Con la vaghezza delle finzioni, e co'lec- chetti del dire incantano l’udito , e l’animo degli uomini. (Pe) 2 — [E per metaf. molto sconcia, ] Il membro virile. [ E cosi Leccone. F. §■ 2.] Patnff. 6. Le natiche, il lecchetto e la corlaja. Leccia. (Zool.) Léc-cia. Sf. Specie di pesce di mare dell' ordine degli acantopterigi di mare, di color verdiccio o azzurrino, come f Ombrina, con cui ha qualche similitudine ; se non che è senza scaglia, ed ha la testa alquanto più aguzza. Lat. scomber ancia. ( In ebr. lach verde.) Baldi Poes. past. pag. i 3 l. (Milano, ediz. Class,) Or qual piotate Verso la propria stirpe agguaglia quella Del pesce che Siluro il Greco, e noi Storion nominiamo? egli, se avviene Che, presa la moglier , vedovo resti, Difende i pargoletti, e pcr salvargli Sprezzalo!" ne divicn della sua vita. Fa V istesso la leccia. (B) Leccino giali. 0. * (Bot.) Sin. comp. Specie di Jhngo del genere agarico. Lat. agaricus ictcricus Scop. (N) Leccio. (Bot.) Léc-cio. [Sm. Specie di pianta del genere quercia:] albero ghìandifero, [che ha il tronco che si eleva a mediocre altezza , molto ramoso, con la scorza screpolata", le foglie ovaio-bislunghe, piccole, coriacee , tomentose al di sotto, persìstenti, col bordo a denti radi, rnucronnlati-, i frutti simili a quelli della quercia comune, sebbene più piccoli. Fiorisce sul principio dell' estate , ed è indigeno iteli Italia , nella Spagna , ec. Si distingue in alcune varietà per le foghe ora larghe, ora bislunghe, ec. Dicesi anche poeticamente Elice ed Elee. Lat. quercus ilex Lin.] Gr. zrfivos. (Dal lat. ilex, ilìcis che vale il medesimo.) G. T. 1. 24. 2. Trovaro sotto uno leccio una troja bianca. Cr.g.gS. 1. I frutti sieno ec. ccdcrnì, tigli, leccio minore. Alleg. 117. Perchè rimase in aria fra due lecci. Ciriff. Calv. 3 . gì. Correndo c’seguitava Aleandrina, Clic parca proprio un inastino arrabbiato ; E ìci , fuggendo in verso la marina, TJn altissimo leccio ebbe trovato. Berti. Òri. 3 . 7. 16. Ove aveva di piante ogni maniera : Lecci, querce ed altri albori da ghiande. 2 — sinuoso. * Lo stesso che Agrifoglio. F. (N) Lecco , Léc-co. Sm. Quel segno al quale, in giucando alle pallottole, o alle piastrelle, o morelle, ciascuno cerca a’ avvicinarsi, il più eh’ c' può, con quella cosa eh’ e’ tira, ( In celt. Ilech pietra, ovvero Uechen pietruzza : c sovvente una pietruzza si prende a segno da’ giuocatori. Nella stessa lingua lochal marcare , e lochadtir marca. ) Lor. Med. Beon. cap. 3 , Come chi trae colla sua mira al lecco, Cosi costui al ber formato ha ’l punto. Alleg. 38 .Casa senza becco, È com’ una morella senza lecco. Belline, son, 268. Ch’ io do sempre nel lecco alle morelle. 2 — Cosa ghiotta , Cosa che alletta, Che attrae ; che dicesi anche Zimbello , Esca. Salviti. Opp. Pese. Su queste pone il lecco ch’anca dianzi Gettò nell’acqua ec. ; E quei veggendo, tosto colà saltano.(A) 3 — Leccornia, [Ghìottornìa.] Lat. helbiatìo, Gr. Mxrda.. Menz.Sai. 1. Se fosse un castratacelo avyezzo al lecco ec., Non avrebber gli scrigni la stanghetta. Lecco. * (Geog.) Lat. Leucum. Piccola città e lago del Regno Lombardo- Pernia , nella provincia di Como. (G) Lecconcino, Lec-con-cì-no. [Add. e stri,] dim. di Leccone, Lai. lurco, Lib, son. 44 ■ Eisutil lecconcin, senza cervello. Leccone, Lec-có-ne, [Add. e sm.] Ghiotto, Goloso, e Che volentieri lecca, f^at. lielluo, ganeo. Gr. AÌxras. (V’. leccardoi) Albert, cap, 11. Non aver l’amistade del savio uomo, eh’è nutricato co’matti e co’ lecconi. Lib. Fiagg. In questa isola non y’ è ladri , nè lecconi, nè dispettosi, nè micidiali. Pataff. 4 - Piscia marina colpa col leccone, Agn. Pand, Imperocché quelli goditori lecconi, i quali eglino reputavano in quelle loro grandi spese amici ec., tutti sono fatti come i pesci, ec. Tralt. pece. mort. Quelli bevitori e quelli lecconi, intra gli altri inali che fanno , fuma un peccalo, ec. 2 — E per metaf. Usalo anche come superi, di Lecco, nel sign. del I 58 LECCONERIA §. 2. Frane. Sacch. nov. 85. Ed essendo I’ ora d’andarsene al letto, n’ andò alla camera . . e serrato, Monna Ermellina accostandosi al leccone comincia a ragionare amorosamente col detto Gherardo, f Qui in senso disonesto.J (Y) Lecconeria, Lec-co-ne-rì-a. [Sf. F. A. Lo stesso che'] Leccornia. F. Lai. helluatio. Gr. Mxpdtx. Fr. Giord. Pred. R. Colla mente tutta intenta alle dilicate lecconerie. Lib. cur. malati. Hanno lo stomaco sempre pieno di strane lecconerie. Lecconessa, Lec-co-nés-sa. Fem. di Leccone. [ Avida di cibi delicati, Golosu. F. poco usata.] Lai. guìosa Gr. 'h 'l'x'TTfiOi.xpyc1. Tratt. pece. mori. Lo stomaco grida : madonna gola, voi m’uccidete, ed io son si pieno, ch’io criepo ; ma la gola lecconessa risponde, e dice: se tu ne dovessi crepare, non lascerai queste imbandigioni scampare. Lecconia , Lec-co-ni-a. [ Sf. F. A. F. e di’] Leccornia. Tratt. pece, mori. Ivi s’apprende lecconìa, pergiuro, ec. Leccornia, Lcc-cor-jn-a.f A/.j Filanda da lecconi, e da ghiotti. Ghiot- tornia. —, Lecconeria , Lecconia , Lecchcria , Lcccena, Leccardia, sin. Lai. gulae irritamentum, scitamenta. Gr. ifvxiLy.rx. Beni. rim. 1. no. Per faine l'Ognissanti il pan ticato, O un arrosto, o altra leccornia. Red. lett. 1. 3g3. Purch’ egli ottenga il suo intento, achilie promette una fetta (di cacio parmigiano), ed a chi ne promette un’altra ; e molti credono che per questa offerta leccornia gli abbia da riuscire di ottenere l’intento. a — Avidità. Lai. aviditas. Gr. \i%ttla. Liv. Dee. 3. E cosi per 1 ’ u- tilità che n’aveano, e per leccornia della preda, non s’avvcdeano del danno del connine. Buon. Fier. 2. 1. 11. La leccornia Del pigliare a credenza non t’inveschi. Car. lett. 1. 77. Yi pare strano ch’io non vi scriva per leccornia di questi quattrini. 3 — Guadagno, Guiderdone. Star. Semf. 38. Avea tale tradigione menata, e tale leccornia riportonne di tali misfatti e male opere, ec.(V) Leccume, Lec-cù-me. [Am.] Gasa appetitosa che si leccherebbe. Lai. sci- tainenta. Gr. ribvapa.ro.. a —Per mctaf. Efficace incitamento. Dar. Coll. 170. Quelle barbe prestamente manderanno su, al leccume di quel concime, rimettiticci in gran copia. LECERA.‘(Geog.)Le-cè-ra. Cìt. della Spagna, nella prov. di Saragozza.(G) Lecere, Lè-ce-re. [N.ass.] di feti, di cui non trovasi che Lece terza persona singolare del presente [/Wic. e il pari. Lecito ] Esser lecito, Convenevole. —, Licere, sin. Lat. licere, fas esse, jus esse. Gr. sgiìrai, v-xàpxw. Dant.Par.li. 43. Quantunque alla natura umana lece, l'etr. son. 7 6. Nè mi lece ascoltar chi non ragiona. E cap. 3. Dissemi entro l’orecchie : ornai ti lece Per te stesso parlar con chi ti piace. Tass. Ger. 5. 32. Stupido chiede : or qui, dove men lece, Chi fu eh’ ardi cotanto , e tanto fece ? 2 — [Non lecere ad alcuno qualsisia cosa, vale ancora IVon essergli possibile.] Dant. Inf. 2g. 120. Me, per l’alchimia che nel mondo usai, Dannò Mmos , a cui fallir non lece. » Ar. Fur. 20. 5i. Ma poiché senza lor questo non lece. ( Parla delle donne che senza gli uomini non possono ingravidare.) (M) Lr.ciiE.*(Geog.) Ei-eiie.Fiume del Perù, nell'Intendenza di Trussillo.(G) Lechea , * (Geog.) Le-chè-a. Antico nome di un porto di Corinto , oggi Pelago. (G) LecheìTe. * (Mit.) Le-che-à-te. Soprannome di Giove, col quale fu adorato ad Alifera in Arcadia, nel luogo ove aveva dato alla luce Minerva. (Dal gr. lecito io fo coricare , onde lechome io mi corico per partorire.) (Mit) Lecrenuo. * (Geog.) Le-che-nì co. Lat. Lcgioniacum, Legnicium. Città degli Stati Prussiani nella provincia di Cleves-Berg. (G) Lechete , * Lc-chc-te. N. pr. m, (Dal celt. lechit limaccio, sedimento, cui lascia il mare ritirandosi.) —Figlio di Nettuno e di Pinne.( Mit) Lechi. * (Mit.) Lè-chi, JSome che i popoli Alavi davano agli Dei delle foreste , i quali corrispondevano a’Satiri de' Greci. (Dall’illir. loca , luka o lug foresta.) ( V an) Leghi. * (Geog.) Antica citta della Palestina nella tribù di Dan-, essa Lecidea. * (Bot.) Le-ci-dè-a. Sf. Genere di piante crittogame della famiglia de’ licheni forniti di lamina prolifera rotondata co’sparocar- pit a forma di disco. Lat. lecidea. (N) Lecieee. * (Bot.) Le-ci-dé-e. Sf. pi. F. G. Lat , lecideae. (Da lecithos lente.) Secondo sottordine delta famiglia dè’ licheni gasterotaiami, nel metodo proposto dal Fries, (A) (N) Leciscio. * (Bot.) Le-ci-scio. Sm. F. G. Lat. leciscium. ( Da lecos scodella.) Nome dato da Garthener figlio ad un genere di piante (non ammesso sinora defi attivamente , ignorandosi te parti costituenti tl loro floreJ ; il cui fruito è una drupa con nocciuolo a foggia di scudelletta. (Aq) Lecitamente, Le-ci-ta men-t-e. Avv. Con permissione, Senza partirsi dal lecito, [Con ragionevolezza, Giustamente, Dirutamente, Convenevolmente, Legittimamente co. — , Licitamente, sin.] Lat. inoneste, licite. Gr. «Ssus , xaAws. Fr. Giord. Pred. R. Pensano di poterlo fare lecitamente con sicurezza di coscienza. Lecitide." (Bot.) Le-ci-ti-de. Sf.F.G. Lat. lecythis. (Da lecis scodel- lxna.) Genere di piante a fiori polipetali della poliandria monoginia e nella famiglia dei mirti; così denominate dotta forma del loro frutto a quattro cellette ciascuna con un seme , il quale è una capsola legnosa a foggia d'urna, simile ad una pentola col suo coperchio , onde chiamasi da Francesi anche Marmi te de singe. —, Zambucaio , siti. (Aq) (N) D ’ ’ Lecwtdee. ‘ (Bot.) Le-ri-ti-ctè-e. Sf pi F. G. Lat. lecythideae. (Da levithos lente.) Piccola famiglia di piante intermedie fra le mirtee e le malvacee j così chiamate dalla forma de 1 loro semi, e specialmente di quelli del genere lecythis, (Al • corolaj ed il seme ricoperto dal calice. Lat. lcersia. (N) 'rm, r al* me, zia * (V) ? si lici- i in olle ina. 'osi. ab- riel ni c ola» V) nott €*' > un iqtt* >0 ? U* wlUi 'foli ialiti ■\& vo- ppe- SllOn ice 9 (G) sa- ■.(B) delti rchi Lai. cchè 38 . volt colti i tc iella cap- fattoci ire.] :ei'à. cose -dice la « Rsr '•alti» G) . Per- a. £ e *c‘ si*- fet !«>«• ciaf 4 coifl 4 taV a ' LEEVARDEN Deevaimiek.* (Geog.) Le-c vàr-den. Lat. Lcovardia .Città del regno dO- landa. (G) Lefakte, * Le-fùn-tc. Sm. V. A. F. c di' Elefante. Sallust. Giugur. ca )> ■ 3 y. E agli lefanti , e parte di gente a piede fece capitano Bo- milcar ec. (N) DEFUGA.*(Geog.)Le-fù-ga. Una delle isole dell’Arcipelago degli Amici.(&) t'EGA, Lé ga. [A/i] Compagnia e Unione fermata con patto solenne tra Principi o tra Repubbliche a difender se , e offendere altri. [Dicesi anche Confederazione, Alleanza, Collegamento, Taglia. — , Collega, sin. {F. Alleanza. ) Lat. foedns. Gr. trvr'ùrixri, c-rz iti. (In frane. / i- gite ,in ijp, l,ga,in ingl, league, dal lat. Ugo io lego,unisco insieme c ou rinculi.) Al. F. g. g 4 - Perniarono compagnia e lega tra loro, e taglia di .(eoo cavalieri. Tass. Ger. 2. y6. O non potranno pur le nostre genti, E le Perse e le Turche, unite in lega, Cosi potente armata in un raccorre, ec. 1 —* Dicesi Lega difensiva, Quella che ha per solo scopo il difendersi contro l'aggressione altrui, e Lega offensiva e difensiva Qwtla c he ha per iscopo il difender se stessi ed offendere i nemici comu- n ‘• (Van) 3 — Essere a una lega =: Essere in concordia, Esser d'accordo. T lorrn eR irrvlano la mmìctA LEGAME 5 9 \0 Ì0 c* But. ivi : Lega c misura che è per quattro miglia. G. V. 11. 84* ó* Puosonsi al monte san Martino , presso a san Quintino a due leghe. Serd. Sior. 1. 7. Ciascuna lega contiene in sè circa quattro miglia. 7 — (Marin.) La lega marina , che serve a misurare le rotte e le distanze iti mare , è di venti al grado , e per conseguenza di duemila. ottocento trentadue tese. (S) 8 —* (icori.) Ne! sign. del 5 « *» La lega è rappresentala da due giovani donne vestite da Amazzoni che si abbracciano, calpestando una volpe , simbolo dell’ inganno. Una di esse porta sul suo elmo una cornacchia , t altra un airone , uccelli nemici della volpe. (Mit) Legacci a , Le-gàc-cia. [V/’J Qualunque cosa con che si legano [ballo, fastelli e sionii 9 e per lo più s' intende quello con cui si legano le . calze cingendo le gambe.'] — , Legaccio , Legacciolo , sin . Lat. vin- culum. Gr. < 5 W/xos, Maini . 10, 47 - E quei guanti, clic san di caporale , Legando ad una delle sue legacce 9 ec. a —* (Olir.) Nastro di seta , di lana o di filo , che s* adopera tanto per attaccare gli ammalati durante certe operazioni (come quella delia cìstotomia ) , quanto per assicurare gli apparecchi intorno a membri fratturali. Le Legacce di cui si fa uso per operare V estensione 0 la contro-estensione delle membra , sono ordinariamente formate da salviette o da pannolini piegati secondo la loro lunghezza. (A. 0 .) r - 1 -, r —ff fì’i.ntìo SrtCO.h •sw. Pisi. 165. Li quali tutti .erano a una lega di volere la moneta [S m. 1 % stesso che} Legacela. V. Franc.Sacch da lnrrt ‘ * _ ® t .. ! .. i-i- ai_l lo/,/>! Cnn ffrAniìl ( da loro. h — [Far lega =2 Collegarsi. V. Fare lega e Farsi lega.) G- V. J 4 - 1- Fecero lega e congiura di distruggere Troja. nm. 18. La calza ec. Attorniata è da diversi lacci, Con groppi con legacci. Fav. Esop. Prese stoppioni e legacci, e cinsene il pedale dell’ albero ; e misevi fuoco. » Buon. Pier. 3 . 5 . 2. In quegl’in- ' ' • ’ ' (N) 5 i_ E per siimi. [Unirsi”, Star bene insieme. CA'are ?eg“> S-*-l Dani. Par. 2. i 3 g. Virtù diversa fa diversa lega. But. ivi : Inversa lega, cioè diversa colligazione ad operare diversamente. 6 — "E Far lega contro di uno = Collegarghsi contro , o / _ giurargli. Alienili. Al et. 1. 7 6. Esse {le acque ) con tal turor urta elle pare Ch’àbian fatta una lega contro il mare, fQui per simU.J\i ) 1 -* Stabilir lega = Fermarla , Farla e simili. Pollar- »•_ 23 8. S’affrettò a stabilir lega contro a Cesare co Re di iranc a * " sto : “ T • 1,6 ‘ _ ' ■ 1 tiighi Di stringhe, di legacci e gran pistagne. v -., a — E fio,. Quist, Filos. C. S. Come i’agnello è ignorante , che a’ie- gacci delle lusinghe sia tratto per line. Legacciolo , Le-gàc-cìo-lo. [ Sm. Lo stesso che Legacela, ff.l Lat, li- gamen , ligaculum , vinculum. Gr. H/x/rx , iAury.ee . Pass. 3 ^ 2 . Annodano legaccioli, ed involgono scritte di nomi de’ demonii. Coll. SS. Pad. Veuir trovando legaccioli, con che egli ordinava di costrignerlo. 3 — Efig. Esp. Fang. Dubitare in fede, e non volere osservare gli comandamenti puramente, e le promissioni di Dio, e non sciogliere i legaccioli de’peccati. volere 3 [Uistretto di paese che comprendeva piu comuni, pivieri e popoli sottoposti al comune di Firenze.] Bargh. Orig. Fir. 2 80. E sebbene, quando si divise la città nostra a gonfaloni, si divise ancora il con- tado a leghe , non hanno che fare quelle del contado con queste della citta, nè dependono da loro, o si mescolano in cosa alcuna. [Do questo fu detto Lega Quell') ordine di gente d ’arme nel contado [fiorentino che ordinatasi in ogni lega.) G. F. 8. 4 r> . 5 . E come s’ ordinò il popolo in Firenze a gonfaloni, cosi ordinò in contado a tutti ì pivieri a ciascuno il suo eh’ erano oG , e ordinnronsi a leghe, acciocché 1 una alasse V altra, e venissero a cittade e in oste, quando abbisognasse. £ 8. 1. 4. Simile ordine di gente d’arme si ordinò 111 contado c distretto , che si chiamavano le leghe del popolo. ALF.1. 72. Feciono cavalcare le masnade de’cavalieri soldati del Comune con alquanti cittadini e pedoni delle leghe del contado. 4 — (Ar. Mes.) Qualità , ed è proprio de metalli ; ima. più veramente si dice delle mescolanze loro , secondo diverse proporzioni , e de composti che risultano da queste mescolanze.) Lai. metalli quabtas, nota, gradus , perfectio. Gr. sroiónts. G. F. g. 1 70. 1. Fece fare in Avi- una moneta d’oro nuova, del peso e lega e conio del fiorino di lirenzc, Dani. Par. 24.84. Assai bene è trascorsa D’esla* moneta già la lega c ’l peso. Bunn.Fier. 5 . 3 . 8 . Le monete al peso Ridotte ®d alla lega , In virtù d’un gran bando. T ’ ■—* E pveticam. Dant. hif. 3 o. Ivi è Romena s là dov’ io falsai Ua lega suggellata del Battista. ( Cioè i fiorini di Firenze che porsano l immagine del Precursore.f (N) 3 —Onde A lega, Con lega , posti avveri, dicesi della Lega dei e ' atli , usandosi in forza di preposizione. F. A lega. (A) j" - /’ P e r metaf. Car.Letl. la Alons Ardinghello.) Io l ebbi per r® e ta di qualche lega, ma non di coppella, com’egli si tiene.,, Salo. Wert. 1. 3 , , 2. vi sono alcune cose . che nella copia non si ritmo- magazzino. E riunì. quelle mise ne’magazzini. Lkcagione , Le-ga-gió-ne. [Sf. F. A. F. e di’ ] Legamento. Lat. alli- gatio, colligatio , ligamentum. Gr. iny.x, ìuay-ós, crvrhuryii.S. dgmt. C. D. Sia legato il diavolo per questo intervallo , che lo chiama di mille anni ec. Se la sua legagione è non potere , ovvero non esser permesso di seducere , or che sai a il silo essere sciolto ? Legale , Lc-gà-le. Add. coni. Di legge, [Appartenente alle leggi, Che è secondo le leggi.) Lat. legalis. Gr. rogmós. Cr.pr. E alla line allo studio della nobile scienza legale mi rivolsi e diedi. Albert, cnp. 5 . La speranza e lo sezzaio consolamcnto de’mali, siccome disse Seneca negli ordinamenti legali.,, Dep. Decani. 63 , Il padre ebbe domicilio, per così' dire alla legale in Firenze. (V) 3 — [Che è secondo la legge o Ch’è prescritto dalle leggi.] iWneitiuzz. 1. 77. Impedimento settimo del parentado legale , lo quale si fa per adozione ; onde è da sapere che tre spezie di parentado legale nascono dell’adozione. \ 3 1 1 Li questo sign. dicesi sovente delle Cerimonie e altre cose piie- scrllle dalla legge di Dio data a Al osé. Segnar. Miser. Sagrifizii legali di. Salomone, di Ezechia , ec. (A) ! ( ■— Parlando dì persona usasi anche in forza di sm. per Giureconsulto, Notajo. Salvili. Disc. 3 . 148. I testamenti, intesa la volontà del testatore, si distendono da’legali. (V) Bott. Fi 01. E. G. ititi. Caduto in un significato di tal sostantivo , che manca alta nostra lingua , e che da’ ledali, e da altri ancora nel parlar familiare si dice; Ricaiduciià, che e il Ricadere ec. (N) Legalità' , Le ga-li-tà. [Sf.) ast. di Legale. Autenticazione. Curi. Fior. Autenticando le lor parole colla solenne legalità. Bprgh.Col.mil. 4 - 3 . Elle sono della medesima condizione, natura, e dirò così, legalità ec. 1 f#t‘ tri“" '£ 9 a timo avuta "da P’ ’.VTm ‘"''"Ti "T"; ’ v "'i~-. - che tutte V altre. ler cc ' IN ero, ciò si e un lunario, un trattato del ra- Legali.izzake. (Lcg.) Le ga-liz-zà re. Att. Render autentica per autorità pubblica una scrittura , acciò possa esser riconosciuta come (egir e fuor del distretto della giurisdizione in cui fufatta. Targ. F icgg.Hanno una pianta legalizzata della Gorgona. (A) Legalizzato , Le-ga-liz-zà to. Add. m. da Legalizzare. F. (A) Legalizzazione. (Leg.) Le-ga liz-za-sió ne. Sf. Autenticazione dì un aito , di una scr. tiara , fatta dalla pubblica autorità , da un arnba- sciadore, 0 simile. Mozzi , S. Cresc. La recognizione c legalizzazione di questa fede ec. è la stessa di quella di sopra. (A) Legalmente , Le-gal-mén-te. Avv. Secondo la legge. Lai. jure, leg - time. Gr. rcyìyws. Fr. Giord, Pred, R. Non possono legalmente chiederlo in giudicio. Legame, Le-gà-me. [A/n.] Cosa con che si lega —, Li game, sin. Far. ligamen , vinculutn. Gr. burp-ds, aC-vòstryios. Paltad.Mnrz. 7. La vigna novella si leghi con teneri legami, imperocché i vinchi duri l’icide- ricno i teneri tralci. But. Par. 32 . Questo dubbio ec. tiene occupata la tua mente, siccome lo legame tiene lo corpo. — Per melnf. [Dicesi di Qualunque cosa che tenga uno attaccato a checchessia , per effètto dì passione , servitù e simili.) Noce, prcem. <7. Il quale , liberandomi da’ suoi legami, m’ ha conceduto il potcre- attendere a’lor piaceri. E nov. fu . i 3 . L’alte virtù dal cielo infuse nella valorosa anima, fossono da invidiosa fortuna in picciolissima parte del suo cuore con legami fortissimi legate e racchiuso. E noe. g8. 29. Che il legame dell amistà troppo più strìnga, che quel del sangue o del parentado. Pelr. cap. t. Ed ei: questo ni’avvimi per T aspre some De' legami cb’ io porto. AL F. g. 42. La nicislà del- l’ umana Rcboiezza è sodo legame. Dant. Par. 32 . 5 o. Ma io ti sot- 12. Vi sono alcune cose - . tuta da di c'oiy-’ f a ^ cline altre , non punto di ptggior lega delle altre opere lirica dèli ^ at ‘ ^sp. proem.i. Il maestro eterno nella fab- in st . .Perverso . . , niuna cosa venne a formare la quale avesse 5 _?Xw lWma u ‘S a di PO mente si è * Composizione di rame e di argento . E propria - Un metallo 9 Uafl tità di metallo inferiore la quale si fonde con É termine ,l ^de 9 perchè meglio lo unisca nel suo lutto e lo leghi. lo, B<>nv degli argentieri^ orefici , ed altri artefici di metal - sei carati d’oro fine , un carato e è chiam-it r . ame e argento fine ec.: la qual saldatura ec. fra gli orefici *ì e ra jr a , H a ‘ (è) Celi. FU. T. 2 f. 33 g. Conosciuto che la causa fuoco io* fì P Br . e ? scra i consumata la lega per virtù di quel terribile ec. 0 i, ^ diversi paesi } una lega francese contiene adoperi * e §no ■ uno i d.ffere g . • mi-* ^uioi , i*tm. - _ ”''7- J o. serra a chiave. , e ij — Dicesi Legarsela al dito e vale Tenere bene a mente quota ^ torto ricevuto. [Modo tolto dall’ uso che hanno alcuni di legarsi dito un (ilo 0 nastro , come ricordo di cosa da fare , dire, ec.) Dito , §■ 9. Lai. in marmorc scribcre. Gr. p-vriiTix.ct.xHii. Maini, °-/ Basta eh’ dia se 1 ’ è legata al dito, E l’ha presa co’ denti, c se n’ aliai ime, In a . 15 . nov. vea, igne cera ire , ente i in- per mga (Pr) }ua) aria :esse ero, 186. .aria J etr. Ma 'està che iega imb. me , dal tro, M. tare. •osa. nag- chc ’su- >pic, W. Wlff. indo i re* izio. i fra Iella chi cnta ino* cU- ega* ha ' Or* ibis i Gr. nolo rch^ li si Hai* . 86 ioU e •old* i P» yita rie ! itale rad" U-U fi nifl* e • 9 lch e 7 - lU* 1, LEGATARIO ao — [Modo proverbi] Legai- 1’ asino, [Legar 1’ asino a buona caviglia] =5 Addormentarsi. F. Asino , §. 1 i>. Lai. obtlornliscere. Gr. siiXsip». 21 —. [Proceri.] Legar 1’ asino dove vuole il padronc= Fare quel che - commesso , e pensivi chi commette. [F. Asino, §• 2 4-1 1—;_i.. *—-•- 1 Accomodar LEGATURA 6 22 •— Legala bene -è Lasciala trarre. = Provveder bene bene le cose , e segua che vuole. 23 — * (Bot.) Dello del fiore allorché rimane attaccato alla pianta per maturare il fritto j e del fatto che rimane attaccato al peduncolo per la, maturazione de' semi. Seg'nev.MamiNov.^.2. Nel resto non può qui essere mai perfetta (la consolazionej perche sempre rimane qualche sospetto che il fior non leghi ; (:ioè , che l* uomo dopo la disposizione della buona vita , non arrivi a conseguire la perseveranza liliale. E qui è dettofg-J (P) (N) 2 -i ■— (Ar. Mes.) Legare libri — Cucirne i quaderni , e cuoprirli di J'-dera $ e si trova usata dai Deputati , e intruso nel Bocc. g. 7. n. f del y 3 , da lom coi reno. Io non potei stamane farne venire tutti i libri , li quali io avea fatti legare. (V) Red. Op. 6. Q2. Che gli leghi in carta pecora coi fogli ritondati e spruzzati. (Pr) a —. * Dicesi Legare alla rust ica quando si riuniscono tutti i fogli di un libro e.si cucivi.o ordinatamente insieme, coprendosi indi d volume di' un foglio di carta colorita ovvero di cartapecora.(D.T.) ■Red. Ojj.G $2. Dica al libraino. . . che venga à prendere dodici libri del mio ditirambo e che. . . gli leghi alla rustica in carta pecora. (Pr) 20 — * (IVIus.) Ìndica che due o piu suoni successivi debbono legarsi insieme senza pòsa ; nel canto e negli strumenti da Jialo con un leggierissimo e non interrotto respiro , e negli strumenti da arco con Un a cavata unica e continua. (L) ■— (Mario.) Allacciare, Incocciare.un bozzello. (S) Legare dilf. da Attaccale. L’idea che predomina in Legare è quella m Costrignere , d’impedire i movimenti , di Affermare. Attaccare invece esprime il solo Congiungimento , P idea dell’ Unire una cosa sd un’altra. A. Legare si oppone ScwgUere., ad Attaccare ^ Staccare. Le cose Legate insieme possono star lungi 1 ’ mia dall’ altra , le cose staccate aderiscono. Ciò s’intende nel solo senso primitivo de’ due verLi s ci\è negli altri significati, specialmente nc* metaforici, non fa Ul mestieri il dire che nulla bau di comune. «gatario. (Log.) Lc-ga-tà-ri-o.* [Add. e sui.] Quegli in prò di chi * fitto il fugata. Lat. logatarius. Maestruzz. 2. 32 . 1 . Ma questo falla 110 Lgalarii e fedecbjmni " . t« TlA \ Lr-ga-ti-a. {Sf] 77*0 stimo della legatiti . T.,.,. **■ &“*«*“ e fedccommisarii, i quali testimoniano in causa testamenti. ^ ATli T. .... X- - - - 4 Gt pr F. A. Lega di moneta. G . E*. 12. 2f 2. (' 1 r> *'•&***■*«? che sono la valuta del quarto più. {Nel od. Luci si legge : Alla stima dilla mercaianzia.) LGATissmo, * Le-ga-lis si-nio. Add. ni. superi, di Legato. Salvia. Pr. acr. 2bo. \ i ve va in quelle tenebre da carnali allctti legatissimo ed oppressissimi. (N) 0 . (Arche.) Le-ga-tl-vo. Onorario che i Romani davano agli L-cTroTót-' r dw ' 'P**"- (Mit) Grande falsità , della quale mi par co.lui che non l’ha mandato. 2 — Oggi è titolo l'irnaso solo a* Cardinali , quando vanno ne'governi .della Chiesa , o sono dal Pontefice mandali ambasciadori a' suprc- m l Principi. Bocc. ncv, 3 . Sentendo nella Marca «.l’Ancona-esser per Legato del Papa venuto un Cardinale. Pass. Legato (ha curaj di tulli coloro clic sono nella sua legazione. . 2 —* E ditesi anche nel 2. signtf Legato a laterc 0 de latore. Pai- f 1 ’ ^. sl ' C°nc. 2. €23. Aver per comune regola i Canonici ; che i cg^ti de laterc possono tutto quello clic o dal diritto comune, o «la- 3 i aimiIt * speciali del Papa , non è loro dinegalo, (Pe) a .Legato nel 1 . signifi chiamavano i Romani Quelle persone 'jrpatrjJi;?, ò 'Kpscrfctvuv. ì£$p. maggiore dire, se esser le< Fani ;ato di M c '«i 1 magistrati rimettevano qualche parte delle funzioni dipendenti dal laro ufficio} ed anche i consoli , proconsoli , c generali ne spedivano s fve.nte con delle commissione riguardanti l‘ esercita. In questo sgni- Reato erano anche i Luogotenenti. Cldamavansi Legati consolari, de ? imperadori o di Cesare, alleiti che si spedivano nelle provincte del impem -- » 5 1 gm- , de- .. 7 .. VM » u.. spedivano nelleprovincie deli ’ P er oper governarle con autorità assoluta . Ckiamuvadsi pure con tal l . diogvtenenli del generale. — 1 legati de' proconsoli erano no - da^ 1 se,l(l ^° 0 scelti con sua permissione dal proconsole o stabiliti nato^ e P tlr f cc, lare ; facevano da luogotenenti o vicariidi que* gover- j0 1 e d in qualche provincia tranquilla reggevano soli.— Presso i nato Ut e,an ° i legati primieramente que personaggi spediti diti spira' er^ ira[lrtre gl’ interessi della propria nazione presso qualche al- altro che°‘ * Sacrt t n ‘è potevano durante la hr legazione in dem.i ■ ln ess lasciò cLc a tolti i poveri cc. Possono dati danari sci simo A°" Star. 4 • < 75 - Lasciò per legato al tempio del ìuede- ^ Er 4to P 0 s* 0 l° cc. una lampada d’argento. rijf. ~r l ' ria Legare. Lnt. ligatas , vinctus, Gr. SeSs/tt.os. Ci- Un g../ 1 v ' 1 • i 9 • Folco lo fece mettere- in catena , Legalo al cui come pcrdùl- 0 |P al ? ln 9 ne - Ar. Fur. 26. ,2$. E la spada egli ancora avi-la E stav" 1 * .8 a l 11 a H a man 11011 fosse snta. « FU. SS.Pad. 3 . 172. 1"esta * , CO if e ^ * c g ata colle catene le mani c i piedi, li 4. <51. E in Con r ,, 0ra , mc nata una femmina indemoniata da più uomini, legata a ^ rv.*, V' k ‘ IIM “i e i piedi. (V) Previa C lS ■ Ull ° i Incastrato.] fìocc.non. ,ft4- E trovò in quella molte . * r ‘ 1 ? s, : r legati zalliri. (Bri flùido self- !‘ ll j ato liscoso; con 35 Serdon. Star. 7. Dodici anella sull’ -iir-l-* ì 1 ^ ,SC0s0 > wntrario di Sciolto. Magai, leu. Un Foadi. tan S n * ? tlel4a liìl4 ‘ a 5 dà «‘So turno, colia sola differenza dell’essere o più legato, o più sciolto, o più mescoIato.(A) 4 “ [Unito , Congiunto, detto non di cose materiali.] Dani. Par. 33 . 86. Nel suo profondo vidi che s’intèrna Legato con amore in un volume Ciò che per l’ universo si squaderna. 5 — 1 * Collegato , Associato. A. Pucc. Descriz . Fir. Di Setaiuoli e di molti altri , i quali Legali son con loro in compagnia. (Pj 6 — Obbligato per dovere o per affetto ad alcuna cosa. Fit. S. Pad. Volentieri verrei se io non fossi così legato alla cura di questi frati. Magai, lett . Dal primo al!’ ultimo giorno dell’ anno mi trovo con tutte le sere legate , e la libertà de’giorni inabilitata all ozio degli studii. (A) 7 — [Tener legato := Fare che alcuna cosa stia legata , e fig. Aver saldamente unito.] Boez. Favch. 2. 2. E me vorrà la cupidigia degli uomini, la quale mai non s’empie, tener legata alla costanza, e farmi essere stabile e ferma ? • 8 — (Pit.) Maniera legata : Maniera meschina e gretta. Bollar. Not. Fasar. Raffaeilo a poco a poco si scostò dalla maniera secca e legata c meschina di Pietro Perugino. (A) 0 — * (Ar. Mes.) Ag'g. di Libro. Mail. Franz. jffùn.^Kr/.Qucsto mio slazinó Pieno di libri legati e slegati. (Br) io — (Mus.) Suonar legato. F. Legatura j. 5 . (À) I.r-.r .atojo 3 TiG-ga-tó—jo. -Afili ni % AAi P<*a-zrt, rìnp Art legarsi , da catena. Cecch. Ine. 3 . 6. È più credibile Questa , che il creder che e’sia tanto debole , Anzi sì pazzo legatojo, che c renli , significa che vanno espresse legate , cioè tenute , e non istaccate j il che chiamasi ancora Suonar legato, e Cantar dì portamento : e quando è posto fra due note simili , significa che la seconda nota non si ripete ; la qual manieta si chiama ancora Sincope, o. Sincopatimi, che vuol dir Suonare o Cantar di contrattempo. Don. Mus. Nel liuto e cembalo poco s u- sano le sincope e legature. (A) 3 —* E parlando della voce , s' intende Quella costante egit ighan 7/j e Jlessibdifà della voce , con cui nell' attacco e passaggio de suoni componenti scorrer devela melodia.Dicesi anche Portamento di vocc.(L) 6 — (Med.) Legature delle membra : Così diconsi riti medici le Ai i- citasi. Cocch. Bag «• (A) „ 7 . 7 ™ ‘(Chir.) Dassi g dure mediate., quelle nell ansa 0 V 6 '2 LEGATE'RINA delle quali si comprendono in un co * vasi porzione più o meno con - siderabili di parti molli circondanti^ Legature d' apparenza, quelle che poste sotto le afterie non deggiono chiudersi ed annodarsi che nel caso in cui le altre sarebbero insiiffìcienti. (A. 0.) 8 —* * (Teol.) Presso i teologi mistici significa una Sospensione totale delle facoltà superiori o delle potenze intellettuali dell' animo, (Ber) 2 — * Talvolta si dà questo nome agli amuleti o preservativi, perchè sì por’ano sospesi al collo o attaccati a qualche parte del corpo. (Ber) Legaturina , Lc-ga-lu-rì-na. [V/T] dim, di Legatura. Vit. Betw. Celi, fé 7. Vi accomodai alcune frutte e legaturine smaltate.» {Quipie- 2 coio ornamento che serve a legare .) (A) Legatuzzo , Lr-ga-tus-zo. Sm. dim. di Legato. Piccolo dono lasciato per codicillo , o per testamento. Silos Serra. Berg. (Min) Legazione, Le-ga-zi-ó-oe. [V/.] Ambasceria. Lai. Icgatio. Òr. V. G. 6. 20. 1. I quali Legati sollicitamentc fecero loro legazione. A/. V. y. 56 . La Cluesa mandò ec. per successore del valoroso Cardinal di Spagna fallate Clugni con piena legazione. Bocc. Fit.Dant. 262. E venuto a di liberare chi dovesse essere principe di cotale legazione , fu per tutti detto che Dante fosse desso. 2 — Luogo dove ha giurisdizione il legato. Lat. torri tortemi, legationis jurisdictio. Pass. 121. Il Legato (ha cura ) di tutti coloro che sono IH'lb en.T 2 •— * Onde è il titolo di quelle provinole dello Stato Romano che hanno’per govci natore un Cardinal legato , e sonavi quattro prn- vincie che hanno un tal nome , cioè di Bologna , di Ferrara , di Forlì e di Ravenna. (A) 3 — (Archi.) Collegamento delle pietre , mura , ec. Fasar. Vii. Bru - 3 nell. Quello che aveva fatto nelle augnature, incastrature, commettiture e legazioni di pietre. (A) 4 — * (Arche.) Ambasceria; ovvero G.ovenin di qualche provincia. I 4 Romani d cevano Legazione libera la permissione che ottenevano taluni senatori che avi-vano qualche affare particolare nelle pvovincie, di assumere il nome e i distintivi delta dignità di luogotenenti o le- 5 goti, per essere più onorati nel pa-se ove recavansi e poter meglio spedire i loro negozi/. (Mit) Legge, Lég-ge. [Sfì Pi Leggi cozzi?. Legge. Regola stabilita dall'autorità divina o dall' umana, che obbliga gli uomini ad alcune cose, e ne vieta 6 loro alcune altre, a fine di pubblica utilità. La Legge è eterna, divina, uaturale , umana, ecclesiastica, civile, penale, positiva, dispen- y jabile, mutevole, pubblica, comune, privata, singolare, giusta, santa, necessaria , sacra , politica, severa , dura, inviolabile , immutabile, perpetua, generale, anlica, nuova, dolce, agevole a seguire, scritta, introdotta dalla consuetudine, approvata, accettata, annullata, abrogata, 8 abolita, antiquata, rinnovata, proscritta, proibente, permettente, intimata, promulgata, perfetta, giudaica, vecchia, pagana ec. ec. Dicesi Contrastare, bar contrasto alle leggi, Difendere le leggi, Porre altrui figge, Romper le leggi, Serbare, Guardare le leggi, Soggiacere alle leggi, Costituire, D(liberare, Mettere in piedi , Bandire leggi. — , Leggie, Lei, si».] Lat. lex. Or. vopcs. (Il lat. /ex, legis è dal celt. leguea, ovvero leg legge.) l'es. ’Br. 6. 26. La legge si e giusta cosa, e tutte le cose 1-f t Hoc recato in celti capitoli tutte quelle, leggende che mi parve c** fossono troppo grandi. # „ r> 2 -— (Per sunti.] Narrazione brieve. M. F. 10. 1. [La superbia quanto sia in ira di Dio per lo suo fine V ha sovente mostrato J alcuno esempio ec,] forse non fìa da biasimare, se non da coloro ci per morbidezza d'animo sono amatori delle bricvi leggende: Bcrn.n^ 1. 83. Voi chiamatela vita alla carlona Qua è un che li ha ** v una leggenda. . . , r 3 — Oggi si dice di Storiella dt poco pregio , e per lo piu lavoio* ^ ed miche di Qualsivoglia scrittura per «svilirla. Red. lett. 2. ** 4 ' , tempi rubacchiati ho iw-w insieme in una toggemU certe ossee ■ LEGGEM)ACCiA zioncelliicce di niun valore , die 1’ ho legate , per dir «osi, in un centone. E 128 . Oggi appunto si avvia a stampare il mio libro, o leggenda che sia. 4 —*ln forza di add. f Fit.S. Murgh. 1 ^ 2 . I’ho sponuta questa leggenda storia. (V) 6 —* (Arche.) Dicomi Leggende dagli antiquarii le parole che sono incise intorno alle medaglie, e che servono a spiegare talvolta le Jìglire scolpite nel campo. (Mit) Legcendaccia , Leg-gen-dàccia. Sf pegg. di Leggenda .Doni LaZucc. llerg. (Min) Leggesdajo , Leg-gen-dà-jo. [ Add, e sm.] Quegli che vende te leggende. Inai, legendarum venditor. Leggendahio, Leg-gen-dà-ri-o. [9m.] Molte leggende raccolte'in un volume. Lai. legendarum collectanca , Vitarum Sanctorum collectio. Hr. (rura| apice. Lib. Pred. Vogliono in cella scritta di buon carattere il leggendario de’ Santi. a —* Usato anche in sign. di Scrittore di leggenda. (Ber) Leggeste , Leg-gèn-te. [Part. di Leggere.] Che legge. Lai. legens, lc- c tor. Gr. àvoli vtlxrTr.s, è osici vócKcv. G.F. 11 . 3. i3. Leggano, ov- yero odano i leggenti. Sego. Fior. Stor. proem. 6 . Acciocché ec. la istoria nostra fosse meglio da’ leggenti approvata. a ■— In fòrza di sm. Lettor pubblico. Bemb. Leu. Hanno a proporre una loro causa di certa giurisdizione dinanzi ad alquanti di cotesti dottori c leggenti di Padova. (A) Leggeramente, Leg-ge-ra-mén-te.[ydi'i>.L’ la voce intera di Leggiermente. F] Lat. levitar. Gr. ÌKxt(f>à.s. ir Guitt. leu. zi. 55. Non può leg- f eramente corpo grave turbare ; non turbi lo intelletto. E z3. 61 . otrebbe appresso ciò tutto (appresso tutto ciò ) leggeramente avvenire che Voi, di me gustando, senza savore me 'morreste siccome io sono. O') Dant. Inf. 18 . 70 . Poscia con pochi passi divenimmo Dove uno scoglio della ripa liscia. Assai leggeramente quel salimmo ; E volti a destra , ec. Salvia, liiad. Ub. 11 . v.j55. Si detto , flagellò i bei cavalli .... Quei,’l flagello intendendo, via portavano Leggeramente il rapido lor cocchio De’ Trojani alla volta. (B) Dant. Rim. lib. 1 . btdl. 3. Se tu di lui non fossi accompagnata , Leggeramente ti faria disnore. (N) Leggeranza , Leg gc-ràn-za. [Y/l] V. A. V. e di’ Leggierezza. Lat. le- , v >tas , inconstantia. Gr. cOìifrrn. ùcTxtria. Liv. Dee. 5. Domandarono pace a’ Romani , la quale fa loro conceduta, ma per la legge- ranza del cuore , che era io loro , se ne pentirono. Leggere , Lcg-ge-re. [ Alt. anom. ] Raccnvre e Rilevare le parole da’ caratteri scruti [ , stampati dipinti, incisi, ec .— , Leggiere, sin.] Lat. tegere.Gr. àvxyivàexuv. tìocc. proem. q. Delle quali le già dette donne, che queste leggeranno , parimente diletto ed utile consiglio po- lanuo pigliare. E g. tf.p.3. Sono ec. stati alcuni che, queste novel- ette leggendo, hanno dello che voi mi piatete tropno. Dani.Par. 1 2 . ’ 2i - Ancor carta,Da’ leggerebbe: i’ mi soli quel eh’ io soglio. Leggiuto.— Leggili per LEGGIADRAMENTE 63 Uscite , Legga ec. Sen.Puu.202. EcMuLÌÌ;, ™ Yv® "" uscendo e ritornando. (Pr) ce t;a;1 Citamij 1 alito 3 -* Con vario modo. Pisi. S. Gìr.ff Allora con tanto studio e fervore attesi a studiare e leggere ne’libri della Scrittura santa che mai in prima non avea tanto affettuosamente studiato li libri de’ filosofi c de’ poeti. E 411 . Cantano salmi a lor modo e leggono delle scritture sante per loro usanza. Frane. Sacch.rim. nella Tav.Hnrb. alla v. Vestia. E poi fii spero , che par che si leggia f/eggaj Alcun dottor, che Safro nome avea. (V) 7“ LVq. Conoscere checchessia a contrassegni. Tasi. Ger. 4- ben p istoria del mio mal futuro Leggergli scritta in fronte allor parve. ’ 77 Dichiarare , Insegnare , [ Esser lettore , professore.] Lat. decere. . r - didUextiv. Buco. nov. yg. 3o. Volitino lasciare a me solo, che io leggessi a quanti scolari v’aveva le medicine. Dior. Morrai. Domenica , a’di 3 d’ Ottobre s 3 y 3 , incominciò in Firenze a leggere il tJante rnesser Giovanni Boccacci. lar sapere , Scoprire , Manifestare. Dant. Inf. 10 . Le sue parole p 1 m della pena M’avevan di costui già letto il nome; Però fu _V r l)P° s h l cosi piena. (V) in , eo ( sec °ndo caso in luogo del quarto, fig.] Leggere d’alcuna cosa eal| — Esserne molto pratico. Lat. instructissimum esse, probe da CrC ’ ,L’ ecc ò. Ine. 1 . 4- [A che proposito Innamorarsi chi non ha l ; er S f ) Cnt 0re ? A.] Oh favellane meco, che so leggerne (Come si dice >ual(? ) >n cattedra. E Esalt.Cr.i. 1 . [Benissimo sapete quanto Di coté 1 *' *n e Losdroa re de’Persi a questo Regno, e come ec. D.] re 1 stl Danni ve ne potrei leggere in cattedra. — £ l cr me ass. nc [ signif. Fil. S. Gio. Bali. 196 . Chiunque legge Cl si pensi le cose che doyeano essere. (A chiunque io do del S- avrei ben tolto. “flt. 8 T CE nel J. 2 .] Fetr. canz. <^5. 5. Nella fronte a Ma- vico d u S n - del Sillogizzò invidiosi veri. Cas. leu. 36. Sono si- Lveìat 16 ric **‘ esto di trovare un filosofo per mandar in Francia a un ■dnàuìl ^ uesto vorrebbe essere atto a leggere a detto signore. » an dandó S ’ Si mise crllma sutito >» viaggio-E giunse Pii. r7'/i 0 ^!) 0r verso Oriente,' Dove leggea quel nome tanto prudente, andò ^ o- Ingiuriato dall’ invidia de’ dottori di Bologna , se ne 1) -. r \ Suna , « quivi lesse. (N) c/lessi), °r> S ‘ a f r ‘^ uisce ec . llm - (>9- Ahbiam giudicato poter sicuramente in lo ._ p nogo seguitar 1’ ottimo libro , che cosi legge ec. ( V) àltri ; rC L'citare lezioni. Farcii, le z. 4ri. Pf ' ,- 1 .'inali insin ' c eia letto. qui con toni 4-3- Per tacere ec. di tanti dottrina e eloquenza hanno chi ora11 — Vedere, Riconoscere. Buon. Tane. 2. 5. Non è piovuto fin da carnasciale. Piel. In modo che no’ arem mala ricolta? Cecch .Leggete voi come sta la campagna: Fuor che del vino, ella non sarà molta.(V) £’ Salviti. Annoi, ivi-. Leggete. , riconoscetelo nella vista della campagna. I Greci il leggere lo dicono un riconoscere, cisxyivs rcm .(N) 12 — Per melaf. Dieesi Saper leggere per Saper qualche cosa. Las '. Parenl. 3. 1. Tosto mi chiarirò se io son losco, o s’io so leggere.(V) 1 3 — Dicesi Lèggere sul libro d’alcuno — Discorrere de’fatti d’atcu- no, anzi in biasimo che altrimenti. Lat. alicujus ferrum in igne est. Maini. 5 . 29. Costui, che quivi s’è posto a bottega A legger sopra il libro detta strega. 1 4 — Mandare i vestiti a leggere = Impegnarli. Pataffi Le calze bo pesto a leggere e imparare. 1 5 — [A 7 , pass, nel 1. sigi f.] Pel.r. canz. 38.4- Uomini e Dei solea vincer per forza Amor , come si legge in prosa e ’n versi. 16 —* Leggersi nel pensiero, nel cuore ec.™ Apparire nell’esterno gli affetti del cuore. Peti', som 28. Di fuor si legge com’ io dentro avvampi. (A) (N) 1- —• Recitare , Dire. Dant. Purg. 26. In obbrobrio di noi, per noi si legge , Quanto partiainci , il nome di colei ec. (N) 18 — '[Eri in fòrza di sm.] An'igh. 5o. Lo spesso leggere menoma le mie pene.» Salvia. Annoi. F.ti. 3 . 2. 18, Il leggere dicono i greci, conservare e ragionare co’ libri. (N) li; — * (Mus.) Leggere la musica dicesi quell' eseguirla leggendo le nate , guardando in primo luogo all’ alternativa della Ioi’O acutezza e gravità ; 2.° paragonandole e dividendole rispetto al loro relativo valore, e 3.° rendendo conforme tal valore relativo al tempo indicato. Se poi a questa facoltà va urlila quella di eseguire disiintamente la tale o tal’ altra Patte giusta le regole dell arte , e d’ inluonorta colla dovuta celerità, allora chiamasi Leggere a vista o a prima vista. (L) Leggeuetto , Leg-gè-rét-to. Add. m. dim. di Leggero. Lo stesso che Leggierctto. F. Magai. Sidr. pag. 20. Io dico Di certa razza uccelli, che a tutt’ora Saltellando nevati di frasca in frasca , Q rasi del saltellar l'unico intento Fosse il dar lena al leggeretto piede. (B) Leggerezza , Leg-ge-réz-sa. i \ f'. Lo stesso che ] Leggierezza Tes. Br. з . 5 .La sua leggerezza la fa bene movente dall’ima quali tade all’altra.» Dòti. S. Greti. L i3. c. 11. Benedisse la pittra ( che non potea muoversi ), e con tanta leggerezza incontanente si potè levare , come se non pesasse niente. (V) 2 — Incostanza , Volubilità. Lat. levitas, inconstantia. Gr. xov$6tzs, utrTxirix. Lab.296, Forse della vanità di lei e della leggerezza scapitando. Serti* Stor. 1. Alle quali sceleratezze il Re , per ^.leggerezza e perfidia, che è naturale ne’ Barbari, chiudeva gli occhi. L и. 92. S’apparecchiava di rinnovar la guerra per terra e per mare colla medesima leggerezza che V avea deposta. Stor. Eur. 7.<6’o.Per la qual cosa lasciando a parte ed esso e le leggerezze di quella corte ec. , me ne torno alle cose de’Yiniziani. 3 — Facilità \ come Leggiere per Facile. Amm. Ant. 53 . ( Firenze 1661.) La quinta, della malagevolezza o leggerezza di vertude.(LWì!s. del Mare sentii a pag. 44 ' disliuz. 4‘ 1 quinta della malagevolezza e facilità che accompagna la virtù.) (\) 4 —Par metaf. t dteesi di cosa di poco fondamento^ di poca sustanza.] OmeJ. «V. (Jreg. Dopo la qualità ne viene la leggerezza del giuoco.» Gal. Sagg. 42. lo non credeva, signor mio illustrissimo,dover consumar tante parole in queste leggerezze. (N. S.) Lecgkrissimameiste , Leg-ge-ria-si-nia-mén te. [Avo.] superi . [dì Legger- .mcnte. Lo stesso c/ie] Leggierissimamente. F. Parch.Stor.g.265. Con una berretta in capo di panno nero scempia , o di rascia leggerissi- iiiamente soppannata. >2 — Agevohssimamente. Lat. facillime. Bocc. nov. 98. 18. Potendolo leggerissiniamentc altra moglie trovare , ma non altro amico , io vo* gito innanzi ec. trasmutarla, che perder tc. Amm. Ani. 10. 2. 10. Leggerissirnamente sara’ buono, se da quello ti guardi, che tu biasimi. Leggerissimo, Leg-ge-ris-si-mo. [ Add . ni. superi . di Leggero. Lostesso che ] Leggierissimo. F.Bocc.nov. 59.6. Siccome colui che leggerissimo ei a , prese un salto. Lab. 3 j 3 . Me , al quale prima immobile e impedito esser pareva , senza saper di che , te incontanente parere leggerissimo e spedito. 2 — Per metaf. (Dì pochissimo fondamento.} Bemb. A sol. 1. iy. Fasciandolo di leggerissime speranze , poscia il nodriscouo di vani e stolti pensieri. LlggermeaNte , Leg-ger-nnhvte. [Avv. Lo stesso che } Leggiermente. V . » PaUad.Ql10bv.cap.s2. Pulitesi iàr piantano, cioè ciriegeto, chi spanda in questi mesi e’noccioli loro, li qua’nar-con molto leggermente. (B) Leggero , Leg-gè-ro. Add. m. Di poco peso. Pe di Leggiero. *>«££. ìiat.esp. j. Ingombrata ( L’aria ) da nuvoli, o gravata di nebbia , si fa più rara , o più densa, e sì più leggera o pesante, ec. (V) Dain.ln/.o, Volentieri Parlere’ a que’ duo cìie ’mieme vanno, E pajon si al, vento esser leggeri. E II un. Ub. 1. son. 3 . In abito legger di pellegrino. (.>) 2 •— Facile. Guitt. leu. so. Oy. Cosa che è fermata in natura e in voglia, non è guaire leggera diradicare per sermone cc. , siccome non leggere è eresia. (V) _ t , . 3 <— Breve, Corto. Dant. Rim. lib. 1 -f- d. Mentr 10 pensava la una fragil vita , E vedrà il suo durar com’ è leggero , ec. (B) 4 — Detto di Colore , Tinta e simili. Sa$$. nat. esp.y. Essendosi osservato che, per leggera e sfumata che sia la tinta, nondimeno il cristallo non acquista niente. (V ) 5 _ Dello di Pensiero. Fr. Barb. i 5 8. 2. Si che tornar ci convoca al pensiero Dolce, ma non leggero. O ) Leggiaccia , Leg-giàc-cia. [V/i] p^g. di Legge. Cr. alla 0. Dare legge, $.2. Leggiadramente, Lcg-gia-dra-méu-te. Aw. Con leggiadria, [Graziosa - mente , Garbatamente .} Lat . dextere , venuste, scite. Gr. òsfyws, w- fjLshÙs, ttyvve. Bocc. nov. 8 2. 2. Sè da un soprastante pericolo , leggiadramente parlando, diliberò. E Vii. Dani. 227 Comecché molti 64 LEGGIADRETTO vogliano lui essere stato incitatore di quello, argomento a ciò prcn- rli nrlr* fìiiìln rnit* Ipnrc/ùl.rlrflmr'nti! nel fioi'ClltilìO idioma CC. L<"!a lìlttn ria dendo dalle cose leggiadramente nel fiorentino idioma cc. già fatte da lui. Bui. Purg. 28. 1. La detta donna prestamente e leggiadramente si volse inverso lui. Leggiadretto, Leg-gia-dr.ct-to.[*dzW.m.]zòffi. di Leggiadro.—,Leggiadrino, sin. Lai. venustulus. Bacc. nav. 63. 4■ Cominciò a dilettarsi ec, d’essere in tutte le sue cose leggiadretto ed ornato. Pelr. san. 166. Candido, leg- giadretto e caro guanto. E 208. Fa con sue viste leggiadretto c nuove L'anime da’lor corpi pellegrine. Bern. Ori. 3. g. 21. Tutta giojosa, lrggiadrctta e bella Sali il destriero , e non toccò la sella. Ber/. Ditir. 4'• U°l- leggiadretto , Del sì divino Moscadelletto Di Montalcino Talor per scherzo Ne chieggio un nappo. 11 Gozz. Serm. 2. E degli augelli il leggiadretto piede Che per quelli (rami) saltella. (N) Leggiadrezza , Leg-gia-diéz-za. Sf. Lo stesso che Leggiadria. p. Li- burn. Occor. 15. Berg. (Min) Leggiadria , Leg-gia-drì-a. [.V/.' Graziò, Bellezza, che deriva dalla convenevolezza delle parli ben proporzionale e ben divisale l una con l'altra, e tulle insieme; Garbo, P causici, Avvenenza, Gentilezza, ec. —, Leggiadrezza, sm.](LCBellezza.)Lat.venustas, clegantia. Gì . ilmxrr p-Qtrwri , x a i nvrnT fsós. But. Purg. 26. 2. Leggiadria è deccnzia e attitudine degli atti virtuosi. Galat. j5. Non è altro leggiadria , clic una cotale quasi luce che risplende dalla convenevolezza delle cose che sono ben composte e ben divisate f una coll’ altra , e tutte insieme ; senza la qual misura eziandio il bene non è bello , e la bellezza non è piacevole. Fir. Dial. bell. donn. 344 • Leggiadria , che vuol dire vaghezza. E 3yg. La leggiadria non è altro ec. clic una osservanza d’ una tacita legge data e promulgata dalla natura a Voi, donne , nel muovere , portare e adoperare così tutta la persona insieme , come le membra particolari, con grazia , con modestia , còn gentilezza , con misura , con garbo ; in guisa che nessun movimento, nessuna azione sia senza regola , senza modo, senza misura , o senza disegno. Bucc. g. 4. p. <3. "Veder continuamente gli ornali costumi, e la vaga belli zza , e l’ornata leggiadria. Dani. Par. 32. log. Ed egli a me : bellezza e leggiadria , Quanta esser puote in angelo cd in rima , Tutta è in lui. £ rim. 21. Tu discacci virtù , tu la disfidi , Tu togli a leggiadria il suo ricetto. Petr. son.211. Depostaaveal’ risata leggiadria. E 223. Confò giunta onestà con leggiadria Ivis’impara. a — * Ornamento leggiadro , Cosa leggiadra. Nov. ani. g2. Avea armi orate , rilucenti, e pieno di configie c di leggiadrie. (Br) 3 — * Detto del discorso , Graziosità poi tica e nobile ; e in questo stesso senso dicesi anche Le leggiadrie. Segn. P. Muzzi. (0) 4 —* Passarsela in leggiadria = Non badare , No tifar caso, Non risentirsi di un pregiudizio , di un' angheria , d'un torto che ci sia fitto. Fag. Rim. Gli è fatto a ogni poco un’ angheria, Ovvero è bastonato, E pur ei coraggioso Grida vittoria ec. e se la passa in leggiadria. (A) 5 — * (Pitt.) Certo portamento della persona rappresentala in pittura cosi leggiero ed agile di’ e' pare eh’ ella si muova, e quasi non abr bia peso , ma leggierissimamente si sostenga ; è proprio della gioventù e spezialmente di Ninfe e simili.P. Leggiadro, §.6.Baldin.Foc.Dis.(lS) LiipGiADamo , Leg-gia-drì-no. Add. m. dim. e vezzeg. di Leggiadro. La stesso che Leggiadretto. P. Alleg. pag. 20. (Amsterdam 1 J04) Chi perde la civetta , La gatta o la ghiandaia’, Ebbe almen ne’ suoi pianti una speranza ec. A lui tornasse leggiadrina e gaja. (A) (B) Leguadrissimameste , Leg-gia-dris-si-ma-mén-te. [Avv,] superi, di Leggiadramente. Lat. elegantissime. Gr. xo^ordries. Pardi. Lez. 3gS * Per quello che anticamenle ne scrive Ovidio leggiadrissimamente. Leggiadrissimo , Leg-gia-drìs-si-mo. [ Add.m ] superi, di Leggiadro. Lat. elegantissimus. Gr. Kcg^orarcf. Salvia. Dtsc. 1. 3t8 . Siccome da quel leggiadrissimo epigramma di Catullo, ove egli beffa una certa femmina ec. , descrivendola brutta e malfatta. E 3ig. Porrò qui il passo , coni’ egli è stato dall’ incomparabile abate Kegnier nella sua leggiadrissima e piena di tulle, le grazie versione toscana mirabilmente voltato. » Dep, Decam. 48, È tenuta la sua prosa dolcissima e leggiadrissima, E 5o. Il che è tante volte avvenuto in questo leggiadrissimo scrittore. E 07. Disse questo pulitissimo c leggiadrissimo . scrittore. (V) Posar. Pii.. p. 3. vroetn. Nè si può esprimere le leggiadrissime vivacità clic fece nelropere sue Antonio eia Correggio. (N) Leggi ADno,Lfg-gii-dro.//deòni.t7e7m leggiadria. (P.EiltoeLìcvniitc.) Lat. venustiis, elrgans. Gr. ipxios, xop-^ós. (Dal celt. Ijighar bello, piacevole, e da buono, gentile, vezzoso, garbato, ben messo.) Bocc.g.5. fs. Voglio phe.ee. infra questi termini si ragioni, cioè di chi con alcuno leggiadro . motto tentato si riscotesse.£ nov. 6. 1. Il leggiadro gastigamento della Marchesana fatto al Re di Francia. E nov. 18,4. Era il detto Gualtieri ec. il più leggiadro ed il jiiù dilicato cavaliere che aquegli tempi si conoscesse, E nov. 23. 15. Si trasse di sotto alla guarnacca una bellissima e ricca borsa , con una leggiadra c cara cinturetta. E nov. 3y. 3. Fu adunque, non è gran tempo , in Firenze una giovane assai bella e leggiadra. Pelr. son. 2. Per fare una leggiadra sua vendetta , E punire in un dì ben mille offese. E 2og. Santa , saggia, leggiadra, onesta e beila. E 2 2 %• Che presso a que’ d’Amor leggiadri nidi II mio cor lasso ogni altra vista sprezza. Dant.Par.26.gg. Rime d’Amore usar dolci e leggiadre. 'Pass. Cìer. 6. 5y. Ella, yedciido in giovanotta etade E in leggiadri sembianti animo regio,Restò presa d’amor. a — ["Virtuoso , Glorioso, Lodevole.] Dani. Purg• su 61. L’antico sangue e 1" opere leggiadre De’mici maggior roi'fcr si arrogante. 3 — ‘ Azzimato, Pomposo , Che si pavoneggia, pd. SS. Pad.2.2Sy. E tanto e si efficacemente parlava questo beatissimo della memoria della morte, che eziandio molti leggiadri e vani uomini, ch’entravano a lui ridendo e sollazzando , si partivano da lui compunti molto c piangendo. (P) , 4 — Un forza di) sm. Amadore, Amante, [Galante, Gentile, Bello ec. : J metaf. tolta datali ornamenti e dal leggiadro portamento degli amanti. Lat. amaiias, Gr, ìpùp.‘tos. Dant, rim. ^o.JNon moverieno il piede Per don- LEGGiERl ncarea guisa di leggiadro.» liocc. g. ■y.n. 2 . Avvenne che un giovane de’ leggiadri veggendo un giorno questa Peronella ec. s'innamorò di lei. E appresso : Egli ci son de’ ben leggiadri clic m’amano c vo- glionmi bene ec, (N) 5 —* Cosa leggiadra, Ciò eli’ è leggiadro,Leggiadria. .Vegli. P./I/,ìzzù(0) ^ —* di tesa la similitudine di queslavoce con Leggiero, è spesso ado- iv»f/» liì Y'nlnt'Annt* ni lo nnca ^, 1 -, n /, _ :i‘. V j_ 7 Leggiàjo , * Leg-già-jo . Add. e sm. P, bassa ; e dicesi di Chi intenda poco o punto la ragione e le leggio e che voglia ciò nondimeno sostenere la propria stravagante opinione per buona e ragionevole. ——, Leggiamolo , sin. Biscioli. Fag. (A) Lecgiajolo , * Leg-gia-jò-lo. Add. e sm. V. bassa. Lo stesso che T..eg- giajo. P. (Van) b Leggibile , Lcg-gì-bi-le. Add. com. Agevole a potersi leggere. Lat. leetu facilis. Gr. ivxipris àvrxyivi.iicnidàai. Guid. G. E poi gli diede uno scritto di leggibil letteratura. Cas. leu. a. 2o5. Stanno nel modo medesimo che il giovine 1’ lia cavate dalle minute , ed anco peggio , per li scorbii e per le rimesse , alle volte poco leggibili , clic nelle minute si fanno. Leggicchiare , Leg-gic-chià-re. N. ass. Leggere superficialmente , Malamente leggere. Pascol. Risp. Nnvel. Fior. Berg. (Min) Lecci*:, * Leg-gie. Sf. P.A.P. e di’ Logge. Cavale.Alt. Apost. 4. Lodò molto Moisò e la leggio e gli antichi ‘"Padri. E 45. Le parole della vita, cioè la leggio santa. E 112. Questo rio uomo predica contro alla leggio nostra. (A") Leggieramente , Lcg-gie-ra-mén-te. Avv. Lo stesso che Leggiermente. P. Lat. facile , leviter. Gr. , tXouppùs. Dant. Inf. 18. ym Assai lcggièramente quel salimmo. ( Le migliori edizioni hanno leggeramente.) E rim. 4. Ma tratterò del suo stato gentile A rispetto di lei leggicrameiitc. {V ediz. del Zane ha leggeramente.) Pit.Plut. P. S. 25. Intantochè non .riceveva leggieramente le scritture e li co- mandamenti del consiglio. Leggiere, * Lèg-gic-re, P. A. P. e di’ Leggere. Cavale. All. Apost. i55. Udillólcggicre Io detto libro d’Isaja. (V) Leggiere , Leg giè-re. [Add. com. Lo stesso che 1 Leggiero. P. Bocc.- nov. 33. 3. Il fuoco di sua natura piuttosto nelle leggieri e morbide cose s’apprende , che nelle dure e più gravanti. 2 — Piccolo j Di poco momento. [ P. Leggiero , 5-3-] Bocc.g. 4.num. 6. Uomo di condizione assai leggiere. E nov. 4 i - i5. Quello che ini mosse, è a me grandissima cosa ad avere acquistata , e a voi è assai leggiere a cctncedeelami. » Er. Giord.tyi. Non lo servirò (gli angeli CrislnJ che di cotali cose leggieri , come di ragunare il popolo alla predica... e di certe altre cose leggieri. (Forse anche facili.)( V) Red. Oss. an. 40. Ma stimo clic non sia forse per dispiacere , giacché ho mentovati incidentemente i lumaconi ignudi , se darò di essi qualche leggici- notizia. (N) 3 — Agevole. [P. Leggiero, §.*/.] Serm. S.Agosl. 5g. Oh com’è leggiere cosa il giudicare ! oli come c duro e amaro trarre addietro il mal giudicio ! » Fav. Esop. 22. Assai leggieri (cosa facile) mi‘eia quando mettesti il tuo collo fra’ miei denti mozzartelo. (A ) 4 — Snello , "Veloce , Destro. [P■ Leggiero ,§.5.] Tes. Br. 4. 5,Dal- fiiio è un grande pesce , e molto leggiere^ che salta di sopra dell’ a- cqua ; e già sono stati di quelli che sono saltati di sopra delle navi, 5 — Incostante, Volubile. [ P. Leggiero , §.6.] Patch. Star. 7. 176". Cominciò a dire apertamente per tutto , come leggiere e sboccato eh’ egli era , clic chi vincesse quella provvisione , non potrebbe essere se non un tristo. 6 — Sciolto, Liberato, col Da. Agn. Pandolf. Gov.fim. 2g. ( Milano 1811.) Mi reputo lode... essere, come sono, libero e leggiere da molte infermità che induce la vccchiaja. (A r ) 7 —* Modi avverb. Di Jeggierc zzz Agevolmente, Facilmente. P. Di leggiere. (A) Leggiere. Avv. F. A. V. e di’ LcggiermciffiL Teseid. 7. g. Però con lor le lasciam dimorare , E noi tra noi viviam come dovemo, E leg-r gier per amor combatteremo. (B) Legcieretto , Lcgrgie-rét-to. Add.m. dim. di Leggiero.—, Leggeretto , sin. Tesa/ir. Can. g. Berg. (Min) Leggerezza, Lcg-gie-réz-za. [A/.] ast. di Leggiere. iQualità e stato di ciò eh’ è leggiero. —,Lcggeranza, Leggerezza, sin.) Lat.levitas.Gr.jcoviforrr, Sagg. nat. esp. 5. Per la sua gran leggerezza incontanente si muove. E 207. Esperienze per provare che non vi è leggierez-za positiva.» (/,’ edizione del Cecchi ibgi alle citale pagine d’ambo gli esempii , e quella del Raillard iyi4 ‘ò’t solo secondo, leggono leggerezza.) (B)(N) 2 — Agilità. Tes. Br. y. 66. Li beni del corpo sono sci; cioè beltà, nobiltà, lrggicrczza, forza, grandezza, c sanità.»(L’ edizione di Marchio Sessa del i533 ha leggerezza.) (B) 3 — Incostanza, Volubilità. [ P. Leggerezza, §. 2.] 4 — [Facilità.] Pallad.Olt. 12. Io ho sì provata la leggerezza del suo 7 avvenimento, che cc. » (La slampa a pag. lóy. ha: Ed io ho sì provata la leggerezza del suo avvenimento (del ciricgio) , che i pali del ciriegio messi nella vigna sòn apprèsi in ciliegi fermi , e fatto frutto. ) (V) • 5 — Per metaf. (P. Leggerezza , J. 4’1 . ' , ' Leggeri, Lcg-gié-ri. [Add. m. indecl. Idiotismo de' Fiorentini peri Leggiere o Leggiero. P. Gr. iS, Gir. 5. E ’l mio giogo è- soave , e lo mio fascio è leggieri. 2 — Piccolo, Di poco momento. [V. Leggiero, $. 3.) M. P.u f Per asempro di me uomo di leggieri scienza. ( L ediz. del i562 io. lieve.) Cas. letl.6y. Ed ogni scusa leggieri e frivola basta a impedirlo. 3 — Incostante, Volubile. [P- Leggiero, 6. ] Cas. leu. 58. ciocché ella non mi tenga per leggieri c per ambizioso piu che ijuanw LEGGIERiSSIMAMENTE 4 Agevole. \V. Leggiero , §. /j, ] ììocc. nov, 3f io. Leggzer cosa » vi lìa il comprendere il mio disio. * '—• Parlando di Guardia o Cosa sìmile, Leggieri o Leggierra/e Non rigorosa. G. P. lib. -6. cop. ig. Il Conte , vedendo ritenuta sua fi- „ gliuola e sè dal Re aleggici’ guardiani partì privatamente di Parigi.(Y) 2 ~~ In modo avverò. Di leggieri è Lo stesso che Di leggiere. K. (A) Mggierissimamekte, Iieg-gic-ris-si-ma-ménde. [Aw.J superi. d/Leggier- . niente. —, Leggerissimamenté , sin . Lat . levissime. Gr. xcv^crdrojs. ** e gcierissimo, Leg-gie-rìs-si-mo. [ Add. m.] superi, di Leggiero. —,Logorissimo , sin. Lat. levissimus. Gr. xov^óraros. 2 Detto dì Cavallo per V elocissimo. Bemb. Storno. 1^3. Con cavalli leggierissimi prestamente v’ andò. E appresso : Ordinato a cinquanta suoi leggierissimi cavalli che! seguissero. (V) Per metaf. [Di pochissimo fondamento.] Bemb. Stor. 1. 1. Della f lual guerra, per leggierissima cagione nata , cotale fu il principio. * ” £Oi piccolo momento, Lievissimo..] Red. L r ip.2.25.Dcììc quali {frcc- Ce ) si racconta che ammazzino un uomo in quello stesso momento , quale egli n’ abbia ricevuta qualsivoglia leggierissima piaguzza. ^ Lcg-gicr-mcn-tc. Avv. Con leggerezza. In questa voce * e frequenti figure hanno quasi occupato il luogo del proprio. — , Ceggcrmenfe, Lcggicramente, Leggeramente, Leggiere, Leggiero, sin. f'W'lcYitcr.GrJ*.a.(ppìòè.Pallad.ftJarz.i . Alcuni li radono sì leggiermcn- m che non pervengono al midollo. E appresso : Vuoisi leggiermente una penna a ora di vespro innacquare il ncsto. Dant.Vit. JSuov. * Il dolcissimo signore, il quale mi signoreggia per virtù della genitissima donna, nella mia immaginazione_apparve come pellegrino j —-wua uuiiiia , nena lina ìmmaginaziunc appai’ p§S J ermeiite vestito , e di vili drappi. ( Cioè , con vesie ai materia /A'&ieri.) x> Buc.ell.Ap. 220. Ma tu però le lor rimose celle Leggicr- s Co ^ ^ ino empi e ristucca, ec. (B) Agevolmente , Con poca fatica. Lat. facile. Gr. ppAiW. Bocc. nov . J*'$• Perciocché più leggiermente in quelle s’ accende. E nov. 35 . 4 Dieder voce d 5 averlo per lor bisogne mandato in alcun luogo ; il ^ie leggiermente creduto fu. E nov. 46. 7. Per quella assai leggicr- fienle se nc saglì. Tes. Br. 3 . 6 . Vero, è , che verso Settentrione è P'u alio (/V legname) ; ma dii diviene' vizioso più leggiermente. E f 1 °‘ C tanto sappiate che quelli che hanno le gambe lunghe, pren- j, 110 più leggiermente , ma non tegnono così bene, come quelli che ! ^nuo coite. Cavale . Specoli. Cr. Dicono che fu grande pazzia , 3 c * lc r°tca fare leggiermente, fare morendo, yoperfìcialmente , Senza obesa. Er. Giord. fàs. Iddio al princi- 1 0 1 avea fatto (1/ cotale scudo ) saldo ed intero , c bello , e forte , 4 L, r * C p° rc i col pi hghermente. (V) p ^ cr poco. Vìt. SS. Pad. Nè leggiermente questa bestia smarriva 5 _** 1 » 1D ‘ l sempre a qiu lf ora veniva. (A) • ludica questa voce , qualora è scritta a qualche pezzo di Dìz^Mim (JD l JCÌCUOtere 1 ° strumento con dolcezza. Gianelli. L s* lD ì poto peso ' ?. Li( ggien , Leggero, sm. dal teut. leger 4 Che non ha _ Lat. levi, Gr. xc^ { ìp che vale il medesimo. Li lUir. diccsi Iugulimi, in ted . leicht m s .,s leokr , m mgl. tight ,, m oland. ligi , in dialetto napol, foggiò'. ) I n gg• nal- rsp. 207. E antica e famosa quistione , se quelle cose che Ifggierc comunemente si chiamano, lo siano di lor natura, e vadano 1 propria voglia all’insù. » (L'ediz. del Cocchi alla citala pas. 1 ,ta leggere. ) (B) rp E fiS- Rcez. Fardi. 2. 1. Ed insieme con esso lei canti laniu- ca , nata ed allevata nella nostra magione, ora più leggieri modi, , M»ando più gravi. b » r fcb Piccolo , di poco momento , Di poca importanza. Lat. levis , p } momenti , mediocris. Gr. xov ipos , sAacppos , q.jÀo’?. Bocc. g. 4. V r Lon alcuna leggiera risposta tonnegli dagli orecchi. E nov.tjq. P r >'sentc te SOn ° StatC > a 1 Ì S P <1 11° di quello che ella mi fa al p cr ^? cv °l e - Lat. facilis. Gr. Com. Inf. 24. Perocché non t e lc piane e leggiere, non per dolci sonni e dilicati riposi si puo- ’J Su erc ri cognoscimento della sapienza. Dant. Purg.tf. 52. Tantoché Inde a,U ' U « i' a leggiero. Arrig. Orj- Ninno può pervenire alla vir- scc ndim e f° n l ier 1° destro sentiero ; per 1’ altra via è leggiero di- 5 _ Siici 1*™° al ninfcrno. inf. 3 ’ '. c l°ce, Destro, [Agile, Spedito.] /mt.agilis. dcxtcr. Dant. 32 . Stertiu’ ^* la i (!nz:i d'igicra e presta molto. Tac. Dav. Alia. 2. ferro e f u ò'° ’ Pestamente mandatovi con cavalli, e fanti leggieri , a li Dant. Pu° gastigò. {Qui il Lat. ha: cum equite et armatura levi.) slro i pa ss j ,2 - Io m’era mosso,-e seguia volentieri Del mio mae- ® Incostai t C amen dne Già mostravam com’ eravam leggieri. (N) ^P° s «.oùa; 3 * 6 5 „VoIuI)iIe. Lat. levis, inconstans , mòbilis. Gr. sKami moment ’ p- ir , Taro? ' Petr. canz. 44 • 4 - E so far lieti e tristi ih ®sse n do W° ’ f leggiera che ’l vento. Boez. Earch. 4• 3 . Chi, ® ift-nuli, | 1Cr v c incostante, muta voglie e pensieri a ogni ora,non ttintabde e UCc elli diflèrcnte. Tass. Ger. 5 . 3 . Che nel mondo ' *7- Aoe. ^Sicro Costanza é spesso il variar pensiero. 0 ® postisi a* JJt |' nare . va l Ristretto , Sottile, l'ranc. Saceti.nov.16. ~~ * Esser ] U1 * cro desinare ec,, fu domandato il giovane ec.(V) f ° Ss i pur di n ?1Cro per Esser agile a muoversi. Dant. Inf 3 o. S’io „ ”h’oncia j ailto . ancor leggiero, Ch’i’ potessi in cent’anni andare Modi’ m „J :> i 1V 'J nciso g'à per lo sentiero ec. (N) 1? "" ’ (MilitVr r siero , Alla leggiera. V- a'lor luoghi. (A) * (MarilnVu']. 1 lc Sgiei-i. E. Cavallo, J- 3 ^, 2. .(Van) l0y iza carim * iSas Unicnto leggiero dicesi quello che non sia abba - r.-^ e ge:ieio Hi ir j 0,! Mia stridente zavorra. (Van) a ,c '’°) quando i; Incostante, Instatile, Faiutile , Mutabile.Lcg- dicesi p S * a -°P era nd senso analogo agli altri aggettivi sopra- ai coloro la cui volontà indeterminata non si attacca for- . LEGIONE (jg temente ad alcun oggetto , c se per caso vi si posa, non essendone trattenuto , si volge altrove ; Incostante sì dice di coloro la cui volontà non persevera ue’suoi propositi; Instabile è chi non persiste nelle sue opinioni o deliberazioni ; Folubile si applica a coloro che por la variabilità de’loro pensieri o determinazioni si volgono per ogni dove; Mutabile dicesi di cbi ba ima facile tendenza a cangiar di pensiero , di sentimento ec. Cosi che la Leggerezza è la causa di tali cangiamenti , la Mutabilità n’.è il primo grado , alla quale seguono per intensione l ’Instabilità , 1 ’ Incostanza e la Folubilità. Leggiero. * Aviv. Lo stesso che Leggiermente, F. Guilt. Leti. 27. 7 1. Se palliasele mobile , assai leggiero fummerete nel fuoco vostro. (V) Leggierocolo , Lcg gie-rù-co-lo. Add. ni. dim. e disprez. di Leggiero. Salvia. Buon. Pier. Finfrino , giovane vanerello , leggierucolo. (Y) Leggio , Lrg-gì-o. [ qì') 66 IEGIOSSI a — Tebe*. * Nome eli una legione romana che ricuso disagrifi- care agl' idoli, e sojjfr\ il martirio sotto gl’ Imperatori Diocleziano e Massimiano: San Maurizio n’ era il capo. (Ber) f> — * (St. Mod.) Legione d’ onore. Nome et un ordine militare e civile istituito ne’principii del presente secolo XIX. da Napoleone Buo- naparle , allora imperatore de ’ Francesi. (Va») Legiossi. * (Mit. Giap.) Lc-gi-òs-si. J\owe giapponese di alcuni religiosi , che si scelgono da diversi ordini de monaci perche dirigano ed istituiscano la gioventù. (Yan). Legislativo , Logis-la-t,i-vo. Add. m■ Aggiunto della potestà di far leggi- (A) Coccà. Disc. 1. 58. Senza che si abbia notizia d'alcun positivo decreto di potestà legislativa. (N) 2 — * Potere legislativo: Così chiamasi uno de'tre poteri de'quali si forma un governo monarchico costituzionale , essendo gli altri il Potere esecutivo e ’l giudiziario. (Van) Legislatora , * Le-gis-la-tó-ra. Fera, di Legislatore. F. e di' Legislatrice. Salvia. La celeste legislatora delle stelle. (A) Legislatore , Le gis-la-tó-re. [ Add. e sm .3 F. L. [e comp .] Che fa leggi, iDatore di legge. Anticamente fu dello anche] Legista. Lnt. lègislator. Gr. ) Legittimato , Le-git-ti-mà-to. Add. m. da Legittimare. Lai. legitinU' declarattis, vel natalibus restitutus. Gr. yvónos AwShls. Fr. Ginrd. Pred. R. Dn figliuolo solamente avea non di legittimo matrimonio , ma legittimato secondo gli statuti della patria. Legittimazione , Le-git-ti-ina-zió-nc. [Sf] Il legittimare .—, Legittima" gione , sin. Lat. legitimatio. 2 ■— Giustificazione, [ F. Legittimagione, §. e. 1 Salvin. Spia. ». »■ Gli sono eziandio dinanzi a’ giudici entrati mallevadori per la verità e legittimazione della sua persona. Legittimissimo , Le-git-ti-inis-si-mo. Add. m. superi, di Legittimo.Pà-'" col. Poet. Arist. 327. Berg. (Min) Legittimità, Le-git-ti-mi tà. -Sf Qualità e Statò di ciò che è legittimo. Magai. Leti. Malgrado la cattività del popolo ebreo, pur restavano Segni visibilissimi della legittimità della Sinagoga. (A) Pollar- Lit. Cono. ». 21 g. Pongo da banda , che la legittimità di elemento erasi provata con titolo di matrimonio clandestino. (Pe) Legittimo, Le-gìt-ti-mo. Add. m. Che è secondo la legge [naturale, 0 positiva-,] Conforme agli ordini delta legge .—, Ligittimo ; sin- Lat. legitimus. Gr. vópip-os. Bocc. nov. »3. K a loro , siccome a legittimi suoi eredi., ogni suo bene e mobile e stabile lasciò .E nov- 44- 1 4- Sposa per tua legittima moglie la Caterina. Maeslruzz.s.68- Quale è il figliuol legittimo? Quegli è legittimo figlinolo , il quale è nato di legittimo matrimonio , ovvero di quello matrimonio che legittimo era riputato. Fit. SS. Pad. ». »2i. Li digiuni legittimi della quarta e sesta feria dicea che per nullo modo si doveano lasciai 6 sanza grande necessitade.» Petr. cttp.2. E i legittimi nodi furón rotti- 2 — Giusto , Convenevole , Buono. Lai. legitimus , honestus , acquosi justus. Gr. póp.ifso s , tvSUcrpos , Òikxios. Bocc. nov. 2g. 5. E pcnsossi non solamente per questo aver legittima cagione d’andare a Parigi, ma ec. Coll. SS. Pad. Yeggendo quella clic non è figurata in m 0 " neta legittima. Cns. lett. 28. La mia ragione cc. è vinta dalla frali' dc e dal torto di chi mi ha per modi poco legittimi c leali spogliato del mio taut’ armi. Legna , Le gna. [Sf. PI.] Legne. Legname da abbruciare. Lat. B' gna. Gr. tx Kxyxxpx , ilv». Semi. S. Agost. 5». A questa pentola il diavolo attizza il fuoco; le legne sono i mali guadagni.£ jj.Q*' st’ uccello , quando si vede invecchiare , si va à certe contrade cab dissime , e raguna legne secche , ec. Bocc. nov. 4- d. Io non poi' 1 starnane farne venire tutte le legne , le quali io avea fatte fare. nov. 2t. 4. Ed oltre a questo, audava alcuna volta al bosco p el ' le legne. Brano. Sacch. Op. div. gg. Il fuoco, come vede la legna 1 sempre disia di far lo fuoco. 2 — * Fare legne, le legne = Tagliar legno. V. Fare legne. (N) 3 _ [Big i Aggiugncre, [Mettere] legne al fuoco = Fomentare tirai [l'amore, 6 simile,] in altrui. [F. Fuoco, §. 3t.] Lai. oleum camia“ addere. Gr. irìp Lei. zevp vaio. Lab. 178. Avveggendomi che ogH 1 cosa, che intorno a ciò facea , non era altro che aggiugncre legue a fuoco , o olio gittai-e sopra le fiamme, piegai le spalle. 4 — [Tagliar le legne addosso altrui = Dirne gran male, Offender! 0 colle maldicenze.] Brano.Sacch. nov. 106. Credi tu che io nousap" pia chi tu se’ ? e non ti misuri, c biasimi pur me , c taglimi h’S' 1 * addosso. Se pur quel che tu di’ , tu hai avuto ec. 5 — Tagliarsi le legne addosso = B'arsi il male da sè. Lat. in suiif 1 ’ ipsius malum lunam deducere. Gr. sVì IxvrSi rn» Lasc. Pittz. 5. 3. Perciocché avendo fatto scalpore, mi sarei tagli»* le legne addosso , e datomi, come si dice , della scure in sul pie- _ fi — Son buone legne: maniera proverbiale, solita dirsi quando u' 1 ’* no non risponde a tuono. Aiubr. Ctf. 3. 5. Dimmi un po’, Stoh 10 ’ quant’ è che accadetti Questa disgrazia ?... Scoi. Io farò il hisogi' 0 ’ Bartolo. Bar. Son buone legne: Pur ho inteso quello che Io voh'J 0 ’ Cecch. Dot 2. 4- Lhe dote ha .ella ?. . . . 1. Avvezza a far ga‘ lia , una casa. F. Mi piace il tutto : alla dote. I. Suo padre E sua lU ‘ drc. ... F. E la zia son buone legno : Furon tagliate di Maggi 0 - Legnaccio , Lc-gnàe-cio. [ò’/n.] Il legno della h ottolu. Fardi. yo. I fanciulli, quando vogliono gii are la trottola, ed ella perco* 6 ^ . do in terra , non col ferro e di punta , ma col legnaccio e di costo to , non gira, si dicono aver fatto cappellaccio. Lecnaggio , Le-gnàg-gio. [Am.] Stirpe, Schiatta, Famiglia .—, L;g I,a ^ gio , sin. Lat. slirps , progenics , soholes. Gr. yunù. ( Quasi liu c ‘ lr c j gio , dal lat. linea che trovasi presso gli antichi giureconsuR 1 I ,- senso di serie di parenti, onde il linea gentis di Stazio. Indi P u ( , il lignage de’francesi , il lineage degi’ingl. , il linage degli sp 8 ^ Anche i brett. hanno tigne o hgnez per genealogia.) Bocc. nov. ' 3. Costei adunque d’alto legnaggio veggendosi nata, ec. E noV; , 2. Il cercar d’ amar sempre donna di più alto legnaggio, eh’ egb è. E num. 3. In Firenze fu ima giovane del corpo bella , e “ " , f) ino altiera , e di legnaggio assai gentile. Petr.son. :oi itol<* 7 -Q'f lo cab poto! re. P co pei* legna i [) V iif I .imi » 0 ìe og 1 " guc a j detto lUSilp' log'** sili» 1 ’ iglial" piò. V"' jOg" 0 ’ oit'' 0 : a «io. Eri 0 ’ cole"' cos^' ind'r, li " C «il)' 'rii. > ** i «»" piltf) pi"' ■Or'l"' i* LEGNAJO ^ — È miche il nome di un Luogo vicin di Firenze; d'onde si tras- motti equivoci e prò veliti ali. F. il §. 4 . Chiabr. Fend. 3o. Prendi 1 laalI - . 11 „ * _1 ‘ ..li H 1] rt n O f'L a**< J «V.n U. T Podcr a Lcgnaja. F Salvia. Annoi, ivi-, Legnaja, borgo presso di Fi- T c >lze, famoso per li buoni poponi, e per la copia de’ cavoli ; donde ’l proverbio: portare i cavoli a liegnaja. Qui, Bare un podere a Legnaja, significa dare delle legnate o bastonate a uno, farlo passare (co- V He si dice) sotto un ponte di legno. (N) ■br.Gacj 0j Le-gnà-jo. Sm. F. A. Ammasso di ìegne , Catasta. Lib.Re- P’ib. G, 5. Poi pose il fratello in su lo legnajo , e coperselo d’ Una r Preziosa vestitnenta. (V) (IN) ‘'Igmaiuolo. (Ar.Mes.) Le-gna-juò-lo. [ Add. e sm.[Artef!ce che lavora il ^alarne. _, Legnamaro, sin. (^.Falegname. jLat. faber lignarius. Gr. ^"hzr/iyo’s, ikavpyói.Hocc. nnv.fn. 11 ■ Dirimpetto alla bottega di questo Rnajuolo nostro vicino. Guid. G.35. Quivi li legnajuoli, li carpentieri, Inali acconciavano li carri. Capr. Boti. q. 65. Se vedranno uu lc- gnajuolo , lo innanimirapno almanco alle cose di matematica. 7 i i Aver un fabbro e un legnaiuolo allato. (N) i —* 1; nrie del lepnnjuolo dividesi in sei rami: il Legnaiuolo in Srosso, pi,', propriamente Falegname, il Legnajuolo che fa le varie P'irti di tte case , il legnajuolo di mobili o Ebanista , 1‘ Intarsiatore , d Cassajo o legnajuolo che lavora le casse delle carrozze , e il le- Snajun/,, rbe lavora d’ingraticolati. Gli utensili comuni a tutti i tr S'<"jnoli sono il banco, i barlelti , la rastregliera , il tassello, il maglio , il martello , le seghe , la pialla , il pialletto , la borlotto, la sponderuola, la squadra, la squadra zoppa o pifferello , il graffiet- t0 . lo scalpello, il badile , le scorbie, i livelli, le raspe, le lime,gli strettoi da mano ec. ( 1 ). T.) .... 2 * (Zool.) Sm. Specie d' insetto del genere cerambice nell ordine de coleotteri; ha il torace spinoso, con quattro punti gialli; f elitre grge , nuvolose, le antenne lunghissime , cioè lunghe due pollici e mezzo, menVe il corpo dell’insetto è lungo solo due pollici. Lat. ce rambix aedilis. (.Van) (N) •L , er.t,A., !AW) (Al-. M.es.) Le-gna mi-ro. [Add. e sm. E. A. F. e di' ] «ignajuolo. Belline, som 3. Cristo perché’! Messia non fu tenuto Fi- pluj.)| del leenamaro e di Maria, Disson : noi’l conosciam, l’abbiali vedet.,. b Ckgkamk , Lc-gnà-me. [Sm. La materia del legno, considerata sotto ’l rapporto della quantità. F. Legno.] Lai. materia, lìgna. Gr. 5 x»i, Tes. Br. 3. 6. E sappiate che tutto! legname che l’uomo la- gba di verso mezzodie, sono migliori. G. F. ». 22. 3 .E comiticiaro a fare loro abitacoli e fortezze di fossi e di legname. Frane. Sacch. rù«. 5 -ì.Laddove imbusto È di legname frusto, si cuopre co’suoi fregi, 1 * l' cesi Legname abbozzato , quello che non è riquadrato sul Vivo, sicché vi resta un po’di corteccia negli angoli; ad alburno doppio, quello che per malattia e d’ordinario per effetto del freddo ha una parte tenera come I alburno, inviluppata da un anello di buon log no e dall'alburno comune; apparente , quello cU ponti solai, tramezzi e simili, che posto in opera non è coperto di gesso, calce òaltro intonaco ; assottigliato, quello la cui squadratura venne notabilmente diminuita rendendolo curvo e cangiandogli firma, per lasciare risalti ni bolzoni, oppure sporti agli stipili sotto le travi che sostengono tramezza bianco o dolce , quello che partecipa della natura dell' alburno e si corrompe facilmente; cariato o fradicio, quello marcito e roso dai vermi ; curvo o storto, quello che è rigonfio o curvo in qualche punto; da lavoro, quello che lavorasi nei boschi per far diverse manifatture , come zoccoli, arcioni e simili; da sega , quel/o che dividesi per lungo la sega per far travicèlli, assicclli ed altro ; da spacco o fendi* * l,ra , che si riduce in islrisce per farne doghe , pancoiicelli ec. ; da zattere o navigato , entello che si conduce nell’ acqua per minore ‘pesa di trasporto; di ghiaia o volante, il legno navigato per metà o Clic e venuto in latte dal bosco senza essere uscito fuori dell’acqua ; 1 squadratura, quello che ha quattro facce piatte ed a squadra, delta ■ derma d’un paratlelopipedo rettangolo ; dirizzato , quello cui si sono centi nati i segni della sega ; giacente, quello eh' è tagliala e coricato s U i suolo ; greggio, quello non isquadrato, che si adopera nella dot $' ossezza naturale per palizzate od altro; leggiero, quello de’ legni tram ’ come abete , il tiglio , il pioppo e sìmili, che. servono a fare di qt ZZl I P‘ cc °d lavori da legnajuolo , ed anche solai in mancanza lito ‘oa 'n " rifa,to i quello eh' è squadrato e dirizzalo su i lati; rfpu- o vere! • C>1 ' ® dirizzato colla cagnaccio o colla pialla ; riscaldato scaldi 0 r,,sso > t} ucll ° clie comincia a guastarsi , che si tri- e Ilei* . * so ggetto a marcire, e vi si osservano piccole macchie rósse sono e ’ ««telato , slogato , stravolto ec., quello i cui anelli annuali q,i d ,Jf a <' a distanti , e non è buono che da bruciare; sbiecato., curva ' ■ cb'po lavorato o squadrato non conserva la forma ma si .filimi * , n , skicc a ; scappato, quello portalo a terra dalle, piene di ha ,,,,’ter.ato ). quello eh' è bucato da vermi ; trinciato , quello che la suà l f ll ' 0 fibre obblique che tagliano iu trave e scemano Vai > ,i' rz ' 1 d 1 ' resistenza ; vecchio , quello c/i’ è fallo in pezzi e te- 5 f \’i’flciie luogo per vecchiezza. (B-.T.) 5 —* Diconsi Legname da botti le Doghe. F. Doga, 5. ». (P.T.) dò di-legname per Fa.leguame. Frane.Sacch. tmv. 6. Mau- Ò .a. maestro di legname, e disse: io ho bisogno d una gabbia.(P) zio,i e '.*! n ‘\keguame di costruzione: Quello che serve alla costru- P o/nir e f rl ; P ( ’ì- Adoprnnsi principalmente la quercia , il fàggio ^liu ’ » e l’abete. (D. T.) Itile n •-‘•'-gna-ra. Sf. Lo stesso che Legnaja. F. Bottar. Dial. *.**&£/Itti ! sta . nic ove sono cose si rare , sono ridotte alle e ' ulani che ne hanno fatti tinelli e legnare. ( 7 s) , Le-gnà re. ÒV. ass. Far tegne f da abbruciai e.] Lat. ligriari. LEGNO Gr. £v\(vtrr$ctt. Fr. Jac . T. 2. 9. 10. Or vedessi terre e vigne, Orti e selve per legnare. Farch.Siots ii.3/j3. Il secondo giorno di Febbraio tre capitani de* nostri ec., essendo una mattina in sull’aurora iti fuori della porta a san Gallo per fare scorta a’contadini e a’saccomanni , che andavano a legnare, s' andarono con Di» con tutti i loro fanti. 2 — Alt. Bastonare. Lat. fustibus caedere. Gr t hnpw. Legnata, Le-gnà-ta. [Sf.]Bastonata.Lat. baculi ictus.Gf. irXny/**# » Salviti .. Annot . T< B. 3. i. Qui» Dare un podere a Legnaja, significa dare delle legnate o bastonate a uno. (N) Legne , Le gne. [ V/^ pi. di 3 Legna. F*. Legnerello , Le-gnc-rèl lo, dim. di Legno. 2 — [Piccolo sgabello ] Bocc. Leti. Pr. S. Ap. tgt. Di sotto alla tavola , in luogo di panca, era uno legnerello manco d* un piè. Leonetto , Lc-gnèt to. dim. di Legno. 2 —■ Piccolo navilio. Lat. navicula , cymbula. Gr. 'rkoidptov.Bocc rtov. 42. 4* Che tutti quelli clic con Martuccio erano sopra il iegnetto , erano stati annegati. E num. 20. Con licenzia del Re sopra un le- • guitto montati ec. , a Lipari ritornarono. Lab. 260. Quantunque il 1 mio Iegnetto con assai grande albero navicasse. ( Qui amfìbologica- mente.) I.vrir.vi * (Cliim.’) Le-gnt-na. Sf. Princìpio immediato dévegetabili , il jquate forma la base del legno . E questa sostanza insipida \ non si scioglie nè con Vacqua , nè con l*alcool, ma solo nella lisciva alca* lina allungata.Trattata con l'acido unnico, si rappiglia in gelatina^ . convertendosi in acido ossalico. Più della metà della leonina risulta Jbrmntx dal carbonio , ma vi entra pure molto ossigeno , ed alquanto idrogen 0. (V a u ) Legntpsde. . (Filai.) Lc-gni-pc-de. Add. com. Che ha i piedi di legno , ovvero che porta 1 zoccoli . (Dal lat. lignum legno, e pes piede.) Pascci. Lett . Herg. (Min) Legntperda. (Zool.) Le-gni-pèr-da Sm. Insetto così detto perchè sta chiuso in un tubo armato di fuseci letti , o pezzuolì di legno in varie guise troncati. Lat. iegniperda. (A) Legno (Bot.) Lé gno, [ó’m. Pi, Legni m. nel sigilif pi'oprro e in quello di Naviglio , e Legna /’, in quello dì Legname, da bruciare .} A a materia solida degli alberi. [ Si distinguono negli strati legnosi /' alburno, eh’è firmato dagli strati, più esterni, ed il legno propriamente detto , che è posto sotto L* alburno , e costituisce gli strati di legno più duri e più desistenti. Negli alberi a due cotilcndntu , il legno è disposto per istrati concentrici , incassati g ‘’ uni negli altri , e al cui centro trovasi il midollo rinchiuso in un canale particolare ; negli albori ad itti solo cotiledone , come le palme , il legno è a f>gg>a di filamenti sparsi in mezzo ad un tessuto spugnoso che costituisce quasi tutta la massa del tnyico. ll legno è verde , arido , secco , fragile , saldo , duro , nodoso ec. Dicesi Legno di buono o di cattivo tiglio , Legno pedagnolo , Legno da piallacci oc. 1 Lat. lignum. Gr. £v\c,r. liicett , Fior. 4- La pianta ha co. una parte più dura , ;:lta a esser divisa e fessa , addomandata legno. Dani- Par. 26. 115. Or, figliuol mio , non il gustar del legno Fu per sé la cagion di tanto esilio. (CVoé, del pomo dell albera.} 2 — [ Legname da bruciare , ovvero da lavorarsi , ed in generale Quello eh’ è reciso dall’ albero : nel qual significato dicesi nel pi. le Legna.] Croti. Peli. i36. Monna Lippa cc., sozza quanto il peccato , piccola , c secca come legno. Fiamm . 1, 4°' E certo così come al verde legno , che maUgevolissituamcntc riceve il fuoco ec., cosi a me avvenne. Dant. Inf. 3 2. <£9. Con legno legno spranga mai non cinse Porte così. Pe-tr. ennz. 48. 5. Che legno vecchio inainoli rose tarlo, Come questo il mìo cuore. Lib.cur. maintt. Fallo bollire a fuoco di legna ben secche e stagionate di raraeriuo e di cipresso.*'» Fr. Giani, ijc. Che ’l fuoco cresce per le legna ; e quante più ce ne metti, maggiore si la. E appresso : Cresco il suo bene per lo male della pena del mondo-, a modo che fa il fuoco per le legna. (V) Buon. Fier. 4. 1 . n. Intorno un tavolili di legno mistio Di color mille. E Salvin. Annoi, ivi: Cioè vani. Legno mistio, come per esempio si dice : Panno mistio d’Inghilterra. Tolom. lett. 1. 2gj, Sarebbe un volere aggiugner legna alla selva, acqua al mare, stelle al ciclo c luce al sole. (N) 2 — [Onde Metter legna in fuoco = Fomentar la passicne propria o altrui. F. Legna, §. 3 ] Tès.Br. 7. i5 . Guarda dunque che tu non parli ad uomo discordioso , e che non metta legna in suo fuoco. 3 —*E in modo proveih. Quando l'albero è interra,-oguuno corre a farvi legna = A chi è caduto in miseria ogni cosa nuoce. Ar Fur. 3y. 106. Com’è in proverbio, ognun corre a far legna ÀU’arbore che '1 vento in terra getta. (Br) 3 —* Dicesi Legno a merletto Arbusto della famiglia delle timclrc , notabile per gli strati del Atro, che quando lo si tira e si stende ugualmente formano un tessuto spesso regolare al pari d'un merletto. Questo libro è bianco è sottile ; alcuni cercarono di farne manichcW, collari o guernimenli d'abiti: i Negri ne compongono stuoje ed anche legami ove non crescono aloe. Lagetta. V> (Aq) 3 —. Brasile o del Brasile.* E il legno della Coesalpina echinata, albero alto della famiglia delle leguminose , che cresce in America. Questo legno , un di reputato tonico ed astringente , oggi viene usato solamente nell' arte tintorìa. F• Brasile, 5 V 1 e 2, e F. Cesalpinia. (Van) (N) , , . i — colubrino; * Speoie di legno cosi chiamato perche, rappresenta vene, o sia strisce tortuose, ^secondo taluni perche viene usato* contro le morsicature de' serpenti. E predetto dallo strychnos colubrina , arboscello delle Indie Orientali . Questo legno è velenoso ; fìoevave lo considerava febbrifugo ed antelmit.tico. (Van) 4 _ d’acagiù * * dìe ne distinguono dite sorte , il vero eli è venato , più o meno rosso , e 7 bastardo che ha la foglia e le frutta più piccole ed è leggjadrnmcfUe picchiettato •: sono entrambe assai stimate per te mobiglie, F. Acagiù , 2. (D.T ) (N) / 68 LEGNO LEGNO 5 — d’ Agra o odoroso : * Legno di pregio che ha molto odore tenuto in. grande stima da ChmesL per uso ad profumieri ; ignorasi qual albero lo fornisca . (D. T.) 6 — d’aloè.* F. Agalloco , e Aloè , 5 - 4 ‘ (D- T.) ^*.7 — d’alici: * Cosi dettò perchè tramanda un odore et anaci: è Z’Anicio stellato o Badiano della Ghma.Xae.illIciùjtn anisatuin.(D.X.)(N) 8 — d'aquila. * F. Aquila, §. 11, (D. X.) 9 — da racchette.* Così chiamasi quello del giracolo o perlaro che per la elasticità è proprissimo a fabbricar racchette da giuoca- re al volante ed alla palla. Lat. celtis australis. (A) (N) Jo — d’aspalato. * F. Aspalato, 2. (N) n ,— della China;'* Così - chiamasi impropriamente una specie di legno di color rossastro , traente al violetto , atto alte impiallacciature,. ma non si deve confonderlo col legno violetto, giacché si offusca con facilità, se non si pulisce di tratto in tratto, ed è soggetto a fendersi agevolmente ; viene per la via di Olanda ecredesi che l'albero d onde si trae non cresca che nel continente della Gujana.(D. T.) ia — JXI candela : * Sì dà questo nome a varii alberi che sono diritti o a cima assottigliata come candele , quali per esempio varie specie di agave 0 dt dragoni, il cui legno contiene alcune parti atte ad accendersi e conservare per qualche tempo la « ^utSa d'una fiaccola . LI Legno di candela nero delle Antillc è un albero del balsamo, amyris elemifera. (D. X.) s 3 — di cedro. * F . Cedro , 5 » 2 » (N) ’ »4 — di Cipro o di Boni: * Legno che da taluni si crede provenga da uny vilucchio (convulvulus scoparia) che cresce alle Antille ed alle Canarie. Si usa ne’profumi, e qualche volta si fa entrare nelle polveri starnutatorie. Altri naturalisti lo dicono prodotto dal- l'aminde balsamifera o dall’amiri della Giammaica . (Vau) 1 5 — di corallo: * Si trae dalla corallina orientale, i cui fiori. hanno lo. splendore, del più bel corallo. E detto anche Legno immortale, non per la sua durala, ma perchè la pianta si moltiplica prodigiosamente ; è leggie.ro , tenero e biancastro ; il suo carbone si adopera per farne polvere da schioppo. —- Fi sono altre specie di legni di corallo o legni rossi più 0 meno rossastri, pesanti, massicci: l' ori- * gtne loro è incerta, ma vengono la maggior parte dalle Antille : spesso confondami col sandalo rosso. (D. T.) 16 — d’ India. * Lo stesso che Legnosanto. Vi. (Diz. Med.) »7 — di rosa: * Legno della critlialis fruticosa, genere di piante mbiacee. Nelle Antille il suo color giallastro lo fece chiamare anche Legno di cedro o Legno giallo; ed in alcuni luoghi, a motivo dell'odore de' suoi fiori vieti detto Legno di gelsomino. È compatto) pesante , resinoso , ed unisce alla bellezza del suo colore un odor simile a quello del cedro } serve a vani lavori d impiallacciatura e di tarsìa. (D. T.) 18 — di santa Lucia: * Questo legno è pregiato ugualmente per V odore e pel colore ; si crederebbe che venisse da lontano, e dall'isola di cui porla il nome, e di vera da paesi lontani portatisi a gran costo legni che non fiati per certo tante buone qualità come questo. Si trae da uti. albero comunissimo che cresce spontaneo in tutta la Francia e nel regno di Napoli, e si coltiva per boschetti da giardini . Esso è il maalchbo, specie di ceraso che Linneo ascrive al genere pruno, sotto il nome di Prunus mahabel. Gii abitatiti del villaggio di S. Lucia in Loraui , nel cui circondario cresce quest'albero in grande abbondanza, e d'ónde prese il nome , lo assoggettano ad una preparazione che consiste nel sotterrarlo. Per tal modo sviluppano le sue buone qualità. Poscia ne Pubblicano sul tornio una quantità di piccoli Lavori e specialmente astucci che vendonsi in lontani paesi. Questo legno è grigio rossastro , duro , di peso medio, di udore gradevolissimo , che si accresce co( tempo. (D. T.) (N) ig — di Tambacco: * È lo stesso che. la preziosa varietà di aloe che chiamasi Calambaco. (D. T.) 30 — di vita. * Lo stesso che Legnosanto. V . (Diz. Med.) — ferro:* Legno di un grande albero indigeno delle alte montagne della Cochinchina , così chiamato dall' essere esso durissimo c di estremo peso , per lo che se ne costruiscono ponti e colonne che debbono, sopportare gravissimi pesi. Lat. Gardenia rotlunannia. (Vau)(ÌN) aa — fossile.* Dicesi propriamente del legno impietrito , che poco o punto varia in figura, durezza ecolore dal legno vero. /''.Fossile,(A) = 3 — letterato : * Legno del sidcroxylum inerme , albero della Gujana y le cui foglie somigliano a quelle dell’ alloro; questo legno è bello , lucido , molto duro , a fondo rosso^ leggiadramente picchettato di macchiette nere che imitano uno scritto. Ve ne ha- il cui fondo è giallo ; tutti e due si adoperano per mobili, principalmente per islagi di seggiole , giacché il cuore deli * albero non ha più di un decimetro di grossezza . il giallo serve più spesso di canna aiNegrì', è molto ricercato in Europa dagli ebanisti. (D. T.) 24 — marmorizzato : * Legno d'un grand' albero della Gujana e delle Antille , che s‘ innalza circa quindici metri ed è mollo fronzuto} la sua corteccia è liscia, cenericcia , e quando s intacca dà un succo lattiginoso. Il legno interno è duro , pesante , cóme screzialo e sparso di macchie che somigliano a quelle d'un marmo venato di rosso sopra un fondo bianco. Quando il fondo è giallastro si dice Legno benedetto.iVei lavorarlo esala un odore soave che ben presto si dissipa, ma che si rinnova strofinandolo. E mollo ricercato per la tarsia, impiallacciatura ed altri lavori : e se ne fanno moke mobilia. (D.T.) a 5 — palo o nefritico: Sorta di legno aperitivo e orinario. Lat. lignam nephritìcum , guiiandina moringa Lin. Red. net Diz. di A. Pasta. La signora beveià una libbra di decozione di legno palo, die per altro nome è detto legno nefritico. (B) (N) 26 pavano o purgativo. * Lai. croton tìllium. V . a lor luoghi. (Diz. Med.) 27 — perpetuo o^ verzino serpentino: Specie dì legno d'ima pianta indiana ì il quale è di color rosso cupo , come tigrato 0 v affido di macchie più chiare . Usasi specialmente per fare archi di violino. Lati ophyoxylum serpentinum. (A) (N) 28—quassia o del SuRiNAM.*Xa«.quassia amara./ 7 ".Quassia.(Diz.Mccì ) 29 — rasato. * Questo legno che si trae da un bell’ albero deh* Antille , adoperasi utilmente nette tarsie. Quando è lustrato ha quasi la lucidezza del raso ; pare che sia V identico od una Varietà del le- gno marmorizzato. Dicesi anche talvolta Legno rasato europeo al pruno il cui legno , quando è ben preparato , somiglia alquanto l’americano. (D. T.) 30 — santo: Spezie di legno [ medicinale sudorifico, diuretico 0 retti/icativo del sangue e sottigliativo de' sughi lenii e viscosi', è utile nelle flussioni reumatiche , nell’idropisia, nelle tossi catarrali e specialmente nella lue venerea. Da' suoi benefici effetti, tenne il nome di Santo o Legno di vita; ma gl Indiani lo' chiamano Guajaco. F.] Lat. lignina sanctuin , guaiacum, [guajacum officinale Lin.] Ll.cctt. Fior» 4 b. Per guajacan oggi si usa quello clic volgarmente si chiama legno santo. Alleg. 8. Salsapariglia e cina, 0 legno santo, poco Giova a chi non si sta’n camera al fuoco. Red.-Cons.1.68. Si tralasci in lutto c per.tutto, per insalarle, il sale di legno santo e di salsapariglia. » E nelDiz.di A. Pasta. Al principiò deli’autunu^ ripigliò di nuovo per quaranta giorni un fol tissimo decotto di soia polpa di legno »«nt.o. fJN) 3 1 — [E detto anche assolutaci. Legno] per Lcguosanto. Fir.rinn. 1. i 3 o. Io non vorrei a fatica sognare Di scriver altro mai, che di quel legno Ciré nV è fin d’ india 'Venuto a salvare. » Salvin. Anno’» F.B.1.1.2. Legno pe’ malfranciosati, per la sua viriti chiamato Santo, a cui nel principio d'un libro della Sifilide fa un’ aposi rote degnissima il Fracastoro. Car.lett. i. 43 . Il Sig. Molza cc. da quattro giorni in qua ( mercè del buon legno ) ha guadagnato tanto e della sanità c delta speranza ec. (N) 32 — [Onde Pigliare il legno , Dare il legno — Pigliare e Ordinare medicina di legno santo per guarire del mal venereo.'} Fu\ liim» Ma, per non far più lunga diceria, Conchiuderò che, "non pigliando il legno , Io era bello e presso andato via. Cecch. Servig» 4. 11. E tornerà ben fatto Far la dieta, e poipigliare il legno. Buoi» Fier. 1. 1. 2. L'acquaborra a chi '1 legno ; a chi la cassia Si richiedeva , ha dato il reobarbaro. Maini. 3 . 11. Il nomo di costui , dice Turpino , Fu Pavide G a vani , e il legno prese. 33 — verde: * E lo stesso albero che si conosce,più comunemente' col nome di Ebano verde o Ebano delle Antille , così chiamato pel suo colore . Questa tinta e il bel lustro di cui è suscettivo , il fi ricercare . Si trae dal jacaranda del Brasile , il cui legno è duro , marmorizzato e buono per le tarsie ed impiallacciature. Ha mollo alburno bianco , ed il suo colore è di verde nerastro fi animista avene o macchie gialle. Si lustra come V ebano , ed invecchiando annerisce sì bene che gli ebanisti lo vendono per ebano vero. Alcuni-tintori lo adoprano per tingere in verde pallido. Perchè sia di buona qualità dev'esser compatto , venato, di color oscuro e con pòco alburno.(\ 3 . T-) 34. — violetto. * Questo legno viene recalo in grossi ceppi dagli Olandesi dalle loro colonie dell' America meridionale , HlC un odnt' s é dolce e piacevole , ed un bel colore traente al violetto , e ornato -di venature. Questo legno è tanto più stimato , quanto più le sue vedile risaltano e sotto più vivaci ; gli ebanisti lo chiamano particolare mente Libilo violetto, e serbano il nome di Legno di Palissandro pei legnami più grossi. La sua venatura^ essendo molto fitta , può rie— vere una pulitura assai lucida : è buono pel turno, per /’ impialtac~ datura , per /’ arte dell' ebanista , pe liutai ec. (D. T.) * 35 —* Diconsi Legni coloranti, i lagni adopeialiin tinturasotto.d nome di Brasile (caesalpinia crista) detto anche legno di Fernainbucco? del Giappone e Brasilctto, il campeggio, il somaccó, il legno giallo* il sandalo rosso, — Diconsi Legni resinosi, e distinguami con questo nome gli alberi, che quando si fa loro una incisione, ne còla resina discìolta in un olio essenziale. Tuli sono i pini, gli abeti eh* producono la trementina. Si trdggono da essi il catrame, ’la pece e Cr Coi rifiuti delle resine s.i prepara ihieroftuno. Adopransi questi legni ti varii usi.— Diconsi Legni da concia: traggo») si generalmente dalle coV' teccie di diversi alberi,massime da quella della quercia comune queV- cus robur ) la materia tannante con cui si conciano i cuoi. Ado* pransi pure le corteccie del pioppo , della betulla , del faggiano , d*d somacco. La corteccia d’una specie di quercia è il sovero comune* e quella della betulla contiene una sostanza resinosa che partecipa ud* pelli V odore del cuojo di Russia. (D. X.) 36 — [Poeticamente con l'ctgg.' di] Lucido [ vale , non la qwW l ‘j. fhicida,come spiega il Buti, ma un legno indiano, e forse l’ebano, d* cui Firg. Georg. I. 2. v. i 1 7. Sola India nìgmin Fert hebeimm.] Dai 1 ’' Purg . 7. y 4 » ^ ro ct * argento fino , cocco e biacca, Indico legnoh 1 ' ciclo e sereno.^ lì ut. ivi : Legno lucido : questo è la quercia fra eida > che , quando è. bagnata , riluce di notte come fanno molti vermi» 37 — * Anche poeticam. Legno diletto ad Apollo per V AlloT 0, Dant. Par. 1. 26. 0 divina virtù. . . (Parla ad Apòllo) Venir tirami al^ tuo diletto legno , E coronarmi aìlor di- quelle foglie , Ch*' la materia e tu mi farai degno. ( 0 ) (N) 'iS — * Con T agg. di Arguto, per Cetra o. simile, Aniet. pr° CIlU E dal suon vinto dell’arguto legno. (IN) , 3 y — [/%.] Morire in su tre legni =rs Essere impiccalo . Lai. tibulo appendi, vvl sospendi. Gr. sitSsvSpow npsp.xir r Sut, Ari slot. M 11 ^' 6. 6f. Clic è ben dover , se membra così belle Con legno offieim 0 » eh’in he legni io muoia. Scevi’ u senza governo e senza antenna Legno in mar. n da morte con un picciol legno. Dant. par . 2. 3 . Dietro al mio che cantando varca. Bocc . not>, 14. 3 . Comperò un grandissimo b-D^, * c quello tutto di suoi denari càrico di varie - mercatanzic. E nov-d ). Lat» Mctì ) dcl'V' quasi del le~ poo al lo fatico e è utile e spe* nome .] LaU Fior. legno a olii otto e lia. » vo per >- OS) . rim». ■he tìi lune’» 'unt°i issimi* ■ni il» aita c Onli- lìim» m pi- ervig* Huor * Sì i'!' isllU i niente o pel Ufi furo » lo ai- vene >.risce >ri lo ialiti* ).TJ da^l 1 )dof* t to M e vz- alarti pel licitele' ito. il icco? dio e testo und che » e c» ■ni a coi‘- v\eX- 4do* M «>? afa r,:!* .III'' jl'>' icla i i. uè- - VI” Gl)* 1 ÌCI»' P®' ,lindo i na s ‘ teli*. aa» 1 ev>' a g"-’ itflOi fi- LEGNOSETTO 3. Da certi legni di Saracini, dopo lunga difesa , co’ suoi compagni Ju preso. Cron. Veli . 66. Avendo uu legno comune, il quale il detto liccio governava e guidava. 2 •— Fìg. Repubblica o Governo dello stato , allo stesso modo che dicesi Nave. Bocc. Leti. Al timone di si gran legno in tanta tem- . pesta faticali son posti. (A) 0 (Ar.Mcs.) Nome generale dì qualunque specie di Cocchio , Carro, Plaustro e ogni arnese di tale specie, Tass. Rim. Froich . Son. 20. Q u el che l’Europa col mirabil ponte All'Asia giunse e sulle strade ondose Guidò cavalli cd armi, e le sassose Fe’piane a’legni. (Parla 'dì Serse.) (N) e gkosetto , Lc-gno-sét-to. Add. m. Che ha un paco di legnoso. Lib . f -‘ur. malati. Aucora i semi delle fraole si ìnaudano con le fecce iu- j ' ri 3 perchè hanno del lògnositto. » (Qui inforza di sm.J (N) cnosita , Le-gno-si-tà, Sfasi, di Legnoso; e pressoi pittori astratto Le laniera legnosa. Foc. Dis. F. Legnoso , J, 2. (A) ^ -ckoso , Le-giiò-so. Add. m. Che tiene del legno. Lai. lignosus. -- • -• . Gr. ‘ Y x* Cr. 6. 101. 1. Ama (la ruta) il fico , intantochè sotf esso, 0 allato ad esso, meglio clic in altra parte , alligna ; e quando è inocchiala, diventa legnosa. F appresso : Quando è indurata, e fatta y'Snosa , non pullula bene , se non si taglia appresso alle radici. Fior. j‘ò. I frutti si mondano dalla scorza di fuori c dal seme 2 °V)- e felina parte legnosa che in ossi si contò ne. "“v Ut.) Maniera legnosa, si è dello il vizio di quel pittore Uquile, ( J' ianl unque abbia buon colorito , invenzione e altre belle qualità , 1 javia , per una certa infelicità del gusto suo nel fare sveltir le parti ^lle figure , le fa apparir dure , quasi che fossero ritratte non da ì.p etS ° na Vlva > ma da una statua di legno dipinta. Foc. Dis. (A.) ckotide. * (Bot.) Le-gnò-ti-dc. Sf F. G. Lai. legnotis. (Da tegnon angia ^ onde tegnotos fornito di frangia.) Nome da Swartz dato al genere cassìpurea stabilito da A ubici , in considerazione dei eia - 9*^ suoi pendi finamente tagliuzzati e frangiali , attaccati al fondo c t calice diviso in quattro o cinque parti ; il frutto è una Cassola a } r p cellette con tre semi: appartiene alla classe poliandria mono - \ i y l ' U(L 1 € d atla famìglia delle eleocarpee. (Aq) (IN) -c^colo. (Ar. Mcs.) Le-gnuò-lo. Sm. Quel composto di piu fila attorte, Lr.c° K CUl s ì.f ort/l l mo 1 o canapi , che anche si dice Cordone. (A) ÌH^ 20 5 Le-giius-50. [Sm.] dim. di Legno. Fìt. Benv. Celi. 22J. e ^ L v ec ’i 1 s J eso da cavallo, e preso i cardi c’icgnuzzi , I 0 ordine di voler far fuoco , cc. LI. * T ’ i- ... A. . -boom. * (Gcog.) Lò-go-lì. CasièlFdi Toscano nella Ckgomzu, l.c-go-i-ì-:i a. ISJ. Lo stesso che ] Regolma. f • - ■ ’ sflo. PÌ6 .0 eli rotto™ 0 legorizia, « (U focale}, ah !, torio ha: l'posso iar del mondo masserizia , Fero so logoiìzia. )_(1 j) Legulei! Le-gn-lè-i-co. Add. m. Appartenente a legulejo, Jjolt. Folg. i. Praem. Berg. (Alin) Le-gu-lò-jo. Add « e sm. Nel senso de’ Latini vide . Uomo applicalo allo studio De Lue. Leguleio , -- . irei senso rie' Lalini vale Giure- consulto , Uomo appi,calo allo studio delle leppi , senza però richiamarne le origini da’ fonti della natura e senza filosofarvi sopra ma Seguitando V autorità del testo, e le parole della legge. Salvia.’ (A) Legume , Lc giVmc. [.S’m. Legumi si dicono quelle granella che alcune piante producono entro a baccelli, e anche i baccelli stessi, e le Piante che li fonno. I Legumi mangerecci ] come ceci, cicerchie , Lpti , piscili, tiive , rubigini e simili si chiamano anche più par- iico/ar,nenie Civaje. Lai. ìcgnraen. Gr. òezfptov. Fav. Esop. Truova ®Pparccchiato da mangiare inoclii e cicerchie e fave, e altri legumi./)/. Idqbr. P. jy. £ cos ; potete intendere di tutti cavoli, di tutte e di tutti legumi, e tutte altre cose. Tes. Br. 3 . 7. Quando ref^™ ^ cotta in un piccini vasello di rame, se ella non fa limo nè s 1,1 111 fondo, si è buona, che cuoce tosto li legumi. Pala/f. 7. Io r nato vestilo col legume , Percb’aggio delle fave, ma non biada. W cela rozza al/egoria.J S erm. S. -égost.. 22. Il legume non 3__ P'/n 6 ’ sono cosa ventosa. che /.?*.■) Specie di pericarpio capsolare membranoso a due valve Iec.oj/ 1 ™ “derno porta i semi attaccali da un lato solo. (N) nioj l!, .°. so - (Bot.) Le-gu-mi-nó-so. Add. m. Aggiunto dato da’bota- s„ fl0 Q e Piante , il citi seme è chiuso in gusci 0 baccelli , come e} Lp f'j'' e e c ^ le producono i legumi, o le civaje ; ed anche quei fiori anche ’Z 10 .forche siniiglianza coll' ali delle farfalle , e perciò detti 3 jy^Pdionacei. l 'A-i LEI Qg me giammai da voi.^GuA/. leu. iy. S* per ignorariza lwi lei peccato. ( Cioè , A lei , Contra lei. ) (V) CasteU>etr. Giunt. Bemb. /. 3 . Appresso ce ne sono due , cioè lui e /eè, a’ quali si può levar fa, e non mai il dì ; c quando si leva loro la a , devono essi di necessità dipendere da’ verbi : lei dissi io , io dissi lei : Dante rispose lui , e lui rispose Dante. Ed è cosa molto ragionevole , che questi d’u? vicenomi scrvauo al terzo caso , senza altra preposizione , essendo presi dal terzo caso latino , ///«, Ante, vù i g a ^f ueri .fagiolo , pisello , mimosa gledischia , ceratonù^e la t * ar (e tL, e - rncc hiudc molte di alimentarie , di medicinali . e per 0» (N) d p U (l pentj') Leh-màn-ni a. Sf. Lat. lebmannia. Genere di piante C( dice di tf lC r/a m0ì } 0 S^ !,lt h famiglia delle sohenee , caratterizzate dal 1 e s otiii e e UC J° ì)aU J . ( ^ a ^ a ‘corolla tingente con tubo lungo inaiavo Pro» co S' 1 stami sporgenti) e da una capsula con due semi.(fi) - - con, personale fatn \cn ( Dal lat. illae che si trova in preso C ®S0 di ilfe , illa colui , colei.) . nm . w daro finto ^ 1'V - V c ^ e gU stniittenti-venissero, e P er , c0 ^ ‘ -- lttl Luto, ee. E nov. 5. rP f. V; .Vf;V.y-T .. iU , " 1 ' iene si usa in tuUt 0 cast obbliqui di Ella. “e che si trova in Lucrezio per illius o illi, secondo e terzo Bocc. Jntrod. 5 y. Comandò la Ilcina m • ) di non. offenderla per troppa 10. Temendo a suo petto pose, ec. 140,18< ’P ra ll P ctto dl k l sia ’’ 111111 - ’ fi 1 i a donna, che trovala avea "'7- Comprese per gU arnesi 1 ’ taroe „te conobbe al- V 0Vl ( dovere essere gran gentildonna , e lei che vedeva dall’altre fare a lei sola. (Gui) Davi. Pu T , t Uc °l segno del terzo caso sottinteso , ma' ‘L g $ 3 . gi . Orni* io risposi lei ; non mi v Etra'. IF. -fila , Non gli uvea tratta ancora la conocchia. (Cin) Morg . 2#. 66-. Maigigi guarda i suoi brutti vestigi, E lei pur lui, e par piena d-’an- S jff* Ghè l’un dia voi ben l’altro conosce. Segr. Fior. O-p. t.4, n 21, (Fdiz. Tir. ij&6. 4. 0 ) Non poteva nè lei, nè altri fare ec. Lui replicò solo cc. Red. leu. t.. 3, », 126. Ora lei sente come sta il negozio. F t. 5 .p- ic)8 Or veda mo lei, come io l’ho servita bene ec. [N) 9 — * Usalo dopo i verbi Essere, Sembrare, Parere, si pub considerarlo come quarto casti) dando a lai verbi la forza attiva. F. Essere, 3 ^. Menz. Sat. 6. Ben questa è una astuzia fino, Sembrar lei che portò/ l’acqua nel cribro. (Cin) 10 — * Ed unito ai gerundi. Petr. p.1. canz.26. Ardendo lei else come un ghiaccio stassi. Castelvetr. Pros. Bemb. I. 3 . Stimando altri, che il gerundio , il come , c ’1 verbo essere regga sempre il primo caso, si è dubitato se si debba dire, che debbano essere primi casi, 0 por avveduta scienza, o.per trascurata ignoranza degli scrittori. Ma, come* dico , non sono primi casi nè per iscienza , nè per ignoranza degli Scrittori; ma quarti, o sesti, come apparirà manifestamcnte.E prima cominciando dal gerundio, del quale si tratta qui principalmente, dico, che tutti gli scrittori antichi usarono indillèrentemrnte di accompagnare il primo caso e ’l sesto col gerundio de’ verbi che Uniscono in se T azione. Laonde Giovarmi Villani disse stando lui , e andando- h i) e lui vivendo , e simili bene spesso ; c senza addurre la testi- monian/.a degli altri, che parlano così , il Boccaccio nelle novelle disse : Essendo lei con un prete, per la qual cosa non è da unirà:vigliarsi di Dante, nè da biasimarlo, perchè dicesse latrando lui', l’autorità e l’uso de’quali, c degli altri seguì (dica dò che si voglia il Bembo) il Petrarca quando disse ardendo lei. (Cin) 11 —* Posposto alla parti-ella Come. Bocc.g. 5 .n. 3 . Pietro die più al viso di lei andava guardando, che al cammino, non essendosi tosto come lei, de’fanti che venieno avveduto. Duvanz.Scism. Al re vennero in sospetto d’intenderla , come lei , c ne lu il Rofìease accusato. (Cin) 12 —* Posposto alla particella Ecco, Bocc. Tese1d.p-.26. Ecco lei qui al tuo comandamento , Con lui vivendo ancor t ! allegra ai, (Gin) 13 —* Posposto alla particella Dove.Ftr.nov.6. Lo miser tanto fu, che e’non aveva mai bene, se non quando era, dove lei , o ragionava di lei con quei suoi briganti. (Cioè, dove trovava o vedeva lei.) (Gin) i.j. —* Posposto alla particella Ancora. Bemb.,-hai. l.~ 3 . Messasi ancorici a sedere sopra la verde e dipinta erbetta all’ombra digli allori. ( Qui lei puh prendersi come sesto caso assoluto.J (Cin) i5 —* Usato nell'esclamazione. Petr. Trioni, D’vin. E tra 1’altre leggiadre*, e pellegrine, Beatissima lei, che Morte ancise , Assai di qua dal naturai confine ! Bemb, son. .a 5 , E Li ben nata ,, che si chiare» 7 ° LEI segno, Stampa del maritai suo casto affetto! Guariti. Past.Fid. c. 2. Misera ici , se risapesse il padre , Ch’ella a’preghi furtivi avesse mai Inchinate T orecchie cc. (Cin) 16 —* Usato a guisa di ablativo assoluto. Guariti. Past. Fid. 2.5. Paga lei, pago il mondo , Per lei di nembi il ciel s’oscura indarno. (Cin) 17 —"Dicesi Da lei a lei per esprimere Essa stessa o Da se sola. Fir. Tri- tius. 3 . f. I’nie lo sapeva , e ho detto alla padrona , suo danno : chi non fa quando ei può , non fa quando e’vuole; la se n’é cagione da lei a lei. (Cin) 18 — *Col a. Passare. Nota frase scherzevole. Allegr. 82. Faccia l’uom reverendo e ammirando, Degno del passi lei. (Cin) Lei.* Sf F ■ A. F. e di’ Legge. (Dallo spagli, ley che vale il medesimo.) Gr. S. Gir. 3 . E voi, frati, dovete adempiere la Lei, e come LELLERO prese si presentano appianale, aderenti alla corteccia degli alberi, ed aventi liscia la superficie. (Aq) Leiotrichia.* (Filol.) Le-i-o-trì-clii-a. Sf. V. G. Lai. leiotrichia. ( Da lios liscio , e thrix capello.) Denominazione della razza umana, propria od indigena dell' Europa, così chiamata, perchè si distìngue dagl’ Indigeni deli Africa e di altre regioni del mondo per la sua liscia capellatura. (Aq) Leipa.* (Grog.) Lè i-pa. Città della Boemia. (G) Leipikia.* (Med.) Le-i-pi-rì-a. Sf Lo stesso che Lipiria. V. (A. O.) LEjpoi>ERMìA.'(lV!ed.) Li -i-po-dLr-iiii-.'i.iV/'Lo stesso che Lipodermia./^.( 0 ) Leiponeria.* (Chir.) Le-i-po-me-ri-a.A/ÌLo stesso che Lipomeria. A’.(O) Leipotijmja.* (Med.) Le-i-po-li-mì-a. Sf. Lo stesso che Lipotimio. 0 .( 0 ) Leipoxicbia.* (Med.) Le-i-po-xi-chi-a. Sf.Lo stesso che Lipoxichia. F . 10 ) voi7 , . . è, amare il vostro prossimo. (V) Leipsich.* (Geog.) Lè-i-psich. F. e rfi’ Lipsia. (G) LEÌ.*(Geog .)Ch cap. del piccolo Tibet, al qctale dà spesso il suo nome.(G) Leika.* (Geog.) Lè-i-ra. Città del Portogallo nell’ LeiA.* (Geog.) Lè-i-a. Città e - J ‘‘" "°‘ r ~ Leicester.* (Geog.) Le i-cè-ster Lipoxichia. F.(0) , . . .. Estremadura. (G) provincia dell'Asia nell Afganislan.(G) LEiTH.'^Geog.) Lui. Durolitum. Fiume e città della Scozia. (G) e. Lai. liatue Coritanorum , Leicestria. Lkitha. * (Grog.) Lè-i-tha. Nome di catena di monti e di un fiume deli arciducato d Austria. (G) Lf.ito, * Lè-i-to.A'.pr.m.Lcitu3.(Dal griediwpopolare, pubblico, che vie» da laos popolo .)—Figliuolo di Eletlrione.f— Piglio di A lettore. Leitbkgi.* (Arche.) Lci-lùr-gi. Add. e sm. pi. Cosi cbiamavansi presso gli Ateniesi i cittadini cospicui per nasiita e per ricchezza, i ejuali erano obbligali ad assumere qualche larica gì arosa della Repubblica ed a sottostare talvolta a spese straordinarie richieste dal bene dello stato. (Dal gr. leitos pubblico , ed ergon opera.) (Mit) Leiva. * (Geog.) Lè-i-va. Città deli America nella Columbia. (G) Leiza. * (Geog.) Lc-iza. Città della Spagna nella Navana. (G) Lkjale , ’ Lc-jìvic. Add. coni. V. A. C■ e di Leale. Guilt. Leti. 18 - fj. Cattino vi loda per lcjalc , c discreto e valente nomò. Rim.Ani- Tommaso da paenzu. S un. -fi. Per Dio la prego , eli’ uggia provvi denza Di me che soli Fiale servitore, (fi.noi. 324 . Guitt. lett.) (V) Leksen. * (Mit. Iud.) Lèk-sen. Fratello di Scirama , ossia del Racco indiano , al quale prestò soccorso contro Ravana, ossia Plutone.fSlà ) LELA.*(Mit.Slav.) Lè~la,Lelo.(Dul celt Jela fanciullo che poppa, o che di recente è stato svezzalo : e si sa che l’Amore de’ Latini c de’ Greci si rappresentava fanciullo. In islavo Ijuljali commuovere , muovere : e ladda donna maritata.) — P'igliuolo di Lada ; era il Dio d’Amore de’popoli Stavi. (Mit) Lelapa. * (Mit.) Lc-la-pa, Lelape. Nome di un celebre cane da caccia, di cui Diana fé dono a Procri, e questa il diede a Cefalo suo ma' rito. — Uno de’ cani di Atteonc. (Dal gr. lelapha pret. di laudati 0 io prendo.) (Mit) Lelaxta , * Le-iàu-ta. N. pr. f. (Dal gr. lalos suono, strepito, ed nC' tais inimico : Inimico dello strepito.') — /doglie di Manico , re d‘‘ l Molossi, e madre di A leandro. (Mit) Lei. i:. * (Geog.) Le-lè. Isola del grand’ Oceano equinoziale , nell’A>' cipetugo delle Caroline. (G) Lelege , * Lè-Ic-ge. N. pr. m. (Dal gr. lalage strepilo, ovvero da Ù" Ioga pret. di lego io raccolgo: Stripitosa o ltaccoglitrlce.) — Pria' ape egizio, Jtglio di Nettuno e della ninfa Libia , re di Megarv — Primo re della Lelegta. (Mit) Lelegei. * (Geog.) Le-F-gè-i , Lclegi. Nome di popoli asiatici errai ' 11 e composti di diverse nazioni, che abitarono da principio la Curia 1 e poi le vicinanze di Alicarnasso. — /Some de’ Megaresi. (0) Lelegeide. * (Geog.) Le-lc-gc-i-dc. Uno de’ nomi che portò la città a 1 Mlieto , altre volte abitala da’ Lelegi. (G) Lelegeiui. * (Mit.) Lc-k-gc-i-di. ÌSinJà così chiamate da’ Lelegi pop 0 * d l Asia. (Mit) Lelegia. * (Geog.) Le lé-gi-a. Sf. Antico nome della Laconia , c cS> chiamala dal suo re Lelege. (G) Lelia, * Lè-li-a. SS. pr. J. Lai. Lelia. (Dal gr. lalia faconda.)—■ l’ 1 ' glia di Peho. — Nome di una Pestale. (B) (Mit) . 2 —* (Arche.) ISome di una famiglia romana, plebea ma consolare, fjl Lelia. * (Bot.) Sf. Lat. laclia. Genere di piante erbacce stabilito ’- tl Persoon ed indi ripai tato all’altro detto calepmia precedentemei’-d da Adanson ; appartiene alla letrudinamia sìliculosa , tribù del - 1 sincliste ; il carattere generico è il calice, eretto ed un frutto glob° st> muricato-rugoso sormontalo da un certo stilo. (N) , , Lei.iako , * Le-li-à-no. SS. pr. m. Lat. Leliamis. (N. patron, di Ld‘°' — Llpio Cornelio Augusto. Uno de’trenta tiranni. (B) (Vali) . Lelio,* Lc-li-o. N.pr.m.Lat. Lelius. (Dal gr. /alias facondo.)—Ni]> ot ,j Console romano , compagno ed amico di Scipione .— Cajo. Figli 0 ■ 0 Ledo Nipote, soprannomato il Sapiente, pretore, console ed anil del giovane Scipione, (lì) (Van) ’ J Lella ) ( Bot. ) Lèi-la. SJ’. Sorta di pianta che dicesi anche Enula Elenio. F, (A) _ 1 . Lellaiie, Ld-iàre. [SS. ' ediz.del Sei-martelli i58o e del Vangelisti alle citate pagine hanno penacc.) Rim. ani. Dant. Majan. 82. A ciò che m’allegrasse ( l'ediz. dello Zane ha alleggiasse) La dolorosa pena, Che non ha lena. (B) 3 —■ Per metaf Vigore , Robustezza , Gagliardia , Forza poter durare nella fa*tica. Lat.vis, rohur. Gr. po:{AY>.Éocc.nov.6‘ò.i5.Lrale\ imo, tu hai buona lena , ed hai fatto bene. Dant.lnf 2^.59 . Lcva’miallor, mostrandomi fornito Meglio di lena, ch’i’non mi scntia. Bern.Orl.i. 21.27. A voler esser buon combattitore, Lena bisogna ed animoso core. 4 — [Andare, Passare, Arrivare e simili a una lenanr Andare , Passare ec.] senza pigliar fiato o riposo. Sai. Pist. Orsù , riprendi tua lena, c passa questo poggio c questa erta a una lena , se tu puoi, 5 — Dar lena [= Allenare. V. Dare lena e Dare polso.] fi — [Pigliar lena] =; Rinfrancarsi. G.E* 9. 80. 1. Per pigliar lena e forza per sè e per li Fiorentini. 7 — A basta lena. Aw. Per quanto basta la lena.V. A bastalena.(A) B — *(Arciic,)Doppia sopravvesia militare, che attaccata all’omero destro, lasciando il braccio libero , copriva il petto, le spalle , ed il braccio sinistroj sìmile in qualche modo al pallio de moderni usseri ungheresi. Presso i Romani era una Toga duplice , o veste eia augure. (Aq) 0 .—* (Zool.) Genere d’ insetti dell' ordine de* coleotteri, e della famìglia de melasomi , forse cosi nominali dall ’ elitri dure , o quasi doppie colle quali rivestono le ali. (Aq) Leva..*(A rche.')Add. c sf. Lo stesso che Baccante. V.(fo.lenee.)Salvin.Cas. Sergenti di Dionisio , Sileni e Satiri e Bacche o Baccanti c Leneap,. pellati. E appresso: Mane anche Teocrito nelle Lene o Baccheec.(N) Lena , * Lè-na. iV. pr. f ’Abbreviazione di Maddalena. V. (B) 2 ■— * (Geog.) Fiume delta Russia nella Siberia orientale. (G) Lenare , Le-nà-re. (Alt. Scemare, Allentare ,] Allenare. Lai, vim vcl robur remittcre. Or. sVAibcròcti. (V./e/m,§. 2.)Rìtn.ani. Lap. Gian.io5. Amore infaretrato come arderò, Non lena mai la foga del tuo arco. Lendina , * Lén-di-na. .v/C fo . e di’ Lendine. V- Lendinina. (V) ( 0 ) Lendinara. * (Geog.) Lcn-di-nà-ra, Piccola città del Regno Lombardo- Ueiielo , nella provincia di Polesine, (G) Lendine , Lén-di-ne. [ Sost. com.] Uovo di pidocchio. —- , Lendina, sin. Lai. lens , lendis. Gi\ xoVis. Cr. 6. 14. 3. La bietola , i lendini , e altre brutture del capo, e le macchie della faccia ammenda. fiurch. son. u 77- E le pulci c le cimici e i pidocchi Vollono andare a fare un desinare , E molti lendin v’ebboiio a invitare, Tratt. Giamb. sto ben mite di quei lendini. 2 — Per simil. [Dicesi di Persona di poco conto o valore, e per lo piu parlandosi di gente d’arme .] Dm. Camp, 3. SS. Quanto grande ardimento c quello de’ Fiorentini, clic con loro dicci lendini ardiscono di tentare ogni signore. 3 —* Ed anche Cosa da nulla. V. Dare un lendine. (N) Lendinf.lla. * (Ar. Mes.) Len-di-nèl-la. Sf. Specie di pettine a denti fittissimi per levar dai capo i lendini. (Van) 2 Sorta di panno grossolano. Lendinina, Len-di-in-na, {Sf. dim. di Lendina, E. e di' Lendinino. ] F'v. Jac. T. 1. 5. 12. Uomo , pensa clic tu mene Vermicelli e lendinino , E le pulci tue meschine Non ti lassano quietare, occidentale del Cassay , guerriera e selvaggia. (G) Lenguali. * (Geog.) Tribù indiana del governo di Buenos-Ayres,neUd parte orientale di Chaco. (G) Lei< ìiàde , * Le-nì-a-de. Add. pr. com. Di Lcnno. (Mit) Lenici. * (Geog.) Lé-ni-ci, Lcnezi. Città della Polonia. (G) Lenitola, * (Mit.) Le-ni-co-la. Soprannome di Eulcano, preso dal culto che se gli rendeva nell’isola di Lenno. , Lcnnio , sin. (Mit) Leniente. (Torap.) Le-ni-èn te. {Add. e sost.com. Che ha forza e virtù di lenire, di lenificare , di addolcire. Si assegna questo epiteto a medicamenti piacevoli, come il stroppo aureo, il stroppo violato solutivo, d zuccherino , la manna e simili , ed in ispecie a certo elettuario la cUt- composizione variò d’assai, e che consiste particolarmente in uno sciroppo noi quale si fa entrare l'orzo, la radice di polipodio, tè uve , le giuggiole, i sebesti, varii pruni, parecchi tamarindi, molt& foglie di scolopendrio , la mercuriale , i fiori o i semi di viola, tè radice di liquirizia, le foglie dì sena, e i semi di finocchio. Detto anche Anodino. —, Lenificativo , Lenitivo, sin,] Lat. lenicns. Gf» y.n\u,v. Red. Vip, 1.77. Come se bevuto si fosse una di quelle con- suete ed ordinarie medicine, clic lcnienti da’medici son dette. 53 E nel Diz. di A. Pasta. I piacevoli medicamenti , clic lcnienti dalle scuole si chiamano ec. (N) Lekificamekto , Le-ni-fì-ca-mi'n-to. [Sm,'] Il lenificare. [Mitigamento. Ammollimento. — , Lenimento , sin.] Lat . lenimentum, lenimcn. On xriAncis.Cr.5.to.i8.U sugo delle sue foglie {del fico) v. di forte riscalda' mento e mondificamento e- nettamento, e in esso è ultimo lcnilìcamenl®' Lenificante,*L e ni-lì-càn-te.Purnrfi Lenificare. Che lenifica. P-.direg.fi>) Lenificare, Le ni-fi-cà-rc. [Att. e n.] Addolcire , Rammorbidare, [ lene, Mitigare , Ammollire , Rammorbidare, Raddolcire o simile. Lfi stesso che Lenire. V.] Lai. lenire, nuilcere. Gr. 'XpAuttv, mh tioiM' 1 '' Cr. 6. yfi 1 - La mareorella ec. , lenificando , mena fuori la coll»'* dal fegato, dallo stomaco e dalle interiora. _ Lenificativo , Le-ni-fi-ca-ti-vo. Add, [ni. Lo stesso che Leniente. , Cr. 6. 44- t- La virtù lenificati va e mondificativa , onde vale conti''* i nerbi per frigidità indegnati. Lenimento, Le-ni-mén-to. [Sm. Lo stesso che] Lenificamento .p r .Buot ì - Pier. 3 . i. ... Or son contento : Oli pace , oh lenimento! Lenio, * Lò-ni-o. IV. pr. ni. Lo stesso che Leneo. P~. Salviti. Cas.i5l-(fi> [Lo stesso che Allenire, e] Lenificar 1 ' litig. L’orazione lenisce e mitiga O l0 ’ . ..._ 7 _ ...gc, e questa lo punge. Lib. cur • o 11 !J luti. Colla decozione della camamiila proccuri in prima di lenire 1 dolore. » Marchet. Lucr. hb. 6. La serena l’accia turbar del mondo, e ’l cielo intanto Lenir col moto. (Br) Lenissimo, Le-nìs-simo. Add. m. superi, di henc. Piacevolissimo, ton Or. Cic. 3. 128. lierg, (Min) _ . Lenita , Le-ni-tà. [Sfi] ast. di Lene. L^. L. [Qualità di ciò che e len Piacevolezza, Umanità , Mansuetudine.] — , Lenitade , Lenita! sin. Lat. lenita». Gr. -rfuórns. Cavale. Med, cuor, Con ispirilo lenitade e di carità c di pietà. vntO' Lenitivo, Le-ni tì-vo. Add. [m. Lo stesso che] Lenificalivo, [e Lem CI , V.] Cr. 5. 24.5. La pina ec., secondo Avicenna, c calda e umida . terzo {grado) t ed ha virtù lenitivi}, Boez. Farcii. 1 . 6. M.’m6 c 8“ w LENNE dunque la prima cosa d* assottigliare alquanto questa cotale caligine e abbagliamento con rimedii leggieri c lenitivi. E 4 • 0* Perchè de' ma- *a)i ancora alcuni con cose leggiere e lenitive, alcuni con agri rime- du e più gagliardi si curano. 2 "— * Dicesi anche di Qualunque altra cosa che lenisca o che rechi lenimento. Salvia. Inn. Orf Felicità c ricchezza a noi spirando, e sanità c’ ha lenitiva mano. (A) Car. Lett. ined . 2. 92. Dice volergli scrivere una lettera lenitiva e giusti ficatoria dell’ altra , eh' è 6tuta „ Ca gione della rottura. (Pe) 0 “7 * Fd usato anche in forza di sm. Fag. Com. Fatto preda della disperazione , avrei porti’ i mici voti alla morte , che pietosa procurasse lenitivo al mìo male. (A) Red. nel Diz. di A. Pasta. La costanza del Maresciallo di Yilleroy nel non applicar mai lenitivo alla Sl *a gotta, non solamente é degna di ammirazione, ma d’imitazione. (N) ekne. * (Geog.) Lèn-ne. Fiume e città degli Stati Prussiani. (G) e >>ia. * (Mit.) Lèn-ni-a. Soprannome di Minerva , onorata in Atene, ov e la sua statua , capolavoro di Fidia, era stata consacrata nella cittadella dagli abitanti di Lenno. (Mit) ekkio. * (Mit.) Lèn-ni-o. Lo stesso che Lcnicola. V. (Mit) ekn°. ♦ (Geog.) Lèn-no , Lcmno , Statimene. Lat. Lemnos. Isola del- t Aveìj)e / (/, compiuta sarà la macerazione. (Favella del lino stato m macero.') E . 5. Bla ornai sarò posta in bordello; c quella lino ad ora ad Abro- conte conservata fedeltà conjugale , il lenone mi sforzerà a discior- re - (A) E Sega. Crisi, instr. 3. 3t. S. Si espone un lenone infame, che con danari compera ad altri 1’ onestà di una vergine. (N.S.) Gmohu , Le-no-ui-a. Sf V. A. e L. Ruffiancsimo , Lenocinlo. Lat. u’nocinium. Dace. FU. è. Amali. (B) i,eso X- * (Geog.) Lè-nox. Sm. Antico paese della Scozia, ora ripartito nelle contee di Stirling e di Dumharton, — Contea deli' Allo Ca- «adà.—. Città degli Stali Uniti. (G) JjESs -* j (Ge°g.) Lat. Lcnlimn , Lendurn Nomctacum. Città di Francia Lessi ^‘PJ l,Um enlo di Calais. (G) p., rt / Lèn-sa. [Sf. F. e di’) Lenza. Gr. S. Gir. 11. Come il pcsca- o Vt ’ C l ‘' guaita lo pescio al gran filo , o allo cigolo , o alla lensa, Malm a ^ a relc 1 ovvcro alcuna maniera egli lo può prendere, l’amo" 7 i 33- Bensa non già, ma lctìsa , onde il suo cuore Presoal- so jV'l sangue aveagli amore.n (Intorno alla lezione di questo pas- Len ~ a nota posta in Guaitare.) (N) si sem' Cn ’ ta- !*}/• r. A. F. e di') Lente.Pallad. Novemb.i .Aguale ’^'T A e„r * a w Lettur. LEs T lc m,nalak ‘nta.. Leu. 0 ! 0 ’„Len-tàc-cio. Add. m. pegg. di Lento. Mollacelo. Ruscell. Le; Lart. 2. Berg. (Bfin) maggis-e. (Boti Len-tà'v-gi-ue. [Sf. Specie) dì pianta sabatica [sem- verde appartenente cd genere Filanto,) die si pone nelle ragna]e. C .—> Lauro salvatico, Lauro tino, sin. Lat. viburmun tmus.] (Cosi dal lat. Umilia flessibilità , viscostta.) Dav. Colt. ig6 Dentro P°n> piante varie ; ginepri, allori, corbczzoh , lentaggini. E appres- so «i allori , lecci ec. , lentaggini, sugheri lentischi , e smnlt , fluando non abbiano il pane, si contentano delle barbe con assai del Recido. Borali. Rip. Fòt. Tutto il boschetto c di fuori intorniato ec. T una folta e unita spalliera di sempre verde lentaggine. , Len-ta-nién-te. Avv. Con lentezza, Adagio.--, Lento- 'Beute, sin. Lm. lente , tarde, lento grada. Gr. , Pp?«. G; p- 9- 3 22. 5. Mandando alla cavalleria de Bolognesi per amto, lem «mente vi vennero. Cavale. Fruii. Ung- Lentamente procede la di- v 'na severità , ma poi, ricompensando lo ’udugio, inaggior pena da. l igiamente , [Nighittosumente , DebilnicUte, A ighaecamcntc.] Ai. F. g< 5s. Il quale vilmente e leiitamcntc in tutte cose si poj'tava. Puoi, Oms. Il frodolentissimo nemico ammonirò, come lentamente e negligentemente il passo si guardava. (N) Lentare, Len-tà-re.^ti. [Rilassare^ Rallentare. Lo stesso che} Allentare. F-Lai. remittere. Gr. ocviùoci. Tu ss. Ger. 2. Tenera ancor con pai'- goletta destra Strinse e lento d’un corridore il morso. 2 — [ F fig • 3 Petr. sun. gy. E , per tentare i sensi , Gli umani affetti non sono meno intensi. 3 — N. pass. Lat. dcficere, remitti. Gr, ixKv&S-ctt. Bemb. rim. 86. Che questo incarco stanco e frale Tutto dentro e di fuor si va lentando. Lentato, Len-tà-to. Add. ni. da Lcntare. [Lo stesso che Allentato,^.] Fr. Jac. T. 4 - ‘à6. g. Cinquant’ anni intieri chiude Yita tal , noli mai lentata. Lente. Add. [e sost . com. F.A.F. e di’] Lento, Frane. Bari. 235.1 y. Così dal troppo lente Ti guarda , e dal corrente. Lente. * (Bot.) Sf. Genere di piante della diadelfia decandria di Linneo , e della famiglia delle leguminose , dotato de’ seguenti caratteri: calice a cinque denti seti formi, corolla papilionacea quasi eguale al calice , colle ale più lunghe della carena , e pili corte del vessillo; legume appianato contenente da due in guattir) semi sferici od orbi- colavi. Lat. ervum. (Dal lat. letts , lenlis lente, legume.) (Van) (N) 2 — [comune. Specie di pianta annua del genere Lente^ che si coltiva in copia su tutta la superficie dell ’ Eut'opa , giacche riesce bene nelle teire magre , e di mediocre qualità ; si matura in oltre pestamente , e somministra un legume de’ più abbondanti fra los. Bocc.introd.36. Perchè più pigre e lente alla nostra salute, che tutto il rimanente de’cittadini, siamo? E g. 6. p. 1. Alquanto con lento passo dal bel poggio, su per la rugiada spaziandosi, s’ allontanarono. È nov. 27. 4&- La donna, che altro non disiderava, non fu lenta in questo ad ubbidire il marito. Dant.Par.t3.l t3. Per farti muover lento coni’ noni lasso. Petr. son. 177. Ed una cerva errante e fuggitiva Caccio con un bue zoppo e’nfermo e lento. Tass. Ger. tì. 3. E lino a quando ci terrai prigioni Fra queste mura, in duro assedio e lento? E 6. g. Sebben me vedi in grave età senile, Non sono al ferro queste man sì lente. » Petr. canz. ti. 1. Italia. . . . Vecchia, oziosa e lenta. (N) 3 — * Inoperoso , Inerte, Lontano dalla fatica. Tass. Ger. 1. 5t. E pur quasi a spettacolo sedesti, Lenta aspettando de’ grandi atti il (ine. Petr. Tr.Cast. 4. Poi quando il verno 1 aer si rinfresca , Tepidi soli e giochi e cibi ed ozio Lento che i semplicetti cori invesca. ( Il pe- trarchevole Ozio lento siconlrappone al Ciceroniano Ozio digtiitoso.)(N) 4 — Contrario di Tirato , [ e Stretto , cioè Che non è disteso o tirato o stretto quanto dovrebbe e potrebbe essere.] Lat. remissus , la- xatus. Gr. cfiA U, à<$afivos. Ovtd. Pisi. Prendi esemplo del tuo arco , che , per troppo stare in corda, divien lento. Ar. Far. 23. 72. 11 destrier punge , Nè delle lente redini gli è parco. 5 — [ Aggiunto di Fuoco. In modo avverh. A fuoco lento , A lento fuoco = Con fuoco non gagliardo. V. Fuoco, §. 18.] Ricett. Fior. 1. q6. Dipoi si passa [l’ antimonio') a lento fuoco in un fornello pieno di cenere, o rena. 2 — Onde Cuocere , Bollire o simili■ a fuoco lento = Cuocere , Bollire ec. a poco a poco, con fuoco temperato. [E. Fuoco, §. 18.] Lib. cur. malatt. Metti queste cose in una calda]noia , e cuccila a fuoco lento. Lib. soli. yò. Concila a lento fuoco, alìissa bene. 6 —* Aggiunto a Mare o simili — Non agitato, Tranquillo.Sen.ProV- vid. Coloro sono degnamente detti miseri , che di troppa felicità ap- pigriscono , e quelli la tranquillità , come nel mare lento , gli tiene senza sollecitudine. ( Anche nel latino si legge : quos velut in mari lento tranquilli tas iuers dotimi.) (Br) 7 — [Aggiunto di Pioggia vale] Piccola e leggiera. Petr. canz. 16. 2. Quando cade dal ciet più lenta pioggia. 8 — [E ripetuto per maggiore energia nel signif. del §. 2.] Dant.hif. 17. 115. Ella sen va notando lenta lenta. —* (Med.) Polso lento : Quello il cui moto di diastole si fa sentire meno prontamente di quello di sistole. Questa specie di polso va spesso congiunta al polso raro. (A. O.) 2 —* Respirazione lenta: Quella ad eseguire i cui movimenti d’inspirazione ed espirazione è adoperato maggior tempo che nello stato morboso. (A. O.) 3 —* Febbre lenta, Febbre lenta nervosa: Febbre che non dà subiii indizii di se , ma non dura a lungo, e minaccia non di manco la vita dell’ infermo. (A. O.) Lento. Avv. Lentamente , Pigramente , Adagio. Lat. lente. Gr. Bpu- bivs. Galat. 64- Tu non parlerei si lento /come svogliato; nè sìin- gordamente , come affamato. 2 — Lento lento, vale lo stesso , ma cosi raddoppiato ha piti fòrza- Danl.Purg.28.5. Lasciai la riva, Prendendo la campagna lento lento, Fir. As. 3g- Pareva che, lento lento correndo , invitasse ognuno , che quivi arrivava , a trarsi la-sete.» Ar. Fur. 17. )3t. E come d conducessero alla mazza , Posto P avean sopra un carro eminente , Che lento lento tiravan due vacche Da lunga fame attenuate e tìa c " che, (P) 3 —* (Mus.) Foce che indica il movimento tardo d'un pezzo di musica, ed è un po’ più tardo dell’Adagio. Dicesi anche Lentamente (L) Lentolo , * Lèn-to lo. IV. pr. m. Lo stesso che Lenitilo. E■ Lat, Le' 1 ' tulus. (V. Lentulo.) (B) I.entose , Len-tò-re. [Am.E. e di' ] Lentezza. Red. Cons. f. 2iy.fi e ' gl’ interstizii delle quali [ fibre) per lo suo lentore resta intralciai"- 2 — (Med.) Lentore de’ Hindi. Cntssizie , Viscosità , Tenacità , l gnenzu. Lat. Huictorum leutor. Pasta. (B) LENTOSO Leìttosq ; Len-tó-so. Add. m. V . A. V. e di' Lento. Agii. Pand. Hai a custodire e conservare ciò che sta in casa. E per fare questo, a conviene non lutto il dì , sedendo , stare oziosa colle gomita in sulla finestra , come fanno alcune femminuzze lentose , le quali tcn- gono tutto il di il cucilo in mano , che mai viene loro meno. (Y) Lektulità.* (Filol.) Len-tu-li-tà. Sf* V. L. Voce usata da Cicerone per indicare il superbo fasto di Lentulo Spimele. (O) e **tulo, *Lèn*tn-lo, Lentolo.iV'./v'./K.Xal.Lcritulus. (Dal lat, lentulus alquanto lento.)— Famiglia illustre romana , che era un ramo di quella del Conie/jf, i più chiari personaggi della quale furono; Publio Stira. ^-omph^e di Caldina. —Spintele. Parlegiano di Pompeo ed uno de"più filosi uomini del suo tempo.- —Gn t0lia tCsta leu ‘ ata L die la coltrice e i foninoli ec. Beni. vini. 1. 5 . Tanto tirar quei 2 L! V 7 ' ' G’uznoli, Che pure a mezzo al fin feeion venigli. Distendersi più che il lenzuol non è lungo = Spender Leo uom ,lon pub. Lai. majores peimus nido estendere. n c ’l A. pr. m. (Dal lat. leo leone .)—Santo vescovo di Setis 2 __ • ,,, secolo. (Yan) nella / e > ®') S. Leo. Lai. Leonis Famuli. Città degliStati Pontifici Leo. * / e ^ e guzmne di Erbaio e Pesaro. (G) e fi]) 1 / 1 ' ^etto per la rima in cambio di Leone. V. Ar. Egl. Tirsi mai *.■ >eo ‘ Ma che sia dola d’ ogni vizio reo , Maraviglia non è-, che LeobauP '°,^ ><: Nascer non vidi pantera nè lco. (I 1 ) Lem, ° ’ Gc-o-bàr-do. IV. pi . in. Lo stesso che Leopardo. V. Lat. r to l | aruu a . (-ns Leoben * \ Leobiko * 'f °B ) Lè-o-ben. Lat. Leubum. Città della Stilla. (G) e ’ Le-o-bi-uo. JY. pr. m. Lat. Leobinus. (Dal all. leou leone, W A > ,CT ,r Faccia di l^one.) (B) Celi / ’ Gc-o-cà-di-a. A. pr. f. Lo stesso che Leucadia. V. (Dal ^■ z Oc\Hi. e ° U , ttt > c ca d testa: 'testa di leone.) (B) g r _ ù. rE ’i* Ge-o-ca-,c-te , Leocare. A', pr. m. Lat. Leocharelos.(Dal n,.' Go u<: > c chan's , itos benevolenza : Benevolo inverso i leo- Wo^^ S' et '°i contemporaneo ed emulo di. Pouclcto.Qi) (Mit) ^ocormo C > ! * ■*-‘ e '°' co ' r Gó-ue. Sm. Lo stesso che Leonatico./A (Mit) Ge 0CR | lo ' t (Zool.) Le-o-cor no, òm. Lo stesso che Monocero. V. (O) ^Ella st _ U>ò-cri.to. N. pr. m. (Dal gr. don leene,e .ritos esimio. Loni ) eS!,a lingua crites vale estimatore, onde Leocrita cslimator de’ n otv '^ ~~ di Ar,baule , ucciso da Enea. — Piglio di live- _ ' UK<> f ' e proci ih Penelope, ucciso da Telemaco. (Mit) Lf-ocroCotta. * (Filo!-.) Le-o-cro-còt-la. Sf. Lat. Icocrocotta. (Da "leu leonis leone, e crocolta ovvero corocotta crocofa.) Animale auadru- pede favoloso, nato, dicesi, dalla leonessa e dal jena maschio. (Aq) Leodaco , * Le-ò-da-co. N. pr. m. (Dal gr. leon leone, e dacos morso : Morsicato da’ leoni.) — Padre di Olle o. (Mit) Leodamante , * Le-o-da-màn-te. JS. pr. m. Lai. Leodamas. ( Dal gr. leon leone , c damao io domo : Domator de’ leoni. ) — Figliuolo di Eleocle , ed uno de’sette capitani che difesero Tebe. — Figliuolo di Ettore e di Andromaca. — Filosofo di Tarso. (B) (Mit) ( 0 ) Leodec.akio , * Lc-o-de-gà-ri-o. 2 V. pr. m. Lat. Leodegarius. (Dal celt. leou leone , e daguer chi strangola : Chi strangola i leoni.)— Santo vescovo di Autun, ministro di ClotarioIIL e di Childerico IL (B) (O) Leodice , * Le-o-di-cc. A. pr. f. (Dal gr. leon Icone, e dice giustizia; Giustizia leonina , cioè forte , ferma.) — Figlia di Marte. (Mit) Leoboco, * Lc-ò-do-co. A r . pr. m. (V. Leodaco.') — Figlio di Briante, uno degli argonauti. (Mit) Leodrisjo , * Le o drì-si-o. Ai pr. m. Lat. Leodrisius. ( Dal celt. leou leone , e dres al di sopra : Soprastante a’ leoni.) (B) Leofante, Le-o-fàn-te.(Am. Lo stesso che Elefante e] Liofante. V. Tcs.Br. 5-4- Ed eziandio lo leofante uccide istringendolo, cd c intra loro odio mortale. E cap. 54- Leofante è la maggior bestia che 1 ’uomo sappia. Leoi-antessa , * Le-o-fan-tcs-sa. Sf. Lo stesso che Liofantessa ed Elefantessa. V. (A) Leoi-of.o. * (Arche) Le-ò-fo-ro. Sin. V.G.Lat. leophoros. (Da leos per laos popolo, e phero io porto. Indi leophoros pubblico.) Così Igiuo chiamava la strada che deve fare un esercito; e Edotte la larga via che nel Mar Rosso prodigiosamente si. apre pel passaggio del popolo Ebreo inseguito da Faraone. (Aq) Leofkoive , * Le-o-fró-nc. A 7 , pr. ni. Lat. Leophron. ( Dal gr. laos popolo , e sia da phren mente, sia da pltroneo io son sollecito; Mente del popolo , o Sollecito eli lui.) (B) Leogana. * (Geog) Le-o-gà na. Città dell’isola di Haiti in vicinanza del golfo dello stesso nome. (G) Leogoba , * Le-ò-go-ra. Ai pr. ni. ( Dal gr. leon leone , ed agora, discorso , aringa : Olii aringa al popolo.) — Ateniese dissoluto, amica della cortigiana Mirrina. (Mit) Leogoro , * Le-ò-go-ro. A. pr. ni. Lat. Leogojpis. (V. Leogora.) (B) Leosiirster. * (Geog ) Le-o-min-ster, Lemster. Lat. Leonis Monasle- rium. Città (/' Inghilterra. (G) LEOH.*(Gcog.) Lè-on. Antico nome di tre proinontorii, nelle isole di Eitbea, di Creta e di Coo. — Città, fiume c lago della Repubblica' di Guatemala. — Nuovo Leon , Villa de Leon. Alato e Citta del'Messico. V. Leone, §. 2. (G) Legna , Le-ó-ua. Sf. V. A. V. e di’ Leonessa. Vit. S. Aless. 264. A modo di leona fracassante là va correndo con le stracciate vestimenta. (V) Leonace , * Le-o-nà-ce. N. pr. ni. Lat. Leouaces. (Dal gr. leon leone, ed anax re ; Ite de’leoui.) (B) Leonarda , * Le-o-uàr-da. A'.- pr. f Lat. Leonarda. (B) Leonardo , * Le-o-nàr-do , .làonaido , Nardo , Lunardo. N, pr. in Lat. Leonhurdus, (Dal ted. lòjvenartig leonino , o meglio dal celt. leon leone, cd ani forte; Eorle qual leone.) — Santo solitario del Limosino nel VI. secolo. (B) (O) 7 i * (Geog.) S. Leonardo. Cit. di Fr. nel dip. dell’ Alta Vienna.lfi ) .consta. * (Geog.) Lc-o-nà-la. Antica città della Pannonia. (G) Legnatico. * (Arche.) Le-o nà ti-co. Sin. Nome di un tempio in Atene, detto eziandio Leacorione , eretto in onore di un cittadino chiamato Leos. (Mit) Leon ATO , Le-o-nà-to. [Add. e sm. Lo stesso che ] Lionato. V. Art. Veti’. Nei'. 102. In ultimo si lasci sopra ii fuoco tanto che il rame diventi di colore rosso o leoiialo.nTassori, Secch. io. Cd. D’ un leo- nato scuro ella diviene. (P) Leonato. * N.pr.m.Lat Leonatus.(Dal gr. leon leone.)— Uno degenerali di Alessandro, ucciso in una battaglia sotto le mura di Lamia. (B)(Mit) Leonberga. * (Geog.) Le-on-bèr-ga. Città del regno di Virlembevga. (G) Leoncello. (Zool.) Le-on-cèl-lo. [A/n.] dim. di Leone. —, Lioncelio , Leoncino , Lioucino , sin. Lat. leunculus. Gr. enigmi. G. V■ 10. 187. tit. Come in Firenze nacquero due leoncelli. 2 — iFig. Lo stemma della famiglia Pagani.] Dant. Inf. 27.50.Lft città di Lamone e di Santcmo Conduce il leoncel dal nido bianco. Leoncello. (Archi.) [A/n.] Mensola, Capitello. Lai. routalus, capitellura. (Quasi lenicello dimin. del ted. lehne appoggio, spalliera.) Bul.Purg. /o.2.Mensola,questo vocabolo significa lo piumaccinolo, o lo capitello, o lo scedoue, o leoncello che si chiami, clic sostiene qualche trave. Leoncino. (Zool.) Le-on-cì-no. [A/n.] dim. di Leone. [Lo stesso che Leoncello. V.J Lat. leunculus. Gr. Kamrlmos. Vit. SS. Pad., ooo. Dna leonessa gli usci incontra, la quale era ivi entro nascosa co’ suoi leoncini, e gittoglisi al collo, e strozzollo. » Vit. SS. Padso. Quivi entrando; trovarono cinque leoncini ciechi, i quali ec. h 2. io. 1 rese f la leonessa ) un sua leoncino in Locca, e la mattina per tempo fuggi. (V) Segner. Crist. iustr. 2. 22. 14 ( Come un leoncino di latte da un leone già adulto. (N) LEONE.(Zool.)Le-ó-nc.[A///.7 , e///.LenaeLeonaa/it/c«m.,eLeoncssa oLioncs- sn.Specie di animale mammifero della famigliae delgenei-e de gatti e del - l’ordine de carnivori, che ha tratto il nome dall acuta sua vista. (Questo allumile è di aspetto maestoso, e portamento grave ; rugge con voce terribile; una lunga chioma gli scende dalla testa e-dal colto , e gli cuopre la parte anteriore del corpo. La femmina è senza chioma. Per la sua fierezza e forza il leone è chiamato il re degli animali ; ha la testa molto grossa, il corpo gialliccio bruno , la coda lunga e terminata da un fiocco di pelo piu lungo. Abita massimamente nell' Africa piu calila ; si trova però anche nell’ Arabia , nell’ In- dostan, nel Maialare nelle isole Australi .]—,Lione, sin.Lai. [felis leo.) Gr. kiaiv. les. Rv. 5. 4'- Leone è appellato, secondo la lingua dei Greci, che vale tallio a dire, come Re ; che ii leone è appellato re 7 ? LEONE 8 iti tutte le bestie. lìxmc. Sacch. Op. div. go. Leone sta sempre con gli ocelli aperti ; e se gli cacciatori lo vanno cacciando , perchè non veggiano le sue pedate, le cuopre colla coda .Petr. son. 218, li ’n sul cuor quasi fiero leon rogge. Tosa. Ger. 10. 56’. Tacito si rimase il fier Circasso , A guisa di leon quando si posa , Girando gli occhi , e non movendo il passo. » Dant. Purg- 6. Venimmo a lei: O anima lombarda, Come ti stavi altera e disdegnosa, E nel muover degli occhi onesta e tarda ! Ella non ci diceva alcuna cosa: Ma lasciavane gir ; solo guardando , A guisa di leon quando si posa. (P) 2 — (Eig. Uomo potente.] Dant.Par.6. 108. Ch’ a più alto leon trasser lo vello. i — Cuor di Icone : Uomo valoroso , coraggioso, audace ; onde Fare un cuor di leone = Farsi un grand’ anùria , un gran coraggio. V. Fare cuore di leone. (A) (N) 4 — Fare le volte del bone [0 del leone , che dicesi anche Far la lipnessa =] Aspettare passeggiando. Bocc. nov. 77. 18. Facceri- do le volte del leone, malediceva la qualità del tempo. 5 — Ptvverb. Avere, Tenere 0 Pigliare il leone pel ciuffctto. V. Lione , e Ciuffctto , §. 2. 6 —* Dall’ unghia si conosce il leone Gli uomini di alto valore si fanno conoscere quali sieno cosi nelle piccole azioni come nelle grandi. Serd. Prov. (A) 7 ■—* Chi piglia leoni in assenza, suol tener de’topi in presenza: Jìiccsi del Hhllantalori che bravano in assenza , ma quando si viene al paragone , riescono poltroni. Serd. Prov. (A) s —* Al ragliare si vedrà che non è leone zzzAl pariaresi conosce l’accortezza 0 la sciocchezza dell’uomo. Proverbio simile all’altro: Al suono si conosce la saldezza del vaso. Serd. Prov. (A) 9 —* Se non puoi colla pelle del leone, fa con quella della volpe — Se non puoi ceda forza, adopera gl’ inganni. Serd. Prov. (A) 1 —* (Blason.) Leone rampante, cioè ritto in su due piedi in atto di rampale. V. Pompante. (0) 1 — (Si. Mod.) Sorta di moneta antica di Francia. G. V, 11,71.1, Poi fece un’ altra moneta d’oro , che chiamano leoni. a —* Ordine del leone. Ortiine cavalleresco istituito nel 1080 da F.nguerrando I. sire di Coucy, in memoria d’un leone ch’egli aveva ucciso nella foresta, di Coucy. Il distintivo di esso era una medaglia colla figura di questo animale. (O) — (Astr.) Nome d’uno de’segni celesti, (ed è il quinto del Zodiaco.] Lat. leo. M. V. 2. 44 - 11 suo appaiamento fu a noi all’ uscita del segno del Cancro , c alcuni dissono eli’ ella entrò nel Leone. — * (Arche.) Cosi fu detta una Danza ridicola descritta da Ateneo. (Mit) — *(Marin.) Ornamento che quasi tutte le nazioni mettono allo sperone de’ bastimenti. (S) 2 — * Nome di un pezzo di legno che serve di legamento, e fa lo stesso ufficio de' braccatoli , per legare i puntali di stiva col ponte . ( V. leoncello.) (S) — (Bot.) Coda di leone. V. Coda, §. 34 > (-^) 3 — Piede di leone. Specie di pianta dei genere abhemilla, che ha gii steli cilindrici, ramosi 7 le foglie alterne , con sette lobi, on- dolale-piegate , liscie , pelose nei bordi e nei nervi , dentale; i fiori piccoli , a corimbo. Fiorisce dal Maggio all Agosto , ed è comune ne’ boschi e ne' prati montuosi, ed ha qualità astringente , e perciò stimata vulneraria. Dicesi anche Erba stella. Lat. alcheinilla vulga- ris Lin. (A) (i\) —* (Mit.) Leone citeronio: Quello che devastava il Monte Citerone e fu ucciso da Ercole .—fianco : Altro leone che. infestava l’drgo- lide, e fu una delle dodici fatiche imposte ad Ercole da Euristeo. Fu detto Nemeo e Cleoneo, perchè desolava in particolare le foreste. Nemea e Cleona .— Lesbio, Eliconio: Nome di altri leoni uccisi rcole. V’ha poi chi di tulli quatLro ne fa un solo , cine. Il Ne- e di esso dicono averi eroe indossato poi sempre la spoglio.(Mi L) LEONTICÀ giace, Secondocliè da’ più m’ è già contato. Tass. Ger. g. aq. Cosi icroce leonessa i figli ee. Mena seco alla preda cd a’perjgli. Red. Irts. 71. Mi sovviene d’aver fatto mangiare al leone della carne d’una leonessa. 2 — Fare [la leonessa 0 ) la lionessa = Aspettare passeggiando. [ V Fare la lionessa.] LEONESsA.*(Gcog .)Cit.del R.di Napoli nell’Abruzzo Ulteriore secondo. (G) Leonetto , * Le-o-nct-to. N-pr. rn.—Duca di Lancastro, uno de'suer- rieri del Furioso. (Van) 0 Leonforte. * (Geog.) Lc-on-fòr-te , Lionforte. Città di Sicilia nella provincia di Catania. (G) Leonia. * (Bot.) Lc-ò-ni-a. Sf. V.G.Lat. leonia. (Da leon leone.) Albero del Perù , che nella rnonadelfia pentandrìa, famiglia delle sa- potee, forma da se solo un genere ; vieti caratterizzato da un piccolo calice a cinque lobi e cinque petali, da rai orcio a cinque denti che sostiene gli stami. Il suo frutto è una drupa a molti semi grossa come un pomo , gialliccio e ruvido al tatto -, è buonissimo dà mangiarsi , massime quando è ben maturo , e. il suo legno, duro, giallo e compatto , serve a fare varii utensili. (Arr)-(N) Leoxica. * (Geog.) Le-ò ni-ca. Antica città delta Spagna citeriore, nel paese degli Edetani. (G) Leonida , * Le-ò-ni-da , Leonide. N. pr. m. Eat. Leonidas. ( Dal gr. leon leone, cd idos sembianza : Sembianza di leone.)— Nome di due re di Spin ta, il primo de’ quali mori eroicamente alle Termopile e il secondo fu scaccialo dal trono dal genero Cleombroto ma poi vi risalì. ( 13 ) '(Mit) Leonide , * Le-ò-ni-de. N. pr. rn. Lat. Leonides. Lo stesso che Leonida. V. (B) Leonideb. * (Arche.) Lc-o-ni-dè-c. Add. e sf. Feste istituì te dagli Spartani per eternare la memoria di Leonida, c de’ trecento prodi che con lui gloriosamente caddero pugnando alle Termopile contro un innumerevole esercito di Persiani l’ anno fio avanti 11. C. Durante quelle feste si recitava V elogio di quegli eroi , ed oravi un certeum a cui i soli Lacedemoni erano ammessi. (Aq) (Hit) Leonideo. * (Arche.) Le-o-ni-dè-o. Add, e sm. Nome del tempio dedicato a Leonida. (Mit) Leonilda , * Le-o-nil-da. N. pr. f. Lat. Leonilda. (Dall’ ingl. lion leone , a hilding che vien dal sass. hild signore, o signora : Signora de’ leoni , Giovane forte.) (B) Leonula , * Le-o-nìl-la. N. pr. f. Variazione di Leona. (B) Leonimo ,* Le-ò-ni-mo. N-pr.m.'(Dal gr. leon leone, ed imi io sono.)— Guerriero di Crotone, ferito in un combattimento contro i Locri 'j.(Mil) LeonA'o , Le-o-nì-no. (Add. mi] Di leone. — , Lionino, sin. Lat. leo- nuius. Gr. Xiqiithos. Med. Arb. Cr. La crudezza leonina della giudaica ferocitade (cioè . bestialej. Dani. Inf. 27. 7 5 . L’opere mie Non furon leonine, ma di volpe. « (Non leonine, cioè non da uomo generoso e nobile. ) (B) 2 ■— Ed inforza di sin. Erano. Sacch. rnn. 48- Se quella leonina , ov’io son nato , Tenesse dritto il giusto gonfalone. (Qui intende della città di Eirenze.J 3 — (Lett.) Sorta di verso latino (de’bassi secoli, fidente nella stessa desinenza o rima del precedente , o tale che ha due parole che si fanno rima nel mezzo e in fine. Così detto da un certo Leonio, motta da E meo Leo^e. * (Zool.) Leone marino, o l'oca leonina, òpecie di wiuuuls mammifero. del genere foca ; ha sopra il naso una cresta consistente rn certa pelle erte può gonfiare come urta vescica, e spesso pende sopra il labbro superiore che è fesso. Questo arfbio diventa lungo assai volte venti piedi ; è -frequente nell’ emisfero meridionale verso l’America. Varia la sua voce; col grasso di esso si prepara un olio. Lat. phoca leonina. (Van) 2 — * Scinda leone. V. Scinda. (Van) Leone,* Lione, Leonello. N. pr. m. Lat. Leo. ( Dal gr. leon Ieonè. ) — Re di Sparla, figlio di Eusicrate .— Filosofo platonico, cittadino di Bisanzio, perseguitato da Filippo di Macedonia.—Nome di dodici Sommi Pontefici, de’ quidi il pruno, il secondo ed il nono santi. — Nome di sei imperatori d' Oriente , de quali il primo fu anche detto d Tracio, il Vecchio, il Grande ; il terzo l’Isaurico ; il quarto, Cazaro ; il quinto l’Armeno; il sesto, il Saggio o il Filosofo.— Nome di sei re di Armenia che regnaroiio in tempi diversi dal 11 z 3 sino al i 3 g 3 .— fi Grammatico. Uno 'degli autori della storia Bizantina.— Bracano. Statico greco del X- secolo.— Marsico ovvero Ostiense. Cardinale e vescovo di Ostia tutto ne’ Marsi , monaco benedettino e cronista del secolo XII. — da Orvieto. Cronista del secolo XIII. (B) (Van) 2 —* (Geog.) Città della Spagna , cap. del Regno di Leone o eli Xeon, Lat. Legionense Regnimi.— Isola deE Oceano Atlantico nella Bnja di Cadice .— Città delia Spagna nel centro di detta isola — Isola de.! Arcipelago dciiavigutori nel Grande Oceano equinoziule.(Cr) Leonello , * Le-o-nèl-lo. jV. pr. m. dim. di Leone. (B) Leonesco , Le-c-nó-sco. Add. m. Da leone. Arci. Rag- Coi liberali ino non accade astuzia asinina , ma leonesca. (Al) Leonessa, Le-o-ués-sa. [V/.'] Lione femmina —, Lionessa, Leona, Leena, Leea, sin. Lat. leacna. Gr. Ascósa. Q. V. 10. 187. t- Nacquero in Firenze due leoni di leone e le ncs:a de! Comune. Diitain. 5 . p-Ncl dolce tempo , che a Venere è dato , Trova la leonessa , e con lei 1 ’ Europa , che ec. Leonio , * Le-ò-ni-o. N.pr. m. (N. patron, di Leone.)— Poeta latino del secolo XII. (O) Leonora , * Le o-nò-ra. N. pr. f. Variazione di Eleonora. V. (Dal gr. eleein aver pietà , e hora bellezza : Bellezza pietosa.) (B) Leonorio , * Le-o-nò-ri-o. N. pr. m. (Dal gr. eleein aver pielà , c hn- reos bello: Bello e pietoso.)— Uno de’ capi de' Galli che stabilirono il loro soggiorno nell’ Asia . (Mit) Leosoti. * (Bot.) Le-o-nò-ti. Sin. pi. Lat. Ieonotis. (Da leon leone , 8 «otti umore.) Genere di piante della famiglia delle, labiate , c della didinamia ginnospermia di Linneo ; così denominate perchè la corolla de’loro fiori ha il labbro superiore lungo, retto e concavo, V inferiore assai corto e trifido, m modo che rassomiglia il labbro del leone. Da queste piante geme un wnoreche presto le fa marcire. (Aq) Leontadome, * Le-ou-tà-do-me. N. pr. f. (Dal gr. lenntodes leonino, e mys muscolo : Che ha i muscoli , la forza di Icone.) — Nome di una ninfa- (Mil) Leonteo , * Le-on-tò-o.' N. pr. m. Lat. Leonleus. (Dal gr. leonteos leonino.) — Eroe tessalo , della famiglia de' Lapili, uno de' capi del Tessali all' assedio di Troja. (B) (Mit) Leontes. * (Geog.) Le-ón-tes. Antico fiume della Palestina cheservivd di limite alla Galilea. (G) LeonteserA. * (Man.) Le-ou-te-sè-ra. Sf. Nome che gli antichi davano cui una specie di agata molto vantata per la sua bellezza, e per Vimmaginaria proprietà cui- essi le attribuivano di ammansare le bestie feroci. (Dai gr. leon , ontos leone , e siras freno.) (Mit) Leontiade , * Le-011-li-a-de. N pr. f ( Dal gr. leonteos leonino. ) —* Figliuola di Ercole e di Augea, figlia d Alceo. (Mit) Leontiasi. * (Med.) Le-on-tì-a-si. Sf. V■ G. Lat. leontiasis. (Da leon, ontos leone.) Nome dato alla lebbra del volto, cui essa sfigura a segno da compartire al volto dell’ infermo l’aspetto del muso del leone. (Aq) (Van) . Leohtica." (Bot.) Lc-òn-ti-ra. Sf. Lat. 1 conti ce. Genere di piante dell*, esar-dria monnginia, famiglia delle berberulce, distinto dal calice. f 1 sei sepali nudo nella base „ e da una Cassola rigonfia con pochi mi a fiori polipetali , probabilmente così denominate per /’ ‘fiff glianza delle loro foglie al piede del leone derivante dalla diviston de’loro lobi. (Aq) (N) LEONTICHE tEottnciiE.* (Arche.) Le-òn-ti -clic. Add. e sf. Feste che st celebravano ni Grecia in onore del Sole , salto la fìgura di un leone raggiante, c he con gli aitigli teneva per le corna un toro , il quale faceva ì- nutili sforzi per liberarsi ; si dicevano anche Miti-iache , perchè presso i Persiani il Sole chìamavasi Mitras. (Aq) (Mit) «osticbide ,* Le-on-tì-clii-de. N. pr. m. Lo stesso che Leotichide. V. (Dal gr. leon Icone , tyche fortuna : Fortuna del leone.) (Mit) (N) eoktici.» (Arche,) Le-ón-ti-ci. JS'ome che prendevano gl’ iniziati nelle jeste leontiche, (Mit) eoktiooidi.* (l!ot.) Le-on-ti-cà i-di. Sf. pi. I.at. leontieoides. (Dal gr. teontice leontica , e idos somiglianza.) Piante del genere corydalis , c °si chiamate dall'aspetto loro , somigliante a quello delle piante del j S ene re Leontica. (Aq) e'ktiba , * Le-òn-ti-da. N.pr.m. (Dal gr. leon, ontos leone, ed idos somiglianza. ) — Generale telano, ucciso da Pelopida. (Mit) j EOKT1de. * f A > T ,7,’ . J.' -!■ ...... LEPANTO LeONZIADE ; Leonzio , 77 ^ ’ KTIDI; . * (Arche,) Lc-òn-ti-de. Nome di ima tribù di Atene. (Mit) L * (Geog.) Lc-on-ti-ni. Antichi popoli della Sicilia. (G) NTISCO, * Le-on-ti-SCO. -." ' ■' ■ ' T " ,scos lioncello.) (B) rL TO ;‘C^gOLe- (Jn-ti-to.i'/ccofa citi v j Lai. Lcoutos. Antica citta delta N. pr. ni. Lat. Lcontiscus. ( Dal gr. leon- Lao^ó TO i*^p eo gó L )i' ól )' tl ': to - J ^' c< ’ o;,i c/w « dellaGrecia nellaLivadia.lfi') cenicia^af-') Lt ’' ó,1 ' t0 ’ Lcontonc J-EUBTOCEFAti/ .a, * (Geog.) L e* on-to • cò-fa- la* A mica città della Frigia Jfi) ontocefali.* (Arche.) Lc-on lo cc-fa-li. Sm. pi. E.G. Lat. leontoce- plialì. ( X)al leon, ontos leone, e cephale testa. ) Così ritentisi i simulacri con lesta di leone LeONTODONE. ontos leon 7 Suigenesio eguale, , 3 Molte foglioline con invoglio nella base , dal ricettacolo nudo e dal poppo stipitato eguale, le fòghe sono oblunghe orali, e gitasi dentale e lunediate. La specie più comune è it Lcontodone tarassaco , detto unche Tarassaco oliiciuale o comune, e più comunemente Pisciacane, Piscialletto. È pianta vivace , la quale cresce abbondantemente ne' prati e ne' luoghi incolti , e se ti usano in medicina la radice e V erba* Lat. Ieontodon laraxacum, taraxacum denslconis. (Aq) (Diz.Med.) (N) LEo S ToDONToinE.*(Bot.) Lc-on-to-don-tò-i-d e.XfT.G. Lat. Iconlodontoides. (La leon leone, odus dente, e idos somiglianza.) Pianta del genere crvpi- de, così detta perchè sì è creduta somigliante al dente del /eo/ze.(Aq)(iN) -kfcONTOFONo. * (Zool.) Lc-on-tò-fo-no. Sm. T. G. Lat. leontophonus. (La leon, ontos leone, e phone uccisione.) Animaìeito la cui carne mangiata dal leone , gli leca immediatamente la morte. (Aq) Lbontoforo. * (Arche.) Le-on-tò-fo-ro. *S m. E. G. Nave con otto or* duu di remi. ( Dal gr. leon, ontos leone, e phero io porto ; Portato Uno de- gli' eroi ateniesi, il quale in un tempo di pubblica calamità consacrò le sue tre figliuole alla sedute della patria. (Mit) e del gambo con pelo , --popoli. * (Grog.) Lc-on-tò-po-ìi. Antica citta di Egitto. (G) ^^tostomo. * (Bot.) Le-ondò-sto-mo. Sm. F~. G. Lat . leonlostoi ^ e °n,o7z«o5 leone. v, , -v uucca.^ xvorrte ai pianta dest r Bgui'a della bocca del leone . Detto anche Aquilegia. (Aq) onoro. * (Bot.) Le-o-nù-ro. Sm. Lat. Leonutus. ( Dal gr. leon leo- e f wa coda : Coda di leone ; e ciò dal labbro inferiore ricurve ° a * VC lanceolati , eguali.) Genere di piante apparte- filia c ^ asse didinamin ginnospermia di Linneo , ed alla faini- denti 7 / Ubiate , avente per suoi caratteri : il calice a cinque ottusi r f nr Ala bilabiata ; il labbro superiore vellutato , in pianta 1 L ‘^ Cri °i'e ricurvato a tre frastagli lanceolati, eguali. Q< abitai/? rer ùitla Europa ne’ rollami, in prossimità de'In sapore ^ €St ^ a da ogni sua parte certo odore forte spiacevole » ; ha perciò Altre volte se ne faceva molto'uso in medicina, ini- e a ,, CC ie 'd credeva atta ad eccitare la secrezione delle orine , dall' 7 /? P 7 C( - re d flusso mestruale. V attributo di Cardiaco le pervenne pi^ch ' t l . r ^ (i la virtù di risanare dalle palpitazioni di cuore , sem- faito o ^ a Pldicasse sopra la regione del corpo corrispondente a sif quale/ Wi0t * ìl fenili paesi credono i villici, che basti g Ut urne son,i^ lC ! na [ lc ùa nella cidla de ’ bambini , per procurare ad essi un ;o«zi f { fò ldo e tranquillo. (Yan) hessa 1 àflK.A. Malamente confusa da alcuni con la Leo- ley'a j s ,q s tesso che la Pantera. (Èr voce celt. basca pi oveniente da Siuùle'-^V C S ^ a (lHse ^ orma j bg nra ; s ^ a da antza similitudine: le herf‘ U , ou . e *) Nr. Giord. z6g. L’uomo piglia i leoni , le leonze, sono c » Saiv ? tiC ^ , ec. Tes. %\ 5. 5/. Un’ altra maniera di topi * l - C sl > c ì 1 >mnano cervieri , clic sono laccati di nero come lc- 5 ^ * > E in . . r0 .còse sono simigiianti, ec. (V ) (N) Bacini?-* 1 li L Sì fi n }f; di Leonessa. Luci'. Lib* 5. Le leonze irritate , a t fri lat;, 10 r dal bosco , e i viandanti Assalian furibonde. ^ e onz ja * iG T “^ e; Inrita ìeae iacicbant corpora saliti. ) (Br) I Ui c N. pr. f. Lat. Leontìa. (Y .Leonzio.)-—Cortigia* Fq & \ l1ì ^cepola di L pie uro , moglie di Metrodovo. (B; (Mit) , , . N AT . leonlostoinon. c stoma bocca.) Nome di pianta desunto dalla intiero 'uesta './ioghi Lfci figliuole alla salute della patria. (Mit) Leostbne, * Le-ò-ste-ne. N. pr. m. Lai. Leosthenes. (Dal gr. leon leone, e sthenos forza : Forza di leone.) — Generale ateniese vinto da Anlipatro. (B) (Mit) LEOSTRNio.*(Geog.) Le-o-stè-ni-o.Golfo Leostenio. Antico golfi del Bosforo di Tracia, verso la parte settentr. del Promontorio Hermeutn\Qy Leotichide, * Le-o-tì-cbi*de,Leutichide, Leontichide. N.pr.m. Lat. Leo- tycliìdes,Lcoticbidas (Dal gr Jean leone, e tyche fortuna: Forluua di leo- *1?;) ,— Be di Sparla, successore dì Demarato, vincitore in Mleale, — T Tiglio eli Afk/e e di Etnea, ma tenuto per figlio di Alcibiade, (lì) (flit) Leovigilda , * Le-o-vi-gìbda , Leuvigilda. N. pr. f. (Dal celt. low limpido , e gedlidh onore.) (O) Lbovioildo , * Le-o vi gìl-do , Leuvìgildo- N. pr - m. Lat. Leovigildus. (V. Leovigilda.') Be de’ Visigoti in Ispagna, padre dì *V. Ermenegildo. (B) (0) Leozia. * (Bot.) Le-ò-zi-a. Sf.V.G. Lat. Leotia. (Da leon leone, ed us, otos orecchia.) Genere di piante crittogame della famiglia de'funghe, costituite da una piccola testa clavata libera che sormonta lo stipite j così denominate perchè presentano in qucUche modo la JìgW'a dell* orecchie del leone. (Aq) (N) Lepachide. * (Bot.) Le-pà chi-de- Sf. V. G. Lat. lepachys. (Da lepas rupe, promontorio, monte, e chio io spando.) Nuovo genere di piante della famiglia delle sinanteree , così denominate dal trovarsi sparse ne'/uoghi montuosi. (Aq) Lepade. (Zool.) Lò-pa -dc.Sf.E.G. Lat. Lepas. (Da lepa$,ado$ chiocciola, ostrica.) Genere di conchiglia dell' ordine delle univalvi, la quale «* attacca sì tenacemente alla pietra, che diffìcilmente si può distaccare. Le lepadi sono piccoli molluschi a conchiglia moldvniva. Tirano nel mure fermi e aderenti fortemente agli scogli, o ad altre conchiglie o alla parte >nvnersa de'bastimenti, ec. (A) (Carni) (N) Lepadella. * (Zool.) Le-pa-dèl-la. Sfi K. G. Lot. lepadella. (\ . lepade f Genere di conchiglie della famiglia delle braudnontdi Y eaei- l' ordine delie crustodee , le quali sono difese da un guscio univalvo r piccolo e trasparente , che ha qualche somiglianza con^ una piccola ostrica. Questi esseri nolano con una grande velocita nella stessa guisa dd piccoli crustacei. (Àq) Lepadogastero. * (Zool.) Le-pa-do-gà-ste-ro. Sm.T.G.hat. lepadogaste- rus~ ( Da lepas, ado 3 conchiglia, e gaster ventre. ). Genere di pesci stabilito nella divisione de’ brancTiiosiegi, nella famiglia de discoboli, e ne.ll y ordine de ’ mnlacopterigi subbrachiani , distinti eia pinne pettorali r doppie, catope e natatorie ventrali riunite in forma di disco, cd ossa delle spalle formanti posteriormente una leggera prominenza che compie' un secondo ■ disco nei mezzo d' una membrana che unisce le natatorie pettorali, per cui il ventre è difeso da lina specie di corazza che per la sua figura è simile-ad una conchiglia- del genere lepas. (Aq) Decantino, *' Le-pan-li-no. Add. pr. m. Di Lepanto. (B) Lepanto. w i^Bot.) Le pàu-fo. Sm. T. G. Lat. tepantlies^ (Da lepos cor- leccia , ed anthos fiore-) Genere di piante parassite esotiche stabilito nella famiglia delle orchidee, e n Ila ginandria monandri.!., il fìnto di queste piatile è senqdice, conio ,e moia fido r cU i fiorì piccoli coi 7 8 LEPANTO sepali uniti per la base , gl' interni piccoli, e senza labbro, la colonnetta a due ali, la spica nasce dalla vagina della foglia, per cui sembrano immediatamente uscire dada corteccia degli alberi, sopra i quali vegetano. (Aq) (N) Lepanto. * (Geog.) Lè-panto. Lat. Neupactus. Città della Grecia nella Livadia, sulla costa settentrionale del golfo a cui dà il nome, anticamente Corinthiacus Sinus. (G) Lepas. * (Zool.) Sm. F ’. G. Lat. lepas. (Da lepas chiocciola, ostrica.) Nome da Linneo imposto ad un genere di conchiglie univalvi, il quale da' moderni naturalisti è suddiviso in molli altri generi. (Aq) Lepenizza. * (Gcog.) Le-pe-nìz-za. Fiume della Servia nel sangiaccato di Semendria. (G) LEPicENA.*(Bot.) Le-pi-cc-na. Sf.F.O. Lat. lepicena. (Da lepis squama, e ccnos vano .)Cosi alcuni botanici denominano le glume esterne o calieine delle piante graminee, composte di piccole squame, te quali ne vengono considerate come il calice. (Aq) (N) Lepida , ’ Lèpi-da. N. pr.f. Lat. Lepida. (Dal lat. lepida graziosa , piacevole .)—Matrona romana, condannala a morte sotto Tiberio per aver tentato di avvelenare il marito , dal quale era da venti anni divisa. — Domizia. Figliuola di Druso e di Antonia , pronipote di Augusto e zia di Nerone. — Madie di Scipione, — di Cassio .— di Calba. (B) (Mit) I.epidagatide. * (Bot.) Le-pi-da-gà-li-de. Sf. V. G. Lat. lepiiìng.ithìs. (Da lepis, idos scaglia, e agathos Buono.) Pianta esotica delta fumigha delle acantacee, che nella didinamia angiospermia, fórma un genere col distintivo di un calice di quattro sepali, i più grandi alterni e ciliali, la corolla bilabiata col superiore smarginato, e l’inferiore tr'fido.f Aq)(N) Lepidamente, Le-pi-da-mén-te. Avv. Graziosamente, Facetamenle.(A) Lepidaploa-* (Bot.) Lc-|ii-(la-plò-a..')/.'/ z . G.I.at. lepidapk>a.(Da lepis, idos squama, e pleo io navigo .fluttuo.) Divisione di piante del genere verttnma, della famìglia delle sinantcree , e delia singenesio. eguale dì Linnet-; così dal Cassini denominala , perchè le piarne che vi sono comprese vengono distinte da squame calicinali a foggia di navicella. (Aq) Lepidezza , Le-pi-déz-ia. Sf. F. dell’uso. F. e (//'Facezia. (A) Leon. Pascal. Berg. (O) Lepidia.* (St.Nat.) Le-pidi-a.A/ÌFi G. /-ut.lcpidia.(Da lepis, idos squama.) Nuovo genere di piante proposto da Savignf per collocarvi una specie d’annelide ( la TSereide stellifera ) tirandone questa denominazione dai cirri superiori di essa in forma di squame. Questo genere, che ha molti rapporti coli Afrodila , nel metodo dello stesso Savigny appartiene aliordine delle Nereidi, ed alla famiglia dello stesso nome.{A q) Lepidio. (Bot.) Lc-pì-di-o. Sm.F.G.Lat. lcpidiiim. ( Da lepis, idos corteccia. ) Genere di piante lipostn da Linneo nella classe della teleadinamia sihquota , e della famiglia delle crucifcre , a fiori polipetali, la siliquetla quasi ovata ha le valve carinato-ventricóse colle cellette ad un seme senza margine; alcuna delle sue specie (il lepidium sa- tivum , ed il Icpidum latitòlinm), il crescione o nasturzio, volgarmente Elba pepe o Mostardina . coltivala ne’giardini, passa per detersiva, diuretica, incisiva , antiscorbutica, e starnutatoria; i semi e le foglie miste col glasso di prrco, sono utili contro le ulceri sordide, la tigna, la rogna cc. — , Ibcride , sin. (Aq) (N) Lepidiotte ri.* (Zool.) Le-pi-di-òt te ri. Sm. pi. F. G. Lat. lepidioptera. (Da lepis, idos corteccia, c pleron ala.) Ordine d'inselti ad ale a scaglie, cioè forniti di quattro alt stese , membranose, quasi uguali, di color vano , formate da scagliette ovali allungate , coniche o triangolari, tagliate agli orli, e disposte l’una suite altre come le tegole sul letto di una casa. — , Lepidotteri, sin. (Aq) Lepidissimo , Lc-pi-dis-si-mo Add. m. superi, di Lepido. Pascol. Risp. Novell. Fior. Berg. (Min) Lepido,* Lè-pi-do.Laf. Lepidus (A Lepida .)— M.Emilio .Generale romano, Sommo pontefice e tre vi Ite console, amicissimo di Cesare, ed lino dei secondo triumvirato. — Piglio del precedente , messo a me,rie da Augusto. — Figliuolo di Giulia nipote d’ Augusto, fatto morire da Caligola. — Generale di Tito. F. Largio. (B) (Yan) Lepido. A del. m. F. L. Piacevole , Giocondo, /.ullépidus, Ge.Aa/xppcs. Saiinnz. Arcad. Egl. 1 . [Perisca il mondo, c non pensar ch’io trepidi; Ma attendo sua mina, e già considero] Che il cor s’adempia di pensici' più lepidi. Ed Egl. è. [E non s’udivau ulule , Ma] vaghi uccelli dilettosi e lepidi. Ed Egl. 12 . Luoghi un tempo al mio cor soavi e lepidi. Lepioocario. * (Bot.) Le-pi-do-cà-ri-o. Sm.F.G . Lat. lepidocarìum. (Da lepis,idos squama, c cinyon noce.) Genere di piante della famiglia delle palme e della essandria trigona. 1 /.ori sono poligami ; il calice campaniforme tridentato, la corolla tripartita, le antere attaccate al dorso de' filamenti, ed il frullo è una bacca con corteccia tessellata ad un seme; così denominate dal loro frutto consistente in un cono formato dall’ aggregalo di varie noci vestite di squama. (Aq) (IN) LÈpinocARroDENDRO.* (Bct.) Le-pi-do-car-po-dén-dro. S{m. F.G. Lat. le- pidocarpodendrum. (Da lepis, idos squama, carpos frutto, e dendron albero.) Specie di pianta del genere protea così denominato dagli scagliosi suoi frutti. F. Protea. (Aq) Lepidofillo. * (Bot.) Lc-pi-do-fìl-lo. Sm. F- G. Lat. lepidophyllum. (Da lepis, idos squama, e phfllon foglia.) Genere di piarle corimbifere nella famiglia delle sinanteree, così dette a cagione delle loro figlio • piccolissime e come squame disposte sopra quattro serie longitudinali sul fusto. (Aq) ' Lepiooforo. * (Bot.) Le pi-dò-fo ro. Sm. F. G. Lat. lcpidopliorum. (Da lepis, idos squama, e filiera io porto.)Genere di piante, stabilito da Necker colle antemidi Litmeanc , e così da lui denominato , perchè le specie che egli vi ha collocato sono distinte da un ricettacolo vestito di squame. (Aq) Lecidoide. (Anat.) Lc-pi-dò-i-de. Add. e sf. F.G. Lat. lepido’dcs. (Da lepis,idos squama, ed idos figura.) Epiteto della sutura squamosa del cranio , la quale rassomiglia tante scaglie unite. (Aq) LEPISÀCANTO Lepidolepro. * (Zool.) Le-pi-do-lè-pro. Sm. V. G. Lat . Iepkloleprus. (Da lepis, idos squama, e lepros aspiro, duro.) Genere di pesci stabili lo da Risso, affine ai godi , da Cuvier adottato ne suoi malacopterigi subracchiaui , e cosi denominali dalle due loro squame di piccole spine , che ne cunprono il corpo. (Aq) Lefidolite. (Min.) Le-pi-do-lì-tc. Sf. V. G . Lat . lepidolilhes. ( Da lepis. idos scaglia, e Uthos pietra.) Specie di pietra untuosa , trovata, non ha gran tempo , in masse alcun poco trasparenti su i margini , con frattura ineguale , in piccoli grani, ed alcun poco squamosa» Tutta la pietra pare folmata da una quantità di piccole squame o pagliuole simili a quelle della mica ; il che le dà V aspetto d'una ventwina. Men dura della calce jlnatica , si taglia col coltello; ma è diffìcile il polverizzarla. Il suo colore varia dal roseo carneo al roseo quasi bianco. (Boss) r Lepidoma. * (Bot.) Le pì-do-ma. SfV. G. Lat. lepidoma. (Da lepis, idos sqiuima c doman io costruisco.) Sottogenere del lecidea , del metodo lichenograjìco di Celiai io , nel quale sono comprese la specie di li- cheni, che si presentano sotto la forma di aggregati crustacei squamosi. (Aq) Lfpidonota. * (Zool.) Lc-pi-do-iuVta. Sf. V. G» Lat. lepidonota. ( Da lepis, idos squama, c notos dorso.) Genere di animali annelidi, che ha per tipo V approdila squamata di Linneo. Gli annelidi trassero questa denominazione dalle belle squame di cui sono ornati. (Aq) Lepidopi.* (Zool.) Le-pì-do-pi. Srn.pl. V. G. Lat. lepidopi. (ì)alepis, idos squama , e pus , podos piede.) Genere di pesci della famiglia delle tenioidee., e dell’ordine degli acantotterigi., le cui pinne toraciche ed anali sono simili ad una scaglia da una parte allungata, rotondata ed aguzza dall’altra; sotto le pettorali hanno due piccole scaglie puniate mobili che tengati luogo di natatorie ventrali. (Aq) (j\) Lepidopilo. * (Bot.) Lc-pi-dò-pi-lo. Sm. V» G. Lat. ìepidopilum. (Da lepis, idos squama, e pilos cappello.) Sottogenere di piante crittogame, stabilito da Palissot-Bmuvois nel pilolrichum .della famiglia de'muschi , e caratterizzalo da una cuffia o cappello coperto di piccole squame. (Aq) Lepidopomi. " (Zool.) Le-pi-dò-po-mi. Sm. pi. V- G. Lat. lepidopomi. (Da lepis , idos squama, e. poma opercolo, coperchio.) Famiglia di pesci dell’ ordine degli addominali , la quale comprende i generi Mugil ed Exocoeius di Idillico, provveduti, dì opercoli branchiali scagliosi. (Aq) Lepidosap.com a. (Ohir.) Le-pi-do-sàr-co-ma. Sm.V.G. Lat. lepidosarco- ma.(Da lepis, idos scaglia,e sarx , sarcos carne.) Tumore singolare o specie di sarcoma formalo nella bocca e coperto di scaglie irregolari. (Aq) Lepidosperma. * (Bot.) Le-pi-do-spòr-ma. Sf. V. G. Lai. lepidospcrma. (Da lepis, idos scaglia, e sperma seme.) Genere di piante dcllafamigliu delle ciperacee da Labillardière stabilito , e così denominato per le spighette androgine ad un fiore con molte squame vuote, le ipogine membranacee nella btf.se e congiunte , la cariosside oliuui, (Aq) (IN) Lepidote.* (Min.) Lo-pi dò-te. Sf. V.G lai. lepidotes. (Da lepis, idos scaglia, onde lepidotes squamoso.) Gemma di varii colori, immilante la scaglia de pesci. (Aq) Lewdotjde. * (Boi.) Le-pi-dò-ti-de. Sf. V. G. Lat. lepidojis. (V. le- pidole.) Genere di piante crittogame della famiglia delle licopodiacee . distinte da fiori maschi con antere coperte dibrattee, ofoglie florali lanceolate . a foggia di scaglie. Tal genere è stato riportato al Licopodio. (Àq) ,(IN) t • -, ^ Lepidoto. * (Zool.) Lc-pi-dò-to .Sm-V.G- Lat.^ icpidotus. ( Da lepis, idos scaglia.) Genere di pesci stabilito da Laccpède nella divisione deto- racichi , ordine degli acantopterigi , che si distinguono per un corpo assai lungo e compresso a foggia dilania, coperto da scaglie patentissime. Trovasi in copia nel JSilo , e ha dato il suo nome cui lina città d’Fgitto. (Aq) (N) Lepidotteri. * (Zool.) Le-pi-dòt-te-ri. Sm. pi. Lo stesso che Lcpidiot- lori. K. (Aq) Lepidotterologico.* (Lett. c Zool.) Le-pi-dot-tc-ro-lò-gi-co. Add. e sin* V . G.(Da lepis, idos corteccia, pteron ala, c logos discorso.) Aggiunto dato dal medico Gescnius al suo Manuale per le raccolte di farfalle con ali a scaglie , stampato in Eifurt nel iyS6 col titolo ; Saggio d’ un Enciclopedia lcpidotlcrologica. (O) Lepicokio. * (Bot.) Le-pi-gò-ni-o. Sm. K. G. Lat. Icpigonium. (Da/tf- pis, idos squama, <• goni a angolo ) Genere di piante della famiglia delle carioJUlee , e della decaiutria diginia di Linneo, stabilito da JVah' lenberg colle specie delle arenarie , che si distinguano per un fusto angolare , e che sugli angoli portano delle stipuli 1 simili a squame. (Aq) Lepido. * (Geog.) Lò-pi-no. Lat. Lcpiuus Mons. Catena di monti nel Lazio , tra la vìa Latina e la via Appia. (G) Lepiota. * (Bot.) Le-pi ù-ta. Sf. V. G. Lóti, lepiota. (Da lepis squami e us.otos orecchia.) Prima sezione delle pi-ante del genere agarico, se' condo Persoon , in cui vengono comprese quelle che hanno il edg' pello simile ad un’ orecchia , con superfìcie sovente squamosa. (A^/ Lrpipoide. * (Anat.) Le-pi-pù-i-dc. Add. coni. F~,lr. Che ha la fon> lLÌi di una squama ; Sutura lepipoide o squamosa del temporale, (Dal £ l * lepis squama ed idos forma.) (Van) Leviro.*(Zoo1.) Lè in va.Sin.F.G. Lat. lepyrus.(Da lepyron squama,) W 0 nere d’insetti coleotteri tetrameri, stabilito con alcune specie del curculio di. Linneo, dal quale ir distingue pel corpo squamoso^ Aq) (ff Lepirodia. * (Bot.) Le-pi-rò-di-a. Sf. V.G. Lat. lepyrodia. (Da lepj rodes squamoso.) Genere di piante della famiglia delle restine#^ stabilito da Brownes , e così denominate dal loro calice formato c sei squame clumacce. (Aq) /„, Lewroma. * (Bot.) Le-pi-ròmi-a. Sf V. G. Lat. lepyronia. ( Da pyron squamoso.) Genere di piante della famiglia celle ciperacee r dell esaudrìa monoguua di Linneo , stabilito da Richard; cosi da loro fiori disposti in (spiga laterale , sessile ed ovoidea , fona di squame strettissime imbricate. (Aq) ,, a5 , Lepisacasto. * (Zool.) Le-pi-sa-càu-to. Sui, V ■ G. Lt$t, lepisacau \ 1J pari* gr. accr. la , e da LEP1SCL1NA ( Da lepis acaglia , od acantha spina.) Genere di pesci nella divisione de' toracichi, dell'ordine degli acantopterìg /', stabilito daLacepede con una specie del genere guastarosteus , i quali hanno per distintivo grandi ed acute scaglie sul dorso , ed alcuni pungoli isolati nel- to parte anteriore della pinna dorsale. (Aq) (N) . Lwiscljisa. * (Bot.) Lc-pi-sdì-na. Sf V. G. Lat. ìcpisàmu. (m lepis squama , e cline, letto.) Genere di piante corimbifere , della famiglia delle sinanteree , e della singenesia superflua ; cosi denominate dal Ioìx> ricettacolo squamoso che costituisce nei'fi ori il letto nuziale .(Aq) Lepisma.* (Zool.) Lc-pì-sina. Am. y. G. Lnf.lepisma. fDaleuis ovvero ie- pisma scaglia.)Ge/ie?’£ d’insetti dell’ordine degli atteri di Linneo, e della fap àgli a dei levismeni di Lalreille, così da Linneo denominati a cagione del corpo lungo coperto di scaglie acute , lucenti ed argentee fkcf) 2 —* (Bot.) VecandoUe dà questo nome ad una specie di squame membranose o cca'nosctte che sì trovano alla base dell’ ovario in alcuni generi della famiglia delle ranuncolacec. (Aq) Lepismeke,* (Zool.) Le-pi-smi'-iie. Sm. y. G. famiglia d insetti che ha 1 caratteri del genere lepisrna. (Aq) . * Depismo.* (Z D o 1.) Le-pi-smo. Sm, K G. Lat. lepismns. (V. lepisma.) Some specifico di un pesce del genette sciaena di Linneo , dell’ordine degli acantoptertgi , distinto da scagliette sulle pinne , e singoiar- mente sulla dorsale. Lat. sciaena lepisrmis. (Aq) (N) Jjepisosteo.* (Zool.) Lc-pi-so-stè-o. Sm. V. G. Lat. lepisosteus. ( Da tepts squama , e ostcon osso. ) Genere di pesci della famiglia delle clapee , dell’ ordine de malaaotterigi addomìrudi} i loro caratteri sono : S ran di scaglie disposte V une sulle aitile , grosse , dure ed ossee ? che cuoprono tutto il loro corpo . (Aq) ■Depista.* (Arche.) Le-pì-sta. Sf. y. G. Sorta di conchiglia o vaso ove tenevasi V acqua ne’templi. Leu» lepista. Gr. Ae itcott-/). (Md) . Depisuro. ♦ (Zool.) Le-pi-sù-ro. Sm. V. G. Lat. lopisurus. (Da lepis scaglia 5 e tira coda.) Specie di pesce osseo del genere sparo che ha le pinne della coda ricoperte di scagliette. Si trova nel grande Oceano equinoziale. Lat. sparus lepismns. (Aq) (N) Lkptttj:, r to. * (Zool.) Le-pit-te-ro. Sm. y. G. Lat. iepiptcms- (Da lepis squama, e pteron ala.) Genera di pesci ossei dell’ ordine degli acan- topterisi . della famiglia degli olocentri. distinti da pinne natatorie squamose. (Aq) (N) Depocera.* (Zool.) Le-pò ce-ra. Sf. y.G. Lat. lepocrra. (Da lepis corteccia , e ceras coroo.) Genere di polipi dell' ordine de’ cariojìllart r , e della divisione dei poliparii intieramente pietrosi ; e così denominali' dulia loro corteccia distinta a foggia di corno. (Aq) Depolemo , * Le-pò-Ie-mn. J\. pr. m. ( Dalla part, gr. ; polemios bellicoso. ) Bcddìn» (N) Depoistisp..* (Geog.) Le-pon-tì-ne. Alpi Leponline o Lcponzrane. Catena di monti che fa parte delle dipi. \ G) Leponzu.* (Geog.) Le-pòn zi-i. Antichi popoli che abitavano a’ confini della ReUti , dell' Elvezia, e dell'Italia, e appunto dove oggidì giace il paese de'Grigioni. (O) ’ n oo o Leporajo, Lr-po-rà-jo.cAw.Zo stesso che-] Lcporario. J'XV. 12 $. 5 .Ancora di questo mese comperar si possono e procenrare gli armenti de’cavalli cc. , e far leporai e piscine , come appiimo è trattato nel libro nono. Lepohario , Lt-po-rà-ri-o. [ Sm. Luogo serrato , nel quale si nicchia- dono le lepri , i cervi , e simili.} —Leporajo, Lejjrajo, sin. Lat. lej>o- rarinm. Gr. XayujrpQ^ciov.Cr.^.do.i.W leporario-è un luogo rinchiuso nel quale si racchiudono le lepri, e i' eavvioU, e 1 cervi, e i conigli. Lepore, Lc-pó-re. Sm. y. L. e poet. Grazia , Garbo ; e propriamente si riferisce al discorso ; benché in generale dicasi eziandio di cosa qiiidsiasi. Lat. lepos, ìepor, Gr. %àpis. Marciteli, Lucr. Uh. 2. Di ridente lepor cosperse intorno. E l. /j. v. 72. Quanto più Han d’ogn’ intorno le muraglie chiuse , Sicché da’ lati del teatro alcuna Luce noti passi, tanfo più cosperse Di grazia e di lepor ridon le cose Di dentro, ec . E Uh. 5 . Poscia intorno splendca d’un vivo e chiaro Lume , e d’ un Uscio c nitido lepore. (A) (Bv) Lepore,* I^-po-re. Sm.y.A.y e di’ Leyrc.S.Agost.C.D. Mazzi. ( 0 ) liEPor.F.AMBo. " (Lett.) Lc-po-re-àm-ho. Add. e sm. Sorta di verso così detto da Ludovico L°porvo > creduto inventore di certi componimenti fantastici , pieni di rime varie e bizzarre , sebbene sianvi esempi di tali poesie anteriori a quest’autore. Salvia. Bros.Tose 1.3-fg. Sento dello stile di Ludovico Leporeo, glorioso institntore de i versi da lui chiamati leporeambi : Già tu puzzi di pazzo, eh’ è un pezzo , Disse Pluton bestiaccia per bisticcio. (N) kEPORUio, Le-po-ri-no. Add. m. Di lepi'e. —, Leprino, sin.Lat. lepo- n mis. Gr. xccy&cs, Com. Pui'g. n. Altri
  • n \ Un tal contralto riguardo al padrone del fondo , chin- però 7 P az * onc ) e riguardo all’ assuntore del fondo, Conduzione ; e ‘litlto- d' 1 1,1 off 1110 sl nomina Locatore, e chito riceve dicesi Cou- Locc.B le ’ e volgarmente Locatario. Romani, (N) Locno'f-XZocr.) Loc-ca-rì-no Sm. f.o stesso che. Lucherino. y.fVim) Co Lóc-cio. Add ni. y.Atvt. Dappoco, donno. (Dallo spagn lo- i (1 j 0 “ile il medesimo , e clic vico dall av. (ofaion stolto. Anche, limi* ■ lokorc vale stupido. Secondo queste nozioni , correggi 1 ’ eti- Loc della Y. allocco ) Red. Eoe. Ar. (A) 0 i/'l' ‘ ln) i-) Lòc-co. [Y/«. Lo stesso che ] Loc. / . Riccit. Fior. 1oy. h ' *a sorta di medicina che gli Aralii chiamano tocchi, i Grec • , ano cclemmi ed electa , ed i Latini lindi , perche si pigli W 0 CC ,1 B „_1- -ì- ect chia- iano in Loc CCa a modo di lambire. 1 * Lo-cè-o. IV. pr. in. (Dal gr. lochos coorte , truppa, insidie.) ■Loci et Alessandro, che congiuro conilo di lui. (Mit) i-«r Sin. y. Fr. Istromento che serve ai piloti per misu- l e fi d cammino o la velocità di un bastimento : esso è un pezzo di Irai* 0 Inatto,raccontati dato aduno sptigo;cliiainasi anche Barchetta.(Dal l 0c c ' luche che vale il medesimo , c che sembra derivalo dal cedi. Loch e °*‘B n0 - I' 1 ìugl- log vale il medesimo.) (S) 1 . (Mit. Ind.) Lo-chè-u. Dea della Fortuna presso gl'lndiam.Qilil) * (Mit.) Lo-cho-à-lo. .Soprannome di Giove. (Mit) Wnr*' (^mgOAu/.Loel.einum. Piccola città de'P.R.nella GueldriafG) iure. ' ..(p ec sO I- at - Lnccau. Piccola città di Francia nel diparti- Loira. (G) c r V % (Mit.) Lù-chi-a, Aggiunto di Diana , invocata rie'partì.(fidi rj 0llf (M-cd.) Lò-chi-i. [li’m.] pi. Purgazioni delle quali sì sgravatici le in 6 l ^ u P° essersi sgnu'Gte de / parto e della secondina.{Consistono q u ,^ n , tv acunzione sanguinolenta die succede doliti vulva , e. della p,, . e Unlcierrnwato il tempo e hi quantità. Chiamatisi dal volgo cìioP'°'^ ^ at • lucida. Gr. \ox^ x i Trnll. segr. cns.donn. Dopo '*■ yj. srìll o liberate , vengono x locbii. rq n tc pusi Locliii sanguigni, Quelli che tengati dietro al parlo', du- ì% as,S() SSl Cnrn Hnenienle ventiquattro c quarantott' ore , e terminano per no p trn pha.re a un liquido sieroso rossivno ;— pui iformi, allorché fnm- v / RÌ n fo Ul iet>za del pus; — lattei , quando sì lutino biancastri dopo v i-i. '‘ i>Jc d.) Lò-dii-o. Sm. V. O. Lat. lochimi. Gr. Xo%t/jt. Cosi Loc.., 1 P°cr ■ . . n - (Aq) _ . x , (Da i a * (Mcd.) Lo-chi-o-schc-si. Sf. V G. Lat. locbioscbcsis. fl dle p 0c ^ e, « purgazioni , c sdiesis l’avere , il tenere. ) /litenztone boc.o f r P aZic >iii dopo il parto. —, Iseo lochi a , sin. (Aq) Lai* " c °* (A'/n. Lo stesso che] Luogo; rnn è per lo più del verso. lo Ca/ ) f Cl '% ^ r * ro ^c 5 - Petr. son. 205. O sacro , avventuroso c dolce cra * n l° co , ove s’udia il rimbombo Ddl’a- Lo Co j* C I * Ctì nz.y. 2.Che io non truovo di nè notte loco. Tass. Ger.6.2 2. a mura e li steccati, Che nullaavea di disegnaleo d’ erto. *ìin 0 £ q j Hstuo anche nella prosa. Fr. Guìtt. Lei*. 14■ Spczialis- bito aleuu°‘ C ° * 0 6 a, Mio ec. E appresso : E se loco a guerra repu- ^^ 0 8gcndo° CC * ^ nr, ^ jGiL1 - 1 • 1 l4- bi certi pochissimi lochi, i quali ^co soti aVVmirae 5 et ^ ^«"«idarete facilmente. F 2. 3- Per esser *■ °Vato il j CrraUf -0 ec. Betnb. Leu. 3. 8, 218. Potrà Vostra Signoria, j lVe r loco ° C( ?- ’ fai *lo dire cc. F 5. u. 1 44- Si escusasscrp di non , Co per U 8ln 5 clJ dcrà clic vacherà questo loco. E 2ò3- Fatevi lasciar ̰ c ° ì ad u Calvin. Disc.?,3i5. Da i verdi anni, dal solitario boco p Cr j 11 *° n ipo fu assalito cd espugnato. E Pros.Tosc. 1 . 2g$. x » P er dire anche questa minuzia ec. (N) n re loco ~ Concedere loco , agio o comodità, Cedere ec. ì * F ^°.8°i loco, il luogo. (N) Temp^ - 3 q ^ oc ? ^ Cancrdere il passo. V. Fare loco. (ÌS) IVKat *pix ’ , caslone e Acconcio. Lat. opportunitas , tempns. Gr. Co «ianda - p0s ' Bocc . enn* £; 'A V .-.-C. C» i- a j- , —ore. cmiz. 5. 3 . E poi , quando fia loco, Me rac- Uvatj JO£ ^ '*■' monte, [o più veramente Qualunque podere o terraeol- > 5. Oe 1 Uale s 'g''ì/ìcato anche ogi;i si usa in molti paesi .) Ar. 1 fo Locazml 1 un ?,’ c Jolna " vrcmlc uii altro loco. h, mefizi„ 0 .j e 1 L aUo R a >c o Dare a fitto. Berti. Ori. 3. 7. fo. Certi , ° 1 ' altro è avcva ^ oco paescl, che gli orali brighe c pene .nf Qui avv. , come avverti il Batiali. P. Loco avv.) (?ì) LOCULO ,3 9 Loco. * Avv. locale. Colà, Ivi, Li. Lat. in eo loco, ibi. (V. propria del dialetto napolitano che dice lloco, come scrisse il Boccaccio , lloca sta abbate Janni ec.)/'r. Guilt. leu. 3. A viver bene c beato neente manca loco o’ è vcrtù. Ed altrove : Disragione e mattezza disnaturata dimora loco. E appresso; Viso infermo ec. non può vedere verità loco. (E così in molti altri passi di questo autore, y. Bott. Fot. 114. a Er. Guiu. che cita anche più esempi di altri autori. J Tes. Uf. cap. s6. E se perdesse un poco, Ben udireste loco Bestemmiar Dio e’Sauti. (Qui nel sipn.de i /ul.iilico, e lo spagnuolo Luogo, come nota lo stesso Bottari-J (A) (N) 2 —* (Mus.) Dopo un passo notaio colL’iu 8.0, o 8. a , che indica l'esecuzione sua di un ottava piu alta , si pone la parola Loco , che significa V esecuzione delle Noie susseguenti nella loro posizione naturale. Così usasi talvolta dopo i suoni armonici a scriver loco , per indicare i naturali. (L) Loconocmo.* (Med.) Lo-co-dò-chi-o. Sm. y. G. Lat. Iochodochium. (Da lochos puerpera, e dochos atto a ricevere.)Aic-opeiv) delle puerpere.fjs q) LocomotilitX. * (l ? is.) Lo-co-mo-ti-li-tà. Sf.’ Facoltà di cambiar loco. Questa voce usasi specialmente da’ fisiologi, i quali se ile valgono a. indicare la facoltà goduta da certi animali, e dall' uomo in particolare , di muoversi sotto la dipendenza della propria volontà tanto con tutto il loro corpo in massa , quanto soltanto in talune delle partì di esso , nella mira di effettuare i varii alti esterni che giudicano ne* cessarli per io esercizio della propria vita . (Vali) Lch'mmotivo. (Fis.) Lo-co ino-U*vo. Add. m. Atto a muover di luogo « Pace Fis. Berg. (Min) Locomotore.*(F is. e Fisici.)Lo-co-mo-tó*rc..^A/.m. comp. Che muove. Gli anatomici dicono Appai ato locomotore, alla Riunione degli organi, la cui azione produce il movimento volontario. Questo apparato si compone: i.° dì organi eccitanti , che sembrano essere una porzione della mi• dolio, spinale , e. della midolla allungala ; 2. 0 di organi agenti formali da muscoli , co’ tendini , le aponew'osi , e le guaine fibrose, che servono a trasmettere o a concentrare V azione muscolare ; 3.° di organi passivi , che sono gli ossi su ì Ipiali mette tutta la forza motrice. (Van) Locomotrice. (Fis.) Lo-co-mo-tri-w.^dW. f. Aggiunto dato alla potenza di trasferirsi da un luogo all* altro. Pace Fis. Berg. (Min) Locomozione. * (Fis. c Fisiol.) Lo-co-mo-zi.q-nc.ty/’. Mutazione di loco. I fisiologi, se ne servono per indicare, non già soltanto la facoltà posseduta da certi corpi vìventi di trasferirsi da wi luogo all' altro , ma inoltre quella di cui sono parimente dotati di mantcnci'c per varùt tratto di tempo le loro parti in certo rapporto , tanto tra sé stesse , quanto col suolo od altix> mezzo che somministri ad esse wi punto d' appoggio. (Van) Locorito.* (Gcog.)Lo-cò-n-to.Lctf.Locoritum. Antica città della Grande Germania. (G) Locotenente , Lo-co-tonèn-tc. \_Add. e sm] K* poet. Lo stesso che Lno- golencnte. K. Beru. Ori. 1. f. 20. Degno lo reputiam di questo o- 1101*0 , Che generai sia nostro capitano , Locotenente, ovver governatore; E , così detto , il baston dagli in mano. Loci; a. * (Geog ) Lò era. Antico fiume deW isola di Corsica ? il cui odierno nome è ignorato. (G) Locrense. * Lo-crcn-se. Add. pv.com. Di Locri. Red. ami . Ditir. 10. Fili- stiano Locrensc medico. Buon. Fas. ant. 218. Eutimia Locrcnse. (N) Loc resi. * (Geog.) Lo-crc-si , Locrii. Antichi popoli dell’ A caia , è qwth abitavano la Lncride , distinti in quattro nazioni : gli Ozoli , gli Opuny.ii , gli Epicnemidi e gii Epizehrii ; i primi tre dimoravano nella Grecia , gli ultimi nella Magna Grecia , presso il promontorio Z/pfirio , ed erano una colonia de Locre.si Ozoli. (G) Locri.* (Geog.) Lò-cri. Antica città della Magna Grecia, presso il promontorio Zefìrin , e non lungi da Reggio) dal Affino trasfei issisidl h- sopis nel lido di Cerare , ove fu distrutta nel 915 di Cristo^ G)(N) Locane. * (Grog ) Lò-cri-dc. Sf. Antico paese della Grecia propria , diviso in due parli dalla Focide. Una di queste pm'ti giaceva sul golfo di. Corinto , cd era abitata da Locrii Ozoh ; l altra situata al di là del monte Parnaso , sul maj'e dcWLubea , si estendeva fino alla gola delle Tvmopile. Questa parte era divisa fra due popoli , cioè 1 Locrii Opmizii ed i Locrii Epicnicnidi. (G) Locrii. * (Geog.) Lò-cri-i. Lo stesso che Locrcsi. V• (G) Locruva , * Lo-cn-na. IV. pr. f Lat. Locriua. (Dal celt. loc foresta, Lgo , e riti mistero : Mistero della foresta o del lago.) (B) Locro , * Lò-cro- IV. pr. m. (I11 celt lincili accarezzare , lusingai e ros piacevole : Piacevole e lusinghiero. Nella stessa lingua loc lago , e ras promontorio , penisola* Penisola , Promontorio del Figlio - di Giove e di Mera. — Figlio di Elolo , e P a “ff 1 *— Figlio di Feaso , e fratello di Alcinoo, ucciso da fico e. 1.) Locsio. * (Mitri Lò-csi-o. Soprannome di Febo, o pevche trascorre oh- Miquamonte , come astro del giorno , 1 deserti dell aria , o perche come dm di Delfo , rendeva oracoli ambigui. (Da gr. s s ias\er- l«„ V»—' lavano lo Spazio di terreno che occupava una tomba o un monumento sepolcrale ; come altresì qu-llo che doveva restar vacuo tutto all intorno, ad affine dì conservare un accesso Ubero a$h eredi e agli amici. Lo Stesso vocabolo indicava ancora una Buccina od un piccolo incavo nel muro d’ un sotterraneo per ricevere un urna o un cadavere. Bel primo caso dicevasi Loculo ; quando conteneva un cadavere chiudevasi con una tavoletta di murino , o di terra colta suggellata col gesso o con ramponi di ferro , acciocché il mal odore della putrefazione non si spandesse nelle strade o ne’ passaggi del sotteiTaneo. (Van) Loctmo. * (Arche.) Lò-cu-h). Sm. I Romani con questa jiamla indicavano un astuccio , per porvi ilibri, poiché gli antichi non conoscendo nè la stampa nè il modo di legare i libri, scrivevano le loro opere sopra la pergamena, o sovra il papiro di Egitto, c a'cgm aver- i4o LOCUPLETAZIONE re fatti de! rotoli ^ li chiudevano in borchie d’awrio odi metallo , che meìtevansi in certi astucci nei compartimenti o nicchie fatte appositamente per consci vatii (Van) * — • Nicchia , Cassa , dove si sepellivano i cadaveri. V'• Locu- lamento. Lat. loculus. Gor. Difes, Alf. tose. i85. La Grotta sepolcrale ec. con porta e loculi a tre ordini ec. scavati nella rupe, i quali mostrano l’uso di seppellire interi i cadaveri de'defunti; acuison simili le Catacombe degli antichi cristiani . Buon. Eas. Ant. Ectr.pref. tf.Accanlo a’sepolcri, che gli antiquarii chiamano loculi. E appresso: 10. Intorno ad un medesimo loculo o sepolcro. (N) 2 — (Bot.) Loculi chiamano i botanici quelle cavità interne di taluni pericarpi^ e delle antere separate per mezzo deAiafrarnmi, dove sono rinchiusi i semi. — , Loculamento , siti. (Ga) (N) I-ocuplbtaziokb , Lo-cu-ple-ta-zió-ne. Sf. E. L. Utile , Lucro , Guadagno. De Lue. Doti. Eolg. 2. 5 . 6. Berg. (Min) Locupletissimo, Lo-cu-ple-tis-si-mo. Add. m. superi. Ricchissimo , Do- viziosissimo, ricco!. Teor. Leu. dedic. Berg. (Min) Locusta. (Zool.) Lo-cù-sta. [.Syi Genere d* insetti dell' ordine degli or- topteri,famiglia delle locuste.formalo col Gryllus tetti gonia di Linneo. È prossimo al genere grillo , ma ne differisce perche ha il corpo più sottile , e allungato; ha le antenne setolose , e la coda semplice ; al torace ha una cresta informa dì pettinerà di un bel rosso segnato di verde c di giallof trovasi in ciascuna parte della terra , e massime in Oriente ; spesso sopraggiunge in numero immenso. La carne delle sue gambe è buona a mangiare ; dicesi comunemente Cavalletta.] Lat» locusta. Gr. ù.Kf is.Dant.Purg.22, i5i. Mele e locuste furon le vivande Clic mulriro il Batista nel diserto. Anici. 21. E veda chiar dall’erba la locusta. A/or. S. Greg. Or peccò mai in cibo quegli il quale solo mangiava locuste e mele salvutichc ? Berti. Ori. 2. 22. i3. Scrive Turpin, clic vivon di locuste. 2 — Spezie di gambero marino grande , [ il cui colore è scuro , che tira al paonazzo , ed in alcuni luoghi è tinto d'un turchino assai vivace , detta anche Locusta di mare , e volgarmente Alinsta. ] Lat. locusta, astacus, squilla. Or. xdpoifios. Seni. Star. 3. 116. 11 mare, gonfiando più del solito , gettò gran quantità di locuste intorno a’fondamenti del tempio. Red. Iris. i5j. Tra’congiugnimenti dell’armadura d’ una locusta di mare trovai appiattato un altro insetto. 3 — * (Bot.) Locuste, diconsi da taluni botanici le spighette parziali delle graminacee che concorrono) alla formazione della spiga o pannocchia colla loro riunione. (N) * — Specie di pianta appartenente al genere valeriana , che nascondeva più specie , cd al presente riportata sotto V altro detto Eccita coll' aggiunto di coronata per la forma del calice che sormonta lì frutto. (N) Locusta.* N. pr. f .— Celebre avvelenatrice gallica che viveva sotto il regno di Nerone. (Mit) Locustella. * (Zool.) Lo-cu-stèl-Ia. Sf. Nome volgare dell * allodola delle siepi , cesi detta dal cibarsi di locuste. (Van) Locusto.* (Bot.) Lo-cìi-sto. Sm. Sorta d'albero e frutto nsialico.(X an) Locutorio , Lo-cu-tò-ri-o. [òm ] Luogo in cui li religiosi claustrali si riducono insieme a discorrete . [Più comunemente Parlatorio. iCavalc, Pungil. 2b. Menatolo al locutorio , ovvero colloquio, incominciò a saltare f il DemonioJ , dicendo : questo luogo c tutto mio. Locuzio.* (Mit.) Lo-cù-zi-o. E. Àjo Locuzio. (Mit) Locuzione, Lo-cu-rió-ne. [V/^] Loquela , Favella.Lat. locutio, loquela. Gr. pins , ~ts. Etloc. 7. 3g8. Ogni scienzia e ogni locuzion di qualunque gente fu a lor manifesta. 2 — Modo di dire. Cavale. Alcd . cuor. E questo è miracolosa cosa , chc’l cuore umano stia saldo e fermo fra tante e diverse locuzioni di parlare. Buon. Pier. 1 1. 7. Con le mollette audate , e con le seste Parole c locazioni organizzando. 3 — [Ragionamento.] But.lnf.g. Per lo gridare alto s'intende là mala locuzione. Dia/. S, Grog. 3. i5. Quando per continua locuzione ci mescoliamo alle turbe de’secolari. 4 —Aringa, Allocuzione. Lat. oratio* Easav. Ed. Piti. t. 2. p. 20. CEdiz. Eir. 1 jj2. J Tiziano adunque arrivato a Venezia , finì al marchese del Vasto ima locuzione (così la chiamarono) di quel signore a’ suoi soldati. (N) 5 —* Proposizione. Cavole.D/scipl.Spir. 16. Così sarebbe in se contra- dittoria , e non retta locuzione , il dire : questo spirituale è tiepido come se alcuno dicesse; questo fuoco è freddo. (V) ’ Lon.* (Geog.) Antica città della Palestina rn-lla tribù di ficniainino.fi') Loda, Lò-da. [Sf PI. Lode. Lo stesso che 3 Lode. E. Albert, cup.28. Orni loda nella propria borea diventa sozza.Bocc. nov.4/. /.Le lode ascoltando dalle sue compagne date alla sua novella £ nvv.ioa.i. Il buono uomo, che aspettava la seguente notte di fare abbassare ia coita ritta della fantasima , avrebbe dati men di duo denari di tutte le lode cl e voi date a mtsser Torello. ( Così hanno il Lesto del Mannelli e motte buone stampe , quantunque il Salviati in vece dì lode legga dote.) Dant. Par. 10. 22. Or se tu l’occhio della mente frani Di luce in luce dietro alle mie lode. Peti', eanz9. 6 '. E d’altrui loda curerai si poco. Amm.Ant.3.8. 5. E ’1 mal credere di tc da’ rei uomini contalo per una tua grande loda. »( L' ediz. del M’irescotti ha ; c ‘l non essere in eredito de’rei uomini contalo per una gran tpa loda.) (£) 2 — [Mento, Virtù.] petr. svia 3t6. Dammi , signor, che ! 1 mio dir giunga al segno Delle sue lode.» Ar. Fui'. i5. 2. La vostra , signor mio , fu degna loda , Quando al Leone , in mar tanto feroce, Faceste si , che , ancor clic ruggir Y oda , S’io veggio voi , non temerò sua voce. E 33. 7 6. Soggiunse al dato poi: le cui famose Lode a tal prova ni ban fatto venere. F i3. j3, DJ altre, che s’io vo’di mano ni mano Venirti ne dicendo le gì ho lode , Entro in un alto mai- che non ha prode. (M) Loda.* (Mit.Cclt.) Dio di Loditi nelle poesie Erse, ed è probabilmente : lo stesso che Odino. (Mit) LODATO LoDAEAit.*(Geog.)Lo-da-bàr.^mxd. della Palestina nella tribù di Gad/fi) Lodabile , Lo-dà-bi-le. Add. [corri. Lo stesso che Lodevole. E .] Salviti* Disc.s.rjÓo .Comecché dalla religione ci viene ancora la norma e l’ain- maestramento del vivere civile, il silenzio, ovvero laccorto parlare , non c meno utile e lodabile nel mondo, di quel che sia grato al Cielo* Lodabilità' , Lo-da-bi-li tà.[A/Ì] ast. di Lodabile. Salvm. Disc.1.426.1 1 nominare una persona tutta incapace di lode , 0 in cui altri non ha trovato goccia di bene , atomo di lodabilità , è lo stesso che dire » pessimo de’ pessimi , ee. Loiiame , * Lo-dà-me. Sm. Quantità di lodi. (Van) Lodamento , Lo-da-mémto. R lodare , e La lode stessa. Lai. lau datio , cornmendatio. Gr. cclvssiu Amin. Ant. 11. 2. Lodamento ti dottrina , e del buono dire. ( U ediz. di Marescotti ha ; . .. e di ben parlare.) E ig. 2. La prima è lodamento di pazienza. Com. Purg- 2s. Manifesto lodamento , ma non dinanzi Lamico, o dinanzi agii suoi famigliari. Bui. Purg. 10. 1. Questo Policreto fu uno grande maestro d' intagli , e però a lodamento della scolpitala lo nomina» Fr. Jac. T. 2. 32.43. Non ti levar in gloria Per molto lodamento J Ch’umana laude è vana. Lodante , Lo dàn-tc. [Pari, di Lodare.] Che loda.-— , Laudante , sd- Lat. laudani». Gr. sVa/ywr. G. / . 12. 108. 10. Dio altissimo hcncdi centi e lodanti } e sanza fine dicenti. Hemb. Asol. a. 8j. Solamente si leggono lodanti e ringraziatiti il loro signore. Lodare \ Lodà-re. [ Ali. Dar lode, Commendare, Encomiare, Levo* con lodi, Tessere clot^ii, Dar vanto ce. Dicesi Lodar sommamente» altamente , giustamente , grandemente , freddamente ec.] —, Laudare» LaJdare, Collaudare, sin. Lat. laudare, commendare. Gr. ubtu, h*-»' inique. Bore. nov. 41. 5 . E quinci cominciò a distinguer le parti m lei ,' lodando i capelli, oc. Dant. Par.6.142. Assai lo loda, e più lo loderebbe. Petr. ton. 209. Pana tórso ad alcun, che’u lodar quella» Cidi - adoro in terra , errante sia’l mio stile. Car. kit. Avendo molto lodato senza fine la prudenza ed il nobil modo che V.S. illustrissima e reverendissima aveva tenuto. a —* Dicesi Lodare a piena bocca per Lodare a cielo , molto, W finitamente , grandemente. E . Bocca , §. 27. (N) 2 — Approvare. Din. Comp. 1. 8. Alcuni lodavano l'andata per Vai- daino cc. , alcuni lodavano la via del Casentino. Red. Cons, 2* i** Lodo il frequente uso dei clisteri. 3 — Proporre ; [ed in questo sign. usasi anche senza il quarto caso-} Red. Cons. 2 . i5. Inoltre loderei che la dose dei clisteri fosse ntfg' giore. E 2g. Tra* brodi umettativi loderei il prendere ogni matta» 3 sei o sette o otto once di brodo sciocco. 4 — * N. ass. Opinare, Sentenziare. Tit. Liv. Dcc.1. 1.2. c.i5. App 10 uomo di fero core , diceva e lodava (// testo ha censebat) che 1’ i>0' mo dovesse liberare quella bisogna per forza dì signoria. (N) 5 — [/V. pass .] Lodarsi d’uno = Chiamarsene soddisfatto. Lat. ab 3 ' liquo sibi satisfaetmn prolìferi , depraedicare. Bocc. nov. g3. g. Comecché ogni altro uomo molto di lui sì lodi, io me ne posso P 0 ^ lodare io. Dunt.lnf. 2. 1 jf. Quando sarò dinanzi al signor mio , D te mi loderò sovente a lui. E 22. 84- E fo lor sì che ciascun se loda. Lasc. Spir. 4 • 4 • Tu ti loderai di me. 6 — [Lodato sia Dio, Lodato Iddio , Dio lodato e simili: modi esclamativi che valgono quanto Per grazia di Dio.. E, Dio ,^ 5 - 11 e s Bocc . nov. 4°- 2 - Ora lodato sia Iddio che finite sono. 7 — E talora ironicamente per Buono alfe! Si evito! Bocc.g. 2. n- * Lodato sia Dio ! se io non ho in casa per cui mandare a dire che non sii atteso. (V) _ . 8 — Proverò. Loda il folle c fallo correre. Cavale. Pungd. iq.ìnq l f sto ben si verifica il proverbio, che dice: Loda il folle, e fallo con 4 -' 1 ) 9 — (Leg.) Sentenziare come arbitro. Lat. arbitrari, arbitrimi! p r< _ ferve. Gr. ^txtròiv. ( V. Lodo. ) Lib. Am. Non abbiamo ardio* c ^ to di contraddire alla sentenza della Contessa di Campagna ec. c lli perciò lodiamo che la detta femmina dell’amor promesso ec. Gut c ^ Star. 11, 564 • Perchè ninno volle compi’omettere nell’arbitrio sosp 4 to per l’importanza della cosa , se non ricevuta promessa da lai paratamente e segretamente di non lodare senza suo consentimento* io—*(Eccl.) Dio lodiamo, usato inforza di nome per dinotare l * rlt Te Dcum laudamus. E. Dio, 5 - #2. (N) Lodatamente, Lo-da-ta-mén-te.^iv. [Lo stesso che Lodevolmente. ■ Lai. iandabiliter , probe. Gr. oìIvìtÙs , xAgn. Band.3g-^^ si contenta chi fa quello che gli piace, e quello che dehbe mente. E ardi. E reo/. i33 . Per lo non potere egli, per P Ossei e ic^tiero , scrivere bene e lodatamente nell’idioma fiorentino- Lodatissimo, Lo-da-tÌA-si-mo. [Add. nw.] superi di Lodato.— , .A tissimo , jiVi. f at. laudatisshnus. Gr. otlnrtiTXTOs. Petr. (Joni. 1 repubblica , difesa per Io lodatissimo € salutevolissimo ajutorio consiglio di Nasica. Earch. Ercol. 2)0. La Softmisba dii t la Kosmmida di messer Giovanni Ruc 8 pio tus , commenda tus. Gr. fattive tos. Amet.Òg. Da’ furori Del trOpJP lodato da Acestc. A nini. Ant. 3g. 2. 7. L’uditore isveglia lo e la virtù lodata cresce. Albert, cap. qd. E dii intendere le f 1 * 1 cose nelle arti buone c lodate. M. E. g, 28. Cosa rade v0 j,^ per lo comune , ma uiileu.ente fatta, e nella detta impresa^ 1 5 fill- E ■ 7ass. Ger. 4. 33. Lodata passa e vagheggiata Annida Ira pidc turbe , e se n’avvede. (B) cà 2 —- [Lodevole, Glorioso.] Maur. rim. buri. 146. Mille lodate p« ingegnose Ho conosciuto in voi , padron mio caro. LO! LODATORE 'fiAToiiE , Lo-rla-tó-re tore , Laldatore L davanti agli “ipazien-za. A mm. A ut. 2%. 1. £. .Tanti ha io invidioso tormentatovi « l t Solista pena , quanti lo invidiato ha lodatori. Menz. rim. 1. i8y. * e P 0r vera virtù quella s’ approva , Che de’ be’ pregi suoi Degno di Rude un lodatov ritrova.* datiuce , Lo-da-trì-cc.L’erà, fi [rfi Lodare.} Che loda. S / n 'J^ at .' laudatrix. Or. iyKojp.tcccrTty.Yi, Guai . leu. ^ avella ingannano 1’ altrui vauitade. ^Azione , Lo-da-siò-ne. Sf. Lodamento , Lode. .Faust. Or. Ci \Fevb. m. di Lodare.] Che loda. — 5 . Lauda- sin. Lai. laitdator. Gr. ì-tiaivirr^. di or. S. Orci*. agli occhi del §uo lodatore fosse abbattuto dal vizio della , Laudatrice, 43. Con lodalricc h ■ 5 . A ssai di bene c diVlode ne 3 is- .' l o .Petr **>.-> —.• vì* 1 • » • • -• • lodi a 3'ass. a Ì 11 ?; veia ce lode. 3 _ S wUo ’ Virtù. V. Loda , 5. 2. t Lo 1 ^ at ‘ 110111 cn 1 Lima. Gr- tKttino;, iv^y/tlct. 1 Soi>. ani. 1. 4- j u “pitiario era molto savio : quando vedeva alcuno che avesse luogo 1, corte , U on vendeva , ma donava ; c donò anclla molte, Unto che 4 ^ l °Je di ' ‘ ' “ ‘ ‘Col '■ reir.son. 2(jó. Onde quant’io di lei parlai nè scrissi, Ch’or per «>w.i a Dio preghi mi rende, Fu breve stilla d’infiniti abissi. s 'Li')\ 5. <3.' £’l aiovineUo cor s’ appaga <■ e-'d» lwl «»» - - V lui andò dinanzi alio ’mpcradorc. */L' l> * ^ arc : lEir lode =: Lodare* F. Dare laude e Dare loda. (A) (tee!.) Nel pi. Una delle parti del divino tifi zio j più comunem . LOFIRO sentenza.) Fai*. Esop. Il lodo tuo non vale, però giudichi meno più della metà. M.F. 8. g5. Por sentenzia di lodo poterono usare i detli beni quattordici anni. Tac. Dav. Ann. 2. 5o. Destreggiava 5 vivente Angusto, per paura di lui , lo cui lodo spregiava. Lodoicea. * (Dot.) Lo-do-i-cè-a. Sf. Lat. lodoicea. Genere di piante della poligndria triginia , famìglia delle palme ; caratterizzato da* fiuri dièci spatacei con calice di tre sepali e corolla di tre petali, e dalla drupa a tre semi il cui inviluppo osseo lobato è àoperto di fibre. Palma con foglie a ventaglio , ed il cui fruito è del peso di venti libbre. Dicesi anche Cocco delle Maldive. (N) Lodola. (Zool.) Lò-do-Ia. iSf Lo stesso che} Allodola. F. Lat. alauda. Gr. y.opvbcc\ós. Dittam. f. 7* Per .lo qual Progne .lodola*-divenne. Lodoletta, Lo-dodét-ta. [A/!] dim. di Lodola. [ Lo stesso che Àllodo- letta. F.] Lai. alauda. Gr. y.opvba : _ * t i0 ao-vi-càn-dre-a. JS. pr Andrea. (B) Lodovicaivtonio , e Antonio. (B) Lodovico ,* Lo-do-vi-co , Lodovigo, Ludovico, Clodoveo,^Luigì, Ligo, \ieo , Vigo , Gigi, Liso , Luigino , Gino , Luigiotto, Giotto. N.pr. TV pr. f. Z.aoLudoVÌca.(B) comp. di Lodovico C , Lo-do-vi-can-tò-iii-o. iV. pr. *». *'nmp fi; t Ovnu voo ^udi. (A y p (Icon.) Bellissima donna , vestita di bianco in petto un gù’ie t . . . . . v .. ed aspira fumo da un braciere che tiene nella n . _ j ... .., ... ./.iH.... , coronata di rose. e Sco ta i fl petto un gufilo di diaspro , suona una tromba dulia quale r '»< ut' 0 M Z ,0,ia lo, i6 Usr J- * (Geog*.)- Lo-de-già-no. Lo stesso che Lodigìano. F. (G) * (C' co g-) Lo-dè-ve. Lat. Lutevu. Città di Francia nella Lin- l >vt C E n ' r (G ? Lauri E ’ ,Lo ' l ’ < «» ìt ? Vo ^j Laudabile, I.alilabile , Lodabile, sui. tmt.iuuua il j ;, s ‘ rhnel. gy. Poi fra sé si ride dei suo ardire avutoa Volale a morc. i'V. Giird. Pred. R. Lasciano ogni opera lode- gii™, 5 c fi alle viziose s’ attengono. Retili. Asol. 1. ii. Se onesta ver- i e sempre in donna lodévole , non vi ritenesse. Ciro. Geli. 7. v ina clic voi v’ andiate persuadendo, die la bellezza sia cosa di- j Lo-dé-vo-le. Add. [ com. Degno di lode , Commendabile.1 —, T ’ 1 ’ T 1 ’ '' sin. Lat.laudabilis. Gr. prendere ogni opera Vcl, c K,. c f le 1’ amore , essendo un desiderio di quella , sia cosa lode- ti,,.-^- ^ s - Colui il quale con pestifero tossico fini cosìlie- l >Cl 'Pet C Malevoli giorni, lasciando i suoi cittadini macchiati d’ una > "die* j, " a i% 1101 'anza. E Discacc. lelt. fio 5 . Venendomi a’ dì passati ec. J ~ a 0Evoj[' Ul1 Ulla epistola di un uomo per altro molto lodevole,trovai ec. ,0 >mw** 4aEK “. Lo-de-vo-lis-sì-ma-méu-lc. [ziw.] superi, di Lode- ?%ifii 0 Ar ~~ 1 Laudevolissimamente , sin. Salviti. Pros. Tose. 2.168. j ln dag ar ilcna gi° ec. , oltre alle origini della propria lingua, anche ad . er se , clic è in ogni modo e Unte np 110 5 ec * Farcii- Èrcole 232. Oltre La nobiltà , Vumanità, j Spc olidon ÌG parti sue. Red. Ins. 02.Confermala molti / Ev diaiek° ^ a '-i' 0mmas o TMouletonel suo loòevolissiqio featro degl’insetti. Lo-dc-vol inón-le.^re. Con lode .—, Laudevolmente. . >'? boi ’ *' . - .. — - , ^ ■ -- w . 5 ^UCClOl VJ.Illl.lll.1., sin. -are . ^Jhter. Gr. irecav-rùs. Segn. Pivd. 2. 2. Bastava , per non ' a .Salonjoii di parola " dargli non altro che di quella sola sapien- . - /J Ua ‘ c aveva dimandala per maneggiar lodevolmente la scettro. I ^ r- m. Di Lodi. (B) , - - xji Lim e sm. Qualità di cacio che si fabbrica nella 5 La .? 5 con osciuto in commercio sotto il nome di Parmigiano. (Ga) J '" ’ °* r A/M. Pi. Lodi e ani. Loderà. F . A.Fe di' Lode o] Loda. 1 lai ' C dÌ,laHzi a ij^rt. A’ at «;Uantodi lodo e d le robe de’ minici , eli’ egli aveva loro 3. - W“ u UI10110 e dl l»' l 'g 10 cLhe Quinzio denlro a Itoina. • *9à. Nella line sta il lodo. ~ :l .. Fpt. ^ ^'^Ventiu-.f^* ^ unil ° ninno bene a 4\ pj 0 P Cr averne amistadc srtìi? Proponi .0. c il biasimo, e’1 prode e’1 diurno ’ a’poveri per alcuna paura di unno. poveri per alcuna paura di o per lodo della gente. Lih. parole di fuori*, le quali alcuna cosa contengano t\ ÌÌL - ìnf*’' 0 P a ese e della generazione, e dà lòdora a quella.» I infamia e senza lodo. ( U edìz. di Fenezia 1820 y ^JHlo \ Q i Sern P!° Dittam. ha: Appresso i presi e stretti a nodo più l 0 U j VU ' , e quinci ciascun messo, Secondo eh’ era degno a : Gì v. l°’ ^ edizione veneta nel secondo esempio del Dittam. gftej 1 , 1 cc ) (fi) Q r e, y eìlzia d* arbitri. Lat. arbilrinm , ntbifrormn sententi;!, Focab. Tf *' ^ ^do'hiuW all' vP-i'* din urbìlramcntOj, c m. Lai. Ludovicus. (Dal sas^. leod popolo, e wic fortezza : Fortezza elei popolo. ) — JYome di cinque imperadori , il primo de’quali fu detto II Pio o li Buono , il secondo J 1 Giovane , il tet'zo II Cicco, il quarto II PYmeiullo 8 il quinto II Bavaro. — JSome di due re d'Ungheria. — 'Nome di diciatto re di Francia. (B) (Vari) Lodretto. (Ar. Mes.) Lo-drct-to. F. A. Sor ta di vivanda che si con- . serva lungamente. (Dal cclt. lodtl nutrimento, e n?i re: Nutrimento, Cibo da re.) Frane. Rari. 25g. 20. Ova c solci e mortìa, Lodreiti, e ciò che invia, E vini e cose assai, €01110.111 far pomi. Loqrone/ (Gedg.) Lo-dró-nc. A’/n. Piccola contea del Tìrolo italiano.(ft} Loeflixgia. * (Boi.) Lo-cdlìn-gi-a. Sf Genere di piante, della famiglia delle cariofìllee , e delta triantina mono gioia, di cui una specie cresce nella Spagna ed in Sicilia , e f altra nell'Indie. Vii così chiamala d>t Linneo ad onore deli illustre Loefling ; ed ha per carattere il calice cinquepartito e le lacinie con due denti nella base , la corolla di cinque petali assai piccoli , ed una capsola ad una colletta con molti semi la quale, si apre in ire valve. (0) (N) Loeselu. * (Bot.) Lo-e-sè-Ii-a. Sf. iVoffje da Linneo dat% in onore del professore Loesel , ad una pianta appartenente alla pentandvia mo- noginia, famiglia delle poiemonie , da Sprengel riportata come specie deì ge'nere Hoitzia chiamandola coli aggiunto dì Locselia. ( 0 ) (N) Loessoe. * (Geog.) Lo-cs-sò-e. Isola della Danimarca. (G) Lofàhto.* (Bot.) Lo-fàu-to. Sra. F. G. Lai. lophautus. ( Da lophos cresta , c antigas fiore.) Aggiunto di alcune specie di piante , per indi* care la disposizione de' numerosi stami de* loro fiori , come nella mimosa lophant.ha , nel metrosideros lophanllius, e nel waltheria lophan- tiius ccc* (Aq) (N) » Loffa, Lòf-fa. [ SfA.Fento che esce perle parli da basso senza rumore. _ ? Loiija, sin. (Dal cclt. loff o lo uff che vale il medesimo. In ted. luft aria.) Alleg. go. Son le composizioni Vostre 'balorde , sgangherate e goffe, Da imbalsimar al doccion delle lolle., LoFFipiGA.*j[Geog.)Lof-fin-ga. Piccola città del Granducato dìlìad z;.(G) Loffodei*. * (Geog.) Lof-ì'ò-den. Gruppo d’isole peli’Oceano glaciale artico, sull: coste della Norvegia, ed è composto di nove isole abitale.(Gj Lofi. * (Geog.) Lù-fi. Antico fiume della Beozia ! (Mit) Lofidio. * (Bot.) Lo-fi-di-o. Am. F. G. Lat. laphidium. ( Da lophos pennacchio.) Genère di piante crittogame, della famiglia delle fitei, stabilito du Richard così denominate dalla disposizione della loro frulìfìcazlone cìì è in ìspiga terminale. (Aq) Lofio. * (Zool.) Lò-li-o. Sm. F. G. Lat. lophius. (Da lophos cresta.) Genere di pesci dell' ordine de bnmchiostegt ; le alette pettorali sono portate sopra di uno stelo si che sembrano braccia', le alette ventrali stanno davanti al pettorale ; la membrana branchiostega è situata salto, la pelle , ed ha nove raggi} nelle mascelle , alla lingua, ed alle fàuci ha molti piccoli denti; contiene tre specie, delle quali una è indigena d' Italia , ed è il Pescatore marino. (Aq) Lofiola. che della zalo dal calice coronino ipoght.s - - . (fella capsola triloculare con hiolti semi. 1 fori sono gLatti nell in* terno. (N) . Loi iolepa* * (Bot.) Lo-fi-òde-pa. SfF.G. Lat. Iopmolepis. (fìa lophos pennacchio , c lepìs squama.) Sottogcncre di piante (teli ordine delle sinantevee , e de Ibi tribù naturale della cnrduuiee, distinte da un pappo o pennacchietto composto di squame , di cut e guernita la loro acheua o seme di Linneo. (Aq) . Lofira. * (Bot.) Lo-tWa. Sf. LaJ> lopmra. Genere di piante eo liche della icosandria monoginia , di famiglia, indeterminata , caratterizzalo da un calice di cinque, sepali disegnali y dalla mancanza delta corolla , e dal fruito che è una noce coriacea con un seme. Comprende una specie arborea , nativa dell Aftica australe che ha le foglie cdiente cordale a rovesciò coriacee , ed i fiorì a grappolo , detta Lo• phira alala. (N) (Zool.) Lò-fi-ro, Sm. fi,G, Lat. lophyrus, (Da lophos creata, >9 iìifl 2 ' . ,0 * Tu' OH-* 1 ! 05 ’ Secondoch’cran degui, c di più lodo. Lofiola. * (Bot.) Lo-fì-o-la. Sf. Lat. lophiola. Genere di piante esotf Uo e ùgura r n 1 tol . f° sl cow *° aiul °do U un dopo l’altro in brievc, che della essandria monoginia, famìglia delle emoiodee-, caralienz- nn,.,._ rc “.P 111 reo , cjl buon di maggior lodo. Liv. Dee. 3 .K znlo dal calice corollino 'ipogino‘densamente barbate e l/p WimoPODi onde lophyros insigne per cresta.) Genere d duetti dell'ordine degl* imenotteri , e della famiglia delle tentredini di Lalvedlc , dittimi dalle antenne pelose. (Aq) a —■ * Genere di molluschi , stabilito da Poli , cosi denominandoli dalla cresta che si alta su la loro testa. (Aq) Lofiropodi. * (Zool.) Lo-fi-rò-po-di. Sm. pi. F. G.Lat. lopbyropodn. (Da lophyros insigne per pennacchio, epus, podos piede.) Ordine di crustacei , che comprende il genere lnonoculus di Linneo; cosi denominati dai loro piedi guarniti di setole o ài peli. (Aq) Loris'A. * (Mit. Scand.) Lò-fna. Dea de' Goti 9 che presiedeva alla riconciliazione degli sposi e degli amanti. (Iu ar. luffa congiunse.) (Mit) Lofoeranchi.* (Zpol.) Lo-fo-bràn-chi. Sm. pi. V. G. Lai . lophobran- chcs.(Da lophyros insigne per cresta,, pennacchio, e branchia branchie.) JV ome del quarC ordine de pesci ,• che , secondo Cuvi-er , compì ondo quelli avente le- branchie divise in piccoli Jiocchi rotondi e disposte per pajo (ungo gli archi branchiali , conte in barbe de pennacchi. (Aq) Lofoe. * (Grog.) Lo-fò-e. Isola della Svezià nel lago Maetar. (G) Lofogona. * (Bot.) Lo-fò-go-na. Sfi F. G. Lat. Iophogona.(Da lophos cresta-, e gonia angolo.) Specie di piante del genere eufòrbia , cosi denominate dal loro fusto jtentagono, cogli angoli vestiti di membrana crestata. Da Persomi è detto Caule pentagono, o alato o crestato.(Aq) Lofonocero. * (Zoo].) Lo-fo-nò-cc-ro. Sm. F. G. Lat. lophonocerus. (Da lophos cresta, c ceras corno.) Geni re d'insetti dell'ordine de coleotteri , delia *hs inneicomi e della tribù delle cerembicince; cosi denominati dalle antenne poste . suiui u,..^ cervice. C A <ù T^x*okoti. * (Zool.) Lo-fo-nò-ti. Sm. pi. F. G. Lat. iophonotes. (Da ivphu» uwu, o m>ton dorso.) Famìglia di pesci , stabilita da Dune- rii fra gli olobranchiy provveduti d'una n u tatbja dorsale molto lunga , che pende questa parte come crestata. (Aq) Loforiungo. * (Zool.) Lo-for-nn-co. Sm. F. G. Lat. lophorrliynqhus. (Da lophos cresta , e rhynchos rostyo.) Genere d'uccelli , cosi denominati dall' ordine coti cui sul'loro rostro sono disposte le piume.{Aq) Loforrino,* (Zoo!.)* Lo-for-ri-no. Sm. F. G. Lat. lophorrhynus. (Da lophos cresta, e rhinc.s narici.) Genere et uccelli stabilito da Fieidot, che ha per tipo la paradisea superba di Gmelin , cosi denominati dall' avere una specie di caruncola o cresta , formata da un ciuffo di penne che ne coprono le narici?{ Aq) Lofoto. * (Zool.) Lo-fò-to. Sm. F. G. Genere di pesci della famiglia de tenioidri , e dell’ordine degli acantolterigi , i quali traggono tal nome dal loro capo sormontato da cresta ossea. (Da lophos cresta, onde lopkotos crestato.) (Va») Log. * (Arche.) Sm. Misura di lìquidi tra gli Ebrei. Era la stessa che il Scstes tra i Creo/, e presso a poco equivaleva al Sestario romano. . Conteneva poco più della foglietta , misura di Parigi. (Ò) Logadi. * (Arche.) Lò-ga-di. Add. e sm. F. G. Lat. logades. (Da lego io scelgo, onde logxfdos scelto.) Onorifico titolo di quegli Spartani che computavano l il famoso battaglione denominalo de' Trecenig : questo nome significa il tiare dell’esercito. Furono detti anche A ga- toergi , c/oè. Benemeriti, o Valorosi nell’ azione. (Aq) Lucania. * (Bot.) Lo-gà-iìi-a. Sf Lat. logania. Genere di piante fruticose delia Nuova Olanda » appartenenti alla famiglia delle genzia- nce ed alla poliandria monoginia che si distinguono pel calice cin- qucpartilo , per la corolla quasi campaniforme villosctta nell' interno , pe' stami inseriti nel tubo della medesima , e per la capsola a molti semi co' tramezzi formati dalle placente che dopo restati libere ^ e per ■semi a scudo cinti da una membrana'reticolata. (N) Logaone , Lo-ga-ó-ne. [iV/w.] F. A. [Usata da male uni scrittori italiani per indicare 7 ] Budello , Intesiìno*retta. Lat. inteslinum rcctum, lou- gano , nis , Apio. Gr. à^iv'ùvfxivov s ’vripov. Folg. Ras. Quando lo infermo stropiccia spesse volle la verga, e la si mena tra mano, ed alenila volta si dirizza ed inasprisce. 0 V urina con dolore e con malagevolezza esce , nella (pule infermilade il logaonc , cio/ì il budello - di sotto, esce, allotta significa clic la pietra è nella vc$cici\.Lib.cur. malati. Àia .se il lpgaoue esce di sotto bisogna rimetterlo. Locare , Lo-gà-n». Alt. F. A. e L. F. e f/P Allogare , Locare, Affittare. Croit. Stria. 100. Dito a questa compera fue togata la delta-casa a tutto il nostro' lato. (V) Logaritmico. (Mal.) Lo-ga-rìt-mi-co. Adì. ni. Spettante a. logaritmo ; ed è aggiunto dato a sorta di numero cd a linea curva,Tag{.Leu. so. Il dello canale noli è improbabile che'sianna spirale logaritmica'.(A) Guid.. Gr ISot. Mot. Acccl;\in (salii. Op. voi. ‘ 3 . p. 3p2. Allora la scala* delie velocità A C U sarebbe una logistica o logaritmica del secondo grado. (V; Logaritmo. (Mal.) Lo-ga-rU ino. Sm. Prcgression dì numeri in proporzione aritmetica , corrispondenti ad altri numeri in propoi'zione geometrica. Furono i logaritmi inventati dallo scozzese JS’apìer, barone dì Marclurston e da lìti pubblicati .nel 161 f , e pasciti ridotti a perfeziono da Fiacca e da molti altri: invenzione utilissima ne'calcoli astronomici e geometra:! , and#, ridurre al semplice le-teorie delle curve. Col sussidio ili questa invenzione tutte le moltiplicazioni sono j'idoite a semplici addizioni di due sole quantità , le divisioni a sottrazioni , la iònnazione dei numeri quadrati , cubi , deUequarie potenze ec. a semplici iiioltiplicaziom per 2 , 3 . 4 ragionamento :• laonde era segno in Eiren£C nobiltà, aver loggia da quella famiglia denominata $ poiché? era gno di gran parentado , e di molto amicizie e aderenze. (N) * -—* Oggi diconsi Logge l.° Una costruzione nel corpo di unff brinato ad un piano superiore , coperta al di sopra , ed aperta d ( uno o due Iati + con parapetti che servono o di semplice pasi(*g8 l ° t o di comunicazione tra un quartiere e l’altro del palazzo o della ca^f 2 ° Quella costruzione altresì formata come sopra , ma di minore cd < rl siane , aperta o nella facciata anteriore o posteriore dell'edificio, ad uso di transito o di comunicazione , ma per comodo di affacciai' 51 Perso la strada o verso il giardino ec,; 3 .° Quell : costruzióne app°o giata alC esterno del muroj e sostenuta da mensole che serOe di per f accesso alle .stanze di un appartamento semplice. Romani. yy 2 — Alloggiamento. [F.A.] Lat. divcrscTrium. Gr. ìCOCT 0 C.IT K'bvC’i/T li- ( . alloggio. In cclt. log) logea , loig alloggio abitazione.) G.F.Q’ ó 0 ^’ 6. Ma la notte dipartì, e ciascuno tornò alle sue logge. 3 * —* Copiala , Dilesa , Riparo. Chìabv, Guerr.Got. Ma mentre a sl pcrar del ciclo i rai Fanno di.l’rondi opaca loggia intorno. (A) . • 4 — Tenere a loggia = Tenere a bada % {Trattenere coti ragioiumf o simile;] Tevere a disagio • el più delle volle si intende quasi & biffe. Lat, niorari, ddiucre , distinere. Gr. xaT«x s<|, j $i«-Tpi&w 1 ' ' fccTilviiv. Rem. Ori. 1. 79. 1 2. A loggia m’ha costui tre dì tcuw.j Ed è un solo , e non è già gigante. Cecch.Dot. 1. 1. L'amor tì porlo, mi forza A dirti il vero in faccia, e non far come_C^^ gnaton , die ti ghignami in bocca, Poi ti tengono a loggia. F a1 Ercol. 5 f. Dicesi ancora teucre a loggia, gabbarsi d’alcuno. . 0 , 5 — * (Bot.) Logge diconsi da alcuni botanici gli spazii che i lCl , 1 go ne' jierirarpi cupsulaì'ì per i tramezzi che Li dividono , e t ie ( l lt , si contengono i semi. — , Colletta , sin. Lat. loculns. (N) _ i Locgiamento , làog-gia-méii-to* [Sm. F, A. F. e di’] AUoggi ;l ? ìC j ll . ir Lot. diversorin/ii. Gr. m'xvboxnov. Beltinc.son. 33 o. 0 dolce u 110 gcllo , Provvedi il Bcllincìon Ili loggiamenlo. S^.\ Loggiato , Log-già-to. S/n. Portico formato di più archi. Ner- 0 “"ji g. 53 . Passa più dentro , e mira'un gran loggiato , Clic circo 11 . 1 J H v cortile intorno intórno., Mozzi S. Frese. Magnifico c spazia 0 L tico , ossia loggiato. (A.) (B) 0,v Loggiome, liOg-gió-nc.tVfli.accr. di Loggia .Loggia molto grande.Bf. ‘ Dee . Nell’arco di mezzo del loggione della casa del Tacca. (Ad Loo g un. * ((ieog.) Lòg-gnn, Sm . Paese nel centro della Nig rlilll ‘ gd Loghicciuolo , Lo-gbic-ciuò-lo. [ Sm .] dim . di Luogo. [Lo stes s0 ^\^. Luoghicciuolo. F .] Lat . loculns. Gr . Ftt . S . Gio . Ba *‘ notte sceglie un qualche loghieeiuolo. p/r o , — Piccalo podere. Lasc . Nov . toni . 3 . 18 . Con la moglie c 1* rigata se if era ito di fuori a uno suo piccolo loghicciuolo, ma f tro assai piacevole c beilo , posto nella villa di Settignauo- Log f.* (Gedg.) Td )- gi.Antichi popoli dedu parte settentrionale d’Albione. (G) ‘ (lP Logiatro.* (Mcd.) Lo-gì-a-tro. Add. e sm. F. G.- Lat. logiatr^^ logos dottrina, c iaitos medico.) Cesi Galeno chiama un meu rico senza.esperienza. (Aq) . t /•,. U 5 ° Logica. 'ù'R'c v t r.S’C Arte di ben versare . cioè dij l ! Lociea è la terza scienz \£KTiy.-/ì, Xo-} ocr,. Ics. Ri 10SO|>m«' • . ,/ . - . ... - scienza b Questa proprmnjculo c'insegna provare c mostrare ragion* 5 > p" 1’ uomo dee lare 1“ una cosa, e l’altra no. E questa ragion* 5 r l’uomo ben mostrare, se non per parole. Dunque è logie» c ' per la quale 1’ uomo puole provare e dire ragione, perche che noi diciamo è così vero, come noi nielliamo innanzi ■ ** v 1 . 3. 3. Più concorrenti in logica, udirete. 0 . •—* La prima delle due classi in cui s’ insegna la fdospff 1 ' { fifl* sere in logica , Andare in logica = Essere nella classe m ^ gna la logica. (A) > m 3 — * (leon.) Giovane donzella di color pallaio con tiene nella mano destra un mazzetto di fiori col motto > cl ^ som, e nella sinistra un serpente. (Mit) # ■ J§ Logicale, Lo-gi-cà-le. Add. corri . Di logica.-— , Loicalc, a gicus , logicalis. Gr. XoyncoV. Berti. Òri, 1 . 2 y.i-C^ !ieC J, i gou , non dm vera , Una lor logicai proposizione. Scg r * e Loi, logicamente C01l9C guifa, che l’uno c l’altro argomento delia facilità logicale t a uno e all* altro di questa oratoria debba esser corrispondente. oscamente , Lo-gi-ca-mén-te. Avv. Secondo le regole della logica , Con argomenti logici , Con logica} ed anche Sottilmente .—, Loical- t^ente, sui,-Lat. dialectice. G<ìl. Sagg. 3y. Per parlar logicamente, si deve dire che Y occhiale ingrandisce le majuscole , ec, (N. S.) °cicake , Lo-gi-cà-re. [iV. Disputar con logica , Sottilizzare.—) Lioicare } sin. Lat. disserere , disceptare. Gr. hctAytrrlca. Ogicastro , Lo-gi-cà-stro. Add. e sm. Logico di poco o nitin valore. *h~tn. buri, 2.70. Ma, come logicastro, io potrei farvi Un argomento, e porvi in una rete, Dalla qual non potreste svilupparvi. (B) 0 ( Hchetto , Lo-gi-chét-to.^^/.' e sm. disprez.'di Logico. —, Lngicuz- Zo j sin, Éald. letl, 1. 176. Mi parete giusto di quei ìogichelti che , come sentono dire : hoc est contici Avistotelem , 1’ hanno per una eresia. (B) Glco ? Lù-gi-co. Add. tri. Appartenente a logica , Di logica, Co > s m. Lat. dialecticus, logicalis. Gr. bt ottenni cos, Xoyixós. T (.Parlandosi di persona, usasi in forza di sm. e vale Clic ha lo- ^gica,^ Che sa logica. Lat. dialecticus. Gr. btatenTtxós. ^picrzzo , Lo-gi-cùc-so. Add. e sm. dùprez.-dc Logico. Lo stesso che hpgichetto. K. Lasc. Egl. 238. Io ho fatto un bel tratto alla mia T^ita Per Certi logicuzzi e poetacci. (13) Ì? 0, * (Filol.) Lò-gi-o. Add. m. K. G. Aggiunto di Stile, e vaia f Storio. (Da logios eloquenti 1 -) Adriani. Muzz. (O) j/"*" di Mercurio. (In gr. logios vale eloquente.)(Mit) Gf0> V* (Gcog.) Lo-gi-ò-ni. Lat. Logiones. Antichi popoli della Gcv- t ^nia sulle sponde del Reno. (G) Gg *smo.* (Filol.) Lo-gì-smo. Sm. K. G. Lat, logtsmus. (Da logos dì- ^ scorso , ragione. ) Ragionamento. (Aq) cista.* (Arche.) Lo-gi-sfa. Adi. e sm.K.G. Lat. logista. (Da logisteon Ycvh. di logizome io computo.) Specie di quesloi;i o maestri de' conti: '‘■Magistrato d Atene, innanzi a cui tutti gl'impiegati, senza eccettuarne Areopaqili, doveano ogni anno render conto della loro amrninislra- Zl One. JSp'tempi dell'impero di Costantinopoli, era d titolo de ’ notai che lef ieano i pubblici registri , détti perciò Itagionieri, Compu.tisti 5 .Scrit- » l| rali ) Cassieri. (Aq) ‘■isTEiuo.* (Arche!) Lo-gi-stè-ri-o. Add. e sm. F.G.Lal. logisterios. vDa logisteon verb. di logizome io computo.) Titolo de’ ragionieri del Pubblico erario nella corte imperiale di Costantinopoli , onorati e posti LOGORO ^3 fu logliosxssimo quando mai possa essere. E appreso: E pure non volevano ricevere quel grano , perche era logliosiSsimo. Loglioso , Lo-glió-so. Add. rn. Pieno di loglio. Lat. lolio misti». Gr. 2 — E per rnetaf [Guasto, Depravato.] Alleg. 100. Per lo che io vorrei ec,, se fosse possibile, sbarbar della stcril maggiatica degl’ idioti cervellacci della mino ta gente moderna questa golpata anzi logliosa opinione. Lognina. * (Geog.) Lo-gnì-na. Porto e promontorio di Sicilia , fra il golfo di Catania e quello di S. Tecla. (G) Locodedali. * (Arche.) Lo-go-dè-da-li. Add. e sm. pi. K- G. Lat. lo- godacdali, Gr. teYcbotibcten ( Da logos discorso , e dedalos Dedalo od artefice.) Elegantissimi compositori di bei discorsi , de' quali fanno , menzione Platone nel Fedone , e Ciccione de oratore. (Aq) Logojmaruea. * (Mcd. e Filol.) Lo-go-di-ar-rè-a. Sf. K. G. Lat. logo- diarrhoea. ( Da logos discorso , e dìarihia -diarrea.) Così schcrzaiido si chiama la Soverchia prolissità nelle dichiarazioni: difetto di cui Venne rimproverato Galeno. Ippocrate all’ incontio soleva lodarsi pel suo laconismo e 'brevità. (Aq) Logorilo. * (Leti) Lo-gò-fi-lo. Add, e sm. K. G. Lo stesso che Filologo. K. (Aq) LogogrAfià. (Filol.) Lto-go-gra-fì-a. Sf V . G. Lat. logographia. Arie di scrivere con la velocità con cui si parla . Oggi più spesso si. adoperano nello stesso sign. le voci Stenografa e Taclùgralìa, K- (Da logos discorso, e graphe scrittura.) (Aq) (D. T.) Logografo. * (Filo!.) Logò-gra-fo. Add. e sm. K. G. Lai . Jogogra- phus. ( Da logos discorso, e grapho io scrivo.) Scrittore di discorsi parlati. Meglio dicesi Stenografo e Tachigrafo. K. (Aq) (D. T.) 2 — * (Arche.) Scrittore delie ragioni o conti dei tributi, benché Snida il pigli per Scrittore degli atti giudiziarii. (Aq) Logogrifo. (Filol.) Lo-go-grì-fo. -Sin. K. G. Lat. logogriphus. (X)a logos discorso, c griphos rete, enigma.) Sorta di eiimma che consiste nel prendere in diversi significati le diverse parti di una parola , togliendone or (fucsia or quella lettera ,, or questa or quella sillaba , per mettere a tortura l’ingegno in deciferarlo. (A.) (Aq) (N) Logomachia. (Filol.) Lo-go-uia*chi-a. ''Sf. K. G. Lat. logomachia. (Da nel numero de’personaggi egregi. (Aq) *“ 0 g 'stica. (Mat.) r Lo -gi-sti-ca. Sf. F. (j. Nome che si è doto in tm- a tlc .° oliaritmetica speciosa, cioè alt' algebra. (X ■ logista c lagisteriv.)(A') Quella curva che altrimenti è detta Logaritmica. Tagl. Leti. se. "<‘nsù clic il raggio (li luco, clic nell’accennata maniera si rifrange ^l’atmosfera, dipenda dalla logistica, o pur die sia una vera.lugi- ^‘ca. Gnu/. Gr. Not. Mot. accet. in Gali/. O;/. voi. 3. pag. ògz. Allora la scala dello velocità A C XJ sarebbe una logistica o ìogarit- *"ica del secondo grado. (B) Gl siiLLA,*Lo.-gi-stil-la. N.pr.f. (In gr. logistes ragionatore, numeratore.) Saggia Fata sorella di Aleuta e di Morgana, nel Furioso. (Van) j^iuio , * Lo-glià-to. Add. m. Di loglio. (0) ? l *EiLA.(Bot.) Lo-glicl-la.ó/i Specie di pianta che ha la radice perenne} * c Ulmi di un braccio e mezzo ; la spiga di sei o sette pollici, dìresta- detS s figh e colt vUU fi or ‘ contigui. Fiorisce sul principio llCVVLUl c tmunuLv i jjuGu. gomanzia. * (Filol.) Lo-go-inau-sì-a. S'f. V. G. Lat. logomantia. (Da ogos discorso, e muntili divinazione.) Arie di conoscere gli uomii.i hi loro discorsi: litoio il’ w\ opera curiosa di Pier Nicola Càau- e ione /'a varietà colla resta. È delta ancora LogHen lia, Loglio salvalleo, t ù, larghetta , Falso frumento. Si coltiva per pastura del bestiame, e un vero loglio della buona specie , che gli antichi agricoltori ettF vo provenire da un frumento degeneralo. (Gali) (Vari) (Uot.) Lò-glio. iSm. Genere dì piante, appartenente alla classe d'ginia, ed alia famiglia delle gramigne-, caratterizzato dalla essf 1 C0,M F ost o di molte spighette combacinoti coli’asse o rachide di p ?> dal calice ad una valva con molti fiori, dalla corolla di due estate , ed è comune*lungo le strade e i campì-, ove se ne trova mulica o restala , e dal seme ader, nte alla corolla ; la specie t{l Uco /fu,ie detta Loglio, Zucco , lat. lolium tumulgntum Lin. , ha di foce fibrosa, annuale-, i culmi scabri al di sopra, articolati, det' >e braccia ; le foglie più strette, più corte e più folte di quelle spiano ; In spiga diritta , quasi di un mezzo hi accio ; le piccole matl e /ee lo più con la resta, più grosse, del loglio salv alleo , con J‘, :l pJtori, compresse , distanti. F comune ne' campi, spezialmente I sun,- >rz ° "d d grano. Ha una proprietà stupefacente ed inebbrianle ; i. IUI semi -- - - - .... ’ di f semi sono di sapore acre, e contengono tanto acido da tinger n lla °p S °- 1 cr dori azzurri vegetali ; mescolati coi cereali comunicano ri " ,,n e c ! u ‘"d‘ al pane malefiche qualità, e pi-oducono vertigini , ec. — , Gioglio , s/n.] (F. Zizzania.) Lai. lolium. Gr. *>o ’ Cr. 3.-12.1. Il-loglio, ovvero zizzania, nasce tra 1 gra- i: pp 11 SGtG bi tempi, etl ha virtù acuta c velenosa, ed oppia la mente, g r»pditóis, Gr. jU^Afcrrtì: Zilukì. Andr, Il grano talvolta chiamati ì poeti. (Mit) Logojunzia .. /o, da’ loro discorsi : titolo d’ w\ ope geux , 01ica11e.se , pubblicata nel 17 fò. (O) Logopeo. * (Filol.) Lo-go-pé-o. Add. m. L^. G. (Da logos discorso., pieo io fo.) Compositoio di orazioni o falsi elogii per ostentazioi o per lucro ; in che si occupavano i sofisti. (Aq) Logorante, * Lo-go-ràn-te. Pait. di Logorare. Che logora. A”. clire£*.(Q') Logorala , * Lo-go-ràn-sa. Sf II logorarsi. (A) Logorare, Lo-go-rà-rc. [ Au . c n. Far logoro ,] Consumare (per uso troppo frequente , per vecchiezza , per V andar degli anni. — 9 Lo- grare, sin.} Lat. consumare , contcrcre. Gr. ctvxklarxsiy y y-. — mare il falcone che non toma al richiamo.} (Dal frane, le arre , in ingl. Iure, che vale il medesimo, e che*viene dai celt. tedr vxvòfò.)Dant.Inf. 17.128. Come 1 falcon eh’ è stato assai sull ali. Che, sanza veder logoro o uccello, Fa dire al falconiere : oìme, tu culi. Hat. ivi \ Logoro, cioè lo richiamo clie è fatto di penne e di cuoio^ a mudo d’ una ala , cv.n Logoro si chiama 1 ala che gira,lo ■falconiere ■ per fare ritornare lo •falcone. Gal. Sist. 253 . Come fa nella snodatura della spada il braccio dell’ altiere nel maneggiar l’insegna , c dello strozzicre nel richiamici' col logoro H falcona ,44- LOGORO Logoro , Ló-gO-rci. A del. [m. Guasto, Difettoso , Corro Ilo — , Logorato, Logro, sin. Lai. male habitus , corruptils. Gr. xuxws eVxr/AsVos , his 11 fiorellino dello spigolo delle graminacee , ed è la corolla di Linneo i 11 calice di Jussieu, la glumella di Richard. La lolla di avena seti’ 6 a riempier certisacchetiini adoperati nelle medicature delleferite .( V a 11 ) Lollara. * (Geog.) Lol-là-ra. Città dell’ Indostan. (G) Loia. ardi. * (St. Eccl ) Lol-làr-di. iVqmc di una setta che si sollevò Uf. Alemagna nel principio del XIV. secolo. Erano questi i seguaci y-K un certo eresiarca chiamalo Lollardo, il quale dommatizzò gli stessi ■rori degli Albigesi e fu brucialo a Colonia tanno <32 2./ Loltai'd'i Lollia , ce romana, moglie di Caligola. Cortigiana rammentala da Cicerone. (B)(Mit) _ ‘ 2 -— » (Arche.) Home di una famiglia romana plebea. (0) Lolliano , * Lol-li-à-no. N. pr. m. (Pertinente a Loffio.) — Nome d‘ un console romano ,— Sofista, contemporaneo di Adriano .— Spurio- Generale romano, chiamato imperatore da’ suoi soldati nelle Galh e e poco dopo trucidato. (Mit) , Lolligixe. (Zool.) Lol-li-gi-nc. [Sf, Genere di molluschi dell’ ordine de ce fillopodi, i quali in vece di conchiglia hanno sul dorso una lamini cornea in forma di spada o di lancetta; il loro sacco porla in cimi 1 due natatoje , otto piedi lunghi senza ordine , piccoli succhiatoi tL corti pedicelli. Depositano le uova attaccale le line alle altre che no t aspetto di ghirlanda. Comprende quattro specie conosciute ■ il Calamaio comune (sepia laligo) distinta dalle natatoje che insieme formano un rombo verso la parte inferiore del sacco ; il Calarne] 0 , grande (loligo sagittala ) le cui natatoje formano un triangolo in g ,!i del sacco , le braccia più corte del corpo sparse di succhiatoi verso la metà della loro lunghezza ; la Piccola seppia ( sepia media ) f cui natatoie formano liu ellisse in basso del sacco che termino- punta acuta; la Seppiola (sepia sepiola ) i cui caratteri sono: 1 sacco corto ed ottuso , natatoie picciole e circolari , lamina carne gracile e puntata ; con altro nome detto Totano e Calamajo. —; L° 1 gine , sin.] Lat. loligo. Gr. -rsuStù. Red. Oss. an. 12. L’ho ben - dato molte volte ec. nella lolligine , ovvero totano. E tyo. In ,u • quegli parimente delle lolligini , che per altro nome da noi Tose* 101 con vocabolo più simile all’origine greca son chiamati totani. Loluo , * Lùl-li-o. iV. pr. m. Lat. Lollius. (Dal gr. lalios facondo.)- - Console romano,genero di Tiberio. (B) (Mit) L011.0. * (Agr.) Lòl-Io. firn. V, e. di' Lolla. (A.) Lo -lo. * (Geog.) Popolo delia China. (G) - Lolò. Avv. V. bassa■ Spessissimo, Botto botto. I,at. saepissime- ’KKtiarà.r.is. (Sinc. di loco-loco usato ancora da’ Napolitani in \ senso medesimo, c clic vien dallo spaglinolo luogo luego tosto Lov. * (Geog.) Città e fiume della Turchia europea nella Bulgaria- ( Lomagna.* (Geog.) Lo-mà-gna.V/i Lat. Leomania. Piccolo antico p a di Francia , nella Guascogna. (G) • • ] Lomaria. * (Bot.) Lo-mà-il-a. Sf. Lai. Lunaria. (Dal gr. Ionia {nP\o^ te Genere di piante crittogame, della famiglia delle felci, caratteri -^ dai sori lineari continui che coprono la pagina inferiore, dalla J r0 ripiegala , c dagl’ indtisii marginali fra se confluenti. (N) -/ l( j Lomatoitllo. * (Bot.) Lo-nia-to-fil lo. Sm. Genere di piante CSO* ti L, L< Li L, L L, t< Li L, Li L< L, a 3 4 5 e L Li Le le i LQMAZIA csctndria monoginìa , famiglia delle gighctcee ; caratterizzate dal - a corona di sei petali che nella base si riuniscono m tubo nel ais• ficcarsi , e dalla placenta che resta nel centro della capsola coli t ’ (Dal gr. toma LOMBRICOIDE l 45 si riuniscono -, - uu tl u placenta che resta nel centro della capsola coll a- Vnrsi delle valve della stessa * Lai. lomatophyllum La!* 05 5 phyilon foglia.) (N^ . ,? a «a. * (Bot.) Lo-mà-zi-à. Sfi Lai. lotnatia. Genere di piante eso- l °be della tetraudvia inonoginia, famiglia delle proteacee^ fornUe di <;^ce irregolare , di quattro sepali , di. tre glandole ipogine di uno stimma -- JL~ - j: 1 .- -• • » " - Lo^ ”' a c °fifiovo in cima , e dì semi con ala nella sommila di essi. (N) Bq ìib ,i_ N , E ‘ (Med.) Lom-bà'gi-ne. Sfi Specie dircwnatismone lombi, (A) ^^RArti^J^OL om-bà le.Add.com. F.edihoniharefA^Pascol.BergfO^) ' d' Se { C^’orcgr.) Lom-bàr-da. [*$/!] Spezie di ballo. Cecch. Ine. 1. 0 f\[ 11 d 11 * cedessi così in giubbone ballare , o ^uoi di lombarda, ^O-Mbah ‘Stio/ AG f G,r ' E ) Lom-bar-dàg-gi-ne.iS'/'/'O stesso che Lombardesimo. y. L( Wnn vers - 10 ■ Ber S- (Mi»)' Sfilimi »»' 712 5 •Boui-bar-cla-méu-tc. Avv. Alla lombarda. — , LongOì (Min) Di Lombardia. 1 Lombar- . sm. Muzio Opin. Ret'g. dirn ,CTBsg ° 3 Lom-bar-dc-sco. Add. m, ioZd‘ n - Cetli "• c A > ,. ■ E3I )'° , Lom-bar-dé-si-mo. Sm. Il parlare o scrivere lombardo, hard- • bombardi , •Maniera lombarda. — , Lombardismo , Lom- Dantc® l " e ' sin - Salvili. Disc. S04. Cbi detto non-avria , avere S'iard- i^ Ue3to lombardesimo usato ec. E appresso : Non nii sono ri- Pi'r P • ^. cn f i» e volte cc. d’impit'gare quei lombardesimo, da Dante, I.0j, tA]l 0sl dire , toscanizzato. (A) (N) Hii d- * (G L ‘ e fiO Lom-bàr-di. Popoli delti prima Langobardi, e poi lift nnn ‘i>em. Longobardi, che verso la metà del U- secolo si sta- e p -°I. >0 nella Eolica , nella Pannonia , e nel 56S invasero l'Italia , 'L [i i\)d° ì ^ aì(n0 lm regno che durò 2off anni. (G) si i hìA ‘ * (Geog.) Lom-bar di-a. Sf. Lat. Longobardia. » he,. bOn, . Jt, >-r/-: -.- './• ™.»- Nome che vaa parte settentrionale dell' Italia , dalle Alpi sino alle fconvella Toscana , dopo che i Longobardi ri si stabilirono. (G) SA »tnc 0 Lombàr-di-co. Add. m. Lo stesso che Lombardesco. P. 2 _ Berg. (Min) èrf - 8018 » 10 ; Lom-bar-di-smo. Sm. Lo stesso che Lombardesimo. V , 1 »! 0 o. ! Z 2 -tr,E , Lom-Lar-rliz-za-re. N. ass. Dare in lombardismi,Usar ^° Mb ABD° m * n, ^ ÌC< . -d^ eal, dr. Dif. Maria. Part. s. Berg. (Min) ba r ,]j a °’* botili lo. W liti. jr. ni. Di Lombardia, Nativo di Lom- 2 * /. f h‘/lo anche poeticamente Insubre. V. (B) Q Ppan C °®') Hog 110 Lombardo-Veneto. Regno delV Alta Italia , ora la. jf‘ e,l le alla Casa d’ Austria, e che si compone dell'antica Laminilo H a( f s,r iaca e dell’ antico Stato Penelo di Terra ferma, cuifu- Pa^me le provincia di Bormio e di Chiavenna, altre volte ap- » v Un e C ? !,< °da repubblica de’ Grigioni, la Valtellina, il Friuli, e ab r ilB AKD C *°k l ,orzioni degli Stati Pontijìcii, e del Ducato di Parma.(G) -'iiiAj], 0 '., M°do avveri). Alla maniera lombarda. V. In lombardo. (N) li r(ó;, , lla l.) Lom-bi\-re. Add. com.De’lombi, Appartenente a’iom- c Ur, n } 0 elativo ai lombi. •— , Lombale, sin.} Lat.lumharìs.Ub. a Ppre, att ' m Impiastra tutta la parte lombare con chiare d' uovi*. E 5 *'« D,!° ’ ■ giovevole a’dolóri lombari, terno eS ; bombare esterno il muscolo psnas maggiore ; Lombare in- 4 ii- 0 ’ d muscolo quadrato de’ lombi ; Sacro lombare , il muscolo dì ^‘Poslo . situato tra la spina del dorso e. lu parte posteriore .. eli' q- • e roste, lungo la parte posteriore della region lombare fino 3 " iO,e' ,Cm - Sacrolunibio. (A) (Va») dov e ,'- Sl .Hegione lombare Tutta quella parte del corpo animale j* Sc esso é? 1 l P m bi.} Red. Cons. -i. 2 o5. X 7 u da prima sorpreso da uno biliare * e « s ^ s l )r i spoiitancainente, ed ancora è aperto nella regione , l' ca f au , S!lr '>stra. E 2. is5. Si unga tutta la region lombare con man- vi sugo di rose. 1,1 osai j Cl le lombari : Certi vasi , nel numero per solito di quattro j 6 " tato ~i. _-_ i-n. . ......... ' . ■ , 5 n ^dùrniii^° va * cono dalla parte laterale e posteriore dellaorta "bri dai' , ’l lombari: Quelli che nascono a poca distanza gli unì dagli (j >>>c di an( m’ìfìamento inferiore della midolla spinale. Si distinguono v • y e « loro nome numerico annoverandoli daWalto al basso. fiSfm\) "nc 5 e ^ ne 8 ran misure di -birra, il poter leggere nella > 7^-0 " ° T C - (A) (B) Unù, f r.J nte olla -• -—u: - f i ^ L °^»Us. t-o ‘tHtam alla schiena. Dicesi Begione de lombi o l°»* a ' e , ri,,T i m ' : 1 iombi, la Regione posteriore del tronco sotto ddolsò dio a " ck e-l Lat. lumbus. tir. £**{',+»?■ Gr - f Gl - n nc l Viuigelio : cingetevi por li lombi, c portale )«™ - tìi 4 " dlc mostre mani •, e san Gregorio disse: cgnere per h lomla, ^ ^ «--astìtà. Frane. Sacch-nov. «^Avendo in andato unto- 8 'Usti,?? 1,n lombo e una arista al forno. Annoi. Vang. L sarà la «to n ;„; C 7 u .S ol ° de’suo’ lombi. '* ^ , - . ue si - - - ' ’ : ".i .. della lussuria, al- W, conduce il popolo de fedeli ®l P e R 0(I> ritti. S4- 1 lombi cui 8 f. poò dirfc che egli lo ferisca ne’ lombi.^o ' ci0 groppa. ìluu mi son nella peeda r E fo del cui per contiate a u Mor. S. Greg. Quando adunque il no- r.J.ìf „1 - 1 _• _1 Red. Cons. a. 6p. Va poi sempre continuamente gettando dall’ utero con travaglio , coli dolori , e con- gravezza dei lombi , e delle vene vicine all utero. 2 —* -fiif. Detto del corpo di una pianta. Ar.Fur. Cinq. Cani, c: 2. Or quella pianta , or questa in terra mette II capo, c ronpe alle altre e braccia e lombi. (N) LoiiBOAnnoiiiKAiE. * (A.nat.) Lom-bo-ad-do-mi-nà-le. Add. e sost. comp. Plesso risultante dulia riunione de’ rami anteriori de’ cinepae nervi lombari , i quali s inviano reciprocamente Varii filetti. Si rinviene sulle parti laterali del corpo della seconda , terza e quarta vertebra, lombare , davanti itile loro apojisi trasverse , e dietro il muscolo psoas maggiore. Lht. lumboabdominalis. (A. O.) (Vari) 2 ' * Nome dato da Chaussier al muscolo trasverso dell* addome.{R-Oi) Lombobi. * (Geog.) Lom-bù-bi. Tribù dilla Guinea inferiore. (G) . Lombocostale. * (Anat.) Loin.bo-co-stà-le. Add.esm.comp. Nome dato al muscolo dentato minore , posteriore ed inferiore■ Lat. lumboco- stalis. (A. 0 .) LombocostotkaciieliaRo. * (Anat.) Lom bo-co-sto-tra-che-li-à-no.y/i'L'f. e sm. comp. Nome dato al muscolo sacro lombare. Lat. Imnbocosto- . traclielianus. (A. O.) I-o-j boii.ia iino-,;i a i.r.. * (Anat.).Lom-bo-i-li-ad'do-mi-nà-le. Add. e sm. comp. Nome dato al muscolo trasverso dell’ dddome Lai. lumboiliad- dominalis. (A. O.) . Lomboomerale. * (Anat.) Lom-bo-o-me-rrt-le. Add. e sm. comp. Nome dato al muscolo gran dorsale. Lat. lumdobumeralis. (A. O.) Lombosacro. * (Anat.) Lom-bo-sà-cro. Adii, e sm. comp. Nome di uno de’ rami terminali spettanti al plesso lomboaddomincih. È questo nervo formalo dal ramo anteriore del quinto lombare f rafforzato daini grosso ramo del quarto. Scende nel bacino davanti il sacro presso della sìnfìsi sacroiliaca , e si unisce al plesso sualico. (Yan) Lombiucajo , Lom-bri-cà-jo. Add. e sm. Che è del genere de’ lombrichi. Jjell/n. Bucch . Só'. Ma pel contrario i bruci e i lombricai, Che non ban nulla all’ uom di somigliante, Stali sempre impantanati.(À)(B) Lombricale. (St. Nat.) Loni-bri-cà-le. Add. corri. Che rassomiglia al lombrico. , Lmnftricale, sm. Lat. iumbriealis 5 vcnnicularis.(A.)(Van) 2 —-*(Anat.) Muscoli lombricali della mano.* sono in numero dì quattro^ distesi nella palma della mano , ove s allungano dai tendini .del muscolo flessore comune delle dita , aliato esterno e posteriore dell' e- stremità superiore delle prime falangi dei quattro uUimì diti. (A.O.) a —* Muscoli lombricali del piede: sono in numero dì quattro distesi nella pianta del piede , ove nascono dai tendini del gran flessore dei quattro ultimi diti. (A. O.) Lombìucaria. (Min.) Lom-bri-cà-ri-a. Add. e sf Specie di pietra che trovasi nel fiorentino; cosi detta perchè simile a lombrichi.' f allisiu" Pietra lombricaria maggiore e minore. (À) Lombricaio. (Farm.) Lom-bri cà to. Add. m. Fatto con lombrichi , [o con infusione di lombrichi. — , Lombricaio , sin.] Lat. .lumbricatus. Lib. cur. malati. Adopera l’olio rosato.lombricato./frceff./ 7 or. 21 j. Olio di camomilla loinbricato magistrale fassi come 1 ’ olio rosato lombricaio, togliendo in luogo del rosato quello della camomilla. Lombrichetto , Lom-bri-chct-to. [AVw.] dim , di Lombrico. [Dicesi anche Vermicciuolo , Yermicello , Yerminello , Bacolino , Baclierello , Ba- cberozzolo, Bacherozzolino. —, Lombricuzzo, sin.] Lat. lumbriculus» Gr. fUKpcc h.ixivs. Red. Oss. an, 20. Negl’intestini del serpentello da due teste’ ritrovai de’ lombrichetti blandii e rossigni. E 23. Ciascuna di quelle ftubei'osìtadi) più grosse racchiudeva un lombriclictto bianco più sottile d’ un capello. E lett. 1. t.jo. Due altri de’medesimi lombrichetti erano acquattati dentro a’polmoni medesimi. LoMBRicnsO', * Lom-bri-ci-no. Add. in. Aggiunto dato ad una sorta d’olio , così detto da’ lombrichi. Jf. e di' Lom 3 )ricn.] pegg. di Lombricuzzo. /rii. euri malati. Sono frequentemente infestati da questa l azza di lombri- cuzzacci. Lombricuzzo, Lom-bri-cùi-zo. t1 le dette specie sono comunissime. (Van) (fi) dis^L A w Scolopax neu orarne u >; .. . fjrfé .a becco gracile lungo’e debole , che appena possono lutrotM* __ .'11..! : _ ,r.ìi e,rt 7 iiln/'nlì ììlSè'tl giarsi i vernice moli ed i piccoli insetti. ^ di esso becco son sci'Vite a stabilire i b d Iddio , la quale gli aspetta. Salviti. Disc. 2. go. Colla pazienza c colla longanimità temperata non dà cosi prestamente a conoscere quanto sia grave e pesante.» li,truci. Viri. pa S . 48, (Firenze 1810.J Lon- terra per man, modificazioni di esso becco questi uccelli. (N) on'c.issimo , Lon-gis Voc. Eis. (A) LoncitÀ , Lon-gi-tà. Sf. V. A. V. e di’ Lunghezza. Lonc.issimo , Lon-gis-si-ino. Add. m. Nume d’uno de muscoli ^ ,it.i ! ’ ' , bovi 11 M 1 0 - . , ^r • : z;Cj ^^ Longitate , sin. Gi^tt. teli. 3. 12. Ove in destra avesse uiv 1 ria in sinistra, e luugità eli vita. (Y) LONGITUDINALE 2 - I-ontananza. Guitt. leu. 2g. y 3 . Coni’ è in avversi tate e longitaJe L 0Hr ‘ niiC0 ' £ 7 4 ' Migliora in lougità d’amico. (V) ’ 1 TunjjrALi!, Lon-gi-tu-di-nà-le. Acid. coni. Disteso per longitudine. SCCUU( ^ um iongitudincni. Or. Kctròt fs/rfros. Red. Oss. an. 55 , tal \ 8UÌ P*? ta i«sm° rnezzo c tutto intcrnamenterugoso di rughe longitudinali , e talvolta tcansversali. q | t vdine 3 Lon-gi tù-di-ne. [*V/I V. L.~\ Lunghezza. Lat. longitudo. , ' f*y)zos. Cali. SS. Pad. Sonò iodati sviamento da longitudine di vita. tGeog.) [Longitudine è la più coita distanza del meridiano di un q 5 ° “a un altro meridiano , considerato come il primo ; ed è mi• C ^ a ì S V(l di dell- arco dell' equatore che vi è interposto . La lon - oc c f rie ’ Cati S^ a a ciascun passo che si fa nel senso di oriente verso da €ì lG ' ’ ° viceversa ; ma seguendo un meridiano stesso, andando Si ( dl' altro , sarebbe si sempic sotto la longitudinemedesima. Ct>Wc l e parallele all’ equatore hanno una più piccola drconfe- hìn**' se fP n do che da esso sj allontanano , ne segue che i gradi di al i) r’ ne diminuiscono in estensione secondo che sì avvicinano Perì l ,lC ^ cbc tani0 ® dire Longitudine quanto Altezza dei polo. tre c Un &° te mpa coutavonsi i gradi dì longitudine da uno fino a fché‘ t t n- SeSSaìii(l ' > P arten d° dalla linea meridiana dell’ Isola di Ferro LONTANO 147 Uu ,v «n 7 W U - P av W-ì I-" 1 - longitudo. Gr.fiixós. » d’ lm ci ilo senza orizzonte , 3 __ q'Wita di latitudine. (P) sagr s “’0 [La longitudine di Prim' IUalove ■■ ,m »vera eh’ C ,!ft Car. Lell.i. So. Ci longitudine , e con poco raen «SC.0 longitudine di un astro si prende sull’ eclittica e non ? aH oriente e alt occidente del punto equinoznde di ordinuritwienle il primo punto dell ’ Ariele. Essa si per Segni. Gradi , Minati ec.] ‘ Lòn-S ' ' ' Osi ' . -o-un-go. ’iV. pr. ni. (Dal Jat lon gas lungo. In gr. lanche riut’ 111 Ce ^" U°" c -. 0 ) Bemh. Leu. 1. 1. 3 . Dissi cc.. clic alcun termine di rosi ] COIne dicono i Sauesi e quasi tutto 1’ altro ninnilo Loj,,_ 0 J11 ° • . . lungo come dicon soli i .Fiorentini. (N) tlan, Ai,n ^>ET.T E ,■ Lqn-gO-bar-da-mén-tc. Avv. Lo stesso che Lnmbar- > 'icn 11 le , detto per ischerzo. Stigl. Art. Vers. 14 . Ber C SGo ^r. » (Gcog.) Lon-gobàr-di. PV Lombardi. (O) ilo,, * (Deog.) Lòn-go-ìa, Longiila. Città degli Sluti Pontificii (Min) ì%co t"P' da ~°CiteAo. “(G) Lo.- j * t "’seosJj _ *, Lojl -gò -ni. hiome dato daToloimne o ai LiiigoiH.{( 5 ) (Qvog.) Lou-gò-ni-i. Antichi popoli di Sicilia. ( 0 ) ^ ?a Soi les ^‘ * (Ccog.) Loii-goii-ti-na. Antica città della Spagna Tur - t r ^ G °i’0p! e ’ ! '' Cn Toil Loii-gò po-i i. Antichi popoli dell ’ Etiopia . (G) t * (Geug.) Lou-eò-to nia. Fiume dell’America meridionale , r , ‘ lIi ’ (Grog-) Lon-go-vi-cà-ri-i, Antichi popoli della Gran Gis C[J ^ (G) Lohtaware , Lon-ta-nà-re. [All. Tener lontano. Lo stesso che ] Allontanare. fr.fnl. dimovere ,amovei'e. Gr. dxoxivnv , àxoSioxogxùeBxi. Jiocc. noe. 1 4 - io. Quanto potea con mano ec. la lontanava. Dant. Purg. 33 . it7. Che acqua è questa, che qui si dispiega Da un principio , e sè da sé lontana ? 2 — Durare , Stendersi in lungo. Dant, Inf. 2. 60. E durerà quanto il moto lontana.» (Le migliori edizioni hanno-. E durerà quanto il mondo lontana -, ma o dica mondo o moto, questo lontana non è verbo, ma addìettieo , e vale lungo , e Dante ne uso , come gltrave : Par. i 5 . E seguitò : grato e Iontan digiuno .... Soluto hai, figlio.Cioè, lungo digiuno.') (B) ^ — B n. pass. [ nel primo sign. Scostarsi.] Pelr. Cap. 9. Giosef dal padre lontanarsi un poco. Lontanato, Lon-tanà-to. Add. m. da Lontanare. [ Scostalo.Lo stesso che Allontanato, f*.)Lat. remotus, ubalienatus.Gr. rcx-Mpurgitot.Amel. 3 g. E già la vita lontanata da lui appena sostenendosi, si levò. Lontanetto , Lon-ta-n(t-to. [Add. m.) dim. di Lontano. Lat. parimi aliseli s , distans , remotus. Gr. siri xorrèv ^V2rr,r.’.'v. lied. Cip.2. 38 . Le quali (glandule) bisognava che necessariamente fossero in sito un poco lontanetto dalle guaine. 2 — [Ed in forzò d: nei 1 .] Red. Oss. an. 8. Giva ad imboccare negl’intestini cc.', un poco lontanetto da quella. Loktanevoie , Lon-ta-né-vo-le. Add.com. Allontanato, Lontano. Liburn, Selvetl. ,. Berg. (Min) Lontanezza, Lon-ta-néz-za. [Sfl V. A. V. e di’ Lontananza. Gtùd.G. 89. Ed è quasi regno incredibile per la sua lontanezza. * A „ E ^ * Lon-ta-nis si-ma-méu te.idw. superi, di Lontanamente. (ori Long, incubi. (I Lontanissijio , Lon ta-nis-si-mo. [Add. m.j sugai, -r. -- Lat. rc- molissimus. Gr. gxxpc'rxrcs. Serd. Star. 4, 1^/7. Cogli stinJou f-- l’eterna gloria ha svegliato la nostra. nazione di regioni lontanissime a calpestare le vestigio di Bacco e d’Èrcole. flemb.Asol.t. 27. Danno luogo in se a due lontanissimi affetti. Red. lett. 1. 109. Il libro cc. credo clic sia quello cc. da me veduto , son già due anni , ma veduto come un baleno lontanissimo. 2 — ■* In forza eli avv. Tao. Duo. Gei-m. 3 y 4 - A piedi tirano frecce parecchi per uno lontanissimo. (N) 1 — * Ed anche Di lontanissimo. V. (N) Lontano , Lon-tà-110.'iini. Lontananza. Tass. Pros. ili. a 33 . Favo a guisa di pittore clic , ristretto fra i termini d’ una piccola tela , accenna con brevi lince solamente i lontani degli eilificii e de paesi. (B) E Castigl. Cori. 1. 86. La qual ( prospettiva ) per forza di- linee misurate , di colori, di lumi c d* ombre , vi mostra ancora in una superficie ili muro dritto il piano e 1 lontano , più e meno come gli piace. (N. S.) . 2 — [E parlando di persona, per lo più in pi. , cioè Che stanno lungi , Clio son remote; ed è opposto a Prossimi o Vicini.] Pelr.canz. 3 ò. 6. Clic vo uojaiulo i prossimi c i lontani. • . Lontano. Add. m. Remoto, Distimie per lungo spaziai Lat. longinquus, remotus , distans. Gr. p.xxp o's , àxórspos, ^wrry.y.-A. (In prov. lordano , dal frane, lointain clic vale il medesimo. In cclt, lang lan lungo paese, lungo spazio di terra. Ili lai. longe lenits sol da-lungi. ) Bore. nov. 21. 6. Il luogo è assai lontano di qui, e ninno mi vi conosce. E uno. 3 g. 3 . E fosse l’uno dell’altro lontano ben dicce miglia. Dant. Par. 2. 104. Benché nel quanto tanto non si stenda La vista più lontana , lì vedrai. Pctr.son.2t2. Solca lontana in sonno con- soiarme ec. Madonna. 2 — E col terzo caso. Bocc. g. io. n. 9. Voi siete alle vostre donne lontani. ’(V) [Per Mle/w.] L-nigo. Frane. Baili.i 55 .g. Veiliam lo lin per lontane i o in di appi ; Onde vo’ che tu sappi, di’alcun non è di tanto grosso 1 Lon-gù-i. Lat. Longus Vicus. Citta di Francia nel [fV Hn . dM *tìm' lubolata , irregolare, qùinquefdacinque stomi, un pistillo -, f Vc,l uat<> !> '/ a x>ttl ‘so bacca biloculare, polisperma. Ogni sua parie, ec- f osala un odore spiacevole, ed ha sapore acre. (Van) > t'^ietn < ', < ’^*) nì-fio. Lat, Lconicmn lHttz vre m diajipi j Wiuic vo cne m sajiju, vju tiiuui «uu l m tmiAu t^i izz-su tgegnO; Ch<^ per lettura non.pcrvegna al segno.» Dant.lnfi. 0 anima in tese Mantovana, Di cui la fama ancor nel mondo dura, E limerà ■ — — — t — - ni. . —„ , 1 ; ovre in cor Lo-m-go. provincia di Eiccuzn. (G) > Lon-ta-na-nién-te. Avo. Con lontananza, f.itt. proctil. •boro deli’ Ab. Isac. Avendo a schifo con tutto orrore il di- v Siini a Presente vita , che noi abitiamo questa terra come pcrc- * j3,ìt a» 4 , s . jI 4 Sc j Vei 'aiite noi lontanamente dal nostro patirò. <( "e/ie ‘ f b-ta-nàn-za. [Sf.) Lunga distanza di ltu>g P. ]_ 4 lontano, lo Allontanare. Lo stesso che Allontananza; j, 1 Pianezza sin. Lai. longinquitas , di.itaulia. Gr. btx- Lntàn- -Bocc. nov. t8. i\ Siccome è la mia giovanezza, e Stolto E- l ? za ^‘’l mio marito. Pe.tr. canz. 28. 8. Che ben ni’avria già 'Della . l>I ’ l; ni;uiza del mio cuor , piangendo. E 3 o. 5 . Foivc in *' c Gr di Imi t.inia.,-,,--, -1 sospira. Bemb.Asol.t Jiz.Qimi, - parie Ur eli tua lontananza si , ■ r ^ s0 s i vede mai ««aro sono le lontananze , nelle quali U S ai ^nlc ' ir surc in lonlaiwixa.(A) $ ytiDc iu lontananza rr: Stnr lont(iv (ì ’t ^ fi allontanarsi 'Tjroverb. La lontananza ogni gran f ‘ orc .Guar.Past. fid. 3'., °§S eUn munto amjuorzu ogni piàj<’ , f ! v a {vv 1. Annoi. F. B- „• 0. La lontananza ogni gran piaga salda. » ‘ .. n maga salda. (N) »• 5. 11 nosUo dettato dice, la lontananza ogm ani b quanto il iìYólo lontana, E Par. i 5 > L seguitò ; grato c Iontan digiuno. . . . Soluto hai, figlio. (B) Bruii. 0 t\ per M. «W,Questo px'o- scnte giorno , signori Senatori, Lo posto fine al lontano lacere , il quale io ho tenuto a questi tempi,. (V) Chiahr. Guerr. Got, Il vostro empio furore cc. Saria possente ad infiaimuar-il,core Di lontina vendetta , e di disdegno. (A) 4 — Per metaf. Diverso , Vano. Lat. versus , varius. Gr. &a$o/?af, ùxxgÌos. Bocc. nov. tò\ 5 . Il conte, il cui pensiero era molto lontano da quei della donna, senza alcuno indugio a lei andò.»i?occ.g, io. n. f. jViccoluccio disidcrosamente ricevette la sua donna e ’1 figliuolo, tanto più lieto, quanto più u*era di speranza lontano. (V) 5 —- Alieno da lar checchessia. Lat. alienus. Cas. lett * 66. Dice liberamente che non gii dà il cuore di*studiare, essendo stato tanto tempo ben lontano da quell’arte. 3 — * Col v. Lare : Far lontano m Allontanare.V. Fare lontano.(A) ] -—*<^0/ i’- Stare: Star lontano—jJVon esser presente. E.Stare lontano.(A) $ —*Col v. Tenero; Tener \ow\^x\oe=.A llontanare.E .Tenere lontano.(A) luogo a luogoì [ed Lontano. Avo. che si adopera in forza di preposizione , e si usa talvolta con poesia , e massimamente nella volgare loquela. Galat. 56. TSe per 1 ’ ^ il Tedesco non sappia latino debhiatn noi per questo guastar to ^ stra loquela in favellando con esso lui. »Buon. Fier. 3. 4 nosciuta ho la loquela al certo Di quei divoramenti- E Salviti . noi. ivi: Gli ho riconosciuti al parlare. . . E noi dichiamo : ì lilllì buona loquela , una copia di parlare. (N) ' . l 3 — Voce. Vii. SS. Pad. 2. 348. La sua loquela (di S. Macchi era molto sottile e poca , clic appena si udiva. (Y} p, Loqcente, * Lo-quòn-tc. Add com. V. A. V. e dì Eloquente. Lete. 3g. 8g. Ulule iscoltato (avendo ascoltataj l’aguta e loq lli:1 sua loquenzia, non solamente dell'udire , ma dei scusi cc. (V) Loquekza , * Lo-quèn-sa. Sf. V. A■ V. e dì Eloquenza. —, L°T' ' c zia, sin. Cavale. l'ì'Mt. Ling. 238. Di diie cose imperfette m 0 * 1 meglio ai'or santa rusticità , che loquenza peccatrice. (V) f, Loquenzia, Lo-quèn-si-a. SJ\ V. A. e !.. Po stesso $he Loqucn^ a ‘^ ( e dì 'Eloquenza. Lat. loqiientia , cloqucntia. Fr. Guitt. Leti. à9 °A. Unde iscoltato l’aguta e loquente sua loquenzia , non solameli^ 1’ udire ma dei sensi ec. (A) (A r ) ■ lt . baU^f. bai Lora. Così anche chiamano i Francesi un' aria da ballo , che due tempi lenti , e che per lo più comincia nell' alzar della Gian. Diz. 3hi$. (B) . d)) 2 —* (Arche.) Bevanda che i Romani estraevano dalla (vVwc^* Loracina. * (Gcog.) Lo-ra-cì-na. Piccolo fiume il Italia a poca d {S • da Anzio! (Mit) . , , (t pÈ Loranite. * (Bot.) Lo-rn-nì-te. Sf Pianta della famiglia dette > fòglie. (Van) . LoRANTo.*(Bot.) Lo-ràn-to. Sm.E.G. Lai. loraullms. (Dal lat./ 01 scia , lacinia, c dal gr. anthos fiore.) Genere di piante, dell e f^ n M monoginia ; tipo della famiglia dello stesso nome , caratten^^^o o calice brevissimo, dentato , epìgino , dalla corolla divisa in ^ c otto lacinie riunite nella base co' petali, dalle antere a duel<>f f ctì ni‘ una bacca infera o ipogina coronata dal calice. Questo gf* pt ende de'frutici esotici parasitici. Ne boschi di. querce f l t a,#* trovasi il Loranio, detto perciò Europeo, dalle cui bacche s f una eccellente pania per prendere gli. uccelli, ed i rami si " in medicina come diaforetici , e nelle ofidna si conoscono sot o di Legno vuco quercino. (Aq) (N) Lo LORARIO “nimàv (A, 'f C ;) Lo-rà-ri-o. Add. e sm. Uomo annoto ili sferza, che ^Cavili) 1 1 & a aàaorì al combattimento , e lì punica (piando non mo- 0 co yaggio abbastanza. Il larario era chiamato eziandio per della Spagna, LORIC ARIA *49 ^ schiavi infingardi o colpevoli. (Hit) nella .°S•) Lòr-ca. Lat. Ehocrata, Horcio. Città in.* ^ Lor da Ini ricevo il bai perfetto. (V) igni li 1 ?• ^ onore che dassi in Inghilterra ai nobililitouv.t vi Sco • ( ì lu dche dignità.Spella solamente ai duchi, marchesi tttnn Aid arcivescovi e vescovi , ed a certi impiegali pel ‘Ktt’ciu* de Francesi; in italiano potre.hbe iroiha'si per mio si- \ ^(golosamente parlando non ha vero equivalente. (0) Lór-da. Add. e s! \ filerei vice , Baldracca. ( V. lordo , (. ?. t. Ir,* n .1_ fi _ •_ i- , • -, > . di Marcia. (G) • ’~ C ^^ i ( L°r clic. Avv. F. e di Allorché, Allor cbe. Gillio al Coi , l [ n ' ant ' -353. ( nota ìoo. Guìtt . leu.) Doppio diletto dentro k'P-n.* 7 vL, Lor c ^ ie A ;i riceve il ben perfetto. (V) titolati od in larchesi, conti te/up 0 ? ’ arcivescovi e vescovi, ed a certi impiega, iuai le che rimangono nella loro carica, come sarebbe il ni m fl 1 , Londra e qualche altro. Milord eque vide in qualche modo ^‘aiscQ-nbm» ridisi __ _/./>._ _ • Y Miore Li cclt / lii(li 1Kjs ' ° ictan donna o ijiovaiie di trista vita. In ingl. lewd li » Li rm , i.°0 Car. Leti. 1. ali. Iti nuovo la lorda comparve insieme con . Con lordezza , Sporcamente Perciò Lf"'- iwmande, impure. 0 r. fj.ia.puis , pvTtxpu-s. Scn. \ ^ P nzZy ^ nto 5 0 rullano lordamente , e anuojano ^° Rn ARE E r* Lor-dàn-te. Pari, di Lordare. Che lorda. V. di reg.( 0) ^5 Al! , r ‘dà-re. [.A tifi Far lordo , Imbrattare, Sporcare , Intridere . fa a lordare, sin. Lat. iiujuinare. Or. koivoZv. Hit. SS. Pad. Che (i gilè 10 5 Tacile lo lebbroso 1 ’ attinga , clic ben .vedi cbe egli P atti- 5 £ C tersala nel vaso , e non la tocca , e non la lorda ? è* [fi ,f.g- [Guastare , Corrompere.] Cavale. Med. cuor. Questo vizio 3 ^ A °> c non si può sì poco pensare c leccare, cbe non lordi la mente. Ucq |** Pass . inel primo sìgnfi Pass. 33. Non è vergogna, nè esser Pùi t C le | uomo si lavi e si netti, (piando fosse lordo e brutto , ma ° st ° è vergogna lordarsi. fi»-z a : ‘j'° > Lor-da-r* l-lo. Add. m. dim. di Lordo. E s‘ lisa anche in > (l«c > parlando per isvilimenlo di femmina disonesta. At ei. LdBm'j • Mcrctricola. (A) T '• -in SSlH0 » Lor-da-tis-si-mo, T 1 ““ato'4 3- S ,V'S- ( Min ) fa, •i.mes Te ftl etUe. Lordezza. F. Schi- Pist.K Add. m.superi.di Lordato. Casin, Preti. Y '“UATY) * t "’o* Gn^.. > Lor-dà-to .Add.m.da Lordare. : d KZ ** , Lor-déz-: c la mano lorda non può f altrui lordezza nettare, che \ i f 1 S’]Boez. Farcii.f./p Se potessero per qualche fessura la virtù Loreo. j ^i-ìiti ^ asc * ata » vedere, e conoscessero di poter , mediante i lor- (eUe Pene, por giù le lordezze de’vizii, direbbero oc. c-cia.[A/.]pez"'.t/< Lordezza.Lu/.sordes summa. Giord. Pred. R. Vivono allegramente im- tordizia,Lordura,Lordaggine, sin. Lat. immunditiae, sordes. sico nel golfo di California.—Isola del Grande Oceano equinoziale costa del Perù.—Gran fumé dell America settentrionale ch'esce tgo Ontario e mette nell' Oceano Atlantico. (G) (Geog.) Lo-rè-o, Loredo. Lat. Vcuetorum Lauretnm. Castello ilei llegno lombardo-Feneto, che da nome ad un canale tratto dal- V Adige. (G) Loretano , * Lo-re-tà-no , Laurctano. Add. pr. m. Di Loreto. (B) 2 — * (St. Eccl.) Nome di un ordine già istituito da Sisto F. sotto la protezione della B.F. di Loreto perchè fosse pronto sempre a difèndere il santuario dagl Infedeli: i cavalieri Jiu'ono riccamente dotali, ed ebbero il titolo di Conti Lateranensi, da gran tempo cessi) fS} Loreto. * (Geog) Lo-rè-to , Laureto. Lai. Laiiretuni.C'/^ù degli Stali Pontìfcii nella d/degaz. di Macerata, rinomatissima per la Santa Casa , cioè la Casa di Nazzaret ove avvenne I incarnazione. (G) T Pwar/w, Fr. Aj ° I, 'Dis Su n ( l l! csta lordezzaccia cosi grande. > W. n Asi £kte , Lor-dis-si-ma-mèn te. Avv.superl.di Lordamente. Pai- t a & rì ,,s J L ? j- °. r “dis-si-mo. h>Un Ul(o , Ss Pnus. Or. pu7ra^wrctro?, a.ìfr&iVTQS. Fr. Jac.T. f. 18.2. Oli Cl ’ 1 bellissima, A Dio rendevi odore , E mo puzza e lètoi-e , . , Y ^iun ’ . SOz za , lordissima. Sen. Pisi. 8y. Celidonius fu uomo di lor- Loroio , * Lòr-gi-o. N. pr. m. Lat. Lorgius. (Imitatore , dal cclt. lorg to ?oizj A v i la * ‘ .. [ Add'. mi] superi, di Lordo. Lat. sordiJissi- e fu ricco smisuratamente. t, p’zza. ^ £ 0l '-dì-zi-a. [ Sf. , F.A. F. e dì] Immondizia, Lordura, Lor- Loro l0lt *izia. p Clir * malait. È necessario toglier via da quelle parti ogni Lori .^ ovo f.. *' Giord. Pred. R. Nè si vergognano della lordizia del '°A° f^ato' » * Jjr • V do *.^- m * Sporco , Schifo , .f-y.if inunundus , luridus , sordidi Intriso di lordezza , lm- ... p • ■«■iiniuuii!) , 1HKUU3 , sordidus. Gr.pia.p0s, pv'z'xpós.Dant, p l '' v olse §’ iaiu,11 ° della lorda pozza Grand’ arco. E g. 100 . Poi Y, Afilli l 0 ?j Cr ^h'ada lorda. Cavale. Frutt.ling. La mano lorda non può A E / :Za llt:tl: are. Multa. 2 . 80. E più lordo c più unto d’ mi ^ j E volli ec. Lavarmi il viso, e rassettarmi il seno, Per a Uon m ’ avesse scorto. r s sceK^* Corrotto , Disonesto , Scostumata. Lat. lujidus , im- 3 ^ in a Conti, e de’ Pesi che non son netti di tara , di- i)n^ 0rta mu ernpi ° : La tal mercanzia al lordo posa mille libbre, o 4 no v , « ° ® CLU fi , e al netto pesa novecencinquanta libbre, c im- scudi. Risc. Multa. (A) ([ ^to esser ^ Sm ‘ ’ P aì 'lando di persona.Cavale.Specch.Cr.1 y3 .Volle hoj ^ come s P l, l a ccbiato, e sozzato di sputi puzzolenti dagli Giudei, A/° S1, (ChirA 1 T llllto > e lordo di unguenti, ed impiastri puzzolenli.(V) ì n ‘I Lor*dò-si. Sf. F. G. Lat. lordosis. (Da lordos curvo.) (^ ff . cliL spina dorsale si curva o piega verso le pcu'ti ati- fL Ul, ° a ditia() C Sm. Nome collettivo. Unione di lordezze.] Lat. vizìi'‘ SOrt ^ es * Gr. fv'xdafjKTct. filenz. Sat. to. E nella fogna Lor H nme rso , Qual porco in brago nel lordume ingr U-ia. FtS/. Lo xffltcrt T .r»v# !< '7.7 . F. fDjll fi’Jivw la In *•( spor c h stess0 ohe] Lordezza./^. (Dal frane. I or- ° zza ’ sudiciume , e questo dal cclt. ordous lordo. 3. * \<-*r l 0 • a Lagna lousder vale anche sudiciume.) Bocc.nov. 32. Celiti sonv? p ttaluìo gl> chi lina lordura, e chi un’altra. Tes. Br. hclj* Pioh tUtt u n “ uiera A' acqua si è q V "‘«‘te s ’ se , la c bc “ monda, e messa in cisterna ben lavata ’ c * le tutte Z i“,, cune lordure , |>crciocchò ella ha meno d’ unii. è quella che novellamente è ly imitazione.) (B) '.iti. * (Geog.) Lor-gì-ti. Antichi popoli deiV Africa. (G) . (Zool.) Lò-ri. Specie di pupp tgtUh , il cui grido esprime molto bene la parola lori, E differente molto dagli altri uccelli di questo genere per le piume ed il colore Lutto rosso piu o meno carico. Ha il becco più corto , più piccolo, meno curvo , e più a-'uto degli uhri pappagalli, lo sguardo vivo , la vóce sonora , ed ì movimenti agili. ‘— , Loridc , sin. Lat. psiltacus giTebiensis. (In isp. loro chiamasi il pappagallo.) (BufF) 2 — Nome che gli scrittori di zoologia danno cui un grazioso ani- malello assai mansueto , che si trova nell’ isola di Ceylan. Lat. le- mas tardi gradus. (A) Lorica. (Milit.) Lo-ri-ca. [Sf Armatura difensiva del soldato,fatta di cunjo , poi ci una piastra o lamina d'acciajo o di rame , e più comunemente contesta di maglie fatte con fh di fenv, o ci ottone, o et altro metallo. Adopraronla gli antichi per difesa del petto, ed anche del petto e della schiena, partendosi così la Lorica ui due parti,' che venivano congiunte insieme sulle spalle , e sotto il petto con cinghie e fibbie .] Lai. lorica. Gr. §vpa%. Lib. Maccab. Vestissi di lorica a guisa di gigante. Petr. cap. 5. Contra colui eh’ ogni lorica smaglia. Dittata. 4* 1 - Quivi togliea lo scudo e la lorica A Memuip- po. Tass. Ger. 4 81. Io per me qui depongo elmo e lorica, Qui ini scingo la spada. E g. 8g. Mille Turchi avea qui, che di loriche E d’elmetti e di scudi cran coperti. » Buon. Fier. i. 3. 2. I>asfondar qualsisia sberghe c loriche. E Salvin. Annot. ivi: Il latino loricae, a loris ; (cuoi annodati) e si veggono questi cuoi bene annodati e intrecciati nc’ soldati romani della colonna Trajana. (N) 2 — * (Bot.) Con questo nome da Mirbel si dinota la pellìcola liscia e squamosa che costituisce la corteccia immediata del seme li tegumento proprio dello stesso. (N) Loricarià.* (Zool.) Lo-ri-eà-i’i-a. Sf. Tj_/ TV..1 ... 1. e.wlr. ...._ . i . . >/ _. , d—__ ... »«“• • :.. Aa ma che allora l' uccello morisse. ( Dal celt. lor o tur giallo. Secondo lo Scaligero , da aureolus di color d’ oro.) (Mit) Loripebe." (Zool.) Lo-ri-pe-de.iSVn. Lai. lnrìpes. (Dal lat. lorus staffile, c da pel piede.) Genere di molluschi acefali della famiglia di lle cardiacee , il cui nome deriva dalle appendici addominali allungati', Jlagelliformi , che lor'tengono luogo ai piedi. (Aq) LoRME.*(Geog.)Lùr-roe. Piccola cit.dellaFrancianeì dip. dellaNievra.(G) Lorkio , Lòr-ni-o. Add. m. L.o stesso che Guercio. P. (Dal frane, forai- cuna preposizione che ’l regga.]Bocc. nov. 17. 61. Ma’ nè io da l° l ® fui intesa , nè io loro intesi.» E Fiamm. I. 6. La pallida faccia ® minciò a riprendere il perduto colore, e le lagrime del tutto ai |l *“ via se ne portarono con loro il purpureo cerchio fatto d’intorn 0 gli occhi mici. (Cin) ; 2 —* Da loro vale lo stesso che Da per se , Senz’ opera d’alt’ t Soder. Colt. Sebbene la vera è , che vi si lasciali su mature, cascai- da loro, fPalla delle ulive) (Cin) gnew chi guarda di traverso, e questo dal celt. lorgnetti che vale il 7 — E detto di Cose. Bocc. Intvod. 7. In loro luogo ( in luog° medesimo, c che vien da lorg spiare. ) Bellin. Bucch. i8g. Venia con a man dritta V Antequera ec., E’1 vispo Tidorin con quella lor- nia Spilungonaccia della California. (A) (B) Loro, Lò-10. [ Pronome ] che si usa ne’casi obbliqui di Egli e di Ella nel maggior numero , riferente per ciò cosi maschio come femmina ; e si adopera coi segno del caso o espresso o sottinteso. —, Lo’ sin. (Dal lat. itlorum di quelli.) 2 — * Trovasi talvolta nel caso retto presso molti scrittori approvati di verso e di prosa. Ma t’ uso generale degli ottimi libri , e il consenso di tutti i più solenni grammatici si accordano nel riguardarlo come errore da fuggirsi nello stile corretto. G. V. 12,/p II modo che hai a tenere a volerli ben governare , si è questo. Che ti riteu- glii col popolo , che prima rrggea, e reggiti per loro consiglio , e non loro per lo tuo. (Cin) Petr. Uom. ili. 80. Morto ch’egli ebbono Costantino loro fratello , loro dua tennono l’imperio. Borgh. Orig. Fir. 170. Livree , e divise , che ordinariamente erano quattro, bianca , rossa , verde che c’ diciano prasina, ec. azzurra o turchina, che loro diccano veneta. Fir. Asia. 811. D’essere stati loro i malfattori. Att. A post. 164. Quegli ec. prcsono anche loro cibo. ( Par detto per Essi.) (V) Pallav. Ist. Conc. 1. 202.Perciò che non movendosi loro da retio line ; e desiderando non la informazione, ma la dissoluzione dì questo Principato , non si sarebbono mai dati per paghi ec. (Pe) G1 ambuli. Star. Lue. t. 1. I. 2. Non sopportate chepiùsiano animosi gli TJngheri per torvi le facultà , che voi per guardare la vita ec.; più feroci loro filialmente per satollarsi de’ corpi vostri, che invitti voi per difenderli. (P) Scgr. Stor. Fior. I. 1 ■ j. 5. Gli cacciarono dall’ isola, c vi rimasono loro ad abitare, e dal nome loro la chiamarono Anglia. Benv. Celi. vit. t. 2. f i5y. Cominciai a sollecitare il passo, e loro sempre venivano a lento passo dietromi. (N) 2 —*Ma dopo il Come si può usare, al pan di Lui e di LG.Bocc.Ninf. 200. Tu parrai come lor ninfa per certo. E 1 Lab. Ed oltre a questo assai sovente si gloriano , che alquante, della cui virtù speziai solennità fa la chiesa di Dio, furono femmine come loro.Morg.25.20g. Che sai, ch’egli è de'miseri conforto, Di veder, come lor, qualche altro afflitto. Geli. Capricc. Rag.ò'.W iprenderc senza discrezione alcuna i giovani, senza pensare quello che fece egli, quando era giovane come loro. (Cin) 3 — [ Usato nel secondo caso .] Bocc. inlrcd. 31 .Li nomi delle quali io in propria forma racconterei , se giusta cagione da dirlo non mi togliesse, la quale è questa, che io non voglio, che per le raccontate cose da loro , clic seguono , e per le ascoltate nel tempo avvenire , fi _ ose. noce. ìraroa. 1. in loro ìuoao l in quelle cose) (V) 8 — Per Coloro , se ne segue la particella Che o simile. Bocc. 11 38. 17. E loro , li quali amor vivi non aveva potuto congiugu crC jj. l molte congiunse. Petr. cap. 11. Di lor par più che d’ altri s’ abbia , Che per sé stessi son levati a volo. 9 — * Per Della famiglia loro, Del lor saligne e simili. Bocc■ ; E che maggior cosa è , e quasi non credibile , li padri e le mai* 1 n.i;_ t • 1 /». _ _ .1? • •, . ì* • 1 : figliuoli, quasi loro non fossero, di visitare e di servire G. F~. 7. 52. Que’della Torre erano, la maggiore , e la più po 9 *®' casa d’avere , e di persone , che fosse in Italia , e di loro era d f triarca Ramando d’ Aquilea. (Cin) fi, a — * E in tal sign. con l articolo pi. espresso o sottinteso- V . 2. 25. I Genovesi, ricordandosi , che'Vinitiani l ’““° r.^ u t) avieno soperchiato m mare 1 undici loro galee, avvegnaché per 1 J i u j de' loro di Pera si fossono felicemente vendicati , vollono per °l l1, mostrare loro potenza a’ Yiuitiani. (Cin) 3 — * E potrà in questo modo ancora significare Cosa c»* sia sua o in poter suo. Fiuni. I. 2. E sei divenuto mio con ’I 1 ;L certezza , con la quale gli amanti possono essere dalle donne t cl loro. ( Cioè , tenuti per cosa loro.) (Cin) 10 —* Per il reciproco Se o Suo.Bocc. introd.Ln quale usanza b in gran parte, posposta la donnesca pietà, per salute di loroav*^ ottimamente appresa. ( Cioè, per salute di se medesime, o p*-' 1 Iute loro/) (Cin) .0. 11 —* Riferito talvolta al nome singolare, ma collettivo.Bemb.A s0 ;^ 1. Invitatovi delle vicine contrade qualunque più onorato uomo V con le lor donne. E appresso : Ragunata quella sciocca gente» * gnava insegnar loro il vivere. (Cin) , u oi 12 —* Talvolta è soverchio.Pecoi-, g.2q. 11.2. A messer Corso, ed a [i seguaci pareva lor esser mal trattati ec. Pit. ò. Gir. 16. D e - \ ' (Cristiani cattivi) lo loro meglio sarebbe, di mai non esser n a,, ò^. 13 — Coll’ articolo del singolare avanti, non dependente da altro f ^ vate Roba, Avere , e simili. G. P. <2. 5f 1. E la cagione/"’ j. eglino avieno messo ec. il loro e l’altrui nel re Adoavdo Ringhi negli. Pred. 2. 3. Non vi sono amici per donarvi del loro. ... e Loro. * (Bot.) Sm. Nome col ‘quale gli antichi chiamavano spansione dei licheni che Willdenow coi moderni chiama .„ 1 par che Loro faccia le veci di add. com. Così nel J. seguente e nei §§. 7. g. ec. Bocc. Proent. Intendo di raccontare alcune canzonette dalle piedette doline cantate a lor diletto. Inircd. Disse allora Elisa : veramente gli uomini sono delle femmine capo, e senza l’ordine loro rade volle riisce alcuna nostra opera a laudevole fine. Petr. p. 1, 2)5. Or lia giammai , che quel bel viso santo , Renda a questi occhi le lor luci prime ? (Cin) Fiamm. 1. 10. Cessò la infestante turba degli amanti di sollecitarmi con gli altri loro. (N) 3 —* Nè solo è posto senza il segno del caso , ma senza V articolo del sost. ancora. Bocc. g. 4. n. 10. Ed allogaronla allato a una camera , dove lor femmine dormivano. Petr. p. 3. 6. Non uman veramente , ma divino Lor andar era , e lor sante parole. (Gin) 4 _» Anteposto cd suo sost. che abbia f art. , suol lasciare il segno ; pure talvolta lo ritenne. Soder. Colt. Onde è che sieuo tanto differenziate mila loro maggiore e minore e mezzana perfezione , e così diversi i di loro sapori e nature. (Cin) altre orchidee, desumendone tal noma da un lor petalo p<’ ol L( a guisa di lingua , e diviso in tre lacinie lineari. (Aq) Lorris.* (Grog.) Xat.Lauiiacunn Città di Francia nel dip.del L 0 ,'. 7 Lorule.* (Boi.) Lò-rn-le. Sf. pi. Nome col quale Achario c f!if 0 iifi’ ramificazioni dei talli de’ licheni , qualora sono lunghe , molli , fibrose , diffuse e pendenti, come nelle sue Farmeli®), ’ Il Loculo voi viene da frUtile now tenuto per una specie che esso chiama Filamentoso. Bertoloni. (O) 7 efi 1 '- Lorum. * (Arche.) Lò-rum. Sm.K.L. Correggia che legava d ^c 1 ’’ Quello de’plebei essendo basso, non era guarnito che d’una s reggia , ma quello de’ patrizii , salendo sino al grosso della ne richiedeva parecchie. Tali corregge ermi nere ed il cal-af c lI o)'. Chiamavasi anche Lorum un ornamento che i Romaniporia ^'J 1 , pi a i toro abiti al tempo di Costantino e de’ suoi successo!" 1 ' [i Lusakra. * (Geog.) Lo-sàn-na. Lat. Lausodunimn , Lausaui 11 da.a Svizzera, capitale del Cantone di Palid. (A) ... — •..... u , eupimie uci vu'it’-Mc ut r uuu. C * ) , flua^ 4 _[ Usalo nel terzo caso, quando gli corrisponde altro nome.]Bocc. Losca. (Mariti.) Ló-sca .Sf. Apertura net forno di poppa, per‘ a 1 unco-l. ; inirod. 38. Faccendosi a credere che quello a lor si convenga, e non si disdica , che all’ altre. 2 — ' Ed anche senza tale corrispondenza, si trova eziandio più frequente. Bocc. g. 6. fin. Il ragionare di si latta maniera , pareva ad alcune delle donne , che male a loro si convenisse. Leti, ( .hi dubita , che la Natura ottima provveditrice di tutte le cose, nou avesse con assai piccola fatica provveduto a fare con gli uomini nascere le ricchezze, se a loro le conoscesse utili, come ella tutti ignudi ci produce ne! mondo , conoscendo la povertà basti vele. (Cin) 3 — [ Ed ani he senza seguo alcuno le più volte si pose ] Bocc. , ó-sca.Sf. Apertura nei forno di poppa , per la ‘t^UcO'l i ia testata del limone. (Dal ted. /oc7t,in celt. foce, apertura, Losco, Ló-sco Add. [e sin.] Cieco da un occhio. [Detto a ,,c l s , l ■—, Losco, sin. (U. Cieco.) Lat. luscus, coclcs. Gr. 1 cap. 23. Sicch’egli era a vederlo strano arnese, Sopra un» ^ un duce losco. _ Quegli clic per sua natura nou può veder se non le cose fante un duce losco. daf'7 I' — Quegli clic per sua natura nou può veder se non le cose e guardando ristiigne e aggrotta le ciglia. Lai. luscitosus.G'- scf h» , Bocc. nov. 80. 3rj- Chi lia a far con Tosco , non vuole cd ^,1 - Frane. Suedi, nov. if). Messere Stecchi, lo male non 1 -0. pone; ma chi ha a fare con Tosco, non conviene die su* 3 LOSINI vus f m \ V r ’ mo s *g ,l -ì Ottuso , Stolido. Lat. habes , igna- c lóschi'' j àpvìjpc's. Petr. son.22. Per fuggir quest’iugegni sordi * mi ^w^ e - ? SS ^ losco = Esser ignorante. Lasc. Pareni. 3 . 1. Tosto L 0s , , la ™ò s ’io son losco, o s’io so leggere. (V) Lo so * " (Oeog.) Lo-sì-ni , Oserò. Isola dell’ Adriatico. (G) Loss»» ° MIA ' Ol'U'i0.}!i<>-sndro-ini-u,.Sy. 7 .o stesso che Lossodromia./^.(A) oUl TRO - (Chir.) Los-sàr-tro. Sm. I 7 . G. Lai. loxarthrus. (Da loxos dell '^ U ° ’ C ar ^ lron articolazione.) Pizia in cui la naturale situazione Vota ,° Ma 9 ingiunte per mobile articolazione , è cangiala e depra- SC oi ■ ìvwero Cattiva conformazione permanente del capo e dei mu- cì le l f. e Pfdi , delle braccia ec. senza lussazione nè spasimo, ma speli l P e .f quasi sempre dalla mancanza d' equilibrio nelle forze Lossi, a w f’ m uscoli situati attorno di un’ articolazione. (Aq) (Van) g ' ,? 0ob ) Lòs-si-a. Sf. V. G. Lia. loxia. (Da loxos obbliquo.) J0 , f'‘ d uccelli dell ordine de’ passeri, distinti dal becco compres- Prìi • <1U ’ mar, dibule sono talmente curve , che le loro punte son i > , ( p U f n M ta lvolta da un lato e talvolta dall' altro, secondo i vani de’ ■ • ^ becco così straordinario serve loro a poter tirare i semi frun‘ m son nascùs, i entro le cellette delle squame di queste tossi* vnr ett ° voi S armenle Frisone. (Aq) (N) in Nome di Apollo o del Sole, derivatogli o dall'obbliquità ambi 11 attr 9 versa d s, de i segni del Zodiaco -, o dalle obblìque ed r 1, f Utì risposte che a suonarne si davano in Delfo.—, Lossiade, sin. Vss u* % int- X ° S obbli< I uo - ) ( Mìt ) 0 .' (Chir.) Los-sì-a. Sf. V.G.Lat. loxia. (V. lossia.) Collo torto tossii verso uno de’ lati. (Aq) LOTTA K>1 (Mit.) Los -sì-a-de. Lo stesso che Lossia. V* ( 0 ) WoVr(.< G > ‘ (Lhir.) I,ò:S-so..S7«. P. G. hit obstipo capite. (Da loxos obbiquo.) Los y l9ss ‘°"e tonica della testa verso uno de'tati in alto od in basso.(\t\) -dt/ 1 * ^ eo s 0 Los-si-ti. Popoli selvaggi che abitavano verso il monte Lo8sr/vf?.'(9T "obbr 1 * 14 '* ( Bot -) Los-so-cà-ri-a. Sf. P. G. Lat. loxocarya. (Da loxos ( e carfari noce.) Genere di piante dioiche , della famiglia delle j^fcicee, stabilito da Bivwn per collocarvi anapianta cheegli chiama lì K °. Car y a cinerea : sono così denominate dal loro frutto eli è unfol- Los S n Cart daginoso somigliante ad una noce che si apre da un lato.^Aq) lo C ° SM0 -* (Àstr.) Los-so-cò-smo. Sm. y. G. Lai . loxocosmus. (Da Obliquo, e cosmos mondo ) Mappamondo obbliquo. (Aq) (Bot.) Los-so-dó-ne. Sm. V. G. Lat. loxodon. (Da loxos n l( ì Uo » c odus dente. ) Genere di piante della famiglia delle si - *nia Cree ’ ddte sezione delle corimbifere , e della singenesia poliga • c ( a jl Sll perjlua di Linneo , proposto da Cassini , e così denominato L 0s fi l Qr ° corolla a linguetta prolungata e coll estremità dentata,(A(f) (Maria.) Los-so-di o-vdi-a.Sfy.G. Lat. loxodromia. (Da Sì) - * Obliquo, e di'omos corso.) Il corso obbliquo di un bastimento f nt -° dallo stesso rombo di vento , che taglia ad angoli eguali , *° n retti —-- ^1.1 - ’ — Ninfa, figliuola di Nettuno, la quale mentre fuggiva da Prlapo , fu cangiata nella pianta, che dal nome di lei fu chiamata Loto. (Mit) Loto, Ló to. [AVz. V. L.] Fango , [e in questo sigti. dicesi anche Loto.] (V. Fango e Luto.) Lat. lutum,coenum. Gr. fióffiop o?. Bocc. Conci. 6 . Queste (parolej che tante oneste non sono, la ben disposta fmentoj non posson contaminare, se non come il loto i solari raggi. Dant.Inf.8.21. JPiù non ci avrai , se non passando il loto. S. Gio. Gnsost. Il quale riputava V oro come loto , e rifiutava le delizie come puzza. Introd. Viri. Chi è savio, non volge in questo vizio, come il porco nel loto. 2 — Sudiciume. Lat. sordes. Gr. pvfxxefLot . Pallad. cap. 3 g. Sieno sì costrutti i bagni , che ogni loro lavatura e loto scorra nell’ orto. 3 — (Ar. Mes-) Certa composizione usata dagli orefici , o fonditori. Meglio Luto. y. Beiiv. Celi. Grafi 81. Ma a questi fcorreggiuolij di ferro è necessario fare un loto (una tonaca di lotoJ di cenere pura, la quale perciò si domanda cenerata , ec. E appresso : Usasi ancora di far detto loto di terra con cimatura. (V) 4 — (Chim.) Composizione di certe sostanze tenaci , per chiudere con essa le aperture e le commessure de' vasi della distili,tzione , ec. (A) 5 — (Bot.) Genere di piante della diadelfia decandria di Linneo , e della famiglia delle leguminose, dotate da' seguenti caratteri : il calice tabulato , a cinque divisioni eguali ; la corolla papihona :ea , col vessillo rotondo, le ali brevi conniventi al di sopra , la careiui gonfia inferiormente ed ascendente ; la siliqua più lunga del calice. Lai. lotus. (Gali) (Aq) (Van) * 2 — avfricano. * Specie di pianta del genere celtis, con foglie ine • guali nella base, bislwigo-lanciolate, serrate, scabrose di sopra, villose nella pagina inferiore ; il frutto è una bacca drupacea con un seme. Dicesi ancìie Bagolaro,F raggiracelo, Periato ec .Lat. celtis auslralis.(N) 3 — d’ Affrica. * Specie di pianta del genere zizyphus di Tour- nefort ( Rhamnus di Linneo.') Frutice con spine, una dritta l' altra ricurva, con foglie ovate appena crenate glaben ime, e peduncoli so- litarii. Nasce nella Barbarla presso la gran Sirte ed in Sicilia. £ Barbareschi ne mangiano il frutto che è una drupa con due o tre ossicini , gialla nella maturità e contenente una polpa simile a quella della giuggiola comune. Lat. zizyphus lotus. (Aq) (N) 4 —• falso.* Albero con foglie bislunghe, acute, pubescenti di sotto, il cui frutto è una bacca contenente più semi nelle sue cellette. Nel Regno di Napoli si conosce sotto il nome di Legno santo, e dicesi comunemente Guajaco falso , Legno di S. Andrea , ec, Lat. diospyros lotus. Targioni. (N) 5 — dj Egitto. • Specie di pianta erbacea del genere Nymphuea, che nasce nelle sponde del Nilo, con foglie orbicolate, peltale , con denti acuti nel contorno, ilobi nella base di esse alquanto distanti ed acuti. I frutti di questa pianta, contenuti in una bacca a molte cellette, cre- stdlo , tutti i meridiani ; ossia il corso obbliquo di una nave sf csso rombo laterale : è V opposto di Ortodromia.—, Losodro- Ul & . Sin / A \ /ON q 0 i ?Ro:vuco.* (Mario.) Los-so-drò-mi-co.y/cW m. Ciò che ha relazione a appartiene alla lossodromia. (A) Ca . ”“ e Linea lossodromica, y. Lossodromia.—■ Spirale lossodromi- dro ^ lLe ^J a cuiva che si formerebbe se da tutti i punti della losso- V 0 j e * a si tirassero delle perpendicolari sul piano dell’equatore .—Ta- d’iif *° Ss °d r °micbe : Tavole colle Quali si può calcolare il cammino fri Vascello , e che contengono la latitudine e la longitudine diui * corrispondenti alla lunghezza del cammino fatto dal basti- Los$on°* 6 rom bo di vento su cui si è fatto il cammino. ( 0 )(Van) per $ ( Mit ) Los-sò-na. Soprannome di Diana , da quanto sembra tossop a s * essa ragione per cui dovasi ad Apollo quello di /viwm.(Mil) °bhli lA * (Chir.) Los-so-psì-a. Sf. y. G. Lat. loxopsia. ( Da loxos Pah 5 e( i opszs vista.) Vizio dell' occhio, per cui i infermo non gli oggetti direttamente , ma soltanto obbliquamentc. (Aq) j 02 Los-sù-ri-a. iSf.]V.A.V. e di' hn^s\irm.Cronichett. et Amar. 0gn i suo diletto insino alla fine fu in lossuria. E io 3 . Prese U 0rno l e ^° ch'egli seppe e potè avere di lossuria .E 117. Fu cattivo Los StJIU \ e ^>ssi a lossuna. ... speciosum WUld. (Van) (N) <» — domestico. * Specie di pianta del genere Meliloto del Toltene fori, con legumi ovati, acuii, reticolati , contenenti due semi disposti in racemi sfólti , colla coi'olla due volte più lunga del calice , ed i petali eguali in lunghezza. Lat. melilotus ofiìcinalis. (N) C —* (Zool.) Nome specifico di un pesce del geneì'C Gadus, che colla sua carne bianca, grata al gusto e facile a cuocere, e singolarmente col fegato , somministra, ai ghiotti ed agli stomachi delicati un cibo delizioso, (Dal celt. loth , lo stesso che loch lago; poiché questa pesce dimora ne’ laghi. ) (Aq) Lotoa.* (Geog.) Lo-tò-a , Lctoja Antica isola del mare Tonio (G) Lotofaco, Lo-tò-fa-go, e poet. Lo-to-fà-go. Add, e sm. Mangiatore del loto, secondo il significato di Loto, pianta. ( Dal gr. lotos loto, e phago .. io mangio.) Salvin. 'Odissdib.y. 108. Montammo nella terra De’lotofàgi, (Mit) o mu’ìgiator di loto, Che quest’erba fiorita hanno per cibo. E appres- loxos so : Ma tra eii uomini quivi lotolagi Rimanersi volean , rodendo eh Los-su-ri'à re. [IV. oas.] V. A . V. e di’ Lussuriare. Ctc boss Un * J ^ n,(Lr ' io 5 . Istettesì pure in quell’ isola lossuriando. ,l ich° S0, , s-su-ri-ó-so. Add, C« *»»■] !-A. I’. e di’ Lussurioso. Cra- prvsir, 1 ’. 4 ^ mar - 102. Fu il detto Ottaviano molto iossurioso.É' ap- Lox» •' Avcane due femmine, che furono putte e lossuriose. di Lat- Loth. ( Dall’ ebr. lut nascondere , coprire.)— Figlio —* fo”" 6 ’ ’djxìte di Àbramo , padre di Moab ed Ammone.(\j){\ari) ovine .t. Oltis , Oldus , Lotus. li unte di Francia che dà il Lot* So *T Ur \ dipartimenti. (G) LotjIpj,’ t °~t(*-no.iV. pi. m.Lul. Lotan. (Dall’ ebr. latim incantesimi.)(B) Lat. 1,.| lAtt. e n. pass .] Impiastrar con loto, t 7 . e di’ Lutare. Asciato ^ ,to obbliei ' c - Gì’- Cr. 4■ 4 ' 2 - 2 - Per tre di cosi , si cuopia c lotisi , e sarà bianco, v r ena jp* t ,^ co s 0 Lo-ta-rin-gi-a, Lottaiùngia. Sf Lo stesso che Lo- ; y™ì> . ^ ■L'O-ta-ri-o.iV. pr. m. Lo stesso che Lottario. y. ( Dal celt. TVT.ll ‘ .. 1 1 1 li n . "r *r . ' ^Tat 0 r af |f one * Nella stessa lingua lulhar bello.) (Van) ^° Ta Tur* * , r to ‘ m. da Lotare.— , Lutato , sin. (A) 35 , Lasci ‘ r ’ ^ es 0 Lo-ta-tù-ra. Sf. It lotare. Ner. Art . Vitr. 2. * s *° iniivi 1 1 asc l u g ar *c bene le lotature prima di dar fuoco, ciré que- L°T Eltl "^ rta assai. (]Sf) r ’ H t ^ena V ,^ co §0 Lo-te-rìn-gi-a , Lottaringia. Sf. Lo stesso che ° t . 1 | aka> (C I dp/ì/.c ^ ó Lo-Hu-à-na , Lothian. Sf Antica provincia marit- L ^id e , meridional , sul golfo di Forili. (B) pr. fi (In celt. ioth , lo stesso che loch mare.) quivi il loto cc. (À) . , , f,, Lotolexte , Lotolèn-te. Add. eom.V.L. Di loto , [Che co Che partecipa della natura del loto , Limaccioso. Oggi sì direbbe j>iu volentieri Lotolento e Lutulento.] Lat. lutulentus. Gr. itrihtooris. Esp-rang. Che son le ricchezze, e gli diletti del mondo e del corpo, se non 1 mattoni 1 dolenti cotti nella fornace? 2 — Per simil. dicesi di Fluido grosso , denso ed impuro come d loto . Cocch. Bagn. Simili deposizioni ec. e durezze si fanno nella tessitura vasculare delle glandule per la lotolenta grossezza degli umori.(A) Lotolento, Lo-to-lòn-to. [ Add. rn. V. L. Lo stesso c 7 /<] Lotolente, V. Segncr. Mann.Olt. 17. 1. Tu verme vile, tu laido, tu lutulento, tu peccatore. Lotoso , Lo-tó-so. Add. m. Pien di loto , Fango*). Lat. lutosus, coe- nosus. Gr. , rs'KpLa.rd^^. Pallad ■ Genti. 3 . È da guardare che non s’ ari il campo quand’ egli è lotoso. E altrove : Dilettasi 1 orzo in terra sciolta e secca , perciocché seminato in campo lotoso morrebbe. Vit. P/ut. L’oste di Cesare per ignoranza :i puose in luogo lotoso. Cavate. Frutt. ling. Chiunque ha sete , vada a lui e bea , e non cerchi e creda saziarsi di quest’ acqua lotosa e torbida e salsadi mare di questo mondo. Cr. 1. 5. 1 • P er la cagione della disposizion della terra loro , s’ eli’ è lotosa f ovvei'o umida , ovvero fangosa , o limacciosa. Tralt. gov. fam. 21. Non vuole ec. gittate le perle innanzi aTotosi porci. Lotta , Lòt-ta. [Sf. Contrasto di foi'za e di destrezza fatto a corpo a corpo senz’arme , per abbattersi l’un l’altro ; e si Jà per giuoco e per esercizio, [e per maniera di battersi. Essa fu uno de più illustri eser- cizii paleslnci degli antichi ; e fece parte de giuochi istmici. Si distinguevano tì'e sorte di lotte : quella ove due uomini si battevano di piè fermo, quella in cui rotolavansi nell' arena , e quella in cui non. si adoperava che V èslremita delle mani senza toccare il -corpo . I lottatori prepararansi al combattimento per mezzo di frizioni e dì unzioni i le prime rendevano il corpo più flessibile, e te seconde facevan / i5a LOTTA sì che le mcmf va fossero più sdrucciolevoli c più difficili ad afferrarsi,] — , Lotta , sin. Lai. Lieta-. Gr. •Ka.’kxurfxoc , cratoj. Ar. tur. 4 ^- i 3 p. Ttugpùr avra destrezza , avea grand’arte, Era alla lotta e- sercifato mollo. 7 ass. Gcr. 25. E quivi insieme in torncamenli e lotte Bendnn le membra vigorose e dotto. E 7. g6. E in quel tempo tncdcsnto il destrier punge , E pr venirne a lolla oltre si caccia. 9. — Per simi/. [Qualsivoglia combattimento, travaglio , contrasto , disputa e simili .] Bemb. A sul. 2. yg. Ma vadasi più avanti , cd a più stratte lotte collo tue ragioni passiamo. 3 — Far le sue lotte := tare i suoi sfòrzi , Fare il possibile. Lat. conati. Malm. 7* 12 > 1 ° vo’stasera anch’io far le mie lotte. 4 — * Voler far troppe lotte o troppe inverna o troppi staggi =s Voler fare alcuna operazione con ogni requisito , ancorché superfluo e tiQn nccessario.rlic comune m.dicesilux troppe cerimonie. A/óuA/«/m.(A) 5 — (-Agr.) Pezzo di Urrà erbata. , che. si leva dal campo o dal prato come una crosta. (Fallar, lelat terra. Negli antichi monumenti trovasi lotium vegnente dal celt. lot , in frane, lot parte, porzione.) (Ga) Lotta. * IV. pr. f. Baldin. (N) Lottare, LoMà-rc. [I\ T . ass.} Oiucare alla lotta. *— , Lottcggìarc, sin. J.at. luclari. Gr. hicc7rx\odttv, Cas. Uff. Com. 101. E come con mi compagno, c non con mi nimico, si lottasse, risparmiare le forze. Serd. Stor. 1. Aq '. Imparano ec. in lottando a far varie prese, e sgu- sciare di esse. Lottajukgia.* (Gcog.) Lot-ta-iìn-gLa. Sf Lo stesso che Lorena.f .(G) Lotta rio, * Lot-tà-ri-o, Lotario.IV.pr./w. LurLolarius.(Y.Aonnm)—IVo- mc di due imperatori.—del primo re di Lorena o Lotaringia, così detta dal suo nome —di due re d’Italia.—di due re di Francia ec.(B)(Van) Lottatore , LoMa-tó-vc. [Veri. ni. di Lottare. Che Zona, e più comunemente usato in forma di sm. per] Quegli che giuoca alla lotta. Lat. luctator. GjwccXa.tc-r^s. Cas. Uff. Com. 106. Rimuovansi adunque li lisi smoderati, i gridi, e alcuni movimenti da lottatore.» Lied, rim. jmg. 5y. (Cmiz. Scioperata, ec.) Altro ha questo , die arricchir la deslra JNciia Pitia palestra, O ìà nell'Limo a un loltatoreignudo. (B) 2 — E per simil. Cas. Leu. 62. E più grato mi c elicila scriva latino , oc.; ma dia avrà in ciò male esercitarsi meco, cosi debole e poco esercitato lottatore. Lottatrice , Lot-ia-trì-ce. Verb. f di JiOiitne.Che lotta. Frane. Zanott. Leti, lìerg, (Min) Lottecciare , Lot-t-]>en, Luhio. L,at. Lubena. Città degli Sttdf Prussiani , nella provincia di Brandeburgo. (G) Lubecca. * (Geog.) Lu bèc-ca. Ted. Lubeck. Lat. Lubecmn , Lubeca* Una delle città anseatiche , ora Città libera e parie della Confette' razione Germanica. — Città degli Stati Uniti. —Isola dell ’ afdp e " lago della Sonda. (G) Luben. * (Geog.) Città degli Siati. Prtis. nella provincia di Slesia ff Lobentea. * (Mit.) Lu-ben-tè-a. Dea del desiderio. Altri la chiamo? 10 Lubentina , altri Lubenzia , altri Libcntina. V. ( Dal lat. libet 0 lubet piace. ) (Mit) (N) Lubiana. * (Geog.) Lu-bi à-na , Lubiana , Laibac. Ted. Laibach. Acmora. Fiume , Città e. Governo del regno d’lllirin. (G) Lubieni. * (Geog.) Lu-bi-è-ni. Popoli selvaggi dell Asia, nelle mot 1 ' lagne fra V Iberia e l Albania. (G) Lubiensi.* (Grog ) Lu-}n-en-s\.Poj>olr delle Spagne, vicini ai Lacctani-fl Lubino , * Lu-lù-no. IV. pr. m. Lat. Lubinus. ( Dal celt labari car»#* zevoìe, lusinghiero. ) (B) Lubio. * (Geog.) Lù-bi-o. Lo stesso che Lukbcn. V. (G) Lublana. * (Geog.) Lu-bìà na. V. e di’ Lubiana. (G) LtJBLiNo.*(Gcog.)Lu-b!ì'Ho.LrtZ.Lublinum.C 7 ztù del regno di. Polonia-iff Lubiki. * (Geog.) Città della Russia europea irrigavano di Pultava'f*) Luboc. * (Geog.) isola deli’ Arcipelago della Sonda. (G) Lubricante , Lu-bri-càn-te. Pari, dì Lubricare. Che labi ica.Cocchf e *‘ Prive di quell’umido lubricante, si contraono senza dolore. (A) LunmcARE , Lu-bi i-cà-re. [Alt.] Render lubrico. Lat. lubricare, t’ 1 '. Qhiff'àxìivuv , GktcÌJr,pcv 7 Tciciv. Lib, t ur. malati. Le bietole, e i cavo lubricano il ventre , e fanno andare a stila. Red. Cons. 3. Si- p 1 terra di Sicilia ec., oltre di lubricare il corpo ed abbeverarsi nell a- cetosità , la spigne fuoru eziandio por le slrade dell’ orine. Lubricativo, Lu-bri-ca-tì-vo. Add. m. Che ha virtù di Jay luhi ' lC °* iDicesi anche AinmòHieutc ^MolVUìcativo , Purgante , ‘Mollificaidp Moliitivo.] Lai. Inhricandi vini habens , alviun subducens. Gr- o}it ' cSxtvwv. Serap. E la seconda virtù di quella è uro! i ìficai iva c } a ‘ briculivu. Rea. Cons. 2. 18. Sì rinfranchi la sua virtù lubricati' 11 col mangiare nel fine del pasto qualche mela o qualche pera qualche allea cosa simile. » Red. Op. 7. 20. Utilissimo niedicame’i 1 ^ lubricativo crederei per esperienza il seguente. (Pr) .> Lubricato, Lu-bri-cà-to. Add. 111. da Lubricare. Sulvin. Nic.Ter-Ul Leer.iciiEzzA , Ln-biI-chés-sa.CAyv] ast. di Lubrico. [Qualità di ciò c' lS lubrico. —, Lubricità , sin.] m _ 2 — [facilità di corpo;] contrario di Stitichezza, Lat. alvi lubricnjp Gr. c'/acrO 05 _ Galea. De alim. fucult. /• Lib, cur. rnalatt.Axenà ° j a " iellato della stitichezza del ventre, ora parleremo dclloltraggiosa * u ‘ bricliezza dell’ istesso. ;• Lubìuoiussimo , Lu-hìi»rhis-si-mo. Add. m. superi, r/z Lubrico, Dota Bemb. Piai. ztfy. Berg. (Min) ^ Lubricità , Lu-hii-ei là. [Sf. ast. di Lubrico. Lo stesso che ] Lujjn chezza. V- —, Lubricilàde , Lubricitute , 'sin. Lat . lubricum* ro y\owhtì. Red. Oss. un. 118. I lumaconi riescono fastidiosiss ,u:lA * notomi'/zargli tanto vivi , quanto morti , per la loro lubricità- Contrario di Stitichezza. Lat. alvi lubricitas. Gr. fanrSc Gal“ fU lu- eib. V fu. 1. 116, Per ottenere dunque quest» , la ' 1 . ir 1 ‘ ( 1C1 a t non si ^cun di adoperare medicamenti gagliardi e vi n " >o sì, ma poi lo lasciano più sinico di prh li:? ' br/chezza , Luogo sdrucciolevole. Lat- to' 7avah. Med. emr.Le vie de pcccatori s01 ^ <7 a. Fìr. Ditti, bell. domi. 36g. Ben sapete Mica , c sul lubrico molto più ladina^' quamente l’un su PaUro.° Altri dallo spagli. Iosa pii tra quadrata che serve a lastricare lo chiese : e lo Scaligero da laurengia per la similitudine alla foglia d e lf alloro. ) (A) Lozanoato. (Blas ) Lo-zan-gà-to. Add. m. Dìcesi d' uno scudo diviso in lozanghe di diversi colori. (A) Lozera. * (Geog.) Lo-zi-ra. Lat. Lcsura. Montagna di Francia, parte della Catena delle Cevenne , e che dà nome ad un dipartimento formato da iu a porzione della Lwgnadoca e del 0evodanese, (G) lenti, che muovono il corpo sì, ma poi lo lasciano più stitico di p 1 j u . Lubrico , Lù-bri-co. Sin, Lubrichezza , Luogo sdrucciolevole. L& ' t0 brictmi. Gr. rò yXotoSsr. Cavalo. Jl/ed. cuci ',Le vie de peccatoli tenebre , lubrico c tempesta, che nell’ umido nasce il lubvi che sull’arido , si rivoltano e volgono tulle le cose., ^ Lubrico. Add. in. Sdrucciolevole. Imi. lubricus.Gr. yhur%pos, ^lu- Fir. As. ijo. Imperciocché un sasso altissimo , tuor di J1,lsU -‘| c pQ brico e repente ec. , spargeva ddl mezzo delle sue fauci le Iling 10 : c0 sl spaventevole fonte, » Car. En- lib . 2. Tale un colubro ec. vimto , alteramente al sole Lubrico sì travo h e.E lib. 5. Mentre dicea , da sotto al cavo Dell’ aito avello mi gran lubrico serpe k)s ■ placidamente. E Uh. 7. Aitili lubrico, errando Per ogni incinto’ 0 ^ s avvolgo e sctjk*. March. Iaicv. Uh. f Qual dejiouc Lubrico, sd rl,t ciolcvole serpente La .spoglia infra le spine. (Br) . * {.Parlandosi del Coijio o Ventre vale Sciolto , Molle. Facile s porto;] coptrario di Stilico. Lat. lubricus, Gr,d^vroì a R-cd,leUd‘ 10 Ur LUBOLO LUCCIOLA 1-, ®ntcncrsi il corpo lubrico, tra i medicamenti la miglior cosa è biirn SSIa ’ I' u ^cLè sia pura pura. E 116, Di più avendo il corpo lu- 3_’ 1111110,1 saranno 1’ oliuscazioni alla testa. Piovente lubriche 153 il '"'V ‘-‘"riciiezza. Alani. Coli. 5. ito. Or del lubrico asparago jj_ _ ... orc 1 render la cura deve. (Y) (Il ,7 ^ 11110 , Fallace. ma aveva gran divozione nella Donna nostra. I '} c 'nnevole a disonestà; e detto di Cosa vale Facile a ad ~'.' w,ul evo l e a disonestà; e detto di Cosa vale Facile a condurre i n l0( j' e parole disoneste. In questo significato V usano ora spesso Uni, , n “!' ■ Impudico.) Sega. Pttrroc. instr. 7. 1. Guardate di Fra;,,,.‘ M U' |, r /at 'c eccessivamente in imiti rie lubriche. (V) (N) Ccc A ’» T (Grog.) Lù-bo-lo. Lo stesso "che Libolo. V. (G) o Vv ’„, ^‘"eiano. ]\. p r . ni. Lat. Lucas. ( Dal lat. lux , lucis luce, (Grog.) Lù-bo-lo. Lo stesso 'che Libolo. V. (G) ovv’ cr ^ ‘"eiano. ]\. p r . ni. Lat. Lucas. ( Dal lat. lux , lucis Solisti l S 1 ’- {ree prima luce del giorno .)—Uno de’ quadro evan- _ ir. lyce prima luce del giorno.) ’“ Uo "Antiochia e medico di professione. — Santo. Pittore a ‘MIX secolo. (lì) (Van) dcft a /) bulica città dulV E travili , oggi Lucra .—Piccola citili Lccaoq — Paese della Nigrizia — Fiume della Luigiana.(G ) - c L 'i-cà-go. IV. pr. ni. (Dal lat. lucem ago io porto la luce.)— ^ ,!<: An.. * l ° ! utmo ucciso eia Enea. (Mit) ' 'un', . Lu-cà-jc. Isole Lucaje o di Uabaina. Gruppo di circa Lcc Aj ,( et ’ < '" t< ’ ls »le nell Arcipelago delle Antillc. (G) Le--™- * (Grog.) Lu-ca-jo-nè-cbe. Lo stesso che A bacca. E. (G) di ii (Gcog.) Lu -cà-la. Piume della Guinea inferiore nel regno (G) , J & Oiint*' ' (Geog.) Lu-cà-nas. Città del Perù nell' intendenza di Gua- lr Cj l( ’"; (L) Ori * (Grog.) Lu-cà-ni. Antichi popoli dell’ Italia meridionale , di L-c/’"' e semitica. (G) l' jVt* (Gong.) Lu-cà-ni-a. Sf. Lui. Lucania. Antica contraila dcl- gu' H > , "’ d " Magna Grecia, tra la Campania e il Brusìo, che cor- di ’tta"r a 'ì una gran piale della Basilicata , e ad una parte Lcc A(j ^aUtbna citeriore e del Principato citeriore. (C) loO: L |l -'-i-]ii-co.^LM.p?-.m.Dclla Lucania.— , Lucano, sin. (Mit) - deli• ’ Lu-cà-iii-o. N. pr. m. (N. patron, di Lucano.)—Centurione Uc 4 ' di Cesare. (Mit) di }** 0 * (Leu.) Lu-ca-nìsino. Sm Maniera di Lucano , Imitazione Yi Vo ^«". Luti. Pam. i. 88. Aver veduto in terra questo r U ^ ( ' ^ onnipotenza , e qui venir col lucanismo or. (N) <4‘ f •* J,, -ea-no.A,pr.m.Auf. Lucamis. (Dal lat./ux, lucis luce .)—Capo emigrati- nella Magna Grecia — Ocello. Filosofo green .— 1 L ìtC( ^' St atore romano , padre di Adita che fu madre del poeta C 0} J /i0 ‘—Marco Amico. Poeta Ialino , nipote di Seneca, e nato in iu sua più celebre opera è il poema della Fars(tglitt,nS)(Js\i\\ ^ * ’ Add. pr. m. Lo stesso che Lucanico. y. (Mit) > , c ^e.) Soprannome di molle jamigite romane , perchè prove- ‘ (O) _can-lò-ni-o.JV. pr. in. contp. di Luca e Antonio.(B) V’osj ,\Arche.) Sm. Così chiamavasi in Roma il danaro che Ira s a a boschi sacri ; e secondo taluni, era il danaro che si dispai- * lat. i, 1 Sii spettacoli, ed in ispecie pel salario degli attoii. ( Dal ho * QO - ) ( Viii 0 ... s ht ì v^ c *>g.) S. Lucar. JSomc di tre città della Spagna, nell'A adula- ■ v l *°Ha provincia di Siviglia , una soprannominata de liarra- ^ 1ca v.ie * ^M a j 01 ' e i' L tM'za de Ouadiaua. (G) di e \ v^i’dic.) Lu-cà-ri-c , Lucerie. Add. e sf. pi. Feste romane ì dic‘ lVans ì 111 un bosco sact o, chiamato Lucus, in memoria dell'a- '^JìlNo % tro ^'rono i Romani, quando furonobattuti da'Galli. (Mit) ii(lz ‘ Lu-ca-rì-no. Sm. T^o stesso che_ Lucherino, y, San- t un i L(tt ' P™. y. In questo veniva una nera merla , un frisone (o 1,10 » c c* (A) (B) ' ' co S0 Lai. Luca: Città d'Italia capitale del Ducato .a cui ‘ (G) c Ar, * Lu-, 1 ( i ( l il . Cl untc. tx Gue-can-te. Sm. Petto per ischerzo. Lo stesso che Lue- a . v 'udó 1 i C? i ' < Dissim. 2. 1. lo ho ben conosciuti di quelli che j t'iuccli^. no ùiccanti, menano un coli loro clic faccia il giuoco, ac- L , lc sio 11 * Fi : Li t'on avvenisse loro ec. (K) • “Uc-cè-jo. ]\ r . pr. m. Lo stesso che Lucejo. (Dal lat. L'ic-ché-s Balani > ifq j.pg 1 ' /"'• coni. Di Lucca, Nativo di Lucca. (B) sm. Il Lucchese pel Ducalo di Lucca. (G) I.eit * ' ^°s.) Lue ebe sì-no. [iVni.] Panno rosso di nobil tiri- cocco imbutus , linctus. Gr. pdy.os xouxofiuipis , ^ buquoise , da Lucca , ove simili panni si fabbri- !i. c Rli a^véeie,* dÌ lucc,lcsiuo - v ' « vede • -- Fir DiaL bell. domi. /foy. Olio gofleria Lr° A ki’odnm 10 UU D a i° di- nianicìlini foderati di pelle a un luccbesiuo , Cìì etto. ( a SCcin I' ii ? °9 u et elio v'à Luc-cbét-to. [A'm.bS'ortu dì serrarne. (Dal frane. >dl ^eu so> i '' ^ ln< ‘desimo, c che' viene dal colf, loqel o là-qned di \ ?■ 6'. p cr ** ai, L dicevasi/oc, cd ora in in^L v l c< Jrd 0 e ‘f 1 , a un borscllin , eh’ egli abbia in seno , Legato con ll% Annoi] ivi- j UC( . U ^° Serrato a chiave, un misero danajo.jj/i Sal- • Lucchetto, inglese lockct , dal verbo io lodi chiudere, servare.. Di qui il lucco, veste civile fiorentina, dal serrare alla vita senza pieghe. Rcmb. Leti. 5. *//7- Compratemi una cestella d'argento di vincili col suo lucchetto c chiave d’argento. Ricciard. 5. Sy. L le chiudessi ancor con un lucchetto, Avrà il disegno lov sempre lYflcUo.(N) Luccia. (hot.) Lùc-cia. iSf\ Sorta d’erba. {Lo stesso che Erba kiccia. y. , e y. Lucciola , 2.3 Lucciante, Luc.-cicàn te. [Smfy, A.e seherz.lOcchio.— ,Luccnte,Luccante, sin. Lat. ocuius. Gr. ofLxXf/,04, PataffYò. À vederti i biccianli scerpcl- lali. Ijor. Med. canz. 7 1. 5. I luceianti ha quasi spenti. Luccicante , Luc-ci-càn-tc. [Pari, di Luccicare. Che luccica ,] Risplendente. Lat. nitidus , lueens , fulgens, reuidens. Gr..(A') Lucciola. (Zool.)Lùc-cio-D. [SfiSpecie d’insetto del genere d 'iampiri} si vede frequente ne campi de paesi meridionali al tempo dulie messi; il suo ventre è risideudenle di azzurra luce che pare che sta fuoco, e chiude e apre questo fulgore secondochè si chiude e apre coltati quandovola, e perc.ò è annoverata fra Le lucciole non alale sono una specie divenne lucente nella parte deretana , come le volanti, il quale si vede sovente lungo i fossati e ne luoghi erbosi , e chiamasi Lucciolato. Lat. lampyris italica.] Gr. \xfi*ufik. (Da luce.) Dant. Inf. 26. 2 g. Come la mosca code alla zanzara, Vede lucciole giù per la vallea. Bui. ivi : Lucciole sono picc.olini animali come mosche , che hanno ventre Incido, clic pare elio sia fuoco , e chiudono e aprono questo fulgore sccon- duclié si chiudono c aprono coll’ali quando volano. Diti,un. 5. 25. Kd io a lui : questo par clic s’ adopre Come lucciola, che a sera n- splendc ; Lo giorno è morta, e la sua- luce cuopre. » (U ediz. eh Venezia 1820 ha : .Come lucciola , che-alta sera splendo , E a giorno è morta , c la sua luce copre.) (B) 2 —* Genere d'inselli dell' ordine eie’coleotteri, ad antenne filiformi, ed elittre flessibili ; il torace è (/inno , semicircolnre , e cuopre per lo più il ttapo-, i fianchi elelt' addome su/10 rugosi e tuberosi. Le femmine della maggior parte elette specie sono senz tdi, t-si rassomigliano cibatili. Lat. hnpiris. Le specie più distinte sono if lainpyns noctdu- ca, il lampyris speudidula , ed il lampyris italica, (faest ultima e la lucciola comune di sopra descrìtta.. (Vati) (IN) 3 — Far vedere le lucciole ad alcuno s« dice quando per colpo ricevuto , e spezialmente nel capo , gli si fanno apparti celti bagliori simili a lucciole ; c si trasferisce ancora a dimostrar qualsivoglia intenso dolore. Morg. ?,. 6. K conimelo a sciorinar ,1 hattagl.0 , E fa veder più lu, cole' eli Agosto. Malm. 9. 60 Getta nel muso al medico da succiole L’ unguento , che lo. fa veder le lucciole 4 _ * ja C0S ' L Veder h‘ lucciole. Ruoti lane. 5.5. \ edili luccio- lr a pandi coni’ licergli. E Salvia. Annoi, ivi: Veder le lucciole , si dice quando gli occhi si stralunano, e pure che buttino scintille a chi patisce glandi paure e subitali! accidenti. (N) 5 _ yt/ 0 ^//pro^cr/LlMottiare > Dar a credere o ad intendere cc-bicciolc per laiilcrne^JPare « credere o ad intendere una cosa per urialtra, ty i j 54 LUCCIOLATO Lanterna , §, 1 , a.] Malm, 6. 68. Lucciole dando a creder per lanterne. Fardi. li reo/. 55. Perchè il più delle volte sono persone rigettate (V ediz. di Cornino 1744 a P"S• i2 & ha rìgattate) , e uomini di scarnerà , mostrano altrui la luna nel pozzo , o danno ad itìten- dere lucciole per lanterne , cioè fanno quello , che non è, parere che sia, e le cose picciole,grandi.» Salvia. Annoi. F. B. 4• 1 - 2. Abbia LUCKRE — ( La verace luce fu detto ] Iddio , [ come quegli da cui ci de' 1 * ogni miglior lume.'] Dant. Par. 3. 32. Che la verace luce , ciré 1* appaga Da se non lascia lor torcere ì piedi, i — lE variamente.] Lab. 3. Devotamente priego Colui ec., che ec- della sua luce si fattamente illumini il mio intelletto, e la mano seri* vente regga. vno un proverbio: Dare ad intendere lucciole per lanterne ; tuttedue io — Luci“del cielo per Le Stelle. Petr. canz. 44. 5. E le luci empi® lucon di notte, e non mancò chi quelle disse Lanternini animatiti) ' r " n .. 6 — Proverò. Ogni lucciola non è fuoco— Putto ciò che ha apparenza di buono , non é sempre buono ; La cosa non è tale qual si dice per appunto , ma m tutto o in parte finta e simulata. Simile all'altro-. Tutto ciò che riluce non è oro. (A) a — (Ar. Mes.) T. de’ lattai. Piccolo luminello , ossia arnese di latta traforata da mettervi la bambagia per lumini da notte. (A) 3 — (Bot.) Erba lucciola , che dicesi anche Luccia, e Lingua serpentina. Specie di piante crittogame , tipo della famiglia delle ofioglossee, erbe d'una sola fòglia per lo più ovata, che fa ne’ luoghi umidi ed erbosi de' boschi ; è lodata come vulneraria. Lat. ophioglos3um.(A)(N) Lucciolato , Lnc-cio-là-to. [ò'm.] Bacherozzolo che luce come la lucciola , ma non vola. Lat. insectum e genere noctilucarum. Fir.Disc. an. 88. Vcggendo rilucere un di que’ bacherozzoli che i contadini chiamano lucciolati, i quali hanno quasi quel medesimo splendore che le lucciole , ma non volano , anzi si stanno appiattati per la siepi. Luccioletta, * Luc-cio-lét-ta. Sf. dim. di Lucciola. Salviti. Annoi. F. B. 4• t• Con questa occasione non vo’che si perda un ingegnoso estemporaneo burlevole quadernario , fatto da Pier Susini , bell’umore de'nostri tempi , indiritto a uno che aveva in un’accademia di Firenze fatto 1’ encomio della lucciola ; però qui mi piace di registrarlo : Al pianeta maggior che ’l mondo gira, La luccioletta vostra il pregio ha tolto ; E già delle sue natiche si mira La luce lampeggiar sul vostro volto. (N) Lecco. [ò’m.J Ecste [antica senza pieghe , che serrava alla vita , usata da’ cittadini fiorentini. Oggi è Feste lunga fino a sotto le ginocchia , e si usa in Toscana nelle pubbliche funzioni da coloro che sono di magistrato.] Lat. toga. Gr. Trfitwu. ( Dal -sass. lach , in ingl. cloak ovvero ciche mantello. In celt. cicca ovvero clocha mantello, sajo , abito.) Farch.Stor.g.zGS.Àlleg. tot. Come d’ un lucco far un saltim- e felle Quasi in .tutto del cielo eran disperse. 11 —'Angeli di luce sono dettigli Angeli buoni, a differenza degli Sor geli delle tenebre , che così dicortsi i Demonii. (A) 12 —"Cosa celebre, gloriosa. V. §. 16. Ar.Fur. 46. 8. Ecco Anna d’ S' ragon , luce del Vasto. (Br) 13 —* Col v. Andare: Andare a luce = Scoprirsi. V. Andare a luce.(A) 4 — * Col v. Dare : Dar lue e zzz Illuminare. V. Dare luce. (A) 2 — Dare o Mettere in luce , a luce, alla luce ^Pubblicare- ['• Dare luce, §. 3.] Lat. edere , publicare , divulgare , in lucem edere, publici juris facere. Gr. isbitòvcu. Red. lett. 2. 3y. Mi vien preseli' tato ec. il dottissimo libro che ella ha nuovamente dato in luce. 3 — Parlandosi di persona “ Partorire. Monti. (O) 15 — Col v. Fare : Far luce = Illuminare. F. Fare luce. (A) 16 —[ Col v. Ritornare : Rimettere, Ritornare o simili in luce un’arte, una scienza trascurata, dismessamEiirhi rifiorire, Rimetterla] nel suo primo splendore. Bocc. nov. 55- 3■ E perciò avendo egli quell’ arte ritornata in luce ec., meritamente una delle luci della Fiorentina gl°' ria dir si puote. I - — [ Col v. Sospingere: Sospingere, Mettere , Porre e simili in lo ce checchessia di oscmo]=/*arZo chiaro, Renderlo intelligibile.Bocc. 4t.ti- Quelle, da crudele obumbrazione offuscate, colla sua forza so' spinse in chiara luce. 18 — [ Col v. Venire:] Venire in luce = Essere pubblicato, Esser to ’ vato o discoperto novellamente. Red. lett. 1. 55. Ho iniiuo ad e 1 ; fatte di belle scoperte , le quali a suo tempo verranno in luce. R l " cett. Fior. Il bolo armeno venne in luce al tempo di Galeno. a — E parlandosi di persona, Esser nato. Monti. (O) , Luceooro , Lu-cc-dò-ro. Add. m. comp. indecl. F. poct Chesple'U. con aurea luce ; ed è Soprannome dato al Sole. Salviti. Inn. 0(1' Titano luccdoro. (A) barca. Buon. Tane. 4. 2. Degli altri più d’un pajo io n’ho veduti Lucejo ,* Lucè-jo, Luccejo. N. pr. m. Lat. Lucejus.(V. Lucceja.)& Deventar cittadin col lucco addosso. Lccembubgo. * (Geog.) Lu-cem-bùr-go. Lo stesso che Lussemburgo. Luccos. * (Geog.) Fiume dell’ Africa nell’ impero di Marocco. (G) I,tiCENA.*(Geog.)Lu-cè-na.6’iaà della Spagna, nella prov.di Cordovaly' Luce. [Sf. Quel fluido sottile e imponderabile , il quale respinto dalla Lucent. * (Geog.) Lu-cé-ni. Antichi popoli dell’ Ibernia. (G) superficie de’ corpi all’occhio , li rende visibili. Essa emana dal sole, Lecersi. ‘(Geog.)Lu-cèn-si. Antichi popoli d Italia nel paese de’ Marsi-IP' ~ ,1,. ......, „ Ity-,. 1; 1.. __—— 1 t.. cv, jy ,t 1...... 1 1 Ai.: _ t,. t in>> CU" o da ogni altro centro lucido ; muovesi in linea retta entro lo spazio Lucente ,Lu-cèn-te. Sm. V. A. Luce, Splendore, Chiarezza. Lat. 1®'* —— ... 2 » __ _ 1 _• __ 1 1__1_1_• ■ 1 _1 1_1 _.j «». con una celerità prodigiosa, traversa alcuni corpi, da altri è rifles- splendor , fons lucis , id qnod lucet. Gr. ri pis, rò (fureivót » jo, e si decompone per l’azione del prisma in raggi validi a produrre Ietti chimici, raggi calorifici oscuri, o raggi luminosi propriamente detti, che sono in numero di sette, cioè rosso , arancio, giallo, verde, azzurre “ 1 ' ’ ' * ' lumen notte tato. Dant. Par. 2. 14S. Da essa vien ciò che da luce a luce Par differente, non da denso e raro. Med. Arb. Cr. Egli è quel sol vivo e vero, che eternalmente a ogni luce dà lume. 2 — E fig. Dant. Par. 2. 110. Te nello ’ntcllclto Voglio informar di luce si vivace , Che ti tremolerà nel tuo aspetto. E 3.118. Questa è la luce della gran Gostanza. Tass. Ger. g. 56. E dell’eternità nel trono augusto Risplendea con tre lumi in una luce. 3 — La pupilla dell’occhio o L’occhio stesso o II vedere.Lat. pupilla, oculus. Gr. yii-vr, , fj.es. Petr. canz. 31. 4• f^ u ’ 1 m ‘° S °1 s a ^” lontana , e triste e sole Son le mie luci. E son. 2 i4- Renda a quest’ occhi le lor luci prime. Dant. Inf. 10. 100. Noi veggiam come quei c’ha' mala luce. Fr. Giord. Pred. R. Lo guardò colle luci torbide e infuocate. . , 2 _ [E variamente.] Bocc. g fi- P- *3. Sentendo la virtù della luce degli occhi vostri. j — La retina , che è nel fondo dell’ occhio, dove si dipinganole immagini degli oggetti. Fr. Giord. 286. Il predicatore hae nella luce sua tutto ’l popolo: che la luce è a modo di specchio; c chi guatasse nell’occhio , tutti gli vedrebbe. (V) 5 '— Giorno. Cai-, Eneid. Uh. 11. v. 33y. E tre luci e tre notti Du- ràr gli afflitti amici e i dolorosi Parenti a ricercar le tiepid’ ossa, re. (Simile nel Lat. Coluti, de. Coma Beren.: Placabis festis lumìnibus Vcnerem.) (V) Ar. Fur. 38. 3i. Di tanta preda il paladino allegro Ritorna iu Nubià , e la medesma luce Si pone a camminar col popol negro. (M) Farch. Bnez. 3. rim. 1. Dopo atre notti , più lucenti e belle Luci più vago il Sol mena alle genti. (Min) , —* Ovde Sulla prima luce, poetic— Sul far del dì. Monti (W) 3 —* E così II sommo della luce per V alba. Cornivi. ■ Dant. Inf. 4. Dal sommo della luce e levare dal sole infino all’ altro levare del sole ec. (N) 6 — Qualsivoglia apertura.» Vaiar. FU. Buon. Sedici finestre, clic vanno intorno intorno a detta tribuna, che la luce di ciascuna è larga palmi dodici e mezzo. (B) ’ — E così dicesi dagli achiletli ec. Il vano di qualunque fabbrica, o armata, o architravata i come Luci de’ ponti , ec. (A) 7 — La donna amata. Ar. Eleg. 16. Da penitenza e da dolore oppresso Di vedermi lontan dalla mia luce Trovomi sì, ch’odio talor me stesso. Dino Frescohaldi , son. ( Venezia i8ig, Parn. li. , vnl.2.pag. 272) Quivi fu la mia mente fatta ancella, Quivi convie luce miri. Alam. Gir. 2. 24 Sopra il letto si pon , grida e sospira, Che la sua cara luce avea pur pressa. Fir. Asin. E però vogf io , la mia luce , che tu mi faccia ancora quest’ altro servizio. (M) 8 _ Vita. petr. son. F , che temo del cor che mi si parte, E veggio presso il fin della mia luce. (Min) vale. Specch. Cr. cap. 11. (Fir. i4po.J Perchè la nostra vita v ° ^ apparire di fuori, ed aver lucente di bianchezza e di purità , C rlS vuol essere schernito in veste bianca e reputato peccatore. (P) Bocc . nov.gg,qi. Un carbuncolo tanto lucente , cn torchio acceso patea.Lab.ig4- Nè era la mia cara donna ec. conte d’aver carni assai solamente, ma le volca lucenti e chiare , c0lI,e fl te una giovanotta di pregio fosse. Ovid. Pisi. E tutto eh’ ella sia l uCC c c, nel viso , ella è oscura nella mente. Ella è avoltera e disleale , ' Dant.Par.5. gS. Che più lucente se ne fe’ il pianeta. E 132. Lue C j| a più assai di quel eh’ eli’ era. Petr. canz. 24. 1. Una donna più Q assai che ’l sole E più lucente , e d’ altrettanta etade. E 49- finestra del ciel lucente , altera. cjc- 3 — Per metaf. Famoso , Celebre , Glorioso. Bocc. nov. go. 2 - * cendo la vostra virtù più lucente col mio difetto. „ 0. 3 — [Ed in forza di sm. Essere che manda luce.] Dant. Par. A: jj. Che quella viva luce, che si mea Dal suo lucente , che non sl suna ec. , Per sua bontade il suo raggiare aduna. , Lucentemente , Lu-cen-tc-mén-tc. Avv. con lucentezza. Lat. - 0 jc pellucide , perspicue. Gr. (pwrsmùs. Zibald. Andr. Per le tante 0 si erano lucentemente vestite. ■h' e Lucentezza , Lu-cen-téz-sa. [Sf. ast. di Lucente. Qualità di cl . 0 n{ ]oi'- lucente;] Lucidezza .—, Luccnza, Lucidanza, sin. Lat. lux, s l" e )ctr Gr. (fèis, -JJ'-ji. Com. Par. 10 .11 sole è ec. lucentezza dello S 1 diente cielo. 0 Lucenti. * (Gong-.) Lu-ccn-ti. Antica città della Spagna , sulla del Mediterraneo. (G) Lucentissimo , Lu-ccn-tìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Lucente. - „ o'ntissimus. Gr. Qutwiótkt-os. Bocc. g. 10. p. 1. Essendo (nuvoletlij doli’ Oriente nelle loro estremità simili ad oro simi divenuti. Amet. 88. Un picciol monte si vide (lavanti; del^ cadute le verdi foglie , quello essere lucentissimo oro lasciai' 01 ? a ii dere. Fir. As. 3i8. Seguitavano Giunone Castore e Polluce , * J a ijtt avevano un elmo in capo per uno , nella cui sommità risph' n t ,::' alcune lucentissime stelle. Seni. Slor. 1. 53. Smaniglio d’oro t visatc con giojc lucentissime. Lucento. * (Geog.) Lu-ccn-to. Lat. Luccntum. Antica città del gna citeriore , che sorgeva forse ove è oggi Alicante. (G) Rell 1 ' 1 ' Lucenza , Lu-cèn-sa. Sf. V. poco usata. V. e di Lucentezza- , 3 .., Disc. 11. Osserverete che tal velo in brevissimo tempo si t . I j a3 ci a,r " sparendo da per sè stesso dalla superficie ch’egli appannava, *• dola nella sua luccnza di prima. (Min) ,. Sap c " ’ - r - T --‘a. Città del Regno * mente fatta ancella, Quivi convien che la mia Luceba. * (Geog.) Lu-cò-ra. Lat. Lucciis - -' 1 - - nella Capitanata. (G) v \c0' itcuu x^tifjuuntuu. V'-'V v ..- Lu cerr, Lù-co-re.C. N* Bisplendcrc. ( V. Splendere.) Lat, drre,fulgere, fnlgescere.Or. Aa KocfLTCvpi^tv^ E c^ l \ Bocc- 7. p. i. Lucifero, che ancor luceva nella rora. h Leu . Pi tu Boss, 270, In qualunque parte noi and - c LUCERESE ìv li™ 0 ! atl ' m ° ( V ar c ^ le debba leggersi ]’ aiuto ) distinto in quattro | a * ; | s °le la mattina levarsi , e occultarsi la sera; le stelle egual- ,* UCerc lo ogni luogo, cc. Dani. Par. 2. iA'ò. Ea virtù mista per lo corpo luce. a ai - " Uscita antica. Fr. Giord. 53. E però a significare ciò.. ., „ , n °tte lucèe , secondochè dicono i Santi : e’ fu di , come il dì a ^ ando è alto il Sole. (V) li */ Idicendosi delta Gloria, della Virtù, della Bellezza e simili) 1 6 ‘^l nccari ’d'-S't’rt: rinomato.}Amet.iot.Si per sè medesime ("le vir- vis T n °’ C ^ le Inal fatica non hanno bisogno. Petr.son.16. Ove ’l bel di Madonna luce. Dant.Inf. iti.66. E se la fama tua dopo te luca. E„ ce 28. E dentro alla presente margherita Luce la luce di Romeo. L l , CE r ' ES > E i * Lu-ce-ré-se. Add. pr. com. Di Luceva. (B) trìh ' Cerche.) Lù-ce-ri. Sm. pi. Lat. Luceres. Una delle tre prime u °he composero in principio tutto il popolo romano. (Mit) L RlA - * (Gcog.) Lu-cc-ri-a. Antica città d’Italia, oggi Luoera. (G) L Erie - * (Arche.)Lu-cè-ri-e.Add.e sf.pl. Lo stesso che Lucarie. ^.(Mit) ’ * Eu-ce-rì-no Addpr. m. Di Luccria, Nativo di Luceria.(Vati) iii Rl ° ’ * Eu-cè-ri-o. N. pr. m. Lat. Lucerius. ( In cult, lucerà alto, “lustre , grande. In lat. lux . ’ ’ ’ ‘ ' L--e > grande. In lat. lux , lucis luce.) (b) ■ R1Qi * (Mit.) Soprannome dato a Giove , come della I soprannome uaur a spiove , come all’ autore a _^ e ,' — 1 Lucezio , sin. (Dal lat. lux , lucis luce.) (Mit) t” (Arche.) ]\ome del capitano di que’ soldati di Romolo chiamati late CCres ‘ ( Var 0 11 NA • (Ar. Mcs.) Lu-cèr-na. [.S/"i ] Fuso di diverse maniere, e per p P'A di metalli, nel quale si mette olio, e lucignolo che s’accende per di ■ ne ’ tAe lucerne a piti lumi o lumicini sogliono essere un composto Ptan ta, canna, maglia, balaustri , coppa con beccucci e luminelli, no con maglia da svitare per le catene , da cui pendono lo smoc- °a ai 7 — Un questo sign. Lucerna del mondo fu detto il Sole, alla tifi lera ^ a tuia : Lampada mundi , Lucr.]Dant Par.1.38 .Surge a’mor- al c I >Cr diverse foci La lucerna del mondo.» Cas.Galat. Non dee dire b,j 110 la lucerna del mondo in luogo del sole , perciocché tal voca- Ati ra PP resr nti altrui il puzzo dell’ olio e della cucina. (O) Salvia. lato ^ ' dì. fp.1. 7. Lucerna del mondo , epiteto criticato dal Gali^ quasi vi si senta il puzzo dell’ elio ; ma valorosamente difeso dell* 11 * e dal Castelvetro , che mostrano che gli antichi si servivano 5 Voce lucerna per voler significar semplicemente luce. (N) ch e p" P f; r metaf. [Guida, Scorta] Tes. Br. 7. 81. E però iodico, Chi y’ ."finizione dell'opere è lucerna dell’ uomo. Dant. Purg.i. 43- 1 ‘ 0( , , .“ a guidati ? o chi vi fu lucerna ? Dittimi. 3 Che le ,‘ anto non discerne 6 e parole mie ti sien lucerne. e per lo più scherzevolmcntc.^OcFhio. Lal.Qu,u\\$- però L’un si levò, e 1’ altro cadde giuso, INon torcendo m Uro e * u cerne emjde. Jiurch. i. iti, E un cavallo a piede in sur un pUr 9^* avta anit-ndue spente le lucerne. Ciriff. Cab. 3. y3. E 5 ^salip sul ponte tenta , Benché egli avesse una lucerna spenta. Sol * Stella. Dant. Par. 23. Vid’io sopra inigliaja di lucerne Un a 4 uan tc l’accendea. (N) luc eri i l 'cho.) Presso gli Egizii , che credonsi i primi inventori delle Pietri 5 f ace vansi esse dì rame , d' argento , d’ oro , di terra , di € ^ t 'diìft ( A°^ a ec * La lot'O Jìgura eiu sferica, bislunga, triangolare } q:ia- rjii avevano uno , due, tre e fino ad undici lucìgnoli. Ne' s> a ppc,fJ tfvl sospendevano alle finestre e alle porte delle ause 5 da ev ano anche agli alberi sacri, e quando tornava dpmlronc *'°r^ y*- $ istillava vino per buon augurio , e dal loro chiù - a — fbfatsi buoni o cattivi augurii. (Mit) ì ? atr> nsi “ ì c ? so i Eomani ricevettero varie denominazioni. Così chiù- x^dìna/i ConviVa li o Inclinane , quelle che s’accendevano ne conviti, hl Coi ari ran ° costosissime, ed al biro accehdimcnto facevasi festa; cu- * c i uc lj i ’ che stavano accese tutta la notte nelle camere; me- c / lc cortigiane accendevano dinanzi alle poi le loro ? Pei p 0 t n Cli! era ad esse permesso il loro mestiere ; sepolcrali _ u h'in. ’ c ì uv Jb che si chiudevano ne' sepolcri , ec. (Mit) (O) ^aii ìì~ (2ool.' ) ,c ,Ua i ve .di il Liceto. (N) lutile P y i f" di pesce di mure, Cu.. unm uuene ij ‘! l " r m,, llte ! '*[ l c . le _Santlaudine col Ragno, ma è più panciuto, c/; tte accanto “’ P" 4 Sfosso, di ., o/or verdigno, o piombino. Egli ha due a, Uti e i un "ì 1 e tre sulla schiena, le quali suno corredate Cv.* ’ e conia ' s P'!”toni ; è privo di denti , ma ha la bocca Un-- » ((j e a . se SÌ l ettina. Lat. scorpaena lucerna Lin. (A) l f j 'p Jt>lv . —_ yf"' '-itdt della Svizzera , capitale del Cantone cui dà C- 8° della S'uiT Ul lucerna o ue quadro cantoni , chiamasi quel Aofc 4, ° I Lu-cciÓ™ SU C pi detta città è situata. (G) (fi, Lati. ' yVl°' Lanternone ; e scherzosamente detto del u bpio (•erri,- ' a ' ' già bebo col suo lucernaio Giunto cetchio a mezzo il g uo . (Min) (fi) T. B. 5. 1 . Un lumicino: allude alle luceiuescpol- *1 u, de ~ùn o/Ti ’i 0 di pesce di mare, corrottamente detto anche Cernia, LUCERTOUNA ^5 Lucbiskale , Lu-cer-nà-lc. Add. com. Di lucerna ; e qui è aggiunto dato a’ Salmi , che nella primitiva Chiesa recitavanslla natte. Cariti. Quar. Pred. 8. Berg. (Min) Lucermaria. (Zool.) Lu-cer-nà-ri-a. Sf. Nome di un genere di zoofiti della classe degli acalifi, ordine de'fìssi. Hanno i seguenti caratteri: si attaccano ai corpi mediante un pedicello dilicato, la loro parte superiore si dilata come un parasole , in mezzo è la bocca -, i loro * tentacoli son numerosi riuniti in fasceUi , che ne guarniscono gli orli. Nella bocca e ne’ medesimi olii tengono otto organi che sembrano ovarii. Renier. (Min) (N) Lucernario. (Archi.) Lu-cer-nà-ri-o. Sm. Mediocre finestra aperta sopra tetto per illuminare i soffitti. (A) 2 —-* (Eccl.) Nome dell’ antifona che si canta nel vespro innanzi al Dixit , secondo il rito ambrosiano. Chiamasi così dall’ uso di un tempo di battere ogni sera nel vespro il fuoco che si benediceva , per accendere i lumi della chiesa. (L) Locbrnaro , Lu-cer-nà-ro. Add. e sm. Colui che ha cura della lucerna. Garz. Piazz. 465. Berg. (Min) Lucernata, Lu-cer-nà-ta. iSf] Quella quantità d’olio che tiene la li- cerna. Lat. quod lucerna capit, quantum olei lucerna cont ; netur.v7/- leg. 2 iy. Essendosi egli fatta una cappa da messere, vi gettò su, non se n’ avveggendo, una lucernata d’olio fritto. LuGBRNATB.*(Eccl.)Lu-cer-nà te.Sf.pl.Canzone deprimi Cristiani, cantale nelle loro notturne e segrete adunanze alla luce delle lampade, (Vati) Lucerneria. * (Ar. Mes.) Lu-cer-ne-rì-a. Sf. Luogo dove si fanno le lucerne. (Van) Lucernbtta , Lu-ccr-nét-ta. Sf. dim. di Lucerna. Lo stesso che Lucer- nuzza. F. Bart. Uom. Lett. (A) Lucerniere , Lu-cer-niè-re. [Am.j Strumento comunemente di legno , nel quale si tien fitta la lucerna col manico. Lat. lycbnuchus. Gr. Xv^rcìix.i s- Berti, rim. t. io3. Un arcolajo , un trespolo, un paniere. Un predellino , un fiasco, un lucerniere. Fir. Lue. 2 . «.Tu andresti dietro a un lucerniere ilifino in Diandra, purché egli avesse uusciu- gatojo intorno. 2 — Servire per lucerniere , figuratam. vale lo stesso che Tenere il lume ; e si dice dell’ Inteivenire in alcun fatto senza avervi utile o interesse proprio, ma solo per servizio e comodo d‘ alil i ; [e per solito dicesi di quei che intervengono terzi tra due innamorati. ]Salv. Grandi. 1 . 3 -Ma in che Disegni tu in fatti in questa cosa Di servirti di me? per lucerniere ? Buon. Ficr. 2 . 4- 7- Di duo’ amanti all’ un tocca a trionfare , E quell’ altro ha a servir per lucerniere.» E Salvili. An- not. ivi : Cioè , per tenere, come si dice , il lume così ritto ritto , senza far altro. (N) 3 —* Fig. Lucerniere vestito , dicesi di Donna lunga e magra. Salvia. Annot. F. B. (A) Luceknina , Lu-cer-nì-na. Sf. dim. di Lucerna. Lo stesso che Lucer- nuzza. F. Lasc. nov. t. 3. 49- Ed egli, acceso una lucernina d’ottone , la pose così rasente 1’ uscio fuor della camera. (B) Pros. Fior. 4 • 3- 1 2 g. Gli altri pesci, detti di sopra bonitti e albucore , seguitano sempre la nave , dopo d’averla trovata una volta ; e sono di quella specie , che morti , e posti all’oscuro, danno luce; in tanto eh’ io vi rimasi ingannato , credendo che dentro a un catino coperto f'nise una lucernina. (N. S.) Lucernuzza , Lu-cer-nùz-za.[A/7] dim. di Lucerna. Piccola lucerna .—, Licemetta, Lucernina , sin. Lat. lychnus parvus. Cr. Au^i 1 Ai■:!'. Bocc. Lett. Pr. S. Ap. 2 g 2 . Si vedeva in un canto una lucernuzza ■di terra con mj solo lume mezzo morto. Liceità. (Zool.) Lu-cèr-la._ LSj. L.o stesso che ] Lucertola. F.Patufff. 7. Cui serpe morde, o riceve cubesso , Lucerta tem e.Lib.cur.malutt. I ramarli son certe lucerte grosse. Lib. Masc. Togli la lueerta verde , e mettila nella pignatta. 2 _ di mare. Sorta ai pesce che ha la testa oblungata, larga, arcuata sull aho, piana al basso ; /’ apertuiu della bocca largai la mascella superiore piti lunga dell’ inferiore, e guarnite di gran numero di piccoli denti. Lat. calyoiiimus lyra. (Bufi) Lucertiforme , Lu-cer-ti-fór-me. Add. com. coup. Che ha la figura- di lucertola. F'tllisn. 'Polipo lucertiforme. (A) Lucertola. (Zool.) Lu-cèr-to-la. [ 5f. Genere di animali anfibii, della classe de rettili , di corpo a quattro piedi, nudo , fornito di coda. Sono piccoli serpentelli, ovipari e vivipari, di vario colore. Comprende sotto Ul se le specie Coccodrillo , la Sentinella , lo Scinco , il Camaleonte, il Geco, il Cordilo, il Basilisco, l’Iguana, e la Salamandra. La Lucertola comune ha la coda lunga ed ancUósa,le squame acute ? un collare sotto alla coda formato dì squame, cinque dita unghiate j e di color verde e corre velocemente. La lucertola verde più comunemente dicesi Ramarro, o Lucertolone.—, Lucerla, Lacerta, Lacei tota, sin. ] Lat. lacerlus , iacerta. Gr. , Lucarino, Loccarino, Leeoro, sin.Lat. fringdia spinus Liu , ] acanthis , ligtirinus. Gr. (In celt. li erba, e car giallo: Color d’ ciba e giallo. Nella stessa lingua luchar bell:*.) Cant, Cam. 45 7. Queste f gabbieJ piccole usiamo Vender per uccellini , Come son calderugi e lucherini. Buon. Tane. 2. 5. Capperi ! . e’canta come mi lucherino.» E Salvin. Annoi, ivi: Lucherino: uccelletto piccolo, e grazioso musichino. Noi dichiamo : Cantare come una calandra. (A) Lucjiettone. * (Bot.) Lu-chct-tó-ne. Sm. Specie di pianta del genere senape, fxit. sinapis alba. (N) Luuhno , * Lu-chi-no. IV. pr, m. dim. di Luca. D . (B) Li.ua, * Lu-cì-a, Cia, Lia. N. pr. f Lat. Lucia. (Dal gr. ly ce luce prima : Nata all’ apparir della luce, ) — Santa vagine e martire di Sir Lucidezza , Lu-ci-dés-za. [Sf] ast. di Lucido. [ Qualità di ciò eh lucido o lucente. —, Lucimento , Lucidanza , Lucidità, sin.]Lat. l' 1 *’ ci-J/.vwì.-... fi,. 1^/4 T11P. r>fì. Tiumola sonD verni ■ celli 1 Bacco cotto i'11 il [iiimo clic P rl tuli' un sia ltiliovo ; e , Barcollando facesse la lucia. (A) (N) 2 —* (Zool ) Specie dilettile dell ordine degli ojì dii, velosae più piccola della vipera } i collimimi la suppongono cicca o almeno di corta vista ; onde essi usali dire in pmverb. Se la lucia avesse gli ocelli della sorella ( della vipera ) scavalehereBlie l’uomo dalla sella. K. Cecilia. (Quasi allusiti da a privat., e da luce per occhio.) (Yan) XjCCiakisxi.* (St. Eccl ) Lu-ci-a-ni-sti. Così cltiainavansi nel secondo secolo quegli Jriani che falsamente credevano S. Luciano essere stalo il loro precursore insegnando C aiianismo , il che era apertamente falso ; imperocché la professione di fede di questo santo martire era stata approvata dal concilio di Antiochia . (Ber) Li xiano, * Lu-ci-à-no. N.pr. m. Lat. Luciaruis, (Spellante a Lucio.")—* Scrittore gi\co del primo secolo nato in Sam-osata , sofista , ictore , e fatto prefetto di Egitto da Marco Aurelio. — Santo prete e marine. di Antiochia sotto Diocleziano. (B) (Vau) Lucidamente , Lu-cì-da nièn-tc. Avv. Con lucidezza , Con chiarezza. Lat. lucide , perspicue. Gr. Xccpirpùs. Lih. cur. malati. Galieno lucidamente ne tratta, e da potere essere inteso con feiiuda.de. Gal.òist» #24- Avete >'pùg do il tutto assai più lucidamente di me. splendor. Gr. avyr). Com. Inf. 26. Lucciole sono venir delle quali luce il corpo pur come fosse fuoco; deila quale lucidezza e del legno della quercia trucido tratta il lìlosofo pienamente nel s c * condo della meteora- . Lucidio,* Lu-cì-di-o. N . pr. m. Lat.Lucidius. (Dal lat. lucidus lucido.) (rj Lucidiòsimàmente, Lu-ci-dìs-si-ma-mén-tc. [Avv,] superi, di Lucidatiieid^ Lat. lucidissime. Gr. (^u/Tiivorxrx. Dardi, lez. 4 2 $* Nel quale Il[1 k risplendono lucidissimamenlc quasi tutti gli abiti , così inorali coU Jt intellettivi. , , Lucidissimo , Lu-ci-dis-si-mo. [Add. in.] superi, di Lurido. Lat. lucidi 5 ' simus. Gr. tyxavórdiTQS. ÌAor. S. Greg. Galliano di buono odore ? 45 incenso lucidissimo. Cr . 4 • 4^- ^ Sicché il lìquor suo ciiiaiissiu 10 ^ mondificato e lucidissimo apparisca. Tass. Ger. 7. 82. Si vedea d meggiar , fra gli altri arnesi, Scudo di lucidissimo diamante. p Lucidità, ,Lu-cÌ-di-fà. [Sf. ast. di Lucido. Lo stesfo che] L\icn\ev.7A-f‘ —, Lucidiiade , Luciditate, sin. L*at. candor, nitor, pcrspicidtas*^J Kévxorris , (ttiX'Xvqtt}?. Mar. Guid. Disc. Com.3g Molti di voi avra fl • più d’ una volta veduto il ciclo cc. illuminato in modo, che di 1 (1 dità non cede alla più candida aurora. , e 2 ■— Per tnelaf. Purità, Chiarezza. Bui. Purg. g. 2. E così appare c la confessione della bocca dee avere integrità, solidità, chiarezza? 1?.^ litc/.za e lucidità. Gal. Sist. ig r 3. Nòli mi lascia disccmor con lucidità , che suole esser propria delle ragioni matematiche , la ° lJt rezza c necessità della conclusione. o Lucido, Lù-ci-do .Sin.Il lucidare, e lo Strumento da lucidare. Doc. Di s Fj l} 2 *—* (Pit.) Quell inconveniente che si osserva ne’ quadri ad olio i l'oggi luminosi e i visuali fot mano un angolo retto colla sup*[r dipinta ; questo lucido sparisce quando essi raggi cadono obbh ( r mente. (Mil) pg Lucido. Add. m. Lucente, Che riluce ; e si dice propriamente di f l \ 0 j cose che hanno per lor natura in se stesse luce,come U sole e lo trasferiamo a tutto ciò eh'è atto a rifletter luce assai .—, Lasciti Lat. lucidus, clnrus, pcrspìcuus. Gr. tpwreu'o?, x-xperpós, ButBw.Boccf.^ 27. 18. Essi oggi le fanuo larghe c doppie c Incide , e di panni. E nov. 5i. 1. Come ne 1 lucidi sereni sono le stelle ornau 1 ^^ del cielo. Petr. canz. 44- « 3 . Alte pungenti, ardenti e lucide ai n,I< r R Preso mi vidi. E son. i83. Giù per lucidi , freschi rivi c s,l<: _ 28g. O beile e alte e lucide finestre. Dani . Purg: 20,1^0. Con nua ^ ]I ci'' lucida e acuta. E Par.2.32. Pareva a me che nube ne coprisse . ^ da , spessa , solida c pulita. Gal. Macch. Sol. 27. Ma scorgi 1 esse la separazione lucida. 2 — * Terso , Liscio , Kiiucentc. B tldin. Doc. Dis . (A) . cc* 3 — * Fig. Celebre, Illustre, Glorioso. Bocc. nov. 2. lo vegg^ Aò continuamente la nostra religione aumentarsi , e la più lucida 6 Gu chiara divenire. Ar. Eur.40.21. Quale a unir, (piale a porte, e 1 altrove , Tutti davan dì sé lucide prove. (Gr) fA* 4 — (Astr.) Stelle lucide si dicono , a distinzione delle nebulose-^ ^ lucida sidcra. Com.Par.2. Che tutte le lucide (stelleJ tbsson 0 1 natura , tutte le nebulose d* un’ altra, - 5 —, (Vetcr.) Agg. a Cavallo, o altro animale , vale Grasso essere ; al quale diciamo anche : Gli luce o riluce il pelo, jy , 0 ^ e tidus , Dirg. Gr. TtAv, Ar. Fur. 23. 27. Mandollo a Monta 1 a buone spese Tener lo fece, e mai non cavalcosse,Se non spazio e a piccini passo , Sicch’ era più che mai lucido e póf 6 — (M< d.) Lucido intervallo, è Quello spazio di tempo nel quiD ^ fi (J so ricupera l’uso delta ragione , [e pei' cstetis, detto anche 'IVf la mente offuscata o simile, D. Intervallo, 4^ Lai- missìo , lucida iutervalla. Ma^slruzz, 1. 4&' ** 11011 L 1K deesì LUCIDO a ^Pritare lucido intervallo, ovvero la vigilia del dormitore. Al- 3 e.' Clll biasima Vfii'rf'lilip ('nmnproi*n ì 111-/ /-In I . . /mplplip 1 1 < cido J ' S< f rihi biasima vorrebbe comperare , Ilice chi ha qualche lussi ( n ' il va do. /Ir. Fur. - /. 3 . Io vi rispondo che comprendo assunti r C * 1C mente ho lucido intervallo. Buon. Pier. 3 . 1. 5. O- . conosce Nel balenar de’ lucidi intervalli Pur qualche volta il Proprio umor peccante. Piani v “°0 Diconsi Lucide , o Luccicanti o Splendenti, certe parti di c ide -’ 6 P flì ^ u '°i !lì a osale delle foghe e sementi che per Z ' a s emòrano come inverniciate. Bertoloni. ( 0 ) k la loro lu- £ *"~. f^Sg- di Legno. F. Legno, t-ciaa i li il. iti ì impili p. In -/.vi Òhpi-sn Tutto ciò che emette luce J _ 3 , 36. (A) , din, da Lucente, Lustro, Terso. Tutto tm U j t tam». mar / • ^ ucente i tutto ciò che la rimette o la riflette si dee chia- p u ^ Uci do. Allorché parlasi di Stelle, di Animali o di Piante non si kci t / 0S - tltuil ' c bilocale a Lucido, nè si può dire lucente intervallo per s °lta °i lHte,Vc lU°.Lustro è analogo a Lucido, se non che questo esprime del i! ° riflessione della luce senza considerazione alla superficie dì £*> c ^ e riflette , e Lustro comprende quasi sempre la nozione Può C f zz . a ‘ Terso dinota la nitidezza di una superficie , la quale laii-m, Pm’rid riflettere una piccola quantità di luce. Lu-ci-dò-ro. N. pr. m.V. Lat.Lucidorus- (Dal ar.lrce luce Wc,i " a t e dor —saA.» ) tC 'ETTA » * Lu-ci-ct-ta. ZV. pr. /.’ dim. di Lucia. F. (N) c ani *• (Zool.) Sf. Nome volgare di un insetto che è una specie di (in c | ' c ^ e v * ve e nunta c,m ginn velocità in alcune acque termali. Idci Pe Cl * : ‘ acqua , ed et per al attaccato : Attaccato all’acqua.)(A) * (Mit.) Lu-ci-fe-ra. Soprannome di Diana. (Mit) Qi<( RIahi ; * (St. Eccl.) Lu-ci-fe-ri-à-ni. Seguaci del vescovo Lucifero, hl; ( }) _, r<: ' di uno scisma nel quarto secolo. (Ber) diri»» 0 ’ Eu-ci-fc-ro. Add. m. Che illumina ; ed è proprio panico- cìifc^ e, * Ze de ^ Sole, o di Apollo. Detto anche Apportaluce. F.Lat. Lu- ^ 0 . 1Us - (Dal lat. lucemferens che apporla luce.) Salvin. Inn. Oif. ° r del mondo , accrescitore, Lucifero , fruttifero leone. (A) j, 0 "" Per traslato dicesi anche di altre cose. Salvia. Mus. Che iPcngan ec. la lucerna , di mia vita lucifera guida.(A) E CicL 5 mangiator degli ospiti Perderà le lucifere pupille. (N) „ di A , ,s 0 Aggiunto di materie fosfòriche. Del Pupa. Pietra lucifera 3 " (A° gna- (A ) taf st, 0 [in forza di n. pr .) La stella di Fenere, quando è mal- stc-ii a a ' Au /,' lucifer ,phosphorus. Gr. ipwo-ipopos. Bocc.g. 7. p. 1. Ogni Poi „i era già delle parti d’ Oriente fuggita, se non quella sola, la qual ''(E Lucifero. «o/j J c, 0 [Nome che nella Sacia Scrittura vieti dato al maggior de'diarie^ ?"§rii ribelli , che fu precipitato dal cielo all’ inferno in puni- dr le f el/ a sua superbia .] Lat. Luciier.Dani.Infi3tf.Sp. E credetti ve- 8e >vadi C 5 ero , com’io l’avea lasciato. Fr. Giord. Pred. R. Nella cor, , fluei capelli Lucifero tende gl’ invisibili suoi lacciuoletti. Pe- 9. nov. 1. Venne una grande brigata di demonii , e con loro Hi 0st 100 chiaro il Lucifero maggiore. » Cavale. Pungil. fi. Come si a Lucifero , e ne’ suoi seguaci e in Giuda. (V) Onde in proverb. Il diavolo vuol tentar Lucifero 4 9 <*n 5 t ''i er,f'\. ve Sgiamo un tristo che provoca l'altro. F. Diavolo, *n'' 0v ' ( A ) òcip \ rij;-) Figliuolo di Giove e dell'Aurora, É il capo e il condot- >’? e néi- “ str ‘ > prende cura de’ cavalli del Sole, li attacca alear- 1 ^“rrh, distc ! cca - E S li ha i capelli bianchi allorché comparisce nel- , s ' ,!a volta per annunziare a’ mortali l’arrivo di sua madre.(flit) s,e devn ,Pt°me dello spirito che, secondo l’ opinione de' magi, pre- CMit) £*°op 0 d' n* % r * m ' luccm ferem 4 pnrtator di luce.)— Ve* * Mugliavi, net It^. secolo , autore di uno scisma. (B)(Van) '?^;rr e ! -^ u *ci.-fì-cà-rc. [dtt, V, e di ’] Lucidare. Lat. ìucem j * u c;r lc 5 P ra cstare. Gr. tywTifytv. Alberi. 2. /f8. La luce degli occhi usa S- 18- ‘■l'ci ? ^ tei, ‘‘’tco a mma , e la buona fama ingrassa Possa.. ut, -‘ L “-cì-fu.go. Add. m. Che figge la luce. Toscanel. Fari. ■ (2ooiff'f::(.Mm) Lucifugi. Famiglia d’insetti che figgono la luce. (O) ) 0r j° ! Eu-ci-gno-là-to. Add. m. Rattorto a guisa di lucignolo. ? t| °ìati p Ul> ’ miprtus. Gr. o-wto-rpa/z/zeV as. Frane. Sacck. rim. Luci- ^ Erbato di pescina. Car. leu. 2. 23 f Giove si fa capillato e Gs °tET lna C0U i ja, ì ja e capelli raccolti e lucignolati. ««Olino ’ Cu-ci-ui io-l.it -1[ >. [Vn?.] dim. di Lucignolo. '—■, Luci- P{- r ’ Z ' n ' Lat. parvum cllychniuin. Gr. are:(v 1 ttl1 piccioi'" ,• fiocchetta. Bocc. nov. 6g.. <7. E prestamente lui per j C 'C5io lINo ° mcìgnoletto preso della sua barba ec., forte il tirò. Jja< %HoleH ZjU ' c i"§ n °-li-no. [Sm. dim. di Lucignolo. Lo stesso che ] U° J ' dori, v.’ fut. fllocculus , parvum tllychnium. Tinti, segr. f c 'd° con ai' 1 ?] 00 queste l'ila uno lucignolino , e ve lo introducono •'CKono l ucl lo olio. >K Jno [A/n.] Più fila■ di bambagia insieme , che si ; ( /;"; c ;-guo.io. ® j?’ [/ lue’. erna e nede ca "d'"Ze per appiccarvi il fuoco a far n . canai) ‘8'‘°ji da far torce o gran lumi sono composti di cotone i* 111 Pcrnet,? - ', } uc lgnoli fatti di midollo di giunco svn delti Stop- af 1 ?' 1 fcrniti ?*' ‘-Hycliuimn. Gr. ìhXvxmot. Fit. SS.Pad. La lu- loi ' n isse nrm i° C iucignolo luce ; ma se per negligenza non a’ i"° G °' Far i 1 l J ura ' L'trod. Flit. Il'cero ha in sé cera, lucignolo .-}**'°>guoli ,| 5 4°o. I.a speranza è quasi come l’umore dell'olio miiaion vT’ Cir iff : Cah ' 2 - 6 1- (u 11 voglio atterrar Ho 1 e> ‘ mirili n ’ • ‘ 01 ' cer . 11 dipoi come un lucignolo. «'-odo ,1; y i|(i ravvolgimento de’ panni Uni o lani che si ripiegali^ ^1 e è rI^ o n <:1 ^ 0 ^ , 0l, 8e s’ è fatto il verbo AUucignolare.Afoga/. Ca > -'ccondo .? C ‘ e s i’’Sg° n ®’ collari, perchè il peso della par- focc,b l'pr* non 60n{ > inolio alti, nc là subito un lucignolo. (A). LUCRATIVO j 5 j — Quella quantità di lino o lana che si mette in sulla rocca per filarla. Bocc. nov. 23 . 28. Biasimando i lucignoli c’pettini e gli scardassi, insieme con gran diletto si sollazzarono. Lasc. madr. f 1 • E vedrà s’io so fare Altro poi , che lucignoli o pennecchi. — Proverb. Guardarla nel lucignolo e non nell’ olio =^ver più cura alle minute cose , che alle importanti. Cecch. Ine. 3. 4- Oh voi mi fate disperare : voi la state a guardare testé nel lucignolo , e non la guardate nell’ olio. Lccigkolone, * Lu-ci-gno-ló-ne.< 5 Vm. accr. di Lucignolo. Facc.Sopragg.fO) Ldcignuola.* (Zool.) Lu-ci-gnuò-la. Sf. Cosi è détta in Toscana la serpe sditila o Cecilia ; da altri è detta Cecella o Biscia orbala ed or- bica o Lucia. F. (Van) Ldcilia , * Lu-ci-li-a. N. pr. f (N. patron, di Lucia.') (N) 2 — * (Arche.) Famiglia romana plebea , da quale ebbe i soprannomi di Basso, Balbo , Bufo , Capitone , Longo. (O) Lcciliaso, Lii-ci-Ii-à-no. JV-pu m-Lut Lucilianus. (Spettante a Lucilio. )(B) 2 — * Add. pr. m. Di Lucilio. Onde Sàtira Luciliana. Salvin. Cas. 120 e l3z. (N) Lucilio , * Lu-cì-li-o. N. pr. m. Lat. Lucilius. (V. Lucìlia .)— Cavaliere romano e poeta latino , amico di Scipione Africano e di Lelio, perfezionatore della Satira. — Tribuno che voleva far nominare dittatore Pompeo. — Romano amico di Bruto. (B) (Mit) Lucilla,* Lu-cil-Ia._iV.pr. f.Lal. Lucilla. (Dim. di Lucia.)—Madre di Lucio Fero.-— Figlia di fforco Aurelio e moglie di Lucio Furo. (B) (Mit). Lucili. io , * Lu cihli-o. N. pr. m. (V. Lucilia,)—Poeta greco di cui si inumo epigrammi nell' Antologìa. (Mit) Lucimcuroo. * (Geog.) Lu-din-bùr-go. Lo stesso che Lussemburgo. F. Car. Lett. /j. 122. (N) Lucimesto , Lu ci-mén-to. [Sm.) V. Ai. V. e di Lucidità , Lucidezza. Frane. Sacch.0p,div.g3. Episticios è di colore rosso conlucimento. Lucimetro. (Ott.) Lu-cì-ine-tro. Sm. F. C. L. Strumento per misurare la luce. Oggi più comunemente si dice Fotometro, (Dal lat. lux, lucis luce, e dalgr. metron nxisura.) 7 , ai' 7 .?e uou -disperarej - Paradiso piuh lucrare. Lucrativo, Lu-cra-tì-vo.^/^ ; w ; ^. L.Di Di guadagno. Lat lucrati- vus. Gr. x.tpha'Kio?.Bocc.P r it.Dant. 244. Crescendo insieme cogli anui. V animo c lo ’ngegno , non a’ lucrativi, stillili, ec. si dispose, ma - ad una laudeYole vaghezza di perpetua fama ec. si diede. » Comtn.DattU Par: 11 . Sgrida contro alli mortali presenti., che imparano le scienza- a line lucrativo. (Br). ai» 158 LUCRATO LUDO Lucrato , Lu-crà-to. Adii. m. da Lucrare. V. L. Lat. kicrifactus. Fr. Jac.T,/j,2o.y. Clic ’] pcnsier lasci da canto Di render il mal lucrato. Lucretile. * (Geog.) Lu-cre-ti-le. Lat. Lucrctilia Mons. Antica montagna nel paese de’ Sabini che dominata un’ amena valle nella quale era situata la villa il’ Orazio. Oggi Monte Gennaro. (G) Lucrezia,* I.u-crè-zi-a, Lugrezia, Leucrizia, Crczia, Lucrezina . N-pr.f. Lat.. Lucrctia, Leocritia.(V. Lucrezio ,)— Una delle mogli di Noma.— Dama romana , figlia di Lucrezio, moglie di Tarquinio Collatino, la quale si uccise jper essere stata violata da Sesto Tarquinio. (B)(Mil) 2 — * (Arche.) Nome di famiglia patrizia romana. ( 0 ) Lucrezina ,*Lu-crc-zi-na. N.pr.Jl dim. di Lucrezia. V. Car. loti. 2.2 2Ò .(N) Lucrezio, * Lu-crò-zi-o , Lugrezio. Lat. Lucrcfius. (Dal cult, lue bosco , e rei re : Re de’ boschi.) — Padre di Lucrezia, uno de’ primi coniali di Roma .— Tito Lucrezio Caro. Cavaliere romano , poeta latino , autore dei poema Della natura delle cose, (li) (Mit) Lucro. * (Mit.) Lù-cri-i. Dei che presedevano al guadagno. (Dal lat. lucruin guadagno.) (Mit) Lucrino. * (Geog.) Lu-crì-no. Lai. Lucrinus Lacus. Lago della Campania , vicino a quello di Averno , col quale una volta comunicava; oggi non è che uno stagno nel distretto dì Pozzuoli. (G) Lucro. [Am.] V. L. Guadagno , [ Profitto, Utile.] (AG Guadagno.) Lat. lucraci. Gr. xlpSos. a — [ Dicesi Lucro cessante , Qualsivoglia mancanza o cessazione di guadagno. F. Cessante, §. 3 , 3-3 Fr. Giord.-Pred. R. L’ozio è accompagnato sempre dal lucr o cessante c dal danno emergente. Lucrosamente , Lu-cro-sa-mén-te. Avv. Con guadagno.Lat.incxosc. Gr. xtpbxxlos. Fr. Giord. Pred. R. Dove lo spirito maligno tende lucrosamente le sue reti. Lucroso , Ln-cró-so. Add. m. V- L. Che reca lucro. Lat. Iucrosus. Gr. xtphxxios.Segn Crist.inslr. 3 .21. 20. Non nc fare caso, sprezzando un cambio , di cui non si può mai fingere il più lucroso ? » Salviti. Opp.Pesc.t.ìjfl varii accorti ingegni Della marina arte lucrosa. (N) Lucubi. * (Geog.) Lù-cu-bi. Antica città della Spagna Letica. (G) LucubrAre , Lu-cu-brà re. All. F. L. Lavorar di notte col lume, Passar la notte lavorando , e per traslato vale lo stesso che Elaborare, Fare con grande studio. Lat. luenbrare. (A) (Van) Lccubrato , Ln-cu-brà-to. Add. [m. da Lucubrare.) F. L. Elaborato , £Fatto con tutta esattezza, con grandissimo studio. — , Elucubrato, sin.] Lat. lucubratus. Gr. hta.tfovovpt.ivos. Buon. Fier. 4 • d. Non vorrei che ’n volermcl risarcire ec. Mei ritosasse in guisa, Che le postille n’andasser disperse , Lucubrate da me con tanto studio. » E Salvia. Annoi, ivi : Dal latino elucubrante. : parla secondo il suo carattere di pedante, cioè lavorate a lume di lucerna. (N) Lucubrazione , Lu-cu-bra-zió-ne. Sf. F. L. Propriamente Lavoro fatto a lume di lucerna , e Jig. Elaboratezza di studio, Diligenza nel comporre , Composizione studiata. —, Elucubrazione , sin. Uden. ]Sis. 2. 8., Fallisn. 2. Sig., Ghedin. Leti. Il eri;. (Min) Landin. Dant.Proem. Ogni vigilantissimo studio , ogni laboriosa lucubrazione. (P) Lucurentissimo , Lu-cu-len-tis-si-mo. Add. m.superi.di ! .neutri)to. Marmi. Terme. De’bagni di Siena abbiamo luculcntissimo esempio cc. nella Giornata del Boccaccio. (A) Luculento , Lu-cu-lèn-to. Add. m. F. L. Lucente, Luminoso. Lat. luculentus. Gr. Xxpxpós. Dant.Par.g. 3 f. Di questa luculenta e chiara gioja ec. Grande fama rimase. But. ivi: Luculento viene a dire pieno di luce. Dant.Par.2s.18. E la maggiore e la più luculenta Di quelle margherite innanzi fessi. » (Nel primo esempio leggasi co’ migliori testi , e cara gioja.) (P) Le colta no ,* Lu-cul-lh-no.Add.pr.m. Lo stesso che Luculliano./ 7 ".(Vari) Luculi.ee. ’ (Arche.) Lu-cul-lè-e, Luculliane. Add. e sf. Reste egiuo- chi pubblici che la Provincia d’Asia decreto a Lucio Cuculio in memoria delle beneficenze sparse da lui in essa, allorché vi comandava.(Mit) Luculleo. * (Filol.) Lu-cuI-!ò-o. Adii. m. Aggiunto di Marmo , ed è un marmo nero , senza vene, durissimo e che prende gran lustri}. Ebbe il nome da Lucullo, perchè questi fu il primo che ne introdusse in Roma portandolo dall’ Egitto. Amene in Italia, in Germania , in Fiandra, e in Namur. GL’ italiani lo dicono Nero antico, ed è pure chiamato Marmo di Namur. (O) Luculliano,* Lu-cul-li-ù-no. Add.pr.m .Di Lucullo.—, Lucullano, .sói.(B) 2 —- * Per simil. Dicesi di Convito o simile che sia oltremodo sontuoso e magnifico , da Lucullo, ch’era splendidissimo ne’ conviti, magnificentissime ite' giardini ec. Cela. Rerg. ( 0 ) (N) 3 — * (Geog.) In forza di sosl. chiamasi dosi Un Castello vicino Napoli , che fu abitato da Lucullo: ora Castello dell’Ovo. (G) Lucullo, * Lu-cùl-lo. N. pr. m. Lat. Liicullus. (Dal celt. Uu esercito, e cui guardia : Guardia dell’ esercito.) — Lucio Licinio. Capitano e console romano , vincitore de’ Parti, di Mitridate , di Tigrane ec. — Luogotenente di Siila. (B) (Mit) Lucuma. * (Boi.) Lù-Cu-ma. Sm. Genere dì piante arboree dell’America Meridionale, una specie delle quali, indigena dell’ India, stabilito da Jussieu nella famiglia delle sapolee , esso appartiene alla pen- tandria monoginia, ed ha per caratteri: un calice cinqueparliio , la corolla cinqwjìda , cinque stami alternanti citi cinque filamenti sterili , ed una bacca con uno a dieci semi sforniti di allume. Genere prossimo alt achras di Linneo. (\ an) (N) Lucumisi. * (Geog.) Lu-cu-mi-si. Popoli dell’ interno della Guinea in Africa. (G) Lucumone. (Filol.) Lo-cu-mó-nc. Add. c sm. Principe o Capo di una delle dodici tribù o provinole in cui si erano divisi in antico gli E- trusclu. (In celt. loc luogo , e manna impero , dominio.) (A) Leu , * Ludimo. IV. pr. m. Lat. Luti. (Dall’ebr. leda natività, generazione, che vien da jalad generare.) (B) LUDamar. * (Gcog.'jLu-dts-inàx.Sm.Regno d'Africa nella Senegambia.(G) Ludarisa * Lu-dàr-da. N. pr. f. Lat. Lutarda. ( Dal celt. ludd popolo, e hard liberale : Liberale col popolo.) (B) Ludbèrga, * Lud-bèr-ga, Ludburga. N. pr. fi Lat. Lulbergfi. (Dal ccW- ludd popolo, e herg, lo stesso che ber signore : Signore dii popolo.)® Ludberto , * Lud-bèr-to. N. pr. m. Lat. Lulbertiis. ( Dal celt. luffl popolo , e berth illustre : Illustre fra il popolo.) (B) Luobrando, * Lud-bràn-do. N. pr. m. Lo stesso che Luitprando. (Dal celt. luidh spedito , leggiero , c branda bello.) (B) Ludburga , * Lud-bùr-ga. N. pr. f. Lo stesso che Ludbèrga. F. L al ' Lutburga. (B) Lucere , Lù-dc-rc. [N. ass. anom.] F. L. Scherzare, Giucare , steggiare. Lqt. luderc. Gr. xxlt(siv. Dani. Par. 3 o. to. Non altriine ntl il trionfo die lude Sempre d’intorno al punto che mi vinse, ec. r Ludc.arda , * Lud-gàr-da , Ludgarde. N. pr.f Lai. Lutgardcs. ( Ludgardo.') (B) Lune,ARDO,* Lud-gàr-do. N. pr. m. Lat. Lntgardus. (Dal celt. ludd p°" polo , e gardd duro , difficile : Duro col popolo.) (B) Ludgaiuo ,* Lud-gà-ri-o , Ladgero. N. pr. m. Lat.Ludgnrius. (Dal cd 1 - luidh agile , spedito , e gai' bello.) (B) Lucia. * (Bot.) Lù-di-a. Sf Lai. India. Genere di piante della polii 1 ' 1 ' ària monoginia e della famiglia delle lixee ; cat aderizzalo da w> c f lice quasi cinqueloho, dalla mancanza della corolla, dallo stimma "f, do , c dalia bacca globosa sormontata titillo stilo persistente, la q“ a rinchiude sei ad otto semi. (N) Ludias. * (Geog.) Ln-di-as. Antico fiume della Macedonia nelle f lCi ' nanze di Pella. (G) . Ludibrio, Ln-di-bri-o. iSm. F.L.] Scorno, Strazio, Strapazzo. Lat- 1 . dibrium. Fr. Giord. Pred. R. Qual nave in alto mare è ludibrio f venti. Guilt. letl. 4 3 - Mettono follemente il santuario in ludih' 1 ®' Mcnz. rim. 1. 26. Poi mirò barbare genti Farsi ludibrio all’ o ncW insana, a i venti. _ . Ludicro , Lù-di-cro. Add. m.F. L. Da giuoco. Lat. ludicrus. Land 1 '' Ist. Plin. lib. n. Berg. (Min) Ludicrologia.* (Filol.) Lu-di-cro-lo-giui. Sf. Lat. ludicrologia. (Dal j» ludicrum giuoco , e dal gr. logos discorso.) Trattato de' giuochi 1 Uso presso gli antichi e presso i moderni. (Àq) Ludificarb, Lu-di-fi-cà-re. lAlt.] F. L. Abbagliare , Ingannare. R a ‘ ludificare. Gr. {fzxai&v, Sega. Mann. Ott. 11. f Stante il gran *' scino con cui ti possono ludificare la mente tutti quei beni che il u 1- monìo nel mondo ti rappresenta. Ludificazione , Lu-di-fi-ca-siò-ne. [Sfi] F L. Il ludificare. Lat . 1 dificatio. Gr. xXivxep-ó s , fruexuvlx. Pass. 3 . 53 . raccendo il di 3 vi ? ludificazione e fascinazione , cioè con inganno e con uno abbag ,ia c mento cosi parere nella immaginazione e negli occhi di coloro c ciò vedeauo. „ r T _ , . T.iid' Ludgero gano. F. (B) Lumi. * (Arche.) Lù-di-i. Add. e sm. pi. ciulli e gli adolescenti , i quali armali ed elegantemente vestii 1 presentavano nelle pompe del circo e de’ teatri. ( Dal giuoco.) (Mit) *Lud-gè-ro. JV. pr. m. Lat. Ludgerus. Lo stesso che L u Così eran chiamali Uff s / lat. lud 111 Ludilda , * Lu dìl-da. N. pr. f- Lat. Lutìldes. (Dal sass. hlud stFf toso , clamoroso, e hild signore.) (B) ^ Ludimagistro , Lu-di-ma-gì-stro. Add. e sm. comp. F. L. Pedante tiene scuoia. Lat. ludimagister. Salviti. Pier. Buon. Pedante si '"j; quel che conduce alla scuola; ma anche il ludimagistro, o maestr 0 ^ scuola medesimo. Neri Sam. 8. 21 ■ Subito lo fa scender da c ava L’ aspra ludimagistra di Cocito , ec. (A) (B) m Ludimo, * Lù-di-1110. N. pr. m. Lo stesso che Lui. F. Lai. Ludù° - j Limio , * Lùdi-o. N- pr. m. (Scherzevole, da tudus giuoco, scl» CI ‘fi In celt. luidh spedito, leggiero.) — Pittore romano, contemporanef. Augusto .— Uomo che faceva di se mostra ai Romani, come g^ tore, pantomimo ec. (Mit) ( 0 ) . A Ludione. * (Fis.) Lu-di-ó-ne. Sm. Boccetta vuota di vetro, in cu 1 e . e . sospesa una figura di smalto , e che si fa scendere nell’ ncc l !i ’ 1 n..r menda col dito il turacciolo di invero che ne chiude la bocciof sta macchinetta pneumatica serve per provare la compressibilild V aria. ( V. il J. 2.) (Van) _ jj, 2 — * (Arche.) Così chiamarono i Romani i Giocolala , da Salviti. Cas. 121. Ludìoni o giocolali furono dall’ Etraria chi » 111 i quali ec. non indecenti moti all’ uso toscano facevano. (N) . c lt. LudlardA , * Lud-làr-da, Ludlardc. N. pr. f. Lai. Ludlarda. (P a ‘ ludd popolo , c larda ingrassare : Chi ingrassa il popolo. ) ( 8 )^,/,$ Ludmilla , * Lud-mìl-la. iY. pr. f. Lat. Ludmilla. ( Dal celt. spalilo , agile , e mil guerra : Spedito , Agile io guerra. MH P u che significare il soldato.) (B) j"iif 1 ' Ludo. [Sm.Foce usata propriam. parlando de’ giuochi e feste deg u ^j 0 ii chi; e così dieemsi pure i pubblici trattenimenti e sollazzi P e J' f, A * ’ ’ .--1- - 2.,.:. Fett.R'O. -.^nO di feste.] Lat. ludus, spcctaculum. Gr. xxt-yvtx, xys v. • • • _U --- .A.,.-., 1 ...1 r nvlnrinnli .V Atl’ll da'’ —v -■ 1-- .... - ( quelli i quali avevano vinto i ludi principali d’Atene ec. > " f t e per premio alquanto' dell’olio di questi ulivi. » Poliz. stanzA^.^i gloriose pompe e’ fieri ludi Della città che ’l freno allenta c 0 W. A magnanimi Toschi, ec. (B) Bald. Dee. Ludi Circensi , °y.S, ste di cavalli c cocchi. ( A) Salviti. Cns.1. La poesia satirica r 0 ec. fu già propria de’ludi o feste sceniche o musiche. Quest 1 asj jjiiS' vogliam dire pubblici trattenimenti e sollazzi, per cagione n> mente de’ giorni festivi furono ritrovati._ (N) d»') sotto l £ O 0t’ a — * Scuoia o Sala in cui i gladiatori si esercitavano s?"” *- j : ^ ì,,i; trjinh* ermuipiip. vciì'ecch^ t come . ".. - .** ai uu luiicsiru j « ut rinCÌOi Ludo Emilio, perchè eretto da Emilio Lepido-, ■ J a $(i uuv f perchè uesunum //cr . . . . — * ChiamaVansi Ludi leitcravii, te Scuole in cui inse % n ciulli e fanculle. a leggere e a scriverei scenici, le Rappresero dagli avvenimenti della storia che si davano sul teatt'0 > ec.i» e LDDOLFIA ’&iamarcmsì Ludi scenici spirituali le Rappresentazioni prese dagli avvilimenti della storia sacra che si univano al sacro culto, e si fa- fi an ° P er 1° più in chiesa , nel cimiterio annesso ec. Se lai soggetto dal % eS ° dati Antico Testamento , quei ludi si chiamavan Figure; se M f U ‘ U0 Testamento , Vangeli; se conienevan misteri della fede, j,, s ? n > se miracoli de' Santi, Esempli; se la storia delle loro vite, 4 ^,°rp* talvolta si chiamavano anche Commedie spirituali. (Mit)(L) U t"er estensione del primo sign J Giuoco, Scberz.o, Festeggiamento. 22 - 118. O tu clic leggi , udirai nuovo ludo. E Par. 28. vi,' " ultimo è tutto d’angelici ludi. Fr. Jac. T. 6. 9. Non par Lodo ° ^ uesto lodo , Io satollo , e tu affàmire. della IA ’• * Lu-dòl-fi-a. Sf. Lai. ludolfia. Genere di piante rf ei tr ‘audria monoginia, famiglia delle graminee, fondato da Will- Unt’d' C0#i a ^ cuue piante delle due Indie, caratterizzato dui farei - du,l‘ S P° Slt ,n Pacchie o a spica col calice di molti fiori, formato p ■ i u ’ lt ^ e e Hhero dalle loppe. (N) c . lo i,‘ Lu-dòl-f'o. N. pr. m. (Dal ted. leale uomini, e hiitfe soc- I Jl; _ S0 : Soccorritore di uomini. ) ( 0 ) le0/ C ° 5 * ku-do-vi-co. N. pr. m.Lo stesso che Lodovico. V. (Dal sass. l v fi P°P°*° ) u wich castello , fortezza : Fortezza del popolo ) (B) ( j 5,04 1 * Lud-sìn-da. N. pr. fi Lat. Ludsinda. (Dal celt. Illudi spe- L,, r ’’ 1 veloce e sititi ubbidire : Veloce ad ubbidire.) (B) p * Do j * Lud-vàr-do. N. pr. m. Lat. Lutvardus. ( Dal celt. ludd terf 1 ’ 6 w oi'th preservare , difendere : Difensore del popolo. In L 0b ' otarie sentinella della plebe.) (B) di'' IGlA '* C® ot ") Lud wi-gi-a. Sf.Nome dato da Linneo ad un genere in P lante nella telrandria monoginia e delia famiglia delle onagrarie, ^ onore del botanico Ludwig. Il carattet'e di tal genere è un-, ca- ( , ce ‘juadrfido , una cotolla di quattro petali, in alcune specie man- fi! 1 ' 2 ; una cupsola a quattro logge coronate dal calice persistente , Le 1 placenta centrale a colonnetta. (O) (N) E ' (Mcd.) Sf. Contagio, Morbo , Peste. Lat. lucs. (A) . . q J ■— celtica , gallica , vehebea : Lo stesso che Malfranzese-RecZ. °” s - pag. 112. ( Ediz. Class, voi. g. ) Forse ( ma sia detto per t‘c K- ' ^ dubbio ) cotali medicamenti , abili a vincere la lue gallica, c ' 1 97- Io tengo per cosa certa, die nel corpo di.... visicnoan- a occulti residui dell’antica sua lue celtica ec., e che a questi oc- ec V. rcsidl " celtica vi sia ancora presentemente accompagnata ciì • cc ^- Bttgn. Lue venerea , sue frequenti conseguenze sono : an- , os t , esostosi , brutte e rodenti piaghe cutanee 0 delle fauci , lèb- °se pustole , orride macchie elefantiache , febbri etiche , tisichezze Co nsuinauti, ec. (A) (B) , * scorbutica : * lo stesso che Scorbuto. F. ( 0 ) 1. ~~ E fio. Mostro. Ar. Fur. v.zf.La sopravvesta di color disab- LUI lazione , che voi piangerete e lugerete ! Bocc. i5g r; —„• - Coni. Dant. voi. 2. pag. jS. Lugere , il quale similmente per volgare viene a dire pitie- gnere , è quello che con miserabili parole e delti si fa; e dicono etimologizzando, lugere , quasi luce egere, ec. (V) Ar. Stariz. 3 fi Ma tosto se ne pente, e in van ne legge. (P) Lugerio , * Lu-gè-ri-o. N. pr. in. (In celt. lughar bello. ) — Re degli Alverni. (Mit) Luggiola. (Bot.) Lùg-gìo-la. Sf. Lo stesso che Trifoglio acetoso. Lat. oxalis acetosella. .( Quasi allelujola, dal frane, alleluja che vai tri- foglio acetoso ; e questo è cosi detto dal perchè una tal pianta fiorisce circa il tempo di Pasqua.) Sannaz. Arcad. egL 9. Ecco una pelle, e due cerbiatti mascoli, Pasti di timo e di acetosa luggiola. (A) (B) Lugiiese , * Lu-ghé-se. Add. pr. com. Di Lugo , Nativo di Lugo. (B) Ldgieni.* (Geog.) Lu-gi-è-ni. Antichi popoli della Germania, che fii- cevan parte della nazione degli Ermioni, (G) Lugliatico , Lu-gìià-ti-co. [ Add. m. ] Che vieti del mese di Luglio ; t ed è aggiunto per lo più di fi ite e di Uva, che matura un tal mese.’] —1 , Lugliolo , sin. Lat. julianus , Julio mense prqveniens. Gr. . lorKixvós. Cv. fi fi. 9. Sono altre spezie «uve bianche ec., e queste sono : moscadelle e lugliatiche , le quali ottime son da mangiare. Luglio. [iS/n.] Koinè del quinto mese dell anno [ astronomico , e settimo dell’anno volgare o cristiano ; detto prima da’ latini Quftitilis, e poi Julius in onore di Giulio Cesare che nacque ai dodici di esso mese, ] Lat. quiutilis , julius. Gr. ’mvtaos, psTxyuTiméi /, J'beoti. Gaz. Bocc. nov. 77. tit. Di mezzo Luglio ignuda tutto un dì fa stare , ec. Dant. inf. 29. fig. Qual dolor fora, se degli spedali Di Val di Chiana tra ’l Luglio e ’l Settembre ec, i mali Fossero in una fossa tutti insembre. Cron. Veli. fi. E’ fu cacciato f il Duca d' Atene) , levandosi il romore il di di sant’ Anna di Luglio 1 343 . 2 — Proverb. Vendere il sol di luglio : dicesi per essere questo mese de' più caldi {e solatii mesi dell’anno;] evale-. Voler far parer buona e cara una cosa , della quale ne avanzi ad ognuno. 3 — Farsi onore del sol di luglio = Offerire o Donate quello a che altri potrebbe esser forzato. 4 — Non far pepe di luglio : [Dicesi a Un dappoco e vigliacco.] V. Pepe. Lughola.* (Agr.) Lu-gliò-la. Add. e sf. Specie di uva-, detta anche Lugliatica e Lugiiese. (N) Lugliolo , Lu-gliò-lo. Add. [ m. Lo stesso che] Lugliatico. V.Lib.cur. malatt. La prima uva che maturi si appella lugliola, dal mese di Lu- Dav. Colt. 167. La vite lugliola nc c . glio. rifarà al Settembre , se ej A Vl,A ' -V" -‘ colte le prime uve di Luglio , tu la poti subito all’ ordinario. E appresso : Ma dando troppo cotale atlàticamento alla vite lugliola, ella ti riuscirà al contrario di quella di trevolte, cioè di tre anni una volta. - -—~~ r. (G) Legnez. * (Geog.) Lu-gnèz. Lo stesso che Longanieo. . Lugo. * Sin. V. A. È. e di’ Luogo. Gr. S. Gir. 62. In un altro lugo disse Iddio nel Vangelio. (V) Logo. * (Geog.) Lat. Lucus , Lucus Dianae, Forum Licium. Città degli Stati Pontifica nella legazione diFerrara .—Lucus Augusti,Turris Augusti, Arse Sextianae. Città e provincia di Spagna. (G) Lugore. * (Mit. Celt.) Lu-gó-re. Dio degli antichi Iberii , del quale non si conosce che il nome. (In celt. lughar bello.) (Mit) Lugotiuce, * Ln-gò-tri-ce. K.pr.m. ( Dal celt. lag lago, e trio signore: Signore de’laghi.) —Uno de’ principali capi de’ Bretoni fatto prigioniero dalle truppe di Giulio Cesare. (Mit) Lugovi. * (Mit.) Lu-gó-vi. Numi ignoti , che si hanno da iuta lapide trovata in Osma , città deila Spagna Tarragonese , e riportata Muratori. (In cc-lt. lug gioia, ed ov avido: Avido di gioia, Id del piacere. ) (Mit) 1 Lugre. (Mariti.) Sm. Specie di bastimento che seroe in guerra) e pei * la variazione che ammette nelle sue vele riesce veloce. (^Oni ce ìt.logg vascello 5 ed er lungo.) (S) Lugrezia , * Lu-grò-zi-a. IV. pr. f Lo stesso che Lucrezia. V. (B) IjUGrezio , * Lu-grè-zi-O. IV. pr. m. Lo stesso che Lucrezio. F. (Fi) Lugubre , Lù-gu-bre, e poet.X-ti\-go-\)TC.jldd. cotn. Aggiunto di cosa che denota dolore e malinconìa) per morte di pavesiti o amici , [o altro infortunio. Tristo , Funesto) Malinconico ? Luttuoso , Doglioso ec-Onde Abiti lugubri chiamatisi le Festi da lutto,Lat, lugubris. Gr. yoI'W. B0cc.intr0d.2d. Uditi li divini uficii ili abito lugubre, quale a sì fatta Ar.Fur.d. 6y. E trovar versi non tanto lu- stanco si riabbia. F «fb. g/j. E sempre fig. Mostro. Ar. Fur. y./f.Lo sopra tini avea la maledetta lue. Beni. T °*Tibil lue con quel fracasso Cbe suole un pezzo di sassoso monte. (M) TtjF** E detto ai Persona vituperevole e scandalosa. Ar.Fgl.Tn's . Emofil , tra pastori orrida lue. (P) r (Agr.) Si dice anche delle malattie contagiose degli alberi e delle Vi( ide. A'nnA, fti c ì 9 » -rnu. (M) Weg* 2 »' Colt. Bis. I. 2. v. 7 00 (Geog.) Castello del regno illirico , nel governo di Lubiana cìff^° S0 P 1(l un monte , ove si vedono ancora gli avanzi deli antica U’njfi stesso nome. (G) Eub ‘.>AGc°g.) Fiume dell’impero chinese. (fi) di., ° 1 *) Am. Specie di pianta cucurbùacea del genere momordiea , «a A TVn 4 -' j sar. Fil., Baldin.Fit.Berti. Siccome ancora i tagli ne 1 medesimi m u per far quattro lumache. (A) _ . q Lumaca diff. da Chiocciola. Nel linguaggio delle arti e nies« ^ Lumaca è uu pezzo degli oriuoli da tasca, c Chiocciola è la vita mina. Nei linguaggio comune queste due voci si confondono, diccsi Scala a chiocciola c Scala a lumaca', però nella voce L 1 .j ciola si considera per lo più l’animale cd il suo guscio, in f ie ‘ Lumaca il solo animale ; laonde diccsi Lasciare il segno come t n LUMACCIA .^ ; aca ? e Far la chiocciola , o come le chiocciole e Pittore o simile e si dà il nome-di Chiocciola a qualunque nicchio, e ina ° ■ -i umaca a4 lumacone ignudo. Nel linguaggio scientifico Lu- la i» C ‘ 1 S cnere e Chiocciola la specie, onde la Chiocciola ortense, an a f lna ec. Iu botanica Chiocciola è la coccola del mirto, e dinota Lm,,° la U1 ' a sorta èli vestimento antico, significati eh e Lumaca non ha. Jo Cc '* - (Eool.) Lu-màc-cia. [N/i] V. A.V. e di Lumaca. G- F- g. j u “ - 4 - E dicono che i Lombardi hanno paura della lumaccia, cioè . aca. JJant. Inf.25.i32.Yi gli orecchi ritira per la testa, Come face ^ corna la lumaccia. . -ma-chèl-la .[Sf.Jdim.di Lumaca,[Piccola lumaca .] 0n V, P arva Umax , parva cochleà. Lib. cur, malati. Dodici gusci di s ^ ‘elumacheUe bianche. dett V/ 1 ’^ riarmo o Pietra calcaria conchiliare di più specie , cosi di ai S* 0 > onde fioria fili giardino) Di mille vaghi lumi colorito. (Br) fP ecie fi fungo appartenente al genere prece - 9 _ Cosa celebre, chiara, gloriosa; l ed wÒuV omo di gran merito, m ac j l - Ii0 Ì^ o °l.) Lu-ma-chi-no. [N/n.] dim. di Lumaca. Lib.son. 53 . Lu- . * in, 11110 ’ c ùc vai che tu ti crucci? (Qui detto ad uomo per ischerzo.) bi an rn r‘) ' >> P ec ‘ e di fungo del genere clavaria , detto Lumachiuo , ^ d-at- clavaria eburnea. (N) Pa * T0 - * Specie di fungo del genere agarico. Lai. agaricus 3 __ Gs * (N) dente e J Q1 'nito di grosso stipite. Lat. agaricus mclanospermus. (N) ciò( e fp 1 f-U-ll)a-i:lii-'-ta. //(. / (/. e sm.Dilettante di lumache, di chioc- c},’, ’ l r,, s e cos l detto per ischerzo. Magid.LeltFion ho mai saputo tt'M A Jp l, passi per lumachista. (A) l at :f E - (Zool.)Lu-ma-có-ne. iSm.accr.di Lumaca.] Lumaca grande. Stai' |- er ì "ictaf detto ad Uomo per ischerzo. Salv. Grandi. 3 E’ si sia appiccato il lumacone ? ftiircf, ,P etto di Chi vorrebbe campare alle spalle altrui; Scroccone. 4 -, h'o ^ P'u comunemente ad uno che fa il goffo , quando per al- 5 sporto e destro. Pap. Burch. (A) "fpiattone, Uomo cupo, segreto. Lat. homo tectus. Gr. àvip fittene ‘ y0 du donneati sono ermafroditi, e si fecondano vicendevolmente; v d’er e ?,' i0 la testa e la coda , se vengono loro tagliate ; possono 3 Cssi stega R un anno senza cibo ; si pascono di piante, e servono * (ìi.p Qdnnenio alle lucerle ed allo scarafaggio campagnolo.(fi& tl) fee pi J Lumacone bianco. Specie di fungo appartenente al ge- co/ e chiamalo Phallus impudicus per la somiglianza che . a fornirò virile- (N) Dr ° Cc *olevole. * Lat. phallus conicus. Altra specie difango io ^UnzQ ° 8 enere i comunemente così chiamato per esser coveHo di 1^“' ProTf Ììa ? inosa per cui si rende sdrucciolevole al tatto , ed fc- 4 . CtJ7 ZA n, 2 ad imputridirsi. Tutti esalano ingrato odore. (N) fi, j/.L'i-nria-cùj-za. Sf. dim. e vezzeg. di Lumaca. Behv. Celi. j l, ha vo • Q uesto omicciuolo con certe sue manine di ragnatelo, e y 1 * mi f e ’ Clna zanzara, presto come una lumacuzza, pure in ma- U fio p, ; r f ^ on< lurre a casa sassi, rena e calcina tanta che avrebbe ser- - *ts . j 00 chiusino da colombe malvolentieri. (B) (N) ,u '"'ò-re. Att. V. A. U. e A’Illuminare. Rim. ani. Dant. ‘fu- Spera clarità che’l mondo lumate. (V) r *. il'lunv" 111 * t°- Add. [ m. da Lumare.] U.A. Ù. e ch’illuminato. Lit Ce dim II1U *' 1S- Gr. tps'TieSsìs. Fr.Jac.T.6.11,20. Luce luminativa, L c MBE8l TANi°* tra . tiva > ^ on vicne a H’ amativa Chi non è in te lumaio, r s >8 0 , * • (Geog.) Lum-he-ri-tà ni Antichi popoli della Spagna.(G) Città della Guinea inferiore. (G) L„ 'à'i tiinff v“0iat.) Lum-hri-cà-lc. Add. e sm. Uno de’mascoli delle dita Vr,e.. "°t Uoc. f>,\ t At di gran sapere, esemplare ec.] Lat. lumen. Gr. (j)ir. Petr. cap. 10. Qui vid’ io nostra gente aver per duce Vararne , il terzo gran lume l’omano. Berti. Ori. i.t 3 . 5 . A cui que’tre che tu, Fiorenza, onori, Eterni lumi della lingua nostra , Quanto siano obbligati e debitori Per le fatiche sue chiaro si mostra.» Car.En. lib. 2. Cadde Rifeo, ch’era ne Teucri un lume Di bontà , di giustizia e d’equitate. (Rr) 10 — Conoscimento, [Sapienza, Gogmzione.iDant.Par.14. 48 . S’accrescerà ciò che ne dona Di gratuito lume il sommo Bene , Lume eli’ a lui veder ne condiziona. » Med. Arb. Cr. I doni perfetti discendono in abbondanza e soprabbondanza dal padre de’lumi. (Pe) 11 — Notizia , Contezza. Slor. Semif.yo. È dicevole agli onesti e gentili cittadini di loro antenati e di loro discendenza alcuna cosa sapere, e di quella o quegli alcuno lume agli posteri lasciarne.(V)3/«u;i. Ist. Dee. Pref. Ne sarei io stato valevole ec. se per lo studio fatto da un eruditissimo cavalier fiorentino sulla famiglia de’ Biffali, non ne fussi io stato da questo favorito di lumi. (N) * — * Onde Aver lume, Dar lume, Pigliar lume, Arrecar lume e simili, V. §■ 14, 15 , 16, 2 , e ig. (N) 12 ~ Protezione, Scorta. Benv. Cellin. Vit. Io non volevo menarvi, sotto il mio lume , infra quelle virtù tali, qualche spennacchiata cor- naccliiuzza. (A) 13 — Col v- Andare : Andare a lume della luna od altro =2 Camminale coll’ ajuto del lume della luna ec. U. Luna, §. 6. (A) *4 7— iCol v. Arrecare : Arrecar lume è lo stesso che Dar lume , nel sign. del 5. 16, i.] Sagg. nat. esp. 211. Non creda però alcuno, che con qqestc due o tre osservazioni sopra tal materia noi ci pavoneggiamo Àìd’avere arrecato qualche gran lume nella filosofia magnetica. io — {Col v. Avere : Aver lume Aver cognizione, contezza. F- Avere lume.] Sagg. nat. es. 2$g. Per aver qualche lume, se il raffreddarsi d’ un corpo derivi da insinuazione d’alcnna spezie d’atomi ec., facemmo fare due caraffe di cristallo oc.» Daiu.Par.i 3 . 44 - Quantunque alla natura umana lece Aver di lume ec. (V) 16 — [Col v. Dare : Dare , Fare o Render lume = Illuminare , ed anche Risplendere. F. Dare lume. ] Bocc. nov. 3 i. 6. Nella qual grotta dava alquanto lume uno spiraglio fatto per forza nel monte. 1 — [Dar lume — Dare qualche principio di notizia. V. §■ ig, e F. Dare lume, §. 4.2 Buon. rim. 4 2 - E ne eli è iu terra vero lume a noi. ì — * Dare la vista. F. §■ 6. (Pe) 4 — Dar ne’lumi , detto proverbialm., vale Furiosamente adirarsi. [F. Dare ne’lumi.] Lat. maxime indignari, mirifice excandescere. Gr. èiyocv SvpLoveiicu, òtv-ìvpiiìv. vy — * Col v. Fare Far lume = Illuminare , Risplendere , ec. F. Fare lume. Bocc. Com. Dant. cap. 4• E vengo in luogo ove non è nè sole, nè stella, nè lumiera che luca , cioè faccia lume. (P) * — Fare scorta. [F. Fare lume, §. 3.] Lat. viam monstrare, indicare , praelucere , viae ducem esse. Gr. óSiiysip. 3 — * Rendere onore. Benv. Celi. Lett. al Farcii. E perchè egli mi è piaciuto fargli per mio contento un poco dilume, hoavuto grazia da’frati della Nunziata ec. , ch’io faccia un deposito di lui. (N) 18 —■ [Col v. Pagare: ] Pagare il lume e i dadi [ z^Pagarc del tutto , ed altresì Dare il conto suo.] F. Dado , [. 8. *' lc Cn '• canz. 3 y. y. Sovra dure onde , al lume della luna cc. , 'tile vedrai. Tass. Ger.i 5 . 5 . Or d’accesi ruhin sembra u d-S. r m verdi smeraldi il lume finge. » Segner. Mann. Ag. , O tt. / p cu: un voler traveder anche a lume di mezzo giorno. 3 tam: 1 VP», che si trovano a lume vivo ec-, stimano appunto di ^ Li 11 cani. / v\ 11 3 ^ virtù 81 Uh lacc :_ Fi °r. 4 sì , ° c • g/s. (A) _ . ..... qy Lae. lum„ B,l ^? re che nasce dalle cose che lucono.-—, Lumine, Lome, 19 -l\coì v Prendere : Prendere 0] Pigliar lume, [Dar lume] o si- iy.^to. ipu’s.Duni. J*cir. 1. 722.Del suo lume fa il cicl sempre utili ™ Pigliare o Dare (jiuilche principio di notizia■ Lat. lumen ac- cìpere , luccm afferre , illustrare. Gr. \a,^u.iuv , $wra.y(oj f (puriZsiv. » Car.Lett. ined. 2 . 4 2, 1 agionamento tallo con fAr- dinghcllo ... ho preso un poco di lume de la mira che tiene. (N) 20 — [Co/ o. Tenere :] Tenere il lume, si dice l Intervenire in qualche maneggio senza avervi utile o faccenda ,. ma solo pei' servizio altrui; che anche diciamo Servir per lucerniere. Varca. Stor. 12 . 480 . E in somma non dicevano altro che stare , come si dice, a vedere il giuoco, o tenere il lume. 21 — Col v. Togliere: Togliere il lum c^Ji^.^Toglier la vita.Ar.Fur. tu - l^irt. A. M. L’ amore ec. dimostra la ^. SteUg ’̰ me ^ lume , che , posto in oscurità , allumina più. c J J fr- 2. 65 . La spera ottava vi dimostra molti Lu- ^ c anz. 44 5. Fra tanti amici lumi Vna nube lontaii 0 Candela accesa. Lat.lucerna, fax. ^^o^acchiosahi ' sa- 8. La camera da una camerieri tutta sounac e il Lune preso e occultato. E non. Ò8. id. Dx ditegliuiv q 3 . 154. Della vittoria eh’ avea avuto Orlando §’ allegrò Astolfo Sansonetto molto ; Non sì pero, come avrian fatto quando Non fosse a Brandimarte il lume tolto. (Pe) 22 —{Col v. Yederc: Veder lume — Intendere. Lasc. Gelos. 1.2. U comincio pure a vederne un po’ di lume. (V) 1Ó2 LUMEGGIAMENTO a — Non veder lume = Esser sopraffatto da alcuna passione , e perdere la vera cognizione delie cose. Lat. perturbatione obeoecari. Or. ivo vdSovs rv$).ov c( ^' 6 — (Min.) [Per idiotismo. ] Miniera d’ allumi. Segr. Fior. Stor• T igi. Ai privati, non a lui, quelle lumiere appartenevano. 7 (Milit.) Lumiera d’un cannone. L’apertura per cui si dà JV alla carica del cannone. (S) , « 8 — (Marin.) Lumiera d’una tromba. E un buco nell alto dellaparete una tromba, pelquale esce / acqua sollevata dedicazione detto stanti tj/My a — Lumiere. Buchi o Incanalature aperte a travei'so delle irtafi' ’• o piane , nel fondo del bastimento , acciocché /’ acqua , che fri aduna , possa scotrere sino al pozzo delle trombe. Dette anche A gufile. V. (S) . u . Luminajo. (Ar. Mes.) Lu-mi-nà-jo. Sin. Arnese che contiene molti mi. Oggi Lumiera. Vasar. Fece un grande luminajo di bronzo, a braccia 5 , dirimpetto alla cappella della Nunziata. (A) Luminante, Lii-mi-nàn-te. Add. com. V. A. V. e dt Luminoso. B» J Teseid. 7. ; 2-/. Vinci Febo luminante Di lungo andar di splendo '' lì '. turale. E 10. gì. De’qua’assai piatoso Si mostrò il giorno , gh Sl1 luminanti Raggi celando infra le nebbie oscure. (B) , Lumina ma , Lu-mi-nà-ra. [Afi] V. A. Lo stesso che Luminaria, r • 2 — Quantità di lumi accesi. G. V. g. 126. 3. Lasciando i falò e luminare accese nel campo. . Luminare, Lu-mi-nà-re. [Sm.] Lume, Splendore , Stella. dello anche Alluminare.] Lat. luminare. Gr. ’l chiericato con tale luminaria e solennità e canto, c ^ e ,P pta 1 ! una gran festa. Frane. Sacch. Op.div. 58. Ru corpo di quest 1 metteranno suso alto, e lassù gli fanno la luminaria e le della er ra. . ' Dicesi anche Luminaria una Festa di lumi, nella quale si d f no per lo più adoperare lanternoni e lampioni; e fossi di > l0tl Addili, occasione di. straordinaria allegrezza, o pei• solennizzare j- 0 gl l festa. Voc. Dis. Lanternoni iliconsi quei lumi che , nascosi m. ( ,u- dipinti , si mettono alle finestre , o in altre parti esteriori « c f (fi fizii , in occasione ili pubblici fuochi e luminarie d’ allegfe' / -'5j, (1 i; * Luminario , La-m i-nà-ri-o. Sm. Il sole e la luna ; e fig. B $yfc, ■ la notte. Ar. Far. ig. io5. O la pugna seguir vogli, o tu ^ farla all’ uno o all’ altro luminario , Ad ogni cenno proni avrai. (N. S ) . . ^iM' LuminativO , Lu-mi-na-tì-vo. Add. [m. V.A.V. e di] Illumina iliuminans. Gr. Lu-mi-niè-ra. [óy.'] P, A. Lumiera , Splendore, Luce .—, Sr: m n UUcie ’ Lumini cri, s/n. Lat. lux. Or. tpùs. Perni. Crist.YA ho avuto Jj P re maggior lume e maggior luminicra, cli^ quei di sopra.Gr.Y. Gir. 3 0 '5“ e avr à a lucere la tua luminiera , come la mattina. Pit.Barl. n 1( ' n , l "°vresti ringraziare c’ho tratto il tuo figliuolo di tenebre, e 3 i_» j° ln luminiera. c „li UCi: nii (1 -rj , Candelabro. Salvili. Pros. Sacr. Non per anco s’era u . mt " colla sposa immaculata, nè la lucerna stata era posta sulla Limerà. (A) 1 ERE ’ Lu-mi-niè-re. Sm. P.A. Lo stesso che Luminiera./ 7 ’. (V) p- Lu-mi-niè-ri. Sm. V.A. Lo stesso che Luminiere e Luminiera. 1 ■ S. Gir. 61. La lucerna che l’uomo tiene sotto il luminiere, LUNA 1 63 Itoti fa cc ;P l !° lìtte buon lume : mai la mette uomo suso lo luminieri, che Ci,| SQ Jan ie a coloro della magione. (V) vii, l Lu-mì-no. Sm. dim. di Lume. Piccolo lume. Lumicino. Sai- ih;»*- ,ìn ° l . E. B. La minor lumiera, dai Gn titillo. ,. -—-- „reci d’oggi lumicino, lu- a .(A) l'tiinj Ices i Lumino da notte quello che si tiene in camera dormendo. (A) , Lu-mi-no-sa-mén-te. Avv. In modo luminoso. Grill. inin(L er S‘ (Min) Salvin. Cas. -i.fi. Oltre i frammenti che ciò lu- n,;nle inst '»( ian0 ec._ (N) l‘r e ,j S j! M0 ; Ln-mi-no-sis-si mo. [Add. m.] superi, di Luminoso. Lih. Lcmijj’ , Sedendo giojosamcnte ne’luminosissimi abitari del Paradiso, c li £ ! TA Lu-mi-no-si-tà. [V/i] ast. di Luminoso. [ Qualità di ciò lii s “'renoso.: — , Luminositade , Luminositate , sin. Lat. lumen , tta?.i S l ll ^°r. Gr. tsap-rpórrs. Diuit. Cono. gj. L’ altra si è la va- dall’ ì le nella sua luminosità , che ora luce da un lato , c ora luce l'Un,.. aI L'o sccondoché ’l sole la vede. ’ < 4 ,n° so > Lu mi-nó-so. driti. m. Pieno di lume , Lucente , Risplen- . T(j^' ~~t Luminante, sin. Lat. luminosus, coruscans. Gr. lliscbiarato da gran hicc ,]Dant. h if.f. 116 A raemmocì s S.z 3 p UU de’canti , I11 luogo aperto, luminoso e alto. E Purg. Pila y- lma melodia dolce correva Per l’acr luminoso.Laù. 353 . Fece T ” (/„’-!?• . m i nosa e chiara , non ti - apassante il luogo dove noi savamo. Lo.Mp A ‘"ione di Parma 1800 a pag. 108 ha : dove noi stavamo.)(B) fan, an pa. * (Geog.) Lum-par-làu da. Isola dell Arcipelago di A- i? Baltico, fa 1 /tire n".] Gorpo celeste del nostro sistema planetario , che riceve la e inq u 1 s °le ; esso è il satellite della nostra Terra , della quede è he nJ. lta J . v °lte più pìccolo , ed intorno a cui fa la sua rivoluzio- ‘Uitf^ “‘dica m 27 giorni , 7 ore, /f.3 minuti, primi ed 11 mi- ^n^di ; ma siccome nello stesso tempo la Terra è andata in- qu e or le “ a s ua orbita ■ cosi la luna impiega altri due giorni e cin- ®(° ^ PpK giuguere alla stessa posizione dirimpetto al sole: c que- h >itié? mt iero di 2g giorni , 12 ore , c/3 minuti primi e 11 mi- OHche c0ndi , chiamasi Rivoluzione sinodica, Lunazione , Mese , od ®c. ^P'icemenle Luna. Dicesi Minor pianeta , Luminar minore «e.] L ,, f a falcata > bianca , fredda , notturna, vaga, incostante Unendo* ' Gr. a.Kóir. Bocc. nov. 20. 5. Sopra questi aggiu- 43. (j P' certi punti della luna , ed altre eccezioni molte. E nov. JÌP10 j c P° co appresso levatasi la luna , e ’l tempo essendo chiaris- 1 *? a Cu’ Ve SSWava. Dant.Par. 16.82. E come ’l volger del ciel della ■ ^ iUai°^ le C< ^ ^ scl,0 P re i liti. Petr. caitz. fé- 7 - Q ua i non si ve- Sl e ) a lana. Tass. Ger. 6 . *oS. E già spargea rai lumino- 2 ^ * p as . :1 y ive perle la sorgente luna. s j- 81 della luna o di Urna , chiamatisi I quattro aspetti della C,W s i rtloslì ' a a, noi durante tutto il suo corso } cioè la Lu- ° 1N ? villI ^° , 0 Neomenia, il primo quarto , la Luna piena ^ lla,, do ìi lQ f e il secondo o V ultimo quarto. Chùunasi Luna nuova ° n d’ è c f le S ? e e 1° luna corrispondono nel punto stesso del cielo , H[ G . poi-zion della luna rivolta verso il sole è soltanto da ^uuiata , mentre che la parie volta Verso la ten'a è nello- p>pre 5 .er:"°*“ cui succede questa fase , la luna si alza e tra- , dnp 0 10 a Po™ nel tempo stesso che il sole ; nel terzo giorno e mi s fg4 ,lcst a fase , si comincia a scoprire una piccola porzione f ^ad^ 10 ] ^ unare rischiarato , ed allorché questo satellite pervenne * (lS( ; Record ^ - ,9 °^ e Sl vede la metà del suo nucleo illuminato. Questa sii Cce ^ a st conosce sotto il nome di primo quarto. Il giorno in mfidiann’ l c lu ". a si aLa verso il tempo del passaggio del sole suTt° ^P^uitando essa il suo movimento. ’ ’ shq n r . ci.->(i a .un mnvunmu , la parie che si sco- ^ . ~'‘ata ess em ‘ s ferio irradiato continua a crescere sino a chela luna dà a „ U ‘ u “ 180 gradi dal sole, l'emisfero è veduto interamente. " r lMsia f axc - b -- - ni 0 e :— d nome di Luna piena. Il sole c la bina sono e cro n i e il’P 0siz ‘ one - B r el giorno della luna piena , essa s’ innalza p P e, der èT° ^ f ramonto del sole. Dopo questa fase si comincia 6i ’“ essa è VLSta ? emisfero rischiarato della luna sino al punto in s ' co ndo qy 2 7 ° gi'adi dot sole. Jllora essendo /« quarta fase, o il v°/ s ° un t‘i ’ ( I U,J ’ giorno la luna si alza verso mezzanotte. Tra- Co!°“e e a . te '“P° , essa si ravvicina di 36o gradi delhi sua ri- uiichn ùi congiunzione col sole. Le fasi della luna di- ’ - c EE ^; ta dclla Lma. r. Età, J. 22. (Van) (G) (N) pienti, i r n-n . , 3 j.i . . J-t - /> ■ vi ì>le “iìunio TY' i C dieesi della lutuCdal momento 'dei nascere fino ^ ac sta er >,„ ffut. cresccns luna. Lib. cur. malati. Bisogna - ’ s lt a l a •. dipesi quando la luna non apparisce illuminala circont^.,-.. ^ Falcat0 ; 'si della lima quando è piena. V.Qaìn- cogìicr -la la sua circonferenza, Falcato "" Lv quiB-ixuEciMX: dicesi tadccima.] Ciriff. Calo. 1. 3t. Un volto giallo e tondo c scofacciato, Clic pare in quintadecima la luna. 5 — nuova: [ dicesi della luna nel tempo del novilunio .] Lat nova luna. Gr. c.x'.yy, -rix.Top.ini. Serd. Star. 5. 185. Aspettato la luna nuova , quando la crescente del i*are era molto grande , accostò il giunco al ponte. 6 — [piena : Dicesi della luna nel tempo del plenilunio.'] Lib.ciir. malatt. Se sono colte a luna piena, sono molto migliori.» Cr.^2. 22. 12. In tutto il nuovo lunare urlino alla luna piena non è da far pian- tamento. (N) 7 — pkimA , seconda cc. * vale II primo, il secondo ec.giomo della luna. Pallad.2. 8. Scelgami a ciò le galline belle c grandi, alle quali a luna prima porrai nove uova. E ’i./j. Seminasi bene da luna prima infine a luna duodecima. E 1. 28. Verranno a nascere insieme nella luna trigesima. (Pr) 8 — scema , [ scemante , menosAnte , logoua : Dicesi della Ima dal plenilunio firn} A novilunio. ] Lat. dcficiens luna. Gr. y -ì•> i- Bovaa, Eilostr. Dav. Colt. 160. Vendemmia seuz’ acqua addosso, subito che è venuta la luna nuova , volendo gran vino e polputo; e volendolo piccolo, a luna scema e logora. » Pallori. 36. Ciò che co- . gli per serbare , fallo a luna scemante. Cresc. 3. 20 .Cogliesi quando i gagliuoli suoi son secchi ... a luna menomante. (Pr) 3 — Tutto il tempo del corso della luna, cioè Un mese-, [altrimenti Lunare.] Lai. mensis. Gr. pili. Daiit.Inf.33.26. Breve pertugio ec. M’a- Vea mostrato per lo suo forame Più lune già. E rim. /f. Oljde, s’ia ebbi colpa, Più lune ha volto ’l sol poi che fu spenta. 4 — Tempo semplicemente.Dant.Par. 27 ,i32. Che poi divora colla lingua sciolta Qualunque cibo per qualunque luna. But. ivi: Per qualunque luna , cioè quando è quaresima , c quando no , e d’ ogni tempo, secondo l’ appetito dclla gola. 5 — Col ^.Abbaiare: Abbacare alla lnaa.P.§.i2, e P'.Abhajarc^./ 3 .(A) 6 — Col v. Andare ; Andare al lume della luna — Camminare col- V ajuto della luna. Mot. Franz. Rim. buri. 2. i fS. Quasi tutta npttc Si va al lume o di luna o lanternone. (A) (N) 7 — Col V. Avere : Aver la luna a rovescio .• Dicesi di persona bisbetica , stravagante e fantastica. V. qui appresso. (A) 2 — * Ed Avere le lune =: Patire alterazioni d’umore, di tempo in tempo. Salvia. Annot.F.B.1. 2.5. Lunatici . . . presi dalla luna, d’onde aver le lune, cioè, le paturne, c d’un bisbetico si dice aver la luna a rovescio. (Pr) 8 — Col u.Essere-. Esser pazzo a punti di luna, dicesi dell’Esser pazzo a tempo , non del continuo , Aver i lucidi intervalli. (A) C) — Col v. Fare: Far la luna: dicesi del Rinnovarsi della luna. P, Fare la luna. (A) 2 — E fìg. Dicesi di alcuno che sia in gran collera , in bizzarria. P. Fare la luna, §. 2. (V) 3 — Sul far della luna , posto avverò, talora vale In mal punto. Cecch. Dot. 2. fio so che 1 ’ ho colto sul far della luna bene. (V) io — Col v. Montare : Montar la luna = Montar la collera. Lasc. Ceti. 1. nov. 6. Ma vedi , tu mi facesti montare la luriadimanierq, che io Farei manicato senza sale. (V) ti — * Col v. Saettare: Saettar la luna ,Jig.—Darsi ad opera sciocca, e frustranea. Tasson. Pcns. div. lib. 10. cap. 26. Il dar fede ai libri di Raimondo Lullo , d’Arnaldo di Villanova , ec. e degli altri moderni die hanno scritto d’Alchimia, è un saettar la luna. (P) 12 — Proveib. La luna non cura 1 ’abhajar de’ cani o sìmdv=.Le cose grandi e di valore non curan delle piccole e vili. tP. Cane, §■ .f i ] Lat. culicem non curat clephantus indicus. Gr. xx-rwvos ÌKzQxs libi: ovx àheyifri , Filostr. Peri. Flos , 106. 13 — Che ha da far la luna co’granchi? Si dice del Far paragone tra due. cose sproporzionale-, [ed è detto come risposta aUajalsa opinione del volgo , die i granelli s/eno magri a luna calante, e pieni e succosi a luna crescente. 1 ) onde s' è fatto proverbio. P. Granchio ,1 ,g.] 14 — Mostrar la luna nel pozzo =: Poter dare ad intendere altrui una cosa per un’ altra , e fargli veduto quel che non è. Patqff. 6. E la luna nel pozzo a’ sottrattosi. Parch. Ercol. 33. I quali, perchè il più di lle volte sono persone rigattate , e uomini di scarriera , mostrano altrui la luna nel pozzo.» Ciriff. Calv. 1. 35. Emostrerògli la Luna nel pozzo. (B) 2 — E Veder la luna nel pozzo , si dice A uno sciocco che crede ogni cosa. Lasc. Parcnt. 5 . 2. Ehi , uomo dabbene, Vedesti mai la luna nel pozzo ? (V) 1 3 — Più su s t a mona Luna =: Tu non t’apponi, Tu noti dai nel segno , Tu non la dii giusta. Lat. non propter pedis cura ljura dis- sidium. Gr. oh hià. Tris tqv rahls ri\i AiWu àtierplxi , Plutare. r‘‘-a. Elos, 208. Lib. son. 11. Più su sta mona Luna , e ci è piombato. Fir. Lue. 5. 6. Ma più su sta mona Luna. Morg. 10. f - 1 } 111 su sta mona Luna : fi atai mio , Guarda se in sogno dicevi com io, 16 — * (Alchim.) Così chiamavasi l’argento dagli alchimisti. (Van) 17 — * (Min.) Latte di luna. P. Latte, §■ 21. (N) 18 — * ( Veter.) Nome volgine dell’ oftidniia ricorrente nel cavallo .( \ aa) 19 —■* (Milit.)jfibr/ii£! ed Ordinanza di battaglia della milizia italiana nel secolo xvii, colla quale si distendevano le ale d un battaglione 0 d un corpo di soldati!verso d nemico a modo di corna , ritirando il mezzo, tu anche chiamato Mezza luna. Monlecucc. Di un battaglione quadrilungo si formano agevolmente tutte le altre figure , cioè le forbice, che nel vex'so opposto dà il cuneo, la luna, clic all incontro dà il convesso.(Gr) 20 — * (Mit.) La Luna fila più grande divinità del Paganesimo dopo il Sole. Esiodo la fa figlia ri Iperiqne e di Tea. Pane degli Orientali la onorarono col nome ri Uixtnia : essa è l Iside degli Egiziì , l Astante de’t'enicii, la Dione degli Assilli,la Mililta de’Persiani, la Alilat degli Arabi-, la Selene de’Greci, la Diana,e talvollala Pmere e la Giunone de’ Romani. Gli Egizii, quand’era nuova, la chiamavano Bubaste ; quando era piena , ikitos. Prendeva pure i nomi di Ecate, l64 LUNA Trivia , Latrala , Celia, Dittina , Fluviale , Gamella , llitia , Opi , Lucifera, ec. ec. (Mit) (Van) LuKA.*(Geog.)^n«iea città dell’Etraria suiia Macra ; otiti’è che il Marmo di Luna o Limi, o Limense, è lo stesso che il moderno di Carrara .— Porto della Luna è lo stesso che il Golfo della Spezia. —Montagne della Luna, riiti monti nel centro dell Africa , detti anche E 1 Ka- mar. — Riviera della Columbia. (G) Lunacione , Lu-na-gió-ne. Sf. V. A. E- e di’Lunazione. Fior. Virt. cap. 17. Si è materia a tempo, che viene a certe lunagioni. (V edizione di Roma ha : Si è pazzia a tempo , che viene a certe lunazioni ; e questi si chiamano lunatici.) (V) (B) Lunamento, Lu-na-mén-to. [Sm. E. A. E. e di'] Lunazione. Lat. lu- natio. Guitt. lett. fi. Che gioverallo aver saputo i frequenti luna- menti della luna , e la pigrezza di Saturno ? Lunardo , * Lu-nàr-do. J\. pr. m. Lo stesso che Leonardo.^. (N) Li: xaììe. ( A't iv l.u-i'a-rc..S';/;.[ V.A.] Tempo del corso della luna.Lat.cursus lunaris. Gr. tnXrivaìos Spópos. Dant. Purg. 22. 36 . E questa dismisura Migliaja di lunari hanno punita. Rat. ivi : Lunare si chiama una innovazion di luna , che si fa in venzette dì e ore nove , cioè che la Luna compie di girare tutto 1 Zodiaco. Cr.2.22, 12. Intuito il nuovo lunare infino alla luna piena non è da far piantamento. G. V. 11. 2. f. E nel cominciamcnto , e gran parte di quello lunare ec., furono grandi piove in Firenze. Lunare. (Astr.) Add. com. Della limai [ed anche Mcnsuale , Che si rinnova nel corso periodico di ogni luna.] LalAmmiis. Gr. trArtmlos. Com.Par. 2. Ma non tale, che trapassi il corpo lunare. Gal.Macch. Sol. 20. Finendo una intera conversione in un mese lunare in circa. 2 *—‘Fedisse lunare: chiamasi cosi Quell’oscurità della luna cagionata dal trovarsi la Tetra tra la lima e’I sole, in maniera che l'ombra di essa impedisca che la luna riceva la luce del sole. V. Eclissi. (Van) 2 — (Ar. Mes.) Segni lunari, di consi dagli stampatori quelli, che servono per rappresentare ne’ lunarii i diversi termini della Luna. (A) 3 — (Min.) Lunare ed miche Selenitica, dicesi dei naturalisti La materia specolare o gessosa. (A) 3 — Pietra lunare: Dicesi un feldspato , il cui colore si cangia in lattiginoso per la varia riflessione della luce. Gah. Fis. (A) Lckama.. (Bot.) Lu-nà-ri-a. [ Sf. Genere di piante della tetradinamia silicidosa di Linneo , e della famiglia delle cracifere, che hanno come caratteri distintivi : il calice a quattro fogliette ovali, oblunghe, ottuse , cadm he , due delle quali opposte , gibbose nella loro base -, la. siliquetta ellittica , pedicellata , piana , terminata dallo stile che persiste e co’ semi alati nel margine ed attaccati (d sepimento con lungo funicello. Le due specie contenute in questo genere , cioè la Lunaria annua, e la Lunaria vivace, differiscono tra loro per ragione dello fogl.e sessdi , e delle siliquelte ellittiche rotondate negli apici velia prima , mentre la seconda possiede foglie picciolate e siliquette lanciolate appuntate. Tutte le loro parti sono amarissime ; gli antichi attribuivano a’ semi di essé delle proprietà vulnerarie, diuretiche., antiepilettiche , aniidrofobiche e simili-, ma oggidì le lunarie sono considerate soltanto quali piante di ornamento, e in alcune contrade si mangiano le radici della lunaria annua in insalata alla guisa di quelle del raponzolo .] Lai. lunaria. Gr. tn\ritÌTis. (Da luna, perchè il seme di questa pianta ha la figura di una luna piena. ) Lib. cur. maiali. Ai è buona la decozione della lunaria colta a luna piena. 2 — maggiore, odorata . * Lo stesso che Lunaria annua. (N) 3 — minore. * Specie di pianta crittogama del genere Botrycliium , famiglia delle oficglossee, che porta lo scapo con una foglia pennata con foglioline a ventaglio e sostiene in cima una spica composta.. Lat. botrychium limarla. (N) Lina ino , Lu-nà-ri-o. [A’m.J Quella breve scrittura , nella quale si notano le variazioni della luna. {V. Almanacco.) Lat. tabula lunarcs cursus describcns. Gr. ri pniAci. Ruoti. Fier. 2. 4 \ 4 - Quest’ è un scacchier stampato in foglio Con questi versi, nuova bizzarria Di quel che fa i limarli. Red. leu.2.181 .La ringrazio del libretto del lunario. 2 — * Far de’ lunarii, vale lo stesso che Fare almanacchi. V. Almanacco. (Van) Lunarista , Lu-na-rì-sta. [Add. e sm.] Che fa i lunarii; [e si dice talvolta per ischerno e talvolta per ischerzo di chi intenda ai presagi delle cose a venire , nel triodo che usano i facitori de’ lunarii ; ed in generale anche à' ogni progettista , che almanacca intorno cose future assai dubbie ed incerte. [Dicesi anche Almanacchista.] Buon. Fier. 2.-4■ 4 • E’dice pure il ver questo poeta Lunarista. Lunata. (Idraul.) Lu-nà-ta. [ Sf.Propriamenle ] Piegatura a maniera di luna.[Onde cosi in particolare dicesi dagl’ idraulici quella Corrosione prodotta nelle sponde de’fiumi o Icrrenti dalla corrente deli acqua per lo più in linea curva. Alcuni dicono Rosa.] Viv. Disc.Arn. 26. Donde ne seguon le corrosioni e lunate.A 6f. Nel proposito di queste corrosioni e lunate da Firenze a Sigila, che hanno tutte l’origine dalla più alta , non penso ec. 2 — A lunata, posto avverò.—A forma di luna- V- A lunata. (A) LcNATico,Lu-nà-ti-co. [Add. e sm.Pl. Lunatici e Lunaticbi.] Colui, il cui cervello di tempo in tempo patisce alterazione, [a simighanzaza delle innovazioni della luna.] Lat. lunaticus. Gr. Maestruzz.1. 18. Che saràde’furiosi,lunatici, e che hanno il mai maestro? Annota Vang. Erano compresi da Dio di diverse infennitadi e tormenti, e coloro che erano indemoniati e lunaticbi, ec. Frane. Sacch. rim.47. Con carri carchi di gente lunatica. E nov.84. Jdaladetto sia chi mai maritò noma femmina ad alcun dipintore, che siete tutti fantastichi e lu- nalichi. Berti. Ori. 2. 12. fiq. Vedendosi egli a quel modo legare Per lunatico e pazzo pienamente La colina comincia a raffrenare. 3 — Intendente del corso dilla luna c delle sue influenze. Lat. lunae cursus peritila.. Alleg. Metani. Costui fu il maggiore c il migliore hi- ‘ indico clic mai fosse. 3 — Proverò. Più lunatico de’ granchi [0 che i granchi. Modo tratto LUNETTA dall opinione , che i granchi sian grassi 0 magri , secondo il scere 0 il calar della luna , e Dicesi di Uomo fantastico e fastidi 0 ’ so. U. Granchio, §. 1, 7.] Cecch.Donz. 1. 2. Anzi pur più lunatici che i granchi. Lunato , I-u- moto. // ili!.m. Di forma curva, simile alla luna nel P rl T cipio del suo ritorno. Lat. lunatns. Gr. citavoub- 4 .Cr.q.6 4 -1 si comperano i buoi . a si dee guardare a questi segnali , cioè che V' abbiano ec. la fronte lata e crespa, e i labbri e gli occhi nericanti? e le corna forti e lunate. » Bocc. Teseid. 6. 67. Altri avean ’ di tori lunati. (N) 2 —* J’alvollajier significare precisamente Che porta figura di hm a ’ come le insegne turchesche. Chiabr. Canz. ( Già tu per certo ) Ty 1 ' tun , secondo a nostre genti armate, Erse sì gran trofeo d’ armi l 11 ' nate. (P) ... 3 — * (Bot.) Aggiunto di quelle parti di una pianta che li!in di mezza luna, cioè concave da un lato e convesse dall’ altro , cori’- le foglie , le stipole ec. —, Limolato , sin. Lat. semi-lunatus. (N) Luna vara.* (Geog.) Lu-na-và-ra. Città dell’ Ridestati. (G) Lunazione. (Astr.) Lu-na zió-nc. [ Sf. Mese lunare , cioè , Tempo & corso della luna dal principio dei Novilunio fino al termine dellUt timo quanto ; ossia Periodo o Spazio di tempo fra due nuove consecutive-, è anche appellata Mese sinodico, ed è diverso dal M e y periodico lunare. Detta miche anticam. Lunare.—, Lunagione, L l,D ^ mento , sin.] Lat. lunatio. Gr. o-sAviiìos Spo'fzos. IÀb. cur . malata ‘ d’uopo che il medico tenga contezza di tutte le lunazioni dell’ a' 11 ! 0 ' E altrove : La poenia vuol esser colta nel punto della prima luntff’ ne di Marzo. Gal. Sist. 80. Uno che avesse avuto pazienza di 1’ osservazioni di ima o due lunazioni , cc. . Lund. * (Geog.) Lat. Londa Ghothorum. Città della Svezia. —A 11 ^ città deli Etraria . V. Luna. (G) (N) . j Lundo. * (Zool.) Sm. Specie d’uccello di preda, acquatico, nemico » coivo, (Van) et Lutrnu. (Coregr.) Am. Danza portoghese , colla melodia in tempo */" o 2 , con due riprese di otto battute per ciascheduna, e con un & vimento modemtamente lento. — , Landù , sin. (L) Iiuneburgo.* (Geog.) Lu-ue-bùr-go, Lincburgo. Lat. Luneburga, Ih 11 ^ burgum. Principato e città deL regno d' Annover. — Città e com dell’America settentrionale nella Nuova Scozia, fi) Lunedì , Lu-ne-dì. (Sm. comp. indeci .] Nome del secondo giorno d e - settimana, [che dagli ecclesiastici è detto Feria seconda .—, Lu* 11 d Limi,.«'«•] Lat.dics lunae. (Dal lat. lunae dies giorno della luna: che nel sistema delle ore planetarie la luna presiede alla prima 0 ^ del primo giorno.) G . V. 7. 3 i. 2. Avvenne che ’1 lunedì j ! \.„ lina , il di di S. Barnaba di Giugno, sentendo i Senesi ec. , «!• varoa da campo della detta Badia.. Gran. Mordi. 332 . A dì 5 0 ^ bre i4o5 , in lunedì, traile undici e le dodici ore nacque a vaimi una fanciulla femmina. Red. lett. 1. 3 i 6 . I11 esecuzione de ^ mandamenti suoi, jermattina lunedi consegnai al sig. Tiberio L° la rosetta con cpiindici diamanti. ^ 2 — * (Tcou.) Vieti rappresentato sotto la figura di Diana che p 01 sul capo una mezza luna. (Mit) . \p\] 2 > Lunedilla. * (Geog.) Lu-ne-dìl-la. Lat. Lunae Dilla , Lunaris '* Città di Francia nel dipartimento della Meurthe. (G) Lux et. * (Geog.) Lat. Lunclium. Città e fiume di Francia nello 11 guadoca. — della Senegambia. (G) A Lunetta, Lu-nét-ta. [A/ì] dim. di Luna. [Piccola lima, e P e f l / e lk> dicesi di ornamenti od Atro fatto a mezzo cerchio a similitudi> ie " luna falcata. ] Lat. lunula. Gr. ttArivtSiott. Alimi, son. 3 . Gc . Lt t e tV r spada , una coppa, un bastone , E poi le dà nella quarta l llI) (Qui figuratamj _ 2 — (Archi.) Spazio a mezzo cerchio, (o (A altra porzionef a -c segmento di cerchio che rimane nella muraglia tra l'uno e T fZ»‘ 0 ciucio delle Volle, affine di farvi finesti-e ovvero di diminuire A della volta medesima.] Car. lett. 2. 180. Le pareti poi son p l ' r "fd tro , e da un peduccio all’ altro fanno quattro lunette. E C W esser la volta molto schiacciata , le lunette riescono tanto ba s *P’;,iS* non spno capaci se non di piccole figure. Rorgh. Rip. 469■ a fresco nella volta d’ una camera , che ha tre lunette per fi*9 c 3 — (Ar. Mes.) Lunetta o Mezza lunetta : Parte deU’ ostensorf^ilA delta dalla sua forma a foggia di luna crescente , in etti s 1 l' Ostia consacrata. (A) ( 1 — T. degli oriuolai. Cerchio superiore delle casse all tì l a che reggono il vetro degli orinoli da tasca. (A) . • M 3 — T. de' bottai. Dicvnsi Lunette Le due assicelle min0 . ol iO mettono in mezzo la mezzana e le contramezzane , e cornp iso fondo de’ tini e delle botti. (A) , n MttÌ <> ‘ 4 T. de’ calzolai. Pezzetti di pelle che reggono u v> " J , dove si unisce al quartière. (A) _ fi » s 5 — T. de torniai. Lunette dicono i fori quadri de’ z° c tornio. (A) . 6 — T. de' ricamatoti. Lunette , Mezze lune e Stcllett 1 ® certe pajuole da ricamo, che prendono il nome dalla toro fio. ti 1 —* Arnese di legno di superficie piana, incavato a del bacile del barbieri , che s’ adatta cd collo di chi sta ult U fi per impedire che i vapori dell' acqua non vadano- alla d 4 — * (Milit.) Piccola mezzaluna, che si costruisce P er iliaOfi, là dello spalto in linea retta delia capitale d una mezza j al . e , angolo rientrante della strada coperta. E Regolare 0 P rlC ° mi'A, 'L di soia terr“ ’ aU' 1 condo la forma del terreno D’ Aiiknii, Occorre talora di dover Idre le lunette m“ che 5 LUNGA caso della fortificazione irregolare di montagna , ed è quando si opere avanzate dellà~n”* Jl1e ava »zate , le quali non possono essere difese dal corpo * < A aZ p ZS ’ al,:csa D grande altezza di questo, (Gr) o rf ' .' e 0 Lunette o Lunule: Specie di mezze lune d’oro, u UVOl'ln il,7J i ■ . . \ . - -----, et argento, P r, rtnv 0,10 ’ la L°ila guernite di perle o pietre preziose chei pntrizii L’Olio r° P r' distinzione fra la noce ed il collo del piede , asservitili di!’ 0 fibbia, per serrare la scarpa, il quale uso era prima tra s __ e » > e .fu introdotto da Ninna. (Mit) f.i'r,;, ~~Cf fdntico ornamento che le donne portavano al collo. (0) ‘ J-Lunghezza; onde Ilare una lunga [o piuttosto le lunghe ola 7- intrattenete alcuno senza spedirlo, o non venire ad alcuna e*. ll,H ga= 'fiern < ^ W0, r ’ t Traccheggiare, Procrastinare, V. Ilare la lunga,] Lai. ci deh]), C ,e ducere. Or. àmGo\às rronàirAa/. Ar. Supp. 1. 2. E’noi» a _ ’ gcan dubbio, dandojni II padre queste lunghe. I ^ ozzai ' 1° Linglie — J\lozzar gl’ indugi., Ar. Fur. zjSjog. '"''zzc^p *°k e :d Tartaro famoso Vennero , c fur tutte le lunghe LUNGHEZZA jG5 ser morto, lungamente pianse. Dant. Par. ig. Lnu-ga-ni-mi-là. [,9/i] V. L. [e A. V. e di'] Longanimità, Vii. SS. Pad. 2. g2. La sobrietà e la lunganimità e la misericordia vincono e tolgono la perturbazione dell'ira. Lusgabimo, Lim-gà-ui-mo. Add. m. V. L. [e A. V. e di' Longanimo.] Fat. longanimis. Or. tsxxfió&vpos. Amet. 5<). Di pnsillaniino, magnanimo il feci, e nelle imprese longanime). E 6o. Lunganimo, e di moli sempre ugnale. Ldnoaiìe , * Lun-gà-re. Att. V■ A. nel sign. del suo primitivo Allungare. Detto tatche Lungiare. (A) Tarda re , Ditferire , Mettere molto tempo in mezzo , Mandare in tocchi SI '? no d,lla campana a dilungo, fa differenza del Suono a rin- u.. tuia diresi A cenno Onde Sentir sonare la lungo , ] Jig. — g. Perchè sentono ornai sonar la lunga. lungo. Lapo Salter. Rim,Ant. E per hmgat'lq, don non è gradito.(A) 3 — IV,pass, e talora colle particelle sottintese. Dilungarsi, [Allontanarsi.! Lat. recedere. Or. Ma.yùifiuv. Fr. Jac. T. 2. 5. zfg. Glie da ogni ve- . ,&’an f ame Mtdm. A (Ar. M U ritate Tu ti se’ lungalo molto. Da’ nemici son lungate. Lunga uso , * Lnn-gài-no. Sin. coinp. in Firenze e in Pisa. (A) . - ... 0 - —_ BB —, -_ _ Lordato , * Ltm gà-to. Adii. m.. di. Lungaro. V. (N) 'dii f 0rie S§' a da legare i buoi, ed enea stringere, ludi lo' spagli, lonja, Lvsr.e. Jlvv. I.o stesso che Lungi. V. I.at. longe , procul. Or. puxpxv, *- ' lanr - ,n " — :l - J---1- ' • zrop’pv. Petr. canz. zfg. 11- Il di s’appressa, e uoji puote es,»er iunge. Fir. As. 18. Fuggiamoci quinci più Iunge che noi possiamo. degn ’ ^ |,s .O Quella striscinola di cuoio, collii quale annodala a’ geli .S l i strozzimi gli tengati legati. Lat. lorum. Gr. ìpcli. fonti ’ sille gli ant. monumenti, longa in senso di correggia , dal cclt. . , corre»»;- a- i.: ì .. • -.1 _. ■_ r.. i■ i u ’ . .. E 6. %3. 3l. Le potenze son salvate, . V. deli' uso. Via lungo V Arno Gr. n ijjr ' longe die vaie il medesimo , e donde è il nostro lunga. ■ lane o lanciò catena.) Mi!. M. Poi. E ciascheduno hae luu- j Cai e stormcnto da chiamare gli uccelli. fonii /, ) Nome particolare di una fune , la quale unisce Lavati- 3.2. L’ , fono a i . . ... Un Vo , 1 Pezzo di campagna nelle operazioni di battaglia. Vaniglie ‘v. 0 0 a>l . t , e non disgiunge mai là Lunga del pezzo, onda potere, dopo a P lli - tiri , cambiar di sito senza ritardo. V artiglieria leggiera iv h n . cambiar luogo , fa prima imbracar la /.unga la quale é av- s( „ff aì 'no allo 'scagno dell’ avantreno , alla coda del pezzo. Que- ro foiid "fofo’cca la Lunga quando il pezzo è posto in batteria 4 ( J -- Jlfuzìone si chiama Imbracatura. (Gr) >w ' Us -) Nome di tuia delle note della m ì ''atti. ’ J au " ic tu unu ueue noie ue.ua musica , la quale ordina- fon il valore di quattro battute. Gian. Diz. Mas. (li) di °F e che accompagnala coll’ art. o con qualche prep. ha forza s 0 \ m sign. di Lungamente , e qualche volta di Lontano, (Van) :r 0 /, e A lunga, posto nweri. ' ' - Ve ro('f’ A lunga , posto avveri. z=zLontano , Lungi, Discosto, ov- * QSamente.E usasianche inJ'orzadiprep.V.A lunga, §§.1,2 e 3.(A) ' A , ln S a via= Col tratto di lungo viaggio. V. A lunga,§.,/.(N) ^bin ,, gl “ u lunga — Molto, A gran pezza. V. A gran lunga. Segner. 2 — - "Oi-os 0 o. 3. Farà che il giudizio si usi a gran lunga piu ri- 1 „ lini»- 'i/l m B a — Di lontano , Lontano, ovvero Lungamente.V. Alla 6 " Uar- 1 ( N ) ■ Lui, l.,* lI . n S a > Dalla lunga =Da lnntano.{V. Da lunga, e Dalla lunga.] Milieu - U8 ‘ Gr.TróffKi$sii.Cron.Morell.3zf6. Allora fattosi la fantasia •*cnta,Tn° IUo m °l |0 dalla lunga ec., cosi alla inente cominciò a rappresi?. *■ Fr.Jac. T.4. 26. 7. Tassi da lunga A balestrare.» Nov.ant. Li t , 1,ns ( ro alla casa sua , la quale era di non gran vista. Trovano 1 J)j j® coglioa erbette. Avvisaionlo dalla lunga. (Min) P ‘iuiJ} !il \ lunga = A gran pez: 'Le,, °- V. Di gran lunga. Do a ■ s^i'r -, — - S ran lunga .' Bocc. g. S.~n. 7. Di gran lunga è da >io v L} 1 ' /usto il poco e saporito, che il molto cd insipido. E g. lì ' a di'» Ltdi si trovò noi, solamente avere racquistato il suo ec. Usato anche come avv. di moto da luogo. Petr. p. mio , gli risposi, non sosteue Tanto conoscitor , che poca fiamma , gran luce non vene. (Gin) — * Trovasi anche A Iunge , Da Iunge, Di Iunge, e vale lo stesso. V a’ lor luoghi. (N) — * ¥ N°. u lunga per Non lungi. Cas. son. 10. QuanJ’ io, donna , da voi vissi non Iunge. (Gin) 5 — * Riuscir Iunge = Non ottenere effetto. Ar.Fur. 25. 33. Gli era l’avviso riuscito Iunge Di trovarla al castel di Fiordispina. (Cin) Lonc.e. Prep. vale Lontano, e si usa col sesto caso. Lat. longe, procul. Gr. pxxpàv, iro'ppw. Fiamm. 3. 3ff Alcuna volta ec., ragunate le mie fanti con meco nella mia camera , e racccntava e faceva raccontare storie diverse; le quali quanto più erano Iunge dal vero ec. , cotanto pareva che avessero maggior forza a cacciare i sospiri. Petr. son. tòt. Tanto dalla- salute mia son lungo. E son. 260. Ma suoi santi vestìgi ec. Veggio lungo da’laghi Averni e .Stigi. ‘ E col ’ò. caso. ' tìemb. Son. gì. E poi che non puote uom senza lo spirto Tenersi in vita, ognor ch’io le son Iunge, Morte 1’ assale. (Cili) 3 —' Dicesi anche Da lungo, Dalla Iunge, Di bmge./ 7 '. Da Umge,fj.2.(N) Lune buio , * Lun-gè-ri-o. N. pr. m. Lat. Lungcrius. (B) Lungiieuia , Lnn-ghe-rì-a. iSf. Ciò eh’ è più lungo dell’ ordinario , e parlandosi di discorso o simile , Prolissità , che meglio dicesi Lun- gtiiera.] Lat. prolixitas. Or. to prixos. Tac. Dav. Peni. cluq. 41 2. Pativa questo ignorante popolo e rozzo quelle lungherìe, e pareva vaiolile chi durava tutto mi dì a dire. (jQui il testo latino ha : imperitissima orationum spalla.) Cecili. Servig. 1. 1. Girandole, Lunglie- „ , . rie, rompicolli, a dirvi il vero, [Questo tener li suoi danari in mano, ec.J Con gran vantaggio, ed anche Lunghesso ,, Lun-ghés-so. [ Prep. che regge ilquarto casodliasente e Ac- . tr 6 an lunga quello aver, raddoppiato (V) S’egr.Eior.Art. Ouerr. 8‘i aiit|M Ss . ei ' gH ordini militari al tutto corrotti e di gran lungi» da- ) * l modi separati. (N) Lfool, ‘ a ncke a foggia di superi. Di grandissima lunga./ 7 '. Varch. 8 1,15 boi r^ 1 : fFldiz. GulttJ Se il sonetto corrisponde alTepigram- P b, 1 'meiaiuo di grandissima lunga. (P) S “"ga , e nga ) co’v. *->•— . 1 - J ^ ■' ’ e And; zProcrastrinare, iV.ln Andare, Mandal e o simili v a’ C l ' lun * uaie “ È alenar ~T Lungamente,Con lunghezza;lsi unisce per lo più col p ’ e dicasi non solo Menar per lunga, ma Menar per la lunga. ««Usi a P‘l Lat, hingum , longius. Gr. pxxpov. Foce. nov. 15. if> “'-1111 n »v.l -...11 - 1 ‘- .75 .-IL -.1 — 1 - 5 x 5 1 1 '134 xuuguiu J I m Ail/UG. tCKJY, J4) • J* ,v,„,F na ) e splendidamente di più vivande serviti, astutamente * c ;*•» Per lunga infmo alla notte. Le, S° deìt^' 1 l s °l a Lunga. Isola dell’Arcipelago greco.. * (;< ùo T a Sonda. CG) ■ I: ’-r! m -gào-cio.>i/n ■ dell Arci- ■ Kix ti j 2 '-’’'È /;^l ,la :8 a c-cio.^Ii/i/./?2. accr. ed avvilii. lALungo. Beli-in. Bìicch. ^ 'gl* a quel modo animalacci, Miglia e miglia hmgacci.(A)[B) t,,'l e 8à-gno-la. [A’/l] Sorta di rete lunga e bassa, che si 3.' ' ^ in S y nuna d terrestri. Lat. indago. Gr. znprrroivrriJ-ói. ( Dal rion' 1 ^ ’ ed an S e l anl ° i arpione. ) Matl. Franz, rini. buri. c le e st Sl . Può senza spago fare archetti, Ragne, giacchi , lun- 5 le liinp C1 " 1 '/'"'' -ds. 220. Messo per lutto le call.ijuole a’valichi, 1 -J- l’elide re 1*1 e ’ e P ost * ' cacciatori alle poste, sciolsero i bracchi. Lon, ^’lcstatn ;'.' n S a » n °le=L<.Were lacciuoli .] Tac. Dav. Ann.i3. Lee 1 / {Qui .7 , ’ a ’ ricc l*i scn za erede tendere le lungagnole per tutto s Ln„, • Sti av , lo ! ( f ha • indagine capi. Or. v, e ieToi X lWSoi,.) ' . rl?°la . V a salln = se io Ncm davo al mio figlino! questa V -L f - ’ T « &U1AU : SC* 1( ‘•^.Ld a ’ r* stiava andava via. Silìci > Lun!Disoorso lungo e nojoso. [ V. Bassa .] lori \ f a S- tiri T. i Lungheria, Prolissità di ragionamento, Lun- '"«aÌ sarò un J ' 1 ' a ‘ : 'sciaudo ogni lungaja, 11- tntto brevemente nar- tea,/ 1 * 51 Te, J jlm can , c l‘ e meni il c an per 1’ aja. (Al 1r »Av°‘'~') Lon,,;^ 1 / 11 ”; 11 tl / -dvv.C.on lunghezza , Per molto spazio di * r 9, -^fAcii. . entl: > Longamente, Lougiamcnte, sin. Lai. dio. Gì 1 , sù ci,„ ll "!-’ :| ni,. 11 fe C '. n .? V '^^' P 6 ' La Maddalena, la quale bella giovane a H10 con,»») ta va 8 1,c ggiatadal Duca ec., gli significò sè essere 7^ nt * a »»«4o. £ ^ UdeiMlo l«'i cogli altri t*«- costo. {È lo stesso che Lungo ,] e la voce Esso c aggiunta per ripie~ no $ di che vedi Dep. Decani. 87. Lai. prope , juxla, propter , se- Cniulum. Gr, ìyyvs , m'pos , voc-pól, x.ccrx. Jlocc.nov. 10. Avvenne che, tornando egli da uccellare, e passando lunghesso la camera ec., entrò dentro. Dant. Purg. 2. 10. Noi eravain lunghesso il mare ancora. Albert, cap. 22. Il fanciullo, lunghesso la vìa sua, eziandio (piando sarà invecchiato, non si partirà da essa. 2 — & Lunghesso me, per Allato a me.] Dani. Purg.19.2y. Quando una donna apparve santa c presta Lunghesso me, per tar colei contusa* Ltingiietta-hente , Lmi-ghet-ta-inén-te.^iuo. In- modo lunghcLlo.òu(juesto> gusto abbiamo Aniorosettamente , Poveretlamente , r I imidettamente , ÌDottorellamcnte , e simili. Priscian. Ling. lat. lib. /}. Berg. (Min): Lunghetto, Lun-ghét-to. Add. m, dim. di Limg). Lat. longnltis, lon- giusculns. Bocc. nov. 5i. 3. Essendo forse la \ia lunghetta, di là onde si |'iai'tivano. Fir. Dial. bell. dona. 4°4* AI otti han detto che vor- rehhon esser lunghetti (gli occhij. Sagg. nat.csp.iy3- La figura dtdle- scaglie era lunghetta , e pochissimo larga. Hed. Oss. an. g. I testicoli al solito bianchi e lunghetti. Lunghezza , Lun-ghcVsa. i&f* Qualità di ciò cti è lungo.} Prima spezie di dimensione , ed è una delle tre dimensioni dei corpo solido, iDetto anticamente Longura e Lungura. —, Longhezza, Longità, sin-l Lat. longitudo. Gr. , rò fvriicù?. Cr. 4 7; <»/Eamiosi solchi di lunghezza » la qual vorrai, e le tavole di latitudine di tre piedi, ovver di quattro. E cap. 12. 5. In altri infino ad un* piede di lunghezza di tralci si lascia. Dant. Par. 3o. go. Così mi pai ve Di sua lunghezza divenuta tonda. . 2 — [Applicata a cose materiali cale} Dilazione o Continuazione eccedente. Lat. prolixitas. Gr. ro t urixos. Bocc. noe.2 .1. VeiiuLi la fané della lunga novella d’Emilia , non perciò dispiaciuta ad alcuno per la sua lunghezza. E noe . 77. 18. Maiaihceva la qualità di 1 tempo , la malvagità della donna , e la lunghezza della notte. E Leti. Piti . Boss. 270. dii non sa che la lunghezza e la cortezza del tempo allunga e raccorcia la noja? Cas. Leti. ^4\ ^ ia —'* Far lungi, Farsi lungi, Farsi da lungi. V. a’ior luoghi. (N) 7 —* Stare di'*]ungi'— Trattenersi in luogo alquanto lontano. V. Stare di lungi. (A) Lungi. Prep. che vale Discosto, Lontano , e si usa [ colle particelle A ck Da, ovvero Al o Dal esimili , cioè] col terzo e col sesto caso. Lat. longe, procul. Gr. gocvpdv, r xcpfi.Tes, Br. 3 . 6 . Lo tuo celliere dee esser contro a Settentrione, freddo e scuro e lungi da bagno c da stalla e da forno, Dant.Par. 12. 49 ‘ Non molto lungi al percuoter dell’ onde.Cr. ò. 2. 10. Dell* amare (mandorle J si fanno dolci , se , cavato intorno al pedale, si farà una caverna lungi dalla radice tre dita, per la quale il noccvole umor risudi. Lunciamente , Lun-gia-mén-te. Avv. V. A. V. e di’ Lungamente. Bim. ant. Dani. Majan. 7 6. Rimembrivi oramai del greve ardore, Che inngiamente per \oi , bella, amare, M’ ha sì conquiso. » Ritti, Ant ♦ G. Guìd . Lo gravoso affanno , C’ ho lungiamente per amor patuto. (V) Lungiare , Lmi-già-re. Alt. e n. V". A. Lo stesso che Longiarc. V '. e che » v ' 2o. Qii*> ^ rossezza, e sp a ° Vit. Plut . E lilialmente cavarono il ferro destramente d’ ampio tre dita , e di lungo quattro. Sagg. nat esp. secondo braccetto è segato per lo lungo delia sua calo a modo di taglia. . Lungo. Add. m, [PI. Lunghi e ant. Lungi; cori nel fi Lunghe e & l ' Lunge.] Che ha lunghezza; [Disteso, Esteso ; ] contrario di Co^ [ed anche di Breve e di Largo.—,Lungio, Longo , sin.] Lat. l° rì o?" r Gr. fA.av.p 0 s. Cr. 10. 17. 1 . lì modo è, che appresso ad alcun p a *F de facci una fossa di venti o di venticinque braccia lunga , c q 11 ^ dieci o dodici braccia larga. Bocc. nov . i 5 . i 5 . Essendo stati i r y gionamenti hinglu , e 1 caldo grande , ella fece venir greco e fetti. E g. 3 . p. 5. Quante e quali c come ordinate poste fossero . • (Cfo e . ì unga ena gliai'Ciat-O» JJt nw.OU» U• JU. iìia v v-ui naau juuuu mutjO, e I’ ha corto. E g. 6 , f io. Ed era questo laghelto non piò profoniF' che sia una statura u uomo iniino al petto lunga. Dani.Par. I *' ^J Dietro alle quali,per la lunga foga, Lo sol talvolta ad ogni uoW .j nasconde. E 14■ J7- Quanto fia lunga la festa Di Paradiso, ta 1110 nostro amore Si raggerà. 1 — * Ciò che possiede maggiore estensione da una estremità die da un lato all’ altro ; e in questo significato si adopera li in opposizione a quello eli Largo , nè esprime in - "" c >-W.~ — / —...... t... i,.„.^- /V, • $ tinuo è , ma a chi lungia c asconde d’esso. ( Cioè , si dilunga.) (V) Li. sgicoi.ì.o, * (Zool.) Lun-gi-còl lo. Sm. Cenere d’ insetti dell’ ordina de' neiuvttei'i , le cui mascelle sono addentellale con quattro zanne situale alla sommità del labbro, le ali a tetto , la lesta allungatii e ritirata in dietro , il corsaletto lungo e quasi, cilìndrico. Hanno tre occhietti , le all pendenti , le antenne filiformi ; alla coda della jem. mina sta una .setola cucca. Il buco rassomiglia ali'insetto compiuto , se non che quello è seuz’ ali , amendue si pascono d altri insetti, Lat. raphidia. (Vali) (N) Lckgifekf.iìte , * Liin-gi-le-1'èn-tc. Add.esost.com, comp.Lo stesso che Lnngifcritore. V, Salvin.Odiss. Ciò fosse, ore lungilcraitc Apollo.(A) LcscirERiTor.E , Lun-gi-le-ri-tó-rc. Add. e sm. comp. Che ferisce da luvgi. —, Lungifennte, sin. Salviti. Inn.Qm, Driiadi donzelle servitrici Del lungiferitor, che poiché in pria Ad Apollinc l’inno avran cantato cc. (A) Lukgifremeste , * Lun-gi fre-mèn-te. Add.e sost. com, comp.Che freme . da lungi, orribilmente. Lai, valde fugirns. Salviti. Imi. Orf, "(A) IitriicmccEtiTE,* Lun-gi-ln-cèn-te, Add. c sm. comp. Che spande molto un'idea relativa, /.ut. Ione ics. ( \ an) 3 — Lontano. Lat. loriginquus. Gr. à-Vilnpos. Fior. S. Frane. v Due frati forestieri , li quali pareano che venissero di lungi p 11 )!'-,, Vit. SS. Pad. i. g 3 . Venivano a lui di lunge parti. Vit. S. y Gualb. 2gS. Molti chcrici cc. eziandio da lunghe parli incornò'^; rono a venire al servo di Dio. Vit. S. M. AÌadd. /oo.Moltiiufo '• j ci sono abbondati , e da lungi parti venuti (quasi da parti'di fo 11 ^ Fir. Asin. i-ji. Ma quanto fu lungo il successo della speranza! GVj, Lett.i 3 . 37. Vengono sommi buoni, lunghi da ogni male. Story 17. Non mi conoscete voi , come io sono inercadante di molto “ paese ec. (V) v usitatissime per esprimere Lunghissimo. (A) t"' 11 — Dicesi Lungo andare per Ltuigo tratto di tempo, yh'. f p I' 175. Menzion di morti lor non fa Turpino, E il lungo alida 1 notizie invola. (M) ,r 2 — - Ed in modo avverò. Al lungo andare. V. (N) . nii?.' 1 12—2 Dicesi avveri. Di lunga mano, cioè, Da gran tempo n 1 " Di lunga mano. (A) . r e f . i 3 — * (Anat.) Muscoli lunghi : Quelli collocati negli arti, c sedotto tanta maggior lunghezza, e. muovono viemeglio le osS ^,] ;>f » più sono superficiali. Hanno essi in generale maggior S rossC yfc^ parte media , della Ventre , che nelle loro estremità , pervi . fibre di esse non trovatisi riunite che in quel sito. (Vau) ^ ^ a — * Ossa lunghe : Quelle che appartengono special» 1 d> arti , di cui formano le leve , e nel centro de quaU locate . Forniscono eziandio le parti laterali del petto. e f.j, in esse un corpo , ossìa certa parte media che è la pià s0i fjl(i 4 0 ^ estremità gonfie e più luminose , le quali servono alle a\ V'flit-C 1 ^ j Il loro interno è scavato da un canale che racchiude la ma 1 ' A 3 •— * Luj)go del collo. Add. e sm. Muscolo lungo ’ fjj stretto, che trovasi collocato sulla parte anteriore e laterale delle vertebre,dall’atlante fino alla terza dorsale. La suo strU i’ ltsC ic 0 ^ f complicata ; si pub considerare come formato da ^ uC fì A l , e ^io > ( i' prapposti ; il superiore che si dirige obbliguarnente all e A- e fib^ sce dal tubercolo anteriore dell atlante mediante pavccc ■- \ LUNGO e delle tre prime dorsali , ove le sue aponeurosi terminali s’in- (Van)° /Z0 \ ^ U Q e a ^ e fìbro-cartilagiui , ed alla base dell' apofisi trasverse, m.) Giulcbbo lungo, Brodo lungo o simili, si dicono de'Li- dei lì ne Sia s °verchio d'acqua , e che sieno di minor sostanza htuv >ere l ^ at ‘ ì u ^ a P^ ura ? VC 1 jusculum ctc. dilutum. Lib. cur. ma- hia * ^ am ^ rc 1111 giulcbbo lungo , fatto coll’acqua rosata , alla n iera degli Arabi. ^ fif * Ed anche Lungo lungo, cioè Lunghissimo, Magal.Lelt.fam. Ij Io avevo pensato di fare un decotto lungo lungo di salsapari- ®. ? ec. Red. Lett.4-i4o. fFir.1724.) Due lombrichettì bianchì, lun- lunghi. (N). * H J l> (Bot.) Si dice di una parte qualunque del vegetabile allorché ste nsiotie di essa supera di molto la larghezza , c si considera sem- ste ìlQ ^ a direzione de* vasi, della pianta o di un dato organo delta x ^a Tal voce adoperasi anche relativamente. (N) Fo '• a J®0 Sillaba lunga, è contraria di Breve. rarch.Ercol.21g. in ispondeo, cioè aveva nella fine araendue le sillabe lunghe. y n ’ Rasente , Accosto ; e si usa per lo più col quarto caso. cert^ Uesto s i§' 1 - dicesi anche Lunghesso e si esprima non solo un h>rt° ì’ er M verso della lunghezza , ma ancora Stalo , ed al- iùt Va ^‘ ^PP ress0 < Ticino, e parlando di persona, Allato, Al banco.] ‘■.Juxta , prope. Gr. irpói , ztccfó.. Rocc. nov. 68. 4• Conciofos- i, sa chc la sua camera fosse lungo la vìa. Dant.hif. 15.17. Quando 3 2 a ^ tr ainmo d’ anime una schiera Che veniii lungo 1’ argine. E Par. ]’■/” 0 'E que’che vide tutti i tempi gravi ec.,Siede lungh’esso e lungo a , ,° posa Quel Duca ec. Petr. canz. 4 4-Gosì lungo 1’ amate rive 1 a iu> Petr.Uom. ili. 71. Va, e seppelliscilo lungo me. Stor. Bari. 9- Comandò che egli sedesse lungo sé. M. Aldobr. P. N. Sognerà F Cs so piova, e d’essere lungo fiume. Stor. Bari. 61. Quello aspro , es hmento, che olii portava lungo le carni. Vii. S. Gir. 76. Toccando as cheduno de’ detti corpi col sacco, il quale S. Girolamo teneva lun- ° te carni.(V)Dout. Vit.JSov. lì gli occhi suoi parca che si volgessero p'p fiume , il quale scguia lungo questo cammino , là ove io era, qj ’ ■ P- 3. 2. Lungo costar pensoso Esaco stare Cercando Esperia vi- ji Pallad. 4- 9- Ovvero che tu le tagli lungo terra e ricidi ec. a ^ 9'21. Meglio s’apprendono se luiigo terra si faccia lo ’nnesto.(Pr) line t ' n rd S‘ nn di tempo per Vicino , Presso. Fr. Giord.zgg. In q c j,,° giorno (Giovedì santoj fu ordinato il misterio del Sacramento 5 __ filare , che fue lungo la Passione. (V) Ev ‘dora col terzo caso. Bocc g. 7. f. 4- E lungo al pelaghettoa ] u ia postisi , quivi ec. cenarono. Dimmi. 3. 14- Sempre parlando, 1, S» alla marina Andammo per le parti di Peloro, Insin clic fummo '"Wè Messiua._ L * E riferito a persona. Tav. Bit. Allora Lancilotlo s’accosta $ a Tristano , dicendo ec. (N) ed a u dora col secondo. Dant.Purg.18.g2SL quale Ismeno già vide 3 ._"tapo Lungo di sè di notte furia e calca. diel co * se S no del caso innanzi use .] Bocc. nov. 28.19. Ella non 6 ^ jL G prete del vino della botte di lungo il muro. Jd h:esL amìie Di lungo, Per lungo. V. alar luoghi. (A) ni' "d vv ;Lungamente, [Per molto spazio di tempo.] Lai. din. Gr. SutJ -* XfoVor. Èrano. Bari. 217. g. Aspetta lungo , e dagli de’ don ciò ' l? V. 11. 3g. Averne sì lungo latta memoria di quest’ ulli- 3._A. 35. Avemo sì lungo detto de’costumi de’Tartari. (Pi) Al ./icesi anche A lungo , Al lungo, A di lungo Al «li lnnim 3 {giungo , Di lungo ec. V. a' lor luoghi. (IS) cosi Per lungo. Onde Tener per lungo, detto di cosa , Vide *0 t ì „"~‘ tl "a>i(t. Frane. Sacch. nov. 2o3. Tenne questa cosa tanta per t 0 c f |( ‘ questo buon uomo, avendo speso assai denari, che avea porta- \ 1 ben tre anni innanzi che potesse riavere le sue castella.(Br) s Pesrì~ iP detto di Persona vale Trattenerla a parole , Tenerla so- dosi j d'>'anc.Sacch.nov.2o4. Ancora era tenuto per lungo, non poten- 3 ^più mesi spacciare , e tornare a casa sua. (Br) W - 1J - f° verso della lunghezza. Dicesi anche Per lungo e per 1 oi( g 6 o'• a ’lor luoghi. (N) del c Nt A to " * (Velcr.) Lun-go-giun-tà-to. Adii. m. comp. Difetto 1 provegnente dalla lungh zza del pasturale. (A. O.) >a doiu‘ ^ Gco S0 Lun-gò-ni. Antichi popoli della Spagna nella Tar- C ^ le “^davano la città di Pelontiwn. (G) Per ’ Eun-gù-ra. [A’/i] V.A. [Lunghezza,] Durazione. Lib.Astrai. c °rtiira C 1 0le c la diversità della notte e del die in lungura e in Sondine, [nel sigli, de' cosmografi.] Lat. longitudo. Crcpaci u, Lib. Astrai. La madre, cioè dell’ astrolabio, è la lamina ^'Ugurc gtU ! ta c ’ a amendue le parti , e 1’ uria parte si è dove sono le E ultra ? c .! alezit , e F altra parte è dove è l’agguagliazion del sole, i- Ebro ‘ E uncora mostreròe 1’ avveramento di questa lungura nel Eoa,. * feri. ^ortedì 1 ' “‘deci. Lo stesso che Lunedì; siccome si disse Marti per r d ieci f f \ Ul e disusato.Bemb.Lete. 5. 81. lumi mattina di villa alli W,. .«‘tobno rSay. (A ) ( N ) licori ì°0 Sarza na- (G) , e ll m a . Ìr ,r u ' n *-co-!a. Add. e sost. coni. Abitatore o Abitatrice della Eexicopjj ‘ T ve 8- Romani. (N) " n icornis L ‘ U ’ l "' cor " n o. [Sm.] p.A.V. e rfi’Enicorno, Liocorno. Lat. I l ’°mo viri» ra ' in uecros. Gr. uqvG occi, pit. Bari. 18. Avvenne ch’un Egnicì r e V ’ 1 . 0 lunìmmr. r da S. Gcmta*' vm 1 ' “ ulecl : V- A. V. e di’ Lunedi. Rim.ant.Folc. • oàà. Il Lunidì per capo di seiumana. Fr. Giord. 86. LUOGO pQ 7 Cosi i dì della settimana sono tutti nominati da’ Pagani, salvocbèla Domenica diceaiio del Sole , Lunidì per la luna, Martedì oc. (V ) Le mgiana. * (Geog.) Liuni-già-na. Sfi Piccola contrada d'Italia , ah l oriente della Macra , appartenente al Gran ducato di Toscana.(fi) Lunjni. * (Geog.) Lu-uì-ni. Fiume della Guinea , nella parte orientale del regno d ’ Jugola. (G) Lumsolare. (Àsti .) Lu-ui-so-là-rc. Add. com. comp. Aggiunto di ciò che è composto della rivoluzione del Sole e di quella della Luna.(A) Luno. * (Mit.) Dio degli antichi , il quale non è che la Luna , che in molle lingue orientali è di genere mascolino , ed. anche neutro } per cui le si atlribuhvno ambi i sessi. (Mit) Lontano , * Lun-tà no .Add. m. T. A. F. e ^Lontano. Gr.S.Gìr. 9. Perchè uomo sia in luntana teiTa non è partito da colmo die sono in deli’ amor di Dio. (V) Lunula. (Geoin.) Lù-nu-la, [A/!] Quello spazio compreso irai concavo e 7 convesso cli due archi ui cerchi che si seghino , o di intcìv cir- co/iferenze che si tocchino per di dentro. Lat . lunula. Or. veKr,vlliov % Gai. Comp.prop, 2Q. Per quadrare ec. la lunula simile alla X. F appresso : La diiicrenza tic’quali (quadratij sarà il quadrato eguale alla lunula. a — (Oli.) In termine di Diottrica lo stesso che Menisco. V. (A) 3 — * (Anat.) Dicesi cosi la Macchia bianca dell' unghia . (Van) 4 — * (Arche.) V. Lunetta , $. 5. (Van) Lunulària. * (Bot.) I.u-nu-là-n-a, Sfi. Lai . lunularia. Gcnei'e di piante crittogeune della famiglia de' muschi epatici , caratterizzata da una capsola a quattro valve orizzontali co’ semi attaccati a de corpi elastici, dal ricettacolo crociforme sostenuto dal peduncolo e dalle gemme Intendi. (N) Lunulita. (Zool.) Lu-nu-lì-ta. Sfi. Nome di un genette di polipi del - i ordine degl idreformi annidati. Polipajo pietroso , libero, orbicolato , nell’ un lato convesso , nell’ altro concavo ; la superficie convessa striata a raggi , con dei pari negl interstizi! ; la concava radiata da nighe , o da solchi divergenti. Renier. (Min) Luogo, * Luò-co. Sm. y. e di’ Loco o Luogo. Fr. Ilarb.*sj6. 1"]- Po grande guardia del fuoco , In porlo e in ogni 1 ì;oco.(V) Beni. Rìm. 2. 12. Per trovar prima della caccia i luocld. Salv. Avveri. 2. d. 16. Foco , gioco, loco , cc. scrivono per Fuoco , Giuoco , Luoco. (IN) 2 —. * Dignità, Grado. Bemb. Leti. 1. 1. Pò. M’abbia giudicato degno di cosi onorato ed alto luoco. (N) Luogàccio , Luo-gàc-cio. [»SVu] pegg. di Luogo .Redlelt.1 .i4 1 . Eviene tanto ne’ maschi , che nelle femmine , da un certo luogàccio , di cui è meglio onestamente jl tacere , che il dire} cd in questo luogàccio vi si raduna una certa poltiglia , oc. Luogare , Luo gà-re. Au. F. A. y. e di' Allogare , Collocare. Mor. S. Greg. 2. 28. È di bisogno che prima eserciti la mente sua in virtù , e poi così piena la luoghi nel gvanajo della quiete. (V) Luoghetto , Luo-ghéLto. Sm. dim. di Luogo .Piccolo luogo .—, Loguc- cio, Locarello , Luoghicciuolo , Loghicciuolo, sin. Bemb. Stor.5.63. Pure che’ ella qualche luoghetto ne’ fini di lei o castelletto volesse concedergli, dove egli nutrire e sostentar si potesse. (V) Car. Leti. 2. 232. Io mi sono veramente infrascato in questo mio luoghctto.(N) 2 — Piccolo argomento o articolo di scrittura. Guar.Lett.i.i28. AmatiJfi) Luoghicciuolo , Luo-ghic-ciuò-lo. [V/u.] dim. di Luogo.[Lo stesso che Lunghetto. V.~\ Lat. locus ignobilis, locuìus. Gr. x,wplov. Fior. S. Frane. i5o. Essendo una volta frate Ginepro in uno luoghicciuolo di frati. Alleg. S/5. Al principio dell’alpe un luoghicciuolo Che anticamente fu grossa badia , Or è tre case intorno a un muriceiuolo. Luogo, Luò-go. [Vw. PI. Luoghi m., e ant. Ltiogora fi.] Termine contenente i corpi) [Spazio y Sito, Posto. In questo sign. il Luogo è ampio, angusto , agiato , circoscritto , particolare , sano cc. — , Luoco, Lugo , Loco, sin. 2 Lat. locus. Gr. roVoff. But. Purg. a. 1. Non circoscritto , cioè non contenuto da luogo *, che Dio non può essere contenuto, ma egli contiene ogni cosa. Lo luogo circoscrive lo locato, imperocché ciò eh’ è dentro da’ cieli e circoscritto. Bocc. uitrod . s3. Alla gran moltitudine de’ corpi cc. non bastando la terra sacra alle sepolture , e massimamente volendo dare a ciascun luogo propio , secondo Y antico costume , si facevano per li cimiteri delle chiese ec. fosse grandissime. 2 — Parte o Luogo particolare; [Sito, Contrada, Pendice, Riva, Paese. In questo sign. il Luogo è ameno , dilettevole , alpestro, chiuso , fosco , frequentato , deserto , ombroso , solingo, solitario, vile, nobile, oscuro, sacro, rimoto, sai valico ec.] Dant.Purg. 1^.33. Che’n pochi luoghi passa oltre quel segno. Cavale. Med. cuor. Ed elli non ebbe dove porre lo capo in luogo di’e’ potesse dir : questo e mio. P e ^\ canz.44’ 5. Il dì che .costei nacque, cran le stelLe ec. In luoghi alti ed eletti. G. F. i. 43 7.11 fiume d’Arno aveva in più luogorarat- tennte c paduli. Coll. SS. Pad . Consideri la condizion delle luogora nelle quali dimorano. Coll . Ab. Isac.i5. Per molte magioni vi fosse differenza di luogora. F 5o. Non ragguardare le luogora dove sono riposti i vaselli della xella dell’amico tuo. Frane . Sacc . Up. div. 5g. In molte luogora in alto sopra nostra Donna sono dipinti li cimieri de’peccatori mondani.» rr.Giord.10g u Saranno iti nelle buone luogora, ed avranno udite parole dolci di Dio , ec. (V) 3 — Possessione , [ Tèrra , Terricciuola,] Abituro, noce. nov. 4l- 4 • Aveva messer Amerigo , fuor di Trapani torse un miglio , un suo molto bel luogo. c /j Paese, Città, Regione. Red. Lett.o. 11. Non e fiorentino di patria , ma di Anghiarì, luogo lontano di Arezzo otto miglia. E 45. Nel Messico , e negli altri luoghi dell Indie. (N) 5 — Convento. Rocc. nov.i.3i . Piacev egli che’l vostro corposia seppellito al nostro luogo ? 6 —* Condizione o Situazione morale dell’ uomo. Din.Comp. Ist. Fior, lib. 2. Tanto fu a dire quanto : disfa Y altra parte ; e me porre nel luogo di Giuda. ( Cioè , Rendermi traditore.) (P) LUOGO pregio, non degno di quella morte. Filoc. 5. 281 .E così porri» la folle nella malaventura incappare , amando in basso , come in alto luogo. 8 — Agio, Comodo , Spazio, Bisogno. G.P.10. 3e. 1. Imporrebbe la moneta , quando gli paresse luogo c tempo. Bncc. g. 5. ciwz. f. E poi, quando fia luogo, le raccomanda a lei, come tu dèi. E pr.5. Ilo meco stesso propósto di volere ec. a quelli almeno, a’ quali fa luogo , alcuno alloggiamento prestare. E nov. 21.8. A far lare certe bisogne , che gli eran luogo , più giorni voi tenue. Fìamm. 5. 1 f. Io jn’infinsi riconfoitata, e nuove cagioni diedi al misero accidente, acciocché, partendosi quelle , luogo mi rimanesse a dolermi. 9 — Impiego, Carica, [Dignità, Grado.] » Stor.Ba1l.t11. Tanto quanto tu tieni maggiore luogo in terra intra gli uomini di c{uesto mondo , tanto ec. (Y) Bemb. Leti, ined. t.1. p. 2. face. 2G6. Dunque non perdete tempo ; c poscia che il cardinale Contarmi vi ha dato appo sé luogo , non siate negligente a rendergli di ciò grazie, quanto per voi si può , e ad onorarlo. Car. Leti. ined. 3. 64- Il Cardinal Torrione TO' ha detto che passando di costà ottenne da V. S. 111. un luogo di penitenziere per un messer Giovanni. (l’e) io —"Dicasi Luogo di passo, frequentato o simile j II luogo dove copila e passa di molla brigata. P. Frequentalo, 5' 2 - Tass.Am. 3- Questo è luogo di passo , e forse intanto Alcun verrà che nuova di lui rechi. (IV) (N) 11 — * Dicesi Luogo forte , Quello che per natura o per arte non è facile ad espugnare. P. l'Arte add., §. -16. (N) 12 —* Dìcesi Luogo della generazione per Le parti genitali.Cresc.1.5. 35.Facciasi anche fomento al luogo della generazione coll’acqua della sua decozione (dell’agno castoJ c beasi il sugo. (N) 13 — Dicesi Luogo comune e vale Cesso, Privato. [ P. Cesso. 1 Frane. Succh. nov. 5/p La tua monna Duccina è si grassa , che ella non si dee potè? forbire la tal cosa , quando è ita al fungo comune. 2 — " E nel significato rettorico. P. $. 28. (N) 14 —Dicesi Luogo di scrittura o d’autore, 8 vale un Passo, un Testo di quell’ opera. La!, locus. Dav. Scism.qo. 11 Re e la Reina la fanno dare al Legato , il quale produsse la bolla della sua legazione , e il luogo lesse , dove il Pontefice gli dava la podestà dell’ assolvergli. 2 '—" In questo sign. usasi (lire anche Luogo topico, ma per pleonasmo. Car. Leti.2.1 20. Aspetto ec. quei luoghi topici con gli esempi. Ho detto un passerotto a replicare due volte luoghi. Ma perdonatelo all’ uso corrente , che ne fa dire ancora canonici regolari. (N) 15 — Dicesi Luogo di monte -.Credito di somma determinata in un monte. Cas. leu. Co. Ed io per me comincio ora a voler riscuotere da lei quello di che ella si fa debitore nella fine del libro, cioè di raccorrà ancora degli altri luoghi , ed accrescer quel libro. 16 — Dicesi Luogo pio e vale Inslituzion dì pietà,o religiosa. Dav. Scism. 7 4- CCornino liSf.J Non ancor pieno di tanti danari , e gioje , e vasi, e croci ec. , e stabili , e lasci, e ragioni e azioni di tanti luoghi pii , ec. (V) 17 — [Co/ 0. Avere:] Aver 1 IH i gl --.--Serene a qualche cosa, Non essa* in vano , Venire a proposito. Bocc. nov. qq. "iy. Se li Re cristiani son cosi fatti Re verso di sé , cliente costui è cavaliere, al Soldano di Babilonia non ha luogo d’ aspettarne pur uno , non che tanti. E appresso: Sappiendo che 1 rinunziargli non avrebbe luogo ec.,montarono a cavallo. Dant.Par.sefBi.tiim v’avria luogo ingegno di sofista. Fianun. 2. 8. E certo lo ’nganno ebbe luogo , perciocché egli, lasciando le lagrime, con infinita letizia subito a me si volse, e disse: ce. 2 — Esser necessario , Tener posto. V. Avere luogo. (A) 3 —* Avere effetto. Bocc. Fiam.lib. 2. Certo lo ’nganno ebbe luogo , perciocché egli lasciando le lagrime cc. vtr- Far. 34 ■ 75- Vani disegni che non bau mai loco. (Br) G.V. 8. 72. Scontrandogli messer Tolosato.che venia e saura il vero, gli volle ritenere e rimcnare indietro ; non ebbe luogo ne per prìcghi nè per minacce. (Pr) 4 — Far bisogno, Essere necessario. jBocc.g.d.n.r. Li dugento fiorini d’oro che l’altr’ ieri mi prestasti, non m - ebber luogo, perciocché io non potei fornire la bisogna per la quale gli presi. E g-4 n. f. Al mostrar del guanto rispose che quivi non aveva falconi ec., perché guanto avesse luogo. (V) •* “'Avere alcuna cosa di buon liiogo=<5’opei-7a da persona degna di fede , e che e in. grado di saperla con sicurezza. Car. Strace. 5. 5.Pro. Clic ne sai tu ? l//r.M e P ha rivelato lo spirito di Malariccia. Pro. Se questo è , 1’ hai di buon luogo , ma parla con loro. (Br) 6 —* A vere gran luogo: Dicesi di Chi o per iscima che si ha di lui, o per ricchezze , o per carica, è di gran potere. Sal/ust. Catel. 46. Gli ambasciadori parlarono a Q.Fabio Sanga, il quale aveà gran luogo nella città , e manifestarongli tutto il fatto. ( Il lai. ha cujus patrocinio civitas pluriinum utebatur.) (Pr) 5 _ * E così calche Avere grandissimo luogo a modo di superi. Bocc. nov.16. Non dubito punto. che tornando in Cicilia, io non vi avessi ancora grandissimo luogo. (Pr) * 8 — Avere il luogo, [che dicesi anche ] Tener illuogo, Seder nel primo luogo ce Precedere altrui. ' 9 —‘Avere luogo innanzi agli altrì=Essere il primo. V. Avere cc.(N) 18 — [ Col v. Cedere : ] Cedere il luogo == Dare ad altri la preee- dehza. [V. Cedere, §. q.J Kj — [Col v. Dare:] D;u- luogo =Dare il passo.F. §■ H. Pelr. cap.5. Ch a cielo e terra e mar dar luogo fansi. 2 — Cedere. [V. Dare luogo , §. 3.] 3 —— Restare, Cessare. Lai. desinerò. Gr. ùssorr'.’m. Guid.G.121. Onde , sopravvegnendo le tendile della notte , ciascuna palle diede luogo al combattere. 4 —* Schivare chicchessia , e quasi Lasciarlo andate , ritirandosi -LUOGOTENENTE da pai'te. V. Dare luogo , 5. 5. Pìt. S. Gir. 8q. V uomo di Dio co- coltamente si parti della citìà di Nazaret per dare luogo un poco a quella gente. (Pr) 5 — * Conceder carica , ufizio ad alcuno. F. (. q. (N) 6 — * Per tutti gli altri significati di Dar luògo. F. Dare luogo, i , 4, 6. (N) 20 —* Col i>. Essere : Essere in luogo ili alciino=r/?ssere in sua vece. Fardi. Stor. Questi erano in luogo della signoria , però dovevano precedere a tulli i magistrati. (A) 2 — Esser luogo = Dar mezzo, ajulo.Fav. Esnp. 24. I tuoi doni vogliono clic io stia cheto, c m’inanimi d’ esser luogo ai furti, e s’io tolgo il pane tu te ne porterai tutta la mercatanzia. (Pr) ai — iCol v. Fare-.] Far luogo, Dar luogo—Far largo, Dare il passo. [/C Fare luogo , §■ 1.} Lat. dare viam , Plani, ór. stitrrxtrSxi rz s óSoD, Bocc. nov. 11. 6, Per tutto gridandosi) Fa luogo , fa luogo, là pervennero ove il corpo di santo Arrigo era postò. Guid. 0.121- Trassero delle mani de’ tenitori Galatcani, e renderoulo a Ettore , faccendogli fin- luogo. 2 “ Cedere. Ovid. Pist.bq. Siccome tutte 1’ altre stelle fanuo luogo, quando tu argentata risplendi. 3 — * Permettere, Importare. F. Fare luogo ,§§. 2 e 3. (N) 4 — Abbisognare , Esser uopo. Fior. Fin. cap. 1. Quanto l’albo' ro è maggiore, cotanto gli fa luogo maggiore sostentamento. (Min) . 33 “ iCol v. Lasciare:] Lasciar luogo zzz Permettere che si feccia o si dica una cosa. Lat. sinerc. Gr. f. Gas. letl. 61. Son ben certo cb e lor SS. clariss. non hanno lasciato luogo alcuno a vera maledicendo* 23 —■ * Col v. Prendere: Prender luogo. par che valgalo stesso che Dar luogo, nel sign. eli Cessare. Benv. Celi. Pii t. 3. fi 35. Avendo preso luogo quel poco di stizza cc. io mi risolsi a far le mie Vi’ 11 ' dette in un altro modo. (N) 3 —* Parlando di Danari 0 simile, in sign. d Impiegare. F. Pre' 1 ' dere luogo. (N) 24 —"Col v. Tenere : Tenere il luog 0—Occupare edam posto; e Tenere il luogo d’ alcuno = Essere in luogo di quello. F. Tenere il luogo.(A) 2 — Precedere altrui. 25 — [Col y. Trovare:] Non trovai- luogo=lVbre aver riposo nè qii'ete- Bocc. nov. 80. 7. Colla piacevolezza sua aveva sì la sua donna presa, ch’ella non trovava luogo nè dì nè notte. Ar. B'ur.23.1tq. Cheli’ ar- dea tutta , e non trovava loco. 26 —* Col v. Usurpare. Dant.Par.2y. Quegli , che usurpa interrai! luogo mio , Il luogo mio, il luogo mio, che vaca Nella presenza del fìgliuol di Dio. (N) 27 —* Modi avveri. A luogo a luotfp—Qua elà.P.A luogo a luogo.(0) 2 — A luogo e tempo, [A luogo e a tempo]— Con opportunità, Con occasione , Quando è opportuno. IF- A luogo e a tempo ; c L * luogo c tempo.] 3 — In luogo = In vece , In cambio. [F. In luogo.] 28 — * (Rett.) Luogo comune. F. Comune iuld.,§. 22. (A) . . a<) — (Tool.) Luoghi teologici : Sono le sorgenti da cid i teologi cdr vano delle pruove pei - confortate le verità che vogliono stabilire , e son° (li pili generazioni, come la Santa Scrittura, la Tradizione , lA lt " tnrità della chiesa cattolica , le Decisioni .de’ concilii genentliec.ee * Nello stesso senso Cicerone chiamo Luoghi orutorii le sorgenti eh* somministrano delle pruove agli oratori. (Br) Luogotenente, Luo-go-te-rièn-te. [Add. e sm. comp .] Che tiene il luogo di alcuno , ed esercita in sua vece. — , Locotencnte, sin. Lat. vie* 1 ' rius, legatus. Gr. -roiro-riierz-/;;. G. F. 2. 6. 1. Il quale ec. li ce ]>)[ . trice e luogotenente dello Imperio de'Romani Belisario suo nepote.(// 1 ' del Dav . ha Giustiuiano ec. fece patrice de’ Romani, cioè padre c suo luogotenente e vicario Belusiano suo nipote.) E cap. 10. gotenrute d’imperio, e padre della Repubblica de’Romani./foitf.Ai/'* 4(1^.Favorito .dal Gran Dùca Cosimo, che si fece capo di detta AfK deuiia , ordinando che un luogotenente fatto da lui , per lui vi al Tannasse. 2 — * (Milit.) Genericamente Quegli che nella milizia tiene il luogo d’alcuno , e ne fa l'uffizio per a tempo. In questo significalo è voce militare , se non quando dagli aggiunti prende qualità ]> l,r ' ticolate di questa o quella carica, 1 poeti usano di scrivere in quest 0 senso Locotencnte. P. (Gr) 2 — * Posto assolutamente, cioè senza aggiunto denotante qijf lità speciale , è Titolo di colui che sta nelle compagnie sotto al Cf pittino di esse , per ajutarlo nel suo uffìzio e sotlentrarvi ad ogni correnza. Ai dice pur Tenente , sincopato pei amor di brevità. Ga ‘ c ' ciani. Si mossero in fuga restandone molli morti, trai quali Ben 1111 ' dino Adorno luogotenente di cinquanta lance. (Gr) .. 3 — colonnello.* Quell’uffiziale che vieti sùbito dopo il colormcu. per farne le veci ad un bisogno.Dicesi più comunemente Tenente c°' ìonncllo. F. (Gr) n 4 — dell’sutiglieiua. * Grado nell’ antica milizia assai diverso 1 quello degli odierni luogotenenti, e che conferiva a chi tieni investi il comando supremo delle artiglierie dilliesercito, e d’ugni loro op razione in campo e negli assedii. Questi luogotenenti erano eletti (M generale dell’ artiglieria in numero ili due o Ire al più , secondo < 7. _J-H- 1 .- I C .... ...ì tempo m cui questa milizia venne oìdinata m Begguuenti , ^ de’ quali furono scalati, come quelli delle altre milizie. BentiV. Gap Fiandr. É nel corpo dell’artiglieria i luogotenenti e gentiluouiu^J che si chiamano dell’artiglieria , insieme con quelli che hanno n zionc a questo carico ili servizio più basso. (Gr) ,. 5 — generale.* Titolo di colui, che aveva il carico supiemo . mandare ad un esercito in luogo del principe, o del capitano gene Questo grado eru unico negli eserciti del secolo XPIli ™ “ SCi ' luogotenenza LUPICANTE j 6 g uscita quale, astringente contro ^emorragie. Dicesi anche Vescica di Lupo, Lat. lycoperdon hovista. (Van) (N) Lupaio, * Lu-pà-jo. Add. e sm. Colui che forma l' agguato lilupisca- i mudo fosse e coprendole di erba,o tendendo altrasimile insidia (Van) Ricciard. 4 ■ Cosi al modo stesso II lnpajo formar suole 1’ ag- o'-mi , guato. (N) fieìiec' 1 /” Wl eserc,t0 moderno v'ha altrettanti di questi luogotenenti Lupakajo , Lu-pa-nàjo. Sm. Lo stesso che Lupanare. F.Segner. Conf. 7 ; > quante" sono le Divisioni ìielle quali è spartito. (Gr) istr. cap. 8. Bisognerebbe aver ora tanto di voce, che si facesse sen- p.pkt.., .. * ' ,r ’ ' ’ 1 " '. Ur_ nelle piazze dagli usurai, sentir ne’ltipanai dalle meretrici, sentir nei boschi da’ ladri, (V) Lupahaiìe , Lu-pa-nà-rc. [Vm.] V. L. [e usata dagli scrittori per più onestà in luogo di ] Bordel !o. — , Tjiipanajo , sin. ( F. Poslribolo.) ^'iosai° r ^ ta d°P° quello del generalissimo. Montecuc. Dichiarandomi ainfi CD i Cn,c generale delle sue armi cesaree, carico degnissimo in se, c !! d ,* priori. ( °r) . . ... à\m a „ Ma oggi C0SL & cesi Colui che nell esercito ha il comando di § ran parte di esso, dò una Divisione^ ed è grado inferiore a quello gat^j^ 1710 S en eralii , e maggioj'e di quello di Generale d'una bri- citimi •° E1 '^ RA p E uella cavalleria : * Uffizi ale generale, che soltcntrava n e ^ l . Caric hi edujjìzii del generale della cavalleria , quando questi i(i^ UlVa dlsto ^ to ? e riie sotto gli ordini del generàle medesimo vegli vizio rf' l J1 ' 0curava ? esatto compimento di latti i particolari del ser - qi ie p e , cavalli d'un esercito. Fu carica istituita poco tempo dopo c| le ‘ generale della cavalleria , ed abolita con essa.Benliv.Aw~ ddla lnia ■Antonio Oliviera Spagnuolo , eh’ era luogotenente generale 'lumi, C - av ?^ ei ^ a 5 scorrendo tutto il paese all’intorno, teneva grande- ^infestata quella città. (Gr) trio sfrr esercito.* Lo stesso che Luogotenente generale, nel pri~ il & questa voce. Benliv.Guerr. Fiandv. All’opposto lato verso lìcm» alloggiava il conte Pietro Ernesto di Mansfeld, luogote- 1 •* f S Ue r al tlcU ’ esercito. (Gr) ^ a ^ Aa nn.) Luogotenente ammiraglio.. V. Vice ammiraglio. (0) scell 0 g 131 VAsCELL0 - * Questo è in Francia il primo iffiziale delva- Vendn -l )0 d capitano , in assenza del quale comanda. Questi ser~ s °*iO’ lì t f rra 5 ha il grado di capitano. Le sue principali funz P°nò ’ 4ssis ^ re °g n i giorno alle scuole ed agli esercizii istituiti ° i,a ’struzione degli uffizioli, intervenire al 1 , e render conto al capitano di tutto quello giornale di navigazione, ec. Sav. (0) ali. * Uffizidle che comanda sotto 'squadra, e dà loro V ordine , il ffiziali infeiiorì. (O) _ ... comp.} Ufficio dei-luogotenente. Pur V VlCai 'ia potestas.] Salvia. . Disc. 2 . dò. La luogotenenza, vacata ^ * J no r t e di Carlo Dati , al medesimo Coltellini destinò. ioni nel colli ° Ve 57 tìr> vu per istruzione degli i ffiziali, intervenire al rac - C 1\q 2CntO delle. liaVl , e reitàGTiiitn ni rii 1 nHs\ nuolìrt 3 (lv Viene ; tenere un giornale U V/ - Onerale delle armate navali. q a,i } m FagUo. J J recede i capisqi hco Go €ss * distribuiscono jroscia agli uffizioli infejiori. (O) [£ m ENEN ZA , Luo-go-te-nèn-sa. {fif. con ) Gt Walt.) Gwulo di luogotenente. (Gr) ‘Uoln* 0 ; Wgiic-cio. [Sm.} dim. di Luogo. 5 . ci u ^'°, Luo-gùc-cio. [òW] dim. di Luogo. [Lo stesso che Luoghìc- *iott e * ■ ^ fai. loculus. Gr. EU. S. Gio. BaU. 2 og, Ija t si rinn SCle S U eva qualche luoguccio di -quelli che truovava il di, do ve W. ^- ja i f emm -ina del lupo.} Tratt.Cons. L’ uomo ha trovato che G, nutriscono i fanciulli gittati, c difendendogli dall’ altre bestie. 4 ■ ^ quivi si dice furono lattati e nutriti da una lupa. ic/ 0 , C<: * (11^1 ^1; { Il l m C ^ 1C va ^ e d medesimo e da cui viene lu- con meretrici, io cado in fornicazione, io puttaneggio.)./?/£- Lia dorma ebbe ec. Tanlo^ lussuriosa, che palese Coll’al- bin, «av; -“".i nella tana. » Segner. Preci. 5. [). Come dunque scia- ? c,| c da»i^ rin,a la vostnl r0,ja tia parassiti , tra bulloni. .. tra lupe, a ,a Cristo? (Br) (N) 1 ’ Wun, ltta o simili dove sia gente avara e cupida dell’altrui,e pro- Città di Siena il cui stemma è la lupa. Din. Comp. tati.,,.' 011 s i fidavano starvi per una profezia che dicea : la lupa put- / 1st l a repubblica ; che non rimase quasi sostanzia di pccu- ‘ eoll a i° s ^ r ^ cittadini, se non in alquanti artelici o prestatori, iqua- t ri,? 1 '?. usul 'a consumano e ratinano a loro la sparta povertà dei U ; iul ! ni e distrettuali. (Br) (N) f higg r p (l mente 1’ Avarizia , o secondo i migliori interpreti del- ì U P a , che Commedia, La curia del Papa.] Dant./nf. 1 . 4 5-, £ > 2 - ( A ) W > (Arr r d d l(f nore che chiamasi anche Lupia. V. (Diz. Cliir.) fisso che sì fa lungo le strade, e sulle rive delle mc- 1- l4 e [^ pevere le acque torbide , onde ritrarne la melma. (la ^ l,0 g {> concavo e fangoso , pantanaccio.) (Ga) j,P a ^j^AA'imbolo di Roma e delle Colonie romane, per^ché una ^^£ 0/0 .° m °l<> e Remo. Altri dicono che la moglie del pastore F,. 0r>t e V ° r ° nudiice , avesse avuta pei' la suadisoncstà il soprani ? u° dim. di Lupo. Pìccolo o giovane lupo. Fr iC (' T ,i r ic ’ no - Vii £at- catulus lupinus , lupi-catulus.G/-. Fred. Vide uria lupa che lattava due lupacchini. v 1 )ì 0 :- :ììi °tto | °l )ra lo stomaco porti la polle dd lupacchino non nato. ht_ { , ,fl o. fs ’ n -pac-cbiòt-to. S'tn. dim. di Lupo. Lo stesso che Lu- C,A '* L u 4v>nA Pal :, él K Pred - 86 > pc !'S- ( Mil 0 Lat. lupanar , lustrum, postribuluin , f or nix. Gr. *opvt iov , iropvo$oej'ch erano ineguali come appunto i denti del lupo. Alcuni vogliono che fosseìn terminati da una testa di lupo a ciascuna estremità• del morso. Lat. lupus , iupatum. (O) Lupattello , Lu-pat-tèl-lo. £*5>;z.] dim. di Lupatto.— , Impattino, sin. Lat. parvus lupus. Gr. fx.ix.pos , \vyos. Cecch. Esali. Cr. 3. 7. Un lupattello s’ abbattè che un tratto Certi cari, che guardavano le pecore , S’azzullàvan tra loro. Lupattino , Lu-pat-tì-no. [Sin. dim. di Lupatto.] Lupicino. [Lo stesso che Lupattello. V.} Lupatto , Lu-pàNto. [Sm. dim. di Lupo. Lo stesso che ] Lupicino.7 ^*. Lupeca.* (Bot.) Lù-pe-ca. Sf. Nome d’ uccello , detto anche Luppeca e Lupega. V. e di' Upupa. (Credesi formato dall* art« /, e da upupa corrotto in upeca. In celi, houpericq upupa.) (Van) Lupeggiare , Lu-peg-già-re. Alt. e n. Straziare e Divorar checchessia a modo di lupo* Àrct. Commed. Veniva»0 a lupeggiarsi per si.niii via ogni mia sostanzia. (A) Luperca.* (Mit) Lu-pòr-ca. Dea invocata d i pastori romani contro i lupi } quella che rese mansueta la lupa la quale allatto Romòlo e Renio. (Dal lat. lupos arceo io allontano i lupi.) (Mit) Lupercale.* (Arche.) Lu-per-cà-Ie.Grotta a piè del monte Palatino ove Romolo e Remo furono allattati da una lupa. (Mit) Lupercali. (Arche.) Lu-per-cà-li.jéfcW. e sf. Feste che celebravansiogni anno in Roma ad onore del dio Pane, ed in memoria della lupa che allatto Romolo e Remo. Segner. Div. Mar. 1. 4 5. Ilario I. , per estirpare i giuochi lupercali, che più d ogni drago avvelenavano tutto il mondo cristiano , instilo! la festa della Purificazione.(A) E Pred. 8. 6, V’invita a feste ( il compagno ) , v* invita a festini , v* invita a balli , v’invita fin tal volta a luoghi infamissimi , a lupercali, a postriboli, a lupanari. (N. S.) Lui-Enei* (Arche.) Lu-pèr-ci. Adii, e sm. pi. Sacerdoti preposti al culto particolare di Pane , e che presiedevano alla celebrazione delle Uste lupercali. La loro istituzione è attribuita a Romolo , il quale Ju il primo ad erigere i luperci in collegi, e volle che le pelli del e vimine immolate servisser loro di cinture. Erano essi divisi vi due col- la memoria di un \j(l j 5 AjU-iv* * J- f cu. xj-j. j Luj.y’aceia. lc "£ la - 8f. pegg. di Lupa, in sigu. di Meretrice, come . . (*Clf\ T~ 1 LtlDlllinf'PIu A-.-t Z Inrr f A \ r. T v /, OO ** f 7 O 10 ! Li, "«Palacela , sin. Jret. Rag. (A) ■ne , ^U-TRir.r»»^ n>... , .. V > ' '•*°r»?f*** (Bot.) L u ’ f. ^ manchi? C. temone Pur troppo. c Vftr aìlc °'gia///s> Sf, Specie di fungo il cui sporangio'è globo- olllr> si grecbizza col dirsi Appaio*, lupesco. (À) (N) . 7 . Lupetto. (Ar. Me* ) Lu-pèt to. ò'rn. Specie di pfe che fii capita di Barberia , simile a quelle che diconsi Cicale. lariJJ. fi ose. t ) Loti A. (Chir.) Lu-pì-a. Sf.F.G. Lat. umor, escresceiitia. Cr. oyxo,-. ITermine genetico dì que'tumori circoscritti, sen-a mm ijcs infiammazione , la cui sostanza è contenuta in un involucro o sacco particolare chiamalo Cisti o Follicolo;, onde vengono detti ancora .’Lli- mori freddi , cistici , follicolati. Il tumore prende nomi diversi dalla qualità della sua materia : chiamasi Lipoma se contiene una pinguedine molle ; Meliiceride se è una sostanza consistente e del colore del mele , ec. — , Lopia , Lupa, sin. (Dal lat barb. lupi a che vaie il medesimo, e che viene dal celt. loup di siimi senso. In isp. liqna, in frane, loupe.) (13) (Aq) ( N ) . Lupia. * (Geog.) Antico fumé della Germania , oggi Lippa.— A nuca colonia romana nella Mcssapia. (G) Lupicante. (&00L) Lu-pi-càn-te, om. Spezie, di grosso granchio ma- 170 LUPICINO Tino simile ali ? Aliusia , di color violato , co/i due bocche grossissi- me , una molto più grande dell altixi. (Da lupo a cagion delie sue bocche.) (A) Lunato , Lu-pLcì-no. [Am.] di Lupo.—, Lupatto , Lupacchino, Lupacchiotto j sin. Lat. iuporum calulus. Gr. XvkÌÙìvs. Dant . lnf 33 . 2Q. Cacciando il lupo e i lnpicini al monte. Fr. Jac. T. 1. i 3 . 1. Mutala han veste i lupicini Nelli panni pecorini , Mutata han veste, e non lo core. Liò* segr. cos. domi. Lo stomaco lo tengono coperto con pelle di lupicino non nato. LuPiciko. Add. ni. Di lupo , impiglio , Lupesco. Palino. (A) Ltjviciko.* N .pr.m.dim. di Lupo.ZnZ.Lupicmus .—Santo fondatore dell*A- bazia di A'. Claudio , e vescovo di Besanzone nel fr. secolo. (B) ( 0 ) Lucifero.* (Lcel.) Lu-pì-fe-ro. Add. e sm. yllitico titolo d'officio nella chiesa romana, che consìsteva nel poHare lo stendardo di essa chic • sa , sul quale Cesa dipinta la figura di un lupo. (Vari) Lufigno, Lu-pì-gno. Add. m. Di lupo, Di rozza ai lupo, A modo di lu- p°'l {V • Lupino.) Lat’ lupinns. Gr. Xvkuos. Genes. Fu di pelle bruna, ed ebbe gli occhi lupigni. Frane. Barin 255 . 3 . Fanno cenni o sogghigni, G. lor guardi lupigni. » Car. Folg. Long. Amor . Appressati alla fonte ( i cani J , come quelli eh’ erano di buon naso , sentendo quel sito lupigno , stettero all* erta. (Min) 2 — Per metaf. [Tiranni lupigni, cioè, Avidi dì sangue , di strage.] Frane. Sacch.nov.11y. Se i tiranni lupigui pcnsassono alla presente novella, piuttosto porterebbono vestigio e natura di.pecorella che di lupo. Lupinajà. * (Bot.) Lu- ria. LUPO 3 — * (Nùmism.) Lupino dicesi una moneta ateniese , del valore di d tie terzi di obolo. (O) 4 — (Veter.) Male del .lupino o lupinello. Sorta di malattìa che suol venire a' polli negli occhi, quando enfiano o s'infiammano a di lupino , che sì cangia in una maglia , o macchia bianch ; ccia.{.M Lupino. Add. m. Di lupo , Lupigno. Lat. lupiirus. Boez. G. S. i°4 j Quell’altro In lupo cambia il corpo umano , E quando pianger vud la sua sciagura , Con la lupina voce urla invano. • 2— (\etcr.)Aggiuntodi mantello di cavallo, del colore del pelo di lup°-(A) 3 — (Bot.) Erba lupina 0 leporina: Nome volgare d! una specie di U' 1 * figlio che si semina in alcuni luoghi per pastura, così corrottamene, chiamato . perchè piace molto alte lepri. Lat. trifoliuin lagopus. Francesi è detto Fatte de Uèvre. F. Trifoglio. (A) 4 — (Agi 1 .) Fieno lupino. Chiamasi in alcuni luoghi del Fiorent una specie di fieno spontaneo , molto utile per le bestie vaccine.fil f^upino ditV. da Lupigno e da Lupesco. Lupino indica Ciò che app? 1 ' tiene a Lupo: Dente lupino, Urlo lupino, Piede lupino*, Lupigno liv dica Ciò che si attiene all’ indole ed alle abitudini del lupo : FeW eia lupigna, Foracità lup”' ad esso, gridando 1 ’ uomo , incontanente affiora.» Suoli- 1 1 Gli bau seco un lupo che m’ha fatto fioco. (N) _ _ >1 — E’non si grida mai al lupo, Che e’non sia in p ^ g v ti sì dice mai pubblicamente una cosa d’ uno , ch ella n °' est > e o presso che vera. Lat. rumor publicus' noh omnmo n* ~ fo ma non temere spargitur. Amhr.^ Cof. 4 - ,5 - _ j;., in lia ' Sf anco qualche cosa ; che mai gridasi Al lupo , ch e non s ‘ . - 0 o -, '8 — E’ non si grida al lupo ch’c’ non sia lupo o cui e ( jl miti : vale hi stesso che il precedente. Salviti- Pros- * Se non era lupo, egli era can bigio. tfVfVJ Jmff, LUPO can S’ a '' pelo ma non >1 vizio o la naturai L'uomo abile . mi °; per qualsivoglia mutazione eh’ e’si faccia, diffìcilmente Tpiy run ‘ me : Lai. lupus pilura miitat, non mentein. ai ~ i ossa ,; e benché il lupo muti il pelo, e’ non mutanatura. cui ■ ^ hipo ® nella favola: Si dice quando comparisce alcuno di hi:[[^ l J >ai ^ aiJ “- l>at. lupus est in fabula, l'ir. Triti. 2 . 1 . Oh la lupa ,, tav °la ; eccola qua appunto ; per mia fe’ affrontar la voglio. buon il * U P° non caca agnelli = Vaile cose triste non nascono le asi n -f ‘ '-"lodo bussoli Lai. rosa non nascitur e squilla; ex tardigradi us non cmergit cquus. C1 ine " Lipo non mangia della carne di lupo,o II lupo mangia ogni t er - ^ ' C( ' 1 la sua — Ognuno risparmia sè e i suoi. Lai. lupus al- c ar s } l, Pl camera non edif.» Cecch. Comm. Il lupo si mangia le altri e le sue lecca. (N) bafanie cacciali lupo dal bosco,o dalla tana. ES ame,§./ 2 .(Van) 3Vijj 7T Lupi e agnelli insieme: Ah' dice per dinotare cosa impossibile. l( ) u 1 / < ' er; hf».>o.5i. Gli agni c i lupi .fian giunti inun ovile, E Incogli i ® 1 serpi in un sol nido , Prima che mai di non discorde vo- ,j ° l > co’ Francesi alcuna terra accoglia. (P) oe n i ''"Lupo affamato mancia pan mul!àto=£a fame fa parer buona Serd. Prov. (A) ... qUa„T Quello che ha da esser de’lupi, non sarà mai de’cani: Sidice > 10,1 s( . 0 ^'po qualche indugio o contrarietà si consegue alcuna cosa che Uon l c,ec {eaa poterla conseguirei [o piuttosto Chi ha avere il malanno, avrà ° !ì U(a schifare , ovvero Chi ha avere un mal grande , non ne in ur 01 * 1 un piccolo.]» Cecch. Corr. 5. tj. Agolante senti’ che ruppe S| H'e’ p : E annegarono tutti. S. Quello che ha q essere dc’lupi, mai f uao; LUSCINO i 7 I punti neri sopra le linee laterali ; ghigne talvolta a considerevole grossezza , essendosene veduti di lunghi quattro piedi e mezzo. I Romani n* erario assai ghiotti, e gli avevan dato tal nome perla sua voracità.^ 0) Lupo moschgrino.*(Zoo1.) Specie di mosca, chiamata anche Mosca lupo, la quale divora i bruchi, detti Pecorelle de’cavoli. Cestoni Lelt.{ A) Luponaccia , Lu-po-nàc cia. Sf.Lo stesso che Lupaccia. F.Arct.Rag.ijf) Luppia. * (Geog.) Lùp-pi-a. Antica città della Germania. (G) Lupi goj rf ,. CUl11 {Cioè, Chi ha aver la disgrazia, non la può cansar per a 7 ^0 Tenere il lupo per gli orecchi: Sidice dellaver per le mani L us ?^ a difficile a seguitare, e pericolosissima a tralasciare.Lat. auri- a8 encic lopum. Or. rwc wtojv &x. stv ròv \vhqv. a '"''Vassi capra zoppa se 1 lupo non la ’ntoppa, F. Capra, J. 5. (N) Chi tu Che tu sia il pan de’lupi : Sarta d’imprecazione che vale: ;»“* P°ssa esser mangiato ddlupì. Cecch, Assiuvl. 4» 7. Che tu O'pmde’lupi 00° . 7 to “Pcs.) Aorta di strumento rusticano. (In lat. lupus isfrumen- ti q„j|j C0 di ferro.) Pallai/. F.R. cap. 4>’ Questi sono li ferramenti, * a p|j' uli > so ?° nccessarii alla villa : cc. , falci da mietere o fienaje , ’M/ “pi, eioè marroni, e segoni con maniche,.seghette minori, cc. tnar'" s . la,n pa di Eerona ha : . . ■ falci da mietere e falci fienaje , 3 (in- e sc K 0, n per riciderc, lunghi duo braccia , o cosi.) (B) l!l L) Grangia o Rcunpicone di ferro dentato , che si gettava c/ te j" l “ ra per aggrappare con esso iariete , e strapparlo dalla trave ( fe,- e SOs teneva. Usavusi altresì negli assalti dai difensori per respingiate tlrare hi aria gli scalatori. Differiva dui -Corvo e dalla Gru per (sforniti, ed ebbe il nome dallo stesso rampicene, che di £ 0 adunco come una falce ebbe in latino ed in italiano il nome bon^°- Era ancora in uso sul principio del secolo XEI.B.Giam- dcnJi “ ,Qt L Veg. E molti sono, che con funi legavano un ferro con dei qÌ modo di fortìce fatto, il quale è lupo chiamato .Giovio.Vit. fcrr 0 '“l 1 Capitano. Avendo i Turchi mandati giù certi graffi di fondo’ d i ess * chiamano lupi , coi quali pigliavano gli assediami in (Eà-eii- c °raz 2 a e nelle cinture, (Gc) E egee. art. guerr. c. 2 6. , ì,.'*. ) Ed hanno acora arpagoni di ferro, i quali sono chia- 4 " (m. p - or ascoso v '9 Sorte dì vela nera presso Frane.Barb. 262.g .Se vuo’passar 5 ^Lal c ( .)t a bianca pon gioso; Èrgi la nera oscura, Che ha nomo lupo. a rtj 1 ~ ld nero, e penwn bandiera.) ' u 1 ‘l.ù.) Lupo mannaro.^' lo stesso che T-icaiif ropo; sebbene OXilef^o volgo e de demonograji , si abbia per uno spinto j‘ SSa ‘ Pericoloso , oppure uno stregone travestito da lupo che e da „ a notte corre pe' campi. E. Mannaro e Licantropo. (Da lupo, che in tcd. vai uomo.) (Mit) Magai, leu. 11, Il bau , la fi 6 a ltrì . m Licenze , il lupo mannaro in lioma , il toro ia Spagna , P CMinvc -spauracchi da bambini. (N) v 1 a'-hiunia di lupo: Mimera arsenicale di color bigio-scuro, 1 f (Cfiiin \ 3 Ua le è una specie di ferro mineralizzato. (A) ;C°,' n v Lupode’filosofl: Nome che si dà all’antimonio, perchè egli teli’per d/i. -! .- nv —■ — »-• . tr ■ dell’ u»(. 0 °ro. >‘,Lu, - !> (A.) l ‘ r C0S ‘ ’ *““*'*' mela ^E coi quali si fonde', a r m. LuuLupus.^— Generalo, romano vìnto cd ucciso ' ' Poeta comico di Sicilia. — Governatore della Gran ^ator Questore sotto il regno dì Tiberio.—Generale dell’ im- ^ g Uer °' — Santo vescovo di Troja in Francia nel F~. se- 1 Spn$ . vescovo di B^ycux nel detto setolo.— Santo vescovo l *ll' l el FUI, secolo. — Protospata. Cronachista greco di Bari £ secolo, (B) (0) CGe 0ff C \ le ^. ^oprannome delle famiglie romane Livia e Rutili.(0) CE Rviepp^^ eia del lupo. Piume degli Stati Uniti. (G) ctfi^ssiniQ r ^°°h) [Spezie di lupo colla pelle indanajata e ia vista r a oche ’ L ° . steSs ° che il Lince degli antichi. Detto Lupo cerviero, u Us, 3Gr Qf^utamente Cerviero e Cerviere. F .] I-atAynx, [lupus cerva- s? gli uomini avessono lo vedere del ffi a l'mq Ue „ e > e Passassono dentro alle cose,chi vedesse nel corpo umano, Ce’ ® Porta'v 50 11 P -“ ljell ° ’ parrebbe il più sozzo. Ciriff: Caiv. 2 . \ a r ^icri. UpU costui per contrassegno In campo azzurro due lupi -- , .in v ; s ta degli uomini - ■» n,,, --.«««• Xns.4*.Se 'V lupo cerviere cela alia vi ori»». - , Antica città della , (Geog.) Lu-po-dù-no. Lat. Lupodunu fieT ra ?i * Qnool.) Sorta di pesce somigliante j^fg’ 3 „, na to con • alla troia ; di color cilcstro nericcio sul dot , a clorata , di odore aixmuitìco e di sapore amarissimo. Agisce da tonico nèF economia animale , ed in forma di pomata la luppolina a stata commendata come calmante de’ dolori prodotti dal cancro. È . pure considemta come narcotica e venefica. (O) (N) Luppolo. (Boi.) Lùp-po-Io. {Sm. Genera di piante della dioecia pentandini y famiglia delle ortiche , i cui fn'ri maschi sono in pannocchia col calice dì cinque sepali e senza corolle, e le anteiv a due cellette. I femminei dispongonsi in cono formalo da squvne fogliacee bratteate , ed hanno quattro germi con due steli, il seme è un ac ficaio rinchiuso nel calice. Lat. humulus- U unica sua specie, detta volgarmente Viglia del Settentrione, e da Linneo Humulus iupuliM, ha gli steli minuti, angolati , scabri , volubili ,* le foglie opposte , picciolate, cuoriformi , dentate , con tre a cinque lobi ovati, appuntati, scabri, i pezioli muniti di aculei piccolissimi , ricurvi; le stipide cuori formi bìfide, a due a due, o a quattro a quattro.Fiorisce dal Giugno alt Agosto, ed è conili’ ne fra le siepi in moki paesi delf Europa e delCAmerica settentrionale* Si coltiva il hwpolo m moki luoghi per raccoglierne le fnitta che portano lo stesso nome , e servono a comporre la birra■ jtvendo un sapore amarissimo ma non disgustoso , paesano per buoni tonici ; la infusione e più ancora la decozione delle sue foglie , delle cime c de coni del luppolo sono stomacali, e quindi dim'elidie e * sudorifere. In alcune regioni d’Europa se ne mangiano i teneri germogli. Lat . lupulus.^Bed.Co/is. 2 .3o. Acqua di luppoli stillata a stufa .E appresso: Bevendo al solito le due libbre d* acqua di luppoli. Ricctt.Fiov. iò3. Sugo di luppoli chiarito. E i5g. Foglie di luppoli e fiori. Luhatsa. * (Geog.) Lvi-rà-na. Lo stesso che Lovrana e Laurana.^^G} Lurahgà. * (Geog.) Lu-ràn-ga. Riviera del Mozambico. (G) Lurc.a. * (Geog.) Fiume della Tw'chia ew'opea nell ’ Albania , e nel Sangiacato di Jcuiina. (G) L ime ah 10 , * Lur-tà-ni-o. N. pr. m. (fi.Lw'co cd Anio.)—Fratello di Ariodante , di cui fa menzione V Ariosto nel Furioso. (Van) Lurco, tAdd.m -2 V.L.Goloso, {Ghiotto, Avido. 2 {V.Go\oso.)LatAn'ccOy gulosus, ganeo. Gr. hlx v os, yctfrrpt'uapyos. Dani.Inf.iq. 21 . E come là tra li Tedeschi lurchi Lo bevcro s’assetta a far sua guerra. Com.Inf 17 . Lurco viene a dire divoratore immondo , e non netto. Lurco. * JY. pr. m. ( Dal lat. lurco ghiotto.) —« Tribuno del popolo , ricordato da Cicerone. (O) 2 — * (Arche.) Soprannome della funi glia Aufulìa. (0) Lurcowe, Lur-cómc. [. Add.m.2 accr. di Lurco. [Usato anche in forza di sru.] Lat. belino, comedo. Gr. dy'jos, ya ranza mi lusinga e riconforta. E cauz. zg. 2. Vano error vi Ins't 1 » Farch. Ercol. 56. Quello che i Latini dicono blanditi, noi lusingare ; onde vengono lusinghe , lusinghieri , die usò il 1 t-rarca, e lusinghevole. _ ... •„«! — Far priego congiunto con lodi. Fr. Giord. i83. Cioè clic I 11 ®" A (la fe.de J e inclina Iddjo al tuo priegó, perocché t’insegna l'arte nel impetrare grazia.£ appresso: Quest’arte t’insegna la fede, d’inclm e lusingare Iddio , e addimandar grazia , ed impetrare. E appr . ’ T’ ha insegnato fare a Dio orazione , e come possi parlare con 1“ ’ e lusingarlo , ed inclinarlo.. (V) , 3 —* Dar fiducia, Confortare. Car. Leu. ined. 3. 256. E la spe" 3 " mi lusinga a credere anco più altre cose.-(Pe) — * Per metuf.Dant. Cunz.5. Maledetta tua culla Che lusingò co** sogni in vano. 7ass. Ger. iff. <• Ei venticelli dibattendo i‘è» . J stogavano il sonno de’mortali. E nel Aon. (Langue Vincenzo.) r 1 ' 5 ’ si piagne Che par che imiti il mormorar d’ un finite , e gli M® 1 " il sonno. (P) li —* N. pass. Lasciarsi prendere 0 vincere da speranza , per m i mal fondata. In questo significato comunemente i adoperano ‘ ". derni , ma gli antichi usano più Insto Confidarsi. Segnar., Sim - s - mi rr.., h.. li- „„.,i ™’n,.pltan la _ Per metafi. Lusingamento dell’estivo calore, fi: del sole estivo. -Cresc. hb. A. cap. 18. E se alcun del sole estivo..Cresc. hb. .7. cap. 18. E se alcuno (granello d’uvaJ ve ne avesse magagnato, se ne tragga, nè non ve ne lasciam rimanere alcuno che per acerbità , contro a’ lusingamenti dell’ estivo calore , sia indurato. (V) Lusingante, Lu-sin-gàn-te. [Pari, di Lusingare.] Che lusinga.Lat hlan- diens, assentami, palpans. Gr. xoKoouéue , aoàvw , xofu^ópitos. Liv. Dee. 3. Puerilmente lusingante il patire. 2 — In forza di add. per Lusinghevole. Fr. Giord. Pred. R. Con lusinganti parole adulano alla moltitudine del popolo. Tas. Son .Questi che in culla or giace, e pargoletto Non bene ancor la lusingante madre Conosce, mentre col pietoso affetto Aagbeggia in lui se stes3ae il caro padre. (P) Lusingare, Lu-sin-gà-re. [Alt. e n.] Allettare con false, o finte, 0 dolci panie, [o con altro modo,'] per indurre altrui a sua volontà , o in suo prò. — , Allusingare, sin. (E. Adulare.) Lat. blandii! , assentali, illicere. Gr. xoKxxtvav, trx'miv, tzeevyw. Beco. nov. 26. ig. Si, tu mi eredi ora con tue carezze infinte lusingare, cau fastidioso che Lied. ec. N. Sp. (O) Foc. Cr. Prifi Della qual cosa con altrctb fiducia ci lusinghiamo , con quanta schiettezza e docilità nelil |1{ ', cc. ci siamo approfittati di quelle osservazioni cc. (P) Red. L.ett- o tato dall’ Alberti alla v. Allungare. ) Ali coni iene stare a letto p j un male fastidioso, clic ini è venuto alla mano destra ; mi lusingo F c che non mi abbia da allungare. (N) . 6 —* Provasi anche, detto in buona parte, allo'stesso modo che F. §2. Fit. SS. Pad. t. a. />. 256.(Ediz. del Man.) Bastemi» 1 ^, dolo noi (Dio) egli ci fa bene, e chiamaci lusingando co’ suoi co tinui benefìzii cc. (O) (N) _ , rA, Lusingato , Ln-sìn-fx-to.Add.m. da Lusingare.—, Allusingato, blanditns, illeelus. Gr. IxxySik.Bocc. I-e.tt.Pin. Ross. 280. E tra, che fu l’ultima reina d’Egitto, da questa medesima lusingata, L ‘ Cixm.Fell.22. La delta monna Beatrice, o spirata da spirito, °. g, singata, 0 per altra cagione ec., misse a un tratto tre de’detlifaucj”^ nel convento e luogo de’frati di Santa Maria Novella. Buon. 4-5. 16. Dicon quelle parole sbezzicate , Gli’esser voglion pi'fg 3 ’ Lusingate, ligiate. u 2 —* Nel sign. di Lusingare , 5-3- Tass. Ger. 7. 13. F. lusingato speranza ardita Soffili lunga stagion ciò clic più spiace. (Pe) . . Lusingatore, Lu-sin ga-ló-r c.[Peib.rn. di’ Lusingare.] Che lusingo- t-j, assentator , adulàtor. Gr. xó\a.g. Fav.Esop. E per la r olpe s’iuf c j a - ciasenno sottile lusingatore. Fit. Plut. Alcuni de’ suoi amici , h strigatoci spezialmente, non lasciavano levare onore al consiglio. v e, ' t A. Agost. 27. Quando riceve il consiglio del mondo ingannato*’^,, lusingatore. £ altrove: Lusingatore c biasimatore viene da grand® l j; versila. Maestruzz. 2. 11. 7. Se alcuno fa questo per intuizioOfj fi deiettare, secondo il filosofo, è chiamato piacevole ; ma se egh *. per intenzione d’ alcuno guadagno , sarà chiamato lusingatore. , (l t, Lusingatrice , Lu-sin-gu-tri-ce. Ferb.fi [di Lusingare.] Che lusinga- '' assentatrix. Gr. Li «oXamuoi arce. Prati, gov. funi. 26. Non sii 1 c p gatrice se non a ben Ure.Salvin. Disc. 1. 3o. Venite alquanto "'So considerando ec. quante disgrazie abbia apportato cd apporti ali""^ cc. questa troppo a nostro danno lusingatrice.» Firn. Esop. n) la mala femmina possiamo intendere ciascuna lusingatrice person 3 »^,, Lusisgheria , Lu-siii-ghe-rì-a. [Sf. Allettamento per via di iuhdo tl ^ F. c di ] Lusingamento, Lusinga. Lui. blandimentum, ilh'ccbra <, i .^i latio. Gr. yp-errel-c-yla. , xoXaxslx, Sterrila.. (Nil celt. basco b °) ( xil- egualmcntc lusenca e losengaria in senso di adulazione, lusinga.) lnf. i8. È da sapere che lusinga è chiamata iti latino aduiatio, bile due parti : 1’ una si chiama aduiatio , cioè lusingluTÌa j * ‘ ]( . ; tii assrntatio , cioè piagenterìa ; della quale lusiugbeiìa tratta ir* U il) prima bolgia. Amm. Ant. 18. 3. 12. Il servigio della prosp/"' -y. maggiore parte a lusinghcric , che a vero amore , pare clic si , E 25.1.3. Amore di femmina ec. fa gli uomini lamentevoli, 3 ( U |l 3 di matto ardire , di vili lusinghcric di duro imperio , e 111 inutili. » ( V ediz. del Marescotti nel primo esemp. di Anni 1- 18. 3. 12. ha lusingane; e nel secondo ha lusinghe.) (B) . Jr' Lcsinghevile , * Lu-sin-ghc-vi-le. Add. com. F.A. C. e di' li 1 ' 5 Jfi” volo. Guitt. Leu, 36. 84- Esso ( il mondo J è lusinglicvil® c a tivo. (V) j0 “ Lusinghevole , Lu-sin-gbé-vo-le. Add. com. Pieno di lusingo^ s j0gh c ' lusingare, [ Allettativo , Attrattivo , Fezzeggiativo ec. — , vile , sui.] Lat. blandns , illeccbrosus. Gr. Lmos, pu>.tx oS -^ oC )’ec-i 21. i5. Perchè costei , con alti lusinghevoli presolo pcrl.im 3l J il menò nel capannelto. £ twv.g6.i5. Intra tante cose pb biatL or tai' e luogo al lusinghevole amore. £ nov. g8. 7. Dove ti lasci _([/'* allo’ngannevole amore? dove itila lusinghevole speranza? .^'. i,, ° ll eiii e '’ col. 56. Quello che i Latini dicono blondin, diciamo noi h‘ sl ffgh 1 ' onde vengono lusinghe , lusinghieri, che usò' il Petrarca, e ‘ u Jta' co/e.» Passi Ger. 5. 8. Onde , tratto il rivale a sè in disP 31 ’ giona a lui con lusingherò! arte. (V) 2 — Frale , Pieghevole , Soggetto ad essere lusingato. B ut - , j t .gli u<>r La carne de’ mortali è tanto blanda, cioè 1’ appetito carnal e mini è tanto lusinghevole. (P) .■ Lusinghevolissimo , Lu-sin-ghc-vo-lìs-si-mo. [Add.m.] superi- ghevole. Lul.maxime illeccbrosus. Gr.p.-.i>uxùr(x.Tt>s.Segn-Ma .^o' . 23.3. Il male non istà nell’ avere de’ sogni assai , bruche 1 - fissimi; sta nel prestar lor lede. LUSINGHEVOLMENTE . flsiNGiiEVGLMENTE , Lu-sin-ghe~vol-ménte.y4ri'. Con lusinghe. Con pia- ccvolezze. Lat. blando, blanditer. Or. r,-xlu? , u.kixly^os, P^it. Gio. p}' ^ padre e la madre andavano a Ini sì lusinghevolmente , ec. i l h Sò, Pad, Al quale Eulogio pur rispondea mansuetamente , e ^ U'finghevolmente si profleiia di fargli ciò che addimandasse. ^giiiekEj Lu-sin-ghié-re. [Add. tn,\ e parlando di persona si usa per c,J! lu in fit'za di sm.] Che lusinga. —*, Lusinghiero , sin, Lat, as- ‘j tator , adulator, Gr. xdkag. Mor, S. Greg. Le lusinghe de' lusin- 6‘ieri non lo conseguiranno co’suoi favori. E appresso : E poi con- r . e alle lingue de’lusinghieri. G. E. 41 ‘ il 2 * ^ on 6 * Conviene a l * ec .\ ^'essere amico lusinghiere. Cavale . rrutt. Ung. Perchè molti “snightcìi pestiferi gli fanno a loro per compiacere. Coll. SS. Pad, \ ,c Ua si vuole imbellire in bagnora, ed essere attorncala continua- i c !* tc da brigata di lusinghieri. Pelr.canz. dS. 2 . Per seguir questo a ^glùer crudele. * H IE parlando di Cosa , sempre] LUSSURIARE 173 Lisi ^ P nt 'l atì do di Cosa, sempre ] in forza di «^/.[^.Lusinghiero.] , * Lu->in-gliiè-ri. Add . e sm. indecl. Idiodismo Jiorent. E. e .cinghierò o Lusinghiere. Cavale. Pungil. i 3 j. Onde essendo Ui Unato una volta da uno lusinghieri , e dettogli : Maestro buono : j j? r 'P rcse - E i 35 . E questo lu, come dice una chiosa, perchè era si | i P? vcr 9 3 c non era lusinghieri. E appresso: Santo Paolo ancora ^ d »ik ^ * U ■ D10 ^ luoghi , che non ora lusinghieri. (V) Gii iero , Lu*sin ghiò-ro. [Add . e sm. Peni. Lusinghiera. Lo stesso e ] Lusinghiere. E. 2 'ass. Gcr. i 5 . 65 . E il lusinghiero aspetto e dolce Di fuor s’ aggira , e solo i sensi uiolce.il' Fra „ li la s * tenera , e fra tante Vaghezze allcttatrici e lusinghiere Va y c e| ‘ a coppia. Red. Ditir. 1 6. E quei che in prima in leggiadrettj Alt? 1 Ebbe le Grazie lusinghiere al fianco. » Paliar. ht-Conc.,. 1 />. L 0si asc *nati dall’ incanto d’ una dottrina lusingliiera. (Pe) ,.f > * Lù-si-o» iV. pr. m. (N. patron, di /.uso.)—Soldato romano, sòl Ucc ‘ se si nipote di Mario. —Geta. Prefetto delle coorti pretoriane 3 Claudio. — Quieto. Illustre generate sotto Tiberio. (Mit) _ * (Grog.) Lat. Lusius. Piume dell’ Arcadia. (G) * (Geog.) Lu-si-tà-ni. Antichi popoli delta Spagna, abitatori a Lusitania. (G) p^su. * (Geog.) Lu-si tà-ni-a, Sf. Lai■ Lusitania. Una delle tre q 0i, ‘ncie che componevano la Spagna , e che abbracciava quasi lutto G's I -f a, ' se oggi conosciuto col nome di Portogallo. (G) L Cso > ,* Ln-si-ìà-uo.Add. pr.m. Della Lusitania, cioè Portoghese.(B) Ccti° Sso del braccio è uscito dal suo sito naturale , è uscito dal suo 1 ts HTo ol °-. (A) -W/j ’ (Lhir.) Lus-sà-to. Add■ m. da Lussare. V. (A) '-e,,/>:■ (Chir.) Lus-sa-sid-ne. Sf. U. L. Malattia nella quale le di ^ unicolori delle ossa hanno iit parte o interamente cessato ìiil tui.(!ì^ JOn dersiossia Slogamento dell’osso dal luogo della loro CQll stitr m Colazione. Lat. luxatio. Red. Cons. 1. 226. Tutto ciò IH gr a y p ‘t sig. paziente, e molto più i di lui^signori parenti, in ititi- c a -.‘-“Ore che possa accadere la lussazione del femore promossa s >niìl c sa ^drinseca; e più accalora il di lui timore un caso in tutto a ttatj 0 J Scaduto, ad ima sorella del medesimo , che è poi restata a s 01 ’piata e zoppicante. Cocch. 1. fi. Non seppero rimettere " -ttottarca la lussazione del piede. (A) (V) (N) J.110..!... : 1 ■_.. Suoi hz e Lussazioni diconsi accidentali quando hanno per causa via- do spontanee o consecutive o inemendabili, quando se- 5 tJ ,lo gini' C !' Ca 3‘om interne, come infiammazione che distrugga le car- f S Sl >scàc estrem ìtà delle ossa od i legamenti articolari, ec. (A..0.) Lux C0lb °- * (Geog.) Lus-sem-hùr-go, Luccmhurgo, LucimbuKgo. Lnf. t °%i »„ ” r S l ' m , Lutzclburgum. Città e Granducato de' Paesi Bassi, ss °. della Confederazione Germanica. (G) > r >st, 'Uzi 0 , ' 1 u P cr jhutà nel mangiare, vestire , o altro , [ quasi a di- T-puj, i‘ e di ricchezza e di magnificenza .] (U. Gala.) Lat. luxus. mattante a ,*f >a f‘ a> Tac.Dav.Ann. 12. t^5. Il giovane non accorto, ® ,n Ui m P‘ le Tesser Re stesse nel viver con gran lusso, trattenne A/ r Se ’tian 1 ? cn ’ a At Edessa. Menz.. Sat. 2. Tu bella sembri , e /n nti.(\' 0u lma tmpura, Clic lusso ed arroganza in sé riserba.» Segner. Li, I? ** Lusson. * (Geog.) La maggiore dell 9 isole Filippina detta miche Mainila o Nuov.t Castiglia. (G) Lussoino. * (Geog.) Lus-sò-ni-o. Laf.Lussonium. Antica città della Bassa Punnonia. (G) Lussoriare, Lus-so-ri-à-rc. [2V r . ass. E, e di '] Lussuriare. Cronicheit. d'A- mar. 22, Teucavi entro cento fanciulle giovani ec-, e lussoriava. Lussorio, *■ Ltis-sò-ri-o. N,pr, m.£af.Luxoriu$.(Dul lat./oniJ Itisso.) (B) Lussorioso , Lns-so-ri-ó-so. Add. m. [E.A. E. e di’) Lussurioso. CVo- nichett . d' Amar. 12. Tennono la legge lussòriosa e bruita, e adorarono idoli. E f) 5 . Guardate le vostre donne, che noi vi meniamo un cittadino calvo e lussorioso. Lussureggiante, Lus su-reg-giàn-te. [Pari, di Lussureggiare. Che lussu - reggia.] —, Lussuricggiantc, sin, Lat. luxurians. Gr . 0 Tpvtywv, 2 — * (Bot.) Fiore lussureggiante dicesi quello che per sovrabbondanza di si calìe teg ^ sureggianti in moltiplicali, tengono poca attenzione, da botanici , da’ quali vengono considerati come veri mostri^ appunto perchè le loro corolle divengono moUiplici a. danno degli slami e pùtidi, che si tra sfirmano in petali, lìertolani. (0)(N) 2 —. * Foglia lussureggiante dicesi quella che nel margine firma una- specie di frangiti , per cui è piti grande del disco, lì ertolo ni. (0) Lusscriìggiare , * Lus-su-reg-già-rc. N. Eive.re nel lusso , negli agi e nelle delizie.-— , Lussurirggiare , sin. ( E. Lussuriare.) Jac. Sold. Sat. Che benché e’lussureggi e faccia il grande, Chi sa che dentro al cuore e’ non sospiri. (A) 2 — [Per simil. dicesi delle piante, e vale Andarne in soverchio rigoglio.] Salviti, Disc. 1. ?hf. La fiorentina curiosità è come il lussureggiare deli’erbe ne’campi, seguo di fertilità. E vji. Lo stender de’rami e ? 1 lussureggiare delle foglie bene danno a vedere la fertilità del ter* reno che le nutrisce. 5 >— Usato anche in sign, di Lussuriare. Segn, Mann. Apr. g. 5 . Chevai che salmeggino tutta la notte per tc, se tu stili forse in quel medesimo tempo lussureggiando? (V) Lussuria, Lus-sù-ri-a, [A/*] Smoderato appetito carnale, f tt. 5 i. Signorsì, che son troppi cento scudi di patta fatto , perchè non si scrive parte di essi a cortesia , ma tutto a vizio e lussuria. 3 — Rigoglio, [dicesi delle piante, ma è modo antico e da fuggir si.^Cr. 3 . i 3 . 1. La lente è conosciuta; questa vaiolo aver luogo sottile ec., imperocché dalla lussuria e umore si corrompe. 4 — * Abbondanza , Superfluità. Pallad. 3* 4 ' Imperocché elle si cor- rompono per lussuria d’ omore. (Pr) (Bot.) Malattia delle piante, propria delle biade, e segnatamente 'U&sq & Ohe fai qualor te stesso accarezzi eon tanti lussi- ? (V). ab 1 v *zi 0S( ." v Past .° Sontuosità , e Magnificenza. Lusso e Basto ^ a Jiiosl ^bulini consistenti urlio spendere eccessivamente in cose Pesa s i ic | are grandezza: nel. primo predomina- V idea di superflua èin c Secondo T^Ua di un apparato esterno di grandezza. Son- A ^ n li che U / la X°H a plausibile potendo procedere da circostanze im- ° ntii osit ( \ tuI ncJli ?ggano. Magnificenza è virtù-, ® A» splendore t- maestà. differisce da- Berto/oni. (O) G — * (Icon.) Donna sdrajala sopra morbidi cuscini e su ricche peli^ ha il. seno scoperto , e sostiene colla mano lo specchio , mentre un satiretto si getta fra le su • gambe ed amorosamente la riguardo} /vvuv. JMontem, son. 9. Spirto gentil , che nostra cieca c ‘ Di tua chiara virtù lustri e adorni. ^ 4 — Pulire, Fare riluci lite. {L. Brunire.) Lat. polire, pcrpolh'C > splendorem dare. Gr. à-Tro^aW, fata.hn tv. # jp 5 — iV. ass. Rilucere. Lai. reni dere. Vir.rim. 115. Clic dirò io di allegra faccia, Clic lustra come fa Io stagno vecchio? Buon. 4. 4. 6. Veder lustrar quell’armi loro in dosso , K più vederle lustrare in mano. Ar. Fur. 2. 42. Da lungi par che come fiauiu 18 stri , Nè sia di terra colta , nè di marmi. c j,<> 6 — Fare buona comparsa , Essere appariscente. Baldin.Dec. LuC* 1 -,^, non era molto ajutato della presenza, e 1 cui vestito non lustra D quanto quel del Mabuse, rimaneva appresso di loro un non so eh* A;? Salvia. Odiss. 3g6. Sciagurata, Perchè così con cuor sdegnoso forse perch’io non lustro, eindosso Vestito son di triste vcstimcnta* ' ^ 7 — E n. pass, {nel sign. del§.q ) ftJatm.7.45. Perchè oggidì uO 11 va una in fallo, Clic non si minii o si lustri le cuoja. fili Lustuàstivali.* (Ar.Mes.) Lu-stra-sti-và li. Add. e sni.comp.indecn > dopo aver levato il fango dalle scarpe e dagli stivali dà loro ti ed il lustro e ne strofina tutta la superfìcie con la spazzola • ( , Lustrato , Lu-strà-to. Add. ni. da Lustrare. Lat. politus, \ ÌCÌ Vf} 1 ^ renidens. Gr. ^scrros , i^Hpyacrpivcs , Kcx.p.1rpós. Agii, Panel. nella chiesa di S. Brocolo ( l ecliz. dello Stella ha san Procolph impresso a casa mia un’ ornala statua d’argento , cc. : era puld^- ^ strata , posta nel mezzo del tabernacolo. Sagg. nat. esp. 208. e derato il cilindro nella sua base d’ una piastra di metallo lustrata bene. Red. Esp. nat. 4$- H guscio ec. per di fuora u ll “ s5 i) lustrato , e di color giuggiolino chiaro. Gal. Sist. 62. Come S 1 ^ reggiamo accadere nel cristallo , nell’ ambra, e in molte picti‘ c 1 ziose perfettamente lustrate. t ff /0) Lustratore,*L u-stra-tò-re. Verb.m.di Lustrare. Che lustra. V- di re ?‘h) 2 — (Ar.Mes.) T. de ’ pannajuoll. Colui che dà il lustro a pau ìlh % —. T. de ’ corallai. Colui che dà il lustro al corallo crii P°^ macinata, e a forza d'acqua raggirandolo sopra un gian ta^° che è detto Tavola da lustrare. (A) f — * (Milit.) Lnspeltore , Commissario alle mosti'e, alle rassegò fyc gira di quartiere in quartiere a rivedere a rassegnare gira di quar tecucc. ni de’ . La moderna ordinanza è fondata ed espressa nelle capiup 1 ^ colonnelli, nell’istruzione de’ lustratori, o connrnssarn ah sire. (Gr) ^ Lustratricb ,* Lu-stra-frì-cc. Verb. m. dì Lustrare. Che lustrai e Jd che Che cerca , indaga , osserva. Bocc. Teseid. 7. 79, 0 ca» de’boschi lustratrice , La qual ti fai a vergini seguire ec. (0) Lustratura , Lu-stra-tù*ra. {Sf.Pulitura. Lai . expolitio. Gr.tyV* Cr. alla v. Lustro. V. - $$ 2 ■— * (Ar. Mes.) Operazione che si fa spianando e pulenti 0 , ■ pof: stampate sfinendo d asciugare i* inchiostro da stampa.perch? s ffe& legare il volume quasi appena uscito dal torchio , senza ch e . ^ diano veruna controstampa nel batterli col martello : il c ^ ie '.y fi nendo ogni foglio di carta ben disteso , fra due fogli sott'l 1 Ione molto liscio e pulito \ assoggettandoli all’ azione di fa* Q piti 1 molto possente, e lasciandoli cosi compressi per un tempo p tU lungo , non mai però minore di dodici ore. (D. T.) f Lustrazione, Lu-stra-”ió-ne. Sf. F. L. Purificazione, spiazione usato dei Gentili. Lam. Ani. Le scienze di que’pp* 5 . 8 tra 1’ altre , le lustrazioni , gli augurii , gl’ incanti c le |hvj ^ ptif Cocch. Disc. tose. 1. 85. Quindi le tanto famose lustrai 11 ^ fìcazioni degli Egiziani e de’loro vicini. (A) (N) , 2 —*Le Lustrazioni si facevano da'Greci e da' Romani p eì ^ ptt aspersioni) di processioni 0 di sacrifizii espiatori, ^'ervivan^^ 0 ficare le città f gli eserciti , 1 fanciulli, le persone conta 111 ^ qualche delitto o dalla vista di qualche cadavere 0 da *7^ impunta ) e però erano o pubbliche o privai ■. Nella colle lustrazioni si purificavano i luoghi e le persone c filavi Chiunque toccava un morto , dovea purificarsi , lavando* ,g) della lustrazione. (Mit) (G. I r .) | ; fle’o' 1 9. « Lustratura , Pulitura ; ma non è da imitarsi. Bette ■ ^ LusTtiE iSf. pi. di Lustra. J. 2.] , rua ce ^ Lbstuia. * (Aiclic.) Lù-stri-a. kdd. e sf. Nome di una J ci ij 5 LUTTA LUSTRICA t - js Lu-te-rà-no. Add. e sm. Colui che professa la ‘n. onore di Vukano. (Dal lat lustro io illumino : poiché il fuoco ,,, r\? m\ rappresentato in Vulcano illumina) (Mil) ; Mi’ ntnersorio . „ . - ; ■ » c o‘y avere una grana grossissima con certi lustri accanto l’ imo , ^unitamente ec. (Qui par che vaglia Pezzetti lucidi.) (V) in., i Onde Dare il lustro ai panni, alle pietre e simili — Parti 3 luc cnt,\ y. Dare lustro , §. 2 . (N) ì — g~T Pai- lustro = Render lustro, y. Fare lustro» (N) frj P endore, Lume. Lat. lumen , splendor. Gr. , rvyéj. Lib. l a 3f‘ Infonda nel cuor mio del suo santissimo lustro, per modo die allo ? oocca possa e sappia accrescere ec. Eiloc. i. zCjo. E , oltre s ho ?.DprrDoi-e del viso , quello tanto lucente faceva, che mirabil lu- W I? rallt ‘ di quel luogo porgeva. JJjnt. Purg.ig. if>.Ed ecco un Qi I. subito trascorse Da tutte parti. E Par.if - 6$- Dd ecco intorno 3 i-^acezza pa.i ISascere un lustro. lor ( ) i ,^ 'P Nobiltà, [Decoro.] Lib. Pred. Fanno pompa del lustro della f u . anzianissima casa. l'io Giord. Pred. R. Privi di quel lustro che ^ agiato loro dagli avoli. ’ * Onde Dar lustro deportale ornamento. Dare lustro.(A) dai ' lett - i ; 3 1 6 - Me ne rallegro ec. mentre col suo noi»? hanno {[ ai1 così fulgido lustro alla loro accademia, (N) H 0n l adt urn. anche per Covile, quasi] Lustra. Bcmb.stanz. i^f5. Giardiu 5 g C ° .° 111 breve divieu selva, E lassi lustro ad ogni augello e belva. ch e i azi ° di cinque anni [, oasi chiamato da un sacrifizio espiatorio, r Ìfìcc ~ eu . ano * Censori in Roma , quando chntdevasi U censo per pu• $ popolo^ e fu istituito da Savio Tullio. - ] Lat. lustrimi. Gr. Co F 1U Volgerà ’1 sol non pur anni , ma lustri. Ho^' j ° z \ Che nell’abisso del mondo lungamente ravvolgermi tra lu 0 ^- e ^ lbtl i mollali. Ar. Tur. 33. 21 . Ma vi parca intervallo Di I n Mti C Ilio ^ » 11011 eh’ anni , ma lustri. E 36. y5. Ch’ai mondo Tur e ni °lti anni e lustri Splendide c senza par d’uomini illustri. n (l( ' \dtid.m. Che ha lustro. Lat. renidens. Gr. \s*.(j.’XpQ$,R»d. Esp. Serie ^ pietre cc. son di color nero simile a quello del para- f^rte* il&c , e , e lustre, come se avessero la vernice./? Jm. 5j2.1ii qtu-Ita T ’l C ^ 1 ' ^ tra due tronchi delle forbici ( dello scorpione J , scor- lt,1 ° Piccolissime eminenze ritonde, nere e lustre. /’•/ [ty/rt.] Splendore. Lai. splendor, tu.x.. Gr. a-vy^ ■Pr, j ^° c ‘ 202 . Vidi in mezzo di loro mi lusirore grandissimo. > Biro n!I C * 5 * 1 7* 8. Tanto lustrorc da lei mi fu dato , Clic mila lc W 1 ? u al >bacm;itn, c/ le L| Hà- 10 , «Mi, al ■nifi.,' lAtl. e n. pass ] Impiastrar di luto il corpo de’ fasi ìaouo esporre al fuoco vivo .—, Lutare, sin. Lai. oblimare, limo -“•no *” r ‘ Art. yeir. Pier. 2 . SS. Le quali bocce sitilo lutate Sì * l| tiu 0 ^° U f h e sia forte. E appresso: Allora con questo loto *pii° j 1 vetri, che sarà mi luto perielio. lìorgh.Rip. ujì. Gli nut- T z ic 1 Ulla pentola nuova, coprendola e lutandola con luto sapieu- L «n To r Uou Sfiati. v PhlitJ Add.rn. c/uLutare. - -, Iiotato, sin. Lat. oblimatus, limo ,,|( ato ~"* r - Jiì^ihis.RiceU.Eior.iSiMMi in boccia con cappello ben 'luta; j C COs * Dita il recipiente. E 182 . Lutali ben da piè e da capo, Vai,( e / :ri hi fuoco. Art. yetr. Ner. 1 . 3. Piglisi il polverino di Le- fond u cne stacciato , e si metta in orinali grandi di vetro, lutati in J ■Du-tii-tù-ra. [.Sf.] Il lutare. —, Lotatura , sin. Art. Pelr. del canti lf* ^ hitino le giunture del recipiente, aggiustate al rostro 0 ^ P^ 1 che sia possibile, che averi ciascuna boccia; lascinsi > tritio 1 0 Clle 1° lutature prima di dar fuoco. E appresso: Dipoi si ba- L ’ Ta ìio *^ lun hjre e lutature con acqua caldf tta. Ik lziu ila■ i ’ ta s ‘‘ 0 . J\. pr. m. (Saettatore, Dardeggiatorc, dal celt. '"'Cullilo A 5 0VVl1 '° infangato dal lat. lulatus clic ha questo senso.) t te>n Pin 9,'nono che dopo la pace conchiusa co’ Cartaginesi , chiuse il SW‘^'">.(Mit) F 1 a 1 din.. ' ,llm - l: Ar. Mes.)Lu-ta-ii <5-nc. Sf. Applicazione del loto ***** * C '«*<« tein„.y. mm ...f^ ^ mutazione, sin. (A) genere Isatide. Lo te a. » Miniali alta parte inferma. — , che A' Lù-te-a. Sf. Specie di pianta d i ^WV 7 rB Guado ' (N) c i^ °h) Lu-t'^u-i (l . Sf Specie di pianta appartenente al genere re~ 5t -p ltSa da*tintori.e comunemente vieti ^//«Guaderella,Robbia Lnt..„l^ j: ^ - ■ ie °lus P ! . u ‘'Dola di monte,Bielolma.£.Lat. reseda luteola. (Dal lat. ltt T? 0 tlSA • T to ’P crc Déqncsta pi anta comunica tal eolore.)(A)(Van)(Tv) ■ Phrezz . V' tc -0-U-na. Sf. Principio colorante del guado nello stato l./ 1 Uf ‘ijc. a ’ f- s °lfdiite nell’acqua, e tinge in bel color di giunchiglia-, 'T^AstsMn^/of 0 ^* ec ^ Ale basi salificabili. (Van) ' * (St. Eeel.V T t. *. - e— O —‘ <-u le f u - VX. Eccl.) Lu-te-ra-nì-smo. Sm. Professione e Stato di lenì r !fS e S n - Incr. 2 . i3. sd. Perchè nell Inghilterra di due ve- - ' un » luteranismo e del Calvinismo , formo*!, non un rimedio, son tossico più mortale con la setta parlamentaria ? (A) Qd) dottrina di Lutero. (Van) (B) 2 —* Degli Eretici appellati in genere Evangelici, alcuni sono Lui crani, c Luterani ,alcuni Antì-Luterani ,ed (diri Anti-cristiani. / Luterani sono divisi in Miti, Rigidi e Misti. De Semi-Luterani aie uni conformano le loro opinioni a’ testi di Lutero , ed altri pongono in armonia le opinioni altrui per mezzo dette sentenze di Lutero stesso. Degli Antì-Luterani (daini dissentono da Lutero in molti articoli , e si dividono in molte sette. Era gli Anti-Cristiani alcuni rovesciano quasi tutta la Fede cd (diri tutta affatto la sovvertono. Sono trenta- nove le sette principali che uscirono da quella di Lutero ; ma infinite altre se ne formarono e se ne formano , sotto diversi nomi , come Zuin- gliani, Calvinisti, Puritani, Presbiteriani, Metodisti, Carlstadiam, Eco- ìampadiani, Anicinialti, Gennari ani, Piscatoriaui, cc. ec.'(Ber)(G.F.) LurEnio , * Lu-tè-ri-o. N. pr. *». (N. patron, di Luteiv.') — Generale de ’ Galli , vinto da Cesare. (Mit) Luteiiizio. (St. Nat.) Lu-te-ri-si-o .Add. m. Che è della natura del luto. Targ. Fiagg. Terra arenaria biancastra, che nel fuoco delle porcellane resta laterizia (/órse laterizia.) (A) Luterizzare, * Lu-te riz-zà-rc.ÌV. ass.Esercitare il luteranismo. Pal/av. ist. Conc. 2. *77. Onde il porvi mano i pontifica non arebbe operato altro che un potersi luterizzare con autorità del Pontefice. (Pe) Luterò, * Lu-tè-ro .N.pr. /n.La/.Lutherus. Lo stesso che Clotario ^.(Può esser anche nome originario e venire dal celt. luthar, o luchar bello.)(B) Luteva.* (Geog.) Lu-tò-va. Antica città della Gallili JSarboncse , cor- rispondente alt odierna Lodeve. (G) Lutevaxi.* (Geog.) Lu-tc-và- m.Anl.popoli della Gallia Narhonese.(G) Lutezia. * (Geog.) Lu-tè-zi-a. Antica città della Gallia , chiomata anche Parisii ed oggi Parigi, dal nome del popolo che. t abitava. (G) Lutgenburgo.* (Geog.) Lnt-geii-hùr-go. Città della Danimarca. (G) LcTiA.*(Goog.) Lù-tì-a. /hil.cit.delta Spagna, nel paese degli Arevnchi .(< V) Luticii.* (Geog.) Lu-ti-ci Antichi popoli della Germania, che Jacevan parte degli A'vevi. (G) Lutifigolo , Lu-ti-fi-g i-lo. [ Add. e sm. comp. F.A.F. e di’] Vasajo. Lat, fìguhis. Gr. tupjcpivs, (Dal lat. lutimi loto, e figutus vasajo ) Bocc.Fit.Dant. 23g. Non ostante che it padre di luì fòsse lulifirolo, esso di tutti loro sia stato nobìidatore. ° Luto. [Am.] Tetra inumidita ; Loto. (ALFango .^ Lat. lntum. Gr. ^AoV. » Rucetl. Ap. 23g. Due volte l’ rumo son feconde, ec. L 1 una t* qu indo la rondine s’affretta Sospendere alle travi luto e paglie IV dolci nidi, che di penne impiuma, ec. (B) 2 — { Materia tenace e duttile , che si applica a strati di variabile spessezza sulla superfìcie o sopra le aperture de ’ vasi chimici , e che w si solidifica mediante il prosciugamento. Tati applicazioni mirano ad impedire che il calorico non si volga , a guarentire i vasi dall azione diretta del fuoco , che potrebbe spezzarli o fónderli , come altresì ad otturare tutte le aperture degli apparali per renderli impermeh..\ i possono distinguere tre classi di luto: il grasso, /'acquoso e l' argilloso : Il grasso si prepara coti la migliore argilla , ridotta in polvere. tenuissima e poi impastata con olio di lino seccativo, l'acquoso si prepara con calce e bianco A uovo, triturando la calce vira in polvere tenuissima , che si stende poi sopra una tela ; /’ argilloso si prepara in diversi modi , secondo che serve a lutare o le storie o altro. 1V1 preparano altri luti conosciuti più particolarmente col nome di Mastici. F .] Ar. Fttr JSer-2. 38. Le quali bocce sieno lutate al solito con luto che sia forte. E appresso : Allora con questo luto si lutino i vetri , che sarà un luto perfetto. 3 — Per simd. {Diersi anche di (Qualunque materia con cui si luti alcun vaso.] Art. Fetr. Ner. 2.38. Si metta alle boccoli loro cappello (ti vetro ec., si lutino benissimo al collo della bocchi le giunture con luto fatto di farina line c calcina , ec. E appresso: Con questo luto e fàsce di panno lino sottile si intino e fascino le giunture. zj _ Così anche dicesi dagli scultori certa lena immorbidita con f acqua, tifila quale bagnano o intridono puntìi Uni , per vestir con essii modelli delle figure, ed acconciandoli in modo , che vengono a ftr quelle piaghe le quali si vogliono che abbia il vestito della statua. Foc.Dts.(A ) 5 — Per me taf Abbiezione, Condizione vile, S. Caler. 35 .Quelli che Dio ha tratti del luto del mondo, e posti nella maggioreecceilenzia che possiuo essere. (V) Luto diti*, da Loto. Gli antichi li confusero, e cosi i lor derivati, tranne in quanto al nome della sacra piatila d’Egitto che fu sempre Loto. Ma i chimici, gli scultori ec. moderni preferiscono dir Luto, e nel sigtiif. proprio e metaf. di fingo,per evitar confusione,dicesi Loto. Lutorio , * Lu-tò-ri-o. N. pr. m. (Dal celt. lutpr lavatore, che viene da hi acqua.)—Prisco. Cavaliere romano , autore d' un poema sulla morte di Germanico , e fiuto morire da Tiberio. (Mit) Lotoso, Lu-tó-so. Add.rn. Limaccioso , Fangoso .—, Lotoso, sin.Cresr.(A') Lutroforo* * (Arche.) Lu-ti ò-fo-ro. Sm. F. G. Lat. hitrophoros. (Da lutron lavacro, e phero io porto.) Libazione (V acqua presso a sepolcri, onde placare e rendere propizie te ombre de defunti. Ne funerali d'uomo ammogliato portavasi quest'acqua da donna maritata ; in quelli di giovane e nubile da un suo pani ed in quelli di una vergine , da una delle sue compagne. (Aq) 2 — * Lutrofora diccvasi la più giovane delle parenti a un novello sposo , incaricata di presentare alla sposa , avanti di coricarsi un tu- oucro il’ acqua attinia itila fontana di Callirne, ossia alia limpida sorgente Enueactuno, onde lavarsi i piedi. (Aq) ^ Lotta. {Sf F. L. Lo stesso che Lotta, r •] Lui. lucta, luetalio. Gr. rtdk7l , •KÀkOUffp.Ot. . 2 — Per metaf. [/« sentimento osceno.] Ar. rur.28. 3 /. Quindi mirando vide , in strana latta, Ch* un nano avviticchiato era con quella. 3 — Per JÙm/.Qualsivoglia combattimento o Ira vaglio o contrasto. Petr* son. 281. Spirto già invitto alle terrene lotte, fioez. Fardi. 4. ?■ U Cielo ha poi Chi quaggiù vince le terrene tutte. Ar. Fut\ fò* 4 8 -^ f-» OJ l Ltì i 1 xulL prima ella nò quinta Fu delle fluirne prese in ri gran lui!; vFilic.canz. E alla pnm bitta IV Asia s' unio qui InUa. Lattare, Lut-UWe. [j\ r . <»$•■] da Lutto. [_f'\ A.] Rammaricarsi, Lamentarsi, ’Quen tarsi piangendo.LatAu^rrcfìmciiìari, Gr.zra/iìì £tv .oÙvpetàcct. Sen. Pisi. La qual non si può schifar di pari irsi di buon volere , sanza piagnere e san/.a lattare. Danl.P nrg. /7.ÒV. Or m’hai perduta: i’son essa ehc lutto. Madre, alia tua, pria eh’ all* altrui mina.« Leti. Tufi. 72. Lacrimando, piangcnuo, lutiando. mi disse in andatalo (Y) Lotto. [Shi* - ] Mestica per perdila (ti parenti, Pianto. Lai, hiatus. Or. ft’riOos. Albert. c.up • Q. Lo lutto del molto è sitte dì; ma del pazzo c dell’ empio è tulli li di delia vita loro. Ai ed. Aib. Cr. Brigali di far pianto e lutto amaro,come colui riha perduto il suo figliuolo unigenito. «— Mestizia o Piatito semplicemente . Lat. {Ictus,moeror. Gr.v.Xcx.vSp.os, ?vv-X7i, Data. Jnfd.oj-Ed io a lui: con piangere e con lutto , Spirito inaladetto, ti rimani. E i3.(>g.l lieti onor tomaio intristì lutti. Petr. vap. /$.. E le fatiche lor vidi , e i lor lutti. E cap. 6.E fra tanti sospiri e tanti lotti Tacita e lieta sola si sedea. *» •— * Bruno , Gramaglia. (Vati) uttoso , Lui-tó-so. Add. \n. V. A. [ V.e di' Luttuoso. ]Ri/n.ant.Guitt. ino. Forsennato giacere Morte è al corpo , c all’ anima luttoso. Luttuosamente, Lui-tuo-sa-mcu-te. Ava. Con lutto , [Lagrìinosamente.'] Lai. luetuose , ingubriter. Gr. TCtrìncùs. Er. Gioid. Pred. R. Trasse luttuosamente i giorni della sua vita. Luttuosissimo , Lnt-luo-sìs-si-mo. [Add. mi] superi, di Luttuoso. Lat. luctuosissimus. Gr. 'MvSrHd'Ta.Tos.Segiier.Alonn. Aett.6, 31 )a i sensibili (diletti,) amati eccessivamente; avvitii che facciasi a poco a poco it passaggio luttuosissimo a i sensuali. Luttuoso, Lut-tu-ó-so Add.m.Pien di lutto, Lacrimabile , [Doloroso ,"]—, Luttoso , sin. Lai. luctuosus. Gr. rftvSit cos. Pr.Gwrd. Prcd.H .Cadere nel luttuoso baratro dell’inferno. E appresso: Non giovano a quella infelice anima le negre e luttuose vestimenti de’ parenti. Coll. Ab. Jsac. cap. ty. Ancora il suo soprannome lo ’nduee a ciò, imperoc- *h’ egli g appellalo luttuoso , cioè con cuore amaro. M MA a —- * Che produce lutto. Se. gnor. Crisi, in sin. 1, ■/?>. 7. La più dannosa di lidie (/’ Eclssi) è quando ec... Oh clic eclissi luttuosa! (N) Le lULiSTo, ljU-tU'b'n-to. [Add. m. Chiazzato di fango, Luto s»>, Lo stesso che] Lotoìento. J? . È.at. hituleutus. Gr. / rr^Xi’>})r l s.Segtiei\AlariiJ.AgA7> 2. Uscirà da essi tulio ciò c’ hanno al presente di escrementizio, ciò** di lutulento , di feccioso , di fetido, ec. »Sanintz. Arcaci, pag. (Cornino I greggi e gli armenti appena pascono per li prati» e coi lutulenti piedi per indegno conlurbano i liquidi fonti, (B) Lutzek. * (Grog-) Lai. Lucena. Piccola città del Regno di Sassoni# 1 celebre per tre grandi giornate campali. (G) Luvetto, * (Vcter.) Lu-véUto. Sin. ideine volgare d'ima certa malati# de* cacalii e de ’ buoi nella Svizzera , considerata da alcuni come e ' pizootica , e da alivi come endemica. U animale perde subito Ic forzS soff're de’ tremiti , ha la spina dorsale rigida e sensibile , vuole tf, tieni sdraiato, nè sì alza che per rinfrescarsi e rintracciare de* luog"\ freschi ; porta la lesta bassa , e le orecchie pendenti j è tristo, 1 occhi sono lagninosi , la sua pelle comparisce calda c *ecca , la su# respirazione frequente , anelante , seguita da certo battito de* fianchit tosse spesso , ha l* alilo di odor fetido ; il polso riesce celere, fori?) irregolare ; la lingua ed il palato sono aridi , e diventati nevosi 11 ? l'appetito Lingue ; In vacche perdono il latte ; e cessano dal riti 1 #'* nare del pan che i buoi. (Van) Luza. * (Geog.) Antica città e cantone della Palestina. (G) Luziano , * Lu-zi-à-110. Add . in. E. A. Aggiunto di Paradiso. V- * di Deliziano . Delizioso. Vii. S. AL Alaci. 11 7. Quelle sante anim® del Paradiso limano. E 1 fp.Egti gli ayea menati al Paradiso luziau^' (Paradisus deliliarum.) (V) Luzola. * (Bot.) Lù-zo-la. Sf Lai. luzula. Genere di piante della e 5 ' snudila monogìma , famiglia delle giunchee , stabilito da Decani 0 " le con una sezione de' giunchi, c da’ quali differiscono le luzole p cr la capsola ad una celiata che apresi in tre valva e con tre semi ì e tutte han foglie piane sini.li a quelle della maggior parte delle gW minaoec. (N) M M . [Sf Dodicesima lettera dell'alfabeto italiano, nona delle conso - nauti , e seconda delle liquide ; si pronunzia Emme. Lettera labiale nasale , dipendendo la sua articolazione , oltre che dalle labbra , in parte anche dal naso ,, nella carità interiore del quale si fa risuonare alcun poco la voce. E di suono rimesso e mediocre quasi] simile alla N , punendosi in cambio di essa innanzi a B o P , per miglior pronunzia , come Imliolio e Empio. Consente in mezzo di parola innanzi di sè , e in diversa sillaba , la L , R , S , come Alma , Orma , Sisma ; quantunque la S si trovi di rado nel mezzo della parola , e per lo più ne’ verbi composti colla preposizione Dis, come Dismettere; ma nel principia è più frequente , come Smania , Smanilo. [ La S peraltro si unisce piuttosto ulta M nella stessa sillaba , ove non sia in parola composta. Riceve anche , ma più di rado , la G innanzi , come Sigma, Borborìgma, e’I T, come Tmolo monte.'] Projenscesi la S innanzi alla M nel secondo modo, cioè con sottil suono e rimesso, come nella voce Rosa , conforme a quello che si dice nella lettera S. Raddoppiasi neI mezzo delta parola, quando egli occorre, come Femmina , Mamma , ec. [E. Emme. ] 2 — (Arit.) Talora serve per nota del numero Mille, [eri è lettera numerale romana, ma quando si pone sovr’ essa una linea, acquista un valore mille volle maggiore, cioè un milione. Raddoppiata vale duemila; triplicala, tremila.] Din. Comp.1. 7. E per le rendite e pe’ Fedeli volea l anno fior.MMM, i quali gli promettesse messer Vieri de’Cerclii, ricchissimo cittadino, li 2. 44; Molti furono accusati, e convenia loro confessare aveano fatta congiura, che non l’aveano fatta, e erano condannati in fior. M per uno. rir. l'ur.354. Che venti anni principio prima avrebbe, Che coll’ M e col D fosse notato L* anno corrente del Verbo incannato. 3 _* (Mtis.) Questa lettela si usa nella musica come abbreviazione della parola Mezzo , o sovente scrivesi mf, in vece di Mezzo forte. (L) M’ in vece di Me 0 Mi, posto innanzi a consonante. Aferesi ant.e viziosa. Rim. ani. Guitt. 99• Ahi morte , villania fai e peccato ; Che sì m’iiai disdegnato, Che m’ morir (me morirj vedi, e non vuoi trar- Jni fuora. (V) (N) Ma. Congiunzione che distingue, [0 che eccettua,] o che contraria.—, Mae, ihi.Crn.Yerum, scd. Gr. àxxri ,*«/ro». (Secondo l’opinione comune, deriva dal lat. magis più, piuttosto, come pur ne derivano per sincope il mas degli Spagn. che vale ma, davvantaggio, ed il mais de’Fianc. che una volta ebbe pure gli stessi due sensi, c che ora ritiene il primo. In provenz. diccsi mai, in illir. heman, in ar. emina , ed anche ma che sembra la vera radice del ma italiano.) Bocc.pr. 2. Non per crudeltà della donna amata, ma per soverchio fuoco nella mente concetto. E g-4-P-1. Estimava io, che lo’mpctnoso vento ed ardente della invidia non dovesse percuotere se . non l’alte torri , ec. ; ma io mi trovo della mia estimazione ingannalo. Amel. 60. Io diro forse una cosa non credibile , ma vera. Dant.Par.2.12. Idei quale Yivcsi qui, Raima rum scn vicn satollo. Petr.son.52. Qual vincerà non so; n> a fuio ad ora Combattuto hanno. 2 — Talora è congiunzione correttiva invece ri’Anzi, [Piuttosto.] - , e ned , immo , quin etiam. G. E. 12. 104- 7. Nota, lettore , ch e più volte , ma quasi sempre , avviene a chi si fa signore ec. d’ a 'yj sì fatta uscita.»/’/!. SS. Pad. 2. 36. È simile al pozzo che sazia tu ^ quelli, che vengono a lui , e netta le inaccliic ; ma sè non può, J!l ogni immondezza è in lui. (V) 3 — * Talora accresce sopra alte cose dette. Lat. sed vero, verum ctiain e i Bocc. g. 1. 11. 7. Bella cosa è ferire un segno, che mai non sin> ,, J ' ma quella è quasi maravigliosa , quando alcuna cosa non usata api’ lisce di subito , se subitamente da un arciere è ferita. E Leti- ricchezze dipingono 1’ uomo , e cogli loro colori cuoprono, e nas c0 dono non solamente i difetti del corpo , ma ancora quegli della 111 eh’ è molto peggio. (Ciri) — Talora e particella cominciativa di chi trapassa a diverse cose. sed, autem , vero, jam vero. Gr. a/./.’cii.. Bocc. introd. 2. Ma voglio perciò che questo di più avanti leggere vi spaventi. Segn.o 3. 254. Ma qui è bene recitar la guerra seguita nell’Ungheria. * JSonclimeno nel verso , talvolta può non precedere, qual 1 f> ’. p. 1. canz. q. Ahi crudo A V 00' ÌjB a 4 que sìa particella cominciativa. Petr. p. 1. canz. g. Ahi crucio ^ ma tu allor più m f informe A seguir cT una fera, che mi struggri voce e i passi e Y orme. (Gin) _ «r/f. passi e f orme. (Gin) # Talvolta non contraria , ma congiunge , e sta in forza S. Gio. Gualb. 28y. Gualberto priega Y Abate , che gli meni * ^ figlinolo; ma l’Abate, tornando a Giovanni, l’ammunisce c vada al Padre. (Alias aiuem.J (V) j Q^ iV ; — Per Nondimeno , Cnntultoció e simili, in corrispondenza* 11 '^ tunque ec. Boez. ny. Ma pognamo clic sia alcuno ben costui* 1 ^ di lui il divino giudicio e V umano igualmcntc consenta ; forze dell animo infermo. Cavale. Med. cuor. 2 c ’ — [Per Se non,] Se non che,Eccetto che, Salvo che, Fuorché, ,yjd Clic solamente, [ed è per lo più allora accompagnata daChe; ",.,gis dee scriversi Ma’ clic quasi Mai che, ed è modo antico.] . 0 : : |B i t‘) quam, praetcr, nisi. Gr.-rkm',cl pii. ]\'vv.(‘nt. yS. i. Or^ eup c ^. ]00 iU Iddio? egli non è ma che uno. Eegez. Contro abbondanza■. ai; u ù d° . . „ .. di ici non aver menato ma che due legioni, aggiuntovi gli. M. l! T|,e compagni. Dani. fij'. „q. 26. Noli uvea pianto ma che di sosp ul > , 0 . 1 aura eterna faccvau tremare. E 28. 66. E non avea ma ch c u jja vecchia sola. » E Inf. 21. I’ vedea lei, ma non vedeva in css; } }] ) ii che le Jiolle che’l hollor levava. E Par.22. Fa spada di 0 taglia in fretta , Nè tardo, ma che al parer di colui Che & esìal oU è temendo P aspetta. (B) Dani. Puvg. -18. La qual senz’ operar MA pianta 8 * dimostra ma die per effetto, Come per verdi fronde in Maak® , * Ma»a-ldn. iV. 2 ^ a * ( Molte ediz- in questi es. leggono -Mai o Ma’.) (Cin) cos'o. J i ì ar. mahelon ra ■j 2, £ , vctr *QHientH nello stesso sign. e talora senza il Che. Gr.S. Gir. che ar *? V i I0 ^ c no * ma solamente che noi ramiamo. E i5. Quegli it 0 lCl n ° ^ 0ì 'P° del buono uomo , non fa altro , ma solamente la Cotr^^ n ^ a fili straccia. Siccome la gonnella è vestitura del corpo, così’l ^«onnelia dell’ anima. E *6. Non coitale voi unqua, che lo suo 8 °fl(U'ir 3 /\T a P°^ ei ' c & lui nidi fare , ma tanto quanto Dio lo vuole S -Vi ^ ' , \ ’ ) I >r o? < 'r? Ma ^ulla. Che , e scrìtta coll'interrogativo , vale Ma clic ccq c Ji . Sjova ? Lat. sed quid ? Gr. ri bs. Petr. son. 222. Questa dihq CU7 1 ? e S^ 01 ’* 3 s s ’io non erro , Grande a natura , a me sommo che ?°f’j t , c h c - 'vie 11 tardo, c subito va via- Boccniov. So. 23. Ma Uno atto ® j vuoisi vedere altro. Fùui.m. 1. 35. Oimè quanto fu al sì p 0 . n ° rc nemico sì fatto giorno ! Ma clic? le preterite cose mal falle * _più agevolmente biasimare che emendare. * Us tr ^ ne U° stesso sìgn. più distesamente 1 Ma che prò? Segncv.Crist. . Ma cbc f° ? f. c la ,s rime eli rabbia non servirono al 0 ^ Ine( bcina co. E ’i.g.z. Ma clic prò, se non lo curiamo ? (N) far r 0 com ra B nato con Nondimeno, Tuttavia , Pure , Però o simili , v„ ' rse ‘he sia anzi di ripieno, che di signi/icanza.Lat.sed tamen, Esilio* 11 ' 011 -’ dr. -I (Kr,v , ov pr,v Bocc. non. 7. <£.Bcr- P ar co I «cominciò a prender malinconia} ma pure aspettava, non crii „• * ben far di partirsi. Dani. Inf. 22. idi. Ma però di levarsi ». .‘«cute. n ir - *«..* * rw > A _ 1 r. «ssai G. E. g. 3o5. 5. Di que’ di Castruccio nc furon morii >0 O ? a , n on però presi. E 10. ig. 1. Ma però piccola festa v’ebbe, sin ■,!: ,,i!eme con la particella Se , non si pone in significalo del b Hm. ( [ t i Latini, se prima un altro Se non ri sia preceduto. ^iiVQl t f ns i t ’ tne con la particella Si , ... cambio di Ma bensi. lOa «'""i \. s P*cch. Cr. i‘t8. Gli Saducei non credevano la resurrezione, <5 i " l'arisei. (Gin) tichi ,Q Ua "do è seguito da parola che incominci per vocale,ghan- e aggiunsero talvolta la lettera D , e disset o Mad, come Clied che ^ n f ece ‘H C-'e ed E. Bell. Man. son. E fu il nuo affanno tal, . s Pi(tJ ltbb< -' «azio Aon pur Medea nel maggior colmo d’ira, Mad un iigre , c il cor d’ un Orso. (Cin) Un j Byvasì anche raddoppialo Ma ma. Geli. Sport. 2. 2. Va con dii> , lcl uo in mano, cercaudo a maniscalchi ec. ma ma clic bisogna l U*g tt là?CN) s fosc • S - Qto ! n f orzn di sm - Erano. A'aedi, nov. i65. Carmignano ri- ^ lc0 c h'io so la quistione, e dirollo , che non ci avrà al- MACAONfA jyrj pr. m. Lat. Muhalon. ( Dall 5 ebr. mahho apido.) (D) Maamoma.* (Mit. Ind.) Tvla-a-mo-nì-a, La principale divinità del l'.bct e del Butan. (Mit) Maanan.* (Gcog.) Ma-à-nan. Citta dell’ Arabici) presso la frontiera della Turchia asiatica • (G) Maanim.* (Mus.) Ma-a-nìm. Sm. Timpano a palle , strumento antico ebraico che consisteva in un corpo cilindrico cui era attaccata una fila di palle. Detto anche Miuaghegim. (L) Maarab.* (Mit. Maom.) Ma-a-ràb. Sm. Specie 'di nicchia che si vede in (ulte le moschee , ed in cui viene collocato il libro del Profila , ossia il Corano : essa e sempre rivolta verso la Mecca. (Mit) Maaham.* (Mit. Pers.) Ma-a-ràm. Sm. P*, persiana che Vale Mese sacro. Era questo uno de' quattro mesi dell' anno che dagli Arabi erano appellati Mesi di tregua o sacci , ne* quali cessava ogni ostilità fra ’ nemici , acciò potessero attendere all' agricoltura ed al loro bestiame senza timore e senza verini pericolo, (Mit) Maar-Nao.vi.* (Mit. Ind.) Sf. Festa delle armi , che incomincia presso gl' Indiani nel primo dì della luna nuova di ottobre , c dura nove giorni , durante la quale si fanno delle processioni ne* templi\ il n o*f no giorno si fa la cerimonia della benedizione delle armi . (Mit) Màasoe.* (Geog.) Ma-a-sò-e. Isola dell' Oceano glaciale artico , sulla costa settentrionale delta Norvegia. (G) Maasumdbrà.* (Mit. Ind.) Ma-a-sum-dè-ra.Donurt che si vede genuflessa ne tempii di Guadura al Pcgà. I Birmani credono che essa proteggerà il mondo sino alfepoca della distruzione di esso , e che adora colla possente sua mano ella infrangerà la terra , e profonderà di nuovo V universo nel caos. (Mit) Maat.*ÌV. pr.m. lut.Mahath. (Dall cbr. mehittha contrizione, terrore.)(B) Maazi.* (Geog.) Ma-à-zi. Tribù bellicosa di Arabi Beduini , che abita parte m Egitto , e parte in Arabia , specialmente ne' dintorni del monte Sinai. (G) Mas.* (Mit. Colt.) Nome dato da alcuni poeti celti alla regina delle Fate . (Mit) ° Mabartà.* (Geog.) Ma-bàr-ta, Antico nome della città di Sichem. (G) Mabdàco.* (Mit.) Mà-bda-co. JYome di un dio particolare de’ S'irii, e fois’anche Nome sotto il quale essi adoravano Giove. (O) Mabs.iia.* (Geog.) Ma-bè-ri-a. Lago della Nigrizia occidentale. (G) Mabojà.* (Mit Ind.) Ma-bd-ja. Nome che i Caraibi, abitanti delle dn- tille in America, danno al Cattivo principio cui tributano omaggio. Mabra.* (Geog) Lai. Aplirodisium. Città delia Barberia, nello dialo d' Algieri. (G) Mabsamo, * Mà-bsa-mo. N. pr. m. Lat. Mabsam. (Dalì’cbr. mi per min da, e bosem aroma: Vegnente dagli aromi.) (B) ■Mìo. * ìttaara At or. coni. f.nt. INI irli IV. MaUcaiìi B) Ma’. J !o c vulìl p0st vi 4 in a rispetti, Di considerazioni e di discorsi, Di più , eli poi, ® ■». _ s *. di forai , Di pur , d’assai parole senza effètti.(Gin) aioli, ,,s -) Sillaba la quale fu usata da qualche musico per il Mi 'V * ju- (Cannelli, Diz. Mus. (B) CDal.cclt. rrtaea nutrice, allevatrice. Talvolta c nome ì lfli‘ic € S f^ a o sia della Terra, che Omero spesso chiama dì molti 5 » \u C< ^’ ma va ^ P ure abbondante.)— Una delle seguaci di (Mit e ^ e f incarico di allevare Bacco. (Mit) i } ° ì ie Sl f. ^iap.) Nome che vale Spirito maligno, ed è dato daGiap- p Qe Coisti alla Volpe , la quale è cagione di grandi guasti nel tallii ^ e e ". Questi settarii non ammettono che una sola specie di de- ' * ,y, Vuoili ad animare le volpi. (Yan) j'S'ii“ Cfl,,c ' Madre. Eoce contadinesca , usata in Toscana, k , bo , a .,P er Padre. Buon. Pier. Sua tnà, Mona Lena, Lesta pur t, > coìr ° iìw n/gli orccclii. (A) ^ 7 /° str< ^ 0 ’ v °ì Mai. Vit. $, Gio. Batt. igi. Fu sì grande Za s C ^ 1G ^ u sse ma’ tra gli uomini. Anche il Bocc. nel testo ^ €se id. 5 11 * 3. , dice : ma’ pari letizia non fu alla sua. (V) h?*> s °j c n‘ ,S1 c0,ren * :e huna j che trasporta Con più veloce s * dar e ? 1( J. P om posa, Qualunque opera fatta, o ritta o torta, Senza f Cll t 0 ^8*1 suo’ passi posa, ec. (B) Petr. p. i.soti. 88. Che duol non ^1 . €rtl ° non c U ma> Poi. Beni. Orl.S1.S2 . E lutto il Paradiso e poi l ln- , » \r Ura,1no c h*io fugga ma’in eterno. (Cin) ebr a ' u '' ca * N. pr. com. Lo stesso che Maca.A'". Lat. Maacha. 2 ^ l>tic ìa f„* ^}°Shuach infrangere. In ar. maaka fu insulso . fituo , c Prava indole.) (B) Oontrada della Siria. (G) Ic^^kricuth a r a ' ca *^- N. pr. m. Lo stesso che Macati. V. (In ebr. hl ian gn 0r mo ghuajini ventre , intestini, c da endiadi frangere: (M> n1< ' StliìÌ * In ar. maqeton principe generoso, liberale.)(B) ìtf .,il Cnn l ', n< ì>) Ma-a-dè-va. Nome col quale Siva è riguardato > * & v sil !hd - 0f »“) 5 *JUla re j-^ 1 , Mohadi, N.pr.m . Lat. Maadi. (Dall’cb r,magliuad ^ (Mit! p " barc 0 (B) f l u ovtn , Crs *' ^°me che prese A elioni, divinità de' Brusi dopo la a (Mit) Mi., Wrche t Ma-a-gu-rù. Uno de'titoli di Lama. (Van) Voli ‘ Ma-i’i umica d’Egitto e dell’ Asia. (Van) ^Gtlvj 0 1 ‘^testini ) (B)"’’ ^ Qt ’ Maa *’ C Iu ebr .maghuai da maghuajun u 1 ,tr- |at -, iV - P r :f- rat. Mahalat. (In ebr. mahhalnlh si- ‘•«Ulo soav,™ 0 • llllìs bale , o come altri opina , il principio di • ^ Yieu, da mahhol coro tnahhol coro, tromba.) (B) quella . .. .. tori^ intagliatori ed eiudìti de' secoli X Ve XVI- ( Dall’ ar. meqaher cimitero.) (0) Macacco.* (Zool.) Ma-càc-co. Sm Spocie d' animale mammifero del genere scinda nell’ordine de' quadrumani: ha hi coda lunga e nerichiti, le narici bifide e rilevate^ le natiche nude con alcuni calli , possiede 1 serbatoi del cibo -, ha il pelo bruna-verdiccio-pallida nelle parti superiori del corpo, grigio bianchiccio nelle inferiori , e nella superficie interna dell'estremità; ha una macchia bianchiccia fra gli occhi. La femmina si distingue dal maschio per la fàccia circondata da peli grigi\ e per alcuni peli che sulla testa le formano una spade di ciuffo. Abita nell' Africa meridionale ed occidentale ove danneggia il miglio. Si prende co'lacci e colle frecce. I Negri ne mangiano le òttrnì. Dicesi anche Macaco, e dagli scrittori Cercocebo e Cmoraolgo. V.Lat, simia. cynamolgus Lin. (B) (Van) Macao?*.* (Geog.) Ma-ca-cù. Fiume del Brasile * nella provincia e nel distretto di Rèo-Janeim . (G) Màcaei. * (Geog.) Ma-ca-è-i. Antichi popoli dell Affrica m vicinanza. della Cirenaica , nella Tripolitana. (G) Macalla. • (Geog.) Ma-càl-la. Antica città dt Italia distante 110 stadii da Crotone. (G) Màcaluba** (Geog.) Ma-ea-lu-ba. /x> stesso che Maccaluba. V. (G) Macasuda , • Ma-ca-nì-da.jV.pr.m. Lat. Macbanidas. (Dui gr. macinine macchina, cd ido io veggo : Osscrrafore di macchine .)—Tiranno di Lacademone , vinto ed ucciso a Mantinea da Filo gomene. (B ) (Mit) Macàniti.* (Geog.) Ma-ca-nì-ti. Antichi popoli barbari della Mauritania Tingitana. (G) _ MACAo.*(Gcog.)Ma-cà-o.£nt.Amacaum. Città portoghese nella China.(Q) Macaotte, * Ma-ca-ó-nc. N.pr.m. Lat. Macaon. (Dal colf, nuic dglio, ed aoii eccellente: Eccellente, Degno figlio di EsCuEpìo.) I iglio di Escuhipio , medico e capitano greco all' assedio di Troja. ucciso da Euripilo. (B) (Mit) . Macaone.* (Zool.) Stri. Specie d' insetti del genere farfalla, e propriamente de' papiglioni, dell'ordine de' Lepidotteri,che abita sopra diverse piante ombrellifere e sulla ruta ; ha le ah caudate , gialle da amie le parti , egualmente colorite con un contorno bvjo-bruno, e con istrisce lunate gialle ; all’ angolo della co f a e delle ah , evvi una striscia rossa dì fuoco. Il suo nome deriva dall essere stata questa bella specie dedicata a Macaone. Lat.yafflro machaon Lin. (Aq)(Van)(N) AXacaonia.* (Bot.) Ma-ca-ò-ni-a. Sfi E,G> Nuovo genere di piante stabilito da Humboldt e Bonpland nella famiglia delle rubiacee , c nella pentandria monoginia di Linneo , distinto dal piccolo calice cinquc- partito , dalla corolla ad imbuto con gola villosa nella quale si attaccano gli stami, dallo stimma bifido e dulia capsolu a due cellette con J 78 MACÀR \ due semi , la quale arresi per la base, è composto d'unq sola specie, cioè della Macliaonia acuminata, dedicala a :b acacne. E un albero aids- simo delta provincia dì Quito, ramosissimo, con foglie bislunghe venose e pelose nella pagina inferiore , e porta i fiori bianchi in patir nocchie . (Da Machaon Macaone) (Àq)(N) 2 —* (Meil.) Arte macaonia j lo staso che Medicina, cosi detta dal medico Macaone. (Aq) Macar.* N. pr. m. (Dal gr. macar beato , ftlice.)— Figlio del Sole e della ninfa Rodi—.Figlio di Cri naca, il primo greco che conducesse una colonia nell isola di Lesbo. (Mit) Macara.* (Geog.)Màca-ra. Antico nome dell'isola di Lesbo.-—Città della Sicilia. (G) Macaras.* (Geog.) Ma-cà-r.ts. Fiume d' Africa nella Cafreria. (G) Macarea.* (Geog.) Ma-ca-rù-a. Antica città della Grecia nel Peloponneso. (G) Macarf.ide , * Ma-ca-rè-i-dc. IV. pr. f. Lat. Macareis. (N. patron, di Macaro.) (B) Macarejde.* Add. pr. com. Di Macareo. (Mit) Magarello.* (Zool) Ma-ca-i èHo. Srn. Genere di pesci toraciche nella membrana ùranchiosti ga v‘ ha sette raggi; la linea laterale posteriormente ha il margine acutamente rotondato ; la testa è piccola , compressa e liscia come il corpo , il quale risulta ovaie; la maggior parie possiede certe s alette spurie , ed in alcuni V anale ha davanti a se due pungoli. È pesce di mare , e si pasce di meduse e cT altri mol- ' buschi. Awenc ventuno specie. Dicesi anche Scorbio. ( Dal ted. mak- rele che vale il medesimo. In celt. tnacraol, macrcl e-muccrcll , in frane, maquereau.) (Van) Macareo , * Ma-ca-rè-o. N. pr. m. (Dal gr. macar ftlice.) — Figlio di Eolo, fratello incestuoso dì Canace .— Compagno di Ulisse, che incontrò Enea in Gaeta.— Figlio di Giasone e di Medea, da altri detto Mormoro.— Uno de' Lupai.— Storico antico. (Mit) Macarete, * Ma-ca-rc-lc. jV. pr. m. (Dal gr. macar ftlice , ed ctes socio, amico. Ni Ila stessa lingua macarilcs felice.) — Figlio di Mitridate il Grande , e re del Bosforo Cimai'rio. (Mit) Macaria , * Ma-cà-ri-a. N. pr. fi Lat. Macaria. (V.Macario.)—Figlia di Ercole e Drjanira , che si ojfi 1 per vittima a fin di salvare gli Emendi in Atene ; e pelò gli At * Maoba-nà-i. IV. pr. m. Lat . Machbanai. ( Dall’ ebr. muq esser povero, e ben tìglio : Figlio povero.) (B) Macbenà.* (Geog.) Mac-bè-na. Antica città delia Palestina mila tribù di Giuda. (G) Macbet. * N. pr. ( Dal celt. mac figlio , e ket mondo : Figlio del mondo.) — Re di Scozia nell’ XI, secolo , nipote di Duncano al quale successe uccidendolo , c fu. poi ucciso egli stesso da Siateci, mo fìstio di Duncano. (Van) MACCHERONI Macca. [ Sf. V. bassa. ] Abbondanza. Lat. abnndantia , copia. Gf. si^mvU , afòctltz. (Dal cclt. mac , lo stesso che ma abbondante. / Toc. Dav. Slor. 3 . 3 <~- Alla macca di cotali larghezze correi il volgo. Burch. i. 128. Innanziché la copula si chiuda, Certo sai'» gran macca di starnoni. Lib. son. 7 g. E’ labbri coloriti Scorsi e mirai; veggendo si gran macca Sputai, scotendo il capo , e dissi : cacca. Malm. 1. 7 6. Si cala al buon mercato, a quella macca.» Buoi 1 ' Fier. 3 . 5.1. Guardi piuttosto, Che il porvi su le mani, L’aria d’n“ 3 prigione , Per questa macca non gli si rabbui. E Salvili, Annot. f‘ '• Macca, abbondanza. Della tal cosa in mercato cc n’ è la macca, ^ 3 fixTTttv , farinata subigere , spianare il pane. (N) 2 — A macca , posto avveri:.— Con abbondanza, e anche A ufo. A macca , e Dare a macca. (A) , Maccabei. (Eccl.) Mac-ca-bè-i. Nome che si dà ai due ultimi libri “ e ! vecchio Testamento , che contengono la storia degli Ebrei sotto '* governo de’ primi prìncipi della stirpe degli Asmonei.Segneri, ec.{S> 2 —* Martiri Maccabei diconsì Que’ sette fratelli giudei, che sojfrirotf 0 il martirio in Antiochia nella persecuzione di Antioco Epifane, sicme colla loro madre ed il santo vecchio Eleazaro. La chiesa ó 1 onora Jlno dà primi secoli come martiri di G. C., sebbene apparie' 1 ' gano all' antica legge. (G. F.) Maccabeo , * Mac-ca-bc-o, Macabro. Nome dato primamente a G‘W l1 principe Asmoneo, ed a’ suoi fratelli, indi a chiunque si segnalava P if difesa della libertà e religione ebrea à tempi di Antioco Epif l,llC ‘ ( V. Macabco, Molti credono che questo nome derivi dalle quatti' 3 lettere iniziali ebraiche M C B 7 ,che interpetrano per mi chi, cauto 1 ’* come te, beeloin negli Dei, cioè fra gli Dei, Jehovah o signore; lettr ri! che Giuda avea lutto porre ne’suoi vessilli, e oberano le iniziali d’altre^ tante parole significanti: Chi è simile a te fra gli dei o Jeovu ? ) (B) Maccabd. * (Geog.) Mac-cà-bu. Riviera del Brasile. (G) Maccaluba. * (Geog.) Mac-ca-lù ba, Macaluba. Montagna della Sic^ ,lt vicino Girgenti che vomita Jung a. (G) Maccaria. * (Mario.) Mac-ca-rì-a. Sf, Lo stesso che Macelleria. T.iyfj Maccariani. * (St Eccl.) Mac-ca-ri-à-ni. Nome che i Donatisti dell A" f ica davano d Cattatici, e ciò dopo le esecuzioni fatte fare da Macario , spedito da Costante per riconciliarli colla chiesa , e che 5 °-' punire i loro tumulti. (Ber) . Maccakoke, * Mac-ca ró-ne. Sm. Più comunem. Maccherone. L r .S beato è detto dalla macca, dalla ilovizia (^' Maccatella , Mac-ca-tél-la. [V/l] Cibo fatto di carne , come polp el, i’. ma ammaccata. Burch. ». <)2. Chi vuol ben far la farinata cotta. - * vadia in Francia perle maccatcile.is < 32 .Vagliavasonagliiii e maccate**?- 2 — Per meltf. [ Astuzia, Fraude , Perfìdia, ma è F. bassa e u"' 1 . , buon uso.Lai. perfidia, fraus.G»'. àno’r/a, àirofrjj.] (Dall’ar. meaqel c vale il medesimo.) Patuff. 6. E ben si sanno le sue maccutrlle. Scism, 60 . Ma prima gastigare Cromuelo proinovitore, c con iìiib*' 1 * Trogmortone suo nimico , cercando sue muccatclle , sovvenne ec. ■ Ónde Giuocare di nluecutcUc=I' 1 <^/ , suo*ingegni e finzioni per e ingannare altrui. Modo paco usalo. per lettera , predicava il futuro Lasc. Spirit. 1 .3. Ella p 31 ' lava ... - oltl ' K 3 fiuesto , gitto ! ,; bocca ciocche di capelli, ec. A!b. E in che modo cotesto cose? 3 'V La balia e ’l medico , che giocavano di maccatelle. (V) ,. Mac.cateli.eiua, Mac-ca-tel-le ri-a. [A/i] F. A. Baratteria. But.Iuf -*'^ Baratteria, che per altro nome si chiama maccatclleria,è vcndin'^L ovvero compramento di quello che l’uomoè tenuto di fare per suo ol )lt: ' c . Maccueria. (Mai-in.) Mac-chc-rì-a. ISf. Calma di mare spianato e su>* y calissimo quando il cielo è nuvoloso. — , Maccaria, sin.] Lat. eia. Gr.px\xxl». (V. corrotta dal gr. maculia per malacia.') Hed-P nat. 123 . Un cert’oste d’IughiUurra cc.suol vantarsi che in te nl f°. e Ìr maccheria, ovvero calma di mare spianato e smaccatissimo , gli he il cuor d’andarse ne passo passo da Dovre inlino a Calrs. aj Macchekose. (Ar. Mcs.) Mac-chc-ró-n«. Sm. Più comunemente *** nel pi. F. Maccheroni. (A) (O) 2 — "E Jig. i'. Maccheroni , J. ». 2. (N) . ,)i Macciiebokea. (Li tt.) Mac-che-ro-nè-a. ISf] Composizione piacevo 10 lutino , mescolato di volgare terminante alla latina. Farcii- E rc0 '',$d> Erasi determinato che ad ogni modo si rispondesse; ma aiouni voD') sotto nome di Merlino Coccajo. (A) (IN) ” j'od* 1 * Maccheroni. (Ar.Mcs.)Mac~clie-ró-ni.[Sm.p/.]F/vanda nota fallo di Janna di grano , distesa sottilmente [e cilindricamente n* ca la quale poi per mangiarsi sì cuoce il più sovente] nell’ Maccarone,5in. (Clìccchc nc dica il Salvini, sombra voce tronca gr. macaron brema cibo degl’ Iddii : e così pur ora i Napolib' 1 * 11 mano di Dio ogni cosa eccellente.) E.Flo$,tf 2 .Bocc* nov. 7^* la quale sta van genti, che ninna altra cosa faceva», che fare-m aCC ■ } a e raviuoli. E num. 6, Per veder fare il tomo a quei m a cd )e /.£ ; -m *3. Vo’siete qui* 1 * j0‘ Dei E so» n . —oP 1 tormcne una satolla. Frane, Sacck . rim. tutti quanti Per manicare il bue e i maccheroni. Red. fi s P‘ ' Sogliono sconciamente colmare il sacco delio stomaco di e d’ altri pastumi. » Seti. Pisi. 86. 2 fòt. Togliendo Orazio un uomo molto infamato di diletti , disse dì Bncillo : viellC ., p-a^' cheroni. (Il testo ha: Pastillos llufillus olet, che il trecenti . tore lesse Bucillus. ) (N) _ U^°i u 2 — Più grosso che l’acqua de’ maccheroni, diciamo a u fA* poco intelletto 5 e a sì falLo diciamo anche Maccheroiu' homo crassa minerva. Gr. »?4\rqc?. .S a ‘v. G rattc'i. 3.,4 I fin u.) l'cva sarà ' iiub 1 - pcf ‘Ulte- litro IO# tre 1 ' (?0 c0 Aio) faC\ do# Sà ai»'** I0> 3 ' Ja> : ' icsl“ iroO .0» i|«< i Ne >. clN r?«v> IjV 3 :1-<‘ ,,,10 iciO' tllF y.dr Ut o ,!l irei 1 ' »? (0- 1*1)0 $b 1 ' ino > < ir)' 1 ' ' ,lal , r oi" r Il ! rata > ’ 4: ’,fiii |1 'irai L jiriO' io. di ì/><: ■o# 1 MACCHERONICO WcclIone , Maccherone, mestolone. Belline, son, sa. Oinacchcrou, twla-rista corta. _ cut Casca ™ ^ cacio su'maccheroni , [ diersi quando avviene al- des w ° 0Sa ltias P cti ' tlta j e che toma appunto in acconcio a ciò che si 3 ^ l y^I a, ì y • Cascare, $. 16. i n vMarrn.) Pezzi di legno lunghi circa un palmo , che sono situati ìcrf lì ° nna Ce1ta distanza tra loro nel bordo dei bastimenti da e ji° ' e servono per sostenere le falche , le quali si mettono tra l’uno d n )i ° * e impediscono in tempo di maretta che l’acqua non entri ^Ucc U ^ 3<,rt ' e di sottovento . (S) «sbocco. (Leti.) Mac-che-rò-ni'CO. Add. m. Di composizione pia - Ou'' 1 Mischiato di volgare e lutino. .S olvin. Annot.F.Ji.1. 3. f.Mac- Cf)n 10flca > poema celebre Ìli versi maccheronici. Min.Matm. Subito ri- Sli 0no ^ far delle frittate , instruito della maccheronica sentenza - a 0 j? eì J* €ììte brigata faifrittata^ questo perchè si fannopresto.(A)(N) n detto anche dello Scrittore di sì fatti componimenti- Uden.jSis. CC ier ? nico MeL ' Iino - ( A ) do' * A .’ .^àc-chia. [Sf] Segno o Tintura che resta nella superfìcie X.Ìa '^ 1 J >Pl Qualsivoglia accidente , diversa dal lor proprio colore . ttid \ l ì lt ? 1 cc ^ ,5a è brutta, grande , nera , sordida , oscura, immonda , C ji * c » penetrala , rincappcllata , rattcrma ec.] Lai. macula. Gr. s, Uo^ 5P ' ^ 0Cc - nov * 10 • ® senza riguardare ec. ad un suo fardi s r ?^o e ripezzato , e intorno al collo e sotto le ditella smaltato torta C ,*? e j con più macchie c più colori, che mai drappi fossero 5 rc ® c ui o indiani. Ilio ,0r “ Ura so pra checchessia.Sordidezza,Bnittiira,Schìfezza, Frego, Scoria H* Cc ‘^ Muoiu Pier. 1. 1.2. Fate pur che le carte sian ben nette 3 ^ ^..macchie c da scorbii. o; [Colpa, Difetto.] Lai. nota, macula, labes, probrum. Gr . c °sì f* 5 ) pV7roff , dìe P r0au *’hici'hif scox’hutiche , sifilitiche e simili, che son quelle che le i^! VSc ° no la propria origine dallo scorbuto, dalla lue venerea e simili; n > eii^ C , . ie infestano l'occhio son nominale Albugine e Leucoma , »l.E 1 > ! n.. O T - . 1 • V » "Ai'm dalla nascita , vengono indicate "col vocabolo diìSeio Vo- «Ol’go l ,1 - -- - —- - u... XJ. LAV-1 l'>ii c i ? “ e fianchi erano veramente più fosche , e quelle del ventre cn.i, llar c . ed all’ intorno , per cosi dire , più sfumate, E 4 - La qual pieno d’ oscure macchie. Red. Oss. an. 3 . Le macchie del di macchie bianche lattate. anche de’ Segni della pelle o del pelo di alcune a era * < tutta tempestata g Dicesi onci Pnjt**) Macchie si chiamano i siti oscuri che osservami sulle su- >ki u ffM'ninase del Sole , della Luna , ed anche di qualche pia- ® ^ (Pn' 1 lZ- Alat.) il pittori usano questa voce per esprimere la qualità d’alcuni Ibù ° e ) e d alcuna volta anche Pitture falle con istraordinaria faci- c °for e Con lin tale accordamento e freschezza senza motta matita o fee t ’ e 1,1 tal modo che quasi pare che ella non da mano d’arte- ? da per se stessa sia apparita sul foglio a sulla tela e dicono: c hia c un a Lolla macchia.] Remi. Asol. 3 . Hi 3 . Parendole la mac- i ^ .jjmhra aver veduta di belle e di convenevoli dipinture. fon no ["'trarre , Fare o simili alla macchia, dicesi de' ritratti che si nlft' sta mente o di soppiatto , o senza avere avanti il soggetto .] ® quei pittar che i viandanti Collo stroppo di- ['a 1 [H:rj a macchia. (Qui in sentim. equivoco.J lì 6. 102.La qual r? >m c ' c [ stellato, Sicch’ella un Argo par fatto alla macchia. . — h, gp-fis-l Cavarne o Trarne la macchia — Rinvergare alcuna p ttiaccl,' le Rimediai vi. Morg. zf. q 5 . Dunque Malgigi ne trarrà L ’Baccljì*' ^ arc ^- Suoc. f 6. Io ti so ben dire eli’ io nc caverò J* s ° di|^^. onc Ae Burlare alcuno, Gabbarlo. Cecch. Servig. 1.6. Io if 1 * ,na ccl’ia C ^ e tu [ )a ' Alata la rampa della botta, c cavine j° re che^J^ Macchia nelle pietre di varii colori Macchia nelle pietre dì varii colori, dicesi quel co- 3 tesse >Qrxi di sopra più a quello del fondo, e di qui chiamatisi macchiate, ed è una bella qualità di esse pietre con la ['L < jiiel/^ nt !P nn Più vaghe. A somiglianza di queste chiamatisi Mac- 1, m’tui i fi-f- e , rse forte di colore colle quali artificiosamente son mac- ‘che si dicono Marezzati. Raldin. Poe. Dis. (N) J r mez Zo j'c Arte di levar le macchie.Cosi chiamasi V arte concili la ,sl '' u gs„: 1 f ea S en li chimici si toglie dalle stoffe le macchie senza v* cSon* co,or ‘’- (G. P.) 77° da q u pacchie. Spazio di forma indeterminata e di color di- ff n piaalf to Rifondo, per lo più prodotte da malattie asteniche f l Si CQn 0Ss ‘a dalla mancanza: di convenevole nutrimento. 1 foli ( ‘ Q chi. ,/‘accintjo di poter avere delle piante che sieno screziale di .W ® «(loft, . . co, BoscagliaiF. Fratta,) (Dal cclt . fachia die si 1 ,»“t. momunenti in senso di foresta, e che si confonde con lo scambio dio i Colti faceauo delle lettele ì e M,di che >, il Btillet. In ar. makart nascondiglio di lepre o di volpe. V. il Gollio.’ In turco mege spineto , catajiecchia.-V.il Men.) Rern.Orl.i, zì.5j. Frce- mi cento macchie attraversare. » Buon. Pier. 2. f. i 5 . E che la folta macchia Intriga si tra sè le barbe spesse , Che scalzandole oguor 1’ onda radente , Ne porta quando un cespo e quando un altro. E Salviti. Annoi, ivi: Macchia, selva spinosa, intralciata; detta cosi, perchè è come una macchia, e uno imbratto del terreno. (N) 1 — * Onde Combattere alla macchia = Combattere in boscaglia o altro luogo nascoso. (A) 3 — Star sodo alla macchia, [o al macchione.] /^.Macchione, §. 3 . 4 ——[E perchè nelle macchie si nascondono e fiere e ladroni a fare furtivamente loro malejìzii, così dicesi : ] Fare checchessia alla macchia per Farlo nascosamente , furtivamente. [Cosi degli stampatori, monelieri o falsatori di monete , che senza alcuna autorità de! pubblico stampano o lavorano , dìcesi ] Stampare o Fare alla macchia, Batter monete alla macchia, e situili. Ruoti. Pier. 2 . 3 . 20. Questo aneli’egli è apocrifo, Fatto anch’egli alta macchia. Red. leu. 1. 335. Ili Cosmopoli alla macchia hanno stampata la Cicccidc. 5 — * Dicesi anche da’ pittori. F. Macchia , §. 0, 2. (N) 6 —[Prendesi anche per Piccolo bosco, o Folto ammasso di razze, spine c virgulti nascenti in mezzo alle campagne, che pare, mirandolo , una macchia in quelle superfìcie .] Lai. vcpi etum, dumctum. Gr. ÙkccvHìv, But. Sterpi sono pruni, e altri piccoli arboscelli folti, e involti insieme ec., che si chiamano macchie , cc. Le fiere salva- tìche stanno volentieri nelle macchie .E appresso : Le fiere salvatiche desiderano li boschi e le macchie fondate, ove non [tossono esser vedute e cacciate. Bocc. nov. 8y. 8. Ed ecco vicino a lei uscir d' una macchia folta un lupo grande. Macchiaccia , Mac-chiàc-cia. Sf pegg. di Macchia. Bald.Dec. Non altro avevan fatto comparire di lor fattura , se non quattro informissime macchiaccc. (A) Macchiaiuolo. (Ar. Mcs ) Mac-cliia-juò Io. Add. e sm. Colui che esercita V arte di cavar le macchie. Più comiwem. Cnvamaccliic, (A) 2 Che frequenta le macchie,cioè le boscaglie. Onde Porco ìnacchia- juolo j Ragazza macchiajuola. (A) Macchiare, Mac-chià-re. [ Att .] Bruttar con macchie. (P. Magagnare.) Lat, maculare, inquinare, contaminare, foedare. Tir. As. 168. Psiche, da tante angosce tribolata, non macchiare le mie serene acque colla tua miserrima morte. 2 ■— Fig. {Detto della Coscienza, fA?7'Onore osimiliAFir.As.2i5. Egli è usanza di quelli che hanno macchialo la coscienza, mostrar buon volto di fuori , per non parer d’ essere stati loro i malfattori. 3 — A 7 , pass . [Bruttarsi di macchie , Oscurarsi.] Sagg- nat. csp. 5 . Essendosi osservalo che, per leggiera e sfumata che sia la tinta, nondimeno il cristallo non acquista niente , e in capo di qualche tempo macchiandosi, viene a farsi maggiore la confusione. 4 — (Pit.) Macchiare dicono i pittori il colorire alta prima. Visar. Cacciarsi avanti , e contrattar le cose vive e naturali con i colori, c macchiarle con le tinte crudo e dolci , secondo che il vivo mostrava, senza far disegno. Bald. Dee. Nuovo modo di macchiare c colorire essi paesi , che gli fa parer veri. (A) Macchiarella , Mac-chia-rcl-la. [ V£] dim. ài Macchia. Lo stesso che Macchicrella. V. a 7- [Piccola «civetta.] Lor. Med.Nenc. 36. Quando tu sentirai sonare il corno , Vientene dove suoi venir quest’anno , Appiè dell’orto in quella macchiare]la. » (Le migliori edizioni hanno Macchierclla.) (B) Macchiatamente , Mac-chia-ta-mén-te. Avv. Con macchia contratta , Contarrunatamente. Liburn. Tre Font. Leu. Berg. (Min) Macchiato, Mac-chià-to, Add. m. da Macchiare. [ Lordato^ Insudiciato.} Lati maculatus , inquinatus , foedatus. Gr. gtuXwtos , #«aoy«&Gff. Saggi nat. esp. 236 . Vero è, che ogni acqua in cotal guisa macchiata , per poche gocciole d’ aceto forte si rifa bella. ^ 2 ™ Per siimi. Chiazzato , Sparso di piu colori a guisa di macchie. Men%. rim. 1. Ò12. Che mai vuol dir quella macchiata pelle, Di cui porti , o gran Pane , il fianco cinto? 3 — [ Fig. Contaminato.] Petr. cap. 3. Che tutti siam macchiati d una pece. Fir.As. 6j. Voi avete un reo macchiato di tante occisioni. E ng . E gli altari divenuti vedovi, con fredde ceneri, tutti macchiati ad ognuno si lasciavano vedere. Serd. Stor. 1. 21. La cosa era aju- tata da molti, macchiati della medesima pece. 4 — * (Bot.) Dicesi di qualsivoglia parte che sia sparsa di macchie poco numerose e di una qualche larghezza o punti numerosissimi di luti* altro colore che il verde', così diconsi Macchiati i frutti dtdl’al- bicocco,Macchiato il fusto della cicuta,Macchiate le foglie della polmonaria ec. Dicesi anche Screziato, Variegato,Brizzolat9, come i petali di alcuni garofani ec. (0) (N) 5 —» * (Med.) Morbo macchiato dicesi Quri male che ha per carattere principale un gran numero di macchiette rotonde , rosse o brune , sparse in su tutta la superficie del corpo. (A. O.) ■ . Macchiato diff. da Brizzolato , Picchiettato , Fariato, Chiazzato^ Screziato. Macchiato dicesi un corpo che sopra un f' jn, lo d un colore abbia macchie d'altro colore più o meno giandij Brizzolato ? quando i due colori sono sparsi minutamente e misti insieme; 'Pie* obiettato, quando le macchie son quasi punti assai Otti sopra un fondo ugnale ; Fariaio , quando i colori del corpo son piu d uno, senza indicare però nè la loro distribuzione nè lo spazio da essi occupato 5 Screziato , quando la varietà dei colori viene non solo da natura, ma da artifìziale innesto dell'uno nell altro ; Chiazzato non suol dirsi che parlando di macchie morbose sulla pelle dell'uomo. Macchi avelliamo. * (Lett.) Mac-chia-vcM; mio. Sm. Massime 0 Maniera di pensare dì JSiccolò Machiavello . (Van) Maccbiavellista , Mae-chia-Vfl-lì-sta. Add. e sost. com. Chi stadia o segue le massime di Machiavello. Chi opera astutamente solo a propria utilità , secondo le dottrine del Principe del Machiavello ; nelle t 8 o MACCHIAVELLISTICO migliori edizioni logge si Machiavellista. Magal.Lctt, s. 38. Il preteso originale del Principe, ch’è in mano di un tal Jacopo Lippi, grandissimo macchiavellista. (A) (N) Macchi a vnli.istico. * (Lett.) Mac-clùa-Vtl-li-sti-co. Add. m. Appartenente a macchiavellista. (Van) Macchiprella , Mac-chie-réì-la. [V/i] dim. di Macchia.—, Macchiarella, sin. Lai. lahccula, exigua macula. Gr. x^tòiov. Macchietta, Mac-chiét-ta. [Vfi] dim. di Macchia. Piccola macchia [in significato di Lordura o simile, — , Macchiuzza, sin.'] Lai. labecula, exigua macula. Gr. xriAi'Sio». Gai. Macch. Sol, 32. l’uron due piccole macchiette, le quali crebbero, e formarono altra figura. Red.Ins. i S'j. Il di sette d’Agosto serrai in un alberello di vetro un bruco trovato in un mazzetto di ruta ; era verde , e spruzzolato per tutto di macchiette gialle , rosse e turchine. a — * In signif. di fratta. Magai, leu. io. TJna macchietta di cipressi , dove un ponentcllo lìdeicommisso ue’mcsi della state non manca mai. (N) Macchina. (Mecc.) Màc-chi-rra. [ Sf Ogni slromento atto a trasmettere alla resistenza l'azione della forza motrice ] Lat. machina. Gr. pnx xt n. a — Congegno quale che siasi, immaginalo e disposto per produrre alcuni movimenti in acconcio modo , e m generale per produi re artatamente alcuni naturali fenomeni, o meglio osservarli , o misurarli a volontà del filosofo naturale. (10 3 —-* Ordigno o Strumento ingegnosamente composto per diverse operazioni \ quello che serve a muovere, trarre o alzar gran pesi dicesi Ingegno. (Vali) 4 —* Nome generico tf ordigno meccanico , per cui si dà grandissima fòrza al movimento de’ pesi , ed è gran deferenza tra Macchina e Strumento ; perche quella con ajulo di piu uomini si muove, come sono gli Argani, Baliste, Torcoli ec.,laddove lo Strumento con un tocco ben regolata fa l’ ufficio tuo. Biddiu. Voc. Dis. (A) 5 —* Oggi dicesi pure generulmenle per Automato, e di tutto ciò che si muove da se stesso, coma lenzuolo, ec. (Van) 6 — Per metaf. [Uomo granile.] Tac. Dav. ami. 4- Sj. Quanto maggior macchina era , con più spavento degli altri cadeva. 5 — Macchinazione. Lai. mactunatio , moiitio. Gr. gzixùnrpvi.Fir. Ai. ìoS. Tra i quali fu eletto Trasilione , come uomo da far iàc- ccude , il quale , espostosi al giuoco della futura macchina, con serena fronte entro a quella pelle, già fatta molle e trattabile, sinascose. » Salvia. Sentf. a io. Ogni macchina avendo inventata per mantenere la castità. (N) 8 — * Onde Esser persona di macchina — Essere astuto , abile a tessere inganni, astuzie e simili, óalvin. Odiss. g. Molto è pei sona di macchina e ingi gno. (Parla di Ulisse; e così molte altre volte. 2— (Ardii.) Edilizio nobile o grande \ [e nello sul famigliare dicasi anche usualmente di Qualunque grandissimo tdìftzio, che per esagerazione suol dirsi anche Macchinone. V] 3 :—* (fis.) Macchina pneumatica. V. Pneumatico. (A) a —* Elettrica. P. Elettrico, J. eg. (Van) 4 — * (Chir.) Si comprendono io.to questo nome lutti gli stranienti grandi .fisici , chimici , matematici, meccanici , e massime quelli con cui si rassettano gli slogaminti. (Vari) 5 — * (Fìsiol.) Macellili» umana. Espressione usala abusivamente per indicare il corpo umano , L’ organismo dell’ uomo. Lai. madrina Lu- mana. (Van) (N) 6 — (Milit.) [Col nome di Macchina s'intende genericamente nella milizia ogni Edifizio o ordigno ossidionale o campale degli antichi prima deli invenzione delle artiglierie, jtnnoveransi fra esse gli A- rieti, le Baliste , le Catapulte, 1 Corvi, le Gru, i Cupi , gli Oliagli , i Plutei, gli Scorpioni , le Torri e le Vigne. ( P■ queste voci ); Esse ' ■ 1 -t-i evo toni e Trabocchi j e queste diawono fino a. ionio che la furia delle artiglierie rendette vano ogni ingegno , striuuento 0 edificio alzalo per riparare da' lor colpi.] Tass. Ger. i3. 1. Ma cadde appena in cenere i’immensa Macchina espugnatrics delle mura , Che in sé nuovi argomenti Ismea ripensa. » Moniecucc. Nell’antica milizia spartana e macedonica anche le macchine, artiglieria di que’ tempi, erano ripartite fra le falangi. (Gr) 3 —* Oggi chiamatisi Macchine nella milizia dell' artiglieria Tutti gli ordegni, coi quali si muovono o si trasportano le artiglierie , gli attrezzi cd altre cose di guerra; e sono i seguenti : V Argifno , la Capra, la Gran leva o la. Scaletta, il 'Martinetto ed il Trincapalle. (Gr) 3 —* Chiamasi pur Macchina un Corpo di fuoco artflziuto, ci ut giunca a tempo e per via d'ingegni contro' un obbietta che si voglia disfare 0 mandare in arici : queste macchine assumono varie forme, e si adoperano per lo più come barche o altre navi per abbruciare od abbattere ponti, steccate, serragli ec. Bentiv. Nel creseimcnto del mare venivano a restare le macchine a galla e con argani si eondu- cevano poi ad unir col dicco. (Gr) 4 _* Epoetic. in questo sigiu Macchine d’inferno. Buon.Pier. 1. 1.S.R on macchine d’inferno in mano a morte Scoteran la virtù dc’110 VAI ti MACCHIOSO ad innalzar V acqua , e quelle che essa fa muovere, V. Idraufic 0 * 5- 2 . (D. T.) (N) '' 9 —* (Poes.) Macchina dteesi f Intervento od il Ministero di 11,1 ( 0 f soprannaturale che giova ad eseguire qualche grande impresa 1 1 a sciogliere qualche difficoltà superiore alle fòrze umane. ( 0 ) .-A Macciiinaccia, Mur-chi-iiàc-cia.Sfpegg.d/ M.'icchìinl. Grill. Leti. Berg Macchinale , Mac-chì-nà-le. Aad. com. Appartenente a macchinai e ‘ gi h più si dice de' Movimenti naturati, in cui la volontà non cot“i or Onda dicesi Atto , Moto macchinale. (A) Silos. Bcrg. ( 0 ) ,a) Macchinalmente , Mac-chi-nal-méu tc.Avv. In maniera macchini '- Murator. EU. Mor. c. 4 • ( () ) r„ Macchinamento , Mac-chi-ua méli-to. [V/n. Il macchinare, Inganno, ‘ sidia.] Lat. moiitio , machinalio. Gr. prixivripx. Cron, Morell. ^ tigliczza e strumenti da battaglia , ladronecci, inacchmanienti, eS P gi mento di parenti. , Macchinante , Macchi-nàn-le.Pur(. di Macchinare.C’/ie macchina fa Or. Cic. 3. io8. Berg. (Min) . c c i Macchinare , Mac-chi-nà-re. {.All.] Ordinare e Apparecchiare; e si - sempre d’insidie e simili cose, [ cioè, Disporre l'ingegno, g\‘ p flP il pensiere agl’ inganni ; Ordire , Tramare , Tessere ingaiinit sur seco malizia ec.] Lat. molici, machinari. Gr. l\v\- * ami. 2. 38. In questo tempo Libone 'Denso , di casa Scriboni®,’ jj accusato di macchinare novità. Salv. Gi'anch. 5 . 3. E clic s tu", stu sapessi ec. quale é stato sempre Infino a or I’ animo uu° > quello Che io andava macchinando cieco Contea di te , ec. '! .m •1 •— [E 11. ass.] Tac. Dav. Star. 2. 2 yo. Sempre macchina il v contro al vincitore, . „ ;fl - Macchinato, Mac-clii-nà-to .Add.m. da Macchinare. [ Pensato, f/ fi, ginalO con inganno , Disposto per ingannare.] Buon.Eier. 1- / Acciocché alcun prigione, Per trattamento macchinato, fuori non scappi. E 4. 2. 4- Forse d’alcuno o macchinato eccesso GP sma sventura ci si scopre. Macchinatore, Mac-chi-ua-tó-re. Verb. m. {di Macchinare.] ^ ie p e) -sO' china. Lat. inacbinator. Gr. pnx«-vi)T7is. Pros. Fior. 6. g8- * j|;i naggio altrettanto venerabile ec., quanto giocondo a aggradevole soavità di costumi, non disdegnò d’essere macchinatore della , lissima burla. » Salvia. Odiss. tib. ili. v. 54S. Antinoo, OltraSS 1 di mai macchinatore. (B) Macchisatrice , Mac-chì-na-trì-cc. Verb. f di Macchinare. Cn e jjjq china. Guar. Past.jid. 4• 8. O Dea ec. , Nemica di ragioi’G cliiuatrice sol d’ opre furtive , Corruttela dell’aline , Calai,liWAJ. uomini e del mondo, ec. (A.) E Giac. Oraz. 84■ La qual ec. è paziente , è benigna , non superba , non invidiosa , n° n -ai' di vendette , non macebinatrìce di mali , non crudele , ma cnl All* sionevole verso gli erranti, ec. (N. tì.) E Belilo. Disc.11 .Ma ‘1 macchinatrice , che qui spiega la pompa de’ suoi lavori. (Mi'v .fi Macchinazione , Mac-chi-na-sió-uc. [ &f. Invenzione sagace ed a ^ per ottenere un segreto premeditalo scopo, e per lo più a dn' trui. Dicesi anche Maccbiniimento.] Lai. machinatio, artes, doli. Gr. grìxùrripxx ., ri%'. v .'., àie cirri. G. V. 12. roti. g. d : ‘ c c» 1 ! venzione degli emuli e le sforzate macchinazioni a suo P°a cl B g( l somma provvedenza scacci. Guicc. Star. i3. 841. Confessò essere stata comunicala questa macchinazxone.il’ 16. 811. Le n nazioni loro non sono jxroccdute da odio , o da altra cupidit*’^»^ Macchinetta , Mac-dii-nét-ta.V/I dim. di Macchina .Salvìn.2h ,liu ‘j (l fi' SS- /.Gù andole, tonde macchinette, che girando schizzali fuoco-/ e \\ e leu. Collocate nella cavità di un mantice d’organo diverse macchinette sonore, che suonano aforzadi molla cc.{A)Barivi’ ^.0 * 33. Questi jieli fan divenire ogni atomo una macchinetta c l' e Alletti d’incredibile maj-aviglia. (N) filili^' Maccuinista , Mac-chi-ni-sta. Add. e sm. Colui che inventa, J a e fa muover le macchine. (A) Algar. Berg, (O) atS'^s a —*(Mit.) Soprannome di Minerva onorala in Arcadia, sic c °.pri‘l uree delle arti. V. Ergane.— Soprannome di Giove presso sotto il quale onoravan essi E ideano. Dicevasi anche Macchinai 0 c 0 ' Macchinose, Mac-chi-uó-nc. Sm. acci’, di Macchina. Fag- ri" 1 f duri ò '‘nel Duomo , e voi vedrete , E sopra e dentro e fuor, c chinane 1 (A) ri r Macchinoso, Mac-chi-nò-so. Add, ni. Che macchina, AttuM 1 s china. Salvia Imi. Om. (A) . , Macchione , Mac-chió-ue. [ c \,e st Stare in agguato.] Bern.Oil. 1. z3. 6. Ma epici piloso; -, f j id macchione , E faceva la guardia alla bottega, Si Star iurte o sodo o saldo al macchione, [albi macchia 1 grc^’yes' '^■Non macchine d'interno ni manu a minxe oeou-j u ,na Vllllu „ m petti. E Salvia.Annoi, ivi: Per macchine d’infèrno intcmV lai-. muover di /un.rff.f , -- , — rxi. C ’. e gli ’dùi sten inculi miUlari a polvere. (N) Star sodo ylla^srehiT^nvvem oda ,.° se, “ a .’ ^ arch ’ e -Jév?,f' 1 (Mann.) Macchina da scavale a Cavafango.(ina gran barca piai- sare che uom f-iri ri ■ 1 •’* n j? ccìlK >ue , e non us il < Lr « • ^ toààz 0 cepe^ de& quadri fi la cerchi ^ ^ ^ ' "" . »» sn,-fisca il desiderio suo'. Morg’ JeP^ / (Marin.) Macchina da scav_ _ “V ° y ! l P l ^ i to/ie ì salta tolda o coperta dilla quale aì fa la costi u- di lepname necessaria per sostenere e muovere due grandi cuc~ <. uoje di ferro armate di lungo manico di legno, che servono a scorri- rat * * mattine dal fondo de! mare , le quali volate in un ùaltello , Curapoa /" Cate atiV0Ve * Fassi pur in altra forma \e dicesi anche a da isAinexA.RB. * Specie dì gruccia o somigliante strumento che ?*r fperpianim'.e gli albeH sopra i bastimenti. (\ an) ( lui.) ì »acchim- itlrauUche: Così chiamatisi quelle che servano clcrgli di maniera che non sortisca il desiderio suo* c r è$L> ‘ c ^ I'j Uisse: io mi starò sodo al macchione. Alleg, /Si. nar come voi state Sodo al macchione,. Cani, Cam. 447 ' r - c qualche corbacchione, Cile 1 gufo ben può fare, Stoi'C^ rsl flI i re 7 Che sta socio al macchione» Mem. sat. 12 * SiccU 10 ^ ed al macchion stia saldo. _ r 15 . Son , verbigrazia , ec. diversi coltelli Da macellari , -co-ca-lin-gi. Antichi popoli dell Indie. (Gc) e da far carne molti, Forbicina da levare il pel per aria. Il medesimo. In celt. madia ammazzare.) Morg. iy. 182. t pj,- Ca ribaldo di Bablacco Uccise Ulivier nostro a tradimento, lè'deila tua gente un macco. hio \ P r ‘f (In gr. maccoan agire da stolto, e mochos stolto, fh ìJoprLf' ^ 0WJ e di una donna » J ' c Coc> f 0rnin are da essa tutti 4 * (Geog.) Mac ■K.P. e (ùilol.) Mac-co-mct-tà-no. Add. pr. m . fuor d'uso. 1 Maomettano. Pallav. Ist. Cono. (A) \ t di ! ’M- Tis mo. (Filol.) Mac-co*met-ti-smo. Stn. fuor d'uso. V. e JUccn, 0ll,t -‘ r ‘ “ • ~ V 5 ?. C G) ,e 'i e ^ e 0t ‘) f $ost. com. Secondo involucro od arillo del frutto appar- l> 8 if ft *y* euristica 9 od albero di noce ino se a da, collocato fra la noce } Q Rappresenta il mace certa membrana Ideinola, e di oppa- y*d Uco jT , fornita d’ intenso colore rosso, risplendente allorché .ll'ìiif 6 cul si - ,2sce solcano la nocemoscada, comprimendola. iia,i{ li 0 C f ? c J ll(ir c il mace diventa giallo o s* imbianchisce , e riesce e- C(J, n/hf,y:. lu ^de secondo die si va vrosciueardo. Esso si rinviene nel biffrftcìo 1 * e d ’ altri capitani romani che condussero a buon fine le guerre centro la Macedonia. (Mit) 2 —* Soprannome anche di Alessandro Magno ; e fu anzi por- tic. usato assolutamente 11 Macedonico per quel re di Macedonia. Ar. Far, 3 y. 20. S’al fiero Achille invidia della chiara Meonia tromba il Macedonico ebbe. (N) a — * (Bof.) Aggiunto di una specie (li atumanta che adoprasi come diuretico e nel ritaido de ’ lochii. Lo stesso .che Prezzemolo di macedonia. y. Lat. athamantha macedonica. (N) 3 —* (Geog ) Marc Macedonico o di Macedonia. Quella porzione del- V Egeo che bagnava le coste di detto regno e fu poi detto Mare di Tessalonica. (G) Macedonio , * Ma-ce-dò-ni-o. N. pr. m. Lo stesso che Macedone. f r . — Patriarca ariano di Costantinopoli , capo della setta detta da lui de’Macedoniani. (B) (Van) Macecide , * Ma-cè-li-de , Maceride. A’, pr. m. ( In gr. questa voce vale da lungi splendente; poiché ntacos vai da lungi, ed hclioidcs simile al sole.)— Padre dell' Ercole Libico. (O) N , Macella.* (Geog.) Ma-cèl-la. Antica città di Sicilia. (G) cotte nell acqua, ara- Macellaccio , Ma cel-làc-cio. Sm. pegg.di Macello. (A) Lull.En. Trav. ' ' " Berg. (0) Macellaio , Ma-cel-ìà-jo. {.Add. e sm. Colui ] clic macelli . [ Detto anche Beocajo. —Macellaio, Macellaro, sin.] Lat. lanius, lamarius. Gr . jcf3Ér».'7TwX»}s, xpswfìoLtTris. Fr. Giord. Pred. lì. Sono crudeli macellai di carne umana. Red.Ins. 2S. Fu già benissimo osservato ec. da’macellai e dalle donnicciuole. o che non Macellamento, Ma cel-la-mén-to. [£m.] Il macellare. Lat. jugulatio. Gr. crtyc/.yi cv. 2 — iPer simìl. Uccisione di vittime e simili.] Salvia, disc. 1. 255. I macellamenti delle vittime su gli altari cc. nou eran che debolezze , insieme con tutti gli altri rigori della legge. Macellare, Ma-cel-là-re. [Alt.] Proprio C uccidere che fanno i beccai delle bestie. Lat. mactare , prosternere., Gr. atyxrruv , Svnv. 2 — Per metaL Guastare , Corrompere. Lat. vastare , male accipere. Gr. Fr. Jac.. T. 4 ' 36 . 18. Tafc da puzza* verminosa In ogni canto è macellata. 3 — Stramazzare. Tac. Vav.Stor, 3 . 3 ^g. Disfanno la colleg«afa testuggine delle targhe, e quelli infrangono e macellano..( Qui il lat. ha: exan- gues aut laceros prostcrnunJ. ) 4 —* Afiliggcre. Vit. SS. Pad. 2. 180. Castigo e macellò il corpo.(V) ■y iTAI 2 Ac CoA^l! lt ^^ Sino * Pallav. Ist. Cane, (A) Mac-co-mét-to. ZV. pr. m. K. (Geog.) Mac-cur-rà-i. Antichi popoli della di' Maometto. (A) Mauritania ?8Ha. * (li " c(i e , llla ce , la appresso : E .sappiate che dimora d’intorno prosciugar !?. 9 separato dal frutto, e sotto forma di sacchetti intagliali a 1 m °$ti a grosso qualora procede dalia nocemoscada delta ^ ( Iq/{ c ( ? d e U* ìsola di Francia , e sottile se trae l'origine da Giava,. fini. } } i€ Mciucche. Possiede esso la semilrasparenza delle cani• ^ Ptt( Uo (( ? ttn . °dore molto aromatico, e sapore acre, e caldo. Assng- ì[ 0s * o fìz a j distU-'azione somministra un olio essenziale. Gode siffatta x >tte al e . sies se proprietà della nocemoscada , cioè riesce stimo- ^feriti S ra do, ed entra nella composizione di parecchi prepa- frPPei'ato ìIl suo odore piacevole fa sì che venga di frequente A’ .Altf 0 if a Profumieri e distillatori. —, Macis , ii/i.] Lai. macis. H, r. p* g. r j sca p{ a ec ^ ( q g av i n a , di galla moscata d’altre cose di buon odore. E i si si ® ? a fogba della noce moscata, ri -C l Y aiii Piar. & 5 . Le medicine odorale, come la cannella , i li,, 6, ’ f{l„’ . Ula< ’e j e altre , si pestano con manco veemenza. C* 001 - * ?r S) A,,lica ciuà de ' C elti- (G) (A 0 , 4 ' * A. |°S-) Ma-ce-cò i. Regno delta Guinea inferiore. (G) rfi p • Co S*) Ma cc-tla. Amica ciuà reale della Palestina , nella e(i S 0c i sp j 1a_ce ^-do-ne , Macedonio.i\r.pr.nj. Lat. Macedo. (In isla- ntifJViridi S ’ C donos portatura : Portator di sputiti.) — Piglinolo ? \ » nl/ a ’ "ei'em ISipote di Deucalione , che credesi aver dato il 7, ac r ,ni ?: ( Mìt ) iLc^'^Geó;. 0 ,'?- D.dla Macedonia. (B) di 7?.' s, 4,* tu b Ma-ce-do-ni .Ant. popoli abitatori della Macedonia. (Cf) l a n U( Q ì C '^ ‘P r f ( V • Macedone.)—Figlia di Cave e ./o^'Gq og t ) secondo alcuni, diede il noma alla Macedonia .(31 it) Ujia'f. *' at ' Macedonia. Controdadi Europa y che un tempo 0 ^Uiatia ' °f nt€ poliarchia , al settentrione della Grecia d-’lLa » C ' è */ G em °nia , Edonia , Emonia-, Pbria-, Migdonia, Pto- ^Pitale P, ai f te .occidentale delta provincia turca di Romelia? S«qo; ! ' IA k '.* J.^’rco , e chiamasi Magdonia.' (G) dl‘irii deì Patriu’,,. 1 Ma-ce-do-nt-à-nL Eretici del 1C. secolo,se- lA<: H)ri 0 ''' : ’iit, ) ' /, Vi Macedonio , e che negavano hi divinità dello 4v 'eiiì ,<:t ' > ' il, etLì anche Pneiimatoinacìii. (Ber) ■— à'op,?JdJ. pr. in. Dilla Macedonia o de’Ma- L vcaf, me di AL tetto , di Paulo limilio, di PUuntnw Macellato , * Ma-ccl-là-to. Add. ni. da Macellare. Cr. alla v. Fresco add ., (. 3 . Carne fresca, ( cioè : macellata da poco , ec.) (N) Macellesco, Ma-cel-le-sco. Add. [ m. Aggiunto di Bestia e vate) Da/ macello. Zibald. Andr. y8 . La ventura dello scorpio è cc. in albergheria , c in tutte bestie maccllesche, e in usure. Macello, Ma-cèl-Io. [Sm, Luogo dove si macella 5 detto anche Scanna-- tojo, Ammazzatojo, Beccheria. E cosi dicesi anche il Luogo dove si- vende la carne macellata ] Lat. lanienum [, macellimi, macellarla ta- borna.] {jF. Ammazzatoio.) Gr. xpMTfu'XtGv. Bocc. nov. 3i. 26. E dall’altra due gran cani, che dal macello avea menati. Cr.g.OO.f Si deono* uccidere i vitelli, e deputare il macello. Ciriff. Calv. /j. i36. Ma lascia pur passare il gran drappello, Oh’e’buoi andranno da loro al macello. Malm. 12. i3. Entra Paride al fin dentro alla porla, Ove gli par d’ entrar dentro a un macello. 2 —■ [ Uccisione delle bestie che si macellano , ] Beccheria. Lat. lamella. G. K. it. gì. 3. La gabella del macello delle bestie. 3 — p cr sitai L [Strage, Grande uccisione di uomini; ed anche] Luogo- dove si uccidono gli uomini c L’ uccidere _stesso.. Lat . ncx , caedes.. Gr. o-qjayvj. M.F.g.gg. Degli alivi alquanti presine furono-, e mes-tb al macello. Med . Arò. Cr. Come ladrone il menarono al macellò, c con gran vituperio il trassono a vittima c a morte , comunque vollero. Cron. Feil. E per certo si disse , se gli avessero seguiti, non- fu mai sì gran macello. Stor. Eur . 3. 56. Dopo infinite rotte e macelli , vi morirono finalmente il zio e il nipote. 4 —* Col v. Andare : Andare al macello , dicesi dell Esser condotte le bestie a macellarsi ; e fìg. parlatjdo di soldati, vale Esser condotti o da se ridursi all estremo di certa morte. F. 1 , c F. Andare a* macello. (A) (Gì*) 5 — [Col v. Condurre :] Condurre altrui al macello, fg.^ Condurre altrui in rovina.Cirtff.Calv. 1 . jg. Dunque la volpe è condotta ahmacello.- 2 — * E parlando di soldati , Condurli,. Menarli al macello =:• Condurli a certa morie. (Gr) 6 —[Col v. Fare : Far macello o macelli = Fave strage, Far granfe- uccisione di uomini. F. Fare macello.] Ciriff. Calo. t. 28. Che faranno sì spessi e gran macelli. j> Benho. Ist. Fiandr. Nel che nondimeno ebbe gran parte la. fanteria , che avanzatasi, ec. tanto più. agevolò il successo dell’aprire e del rompere i* loro squadroni, e deb farne im sanguinoso ed orribil macello. (Gr) Macelot, * Ma-ce-lùt. N. pr. m.. Lat. Macel Un (Dall ebr. maqloìk verghe.) (B) . Maceria, * Ma-cc-nì a. IV. pr. m. Lat. Maccni.is. (Dall ebr.. miqnah’ possesso, e mh signore: Possesso del-Signore.) (B) Macer. * (Geog.) fiume d-dla Barberai nel regno di Turasi. (G) Macera, (Archi.) Ma-cc-ra. -\f Muro secco di fio, o dì pietra so f *rw pietr a senza calcina F. e di’ Maceria. (A) Seguer. Mann. G/ug. 28. f. G( ttando giù la macera. (A) Maceramento, Ma.ce-ra-mcjn-t). Sm.- Lo stesso che Macerazione. Sellili. Disc. q Tale è il maceramento che fanno li scultori de figurabili porfidi loro.- tMm) Macerane.. * (Mit ) Mu-ce rà-rie. Dee tutelari degli EngH, popoli detto Sicilia, ,8* MACERARE Macerare , Ma-ceoà-rc. {Alt. e ri.] Tener rrrff* acqua , o in isa " [—, Smirnio, sin ./.azsiiiynnum olusatrum bili.] smyrnium. Gr.it’dl _ c s Turov. Polg.Diosc.Lo smirnio. che per altro nome è dettomaceroiic, **!*’,,[ nel monte Amano. Alam.Colt.5.l38. Quell’altro è tale, Che dall maggior gli diede il nome La dolta Atene, e dal colore oscuro Lo c yjvii atro il Latino; il sermon Tosco I.’appi Ila il maceron, la cui radice al veino maggior felice e dolce. Fase. Spir. 1. 2. Per istascra £ [. perare due cesti d’invidia , un mazzo di radici, e un di ma cer u 2 — Proverò. Pisciar maccroni d’uiio o d’alcuna cosnzzzSviscerattt'f ,[} amarlo , Ardentemente desiderarla ; modo basso. Lat. augi ,,!é alicnjus , aliquem vel aliquid deperire. Gr. ì-xifixlvar^xl reo Sacch. nov. tifi Va, va, che ora sarai tu messo nel sacco de’r Jl che n’hai pisciato cotanti maccroni. {Cioè, che l’hai si ardente* desiderato.) Patcìff’. 2. K sempre n’ ha [lisciato maceroni. Maces.* (Geog.) Antichi popoli della Libia. (G) , ,)<■ Macesicrano.* (Pilol.) Ma-co-sì cra-uo. Add. m. P.G. Gr. pizzuti*/ ., (Da macos o mecos lunghezza, c cranon capo.) Epiteto dell nf ‘ tratto dalla cresta che ha sul capo. (O) Macesto.* la parte . Mackta. all’, ingresso del golfo Persico. (G) Magete , * Ma-cè-tc ÌV. pr. m. ( Dal gr. macos da lungi , cd cte* co. Nella stessa lingua machelcs combattente , belligero. ) — naggio di Bulriiilo che per guarir del suo amore fece quaU r0 il salto di Leucade. (Mit) , 0 ^i° Màceti.* (Gcog.) Ma-cc-ti. Antichi popoli del?Arabia Felice ; sec altri^ erano gli stessi che ì Maces, (Mit) ^ 1 Ma che. Modo avverò. [usato per lo più coll interrogativo. F se ’ segno dell' interrogativo in modo antico per ] Salvo che, Fi* 01 f p Se non che, Eccetto che , Più che , Che solamente. V* * Jjjcl 0 Macuba , * Ma-chè-a. IV. pr. ni. ( Dal gr. machao o macino *° di combattere.)«— Generale cartaginese. (Mit) \r Machkmba.* (Mit. Afr.) Ma-chèm-ba. Nome di un idolo de N e o Congo , il quale presiede alla salute de' rei . (Mit) ijg & Maciiera.* (Arche.) Ma-chè-ra. Sf, Spada spagnuola , usata f* af gioni romane dalla fanteria ; era una specie di sciabola c ° r . l Aj forte , cheferirà di punta e di taglio e dalla quale uscivano terribj it JCnMnachaera.Gr. paixoupoi. (E questa una parola celtica che . VjVM** macha tagliare, uccidere. Nella stessa lingua machaire v 2 *—* (Zool.) Genere di pesci della divisione de'toracici, contri 1/f (0 dalla lon " * .. " Macherina chaira Cmic^iu , spaua «ui uatj ut vaiu. ) urenKiv ut a miglia delle ciperacee , stabilito da Kahl nella triandria nrf fi^ caratterizzato dalle squame aperte ma embriciate , dal c _? j^tOì ■ p specie di nissdìa , il frutto delle, quali è un legume P e£ .f 0 pttd^ deiscente , oblungo e coltelliforme con un sol seme; alcW n riportano tuttavia al genere nissolia. (A) (N) # 9 Macheiuone , * Ma-chc-ri^ó-ne. N. pr. m. Lat. Manoerio»* ^ madie battaglia , c heros eroe: Eroe delle bat!agl : o) (^1 f À at> ; Maciìerofoiio. t (Arche.) Ma-che-rò-fo*«i’o. Add- e sm. t A chaerophoros. (Da mudimi spada, c phero io porto.) ^ di sola spada : o servo o schiavo portatore di spada * c ■ fie U eì ' seguiva il padrone. È anche aggiunto dei Traci abitad- 1 . tagne , accostiunati a portar sempre la spada■ (Aq) . Mici* 0 MaciikrolosoA (Bot.) Màfche-rò-lo-bo. Sm. V. G. Lat . lìì ^- fed eti fl d (Da nwdiera coltello, e lobos guscio,) Nome che i ^ re \ } p d una pianta leguminosa , che secondo Adanson apparti 1 ^ dolichos, distinta da legumi cultriformi. (Aq) . Macherokte.* (Geog.) Marchcvrón-te. Citta delia Palestu ul di. Ixuben. (G) ylU 1 IMaciii.* N. j>r. rn. Lat. Machi. (Dall’cbr. maldia • o r ° nì jii 1 \V IP maca percuotere, ovvao da mudi esser povero.) (B) nC $ f Machia, * Mu-eiis-a. N. pr. m. ( Dall’ebr, mahJui o .-o* 1 tere, e jah signore : Percosso dal signore.) (O) et -' 1 I MACHIANA GnitiTpj^ -d/itica isola dellArcipelago.-— Città e fiume degli Stati MACINATURA i 83 Mac,,*- ^(Geog.) Ma-chi-à-na. Isola del Brasile. (G) M\ CfJ , rn AC ’ (Geog.) Ma-chi-a-nàc, Riviera dell'isola di Madagascar.ffi') '^cmcni 1 ' *^ eo § ) Ma-chi cò ri. j Popoli del Madagascar. (G) ls| * (Geog.) Ma-chi cu-ì'SÌ. Popoli indiani della repubblica di Mach? 0 s :^r res - (G) Mà-chi-lo. Sm. V, G. Lat . macbilis. ( Da mache deli e ì ' . ei1£re d’insetti dell oixline de tisanouri , e della famìglia Violici f lSmene ’ st abilito da Latreitte, confuso con le lepisme. Com- l a i in e la l f ola specie Macbilis polypoda. Ila desunto untai nome dal - Acit] 0r ° a ^ Itu dlne di combatteie fra loro, (Aq) 3 ’ * Mà-chi-rno. N- pr. /«.(Dal g r.mackemon battaglicre.)(Mit) 3 A l ) ^ no de' cani di Atteone . (Mit) Uq ' Città favolosa cit 9 e S* 1 die citala da Luciano , i cui abitanti nasceva- ^ Ac Hir^* 2 Rr 66 ’ n lne X} a muro a secco, confine. Sembra ebe mag abbia avuti un il appo i Celti: poiché magwfr muro clic cinge il giardino, Jj a ’ Co ; la città , può risolversi in mag muro e vira circondare. Eier^ ® P°i macia che negli antichi glossarii sta per muratore.)_6uo/i, I’Wi« ’' i " 2 ‘ © l,n ma mi si celi Dietro a una macìa D’un qualche 5 ^ »?? > che non s’intenda. ( Qui per metaf. ) 5C‘o« “lassa o Monte di sassi, 1 Muricelo. Lat. maceria. Cr. ra- Siai ’ 1r£ P‘?P«77 ta . A/leg. 2()C. Potrebbevesi andai- per cento vie, c j e 24 molto pestare i seminali Delle biade, che son fra le ma- rial. esp. 2fi. Poiché i corpi solidi , come , verbigrazia , Hij . c ,la ghiaia , la rena , e simiglievoli, o pure le macìe dosassi 'tisi? 01 '*> nc l l av forza per muovergli t anzi s’incastrano , e stivatisi C; Buon. Tanc.5. y. Il suo petto è di marmo una macia, Dove Co’ ? ac covaccia, c sta appiattato. Maini, so. 36. D’ammazzarlo 'Uoi G „ r * «OH è via , Ch’ egli è come frugar ’n una macia. Ui ac j* > Ma-cì-gua. Sfi. E. A. V. e di Macigno. Butbif. 16. 1. La V lG fa c aspra c dura , c cosi é il popolo fiorentino. (V) ì'ijj ° > Ma-ci-gno. [S’m.] Pietra generalmente, [ ed allora s intende cl Uro a durissima; onde fig. Avere un cuor di macigno=^ve?-e cuor to, p C tc non si muova a compassione ; che anche dicesi Cuor di smal- Ccìt 7 SS ° 1 Napolitani vale una glossa pietra .—, Macigna, sin.1 (Dal e dJl j!“ c grande e iati pietra.)Zhi?it. Inf. i5.63. E tiene ancor del monte 5 Pl acigno. E Purg. 1 q. fi9. Tra i duo pareti del duro macigno. Ceiio/; • ^'b‘ a i non Unito dura quanto il marmo , ed anzi che no e di/ì c ^' CIa 5 della quale si fanno macini da mulino, e conci per gli lMo 0 ,i“-i Poco. nov. 7 3.6. L’una sono i macigni da Sattignauo e da a ■'» p^ l :Pa/lad.cap.3q.he camere de’bagni sono più forti di macigno. gtlo.i d n forza di add. [ Pietra macigna , vale lo stesso che Maci- M^acìgna 4 *’ ^ >ur S’ 1 6- I’ ra d uc pareti del monte , che era di pietra (Geog.) Mà-ci-i. Antichi popoli dell Africa nella Libia. (G) E > Ma-ci-lén-te. Add, com. Starnato , Magro [per lo stento, Graci/^}• Gracile, Strutto, Smunto e simili .']—, Macilento, sin. (V, Gani C^ at " lliaccr> gcacibsj macilentus.Gi-.iirxi'Of, \cxt6ì, taimxpms. ^icif .v Questi per altre vie Compongono elegie, E però tanto , >l Veccl •* C mcat£ ® on nt l seminante. Malm, 7. fiS. Vestia di bigio "G cit -EK 110 macilente , Facendo penitenza per Macone. feti, „ °’“la-ci-lcn-to. Add. [m. Lo stesso che ] Macilente. . Car. l'ir-li "gli é un uomo di più di settanta anni, canuto, macilcn- 0t 0 e affumicato. '-kizicg 1 Ma-ci-lèr jjGc. ì-fi' f ste nuazione di chi è macilente.] Lat. gracilitas, macies. Ma-ci-lèn-za. [Sf.] ast. di Macilente. [ Magrezza , Ema- ';>*• Mici f U sotto f ' ? a< PI* ^ ac i ne -] Pietra di figura circolare , piana t4e tfì ° e c °lma di sopra , bucata nel mezzo per uso di macinare, ^ lc est \j l,le , ( ^ a macinare il grano e V altre biade son due . una che S; Sc Utl dignì / ° ,e f ta immobile, e V altra delta Coperchio si muove con a (orza d’acqua o di vento o di giumenti o del vnpore.J u Dio I11C ’ hot. mola. Or. fsi i\)j. (V. macinare.) Bocc.nov.y3.y. njOQj 6 ”? 0 , 110 . le grazie, e da Montisci le macine. Cr.S.sq. sfi.Cia- : re ulivej si divida in sei parti e in sei volte; quando sono Gto. iU alla macina, dicesi ìli Chi ha mancanza d’avere, o è spian- '"accre ' Parò S1 ’a/'llan 0 sotto la macina, la quale è d’aspra e dura pietra. ì Gglio, 7 Rendere più ingorda la macina = Aguzzarla, Metterla in - E s ; ei v a j'g^do, j. fi, 2 . (A) lo. £ JUd maona, dicesi di 1 T * (Più opibus esse. ,filu nied - Macina da colori : Lastra di pietra con un macinello "te e si es " na "‘uteri'. 1 , colla quale su delta lastra si triturano le coli elio di noce , di lino ec. (Vari) v?° , e SÌ) ’ _ Ma-ci-na-inén-to. [Am.) Il macinare ; [L'azione del mu- e'ite,vd'ì < i la " r “ :iu e quella delle macini , L’atto del macinare. — , , Tal di Sln 'ì Gai. tritili , alti-ibis. Or. iirlrpiSn.Sagg.nat.esp. luf? 1- lungo / . a 5 se sai ’à fatta con polvere di matton pesto , ridotta i c,n Aiite , 1 . ulcllu ' t nciit > impalpabile ec., sarà attissima a stuccar vetri. ?ij A tr *s. G r f ^^ a-d-nàn te. [Part. di Macinare.) Che macina. Lat. ino- ^^'Aiie , ]yj a !" l, .Pa//arf.Farinad’orzo, che svola dal mulino macinante. I ‘essili coii ' C1 -na-re. [Alt. n. ass. e pass.) Ridurre in polvere chec- Je. q k à\is aCln f-,\ ? pnrticolannente il grano e le biade. Lutano- e maeinarium per mulino.) Sen. Pist. La biada si macina e ’nfra-mc e diventa i'àv'uu.Coll.SS.Pad. Ma egli è in signoria del nmgnajo quello eh’e’vuole cb’c’si macini, o grano, o orzo , o loglio. Bove. g. 3. p. 6. Dittava tanta acqua, e si alta verso il cielo ec. , che di meno avria macinato un mulino. » Bart. Ben. rim. pag.fi fLivumo ly.iy.J S’io fussi al tuo Campi là nmgnajo , Macinereitì il gran senza Lui- Iella , ec. (B) 2 — * Dicesi Macinare troppo alto o troppo basso , cioè , colla macina di sopra troppo alla o troppo bassa. (A) 3 . — [Difesi Macinare a secco , cioè senz’ acqua.) Eir. Lue. 3.2. Giri tu il filatojo? o macini a secco? » [Quifig. per Almanaccare!) (N) 2 — [Per simil.) Minutissimamente tritare. Àut. couterere. Gr.trvvrfiijui. M. P. 3. 65. Tutte le copriture de’tetti ruppe e macinòreuzarimedio. Sagg. nat. esp. 268. Ed abbiamo sottosopra osservato che quelle macinano meglio dell’ altre, clic hanno ne’ lor ventrigli maggior copia di sassolini inghiottiti. 3 — Fig. Dsar l’atro venereo. Lat. permolere , Oraz. Bocc. nov. 73. fi. Atta a meglio saper macinar- , clic alcun’ altra. Lor. Med. cuna. 7. 5. L’uscio mio non terrò chiuso , Purcb’io senta macinare. 4 — Dicesi Macinare a due palmenti, [ cioè a due macine.) 1 — Onde per metaf. Si dice di chi per prestezza o voracità mastica da ambedue i lati ad un tratto. Lai. ambabus malis espletis volare, Plaui. 3 —E tedora vale Guadagnare sulla stessa cosa 0 collo stesso modo doppiamente. E. Palmento. 5 — Diesi Macinare a raccolta [o a bottaccio], quando imolini, per mancanza d’acqua, non possono continuo macinare, ma aspettano la colta. [ E. Bottaccio, §. fi, 2.) 2 — [E fig. nel sign. del §■ 3.) Usar di rado Tatto venereo, e perciò con maggior veemenza. Bocc. nov. 72. 8. Noi facciamo vie miglior lavorio ; e sai perchè? perchè noi maciniamo a raccolta. E conci. s3. Macinano a raccolta , e noi ridicono. — * Logorar le proprie forze , Consumarsi. Cocch. Chi si macina colle continue e profonde meditazioni, diminuisce notabilmente la forza de’ suoi muscoli. (A) 7 — * Proverà. Bisogna macinare mentre piove = Bisogna spedire gli affari al tempo opportuno , Non perdere 1 opportunità di spedire un negozio. Serd. Pi w. (A) 8 — (Pitt.) [Macinare dicono i pittori per Istritolare minutissimamenie i colori sopra d’una pieliti col macinello, e di poi incorporarli con acqua o con olio di noce o di Uno , per rendergli atti a pater dipingere.) Borgh. Hip. 275. Insino ai fattorini, che gli macinavano i colori, di lui si ridevano. » L'usar. Vanno poi macinando i colori con olio di noce, o di seme di lino, e così macinati con questi olii, che è la tempera loro, distendendoli col pennello, ec. (A) Macinata , Ma-ci-nà-t;i. [A/i] Quella quantità d’ulive, o simili, che si può infragnere in una volta. Lat. molitura. 2 — (Prtt.) Dicesi anche da’ pittori Quélla quantità di colore che si può macinare in una volta. Easar, Si mettono due o tre macinate di biacca ; e quando le tele ec. (A) Macinato, Ma-ci-nà-to. Sm. Lo stesso che Farina, Macinatura.Lat. farina, pistura. Gr. rà eÀ’irx. Frane. Sacch. nov. / 1,;)■ Avendo mandala più volte al suo mulino , per la gran fama che di lui si udiva, e si del buon macinato, e si della lealtà, ec. Cani. Cani. ufi. Macinati facciali! d’ogni ragione. Guicc.Stor. / fi. Cy6. Per la dilficultà de’pa- ganienli , e perchè in Panna si pativa di macinato. )V1ac tN sto.Add. in. da Macinare. [ Ridotto in polvere o in minuti pezzi con macine 0 altri argomenti.) Lat. mnlitus. Gr. /(wVi 'sev.-. Pallad. Aprii. 10. A que’vitelli daremo miglio macinato. Sagg.nat. esp. 1 3;j. Si inelle ad asciugare nelle conchiglie , come Toro e l’argento macinato. E 268. Ci siamo abbattuti a veder delle suddette palle , altre già peste c macinate , ed altre solamente incominciate a fendersi. Red. Aiinot. Ditir. fi6. Una bevanda fatta col sugo spremuto dalle pere macinate. 2 _ Per simil. Pesto , Infranto. Lat. fractus. Gr. xuTmyls. Tac.Dav. aliti. 2. 3fi. Tornano ec. a pasturare le spade Germane delle loro membra sforacchiate di dietro , e macinate dalla tempesta. 3 —Fig. Ridotto in mal termine di roba o di sanità, Lat. attritus, attritis rebus. Gr. àrdrpurros. Tac.Dav. Stor. 1. 285. Italia , già macinata, non poteva più tollerare tanti soldati e cavalli e danni e oltraggi. Macinatoio, Ma-ci-na tó-jo. [Am Qualunque strumento o macchina atta a ridurre in polvere taluni corpi ; onde dicesi Macinatojo de’ grani, del riso, del catfè ec. Anticcunente trovasi usato solamente pel 1 Mulino dove si macinano le ulive, [il quale più propriamentedicesfiFrat- fi «r, di\-L% 1 t u 1/iLTUii t-t czjtlttu r. * c, uitiUC. A^IU.IIIU- Ua £ciarf* t» macha o machaiiui ammaccare, fransero, C,arc - Indi negli antichi monumenti trovasi mucina , terra nera dove ella passa, ma, se ella sarà molta, la abbrucia e fa stenle. Macinatohe , Ma-ci-na-tó-rc. [ Eerb. m. di Macinare.) Che macina , e proprimn. si dice di Chi macina colori , [chiamato anche i eslacolori, Fattorino.) Eit.Pitt.8y. [Lo consigliò fd MonarcaJ piacevolmente a tacere,) additandogli i suoi macinatoli, clic malamente poteano te2 —■ * In forza di sm. Macinello. Baldin. Eoe. Dis. (A) Macinatrice , * Ma-ci na-trì-ce. E eri. fi da Macinare. E. di reg. (0) Macinatura , Ma-ci-na-tù-ra. [A/il Macinamento, [ ed anche) La cosa macinata. Lat. pistura, molitura. G.r. in I) 1. La gabella della farina c macinatura fiorini quattromila aumento cinquanta d’ oro. L ctip. ])3. 6. E trovammo per la gabella della macinatura e per fornari, eli’ ogiùndl bisognava alla città dentro, dngeuto quaranta moggia di grano. M. E• 7• 81. Ogni mese volea da catuno de’ suoi sudditi soldi cinque di bolognini per bocca di sale , e soldi quattro per la macinatura della corba del grano. Buon. Pier. 3. ». pi. Son d’ ogni salsa e d’ ogni intinto aspersi , D’ ogni macinatura infarinati. a 34 MACINAZIONE MACRINOPOLI — * Ciò che risulta dui moto delle macia!, dalla loro situa/ione e dalia loro natura. (A) 3 -—* L'insieme delle parli del mulino , die operano immediatamente bu ciò die vi ai -macina. (A) /j —* Tritolile o nettarne di biscotto sgranato e ridotto in minuzzoli , che ahre ceke Accecasi Mazzamurro. (A) Macinazione, Ma-ci-na-ziò-ne.A/! Lo stesso che Macinamento. V. Red* lett. De*,coralli ,chc rimangono se nc fa macinazione nel porfido , c servono e per coralli macinati ,e per magistero di coralli. (A) .Macine , Mà-ci-ne. {Sf. Pi. Macini. Lo stesso che] Macina. E.Coìl.SS. Pad.. Convenevolmente s’agguaglia alla similitudine delle macini , le (piali son volle dallo impetuoso corso dell' acque. r> Mor. S. Grog. 6. no. L 5 c comandato , clic essa tolga la macine , e macini farina. La machie si volga in tondo ,-ed oscene farina. (V) Macinblla, Ma-ci-ncl-la. [A/.] dim* di Macina, [e dìcesi di Ogni stru- o. * (Geog.) Ma-cò-co. Regno della Guinea inferiore. fi) £1A. * (Geog.) Ma-cò-i-ra. Città della capitanerìa generale di Macoco. Ma coir A zambico. (Gl Macola , Ma-co-la. {Sfi J^o stesso che] Macula. V. Macchia. Pallai- Agosl. io. L’acqua nuova pruova in questo modo: mettila in un vaso nuovo di rame e s’ ella non fa macola o limo', è buona. a — LE fig.) Pass. po. Largasi la macola della colpa, la quale 1’aui- ma , peccando , contrasse. Macolahe , Ma-co-là-re. [ Alt. e n. pass. V. A. E. e di ] Maculare. Macchiare . 2 — E fg. Genes. Ma incontanente di’ella s’è ragiuiata col corpo» si macola di peccato} e poi quando eli’ è assente ( forse assenziente ) alla volontà della carne, più diviene laida, maculala e corrotta. Pass* , 25o. Le colpe che l’ anima lordano , viziano la mente , macolano 1* coscienza , e vituperano la fama. mento che serre a macinare. Chiamasi anche MachieUa e] Macinello. Macolato, Ma-co-là-to. Add* {m. da Macolarc.] V.e di Maculato. Scvip* Lat. moia parva. Or. .puxpà gvXr,. M. F. /j> i5. Avendo calano le S. Agost. /ji. O purità santa, tu discacci il vermine della paura» macinelle , che fallo avea loro fare , di piccole pietre. che rode la coscienzia macolata. Dav. Colt. 161 . Tra esse non sicn° Macinello , Ma-ci-nèl-lo. {Sm.] dim. di Macine. P. Marinella. Ilicett. uve secche , nè fracide nè macolatc. . f Fior. p5. Macinaiisi ancora (Je pietre) oc. sopra una pietra di poi lido Macolatore, Ma-co-la-tó-rc. {Perl. m. d. Macolarc. P. A. P. e dii piana, ma alquanto incavata, limonandole con un macinello per lungo Maculatore. Che macula. spazio. Art. Pctr. JSer. 5 . j 6 . Questo cristallo cc. si macini sopra Macolatricb, Ma-coTa-trì-ce. Perh.m. di Macolarc. P. e di Macula* porfido con macinello jiur di porfido , al solito. ^ trice. (A) (Pitt.)A'/rtoenm di legno idi vetro, o di porfido, con cui sì maci- Macol azione , Ma-co-la-sió-nc. {Sf. P. e di’] Maculazione. ( , io i colori sona altra pietra larga, piana e liscia. Dicesi anche Macoltco. * (Geog.) Ma-cò-li-co. Lai. Macolicum. Antica città deli nano Macinatole. Baldin. Poc. Dìs, (A) Macine-tta, Ma-ci-nét ta. {Sf. dim. di Macina.] Macinella. Lat. mola parva. Gr. g-nepà. gvXr,. M. P. 11 . 5. Non trovando altro più presto, lernia , oggi Mullingar nell' Irlanda. (G) - Macolo , Mà-co lo. *SV«. P. A. [P. e di Macula o] Macola. 1 o.^'.Nèlasciòl'alpedegli XJbaldini sanza maculo per moltide’iuoghis' 101 ’ prese una mucinelta da savore, la quale trovò ec. Ilicett. Fior. 86. Macolo. Add. [m, P. A t Lo stesso che ] Maculo. {P. e di Maculai^ Le piche cc. si macinano in un nioì tajo che abbia il fondo largo , Macowetto, * Ma-c-mct-to^ iV. pr. m. Lo stesso che Maccomeito.^* con una macini-ita, e l’imo e V altra sia di porfido. <2 — (Zool.) Sorta di granchiotino, che Masenctta dicesi dal Dolce, cap. Del naso. Matt. Diosc. 2 . io. Berg. (Min) Mancinino, * Ma-ci-m-no. Sm . dim.di Macinatojo. P.di reg. Romani. (N) Macinio , Maci-nì-o. (A«j. Latto del macinare*] Lat. molcudi, permo- lendi actus. q — Per metaf. [L’uso deìl’aUo venereo.] Bocc. nov. 4°* Ed ella, per essere meglio udita , non nc fu punto schifa $ e dal macinio levatasi , disse : ec, e di Maometto. Segner. Paneg. (A) . . 2 —- * Tare come Macometto anioni i. si dice quando si va a trovare cn si era chiamato , come fece Macometto, che chiamando a se i ff,0>ì e non venendo , andò egli a trovarli. Cecch. Mogi. Io voglio a * 1 . dar a cercar di Minuccio per fargli come Macoinetto a’ monti- Macone , * Ma-có-ne. N. pr. m. P. poet. Lo st-sso che Macoint’t* e Maometto. P. Maini ., Ar. Far ., 7'ass. ec. (À) (N) 2 '— * (Geog.) Lat. Matìsco. Città di Francia nella Borgogna, c(t P 1 ' tale del dipartimento di Suona e Lo ira . (G) Màcinoso, Ma-ci-mbso. Add. m* Che è aito a macinare , a ridurre in MACONESE.*(Geog.) Ma-co-nc-se. Sm.Paese di Francia nella Borgogna ( 0 ) polvere o in pasta. Salviti. Nic. Ter. Di morlaro gettando dentro al macinoso petto rami chiamanti due di l.uon abrotano. (A) Magio. (Starili.) Mà-ci-o. Sm. Slacio del timone, V. Miccia. (S) M,icis.(Bol.)[A'm ] Lo stesso che Mace. V .Lal.m&ch.Serd. Star. 5. ig 6 . Producono spontaneamente d’ un medesimo albero il macÌ6, e le noce inoscada. Lied, cons, 1 . SS. Cassia tratta onc. mezz. , susine amoscine num. iiii. ec. . macis gr. xii. E i55. Sena di Levante ben netta onc. r ii. cc. , macis di', i. Maciste , * Ma-ci-ste. N- pr. m. (Dal gr. riusciste!' dardo lungo.) — Figlio di Jttornante. (Mit) •x —- * (Mit.) Soprannome di Ercole. (Mit) Maoistici.* (Gcog.)Ma-cì-sli-ci. A ni. pop. di unaprov. del Pelnpnnneso.'G) TU acisto.' ‘(Geog.)Ma-cì-sto. Antica città della Grecia nel Peloponneso (G) a Maciccccli. * (Geog.) Ma-ciùc-co-li .Piccai Iago del Ducato di Lucca.{G') ne! Mediterraneo non lungi Maciulla. (Ar. Mcs.) Ma-ciìil-la. [A/i] Strumento di due legni, l’uno La Macra o Magra. (G) _ ^ y de’ guati ha un canale net gitale entra C altro, e con esso si dirompe Macrali. * (Geog.) Ma-cràli. dittico popolo d’Italia , uno de il lino o la canapa , per nettarla dalla materia legnosa. iDella. anche abitavano il Lazio. (G) -, Gramola.](Dal lat. barb. macius lini che vieti dal celi, madia roin- Macisakto. * (Bot.) Ma-cràn-to. Sni. V.G. Lat. macranthus. (P a -^^a Macoteuto , * Ma-co-tèn-to. Add. e sm. comp. F. e di’ Màlcontd 1 *' • Borgh. Orig. Fir. s56. I disperati e i macontenti erano iustruin cU maravigliosamente al proposito suo. (Y) Macopstsa. * (Geog.) Ma-co-psl-sa. Antica città della Sardegna. Macoeaba. * (Geog.) Ma-co-iàdia. Antica città dell’ Arabia tìeserliiAt Macqoahia. * (Geog.) Ma-cquà-ri-a. Nome di un’ isola del Grande ^ ceano australe , su la costa della Terra di Diemen. — Nome d * fiumi e di un porto delta Terra di Diemen. — Nome di unji ,tn> e di un porto della Nuova Olanda. (G) ,j a Macqcihi. * (Geog ) Ma-cquì-ni. Popolo possente delt Affrica . n . Caffreria. (G) Macba, * Macrina.JV’. pr. fi. Lat. Macra. (tu lat. macra macilentr-A“' (Geog.) Antico fiume d’Italia nella Liguria; esso metteva .! 0 lediterraneo non lungi dalla città di Luna ; oggidì si ehm' pere, schiacciare. In frane, macque. Gli spagn. dicono magullar per fare una contusione.) Dani. Iti fi ’ifi. 56 ■ Da ogni bocca dirompea co’ di nti Un peccatore , a guisa di maciulla. Bui. ivi : Un peccatore a guisa di maciulla, cioè di gramola clic dirompe lo lino .Com.lnfi.3fi. Dice che Lucifero divorava e consumava da ogni bocca un peccatore a guisa d’ uno strumento detto maciulla , che dirompe il lino. eros lungo , e anlhos fiore.) Genere di piume esotiche dellafamiS delle leguminose, e della diadelfia decandria, da f.oureiro stava 1 ! e caratterizzale dal calice quadrifido colorato colle lacinie lalel ^ più corte , dalla corolla grande chiusa con lunga carena , da 1 U g tro slami perfetti , gli altri sterili difformi, e da un legume gro ss0 rotondo. (Acj) (jN) _ _ . _ indica ’’ 1 Maciullare, Ma-ciul-là-rc. \_Au. e n.pass .] Dirompere il lino o la canapa Macaranto.* Add. m. Aggiunto di alcune specie di piante per indi ^ colla maciutia.(FMinuAinc.)Lui. linuin vel camjabcm snbigcrc, con- la loro differenza specifica, come nella campanola macranta, ec N finnu/i y* v. \ ’.., r vui-«A».., /".V o K n m dee/» ctti-ò en.-.'Aff.i Mi/>n * (Zool.) Mil-Cni-Spì-tl ò HI, . G. Lat. ILUlCl'tlSpb* f ^ grande , c aspis scudo.) Genere et insevi dell ordine de c ^ e della sezione de’penlameri , nella famiglia dei lamelH 001 macros otteri , e caratterizzali du. cappuccio in forma di scudo oblungo, nere comprende la cotonina clàvata, tetradaetyla e forcala, e di Fabricio. (Aq) # .. aV i& Macueni. * (Geog) Ma-crè-ni. Antichi popoli della Corsica , nel lei F settentrionale dell’isola. (G) ^ ^ a l- OuesM gZ laddi’* ficcrc. Gr.xlvcv, $ )uy.vva.fyv KotTa.'ynv. Cr. 2 .5. 2 .Quando in esse sarà corrotta Macraspide. * ((Zool.) Mii-crà-spì-d òm. if. G. Lat. macrasjns* l’acquosità e la au’ne materiale,c poi si secca e si maciulla. Biavh1 . p1 . E ^ in Valdilamon si Inaciullava.Zì , 2.83. La canapa per te già si maciulla. 2 —- Per sirml .Masticare con prestezza e bene. Lh.As. 11 2 . Allora avendo da empiere così gran ventre, io maciullai sino al terzo canestro. E 3 o 2 . Senza muovermi d’onde io era, attesi a maciidlarc sino a tanto che ec. Maciullato , Ma-eiul-là-to. Add . m . da Maciullare. L . F . di reg .( À .) Màcle, * (Mio.) Sfi Pietra la quale ha il tessuto talvolta lamellare , ma più ordinariamente compatto , e la sua grana è fina e stretta, la sua Magri , * Macride, JS T . pi\f'Lat, polvere è dolce, quasi untuosa allatto. Pure questa piena è abbastanza ' ~ T ‘ ’ 1 1 dura per segnare u vetroiquando la sua tessitura è lamellare si filide al cunnello fr.iTuminatorio, ma coti difficoltà,c clà uno smallo bianco.^ G.P.) Maclei. * (Geog.) Ma clè-i. Antichi popoli delle Indie. (G) Màixiensi. * (Geog.) Ma-cli-èn-si. Antichi popoli della Scìzia. (G) Maghi. * (Geog.) Mà^eU-i. Popoli dell'Africa, ne dintorni della Gran Sìrie . si/to al fumé Triton. (G) Maclodio , * Mu-elò-di-o. JS ’. pr* m . (Dal gali, mach citlà , e llwydd at. Macris. (In cclt. maga nutrii’^ » ‘ ^ re. ) — Figliuola di Aristea, alle vii M Lat* Sinus Glaucus. Golfoformcd 0 t Turchìa asiatica , nell' AnatolfiJ yj# levare, c ri re : Nutrice del dì Bacco. (Mit) 2 * (Geog.) Golfo di Macri. Lat. Mediterraneo sulla costa della fan-u. .. . . sangiucati di Meis e di Menlechè. Bacchiati• molte piccole le quali sì distingue quella del Citigli ale. (G) Macriano , * Ma-cri-à-uo. N . pr. m . Lat. Maerianus. ( Marco I’ulvio. Uno de’trenta tiranni, generale di Falertano.(f>)c _ * T»T' .. • . 71' a ' / _ ./.- ut_: rr /TsJ. i»a«^ v die sì pronunzia ìoydd felicità, fortuna: fortuna del popolo.) — Macride, * Mà-cri-de. JS. pr. f Lo stesso che Macri. V'• (^*1 Santo viaggiatore del Fi. secolo , tatto nel p*ese di Galles, e che di Macro.) (O) (N) . ^ (f>) predico la fede nello. Orcudi e nell' Armenia. (0) < _ Macrina/ Ma-crì-na. iV. pr. fi. clim. di Macra. V. Lai. Mucr»»-^/,., - * (Geog.) l'illnggio del Begno I.umLardo rendo nella provìncia Machikiaka. * (Arche.) Ma-cri ni-à-na. Adii. pr. fi.Qg. patron- <■ ^- lia , i Brescia , celebre per la battaglia vinta da’ Venerimi guidati dal ero.) — Soprannome, che prese la città dì Tarso per adula ' 0 dì , f . ... _v.jy.... ___ - ^ . . _ conte di Carmagnola su i Milanesi, (fi) (N) pcrator Macrino. fi) . nl {ì(i,(f^ Maclosina/ (Med.) Ma-clò-si-na. Sf. Lat. niacblosinc.(Dal gr . machìis Macrinizza.*(G eog.) Ma-cri-nìz-za .Cilta della Grecia nella LtW^ A"' lasciva.) Lo sìesso che Ninfomanìa. L". (A. O.) M acrino , * Ma-cri-no. N- m - Lat. M.acrinus. (V. Macro.) MacmA. * (Geog.) Antica città della Giudea, nella tribù d' Efraim.fi) mano amico di Persio. — Marco Opelio. Imperatore romano, Magoche. * (Mit. Sldv.) Ma-cò-chc. Divinità del /GcaV, della quale non cessare di Caracolla. (B) (Mit) _ doniti' si conosce aUro che il nome. (G) Macrinopolj.* (Geog.) Ma cii-nò-po-li.CiZtà dell' antica Macca MACRIS ^cito' nomee!' im' /soletta dell' E eco* oqqì Isola Longa.(G) 6 °lcà f • i ,,i ‘P r -f>oet. Lo stesso che ] Magro, r. Vani. Ifif.2j.g3, Che piu' !;. ^'Lrus macrocophalus , a varii insetti , e finalmente anche dontus. (Da macros lungo , ed odus , odontos dente.) Specie di p*~ ij P0 '* Ma-cro-càr-po. Sm.f r .G. Lai. macrocarputn. (Da h^unn ( ? an<1 ?s e carpos fl utto. )Nome specifico delle piante che pre- 0 J>WÌ molto più grossi delle loi'o congeneri. (Aq) E *ALO.* /Fkml ^ Mn-rrrwrA-fft -In. Add. m.V. fr. T.ut **£'*».' (Fisiol.) Ma-cro-cè-fa-lo. Add. m.V. G. Lat. macroce- H a .;(Ha macros lungo, e cephale capo.) Dicesi cosi chi ha late- è l,^’ 1u lunga e più larga di quel che deve essere naturalmentej ed tfteii?. en demica disposizione di certa nazione dell’ Asia , di cui fa * i0 " e Plinio. Questa deformità accompagna l idrocefalo , e sem- "■* r°’‘ P ot crc esistere senza di esso. (Aq) (Yan) 0 ht, ^''1 ) Nome specifico applicato agli esseri distinti da glossa nel njf 1 . test a : cioè al physitcr macrocophalus (specie eli ’ olle j, - fahrus macrocephalus , a varii insetti , e finitime,.^ ..... .... j ohe presentano una fioritura in forma di testa volumino- 3 Cl W | ala Sbe Ao» 2 e specifico di ammali di lunghe corna, e d insetti a .cC)T (A1} CQ . , , ty-pt forma di corno prolungato, o n fl J.o , nell’ Orchis habenaria di ].unico , che ha lo sperone in ■> ' lut lungo corno. (Aq) (N) "Xia. (y I o, ‘ (Bot.) Ma-cro ce-rà-y.i-o. Sin. V. G. L.at. macrocera- ,0j di i’ " ’acrocera .) Nome della terza sezione del genere natoce- P'ese j e , '°wn , stabilita da Decandolle , nella quale vengono com- Ì 1 Uìl ghp s P e oie notabili ver la loro siliqua indeiscente munita di due ( Ac l) (Zool.) Ma-cro-cèr-co. Sm.V.G. Lat. mocrocercus. (Da j d'O'ay' 111 ^ 0 > e cercos coda.) Genere d’uccelli del terz' ordine o ^hig^ui ; della famiglia dei psittneini, e della prima tribù de’ 5 i° U ’ stabilito da P'ieiliot a scapito de’ pappagalli , che coniti t' S'p,sP e ''\ e provvedute di lunga, coda. (Aq) Ci lanT* £ 'taccilo del genere edolius di Cuvier; così denominato f J ' ' ~ è applicalo ad altre spe- applicato ai vegetali che presentano qualche parie - —i ..~ ome , le H' Habenaria macro- li 4 e Pur;,^ 1 .forma della coda. Questo nome l’ rwve - un,,.,,, -o-'-cr , stabilito da I.atreille , che ha pei tipo l’ a- ’ ,>l i J e. f di Hermann , e così denominato dalie lunghe loro . V (Arche.) Ma-crò-che-ra. Sf. V. G. L.at. macrochera. 'il,. .'.’, c, '°s li a e). s lungo, e c hir mano.) Tonaca a lunghe maniche, o Per- t\.. ' J1H7. Vi» >I(L una mano piti lunga dell’ oliva. (Aq) (Ai’dio.)]\ìa-ciò-dii-ra t .cV/!/-u stesso che Chirodola./^.(0) ■crò-clii-ro. Sin. V. G. L.at. longunanus.(Y x 'n \ n fi , 'tinno, 1 1>e, st>na che abbia una mano più lunga dell’ altra. J fi-sn, ’f particolare del primo de’ tre Ariascrsi che regnai/ (Ì)>W * A, a "‘ h e perciò Longimano. (Aq) (0) dell "'“«-OS 1 ^ 0t ’^ Wa -cro-ci-sti-de. Sf. V. G. L.at. macrocystis. bili! 1 sezione , / , ? / ° , e c jstis vescica.) Genere di piante crittogame , Si 0 da “ , ‘!j e alghe di Linneo , e delle idiojite de moderni, sta- \Mn ‘ l t' ì ’endon ' a sca P il o delle laminarie di Lamouroux, nel quale ' ^* 1: iic Ie ’ stilliti „° Vfde distinte per le fiondi fogliacee oblunghe e ri- dj a l,l,t Mo. * /'o ium,(Da macros grande , c lobos lobo.) Genere di piante esotiche della famiglia delle leguminose , e della triandria monogiuia, da Schreber stabilito a scapito del genere vouapa di Aublet , caratterizzato dal calice di quattro denti fornito di brattee,da un pendo solo spumalo e molto grande e dal legume con un seme. (Aq) (N) Macrologia. (Grani.) Ma-cro-lo-gì-a. Sf. V. G. Lat. macrologia. (Da macros lungo , e logos discorso.) Prolissità nello scrivere o nel par - lare , importuna loquacità e stile comunemente detto Asiatico, opposto (il Laconismo, ossìa alla Brevità. (A) (Aq) Macrologo. * (Grani.) Ma-crò-ìo-go. Ada* e sm. V . G. Parlatore che non finisce mai di parlare. (Vau) Macromeria. * (Fisiol.) Ma-cro-mc-rì-a. Sf. V. G,Lat, macromcria. T.o stesso che Macrosomia. 74.(Dal gr. macros lungo, e merùs parte.)(Yan) Macromero. * (Fisiol.) Ma-crò-me-ro. Add. e sm. V. G. JAu. macro- mcrus. Lo stesso che Macrosomo. V. (Aq) Macromitrio. * (Boi.) Ma-cro-mì-ln-o. Sm. p r . G. L.at. macromitrion. (Da macron grande , c mitrion mitya.) Genere di piante crittogame della famiglia, de' muschi , stabilito da Bridel, riunito da Jlookcr c i86 MAGRONE da Greville al genere ortholricluim, e così denominate dalla loro grossa callàia moli fida ed a foggia di mitra. Tal genere è stato conservato da altri botanici posteriori. (A r|) (\) Macroke,* Ma-cró-n e.N-ju'-m. Lai. Macron. (Dal gr. macros, a, on lungo.)—Ncrvio Sei-torio. Favorito di Tiberio, successore diSejano. (Mit) Macrobemo.* (Zool.) Ma-cro-nc-mo. Sm. F. G. Leu. macronemus. (Da macros lungo , c nenia filo.) Specie eli pesce del genere mullus, caratterizzato da lunghi fili pendenti dalla loro m{iscella ni f enore Macroki. * (Geog.) Ma-cró-ni. Antichi popoli del Ponto. (G) Macronichi. * (Zool.) Ma-cro-ni-chi. Sm.pl. F. G. Lat. macromches/Da macros lungo, e onfx, ychos unghia.) Genere d’ insetti dell' ordine de' coleotteri pentameri , della famiglia dei clavicorni , e della tribù dei macrodattili, stabilito da Mùìler , distinti e cosi denominati dal lungo ed uncinato ultimo articolo del loro tarso. (Aq) Macrokisi. * (Geog.) Ma-cro-nì-si. Lat. Macris. Piccola città che restava separata dall Attica mediante uno stretto di sei miglia di larghezza , un tempo popolatissima , oggi deserta. (G) Màcrohtico. * (Arche.) Ma-ciòn-ti-co. Sm. F. G. Lat. macrontichus. (Da macros lungo, c tichos muro.) Lunghe muraglie e solidissime fatte fabbricare da Cànone e da Pericle sul disegno che ne uvea concepito Temistocle, e le quali imivano il Pireo alla città d’Atene. Avevano sessanta stadii di lunghezza, e quaranta cubiti di altezza. (Aq) Màcrohtico. * (Geog.) Antica città della Tracia. (G) Màceopeza. * (Zool.) Ma-cro-pc-za. Sf. F. G. Lat. macropcza. (Da macros lungo, e peza pianta del piede.) Genere d’ insetti dell'ordine de' ditteri, della famiglia delle nemocerc , e della tribù delle tipulane, assai afilli a’ceratopogoni, così denominali dalla lunghezza del penultimo articolo del loro tarso. (Aq) Macropkea. * (Med.) Ma-cro-pnc-a. Sf. F. G. I.at. macroprxoea. (Da macros lungo , c plico io spiro.) Lenta respirazione. (Aq) Màcropo. * (Zool.) Ma-crò-po. Sm. F. G. La’. inacropus. (Da macros lungo, e pus, poaos piede.) Genere di crostàcei deli ordine de' decapodi, e della famiglia de’ brachimi , da Laudile sta'àlito,pigliandone per tipo il maja selicorne di Lamarck , e tirandone tal nome dalle lunghe loro zampe o piedi. (Aq) Macropodo. * (Zool.) Ma-crò-po-do. Sm. F. G. Lat. inacrnpodns. (V. mucropo .) Genere di. pesci nella divisione de’ loracei , da Lacèpede stabilito, le di cui pinne sono tutte lunghissime,e specialmente quelle della coda assai forcute. (Aq) Macropodo. * (Bot ,)Add. ni. Lpiteto dato da Picard ali embrione quando la radicella è mollo grossa. (Aq) 2 — * Robert Brown c Decandolte chiamarono Macropodo delle nevi una specie di Arabis indigena degli ahi monti e presso le nevi che si fondono , detta perciò Arabis nivali;. (N) Macropogomi. * (Filol.) Ma-cro-pù-go-ni. Lat. macropogoni. (Da macros lungo, e pogon barba.) Popoli dell' Asia presso il Ponto Limino , che portavano lunga barba. (Aq) Macrorearfoso. * (Zool.) Ma-cror-ran-fó-so. Sm. F. G. Lat.mucror- rhampbosus. (Da rnacros lungo, e rhamphos rostro.) Genere di pesci della famiglia degli oplof.ri, così denominati pel loto muso molto allungato e ristretto a guisa di rostro. (Aq) Macrourihco. * (Zool.) Ma-cror-rìn-co. Sm. F. G. Lai. ìnacrorrhyn- cus. (Da macros lungo , e rhynchos rostro.) Genere di pesci della divisione de’ branchiostegi , intermedii tra quelli del genere sygna- thus e del Pegasus, distintiecosì denominati dal loro muso lungo.(Aq) Macros. * (Geog.) Antica città dell’ Affrica, nella Bisacena; oggi non è che un piccol villaggio del regno di Tunisi. (G) Macroscele. * (Fisiol.) Ma-crò-sce-Ic. Add. coni. F- G. ( Da macros lungo , c scelos gamba. ) Lpiteto di chi ha le gambe straordinariamente l'.uighe. ( 0 ) Macroscepidea. * (Boi.) Ma-cro-scc-pi-dè a. Sf. F. G. Lat. macroscc- pis. (Da macivs lungo, e scepe iutcgmnenlo.) Genere di piante della famiglia delle asclepulee e della pcnlandria digitila di 1 .vinco , stabbiato da Kuntli , e cosi denominate dal lungo calò e di cinque sepali, e fornite, di corolla rigonfia nella base con lembo slargato, di corona fonnata da cinque squame carnose , e dal ginostegio corto e fatto a scodella. (Aq) (IN) Macrosci. * (Filol.) Ma-crò-sci. Lat. Macroscii. (Da macros lungo , e scia ombra.) Popoli settentrioiudi , così denominali dalla lunga ombra del loro corpo anche in tempo di estate. (Aq) Macroscofio. * (Astr.)Ma-cro-scò-pi-o. Sm.F. G. t ’■ e di' Telescopio. (Dal gr. macron da lungi, e scopeo io osservo) (Vali) Macrosiride, * Ma-cro-si-ri-dc. N.pr.m. (Dal gr. macros lungo, c siris, siridos catena : Che porta lunga catena. ) — Gigante di cui parla Piegane. (Mit) . Macrososiia.* (Fisiol.) Ma-cro-so-mi-a. Sf.F.G. I.at. macrosouiia. (Da macros lungo , e soma corpo.) Soperchio sviluppo del corpo umano .—, Macromeria , sin. {Vari) Macrosomo.* (l'isiol ) Ma-crò-so-mo. Add.m. V. G. Lai. macrosomus. (V. macrosomia.) Persona eccessivamente grossa intuito il corpo. —, Macromero , sin. (Aq) Macrostachia.* (Bot.) Ma-cro-sta-cln-a. Sf. F. G. I.at. macrostachya. ( Da macros lungo , e stachfs spiga. ) Nome specifico delle piante provvedute di lunga spiga. (Aq) Macrostico.* (St. Eccl.) Ma-crò-sti-co. Sin. V. G. Lai. macrostichus. ( Da macros lungo , e stichos fila * terso.) Quinta foratola di confessione di fede , espressa in termini equivoci e scritta in lunghe lignee , composta dagli eretici Eusebiani in un concilio da essi tenuto in Antiochia nel 2 f i di G. C., onde palliare Ieresia di Ario. (Aq) Mocrostiuo.* (Bot.) Mo-crò-sti-lo. Sm. F. G. Lat. mocrostilys. ( Da macros lungo , c stylos- stilo.) Genere di piante della famiglia delle rutacee, e della peutandrìa monoginia di Linneo, stabilito a scapito di tre specie del genere diosma,ul quale sono state nuovamente riunite • un tal nome è desunto dal loro stilo lungo, (Aq) (N) MACULARE Macrostome.* (Zool.) Ma-crò-sto-me. Sf. pi. F. G. Lat. macros! 0111 ' 1 ’ ( Da macros lungo , e stoma bocca.) Nome et una famiglia di c "“' chiglie , nella quale Lamarck comprende tutte quelle che presenta ' 1 larga aperUira. (Aq) „ Macrotarso.* (Zool.) Ma-cro-tàr-so. Sm. F.G. Lat. macrotarsus. ( lJ1 macros lungo, c tarsos palma della mano e del piede.) Nome geneà 0 _ applicato da Lacèpède al genere himantopiis di Brisson ; ed e un S e ". nere dell’ordine de’trampolini, conlradctistinto da lungo tarso. (fy 2 —* Nome imposto dallo stesso I.acèpèile, e per le stesse ragion' 1 " genere tarsius , al lemur , e al didelphis , animali deliordàie drumani e della famìglia de' lemuri o macrotarsiani d’Illigcr. (AV Macrotrachelo. * (Fisiol.) Ma-cro-tra-chè-lo. Sin. F. G. Lat. m aCt ^ trachelus. ( Da macros lungo , e trachelos collo. ) Uomo di hn'Sr collo. (Aq) Macrottalmo.* (Zool.) Ma-erotta buio. Sin. F. G. f.at. macrophthali® 11 / (Da macros lungo, e ophthalmos occhio.) Genere di crostacei f. - t ordine de’ decapodi , della famiglia de’ brachiuri, e della quadrilateri , osseivabili pei loro occhi sostenuti da lunghi p elil duoli. — , Macroftalmo , sin. (Aq) 2 —* Nome specìfico di due specie di pesci, una del genere àclaff e l'ultra del priacanthes di Cuvier, caratterizzati da occhi asstà 0 lunghi. (Aq) . .n, Macrotteri.* (Zool.) Ma-cròt-te-ri.Am. pi. F. G. Lat. macroptc r '-) (l0 macixis lungo, e pleron ala.) Qualche volta i naturalisti si seiV° ^ di questo nome per diversi uccelli provveduti di ale motto lung quali ile sorpassano la coda. (Aq) , iy 1 —* Specie di pesce del genei-e cantharus di Cuvier, i raggi » . cui piime dorsali ed anali sono lunghi e giuntili di filamento Macrotterosoto.* (Zool.) Ma-crot-tc-ro-nò-to.Am. tr. G. /.«t. inacro|’ ronolus. (Da macros lungo , pteivri ala, e notori dorso.) Genei v ^ pesci olobranchi, dell'ordine degli addominali, e della fìuiùgh 11 \ gli optofori, caratterizzati dall'unica lunghissima pinna dorsale! Macruri.* (Zool.) Ma-crù-ri. Sm. pi. F. G. Lat. macroura. iPf eros lungo, e ura coda.) Famiglia di crustacei decapodi, stabd' 10 . f I.atreille, la quale contiene una gran parte dei canceres macr 01, Cj Linneo. L.o stesso Latreille divide attesta famiglia in otto tribù-) ^.1 Macruro.* (Zool.) Ma-crù-1-0. Sm. F. G. Genere di pesci »C 7 lll! li - alla famùflia dei gadi, nell’ordine de’ malacotterìgi subruinu 1111 . nei. quali, come nei lepìdolepri , la prima pinna dorside è t jl distinta dalla seconda, posta mollo più bassa; si distende u resto del corpo, e fa la figura d’una lunga coda appuntata , 1/7 coll’anale. (Aq) — * Specie di pesce (labrus macrurus) distinto da "a" caudali molto larghe , lunghe e rettilinee. (Aq) m ingegno nc con traode d'imporre alcuna itkicu*“. QfO la chiarezza del vostro sangue nella persona cU$ofr°!fV ‘ o 2 55 . l'i non abbiano alcuna macula, come di trad 1 - Macsuha ^ e chiuso da tende , ove si collocano i principi. ]£sso somiglia lina degli Spagnuoli , che durante il divino servigio cela 43^ 0 del popolo la verde famiglia. (Van) Mactrismo.* (Arche.) Ma-ctrì-smo. Sm. Una delle danze ridici antichi , della quale non conosccsi che il nome. (Mit) Macca* (Geog.) Ma-cù-a. Antica città dell’Etiopiu. (G) • Macuba.* (Comin.) Ma-cù-ba. Sm. specie di tabacco della \ preparato collo zucchcìv greggio e con V essenza di rose . C* difi 1 ' Macul.* (Mus.) Sm. Strumento musicale a coirla in uso pre ss0 $ L tichi Ebrei. (Van) Macula, Mà-cu-la. [Sf. V . L. Imbratto , Lordura , ] Macchia cola, Macolo, sin. Lat. macula, labcs, nota. Gr. Cavale. Frutt. hng. Mondo in sè di \izii debb’csser c0 . l!,i ! \iiac 1 ;!? vuol correggere gli altri; perciocché loccliio lordo l’alU' tU * ben non vede, e la mano lotosa T altrui macula ben non 11 C | ' è c^ Cr. P. N. Ma voi, signor mio, siete potente di rendermi 0 alcuna macula. 1 «— Eig. Bruttura d’animo, Infamia, Disonore. Lat. dedecus,? 1 macula. Gr . ? ó'veihos , Bocc. nov.pS. 36.1° ^li'e 111 " cai nc con ingegno nc con frande d’imporre alcuna macul®. sta ed alla - • Morell. 255 ladro, o di micidio ec. i e ir. —* Colpa, Difi'tto. Pallav. Ist. Cane. 1. 56S, Questo s 0 ! 10 ^.. (P, cule ritrovate dall’occhio invido del Soave in quella —* Contrai’ macula o macchiare Macchiarsi, Contaminctì ' sl ^ ca tu ^ Specch. Cv.cap.4 ~ Onde Santo Paolo dice, che se per lo in° «d Adamo tutta l'umana generazione contrasse maeda di pc cC ^’ maggiormente per la giustizia, e per la obbedienza di che in lui sperano e lui seguitano saranno giustilicati. (^/ Macula.* (Arche.) Soprannome di Pompeo Meco. (0) uv % i —* (Geog.) Città dell' Arabia. (G) ^ Maculare, Ma-cu-là-re. [Att. e n. pass.] Macchiare^ ^ a ^ a P (lllrì A u ' brattare s ma si usa più frequentemente in sentimento J 1 6 c ^ iL Macolare, sin. Lat. maculare, coinquinare, foedare,label* 1 1 Gr. pvrrcuvtiv , omKovvy f/.o'Kvvsiv, . q 1 ** 1 ^jo 2 — * E Jìg. Car. Lat. ined. 1. 2/^8. Vanno maculando j-pirir 111 parte il sincero animo di Sua Beatitudine. (Cioè, Vanno a di cattivo il sincero animo ec.) (N) y(ì , 3 — [Violare, Infrangere.] Lat. violare, frangere, labcfa^ ‘ ; S [ir atI 3. 106. Sopravvenendo al comune molte gravi fortune e s sogni, mai questa fede non maculò. „ C \\C 4 ■— Disonorare, Infamare. Bocc, g. 6. f. 5. Non mi p ar q q m-d Sf alcuno sia maculato, nè si maculerà coll’ajulo cf Iddio* 35 aC{ |]at°'^ lrif 2g. Si punia di questo vizio, nel quale ... fj 1 , c gli 9 ,.f t ,y 5 ■— Corrompere, Infettare. Amm. Arit. 18.4-5. In j. ^ymyesS^ doyemo studiare che noi prendiamo quegli (tedi:-, del > 4 do * * a » aino studiate di prender quegli) clic meno sono maculati. G.E. t ; !: ‘ 4 - I» questi tempi, per gli errori della eresia Andana e idola- 6 _ p’ l'dla Italia fu maculata. M Enotere altrui fortemente. bu tATl6s,M0 >. Ma-cu-la-tìs-si-mo. Add. m. superi, dì Maculato. Li- Occor. 2. Berg. (Min) M /Y° j Ma-cu-là-lo. Add. ni. da Maculare.— , Macolato, Macolo, J7 Cl i, i s ^ n " Lai. impurus, maculato. Cr. àx./xS«ob a . ci d ;ll ° consiglio. » Coni. Dant. Jnf. t. Nel qual peccato fu 4 y. incolpato c maculato. (N) di e » Rotto , Infranto. F'av. Esop. 160. Acciocché tanto bene 3 non sia tra noi maculato, diamo- l’ uno all’altro statichi.(V) io jj, V° tct modo. Eit. SS. Pad. 2. 123 . E se no, allora credete che Vere,-* ipuculato di lei. ( Cioè , che abbia avuto da fare con questa 6 ^Smc.) (Y) 3 Ia Cci (Boi.) f j0 stesso che Macchiato. V. (N) M A 7 ‘- , Ma-cu-la-tó re. [Eerb. ni. di Maculare.] Che macula.- t 0 ’d°rc, sin. S. Agost. C. D. Non eutrandpvi cc. come vene; ®I*e Cl ’ Illa entrandovi come maculatori. , si,, WCE 1 Ma-cu-la-tri-cc. Eah. f. di Maculare.—, Macolatrice . KE . . (S\ Ma-cu-la-zió-ne. [tS’/I] Il maculare. — ,Macolazione, sin. Jì 0 ^8°st, C. D. Non è potuto esser purgato da quella maculatone. rì n .. c \ La. Dant. 5 . E se fare si fosse potuto Eiaculazione della glo- J W]!e SlIna faina ’ e< i - rJ IA ’. Ma-cu-lct-ta. Sf. dim. di Macula.Zo stesso che Maculuz- Cihian. Selvett. 4 - Berg. (Min) luto" ’ Mà-cu-lo. Add. [in. E. A .] Lo stesso che Macolato o Macu- , Cqijp’ m " sl usano più comunemente in significalo di Percosso, Mal- 0 —, Macolo, sin. \ «Vu,? KE > ’ Ma-cu-ló-ne. N. pr. m .— Nome di un romano ricco ed presso Giovenale. (O) iut () Oso > Ma-cu-lb-so. Add. m. E. L. [ Asperso di macchie.'} Maculiti f "Occhialo. Lai. maculosus. Sannaz. Arcad. pros. <). Aperto di ],:. Cc Bctto, che egli di pelle di capriolo portava maculosa, e sparsa . So Uv ai !. c ° (:c - M Paliav. Ist. Coite. 2. 685 . Della prefata sessione il ^l'te 4 l,u ritratto maculoso delle consuete menzogne. (Pe) £« ( _ ' lk , Ma-cu-lùz-za. }Sf.} dim. di Macula. — , Maculetta , sin. ,i >lyjj a ‘ v ) macula. Gr. x-nKièiov. Fr. Gioiti. Picd. .S.,‘J6. Ma a pauni '■ c bianchi , o di chiaro colme, piglia ogni maculuzza. , ,0° ' (Gcog.) Ma-cù-na. Una deli isole dd navigatori nel grande "*ite s . 0 meridionale (G) , H ’ tGeog.) Tribù d’Indiani del Brasile, iiella provincia di Pa- SI * C >JT 0 ,° le riVe del Ilio Negro. (G) ,/d U A Ma-cù-to. N. pr. in. Lai. Machutus. (Dal celt. mac figlio, ^ * c »zo T aillu| nubile.) (B) , (Gcog.) Ma-cù-zo. Fiume della Guinea inferiore , nel regno u' 1 e// Q G'i't. Ind.) Sf. Cappella adorna di sculture da tuli' i lati , A « 4 c sL 10 lA ’ l ' Bidiuni espongono te loro divinità ne’ templi. (Mit) c «ai 10 . Aa '.*(Geog.)Ma-da-ga-scàr,Madccasse.Afn. Gruin/e isola dell'O- “fhano , separata dalle coste orientali dell' Africa mediante il >/“ Ca,.p* Mozambico. Credes 1 che sia la Mcnuthias di Tolummco e ÌDAl , * <5 ivr tlan - t '? a di Plinio - ( & ) Ut' ì'd'i AAa -dà-i. N. pr. m. Lai. Mudai. ( Dall’ cbr. midda misura, AbA *4 il 1 . 101 '? : Misnra del si g n0 ^‘*) ( R ) 'ìft'ìì'e] r u ~du-ma. JSome d' ( fiore, che si dà a donna di grande m Ut / domina, princeps femiua. Gr. ^Woita , xvfE. ( J),d y-fne signora. In bret. ed in ingl. modani, in ispagn. ma- ft 11 ' 1 ' Voi l a!n 4 u 9 : e ' spose Orlando : il Marchese di Vienna Mi salutò per > madama. minaccia madama di gran quello. Morg. io. 7. Orlando , 3 4. , madama , Io son colui eh’ Orlando il mondo chiama. . 1 .. del Basso Canada, nel lago San Pietro, Jor- 'San Lorenzo. (G) ij^Bdau, }’ Ma-da-mi-gèUa. 3 f. Damigella di non vile condizione .—, Iv'boser t i ’ S!n ’ O - Ahidamosella.) Magai. Leti. (A) t' Q ce > Ma-da-mo-sél-la. Sf. E. Frane. E. e di' Madamigella, f 1 ^Snal niu,e del dialetto napolitano che vicn dal frauc. mademoiselle 1 Ul ° il soa llS °’^ B'orlig. Bice. Lo san di Erancia le madamoselle, Che * E Suo della tua lussuria, Onde ora v’è di vergini penuria.(A) c" (. Taé U ' ranc escamente , per vezzo derisorio, fu scritto Madami- liT. 1 ' a,l ?.e se Consid Pelr. p. ». son. 84 . Qualche riverenza alla Ul Mudar ' ■' - a- AKu Kis ,7 f' ,Ja ' l;,IT iisella dovette esser questa. (P) - ■ Ma-ilau-drì-i Li,‘,„ J ì la ' , i au -drì-uo. Sin. E. A. E. e è/i’Malandr-ino. Cavale. 5 S Ul ( (: '<1 inf i'i • *’ Y c ggiamo negli giudicii secolari clic molti madau- M*,, 1 ;® B colo,, n *,P° s ti alla colla, ed al tormento sono costretti di confcs- >o, *°fe-i V > ^'Viu V ^ C11 ^ dJ a / n °' .^y* P rt m - L at * Madan. (Dalfebr. madon litigio, ì/c. * n- 11 ovvero da madon misura.) ( 13 ) », Un iffttl * (Va’iTtoY M.1. ...i >> ut i .t_11_ -/_»* r ì „ (Gcog.) Ma-da-ptoi làtn , Maddapollam- Città dell'Udo- '«Jì^ìxome di certa stoffa di mussolina , così detta dal cuta ove è prima fabbricata. (N an) Màdapuka. * (Gcog.) Ma-da-pù-ra. Città dell* Indnstan. (G) MadArosi. (Chir.) Ma-dà-ro-si. Sf. V.G. Lat. inadarosis. Gr. p.a.^o de’cani : Y una e l’altra ridu- ccansi a foggia di cilindro.) Bicetl.Fior. no. Dipoi ec. si riducono in inadclaleoni, e si conservano rinvolti nella carta./? 225. Pestagli occhi da per.se, e di nuovo ripestagli colla sugna, e fanne maddaleoni ec., e poi si ripestino, e si mescolino con i maddaleoni, e formatone di nu - vo maddaleoni, serba per nove giorni. Maddalonete. * (Eccl.) Mad-da-lo-nò-te. Nome volgare di molte sorte di Comunità religiose che portavano il nomedi S. Maddalena,ed erano per lo più composte di donne peccatrici , le quali si ritiravano ina'cuu pio luogo , ove talvolta erano ammesse ad abbracciare lo stato religioso ed a fare de’ voti. Fe n’ha ancora in alcuni luoghi d’Italia , e prendono il nome di Convertite, Pentite e simili. (Ber) Maddaloni. * (Geog.) Mad-da-ló-ni, Città del regno di Napoli in Terra di Lavoro , che vuoisi corrispondente all’antica Suessota. (G) Màddeburgo. * (Geog.) Mad-de-bùr-go Lo stesso che Magdeburgo. ^.(G) Maddison. * (Geog.) Màd-di*son. Lo stesso che Madison. V. (G) Madecassi. * (Geog.) Ma-de-càs-si. Nome generico degli abitanti dell' i- sola di Madagascar . (G) Madefatto , Mu-dc-lit-tcr. Add. m. V. L. Bagnato , Umettato , Inumidito,Madido. Lat. madcfactus. Triss.lt. lib. Che sia daU’acqne ma.ic- falto e molle. (A) Madefàzione , * Ma-de-fa-sia-ne. Sf V. L. Azione di umettare ; e dicesi propriamente di Quella operazione farmaceutica , che confìtte nòli' umettare certe sostanze con le quali voglionsi preparare alcuni medicamenti, h che son troppo dure per potere far loro prendere facilmente la Corina convenevole, /.af.madcfactio. Gr.vypoe.vfUS , (A .()•)(V an) Madeira.* (Geog.) Ma-dc-i*ra. Fiume dell' America meridionale, sulla frontiera del Perii e della provincia Brasiliana di Maio- Gross'i.(ij) Màdenò , Ma-de-nò. Particella usata dagli antichi alla provenzale, come la sua contraria Madesì,per esprimere maggior forza nella negazione. (Da madie che V., e da no. In cclt. mdd equivale al nostro avverbio bene.} Are!. Leti. (A) Madera, * (Gcog) Ma-dc-ra. Isola portoghese , la maggiore del gruppo dello stesso nome nell' Atlantico , a settentrione delie Canarie , ed a scirocco delle Azere. (G) . Madernale , Ma-dcr-nà-le. [Add. com. U • A- U. e di] Madornale. 2 — Nato di legittimo matrimonio. Tes . Bv. 2 . 2 g. E tutto avesse questo Federigo assai figliuoli, madernah e bastardi, che rimancsser dopo di lui, non farà lo conto menzione se non d’ uno, lo quale ebbe nome Manfredi. Madernalocqio, Ma-der-na-lòc-cio. [Add. w.] aver, di Madernale [oMadornale nel signif, del 3. V. poco umtu.ì Grandotto, Principale. Lai. grandini*. Gr. /mì&v. Alleg . 35. Io, che non ini persuado dVvsscr un di que’ poetoni madernalocci, ec. ma piuttosto mi tengo e sono uro stentato rimessiticcio di poeta vettajuolo posticcio e dozzinale. Màderno , Ma-dèr-no. Add. in. F. e di Materno. Sega. Euc. leu. dedic. fìerg. (Min) Madesì, Ma-de-si. [Particella affermat'va. F. fuor d'uso .1 Lo stesso che Maisì, Madiò. (V. madeno.) Amb.C’f.4-1°. Entra in casa , e ponto in camera In luogo salvo , sai? F. Madesì , seguita Pur io canuu *. 2 —* Ed accompagnato col Che. Car. Leti, ined , 2 . 2 ig. Madesì che io mi vergogno di non aver risposto a tante vostre. (1e) Madete, * Ma-dc-tc. N. pr. m. ( Dall’ar. o pois, meded ajuto , onde meded res che in quest’ ultima lingua vai poi gitole di ajuto)— Generale di Dario, a cui Alessandro perdono. (Mit) Madhuoa. * (Boi.) Ma-dlùi-ca. Sf Lat. madhuca Da Gmelin si propone questo nome per una pianta, che secondo . lui, dovrebbe formai e un genere a parte , ed è questa la Bassia laiifolia di.Boxburg , indigena delle Indici appartiene alla dodecandria monoginia , famiglia delle sc.potee , ed è caratterizzatii dal calice cinquepartito,' dalla corolla a campana col lembo diviso in otto parti , dai filamenti in doppia serie colle a/tere saetuformi , e dal frutto eh ’ è una bacca Con cinque ossicini. (N) Madia. (Ar. Mes.) Mà di-a. [ ^/.] Spezie di cassa su quattro piedi f, o anche senza,] pir uso d'intridervi entro la pasta da fare il pan-'. I ut i88 MADIA xnactra. Gr. Joiros, jttaxrpa. ( Dal gr. magidos , gen. di niagis madia. In ispagn. almadia navicella. In ar. madda sparse della farina nell’acqua per cibarne i cameli. ) Nov. ani. go . 1. Qudla allettò la gatta , e miscla nella madia ec. *, e quando ella aperse la 2 madia, il topo ne saltò fuori. Fu\ nov.j.2jo. Considerava, die tanto s’imbratta la madia per far dieci pani, quanto per venti e per cento. Burch. 1. 7. E una madia cieca, che covava Dova di capra. Buon, Pier. 3- 5. 6. Empier botti , c gravar madie, Podestà, sia il primo 3 studio. » E 3.1.4 • 0 che madie scommesse, che.bacheche ! (]\) 2 — * Quella Sarta di cassetta di legno ove i cesellatori tengono 4 la terra da formar le staffe ; detta anche Madiella. (A) 2 —(~ 4 gr.) intese della cascina; ed è una cassa senza coperchio, eri- tro cui si manipolano talune sorti di cacio. (Ga) 3 — * (Bot.) Genere di piante corimlifère , della famìglia delle smonterei , e della singenesìa poligamia superflua dì Linneo , il cui carattere è l'antodio di molte foglioline a doppia serie ed il ricettacolo nudo , il qual nome viene desunto da Mudi, voce che adoperano i Chilesi per designarle. (Aq) (JN) 4 “7* (Zool.) Genere di conchiglie’ } al cardine hanno il dente eli mezzo ripiegato, e, vicino a questo , una [assicella $ ciascuna vaUula ha In forma di panie™. L’animale appartiene al genere teli. Avvene otto specie. Lat. mactra. (Yan) 5 — (Marin.) E una cassa grande col fondo a graticola , sul quale si mettono le corde catramate , onde possa scolare il catrame supeijlur; e ciò in quelle corderie , nelle quali si catramano le corde già commessa.^ S) a — Si applica questa voce alla poppa di un vascello molto rilevata e alta , dicendosi Vascello di molta madia. y. Gallato. ( In frane, mai, dal celt. mad elevazione. ) (S) Madia , * Ma-dì a. N. pr. m. Lat. Madia. ( In ehi'. maghwuljah , da maghuad allucinarsi , e qah Iddio: Allucinato da Dio.) (B) 2 — * (Geog.) Antica città dell’Asia nella Colckide.—Lago d’ Egitto, fra Rosetta ed Abukir. (G) Madiano, * Ma-di-à-no. JS\ pr. m. Lat. Madian. (Dall’ebr. madmi Giudizio.) (B) 2 — * (Geog) Nome di due città del? Asia, capitali di paesi dello stesso nome , uno all’ oriente del Mar Morto, e l'altro nell' Arabia ali o- rienie del Mar Rosso. (G) Madianiti. * (Geog.) Ma dia-ili ti. Nome di due popoli , abitanti del paese di Madian. (G) Madiata. (Marin.) Mu-di-à-ta. Sf Quantità di alberi da nave greggi, legali insieme a foggia di zattera , vnd’ essere ti asportati galleggianti s< pr’ acqua , diretti da uomini che sianno sopra di essi. ( Dal ecit. muide legno , cosa recisa , ed al legame, attacco.) (S) Madido , Mà-di-do. Add. ni. y. L. Bagnalo , Umido. Lat. madidus.. Lor. Med.nm . (A) Ar. Rim. Con le madide chiome L’ onorato tuo Mincio t’accompagna. March. Lucr. lib . 6. 11 respirar frequente O grande o raro : d’ un sudor gelato Madido il collo. (Br) Madie. Particella usata dagli antichi [ per aggiunger'] forza alt affermazione o negazion che la segue , Madiò, sin.Lat. mcherele , me- hercule , medius fìdius. Gr. pà èia. (In frane, maidica, secondo dice il Menagio, dalla frase sincopata ni aule Dieu che Iddio m’aju ti. )/{/#». «nf./L Credimi tu forfar, s io non mi lasso ? Madiò non credo, Br^Rett. È egli venuto da alcuna eredità de’ tuoi parenti? Madie no .Franc.Sacch. nov. 144. Madie si, che io gli voglio veder uscir le budella di corpo. Madif.lla.* (Ar. Mes.) Ma-di-èl-la. Sf. y. Madia 1 , 2. (A) Madiena. * (Geog.) Mn-di-c-na.Ant.città dell’Arabia sul Mar Rosso.(G") Madiere. (Marin.) Ma-dic-re. Sm. Il pezzo di mezzo di ogni costa , che ne forma il fondo , e s’incastra nella chiglia ad angoli retti, è il madiere o la matera della costa . (In frane, madriers dieousi dc’pczzi di legname inchiodati in cgual disianza su la carena di una galera : ed in portoghese madera vallegno. L’origine primitiva di queste voci è nel celt. maide legno , cosa recisa.) (S) a — di granchio: * Quello di mezzo formato da due madìeri in un solo . (D. T.) 3 — del dente : * Quello eh’ è situato appi'esso il dente di poppa o prua. (D. X.) Madiete , * Ma-di-ò-te. IV. pr. ni.. ( In islavo mah impeto, e djetc fanciullo : Fanciullo impetuoso , di primo moto.)— Principe Scila, il quale inseguì i Cimmerìi in Asia e vinse Classare. (Mit) Madiò, Ma-di-ò. [ Particella affermativa 0 negativa. E. A J Lo stesso che Madie. F. Nov. ant. 55 . ì. ponfortoilo che rispondesse, e facesse la fica a colui che la tacca a lui. Madiò, rispose qui gli, non farò oc. Frane, lìarb. 166. Madiò no, c sol perciò non vola. » f ediz, di yenezia 1820 ha Madiuiò.) (B) Madion.. * (Geog.) Ma-di-òn. Provincia nell’isola di Giara. (G) Madison.*(G cog.) Mà-di-son, Maddison. Nome dì nove contee, di sette comuni , dì un fittene e di una città degli Stali Uniti dell’America, (ir) Madkonvillà. * (Geog.) Ma-di-son-vìi-la. Città degli ò tali Uniti nella l.uigiana . (G)- Madisterione.* (Ar- Mes..) Ma-di-stc-ri-o-ne. Sin.y. G. Lat.. volsella, vulsilla. (In gr. madisteriou.) Ditesi così uno strumento valevole a rendere la pelle liscia, ed a strappare i peli che vi nascono . Noi lo diciamo Molletta. (Van) (JN)- Madon. * (Geog.) Antica provìncia del paese di Canaan. (G) Madone. * (Geog..) Ma-dó.-ne. Piccola isola delta Turchia asiatica mU l Arcipelago , appartenente, al Sungiacato di Ri di. (G) Màuoni. * (Ge:>g.) Ma-dó-ni , Madoiua. Gruppo di montagne in Sicilia, nella provincia di Palermo, che fa parte della catena de monti Nettuni! (G) J r Madonna, Ma-Uòn-na .{Sf.)Nome d’onore , che si dava afte donne, quasi Mia. donaci, [e dicevasi pure Madama. Oggi è lasciata a’pveh in questo sentimento. Ln alcuni luoghi di Abruzzo è titolo di rispetto che le- ìuioi'c del basso popolo danno alle suocere .] Lat. domina. Gr. o<*o- lù'XQirx* Petr. son, 2U. Quel gcrup, eli i’ lasciai g-aye e pensosa MADRE Madonna, e ’l mio cor seco. Dant.Purg. 33.2$. Incominciai: mia Bisogna Voi,conoscete.» yit.S.M.Madd.óo. ” '' ’ — costei, andò a lei. E3t. Disse che andasse a E Madonna ved<^ _ - _ stare con madonnad^ — E fig. [Signora , Dominatrice assoluta.] Cirijf. Cali ». 4• to la corona ci vien nelle mani Del Re di Francia , noi arem trio 1 ^ Da tutto il mondo , porche la colonna È de’ Cristiani, e m<-ss cl e madonna. 4 — Signora, col segnacaso e l’ articolo. Fir. Asia. z4 2 - N caItI della madonna. (\ ) ■ m — E coll’ articolo fra essa e il nome, al pari di Madama. Dani• ' Nuov. nella Tav.Barb. Madonna la pietà che mi difenda. E conVlt ^a ched io chiami la mia nemica , madonna la pleiade , ec. ( esempio si trova alia pag. dell’ediz. di Firenze .J23.) y Mad. Voi, madonna la badessa, anderefe a rendere la risposta •“ »1 )(! tiluomo che vi mand ò.Fav.Esop. 35. Pregò con grande sollecita ‘ Madonna 1’ Aquila. E 36. Si dolevano di madonna l’Aquila. E < ^ Tenne in sua domanda questa maniera : Madonna la Volpe, a i» c P‘ che siate poco cognosccnte de’ beneficii della natura. (V) — [ Senza l’articolo, ma innanzi a nome proprio. ] Foce. [j 18 . Dicoti che madonna Zinevra tua moglierc ha cc. un neo ^ grandicello. » Red. Cons. t.y.Op. sgg. Io non ho mai letto, eh®, madonna Èva, nè madonna Rachele, nè madonna Lia ec. vi BlC sero zucchero. (N) . ^ —*Ed usato innanzi alla voce Santa, siccome Messere innanzi n sa Fit.S. Alargli. 1.41 . Acche tutte le genti er. avessero granfie atnoi’® yj [che chiamasi anclie iNostra Donna.] Lat. V irgo Di ìpara _ ìheroKos. Salvili, disc. 2.363. Come in utìzioli antichi della àl all< si l<’ggc. . . . pi' 3 —'Onde Madonna d’Agoslo, di Settembre e simili, dieousi 11 festività particolari della SS. F.ergine , che cadono in delti > ,iesl ^ 3 —. * Home che , unito cui cdtro di qualche luogo d’Italia j altra cosa, hanno diverse chiese specicdmenle■ dedicate alla. ' c g, gì ne , e diverse sue immagini; come Madonna del monte di V 3 p Madonna di Caravaggio ec. e cosi Madonna dell' ajuto , del c0 glio, della carità , della pietà ec. (Van) (K) ( . Madoknetta ,* Ma-don-nét-la. Sf. dim. di Madonna, in sign. l ììl gine della beata Vergine. Ji-el. Rag. ( 0 ) , «ef Madouhìno,* Ma-don-ni-no. Sm. Piccola moneta d’argento ehe r impronta /’ immagine della Madonna. (Van) . )e sS° Mapore. (Med.) Ma-dó-rc. Sin. F. L. Umidità leggiera , di ria S l c liv cmiprousi i corpi animali, tanto in istalo di sanità, come «* t , \) di malattia i fnma ' esso il principiò del sudore. Lat. niad°V Lj Pariti. Poes. E pur dolce cc., Bel veder delle due gote Sul colore Splender limpido madore, Onde il sonno le spruzzò. (-"* 1 Madoretto, Ma-do-rét-to. Sm. diin. di Madore. Siulorelto. (A) MAnor.MALE., Ma-dor-nà-le. Add. com. Di madie , Da canto (Uf 1 f)/ j. Materno. [In questo sign. e nel seg. è F. A.) — , Madernal 1 ' ; , ll() Lat. malcrnus. Gr. Guài. G. Contra In re AcesW> ,(c. madornal bisavolo, per la scacciagione di Plico suo avolo 1 P ati; ' ]i ,[ri' — Nato di legittimo matrimonio. Lat. legltimus , e legitim 0 f he: roonio procreatus. Gr. yvntstos. G. F. 11 . g4. 6. Di costui niase figliuolo, niuno madoi-uale. Fior. Cren. Elio avea molte al11 ^lii oltre alla muglierà , e figliuoli madornali. Star. Rin. Mentoli' i donasse il reame di Francia, io non sarei più contenta,i 111 ? ■ a : .1; * nn cbè i miei figliuoli son madornali. — Grande, Principale] [oggi dicesi più conutnein. di Errorc -1 |II? i» grandis , praecipims. Gr. p.iyxs. ( Dal celt. ma.vr che si P 1 mavr jinncipaie, ampio, grosso , e ualb lungo. Altri da quasi voglia dirsi grande nella sua specie, come matrona fr Alleg.ijo.\-lo sempre avutovi dentro una infinità, di scrnpoU piante maggiori tra quelle aeu.u specie ; anzi sì attribuisse per ischerzo a tutte le cose Giani, Preci. S.10 • Siccome ti dicesse dell'albero c’hae tre 'nali rami.» MonigLDr . (4) _ . 5 — {Aggiunto di Tralcc: propriamente è quel troice cuto culo madre, il quale si lascia nel potare la vite , esso provengano gli altri ] Pollaci. Febbr. 12. Debbono iivt;r braccia, cioè quattro tralci buoni madornali.. ( Il lat. ha • 2 jj» qF brachia habeanl.) » E 3 . i3. La vite la quale è a lunga 111 ci° c ^ bore, in prima potando si vuole ricidere la sua prima mate r quel braccio e tralce grosso che procede dallo stqnto : e P o1 . 110 lasciamo alcuna cosa soccrcsccre quindi per li rami^ sempre una muleria, cioè un tralce madornale , il quale s* ‘ su alla vetla dell’arbore (Pr) _ ivf-jd^a 1 a Madohnalissimo , Ma.-dor-na-lis-si.-mo- Acid. m. superi, di » Bellin . Disc. it t Qualche industriosamente ingannevol G qualche madornalissima bestialità. (Min). . * Madornalità' , Ma-dor-na-li-tà. Sf ast. di Madornale. ^.^ xù \\.àì ■‘ ,t ' Volete per dire , iusloo agli occm ac ciccai per ia. luanui i»«*— - menti? (Min) ■ - ^ Madras. 1 ' della. prUSIUVUbU tua. SUV nume C uvtiu //n-rumn. W. ^ Madre, [Sf]Femmina che ha figliuoli, [.G enhrice,. E. 50»°^ sài, . Genitrice..) Ao£. maler. Gr.g-ÓTr,p.BjOcc nov.18.38- > madre discesi di paltoniere,^' nov.2g.16.Con una sna-inadi^ buona dorma. Peirjson.2 2/[,. E non fur,madre mia, Scn?.'i ^ ij. c s' 1 api l'M l‘ ' ita' , Ma-dor-na-ti-ta. òj. ast. di iViauornaie jj **; a u/.u voi Riprove più nobili e insieme fondate, e poste ì ? insino agli occhi de’ ciechi per la. madornalità- ( * ((ìeog.) Lat. Madraspatanum. Città delTTndostan fi} presidenza del suo nome e della provincia di è '' tl J costi belli o CMc.Dant, Par. 4 i0 4- Ri l' :T S il la MADREBRANCA MADRIGALE P pria madre spense. Z£ 12. 60. Che nella madre lei fece profeta. Hi 1 fi^ n ^ cameiìte n(, l pi’ f l usalo Madre per Madri. Petr. Uom. loro u * an * a lame, che, secondo che si legge, le madre i figliuoli si manm^A»» Guilt. Lelt. 1f. fò- Gli antichi padri e madre 18 ? oait Vostre. £““«'“<»»>• *• % cc. (, f C, ' s ‘ onche di Tutte le femmine delle bestie che hanno ge- ^ Dicesi Madre spirituale la Comare o Santula. b it.SS. Pud. Romana , sua madre spirituale ( di Pelasia ) , avvedendosi s ^“ngeva. (V) _ J c ~~~ Mg. Dicesi della Cliicsa rispetta ai Fedeli, (A) c ) le TT iDicesi per antonomasia della S. Fergiile Maria, detta an- C(u ‘■pie di Dio, Vergine Madre, Madre de’peccatori ec.] Petr. *" - 7 r;. 3. Del tuo parto gentil figliuola e madre. ì’cverF ^ Donna olir fa gran limosine chiessa è la madre dei aìl! r ^ ,JcU « della ] Terra. [ F. Mafie.] Petr. cap. C. Tutti tornate ' 8* an madre antica. perché certamente l? a Vesta artica madre,tu nulla sua teiizoneFur inai cagian si belle. ( p!;il? /,Z ‘ i . im Irreverente a tanta e a tal madre. Cas.lelt. tg. Nella hit p - e ^ O1 }sisto ec. la salute d’ Italia , alla quale vostra Maestà è da* Cc molto amore , come a prima sua madre. tl ' Cagione, U. Matre. a-rvi-'Dur la madre d’ Orlando:^: Dmr la berta. V\ Dare la madre 3 rp U f°* (A) top ' Cc *-) Titolo che si dà per venerazione alle monache. Lat. ma- 3 O 4 , 10 »H*a. Or. pccìp.. . A/es r?**) stess0 c l ie Matrice. F.Lat. matrix. Or. yA\rpx, Folg. , ■ provoca rorina cd il mestruo’, e purga la madre, j ^Onde le frasi Mal di madre, Patir di madre e simili. E. Male.(A) G he madre e Pia madre , si dicono ddtnedici le due timi- t«. ° r ,ne mbraiie che cunprorm il cervello. Lat. dura mater, pia ma- è Q ’jp r - l-ib. cur. nudati. E questo avviene peri ' 4 A Sil ^ dura madre. r ‘ Mes.) Lustramento , dentro a cui si formi checché si sia, o C, Jtl C ' LG l iceva o guidi V elitra parte di esso strumento. Lib.Aslvol. dr c ’R ICS R> avrai compiuto la prima faccia, la qual si chiama la ma- S(. gll ' fpresso : La madre cioè dell’astrolabio si è la mina, che è 1 le ] ( u amendue le parti; e l’ima parte si è dove sono le Sungure Map atcZze > e l’altra parte è dov’è 1 ' agguagliazion del sole. Dav. 4’vmj ,22- Duo puntoni d’acciajo stamperieno il ritto e ’l rovescio 0,. e/ : *°neta in duo madri, c quasi petrclle di rame. Bene. Celi. l'opera ^ ' ^ aimo * Retti pezzi , o ferruzzi, sopra i quali s* intaglia «Uri, ’.Rue nomi ; perciocché comunemente son detti punzoni, c tifile 11 ni adri: e questo nome secondo ragionevolmente loro si con- > ^Perciocché sono le madri che partoriscono l’opera. 3_ pnde Madre dicesi la Chiocciola della vite. (A ) fe./ • PFondigliuolo, Feccia o Letto del vino, quando è nella bot- ll'iale ‘ a, ' x - Or. Sega. Mann.Dic.u. 2 . Come fa il vino, il ài 11 ,/t'jantlo ha pigliato già mal di madre , ancora che si trasporti poh. p tra Lotte , noi lascia più : sempre sa di quella. (V) Seder. ► 0rr lcchc alfimi abV»i:inf\ nninintu* eh # 1 il tramutargli levi lOi' J >1 la alcuni abbiano opinione clic il tanna largii levi lor f'"à& acquistata dalla madre che resta in fondo. (Br) 6 ^ Hhì U, ‘) Madre dell’agata: Così dicesi uno spazio in Lutto simile f * /(fP Z0 più trasparente del resto della pietra.Baldin. Uoc.Dis. (A) •Soprannome col quale Minerva era venerata presso gli tubaci ^ <ìr . c ‘W 1 B,i » °} an madre o Madre 'semplicemente era + ( h'd' Atlantico , sulla costa della Gujuna francese .—Madre ir (<>e (l Q u s °ùi del Grande Oceano australe , presso la costa occiden- £ lll Wsc * ta S 0llI ' a - CG) f Q ( A ‘ (Agr.) Ma-drc-bràn-cn. Sf. comp. Branca da cui dira - .. Mianj t,c ‘—■ , Brancamadre , sin. Trine . -Agr. Lratt. 5. cap. 4 ih' CÌll ì all?. tutti quei rami ec. sopra il dosso de’rami maestri h 4° “^rebranca. (P) Tos* Ma-dre-ci-cà-la. Ajl comp. Guscio della cicala _ Salviti. dii , 2Z5 * Prima d’ uscire dal guscio,clic i Greci nella for- H,, Ce 4ri*i V. ciam madreperla, dicono inadrecicala, sono (le .cicale)^ c sovrano grado saporite. (N) hf ,H ^liu. A’ A; * Ma-dre-fa-mì-gUa. Sf. comp. indeci* V. L. Madre di *'** r ani r Q “ ^,S 0s t* C*D. L ig. c . 12 . Or qual nibbio, quantunque ^*sua I°H soPtario, non congiunge il matrimonio; . . . e quasi C“ la t e glia conserva la domestica compagnia? (iS) .'n? e ;.. co swi ’, flI , a -, dr< -:s-. già-re. lJS .iuts.'\Fsser ne costumi simile idlanut- ^-lrit tles Cere dirsi ìlatrizzare per l’analogia con Patrizzare.] Lat. H a, 'te , n e i[ 0 ^) Ma-drc-pèr-la. iSfcomp. Conchiglia liscia e la- ’j’g nnin c -t f ia i e ordinariamente si trovano le perle, e da ciò trae tà) 1 ?' Sw. r u ,.‘ lt ' r conebr margaritifera. Or. ^ó-j xn y-a.pyoc.piToipópos. 0 silo gràìt ^ oa appetisce contadina, corona ili perle ec., e Sq. Q ss ° d’osti? L l iaro essere ornata con uno frenello doccili di pesce, tl ( , t*'’®- mia „ l . Ca > ptie si cbiaina madreperla. Cirìjf. Culv. 2.. 60. K v,.,?’ 1, Ilecl f ' ) l0cciolil > per corno , Di 'madreperla , con. molta ador- L j CU1 ' 4 Baldin. Voc. Dis. Servono queste madreperle agli artefici nostri per far bellissimi ornamenti di grotte e firn- tane, pavimenti, mosaici, tarsie, bassh'ilievi,cd anche figurette tondo. E qualche buon pittore se n’ è servito per dipignervi dentro capricci e figure. Bed. nel Diz. di A. Pasta. Si frequenti mattina e scral’uao del magistero delle madreperle o «li altre conchiglie marine *, o pure si frequenti la raschiatura delle suddette conchiglie o madreperle ridotta in polvere impalpabile, che sarà più utile , ancorché non abbia quel bello c misterioso nome di magisterio. (N) 2 — * Materia bianco-periata , rilucente , formata dagli strati interni di vani gusci ossei eie nicchi , i quali ultimi poi sono coperti esternamente da forte epidermide . (Van) Madrepora. (ZooI.) Ma-dre-po-ra. Sf. IVome di un genere di animati dell ordine degli attinieformi annidati ; o piuttosto Genere di polipi dell oìdine delle madreporee , e della divisione de popparli intieramente pietrosi , i citi caratteri sono : Polipajo pietroso , stabilmente' attaccato , subarborescente , ramoso; coÉUt superfìcie muricata da cellule ovunque prominenti , distinte , tubolose , cdindracee , poco stellate , con piccole lamelle solo nelle pareti interne i gl interstizii pirosi. Questi animali ermi noti agli antichi sotto i nomi di Litofita , Citodendri, Gorgoni, Meduse ; ed a quelli del medio evo sotto i no- mi di Fungiti, Astroiti, Millepnre , Porpite, Coralloidi ec. Ltunarck fumò questo geneiv a scapito del Linneano assai copioso di specie. (Dal frane, marbré corrotto in madre marmorato, scre/ù:to,c da pere poro, che vien dal gr. poros passaggio.) Mcnier. (Min) ( 0 ) 2 — Così dicesi ancom una Specie di Utofìto , o pianta marina creduta in oggi da naturalisti lavoro d’insetti o polipi marini ed è propriamente una specie di corallo della classe de'zoojìtùEssi sono nidi di polipi , ora sferici , ora semi-globosi ed anche piatti : molti sono ramosi $ ve no hanno de' rossi , di bruni o gialli , ed abitano i mari dei paesi caldi. Sono formati di carbonato di calce con un poco di sostanza animale membranosa, (A) (G. P.) Madreporite. (Min.) Ma-dre-po-rì-te. Sf. Materia calcarea , trovata dal Bar. de Moli nella valle di Russbach nel Sahsburghese in masse rotonde , della quale i naturalisti francesi hanno fatto mia sottospecie di calce carbonaticacolnomedi Madreporitc. Essa cgrigio-bruna> composta di pezzi separati a guisa di bastoncelli riuniti in fasci pa- ralelli o divergenti , ed ha nella struttura qualche somiglianza colle produzioni marine o lilofiti dì quest ’ ordine , d' onde ha tratto quel nome. Patria dubita che altro non sia se non Arragonite in fasci. (Boss) (Van) MADRESELVA.(Bot) Ma-drc-sél-va. [Sf.] Pianta [ fruticosa che bagli steli sarmentosi , nwipicanU'i Le foglie oppóste , sessi li , ovali , intere.', le superiori infilate ; i fiori sessiti , carnicini , odorosi , a verticillo. E comune fra i boschi e intorno le siepi , e fiorisce nel principio della state. Essa sparge un grato odore, aromatico vei'so sera , cd è di color verde mare. I fusti son deboli e non si sorreggono da per se ; le foglie hanno la costola e le vena rosse. Detta anche Abbraccia* boschi, Vincihosc , Periclimcno, Lonicera , Caprifoglio , Maliitrisel- va ec. Il volgo chiama il suo fiore Manine della madonna. Lat. lonicera caprifoliuni Liu.] Gr. TfspiKhvfuvQv. Eolg. Diosc . La sinilacc, che per altro nome è detta ellera spinosa, Ixa le foglie come la madreselva. Dav. Colt. iSg . Rosai d’ogni sorte, gelsomini, sparagi,uva spina , madreselva , c simili gentilezze, piantati alla luna d’Olfc jbre ec 0 fanno il primo armo. Buon. Pier, 3 . 1. 6. Non posson farsi sani in altra guisa , Che colla madreselva ugnendo forte Le spalle lor per più o piu riprese.p 7 ? Salviti.Annot. ivi: Madreselva è una pianta delta anche abbracciaboschi ^ da Dioscoride periclrmenon. Allude aile legnate, che sarebbero medicina per questi bili. (N) Madrevite. (Àr. Mes.) Ma- 3 rc-vì-te. [Sj‘. comp ] Quella chiocciola, colla quale si forma la vile. [Pezzo di materia solida per lo più di m- tallo, talora di legno duro , in cui si è fatto un fimo cilindrico , La superficie interna del quale è solcata ad elice , che comincia ad uno degli orli di questo foro , e termina all'orlo opposto. Questo solco è destinalo a ricevere il verme rilevato d una vite, fi sono iwidreviB semplici , doppie ed a legno di vaili calibi 1 : Questo utensile è in- dispensabile in ogni officina in cui si fanno le viti . V. Verme, Maschio e Vite.] Lat. cochlea. Gr. xoxf-h t'. 2 — Per simil. Sagg* nat. esp. 38 . Applicarono a quella una bocca di schizzai'sjo , con sua madrevite corrispondente- Madrevjtina. (Ar. Mes.) Ma-Gre-vì-tì-na. Sfidim. di Madrevite. Pic~ cola madrevite. (A) Mauriale. (Pocs.)- Ma-dri-à-lc. [V/n. V. e ///'Madrigale..] Frane. Sacch. nov. y/j. Quello cotanto ciré diceva, lo dicea con molte rute, come 1 se dicesse uno madriale , secondo le scosse clic uvea , die non .citino poche. E rim. Ciri ci cantasse suoni c madriali, D’amor dolci bai late, o alto o basso. Varch. Evcol. 261. [Per la qual cosa, se il soglie Ito corrisponde all’epigramma, noi vinciamo di grandissima lunga:], se il madriale, o inamidale , non perdiamo. . Madrialetto. (Poes.) Ma-dri-a-lét-to. [Am] clini, di- Madriale. r. e di' Madrigaietto. Fiv. rim. Altro bisogna die mi madrialetto.. Madrtcciuola , Ma-dric-eiuò-lu. Sfi dim. di Madre ..—, Madricina, Mammina , Mammuccia , sin. Priscian. Ling. lat. 21. Byrg. (Min.) Maoricina , * Ma-dri-cì-na. Sf.. dim. di Madre. F. di reg. Lo stesso che Madricciuola. F. (Van; . Madrid. * (Gcog.) Lat. Manina Carpclanorum , Majoritum. Città capitale della S'pugna , c della provincia di tal nome nella A «ovvi (la- stiglia. — Nuova Madrid. Citta degli Stati Uniti nel jMissurl. (G) Madridejo. * (Geog.) Ma-dri-de-jo. Città di Spagna nella provincia di Toledo. (G) Madrigale. (Poca.) Ma-dii-ga-le. [o/h.] Poesia lirica [ilalicuui] breve , e noti seggi Uà a ordine di rime. [ Detto ant. Mandi iute e Madriale. Lat. epigramma.. Gr, ( Da Marlègaux , nome dd iiion- 20 ; , 9 ° MADRIGALEGGIARE lanari di Provenza che introdussero , secondo 1’ ffuet , tal sorta di poesia , c probabilmente la musica che l’accompagnava. Altre origini V. presso il Menctgio . ) AUeg. 3/j. Servono per lo più a’moderni baccalari i poeti cc. in far madrigali, canzoni e sonetti, per far le mattinate, e canti per le vie. E 2/f.j. Io ho fatto per lui, innamorato della Geva , una quarantina di madrigali esprimenti i suoi affetti. 2 — (Mus.) Sorta di musica che si usava in Italia nel dccimosesto secolo. Il madrigale era ordinariamente una musica vocale compostaci cinque o sei parti , tutte obbligate : era un componimento difficilissimo. Gli organisti ne componevano anche sull'organo. Gian. Diz. Mus .(B) 3 — * (Boi.) Specie di pianta . Lo stesso che Partenio. V. (N) Madrigaleggiare. (Pocs.)Ma-dri-gadeg-già-re. [iV. «ss.] Comporre o Cantar' madrigali. Buon. Fier. 3. 1. g. O qualche innamorato , Che a forza di sospir madrigaleggi. E 4- i. 6. Colui madrigaleggia più che mai, E va allo ’n là. Madrigalesco (Poes.) Ma-dri-ga-lé-sco. .Add. m. Di madrigale ; ed è aggiunto di Stile. Doni Mus. (A) Madrigalessa. (Poes.) Ma-dri-ga-les-sa. [S f.pegg. di Madri gale.]/^.sc/zer- zevole. Madrigale lungo. La se. rim. [part. 1. pag. ^7.]LeMnse spigolare ec. M’inspirano e consiglian tuttavia, Che compor debbia e far madrigalesse. Madrigaletto. (Poes )Ma-dri-ga-lét to. [tSm.] dim. di Madrigale.-— ,Ma- drialetto , Madrigalino , Madrigaluccio , sin. Lat. epigranmuition ita- licum. Fir. Lue. 1. 1. Lasciami vedere s’io ho quel madrigaietto ch'i’ feci fare in laude sua. Lasi*. Madrig. 24- Faccia a dispetto mio Capitoli o soletti , Stanze o madrigaletti. Madricaliko.' (Poes.)Ma-dri-ga-lì-no. [w. Fu dello Mal di mudi ondi} Mal di f anco. — , Matrone, sin. (Metafora presa dal costume delle donne clic usan dire per pudore mal di fianco in vece di mal di madre o di utero.) A/leg. 42. Vagliono appunto queste filastrocche, Confi panice’ caldi alle persone C’hanno il mal di madronc. E 114 . Ricevetti le vostre, a me più care , Ch’a dii patisce di mal di madrone Non son col greco le mandorle amare. MairositÀ. (St. Nat.) Ma-dro-si tà. Sf Carità delle pietre ingemmale di spato o di quarzo. (V. Madreperla. In celi, mad per bad apertura.) Targ. Piagg. Cavernette o madrosità della pietra. (A) Maduaki.' (Geog.) Ma-du-à ni. Popoli della Cafreria propria. (G) Madtiateki.* (Geog.) Ma-du-a-té-ni. Antichi pòpoli della Tracia. (G) MAi) 1 k.* (Geog.) Ma-dù-e. Lago d'Alemagra nella Pomerania. (G) Malora.* (Geog.) Ma-dùra, Madurè. Lai. Madurae. Città e provincia dell' Indoslan inglese. — Città capitale di una delle isole della Son - da, che pur da lei si nomina. (G) Maddro. * (Geog.) Ma-dù-10. Lat. Madurus. Antica città dell’Africa propria. (G) Mae.* F. A . P. e di' Ma. Cavale. Sloltiz. 257. Questi vi stanno non come vincitori, mae come arrenduti. (V') Maelet, * Ma-c-lcl. ZY. pr. f. Lai. Maheleth. (Dall’cbr. mehholoth con.) (B) Marmale, * Ma-er-bà-le. IV, pr. m. (Tri ebr. mailer pronto, e behalah terrore : Pronto al terrore. In celt. maur grande, mawr o sia major piincipale, grande, e bai signore.) —Generale cartaginese che co - mandò la prima spedizione in Ispagna .— Altro capitano cartaginese, mandalo m Italia presso Annibuie,e che molto cooperò alle vittorie di lui. (Mit) Maestà, Ma-c-stà. [V/i] Apparenza e Sembianza che apporti seco venerazione e autorità. —, Maestade, Maestate, Majestà, Magestà, sin. Lat. majestas. OrnjxjórrA.Rocclett. Piu.Boss. 2y3. Non dubito punto, che alle loro maestà, alle loro corone e regni le loro miserie aggiuguen- do , voi accampaste a quelle che per lo vostro esilio ricevute avete. E 277. Ampliò la povertà la maestà di Scipione in Lintcrno, dove il limitare deila sua casa povera, come d’ un sagro tempio ec. fu riverito e adorato. Fr. Jac. Cesi. La maestà dello’ mperio si conviene che sia non solamente ornata d’ anni , ma di leggi, Ptagg.Sin. E un grande piacere a vederli, come vanno bene in sulla persona, che pajo- 110 una maestà a vedere, 2 — Coll agg. di Divina o sìmili, [per eccellenza dicesi di] Dio.Pist. S. Gir. Questo Job fu uno patriarca invincibile, cultore c amatore della Maestà divina. Semi. ò. Agost. z/7. Non rimanga macola che offenda gli occhi della divina Maestade. » — [LI tmche senza tal agg,, ma con alcuna relazione a voce MAESTRALE precedente.'} liner, noo. i. 3. Tale dinanzi alla sua Maestà faccia®® procuratore , elle da quella con eterno esilio è scacciato. , ■ 3 — Titolo d’Imperatore e di Re. Cr. lett. dedic. Conciossiccosa 011 1 considerassi 1’ età mia provetta , e 1’ utilità eh’ è nelle cose dell’aS 1 coltura , c la grandezza della eccellentissima Maestà vostra, delib 1 ^ di comporre un libro ec. Vardi.Star. ej. 253. L’anno M1)XXX'° che Sua Maestà fu in Firenze , e andava all’impresa di Proverrai <. Ar. Fur. 17. 12 5. Ma ebbi , più eli’ a lui, rispetto al loco , E 1 verenzia a Vostra Maestade. 4 — Dicesi per- Delitto di Stato, e centra del Principe. Toc- " ’ min. Hit 3- cap. 38. Ancario Prisco accusò Cesio Cordo , vic cC ° a _ solo di Calidia, di ladroneccio e di maeslà. ( Il lat. ha: addito ® jestatis crimine.) E sotto : Tiberio volle che Antistio Vetere ec.' nasse a difendersi di maestà. (V) E lib. 6. Considio Equo e Celi 0 9 Sore furon puniti di falsa querela di maestà data a Magio Cecile 1 pretore. Lelio Balbo accusò di maestà Acazia. (N) , j tl 5 — Così chiamatisi in Toscana i tabernacoli posti per le stra< \m, forma di cappellette.Pasar.7ece fuori del duomo in una cappe” 1 ovvero maestà, in fresco la nostra Donria. (A) Maesterio, Ma-c-stè-ri-o. [Ani ] P. A. F. e di Magistero. p„ji Maestero, Ma-e-stè-ro. [A'm.] P. A.P. e di' Magistero Amet. 11- '°|j vede all’ una ec. i capelli con maestero non usato avere alla - ravvolti. E 88. Nella presenzia si vide l’erbe prendere subita f°‘ di vestimenti cari per maestero e per bellezza. 2 — Disciplina, Insegnamento.Lat. disciplina. Gr. Coll. 7 Pad. Il savere della legge sì si dona per maestero e per illuminai 10 , r Fav.Esop .Dimandò il gru %1 lupo il prezzo del suo maestero.” À, codice Mocenigo ha maesterio ; quello del Farsetti magistero.) Le] Ma estevole , Ma-e-sté-vo-le. Add. [ coiti. Lo stesso che Maestoso; Lat. gravis, venerandus, plenus majestalis. Gr.rSuvòs, Pì-ed. 3. 5. In abito non di maestevole principe , ma di pen‘ te s ; romito. [V) E Incr. 1. 7. 10. In questo gran tutto dell’ umv' 01 ’’ 0 ’ metodico, si maestevole, ec. (B) j £ , Maestf.voi.issino , Ma-e-ste-vo-lìs-si-mo. Add. m. superi, di Maeste v n[|() Lo stesso che Maestosissimo. P. Segn. Conf. inslr. cap. 6. Sa* 1 ’ anch’ esse regine maestevolissime su le stelle. (V) Maestevolmekte , Ma c-stc-vol-méu-tc. Avo. Lo stesso che Ma es mente. P. ; ,„|- Maestosamente , Ma-e-sto-sa-mén-te. Avo. Con maestà .—, Maes 1 * mente, sin. Lat. graviter , magriifice , cimi dignitate. Gr. altri””' Giord. Pred. R. Sedeva maestosamente nel reai trono. -p, c . Maestosissimo , Ma-e-sto-sìs-si-ino. [ Add.m }superl. di Maestoso.-"! el -, stevoiissimo , sin. Lat. majestate plcnissimus. Gr. a-ifu-crxros.òfs Pred. 5. 2. Vedranno essi in su le nuvole assiso 1’ eterno g 111 ” 1 un maestosissimo trono di podestà. , Maestoso, Ma-e-stó-so .Jdd.m. Che ha [ùi se] maestà, iPenerana 1 " Maestevole, sinALat. gravis, magnifìcus, majestate plenus.Gr. e Red. lett. 2. 23. L’ epigramma del sig. Capcllari c tutto ni:»-' st0 venerabile ; quello del sig. Aboraui ripieno di vaghissime vive** 2 —* (Mus.) Trovasi talvolta coinè aggiunto alle parole Adagi 0 integro ec. , ed allora una musica di tal 'carattere richiede u* 1 mento più lento ed una esecuzione simile al grave. (L) ivfastf 31 Maestra , Ma-é-stra.Lcm. di Maestro. [Dicesi anche Maestressa.—, ""^i» sm.}Lat. magistra. Gr. -è iiSdeuxros. Bocc. nov.33.14. Una v . Greca, gran maestra di compor veleni. E nou.ó'o.2.Colei che c fu , era maggior maestra di beffare altrui. iu y r.tu ** “08 ---- - 2 _ Per Maestria , come Compagna per Compagnia, e simili > antichi:} onde Aver la maestra, diciamo di Chi ha la vera [" arV, fare checchessia, Dep.Decam. < 33 . E ili uso ancora aver la 10 Jil di una qualche cosa, che importa saperla far bene, come sareP tignere, in cambio, come si crede , di maestria. A# 1 3 — (Ar. Mes.) Quella fune nella quale s’infilzano o reti 0 ,ai cd f' ’ ’ . Non si potrebbe trovare 11 -Mt per poter tenderle• Morg . 20. 10 . Nou si potrebbe trovare [ stro? ec. Un de i pastor gli rispondeva presto : Noi torrein 1 stia della rete. Maniera di ratmo fortissimo, onde si fabbrica il sap 1 OlPl. ti» cesi anche Lisciva maestra’.] Art. Felr. Ner. 7. 117. Vigl Jm tantoché egli "diventi sodo. e gufi 1 3 — T. de'pescatori. Sughero larghissimo, che seive pel ^ e per dar corpo alla rete, peivhè il pesce vi possa entrare . i. 4 — Filari o Maestre delle fonte. P. Filare sost. (A) . e itP 5 _ * Quella colatura raccolta dal letame , dalle muric altre materie donde si cava il salnitro. (Van) a (V'A 4 ._ (Mariu.) Termine di galea in origine, ma che si irasp 0 ' , alle navi per indicarne alcune delle principali. (S) 1 —* Albero di maestra : Il più grosso e più lungo albero o ^) ve, situalo verso il mezzo della sua lunghezza, P. Albero, y [A ) 1 3 — * Amanti di maestra e di trinchetto. P , Trinche d\, 5 — (Agi .) Il fittone principale o radice di un Albero./ ’ , iiu' 13 ',/,]. 5.2, 2. Dav. Cidi. Se la maestra è rotta, fa le noci guaste L Maestraccio , Ma-e-stràc-cio. Sm. pegg. di Maestro. Rriiv- l0; igg l ° -, Ediz. Class. Milano. Poi. 2. pag. 23 #.Chò questo solo e 1 ^ e il più incomportabile errore che facciano quei maestiae 1° na plebei. Posar, vit. Tadd. Zucc, Alcune carte che- qm- ( straccio aveva di mano di Raffaello da Urbino. (Min) t l Qccar Maestrale, Ma-e-strà-le. [J'ra.l JMome di vento che spira » c£ll ir oS ' |t ; e Settentrione. [Dicesi ancAe Maestro o Nord-Ovest.) rus. Gr. dpysir-rijs. ( Così detto, quasi vento principale ,1 llC l 1 £ nel Mediterraneo. ) Rem. Ori. 2. 3 o. ifq. Come iute; s cii° cC pestoso mare , Clic maestral lo caccia da riviera, U U torna ove pritu’ era. MAESTRALEGGIARE In forza di add. com. Riguardante il vento maestrale, Del vento “aestrale. Gal. sisl. 58. Sono nella Luna due macchie particolari , uria delle quali, quando la Luna è nel meridiano, guarda verso mac- * ec - > è la maestrale una macchietta ovata. E oppresso : L unlo tra 1» - •- • " ’ ' " •» - -*• MAESTRO l’9 1 .. e la circonfevevv/.a del disco /più ciré il dop . Pro maggiore una volta che 1 altra. («. " u tST RALEGCURE • Ma-e-stra-lcg-già-ro. IV. asa. ' l eni e ; onde dices, che La bussola maestreggia \* c i'iQZHme è occidentale* ^tramesto ^estra mento.] M, che fu coi ... una macchietta ovata. E oppresso: L’intcr- “' a la maestrale (N. §:) Folgersi verso po- quando la sua de - , Macstreggiare, sin (A) Ma-e-stra-mén-to.[A/w.] Il minestrare [F. A. F.c di' Km- F. g. 58. Furono presenti al detto atto di inac- ■4 6st V"“* m cosa notabile e bella. ad Ul Ma-e-stràn-sa. [Sf} Moltitudine dì maestri che intendano +Ù V v Lai. fabrorum seu artifìcum manùs , nwltitudo. Gr.ro e ìtà\\ fil t, v £Y* , ! > ,rA ^ 0? * Tratt. gov. farri. Zappatori, legnaiuoli ec. , s cia s C *“ a ^ differenze di maestranza. » Lam. Lez. Credo che si la- c^h n jf^ e ^ muraglie e fabbricate di pietre quadrate questi e ^ » ^F" e e covili di travi e travicelli per comodo di farvi ponti, se ro t- 1 dove potere stare le maestranze in caso che i muri aves- di risarcimento. Magai. Lett. Colla quale occasione po- *Htnh, ,Veillrc 111 àfrica di quelle arti e di quelle maestranze che per ^ M11 n ° n V * ^ ossero state. (A) aes tria, [Eccellenza d’arte; ma è poco usato.} Salcio, disc. 2. -> 8 *°Ue fM C( ?. ln P ai ' a, ° da Platone il dicitore al cuciniere, e la profes- * (M'ft \ re a ^ a maesfcran7a della cucina. r Qlori r / ^ ome S enerico de' maestri tei e SÌtmiÌ ’ 1 ^ Uali P resL '—' • -r-" — — —«■* in e ” u "agl’ ingegneri^ ed in quelli dell'artiglieria. Sono ordinati ' S ’ e §'Er!?. aes ' ;rat o. V. Maestrare , §. 2. (A) M^'C-streg-già-re. A.ass. Lo stesso che Maestraleggiarc. A,". ». 1 a Re , Srt’ 1 - A.’ reina, e dama Ciancia - • • *. piu wai vini ' 5 ^Fjpatia* ^ due femmine , la macstressa della st* C do 3 frane, maitresse padrona.) Tac.Dai’, ann 3-6y, Es- Co / Ule ^ briga ec.,mettersi in fila tra soldati, fare le urne- k. iresti ^ c< nl, nioni. Farcii Suor. d. 2. E la maestressa d’ogni cosa j Ma-e-^tré-vo-le. Add. com. Da maestro, Artificioso.!.at. ft f* ' / , lrì 8 1>Il iosus , solers. Gr. fìatòxhcs, $s£io , ^■vp.órrotpos.Bocc. pj{j sollazzevoli di parole , che di canto mae- ^ù*ò tromV.^ 2 9 m im F r maestrevole artifìcio sopra imonti s? 11 Srandp € S r Gn ,; ssime, sì difìciate, che a ogni vento trombavano k^ole or r U ° no ’ -^ /v uìc. Sacch. Op. div. qg. O dare in ciò inac- ^ ^ r iosa e n' lne ’ Ercol. 282. Qual credete voi che sia più la- £. CCt aVe ‘ maestrevole opera, il far versi greci, o latini, o toscani? „ di ’ utorevole.] Pecor. g. 25 . n. 2. igi. Di feroce risguardo, 7w S ?j a 9 I* en maestrevole, e reale più che altro signore. i^°fi con r>iì,' Pros - Fior . 1. f. 131 . Ha in vero la virtù da’ fi- 9ti ?a 5 con l^ 0 P ar ^ are formata , maestrevole aspetto e dicevole bd- due TseT Q abi}ità è maggiore , «vendo quivi il novellatore 0 presente quel tratto del Flllaiii % Glande di persona e nerboruto, di colore ulivigno, e con grande naso; e parca bene Maestà reale più che altro signorè.) (P) 3 — Pratico , Eccellente. Feo Belc. Fìt. Colomb.iyf. Non avea compagnia maestrevole all’edifìzio. (Cioè, bravi maestri di fabbricarc.)(V r ) 4 — * Istruttivo. Pecor. nov. E questa è stata di certo una maestrevole novella. (A) Maestrevolemente , Ma-e-stre-vo-le-mén-te. Ava. [ F.A. F.e di' ] Maestrevolmente, Cronichftt. d' Amar. 54■ I Romani feciono le schiere molto maestrovoJementc. Maestrevolmente, Ma-e-stre-vol-mén-te. Avv. Con maestria, Artificiosa - mente , Ingegnosamente .—, Maestrcvolemente, Mastrevolmente , Am- mae‘stievolmcntc, sur Lat. artificiose, callide, ingeniose, solertcr.Gi’. Tfxwxvff, svQvb/s, Bocc.nov.2g.22. Lei in iscambio della figliuola a giacer col conte maestrevolmente mise, r.ah.274. Fu tanta la forza di questo suo infinto parlare, e sì maestrevolmente il seppe dire, che ec. G. F.j. g 3 . 3 . I quali maestrevolmente dal Re d'Àraona furon tenuti in parole, sauza potere fare nullo accordo. E 12. 38 . 3 . Sì si provvide maestrevolmente , per attrarre i Cristiani di fuori. Maestria, Ma-e-slrt-a. [S'f] Eccellenza d arte , Arte {jnsignr, Perizia , Artifizio. JJiccsi Usare , Tenere , Praticar maestria , ec.} Lat. ars, ar- tifìcìum , pcritia , solertia. Gr. tI/jvi , ■jrspirg^tojG'K , Ss^iorrjf. Tes. Br. 3. 5. Palladio disse che f uomo dee guardar quattro cose,, cioè r aria , P acqua , la terra , e la maestria ; onde le tre sono per natola , e la quarta è in volontade e in podere. ( Il lat. ha industria.) E 7'esorett. 4 • *7- Gli dovesse mostrare Tutta la maestria Di fina cortesia. Seal. S. Agost. E quando egli si parte, si parte a maestria c a sagacitade. Dittam. 2. 2g. Per sua franchezza e per sua maestria. 2 — Arte o Lavoro. Sen. Pisi, go. Le cose comuni , che usa l’umana vita, ciò sono: maestria di pietra, e fare alti palagi. (Y) 3 — Mestiere. Frane. Sacch. nov. 22g. Ben pare che oggi niuna coscienza si faccia , e spezialmente nella maestria dell’arm*', di fare o con tradimenti o con inganni . . . quello male che si punte. (V) £ — Coperta astuzia , Artificioso inganno , Stratagemma. Lat. strate- gema , consilium. Ór. a,T-hyr,fAQt.. Lab. 83. Dandomi il suo aspetto, pieno di falsità, non senza artificial maestria, speranza di futura mercede. Fegez. Nelle battaglie chi averà inteso a più maestrie, minor pericolo sosterrà. G. F. H- 86. 2. Con inganno e maestria di guerra si credette vincere i ni mici. ) — Maggioranza o Autorità di comandare. Lat. imperium .inagistralus. Gr. “ùpxA , 0* òipxovrss. Liv. M. lo amo meglio d’essere al discordio senza maestria , che con maestria. E appresso : Caturia parte ha suoi uficiali, c sue maestrie , c sue leggi. É appresso : Perchè veggo io maestria avere al minuto popolo ? — * Di maestria , posto avveri). = Maestrevolmente. Onde Giuocarc di maestria. F. Giuocarc, §. 24• (N) Maestricello. * (Mus.) Ma-e-stri-cèUo. Sm. dim. di Maestro. Fra gli allievi superiori negli antichi coriservalorii di Napoli , ed i più prossimi- ad uscirne , v’ era un certo numero cui davasi tal nome, avendo V incarico dì istruire gli allievi inferiori delle respettive classi. (L) Maestrino , Ma-e-stri-no. Srn. dim. di Maestro; ed è detto perlopiù per vezzi a macstì'o giovane. Bald. Dee. Pier Francesco Gandolfi , detto il maestrino lcgnajuolo. Fag. son. Eh maestrino , Cotesto pai di ferro disadatto Chi mai flia da provar? Tu... E nel cuormi cacciò quel bordvdlino. (A) Maestrissimo, Ma-e-strìs-si-mo. lAdd.m.} superi, di Maestro. Lat. pe- ritissimus , solertissinms , appmne iudustrius. Gr. , Sou- JaX'uraro?. Fiamtn. 6. òy. E con maestrissima mano ninna parte in me lasciai senza bellezza nell’ esser suo. Maestro, Ma-é-stro. Sm. Uomo ammaestrato e dotto in qualche arte o scienza .— , Mastro , Majestro, sin. Lat. magister, doctor , peritus. Gr.ÙàóuTKotX cs. Dant.Inf.4‘i3i. Vidi il maestro di color che sanno, Seder tra filosofica famiglia. Bocc.nov. 85. ig. Maestri ec., lavorate di forza. M. F. 8. 58. Tutti maschi c femmine , piccoli e grandi , vi furono per maestri e manovali. Bern.Orl. 0.7.29. Quive 1 Conte, e per man Sacripante hallo , E molti altri maestri di milizia* 2 — Colui che insegna scienzia od arte, [chiamato anche Ammaestratore, Lettore, Professore, Insegnatore , Dottriuatore.] Lat. magister, prae ccptor, morum censn\ Gr. Bocc.nov. 18.3j. Minacciogli forte di battergli, se quello, che il lor maestro volea, non facessero. But. Inf 1. Tra maestro c autore è questa differenza , che il maestro è colui che insegna solamente V arte , ma V autore è colui che l’arte coll’opera dimostra, a cui si dà fede nella sua opera. Galat.44* Perciocché ciascuno ama la libertà , della quale essi ci privano, e parci esser col maestro. Per la qual cosa non è dileltcvol costume lo esser così voglioso di correggere e ammaestrare altrui) e deesilasciar che ciò si faccia da’ maestri e da’ padri. 3 — Titolo di uomo pei ito in qualche professione [o arte; e però gli antichilo univano per lo più al nome proprio.} Lat. magister, doctor. Gr. tb?do-jcaa.os. Bocc. nov. 2g. 2. Sempre appresso di sé teneva un medico chiamato maestro Gerardo di Nerhona. E nov . 79\ . 11 destro Simone da Villa , più ricco di bei* paterni , che di scienza. E appresso : Questo maestro Simone , novellamente iùi U2-9 » siccome e detto , tra gli altri suoi costumi notabili aveva ec » E g. 7, h. Mandasi senza indugio per un maestrof'eavaiie/i/i,), il qual me’l tragga. Ivi : Non piaccia a Dio che qui per questo venga maestro: e’mìpare che egli f il dentej stea in maniera, che senza alcun maestro io medesima te ’1 trarrò ottimamente : e d’ altra parte questi maestri son sì crudeli a far questi servigi , che ec. E appresso : Almeno, s’ egli ti dorrà troppo, ti lascerò io ec. quella che il maestro non farebbe. (V) [ ■— Dottore, [Persona istruita in qualche scienza, ancorché non fin- segni ad altri ; e dicest Maestro in iscrittura, in rettorica , in legge ec. ] Lat. magister, doctor. Gr. chàdtr>ta\os. Bocc. nov. /. i5 Fu lor dato un frate antico di santa e di buona vita , e gran maestro in iscrittura. E nov. 7 g. 8. Egli non ha ancora guari, che in *9 2 MAESTRO questa città fu un gran maestro in negromanzìa: Senti. S‘. Agost.62. Le quistiom (Iella divi-nitadc non si possono trovare per uomini grossi, se non sono maestri di santa Scrittura* 2 — [ In questo senso i Dottori teologi dicomi Maestri in divinità o in teologia, e antic. Divini., Divinità, tj. 3. e Divino, 5.7.] AI. U. g.58. E prese i segni di maestro in teologia, 5 — Colui che esercita scienza od arte, Lavoratore ec.; così Maestro di pietre diciamo allo Scalpellino , Maestro d’inchiostro a chi lo compone e vende , Maestro di legname al Falegname. U. Legname, §. 2. Cavale. Ai ed. cuor. 116. Crediamo ad ogni maestro di pietra e di panni , c d’ ogni altra cosa : sicché pngnamo eli* egli tagli, o incenda, o percuota quella cosa che ha tra mano a lavorare; pur pensando che noi non cc n’ intendiamo, e egli c maestro, lasciando fare. Fr. Giord. 253. 31 maestro, quando liae fatta la casa, sì non vi adopera più ; e perchè *1 maestro si muoja, si rimane la casa. (V) Dant . hif. 01. A cinger lui qual che fosse il maestro , Non so io dir. (N) 6 — * II ca j 10 de’pastori , U principal mandriano. Cr. g. yg. 1 . E alcuna volta si dee riducer la gregge al suo luogo, 0 sotto maestro , cioè un guardatore, debbono essere tutte. (N) 7 — Padrone di bottega [di alcun’arte , e per lo più è relativo a Fattore , Garzone , Lavorante.'} Lat. dominus. Gr. y.vpios'.Bocc.nov.8o. 5. Avvenne che quivi, da’ suoi maestri mandato , arrivò un giovane nostro Fiorentino. F muri. 21. E avendo da’suo’maestri più lettere avute, che egli quegli denari cambiasse cc.,diliberò di partirsi. Dcp. Decani, yg. Dissero porta e strada maestra , per principale ; e maestro , il padrone di bottega. . 8 — Personaggio d’ alto aliare, ma coll ’ aggiunto di Grande ; [ed oggi si dice del Capo o Superiore di cei'ti ordini religiosi , cavallereschi , o simili.} Lat. princeps, raagnus magister. Gr. *‘paro? uf?‘hp,fvoc.pxos. G . V . Eccoli molto gran maestri appo lui. Beni. rim. 1. 3u Che fate voi de’paggi che tenete To’altri gran maestri? J) — [Capo di popolo, Presidente, Prefetto della città.] Dant. Jnf. 33. 28. Questi (l’arcivescovo Ruggieri) pareva a me maestro e donno, t Cacciando ’l lupo e i lumicini al monte, Per che i Pisan veder Lucca non ponno.J 10 — * Capo del comune , Borgomastro. G. V. 11 . 12. Amati. (0) 11 — Dicesi Andare col maestro, cioè in compagnia del maestro , e vale Stare sotto la sua disciplina. U» Andare col maestro. (A) 12 — Dicesi Colpo di maestro o da maestro, [ quando uno fa o dice qualche cosa con maesti’ia e sagacità. U. Colpo , 5* 4 -1 a — [E Far colpo da maestro = Operare cc** sommaavvedutezza e sagacità. V. Colpo , §. 15, 3., e D. Fare colpo, f. ^j.} Red.Lett. 2. 6g. Io procurerò domattina di far quel colpo da maestro. 3 — * Ed anche assolutam in modo avveri). Da maestro, per Maestrevolmente , Magistralmente. Magai. Leti. Dell’odorato voi sapete che io posso discorrerne da maestro. Cr. allav. Magistralmente.(A)(N) iB — Dicesi Maestro di camera, il principale cortigiano del Principe [ o altro gran Personaggio. } Buon. Fier. L’altro , che gli è sotto, Del maestro di camera. i/j — Diccsi Maestro di casa, quegli che soprintende all’economia. Buon. Fa r. 1. 1. 2. Chi s’ appartien 1’ ufr/io Di maestro di casa. j 5 —*Dicesi Maestro di stalla, Quegli che soprimende alla staila.(A) 16 ~—Dicesi Maestro Usciere, [Il Portiere,e scrivcsi anche} Matti-usciere. Frane. Sacck. nov. ig5. In un suo sottile accorgimento, il quale i^ò contro a uno maestro uscier del re Filippo di Valois. E appresso: Un maestro usciere del re per alcuna faccenda passando da casa di costui, sentendo li sonagli disse ec. i 7 Proverò. L’opera loda il maestro ~La bontà del maestro si co- MAESTRO della medesima erano le città dì Strasburgo , Ulma, Augusta e A 0 ' rimberga. Una parte de’ maestri cantori esisteva tuttora nel 17 80 0 in quel torno a Norimberga ed a Strasburgo, nelle altre città c1 ticolarmente gli Accensi. Era ne primi tempi della Repubblica cren in occasione di guerra e del Dittatore ; ma andò presto in di slis °’ t Negli ultimi tempi dell’imperio venne richiamato in onore, e sue # dette ai prefetti del pretorio. Macchiav. Dee. Liv. Desiderava 1 cSl ? cito di Fabio combattere con 1’esercito di Annibale; il medesimo ( t siderio aveva il suo maestro de’ cavalli. (Gr) , • 4 — [del campo o] di campo, [ Uffiziale superiore nelle romane che aveva il carico dì scegliere il sito per piantare il campo , e q ll j, g di fortificarlo. Sopraintendeva altresì alle armi , agli strumenti-, i,u macchine militari della legione , alle tende , ed ai carriaggi. ^J. { \ „ in cura i medici , i feriti c gli ammalati. Il Giamboni lo chiama fetto dell’oste.] Lat. praefectus castrorum. Gr. àpx^yos. Tac. ■' ann.i2.i5z. Circondano il maestro del campo. E Ann.i3.iy4 • ^ ia nori assegnò Cornelio Fiacco legato, e Isteo Capitone maestro eli camp 0 >> E alti'ove : Bufo stato assai tempo fantaccino , poscia centuria 110 * indi maestro del campo , rinnovava la dura milizia antica. (Gr) e 5 — dell’ armi : * Colui che negli eserciti romani ammaestravi ^ addestrava nel maneggio delle armi e nelle mosse militari i 111 B.Giamb. trad. Ueg. Il maestro dell’arme in doppi» guiderdonato. (Gr) in annou® — di campo : Nella milizia antica era lo stesso che Maestro il maestro. 18 —*Vale più un colpo di maestro che due di manovale. V. Manovale. (A) )[) —■* (Eccl.) Maestro di spirito : Così chiamasi il Confessore.^ G.F.) 2Q — * (Mus.) Così chiamami nella musica i compositori edcseciuori per eccellenza, sebbene talvolta venga impropriamente dato tal nome a' così detti battitori, i quali talvolta non sanno neppure eseguire a dovere questa materiale operazione. (L) * — di cimo: * Quel maestro che ha cura di formar la voce dell' allievo , d’imparargli la spedita lettura delle note, la pronunzia e declamazione chiara e distinta, e l’espressione giusta • Tal maestro dee conoscer bene la parie pratica dell’ armonìa per sapere accompagnare. (L) 3 — di cappella : [Direttore de'musici della cappella. Talvolta hanno pure il carattere di maestro di cappella , quelli che impiegati sono come direttori di musica in una chiesa principale o destinati a ' dirigere l'opera in musica nel leali o. in Italia si dà generalmen te questo nomeaquellì che hanno fatto un corso ìegolaic di studii in un conserva- torio musicale.}U. Cappella, §. 8, 2. Salviti, disc. 2.535. Per giustificazione. di sue strane maniere solca dire, fare sè come il maestro di cappella, che piglia il tuono più atto, perche il coro discenda al giusto. 4 DI concerto* * Quello che dirige la musica stt cimentale , e che nelle orchestre che non sono di corte, chiamasi pure Primo vioìino.(L) 5 — di musica : * Si dà ordinariamente tal nome all’artista che si occupa particolarmente ad istruire nella musica la gioventù , ed in ispecie i dilettanti. (L) _ ^ “"“‘Maestri cantori. Così chiamavansi nella Germania fin dal secolo x. una tnbù musi ale , composta per lo più d’artigiani , che componendo nello stesso tempo la poesia e la melodìa , seppero piacere al popolo alemanno per più di cinque secoli , dicendo Canti sacri e popolari , Drammi eroici , Canzoni erotiche ec. La città d( Magonza era per cod dire 1‘Lniversiià del Canto maestro, e dove si conservavano gli statuti e privilegìi della fratellanza ; ma le principali sedi campo ,U.§.23,4' Nella milizia moderna, detto da'Fraacesi Mesti' 0 ^ camp, era il grado di colui che , come il colonnello , comanda ^ un terzo o reggimento di fanti o di cavalli. È vocabolo assai J'- quente nelle ordinanze militari francesi , spagnuolc ed ilalicu 16 . secoli xvi , e xvn. Fu poi particolarmente in uso nelle f cl,lier ' l l quantunque in Francia abbia duralo più tempo nella milizia a .? c , vallo. L' autorità del maestro di campo a que’ tempi era assai stesa di quella de' colonnelli d’ oggidì, poiché egli era la sona in un corpo di soldati ; il numero de'quali poteva ascena c ‘"\ in tempo di guerra sino a seimila uomini : nominava egli ste sS ° gradi superiori ed inferiori del suo Terzo , nel quale aveva uu a pagnia sua propria con bandiera particolare, che si chiamava l a lonna : aveva paggi e guardie, ed oltre al comando, esercitava ér risdizìone e giustizia. Dav. Elesse il signor Colombano , parim^ maestro di campo di fanteria, ad assalire la mezza luna. Cinuzsn Lividi fare una considerata elevazione di buoni condottieri o colom 11 - o maestri di campo che vogliam dire. (Gr) e 7 —*m campo geberale :* Titolo del generale al quale , dopo Ù §?!).■* ratissimo , spetta la cura dell' esercito , tanto per le marce e gli a ^ e l gìamenti, quanto per le munizioni e 1‘ armi. È voce adoperata!', secolo xvii , e corrisponde a quella carica , che i Francesi c [ ^ mano Chef de 1’ état-major generai , major generai. Melzo. Il di campo generale è quello che manda tulli gli ordini , che ^ cC .°^ 0j dar nell’esercito. Suol egli pigliar prima gli ordini del generali* 511 e poi fargli distribuire- (Gr) . t1 a 8 —di guerra .Uomo espcrimenlato nelle, cose di guerra, che aa lunga pratica congiugne la teorica di quest ’ arte. Detto anche 1 slro di milizia. Ricord. Malesp. E Ruggieri di Loria, come |TjaCa . 1 ^ di guerra, percosse colle sue galee , ammonendo i suoi che l c tcndessono a mima caccia , ma lasciassono fuggire chi volesse. r‘ * 1 , e U- Mastio. (Gr) 24 —’ (Marin.) Maestro di vele. V* Vela. (A) fai 1 — d’ascia. * Uffiziale a bordo d’ una nave , che ha CU& corpo delle nave , alberi , verghe ec. (A) 3 — * Diciamo anche Maestri d’ascia, a quelli che lavoralo a stimenti su la marina . (Vali) r a hi 2.5 —(Fis .) Noine di renio, detto anche Maestrale; [ed è vento.F Tramontana ed il Ponente.} Lat. corus. Gr. àpyiarns. Tes. fi ' c |je 37. E di verso tramontana ha un altro , eh’ è di più buon’ aria ha nome Corus; questo appellano li marinari Maestro, persett^f^.^. che sono in quel medesimo luogo, che sou chiamate da motti 1° ^ G. U, g. 25d. 4- E dalla detta porta fa gomito ovvero ang o1 fri i8 ’ ■co dette mura , mostrandosi al segno di Maestro. Ar. Fur. vento di Maestro alzò la nave Le vele all’ orza, e allargossj cl Beni. Ori. 2. 6. 12. Era signor del mar Maestro allora; M u a poco a poco si rinforza. _ peri' Maestro. Add. m. Dotto, Che sa operare. —, Mastro , sin, f a tus , industrius , navus, gnarus , magister. Gr. ép-rrsipos , s^ /cr ^ , (li uh'/ìfLtov , bcfyos , òtÒ&tTKciXQS. Rianim. 1. 20. Con maestra 1J ’ a me brnata ciascuna parte. E /p i3g. Ornali da varii lavo* 1 » j e yoJi> maestra mano. Pisi.iS'.Gir. I corrieri hanno le membra arren e costoro hae addottrinati e insegnato il maestro uso. 2 — Principale. ■' La P r ^ 2 — Onde Barba o Radice maestra di uu albero . cioè MAESTRONE (Co^** C tr * vas * talvolta quasi in modo assoluto. Dar, Coll, igg. ìln S . I, |° 1 ?^^0 Metti nel fondo della fossa mia lastra, e sopra quella In (W°| ^ ^°fP a » c T^vi il pianta (il pesco ) , a fine eli’ egli non Yoi e a maestra m profondo, e non sia nelle tante tramutomalage- 2o 0 ^ cavare. (Pai' che questa maestra sia la barba principale.) E so no ‘fm° una spanna presso alle barbe. Così non potrà il pesco 3 dalle carme m giù metter barbe, e d’intorno alla maestra.(V) 4 Zi * Cllicsa maestra. Y. Mastro. (N) 'so st T* [Colpo maestro, lo stesso che Colpo di maestro. V. Maestro b. ' Al 12 '1 Pcm. Ori. 1. 19. 2. Questo era il colpo maestioc morta- 5 * f «>vava la via per gli occhi al core. di s 0 IZ- nia macs trì: I più grossi di un animale. Hed.esp.11at.4S.Qnm- 6 ^8'^gne c ! Je i denti maestri de* caimani col lor toccamento cc.(Pr) 2 Muro maestro: Il muro principale di un edifìcio. Muro.(A) fo'hìcj" ^ cnnc maestre : Le penne più*grandi e più importanti , le ciò,’. J >(l1 delle ali.] Com. Inf 27. E che questa aguglìa colli vanni, penne dell*alia , ricopre Cervia. Eibro maestro : Il libro principale delle mgioni. V^. Libro | rn ^ WàGALEPPO 193 cioè $. HuìestT maestra, cioè’} Principale. M. F. 7. /p. Con dueporte , 0 e ? 1 una verso Firenze ec., e l’altra verso castello san Giovanni. Q(l u f [Strada 0 Via maestra: Quella che conduce da luogo principale S ° n ° noJ uo S°S 7ancie 3 M.V. 9.79* r a Ile strade maestre. Dittam. 4 ' e s “*a , Va inverso Acaja , cd c 1 Hoshe* e sicura e maestra. Dep. Decani. 79. Che così usarono spesso 1 Ideala voce , preso il modo da loro , c dissero porta e strada ^ er P r i nc ^P a l e.oSlor.Semif. 28. E perocché la detta fontana ia strada maestra venia, bene era da. E sanza vie spedite, che mcttcs- 5 . E quest’ altra, clic c’ è dalla cd è più presso al mare , E 1 ’ una «r H id n ' in A, dalli viandanti rinomata. (V) pi > - 1 4 > E nella terra per occulto lato , Tornar non per mac- ^ (Si (IN) l «ct{ 0 ^Jv Mal maestro vale lo stesso che Mal caduco; [ma è pòco yùr i E I»> ossia.] Lai. morbus sacer. Gr. Upèv vourigx. Lib. cur. tad 0 i ’ E mal maestro c un malore che viene a’ fanciulli, per lo quale JS."* tcr: y non Maestro. i •) Vena maestra: La Vena principale. Cr. 9. SO. 1. Inrlu- la nient(j intorno alla vena maestra che si chiama fontanella.(jN) ar in.) Albero maestro o di maestra. V\ Albero, §. 5 , e Mae* st r , (Mi *«st 4 , 2. (O) ,7> Ma-e-stró-ne. [Am.] accr. A - Maestro, iut.summus magistcr. '• 201. Se non lo credete voi altri macstroni in carta per» Questo ’ Pesate se lo debbo creder io, che sono cc. E 4 11 - Quando d'ciA,' fP’an maestronc cominciò ad usar tra’ suoi colori la vernaccia SK. rn - .... l, st Hclii 'P'os.Tosc. 1. 5 oy. I Greci, gran macstroni, le lettere, gli ì/ Esìt >o eru dizione appellavano loghi , clic viene a dire cicalate. * Est tc ,; ' SciRriE - V. Maslrusciere , [e F. Maestro sost. §. 16 .] V 5 °'ì • (Ar. Mes.) Ma-e-strùz-za. [.y/ÌJ Una di quelle funicelle che ■'tsfj c <*po alla ragna , e servono per distendala, fio. j Z0 ' * (Lelt.)'Ma-e-strùz-zo. Sin. Titolo d'opera , altrimenti q \ Somma pisandla , la quale altribuiscesì a Don Giovanni 4f *TTo ai’ e che è annoverala fra i testi di lingua italiana. (Vuu) ri' All [Sm.comp.) F.A. F. e dì’ Malfatto oMisfatto. Albert. Ir^Pia'ci.- ora sono avuti in paura i mafutti, quando è creduto che l a ’ giudici- f «ss. „ ^Afa-iat-tó-re. [ Add. e smi V. A. F- e di J Malfattore. Magadt. * (Mit,) Mà-ga-di. Verdini le quali presso i Guanci , amichi popoli delle Canarie , erano incaricate di spandere dell' acqua sid capo de’ neonati. (Mit) Magadide. (Mus.) Ma»gà-di-dc. S’f. Lo stesso che Magade. F. (B) Magadizzare. * (Mus.) Ma-ga-diz-zà-rc. N. ass. Così chiamavasi nella musica greca il cantare o il sonare dell' ottava. V. Magade. (Van) Macadosso. * (Geog ) Ma-ga*dòs-so , Magadaco. Nome di itti regno e di una citili dell’ Affrica nel Zanguebar. (G) Magageiakes. (Geog.) Ma-ga-glià-ncs. Cosi alcuni chiamarono lo Stretto Magellanico. V. Magellanico, J. 2. Segner. Ciist. in.str3.ult. SfifS) Magagna, Ma-gà-gna. [Sf. Tizio .1 Difètto , Mancamento; [edicesidel corpo , come deli aninio. V. Magagnato , §. 3.] Lat. vitium , labes, menda, noxa. Gr. xax/a, ipSopd, / 3 Aa 0 »). (Dal lat. barb. mahaignium , in vecchio frane, mahain o mehain mutilazione , ferita , contusione notabile che rende inetto alla guerra. Q&estc voci son poi tlal celt. makaigna mutilare , stroppiare,_o mahaign maleficio , infermità clic stroppia. In isp. magona che si pronunzia magagna , è difetto in un cannone mal fuso. V. magagnato e magagnare.') Nov. ant. So. t. Lo ’mperadorc donò una grazia a uno suo barone , che qualunque uomo passasse per sua terra , eh’ egli togliesse d’ ogni magagna evidente un danajo di passaggio. Bocc. nov. 6g. 28. Di 'certo la magagna di questo transvedere dee procedere dal pero. Dant. Inf. 33 . » 5 i>.Uomini diversi I)’ ogni costume , c pien d’ ogni magagna. li Purg. 6. 110. Vien , crudcl , vieni , e vedi 1 ’oppressura De’tuoi geritili, e cura lor magagne. E ? 5 .^ò.Percb’ « gli amo: di sua maggior magagna Conosce il danno. Malia. 6. 65 . Qui Nepo scopre la di lui magagna.» Buon.Ficr. f. 5 . 1S. Ch’io ricordi al messer le lue magagne. Salvia. Annoi, ivi : Magagne propriamente vuol dir mutilazione: e magagnato , ferito con istroppio , stroncato , mozzicato ; ma si trae ad altro sentimento di guasto, di bacato o simili. Voce antica francese méhain , quasi misguadagno , discapito. (N) Magagnamesto , Ma-ga-gna-mén-to. [AVh. Il causare magagna), Il magagnare ; [e La magagna stessa.) — , Magagnatura , sin. Lat. vitium , labes , noxa. Gr. (piSopa. Er. GiorcLPred. S. 10. Ancora dèi sostenere insino a quell’ora , che la natura c ’l corpo tuo può sostenere senza magagnamento della natura tua, come stavano i santi Padri. Magagnare , Ma-ga-gnà re. Att. Mutilare-, così nell' antico Toscanof A) Salvili. Atinot. E. B. 1. 4 - Nell’antico Toscano Magagnare vo- lea dire quello che in latino si dice mutilare. (N) 2 — Difettare, Guastare. Lat. vitiare , corrompere. Gr. S/afS-sipsw. Sen. Pisi. Il malvagio compagno corrompe e magagna il buono e ’1 semplice della sua malvagi tane. Guid. G. 128. Ma il detto colpo non magagnò la celata carne. Esp. Pat. nost. Sì fanno le mura cc., che l’uomo non punte magagnare per difìcii, nè per mangani. Beni. Ori. 2.1. 34 - E colla vista il sangue altrui magagna. (Parla del basilisco.J 3 —* Infestare. Tit. S. Frane. 4 - 200. Farcendo ’I beato Francesco di. nioranza nel Romitorio di Grescio, quella contrada era molto magagnata di pistolenze , massimamente di molti malvagi lupi, che divoravano loro molto bestiame. (V) 4 — * Fracassare. Tegez. 167. I grandi sassi per gli onagri, cioè per gli grandi difìcii gittati non solamente gli uomini e cavalli magagnano , ma de’ nemici i grandi dilìcamenti fiaccano. (Pr) 5 -— E n. pass, nel signif. del J. 2. Teseid. 8. zjo. In cadendo Si magagnarmi di manieratale, Che più non fero il di nè ben nè male. (B) Magagnare diti', da Macchiare. Magagnare indica un’ alterazione, un guasto, una corruzione interna de’corpi, c Macchiare un imbratti» esterno sulla superficie di essi. Nel traslato Magagnare esprime più di Macchiare. hgc Tutti quanti siamo mafattori, e pecchiamo disubbidiendo alla Magagnato, Ma ga-gnà-to. Magagnare. Storpiato. Ci on. c * Dio. Baco. nov. 27. 4 q. E pochi dì appresso a’ mafattori , Foli. 24. Il palco , es3e " d l^ c „ b A„’ ruppe ’ * c " Uouo gl " ’ ° ‘ ®®Uiesso avevan l’omicidio , fece tagliar la testa. Xv w 1AI V (Geog.) Isola dell ’ Arcipelago delle Maldive. (G) * J (Geog.) Maf-fa-tà-i. Città della JSigrizìa. (G) «e *-• 'dvv. Quasi lo stesso che A fò , cioè Certamente v ai Wa' ^ l dla mia coscienza o simili, Fir.Lucid. i. 1.0 quante vi- b 3t at 0 * psti da preti! Maffe e'son parecchi giorni eh’ i non vi sono » l e me ne duole assai. (N) ^Maf.fù-o. . X. m\ in. Favini. -‘ue,* •- -fù-o. .JV. pr, m. Fonazione di Matteo. V, (B) c .°I } ri v (^ rc he.) Ma-iòr-tc.A/«. Specie di velo col quale i Romàni Ir "' J i 3 rì ' J.U.U-«CU"«.G,t JUl, Uf’VGIC tu VCbU COL (piate t- ai ^ìo Evolta il capo $ detto anche Maforzio , Mavorzio , e > '^^ a f ovies o mafbrliwft vidi dal celt. niael testa e Jòvikan 5 y°h(ii v >/egato : Legato alla testa. Altre origini, ma men probabili ^Peoi'l P rCsso Lidoro ed altrove.) (Mit) ,. 1- —'-AA «AVivrc..; la (il mante tt° che usavano intonaci di Egitto; scio mettevano to nci C( t° nac , a per coprirsi il collo e le spalle; eia di tela di lino come * l .,, e vi si portava sopra una pelle di pecora colla lana. (Ber) /°Mo. * /p°§ -) Città del Portogallo nella provs. di Estremadura. (G) J C?° n ellai$ 0 & M a -fù-mo, Lagoa. Faune d Africa le cui sorgenti (G) ff' ì 6 0' a ‘ Mago, detta anche Maliarda, Strega,Incantatrice.] Fir. ta >a ienfi i : - chc di . avo1 sarebbe ella -mai se non un’ ostessa? Una ma- ^ 4 o° ri3 Jnai SSlUla ’ dEsse allora. » Tass. Ger. 16. 3 y. Quante mor- , ( ,. Ari A. . l' r of;me note Tessala maga con la bocca immonda? (A)(N) ^ (In < C\i l d '} Mà-ga-ila. Nome dato a Falere nella Bassa Sasso- JUci* (Gene v 'Z a ^ rl nutrire, allattare; in illir. magati potere.) (Mit) ^!4 r 4o Ac 0i * Vr. onie ai,t ‘ co della prov. di Bahar nell’ Indostan. (O) * fr. eo S - ^ Ma-ga-dà-co. Lo stesso che Magadosso. F. (G) '«erfv, Ma-gàd-do , Mageddo. Antica città della Giudea 4 J 6 *- (M Z * Minasse. (G)° ^0// c ° r de j. A/! Era una specie di antica lira , avente l yì oste P due a due , accoidate all ’ unisono, ovvero al- IH? 1 str, nnc>U- agadidc ’ s,n ' (Gal gr. magas , magados ponticello 1 a cor de , 1’una montata all’ottava dell’altra . come sono quelle de’nostri graviccmbalì.)Gùwi-.Z^5.iffi45.(B) 4 ne mori, e chi ne campò magagnato 2 — Ferito. M. F. 22. 1, E i loro cavalli erano più stanchi c magagnati dalle saette degl’inglesi. Sulla fe - 3 — [Guasto , Difettoso , Viziato , Leso , Offeso , Dannificato, Maculato. ] Lat, corruptus , vitiatus. Gr. fòapsù. Bocc. nov. 69. 21 . E presone un altro , il quale sconciamente magagnato Lidia aveva in mano, a lui ec. il mostrarono. Cv-,2. 22.8. Quando metti la pianta dentro alla fossa, taglierai delle radici tutto quello che troverai magagnato. E 4 • 19' i' Il loro granello sia dalLa luce ‘trasparente e ri- spiendientc , ec.; e se alcuno ve n’avesse magagnato, se ne tragga.)? Buon. Pier. 1 . 4 ' 3 . Si cimentili col saggio (le mercanzieJ ; cioè quelle Che posson col colore ec. P^rer di fuora buone e fresche e belle , E dentro esser magagnate O macchiate o appestate. E Salviti, Annoi, ivi: Magagnate da antica voce Frauzcse, mehain magagna (N) — * E detto di Scrittura , Codice 0 simile. Salvili. Cas. i 33 • Col segno di luogo scorretto abbiam marchiato l’ultimo membro : poiché non solamente è guasto, ma anche come pare, mozzo e magagnato.(IN) 5 — Per metaf. Finto , Simulato. Sen. Pist. 16. Perocché le tue parole non mi pajon finte , nò magagnate. (Il testo lat. ha : non suut ficta , aut colorata.) 6 — Ed in fòrza di sm. [nel signif. del 5 - #•] Esp. Pat. nost. Egli e altresì come il magagnalo che giace al porticale della chiesa. Magagnatura, Ma-ga-gna-tù-ra. [Sf. Lo stesso che] Magagnamento. V. Lil. cur. malatt.Fievoli per lunga magagnatura delle viscere alfatieate. Magaleppo. (Bot.) Ma-ga-lep-po. Sm. Specie di pruno che cresce spon taneamente in Europa , specialmente ne paesi montuosi , ove s* alza Jino a quìndici e venti piedi. A ’suoi fiori bianchi y disposti in gi'up* petti . o mazzolini sparsi , susseguono delle drupette nerastre , il cui sapore acerbo e disgustoso prima della maturità riesce infine scipito e dolci gì io. Prima che si conoscesse la vera origine de’nocciuoli di mahaleb somministrati per farmaco dd medici della scuola araba , erano essi tenuti in gran pregio , e traevansi dall Oriente : s\ attribuiva loro virtù contro i calcoli della vescica , e sudorifero sistemava il legno dell' albero , e febbrifuga la sua corteccia . Óra'è sbandita 1 94 MAGALLONA dulia farmaceutica . — , Legno di S. Lucia , sin, ( In gr, vale ingrassatoli , da mega molto , e lipos grasso.) Diz, Se. med . (A)( 0 )(N) Magalloca.* (Grog.) Ma-gal-lò-na. Città di Spagna neU’Aragtma. (G) Magami.* (Geog.) Ma-gà-mi.CVfZÙ del Giappone nell isola di ÌLifon.(fi) Magala.* (Geog.) Ma-gà-na.C/tó della Spagna nella prov. di Soria.{ G) Maganzio , * Ma-gàn-zi-o. N. pr. ni. Lai. Magantius. (In illir. maganjan storpiato. In cilt. rnag pianura , ed ani abitante : Abitante della pianura.) —• Uno degl'infelici Trojani scampati dalle fiamme d’Ilio , e che da una favolosa tradizione vieti fatto fondatore di Magonza } tradizione appoggiala ad antiche civnache, le quali danno a questa città il nome ai Maganti;!. (Mit) Magarava.* (Geog.) Ma-ga-rà-va. Catena di montagne nella Barberia, nella Reggenza et Algieii. (G) Magari.* (Geog.) Ma-gà-ri. Lat. Magaris. Antica città dell'Indie di qua del Gange. (G) Magari.* (Mit.) Stregoni della Mingrelia assai temuti dagli abitanti del paese. (Mit) Magari Dio. Avv. dinotante desiderio. Modo volgare, Dio volesse, S'usa anche il solo Magari , e corrisponde al napoletano aummacaro, a lo inacaro che valgono almeno. Lat. utinam. ( In gr, volg. magliari o makari, e nel dialetto napolitano macai o, dal ted. mag er voglia c- gli.) Vcucii. Suoc. 2. 1. Magari Dio , che io avessi pur la metà di quello che aveva la più trista massara ! f Vale Beato me , dal greco f*axiptes, che è pur voce lombardaj (V) (N) M ÀGÀRsn^Mit^Ma-gàr-si.ó'o^rann. di Minerva, adorata a Mag arso (Mi I) Mag arso.* (Geog.) Ma-gàr-so. Lat. Magarsos. Antica città dell'Asia Minore nella Cilicia. (G) Magas. * N. pr. m. (In gr. megas grande.) — Re di Cirene contemporaneo di Tclommeo Eiladelfo. (Mit) Magasi.* (Geog.) Ma-gà-si. Antichi popoli dell Etiopia sotto l’Egitto.(&) Magazzinaggio , Ma-gaz-ziuàg-gio. Sm. L'uso del magazzino , e ciò che si paga per avere un tal uso. V, dell' uso. (A) Magazziniere , Ma-gaz-zi-niè-re. Add. e sm. Colui che è preposto alla custodia de' magazzini. (A) Magazzino , Ma-gaz-zì-no. [Am.] Stanza dove si ripongono le mercanzie , le grasce ec. Lat. promptuarium , cella. Gr. ra/sttov , boxuov. (Dal turco maghazen che vale il medesimo , c che vien dall’ar. me- chazin pi. di mechzen di cgual senso. In isp. dicesi magaceli , ed in frane, magasm che il Bullet cava dal celt. machazin. V. magione') Bocc. nov, do. 3 . È dato per li detti al mercatante un magazzino, nel quale esso la sua mercatanzia ripone. G. V, 12. 26 . È quasi tutte le case della marina, ov’erano i magazzini del vino greco e delle nocciuole , per lo crescimento del mare tutte allagò. 2 -- [ E fg.] 2 ass. Am. 1.2. Ma sopra tutto guarda che mal fato O giovenil vaghezza non ti meni Al magazzino delle ciancc. 3 — Pei- lo stesso Padrone e custode del magazzino.un*.Facoltà a* vinajoli e magazzini di poter comperare da’ciUadini i vini nostrali col'supplemento della gabella. (A) 3 —'‘Col o.Fare: Yar magazzino,Fare i magazzini. VN are magazzino.(A) 4 —* (Milit.) òtanza dove si ripongono le vettovaglie, i panni, le munizioni da guerra e da bocca , ed ogni altra derrata , mercanzia o grascia necessaria ad un esercito.Davil.GueiT. Civ. Nè la diligenza di accumular vettovaglie era dissimile dalle altre cose, perchè non risparmiando nè fatica , nè danari avevano riempiti i magazzini di frumento e di vino. Montecucc. I magazzini devono essere in luoghi forti , vicini all’armata , comodi per larvi la condotta con carra , con barche , con some , e che queste siano doppie cc. (Gr) 3 *—*Dicesi Magazzino da polvere, Quelledifizio a resistenza dibom- ba, nel quale sì serbano le polveri da guerra. Vien pur chiamato con vocabolo più generico Polveriera. D'Automi. La pianta circolare d’un magazzino da polvere , la cui capacità è di barili seicento. (Gr) 5 — (Marìn.) Magazzino d’acqua. Quella parte della stiva, dove si tengono le botti dell acqua. (S) Macualeone. (Farm.) Mag-da-le-ó-ne. Sm. V '. e di' Maddalconc. Creso. E di questo magdaleone si metta due volte il di. (A) Magdeburgo.* (Geog.) Mag-de-bùr-go, Maddehnrgo.LaJ. Parthenopolis, Trophoea Drusi, Magdcburgum. Città della Prussia, capitale di Reggenza e di Circolo dello stesso nome. (G) Magdolo. * (Geog.) Màg-do-lo. Lat. Magdolus. Antica città d' Egitto ne dintorni del Delta. (G) Mag dono. (Geog.) Mag-dù-no.ia«.Magdum.^/7!Z/cn città della Gallia.(G) Magedano. (Geog.)Ma-gc-dà-no. Lat. Magatali .A ut.città detlaGiudeaAG) Mageddo. * (Grog.) Ma-gGl-do. Lo stesso che Magaddo. V (G) Vagella.* (Geog.) Ma-gri-la. Antica città d'Italia nella Sicilia. (G) Magellanico , * Ma-gel-là-ni-co. Add. pr. m. Di Magellano. (N) -i —* (Grog.) Terra Magellanica. La Patagonia .—Stretto Magellanico o di Magellano 0 Magagliancs. Stretto o Braccio di mare che divide la estremità meridionale del continente dell America dall'arcipelago della Terra del Fuoco, detto aneli esso Arcipelago Magellano, e che stabilisce una comunicazione fra V Atlantico ed il grande Oceano Australe.{ G) Màgelli.* (Geog.) Ma-gèl-li. Antico cantone deli'Italia nell' Etruria , corrispondente oggi al Mugello , contrada della Toscana. (G) Macempori.* (Geog.) Ma-gem-pù-ri. Antichi popoli della Libia. (G) Mac-eo , * Ma-gc-o. JS. pr. m.Lat. Magcus. (Dal gc.megas grande.) (B) Màgeroe.* (Geog.)Ma-ge-rò-e.Z?c/« dell'Oceano glaciale artico , all'estremità settentrionale della Norvegia . (G) Magrs. (Geog.) Fiume dell America meridionale nel Perù. (G) Magestà , Ma-gc-stà. [Sf. V , A. V. e di ] Maestà.—, Magestadc , Magestute , sin. Frane. Barò. Ò72. 2.AUor la magestà chiara ci apparve. Fr. Jac. T. 2. 14. , vieni con noi, bellissima, Alta gran digmtatc , A veder la magestale. Macrt.* (Geog.) Antica Wi. della Palestina di là del Giordano. (G) Maceti/(G rog.)Ma-gè-ti.^/i*i.jyopo/i dell'Africa. — dell'ArabiaFehce. (G) MaggeiiENA. (Bot.) Mag-ge-rè-iia. Sf. Nome che in alcuni paesi della MAGGIO Toscana dossi ad un arbusto detto da' botanici Colutea , il qu‘f e P j0 duce baccelli gonfi a guisa di vesciche piene d'aria, e suonanti < 7 ^, do sono secchi. Le sue foglie hanno virtù purgativa minore Sena , d'onde gli è venuto il nome di Sena nostrale, Sena falsa? Lu tea. V, Lat. colatea arborescens. (Dal celt. mag campo, e ran Bene de’ campi ; poiché i semi di questa pianta son simili, come u il Lemery, ad un picciol rene.) (A) (N) ^ Maggesare. (Agr.) Mag ge-sà-re. Att. Vangare o Arare più Maggio. (A) j fi Maggesato. (Agr.) Mag-ge-sà-to. Add. [m. da Maggesare.] Teirul 0 maggese , [ e dicesi de' campi che lasciati un anno senza seme 11 j si vangano o si arano in maggio per poi seminarli in autu ll,ì °'^ Salvia.Pros. Tose. 1. 210 .Teocrito mostra il tempo del lavora**' maggesate terre. Maggese. (Agr.) Mag-gc se. [«.Vosi, com.] Campo lasciato sodo, P er a -y minaj'lo l'anno vegnente ; che anche diciamo Maggiatica [e Y 3 /?)al tico./^.] Lat. novale, novalis terra, quae anno cessat. Gr. vtAs. celt. mag campo, e gwas che si pronunzia goas voto : Campoy 0 ^ non seminato.) Matt. Franz, rim. buri. 2. t2g. Qui sono assai P boschi, che maggese. 2 —•* Tutte le lavorature che si danno alla terra. (Van) | 3 3 —* 11 fieno della prima segatura de’ prati che suol tagliarsi metà di Giugno. La seconda raccolta c quelle del grumereccio' ^ 4 — P e7 ' metaf. [in senso osceno .] Amet. 63 . Come la lenta sali c( h,.^ sua aguta parte volgendo in cerchio , nel sodo maggese il dcb.tu 1 ’ ^ ciò recusa d'adoperare. Frane. Sacch. 154• La sposa vi fu a 5n ' / ' ( . 1 , nona , e questo giovane lavorò il suo terreno , che era làit > 11111 maggese, come li piacque. 33 Car. Am. Past. lib. 3 . Ne farete - sel . pre buona maggese. E più avanti: Mi presterai qualche opera a 1 solcare hr mia maggese (M) ^ 5 — Usato anche in forza di add. comune e dicesi di varie cose c si ricavano dalla coltura nel mese di Maggio, come ulive ifl a e » v5 lana maggese , ec. (A) 6 — [E jig. Star maggese e sodo = Cessare alcun tempo da far cm l . rie , tradimenti, ec.) JIorg. 24 -' 5 M Callo al modo usato crede og (1 1 Che 1 traàilnr si sta maggese e sodo. . j^ Maggia.* (Geog.) Fiune. della Svizzera, nel Cantone del Tu'h x °i c dà il nome ad una calle. (G) j„ t Maggiajuola . Mag-gia-iuò-la.^fz/r/. f. usato anche in forza di siistA. giunto di fanciulle che nel mese di Maggio sogliono andar do e cantando Maggio. Bald. Dee. In un vago paeselto vegg 011 * 1 a feste di Maggio, i halli, i cauti, e’ giuochi, c le maggi aj; iole > ’* deile quali tiene in mano il majo. (A) ' ^ 2 .— (Med.) Maggiajuola diccsi anche wia specie di febbre, la ^ terminato il suo coi’so , lascia il corpo in migliore stato di Pghd Magai. Lett. pari. 1. lelt.sS. I (ignoti , le volatiche, e quelle e inaggiajiiole che gl’ Inglesi chiamano purghe da Ite. (A) (li) Macgiatica. (Agr.) Mag-già-ti-ca. ISf. Lo stesso che] Maggese. r- * novale, novalis. Gr. vnós. . ,j,' 2 — E Jig. Alleg. 100. Vorrei ec. sbarbar della stcril maggiattc^j gl’idioti cervellacci della minuta gente moderna questa golpa la logliosa opinione. ^ /\) Maggiatico.‘(A gr.) Mag-già-li-co. Sin. Lo stesso che Maggese. "• K,o Maggio. [.V/ig] Terzo mese dell' anno astronomico [ e quinto cristiano.] Lai. inajos. Or tióiUs , mtipoifopitìv , Teod. Gaz. g. 2. f. 1. Neifile ec. un poco arrossò , e tal nel viso divciH» e > fresca rosa d’Aprile o di Maggio in sullo schiarir di i giorno s * ,j sti a. Vant.Puig. 2 /. 1 qti. E quale annimziatrice degli albori h n ,,;o di Maggio ratiovesi ed olezza. Par. son. 82. Che trovai on di aspra pastnra.ii' .son.207. L’altr’jer, nascendo il di primo di i vi> 2 — E Jig. Giovinezza. Tass. Gcr. 14.62. O giovinétti, menti e® e maggio V’ammantan di fiorite e verdi spoglie, Di gloria o*» 1 ’ fallace raggio Da tenerella mentre non v' invoglie. (B) ( „H< 3 — * Dicesi Aver una cosa più die non ha foglie il maggio, e „o slvenie in gran copia. Ceci li. Dot. 1. 1. Hai tu in Firen* e clic tu ti stirai amico? Man. I'uon lo so; che dichin d’esseri) io più che maggio foglio. (V) (A) , u ,t0 4 — * .Dicesi Ben venga maggio co’suoi fiori, Quandi arrivi 1 a che non s’ è veduto per gran tempo. Usasi anche dire bene »P e quando vien portato l’arrosto in tavola. Serd.Prov. (A) ■ ,,U e ‘ t n.-_.' AI„; ....„ ,i; ninn.rin r. tl " “ y J Dicesi Noi non siam di maggio , o simili , quando non ^ ^ contare due volte tuia medesima cosa. Cecch. Mogi. 2. <■ . pi' tuia di nuovo. E. Ancorché noi Non siam di Maggio, pur olS ) . c oJi' dirla. Beni. Ori. 2. 16. 3 -^. Molti altri ancor, che non curo? . c jj tare, Ch’a dir gli arei due volte, c non è Maggio, Ben sh^ gn e V di maggio d’onde ha tratto il nome volgare. Dicesi anche maggio, Pallone di neve, Sambuco roseo. E. Lat. vibnrnuin °P 1 * Lo stesso che Laburno. V . (N) /,j dd l 9 — (Poes.) Maggio si dice ancora La Canzona che si cat mese ; t onde Cantar maggio.] V. Cantare, §. 20. . rnotd^'' 10 —• (Geog.) isola di Maggio. Una delle isola situate uu‘ ,r j yinde. (G) . , divini 1 ’'’ 11 —*(Icon.) Il mese di maggio aveva Apollo per tutelane i fi ^ < \. < ^'V' n S eva,l ° sotto le forme di un uomo di mezza età , teneva* ° *** ^ ar H a vesXe a grandi maniche e che con una mano „W, CUI UN ' ca,,e slro pieno di fiori, e coll’altra un fiore, che egli si rit 0 u nulla è si spiacente.£ Par.6.1 20.Perchè non gli gio mi, ior , nè maggi. E 26. ig. Cosi accende amore, e tanto mag- Oii più di bolliate in sè comprende. Pataf. 5 . Ed io stom- r i?- 11011 son lna SS‘- Vù. Bari. ih. Chi adora l’idola , è la 3 a grana■ ■ ^ mondo. I r. Jac. Cess. Signor mio Re , udendo io Cavi,!] < * lssiraa fama di te , che tu eri maggio che Alessandro , si di tìotie? 19 ’- come di spesa ec. Cron. Veli. 4- Cosi ricevette diminuissi * V * a ’ C ^ C " ove era c idamata via maggiore , fu chiamata via * 4 %" ^ ese ^\ 1 *• 2 7 - f" di sotto di strame selvaggio Agreste- gio t r ,f,i!° > f di tronconi D’alberi grossi , e fu il suo spazio mag- MAGGIO 1 4 iruiu. Lett.i4.45. ben credo di voi la maggio parte. E acci,(V. '"*' e ««altezza maggio , che sollicito e largo esser uomo in , fu iU . n,: de ? (V) Dani Par. 33. Da quinci innanzi, il mio veder fl hcc l0 ' 1 SRJO Che ’l parlai- nostro eh’ a tal vista cede. (N) la pjl , vv - y. A. V. e di Maggiormente. Guitt. lett. 27. 70. Se lo 5 e Vl e di creature desia tempo , operando il suo volere, desiare .fu ni^'! anto maggio uomo? E 16. 46. Noja m’ò ciò che dico , e ^ 4r,(1 ioc ^ l ° c ^ le ^ P cn3 ° e che 1 conosco. (V) ’onoolo. (Boi.) Mug-gio-eiòii-dolo. [Sm.] Sorta di arbore, detto e v h'nd^i ^ a l.°* — » Maggiondolo, sin. [ F. Laburno.] ( Da maggio, ift ° ° 7 c * on d°lo di maggio. Poiché i fior i di questa pianta dispo- ^Ac Cjo S ra ppoli ciondolano dall’ albero.) Or. alla voce Majo. iris eft IS °**(Zool.) Mag-gio-li-no. Sm.Dicesi Maggiolino ontuoso, Un pigli fleopte.ro d' Europa che si vanta come rimedio della rabbia 5 lo. ?? Lo * * (Bot.) Mag-giòn-do-lo. Sm. Lo stesso che Maggiociondolo * (0) fi|w >zer AN - A * (Éot.) Mag-gio-rà-na, [A/; Specie di pianta che ha gli steli Jìfjpl ^ Sl ■> diritti , deboli; le foghe piccole , ovali , integerrime; i *e 0 . rotonde , compatte , pubescenti. Fiorisce dal Giugno al bottai-".Questa pianta appartiene al genere origano , si coltiva ne ’ ni P e *' i odore soave che tramanda adoperandosi per condii ‘ possegga virtù stimolanti al pati del maggior numero delle *>1)11, e fortemente aromatiche .']—, Majorana, Persa, sin. [ I-ut. ni iga- l'&a.r,; Ì 01 'aua Lin.] Virg. En. A. 6. Là il tenue , e poselo fra la ”tGr ° ,0, ' a n a <• ■' ««.■: )u(N. r i * Mag-gio-rà-no , Majorano. N. pr. m. Lat. Majoranus. * Gg *oii r ° n ‘ d* major maggiore.) (B) c 4 ’è ,g ,K .> Mag-gio-ràn-za. [ATI ast. di Maggiore. Qualità di ciò r, 'Zz a ffiore, ] Superiorità, Preminenza. — , Maggioria, Maggio- ’Sittug’ "* a BS*°i ità , Majoranza, Majoria, Majoritate , sin. Lat. pri- Accio,’ , e ^ c cllontia, imperimi). Gr. dpX'h , inrspoxen. Bocc. Litrod. 49- dell C eiasKnil piovi il peso della sollecitudine , insieme co! pia- 8 igt)o l ; a * a maggioranza. E Su Manifesto segno a ciascun altro della Piaggi C maggioranza. E iuìv. jg. 32. E tutti, a dimostrazione della Ve *in£ a U " 7,a di lei , portano la verga. Frane. Sacch. nov. ig7- Io 3 **11» , sta i e qui tra le maggioranze -, poteva avere nel Cauestruccio ^ E, ,P er . un pezzo di pane. P. ^-fiincipal parte, più nobile. Lat. primates. Gr. o! *purivarTss. J 1. E per numero ne vennero presi e legati de’Pisani in G l a | cciitinaja d’ uomini, o pine, e quasi la maggioranza di Pisa. ^ Co UVe rs ; maggiore. Gal. Sist. 'ÒS7. Della maggior tardanza delle H'' * o ° n . 1 de’ pianeti ne sia cagione la maggioranza della loro sfera. /a'.'ntìbo ' " e ^ comune uso vale Pluralità di voti. (iN) Mlp/ di Mag-gior-do-mà-to. Ani. Ufficio del maggiordomo. a e ’ Alag-gior dò-mo. lAdd. e sm.] Quegli che nella corte >0 J >1 !” nelle case de' grandi] ordina e soprintende. —, Major- rf. oì xo ”.' d.at. major donius , aulae prael’cctus , moderator domus. 3 •^ Utt lett^u°p Biltam. 4• tg. Quando Roberto venne maggiordomo. Sa ^ a cae ^ on f orme appartiene al maggiordomo nullamagione delRc. 3 a per e p Uca stessa del maggiordomo.] Dittam. 4- *0'u cioè salnitro, carbone, solfo, strumenti di Wfi* *<* in ferro ec. Quest'uffizio venne ùitrodntto tj £r j- >la itr e A^L'u pa ^ IlU0 ^ y €iKTtìv. Agri. Pand. <7. Voi , clic starete contenti al vostro proprio , e non desidererete maggioreggiare , nè vorrete quel d’allri , non vi turberà non avere lo stato. L 18. Quando vuole con opere e studio maggio- reggiare e soprastare agli altri, Magciorello , Mag-gio-rèl-lo. {Add. e sm.] dim. di Maggiore .AXjrtauto maggiore . — , Maggiorano sin. L'ir. noe. 2.208. Se noti eli’ io vidi a questi di un de’vostrinipotini , quel maggiorcllo, aver questasiinil cosa. Maggiorenne.* (Lcg.) Mag-gio-rèn-nc.^LiL/.e sost.com. V.L. Così dicono i legali Chi ha 1 età maggiore. P. Maggiore add. , §. 16. (N) Maggiorente, SJag-gio-rèu-te. [ Add. e sm.usato per Io più nel pigliamo principale. —", Maggioringo , sin. Lat. vir yrimatius.Givirfwrc<, vpierùos. Nov. aut. 2/j. 3 . Vide le tavole, ove mangiavano i maggiorenti. G. V. g, 2go. 1. Pei' fòie uccidere il conte Nieri, e più altri maggiorenti che reggiano Pisa. M.P. g. 5 o. Furono presi tre caporali dc’maggiorenti di lla compagna. TraM.coHi.Nd venire eh’e’ farà dice la scultura ch’e’sarà accompagnato dagli Angeli , e da’maggiorenti del padre suo , cioè da’Profeti , e dagli Apostoli, e dagli altri Santi di Paradiso. Magcioiuitto , Mag-gio-rét-to. [ Add. e sm. dim. di Maggiore. Lo stesso che] Maggiorcllo. P. Red. Oss. un. 200. I quali sottilissimi ureteri vanno ad entrare negli ureteri'de’quattordici reni maggiorclli , c gli «uteri di questi maggiorètti si scaricano nel principale c più glosso canal niat.Bo. * 1 MAGIA Maggiorevole , Mag-gio-ré-vo-le. iAdil. e sm. com.] P. A. , retile. Pit. Piai. Parò Metello , che era maggioravate del p°P faceva congregazione. ( Qui forse vate lo stesso che Tribuno.) Macgiorezza , Mag-gio-réz-za. [Sf.] P.A. [ P. e di’ MaggioraiiA**;*^ ciani. Quindi. C. Tu eri conoscente per ìnaggiorczza di disforia 1 ■ . Maggioria , Mag-gio-rì-a. [.V/i P. A. P. e di’] Maggioranza, ff • ig pcriuin. Gr. àfxn. Bui. Inf. 33 .1 .Nella città sempre erano cittadini che intendeano a maggioria. E 33 . 2. Apparecchiato 11 g, vito , a tavola li fece uccidere tutti e tre, per avere tutta B gioria e l’oro e l’argento che avea Simone. Diltam.z. 27. Vis* e i ce Due anni in Puglia con gran maggioria. Ir. Juc. T. 7. 1.2/. F tranquillitade, Di tanta maggioria , Cosa nulla che sia , Può ,i tuo slato. Cron. Morell. 255 . Ma guarda d’ imparentarli con b cittadini, i quali non sicno bisognosi , c sicno mercatanti , c usino maggiorie. Magciorico , * Mag-giò-ri-co. IV. pr. m. Lat. Majoricus. (B) _ Maggioringo , Mag-gio-rìn-go. [Add. e sm. Lo stesso che] Magg*° r j,j P. Parch. Ercol. 292. Ma voi , il quale eravate de’ maggi' 1 *). dell’ Accademia Infiammata di Padova, come soffriste che messer G>‘ batista Cionco in quel suo paradosso latino la conciasse si *”** c i.//il 2 —[Li lingua furbesca Maggioringo della bolla dicesi 11 padrone ) città , Il principe supremo.] Maini. 5 . fi. E- benché il maggi 0 * 1 della Bolla Gli abbia promesso, mentre eli’ei si muova, Di farli P° a'piedi la cipolla, ec. r (l [. Maggiorissimo, Mag-gio-rìs-si ino. [Add. e sm.] superi.di Maggio*'*''. ], maximus, quatn niaximus. Gr. ffyuSTas, A; uAyicros. Deelam. Q ul1 P. Quel celeste amico elesse me maggiorissimo. . Maggioristi.* (St. Eccl.) Mag-gio-ri-Sti. Discepoli di Giorgio Magof^l professore dell accademia luterana di Pillembe.rga verso la 1. secolo XVL, che abbandonando le opinioni di Lutero sul libera '* trio, e seguendo quelle di Ideiamone, asseriva che. X uomo non rumente passivo sotto l'impulso delia grazia, m i previene anco /'* n f zia colle orazioni e co’ buoni desiderii : rinnovava così X errai' 1 Se mi pelagiali!. (Ber) iq) Maggiorità , * Mag-gio-ri-tà. A/l P.dell’ uso. Vedi’ Maggioranza./»*’*’'''*,). Maggiormente , jVlag-gior-mén-tc. Avv. Più grandemente, I/nU n — , Maggio, sin. Lat. multo magi*, praeserlim , maxime. Gl'- \e pà?,Xov, ctXKns ri, vAy, tu pa.\tffru . /loco. nov. 25 . 11. K.I ora P c , r tue parole maggiormente il conosco. G.P. g. 3 18. 1. Si tenue* 0 , ”„|i vati dal conte Ugo, e maggiormente perchè era stato il padre £t * ^ amico. Fr.Giord. Pred. S. Abbisognava d’ esser pasciuti , non B che pascere i giumenti , anzi più maggiormente. -gii 2 — Piuttosto , Anzi. G. P. n. 3 . Etti {gli amici dì Giobbe) erano auro nè argento da provare nella fornace del fuoco. . • *’ erano maggiormente paglia o letame. (V) , » 3 — Ed unito al Che, Maggiormente che = Di gran lunga, Aie. Iloez. i 5 . Nè i paricti dell’armario, ornati d’avorio maggiormente clic la sedia della sua mento richieggio. (Li lai• quam. ) ó’alv. Avveri. 2. 1. /}. Dicesi Prima che gli altri , e giorinentc che gli altri. (V) • eh 1 4 — E coll'aggiunto di. Mai , Maggiormente che mai--= Più altre volle. Pit. A. M. Madd. g /. E lavavagli colle sue lagna**- dormente ch’ella mai facesse. (V) . . dunque (le demonio) li porci noli possono toccare , se non di “5 j zia di Cristo , quanto maggiormente non toccheranno 1 ’ ll *!*‘ 1 'i 0 ll 2. 2. Se Iddio non dispregia, ma pasce le meretrici ci iadi'Oiùj maggiormente non abbandonerà noi suoi fedeli servi. Cavale- fes* cuor. sg 3 . Molto maggiormente non ci abbandonerà , volendo sere suoi amici. Guitt. lett. 10. 2 g. Non dareste un auro in C *' 1 bio di) piombo: non donque maggiormente Dio in uomo. 0 J Maggiornato , Mag-gior-nà-to. Alici, e sm. oomp. Maggiore di nascila. Salviti. Itiad. (A) 2 — * Primogenito. Baldin. Amati. (0) Magherò . Mà-ghe-ro. [Add. m. P. A. P. e di’] Magro. . 2 — Per meluf. Alleg. go. E che pensate voi, salvando i b'.'°* u jpiU 1 , cliiunque legge, e non ride, s’ azzudi Delle magherò vostre * nv ^ ll c ri. ^ E gl. AH’incontro all’odor de’tinelli corrono i poetanti 1 86. A spizzico c di rado in un magherò tinello, afillamente spi 1 * nò addosso a’poveri poeti de’ nostri tempi. , „• er. Magi. * (Mit. Vers.) Così dicevansi presso i Persiani iSctceri losofi eh eremo da He , da Grandi , e dal popolo avidi i . * ^ erano essi i ministri della religione^ gli educatori de'prù lCl P lì ^(^' stri del popolo. (In pers. mugh vale adoratore del fuoco l . c {tt ). di nome de’ sacerdoti iidlno a che il culto del fuoco sussisti ^ V ;i significa Infedele, Che non crede alla risurrezione. In celi* *J l fuoco, casa, famiglia. In lingua zend. tncghè vai puro: cd 1 mèli pronunziato per megh, eccellente.) (Mit) . a — (St. Eccl.) JSome di quei tra re astrolabi e filosofi *7 ^el 0 dati da insolita stella partiTonsi dall' Oriente , secondo, ^ >enner° con misteriosi doni ad adorare in Betlemme d nal° 7- i0 * Con grande rivereu/Àa LI Magi lo ai ^ 0I ‘p c r sitf. teda. 1, 22 . Folco , da poi che Madducco gli è tolto? . Via > c ome ì Magi , fu volto* Parche Ercol. I a vl voi sareste buona per la festa de’Magi* d * (Geog.) Antichi popoli dell*Asia nella Media . (G) . Macia , Ma-gì-a. Arte segreta e sublime di curare 1 c0 $e e ne 1 tempi d'ignoranza creduta atta a produrre netta naiL Ì >a l(l H- %* penori al potere dell'uomo col soccorso degli spirili antichi distinguevano questa sorta di magia , dandole f , CÀ ^ era > dalla, magia detta Divina , e la dividevano in M AGICA LE atevQ as ^t°gì Ma-gi-cà-le. Add. [coni. F. A.V. e di'] Magico. Fior. Ital. [ ;i , j" Cst <> intendi mi ilio è magicale. Zibal. Atidv, i 49 - Gli spiriti noli i,.idelle cose avvenire , nè delle cose dillo ’nfèrno ; ina questo Xtr,,' ,(l| Dento è magicale. Ma-gi-ca-mén-tc. Avo. Con mag Per Gioid. Pred. li. E magicamente proccurava Lat. ma- . ,C *MESXE o'cc. (•., , lt i mi■ V*r<* w s 1 . ■ S,4 °tC0» r - e d suo line - gi C[)s ’ Mà-gi-co. Add. m.Di magia. —, Magicale , sin, il 1 ,; ' ' rt - pxytxos, lìnee, nov. 99. tit. Per arte magica in una notte S'Uo rant. lnf. 20. 117. Delle magiche frode seppe il i llSf C0, Pass. 3 "isf. E questa è certa scienzia c arte ehe ’l diavolo ha H las ?h a l® e rivelata iulino al cominciameiilo del mondo ec. , e chiarori' C ° n generai vocabolo arte magica, avvegnaché abbia molte spezie, c„ 11 1 c osscrvanzie , e riti , che danno ali’ arte nomi speciali. Petr. é(f' ?• llov’ è Zoroasti o , Che fu dell' arte magica inventore? Frane. Ve dù>. 104. Alte magica viene tanto a dire , quanto favcl- Sp * dire per bocca di demonio , cc. Arte magica è quando si fa 3 * N -r/f* P ei ’ sona morta, che favelli come quando era viva. ^■.ettO sh Pni'cmi-i nulo //1 c/oc cn /./ìg IMagO.] Gvid. PlSt. Pcf l ai’” figliuola del re Oeta (cioè, ma- Tra tutti gli altri animali del mondo solamente Y api hanno loro lignaggio' e tutte le cose comunalmente , perciocché elle abitano tutt£ la- magione , e quindi escono e vanno pasturando per la contrada. 2 — [Fig. Magion di Dio per la Chiesa cattolica , la Fede e simili. ] Petr. canz. 11. 5. E , se ben guardi alla magion d’Iddio , Ch’arde oggi tutta , ec. Magionetta , Ma-gio-néf-ta. [Sf. dim. di Magione. Lo stesso che Ma- gioncella, T• Stor. Bari. E quando venne la notte , ed egli albergò in una magionetta d’un povero. Ma giostra. (Àgr.) Ma-giò-str A.[Add. e sf. ] Aggiunto duna soi'ta di fìxigc« r le. ini. fraga major. (Dal lat. majus ostmin maggior popora, prendendo* porpora per fragola, ovvero da major ostro maggiore, più viva della porpora.) Red. Oss. an. 120. Lo stésso avviene a’ lombrichi tenuti . in vaso di vetro, in cui sieno ec. delle .fragole bianche , rosse e nic- scadelle, e di quelle altresì grossissime, che son chiamate magi ostro. Magiscoro. (Filol.) Ma-gi-scò*ro. Add. e sm. conqj. Maestro di canto di un capitolo di canonici. (Dal lat. magister chori maestro del coro.) Targ. riagg . Ordinò similmente il magiscoro in detta chiesa, e che fosse telili tu ad insegnare a tutti i chierici della chiesa. (A) Maoismo. (Filos.) Ma-gì-smo. Sm. Dottrina e Religione degli antichi magi della Perda. yit.Piu.i 3 S. Il magistno era una religione, coinè' il maomettismo. ( Così leggo* V edizione, citata dagli Accada ) (B) Magisteriato , Ma-gi-sto-ri-à-lo. [Sm. Grado di maeslw nelle scuole , che dicesi anche'] Magisterio , Dottorata. Lai. magisteriuin. Bcmb . leu. 1. 12. iju Convengo raccomandarli l'antico e caldo desiderio di frate' Luigi padovano , che è d’ottener da voi il magisteriato in* questa sua oggi mai non giovenile età. Magisterio , Ma-gi-stè-ri-o. [ posso vi Credere; ma die fiirsi li miracoli; Che dite voi, ^Ìca S3Uo P cr ina g* ca j Non crederò. {Così matematica , logica, bo- , o/ ie > Meccanica ec. , tutti add. inforza de' susl. Scienza ed Arte, sottintesi.') (M) fi c^f/A^rche.) Fanciulli magici : Così dicevano i Romani certi fan - „ J ^ * jtf per danaro facevano il mestiere d'indovinare Ufuturo. (0) 4 Lanterna magica. V. Lanterna, 5- 2 - (Van) ij/crq e ^') Aggiunto di una specie dipianta del genere Allium,c/ie sospet- ‘ ^Moly d Ornero, al quale si attribuivano virtù magiche. (O) Jn \ f * Ma-gì-na. iV. pr. f Lat. Magina; (Dal celt. magia foresta. Ar 'i>-V lrtl ago , imaginis immagine.) *(B) \ Ma-gi-iià-re. {Att. e n.] y. A. V. e di' Immaginare. Lat. S2 n ' ■ Gr. QavTdgitv. Datit.hif.31.24. Avvien che poi nel magi- i c Ar- 1 ^' Rhn. ant. P.- N. Guài. Maginando beliate , e più va- . n nsi. servidore. E altrove : Considerando Y altera -valenza, * C, !}{ A7 P la cer ini tene , Maginando beltade col pensiero. gn, *_ Ke > Ma-gi-na-siò-ne. [Sf] y. A. y. e di' Immaginazione. a guiatio. Gr. tyavTattrix. Lib. Si/mlit. Quando per alcuna ma- ^ A, 'H,- nA *’ a troppi grandi pensieri. * (Geog.) Ma-gin-dà-na. Antica città dell'Arabia Felice.(fi) M ^ùie * (Gc°g-) Ma-gin-da-nà-o. Nome di una delle isole F'i- 4<1 ' N e '*x\ -Mà-gi-ne. Sf. y. A. y. e di' Immagine. Mirac. Mad. M. di i^ a ma gi n e della Vergine Maria acconciamente latta , e scol- Q ‘ trp ve- E appresso : Al quale disse la mag ine della Madre. E Ar,V M ^ U , 0la 11C ^ civorio dell’ altare era la magine del Crofifisso.('V) y. A. y. e t/i’Mago. Stor. S.Eugen. 3 j 6 . Vcune questo sign. non s usa piu per figura insensata. (V. il llpg, »' J . ~ U^ICMU . IH Vitelli. tur *ri r,,ìf o * ^ U °i'inel civorio dell’ altare er ì A,a -! ' 5 1111 firqiij ^ e sm ' p' Pìtol C J? a S^° ) ^ quale avea nome Zareo. (V) di quei tre personaggi che vennero dall’Oriente ad adorare 3 ^ ^ago)* A uest0 st 'a n * non s’usa più che nel pi. A'.Magi^.s.] 4 0 Boto, p, ^ * O^g-ne.) (A) qi!° * e G Co ! llc 1,11 magio : Dicesi di un Uomo immobile e insen~ ., e si p^ rer ^ CS4 trasportata quest’ espressione dalle figure de’ re Magi , ih** 'diro n ^° no felle rappresentazioni del Presepio di N. S. ( Vuoisi 1 ^to ) l |y er ^ re c ^ lc at * maggiori , secondo il Gollio, vai fatuo , Jf\ Md-gion-cél-la.- {Sf ] dim. di Magione. — ’U daj ^? unsi,ui ctila. Gr. òìAhov. Liv. M. E abita } ^vore in una piccola magioncella. C |'' hat le * Cd/.’ Casa], Abituro , Abitazione .—*, Amagione , d!-T?le il Gr. fiorò, ( Dall’ebr. maghuan Au" 1 ” 1 ]'” 111 ’' ' u ce B- mag c maga casa, abitazione. F. ma- t f ' e "'dito 11 ” a " ua,s (°) mansivnis die in lat. ha lo stesso senso , e iJRecati a Pr ross ima al frane, maisnn casa.) Tes.Br.i. n. Questi k 4 (|c iUio S1 .lj ni “ cari0 ec. li tre morti che Cristi " " Sa Vii ' , eh’ c magione dell’ anima, ha tre etile. E ' pi. / / .Magi,5. seguente. In lat. , Magionetta , alcuno tempo Cristo resuscitò; Y uno; che i ch t JI ’» a ma 6«>ne, cioè lo peccalo occulto j ec. E cap.iS. Dicono Fùcab 2^-° 5 ctl ^ dell’anima, ha tre etile. E 5 ,17, 2 — Ordigno. [T. Magistero , 5* 2 *3 3 — Dottrina, Insegnamento. I^al. disciplina, doctrina, Gr. SS. Pad. 1. 25 o. Questi fece tanti discepoli , che # quel diserto, dove stava, pare? quasi una cittade, per la moltitudine di quelli che v’abi- tav40t> sotto il suo magislerio. Guidi. G. 33. Alessandro , bellissimo tra tutti gli viventi , ammaestrato sopra tutti gli altri nel magisterio* dell’arco e delle saette. 4 — Dottorato. Lat. magisterium. Cavale.Frutt.lmg. Seguita di veder necessariamente che l’appetito del magisterio e del predicare è molto riprensibile in uomini indegni c insidìic-cnti. 5 _ (Farm.) Polvere medicinale finissima^ fatta per via di soluzione e precipitazione , perciò detta anche Precipitalo. (A) Red. nel diz. di A. Pasta. Non biasimerei che col brodo suddetto si pigliasse talvolta dodici o quindici granì di magisterio di madreperle o di altre conchiglie marine, il quale magisterio può raddolcire le acidità de’ fluidi del nostro corpo. (N) Magistero , Ma-gi-stè-ro. [Vm.] Opera di mdestm , [.Maestrìa , Arte.] —, Magisterio, Maistero, Macsterio, Maestero, sin. Lat. magisterum.- Petr. son. 4• Quel che infinità providenza ed arie Mostrò nel suo mirabii magistero. Tass.Ger. 2. g 3 . Cou,magistero tal-, che perde il pregio Della ricca materia appo il lavoro. 2 — Ordigno. G. V. Vh. Maom. Per magistero di ferro , con forza di calamita, la detta arca col suo*corpo sta sospesa in aria. 3 — Mezzo*, Via, Modo. Frane. Saedi. nov. 20S. Il marito*s’ avvisòdi provare un altro magistero e molto semplice, e questo fir, che chinato il capo verso quel luogo, s’avvisò con li denti troncare quella zanca. (V) (N) 4 — ne l sign, di Magisterio, §. 3.] C0m.Inf.4N noie che s’intenda sè essere di loro professione o per istudio o per magistero. 5 ,—. (Farm.) E nel sign. del J. 5. di Magisterio. Red. Cons. ec. Magistero di marte , di diagi’idi, di madrcperle, di conchiglie ^marine.- E nel Diz. di A. Pasta. Il magistero di madreperle c medicamento profittevole per attutire il vaporoso ribollimento degli umori. (N) 3 _* Con questo nome indicavano pure gli antichi certi rimedii , la cui preparazione era segreta. (A. O.) G —* (Chini.) Magistero di bismuto : Antico nome del soilo-nurato di bismuto. (A. O.) . . a — DI zolfo: * Nome dato anticamente allo zolfo , precipitato da 1 una dissoluzione col mezzo d’un acido o di qualunque altro corpo. (A.O.), Macisto.* (Geog.) Ma-gì-sto, Lat. Magistus. Antica città della Grecia nel Peloponneso. (G) Magistrale , Ma-gi-strà-Ie. -Add.- coni. Di maestro, [Magistrevole.] Lat. magistrali. Gr. òiÙa.x.a.Xixós. Fi\ Giord. Pred. S. Sta oggi in una mangiatoja, siccome in una sedia c in una cattedra magistrale.^ Buon. Fier. 3.5.5. E rimembranza del valor degli avi Per lingua magistrale Di censore e di danno. 2 — Principale, Grande. Lai. regins , ingcns* Gr. \ikos, ptyxXo-- irpsTTfo. Guid. G. Ordinòe in onor di Pallas uno grande magistrale tempio. Buon. Fier. 5. 3. 1. Ma il precettai però per sostenuto’N una di quelle curie magistrali. 3 —* (Farm.) Epitetò dato a qualunque rimedio che si prepara nell atto 1 che vien prescritto. Porta egual nome la forinola - o ricetta die con*- tiene sì fatta prescrizione. Lai.nìag\stra\ìs, ext'cinporaucus.(A.O.)(.\ an), Ricett. Fior. 21 7. Olio di camomilla lombricaio magistrale fassi come V olio rosato lombrieato. (N) . . . a — Decozione. Recett. Fior. ani. Le decozioni magistrali fresche - diconsi comuni , capitali, cordiali, carminative , pettorali. (A) 4 —* (Milit.) Si adopera dagl ’ ingegneri fier distinguere quella Cinta di mui'o d una fortezza , che viene altrimenti delia Primaria o Recinto primario , da ogni altra cinta inferiore ; e si'aggiunge pure a- quella Linea colla quale segnano la sommità di questa cinta stessa.- Lu quésto ultimo caso si tiuopcra altresì a modo di sost.-D Automi. L’ altezza della cinta magistrale è di trab. 4 ; e la profondità della- contrascarpa di trab. 2. (Gr) . Magi.ìTralissuio . Ma-gi-stra-lis-si-nSo,' Add. m. superi» di Magistrale.* * Accad. Anc. 'FU. Lì erg. (Min) i(y- 1C/ S MAGISTRALITÀ Magistralità’ , M. os. lled.Eip. 1. 10. Ancorché AlbcrtoMagno co maestrevole insegnamento lo neghi , potrebbe forse persuadere che ec. A Alc-TD 1 . tcn * f Ai/^lw. V UT.» .1.-4..; A J .1 _ 7\?_ _7* ' Y 1 _* Magistrice. * (Gcog.) Ma-gi-stri-ce. Lai. Magisiris. Aulica contrada presso le Alpi , abitata da' Tinnisci: credono alcuni che corrisponda a Macìran nella Corniola. (G) Magnai * (Geog.)Ma-gjà ì, Città della Turchia europea nella Bosnia.(G) Maglakda. * (Grog.) Ma-glàn-da. Piccola città degli Siati Sardinella divisione dì Savoja , nella provincia di Possigli!. (G) Maglaktb. * (Mit.) Ma-glàn-te. JSome di uno delie principali divinità delle isole Filippine , e significava Colui che lancia la folgore. (Mit) Maglia, (Ar. Mes.) [A’/.] Piccolissimo cerchietto di ferroso U’aliro metallo , de* quali cerchietti concatenati sì fbimano le catene; a questa similit. si dice anche di quelle fatte et altra materia , [come di refe , lena , seta ec. di che si fanno calze e simili. ] fiat, ansa , auulns. Or. Kcifir, , ÒccKTvkios. (In ispagn. malia che si pronunzia maglia , in frane. muiUe , dal celt. mailh di cgual sento. Altri dal lat. macubi*) Jà'r.Litc.3.3. Dice clic voi pigliate questa catena, e che voi yì facciate aggirigliele tante maglie, che arrivino al peso di quattro scudi d'oro. a — f vani della rete, [ « simili] ed il filo intrecciato che forma i delti vani. fiat, macula, plaga. Mor. S. Greg. Kllimisenella late i piedi suoi, e passa per le maglie di quella- ìiern. Ori. 2. 28. 38. La maglia delle rt ti era sì buona, Che dente o ugna non la può stracciare. ^ Buon. Pier. 3. 2,, 18. Dì far passare un Ime per una maglia. E Salvai. 'Annoi, ivi : Maglia di nic, dui latino macula. (N) 2 —“ (Mi hi.) C t r chi etti ^ concatenati de' amili formuvausi le armadio c delle di maglia, [cosi pe cavalieri tome po’ cavalli , come Camicie , Colf-, Giachi, Maniche ec.) G. V. 6. j'3. 1. Ma infra questi Y’cbhc settemila a grandi cavalli cove; tali ài in< gììa di ferro, Morg. 3. Od» Questo cavai, ch'io ho coperto a maglia, W che sia tuo. a _ E fig. V armatura stessa di maglia. ( In questo senso medesimo il teli. gali, ha mìlite . e V ingl. ha mad.)Fntnc.Sacch.rim. ig. Inimica di virtù bruita canaglia, Che voglion guerra , don maglia. 3 _ * Camicia dì maglia ; Annodimi dì maglia, che copriva fendeva la persona fin sotto le reni. CelUni. Subito io mi misi do**>j D camìcia una miianile camicia di maglia , e sopra essa poco di vestacela a caso. (GiJ 3 * (Maria.) Cerna minuta o sia Linea che forma piu anelli nella parie superiore d’ un velaccino , e che serve ad ararla alla vela. (A an) J * Maglia dìconsi da alcuni marinai 1 voti o gl intervalli che restano Ira le coste e membri maggiori dalle navi. (S) 3— Dicami Maglie di reti, cTi' popi a , di arrembaggio', Alcune funi ben lese e peste per traverso , cne formano quasi maglie di rete a mandorla. (A) ^ 4 —(Or r.) Micchi a ri io rida a guisa di muglia generata nella iuce di - l ceduo. Lui. macula oculi , aébogo , nubecola. (mV hevAtvf-z . dJor. S. Greg. La superbia così si genera nella mente, come la tnag*- a gli occhi. Maini.10.11. Maglie e-reti ha negli occhi, onde p^- Vanne a pescar nel lago di Bolsena. » fi Qui per equivoco ) pD* ■» — T. de magnani. Campanella schiacciata. (A) . . ■ /fi) 3 — T. de leg 11 aj u 0 li. C a m p a n e II a 0 Anello delle licciate. 5 ■— * (Bot.) Maglie dìconsi gli spazìi che risultano dal rinoot^I. ^ unione de* fasci del tessuto vascolare , e che tivvansi ri-pi# 11 * stanza cellulare. (N) «^1 6 —' * A maglia , posto avveri). — A anelli , A guisa di rete ) ^ colatamente. Cr. alla v. Gabbia. (A) * $• Maglia nel quarto significato diff. da Cateratta. La Cateti 1 copre tutto F occhio , la Maglia ne vela il mezzo. .■. c iii. MAGLfAtìECHiANO , * Ma-gUà-be-chià-no. Add . pr. ni. Del Magha } ^ . Diccsi propriamente della pubblica Libreria lasciata da Anioni0 - gliabechì alla città di Firenze. (B) s0 !o Magiaatìf.se. (Agr.) Ma-glia-né-se. pVyi.]Aoita di susino , [che noi .^ 1} desidera luogo grasso e umido , come gli altri , ma assolati 0 e aperto.] Dav. Colt. ij5- Marza amarina in sul susino, |>Ìutf ( p ^ )l gliuiK’se che altro, farà visciole paìoml ine ccci Brutissime. ^ ^ ^ maglianésc desidera luogo grasso e umido , come gii altri, ,lhl latto , caldo , e aperto. Magt.iàiìe , * Ma-glià-re. Alt. Legare a maglia. V. di reg. V- €( * * ..... .ùW ^ ) Ma-glià-no. Lat. Manliana. Città degli tificii nella Delegazione di Rieti. (G) ' Magliasika. * (Gcog.) Ma-glia-sì-na. Circolo della Svizzera 1lC ione del Ticino , e Magliaso n' è la capitale. (G) if Magluto , Ma-glià-tn. Add. fm. da Maglia; e. A. V. e di’ 3 magliato. Bocc. nov. 80. 20■ h’cce molte balle,ben legate e Don ,lia ° (Cioè , legate stretto.) ,,//^ J rC s^ saltcllauo. Cr. 5.2 i2 .Ancora del suo pillale ('del mandorlo) 5 k 0 c 1 |1 ' le radici si fanno fortissimi magli da fender legne. al Duea, perclic a i im; ri eì mora ,T osto in testa si dia pel meglio < in ^ 2 —• Arnese appartenente alla macchina detta Castello, c ° { si dannocolpipcrjiccwp i palinclfarelcpalujìlte.Detto aUi:i° ie lipalo. j Saldìn. Foc. Dis. (A) (IN) _ ef 3 — [Quel pìccol martello ritondo di legno , (innato asta assai lunga , per uso di giuoc.are al giuoco dello Palla a i( y),n tC '’ e Pallamaglio.] Tac. Dav.Peni eloq.fo8,lo non patirei ^ cioni , nati a combattere , si perdessono in fare a’sassi o al 4 — da zecca." E. Zecca. (A) 5 — delle cartiere.* È» Ma>wo. (A) . - 0c h c : 6 — Provevb. Par col maglio — Fare interamente il V c of )l( ^f 0 ' può ; tolta la metafi dal dare in sitila testa a ì>wn otor;c,o Lat. pcssundare , devastare. Gr. kcctmkuìiv , itffoX&tran fiasca La prima sera non senti’io nulla , ma ìernotte c stanotte io che egli hanno fatto col maglio. r s»(./ 2 —* (Marin.) Maglio di calafato o da spalmare. V. Calahdo, Eff 3 — (Anai.) Uno de* tre ossciti che restano nel? interno t‘.eU 0 A\& Più comuoem. Martello. Segnev. Incr. 1. 16. io. jS'.ha c or^ l! esteriore di questo timpano v ! è un nervetlino tirato come e neii’ interiore tre assetti , chiamati stapede , ancudine c dalla figura che hanno, e in-i< me fl-ill’ uso! (A) (i>) Maglio. * N. pr. m. Lo stesso che Magiorio. E■ (li) Magliolgva , rBa-glio-li-na. [Sf.) tlim. di Maglia. Luig . 1 11 c ’ ^ai 1 ' INelì’orchio ha in tutto una tal maglioBua , Che , sta n0rt 0 , tu non te ne addresti. fiQui nel sign. del §. fi di Ab’- {-. e■ o e Maglione, Ma-glió-ne. Sm. accr, t/rJMaglia. Pros.Fior. V.ò-E-fi 7 - - •• • —'RilU w- quanto funi e fumceUe ec. 28fi. Considerando quante maglie e maglioni , abile magistèro M .-^.u quanto mi w 4.0»! umuv Mmv:v;ib'AUiun.. , ‘t* , n < >i‘ ritù Coìmnella , in uno anno valere della fecondità nm i . jr • x, ? , • __ i.. _ la vera g<’ •Idi’Oi ida ii iu quattro ; nel qual mimerò si conosce gliuoli. j !' ." ‘i — JS'odo il quale < M.qlohìo , * Ma-giò-ri-o , Maglio, Maielo, (Oal fr. ma gioire mia gloria.) (R) . ncsW'C, V IMagma.*( faiui.pi/.'y.^’./w/i.magiiKi. Ci'.uciy/ix, (Da masso c 0 * eia , Capo moì'to di cerio medi amento dal .piale si est! <■. ipn-ipiiur.i. le parti più fluide. Uir, '‘>V. ned. (Q) ili. Alani. Ct.lt. 3. yò. d'ivnda pure ilmagliuol. pi f on 11 ‘i “' jC l 1111 iSiodo di ramo di qutdsivogUn arbore. Cr. 2. il ale è dei lo magliuolo, è (allo dalla natura, acciocclmiia^ 1 ^jjglor"' io-lfu N. pr. MAGMENTO ~ * Più p'I (l . c °Mwienientc significa Qualunque liquore che sì addensa 0 $ ,0sizioni chimiche. Diz. Se. med. (0) 0r f e P Ure ohe si dà a certi linimenti densi ne* giudi è poco ò'c. med* (c\\ H ° n P osson0 con jaeditn estendersi e scori ere. Diz. '^ G M£j iTo *( j} . filiti fie ' .\ Al 'ciit\) M-’g-mén-to. S/n. ISome che ducasi a ciò che. ag- c hi-òli S j l - P cr sofiruppià a' sacri/:zìii e dicivnsi anche così il Cibo oUi/1) a . ntantl .della campagna //ferivano a Giono, a Silvano e ad , Li e \ fi/ c {Capestri. Lai. masuientiim. (In ccit. inaila nutrire, alimeli- . ■ 0 Alo»., '' arL *°&0 Antica isola della Lilia. — Lo stesso che Lamagna , > oioè là Germania. (G) (N) \^ * ( ri’*") Soprannome di Giunone, di Cibele. e di Igea. (ìtfit) 1 ,ì agn a Maglia Urbica. Moglie di Caro imperatore. (O) . * (Gcoe.) V. Grecia. (G - ) Il Davanzali scrisse anche V, Grecismo. (N) ^O)'^ 0 ’ [ylcltl. e sin. comp.} G.A.V. e-J/’Magnanimo. ctiè t,'i , Con un atto magnalmo c signorile. E 27. «26'. Perii ring SC . n,a t?nalino , c molto pio. Ciriff. C’«/i’.2.^o. Ma primamente -thè if azi ° assai Dell.’ esser te sì magnalmo c cortese. E3. yS. Per* J Ag KAm J? 0r 8 ei »eroso è sempre snto Magnalmo , grato al numerar coi tese. 5 Ma-gna-mén-te. Avv. Grandemente, Magnificamente. Lat. t 5 C > ,^*beralitcr» Gr. /Afya^o^pen'ft'S , i\fvì)sptu>?. G. f^.4.20.5. & *a, 9 fi nella chiesa eli Pisa , la quale magnamente avea dotata, q^ori* .$• Fu ricevuto a grande onore, al modo degli altri si- 1 a gjs AJì * e Pm magnamente. 'I ^ella Cc ^ 10 ’ ^-gda-nàc-cio. dispiega di Magnano. Eag.Com.Vn 10 * ferraccio Fatto da un magnanaccio. (À) ln( tiiù> P Ameist e , Ma-gna ni-md-mén-tc. Avv. Con magnanimità, Con nui gnanitna Lat. etfelso animo. Gr.fj.tya.\oMxG-Cr. alla v. Tass. Ge.r.S,. 17.Si grida Allarme, all’aime; e Sveno h 'H e .f' ll Wmi innanzi a tutti oltre si spinge, E magnanimamente i ,ri ^nar>* Vo ^° Di color d ! anlimento infiamma e tinge. E 10. 49 • (V)d’J mamontG in fero viso Rifulge in mezzo, e lor parla improvviso. V? ?' Centi,r * 2 * d isC ‘ 9' ^ ( dla repubblica di Sparta e maschi e , riG H è m yrnt *desimi csercizii di'forza e d agilità ammessi erano; onde ^ l ^Uìi ^ v ?giia clic quindi ti’uscissero quelle valorose che dagli epi- ’\j C %pg n tanto son celebrate , che a’fìgliuoli andanti alla guerra A . camp, indecisi Virtù che seguita COn reUa ,a gi (,ììe i Grandezza d animo. —, Magnarle, l ! ^ a 8 lian bnitate , sin. Lat. magnanimità^. Gr.ix&ycx.Xo-^v^lx, ® delle ^P‘ ^ io ‘ magnanimità è bellezza, c ornamen- >0 ^ a lbe virtù , e, come vollono i nostri maggiori, del magna- rìf jq 011 e gnal viso cd animo sol Ieri re ogni cosa che viene. Bui. ^ a g ria,| >inità c virtù reprimente la pusillanimità, e tem- J^VoIq e a presunzione. Albert, cap. 5j. La magnanimitade è ragio- "E G, 2 s P 0ll taneo coniinciamento di far le 'cose malagevoli. Tes. acl|°'A' a Tera magnaniiniìà si e solamente nelle cose grandissime, ^Pt'esso ?per le quali l’uomo serve a Domineddio glorioso .E ^'ludi. \<' m< ìue magnanimitade si è ornamento e corona di tutte le f ,Z * Ivi sarebbe previdenza e nobilezza, e l'alta ma- 6 j? Ui ^ di queste virtudi l'ampolla. Bocc. nov. 77. Non pdb, 7 q ^lle , in cui la magnanimità debba i suoi filetti mostrare. V>, 7 . •, Q"ale --;-A .. ^ :-• MAGNETICO ll Z rf' ti jaiic c uu uiie e valorose e virtuiuose cose. cap. 25 . Magnanimità ec. è a intendere in alte « Vili fio' 1 lr ia^ e ’ C S ran valore , non aimniserando J’ animo a cose 5 _ l ' c e ,1; ■, crc ou(lo con animo magno (li cose durabili , e degne d’ o- ^^.dV^lfama.) (B) 3 ^^i/icti u ^ / nan ^ 11 ità è anche termine de’ medici, usato per onesta di Forza virile per k Donna guerriera , il c c àe fi/ altitudine è noi ale ; ■ la generazione. (A) ^ t0 J 99 ,_ . cui elmo è adorno tl una testa di Voi "■ *Uin Ul ■" t ' tu ^ ,ne è nobile ; essa lascia sibilare alcuni serpenti v e ff e>e un ' l ° ,ntorno senza far loro attenzione , e non si degna di \Mìlf Ua> d° dividiti che le sta rodendo il ferro del già- Ma-g, ! ! fi non!' 1 i !"7 n ‘ l 'n i-mo. Add. [e sm. comp.J Di grande mimo, Che gen n “ ta > 1 Che seguita le cose grandi con ietta ragione , Che è • •bagnate. 1 * 0 ' grande animo .—, Magnalmo, sin-l (A'.Generoso.) • Gr.uiytxKÓ-^vYOS. 7 V?s.^>*. 6 '. 2 o.Alm?nanimo è colui cb’è '««(à^nan'uat's.' Gr.pey*\ - 5 --~.. a ’'"- ' liiir sia "' u cl ' c ®. m agnanimo, si è il maggiore uomo ed il più oney e/ 4 Sl| aa y S . e non s * muòve per piccola cosa, e non china lamaguani- V C a a ^ ,,a U\tnn rUlla . ■ sov ' 7il cosa .Petv. Uom.ill La qual cosa udita, il giusto cimbra ca PÌtano dispregiò il dono. E canz. 2g. 8 . Proverai tua j a ; l;Jr P‘ri,ì ‘“««{guauimi pochi, a chi’l ben piace. 7 iOce. nov. 77. f .E 2. A* ,,a Ìsa fl.'i om ? c 'aleute, e tacitamente,che io, come magnanimo, t r V* 2 - Itisno*, J lnn ii'ti della tua malvagità, t’inge gni di l'avc.Dant.luf. f. n ''Sn,'ui u .j C magnanimo quell’ombra. E 10. 73. Ma quell' al- a v. f itocare d° ’ * C '“ !’°' ta Pestato va’ era , non mutò aspetto, bini deut, j. ula 8 11 aniino=sDiai'« magnanimità. /^.Giuocare,§.rg.(N) < tl *a i m ' cose inai limate .1 Pelr. Son. 7. Non lassar lamagna- è ;f na hiino , . eS , a r ^ ca l>- 8 . Gravi quel che il Re di Siria cinse D’nn S °ìo Ir?. Si C beUÒ°* ' ' 1, W"Win -■ . dte Hgk Gr. *XsiSon-o/os.(Dal c ritmagli per main minuio, piccolo, ed mie qual si sia utensile di ferro. Indi per estensione par fatto il celt. mignon, in ant. frane, magnan , in provenz. m»gnin calderajo , lattajo ambulante.) Bocc. nov. 75. 2 II qual pareva .piuttosto un magnano, che altro , a vedere, f.nr. Med. canz. 108. 2.Ma ’l mio marito è magnali vantaggiato. Malm. 6. ^7.Pur si rallegra al giugnerd’un cibreo Patto Vei-.im,.' t—V “] possa a te preporre ? » Sen. Àrt. 2 /ò.Un c a lto . f r .... n ■ e liberale .. . cioè lo studio della sapienziu, il "•ani. eh, 22. Magnanima menzogna, or quando Magnete.’ iV. pr.....^«.——r- - - , “ " ' - —Giovinetto che serviva Medea e fu da essa mutato m Calanuta.— Fi-dio di Eolo e di E unirle , padre di Polidette e Ditti. — figlio iVAr^o e di Perimelo .— Poeta e musicò di Smime , caro al re Gi- [(f. . ,r . -- LXAUAI., C. Jl/** ^AHAyn-v MA M»V"A huiuma (B) (Mit) , 4 . . £ ! ferro , come chiavi, toppe ec.; a distinzione Magneti.* (Geog.) Ma-guè-ti. Antichi abitanti della città e provincia jn urica ferri, tn^neci n/mm . o Magnesia. (G) Magnetico. (Fis.) Ma-gnè-ti-co. Add . m. Di magnete , [Che ha rela- «ANrv : 5 forf/A • • . Cl< Ai n \u ma S naniino - 6*0 ì A^ oli WeÌ^» no * Uà* « sm. Artefice di lavori minuti ^lco } [q* ferri grossi , come zappe , vanghe , ec. ; e fabbrica ferri per he bestie.} Lat. clavium faber. 200 MAGNETICO lozione col magnHismo .minerale od aminole } onde dicesi Anione , ■Virtù, Forza, Attrazione, Ripulsione magnetica*, Fenomeno, Effetto •magnetico ec. Detto anche Galamitico. V .] Lai. magnelirus. Gr. cri- àv)ptrix.oi. S-agg.nat. esp. 220 .Non solamente le suddette cose non rom- ■]x>no ralùvità magnetica, cc.G,al.Sist.5g .Di qui è manifesto, la Luna, come .allcttata da virtù magnetica, costantemente riguardare con una sua faccia il globo terrestre.» Marchett. Ducr. Uh. 6. v. 155/f. Raro hanno il corpo, e passa intatto II magnetico flutto. (B) 1 —* Ago magnetico, Barre magnetiche. F. Ago, §. 18, e Barre, §. 2 , Corrente magnetica , Fluido magnetico dicevansi la* Con'ente ed il Fluido ammessigià per ispiegare i fenomeni del magnetismo mi' ferale, ora riconosciuti dipendenti da correnti elettriche, ed il jluido magnetico non altro essere che il jluido elettrico . (A. 0 -) (O) 3 —* Dicesi Meridiano magnetico, Quel circolo della sfera che passa per la direzione dell'ago in un luogo qualunque , ed Equatore magnetico il Gran circolo della sfera , il cui piano è peipendicolai'ca quello del meridiano magnetico. (A. 0 ,) 4 —[Dicesi Filosotìa magnetica, Quella che tivtta delle qualità o viltà del magnete.'] Saggnat esp.21Non creda però alcuno che ec. noi ci pavoneggiamo di aver arrecato qualche gran lume nella filosofia magnetica. 2 — * (Farm.) impiastro magnetico : Composizione emplastica nella quale cium la calamita. (A. O.) Magnetico.* iV. pr. m. Lat. Mfigncticus. (B) Magnetismo. (Fis.) Ma-gne-li-smo.Aìm.Zrd. magnclismus. (Da magnetis genit. di magna calamita.) JS r ome da fìsici dato ora aliarsene de 1 fenomeni della calamita, ora alla causa particolare, da cui questi eie- devansi dipendenti , prima che si sapesse che i fenomeni entrassero nella categoria degli effetti elettrici. (Aq) 2 —■ * Dicesi Magnetismo animale o Zoomagnetismo , Quel principio speciale ipoteticamente ammesso , onde spiegare certi jenomeni che si suppongono avere particolarmente sede nel sistema nervoso ; o per semplice tratto od anche per solo effetto della volontà trasmettesi dà un corpo vivente ad un altro. (Aq) Magnetizzare. * (Med.) Ma gne-tiz-và-re. Att. Applicare il fluido magnetico animale alla cura di un ammalato , o Provocare iq. persona sana gli effetti della sua azione. (Yan) Magnetizzato. * (Med.) Ma-gne-tiz-zà-to.^ 4 , iirodpsit'. G.F. 12.1Ò. 3. Al cominciamento delle sue prediche tanto il magnificava e gloriava. Com. Inf. g. Della quale ingiuria adirata la Dea , converti li suoi biondissimi capelli , deili quali ella più si magnificava , e che in lei sopra altra bellezza piacevano, in serpenti. Bocc. nov. 27. 25 . Niuna cosa fu mai tanto onorata, tanto esaltala , tanto magnificata , quanto eravate voi. A . Gìo, Grisosi. Onde non si loda nè magnifica, , ma accusasi come vile peccatore, e giudicasipiù reo e più vile di tutti. Magnificat. * (Ecd.) Ma-gnì-fì-cat. Sost. com. Cantico di nostra Donna che comincia dalla parola Magnificat. —, Magnifica, sin. Gr. S. Gir. ig. E in un altro luogo del Magnificat anima meadominimi dice ec. E iW: Nel cantico della nostra Donna cioè nella Magnificat dice ec. Cavale. Espas. 2 . 188. La donna nostra la gloriosa V ergine Ma- ai • • l * c ? nlico dd Magnificat. Fit. S, Gio.Batt.1g2, E anche la Magnificat si fece insegnare. (V) Magnificataci ente, Ma-gm.fì- ca -ia-imTi-te.^w.[F'.^./ 7 '-r di'] Magnificamente. òallust.Jug.R .Ma vannovi per fiocca niagnifìcatamente parlando. Magnificato, Ma-gni-fì-càto. Add. m. da Magnificare. Cavale.Specoli. Cr.Dice am Paolo; Cristo sia magnificato iti me o per morte o per vita. MAGNO Magnificàtore , Ma-gni-fi-ca-tóre. {Veri. m. di Magnificare. ) Ghe gnifìca. Lai. magnificator. Gr. 0 g.sya.Xwc;v. Leggi S. Gio■ 8 af ‘ ' [ lì. La notte dinanzi che e’dovevano disputare ciascuno, san Gio val appario in visione al suo esaltatorc e magnifìcatore. Magnificatrice, * Ma-gnì-fi-ca-trùce. Ferte f.di Magnificare. F.di rP $Ìf (r Magnificente, Ma-gni-fi-cèn-te. {Add. com.] Che ha magnifìcenfhj gnifìco. Lat. magnificus. Gr. fjitya.Xzr'pt-itriS. Buon. Pier. 3 . 4‘ Sotto figora di vincilor pio , E di magnificente condottiero. . ^ g Magnificente mente , Ma-gni-fi-ccn-tc-mèu-te. Avv. F. di reg • ' ' di Magnificamente. (A) (N) j Ji Màgnificentissimamente , Ma-gni-fi-cen-tis-si-ma-mén-te- Avv. sup er Magnifìcentcmcntc. Segner. Panegìr. Dimostrerovvi essere in ^ ul !(A) Magnif Dì magnificentissima Bonlà è che tu ami lo tuo nimico- .4 Pn i I ì M * ai '1 f n rial Dura d IR ■eh- Siqj-, il. 355 . Fu alloggiato suntuosissimamente dal Duca d nel suo magnificentissimo palazzo. . • fi Magnificenza, Ma-gni fì-cèn za. [A/l Virtù di chi è magnifico , cl , chi mira ad opere grandi e di grande spesa.] —,Magnificeiizia, J, Lusso e Splendidezza.) Lai. magnilìcentia. Gr. piya-Xonpìmix. Tes. 11 so. Magnificenza si è una virtù che s f adopra nelle ricchezze. - c s n ;[i» mente nelle grandi spese.fiocc.noi'.i5. f6. Prendi cotesti dalla ,l, ' 1 ° on o' cenza di monsignore lo Re. Doni. Par.iy.85. Le sue magnificenze c « sciute Saranno ancora. E.5i. 88. La tua magnificenza in me ci> s E 33. so. In te misericordia, in te pietate, In te magnificenza. gnificenza è donamento di perfezione alle cose molto grandi emoltoe*" s , a — Il magnificare , Lode , Commendazione. Lai. commendatici ; Gr. ttauvos. Ricord. Malesp. 1 7 ■ .Alla sua sepoltura volendo 11,s vere molte parole in sua -magnificenza. • — • Dicesi anche del Discorso , della quale uegsansi i preceu ■or 0 ’ hi 4 TTemetrio Ealereo. Sega. Dem. Fai. -3 I , a io. (B) — (Icon.) Donna di nobile aspetto splendidamente vestita . nata d oro , che con la sinistra tiene un suntuoso edifizio , e c0 destra s’ appoggia al simulacro di Pallade. (Mil) Magnificenzia, Ma-gni-li-cèn-zi-a. [Sf. V. e di] Magnificenza. fi. Affermando che in magnificenzia mai non era stata alcuna sua P Rem. Ori. t. 1. s 5 . Mai non fu vista tal magnificenzia. rai ’ 1 2 — * Titolo di magnifico. Bemb.' Leu. s. 11. s 66. Mi piace g 1 ' 3 mente quello che V. Magnificenzia me ne scrive ec. (N) T jJ e ,\ Iagnificissimo , Ma-gni-lì-cìs-si-mo. Add.m. superl.di Magnifico. , Magntficissimo , Nù. 3. 25y. Berg. (Min) AV Agost. C. D. '18. 40. La" magniU ma e poco durante potenzia di Alessandro M. di Macedonia. (W Magnifico, Ma-gnì-fi-co. Add. m. Che ha magnificenza , Che 'U a "" ' ■ ” -vidi*?*- pubbliche.] Lat. magnificus. gnitudine e potenza. . „„ n ,is. S f f[e MacSo. Add. m, fi, L. Grande. {P r , Grande.) Lat. ni S ^ ym. G. r. gg!)6. 5. Ed havvi nove porti , con torri p j o gof 0 a,f alte , molto magne. Dant. Purg. ig. do.Gli occhi rivo . 1 L all ta 6 fi gira Lo Regè elenio coite ruote magne. Guitt. lett. Cf > magna aver degg’io consolazione! » Segner. Mann. . * j, de n|1 j Sono forse inaj " ” '. ' .. r 1 magni. (V) Ar. Non vide il Paladin r --- .. —■ . . m i Ocean chiamate or vasto , Nulla eguale a tal nomi g«o , Ma è Bassa palude , e Breve stagno. (!’) legg’io consolazione ! n Segnar. Mann, .“-w qcr- , naggim-e di quegl’Innocenti medesimi che pf 0 }, v pV'. 4v. Fur. 34■ T*. Gon case delle quai mai cl> Paladin prima ni poi. Tus. Gar. <4- i0 - . „ di ^ - ■’ —.7..J ha «1 * c a — lod, MAGNO ™ue s£ mette per aggiunto di persone , o soprannome di Del’ co,ne Alessandro Magno, Carlo Magno,Leone Magno. G.F.i.zo, ij q u S ? :1 p 1dc,do re Pipino discese il buono Callo Magno suo figliuolo, gnu ' 6 U re d * Francia e imperadore di li orna. Ai.Fui. 11 ma.' 3 _^nptiailnr, fuor clic la testa È tutto armato,e i Paladini hapresso.(P) a 8 n >fico , Liberale , Di grande animo. Lat. magnifìcus. Gr.pt- e ( j;.. ,r * >tir ^ S- Petr. cap. 5 . Passo qui cose gloriose e magne Ch’io vidi, è , r !°' 1 oso - Cron. Moneti. La festa vi fu grande e magna, quanto s °iia a r otpr ^ arc - Polline, son. g2. Ch’era in parole una per-■ magna. Tac. Dav. ann. 2. 3g. Or eh’eli’è magna , ciascuuo Malm. 2. 5 . Che un uom , com’ era quei, sì .giusto e s no i Facev, ••• ~ - 1118 ! fcl-™» a-aceva novità si stravagante. » Gitili. Lett.i3. 35. Carissimi >ri j n 2 J ?“ 0 miragli, siete voi tulli nel mondo magni. (F. la nota ig3 Stilli W ' ^’ l> ' P (l( l‘ 3.67. cioè Vii. S. M. Madd. Cy. La cena fue uuito eli Cuore , per Cuor generoso, nobile e grande. Malia. 5 t P®Jche al suo cuor magno non s’ arriva. (A) G , J; ai ' del magno —Ostentare magnificenza. FNarc del magno.(A) Mag So » ')(!*") Arteria magna. Così elicono alcuni V Aorta. (A) (N) di f u IP’- Lat. Magnus. (In lat. magnus grande.) — Nome le ,1, re di Svezia nel xm , e nel xir. secolo. — Nome di sette Ma,... l '°rt'egia nell' xr e nel ’ "" ^«•^(Arcbc.) ? la-’ g nò-di to' xm. secolo. (B) (Mit) Add. e sm. Sorta di mimi o ballerini ic K ’ dc , tli anche Magodi e Lisiodi. V. (Mit) ,A * (Bot.) Ma-gnò-li-a. Sf. Genere di piante appartenente alla Cai, '* 1 ™ poliginia ’ tipo della famiglia deile magnoli.ee ; burnii. il in f oootposto di tre fògliette concave, elittiche, caduche ; da nove all c 1 j petali grandi e larghi, concavi, ottusi nella sommità, ristretti use : capsole bivalvi, uniloculari, monosperme, che formano una . “use ‘ffriedi d n j e , r °'io, essendole une addossate colle altre, ed isemi pendenti di £ lul S'fifuniceIli bmhilicali. Questo genere fu dedicalo- da Plumiev poi° ta ' nc ° Magnai,descritta sotto il nome di Talaumnda Jussieu.Fsso Chj Ve ’ me applicalo da Linneo a vanii alberi dell’ America, della r 0 . } *t. u e del Giappone che jìinno ora bell’ ornamento de’giardmi eu- ttiiiq 1 ,' 1 medici usano la corteccia delle magnolie , eh’ è in genemle co l ’f e d aromatica , come tonica e febbrifuga ; i bagni preparati hu Q eco flo della corteccia della magnolia verdiccia e dell’ am ico, stiu’&ova ne’reumatismi. Co'Jiori della magnolia di Plumier idi- «an 0 della Martinicca danno ai loro liquori quella fragranza e *Vi,- 0 ' e 0n de vanno celebrati. ( 0 ) (IN) 0 fr l e prima di svolgersi rinchiuse da due stipole fogliacee ca- magnobeae. (Van) (N) . Il ~ * (Geog.) Ma-gnò-po-li. Lat. Magnopolis. Nome che Pom- A olla città dì Eupatori a. (G) (Geog.) Lat. Magniacum. Città di Francia nel dipartimento *g 0 . TL ed ° isa ‘ (O) 0. ce» 7 - ^ e stn - Pi- Maghi e Màgi. Nome che gli Orientali davano Aljjg- 1 jfomini dotti neWasti'ologia.nella JìlosoJia e nella religione.E . Pilòri j l erc ^è Zoroaslro. al dire di alcuni eruditi .fu inventore e f e Hincantare 1 così Mago si disse e si dice ancora Colui che ( - 1 Sl{ pcrstiziosa arte magica, elle riputato aver commercio col C COman dare agli spirili, e colla cognizione delle cose naturali , ? ,s » l)ra £e ^ 'P ro. 0KU J e gH spettacoli in cui comparivano i magodi. (Van) Jf B°S m ‘ (Arche.) Ma-go-fo-nì-a. Sf. F. G. Lai. magophonia. (Da 'jfe c > e phone strage.) Festa dei Persiani , onde rammemo- '-anihi essa ~ ' ' ■ - " ’’ ’ Smerdis il quale , vivente come la strage fj^ n( >ise fiCf- CO j Sl la morte del mago Ìli Cl A lasi f uol ° MC he ') Ma S gò- ga H Sf. F. Oga. (A) . * a pott a t Add. e sin.] Pataff 8. Dimmi, magogo, che cosa ( Nel testo del principe Ghigi si legge patta , come 'tag inese padre di Amilcare e di A sdrubale.—Capitano t feto cartaginese , vinto da Dionisio .— Figlio del precedente , vincitore di Dionisio e che abbandono vilmente la Sicilia.—Fratello del grande Annibaie e di Asdrubale vinto da Scipione e da Quintilio Varo. (B) (Mit) . ' x Magoniere , Ma-go-nie-rc. Add. e sm.V.dell’ uso.Minish-o c Lavorante della magona. (A) Magonza.* (Geog.) Ma-gón-za. Lat. Moguntia , Moguntiacmn , Magmi- tia, Magontia, Fr. Mayence. Città dAlemagna capitale deli'ÈlettoixUo dello stesso nome , eà ora della provincia del Reno appartenente al Granduca di Assia-Daimstad. (G) Màgora.* (Geog.) Ma-gó-ra. Antica fitta dell Etiopia. (G) Magra.* (Geog.) Lo stesso che Macra. V. (G) Màgrab.* (Geog.) Isola di Magrab. Gli Orientali chiamano così la parie della BaiLeria racchiusa fra il gixinde Atlante alt osti*o , il Medi- terrano all' oriente , e V Atlantico aW occidente. (G) Magrabiin'o. * (Filol.) Ma-gra-bì-no. Add. m.Aggiunto di uno de'carat - ieri arabi , ed è quello degli Arabi d' Africa. (0) Magrafe-temio. (Mus.)tS’m. Stwmento ebreo ., con cui erano chiamali i popoli al tempio > non si sa in qual modo fisse costrutto, ma si nqrra che , percosso , rèndeva suono tale eh era inteso da tutta la città di Gerico. Gian. Diz. Mus. (B) Magramente , Ma gra-mén te. Avv. [Con magrezza ; e Jig. Scarsamente, Meschinamente.'} Lat. cxilitcr. Gr. Car. leu. 1 . 10 . Il nostro carnovale , dallo star sana in fuori , passa assai magramente. Magran. * (Geog.) Ramo settentrionale dell' Allo Atlante. (G) Magrana. (Med.) Ma grà-na. E. A. [E. e di’ Emicrania.) £tft.be- micrania. Gr. r, T,p.i->cpa.tvcc ì r i fxix.pcx.vlct. (In frane, migrarne.') E. Ffos, 44.Pass.34j.k\\Yx dicono che sanno incantare il mal der^i occhi e’1 duolo de’deuli, la magrana, le sellici, e’1 duolo del corpo. fìurch. 1 .5o. Ma se ti nuoce il mal della magrana, Fa stillare una predica tedesca. Magredine. * (Ar. mes.) Ma gre-di-ne. Sf Specie di tela di lino che si fabbrica al Cairo. (Van) Magiìefa. (Mus.) Ma-grè-fa.A/^nfmo strumento ebraico, che, dietro l’asserzione dei Talmudisti , somigliava ai nostri organi. (L) t Magretto , Ma-grét-to. [Add. e sm.} don. di Magro.—, Magricciuolo , Magrino , sin. Lat , macellus. Gr. Aeffros. Frane. Sacch. nov. 2 oj . Perchè il marito era inagretto , e di poco spirito, Eit. Benv . Celi. 488. Fatto la sua ossatura di ferro , dipoi fattala di terra , come di nolomia, e magrctta un mezzo dito, ec. Galat . 52. Una cotal magretta , che andava alla messa in san Lorenzo. Magrezza , Ma-grés-sa. [A/ì] ast. di Magro. [Lo stato del corpo ddle persone o delle bestie magre } Macilenza , Estenuazione. Dicesi Allacciarsi la magrezza , Sfuggir la magrezza e simili. } L^at. macies. Gi\ ì(TxvÓT 7 i$. Filoc. 1 . 61 . Le cui ossa per .magrezza, quasi quante erano, apertamente mostrava. Dant.Purg.23 3q. Ver la cagione ancor non manifesta Di ìor magrezza , e di lor trista squama. É 24 • 6 y E per magrezza c per voler leggiera. Eirg. Eneid . Il secondo die subitamente uscio delle selve una nuova forma d’ uomo , non conosciuta da noi , con ultima magrezza. Seti. Pist. Di là viene la pallidezza , e 1 Ine- mito de’nerbi, che sono molli di troppo bere , e la magrezza della indigestione , più rustica che quella che vicn per 2 — Dicesi ddmedici Magrezza paurosa, o spaurala , la Macilenza, Ma- rasmo , Atrofia. , Estenuazione somma ^ universale. (13) Red. nel Diz . di A.Pasta .Egli era di tanta e di cosi indicibile espamata magrezza, che non era se non ossa c pelle. E appresso : Con questo suo modo di fare si è ridotto in un’ estrema e paurosa magrezza, accompagnata d.a vigilie notturne e da una sete continua. (N) 2 — * Dioest Magrezza di primo ^ secondo e terzo grado, a pio- porzione che il tessuto cellulare è piu o meno sprovveduto di grasso, e sono più o meno apparenti le prominenze ossee. L’ uìlùno grado della magrezza è il ntarasmo. f 0) 1 — Per metafi [parlando di fé rra , vale Terreno arido.} Pallad. cap,. 5. ISè arena ismorta , nè ghiaja digiuna , nè magrezza di tema piena di pietra gialla. aoa MAGRICC1UOLO 4 — [Parlando di cose temporali -, si rfj'sse per Povertà , Acara'lù, Zb- .Mg-io.] jl/or. iS 1 . Greg. 12. 22. Che cosa dii-cmo noi clic sia la poverelle, se non una magrezza di cose temporali? 5 — (Idraul.) Lo stato del Jiume magro , Ossia di acque lasse ; ed è opposto a Piena. (A) 6 — * (B. A.) V. Magro, J. 6. (Mil) Magriccigolo , Ma-gi-ic-ciuò-lo. [Add. m. Lo stesso che] Magi-otto. V'. Alleq. eoi. D’un-fra'piccoli grande, c eh’è piccino Fra gli uomini ordinarli , un magvicciuolo, Che par negli atti appunto un babbuino. Maghino, Ma-gri-no. [Add.e-sm.] dim. di Magro. Mingherlino.]_Lo stesio che Magretto. V .1/.ui.gracilior. GrMXfónfOf.Cr.alla v.Mingherlino. Magrissimo, Ma-grìs-si-mo. (Add.e sm ] superi.di Magro, iaunacerri- mus. Or. \e%sira.Tes. Eitoc. 3. 2ig. La vecchia abitatrice di cotal luogo i-ra magrissima e vizza. Frane. Sacrh. Op. dir. y/'y. Essendo fra le branche del detto leone venuto , affamato e magrissimo.£ nov. 101. Diventò , di fresco .e colorito, quasi magrissimo e pallido. Magro. Add. m. ; contrario di Grasso, f C li e scarso, smunto, segaligno, gracile, sóllilc, sci iato, consunto , tristanzuolo .]—, Magherò, Moicro, siu.( ^.Gracile.) Lat. macer. Or. «xi o's. Bocc. nov. 20.5. Siccome colui che era magro e secco, e di poco spirito. Filoc. 3 . 21 q. 4 ’ era in pn de’ canti un poco di cenere, nella quale rilucevano due tizzoni già mézzi spenti, de’ quali la maggior parte una gattuccia "magra covando , quella occupava. Nov. ant. 7 6. 3. Messer Riuieri era grande della persona, ed avea le gambe lunghe, ed era sur un magro ronzino. a — * L ripetuto per maggiore energia. Buon. Fier. //. 1. 7. Che lampane di" visi orridi c agri! É ve’ coni’ or s’allungai! magri magri! (N) 2 — Per metaf. detto eli Sabbione, Terra ed altro.Lai. arìdns, sterilis, macer, exilis. Gr. J-zpos, ayeres, à'aapirof, As-vros. Tes. Jìr. 3. 5 . La terza {specie d’acqua) dèi tu conoscere che non sia bianca, umida d’erba , e che nqri sia di magro sabbione. E appresso : S’ ella vi manca (l'acqua), si è la terra magra; e se non ve ne rimane e non ve ne manca, quella terra tiene intra grassa e magra. Ocid.Pist. Siccome il lieve vento discrolla le magre spighe. . 3 — Poco e Piccolo. Lat. exilis , modicus, tennis. Gr. \cirros, 4 -iXo's, ùpatós. Bocc. nov. 27. 7. E forse per la cena, ch’era stata magra cc , non s’era ancor potuto Tedaldo addormentare. M. V. 3 .76’.Nel contado e distretto di Firenze e d" Arezzo , e nelle più contiade , fu assai ubertosa ricolta; in quello di Siena e di Rai ernia fu magi- a.Bern. Ori. 3. 7. qo. E certe magre pensioni aveva , Onde mai un quattrin non riscuoteva. 4 — * Proverò. A’ cani o a cavalli magri van le mosche , e vale Che le sciagure correli dietro agli sgraziati e meschini che non possono ripararsi e far difesa. (A) 5 — (Idraul.) Magro dicest delle acque lasse di un Jiume. (A) Ù •— * (lì. A.) Dicesi Maniera magra o secca. Quella eh’ è opposta al Largo, al Morbido , al Grandioso. Nell' injànzia dell'arte tutto era magro. Il timore e 1 iuespenenza generano necessariamente magrezza*, la magrezza è da per tutto un difetto. (Mil) q — In forza di sm. Cosa magra e Carne senza grasso. S0der.C0lt.101. Prendendo un pezzo di carne salata grassa e lardosa, senza magro.(V) 1 2 — [Onde Far magro =2 Mangiar vivande quaresimali. F.]Dant. Purg. 25. 20.Come si può far magro Là dove l’uopo di nutrir non tocca? » (Ma qui voi Dimagrarsi.) (N)" ! 'Iaucaca. * (Grog.) Ma-gu-à-ca. Riviera della Columlià. (G) Magi ciao. (Ar. Mes.) Ma-gù-glio. >Sm. T. de calafati. Strumento a foggia dì gancio appuntalo con sua lama , che serve a tirar f uori da' commenti la stoppa vecchia. (A) Magup.a,* £Geog.) Ma-gù-ra. Antica città della Libia inferiore, — Montagne e giacca dell’ Ungheria. (G) M a c.r-a.* (Geog.) Ma-gù sa. Antica città dell' Etiopia. (G) Magcsano.* (Mit.) Ma-gu-sà-no, Soprannome d’ Ercole che caleva Dio della forza. (In te-d. móglich seyn esser valente ,. forte.) (Mil) Magusìi.* (Geog.) Ma-gù-si-i. Antichi popoli della Persia. (G) Maha-Barata.* (Lclt.) Sm. Grandiosa epopea dell' Indoslan, iti lingua samsh itala più colossale di tutte le epopee. L' Oriente non lasciò alcun’ altra opera più grandiosa, e più degna dello studio dei dotti, di un episodio che trovasi verso la metà del Malta-Barata, che forata da se solo un intero poema, c che contiene l'esposizione di tutto il sistema teologico de’ Bramini. ( 0 ) Mahauì, » Ma-ha-dì. N. pr. m. (In ar. mehedì , da muhda donato, offerto in dono, dedicato. Midha uomo abituato a donare.)- 1 Tcìzo Califfo della razza degli Alussidi, figlio e successore di .A(mauser. (Van) Mauacom. * (Boi.) Ma-bà-go-ni. Sm. Lat. swietenia. Genere di piante esotiche della mouadelfia rlecandria di Linneo, famiglia delle meliee , caratterizzate dal calice con quattro o cinque denti, dalla cornila di quattro a cinque petali, d ii nettario orciolaio dentalo an- terfero, e dulia capsola legnosa a cinque cellette, ciascuna con molti semi alati. Tra le specie di questo genere vi è la Swietenia Malio- gani , così delta dal nome che riceve dagli Americani , dalla quale si trae il prezioso legno che si adopera nella costruzione della mobilia; volgarmente dicesi Mogano. —, Mohogon, sin. (N) Mahamidx.* (Geog.) Ma ha-mì-di. Tribù africana indipendente, in mezzo ad una gola di monti formati dal Jefren, presso il gov. di Tripolino) Mahì. * (Geog.) Città e stabilimento francese nell' Indoslan, nella prov. di, Mcdabnr. _ Gruppo d’ isole dell’ Oceano indiano , appartenente agl’inglesi. _ Nome della principale di dette isole. (G) Maguso. * (Geog.) Ma-gù-so. Lat. Magusum. Antica città dell’ Arabia Felice. (G) \U.ni.’(Geog.)PaesedellaGuineasuperiore, Gli abitatori diccfnsiAlub.is.((ì) Mai. Avo. In alcun tempo, [Indeterminatamente.Dicest pure Giammai, e ant . Dnqua, TJnque , Dnquemai, Unquanco, Unquanche.] Lal.uii- qtiam. Gr . -n'ora. (Il Muratori vuol provenuta a noi questa voce da’ Tedeschi. In eifetto essi hanno jemals e jemal corrispondente al frane. jamati, ed al nostro giammai', hai) pine nicmals lo stesso clic non mai. ai ai In queste ed altee voci il ted. tatti equivale al nostro mai.) Vari’ Purg. 2.3.10S. Qnai Barbare fui- mai, quai Saracine? Petr. soii-A" 1 ' Quanto mai piovve da benigna stella, a — [Per lo più le va aggiunta la negazione Non oNe; ma] se/a v ° Mai le precede , necessario è che luna e l attra preceda ati'-'l 1 ? verbo. Bocc. nov. 27. 61. Ma essa, tenera del mio onore , n> a * alcuna persona fidar nou mi volle, che verso Cipri veniss c.Pctr.caa'-' 5. 4. Popolo ignudò ,. paventoso e lento, Che ferro mai non strigi 11 ’’ Ma tutti i colpi suoi commette al vento. . ’ — Che se preceda la negazione , vi ha esempli, del posporre e <1A‘ V anliporre la particella Mai al verbo , benché forse più frctjuen ^ mente si posponga. G. F. (j. 12. 1. E iti questo mezzo 1 ’ arti e . mercaUuvzia non istctler mai peggio in Firenze. Bocc. Introd. e o non mai si » . i. spira folgore, KlCt^UU t t,lHD illdl C.UC 1 U Jt_z aURi IAJ. A-tC lagVtUU! SI li-sì Logli occhi uscir mai vide il Sole. Dani. Par. 3 . 3 q. Che, disiata, non s’intende mai.Bocc.nov.26 7. E giurògli di mai non d» n.... 1/:,. e: 1_ ^ ’l m ,^ìn di* 50 peggLO III XAACAA.C --. - .i. Lasciamo stare che ce. 1 parenti insieme rade volte o non inai s*- . sitassero, e di lontano. Peti* canz. 6. 7. Ove non indegno Vento mai che lo aggravo. E son . 1 25 . Nò Di *.. ' ~ Pass. 269* Si legge nella vita de’ santi Padri, che ’i Diavolo di^ lina volta a santo Maccario: perchè mi vinci tu ? che se tu digi ul1 * io non mangio mai; se tu vegghi , io mai non donno. . ^ \ — Talora nega., senza la negazione-, [ma è da' ^ramatici vaco e da’ òuom* scrittori schivato.] Lat . mmquam. Gr: Jjocc. nov. 17,-trf.AAÌr sue femmine ec. comandò che ad alcuna P‘ • sona mai inani Testassero chi fossero. E nutrì. 55 . Ti priego clic ad alcuna persona dichi d’ avermi veduta./? nov. 54- Clw* im’ 1 animo riposato per lo dicitor si sarchber sapute trovare. ‘ 0 3g. I Perugini per loro alterigia mai si vollonó dichinare ad ^ accordo.j> Vit. S. Jìorot. l'òo. Mai in tutto il tempo della vita thhi tanta letìzia , quanta V ho oggi. (V) Cor. Leu. /ned. ^ Voglio l>cn che sappiate clic per non avervi scritto , sono n>at l ,( resulto d’operare per voi. (P<’) ^ • MJ »i 5 -— Invece di Seminc.Lat.semini.Gr.à-ei.Fr.Giord.Pred .^'.Così ! hello il cielo . come fu mai. £?occ. nov. 60. 20. Egli pvimierai 1 »* mi mostiò il dito ec. , così intero e saldo come fu mai.(( 7 u/ e per equivoco , e vuol che s' intenda per negazione , senza di negativa , parlando di casacche non era stata e non era .)n ^ primo es. di Fr. Giani, il Corde. nota il Mai usato come-in ^ dì Qualsivoglia altra volta , Qualsivoglia altro tempo.) ( 0 ) ^ 6 — in foi’Cfa di Pure, {come per esclamazione di sdegno.'}Bac<'> j., 73. 18. Mai ? frate ; il diavol ti ci reca. « Dep. Ì)ecam. 4'^' .\. t |i tornando al mai , quel che disse la Tessa a Calandrino tornato ^ , a casa e carico di pietre e eh’ è ancora spesso in bocca alle donne.... noi crediamo che pure attenni, c \oiaiticri in questo costiamo al buon giudizio del Bembo, {V. Mai. J. i 5 .) e che quel ch’egli dice: v noi diremmo per altre parole in còllera , j 0 tornasti. Ed oltre all'uso, che corre ancora, e che in questo n lt)( ^1 jùglia, lo^disse il Sacchetti tanto chiaramente senza il mai, ch c volentieri ci può aver dubbio. (Ciu) , 7 — Con due o più negazioni pur nega. G. V. 8. 36. 1 • Lo |,l l ^ dorè, venuto in Toscana, non volle entrare in Firenze, nè v* era entrato. . . e g [//1 Jlne del periodo , acquista una certa forza maggiore > ^ ^ come in carni-io di Mai piò.] Petr. p.r. son. 212. Or tei dico esperta e \era: Non sperar di u dermi in terra mai.» E p. Come ardevamo in quel punto eh’1 vidi Gli occhi i quai no» 1 riveder mai. (Gin) _ aiw’ 1 ^ ^ — jijjisso a Sempre. Lo stesso che Sempre , ed il Tdai gli- alquanto di forza ; [ scrivesi anche Maisempre. K. ] Lat. ^ semper. Gr. ad , tU xima.. Petr. canz. 5- Una parte dei -m" Q j, che si giace Mai sempre in ghiaccio ed in gelate nevi. E cat&> d Che tu' ha sforzato a sospirar mai sempre. Fr. Giord. Pred . j fa promettere di mai sempre combattere co’nemici. Fir. y * s ‘ cC c\& Perchè con non profittevoli lagrime imbrattate voi quelle guan dovcrebbono esser-da me inai sempre onorate? 0t Sf 2 — [Ma per lo più d Sempre precede .] Bocc. nov . 1 2 ; [,eV DJ voi mi prestate cinque lire ec., io sempre mai poscia faròi ciò vorrete. Petr. son. 125. Per far sempre mai verdi i miei “ eS i e iji 31 10 —* JSota strano uso. Cecch. Dot. 3- 3. Faceva un roinor c e [lis' il maggiore. [Dove o il Mai solo nega, ovvero è trasposizione ^ ■*. si , come dicesse Faceva un romore il maggiore che mai si facess y^, t 8> 11 — Unito alla particella Chc , ha forza di Finché. Jìocc-g-9‘ ]lt 2* Non riposò mai, eh’ egli ebbe ritrovalo Biondeilo.33 Pecor. J Io ti comando ec. che tu non torni mai che io sappia dove e ph 2 — Per Altrimenti, Se non. JS'ov. ani. 78. Or cui c " iai Jl n dio ? Elli non è mai che uno.(Oue^ 2 o è il Ma’ che per Se n \ Bemb. pros . 3 . 221. Altro vale la mai , che disse Dante pi u ponendola con la che : Io vedea lei, ma non vedea vagliono come vale ò alvo che , o Se non , ec. Gr.S. Gir. ch c no uomo non tiene la sapienzia di Dio, mai che solamente bgtf lassano tutto 1 aliare di questo secolo per l’amore di Dio- (Co* 1 il lesto A. i l'ediz. di Crusca ha Se non solamente.) ( y 12 — Unito a Piò vale Una volta , Finalmente, Alla fine* *,’ n \ uoque, tandem. Gr. tcqtì ì rsksvrcciov. Toc. VtW. Ann. d ; mù * metterselo nel suo esigilo lontano da modi tali , seguisse 1113 a\cc^. supplizio di colai mostro. Maini. 12. 48. Di’mai più sì Ui favore. E 5 . kj. Sicché riguarda ben s' altro ci manca, L c iotf mai più questa scrittura.^ E Min. Annoi, ivi: Mai piò, 0 finiscila una volta. È termine dimostrativo d’ una certa aott si dice Oh inai più ; cd è il latino tandem aliqaondo ? c sl l’imperativo oh mai più finitela. (Ci») MAI — i„ 75 p senso futuri). Lat. niiuquam pojthac. Vii. SS. 'Pad. 2. '3 ^P r °niisc di mai in ciò più non peccare. (V) ■ 2<9 jtì , tenso preterito. Lat. nunqnam antebac. Vit.SS.Pad,2. 4- _J. Ie » an y* se ’ s tata con meco, e mai non ti vidi più sospirare, ec.(V) del .P er d semplice Più. Bocc. g. S. n. 7. La quale rimasa 5 ! \ 1;u ^ n vedova J mai più rimaritar non si volle. (Cin) ■V. y~~ J J‘cesi Mai più che allora e vale Non mai se non allora. Vit. Cdi,eì? nc '. 2 ^7- L giurò, che mai non ci erano-state piùe che allora dipinte]. (V) . da • M covasi anche Più che mai.] Bocc.nov. 23. Io intendo che 13 __ innanzi sien più che mai. hot,;, - ÌMo a Non, per Giammai, con enfasi.. Vit. S. M.Mad.101. i.'l T, l ° n,al fare vendetta di me non mai tanto ch’io sia contenta?(V) paté '/ Un “Non, si disse per lo stesso che No; nta così congiunto Dime J e nffermalwainente neghi. Lat. minime , ncquaqnam. mi- cfyj| ;i h™ l .'um. Or. /ir.baniès. Bocc. uov. SS. y.Fostù a questa pezza dom,,. de’Caviccinli ? Rispose Biondi Ilo: mainò; perchè me ne pros 7 * 7 '? fass. SS. K rispondeva, che mainò. Boez. Varch /j. irlj. jj l’cusi tu forse altramente? Mainò , risposi. Beinb.-Asol. 3. , , che ic non voglio clic tu il creda. hi -a no, e Mai si oggi noi diciamo se non gitasi ripigliando ni ainf°1t a dubbia di chi domanda; verbigrazia: Tu irai errato: 13 , In non andasti maisì. . . non andasti 16 -- nej,. ,•viiotcnc tu venire a Poma? gli altri gridarono che ialite I ‘ > 1 .8*1 uvea sorriso ; e aggiogarsi alla favola , clic la voce fu iìlrrn ‘ l i( '< iK-ln inaisi. Paiaff.2 .E mais! , che non farebbe naja./ò«e. Cli 0 j?® 1 -Adunque vorrrstù . la zecca metterci la spesa del suo? inaisi . 1 ragion civile molti contendono tale spesa toccai- al Comune. .fan. ' : P r os. 3.221. Si come è Mai, clic disse il Boccaccio: Mai, dal ^ diavol ti ci 'reca ; clic tanto Vale quanto Per dio , forse Co] s ; Cco presa , e per abbreviamento cosi detta, e ponsi più spesso die,, • °p 0 ^ nn .i < d |C con a ltro, più per uno uso così fatto, die per soler a ff dm sì , o Pei - dio no , come che la voce il vaglia. (V) SCf C' s ; d^ulora vi si frammette alcuna voce.Bocc.nov.1 .if Mai nics- 3 ^> t 1I spuose sei- Ciappelletto , clic io ho detto male d’altrui. - - » si frappose ancora Pure. V. Dianzi , 2, 2. (Cin) is^h Or* ltì, isce talché ad altre particelle , e dicesi Come mai , Già ' -- * f '''ai, Quando mai, Quanto mai ec. V. d lor luoghi. (N) dfjdtcato ha maggior forza. ( A) jA ir,,, anche triplicalo.Car.Lell.i.yg .Che affanno mortale è il mio » r *i.* fi' V<1 ',’ avuto mai..mai, mai nè lettere nè imbasciata da voi. (P) M.* VV-) Una delle isole del Capo Verde. (G) Allusiti e<: .S-) Ma-ì-a. Antica città dell'Asia Miliare .— Baviera della jNoi.» Sfatica. (G) ìli 1 Ma-i-hò-i. Antica città della Persia , oggi Best. (G) * 3?, v/e-sso che Salvo che , Se non clic. V. Mai, §. 11. (V) àt <Ìs P' ì'di', ‘"'la, Mahida. N. pr. in. T.at. Mahiila. (Dall’ dir. mahhah V°an -/Ò. c 1 <-■ hhida enimma : Disperditorc ili c-nimmi.) (B) (Slr ' ' . ..jpcreiitorc <1 c-nimmi.) (B) 'ca Ma-i-dàn. Sin. Nome che si dà nel Levante alla puh- Vi.. : ~ i.-i- j~ì if *. j.?<_ ni.;.... Città Ma-i-gni-a. Jsoln del 37ar della China. (G) I^ikq * (Gcng.) Ma-il-ròt-ta. Città dell’ Indstati. (G) * j A Ma-i-mì-no N pr.m.Lat. Maimin. (Dall ebr. miìamin a (le- lì *os Bt * da jafoni destro.) *(B) ?^ìno^. Oo ^0 jMa-i-mó-no, iS'm.Speuie di scimmia delta pure G^tto JvJ, tifilo. °- ì ì yl e 'Sh° Mandrillo./^(Oa! ture, mejmun che vale il me- ma ì mUìl SCìJ!1 ^0 '<«]) ove s’ inalbera il ^ lCQlls d anche Bitlonid<*Ìledny//(\(Iu ar. meemun stabile.)(S) pr- m. (j)aHVhr. majhn arqua , e ma- e ?Se d>i . : Distiibntore delle arquo .)—Celebre rabbino Cordo- Ai - *Scc*\ SCcn t°‘' ( ì ( ’ Lto lampada d’Jsdraello, La luce deirOrirute adente* Il Dottoro oi gìusti’/Ja e lì saggio perielio. (Yan) ^,° 7 ’ea ^ .Ma-i-isa. tff. Paese della Grecia , nella parte della bl dopa antichi Eleutevo-Lw cid. Ora fa parte ^cio della Bassa Massellai e deila Laconia. Dipesi anche de “ ni *ea ' Maglia .—Fiume di Fi-ancia che dà il nome ad ». l .dì»a t sJ )ì< ^ !, } cla delia l'ià Gcnomancnsis Ager , e che. ora compreu- - ìr>l entì della. ì\l„fo,,n a e della Sarta. — e Loira. JSome di vinto per la mugghi- parie de'l'antico hfortfJjT 611 ** della Maicnna e ‘S’\ e 7f' t0 aerane,:,,, forma, n„ . a l Ulta _ \> n . r r . hiT. lCa Sc/f* *f Tt . u Pozione della Tuvcnna .—■ Uno degli Siati dell'A- is» nàr-do. N.pr.m .— Lo stesso che Meinardo. V. (Gal fili e.Aai-rfd lidio.) (B) ,-ka! tu,.,. 0 lln 0 Ma-i-nà-re. Atl. e n. V. sine: di Ammainare. V. !p ” et,), rna ]\mmii!:, ovvero mnjnn e, in isp. amafnar , in frane. 'agivano il medesimo. Secondo ciò, va riformata V etimo- chi al mainare , chi >"‘eih agalla ^iSe^Ua l PP ,cu ' lme -') Ar'.'Pur.'Vd. fi. É « .\L7 101 ! 0 - (Min) H iiìop^ > * Jy}- ll( • -^ V • Pr.in,diin.di Maìno.Zo stesso che Mario. Pr. jjavb^Q ^Ù Lo stesso che Mairiicra. F- e di’ Ma- $ a h t l 4' Altra mamora aclnsa. Il ini. Ant . F. li. c 'ii >i Gìu a r ui d> Guiniz. son. 17.^01, ch’avete molata la 1/ r-n»,;. * lL 'UUarovì a;»*; .j.n». . r ' v . ’ A . 4 . ^^'ll dell 1 amore, '■■za m - --• E 'Natile. Angu.Sci: zj. A ascenig f" < ; a “ a i l,mc ' ra Gi ver sentire in dell occulte co 5 e , po \era mainerà , E ciuarir fermo deli- 1 più d-.h- MAJESSURA 20 3 biose. Guìtt. f.ett. 3 . g. Gbc no ama chi ama d’altra mainerà. ( Cosi sfa nell antico Testo , e ottimo , benché la stampa abbia manici a. Vedi not. 80 e 284 ivi.) (Y) Mainettoj * Ma-i-nét-to. N. pr. m. dim . di Maino. Lo stesso che Mario. V. «(B) Maniera , * Ma i nic*-ra. Sf. V. A. V. e di Maniera. — , Mainerà , sin. Gi\ tY. Gir. 2. In due mainicre crede nomo a Dio. (Y) MAiSFELDA.*(Gcog.) Ma-in-frl-da. Città della Svinerà. (G) Maineasda.* (Gcog.) Ma-in-làu-da. La principale delle isole Orcadi .— delle isole òhetland. (G) Maitìo , * Ylà 1-D0, Mainelio, Mainetto. N. pr. m. V.e di 3 Mario. (B) Mainò. [Voce comp-1 ho stesso che rfo. F. Mai , if Maìsotti.* (Gcog.) Ma-i-nòt-ti JS r ome di popoli della M dna,o del Buie - ciò dì Maina ; detti anche MagnoU. (G) Mai piu. Avv. [ che scrìvesi anche Maipììi. F. YTai, §. i2.) Maipo.* (Gcog.) Ma-i-po. Riviera del Chili. (G) YIau:.* JS. pi-, m. Muhìr. (in Gn.iuih.hu- clic molti leggono ma- chir y suoi traivi da mechcv prezzo. \' ien meglio da maher ctdere.)(i>) Maii;a. * (Grog.) Mà-i-ra. Lat. Maura , Minila. Fiume del Piemonte nella provincia di Cuneo. (G) Mure.* (Gcog.) Mà-i-re. Fiume della Svizzera italiana , nel Cantone de Grigiori. (G) Mairs.* (Mit. Gemi.) Nome che gli antichi Germani davano a tre di- vuità y te (piali precedevano d parti:. e c/m, a guisa delle fate^do- lavano di qualche viriti i bambini all' istante del loro nascere. ( In r< It./naer. male preposto, custode, 0. mera condurre, prender cura.)(&ìit) Mais. * (Bgt.) Sui. Lat. zca. Genere di piunte d li' America meridionale , ne triandria monoginiu , famiglia delle graminacee, carilite- rizzale da' fiori mor.èci , i maschi in pannocchie terminali, col calice Invalse a due. fiori, e colla corolla di due valve dircslale. f. fiorì femminei sessili su di. un 1 icettacolo al/idrico , hanno il cal ce con un fiore la corolla di due valve trasparenti , ed un lunghissimo side filiforme. — , .Maiz , sin. (N) Mais.* (Mit. Ind.) Una delle divinità degl ’ Indiani; è il terzo sostituto di Visnù ,■ e il suo potere si estende sepia i morti , sulle cui buone o cattive opere egli pronunzia sentenza. (Mit) Mai sempre. Aw. lene scriyesi anche Maiscmprc. ,§.$.]» Sal- A’in. Pros. Tose. 1. 303 . È celebre , e sarà maiscmprc con applauso di bellezza e di verità ricevuto cc. (IN) Mais! , Ma-i-sr. Avv. [V- Mai, §. * 5 .] Màistkko , Ma-i'Stò-ro. [AV«.] V- A. I V. e di' "Magisterio e ] Magistero. Coll. SS.Pad .Cosi per maistero e per illuminamento pcrvrighiamo a perfezione della somma beatitudine. E altrove : Il pavere delle leggi si piglia por maistero c per illuminazione. Maitea. * (Geog.) Yla-i-lc-a. Una delle isole della Società, nel grand G- ceano Equinoziale. (G) v Maitino , * Ma-i-tì-no. V. e di Mattino. Rim. Ant. Ciulo d'Alcamo presso il Bonari nella Tav.Gr. S. G.alla l'.Faite. Tu me non lasci vivere Né sera nè maitino. (V) Maiz. (Agr.) Sm. Grano d'india. Sorta di biada che serve clalimento ad una gran parte dell'Asia, deli'Affrica e dell' America. Lo stesso c’/e Mais. F.. e V. Zca. Lat. zca niays.Accad.Cr.Mes. Aspettavano! nemici malissimo imboscati in certi seminati eli maiz , benché questo venga assai folto e rigoglioso nella fertilità di quel terreno. Macinavano queste il maiz tra don pietre , ec. : ridotto che lavevano a farina,rimpastavano senza aver bisogno di lievito. Di li a poche ore vennero ai quartiere alcuni Indiani carichi di maiz , che é il loro grano , di galline , e di altri rinfreschi. (A) Maja. “ Ni pr. f. Lai. Maja.(hi ceit. ed in gr. vai nùdrìce.)-- Una della Pi-dadi, amata da Giove, e madre di Mercurio. — Figlia di Fauno e mog He dì Vulcano. — Madre di Virgilio. (B) (Mìt) 2 _ - (Mit. ind.) Dea creduta dagl’Indiani la nutdre della natura , che c? eò i mondi. (Ali!) , . Maja. * (Zool.) Sf Lat. maja. Genere di cruslacei dell ordine de decapodi , famìglia de’ brachiuvi , tribù de triangolari, stabilito da La- march , il quale riunì sotto questo nome i generi partenope ed laa- clius di Fabricio, Questo genere fu dedicalo a Maja madre di 3 lei -* curio , e conifirende il Cuocer spiuosus dì Olivier. (Aq) Maiale, Ma-jà-le. [Sm.V-L. Porco castrato; così detto da Maja, madre dì Mercurio , cui sacrijìcavasi.~\ Lat. majalis. Gr. ^olpcs rspà Cr. q. 77. ij- Castransi. utilmente i verri di tempo d’un anno, c non dcono essere di men tempo di sci mesi 5 la qual cosa fatta , mutano il nome, e di verri son detti ma-jalL Majatsia. * (Arche.) Ma-jà-ni-a. Add. e sf. Nome d’un antica famiglia romana. (0) Màjella , Ma-jèl-ìa. [A/i] Lo stesso che Majo. V. Majesha. * (Grog.) Ma-jén-na. Lat. Meduana. Città e jitune di crancia che dà il nome ad un dipartirne: lo. (G) Majcro. (Mann.) Ma-jò-ro. Sm. usato per lo più nel pi- asse o tavole del fasciame con le quali si fa La bordatura e l invcsUgione esteriore della nave e de’ ponti. (Dal frane, mainin o merrain legno di quercia tagliato in tavole od assi: la qual voce 0 cial celi, mar b - guo. In frane, inajères diconsi i rami de pioppi c de salici ) (S) 2 — ni rocca. La piuma latta verso poppa nelle galee, (b) 3 __ di pon'te. * 1 avole che formano il gno del vascello e sopra le quali sona piantate le intestature degli sbagli de!secondo ponte. ( Yan) 4 ■— di fondo. * Quelle tavole che sono vicine allachiglia,alla quide non sì uniscono esattamente , per lasciare uno spuzio allo scolo del- tacque sino alt are il romba o tromba maestra. (Van) 5 — il attacco. " 'Queih che tixivansi sopra le tavole del fóndo, n Aie foniamo il principio della roteatelitù delle coste della nave. (Van) Majessvra. * (Mit. Ind.) Ma-jes-sù ra. Così chiamano gl' Indiani l'Aria divinizzata , ohe è da essi riguardata come una delle tre potente primitive generate dal Creatore. (Yan) ao4 majesta Majesta , "Ma-je-stà. [« 9/1 A. V. e d€l Maestà. —-, Majeslacle, Ma- jestate , sin. fietr* sòn . 98. Con tanta majestade al cuor s’offcrsc.èTmff. S. Ag . 6y. È molto da* provvedere che dinanzi a quella regale ma- jestadc noi non vegliamo vote di buone opere. Alleg. l6/f. Non si faccia mai desinare o cena cc. , dove non intervenga ec. *in solenne majesta intronizzato cc. uno almeno di tanti affamatissimi poeti, ec. Fr. Jac. T. 3 . divina majegtate, Per la sua gran cortesia, Prese allor pietoan via. Cas. leu» 61. Avendo rappresentato in loro azione pubblica la majesta del loro inclito stato. Majestuo, * Ma-jè-stro. Add. e sm. V. A . V. e ^'Maestro. Fr.Guiti; Leti. 1. 2 , Segondo al saccio buono malestro mio mi degnerà di mostrare. (V) J Maieutica, * (Filol.) Ma-jc-ù-tì-ca. Sfi V . G. Lat. maieutica. ( Da maja \cxaliicQ , onde majevtice arte ostetricia.) Arte di promuovere 10 sviluppo cle^T ingegpi , di ajuiarli a dare in luce i favo concetti; arie professata da Socrate , il quale fu pei'cio detto Levatrice de- gl'ingegni. v(0) Majo. [òVo] Albero delle Alpi , del quale si fanno lavori al tornio , e che fa i fiori simili alla ginestra , disposti in lungo grappolo; e da alcuni si chiama Majella e Maggiociondolo. [ Lo stesso che Laburno, F .1 (VuoLi cosi detto da maggio pronunziato al modo de’Napo- lilàni per majo: poiché di maggio questa pianta frondisce pienamente. Meiiagio.') 2 — F per qualsivoglia albero generalmente. Dant.P11rg.2S 36 Per mirare La. gran vai iazion de’freschi mai. Bui. ivi: De’freschi mai .cioè de’freschi arbori che veiha di là dal tumiicino. 3 — Quel l'inno (fallerò che i contadini piantajio la notte di colendi Maggio avanti dlf ascio delle loiv innamorate. Questa solennità e questo giuoco si disse in Lat. majtima ; come si vede nel codice di Gifistii.iano. (In frane, mai.) V. Flos , 407. Èut. Purg. z8. 1. Li quali chiama mai , come si chiamano i rami delli arbori, che arrecano molte persone a casa la mattina di calen di Maggio pei- pojiérc alla finestra o binanti all’ uscio , li quali chiamano calco di Maggio , cd alcuni li chiamano mai. Lor. Med. canz. 26. 4 - Se tu vuo’appiccarc Ai majo A qualcuna clic tu ami, Quanto è bello e fresco e gajo Appiccare un piu co’ rami !.. 2 —. Onde Appiccare [o Attaccare] il majo ad ogni uscio e simili = Innamorarsi per tutto. f r . Flos , 4 ° 1 ' Morg. 6. 19. Ad ogni cjisa appiccheresti il majo , Che come Y asili fai del pentolajo. » Buon. Fauci /j-' 1 ‘ Invano al maggio i’ Y ho attaccati i maii. F Salvia. Annoi, ivi : Un albero o majo, detto dal maggio, pieno di orpelli e di nastri, attaccato dall’amante vicino all'uscio della dama ec. (N) i —. * Ficcare il majo. V. Ficcare, 5 * 8. (A) Majo. * (Mit.) Epiteto di Giove che indicava la superiorità di lui sopra tutti gli Dei. Era la divinità suprema de’ Fusi ulani, ed era probabilmente la virile rappresentazione della Terra divinizzata. (In celt. mai grande , inaia , come in greco , nutrice.) (Mil) Majo. * (Geog.) Isola dell' Arcipelago della Sonda , pi'esso lacosiadi Sumbava. (G) Maiolica. (Ai\ M*es.) Ma-jù-li-ca. [A/!] Sorta dì. terra dì cui si fanno vasi , piatti [e simili stoviglie , che prendono pure lo stesso nome , così delti dall’ Isola di Majorica , dove prima si facevano.lCar.lett. s. 201. Il sig.*Duca suo consorte fece fare qui molti disegni di varie storictfc per dipignervi una credenza di majoliche in Vilnno.Malta. 8. 22. Di majolica nobil di Faenza Ivi le foglie sonoe i frontespizii. Majolo. * (Agr.) Ma-jò-io. Add. e sm. Spechi d’ uva fresca.Cresc.lib. 4 • ca p> 4' È un’ altra spezie , la quale è detta majolo , ed è uva molto nera , la quale si matura avaccio , e là i grappoli belli, lunghi e spessi , ed è di sapor dolcissima ec. (V) Majolo. • IV. pr. in. Lo stesso che Magiorio. r. (i3). , , Majone , * Ma-jó-ne. IS. pr. m. (Dal lat. majus maggio . onde natili dii mese di maggio: e vai dunque Nato in quel mese .)—Grande ammiraglio di Sicilia e gran favoritii di Guglielmo I-,nato in Bari, e trucidato da’ Baroni siciliani. (B) (Van) Majoraka. (Bot.) Ma-jo-ràua. [<)'/.' Lo stesso che Maggiorana. E.]Lat. aniaracns , majorana. Gr. atsdpaxos. Amet. 44 - L’odorifera majorana con picciole foglie tiene convenevoli spazii insieme colla menta. Cr. 5 . 35 . 3 . E certe cose la spengono (la lussuriaj , debilitando gli spiriti e consumando lo sperma , siccome la ruta , la majorana, l’agno- casto , il cornino , la nepitella e 1 ’ aneto- Brano. Barb. iOò. 5 . La majorana in città non si trova ; [Clic gente grossa c nova Voler ili bosco in un giardin riduce ,Son noci acerbe con persiche dure ,]»(In questo luogo citato dal Barberini , Majorana non vai Erba come dice 11 Eocab-, maFatica maggiore, reggasi la Tavola dello stesso Bcub.JQV') Majorakza , Ma-jo-ràn-za. [eS/i] E. A. B, e di’ Maggioranza. Lai. pri- inatns , excrllentia , impcnum. Gr. ieyfì , yf. Brano. Barb. 54 - 7. Aggio alquanti veduti , Che per lor senno , o majoranza , o possa , (Quando una mischia è mossa , Porian chetar, e menovar li mali. Majorascale. (Lcg.) Ma-jo-ra-scàrk‘. Add. coni. Linea majorascale dicesi quella ai coloro che sono chiamati ad un majorasco. ,(A) Majorascato. (L’g.) Ma-jo-ra-scà-to. Condizione di majorasco , Bagione di majorasco. [ /.’ assegnamento o Bando delle rendite perla majorasco .] Lat. jus grandioris aetatis. Segner.Crisi, insti'. 1. 17. 5 . Coinè il padre di famiglia , con ergere in casa un majorascato, non pretende che il figliuolo maggiore abbia ogni cosa per sè , quasi che fosse unico , ma pretende clic ec. ; cosi ec. Majorasco. (Leg.) Ma-jp-rà-sco. [Sm.Bedecomm’esso ordinato con legge, che debba trasmettersi in famiglia da primogenito a primogenito, o sia da maggiore r, maggiore. Altri dicono Maggiorasco. ] Lat. primogenitura. Gr. tu «puTOTaxioL, (Dallo spagn. majorazeo che vale il nie- desinio.) Alleg. rim. 27^. i Q p cr me p u j ux ., pii, volentieri , Clic un partito in la.or d’un majorasco Di cento mila scudi a’Consiglieri. Cecch. Donz. 1. 1. La legge di quel majorasco fa • eh’ c’ fan come le pecchie, Che gettan fuori lo sciame. MALABATRO Ha- MaJORcL *• (Grog.) Ma-jòr-ca, Majorica, Mallorca. Lmt. Majorica, r learis Major. Isola del Mediterraneo , la più grande del gruppo do Baleari. (G) • . . • la Majorchiso,* Ma-jor-chì-no. Add. pr. rn. Di Majorca, Nativo dell’is 01 di Majorca. (B) Majordomo , Ma-jor-dò-mo. [Add. e sm. V. e f/.'-YMaegii ir don 10. [.(Uf jor elornus , aulae praefectus. Gr. ohtovópos. Alleg.ij.Appena entra in casa un gentiluomo , Il nuovo pedagogo ricavdato Le man taLl discende In tutte le faccende, E per questo, aju'tato Dalla fortuna 1 dà nel majordomo. Buon. Bier. 3 . 2. <7. Gli vuol dar servidori,C 11 ' studi , majordomi. E 5 . 5 . 2. In quel tomo più alto si ragiona majordomo. , • 2 — * (Milit.) V. Maggiordomo, 3 . Cinuzzi. Il generale d’artigb crl elegge due o tre majordomi dell’ artiglieria... e fra i quali s’han n da distribuire tutte le munizioni, e ì’ apparato dell’ artiglieria. Motore, Ma-jó-re. [Add. estui] E. A. [e L. B. e r/fjMaggiore. Bry e ’ E quanto per la cagione è majore e migliore che gli altri ariiinf Brano. Barb. 5 g. tg. Ver è, che a madre, onore , Come a m :l J oC ’ non dee fallar tuo modo. E 205. 6 ■ E veggio bene Chi major ten Noia , pena e tormento. Majoria , Ma-jo-ri-a. [Sf.] V. A. V. e di Maggioranza. Lat. prijJjahJJ’ Gr. vxtpoxrt-Brune. Baib. 1 23 ." 12. Che i làuti sopra Libali inaj of L’ Majoriako, * Ma-jo-ri-à-no. JV. pr. m. Lo stesso che Muggioriauo- f Lat. Majorianus. (Dal lat. mi jor maggiore.)’— Giulio Valerio- o' 1 degli ultimi impernilori d Occidente. ( 13 ) (Mit) Majorica. * (Geog.) M»-jò-ri-ca. Lo stesso che Majorca. V- (G) .U Majorixe. * (Agr.) Ma-jo-n-nc. Adii, e sf.pl. Specie di idiveputg ,vS delle comuni , ma scarse di sugo. (O) . Majorino," Ma-jo-ri-uo. iV. pr. m. — Primo vescovo de' Donald^ 1 ' Affrica , nel principio del ir. secolo. (Van) M^joritate , Ma-jo-ri-tà-te. Sf. C.A.E. e di’ Maggioranza. Bi\ zS. j 5 . Prr sua majoritate Non si convien che contenda del Ma.iuma , Ma-jù-ma. Sf. E. L. Quella solennità e quell’ allegria ^ si faceva dagl’inruunorati nel piantare il ntajo. BaUt. Dee. K 1 ,; p giajuole , una delle quali tiene in mano il majo , scherzo antica 1 ’; ino , chiamato nel codice majuma , che eia l'allegria che taceva 1 * garzoni con esso majo davanti alle porte delle loro amate. (A) 0 2 — * (Mit.) Berle che dalla Palestina passarono come si creile p'* , i Greci ed i Romani e consistevano in un divertimento siili “f\ e , che davano i pescatori e i barcajuoti ; ma poi tale sjiettacolo neri) in feste religiose. I Romani le celebravano il primo A ior;i Afit) maggio in onore di Blora. (In fenicio majim significa le acque.)( ftl Majuma. * (Geog.) Antica città della Fenicia. (G) . m Majuri. * (Geog.) Ma-jù-ri. Città del Regno di Capolinei Prii^r citeriore. (G) , , p, Majuscoletto ,• Ma-ju-sco-lét-to. [Add. e sm.] dim. di Majuscolo.‘' 2 —* (Eccl.) Cristiani Malabari o Cristiani di S-Tommaso-C movasi una numerosa colonia cristiana, stabilita nella costa ^ bar doli apostolo S. Tommaso , secatalo essi credono. (* 3 rJJ Malaparico, * Ma-la bà ri-co. Add. pr. m. Del Malahar, e u i priamente di cesa. (Van) _ , l0 i ’L 2 — * (Eccl.) Kiti malabarici. Con questo nome s’ intende! degl Indiani gentili convertili al cristianesimo , e che col alcuni de loro usi. (Van) . J'ui'g 11 *' Malabatrixo. (Farm.) Ma-la-ba-tri-no. Add. m. Aggiunto ^ o simile la cui base, è il malabatvo. Matt. Dite. (A) foS^ e . iit Malabàtro. (Bot.) Ma-la-bà-tro.. Sm. E- Ind. Nome Laurns malabathrum che si portano dalle Bulle, e s P ec p jyl gl"' 1 ' p del genere lauro e cosi chiamata dal nome indiano. au ai tl ’ 0 , G<, albero con fogne opposte lunghe quasi un piede e ire 0 l^Jp t b» lici larghe con tre costole che sì riuniscono ni di sopri . ^ tei e con fiori piccoli ti cinque stami e disposti in f a “' c MALABBIATO Hflie. ì „ j Evolta * -T l f ‘ f "' e «oh 0 lH c “ ,n dri, le cui lamine hanno la grossezza di un cartone che j 7 r os % s °scw'e credonsi appartenere a quest ’ albero , egualmente l«L lf J° l °, * n d° w»o degli ingredienti della teriaca e che è il ma - U ^uifìr n 4't le ’ (Aq) (ti) > UT " . Ma-Ialvbi-à-to. «ei naie [m, comp.] V. A. Che abbia in sè ir 0 ^ - — 0 ^1 malvagio. Lat. improbus, ’malus, pei'ditus. Gr.xa.xós, Jic don ’ f 0 X§r,pó(. (ì. lo. ^ Non erano purgati i peccati, i8,i _(.^® . * a superbia , nc 1’ usure , nè i malabbiati guadagni. B lì. ° , accs se un libro di malabbiati, ove si scrivcssono i mafattori. valt e ig I G B °1) Ma-la-bè-stì-a. Sf. comp. Cosi chiamavasi altre Un esse , C J U>1 paesi un mostro intmaginario, chi era riguardato come ~ion e .. >V , e correva per le strade in tempo di notte. La superstiti Jifìc • -'la-lu-l> ( j r s f ena degli antichi poeti per f gurare la Maldicenza.^ Mit) J 'I At 'Aru A " (Geog.) Me'-ht-hrì-gn.Gruppo d'isole nel grande Oceano, f) A *W* S ?’ * Ma-la-bn-fcr-A. N. pr. m.—Nome d un guerriero'nel U ‘ Ac a. VVv 3 ? quelli dii' Ma-là-ca. Sf. Sorta di erba , i cui fiori sono simili a .le , malva , edita quasi la stessa virtù. (Dal er.malacos mol- ” * 1a cas$i * * Ja virtù emolliente.) (A) W*-/ (Gcog.) Ma-la-càs-sis. Piccola città della Grecia nella Ai -Ac, (O) BEti0, * (Mit.) Ma-lac-be-lo. Nome che gii abitanti di Vaimira da- "fif 11 : 1 Luna, cui essi adoravano come un Dio, (Mit) i * (Gcog.) Ma-làc-ca. Città, Staio e penisola ali estremità dcl- si c nTrfi t (l ( il ^ Gange .—Stretto ài Malacca. Braccio di mare che ■.fte f^ e J v a la penisola dello stesso nome e V isola di Sumatra, e A ^cio Co,n!ln lcare il golfo di Bengala col mare, della China, (G) "^cc^^^-làc-cio. Sin. pegg. di Male. Pag. (A) T0 Mal-ac-còl-to. C/ oè p 10 » Mabac*còl-fco. Add. in. comp. Lo stesso che Male accolto, 'l’ìt' ì ff Cett ato con mala accoglienza. Segner. Miser. Ma' fu riman- «.'"'llav,, *^ ro con termini di rispetto , qual messaegicrc divino , più 41ac cokc u ' ato > che malaccolto. (A) \ _ Ac Con c io' 0 ’ Mal-ac eón-cio. Add. [ni. comp. che scrivisi anche Male "'si Sc •’ Go stesso che ) Disacconcio. V. Salviti, disc. 1 .Ì 1 . L’essere A] s<:r vi|. p ec. non viene per lo più dalla malacconcia maniera di A f Acc obt Uc P er colpa di coloro -che servono. r'f- ì&t e > -ac-cor-ta-im'ivk'.^iH’.comp. Poco accortamente. to* l *WrrT. rovidc * Demctr.Fal. 10 S. Sì come il gencx'oso cane inesperto Aura tamente . A - .. r s avventa coutil) al cinghiale. (N. S.) (13) ■f'rerr 0 che pria dispiace, In cor, che malaccorto non s’ avve- ì^Aci;^- i Uci ‘le usanza bello ne dipinge, Nota è virtù dell’amorosa face. la cen-lo-zo-à-ri-i. Sai. pl.V-G. Lat.ma- f Pt'on 0 Ì Ul (Da malacos molle, entos entro, c zoon animale.) No- r tt i c ù(ij A<0 . l ! a Piai rivi Ile invece di Cirropodi , per indicare la se- ì\f v 'a h 0ll . molluschi di Cuvier , provveduti di conchiglia molli- i 4CH, ‘ (E ^ I , ef, ’ asa i enti-o cui abita l’animale .—, Malentozoari, sin.(Aq) ,/^i, c°° Mà-la-chi. Sm. pi. Nome di una classe di animali, j ! ‘- de’ „ fìsil lei'utn il loro sistema nervoso , appartengono alia divi- f’ ■ j\ b niì oMortl c i. Si distinguono pel loro sistema ganglionico li- d a qualche nervo e da qualche ganglio in comunica,- i Aci *ia * M ,, ‘ - s x . a 'ia-chì-a, N. pr. m. Lat. Malachias. (Ball 1 ebr. mal-neh Uef^ànin^- : Nunzio di Dio.) — Il duodecimo ed ultimo de’ Ma,' ’Aaj ,f r ‘- — Santo prelato d Irlanda , arcivescovo di Armagli ^S-'% olo \ ®) ( Be o « !*c.) Ge,f° ') ùf'-là-cbi-o.A’m. G. Lat. malachius. (Da malacos Jiun'f- ‘Nasetti della prima sezione dell’ordine de'coleotteri, M., , U( (( u ^ yf 1 de’ malacodermi , stabilito da Pabricio , e così dc- d,d ClllI E. (jj- 0,0 cn tpo molle, e dalle loro clitlre JlessibilifAq) belilo coV n -'> Ma-la-cbì-te. Sf. Al inorale di mine, caratterizzalo Qì^mio deU ’ C ^ e P (lssn per tutti i gradi del verde fino a quello d‘fib,, • a^- OSo smeraldo . compatto e lucido (dia supeifìcie , inf'^e Co ’. " la non mai. regolaunente cristallizzalo. 'Iiuq'^ate ‘ "[ at .° c °dl acido carbonico che trovasi il \>if a dell n , ln masse ornate di bellissimo color verde yìA JB un ossido Uthos pietra.) Minerale che ha utui tessitura mollo lameilosa , facilmente divisibile in prismi tetniedri , le cui facce si uniscono quasi ad angoli retti : è poco diu'o, ed appena intacca il vetro ; i cristalli sono di color verde-grigio, o verde-chiaro , e le lamine loro sono tra - spaìvnti. (Boss) Malacolocia.* (Zool.) Ma-la co-ìo-gl-a. Sf.V.G. Lai . malacologin. (Da malacos molle, e logos trattalo.) Dottrina o Trattato de molluschi , classe particolare d’ animali. (0) (N) Malacopterigk* (Zool.) Ma-la-co-pte-n-gi.^(A/. e sm. pi,Lo stesso che Malacotterigi. y. (Aq) JVIalacoiìrinco.*(Zoo 1.) Ma-la-cor-rìn-co. Legno. Sono comuni neU’isela di Trancia. (Aq) Malacosteosi.* (Med.) Ma-la-co-stè-o-si. Sm. y.G.Isùt. malacosteosis. ( Da malacos molle , e osteon osso.) Rammollimento delle ossa , osi ossatura molle. (Aq) Malacostraci.* (Zool.) Ma-la-eò-stra-ci. Sm.pl. y.G.Lat. malacostraeea. (Da malacos molle , ed ostracon conchiglia.) Sottoclasse di cruttit- cei , il cui involucro è bensì più consistente di quello de' molluschi , ma meno duro di quello degli ostracodermi. Destinovi comprende nei suoi malacostraci gli animali senza vertebiv a sangue bianco , col corpo diviso in segmenti più o meno numerosi, rivestito d’ un inviluppo crustaceo o cartilaginoso , e provveduto di membrane articolate, e dà a questa classe un' estensione molto grande. (Aq) jVi alacotta.* (Geog.) Ma-la-còt-ta. Città della Senegambicc. (G) Malacotterigi.* (Zool.) Ma4a-cotte-ri-gi. yJdd. e sm. pi. K. G.Lat. malacoplerygu. (Da malacos molle, e ptaygion aletta.) Denominazione data da Artedi ai pesci collo scheleti'O osseo, nei quali i raggi delle nalatojc sono molli; chiamando per lo contrario Acantotterigi quelli provveduti- di halatoje i citi raggi sono spinosi o in totalità o in parte. Cuvier adottò l ordine de malacopterigi facendone tre ordini distinti , cioè Malacotterigi addominali, Malaco-subbrauchiani, e Mu- laco-apodi. —, Malacopterigi, sin. (Aq) MALAcnA.*(Bot.) Ma-là-cra. Sj.y.G.Lat. maìacra.(Da malache malva.) Genere di piante esotiche della classe monadeljia poliandria , della famiglia delle malvacee , fornite di doppio calice , cioè C involitelo esterno di tre o cinque Jogliolìne che cingono il capolino de f iori, il calice proprio o involucro interno di. otto o dodici foglioLne , e di un frullo composto da cinque capsole ognuna contenente un seme. — , Mal adira , sin. (A) (N) 2 — * (Filol.) Così chiama Plinio la gomma di un'ignota pianta della Battriana. (O) (i\) Malacreanza , Ma-la-cre-àn-r.a. [Sf. com. PI. Malecrcanze.] Inciviltà , Scortesia ? contrario di Buona creanza. Lat. inurbanitas, rusticità*. Or. ccypooióx. Buon. Fier. /p 3. 4 ’• Dello malocreanze , Ch’ al mio paese ormai Fatta bau tanto la presa. MALACTico.*(Terap.) Madà-cti-co. Add.m.Lo stesso che Mulattico./^. (O) Maladettamente , Ma-la-det-ta-mén te. Avv. In maladetto modo. (A) A troni. Berg. (0) pari a (Mèd5‘ v * uec |N 4._ — ^.m.Sf.y.G.Lo stesso che Malacra. V. (N) Co ^J Pigi'iziy ^ ; ^ a ” C *’ a ' ^ nialacia. (Da molaci a mol- -diclini' appetito , Desiderio aulente di qualche cibo parti - e tlÌ . c °osi S£e . COì, J°ndono questo morbo colla Pica ; la quale ajfe- \f)}i/ l ^ ei 'ai'e * n Wl(l depravazione d’ appetito , che induce l infermo ^ . « . (OW 7)nti ..... . i • 1 / __ / _ 7..'.. '• * sinìiff >S ? a 2 } (>h tuitundi ed assurde , come la calcina , i car- c 4 . .(A) ìlci ti' l f' ( Da^ 5 / 0 ^’^ ^ a da-co-crà-nio,y/r/f/. e sm. V. G.Lat. malaco- aticos molle, c crajìion cranio.) Aggiunto dei neo- x. ri t{ Ut 0 ff^ rcs -^t'e appunto il loro cranio sommamente cede .- r lA C() s V- 5 * Ma * 1 °^ 'i ìicce ft° con morbide piume sul cranio. (Aq) Panilo. * 'cr" < 'Ì 0 \ ?* di Demonio presso Dante. (Yan) ' \ 'Oi'ub. n--' ^tt-ia-co-dòiwlro . Sm.g. G, Lat. malacbodin- UH/ e ItU/l - -- ( Lat. diris exagitatus, abominandus. Gr. icctrclpccros. Bove. nov 2‘J. » 2 . Le novelle elio io ho, non sono altre, che di quel maladetto da Dio vostro ali li co. DaiU. Par. g. ?3o.Produce e spande il maladetto dorè. F 2 g. 55. Principio del cader fu il maledillo Superbir di colui. 2 —■ Dna maladetta detto avverò, per JSulla , JS lente affatto , Ni una cosa. Lasc. nov. Il Sanese , veggendosi padrone, di troppo labro su- peicbiar voleva, e colui-non gliene .risparmiava una nialud» tta. (A) Maladicente , Ma-bL-di-cèn-te. Pari, di Maiadire. y. A. y. e di’ Maldicente. S. Agost. C. D. 2 . 2 g. Non intendere li tuoi tralignanti e maldicenti di Cristo e ddìi Cristiani. (Y) MALADiCENZA,Ma-bi-di'cènca.A/I P .e di Maldiceii'/a. Cv.alla v. Lingua.(B) Malaukebe , Aia-la-di-ce-re. [Alt. e^ìi. atiom . y. e di Maledn Bove. nov. 52. 2 . K certo io maladicerei e la rietina parimente e la fortuna* 2o6 w ala dui e Mai,adire, Ma-la-dìro. [Att. Lo stesso che Maledire. V.] Bocc.nov.yj. 55. Il suo amante c lo scolare sempre maladicendo. Arnet. 5y. Oh quante ve n’ebbero, clic maledissero la mia venula, faccendoni! ne’loi o animi ingiustamente usurpatrice de’ loro amanti! Cavale. Specoli. Cr. Gettavagli le pietre, e maladiccvalo, e sgridavaio con gran vergogna.» Fior. &. Fratic. iS5 . Stu vnogli essere benedetto, disidera che ogni gente ti maladisca , e dica male di te, (V) 2 — E n. ass. Gr.S.Gir. 60. Maladico io a voi, che siete savii a voi medesimi. (V) Maladizione, Ma-la-di-zió-ne. [Sf Lxì stesso che Maledizione. V*] Mac- struzz.2 9.11. La maladizione cc. è quella, per la quale si pronunzia il male contro alcuno, questo desiderando e imprecando .Coll.SS.Pac/, Poiché 1’ ebbe imbolato , fu degno d’ esser percosso di maladizione, e d’ esser dannato di morte cteVnalc. Com. ìuf. 10. Soggingne qui di sua maggior maladizione , che quando non sarà più tempo, cioè dopo ; l die del giudicio , allora saure morta ogni sua potenzia e cognosci- mcnto , e saranno soli serrati ndli sepolcri. Dav. Scism. 49' Ihitti i principi forestieri le fecero pompose esequie, con orazioni e libri in sue laudi , e maladizioni d’Arrigo fc suoi consiglieri.» Dant.Furg. 3. Per lor maladizion sì non si perde , che non possa tornar l’eterno amore , Mentre che la speranza ha fior del verde. (B) 2 — Onde Dare o Dive maladizione a checchessia o chicchessia^ Maledirlo . Mor. S. Greg. t. 1. .Prcgato da molli che si confessasse, avvegnaché prima se ne rendesse malagevole , poi chiamalo il prete , cominciò a dire li suoi peccati. (V) 5 — Inforza d avv. per Malagevolmente. Lat. diffìcile , aegre. Gr. Amiti. Ant. 9. 8. 5. Malagevole si dispara quello che 1’ uomo apparò nella tenere età. E num. 21. Quelle cose sono più ricordevoli , che sono bene ordinate 5 c quelle che sono male ordinate malagevole ci ricordiamo. Malageyolemente , Mal-a-ge-vo-le-mén-tc. [Avv. V* e di'] Malagevolmente, Reti. Tuli . 69. Avvegnaché malagevolemcnte si possa fare, perchè la materia è molto sottile. Malagevolezza, Mal-a-ge-vo-Ms-sa. [Sf] ast. di Malagevole. [Qualità di ciò eh' è malagevole. Arduità , Disagevolezza ,3 Difficultà , Fatica* Lat. difficultas ^ labor. Gr. hvtrxtyn* , «^«ros. Bocc. nov. 33.9. Ivi a pochi giorni si trovò colla Ninetta, alla quale non senza gran malagevolezza andar poteva. Coni. Purg. 25* Imprima mostra la malagevolezza di questa quistione. Coll. A A’. Pad. Eziandio d intendere e di comprendere s’lo hoe grande malagevolezza. F appirsso: Con tanta fatica e malagevolezza sostennono questa temperanza. A. Berti, lett. Siccome con malagevolezza si tiene il modo in quella cosa che si crede che sia buona , così non è sicuro ogni appetito di beni.)) Paliav.Lst. Cono* 2* 532. 11 quale gli era d'orrore per la gravezza degli anni e per la malagevolezza de’ tempi. (Pe) Malagevolissimamente , Ma-la-ge-vo-lis-si-ma-mén-te. [Avv.] superi, di Malagevolmente. L^at. difììciilime. Gr. x a ^ e7r, ^ rara * Pianini. 1. Così come al verde legno, che malagevolissimamente riceve il fuoco,ma, quello ricevuto, più conserva , econ maggior caldo; cosia me avvenne. Malagevolissimo , Ma-la-ge-vorlìs-si-mo. [ Add.m.] superi, di Malagevole. MALAMOCCO —, Malcgevolissimo, sin . Lat. diffìcilìimus. Gr. Ant. 3 i. 2.1 5 . Segno di men che senno è la cosa, che è malagevo ma , richiedere che sia fatta tosto. Bemb.As. 2. 128. O care e giovani, quanto sono rnalagcvolissime ad investigare pure colp cns ,^ Je sante forze di Amore! Vino. Marc,lett. 4 2 * Onde si conosce domandando ciascun di loro cose impossibili, o almeno malagevc^ siine, cercano più tosto di darsi parole per qualche lor discg 110 ’ di stringer lega o amicizia durabile. . z(lf Malagevolmente, Mal-a-ge-vol mcn tc. [Avv,comp.) Con malagcV° le f xC , [Difficilmente.] —, Malagevolemcnte,.sm./^.diffìcile, difiicultcr, at » ^ Gr. Òva-x^P^ ) coÀ(V<\ Bocc. g. 4 ' P- 0-Malagtrolflj le cose del mondo a sé il dovrebbono ornai pi-ter trarre./? V&". fa 23 o. E quel che molti desiderano , malagevolmente da alcuno sl fende. Arntn. Ant. 33 . 3 . 2. Malagevolmente pensa clic altri sia colui che rio è. Jxicelt . Fior. 24. Hanno la scorza che malagevoli si rompe. - t . c r oP l0 ' Malagiato, Mnlagià-lo.^dtf. [m. comp.;] contrario di Agiato. A do , Scavsb. L.at. inops , egens. Gr. ivàir,?. G, V. 1 • 10/f \ Sempre furono in debito , e malagiati di moneta. /()) Malagiunta, * Ma-la-giùn-ta.A’/.‘comp.C«aA ) ii giunta.Bore.g. 4 Jl, ' i ff' Malagjia. (Farm.) Ma-làg ma. [ Malaggiioso, Mal-a-gu-ró-so. [Add. e sm. V.A. e comp. Lo Malagurato. V. Tes. Tir. 7. 20. Quelli sono malagurósi, elio a vile ciò sanno , e sempre cbicggiono Cose nuove, Seti. P >s -'. e f.' lagurosi s’attulfano ne’diletti, de’quali c’non si possono sotlef^ui^ che ne sono accostumati, c per .tanto sono eglino malagurosi E appresso : I malagurosi servi sono dinanzi a lui diritti; c 1 w no far motto. _ Malaikga.’ (Mit. Afr.) Mada-in-ga. Nome generale degli primo ordine presso gli abitanti di Madagascar. Questi no muovere i cieli, le stelle, i pianeti, e sono incaricati i L \ \.,-g ** delle stagioni ; gli uomini sono affidati alla loro custodii 1 i gliano su i loro giorni, e allontanano i pericoli da cui s0>l ( ciati, e simili fantasie. (Mit) . pf ’ Mai.alai, * Ma-I a-li-i.N.pi\m.Lat. Maialai. (Dall’ ebr. mediai j jah siguore : Lode del signore.) (B) _ nlà^' Mat.ai.ijle , * Ma-la-lè-lc. N. pr. m, Lat. Malaleel. (Dall’ eh 1- ^ lode, ed el Iddio : Lode di Dio.) (B) . , a lifS'ipt Malalingua , Ma-la-lin-gua. Add.e sost. com.V. comp.CdU 1 ^1,11. Maledico. Scrivesi miche staccato : Mala lingua. Salvi' 1 - 4 , r j i figli della donna malalingua Sortisti. (A) . eJu c ^\ Malallevato , Mal-al-lc-và-to. Add. m. comp. Di cattff /Ali 11 ,1, ne, Allevaturaccia. Frachet. Sem. Stai, giien-. 7. *■ Be %fP di un Malambo.* ( Bot. ) Ma-làm-bo. Sm* Nome volgare. Nuova Granata ,• da alcuni botanici riportato al S encì ’ e i pe altri al genei'e wintera. La sua corteccia , winierana contiene molta parte lesmosa amara , si polverizza ed .aeri 1 .fa 1 .. , t- ...L *_ interi a9* dicCl1 * tro le debolezze di stomaco , le dissenterie^ le febbri essendo riguardata come tonica, /cromatica, antispasn‘°‘ gente ec. (O) (N) Malasieste , Ma-la-méii- “‘“"“‘5 1 iwa-ia-iuuu-te. Avv. Coll danno , Asvrametàf ; mente. Lat. aspcre , crudeliter , saeve. Gr. xxws, ùye'f’Mte “ji " ' " ' ” ^ ^1.: ^i,e niab -1! ! J , gu»" L>ac. aspcre , cruueutu , oug»v.. v^.. , tlIIJ V ' 7' 9 • 1. E fu si forte l'assalto de’Tedeschi, che nia Ae, menavano la schiera de’Franceschi. Tes.Br.5.y. L’ una sp c caldo, sì morde l’uomo con denti malamente. r t f, vamu , si nioruc 1 uuiue _ __ 2 T Yj-' andissinlawc,lte > Fuor di modo. Lat. vchrrocnter. ^ ,, ^-4- 29- 1- Peroccìié la città era in que’tempi in aIfl te , V / rotta di resia. Dant.run.28. E’m’incrcsce di me sì malan 1 y ( (. 1 trettanto di doglia Mi reca la pietà, quanto il martiro.» 27. 70. Stona (Starebbe) male malamente. (V) Malamocco.* (Geog.) Ma-ia-inòc-co.£«t. Metbamaucuiu, MALANCONIA tifì c Jjrfp* 0 porto delle Lagune di /Venezia, famoso pe’suoi lidiar- ]/ p 1 > l: lp - difèndono Venezia dal mare. — Passo di Malamocco. M*, ' Sso - (G) (g) Lmi° SlK ' ^k-lan-co-ni-a. [A/i V. A. V. e ili’Melancolia.] Frane . • FanV 22 - 4- Ed in rispondo, che malanconia , Accidia e codardia nemica ria. iS’t, - i Ma-Lau-cò-m-co. Add. e sm. V. e di’ Milancolìco. Segn. ed u \.' 0 | “erchè essendo di complessione inalanconica c flemmatica in qn c n. °dcnere i suoi desideni , non poteva rallegrarsi, avendo 3o 4- 0* ^ uerra P ers0 più di.ventimila fanti , c quasi l’onore. £ disse . ò® n “° compara Lorenzo, con quel viso suo melanconico gli , i rriur< ', ec. (Vi vede registrato nel Vocabolario il sustanfivo . ° n,a > da cui deriva il suddetto uddieltivo.) (N. S.) sto and ?K ’ ^^-an-dàn-ia. tA/i] V.A. e comp. Mnlavventura , Tri- dsie n > «??• Lat. infortunium , fortuna ad versa. Or. Surrn-xG. Lil>. MALATOLTA 207 SffiQ l, Q* • ""viviuuiuii , luiiuua duvciaa. urr. jjtu, ■ 1 incespicasse, o lo versasse, o lo rompesse, che tulle queste e. P alt™ w.rvli-i-t ,n,,.. ..1.1.1_ _ "“Uiaaf), yr uiaoasr, u iu 1 wuqicsst., cut: urne tjlltsic 1 se al’ ? a ^ re mo | l;c 1 quante potrebbero essere, clebbon guar- 3 ^ . _ _, ^ A!,4 5dar 1 a Pl 5a j°n nelle ligure. MaUmcW. m N. ass. Condursi a mal termine. Lat. in è sì oc a| scrimen adduci, pessimi'ire. Jìut. La ragione intcriore ec. tosa, p U J ,; ^ a per lo detto peccato, che P uomo lascia malandare ogni j. j — .— ^covuiu, viic x huuju id^Lid inaio ri0f l si cura d’ onore , se non come imo animale. 22, .M’ . ss >-" 0, Mal-au-dalis-si-mo. /Idd.ni supcrl.d: Maiandafi). AiU-gr. » f<1 te ni .» Vctl| d° in taglio di, mutando il logorator del mio, riallogar ^ 41 *SDat atlt ' u ^ ss ' rnc terricciuole mie.(6'zoè,pesslmamentecoltìvalc.)(V) n ’ !n *\ / ,0 ’ '^'d-an-aii-to. ni. da Malandare. Condotto a malter- ’ n Jhrz a U j* ro ’ [Malia rivolo, Malcapitato , Disgraziato. Usalo anche Ws'iij, ^ 1 sm,] Lat. perditus, fortunae inops , Toc. Or. cvvttrrpu/i- *®i $l t ' Fiamm.5.3i. Le malandate cose dopo lui a maggior doglia ^alarup ?° n ° - ‘V Gio. Grisost. Che veggiamo si ogni cosa confusa e r la> clic non ci vede pure l’uomo im’ombra di virtù. Alleg. simili v ec. rende noi altri malandati viandanti della terra più fife* a "destanti cittadini del cielo. Tao. Dav. ami. 4 . 8g. E d’ Af- 2 » ^«esta guerra ogni malandato e scapestrato più correva. Oli f '.Per malattia ha perduto il colore. Salviti. Annoi.T.B.f3. 'Wv J' lc,a . malandata, dove sei. E Sidvin.Annot. ivi : Malandato si loffiamente quello, clic per qualche malattia ha perdnlo .il co- ifPittUa'* p t0 tome si dice nelle vecchie. Ma qui malandata vale mal- . 'sgraziata, frarizcse malurrivée. (NÌ Pf,... .*• fV ....... V IVI.. 11- J - oy* .. • ' A ‘•‘dico . ... .. - .. ...«.uvoiim» i'C UU9.1I Vullipi 1/tULUfl* . alSe certa specie di piaghe nel collo de’cavulli : e mulis in M W,llQ : ; Fwe una malattia de’giumenti. In proveib. malandrous in- l.F ’lE malLhaint malattia.) Menr.g. Oss.Ling. (A) (A. O.) u <, ‘SSa[,ij i ’ £ ,^"Ed.)Ma-làn-dri-a.vSy.AoiV Ma-lan-dri-né-sco. Add. [ni. Che ha del ] malandrino. I ttt ' l(||. 1- ™ 1, *ca , posto avvedi.— A maniera di mtdandriuo. Ivi /'"'Irin,.., 0,un tnorc. Or. Xrnmxùs. Seti. Pist. Cinti e alti alla ma- fi^IiSo 9 i, C l - >■ pag. 3ofJ Tutti i sentieri in pace non sicuri, l : na surge ciaschedun ladrone ; l.ompon le strade malan- r n>\ , ec. (B) ,(■ ‘ P, ‘ AdU.rn.CJie ha del malandrino , Di razza di malandrino. a 1 2 'l^* cominciai ’ono a fare raunanze di gente malanijrinaj ]vi- U r c ‘ 5. Il beo maiamlrin parugonossi. a "^n*t1ro. Add. [m. Ardito in mal modo ; 3 Malandrinésco , Ma? i h °ì *' r .’ (A {ett. Berg. (Min) Ma-là-ni-o. Antica città diItalia, forse oggi Maida ì»» . a dis^ U ~ l l 0 '^ m - com P-Scrivesi anche separatamente] Malanno. tr a r.%>iM« °l azia e ni/sena. ^V.A ngiotia.) /. u/.nuli un, infoi tiuiiuni. Iw 1 . t V( s >cco’ ri( !j' rT " ;< ;‘ : '.Drmi. Purg.u.Cg.TiMii i mici consorti Ha ella agI iS akn , chc Wdio gli dia. Cecch. Donz. 4- 9- «’^e»-L^po. Id3ì llldiu ghlncU 0 - hC U , col e a - "if'T'/'dè nef malanno 6 metta ’T)* ' a . st l na , furfante , poltronaccio. (ti) . r mnr i,.M M ” Acciacco . Malore*, Indisposizione, òValattia Xi t moib s U A ' ?<*>■«■ Se li mici malanni mi las ^"”° 4 ^>0 in r da l 101 » seguitar la Corte nella campagna di Pisa, quando si- Eie" .j 1 '. 0 , 1 ' 10 j renderò grazie ec. (N) . , ■ j; • Malanno c moglie non manca uru.. Pecca (A) -cu n .i i uig.ii.6rj.lui.il i mici consoli i. ’ 0 s’ *' 1JÌ; d' ulno - Fir. Lue 4- 6- Ch’ io non so , s' ei si è spi- \ detto jJJJ 1 P azzo ì o che malanno ei s* abbia. JlALAPPnopostTo , Mal-apapro-pò-si-to. Avv.comp.,che anche scrivesi Mal a proposito. [ Iòinr di proposito , ] Inconvenientemente, Sconciamente. Lat. ahsurde , incongrucntcr. Gr. «roVws. Salvili, disc. 2. tSy. Il che gli venne detto , non volendo, nel grecizzare eh’ egli fece mai a proposito. A’ tSH. Questo dar la collata al nuovo cavaliere , fu malapproposito cambiato da ignorante correttore, o piuttosto corruttore di buona aulica scrittura. E 3zg. Chi serve, vegga di non far da padrone contrattempo ; e, con usare della libertà malapproposito, tirarsi sopra il capo miserie e guai. Mala punica.‘(A gr.JA/xomp.f'' .A.e L.V.e z/z’Melagrana./.rtt.malum pu- nicum. Cresc. Agric. 5. i3. 1. Le male puniche sono melagre, che sono assai note. (N) MAT.Ar.niTo , Mal-ar-dì-to. Add. [ih. comp.] Temerario, Sfrontato. Lat. temerarius, inconsultus , itn|u-udens. Gr. ) Malattebo. * (Zool.) Ma-làt-tc-ro. Sm. fi. G. Lat. malapterus. ( Da malacos molle , e pteron ala.) Specie di pesce del genere labro, distinto da una pinna dorsale a raggi articolali e molli. (Aq) Malattei: i;r,o. * (Zopl.) Ma-lat-te-rù-ro. Sm. fi. G. Lat. malapteru- rus. (Da malacos molle , pteron ala , ed uva coda.) Genere di pesci dell’ ordine degli olobrancni e della famiglia degli oplofori, stabilito a carico dei siluri di Linneo , e caratterizzati da unica pinna donale adiposa situata presso la caudale. Comprende una sola specie, cioè il Malapterus elcctricus. (Aq) Malattia, Ma-lat-tì-a. [Sf. Termine generico col quale s'indica qualunque alterazione nell esercizio di una o più funzioni, o qualunque lesione di uno o più organi, come pure di tutto il corpo umano, od anche del principio cui si riferisce il pensiero; o più generalmente Disposizione del corpo fuori dell’oidiue della natura, per cui le operazioni di esso restano offese. Più brevemente può definirsi unf lmper- fezion delia vita. fi. pendìi Zoogn. Diccsi anche Infermila , indisposizione , Male , Malanno, Malore, Passione , Travaglio ee.] Lat. morbus, aegritudo. Gì', vocos, àfpesarla. (V. ammalato. In frane.di- cesi muladie, in ingl. medadf , in celt. gali, mall-haint. I Provcn- ziali hanno malaoutas per malaticcio.) G.fi. a. 17. 3. Anziché fosse perduto per la malattia, andò contra le dette genti. M.fi. 8. og.Furono nel verno malattie di freddo, enella state molte febbri. Red.cons.i.i6. Contiene la narrazione delle malattie del sig. Abate.»# nel Diz.dì A. Pasta. Per la poca sanità che ho avuta , e per le frequenti piccole malattie che mi tormentano (le mie opere.•) hanno per qualche tempo dormito. E appresso : Gravi sono queste malattie , difficilissime da essere, totalmente vinte e debellate ; e tanto più appariscono difficili, quanto che la maggior parte sono antiche , e non hanno mai voluto cedere ai medicamenti da uomini valentissimi e prudentissimi prescritti. (N) 2 —* Dare in malattia—Ammalarsi. fi. Dare in malattia, e fi. Male.(A) 3 — * Diconsi Malattie immaginarie , Quelle di che lagnatisi certe persone dotate di sensibilità eccessiva , poiché le loro sofferenze non appariscono analoghe alio stato degli 01 gani a cui, secondo esse, si riferiscono. (O) £ — » Diconsi Malattie mediche o chirurgiche secondo che s'impiegano a guarirle i mezzi igienici e farmaceutici, ovvero chirurgici. (0) 5 —* Diconsi Malattie morali, intellettuali o mentali , Le imperfezioni del pensiero, o sia gfi Sconvolgimenti delle funzioni dello spirito.(0) (N) 6 — * Diconsi Malattia organiche le Alterazioni profonde di struttura degli organi; sebbene a rigore ogni malattia, di qualunque grado'sia, sempre è organica. (O) 7 — Diconsi Malattie vaganti, influenti, epidemiche , Quelle malattie le quali dipendono da iuta cagione comune, e che vagano in una città o in una provincia. Lat. morbi comunes. Pasta. (B) 8 —* Diconsi Malattie stabili quando non mutano sede ; mobili, sintomatiche , secondarie , consecutive , ambulanti , vaghe , erratiche, quando si recano dall' esterno all’ interno, o da un organo all’ altro; serpeggianti , quando pare che scorrano e striscino sulla superficie esterna o cutanea, non che sulla faccia interna o mucosa del corpo vivente ; metastatiche , quando cessano in una parte e compariscono in un’ altra ; latenti , quelle che non si appalesano al malato ed al medico mediante alcun fenomeno , o per lo meno con un segno caratteristico e manifesto , oppur'e producono celti sintomi i quali se non isveìano sempre esattamente la natura c la sede del male , ne indicano però l' esistenza ; congenite, quelle che gl’ indivùlui si portali seco nascendo ; ereditarie , quelle che vengono trasmesse ol/ìia- ciullo dal padre o dalla madre ; innate, quelle che sembrano ascendere al tempo della foimazione ; acquisite, quelle dovute aliuifluenza de’ modificatori , ili mezzo a’ quali £ individuo si vive ; costituzionali , quelle provenienti dalla predisposizione nativa degli organi della persona ; venefiche , se prodotte dall' azione di qualche veleno ; virulenti , se dall’introduzione di qualche virus ; miasmatiche, se dai. t azione de’ miasmi ; traumatiche , se dall’ azione dì qualche strumento feritore ; specifiche, quelle produtte da una causa ignota, che reputasi assolutamente sui generis , ed i cui effetti morbosi sono sempre identici ; veneree , quelle che si appalesano dopo il coito, e sono ritenute trasmessibili per questo mezzo o mediante il contatto delle membrane mucose di un individuo che ri è infetto; verminose, quctle ascritte alla presenza de’ vermi nelle prime vie ; flatulenti, quelle che si dicono provenienti dalla presenza dei gas nello stomaco o negl'intestini; sacre , quelle attribuite alta collera divina; invernali, estive, autunnali e di piiinayera , secondo £ influenza predominatile in alcuna di dette stagioni; sporadiche, quelle che infieriscono soltanto sopra alcuni individui sparsi qua e là ; epidemiche , quelle che attaccano ad un tempo molti uomini nella stessa contrada ; stazionarie , quelle che continuano a manifestarsi per molle stagioni , per uno o più anni ; intercorrenti, quelle che si appalesano pel momento, e quasi durante gl’ intervalli delle stagioni ; endemiche , quelle che regnano abitualmente o di frequente in un paese; trasmissibili, quelle che possono comunicarsi contagiose , quelle che si trasmettono per contatto; contimi e , quelle che durano senza interruzione dal principio sino al termine; intermittenti , quelle il cui corso viene interrotto da ritorni periodici e passaggieri allo stato di sanità in vario gì ado ; remittenti, quelle il cui andamento non interrotto è segnato da accessi di raddopp amento occultati néproprii sintomi.; periodiche, quelle che hanno un ceno periodo, intermittenti o remittenti che siano; fulminanti, quelle che sono brevissime c prcstissimamente seguile dalla morte ; acute , que’le che. terni nano al più tardi in quaranta giorni; croniche , quelle che durano da quaranta giorni fino a più mesi ed MALAVVEDUTAMENTE anni; acutissime o effemere, quelle che durano tre o quattro (' orn, y pcracutc quelle che insistono per sette giorni; acute propria* 1101 ' dette , quelle che hanno il periodo di quattordici giorni ; suhaca 1 -’ quelle che durano dai ventuno ai q uaranta giorni. (Ò) n!l 9 —* Quanto alle specie generalissime delle malattie, Brown ne a5 . se P,g due, cioè steuiche e asteniche ; Bichat colla sua scuoia tre, c,oe \[. eccesso di proprietà vitali , per difetto e per disordine o P cl ' v . e V c mento di esse proprietà. Fra le prime ripongono le toniche, s t c "' C -p ipersteniebe, attive, iperdinamiche; nelle seconde le atoniche, a . , t che, ipofteniche,passive, adinamichc,, cancrenose; nelle terze i eina l &l convulsive, spasmodiche, catassiche, e forse anche le paralisi. (W,„ IO,— * Quanto al grado di forza le malattie possono essere legS"" )|W intense; quanto al pericolo de maiali, benigne, gravi, pericolose; <7 wS or . alla speranza nella cura , curabili , incurabili o irremediabili e 10 m tali. Talune che pajono benigne e tuttavia mettono a rischio { a a . del malato , si dicono insidiose , perniciose o maligne. Altre s‘ a y' f o, tesano con certo aspetto che ne fa ignorare la vera sede e naturi i 1 ■ e diconsi larvate. Le malattie possono anche essere supposte 0 ® mulate, finte o simulate. (O) 0 n 11 — * Dicesi Malattia generale, secondo il Brown , quella cb^ dipende dalla lesione meccanica di un organo qualunque. , t rti altri , dicesi quella che si estende in un modo sensibile ad un 1,11 sistema, od anche a lutto l'organismo vivente. Esterna è quella che # sulla pelle, nelle parti affatto subcutanee, nel tessuto cellulare f 0 fili scoli, nelle ossa, negli organi de’sensi, negli organi genitali^' fi o accessibili al dito e negli arti ; interna , quella che attacca intracefaliche , cervicali rachidiche, toraciche e addominali> quella che occupa una parte soltanto del corpo, un organo, ur, “Ca' zione di tessuto , od anche lutto un tessuto organico; simpati ca > %(. lunque malattia che si manifesta in qualsiasi tessuto a causa fezione di un altro tessuto ; e quella che la produce dicesi i lll0l ( in ca , essenziale , primitiva ; semplice, quella che attacca gli ° r 8f tri una sola maniera , o non occupa che un solo organo ," un sulo ; complicata , quella nella quale sono affetti molli orge> u stessa guisa , o pure in guisa diversa. (0) (N) . (fi 12 —* Dicesi Malattia azzurra,cilcstra o cerulea.#". Cianodermlji’yol' nopatia. — della Barbada. fi. Elefantiasi. — del misererò. „cC vulo. — di Poti. fi. Male, §. 2 1, 4 2 - — nera. fi. Meleua. vosa .fi. Nervosi. — pedicolare. fi. Ftiriasi. — sacra, fi. Epi* cse venerea, fi. Sifilide. (A. 0.) - d 13 —* (Bot.) Malattia dicesi qualunque alterazione che sopra^ e "ff vegetabile vivente, e per cagion delta quale le funzioni di eSS ° fi 1 vengono eseguile a norma delle leggi che dalla natura sO< l ° ffi loro composte. Adanson nominava ventitré specie di mal« ltlt fi a piante, dividendole in due classi : quelle che procedono da c %id l interne , e quelle che dipendono da cause esterne. Plenck l e . fi 1 ' in otto classi, Lesioni esterne, Prolluvii , Debolezze, Cachet\ d trefazione, Escrescenza , Mostruosità , Sterilità. Tullard le ^fintf locali ed universali. Finalmente il professore Be’ le divide a 1 tfi classi : steniclie , asteniche , procedenti ora dallo stato ste» lC ° ’ dallo astenico, lesioni ’e interminate. (O) .. s . (P J Malattico. * (Terap.) Ma-làt-ti-co. Add. ni. fi. G. Lai. malao^ 11 ^ ^ 1 malacteon verb. di malasso io ammollisco.) Rimedio einoUri 11 Malactico, sin. (Van) dii 1 ** 8 ! Malatthjccia , Ma-lat-li-ùc-cia. Sf. dim. di Malattia. —, ìdfri sin. Sega. Ret. Arisi, lib.’d. ( Cap. della locuzione .) La mostra minoro il come il male oc.,dicendo ec. in carni 11 ? /£)(? vesticciuoìa, e di villania yillaniuccia, c di malattia malaUÌDCd 3 '^ c' li Malattiuzza , * Ma-Iat-ti-ùz-za. Sf. dim. di Malattia. Lo ^ Malatliuacia. fi. Car.Rett. 3. 2. Nomi diminutivi sono (f uC come quando Aristofane si burla de’Bahilonii ;' che per oro,‘j per veste , vesticciuoìa cc. c per malattia disse malatùuzza. Malaccbkosameste , Ma-lau-gn-ro-sa-méu-tc. Avv. In modo ” roso. (A) Bonifac. Berg. (O) . tosfi, Malauguroso, Mal-au-gu-ró-so.^cW. m. comp. th mal auguri 0 ' che Malagurato. fi. Salviti. Pros. Tose. 1. 5og. Glie s’ ‘i 10 p.ì>‘ lauguroso accidente, come negli scarsi due anni c seguito t' c ” , ancora, ec. (A) (B) ueat^X Malaueioso , Mal-a-u-ri-ó-so.^hW. i_m.fi, L. e A. fi. e L-at. improbus, abominandus, infaustus. Gr. kovzdÓs, Malauroso , Mal-a-u-ró-so. Add. m. fi. A. Lo stesso che] a n [fi. e di’ Malagurato.] . P* Malaventura , Ma-la-vcn-tù-ra. [Sf. comp ., che scrivasi au ventura. Disgrazia, Mala sorte. [Lo stesso che Disavvc^ Malawentura, sin.] Lat. infortunium, adversa fortuna. rt>xylx , òvtrrvx'x. Bocc. nov. 54. 8. Chichibio cessò ia tura. E nov. 65. 14 ■ Il geloso collasua malaventura, suina ^ ^ qiiOy a spogliare. » Gr. S. Gir. 1. Mala ventura è l’anima ,p a v, ò’f dolce regno è partita per suo peccato. ( IL Bottali nella fu'ri'j Gir. legge Malaventura in vece di Malavventurata. Ma chi , debba più tosto intendersi così : Mala ventura è all’ amia ^ P.Ialavilli. * (Grog.) Ma-la-vìl-li. Città deli lndostan. (w jfal’ol' Malavoglia , Ma-la-vò-glia. [Sf comp. Che scrivesi anc ^ 0 „t[ c iiì 3 '. a 1 glia. Il voler male. Dicesi anche Malevoglitnza,] Màlavog^ p \l malevolectia. Gr. KaaoVoia. M. .fi. 6. 2. E questo accrc ^ la malavoglia a’tiranni. .. co ip° ’ 2 — * Contraggenio , Cattiva disposizione di animo e ni t - Stare di malavoglia, fi. e fi. Di mala voglia. (N) .. [Mf (f‘ Malavogliekza, Ma-la-vo-glièn-ea. [ò/i] Il voler male, U< v0 ’lc-n tia ' f glia.] —, Malevoglicnza, sin. Lat. odium , invidia, TintlW'Lifiv. ocoMOvotoc. (r. K. 12. i 5 . 11. Diponendo tra loro.ofciu i£ v0 gl ie lavogìirnza. Galat 4 $‘ Sicché se uc acquista odio e Malavvedutamente, Mal-av-vc-dii-ta-mén-tc. Aw. ^ S — , Disavvedutamente , An. Lat. improvidc* Gr* ^ MALAVVEDUTO MALCURANTE M !( 3. V’interverrà come interviene al baco della prioL t i" r, e dopo essersi da sé fabbricata malavvedutamente la sua 'Layve- ’ C01 - sua bocca «tosa al ime la 209 ---~ la rompe. dato UTO i Mal-av-ve-dù-to. Add. [m. comp.] Incauto.—, Disavve- R Uo iì f ' 1 ’ d,at ' incauta» , improvidus. Gr. à$iÌAaxros, àirpovór.ros. s011 > che t’oftèndon volontari, Altri malavveduti. r,j e T) TukA ’ * Ma-lav-ven-tù-ra.f/Ico/np. £0 stesso che Malaventu- tu rc .Avventura. V, Bemb.Lett. 4 - 1. 41- Tra le altre malavven- 3'tcsta * e avu * e *** questa gita romana reputo non picciolo essere stata t-AVv ej,t cl, e Hj. | r atamente, Mal-av-ven-tu-ra-ta-mén-te.^/im. comp. Lo stesso m n d Venturosamente e Disavventuratamente.^. Com. Dant. Par. ca (l P ’ lmo 1 . ca S* onc di divisione, e principio di setta, detta parte Bian- ^‘ù VVE ^ Ua “ fu l’autore malavventuratamente. (V) nuc he > j l ' I,iT0 > Mal-av-vcn-tu-rà-to. Add. te sm. comp. che scrivesi to, j jQ ia e avventuralo e Maleavventurato. ] Sgraziato , Sfortuna- bierrvy * tess ° che Disavventurato. V. Lat. infortunata', infeiix. Gr. S^dioso 1 ’ -d TV X.'*‘ s • Anim. ant. 3 y. 2.6. Benavveuturato non sarà i!i: p n ’ 1 “e malavventurato sarà tristo. Tit.Plut. Da poi che Focio- Fi er (avventurato, che egli fu preso vivo nella battaglia. Buon. Us0 ordinario Deinalavvcnturati. ^° l ’ e nti/r It,R0SAMEKTE ’ ®f a bav-ven-tu-ro-sa-uién-te..riyi’.comp. Con ma- Gr, j “• f Lo stesso che Disavventuratamente. T.] Lat. infeliciter. taglia àrvyfs. Com. Purg. 2 8. Andòe in Grecia, e più batto, l A v( a v v 011 tur^osanaente fece, c 4 lt ìv a —vó Z ' 5 / av-véz-zo .Add. [m. comp.'] Avvezzo cattivamente, [Di Preti n^ ucaz ione. Dicesi anche Malallcvalo, Malcostumato.] Segner. 5eti so ’ f ,‘ ,2 ‘. Quello eli’ io ec. vi ho divisato nell’ unico peccato di , cor a ’ UAe .voi ragion che succeda coti proporzione in quegli altri an- Mre ’ <:UI già la natura sia malavvezza. etii,,., AT ° 1 Mal-av-vi-a-to. Add. ni. comp. Malamente diretto, Inca- h cr la mala via. Ulloa TU. Va( e j 1 Ma-laz-zà-to. Add. [»i. V. M, *1.8*5 '. lnaE * us ' Gr. xa.yix.rrs. Cari. T. lih. i.-Bcrg. (Min) A. V. e di’ ] Malaticcio. Lat. M* lEA ‘ (Grog.) Mal-bà-i. Baja e riviera del Basso Canada. (G) l'°ter ITo > M-al-ba-i-lì-to. Add. m. comp. T. A. Mal rinforzato, Senza In j*3gere , Senza balla. Lat. perdita Gr.i raro’XeSpos. (V. balia. Eoi n Cc “'° frauc. bailli, in celt. baili potenza.) Esp. Pai. nosl. Se W t; ? abbiamo da lui queste quattro preghiere, noi siamo morti e mal- ' n questo secolo. di , jr T ° 1 Mal-bi-gùtto. Add. e sm. T. bassa. Malintenzionato, Uomo c\\£^y. 0ssla cattive intenzioni, Cattivo uomo. (Dal celt. bagad «itj/J^'bponde al frane. ca»«i7/e.Nella stessa lingua mali, onde il lat, 1 cattf vo.) Buon. Tane. (A) ra,i tco - .. ' vada, r (Meel.) Mal-ca-dùco. [Sm. comp., che scrivesi anche] Mal ‘-'-o stesso che Epilessia. T ., e T. Caduco, §. 2.—, Battigia, sin.] T, /TT'ria, morbus comitialis, sacer, Gr. Upivóios, Er.Jac. stt *»E0 ‘ io ’ ^ me Yell S a d mal caduco." Red. Esp. nat. So. Si linei ~ 110 a dire che la virtù contro ’l mal caduco solamente consista ciui u n '° destro.» Salvili. Annot. B. T.3.1 2. Mal caduco che ne’fan- riesto SI ,dwe il benedetto , per onor di lettera c per dirlo con più o- hov e j e ," eila guroso vocabolo. Red. nel Diz. di A. Pasta. Nè meno j at ° e b ,; Uo alcuno delle corna della ìhalbestia contro il malcaduco. (N) "ial ac Ro > * Mal-càn-dro. iV. pr. m. (Yale in gr. Domo molle, da a làt,t il °’ s iTlo lle , ed aner, andros uomo ’.)—Marito d’ Astone. (Mit) V A T0 , Mal-ca-pi-tà-to. Add- [ni. comp. Lo stesso che Melarl i. n pei’ditus. Gr. Cani. Cam. 4 * 4 ' bulìbn eoiìip > < B* e st’ altri parassiti , Genti giocose e liete , Malcapitati , \, llli ilar r ; tct ?derete.» Salvili. Annot. E. B. ^. 5. 24. E’ son mercanti “**‘.c*l;To Va ’vr ’ C * 0E malcapitati. (N) stesso mabcà-u-to. videi, [in. comp.] Mcdaccono, [Inconsiderato.Lo > »V 0; "m® Incauto./M] Lat.. ivicautus, improvidus. Gr. «.QvKxr.ros, xirpo- ^ 4 *to i ‘“''‘'‘■Prof. Tose. 1 . 4 * 5 . Cosi alla malcauta gioventù ec. so- . 7. U "Ostri buoni vecchi screditar quelli, cc. » Segner.Incred. 1.8. Ul ' c ERT 0 P V aniS3Ì mo di Democrito e de’ suoi malcauti seguaci. (N) cerio j * Mal-cèr-tq. Add. ni. Che scrivesi anche Mal certo. Non A cui’i u ' lc i rd - liò r °"" l£t ’ ti ' fV. pr. m. V. A. V. e rii’Maometto. Fr. Maom?(' f v Malcometti disse nell’ Alcorano : ec. (Lo chiama an- jdt tovr^ 11 *' ^ 1 9$' Malcouictti si legge, ch’egli andòe couqui- ( V ) u ' e di ( Mat-com-mét-ti. Add. e sm. indecl. V.A. ed erronea. V. “die c,,: . ‘"''temale. Vit. S. Marg. 154 A voi m’ accomando bel ieosir OST > Elie da malcorametti mi dipartisti. (V) q- ,s " r din at< ^ JB ’ Mal-cora-po-sta-mén-te. Avv. comp. Sconciamente, ‘Hate, q,! . en ! e - —■> Scompostamente , sin. £ai. incomposite, inor- ^ ,B adonn a ' Bocc. nov. 5t. tit. fin cavaliere dice • °"tann. 1 ,, j- e *'* a di portarla con una novella a cavallo; e malcorn- diccndolu , è da lei pregato pregato che a piè la ponga. Malcomposto, M.ibcom-pó-sto, Add, [m. comp.]Non ben composto, [Disordinato,] Scomposto. Lat. inordinatus, incompositus. Gr.aamray.T-jS. Liv. Dee. 3 . Molti sparti, e malcomposti, e che ciò non opinavano, assalirono. Salvili, disc. 2 . 3 / 3 . Perchè scegliere la più sconcertata c orribile, qual è la maldicenza , musica diabolica ed infernale , da animi maicomposti, quasi da stranienti scordati, spremuta ? Malconcio, Mal-cón-cio. Add. [m. comp.} che dicesi anche Male acconcio] Maltrattato, Tartassalo.Lat. conllictatus, vexatus, male habitus. Gr. v.y.r pS.zy-'uo; , r.ay.'t-ttt'j , rx\a.Urrpos. Tac. Dav. Tit. Agr. ig 3 . Di che spaurito il nemico , non avendo animo d’attaccar quell’esercito) benché malconcio dal temporale, gli diede agio di fortificarsi. Salvili, disc. 1. 94 - Gli Spartani, per torre i cittadini dal- l’ ubbriachezza , solcano mettere loro innanzi agli ocelli uno malconcio dal vino. a —* Fracassato. Fior. S. Frane. ( 0 ) Malcondescendknte, Mal-con-ih'-sern-dén-te. [Add.coni.comp;] contrario d Indulgente. Aspro, Che condescende malvolentieri. Lat. morosus. Gr. Svordpsrros. Salvili.Pros. Tose. 1.5o2. La critica finalmente delle genti , che per avventura malcondescendente , e poco indulgente, e troppo severa , pare che prenda talvolta , a chi non discerne più là, la maschera o la figura di quella, ec. , non si dee ee. smuovere. Malcondotto, Mal-con-dót-fo. Add.[m. comp.} che scrivesi anche Mal condotto , cioè] Condotto male, Mtde in essere. Lat. male habitus , vexatus. Gr, HotxoxuMiv, ^xra,apÀr/x,Vpr. Ditlam. 3 . 9. Ed evvi l’o- pulonia , Che appena pare , tanto è malcondotta. Alani. Gìr.i 4.128. Che portato 11’ avria morte o dannaggio , S’ eran meco quel ni che fummo rotti Da’ Cristiani spietati c malcondotti. » (Ned es. del Dittaci. dee leggersi Mal condutta , perchè rima con Distrutta.) (B) Malconfacevole , Mal-con-fa-cé-vo-le.^riri.coin.cowp.C'ùe non si confà. Lo stesso che Disconfacevole e Sconfaeevole. T. Pinata, pas. Ù 5 . Berg. (Min) Malconoscenj-e, Mal-co-no-scén-fe. Add. [comecomp.]Che non conosce bene, Che'disconosce. Amet. 62. Malconoscenti di sé medesimi per li accumulati beni. 2 — * Sconoscente, Ingrato. Segner, Crisi, insti'. 3 . 11. 16. Ringraziare in estremo il vosti-o divino Liberatore ec. e non anzi provocarlo ad ira co i nove, malconoscenti. (N) MALCONsniLiAnE , Mal con-si-glià-re. Att. e n. comp. Malamente consigliare. Cavale. Pungi!. 2^3. Garrire, schernire, raalconsigliare, seminare discordie. (V) Malconsigliato, Mal-con-si-glià-to. Add. [nt. comp.da Malconsigliarc. Mal consigliare.]Incauto, Malaccorto. Lat. incauta. Gr.àeéxzxr-;. Salvia, disc. 1. 11. La uazion femminile, che per lo peccato della primiera malconsigliata donna egra se ne giaceva e in pianto ec., ben era ragione che cc. le consolazioni sentisse più vive. E <7. Non si può dire quanto le trahocchcvoli menti de’ malconsigliati giovani dal suo corso raffreni. Malcontento, Mal-con-tèn-to.^rfri. [ni. comp.] Non contento, [Non soddisfatto, Disgustato .—, Macotento, sòl.] Lat. animo aeger, moerens, tristis. Gr. ^vtrB-vfios, srsplKviros. Dittaci. 2.2g.Li grandi malcontenti , quando han possa, Volentier filino del popolo squarcio. Fir.As.122. La povera verginella , restatasi in casa inferma del corpo , malcontenta dell’ animo , sì piangeva la sua vedovanza. E nov. 2. 210. Ed inteso da Lucia conio erano passate le cose , s’ ella ne fu malcontenta , io lo voglio lasciar giudicare a voi. Malcopeuto, M’al-co-pèr-to. Add. m. comp. Semigmido.Fior.Tirt.cap. 1. Tre cose caccia l'uomo di casa: lo fumo, la easa malcoperta, c la ria femmina. (B) Malcoubispondeste, Mahcor-ri-spon-dèn-te.tririrf. [com. comp.] Che non corrisponde bene. Lat. non gratas reddens viees. Salvia, disc. 2 . 344 - L’ erote cc. dee avere per fratello e per compagno l’ anterotc, cioè fi contramore o amore contrario, o s intenda il reciproco, 0 scambievole , oppure un amore che punisca i ribelli e malcornspondenti ad amore. , ,, , , r , Malcorrisposto, Mal-cor-ri-spó-sto. Add. [m. comp.] JSon ben corrtspo- , sto , Trattato ingratamente. Lat. male compensata. Salvili, disc.2. 38 . O miserabile consolazione , da questi autori inventata , alìincbè il beneficante malcorrisposto non si faccia nuovo dalia mala corrispondenza , potendola supporre come cosa ordinaria ! Malcostumato, Mal-co-stu-mà-to. Add. m. comp. Di cattivi costumi.(T. Scostumato.) Lat. illiberale,, illiberaliter educata, male morata. Gr. tpav\os , à^idyaj'yos , dypotxos. Zibald.Andr.116. Chi ha fgli occhij vani e mischiati , come colore di zafferano, sì è malcostumato e Ui malvagia natura. Malcreatello , Mal-crc-a-tél-Io. Add. e sm. comp. dim. di Malcreato. Magali leu. 96. Ah malcreatello , tu non mi ringrazii dell’ acquavite che ho ordinato a ec. (B) „ . Malcreato, Mal-crc-à-to.y/riri. [e sm. comp.Che non ha creanza.Privo di buon costume.] Scostamato.Lat. male morigerata.Gì. ay= I discoli, gl’ inquieti , e 210 MALCCSTOD 1 TO i malcuranti Della propria salute, o disperati, Non turbin 1' acqua a chi salute brama. Malcdstodito , Mal-cu-sto-dì-to. Add.m.comp. Incustodito, Non tenuto in custodia. Gem. Montan. Leu. al Magliai. lì erg. (Min) Ma re ut. * (Mit.Rab.) Flagellazione in uso tra i moderni Ebrei. (Mit) M alda.* (Grog.) Ctt. dell Indostan inglese nella presidenza di Bengala.fA) Maldaco.’ (Filo].) Mài-da-co. Sm. Lo stesso che Malacca. V. (O) Malden.* (Gcog.) Mal-dòn. Città dell’ lnghilt .— dell Allo Canadà.(G ) Maldetto, Mal dét-lo. Sciti, [in. da Maldire.]2Vo/i ben detto.Salvili.Disc. 2,1 a/g T.:t:',o bisogna andar cauto nel condannare come maldctta una voce o maniera usata da’buoni antichi. E Pros. Tose. 1. 3yo. Giudi ciò seguito ancora dal nostro gravissimo monsignore della Casa, il quale nel suo perfettissimo Galateo alcune voci tacciò come impropie e maldette n Cavala. • Med. cuor. i58. Ogni sua parola osservavano e mterpetravauo in male, e procuravano di comprenderlo in alcuna parola maldctta, onde gli faccano le questioni e domande ad inganno.(V) Maldicente, Mal-di-cèn-te.^rW. [e sost. com. comp.)Che dice med d’altrui ; lAbbajatore , Detrattore , Convizialore , Mordace ec .—, Ma- ladicente, Maledicente, Maldicitore, sin.) Lat. obtrectator. Gr. xar.r r •ycpos. Bocc.nov.Co.j. Negligente, disubbidiente e maldicente. Galat. 4t. Ma poi alla fine ognuno fogge il bue che cozza, e le persone schifano l’amicizia de’maldicenti. 2 — [Calunnioso , Satirico, Clic contiene maldicenza.! Dav.Scism. 3j. Spargevano nel volgo cc. scritture maldicenti dc'preti e de’frati. Maldicenza, Mal-di-cèn-za. [ Sf. comp.) 11 dir mate .— , Maldicenza , Malediceuza , sin. Lati obtrectatio , convicium , maledicentia. Gr. xuKviyoptx, AoiSop la, it.cx.<7r.jxlx. Cas. lett. 6i. Soli ben certo chelor Signorie clarissime non hanno lasciato luogo alcuno a vera maldicenza. » Salviti. Disc. 2. 3/3. Perchè scegliere la più sconcertata, e orribile , qual è la maldicenza, musica diabolica ed infernale cc. (N) 2 ■— * (lcon.) Donna vecchia, magra , di oiribile aspetto , la quale tenta di nascondere il capo sotto un velo ; tiene da una mano la face della discordia , e dall ultra una vipera ; porta un manto Jatlo di pelle di riccio , e guarnito dì punte di ferro. (Mit) Maldicenza diti’, da Biasimo, Mormorazione, Detrazione. Maldicenza è il dir male, e per lo più s’intende di cose clic non meritano che se ne dica male , o di cose occulte le quali si appalesano dicendone male ed aggrandendole. Biasimo indica propriamente la taccia che merita colui che opera male , ma si adopera ancora a significare l azione stessa del biasimare il mal fatto : spesso alcune persone ed alcune azioni riguardate da un lato meritano lode, riguardate da un altro lato meritano biasimo. La Mormorazione nasce per lo più da invidia o da altra passione lungamente repressa, e si manifesta non apertamente ma copertamente , dicendo male sotto equivoche espressioni , e specialmente quando altri loda o cerca di non biasimare quello di cui si vuol mormorare. Detrazione è occulta maldicenza che si esercita in assenza del biasimato, cd attenta alla fama anzi che all’onore di lui. Maldicitore, Mal-di-ci-tò-rc.[ a/ t/cù e sm.comp. C.A. C ; e di) Maldicente. Lai. obtrectator. Gr. jcaaijyopos. Albert. cap. 16. E fornicatole , ed avaro o servo agl’ idoli, od è maldicitore. Maldifeso , Mal-di-fè-so. Add. m. comp. Che non è ben difeso . Olivier. Alum. 8. Berg. (Min) Maldiiìe, Mal-di-re. N. ass. attorti. comp .; sino, di Maledire; contratto di Benedire. Dir male. Fav. Esop. t5o. Per lo marito, il quale di poi la moglie impiccò , potiamo intendere la poca temenza del mal- dire delle genti. (V) S. Gio.Crisost.Comp. cuor. c. 4- Chi non vuole esser detto maldicetite, non dee mai maldire o dire ingiuria o villania al prossimo. (N) 2 — *' E n. pass. Mal convenirsi. Buon. Fier. 3. 1. 5. La sistole illaidirsi alla diastole , È un mal segno. £ Salviti. Annot.ivi: Mal dirsi, mal convenire. (N) Maldisposto , Mal-di-spò-sto. Add. [m. comp.) D'attimo mal temperato, e volto al male. Lat. male afl'ectus. Gr. cc.Sc hia.s.dp.iios. Cavale. Specch. Cr. Il contrario c degli uomini maldisposti , che hanno in odio Dio. Maldisteso , Mal-di-sté-so. Add. m. comp. Malamente disteso-, e dicesi Jìguratam.di Discorso,o simili.Mannilnv.Oech J-ett.Dedic.Bei jj.(Miu) Maldive. * (Geog.) Mal-di-ve , Maledive. Sf. pi. Grande catena d’isole nell Oceano indiano , pi ossima alla Costa del Maialar. (G) Mal di VENTi\E.*(Gcog.) Isola del Medit. presso quella di Sardegna.(G) Maldocchio. * (Bot.) Mal-dòc-chio. Sm. Spezie dì pianta del genere orrolanche. Lat. orohaiiche major. (N) Maldon. * (Gcog.) Mal-dòn. Lo stesso che Malden. V. (G) Maldonado. * (Gcog.) Mal-do-nà-do. Città dell 1 America meridionale, nella repubblica di Monte-Cideo. (G) Malduino , * Mal-du-ì-no. N. pr. m. ( Dal cclt. mald , lo stesso che bald ardito, e win brillante , luminoso.) — Re di Scozia , figlio di Donaldo III (Van) Malduuevole, Mal-du-rc-vo-le. Add. [com. comp.) Dipoca durata, Che difficilmente dura. Lai. inlirmus , parum firuius. Gr. à&^mos. Salari. disc. 2. 5i6. I nostri antichi , seguendo l’uso de’ saturnali ec. , una particella dell’anno cc. allo scherzo , al genio, al passatempo ec. consacrarono , sapendo quanto inaldurevolo sia e poco opportuna una ostinata attenzione al serio. Male. Sìu. Nome generico. Contrario al Buono e al Bene .Lui .mule in. Gr. KGcxoV. s. Jgosi. C. D. 11 male non è veruna natura; ma il perdimento del bene si chiama male. Petr.son. 206. Il mal mi preme, e mi spaventa il peggio. Tass.Ger. 1. 82. E l’aspettar del male è mal peggiorò.)) Cavale. Punga. 214. Quegli, che sono uniti in male, non sono da commendare. E 228. Nè diavolo , nè maletico gli potrà nuocere , nè mutare nè corpo nè mente a male. E i8g. 'Usurpando le sue sante parole o a bene o a male corporale. E appresso : Mutare le menti degli nomini 0 a nulo o a bene. (V) MALE 2 — Pena , Tormento , Passione. Petr. canz. g. 1. Ov’ ella obblri b 3 noja e ’l mal della passata via. l e 3 — Rovina o Scandalo. Bocc. nov. ig. i3. Conoscendo che gran 11)3 ne potea nascere. . eJ . 4 — Danno , Disgrazia , Pericolo. Petr. son. 48. Mirando gli al** mio mal sì adorni. E 204. O del mio mal partecipe e presago.!*" • nov. 38. 2. Della qual presunzione già grandissimi mali sono J e alcun bene non se ne vide giammai.!)ani. Inf. 1. fde.iVccioccli’i'b'r- questo male e peggio. _ e 5 — Misfatto, Scelleratezza. La 1 ). 334 * Ricordar ti dei quanti e 3 'Qj e come enormi mali per malizia operati, egli abbia coll’ ond® fonte della sua vera pietà lavati. 1 — [Onde Uomini usi più al mal che al ben cz=:Avvezzi a "‘- i che a operar bene.)Dant. Par. lemtezze ed empietà, [ an ; mini poi a mal più, eli’ a bene, osi. n 6 — [Errore, Peccato.) Bocc. nov. g8. 37. Questo è adunque il male , il gran peccato , il gran fallo adoperato da Gisippo. 7 — f Dicesi Male appensato il Mal preveduto.) Amm. Ani. 12. 3• Molle è il colpo dello appensato male. 8 —*Col v. Avere: Avere male in animo ^Nutrire odio o rancore cOp‘ lo. G. V. io. (iS.Ruhellarono Parma alla signoria della Chiesa... opp° ! 'f do, che gli opprcssavano troppo , ed era pur vero , con tutto eh’ 1 pure aveano male in animo, e in più casi erano stati mali guelfi- 3 —* E cosi Avere in male. Cavale. Pungil. 220. E questo dissero perchè avessero discordia in male, non aveano alquante l),, ticolari divozioni chi a uno Apostolo , e chi a un altro più pa‘ larinente , che a lui non pareva , che si dovesse avere ; ben più da biasimare le divisioni, che sono per male. (V) 3 — * A ver male = Essere travagliato , oppresso dal male , e ' V. Avere male. (N) 9 —• * Col v. Dire": Dir male = Biasimare. C. Dire male. (N) , j(i 1 — Dir male ad alcuno = Dagli villania, Svillaneggiarlo- h conviciari. Gr. XoiSopàr. Bocc. nov. 38. 4- Molte volte ne gli 15 male, e ne ’l gastigò. ^ 10 — [ Col v. Fare : ] Far male , [Far del male, Far per male, f‘ il male , ec.) E. Fare male. 1 » —* E cosi Fare in inale. Cavale. Purgil. 210. Questi che h" sette e conventicole in male , non sono da dividere. (V) . 3 —*Fare mal d’ occhio — Affascinare ec. jF'.Fareinal tlocchio-v e 11 — Col v. Mettere : Metter male = Pregiudicare, Portea- d“ ,u f, e 3 siini/i. V, Mettere male. M.y. Ub. 1. cap, 83. La qual cosa n lt male ,a’ Genovesi. (V) j. 12 — * Col v.. Pensare : Pensare il male, Pensar male d’alcuno verne sospetto , . Giudicarne sinistramente. Amm. Ani. i.i.io. Q 1 ' 1 ] C che gli uomini molto volentieri fanno d’ altrui, stima e pensa .'f';,,- di te medesimo., e più spezialmente tratta quello che in te è fermo e difettuoso. CQui però sembra aver più la forza dedo se tinaie , invesligare.J (P) _ yt 1 3 — [Col v. Venire: Venire una cosa in male di alcuno zzcRidof 11 in suo danno o disdoro.) Bocc. nov. 27. 34- E» qual cosa, acei° c ttf . venga in onor di voi, e in male di chi meritato l’ha, io son qui ^ 1 4 — * Col v. Volere : Voler male , Voler mal di morte ad alca»" j Odiarlo, Odiarlo mortalmente. Beni. Od. 6. fi- U qual di C 1 l ’n if- innamorato forte , Ma la fanciulla a lui vuol mal di morte, Asol. lib. 2. Anzi ti dico io bene, che io mi credo, Gismui 1 ^"’ io il risapessi, che io ne gli vorrei male. (Gin) Je 1 5 — Pmv. Al mal fagli male = Aggiugner danno a danno, " a male. Lat. malum male perdas. Gr. xxieòt< è\itmo cs. r ■ * 0 , 163. Dep. Decani. 107. Al. mal fagli male , dice il proverbi 0 » ia ^ c . vera Ciutazza era stata dipinta brutta e lorda pur troppo daiB° c ciò , senza che gli uscisse uno da canto a farle peggio. pi- 16 — Dar a credere clic il. mal sia sano= Coler far credere credibili o impossibili. Ambr.Cof. 5. 6. Voi volete una volt»*’ u i> a credere Che il mal mi sia sano.Cecch.Mogl.5-g. Io credo che a a mano tu mi vorrai dare ad intendere che il mal mi sia san 0, .yi 17 — * Il mal sidee portare in palma di mano=C’Az vuoleajuto lie travagli glie lo bisogna manifestare. C. Palma. (A) , cf 18 — Sempre non istà il mal dove c’si posa: risposta di cohptyof sono rimproverati i suoi danni , volendo inferire che gli stf si mutano dal male al bene. Lat. Non si male mine, et olito ^po/ 3 ' Oraz. Salo. Granch. 2. 4- Sempre mai non istà il mal dov’e* sl ^ u pr Buon. Pier. 1. 2, 6. Dice il proverbio , che sempre non sta > che ’n su’gobbi , il mal dov’ei.si posa. oB ri* 19 —■ Tanto è il mal che non mi nuoce , quanto è il ben coC giova : e si dice del Non curarsi o Non darsi pensiero di alea! ^ ^ ,1 ò'tdv. Granch. 1, 3. Vada ogni cosa ili ruina: che dia volo W° jjtf a volerne alla fine Più che la parte ? ec. Taut’Ò ’l mal che » nuoce , Quant’ è ’l ben che non mi giova. ■ ( lic c i 20 — * Ogni male ha cagione. Cecch. Dot. 3. 3. Sapete che s ogni male ha cagione. (N) . : 21 — (Med.) Infermità corporale ; [ Imperfezione di giudsuE zione del corpo , e talvolta ancora dello spirito. E però qu? fo mine è fi vago significato in medicina, e si adopera ora .‘‘[[df di dolore , ora in quello di malattia o infermità. Il male « c pj) y tale, antico, abituale , acuto , breve , crudele , caparbio tinuo , contumace , benigno , dubbio , dubbioso , ereditano > gì' 3 '’*’ mico , disperato , famigliare, feroce , fastidioso, formidabile, incipiente, invecchiato, insensibile, gagliardo, insolente, * n .. ra pte’ ìmII .imiTi'jIni'ìn infi'r.r.I..In iri,,-1nrmrt.i bile , IlltO Igg si K ,V, insiàioso , infiammatorio , interpolato, insopportabile , l c ^ influente , invincibile , incurabile , inespugnabile, irnmem" Q ^ pd girlo , lungo , maligno , malizioso , mite , mortale, m° r!I ^yiat "> vello , nativo , organico, piccolo, piacevole , pericoloso , d t V 3 ' pertinace , pestifero , pestilenziale , ribelle , tormentoso , v? ^ C ll ' J gante, ec.ec.) Lett,morbus. Gr.sQaes.V.Flos, 42. Bocc. nov. 85- correre ’ r le *°. sento un gran male. Cai. lett./fi. Si suol ri- » C(on 11 1 P ei 'icolosi non solo alti medici più eccellenti, maec. starnar, tó tr "% ì1 ^' ln un male eh’ ebbe il detto Procaccio fece tc- in p, ' ■ CC- ficee, g. 1. n. i. Andava di giorno in giorno di male di come colui che aveva il mal della morte.(\ )Iied. nel Dii. 11011 ha asi ?‘ Pertinace ostinatissima ostinazione di questo male, che S0ll miin; V | P .! U - 0 ceclcre a tanti medicamenti da uomini sperimentatissimi Se ttesimo la ^‘ ^ a PP ress0 •' Un male il quale ha durato dal dicias- lato né i 31,110 ® no ?^. trentejjimoquarto , non può ora rimaner debcl- 1 / acci ua n )-* ren ^ a 110 ln quaranta ., nè in cento giorni. E appresso : S. che 1 *** 9 a P clvencre l a potrà continuare tanto quanto parrà a V. c degl; *a C °^V P r . tsell t c > e vede, e considera le orarie mutazioni del male, Bora p c Ec .Bti concomitanti più fastidiosi. E appresso: Egli hafi- Pure il c S u, tato il male con rimedii adattati e proporzionatissimi, e •Bolle C( J na e , n ? ri l‘ a perancora voluto cedere totalmente, ancorché in Colossi* 0 a hhia ceduto. E appresso : Il di lei male è un male pernottate t # ’ e P 1 ~ c ^ e pericolosissimo , e a mio credere , gli ha scontiti petto Vlsccre ‘hd ventre inferiore, c del ventre medio, cioè Cere tntf ■ sal 'anno delle difficoltà non piccole a poter sopire e vin- pìii capaV- S0 P ra ridctti mali ; ed il più difficile , il più ostinato, c il serverà ’° ’ sara fl uel duore muliebre. E appresso : Se ella non os- '•Baie ffin U C ' le esa ttissimamente la regola del vivere , durerà col suo . Ptiniaverf' 11 ^^ 0 ’ ’ e tutto fl uanl ° F inverno , ed ancora arriverà alla questa o P Kes * c ^ e M male si è fondato, sta posato , sta fitto in sto 0 111 quella parte; che occupa, che investe, ovvero infesta que- dì giorjr 0 . ,u ogo ; che ha affondate le sue radici; che va deteriorando cc. ; , 0 ,n giorno ; che vuole esser lungo a molte settimane, mesi ^hììcih> e SU0 ^ e . s P esse volte tornare alla recidiva; eh’è di sua natura belle e a guarire; che vuol rendersi molto contumace, ostinato e ri- le S p a ,, 0011 cedente ; che non è da trascurarsi e da mettersi dietro 11011 h c *‘f. sl 0 ritirato in una fortezza nella quale i medicamenti •Bo^Bo P ingresso libero e franco ; che non e abile a poter far lénti * ammalato ; che non si può vincere con assalti furiosi c vio- v i tl ccrl* lnz * clie con < l uestl maggiormente imperversa, ma che bisogna Oriente n oa lln lun g° e lento assedio , o piuttosto con bloccarlo so- • » n lollhmo - Reti ' "- L Diz ‘ cIi d ' Pasta - (N) •Baie e Dicesi Osservare i moti giornalieri del male; Intendere il ri| Betlii c y lcar lo con ottimo metodo ; Incontrare il male con nuovi del ip a i’ adequati alle cagioni ebe lo producono; Debellare i residui l ont > Male da vincersi non con assalti violenti, ma belisi con 4 piacevole c continuato assedio .Red.nel Diz. di A. Pasta.(fi) ?? 0l 'biis i !?“'! Male fhe il prete ne goda il Mal da morire. Lai. dice jj “halis.. Varch. Ercol. Si. D' uno infermo , il quale, come dire ■ : sia via là ec., o abbia male che’l prete ne goda, s’usa 5 medici P hanno sfidato. **ù> .iti,}/- °* v ‘ Cercare :] Cercare il male come i medici —Procacciar- Lat. fff^amente, Addossarselo a bella posta. [E. Cercare, $. 26.] *. 4, g 1 malum conciliare, tìr. usatili ÌxvtSì iienrvàcrAxi. Rem. Ori. 1 - ei 'ca>i,i 2 ' Medico tu debbi esser naturale , ‘ Dappoiché a posta vai 6 d male. Pigliteli ■ Cercare il mal per medicina —Andar cercando il proprio g Zl °- Alam. Gir. 7. 26. Non fate come quel che ben si tro- . 7 ?, cercando il mal per medicina. 111 aia latti a °^ , j^ are ' ■*- )are 111 111;i i c 0 in mali Ammalarsi. E .Dare quel -Darsi quel male = Patire di accidenti epilettici. p'IDarsi MALE (A) Parsi ni ^ oi p - Fare : Farsi male—Rimanere offeso della persona. V. . 10 /-(A) . •%, e ... 11 ‘«ego ammalato. Lib. Masc. La radice del eìaro tri- ^mettila nel male. (N) b imit ar ■ e *' Pi- fi 1 detto poeticamente Mai per Mali, ma non c Calvin. Iliad. /fa5. Ciò de’mai sarebbe il meglio. (P) a °Uta 0 cesi . Male acuto, ed è opposto a Cronico; lo stesso che Malattia °bc fS ^ b bb paese be’ k «y, c °ir Nostalgia, (,À. 0.) n? 1 Coiai non,*' ttia nervosa', Infermità che affligge i nervi. ulsive , f e v cngono più maniere di malattie , come a dire le eriche, le ipocondriache , le spasmodiche, e quelle Ri AL E ?, 1 1 che spengono o diminuiscono il senso o il moto delle parti o l’uno e l' altro insieme. Lat. morbus nèrvorum. Pasta. (B) (N) ’ 26 '— [de’pondi. A'. Dissenteria.] Mera. sai. 2 . Se non che a certi avari e sitibondi Suol far talvolta il popol senza legge Venir senza popone il mal de’ pondi. 27 — de’reni.* / dolori prodoili dalla nefritide o dal reumatismo lombare. E. Lombaggine. (A. O.) (0) 28 — di amore.* E. Odontalgia. (A. 0.) 2 9 “ di avventura.* Il patereccio , o più spesso ancora ipiccioli ascessi che sopraggiungono ne’ dintorni delie unghie della mano.Dicesi anche Mal nascente. (0) 30 — ni Crimea. * Eanetà della lebbra , molto estesa nella Crimea. (A. O.) ’ii — ni cuore. * E. Nausea, e E. Cuore, §. 77 . (A. O.) 32 — di denti. E. Odontalgia. (A. O.) 33 — ni drappo.* Earii ascessi che accadono in prossimità di qualche articolazione , che si convertono presto in fistole mantenute dalla carie de' pezzi ossei. (O) 34 di Fiume. * Affezione che si sviluppo in Fiume, e che si considera come una variazione della sifìlide. (A. O.) 35 —. di gola.* Nume volgare dell'infiammazione delle parlisituate nella faringe. E. Angina, Amigdalitide, Laringitide e Faiingitidc,(A.O.) 36 — ni gotte o di podagre .Lo stesso c/ieGolta ePodagra. E .§. 21 , 18. 37 — di mare.* Nausee , e vomiti continui cui vanno sottoposti, imbarcandosi, coloro che non mai navigarono, e spesso anche qudli che già fecero viaggi di mare. Lat. nausea marina. A'.Marc. (A. O.) 88 —— di Napoli. * Così ì Francesi chiamarono là sifilide , delta dagl’ Italiani Mal francese. E.§.5p. Lat.morbus neapolitanus.(A ,0.)(N) 39 — di parto.* Dolori del parto. E. Parto. (A. O.) /f ° — dipendente o simpatico. È detto quello, la cagione del quale e sduaia in luogo diverso dalla parte tormentata dai male , come quando duole il capo per cagione dello stomaco , o si suscita il vomito per cagione del capo. Pasta. (B) a 1 ~ [p 1 petto. E. Petto.] Berti. Bim. ^.Vorrebbe lor la punta e 1 mal di petto. Bemb. Star. 3. 38. E già per contagione de*^forestieri e influsso de’ cieli quel crudel morbo , che mal francese si chiama , avea nella città fatto principio. 42 — di Pott o vertebrale. * Carie e Rammollimento delle vertebre. (A. 0.) 43 — di Rosa.* V. §. st, 23. (A. 0.) 44 — di rischio. * Malattia in cui è pericolo di morte. Passar. Tu non hai male di rischio, i medici ripongono nel sicuro di questa infermità. (A) 4 5 7 — [di S. Antonio. E. Resipola e Rostcre.] Ar. Len. 3. 6. Oh che ti venga il mal di sant’ Antonio ; Non t’ho veduto io che gli accenni? E Supp. 2.4 Oh che gli venga il mal di sant’Antonio; Tutto cotesto , eh’c’dice, è falsissimo. Bern.rim.1. 5g. Se voi aveste, non vo’ dir le gotte, Ma il mal di sant’ Antonio c ’l mal franzese. 46 — di S. Fiacre.'CosI chiamano i Francesi il polipo neU'utero.(ff 47 — di S. Giovanni.* E. Epilessia. (A. O.) 4 S — di S. Lazzaro.* Ulcerazione generale della pelle. (A. 0.) 49 — ni S. Mano.* La lebbra. (O) 5“ — ni Siasi.* Nome dato alla febbre gialla, che si credeva fisse stata trasportala in America da una nave venula da Siam. (A. O.) 5i —-di stomaco.* E. Gasteralgia. (A. O.) 5» —■ di terra.* E. Epilessia. (A. O.) 53 — di testa.* E. Cefalalgia. (A. 0.) 54 — di utero, di siatrice, di siadre, di mAdrone.* E. Isteria.(A.O.) 55 — [di ventre. f^-Colica.] Eit.Plul. Ed incontanente venne una infermi(à nell’oste di mal di ventre. 56 _ ereditario. Male ereditato dal padre o dalla madre. 1 mali ereditarli sono fra gli altri l’Apoplessia , il Malcaduco, l'Idropisia, l’Asma , la Pazzia , ia Gotta , d 1 1allottile , il Cancro , il Gozzo e alcune affezioni cutanee. Piata. , [I 1 »] (iS) , 57 — essenziale o idiopatico. E quel male , la cui cagione ha la sua sede in quella parte che attualmente è iifestuta dal medesimo male. Pasta. (B) 58 — fenicio.* E. Lebbra. (0) 59 — francese , franzese, o anche in una sola parola Malfrancese e Malfranzese. Sorta di malattia [venerea. Nome che danno gl Italiani alla sifilide, perche pretendono sia siala recata da' Francesi in Na- poli a’ tempi di Callo EIIl. Detto anche Mal venereo, Lue venerea. Morbo gallico, Virulenza gallica o celtica o venerea, Mal di Napoli ec. E. J. 2 1,38, e E. Franzese, tj. 3._] Lat. morbus gallicus, lues venerea, sypliiilX. Gr. dippoSiVios \otp.ós. » Red. net diz. di A. Pasta. Il mal franzese è un Proteo, che si maschera e si veste sotto una coperta di .qualsisia male; e alle volte, ancorché perseguitato da’vani medicamenti potentissimi, nasconde e lascia ne r corpi qualche piccola radice fermentativa, la quale insensibilmente getta nuove occulte radici 1 che sempre vanno pigliando possesso e augumcnto.^ [ty 60 —IPOCONDRIACO.* Lo stesso che Ipocondria. 6 , - maestro.*/^. Epilessia. E. §.21,18; c E. Maestro add. fi. fi) 6 , — MORTO : * Specie di Apra, nella quale cene porzioni della pelle ammalata si sonofatte quasi insensibili. Lat. malum inorUium.(A.O.) 63 — organico. Eizio organico , Male strumentale, OJJesa instru- mentale e Strumentale. Lat. morbus orgamcus.fv . malattia organica.) Red. nel Diz. di A. Pasta. Cosa molto difficile sara , che egli possa liberarsi da questo male , imperocché nello spazio di sette anni ha molto affondate le sue radici, e di piu ha avuto origine da causa violenta esterna concussiva ed abile ad aver fatto un male organico , cioè fatto per lesione d’instrumenti e non di fluidi, che corrono e ricorrono con perpetuo moto per li canali del nostro corpo. (B) (N) 64 _ rosso di Cajenna: * Detto anche Male della Cajeuna; Specie di lebbra che si manifesta con macchie rosse alla pelle, le quali divengono 212 MALE MALEBRANCHISMO larghe , profonde, squamose, tubercolose, e che, dopo d’essersi ulcerate, sono spesso seguite dallo sf acelo della parte che.ne fu la sede. (A.O.) 65 — sacro.* V. Epilessia. (A. O.) 66 — sarjiato* V. Plica. (A. O.) 67 — vertebrale.* V. §■ 21., 4 2 - (A. 0.) 22 —* (Veter.) Male di arnione: Dicesi cosi Certa affezione risultante da una contusione riportala sulle spine dell ultime vertebre dorsali , e delle lombari, appartenenti al cavallo , all' asino , e al mulo , dal fastello che trovasi nell arcione posteriore della sella , e dalle paniol- tine, e dal cuscinetto di cui i lati dovrebbero essere disgiunti, e riempiti di borra per guisa che il loro punto di riunione, per la parte dura che li separa , non possa toccare la resta superiore della co- ■ lonna spinale. (Vali) 2 <— del guidalesco : * Ammaccatura o Soluzione di continuità, prodotta da qualche contusione, o dagli sfregamenti aspri e reiterati. Non evvi spesso che nella pelle veruna soluzione di continuità , le parli sono soltanto infrante o schiacciale , e la pelle mobile, si scalfisce secondariamente a causa di certa racpolta difuido, il quale ha bisogno di farsi strada all’esterno. (Van) • 3 — Di' asino : * Dassi questo nome a certe screpolature , o crepacci che accadono talvolta nel piede de’ monodattili intorno alla 00- ' rona , allorquando sono affetti da’ giardqpi. V animale così ammorbalo zoppica e patisce nella parte ammattita certo prurito che lo determina a portare colà i denti proprii , devesi temere che quest’ atto troppo spesso ripetuto non cagioni la nausea, e faccia svolgere parecchie esulcerazioni sulla lingua o nelle altre parti della bocca. (Van) $ — di cervo; * Cosi chiamasi-il tetano m.t cavallo. (A. 0.) 5 — di fuoco. * 1 maniscalchi danno quello nome alla febbre infiammatoria de' cavalli.- (A. O.) 6 — di valva : * Tumore flemmonóso che viene ai cavallo sulla sommità della’testa, dietro la nuca, nella estremità superiore del collo , fra la pelle ed i muscoli , talvolta fra i muscoli ed il pericranio, a fra il pericranio e l’occipitale; come pure di mezzo alle prime vertebre cervicali , e in certi casi eziandio sul legamento cervicale , o sotto di esso nel sito ove passa sulla vertebra senza ultaccaivisi. (Van) III ole.* Add. com. y. A.F. rfi’Malo o Mal. Fior. S. Frane. lòj. Nes-o-ìic» male uomo. Vh. SS. Pad. 1. (J<). Lo vizio come male arbore , fa rei frutti nel cuore. E 2.168. Quel catino, clic io tolsi a quel santo uomo, fu imprima di male acquisto acquistato. E 216. La tua poca-, nia era di male acquisto. E ivi; La tua nave era di male acquisto. E 25o. Non voglio prender moglie, per avere i mali dì, e le mali notti. E 28f Non potendo credere clic egli in quella ctade la volesse vedere per male intendimento. E 3 gi. Temendo Giustina , eli’egli non cadesse c morisse in così male stato, tir. S. Gii; 10. Quelli die male desiderio ha in se , Dio non ama. E 5 o. San Sisto disse , che ’l pensiero del bnono uomo è di Dio, e ’l pensiero del male uomo si e magione del Diavolo. E 52 . Il buono uomo dal suo tesatil o mette fuori lo bene, e lo male uomo del suo male tesauro mette fuori lo male. E 56 . Quello uomo non è dunque buono uomo che’l male uomo non gàstiga delle sue fellonie. Cavale, med. cuor. 258 . Tentali di male amore o diletto. (V) Male. Avv. contrario all’avv. Bene, e vale Malamente. I.at. male,non recte. tir. xUkùs, d r«Aw (. Pelr. san. 53 . Al suo destino Mal chi contrasta , e mal chi si nasconde. 3 — Talora in sign. di Noti, Non pienamente, Non già, A pena, Poco , Difficilmente , e simili. Lat. incommode. Gr. &\a.pBpùs. Petr. canz. 11. 7. Ch’agli animosi fatti mal s’accorda. Foce. g. A p. 8. Padre mio , voi siete oggimai vecchio, e potete male durar fatica.E nov. 6g. i^.Mal prenderei vendetta d’un Ite che mi facesse dispetto. 3 — [I11 mal punto,] Con danno, [Infelicemente, aggiungendosi Per me, Per te , Per lei e simili , ovvero talvolta tacendosi. Lai. infeliciter , misere.] Petr.son. j 5 . Che mal si segue ciò ch’agli occhi aggrada.E 2Ì 2. Che inai per noi quella beltà si vide. Lab. 83 . In questa guisa adunque , clic raccontato ho di lei, che mal per me fu veduta, preso fui. Pont. Par. 6.6g. E mal per Tolommco poi si riscosse. nAmet .E con paura passammo i liti inai conosciuti da’ compagni di Ulisse. Petr. p. 3 .‘ g. Poi vidi quella che mal vide Troja. (Cin) 4 —* Sconvenevolmcnte. Passav. Specch. Perni. 2 56 . Dispiaccia a se medesimo , il quale prima mal piacendosi insuperbiva. Bemb. Asol. I. 1. A cercare della male .amata sorella. (Ciri) 5 — Malamente, A rovescio. Dant.Par. 4. 61. Questo principio male inteso, torse Già tutto ’l mondo. ■ 1 5 6 —* In opposizione a Bene. Bern.Oil. 5 o. 34. .Rispose a lui Brunello al vostro onorò E fatto quel eh’ è fatto, o bene o male. E 44 . 3 n Ma per non rifiutar le tue domiinde, Tra noi la partiremo o male o bene. (Cin) 7 —* Talora soprabbonda e sta in senso di Troppo. Lai. valde, male. ' Benv. Celi. yit. 263. E cosi disperato io mi ritornai a casa il mio male sfortunato Perito , e non senza lagrime. (Gin) 8 — * Serve ancora a diversi modi di dire ; come Di male in peggio, Di male in dritto , Peggio che male , Mate abbia , ed altri ben molti, y. Andare di male in peggio. Cecch. Esali. Cr. 1. 4. Come s’ èa dire, La cosa ha sempre a ir di male in peggio.. Beni. Ori. 16.18. E questa è tela , che convicu tagliarla , Che venir mi potria peggio che male. E 21. 14. Mal abbia la malvagia iniqua sorte , Chc.paz- zaiutnte ti mena alla morte. (Cin) . * Onde Male in ordine, si dice di chi è in povertà d'abiti, e in mdisposizion di persona ; e si usa in forza d\idd. Bocc.nov.iy. 12. Quantunque pallida , c assai male in ordine della persona, per la faticando! mare-, allora fosse la donna. 9 ' * Anteposto ad a/cuiti sostantivi, talora si scorciò dell’ ultima sillaba anche nel pi Tue. Duv. unii. 3 . Le leggi di poi, se bene alcune contro a mafaitori , le più (bronci violente per discordia de nobili con la plebe. (Cm) 1 t al XO —* Unito a’ verbi firma un gran numero di espressioni', r ‘ cune di esse la voce Male è piuttosto susr. che avv. (Cin) ji —Col v. Andare: Andare male. y. Andare male. (A) 12 — Col v. Avere: Aver male. y. Avere male.. (A) . . 1 ; c0 nt> s —Avere a male, Aver per male, Recarsi a malo e simili; 51 del ricever^con indignazione checchessia ,\_ed anche per D‘ sn e ^ crl , c , re, Dispiacere, y. Avere a maio e Aver per male.] Lat. aegi' e g oC c. indignali, succcnsere. tir. àyouutKrùv , cpy l'yard ai , . pia nov. 33 . 4 • E noi pur siàmo (non l’gbbiano gli uomini a n' a ”' pio delicate, che essi non sono. » Cavale. Espos. Simb.1. 2f>.Q' 18 ^ ^,,11* questa infedeltà abbia per mille, mostra nell’Evangelio. E|ii que Dio molto per male , se non,gli è creduto. È 2. 12 f Cri (cJ( ii molto per male chili lorda la faccia della sua sposa. (Un < d <, .v c iiiid ha; da chi li ec.) (\*) Aegr. Fior. As. cap. 7. Vidi uno sol 1 ^fieli'avea per male D’esser si piccoletto. Red. Leti. 4 25 . Gli h segnato un paniere coli due fiaschi di claretto cc. Or non s .°.[ c eil- garbato? sì che lo avrete per male? Car. Lett. ined. 1. domi per quella, ch’io abbia avuto per male cKe voi v’introni ^ ne’ nostri altari. £ appresso : Non tanto che io I’ abbia per 3 — Onde in preverb. Chi l’ha per mal si scinga, e si dice q e non ci dà pensiero che altri abbia per male alcuna cusn.Patqf . pjia tu l'hai per mal, si te ne scigni. Segr. Fior. Mandr.s. 1 *^ per male, scingasi. E As.cap. 1 .Echi, lo vuol aver per mal, sl . s i3 —[Col v. Essere :] Esser male d’alcuno, o Star male couald' rf ,j Non essere in sua grazia, Non avere il sito affitto. [Modo poco » Lat, alieni odiò esse. tir. dmjcSaiuo'Aai' rivi. Bocc'.nov. gf- 4 • , f |ii;r male dell’ amore della donna era , quasi disperatosene, podestà mato di Modona, v’andò. G.y.g.yg. 3 . Il re Ruberto, pri lU ‘ l fosse Cardinale , era male di lui. . y- 3 — [E talora col v. sottinteso.] G. V. 8. 62. 4• Non ^ c; i, consentire all’appello cc., c tornossi in Borgogna male dolile 1 , 1.4—" Col v.Mandare: Mandar male, Mandar male a palate. AG Man“ al 15 — * Col v. Mettere : Metter male. y. Mettere. (A) •to'* 1 ' 1 16 — * Col v. Prendere-: Prendere o Pigliare in mate = ^ >re yi,% iol> £ cattivo senso. S. Agost. C. D. if • 7. Ecco in un luogo la ® L si prende in bene ed in male. (Cin) p 17 —iCol v. Recare : Recarsi a male. £,§.<2,2.] Seti. Seti. b [ì p ; ;i. 40. Alcuni sono,iquaii si recanoa malediricevere ilcarabiode’bd 1 ^-? — 7 - - - ■ — . - —.- ,,\lsf mi sa che non vengono. (Cin) Pass. 2g’i. Parendogli male pts ria de’ peccatori, ec. (V) Berli. Ori. 10. 5 . Il Duca in ver he il cammin piglia, Benché di Brandimarte gli par male. (Cin) , 19 — * Col v. Stare : Star male. y. §. -<3. e F. Staremalc. ( 1* a — * E Stare male male, cioè Medissimo. Car. Leti. u 0 Sig. Molza è stato fino a ora male male. (N) - 20 — [A ì antepone a molli parlicipii, e prende forza di addo per lo più una parola con essi, come] Malfatto, Malinteso, M a e simili moltissimi, de’ quali F. a’ lor luoghi j [ ma talora ri>a cara da essi staccalo.] , 0 nC< 0, 2 — Onde Male acconcio , lo stesso che Malacconcio c M a V. Fior. S. Frane. Trabalzando e percotendo di scoglio in alla perfine giunse al fondo di questa ripa tutto isniembrato e iato . . . , c giacendosi cosi male acconcio in terra. (V) .(.pti 1 ' 3 — avventurato. Lo stesso che Maléavvcnturato e rato. y. Gr. S. Gir. 4 °. La dirittura esalta la gente , e 1.1 cl) e fa lo popolo maleavventurato. £ 1. Male avventurata è l' 11 da-questó dolce regno è partita. ( Un altro testo legge ; Alale’ turato erme all’anima, ec.) (V) doli'’' 4 —condotto , Ridotto in cattivo stato. Lo stesso che Af a l c °*J y.Fav.Esop.ag. Vedendosi il cavallo così mal condotto ( f . *" ir sbudellato') ec. (V) 5 — [degno, cioè Indegno o] Poco degno.Bocc.nou. * 9 \ «« mandando 'perdonanza, la quale ella , quantunque egli mal <* e b fosse , benignamente gli diede 6 — [guidato, parlando di ragioni o simili, cioè] Ignora’ 1 r per M. y. 3 . 106. Essendo i libri e le ragioni mal guidate p L ’ r ® tai, che non gli sapìeno correggere. . Male. * (Geog.) La principale delle isole Maldive. (G) . i’ 11 ' Malga, * Ma-lè-a. N. pr. m. (In ebr. o fen. nude pieno : in c signore, mallea grande.) — Generale cartaginese, conquista Sicilia e tiranno detta sua patria. (Mit) I . ... t 2 — * (Geog.) Mallio. Capo della Lacouia fra il golfo Arg 011 conico, (fi) „,1 -i*' Mai.eandro , * Ma-le-àn-dro. JV. pr. m. (In gr. inula molto ■ 10 ’ . (iliO »cr; aie drios virile , forte.) — Re di Biblos, protettore d'Iside. Maleante , * Ma-le-àn-te. N. pr. m. (In ebr. male aiuta ^ piangere ; Da male consacrare, ed munì piangere. In ccR.. signor grande.) — Generale cartaginese, esiliala per !l ‘ e> “ - una battaglia nell' isola di Sardegna. (Mit) J Cv Maleate. * (Mit.) Ma-lr-à-tc. Soprannome d’ Apollo adorai 0 - Mallio o Malcn. (Mit) Maleeolge , Ma-le-bòl-gc. [Ani. cowp. Luogo nell’ inferno JJant. Inf ig, /. Luogo è in inferno, detto Malebolgc. uygli uno luogo nell’inferno che si cluama Maleliolge, secoiw nominato. E appresso ; Sicché si conviene essere chiamai' 0 cioè mali ripostignoli. '. a di . è Malebrakchismo. * (l'ilos.) Ma-le-bran-chì-smo. Api. D° u ', *• - ni‘ l (l'ilos.) Ma-le-bran-chì-smo. lebranche , o sia delle cause occasionali. Essa insega .. ■ f.i -, ,, la causa efficiente ed immediata di tatti gli effluì l >rot Lle le 'fri niverso , compreso il pensiero deF uomo ; di tal che f - c*’* 1 cause sua puramente occasionali. Una delle conseguenze 6 di tal dottrina c che Cuocio vede tutto in Dm. O au ? 1 M *//arf CH,s . TA ’*.. __ °Uiina di Malebranche. (Van) M., L EUET T dii. MALKfìRAISCHISTA (Tiloa.) Ma-lc-bran-chì-sta. Add.esosi. com . Seguace Tn tvt U1 " ^ a ^branche. (Van) z\o, %e n ’ ^ a ;Ìc-dét-to. A del. m. da Maledire. Che ha avuto malesi, C(u> i mer<(w d* averla contrario di Benedetto. — , Maladctto, ^‘Siastaiu C » cuor. iyg . Fu ingiuriato e infamato e maledetto H tto . e * E Pungil. gS. E questo basti avere detto contra il ma- ^ r 'iìa £ ecca *° dello spergiuro. E Espos. Simb. •/.fó’o.Lamaledetta a- l'ir,‘ nZe °*, roni P® gU umori del cuore. (V) Segn. Pred.y8.fEdiz.di *$G. rgj 79-JNon potè la infamia schivare il maledetto. E Mann. lz ‘Pen. #_7 i 2. ì Cosi saranno i reprobi svergognati con quello MALENANZA 2/3' o, '»“<• i rii”' r*; ^.^-J "'trai ri m akdetU. J'ass. Ger. g, 6fi. Itene, maledetti» al vostro 1 lllll lue , t l , C f' no . cd P tne e di perpetua morte. E Amini. 2. 1.0 chi- *l tuo r„!.* cis,; ' ! c l |e insegnasti Primo a vender l’amor , sia maledetto v'~iiasa Cntr st P oltu - (B)' , Maledetta vale Casa dal diavolo, L’ iiferno.P.Ois3.,§.ii .{A) Ma-le-di-ca-mén-te. Avv. Con maldicenza. {A)Botuf. Ma-le-di-cèn-te. Pari, di Maledire. Che maledice. V. . ' A >1 ESTe . ni <. n° dl 5 e reale d’ •o i , PeM - Jilale . ci altrui; meglio Maldicente. V. Cavale. Pungil. Pìiiif, 1...i, lc la iniquità di questi malediccnti non cresca , e non pi- " E è i ìsi - 0) -• He tu, ,l0, ne interrotto. Bemb. St. 6. 86. Andò al Papaperpur- ?% > c enti ri,* '‘•'Pubblica , pregandolo che a’ calunniatori c male di lui di- 'ttiji Ce e orecchia non volesse. ( V) J-ai. Ma-le-di-cèn-za. [.S 'f.comp. di, [ S f.comp. Lo stesso che} Maldicenza.^. Si c _ , '-“meentia, obtrectatio. Gr. xxxoXoytoc, àixcvppuis.Salvili. Pros. ' 079. Non amava le ciance, e le scioperataggini del parlare, inolio /llpian !.. _1 _ .1 •__ n . //_ T . /I Quest’ autore Malefatta , Ma-le-fàt-ta. [Sf. camp.} Maleficio, Errore ; [e pare che si dica prnpi iamenle degli errori che fa il tessitore lidia tela,od alcuno arlejice nel suo lavoro .— , Malfatta , sin.] Lat. malefactum, erratimi. Gr. xxx.oipyr,p.x. Buon. Pier. 2. fi. i 5 . Acciocch’io sia quell’io che debba poi. Paddi rizzar suoi sghembi e capopiedi , E risarcir marroni; c malefatte. » E Salvin. Annoi, ivi-. Malefatte, dal latino maìefacta, malefìcio. Omero nell’Odissea in proposito di Marte, chiappato in a- dulterio con la bella moglie dello zoppo Vulcano: Le malefatte g:à non- vanno innanzi. (N) 2 — [ Detto anche del furto del denaro pubblico. ] Tac. Dav. ann. 3 . 67. Trovarsi ne’sindacati, delle sei malefatte le cinque venire dalle mogli. (/I latino ha; Quoties repctundarum aliqui arguerenturplura ; uxoribus objectari ) Malefattore, ‘Ma-lc-fat-tó-re.eMAe sm. V.di reg. P.e (//’Malfattorc.(O) Malefattrice, Ma-lc-fat-tri-ce. [Add. e sf. P. e di} Malfattrice. Lat. seelesta , facinorosa. Gr. srovnpfi, po-fì-ripà. Segner.Crisi. insti-. 2.22, 27. Egli solo è il primo principio e 1’ ultimo fine, con un tenebroso ritratto d’onnipotenza malefattrice. Maleficameste , Ma-lc-fi-ca-mén-te. Avv. In modo malefico, Con maleficio. Tesaur. Pii. mor, 2. 7. Bei-g. (Min) Maleficato, Ma-le-ti-cd-to. Add . ni . V . A.Mglin Malti ciato. Pa ss .’ ófig , E questo interviene comunemente a’malefici , o a persone maiolicate. CCosi ne’ lesti citali nella ediz. del 1726. Fir.J (V) Maleficekza , Ma-le-fi-cen-za. Sf. camp. ì contrario di Beneficenza. Il far del male , Maleficio.Grill. Leu., Tesaur.Fil.mor.i 8 . 3 .Rerg.QMn ) Maleficiato, Ma-lc-ii-cia-to. Adii. m. Ammalialo .— , Maiolicato , sui. Lai. maleliciatus. Gr. tyxppxxtvlàds. Pass.ifig. E questo interviene comunemente a’malefici, o a persone maleficiate. » (E lo stesso esempio che i Veronesi lessero Maleficato.) (M) ’ Ma-lc-di-co. lAdd. e sm. Che dice male d’altrui, Malalingua-, •Vi». Q ic V Maldicente., [e aHt.Makdicenlc, Maidici toro.] Lai. male- u,1 a gjt ( x «xdXo7-o5. Liv.M. Non era partito da lui questo male : dico V, G,, • di pietra , eh’ e’ cadde del cavallo, e fiaccossi la coscia. V. •Uti,^. [Ber certo sappiate che ec. nè molli, cioè] quelli che disonesti, tappano, o toccano, o corrompono sé medesimi, nè soddo- 3 l ‘ai uaq n è avari, nè ebrii, nè maledici , cioè quelli che d’al- r* * Li dicono, [nè rapaci, possederanno lo regno di Dio.] 'Sii, anche per Maldicenza. Pallav. lsl. Conc. 2.56.1 quali '*•0 r conseguire spaccio senza fatica d'investigare olacoltà di tro- c. Kl ed (tn ; ?’ impiono di mirabile, di maledico, ma tuttolàlso.(Pe) » bilico 17 diff. da Detrattore, Ingiurialore, Calunniatore, Mordace, 0 0 a '"‘‘dedico è colui clic dice male d’altrui per abitudine, a tor- atJ 1 >* Uu i*c f lontv Detrattore è chi dice male occultamente c cerca di t 'on 0r(; * a fama altrui. Ingiuriatore chi con ingiuste accuse attenta ° a l'Pon < l d ' persone o con villanie le insulta. Calunniatore chi lo- t° ^atin e c< df c 0 rea/ tatti di cui non sono ree. Mordace e Satiri- •‘VZ fffi* significazione, e si dice di coloro che dicon male di ^ Piii •scherno- ;i — —- a -- per provocare l’altrui riso: il mordace perópun- '* a p c * Cl fameute del sain-ico, giacché questi alle volte alza la sfer- -Ifì , cu0[1... ..ti . ii, ; 11 ..in..,.. :i ..... . ..,^ lodevole * Bari; c C0 ^ere altamente i vizii, ed allora il suo scopo laudo ’“P reso nella categoria di coloro che dicon male , perchè ll^Va, ln generale è costretto a flagellare i buoni c i tristi alla -Va*, ' n t T o „L 1 abbia Kfji °r. s a essere sottoposto. Ma-k-dit-tó-re. Però. m. di Maledire. Che maledice. o* guj r„*Vio e J Al: > ^la-lr-dit-tri-ce. Verb. f. [(//Maledire. }Chemaledice.Lai. pC., jj *■ w. >5 xKKÓkeyos.. Segner. Crisi, inslr.i. g. 22. IlSigno- «4^ 'gOt cdrcendo al presente le vostr e lingue , le cambi subito di r/o I/,u Ae gregne , e di malcdittrici in benedittrici. Q r di h tr| ’, R . a 'ie.di-zió-ne. f Sf. Imprecazione, Esecrazione-, contra- Ac ‘5ao' IZl0ue -3—, Maladizione,s/n. Lat. convicimn, imprecatio. lQ *li ch e '* ’ Bocc. lett. Piu. Ross. 287. Con quelle male- 0 P 0ss °uo in alcuno le nostre leggi gittare. Pr. Jac. T.i. 3 ^ t 5>it 1 i ca P'T a Bonifazio, Io porto trio prefazio,Ela maledizione E la dicendo che era maleficio de’cristiani, e procuravano ec. d’arderlo.- (.Se già non volesse come dire, Era la peste, la ruma de’ (Jristiani.)( V) 2 — [Onde Par maleficio — Commetter delitto.} L'. Fare maleficio. 2 — * Dtcesi specialmente del male che si procura di fare agli uomini, agli animali e a frutti della terra, servendosi di veleno o altra simile cosa. (À) 3 — Malia , Incantesimo, Stregoneria. Vit. SS. Pad. 1. 73. Quegli aveva un maleficio , lo quale per suoi incantamenti ec. (V) 4 — [Ferri di maleficio furori deUe le Armi offensive, come Pugnali, Coltelli e simili con cui si uccidono gli uomini.] Fior. Crini. Disse che tutti i ferri di maleficio si convertirebbero in zappe e. fi, In quel-tempo che gli malefici , cioè indovini , e incantatori di demoni a , furono' presi in Roma. Pr. Giord. S. Pred. 7 4 - Ldavasi anticamente per giustizia di certi malefichi , che si spogliavano, cd ugniensi tutti di' mele , e poneanli alle mosche. E altrove : Crescendo lo zelo de’ le-' deli, come malefico fu arso in Roma. 5 — (Agr.) Fungo malefico , vale Di malvagia qualità, Vetenosq. LaU “«il j.~- Cro° COldl ° diavolo. Lasc. Spirit. 1.1. Voglio andare or •i 'hdit 1 ‘°Hc Ce a *■' 0Tar fra Buonavcntura, e consigliarmi seco di questa a .'la, 0 d’: C y. c V r s0 per via d’ orazioni, o di salini, d’ acqua he- , lo,.>ldice, 1 .,/ Cllt l HÌe *° ree gli posso 1 evar da dosso fi diavoli). ( V) 10 mc gli posso levar da dosso fi diavoli). (V) / c Ì)tion c * • c,Uo di-dir male.' perversi Mor. A. Greg che dicendo le r °t | riji; ii . ers * abbia ciascuna eli queste parole che no,u •‘V,;, i-,lc altre-, Y . a’ ior luoghi- realedizione in uua casa } i n Lin al l' a »-c ; dicesi deli Annoti riuscire secondo il desiderio. P. mprecazione, Esecrazione, Detestazione. Nel Malef fi. : a b. Or mi conviene davanti a lui gire, E riferire lo miomah tizio.■ 2 — Tribunale criminale. Sannaz. Egl. netta Bella Mano, pag, ig 3 . E lasso gli altri condannare e absolvere Or dal Civili-, ed or dal Ma-- lefìzio ; E ivi lor ragion mostrare e solyere. (B) Tassato Secc- 2. 60.. Amali. (Q) Maleg.* (Qeog.) Riviera dell’ Alissinia. (G) . Maleuevolissuio,* Ma-le-gc-vo-lìs-si-mo. Add. m. superi. P. A. 1 - e di Malagevolissimo. Onici. S. Greg.-t. ttfifi. Questo iu quello tempo tu ma-- legc.olissimo. (Pr) Ti’alemba. * (Geog.) Ma-lèm-ba- Lo. stesso che Mallemba. y. (tj) Malejie.* (Geog.) Ma-lè-me. Città della Senegambia. (C) Malejierito , Ma-le-mè-ri-to. Add. m. comp.Lhe menta male 0 gusti go'. Battaci. Ann. i 65 c. 11: Berg .- (Min) - Malemme , M’a-lèm-m::. Add. e sm. P.A. f ■ e A Mahuuhafia. (Corrotto 1 da mal uomo che i Napoht- (lieouo inalammo. ) Pataffi 3 . E le traveggole ha il più maleinme. (A) (B) . Malexaggia, Ma-lc-nàg-gù». Sf. conm. mdect. P. bassa. Specie d’imprecazione , Malanno augurato. Ciao da l Moia-, Porcacch. Pocab, B'crg. (Min) r T * Malbkanza, Ma-le-nàtt-a&i {SJ.) r.A. [v? Provenir f)' contrario di Beni-- iwtuo. Avvenimento sinistro. — , Malinanza , sin. Lat.- ninliun. Gr. bwrCxwa, (In lat,- maligna- ansa- occasione maligptó.- La stesso^ 1 va 1 2 1 4 MALINCONIA gliono le due voci celt, muli, ed anz o nanz.) Tesorelt.fir. i,$. Che fuc tutta abbattuta Sua folle sorcordajiza In si gran malenauza. Pardi. Ercol.iSy. Dice ancora, che i tini de’ nomi amati dalla Vroventa terminano in anza, come pietanza, pcsanza, beninanza, malenanza, ec. RJalencoNia, Ma-Ien-co-nì-a* l&f A. Jf. e di] Malinconia [e Melan- coiia. Lat. atra bilis. Gr. p-e^xy^Q^loc. (Del gr. metas nero, e chole bile.) 7 'esordi. Br. 2. g. Che l’ima è signoria Della malenco- nia. Cani. Cara, 25. li quarto locò tien malenconia. Malencomco, Ma len-cò-ni-co. \_Add. e sui. F. A. p’’. e di ] Malinconico [c Mekmcolico .3 Lui. nielancholicus. Gr. fAE^tzy)( i o\iKÓs. Br.Jac. J'.f. 33. 7 * Slavaggio malenconico , Pieno *V increscimcnli. Malenconizzare , * Ma-lcn-co niz-zà-re. N . ass.V.A. Aver malinconìa. _ Corri. Dant. Par.c0p.2g „ Essendo in infennitade, cadile in una grande Malvacktste MALFRANCIOSO E spezialmente quando da alcuni malevoli volessono esser calon 11 ^ 1 * Buon. Pier. 1. 4- 12. Maicvol testimonio non s’ascolta. • Ai ... . , e*...tufi ** a — * (Mit.) Segni malevoli. .Statue dì tristo augurio; erano le Mercurio, cosi chiamate perchè rammentavano l'idea dcll'iiferiio.C^ Malfaccente,- Mal-fuc-ccn-te. [Pari, di Malfare.] Che fa malesi ’’ facente , M affacciente, sin. Lai. l’acinorosus. Or. xux&vpyac. 2 — [Colpevole, Facinoroso.] Liv.M. Non come senatore, ma coW e fievole e malfacceli te. , , atI . 3 — [Ed in forza di sm. ~1 Lib. Am. 11. Affi bcnfaccenti mcriffS 1 dissimi promettendo , e alli malfaccenti grandissime pene. , miai' Malfaccikntb , * Mal-fac-cicn-te. Pari, di Malfare. E. A. E. e facccnte. S. Agost. C. D. Mazzi. (0) • lS o malenconia, ec. Or brevenuute nulla li giovava, perchè costui.slava pur filmo in sul malenconizzare. (P) MALEKGo,*Ma-lèn-go.ysfr/f/. e sm. F'.A. E. e di' Maligno. Stor.Barl.118. Gio- safatte in questo tempo sofferse molte tentazioni da’malenghi spirili.(V) Maleo, Ma-lè-o. Adii. [m. E- fuor d'uso. Cagionevole , Infermiccio ,] Malescio. Lai. infirniac valetudinis. [ Gr. i'.Z'A)rs. J » Salviti. Annoi. T. B. s. 3 . Malva , quasi malata, non sana, eh» ha patito. (A) (N) 2 — [limo, Ostinato, Petroso.] Buon. Tane. 2. 3 . Tancia, tu se’sai-, vatica e malva.» [È detto qui figurai., quasi in significato dì Malescia , perchè tal noce è difficile a schiacciare.) (A) ( 13 ) 3 — Fiero, Feroce, Selvaggio. Bai. immitis. (In gr. metas crudele.) Corsia. Tonaceli. 2. 36. Sarà mai questo ec. Quii Gigante maleo, sì eli’ io f ho scorto, C.h’ ora fa 1 ’ anno in questa istessa villa Mi rubò la mia figlia Petronilla ? (A) (li) Maleo. * (Mit.) Soprannome di Giove adoralo al Capo Malìio. (Mit) Maleontozoarii.* (Zool.) Ma-len-to-zo-à-ii'i.i 5 ’»;. pi. Lo stesso che Ma- lacentozoaiii. X. (Van) Malerba , Mal-èr-ba. Sf. comp. Erba inutile o nocente. (V) 2 —In modo pri wl À)i^! cese. Lo stesso che Infrancesato e Francesato. r. Salvi • ) to (' (r' -- y »c» • . * t _ yvì,ifurinto 1 fra»* 1M f nè remissióne, se beli, offra al malfrancioso, a ' c>sC MALFRANZESATO nidi ,^ ZT:sATn * (Med.) Mal-frnn-zc-sà-lo. Add. e sm. comp. Infetta da > /» Of I t'PG/1 i *■. À - J li* a li a r • ' ■ /> I MALIGNETTO 2 1 5 Il, Cu ì ... «'->•»/ i rte jniir.intusiuij t' ri'aiiccsaiD.^ va,..* ■ 1 , S1 chiama in Firenze uno spedale, nel quale vanno acu- Mirrn,*. ,Ilalfl ' a nzesali. (A) ' 1 Ifr jj? 7, ? SE) Mal-fran-zc-se. [Am. comp. Lo stesso che) Mal francese. Ad" S' 2< i 5 . 9 -] Bent.Oti.i.y. Io ho assomigliato un di costoro dii golfo ai ubico , sulla casta deh’ Arabia. (G) d’ni- Un e, s °th) è pien di malfranzose, E sopra ha una bella vesta Maliaco. * (Geog.) Ma-iì-a-co. Golfo Maliaco, Antico golfo Maipj 0 * ® le l* niiseria sua non fa palese. ‘ ‘ 11 ' '' " ' “ "" £) (1 , ut T u > * Mal-frùt-to. Sin. comp. che scrivesi anche Mal fruito. 'Ì'uUo’m' ’ ^‘ snwanl "oS‘ 0à P ctr - canz. 4$- 8. Di buon seme mal- •Idìth >, ^‘^dos-so. Add. e sm. V. A. T. d'ingiuria ; probabilmente fiaiiccse, io stesso che Infrancesalo e Frnnccsato. F.Mm.Maini. 3 — Profeti). Romper la malia — Passata lunga disdetta , incontrarsi in qualche cosa conforme ni suo desiderio. Macia. * (Geog.) Ani. cit. della Spugna della Grecia nella Fliotide. (G) A«....c. » (G,. 0 g.) Ma-lì-a-ca. Ani. cit. della Spagna nelle Asturie. (G) * (Geog.) Ma-li-a chi , Meleachi. Antico nome didue isolette Maliaca. Mai.iaciii n i!S; . - - ... 1. 1.1.,.-- 11.111. v.uu .a iii.iHia j inori Mai, 0a ,’ * a dro , stupratore e meceo cc. (V) (0) (IN) dm, H, ‘ * (Geog.) Màl-ga-chi. Nome clic si danno gli abitanti di Ma- ^«ALn*''' (V) heo i° ‘ (Moti.) Mal-gàl-li-co. Sm. comp. Lo stesso che Morbo gnl- Al 4L ! ”^'^*' an cese. F. Male , §■ 21, 5g. Capar. (A) fluido * CGeog.) Mal-gà-i'a. Lo stesso che. Migalgara. V. (G) p. u ,- 1 l 'A 1 1:. Mal-giu-di-cà-re. All. e ri. F. comp. Che scrivesi mieli e M al ’dft. C Sentenziare ingiustamente. Inlrod. Pivi. pag. 4’). (Firenze t'iriit ^'dgiudicai'e- si è non giustamente sentenziare , per iutendi- vijj 0 | 1 guadagnare. Amali. (lì) E appresso : Quei pecca di questo 0 .1: C , s appella avarizia , che guadagna per via di simonia . . . ^‘t-ci . lna E‘ ll dieare cc. (Pr) | l' c ì«i'"' 1 '^- 0 5 Mal-giu-di-ci-o. Sm. comp. che scrivesi anche Mal giu- X a Clo £è 5 1J ai-^iu-ui-ii-u. !>.... comp. ette scrivesi aliene mai giudi. ‘ Giudicio torto , Ingiusto giudicio. Mar. Equic. Nat. Am. io a, 00 , 0 !* Mal-giuò-co. Sm.comp. che scrivesi anche Mal giuoco. Sgar- "“oi'azia. Offesa. F.Faxv. mal giuoco, e F. Giuoco, $. i8.{0) (IN) $ c VERIit >, Mal-go-vèr-no. Sili, comp.che scrivesi anche Malgoverno. a ll0 >'°, Strazio , Strage. Dani. Inf. 27. E ’l Masi in vecchio, e ’l 11 da Verruccliio, Che fecer di Montagna il mal governo, Là dove &erg. (Min) ih Mal-gra-dì-to. Add. [»i. comp. che scrivesi anche Mal gra- is Ci f^ ìaì 'io dì Gradito. Ahborrito. Lat. male acccptus, male ex.- a^' IS ' Gr, x xaóh E/TO?. DiUnm.t.6. E benché l’arte mia sic malgradita. si /j At>0 » Mal-gi à-doj Mal grado. Posto avverbiali)!. ~ A dispetto , e vi itiiij a PP i>n c talora parie particelle Mio , Tuo, Suo, Nostro, Vostro e si- tigrato, sin. [V. Grado, §. 2g.) Lat. invite, ingratiis. Gr, (\ .giudo.) Petr-canz.3g.l. Che chi possendo star cadde f la » Meglio è clie mal suo grado a terra giaccia. E son. ifì. E mal s»a lunga e mia inerte consenta. Seti. Ben. Parch. ìUicq* :mc °i* a Tacilo pensa che debba farsi, di rendere il cambio, ri tll ® contro la voglia e mal gi’ado di coloro a cui si rende. Buon. cip * Or le memorie altrui, già spente , accese Tornando, fate ■*«*y* r . s,a n quelle c voi, Mal grado d’ essa , eternalmenfe vive, Gj>^. ra si usa in forza di siisi., c vaie Dispiacere. Lat. aegritudo. ^\^ x ^-B° c c.nov.g8.4i^ E senza fallo, se a Roma pervengo, io riavrò 53 ,p c " e è meritamente mìa. mal grado die voi n’ abbiate. 7 Vj. Br.8. ‘ ' ■ bbc venire molta polvere su i calzari, sanza essere ito grado non potrebbe aver l’uomo sanza inavventura. r - costruito col quarto caso , come usano i moderni soltanto. gv^o V ^ eLt ‘J'am. 2. 20 f La nostra dolce compagnia che noi, mal- lontananza, conservammo jmr lungo tempo con dolci lettere, jj '-h fi * ' e s. ling. tose. 1. 3. Malgrado il privilegio. (N) nuche A mal grado. V. Grado, §, 28 , e P r . A mal grado.(A) Voi * °* * Posto avv. Lo stesso che Malgrado. P r . Guitt. lett.n.È face tri ' ‘ - - 3 M. Co rit -- tenuta avite a suo malgrato. Dcp. Decani. 55. Legato dal ed lo del matrimonio ec. gli conveniva, ancor clic a suo mal grato, ■'O vok»c o non volesse, ritenerla in casa. (V) , Mal-gi'a-sio-sa-nifn-tc. A oc. comp. Con cattiva, Con , il sur,° 7 ! 2 c i ,e ehriaco Strepito malgrazioso musicando .... >! Ar n. * /p Sle magioni esce già fuore ec. (IN) ai -Ia, jp a ,V°8-) Inasta contrada della iSigrizia. (G) Sii Uomì *' a ‘ Spezie d’incantamento temi cui si procura di legar] Gì e talof.‘ l f / ><ìc ^ { ’ c ’ uon sien liberi nè padroni deila lor mente o an- l a CaiUcs' “ e “ e membra ; (e dicesi anche Fattucchieria, Stregoneria, T*’ Sortilegio ec .] Lat, vcncfichmi,fascinimi, plnltruin. G y aix, (Dal ners. mal sortilegio. Altri da malumniA 4' 'to' l *4 U 2 °‘ 12 ^’ ^ cccr ma ^ c con C1 ^ JC c con imago. G. dell'Arci- pelago ; oggi Golfo di Zciitun. (G) Maliana.* (Grog.) Madt-à-ua .Ant.cit. dellAracosia nel Candahar. (G) Matjantc. * (Geog.) Ma-li-àu-tc. Antico nome delta Bitinta. (G) Maliardo, Ma li-àr-do. [Add. e s/».} Ammaliatorc , [Mago, Stregone , Venefico ec. —, Maliardolo /.a^.vendìcus. Gr.^ctppccKivu. Tac. Dar. Ann. 2. 53 - Prese una TVhirlina, maliarda famosa in quella città. Serd.S tor.io. 38 o.Lo domande alMcncscs,per gastigarlo coinè maliardo. Màliardolo , Ma-H-àr-dodo. Add. e sm. V. a di’ Maliardo.CVce/t./nc- 46 Ma io disegno bendi voler mettervi Una querela sì per maliardolo.(V) Maliarfa.* (Geog.) Ma-li-àr-fa. Antica città deli' Indie:. (G) Maliranga. * (Geog.) Mu-li-bàn-ga. Città dell'Indostan. (G) Malica. * (Geog.) Mà li-ca. Antica città delt Arabia Felice. (G) M ÀUco.(Chim.) Mà-l i-co. Add. m. Epitelo dato da 'chimici a certo acido della cui scoperta andiamo debitori a Scheelcs , e che si rinviene nel succo de' pomi , e del maggior numero de' frutti succosi ed aciduli pervenuti a maturità , come altresì nelle bacche verdi del sambuco nero , del sorbo degli uccelli , nel succo delle carote , nel polline del dattero egiziano , e nel semprevivo de' letti. Si trova esso contenuto in tali sostanze o in istmo libero o in quello di sale. Si scorge eziandio lini lo agti acidi ossalico , citrico e tartarico. Forma pure uno de prodotti dell azione dell 5 acido nitrico sopra lo zucchero. Quando è puro quest* acido si presenta sotto forma di sciroppo bruno giallastro , deliquescente , /20/i cristallizzabile , e poco sapido. Non vanno i chimici d ’ accordo sulla natura dell' acido malico. Molli lo credono un composto di estrattivo e di acido acetico ; altri pensano che sia formato di acido sorbico c di una abbondante materia mucosa. ( Dal lat. medimi pomo.) (Van) Malico.* (Mit.) Nome che presso gli Ametusi davasì ad Ercole. (Mit) Malicolo.* (Geog.) Ma-lì-co-lo , MaUlcolo. Isola del grande Oceano equinoziale. (G) ÌIaucoiuo. (F;u*ui.) Ma-li-eò-ri-o.Am.iVow Dant. A .A t) -,.u„ ^ -.1- ■- - Paliiff. 9. Se pigne , non maligna tontolamlo. 2 Interpretare malignamente , S,»rgarc m senso mal.gno (A) 3 — [Trattare malignamente.] Albert.2.1. Dunque scaccia 1 ’ ira, e abbandona il furore , C non malignare, accio tu non su malignato. » (Qui il pass, suppone t attivo.) (N) eri / 2- * Pensare , Ragionare malignamente d alcuno. Car. Lett. med. 1. * **3 Ora richiamandola di nuovo cominciano a malignare. (N) Malic’nato , * Ma-li-gnà-to.’aiti/, m da Malignare. F. (N) I "**e en i- "" nf 1 *™ mia malia : » Loaivm./umm, 1. ». 1. Malicnetto , Ma-li-gnet-tO.Ar <1. m. dim. ch Md\l^t\o. AggiUnW ‘ P u Dre iA St “ aula la forza e l'efficacia de’lìltri ovvero fatture e malie sona alquanto maligna.— , Malignuzzo, sin. Leop.Rtm. Potreste ilare ‘«amorale e trarre i cuori all’amore di chicchessia. (K) iu qualche malignato Da scorbacchiarmi. (A) ’ V* 20 ^ J. LEU 11JUAAW. cuti A-XJJC c L-UI1 JllUtgU. 1/ c *»hi che " ■ 8^ addiveniva per malìe che fatte gli erano per al- *holti . ltlv idiavauo i suoi felici avvenimenti. F. V. 11.78. Stimando son 0 !^ 1 - fo , ls 5 a ^ ma ^ a 1 ° facesse. Pass.3yy. Del novero delle 3 Tuali ^ uca ntesimi , le malie, T osservanze superstiziose, 2i6 malignissimo Malignissimo , Ma-li-gnis-si-ino. [Add. m] superi, di Maligno.Lar. sce- lestissimns, pessimi». Gr. rfai^póraras. Med.Arb.Cr.Oh maravigliosa benignità del dolce maestro nel discepolo duro, c del pietoso signore nel crudele e malignissimo servo! Declam. Quinlil. C. Che è malignissima generaziou di sollecitudine. Malignità, Ma-li-gni-tà. [Sf. asl. di Maligno ] Malvagità d’animo disposto per propria natura a nuocere altrui, ancorché non vi sia l’util proprio. [ Ma'talento , Perversità, Velenosità.]—, Malignitade , Ma- lignitate, sin. Lat. malignitas, improbitas. Gr. seotripia. , sconcia. Declam. QuintiI. C. La qual cosa accese li animo suo ad ogni malignitade. Quist. Jìlos. C. S. La malignità cc. è vento ardente, e diseccante la vena della misericordia di Dio. E appresso : Malignità è mala volonlà , quando 1 ’ uomo non puote più. E appresso : Malignità è quando non solo noti si rende behe per bene , ma quando si rende male per bene. * — Atto sconcio e insolente. Vi L S. Bufrag.iy 3 . Non sarai più ardita di fare malignitade. E appresso : Non fare più queste maligni- tadi. (Parlasi d’un’ indemoniata.J (V) ’ — Malizia. Lat. calliditas. Gr. era.vovpyia. Car.Letl.27. Il quale ec. MALIPALA melancholia, atra biUs.Gr.f«?vayx o, oa. (Dal gr. melos nero, °- cAo '‘. bile.) Scrm.S. Agost.22. 1 porri accendono la collora , i cavoli g e " rano malinconia , i pesci fanno rema , il cacio guasta lo stomaco , J .’ Tes. Br. 2. 32 . Malinconia è un umore che molti chiamano co * 1 ^ nera, ed è fredda e secca,cd ha il suo sediò nello spino, ed è u 1 ."^ tura di terra e d’anturmo. Borgh.Rip. 3 . Così felice parto ec. cont'C* in sé tutti e quattro gli elementi ; nella malinconia , che è fr- e secca, ecco la terra ec. . ,, a — Afflizione e Passione d’animo. Lat. moestitia, moeror, acg otl1 ' c Gr. Ararli, txJàos.Bocc.nov.20.60. E questa maniera non senza S* a malinconia della donna cc. lungamente tenne. £’ g. 10. f. 1. Cess an . le malinconie e’ dolori c l ’ angosce. Ditlam. 5 . 23. Rallegra il 001 ’ conforta e dà diletto, Malinconia dell’ animo tolle. 3 — * Fig. Malumore. Tit. Liv. Dee. lib. 2. c. 3 o.Elli torneano D 111 linconia del proprio esercito, e de lo esercito de li nimici. (N) ; 4 — * Col 0. Dare: Dare o Indurre malinconia = Attristare ; * H?,’ malinconia = Divenir malinconico, V. Darsi malinconia. (A) v 3 ' 5 — * Col u. Passare : Passar malinconia = Addormentarla , R l,lllt zarla , Scacciarla. V. Passare malinconia. (A) vi fu messo per un delitto commesso piuttosto per mancanza di giu- 6 —‘Coli». Stare: Stare in malinconia = Essere malinconico. V. Stare a- .1.. ’ 1:—:.\ 4 - Z2.-W.— J. tuta a: 1.-.. «A -i: —.. 1 — .i:„ Bn nii dizio , che per malignità. 4 —* (Med.) Nome col quale si è indicata e creduta per molto tempo certa condizione occulta che influisce sopra una maialila in guisa da farla presentare con sintomi che non annunciano un prossimo pericolo , mentre pure esso è imminente. Oggi consiste soltanto nella intensità di taluni morbi che attaccando in un qualche organo importante , e per solito infestando le vie digerenti , spesso ¥ encefalo , e più di frequente sì l’uno che V altre, fan prevedere esito funesto. (O) (N) 5 — * (Mit.) Donna deforme e pallida che tiene una quaglia , perchè dicesi che questo animale intorbida le acque qjffin ohe gli altri non possano berne. (Mit) Malignità diff. da Malizia e da Malvagità. Malignità è perversa inclinazione d’ animo disposto per propria natura a nuocere altrui. Malizia è un occulto e simulato pensamento , un artificioso ed in- gannevol disegno di nuocere agli altri. Malvagità riferiscesi principalmente alle male e criminose azioni. Quindi, la Malizia dipende dalla mente, la Malignità dal cuore, e la Malvagità dalle azioni. Maligno , Ma fi-gno. Am. Il diavolo , così detto quasi per antonomasia. Coti. Ab. Isac. cap. 20. Iddio discaccia da loro la crudeltà del maligno, acciocché non gli tocchi ; il qual maligno si raffrena , vedendo il guardiano loro.» Pass. 26 g. Avete vinto il maligno, cioè il diavolo. .(V) Malicno. Add.ni. Che ha malignità, [c dicesi delle persone e delle cose; Malvagio, Beo, Malefica, Cattivo. —, Malengo, sin.] Lat. maligni», improbus, malus, seelestus. Gr. icosripos, scccxós, y.ox3*pós. Petr. cap. 1. L’amore in odio tolse Fedra , amante terribile c maligna. Bocc.nov. 65. 20, Da quella ora in qua, che tu ti lasciasti nel petto entrare il maligno spirilo della gelosia. Vani. Inf. 5. 86. A noi venendo per 1’ aer maligno. E Purg. 32. i3f A sé traendo la coda malignatili. ivi : La coda maligna , cioè lo malvagio inganno. Serm. S. Agost. 17. E ’l biasimare viene da grande perversità ; è cosa maligna , cc. 2 — (Med.) Vocabolo assai adoperalo per ¥ addietro , onde esprimere i sintomi , le malattie , le alterazioni organiche, attribuite alla malignità o caratterizzata da essa. Onde dicevasi Sintomo maligno, Malattia , Febbre , Infiammazione , Pueumania , maligna. Dicevasi pure che tale malattia aveva carattere maligno. A questa voce fu poscia sostituita l'altra Atassico-, cd una varietà del carboncellò fu detta Pustola maligna. (A) (0) 2 — Maligne generalmente diconsi oggi Quelle febbri che sono e- pìdemiche , o ci infezione , e sono accompagnate da macchie e da e- ruzioni di varie specie. V. Febbre, §. 1, n3. (A) Malignosa mente , Ma-li-gno-sa-inéu-te, Avv. [V. A. V. e di’ Malignamente.] Lat. maligne. Gr. a azere...?. lì. Giord. Pred. R.Eello altrui bene fermano malìgnosamente gli ocelli lividi. Malignoso, Ma-li-gnó-so. Adii. m. V. A. Che ha del maligno. Lat. improbus. Gr. n-orzpos. Fr. Jac. T. Clic non pensa lo core malignoso? Ma r.i gnu zzo . Ma-li-gnùz-zo. A del. m. dim. di Maligno, Lo stesso che Malignetto. V. Car. Long. óqf. io3- Era Dorcone un cotal larpa- gnuolo ec. nel parlar lusinghiero, e nel pensier malignuzzo;insomma un cattivo bestiuolo. (B) Malii. * (Geog.)Mà-li-i, 'SìoWcà. Antichi popoli delia Mesopolamia.(Mit) Malimba. * (Grog.) Ma-lìm-ba. Piume della Guinea Superiore. (G) Malimbo.* (Zoo!) Ma-lim-bo. Sm. Sorta d’uccello americano di color rosso, e perciò detto anco;a Cardinale. (Vali) Malimpjegato , Mal-im-pie-gà-to. Add. [m. cnmpf Impiegato mate. Lat. male collocati». Salvili, disc. 1. 31. Se la curiosità degli occhi, malimpiegata , cosi scioccamente fa gli uomini vaneggiare , non minore certo è la pazzia di quella degli orecchi , che ec. Macina, Ma-li-na. 05./.'] F. d. F. e di Malattia , Male. Lat. morbus. Gr. laósoi .(V. malattia. In celi, mallhaint vale il medesimo.) Fr .Jac. T. 2. f. 43. Già ordinata gli ho per medicina La penitenza, eh’ è di tua amistate; Se mai lo ripigliasse la malina,Ricorra a lei, averà sa- nitate. E 6. 12. 2g. Amoranza divina, De’ mal se’medicina, Tu sani ogni malina. M alinac. * (Mit.) Ma-li-nàc. Nome del Cattivo gemo presso gl' Islandesi-, esso è il nemico del Buon genio ; ispira il mede, desta le tempeste, spezza le barche e rapisce i pesci- ( In celt. mali cattivo , e neach signore.) (Vau) Malinanza , Ma-li-nàu-sa. [V/] F. A. [ Avvenimento sinistro. Lo stesso che Maleuanza. F.] Lat. mal: m. Gr. muo».(V. beninanza.) Bimani. M. Cin. 56. E di me fatt’ hai fonte di martiri Di malinanze e di tristizia loco. Malinxolico. Ma lin-cò-li-co. Add.m.Lo stesso che Mclancolico. F. (A) Malinconìa , Mc-lm-ee-ni-a. lAf. Lo stesso che Melancolia. Vii Lat. 7 — Proverò. Nè di tempo , nè di signoria non ti dar malincon" 1 Alcuno non si dee prender noja nè del cattivo tempo nè del cal !‘ .p governo, sulla speranza della mutazione , 0 sull impossibilità dd 1 medio. V. Flos, 16. . Malinconiaccia, Ma-lin-co-niàc-cia. [Sf. pegg.] di Malinconia. moeror. Gr. bsivh l.irr,. Lied. leu. 2. 270. Scaricando gl’ ipocon<"‘’ potrebbe in uno stesso tèmpo far bene e alla febbre c a quell 3 . iinconiaccia nella quale ha data. » E nel Diz. di A. Pasta. Si " cer ti che il leggere la sua lettera mi fu di un parti,coirne divertii' 10 " in queste mie afflizioni di male e di tante malinconiacce nelle “l ,ja a mio dispetto mi son fitto. (N) . ;] , Mabinconicamente , Ma-lin-co-ni-ca-mén-te. Avv. Lo stesso Chester conicamente. F. Gatil. leu. (A) ^ Malinconichissimo, Ma-lin-co-ni-chis-si-mo. Add.m. superi, di ionico.—,Malinconissimo, sin. Magai.part. i.letl. 23.Io ho una bi' 3C0 !' c , ta... senissima,savissima e malinconichissima a segno, che non / /j.y sempio ch’ella sia mai stata veduta rallegrarsi con altr i cani, ec.(A/i Malinconico, Ma-lin-cò-ni-co. Add. [e sm. Lo stesso che MelancoU F.l Lat. melancholicus. Gr. ici>.x. r xaX,Fc. Tes. Br. 2. 32. L’u"?. 1 ., tura è di complessione sanguinea , 1’ altra malinconica, o flenu» at ‘ c ’ o collerica. 2 — Pieno d’ afflizione. Tes. Br. 2. 32. E però fanno gli uomini & linconici, c pieni d’ira e di malvagi pensieri , e paurosi, e che" possou bene dormire alcuna fiata. .,■) 3 — [Che cagiona malinconia.] Cr. g. 66. 1. La lor carne fde’ bufi ' è troppo malinconica , e però non è buona. Malinconioso, Ma-lin-co-nió-so. Add. m. F. A. F. e di’ Melancq"^, Fiamm. pag. 72. f Parma 1800 J Ancora ch’ione rimanessi ass al , oll , linconiosa , non pertanto tutto il di seguente , bene sperando,) c lentissima dimorava. (B) . - c o. Malinconissimo , Ma-lin-co-nìs-si-mo. Add. m. superi, di Mai in l ~° ji Lo stesso che Malinconichissimo. F. Tuss. leu. if6. Il magg i0 tutti i mali è la frenesia , per la quale son malinconissimo, e ace pagliata da grande smemorataggine. (V) Malinconoso , Ma linco-nó-so. zi ad. (e sm. F. À ■ F. e d/’M'l L:1|l |..i, e] Malinconico.^/. Aldobr. P. N. Lo malinconoso è freddo e st ch’ei sembra vile alla settembreccia. ... 2 — Pieno d’afflizione. Lai. moestus , tristi s, animo aegei'. i' r! ' /,,).•> qs-ós , >-vrr/tc r U , dSuftos. Bocc. nov. 80. 28. V’ andò tantomalii> c ° t ,, c tanto tristo , che egli pareva eli’ e’ volesse morire. E nov. Ella dolente e malincouosa si rivestì. Boez.Farcii-i.pros.i.D' iC l voci ripreso quel coro c sbattuto, chinò malinconoso la fr° ut F Malincorpo , Ma-lin-còr-po. [ Sm. comp. F. usato solo nel a* 0 ® verb.] A malincorpo. F. Malincuore , Ma lin cuò-rc. Sm. comp. F. usalo solo nel modo A malincuore. F. (B) _ M el' eC> '‘ Melinello , Mati-nèl-lo.Vm. Specie di vaso da bere. (Dall’ar. fiasco di acqua.) Magai. Leti. Io non sono mollo vago di „ - ' . *;; c !b,f- jd- a foggia , e "di malindii e di spilli, c in particolare iì vern fffV Malines. * (Geog.) Ma-li-nes> Lat. Mcclinia. Città del Belgio vinnia di Anversa. (G) . a Malinopoli. * (Geog.) Ma-li-nò-po-li. Lai. Malinopolis.^ntie® c “ l’Asia , nella Frigia e nella Bitinia. (G) Malintenzionato , Mal-in-tcn-zio-nà-to. Add. m. comp. Di ' 1,fl ““Alii ; Che ha mala intenzione. Bentiv. Guerr. Fiand. 1. 10. BerS: f a l" Malinteso, Mal-in-té-so. Add. [in. comp -1 Poco pratico, Poco Lat. imperitus, insci uà Gr. dieufos. Salvili. Pros. Tose . <• 4 tJ ] fl semplicità noiiile del nostro Petrarca , mal conosciuta a’ di Quanto la comun gente, e particolarmente la gioventù, mali" t gentili naturali finezze , da te si dilunga , ec. . Mal-in-ven-tu-rà-to, Add. [in. comp. F• r 0V° s ' or- -i0 „e Malinventurato , Malavventurato,] Disavventurato. Lat. infortunatus, infelix Aprire li fatti dell’ amico , c r disp eraa Sycrryx^s. Aibp.ri. cap. 25. d’ anima maìinventurata. f r , Malto. * (Geog.) Mà-li-o. Promontorio deli isola di Leso * lopotmeso , ali ostro della Laconia. (fi) r-An. La/' /, Malioso , Ma-li-ó-so. Add. [e sm.] Che fa malie , Mah _ _ nie 1 I 1 aU“ , ir neficns. Gr. Qappzxtvs. Bocc. nov. Si. 12. Ed es3cr , l«i c y condennato al fuoco. Lah. i 33 . Li strolagi , li 111 g(P j,,f 11 mine maliose , le indovine , sono da loro visitate. turba lo c« or£ affattura, cioè li maliosi. 2 —* Malignoso , Maligno. Guitl. Leu. 3 . 18. Non nè teme perigli «le’maliosi tempi avvenienti. (V) daldtt n 8 e Maupala.* (Geog.) Ma-li-pà-la. Ant. città dell Indie di qu «> ingl. marshall , in frane, marèchal, in isp. mariscat, ‘siili n v ma ‘ Ca P° 1 pGuc'pe , signore c sgai uomo : Capo di uo- les C( Jj v « 10 Uomo del principe.) fioco, nov.i 8 . 3 t. Il quale in Ga- lftc kiusi S ' C 0 ’ umori corsi a’'piè del cavallo, e lungamente siati Ut falere ’ Ul '' ec . c hiano in tanto dentro dell’unghia, che ec.;» MoiUecucc. 4l,s - - T ’ *llajo, armaiuolo, maliscalco, trombetta.(Gr) MALIZIUTO 2 1 7 torbido, con sottil corteccia , che in maraviglioso modo pesa, e in terra assai magra si difende. (V) Malizia, Ma lì-zi a.[.9/i] Fizio.Difetto, Malignità,[Inclinazionea nuocere , a malfare ; Malavolnntà, Reo'talento ec.. —, Malisia, sin.) (V. Malignità.) fisi, vitiositas, improbitas, peccatimi, malitia, Pallad. Gr.Kxr.ia., irovriflx, ipdprv,p.x. Com, Dant. Malizia è perversitade dell’appetito e della ragion pratica. Diti. Inf 11.1 .Malizia è pensamento della rea mente. Tratt.pecc. mori. Malizia è un peccato speziale, e importa detestazione e dispregio de’beni spirituali, Rocc. noe. j5. 1. Anzi acerbcttache no, non per malizia , ma per antico costume, cosi cominciò a parlare: ec. Dani. Purg. 16. 60. Lo mondo è ben cosi tutto diserto D’ ogni vir- tiite, come tu mi «none , E di malizia gravido e coverto.fi 75. Lume v’é dato a bene e a mali2ia.Cavalc.Specch.Cr.Per la croce comincia 1’ uomo a conoscere sè medesimo , c come la sua malizia fu cagione della morte di Cristo. Pass. 148 - H confessore dee ricercare la coscienza del peccatore, come il medico la piaga, la quale non saprebbe nè potrebbe sanare, se prima non conóscesse la qualità eia malizia sua. 2 — Cattiva qualità. Dant. Parf .65. Perocché sua malizia Non ti potria menar da me altrove. 3 — Astuzia. Lai. astutia, calliditas. Gr. ifxvovpylx, Stirar*s, Tes.Rr. 5. 3t. E si dicono molti di loro malizie, che elle furano l’uova l’ima all'altra; e quando sono nate , udendo la boce della diritta madre, si si partono da quella che l’ha covate , e vannosene con lei. j — [Onde Pensare o Prendere una maliziai Trovar modo diingannale altrui .] Rocc. nov. 3i. 5. A dovergli significare il modo , pensò una nuova malizia. » Dant. Inf. 22. Odi malizia Ch’ egli ha pensato per gittarsi giuso. Morg. g. 20. A Uor la volpe altra malizia prende. (P ) 4 — Infermità, Malattia, fiat, morbus, malum. Gr. róeas, r.xy.ór. Nov. ant.gg. 3. E tutto die si riduole di sua malizia, e tutto glorilo dice che di lui è grande dannaggio. Albert, cap. 3p.Nell’andare a’pericoli è da servare l’usanza de’medici, che coloro che hanno lievemalizia, lievemente gli curano. Tes. Br. 2. 32. E le malizie che son perca- gioii di flemma, sono rie di verno troppo duramente, siccome sono febbri cotidianc. Peir. cap. 3. Cotale ha questa malizia rimedio. Mt. ’ ih 1 dc Ua l r ! n rh l,s c molisi) Gr. A’. Gir. 03 . Eglino non ponilo mente 1*^*4 uiaJicì-1 « _ j.hl..:... 1 Oh Ma-li-scèn-te. Add. e sost. com. Non uscito ancora di ma- non e per ancora convalescente.Sansev. Pred. Rerg.{Min) “Li-lì-si-a. Sf. If.A.V. e di’Malizia. (In lat. malitia, in ttalisja e della infermi là dell’anima. (Y) - £*'■) Ma-lìs-si-a. Sf. Specie d'uva .—, Malixia, sin.Cresc. Si e albana, c grilla, e alcune altre come é malissia. , (V) . ‘ H-'Su. " TE , Ma-hs-si-ma-men te. Avv. superi, di Malamente. Ar. Stcnf - f ai <- VogR * "• - ' Lo scilinguagnolo, e dir che malissima- Lat. pessimus, de- i ute fai’' .,S Uo rompere Lo scilinguagm tcnell do cotal pratica..(V) jj lri triu s ’ i a “Rs-si-mo. [Add. m .) superi, di 3 Popolo r ’ i■ • Guicc. Stor. 18. 72. jvsseuuo I '.- Iji-IM ni culto i’La Jll na ‘ l . ss inia contentezza del presente governo. Segr.Fior. Stor. A' ,SSls, o. j^&ior parte degli uomini si vivea in malissima contentezza. i y c, h R ei) Tp. superi, di Siale. Lai. deterrime, pessime. Gr. V.OL aes idcij y an ^' 2 7‘ ** porti malissùno con colui , al *1. ^ 4l ( ^\tu. u Uli n0cciau0 ’ ayendo l’altre dive ec. Uccellata costei , Gli’ es- abbia un marito E sucido e inalilo, Ella se uè ri- y.xy.trrz. quale y 0 : uà 1 , s Iàl-la. [S/.F. A.P~.e di’! Stalla. Lat. stabulino. Gr. Ili); 'f3. I CeIt - man cavallo, e slaol stalla: Stalla di cavalli. ) M. desi n‘ v atide SU ° l os ^ el * ‘ enne ada reale con apparecchiamento di no- , v a i|J lc fi co " grande tinello di cavalieri e scudieri, con molti «ostri „ a ., sua «alistalla. Cren. Veli. 81. Mettendoci ec. i ca- C Q ’ sua malistalla. ■dlù ae g»'itudi °‘ ^d. t m.V.A.)Che ha corporal difetto, Malazzato. Sena®' s 3o n e «°nfcctus , debilis , aeger. Gr. r:\cxy0ic ratrtpas. (v, U ° Pi- -, erc bè avi ’ " ’■ - •’ ~ ■ t'aicf ^a h-vo-glièri-za.[Y/icon;p. V.A.V. e di’ Malevolenza,] «e a* le «za di r-‘ P. ros . 4■ Non mi curai d’incorrere nell'odio e ma- ))r :r ) ) . v eas(. rQ ’-'priano, suo falso accusatole.» Borgh, Mori. 236.Onde .sliojj e l itrrv s j agli altri comuni acquistarsi carico di animi subiva 1160 «lai.',,’ . e da gualche imperadore col tempo ricevere noia o (V) V J -^ ei ‘ ho il " V ° ^ Uza ' c ^'Malevolenza. ] Albert. S - 1 c °Ddn^ a contenzione l’animo di colui chfe ode si turba, e 111 s * fatt^ 111 uia ,^ vo ^ enza * d/. (S . sti m -,i" a , ’ sc guitando la ìgnoranzia e l’arroganzia d’ai- 4l ' v oio ° st ° loda rv“\ ia-J> E 3 P'Niuna malivolenzia può nascere, v.*)», d ■ fiT- 1- • l \ I 3>i, u. 'fotti Add. [e sm. V. A. V. e dì’Malévolo.) Albert e - «°‘Po ) a anima non entra sapienza. G. V. 12.ni. c inique operazioni confusione inalivola anima non entra sapienza, •v”‘Q (;é , ìf :s i con 0, a i l x> ccato.» ( fi’ ultimo esempio del Ca- , l| Xi A ’> (V) ' aic he piccola varietà nello Specchio di Croce pa- Y «nò vAgr.) . ài-f' )® d è unNn 3 ' F r - A. V. e di' Malissia. V. Cresc.lib. Wa chiami.!,* ‘«aoi’-' a 1 che da alcuni malizia, c da alcuni la quale lia il granello bianco c rifondo e «Uri?’ ‘ai amata cap. 3. Cotale lia questa 5 — Infezione, Corruzione. Dant.Inf.2g.60. Quando fu l’aer sipiendi malizia. Cr. 1. 2. At. Dell’aria, é conoscimento della bontà e malizia sua. 6 — Proverò. Malizia mai non caccia malizia: dicesi per confortare altrui a vincere il male col bene. Vit. SS. Pad. 2. 34. Malizia mai non caccia malizia. (Y) 7 —A malizia, posto avverò.—Con malizia, Maliziosamente. V.k malizia. Cavale. Frutt.ling.3oi. Si confessano a malizia senza pentimento. (V) Maliziare, Ma-li-zi-à-re. [N. ass.) Darsi al maligno, e [propriamente di- cesi del cavallo .] Lat. in malum prolabi. Gr. eìs kcckov irfzdyir Jx;. Fior. S. Frane. Non saprebbe guardarsi di cadere quando il cavallo corresse o maliziasse. Màliziatamehte, Ma-li-zia-ta-mén-te. Avv. [V.A.V. e di ’J Maliziosamente. fiat, improbe, callide. Gr. itarefòis, erxvofyyos. Lib.Pred. Ma- liziatamente faccendo il giuramento, per mostrare d’essere scusato. But, Inf. 21. 2. E però Malacoda parla maliziatamente, mostrando di fuggirli. Maliziato, Ma-li-zi-à-to.-fifi/. [ni. da Maliziare. Che ha malizia, A- stuto .] fiat, malitiosus, callidus, improbus , vafer. Gr.ieavovfyos, m- nuXóqifiM , 6 qKo!);ovÙv , Sahopirns. Dant. Conv. 56. Che non gl’incontra sanza maliziata coscienza, fi 6g. La prima è ciecliità di de- scrczioue, la seconda maliziata scusazione. Mor. S.Grcg. 2. 10. Polla quale maliziata domanda non però si provocò il Signore. 2 — Falsificato, fiat, adulterinus. Gr. KÌ$br)\os. Lib. Viagg. Sappiate che il balsamo fine si è molto grave, e pesa diece volte più che il falsificato , o maliziato. Maljzietta, Ma-li-si-ét-ta, [Sf] dim. di Malizia. Lat. dolus, calliditas, astus. Gr. tiaKos, imtiovpylx , SeKoQpocrvtiy. Fir. Disc.an.41. Perch’ella pensando sopra ciò una certa sua malizietta, tiovò la tasca subito, e diedegliela. fi nov. 3. 216. Perchè egli pensò subito ad unasuama- lizietta. Cirif. Calv. 1. 12. Ed avea qualche malizietta o scusa._ Maliziosamente, Ma-li~3Ìo-sa-mcn-tc, Avv. Con malizia , A malizia , Per malizia , Astutamente , Ingannevolmente. —, Maliziatamente,sui. Lat. malitiose, dolose , improbe , callide. Gr. iravovpyu>s , , ’XQvypMS , Ts^vtKàds. Lab. 33 a/- Tu hai naturalmente ^peccato , e peri- gnoranza , che nel divino aspetto ha molto meno d'offesa , che chi maliziosamente pecca. 5uf.Malacoda parlava maliziosamente, mostrando di scusargli, e niuna sicurtà dava loro. ZijV.iJ/.IntaIcntato dellagran beltà de’ buoi, maliziosamente si pensò ec. Maestruzz . 1. 7 6. S’ ella il fa maliziosamente, lo ’nganno suo non la dee atare. Maliziosetto , Ma-li-sio-sét-to. Add. m. dim. di Malizioso. Baca.nov. 7 2. i3. E perciocché alquanto era maliziosetto, s’avvisò troppo bene come dovesse fare a riaverlo. . r Maliziosissimo, Ma-Ii-sio-sìs-si-mo. [Add. m.] superi, di rn.aXizioso.Lat. versutissimus. Gr. SoKepurxros. Petr. Uom. ili. Posto contro a maliziósissimo e malvagissimo nimico, e più sicuro per U falli ai quello, che per la propria possanza. , . ^ ,-v a; u; ' Maliziosità , Ma-li-zio-si-tà. Sf ast. di Malizioso. Q ua ! lta c f chl e malizioso. Uden. Nis. Non se ue rallegra con applausi o con lode, che egli avanzi ciascun altro in maliziosità e UJ8 3 . 11111 *. \ ) Malizioso , Ma-li-zi-ó-so.^.[e ■«».] Che ha'. malata, Astu o. Lat.ve r- sutus. Gr. vmweycs. Rocc. nov. 22. 14 Costui, che tutto ciò sentito avea , siccome colui che malizioso era , clua. amente s avvisò ec. G V 4 21 1. Il detto imperadore Arrigo Terzo tu molto savio e malizioso. Dant.lnf.22. 110. Rispose: malizioso .son 10 troppo. Com.Inf. 22. Malizioso viene alcuna volta a dire malizioso e saputo, ealcuna volta viene a dire facitore di male. Sallust. Jug. Egli .dì e notte per uomini maliziosi tastava quelli dell’oste,^rr%.73.Nèlalingua troppo involpisca con maliziose parole. ..... , , Maliziato, Ma-li-si'ù-to.^4aa. [m. Lo stesso che ] Malizioso, [madetto con desinenza di dispregio.] Buon. Tane. 4- 2. Eli’era caparbia ema- liziuta, E stava con luisempre a tuper tu,-Appuntocoinefaiormecotu. i8 MALLABA „ Salvin.Annot. ivi: Maltinta, maliziosa, con desinenza di dispregio. Cosi uno per non dar lode ad un altro di alletterato , lo addi- mamtò letterato. (N) .Mallaba. * (Geog.) Mal-là-La. Antica città dell' Arabia Felice, (G) MallAdà. * (Grog ) Mal-là-da. Antica città della Pernia- (fi) Malleabile. (Fis^Mal-leà-bi-le.^zW.cow. Che pub essere lavorato col martello , Che regge al martello. Dicesi calche Duttile. Art. Fili'. It er, /n oriti. Si tiene che al tempo di Tiberio imperatore fosse inventato il modo di fare il vetro malleabile. (V) Malleabilità. * (Fis.) Mal-le-a-bi-li-tà. Sf. Propria MALMIiGGIARE Màllià , * M;il-li a. N, pv. f (V. Malie a.) —Scantilla. Moglie dett>‘ n ponitore Didio Giuliano. (0) 2 —* (Geog.) Città dell’ Indostan. (G) ^ ^ Malliana.* (Geog.) Mal-li-à-na , Maniana. Antica città dellJfr tCCLl Mauritania Cesarìcnse. (G) _ Mallicolo. * (Gcog.) Mal-li-cò-Io , Malleolo. Isola del grand? equinoziale , nell’ arcipelago delle Nuove Ebridi. (G) jV 0 Màlliem.* (Gcog.) Mal-U-é-ni, Malli. Antichi popoli delle Ind& la Sorgente dell ’ Indo. (G) 0 ,- SJ’. Proprietà di certi metalli Mallo. (Dot.) {Sm* Inviluppo carneo o polposo che circonda llìl linguaggio delia fìsica c delle arti queste due voci, pure più propriamente s’intende per la prima quella qualità per cui un metallo può esser lavorato col martello , e per la seconda quella qualità per cui un metallo si può trarre ili filo con la trafila , o stendersi in fogli * sottili col lamiuatojo.. Mallemba. * (Geog.) MaMcm-ba, Maltmba, Molunba, Cacongo. Città della Guinea inferiore. (G) Maueo, Màl-le*o .Stri. P.L. Martello; ed era propriamente lo Strumento del quide servivansi i sacerdoti romani che accoppavano i tori prima di sgozzarli. Car.pgrt.j.lelt.id. Quella di mezzo è la sccure, o’I malico, o la secespita, che se la chiamassero, con clic ammazzavano le vittime.(A) Malleolare. * (Anat.) Muì-lc-o-là-r e. Add.com. Che appai tiene al malleolo. Onde Arterie malleolari dicansi i Iiami della tibiale anteriore , che si distribuiscono alle vicinanze de* malleoli . (A. O.) Malleolo. (Anat.) Mal-le-o-lo. Sin. Cavicchia del piede ed è nome che si dà a due prominenze della pai te inferiore della gamba, distinte in interna ed esterna . La prima è verticale , assai sporgente , situata nella regione interna dell' estremità inferiore della td iu. L’ altra risulta lunga , appianata trasversalmente f e formata dalla estremità tal sica. Queste due prominenze servono a raffrenare e consolidare l ar* ticolazione tibio-tarsìca. (Van) 2 — (Mìlit.) Saetta più lunga delle ‘ordinarie ed ingrossata nella sua parte superiore tra la canna ed il fèrro , onde attaccarvi stoppa o altra materia combustibile , acciò affiggendosi la saetta nelle macchine da guerra. venissero esse ad accendersi ed abbruciare. Lat. malleo- lus. (Gr) V°gcz. i63. 1 malleoli siccome saette sono, ed ove s’appiccano , perocché arzenti vengono, ogni cosa ardono. (Pi) Mallevadore , Mal-le-va-dó-re, [Adcì. e sm.] Quegli che promette per altrui , obbligando se e 7 suo avere. —, Mallevatole , sin. Lat. fìde- jfussor, sponsus, vas, adis. Gr, lyyyyjr^s. G< V. 10 . l E i loro mallevadori furo presi in Firenze per lo T)\Xai.Scn. Ben.F’dich.o. 15. Non manca a chi è avaro cosa nessuna, se non che i benefìzii non si diano senza mallevadore. a — Dar mallevadore [o mallevadori ss Assicurare con malievadoie. P. Dare mallevadore.] 3 — [Entrar mallevadore = Promettere per altrui. V Entrare mallevadore] Seri. Ben. Karch. J. 3g. Io t’entrerò mallevadore , perchè te l’ho promesso , insino a una certa somma. \ —* Stare mallevadore , Farsi mallevadore = Dai' sicurtà, Promettere per altrui. V. Stare mallevadore, e V. Farsi mallevadore.(A)(N) r> —* Ed usato ant. nel genere femm. Sig. Viagg.Mont. Sin. 101 . E di ciò eh’ io vi dico per chiarezza di voi io vi voglio entrare vostra mallevadore. (N) Proverò. Gin del suo vuol essere signore, non entri mallevadore; già, clic in isp. dicesi mala.) Pallad. Marziale dice clic ha di tor le noci verdi , niou.de del mallo c corteccia , e attu^ al ‘ . he mele , c bastativi verdi più die un anno. Cv. 5.i8. 4 . Colg 0 * 5 '* noci ) , battendo colle pertiche , allora clic alcuna rossézza a H intra \ guscio e ’1 mallo. JMorg. 27. ^5. Rinaldo il capo p e j,. nl ys gli allctta , Come si parte una noce col mallo. » Ricètt. t l0U noce moscada è coperta da 'mi mallo , come la nostra. (N) lio a — E per simil. Cìriff. Calv. 1.21. fìcltram gli trasse u D c in su l’ elmetto , Sicché la noce divise col mallo. ili 3 —* pigliasi ancora per L’invoglio del fiore. Red. nel ” $ A. Pasta. Quando i fiori cominciano a sbocciare dall’ invogli » mallo che dir lo vogliamo. (IN) ^ti' 4 — Proverò, Mangiar le noci col mallo, farcii. ErcoL 9 2 \‘ ci 4‘ giar le noci col mallo , si dice di quelli che dicono male , c ^ zano con coloro i quali sanno dir mah: ine giio d’ essi , di llltl . fJ cliché non ne stanno in capitale, anzi ne scapitano, c perdo» 0 ^ grosso. Lib. son. 12. Che per mangiarsi le noci col mallo vivanda senza sale. 2 — (Agr.) Dicevasi a quel poco di legno vecchio che ha tal 07 / 1 . Jf gliuolo , e che vuol essere tagliato prima di piantarlo. Oggi 1 sl Il vecchio. (A) , . „ , . . Ir A Mallo.* (Mit. Celi.) Sm.Luogo dove i Celli si multavano p0 t^t' ovvero : Chi entra mallevadore , entra pagatore. Lat. sponde , uoxa praesto est , sponsioni adjacct damnuin. V. Flos , tSz. Mallevadoria, Mal-le-va-do-ri-a. (Sf. Lo stesso chel Malleveria.^.I'K Cioi-d. Prcd. R. Non voglion prestarlo senza ima sola mallevadoria. Mallevaprice , Mal-lc-va-drì-ce. Fan. di Mallevadore. V. di reg. (A) Mallevare, Mal-lc-và-re. [Au. e n. «ss.) Filtrar mallevadore. Lat. fide- juberc, spondere. Or. ìyyvùtrSui. (Dal celt. mal per mael commercio, e warenli o gwarenli guarentire : e però è lo stesso ebe guarentire in coimnercio.il Menagio dice, senza recarne autorità, che da- vasi malleveria, levando la mano, onde poi venne mallevare , quasi manum levare.') Sen.Pist.53. Nè già avesti amico si caro, per cui mallevare tu andassi a corte.» Sen.Pist. 8. Non pure che io faccia maggiore util ’ ’• ' . Mallevato cap. 6. Sol questa non mautien tal condizione , E come avviva nel mallevato vostro, Che vi va ad abitar ogni prigione. » (Mallevato era nome di carcete in Firenze , coinè le Stinche.) (N) MallevatorE , * Mal-le-va-tó-rc. Add.e sm.V.e di Mallevadore. .Semi. J^ett. 3. 11 . 36i. Mallevatole ponendovi tra lei e me di ciò, che io buono e affezionatissimo servito!' le sono. (N) Malleveria , Mal-lc-ve-ri-a. iSfìPromcssa del mallevadore , [cioè Laddossarsi che fa alcuno i altrui obbligazione , oiul è eh’ è chiamalo per rispondere in suo nome dell' altrui sicurezza. Dicesi anche Ei- dcjussione , Sicurtà.—-, Mallevadoria, Mallevato, sin.) Lai. iidejussio, sponsio. Gr. iyjvr.eis. Nov. ant. 83. 4- Avevano un dì preso un pentolaio ter malleveria. G. F. il. Sa. 7. Per osservare la delta pace sanza dcrgli fogli per [Dare o Entrare malleveria — Mallevare.'] Ricord. Malesp. ig8. Faccendo-basciarc in bocca i sindachi da ciascuna parte, e dare mal-, lcvcria e statichi. Cimi, peli. 38. Dovendo dare ec., per una malleveria eh’ entrò per lui ec., fiorini 3o. — Proverà.Chi vuol sapere quel che ’l suo sia, non' faccia malleveria: dicesi per avvenire altrui a non entrar così facilmente mallevadore, per lo pericolo che tic sovrasta. precedere 0 la preghiera o l’offerta. (Dal celt. mal pie Celti in su le prime compivano i loro riti religiosi intorno pietra o ad un cerchio di pietre.) (Mit) . A## 1 Malloeatrarii. * (Arche.) Mal-lo-ba-lrà-ri-i. AdJ. e sm. pi. ' el , del mallobatro. (0) ' ,- 0 Mallobatro.* (Arche.) Mal-lo-bà-tro. Sm.Lat. ìnallobatlirmu-f' 1 rifero o profumo delle Indie che i Greci ed i Romani dall’ Oriente , per mezzo della Siria, donde gli venne il di Syrium. (Mit) 0 V P MALLOcoccA.*(Bot.) Mal-lo-còc-ca. Sf. F. G. T.ui. mallococca.C” 11 lana . e coccos drupa.) Genere di piante , stabilito da poliandria mdiioginia , e nella famiglia delle tdiacee, da ' Jmù f unito al genere Grewia , le quali si distinguono pel loro f- loso. (Aq) -, (V Mallovora.* (Arche.) Mal-lò fo-ra .Add. f.F.G. Lat. mallop' 1 ” ^ e/ 1 ^, melon pecora, c phero io porto.) Titolo con citi /nesso il p nr (( /i 'j, muto Fisca, nell’Attica, anche al tempo di Paus,mia esisteVd.^A. tico tempio dedicato a Cerere, perchè ivi, coni era fama,p e, ‘ gJ t.v mento della dea cominciarono gli abitanti a custodire le p eC ,q) * Mallorca.* (Geog.) Mul-lòr-ca. F. e di’ Majoi ca o Majon’ca- t jp Mallos.* (Geog.) Màl-ios, Mallo. Antica città dell’Asia ) Cilicia. (G) ’ , oS I Malloto.* (Bot.) Mal-lò-tc. Sm.F. G. I.al. mallotus. (Da«-’ rt . pi 1 ^ Genere di piante delia poliandria triginia, con fori dio eC . ’jiitf t o del solo calice di tre sepali, e col fruito a cqpsola quasi ' di sei valve con un solo seme pedicellalo. È un albero della China, che sembra appai tenere alla famiglia delle et i etl sO f da Laure irò desciitlo , e cosi denominato a cagione lanoso che ne euapre le foglie , il calice ed il flutto, (fm allo vi a * (Geog.) Mal-lò-vi-a. Città dell’ Irlanda. (G) M. jMallua.* (Geog.) Mal-lù-a. Una delle Isole della Sonila. l*^gci. '"pace utile che usare a corte a mallevare alcuno uomo o avogadare. (Pi) Mallcogo, Mai-luò-go. Sm. comp. che sciivesi anche Mal ^ ^ evatò , Mal-le-và-lo. Sm. [ U . e di’ 1 Malleveria. Segr. Fior. As. dello. Fr, Giord.u5. Quel maladetto le disse fa S.Luri‘t/ pjl E come avvini nel rebbe corrompere al mai luogo per forza. (V) . -j. ,vV Malluvio.* (Arche.) Mal-lù-vi-o. Sm, F. L. Lat. mall llV1 rt( .£i#^jjt) .«SSfe ii-a. acu inculali. Malmakstko. (Med.) Mal-ma-é-stro. Sm. comp. Lo stesso c ‘ ie b Citici; \_F. Maestro add.§.3, e F. Male, §. 21 , 18. J Maesirazz-J•* jv de’furiosi, lunatici, e c’hanno il mal maestro? Cani- Gal ^ pi 1 che l’inceso loro Un mal fa altrui venir tanto nocivo, ^ mal maestro è mal cattivo. V oC °iit)f t ’ Maljiastile * (Geog.) Mal-man-tì-le. Castello di Tosca’ nt ^.' s0 da Firenze, reso celebiv dal poema eroicomico di F 01 intitolato il Malinanlilc riacquistato. (G) . aiid 1 .:, leso celebiv dal poema eroicomico di F° ,e .__ . „ . . rlalinaulilc riacquistato. (G) . q tir 1 ,,. if 1 nza altra maiieverìa. Cren. Veli. 62. Jo ne fui.aopcrativo, per rea- Malmaiutata , Mal-ma-ri-là-ta. [Add. f. comp. che scrlV r > ut no :rgh cambio di mio padre, il quale e fece pigliare per se e pelea- maritata. Aggiunto di donna , e vale Maritata mate’* gli per una malleveria di Tuceio e Bindo Ferrucci iufelix inatrimoinimi. Gi\ àShivs ya^-ao'ao-a. Tac. cj ,e Invocasse il nome comuue di Germanico, e poi di tre visse, ben fu nialmantatu , ma non uccisa. BaJ h che, mal maritate, Intorno si vedran vecchi bavosi. 1<\B. 2.3.7. Una fanciulla si dice aflbgda quando è . ( leg lt , almeui. * (Geog.) Mal-mè di. Rat, MalmunJarium. fir Malmeu Prussiani nella provincia del Basso Reno. (G) ft neii§ MAtuEGCiALL, Mal-nup-già-re. [Au.']I / '.A.Quasi med nt ' MA LUMEGGIATO ^ainre, Lai. devastare, depopulari , vexare , male haberr. Gr. «op- i ***s5i'. Là’. Dee. 3 . "E fu la città sì duramente t l uc U’anu a> ° ^ V1 ^ c s * ‘“^Eneggiate, che niuuo uscì di Roma in ^LtME°. GIAT0 ’ ^Ll-meg-già-to. Add. m. da Malmeggiare. V. (A) l'tiI.u^' A ,'i*’ ^^"■“c-nà-rc. [rht..] Condurre e Conciar male. Lai. po- (;i H: *i devastare , male alficerc. Gr. ircpStir , xanam. G. E- i- ( J.1. E u |' 1 ' i iui!;ute malmenavano la schiera de’Franccschi. E g. 322 . ò. MALOTICO 219 , male alficerc. Gr. ircp^clv , xanovv. G. E. 7 .g.i n » u ■ —..malmenavano la schiera de’Franccschi. E g. 322 . 5 ^ Pio • C °^ U -^ c ' u ' ressero , che furono i Romagnuoli , e cavalieri Ofi . l ® n Rni, e usciti di Modana, furono malmenati. Dant.Par. ig.u3. c °rrev a ^"ghcria , se non si lascia Più malmenare ! Liv. M. Elli ì p ? no P ei ' le vie , guastando e malmenando il paese, c ar e P5®S lare , Toccare lascivamente , che anche diciamo Bronci- P e Osa? l azzonare -Lat. attrectarc. Gì-, ]ni\x.qv.v.Guid. G.Ellì piange, c/ic J™ c ^ e la sua bellezza dalle strane mani sia malmenata.» (Pare Uso ’ la - s ':3nifìcalo più generate, e vaglia siane fatto strapazza, mal 1 — Mì B Smi \ e ’ 0 a i P'ù ( i ic ' va % a come ■nel §. seguente.') (B) , - - J' ~ 'Q*'"' > \ / : 8giare. Lai. tractare. Gr. «VraerAai. Gaia. G. 21. E —... , , . . . /RirVint s e T : ,. l< -‘ <;orna > assaggia di malmenare i buoi qua e là , per sentire in Brettagna, morto nel ri. secolo e canonizzato, y j t.> S; calci (rosi resistano, o se ec. Pallad. Febbr. 3 o. Le mele ec. a SI - 7 C‘ìl| s j -- 1.0..MUIO , H p V0 8uono malmenare. hai c n f: ta f‘ Travagliare , Affliggere che anche si dice Tartassare. 3 un, “ lCtare - Gr ■ èvo’x\nv. Sallusi, Jug. £ 1 . Così da .paura, come P a ^zia , era malmenata.. * Isentì 70 ’ .^al-mc-uà-to. Add. m. da Malmenare. Salviu.dìsc.1.212. H l1 eH a s svelti , per così dire , dal buon terreno e dall’ aria di ^ stis »<*tc C ' 1C ^ P ro£ ^ ussc 5 malmenati in altra terra e straziati , » Mal-me-nì-o.tSV«. Travaglio di cosa malmenata. Bell.Bucch. perche '1 polmon non mi si guasti Di fiato’n un sì lungo mal- 5 V l, al doverò far io, Se pur vorrò tante cose contare, ec. (A)(B) fc» ù-mè-ri-to. ISm. comp. P/.Malmeriti e Muli meriti; che Al a> ‘che M.il merito.] Contrario Benemerito [Gastigo meritato.) r cÈp, e j 29. Ivi lo feciono giurare clic di questo fatto non rcnde- 2 * 0l ’o Per alcun tempo malmerito. v| 4 lMi sì C r 1 ' 1 ® dargli il prezzo malmettere. ji 4t,! 'io E .»/p (Geog.)Mal -mìstia.Ant.cit.dell'Asia nella Caramania. (G) mogia. Cit. e prefettura dellaSi'rzin.^G') Co » l*món-do. Sin.comp. indeci, che scrivasi anche Mal monto S \ s i disse l'Inferno. Dant. Inf.ig. O gomma sapicuzia, VlA tff ATf) e * a ' te Che mostri in cielo, in terra, e nel mal mondo! (A) (B) §e/i( e ^ Mal-nà-to. Add. O sm. c tunpi] Dialo di mala ge>i£e, Nato di ^ C v izi4; i0 ^ e 1 fn n °bite‘ Pi’ed. ZI. Pratic ano con gente malnata i J ìo s i [Alalvagio, Sciagurato.] Dant. lnf. 3 o.gd. E poiché i duo rab- l );ii > s att j Sovra i quali io avrà ì’o'cchio tenuto, llivcdsilo a ?1 fliar ii 1 ^ malnati.» Ai\ Tur. g. /fi. Come cadere il bue suole 3 ^' quap 1 il malnato giovane. (B) Cnmm. Dant. lnf. 1 f. accendimeuti lacciutonc doppia pena a questi mainali. (N) Ai C ° Se anche di Cose^e come 4»*.]6V.5.%,2,llicidcndo quelle 00,10 da purgare nella radice . cioè il fracidiccio c mainalo. bi ATo j Mai-na-tu-t'a-to. Add. [m. camp.] Gracile , A/a/i:uf>atn i Ifl ° c| le a flessione. Dani. Conv. 125 . E però è più laudabile Può* r c j Ii ^ 7,xa s ^‘> c regge sè malnaturato contro all'impeto della na- colui clic lime naturato si sosiictic in buono reggimento.] 9-Kel n Q plebea. e. di Mainò. Salvia, Annoi, f. />. 3.* -fj. {Li^^ier ? VL, J^cre antico, madicsi, dai ialino ita me Deus adjuvet sur, lA t K.^1 (h.ì 72, A. V. e di’ Male. Mot. t'ilosof. 1 5 y .Non ti allegrare d’altri. (V) . . to^Pe^ lvi Mali e Ma’.] Contrario di Buono. Cattivo, le per jr°cc, ln genere mascolino.] / al. malus , pravus. Gr. kockos. q lll,11 Uia 0M * Buon cavallo e mal cavallo vuole sprone, e buona <• ^ul e« e lni '-la femmina vuol bastone. Doni. Inf.'ò. 1 15 . Siiniìcmcnte . op ti, j? p G d'Adamo. E 28. t ' 35 . Che diedi al re Giovanni i ma'cMi- 3'a. T ^ ar * E tosto s’avvedrà delia ricolta Delia mala col- ^ r,,Q va s [ j* futii sviati dietro al malo esemplo. Amm.Anl.6.2.10. tipto*l ° 0cra * ic > che ludi tanta temperanza,che per questa cagione ^ ÌPaJo' t cm P° delia vita sua non si senti mala voglia. Coll.Sò. Pad. d. | ? ^ctta da Dio contro ad Acab nel terzo Libro de’Re ir le „ ; U( * inalo «. - • », . -ui Ri .,7- J,i ma titta.» Salv. Avveri. 1. ó. 2. ày. Pai per pali, e ° la ecbp -?!>*dall uso non si ricevono , ne eziandio Mal per Mali : Pacare » ^ B er io contrario si dica senza durezza. Gio. Per C/ì-v. .r 1 Dee*'.!-: • * 3 —Dicesi Andare per la mala , sotlintendendovisi Strada 0 Via , e talora anche espressa,per Andare iu conquasso, in rovina. Z ^.Andare per la mala. (A) 4 Dicesi Stare di mala voglia per Essere travagliato d’animo e di corpo. Voglia. (A) 5 — * Aggiunto di Lingua. V. Lingua, S- 10. (N) 6 — . Aggiunto di Bietta. V. Bietta, §. 2. (N) Malo diff. da Cattivo. Il primo esprime un’ intrinseca qualità che rende il soggetto nocivo e pernicioso j il secondo una qualità estrinseca peggiorativa che si riferisce,a quei soggetti elle non sono atti a produrre il desiderato effetto. E Aiolo ciò che nuoce, Cattivo ciò che non corrisponde al suo scopo. Un mal giudice è un giudico perverso pgr propria opera , un cattivo giudice lo può essere per ignoranza. La stessa ddièrenza e tra Malissimo e Pessimo. Quanto alle diff. di Malvagio e Cattivo , V. a quest’ ultima voce. Mai.o.* N. pr. m. ( Dal celt. mal o mael signore. ) — Figlio di Anfi- zione , fondatore di Maleo. (Mit) Malò. * N. pr. ni. Lai. Maio. ( V, Malo.) — Primo vedovo di Aleto ^na, morto nel vi. secolo e canai .. a — * (Geog.) S. Malò. Lat. Maclovium, Maclopolis , Macloviopolis. Città di Francia nell'antica Biettagna. (G) Macoc.* iv. pr. m. Lat. Malori*. (Dall’ ebr. melcch regnante.') (13) Maloeo.* (Mit.) Ma-lo-è-o. Soprannome di Apollo. (Mit) Malofattore,* Ma-lo-fat-tó-re. Add. c sm. comp. che scrivesi anche Malo fattore. V. A. V. e di Malfattore.^/g/i.Fuut/ 1 . 20. Per gastigare i malofattori e favoreggiare i buoni. Cavale. Specch. Cr. ’)■}■ Dove si giustiziavano i mali fattori. (V) Maloggia.* (Geog.) Ma-lòg-gia. Montagna della Svizzera nelle Alpi Le- ponzie , fra l’alta Engadina e la traile di Bregel. (G) Malokesto,*' Mal-o-nè-sto. Add. m. comp. Contrario alta decenza, alla rettitudine, alla convenienza e simili', e pero diverso da Disonesto, che si applica alle cose contrarie alla purczza.alla castità, al pudore ec. C , di regola tratta dal francese. Meglio Inonesto. Romani. (N) Malope. * (Bot.) Ma-16-pe. Sf. P. G. Lat. malope. ( Da rnulache malva, cd ops aspetto.) Genere di piante a Jiori polipetali della ninna- del/ia poliandria e della famiglia delle malvacee , i cui fiori hanno V involucro di Ire fogliatine, il calice moncfillo cimpicfido e la corolla di cinque petali riuniti per le basi ; i frutti consistono in caselle o carpe!le rotonde , monosperme ed agglomerate : tra le specie di esso vi è quella detta da Tourneforl Malacoide per la gran •somiglianza colla malva. (Aq) (N) Malora , Ma-ló-ra. Sf. comp. inclecl. che scrivesi anche Mal ora. Voce da non usarsi in caso retto , e che per lo più aggiugnesi alle particelle l n, Alla, e simili , e vale Buina , Perdizione ; e per lo più si usa accompagnata col verbo Andavo, f^. Andare in malora, nella malora, colla malora; ed è talvolta modo d' imprecazione e di abborrime nto. (A) 2 — E col v. Mandare. Segncr. Mann, Die • 11. 1- Bisognò far di 'l.i pure quello che si suol fare del via guasto, bisognò mandarlo in qualora. {Cioè, gettarlo via.) (À) (V) Malorgià. Ma-iòr-cia. f Sf. comp. inde.cL Idiotismo toscano usato per modestia in vece di Malora e colle particelle medesime a maniera di avverbio.] Buon. Tane, 5 . 3 . Eh non gridate , in nialorcia. Malordinatamente , Mal-or-di-na-la-méxi-te. Avv. comp. Senza ordine, Sa nsidcratarnente. Lo stesso che Disordinatamente, lulrod.Eu t. p. malore. E appresso \ Pei’occhè egli è bisogno di dare al (topsecondo pio malore doppia curazione. — * Difetto, Guasto e dicasi della lezione dì qualche testo ostinile. rt. 1. 1, 12. Quantunque non solo il malore, ma eziandio, davanti al malore nella più parte di quei luoghiper sicu- Pisu Si'c'uavdcrà” dalle tempeste e da ma'veirti. (V) Moni. Sin. 63 . Passammo il detto piano , e conun- •3 , ®' ll, gHci Mni0 ®^’ re diissime montagne c di male vie,e bncvcmc i Mal noto ,^Mal punto , Malo stento , Mala vece, Mal ta- ’ tc m | l0 cc, F. Noto, Punto , dteuto «c. (A) Salv. Avveri, come stava dav... » rissi me conghieiture si scoi'ga chiaramente. (V) M-Aloru. * (Geog.) Ma-lò-ri-a. Lo stesso che Mclorxa. V. (G) Malosseuvato , Mal-os-scr-và-to. Add. m. comp. Osservato senza la dovuta attenzione. Uden, JSis. (A) Maloticiierja , Ma-lo-ti-che-rì-a. Sf r . bassa . Malignità. Vivian . in Magai. Leu. firn. i. ij. Dolermi delia maloticfievia di quello stampatore , Malotico, malignus , — Stor. 10. 2g3. Credettero molti cc. colali arsioni essere .date latte Co. per commcssione del Gonfaloniere , parte per essere uomo malotico di natura , e pai tc cc. '■ Leu.Jam. t. ri. Doler.m ucua mamuci.cvm ai quello siam- «piuttosto della sospettosa natura di quella nazione. (A)(M o, Ma-lo-U-co .Add. lm. E. bassa.) Che h„ del maligno.Lm. ins, tnvidus , lividus. Gr. . f'arch. 220 MAL0VENT0 Maloveotio, *Ma lo-vcn-do. JV. pr.»». (Dal cdf. mal po' mael «apo, signore, e vend, lo stesso che mend montagna : Sjgnore delle montagne.)— Capo di uh uni popoli Germani che si assoggettarono a Tiberio. (Mit) Malovjke. * (Geog.) Ma-lo-vì-ne. Lo stesso che Mainine. F. (G) Malparato, Mal-pa-rà-to. Add. [m. comp .] Che è incarnivo termine,Che ha che pensare. Lai. ruinae proximus, in magnum diserimen adductus. Gr. eìs fteVac xiniìvvav iira^Sds. Frane, à'acch. nov. 3 . Veggendosi costui malparato , c che Castracelo dicea daddovero , V andò il meglio che potèo. E nov. i 36 . Veggendosi Bonanno malparato, pensò un di d’ andare in uno suo fondachetto. V. Parato, add. Malpaziekte , * Mal-pa-zièn-fe. Add. com. comp. F. di reg. V. e di’ Impaziente. (Van) Malpazientemekte , Mal-pa-zien-te-mén-tc. Avv. comp. Con impazienza. V. A. V. e di’ Impazientemente. Iiccc. Tes. (A) Malpeksato , Mal-pen-sà-to. Add. m. comp. Nonfensato con giustezza, Pensato malamente. Olivier. Alam. 4 - Berg. (Min) Malpertegio. , Mal-per-tù-gio. Sm. comp. che scrivesi anche Mal pertugio. Parola di sentimento equivoco , che vale quanto Mal foro , Cattivo pertugio. Ucce. Lab. (A) Malpighia. * (Bot.) Mahpi-ghi-a. Sf. Lat. malpighia. Genere di piante a fiori polipetali della decandrìa triginia e tipo della famiglia di tal nome, che hauper carattere il calice cinquepartito glaudoloso, i petali forniti di unghia , ed il frutto che è una dnlpa a tre semi. (N) J>ÌAi,riGHiACEE.* (Bot.) Mal-pi gbi-à-ce-e. Add. e sf. pi. Canaglia di piante dicotiledoni, polipetale, a stami ipoginii, ovario semplice a trilobo, radicella piegata sopra icotiledoni cjuando sono diritti o diritta quando sono piegali. Il frutto è semplice, iriloculare o molliplice, e formalo da due o tre carpelle alale, unite assieme, ciascuna delle quali o in ognuna delle sue logge per lo più contiene un solo seme. Questa famiglia di piante, comprende degli alberi od ai busti la massima parte esotici, mollo ramosi, iquali alcune volle s'innalzano ad un altezza mnravigliosa. Wentenat comprende in questa famiglia otto generi ; altri ricompiendone soltanto tre generi, cioè la Banisteria , la Mal- pagina e la Bunchosia. Fu così nominata in onore di II’ illusi le medico, noiomico e botanico italiano Marcello Malpighi. — , Malpighia, sin. (O) (Van) (N) . „ Malpighiako. * (Anat.) Mal-pi-glii-à-no. Add. m. Aggiunto a Corpo, Casi alcuni anatomici chiamano il corpo mucoso o reticolare che entra nella composizione della pellei Reticella vascolare sottilissima scoperta da Malpighi. (O) Malpiglio,M al-pì-glio.[V/n.comp. Jncrej/mmento della fronte e volto, con che si esprime naturalmente dispiacere e cloltn rche sisento ih checchessia; altrimenti ] Cipiglio. (Da maio e pigl/o.'V.') Pataffio.fu m’hai sconcia tuttala farsata, Disse in gramulla, mostrando mal piglio-.Schuri./b-os. Tose. 1. 211. Signore , signore , ella non ha lo spione. Guai-domi, e a lui con malpiglio rivolto : come non 1’ ho ? diss’ io. Rispose il Villano, smascellandosi delle risa : s’ella non l’adopra. 2 t— l Onde Far malpiglio— Fari cattivo viso. [F. Bare mal piglio.) Car.lett.2. 170. Vi prometto ch’io feci loro un malpiglio. Malpixzoke. (Veter.) Mal-piz-zó-ne. [Sm. Infermità del cavallo, consistente in certe uleerette che vengono innanzi al pasturale, vicino ah funghivi è una varietà del Garpe.J (Dal tcd. spitze estremità dc’pic- di: e però malpizzo o malpizzone è male dell’estrcmilà de’piedi o sia delle parti prossime all’ unghie. ) Cr. g. fé- *• Anche e un’ altra infermità , la quale si chiama malpizzone vulgarmente, la quale propriamente si fa dall’unghia del cavallo nel luogo ove la carne viva si ghigne coll’unghie. (1/ testo làt. ha : morbus malpitius.) Malpolito, Mal-po-lì to . Add. [m. compii Aon bene potilo, Impolito.—, Malpidito, sin. Lai. inelaboratus, non satis cxcultus. Gr. xx.onfcs.Sal- vin. disc. 2. 22. Barbaro è adunque, anzi più che hai baro, colui ec. disameno , disamabile , malpolito, che i letterati caccia da sé , c la loro compagnia ricusa. Malpolo. * (Zool.) Mal-pò-lo. Sm. Nome di serpente americano.(firn) Male-orba,* (Geog.) Mal-pòr-ba, Malpurba .Fiume dell’huiostan inglese, mila presidenza di Rombai. (G) Ma sporgere , * Mal-pór-gc-re. Sm comp. in deci, che scrivesi anche Mal poigere. Cattiva maniera nell’ arringare o nel favellare. Cr. alla V. Porgere. (O) Malpratico, Mal-prà-ti-co. Add. m. comp. Inesperto, Imperito.Fag .(A) Malpreparato , Mal-pre-pa-rà-to. Add. [tn. comp. Malamente o] Non ben preparato. Red■ cons. 1. do. Nel passare poi che fa il chilo cosi mal- pr< parato per li polmoni, si può credere ancora che ec. Ai a li-rete , Mal-prc-te. Sm. eomp. che scrivesi anche Mal prete. Cattivo prete. Late. Cen. 1. nov. 6. Tu te ne puoi, andare , che il papero è mio. Il malprete rispose : no no; voi noll’avete guadagnaloan- cora. Amali. (B) Malprò. [Sm. comp: indeci .] Danno, Nocumento, Mal effetto. Salvia, disc. 2. 1 Dicendo che se uno fosse reo di quel delitto ec., quel boccone preso gli facesse malprò, nè trangugiale il potesse. E 160. Ma fecegli malprò , tanto a lui che a’ suoi discendenti in infinito. Mai.procedere , Mal-pro-cè-de-re. Sm. comp. indecl. Inciviltà, Inurbanità , Increanza , Malacreanza. Salvia. Fier. Buon. Ila prodotto il nostro rammaricarsi , che si là dalle persone amareggiate e disgustate dell’altrui malprocedere. (A) Malproprio, Mal-prò-pri-o.v/éW. [m. comp. Che non è conveniente.Lo stesso che ] Improprio. F. Lai. improprius, Gr. xitfissriis.Salvin.Pros. Uose. 1. 143. 11 medesimo Fiatone cc. quelle novi Ile che si contano degl’Iddei-, e in particolare di Saturno , come malproprie alla divinità , a semplici e giovani non vuol che si dicano. E ifi. Quando, io gli ravvisi malproprii cc. , io noi taccio. Malpkoweeoto , M Iil-prov-v c-tl ìi-to. A dii [m. comp. ] Sprovveduto, Non bene provveduto. Salvili, disc. 3. fòg, j\ a santità rustica,e malprov- vednta di cognizioni, non amava il sapiente insieme. Mal?luto , Mal-pu-li-to.zMzL [ne. cviap.) Lo stesso che Malj olito, F> i, ritt">' ai MALTA . Salviti, elise, 2. 334 Chi è quegli ec. cosi malpulìto e rozzo c ffj ^ solano, che il canto e il suono non muova ? » E Cas.121 ■ N°" to più d’arte ebbero i Fescennini; essi ancora temerariamente 0 posti e malpuliti. (N) Malpcba.* (Geog.) Mal-pù-ra. Città dell' Indoslan inglese. (G) Malpurba.* (Geog.) Mal-pùr-ba. Lo stesso che -Malporba. F, (fi J(J i, MalsAldato, Maì-sal-dh-to. Add. [m. comp.) Poco saldalo, Non be’ 1 dato. Salvia, tù‘sc. 3 .io.Possono co’graziosi loro detti fomentar 0 ? sta passione , e'rincrudire le malsaldale piaghe. . Malsania , Mal-sa-ni-a. [Sf. comp.) Mala sanità, [Acciacco, lnf" ,zioncel/a.) Lat. mala valetiulo. Gr. xxx^lx. Fr.Ginrd.S. P ,v . ’ Ogni infertà d’anima c peccato, e si ha molti nomi nella Scr*> c quando è chiamata parlasìa , e quando malsania, e quando > e iinJ Duo. Scism. 28. Arturo per la malsania tenne in quella cani 0 '? j f3 matrona, per non lasciargli congiugnere .E Tac.ann.i 4 - i 99 - ipà- poco di casa, sotto spezie di malsania, o di filosofare.»/?^. ", i0- di A. Pasta. Immerso in tante malsanie, come sono verame 11 * 0 ‘ morso. (N) _ , 2 — Malattia , Infermità, Aiorbo. Stnr.Semif.86 .Accasatosi AW 01 ’^, dino in Firenze , non guari dopo, sopraggiunto da una malsani^! ; mossi a letto , e appo non molto moria; E 88. Ritornando da ■ ‘ colse una malsania , che vie là condusselo. (A) (V) Q. Malsakiccio , Mal sa nic-cio. Add. e sm. comp. dim. di Malsan 0, dell' uso. F. e di' Infermiccio , Cagionevole (A) n „ts Malsako , Ma 1 -sà-no. Add. [e sm. comp. Che è infermiccio , ^ e è sano; Infermiccio, Infermuccio , Accasciato, Cagionevole, ‘ 0l 1.) Fend. Crisi. 1. Era stato molto tempo infermo e nl . . Uccio.. febbricitava ogni die. Red. leu. 2. 101. Io spero che dalli n 1 * 01 • 1 1 • 1 . __ j:__•a... 1. a-i-.a. . all* 1 . •IlO mi abbia ad essere permesso di poter seguitar la Corte a Pisa, iU "V ; fier goder di quell’ aria men fredda, che non è questa diFirenzCj 0 fan le pecore malsane , che ’l verno vanno in maremma.. «py. 2 —[Detto anche delie cose che sono contrarie alla sanità.) i Star. 2. 34. I paesi malsani diventano sani per una molid’ 1 j e [o uomini che ad un tratto gli occupi. Buon. I'o\r. 2. 3 . 3 . E ' ls ci ho, eli’ io tengo assai malsane, Moltissime Ihiestre soprattrit 0 !/g* 3- — Insano , Pazzo. Lat. insanus , deinens. Gr. ii. Arrig' 1 - a noi, o malsana, ci tìa dato copia di te , tu, dilacerata sozza 10 sarai cibo alle fiere. . è 4 — (Marin.) Quel fondo di mare che non è netto , ed in cltl del pericolo. (A) o : .èe Malservito, Mal-ser-vi-to. °Add. [m. comp. Malamente servilo,) ^, r ai» alla peggio. Salvia, disc. 1. 20. Introdotta la servii ii r che è u» ” ;o male, non minore cerio fu quello dell’ essere malservito, s ' c F oll jjiii, appresso dimostrerò. E appresso: Odioso a’suoi , odioso a’ci*** e per conscguente malservito in casa. Malsicuro, Mal-si-cù-ro. Add. [m comp. Incerto, Che non è b& siewato .] Poco sicia-o. Salvili, disc. 2. 246. Dei quali l’esito 111 [c) - i secoli molto chiaramente dimostra , essere quello un rorc, e non giusto e rispettevole timore impresso negli animi de Malsincero, Mal-sin-ce-ro. Add. [ m. comp. Non sincero,] Fint°i pio. Lai. simulatns, non sincerus. Gr. xi&Sr,kQS. Salvili. l l‘ sC '\ c id i Se appresso tutto questo vedrà d’aver perduto il tempo, o ch e £ frodi scoperte , e il malsincero animo suo abbiano incontrato 0 ^ Malsoeferekte, Mal-sof-fc-rèn-tc. Add. [com, comp. Impazienza r0 i, difficilmente sofìe , IntoUemnte. Lat. impatiens. Gr. Salvin. Pros. Tosc.i.l 3 o. Or non vi ha cosa al mondo , a cU 1 | s 0 ìl< > ’ mo, per altro superbo animale , e ritroso , e del comando rrUl l ente , più di genio si renda cc. , che alla virtù ec. , jl Malsottiee. (Med.) Mal-sot-ti-le. Sm. comp. che scrivesi ■etF. tu *' 1 eliìt t pO' Pataff. 6. E chi è nella malia non trottato. Frane./Succh* " Ivi chi si trovò nella malia infìno a gola, c chi infine al ti 3 * 26. qo. Subito rossa si fece la malta. Bern. Ori. 3 • 4 ' 7 ‘ i- r sotterrossi nella malta , E violigli addosso un gran monte o j'/^L Malta.* (Geog.) Lat Mdita./sota del Mediterraneo fra ^ Jj' (h' itn li f ica e. di •Sicilia , dalla quale è divisa mediante il ca . l! ,f- e c! Malta. Fu chiamata anticamente Ipojia, poi Ogigia , da QO ai^ Ida e da’ Saraceni Malta. — Città dell’isola di detto nome-, c .. „ . ^ler^’i (.conia. Jiimlruenie Malta per concessione toro fatiate da Cado r maltalento MALVAGIO 22 1 '•talento , Mal-ta-Jin-to.tSV». comp. che scrivesi anche Mal talento. S , lutee zione di offendere. Cr. alla v. Talento. (A) * )r «*«***, Sdegno. J Espos. Patern. f tj. Si cruccia, e si duole, e a » 1111 ni;, ltalcnto a se medesimo , sicch’ elli comincia suo cuore eWarc - (& cos t altiv volte») (Fi ) * fT ..** \ »r-i ►A : .1. W'V.*,'/,. .I; .... ; t „h'r,r, n rii r/n di un poema italiano di G io- secolo xvt. (0) i anche Mal temu- prov vedere al maritaggio MaUè-ì-de* àffiitolo ^‘ lii Vl )a Feronese chejìorì nel 1') ì E y°’ ^ ; d te-mù-to. Add. [m. comp . che scrivesì aneli }° n ^ en tem nto.Menz, sal.5 . E sa chi provvedere a »\1 AL ^ d* quella povera ragazza. A cui già fece il maitemuto oltraggio, 5 * Mal tr-se. Add. pr. com . Di Malta. (B) Mal-tes-sù-to. Add. [ni. comp . che scrivesì anche Mal testo;^*-' \ /l ^ en tessuto ’ Stdain. disc. 1. 3gj. Per concludere questo hj. nii dtossuto discorso ec. , dico che ec. E 2. 335 . L’ho con una M.v LT . Ve ^altessuta cicalata cambiata. no >° ’ .* AIal-ti-no. IV. pi\ ai. (Checche sia della origine di questo col C 1 ^ Ce ^* ma t va * s *? nore s principe della città.) — Monte ?*«& Ora zio pone in ridicolo uno de' suoi nemici. (Mit) Co » Mal-tm-to. Add. m. comp. Tinto male. Bocc.Lab. s5r.Eia de] } * e °&gi piò che mai credo che sia, quando la mattina usciva 4 letto #».si .. .. i .v .... —Ai Al Uri J /. ~ W bB l “““ viv.x~ o — , .. .- ^ ttii 0 viso verdegiallo maltinto, d’ un colore di fumo di pan- ^u* ^ òi.) Sm. Sostanza descrìtta, daKinvan sotto il nome di Sego a 0/ »r#/' C 5 ° lc s ì dice tiovarsi sulle coste della Finlandia. Fsso ras- c °*ie r a ^ òt^ 0 ai avuto d’usura , o di inaltolletto , e io di buon guadagno.(V) *V tJ / T .°> Alul-tòl-to. [Srri. comp. che scrivesi anche} Mal tolto. L’alto pi'r fA / i<(Jne nte. — , Maltollctto , sin. Lat. male partum. Gr. à'Mxos ttc- Ai-fj s * Buv.Scism.63. Questa gran restituzione di tanti maltolti fece * U Sl ^ moi’ò'e. E Tac. Ann. 11. i3i- Ordinavasi di couden- ri(, ha legge del maltotto. ( Il testo lat. hai lege repetundanun P^^r.) E appresso : Tassò le mercedi Uno a tìorini a5o. Il so- XMop s ’intendesse maltolto. E 12, -t/jf. Condannossi ancora di mal ^T 0 ]“ a dio Rufo, accusato ila’ Bitiniesi. Uito. ^o, iMal-lur-in-to. Add. lm. comp. che scrivasi anche ^Mal tor- H*. ^ on ben tornito , JAalpi dito , Alquanto rozzo. Lat. male tor- Vq 5 ru dioi-, Gr. dv‘p'j'a.o’rcs, à'2,s«rro?. Salvia, disc. 2. 2^. Perchè questi tre volgari linguaggi co* erano sul cominciamento ec, spia- ìt/^^if 0 laal S^iosi ec. , imperfetti, e, per così dire, scabrosi e mal- non furono abbracciati ec. . EKT0 ’ Mal-trul-taméti-to. [S/ri,comp.] Il nudtraUare? [_Tra- Sgy ^ d trazio , Stì-(ipazzo.~]Lat. alllictatio. Gr. Kxx^trts.Segn 3Lann. fttujf,’ 4‘ S tmte fatiche unir tante penitenze in qualunque genere H t °’ ^ sete, di sonno, di maltrattamento dello sue carni virginali, , t ante , * Mal-tral-tàn-te. Pari, di Maltrattare. Che maltratta. io) Mal-traLtà-re.C^^. comp ] Trattar male. Usar villania , JK». g/ £a *e. Lat. vexare , afìlictare, male, duriter liabere. Gr. xa- I t0ì1, y ‘•'Ò- 3o. 11 deiUì Vruosiuo ebbe poco, perocché fu mal- Gir. 22. 10 f S’ accordava II ber iSabon di pietà iu- ^r, AlT eie 1^1 que'ch' ivi entro cosi maltrattava. A To > Mal-trat-tàrto.^rfil m. da MalUattarc. J.at. vexatus. Gr. Jac. T. 2. 1. 11. Vendica, giusto Sire, Lei cosi mal- ,%i disc, 23- Se bene schiavi , non erano mai cosi Sfioro “ e molto non ritenessero della naturale fierezza; e maltrattali P' H c Peroni , agli altari c alle statue de’principi rifuggivano. j^ a tt 1 ^cone/o caso. Pecor. g. 2//. n. 2. Pareva loro essere mal- ÌJ 6U ()J . onoi i. e degli ullieii, ed esserne più degni..(Cioè, quanto N J 1 ’ ec.) (V) l-V 1 *"' ,S ,rU:> ' K * Mal-fcrat-ta-tó-re. iPeii. m. di Maltrattare.] Che mtd- beila™' tiecUun. Tu , come maltrattatore de’ tuoi figliuoli , me- < d’ e, ' l 3j' ^fod.) Mal-tra-vèr-si. Nome di faziose a Bubgna ed 7 5 dil rtmte it secolo xiv. Un tal nome era preso nelle due ^! e da coloro che pretendevano di opporsi agli abusif\ i\n) ^ 0 ^inntoT°* ^hd-tro-va-mén-to. iSrn. comp. che scrivesi anche Alai. 0 } , t ^attivo trovato, Cattiva invenzioneLat. inalumiuvtTi- ai^ a - >t0v Intivd.Fùt .Mal trovamento è quancio fuomo a P‘' C( -To , onde non è colpevole.^ ( U ediz. di Firenze ^At Pecrtv ^9' ^ ict ' Mattrovamcnlo si è quando P uomo appone ad Ctll 0 o vizio . fRX Malti-ria , Ma-lò-ri-a. [ Sf. J r . e di’} Malagmio. Lat. funestimi mneu. Gr. ko-koì oue^yós. Tac. J)aV. Ann. 12. #5.i.Àpj>arvej , o in (pielj’anni dimoiti segui; uccelli di malaria posali in Campiti »«lio, ec .E Star. 2. 2(j6. La città , che ritrovava d ogai cosa la quinta essenza, prese a malaria che Vilellio cc. bandisse le cerimonie pubbliche. Malurioso , Ala-lu-ri-ó-so. Add. [ rn. comp. e di' Malagurato.] Imt. improbus , abomihandus , iufaustus. Gr. tfov^pos , ctTro^v^os , &à£Xi;f)o?. Tac. Dav. ami. sf 200. Fu nondimeno rimossa sotto spezie di civile divorzio , e fattole maluriosi doni della casa di Burro , c beni di Plauto. E Stor.2. 2j5.Si fermò a Bedriaco, borgo tra Verona e Cremona , famoso prv «lue rotle romane , e mdurioso. Maluuo. * (Zool.) Ma-l n-ro.Sm.F'.G.Lat, malarus.(I)a mala mollo, e ra coda.) Genere di uccelli dell ordine de passeri, nel quale si comprendo i ’ ‘ >• * ' ‘ Malusanza tiVo gli Ut..u«.t -r -- Malusato, Mal-u-sà-to. Add[m,co/np.] Non ben adoperato. [Altrimenti] Malimpiegato. Salviti, disc. 2. 2^7. Il sapere medesimo malusato , e la malizia armata di sapere , non può partorire alcun daiiuo, se non trova il riscontro dell’ ignoranza. Maluzzo, Ma-Iioso. [*V/w.] dim. di Mule, [nel sign. A Infermila.) Lat» , ìevis morbus. G7\ voTrt^irnv. Beva. rari. 1. 17, Ogni maluzzo furfante e mendico È aliar peste. Malva. (! 3ot.) [Sf. Genere di piante della monoddpa poliandria , c tipo della famiglia dello stesso nome ; caratterizzate dal caliceUo esterno o involucro di tre fogliatine e dall ’ interno a tre divisioni e da wt frutto capsolare composto da carpelle verticillate con una o più logge; esse sono così denominate dall’uso, per lo più esterno , che se ne fa in medicina pei serviziuli, fomenti, cataplasmi ed emollienti ; ha gli steli giacenti, le foghe alterne, con lunghi pezioli , rotonde, un poco lobate e pieghettai*} ifiori rossi ascellari. Fiorisce dal giugno all'agosto, ed è comune luogo le strade vicino alle abitazioni. Avverte due specie la domestica e la salvatica: la sabatica è quella che si chiama Malvavischio e bismalva *, la domestica ha, secondo gli antichi , più sottile e fredda umidità. Lat. malva rotundifolia Lin.] Gr. fxxXd^. (Dal gr. malatto io ammollisco.) Amet. f5. Quivi malva, nasturcii , aneti , ed il saporito finocchio col frigido petrosillo. Cr. 6. 75. 1. La malva è fredda e umida nel secondo grado, la quale è di due maniere , cioè dimestica e salvatica. La dimestica ha più sottile e fredda umidità. La salvatica è quella la quale s* appella malvavischio e bis- malva. ArrighLlji. La malva sana li frenetici. Malva. * (Geog.) Antico fiume dell' Africa nella Mauritania Cesa- riense. — Provincia dell’ Itulostan inglese. (G) MALVAcciONE.*(Bot.)Mal'Vac-ció-ne.AV/i.i\' r o/«e volgare dell’ Altea.(Van) Malvacee. * (Bob) Mal-và-ce-e. Add. e sfi pi. Famiglia di piante di- cotiledoni , ’* . . ' n psi Ha t chiude molti vegetabili mollienti. (Van) Malvaceo. (Bot.) Mal-và-ce-o. Add. tn. Aggiunto dato ad una specie particolare di pianta. Fallisti, ec. (A) 2 —‘ * Corolla malvacea ; Quella eh' è formata a guisa del fiore delle malve. (O) Malvagia,(A gr.)Mal-va-gi a. [AY’] Spezie di vino [assai delicato, che dicesi anche Malvasia e Grechettoj e si dà pure l'is tesso nome a quella specie d’ uva , dì cui si fa tal vino. Così detta dalla città di Mah vusia ne' cui dintorni in origine nacque tal' uva.] Lat. vimuu arvisi um , vinum creticum. Gr. oì os xp^nxos. Bocc. nov. 63 5. Bottacci di malvagia e dì greco, e d’altri vini preziosissimi traboccanti. Sacch. rim. 60. I tonar quaranta per la malvagia. Bem. Ori. 1. 20. 3j, Me ne voglio un mangiare , e V altro bere Con un mezzo bicchier di malvagia. E 1. 2u 3. E che la malvagia diventa aceto, Cercone, e marcio il dilicato mosto, Red. Ditir. 11. Ed è vinta in leggiadria Dall’ Etnisca malvagia. Malvagia. [V/i] F. A. F. e i/z Malvagità. TAv. M. Sempre mai lealmente la manterremo , se malvagia n.>n dura lungamente. Fv. Bari. 20$. Tutto ciò sia Per malvagia Di te talora. Fi'. Giovd. Pred. R. Ricadeva il popolo nella solita malvagia, dello idolatrare. Fil. 3g. Questo è il luogo de’ peccatori , che per la loro malvagia si partiti dalla compagnia del nostro Signore Gesù Cristo. Malv ‘ ' '* ' samen stioni ili Troja , e lo suo re Laumetion, malvagiamente mui «u* ij. Ed eziandio io suo pungiglione, ovvero spina , non usa contra alcuno malvagiamente.. é Malvagio, Mal vàrgio. Add. [e sm.] Di pessima qnalifii, Scellerato , ( attivo, [e dicesi delle persone e delle cose. ]—^laivascio, sin. ( * • Catiivo.) /.«GimpcobuSjSCelerakus, scelestus, mahis, nequam.Gr. Aax.»s, ite -- --- ------ t io-, ».j/« h>n ec.) (B) ^ rc òe ) Ma-lu-gi-ncn-sc. Sopmnnonie della famiglia tivo, [e dicesi delle persone e delle cose. ]— f\hil vascio, j /.« bimpcobusjseelerafeus, sceleslus, malus, ptupós, pGxZhipOf.. ( Da malvascio : e ques wuj uomo.) Bocc» nov. k3.. #7. Come il può’tu negare, malvagi©, uomo? Fìloc.5. 270. Chi le malvage cose fupge , per conseguente se- 7 vita pessima e malvagia è andare ° Y ni ,^“80 Ma4u -i-ne, Malovim, IsoIl- N«<;ve o FalkUnd.^tW. ‘ Vlt Ppo d’isole nei mare Atlantico meridionale , piesso lesti e Kl{] '^\.(\\ S % ra ^ e dell' America. (G) • • / • ; (; VUk : Maom.) Ma-hi-nd:gi. Eretici musulmani , ì qitidiso itiCtl ie cn c ^ e hi creatura può in onesto tuonilo giungere a pti,t a c<> n r. può in questo tuonilo giungere FàT'Ifi c '~ (Va,,) t Detto delle Unghie , _ mezzana (attore) ha ale rossette, c jh w U e colio e uuttlim mcrioi.-c- nuilvage , e gli occhi grossi e scuri. 11 3 - cretto rfe’Oadi, cioè,) Falsi. Buco. nov.. 7 .. JleUitor Ut malvagi dadi era solenne. ' - .,. r2 WALVAG10SE Malvai. in.-u-:, Mal-vu-gió-ne. [Add. e sui.] accr. dì Malvagio. Er.Jac. T. 4 - 12 - * 3 . Su , rispondi, o mulvagione, S'hai per te nulla scnsnnza. Màlvao'issimamente , Mal-va-gis-si-ma-mén-te. Avv. supeii. di Malvagiamente. V. di t'pg. (A) MAr.VAc.iss’nio, Mal-va gìs-si-mo. [ Add. e sm.]superl. di Malvagio.Lat.pcs- siinus , scelerafissimus, nequissimus» Gr. kmcuttos , 's'ov^fra.ros, [xc- X$riòÓT«.TGS. Bocc. noi'. 4 0 • 1 7 • E davanti al rettore menatolo, perciocché malvagissimo da tutti era tenuto, senza indugio messo al martorio, confessò. Amm. Ani.. 16. 4 • * 4 * I$ e Gio t: i Santi vuoi seguitare, dà] eziandio agl’ingrati : che a’malvagissimi si leva il sole, e a’ corsari è palese il mare. 2 ,— [E per antonomasia,] col sost. sottinteso, [il Demonio.] Albert, cap. 64 • Ricevendo lo scudo della fede, nel quale possiamo spegnere tutte h* saette del malvagissimo , e ricevere l’elmo della salute. Malvagità * Mal-va-gi-là. [Sf] ttst. dì Malvagio. [Qualità e Stalo di ciò eh’ c malvagio , cattivo .? — , Mnlvagitade , Malvagitaie, [e ant. Malvagia, Malva'sela, Malvestà, sin.] (V. Malignità.)/iocc\ nov. 27. 7. E quivi sì per li molti pensieri che lo stimolavano, e sì per la malvagità del letto ec., non s’era ancor potuto Tedaldo addormentare. 2 — [Più comunemente si dice delle cose morali, e vale Malizia, Perversità, Nequizia , Ribalderia , Tristizia , Iniquità , Pravità , Scelleratezza.] fait. nequitia, improbitas, seelus. Gr. y.a.x.icc,TCGvr,pia,.Guiu. leu. 10. Non vi vuole laidezza, non villania, non malvagità in corpo o in costume d’alcuna guisa. Bocc. nov. iQ. 3 i). Della sua malvagità fecero a chiunque le vide testimonianza. Tue. Dav. ann. 5 .108. Perseguitano con mal vagì tade. 3 — * (Icon.) Donna vecchia e deforme , coperta di tela di ragno , appoggiata ad un orso bianco,cchetivnewt coltello ed un pugnale (Mit) Malvago, Mal-và-go. Add. [m. comp.] Non disposto, JS'on desioso.Buon. Pier. 4 * Pii'* So fingermi malvago di comprarla. Malvai.!. * (Arche.) Mal-và-li. Add. e sm. pi. ISome di certe feste celebrale dalle matrone romane in onore di Mutala. (Mit) Malvana. * (Grog.) Maì-và na. Piume della Mauritania Tingitana. (G) Malvascia , * Mal và*scìa. Sf V. A. Lo stesso che Malvagia, V. e di Malvagità. Bini. Ant. P. R. Nat. Ciac. san. 65 . Sicché lo dotti chi ha malvascia in core, Echi l’ha buon, migliori il suo talento.(\) Malvascio , * Mal-và-scio. Add. e sin. V. A. V. e dii Malvagio. Gr. S. Gir. 25 . Non approssimano in verso lui le malvasce cogitazioni del secolo. (V) Malvasia. * (Agr.) Mal-va-si-a. Sf. V. e di' Malvagia. (A.) Malvasia.* (Gcog.) Lat. Epidaurus-Limera. Città della Grecia 5 detta anche Monembasia e Napoli di Malvasia. (G) Malvato , Mal va to. Add. m. Di malva , Patto con malva.Red. cons. i.gi. Con frequenza si facessero cristieri ec. preparati semplicemente di solo brodo di carne, con la consueta giunta ec. di olio semplice o > iolato , o di olio malvato. E leu. 1. 122. Olio malvato once ij. si scaldi in caldcrotlino al fuoco. Malvavina. * (Hot.) Mal-va-vì-na. Sf. Lo stesso che Altea. V. (Van) M a lv avi scino.(hot.) Mal-va-vj-schio.tYm.Lo stesso che Bismalva, Alcoa, ] Altea ec. V.MAldobr. Recipe malva, radici di malvavischio, rose, vi- vnole c comandila. Cr. 6. 52 . 1. Si prende la farina del fieri greco messa in un sacchetto, e cotta in acqua con malvavischio , si ponga di sopra. E cap. 7 5 . 1. La salvatica {malva) è quella la quale s’appella malvavischio c bismalva. Malvedere, Mal-vc-dé re. [Alt. anom. comp.] Veder di malocchio, O- diare . — , Malevedere, sin. Lat. odio habere. M. V. 5 . 7, II Papa ebbe questa cosa molto a grave , c ’l collegio de’ Cardinali, e fu da loro messer Filippo malveduto. Cron. Veli. 22. Ricevette grande biasimo , e dalla madre e da’figliuoli fu poi malveduta. Malveduto, Mal-ve-diVto. Add m. da Malvedere.—, Malvisto, sin.Lat. odio habitus Gr. garrirsi s. M.V. 4 • 1 °- H Prefetto che v’ era dentro, malveduto da’ciltadini, ec.» Pass. i2. Non vi lasciate ingannare ec. allalfettuoso amore della male amata moglie e de’malveduti figliuoli. ("Qui significa Maleavveduti , cioè Inesperti , Poco avveduti.J (Y) Malversare , * Mal ver-sà-re. N. ass. e pass. comp. Prevaricare, Par guadagni illeciti, Par cattivo uso del danaro che si ha in ammiui- siixizionc. Vdell' uso. (O) (N) Malversazione , * Mai-ver-sa-sió-nc. Sf. comp. Pivvancazione , Esazione ingiusta , Ladroneccio , ec. V. dell'uso. (O) MalvestÀ , * Mal-vc-stà. Sf V. A. V. e di' Malvagità. Gidtt. fjett. 25 . 66. Ricchezza crescere a misero malvagio uomo è misera malvestà. (V. ivi not. 3 ' 5 o.J (Y) (N) Malvestito, Mal-vr-slì-to. Add. [m. comp , che scrivesi anche Mal vestito.] Vestito male, Male, in arnese. Dittata. 1. 7. [Allora un ribrezzo Cotal mi prese, qual talora il verno] A dii sta fermo malvestito al l ezzo. Vii. SS. Pad. 2. io 3 . Yennc a fiù fra gli altri una femmina molto malvestita, la quale vedendo egli così malvestita , commosso a pietade , aperse la mano per darle pieno pugno di quella pecunia. Pranc.Sacch.noV. 17. Se questi , che fanno questi mali, troveranno un garzoncello malvestito , non gli diranno alcuna cosa. Malvicino , Mal-vi-cì-no. Add. e sm. comp.Cattivo vicino, che fa inala vicinanza. Cr. alla V. À icino. (B) Malyissuto, Mal-vis-sù-to.^eA/. [m. eomp. che scrivesi anche Mal vis- . auto. ] Vissuto male. Ciriff. Calv. 1. 18. E così questo malvissulo vecchio Come gemma in caston proprio qui garba. Mavisto , Mal-vì-sto. Add. in. da Malvedere. V. di reg. Lo stesso che Malveduto, V, (A) Malvivente, Mabvi-vén-tc. [Add. esosi, coni. comp. che scrivesi anche Mal vivente.] Dissoluto , Di mala vita. Lai. improbus , fiagi- tiosus. Gr, y.ccxovpyos , n-ovypós, Segugi*. Pred, 1. i 3 . Quei malviventi pendono sempre a sinistra, e poi segati pretendono di cadere sxtcoL a destra , coin ’ è de’ buoni ? Mal vivo , MoI-vi-vo.-^gW. in. comp,, che scrivesi anche Mal vivo.Ye- ■ mivivo 9 Che vive appena. Bocc. Ani. Vis. 20. In continua doglia c ■io MAMI5U tristi guai Mal viva virerò , ec. (A) E Pàlio, rim. pag. Al moto ec.) Pale . . . clic . . . 10 . . . A iva sol de vostr oe 0 flS MajicAri. * (Gcog.) Mam-hà-ri. Antico regno deWIndie p' di Barigalci. (G) . . /<}) .mDi Mamblia. " (Gcog.) Màm-Mi-a. Antica città dell’ Etu’P'ggpd 11 ' Mambisf,. * (Geog.) Màm-hre , Mature. Fertilissima valle de ‘ . ^ celebre pel soggiorno che vi fece Abramo. (G) , , ifag' ^ MAaitiaEiE , * Mam-hrc-tc. iV. pr. m. — Nome d' uno de i ( ramte che si opposero a Jllosè. (Mit) } MambÙ. * (Bot.) Mani-bù. Sm. Specie di pianta del S ellc MAMBUTA Ai-luti; m °^ ta analogia alla canna comune per cui è stata detta .“‘iTr ^ aui ^ usa aruudinacca. (N) -'1 a v f: . T ,' » ' ì. eo B-) Mam-bù-ta. Antica città della Mesopotamia. (G) Cl l «H 1 -'la-iih'J-fa N . pr. f. Lat. Mainclta. (Dal celi, inatti forza, M^ E „.. 111 ‘ 1 «S , , 0re - Maggiore in forza.) (B) • HaliU 100 ' Mod.) Ma-me-lùc-co. Adii. e sm. Lo stesso che Mam- ^^Brco* 0 * ^ lc ^ lQ ^^ a ' mc f v ~ c ' l ~ n0,i ^ o P ratmonie helbi Famiglia EmiUafO) do . o* Ma-mèr-co. iV. pr. m. ( Dal cult, mani forza, ed ere gran- ^ orza * ) dì molli illustri personaggi) consoli , n *>rijv < ‘ C ' ì } > / ,UUl ì d e H ( i famiglia Emilia.—Tiranno di Catania , fatto ^AMeas VP ^ lìacilsa d (l Tirnoleone. (Mit) ^Um E iit ' Y^^Of'^Mamerciac.CT/fà di Francia nel dip.dellaSarta.(Gr') t.i: ! 5 Ma-mér-tc. JV pr.m.Lo stesso che Manicrto. V. Lat. Mamers.(B) • *«' a,,! 1 -!' * (Geog.) Wa-mer-ti-ni. Antichi popoli della Campania che iless " M - (G) _ Sl de ,/ N >° >* Ma-mcr-ti-no. À'.pr.m. (V. Mamerte .)— Oratore e coti- s^olo. (Mit) «Tio. , t ali a ",' J ’ ì ' (Geog.) Ma-im'r-ti-o. Lat. Mamertiiun. Antica città d' I- , SruzÌQ - (G) ~~Saaa M a -in(' r-lo, Mamcrte.IV.pr. m l.at. Mana rtu.-..( Y .ài norr/r.') ^ ('i ‘ a, 'ctoescovo di t ienila nel r.secolo, che istituì le negazioni. * -» * Vy. la “°- Fratello del primo , autore del Punge lingua.(li) (Mil) »,^ 0l 'z;i TSome che gli Oschi davano a Marte. (Dal cclt. mani li 1 i 'Ma e 'tender audacia.) (Mit) Ma-mi-li-a. N. pr. f L.at. Maniilia. (V. Mainili 1 ’. ) (B) (Arche.) Add. e sf. pi. Famiglia plebea di Ruma , il cui .fuiin r?' n . e .f u Lijnentana. — riome di molte leggi proposte dal Tri- ^ Gii'H is U J[Mil) Aj a , . * Ma-mi-li-à-no. N. pr. m . Lat . Mamiliatius. (Spettante a (B) Ma-ini-li o. iV. pr.m. Lat. Mamilius. (Dal cclt. matn for- MAMMELLETTA 2a 3 Mammalogistà.* (Sool.) Mam-ma-lo-gi-sta. Add. e sm.V . C. (V.mammalogìa.’) Naturalista che si occupa particolarmente nello studio de mammìferi. (A. O.) Mammalucco. (St.Med.) Mam-ma-lòc-co £Ald. e sm. Antica mlzia di Egitto formala sulle prima di schiavi stranieri arruolati nel Caucaso, nella Circassia o altrove per far parte di una truppa a cavallo e che usurparono il governo di quella provincia , c Ira loro n eleggevano il capo ^ tiri 18 H furono disttulti da Mahetne.l-Ali dominatore dell' Egitto. *— , Mamelucco, Mammagnuccolo, sin.) Lat. mamcluchus. (Dall’ar. mandai^%n posseduto , gervo. Io gr. mamnos servo. In ar. mandachah imperio, dominio.) Girijf. Calv. 1,18. Tu avrai tempo a assaltare i cristiani , Clic non fia teco un solo mammalucco. E 2. E, come è detto, dentro ti starai Con tuo] gran mammalucchi c tuo’pagani. Serd.Stor. 4 f 3 y .Mandò nella Cicilia venticinque navi grosse, con buona guardia di mammalucchi. E appresso : Uccise quasi trecento mammalucchi. Red. Ditir. 35 A> odi pur Tacque del Nilo II SoMan de’mammalucchi. 2 — [Bagascione, Giovanetto che fa altrui copia di se impudicamente.1 Tjut. catamilus. Gr. (DalTar. mumalcchct ovvero inuma- Icqct lisciare , blandire , accarezzare. Nella stessa lingua mumileghet scherzare con parole oscene.) G. T.6. 1. 0. Tenea molte concubine e mammalucchi , a guisa de’Saracini. 3 — [ Aggiunto a popolo :] Popolo ove sono i Mammalucchi . Cirif. Calv.1. ig Credo che iu cielo il rubicondo Marte Di sangue a questa volta fia ristucco , Lo qual si dee versar da ogni parte De’ cristiani e del popol mammalucco. —* Stolido. Scioccone. Biel l, Mo *hil . ^ pyl seme : Seme di forti.) — Genero di Tarquinio il superbo. ^!uiir* elcbre tribuno romano. (B) (Mit) , (Gcog.)Ma-uiil-la.>‘V./*/<.-« città dell Africa nella Bisaccna (G) */k 1 j 4 *' 1 . ” l'.cd.) Ma-aiil-hi-ri. Setta di Anabattistiche devela d se,, 'S'jf* ah" libertà che si prese un giovane di toccare colla mano “ nna fanciulla che •volava in moglie: quest' atto Jane in- ‘‘o >tl divisione nel concistoro degli Anabattisti , se dovesse o ..h ij ll “ r ia scomunica ; and' è che i più severi diedero agli altri il "Ha Ji Mainillari. (B.-r) il >lls G ’»* ^J a ' !n| l-lj- JS- ì ,r - I.at. Mumilhis. (V. Mamilm. ) (B) ■ (Giog.) Ma-mì-sta. Ant. città dell'Asia nella Cilicìa. (G) ( Iti p ^y-] Voce fanciullesca, e vale Madre.Lat. mamma. Gr.pxgpiri. Bait, s \ mam i (1 illìi*. mamma , in gali, ed in irl. mani, in btir. failr; A' ^ 4 - borse non pur per lor , ma per le mamme , Ber li ? c per gl; a l( T i c ] ie fu,- cari. E 2‘j. 121. E come fantolinche fitti? lll(ll))IVm r r...» J... 1.. MA. n ./> / 1 r M A M.-v.. AA...A ^Riin, j l Ilui mma Tende le braccia , cc. Dittam . 1. 7. Ailor , coinè 3 ^ 14 g* sua mamma Con riverenza parli , oc. M. Aldobr.P. f Jfl ‘ccome è a dire mamma , pappo % babbo , bombo. fnnti dì tutte quelle cose delle quali per qualunque sì V0- ^ r i'>al ° 5Z tru c>ìD a origine.'] Dant.Purg.21 - gy. Dell’ Eneida dico, 3 Emulili , c fummi nutrice poetando. Pallad . Febbr . ^.Wnat'\ Ucnte pongano (1 magliuoli) c.besouolevati dalla mamma. }i' ^-dJpttn pocticwn.] per Mammella, Pujipa. Lat. mamma. Gr. ^ C ^hr ii ett \ Ctl P- 5 . Non oblìi; mai di vero valor dramma Camilla, rT ar nst: hi battaglia Colla sinistra sola intera mamma. r e ; C ’l Ramina del vino per Fondigliuolo, [t/rz//ai.magma.3/’ y, ’.Ma- 0 -ddlobr. P. N. 108. Non dovete credere che per lo ì lC ^ Vi-p^i ( - r marl nna abbia perciò (il vino nuovo ) maggior colore 0 . C hlO. Eav. Colt. 16A. Fornito che ha di bollire ee_ . non ìC^Urc ■Dav. Colt. 16/j, Fornito che ha di bollire cc. , non perchè , levatogli quella mamma, indeliolisce. U rS' 4c ' CT o * la ‘ n ' nina - pr. f Lai. Mamma. (B) q l U’ ce/ci G' d°l.) Mam-ma-cù-to. Piante proprio di un privato indi- hu, r „! e ! ,ei ' la sita stupidezza.Oncle in Aristo fane gli stolti sono u IVjj, ® l ,e f la sua stupidezza.Oiule in Aristo fane gli stolti sono rhìi i 0J j^'di ; e tubali credono che da ciò appunto sia derivato “°’en n i .-'fmnualui'uhi in lingua nostra. Gr. g-xgu.ÌK:\:;j (fi. '‘G^^ucco.) (0) - M\, le ^lanm , 0 ^ 0 ’ * Mam-ma-goùc-co-lo.j 4 le lisca, 00 Mam-mà-ja. Sf. Genere di molluschi formali da un tentoni e con un’ apertura. (Van) ^^nad’i um ' m à-lr. Add. coni. Che ha mammelle; onde Animali J, (B ot *-f et £ 0 °I le Animali mammilcri. Lat. iuammalis. (A. O.) f, e ‘ flit ,f l Mam-mà-Ii .Add. e sai. pi. Bonnet così chiama que' 5 ^ ‘?S<:Ve a itnlu 'fla che jiassiuido dai cotiledoni alla plumida questa foi- °° 1 .) Jj‘ ulrime 'fo. Lat. mammarins. (Ga) (N) h’st S ‘ it, ’"ia ,° >ne ll " a c l asse di animali, i quali, considerato il H,,. . Suono ie ! v °. so . appartengono alla divisione dei Cerebrali. Si iìg‘ e da Jf. fl sle, ““ ganglionico-midolltire-cerebntle , formato da '° tir,hberii , da midolla spinale e da midolla aìlunnnta vii- ''"-‘prie — > da midolla spinale e da midolla allungata 6, 'oiì u, ‘a Pro» a e ll ù ’ c ,^ a un cc, rc/to con cervelletto nella lesta Ilei c °da ma“ a cav ‘tà , tutto bene organizzato ed in comunica- ssa i- c j )e r i em „i e l n cavità che la contiene. • I • • . r, . .. * . ' J 'M .. olu t‘oni , c i^eììo q“ S t S s a cerebrale ^a A i m ° ,ìi 'o luzi 0l g 5r> a “ paterno in due emisferi di superficie solcata .. • e, 'f tff uniformi , col cervelletto sottoposto. Renier. (.Min) >n !fer‘ a UauniiKdl ^ am *® a -lo-gì-a. Sf. Lat. mammalogia. (Dal lai. **oA(7* * ° s >ia de’ a ’ / I"S ot discorso.) Scienza degli animali mam- f hiiieo fl ( \ P ro V riament€ d elt h b cu ì basi sono state 4 —* Stolido, Scioccone, Bietolone. (Diccsi in isp. mamaluco , c suol trarsi dal gr. mammacutos che vale il medesirno.Tn pers.maua simile,e luk stupido , onde /nana luk simile a stupido.) Salvia. Annoi. F. B. 1. 3 . 12. Detto per isprezzo , come si fa de’nomi stranieri talora. Così Arfasatto da a/'phaxud ,* mammalucco , uno stolido , un moccicone, un mestolone, quando mammalucco significa un uomo del re, un consigiier di stato, da melech che vale re, e mein clic preposta a i nomi , vale cosa appartenente a quelli. (N) Mammamia , Main-ina-mi-a. Add. e s/n.comp. dell uso. Quietino , 1 - pafritino. (A) Mammana, Mam-mà-na. [Add. c sf Femmina posta, al governo delle zitelle.] Lat. nutrix, educatrix. Gr. T&r,, ixoùx. (Da ni-imm t. Iu pors. mani , iu illir. nuunka , in gali, nuvn/meih nutrice.) Mor.S.Greg. E questo per esempio delle mammane , cioè di quelle femmine che so» poste al giudicio owero al govwn> dell» zittelle.^ # 9. — Oggi si dice per Levatrice. Lai. obstetrix- Gr. (xcuArpix. Mammànte , * Mam-inàu-le. N.' pr- ni. ho stesso che Mainante./ 7 '. (B) Mammario. (Auat.) Mani mà-ri-o. Add. ni. f r . L. Ch' è relativo alle mammelle. Lat. inanunarius. (A) (A. O.) *2 —* Arterie, e Vene mammarie sono quelle che scorono alle mammelle, in numero di ti'e ; le esterne, Rami dell ascellare, distinte in superiore ed inferiore che si distribuiscono all in fuori del petto$ Viti - tema, Ramo delta sottoclaveare , che discende dietro lo sterno sino al dia'raninia ove si divide in due ramicélli. Toc. Dìs. (A. 0 .) 3 —* Ghiandola mammaria : Organo secretore del latte che versa alla superfìcie del capezzolo , mercè i canali galattoferi. (A. 0 .) Mammata , Màm-ma ta. [»V/.‘ comp. inde vi. T. A.] Tua mamma. Lat. tua mater. Gr. ,uhrr,p s ! io colle citaci mammilir ! Fr. Jac. T. éù /. 3. Poiché 1 Lucio sento, Bevo alle mairmiillc , C’hun odore d’ unguento. Mammillare. (Anat. c St. Nat.) Mam-niil-là-re»j7f/r/. coni,Lo stesso che Mammella! e. F. Pagi. lett. Entrando queste nelle narici, colVuiìare ne’ processi mammillari producono un senso altretlanto robusto che delicato. (A) Mavmillàto , * Mam-mi!-là-lo, Add. m. Lo stesso che Mammellarc. F. (Van) (N) Mammina, Mam-mbna.A/ÙTi/m e vezzeg. di Mamma.D /cmz anche Mammuccia. Sacc, rim. Quel figliuol nostro S e fatto pur cattivo ! cc.Oh m’intasca , mammina; il frutto è vostro. Aret.Rag.l o voglio, mammina cara , mammina d : oro , ec. (A) Mammola, Màm-mo-la. { Add. e sf.] Bambina, Fanciulla, Giovanetto.] —.-Mammolo, sin. (Dallo spago.marnar poppare ,onde pur deriva marnante’fanciullo che poppa. I Napolitani hanno smammare in senso (li svezzare , spoppare.) Pecor. g. g.nov. 1. La mammola ebbe paura, c stando un pezzo, cc.Eir. Piai. bell, don . /joó\ Viole mammole, quasi volessero dire fiori da mammolo. 2 — (Boi.) Aggiunto che si dà ad una specie di viole. [E diccsi anche assolutamente , l.at. viola odorata, ] ( Val primaticcia , tenera , non ancor Iucca ; da mammola in senso di bambino. In illir. marni 10 lusinghiero , allettatore.) J.ih. cur. mal alt. Quando cominciano a fiorire lo. viole mammole. E appresso : Spicciola le viole mammole a foglia a foglia. Sagg. nat, esp. 23g. L’agro di limone, lo spirito di vetriolo e lo spii ito di zolfo mutano il paonazzo della lacca muffò e •quello della tintura (bile viole mammole in vermiglio. Fir. Piai, lidi, domi, dfoS, Furori chiamate viole mammole, quasi volessero dire fiori da maunfiolr ; e però le chiamò il Poliziano mamniolelte verginelle, quasi volesse inferire ch’egli erano fiori ovvero vide da fiorir verginelle. Mammoletta, ManHno-lét-ta.[Ay!]z//m. «//Mammola. Aggiunto di viola. Fir. Piai hdl. domi, 408. Enron chiamate viole mammole, quasi volessero dire fiori da mammole, c però le chiamò il Poliziano mani- moiette verginelle , quasi volesse inferire eli* egli erano fiori ovvero viole da fiorir veiginellc. Poliz. stanz. 1. y8. Tremala marnraolcUu verginella , Con occhi bassi , onesta e vergognosa. Red , Ditir, 2g. Che per lei suo pregio perde La brunetta inanimolctta, Quando spunta dal suo verde. 2 — Per melaf.[\ ergine mammolctta per Fanciullata .] Infar.sec.33y t 11 Poliziano cc. sta sempre nella metafora della vergine mammolctta, cosi la fanciulleita appellando con forestiere vocabolo , e con leggiadria di scherzo. Mànmoletio, Mam-molét-to. [Add. e sm. dim. di Mammolo, nelsign. del §. a.]—, MaimnoJino, sin, Lat. pucrulus. Gr.ieonbd^tov.Fr.Jac, T. 3 . 26. 4, Eliseo con Elia , Che due resuscitaro Mammolctii da morte. Pecor g. iy. nov. 2. A i vennero assai madri con lor mam- ìuoletti in colio 7:' appresso: Signore, quelle sono le madri dei mani- moletti , che voi avete fatte venire per farli svenare. Wammolim), Mam-mo-lì-uo. [iS’w.J diin. di Mammolo, nel sign. del J. 1. [Lo stesso che MamninhIto. Fi] Fr. Jac. T. 3. 6'. 33. Chi fosse vero amante , Piglicrae questo infante , Nè si torria duvante Più da sto maiumojino. *2 — [Ed usato come'] add. [ di cosa.] Fr. Jac. T. 3. Q. 23. Presa ha forma mainili.dina , Per lor noi da tutte pene. Mammolo , Màm-ino-lo. [Add. c sm.] Bambino , Fanciullo , Giovinetta. J at pucr, infans. Or. •xcubiov, (A', mammola.') Pecor. g. 10.11. 1. Tob<: segretamente qtu sii mammoli, c andonne alla marina. 2 — (A gr. e BtI.) Aggiunto che. si dà a certa sorta di vitigno [o di uva.] 3 —-[Ldu'-ato in questo senso o simile am he conte sm.] RedDittr. 5/* E la maritino Col dolce mammolo, Che colà imbottasi. F Annc.t 120. Mammolo è una spezie di uva rossa, nolhsùifU nel contado di Firenze. Mammolo. * JS. pt\ in. Lo stesso che Mainante* F, (B) Mammona , Maui-inó-na. [A’m.] Foce siriaca , che. significa il falso Nume delle ria he:ze , e talora si prende per Demonio semplicemente ; [dicesi anche] Mammone. Lat. mammona’. Or. goc-ggmòi. (Dal sir. o cald. matmon ricchezza , avarizia, cupidigia. In ar. melme cosa desiderata. In cdt. man profitto, guadagno, c mori abbondante: Abbondante di guadagno.) Fr. Giord, Preti. R. Non potete scivire unitamente a Dio e a iuamiiiui:a.7>«o/d Liev.'j. 3 • G, Un diavol veranicute , un assetato Mammona di ricchezze.» F Salvili. Annot. ivi. Mammona da Mutilinoli ebraico, che vale roba ascosa e riposta, tesoro: in Caldeo che finisce sempre in vocale, fu detto mathmona in latino mammona , dal greco gotggMvà. (N) Car. Fvlg. Graz. 11 . S, Grog. Nazianz. E volendo cumulare <■ t. si'uiizzare u Mammona, per Mammona ancoia sai ebbe Forse questa notte richiesta urne P anima mia. (Min) 2 -—* (L* tt.) Milum lo pone nel numero degli Angioli ribelli, eloja a- gire e parlare come assai cupidi delle ricchezze, alle (piali presiede ^A an) Mammone, Mani-mu-ne.[.S///,Lo stesso che] Mammolla,L • 7 retti.peci .tuoi t. Una cosa dovete sapere, che l’avaro ha un diavolo, a cui egli servo, che è appi Hat o Mammone , e ninno puote servire a Dio c a Mammone. F appresso ; Mammone vuol esser servito di cupidità c di avarizia. MAKAGAUX) „ *)re m .. .. [Detto pure Catto .inanimo, Maialone, Afandritlo. F.] LaU. cei’cof 1 * Iheeus. Or. KZ(>y,o7ri'3r l ;co;. (X. nudinone. In cclt. manvnoms simù' .mine, da mani madre.) AUeg. 116, E tutto quel vi fa che |jI- sogna, Il mammoli , la bertuccia c ’l hahb iino. Mammoso , Màm-mó-so. Add. m Che è conformato a guisa di ìììa> •niella , ed è quasi sinonimo di Tuberoso. (A) 1 — * Clic ha grandi mainine. Mah. Ninf. tib, st. 60. E dove 5 ° 1 ^ montar la soglia duro Era si dianzi a le - mammosc schiere 11111 gre vanno oc. (Br) • . 3 — * (Mit.)Mammosa diccsi Cerere rappresentata con molte ,na!nl11 Ì\ \) siccome murice del genere umano. —, Epiteto della Fortumi. MAMMccciAjMam-mùc-cia. [A/^] dim, di Mamma, detto per vezzo.P ll 'F Fier. 4‘ 2 ‘ 7* Tal dalle lor mammucce anco s’impara Non poche v ° a cimentar gran cose. 0 2 ■— Fare alle mammucce Trastullarsi con cose frivole, comefà} ,j t i bambini. L.at. pucriliter nugari. Gr. (pkvtzpe’t*. fate. rirn. buri. 2 24 E qui scrivo , Visin, queste cartucce , Per tele in cambio delle nuove , E farem , come dire, alle niamm 110 ^ Alleg. 22g. Avendolo veduto a fortuna da un riscont od’imp allIl ‘ aperta un dopo desinare serrato in camera fare alle mammucce un suo fìgliuoliuo. » (L* esempio delle Rime bmìesche è del B er,ì sta nel T. 2. 220.J (N) ^ Mammut.* (Boi.) AJàm-mula.A/IXnf.niammu]a.>5^ce/« di concetti convesso che sorge dal tallo de licheni, e privo di marginerò conlot ie ‘^' Mamo. * (Geog.) Riviera della Columbia. (G) .. pio Mamore. * (Geog.) Ma-mó-re. Città della Barbaria—Riviera Perù. (G) Mamoroki. * (Geog ) ATa-mo-ru ni. Riviera del Brasile. (G) Mampava. * (Geog.) Mam-pà-va. Città dell’isola di Romeo. (G) Mampituba. * (Geog.) Mam-pi-tù-ba. Riviera del Brasile. .(G) Mampsari. * (Geog ) Mam-psà-ri. Antichi popoli dell' Affrica f r °P alla sorgente del B adagi '“*■ < G l .. TCnmi di Mamud. N. pr. m. ( In ar. mchmud lodevole , lodato.) — F 01 lt i molti principi- Maomettani di diverse dinastie , c che regnai' 01 Persia , nell’Indostan e nella Turchia. (Van) /'V:U J ) Màmudi. * (Comin.) Ma-mù-di.Am Sorta ditela dipinta delMogoF 2 •— * (St. Mod.) Nome d una moneta di Persia e d India. $ Mamun." n. pr. m. ( Dall' ar. meemun stabile , costante.)— $ tìin un califfo Abassida, figlio di Aronne il giusto. (Mit) 2 — * (Geog.) Città della Nigrizia. (G) Mamcrio , * Ma-mù-ri-o. N- pr. m. Lat. Mamurius. (A r . Fabbro romano che fece gli undici scudi similissimi a queU yi caduto dal cielo. (B) (Mit) flìl t rt 1 Mamdrra , * Ma-imir-ia. N. pr. m. L.at. Mamurra. ( Dal cC **"0iV' e forza , ed urrus orgoglio.) — Cavaliere romano , ingegnere 1,1 dell’ esercito di Cesai'e nelle Gallie. (B) (Mit) / 2 — * (Geog.) Lo stesso che Formia. (Mit) . i 0 ì % Man. * (Mit. Gorra.) Manno. Dio degli antichi Germani, ,fif nl .. xy f c ’ Tuistone. ( In celi, man buono, maini, lo stesso clic buon eccellente, al di sopra del comune.) (Mit) ___ * ZATlr Imi A Ixnnin /li. mi mnsti’n DVp&sn i Sfìnniaei. idlMlU .q^C ,ld< (Mit. Imi.) Nome di un mostro presso i Siamesi, iq u< \ . presentavano colla lesta coperta di serpenti , con viso assai * 0 con denti orribilmente lunghi. (Mit) 3 — * (Geog.) Lat. Menobia, Menapia, Menavìa, Mona. Fola ( 4. cl ti l<} d Irlanda , dipendente dall’ Inghilterra. — Isola del Grande equinoziale. — Riviera dell’ Indostan. (G) . WL.\xh.[>Sf.F.A. o Idiot Jìor.F.e di'] Mano .Morg.11. io. La daanS^ 3t b presela mana. E 12.jo.it, ’n sulla croce poneva la malia. E si vedea sempre in alto le mane. E zy. 5o. E si vedeva b lll ! c e mane , Tante lance cader sopra la resta. E 210. E c°n jC saffà le mane c i piedi E l altrc membra insieme accozza e Buon. Fier. 5 1» 3. Nc rilevasti quella zoccolata, Che tA» aS sicra macolata E stiacciata una mana. Salviti. Annoi.ivi-™'' t0 g<'" mano, voce popolesca , non disadatta a Cornino; anzi in ( I l,e5 nere di poetare graziosa. (N) . è Mara. * (Mit.) Divinità de'Romani la quale presedeva alle donne. ( Dal celt. manon regina. In ar. muennes feinininp* madre, degli Dei Mani, detta anche Mauuana. (V. Mani-) t Mana. * (Geog.) Riviera della Gujana francese. (G^ , • (Mm MakÀ. * (Mit. Ar.) Nome di una divinità degli antichi A?* 1 pitti 1 MANAAR.*(Gcog.)Ma-na-àr, Mauar.Lflt.Manaria.JVo/Me di un isola dell'Oceano indiano, fra la costa occidentale dell’isola d l e quella australe del Carnatico. (G) Manaat ,* Mu-na-àt. N . pr. m, Lat. Manahath. (Dall ebr* sacrificii incruenti.) (B) TV/I.. - -- - f al* 0 ' . (A ni. 1 ' Manaccia , Ma-nàc-cia. pei ,,. nus. Gr. x e, P ànahis. Fir. ds 2j . ( j" manaccc, dio puzzavano rollio una carogna cc., io gli / fì/ 1 *- ’.i c tutta quanta glielo schiacciai. » Red presso Mandi. l et ’ '£ ( ,n 11 Sy. Nel giuocar la sera con la sig. Anna Maria all’ombro ^ pur di manacce lorde , sudice c nero cc. (N) _ -ictt-C 1 *JÌ MAKACniK.*(Zool.jMa-iia-cliin.ò in -Piccolo e Mio uccello diA' m f ’ Makada. * (Geog.) Ma-nà-da. Città dell' isola Ccimbe t app er "' Olandesi. (G) .aliati 1 ’ Makae , * Mà-na-c. N. pr. in . Lat. Manahcs. ( Gali' dir. " ^ primere. Nella stessa lingua manali dono.) (B) i „j e^ l > Makaem , * Mu-nà-om. iV. pr. m. Lat. Manaliem. (Dall’cbr- consolatorc.) (K) " " 1 Makaga luogo g. di Mano. Lat immaMÌs,dclb^’ cC ri‘ «solutore.) (K) . cC ]t, AGAi.no,* Ma-na-gàl do. iV. pr.m. L.at. Managalilus. (PjJ ogo , c gttld straniero : Straniero ài luogo, al paese.) MANAGUA . -p-y Ma'-na-eù-a. Lago e citta del Guatemala. (G) Ar.) Divinità che adoravano gli antichi Arabi, ed era a ) ST P ,ctra a ^ a qwde offerivano sacrìfizu. (In celi, munpic- l> Pori 'a- P ot 5 re s possanza La pietra deEpotere è fra; 'rase consacrata Ir'* R r ossa ySsm* «K> 5 » M.vs A14 » V“ co gO Città dell'Jndostan inglese. (G) .,«0*4 ra-i M: wia-i-a , Mangcea. isola del grande Oceano equi- ^Ian A1q ì "* }dà meridionale dell' arcipelago di An>ei. (G) She. Mes -) Ma nà-i-de. Sfi Sorta di rete da pescar leacciu- ttiiiH m Usano P ure le rezzole , ed altre volte gli spigoid. ( Dal celt. ^ioo, 3110 ’ attirare all*esca, ali amo, alla rete,) (A) cnl[ e „ LA * (Milit.) Ma-na-juò-la. Sfi. Arnese di scope , che serve a Sfiniti e J - a tenere ben soda ed unita la tetra nelle fortificazioni che l>ìn ) questa materia* —, Manocchia , sin. (Dal celt. man sab- atlc òra* ra M grassa, ed ad legno.) Golii • Tr\itt.Eort. 6g. e yo. Usami r *"e come si dirà: pigliansi ceppo, e si legano in due , - , ___ _-’a estremità sparse.(B)(Pc) Ma- nà-ma. Città dell' Arabia sulla costa orientale A>iAi< Ca a ( Ì Fohrcin , uel golfo Persico . (G) * (Gong ) Ma-min-gà-ra , Mananzari, Manangurè. Fiume ^«iSTg if* Madagascar. (G) i(it n ’ Ma-iian-te. [ Add. com. V. /,.] Scorrente , Che scaturisce. guroti *p ns ’ C11 >anans. Gr. fikvtyv. Segner. Mann. JSovemb. ao.S.Fi- L q . 1 Avvezzare un’acqua manante ad andar per un fosso piano. c \> l,lstr ‘ 1 • s ’ 6. Se sapeste clic differenza v’ c tra l’acqua ma* ^Aog, * a cqua piovana , vi stupireste. Mak" C1 ' [ ' dfffff' 1 ' 0 -si. Tribù dIndiani nel Brasile, nella pro- ,’idei,*' \ (Gcog.) Ma-na-pàr. Città dell'Jndostan inglese, nella pre- igds fMeulras. (G) * (Geog.) Ma-nà-pi-a. Antica citta dell Ibernici. (G) *> '. (Geog.)Mu-na-pi - ra.Piume dell’omerica nella Columbia.ffi) » (^oog.^i Lo stesso che Manaar. V. (G) j'As^,,’ (Goog.) Città della China.—Riviera della Russia. (G) n! ls *ssi ®*(Ci;og.)Ma-na-si-càs. Tributi Indiani nell’ America S'ettentr.(Gr) (^e°g.) Ma-nas-sa-i'o-vàr. Lago del Tibet. (G) ‘ Ma-uàs-se, IV". nr. m. Lai. Manasses. (Dall’ebr. matta nu- S e sdì pecora , agnello .)—Figlio primogenito di \\^ ,l ulrtp e d* A serietà, capo di una delle tribù d’Israele .— Jic di 4ì Uy rft ’*AS^ 0 e successore di Ezechia. (B) (Van) ? * Ma-na-slrà ba*lo. N. pr • ni (In celt. man uomo, e a- ^terrore: Terrore di uomini.) — Figlio di Massinissa e pa- (Mìt) ■ e o 5 . " na_ ta. SJ. Tanta quantità di materia, quanta si può te- B j 1|q 8 stì, gnerv in una mano .— , Manciata, Menata, sin. Lai. pu- Hin’ , ! Un,i puios. Gì 1 , bfolz . hpayfj.ee. Tes. Br. 3. 2 . Sappiate che’1 Nidi; 1 . nna manata 4, ' iu M , . ^‘r c "‘ l vaso una manata di salvia s’ appenda, 'ti nwn.4 -Anche k è tenente e sì appiccatìccio, che se l'uomo ne ... , ella non si Spiccherebbe giammai. (Così in 4^ te T l 11 penna; lo stampato ha bnturo in ceri’ di bitumo.) Cr. Té •’ ^ llcbe s ‘ tbcc curare (d vino dalla mitffaj, se la mattina , r Ce/. 11 I1 . 1 ' 1 vaso una manata di salvia s’ appenda, li nwn.4. Anche l’erba 1 si . c,lce c,l « guarisce dalla muffa , se si pixnda una manata %^'Vi chiama morella, e nella parte di sopra cc. per lo coc- 5 K vaso si ponga. Lib.cur. malati. Si mettano in quel vasello V,ni > ff'u'dio buone manate di trucioli di frassino. b, PuU, s 1° Pastello'di paglia, fieno, sermenti o simili. Lat. ma- K’-i-l'V'''. ( Comunemente da mano, dmena in basco, e 3 ebr - vai pai te , porzione. ) Espos. Saint. Empierà la sua ' s £ 'r ' K sc ga il suo fieno , che raccoglie le manate. /'■ ( ll;,f ’| l )n, 'l (, ado di Uomini, Unione, Accolta, Drappello, Scliic- Wan, ts truppa.) Poliz. rim. idi4- T. 2. p. i3o. Let- ll lllai ’ a ta ^'p^m'igo. Contenti dovrebbero restare, se fra questa bella 1 ?* onorati uomini li riceviamo.(Pe) f, c, lMa-na-tèl-la. [A. non -na-tèl-la. [A/i] dim. di Manata.—, Manatiua, Mancia. " .-- 1 q,. j.a . n..n p ayfta. ^A. 1tlab 'l!e l sj SI rna ff |10 ; che alcuna cosa non sia verde A T| >a ( ^ e °g-) Ma-nà-ti-i. Antichi popoli dell’ Italia nel Lazio (G) pone Pallad. Gingn. / 2 .Tot lesi e segasi, c a Us... L,' J . ''fóu. *' Manata.[/io stesso che Manateìla. ir, !c >a st... JSov. 22 . Mettivi una manatiua di coriandri sospesa, e ^ Ma-nà-to. Sm. Specie di animale del genere Ttfccco, Sfiori j Mammiferi, sezióne de’ marsapiacei: i sudi denti canini iffi coni e chiìtn dentro le labbra ; i suoi piedi poste - virisi i n C , r<, , s< .' l ' l . tf ì insieme in una coda orizzontale ; gli anteriori d e per i e < tl ln una pelle , nè le sue quattro dila non si conoscono 6 c °**e d\ ir d tì o unghie ; è senza collo e senza spalle ; trattiensi ac J l U’r- ’ ■ • ’ ’ ’ * .. *• * M. ^in sa } s i 1,1 tutthedue gl emisferi $ divieti lungo dicias- •■«u/b* Uclon G J l )U ‘dì'> è posante sino a Soo libbre.‘ } la sua carne è sapo- anc he (a sua pelle. Lat. tricbccus rosmarus.(Vau)(N) Catena d'isole nel Lago LLttron.(G) i\'ff di Con- Ca :™ n -to. tA’/»*] F mancare , Difetto, Inopia; con- G/*, Ig? e ^ Abbondanza.— , Mancauza, sin. Lat. defectus, ^ P° r i*c òe’ . E1 ^ a » èVàua, Bocc. nov. 36. 8. Grande sciocchezza a ^ Cnna fede , perciocché per soverchio di eibo,o ^ìip * ^ , e ^ ^*cUo avvenicno. G. V . 11 . 8y. J. Onde poi di ‘ ec. n «; l nail camento della credenza , più altre minori conino . alliroiio. 77rrt. /"’n»,»,» ^ fi<9 Prr in;»nrafnc>ilf) /li t-»/- • «lande pzione * Ofv 1 ne nvin ] 11 * 10110 ' Tiu. C'omp. 3. 68. 10 '' ,ori ^ ■ dì j oiss . ‘"““re grandi, quando gli veggono in mancamento f - ___ poveri. > di nr, 1 ? 6 ’ ® c cinamcnto./'ai'. Esop. Uomini arroganti, clic ai .’■ ■ - ----- . ■ °"* Min, (A) camento di forze =5 Affmlimmto , ,Deliquio. (A) MANCARE ^^5 3 lìifvllo, Imperfezione. Lat. vilium , m k nda> Sctm. S, Agost.iì ?» Truoveasi ogni difetto e ogni mancamento nell’uomo clic vive sarr/.a prudenzia. Fir, As. 55. Ècòo il naso intero , ceco gli occhi senza mancamento. 4 — Errore. Lat. error. [G?\ erxd i-yj.) GaLSist. 2y/f. Come la posa sia cosi, questo è un mancan’icnto notabile. 5 — [Colpa, Peccato, Male,] Delitto. I.at. culpa. £r. ày.dprr,p.ix, Moi\ iy. 56. Se niun de’ miei E ha fatto mancamento , Per la mia fé che ne son malcontento. 6 — * Bisogno, Necessità. Vii. S. Frane-, 158-. Abitando a Compire li mancamenti de' Preti quando non n’ avessono. (V) Màncanas.* (Mit.Ind.ì Man-ca-nàs. Sacerdoti delle isole Mariane, che si attribuivano il potcì'e di comandate agli elcm nti , di restituire la sanità a* malati , di cangiare le stagioni e di procurare uri abbondante raccolta e felici pescagioni. (Mit) Mancando.* (Mus.) Man-càiKlo. Lo stesso che Diminuendo. EJ (L) Mancandrite. * (Zcol.) Man-can-drì-te. Sf. Altro nome del Fungo marino. V. Fungo, 10. (Van) (N) . • Mancanilla. * (Bot.) Alan-ca-nibla. Sf. Lo stesso che Manciriello. /^(N) Mancante, 3VIan-càn-te.[P^7t. di Mancare.] Che manca , Che vieti meno. Lat. deficiCus. Gr. ikkinr^s. I^ab. l3g • Al quale «c la già jnan- cunte natura concede figliuoli, si n’ha; se non, non può perciò morir sanza erede. Antet. J2. E già prontissima mina, mancante a’tiranni la forza , ci s’apparecchiava. Quid. G, Allora Deifobo movendo gli occhi, e con boce mancante domanda Pari, se era morto il suo ucciditore, 2 — \_Dicesi fiancante d’anima, cioè Senz’ anima, Inanimato.'] Boczm Leardi.2. 5.E però così travolta la condizione delle cose , che’quolio animale, lo quale per benifizio e mercè della regione è divino, non altramente gli paja esser chiaro e adorno , che nel possedere masserizie mancanti d’anima. * 3 — iDicesi Cosa tronca e mancante, cioè, difettosa,] Bemb. pros.1.33, Ne elle tronche si vede che sicno e mancauti, come si può di buona parte delle nostre vedere. Mancanza, Man-càn za. [Sfilto stesso che ] Mancamento./^, [/fui. Caren« za.] Imi. defectus, inopia. Gr. tWtifAfjix, iv^ttx.jyov.ant. 1. 2. E quello che in verrete, racconterete a me sanza riiuna mancanza. Amm.Ant.26. 2. 11. L’avarizia sempre è infinita e insaziabile, c nè per abbondanza nè per mancanza si inenina. Guitt. leu. 18. Non fu già fatto, che per mancanza di fede o di memoria. Cas. It ti. 2y. Per un delitto commesso piultosto per mancanza di giudicio, che per malignità. 2 —* Deliquio, Svenimento. Salvia. Tane. (A) 3 — Errore. Lat. error. Gr. 'Xkccvri. Fv. Giord. Prcd. S. Sono tanti i difetti e le mancanze alle quali si converrebbe provvedere , cc. 4 —- Delitto. Zn£. ctdpa. Gr. (rpccA^ta. Mancare, Man-cà-rc. [A 7 . ass t ] JSon essere a sifficienza . IVon avere, Essere senza. [Anticamente Fallare.] Lat.ò cesse, carere. Gv.tWu7cs.1v. (In isp. mancar , in frane, manquer , dal lat. mancus monco, difettoso : e mancus dal celt. mane clic oltre a questo scuse*, ha Paltro di mancamento , difetto. Vieu poi mane da m superf., e da anc più piccolo, più stretto. In illir. manji minore. Y.manco.)Bocc. nov. 27. 43 Niuna cosa è mancata a questo convito./? 7?oo.3*.27.Niuna co>a ti mancava ad aver compiute essequie, se non le lagrime di colei la qual tu , vivendo , cotanto amasti. Dant. Par.y.yy. Di tutte queste cose s’avvantaggia L’umana creatura \ e s’una manca, Di sua nobilita convien che caggia,/? 33 14 2. All’alta fantasia qui mancò possa. Peli .son. 3‘2. Ma perocché mi manca a fornir l’ opra Alquanto dello fila benedette, e c.E ^.Perchè alla lunga via tempo ne manca. Scrd» Star. 6. 2/7. Alcuni paesi mancano d’ ulivi. a __* E variamente. Borgh. Vesc. Fior. 35g. Della quale fBaulica) non è mancato chi abbia creduto cc. (Y) 2 — Venir mono, [Diminuirsi a grado a grado, Menomare, Decrescerej Decadere. ]fj(U. driìctire.G/'. ìWìiitsi 7.5x1, Petr. sóli. jg.Gosi mancando vo di giorno in giorno E 220 .Come venie] E canz. 11.6. Che ’u lei mancar quelfanii. Ò'V.Yoi non avrete compiuta' ciascuno di dire una sua novelle 1 il sole fia declinalo , e il caldo mancato. GY077. Moretl. 286. Uscì di Pisa un’ aquila oc. , c venne sopra il campo loro , e di poi sopra’I nostro, c quivi le mancarono l’ali, e cadde. Aragli. 67.Mancando quella vita , verremo a sozzura.» Borgh. Colon.Boni. 364. Che per qualunque ragione o cagione mancasse la colonia del suo primiero stato, non si potesse più dire incolumis. (V) 1 — Restar di tare, Desistere , Cessare. Lat. cessare. Gr. lexvtrìxt. Servi. S» Agost. 3/. Tutti i corpi celestiali osservano f nfìcio che hanno da Dio, e mai da ciò non mancano. E 7^.Verghiate e orate, e guardate di non mancare, perocché non siete voi più santi che D.i-- vit. Dav. Colt. 11)5. Tagliale tutte tra le due terre subito , perche rimeltano : non ne mancare , e non por loro amore. Red. leU.2.26y, Quello che sia per succedere alla giornata , non mancherà di avvisarmelo.» Alani. Colt. 1. 1 2. Qualunque in quella abitare o.*sc marcato , parimente inaura meritare, E 35. Quando queste sonaci mancano agli orecchi. E 42. Allora è la pecunia preziosa, quando (rasi;- tate in altri per usanza di dono (Lat. largiendi usu) manca di possi- derc. (Lat. possiden desiuit.) E 64- Siccome 1 tuoco in ogin tena mai di scaldar non manca. E yo. Ma per qualunque luoghi aspii tirato manchi d’ esser sicuro. E 84> Manca d esser quel eh’ ora. E appresso: Sarà manifesto, ciascuna cosa ec. quando ima ossei' manca (Lat. desinit esse) morire. E 110. Ma d ogni ragione manca (/>a, onmi ratinile carct ) aver odiato i rei./S iff. Per se considerate non mancano d’ assoluta libertà di lor natui a. (V) ^ ^ _ Difettare, Far mancamento. Lat. I dosi forse questa ragione frivola molto, c per avventura di n ^ u - jniH 1 ' ricorre all'universale , ed in tutte le cose calzante e non :oi Vario , e ic nccuczze mancnevou con'« ^1*- [an-che-vo-lé^-^a. ast. di Manchevole. diecole. Mancamento, Mancanza .] Lat. dcR c ipia.. Salvai, disc. i.j5. L’un amico s’accusi* 1 ‘ /i . lell C ft Catanie la terra col Cielo Manchevolezza , Malia di ciò eh’è manche fectus. Gr. Ì\\s:/af.<.a tro , jier sujiplire la manchevolezza sua colia sufficienza dell 116. La virtù consiste nel mezzo, tramdnsi da’ due estremi ;lt una temperata convenevolezza, misura , e, per così dire, fra ’l soverchio e la manchevolezza riposta. wV^’ Manchevolissimo , Man-chc-vo-lis-si-mo. Add. m. supeii. di MaO cli Piccai. Poet. Anst . 228. Berg. (Min) pif' Manchevolmente , Man-chc-vol-mén-te. Avv. Con mancanienWi tuosamente. IaU. vitiosc, mendose. Gr. àistpS-ctp/xivos. Manchezza , M;m-chéE-^a. (Sf. V- e t/z'MauciuizAi,] Mancaniì’t 1 defectus. Gr. ekkapL^x. Dani. Conv. 83. Promettono le trici re. di torri’ ogrti sete c ogni manchezza,e apjiortare sa'/^. ;j p 1 ' c ^ ‘ " vero d' A quin. Clic tanto par clic sia In voi piena piacenza, ^** dà mancho'/Za. Bemb. Asol. 3. iyo. Manchczza di tutte L ^ pere di tempo, d’ onore c d’amici. f Mancia , Màu-cia. [Sf] Quel che si dà dal superiore allo (V nelle allegrezze o nelle solennità , per una certa a tioreVoUz^' ypr cesi anche diversamente , secondo i casi , Strenna, Paraguaiana.' 1 ' nandala , Btionamano, Calzacela, Propina, Regalo ec.] ^ Gr. iTCìvofeU. (Dal celt. gali, cd irl. mauchain doni.) Pass. , pàmo IJl JI trici re. di torri’ ogrti sete c ogni manchczza, e apportare | K ’ c bastanza. Fr. Giord. Pred. D. Ondi; perchè l’uomo non invero , non diviene per manchczza di Dio Rim. aut.P.N - j p'jd ut ' i’A quin. Che tanto par che sia In voi piena piacenza , itfivofiii. (Da o .. , , x% - dar cercando la buona mancia nelle colendi il primo er dimostramrnto di soddisfa#'^ p ■fi' dimeno agli uomini è sempre duro il restituire senza trarh^ * ^ » la mancia. Pertanto vi richiedevano acquisto di reputazioni filila.. (Pe) ■ . itti* 4 — * Dicesi Dar mancia o la mancia ■=: Regalar colta C' ,e .s ^ dato alcun servigio o l'atto cosa grata. A'. Dare mancia, t C . 5 — Prender la prima mancia , dicesi da’bottegai quando , aperta la bottega , vendono la loro prima mercanzia; e s0 S ■ li 1 *' Io ho latto la prima faccenda , Io ho presa la prima inane Maini. (A) . [)i aI|C> ,;. 6 — Permetaf.OttcctA.Danl.Par.5.66.Come fu Jepleaila sua pi' 1 " jp tifi ( 7 — [Vicesi Cagione di trista, di buona inancia,] cioè di» ,rt Ve c * f ' Dant. Inf. ’ii. ti. Soleva la lancia D' Achilie c ilei suo i ia cagione Prima di trista , e poi di buona mancia. $ 8 — Nel nani, del più Mance diconsi al giuoco delt ombre , ^ g 11 Que’danari che si pagano a colui che vince da c rt ,scllli ‘5) ri calori , oltre la somma principale , o massa del ninocn- t v//' 1 '' ^ 9 —*(Gf (ig.)J.a Mancia. Provincia di Spagna nella Nuova ^ Manciata , Man-cià-ta. [Sfi] Quanto si pub prendere con < qIoÌ c - i [V. e lA’Manata.] Lai pugillus. Gr. bfàyiaa.Cardi. c |i ili aveva dinanzi la jiorta due vasi , l’imo de’ quali era l ,l,J l ^as** ’...'' . . ' ' f' a beni , e l’altro di tulli i mali ; e semprechè egli voh ; i' a "jjjc 1 ^ (V terra alenilo bene o alcuno male, metteva le mani m allicl c sp'* l '’dl' e tolto una mandala dell’uno e una dell'altro, gli gitt aVa 1 fB d 0 ’ n Vi insieme. » Salviti. JLitrocom. 527. Ma Mappelf'ango , '4 'la ^ tonile Sopra quelio di fùngo un a manciata , Ed iinpi astl ° ed acciecollo Per poco, (pe) MANCIATELLA Sfi dim. di Manciata. V- e tf/’Manatclla. iia lt . UÌT -nisir. 0. 1. Chi semina, lascia egli per questo di semi- di E vento talora eli manda all’aia» qualche mancialeila Vft“ u /. (A U v ) gottsi ' ;Maii-cì-uie. Sm. Le foglie degli allori, che raccoltine *• s p'ciinsi'et bella posta per nutrirne il bestiame nell’ inverno, ^■'ticixp 51 J a del feno. (]Ja mangiare.) (Ga) finire Maii-ci-iii'l-lo. Sin. Tati.. Ili MANDAMENTO 1 "niuir ella , " m ' lecia ^InJ.^re ’ Mau-ci-nò-co-lo. [Adcl. e sui.) V. A. Guercio, Lasco ^Kin- "‘lincino. Palai}’, 3 . Malleinocelo se’; l’epa pinza bai. xSiu A * Màn-cio. N.pr. iu. l.at. Mancius. (Nome patron. di man- ' le "a una sola mano , diietluoso, storpiato.) (B) „ e di' i? s > Man-ci-pà-rc, ^ "‘““"cipare. (B) Alt. V A. per aferesi di Emancipare. V. Cavale. Tispos.Simb.3p3. A llnra ritornò egli ( l’uomo ) l-i “ uciIa sua condizione, quando mancipò al suo parere e ‘ * lic, PE*(\ 7 I | ,Ìlà óvì Sll ° B iudicc - ( V ) h Ce ^/i,Vr l . Ht )^‘ium; ^ a,1 ~ci-pi-o. [Add. e sui.] F. L. Servo , Schiavo. Lat. m an- fpio i () *’ Gttf ^pa.‘Xohoy. {Mancipiwu c dal celt. man nomo, e dal lat. • l .‘h\ „ . l’^eiuto ; TJoino me^n in nnerraN Pctr.cao.8. L’un'di vie- _ uol Ul ì^° : Eomo P'vso ili guerra.) Petr.cap.8. L’un'di vir- [ 0 ‘lan . )ei ? ” a, aor mancipio. Boez. Fardi. 3- 7. Tutti i diletti uma- 11/°' Sun i* Ila * ,Ul 'ì l tormentar coloro Che , preda fatti c vii mancipii p ( . l ' eiJ,, li insani. Bemh . si sol. 1. 5g. Quell’altro, di donna Cf> ^ ,n - B nuuic ‘pio , oggi si vede contento. Mancare , Mancamento. Lat. vitium, menda, defectus. mancare. In ted. inangel , in celt. bas. inanella C Ss!^ < .y- Hfiii r «*n diletto : ili prov. manco colpa, errore: nella slessa gali man- Malesp. 190. Ver manco di mo- Ui/^Iso ‘ P[ au chevolc , Difettivo. Lat. inuncus , impeifectus , * a 8 l 'iiuosì ^ 7,5 * * T( 3 ier,pó$. Pelr. son. 38. Però i di miei a.'°* &l «manchi. Dant P»>** * T,* rtr»v<‘ min ’ncrr'rmrv B p 25 7 Iiippomanc. Genere di monadelfìa e della famiglia delle Iricocche , maschio sono fornite di calice bifido col fìlamen- H t alì C g Uatt '.9 a "tere a croce e senza corolla ; nel fiore femmineo "e pi e . ‘"'partito , lo stimma è raggialo , ed il fruito si compo- V< (‘coso* ’ cocc °le carnose agglomerate. La specie detta mancini-ilo del fy 0 f grande albero nativo delle isole Caraibe , delle rive P'duce , e .Amazzoni; ne geme uu latte corrosivo e caustico, che filettili Vesc,c { Le come scottature. Se ne adopera il legno per sup- °i/ sii , ’ è pericoloso a tagliarlo e lavorarlo quando è fresco ; Tc<:ce° . frutto di quest’albero gli Americani avvelenavano le loro fri- f ''"me anche col latte che esce dalla corteccia,e che unito ad «t Allear,;n <,!Ie st crede che sia il Ticuuas. V. Ippomane , §.3. — , P’i‘11 f. i,I ' ri ' | i°.|y/(/i/. e sm. Parlando di persona. Cdiai ] cheaclo- ^ ■Wr eme s ‘ n ' stra mono in cambio della destra. Zìif.scacva, ■^cuc'l- 1 (Da manco in senso di sinistro.) Varch. lez. iti. K c * le al' a ma . u ? ^ estra ® naturalmente più fol le che la manca, non 'ti. G ^. «omini non si potessero avvezzare tutti mancini. Maini. ». 5 1 " a Uci no >a zo ]'pa è costei, orba e mancina. Bemb. Lelt. Egli, che ^ Bì Cì Cra 3 n>i ferì nella mano destra. ■ a J n ^ Màncinomunritto di Chi adopera egualmente luna e Valtra ^ \df I ' wient i Ambidestro.] Lat. ambidextcr. Gr. àfttythigiQs. 3 ' Piando di cosai) Sinistro. Lat. sinister , laevus. ^ *V ìì °, Sy ^ l ^ s -L)ant.ln/ , .26.126.Stmipre acquistando del lato mancino. S fj (l ' [ ^- llcina 5 posto avverb. z=z Dal lato manco , Dalla mano sini- / * «A njutl( dna. J Lat. sinistrorsum. Gr. sttì toc Tatto.» Dant. A Jcijt 0 E vedemmo a maneina un gran petrolio. c ^c ha P r ’ m - (N- patron, del lat‘. mancus monco , imperfetto, J flu llian o sola.)—. Generale romano vinto da Numantini , e (la ^ & l ' nal0 - (Mit) quelle , che nel manco Lato mi bagna chi primicr s’ accorse , Qna- drella. F son. /j5. Coll’altro richiudete da man manca La strada. Dant.Inf 23.68. Noi ci volgemmo ancor pure a man manca. Albert, cap. 11. Lo cuor del savio è nella sua parte diritta , e lo cuor del malto è nella sua parte manca. 5 — [E perchè presso antichi certi augurii che si facevano a sinistra erano tenuti infausti , perciò Manco significa ancora talvolta ] Infelice, *Di cattivo augurio, e simili. Lat. intelix , infauslus. Gr. bvffrvx'h*. Guid. G. Conciossiacosaché V udire delle genti si diletti volentieri de.lli manchi avvenimenti degl; altri nomini. Petr.son.175. Qual destro corvo o qual manca cornice Canti ’1 mio fato. • Manco. Avv. Meno. L.at. minus. Gr. 6\arro«. (V. nella* etimol. di mancare il celt. mane in senso di minore , piò piccolo. In illir. manje vai meno.) Buon. riin. 68. Per esser manco , alta signora, indegno Del don di vostra immensa cortesìa , Con alcun mcrto ebbe desire in pria Precorrer lei mio troppo umile ingegno. Borgh. Fesc.Fìor. 55g. Sono anni ventiquattro , due mesi manco. (V) 2 ■— Onde Non manco che = IS’on meno che. Fìt.S.Gir.65. Non ti pensare ec. che io non sappia che la vita e la virtù di Girolamo a te non sicno note non manco che a me. (V) a — In Agri, di Nè anche, [Nè pure, Nè meno, come] N^m ci ho manco pensato , Manco ci voglio andare, Non ti darei manco sale. Modo basso. Lat. ne quidem. Gr. /tifii. Belline, son. 192. Noi contentali broccati , e manco panno ; Certo una vesta del Batista aspetta. 3 — Col v. Avere : Aversi manco, Trovarsi manco = Aver dimeno, Trovarsi di meno. Dep. Decurti . proem .Non servirà mai bene nè al- 1’ apparenza nè alla comodità una gamba di legno a uno die se rabbia manco , a comparazione della naturale. (V) 2 —* E variamente. Ambr. Furi. 3 . 6. Dal vedere al non vedere mi trovo manco-le pezze. (V) 4 —* Go/ ('.rare: Far di manco rrzph?’ senza^ Fare altrimenti ; lo stesso che. Far di meno./^. pare di manco. Car.Ielt.t.2. n. /.Della Minerva, io no 8 —'Die 9 vale Immanca- P^i\ A’v 0 V" a nco. *»n M Hi;i 1? t/‘ 2. 60. Or póta-csU tiivt ’ ‘turbi si con altri )»»'• ' 't,- 0 nno inanelli. (M • Che questi con.auaau.eiiU sicno oran mossi 1 l)aut.V°t- storno,] Che anllo ''’haliK VI anco ’ Q" allll ' io conobbi i 1 A* diritto di chiamai si , ” avev ® manco.» (Clou, clic aveva a ^ t.Pcr esaeve troppo ripida.) f 1 ) ^fvttcTw”-niiat. - / /-a la , ' lav. 7 : ìo n. „ .. *... u _ , p ) .\ * " Sin-bnadagnava di ciò che procacciava. t.f ) 1 ^ ^) i;v tro, fumo.' Purg. f. 7 8. Là dove mio ngegno 4. i3j. Io vo’ super se l’ uom può soddisfarvi r nv . - mancus vale tra le altre cose difettuoso , iin- e .^adayLr.! 0 ^: 3l .\ Ij a manca vettura dei villano se gli fu drizzi % l . n cu 9 °ì>posto procacciava. s _ , f a Destro .Lat. sinister, laevus. Gr. arxoios. (Dal c, r ''Vjntrnni 5 ^Dvrfctto : poiché tale suol essere la man $i- lcd ttc , gl c ?« la destra.) Bocc . nov. 32, 19 . E se voi non 1 confr sotto la poppa manca. Pelr. canz . 6. 5. Per s’ accorgerà che un uomo sia mancato al mondo.) (V) 6 — iCol v. Venire :] Venir man(X)=A/imcure , Fenir meno.Lat. de- flccre. Gr. Ithuteuv. Pelr. canz. 6. 2. L’ anima , a cui vieu manco Consiglio. E son. 14 . Clic vede il caro padre venir manco. 2 — [Non succedere , Non avere effetto .)Din.Comp.i. 14• Perchè se nostro pensiero venisse manco , ec. 3 — ]£d accordalo col secondo caso , in senso di Mancare ad una cosa , Non mantenerla. Ar Fur.46. 110. Nè il nostro imperator, credo, vogli anco Venir dei detto suo per questo manco.(Cioè, mancare alla sua promessa.) (Pe) 4 — * Venir manco = Deteriorare , Scader di pregio. Benv. Celi. Fit. Perché le perle non sono gioje , ed in ispazio di tempo elle ven- gon manco , ma le gioje non invecchiano. (A) * — Venirsi manco ~ Fenirsì meno } Svenirsi. Lat. deficcre , animo dcficcre , Iniqui, animi deliquio laborarc. Gr. ’kwtoSvftiiv. Nirf. Ftes.100. Il qual per grave affanno era sì stanco, Che quasi tutto si veniva manco. 0 — Morire. Ar.Fur. 46. 69. Che non fu mai la più beata morte, Che se per man di lei venisse manco. (Pe) 7 — * Venire a manco rrr Fenice a fine. Chiabr. Gueir. Got. E si vedea la polverosa via Tra lor ad ora ad or venir a manco. (A) Difesi Da manco ed c lo stesso che Da meno. F.D& manco.(A) •si Mauco male e vale JVon è poco che.Cr.alla n.Pur beato.( 0 ) Non aver manco assegnamento , dicesi del Non avev danari nè modo da trovarne. Maini. (A) 10 —* Seguito da così in sign. comparativo. Fvesc.Fiag.80 L'altra terza parie della sala anche era di tappeti manco così orrevole , uè si bene acconcia. (Pr) t , Mam;o-Capac.* N.pr. ni .—‘ Fondatore e legislatore dell Impero del Peni, primo degl' Jnchi. (Mit) Mancotb.* (Geog ) Mau-cò-te. Città dellIndostan. (G) Manda.* (Geog.) Isola dello stretto di Malacca nel mare delle Indie, sulla costa di Sumatra. (G) Manpacacbni. * (Geog.) Man-da-ca-cé-ni.^/n^Vo popolo dell Asia Minore , nella Troade (G) Mandado.* (Geog.) Man-dà do./vo/r^a sulla costa settentrionale dell'isola Celebe. (G) Manpaeijoba , Man-da-fuò-ra. Sm. comp. Così dicesi da commedianti quel Foglio , sopì’ni quale sono descritti i recitanti e le scene ec., e che si tiene in mano da colui il quale invigila che V opera sia recitala ordinatamente. Tal foglio si domanda anche Scenario ; e sebbene sìa alquanto differente , si piglia spesso I uno per C altro.Min. . Maini. Annoi, alla st . 5 o. del cant. 1. (A) . MANDAGARA.*(Geog.)Man-da-gà-ra, Mandagarsi. Lat. Mandagarsis.-z/nfma città dell Asia nella Media. (G) . Makdaiti.*(SlEcc 1 .) Man-da-i-ti, o Cristiani di S- Giovanni. Cosi ehm- mavansi certi popoli cristiani che abitavano lungo d Giordano , nella Palestina : essi assunsero un tal soprannome , Pf L l< 11 edevano che ì loro progenitori fossero stati battezzati da S.Giovanni Battista in persona nel Giordano. (Ber) Mandai». * (Geog.) Catena di montagne nell i/npeio della Lhinit. (G) Mandale,* Man-dà-lc. N. pr. m. Lai. Mandai. (Dal celi, man uomo e dal grande : Uomo grande.) (B) Manda luca.* (Geog.) Man-da-lù-ca. Isola dell arcipelago della Sonda, sulla costa settentrionale di Giava. (G) Mandamento , Man-da-mén-to. {Sin.) Commessione, Ordine , Mandato. Lat. mandatimi, praeceptum. Gr. s vro\rt. G. F. 10. 8 7. 3 . E presa la città di Pisa a sua signoria contra a sua volontà e mandafheuto > temette di lui. Tesorett.Br.E d al suo mandamento Moveva il fuma* 22 8 MANDANE mento. Frane. Bari* 6y. 6. Quanefesso l'ha da lui in mandamento. DifPac .Alcune sieno obbligate a ubbidire «'mandamenti delle chiese. Dicer . dii’. Consenti all* autoritarie c al mandamento di colui il quale tutti seguiti avemo. »(IVe//’es. del Tesoretto i Codici riscontrati dal- V Ab. Zannoili , suo diligente emandatore, leggono : Al suo comandamento.) (P) 2 —* Dar mandamcnto= Comandare. Pallav.Ist. conc. 1 . s 5 o. Diede mandamento strettissimo agli ambasciatori che promovessero col Pontefice quest’ aliare. (Pe) 3 — * (Gcog.) Mandamenti. Divisioni lerritoriaH usitata sotto un tal nome negli Stati di Sardegna. (G) Mandare, * Man-dà-ne. N.vr.f (Dal pers. mandai permanere , aggiustare , aflàzzonare.)— Figlia di A stinge , re di Media, moglie di Cambise , re di Persia, e madre di Ciro il Grande. (Mit) Mandamde , * Man-dà-nide.IVpr. m .— Filosofo indiano, capo de'Bm - mini al temjio di Alessandro Magno. (Mit) Mandante , * Man-dàn te. Pari, di Mandare. Che manda , Che dà il mandato . F. di reg. e de'legisti. (O) (N) Mandara.* (Geog.) Man-dà-ra. Sm.Regno della JSigvizicu all' ostro di Bornit . (G) Mandakani.* (Geog.) Manda-rà-ni. Popoli del Mandara. (G.) Mandare, Man-dà-re. [ Att.e w.] Comandar che si vada*, {Inviaj'e, lndriz- zare , Spedire, Trasmettere.] Lat. mitlere. Gr. tftpLiruv. (Dai pers. man- den che ha questo fra gli altri sensi. Gli Spagn. di Estramadura e di Andalusia, ed i Provenz. hanno pure mandar in questa medesima significazione 5, ma in generale mandar in isp. vuol dir comandare. ) Bocc.uov. 1,4. 16. Mandò una buona quantità di denari ec. alla buona femmina. E nov 18. /fo. 11 Re d’Inghilterra mandò molta gente sotto il governo di Perotto, suo maliscako.. E g, 3 * p. 1. Avendo già il siniscalco gran pezzo davanti mandato al luogo ec. assai delle cose opportune. E nov 35 . 5 . Spesse Volte cran di mandarlo attorno usati, Dant.Purg.1.61, Siccom’ i’dissi, fui mandato ad esso. E Pw\ 3 i. (j6. A che prego ed amor santo mandommi.. 2 Mandar via.. Fiu. SS. Pad. 1. syi. Se tu non Le mandi , tutti re. partiremo. (Y) 3 -— Imporre, Comandare assolutamente , [e pare che si usi solamente allora quando la persona, cui si comanda , non c presente.]Lat. dare , praecipere. Gr. eVr&AAfo^ai. Bocc. nov. /f6. iy . Incontanente mandò che i due-giovani fossero dal palo scipiti.A’ nov.60.14. Mandò a Cuccio Imbratta, che lassù colle campanelle venisse. G. F. g. 25 . 1. Mandaron loro , che non entrassero in Firenze. 4 — Concedere , Ordinare. Bocc.nov.42. 10. Insino a tanto che lddio ti mandi miglior ventura. Petr. son. 208. O vivo Giove , Manda r prego , il mio in prima , che 1 suo fine. 5 — Dimandare. Guitt . leu. 3 y> 86. Aggioti ditto che ne sento di ciò die mandasti. (Y) 6 — Condannare , coll'accusativo di persona. G. F. Uh. 12-cap. Òy*. E chi si trovasse eretico , mandarlo al fuoco..(Y) 7 — Parlando di Cosa talora vale Gitt-arla o Lasciarla e Farla andai't. Bocc. g. 7. n. 8. Divisò di mandare uno spaghetto fuori della finestra , il quale coti un de’ capi vicino alla terra aggiugnesse; e l'altro capo , mandato! basso infin sopra al palco (pavimento J , ec. (V) 8 — Dicesi Mandar comandando, Mandar dicendo, Mandar significando e simili vagliano Comandat e , Mandare a dite , Avvisare , ec.. Lat . praecipere , jubcre , significare , certiorem lacere. Gr. ÌvtSxio^ ca , fxypvw.. Bocc. nov. 34 - 7.Mandò significando ciò che fare intendeva. E nov. 81,. 6.. Madonna Francesca ti manda dicendo , die ora è venuto tempo che tu puoi avere il suo amore. Petr. son. 3 o 5 , Che Madonna mi. mandi a sè chiamando. Qvid.Pist. S. R. arg. 3 . Per la qual cosa, mandò dicendo ad Achille , che li mandasi Briseida. Stor.Pist. 8y. Per suoi, amhasciadori mandò loro dicendo y coni’ era venuto in Lombardia.. M. F. 3 . 5 i. E incontanente per lettera gli mandò comandando che da Brandito si dovesse b vaie.. a —* Dicesi anche Mandare a dire. F. Dire, §. oo.Pecor, g. 25 , n. 2. E mandò a dire ec. al re Carlo ec., che ec. (V) 3 —* Ed eliche talvolta si usa Mandare assolutamente per Mandar dicendo. Nov. ant.y .Cosi ti manda lo nostro signore,, clic per li mediti della bontà di tuo padre, vili, noi ti terrà rul tuo tempo.(P) G. F. 7. 12.4. Per rinvigorire loro parte mandarono ai Fiorentini, che gli attendessono che volcanp la battaglia. A 8. 85 . Si partì da Leone sopra Rodano,, e passò i monti., e mandando ai Fiorentini che volca venire in Firenze cc. (Pr) $ — Dicesi Mandarla buona e vale Esser propizio», ma non si direbbe se non nella forza dell’ esempio. Lat. Deus Rene vei'tat. Aeri. Ben. / ardi. 3.1 /.Keli’allevare i. figliuoli non può cosa nessuna il giudizio di chi gli allieva; bisogna solo pregare Iddio che te la mandi buona., 10 — Nel giuoco della palla Mandare sì dice del Tirarla sul tetto , o alla volta di quelli con cui si giucca. Seti. Ben, Pareli. 2.. 1 7. Io voglio usare una similitudine di Ci'isippo nostro , cavita dal. giuoco della palla , quando si fa con ella a quel giuoco che si chiama oggi dal mio, e dal tuo , perchè non, è dubbio che la palla cade 0 per errore di chi la manda , o per errore di, chi la riceve.. 11 a. bottino* zzzSacchegguire. Lasc. Non. 1. 6 2.. Quando da Cesar fu Pompeo sconfitto , E mandato a bottin tutto il. paese. (Br) M — a calcinata = Dar de calci : modo basso. Lat. cakibus pctere, calce ferire. Cecch . Donz. 4 : 7 *- fasciami riporre il. zimbello , acciocché non. mi mandasse (Come spesso e’ suol fare) a Calcinaja. io ™ a compimento. Lo stesso che Mandare ad effetto. F . Pallad.Ott*. 16. Di questo mese ec.. si vogliono mandare a compimento. *4 — A confine o in confine * ss Confinare , Relegare,. F Confine* sost. §. 7. (O) J 3.5 — A CONSIGLIO. DI savio: * Dicesi di quelli: cose perle quali si debba stare ni- parere di avvocati o pedone sperimentate. A.ConsighOj^. 21 .(ÌN) a6.«— ajj effetto, [in effetto ,) o. a compimento = Ffettuare- ( F * RIANDARE FUORI mandate.>* S. Caler, toni. 2. lett. 3 . Su , padre , mandate in proponimento che avetejàito. (V) > r t ty — ad esecuzione = Eseguire. [ F. Esecuzione, 5. 6.] Leti' Gr. t'XiTtXtiv. Bocc. nov. 5 . 4 ’ E, secondo il pensier fatto > ad esecuzione. 18 — ad opera; * lo stesso che Mettere in opera, Mandare 1 inali 11 Jà effetto. Pallav . Ist. Conc. 2. 321 . Un tal comandamento 1 si ma* 1 '*, ojieia il meno una volta all’ anno dopo l’età della discrezione- 19 — A iil di spada* =: Uccidere, Ammazzare con arma l/ia> lC ‘ ' Filo , §. 24, e V. Sparla. ( 0 ) . n 20 — a fondo o A picco * “ Sommergere una nave. F. Picco* 21 — a fuoco e fiamma , * fìg- cioè, in conquasso e subita per*l {i F. Fuoco , $. 32 , 2. e Fiamma , §. g. (O) , py 42 — A gambe levate , fig. = Far andare altrui ùi piecipiz 10 i vinario. F. Gamba, 5 * 10 * (O) . ueP a 3 — a laveggk) * = Mandare a fare di nuovo riempiere- il di roba da mangiare. Frane. Barb. 3 o. 2 1,. Nè mi par m :C ; a j L’ osso tirar co’ denti ; c ancora peggio Di mandar a laveggi 0 * ' 24 legnaia * zzz Bastonare. "F. Legiraja , 5 - 2 * (^) scof 1 Dra p.‘g 25 — alla frasca: * Dicasi del Porre i bachi da seta sidle sC altro , accio facciano i bozzoli. F. Frasca, § 2. (A) . maniera d' imprecazione colia quale si * lt (O) V 2 (5 — alla malora : altrui. Cr. alla v. Forca. . c ,s alla memoria — Mettersi in niente. mandai^ menao r M , - memoria, come cosa necessaria [a volere intendere tutti gli altri o( 28.— alla misericordia d’alcuno = Rimettersi a mercè.G.rf'^t Per aver concordia e pace tra loro ( tra i Cancellieri Ri a,lC ^t 3 ro 4 jS T cii 5 de* quali Neri uno avea ferito uno de’ Bianchi') quelli, eh’avea fatta T offesa, alla iniscricordia di coloro, clf ei^ fesi, che nc prendessono vendetta a loro volontà* (V) 29 — alle birbe, all’ isola pe’cavretti. F. Birba , §. 5 - 3 0 —* alle forche : * modo d'imprecazione e valè Discacciai con vilipendio. F. Forca, §. 4 > 3 .. (O) Affi 3 1 •— Alle incette : * vale Quell' inviar messi in contnule fii per comprar mercanzie ec. F. Incetta r §. 4 ‘ (N) \(ì 3 a — all' ucgellatojo = Uccellare , Dileggiare. Lat. illuder 6 1 dere. Gr. x^avcc^ìv } xxrccyi},^. Farcii . Èrcol. 54 - Diersi. ;alC °^ fi' nere a loggia, gabbarsi d’alcuno ec-, mandare all’ uccellato) 0 * desimamuite tenere alcuno in sulla gruccia , dalle civette, le 4 ** ( 0 ) 33 - — AL palio, * Jig.^Palesare alcuna cosa, Pubblicarla, /». * r 34 — A male * Perdere, Rovinai v. Ari,. Fetr. Ner. 2.. 4 % Guardandomi bene da quelle cose che fanno, gonfiare e bollir®A ^ nei qual caso andavo cauto con gran diligenza perno» ^ le ogni cosa. E ivi n. 7. Guardandomi bene da quelle cose, c ^ gonfiare e fumare , nelle quali andavo a beli-agio per nou 1113 male la .materia. (N) c0 35 — a monte*= Abbandonare , ed è metafora presa diti § nt ^ ., le calte. Cr. alla v. A monte. (N) .fito ^,, 36 — a partito o il partito *=j Porre alla b xX ’ ( k posta, * cioè hn’iare alcuno o alcuna cosa per qtud c ' ie 3 7 minato effetto. F. A posta, J. 5 . (O) 4 „ . , ty; . . tfco *a 38 — a sacco* — Saccheggiale o Esser s cute/uggii do. , ,‘fc^V) 39 — a terra- “ Attentare, Abbattere. Fr. Giarda 212. 0 ' vento, ch’era forte . . . , c clic mandava a terra case e alb<- ,f) / ^ A * r. * , i\ rr tit...„„ r. 2' * ■, /|0 - ATTORNO ÀI — A VETTURA * — Mandare or qua or là. F. Adorno , §• (\\ — A vettura, * jìg, = Serene meifcenariaincufo olirai , d' per altf'ui e non per se. F. A vettura, J. 2. Car.Lett- t. j\l esser Giulianoha voluto ch’io Io fàccia fun sonettoj & J delle Muse, le quali si sa quanto mal volentieri accettane Imo, quelle che si fanno loro fare, c quanto si degnano gioii a cena. # kl consiglio = ConsigliareLat, consulcre, Gr. .f‘ 4 : finalmente un savio mandò consiglio, c disse : cC )- .e 4 ^.,lb 4o-— da Erode a. Filato , proverbiai, [e in modo bassa * dare alcuno da una persona ad. un’ allra.con appanen^f f^V-^^s ma senza concludere .] Farcii, ErcoL.io’ò,. A mio c * il ' f F un altro , e aggùai-lo con parole , lo manda ora a casa lì ^ d* casa quell’ alUo per Uatteiicrlo * si dice abburattare, 6 iU ‘ a’) rode a Pilato. ’ . Vo Aioé'&>' 49 — foglio BiA!XCQ*zzzI\imettersi liberamente in alcuno-E 1 x 50 — icori ^ Far palese, Far pubblico. Lat. cmitteF c ‘ . cC hi ■* Bocc. iuh’,. *5. g. Alqiiaul c latvimc te. mandale p cr mandare giù sdeff 0 **’ Po ' c ^ IG a Catella parve tempo di dovere il concetto Se j!°]. niailf ' ar _ fuori. Cai. Gali. 223 . Che, secondo V intenzione che a '™V'^ mio avviso astronomico , già dovrei aver mandato fuori. pr.- ls ~~o A '“ an ahe nel senso proprio di Cacciar via, Escludere’. Bemb. ‘ a- tjS. Essi funicoli) ora nemandanla detta vocale ec-, ora, MAN DATRfCE 2*9 Era usalo altri due ne mandan fuori ancor la loro vocale, e in vece delle .... ~ r) {N. Giù , 5 - 6 , 3 , « Guiso. e a ciò, 3 t ^ scacciate ne pigliano una di fuori. (V) c~~ G,u ' o giuso = Rovinare, Desolar ’'-i Rat. diruerc. Gr. k%t z?,x\? a., . Rat Ma,ula '' giù, vale anche Ingojare, Inghiottire. \V. Giù, $.6.] ‘ giulire , deglutire. Gr. , Kccruirlvav. i„ ~~ Per meluf. Tollerare, Comportare , Non voler farne risenti- ^«•I^.Giù, §. 6 , 2.3 Lat. aequo animo ferie. Gr. t E a mostrare che molto gli dispiacciono gli MAKpARr*(GeogO Man-dà-ri.^n< guanto,* cioè, Il segno delladis/ìda- Disfidare. V. Guanto, S- 3 .( 0 ) (St.) Man-da-ri-nà N ’basdo = Esiliare. Lat. exilio mulctarc. „ fi. ~~ E per metal. Cacciare. Lat. expellere. Serm. S. Mg. 7 . V està (mine/»'-»' — ■— ,x A 1 - ’ 11 1 T ' E t ._ d (* n vidia) mandò Adamo in bando’ di Paradiso. P e uTier ^ ( ^ etto & cosa morale. Red. Ditir. E bevendo e ribevendo t * — j ^andiamo in bando. (Br) ^ 11( ® 0rd ello * r= Dar cattivo commiato. D. Bordello, §. C (O) * N effetto , * lo stesso che Mandare ad effetto. V . (N) Ji €( f ì1 L^ 3i e/o , * lo stesso che Mandare in bando , nel sign. del §. 3 . (Wj d^itir. Egli è il vero oro potabile Che mandar suole in esilio «q ^ Rialti inremediabile. (Br) . «i ^ N fascio , * cioè in ivvina , in confusione. V > Fascio , §.$. (O) ^3 ^ K fretta. * = Con gran prestezza. V. Fretta* §. 5 . (N) 53 w galea ~ ’ p ^ Tt a* = Con gran prestezza. V. Fretta, §. 5 In GAtEA * ~ Condannai'e a remare. D. Galea, 5 * - 3 - (N) stin^ M; 1 ì ! G0 ^ Procrastinare , Allungare , Differire . Lat. procra- cA s str e ^' Cn ' c ' Gr. uva.fyóc.Ww'àa.i. Tac. Dav. Ann. 2. 4 °- Grave JJ modestia sua tanti Offrii) eleggerne,tanti mandarne in lungo. a ^ “ dettar vìa. P~. Malora , 2. (N) ANzi un affare = Avviarlo , Darvi esito. Nov. ant. 5 f. Or ^ ^ ij.v r Riandare innanzi il fatto eh’ avea cominciato. (Y) ^ Annullare. Segn. Mann . Ott. Iddio potrebbe scari- e e tue f f ? sso gragnuole , piogge , procelle, che ti mandassero in nulla -1» p„ r chc - o) . - =: •Stritolare , Spezzare. Menz. sat. A’ Mandò in pezzi di J'k " in P ^ niot dagna , E ’1 baratro ai Giganti aperse orrendo. (Y) n .Guardia s= Fare impiccare : modo basso. Beni. Ori.2. a i(f Si Coilllm 'ssione al re Grifaldo - il ~ A - : 21 . Che finalmente il mandi in "o - ^stiti a leggere ‘ Vo. Al mare 1 — Impegnarli. V. Leggere, 5 - 1 4 - (N) proverbiai, è lo stesso elle Portar legna al 4 - 7p. (Fir. 1 722.) Vi ho aggiunto alcune “ >i 4 ', USert ll'-' ; ma è stato mandar l’acqua al mare. (N) ^ Gettar via, Scialacquare. Rat.nrodigere, ahsumere. Gr. 5 - 1 ^Ssvn* 11 ''' ‘^ en ’ Ben. Nardi. 7. i 5 . [Pensi tu che gli antiebino- * ll »a ten ° tanto imprudenti, che non sapessono] essere cosa iniquis- n a toU rfc .« un gi' a do medesimo colui il quale quei danari, che a- r 3 aal e ( ° ln JP r estanz.a , si avesse biscazzati e mandati male, e colui |°. v èm no Pir. Disc. un. S'i. Essendo dissipatori, mandano male e n, solo la roba loro patrimoniale, ma la dote stessa del- ’lì'‘ S’a v A -’\ S0 , m °ndo , cioè alt’altra vita —Fan morire. Bocc.g. 3 . ' i N °lTa E Il!° c ^' mandarlo nell’altro mondo. (V) 1r, ‘Vuii. jf = ~^P'gnere , Sospignere. Lat. impellere, depellere. G- , 0l aiii il nov. 85 . 21. La donna, che arrabbiava, datovi delle ». „ J, ' 7 t S;Ec ' llanc| ù oltre. tc ersr T 'ff^Mundare a chiamare uno, Farlo venire ayè.Lut.aliqurm Per a» Gr. --1 - - " * - * or, tr c |' E:E TTfoedytu, tcLTOLìia.\ùf. Bocc. nov. li. 1./. lutpetiò eli,- ( 5 ®* 0 ò C( i è 11 ?? ^ osse mandato. Din. Comp. 3 . 82. Mandòper maestri, J 5 ° Var e j * lcu e .cave coverte. Morg. 8. 7 3 . Manda pel prete , e fa J(j ^ f 'Acco[! l .° CC0 ^ » Che tu mi pari una bertuccia in zoccoli. ^ ” , Baccomandazione.(O) eco*. —• > '-tue tti uu pan So . »^?_ Daz,oke * == Salutare. Cr. alla v. Mi 3 ' lrf t,Wi. AIiTRC1 : •urlo """ Jl Licenziarlo , Abbandonarlo, Mandarlo con Dio, Ondo a s P as $o. Lat. vale (licere. Gr. x x ‘? m tSftòarou. Malm. 2. 1 c 'ir tlat) ?Sa* altro ne fu mandato sano, n Dav. Perd. Eloq. cap. 4 - ■ ' le sta p-, e *a , che mandate sane le grette Muse ec, mi consagri a " s ’":sa-!? sÌ- a , c ^ eroina eloquenza. (V) ■ Molestai * per via della corte il debitore. N.Ddxe spesa,5. 3 . iti ‘iene BA5 "' ,ie , * fig- — Dissipare. Cai'. Lett. t. 1. p. 244. ÌQ 1 tut to sia* , Vo * 1 ° sappiate in genere e che io non l’ho mandato - . P.TTl ?)• 3 . 8 . S*£- alla ‘‘Ctt lu . til l Far morire. V. Pl *’. ,. tuU i di una maniera, pam = Trattare o Giudtc Dion e Boccadoro nel -..U,, '' U 1 U , L * stesso conto. Salvili, disc. 2- UH tèxapsv, tu,,: delIa diffidenza dice queste formali p . , o< ^ a ^ ( \j cc fg li , a T'iegtj 1 Suardati, mandando tutti alla p 11 11 V St ' it 'biaM 1C j- 0 ' Cleono che darebbao ^ tik ** 3 creder loro ; ma ec. " OAA Vro. - la vita per voi, ascoltargli, e far -ur . Voce Viva a ' - ^1 s- hied ” Pf™ 0 *—Mandargli chi tratti ci voce un affare. Castaido 0t Fer gli avvertimenti che mi avete mandati Itti* r[ * a Corte u C ^ er a ^ ie occorrenze , mi son risoluto di man- v> W (p^\ VOCc v ^ va ) e questa disegno che siate voi perla ir. \ h ' C\ H , ^CuL 83 — via =2 Licenziare. Lat. dimittcrc. Bocc. nov, SS. £ cc. tenerla un dì o due , e poscia mandarla via. ‘ * — Ed anche Recidere , Spiccare. Berti.’ Ori. 1. iy. 5 y. Tagliolli, il petto, e non par che lo tocchi, Le braccia tutte due gli mandò via. (V) 3 —• E Discacciare. Lat. pcllere. Semi. S. Ag. 65 . Poi cacciata via T avarizia , si manda via la tristizia. Mandare diff. da Inviare. Questi due verbi nel proprio significato esprimono l’azione di trasmettere da una parte all’altra , e d ; eesi di. persone e di cose. Parlandosi di persone, Inviare come derivato da via- vuol dire Mettere in via, Indirizzare; Mandare sente del comando, e ben Io spiega la Crusca per Comandar che si vada. Quindi al figurato si dirà Inviar sedute , Inviar V occhio attorno , Inviare, i figliuoli ( per educarli) c non già Mandare : come ancora si dirà nel n. pass. Inviarsi ad alcun luogo o. verso alcun luogo , e non Mandarsi. Detto di cose si adopera meglio filandaie , poiché l* Inviare suppone una certa intelligenza per parte di colui eh’è messo per via , la quale non si trova certo nelle cose. Mandare poi in virtù di sua origine ha i significati di Licenziare, Comandare, Concedere, Condannare, Lasciar andare ec. che Inviare non ha. Nelle numerose frasi qui sopra riportate ognun vede che Inviare non può sostituirsi a Mandare. Per e- sempio Mandar, via è ben detto, e Inviar via sarebbe un pleonasmo Antichi popoli della Sarmazìa asiatica. (G) (St.) Man-da-ri-nà to. Sm. Carica di un mandarino.(Van) Mandarino. (St.) Man-da-rì-no. Add. e sm. Titolo di dignità nella China. De ne sono nove ordini che formano i corpi più ragguardevoli dell*impero. (Da mand signore, grande.) Bartot. As.ec . (A) ( 0 ) 2 — * (Agr.) Specie di amneio a frutto aciaetto. (N) Mandata, Man-dà-ta. [ Sf. D. A.~\ Il mandare. Lat. missio, raissus, Gr. ùicoitQfjvieyi. Quid. G. Adunque mandamivi, dolce padre, imperciocché la mia mandata riempirne lamino vostro d’allegrezza. M. D* p. 44 ' Recandosi in grande gloria questa "mandata, a —* Servito o Muta di vivande. Dep. Decam. 16. Lampridio nella vita di Eìagabalo disse missas più d’ima volta , come qui il Boccaccio , per una mandata di vivande. (V) 3 — * (Ar. Mes.) Mandata della stanghetta : Quello spazio o lunghezza che la chiave fa scorrere alla stanghetta neu'aprìre e serrare.^ D.T.) Mandatario, * Man-da-tà-ri-o. Add. e sm. Ministro di cosa cattiva , e per lo piu Sgherro o Sicario mandato. Fac. ( 0 ) 2 — * E generalmente, Colui che riceve il mandato o la procui*a per eseguire tuttociò che gli viene ingiunto dal commettente, il quale suol chiamarsi Mandante. (A) (N) 3 — Ambasciadore , altrimenti Mandato. Lat nuncins. Gr. o tfpcefrtW, (In isp. mandadero inviato, incaricato di alcuna commissione.) Guicc. Stor. 16. yj 5 . Obbligarono i mandatarii del Viceré in un capitolo da parte confermato con giuramento. E iS. 72. Subitoché ebbe avviso della conclusione fatta in Firenze jcolla presenzia e consentimento del mandatario di Borbone. ^ Mandato, Man-dà-to. Sm. Proccura , Commessìone , Ordine ; ed è termine de*legisti. [Propiinmente quel contratto obbligatorio ad ambe le parli che si forma col loro consenso) e per cui taluno con buona fede commette ad un altro di amministrare gratuitamente o no qualche suo affare .] Lat. maudatum. Gr. fVroA-ó , 'irccpdyyeXpa.. JSov. ant. 3 . 3 . Li nobili cavalieri di Giadre recaro le chiavi della città ad Alessandro , con pieno mandalo d’ ubbidire li suoi comandamenti , come a lor signore. G. D. 6. 25 . 3 . Se di ciò fare aveano autentico mandato. E 7. 4 $• *• E fece che per suo mandato i Lettori d’Alamagna elessouo Re de’Romani Ridolfo. Cas. lett. 27. E finalmente ho ottenuto in Rota il mandato contro di lui e de’suoi beni. {Cioè, l’ordine per l’esecuzione.) 2 —. * £■ detto anche poeticamente in una significazione alquanto piti estesa di quella a cui lo restringono i legisti. Rucet. Rosrn. a. 2, Qual di voi , Donne , è stata tanto ardita , C ha dato sepoltura a corpo alcuno Contro il mandato di sì gran signore ? (P) 3 — Colui che viene col mandato, Imbasciadore. Lat. nuncius , ora- tor , legati». Gr , ■jrpefffine , 0 irptirfiìvuv. Ciriff. Calo. 2. qS. Andò il mandato di Luigi drente, E la imbasciata a Tibaldo propose. Guicc. Stor. iy. 8. I mandati del Pontefice e de’ Veneziani prima molto desiderati, fossero arrivati Ucl tempo medesimo. a — Di qui il detto : Non torna nè il messo nè il mandato; e sì dice quando cercandosi d*alcuno , non viene nè il cercalo nè il cercante. 4 — II mandare. Dit. SS. Pad. 4. i6y. Gli altri sei mandò nelle altre tre parti . , . Passato che fu poco tempo , dopo questo mandato ec. (V) Mandato. Add. m. da Mandare. [ Inviato. ] Lat. missus. Gr. a.^oarx- Aus. Ricord . Malesp. i 3 2. I quali rappresentarono autentica procura, mandata , ovvero bollata d’oro. Bocc. Dit. Dant. 3 2* Pei’ la qual cosa da fare il sepolcro e di porvi li mandati versi si rimase. G. D. 11. i 3 . 12. Per tante miserie di battiture mandate e concedute da Dio. E cap. 18. 1. Trcntadue galee‘mandate in Grecia per difenderla da’Turchi. Coll. Ab. Isac..cap. /6. Il pigf° mandato alla via. dice : il Icone è nella via, il micidiale è nelle piazze. 2 — Scagliato, Vibrato. Amet. 6y. Ma il tenero petto subitamente da, vegnente saetta mi fu percosso, mandata dalla potente mano del. tagliuolo della Dea. 3 — * Corriere, Messo . Red. Op. f [P ir ‘ 17^40 * je V1 te de’Santi. Padri con le note di Rosweido, le manderò quest’ altra'volta, perchè il. vostro maml.to mi ha detto che ora non poteva: portarle. ,^N) Mandatoue ,. Man-da-tó-re. [ Nerb. m. di Mandare.] Che manda. Lat.. mandatns, mittens. Gr. i m,u.irw. Lab. 5 ,/. Conoscendo il mio pericolo , e la benignità del mandatore , io mi sentì’ venire g^llo animo, una umiltà grandissima. Mia DATI! ICE , Man-da-trì-ce. Verb. f. Idi Mandare.] Che manda. Lat. mittens. Gr. * vtpircvcrx. Salvili disc. s. 43 o- Non sapendo a qual 3 o 2 3() mandavia Dio o a quale Dea porger le suppliche per la rihenedizione, come a mancatore o manrlatrice del trcmuoto. Mandàvia. * (Geog.) Man-dà-yi-a. Città dell' Indostan inglese, (G) Màndel. * (Grog.) Isola dello stretto dì Malacca 9 presso la costa o- rìentale di Sumatra. (G) MANDEO.*(Geog.)Man-dè'0. Fiu, della Sp. nella prov. della CorognafG) Màndetbio. * (Geog.) Man-dè-tri-o. Lai. Maudetrium. Antico, città della Dalmazia . (G) Mandiadini.* (Geog.) Man-dia-dì-ni. Nazione indiana che abitava nelle montagne y menzionata da Ariano. (G) Mandibola.* (Anat.) Mari-di-bo-la. Sf F.L.Ncme dato da' nolomisti ora ad ambe le mascelle , ed ora soltanto alla inferiore ed anche al suo osso. — Maudibula j sin. ( V ’. Guancia. ) Lai. mandibula. (Dal lat. mando io mastico.) (A.O.) (Yan) Mandibolare. * (Anat.) Man-di-bo-là-re. Add. com. Ch' è relativo alla mascella ; onde Osso mandibolare, dicesi L'osso della mandibola inferiore, —j Mandibolare, sin, Lat. mandibularis. (A. O.) (Yan) Mandiboliti. (St. Nat.) Man-«di-bo-lì-ti. Sm. pi. Mandibole di pesci 9 e d'altri animali , che talvolta si trovano fossili. (Boss) Mandibola. (Anat.) Man-dì-bu-la. Sf V. L . Lo stesso che Mandibola. F. (A) (Yan) Fattisit Berg. (0) Mandibulare. * (Anat.) Man-di-bu-là-re. Add. com. Lo stesso che Ma- dìbolare. F. (A.O.)/(Yan) Mandingui. * (Geog.) Man-din-gù-i , Mandinglii. Popoli sparsi all'occidente dell'Africa x parte nella Scnegambia y e parte nella Guinea superiore . (G) Mandiritto. (Milit.) Man-'di-rìt-to. [Sff.comp. che scrivesi anche Man diritto.] Colpo t d'arme tagliente ] datò da mano diritta verso la manca; contrario di Manrovescio. — , Mandritto , sin. Moig. y. 5f. Punte , rovesci, tondi, e stramazzoni , Mandiritti, traverse, con fendenti, ec. Beni, Ori. 1. f. g5. E Rinaldo lo schifa , e tira anch’egli Un mau- diritto a lui sopra l’elmetto. Alani.Gir. 1 $. 1 o5. E rende il guiderdon d’ un mandiritto, Che quasi mezzo l'elmo gli ha trafitto. CiriJf'.Calv. 2. /f6. E trasse un mandiritto a Serpentone. j> Bern.Oii. 1 . 22. 53. E si villana percossa gli ha data Un man diritto. (V) Mandjuria. * (Geog.) Mand-ju*rì-a. Gran tratto di paese della China^ di cui forma la parte grecale. (G) Mandola , Màn-do-la; [cSj£] Lo stesso che Mandorla [e Amandorla. Fi\ Lat. amygdalum. Gr. ótp-v’yhocXovf Dal ted mcuidel che vale il medesimo: ed c voce propria del dialetto napolitano. In franc.dicesi amande , in isp. ak?iendra y in ingl. almond , in illir. tnjendo.) Ditiam. 1. i3. E in questo tempo appunto, ch’io li dico, Y timer di Grecia, e fra noi si piantana , Con altre piante , la mandola e il fico. *>, —- (Marin.) Mandola dei lirelli di coffa: Bigotta con molti occhi. (S) Mandola. (Mus.) Man-dò-la. [A/i] Strumento musicale , (c/ie è una specie di chilanmo o di liuto, ed è sonalo come quest'ultimo strumento MANDRAGOLA 5 — (Archi.) Ornamento dell' ordine gotico , di figura ad an ^° 0 li, cuto,-il quale facciano sopra le porte, finestre, nicchie, tale" 1 e simili. Baldin. (B) < 6 — (Zool.) Mandorla di mare. Nome che i naturalisti dana°a ^ specie di chioccioletla di mare. Lat. Umax bnllae aperta e.Gab.B 1 ’ iie Mandorlato, Man-dor-là-to. Sm. [Pozione fatta con mandorle. ^ di mandorle. Lo stesso che Amandolata .F.] Luc.Mart. ri'”- ’jL'jati' uso delle torte e de'confctti, Che si fanno in composta e m alllJ i 2 — Dicesi anche agl’ Ingraticolali composti di legno o di cal1 cui cani , detti Mandorle, sono in figura di rombo. . , „oC' 3 — (Min.) Specie di marmo tutto sparso di macchie siimi 1 dolo delta mandorla. Gli autori perciò gli danno il nome ai daloide. Gab. Bis. Mandorlato rosso. (A) tsnio^' Mandorletta , Man-dor-lét-ta. [A/?] dim. di Mandorla. — , 1 J ' na . sin. Bene. Celi. Onfi.26. Servivansi già alcuni deir a, ^ e vovier di filo in ornar puntali , e fibbie per cinture, a far ero pendenti , scatolini, bottoni , mandorlette per riempiere di Bi as {Qui per similil } fi Maniiorlina , * Man-dor-lì-na. Sf. dim. di Mandorla. Lo * leS Mandorletta. F- Aret. Rag. (A) . - , 2 —* (Bot.) Specie di pianta del genere euforbia. Lai. eupb° r)> racias. (N) _ . 1 a lipu f ' Mandorlino , Man-dor-lì-no. Add. m. Di mandorla. Lat. ani) Golg.MesX nio coll’olio rosato e col violato, 0 coll’olio nia»d 4 1- Mandorlo. (Bot.) Màn-dor-lo. [ Sm. Genere di piante dello cosandria monogima ,Jamiglta delle pomacee , che hanno f fi tagliato, in cinque pezzi, la corolla di cinque petalie per fi' 1 -,. f fi drupa tomentosa e contenente un seme colla noce esternamenteJfisi diporio solchi irregolari .] Lat. amygdalus. Gr. à/j.vybó.>.r ! . (V. Pallad.Gemi.i6.Ù mandorlo si semina di Genuajo e di FcbJwaj 0 ’ g f br3j.tit.DA susino , nespolo , fico , mandorlo , noce , ghh»B“ e ni. Cr. 2. 22. 4- Se i semi soli forti, come quegli del n oC: 'Ve?” mandorlo , e di simigliami singularmente. Alain. Colt. già la palma eccelsa il poco accorto Mandorlo aprico , che • _ . tr_li - _! J_i pianse Tardi i suoi danni. — Specie dì pianta che ha il tronco scalvo , na ; i rami flessibili , sottili , specialmente nella gioventùj teme , lanceolate , strette , servalo-glandolose , picchiate ; ce^i con la scorzi j-fC-' ; & . sili geminati, di un color di rosa pallido; tl fruito ovaio, coperto - ria della lunghezza di un pollice circa, fiorisce piima ^ e ^ a . C i a sa de ile foglie, un poco avanti la primavera. È indigena nel v) settentrionale dell’ Africa. Lai, amygdalus communis Li' 1 - (pi poV' — Fu usato anche per Mandorla, ma non è da imitarsi, filo" 1 ' 3.ji. Già tome il passo, e con più larga spene, Abmandorlo g*° e0 nQ > “ * ... a? 0 al noce ombroso, Alla calda avellana, che, sciogliendo k*. , (VLi di fuor, ti fanno aperta La lor maturità, eli’è giunta a iaV ^. v ma accordalo differentemente. La mandola ha otto gruppi di corde Makdosi.* (Geog) Man-dó-si. Antichi popoli della Lidia inter di budello, lo che fa in tulio sedici corde, e si distingue dalmati- Makdova. *.(Gcog.) Man-dò-va. piume dell' Indostan. (G) jlat'i’jjj dotino col suo manico più corto , e con una mole maggiore. Questo strumento, poco armonico , non è piu in uso già da molto tempo .—, Maialoni, sin.] (In frane, mandorle, in cult. bas. ed in isp .bandolo., in ted. pandore, ne’dialetti del Regno di Napoli pandola c mandola, dal gr. pandura che indica lo stesso od altro simile isti umcnlo.) Red. Ditir. /p>. Cardami un poco e ricantami tu Sulla mandòla la cuccurucù. lì Annoi. Dilir. ufi. Mandòla può esser forse che sia detto dal latino pandura. E 1 man , lo stesso che maes terra , campo, rupe, montagn ^ sia tioch taglio, fossato, canale : Taglio di terra, di t fV'l c ),io a ovvero fossato, o canale entro terra, rupe ec. Mandra di una contrada di Napoli presso gl mare.) (O) „ics c ' Mandracciiiola ,* Man-drac-chiò-la. [ Add. e sf.] dim. di ®? a tori. w' Maudracchiuola , sin. Buon. Pier. 4■ *• 1 ■ E co’ M in chiocca, e mandraccliiole, e guitti. » £ Salviti. A ^ (fi dracchiuole , cioè Mandre , gregge vili, persone a bran ^ citata de’Tariini e Branchi legge Mandracchinole.) (IF' Makdracchigola,* Man-drac-chiuò-la. Sf. dim. e avvitii■ Lo stesso che Mandracciiiola. F. (A) (N) con stoppo di znccherolvlle "quelli dì talora un roseo co/ore.(D .T.) Mandragola. (Bot.), caratteri^ | * PELLE calzette : Quei lavoro delie calzette che si fa per tcmdriu monodia,/ ^ corolla a carrpaaf \ s i c (A)’ nPCS det piedejìn SU a mCZZ ’ a 8amU ' Ta Jclu‘Tuna C bacca ripiena di polpa nella cui P cl f e ‘ MAN DRÀGOLATO landra 1CWl ' ^ ett0 da’ botanici Atropa, e volgarmente Antimelo.Lot. >U.) ^-,S 0r , a -] — , Mandragora, sin. Gr.fia.vtSp/ty0pcis. (V. inaiidragot- Sot > duo" b '- 7 7‘ 1 ‘ mandragola è fredda e secca cc., le cui spezie 0 ’ cl oè maschio e femmina , ec. : il mascliio ha le foglie più j ,,s quia’ C v P*ù late. M. Aldobr. P. N. 83. Aceto, laddove (.'il,a “ianco e nero, e mandragola e oppio sieno cotti c bolliti. Per i *.35.E scuoprc i_bossoletti e la mandragola, E spaccia a ^ ^‘latterò una succiola. »i unif eC j* di pùnta dei genere medesimo che ha la radice fusiforme di ■. Jf- 1 fibre delicate; le foglie radicali, ovuli , lanceolate, gran- ” e *Po/ 1 SC, ’id di un solo fiore porporino; la bacca grossa quanto una le j ,• a ' alquanto gialla nella sua maturità, e di un odore spiacevoli .. S < : ' ni Giunchi reniformi. Fiorisce nellautunno ed in primavera , c °jnune ne’ boschi ombrosi. Questa pianta è pericolosa per le siie fa r f< * deleterie e funeste , essendo un veleno'terribile. Ma le peste ed applicate in cataplasma all'esterno si reputano Auijjj, 1 e ris,, lutive. La radice della mandragola venne chiamata ^P°inorfa 5 perchè imita in maravigliosa manièra le forme u- , btohii/ C ^ re eri » perchè era supposta utile negli ammaliamenti. Lai. oilkinaUs. (B) (N) ' Sudato. (l’arm.) Maiwira-go-là-to..4tftA m. Di mandragola, dg- 6’. y ° rosa, nella quale sia stata in infusione la mandra if ola-C ì\ ili qjj* 2 * Gli si faccia unzione con olio mandragolato, il quale si fa COft »uri maniora : Pr^asi il frutto della mandragola trito ili olio 5 e lungamente vi stia in macero *, poi gli si dia alcuna de- 7s, g- c » 5 c si coli, e questo poi sarà Polio mandragolato. Dep. Decarn. r e ^6® in Pietro Crescenzio più d’ una volta , come quando in- Vj./ 41 'i’eiio mandragolato. Ui aild 0li *" (Bot.) Man-drà-go-radA/i] Lo stesso che Mandragola. iLat.
    V. Gir. 3qi. Xiia , per le mandragore , che diede a F' a coh ’i Sl ^ c0 “«cedere da lei , che seco la notte giacere dovesse Si •nani 0 marito , per averne figliuoli ; ed essa Rachel però volle vpfi'Ci,, * la 8 0re i per potere di lui ingravidare. (V) , *tHil ^ ,°8.) Mandi. Antichi popoli dell’ Indie. (G) a p e 1 Màn-drì-a. [Sf. Lo stesso che ] Mandra. F. T, >ncta J'. Dani. Purg. 3. 86. Si vid’io muovere ,, a venir , la dri a \ Quella mandria fortunata allotta. Bnt. ivi : Di quella ìnan- 3 'tediò Cl0l: col| g r eg ai '-ione : come la mandria è ranno di pecore, «osi p ei | a *auno d’ anime. > fitta £. i.Nazione. Aut. Pace. cani. 3o. 37. E questo basti di sì Us 'W“ ll ‘' ia ' (B) MANEGGIARE 201 ’tggi^ M *^umanctnta. Or. ocpx^xvdpirri?. * ^ (Leti c hc g« a ^ a ’ 0 man driale. Ml 0c Madrigale. \_Voce disusala.'] farcii. Ercol . 261. Se il so- 3 Se il ìiy all' epigramma , noi vinciamo di grandissima lunga; (Ar * a * e 0 mandriale , non perdiamo. , ^. Mandriano, 2 . (A) ^ 020 i/o’ Man-dvi-à-no. lAdd.e sm. Lo stesso che} Mandriale , [net i ^Hco Fot. pastor, archimandrita. Or. oipx l tP'Oi.vdplr7is.Cr,g.6i. c [ùe r v ra |lvc il diligente mandriano rimuovere dellarmento le vec* 'e fn 0 p- lP J e le sterili. Dant. Purg. 27. Ù2. E quale il maudrian, alberga, Lungo il peculio suo quetp pernotta. ****go, c Cs 0 ^e’^eaaiori di bronzo. [Ferrò torlo , con un momeo Ctl . 1 51 percuote e si manda dentro la spina della fornace, l l dHri ^ i0ire d metallo fuso. Dicesi anche Mandriale.] (Dal frane. j 10 ) e trij^ Ta ^ c il medesimo , e che può trarsi dal celt. man buo- 5 ? 8 Phia \ l d^^eggiare , adoperare, condurre : Buono per maneggiar c ^haah 1G’etf. Oref.126. Arditamente col mandriano, che così falere ferro col qual si percuote la spina , si debbe per- del spina. » Salditi. P’oc.Dis. Mandriano. Strumento di ta a forna* 13 ^ 0 serV0D0 * g e t ta tori di metallo per percuotere la spina ,^ht° inin .{' e * a dinchè il metallo fuso esca,c nelfiìscire non vada con di Ic ^nuo ° * c ^ e faccia P'gùar vento nella bocca della fornace.^ (N) fo.^sta v 5 * Man-dri-càr-do. JV, pr . m. (Cilecche sia dell'origine f’/^ 5 c h ° C ; e / CS8a P u ° risolversi nelle celtiche mand grande, rich ^ hello.) — Personaggio menzionato nel Furioso ddl'A- s * ari| tr 0 , x lo ,y successore di Agricane re di Tartaria. (Yan) ^ l>nn n (x n jy' °° 1 ) Mau-drìl-lo.A’/n. Specie di mammifero del genere «o/ Co,i Picc ‘ °, r ^ me de’ quadrumani. 7 ? grigio-bruno olivastro di . ics 10 a . burba al mento color giallo citrino. le gote turchu » *«? tìntici.* ì • . 7 . n .... ... -, ce „ • , --- o. -... turchine e «U ka,t ‘0, ed 'n- * lann0 l,na belici tinta violetta; ha quasi l’altezza <:t a é 9'ùueu ""‘Vinosissimo; cammina sopra due piedi. Si rinviene t,'r S‘^ a Costa d’Oro;è assai feroce. Lat. simia jnormon, Sn " ir illo '*"■ Poiché sotto questi due nomi specifici è compreso il (Vàni^ivjv potrebbero al dir di Cuvier formare due distinte C**-rv’ v e " c ^.(N) ' y llain!cf ''* ^ an -*li'ìt-to. [Sm. comp. Lo stesso che ] Mandirit- > 0e BiltA lr : 1 °- 10 4- Perchè con due riversi e due mandritti Due 6U menò ™ C tl0 PP° afflitti. p'arch.Stor. 11 . 35i. Allora Gio- . - M,,” 1 ! mundritto alla testa. .rt,./ aiiu idra 1 " dr< J-clc.JV. pr. m. Lat. Mandrocles. (Dal gr. man- * 77a rio __V° ,s 8l 01 3a : Gloria delle mandre.)— Architetto greco n lDA . * M tVT“ l * di Arta serse. (B) (Mit) (Van) ‘ ' ^undrotle ) ' (B) '" 1 ' 3 ' pr ‘ m ‘ Lal ‘ Mandl 0cl idas. ( N. pa- t * Kl 'l‘ 1 ' y. A. y. e di’ Mandorla. Lat. amyg- dahim. Gr. àp.vy%x\ov. Fr.-Giord. Pred. ‘ „ 2 — * Farie uscite. Rim. Arti. Bind. Manichi. E desiando idf’, saper grave Non leggiermente mane. Fang.S. Malt. nella The.A' ^ Dunque nella resurrezione, cui moglie marra questa di questi Maneko , * Ma-ne-ro. A pr.m. (Questa voce suona in cclt.Doin !> ■ de ; da num uomo, ed er grande. ) — Figliuolo tuiico del P rU ! >0 ^ii, d’Egitto, la ctdmorte immatura onorat oti gliEgizii con lugubri et che appellarono' Maneros. (Mil) , n.,>- Maneroso ,* Ma-nc-ró-so. Add. m. F.A. F. e di’ Manieroso. Fu'- ^ anim. 102. Ella era bella c manerosa (la moglie.) (V) «r/V- Manescalco, Ma-ne-scàl-co.[^«/i/e sm.] Lo stesso che Maniscalco- maniscalco.) Cr. olla v. Eerratore. » Red. Op. Letl. 4- 1 ,->) 1734.) Vi è bisognato l’aiuto dello speziale e del manescalco. C 1( ir ___ ut .. ._ _ ... r>„i;,._r f-nn .) Combattere, [Pugnare e simili vale AID Da vicino , Per quanto spazio s’atriva colle mani. Lat. eveuf 11 .. guari;.] Gr. ly-fiUu/. G.F. 11. 4 2 ' 3- I quali, gran parte iseesi > a p- valli , manescamente combatterò. Pctr. Uom, ili. Clic egli non g pressino, e die non combattano coli loro manescamente. ^jo.l Manesco, ìda-nc-sco. Add.m. Di mano,[Dapotcrsi maneggiare con , „r 2 — Presto , Pronto , Da potersi avere prontamente in jnaIl0 ’. us ,tr''- fervisi metter su incontanente la mano. Lat. promptus, P ;ir:ì IH ,r t !! ' irpoxupos. G. F. 11. 4g. 7. I danari bisognavano manesclui P .^tto nire la delta impresa. Salv. Grandi. 3. 8. Aveva fatto Un f ara manesco del mio Miglioramento. j .He i® 3 * 1 *’ 3 — Inclinato e Pronto al dare o al menar le mani , Cb'é d e g e iite Stor. Bm. Montali/. Cognato mio, tu dèi avere scherzate 1 c ffei' lU manesca. Pass. 134 .Non isboccatò , non manesco, non buifio* Ori. 3. 5. 4- Tanta insolenzia , tanto esser manesco, Tanto *• Tosto , caverebbe Le ceffate di mano a san Francesco. i e a , , ccolfi granate ed altri simili projetti. Bartol. Attaccarono « - QO J bosso, mal gUCrllltO fluivi tn o fenarri • r. no n>w4<-iTTn <1 debile a tenersi ; e ne andava il C * • • -bianco, durissimo, di tessitura granellata as- ^!el eep^o d’oro. E Lue. 1.1. Pongon loro le manette , e grill j. acciocché non si fnggano. Sen. Ben. sanno - - Hi; »®tTo » , prigioni , ceppi, manette piedi ne’ Vurch. 6. 29. Proponti , fi fi'' Ma-nét-to. IV. pi Mi..' fin -■ — -- Manno orrore, di Alamanno. dìryì. dì Manettus. (V- Monete,) (B) gitn 0 llB - (Ar.Mcs ) Man-fa-ni-le. [Sm.] Il maggior bastone del coreg- «o„ e 1 l c, °è quello il quale è tenuto in mano dal battitore. L’altro ba- ^miii* f etto ^ ctta -] (ff'l celi. man che vai mano ovvero sottile, e as toncello, verga, scudiscio, bacchetta. Nella stessa lingua . ^ lonarf >) *'*sto ^ r * Mes.) Màn-fe-ro. Sm. Manubrio per isvolgere ruote, presso %e S iQ tlìlli camente da Latini detto mnmplmr. Alcuni elidono esser raf Hce di manfanile , bustone del careggialo *^. manfanile . j. deriva dal celt, man sottile, e far, lo stesso che $ar 9 ba- *1 ^oce conservata nella Romagna » Amati. (B) M. A'T’RSb, nc l Regno delle £>uc Sicilie. (B) (Vati) >No , * Man-fre-di-no. IV. pi: m. dim. di Manfredi. E. (B) fesn o°j , . a ’ ’ (Grog.) •Man-fre-dó-ni-a, Lat. Manfredonia. Citi a del ddr.; ■ Napoli nella Capitanata , che da nome ad un golfo del- , detto da’ Latini Sinus Urias , Siponticus Sinns. (G) x/upea .’ .. (ffeog.) Man-gà-li-a. Lat. Callatis. Cittadella Turchiaeu- *>ìG4 1o in* > ^ ln *gs-nà-rc. {Alti Gittate , e Tirar con mangani. —, Vl , hanB^ lare > s >». Cr. V. 6. 11.1. E, per più dispetto e vergogna, a'"»'!!/ 0no asini e molta brutteria.» {L'ultima ediz. fìo- a htlisp ..8§ e '. Vi manganarono asini e altra bruttura .E la storici del ohe servì d innanzi al Villani, ha: Per più dispetto vi man- ■ ^ tsrtir V’ lr ° a3Ì, 'i e molta bruttura. Sicché vacilla il fondamento » f' 0 .so,,.., 0 . frutteria ammesso dagli Accademici per V unico esein- U^ ch -°-) Ci J ) ^/ GA ^Ar,o C fi? s i dice per Dare ii lustro alle tele col mangano, h. fn an f rà ^ r * Mcs.) Man-ga-nà-ro. Add. e sm. Artefice che lavora V,n„ ( . urz _ c piaz ^ b 465 ' ^ (M . n) J un.- ' Man-ga-nà-tn. Add. m. da Manganare. Maltrt. 8. 16. Che qjiasi .'Usi niaù " ,an -ga-na-to. Add. m- da Manganare. c per strctlojo Passasse ad alto il cavalier di quojo. ^' GA J*ATonp 5 ne ^ secondo significalo di Manganare.) \^ Qtl Sotia Mcs.) Man-ga-na-tó-re. Veri. m. ^'Manganare. Che /»* GAlf iVTciiA * ^ re S- e deli uso. Lo stesso che Manganare», f^- (A) /ffp {, t'c cc f' u - (■Ar.Mcs.)Maii-ga-na-tà-ra, Sfilino, delle operazioni cui v del l * < j ttore ^soggetta i panni prima di poilp in commercio. * Ia > set) ai . n f T1 ff xnat( t'c si e selcila da operai particolari e forma un 0 di quella delfaiiparecchkuore. ^.Manganare, C.2/D.T.) Sai ^' *°. 2 ^ M a n-g a -neg-già-re. {Alt. V.A.V. e di’ ] Manganare, i e *' G 8giaron 0 f ‘ *' guanti dentro vene trovarono , tutti gli man- 1 a Penna . UOri *? e ^ e ni ura. ( C'osi hanno gli stampati ed alami $T' 7 53, p er ’- 1n<1 d testo Dav. legge manganarono.)6Vow‘r.7u'fG di A - ane si v j on ° grande apparecchiamento di combattere la terra % Maneggiarono entro un asino, e poi non la combatterò. Son e f°i'se 1’ £ra. Macchina militare , della quale si servivano oh' *.»»• ; v*’ S m r J-ig'V* nelle città assediate , e con essa scagliavano anche uomini, che aicevansi y ---£ Lat. ballista , tormentimi. Gr. (xdyyxvov. G. r-5. g.s. Sopra quelle facevano mangani e manganelle per gittare 1 uno all altro. M. K. 9. 52. One’dentro per rompere e impedire i mangani, drizzarono man* ganelle , colle quali assai danno facevano. Tes.Br. 3. g . Fomisconsi di pietre'e di mangani e di saette, e d’ogni fornimento eh a gu eira appartiene. Tac.Dnv. Stor . 3. 3z3. Con tegoli e sassi ne cacciano 1 A italiani, che altro nòn aveano che spade, ne tempo a mandar per mangani 0 saettume. Ciriff.Calv. 1. ig. Ed or facea far mangani, or trabocchi. 2 _ E per metnf.Fr. GionA Viene il demonio colle sue tentazioni , co’mangani suoi, e percuoteci entro, e caccia a terra ogni cosa.(V) 3 —* (Ar. Mcs.) Strumento fabbricato di pietre grossissime , mosso per forza d’argani , sotto il quale si mettono le tale e i drappi avvolti su i subbit , per dar loro il lustro. Ambr. Furt.i. 3. Egli e si miseio , che qualsivoglia strettojo o mangano , strignendolo, non nc trarrei», bono un picciolo. Buon. Eier. 5. 3. 8 . Tali al mangano pose a girar sempre, Che busbacchi aggirar di lor credèo. Gal.Sist.1 25. [Quando, v. gr., noi facessimo velocissimamente girare una di quelle gran ruote, dentro le quali camminando uno o due uomini, muovono grandissimi pesi,] come la massima delle gran pietre del mangano, ec» Mangànone, Man-ga-nó-ne. [AV«. accr. di Mangano.) Mangano grande. Lat . major ballista. Gr. piyierov /xayyavoi'. Tue. Dav. Stor. 3. Vedendo i Yitclliani non poter reggere a tanta serra , e fuori della testuggine ciò che di sopra piombava sbalzare , «ledono al mangano- Mangas •"(Boi ) Sm. Specie di pianta appartenente al genere Cerbera. Albero (lell’isóla di Ceilan , Ambome ec. che produce un frullo, notabile per un nuoto che trovasi all' Uno de’ suoi tali} d che Ja crede tv a quegli ab tanti esser esso il fatai pomo gustato da Adamo , et aggiungono che, per darne la pruova, dee questo fruito portar sempre t’impronta del pezzo staccatone da luì E ssi lo credono pereto, sertene a torlo, velenoso. Liti. Gerbera Maiig as.Bumph.io asserisce che gli Amboinesi ne mangiano colte le tenere cime, c che le radici principalmente le adoperano come un purgante. (Vali) (N) Mangana.* (Geog.) Man-gàza. Fiume dell interno dell' Africa, nel paese di Jambara. (G) • , . , Mangeà.* (Geog.) Man-gè-a. Isola del grande Oceano , nell arcipelago hAAAiQififi ) Man-gè-li-e. Md. t tf. Nim. dicene/e-u w&SS£ TSZSSS*. Add. a.u. eiare.Boình.Vcsc.Fior. 363. Credo siano cotali dora e presuiti man- fcrccci sraiili neravventura a questi che s’usano oggi da noi dare in- nan/Tne róoEAe , ed in gran conviti, e se ne portano poi a casa. Mangeria , Man-gc-ri-a .Sf. Guadagno Olile, Profitto' da chi è in uffizio, o amministra le altrui sostati- e. S alvai Annoi. I. B. 2. 3. 5. li usura gli Ebrei chiamano morso, cioè mangeria, che succia il secondo sangue. (A) (N) . ._ , r . , Mangia. Sm.Serve per intendere con devistane uno che facciati bravo, il valoroso , quasi voglia mangiar le persone e wgopirie. A questi, voce ha dato forse origine una statua grande di metallo posta sopia la torre dell’oriuolo del Comune di Stata, detta 11 .Mangia da Siena, donde ri è venuto Fare il Mangia da Siena , che vale Far il brava , il valoroso. V. Fare il mangia da Siena. —, Mangio , sm. (Il celt. man pian, ovvero man giand vale alla lettera uomo gigante: e questa sembra la vera origine del Moiig/a da Siena. In ar. tnagiua fu inverecondo c petulante.) (A) ed 2 34 MANGIAC ATEN ACCI Manciacàtenacci , Man-gia-ca-tc-uàc-ci. Add. e sm. comp. indeci. Man - gnferro, Spezzacatenucci , Tagliacanioni.Seccfi. l'Inter.1 .tf.Berg.Q&hì) Mangiàcàvoìi , Man-gia-cà-volì. Soprannome dato da Omero al ranocchio. Salviti. Batracom. fieli*. (Miu) Mangiadoni,' Mail QÌa-dó-ni.Add. e sost. com. comp. indecl.Chi si lascia corrompere con donativiSalvin. Per accarezzare i Siri mangiadoni che questa lite vogliono giudicare. (A) Manciàdore ,* Man-gia-dò-rc. Fcrb. m. di Mangiare. Lo stesso che Mangiatore. F. Salain. Pese. In un’ampia del mar campagna ec. ove di mangiadori Pesci va» pascolando immense geriti.iT Annoi, ivi: Erbe marine delle quai godono le salpe c ogni altro pesce mangìadore d’erba.(A) Salvili, Uiad. ic,2. A boni simili, mangiadori, Di crude carni. (Pe) MàngiAfagiuoli , Man-gia-fa-gùiòli. Add. e sost. com, comp. indecl. F. bassa . Disuttlaccio , Mangiupaiie. Fossori. Secch. Rap. 5 . 53 . Con quattro mila suoi mangiafagiuolì. Berg. (Min) (N) Manguferro , Man-già-ter-ro. [Add. e sm. comp . indecl.1 Sgherro. 2 •— * Strumento mangiatemi dicesi La lima , perchè rode e consuma il ferro, F. Strumento. (A) Mangiaformiche.* (Zool.) Man-gia-for-mì-che. Sm. Specie di mammifero dell' ordine degli edentati. È lungo più di quattro piedi , ha quattro artigli alle zampe anteriori e cinque alle posteriori; ha la coda di lunghi peli verticali disopra e di sotto , il pelame grigio bruniccio con lista obbliqua nera terminata di bianco su di ciascuna spalla ; abita in luoghi bassi , non si arrampica sugli alberi , cammina len- tornente. Lat. myrmecojiliaga jubata. (Van) (N) Mangiàfreno, * Man-gia-fré-rio. Add. ni. comp. indeci. Che rode il freno* Salviti. Callim. E delle bocche mangiafren la spuma Nettò ben tutta intorno. (A) Makgiagione , Man-gia-gió-ne. Sf. F. Frane. Mangiamento , Divoramento. Salvia. Fier. Buon, llogna , dal roder e , dal pizzicore , che 1 Francesi chiamano dèmangeaison , mangiagione , divoramento. (A) Mangiagrano , Man-gia-grà-no. Soprannome dato da Omero al topo* Salvin. Batracom. Berg. (Min) Mangi a guadagnino , Man-giu-gua-da-gm-no. Add. e sin. comp. dim. di Mangiaguadagno. Nome dato a chi vive di guadagno illecito. Biion. Fier. Sarangli andate a sacco cc. la sua Cantambanchina , sua Man- ° ■;' ,u ' gn0 ‘ , - Adc> - e sm I tri ornaiierei e pet' io piu di mestiere vii« , o poco onesto. Buon, Fier. 2. 3 . io. Colui fa le viste Di non avere inteso , e sottomano Quelle porge ad un 5110 niangiaguadagno. lì 2. 5 . 5 . El provò tosto Per più mangia- guadagni testimonii, Che dal podestà stesso averlo inteso Ginraro c spergiurare.11 E Salvin. Annoi, ivi'. Mangiaguadagni. Mangiare chiamiamo noi guadagni poco onesti; e l’usura gli Ebrei chiamano morso, cioè mangeria. (N) Mangiacuerra , * Man-gia-guér-ra. Sm. comp. indecl. Sorta di vitigno e di vino. Garz. Berg. ( 0 ) (N) Mangialasche, Mau-gia-là sch c.Add. e sost. com. comp. indecl . Che mangia lasche ; detto scherzevolmente de Perugini. Cupor. Pii. Mecen. 5 . Berg. (Min) Mancialepri , Man-gia-lé-pri. Add. e sost. com. comp. indecl. Che mangia lepri ; detto in gergo di chi vorrebbe farsi bello. Tesaur. Canti. 5 . Berg. (Min) Mangialesso . Man-gia-los-so.^i/(/. esosi, com. comp. Che mangia molto ■ lesso. Lat. mulla elisa carne vcscens. Pr.Eior. P.4. P. 2. pag. 27/. Bisogna poi ancjie essere bevilacqua . o annacquavino , mangiaiesso , mangiaminestre , e cose simili. (N. S.) Magi am aerosi , Man-gia-mar-ró ni. Add. e sost. com. comp. indecl. I i scherz. Grossolano, Scimunito; altrimenti Mazzamarrone. P.Satvin.(Js) Mangiamento, Man-gia-méu-to. [Sm.] 11 mangiare. Lat. comestura. Gr. iò'wS-r.. Segner.Mann. Agost. 2 3 . 1 . Però t’invita a’ mangiamenti, a’tra- stulli, a’ trattenimenti. 2 —* E fig. Paltav. Ist. Cono. 3 . 28. Anzi per significar che nè l’uno né 1 ’ altro di questi riti contravverrebbe alle ordinazioni di Cristo , talora da lui nel prefato sermone nominarsi insieme il mangiamento della carne ed il beviinento del sangue. (Pe) Mangiaminestre , Man-gia-mi-nè-stre. Add. e sost. com. comp. indecl. Che mangia molta minestra. Lat. qui milito iusco vescitur. Pr. Fior. P. 4. V- 2. pag. 27 1. Bisogna poi anche essere bevilacqua , o an- nacqtiavmo , mangiaiesso , mangiaminestre , e cose simili. (N. S.) Mangiaste, Man-giàn-te. [Pari, tèi Mangiare. Che mangia-,1 Mangiatore. Lai. edens, helluo. Gr. TroArtpdyos, Cren. b ell, ò 1. \ desinare mangiava largamente , perocché era grande mangiantc. Mangiapane, Man-gia T pà-ne. [«Soft. com. comp.] Si dice d’Uomo disutile, e buono solo a mangiare. Lai. fruges consumcre natus. Buon. Pier. 1. 5 . 3 ■ Convocando Quanti dell’orditi vostro mangiapani, Stallieri, e servitor del vicinato , Alia vostra accademia. 2 _• Ed inforza di add. Adriani. Mazzi. (O) Màsgiapàbadisi , Man-gia-pa-ra-di-si. Add. e sost. com. comp. Ipocri- tone, Traditore; Che dà buone parole, e fa fatti tristi. Arel.Rag. (A) Masgiapattona , Mangia-paHó-na. Sf. comp. 'Porta di farina di castagne. Min. Malm. (A) ( 0 ) Mascia-pelle.* (Zool.) Man-gia-pèl-le. Sm. comp. Genere d'insetti coleotteri, che hanno le antenne davate e perigliate; il torace convesso e quasi senza margine , salto del quale il capo può esser nascosto dall ’ insetto col ritirare il collo ; Ve ne ha di circa cento specie. Quest’insetti si pascono di diveise parti degli animali; e massime della loro pelle; alcuni si nutrono del midollo delle piante. (Van) Mangiapelo. (Zool.) Man-gia-pé-Io. [Aw.] Spezie di verme [oggi ignoto .] Pataffi. 4 . H mangiapelo ed il cenerò li venne. Mangiapepe. (Zool.) Man-gia-pé-pe. Sm. Nome volgare del Tucano.^. Lat. ramphastos pipivorus. (A) (Van) Mangiapersone , * Man-gia-per-só-ne. Add. com. comp.indecl. Aggiunto omerico dato al Ciclope Polifemo, come divoratore , mangiatore di carne MANGIARE umana. luti, antropophagus. Salvin. Odiss. Della violenza Del Ci^ 0 ipiegar tiranno Mangiapopolo. (A) il Annoi. * • , 1 5. 5 . Mangiapopoli son chiamati da Esiodo i re, ovvero i giudici* tt Masgiaporro, Mau-gia-pòr-t-o. Soprannome, dato da Omero al raa° cC> Salvin. Batracom. Berg. (Min) B MAfiGiAPitosciuTTO, Maii-giii-pro sciùt-to. Soprannome dato da O n al topo. Salvin. Batracom. Berg. (Min) joai Mangiare, Man-già-rc. Sm. L'alto del mangiare. Lai. esus. Bocca 1 . 1 7. Alcuna volta gli era parato migliore il mangiare, che nei 1 1 reva a lui che dovesse parere a chi digiuna per devozione. , ,, 2 — Convito , Desinare, Cena. Lat. prandinm, coimvimn. Gr. àp ‘ s ^ tùwxhx.. Nov. ani. 12. 2. Lo re Porro, il quale combattilo con - sandro , a un mangiare fece tagliare le corde della cetani a teratore. Bove. nov. 21. g. Il quale un giorno dietro mangia 1 ' 13 ”, gin venutone , ec. E num. 12. Appresso mangiare ec. mila ca ". s ; 11’andò della figliuola. Sen. Pisl.JL non dico delle feste che ogS. ^ fanno a’ nostri mangiari , alle quali ha più cantatori, che no* 1 . ' * 0 . ragguardatori. Satlusl. Jug. R A’ quali quelle cose più che li 8 fl j di mangiari son dilettevoli.» Frane. Sacch. nov. i83. Invitò certi s vicini ec. , e fece uno mangiare di quattro taglieri. ( V) _ J. 3 — Cibo , Vivanda. Lai. cibus , epulae, cdiditmi. Gr. s’SwSé, ^*| ]C , parai , e$urpa. Nov. atti. 8. 1. In quella Alessandria sono le lll ^. c : ove stanno i-Sai-acini, i quali fanno i mangiari da vendere, e ^ ^ l’tiomo la rugai per li pine netti mangiari e più dilicati, siccoi» c ^ nio tra noi cerca de’drappi. Cr.3-4• 4- E perciò si là mangia* 1 i 0 la farina del cece a modo di farinata. Coll.SS. Pad. Laterza: 1 ! 11 disidera troppo dilicati e lavorati mangiari- Albert, cap.54 . ?to u disidcroso in ogni mangiare, e non ti mettere in corpo ogni csca r |Jl; a ti ciocché in molle esche hae infermitade ; e perciò dice Seneca :' - ^ mangiari son contraici alla buona forza, e sono strani dei corpi 4 — Appetito. Bocc. g. io, n. 9. In tanto dolor cadde , clic, f c tono il mangiare , ed a giacer postosi, deliberò di morire. (V r^o- 5 _ /M....... ti r'oj.o. S-'io 1 -. -v. /t uni.. iì3. Uno (U dopo mangiai' e .l^ l i- po aver mangiato , dopo pranzo J, rendute le grazie in chiesa, > s dosi colui in orazione, cc. (V) — * Dicesi Toccar del mangiare e vale lo stesso che Masgiarc- n vin. Odiss. 61. Toccate del mangiare e rallegratevi. Or poich e la cena contentati Sarete ec. (Pe) ■ 0 , — Prvverb. Il mangiare^ insegna bere = IL bisogno insegna altrUt ,f perare. Lib. son. n8. fò sento che il mangiar insegna bere. ^4'fct Perocch’a molti insogna il mangiar bere. Patch. Suoc. 2. <• ^ pure : il mangiare t’insegnerà bere. o (i! —* Il mangiar mangia loro : Dicesi a quelli che, come che "“‘frenuli pare che se ne rifacciano. Salviti. Disc. Noi usiamo eiar mancia loro . cuisto come la rota consumando il ferro 1,1 113 ' G — giusto come la cota consumando il ferro giar mangia loro . anche se. (A) . go' Mangiare. [Alt. e 11.] Pigliare il cibo [nella bocca] e mandarlo ‘' "’j-llt iliaco, [Prender cibo , Cibarsi, Pascersi; e dteesi non meno persone che delle cose. Secondo tediverse ore del mangiare nelm &. nata, dicesi Asciolvere, Desinare, Marerida e Gena. P. Dicesi _M al, ^< in pugno, Mangiar poco e in fretta, Mangiar con gran furia 5 , ,,lu' cità , Mangiare a sazicià , parcamente, ghiottamente ec. — > ™ care , Manicare, Manucare, sin.] Lat. edere, vcscì. Gr. ftfémvv , c frC (Secondo i più, violi da manicare per mangiare. A me se» 1 * 11 ’ 1 derivi dall’ar. magiaa mangiò i dattili col latte: e di là pure» c ,li iUi-a wwfn il tii¥>r>rk nHìitain iti at già dal nostro mangiare^ mi sembra sorto il turco mangia i cibo. In fx*anc. iwtngev mangiare: in provenz. nuingeaive mang ia , L . a malignilo vettovaglie, viveri.) Bocc. nov. 7. 5 . Mentreche egli terza roba mangiava, ec. E num. 11. Or mangi del suo, se *jgi ^ g 0 l- rbf* dpi nr»r,< ' — [Per esteris. dicesi anche di molte cose inanimate che c0J p0» sa e distruggono a poco a poco.] Red. esp. nat. 3 i. Qual p 01 ess ^ q lHi la cagione di tale inalbamento , io per me credo che venga ^ih’. ma dalla consuetudine. Gas. leu. j4- Perchè io ^J^rc» sale che suol fiorir gli spezza samente vasi di cnstallo, e clic col tempo rf'jjfd 11 ' za, c se gli mangia.» Posar. Pit. Giot. E perche v c( jjoc» considerò cheimarmi c mattoni gettano una certa sa ,o(P <7 ... e che perciò accecano e si mangiano i colori e le pitture-1 ^ j-: —- Per melaf. Consumare togliendo altrui le facilità. G-f ( or tabd‘ 4. Gli domandarono grazia, che fossono alleggiati delle in ’1 ^ a lti e gravezze che M. Giachè di Sampolo c i suoi facevano loro » > a ciò , i gran Borghesi delle ville, che tutti gli mangia') 1 jo iif, 4 — Intendere , [Comprendere.] Fir. LjUC. 1.1. E questi scioc 13 ^ e il* più le cose dozzinali , perchè e’ par loro intenderle, che . valentuomini , che e’iion ne mangiano. re P‘fn 5 —* Parlando di Danaro, Sostanze e simili vale Scialadl ua ^’ c ^lti pare. Così dicesi: Il tale s’è mangiata in pòco tempo ,11,a „ cl ff s011 tante ungliaja di scigli. Bisc.Fng.{l provenzali dicono HM t» ben per dissipare l’aver suo.) (À) 6 . „ P, ,ceiI Dar mangiare o MANGIARE MANGUARDIA i 35 Perchè ".“* »*ianguu-e_ o da mangiare = Porgere il cibo ad altri ma "gt , o anche tenerlo a mangiare senza ch’egli spenda. V. Cangiare, J. (A) 6 0 F ,I ) " r Mangiare il suo = Convitare, Metter tavola con prodi- T1 fv Dare man b‘ ai ' c i s. 3, e v. Suo. (A) n,.,,."!'" Dare a mangiare, lo stesso che Dare mangiare. V. Dare 1 Z p vc ! $• a. (N) ° _ 6 i' ! y SI Canchero ti mangi, [(.■;/ è] Spezie et imprecazione. Fir. Lue. V| ioi' r 1U,a su ’ canc ' ,ei ’° ti mangi. Cecch. Stiav. 3 . 7. Ancor non 8 ^pHiparir ? tosto , che ti mangi il canchero. Sarc p eSl ^ on Mangiar d’una cosa i cani e vale in senso fig. e vol- Vetr-fc S ' Ser essa di pessimo gusto. Car. Lelt.ined. 2. 333 . La Castel- ’lffsta e 1 C0m P arsa . c non è chi ne faccia conto. Credo che a t(. se v °na avrà chiarito affatto le partite, perchè sono cose non in- 9 , S< lP 011 da lui, e dette in modo che non ne mangerebbero i cani.(Pe) •Salisi e ta mndo - Bocc. nov. 12. Qui è questa una e non saria chi 10 ai ’ia. (Chi la mangiasse.Del qual modo vedi alla v. Dire.)(Pr) gi ar Cee papell,e, a crepa corpo, [a crepa pancia,] vale quasi Man- huJ"* fj le i- a pelle [il corpo, la pancia ne ] crepi ; che è quasi pa pf«r più che non si pub. (V. A crepapelle, A crepa corpo, A cre- U «J nc ia.] Lat. cibo se ingurgitare. Gr. g!tov ’yep.lgttrSx.i. ui ca A d ue palmenti. * Salvili. Annot. T. B. 3. 5. Mangiare e ma- e due i* ^ ue paùnenfi, si dice quando in mangiando s’ empiono tutte •3 ^ le ganasce, da’ palmenti del mulino. (N) dola Ca , IÌNE D ’ allodola * = Compiacersi delle proprie lodi. V. Allo- S- 2. (O) alcm» '' CErchie: ] Aver mangiato cicerchie, [ fig.z=.Non distinguer bene >4 —, f c OAa.] V. Cicerchia, §. 2. al n, L capo nel sacco, fìg. — Vivere senza prendersi alcuna briga i.ì J"'fdo. tr. Capo, § 3}.] 3 16^ imbuto*— : Mangiare in fretta ec. V . Imbuto, $. /, 3.(N) oiypv’ov. Maltn. 2. 2. Essendo ormai con gli anni in lo ^ Aio, A mangiar cominciò del pan pentito. «"u *9 " j sogni * = Non aver da mangiare. V. Sogno. (0) Può s /- Cao !° sella trappola *=Fare alcun delitto in luogo ove non ' d gastigo. V. Cacio , §. 12 , e V. Trappola. (O) il anche fig. Mangiar cacio o del cacio. V. Cacio, §. 11. (N) 20 T» J L p,.-„ ‘S v ’ - 0 „ D'ani, AAE A tradimento 21 ^““nento. (O) Mangiarlo senza guadagnarselo. V. -,io i POR Ro „„ . __ _ ^ ^ ,jj G de si dovrebbe far poi. V. Coda , §. 21. (0) "Un 0 „r RR °. PE , R LA coda, * fig. — Cominciare da quel che importa Dedt,. Puoso o simili Mangiar poco e in fretta. Lat. raptim co- Gr. opìis tyu-yùv, Alleg. izg, [La gente ingorda e il giaj ^ 0 tagliere Vi l'anno sempre star con appetito,] E sul pugno mau- E °uie sparviere. /h e ^ ricolta in erba, * fìg.— Vendere quel che si aspetta innanzi \ labbia, V. Erba, 5 . e fg. dell'Avere il genio superiore ad alcuno .] V. Torta. "Unt 0 j UP1 ’a co’ ciechi — Aver a fare con parsone di poco avvedi- aVe ‘c z 5c - Purent. 5 . 2.\iuardatc quel che voi fate: non pensate ì ma,1 giar la zuppa co’ciechi : voi sete in l icenze, vi ricordo, ,nu cini hanno aperto gli occhi. (V) s^Soii/; c . ACchi *telle col cucchiaio, ’ cioè, indistintamente e conquolta f ^ lp^ W ' y' Cacchiatclla, §■ 2. ( 0 ) U i nw0 . V. Lastra, §. f (Ti) . P,.i BA E la paglia* = Consumare ciò che si ha sino aìlìlllimo. ^Ls S- 14. (O) 5 , e ;° cali = B aderte. V- Vocale. (A) l" dì A Di galletto: * dicesi per {scherzo di un ridicolo indovino Iì oci VU °*l >ro f essare di sapere le cose future. /^.Galletto,5. 1,3 (O) "'"le.rÀ CAver- mangialo noci, dicesi di quelli che dicono volentieri 1 ' Aoce. Più », » J^ au giar le noci col mallo, dicesi di quelli che dicon male cV pane' » :enti di loro ■ Mallo , §. 1 , 4. (N) , ie l' at . a AC 9 r,A = Digiunare a pane ed acqua, e dicesi così, ben- jj&Rie ah™ a , SJ bea. Vii.SS.Pad. 1. s 33 . Aveva in uso di nou man- 3 l ^ C» 4 ° che pane e acqua. (V ) 2 V, SA a-scarpella naso.* V. Naso. (Vali) 35 ( ‘ ìf; s’Godersi alcuna, in senso osceno. Fir.As.222. Pei’ ve- C-Pv'e e (,/ ? ’. i( de Sopraffarlo con paiole o bravate , Usargli an- .°Uo f n e >ize. Toc. Dav. ami. i 5 . 2og. Claudio Timarco Can- iici 1:10 * ‘Dillo crtsl; so 'de «'potenti delle provincie, che si mau- 3 g J^dih C Qui il testo lat. ha : opibus nimiis ad injurias mi- fi». . ’ * f fetore Mangiarsi i guanti è] Maniera di dire, che si usa per le Cos n f nm passione dì qualcheduno, o la forte attenzione, a qtial- !;'i’dcr e U ],f r ct ù estratto rode i guanti. [ V. Guanto, §. f.'xi.at. de- ai- e * an sep. ' les '-®uon.i;iei-. 3 . 1. 5 . Essendo anch’io ec. Dii di color Di^Dio i guaui ; 0 J-V, atl “ la Da sentinella appiè il’una finestra, Che-61 man- •■S ^ Re m... » y ,e ingojansi i botton delle pezzuole, li: p 4b Ól e _ Ma ‘iO- (N) 3 ’. 1 °t-) Man-gia-rèl-lo. Sin. Specie, di pianta appartenente al genere Ci ataegus di Linneo secondo il Savi. Lat. ’crataceus tor- minalis. (N) Mangiaretto , Man gia-rét-to. Sm. V. e di’ Manicaretto. Bar uff. Tubaceli. Annot. Berg. (Min) Mangiata , Man-già.ta. [A/l] Corpacciata. 2 — Mangiamento, L’atto del mangiare. Salvili.Opp.pesc .In eccellenza a lui dilettano degli uomini le carni,e gli è accetta assai la lormangiata.(A) Mangiativo , Man-gia-tì-vo. Add. m. Buono a mangiarsi , Commestibile. Lat. esculendus. Cr. alla v. Commestibile. Baici. Dee. Amava di esser regalato di cose mangiative. (A) (N) Mangiato, Man-già-to. Add. m. da Mangiare.—,Manicato, sin. Lat. comesus , ambesus. Gr. vtfnrfuytk. Lib. cur. malatt. I capriuoli delle viti mangiati allegano i denti. Cavale. Med. cuor. Tornò al diserto , e trovò quello santo Padre dietro alla sua cella morto , quasi tutto mangiato da’ lupi. 2 — Per metaf. Consumato. Tac. Dav. ann. 15. 2tg. Sfoderò il detto pugnale mangiato dalla ruggine, e diello a Milico liberto , che lo arrotasse e brunisse. ( Il lat. ha : vetustate obstrusum.) 3 —‘Vocali mangiate diconsi quelle che si sottraggono in fine o in princìpio di una parola. V. Vocale. (0) Mangiatoia, Man-gia-tó-ja. [A/i] Arnese o Luogo nella stalla, dove si mette il mangiare innanzi alle bestie. ( V. Presepe. ) Lat. praesepe, Gr. ^ktc, : .G.V.S. 3 j. 2. La mano dal braccio gli tagliarono insù una mangiatoia di cavalli. Vii. SS.Pad. 1. So. Ponendo quelli ceci nella mangiatoja, quei buoi, veggendogli, cominciarono a mugghiare. Vit. S.Gir. Siccome savio animale, offerse sè dimorare alla mangiatoja del Signore. Fav. Esop. Venne il bifolco alla stalla, e fonilo la mangiatoja [di fronde e di fieno , e poi se ne parti.] 2 — Per simil. [e in ischerzo Tavola dove si mangia.]Bocc. lett. Pr. A. Ap. 2g3 .Sozza e incomposita turba minava ec., ciascuno alla mangiatoia s’ acconciava. 3 — In modo basso, Alzar la mangiatoja = Sottrarre gli alimenti ; e Jiguralam. Sottrarre qualunque ajuto o favoli. Mangiatoio. (Marin.) Man-gia-tó-jo. Sm. Specie di ricetto fatto agli occhi delle gomene in corridojo , nel quale lesta l’ acqua che per essi entra quando la nave tuffa , ed impedisce che si comunichi in corridojo. (A) Mangiatore, Man-gia-tó-re. [Verb. m. di Mangiare.] Che mangia, e talora Che mangia assai. —,Mangiadore, Manicalore, sin. Lat. edens, come- dens, spulo. Gr. e eVA/w», $ó.yos.Cron,VeU. 61. Era grande mangiatore, e di cose grosse si sarebbe meglio pasciuto , che di sottili. E 64 • Le brigate e l’usanze non lasciò , per le quali, essendo grande mangiatore e bevitore , si facea assai danno. E 6g. Eu grande mangiatore e bevitore e avviluppatore. Filoc. 2. 168. Chiunque sarà primo mangiatore , o subitamente morrà , o enfierà per la potenzia del veleno. Espos. Vang. Le ricchezze fanno molti mangiatori dissoluti Mor. A. Greg. Tutti si maravigliavano, pensando come poteva essere che tra gli denti delli mangiatori crescesse il cibo. » Red.nelDiz. di A. Pasta. I popoli della Francia sono generalmente grandissimi mangiatori.(N) 2 — * Per metaf. A. Cult. Lelt. 70. Con desiderio di vedervi gustatore c mangiatore delle anime in su la mensa della santissima croce.(V) Mangi atomo , Man-gia-fò-ri-o. Am. luogo dove mangiano le bestie. Borgh. Vesc. Eior. 422. Si dice Refettorio nei conventi più onestamente, che Mangiatorie, che alle bestie si è,come vile e di lor degna voce,scrbata.( V) Mangiatrice , Man-gia-tri-ce. Cerb. f. di [Mangiare. Che mangia. —, Mauicatrice, sin.] Lat. inauducatrix. Lib.segr. cos. donn.Gc femmine per tal malore sono mangiatrici della terra e del calcinaccio. Mangiatura , Man-gia-lù-ra. Sf. V. e dii Mangiata. Sacc. rim. 2. 46- Mangia col lucco ec., Ha nel governo e nella mangiatura 1 suoi colleglli in veste rossa e nera , ec. (A) (B) Mangiazucciiero. (Zool.)Mau-gia-zùc che-ro- Sm. Specie diRampichino. o Cerzia.. Picchio passerino delia Martinicca, così detto dal cibarsi di zucchero. (A) Mangifera.* (Bot.) Man-ghfc-ra. Sf Genere di piante della pèntandria monoginìa di Linneo e della famiglia delle lerebentinacee. Questo genere si distingue da’ seguenti caratteri: calice di cinque sepali lanceolati ; caique petali ; antere gemelle , drupa contenente una noce , renifoime, compressa, monosperma e ricoperta dipeli fi lamentosi. La Mangifera comune , (Mangifera indica) è un albero il quale cresce naturalmente, e si coltiva eziandio nelle Indie Orientali, come pure in parecchie contrade dell’ America meridionale. Il suo frutto , conosciuto sotto il nome di Mangili, ha un certo sapore ed un profumo assai piacevole. Forma esso, tra i frulli aciduli e rinfrescanti, quello a cui gl' Indiani accordano la preferenza. (Vani (N) Mangime , Man-gì-me. Sm. Roba per mangiare. Voce bassa , e molto usata da'contadini, parlando di ciò che selve di pastura al bestiame. Red. Voc. Ar. Non c’ era più mangime nè per le bestie, ne pe cristiani. (A) Mangio , Màn-gio. Sm. Lo stesso che Mangia. V. Berti. OH. lnn. 2.7. 62. Così cadde una volta il Mangio a Siena. Il Mangio e quel colai che suona 1’ ore , Che sopra una campana a due man mena. (B) Mangione , Man-gió-ne. (Add. e sm.] Che mangia assai. Lat. helluo, comedo, mando. Gr. eto’kv^a.yos, Cecch. Esalt. Cr. 4>t 2, Eccomi addosso , Senza arrecarmi nulla, tre mangioni , Che pappe- rieno il ben di sette chiese. Mangiucchiare , * Man-giuc-chià-re. Alt., e n. Mangiare a stento, Mtui- giar poco. V. dell’uso. (A) Mangle. * (Bof.) Màn-gle. Sm. Sktecie di pianta spettante al genere Rizzophora , originaria delle due Indie. Lat. rizzophora mangle- (N) Mangostana. * (Bot.) Man-gO'Stà-na. Sf. Lo stesso che Garcinia.^Ci Van) Mangu. * N. pr. m. —Nome del quarto imperatore de’Mogolii.(Von) Manguardia. (Ar. Mes.) Man-guàr-di-a. Sf. T. degli artefici. Cosa di riserva per un caso di bisogno , in supplemento Aun'altra che venga a mancare. (A) . ' . a 36 MANGUI MANICARE Maschi.* (Bot.) Man-gù-i. Sm. Nome che gl' Indiani danno al frullo dell’albero chiamato Mangifera. (Vari) MAKccHno. * (Agr.) Man-gùr-r<>. Sm. Specie di vino abboccato. (Forse corrotto da Mangiaguerra. "V.) Morg. 18. u5. E credo alcuna volta anco nel burro, Nella cervogia, e quand’ io n’ ho nel mosto, E molto più nell’aspro che il mangurro. (N) Mangusta. (Zooli) Man-gù-sta. Sf Specie di mammifero ossia Quadrupede assai domestico in Egitto, che cibasi soprattutto delle uova de’ coccodrilli, siccome il gatto in Europa, e piglia i sorci ancor esso, distruttore egualmente d’una quantità d’altre bestie malefiche di'ti'ondile de’carnivori’, ha il pelo grigio, irsuto, nero, coda lunga terminata da un fiocco nero più grande de’ nostri gatti , svelto ed agile come le nostre martore. Denominasi anche Topo di Faraóne e Icneumone. E. (A) (Van) (N) Manheim. * (Geog.) Ma-nhè-im , Manenia. Lai. Manhenium. Città di Alemagna nel Granducato di Baden. (G) Mani.* (Mit.) Sm. pi. Nome che gli antichi davano alle ombre de'morti, ed alle divinità infernali. (Il lat. manes può trarsi dal celt. man segno, apparenza , sembianza, ed es per is uomo: Apparenza d’ uomo, Ombra. Nella stessa lingua ma ovvero man uomo, ed ene anima; onde maene o ni ai iene anima d’uomo. D’altra parte manna vai genio, come mona, in pelvio vai Dio.In ar. mancai, mena, menu morte.) (Mit) Mania. (Med.) Ma-ni-a. {Sfiatato ti irregolare esaltazioni dello spirito, la quale mena ad atti esterni impetuosi e sfrenati. Altri definiscono la Mania una Malinconia spinta al suo estremo periodo. E. Pazzia.] Lat. mania, [furor.] Gr. nada.Lib.cur. malati .Dice Galeno, che la mania si è un furore con inchinazione a percuotere. Mania , * Mà-ni-a. N. pr. fi (In celt. Man hy uomo ardito.) — Governatore dell’ Eolia. (Mit) a — * (Mit.) Dea romana la quale passava per la madre de Lari. (Dal lat. maneo io dimoro , soggiorno.) (Mit) 3 — * (Geog.) Antica città della Asia nella Pania. (G) Maniacale. * (Med.) Mani-a-cà-le. Add. coire. Nome da alcuni dato AI delirio furioso.. Lat. maniaealis. (A. O.) Ma male, * Ma-ni-à-ce. N. pr. m. (Dal gr. mani ac es collana.)— Gene- ride de’ Greci in Sicilia riel secolo xi. (Vali) Maniaco. (Med.) Ma-nì-a-co. [Add. e sm. PI. Maniaci e Maniachi. Chi e assalito da mania o che appartiene alla mania. ] Lat. maniacus. Gr. ptxmaxós, Lib. cur-malatt. Maniaci sono appellati coloro che patiscono della mania. Tes.Pov. P.S. La pietra celidonia rossa, se si porla sotto ’I ditello manco , sana li maniachi. Maniana. * (Geog.) Ma-ni-à-na. Lo stesso che Malliana, E. (G) Malatamente , Ma-nia-la-mcn-te. Avv. E. A. Esattamente, Appuntino. Stor. Semifi:. 2. E convegnendosi per me . . . tale opera fare, ho pensalo mamatamente esemplarla , e in su questo libro porla, ec. ( cioè copiarla appunto dessa.) (A) (V) Malatissimo , * Ma-nia-tìs-si-mo.; Add. ire. superi, di Marnato. E, di reg. — , Arcimariiato , sin. (B) Maniato , Ma-ni-à-to. Add. [ni. E. A] Desso, Quel medesimo. Quello stesso, Quel proprio. Lat. ipsissimus. Gr. avraritrotpAristof. (Probabilmente dalla v. miniato, che vale dipinto con estrema diligenza, espresso al vivo. ) Toc.. Dati. Peni. eloq. Asinio ec. pare Pa- cuvio ed Azio marnati , non pure nelle tragedie , ma nelle sue orar zioni , sì duro e secco è. Alleg. sgS.N i scorgo dentro il ritratto maniato del poeta svenevole. Malm- 2. y5. E eh’ egli , essendo tutto lui maniato , Fusse pel suo fra tei da ognun cambiato. 2 1 —* Onde Maniato maniató per Miniato miniato, quasi Stesso, Stessissimo, ma non è da usarsi. (A) (N) Manica, Mà-ni-ca. [Sf.} Quella parte del vestito che cuopre il braccio. Lat. manica. Gr, x u f‘ s - Artici. 3o. Ed altre, apertesi le strette maniche ed il. petto , levatisi i sottili veli, con essi, mancante zelliro , a sé 1’ aure chiamavano recenti. Frane. Siiceli, rim. 1 c. Maniche e manicon tanti e diversi Veggio, eli’a pena io contar gli posso. E appresso: E maniche che pcndon sovra ’l dosso. a — * Aver una cosa una persona nella manica, fig.—Avola in sua balìa. (A) 3 — E.ig. [Far le maniche ad alcuna cosa = Procrastinare, Mandar in lungo.] Buon. Eier. 3. 1. 8. Ed al sonno di stanotte Aggiu- gnere un gherone ,, o far le maniche. 3 — Per Manico; mìa oggi non si direbbe se non di coltello, di spada, o simili, [come fu detto in altri tempi.-} Lai. manubriunqcapidiis.Gjv x.d'trn. Eit. Pilli. Cesure prese il. coltello per la manica fortemente. Deiiam. Quintd. C. Collii che tiene la manica del coltello in mano., t’r. Còrd. Pi ed. S. 15. Avendo fórma di coltello, non basterebbe, die potrebbe avere corta manica. Patlad. Mm%, 1 <5..Meglio è il ramo lungo cc. , grossa a modo d’una manica di falce. 3 _ (Chim.) Manica [o a manica] da’ chimici si chiama un Fornello a forma di tramoggia , cioè stretto in fondo e largo in bocca, per usa d‘ fondere i metalli. 4 _ (Farm.) Manica d’Ippocrate si dice un Sacchetto di tela o di lana. a forma di corea, per. uso di colare e chiarire alcuni liquori. [Detto (Alche Calza , Filtro.] Red. cons. 1. i6g t Poscia si coli per panno ti coprivano sparse la fronte dello squadrone - Eerso la metà del se ^ gjg xvn, v’ avea per ogni manica dugento uomini al più , e ver abolite verso il fine dello stesso secolo , quiuido tutte lefantei’’ e r t g sero il fucile ; quindi rimase il nome di. Manica alle due parti es d un battaglione e non si pose affatto in dimenticanza , se non f gli scompartimenti della tattica prussiana alla metà del secolo Le maniche erano pur chiamate Ale , ma non sono da confo’ r colle Guarnizioni. E. Accad. Cr. Mess. Essendogli con vere 1110 ?^ e dagnarlo (il posto) in faccia al nemico , con gettare alcune d'archibugieri a tutte le strade. Cinuzzi. Perchè le Maniche so■■ e squadrone sono come i cavalieri e’baluardi ad una fortezza, 1 ? fi siccome difendono la cortina e la fossa, così ancora le manici 18 ^ fendono Io squadrone. Montecucc. Sei squadre dall’ un de’ lab dall’altro formano hi-maniche. (A) (Gr) ■#, 1 —* Quellaparte dell’armadura dimaglia chedifendeva ti y ra c j,e e che fu molto in uso ancora nel secolo xrt.Brnv.Cell. Ed. g - l>f tal cosa intesi , andavo con gli occhi aperti e con buona comp a » e benissimo armato con giaco e con maniche. (Gr) crossi — (Marin.) Manica o Manico per l’acqua. Lungo canale di tela fi" l(t non incatramata, mediante il quale o dalla fonte si conducei lt .J glì , nella lancia per empiere le botti, oppure duce /’ acqua alla stiva per empiere le b< « — della tromba. Canale di tela di lle trombe usuali , d’onde esce i acqua per il fine di dirige’ diante questa più facilmente fuori del borilo. (A) q,-,- 3 — dell’albero. Tela incatramata che circonda l’albero ove castra colla coverta, e inchiodata nella coverta medesima p e ’’ l (,,j dire che per codesto luogo penetri I acqua al basso. Una tal i ,uU è anche attorno alle trombe che vengono in coverta. (A) , 4 — Rinfrescar la manica , dicesi da’ marinali II mutar la J a g fi tura fatta alla gomena nel luogo ove tocca gli occhi di P’' ucl f c iit' tagliamare ne’tempi gi-ossi, perchè, consumata che fosse delta r 1 ’ ' ' " in detti Invitili . non venisse a tir da bordo di coverta sl : botti grosse stivate abbasso-'^ incatramata, adattalo AJ - - - ■ -10”“ tura dal sojfregamento fatto in delti luoghi , non venisse a la gomena medésima. Questo si fa con fare mi altra fasciatila detta gomena per dentro a’ detti occhi, e poi filaria pian P‘ al,0 ’jjfi a tanto che dèlta nuova fasciatura, o manica , valgil a contati 0 sopraddette parli, nelle quali frega la gomena. (A) 5 — Cosi chiamano i pescatori il Corpo della rezzuola. e, sciabica, composto di maglie in principio più rade, quindi p ill J perchè il pesce non ne possa uscire. (A) B (0r 6 — a vento, adaria:* Strumento nominato eziandio Tromba a ' fi ,, che s’adopera pei- far penetrare l'aria pura fin nel fiindo detti ' j,.,. E una specie cl’ imbuto di tela , o un gran tubo alquanto fi 1 fi e mantenuto dilatato mediante vani cerchi posti di distanzi* distanza. Si sospende ad itti albero del Vascello con la-parte ga rivolta al di sopra. La sua estremità superiore che corrisp n K di sotto della coffa o gabbia, è divisa giusta la sua-lunghezza già di gola e si offre al vento. V altra penetra per ima b° c ° ' nel naviglio , ove scende nel ponte o in istiva. (Van) * * Manica.* (Geog.) Sf. Specie di mare rinchiuso fra, due * €rr€ \- tico/are con questo nome y o di Canale Britannico o di Passo chiamasi quel mare di Europa formato daW Oceano Adf l,lll . f 1 ltentriònale di Francia , e quella msridioftwf 0^ la costa quasi settentrionale c .f<****i«. hwi.ia- . ghilten'a. Zat. OceanusBritannicus. —Viparlùncnto della Francò ^ g» " * Nome dato talvolta del Cattegtd ^ ujà' . ridion^ fi trionale. — di Danimarca. Giorgio. Con questo nome chiamasi talvolta la parte merii mare d’ Manda. — Regno della Cefi-uria. (G) Manicaccia, Ma-ni-càc-cia. [Sf] pegg. di Manica. Buon.Fie’’- E dimmi un po’: part’egli Che quelle mani cacce Ti stian b e le pugna? _ Manicato.* (Zool.) Ma-ni-ci-jo. Smi Genere di conchiglia s f s>Q . da ambe le estremità} il cardine ha un dente rivolto indiet’’ 0 , fiefi duplicato : il mantello dell aninude è a f i-ma di. sacco , e nelle due estremità } il piede risulta cilindrico , e ha diti r fitti nell’estremità anteriore ed alla posteriore. Quest’anìmide s’insinua verticalmente nel fondo del mai-e-, ve ne ha quinti 11 - Lat. solen. (Van) . , coti Manicamento , Ma-ni-ca-mén-to. [Aire. E. A .] Il manicare. I sturai Gr. _ ■ i Gr 2 — Per. metaf. Mordicamento. Lat.. morsus , naorsiunctila- ’’ .‘^,11^ briypàriti». AI. Aldobr. Medicina ec. contea a morsura e m 80 di stomaco ,. cioè di corpo e di stomaco.. Manicare, Ma-ni-cà-re [Alt e n.E . A.E , e di] Mangiare./.«t’ 1 ' -f-Sti 1 , Gr.ìzóì: a. (tja 1 hi. muro/mare.filici:, noe 77.Ò/.T u nijic 1 p os . jglì i', ._ 1. .:.li. _1... n;,t TVInmcai ' 1 .atti arrostire al, sole, e manicare alle mosche. Seri. Pisi. Manie. 11 fi secco , e desinai senza metter tavola. Albert, cap. g. Map lC amico è vita di lione o di lupo. Dant. In f. 33. 60. E q“ 81 ’ s>-p, '•*»»»''• i* t-v * • . .‘..i.:*.. 1. bjV* t/ * fi' lano , bianco , ovvero per manica d’Ippocratei , . y — (Miiit.) Quantità determinata di moschettieri o di. archibusieri ,. posta, ne’ giorni dì. battaglia sugli angoli o sulla Jronte dello squadrone delie picche , per tenerne col loro fuoco il nemico lontano . Quest’ ordinanza , già in uso nei. secolo xri , prese il nome dalia fi. gurd delle maniche di un abito , mostrandosi tale rispetto allo squa- diane che stava nel mezzo..1 soldati della manica erano, secondo buso di gue’ tempi, divisi in di appelli di sei o più file , e di otto ano ve- uomini per fila , i quali con j'anco continuo spazzavano laj rotile dello squadrone, tirando è. ricaricando di piè fermo fila per.fi là-, coll £t- gmocchiarsi delle, primeyinehè tulle té deretane avessero sputalo. Talvolta le maniche caracollavano alt! i, dietro ptr navicate, e tal (dim eh 1 1 fessi per voglia Di manicar, di subito levorsi. &’’■ oe innanzi il detto tempo (i cavoliJ si semineranno , pf 0 " 11 il- c l" ill ‘; sll ^ a A seme , e non saranno convenevoli a man .cti c - e EeU, 1 .fi. E di ta’c’ ebhe, che he arrostirono della, carne a 113 ’ mearoline. . fi>, 2 Per metaf. Lese. Cen. 2. non. io. Ma TScncio, la manicherebbe , nella fine seppe tanto ciurmarla , che sp " 1* in un tratto se a’ enfiò nel letto innanzi a lui. ( Cioè , c " toccherebbe, che non la manegeerebbe, secondo il contesto velia, (fi) ° b 3—Mauiciu-si l’un laltroool wtiv. fig,-za()-Marsi.scioahi e vcl !ne f^.' j t , fi 11 !,, 4 •—fDicesi Mangiarsi le mani, siccome Mordersi o Maug , i a, ' s ‘ n jinC E. Mano, e E. Mordere- Parchi Ercol. 1. 100. E sc ¥* osa iU tJ1 volersi quando che sia vendicare .... (dicesi) piò mordersi o manicarsi o mangiarsi le mani per rabbia- G'DnJ) f.~~ * Da (Manica. Fornii- di manico., E- Manicato, V,; tfi' b **” [Id m forza di} sm. per Cibo., Isti, cìbus, edulnuu. MANICARETTO l a E(T ^ a ’ F*nd. Crisi, 2g. Lasciò solamente mia finestra piccola, per MakiT 1 '** 1 ' S1 P or S ca lo manicare. ‘ ^o, Ma-ni-ca-rét-to. [Am.] Vivanda composta di più cose ap- i«£J t05e ’ ^ atm S ulac irritamenhim , juscuhim. Or. \ct.ipcv ip&frirfAct , a's-a*^** ^ 0cc ‘ nov ‘ $ 9 ’ 7 - Minuzzatolo, c messevi di buone spezie Hiii/p *? c * cce lin manicaretto troppo buono..E rum. 8 . Il cuoco gli manicaretto , il quale egli fece porre davanti alla dorma. Por’t 4 ^' 11 giorno seguente preparai a due caglinoli un sa- lnan ^ car(, d° di capi di vipere lessati. l Q ^ niA * * (Bot.) Ma-ni-cà-ri-a. 6 fi Lat. manicarla. Genei'e di pian- { l c y c ^ a Gujana , delta classe poliandria triginia e della famiglia ste ° P (l ^. ne 5 controdistinte dai fiori maschi e femminei portati sulla dii S j l J! lanfa i dalla sputa reticolato-fibrosa fusiforme estremamente è t ' a ^de , dal calice trisepalo e corolla tripetala , e dal frutto eli e na drupa tricocca con corteccia sugherosa ricopei la di punte , stacca con un foro nella base. (N) 3 p °) Ma-ni-cù-to.^dVà m. da Manicare. [ F.A.F. e di' Mangiato.] 2^3 fi ’»etaf Stracciato , Rotto , Consumato. Bove. lett. Pr. À. Ap. 3 .—^ ‘ vestiti quasi tutti di sottilissimi c manicati pannicelli. nvtmica.Mc de entro alle loro sciarpe o casse. Conùsponde a taglie di 4 -^.Ciedek Cit'r tl,! . . , -- ,■- . lìiù^ ,& 8 l > (Trovasi negli antichi monumenti menayca ugna per legni K l( uì h dal celt. man che vale appunto piccolo, minuto. Bullet.) (S) (SI. Ecd.) Ma-ni-cbè-i. Eretici fautori delle dottrine di ma- eìt)ìj ° ^ Cl,ies j eresiarca del terzo secolo, il epude ammetteva due pria- ^i‘nl ll f r(%(li<) t‘i o formatori del mondo ; uno buono e autore del bene , c ° c uttivo e causa del male. (Ber) ), e^ s E,SMo -* (St.Eccl,)Mu-ni-che-j-smo.A’//z. Sistema assurdo di Monete discepoli efautori schiumasi anche Dualismo e Diteismo. /•'".(Ber). o$ 5af ETT >. (Marin.) Ma-ni-cbél-ti. Sin. pi. Estremità di scanni e di \> n tv, • a sopravanzano sovra i castelli , e servono per dar volta SZ‘ e manoir ?- e?) . 2 7*. p. ^ T ° j Mani-cbéUto. [iS 1 /??.] dim. di Manico.—, Manichino, sin. 1,1 un manichetto [o manirchino, ] si dice del Mettere una mano dì s f a s nadatura dell altro braccio, piegandolo allinsù, che è atto ^>0 e d ingiuria verso il compagno , simile a quel beffeggia^ *k Uìì L ie i Latini chiamano ciconia. Farcii . Ercol . 100. Quando no,n o iroso ec. non sa o non può più parlare, e nientedimeno V S0 Pnillàr 1’ avversario , e mostrare clic non lo stimi ; egli, ser- ^1 (W,° ’ e messo il braccio sinistro in sulla snodatura C o tl ’° 3 alza il gomito verso il cielo, e gli fi un manichette. E c <-‘s Co °.\\ 4 'l' Uopo molte sinistre parole dell’ uno e dell’altro, Eran- P^ escn 'f a del conte Pier Noferi , e di molli altri, gli feci dicendogli : cc. Segr. Fior. Cliz. 5 . 2. Per dispregio mi taceva bocchi uh, uh, è manichette (iieUo.Buo/i. Mi rampognano , E lanini i manichi tli c le castagne, ci metta la taglia Per aver fatto un tratto un mainili, ‘^ichètto * 3 . • 7 - 3 cl *^o ; ; ó ‘■ 0 >* (J, . ll| i filosofuol di cappa e spada. •etto ‘ llu tnra lina increspata, talora ricamata di mussolo o di mcr- k Ce ’ alj' r^. cni si guarniscono le estremità delie maniche delle carni* nn . esc ! li ec - ( D - T -) ' b -Fo7y’- ' Ja " n .i‘ c hi-no. [Sm. dim. di Manico .Lo stesso che ] Manichetto. l ( * cc /ard. -1. 72. Di più, vi staralo a guardia due Giganti 5 b fj ^° da > ' aia p _in raauo una certa scudiscia, Che in suo paraggio un 7 Far e P u 8'' a jo Parrebbe un manichino di cucchiajo. (B) ,.«Cheto 11 r lriill ùchino. Lo stesso che Fare un manichetto. [ C. Ma- ^ Sc| asse’ 8 Fare manichino.] Beva. rim. i. 70. Se costei mi E mostrerei 4 flou 1Ilac mare , Io ie farci di dreto un manicJiiuo ' 4 r ,, e ^ u e adoperargli. —, Mauitengolo, sin. Lat. muda > t- ^y- Xa -fài «-ù-irrì. (In frane, manche, iti ispug. mango, h, t , ‘'astone nod • ••dà. l;, % r.erutojcome manico di .spicele. per le lime più delicate , falli di legno diuv , talora di Legni esotici d'osso o d’avorio, legati con una ghiera d’ottone,e leggiermente conici 5 a codolo sono per le lime mollo grosse e hanno una ghiera il ottone e talora di ferro fino all' orlo superiore della quale giunge il legno; i migliori sono forati da parte a parie sul tornio ec. (D.T.) 9 — * (Chir.) Così variano all’ infinito le forme de'manichi dagli strumenti onde si giova il chirurgo , secondo la qualità loro e l’ uso a cui servono . Uno de' più singolari è. quello pertinente alla lancetta. Esso è formalo di due lamine mobili di corno , tartaruga, avorio o madreperla , unite insieme per un chiavetta che le travèrsa ad una ( delle estremità unitamente alla lama di ferro o d' accingo che custodiscono e rinchiudono . La lama delle lancette die affilata da anietuhte i lati ed ha punta acutissima, viene assicurata ad ìm manico , o forse meglio ad una custodia, ie cui parti hanno alternativamente un punto d'appoggio che permette di andare provando la punta dello stromento senza, tema di ottunderla. Dicesi anche Cassetta o Custodia.(A. 0 .)( 0 ) 10 — * Manico di colLello. Altro nome del pesce cannella. F. Col- feliacc'o , 5. f. (N) il—.» (Milit.) Focabolo generico di quella parte degli stranienti o delle armi manesche , che serve ad impugnarle ed a maneggiarle. I nostri antichi scrissero anche Manica , ma in questo significato è andato in disuso. Bartoi. Quattro grandi spadoni .... co’manichi e pomi d'oro , e i foderi d’ argento. (Gr) a2 —■ * (Marin.) Manico di tromba. Lungo tubo di ouojo , fatto a foggia di manico, e che serve per condur V acqua dalla parte supcriore della nave sino alle botti. (Van) Manicolo. * (Gong.) Ma-ni-cò-io. Gruppo d' isole del grande Oceano equinoziale , nell' arcipelago di Santa Cruz. (G) Manicomio. * (Archi.) Ma»ni-cò~mi-o. Sm. Spedale de' pazzi. (Dal gì?» mania furore, e corneo io ho cura.) (Van) Man icona , Ala-ui-cò-na. [Sf. accr. di Manica.} Manina grande. —,Manicone , sin . Buon. Fier. f. Intr. Le manicone agiate , Che mi pendoli dall* una alf altra spaila. Maniconi? , Ma-ni-có-ne. accr. di- Manica. Lo stesso che] Manico su. F. Erunc. Suedi, rim. iò\ Maniche e manicon tanti e diversi V eggio , eli’ appena io contar gii possa. E nov . ijS. Si fanno questi maniconi a’fanciulli clic poppano» Màmuordio. * (Mus.) Ma-ni-còr-di-o. Sm. Lo stesso che Mamcordo, F. (Vati) (N) Makicordo. * (Mus.) Ma-ni-còr-do. Sm. F.G. Lat. mameordium. (Da manos rad© , tenue , e diorde corda.) Strumento di musica in forma di spinetta , le cui corde sono involte in pezzi di stoffa che ne rendono il suono più tenue , di modo che non pub udirsi da lontano * Chiamasi (dirimenti Sordina — , Manicordio , sin. ( 0 ) Manicotto. (Ar. Mcs.) Mu-ni-còt-te. [Am.] Quell'arnese per lo più di pelle , o foderato di pelle , nel quale il verno si tengon le mani , pei' ripararle dal freddo. Buon. Tane, 2. 1. E in cambio della falce e deila marra , I guanti, il manicotto e* manichini Portare , e agli o- nìcchi i dondolini. E f. 0 . Dove taluna ha perso, oltre a’quattcini, Forse gli anelli, e forse il manicotto. 2 — * Ln meccanica si fa uso di manicotti di ferro battuto, o di ghisa per unire capo a capo due assi, uno de'quali trasmette il pioto al- C altro nella stessa direzione. Questi manicotti sono rotondi, o quadrati, secondo la forma degli assi ; ma quando sono rotondi, bisogna pome delle, chiavi metà negli assi e metà nella grossezza del mai fi- colto per produrle il movimento . Talora si fanno di due pezzi riuniti pei loro orli diametralmente opposti con chiavarde : allora pungolisi. le chiavi nelle commettiture. (D. T.) -7*1 3 — * JSV condotti d'acqua di ghisa , si wiiscono 1 tubi che si vogliono guarentire da' pericoli della dilatazione^ e del nstrignunento , con manicotti di piombo stretti fortemente sui tubi, dei quali hanno il calibro esterno , coti collari di ferro. (D. T.) _ 4 — * / soffiatori di vetro danno questo nome a cilindri de'quali, stendendoli, f brinano le lasti’e di Vetri da finestre, alla stessa guisa come sì fanno gli specchi s E s’e’ non basterà , torrò anco i rnauicottoli, e con quello fvafj racconcerò i batoli de’ vostri tabarri. Manicfisto. (eano.) Ma-ni crì-slo. [Am. Lo stesso che] Manuscristo. F » 3 i a.'ìH MANICO fiUurg. ig. Cg.Qiìù fu arrostilo l’animale,, ... E come un manierista a tutti piierque. Mamcu.’ (Mit.) Ma-ni-c h. Nome di un idolo de selvaggi il'America. (Vari) Mapide. (Zool.) Mà-ni-de. A'f. Genere di mammiferi dell’ intime degli edema!i, che ha le mascelle senza denti ; la lingua sottile e lunga ; il corpo nella parte superiore coperto di squame ossee e mobili : riuscivi piede è fornito di cinque forti artigli. Gli animali di questo genere sono molto simili ai formichieri ; hanno la lingua molto estensibile e si nutriscono anche di formiche. Essi difendonsi col drizzare le squame. La carne rii questo animale è buona a mangiarsi , massime la coda ; non ha voce ; tiene due poppe fra le gambe posteriori, lutti, i loro piedi hanno cinque dita ; il /oro stomaco è leggermente diviso tu mezze, e son privi, di cieco. (A) (A’an) (N) 2 — comi.TJKCA. Quadrupede dell'Indie orientali , che si distingue dal precedente per tu piccolezza delle sue squame e della coda , la quale è lunga il doppio del corpo. (A) T\] a a’ [ c. * (Mit.) Mà-ni-e. IJce credute le stesse che le Furio. (Dal gr. mania furore.) Vesto riferisce che dovasi altresì il nome di Manie agli spauracchi de quali fiaccasi uso onde spaventare i fanciulli. (Dal ccìLmait sembianza, apparenza.Ndlaslessa lingua mair.ua spctlro.)(Mil) AI a Mero , * Ma-niè-lo. IV. pr. m. dim. e variaz.di Mario. V. (lì) JIamesa.* (Grog.) Ma-ni-è-na. Ant. cittàdeWIndie, di qua delGange.fs) AlAJiEBA, Ma-mèra. ( >Sf Qualità di procedere operando ; e di cesi anche] Modo, Guisa, Forma, [Uso, Foggia , Via, Tenore, Stile, Verso, Ordine,'Ragione. diesi Alaniera retta,studiata, ingegnosa, nuova, usata ec.—, Alenerà, sin.'} (F.àall.i.)l.ot. modus, pae.tmn, ratio.Gr. rpoVos. (V. manera.) Enee nov.tS.44. Volendo Perotto e Giacile! to rivestire il Conte, per ninna maniera il sofferse. Dant. Par. i 3 .ij. E amenduo girarsi per maniera, Cbe l’uno andasse al primo, e Pulirò al poi. Petr. son- Si). Scnnuerio , io vo’ che sappi in qual maniera Trattato sono. Gr. S. Gir. 3 . In una maniera punte uomo ben provare carila , se parimente ama uomo colui che è suo nemico. 2 '— Qualità o Alodo di procedere [conversando, tratlando; Alto, Tratto, Procedere, (.ostinile. Creanza. Vezzo.1 Lat. iustitulum, ratio, mos, ingenium , natura. Gr. ittittìÒiv/jicc , rpcVcf, fica,. JU.cc. nov. s 3 . 1 . Uomini di nuove maniere e costumi. E nov. 3 i. 4 - E , considerate le maniere e i costumi di molti, tra gli.altri un giovane ec. le piacque. Ics. Br. 5. i 3 . Qui lascia il conto il parlare degli uccelli di caccia, c vuol seguire la natura e Pi maniera degli altri animali, cioè d’altri uccelli clic non son da caccia. Alani. Gir. 14• sa. Al suo primo apparir l’ha conosciuto Alle fattezze, alla maniera grave. Tass.Ger. 1. Cj2. Accomiatò lor poscia in dolci c grate Alaniere , egli onorò di doni eletti. 3 — Usanza, Costume, [Consuetudine.] Lat. mos. Gr.rpoTeos.jBocc.noV. iy. 16. Essa alla maniera alessandrina ballò. /j — Spezie, Sorta [di cose.] Lat. spccies. genus Gr. >I5o s. Bocc. In- trod. io. Portando nelle mani chi fiori , chi erbe odorifere , e chi diverse maniere di spezìerie. E 20. Una maniera di beccamorti cc., ohe chiamar si facevan becchini er. , sottentravano alla bara. E 2j. Yeggionvisi verdeggiare i colli, e d’alberi ben mille maniere, 30. 1. E chi avea alcuna speziale bontà, a lui \emino: trovatoli, sonatori, e belli parlatori , uomini d'arti, giostratori, schermitori , (fogni maniera genti. Frane. Succh. Op. div. 111. Furono alcuna maniera di filosofi clic dicevano che in questa vita la natura produce» a necessità ogni cosa. 1 — * In questo significato, quando regge il genitivo, talvolta lascia il segnacaso. Scu. Pisi. 3 o. Non si può nè dee lamentare nè dolere della condizione eh’ è coronile a tulle maniere genti. (Pr) 5 — [Dicesi Di bulla maniera, in forza d’aggiunto , e vale Aluuicroso, Grazioso, Disinvolto.] Bocc. nov. i 3 . 12. Quanto alcun altro esser piotesse costumato c piacevole , e di bella maniera. (i •— * Dicesi in modo avverò. A maniera —A modo, In guisa, F. A maniera. (A) - .— * F l)i maniera che , che anche si scrive Dimanierachè, e vale In modo che, In guisa che. F. Di maniera rbe, (A) 8 — * E trovasi anche In maniera. lntrud.Firt.2y. Secondo cbe diede sè poi nella croce, cosi si dà ogni di nella messa in maniera di quella passione. (Come se volesse dire: In rapprescntamcnto di nuellanas- tionc.) (Pr) . 11 9 — * 1" tal mamera^Arccome , In quel modo che. Gr. S. Gir. 12. In tal maniera come la morte diparte l’anima dal corpo, cosi diparl te l’autore di Dio 1’ uomo dalle terrene cose. (V) 1 10 —’* (Med.) Alaniera di vitto 0 di vivere: Dieta, Regola, Ragione, Norma e modo di vivere. Lat. Victus , ratio. Red. nel diz. di. A.Pasta. Afanicra strettissima di vitto.. . . Maniera di vitto refrigerante , ed umettante, . . Discreta e ben regolata maniera di vivere.. .. Regolata maniera di vivere e corrispondente al bisogno.. . . Tener nel vitto una maniera ili vivere umettante e refrigerante e non essiccante. E appresso : Si usi un’aggiustata maniera di vivere, tanto nel mangiare , quanto nel bere .... Il mio consiglio è , clic ella debba sempre , per quanto ella sa e può , astenersi dal medicarsi, e cercare la sanità non negli alberelli degli speziali, ma in una discreta e ben regolata maniera di vivere. (N) 11 — (lì,A.) Modo, Guisa, Forma d'operare de’ pittori, scultori , architetti cc. ; cd inleiidesi di quel, modo che regolalamenle licite in particolare qualsivoglia artefice nell’ operar suo ; onde rendesi assai difficile il trovar un’ opera d'un maestra, tuttoché diversa da altra della stesso, che non dia ulcun segno nella maniera di esser di sua mano, e non d altri. Jn questo sign. dicesi Alaniera languida , contrario di risentila-, Maniera bella e grande, morbida, pastosa , buona, Ioide , gagliarda, risentila, svelta , dolce , cruda, dilavata, gretta, legnosa , secca , lag,lente , trita , minuta -, Alaniera veneziana, lombarda , ec. Maniera greca mescolata colla moderna. Dicesi. Migliorare, Ingrandire, Insecchire , Indurar la maniera. I. Ingrandire, Secco, Svelto, Tagliente. , Trito MA .Nili RE Tritume. Fatar. Migliorò ed ingrandì I 3 mera , e dicdelc più maestà. Baldin. Dee. Alaniera migliorala, / alla morbidezza 0 pastosità. Lor. Pane, in Magai, lett. t. 2.p ll n' fi (Firenze iyCtf.J Ali basta che somigli un poco ("il riaauoj , l’ c,c non pretendo clic sia fatto di buona maniera. (A) (lì) ^ a — [In questo sign.] Afanicra [jirendesi anche, talvolta] per Gì 11 diosità. Borgh. Rip. i5g. La tosta comecché universalmente sia . nula, e sia bella, par che quelli dell’arte la vorrebbono eliIriii 3 — * Dicesi Pittar di maniera un Pittore ammanierato, r- * tare. (A) _ 4 — cruda : * Di-cesi quella di quei pittori, che non saperda f lersi delle mezze tinte , trapassano senza termine di mezzo, , l ,lovcramente e Manicrona : ed , (Uty mente , cioè senza magnificenza , senza franchezza, con poco -■ zio e invenzione, senza abbigliamenti o alcuna altra di quelle ì 1(t ^ che rendono /’opera ammirabile e curiosa. Dicesi anche a') ca , legata , meschina, F. Legato add. §. ó*. Baldin . ffoc. jv 8 — idkàle; * Termine usato da Luigi Scaramuccia, piU° re rubino nel suo libro intitolato , Le finezze cie’pemu'lli italiani, p eì '* ‘.0 mere la maniera di quell artefice, che nell operar suo non istiy ^ avviticchiato-al naturale , che si scorda del tutto di ciò che . ^ servato nel piti bello della natura, e nell opere de più subii# 11 }> stri. Baldin. Toc. Dis. (iS) . 9 — i.&Txc,i\Y>K',* contrario di Maniera risentita. Baldin.VoC^ 1 ^ io— legnosa.* V. Legnoso, 5. 2 . (N) , fl {0 ““ ■lombarda .* * Diccsì di quegli artefici che hanno V ì '? CU [tofi di imitare il bello e naturai modo di colorire de ’ più celebri' r lombardi . Baldin. Foc. Dis . (N) . [C lt 13 — «isentitaj* contrario della Maniera langni'ìa. Dicesi mie, da esso rappresentalo , c solita di far vedere $ ovvef ( che dintorna seccamente , cioè senza alcuna morbidezza, l °P el & ed anche di Colui, che per poca intelligenza di chiavi c s<( disegno e d'invenzione , non da loro nè rilievo , nè abbigl 11 nè verità. Baldin. Foc. Dis. (IN) , eh‘ r ‘ 1 ' *4 — svelta;* contrario di Maniera tozza, atticciata e , e si dice a quel modo di fave in pittura , scultura e arca f che tanto nel lutto , quanto nelle parti , con bel garbo e sC e c° v . zìo , fa apparire anzi sottigliezza e lunghezza che 3 ì ' fìSSCZ ? a r( , t tozza , qualità della maniera tozza, atticciata e tnaccuuff 1 *- din. F)c. Dis. (:Y) 15 — tagliente, * F. Tagliente. (N) 16 - TOZZA O ATTICCIATA. * F. §. 11 , TÓ. (N) *7 — trita. * F. Trito e Tritume, (Y) . ;.nt ca&'Z Makibraccta , * Ma-mc-rac-cia. Sf. pegg. di Maniera. 3 f - sin. Lat. domicilimi!, mansio, villa, hnspitiuro. Gr.C*r T *if ' dei' 1 * v 111 lraMC - manoiv , in isp. immilla , in lat. barb. nu" ier . m f v per uso de’ nobili. Altri dal bit. manere dimorare. In ar. 'Teina al lempio, dalla quale il banditore indica l'ora dvH» J j; j0( la.) Liy, M. Quella prigione certo è falla per Ini, la

    al y'p 1 ' 1 ,‘ì va ) . c3l,am, ' u ' maniere. G. F. 7. 120. 2. Il conte Ugobu? cC, f-fi*' • Arsero e guastalo tulli i manieri e fortezze de’ nobili- Mj MANIERISTA n * ^ a ' n ^ c " 1 ^’ì-sta. Adel. e sost.com. Termine & uso fra gli Max/ 4 '**’ ^dui oke non imita la natura. (Van) 5 2^° t P ^ a ‘ n ^" ro ' Nm. P- A. l'° stesso che] Maniere. V. M. V. v ennono a uno maniero, il quale Castracelo ec. avea fatto c- ^AKi CaiC * ^ a Pl >reS6fì : Uscirono di strada , e andarono al maniero. q m * -Aggiunto di Talco/,e , tV Asto/e e d’altri animali , «ac/* ^~ a,l ieroso, Piacevole, e Che agevolmente ubbidisce. [Fa dello 9’ V • nin ^ n j. <;ra l°'^S*^-3 Lat. mansuctus. G/\ x,Etp:-n')ris. Tes.Br.5. c I 1 n,, nori (‘astori) sono a guisa di terzuolo; ed è prode e maniero, «o . ei } C Volc nteroso di Leccale, ed è leggiere da uccellare. E appres- Jn * - 0 grande astore è maggior clic gli altri, e più grosso e più cana Clf ì' c \migliore. Jii/n. aiit. P. N. Re Enz. Bene ho veduto, giu- 1 Liori, Li selvaggi sparvieri Prendere, e far manieri Diven- o V(! *, ec0? ’- g. 5. n. 2. Brevemente, e’gli ruppe quella stecca addosso, o mu !° diventò maniero, e pure passò questo ponte. Ftanc. Jìarb . a J ' ava S^ a osati, Forti, fatti e fondati, E tai che, a’è meli ^ A correr sien manieri. P i(u ,j Cr Slm d. aggiunto anche d'uomini, e (Valire cose.[P.A.]Fvanc. l,. (r •'* Jt6. 1 6'. Pensa che molti han diretti e pensieri Non pochi nè r f Jlj iu j Li qnai non vedi, e sembianti manieri. Frane.Sacch. rim. CilZa ^o che uomini manieri, Ch’io sento a questo concorrer leggieri ec. ( °'te/\ NA * ^*) Ma-nic-ró-na. Sf. Termine col quale esprimono gli ull’* Cl l il forma di operare magnifico e franco, contraria del tutto l> e ,P ercj r gretto e stentato. Magai, part.f le.lt . 22. Dunque s’avreh- T^ndo in quando a vedere anche adesso dell’opere di quella C0h; CiOTIa lombarda del Caso . c non sempiedi queste miniature, e K\£ slen *a*e 9 ee. (A) (lì) °, s ° > Ma-nic-iò-so. Add. m. Che ha maniera , cioè bel modo di (ì t , e( ? r 'e .—, Maueroso, sin. Lat. comis, facilis , henignus, alìabilis. , xpvitTTÓs. Urb. Yeggcndola devota, avvenente e W ;^a , quanto più poteva V onorava. Fir . nov. 6. 2f5. Ella era ? % !' Manierosa, come vi s’ è detto. destro, Cors. ■ Torniceli. E manieroso alujen se non forzuto.(A) l'n ,.. AVr<) 5 Ma-ni-fàt-to. Add. m. comp. Fatto a mano. Lavorato aed* Vii Yg> V,t. yfc 'Sf:.(‘Vlin) ’> a’tiiiuenU Artefatto, ’ér Manufatto, sin. Nani Star. Fen. dr t Jy ui ’ E } Ma-ni-fat-lò-re. [Add. e sm. comp.] Che opera collemani , Apyai Ce ' T » Manilaltuiiere, sin. Lat faber mercenarius, opifcx.G/’. ^ r ‘ Civili. Pred. 21. Raltener la mercede a’povcri manifattori. povcr Ma-ni-làt-lo-ri-a. Sf. Lo stesso che Manifattura./"h/h’/- iri esse disporne i volumi de’suoi scrittori, il culto del l,uni( ‘j le manifattorie di suo bisogno e di suo ministero.(Min) r * ItA - , Ma-ni-fat-tù-ra. [*V/’] Opina di manifattore, Lavoro , e tu,, c 2 rezzo del lavorìo stesso. —-, Manifaltoria, sin. Lat. opifiei- Lv^.^ ìa,l,| lHetium. Or. , Xch 0 ^ 0 ' 10 *'' F"- f * 5. E il pio. frd' L: manifatture d’ogni aite e mestiero montò oltre al dop- l() di f' uc 'à. Dammi li due scudi, c io ce ne metterò uno do- j-q 11110 ? e di sop'fappiù la manifattura. P( l/ft ^ raz ion*.- ; ] Lavorio, [L'atto di lavorare o operar colle mani ]Agn. ' ^ a l'piate che lutto l’anno alla famiglia accaggiono spese. ec. Benv.Cell, , , per acconcimi , manifatture , vetture .Uosi gli conduceva, senza far quella manifattura di raderla. , c p lc . ! °* Red. Vip . 2. ‘òq. 11 sale volatile viperino con manifat- 4 0 n llnil ^ a preparato e condotto. ’ -Aliare, Maneggio. Sale. Spia. 2. 3 . E di questa ma- °h c | le a 1J °n ne può uscir se non bene. E C' ranch. 1 . 1. Oh che Stento! t ^iìiiìP , lìla °ifattura fu Ella! Buon. Pier. 3. 2. 10. Questo ricerca più ^ "■ * £ ^(ir. i‘ c< ‘ s \ c /‘ tota Lettera o simile, e vale il Farla, Lo scrivella. “Hit Sanr < '- 2 - u $i. Oltre die , avendo inteso die il lavoro di I ' tr Par- "k* ' .'tv'' 0 ’ Penandosi che de,vesso esser tanto presto di’ io mi do- ^ pj J ‘)'/-are nella manifattura di mia lettera. (Po) i(o fùu,i SSCr lnailco inanifattura=J?sser cosa più spedita , più preti ^ ‘Te, Ala-ni-fe-sta-rnéri-te. Àvv. Chiaramente, Apertamente, " t . 1110 sii A j Iu d°»C./ >r .6’.25.7. Manifestamente per più miracoli divini c J | iest(> C - lC • fi* delio ’mpcradort'. Coll. SS. 1*0x1. Acciocché f ' ,f Sst Am J' e Ko° l manifestamente che voi in verità abbiate sete d’udir^ . 0f ie. ’ T f 5 Ma-nidc-sta-inéii-to. [Sm. Lo stesso che Manifestaci ^ Iìo n f: ,inn ' -di/t- 23. A Secondo la durezza tua, c ’ltuo cuore, 7 1 lìianu" 1 ... s 1 t r MANIGLIA 2 3 g cuna sua credenza , Abbine ritcnenza. Gr. S.Gir. 2g. Se noi manifesteremo li nostri peccati. (V) 2 —E col secondo caso. Sallust. Cdtel. 44* Come ambascindori francese! ii mnnifestarono de’congiurati. ( Cioè , la congiura.)/? 53. Ma- nifestcrebbe della congiurazione, se gli fosse data la comune sicurtà.(Pr) 3 — * Dicesi Manifestare le credenze altrui. V. Credenza, jg 23 (N) 4 — E ti. pass, anche col secondo caso. Vit. S. Gio. Gualh. 3o3. Il servo di inessere Domeneddio , Giovanni , intra questo mezzo incominciò a manifestarsi di diversi miracoli. ( Cioè , .Rendersi nato, rinomato per Y operazione di diversi miracoli.) (Y) Manifestar*!. * (St. Eccl.) Mu-ni-le-stà-rii. Setta di Anahatisti diesi videro nella Prussia nel xm. secolo -, si ckiamavwi così peichè credevano che fosse un delitto il negatv e dissimulare la propria dottrina essendo intenvgati . Quei che pensavano , al contrario , che fosse loro permesso nasconderla , fuion chiamati Ciancili arii. (Ber) Manifestato , Ma-ui-fc-stà-to. Add. m. da Manifestare. Lat. manifesta tus, declaratiis, detectus* Or. Coll. SS. Pad. Dell’ utilità de’ manifestati pensieri , e del pericolo della propria confidenza. 21/. V. 1. 61. E manifestato per tutto il grande tradimento , fin-omo lasciati. Fir. As 142. Sentendosi adunque Amore inceso in quella guisa , subito si rizzò , e per didatta della manifestata fede spiegate le ale ec., si volle tor dagli occhi e dalle mani della infelicissima moglie. Manifestatole, Ma-ni-fe-sta-tó-re. [Verb.m. di Manifestare.) Che manifesta. Lat. declarator, interpres. Gì'. e%riyi)Tw ? ipp-rivzvi. Bui. In'. 20. 1. Lo re Ànfiarao, che era vates di Febo, cioè sacerdote, e ma- nifestatore delle sue risposte, sconfortava per li suoi nidivinameuti e per le sue arti, che non si dovesse andare a Tebe. Manifestatrice, Ma-nL-fe-sta-trì-cc./ > ’er/>. /? di [Manifestare. ]Segn.Poht. 1. 2. La voce adunque è manifestatrice di quello che contrista, e di quello che rallegra. Manifestazione , Ma-ni-fe-sta-suVne. [Y/l] Il manifestare, [ Palesamento, Scoprimento , Rivelazione .—, Mauifestamento, sin 3 ( V.h pparimcnto.) Lat. manifestatio, declaratio , euarralìo , expositio. Or: $>£- Xtoffis. Guid.G. Jasonc,ripieno di molta animositade , con onesta un- nifestazioii di parole la cagion del suo avvenimento dichiara. Mor.S. Greg. Nella qual manifestazione che altro si fa, se non che per gli flagelli s’accresca la virtù de’meriti? Manifestissimamente , Ma-ni-fe-stis-si-md-mén-te. [Avv.] superi, di Manifestamente. Lat. manifestissime. Gr. fpa.vtpwra.rx. Ld >. Dicer. G.S. Diede manifestissimamente a vedere. Coll. SS. Pad. Il cui animo noi mainfestissiinamente che era crudo. Vardi. Stor. 10 V 1 LI- Ai;, Ur H*2{f / V j i 1 - 10 r Ltoruti gli nppialtamcuti e gli uianifestaimaiti suoi. fnora ‘ s ' !tm mauifestamento del cuore dentro. lI ! au ife.stan a " n ^ t, ' 8 ' tan '’ tt ‘ di Manifestare.] Che manifesta. *’■H Lari' m,/* . r ' 0 But. Snf. 2. Induce Virgiliomanilc- ' H >T **n5 Al i Cn ^ l°ce la donna cbe’l mosse. L/ 1 . s ; ' t; Ue . [Alt.] Palesare, Scoprire, Far noto ,— , ììarare.) Lat. manifestare . palatu tacere. nov. 2j. So. Il quale guarderete che per la vita s - Olle . Srav 0 -"'- - t>c V °* ■*d . ^ ll °ovc. Dunt. hif.14 ■ 7 * ben manifestar nilisi ^ . ar ' 3 f 4't 2 7’ Tri vuoi ch’io manifesti La torma qui d’esvictt. jj r, 4 '. fò*. E chi ti manife-tu Al- conosciavaiuo 3/2. Dipingeva copertamente se medesimo; ma non si che ogni altro da lui in fuori, manifestissimamente noi conoscesse. lled.Ins. yo. Manifestissimamente si conosceva esser qualche poco cresciuti. Manifestissimo, Ma-ni-fe-sVis-si-mo. [Add. ni .] superi, di Manifesto. Lat. mamfestissimn?. Gr. $avspu>Tos , ivctpyé;. Bocc. nov. ig. iS. Diede assai manifesto segnale, ciò esser vero. E nov. 35. 12. Ma poi a certo tempo divenula questa cosa manifesta a molli, fu alcuno che compose quella canzone. Dant. InJ'. 10. 25. La tua loquela ti fa manifesto Di quella nobil patria natio, ec. E Purg. 23. 38. Per la cagione ancor non manifesta. Petr. canz. 4> 8. E parlo cose manifeste e conte. E son. 28. Altro schermo non trovo, che mi scampi Dal manifesto accorger delle genti. Alani. Coll.4d 2t Questa si vede a manifesta pruova, Che più salubre all’uom delf altre tutte. 2 —.* Comune , Conosciuto. Creso. 5. 20. Il pero è arbore manifesto e le sue divorsitadi sono infinite. (Pr) 3 —* Manifestato. Dunt. 2*urg. 26. 25. Sì mi parlava un d’essi, ed io mi fora Già manifesto s* io non fossi atteso Ad altra novità. (Br) 4 —* Nota modo.Dant. Purg. il. Non fin* da cui venisscr manifeste. (Le parole; invece di dire , Non fu manifesto da chi venissero.) (jN) 5 — * Far manifesto = Manifestare. V. Fare manifesto. (N) 6 •— Ed in forza d'avo, per Manifestamente. Lat. dare , aperte. Gr. ty/xvr-pfs. Veli, Colt. 06. E sì vede manifesto trovarsi alcuni pòggi tti propinqui al mare, ne quali le piante vengono più rigogliose. L yo. Liova da capo, e poni da piò , perocché egli si vede manifesto che Pulivo gode d’esser rinnovato.» Tass. Ger. tg. yd. Sì diei distinto e manifesto intese Come ['insidie al pio Buglion sien tese. (Br) 7 —* Ed anche In manifesto. S. Ag. C. D. 2. 2 Ò. Sburrando iu segreto parole di virtù ec. e frequentando in mamlesto gl incitamenti di nequizia. (P) Maniglia, Ma-nì-glia. [Sf Lo stesso che Smaniglia od] Armilla. P- Lat. armilla. ìfo. As.126. Beali veramente si poteva» dir coloro ben mille volte, a’quaJi era concesso il calpestare i pendenti e le maniglie , come noi tacciamo le pietre q 1 maltom. L i3J Quanti pendenti, quanti vezzi , ([limite maniglie! E Lue. 3. 3. Tu di’ 1 vero, eh’eli’è quella ch’io le diedi insieme con quelle maniglie. A. Voi non le avete mai dato maniglie voi, anzi un carcame volete dir voi. E appresso: Le maniglie ella non le ha mai portale «è mostre a persona , perchè cosi le inposi. Seni. Star. 5. 2/3. Mandò a donare ai Re ec, quadro bracciaktti o maniglie d’oro. ma mìglio x — Parla della seca , che i segatori tengovo in inano* [lidio altrimenti] Capitello. Lai. serrac maimbrium. Gr. «piovos hufà. Cr. alla v. Capitello» V* C. 2. 3 — T. del giuoco. Il Secondo mattadore nel giuoco dell’ ombre. (A) 4 — (Ar. Mcs.) Que pezzi di legno , di faro , o di qualsivoglia metallo, che servono per alzare, sollevare una cassa , un baule ec*, come anche per aprire e sonare con facilità chiavistelli, cassette, armadii ec. , e per diversi altri usi. Maniglie d’un cannone, d’un’urna, d’ un vaso , ec, Maniglia da cesellatori. (A) ... a — T. de magnani , ottonai, ec. Così chiamano quei fen'i in cui passavo i cignoni e le ventole delle carrozze^ (A) Maricino , Ma-nì-giio. [Sm. Lo stesso che Smaniglia od J Armilla. V. Lied. Esp. nat . 6 /j. Credono eziandio , clic cbi porta al braccio un maniglio di esse setole, resti libero dalle vertigini* Marigwone , Ma-ni-guó-ne. Sm. Pedignone che vieiie alle mani. Lat. pernio inanimi. Pr. Piar. P. 4 - V• 3 - i°[ >m ^ on c *, ® andazzo di mani enfiate ; vedete die io scambiava ; voglio dire, che la stanza ci è buona per cbi senio di manignoni, e dolorosa per chi sente di pe- dignoni.(jPer/«recome uno scherzoso contrapposto ai ■ pedignoni.)(N.S.) MamcoldACcio , Ma-ni-gol-dàccio. Add. e sm. pegg. di Manigoldo. Min* Maini, 462. Dicendosi fanlonacci, s’intende in un certo modo grandi, e poltroni , o disutili j e diciamo anche galeonacci ,manigoldacci , ce. Braccio! S chini. ifi 5 i. Questo manigolduccio e il Dio dell onte, Che viene in questa guisa sconosciuto, Ver esser da yoì semplici creduto. (A) (B) , , . - j _ , _ Manigolderia , Ma-ni-gol-de-rì-a. Sf. Azione da manigoldo . Doni La Zucc. , Coiìtil. Leti, li erg. (Min) Manigoldo, Ma-m-gòbdo. [ Add. e sm .7 Maestro della giustizia . Lat . carnifex. Cr. civhpccyx 05 - ( Dall’ingl. man uomo , e holder chi prende, aggrappa, tiene : c però vale Cbi tiene, aggrappa , prende gli uomini. ) d'en. Dechu». P. Mostrò di voler che tu nmoja, come forzalo!' di vergine; vogliendo ch’io mi dilibcri, vuogli che io sia tuo manigoldo. M. V.8.81. li che di sua malvagia e rabbiosa sentenza dio fosse il manigoldo , e vile esecutore. 2 — E detto altrui per ingiuria , vale lo stesso che Furfante. Ar.Eiu'. s 3 . 121. Poiché di innmnerabil battiture Si vide il manigoldo Amor satollo. Buon. Pier. 1. 3 . 5 . Via, manigoldi ; un remo Vi guarrà da wgni male. Manigoldo dilF. da lioja , Carnefice, Giustizierò. Hanno lo stesso valore, e tlifldiscouo solo nel modo .di adoperarsi, lioja , Manigoldo , Carnefice sono vocaboli clic nel proprio serbano una gradazione di nobilià ; nel fìg. Boja diccsi a persona di mal aliare , Manigoldo a briccone o furfante , Carnefice ad uomo crudele od avido dell’altrui sangue. Giustiziere o Giustizierò diflciiscc dagli altri, si pircbè esprime meglio la funzione clic gli è tribuìta di giustiziare , cioè uccidere gli uomini dalla giustizia giudicati meritevoli di pena capitale , si perchè nell’ uso ottenne una nozione che ha meno del peggiorativo clic non gli altri suoi affini. Manigoldone , Ma-ni-goì-dó-nc. [Add. e sm. pegg. di Manigoldo, e si usa per lo più nel secondo signi] Briccone , Furfante. Lat. impro- bus , nequam, carnifex. Gr. 'ircvr.pàs , p.cx J Snpós , pcceTiyla.%. Varch. Èrebi. Come ladrone, ghiottone , ribaldonc, ignorantone, fur- fantone, manigohlone , ec. Ambi, Puri. 5 . 10. Via, bruito, ribaldo; escimi di casa: a cbi dico io? vanne fuor, manigoldoiie. Manigrepi/ (Mi! . Imi.) Ma-rii-grè-pi. Sona di eremiti indiani; altrimenti delti Baidini, JP. (Mii) Mamka.* (Cceg.) Ma-uì-ka, Manosa. Lat. Magnesia ad Sypilum. Città della Turchia asiatica nell Anatolia, fi) Makìl.* (Boi.) Sm. Albero della Gujana dal quale stilla una specie di resina. (Vau) Mamla.* (Ceog.) Ma-nì-la. Ve di' Manilla. (G) M ANiLAr.no , * Ma-ni-làr-do. iV. pr. ni. (Checche sia dell origine di questo nome, man lard in celi, vale uomo grasso.) * Saracino, re di JSorizìa, nominato nel Furioso. (Viari) Makima-, * Ma-iii-li-a. IV. pr. f ( V. Manilio.) — Biglia di Tclegono, dulia quale pretendeva discendere la famiglia de Manilù.—Dama 1 umana posseduta dalla mania delle liti. (Mit) Mamma.* (Arche.) Add. fi Aggiunto della legge data sotto gli auspicii del Tribuno Manilio. (Mit) Manilio , * Ma-ni-li-o. JS.pr.m. Lat. Maiuiius. (Dal celi, man uomo, c hill montagna : Gonio della muiitagua. In gr. manes servo , e lyn io sciolgo : Scioglitel e de’servi, ) — Romane che sposo la figlia di Tarqumio e si stabilì in Tutolo. — 'filo. Dotto storico Ialino , contemporaneo di Mario e di Siila.-— Marco. Poeta latino del tempo di Augusto, che scrisse un poema sull'astronomìa .— Tribuno romano } autore della, legge in virtù della quale Pompeo fu incaricato di condurre la guerm contro Mitridate. (B) (Mit) _ _ Manilla.* (Gcog.) Ma-nìl-la , Manila, Lussou, Maniglia. Città ed iso- " la eh' è la più considerabile delle Filippine , (G) M a.nilcvio * Ma-ni-lù-vi-o.A>» Bagno delle mani.Lat. mamluvium.(A.O.) ,'.Uki»esso’ Ma-ni-més-so. [Add. m. da Manimettere.] Lo stesso clic Manomesso. F. Cr, alla i». Rabboccato. Mahimbttbbb , * Ma-niniét-te-re. Att. Lo stesso che Manomettere.^. Calvin. Odiss. 4 f 8 . Conta, come i Proci stacciati manimise Solo. (IV) Majìimi.* (Grog.) Ma-ni-nii, Antichi popoli (leda Germania. (G) ,V| ammon.* (Geog.) Ma-ni-mòn. I.at. Manimun. Olita dell Indostati inglese nella Presidenza di Madras. (G) , . . óhMMOfiCU, Ma ni-Hiòr-cia. {Add. f] F- A. Aggiunto di donna, vale Sciatta , cioè A caso nel vestire o nell’operare, Lat. inele'gans , m- niuciinia. Gr. -h i.mpÓKxhos. (Dal celt. mali sciocco , gbiio, insipido, Senna gusto, e morcin giovinetta. Altri dal lai. manus mano , e da mur i coloro che per viltà e per non andare alla guerra taglia- vanni il pollice.) frane, S'acch. noV. gij. itene sta ; io vi voglio pur comparire come 1’ altr e., e non voglio parere una ìnanimorcia. MANIPOLARE Manina, Ma-nì-na. [. 5 /!] Ai«. t/iMano.—, Manino,Marnicela, Man |,ZI . J ’ sin. Lat. inaiiicula. Gr-x^A 0 '’- L'ir. As. 41. Voltava l’intriso p cr morlajo con quelle sue manine biaiicoline. Fit.Bcnv. Cell 222- A ve V, scorticato una gamba al detto Manno con certe sue sporche mani* 1 , 445 - Con certe sue manine di ragliatelo, e con una vocina di zan* ar ®'. 2 — * (Bot.) JSel num. del più Manine della madonna : Così dù° m dal volgo i fiorì della Madreselva. (A) p 3 —* Così diconsi dagli Aretini e da’Sanesi certi funghi coattissime dita , simili alla Jìgura delle mani, detti da’ Fioientmi O lloi ‘ V., e F. Fungo. Red. Ditir. (A) .n 3 —* (Ar. Mes.) Manina da rimontare. Strumento ad uso di tener sal le cartelle nel rimetter su l’oriuolo. (A) Malinconia, Ma-nin-co-nì-a. {Sf. Lo stesso che] Malinconia {e U C F, colia. F] Lat. nielancliolia , maeror , animi aegritudo. Gr. xorìx , KxTr^ua. , Aiiim. Fior. Fòt. A. M. cap. 5 . Quando pel' ‘ cuna immaginazione l’uomo fa troppo gran pensiero, questa si e ,! ninconia. Ciré. Geli. 7. 171. Tu sai che la temperanza ec. si c3 cita circa alle manincsnie c alle dilettazioni. Toc. Dav. ana- Doversi ora fermar 1 ’ animo, e scacciare la maninconia. . p, 2 — Proverò. Nè di tempo nè di signoria non ti dar maninconia- ’’ Malinconia , §. 7. . Maninconiciietto,M a-nin-co-ni-chét-to. {Add.e sm.Jdim. rftManiiic 011 , 1 ^,' Remò. lett. 1. 44 ■ H° veduto, siccome mi ordinate, il signor lp 0 ' no , ec.: sta bene , ma alquanto più maninconiciietto delì’ usato. . Manincorico, Ma-niu-cò-ni-co .Add. [e sm. parlando di Persona. L^of che MelancoUco. F .] Lat. maerens , aeger animo. Gr. xxryfói ,, iryós. Din. Comp. 2. 35 . Alberto del Giudice, ricco popolanti 1 . ninconico c viziato. Cavale. Fruii, ling. Se fra voi è alcuno n> a11 conico e tristo , ori o canti. }l 2 — E fig. [Parlando di Cosa , massime di terreno o simile. ] C'’ 0 16. 7. I troppo magri e maninconici terreni per la secchezza non s °, ; alle biade convenevoli. E 3 . < 3 . 2. Il nutrimento suo f,'della ^ n pù, grosso , e a smaltire è duro, e genera sangue maninconico. » v' clic produce malinconia.) (B) , a p 3 —Aggiunto a Colore Smorto. Fasar. I colori maninconici 6 ^.. lidi fanno parere più allegri, e quasi di una certa bellezza giunti , quelli clic li sono accanto. (A) i;,ò 4 — C in forza di sm. per Mclancolia. Fasar. Fit. Buon. Ma ch c m, 10 dell’Aurora, femmina ignuda, e da faro uscire il manincoiiic 0 0 l’animo ? (B) , . MANiNcoNiosETTo,M.i-nin-co-nio-sèt-to. Add. e sm. dim. di Manine» 1110 Priscian. Ling. lui. lih. 4 - Rerg. (Min) Manisconioso, Ma-nin-co-nió-so. Add. [ m. F. A. Lo stesso che conoso. F. e di ’ Melaucoiico.) IjM. mocrcns, tristis. Cr. Suafiftoi. Fit. SS. Pad. 2. i 4 ~- Per opcrazion del diavolo non f. mai detto , c séti tornalo indietrp tristo e maninconioso. » ■^Lei sop. 3 . Non vi aveva ponte uè legno, col quale si potesse P asS sicché slava molto maninconioso alla riva del fiume. (P) . -f-ni»' Maninconosissiho ,'Ma-niu-co-no-sìs-si-mo. Add. m. superi, di, conioso. Lat. longe tristls. Bemb, Lett. 4. 2. n. 4 - Vi vogliate contentar questo di. voi desiderosissimo 0 per voi n* aU nnsissiino cuor mio. (A) (N) e c o.) Maninconoso , Ma-uin-co-nó-so. Add. [m. F. A. F. e rfi’Melancc Lat. tristis , moestus. Gr. wircs, ila epos. Agn. PandAff-f^e vola pure oziosctta, c alquanto manincouosa. Galat. 2 2 Non iS ì a pgl di esser maninconoso, nè astratto là dove tu dimori. E 25 . Nej 1 j 0 J.i nè a tavola si raccontino istorie maninconosc. Fir. Lue. 4 - veggio in suti’uscio col marito tutta maninconosa. E disc.an. 65 - 11 Biondo amorevolmente gli disse: deh come stava tutta la corte ^ ninconosa ! >1 Bocc. Ninf. Fies. (Londra E versò Fio- 0 p to , piaggia piaggia , Guidato dall' amor, ne già pensoso , C ,:i (8) la sua mente aspra e’selvaggia, Che lo faceva star manincou 05 ’/il Manine.* (Bot.) Ma-nì-ne. Sf. Specie di pianta spettante al g e, } e c 0iA ulcera , che nasce nelle siepi j i suoi fiori posti a fascetta de’ rami hanno un grato odore. Lat. lonicera caprifoliu®. jy jpLO ì -‘ Manino , Ma-iiì-110. {Sin. dim. dì Mano. Lo stesso che] Manina* V■ Ficr. 4. Inlr. E fingendo ini recciar danze c carole, Ni melimi su 111 pjivf Mario, * Mà-ni-o. N. pr. m. Lut. Manius. (Dal lat. mane di 111 Nato alla mallina.) (B) _ Man i,,ca ' Manioc. * (Boi.) Ma-ni-òc. -Gii. che scrivesi anche Maniocb e 1 .pi > Lat. jatropha manihot. Arbusto delle contrade calde dell A' 0 efi che forma parte del genere Jatro fu di Linneo, della classe m monadelfia , c della famiglia delle trìcocche. I caratteri f ijìf 1 specie sono : foglie semplici , alterne , per solilo palmole , disposti a grappolo su i lati de’ fusti , opposti alle foglie. « . quest’arbusto sopra ogni punto nel suo paese nativo, come ad S A indie Orientali, e nell Africa , stante la utilità somma c0 sl< ili '' radice, dalla quale gli Aduniti ritraggono certa ficaia - f le ill [,e.r i,s “l sce la parte essenziale del loro nutrimento. E questa radice• , carnosa, grossa quanto un braccio, spesso al pari d’una cos ■ fidi violetta ali esterno , sempre bianchissima nell’ interno. U s,i ^ ijif . è da per ogni dove penetrato da certo succo coler di l at *fh £ sp eC fL riesce un veleno mortale per lo meno nel maggior numero < * c sltcC o se ne coltiva però una nella Cajenna che possiede e ì ucsl( l-v\ tfy cc , e che quindi si. può mangiare senza danno. (V . L ,idS° J Manioee.* (Gcog.) Ma-ni-ò-le. Piccole isole in numero di dico del Gange, all’ostro dell'isola di Buona Fortuna, (fi) fj Manioti. * (Geog.) Ma-ai-ò-ti. Popoli della Turchia europ _ Mainoti. (G) ',■?£»' ‘' l , ii‘ a Manica. * (Mit.) Ma-nì-pa. Nome di un idolo adoratone gut, e di Baranlola nella 'Panaria. Aveva nove teste c a forma di pii umide. (Mit) , ra) .«u IUanu-a. * (Geog.) Isola deli Arcipelago delle Mollicene. { ^ jO Manii'oi.aisì: , Ma-ni-po-là-re. (Att, e n.] Lavorar con man MANIPOLARE a C co2 Cer ?‘ ^ r " XMfcupyùi’. (Dal lat. manus mano, c piloro premere, Col; za ’ c » ra ppigliare. E. il dict. actol. alla E. compilo. Anche in c ur. mai, ° j e polene ammassare , distribuire in mucchi. ) Lib, N*ch \ ut f' ^ er manipolar bene questo lattovaro. Red. Esp. nat. 1 fi. MANNA 241 ^IasÌ(„, t tosl fette medicine ec. dalle fate si manipolavano. hev a ? E ' [Add. e sm .1 E. L. Aggiunto di Soldato [che apparle- [gi e . r/l .' Un ma, dpolo , ed in appresso dicevasi ad un] Soldato vile , div, 0 1 og n ’f > Manipolare, sin.] Lat. manipnlaris.jRaKc. Sacch. Op. > tthiami ' ^°Jro si contraffece con veste di manipolari, li quali oggi “Ukh. 01 1110 saccardi , o saccomanni. pila,,. j° ’ Ma-ni-po-là-ri-o. Add. m. Aggiunto di Centurione o Ca- "fesip c , lA 1 tm manipolo. —, Manipulario , sin. (A) fc C [ us > Ma-ni-po là-to. Add. m. da Manipolare. Lat. manu con- al s [ ‘ p.'\ X, u po‘xo!ri ras. Red. lett. 2. 25y. I lavori che ho mandati sii a j *■ 1111 » sono arrivati qui all’ Imbrogiana, e son riusciti gentilis- 5 fi, Perfettamente manipolati. Dierei h, t0 Kimedii e simili. Red. nel Diz. di A. Pasta. Sti- 1 '^/*? che S. S. pigliasse un piacevole solutivo , manipolato sul- dcl c .* u< 3 qui avanti notato. E appresso: Non trascurando di far _ 'iti Tm, uo ti e ’ cristieri , manipolati sempre con la medesima acqua 3 " Per ‘ CCÌ ° - . ( N) tion nc Salvia, disc. 1. 168. La discrezione è una cosa, che « 4 »,so ^rodono gli speziali, ma è virtù manipolata in Paradiso. n ipoi a KT y V i e ‘ > Mami-po-la-tó-rc. [Eerb. m. di Manipolare.] Chetila- q„ e ' ’ cur. malalt. Il manipolatore soventemente cade offeso da > io tio ; P° 1 ' della sena. Tratt. segr. cos. domi. Nelle spezierie altri ®fe*iP0Li Vcnt ™ri , altri i manipolatori. c °s. j rtilCE > Ma-ni-po-la-tri-ce. [Eerb. fi (//Manipolare] Tratt. segr. «Usi,, “ >m ’ Si governano con mano pulitamente manipolatrice. 'Hai ,a Z,0NE , Ma-ni-po-la-zió-ne. [O/i Composizione, Fabbrica ,] Il /< 3 re - LEoce che usasi frequentemente nelle arti chimiche e nelle ìna t) 0 Cìe > .°fe consiste propriamente nell’arte o maniera di lavorai • con wp un > Compone i rimedii e simili. ] Lat. confectio. Or. bid- Oe’ Lib. cur. malati. La manipolazione dell’olio masticino sea fatta siti e, Caiu coìan. Red. Esp. nat■ 36. Cose velenose, che per nepcs- *Us[ PDl ltrui0 nella manipolazione di quest’ olio. d‘ Ma-ni-po-lo. [lira.] Manata, [ossia tanto di spiche, 1 e S!md h quanto ne può contenere la mano del mietiton.] Lat. PnÙliZ't ? r - S pxy/zot. (Il lat. manipulus è dal celt. man mano, e fili Pacato ; e però vale Riunione di molte cose, come spighe, 5 -» rp 1 la ec - in mano.) C Onde dicesi anche da farmacisti di quella Misura che Uiit (l / C £a "t« quantità d’erbe , foglie v simili, quanta può stringer A'i Ce( “ mano. Il manipolo nelle note è accennato colla lettera M. ] M. fi 1 ' 1 'or. 2. h3. Il manipolo contiene quanto si piglia colla mano. s. c Ur, ìn C< i‘ B)i camamilla, aneto ec., di catuua due manipoli. Lib. 3 > lU1 manipolo di cime di santoreggia, d Cl,n a d’ una pertica. Ai tempi di Romolo v'aveoa cento sob- ^rto ^ Manipolo , se ii accrebbe quindi il numero sino a du tf : ln pi cp V'fiprsidcrb generalmente come la meta di una Coorte. Dai , boa J driano sino alla caduta dclV impero non fu più che la metà U *cu t .r'^ re, -- — .. • ' • . r , ' ’-pez. pag. 55. (Firenze i8i5.J Siccome tra’pcdoni ^ cll ^na s’appella centuria e conlubenna , ovvero manipolo , ® detta tarma , ec. (B) JSard. trad. Tit . Lio. La s °Biera era cpìituìici mani])oli di soldati coli’aste , fm?- 010 ^tl’aanto spazio. 'Mo/Uecucc. Ciasclieduna coorte con- iì) V V C cava *li divisa in manipoli , e questi in centurie. (Or) smipp***. 1 * pure adoperato nella milìzia italiana moderna per Cna Ql fih G di fante ria o di cavalleria sotto le armi, chiamala La quale ordinanza partendosi poi per via e Operài, gl '^ aU da3 , C . • .. squuuronc; e manip c *' ,u > guidati ciascuno di essi dal suo capitano , e sergente , ì : . U,,a ti n ° raii ’. f «™ e ih lo squadrone j e manipolo ordinariamente spalla, c j \ U ^ Su *dati di tanti }>er fila per fronte, e di tante file per t D 10 comodamente cou aggiugv\cr V una ali’ altra , possa fov- i; M«i/n 0 J Ua ^ roil p in quella fornìa che si vorrà. (G-r) cl../y -° llc ^ s ign. del 5- 1 . di fi*, da Manata. Manata è quella quali- °»Ue colla mano, Manipolo è un fascetto di tante erbe ' a fii c *‘ e possa prendere con mano. Si dirà ìfnama- Clìt-/., ’ a lhv / l ra ccou Ìn Ul - di flF- a j$i U, f > .. e , a l figurato Una manata c non un manipolo ; Un ' n in d‘Co p^^' 7 tÌ a v nou una manata. Manata però fu usato da qual- f.- ;‘.""'polo , li che non è da imilarsi, e Manipolo ha ^ 6ia Aico che Manata non ha, t 0 P. d " lu ’Pu-là-re. Add. e sost. coni J.o stesso che Manipo r j 0 e aSt .Lupo la vittoria de’Cimhri Mario, quell’ara- ‘few’) CA) .. Wi <>- Ef£f ilit •) J fe- e mauipuiaru capitano , imitò. ( Qui per Manipola- L-ni-pu-!à-ri-o. Add. m. Lo stesso che Manipo- Matjipui. 0. (Milit.) Ma-nl-pu-lo. Sin. Lo stesso die Manipolo, nei sten, del §. 4. E. (Gr) 2 — E per siinil. Poco numero di Soldati. Sali. Giug. 138. Poi ciascuna forma e manipoli , cioè alcuni pochi insieme attorniando gli ammollisce. (V) 3 —* E per metal. Quantità , Numero qualunque. Omel. S. Greg. 2. 2g5. Che manipoli d’anime presenteremo al suo conspctto del frutto della nostra predicazione. (Pr) Makiscaico. (Vcter.) Ma-ni-scàl co. [Add. e sm.] Quegli che medica e ferra i cavalli. [Presentemente, siccome dislinguesi Mascalcia e Veterinaria, cosi chiamasi. Maniscalco Chi ferra i cavalli , buoi ec., e Veterinario Colui che s’ abilita con lo studio a curale ogni esterna ed interna malattia degli anzidetti, ed altri animali domestici. Anticamente Maliscalco.—, Manescalco , Marescalco , sin .J Lat. veterinorius. Gr. x-rrAnrpos. (V. maliscalco e inwiscalco.)Stor.Aiolf.E com’e’fu smontato , un maniscalco , che stava dirimpetto all’ albergo , il domandò chi egli era. Ruoti. Pier. 1. 3 . 2. l’erò , passato oltre a quel maniscalco Che ferra quei puledri, ghignerete Su la riva del lìume. 2 —* Per Maliscalco nel sign. del §. t. Bemb. Stor. 2. 26. E quello officiale , che essi gran maniscalco chiamano. (V) 3 —* (Milit.) Quegli che adempie lo stesso uffizio ne’reggimenti di cavalleria ed ha grado di sotto-ivffizialc. Cinuzzi. Elegge seio sette maniscalchi , a sei o dieci scudi il mese , secondo i meriti, per ferrare c medicare tutti i cavalli, che di mano in mano ne avranno bisoguo.(Gr) Makissa.* (Geog.) Ma-nìs sa. Lo stesso che Manika. E. (G) Manisuiude.* (Bot.) Ma-ni-sù-ri-de. Sf. Lat. manisuris. (Da mano's raro, e ara coda. ) Genere di piante esotiche della monoecia triandria e della famiglia delle graminee: Itati per carattere ne’fiori maschi e ne’ femminei i calici coriacei alternamente emhriciati , la corolla è solitaria membranacea e direstata nel fiore femmineo , nel maschio ve ne ha due, delle quali una bivalve e l’altra univalve. A ciascuno de’ nodi della loro stoppia o canna trovasi una spiga, una foglia pelosa ed un ramo, donde nasce una seconda spiga, foglia, e ramo a fórma di coda, e cosi di seguito sino a quattro o cinque volte. (Aq)(N) MakitemcoIìO, Ma-ni-tòn-go-lo. [Sm.]E.A.E. ezù’Munico. Lat. amcntuin. Gr.iljsjj.y.. Pool. Oros. Le lanciuole di quelli di Numidia, le quali senza manitcngolo erano usati di lauciare , essendo alla mauo discorrevoli, e imitili, ec. MasitÙ. * (Mit. Amer.) Ma-ni-tù. Gli antichi Americani chiamavano con questo nome un certo spirito eh’ essi s’immaginavano essere rinchiuso in tutte le creature sì viventi che inanimale. Ciascuno di q u e’ selvaggi sceglievano per suo Mandò il primo oggetto che colpiva i suoi sensi, e l’ onorava come sua tutelare divinità. (Mit) Mancia.* (Arche.) Màu-li-a. Add. fi Aggiunto di Leggi romane decretate sotto gli auspicii di due tribuni di nome Manlio. — Aggiunto di una famiglia illustre romana, discendenti da Manlio Tusculano; ì suoi soprannomi furono dapprima Vulsouc , Capitolino e poi Imperioso , .Torquato. (Mit) Mancia, * Màn-li-a. N. pr. f. Lat. Manlia. — Scantilla. Moglie dell’ imperatore Didio Giuliano. (Mit) Manliana.* (Geog.) Man-li-à-na.-^nt.cùfù delTItalia, nell’Etruria.—dalle Spugne, nella Lusitania.-—dell' Africa, nella Mauritania Cesaviense.[G) Maklio, * Màn-li-o. N. pr. m. Lat. Manlius. (Dal celt. man uomo, e llpw die si pronunzia Ufo , governadore, rettore : Rettore di uomini.)— Genero di Tarquinio il superbo, ricco e possente tusculano.-— Capitolino. Capitano romano che volle farsi tiranno della sua patria e fu precipitato dalla rupea tarpea. —Torquato. Dittatore romano e console. — Tito. Console romano che trionf ò della Sardegna. (E) (Mit) MAn'vàuiv. * (Mit. Imi.) Man-ma-dìn. Dio dell’ Amore presso gl’Indiano , figlio di Eisnù e poco diverso dal Cupido ile’ Grecia Detto anche Amanca. E. (Mit) Manna. [Rf.] Cibo caduto dal cielo miracolosamente nel deserto agli Ebrei. Lat. manna. Gr. pLvx. (In ebr. ed in celt. man, in ar. menu, in illir. manna, ec ) G. E. 12. 2. 1 2. Iddio gli nutricò quaranta anni nel diserto di manna. Dant. Par. 32. i3i. Quel Duca, sotto cui visse di manna La gente ingrata, mobile e ritrosa. 3 — Ed anticam. usato anche nel mascolino. Cavale. 'Med. cuor. 223. Al vincente darò manna ascoso. fE quel dell'Apocalisse : Vincenti dabo manna ahsconditum.) (V) (P) 2 — Fig. [Alimento, Nutrimento.] Dant. Purg. u. 1 3 . Dà oggi a noi la còtidiana manna. E Par. 12. 8f. Ma per amor della verace manna. In piccini tempo gran dottor si feo. 3 — Cibo squisitissimo e saporitissimo. Cirìff.Calv. 3. j8. Che di tosco per manna ora si pascono. Malm.fi 2fi E tale 1 ’ appetito che mi scanna , Che un dia voi colto ancor mi parrà manna. Ùecch. Dot. 1. 7. lo vi so dire Che’l biscotto muffato era una manna. 4 — (Bot. e Farm.) [Sostanza dolcigna zuccherosa che si ottiene dall’ orno e da altre specie di frassini mediante apposite* incisioni sulla corteccia nella stagione eslira.] llicelt. Fior. fi}. L altra poi, che stilla da’tronchi de’frassini e degli orni, la chiamano manna di corpo. Cani. Cam. 161. Questi vasetti ornati Di dolce manna pieni Recati abbiane , , , „ 2 artìi’tciAlb. Rìcctl. Fior. fio. Quella fmannaj fatta con arte è , quando innanzi a’giorni canicolari tannò nel tronco e ne. rami più tagli , ne’quali si congela col tempo la manna. 3 — [calabrese; Quella che si raccoglie in Calabria.]Rwett.Fior. Di queste sorte di manna calavrese , quella di fronda è la migliore. 4 _ dell’clivo, * delta anche Eleomeli, è prodotta da' rami pia teneri dell’ ulivo intaccati nel tempo che ha le ulive mature e da cogliersi , ed anche da più glossi rami tagliati. (\ an). d’ incenso. Ricetl.Fter. fifi. La parte munita, pura e granel- le si trova fra esso fiiicensq) , f u chiamata da' Greci manna io , e la polvere cjie fa T incenso maschio , che sia bianca, si può usare per manna. glie. s - Iosa , che d’incenso 2.42 MANNA 6 —* grassa ì*L a manna mclle , gialla & carica d’ impurità.(A .0.) -j — in lacrime : * Manna in pezzi secchi, di color bianco gialliccio , e molto inzuccherata . (A* 0.) 8 — 15 * jspecie: * Manna hi grumi irregolari ed un ingrossi. (A.0,) 9 [soriana: Quella che vieti da Savia »] Cant.Carn.i6i. Questa c la vera manna soriana, Utile al corpo , dilcttosa e sana» 5 — (Agr.) Covone o Fastello di paglia , di sermenti e simili. Lat, manipulus sannentoruni , vel palearum ^maiiipulus. Gr. K\T,{xxTÌbvv , % $pv$dv B da guardarsi in cotali casi di non dire: arruola bene la mannaja, e acconciagli bene il capestro. G.V. io.122.3 -Armate col ceppo e colle niannaje, per fare giustizia. Guitt. lelt.25. Apprestata è corona c mannaja,cc.: corona ci è coronando ogni vincente , e mannaja colpendo ogni perdente testa, Din.Comp.z. 38. Mettessero il ceppo c la mannaja in piazza , per punire i mal fattori. 2 —“Scure [ da tagliar legname.] Lat. sccuris. Gr. idKtnvs. Gr.S. Gir.41. Fate vera peniU nzia, che la mannaja è posta alle radici dell’albero il qual non mena frutto, ec. {Così ve' testi a penna ; la stampa ha scure.) 3 —* Pmverb. Mescolar le lance colle maj.maje= Unire insieme coso disparate. V. Mescolare. (A) 4 —*ll fornajo chiama Mannaja amano uno Strumento tagliente largo di ferro y di lama sottile , e corto di manico , che adopera per {spezzare i legni troppo grossi. —Quelli che lavorasi V ardesia chiamano Mannaja una specie di maitcllo che selve loro a stuccare i pezzi d’ardesia — Il bottajo si scive per digrossare le doghe e per assottigliare le cime de 1 cerchi, il una mannaja munita dun manico pesante molto alla cima , per servirle di contrappeso : questo manico rientra iddi- dentro dal lato dell ( perujo, al pari della schiena della mannaja cui è assicurato. (D. T.) Marnajetta , Man-lia-jct-tu. [Sf.] dirti, ili Mannrijn. Pulluli.cap.fi. Ferramenti clic bisognano sono questi ec., mauuajettc, (alci da potare,oc. Marrajore , Man-na-jó-ne. Sui. accr. di Mamiaja. Portig.Kicciard.iS. 17. E di già sopra il ceppo un mannaionc Stava si grosso da tagliare un bue, Quando Einaldo , ec. (A) (B) Maknaka , * Man-uà-ra. Sf. F. si. V. e di Mannaja. (Y. ritenuta dal dialetto napolit. deriva, secondo il Muratori, dal lat. manuaria, clic ne’ mezzi tempi significava accetta , « ebe sorse da marna mano. E però da notare i bi appo gl’lllirii, mattami e manjarra tetano il senso stesso. In tal. man uomo, ed hiuien ferire, tagliare.) di', duo. 2.32. 3g. Colui dolai' insigniti, Che sa dilla mannara. (V) Marrahese , Man-na-ré-sc. Sin. Strumento da tagliare, quale il pennato con cresta a guisa di mannaja. Paiujf. noi. (A) MamiAiìo, Man-nà-10 .Add.m. Aggiunto dato a lupo immaginario. Specie di spauracchio. V , Lupo, §.5. (Dal tcd. man uomo, onde lupo mannaro è lo stesso clic uomo lupo. In celt. man ha fra gli altr i sensi quello disegno , figura, apparenza.) Magai, lett. scicnt. 11. pag. 180. fediz. de’ Class.J Ma il bau, la versiera in Firenze, il lupo mannaro in Roma ec. , e altri simili 'spauracchi da bambini, benché non tulli cc.(AX^) Mankea , * Man-nè-a. N. pr. f. Lat. Manina. ( Dal celi, basso immea scienza , arte.) (B) MakH8m.a. (Ar. Mes.) Man-nòl-la. Sf. T. dei battilori. Nome che si dà ad una (quantità di circa sei once di garetta accolta stipisi d roc- chcttcne. (Vuoisi che significhi una quantità , di cui sia capace la mano. In cbr. manali , in celt. bas. amena porzione.) (A) Manrelle , * Man-ncl-le. iY. pr. in. Fariaz. di Emanuele. F. (B) Makreu. 0. (Agr.) Man-nèUo. [A’02.] Lo stesso che Manipolo, nel stgu. del §. 1. (Ga) Masseiuso, Man-ne-ri-no. Sm. Castrato giocane c grasso. Lat.vcvs ex. Gr. wTiT(x.r,pi{iQS. (Dal celt. manali 0 mynan capretto. Secando altri, è da minorino, dimin. di minore in senso di giovane.) Fir. Luc. 3. 2. Ch’io non possa mai più mangiare tordi grassi ec. , nè coda di maii- nerino in sulla graticola cc,.se io non me ne vendico a misura di car- boni. Maini.2. 3©.Né altro ebbe, clic pane e capra lessa,Che fitta anche gli fu per niiiimcrino. Buon.Pier. 5. In Le. 3. Con quei degni c superili mannerini, Che di manna soppannano le quoja.» li Sidvin. Annotavi: Manncrini si domandano i castrati di Pistoja, che teneri e grassi di non ristucchevolc grasso , sono il regalo delle mense più rìguardcvnli.(N) Manricolo. * (Grog.) Man-ni-co-lo. Lo stesso che Mallicolo. F. (G) Maurice. * (Chini.) Manni-fc. Sf. Nome imposto ad una sostanza zuccherosa , che sembra costituire quasi per intero la manna , e che si ripone nel novero de’ principii immediati de’ vegetabili. Questa sostanza , in islato puro, è bianca , leggina, porosa ; cristallizza in aghi semi-trasparenti j manca di odore; ha sapore zuccheroso. L'aria non le apporta veruna alterazione ; si stempera con facilità nell’ a- cqua a qualsivoglia temperatura ; ma non si scioglie nell’ alcool che mediante il calore. Il fermento non esercita sopra di essa veruna azione. Queste due ultime proprietà la distinguono dallo zucchero a cui si avvicina per molli rapporti. (Van) Mauro ,* Marniti: o. Nqw. m.accoro.di Alamanno. F. Lai. Mannus.(B) 3 ' èbt. turiti.) Figliuolo di Ti li storie consideralo come uno degli sti- pili de popoli germani , t quali 1‘ onoravano come un dió. Ebb egli tre figliuoli , ciascuno de quali diede il nome ad ima numerosa nazione di Gei mani, cioè, gl Ingenovi, gli Ertnioni , e gl’ htervvm. (lu genn. ed in cilt. man uomo.) (Mit) MANO Makroe. * (Geog.) Man-nò-e. Isola del golfo di Botala , su » a orientale della Svezia. (G) . Ji Masso'. * (Geog.) Fiume dell isola di Sardegna , nella divisici Capo- Cagliari. (G) # Mano. iSf. Pi. Mani e Ma ne.) Voce per l eccellenza de sentimcnthU^ la frequenza delle figure , per la copia delle locuzioni usctf sV ‘p iV nostra lìngua , di cui a maggior notìzia se ne tmi ran fuori tv> tornente, i significati, e. per alfabeto molle frasi e maniere. . , fi l •— [Quel membro del corpo umano , eh’è congiunto all' e * tr f ! ? l ^ l tl[ to' braccio , e serve a vai li usi , come Pigliare, Toccare ec. GU {Jt fie mici la, definiscono : Estremità del membro o arto pettoralehj ( f ^ si estende dalla piegatura del pugno sino alla punta delle distinguono nella mano due superficie , una è concava e du- esl 1 ^ ma della mano, l’altra è convessa e si nomina Dorso della inana*^ rinvengono nella palma due prominenze, il Tonar e l ’ Ipoten Al ‘> corrispondono l ima al pollice, V altra al dito mignolo. JSc.ll>- 1 sione dello scheletro i notomisti danno il nome di Mano, o di Gi’ al1 ^ no, a tutto V organo npprensmin , che siuldividesi in Onin’G ? - bito e Mano estrema. Quest’ ultima si divide in Carpo , e Falangi delle dita. Il carpo consta di otto ossa pìccole » ^ nesso fra loro per armonia , e col metacarpo per sitiamosi . g tacarpo di (piativo ; {perche il quinto appartiene al dito palh cC ^ col medesimo manifestamente si muove. Le dita , cioè il pollivCi ^ dice , medio , nnuiui'e e auricolare , sono composte di tre ° sS u1 fg- ghi, e] F, Mancino. Lat. laeva. Cr. ÌF xpienpa. Farcii. Star. Égli piu die animosamente andò tre volle per ripigliare la mano stanca. i. r > — Coll* agg. di Mezza: Di mezza mano. V. §. 3o, 16 — ColC agg, di Morta. V. J. ifh 17 — Colt agg. di Picciola. V. 5*d/. rfe$ u 18 — Coll’apg, di Vicnu.Onde A man piene, A piena mauo./^ 1 cj — Coll’agg. di Petente, 2. 0( /* lìo — Coll’agg. di Prima. K* 67, Dare la prima o ultima ^ 3li 5 . 9 y , i 3 'e 14. ■ai *— Colt’ agg. di Regia, V. J. 2Q, A3 — Coll'agg, di Salva. F. A man salva, e a3 — [Colt agg. di "Vota. A man vota; e V. 65.] Fir* Per non tornare a casa colle inan vote» , 6 .& 1 > a vviumi. tu v»vaiv muu iwiv y» ^ i ■ o./j —* Per siimi. La zampa anteriore, dogli animali. Dant. f 1 '" ordii ha vermigli e la barba unta ed atra E il ventre la i*g< * c ‘ te le mani. ( Vaila di Cuberò. Cosi Più.io appella -Vn |n ^c.aP 1 .. n: .. „ \t . lu Vi'° b Cicerone e Curzio dissero Mauo la P‘ Gr. anteriori dell'orso ; dell elefante.) (AI) •A 5 — Banda, Lato, Parte. Lai. latus, mani», pars. , Din. Comp. 2. 35. Colui che le parole lusinghevoli da mia u> ^ efj va , c dall’ altra producea il signore sopra noi , ec. , ' >a 8o‘ ^fifg 18. Acciò non si butti sur una mano più che siiH’altra.ul' 1 r»* Cosi ritornali per lo cerchio tetro Da ogni mano ali’ opposito p ^ jQ' Borgh. Orig. Fir. j3. S’opposero di là con le colonie Bob’S 1 dona e le altre che sonp su quella mano. (V) r/-ìl,8• ■ 26 — Caraltere 0 Scrii tura. Lat. iiuuus. Gr. x»’f- Cron. S$' biamo la carta compiuta per mano del detto scr Chcllo. r p ' 11. 'Ì98. Non ostante che vi fosse la riprova e le lettere di a — Onde Aver buona mano di scrivere. F- )• dg , J - ^,ri. ; 27 — Ajufo. Lai. auviiimu. Gr. iefiuz. Fu. FA’. Pud- ' .giu 11 se questa cosa è inganno d’inimico ec., Dio lo vegga, C P ” ^ sua mano, c aiutimi si che io non esca. ■ \ la 28 —Virtù, Possanza. Cavale. Alt. A posi. ~ 1. La mano , £q } to, di Dio era con loro, sicché molti se ne convertivano a ai) — Forza , Autorità. Lat. [Olentia , virus , inaniis » al “ ' Guidi iS, Iiiot ’ cloc f Co, i°ii A,.portoli. » ò'egn.Mann.Magg. 6. 2. Procede (la mortej P (,|- ch' an n * C ^* a ’ tc ‘ £ ’ e 8 lu,rt ^ *1 luogo, ella viene con mano regia, 1] { u c ‘* a 1:1 può egualmente raggiugnere da per tutto, ec. Se guardi B'icì-P 0 ’ Procede con mano regia, ])ercliè ti può egualmente raggiti- v,i a t l l -'alnnque ora , ec. li — ’’ ’ ' ad Co, > 1» - ’ ' àtio- Petr.son. 53 . I’ foggia 1*? tue mani , e per cammino, Agi- ■ t ^ )n T l Vt:i di, il ciclo e Tonde, M’andava sconosciuto. Bocc. itov. Uni-.’ t> 1 san ^ ;i del vostro figliuolo ec. nelle mani della Giannetta 3.11 quale legame a sciogliere è bisogno la mano appo- autorità de’prelnti della santa Chiesa , che tengono il se guardi il modo , ancora in questo ipo conditio. Gr. ysVo* ;; campo cc. (P) Qualità . Condivi Condizione. Lat. cenus speci es ^ei^, 10010 potente in ciò ha peggio clic l’uomo di bassa mano. Valiad. 9 - Non sieno di vite troppo infima e piccola , nò di troppo Sfc j u aii alta, ma sieno dì vite di mezza mano. Geli. Sport. $.6. e^ti una fanciulla di bassa mano in una casa nobile , e'non 3 1 ' a . p\P ei ro ^ fl c ^ lt; e ^ a vi porti, tenutone conto nXcxnio.Salv.Gmnch. 1 q 41 c «ser lui a questo modo povero, e di bassa mano. determinata di checché si sia. Lat. globus , multitudo, *>0u c \' X**h (In cl»v meni numero, manah parte, por- ? l|,| 3n ^° CCt tett'Pin, Ross. 286. Nè molto poi con picciola mano di ditelli V r llu ^° a Scipione , ec. Tue. Duo. Peni. eloq. 4.2$, Lcntuli, ’ fenili, Curioni, e altra mano di grandi, avere a questi studii S,, atteso. Maini, 3 . 12. lo dico lui, perchè ce n’è una mano che K‘r p ricette a occhio e croce.» Bemb.Stor. 11. 158. Andando egli ^ S molta mano d’uomini della montagna rincontrarono. (V) ^dt (t £Gride Con potente mano ] = Con gran quantità di gente ar- Vt tiiw. 1 meni truppa.) G. V. 4 -18. 1. Carlo con potente mano incontra loro. 4 ^ "^Armata mano. y, §. 68. , . G parlando di Terra. Reno. Celi. Onf 8g. Sopra i detti mettere della medesima terra ec. e ciò si fa perchè ten- i ^ ( I'n*lla mano di terra che s’ è data di sotto. (V) Quantità di materia che si può tenere in una mano ; Manata. J^ astt 1 - Spargendovi sopra leggiermente una mano di di quattro insieme, Quaternario. Lat. numcrns qnatcr- jA'to ' G >'- i> rtrpas. Bocc. nov. ti 5 . 11. Ili inii] i 1, /° z 'iare tre man di noccioli. t’O.'tona mille anni non saprei). IH in,'| l J’ )lluc:it "ra di checché sia. AB 5 -S 7 ) 2 3 - Rarg.Rip. 223 . Chi volesse -N d oro a bolo, gli fa luogo primieramente sopra il legno, che hi > r' K ’ ( ^ al ^ rc mani gesso volterrano. (Br) "Ho, é' 0,za 'ti aggiunto. Alla mano vale Cortese, Affabile. [AB Alla Lat. aiiahilis. Vii. Pii. gti. Fu molto arguto , calla mano. Hi 3 (f ‘ Ali , r " Parlando di Danaro vaie Sborsato nell' allo del contratto, {g i'u 0 ‘ na "° ’ $■ 2 ‘ ( N ) e' ÌS ’ dev' n,a,, ° e v,, ^ e Lontano , Remoto , Distante. Lat. remo- t fjiiir B*r- «£*ros. Bocc. nov. 77. 28. Luogo molto solingo , p f'oj. ( j ! ' Hia 'i0. Geli. Sport, .j. 6. Che è una chiesa molto solitària , 8 fich. ,1,a . no * 2Ìlleg. 2^4' Nociva acqua non v’è, che mai fontana L ^ioiifj* v ‘ a tl ' ova clic ne spilli, O pure è fuor dì mano , e as- i{(j. ° dipinto o Patto da esso. Base. Spie. 5 . 1. Di’più tosto hi) , C| )e; 0 d’ una Madonna di mano d’Andrea del Sarto. * ll Uo q P nr hindo di Autografo. Barici. Orto; 1. E >gr. cap. 6. 5. i’i 1 rimanente del Canzoniere, quanto ve n’è di sua mano.(P) rRr ^ on f I ,lts l° mani , ed è modo di accennare d’esser cer- posso tULa cosa. Cecch. Assillai, /j. 2. Ora sto sicuro io, che v 'l'i' > c °n queste mani. (Cioè, Ilo fatto la cosa io colle man ■£)/ \ v ) J l ‘/kio Sl r V'" OC0 di mano e vale Bagattella\ e pernie.taf. Inganno, fi ^ iiin a ’ n • ^tir- [AB Giuoco, §. i)-ì Red. esp.nal. 24. Questi però (•*“ v olon(arii , c , onne suol dirsi , giuochi di mallo. Vi"’Age ‘fi^toluteun. e vale lo stesso che A noi, Spedizione. Lat. 1 A,.P* u Ce' ''' S ’’ , s > 'r 5 V 8 Pir. Dial. bell. domi. 3io. Poiché cosi fi 2 B 1 >'->no a dirvela , ma più succintamente che si potrà. E lì ^ tii a .( c? lsa > poicliè vuol la festa , mano a dargliele. L h>i c ■ “'etto di mano e vale Parco. Lat. parcus. Gr. CisioutJs. I toi .. . tratto d; .. . 1- Ti..r. 'i P , 'ojeito U ^° ^ mano e vale Uno spazio tango quanto andrebbe ti/'c™ tlrato colla mano. Lat. jactus lupidis. Gr. XiAopoÀro-is. t Ai u ^ : Uiiii " lma ma no , ed io con due , si dice dell’Accordarsi a 1%. "lenti ■ < e > ' a volentieri di quello che vorrebbe il compagno. Vi : / Li lc ■ ite tu colle mani, io colle mani e co’ piedi. A". §. gg ,g. 1 (Antt ’ s<: nou (■ ^ tl1 con una mano , ed io con due ; di' a dirtL il i„ ca losse stato j>er amor tuo, egli è un pezzo che 11011 mi Lo sinr Ver> l a ti asati talvolta anche in forza di pren. A destra >( im... . 0 che ' ■ - ■■" ' ' - - cf ! f an destra.AB 5 . 5 *.] iiant.Pur.2y.4S. ìSou fu. 6g S'iii,, Bitinte J 1 . ! , a destra mano De'nostri successo!' parte sedesse. C. „ Lo stesso rh. A V (. P/i ir K ...... tr S l 'ie^j. 2 ' ' Alt •ari a u mas. o stesso che A man giunte, §. 5 ^T, A ìuan * Giunto add. J. ò.] Morg> 20. 3 g t Sentì Scirocco Gu l». lU • , 0' w . ' l ’ lC0l A^ce a giunte inani. mano 243 48 —* Alla mano alla mano z=.L'un dopo l altro, y. Alla mano alla mano. (N) —* AUa mauo dritta. Lo stesso che A nian destra. V.\. u. e / r . Dritto add. (j\ 2. (N) 50 — A man chiusa = Senza far considerazione. Lat. inconsulte, incaute. Gr. , Tcpci rerws. 51 — A mancina, [ vale lo stesso che A sinistra.] V. [e y, A mancina.] 52 — A man destra= y?rso la parte destra , Dalla parte destra. [ Di- cesi anche A man diritta, A man dritta, A man ritta, A manritta, A destra mano, Alla mano dritta, JJa mano lòtta, Da mano destra, ed anche assolutami. A destra, y. A man destra.] 53 — A" man diritta, A man dritta. Lo stesso che A man destra, [y. 5» 52., e y. A mari dritta.] Lat. dextrorsum. Gr. sVì i-'arch. St07\ 1. 38g- Si volsero alla prima strada , clic è a man dritta , e va su per il colle delle Campora. 54 — A man giunte, A mani giunte = Colle ^ mani, congiunte insieme, [ Con atto supplichevole. Dicesi anche A gunite mani. a man giunte, e A'. Giunto add. §.6."] Lat. junctis, compressisque inanihus. a —* Cale anche. Senza far nulla. A\ A man giunte , §. 3. (N) 55 —*A mano ^ Con mano , [ Buon. Fier. 5. /p 3. Concede privilegi speciali, Dà degli uffici! a mano , e trae per sorte. (N) 5 —*yale anche All’uso. y.^.114, 2 ; e A'. Mettere a mano.(N) 6 —. Artificialmente 5 onde Fare a mano = Fare artificialmente . [, V. 5. QQi 2 , e F. A mano, . Vincere o simile. V. 5- <35. (N) 76 — * Di bassa mano, Di mezza mano Di umile condizione e si usa in forza d’agg. V. §. 3o. e F. Di bassa mano. (N) 76 — Di lunga mano , [Di lunghissima mano] 33 Da gran tempo. [F. Di lunga mano, £. 1, e V. Di lunghissima mano.] Lai. longe, multo ab bine tempore, jampridem. Cr. ,ueaxpùv, ■Kax.ha 1. Gal. Sist. 270.Seguiteremo col nostro signor Simplicio, conosciuto da me di lunga mano per uomo di somma ingenuità, uBorgh. Orig. l'ir. 275. Ma è forse questo vizio di più lunga mano. E /Imi. Fam. 18. Si vocle di lunghissima mano usato inviolabilmente da’nostri, di mettere innanzi alle processioni la croce di rilievo. (V) 77 — Di mano. \_F. 5. 38. ] 78 — * Di roano a matto. Lo stesso che Di alano in mano. Cr. alla V. Andare di mano in- mano. (IN) 79 — Di mano in mano s= Successivamente, Di luogo in luogo, Di tempo in tempo , Di persona in persona. [—, Di mano a mano , sin, F. Di mano in mano, e F. j.7#.] 80 — Fra mano. F. §§■ 8q , 9, e 97,7. 81 — In mano. Z 7 '.Mettere 111 mano, Tenere in mano, e Portare in mano. 82 — In palina di mano. F. §. 120, 2 e 3, 83 — Per mano = Per mezzo. [ F . Per mano.] Fit.SS.Pad. 1. 257. L’oro c l’argento c tutta sua pecunia distribuiltc , mandandolo in diverse parti per mano di uno santo e fedele monaco di Dalmazia.» G. F. 11,112. Incominciò a cercare trattato d’ accordo per mano del duca di tìrabante. (Pr) 2 — Ed anche Per consiglio , A persuasione, li ed. ccns. s.8.Qncì tanti c tanti medicamenti clic- dal principio della sua vita fino in 70 anni per mano di diversi medici ha messi in opera. 3 — [Per autorità o simili.'] S’tor. Pisi. 1 3". Si volea partire di Bologna per mano del Comune di Firenze. 84 — * Gol v. Accortane: Accortar le mani, Jìg. = Ristrignere, Diminuire [autorità d’alcuno. Pallav. Ist. Cane. 1. 8/jg. Deputazione la quale non poteva esser utile ad altro che ad accortar le mani al Pontifico nel dispensare. (Pe) 85 — [Coi v. Allargare :] Allargar la mano, [Jìg.]—Esser cortese, liberale ; Largheggiare. F. Allargare , §. 5. Lat. libcralitatc liti. Gr. Xa-fsupiùs Sirf trillai, riga. Punii. 63. Che ne dite voi ? parvi da allargare la mano ? Lib. cur. malatt. Perchè chi allarga la mano , facilmente il vino lo fa divenire ebro. 86 — [Col v. Alzare:] Alzar le mani 3= Dare, Percuotere. ù — Alzare o Levare le mani al cielo o Verso il cielo ; Fitto di ringraziare o pregale Iddio. Lat. tendere mamis. Gr. X l ~‘pus òptyaii. Jlocc. nov. 60. 6. Alzato il viso e le mani al cielo , disse ; ec. 3 — Alzare 0 Levar le mani al cielo , si dice anche per dinotare alto di meraviglia. 4 —* Alzar la mano, fg.— Darsi vinto. Petr.canz.45. Or lasso! alzo la mano , e 1’ arme rendo. (P) 87 — [Coi v. Andare :] Andare in mano , nelle mani. tF. $.98, 10. e] F. Andare in mano. 2 — * Andare di mano in mano 33 Andare successivamente. F , Andare di mano in mano. (N) 3 — Andare per le mani , Passar per le mani =3 Capitare, Occorrere. Cavidc. Discipl. S'pir. 20. Dee adunque l’uomo essere servo fedele , e non usurpatore della gloria del suo Signore; poniamo ch’ella gli vada per le mani. Onde dice san Bernardo : Felici servo veramente sarai , se della molta gloria del Signor tuo ( la quale passa , poniamo , per le tue mani senza uscire di te) nulla ti se n’appicca.(V) 4 — * E Andare per le mani di tutti. F. Andar per le maniec.(N) 88 — [Co! v. Appiccare:] Appiccarsi alla mano [o alle inani]la roba altrui, [fìg.]—Torre dell’altrui. Lai. surripcre, ampere. Gr. r.Kirirtiv, àpudZftì‘.Pass’. 3oo. Fedele servo sarai, se della molta gloria del tuo Signore , la quale, avvegnaché non esca di tc , passa per te, tu non te ne lascerai appiccar niente alle mani , ma fedelmente dirai ec. 8p —Coi v. Avere: Avere alle mani alcuna cosa—Avere in pronto.[ F. Avere alle mani alcuna cosa.] Lat. piae manibus liabere, in promptii halicie. Gr. irpó^nfon Bocc.nov. 21.6. Anzi mi pregò il castaido loro ec. , che se io n’ avessi alcuno alle inani che fosse da ciò , che io gliele mandassi. 2 — Avere alle mani checchessìa , si dice del[ Appartenere a sé checchessia in alcuna maniera , Aver parte o incumhenza in checchessia. Foce, novi 1. 11- Evoi abbiamo de’fatti suoi pessimo partito alle mani. Galateo. Come quelli che pochi partiti da esaminare hanno alle mani. 3 — Avere a mano zzz Aver presta alcuna cosa. F. Avere in mano , §. 4• E C0SI Essere a mano. F. §. 55, 2. Inlr. Firl. (Firenze là 10. J Insegnarla f la legge di Alcoran) a Maometti perfettamente , perchè V avesse bene a mano. (V) 4 — Aver buona mano in checchessia—^sser solito a riuscir bene in alcun affare. I.or.Med.canz. 18. 6. Giurovi làr buon frutto, Itici rcarvcl tutto tutto, Che a quest’arte ho buona mano. 5 — Aver buona mano di scrivere — Formai' bel carattere. Lat. calligraphiam caliere. a —Avere o Tenere buono in mano, figura tolta dal giuoco delle carte, vale Essere in buono stato dell’ affare 0 della cosa di diesi paria. [ F. J. 12 7, 2 , e F .Avere buono in mano. Dìcesi nello stesso senso Aver tanto buono in mano e Aver tanto in mano. F. Avere in mano, §§. 2 e 3. ] Gal. * S’tst. 2S2. Bisogna dunque clic voi vi MANO sentiate d’aver tanto buono iu mano da poter anco sostener k* eli questo filosofo. , [f /; 7 — Avere cura alle mani altrui =3 Osservare che ultri '‘f’fj, o fraudi. Cron. Mordi. 258. Ma mattile a petto cbi le abbia alle mani. . pp, 8 — Avere cura alle mani. Lo stesso che Por mente alle Luc.i. 2. Cosi bisogna fare a queste segrame, clic ti hanno cura a J S — Avere fra mano, [tra le mani, tra mano alcuna cosa, lo s . gì che Averla alle mani. F 89,1.] Dittam.i.i5.Sc veder gli logli ha’fra mano. » Cavale.Med.cuor. 116. Fogniamo che 1 gii tali 1 . cenda o percuota quella cosa che ha tra mano a lavorare, p; 11 U) sando che noi non ce n’intendiamo, e egli è maestro, lasciando^ * alC „. ;i r, > m — iParlandosi di alcun Argomento o Materia vale l ltl! 1 ^ 0 Ragionarne in quel punto.] Dep. Decani. 100. Sia , venend 0 e quel eh’ abbiamo fra mano , sia questo ec. Pass. 377. L’ 0 SSC> o‘„,ì'/i- fra mano ora , ec. (V) „ „ ii — A vere in mano =3 Potere , Possedere , Avere in podestà o iu potere. [F. Avere in mano, §. 1.] Lat. posse, P ou " tem babere. Gr. SwatrAar, bwafcir ly/iv. eI -e, 1 > — Aver la mano 33 Precedere. Lat. principem locuni t<® primas partes babere. Gr. zeporspivur, rà irpwriz r/lpici) olì. . ;i 1 3 — * Aver la mano o le mani nelle chiome o capelli 0 sli!l /v) città , provincia ec. 33 Sigwreggiwla. F. Avere in mano, §■ 14 — A vere la mano di Dìo—lisser pratico , videnle in u’ ui [ V. Avere la mano di Dio, j. e F. §. 98 , 11.] . $ 1 5 — Aver la mano larga = Usare liberalità. Esp. Pai- ” impelò ogni persona dee avere la mano larga a far limosina. 1S — Aver la mano nel giuoco 33 Esser il primo a fare 0 c dure il giuoco. Infiali — Aver le mani fatte a oncino, [o a uncini, fig.]—Esser Lat.imem esse. Granai nXiV-rrv. Malm.J.Gq.Se il monello b a fatte a oncino , Per gire a sgraflignar pel vicinato.» Frane.Sa 00 ‘ 0 p 221. Cbi ba fatto le mani a uncini, e vuole vivere di ratto, pensa come possa arralfiare. (V) ^ P 1 18 — Aver le mani in checchessia 3= Avervi parte , imitato. Lat. rem agere , pcrtractare. Gr. tiiccirpó.TTiii’ ri. ■ 9 ■— A.ver le mani in pasta—Ingeiirsi nel negozio di che st cp> 20 — Aver le mani legatele IVo/i potere operare , Esser nri t attività. _ . no. 2t — Aver le mani lunghe —Aver modo di operar di I01W 1 ' _ _» • . _>. v.. . ' longas manus alieni esse. Gr. /Mzxpoxnpx ami. Aver per le mani [, per mano, tra le mani checche^ ti . Averlo in piotilo , facile ec. F. qui appresso §. 2 4.] Bocc. n ° v '$> 4. [Nel vero io sono uomo di queste cose materiale e rozzo, eli orazioni ho per le mani. Lab. 188. Ma non avendole egli le mani, come ebb’io,mi piace con più ordine di conturleti. ,, ‘ , 0 ^pr) CateL 3o. Molte piacevolezze e molto bel parlare avea per i na 'pd <3 —'Aver per le mani alcuno33Ai:/’ disegno sopra alca alcuno da disporre. F. Avere per le mani, §. 2. (N) jofd 24 —*Aver per le mani vale anche. Sapere alcuna cosa, ù l fffiti f altro da servirsene spesso ed accomodarla ad ogni proposito ; l . p a cesi anche Sapere per con lo.Bocc.Fov.Oti. Era i 1 più piacevole e sollazzevole uom ilei mondo e le più nuove novelle avea per h’ l ^ ] ‘\fìF 90 — [Co! v. Baciale:] Baciar la mano o le mani33 [Salud 1 ™ Gare ,§. 4- 2 — [Ringraziare.] F. Baciare , §. 4, 2 - -.un 0 91 — [Co! v. Bere :] Bere 0 Prendere checchessia con larga {i SV Rere ec. abbondantemente. Lat. majoribus poculis. Red. vo< Si beva con larga mano 1’ acqua di scorzonera. . pold*' 92 — * Col v. Cadere : Cadere alle mani, jlg. ~ Fenire u l ' . F. §. i34, 3, e F. Cadere , §. 28. (IN) .rr^V 2 — Cadere di mano = Cadere in terra , Cascare , e F g r , ‘ Mancare , Feri ir meno , Perdersi. Lai. dclìccre , excidere- y.il-xirrdui , ixmirTsw. Peti', son. che Dar fra mano. Ambr. Fur. 1. 1. Quando io credeva ^ saffi ei venne addosso la passata di Borbone , di che ne scg ul ^, £ y. "ypff questa città , dove io ec. capitai alle mani de’ lanzi. 5> )vcv a ili. 22. Per non capitare alle mani vivo a'suoi manici > fp con un pugnale uccise. (]S) _ _ s j J* ’f 94 — [ Gol v. Cavare : ] Cavare di mano altrui , 0 Cav* ^ checchessia —Indurre o Sforzare allnd, o sè medesun°i^ a indite cuna cosa. [ F. Cavare , §. 13.] Ber. Ori. 3. 5. d' 'ri zia, tanto esser manesco, Tanto fumo d’arrosto cav ^ 10 s 1 di mano a san Francesco. Lor. Med. And. 1. 1■ b'^aril °'-.lo.‘ il padre a cavare di mano la dote , non le vuol d a *', ” 2 — E Cavar le mani di checchessia =3 Termina’’ 10 fi- ' iri Cavare, §. 59.] Lat. rem expedire, ahsolverc. Gr. , )0 * Sacch, nov. 211//. "Noi facciamo stare sci mesi, c ,in ‘ 0 a h 1 * gentiluomo per gli allin’glii, c mai di cosa, che al» 1 ’ 1 ' MANO cava* 16 < J av * amo . * c inani. Toc. Dav. ann. ut. i/fi. Vitellio tolse a le , roani, c domandò Cesare se si lasccrebbe consigliar e dal 8 .popolo e dal senato. haui ' e ^°roandai'e : ] Comandar con mano = Accennare. Lat. < ' 0 inando^ U, * CarC ' ^ ? ' JC'f* vripalveiv. Pctr.son. 201. Trarsi in disparte ^ p Col e. Crescere : Crescere o simili tra le mani di alcuno =: so (' ,,C ’ì an l’ -dumcntare per opera sua. Sen.Pist.12. Questo mio luo-' g» ® cresciuto tra le mie mani. (V) iato ^ ° l v ' •*- >are: 1 Dare alla mano [ = Dar prontamente, Dar suiti ni ma ° conto di maggior somma. V. Dare mano, §. i 5 . ] Lat. i esens solvere. Gr. iv rfapóvri xct ru^a-Wsiv upyvptov. a ii„ _ . Dare alle mani = Capitare in mano , Pervenire. V. Dare , * a ™> « P. Dare mano, $. t/ h (N) , je ri* 1 e couain pia mano=Dare copiosamente, [largamente.] Filoc. 4 Ì n C sono i molli tesori che tu con ampia mano gli avevi dati ? Dare di mano o della mano [in checchessia] == Pigliare con Dare numo,§. g.] ' ' ' Dar di mano o delle mani vale anche Spigttere, [ Percuotere. a re mano, §. n.] fiat, impellere, manu movere. Gr. Srw3»»svrtps}fuv rivi. n del 15 . V rT** Dar la mano; lo stesso che Dar mano, nel siati, mano , 5. 3. (N) 13 Dar la mano vale anche Impalmare. V .Dare mano, G. 6. (N) "T Dar la prima mano = Dare il primo principio ad ,/ iftchoare , incipere. Gr. dpxsn-<.< c i»* «< wu*iu. l a . Cc * n °*$’ *3.] Lat. in manum alicujus traderc. Gr. vitreo ov tcùiÌÌv. Coll. J} v ‘ ? 7 - 36 . Dandovi gli ucciditori di quel giovane nelle mani, ‘‘ispide - dsac. cap. 23 . Il signore lasciòe molta gente, c non la Ca " co* C n ° n diede ù> Ulano di Gesù Nave, acciaccò’ egli gasti- ' ® ar mano vale anche Dar principio. [V. Dare mano, J. /,] Dare mano e passo = Cedere. Dare nelle mani o in immo—Mettere in podestà e balia. [ F. 8 —. Essere delle mani vale anche Rubar segretamente e di nascoso-, onde di un ladro si dice -. Egli è delle mani. 9 — Essere o simili in mano = Essere ec. in facoltà a in aibitrio. Bemb. lett. 2. 20. Ma non -ho niun pensiero sì fermo, che non sia in tua mano, spezzarlo. 10 — Essere, Andare, [Stare] o simili jn mano o nelle mani altrui — Essere o Andare in potere altrui. [V. §. 126. 43 Lat. in potcstate esse alicujus, in potostafeenf alicujus devenire. GrA-P trovala, rtvòs fimi, eh X‘‘P iX! ifJhir. Bocc. nov. g2. 10. A cui quando nelle, mie mani fosse , come voi siete , quella parte delle sue cose mi farcì che mi piacesse. 11 — Essere o Avere la mano 4i Dio, [ del cielo ] = Essere a Biuscire eccellente ottimo o -[squisito per alcun effetto 0 modo, e A- Vere eccellenza di facoltà , abilità o simile. ] Lat. exceiiere aliqua in re. Gr. btu^ipcm rZv atto» eV rm. » Bivon,Tanc, 3 . i 3 -‘ Questa.deb- b’altrui far.gran giovagione. Anton. Dico ch’eU’è la mali del Ciel r comare. (V) {V Alb. alla v. Cicli? spiega Man per Manna.) (N) 12 —‘Essere la mano di Dio parlando di cosa vale Giungere opportuna. Salvili. Annoi. F.B. 5 . 1.-1.Ì rimedii reali, grandi., efficaci, i medici greci gli addimandavano x s ‘P as j mani degl’ Iddìi ; e noi diciamo di qualsivoglia anche altra cosa , «he eia arrivata opportuna : è stata la mano d’Iddio. (N) 13 — Essere per le mani di fare una cosa = Esserne in trattato, Lasc. Sibili, i. 2. Siete forse per le mairi di farla monaca ? (V) 99 —* Coi v. Fare : Fare a mano = Operar da se , Comporre di suo capo e simili. F. Fare a mano, §. 1. (N) 2 — Fare a mano = Fare artificialmente. Lat. opere manuali con- Ikere. Gr. yjipoToafiv. Cr. 7. 2. 1. I prati naturalmente allignano in ciascuna parte, dove la terra è illustrata da’raggi del Sole-, faunosi ancora a mano odi luoghi salvatici, o boscherecci, o di campestri campi. . , 3 — Fare a mauo = Fare ingannevolmente , con arte ; Fingere, alcuna Lat. dolose, facere , artibus uti , asta coulingere. Gr. -Kavovpyuvrpìl. F. 10. 85 . Ma il vero fu poi certo , che tutto fu fatto a mano per astuzia de’ Pisani. 4 lare a mano maestrati, ufficiali o s inai iene Creai li per elezione. [F. A mano , §■ 5, 3.] 5 —Fare a sua mano, a sue mani. F.§.6g,e 7^.Fare a mano,$$../, 5 e 6 . 6 — Far con le mani e co’denti , fg,—Battere e morderà. /-''.Fare con le mani ec. (V) 7 — Fare man bassa = Non dar quartiere , Disfare interamente, Lat. ari internecionem usque. Gr. -rcxvu\d>phii.. 8 — Far toccar con mano una cosa = Far chiaramente conoscer, la. Lat. ostcndere. Gr. iitiSunfvm. Fir. As. 68.10 non dubito di farvi toccar con mano ch’io sono in pericolo della vita. " Fare una cosa con le mani e co’])iedi=F«rZii con ogni mag- „ cssa gli figliuoli d’Isdrael. Dav. Scism. 3 g. La repubblica t J ° L/.' ll , le . e ia a Yolseo, le fu data in mano. jj,. “ "1 sign. n. vale Venire in potere. [ F. Dare mano, J. i 4 -ì ^.n *' roanus incidere. Sen.Uen. Pardi. 6.(j. Che alcuni non des- 5 t ^roani a’corsali , fu cagione l’aver fatto naufragio. ì e ? le •*£*,*** “ani o per mano [o fra mauo] = Fetóre a caso c iBa ll0 1 farai, Essere incontrato 0 trovato casualmente. [F . Da- 2 2 27.] Dà .«0 ‘’ r su le mani — Legale le mani, Impedire. [F. Dare ma- -, 6 rc ;~ y *' at - ohyiain ire, Tue., impedimento esse. Gr. irxpnirc- iì>*d ì ? r * nna 0 f ul roani a checchessia—Tignerlo,oColorirlo, o Im - filata opiù volte.[F. §. 3 i ,43 Lat. semel inficere, itcrum alque uvSis xpavviar. Borgh. . ( _ ; _.. _ _sia secco , si rastia il Pennini dà due mane di colla calda , ec. E il 3 . Di questa 00 SO »... __ -l _l.._ 1-J2 iff- Gr. àVcc? pdmtv, avi )is x«ì al lC ° ’ e st° en ^° òipigner sopra muro che «ol ^‘niello , „ J( ■ — Dai- 00 Ut '.^ a una ulano sopra il quadro. ° ! 'a im. . un nireinn nnnn —Motteggiare alla sfuggita ; f- a toh a n J 111 piccino alla mano x.’ 5 6 r> ‘ a .S'uoco dette minckiute. il ^vimt 1 dcl1 ' _ ■ —- - C ta Gio r *a ° significazion di dolore .‘.a n ao-. 0 m V™ano, s ; s i , ii( t (ìpl i ( , n , ani , mani nel volto = Battersi il volto colle mani G. V. 7. p. Quando venne sì si cliè delle mani nel volto , piangendo c gri- ■*«.,* OtljQ otVi 1 * • OJ> Ululi* 11 * 1 VtJllAJ , Col v V. 1110 1 signor mio, che è questo?' (P) * Esserp S Tii‘^' sseIe a ii a roano, cioè Affabile, Ci c. sser ^«uà munti, cmn. sjjj.vn.Lv, Cortese. F ■ j■ •).)■ [v.) Gj. _ a ’ e maiiùzzAzzu/farsi Combattere, fiat- manus con- ’fi 3 C ’> 0 ccrv^*' Morg. 27. f 6'3. Ogni di era con orsi alle ìoj. Essere àll°> Ca,>ld . 01 ' ) 0 dalli - 4 *’ Oh 9 u Jumì con alcuno = Ragionar insieme. Lasc . Ge- 'W'-" Essere nli C a *l c roani con la serva. (V) t<*i del Di * roani — Maneggiarsi. Borgh. Fesc.Fior. 525 . I 5 1 fitti, Cc ’°ro° erano alle mani di render con certi pochi beni ~~ Essere’ \r . . sii'éj . C( °« cip P . Mettersi ee. alle mani o in mano d'alci ino ” Essere ’flie ù 1 * 1 * ignora m* 01 1° Slul direzione. Red. Cons. 2. 75. L’illu- 6 P r udei)t(. i ' archesa è alle mani di un medico nqn meno dotto, ? ^ !' ss< -r(: a Ess « e ,i, n" llia mano - V - S- Gì. ■ut. tu -llc man I— J Esser facile 0 pronto a dare o perciio s Xtw US Buon. lane. trucco . giore e possìbile sforzo-. Lat. manibus pedibusque. Pctì'ch, iSuoc. 5. 2. Farollo meglio che io non lo dico ; e se tu colle mani, io colle ■mani e co’ piedi ► 100 * Col v. Favellare: Favellar colle mani z= Accompagnar (e pa» l'ole co'gestì ec.; e Jìg. Dare. K. Favellare colle mani, (N) 101 —.* Col v Gettare: Gettare a man piene — Profondcie. .C/f.(fo) 102 —- iCoi v. Girare:] Girare ad ogni' mano= yolgersio Andare per ogni vcrso;metaf. toltadal maneggiare i cavalli. Lat. in quameumque partem ilecti, circumagi. Gr. Ttipia.K?A(r^ c'.i.Rim. ani. Dant. Majati. SS. Ma l’amorosa ianza D’ amor che mi sovranza,Mi fa girar, con/ vuole, ad ogni mano- 103 — * Col v. Giuocare : Giuocar di mano, fiz. = Truffata, y.. Giuocare , S ai (N) 104 —[Col v. Giurare;] Giurare nelle mani [o in ma no ad alcuno o d’aìcu- no]= Giurar davanti ad alcuno che abbia la pubblica autorità di ricevere il giuramento. [V. Giurare, §. 1, 2.] Din Comp. 2. fo. Giurarono nelle mani a me Dino riceverle per lo Comune. Civn. yelL SS. Avendo in Pistoja nostri cavalieri giurato nelle mani degli Anziani, 105 ■—[Col v. Guadagnare:] Guadagnar la mano, sì dice del cavallo che più non cura il freno. Salvia, disc . 2. 35 $. Segno è che non aveva- in lui l'appetito guadagnato la mano al cocchiero intelletto , sicché non più udisse la briglia, f Qui per allegoria.J 106 — * Col v. Guatate; Guatar alle mani di alcuno 2= Pigliarne e— sempio; nello stesso sign. di Porre o Tener mente alle mani. y§§~ 119, g e *27, g. yit. S. M. Madd. ii 3 . Perocché eli 1 era (la Ma- dmina) cimasa per loro assemplo ec. sicché sempre guatavano alle sue- mani. (Parla di Lazzaro e d' altri seduti a mensa con lei.') (V) 107 — [Col v. Lasciare :] Lasciare in mano o nelle mani=zLasciare in dominio , Consegnare , Raccomandare. Lat . tradere commendare- Gr. rfapocSidovcii. Bocc. nov. 2g. 2. A4 quale, morto il Conte, c lui; nelle mani del Re lasciato, ne convoline andare a Parigi. Serm. S. Agost, 23 . Voi lascio ndle mani di Dio. Ar. Pur. % 3 . 9. E stava in. gran pensicr di Rabicano, Per noii saper a chi lasciarlo in inano. 2 —Lasciarsi uscir di mano alcuna cosa ~ Per inette che alti'i sene faccia padrone. ^Car. leu. Vi conosco tanto rendevole alle voglie- degli amici , che dubito non ve la lasciate uscir di mano. (^B) 3 — Lasciarsi useir di immo=z 7 7 rascunfJ’e e Perderloccasione.Lat.. occasioncm negligere. Gr. xoapov *xpcàrsoti.- 108 — [Col o. Lavare:] Lavarsi le mani dì checchessia, [fog.lpzzUori se 1 ne impacciai' pià.\JSon voler tenerne piu contoNon voler piti bri-- ga. [y. Lavare, §. g.J Lat.- curara alicujus rei deponere, ve! abji- cerc. Gr. l’TCìfoXiiccv irpoUvoti. Geli. Sport. 2. G. K se ella se ne laverà* le mani, io me ne laverò le mani e piedi. 109 — * Col v'. Lavorare : Lavorare a sue mani. V. J. 69, (N) 2 — Pig.dicesi Lavorar di mano ” lìubare. Lai. clepere. Gr. v-\l~ tfruv. 3I(dm.o.dff A-ccìò mastio Bastiano Sul letto a. tre colonne almo- riposo Dia lor dei tanto lavorar di mano. 3 — Ji Lavorar di mani ^■Graffiare ^ Dar pugni 0 simili.- Lo stesso» che Far con le mani c co’denti. y. ( s V) 246 mano iio — [Col v. Legare : 3 Legar le mani altrui ~ Impedirlo dall’operazione^ di che si tratta.. [ ^.Legare, §. 8.] Lai- impedimento alicui esse. Gr. ifiifo^aiv ylvzffSat rivi. ni — [Co/ v. Levare:] Levar la palla di mano {,fig.~ Torre altrui comodo , autorità.} E. Palla. i —* Levare le mmi=Alzarle, e Levar le mani ad alcuncc=Pre- garlo. V. Levare, §. 56. (N) _ . 3 — [E cosi] Levar le mani al cielo*o verso il ciclo = Bingra- ziàre’o Pregare Iddio. {E.§.86.2. e Levare §.56',2.] Eit-SS. Pad. 1. 4°- Si pose in orazione ginoccliionc, pregando, c levando le mani giunte, e gli occhi verso il cielo. 4 ■—- Ed anche per dinotare Atto di maraviglia. {E-§.86, 3.} Eit. SS. Pad. 1.118. Vedendo tutto il.popolo , lo quale era afflitto dalla fame , levando le mani e gli occhi al cielo, disse: or non credete voi che.la mano di Dio possa multiplicarc questo poco di pane clic è rì- jnaso in queste sporte ? 5 — Levar mano —Cessare- di fare. Lat. desistere, desinere. Gr. ò.ne\r,yut. Buon. Pier. 3. 1. 3. Non se ne palli più, levisi mano. JI2 —. Col v. Mandare : Mandare a mano C7C Etir capitar nette mani. Eit. SS. Pad. 2. 3o/f. Io spero ohe Iddio ti manderà a mano quegli (MonacoJ che bisogno ti farà, e verrà a te molto volentieri. (V) 113 — [Co/ v. Menare :] Menar le mani ,Jìg.—Combattere o Percuotere altrui con replicati e spessi colpi.{Éi Menare le inani.] Lat. manu ictus congenere. Gr. x«f>< vroi.li vri-nmiv. Baco. nov. 68. y. Quanto egli potè menare le mani e i piedi, tante pugna e tanti calci le diede, che tutto! viso le ammaccò. Barn. Ori. t-4■ 5. Il quale in vero il fior fu de’ Pagani : Onde bisogna ben menar le mani. ’ 2 — {In questo senso dicesi ancorai Menar le mani come un berrettaio ; ima è maniera bassa e fuor d’ uso.} Maini.10. 53. Mena le man, eli e’ pare un berrcttajo. 3 “ ‘8i dice anche di Chi ruba segretamente c di nascoso. 4 — Menar le mani vale altresì Operar con prestezza e di forza, Affrettarsi, Studiarsi tn checchessia. Lat. festinarc , satagerè. Gr. cvrsuSsw , eiuvtopiìffiàui , Platon. 5 — Menare ,- Trarre ec. a mano alcuno = Condurlo con mano , o preso per' mano. L E. A mano , §. j.] /.ut.'inler mauus ducere. Gr. x- l E-yuy.ìv. Com. Inf 3o. Divenne sì fuori di sé, che'vedendo la sua moglie Ino menare duo suoi figliuoli a mano ec. , gridò : ec. Fir. Triti. 5. 3. Bisognò ch’io ne scendessi, e mcnassimela f la ca- vallaj a mano. 114 — {Col v. Mettere:]Mcttere alle mani chicchessia=/«iùzr/o a rissa. « Car.S trace. 2. 5. facciamo una burla prima a lui , per mcìterlo alle mani con gli straccioni. (Br) 2 — Mettere a mano —.0 Esporre al! uso , ed Avviare a servirsi d’alcuna cosa. 3 — Mettere in mano — Dare , Consegnare. Lat. in mamis tra- derC. Gr. ds X £ ^ ocf *xpx$GÌmzi. 4 — * E parlandosi di Danari vale Numerarli , Darli, alla mano, ed (U}che diffidarti , Lasciarli in balia di alcuno .^.Mettere in mano. Bart. del Bene,Stanze. Non è di me contadin più stimato : Ognun mi mette isuoi danari in mano, Ognun mi dice: Meo,là tu il mercato. (P)(N) 5 — * Metter la mano al collarino — Prendere e tirare pel collarino. V. Mettere la mano ec. (N) 6 — Metter la mano in alcuna cosa = Provvedervi , Rimediarvi. Lat. medicas manus dare. Gr. Sipamésir ri. 1). Già. Celi. leu. 7. E se Cristo non ci mette la mano , io temo che 1 mal. comiuciumcnto avrà peggio!- processo , e.pessimo fine. 7 .— Mettere [la mano o] le mani nel fiioccf, [ fig.]~ Affermare per verissimo checchessia. [ E. Fuoco , §. 32, 5.] Maini. 7. 81. Che dubbio? metterei le man nel fuoco. 8 — Mettere o Porre legge in mano ad alcuno ^.Comandargli. {V. §. Uff., 2] Lai. pratcipei'O, Cr. irpccToÌTTsiv. 9 — Mettere o Porre le mani addosso altrui == Prendere uno, Pigliarlo , .Impadronirsene , [ ed usasi anche fig. e sarta V art. E. ìvicltere le mani addosso ec. 0 Miritele mono.] Lat. mauus ilijicere in pliquem. Air- Cass. 2. 7- Potila alcun facile-Mente vederla entrare , e làici mettere Le wani addosso saria troppo indizio. ,o — Mettere o Porre le mani addosso a uno vale anche Ucciderlo. Lai. negare. Gr. xnlmv.ii'tor.PistM1. Uguccione lo fece pigliare, e mettere in prigione, con intenzione di fallo morire, ina perchè Ca- struccio era mollo grande, non gii aidia Uguccione a fare mettere le mani addosso. Borgh. Hip. 3o5. Morte invidiosa oc., meUendogli le malli addosso , gli tolse colla sua eccellenza il poter salire a maggior perfezione. ("Qui Jig.J ,r — * Mettere le mani ad una cosa = Darle di piglio, Cominciare a servirsene. Ar. Far. 10. »5. I marinari , già messo le mani Ai remi , e sciolti dal lido scemo ec. (P) ,, __ Mctìer le mani innanzi per non cadere, si dice di Chi accusa altrui ditti mancamento, del quale egli non è men reo dell'accusato. Maini. 7. t)5. Mettete pur così le mani innanzi , Rispond’cUa, signor , per non cadere. . l3 Mettere le mani innanzi a chicchessia [, fg.]zstAppropiarsi V altrui difillo. Salvili.- disc. 2. , 12. Non è un lai; torlo allo leggi il farsi da sè legge ec., un mettere le mani innanzi al Pi 111 cip:c,innanzi a Dio , a’quali soli s’.aspetta la vendetta? ,4 __ * Mettere le inani nelle pose altrui, fg.=Rubare.Albert. 1. . 38. A troppa larghezza seguitano rapine , perché quando per troppo dare, cominciano ad.abbisognare, sono costretti, per povertà,' dimetter le mani nell’altrui cose. (Br) i5 ■—Mettere o Por manoàrzCominciare. [ V. Mettere mano.] Lai, incipere , aggredì , ineboare. Gr. ap^mBou. Bocc. nov, 5i. 5. Inteso il niotto ec., mise mano in altre novelle. E nov. yf. g. Se noi 1 aff lili d’amore già non mettessimo mano.» Eil.S. Gio. Bali. 281. Ella fiamica di LtodeJ, per paura di non perdere lo stato suo, mise mano MANO S.Caler. Leti. t. 2 ■ ^ p; ■e la puzza de’ministri della santa chi)' 80 ' an0) ... — iu.vu.uv. i....uO—N/w/erare; il che dicesi anche Cacciò n„in- rirar mano. [V. Mettere mano e si usa assolutiim.,o anche co 1 vincitor dell’ Asia. (P) 0 j,i. >9 — * Metter mano in gola ad alcuno = Afferrarlo per lo- à Fdv. Esop. 2. Misegli mano in gola , c strangolollo.. (P) ^-g, io —Meltere o Porre mano in pasta, ifìg.]mEntrarc af' a fa j Impacciarsi, [Cominciare una faccenda. F - Mettere mano i n C a ^i, Lai. rem experiri, alicui negotio manus admovere. Gr. irt‘P x * jn irpccdlyuv ria X £ ‘P“ Tm , ìyxapit,M-icii. Paluff. 7. Ha messo ni; 1 pasta, e va in brodetto. Erano. Sacch. rim. 26. Perchè vaSS 1 ®- yje misi mano in pasta. Sagg. nat. esp.235. Noi veramente non ani) professato di metter mano in questa pasta. trmiC’ a ' — Mettere mano in nnorzz Cominciar a parlare di uno. Sacch. nov. 12. Dappoiché io ho messo inano in Alberto da & seguirò ancora di dire di lui una piàfccvol novelletta. (V) n ;J 22 — Metter per le mani == Propone. [/7 Mettere per l e .' ,Ba 0 ili) I-at. proponere. Gr. itpoafiùxxuv. Galut. 25. Si dee per acconci® e dolce scambiarli quella materia , e metterli per le mani p lU e più convenevole soggetto. ,-et 111 23. Metter tra le mani rz:Commettere alla cura. [ V.. MetR’ 1 y,,. le mani.] Lat. alicujus eurae demandare , in inanimi tradcre.tr'^,0 rpiicuv, sis -/fpvts irapaStòóvoa. Bocc. nov. 4°- 5. A1 medico f 111 tra le mani un infermo , il quale aveva guasta Luna delle vi — Mettere o Porre tra le mani o nelle manio in ìnanO'^ o Consegnare in potere. Lat. tradere. Gr. ira.pa.bibcvxi. e f- *5+— Mettersi alle mani o in mano d’ alcuno. [ U■ §. ff8,5S. ,0 Mettersi ec.] Red. cons. 1. 7. Si mise in mano de’medici; f et 1 ’ questo giovamento, che temperato il sangue e addolcito , q« e£ tr bercqlctti ec. mostravano apparentemente minor rossore. fe^ 115 -—{Col v. Mordere:] Mordersi Iemani ole dita d’alcunacosa,C,/fs g t -, Pentirsene. V. Dito , §. 12. Lai. poenitere , poenilentia ^ u . cl ' 0 r^ c [j-fTfxu.ò.-iv. Lor. Med. Arili. 4■ 3. Quel Rullò , clic l’avea, si le mani, parendogli in poco tempo aver perduta una gran vr Cecch. Donz. 2. 2. Tu te ne. morderai le mani. Maini. 1.5. e» mene anche poi morse le mani. 2 — * E nel senso proprio. V. Mordere. (N) 116 — * Col v. Passare: Passar per le mani, r . §. 8-; , 3. V ! s ’iP v — * Passare per le mani d’alcuno: Dicesi di cosa di gerisca quel tale. Nani. Vit. Giaco/u. Il maneggio di quelle de , eh’ erano molte in gran parte passava per le sue rnain -ffttW 117 —[Col v. Pervenire:] Pervenire alle mani, a mano ec. [r • 5 Jj! 1 ' 2.] Bocc. nov. 45.12. -Il pregarono che gli piacesse di dover come costei alle mani pervenuta gli fosse. « ti’.f 1 . 118 — Col v. Porgere : Porger mano , fig. ==: Dare ajuto. ? fj 0 3i6. Deh ! porgi mano all’allarmato ingegno, Amor , e‘* p Li, 1,1 stanco e frale, Per dir di quella eli’ è fatta immortale. (B) l 1. 2. Porgi or la mano al mio basso intelletto. (Br) r 516’^ 2 — Mandare ad clfetto , Esaudire o simile. Chiabr. f' 8, Quinci porgo preghiere a sua houtatc, Ch’egli al nostro sp el ga la mano. (B) (Br) 3 — * E così anche Porger la mano. U. §. 2-j. (N) , [Col v. Porre :] Por inailo = Cominciare. E■ §■ - Porre legge o leggi in mano ad alcuno.[ E. §.114: 8 -J j a R i ti E d’ogni cosa vogliono dar sentenza finale , c porre u ciasd 111 in mano. ■ jf 1 ’ _ 3 —* Porre o Meltere in mano, ffg.— Dar potestà- li ,tj0 c0 iU‘ l1 Off. Appellargli paladini, c puose loro in mano clic facessero ciare la guerra c la battaglia co’nimici. (Pi) rrf Co ,n ’ > \fi 4 — Porre le mani addosso altrui. {E.\-1 t4i s ì c E perciò istimo io che quelli li quali sono arditi c . le mani addosso d’uomini liberi pongano, siano da gasi:gare 0 5 ,— Porre le mani addosso ad uno. {E. §. in/, >°-i a n. TjJ .,i 6 -— Poi' mano ~ Darsi da fate , Impiegare la s.ldCr-*? M-iauj opcram collocare, marmiti alicui operi admovere. T7,v ' rivl ’ ficuit. Purg. 16. f)~J. Le le^gi son; n lil C 1 i ’$• ^ ad cwe? (C/oè, clii opera secondo le leg* c i? ) h P( lV - i® 0 ' Donato , Ch’alia prim’arte degnò poner mano. Bocc. » r E ad ogni cosa , come se una piccola fanUcella delia casa le mani. /„, 7 — Porre mano in pasta, V . u4 > 2<>. fr.MierUX 1 ^ fi 8 — Por -mano [o mani] sopra alcuna cosa— Eoa", , oì -.Ei lì f,.,. 1 Occuparla. Lat. manum injiccre. Gr. x«TixX' ^ ' L Unii que’ denari , a’ quali folco potè por mani (che ^ lt i alla inaiina andalisenc , sopra una barca montarono- i. r/i«. ..u 9 — Porre o Tener mente alle mani — Badnf a (julo a**'L gl* -là -. ì,.’. iii lT * ”£) fa, o jicusa di fare; Osservarlo. {E. §.12 7, g ì ohservare.fi?'. bia^vì-x-Truv riva. Bocc, nov,85.8 poneva menti: alle mani. 10 — Porre tra le nómi , nelle mani o in mano. Pelr. soli. i3y. E mia vita e mia morte Quei, eh'-’ pvrcioccM' 10 [E. S-"> ’ solo il r’ ma no . maj- MANO m P osto in mano. E canz. 2g. 2, Voi , cui fortuna ha posto ili ‘«no il freno Delle belle contrade. _ Gio ~r> Ed an che Tare intendere, Significare, Dire e similitPìt.S. e 0- - att ‘ 2 ^ 4 - Messere , ponimi in mano ciò che io abbia a fare , pp-J. a 111 mentre ch’io starò qui , e poscia , e quando io sarò nella hid' *** ’ dimmi i ;i tua volontà-, c tu comanda , e io sono per ubai E 2 4 o- Siamo acconci a seguitare ("la tua volontà e dottrina.) , utto^qucllo che tu porrai in mano ; e di questo non dubitare. (A) cn 3 "‘Porsi mente alle mani= Badare attentamente a se. Com.Dant. mént ,6 n k uard i u si adunque , e con gran circonspezione si pongan lj 0 _ ea i, niani coloro li quali a prenderne alcuna si dispongono.(P) [Coi v. Portare:] Portare in munogzzPortare checchessia colla ^ senza altnt ajuio. Bocc. nov. 2g. 21. Il che ella non crederà , ’ se c gii non le manda l’anello, il quale egli porta in mano. j n e y Portare in palma di mano, in senso proprio. Ott. Comm. in’ T il qual corpo (di Lucrezia') non sotterrato fu , ma portato E P ^ di 1113110 a Roma. (Br) ■ Portare in palma di mimo, [fg.] = Fare alcuna cosa palese, Par-fi ntisc °ndere. Lat. palam forre. Gr. ù> tyxvfpti Seri. Ben. Uro, ..*• 2 - 2 3 . Così fanno appunto quelli che s’ingegnano che i be- p a | 11 " a loro ricevuti stiano sepolti : si vergognano di portarli in loi-nt “«no , per parere d’ avergli acquistati piuttosto colla virtù u ‘o che coll’aiuto altrui. _ * > i^„"~_P°i'tare, Tenere o simili [in palma o] in palma di mano alcuno, [fP'r^-dmarlo cordialmente, Proteggerlo,Fargli grande amorevolezze. Gr - <2 7:C.] Lat. aliquem magna benevolentiaproscqui,iu oculisforre. bia.TtijaT'ja.1 -xpos riva ., iv o^ciXpdh §{ptiv. Diltam. 4 - flÌ£r„V ul Povertà si brama , e porta in palma ; Qui con digiun s’af- i desiri. Col v. Prendere : Prender la mano ad alcuno ^Afferrargliela* • -'lana, (N) 155 Prender checchessia con larga mano. V. $. gl. jl„ .Col v. Recare : Recarsi in mano = Prendere , e dìcesi anche Eaii ■ 1 ‘ 1 4 - E messer Giovanni Pancialicbi s’avea recato in la] l l govornamento di quella Terra. (V) f at [Col v. Rimettere] : Rimettere in mano = Dar libera podestà. P "Ì US al ’l J iCvi(j committere. Gr. sxirpì-ieuv rfj yveloce rieos. G. j ' °°- d. In sua mano era rimessa la lezione dell’uno di quelli tre. *JW.? U “ Kitter ,' a P alla in mano ,fg.—Rimetter le cose in islato 3 e «e e comodo aggiustamento. 15, binici ter mano = Ricominciare, Ripigliare. Vìl.S-M.Madd. 7 ^ g Maria piangendo, ancora rimetteva mano, e diceva >:osì ec. E v a Q ' Giovanni rimise mano, e disse quelle parole che’lSignore ave- rio °. a Ciucia. Bocc. g. 3 . n. 4 - Stettesi adunque cheto Irate Puc- e Emise mano a’ suoi paternostri. (V) [Ir »! E ol v. Rodere] : Rodersi le mani.Lo stesso che Mordersi le mani, tia in ll* 1 3 )EUoc. 7. 5oo. In tanta miseria verrai, clie’l morir di gra- l ali},- 1 , e volte il giorno dimanderai; nè ti saia dato prima che le mani ,J 5 ^ 1 *b per rabbia rose : e dopo questo vitnpercvolmenttì morrai. bei ìp - 4 ~’°l v. Sputare:] Sputarsi nelle mani, [fig.=. Affaticarsi ben ‘*6 Sputare. ^tare 1 ■ v ' Slare:] Star coli le mani a cintola=iSW senza operare, C ecc ^° z mjo. [P, cintola , 6.] Lai. manum babere intra pallium. tintolo". 1 ‘ 2 ' "V°i vi siete stato (Lo dirò pure) con le .mani a a ’ E chi ha a far, non dorme. tee . . r . con le mani in mano = vale lo stesso. Lat. otio indtil- e ’l 11,-1- Gr. òxviiv. Berti. Ori. 2. 7. 5. Se non eraAgolante, s tat; coli °^ ai10 ’. E gli altri , onde non stette mai in riposo, Sì sarien a Scdcfpq man i in raa "°- Malm. 3. 1. Un che sia avvezzo a starsene 3 .Senza far nulla , con le mani in mano. 6 A’* con P‘ mmii per aria = Tener le mani sospese in aria ; 4 Ul uno di percuotere o di battere alcuno. .i°ra f * n mano o nelle mmiì j\trm.K.j.gS,io.)Cron.Mordl. 336 . quap • 0 a Eù gb stadighi, ciò furono venti giovani Fiorenti- • • E’1 Y^ 0 ^ 0110 nelle inani di Sforza , e d’altri nostri caporali.li 1 l'I'ielij,,. Jo |’° buono proponimento campò loro medesimi e noi da ser- 1*5. À r 0 j| C *j " l 'Uc foro mani istetle il Inibivo istato. Pardi.Star. 11. 1,, Priori C c " e c b‘avi delle porte della città ec. stessero in mano ^ tc > ancoraché ec. dovessero stare in mano sua. ■ ^ani. v-Penero:] Tenere in mimo == Tenere alcuna cosa colle i a ’cll a j, c ? n tenendo Mio core in mano. Ie *° tcnó ICr , E ||(l no in mano. ( V. §. Sg,6.) Amlr.Furt.1.3. Bastivi 3 q- buono in mano, e vi do la cosa per fatta. 0 *ios( <1C /v° nian * a c * nthen’lem 5 c? tien le mani a sè , e cammina. lUr. Triti. 2. Tener T* 1 a presontnoso, improntlvccio, cliA’hoaltro che fare. €r ^' C P capo ad alcuno , \Jìg.]~Aver l'occhio che et** -;y v * '-' a P° ) J. 4 f 9 'ì Lat. peccare non sincre. Gr. 1 n t « -- - jr . y arca. 7 cera tu(( " ^ qucjio voi anu«Le a iui-l-, vifaran- 0f »r tv e , aV ^ xei\ Ho? 0,5 ' s -Ouan!i n P?J mu di mano alcuno. [P. $• fio , 4- 1 P "°Ua C p ra ( (1 elle sapcrranno quello voi andate a fare, vii «fé,,' T fno J. “ quante, e vi terranno in palma di mano. *ta r ' e > f _ t on tlll , a ”°_ Tener di mano — Esser complice o cc Trner rn *' ‘fante, e vi terranno in palma di mano, Eo n .. u/ ,, ano ° Tener di mano vrz Esser complice o coliseli- Tfocc. n< y .fatto, Dare ajuto. Lat. opera vvlfavorem prae- > 3 . E in questa guisa Bruno c Builàlmacco) che tenevano mano al fattò , traevano de’ fatti di Calandrino il maggior piacere del mondo. G. P. ii.fg. i.Js. queste discordie tenieno mano molti Baroni del regno. 8 — * E detto in decoroso significato. Cor. Leti, negoz. is. Pertanto mi sono «n poco allargato , sapendo certo di far meglio per ogni rispetto ; tanto più che nelle cose.di sostanza, ed in quel clic si può lare infra adesso, il Ile ci ha più che la parte sua : non lasciando per questo di tener mauri a tutto quello eh’ io giudichi che si possa fare in profitto delle cose sue. (P) 9 —- Tener mente alle mani.t^.e f?7, 9.] F.P.f i.f 3 . Determinarono gli fosse tenuto mente alle mani sicché non gli venisse fatto. 128 — [Col v. Toccare: Toccar còn mano, propriam. vale Prendere , Maneggiare alcuna cosai] Bemb. leit. 2. 14. La novella è così vera, come sono le cose che tocchi con mano. . — E fig. Accertarsi di checchessia con dimostrazione sicurissima. l f ir. Triti. 2. 3 . E’hisogfia prima toccarlo con mano, e poi crederlo. E 5 . 7. E vedrete , e toccherete con mano , che voi non sognate, e faretclo toccar a lei. 3 — * Ed anche col v. Fare anteposto. P. 5. gg, 8. (N) 4 — Toccar la mano si dice propriamente del Darsi la fede gli sposi, che anche si dice Impalmare. P. Toccare la mano .Malm. 2. 44■ Eli fece allora allor toccar la mano , Come nel bando avea dato parola. » Bemb. Letti 1. 2. 47 - Toccollc la mano jeri: a casa se la menerà fra due o tre . giorni. (N) 139 — Col v. Togliere: Togliere la mano da alcuno —Togliergli l’a- julo, Lasciar d‘ assistere. Segner.Mann. lett. 16. 2. Tu corri rischio eh' ei tolga da te la mano, e che ti abbandoni nella tua nudità. (V) l3o —[Col v. Traile: Trar di mano .alcuna persona o cosa ad alcuno = Cavarlo di potere , possesso o autorità sua. ] Peti-, cani. 4. 5 . Nè tacendo potea di sua man trai lo.u Rucell. Ovest. All. 1. In somma tanta fu la sua possanza, clic lo trasse per forza a quei di mano.(F) 3 — [Trarre a mano, alcuno. V. §. r;3 , 5.] Ar. Far. 29. 70. Sentendo poi che gli gravava troppo, La pose in terrà, e volea trarla a mano. (Qui vale strascinarla.) l3r — [ Gol v. Ungere : ] TJguer le'mani , [fig.] si dice del Presentare i giudici per corromperli. Lat. judìcem ctonis corrompere. Gr.rnx.- (p.Jslp.'tv •fcprip.u.iTi xpiT'ijV, Lucian. Bocc. nov. 6 . 4. 11 buono uomo per certi mezzani gli fece con una buona quantità della grascia di sau Giovanni Boccadoro uguere le mani. x3.: — * Col v. Usare: Usar le mani, fig.z=. Azzuffarsi. Din. Comp. Ist.Fior.lib.f. Pensarono scontrarsi nella brigata de’Cerchi , e contro a loro usare le mani e i ferri. (P) ' . i33 — [Col v. Uscire:] Uscir di tnano, [dalle manl]=,S>npparc. Lat. effu- gère, eldhi.Gr.fx. — * Sono anche espressioni dei dizionario militare le seguenti: Alle mani , A mano , A man salva , Armala mano , Cacciar mano, Cader in mano., Dar di mano, Essere alle mani , Far man bassa , Menare ad-ambe mani, Menar le mani, Mettere in mano , Metter quelli, che ciò fece, fu manomesso e fatto libero ? g 3 i — Metter mano , Cominciare a servirsi di quelle cose che a p° jj e poco e a porte a parte si consumano ; come Manomettere i® a ’ /a di vino, una pezza di drappo e simili-, Ima in questo signifi c< ". a p voce Manomettere è tutta particolare delta Toscana, usando Sp-p tri Italiani dire piuttosto Metter mano o Mettere a mano.] vi Egli ha del buon , ma e non l’ha manomesso. Agn. Pand. 5o. manometti il vino forte , e ’l salato guasto , o qualunche altr a ^ ( .,i, non buona a pascerne la famiglia, niuno sa farne riserbo. Q anl \ te po' 24-]. Dell’altre frutte ancor vender sogliamo; Ma perchè m°* che or ne spacciamo , Le nostre mele manomesse abbiamo, -elette* — Per metaf. Offendere, Guastare, [ Magagnare , Sformare » f fola mano su qualche cosa con intendimento di nuocere. ] f a ' Radere , percutere, violare. Gr. ^xó-irrsiv , 7 tXrtTrm. Lìb. a® nometlere il detto corpo , e tagliarli la testa. Fit. Bari. $9-. ptl' diamo , c sì l’assaliamo tutti insieme, c manometteremlo tutu fornente. sì dell’ amore della pulcella , ch’egli isperda la vertù 00 . e ma. Tao. Dav. ami. i3. ilo. Stanno a tu per tu col padr° quando gli vuol gastigare, te lo rispingono , o manomettono __ _.., _ __ , _ _ _ _„ , o manoiaeuwv- mano, Por mano all’ armi , Venire alle mani, Venire in mano ducile 4—(Milit fOccupare di vìva forza una città,Tenerla oppressa,y . /,e’- ’ — 1 ,n gialla ; si dice pure di persona e vale Soperchiarla con °.V e fl'moif A/f A t _ 1 ' t_1.! 1 n A-..-./, n..-nl.tn r\ Lunrìtl ^ JJ mani ec., per le quali Fi a’ lor luoghi. (Gr) 3 — * Diccsi Carretta a mano la Carriuola nel sign. del (. 2. D’ Automi. Cesli per trasportar terra e carrette a mano. (Gr) 4 — * Colla sciatta alla mano , Colla spada in mano. F. Sciatta e Spada. (Gr) 5 — * Dn-esi Munizione a mano. F. Munizione. (Gr) 6 — * Dicesi Spadone-a due mani. F. Spadone. (Gr) ; —* Dicesi Tenere la mano od il pugno sulla spada ^.Spada.(Gr) 1 4 , — (Marin.) Termine di corderia. Significa una forca di fèrro , con la quale si tiene il fio nella conca quando si vuole incatramare. (S) 2 — Mano di ferro. Si dà questo nome a mezzi anelli di ferro o di legno, che si conficcano con le due loro estremità sopra qualche corpoper passarvi sotto, 0 per allacciarvi deicavi.F, Ferro,§.t 4 ®,—* (Farm.) Mano di Dio. Antico nome di un empiastro composto di cera , mirra , incenso , mastice, gomma ammoniaca, gallano ed elio. F. $. 98, 12. (A. O.) 149 — ’ (Bot.) Mano aperta. Lo stesso che Palma còristi degli cr- lolai. F. Ricino. (N) 1 5 0 —* ( V clcr.) Cavallo che va o è menalo a mano.F. §. 1 i 3 , 3 . (Gr) 2 * Dicesi del Cavallo che ha guadagnalo la mano. F.§.to 5 . (Gr) 3 — * Pesare o Tirare alla mano : dicesi del cavallo, quando nel- 1’ andare invece dei portar la testa alta , /’ abbandona e i appoggia sul morso , sicché il cavaliere è forzato a reggerne quasi tutto il pesv.(A) Manoa. * (Geog,) Ma-nò-a, Riviera de! Perù. (G) M. Accorrete, chè i nimici hanno la terra assalita, e hanno |. , jcC ise 1 messo. E altrove : Romolo, gli cacciò di sì gran vigore, che e 8 ,1 ., an ,c» t0 ’ Re loro, e poscia manomise la città, e la prese nel primo assa Q,.asA Manose, Ma-nó-ne.Am. accr. di Mano. Gran mano. Novella de - a jlet' Legnajaolo. Ediz. dei Mor. p. 33. Avendo tra le mani 1 to ...., pigliandolo così a piena mano , che aveva un gr an gli guardò in viso , ec. (Pe) Manoplt. * (Arche.) Ma-nò-pli. Sm. pi. Lat. manopli. ; d -’ 1 (Suol tra**;. ..... cader disino , può irarsi dal celi, man mano, c pii tutto ciò c ie ^ ^udì e Guanto dì duplicata pelle guarnita di piombo o di ferro 3 setviva pe'lottatori nel pugilato, (Aq) ^ ^ ^ a cci^}°^ lat. manus mano, e dal gr. hopla arma. Ma senza cau^ ' COp r ‘ Manopola, Ma-nò-po-la. [S/ì] Guanto di ferroso di magn a - cat nd il di ottone, che saliva sino al gomito, e del quale facevano ^ j- p-, uso i soldati a cavallo-, aveva la palma e le dita di patte cmop^ . fot glie snodale: in processo di tempo si adoperarono di 50 g ff-j. f e lavorato .] Lat. ferrea manus. (V. manopli.)Buon.F ier ' 0 \ e .,-> guantiera? C.S. Va; è troppo misero Per le nostre m» 11 F rgva aV‘ Stor. Furono qu ivi spiegate l’armi da combattere, delle q ,ia . roaa°r 1’ eletta il Baudini ; le quali furono quattro spade e ? ua . c j; le. Monlecucc. Siano le armi difensive fra noi, corazz ^ „. ua nU petto e schiena , elmetto , bracciali, cosciali, nianopo* ferro fino «1 gomito , le cui dita ferrate non siano. ( ' MANORRINA 3 Guardamano' (d°'t ) W ripai0 Jtlla mmo nel lavorare, delio emette PiUt f ,^ e ^ a manica che cuopre il braccio dal polso fino a i'i,] A , ® U1 , a l ( * gomito. Buon. Fier. 3. 2. ig. Scolar vuol dir fre- », brini P V 1 Jc scuole , Ma non frequente a batter sopra i banchi Le Wis °naiKA , mano P ole i e i piè ’n terra. rir ( > ,P ‘ ,7,°° 1 ') Ma-nor-'rì-na. Sfi P- G. Lat. manorrhina. Ge~ Care i ln C< y . dell' ordine de’ passeri, stabilito da Ficillot percotlo- - a , distinta per becco molle, con narici allargate, aulì] ^''SCA * u? t0 compresso. (Da manos molle, e rkin naso.)“(Aq) * 5 ° s cpiMa-nò-sca.Cit. di Francia nel dip. delle Basse Alpi.( li) m( Oins raì- Ma-no-scò-pi-o. Sm. V. G. Lai. manoscopium. (Da ° S C«ITT °’ , C , sc °v e0 io osservo.) Lo stesso che Manometro. F. (Aq) Iscritto 0 ’ .Ma-noserìt-t 0 . Sm. comp. Libro scritto a mano.—, Ma- au Co ■’ S ‘,v ' ^ at ' co< l ex calamo exaratus. Rèd. leu■ 2. 22. La pre l4 »0: rii: &i ailCQ ■ L>ai. coaex calamo exaratus. ricci, leu■ 2. 22. KH„ t ov' a u .n tal favore di alcuni manoscritti. E' 33 . Che trovo fa)t cgl . o 1 j'sfjli antichi ‘ manoscritti ddla mia libreria ec. E 61. Mi >. c provypV' 1 , nora . to , e litterario impiego ec. di andar rintracciando ailt * c ^ manoscritti delle lingue tutte orientali. ^"'Pafo 0 ' ['”• comp.'] Scritto a mano, Scritto in penna, Non y*ll u li),' Manoscritto, sin. Lat. calamo exaratus. Red. le II. Occh. p iri si ,’ rci la de'Padri Domenicani del convento di santa Caterina di ì^'esjo *ì 0 v u , n antica cronaca latina manoscritta in cartapecora. E ■°ati ( j ‘ ’. S. Illustrissima lo ascoltò da quella veglia del signor venire alla luce insieme coll’ altre che restarono ma- X° Vr°P° la morte di quell’ eruditissimo gentiluomo. c [abili|. G ia -“ ó -so. Add. m. Morvido , Trattabile. Lat. mollis , tra- Hj C| t li;, fi-a>S}ax.cs, iip.irax,óptcTas. Buon. Fier. 4 . 3 . g. Alcun, 4 b'T/ ;v: ._ 1 P IU arrendevol pasta, E di pel più vegnente c più manoso. Ut • d/n» fi » Ma-na te-nèn-za. A/i comp. Lo stesso che Manutenzione. St £? ìl - Genia. Ins. Berg. \Mixxy h^'ciie j Ma-no-te-ni-bi-le. Add. com. Che soggiace a manoten- aÌ^Sìiz 6 Lue. Ist. 4 - 6, Berg. (Min) Ir ^Cfeli lo f'. E > * Ma-uo-tcn zió-nc. Sf. Lo stesso che Manutenzione, F. G ’ ( 0 ) > Ztfi: Ma-no-val-dc-rì-a. [A/i] ast. di Manovaldo. (Ufi Masritto, Man-rit-to. vi? L„. manov aldo. Lo stesso che Manuvalderia. F., e F. Mondimi- ' ' di Casi" “'““ù'hurdinm. F. il Du-Fresile. Pass. 126. Sono malage- S tria». rplc . ec - ùrile restituzioni, de’ testamenti, delle esecuzioni P fi ' a ° vald erie e tutorie. p^ f e j 0 | se ! ll imento generico di Tutela. G. F. 7. 148. Il detto suo e / p , alla guardia e manovalderia del popolo e comune di b SU .. ' ■ Cosi le prime edizioni, (rii necademiri tee sm Si* kimi le prime edizioni. Gli accademici leggono Tutoria , ri jy tifi."Ì r ee * ,l ori fiorentini Tuteria.) (P) J^jdo, pi V, §0 Ma-no-vàl-do. [ Add. e sm. Lo stesso che ] Mon- vi brio " ^ ro, fMorell. 253 . Provvedi in lasciarla pur facitrice cogli dpin a ^ l > P cr onore e per dovere. E 33 i° cc CCc anici ardiscono ogni gran cosa. Cavale. Att. Apost. cult o n ° n a i | it a * n templi fabbricati per umano magisterio, nè o nurmmi, « di nullo nostro mestiere corporale liae bi- , 7 »o, 3f r manovale, v U1 Iluu u ™>u„ 1. Qv 111 Purn i "danti. Lug. 26. 1. Convien che badi ec, ad eserci lo V, jq °P ere manovali. (V) fiat.[Afi Lo stesso che] Lieva. F .—, Manovel- pQh. > e d«.a • . • Gr. «àj itmios. (Dal lat. manu levo io alzo con So- C ’«ru V - afc Strumento . i.°P ra , Ch’, C>P^K.t 6 *: Q-ti con cui la mano alza, solleva cc.) con subbie , manovelle e pali Faranno si Col ^“at'Pclt; 10 ® 1 . 1 ^ S ran torre manderai! sozzopra. Ciriff. Calv. 3 . 81. Hjfttto Pale ~ - ” " - - -■ ■ ■ - in su ]i — r “"aiuvtuc. oegr. M iur. c 5 da|l e a ° ri Vo n a coltrice, che tutte le manovelle dell’opera non P a- » Parti di èi.”, s S e ~. 166. Nelle travi. . . sono funi che il ponto **0Ys® a rin,v xf a con -- manovelle fanno chinare. (Pr) fn. p f '. Ma-n^v ll “ o cl timone v/' i Agghiaccio, 5 2. (N)_ ** levai» ,.' vc l-lo. manovelle. Segr. Fior. Cliz. 5. 2. Stiacciossi P'Sn Sm. F. A. F. e ùf Manovella. Fit. S. Frane. MANSIONE 2 £g 3 rm Dicesi anche delle Operazioni che si fahna^per governai" una mire, e de'cordami medesimi che compongono il corredo di (jueldtparte del vascello che serve per farlo navigare. (A)- (V an) j — \ttk.*Manovra che si fa di sopra'alle gabbie o alle penne.(N sai) * -— 1 bassa: * Manovra che si può eseguire di sopra ilponfe.{X an) 4 —- grossa : * Lavoro che si fa per imbarcare le gomene , e per mettere al luogo le àncore. (Vali) i —* Dicesi Manovre dormienti, le Corde fisse, come le sarchia i patarazzi, gli stragli e simili che non passano per carrucole, o che non si manovrano se non di rado. (Van) 6 — scorresti: * Quelle funi che passano per entro carrucole, come i bracci , le borine e simili che sentono ad esercitar la manovra della nave ad ogni momento. (Van) 7 — stabili : Quella specie di cordami che servono per istabilire gli alberi, i quali non occorre mai maneggiare nel tempo della navigazione. (A) 8 — VOLASTI : Quella specie di cordami che servono per dare i moti necessarii agl'istrumenti che rendono mobile il vascello , 1 quali occorre spesso maneggiare navigando. (A) Manovrare. (Marin.) Ma-no-yrà-re. Alt. e n. Muovere o Maneggiare i cordami del vascello , per eseguire un determinato modo degli ordie giti di detto vascello. (A) Manovriero. (Marin.) .Ma-no-vrié-ro, Add. ni: Si dice che uno ufficiale è bravo manovriero , per significare- che egli è abile nell'arte e nel- V esercizio della manovra. (B) ManporAo.* (Grog.) Man-pòr-ro. Fiume d'America nella Columbia, nel dipartimento di Oronoco. (G) Manuali. * (Geog.) Man-rà-li. Antichi popoli dell'Africa nella Libia interiore. — Antichi popoli dell' Asia nella Colchìde. (G) Manresa.* (Geog.) Man-ré-sa. fiat. Miliorisa. Città delta Spagna nella Catalogna. (G) Manrico,* Man-rì-qp. N. pr. m. Lat. Manricus. (Dal ted .manti uomo, e reich ricco : Ricco di uomini.) (B) Manritta , Man-rit ta. {.Sf comp. La mano dritta o destra ; che dicesi anche] Mai-ritta. {F. Mano, §. 60.] ■TO , Man-rìt-to. [ Add. e sm. comp.] Contrario di Mancino. {Di- cesi anche] Marritto. Cr. nella v. Mancino sost. Manrovescio. (Milit.) Man-ro-vè-scio. [Am. comp. Colpo dato col braccio oli’ indietro , e da sinistra a dritta con arme da tàglio , ovvero con bastone o iifine colla parte convessa . della mano. Detto anche Rovescio e] Rovescione. , Mai-rovescio , sin.Lat.ìch\s>.Gr.st\ryi“h. Stor. Aiolf. Gli menò un manrovescio, “Che gli tqgliò la mano ritta. Ciriff. Calv. 2. 4ò. E mentrechè ’1 gigante in giù balena, Iln manrovescio Guglielmo rappicca. E 2.60. E, rotta l’asta, trasstùl brando fuora, E diede un manrovescio nella guancia Ad un gran Turco che montava in sella. Morg. 26.112. Che si senti una spada fischiare D’ua certo manrovescio tondo e giusto, Ch’a venti il capo levò dallo ’mbusto. » Bern. Ori. 33 . 53 . Il conte ad esso un manrovescio serra. (N) Mans. * (Geog ) fiat. Suindinum , Ccuomania , Civitas Cenomanorum; Città di Francia, capoluogo del dipartimento'della Sarta. (G) MansallA. * (Geog.) Man-sàl-la. Città della Barberia. (G) Mansanare. * (Geog.) Man-sa-nà-re. Spagn. Manzanarcs. Citi me di Spagna che scoiTe vicino Madrid. (G) (N) . Mansarda. (Ar. Mes.) Man-sàr-da. Sf. Maniera di letto , quasi piano net colmo , e quasi a piombo da’ lati. (Dal frane, mansarde che vale il medesimo, e che proviene da Mansard , nome deli’ inventore di questa specie di tetto.) (A) Mansare, Man-sà-re. {All.] F.A. F. e di’ Ammansare, [Mansuefare.! Lat. compcscere, mansuefacere, lenire. Gr. 7ux.Tuvpa. fosse lo stesso che quello dell’ astiarlo , cioè custode della chiesa.Altri credono che il ministem di lui fosse di aver cura della luminaria , e accender le lampade e le candele. L’ opinione più comune è che fosse come appo noi il] Cappellano, ovvero Colui che ufficia^ la chiesa, che assiste alla chiesa , e l’ha in custodia. F. il Da-Frestie. —- , Mansionato , sin. Lai. mansionarius. (Dal lat. munsi, io dimorai, io stetti fermo.) Mtrac. Mad. M- Uno de’mansionari! rispuose : parche erate voi da dannare per questo danno? Dial.S. Greg. M.1.5. Avea nome Costantino, cd era mansionario, cioè santese, nella detta chiesa. Pass.i'02. Monache di monisterii, che sono soggette a’ vescovi, si debbono confessare a quelli confessori che concedono loro i vescovi, o situo cappellani mansionari! del continovo , o altri ec. Borgh. Fesc. Fior. * - », . • : » e - -.- e c j, e mansionari! si dicevano. Città e fiu- --u -, -'afa la^ om. y. A. r . e tìt Manovella. Fit. S.Frane. 5 oo. Dopo que’ primi gradi di custodi —- - 1 ) Ho’! 1 , fanciullo P ° l , ta f,°“ manovrilo , perocché era di grandissimo Mansionato. * (Eccl.) Mau-sio-nà-to. Add. e sm. F ■ A.p.edi Man- rito. (%ff C lc v'era sotto, si lo trovaro sano e salvo senza ' ìj V ‘L. (sacche Maneggevole e Dozzinale.Segn.Descr. 4lf ° v H4 ». ( Pare s “ ntuos e trabacche ec., tende e padiglioni più mano- ^'■^ 1 arin.) e x T 0,e ,* stampa ; potrebbe leggersi Manovali.) (N) filaniQ.^sdmenti Ja ‘ ll0 -ira. Sf Arte di sottoporre a leggi il ntovi- 1 f'de fi °nc he P er . dirigerti col maggior vantaggio possibile. Così . tifififar nu.. 5,rv,z ‘° de'marinari e l'uso che si fa di tulle le c, ”’ Uo ^rc ,/ basli J Sii ^>1. generfg r ' = ! e ,.“ fiaslimento. (Da mano e da ovra. V.)(Van) all,, fi Peimj, ,‘ e .f un i di una nave ; quelle cioè che servono a ri. 1 4, , le vele ^ (YaV e l'ancoramento ; come anche a tenere 2 sionano. Passar. tÒ2. Cappellani mansionari del continuo , 0 altri. f Così l'edizione di Firenze 17 z5. La Cr. legge Mansionari;.^ (fi) Mansione , Mau-si-ó-ne. {Sf] F. L. Fermala , l osata , Stanza. Lai. mansio. Gr. p-en. Mor. S. Greg. 4fi Questa e la condizion del tempo, di non aver fermezza di sua mansione. E ^.2. Di che ben disse Cristo nell’ Evangelio : nella casa del padie imo sono molte mansioni. Agri. Pand. 40. Ne-l quale luogo lo industrioso animale osserva sua sedia e mansione, ss Pattar. Ist. Cono. 2. 3j6. Fe’ significare al Pontefice , che non si prometteva sicura quella mansione dell’ impeto de’ Confederati. (Pe) , — Soprascritta della lettera. (Cloe la parte in cui si nota la tj/xnora. di colui , al quale è ùidiritta.) Pignor, Leu. Berg. (Min) I >5o MANSIONERIA MANTELLEGGIARE MANSiONERiA.(Eccl.)Man-sio-ne-rì-a. Sf. Lo stipendio stabile della messa, che godesi dal Mansionario. Cappellania. Perand. Leti. Berg.( Min) Mansir. * (Geog.) Città dell’ Indostan. (G) Man^o. Add. m. Mansueto , Piacevole. Lat. mansuètus, lenis^mansues, • Varr, Gr. ■xpàos , i ’ipspos. Pani-, Purg, 27. 76'. Quali si fanno , ruminando, manse Le capre state rapide e proterve, li ut. ivi: Manse, cioè mansuete. ' Pii. Plut. Ingannando li cittadini sotto altro titolo più manso, che ideila tirannia. Masso. Sm. Podere. ( Da rnansum che ne’ mezzi tempi avea questo senso , e che comprendeva tre specie : mansum indominicatum , ingemmai et. servile. Il primo era nel possesso della chiesa , di alcun prìncipe a nobile : il secondo era dato in fitto ad un colono detto mansiutrius : il terzo era dato in feudo sotto il carico di qualche servigio. Prendea nome da mansio dimora , poiché vi dimorava il padrone o il colono. In celt. man abitazione, maes campo.) Borgh. V?sc.Fior. jiG. Voci casa a par te con alquanta terra, ec. ad un podere PI- 2 — Recare in mansuetudine = Mansuefare. Vii. SS. Pad- 2 ,'- ne 1» Veramente questi meriterebbe di domare e recare in mansueto» natura de’ bruti e feroci animali. (V) . ua ls 3 -— * (Icon.) Donna coronata di olivo, con elefante vicino , tal " essa appoggia la mano destra. (Mit) , , Mansular. * (Geog.) Man-sù-lar. Isola dell' arcipelago dello presso la costa occidentale dì Sumatra.'(Gr) Mansur. * N. pr. m. (Dall’ar. mensur ajutato , difeso da Dio» 0 |1( j ro vincitore.) — Nome di molli califfi che dopo Maometto reg na sugli Arabi. (Van) . j„pO Mansur. * (Mit.) Nome che prese Achem , divinità dei Brusi , la sua sesta incarnazione , che ebbe lungo in Africa dove fon parte di un condottiero di Carovana. (Mit) /Q) Mansura. * (Geog.) Man-sù-ra. Città ^provincia del Basso E§ 1 ^ Mansurie. * (Geog.) Man-sù-ri-e. Città della Turchia asiatica ne verno di Bmsora. ,(G) r nvn* uuu taoti a wuii (Ut|Udmd taid au lui ^tuucic kci /tu ut ^ .» vicino, che cotal nome risponde a quel che allora diceano Manso. (V) Manta. ’ (Geog.) Golfo del Grand’ Oceano equinoziale, sulla cBS Mansorino. (Bot.) Man-so-rì-no. Sm. Lat. Ioniccra ctrusca. Nome che si dà in qualche luogo della Toscana ad una specie di madreselva, che ferisce in maggio , ed i cui fusti sono più robusti che nelle altre specie. Le sue foglie sono di color verde e giallo , ovale , rotondale, pelose, con costole e vene dello stesso colore. Il suo fiore è giallo al di dentro, rosstgno al di fuori e mollo.odoroso. (Van) Mansuefare , Man-su-è-fa-re. [Att. anem. comp. Rendere mansueto , Addimesticare,1 Indurre in mansuetudine .—, Ammansare, Mansare, Ammansire , sin. Lat. mansucfacerc. Gr. rr puùmv. Tass. Gir. 1 2. 3 o. Mansuefece e raddolcio l’accrha Vista con atto placido e cortese. Buon. Fier. 5 . 2. 1. Mansuefare il verme della fame, Che in andando s’accende. Mansuefatto, Man-su-e-fàt-to. Add. m. da Mansuefare.-—, Ammansato , Ammansito, sin. Lat. mansuefactus. Gr. seijx.pv 0 p.tvos. Cr. alla v. Ammansato. Mansuescere , Man-su-è-sce-re. N. [ass. anom. e difetl. di cui sembra non potersi in qualche raro caso , oltre all'infinto, usare che alcune uscite del presente dell’ indicativo e del soggiuntivo .] V. L[e A .] Divenir mansueto. Lai. mansuescere. Gr. r i ftpìap§a.i.Danl.Conv. "}6. Il savio uomo collo strumento della sua boce facca mansuescere e umiliare i crudeli cuori. Mansuetamente , Man-sue-ta-mén-te. Avv. Con mansuetudine. Lat. mansuete , placide. Gr. sepavptvùs, rigipus. Bocc. t.ov. 45 . 1-p. Avvisò di volersi dcj fallo commesso da lui mansuetamente passare. Com.Purg. Rispuose benignamente e mansuetamente , che ciò che 1 giovane avea fatto , era per amore. Ir. Jac. T. 5 . 23. 3 2. Quell’amoroso sposo, che ’n ciel regna , Star deggia in te sì mansuetamente. Mansuetajio. (Arche.) Man-sue-tà-ri-o. Add. e sm. Colui che in Roma , addomesticava le fiere, Caraf. Quar. Pred. 3 . Berg. (Min) Mansuetezza , Man-sue-léz-za. Sf. V. e di’ Mansuetudine. Liburn. Sriveli. 4• Berg. (Min) Mansuetissima.mente , Man-suc-tis-si-ma-mén-te. [Avv.] superi, di Mansuetamente. Lai. mansuetissime. Gr. 4 ,p.i(óira.rx. Fr. Giord. Pred.R, Alt’ ingiuriatore mansuetissimamente rispose ec. Mansuetissimo , Man-suc-tis-si-mo. [Add. m.] superi, di Mansueto. Lat. mansuetissimus, clementissimus. Gr. rtptpwrxTos. Mor. S.Greg.prol. Era Moisè uomo mansuetissimo sopra tutti gli altri che tossono sopra la terra. Fìr. As. 220. Nè lepre, nè damma , nè di tutte l’altre fiere la mansuetissima cerva si lasciò vedere mai il giorno. Eit.SS. Pad. 1. 234. Egli tutto mansuetissimo rispuose : se v’ incresce di menarmi, riportatemi onde nii menaste. Mansueto , Man-su-è-to. Add. [m. e parlando di persona usato anche inforza di sost.) Di benigno e piacevole animo, Che ha mansuetudine , [Facile a placarsi, a compatire, Trattabile, Agevole ec.] Lat. mansuètus , clemcns. Gr. svpcios , nSacrcrós. Bocc. nov. 3 2. 3 . Covisi artificialmente pallidi , c colle voci umili c mansuete. E nov, 7 8. 2. Il quale con più mansueto animo una ingiuria ricevette. Petr. son. 23 . La mansueta vostra e gentil agna Abbatte i fieri lupi. Ecap.s. Mansueto fanciullo , e fiero veglio. Fr. Giord. Pred. 7//. Mansueto suona paziente , ma più che paziente. » Salviti. Annoi. F. B. 1. 1. 3 o. Qui si fece manso, mansueto , dallo spagnuolo ammansar. Il latino mansueti» , quasi manui suetus avvezzo a tolloare sopra di se 1’ altrui mano ; voce corrispondente per appunto alla greca x^poiiS-. Dalla voce antica latina munsues , tis , si fece lo spagnuolo inanso. (N) 2 — E con vane accompagnature. Cavale. Espos. Simb. 2. 48- Era mansueto delle ingiurie proprie. E 114. Non si conviene che lo servo di Dio contenda nè garra , ma sia mansueto a tutti. (V) 3 E per tnetafi Poliz. Si. i. g 3 . Move dal colle marami tu c dolce La schiena del bel monte. (Qui vale Di facile pendio.) Soder.Coà, Si dee avvertil e di non entrare a potarle se non in giorno mansueto.(Br) 4 — * Ed inforza di avv. per Mansuetamente. Beni. OH.27. ^.Variava tanto dolce c mansueto (AngelicaJ Cb’ ogni tristo pensier tornava lieto. (Br) Mansueto. * N. pr. m. Lat. Mansuètus. (B) Mansuetudine , Man-sue-tù-di-ne. [Sf. nst. di Mansueto. Qualità di chi è mansueto j Disposizione naturale dell’ animo contro l impeto del- itra 1 Benignità, Piacevolezza, Dolcezza.^'. Alaji'iute/./a, Sin.]Ijit. mansuctudo , clementia. Gr. «paórris , vtptpQrys. Tes. Br. 6. 32 .La mansuetudine è abito laudabile intra ’l soperchio dell’ ira e lo meni- mamento. F’r. Giord. Pred. 18. Mansuetudine è cosa che sostiene ogni avversitade ed ingiuria , non rendendo male per male , la quale virtù dee essere primamente dell’uomo.iì' 7^.Mansuetudine non è nome volgare , ma litterale ; e questo nome non si truova volgare in queste parti. Bocc. nov. 3 1. 16. In ninno atto intendo di rendermi benivola la tua mansuetudine c ’l tuo amore. E nov. 33 . 4 ■ Come la nostra . mansuetudine e benignità sia di gran riposo e di piacere agli uomini. Petr. son. sg 3 . Indi e mansuetudine e durezza ec. Porto egualmente. cidentale della Columbia. (G) Mantacare , Man-ta-cà-re. [ N. ass. F(f‘ «ine 11 lat» ] Soffiar col maniaco Sacch: nov. 225. E come lo vedea posato un poco, e per cora i ".n a dormire, e Agnolo mantacava. E appresso: Agnolo ila altr^K -]„ .1:— . —— ~ E mantacaudo subito disscj y mantacando dicea : ec. Pataffi g. E mantacaudo subito disse : fi e Mantaciiutto , Man-ta-chét-to. [Sm.] dim. di Mantaco. [C. dì Mauticetlo.] Lei. folliculus. Frane. Sacch. nov. 225 . Egli S L: Ve - dappiede con un mantachetto segretamente. Cani. Cara. 196 •” nezia siarn noi , e.vi portiamo De’nostri mantachetti. All Mantaco, Màn-ta-co. [Sm. PI. Maritaci e Mantachi. V. A■ '• i so' Mantice. (Dal gr. mandace pelle.) S.Agost. C. D. A form» r *fi ce , e a modificarla , come li muntaci titilli fabbri, ec. Frane • nov. 225 . Comincia a soffiare col mantaco sotto il copertoio. g ^ t i» 2 — Per rnelaf. [Il polmone.] Dant. Purg. i 5 . Ss. Invidia m u mantaco a’sospiri. 3 — E fig. Fr. Jac. T. Per dio la negligenza sia sbandita , idi* tachi sien dritti inver 1 amare. Guitt. leu. ig. Coi mantachi . perbia infiati troppo spffian forte. tr e ■ Maktacuzzo, Man-ta-cùz-zo. [ 5 >n.] dim. di Maniaco. [V. A- Manticetto.] Benv. Celi. Chef. S 25 . Si leva tutte le ceneri e c ‘ soffiando con un mantacuzzo. (1‘d Manta rro , Man-tàr-ro. Sin. Sorta di vestimento rustico, f ors che è dello Saltamharco. (Dal celt. manloa mantello , Samua. pros. 0 . Vidi discosto da noi forse ad un tratto "* JfolP venire con frettolosi passi un pastore nell’aspetto giovanissimo, ‘ in un mantarro di quel colore che sogliono essere cc. (A) t 2 — * Mantello di cavallo. Liburn. Berg. ( 0 ) Mantatura , Man-ta-tù-ra. Sf. V. A. K. e dì Ammantatura- jjiafl' gs Avea una mantatura d’uno sciamito maraviglioso, foderai 0 co annullino. (E. uot. 3 f 5 . Guitt. Ictt.J (V) talO't Mante. *(Marin.)iS’/.Lo stessoche Amante, edusasiperlo più ^ * Manteca. (Ar. Mes.) Man-tè-ca. [A/i Quel grasso odoroso c ^ aC ii*"'R ungono e lisciano i capelli. Altrimenti Pomata. ] Lat. ** Gr. p-vpov. (Dallo spagn. manteca grasso di animale e spcctan^M^ porco, burro, ogni cosa untuosa e visebiosa.) Sagg.Nat.esp- 1 ^ 1' lo fanno per lo contrario l’olio di sasso cc., il sego , il ^ lua eC ,f, nalmente la manteca. Red.Oss. an. 3 i. In questo lombrico . qiia. ntl1 ^ sf Baldin.Dec. Si vede un branco di dieci puledri cc., cl j )e ,isip l mantclluti sieno di chiari colori c diversi, ciascheduno paratamente discernere. (A) _ fig, * ™ Mantelleggiare, Man-tel-ltg-g : à-re. All. Ammanterei J gere. Mas. Pred, 3 . 3 z 6 ‘, Berg. (Min) J, mantelletta te, [Sf] Sorta et insegnatoci ornamento rea- e 7 m,- Pylau ecclesiastici,} o di altra dignità, che cuopre le spalle Emonie e ^ c ' a f n y 3 -.^ r - x Kct ^- Stor.Eur.O 123 . Bove distm- * I * se gn« v m- 01 ' °! TÌ ! nc S1 vedevano gli ornamenti , o vogliam dire le £ o/m re Ctl 1 spada , il cinto, la mantellcUa purpurea, ec. ; Unendogli le annille al braccio, ed agli omeri la man- Si a ST e ^ ^ disse ; cc b W n T * ’ ^lan-tel-lét-to. [t$Vn.] dim. di Mantello! [ Diccsi anche ■^Occ. n a ’ -” xail telliuo, Mantelluccio.3 Lat. palliolum. Gr. rpifaiviov. 1 ■*" (Militi* ?. 5 ’ Presi dal lavoratore in prestanza due mantelletti. 'ft'deì'aif d‘ fl }ezie di riparo militare, [ formalo di panconi, per lo più• a postar l , - ta ; e stabiliti sopra delle ruote per ispign/rlo dinanzi ^ Uso tf 11 a . difesa della moschcUeria degli assediali. È quasi fuor ì^biofii °jf CL f 1,1 luogo de ’ mantelletti si adoperano le fascine od i poter ' lScmati -ìGirif. Calo. 1 . 23. E telson certi manteUctti adatti jy s °tto star co’ pali in mano A romper delle mura così piatti,» Ct * a ltrj e C i.v V ’ ** P* ie (dl ° \° ( ^ tì torri, mantelletti, tcstudini 8nrv> Arte', mr'n MANTENIMENTO sSi a ter Uent e ^ V rsi ln antelletti lungo le pareti ec., si contrasteranno for- ■" (ila,.- Puntelli orizzontali. (Gr) Co P*UjD Mantaletti. I marinari chiamano con questo nome le Q L ^fol" che si mettono sopra i pezzi d’artiglieria, quando t n cle lo aperto. Manteliciti chiamano i pezzi di canovaccio cì l J n *ttQ n C ‘ ei f? u t ;7 0trò aver or , ora in prestito, Da -pormi almeno in sul far- «() |J — • VWVC-..I >.VK. y*. .au vu|^|ot.A - * :._ ■ ...... •? , ' ^ahi, .r. 1Cco l° Mantdlino? teli iprcscntarono in Lucca un ) r"delli Ricord. Malesp. 112. App b Wia odLTato di va ̰- con la quale si cuoprono le immagini sacre, e ta- i\., 1111 ; Rot. cortina, vclum. Gr. y.ry.7y. .Va7^, c-.-ìVa^^t^. Pe *r/^ !e j Ull ' t ùI-X°. [ Sm.Pl. Mantelli m. e ant. Mantella f. ] Spezie Pi "h r i l >ev 1 ,!l1 con bavero e senza maniche , che si porta sopra tìt* - C Ipl' 1 ^ (^".Gabbano e JA. Manto.) Lat. pallium, maulcllum, c ;'>to ^p^.F.Flos, io. (Il lat. mantelhun è dal celt. mantel , ìft aSl Pttr , assoid i Tedeschi , Fiamminghi ec. In vecchio frane, di- s . Pf^vcnj mite l, ed ora manteau-, in in gl. mantle , in isp. manta , Vctt ic di v.'r amou - Greci trassero da’Persiani maliche c mindycs il pi 0 lmi e .^ SlJiUcnto .militare.) rarch.Star.g. 265. Il mantello è una j, Uscjj,' !? e j' lo più iusino al collo del piede. Bocc.nov.2i. 6, Vide- *, r. Ce lat'i,J B' u erra. Liv. M. I quali portassono sotto le mantella C *%. § ne We. tir. ' yt/l' S ?’ fìicopcrla, Coperchici la. Lat. practcxtus. Gr. vpoQz-ms. r, « ics * C( Z. ni,ni. .. I ll_ _ 1 .! • _ _ ’ * r _ _. • a un».» .. g pivci r Clamai 0 dl r ^ ÌOSO ’ n ° n lc ne fi CÌiUc - ^'a ìììr) d(ir s ì 0 acqua = Essere pronto al bene e al male , 1 <£^ n *' cosa ' ^ aL xn onmcm evcjitum paratum esse.Salv. » v. ® 10 stento, io ho mantello A ogni acqua. Alleg . *77. i*n e c Cr Mantello ad ogni acqua, dove bisogna, j. te// 0 ^{fora 0 mantello lenire a qualche conclusione; tolta ^ ^ f ,le e« Va a > s urto, che se della pezza del panno non esce il man- e", Ca fl Ja i 0 altro vestimento minore . \_E. Cappa, 5- d.] (j suai 11Jai) lel d’altri o sìmili z=z Scusare se coll’accusale ]\t Si s °mp re i - 1 c, ^l )aiu in alios derivare. Salv. Grandi. 2. 5. E per ft e, y lj lar e Jj -^. lu °gni suo Avvenimento ricoprir col mio Mantello, ì^’* ( fA Sen lenii' V °^ t;re jaiai d ; ello o similiz^Mutar pensiero o opimo - mutare. Gr. aparOE-r^at ttiv hiduQioLv. Cron.Moì'ell. 7 llQ ropn. UUl ‘Uanf!ìTl cd ^ ssi . , che 1,011 ì>0 ^ la salute tua, e tu al- s “ ni0l de ci C .°: °ui(l. G. 16 7. K tu con mantello rivolto diso- * e «i p/^frìj. j^. ^.'ieudi confoitare che il nostro Ile addoniandi pace. P r °Vveiluìl Slal<; n< t verno non andar senza mantello — Sta p-dla „ 0 ì ,f ’ r tutti i casi che possali nascere ; tolta la me- ? "'ita d\ ,.PP U us0 'ial mantello , essendo facil cosa che ^ ClùSo- Gr'‘e ,‘! uun t° d’inverno. Lai. boeta tum liyeme, tura r°r(: ■■ a a il p, * MÙ xofssm ayaToV. V. Flos. r 128. S °' IR S au sotto ;F Cl con 'P a >' 1 ’, [fili col lupo va aU'oft'ei t-0 a simile P’ pè ^ l 'po, r 'mantello —Chi ha a trattar con tristi vada cau- *(, n ° n si faccia ’ ! , s ( v [ g ]ii Il suo grido , essi dicevano, è simile Alo squillo di una tromba > egli imita colle modulazioni dell’ aria nella sua gola ; con la i ’ ll f X a t..1. - _ r .1: ... j.v “7- J_ 7 .,,-a che 5‘ ibi, eh’è lunghissima ed si avvicinano, e la lancia irta di punte, si difende da coloro c 1 puranco da Luigi contro quelli che seguono. Finalmente pretendevano i citati naturalisti antichi che 4 ^ si’ animale fosse tanto agile , che correndo saltava come se ave -■ proprietà del volo. 1 Greci lo chiamavano Antropofago pei■ esseri • , ingordo di carne umana. Pausonia, parlando anch’egli di qa es voce e favoloso quadrupede, dice non esser altro che una tigreà ye manticlioras. Gr. gaprix^pas. Ciriff. Calv. 1. 28. Manticorcf® jj, filar di denti. Morg. 25. 3o2. Altri in bocca hanno tre filai’ Con volto d’uom , manticore appellati. ^ 2 — (Zool.) Genere d’ insetti dell’ ordine de’ coleotteri, delia *? J.i de' pentameri , e della famiglia de' carnivori terrestri , stalla^ Fàibricio ,. che ha pei' tipo la Manticora maxi Uosa che /roi-a-* Capo di Buona Speranza. Quest’ insetti son distinti pel loro . pii colore, pel Corpo oblungo come pure per l elitri in carene sU fa e che abbracciano [addentine, e si retrocedono in punta V® loro estremità , e gli danno la forma di cuoio. (Aq) (N) Mr AIantide. * (Zool.) Màn-ti-de. Sf. L. G. Lat. mantis. (Da lìU f L .fé, dovino.) Genere d’insetti dell’ordine degli ortotteri e dell* fifL/ji de'mantidi , così denominati dAla loro abitudine di alzare , le lunghissime loro zampe anteriori e poi di congiungerle , come si è immaginalo, indovinino e indichino le cose. Per yp dice Latreille , nelle province meridionali delta Francia si chtA Prega Dio , e dal volgo si reputano insetti sacri. (Aq) Mantide. * (Mit.) Epiteto d’Apollo , cioè , Indovino. (Mit) . Mantidi. * (Zool.) Màu-ti-di. Sm. pi. V. G. Famiglia d’ins el t ordine degli ortotteri, e della famiglia de’ coiridori, chehm 1 ' s i, generai distintivo antenne ordinariamente setacee , articolimi>' py labbro ittferiore a quattro divisioni , e tarsi a cinque arl Ì c0 ‘ > 'fff e ireille ne fa due divisioni : gli Spettri ed i Rapitori, ed ù l 4 ^ rima racchiude il genere Mantide. (Aq) g ftf AIanticlia , Man-tì-glia. Sf. Sorta d’ ornamento o di (dito che vano le donne sitile spalle. ( Dallo spagli, mantilla che si P[.°,j , a£ Cr mantiglia, e clic vale il medesimo. E voce comune in Napoh-V^j rim. 2. 7 4- Or s’usa l’andriè, Mantiglia, battilogli, ec. Fagd-p- $ id>- 1. alt. 3. se. 3. Hanno le mantiglie , l’andrienne , e le culli® S , vj'.) ... Mia figliuola nè la Alenica non hanno nè portan queste cO=®A C|jit Mantiglie. (Alarin.) Alan ti-glie. Sf. pi. Sono due corde che 0 i due capi di ciascun pennone, e servono a tenerlo orizzontanti' ■bilancia quando esso è nella sua situazione ordinaria , opp u ’’ e Lfi nel lo più alto da una parte, che dall’altra. Dette anche Balairt 11 ®^^( 5 ) Alantiechi, sin.(Da manticchi: e questo dall’ar. muntekis fune rito*, Mastice, Man-tì-lc. [Sm. V.L.Tovaglia piotala, ed è nome S enerll ia tra' Fiorentini vale ] Tovaglia grossa dozzinale. [ Secondo A friO esatta e più generalmente ricevuta nozione , esso è quel p an con che si copre la tavola sopra la quale s’apparecchia la m ells rjff* mantele,] mantile. Gr.oiìòv », yjqógoLer pzv. lìnee .leu. p r.S .AP' 1 -^ 3 \]tri tavola coperta di netti e onesti manlilì. i'r. Giord.S. Pred. f', ÌL , e venia 1 belli mantili bianchi e le tovaglie. (fuad.Cont.Pns^ ff' lea , per pagarlo per tessitura di mantili, e altro panno. Con lestezza vi getta su un mantile, Sliattutol prima ripiegata a > p t .hr i-nè-a. Lat. Mantinea. Antica città df _ , «** Mantinea. * (Geog.) Man-ti-nè-a. Lat. Mantinea. Antica città , ponneso nell’Arcadia; detta anche Mandi, Mandinga, Dorbogl^.^i/'' tempo Antigonia ; famosa per la vittoria di Epaminonda su S" temi. — Antica città del Peloponneso nell Argolide. (G) .0 itl comunetn. difesi Amante. B] lanino, Baih.&j8. tg. Manti, 7 L. 0 * 0 ?! C l 10 "S‘ a i Poppesi e orcipoggia, ■*■ q (Arche.) Specie di vestimento simile queste voci. (Mit) gli d'11. da Mantello , Pallio , Cappa. Manto è veste usata da- l011i1111 * C ^ a ^ 1 ’ donne ; Mantello è abito solamente virile e voce ^ 0 »?Wle dell’altra. Pallio poi, come voce pretta latina, è an- 0l . . ll0 ^^ e di Mantello > e suolai principalmente applicare ad t / ii| U ì lenta Religiosi. Cappa infine usasi per lo più dire di que’ maa- Cq * un ghi che portano gli ecclesiastici nelle loro funzioni, o per WTS* a ^*to di loro costume. V. Gabbano.- di p } ,r - f Lat Mantus. (Dal gr. n/antis indovino.)— Figlia i e ta ‘ Secondo i poeti , profetessa italiana , moglie di Tiberino 3 ^ , (ti- e r,!ac ^' e dì Orno , fondatore di Mantova (lì) (Mit) ^ to, ìc ^'.U) ^ ul do o Mano, dim. di Summano. Nome etrusco di Piu- 'caJ- ^dd. m. V\ A. e pivvcnz-. B. e di' Molto. Lat. multus. Gr. tDai frane, maìnt molti, die (Priva dal celt, maint moltUu- Cn«|; ant. Dant. Maian. 66. Mante fiate può 1 ’ uoin divisare . OCrhi r n ,., n i.« n. ™.. 7, 1 n,r __ r»_• 1 .1 • MANUZZA ■A3 r*"- R*t- Tuli. G. S. Mangiare couviYm> irti’nonio arciocch’ e’ viva c non vivere acciocché' mannelli. Seri. Pist. Manucmiu un morsello di pan grosso , c appresso si coricano in imo povero ledo. Vd.l'lut. Li castroni di r/nella terra passano alle tene marittime, e inimncano pesci di mare. Bore. nov. 1Ò. 3j. Credete voi clic egli vi mannelli ? i morti non mangimi gii uomini. Albert. cttp. p. Innanzi è da por mente al convito con clienti nomini In mannelli o bei. 2 — Per metal'. [Rodere, Consumare.] Ar. Far. i?>. VJ. l’croccbè ’l cuor le cuoce e le inamica L'ingorda voglia.» Duo. Coll.}), mp. Ac- cioecliè lavorando la vanga non gli trovi f i rnjaccì posti al ji:c dei pantaniJ e la golpe la vernata non gli cavi e mannelli. (N) 3 —- [ l ! roveri. Dove si manuca Tddio mi vi conduca] e dove si lavora , mandi fuora : detto di facile significato .] Fir. Lue. 2. 2. Dove si manuca , Iddio ini vi conduca; e dove si lavora, mandi fuora. Makucato , * Ma-nu-cà-to. Adii. ni. da Mamicare. F. di rcg. Lo sles.o che. Manicato. F. e di' Mangiato. (O) Mancccia, Ma-nùc-cia. [iSYi] diin. di Mano. [Lo stesso che Manina. JC] Lat. manliola , jYV>i>. Marc. Gr. xapl^n... Vii. Crist. D. Standoli: il fanciullo in grembo, veggendo elicila piangea, sì le ponea la sua manuccia piccobna alla bocca e agii occlu. E appresso : Porse loro la malaticcia sua , acciocché eglino la baciassero. Maxucodiata. * (Zool.) Ma-nu-co-di-à-ta. Sf. Imi. paradisaca apoda. C*_* .P _// /• . /• .7 7fi /• _ 7 . .3 I. . I - I '_ Ì'fov a ; 0 j C , U COsa C ^ 1C cor dicede. B M. Cin. 1 27. Posciaclied io Specie d'uccello dì paradiso, dell'ordine de' passeri , che ha le pcn- lUorto nte ( 7 ua, drt fi la sua signoria , die voglia manta Mi dà di ne degl ipocondrii piti lunghe del corpo le due penne di mezzo 1 4 ^finrr * Barò. i3. 1<). Fra la gente sicura Mante fiale disonno della coda sono lunghissime e setolavi ; questi uccelli abitano a bran- ^ d2. 6. Che mante volte però morti vidi. Usata / 4. r, ^ os 0 A’m. Feste usata, assettata e lunga a guisa di manto,

  • Atv.comp.] V. A.Par raglia lo stesso che Tuttora, le rode, e che sia formata da Mante e Ora. (I* 1 frane, maini tp^'olte ore.) Dant. Majan.Sy. Aggio visto mantore Magn’omo a ^jr, tl 9 so Cader basso, e coitoso Partir da giuoco e doglie dilettanza. ..■Ho l c ,■ delloZaneapag.sAo. ha-. Aggio visto mani’ore Magn’uo- •'14,4 Poderoso oc.) (B) ». 0ri * (Geog.) Màri-to-va. Lat. Mantua . Città e provincia dTtalia R° n ‘bardo- Feneto. (G) Mimto-và-no.y/f/f/./u-.w.Di Matova, Nativo di Mantova. (B) M'* (Grog.) Sm, Home del Ducato ed ora del territorio ai J?«/i^ G|Aae > Man tru-già-re. [Att. V. A.} Maneggiare, Trattar con ^•Qn ^ideare. Lat . maini attrectare. Gr. ^nKoc^uv. Sod. Colt. l)n 6ta ^ resca la niaUiiia dì buon’ora, mantrugimi- C ° * e brancicandola il meno che si possa. * (Mit.) Man-tùr-na. Dea de’ Romani alla quale si rivolge- ^'Ufi/^dJ^chè la novella sposa fosse contenta della casa del proprio celt.wm abitazione, e turn rivolgere: Clic rivolge alfabi- * 7 a, » a Hto.) (Mit) Paese della Guinea supei'iore sulla costa de Grani.((f) ’ àla-u u-à-le. Add . com. Di mano , Batto con mano.— , Mu- ■ ì^l'ie 5S - lH - J jUt ’ manuarius. Gr. x^pOTrc/jjro^. Bocc. g 6. f. ci n ^uale arte non apparasti. G.f r . 42 . 4 ^dò. Essendone signori s- a sn liUmt,ali e idioti- Com. Purg. Qui esemplificando mostra la ^giiy P L,| ’b ; a non solo proceder ne’mortali per radice d'antichità di »t CC( ^ {ì l toi. f A E ’ Ma-nu-al-men-tc. Avv. Con mano . Lat. manibus. Gr. ^ on ^ P anuo n^uualmentc tessalo.Cavole.Mcd.cuor. che (,.• q ( '• u Iiu.nuuiim,uit. M.5SUIU. Ka tIVUlC . iVJ GU.Cl H la, Uli(j j. ° fa non solamente citi uccide manualmente l’uomo, tii^ - ort lma e consiglia. Vit. SS. Pad. K se avviene ilab*' 1 V'a^k Iria [ uia 'mente , entri all’ ovazione , e facciala perfetta- lljn. a t iat (11 . , . C "' R 'col. u6. Sotto 1’ ombra di quel fiascaio ec. parte a 1 Ce . 4t -EsTn * C P ai ’ te manualmente fatto. ijg al f f g Olilit.) Ma-nu-ba-lè-stro. Sm. Balista portatile de’Boli 1 R»mi’ 0 - ^ v a ez i°ì e propriamente ipiella Strumento daguerra intoni, antichi chiamavano Scorpione, f.at. manubalista > Pcr ll r?"cgli jf-Ccgez.pag.i6T. (Firenze sdiS.J Gli scorpioni sono per ì- n | ari| d)alestri oggi sono chiamati, e però cosi nominati » 1 s »oi sottili quadrelli agli uomini danno la morte. (Gr) i^ (r< di Ma-uu-bi-à-re. Add. com. Aggiunto di coloni v.. 4 ■*,«£ trof ' ■ y «.ni». yziCygtttmu ut-colonna ‘^‘coA av* ,n basso rilievo. (Da nuuiubiae bottino , spoglie del- q U ®- ftlo, ^ U V. L. Manico. Lui.manubriurn,capulus. là q tna n 111,"SA'■ nat. esp. gS. Con muover poi in qua e in 5 "Y (i\} li,nu l]rio' ^ a l‘presso ; Incominciammo a dimenare in qua e in !» llf HnhM n ' A>V ' 1 c kl cantiere. Manovelle di legno , delle qua- ktl> ‘i (§\ n numer o pei frequenti usi d’ alzare e muovere pesi *1(1-11 AoJ 11 C ^~ r< p e n r V.A. oggidì poetica. Lo stesso che 1 } ^ <ÌC{ d- r ^^. ai '-dwcui'c ; edere ? \esci, Gr, 7 rpwyw ? (fa- - c , — --7 que* . v -. chi nelle isole Molucche , e si pascono di grosse farfalle. È grande quanto un ionio , color giallo al di sotto , sopra della testa e del collo , ve?de smeraldo attorno al becco ed alla gola ec. (Van) (N) Manupurre , Ma-nu-dùr-re. Alt. ottoni, comp. Condurre a mano . Ca* ra ff Quar. Preti, g. Mrrg. (Min) Mance,* Ma-nu-e. iV. pr.m. hai. Manne. (Dall’ ebr. manoahh Requie.)(B) ^Dncele, * Ma-nu-ò-ic, Mamicllo. TV', pr. m. abbrev. di EmmauueUt.— Nome di due imperatori greci, l’uno Comuenn, l’altro Ptdeolog(i.(R)(V an) Manu ella, * Ma-mi-ei-Ia. Sf. B. corrotta da Manovella. B. (A) U —* (Marin.) Specie di stanga per mezzo della quale si jarimuovere il timone. (Van) Mannello , * Ma-nu-cl-lo, N. pr. m. Lo stesso che Manuele , abbrev. di Emmunucle. B. (B) 1 — (Eccl.) Uno de titoli dati a Cristo. Vit.S. Gio.Batt. ip/p E ogni altro nome clic si diceva nella legge vecchia di lui, come Messi», Mannello, Salvatore, ec. (A) Manumissione. (Erg.) Ma-nu-mis-sió-ne. Sf. comp. Il manomettere , nel sign. del j. 1. liberazione da schiavitù. (A) De Lue. lì erg. (O) Manojiissore, Ma-nu-mis-só-re, Beri. m. {jhi ManomeUt re.J Che affranca, [Che libera da servitù,} Che dà la libertà. L&t. maimmisior- Gr. itevi)spuiv. Salvili.disc.2.‘31g. Sogliono da i battezzanti signori, quasi loro munutnissori , ricevere in douo il casato. Mànumittente, Ma-rni-niit-tcn-tc. {Pari, di Manomettere.] Che affranca, Maiumiissoì'e. Salviti, disc. 2, 3/g. Aggiugnevauo avanti idraulico nome greco, da lor posseduto, due altri romani, che erano il prenome e’I cognome dell’affrancante , o manumiltonte. Manchi; .* (Gcog.) Ma-nu-rù. Città dell isola di Madagascar. (G) Manuscristi. * (Farm.) Ma ims-crì-sti. Sm. Lo stesso che Mamiscrislo. B. Ricett Fior . Zuccliero fine chiarito a forma di manuserisU libbre due. Pasta. (SS") Manuscristo. (Farm ) Ma-nus-crì-sto. [Sm ] Sorta di confezione [medicinale, hi quale si adopera per le pasticcili'. La sua base è il zucchero fine chiarito , e cotto a fuoco lento , tanto che giuntatone una gocciola sopra al marmo , si. rappiglia a forma di gelo .}—-, Manicrislo, ManuserisLi, sin. Ricett.Fior, f3 .1 perniiti, i ioech» e mamiacristi diventano bianchi, rimeuandogh mollo. Manoscritto , Ma-nu-scrìl-lo. >Sm. Lo slesso che Manoseritlo; B.lled. esp. nat. ifXJn altro libro in lingua abissina n’ho veduto tra alcuni mauuscritti siriaci. B lett. 1. 7 5 . Spero di poter mandare a \ ,S illustrissima il .manoscritto delle novelle dei Pecorone, che tante volte mi ha chiesto. B 5, jò\ Fin ad ora trovo qualche diversità di lezione in più di un manuscritto di questa insigne libreria. Manoscritto. Add. [tn. comp.Lo stesso che ] Manoscritto, ^ .Buon.Fier. 5. 4- 2 . Fu richiesto da me et’alcuni sciolti manuscrilti quaderni. Red. leti.j. ‘3i. Che ella ha trovato mentovato in un antico suo libro manuscritto toscano di Mascalcia , mentre lo spogliava per servizio det nostro Vocabolario della Crusca .E 4 Tramici testi mauuscritti vi è un volgarizzamento di Mcsue , del quale non 50 chi sia il volgjj- rizzatore. Manustuprazione.* (Med.) Ma-nu-stu~pra-sió ne. Sf. Lo stesso che Onanismo. B. (A. O.) (Van) . f Manotenere, Ma-mi-te-né-re. ZY. anom. comp. Far manutenzione, lUatè- tenere. Nani, Stor . Ben. lib . 7. Berg.. (Min) . Manutentore, Ma-mi-ten-ló-re. Beri. m. di Mamitcnere. C ie fa manutenzione. Nani, Stur. Ben. lib. 1. Berg. (Min) Manoténtricb , * Ma-nu-ten-trì-ce. Beili, f. di Manutenei c. B. ( 1 1 eg. ( 0 ) MAA-nTra/..o SE , Ma-nu-tcn-zió-ne. Sf. Sivurtà data per lo mantenimento della cosa .—, Manotenzione , INlanotenenza , sin. Lag. rim. io non pretendo già che sia passata La limosina m debito ec., A e vo in giudizio comparir col testo, Che la inanntenzion ini si conceda, (A) •>, — * Conservazione, Mantenimento semplicemente. Battagl. Ann. 3 - 334. ( 0 ) Mann. Lez. Ling. tose. 1. $9. Ne^si vuole attender* il parere 111 contrario per la manutenzione dei a dei Bergamino e d altri MASuvALiiRiu^CLeg.) Ma'na-val d«-rì-a.tSZ Tutela, Custodia del mort- dualdo. _, Mauovaldevia, sin. Stor. Seimf. p. Questa (pulzellaJ , rimasta a mamivaldeviadella madre, fu per tsSu appo noli molto data a moglie al Conte, ec. (A) (B) ' . „ Manozza , Ma-uùv-va f fA/.'J dim. di Mano, ito stesso che MuuukuFJ 254 MANZA. Lat. mamcula. Gr. %£q>£$»oi\ Fit. Bcnv. Celi /jS5. Mi risposo, menando certe sue roaimzze di lagnatelo , con una vocevcllina di zanzara. Manza , Màn-za. :> Saloni. Annoi. T . B. 1. 1. Così manza gii antichi, la dama, cioè 1 amanza, rumore. (N) 2 — * (Ar. M(s) Sorta di adesso . F'ap. Com. II coppe, il frullone, la manza, lo sterzo. (A) IVDnzanares. * (Gong.) Man-za-nà-res» Lo stesso che Manganare. F .(G)(N) Manzanii.lo. (Bot.) Man-za-nìl-lo. Sin. Allevo nativo delle Indie oici- deniali , notabile per li suoi frutti , che sono velenosi. Il suo legname c scherzevolmente macchiato a guisa del marmo, f ot. hippomane mun- cinella. (A) (N) Manzo. [•$«*.] Bue [ giovane. TaU. bos novellus, bos juvenculus.] Gr. ■ fievs. (Dallo spagu. manso ebe vai bue, montone, castrato che va alla testa della greggia : e manso forse da manso in senso di mansueto. Vedete su questa voce il Muratovi.') L01.Med. canz. 5o. 5. Non vuol porci né agnelli Gliene imita rul suo desco, Certi manzi e be’ vitelli, ec. Hed. Oss. un. ig 7. I manzi ed i bufoli, che talvolta pesano i5oo libbre ec., appaia hanno due libbre, o poco piò, di cervello.» CYo//, Striti, iig. Diedi a soccio a Vivolo, lavoratore d’Allìeri dì Mugello, pecore c vacche e manzi. (V) Manzorà.* (Grog.) Man zò ra. Fiume d'Affrica nella Cafreria. (G) Maiszotta , Man-zòt-la. Sf dim. di Manza. Giovenca , Faccherdla. Beni. Mogliazz. (A) Maooànj.* (lìot.) Ma-ò ga-ni. Sm. Albero americano il cui legno è di color rosso e molto pregiato pei' infinti usi. La sua corteccia , che viene frammischiala alla china , è astringente , corroborante e Jibbi i- fuga ; si usa in polvere, in decotto e in estratto. F. Maliogam. Lat. suicidila mahogani. (Yan) (N) Maona , * Ma-ò-ira. fV. pr. in. F . e di’ Maometto. Beni . ri in. 3. 225 . (N) Maomettani.* (Grog.) Ma-o met tà-ni. JSome che si dà generalmente ai Turchi , perchè professano hi religione di Maometto. (G) Maomettano , Ma-o-met-tà-no. Add. pr. m. Di Maometto , Della religione di Maometto.—, Maccomettano , sin. (A) Maomettismo.(S t Eccl.) Ma-o-met-tì-smo. tSm. Religione e Dottrina de Maomettani. Dicesi anche Islamismo, ed è contenuta principalmente nel Corano.— ,Maccometlbmo, sin. Segner. hur.2.22.1 7. Se ella e stata f la Fè cattolicaJ agitata da più eresie, che il maomettismo medesimo e l’ebraismo, ciò non deroga a lei punto di autorità. (A) (B) Fil.Pit.i3S. Il imagismo era una religione come il maomettismo. (N) Maometto,* Ma-o-mct to, Macometto, Maccomctto, Malcometti. Macone, Maoma. JS.pr. m. Lat. Malu metus. ar. muhemmed che vale degno di molla lode .;—PivjèUt e legislatore de Musulmani,fondatore dell impero ai alo e della religione cui ha dato il suo nome ; nato alla Mecca nel 5~o .— JSome di quattro imperatori turchi ottomani . (lì) (Van) Maon. * (Gcog.) Antica città della Palestina nella tribù di Giuda .— Isola dell’ Adriatico sulla costa della Dalmazia. (G) Maona. (Mario.) Ma-ò-na. Sf. JSome di una sorta eli nave turchesca a foggia di galera , o piuttosto di galeazza. ($) Magnati , * Ma-o-nà-ti. IV. pr. m. Lat. Maonathi. Lo stesso che Maone. F. (Dall’ ebr. mahhaneth accampamenti.) (L>) Maone, * Ma-ó-no, Manuali. JS* pr. m. Lat. Maon. (V. Maonati. In celi, maon suddito , servo , cliente.) Re di Frigia , che , sècondo DiodoìV , era padre di Cibele. (B) (O) 2 — * (Grog.) Porto Maone. Lat. Porlus Magnus. Città capitale dcL V isola di Minore a, (G) Magni.* (Grog.) Ma-ó-ni. Una delle isole Santwich. (G) Maorìdat.* (Mit. Manin.) Ma-o ri-dàt. Foce arala che significa Pre- seivalivo contro gl’ incantesimi ; ed è nome che i Musulmani danno ali.’ultimo capitolo del Corano, che essi recitano sovente onde garantirsi da’ sortitegli e da lutti i funesti accidenti. (Mit) Maouna." (G‘ ,in del console o dell' imperatore o di (umiche altro primo niagi slrtl o anche di colai che dava i giuochi. (Mit) /Vati) Mappoke.* (Ar. Mes.) Mup pó-ne. Sm. Sona di rete da uccelli . ( ‘ Mapbile,* Ma-prì-lc. N. pr. m. Lat. Maprilis. (Dal celt. nuijf ino, e hil collina : Collina de’marmi, ovvero Marmo della colh lia ’^ Mapsa.* (t.eog ) Antica città della Pale lina. (G) iqJ Macole.* (Mit. luti.) Ma-pn-le. JSome di una delie caste , Maqdeda. * (Grog.) Ma-([uè-da. Città della Spagna, nella Custh e nella provincia di Toledo. (G) . Maqoemam.* (Grog.) Ma tpic-mà-ni. Popoli da alcuni autoriP°^['/(}) Cimbelasia settentrionale, presso le frontiere della Guinea inferi 0 ] e ‘Ai Mah.* (Gcog.) Sena di Mar o Corrliglicra del orare. Catena tf $ che nel Jìrasilc corre lungo l 1 Atlantico , dal Ilio San l'i ollL sino al lago Patos. (G) Mara.* (Gcog.) Paese dell’ Abissinia. (G) r/Sa' 1 ) Mararatto.*(M arili.) Ma-ra-lràl-to.A’m. Lo stesso che Marabutto.r-C Marabra. (Mus.) Ma-ràb-ba. Sf. Strumento d’arco arabo, il c 0 ^' ì(l o quale è coperto cT ambe le parti con una pelle tesa , avendo w due corde all'unisono, e si sona come il contrabasso od il ta,n . A di ciacche talvolta si battono le corde col legno dell’ aivo a g^ s bacchetta. (C) Maiìabea.* (Grog.) Ma-ra-bè-a. Antica città dell' Arabia. (G) BIarabika.* (Geog.) Ma-ra bi-na. Antica città della Cirenaica. C ,( a n) Marabotto.* (Maiin.)Ma-ra-bòt-to.eS>n.Lo stesso che Marabutto.ri Marabù . * (Gcog.) Ma-ra-bù. Isola dei Mcdilenuneo sulla c ° s Passo Egitto. (G) Marabuto. (Mit. Maora.) Ma-ra-bei to. Add. e sm. Sacerdote timo , custode di una moschea. (A) s Marabutto. (Mariti.) Ma-ra-bùt-to. Sm. Termine di Galera. E jp- minore della borda, e si adopera coi vaiti forti e gagliardi- rabaito, Marabotto. sin. (Dal frane .marabout ebe vale il incd L ' s In isp. dicesi maragulol) (S) (Yan) Maraca.* (Gcog.) Ma-rà-ca. Isola dell’ Atlantico, sulla costa desile , nella provincia di Para nella Gujana. (G) , Maracaibo.* (Gcog.) Ma-ra-ca-ì-bo. Città , lago c golfo dell' l*” netta Columbia. (G) y ( 0 ) Maracakda.* (Gcog.) Ma-i-a-càn-da. Lo stesso che Samarcanda. * Maracas.* (Mit.) Ma-rà-cas. Sin. Fruiti del Brasile, grossi e’ 0 '! 1 , pd zucca, che da''selvaggiBrasiliani sono adorali siccome domesl e consultali nelle più importanti occasioni. Questa paiola è l ° L zione della voce Tamaruca. ffi. (Mit) Maracoa.* (Geog.) Ma-ràc-ca. Antica città dell’ Indie. (Mit) , Marace.* (Gcog.) Ma-rà-ce. Antica città dell’ Arabia Felice. Marachella , * Ma-ra-clrèl-la. Sf. Frode , Inganno, Gherminelh 1 ’ jpid 1 ' dice comwiem. fra la plebe 11 tale la delle marachelle per dire deh (DaH’ar.mf/ifauiifcdolo, fraude.Nellastessalingua makeron ing al l" p\) Fag, Com. Oli colui fece la tal marachella , ma ne pagò il °. ' 2 — Spia , L’ atto del far la spia. Maini. 6. 27. Perchè d’alloro 1 alenile rame, Vien fatta a’gabellici' la marachella. liti.' Maraci.* (Geog.) Ma-rà-ci. Antichi popoli della Grecia nell Maraclea.* (Gcog.) Mn-ra-clè-a. Antica città della Fenicia. \ Maracodra.* (Geog.) Ma ra-cù-dra Antica città della Battìi 0 ' 1 ‘ m.ty! M arabe.* (Geog.) Ma-ra-dè. Oasi della Barberia net regno di Maraddno.* (Geog.) iMa-ra-dù-iio.bai.Maradunuin.^/ot/ca ciU ailL nella Licaonia. (G) Maraca.* (Geog.) Ma-rà-ga. Città c lago nella Persia. (G) Maracho , * Ma-rà-gdo. N.pr. -m. (Daìl’ar. mmgnddon irator risponde, ovvero malescio e debole .)—•CJjiziale arabo , conte"' ~ di Ciiv. (Mit) . Maragkuola. (Agr.) Ma-ra-gmiò-la. Sf. La barca di fieno 1" -flint bica , che si fa nel /irato stesso , oppure sull’ aja. Quella ^ jujd. glia si chiama Pagiiajo. (Dal celt. mar anione, e givatr marar.a che si pronunzia muraglia, vale erica, macchia, s '(I 1 | Id . i itid ' 1 Macai, * Ma-rà-i. iV. pr. m. Lat. Sfarai, Siali arai. (Dall cW' ( lidie, contumace.) (B) Maraia, * Sla-ra-ì-a. N.pr. m. Lat. Maraia. (Dall’ebr. mar a® m jah signore : Amarezza del signore.) (B) B rtE’-ffi SIarajo." (Geog.)SIa-rà-jo. 2 io/a dell’Atlantico, sulla costa del ^li (ri SI A r. a mba." (Slit. Afr.) Sla-ràrn-ba. Nome di un idolo ad»"" ,^/ta 0 tanti del regno di Loango nell' Affrica, al quale si cqt‘ sa ° j l età dt dodici anni. (Slit) . S Marame, Ma-rà-mc.[A’irt.)./( Peggiore o lo Sceltume idi ()[ l l j^tati" >e , ll t. sarebbeOgni rifiuto di mercanzia; detto, secondo alcuni, aSlir s ii i-l apri quelle cose che dal mare sono gettate a riva .—, Amara'® purgameli, piirgamentum. Gr. iF-huppa., irepl^iipx. ^-ai ’ 0 piccolo , ed am molti , diversi, ovvero insieme : Gl'io® ha' U J C ' n'° jiicculc , di picciol pregio. Dice il Bullct che anche in 'F . 0 inerme significava piccolo.) Fir. As. 02. Da quale di c° s compro questo marame? 21-a® 1 2 — big, Quantità grande di checchessia. (Dal celt- mar g to.) Maini. ,2. 4 °- D’ anelli , d’orecchini v’ è il ®! araa 6 Vi'»! > Ycl'® 3 — Ti'appojerin , Giunteria. Lat. tediane, dolns. Gr. r ffnio- iff) ( Dal cdt. marad o rnamt per barati o barai frode , jjfiirf stessa bugna bar o mar difetto, mancamento, iniqui!®' g ,. jloj Cardi. Suoc. 2. 5. Non abbiate paura di marame “f 5 ’ -ah 1 SIaraha , * Sla-rà-na. JV. pr. f. Lai. Slaraua. (Dal cd'> rilucente.) (B) MARANAO Mar » Ant. città dell’ Arabia Felice , sulla riva del Man Rosso fG) Maratone va ^ 0 -* (Geog.) Ma-ra-nà-o, Maranara, Maragnam , Maraguan, Ma- A Up ~ l s<> la, provincia e citta del Brasile. (G) Mara NDA ‘* ( G(: °g0 Ma- ràu-da. Contrada e città dell’antica Persia.^ G) de' NC » 0!f . E * (Zoo!.) Ma-ran-gu-nc. [ Sm. Genere d'uccelli dell' ordine V0 J ,(l nìÌ P* d h della famiglia de tolipabni, distinti, dal becco allungato M arati ( l c /J } - ìe ^ S0 , 5 ^ estremità della mascella superiore uncinala e quella mira nò r) <ìri '°r e ir °nca, la lingua picciolissima, la pelle, della gola mc- j’ (!i databile , le narici come-and piccola linea che sembra non tra- ìlo ata ‘ La specie più comune è il pclicanus carho Lin. dì color brulé t*? 0 pedalo di nero carico sul dorso e mescolato di bianco verso q* j e,ni [a del becco, e nel davanti del collo; la coda formata di G ^ **fci penne , ed è grosso quanto Poca ; frequenta i liti del mare t f it' ìj. 5 ^ ^ solo fra gli uccelli palmipedi che si posi ed anche in p’ ta nidifichi negli alberi.Detto con altro nome Corvo acquatico, ,|j„- eil€ ^a Scroia, in Toscana Scgalone oSevolone, volgarmente Per- , '. n °i e più comunemente'] Mergo. Lai. [ phalacrocorax, corvns Se( ^ 1Cus ) peleoanns,] mergus, corvus calvus. Gr-ouSviot. (Questa voce Ins r ?- nn accrescitivo di mergo, anzi clic un derivato di mare.) Red. re nierghi, che volgarmente son chiamati marangoni, i tuttofi ce'* l / tI1 . n ° S rail quantità di pollini. E Oss,an. / 5 //.Merghi o marangoni arJ ,, in Toscana cc.son detti scgaloni o sei-cloni, ed in Venezia si 5 Whmo scro j e ^ cc> - Cr }tt(i 3r ^ n *^ ^ perciocché questi uccelli sì tuffano e predano soli* a- • 5 perciò in termine di marineria son detti Marangoni quegli uo- o 1 c ^ e ? tuffandosi , ripescano le cose cadute in mare , o raccon- &itt)' ^ lla ^ c L e rottura delle navi. Lat. urinalor. Or. y.v&tcT7ip. Red. * 4*' E rintoppa, o marangone, L’ orcìpoggia e l’artimone. 3 ^ Nf Sulle galere dicesi anche Marangone al maestro d’ascia. (A) cIiq, r * Mes.) Marangoni chiamansi anche i Garzoni de’ legnaiuoli Se i. * Vo ^t«io per opera. Frane. Barb. 20 7. 24. Marangoni e caJafai, h[ p Ss * ? mal fai. Maini. 10. 5o. Perciò fatti venir due marango- . °n tuttoquollordingo che s'adopra A segare i legnami ed i pan- MARAVJGLIA Ma ra-M-ne. IV. pr. m. (Dal celt. marmare, c tun città.) — Figlio di lìjiopeo, nipote di Alceo , che si stanziò nell Al- fica marittima. (Mil) Mar atonia. * (Geog.) Ma-ra-tò-ni-a. Lat, Marathonia. -Antica cittì della Tracia. (G) osto, * Ma-ra-tò-ni-o. Add. pr. in. Di Maratona. Onde Vergine afonia fu detta Fiigonc , perchè nativa di Maratona. (Mìt) (N) Maratro. * (Bot.) Ma-rà-tro. Sm. F. G. Lat. marathrum. ( Da ma - raihron finocchio. ) Genere dì piante della ottonària diginia , collocati) da qualche botanico fra le najadee , e da Richard nella famiglia delle podostemee; caratterizzalo dal fiore apetalo con un in - volurro campaniforme , e da una capsala inferiore biloculaie poli - » A dividere il mostro inette in opra. fattole passare, c poco nella punta Brevemente* lo riconfìcca E in generale Falegname, Legnaiuolo. (Negli antichi monu- igo, e marangonus , dal celi, mar legno, cd ag che taglia. FÒj H P 0 punaiufo Jegnajuolo. In pers. marmi plur. di mar fcrrajo.) Hna Ci ’^ n ' 0 ^ 1 ‘ 10 ^‘ Q nam!o nn legnaiuolo, die gli altri dicono fa- r ^sc' ln,! ° lnarai, g onc avendo conhtto un aguto, e toj -e dall’altra parte dell’ asse , lo torce così mi . ma 10 ainarinc . lAl Uscn * rG ». c tagliato la metà de’picciuoli, libbre tre. Pasta. (N) che O-*•’ - -- ) .. . c %'i ' (Geog.) Città e pascialicato della Turchia asiatica y \^ ìl ìci t ^ alVantica Cariogena ed a gran parte della Piccola Ar- ìr^ 0 - * (Ar. Mes.) Ma-ra-sclii-no. Sm. Lo stesso cfteAmaraschi- p^ s Uk ( Ma-rà-sdi. Antica città dell’ Arabia Felice. (G) ^Geog.) Ma-ra-si-à-ni. Antichi popoli al Levante del Mar AlUf C. (??° la Sogdiana . (G) ìil Qnf f' C( b) Ma-rà-smo. [Am. Genere di malattia di consumazione, ^<1 e S£ ' C ° T 7 J0 s nel suo tutto o in parte , considerevolmente dima - ,f {t dop2* teuiut senza febbre, per cui si distingue dalla Tisichezza A queir < ! . anc he da taluni questo nome pei' indicare il primo cradc malattia. “™: Gr ■ tuberose. F nativa della Nuova Granata. (Aq) (N) Marattv. * (Geog.) Ma-ràt-ti. Lo s lesso che Marati. F. (G) Maratuba. * (Geog.) Ma-ra-tù-ha Gruppo di. sei isole del mare di Ce- lebe , presso la costa orientale di Romeo. (G) Maratusa. * (Geog.) Ma-ra-lù-sa. Lat. Marathusa. Antica città dell'io sola di Creta. — Antica isola sulla costa dell' Asia Minore. (G) Maiiavalle , * Ma-ra-vàl-le. Foce contadinesca usata in modo basso e sol nella frase Andare in inara vallo cioè Morire. (Dal celi, mar morto, e vai valle : Valle de’morti.) Buon. Tane. 1.1. Cecco, i’ mi muojo e vonne a maravalle. F Salvili. Annoi, ivi . Maravalle , storpiato contadinescamente da Dics magna et am ira valde , lo che si canta nell’assoluzion del morto , «letto rusticamente illazzorone. (N) Maravedis. (St. Mod.) Ma-ra-vc-dìs. Sm. Sorta di moneta spaglinola, cento di cui fanno un giulio e trentaquatlro fanno sei grana di Napoli. Capor. Fit. Mecca. 10. Berg. (Min) (N) 2 •— * Trovasi anche piu italianam. Maravedi. Borgh. Mon - 1J2. A que’loro piccioli maravedi , per grandissimi obesi sieno, riducono i conti loro.(V) Maravi. * (Geog.) Ma-rà-vi. Nome di una città e di un lago nell'interno dell' Affrica , nel Zanguebar. (G) Maravic.ua, Ma-ra-vì-glia. [Sf] Passione e Commozion di animo , che rende attonito , nascente da novità , o da cosa rara.—, Meraviglia, sin.^F. Ammirazione.) Lnt. admiratid. Gr. Ottura. (Dal lat. mirabilia cose meravigliose.) Bocc.nov.18 . fi. Fu ad un’ora da tanta maraviglia e da tanta allegrezza soprappreso, ebe appena sapeva che fusi dovesse. E 40.17. Il quale quivi vedendosi,quasi di se per maraviglia uscito ec. Dnnt. Purg. 28. Per maraviglia t.utt’ altro pensare. But. Manifestata la cagione, cesserà la maraviglia. Pe.tr. son. 27. Si vedrem poi per maraviglia insieme Seder la donna nostra sopra l* erba. 2 ? So2 . lhene di maraviglia e di piotate. 2 — * Farlo uso. Fit. SS. Pad. 2. yg. Sentendosi quel secolare fratello di quel monaco per maraviglia di Dio (permiracolo di DìoJ avanzare più l’un dì che l’altro, avanzò assai. (V) 2 — * Cosa maravigliosa. Lib. Cat. 1. 3. 18. Molte maraviglie scrivono li savìi uomini che non sono da credere. Bard. Dcscnz . vili. Adr. Nella città c contado di Tivoli . . . sono grandissime maraviglie. Guar.Madr.ff. Deh se mostrar le maraviglie vuoi Del tuo potere a noi, Talor cangia ricetto. Fusai'. Fit Rqff. Urb. Mentre che in la felicità di questo artefice faceva di sò tante gran maraviglie, lì art. Giapp. Lib. 2. Delle proprie vite facevano maraviglie sì grandi, chepareano da recarsi più tosto a miracolo della ior fede, che a merito ec- (Br) 3 — * Col v. Dare: Dar maraviglia = Apportar mar'aviglia. F. Dare maraviglia. (N) a —* E Darsi maravigliar=/Wù?w%/ùm?/./' r .Darsi maraviglia.(Pr) [y _ Col v. Essere : Essere una inaraviglia= Esser cosa grande, cosa da fare stupire. F. Meraviglia.(A) Dep. Decam.35. Aggiunte , delle quali oggi ne 9 libri se ne veggono tante, che è una maraviglia. (V) 2 — [Non esser maraviglia = Non essere da maravigliare.'} Dant. Par. 10. ffy. E scie fantasie nostre son basse A lauta altezza, non è maraviglia, ) k questo nome pei' indicare il primo grado Dicesi anche Contabescenza. F. ] Lat. . -... ljn> , - — Lib . cur. maiali. Sogliono final* >op" :i e «e» marasma. m ur ’ (Mwl.) Ma-ra-smo pi-ra. Sf. V. G. Lat. marasmopyra. ( p Ss ° > mil i'asmo , e pjrr fuoco.) Febbre etica. (A. O.) iti P^rs. i, aS ' so. Sm. Nome che i ciurmadori danno alla vipera. [ sJ narai } phu*. di mar serpente , onde marefsan carme che Questi c ; lpeuti ’ Nella stessa lingua mariefe vipera.) Mattiol. Due ^Oiti e lr J lla .^ u . r l j i quali l’un l’altro s’eran fatti mordere da Mar e A.* ('f>^ Uss p r A marassi in tre luoghi della persona. (A) l ‘G’Es] 0i * fp^v^Ia-ra-tè-a. Cit.delregno di Nap. nella BasilicatafG) ìl€l ) Je ^0 Ma-ra-tè-si o. Lat. Marathesium. Antica città del - (Gc^? 1 Sconfini della Caria. (G) _ C dell’ jJ Iu ’ ra *ti o Maratti , come dicesi piu comunemente. l a °, s . tc t’ ì > sparsi nelle province di Berar, di Beider, di ■'. soggetti parte agl’Inglesi, e parte a diversi } 'k'u ci pi'indit di - Malv ' 1 „*j l T°. . l Fiume che di- 1 nuia ‘h Maratona, (C,V F. Fare maraviglia; [ e F. §. 2. ] 1 — * Dicesi anche Far maraviglie, Far le maraviglie = Far cose gr, nuli da indurre ammirazione. F. a’ lor lunghi. (A) 3 — * E Farsi maraviglia = Maravigliarsi. F. Farsi maraviglia. Fav. Esop. T.Riccard. prefaz. Fu molto utile cc. e molti se ne fecero maraviglia. (P) 6 —. * Col v. Prendere: Prendere maraviglia = Esser preso o sopraffatto da maraviglia, Maravigliarsi. Pallav.Ist.Conc. 2, 60S Taluno fionderà maraviglia che io riferisca varii titoli disuguali dati dalle stesse persone alle stesse persone. (Pi:) 7 — Per le maraviglie di Dio: Specie di giuramento. Brano.o aceti, nov. 1 (9. Per lo maraviglie di Dio che tu dici lo vero, c.ie non reconosciamo le gambe 1 ’ uno dell’ altro. (V) ne.. 8 — * A maraviglia , posto avveri. —Ottimamente, Perfettamente, Maravigliosamente. F. A maraviglia. (A) ..... 9 — * (Filol.) Le sette maraviglie del mondo, erano presso gl, antichi Sette onere che superavano tutte le altre m bellezza e magnificenza, cioè, i Giardini di Babilonia, le Piramidi d’Egitto la Statua di Giove Olimpio , il Colosso di Badi , le mura di Babilonia, il tempio di Diami in Efeso , ed il sepolcro di Mausolo. Alcuni.aggiunsero l’E- sculapio di 'Epidauro , la Minerva di Alene, l’ Apollo di Deh, il Campidoglio , il tempio di Adriano in Cizwo ec. (Mit) J _ * Onde proverò, e per esagerazione dicesi di un Edifizio sontuoso o d’altra cosa magnifica che È una delle maraviglie del mondo, e anche È 1 ’ ottava maraviglia. (A) (N) . 10 _ (Bot.) Spezie d’ erba colle foglie di diversi colorii £e arnesi a 56 MARAVIGLIATILE pi opritmtente cV una varietà di bietola , od ancora di un omarnnto che ha molte figlie ili più colori, verde, rosso-carico e piallo , i quali il più delle vòlte si trovano tulli e tre mila foglia medesima. Lai. a- maranllurs tricolor. ] Dav. Gali. ‘‘b 8 - Marzo srniina zucche cc. , sciamili, maraviglia, rivolo, oc. — * (Agi-.) Spezie d'uva. Scder.Colt. 33 . Volendo entrare in seme di qualche sorta di 'ite notabile, come sono quelle, che si chiamano maraviglie cc. (V) ja —* (Icori.) Donna che in atto di ammirazione inarca le ciglia, contempla l'immenso firmamento ed il mare , so/ra cui si ravvisa il colosso di diodi, e v'ha sulla terra una delle piramidi Egizie-, cita porta sulla fronte una benda , che talvolta le cala sugli occhi. (RIitj Maravicliabile Ma-ra-vi-glià-bi-le. Add. [coni. Lo stesso che} Maraviglinole. V. MAr.iv/GLiAscr.a , Ma-ra vi-glìà-Lc-lc. Add. [coni. V. A. V. e di ] Ma- raviglievole. Vii. Dall. 1//. Dunque non ci sarebbono elle niente ma- ravigliaboli. Ma ravioli acci A, Ma-ra-vi gliàc-cin. [V/i] accr.di Maraviglia. Alleg.104. Non vi tate ]>ciò si scoiacciate uiaravigliacce , che in quel solatio , che voi Jicr altro cotanto lodaste, si truovi una parolina eli’abbia, anzi die 110 , dello sporchello. M ara vigliavi Ei*ro , Ma-i a-vi-glia-mén-to._ [ Sm. V. A. V .e di ’] Maraviglia. Lai. miratio , admiralio. Gr. Saétte , Scn-pcnrp.ós. Amm. A'.t. 5 . 1. 16. Conversazione paituriscc dispregio, e i adezza genera inaia- vigliamento. E 11. 1- 8. Grande maraviglianiento è eh 11’uomo che parla co/àuso e savio. E 11.1. i 5 . Qual e piu nobile cosa, che l bilie parlare o per lo maraviglianiento degli uditori , o per isjprranza di coloro che ne bisognano, ovvero per grazia di coloro che aiutati sono? Maravigliaste, Ma-ra-vigliàn-tc. [Pur/, di Maravigliare.] Che si maraviglia .—, Meravigliante, sin. Lut. adibii ans. Gr. c Bavpà^cer.Amm. Arù.zg. 1.6. Come è grande il popolo de’inaraviglianti, cosi è grande qui Ho degli invidianti. Maravigliare , Ma-ra-vi-glià-re. N.ass. e pass. Prendersi marmàglia, [Il arre ammirazione di alcuna cosa, Bimaneie attonito .—, Mei avi- glia re, sin.} Lai. aduni ari, mirari. Gr. 3 xvy.xfr, &ai ipitynHui.Bocc. noe. 18. 38 . E perciò non è da maravigliarsi, se volentier dimorali con paltonieri. E noe. Li. 7. E maravigliom’io, come egli non è ora qui. Dani Par. 3 . i 5 . Kon ti maravigliar perdi’io sordida. Peli-, son. 118. Maravigliomi ben , s’ alcuna velia cc. Kon rompe il sonno suo, s’ ella 1’ ascolta. E cunz. 5. 5. Se non ti maravigli , Assai nini tiri. E top. 1. Ond’io maravigliando dissi: or come Conosci me, ch'io te non riconosca? 'Jais. Ger. 17. 3 j. Stupisce il mondo, e va dietro ed ai lati, Stai avigliando, esercito elùdali. 2 — In sign. all. Ammirare , ma è poco usalo. Lai. mirali oliqncm. S.Agost. C. D. i.S2. E Lutti quelli che ciò hanno l'atto in sé stessi (ài uccide rsi), sono forse da maravigliare di grandezza d animo, ma non da lodare, ec. [Il lai. dice mirandi sunt.) (A ) Car. En.hb. 6. Enea la moltitudine- t’1 tumulto Mzuuv ieliando : onci e, vergine, disse. Questo concorso al fiume, (tir) Opusc. S. G10. Crisostfg. Or vedi dunque perche fatti ed opere gli apostoli son da maravigliare. (Pr) 3 —* E colla prep. Sopra. Vii. SS. Pad. 2. 3 gy. E maravigliandovi egli sopra ciò , udì una boce che disse. (V) Maravigliare dilli da Stupire, Trasecolare, Strabiliare.Maravigliare è quando producesi una certa sospensione delle nostre bicolli per qualche avvenimento così straordinario , che da noi non si possa conoscerne la causa ; Stupire , allorché una forte e viva mai aviglia rende attoniti gli animi, senza clic perdano l’uso de’sensi ; Trasc- evitile quando l’animo è in modo attonito, che pare clic non guardi più alle cose di questo mondo ed esca del secolo ; Strabiliare allorché siamo inquieti di lauta nostra maraviglia: sicché sembra che l'un verbo sia sempre di maggior forza dell’altro. V. Ammirare. Maravigliato , * Ma-ra-vi-glià-to. Add. m. da Maravigliare. Preso da mataviglia. —, Meraviglialo, sin. [V. Attonito.) V . di rcg.f 0 ) Maraviglie'ole , Ma-ra-vi-glé-vo-h . Adii. [coni. L. A.} Maravtgliaso, Da maravigliarsene .— , Maravigliabile, Maravigliabole , sin. Lui. m i- rus, mirabijis. Gr. thu'pdaict, Sav/ixeros. Doni. Cnnv. fi. l'ur 11111- raviglievole fu molto a sccrncr quello, dove dirittamente ogni umano appetito si riposasse. Maravigliosamlatk, Ma-ra-vi-glie-sa-mcn-lc.^ir. Con maraviglia, Fuor d“uso comune. , [ In mudo maraviglioso. Dicesi anche Mirabilmente, Stupendamente ec .—, Meravigliosamente, sin.} Lai. mirifico. Gr. Dxv- puctrrsis. Luce. noe. 18. -/a. Maravigliosamente da lui per ognuno guiderdonato sarebbe. ÌV e. ani. 83 . 3. Lo’nipcradore trasse la sua del .fodero, ch’era maravigliosamente fornita croio c di pietre. Monicm. son. g. Si potrò poi maravigliosamente Viver nel miser mondo./bm. ant. M. Gin. Vedete , donne , bella creatura, Com’ sta tra voi maravigliosamente. Fr. Jac. T. 5. li. 28. E la gioia che dona, e l’allegrezza , L’ alma ricrea maravigliosamente. a _• Fieramente, Soprammodo, Sommamente, Grandemente, Fortemente. Loco. nov. iy. Cosi detto ricominciò maravigliosamente a piagnere. (Pr) J r »r. Fior. Ist. I. i.p. 27. E cosi veniva P Italia in questi tempi ad essere maravigliosamente afflitta, scudo combattuta di verso l’Alpi dagli Unni, e ili verso Napoli dai Sai-acini. E l.8. f. 3 gg. Nelle cose veneree maravigliosamente involto.i5'u/p/"/i.Gus.i35. Ma enò Probo maravigliosamente, poiché i libri di Memppo chi mai chiamò salire?(N) 4 ’—* A trono costrutto. Borgh. Orig. Tir. 256 . I dispciati od i macontenti erano instrumenli maravigliosamente (''cioè, maravigliosij al proposito suo. (V) Maiiavigliosissimamehte , Ma-ra-vi-glio-sis-si-ma-mén-te. [Aco.} superi, di Maravigliosamente. Lai. mirum in mudimi. Gr.. r.ar ilpxb. Fr. Giord. Pred. B. Maravigliosissimamcute i miracoli lurono ascoltati, Maravigliosissbio, Ma-ra-vi-glio-sìs-si-mo. [Add. ni.] superi, di Maraviglioso.—, Meravigliosissimo, sin. Lat. miritìcissimus. Gr. pc'o.cra. 3ju'/xzsvji. Bocc. nov. ir. 18, Al quale maravigltosissimc forze haiir MARCARE no date l’aver‘già provato, ec. Fir.As. 3 ty. L’altre parti del cWP®j ciascuna per sé maravigliosa , e tutte insieme inaravidiosissinK’ ’ davano tale indizio , clic tu non potevi giudicar clic ella fosse R‘b’ che Venere. , Maraviglioso , Ma-ra-vi-gliò-so. Add. m. Che apporta maraviglie, ™ eccede l uso comune ; [ Mirabile , Inusitato , Baro , Miracolosa- f Meraviglioso, sin.] Lat. mirus, mirificus. Gr. Sxi-pàtrms, Ucce. nov. 18. 3 y. Maraviglioso piacere , reggendola, aveva* 1 ' 1 , nell’animo. E imm. fS. Il Ile prestamente per tutti fece il gtihb’ 1 ' venire, maraviglioso agli ocelli di Giachetto. E g. 4. p. 11. M M ’ aV1 ' gliosa cosa ad udire ! rlnu-l. 86. Per le quali cose maravigliose e vt ‘ reputarono le parole del parlante Achimonide. ,, 2 — Compreso da maraviglia, Maravigliato; come Doloroso per P o ' 0 -\ rato , Odoroso per Odorato. Ar. Fur. 27. 22. Carlo mirando va e ciudel macello Maraviglioso , e picn d’ira e di sdegno. E st. \° 1 : ? disse che più il Tartaro avea caro; Di che tutti reslàr niarav'ig 11 ? 5 ,: E 3 g. 38 , Dudone, Astolfo, Brandimartc ec. Stavau marav r iglio sl quel licro. E 58 . Cosi, poi che fu Orlando d’error tratto, Restòi> a raviglioso e stupefatto. Chiabr.Guer. Got. g. 2g. E la gente in sc " j maravigliosa Stimò il bambin coinè mirabil cosa. Vit.S.Domild- ^ ' E vcggendole velate, tutti stupiti e maravigliosi, disse Suspizio: c ,Ji[) Vom.itl. 23 i. Uomo di scicnzia, ed in santità maraviglioso.(A)(Y)^i 3 —* Grande, in buono e reo signf'calo. Macchimi. Ist. I. y -.A Standosi ciascuno nelle sue tende, ciascuno con maravigliosa v * lla governava. (N) Maravis.* (Geog.) Ma-rà-vis. Popoli dell' interno dell’Affrica, a ^° C cidenle della Capitaneria generale di Mozambico. (G) , /,[, Marazania. * (Geog.) Ma-ra-zà ni-a. Lat. Marazanis. Antica città « (Affrica nella Bisacena. (G) Marbat.* (Geog.) Citici dell' Arabia. (G) e,, Marcella.’ (Grog.) Mar-bél la. Lai. Barbcsola.Cùfù della Spag' ,(l l,C provincia dì Malaga, sul Mediterraneo, (G) . /-|,i MAnBomo,* Mar-bò-di-o. N.pr. in.(Dal cclt. mar grande,ciorf cas a: b) ha gran casa .)—Vescovadi Bennes e scrittore latino nel V. secolo- C Marburgo. * (Gong.) M.ir-bùr-go , Marpurgo. Lat. Malticuro , ®‘ a c/é cura. Città dell’Assia Elettorale, sul fumé Lati. — Città delle ria , sulla Drava. (G) . Marca. [A/? V. Ted., che vuol dir Confine ; e di qui furan detti diesi que’capitani che andavano co’ ior soldati a guardar i CC l!Lf dello imperio cantra le barbare nazioni. Di qui pure fu dette ^ ca quella pri vinola , i cui confini ermi guardali. ] Lat. regio , Gr. xdfu, taxa-Tid. ( Dal led. mark che vicn dal celt. march 1,1 ., mil senso. ) Dani. Purg. ig. 45. Qual non si sente in questa <" ,- y tal marca. E 26. 7 3 . Beato te, che delle nostre marche cc., ver meglio , esperienza imbarche. G.V.10. nò. 2. Perchè d era di lungi , e Inora di nostre marcile. ( Così in alcuni testi e I . na, quantunque lo stampalo e il testo Dav. abbiano marce- Vesc.Vior. 4 y 5 . Donò a questo buon Vescovo l’anno MCXX^ I nl ì\) castella e case e terre eli’eli’aveva in questa Marca di Toscao 8 ^ 2 — Contrassegno , Marchio [che si appone alle mercanzie, all® . degli artefici ed anche a’cavalli cc.] Lat. nota, stigma. Gr. (Dal ted. marke che vale il medesimo. In li ane, marqu-, in i s P’i t n .ca, in cclt. mare cc. In provenz. marqo vestigio.) Buon. Fiei'- 2 -\ . c -,i Le merci ec. Mutili marca,fattura,nome, titolo. Malm.i 1.1 lM a ^vnie ebbe del regno, e i guidaleschi Gli hanno rifatta quella di 3 — Sorta di moneta [d’oro e di argento.] Tav. Bit. La più V1 C Ica pili di cento marche d’ oro. -r^s Marca.* iV. pr. f.Lai. Marca. (Dal cclt. march onore, gloria.)-"-^ di molte donne romane e della moglie di Onorio, (O) ,](!-’ 2 — * (Geog.) L.at. Marchia Gallica. Antica provincia del et ^ e della Francia, verso la frontiera o Marca dei Lii/insruo, del del Ben i ; detta anelo- M arca del Limosino, ora dipartimento delle p sa. —d’Ancona, f-at. Piceni un. Prose delta parte orientale degù . Ji Pontifica sull’ Adriatico , che comprende le quattro Deleg a: “ pi-ie Ancona, Fermo, Macerata ed Ascoli.— Trevisana. Anlic-t P r0 . ' 0} e deH Italia setlentr . che comprendeva il Trevisano ed il l'i-l’ ! l’-eid la cui maggior parte forma ora la provincia di Treviso i‘ e ‘ /fa tl lino, Unitavi una pìccola parte di quella di Francfort sua nella provincia prussiana di Brandeburgo. (G) ,iii-(P\ Marcala.* (Geog.) Mar-cà-la, Carmnla.Pic. cil. della P< c --à r ! ne, i ja, < |£ NI arcar'.* (Grog ) Isola dell’ Adriatico , sulla costa della l)id nu ’ circolo di Bagusi. (G) i»‘ Marcahtokio , * Mar-can-tò-ni-o, Marc’ Antonio , Marco A» t0 pr. m. comp. V. Antonio. (B) - , fini 11 ' Marcare, Mar-cà-rc. N. ass. Confinare} daMarcsi per Paese.Ltf ' .[pd mum esse. Gr. Op.opov tirai. Tes. Br. 3 . 3 . E sappiate _C-]f Li. Vescovo di Toscana è quello di Luna , che marca cogli Geb' [pi- 2 — [Alt. da Marca , nel secondo significato. Contrasscg 18 ^ 6p prontando , che dicesi anche ] Marchiare. Lat. notare , ( il § n ^ l . ca ta 11 trrliftv. (A', marca, §. 2.) Bed. Bis. i 5 o. La scanalatura c "'V c atui’ <> due miudie nere. M. V. 6. 72. I.e balestra e le coraz* e ,g } , d ,e inarcavano del marco del Comune. » (E’ ediz. di Venezin 1 è la citata, ha marchiavano.) (B) J^.c. Marcare diff. da Indicare, Designare , Segnare, S°l i! ^j’-uiii 0 ^ tare, Accennare. I verbi Marcare, Segnare, Notare e ^ s [ C QC i f frono una generica c tra loro diversa nozione d’m'P 1 ’n etiaC. j; . ;ioiie. <, . ; i;caù’ F Poeterò sono difl’crenti da Indicare, Additare , Accennate , ^ pi Designare , cc. , i quali esprimono in generale la nozip 1 s {gii3 ,ci li} stj-are qualche oggetto. Oltre a ciò , Marcare ha p<* re ’ j (C dal sl di Confinare , originario cd esclusivo, per Cai difl. aIlC cjtiasi sin. 31ai'chiat’e< , MARCASSI!A Mar'cas-sì-la. [Sf] '**», te,Ta >. d Ì*ofo, di salii» c licsrn ° yi?P. cc * e * Retine delle quali sono figurate.Dicesi anche Mar» ^^'clic ‘ U ^ e ’ Sulfuro di ferro. Bismuto, Regolo di bismuto cc.—, Sofia di mezzo minerale, [ com - e di sustanze metalliche . Fe ne cu e -j p Vi’ s/n l Lai. pyritcs lapis, niarcliasita. (In ar. marqascilha «uoi i‘ n ° 10 ? ava S r * narcìssitesj) Buon. Fier. f. 3 i 7. Gonquc’ S 0 ' 6 ’, ^Penati ami di piombo, Ami di marcassita. Sagg. nat. esp. i g r ’ a ® me uè meno a pestare i coralli , I’ ambra gialla e la nera , fciaiv-, •} e a mareassita. » (L'edtz. del Cocchi 1601 a peni-, 261 ha <£•“»•) CB) ^ F ° ' sig na .° 5 Mar-cà-to. Add. m, da Marcare, [nel sìgtn del 2.) Lat. ’i\> ^ *J S * ^ r * wriypiv 05. M.F.6.J2. Colle toro balestra e colle coraz- 2 » f\?^ C ^ marco del Comune.»(£i’e . Us 0 Usato in quei passi che debbono eseguirsi in un modo «foi (L). pr, ty ELl ° > * Mar-cau-rè-li-o , Marc’ Aurelio, Marco Aurelio. N. til 0sof ' <»*p- Lai. Marcus Aurelius. —Imperatore romano detto 11 ^ Ar Cei ? 5 adottato da Antonino Pio , cui successe. ( 13 ) (Mit) ^ Q, «a *’* ^ ai ’-cèl-la. Marcclìina, Di. pr. /.’ (V. Marcello.')—Illustre . trino 1, alunna di S. Girolamo.—Figlia d’ Ottavia, seconda Kt*? Marco Jgri,, P „. (0 ) uni a ANA ’ (Geog,) Mar-ccl li-à-na. Antica città d'Italia nella Ltt • ‘ Antica città dell* Africa proconsolare. (G) di lAKl -* (St. Eccì.) Mar-cel-li-à-ni. Fretici del secolo ir. discepoli » ^ Q b e ((* Ce ^? vescovo d’ Andrà , il quale riproducendo le dottrine di * 5 1,tSp gnava denti erroii contro la Santa Trinità. (Van) >/ l Pnai .» ÌAli0 -i * Mar-ccl-li-à-no. N. pr. m. Lat . Marcellianus. (Dal lat. ÌIa ‘^U nc i lte a Marcello.) (B) l Qn tl ! E - ' (Arche.) Mai-cèl-li-e. Acid, e sf Feste istituite dagli abi- Y 1 ^ à'acusa in onore, di Claudio Marcello , e tu memoria delia A ^ei? Q e delle d lei maniere con cui governò egli la Sicilia. (Van) 48 ‘ Mar-cel-li-na. jV. pr. f dim. 1 Idi W 1111 HHUUILSI. HUM !y U ^ssot ICa > ma ulla walta l>cstinlità. IJanl.Purg. f. iSij. Quel clic Ri' 1- J '-u/V' 0Sl c i(ji 8 Parte ° - ^ ar -ché-sj. Isole Marchesi. Gruppo db isole che V,;° e 1 u ‘'(Min ) M f U "i '“’. Lea ' < A > (A) ) Mdl - ch c-si- f ' " guale , spessa , densa, fitta , sottile , sierosa , solata, acre, mordace, corrosiva , ineguale , sanguinosa , grumosa , gialliccia , verde , verdastra, livida, nericcia , nereggiante, di niun odore , di mal odore, SI « 1*1 V f ..l! J* P. A., n t^ 11I177.D3I 8$1IT13. con iscura marcia. Cr. 6.1. A romper la postema, quando fosse convertita in marcia, e 1 capo fosse duro , st dee la detta erba pestar con olio, e por di sopra. 2 _ * J 7 ar marcia == Marcire. Red. nel Via. di A, Pasta, La ferita cominciò a inciprignire . Mar-chtà-, dim. di Marchese. Marchese -sì-ta. Sf. Lo stesso che Mareassita. èri Sag. da. [Add. c sf. Smisurata, Grossa .] Onde Es- Red. nel Diz. di A, Pi a ial ’ raarcc - (N) Marcia dilf. da Andamento , Andata , Andatura , Passo , Passaggio Cammino , Passeggio. La voce Andamento esprime in un modo astratto la potenza del moto traslativo degli esseri semoventi; e però' differisce ó!Andata eh’ esprime P andamento dall’ astratto indotto al concreto , o , per meglio dire, P effetto della potenza. Atte datura poi serve ad indicare la maniera con la quale si va. Passo è s58 MARCIA MARCITO diverso à' Andamento , perche questo s’ estende ad ogni sorta di semoventi , e quello è particolarmente applicato agli animali forniti di piedi. Passaggio è un andamento trasitorio di ogni sorta di mobili per un qualche luogo. Cammino e andamento col mezzo de’ piedi. Marcia vale propriamente il cammino degli eserciti e de* soldati. Onde dicesi il passaggio d* una cometa per una parte del ciclo , e il passaggio d un pellegrino per la Grecia. Ma non può dirsi il cammino della cometa, o del pellegrino. Nè a quella nè a questo conviene il nome di marcia. Passeggio da ultimo è andamento a passi lenti per suo diporto. Marcia , * Màr-ci-a. JS. pr. f ( V. Marcio. ) — Moglie di Pegola. — Moglie di Catone il censore , e da lui ceduta ad Ortensio. — Concubina di Commodo. (B) (Mit) Marcia.* (Arche.) Add. f. Aggiunto di Legge romana, decretata sotto gli auspicii di filare io il censore , e che mirava ad interdire la censura a coloro che l'avevano già esercitata. (Mit) Marciacotto. (Ar. Mcs.) Mar-cia-còt-to. Sm. lnvetriamento dato alle pentole , o cose simili. Garz, Piazz. ^6. Berg. (Min) Màrciamento , Mar-cia-mcn-to. Sm. il marciare , Andamento degli e• serciti. Patriz. lst. Diul. 1. Berg. (Min) Marciana , * Mar-cià-na, JS. pr. f — Sorella di Trnjano, (Mit) Marciano,* Mar-cià-no, Marziano. N. pr. m. Lat. Marciami». (N. patron, di Marcio. ) — Imperatore d' Oriente , marito di Pulcheria , e successore di Teodosio il giovane .— Geografe greco di Eraclea. (B) (Mit) Marciano.* Add. pr. ni Di Marco, e s’usa d' ordinario come aggiunto alla celebre biblioteca di S. Marco in Venezia e dcodici diessafV an) M ARCiANOPOLi.*(Geog.) Mar-cia-nò-po-li. Ani. città cap. delta A/cyiVr(Mit) Marciapiede, Mar-cia-pié-dc. d m. cornp. V. dell' uso. Quello spazio più alto a' lati di una sita la o d’un ponte , dove puh passare chi cammina a piedi , senza essere incomodato da' carri, carrozze * e simili.(A) 2 - (Marin.) Marciapiedi diconsi le corde poste sotto i pennoni, che servono ai marinai per posarvi i piedi , quando si tengono col ventre sul pennone , per serrare o sciogliere le vele. (S) Marciare, Mar-cià-re. [N. ass. Il muoversi e] Il camminare degli eserciti e de' soldati. [Foce adoperata nello stesso sigitif. in tutte le lingue ed in tutti gli eserciti dell* Europa. A cagione deli origine alcuni scrittori usarono impropriamente il verbo Marchiare. ] Lai. procedere. Gr. rfpoilech-itv. ( In frane, marcher che vien dal ccìt. match di siimi senso: e questo da march cavallo. In isp. marcìtar, in ingl. to march.)' Berti. 0/7.#. 5g. E marcian tutti verso il campo poi. 7o/. leu. li’ esercito si leva sul far del dì , e marcia infìno a nona. Tass. Ger. ig. 66. Ancb’ ei marciò colf altra gente in schiera. » E g.s3. Marcia il campo veloce $ anzi sì corre Che della fama il volo anco precorre. Salviti. Opp. Pese. 3. 2gq. Ch’a loro È così più agevole la via Marciando ai lidi. ( Parla de pesci.) (N) 2 —Dicesi Marciare in colonna e vale filarciare in ordinanza di colonna , cioè, disposto, ordinato colla fronte minore de lati.fi/orite- cucc. Por la ritirata.... marciare speditamente in colonna con un corpetto di retroguardia per sostener 1’ inimico. (Gr) 3 —[ Dìcesi Marciare innanzi o avanti. J Vardi. Stor 2. 2Pf. Ma fosse (per usare questo nuovo verbo militare) marciato innanzi.» Car, Leti. ined. 2. Si. Da! re s’intende pure che marcia avanti. (Pe) 4 — E per sinnl. Disc. Cale. 16. Dinanzi ai quali marciano i tamburi della medesima livrea. 5 —* * Andare , Procedere semplicemente. Salviti. Cas. 3S. Appresso Ateneo , di due Sileni più cf mia volta si fa menzione', che a altrettante compagnie , o branchi di Satiri soprantendevano , che a destra e a sinistra della processione marciavano. (N) 6 — Partirsi semplicemente, Andar via. Car. Ictt. 2. 114 • Quando verranno lettere di Parma , inviatemele subito , acciocché io possa marciare. r 2 — (Med.) Alt. Bar divenir marcio. Lat. tabefacere. Gr. ly.rrixru’. Cant. ■ Cam. ii- dns, putris. Gr. rrorxpós, fx,ccpa.trfA,u,hw » Bocc. lelt. Pr. SS. Ap. 2g3. I quali quasi tutti vedeva ec. marcidi e rappresi umori sputare. (B) Leg. B. Urrtil. cap. 25. La fedita generava sangue marcido, essendo male curata. (P) 2 — E per metaf Guicc. Star. 3yo . La nostra Repubblica , la quale 01*a marcida di squallor. di sordidezza ec. , ha dissipato 1’ onore. 3 — Ebbro , Ubbriaco. Poliz. st. 1. 11 2. Sopra Basiti Silen , di ber sempre avido , Con vene grosse , nere e di mosto umide , Marcido sembra, sonnacchioso e gravido. (M) 4 _* (Bot.) Marcida o Marcescente dicesi la corolla che appassisce e marcisce senza caliere o stuccarsi dalla pianta; tuli corolle servono di tutela ai frutti cui proteggono e conducono sino alla penjetta /oro maturazione. Questo epiteto potrebbe applicarsi anche allo stilo ed allo stimma sessile dì quelle piante nelle quali essi quasi sempre si appassiscono sopra V ovario .‘—Pertanto marcido o marcescente è chiamato, se in luogo di cadere , marcisce o si secca, come nella fava. (O) Marcidola.* (Zool.) Mar-ci-do-Ia. Sf Lat . sirex. Genere d* insetti del- 6 ordine degl* imenotteri, caratterizzati dalle mascelle dentate, quattro zanne , le antenne filiformi; una punta aW estremità dell’ addo- i le femmine hanno un pungolo in guaina col quale praticano un foro ne’ legni marci e molli, e vi depongono le uova ; le loro ali sono lunghe , sottili, situate in piano. I bachi hanno sei gambe lunghe, e quattordici corte; vivono uno o due anni* (Van)(N) Marcigione, Mar ci-gió-ne. [Sf.] U marcire, Lat. tabes. Gt\ rfvov*Segn* Stor . 1 1. 2 81. Fu ec. tolta la vita ec. per la marcigione ed 111 L cagionata in loro da diversi stenti. Marcigliana. (Marin.) Mur-ci-glià-na. Sf Bastimento mercantit* driatico. (S) (0) Marchia.* (Grog.) Mar-ct-na. Antica città d Italia nella Lu c sititi^ 2 — Onde Campare o Scampare il marcio, Uscir del marcio e Uscir del rischio di perderla doppia. ■ p 3 — E per metaf. Varcln Suoc*5, 3. Oggi bisogna dare ad ® che non sia dato a te, dir male d* ognuno, perchè le brig atli paura a dirne di te, o almeno non ti sia marcio. c0^ 4 — Cavare o Uscir del marcio , fig. il diciamo anche del seguire o Conseguire la prima volta qualche cosa disiderid a * 1? Pier. 3. 2 . g. Ed è stata ventura ora la mia II trovar voi > Per vendervi qualcosa , c uscir del marcio. Marcio. Add. m. Putrido , Fracìdo , Pica di marcia. ( V. I 7 ” tabidus. Gl\ o-xTCpc?, p.frpa.tTfAcl'drj. Daut.lf. 3n. 12 2. A te s ,, al # v sete, onde ti crepa , Disse il Greco, la lingua , e V acqua 1 jj qiP 2 — Ì'i". [Guasto, Corrotto.] Lab. 2^5. E se ninno mai marcio > 1 ’ sta nasccuza putrida e villana, tu sé’ scuza ninno dubbio c l c ? s0 Aj) ^ Viri. La faccia crespa, e la bocca liatosa, li denti marci* A ^.n' 3 — Vile , Abietto. Lat. vilis , abjcctus. Gr. recita vói , ov^> V. 7. /j8. 2. Disse per rimproccio : leggi li statuti, popol y/ d‘f 4 —* Perderla marcia = Perdere il giuoco marcio, che ‘ m P or pio della posta , e per frustato signijica Avere il maggior « taggin possibile. Bisc. hig. (A.) 5 1 — Modi uvverb. A marcia forza , A marcio dispetto , [” c . ] necessità] e simili ~ L'nrzatissimamenle. [V. Dispetto sosl- V velit, nolit.. Gr. èf à.tdyx.r,s. (JSlarcia forza e Marcio dispd 1 ^ C iL ^{ dire gran forza c gran dispetto , ilal cclt. more grande. ) Discipl. spir. Perciocché il cuore umano non può stare cl> e alcuna cosa ; s’ egli no.n è occupato in bene, bisogna a nia,C a lo 1 eli’ c' pensi male. Fir. rim, i3i. Clic quasi a marcia forza e spetto In sul vergon gli fea balzar di netto. Beni. rial. <• ’ . c io \ far la nostra donna eli’ogni sera Io abbia a stare, a mio ,,,! Z/Q' P spetto, Infìno all’undici ore andarne a letto? Bed.lellf-'^ct 10 ’, sta volta bisognerà clic ella lo confessi, a suo marcio t * iS T. lC iui' e che, come la Corte torna a Firenze, ella se ne venga a h' j 0 & nipolo infìno alla mia casa nella via de’Bardi. Salvia. Pro*' . 1 iS. Bisognava per marcia necessità ricorrere a Ini. Marciose, * Mar-ció-ne. IV. pr. m . (Accresci!, di Marcio.')-'. /BC'jj del [ V . secolo , capo della setta detta da lai de’ Marcio Marcionilra ,* Mar-cio nil-la. iV. pr. f Lat. MarciomlD* C a Marcio.) (B) . .... i; Marcioniti.* (St. Eco!.) Mar*cio-nì-!i. Setta di eretici, i c } u(l t ai due princìpìì ed alle follie di talentino su^li Foni} ^ risurrezione de*morti , la realtà dell'incurnaz’one del F } Marcioso , Mar-ció-so. Add. m. Pieno di marcia . Lat. tabi i e „J, flucns , purulentus. Gr. {tetpa(rp,w$vis , rxxypós. Kit. S. A ^ lava ec. dagli occhi un umore sì putredinoso e marcioso nel Diz. di A. Pasta. Dal forame del naso. ... colava ta : che materia marciosa di non buono odore. (N) j ;l {, f. 0 ( Marcipore , * Mar-cì'po-ro. JV. pr. m. Lat. Marcipor. ( D«l ^ V 1 ¥ pi.er servo di Marco. In celt. march terra , e por sigo° ie della terra.) (B) ^ _ • e fa' sh re? Marcire, Mar-cì-rc. N. ass. e pass. Divenir marcio , Pfi 1 ^^ dicesi anche Infracidare , Infradiciare, Imputridire, lì liaS , c , ^ / rompersi ec .— , Ammarcire , Immurare, sin.] Lat. tabcs c , fieri. Gr. Maini. 6. 60. Il gran se gli m alC1 granai, Che noi vendea se non valeva un occhio. x ^ p el " 2 — Per metaf [Alterarsi, Guastarsi.] Bocc . nov.g8.32 . ^ e f n° s chiezza marcita , anzi oggi più che mai fiorisce la lA nome. Fr. Giord. Pred. S, II marcire chiama lo ‘rivocc l‘> 3 — Dicesi Marcire in prigione e vale Starvi g r ' (ltl ^^ sstfI ^ > nS f, in carcere contahescere. Gr. tyvXxxri exr^xs(r3-«/. Ar. y f , sarà cagion eh’ io misero Mi marcisca in prigione. Mal flU # s i,i ci farà marcir ’n una prigione. , ,i c ào^eff 4 —* Fano uso. Agn, Pand. 61. Le dimostrai quanto 31 p ^°. c io) non pure biasimo , ma sia loro molto dannoso marc^ |S - r p calcine e veneni che si dicono lisci. ( Quisigri. Far o lV ^ Vai ’i Marcuccio , Marcuzzo. N* pr. m* Lai. Marcus. (In cbr. può °Hor(. | ni( iraq ripulire ; in lat. da mars marte ,* in cclt. da march %at 0ì ovvcl ° da marcus alto, elevato.) — Nome del secondo ^t'esiaf. l ° Evangelisti. —Santo pontefice romano del ir. secolo .— Ca del 11. secolo , discepolo di talentino. — Pronome comu - > Un gran numero di Romani . (B) (Van) Eli:, Fare S. Marco = Colle mani coni Sat (St. £>’• Fare S. Marco — Colle mani contraffarsi il viso in musa migli il ceffo di un /ione. Beni. Rim. Un eelfo accomodi 1 T - ■—•fu. a '.ju • ì. fai ' S. Marco. (A) io,.. 1, Eccl.) Canonici di S. Marco. Congregazione di canonici re- 3 r0 Co 1 fondata in Mantova sul Jìne del secolo xn ., e che Jìnì a v> (nf 0cn n tempo di Gregorio XIII. (Ber) W re t 0 S') S. Marco. Città del Regno di Napoli nella Calabria ci- Città della Sicilia nella provincia di Messina. — Isoietta ‘c Co f ftalico presso Rngusi. — Città dell’ isola Huiti. — in Lamia. * ,Co A<ìn dei Regno di Napoli nella Capitanata. (G) 0 > * Mar-co-àv-do. N■ pr. m. Lat. Marcoardus. ( Dal cclt. r* 1 '-') ^ C;| vallo, ed hardd bello: Bel cavaliere, o sia,Bello a cavallo.)(B) N. pr. m. Lo stesso che Marcaurelio. E. (B) X' * Mar-còl-fa. N. pr. f. Lai. Marculpba. (B) n » * Mar-còl-fo , Marcnìfo. N. pr. m. Lat. Marculpluis. (Dal ^ il( 0 '^ contine , limite, e hulfè soccorso: Soccorritore limitrofo.) tincese del VII. secolo , antere d una raccolta di for- ffH a tti pubblici e contralti del suo tempo. (B) ( 0 ) /"^Ug ',C Gl 'og.) Mar-cò-li-ca. Antica città della Spagna. (G) a Ouir' (Geog.) Mar-cò-ma-go.Lut. Margomagus. Antica città del- N’G P Jlj pt ( y '•* (Geog.) Mar-co-màn-ni. Antichi popoli della Germania ’ tnnti da Marco Aurelio. Detti poscia Timoni. (G) ki A,.- .CGtog.) Mar-cc-mè-di. Lai. Marchomedi. Antichi popoli L* Co5 >eao'^- ( G ) ea’- \ ^'U-cò-me-ro. N. pr. m. Lat. Marcomerus. ( Dal cult. 11 . C ° IV,i « mer proprietario : Proprietario di cavalli.) (B) SCr P<’. m. V. Polo. (Yan) W ‘ iVlar-co-rèl-la. [ e 'l." Gr ' 74 1 • Ea marcorella è fredda e umida nel primo ìsh 0 d’ 4 SUa sus *- ;m 'iia è viscosa. M. Aldobr. Si convien fare un a ? 3 ua i °ve sia cotto crusca, malva, inarcorella, sale, 'to.il,. Su umori B..W.A 1 c-i.:—--1.- p u nnmri. ftnrch. ,. <«7. Salsiccia, pastinaclic e marcoriila. (,"^«11 ^' cc ^') Mar -co-si à-ni. Setta di Eretici del ir, secolo, per del Alili c "mb , discepolo di Catentino e che aggiunse altri errori ma estro, credendo seriamente che la prima parola della ^ . eco > Principio , era il primo principio di tutte le '*tc, e deiu n , az ‘" ne delle lettere e de’numeri stabili un sistema di ... u: loro _11 . -1_: : . tìi " l>ST isto '* ll '° n pc>’azioni. Detti anche Calarbassiani. (Ber) » ' a, (o c ' (Farm) Mar-rò-sti-no. Add. rn. Aggiunto dato ad un ' a 0m Posto di maro e di costo , carne pure alle pillole fatte colla mirra, aloè, agarico , reobarbaro , zafferano , ' t, co */\t mastico , succo di rose di Damasco, acqua ed aceto 4 L. foia. (cX* eo 8-) Mar-cò-ti-de. Antico lago d’ Egitto, presso Alcs- Jt 4 J . y. :.!)) (:N ) .Uii,? 0 * 0 ' P' J ? r ' c “ / ' z o. N. pr. m. dim. di Marco. Lo stesso che Mar- " ern b. Lelt ~ „„„ ’Vr'-XGeoeT^f-. S. 202. (N) il® r, Ne° ’ * “ìar-dà^ •\ 4 iit. popolo che abitava MARE 259 Mardocai , * Mar-do-cà-i. N. pr. m. Lo stesso che Mardocheo. E. Lat . Mardochai. (V. Mardocheo.) (B) Mardocheo, * Mar-do-chè-o, Mardocai. Lat. Mardochoeus. ( Dall*cbr. mai' amaro, e docili contrizione: Contrizione amara .)—Zio paterno della regina Ester , primo ministro di Assuero. (B) (Van) Mardoe.* (Geog.) Mar-dò-e. Isola e golfo, della Norvegia. (G) Ma adonto , * Mar-clò-ni-o. N. pr. m. Lat. Mardonius ( Dal pers. merd , il cui pi. è merdaii strenuo , bellicoso.)— Generale perdano , cugino di Sersc,vinto da Pausatila ed ucciso nella giornata dì P/atert.(B)(Mit) Mare. [Sm. Zoce che impropriamente pigliasi per /’] Universat congre- gamento delle acque [che circondano la terra , e che in più luoghi la cuoprono , il che più propriamente chiamasi Oceano. Mare è un tet'- mìne che esprime soltanto una divisione o porzione dell’ Oceano ed al quale si aggiunge un nome preso o dalle contrade che esso circonda o da altre circostanze. Il Mare è altissimo, vastissimo, ceruleo, profondo, immenso, scoglioso, periglioso, placido, quoto, tranquillo, gonfio, tempestoso , ondoso , grossissimo , aspro, fiero, turbato, cruccioso, instabile , fallace , infedele , ec.] Lat. mare , pela- gus , aequor. Gr* S«\acrcra , zrz^yos , Tro'pros. ( la cclt. mar , in islaad., e in iscand. mar, in ted. meer in got. marei cc.)Bocc. non. iq, 8. Nel far della sera si mise un vento tempestoso, il quale, facendo i mari altissimi, divise le due cocche. E nov. ig. 2$. Verso il mare se ne venne. Petr. son . 2Òg. Dal Borea all’Austro, o dal mar Indo al Mauro. Dant. Par* 24. ‘ 3 g • Per la qual tu su per lo mare andavi. 2 — [Coll’ agg. di Alto, Lontano dal lido. K* Allo add. J. 7.] G. V. 2. i 5 . 2. Essendo in alto mare, per tempesta che venne loro addosso , quasi tutti annegarono. 3 —*JVè solo In alto mare , ma dicesi anche Per alto mare. Sig. Viag.Mont, Sin. 3 . E navicando per alto mare per ispazio di più di giuguemmo appresso a una isola, la quale è in altomare. (N) 4 — corto: * Stato del mare quando le onde si seguono da vicino.(S) 5 _ fermo : * Così chiamasi Quel momento in cui l’ acqua non ha. moto veruno nè di flusso nè di riflusso , il che accade alla fine di ciascuna marea. (Van) 6 — fresco, si dice quando in mare il vento è alquanto gagliardetto , ma non tempestoso. Ciriff. Cab. 1. 6» Sempre disino al calcese T artimone Con fresco mare , c in fil di ruota il vento. 7 — grosso , pieno , colmo : * Così dicesi il Mare quando le sue acque s innalzano, spinti da venti furiosi. (Van) 8 — lungo: * Stato del mare quando le onde si seguono di lontano e lentamente. (S) 9 — poco, lo Non esser quasi mare,] si dice quando il mare è poco agitato. Morg. 20* 44 • E son tutti condotti a salvamento, Perch’era poco mare e fresco vento.» Bocc, g. 5 . n. 2. Essendo quel vento , che traeva, tramontana, e questo assai soave , e non essendo quasi mare , e bene reggente la barca ec., ad una piaggia vicina ad una città chiamata Susa ne la portò. (V) 10 — senza fondo : * Silo di mare ti'oppo profondo per giltarvi l'àncora . (S) n —. vecchio : * vale Maretta ., Residuo di tempesta. Red. Leti . Solito residuo della di già passata tempesta, che i marinari con proprio vocabolo sogliono nominare Mare vecchio. (A) t* —-* Dìcesi Andar sopra mare per Navigare. Eav.Esop. 3 Jsl>xi ninno di mìo parentado fu peccatore nè andò sopra mare con mcrcalanzia. (P) 13 —* Dicesi Braccio di mare : quella parte di esso che per (spazio lungo , stretto e curvo entra fra due terre. K. Braccio , $ 2Ò. Sig. fiag. Mota. Sin. 3 . Sicché dall’una isola all’altra ha uno braccio di mare. (N) 14 —. Dicesi Uoin di mare a Uomo che è usato navigare. Cecch. Mogi. 1.1 . Uom di mare, un di ricco , e l'altro povero. (V) 15 _* Dicesi che il Mare ha perduto, quando se abbassato 5 che rompe, quando bolle e scroscia urtando contro la terra o qualche scoglio i stende, quando non fa alcun movimento nè per monture nè per calare; mugge , quando è agitato e fa gran fragore; riporta, quando la marea ed il flusso ricomincia ; si scava , quando le onde vengono più grosse e s* alzano di più ; va a cercare il vento, quando il vento soffia d'".* parte ove scorre o va l’ondai va conti’al vento, quando il vento muta incontanente dopo una tempesta* Dicesi Vi è del mare , quando è agitato; Non vi è più mare , quando avviene il contrario ; Mettere al mare , quando si fa vela ; Mettere una scialuppa al mare , quando si leva la scialuppa di sopra la coperta o tolda c si mette nell’acqua ; Mettere il vascello al mare, quando è lane iato i Tenere il mare , quando si scorre in alto mare , lungi da porti e rade $ ec. (S) 16 — Così dicesi ancoin II moto che l’acque del mare concepiscono quando sono spinti da’ venti furiosi ; onde si dice Mar grosso, Mare di prua , Mare di poppa ec. (A.) 17 —- Proverb. Loda il mare e ticnti alla terra; proverbio che av- verlisce Doversi lodare /' util grande e pericoloso , e attenersi al piccolo e sicuro. > 18 —* Al fare in mare , al tondo in terra : proverb. de marinari che osservano il molo della luna, dinotante che nel tondo di essa si levano spesso pericolose tempeste’ (A) , 1 9 — * Mare , fuoco e femmina tre male cose , ed e di chiaro e il Monte Lìbano.iG) nel tris-ial significalo. (A) 10 — * Agginguere acqua al mare, nello stesso significato che A «- gmgner Iegne alla selva , e simili. Tolom. lett. 4 4. Sarebbe un 10- lcr aggiugner legna alla selva , acqua al mare , stelle al cielo e luce al soli 1 . (N) 2 —* Per Sineddoche, Acqua del mare. Car. Eh. lib. 5 . Si ch’ogni forza 8 -j .. °.8 m argomento umano E ’1 mare stesso, che da tante Darti Wn oli Sterno di't 4 TT k ’ Clt!à considerabile delia Turchia miTT’f T^Fredd” 0 ' ,i& * 9 - Leucotofpianse' in ?i- Ul lìa Sk materno, (br) 0 e tfcirY" da ri '°-. N. pr. m. Lat. Mardarius. ( Dal celt. > 8i Q J (Geoo v , \ UiC0 > impetuoso. In pers. murdar osceno.) (B) '**61 p 'fochi popoli delta Grande Armenia .— della Mar- 4 q <(o.:*- (Geo 1 e>Ha — H ""” M "" . (G'C .( e dv a ’~ d ' eila M ’cdia «7(G) •Ai),' 5 “ a c he ivi r j l a ‘ y ^ ,ll ' co luogo della Tracia, celebre per la fonti. ICostantino il Grande a Licinio. (G) Lat. M.irHf* -- . i.:t. j.y/_ ' iGo MAREA 3 — Fig. [Profondità.] Dant.Par. 3 . 86. Ella è quel mare, al qual tutto si muove. But. ivi : Quel mare., cioè quella profondità che non si può comprendere , come elice T Apostolo. 4 — Per simil. si dice d'Ogni grande abbondanza , come Marc di doglia , di lacrime, di gioja , di ricchezze e simili. Dant. Par. 1. uà. Onde si muovono a diversi porti Per lo gran inar dell’essere. Serti.Star. 5 . 20 2. Questi prifghi tirarono fuori degli occhi degli altri un mare di lagrime. Beltinc.s0n.2yg. La sua casa è un mar, quando vi piove. 5 -T-* Per meda di similitudine , Come mare = Senza /ine. Fr.Gioid. 80. Troppo è grande fatto (leggere altruij e grande rischio , e fan- noci peccati come mare. (V) 6 —* in modo avveih. dicesi A dispetto di mare e di vento. Allegr. 260. Venendomene la fisima straordinaria, è bisognato, a dispetto di mare c di vento , che io sborri cc. il seguente capitolino. (N) 7 —* (Geog*.) Quella parte dell’ Oceano che s’interna nelle terre, come sono i Mari Adriatico , Arabico , Baltico , Glaciale , Medilerraueo ec. y. a tor luoghi. (Van) 2 —* Bice si Mare A Urico o Mauro la Parte del Mediterraneo nc dintorni di Algieri , Tunisi c Tripoli ; Asiatico , quello che bagna la Costà deli Asia propriamente detta nell’ Anatolia \ Atlantico. F *. Oceano Atlantico j Ausonio , antico nome del Mare che bagna la costa occidentale del Regno di JSapoli e del mare di Sicilia; Balea- rico, quello che bagnale isole Balcani Britannico, antico nome del .mare che lagna le coste diInghilterra', Caledonio , antico nome del mare della Scozia ; Cautabiico , antico nome del mare che bagna le coste di lìiscaglia, la Cuntabria degli antichi ; Cimbrico, antico .nome del mare che cinge la penisola del Jutlant, Crctico, antico no- me del Mediterraneo ne' dintorni deli isola di Creta , oggi Candia ; del Levante, la Parte più oì tentale del Mediterraneo , fra iAnatolia , la Siria e Ì Egitto ; della China , portuale del mare deli Indie , che bagna la costa australe della China ; del Giappone , braccio del mar Pacifico tra la Corea e le isole componenti l'impero Giapponese ; di Corca, parte del mar deli Indie che bagna la costa meridionale della Corca, ed una porzione della costa orientale della China ; d’Imam , parte del Mare deli Indie , siuatu fra iIndostan , la Persia e C Arabia , ed è lo stesso che il Golfo Arabico ; Egeo , antico nome del mare compreso fra le coste orientali della Grecia e {'Asia Minore , detto poscia Arcipelago Greco \ Elcspontico , antico nome del Mare che bagna la costa dellElesponto lungo l'Asia minore ; Eolio, ant. nome del mare che bagna le coste de' dintorni di Snnrnd nell Anatolia ; Eritreo, antico nome di quella parte dell'Oceano che comprende i golf Arabico e Persico , lungo Ì Arabia e la Pcì'sia , dall' AJfrìca fino ali Indie , e dicesi oggi Mar Bosso •, Imperio , antico nome del mare che allosti'o dell Aliunico estcndevasi dall Occidente all Oriente della Libia ; Esteriore , antico nome dell O- ceano } Gallico, ant* nome del golfo di Lione; Germanico, nome dato a quel mare che bagna le coste dell Olanda, della Insta e della Zelanda sino ali imboccatura dell'Elba, e dicesi anche Mare del Nord; Iberico o Ibcrio , ant. nome del mare che bagna la costa della Spagna dal golfo di Lione sino allo Stretto di GibÌlterra;lc.avìo, antico nome dì una porzione dell ’ Arcipelago greco , ne dintorni deli isola lcaria , oggi Nieariaj Inferiore, antico nome del mare di Toscana ; Iperboreo , ant. nome de mari settentrionali dell Euvopa e deli A- sia ; Ircanio, am. nome della parte orientale del Mta % Caspio , lungo i Ircania ; Ionio, nome di quella porzion I del Mediterraneo cliè fra I Italia e la Grecia e bagna la costa occidentale della Morta ; Libico, la poì-zionc del Mediterraneo fra Candia c l Africa ; Ligustico , ant. nome del mare che bagna la costa della Liguria o Riviera di Genova', Magno, cosi fu dagli Ebrei chiamalo il Mediterraneo in opposizione al Mar Morto ed al mar di Galilea', Orientale, la porzione del mar Pacfco , nella quale sono situale le isole del Giappone, le Filippine , le Cardine ec,; Vencdico , nome che dovasi al golfo di Danzica ; Verde , nome dato da' geografi orientali al mare che bagna le coste di Persia e d'Arabia ; Vermiglio, golfo dell'America settentrionale fra il Vecchio Messico, il Nuovo Messico e consennivasi nel tempio di Salomone,della capacità di chea tremila piedi geometrici cubici, secondo alcuni , dove si purf cavano i sacerdoti allorché entravano net tempio per esercitarvi le funzioni del loro ministero, (O) 9 —* (Piti.) Acquà di mare: Sorta di colore turchino assai chiaro.V» Acqua di mare, 2. (A) 10 —* (Min.) Acqua di mare che dicesi anche Acqua marina : Nome di gioja di tal colore. V. Acqua di mare , §. 3 . (A) 11 —A (Mit.) Il mare era stalo divinizzato dagli antichi nella sua totalità col nome di Oceano a cui sacrificavano indipendentemente da JSt’tiuno che n era il patrono. (Mit) Mare diff. da Oceano , Pelago , Pelaghetto ed ^ Arcipelago. Imperocché Mai'c è porzione dell’ Oceano , il quale c V univcrsal con- gregamento delie acque, e si dà ancora nome di Oceano a quelle parti di mare che separano i grandi continenti , per distinguerle, da quelle ,che sono come abbracciale dalla terra , onde disse il Davanzali : E più spaventevole I Oceano degli altri mari. Pelago è pro- priamrntc k profondità del mare : sicché diecsi , discendere in pelaghi cupi e non in mari od in oceani etìopi- "Pelaghetto ^ varrebbe per analogia un piccolo pelago, ma il Boccaccio I adopero per laghetto artificiale. Arcipelago da ultimo è un vasto trattoceli mare interrotto da molte isole ; onde p. e. al mare Egeo non si dà nome di Mare , nè à* Oceano, nè di Pelago ; ma à'Arcipelago. Marea , Ma-rè-a. [A/.] Mare crescente,gonfiato', La corrente del ma• re j Le* Movimento regolare e periodico delle acque dell’Oceano , per MAREMMANO cui il mare si aha e sì abbassa alternativamente due volte alf s e forma due correnti in direzione opposta , che si nomina 1) Mareca.* (Zool.) Ma-re-ca. Sfi. Sorta et anatra dell’ America. 1 Marecanite. (Min.) Ma-re-ca nì-te. Sfi. Varietà di Ossidiana fj^eih nel golfo di fiamscialka, consistente in una sabbia totalmente _ composta di piccole sfere della grossezza di un pisello, di co lato, formale di foghette sottili diafane e concentriche , di fi 11 -ty-pS' di queste sfere * di globetti vetrosi , ÙTegolari e limpidi, dd* a 5 sezza di una noce \ finalmente di globetti della grossezza d* . w colo uovo, opachi, c variegati con istriice l'esse e ture. ^ erìt ,\ le sol* sfere color di perla possano riferirsi alla varietà dell U na detta periata. (Boss) Marecciiia.* (Geog.) RIa-rèochia. Lat. Àriminus .Fiume degli te/ìcii nella delegazione di Orbino e Pesaro. (_(ì) . fjb Marec.ciante, Ma-reg-giàu-te.[ Pari, di Mareggiare.] Che maregg 1 fluctuans. Gr. kv/xcctou?. Amet. 33 . À qualunque altro in raggiante sotto falsa bonaccia. ^ Mareggiare , Ma-reg-già-re. N. ass . e pass. Ondeggiare, irM l ' a ciclo legno descendere voleva , ma a quella vicino , mareggi 1 * 1 f , male delta mano semplicetto s' andava. & a — [Ondeggiare con pericolo di naufragio.] Red. Dìtir. /fL .J t ik mè, ch'io mi mareggio, E m'avveggio Che noi siam tutti 3 — Aver quel travaglio di stomaco che molti ricevono dal l >a Lat. maris nauseam pati. Gr. iv .1).zrdr-v vaurià». - ijC Mareggiata, Ma-reg-già ta. [ò'/T J Marea.' Lat. i'bmis maris. \icans olh-f.ux. Morg. 20. 3fi Tanto eli’ egli ha la nave abb JI la , E porta il morto via la mareggiata. Lor. Med. Beoti. c a l >l “ la mareggiata Gli faceva in punto esser discosto. (0) Mareggiato, * Ma-reg-già to. Add. m. da Mareggiare, y. di re ?' t t* 1 ' Mareggio, Ma-rég-gio. [ò’/n.] Il mareggiai v, [ Attuazione del ''"‘p’,! cf, deggiamento , che dicesi anche Maretta.] :> Car.En. 10. nid' 1 **. dorso inchinato ( il legno di Tarconte ) , c dal mareggio ^ Ivutnin .-lìfin lini liiftn Anerto c sconauassato. in mezzo al* battuto, alfin del tulio Aperto c sconquassato, in mezzo genti espose. (B) , pia* 2 — Per me taf. Menz. sat. 11. Pensa tu qui, lettor, qual h ef * gio Ebbe al cervello quel meschin poeta. , e , Markmagnum , * Ma-re-mà-gnuna. Sm. comp. V. L. Gr&i nV L s ^. t bisso, Abbondanza, Gran copia ec.} che scrivesi anche M» Fe * 7 - y^'V AUeg. io8. Mi vicn detto ec. che voi vi mettete in ordh^ ..n S‘ tr infilzato infilzato a chiedermi un mare magnimi di poesie* vin. Pros. Tose. 1. io 5 . Non voglio qui entrare in im ^ d’erudizioni, come sarebbe a dire che le cicale ec. (N) e& oi T Maremma, Me-rém-ma. {Sf] Campagna vicina al mare. ^ cl \ r ^ } 0 6 'l ritinta, ora. Gr. os. ( Dal celt. marmare, ed e \ t ^ margine , intorno : Campagna al margine , alla riva del 5- if. i- li moro è arbore noto , ee. : richiede luoghi s^bt* ^^ le pii) volte maremma. Sen. Ben . Vavch. 7. to-. Avere . rabilg bestiame , per mandarlo in diverse maremme. _ ii^p 2 —* È anche specie di palude, o composta t!acqua edì tf! ^ fl u oì ^ unite , ma che d'ordinario non è solida abbastanza percae ^ camminar vi possa al disopra ; ovvero È un ammasso d? mocciosa , sopra la quale veggonsi qua e là piccole emin cfU co fermio che s'innalzano su la supeificie. (G) ' stì ttD 'a\$ 2 — Erance maremme si dice per Dinotale un jwese fontani ^ Dav. Peid. eloq. joy. Chi è quegli che, venuto a o d'Asia , per non dire delle Francfr maremme, cerchi di •- ^ so ? ( Il testo lat. ha ; ne quid de Gallìs nostrìs l°T aaintl lJ jarC [ll) ^-' Spia. 1. 4 . Voi pensate a mandar per soccorso nelle Eran€^ ^ 4 1 — (Geog.) [Dicasi Maremma Grossetana o Toscana o tamente Maremma , Quella parte bassa della Toscana, c , dal Medileiraneo nella piov . inferiore Senese ed e d /Ll1 c » G.y.1 ./fi.2. Colle sue rive batte k contrade di Marcini Jl ^ ote n^ } bino e Pisa. Danl.Inf. 25 . tg. Maremma non crcd’io che bia, Quante bisce egli avrà su per la groppa. E Purg. 5 ’ tl r mi fe’, disfecemi Maremma. . M a rum m ama mente, * Ma-rem-ma-na-mén-tc. Aro. Con ffif. s ca^ u ■ c no, e dicesi di faoellu degli abitanti di Maremmani -* -juiafll.’ viat. Or. 3 . 33 . Hanno la bocca piena di vocaboli n,a satl o maremmanamente parlando , la loro fiorentinità argoW^' 11 eS o *'%if Marem.mamo , Ma-rem-mà-no. Add. in. Di maremma. Lat. ^ rilima , nraiitimiis. Gr. Lab. 2qfi\ yioii* 011 *, iP da loro scalpitati, scherniti e annullati , e peggio che giug 1 ! aia' rennnani sprezzati e avviliti. Cr. 3 . 7. 7. Del mese j a ni) luoghi maremmani , e ne’ più cabli e ne’secchi , si »* uid 5 ” 1 ra del- grano. Paìlad. Mari. ig. Non vuole caldi I 1<; gbi , 0 spezialmente luoghi miu'cinrruuii. MARENGHE s pìv , rnarc pttiana, dicesi dell'Aria infetta e pestHenziosa che si re- trel 1/1 .S^* 1 acquidosi come, sono in Maremma .] Red. esp.nat.64 • tole ° n ° cz ' au< ^° , clic chi porta al braccio un maniglio (li esse se- nM'i CC- ’. non possa ricevere nocumento dall’arie maremmane infette e to', . Zl0s<: * (Ar.Mes.) Ma-rèn-ghe, Sf. pi. V. Frane. Specie di mar- eJl.' ,e formata di due parti contenenti fra loro ima crema od una MARGHERITA 26 f Si va. (D.T.) corner ^ SG0- * (ìicog.) Ma-rén-go. Borgo del Piemonte nella provincia di Sh'd ' n>UrLa , sulla riva sinistra del Fontanelle, famoso per la batta- K^^ata nel 1800 da’ Francesi sugli Austriaci. (G) ES- * (Geog.) Ma-rèn-nes. Lat. Marinae. Città di Francia nel ^iL, C ' mmto della Sciaranda inferiore. (G) ll*n s z ,C ° ’ * Ma-re-ò-ti-co. Add. pr. m. Della Mareotidc. (B) t i(ì * (Geog.) Ma-re-ò-ti-de. Sf. Paese d’Egitto vicino alla Li- estremità del lago o palude dello stesso nome. (G) di r- (Geog.) Ma-ré-sa, Marissa. Ani. città della Palestina nella tribù Kit'* 0 - (G) . ti l(lr '««». (Milit.) Ma-re-sciàl-lo. [Add. e sm. Titolo di suprema mi- ji 0 Questa carica elle principio in Francia sotto Filip- ci tS'Wo net 1180. L’origine della voce è teutonica, e nel medio scrisse Marescallus. Gli antichi italiani dissero Maliscalco e 13 . 1 Bui. marescallus. ( V. Maliscalco .) Beigli. Arni. fora. ti s ' c j l'O'e si mostra alcuni libri dei Contcstaboli e A mmiragli Uic,® “ «li Francia. Sega. Mann. Mavz. i 4 - 3. Se tu sapessi 3 — 4 “arca. e Ma» sapessi che un l'iaj- ta ’ P er altro piacevolissimo, fa in un'ora stessa impiccar sulla tri vr* P u l'Glira un centinajo di nobili personaggi, altri Marchesi, al- 5 » rescialli , altri Duchi, a lei già carissimi, che diresti tu? r, Sc| ^ 1 adopera sovente congiunta (ul nffizii determinati, i onie : Ma- Jhii 0 campo , Maresciallo degli alloggi e simili; ma questi uf- tim e gradi essendo stati vani ne'vaili tempi e paesi non si possono r|, c ° n esattezza determinale. Davil. Dichiararono di pretendere , E appresso : Faccia marezzi, ondate, e scherzi di colori bellissimi. — * Operazione con cui il legatore adorna le coperte de' libri che lega, dando alla pelle diversi colori , ed imitando le radici de legni, i marmi, le pietre preziose, il porfido, il granito cc. (D.T.) Si diede il nome di Marezzo metallico ad urna cristallizzazione vaga ed iiregolare che si manifesta alla superficie della Unta quando si fa agire un acido sopra di essa. Fu scoperto per caso non prima del 1817 dal sig. Aliarci. (D.T.) — * Dicesi Marezzo delle stoffe, Stolti marezzata, Quel tessuto di seta la citi trama e di orsoio torto e ritorto , in modo che presenta una superficie come scanalata, ma non mostra l'iridescenza che dopo una certa preparazione, con cui acquista l’ondeggiamento il quale nasce da varii sbattimenti di luce che cagionano gli strati. (D.T.) 5 — A marezzo , posto avverò. z= A foggia donde, A onde. Ór. alla v. Amarezzato. (A) Marfisa , * Mar-fi-sa. N. pr. f. (In celt. mar grande, c fisa proprio, netto , pien di pulitezza- In ar. murfis lussurioso.)— Calorosa guerriera , sorella di Ruggiero , celebrata nel Furioso. (Yan) . Marforio , * Mar-fò-ri-o. N. pr. m. Nome di una Statua in Roma, alla quale si attaccano delle satire in risposta a quelle che si attaccano' ad un’ altra statua detta Pasquino. (Van) Mauga. (Min.) Sf. Specie di creta pingue e calcaria, di cui si fà liso in alcuni luoghi invece di concime per ingrassare i campi. Si trova disposta in filoni frammezzo a quelli di pietra di grana finissima e glutinosa , ma non tanto quanto d bolo. Alcune delle di lei specie servono per terra di purgo, o saponaria, cioè per disugnere i panni. Lat. malga. (A) Majigalanga. * (Geog.) Mar-ga-làn-ga, Marghilan. Città della Tur tana indipendente. (G) Marcami. * (Geog.) Mar-gà-mi. Città del Giappone. (G) Margana.* (Geog) Mar-gà-na. Antica città delle. Indie. — dell’Elide.fx ) Margara. * (GeoeA Mar-eà-ra. Antica città delle Indie. (Gl „ . oppresso . — .. Q - - - - tr Sc j | 1 dicono maresciallo del campo. Montecucc. A me , come ma- (leilj j° di campo, fu la suprema direzione non meno che la con- , Sciali,, ^armata capitale commessa. (Quipropriamente è il Feld-Mare- ^ Austriaci.') (Gr) jf ces ‘ Maresciallo di campo, ed è anche Nome di grado mili- % llo a yerso ne’ diversi eserciti e nelle diverse età della milizia. Un ‘tifi, “ Maresciallo di campo era quello stesso che i moderni di- «Ue7 0,1 o col nome di Capo dello stato maggiore generale. Dipoi le /o. e Ul 5 .lt IH» _ m —II— r.c.7-, /nni., si*.—II »>///,»»».'—> * ’ ^'«la‘ Z,0n ‘ x ‘ restrinsero alla sola cura degli alloggiamenti è della ^ fu,, 0 P 0s ata del campo k n Ve siilc r - ' « ed in luogo di un solo iifiiziale genera- 0 di questa carica se n’elessero più , ed in grado subalter- tie ecip ,W ^° del Tenente generale. Finalmente essendo cessate negli ri ,, 1( ; moderni le antiche discipline dell’ accampare , i marescialli ’li ouv^ìt ialino il comando d’una brigata , cioè di due reggh/umti ■nei .p . a 0 & fanteria , e sono perciò chiamati in alcuni' luoghi 8'ntfjp 1 di brigata o Generali maggiori. Montecucc. Stato generale: !' Cl 'aÌ c , m o, che suol essere un principe del sangue; tencute-ge- Jl 1 (?e^ llI deo; maresciallo di- campo; commissario generale ec. (Par- (Nco 01 'd'n Oiar* ■*' detto Ite d’Inghilterra ec- Amegoic, con tutta terra, ,, esi i riviere, rendite, signorie , case e chiose- Tue. Dnv. lo Enti'ato-Corhulone in provincia ec-, condusse le galee SI A.» ,N°> l’altre navi, secondo che atte erano, per fosse e maresi. tUeog A a.t—a .. 1 .■ i .. . i . a.-■ ^ Ma-rò-^i-av Antica città dell'Asia, nella €ilicia.( G) delle T>^ co n ) Ma-ré-ti-mo, Marittimo, huletta del Mediterraneo, M , non lungi da Trapani. (G) Ma-rct-ta. [S\f. ] Piccola cantw'hazione del mare a q Ma-rct-ta. [S/‘. ] Piccola conturbazione ij il,ì( lo il mare non è grosso^ma fa le onde spessi ®p e 11 m ave non e grosso 9 ma Ja le onde spesse e spumo - (jj® • ass ai il bastimento.) Lai. levis lluctuatio. Gr, r 1 ìt •iilNviga,, 11 . 18 ?- mareta.) Segner. Crisi, inslr. ' -v , G e), 6 la l inn| a volta, per ogni, poco di 11 festa ^ per tutto , 8A h’avolge c si turba. V>ls > alter- Segner. Crisi, insti\ 2.7.3. Senza recarvi otem- V%i c ,|''('citigli tutto l’animo, o almeno maretta , commovcndoali r À nto ‘' no “1 cuore. (N) , diii 0 „ A ..*• ™es.) M;i-r< ;.-.'a-re. [Ati.) Dare il marezzo. Lo stesso Gr. ttuzi'/.à- ìv. Cr. alla ’h li.’': 4, . A ■fare': »?' ivra-rcs-za-re. .— - ‘ regno di eielo- al savio mercante , clic va chcrendo le preziose margarite , e quando egli ha trovato u- na preziosa margarita, sì vende tutto ciò eh’ egli bue , e comperala- But.Par. 22. Cioè di quelle anime che rilucevano più che margarite, a — Per metaf.Cavale. Ptmgil. Non date il santo, cioè il- corpo mio a’cani, c le margarite, cioè le mie grazie, non-spargete in fra!porci. (A)‘ Margarita. * N. pr. f. Lo stesso e/ie Margherita. E. ( Dal lat- margarita sorta di pietra preziosa- In gr. margarites vale lo stesso, e vab pure unioue , da margas legame.) (B) a — * (Geog.) Una delle isole sottovento , presso la costa settentrionale della Columbia. — Riviera degli Stati Uniti.—Gruppo d’isole del Grande Oceano boi-eale. (G) Margariti. * (Geog.) Mar-ga-rì-tì. Lat. Litlianae. Città della Turchia< europea nel sangiaeato di Delvino. (G) Margaritone, * Mar-ga-ri-tù-nc. N pr. m. (V. Margarita.) — Pittore, scultore e architetto aretino del xm. secolo. (Mil) Margaronne , * Mar-ga-ròn-nc. N. pr. m. (In gr. inargnron vale unione , da margas legame.) — Tiranno di un castello, di cui parla it Furioso. (Van) Marcasi. * (Geog.) Mar-gà-si, Margcsi. Antichi popoli della- Media.(fi)‘ Margastana. * (Geog.) Mar-ga-sfei-na. Antica- isola del golfo Persico,, sulla costa della Susiana. (G) Marcate. * (Geog.) Mar-gà-te. Città e porto dInghilterra, nella- contea di Reni. (G) . , Marcba. * (Geog.) Mar-gò-a. Aat. Margaea. Antica citta dell Elide ,(G> Margemina. * (Àgr.) Mar-gò-mi-na. Add. e sf. Specie d’ uva nera che dà buon vino. (Vali) Margeriue. * (Geog.) Mar-gé-ri-de. Ramo del sistema dille Covellite in 1 Francia. (G) M.uìgesii * (Geog.) Mar-gé-si. Lo stesso che Margasi. V. (Mit) Margherita. (Min ) Mar-glie-ri-ta. [Y/i V. G. Queliti sorta di gemmai che noi più comunemente diciamo } Perla.—, Margarita, sin. Lat. margarita, margaritiim. Gr. fixpyxpiTns. ( V .Margarita.) Amet. 22. E quelle fjfecceJ , con fregio d’oro lucente e caro di margherite, streLLe stanno ne’posti luoghi. Fit. S. Margh. Li denti- suoi parevan di ferro, gli occhi suoi risplendeano come margherite. » f Alcuni Testi hanno J- Come fiamma di fuoco.- Il nome della santa sarà - forse nel num. del pài entrato qui per errore. Oltonelli. ) (N>) „ 2 —Per meta 1 '. [Stella o Luna o simili .1 Danl.Par.2.34-P 1 ' 1 ' eolio si l’eterna margherita , Ne ricevette. Rat. ivi. L’eterna marg ierita , cioè lo corpo lunare, lo quale l’autore assimiglia alla pietra pi ezaosa „ Daut. Par. 6. E dentro alla presente margherita Luce la-luce di Romeo. Bui. ivi: Dentro alla presente margherita-cc. r> cioè dentro alla stella di Mercurio , che c lucida e splendida piu eh ogni pietra preziosa. Dant. Par. 22. 29. E la maggiore e la piu luculcnta Di quelle margherite innanzi fessi, , r , . . . 3 — [iVe( senso della Scrittura vale (rf-izie , Dom-spirituali. ì r . Margarita, f. 2.} -Semi, S. Agost. 1. Disulerci ec. quelle anime che sono sane, e unite con Dio, adornallc di spirituali margherite.- 4 _ [/„ modo proverò.) Gettar le margherite a’ porci [o tra’ porci]— Par cose singolari e preziose a persone vili e idiote. Lat, propese margarita ante porcos, Esp. Pat. noti. L’ uomo non dee gittar- miu riieiite tra’ porci. 262 margherita MARGOTTA 5 — [Ed usato anche quasi in forza di add.] Teseìd.q. Allato al quale Ippolita dimora, Bella vie più die gemina margherita. 2 — (Bot.) 1 Sona di fiore , che dicesi piu comunemente Margheritina. y. Lat. bellis. Alani. Colt. 5. 122. Poi dipinti i suoi crin di latte e rza, ad aumentare e facilitare l'effe Ito di delta manovra. Usato per lo piu nel pL (Dal gr. margao io lego, onde nuirgaron unione. In cclt .marchgen correggia, cinghia.) (S) 4 —* (Zoo!.) Pesce margherita. Lo stesso che Grancevola. E. (A) 5 —* (Chir.) Macchia sulla cornea del color della madreperla. (Van) 6 — Nome che il volgo dà al martirio dilla corda.Malm. Stili da toccar la margherita. (A) Margherita , * Margarita , Ghita , Bita , Ita. N. pr. f. Lai. Margarita. (V. Margarita.') «— Santa vergine e martire d’ Antiochia. — Santa regina di Scozia , moglie dì Malcolmo nell xi. secolo. — Regina di Danimarca , Norvegia e Svezia , figlia ed erede di Valdemaro ILI. nel secolo xvi , soprannomuta La Semiramide del Settentrione.— Regina di Li ancia^ moglie di Luigi IX.—Sorella dì Francesco 1., regina di ÌSavnrra.—Prima moglie di Enrico LE. , regina di Navarra — d’ Angiù. Regina d'Inghilterra , moglie di irrigo VI. —-d’Austria. Figlia di Massimiliano , maritata a Carlo Vii fi all infante di ò pugna figlio di Ferdinando il Cattolico ed Isabella, ed a Filiberto il hello , Duca di Savoja. (B) (Van) 2 —* (Geog.) S, Margherita. Città della Sicilia nella provincia di Gir- gentt. — Riviera del Basso Canada .— Isola del Messico. (G) Margheritina. (Bot.) Mar-ghe-ri-tì-na. [>\f] Sorta di fot e. [Pianta del genere licnide , che ha gli steli scanalati, ramosi nella sommità , pelosi \ le foglie I nean , lanceolate , strette , intere , amplessicauli ; i fiori rossi , coi peduncoli dicotomi , a pannocchia rada , coi petali sbrandellati; le capsole di una cavità. Fiorisce nell'Aprile e fino all’Autunno) ed è comune nei prati ombrosi. Se ne distinguono due varietà : una a fiore bianco , e ì altra a fior doppio. Quella a fior doppio sì coltiva negli orti\ ed è anche detta Fior del cuculio , perchè fiorisce in Maggio, tempo in cui comparisce V uccello di questo nome. Lat. lychnis flos cuculi Lin.] (Così detta per qualche somiglianza con le margarite , sorta di pietre preziose.) 2 — * Altra pianta, che néfce ne prati e si coltiva pei suoi fiori bianchi e rossi. Appartiene al genere Bellide. E. (N) 2 — (Ar. Mes ) Que T piccoli globeiti di vetro, de quali sì fanno vezzi e altri ornamenti femminili. Red. Ins. i2j. Erano tutti punteggiali di quattordici punti, in foggia di margheritine rosse.JC i3i. Nel mezzo di ciascuno de’quali campeggiavano cei te margheritine av.zun e.nFag. Com. Un abito di filaticcio sopra e poi un fornimento di margheritine bianche die faceva un vedere maravìglioso. (A) Margherotta. (Mari».) Mar-ghe-ròt-ta. Sf. Barca lunga , sottile e di veloce moto, con otto rematovi , capace di due persane a prua.Serve a tenersi vicini, e a precedere i regaitantì. (In celi, mar grande , e rod cammino : Di gran cammino , Veloce.) (S) Marchetta. (Ar. Mes.) Mar-gbét-ta. Sf. T. de' macellari. Lo strigo'n o ventricino di vitello da latte.{Quasi magona dal ted./w/geu , ili oland. maag stomaco , ventricino.) (A) Màrgiulan. * (Geog.) Mar-ghi làii. lo stesso che Margalanga. V. (G) Marghisita.* (Geog.) Mar-ghi-si-ta. Isola dell'Adriatico, sulla costa della Dalmazia, nel golfo di Quartiere, appartenente al circolo di Zara.(fi) Màrgi.* (Geog.) Lago della Turchia asiatica nella Siria , e nel governo di Damasco. (G) Mar Giallo.* (Geog.) Golfo de! grand' Oceano ficaia China elaCcrea (G) Margianà. * (Geog.) Mar-gi-à-na. Sf Antico paese dell' Asia, hfg<> il fiume Margus , che gli dova il nome. Questo paese fa oggi parte del Corassan nella Persia. (G) Margigrana. (Agr.) Mar-gi gvà-na. [Add. p sfi] Spezie d'uva [di buona qualità.'] Cr.q./f. 10. Buone (uve) sono grilla, zisiga, le quali in altro nome sono dette margigrana, o rubiola. (Il testo lat. ha mardegena.) Marginale, Mar*gi*nà-le. Add.com. Attenente o Posto aita margine di libro, scrittura o simili. Red. lett. 1. Ho. Quelle noterelle marginali veggio chiaramente che furono Iattura di un gran valentuomo. Marcinàrio.* (Z00L) M ar-gi-nà-ri-o.yVu'à. m. Uno de' sei pezzi che formano il ramo delta mascella inferiore negli uccelli e ne' rettili. Chiamasi pure Osso supplementare. (A. O.) Marginato. (Bot.) Mar-gi-uà*to. Add. m. Che ha un margine. Lat. marginata». (A) (À. O.) 2 — * Foglia marginata. Quella il cui margine ha un colore ed una consistenza affatto diversa dal rimanente della foglia. Rertoloni. ( 0 ) 3 —* Pericarpio marginato: Quello che nel mezzo è alquanto rilevato e gonfio , ma che va poi a terminare con un margine sottilissimo. Bertvh ni. (O) / _*Seme marginato: Quello che ha il margine costantemente, più gros- ^ so del corvo dd seme st.ssa , ovvero quello che ha il margine consistente e che vieti diviso dal corpo del seme per mezzo di un pìccolo solco. Rertoloni • (O) . . ... . 7 Margine Màr-gi-ne. Sost. com. [Limite di qualche superficie ,] Estremità [5 poetic. Margo.J Lat. ora, margo. GV. se**™', Dant. Inf : là. 84. Lo fondo suo ed ambo le pendici balte era» putta, ci margini dallato. E i5. 1. Ora celi porta l un de duri margini. 2 — [Sponda di fiume o simile.] Fir.As. fj. lasci ache con gran fatica ella fila naveJ si fu condotta alla maigme dell altra ripa ec., a pena notando scampammo. . . „ r 2 •— [Saldatura delle ferite. Delta anche Cicatrice. J\ei qual, s:gnif. più vilonti.ri s’ adopera come sf. 3 Dal. cicatrix. Or. ov\r,. JDIor. S. Greg. g. 3g. he margini non sono altro , se non le saldature delle fedito. Bocc. non. 45. if. Si ricordò lei dovere avere una mar. gine , a guisa d' una crocetta , sopra l’ orecchia sinistra. A nini. j4nt. (i. i63. Non c laida la margine che con vcrludc è acquistala.» f u. nel cn>f SS. Pad. 4 . 3q3. Percioccli’aveva li margini delle piaghe — .. nl .,r- suo. E subilo dopo : E dovano sapere che volle Cristo riservare n ^j| e gini nel corpo suo per cinque cagioni- E appresso : Lo Seg». 0 ^ n') riservare le margine nel corpo suo , e mostreralle nel giurie 1 • 3 — Per sìmil. Benv.Cell.Oref. 5 4 - Co’medesimi inartelhd 1 nauseili percoteya quello margini che dell'oro intorno alla lig° ra zavano. (V) ^r- 3 — Per melaf. Coll. SS. Pad. Sono putride e corrotte * j||j, gini mie. Albert, cap. 32. Margine della coscienza si reputa | ,cl ^ 0 c- — Quello spazio delle bande ne'libri, [carte o simili} che n01 ’.^d- cupato dalla scrittura. Lat. margo, ora libri, (ir. atìdsja Sab-* ». ». 8 . Nella stessa guisa stava l’originale, nè se ne parte » miti; ma nel margine dice: ec. E di sotto: Il Mannelli c01 Vi jlaH" drfìciebat nel margine del suo libro, v’aggiunse aresse.li urlìi lasciò nel margine questa chiosa. E ». 3. 4 . z5. Altri segj 11 così gli orli si chiamano , r '-“£ ;(»/!• y? ' peiano nel margine del libro carta dall’uno e l’altro lato si rimangono in bianco, (V) j' Pros.Tosc.1. 4°d. Bandisca alla margine, che quivi vi ha p c -Ci collo scrivere Gre tratto tratto. E 1-4^9* Sono avvezzo a sch ,cC /jj) t e impiastricciar le margini Ae’Vibri di non poche postiUaturc*^ (; j, 4 — (Ar. Mes.) Nel mini . del più. T. degli stampatori. Q ue o regoletti, che servono alla divistoli delle pagine, per mezzo è determinata la larghezza delle margini. (A) ^fi 5 — * (Anat.) Eoce di frequente usata nelle descrizioni arato# 1 ' . ( jf renderle più precìse , ed indicare con maggiore esattezza i ra PP 0l Lg organi. Gli anatomici però ne abusarono singolarmente, da cC oSÌ Qtt° posero dei margini in organi che per la foro figura noti f^ S [i' averne ; ed a questo errore devesi in gran parte attribuita ^ chezza e Varidità palesata dal maggior numero de ’ moderni di anatomìa. (0) • ■ 6 —* (Bot.) Margine o Bordo è il Contorno che vicn ddbota'u^ t(l filosamente osservato nelle foghe , ne petali, ne calici efi. dalla considerazione di esso traggono de' caratteri essenti^ 1 * distinguere le varie specie di piante. Osservano pure il ^ ^ (j^ ° alcuni pericarpii. Quello delie caselle , silique , legumi cc. ancora di alcuni semi. Rertoloni ( 0 ) ? —* Quella parte che attornia il disco degli apoteci. su lo chiamano I ropno, se viene formato dalla medesima eSj ol ,l, ’ deli' apotecio , e se ordinariamente è detto stesso colorei se 1’ esterna corteccia deli’ apotecio feccettualo il disco), P’’ 0 . della sostanza del tallo , cinse e corona il disco a guisa Vero, quando fo parta dell’apotecio : è visibilissimo nelle f e stiate, per lo più libero nella circonferenza odinferiorm ell ’lii^ 1 rio ; se è distinto dall' apotecio, e soltanto lo circonda. Typ ^ /I origine dulia crosta 0 dal tallo elevalo. Esso è sessile , ed c \il modo non fa parte costitutiva deli ’ apotecio : ne segue colore del margine accessorio e quello dello stesso tallo, e q^ iJl volle diverso dal colore del disco. (0) ti- Màrginetta , Mar-gi-nei-ta. [Sfi] dim. di Margine. Lat. ' /-* ■ ; Z» l?l. 1 . i. ... 7 . ,_1 ■ . • « nll.lf fjuxpà. ov>vé. Guid. G. Ebbe tra le ciglia una piccola c sottile »*•: Marginetto. (Ar. Mes.) Mar*gi-nét-to. Sm. T. de gettatori & e degli stampatovi. Pezzi lunghi di metallo, che sì mettono ^ me da torchio per uso di margini. (A) Margiollo , Mar-giòl-lo. Add. ni. E. A. E. e di' Marcio* ^ oS hu c1 '-, dus. Gr. ra.y.r.p6?. Pataff. 1 . Deh , pecora marginila , Marciricarpo. (Bot.) Mar-gi-n-car-po. òm.F. G. Lat. f/ (Da margariies perla, e carpas frutto.) Genere di piante es® ^ diandria monoginia, della famiglia delle rosacee , col ca ^ ce , 0 efiì in quattro o cinque pezzi, nessuna corolla, lo sùmnia drupa col nocciuoln monospermo che somiglia la perla . ( Margite. * (Filol.) Mar-gì-te. Sm.V.G. Lat. margitcs. &'• ^ potpyr.m, g-xpyris, fxccpyo f. (Suol dedursi dal gr. me non, operoso ; onde marsùpi fatuo , inerte. Secondo il Gollio j f regon vai fatuo : secondo il Mcninski , tnurghudd vai 1 imbecille, e murgil negligente. ) Titolo d'un poema a f}0 ,i / Omero, sopra un famoso scimunito di tal nome, il q tl(l . e ^$ 1 ° M mai potuto numerare sopra il cinque , ed a cui si t scempiaggini , do altri autori riferite a Melitide ed « li Mar Glaciale.* (Geog.) Furie dell' Oceano prossimo o Margo. [A/n.] E.poet. Margine [d un fiume, d un ruscello 0 0 c ^ Fu'', j. if Due poma acerbe, e pur d’avorio fatte, A 4 -?® 1 confonda al primo margo. Mmz. vini. 1 . 24 g. Per vn’ tu ardente , Onde ai rivi il margo indorasi. Margo.* (Geog.) Lat. Margum. Antica città dell' A Un , . 0 rjri° ^ / Margolato. (Agr.) Mar-go-là-to.Am. Tralcio di vite, ed e P J che serve per moltiplicare la pianta. (Dal lat. met'S ltS ^ . Menng. Oss. Ijng. (A) /II* cC fi \ Margolla, Mar-gòI-la.A/.' Befana,Versiera, TrentancaV }1(tt > li0 M morto , e goulen interrogare par che dieno a margo*™ //r senso di strega , clic di befana.) Eabrin.Sacr.Regn.5. intto* 10 Margone. (Min.) M'ar-gó-ne. Sm. Specie di marga , ®‘T di purgo, in cui si trova spesso mescolato dello z0 -'°^\oO c $ E Margone io chiamo una specie di terra simile al 1113 ,» a jid* r( colore più cupo , e di pasta più viscosa e tenace , terra di purgo. (A) - nfì ta * t f. Margotta. (Agr.) Mar-gòt-ta. Sfi Quella parte dello P setido stata gualche tempo mezza tagliata e c °l 3e y l ^il l $n>^ i ^ —" Ciò che risulta dalia operazione con puf ttfl]fi ctei ^ siù^ jj dicare un ramo di una pianta senza aver bisogno ^ .j? proprio piede. Lai. circumpositio. Rertoloni. (D) . j 5 Margotta ddf. da Piantone. I Piantoni sono rann '■ òk/iuu òiuia quaicne tempo mezza lagnata e cm sr i.O # 0 ' ciocché producesse radici , si svelle e si trapianta. E<* c }iC (Il frane, marcorte, è dimunit. italiano del lat. merg 1 presso Coìumellft nel medesimo senso.) (A) laii margottare fili st c ."’ appartenevano ; le Margotte per lo contrario sono end» 6i, - Sl r ? m * tul t°ra attaccati alla pianta madre, ma posti in terra ‘'Ubgot S1 radlchino i“ essa. „ mn (Agr.) Mar-got-tà-re. Alt. Far uso e governo della pianta s Qttév° fnar 8°tott* Due sono le maniere di margottare: una si fa scon^f 11 ^, 0 enLro a una fossa un ramo di una pianta a cui si lascia r( itnrj 1 ^ ei * rem ‘ t(l i onde si scorgerà che passato certo tempo, questo si SfUato radici ed anche formata una nuova pianta , la 1 Vc dc ben che tu se* un margutto: Rimarrò ’n ogni mo’così (Gcog.) Antico,nome del fiume Morava. (G) O.ftTf»., «'a. i. r A /» wr i - r-, . . V ' detfi * (St. Ant.) Ma-rliè-svan. Sm. V. Ebr. Nome dì un mese r^brei 1 PVn iì c opnnrJr, tìoìVn »iun r-ìitìla a $U- , <*ò. i ' 6r ei ; era il secondo dell’almo civile e V ottavo dell ‘'Wì.\^/.‘ tan >uvasi anche Bui. (Vali) ?/v * y- pr. m. accorc. di Adiinari. Lo stesso che Adalmaro. F.(N) (Ucog.) Antichi popoli asiatici , forse vicini alla Colchide. (G) C V e j, Mà-ri a. Add. pr. f. Aggiunto di Famiglia romana plebea , ' v. > ”* per soprannomi Capitone e Trogo. (0) . C,a Aggiunto di varie leggi poste in Roma da Marco Mario , da Mario , da Lucio Alario ec. (Mit) i ter p l \/i F. L. usata solamente nel modo, Andar cercando maria %. fl j;vcnna. V. Cercare , j. 29. (N) \r ’ * f X —v _ \ - —' - vi . ..' Ma r , Cz »a, d,- ;irì a (Arche.) Ma-ri-a, Marietta, Mariuccia, Marina. N. pr.f. Lat. (In ebr. mirjarn, da mar amarezza, e jam mare : Mar tli ama- 1 dorella di Mosè e di Ar — ' " " " V q‘~~o Ofelia di Mosè e di Aronne .— Madre di G. C. , adorata di Qp s t>ani sotto il nome di Beata Vergine , Madonna ec.— Moglie una delle tre donne che imbalsamarono il corpo di Gè* u. ,*J0 rs>n~ J: 71 >1 »* r -»T » ^1 Marta e di Lazzaro. Ip.f r mcia tallir - i S 'v l 4 263 Nome di molte illustri regi- I Trancia , dInghilterra , di Scozia , di Spagna , di Svezia , ‘‘‘a, di Sardegna, ec .— Teresa. Figlia di Carlo FI.,impera- ùL e o"‘ a dU Boemia, d Ungheria ec. (B) (Van) nr e co ?0 Isola del grande Oceano Australe. — S. Maria. Isola del kd ÌUantiC0 1 ‘ a Più meridionale delle Azore. — Isola dell’ Ocea- ""io, presso quella di Madagascar.—Isola della Senegambia. — >e i'''o °/ Brasile .— Città dell’ Ungheria .— di Capoa.— Città del 'ii Napoli in Terra di Lavoro. —di Leuca. Città del Regno llc °! i/ 0 ^ 1 !n Terra d Otranto. —Galante.— Isola dell’Oceano Atlnn- V h °Zi l q" a Antille .—Le tre Marie. Viole del grande Oceano equi- l’l‘ rpsso la costa del Messico. (G) , '• ( > ) rcipe l a go delle Filip- . fi,' aAs - * (Geog.) Ma-ri-cà-ban. ìsola <* ett fa S . . “^^cv^ leSi0 * a C05ta uustrale delusola d l 1 J ■piurioi golfo* ^ at ' sl ~ ‘"'S m 0 -’ Ma-ri-ctl-lo. [Am.) dim. di Marc. .P « Muovi le Gr > tretum. Gr. evtex'e &^s, piccolo B»«cello. ' « r »>Htì battaglie nel grande «iare,.e jacibca questo pmc 2 — Per metaf [Amarezza, Rancore.] Albert, cap. 2 . 3y . E non solamente vendicherà te , ma ogni rancore e ogni maricello del tuo cuore rimuovcrà e sveggliicrà. E appresso : E non darà muriccllo al giusto in eterno. Marici. * (Gcog.) Ma-ri-ci, Antichi popoli d : Italia , ne' dintorni dell'odierna città di Alessandria della Paglia . (G) Maricino, Ma-ri-cì-no. Sin. Agitazione dell'acqua, prodotta dal Vento. Car. Long. Am. V^olg. l. 2. In questo mentre si mise vento di terra , e ìevossi burrasca di mare , perchè subito che il legno fu sciolto, risospinto dal vento c dal maricino , prese dellalto. (Min) Màuide , * Mà-ri-de. N. pr. m. ( Dal gr. maryo o meryo io ravvolgo: Ravvolgilo^.) — Guerrici o ivo fatto , ucciso da Trasimede . (Mit) MAiunuNO. ■* (Grog.) Ma-ri-dù-no. Lat. Maridunum, Antica città dell'isola d'Albione. (G) Marie. * (St. Eccl.) Ma-rì-c. Le tre Marie. Sotto questo nome s'intendono tre donne di. cui fa menzione il Vangelo , cioè Maria y Maddalena , Maria sorella di Lazzero e la peccatrice di Naim. E quistio* ne se queste sieno tre persone diverse , ovvero se sia la stessa indicata sotto diversi careUeri ; ma V opinione la piu probabile è quella che le distingue. (Ber) Marieboe. * (Geog.) Ma-ri-e-bò-c. Città della Danimarca. (G) Mariemreiiga.* (Geog.) Ma-ri-cin-bèr-ga. Lat. Mariaeberga. Città deire - gito di Sassonia. (G) Mabiembcrgo.* (Geog.) Ma-ri-cm bur-go. Lat. Mariaeburgum. Città de' Paesi Bassi nella provincia di Namur.—degli Stati Prussiani nella Prussia occidentale. (G) Mariestap.* (Geog.) Ma-ri-è stad. Città della Svezia. (G) Marietta, * Ma-ri-ét-ta. N. pr. f dim. di Maria. (B) 2 —* (Geog.) Città degli Stati Uniti d'America, nello Stato d'Ohio.(G) Marigiana. (Zool.) Ma-ri già-na. tSf] Spezie di anitra sabatica, {compresa fra gli uccelli palmipedi ; detta anche Bibbio e Fischione da Joscani, da'NapohtaniNliiyardai e Mellanla. da’Eroticesi Canard. Lat. anas bosclias Lin.) (Dal celt. gali, mar acqua, e geni na,cere : Nata nelle acque.) Red. Ins. 1. i56. In tutti quanti gli uccelli oc. si teo- vano i pollini ec.; di quattro diverse fogge ne trovai nell*astore ec., di quattro nella marigiana. Maric.liano. * (Geog.) Ma-ri-glià-no. Città del Regna di Napoli in Terra di Lavoro . (G) Marignano. * (Geog.) Ma-ri-gnà-no,Melagnano. Lat. Mclenianum. Borgo del Regno Lombardo-Veneto sul Lambro , ove Francesco L riportò una gran vittoria sopra gli Svizzeri . (G) Mariguana. * ( Geog. ) Ma-ri-gu-a-na. Isola dell'Atlantico , unti delle Lucaje. (G) Marilandta.* (Geog.) Ma-ri-làn-di-a. Sf. Uno degli Stati marittimi degli Stati Uniti d'America. (N) Marimba. (Mus.) Ma-rìm-ba. Sf Stramonio usato da'Barbari del Congo , e tramandato al Brasile . Questo strumento è composto di quattordici o quindici zucchette disposte in consonanza , e ben collegate fra due regoli, colla bocca all ingiù, turate con sottile corteccia. Sella parte opposta di esse vi è una tavoletta di legno larga cinque ori* eie circa , e d’uii palmo in lunghezza , che percossa dalle dita del suonatore , mentre si alza e si abbassa , forma un'armonìa che non dispiace. Gian. Viz. Mus. (B) 2 —* ha Marimba de* Cafri è una Specie di cassetta di legno leggiera^ alta tre dita e lunga un palmo e mezzo ; a capo della mede-dma v' è un ponte composto di due pezzi che si uniscono in un angolo , su cui , onde restino sollevati, sì pongono sette o nove lamine di femo, le quali terminando in linea eguale verso la mano del sonatore fanno slargarne sulla loro estremità tante linguette, che compresse dal pollice d ambedue le mani producono col loro tremore un suono grande.( L) Mammut, * Ma-ri-mùt N> pr. m. Lat. Marimuth. ( Dall’ebr. mar a- marezza, e mulh morire : Morto nell’ amarezza. ) (B) Marisa , Ma-rì-na. [5'/.3 Mure, e tulom Costa ih ma»*. — ,Marittima, sin. Lat. mare, ora maritima. Gr. ShxAairtra, itrx^rià -rxpdxioi. Bocc. nov. 33.4- Marsilia siccome voi sapete, c in Provenza soprala marina posta. G. F.8-T!.‘ì. Erano armati di gente di quella marina Futuri, tì. E questo fu in queste nostre marine gran mutazione. M.F. ». 2. E nell’altre provincie circostanti a quelle marine dell’Oceano, lì ant. Plug. 1. ,17. Conobbi il tremolar della marina. E G. 66. Cerca , misera, intorno dalle prode Le tue marine. Petr. cunz. 5. 7. Clic fece , per calcare i nostri liti , Di nuovi ponti oltraggio alla marina. 2 — Si abbraccia con questo vocabolo tutto ciò che apparitene al servizio di mare , sia per la navigazione , che per la costruzione delle navi , commercio marittimo , ec. Con questo nome si suole esprimere ancora la scienza del mare , e particolarmente l’Idrografia, la navigazione, V architettura navale e l’amministrazione marittima. Nel- l’uno e nell'altro senso dicesi meglio Marineria. (S) (0) 3 — Fig. La marina è turbata o gonfiata , il diciamo quando vergiamo uno in collora , e pieno di mal talento. Lat. m fermento jacet. Gr. TX yfKx iFJll, , Aristaf. Fir. Triti. 3. 4 ■ h u 50 dire chc la marina è gonfiata bone. . . . , 4 — Far marina si dice del Finger miseria , e con importunità, quasi gagnolando, [o imitando il suono del flutto marmo,] chieder la limosina, o simili. [Ma è modo oscum, e da non imitarsi .] Buon Pier. 4. 1. 1. Crepa di rabbia, che sente un ragazzo Far marma, tremare e mugolare. Malm. A. E perdi ci non avea tutti i suoi mesi, Fu il primo ad esclamare, e far marina. 5 _* Batter la marinai Scorrere d mare per ispirimela sicurezza fO) 1 _* /''/".Batter marina —Fingere il miserabile e l’infelice per muovere a compassione, portando panni tutti stracciati nel bel mezzo del verno, e mostrando di tremar folle dal freddo con dibattere i dentice facendo con la bocca quel romoi eggiamento del mare che si sente da lontano quanto si muove a tempesta. F. Battere marina. Risc.Fag.{A) 6 _■* (Pit.) Pittura rappresentante veduti o fortune di mare. Buldiii. 2ì64 marina Dee. Diede grfin nome di se in dipignere marine, porli ed ogni sorta di navi. E oppresso : Celebre nel dipignere navigli e Ibi tunose marine. Magai. Leu. Da queste '(figure) in fumi o siano paesi o animali o marine , tutto si manda alla pari, avuto però sempre il debito riguardo .al maestro. E appresso : Tutte le marine, tutte le a- rie , tutti gli animali che dipigne la natura. (A) Maiuka. * JV. j>r. f. Fariaz. di Maria. E. — Figliuola di Arcadio.— Messicana favorita di Cortes. (B) (Mit) (O) Marinaio , jSa-ri-nà-jo. [Add. e sm.] Nome generico d’Ogni [persona componente f equipaggio d’una nave , ovvero addetta al servizio di qualunque bastimento mediante un convenuto salario o partecipazione degli utili. Così dicesi ogni Uomo che,va a navigare e sa il mestiere, ogni] Guidator di nave. [Detto anche Navicellaio, Barcajuolo,Nocchiero ec. —, Marinaio, Marinaro, Marinicre, Mariniero, sin.] Lat. nau- clerus , nauta, navicularius. Gr. vxvx\7ipos. Frane. Sacch. rim. 7. Che guidai marinajo con la sua stella, fieni.Ori. 1.4-ffi- Quale un vento propizio suole in mare, Dopo lungo pericolo e fatica, 1 uor della lor speranza liberare I marinai da fortuna nimica. Cir'ff.Calv.i.12. Costui trovòe una certa barchetta, Ch’avea un pover mesciuti marinajo. Ma ma a marina. Posto avverò. — Lungo la m>a del mare. Lat. pro- pe litus. Gr. su' ù/.rry. fioco, nov , l 9, 1 J.Montato sopra una barca, .passò a Brandiy.io,e di quindi marina marina si condusse infìno a Trani. 2 — [Onde Andarsene marma marina ~ Andare lunghesso la marina o non se ne allontanare molto.] Dep. Decani, è2. Ed acciò i forestieri , a’quali naturalmente sogliono colali propietà esser poco note, la intendano , egli importa marina marina andarsene lunghesso la marina , o non se ne allontanare molto , che altrimenti si direbbe anche riva riva , o piaggia piaggia,. Marinare, Ma-ri-nà-re, [Alt. Conciare il pesce fritto stivandolo inbarile o altro vaso chg s' empia di aceto con poco sale, e talvolta con altre cose, come rosmarino, scorza di limone ec. ; e dicesi anche di altri cibi conciati in simil guisa per conservargli.] Lat. aceto condire, muria condire. Gr. rapixriuv. (Dal lat. muria salamoia. In frane, mariner .) liutai. Fier.3.2. i3, TJn marinar da marinare il pesce. » E Salvia. Annot.ivi : Marinare,dal lat. muria ,onde abbiam fatto noi salamoja.[ N) 2 — Fig. c in modo basso, Marinare la scuola , la messa o simili , si dice del Tralasciare di farla o di udirla. Salvia. Pros. Tose. 1. 2 o 3. Io credeva quest’ anno la cicalata impostami d’averla a marinare , e serbarla per un alti’anno.» Salvia. Annoi. F. fi. 4- - 1 ' 4- Marinare... viene dal latino muria salamoja , sale et acctum conditimi , c perciò per serbare il pesce : onde con bassa maniera e plebea, diciamo marinar la messa, quasi serbarla a un altro tempo. (N) 3 — N. ass. Avere un certo interno cruccio per cosa che cj dispiaccia ; [il che dicesi anche Aver del marino ] Lai. fremere, indignali, sccum conqucri. Fed. Flos , 15. Gr. ìiifrpiiiitriìxi, ùyxtxuruv, òpyl- QtrSai. Farcii. Ercol. 55 . Se v’ aggiunge parole o atti che mostrino lui cc. essere adirato , ed avere ciò per male , si dice : e’ marina , egli sbuffò, ec. E Suoc. 3. 4- credo che marini, che io non sou tornato a rispondergli. Cecch. Servig. /p 7. E il vecchio marina, che il nipote , In cambio di arrecargli il feltro , debbe Essersi fermo a vagheggiare. 4 — (Marin.) Mettere nuovi marinari nel legno predato, trattine quelii che son fatti schiavi. [Dicesi anche Ammarinare. Fi] Marinaresca, Ma-ri-na-rti-sca. Sf T. collettivo. Tutti i marinai che servono al governo di una nave, fialdin. Dee. Ma, impaurito della marinaresca , si precipitò nel mare. (A) 3 — Arte marinaresca , Cose di mare. Baldin.Dec, Come ben pratico della marinaresca , riusci singolare nel dipinger navifii. (A) Maga!. Lett. Fam. ». 3 . I discorsi furono dell’utilità delle vele de’navicelli, con una lunga distruzione di marinaresca. (N) Marinarescamente , Ma-ri-na-re-sca-mcn-te. Avv. Alla foggia de’marinari. Lat. uautarum more. Gr. vxvriwi. Buon. Fier. 2. 4• 9 • Vedete il capitan, come addobbato Marinarescamente Yien da poppa a incontrarlo. Marinaresco , Ma-ri-na-ré-sco. Add. m. Di marinaro. — , Marinerc- sco, sia. Lat. nauclerius. Gr. vavx.'k-hpios. Bocc. nov. 4-■ 5. Ammaestrata alquanto dell’arte marinaresca ec., fece \ela.Red.Oss.an.60. Mario qualche aceto solutiva , col quale potrà condirsi un poco d 1 insalata, ^ farne qualche poco di marinato.(V) Red. Lett. ». 1 trj. Potrà con 1 ' 1 ' un poca (sic) d’insalata cotta, o fame qualche poca di marinato. I»» Marinitela. (Agr.) Ma-ri-nèl-la. Add. e sf. Specie di ciliegia. 3l att,s ' Diosc. 1. i3o. Bcrg. (Min) L.ett. 2. 3. sl stro, Che di marineria parse maestro. 1 — * E Jig. Magal.LeU. Fam. /. 73. Il Petrarca è una te att> ° a , tana alla quale hanno solamente a star rivolti i seguaci dell'antica 1 fingarda marineria. (N) m 2 — Moltitudine di naviganti in armata. Lat. classis. Gr. o-t'o'm 5 -. r I Plut. Primieramente gli Ateniesi vennero con gran forza di n* alll ‘ ria, e di gente da piè. Marinesco , Ma-ri-né-sco. Add. [m. F. e di] Marinaresco. L7. 7. Non sappicnd 0 1 dove si fossero , nè potendolo per estimazion marinesca conipi' cl - t ve ec., sentirono la nave sdrucire. Buon. Fier. 3. 4. )• Ai' 01 ? ■■ grande S’avvicinò di trombe , e d’altri acuti Strumenti marin“ c * i j 1 ', 2 — * (Lett.) Appartenente alta scuola del Marini , cioè a <ì ue -, a ,o nierato , turgido e concettoso poetare che sotto il nome di Sciceli' 1 ^. è si genera/mente conosciuto e diffamato. Onde dicesi Stile u 1111 sco , Scuola marinesca , Epitetar marinesco e simili. ( 0 ) ‘ e . ^ Fu 2 -i—'*(G] fC< AT - e 1 cons °l e romano, vinto da Siila a Preneste .—Marco cesse ’t ■ r ‘° Augusto. Uno de’ trenta tiranni delle Gallie , cui suc- ^ Severo (B^M - ^ ass “ U0 ‘ borico latino , a tempo di Alessandro Aiuola * ^ a " r *'ò-la. Add. e sf. F. e di’ Mariuola. (A) 4 a( to E 11 Ma-ri-o-là-re. [Att.] Far fraudi , e per lo più nel giuoco, ivi- e ., rau ucin in ludo colmili fiere. Gr. àvairhavùv rie» tv rS valòir, Jl 4 Te ™JA«w, - ’ ’ io „? l4 | Ma-rio-le-rì a. [A/T Fraude, Baratteria,'] Inganno, e per (Dall ”** S lu °co .—, Marioleria, sin. Lat. trans in ludo. Gr. virai cX-à. ch e s ° S P a ^ n : marrulleria inganno, dolo.) Farch.Ercol. 7 8. A coloro lcri e C j n0 ^ ai * ec< s ‘ su °l dire,'per mostrare che le trappole cc. e inario- ^ s °no conosciute cc. : noi conosciamo il mel dal pesco, ec. t'oUey ’ r >-ó-lo. [/Itici, e sm. V. e di’] Mariuolo. (Dallo spago, mar- cb r ° c ‘ le vale il medesimo. In turco marjol o meriol astuto ; in . to • < ’ n ribelle, ed el Iddio : Ribelle a Dio. In gr. miaros «celierà* Ma» ’ 10 ar. ---• -—A :i .1.1.:.- - 6 MARITTIMO 265 , U *l0l maral negò il debito.) *’atr ~‘ il * » * Ma-ri-o-nét-ta. Sf. V', Frane . e dell' uso. V. e di' Bu- (In frane, marionette.') (Yaiì) •netta , (Geog.) Mà-ri-os. Antica città della Laconia . (G) 1 ». AT 0 , * 7\T — _ _ Ad Tv/r«v_:^ rs / M. ■Aniog'’ > ' Ma-ri-òt-to. N. pr. m. Fariaz. di Mario. F. (B) „ TA ' * (Geog.) Ma-ri-quì-ta. Città d'America nella Columbia. (G) (wog.) Antica palude della Tracia. — Antico fiume della (6) “eiii-g ^(Ge°g.) Ma-rl-sa. Lo stesso che Maritza. F. (G) M. fisca ’ Ma-ri-sca. Sf. Specie di emorroide tornente. Lat. ma- 8 > G ‘uv. (Dii. Chir.) AT.^r-v TI*-'. .. ' _ . 1 * *■ V . Mi, Sc AlCO Ma-ri-scàl-co. {Add. e sm. Lo stesso che ] Maliscalco [nel 1.} Lat. marcscallus. » JSov. Ant. 12. Test. Gualter.Ami- * l gn. dJ’e 1 ^dab ' S- . - - - 5 ■>» * c °nducitore e mariscalco ec. andò con grandissimo esercito. (1 J ) (Bg| che Maliscalco, nel sign. del J. rf. cioè r v, —_ „____ del §. fi cioè. Veterinario. tor„' 0 maras cavallo , e cali saggio, prudente , perito: Perito in- ^Perel cava ^i ) Ncv.Ant.3. Addomandò lo signore mariscalchi per ri. , tonta del destriere. (P) Car.Lett.1.tt3.Q ui abbiamo unbuon " (N) S£ ?,co * (Geog.) Ma-rì-so. Antico fiume della Germania, secondo Strato Ufi ’ * Ma-rì-so-no. Add. m. F. Poet. Che risuona , Che strepì- 1 ed è detto di Nettuno. Salvili. Inn.Off. In mar signor >:*r,is SA , > Marisoiio , gravisono. (A) (N) taisj,’ (Geog.) Ma-ris-sa. Lo stesso che Maresa. F. (G) ‘•e<# e II * (tlit. Giap.) Ma-ri-stì-no. Divinità de’ Giapponesi chepre- ìli at| i® 3 S ue rra e la cui festa si celebra in aprile con un finto com- (Mit) b l Prdb°’ ^ a " r i 'àc-cio. (Add. e sm.] pegg. di Marito. Lat. maritus, rll ;l 119 , scelestus. Gr. àvìip xxxós, irovnpós. Lasc. Parent. 3. 3. M 6 “W 11 lla titt-i i torti del mondo , sendo giovane, fresca e bella, *iij 4( , ln:i:> nieiit e avendo un maritacelo vecchio e disutile. ^ubicg 10 ’ Ma-ri-tàg-gio. [Am.] Matrimonio. Lat. matriinonium , conto* ( |- 1 ) conjugium. Gr. yàgos, avCvyix, cvQvtys. Bocc. nov. 29. 10. ">ntc m ^ e9 t° vi rendo sicuro , che mai io non sarò di tal maritaggio 5 p. F. 2. 12. 2. Ma non furono di diritto maritaggio nati, jj''' • p ìst - O padre , dami tu questi doni per mio maritaggio ? >*tr'r ri %g i0 “ Maritarsi. F. Fare maritaggio. (N) . G/e. /’ Ma -‘i-tà-le. Add. com. Di marito, Da marito , A *.Q1. lt _1 *1* /"» 1. n ' Lai. agi; a ? a . rìla l niaritalis, connubialis. , Malrimo- Gr. •yap.’éi.tos. Pelr.cap.2. Indar- ’ ella a . —, giogo condotti. Guid. G. Avvegnadioch' ella pervenisse “’ì : gto". niaritali, e fatta già fosse al maritaggio matura. E appres- buta j PPntndo che la mia siroccbia Esiona fuor della sua patria è te- * a le 5 * «Uio da uno straniere , non in congiunzione di patto mari- Ì! ''"'fsu V” con tinua corruzione d’ avolterio. Lab. 2tg. Cosi la sua za usava , come il mio maritai debito. ^ 0ll i** 0 > Ma-ri-ta-mcn-to. [Sm. F.A. F. e di'] Maritaggio [o Ma- t > Vantazione, sin.] But. Purg. 20. 2. Questa storia, cioè ,,0 ft er a ltaniei1 '' 0 della figliuola del marchese , e l’altre di sopra ec. , Modani', 0 anco stafc - ■L'r. Jac. T. ?. 1. 25. Li doni , udendo tal lAlì !T 4}to > Vaif a * a "f’f*tà-re. [Alt.] Dar marito alle femmine , Congiugnerle ! e - Q r lm °nio. L al , maritare, in matriraomum dare, nuptui colloca- , ivìp't -vfvydn.i. Bocc. nov. 29. 4- Volti, a’quali H l’avevan voluta maritare , rifiutati u'avea. E nov. gj. Conf 0 ., t lero ’ sentito il fervente amore portatogli dalla Lisa inferma, M 0 „ n , a > to 1 appresso ad un gentil giovane la marita. Cron. Feti. '*at a a Gbilla sua scrocchia, e figliuola del detto Mico , fu ma- to ‘ MarO SSCr Pc P0 Buondelmoirti. °P. 3j M, le - Ulla douna a forza = Sforzarla. Din, Comp, Lib. 2. to * A’ ^, antavansi * e fanciulle a forza. (V) 1 °àe p t[t 0 anche di Domo che si congiunga in matrimonio a donna, to "’ai'itai ^Utamente dicesi Ammogliare. Bemb. Lett. 2. 11.262. ? '‘li., . flesser Niccolò nella figliuola di messcr^Girolamo Savor- J «o "“t ln °sser C via ^ne vi f u »u altro Goto che io. f£ er rn? noB ,^ U dan W T fhTfaccoppiano lime coll’altre.] JÌ la m S 'J-, en dl tuU e quelle cose che sac pp £ q cam pe- str e * Colt - 5. i„ g . Ov’ a diletto suo velegge P°* " cU tfsf. »* ‘ ' «■ r«.“SS« tSir iiS Or. 2 p. 16. Vero é clic onestissima giovane è, e per povertà non si marita ancora, E nov. gg. 3i. Dagli altri suoi parenti fu cominciata» sollecitare di maritarsi. Ovid. Pist. Ma chi si vuole acconciamento maritare , maritisi a’ suoi pari. Maritato , Ma-ri-tà-to. Add. ih. da Maritare. [Usato anche in fòrza di sm. Congiunto in matrimonio, e dicesi comiuiem. delle femmine.] Lat. matrimonio junctus , maritatus. Gr. ó yxp-nexs, tr v£svx 9 -e<<. Bocc. nov. 28. 5. Mi posso dir vedova, e pur maritata sono. G. F. Fit. Maom. D’altre femmine usava quanto potea o gli piacea, d più volentieri le maritate. E appresso : Avea per comandamento cc. che usasse le maritate , per poter generar profeti. M. F. 5.81. Avvenne che , per scolorato stemperamento della lussuria, accòlse nella camera sua venti tra donne maritate e fanciulle e altre femmine, a — [Detto anche talora di maschio, più propriamente] Ammogliato. C’as. lett. 65. Ecco che chi ri avea detto cosi ec., che il Conte era maritato , non lo sape». 3 — Fig. [Unito ad altra cosa. Onde Ceci maritati di con si comunemente Quelli che si mescolano con faina, o con paste ; e cosi parimente Lasagne maritate diconsi Quelle che sono accoppiate e mescolale con altre paste di forma diversa e con legumi ancora. Generalmente dicesi di tutte le minestre simili a quelle delle lasagne e de’ceci mescolati con altra cosa. ] Lab. igi. I tordi grassi , le tol tole, le zuppe lombarde , le lasagne maritate. Maritatore , * Ma-ri-ta-tó-re. Fedi. ni. di Maritare. Che marita.Nell. Sat. Ma quel eh’ è peggio tal si mostra a dito Maritator di fanciulle, che spesso Fa la credenza di quelle al marito. (Br) Maritaziohe , Ma-ri-ta-zió-ne. [A/i] F. A. F. e di’ Maritaggio , Mari ■ Lamento. F- Lat. matrimonium , connubium, nuptiae. Gr. crvgvyia, cv(fvtis , ya.fj.os. Fr. Giord. Pred. R. Non pensano ad altro che al giorno della loro maritazione. Maritimo , * Ma-rì-ti-mo. Add. m. F. e di Marittimo. Cocch. Disc. 1- 22/f. Dall’alpestre e gelido Appennino fino alle tiepide sue spiagge maritime. (N) Marito, Ma-ri-to. [Add. e sm.] Uomo congiunto in matrimonio ; [Coti- sorte , Sposo. Dicesi Marito nuovo , amato, caro, fido , geloso, leale , amante , gentile ec. Dicesi Mandare a marito , Prendere per marito, Recare a marito, Venire in età di marito ec.]Lat. maritus, vir. Gr. àrép', yapin\s. Bocc. nov. 62. 7. Marito, marito, egli non ci ha vicina che non se ne maravigli. E num. 8 . Intendi sanamente, marito mio, che se io volessi far male, io troverrei ben con cu i.Dant, Purg. 2 5 . 134. Indi donne Gridavano e mariti che fur casti. Petr. ' cap. 3. Quell’altra è Giulia, e duolsi del marito. Cron.Morell.255i To’moglie nel detto tempo , c a questo abbi riguardo primamente di non t’avvilire , ma più tosto t’ingegna d’innalzarti , non per mod» ch’ella volesse essere il marito , e tu la moglie. » Salvin. Annoi. T. B. 2. 3. In contado, il mio uomo, la doluta, per marito e moglie comunemente. (N) 2 — * Fario uso. Fit. S. Aless. 261. Elesse il padre una fanciulla dello Imperio , alla quale il copulasse in marito. Bocc. g. 8. n. 2. Lo scaggiale dai dì delle feste, che recai a marito. (Quasi Andando a marito.) (V) 3 —f Col v. Andare: Andare a merito—Collocarsi la donna in matrimonio , ovvero Andare la sposa la prima volta alla casa del marito. F. Andare a marito. (A) 4 ~ 1 * Col v. Dare : Dar marito = Maritare. F. Dare marito.(Van) 5 — [Col v. Essere : Essere da marito = Essere di età nubile -, eta- lora il verbo si sopprime.] Bocc. nov. 18. 33. Nè altro, che una damigella già da marito , di lui rimase. 6 — Per sfinii, (detto anche degli animali. F§■ 8.] Clrc.Gell. 8. igo.Le strane ec. prudenza usano nell’occultare 1’ uova a’lóro mariti, i quali sono tanto libidinosi , che , perchè ella non stieno occupate in covarle , le rompono. Berti. Ori. 2. 1. 2g. Vedevasi 1 ’astrolago prudente , Il qual del regno suo s’ era fuggito , Ch’ una regina informa di serpente Gabbò, di lei faccendosi marito. 7 — Fig. [Detto anche delle piante.] Tass. Amint. 1.1. Veder puoi con quanto affetto E con quanti iterati abbracciamenti La vite s’avviticchia al suo marito. 8 — [Dicesi in modo allegorico] Marito delle capre per Becco, nel sign. del §. 20, 2. Lat. hircus. Gr. Tpiyos. Lasc. Pinz. f f°- QueH’alti a donna da bene di mogliama , oltre l’avermi fatto marito delle capre, m’ ha guasto e rottomi lo Acanto. Maritoto, Ma-ri-to-to. F.A. [e comp.Cosìdicevasi anticamente per dire] Tuo marito, [come anche Fratelto per dire Tuo fratefio e simili. ] Fr. Jac. T. 1. 6. 17. Sospirerà maritoto, Che non sii di lui piena. r>(L’ediz. di Fenezia 1820, Parnaso , t. 6., a pag. 213. ha: Sospi- carà maritoto , Che non sie di lui prena, ec.) (B) Maritozzo. * (Ar. Mes.) Ma-ri-tòz-zo. Sm. Costiti Roma, chiamasi una Pagnotta lunga , fatta di fior di farina e ripiena di zibibbo, e che quivi si mangia durante la quaresima ; corrisponde a quella che ut Firenze era detta Pistola. (\an) . ... n , n Marittima , Ma-rìt-li-ma. Sf. [F. A- F. e di ] Marma. Vi - flM. P. S. 13. A significare che gli Ateniesi dovevano perdere tutta la ma- riltima, e solamente gli dovea rimanere quello che era infra terra. 2 — (Pitt.) Pittura di marina, o di cose nuvinaresche. Bald. Dee. Intagliò ancora otto pezzi di vedutedi Campo vaccino, eotto^marittime. (A) Marittimo, Ma-rlt-ti-mo. Add. [m 2. 87. Tut- Maritimo, sin. Lat. maritimus. 1 •- j _ __ __ Di mare ; dicesi anche] Marino.''—| ìuiiiiumu, sin. Aviti*, «aia**.. ... Gr. ìir&tx.\ÌTT,os. Fir. As. io3. Parendoci oramai tempo di lasciar 1 ’ imprese raiir itti me. A erd. S tor. 1.11, Trasportarono P instrumento dell’ astrolabio ec. all’uso della navigazione marittima. E appresso : Dominava a’popoli marittimi del Congo.- — * (Bot.) Marittime o Marine, sì dicono quelle piante che mescono sulla spiaggia ovvero in vicinanza del mare. F.Wlarino,§.6. Bwloloni. fQ) — * (Mit.) Uno degli epiteti di Giove fra’ Sidonii , popolo interamente dedicato alla navigazione, (Mit) 2 66 MARITTIMO 4 — * Usato anche in Jbrza di sin. e nel num. del più , parlando di Persona, quasi Genti di mare o venute dal mare. Salvili. Cicl. i4- E con umane leggi A'olgiti ad accettare a parlamento Noi supplici marittimi sconfitti. (N) Marittimo. * (Geog.) Lo stesso che Maretimo. F. (G) M aiuta a. * (Geog.) Ma-rit-za, Marizza, Marisa. Fiume della Turchia europea nella Romelia. (G) Maricccia , * Ma-ri-ùc-cia. N. pr. f. diin. di Maria. V. (B) Marium. * (Geog.) Mà-ri-um. Città dell’isola di Cipro, sulla costa meridionale fra Amanthus e Citium. (G) Mariuola. (Bot.) Ma-ri-uò-la. [A/.] Sorta d’etìia idi cui non siha certa notizia ] ( Maral è il nome turco della lattuga. In celt. nierljs vai pure un’ erba aquatica.) Lib. cur. malati. Cuoci nell’ acqua le foglie della mariuola. Mariuola. [Add. e sfidi Mariuolo.— ; Mariola,«'«.]jBmi. Ori. e. 4-3o. Ah, disse il conte Orlando, mariuola, Io lo saperrò pure a tuo dispetto. Mariuoleria , Ma-ri-uo-le-ri-a. Sf. F. dell' uso. Fraude , Inganno , Baratteria, specialmente nel giuoco. Lo stesso che Marioleria./^.(A) Mariuolo, Ma-ri-uò-lo. iAdd.esm.~i Che commette marioleria. —,Mariolo, sin. Lat. seelestus,fur, latro. Gr.srovnpós,((ii.''p , r-r.arw. (V. mariolo .) F. Flos, ì6. Tir. As. z4 2 - Erano giunti questi mariuoli, predando piuttosto che predicando, a una certa villa. Maini. 7. 80. S’io percossi quel vecchio mariuolo , Coni’ ho io fatto, disse, un cauiciilio?».B«o«. Fier. 1. 1. 3. A mariuoli Tendi tutti i lacciuoli. E Salvili. Annot. ivi-. Mariuoli , borsaiuoli, ladroncelli che si cacciano nelle calche per rubare a man salva. (N) Makiut. * (Geog) Ma-ri-ùt. I.ago del Basso Egitto. (G) Marizza. * (Geog )' Ma-riz-za. Lo stesso che Maritza. V. (G) Marizare, * Ma-ri-zk-re.Att. F.di erronea orlogr. F. e di’ Marezzare e Amarczzare. Lam. Ant. Pref. Diciamo marizato alla greca, certamente da marizare, onde carta marnata., per essere d’un colore quasi ma- reggiante e a onde, come fa il mare : e quindi si dice anche mare- zare, ed è voce comunissima , e in bocca di tutti. Anche questo marizato è come il Paganizzare del Boccaccio, cioè grccizando, benché si usi in altro senso mareggiare. (A) (N) Marizzato, Ma-riz-zàto. [ Add. m.] Lo stesso che Marezzato [e Amarezzato. F.~i Lat. undulatus. Cr. alla v. Amarezzare. Mari.aka. * (Mit. Slav.) Mar-là na. Bea della raccolta. (Mit) Marlrorolcii. * (Geog.) Lat. Cimelio. Città dell'Ingkilteira da cui prese il titolo di Buca Giovanni Churchill, uno de'suoi piùgran capitasti.^ G) Marcia. (Ar. Mes.) Màr-li-a. Sf. Feiro che attraversa l’interno del maschio della campana, per tenere in perno la centina. (A) Marma.* iV. pr. m. Lai. Marma. (Dal! ebr. minila Dolo, Inganno.)(B) 2 — * (Geog.) Antica città dell’Arabia. — della Fenicia. (G) Marmale , * Mar-mà-ce. N. pr. tri. (Dal celt. maini piccolo, cd ac figlio, razza: Piccol tiglio, ovvero Di piccola razza.)— Unode’Proci cl' jppodumia. (Mit) Marmaci. * (Geog.) Màr-ma-ci. Antichi popoli d‘ Etiopia. (G) Mabmaco,* Màr-rna-co. N.pr.m. (V Mannace fi)—-Padre eli Pit.agora.{ Mit) Marmaci.»A, Mar-mà-gba. [SJ. Gente vile ed abbietta , che dicesi all - che Plebaglia,] Boroaglia , Canaglia. Lat. nuiltitudo, popoli foox.Gr. ttAzOit, cvpQiTU'dsjS ò’x?.os, I.uciun. (Dal fiume. marmatile ragazzaglia, bordaglia, che viene dui celt. marmatili di siinil senso , e questo da marni piccolo fi Fac.Bav. ami. 1. 12. Dna marmaglia ragunaticcia ec. incominciò i min pratichi a sommuovere. Marmacuaccia , Mar-ma-gliàc eia. Sf. ’pegg. di Marmaglia. Fortig.Bic- ciard- i 7. 7. Se il conte Orlando avesse resistito Con maggior senno alla voglia del bere , Or non si troverebbe a mal partito In mezzo a quelle murmagliacce nere. (A) (B) Marmac.or. * (Geog.) Mar-ma-gòr. Città dell'Indostan portoghese, nel teiritorio di Goa. (G) Marmanda. * (Geog.) Mai man da. Rat. Marniauda. Città di Francia, nel dipartimento di Lot e Garonna, sulla riva destra della G aromi a ffi Marmata. * (Geog.) Màr-iuu-ra. F. e di Mamioiu. (G) Marmare , Mar-mà-rc. IV. ass. Esser gelato; essendo proprietà del marmo il ritenere la freschezza. (A) Marma rii a. * (Geog.) Mar-mà-ri-ca. Sf. Grande contrada marittima dell Aurica , fra la Cirenaica, la Libia, ed il Mediterraneo. Corrisponde alla parte grecale della Barca. (G) Marmaeige. (Chir.) Mar-ma-rì-ge. S'J. / . G. Lat . marmarige. ( Da marmerò risphndo. ) Fizio della vista , per cui si vede splendore o scintale di fuoco. Detta anche Eclampside. F. (O) Marmarii.* (Geog.) Mar-mà-ii-i. Antichi popoli della Cilicia. (G) M.akmaiuso.* (Mit.) Mar-ma-ri no. Soprannome d’Apollo, preso dami tempio ch’egli aveva nella Marmarica. (Mit) MAR.uARio.*(Gcog )Mar-mà-ri-o.£ut. Marmariiim .Antica città della Grecia nell isola d’ Eubea. (G) MarmAritA.* (Arche.) Mar-ma-ri-ta. Add. f Aggiunto di una legione romana , perchè fu la prima volta formata nella Marmarica. (Mit) Marmato , Mar-mà-to. Add. in. da Marmare. (A) 1 — Intonacato a pasta di marmo pesto minutamente. Malm. (A) S — * Teglione maimato. F. Teglione. (A) 4 — Freddo marmato, vale Freddo grande , Freddo che rende quasi assiderato e immobile a guisa, di marmo. Sacc. rim. (A) Marmeggia. (Zool.) Mar-meg-gia. [Sf.~\ Piccolissimo vermicello che nasce nella carnesecca , e la rode. Lat. tarmes. (Dal celt. marni piccolo , ed ega forare: Picciol foratore, ) Burch. 1. 17. Ch’i lucci, i barbagianni e le marmegge Vorrebbono ogni di far nuova legge. Lor. Med. canz. 7 1. 1. Non ha tanta carne addosso , Che sfamasse una marmeggia. Salv. Gì aneli. 3. 4. Dna vecchia mi vagheggia, Vizza e secca infino all osso} Non ha tanta carne addosso, Che sfumasse una marmeggia .»(Questo es. del .Salv. Granch. è lo stesso che il citato di Lor. Med. Anzi non è di nessuno de’due, ma sì del Poliziano.Jfil) 2 — * Proverb. he marmi ggc stanno nella carne fatta secca ; si dice MARMO per fare intendere , che i vecchi hanno sempre qualche mas cc ^ , l!t ‘ Serd. Prov. (A) j Marmellata.* (Ar. Mes.) Mar-mel-là-ta. Sf.F.Frane.Gelatina cotogni semplice o alterata con aromi e datole vani colori. L‘d : 81 y melata. (Dal fr. marmelade che vale il medesimo, e che , sccq rl . Menagio, vien dal portoghese mermelade di simil senso: questo p 01 vlu da mantello cotogno.) (A. O.) . 2 —* (Farm.) Bcnominazione data per analogia alle preparazioni J^ maceutichc aventi consimili qualità. La più nota è la Marinella^ 1 '.che aventi consimili qualità. La più nota è la Marinella 1 Tronchili, costi'uita da Urto thvtuario, il quale si componedi ^ na in lagrime, olio di mandorle dolci, polpa di cascia e scir°Pl h - 0 capelvenere , aromatizzalo con un poco di accpta di fiori di ar ' u ‘q t i o di spirilo di cedro. F un piagante dolce, ora poco usato, cltlL perche dopo tre giorni fermenta. Biz. Se. Med. (O) j/ ; - Marmerese.* (Geog.) Mar-me-ré-sc .Città della Guinea Superioi ’ e j s Costa d’Oro, nel regno di Gara. (G) . Marmeriose , * Mar-me-ri-ó ne. IV. pr. m. Lat. Marmerio. (Dal g r< ' mero io risplendo:. Risplendente , Illustre.) (B) , ■ Marmiciani.* (Boi.) Mar mi-già-ni. Sm. Nome che in alcuni lu°S u 0 Toscana si dà alla specie di solano detta altrimenti Mele’** 81 Petronciano. F. Targioni. (N) n0 ,, Marmista. (Ar. Mes.) Mar-mì-sta. Add. e sm. Lavoratore di nlt> ,^ Sacc. rim. 1. fif. Pensate dunque come io mi consoli A veder rar questi marmisti Dine , Cristi, saliere e fusajoli. (A) (B) , 7,1;, Marmitta.* (Ar. Mes.) Mar-mit-ta. Sf. Foce dell’uso presso i s °‘ s tri per significare un Fuso di terra 0 di rame per cuocervi la nìltl e la carne. (\an) _ (( tfl Marmo. (Min.) [Sin F.G.Nome eia tempo immemorabile imposto H I tutte le pietre fine e dure capaci di prendere un bel polimei't 0 dente, e te quali sono molto adoperale nella scultura e nell' a’’ c ‘ 1 t o tura. Più rigorosamente, Marmo si appellano le varietà del di calce bianco o variamente colorato, capaci d’ acquistare ‘fi J splendente. Alcuni marmi sono bianchi, altri neri , altri trll Sp 0 l0 ìi' f bigio , altri mischiati di rosso. Sonovi ancora altre specie di ' Jii chiamati Cipollini , Saligni , Campanini, Mischiati ec., e per Ji/t una sorta di marmi bianchissimi e lattati, che sono gentf 1 ! or Ji' tutta perfezione per far le figure. Il marmo si lavora co' J e P' sS o nani e coi trapani , e se gli. dà il lutlro col pomice e col § e ^, Tripoli, col cuojo , e struffbli di paglia. Il Marmo è duro ’i,jato• grave, saldo, puro, terso, raro, orientale , verde, egizio , it> aCC jjot‘ mischio , screziato, ec. —, Marmore, Mai-merito, sin.] Lai■ o 1 ia Gr. 1udp/zctpos. (In celt. marmar, in ar. mermer , in illir. ted. marmor, in ingl. marble-stone, in frane, marbré, in is P’ r’uiiH' 1 " 1 ’ Bocc. g.3. p. fi. Nel mezzo del qual prato era una fonte u‘ D ..yji) bianchissimo. Peti-, son. 2 26. Consumar vidi marmi - "" Baul. Pmg. q. p5. Bianco marmo era, sì pulito specchiava in esso. Batti.Ini. 1 7. fi. Vicino al fin de’passegD ia J, al oia‘ mi. Bui. ivi: De’ passeggiati marmi, cioè prossimana alla fine d« ^ s ta’ del fiume. Bocc.nov.z5. 1 5 . Voi mi avete fatto parlare con ^ tua di maimo. ■ III' 1 ' 1 2 — biasco : * Sono sue qualità in universide le segue' 1 . ■ t ti< ^ i marmi bianchi un tale sdegno verso ogni cosa, la qual b“‘ s [ sia , che tocchi da calcina , perdono la loro bianchezza , J^ ,W l gono di macchie sanguinolenti ; da olio, diventano pallidi> j g rosso , si fanno paonazzi , e se a sorte son bagnati didl 1,1 . ^ pf. esce dal castagno, diventano neri fino al didentro} e non di scarpello che basti a lor via quella bruttura. Balclin. F 0 ^: llt (tfi l>0 ' 0 3 — bianco del monte A S. Giuliano : * Una qualità di idp^ir d w j a montagna del territorio di Pisa in Toscana, chetai // c& dell’ Alberese. Di questo è incrostato per di fuori il duomo panile di quella città. Baldin. V^oc. Dis. (N) C e ^ l, \e ■ 4 —■ biakco pi Pahioi. * Pietra descritta da BenvetuU ^ ed è di color bianco aUpianto torbidiccio , pietri na c terso , fi n ,F e£i atl a tmitn dolce ^ &•. 1 quella deu;U altri marmi : c dicono ancora trovai . ^ urrà Baldin. Foc.” Bis. (N) * Qf„ù# 5 — fianco di Seravezza e di' Campiglia in Toscana * e y j l b w di marmo buono per lavom di quadro e qualche poco V .y Baldin. Voc. Dis. (N) ... . , t1 a e 6 — bianco senza vene : * Marmo di finissima gf 1 . - It ed a 5 [lf i l" simo di mole , il quale si cava nella Grecia. Questa e 1 di pietra , della quale gli antichi fecero le grandissi"' 6 j}}o> ìte ,/ii' liete, fra le quali si ammirano in Roma, il gigante < Uff' 11 J vallo , ed il Nilo di Belvedere. Lavorasi questo mamio cilith. Baldin. Foc. Bis. (N) . , \ .Mit''’ 7 — d’Egitto : Così alcuni dissero il por/.do. '“ I ’ 1 , II (iiF- ) La più fina e dura specie di esso marmo chiamisi a, ili . (M Paragone ; la più tenera dicesi Nero antico. L alti r pj,. (. t. nero è quella che si cava in Toscana. Baldin. , cll nti c ie le n — nero di Carrara, * cd è di più sofie > « ^[gi* 1 bigio , atira mischiata di rosso } ed altra con vei pi-ofii si veggono sopra la superficie de’ marini l'ia" c ' ll ' fi: fl ,foC' -qii lare , quando sono offesi dall aria e dall' acqua. B . ^ Gifi Jfi 11 '— pario, I'entelico : * Erano i marmi piu n . g fieli li cavavano dall isola di Paro c dal monte I eia 4 di MARMOCCHIO 'p Questo e la Pallude di olibani ; di quello il Frigio moribondo , puzzone moì'ta , il Vecchio eroe ucciso di Farnese. ( 0 ) *3 — • * A'/-.,.*,» r.Us> ... or -....- 9 ^a/e , insieme con marmo nero e marmo bianco , è incrostato per di tutto il Tempio del Duomo di Firenze . Saldili. Voc. Dis.(JS) 4 ' salico ;* Vpecie di marmo antico, a piccoli grani,di pasta sale Ca (0) a 8 ran *‘ 8 ross ì mi sto diparlicelle lucenti come i granidei *6 """* SERPek tino. * V. Serpentino. Lat. ophites. (N) 4 , statuario : * Quello che si adopera dagli scultori per le q \ l . e i bassirilievi e simili. I marmi statuarìì bianchipiù rinomati sono Jp () 1 di Paro, del monte Pentelico, del monte Ime io e di Luni in q n( . < ì r, * ia ‘ I moderni non si servono che di quei, di Carrara * le cui belle l lltl divengono sempre più rare : il perchè si è tentato sostituirvi prmi di Firenze , e da ultimo quelli de Pirenei. (D. T.) e '— traspariate : * Sorta di pietra che si cava nella Grecia , q tutte le partì Orientali: è di color bianco gialliccio ; e fu a- g hi V ] ltQ dagli Antichi per cdijìzii di bagni e stufe, e per que' luo- gon avcs sero potuto gli abitatori essere offesi dal vento. Veg- Srì p 5e,le n vlla tribuna di S. Miniato a monte , vicino a Firenze rosso ; * Sorta di marmo , che si cava in Toscana , conia Uff- * Le diversità di marmi più ricercate dagli antichi a quz’f l°ro colori furono cinque; il Marmo di Laconia ch'era verde-, niQ^dì Paro, bianco } quello di Cartagine, rosso$ quellodi Frigia, phfatn-qjicllo d'HMopìa,giallognolo, come l’avorio invecchiato.(flit) e p 9 * 1 marmi detti Verde antico , Verde di mare, Verde pero 5 ^ j Everrà , sono rocce serpentine. V- Serpentini. (D. T.) 6q J? lapide clic porla inscritta qualche memoria. Soigh.Orig.Fir. r 0 ' ^Traiamoci in un solo marmo, che porta seco espressamente il di Colonia. F 21 ò . De’tempi di Antonino Pio era unu tavola dj a Roma, che poi è venuta qua, ove sono intagliati i nomi soldati, ec. ; e mancando il principio a questo marine^ mal ^ * fermare a che effetto vi siano notati. (Y) V en Statua. Magai . Leu. Quando venne di Roma la famosa statua di Pat’l Cle 1 . cc ' l ,imc di candela si messere ad osservare a parte a H f ^dti i nmscoh’ggiinnenli di quel mirahil marmo. (À) pep jtt detto da’ Fiorentini, per antonomasia nel nwn. del più Marmi j. 3 u di care le scalee delloì'o duomo che sono marmoi'ee.Buon. Tane. \ f • > deh danne tu qualche ’nvonzionc Di quelle di che già ^«sti .parca, Quando la sera dopo l’oste a’marmi Soleva air im- ^ cimentarmi. E Salvili, Anrwt. ivi: Dopo essere slato alla isteria delta del Porco cantare all’ impvoviso , come già solea a ni arnii , ciocjdle scalee del nostro duo . duomo, antico seggio dal- 011 cesco Doni fiorentino. (N) a Cor v r Metqf. Durezza , Insensibilità. Tass. Ger. g. 86. Ammolli il lì t)\ ^“'dur marmo inuanti, E il pianto scaturì di mezzo all’ira. (M) 1 ^'b- esi . Macerare le pietre o. il marmo. V. Macerare, 6 . (A) * (k^ è come leccar marmo. V. Leccare , 5 * i0t (-A.) Pio ^ r chc.) Marmi di Paro : Marmi scritti trovati in sid princi- ,Seco ^ 0 slvu. nell’ isola di Paro , una delle Cidadì e chiù- ^spo^p 0 . d’ Animici , nome del dotto inglese che da quell'isola li C, ° ,ia c ari* 1 ^ ìl ^dltcrra. Sopra alcuni di questi martini è scolpila la l b >tl po gf' -dtene eseguita 26 f anni avanti V era cristiana , cioè nel a,iìl de if ìa dagli storici si cominciò a far uso delle olimpiadi } a c °^e 0fl a § li >va molto a rettificare i fatti, dell antica storia greca, "7 * (p C ° de tempi favolosi ed eroici. (Van) h Ql ° 1 m 0 Marmo bianco officinale: È il proto-carbonato di cal- ^"‘^cìu ' r ' at0 5 c d ha virtù assorbente. (O) J Mar-mòc-cbio. lAdd. e sm. ] Saguzzo ; e si dice per ì!'^ 1 «e ^ at ' P ,u 'rulus. Gr. rca-ihiov. ( Dal celt. mar moch , ovvero Ui ìe P ICC °1 figlio- V. mai magliai) Malm. 2 . g. E’non batteva la c °Rrv.. altrove, Ch'ad aver, prima ch'io serrassi gli occhi , In ri- [ /!’. -J_ « : - -.-.n i "Per 'sa ^0,0^.™ t*i, piacendo a Giove , Della mia donna quattro o sci 1**° di f.J 1 ’ ■” ivi : Questa voce marmocchio , in sign.fi- rì s assoif^}!'^? > v >ene da marmo , alla pulitezza e liscio del qua- 5 liscio e pulitezza del volto de’fanciulli e delle ian- ° C; id < . n l '. Con ‘ : ) quasi Ragazzo stolido. Miti. Franz. Rim. E’sono un V» 5,0, - l *o m;u ' !1M1 <= clli - (A) j, ^ M -no. Add. m.Jgg. dima specie di denti .(A) e »° S ’ Ndiri Mal '-'"”-'- a > Marmava. Lat. Elaphoncsa , Proco- Poh rMar della Turchia, asiatica nel mare a cui dà ilno- alani rn'^'de. ji; 11 Ma rniora, detto anche Mar Bianco ed mìticamente \hn- (Cq We J’’ a ? Europa e l’Asia e fra il Mar Nero e ’l Mediter- A ,10 Hj 0 », Mar-mo-rà à-s.Sf. Lo stesso che A canto, ri (Van) (.( ) r,r: |l'io t ’ J , ai ' ln!5-) à-jo. Add. e sm. Statuario , Scultore. —, Ixlar- dro' Lati ni ' L t,rch - Eez.. 216. Plinio dice die l’arte di lla scultura, di,, tatuavi' Uill!,ano niail «oraria , fu mollo innanzi della pittura e 'l'tesie r ?’ . c ' 0 P 'L I gittare le statue di bronzo, perciocché amen- ^*iu rillo ‘'aio , pHnciarono al tempo di Fidia , benché anco Fidia fu cò>W ’iz) ^ B ) in L_„ lVur - lu ,o-ià-re. Att. dell' uso. D/pìgnere o Disporre ' 'anici' 1 r . tivù t< Cle fappresentino il marmo. (A) lno ” r à-rì- i\.Sf.Statuaria . Scultura.( V.Sc d Angelo , E forse ancor MARNA a g 7 parvi che la eccellenzia che voi conoscete in lui della pittura., sia tanto suprema, che la marmororia non possa aggiungere a quel grado. (N. S : ) Varch.Lez.2i6. Plinio dice che l’arte della scultura, che i Latini chiamano marmoraria, fu molto inuanzi ec. (N) Marmorario , Mar-ino-rà-:ri-o. Add. e sm. Lo stesso che Marmorajo. V. Farcii, lez ._ 165. I marmi sono ordinariamente il subbietto degli scultori j onde i Latini gli chiamavano propriamente marmorari! $ e quelli che tacevano le figure di bronzo, statuarii. Castigl. Cortig . lib. 1. pag. gì. fFdiz.de’ Class. J Perchè altro lume fa la carne, e altro fa il marmo; e questo naturalmente imita il pittore col chiaro e scuro , più e meno secondo il bisogno ; il che non può fare il marmorario- (A) (B) Marmorato, * Mar-mo-rà-to.^cAA m. da Marmorare. Dipinto a marmo. V. di reg . (A) 2 — [F in forza di sm. Stucco usato dagli, antichi e menzionato da Vitruvio -, che si componeva in gran parte di marmo polverizzato , e serviva per diversi intonachi anche di opere esposte alV inclemenza delle stagioni.) Pallad. Facciasi o marmorato, o a filari, o a scudetti. Marmore , Màr-mo-re. Sm. Voce che oggi non si userebbe in pivsa . V. e di' Marmo. Dial. S. Grog. f. 5 /. Chiaramente vi si parevalo segno negli mannori dinanzi all’ altare. ( L’ edizione di Roma 1764 a pag. 322 ha: negli mai 4 ni.) Stor. Semif. 28. E più ancora, perchè di begli candidi c vermigli mannori era adornala. (V) Ar.Fur . 33. 116. E di marmore un tempio ti prometto Edificar nell’alta reggia mia. (B) Marmoreccio , Mar-mo-rec-cio .Add. m. V. e tA'Mannoreo. Soder. Colt. 86. Pcrchè^non vallino nè guazzando , nè a galla , ieghivisi insieme ima pietra marmoreccia pulita. (V) Maumoregciarr , Mar-mo-reg-già-re. J\f. ass . Più toscanamente si dice Rilevar sul marmo. (A) Marmoreo , Mar-mò-re-o. Add. m. Di marmo .— , Marmoreccio, sin, L,at. marmoreus. Gr. ft&p/AccptvGS.Peir. canz. 11 . 6. Orsi, lupi, leoni, aquile e serpi Ad una gran marmorea colonna Fanno noja sov’enle , ed a sè danno. Guid. G. La cui faccia di fuori era vestita di tavole marmoree. Socc.Fit. Dant.20 Questa fu la marmorea statua, fattale ad eterna memoria della sua virtù. Fr.Gioni. Pred. A che giovano all’anima dannata gli cpitafi delle marmoree sepolture? 2 — [Arte marmorea si disse l'Arte di lavorare o di mettere in opera i marmi.'} Guid. G. Mandòe in ogni luto ec. per li saputi edificatori dell’ arti marmoree. Marmoioce.* (Gcog.) Mar-niò-rì-ce , Castro Marmora. Città della Turchia asiatica nell’ Anatolia . (G) Marmoreo, Mar-mo-rì-no. Add. m. Di marmo. Lat. marmoreus. Gr, ftapftclfuvos. Ninf Fies. 104. E dura più die’ sassi mannorini. 2 — Ed in forza di sm. Sorta di colore che tien del marmo.iVèr.^r?. Veli'. 3 - 56. Fritta di cristallo , metti in padella, e come è colata, lavora il vetro, senza lassarlo pulire: questo è mannarino assai bello.(M) Màrmorito , Mar-mo-ri-to. [Am.3 V. A. V* c di’ Manno. G. V. 12. 83. 5. Divcotaro a modo di statue morte, a modo di marmorito. Frane . Sacch. nnv. 6 f E parca il corpo suo o di profferito, o di marmo- rito , tanto era percosso. Marmorizzato, Mar-mo-viz-zà to. Add. m. Che ha delle venata re, o macchie ; , a somiglianza de’ marmi colorati. Gab. Fis. Argilla marmorizzata. (À) 2 — * Legno marmorizzato. V. Legno , 5 * « 5 , 2f> (N) Marmoroso , Mar-mo-ró-so. Add. ni. Che somiglia per le sue scaglie lucide al marmo. (Ad). Fis. Quarzo mannoroso. Taig. Viagg. Matrice di cristallo mannoroso. . . Marmorose cavernclte. (A) Mar Morto.* (Gcog) V. Asfaltìdc. (G) , Marmotta. (Zool ) Mar-mòt-ta. [A/Ì Genere di mammiferi dell' ordine de rosicchiatovi, che hanno il naso, le labbra c’I contorno della testa somiglianti alia lepre , il pelo e l’ugne del tasso, i denti del castoiv, ì mustacchi del gatto, gli occhi del ghiro, i. piedi ddl’ orso, la coda corta , e mozzi gli orecchi. IjU specie più comune è l' arctoinys marmotta Lin. IL corpo di sopra è di color bajo scuro piiì o meno carico, di sotto gialliccio grigio. Ha il pelo ruvido assai, e divien lungo sino a diciolto pollici. Abita nelle Alpi, si pasce d! insetti, di piante e di radici -, si scava profonde tane con due ingressi , e donne profondamente dal mese a ottobre fino all'aprile. V. Arctomo.] — ,Mar- motto, sin. Lat. mus alpinus, [arctomys alpina.] (Dal frane, marmotte che vale il medesimo, e che par derivato dal celt. mar molto, e mote stupido.) Dittata. 5 . 26. Siniileniente dico la marmotta , Che ’l maschio suo per avarizia cuccia, Poich’ha la schiena ben pelata erotta. Frane. Sacch. rim. f-j. Fra le marmotte d’intorno t’aggira. E 08. Meglio seria a star tra le marmotte. 2 — [Viso di marmotta dicesi favellandosi di Uomo o Donna brutta.} (In gr. marmo brutta donna, c tnarmolfUo io atterrisco con acne larve, con degli spettri.) Pataff. rV. Viso di conno infermo e cu marmotta, 2 ■— (Ai*. M<\s.) T. de calzolai. Ceppo incavato, sopra di cut si battono le suole , per dar loro la forma, che si vuole. (A) Marmotte. * (Hot.) Mar-mòt-te. Sf Così chiamano in alcuni luoghi di Toscana il Corbezzolo. V. Targiam . (N) Mar motto. (Zool.) Mar-mòt-to.[Vm Lo stesso che ] Marmotta. V.Frane. Sacch. rim. 2. Per ascoltare i tuo’ vaghi sermoni DÌ cave, di sotterra e di marmotti. Màrmutier.* (Geog.) Mar-mu-tièr. Lat. Mauri Monasterium. Città di Francia nel dipartimento del Sasso Reno. (G) Marina. (Min.) Sf Che dicesi anche Marga e Margone. Terra mista di carbonato dì calce , di. argilla e di silice ; è di color grigio già f «ella marmoraria. E altro cretacea , Marna calcarea, Marna argillosa ec. (In frane, marne, dal celt. mava n mari che vale il medesimo , e che sembra aver data MARRANO Marota,* Ma-rò-t». N. pr'. f. Lai. Marotas- (Dal cclt. mar granite: c ot eccellente.) (B) „• g Marota. * (Filol.) Sf. Figura ridicola con due rotti, Timo , ‘" ia '- a , c i. T altro di dietro , acconciata con berretto di tmrii colori, posta [ p ma d'un bastone e contornata di sonagliuzzi, che d’ordinario sl te in mano a Momo ; ma questo moderno distintivo non si miinn nriti/ort menitimanfn. f.n il'Inr’ritn ì> rìntntin nlPcUl t simiivo noti »! *•_ *.%()} pra alcuno antico monumento. La Marota è dovuta all’età ^.^cpal ed era lo scettro usato nella ridicolafesta chiamata Festa de’pazz'-/^ frane, marotte che vale il medesimo , e che vien dal celi, mar l e r . c hot testa, ovvero hott cappuccio: Testa di legno, ovvero Capr ciò sul legno, sul bastone.) (Mit) . Marovina. * (Geog.) Ma-ro-vi-na. Lo slesso che Maroni. V. Marozia, * Ma-ròzia , Marosia , Marozza. A’, pr.f. Lat. Marotiad.^^ celi, mar grande, e hwswi che si pronunzia hosoi madre di jfi — Patrizia romana , figlia di Teodora, e che nel secolo ix- despoticamenle in Roma. (Van) . - e . f -- a, e ,t- „..n -feu v.n * stessa h"C ((( mar pez pezzo, frammento di pietra. V. Marpessa geog.) ;— delle Amazzoni, che soggiogo gli abitanti del Caucaso. (Mit) ^„ sia . ) — Figlia di Freno re d' Etolia , amala da Apollo , nw§‘ Idas , madre di Cleopatra e Polidoro. (Mit) a —*(Geog.)Marpcso.La<.Marpesus. Monte dell’isola di Paro, che s<> nistinva il marmo paria.—Antica città della Frigia sul manie fi ‘ Màrjtorghese , * Mar-pur-ghésc. Add. pr. com. Di Marpui gm (% Marpdrco. * (Geog.) Mar-pùr-go. Lo stesso che Marburgo, V• s' Marr. * (Geog.) Contea della Scozia. (G) ■!tri Marra. (Ar.Mcs.) [A’/i] Strumento rusticano che serre per radere 1 Q t , reno , e lavorar poco adentro. Lat. marra , ligo. Or. à"/// ti 2. 28. 3. Si rada il fondo colle marre, e la terra rasa C ° 1 J e ‘ r pic< gitti fuori del campo. Ed. 2. »• Anche si dee arare , e coll, , ^ c colle marre il luogo ri fortuna la sua ruota (Some le piace, nnr. 84■ ri. Essi con vanga , e chi con marra . dinanzi all’ Angiulicri cc. , il ritennero. , , » — scopatola: * Quella della quale seivonsi i contadini P^' sf lire e radere i boschi di scope a fin di disporli alla sementa de gale. diin. Malm. (A) tei 1 ’ 1 ’ Quello strumento che adoperano i manovali a far la c . a esfA • 11.- -a. Se egU a — per tutto pianare. Doni. Inf. i5. g°- 1 '"pori: i Come le piace, c T villan la sua marra- ,-fi nella strada f' u 268 MARNA anche origine al malga de’Latini, almergcl de’Tcd., cd al mari degl’ Ingl.) (A) (Van) Marna.* (Mit.) Nome di una divinità della Siria, onorata specialmente a Gaza nella Palestina. (Mit) 2 — * (Geog.) Lat. Matrona. Fiume di Francia ehe dà nome a due suoi dipartimenti. (G) Marnare. (Agr.) Mar-nà re. Concimare un terreno colla marna. (Ga) Marnato. (Agr.) Mar-nà-to. Add. m. da Marnare. (Ga) Mar N ero. * (Geog.) Lat. Pontus Euxinus. Mare interno fra la Turchia europea , la Natòlia , il Caucaso e la Russia. (G) Marniera , Mar-niè-ra. Sf. Cava di marna. (Ga) Maro. (Bof.) [Ani. Pianta aromatica che ha gli steli numerosi, ramosi , diritti , (defuanto bianchi , legnosi ; le foglie piccole, ovaio-appuntate , intere , alquanto bianche al di sotto ; 1 fiori porporini , ascellari , a spighe bislunghe , terminanti. Fiorisce dal Giugno al *5 ettembre, ed e originaria della Spagna. S’assomiglia alla Persa , , minuta, benché ella sia di minor cesto e di più sottili fusti, e di fio- Marpesia , * Mar-pè-si-a. N. pr.fi. (In cclt. mar sasso, c feza glie minori e più rade , e di odore e sapore più efiicac.e. Chiamasi soggiogare : Vincitrice di luoghi sassosi , di rupi. Nella stesi anche Teucrio, Gattaria ed Erba gatta. Oltre le proprietà delle al- r ** 1 —- st M ' tre piante aromatiche , ha quella di forte starnutatorio, ed è buona u guarire la scabbia. Presa internamente, è nermna ed eccitante. Lo Usavano molto come tonico ed antispasmodico. Lat. tencrium marum Lin. J Gr. pxpoe. Ricett. Fior, rifi• D maro c una pianta , la quale si assomiglia alla persa minuta , bench’ ella sia di minor cesto e di più sottili fusti, di foglie minori e più rare, e di odore e sapore più efficace. Marobeio. (Bot.) Maròb-bi-o. [Sm.Lo stesso ehe Mei r r nb > > ; o. /A ] /'rii uo. Sacch. rim. 52. Chi dice poni assenzio, e chi marobhio. Marobdda.* (Geog.) Ma-ro-bù-da. Lat. Marobudmn. Antica città della Germania che apparteneva ai Marcomanni. (G) Mahobcdi.* (Geog.) Ma-ro-bù-di. Antichi popoli della Germania, che facevan parte de’ Marcomanni. (Mit) Marocchini.* (Geog.) Ma-roc-cliì-ni. Rintontì del regno di Marocco.{Cri) Marocchino , * Ma-roc-chì-no. Add. pr. m. Di Marocco, Nativo di Marocco. (B) Marocco.* (Geog.) Ma-ròe-co. Lat .Mauritania Tingitana. Impero itAffrica , uno de’ quatti 0 Stati di Barbieria , composto de Regni di .Marocco , di Fctz , di Tafilet e di Susa. — Città capitale dell ùnpero a cui dà il nome. (G) Ma bolo, * Mà-ro-lo. N. pr. m. Lat. Marolus. (Dal celi, nu.a' grande, e ! oltiw che si pronunzia ciao bianco.) (B) Makonda.* (Geog.) Ma-rón-da. Città dell’lndostan. (G) Marone , * Ma-ró-ne. N. pr. m. Lai. Maro.(Dal cclt. mar grande; onde marron signore .)—Compagno d’Osiride.—Figliuolo diEvante, gran sacerdote di Apollo adIsmaro.—-Figlio dì Sileno.—Figlio di Orisfante, spartano ed uno de’ capitani alle Termnpili .— A auto anacoreta siriaco del ir. secolo. — Soprannome del poeta Virgilio. (B) (Mit) Maronea. * (Geog.) Ma-ro-nè-a. Lat. Maroneja. Ani. città d'Italiu nel paese de’Sanniti.—di Tracia nel paese de’Ciconii, oggi Marogna. (G) Maroneo. * (Mit.) Ma-ro nè-o. Soprannome di Bacco , adorato in Marocca. (Mit) 2 —* E jier sineddoche, Il vino stesso, come Lieo e simili.Salvili.Cicl. 17. Di pretto Maroneo piena una coppa, A lui do a ber, rompendo in questi accenti. (N) Marosi.* Maronia Maronico. * (Lctt.) Ma-rò-ni-co. Adii. m. Aggiunto di una specie verso dattilico. (Van)> M aronita (St. Eccl.) Ma-ro-nì-ta. Add. e sm. Cristiano abitatore del Monte Libano sotto il suo patriarca Antiocheno. I Maroniti compongono una setta religiosa, la quale dojio di essere stata infetta di Ne- storianìsmo e di Futichianismo, s’unì alla Chiesa lontana nel 1182, conservando sempre il diritto di celebrare Cufficio divino secondo il proprio rito e dialetto eh è arabo-siriaco. I Maroniti riconobbero il concilio di Trento , ma ora ammettono in gran parte il rito greco, sebbene nominalmente addetti alla Chiesa latina. Il loro nome serve a distinguerli da’ Sirn-Jacobiti e Scismatici~ Esso è tratto da Giovanni Marone patriarca siriaco del xn. secolo,. e dui monastero di S.Morene, situato presso Apamea.Rattagl.Conc.Rerg (Min)(Ber)(N) Sl a rositi. *(Geog.) Ma-ro-nì-ti. Antichi popoli della provincia di Rodi. — Popoli della Siria nella catena del Libano e di altrimenti. (G) Maros." (Geog.) Montagna della Tracia—Fiume d’Ungheria. (G) Marosia , * Ma-rò-si-a. N. pv.fi Lo stesso che Marozia. V. (Van) Maroso., Ma-ró-so. Sm. Fiotto di mare, Ondata-, che anche si dice Cavallone. Lat. acstus, lluctus, fluctuum agitatio. Gr. x\élm-..G.V. , /. 3. i'j. Or non è questa terra, quasi una gran nave, portante uomini tempestanti, pericolanti, soggiacenti a tanti marosi, a tante tempeste ? Val. Mass. G. S. L’onda il giltò fuori della nave; e un alleo maroso, per contraria parte ripercotcudolo , lo gitiò nella nave. Tes. Rr. 3 . 4. E di ciò dottano li savii , perchè il mare Oceano fa colali marosi, e mandali fuore, c poi li ritrae tra di c notte due volte , sanza finarc. Semi. S. Agost. Nave ornata e fornita di vele con- bastare a ogni maroso. Vit.SS.Pad. 1. 8 ij. Dall’alba parte vedendo grandi, marosi , e avendo gran tempestade , credendosi tutti morire , ricorsero ad Ilarione. — Per me taf Travaglio d’animo. Lat. animi angor, acstus curarum, a ainini Ihictuatio. Gr. itni/zcria. Cavale. Med. cuor. Anzi sperando prosperila , temendo, avversila, sta in continui marósi e variasi secondo diversi accidenti che gl’ incontrano. — In sign.. di Palude o Acqua stagnante,(V.iHaresc.) G. V.8. 55 - 1 7 3 ' Alquanti,fuggendo per le " ., . r. si, - simile alla rusticana , ma più stiacciata. AUeg. i5g. Se 1 r“. "j yaf nella sua fanciullezza avuto chi per sua ventura 1’ avesse levato “ g^ir soio e dalla marra, ec. » Raldin. Voc. Dis Marra da cald 03 -'^ mento di ferro noto, con cui si maneggia la calcina alla cola, e 3 si vuol mescolare con la rena , che diciamo far la calchi»' : - c0 questo strumento a foggia di marra d’ agricoltura (con suo rn legno) , ma nell’ estremità rifondo. (N) c<>P e -, lì — (Mifit.) Spada di marra: Spada senza filo, [e colla punta da un bottone o simile ] per uso di giurare di scherma, fi filri hebes. Tac.Dav.Perd. eloq. 4 2 °- Si tiravano con esso le . s P/ C lte s.) „ e non di marra. {Il Lesto lai. ha: ferro, non rudibus dim» c:1 ‘ 3 — * (Maria.) Marre diconsi Le estremità de'bracci 0 della pa? . puR* diàri àncora , le quali sono destinale ad entrare nel fondo <* e c sono fatte a forma di triangolo. (S) <3! < l t * a -, 3 — Ferro di due marre si dice l'Ancora de' vascelli’, f ori 0 ^ -iiri’J. tro marre, quella delle galere. Red. esp. nal. io'3. Inven/ 1 ' 1 pt/c cura ri ha ritrovato modernamente un ccrt’ oste dTngliilh-T' l ?|’ j c r» j, cori una macchina di legno simile ad un’àncora , o ferro di quattro marre ec. , fa il giuoco di passeggiar co’piedi sopì’® lago d’Issington.. —, dm Marra ’ (Geog.) Città dell’Asia nella Siria, ora nel gore’ musco. — Fola del Grande Oceano equinoziale. (G) fi Marrard-. * (Geog.)'Mar-ra-bù. Città della Nigrizia. (G) ( JoA 0 fi MarrAriso , Mar-ra-bì-so. Add. e sm. Man gitifmo, Sgheri°< iJoU' 0 / mal affare (Dal gr. miaros impuro , scellerato, e bios vd a: . ji scellerata vita )Tasson. Secch. Rap. 1. irip Frena V yjli^.V marabisi- {Così e non Marrabisi leggesi nelle migliori j?'ijjfl <, ‘ni/ Marrahjolo. (Milit.) Mar-ra-juò-lo. [Add. e sm.] Sorta fiacri’ negli eserciti [italiani antichi, cosi.) detto dati adoperai e ‘ a ^ e riH t0 ^ 0 , lavori di fortificazione e [Lei riattare le strade. I tnarraj^ 1, jr t p 11 pisani, ^°ipO f; 3 ji insolente , secondo il Godio, e muradet ostinato, (pàli no d’insolenza, secondo il Mcninski.) Cirjf.Cale. i ( .;, c fi banditi c condeunati E Mori e Turchi, e Marrani c Gr gliio tta !,nt c ' 1. 3. 1 5 , Uom senza legge e senza coscienza, Traditor i » al -rOi,^.;i£ fico e marrano. E 2. z3. 32. Ah marran traditor, 1S .1 [ i: * Giticc. Stor. 10. 5o4- _ fossue marosi,morirò. M.dldvbr.P.NM. Lo malvagio acre è mischiato di funami , i quali si- levano di stagni e'di marosi, e di terre ove crescono malvage cube e malvagi arbori. Tac. Dar. ami . 2,32-Lhbc a perder parecchi dì a far ponti sopra que’ marosi.. arran tracuioi, ltc ai’ !■ Abbiamo noi tutti vituperosa ”1 per 1’ ostinazione c p'er la malignità d’ un marrano? ” , ivi' 4- *4- N° n dia fede a parole di Marrano. E Sulvit rano, quasi Maurano , discendente di Mori. (N)__ p ss er 1 — * Onde Aver del marrano per la testa 7- fi e S- fedile. Cur. Leti. ined. 2. 153. Si che la pace e fa » ha del marrano per la. testa a tutto transito. (N); ■&K MARRANO tn^pi^’ *Occl«o vale Furbo. Baldov. Dramm. Se la vecchia con ^«orw * 1 “ 8lTanÌ r ^ 011ia a VC( J crc * etl i / 3 Sorta di nave, {forse simile a Brigantino, o Ca~ ^Kìie U • oieer mare, e rennen correre : Che corre per Io de’p ’ ^ L ‘ MoUo veloce.) Ciriff. Cala. i. 2 j. Era presso V annat a biìg ai( |' mcc *) Sacttìc , balenici' , barcon, marrani. Alorg. if. 7 1 . E "I.^Rrasio*//' CiUov i 7$ 2 'J Rispose che conoscevano , che al l’apa bisognava •‘"'«ccu marrata daddovcro. (Qui fig.J (N) P P r °nr RE ’ ( A S r- ) Mai'-reg-già-re. [IV.nss.] Lavorar colla marra , ed temi,' Iarne ' lte Ricoprire cotta marra il Cr.no e le biade, quando si :j , T j"°* Rat, occare. Gr. fi'. }- r jy-oròv. J'ir. nov. 4- - *4' Come era U r,, J(,tl r a PP> ;l nare un magolato, e tener nette le solca, quando el- 5 ■». . pigiava. lo ‘'-C'iar ferro o altro metallo, si che renda suono simileaquel- t »‘o 110 V naiTC l* a ttnte sopra il terreno. Car. Am. Posi. lib. 4- Cantato ^Weneo in canzoni sì rozr.c c scompigliate, che parvero piut- i, 1 ! Ooit,; .torreggiar di bidenti o un ragghiar di somari clic un cantar NC ( B 0 ^' p 'lEi r ’ * dar-rè-le. T\. pr. m. — Nome di un antico re d’ Egitto. (Mit) v Us.(j iMar-rct-to. [cV/n.] dim. di Marra. Lai. maria parva, ligo par- * r ett '' l iy? L Jé«Atu*.Pulu//.'ro.Ma col inarretto mi colse un ma mito, pondo /•[. l ’' Si cominciano a lavorar col marretto un poco più àf- RIARSI v'tento * 0 ’ M»i-ri-nu!n.to. [iSVn. osi. di Marrito. '; F.A.F. e di’ Smar- ^ cons t (Tuat i°* Tesovett. Br.S. La doglia e ’l marrimento, i pensamento. m. V. A. V. * di' Smarrito. Guitt. lett. 1 . \f Coi jdd. 10 tarrili sicmo, c ncsccnti siem fatti più de’ bruti animali.(V) ì’tta, t? Mar-rit-ta. [Sfcomp.] L a mano destra. {Lo stesso che Man- ll'^/jl Ruoli. Pier. 2 . 4- 18 . Ti voglion oggi a casa accompagnare, ij#, y domali cavare, La marritta ridare Ad ogni passeggiala. Alleq. ^ca r*- Cs * lm gnattcraccio che. si gi alla II cui colla marritta, c colla >.' 75,3 P 3lra lo spiede c stumia la pignatta.» ( L’edizione d Amslerdamo 10 ~‘ ^‘ a mam * tfa ') ( 11 ) "o/p 0 ,> Mar-rit-to. [Sm. comp.] Con Irario di Marrovescio; e talora s 1,11 tti-i. at0 dalla banda destra. Palaff. ìq. Ma col marretto mi colse jx jfynto. •" ‘X°>* è anche contrario di Mancino. Sj^Mo (j^’ (i' aru1 -) Mar-roh-bià-stro. Sm.Marrobbio nero, ossia ha- k , "' | osp' Mar-ròb-hi-o. [Sm. Genera di piante della didinamia '.O C| - , famiglia delle labiale; caratterizzalo dal calice eguale i,l i le j e n° ! soii Z ‘°' le dì solfato di ferro. Gli antichi ne facevano frequente I ““Ulto infuso nel vino bianco , riputandolo cardiaco , sti- c>« lZ? rÌente , incisivo e mmagogo , antelmintico e detersivo? ma n ° n c mJ eìLSCe P ullto d (l quella delle altre labiate , che r ' J ,l,L principio astringente associato a qualche aromalo ; e < ^f/q C p sllni( dlanlc e tonico. Si usano in medicina le foglie e le C'W' 0 ^ di quest’ ciba? se ri estrae il succo e sa ne fa anche ^ S.7ì? Marobbio » M a rrubbi°, sinXat. marrubium vulvare Lin.] sì *' lt: ^ cl * rnari '°hbio c caldo e secco nel terzo grado , e per altro v< T(l ( > UUlTla j 0 pi assio.d/. Aìdobr, li. F.Fa quarta maniera di collera 1 * rnt l come sugo d’erba, che la fisica appella prassinc , cioè Qlf , |. a . st ‘ ^/s.^Iarrobbio: erba aperitivo, astersiva c deostruente 5 _ Co, ^-UlCl noli., rtiìmlnuKinP /ì.vl onlmAim vinili 1 1 » . lt ‘°Uo ‘jP IJI ° acquatico (licoiius europeus); cosi detti duali erbaiuoli, ^ h 'KAto*£ S< dnl vera -) U ^ c ^ 110 di .Marocco d’ onde quest’ arte fu trasportata 1 i>i.' V,ls tìgó ( Ar 'M<-'s.) Mar-ron-ecl-Io. [-foi.] dim. di Marrone. Lai. VlX’ ° v Vcr 0 " j r ' t I ‘ ,c pà SóceMu*. Cr. 2 . i3. 23. La polvere del lcta- '(tnu^Xn-o^” ®h;rco della capra gitta con mano, e mescola la terra A ^ es 0 Mar-ró-nc. [Sm. accr. di Marra.] Strumento si- n'ica*'.ìli. ? ’ ma P ,u stretto e più lungo. Lai. ligo, ligonis. Gr. u lanceolate y bislunghe , li scie, con denti 0On . 1 frutti rotondi , vestiti di un iiwiluppo{litc- Q, 'ab. i S(inil (Castagne o Marroni) ricoperti di una buc- 8°vcWo r •<* mea ' iyenc - i0m ■ ri cf. 5 Elie piu non posso maneggiar * e ./òr>? Utì ) i'. e V 3 — solurile del Willisj * Sopraprototurlrato di potasi feiro. (A. O.) - 3 — VETRIOLATO : * Solfato di protossido di ferro. (A'fijlstf Martedì, Mar-te-di. [Sm. comp. indecl.] Nome del terzo di deb jja maini , [ così detto per essere stato dagli antichi consacrili 0 Marte , e rappresentato con la figura di esso Dio. Duf 1 fS) 4 i ci stiri è detto Feria terza.—, Madidi , Marti , Marte , sin-) ' , c martis. Gr. dptxs %u.ipx. , 57 rfilrri. Jlocc. intimi. 28. Adi vc "i) clic nella venerabile chiesa di santa Maria Novella un nia> tl ' 1 s d li ir»» 0 .Lr , .. . "’g ! st’ anno abbiate errato , Nessun non se ne faccia inaravigbui è quel eh’ avete celebrato II martedì passato. " Martellaccio , Mar-tel-làc-cio. Sm. acci’, e pegg. di MartcB»’ 57. Ed io , che n’ ho uno spasimato martellaccio , com' " re, ec. (Qui nel sign. di Martello, 5 - 3 .) (V) fn sttf - . ».-- ■ - ' 44 " • ” ' ' Martellare, Mar tel-là-re. [Att.~\ Percuotere col martello. C jf° che AmmartcUare. V.) Lui. malico perditore, malleare. i ò-avvin1. Fr. Giord. Preti. D. E diventane più valorosa 1 ?i ’’ quanto più si martella, e più forte e più soda e migliore- ' • v vi 4 '°) esp. 2o/f. Cominciammo a martellarla leggiermente per 2 — Fig. Percuotevo semplicemente. Lai. pcrculere. G*\ Guid. G. Con ispessi colpi il martella , e con fedite lo *’ 3 — [Punire, Castigare, Travagliare..] Dant.lnf. 11. yn. E l 1 ' te [li, c ! ; crucciata La divina giustizia gli martelli. Rat. ivi-. Gli 11iar nl . c n 1,11 ,, gli punisca la giustizia di Dio. Er. Jac.T. 2. i8. 68. SeinP^ gli punisca la giustizia di Dio. Er. Jivc.T. 2. 18. 68. seiut" lC c! martellato Or di sopra , ora da lato , Dentro e fuor scinp rc . cato Dal mal stato iu che dimora. -ilA 4 — E n.ass. Ditesi del Tormentare che fa il dolor dell Acerei genera la putredine. rhc lJ dl> 5 — Sonare a martello. Rumi. Pier. 2. 1. 10. Udito avete r* ve 4 ,., pana or or fìa che martelli.» Ar. Pur. 10. 51. Un eh’ era c $\’r in su la rocca , Dell’ armata d’ Alcina si fu accorto ; c * a ^ martellando tocca. (P) / ,,1- lavorano il feiro sopra /’ ancudine. 31in. Malia. (A) n all c ‘ pi" Martellata ,' Mar-tel-là-ta. [A/.'] Colpo di martello. L (lt ' la '‘'‘jjo 1 ; Gr. vipiipoxoir /*, riunì. Salvili. Pros, Tose. 2,116. Su faceva ^ za , e con tante, per dir cosi , martellate la ripicchurtiL 2 — Fig. [Scossa, Impressione nell'animo.] Sulvin.Fros- Colla ovvia figura della ripetizione, che a fare impressi^ u è , per cosi dire , una martellata di più. 1, g8 ,e 3 -—* (Med.) Dicesi del Dolor cagionato dallulcere q uctì putredine. (Van) Martellato , Mar-tel-là-to. Add. m. da cd 0 f Martellare. P erc °*f e \\M’ stesso che Am |na „ b° u A com%Vd. tello , o Percosso semplicemente. Lo Bin, rim.buri. 2. 216. Perocché i (bicchieri) lavorati , ec., A costole, a cantoni, a martellati, cc. ( V) (Qui e SU IN^Jo 1 lavoro di martello, o A tacche le quali rassomigli* 110 f, ì es e,,1 'e. ^ - re e martellati.) . ■“ ,1'v martello; ma forse couvicn leggere s. tl 1 di dubbia lezione. La Cr. legge una volta a mari? 1 a ,jj) ^ costole, ed un’altra ammartelìati nella v. A canto 1 ’*'' tjjin 6 * 2 —* Lavorato col martello. S.Agost. C. D. 18. 3o■ Es doli intagliati e martellati. (O) (N) * (Mus.) Dit esi. Martellata una certa agilità di voce fi olt° , Mar-td-lct-to. [Vm.] dim. di Martello.*—, Martellino, sin. Mi presi,- °* US > ,P arvus mallcus. Gr. ctfuplov. Vit. Benv. Celi. 463. letti ■ 0 !! n P a j° di bilance vecchie, e due ancudini, e tre martellarteli I, 1 ' “ Oref. 64. Stainpinsi in que’ propiii cavi ec. con un 5 y l p oa desil i colpi nel suggello. » i c,ma torL Arnese di legno che serve ver sè solo a far ope- de'cimatori. (A) «Vi UT'-' Mar-lcl-li-à-no. Add. m. Sorta di versi della poe- dì *l uat tordici sillabe , rimali a due a due , come ì versi ^arteU' / SsailL ^ rin l cui corrispondono ; così detti da Pier Jacopo u^sta,.* 1 ”°l°8 n ese che nel secolo xvn. ne fu t inventore ovvero il M k „;ppiore. (Van) ci«; 0 ,S V ^ r - M «*0 Mar-tel-li-na. [Sf Una sorta di martello dito- MARTELLETTO MARTELLO un sasso all’altro s’ avvicina. Boigh. Hip . fifio. la ì la h , perchè aveano scoperta detta istoria senza sua liceo- a ^ Martellina da muratori ne guastò una parte. ^ccatn Uì ' a i . s ° rta cìi martello , col taglio dall ’ una e V altra, parte, s tìi di ° 6 diviso in piu punte a diamante , la quale serve a' mae- ficie SC(lr pcllo per lavorar le pietre dure, perchè macera la super- P o c< Q* sa ^dulla subbia , che peraltro sarebbe difficile a tagliarsi . /u° c - ^ degli archibusieri . Ordigno dell'acciarino d'ogni arma da **ene ? eòe ricopre lo scodellino nel quale si pone la pol- c «/i e ,n,t escatura, e che all urto della pietra Jocaja portata dal w i. . scatta , «e/ svesciarsi e scoprii y? /o scodellino, manda c °iì /• 6 dt fuoco , spiccate dallo sconti'o delta pietra , procurando ac jj^nsione della polvere sottoposta. Fennc talvolta conf usa di (iccla i'ino , a cagione della sottil foglia d' acciaio and' c faccia , e// chiamata fucile ; ma il nome di v 4 )le ‘/ a è // A0 / 0 / u UJ0 ne//»t»w»YW»//l deliri c»/>. 27 I l Cie dmP • magona. Martellina da mobili. Ferrareccia della spe- ÌT (Mu tt panaria di ferriera. (A) fottìi j. lrit menlo di cui le corde risuonano col mezzo di piccoli 3 li • in forma di martelletti: è una specie di Pianoforte, t | Trt -Mn ' specie di ciliegio . (A) j'Alar-tel-lì-no. [«V///J dim. (//Martello. [Po stesso che Mar- (1 ’ lì{J lii '^ ^ env - Celi. Oì'cf. fi6. Delibo l’artelìcc, con un mar- s tri' CClo !° lavorando sopra quel tassclletto ec. , colla penna del \ dar pian piano nella piastra d’oro. E 5i. Percoli irlo i ^ J) e . l' ai, *iatui c col martellino ec., ho conseguito il mio inti nto. P{e sf r ,() 3 c he e un foro o apertura per lo più nel mezzo di esso , Potilo ! U<1 d maf iico-, la Bocca, che è quella parte con che si balte è imposi 6 ^ ,L ^ enna ) c 'ì te è In parte stiacciata, che dicesi Taglio, f'o ■ " l (u fJ a -/ (t ^ a £ocea, e di diverse figure e forme, secondo l’uso a cui d martello. Dicesi Martello di ferro, di legno, di corno, V; t | C( !^llure C) & raìu !e ? ( li penna piccola , da pianuzzi , da pianare, (j- ,Ì 1 rny^ (1 C * C *f ■^«t-niallcus. Gr. pct. (Dallo spagn. maritilo clic hn ìtil ì se^ c l , Wi r L ! >er Mai’tello. G.V.12. 2. 8. Il corso di natura è appo si l a hbi o c il martello. Vit. ò\V. Pad. 1. fi. A 7 i e ^ ° pìcei!' 1 ° ! nai h lh da quel mestiere. » Star. Cen.36. Sì ebbe /Stella (i; a ^ a f I uc li° soppidiano , che parea che vi fossero tutte iw ^ nv ^'’esto mondo, che vi dessero entro. (V) 1( <>l0 c BA -TTF«r. .I/. .»_• .. -• _ \ . e. n e , l l a([ ofio con penna mezza tonda , che diconsi iviai tellì 3 Hit d ' ìs - (A) U A jjjjy ve. ±jis. j v’ e netf e FONDO : Sorta di martello di ferro grosso in' Pfe^ ^'“niento rcrnilli delle due penne sottile, e di figura mezza ton- 4 ‘ v °rro P r, ° degli argentieri, ed altri maestri di metallo, Sh> to'" co ’icave delle figure e de’vasi. Baldin. Foc.Dis.lX) ‘Piuc^fida, c n JipiMwtedo degli stessi artefici di metallo. É di fi- 5 f' ri> ' Ut pi 'facce delle due penne interamente piano, e serve per ,0,| d fI TassoV* Ji . wetal lo, e renderla piana. Buldin.Foc.Dis.^A) 'fio* j s pian ata : ■ Sorta di martello grosso e gagliardo, con bocca P>u i " pi(f,i,. a l n fronte , \ c he sìa. Balda,. Foc. Vis. (N) ""Polare L ‘ ) ^ arl ello di ferro non molto grande, dì for- > con bocca piu,-a da picchiare , e colla penna schiacciata e angusta , divisa per lo mezzo , s piegata alquanto all’ Bigiù , per mettere a lieva , e cavar chiodi ; e questa si fatta penna chiamici Granchio. Baldin. Voc. Vis. (A) 8 — GROSSO DA MAGNASI, TERZO O TERZETTO, dicesi quello die SCÌ'- ve quando si butte in due o tre persone. (A) 9 — T. degli nratolai. Quel martellino che, percuotendo la campana , suona le ore ed i quarti. (A) ■ a — [ Dicesi poetic. Arte del martello V Arte dal fabbro .] Dant. Par. 2.128. Come dal fabbro l’arte del martello. 1 1 —* Quell’arnese eh’è appiccato alla porta per uso di picchiare. Quando è fatto a foggia di anello dicesi Campanella. V. (A) 2 — Per metaf. [Tormento, Flagello.;) G. V. 12. 2. 9. Sono flagelli e martelli a’ popoli, per pulire le peccata. Lidi. 246. Queste parole cosi dette sono i martelli, i picconi, i bolcioni, i quali gli alti monti, le dure rocche , gli strabocchevoli balzi convieu che rompano , e la via ti facciano. 3 — Cura , Pensiero , Affanno, Travaglio. Lat. angor, aerumna. Gr. cc\y os, TocKxnrcrplx. [ V. §. 6 , a.] O Car. Lett. ined. i.5o. De’vini avemo più passione di non poterli avere, clic Vittorio non ha martello di venirsene. (N) 4 — Gelosia, e talvolta il Furore cagionato da essa gelosia o da altra veemente passione, l'ir. Lue. 5. 7. Oh com’ ella vi aveva colto in iscambio! B. Il martel lavora. Ber. Ori. 1.5. 5. In tutti questi gradi poi T ardore , La gelosia , il furore, il martello Si mostra estrema- mente. fa’ 1. ,8 58. Agrican, che di rabbia si divora, E di martillo c di furia c di stizza , Quantunque mezza notte fusse ancora, Senza risponder altro , in piè si rizza.» Buon. Pier. 1. 4. 4. E di martello e di rabbia ha a crepare. F Salvia. Annoi, ivi : Martello , latino s elotypia , Gr. Zti*.otvxIx, il battilo della gelosia, i batticuori, i crepacuori, i quali dà la medesima a’ cattivelli amanti. Vedi tra le liime di Monsign. Giu: della Casa il Capitolo del Martello d’Amore; onde aiimiartelUito si dice uno tribolato dalla gelosia. (N) a — * la questo sign. dicesi anche Fregola di martello. V■ Fre- gola , 5. 4. (N) 5 —* Vicesi Martello d’amore Qurdsivoglia affinino o angustia di cuore per la cosa amata ; ed è detto Martello quasi balta e percuota il cuore, donde poi venne la voce Batticuore.^. §.4. Bisc.Mnhri. (A) 6 — [Col 0. Avere : Aver martello = Aver gelosia. ] Gas. rim. buri. 15. Rodcsi i guanti un , quand’ egli lia martello. a — Ed anche Aver cura, pensiero, travaglio e simili. Cas. leu. 86. Scrivo a digiuno, a sei ore di notte, tanto è il martello che ho de’ casi vostri. 7 — \_Col v. Dare: Dar martello = Dare dolore, travaglio, ed anche Dare occasione di gelosia. V. Dare martel In.] dirti:, su,, j. Se non che quando per la gotta chioccia ec. , Consulterebbe maghi c pitonissc , Per tor via quel che si gli dà martello. a — * E Darsi col martello su per T unghie = Accusar se medesimo, Far male a se volendo farne altrui. ^.Darsi col martello cc.(N). 8 —- [Col v. Reggere:] Reggere o Star forte o Tenersi al martello o a marti llo —Sfar forte alla prtiova ; lolla la metafora da’metalli. {V. A martello, §. 2.] Bocc. nov. y4- 7 - Se le femmine fossero d’arien- to , elle non varrebbon denajo , perciocché niuna se no terrebbe a martello. Lor. Med. Arid. 2. 1. Trovali certi loro arzigogoli sofistici, elio hanno apparenza di veri, e poi non l eggono al ina, t- Ilo. Bergli. Orig. Fir. 83. Se alcuno ci è, che potesse tenersi {imito al martello , ec. g — * Col v. Restare : Restare a martello = Stale a dovere, Tornare per appunto. Car. Lett. ined. 2. 120. Perchè non vogl.o làr cosa che non resti a martello. (N) 10 _ [Col f.Starc:] Stare a m:tiUlh-=:S/are a dovere, Tornare per ap- punlo. Salviti. Pros. Tose. l.m. Quando io dicessi in modo, clic non istesse a martello, voi benissimo sareste oinaccini da dire, ec. Buon. Timc.i.3. Ma chi si sente striglici'col randello Del destino, e dei cielo a far qualcosa, Che non paja cosi stare a martello.» E Sulvin.Antuìt. ivi: Stare a martello , cioè reggere e resistere alla popolar censura; il martello è la riprova della sodezza e sincerità del metallo. (N) 2 — Stare forte al martello o a martello. V. §. 8, e V. Stare. 11 — [ Col v. Sonare : ] Sonare a martello , si dice quando suona la campana un tocco per volta separatamente a guisa che ’l martello fa in sull’ancudine-, il che si fa quando si vuole ratinare il popolo ; e sì fatto sonar si die « anche Rintoccare; e 7 contrario si é Sonare a distesa. [V. A martello , J. *•] a — E fig. Sonare a martello = Percuotere. Ciriff. Culv. 1. 16. Ma con gli sproni a martel forte suona. 3 — [Sonare non a martello ma a distesa , fig. — Percolare con colpi più spessi e forti-, tolta la somiglianza dal due modi li, somale campane .3 Beru. Ori. 1. i5 ■ 4‘5- Adriano , Aquilaute e Cliiarione Fanno contra Agrican molta difesa, E Brandimarte pareva un lume: A martel non si suona , ma a distesa. _ 4 — [in modo basso, Sonar le chiappe a martello , fig. — Aver putirà lo stesso che Tur lappo lappe.] Ciriff. Cole. 4. 111. Vedendo far di sua gente macello, Le chiappe gli suonavano a martello. 2 — [LVorai.]Essere tra l’ancudine e il martello.A'.Ancudine, §.i, 3. 3 — * Buon 1 ancudine non teme maritilo. F . Ancudine, 5. i,q (]\Q 4 — * Il martello d’argento rompe e spezzale porte di terrò— Co'danari si penetra da pertutto , si espugna qualunque foltezza. Serd, Prov. (A) — |- « ,1 5 _* (Milit.) Martello o Martello ferrato o Martello d arme. Arme offensiva , adoperata da' cavalieri, fatta a modo di martello , con manico più lungo e con una punta di Jen'o , od un' accetta dalla parte del taglio opposta alla bocca. Davi!, Il contestabile ferito di quattro piccole ferite nel volto e di un gran colpo di mari. ll-> ferr; to sopra la testa. Mentecucc. Lance con banderuole , sciable , scimitarre o stocchi lunghi , mazze di ferro , martelli d’ arme. (Or) 272 MAMMELLONE 16 —* Noto strumento che ha il mtmica forato a guisa di chiave con cui si tendono o si rilasciano le corde de 5 clavicembali c simili strumenti a bischeri , per ottenere la loin accordatura. (Li) 7 —. * (Anat.) Il pili fungo ed il più esterno de' quattro ossicini del- V orecchio , situalo tra V incudine e la membrana del timpano alla quale trovasi attaccato . E distinto in tre parti: Testa, Collo e Manico. La lesta n è la porzione più voluminosa ed alta ; è ovale , lunghetta e tutta liscia. Il Collo è uno strangolamento brevissimo ed assai grosso che sta fra la testa ed il manico , il quale pori a innanzi mi apofìsi sottile molto lunga che attraversa la scissura glenoidca , e dicesi Apofisi di Raw. Il Manico è assai più stretto del Collo e fa con esso un angolo ottuso rientrandoj esso è uno de raggi della membrana del tìmpano . Lat. maìieus, (A. O.) (0) *8 —* (Zool.) Specie di conchiglia del genere ostrica , le cui vai - i~ - .. ;• . _• .... S.z._* . . _* MARTIRIO 2 —- [Chiamatasi così Un pìccolo ordegno di fèrro , col quote st ^ e ,ite devano le corde degli archi , e delle grosse balestre . Più coinlU'^^o Martinetto. F.J Ar. Fur. 24. *o 3 . Ma come ben composto e ^ arco cc., Quanto si china più , quanto è più carco , E pi u 10 zan mai-tinelli c leve, Con tanto più furor ec. Ritorna. . • c(i t<0 Martinetto. (Milit.) Mar-ti-uét-to. [AVn.] Strumento con che si ca ^ c]i ti le grandi balestre. Sagg. nat. esp . 2jo. Fatta la medesima esp 1 con un balestrone di quei che si caricano con un martini 0 * c h e 2 — (Marin.) Martinetto 0 Drizza di mezzana; È una mano*' serve di mantiglia al pennone di mezzana. ( In frane. movtu 1 e pf ( ' 3 — * (Mit.) Da demonograji dovasi questo nome al Becco c siedeva alla tregenda. Era anche il nome di un Genio che a C e gnava i viaggiatori e faceva lor prendere le strade più corte pericolose. (Mit) _ tic 1 }' vale soiìo estuili e divise 7 nwi%bi j'7 dèm 'cosicché ha lifigi - Ma'rt.ng'alA,^M ar-tin-gà-la. [A’/i] Foggia di calze che s’ d t martello. Trovasi ne’ mari asiatici ed è una delle piu pre- mente. ( Martmgaki d.ccasi pronamente dagl Spagnnoh» , ? " 111 u " mani no. j.iwus. „ sia anna tura della coscia.) M. Dai.rim. buri. i. ni. 1() di Dicembre, ec. E 86. Dicono alcuni : non mi taglierei oggiipanni per nulla , che è martidì ; non mi coglierebbe bene. (V) Martidiare, Mar-ti-dià-re. Alt. F. A. V. e c&’Martirizzaie. Cavale. Sloltiz. 2og. Per guarire fa l’uomo tanta dieta, e lassasi si incendere e purgare e legare e martidiarc in molti modi. (V) Mam'iuio, Mar-tì-di-o. [Sm.] V. A. F. e t/f Marti rio. Airf.inaifyrium, Sen. Pisi, 11 5 . Poi raccontò ilmar- ....... fA fu discreto e prudente Colui che ritrovò la martingala. BuV ■ jj 0 i/ 4 • 2. 7- Calze a radice, Calze alla martingala, a brache, e seti* do, e col fondo, ec. , n 0 l} 2 — * T. di cavallerizza. Specie di coreggia che si attacca al de’cavalli perchè tenga ritta la testa. (Van) . Martikgana. * (Marin.) Mar-tingà-na. Sf. Cosi chiamano * A/ toni una Specie di bastimento mercantile a vela latina. (Van) \ f.) Martini. * (Geog.) Mar-tì-ni. Antichi popoli dell’ Arabia Martisia,* Mai--ti-ni-a.IV. pr.f. £al.Martinia.(N. patron. di ftldd" ’éf Martiniano, * Mar-ti-ni-à-no. N. pr. m. Lat. Martinianus. tron. di Martino. ) — Uffiziale dell’ imperatore Licinio e L ii sunto per pochi giorni all’impero. (B) (Mit) JeieÀ 1 ' Martinicca. * (Geog.) Mar-ti-nìc-ca , Martinica. Isola dell’ & una delle piccole Antille. (G) _ . jit 1 ' 1 Martinismo.* (St. Eccl.) Mar-ti-nìsmo. Sm. Dottrina per cui i sU ef. antica s’ immaginava di professare il cristianesimo tn tutta f r,N'" ritti, pretendendo di aver commercio con le anime e con gy jjf/F e la conoscenza de' misteri della natura. Della qual dottriUN^ no essere stato S. Martino , donde trassero il loro nome . i . ^ A Martinista. * (St. Eccl.) Mar-ti-nì-sta. Add. e sost. com. SeW guace del marlinismo. (Van) c f Martino , * Mar-tì-no. ZV. pr. m. Lat. Martinus. (N. patron, gfd 1 ’ te. Ili ingl. marl-inn taverna di fiera , martin rondone. ) ^ poiA vescovo di Tours nel ir. secolo. — Nome di cinque Som 1 '} 1 fici, il primo de’ quali santo. — Re di Sicilia net prindp 10 , colo XV. (B) (Vau) _ _ tJ’ 2 — * Usato nel proverbiot Martino perde la Cappa per un ” Cappa, 5. 7. (N) _ nlf 3 —* (Geog.) S. Martmo./jo/a del golfo del Messico.—Isola d c ® ^ Oceano australe. — Una delle piccole Antille. (G) . Martira, Màr-ti-ra. Fem. di Martire. F . A. Fr. Giord. in* t’ è (o moglie ) che tu muoi , se morire ne dovessi, che s al tira : beata a te ! (V) -tiri**^ Martirare , Mar-ti-rà-re. [Alt. V. poet. Lo stesso che] M al Z F. Frane. Sacch. rim. g. Ordina, pensa ciò ch’altrui m a Fur. 27. 64 ■ E più 1’ atlligge il caso , e lo martira. a — [E n. ass.] Dani. Purg. i 5 . 108. Gridando a sé pur mari . _ Ttf.\_ *: r AJA _ -A _ Tti »r. .• • A'Auiruur , W, » *A-». Alte Kdbi; J. tSUlUOlUU) " f masia si applica a coloro che col sngrifìzio della vita tesero test1 v ^, della verità della religione cristiana.] Lat. niaityr. Or. 0 F.11.2.1 7. I suoi appostoli, e gli altri santi martiri e verg'^i,. S. Agost. 8. Tu se’vincolo de’patriarchi-, e sollazzo de’ m ^,31“ g ll „. ; la») # cruciatus. Gr. ^daattos . ________ . . ____ _ ^ . ..... tidio e ‘1 tormento che ’l cupido e 1 ’ avaro sostiene. Fur. 27. 64■ E più 1’ atlligge il caso , e lo martira. Martifero, * Mar-tì-fe-ro. Add. m. Lo stesso che Martesco. F.Com. 2 — [E n.ass.] Dant. Purg. 1 5 . 108. Gridando a sé pur martira*/ Dant, Par. 27. proem. Un uomo è martifero se usa la iniluenza delia Martire, Màr-ti-re. [Add. esost.com. PI . Martiri ; anticiun■ guerra conira li nemici della Croce , c merita paradiso. (N) fem. Martira.—, Màrtore, sin. F. G. che vate Testimonio, e p e }' Màrtigeno.* (Mit.) Mar-ti-ge-no. Figlio o Discendente di Marte . (Dal •*>"*>* a ^ ^nlnm . .. tastiti*, lat. Manu genus schiatta di Marte.) (Mit) Maetigkì. * (Geog.) Mar ti-gnì. I-at. Octodurum, OrumClaudii, Vicus Veragrorum. Città della Svizzera nel cantone del Valese. (G) Martignone, Mar-ti-gnó-ne. [Add. e sm. Probabilmente un] goffo con- 2 — Per [metnf. 0] sìmil. Cavale. Fruii, ling. Più sono tadinone; [forse cosi detto per conuzione dell’ accrescitivo ai Martino, ' ,>l ■' ' l ’ 1 ' ' nome noto.] (Per altro bassi in celt. mar grande, e digon forte. In isp. martagon cauto, a.-'tetn.’’; Palof. f. D’un grosso martignon le calde tiglia. Martina, * Mar-tì-na. N. pr.f. Lat. Marti ila. (V. Martino.']—Celebre avvelenatrice ricordata da Tacito. (B) (Mit) a — * (Geog.) Città del regno di Napoli in Tetra dOtranto. (G) Martisaccio. (Zoo!) Mar-ti-nàc-cio. [Ani.] Sorta di chiocciola di maggiore grandezza dell ordinarie. Lat. cochlea tcrrestris, maxima.ZW. Oss. an. 53 . Non posso dire di averne veduto mai se non uno, e questo in tutte quante le chiocciole cc., e particolarmente di quelle grossissime clic si trovano in monte Morello, c son chiamate comunemente mai tinacci. Martinella. (St. Mod.) Mar-ti-uèl-la. Sf. Campana che si suonava un mese avanti che si movesse da Firenze l’ esercito ; e poi collocala sopra un alto castello di legname , portato sojira un coito , del diavolo, che quelli d’iddio. Alam. Gir. 8. 8g. V 110 *? con crudele scempio Martir d’amore, e d’alta fede escinP. 10 ’ e n l£S Ed io , qual nuovo martire d’ amore , Son dal volgo deris in giuoco. _ , de lllt ‘ 3 — * (Geog.) Isole de’ Martiri. Isole nella costa meridionale rida Orientale, (fi) jlhin> ,0 e A i Martire, M.u-tì-rc. [Via.] Tormento ; e s'usa anche per Afa , ’J> shm d' animo. Lat. martyrium. Gr. àXyfiwv.Pelr. ctm z fff'_\ Joi 1 ,; . o di vita o di martir quest’ alma. Fior. Firt. A. Almanco ma conia. Dant. Fit. Nitov. ah e manco mangia , e sempre sta in pensiero e in martìri c .‘ a go 0 p lo ... e ti 1 col suo suono si guidava l’ esercito. Min. 'Mnlm. (A) Martinello. (Milit.) Mar-ti-uèl-lo. Sm. Macchina composta ordinariamente d' una cassa di legno , entro la quale gira una ruota dentata , che s’ incastm nei denti d’una ruota minore, che le sta sotto, e che vien mossa da un manubrio. A dritta, o a sinistra della prima 'ruota v' ha tut lungo pezzo dentalo per lo lungo, e terminato all’ e- stiemità superiore da. lina gruccia, che è fuori della cassa : questo pezzo vien messo in moto dai denti delia ruota grande, alzandosied ubi.assandosi secondo che viene da essa ruota sospinto. A” aggiunge talvolta una terza ruota per rendere più jiteile il moto della manovella. Serve per innalzare le sede delle casse , quando si cambia la ruota o si racconcia , ed è utilissimo per alzar pesi. Il Collindo a- scrive l invenzione di questa macchinetta ai Tedeschi. Tensmi. Dietro a questi due , due altri carri con quattro ruote di rispetto, un martinello , e una capra. D’Automi. Il martinello è una macchina destinata a far fare un piccolo movimento , consimile a quello elle sì produce col mezzo della gran leva , adoperando però forza assai minore. (Gr) 45 . Spesso avvenia che, per *' .noref.V. tinuare del pianto , dintorno a loro si facca un colore p , quale suole apparire per alcuno martire che altri riceva- JJja ftM rim. 26. Che quando ogni altro duol si disacerba , Pr° nuli’ altro secondo. Martirio, Mar-tì-ri-o. Tormento che si patisce I ^ u ty*j l jy 1 V rizzato. Dicesi anche Martiro. — , Martidio , sin. Lctf ^ C°r C Q\' cruciatus, tormentarli. Gr. ftétrzvos, trrpìfiXri, x0 ^ x(rr ^i àcI^%a1 1, rlirio t>er arsui^ c# V questa P^. Q pt’i gou.Jam. Serba il tuo corpo sempre apparecchiato al p ( id- * 7 ;/ nor di Dio; c se così non fai, di Dio non sc.Uit- *, c^ 11 Antonio , acceso di desiderio di martirio, non si curo ^ j| Pad. E a questo dare aggiugnerò il martirio per po. Dant. Par. i 5 . i/j8. E venni dal maitirio a ;a rC llC> , ,vi incuto del giudice. — Tormento dato giuridicamente a’rei per far 1U V”. toi' ,,lc t'C ” delitto. Dicesi anche Martorio. [F. Fare martirio.] .^t cruciatus, tortura. Gr. Ti/s-wfita., fróiirxvos. Ricord. M !l a pet 1 pigliare l’Abate di Valcmbrosa ec., essendogli apposto u lllL r-i.;i — li:..: _ .1: t.-:.— * n„..„ ,...., i;..-.r-nto. c r i, de T Ghibellini usciti di Firenze trattava tradimento, c ^ gli feciono, confcssòe. Miciun’'a 11 ' — Pena sqinpliceincutc.£a(. pocna, tormentimi, S "RP. | Sa 1 '^ Danl.Inf.14.65. Nullo martirio, fuorché la tua rabn 1 furor dolor compito. 4 martirio p n ^^ nno O Passion d’animo. Lai. animi angor. Gr. i\yr$iZv. Ca- 5 c ,j, ‘ipcech. Cr. La tentazione è grande martirio. c j ] £ en 'pio de’ martiri. Borgh. Fesc. Fior. fòe. Confessione , cosi Dii mavail P propriamente, e martirio ancora, con voce greca, i tem- G *°P ra i sepolcri de’ martiri edificati. rf (Icon.) Giovanetto genuflesso, vestilo di rosso, con faccia ripai e V P do c ‘elo aperto ove appare una croce raggiante-, tiene due ,n mano, ed ha intorno a se varii strumenti di supplizio. (Mit) àjAn T | IIil0 "* m - Lat. Martyrius. (Dal gr. martyr testimonio.) (B) L a; r ' 17,ZAM ™' ro ? Mar-ti-riz-za-mén-to. Il martirizzare-, Martìrio. '■ WiU 'tyrium , supplicium , cruciamentum, Cic. Gr. x.o\x.eu , r.- crp«i3\j,. Fr. Giord. Fred. II. Frequentava il martirizzamento ìl As P ovcr i servi cristiani. '«izzahte * Mar-ti-riz-zàn-te. Pan. di Martirizzare. Che morti- *C, a - ^ di "»■ (0) *i/y IUZZAllE 5 3Vlar-ti-i'iz-zàre. [ Att. Dar tormento, e piu comunemente l'ib 7/ Ue ^ sl S n ifi c ‘ <&*] Tormentare o Uccidere quelli che non si vogliono sin r* ledici fede di Cristo. —, Martorezzare, Martirare, Martidiare, 1 cruciare, martyrio afficele. Gr. frocvoivifyiv, o , rpsfi\Gw.G. V. dc />- ?• Ecce in quella martirizzare santo Erculano , vescovo della ?ar c *ltade. Semi. S. Agost. Venendo l’ora che si dovea martiriz- a J 2 e uccidere. Uh. SS. Pad. 1. 2. Cornelio a Roma, e Cipriano c lieT^' Ile 5 f ,iron o martirizzati. E 36. Non aveva Iddio permesso cl, e ,° s , se martirizzato. Frane. Sacch. Op. div . 5g. Assai è credibile 5 p R°magnuoli fossero martirizzati. 3 0 mctafi [Darsi pena ; e tatara Stillarsi il cervello.] Gal. Sist. ^4 rti UaiJ ^° a ^ r * s * volesse martirizzaresopra tali lunghissimi computi. V***™» Mar-ti-riz-zà-to. Add. m. da Martirizzare.—, Martorcz- hì 5 s, % n > Lat. martyrio affectus. Gr. $ccffa.vtc§ds.Cavale.Jdrutt. ling. P cr P re dicare e difendere la verità, furono o lapidati, o se- MARZAJUOLO 273 Hj 11 0 crocifissi , o per altre crudelissime morti martirizzati, c in Bla r tribolati. G. F. 5. 7. 1 • Erano stati stratti di parte de’ ■'!<> / ! ’ zza li SVn.] V. G. [ Libro che con- Ht, e 1 nome de’ martiri, il luogo è C epoca del loro martirio. Co- C r ‘"'ente è chiamato ] Leggendario de’martiri. Lat. martyrologium. s Co " ^“-frepo^óyiov. ( Dal gr. martyr testimonio, martire, e logos di- x ” c ci . Pul " Pur S• 22 - <• Q l,est o Domiziano molti santi cristiani s,: ) come appare nel Martirologio de’ santi martiri. Màr-to-ra. [Sf. Specie di animale mammifero dell’or- e ^carnivori ], simile alla faina, di colore tra il tanè e il nero, e n P re giala pelle-, [ha la gola e la pane inferiore del collo gialle, POi f e ^° d, l corpo bruno lucentissimo; ha la testa corta e le gambe folti che quelle della faina, cui nel resto si avvicina. Abita i stn ,, Ischi de' paesi settentrionali di ambedue gli emisferi; di giorno Ioli ltln . lto nelle cavità degli alberi, e di notte va predando scojat- de taf tal l’e , ghiri , uccelli ec. "- - .. ' . 1 •' t; ■ " • ' ,lu 'e rie' r ec ~ferca i pollai e le colombaje. La martora fu sconosciuta da' 1 ‘ fla’ Inaimi si disse Melos e Mclis , o Maeles e Maclis. Abita Bu) S ( f e Paesi meridionali del Regno di JSapoli .—, Màrtoro,sùi.int. ^ a martes Lm.), martes. (In frane, marine, in isp.marla, in brett. tote, fj , d - Stor. 6. 221. Foderano le vesti di preziose pelli dimar- e 'h Oss. cui. 10. Lo hanno armato (il membro genitale J d’ un ’-lBlori ^ sso > co,n e le martore, le faine, le puzzole, cc.JS 26. JL)a’ cac- * -y £ “Y serenissimo Granduca fu pigliata alle tagliuole una martora, x,litri e P' ic dell’animale suddetto. Cant. Cam. i3S. Yoglion zibel- . oss t > Guanti , martore e bassette. \/'SBo /'■' . (l-ledg.) Mar-to-ra-no. L,at. Mamertium. ricci 1 , opali, nella Calabria Ulteriore Seconda. (G) ^ ^'al, 4’ mu'.lr-rr. [Add. e sm. F. A.F. e di’] Martire. Vit. SS. ^ So,, , al tempio alla festa de’ santi martori Ciro e Giovanni, tlistie,;. an, ‘ome che si dava anticam. per ischcrzo a’ contadini. Lai. Lat. Mamertium. Piccola città del •V.,„ UU ) e S't al tempio alla festa de’ santi martori Ciro e Giovanni. 8ti C y an 'iome che si dava anticam. per ischcrzo a’ contadini. Lai. v,'’enin a V r "P ic «- Gl'’- àypiMs. Nov. wit.fj. 1. Uno martore di villa Min. r Fi,- ’euze per comperare uno farsetto. "mitEL l per comperare '■V,,( e 0 > Mai'-lo-rel-lo. [ Add. e sm.] dim.di Martore; Ima ordinasi Uno e - ( l uas i detto per compassione.] Vav.Scis/n. /fi. Non ardi- l'c h, , ^ IS P 0scro i martorelli , per piacere al Re, olfendere Iddio. ipv c * t ot " 5. A noi altre sgraziate martorclle, Nate per servir I Molesto" s -^T Vv ^ cn .cosi. Maini. 4 • *• Perchè quantunque amor sia 5 io ir! ^ 10 ^ martorelli del suo regno Dicano ognora: ahi di 1 '° 5 P C1 ° ’ ^ non trova mai che ciò sia vero. 4| ^asfc ZA ^ C5i . a, * t -^ c Quegli che patisce il cambio , e non è mercante . CXcr, ieiurt; E J. . i ^ ar “l°-rc /.-/a-re. {Au.U A. U. c di’ J Martirizzare. >'n U { 0 t ~ rì ’’ favoLvi'^uv. Gr. S. Gir. 2j. Come fece santo Stefano, Ma° Sfidavano 31 t01eZzal ° } C ^ IC u,11 il^simauiente pregò per coloro che * 'drì?*** 0 ' «or ‘tetre Màr-to-rez-zà-to. Add. ni. da Martorezzare. V. A. F. nzzato (A) (N ) ’s C / T ° ) ^ a . v ^°-ria-mén-to. \Sm. Tormento y Supplizio , llmar- *S’* j\j ( ' l f ces i anche ] Martorio. U.Lat. cruciatus. Gr.^ct(Ta.vt(Tfj-6s. Ma 1 ^ l ’lc d,^. ’ nou cercheria Co’consiglicri, ch’egli avìa, (•u T °Makt e U Ì, C Con qualch’altro martonamento. q Jar-lo-ri-àn-te. [Pai't. di Martoriare.] Che martoria.Lat. a ìtnVr ' Tac.JJav. ann. 1$. 221. Nè verga, nè fuoco, C ° l * Ci *5are, ll,iUtoA ' iantì » del mn sapere sgurarc una femimua, la fecero Martoriare, Mar-tori-à-re. [ Att.] Toimentare i rei t perché confessino i loro misfatti Marturiare, sin, Lat. torquere. Gr. $ouTQKTOt.Vt(T§lU. 2 — Per sìmil.M. V. 6. 54- I cavalli si nutricano coll’ erba e col fieno , e gli uomini con questa carne martoriata. Martorio, Mar-tò-ri-o.[ Sm. ] La pena e L’atto del martoriare .—, Mar- toro, Martoriamento, Marturiamento, sin.Lat. tormentum, supplicium, cruciatus. Gr.x.ó\oan? y npuploe.. Bocc . nov. 27.37* E lor volendo, per rinvenire come stata fosse la cosa, porre al martorio, noi soffersero. F nov.33. /5-Dalla quale, sanza alcun martorio, prestissimamente ciò., che udir volle, ebbe della morte di Restagliene. Martoro, Mar-tò*ro.[<5'w. Lo stesso che ] Martorio. V.Sen.Ben. Varali.4 1 22. Giova la buona coscienza ancora negli stessi martori. (IL Lat.ha: prodest et in equuleo.)i ? i‘r.^s.fò‘ i 9. Il dì dipoi egli era stato tormentato con tanti martori, eh’ egli era mancato poco eli’ e’ non si fusse morto. Martoro. (Zool.) Màr-to-ro. [ Mar-tu-ria-mèn-to. Sm. V. A. V. e di' Martorio. Vit. S. Margh. 147. Farle durare tormento Con qualcli’ altro marturiamento. (V) (Lo stesso esempio sta nella v . Martoriamento.) (M) Martoriare , Mar-tu-ri-à-re. Att. e n. V.'A. V* e (/fMartorian:. Uit. S. Margh. if3. Dunque li potea trovare, Sì li facea marturiare .F i46. Si lasciò marturiare. (V) Marò.* (Geog.) Fiume del Brasile nella provincia di Para. (G) Marucà. * (Geog.) Ma-rù-ca. Antica città della Margiana , parte del Corassan nella Persia , e ne' dintorni del fiume Oxus. (G) Marucei.* (Geog.) Ma-rn-cè-i. Antichi popoli che abitavano i dintorni della Margiana e della Battriana. (G) Maruceni.* (Geog.) Ma-ru*cè-ni. Lo stesso che Marrucini. V . (G) Maruf. * (Mit. Pers.) Personaggio celebre tra i sofì o mistici musulmani , i quali V onoravano come uno de' fondatori del loro ordine ; vuoisi che nascesse da genitori cristiani, ma che fatto schiavo in gioventù abbmcciasse V islamismo , e divenisse uno de’più dotti intei patri del Corano . (In ar. merfu esaltato, onorato.) (Van) Marollo, * Ma-rùl-lo. JV. pr.m. Lat. Marullus. (Dal celt. mar grande, ed ul elevato.) — Tribuno della plebe , nemico di Cesare .— Generale di Caligola , governatoli della Giudea .— Grammatico latino sotto Tiberio .— Poeta calabrese , contemporanco di Attila. (B) (Mit) Màrundi.* (Geog.) Ma-rùn-di. Antichi popoli della Media.—• dellIndia di là dal Gange. (G) Martino.* (Mit.) Md-L'ò-no.Soprannome di Mercurio, onorato come divinità tutelare de'viaggiatori nelle Alpi .(Dai celt .mera condurre, prender cura. In ar. mcrr passare.) (Mit) Maruta, * Ma-rù-ta. N. pr. m. Lat. Marutha. (Dal celt. mar grande, ed uth capo: Capo de’grandi.) — Vescovo di Marliropvli nella fine del iv. secolo, apostolo della Sivia ed ivi onorato coinè santoy B)(Van) Maruvio.* (Geog.) Ma-rù-vi-o. Lo stesso che Marrubio. F. (G) Marvao.* (Geog.) Mar-và-o. Città forte del Portogallo nellaprovmcta di Alentejo. (G) _ . , _ . , Marvege.* (Geog.) Mar-vè-ge. L,at. Marvengium. Citta di Francia riel dipartimento della I,ozere, capoluogo di circondario e di cantone. (G) Marvella.* (Geog.) Mar-vèl-la. Lo stesso che Marbella. F. (G) Marza.* (Agr.) Màr-za.Ay. Operazione che consiste nell'unire porzione viva di una pianta ad altra pianta di cui dee far parte. Chiamasi anche Annesto , Innesto. J.at. insertlo , insitlo , inosculatio. ( Cosi detta dal farsi per lo più tale operazione in marzo.) (A. O.) (O) 3 — Quel piccolo ramicello clic si taglia ad un arbore per innestarlo in un altro. Lat. surculus. Gr. x\xdfcx.os. Cr. 4- 11 • 7- Possonsi intorno alla vite più ncsti convenevolmente innestare ; c ol tonameli te se solamente s’innesli un surculo nuovo, cioè marza.Cimf. e fa nel mezzo un fesso, La marza in ordui sia , un terzo , o presso. „ _ — [A marza , posto avveib. Si dice dell annestare colla mai za. F. A marza.] Dav.Colt. i56. A marza s’annesta la vite, comeifrutU; tagliala tra le due terre quanto puoi basso ec., e solo in sili giovane fendila , e sì s’incastra la marea auzzata e scarnata con diligenza. Marzacotto. (Ar. Mes.), Mar-za-còt-to.^[Sm. ] Crerfuto fa alcuni spc. d’i t " ‘ .. è sorta di ) Lab.iq5. -_ • ... * , gromma divino marzacotto, e altre nulle cose nuove, n erano impacciati. Marzaiuolo Mar-za-juò-lo. Add. m. Di Marzo , Marzolino. Burch, 1 -Ì/1. Allora ima farfalla niauzajuola, Ch’aveva abburattato allotta allotta , A lutti infarinò la bcrnuola. 2 _* i Zool.) ftlarzajuola chiamasi in Toscana l’anatra queiyucdula minore , detta altrimenti Arzuvola, V. (A) perviene Cam. 58, Segalo poi sia , un terzo , o presso. 2 7 4 MARZ AMENI Marzamem. * (Gcog.) Mar-za-mè*ni. Isola del mca' Jonio presso la costa orientale della Sicilia , alla quale appartiene. (G) Marzaminà. (Agr.) Mar-za-mì-na. Add. e sf. Lo stesso che Marzirai- 110. V. Soder. Colt. $5. Riescano dolci al sapore , come è la cana- juola , la xnarzamina, il rosone c la schiava. (V) RIauzana» * (Mit.) Mar-zà-na. Nome di una dea presso i Sarmati; essa era come la Venere de’ Greci. (In celt. marz meraviglia.) (Mit) Marzapane. (Ar.Mcs.) Mar-za-pà-nc. [Sm.^PasUi composta di mandorle , \iiocciuole , pistacchi e simili coti zucchero 9 fatta in diverse forme e piccole Jìgure, ed anche a guisa di schiacciate e di torte.] Lat. martius panis, marci pania, placenta dolciaria, panis dulciarius.(Da maza voce tratta dal greco, la quale significò ne’ mezzi tempi una specie di pasta dolce, e da panis pane. È dunque pane formato con quella pasta. In isp. mazapan, in provenz. massapan , in frane, massepain , in tcd. marzepan.) JBern. rùn. 1. 5y. Io parlo d’ogni sorte di confetto» In torte, marzapani e ’n calieioni W sotterrarvi. Belline. son.268. Ma or ch’i marzapan tornali frittelle , ec. Buon. Fier. 3.2. 18. Che mai non apparecchia, e dii sovvallo Di un marzapane, o di un fiasco di greco, Non c mai largo. F 5. Inlr.3.D& Lucardo i suavi marzolini , Da Siena i preziosi marzapani. Cecck. Ine. 3. a. Cornee*mi vengono Marzapani da Siena, o bericuocoli,!’ ti vuo’ consolare. » Salviti. Annoi. I. B. 3. 2. 18. D’un marzapane; quasi yXfic cioè torta lat. placenta e pane , pane torta. Fra le lettere del Poliziano libro 12 , avvenne una d’Ermolao Barbaro al cardinale di Siena, Piccolo- mini, che gli aveva regalalo torte di Siena o Marzapani, f Fgli gli chiama in lat. sacchareas pluccnlas, ed aggiugne : a maza et pane , mazapanes vocatos existimemus.) (N) 2 1 —* (Farm.) Composizione che si prepara facendo svaporare sino a siccità a bagnomaria latte misto ad amandole e zucchero. (A. O.) Marzasca. (Agr.) Mar-zà-sca. tSJ.ll litio che si semina in pìimaveia.(Gd) Marz Anco. (Agr.) Mar-zà-ti-co. Add. m. Vernale. Aggiunto di qualunque grano che si semina in primavera , alt infuori del frumento che si dice Marzcngo, della civaja che dicesi Marzasca , e deliino che si dice Marzuolo. (Ga) Marzeggiare , * Mar-scg-già-rc. N. ass. Id alternarsi della pioggia e del sole nel mese di marzo. V. dell’uso usata nel provai). So marzo non marzeggia, Aprii mal pensa. (A) Marzeshno.* (Agi.) Mar-zc-mi-no .Add. e sm. Lo stesso che Marzimino. V . (A) Garz. Éerg. (O) Marzenco. (Agr.) Mar-zén-go. Add. m. lì finimento che si semina in primavera. (Ga) Marzia,* Màr-zi-a , Marcia. N. pv. f. Lat. Martia. (Dal lat. martius di Marte. In celt. marz meraviglia.)— Vestale condannata in Roma all’ultimo supplizio per aver violato il voto di castità . *—Moglie di Catone. (B) (Mit) MASAPAUDA 3 — * (Aiche.) Di Marzio.Onz/e Acqua Marzia, Quella che A noli M‘ u zio condusse in Roma. (Mit) (N) Marzio. * IV. pr. ni. Lo stesso che Marcio. V. Lat. Martius. (“h . fl Marziobarbulo. (Milit.) Mar-zio-bàr-bu-Jo. Add. e sm. E. L. ^,L r . romano legionario , il quale era addestralo a ferir di lontano f . > sario con pallottole di piombo o con canne piombate alt estref chiamate aneli'esse Marziobarbuli. Trovasi scritto ancora Ma'"/ 10 , ferva* bole Marziobarbolo. Lat. martiobarbulus. (In ar. merzeh * n .* 11 '|, c lo, viaggio lontano, e heib giavellotto: Giavellotto che viaggi *’. ferisce eia lontano.In pers .merzebtui custode de’confini, e lieti g 1 * 1 , j| Guerriero custode de’conlìni.) Vegez. pag. 116. (Firenze sdì 3 -) ■ quarto ordine .... si fa d’uomini con iscudi leggieri, fi di bales 1 '*^ c d’arcadori giovani, c d' uomini che alacremente combattono con ruti e marziobarbuli, eh’ erano piombature chiomate; e questa sci» 1 lieve armadura era chiamata. E altrove : I marziobarbuli sopì'* 1 le compagnie furono preposti. (Gr) Marzo, Màr-zo-LòVn,] Nome del [terzo mese dell’anno Volgare, dì P r fi. della primavera [e dell’ anno astronomico; così detto perchè da . molo consacrato a Marte .] Lat. Martius. Or. pàprios , ugiivX ■ Teod. Gaz. Pallad. Marz. 18. Ne’ luoghi temperati si semina* 1 ^ melagrani del mese di Marzo. Cren. Ve.l. 6g. Nacqueil di di n0 ,gr, Donna d' Agosto i 3 i 4 , e passò di quesia vita addi 2,di Marzo. 1 G essendo d’età di cinquantatré anni. E di'. Fui tratto gonfalon**-’* ^ giustizia per calen di Marzo i 35 o. E <38. Lamberto nacque u . di Marzo i 34 i. Bocc. inlrod. 26. Infra ’1 Marzo ed il prossi* 1 ** ^ glio vegnente. Cr. 3. 16. 1. L’orzo marzuolo, che a Bologna si eh 111 j margolla , si semina per tutto il mese di Marzo. AUeg. 129- tempo si dà a calisso erbaggio Crudo e cotto , e per lei non s * sceme Dall’Agosto il Dicembre, il Marzo e ’l Maggio. A, MARZOCCHiRo,Mar-zoc-chi-no. [Add. e sm.) dim. di Marzocco. Ma dato clic voi foste un marzocchino Da lettuccio, se non bi* cC di scala , O un mascherone in faccia d’un acquajo. .. ..[f Marzocco,M ar-zòc-co.[Am.]L/one ,ma per lo piùscolpito o dipinto .1 ebr. mare forma, apparenza, aspetto, e sciahhal o sciacal leone 8* Patqff. 2- Marzocco avrà la tossa coccolimi.Bardi. 2. 4°- T cC 'f' r col■ or qui dentro Chi a marzocco inccrcìnò le chiome. Varch■ •* 4 . Ja Gf Dentro '1 quale aringava c faceva un’orazione cc. a' sig* l0l g0 ^to quella parte dov’è il marzocco, ovvero il lionc indorato, che b* [I la lupa. Buon.Fier. 3.1. 7. E che marzocchi e babbuini e s*' 1 ’.. è Di fuor vi son dipinti.» E Salviti. Annot. ivi: Marzocco , »*° „tc di rilievo o dipinto. In Firenze per Marzocco s’intende comune**,, quel Lione , che sulla ringhiera del Palazzo Vecchio , di co»' (V rea, o gioiellata sta coronato per le feste del nostro Protetto!' > ; vanni Batista. Presso a Livorno avvi in mare una bella e forte 1 di marmo, che si addomanda il marzocco : ed è armata di a**!. tt j- 2 — * (Mit.) Soprannome di Giunone , come madre di Marte : coti pezzi d’artiglieria, per guardia della marina ,* detta forse cosi p' _.... _ 1—; _-1_1.. - _11. _: . I tal nome aveva essa un tempio in Roma. (Mit) Marziale , Mar-zi-à-le. Add. com. Di Marte , Guerresco , Bellicoso ; Aggiunto di cose appartenenti alla guen-a. Poliz. 1. 20. De’morti figli al marzial lavoro. Morg. 26. i3o. E vuol trovarsi al marziale agone. Ar. Eur. 4°- ^2. Di questi due guerrier , dissi, che tratti S’ erano fuor del marziale agone. Tass. Ger. 16. 4. D’oro fiammeggia l’onda, e par che tutto D’ incendio marzial Leticate avvampi.(M) Ar. Fuv. 17. 86. Audace entrò nel marziale agone. (V) Montecucc. Sono qualità naturali: 1. il genio marziale ec. (Gr) Red. Leu. l. 6. p. 23 j. Il buon dottor Bellini ec. sentendo questa scambievole, e quasi marziale riotta si trovò imbrogliatissimo. (N) 2 — * (Mit.) Soprannome di Giunone. (Mit) 3 — (Farm, c Chini.) Aggiunto di quelle sostanze nel cui composto siavi del fello ; come Pirite marziale , Ocra giallamina marziale ec. siccome gli alchimisti e quindi i chimici de’ tempi addietro davano al feno il nome dì Malte, così dimoiarono Composti marziali i Preparati di esso, che ora diconsi piuttosto Ferruginosi o Calibeati. V . (A)( 0 ) 4 — "(Arche.) Giuochi marziali.* Giuochi instituiti in onore di Marte e che si celebravano in Roma il primo d‘ Agosto , con corse a cavallo, combattimenti giadiolorii e simili. I . Giuoco,§. 11. (Mit)(N) 5 — * (Leg.) Legge marziale. Con questo falso nome di legge , s’ intende da’ moderni un Bando militare , col quale si sospende per a tempo o si abolisce /’ autorità delle leggi civili , e si riduce ogni cosa sotto I impero della spada. Questo bando si promulga nelle province o città conquistale , delle quali si teme la rivolta , e nelle rivoltate: in alcuni casi vieti anche promulgato dal governatore d'una città , quando è stretta d'assedio. (Gr) Marziale. * IV. pr. m. Lat. Martialis. (N. patron, di Marte .')—Marco Valerio. Poeta latino della'Celtìberia , vivuto in Roma dal tempo di Nerone a quello di lìajano. (B) (Mit) Marzialità, * .Mar-zia-li tà. Sf. Contegno marziale , Piglio marziale. Onlinam. Etrusch. Portare con marzialità ia mano destra accanto del destro ciglio. (Gr) Marziana.* (Geog.) Mar-zi-à-na. Selva Marziana. Lat. Martiana Sylva. JSome antico della Selva Nera. (Mit) Marziano , " Mar-zi-à-no. N. pr. in. Lat. Martianus. Lo stesso che Marciano. L . (N. patron, di Marte.) (B) 2 — * (Gcog.) Antico fiume della Pannonia. (G) Marzimiho. (Agr.) Mar-zi-mì-no. [Add. e sm.) Sorta di vitigno [e di uva. —, Marzcmino, Marzaiuòla, sin.) Soder. Colt, 11 )). Queste sono Ottime per far vino, e abbondanti, siccome il marzimino e l’uva mo- staja, che ne fa assaissimo , e la zuccaja , ec. Marzio, Màr-z.i-o. Add. pr. m. Di Mane, Dedicato a Marte, Devoto a Marte. Car. E11. t. g. v . #75.111 quella guisa che gli adunchi uguom, Contra ima lepre , o centra un bianco cigno , Stende l’augtl ili Giove , o 1 marzio lupo Dalle reti rapisce un agnelletto , ec. (M) 2 — * (Mit.) Soprannome di Giove come padre di Mui'te - siccome Giunone era chiamata Marzia, (Mit) ««utguwiuj j'vi guaiuia wviiu max Alia j uuid ìuisu » i « i»* rore de’ legni nemici , che volessero a quella appressarsi ; ea 1 cima per banderuola un Lione. (N) yil 2 — Uomo vile , sciocco; [ed in questo senso è anche add. J ;;j / blileus. Gr. gA«|. ( In isp. mazacote vale il medesimo. In c* 1 ' ,, j ( i' grande, molto, e sot stupido.) Car. lett. 1. <7. Hanno desta p* 1 ’ ,0 vidia a certi altri gran nasi, che quantunque a petto al vostro si* 1 p,r barbacheppi, da cajiarroni, da marzocchi più tosto che da la grandezza loro si tengono degni di partecipare delle prei'Up’ del vostro. .ta^ 0 ’ Marzolino, Mar-zo-li-no. Add. m. Di marzo. [Dicesi anche Marzaiuolo.] _ ,,^1* 2 — Proverb. Tanto bastasse la mala vicina, quando basta la ncv** zolina : detto cosi , perchè la neve di marzo (osto si liquefi• 3 — Ed anche in forza di sm. Cacio d’ottimo sapore, che si fa i' 1 1 u ili luoghi [d’Italia;) detto così, perchè si comincia a fare per t° r, a \cì ,e Marzo. [ P. Cacio, §§. 5 e 7.] Eranc.Sacch. nov. t 0 0 marzuola , o vernina. r Tel*' Masaccio , * Ma-sàe-cio. N. pr. ni. pegg. di Maso , accorr. maso. É. — Celebre pittore toscano del secolo xr. (Van) . pop 0 )- Masaci. * (Gcog.) Ma-sa-ci , Marsaci, Marsatii, Marsi. ^“ uc ^ p°N) della Germania , compresi originariamente sotto il lscluvones, che al tempo di Cesare abitavano di là dal ti g c oH* Masai,* Ma-sà-i. IV. pr. ni. Lat. Maasai. (Dall’ebr. maghuasv, altri scrive mahhasch opera, ed i mio: Opera mia.) (B) là' Masai. * (Gcog.) Masei. Antichi arabi che abitavano ne dm Mesopotamia. (G) , j;Jse r ‘) ( ;) MASAL.*(Geog.) Masclial. Ant.cil. delta Palestina nella tribù^ Ma>alot.’(G.)M a->a-!òt.yi/.l cit. dellaGuidea nella tribù ,! pèrsfrNi) MASANt)ERAN.*(Gcog.)Ma*san-de-ràn.A//i. Nome diunaprov.de , (fl , (fiA Masani. * (Gcog.) Ma-sà-ui. Antichi popoli de II’ Arabia jja » 0 ’wl* Masaniello , * Ma-sa-niél lo. N. pr. ni. comp. Lo stesso e seC olo J: l N,i) Tommaso , Aniello. — Capopopolo che nella metà C V,) fece ribellare Napoli dagli Spagnuoli e ne divenne j “ £ a ri‘‘-f,r Masanorada. * (Geog.) Ma-sa-no-rà-da. Antica città « eU c he 1 r Masarauda. * (Mit. Imi.) Ma-sa-pà-u-da. Sm. Questa vo MASAPIA H esc giugno , indica una specie di quaresima praticata fra v c c/ '« 'ima - ■ ' • .' - ■ MASCHERA 2^5 siilo „ ■ " ye mira quaranta giorni ^* s apia,*CQ ( f i ” 'ti Dicembre. ( Van) . /?l ^ cioè dall’ ultimo di ottobre Presso !S«i. • (Geog.) Mu-sà-pi-a. Sf. Antica contrada dell’Arabia, sul Mar * (G)^ J a, iasa * A (Geog.) Ma-sà-ra, Antica città della piccola Armenia. (G) ^Usai/ Ma-sà-ri. Sm. pi. Sorta et insetti imenotteri. ("Van) «&r/ ,DE * * ( Mlt -) Ma-sà-ri-dc. Soprannome di Bacco presso i Carli, sre Pan f e da Ma {nome delle nutrice di Bacco ) , e da Ares (nome Q tticvn ri- ^ tV g uerra )iperchè Ma persuase Giunone che il suo Mas*- 0 dt latte non ASAti, Asjai-] "“figliuolo di Giove, ma di Marte. (Mit) ? * . 3 og '' Ma-sa-ti. Antichi popoli della Libia il (Gcog.) Ma-sbà-te. Isola dell’ Arcipelago delti interna . (G) a S80t \.wug.j ivia-sba to. isola deli Arcipelago delle Filippine.(fi) Cu / 0 ® KI : * (St. Eccl.) M.a-sbo-tè-ni. Settarii del primo e secondo se- f Ramavano più comunemente Sabbatavii. V. (Ber) «Pa ^Ast ItoUt « . y,,4. u/mMHMHCJItfi OaUUillrtVIl. V . ^ (Geog.) Antico fiume dell’ Asia nella Mesopotamia , che an- « Dcr.L.,,; _ ,r- , 13 Perdersi nell’ Eufrate. (G) (Min.) Ma-sca-gni-no. Sm. Nome dato da Reuss all' Am- eoi lr l>C(i so [fatica , sale trovato sotto la forma di stalattiti giallastre, Mascj** 6 una polvere farinosa bianchiccia, ne’lagoni di Sicna.( Boss) ^"oD* 0 ’ ^ Ia " sc “‘g n0 - Add. [m. V. bassa.} Scaltrito. Lat. vafer. Gr. (Dallo spagn. mas più, e canon vagabondo , girovago tdorg Ciriff. Catv. 3 . p 3 . tsser bisogna idoneo . ' c _ , anzi mascagno. Che'^ 3 non se li’ avvegga mogliama , Cb’ è più scaltrita e Ma Sc 8*’a d’un zingano. ) (Gcog.) Isota del golfo di Bengala nell' Indostan inglese. (G) l’ avt( ' A - (Veter.) Ma-scal ci'-a. [Sf. Bai te del maniscalco.]Lib.Masc. Jn |! l( 1 ' (< * ferrare e del medicare i cavalli, e le altre bestie , è ap- jia-i,, ' '"''scalcia. >1 Red.leu. 1. 3 i. Ella ha trovato mentovata (la (Cai ,ualcnosa ) in un antico suo libro manuscritto toscano di ma- ì^ a '(N) 1 1 a <c s tì e “ mtnt «- È lo stesso che guidalesco ; ma questo si dice solo delle a "cli e ' e '""scalcia , che sarebbe veramente solo dille bestie, 1’ usiamo di ^ f cr gli uomini , e talvolta por i materiali .(A) E Red.nel Bis. ■ ' "asta. Di que’mici accidenti sto meglio; ma vi sono altre ma- ^Icie k S, ° i ed’; 11011 , rl) Pcggioi i, ma tali clic mi voglion far seppellir pi e- ^Si nck 0 pero me la rido e me la rido di cuore. (N) l (fi')t.) ATa-sca-ìo-càr.pa.A'/? B. G. Lat. mascbalocarpa.(Da deli a f ? sc olla, verga, e carpos frutto.) Genere di piante crittogame de’ moschi , fondato da Sprengel; caratterizzato dal r l ° semplice con setìici denti liberi, dalla calittra dimezzata e ftt u 5e t / S'S‘ n la Ì < '' v/)! :—i Plcriginandro, sin. (Aq) (N) ftl i c h( t L' (Cliir.) Ma-sca-lón-go. òm. F*. G. AaMnascbaIongus.(Da asc male in arnese come tutta la pedonaglia de’tempi feu- e °*q Prefazione che divenne in processo di tempo disprezzativa ed 33 Lat COm -\ *J Ue M a A*} Masnadiere [, dì Bagaglione, di Marrajuolo ìto?tivo ? les S rc g a rius. (Dallo spagn. mas più, e da scalzone peg- 3 1 scalzo. Lo stesso ibridismo P 1U * . osserva in maspotente clic v’ era , a cui non dolessero le mascelle. Dant. Inf. 12. y8. Chiron prese uno strale , c colla cocca Fece la barba indietro alle mascelle. Mor. S. Greg. La mascella attrita Io cibo ; e così la santa Chiesa , per costui, attrita i vizii degli uomini iniqui. Red. lett. 2. 172. Gli altri fdentì) delle mascelle erano appena coperti da un sottilissimo tenerume , o velo di gengia. » E nel Diz. di A. Pasta. Le vipere dell’ uno e dell* altro sesso hanno solamente due denti canini, co’quali mordono , stabili e sodi , e spuntano dall’ osso della mascella superiore uno per banda. (j\) a — Guancia. Lat. gena. Gr. ylws. Filoc . 2. 3 o. Colla mano alla mascella cominciò a pensare e a rivolgersi per la mente quanti e quali accidenti pericolosi potevano avvenir del nuovo innamoramento. Mor. S. Greg. Percossono la mascella mia, e sono sanati delle mie pene. » Amor.P r is. 36 . Pon mente là a colui (Dionisio) che sì vilmente Veste , e si tien la mano alla mascella, Mostrando nel sembiante esser dolente. (B) 3 — * E per metaf. Salviti . Cicl. 17. E arnesi etnei da assettar le vittime Con mascelle di scure ripuliti. (N) 2 — (Ar. Mes.) Nome di quella parte del cane d'un archibugio , che stringe e tien ferma la pietra fòcaja . Dicesi anche Ganascia. (A) » — * T. de tessitori. Mascelle del pettine. Così chiamatisi i Due ritti collocati esternamente alle due cune del pettine , i quali e il rendono piu solido e il guarentiscono da alcuni accidenti . (D. T.) 3 — * Così pure ne* pettini comuni diconsi le Parti più grosse che prendono in mezzo i denti . (D. T.) Mascella!. (Marin.) Ma«scel*là-i. Sm. pi, Mezzanili de’boccaporti, Soglie. Sono le intelajature a battente, che formano i quattro lati de’boccaporti , alle quali si adattano i coperchi o quartieri che setvono a chiuderle. (S) Mascellare. * (Anat.) Ma-sccl-là-re. Add. com. Che ha rapporto o Che appartiene alle mascelle. — , Massillare , sin- Lat . maxillaris. (A.O.) 2 1 — * Aggiunto di Arteria: Arterie mascellari , diconsi dagli anatomici Tre arterie della faccia, luna esterna o facciale, Valtra inferiore o dentaria inferiore , e la terza interna , ramo della carotide interna , che dà una quantità di ramicelli alle partì profonde dellafaccia.(A.O.) 3 — lAggiunto di Dente : Denti mascellari o molari diconsi 0 Denti da tato. [In questo sign. usasi anche nel num.del più inforza di sm.] Lat. molaris , dens maxillaris. Gr. yo^k. Pallad. Marz. 25 . Infra i sei anni caggiono i mascellari di sopra. Cr.g.1. 3 . Appresso hanno gli scaglioni, e appresso a questo hanno i mascellari. Cant.Carn.8if, Chi ha guasto i mascellari ec. , Noi abbiam molti ripari. 4 — * Aggiunto di Nervo: I nervi mascellari sono in numero di due; il superiore , nato dal trificiale, che esce dal cranio , pel foro gran rotondo , e va a perdersi nella guancia ; f inferiore, nato dallo stesso 9 che esce dal cranio dal foro ovale , e si porla alla base della faccia. (A. O.) 5 — * Aggiunto di Osso : Ossi mascellari , in numero di due ; il supcriore , che si articola con quasi tutte le altre ossa della faccia , di cui forma la parte media ed anteriore , e porta i denti superiori} V inferiore costituente la parte itiferiore della faccia , e descrive una curva , le cui due estremità s'articolano colle ossa temporali . (A. O.) 6 — * Aggiunto di Vena : F’ene mascellari , disposte nello stesso modo delle arterie che accompagnano. (A. O.) Mascelihna , Ma-scel-lì-na. Sf. dim. di Mascella. Scgn.Incr. 1. 12. 6 • Forza è che si aggiungano denti a rodere , masccllinc a tritare.. ed altri simili ordigni, cc. (A) (B) *3 Voci. \r° Aquilani usano in senso di molto potente, cdrfri al- Mascelloalveolosasale.* (Anat.)Ma-sccl-lo-al-ve-o-lo-na-sà-le.^c/rf.e sm. dornjjj. " mas S a ^ aìW ) maslindo ec.) Palnff '. 8. b/l mascalzon dicea: comp. Nome dato daDumas al muscolo abbassatol e dell’ala delna$o.(A.Q.) Frane. Sacch.nov.6t. Quando io venni al vostroservigio, Mascelloconchiano. * (Anat.) Ma-sccì-lo-con-chià-no. Add. esm.comp . ^'celio er .? mascalzone -n- - - - - nr .» - .. »-—/.• - - ^ir^a^hin - ^ -*_ _ ? con quello indosso , c con quelle povere 9 scuri e c ì ua ^ m * vedete al presente. Bern. Ori. 2. ig<. 38 . So- \ 4 s s . Cc ,.° Bra, ‘dimartc colse, Ad ambe il . assino aì i . ~ hi *0 Sc . 'jutni ini veueie ai preseli s 3 s Sac ?° Srandimartc colse, Ad ambe man menando, il mascalzone. Ca ^Oni l ”° ^ strada. Lat. latro. Gr. Xrtvr^. M. V. 8. 8 Co, . n - _latro. Gr. M. V* 8. Qtj. I ma* 'H‘a, A/ Cr l ro PP a roba vi trovarono , vennono tra loro a di- j^soii ' Ò2. E disse : tu credevi che le sbarre Non ti tc- ài strada. E 1Q. 4 * ^ * MI l0 n » |, rt _. ;• - T- e’ son mascalzon , tu ri- k W lZOìi ESCo° 1 At K) dCglÌ aI ! rÌ S astÌ ^ il:ì aSSaì - As c • 2 f. ^ ^\ a T " sca0 'Ué -sco. Add . m. Di mascalzone. Stigl.Art. JSome dato a due muscoli dell’esterno dell’orecchio , che mancano nell’uomo ; il primo profondo, impiantato assai profondamente nell'osso mascellare inferiore , al margine posteriore del collo del suo condilo , fiutandosi entro la conca, ed attaccandosi vicinissimo alt unione diquesta col condotto} il secondo supertìcialc, nato al lato esterno della mascella inferiore , vicino alla parotide, e terminante al lato eterno ed ante- tenore della radice dell' ariti trago. (A. O.) Màscellolabbiàle,* (Anat.) Ma-scel-lo-lab-bià le. Add. e sost. com.comp . JSome dato da Chaussier al muscolo triangolare delle labbra. (A.O.) Mascellolabbiokasale.* (Anat.) Ma-scel-lo-lab bio-na-sà-le. Add. e sost. r° m * c f )m P' ^ivme dato da Dumas al muscolo elevatore comune del- l ala del naso e del labbi'o superiore. (A. 0 .) Mascello^arinale. * (A uat.) Ma-sccl-Io-na-ri-nà-le. Add. e sost. com. _. cn mp. Nome dato da Dumas al muscolo trasverso del naso. (A. O.) Mascellose, Ma-scel-ló-ne. [Am.] acci, dì Mascella. Lat .graudvs manilla. Gr. ctvGttbvis m P- Some dato da Dumas al muscolo orbicolare delle palpebre , (A 0.) , Qif 00 8*) Ma-scà-ra. Città capitale di vasta provincia di Bar- > e c l ^fidente dell'antico regno d'Algieri, alla quale dà ilno- 3 * 1 *Pi». 6 dinoti — *• M*S ^/.W« ’^ancom Tremesen , Xelemcssen. (G) u *sc. lt Cr> l 7/7/. r * M« 0 Ma-scm’-iù-na. A/!Owa/ztó di ricotta che si fab- J i yucca. ^ V J Po ^E. '-olla (Ar. M, (Ga) , Pi, * t e.* (ór r<, T del Otte. (Ga) ^* s Cv ^ e U’n? 3 .à ^'scà-tc. Lat. (G) - ™ — L^ as i nd/n ^ es *) Ma-sca-và-to. Sm. L’infima qualità di zucche - , s ^o ] rv tat ^ di giulebbe. (Dallo spagn. mascabado clic vale le . \t' n ; atl ) Q Qlif.l-* Ma. S cel.lo ~on ut . »» . . .. »les.) Ma-scar-pó-ne. Sm. Sorta di ricotta che si fab- 1 ri*! 1 ... f ri v Mascatum. Città dell’ Arabia , ca- Poil'j' 1 "* perdi S "/ Jer,nrc e l’ "/tra inferiore ; la superiore detta Sia- Una tagliare o triturare gli alimenti. Due sono le pesta, \_di cartone, di tela incerata , di velluto , ed altre Lat oscillum, persona, larva. Gp. ^opfxoX^eiov. (D a l- di ledici C le ?7Mce immobile e continua del cranio tfoso fX d! za co,n r e "f ,V l ’fuf’di tduf'A > ' X n Atf mala Biacramaaa , e che sta tm>™ ^ J 0) cioè tl 0 mobile, non è formata eh umndibala. Gr. ^•>ar* Seriore.} (r.Gaancia.)Lnt.ma^H a > Z ,3ce la di sotto d «x f *Ì.C’r. 9 £B.Gli si cavano deUaW^ Niuft amente che si puote, quattro denti. Bocc. J come) di carta simili mateì'ie.) t^ut. 1--. ' . • -i ' , * lo spagn.mascara che vale il medesimo ed a cui il Iranciosmi ed il Bulìct danno varia origine. Y. mascheralo qui appresso, il Menagi» alla voc e ,maschera ed il Bullet alle \-mas c car.) hocc.nov.ài. 26. Messagli mia catena in gola, od ima maschera 111 capo , ec. E nov. 7 g t 2' Ordinò d’avere una di queste maschere, che usare si solcano a certi giuochi. E appresso : La maschera avea viso di diavolo , ed era cornuta. , _ , , , 0 TT — Colui che porta la maschera sul volto. Bern. Ori. 2. q. qo. una maschera par » uon cavalies'O. — Per metaf. Belline, son. 120. Usasi in poesia Parlar con una ma- 2 7 6 MASCHERACCIA schera sul volto ; Ma ’1 savio intende, e ridene Io stolto. « Bartol . As.p.i 3 o. (Roma 1667.J E avvegnaché dentro si sentono straziare il cuore dalla malinconia e dal dolore, di fuori nondimeno il nascondono con la dissimulazione , sotto una maschera di volto interamente sereno. (N) 4 — * Col v. Andare: Andare in maschera=:Arìdar mascherato, e Jìg, Esser levato occultamente checchessia. V. Andare in maschera. (A) 5 — [Col v. CavareO Cavarsi la maschera, in modo proceri). = Dire il suo parere alla libera e quasi con ira , [ Dirla fuor fuori , JXon voler esser piu simulatore, che anche dìcesi Cavarsi la visiera. Cavare , §. gf 3 Eoi* aperte iram evomere. Gr. ■jrappjitria^sff^at. Fir. Trin. 2. 5 .F mi caverò pure questa maschera. 2 — Cavar la maschera a checchessia^ Scoprirne la verità. Red . Vip . i . 8. Non potrei mai a bastanza spiegarvi ec. per mezzo di quelle a quante menzogne si é cavata la maschera. 6 — * Col v. Dire: Dire in maschera = Parlai'e copertamente* V . Dire in maschera. (N) 7 — * Col v . Fare : Far le maschere =: Andare in maschera, Mascherarsi. V* Fare le maschere. (A) 2 — \E fig.] Fingere. \_V. Fare le maschere, §.2.3 Lat. persona- tum incedere , simulare. Gr. v-xoxphscrS-ixi crxw 1 *- S — Col v. Gittare: Gittar la maschera ,fig- — Lasciar di operare nascostamente , Operare a faccia scoperta. Segnar. Alami. Ott. 3 . f. Nella Corte ascondeva sotto i manti più splendidi c più superbi l*in- tenzion eh’ egli aveva di farsi santo*, ma di poi , pigliato più cuore, gettò la maschera cc., non vergognandosi di comparire talora al cospetto pubblico con un animale il più sordido in su le spalle. (V) 9 .— {.Col v. Mandare:} Mandar in maschcca—Trafugar nascosamente alcuna cosa. Lat. clam surriperc. Gr. y.\(*thv. 3 A —* (Arche.) Gli antichi setvivansi delle maschej'e ne'banchetti, ne* trionfi , nelle gueri'e , nelle cerimonie religiose , nel baccanali e soprattutto nel teatro . La maschera teatrale consisteva in una specie di elmo che copriva tutta la testa , e che oltre a' lineamenti del viso rappresentava ancora -i capelli, la barba , le orecchie e fin gli ornamenti che le donne si mettevano in capo. Le maschere variavano assai secondo la differenza delle azioni tmgiche o comiche , e secondo il sesso e l'età de'personaggi che si dovevano rappresentare in teatix>. Presso i Greci ed i Romani si usavano cùiche certi visi postìcci che presentavano sembianze analoghe al personaggio, e che servivano per rinforzare la voce : tal sorta di maschera era di metallo. (Mit) t i —* (Xett.) Maschere da commedia, diconsi 1 Arlecchino, il Brighella , il Pantalone , il Dottore , il Zanni , il Pulcinella , il Cola, il Covi elio , il Tartaglia , il Pagliaccio ec. (A) ì‘2 — * (Archi.) Maschera chiama Varchitetto un volto di uomo o di donna intagliato sopra un arco , ed accompagnato talvolta da alcuni attributi che indicano l'uso cui V edfi zio dee servire. (D. T.) 3 3 —* (Ar. Mos.) Maschera chiamasi nella scherma un fusto ovale di ferro , coperto d' una tela metallica molto concava, per contenere il * viso 'e ripararlo da' colpi del fioatto. (D. T.) 2 — * Quell'utensile che tengono i cesellatori , armajuoli , etrehi- basiej i , forbitori o intagliatori in pietre dure, ed in generale tutti gli artefici che adoperano ceselli, nel (piale è incavata una testa , che riportano in rilievo sul metallo con un colpo dì martello. (D. T.) *4 <—* (Cbir.) Fasciatura composta d'un pezzo dì tela ampia quanto il volto con aperture che corrispondono agli occhi , al naso ed alla bocca, avente un cordoncino agli angoli superiori co' quali si assicura alla parte superiore del cranio , e serve così a tenere in sito i rimedi che si applicano in sulla faccia nelle scottature, tulle risipo- le ed in altre sue malattie. (A. Ò.) 15 — (Zool.) Maschera corallina. Specie di gabbiano, volgarmente detta anche Moretta. f r . Gabbiano, $. 1. (A) 16 — * (St. Mod.) Maschera di ferro. Sotto questo nome s' indica un prigioniere di Stato, morto nel ijo 3 alla Bastiglia , tenuto sempre con una maschera di velluto nero sul volto , e che doveva essere ucciso se si scopriva; tal che rimane un problema isterico di cui è ancoixi incerta la soluzione. (O) Mascheraccia-, Ma-schc-ràc-cia. Sf. pegg. di Maschera. V. deli uso. (A) Mascheralo. (Ar.Mcs.) Ma-sche-rà-jo. {Add.e stri.'] Colui che fa o vende maschere. Fai. pcrsonopola. Gr. irpGvco'Tro'KcóXr,?, Buon. Fier. 2. /p 5. Ve’ve’quel mascherajo, Quant’ egli ha appesi in su que'duo’ bastoni, A cintola c a collo Visi, e barbe postìcce! Mascherametsto, * Ma-schc-ra-mén-fo. Sm. L'atto e L'usanza del mascherarsi. Lo stesso che Immascheramento. V* Ottonetti nel Dorai . Bine, sì per le ghiottornie, e le disonestà, che si commettono di que' giorni , sì per gli omicidii e gli altri mali clic ne nascono, più e maggiori dove con più licenza e piu a lungo si fanno questi folli, mascheramenti, essi ornai si convcrrehbono dismettere c in tutto sbandire.(P)- Mascherare, Ma-schc-rà-re, Att. Coprir con maschera. {Lo stesso che Aimuaschcrare. V.] (V. mascherato.') 2 — jy, p asS ' [Coprirsi con maschera.} Lat. personam mduere, simulare. Gr. v'XOKplvso'Sca oyjnpa* 3 — Fìg. Fingere. Segner. Crist. instr. 3 . 1 f• fi E, senza questo, il confessarsi non è mai nulla piò che un semplice mascherarsi da penitente..» E Mann. Magg. 8. 2. Se ti vede inclinato al piacere, te Io maschera f il peccatoJ di piacere} se ti vede inclinato al guadagno , te lo maschera di guadagno } se ti vede inclinato alla gloria , te lo maschera di gloria. ("Qui è att.J (V) Mascherata, Ma-sche-rà-ta. [Sf.1 Quantità di gente in maschera. Lai. personatorum tur ba. Buon. ’Fier. 2. Intr. 8. Che mascherata d’ abiti dismessi? Car. Leit. g. 8. La sera dopo la certa comparse con una mascherata di dieci Amazzoni. a — Car tello che si suole distribuire dalle mascherate. Lasc. Madrig. 40■ Tante già feci c tante mascherate , O vogliam pur dir canti. Maìchbrato, Ma-schc-rà-to, Add, p», da Mascherare.] Che hu la ma- MASCHIEZZA schera al viso. [Lo stesso che Ammascherato. V.] Lat. personal'®' Gr. 'lepoo'wirov vrchibc-oès. (In ar. inescherei vai mascherato, bnd” tl V e vicn da mescli mutare in peggior forma. Par questa la migliore o** gine dello spagn. mascara , onde noi tenghiamo maschera, maschci' 3 ^ ec.) Segner.Crist. instr. 3 . ig. 17. Se in rivoltarsi mira clic chi 131 crolla non altri fu che il suo principe mascherato, s’inchina subito quella man signorile che lo percosse. .. f 2 — Per melaf. Coperto, Finto. Lat.. simulatus, fictus, occultus. * ' «yioirroio's , srAairro's , xpvirrcs. Eir. Disc. an. 34 • Per meglio aSi,; c( .. rare il romito , lo servì con tanta ben mascherata amorevole///. 3 .. Tue. Dav. ami. 5. io#. Sentenze andavano attorno , sotto ! 1 , oB>l or - consolari, contro a Sejano , sfogandosi mascherati (tanto P' 13 dirci ) gl’ ingegni. (Qui il I.at. ha : per occultimi.) » Segner.M‘‘' ' Magg. 8. 2. Mai non si accosta (Lucifero) a fronte scoperta. ® proporti il peccato come peccatore, ma bensi con proportelo masc j. rato, sotto una di queste larve, o di piacere , o di guadagno, 0 gloria. Dep. Decam. 1 ig. Questi modi figurati , e coperti , c . c °no dir, mascherati, che di lor natura dicono una cosa, e ec. quasi 50 la maschera 11’ hanno un’ altra. (V) , j 3 — Ed in forza di sm. nel num. del più , e nel primo sign.Rhm ■ ^ 2. 261. Chi li piace vedere anche uno stuolo , Come per carni> v ‘ g. di mascherati, Quando il cervel ne va per l’aria a volo, Guardi 4 —* (Hot.) Dicesi Corolla mascherata o personata, £a menopeia a ì-egolare , la quale ha i due labbri chiusi di una prominenza i" ' do che prende certa somiglianza col muso d’un qualche animale-n 1 ' toloni. (O) , t(ff 3 —* Dicesi Fiore mascherato, Quello che ha la corolla irregf 1 ^ rassomigliantesi in qualche modo o al muso d’un animale o iU maschera. Bertolom. (0) _ . ^ 3 — * Mascherate o Scrofolarie : Famiglia di piante dicotile 1 monopetali a cornila ipoginia , irregolare ; stami didinamii, ^ u gS ei quali alle volte abortiscono ; casella di due cavilli; albume caf 1 . ha per generi la Scrofularia , l' Autunno , e la Digitai’. V ;t ‘ c jl Mascherato diff. da Travestito. Dicesi Mascherato chi si cl,0 l’. r n sii volto con volto finto ; e Travestito chi , deposto il modo cons" c |j vestirsi , indossa vestìmenta non proprie , nè della sua condizi ,,lll- j ( l fine del mascherarsi c quello di godere incognito il divertimeli^ ^ teatro, del ballo, del ridotto } il fine del travestirsi è di camp 3 ' qualche pericolo, o fare una scoperta o eseguire qualche prog'-’d Masciiereccio. (Ar.Mes.) Ma-sche-réc-cio. Sm. T. de’conciatori, eC ‘ fame concio in allume, Alluda. Tariff. Tose. (A) t fi Maschere™. * (Mariti.) Ma-sche-ré-to. Sm. Riflusso violento del nel fiume di Dordogna ove rimonta con impeto sommo. ( P ar V corrotta dal lat. maris reditus ritorno del mare.) (A) Mescheretta, Ma-schc-rét-ta. [A/l] dim. di Maschera. —, Masch er ^ sin. Benv. Celi. Oref. 38 . Interviene talora smaltare alcune c °. s fl ili. rilievo , come sono frutti , foglie , atiinralucci, mascherette, eSll ( .[i£' E go. Essendosi fatte nel vaso , conte si costuma , alcune i J,a rette ec. , si debbe pigliare la forma della detta maschera. vi-.' Mascherina, Ma-sche-rì-na. [Sf. dim. di Maschera, Lo stesso sclieretta. V. Benv. Celi. Oref. 5o. Questo fondo lavorai con sorte di chiocciolettc , di mascherine , e d’ altre cose. , Mascherino , Ma-sche-rì-no. Sm. dòn. di Maschera. Mascherette.- \.\ie App. Ed avea le maniche bianche, e tutto il busto ornato di I)] rini, e di borchie d’ oro. (A) . fi 2 — (Zool.) Nome volgare d un scrino d Angola , ossia la famiglia dèpasseri, nomato Passera Canaria, cosi detta P e, y , 0 ch e dinanzi del capo e specialmente intorno agli occhi, così macchi' 1 fi (fi) sembra porli una maschera. /^.Canarino./.al.serLnus augoletisis-CA'^ t'f 3 — * (Bot.) Nome volgare di una specie di pianta giuncacea ‘ ^N) sce ne’ luoghi acquitrinosi. Lat. schoenos compressus. Targ ,n !fifiish Mascheiuzzo, Ma-schc-rìz-zo. [A/n. V. del volgo.~\ Macchia, Jfi, ^.5' Bollicella.. Lat. labes, livor. Gr. ckIxos , cTiyiLr,. Buon, ff’jfi 0 ’ 16. 11 petto ansante, ansante , ansante , ansante, Tutto eh ‘jj jii"' e picn di masclicrizzì. » Salvin. Annoi, ivi: Mascheriti 1 schernii:, mascherette. (N) ^ - }l siff 1 ' Mascuep.oncino , Ma-schc-ron-cr-no. Sm. dim . di Mascherone 1 di Scultura. Baldin. Eoe. Dis. (B) Mascherone, Ma-sche-ró-rre. [A/n.] accr. di Maschera. s i)h a Lai. immanis larva , persona. Buon. Fier. 3 . <• 5. E dote S 11 * parerti un sole, Paj.ati un mascheron d’ un carnovale. E 4 : ^ leviam lor la testa , Su, strappiam lor quel mascheron dal ^ 2 — [Dicesi aduna Sorta di scullura che rappresemi iai volt • fi' che abbia del macciimghero , simde a quella che fingesifi tiri , i Bacchi , i Venti ; e per lo più si suole mettere a per finger che dalla lor bocca n esca 1 acqua, ed in m-U 1 ornamento, come mensole .] /.«(.caput larvar. (Dallo s p u S n 'j to s 3 "^j vale il medesimo.) Frane. Sacch. nov. 73 . Questo v ^ ^ che parca un mascherone, era il contrsaio. Alleg.ig 4 -^f. “ a a j a , 0,-^; foste un marzacchino Da lettuccio , se non bracciuol ai mascherone in faccia d’un acqnajo. ISuon.Fier.3.1. ' 1 tifi 5 — Onde fig. Mascheron da fogna dicesi ad Uomo brut ^ .^j che quelli delle faglie olire all esser mascheroni, sono im dagli scarpcllini ordinarli. Bisc. Maini. (A) „ v itf l Maschjamente , Ma-schia-mcn-te. Avv. [Da maschio , sehia , ed aneliti Di genere maschile. Lat. mascuhne- c jlc ;jj, Bcmb. pros. 3 ■ no. Il che avviene ancora di “i°‘ , che maschiamente si dicono nel latino le dita, le Iettai ,j /«‘fi Maschiezza, Ma-schiéz-za. ast. di Maschio. [Q ua ... L 1 j ni' Vir dilà.1 Lat. virilitas. Gr. ro appai , àidptix.Jes. *>■ s0 iiO j glori sono le femmine, e li minori sono li maschi , c c)jC H 1 moli, e sono sì caldi per la maschiezza e sì ofgog'W» ’ M A&CillP EM MjN A MA SII rendono . sa i se non ne viene loro voglio. Dunt, Cono. t/f. E qui è da siec 10 C1C °S"' lolita V r0 P* a * u “icuna cosa c amabile in quella , Se ,'" e “ella masclne/.y.a essere bene barbuto, e nella femniinezza es- ll Ascn ICD Polita di barba in tutta la faccia. c / le , Ma-sclii-fém-mi-na. [Add. e sost. com. comp. Persona I.(il^ flìt()t: ‘P a de’due sessi; altrimenti con greca voce ] Ermafrodito. P ‘ ' lll( li'ogj Jtus . Q r ànbjxi'yvsos. Salviti, disc. 2. 523 . Secondo Or- ? v ®rcbbe ad essere de’ suoi Iddìi , ebe gli chiama ùòpuoSriKvs , J C« n,ascl,ìfcni “? i " e - • • Sc ]. l t| Ma-scbi-le. Add. com. Di maschio, [ Mascolino .] Lat, ma- 3 e . , ' ,s i masculus , virilis. Gr. àpp'snxoc , ccvlipùSm. Poco, nov.tg. i'(i,!,V ,asi ad un’ ora la maschil voce ed il più non voler maschio pa- Ald /* J-)arit. Inf. 20. /fa. Che riavesse le masciiili pcnnc.il/. ni mT r ’ ^^' 11U ^ cain * masciiili sono più calde, clic le fem- ni re ‘ i; ^ Am. A maschile forma non si conviene nè può convenir | adornarsi come femmina. Salo, Spili, 1. 1. Chi intendete voi a__ ì' /0 grado maschile ? ^4o r- e , Uo di Donna di alti e forti sentimenti. PallaV. Ist. Conc. 2. tata evenne con altrettanto sdegno della Reina, quasi disprcz- iiif,, .- C non riconosciuta, si come capo della Chiesa anglicana per la tu', 101 ' condizione del sesso : tasto di troppo senso all' alterezza delle 3 Vp^dùli. (Pe) * M ASC( Mascolino. Cr. alla ( J .Maschiamente e Maschilemcnte. (N) L F* * S/n. ast. di Maschio. Salvia. Cas. i36. Anzi egli si gloria CQ, n - d’ avere trovata una nuova maniera di scriverei e sotto la coi ca giocosità avere la gravità filosofica mascherata , c il feminile de avere insieme mescolalo. (A) e , Ma-sclii-le-méii-te. Avv■ In genere maschile , Da ma- i„ » tc/te diecsi anche Maschiamente.}—, Maschilmente, sin.Lai. lu c. Gr. Kp’p'nuxws. Senili, pros. 3 . tfà. E come chiunque ma- ÌU Asc ,e femminilmente si dice. /, 'tsiEsTE , Ma-schil-mén-lc. Avv. Lo stesso che Mascliileracnte./''". Pros. 3 . 312. Tutta intera la sillaba si lascia in questa voce d'i' t0 ’ «‘«scLilincute detta. Borgh.Rip. 5. I quali poi nelle cure del ^ 4s Ci] esercitando maschilmente, viene a fare le sue operazioni. 1/1 ‘ Quegli che concorre attivamente alla generazione colla —, Mastio, sin.Lai. masculus. Gr.appV, dpet/'.Daiu. lnf.iS.i t o. a,; na 'maschi loro a morte diesino.Zi so.Jjt. Quando di maschio fem- a? pUtfenne. Zi Par. 32 . Sa. Convenne a’maschi alle innocenti penne],-, circoncidere , acquistar virtute. lìocc. nov. tg. 34 • La rna- 5 p v ° ct ed il più non voler maschio parere si parti, i J^’b.l fatti son masclii e le parole sonfemmine=Ztove bisognano Qi, i1n ! > k parole non bastano. K. Flos , <23. Salviti, disc. 2, 2.fa. ttiinj, , ulM l Ue » come è in nostro proverbio , i fatti sien maschi, fem- re. • P a role , pure se non Risserò queste, che ajuto dessero a’fitti a Jv}-,t 0T ci'i Rdti con tutto il loro naturai vigore vcrrebber meno. d’it„ 1 Sorta di fortificazione, led è luparie più elevala e più forte 1 11 .#.• /•_.. /_ . . 77 polvere che fa P in- si può usare per manna , se avn ìr ■ Un sq, 0 "j stello o d’ una cittadella, di forma per lo più quadra e po aitc/j c ’‘ ,,ai 'iamenle a difesa e rinforzo della entrata principale. IIella Hir.|.i- V ass cro e da’ Toscani Mastio. ] Beni, Ori. 1. 4 • 67. Sopra ft " «li - * • • — -• - n ..,..11.„» - tO] '«ed, ,. ~ - avanza la cintura , Che par che il maschio della rocca- sia. nò E già pareva al tradito! ladrone Veder la rocca d’in- -•>ed Cs -''Sbata, E rovinato il maschio e’t torrione » Burini, hi questa ! I> " ls el 1 j 0 ' a (.fortezza ) una minore, divelta e piantata all’ alto in su un 1 (Ma’ C *\ C tllito fùngente a piè d’essa signoreggia e batte. (Gr) ‘Un.) Maschio o Dado. L’estremila di un legno foggiala a modo d' t,l ° in t,lLrare 1 e 4 esattamente occupare un incavo ih simile figura (Ar a \l'° U ’* HO 0 P‘ etra ) eòe si chiama la Moitisa. (S) foies, À “ics.) Maschio della campana chiamano i gettatori Ciò che le,. . fo-Utui a , parlandosi d’ altre forme . Egli è bucalo nel mezzo ffe la marita. (A) nceve. r. &ù) " si . de’ cimatori, fo. Coltello , J. lo, 2. (À) 'i n umano solido di metallo o di altra materia, per uso d’ili- 4 _ mietlo o in altro strumento volo ad esso corrispondente fO.T.) > ,>1 ‘ di V‘ en fa le d'acciajo che si adopera in varie arti per fare ’ Pf. e ° n a ! r ‘S ,w 0 e.£ ^ «Sfmos. P Hr . cap . ^ CIP og s ". l’igra “!■ Intra queste maschie e magnanime sentenzic la terza «,>' a ti. ■ * Pandi 41- E pex’ò sono da riprendere questi eonsuinajio tutto il di tra le fexnmiuc in casa , e Co ^ cuo re mi ° ^' n notali pcnsievuzxi casalinghi c femminili^ non h;m- à s^sìo Segnrr. Mann. Mai z. 3 o. 2. Questo, è ciò che ig, ^t'andj a n>a.'Ghio vuol dir L’Appostolo.. (V) e . °Sgiato. Lat. masculus , graudis, immanis. Gr. piy as, * e s ’aceo Dant.Purg. 7. nò. Quel- che par sì membruto, Set?; — zp „ .> Cantando , con colui dal maschio naso. e ’ l carbuncolo , darà, ccrtaue acque , e ti Uno che lardi assai a fare alcuno «osa ,, la t t^ — ^ V_II1V. ziti MI,» virile. Lat. mascnlus, forti®, ■E Ùo^ V ^ tQ j' P Etr ’ ca P' 4 Eh’ ogni maschio pensici* dell’ alma f\ Sl . P r(ìi: ci l\ qualp riesca poi molto hnne: Egli ha indugialo, ovvero Mi è itqzx ma poi 1'ha fijlta maschia, o l'ha latto ma-ichio. (A) 5 — (Ar. Mes.) Chiave maschia. V* Chiave , J. r , (A) 6 — (Bot .) Aggiunto C dato impropriatneiUe dagli antichi ad] alcune er~ he , gomme , o simili , che ne distingue la spezie , e ne costituir e diversità di sostanza* P'o/g. Mes. L’agarico é di due maniere , errò a dire agarico maschio, e agarico femmina. 11 maschio non è buono, oc. Pallad.OtU Incenso maschio ec. polverizza. H ceti. Piar. 44 - Ca parte minuta f dell* incenso) ì pnra e granellosa, che si trova f.a cs-‘ so , fu chiamata da Greci manna d’incenso, e la polvere < censo maschio , che sia bianca , qualche poco di scorza mescolata. a —* Fiore maschio, dicesi propriamente quello che contiene itn:'~ camente gli stami o le loro parti essenziali , cioè le antere cd il polline. E poi da distinguersi it Fiore maschio propriamente detto, ossia quello che porta soltanto gli stami senza apparenza alcuna di pistillo, dal Fiore maschio per aborto, il quale altro non è che lo stessa fiore ermafrodito che ha l’ovario sterile. (O) Mascika, * Mà-sci-na. Sf. E.d.F. e di’ Macina. Gr. A. Gir. 62. Olii fa male opere , c male assempro mostra, meglio gli fosse, che l’uomo gli legasse una mascina al collo, e gittasselo in profondo di mare.(Y) Mascolinità , Ma sco-lì-ni tà. Sfi ast. di Mascolino. Paranti . Leti., De Lue. Dott. Eolg. 4 ■ 10. i 3 . fìcrg. (Min) Mascolino , Ma-sco-lì-no. Add. m. Di maschio sesso ; Maschile.—», Mascolino, sin. Lat. masculiuus. Gr. dppsvntoc. G. fi. 11. g'ó. j. Avanzando le più volte il sesso mascolino da 3oo in 5oo. 2 — (Bot.) Piante mascoline o maschie: Quelle che portano soltanto- 'fiori maschi. (Ga) (O) (N) Mascolo, Mk-scO'lo.Add.m. Di sesso mascolino-Sannaz. egl q. Ecco una pelle, e due cerbiatti muscoli, Pasti di timo e d’acetosa lnggiota.(A (B) 2 — Ed in Jbrza di sm. Snnnas. Are. pr. io. Nell’altra fita^ohj si loggeva ec. } e come legandogli (ai montóni) il destro 'testicolo, genera 'femmine , e 5 1 sinistj-o , muscoli. (N. S.) ^ —* (Milit.) Camera mobile , che si levava da alcuni pc irte ri dell’antica artiglieria per caricargli dada parte delia culatta,, e che si ricongiungeva al pezzo mediante un ordigno di fòrti lande di ferro clamato- Braga. E fuori d' uso. Da alcuni antichi artiglieri venne pur chiamato Servitore. Monlecucc. Alcuni di essi (petrievij si chiamano a braga, e si caricano per la culatta coi loro muscoli. (Gr) Mascrochita. * (Mns.) Ma-scro-chi-ta. S fi Antico strumento ebraico composto di canne, di varie lunghezza e sonalo soffiandovi. (Van) Mascitla , * Mà-sCd la. iV. pr. m. Lat. Masculas. (V. Mascido ) (B) Mascula. * (Mit.) Soprannome'della Fortuna ,. detta più sovente Virile. — Soprannome di Fcnere, rappresentata talora- colla barba € con un pettine iti mano. (Mit) Mascolino, Ma-scu li-no. [Add+m. Lo stesso che] Mascolino. V.Gr. 2. 1. 7*» 1. L’argilla è calda c secca, ed ha proprietà muscoli na.Aior.A*. Greg. t. 8. Furono significati per la famiglia masculina di Giobbe. ? —. * Detto anche dì Linea, y. Linea , J„.d. (N) 2 — Di genere maschile. Vardi. Ercol. *55.1 Provenzali davano l* articolo femmino a tutti quei verbali cui noi diamo il masculino./t- 2 5 fi Quando alle parole di genere mascolino s’ aggiugne otto , ovvero oc- ciò, c a quelle di femminino otta , ovvero accia, si cresce il lor significato. (V) Mascuteni. * (Geog.) Ma-scu*tò-ni .Indiani degli Stati Uniti nella parte orientale dell » lUinese. (G) Masdolani. * (Geog.) Ma-sdo-rà-ni. Antichi popoli dell ’ Aria r Jta< la' Partia c la Caramania deserta. (G) Masefa. * (Geog) Masò-fa.XaF Masepha,. Antica città della Pa'esiina^ nella tribù di Giuda. (G) Massi. * (Geos.) Ma-sc-i. Lo stesso che Masai. V . (G) Masello,* illa-sèl-lo.iV./yz'.zfi/iu/ZMaso, accon.-.iZ/Tonimaso. V.BtdilhuQsy MASB»i.‘(Gcog.) Ma sé-mi .Ani. i>opo!i deWA.ia nella grande Armemafai ;), Ma^kna. * (Geog.) Ma-sè-iia. Piccolo fiume del Regno- Lombarda-Ceiieta,. nella Vallelìma. (G) Masenadà, * Ma-sc-nà da.A/ y.,A.F. e di Masnada. Ltwan. 42. Quando la masenada di Cesare se ne avviddero 3 si si apparccchiaro di ritenere le navi. (E, JSot. 49 2 * Guitt. Lett.J (V) Masebei,* Ma-sè-re-i iV, pr. ni. Lat. Muserei. (Dall’ ehi’, masciasc toccare , e ragline amico : Chi è a contatto con V amico.) (B) MasfAì* (Geog.) Lat, Masfe. Antico paese al piede d:l monte JTormonr^ verso le sorgenti del Giordano .— Lat. Masepha^v^/iUt’/z citta della Giudea nella tribù di Gaà.. — Lat. Masphat.. Antica città della Giudea, nella tribù dì lieti ioni'no. (G) Masoalano , Mas-ga-Ià-no. Add. e sm. JF. Spagn. che dicesi miche Masga- lante. Il più galante. —, Masgalaute y sin. (Dallo spagn.. mas ^tu,- e- galan galante!) Salvin.Annot.F.B. 4 - 3 .9. Maslindo e Masgalantc, 1-a lo» spaglinolo Mas, che'Vale in latino Magis^ noi diciamo il masgalano- della conversazione , il più galante. (A) (N) . n •> T 2 —* Ed assolutam. anche in Jbrza di smquasi voglia dirsi 11 piti bello,, gentile ^-pregevole. A'/ngnF Lett. Sch ntif. 20. Dopo le vocali e anche- Son tutte*, sono le labiali.,, e tra queste la. B porta il. maialano. (S), Mascalante, Mas-ga-làn-tr^ Add. com. C. spagn. Lo stesso cfte.Masga- ìano. G. Ruò„. Pier. 4 - 3 . g. Addomanilata io- fui. n un siimi ball» Da un eavalier masliiulo e uiasgalante. (A) (LN) _ Maegiose , * Mas-gió-ue. Sf. C. A.F. e di Magione. Lucan, V- Fa^ rendo raconciliare le inasgiom- (V ) Masia * Ma-si-a. N. pr.- ni /.m.'Maasia.QMll chr. rnahhnscn protezione, rifugio, c inh signore: Protezione del Signore, Opera del Signorc..)(,ll> MasianU' (Geog.) Masivsv-m.A-nUvIU popoli delle Indie tra il fiume Co- fin e i Indo. (G) ■ ISÌAsiei.* (Giog.) Mì-si-ci. Antichi pop. dilla Mauritania Tingitana. (&)) Masieka, * Ma-siè-ra. Sf. Monte di sassi, Macia,. Face. Soprag, ( 0 } Majii,* CGtog.) Mà-si-L dfUpdd popoli delia Persia. (&) 365 MASNADIERE Masnadiere, * Masi-na-diè-rc.y^A/. e sm.y. A.V. e di' Masnadiere. yn.SM. Madd. 81. Si feciono innanzi i crudeli masiuadieri. (CW dice il Mauri da Gentilismus gentilesimo, da Battesmo battesimo.)(A‘) Màsinissà,* Ma-si-nìs-sa. IV. pr. m. Lo stesso che Massinissa. y. (B) MASiKissEWSE*(Geog.) A'ia-si-nis-sèn-si.v^nU'c/iz popoli della M auritania.fV) jMasus'o , * Ma-sì-no. IS.pr.m. diin. di Maso , accorc. di Tommaso. /•Ò(B) AIasistio, * Ma-si-sli-o. IV. pr. m. hot. Masistius. (Dal c bn'altra maniera è per governare sua masnada c sua magione e suo avere e sua ercdilade. ("Così ne' migliori lesti a jienna ; lo stampato in vece di masnada ha famiglia. ) IVoe. ant. 19 1. Un giorno avvenne clic un cavaliere |>ovcro gentile avvisò un coperchio d’uno nappo d’ariculo , e disse nell’animo suo : s’io posso ìiaseoiiderequelh», la masnada mia ne potrà staro bene molli giorni. Bed. Di tir. od. Da mia masnada Lungi scn vada Ogni bigoncia Che d' acqua accouria Colma si sla. 3 — Compagnia di. gente armala, [e propriamente la gente dì famiglia, i servitoli ed altri dipendenti, che ne! medio evo seguivano in guerra il loro signore.^ Al tempo dell’,francamente) dei comuni italiani , (fucsia voce significò lina 1 ompagnin, Un drujqwdo di soldini di questo o tjuel comune.’] Lai. oxercìius, imldnni maini*, (ir. ar-rfiotTC'Xibov. (]\< gli anliehi monuni. mnsnadu, maisuada ,muiuadi i.\ .il $.2.')(r.V. y.'òi .2.Si farli di » Firenze con sue masnade. L/o. M. Se la sua magione fòsse assediata da sua masnada , voi gii donereste soccorso.» Ricord. Malesp. Mandarono in loro njnto cinqueccnlo cavalieri j de’quali feciono capitano il conte Guido Guerra, e giunto lui innanzi colia delta masnada. , cacciò d’.Arezzo la parie Ghibellina. J > ac. da Cerlald. A'ènne J'ede- rigo con tutte sue genti per distruggerla fjlomaj , e passando por )a Lombardia e per la Toscana tanti quanli Baroni, e Signori sua parte t. neaiio tutti convocò , c a quegli impose , cito quante più poteauo t \i loro ami stadi ; e fedeli , e masnade adunassino . e con loro con- duccssinle. (Gr) Saloni. Annot. F. JL 1. 2. 3- Mostrò il dottissimo Monsignor Fontanili! in uno el udilo Opuscolo delle Masnade . che ‘Masnada era una famiglia di servi , poscia trasportata a significale i na mano di soldati. Co>ì si dice da i nostri antichi Cronisti le ma * made de' tedeschi. Franz, ant. mesnécs. (N) a — Trovasi anche usato per Presidio della città Sall.Giug.ij2 . Pose masnada a difendere in quelle città che erano mancate al jic.(Y) 3 — * Ora. non si ttdopci'n più nel senso militale che per Una quantità indeterminata di^ milizia ir regolare e scomposta che vada in truppa. Moniecit.ee. Ma-flnalmenic il Bassa non venne, ne si fermò, e da una masnada di Tartari scontrala e battuta sì riseppe clic egli si era ritirato a AYasscrhclt. (Gr) Massaiukrf.. (Milit.) Ala-sna-diè-re-U'/eù/. e sm] Soldato di masnada , e. Soldato semplice-, Ima in questo significato oggi c voce inusitata. AIasmadii re, sin.] Lat. gregarius mihs. Gr. c'-ysXa.Jos o , Tf.«T< , <’V^s. Jjocc.no0.2y/jS . Bene è vero che noi ci muravigliavanjodell’abito, perciocché esso era, siccome noi siamo, masnadiere. G. T. 10.20. 3. Vi mandò 200 de’ migliori masnada’]* che fossero in santa Maria a Monte. K 12.20.6A Bardi erano inolio torniti 0 guarniti a cavallo e appiè , e con molli masnadieri. Jiorgh.Tese Fior. /f85. Alcuni si sostituiscono per suoi hdeli, e di più per masnadieri , che non è altro, che obbligarsi alla corporei difesa , eziandio con armata mano. F. 022. K i masnadieri che servivano questi della persona armala nelle cavalcate. 9. — Ladro, Assassino di strada , Cagnotto. Lat. latro, satriles. 6 >. y.r.crrg, (V. f dimoi. di-masnada §. 2.) Bove. ni v. 12. 2. Mercatanti parevano, ed erano masnadieri , e nomini di malvagia vita. F non. £2. 3- Chiunque per le circustanti parti passava, rubar faceva a’suoi masnadieri. Vii. SS. Pad. 1. Perseguitandolo gli masnadieri giunsero al monaslerio di Macca: io. Masnaii. * (Geog.) Lago dell' Etiopia , dal quale , secondo gli Arabi scrittori , hanno origine i due celebri fumi il JSilo ed il JSiger. (G) Maso. * IV. pr. ni. accorc. di Tommaso. y. (B) Mascgà. * (Geog.) Ma-sò-gn. Amica città delle Indie . (G) Masolilo, * Ma-sO'Iì-no. IV. pr. ni. dim. di Maso, accorc. di Tommaso. V. (B) Masolo, * Mà-so-lo.■ IV. pr. in. di Maso, abbreo. di Tommaso. (B) Ma&okda. * (Geog.) Ma-sóti-da. Città della Guinea injèriore nel regno di Congo , sulla riva destra dello Z-uiro, (G) Masoniti. * (Geog.), Ma-so-uì-ti. Antichi popoli dell'Arabia Felice.(fi) Masovia. * (Geog.) Ma-sò-vi-a , Mazovia. òj. Antico palatinafo di Polonia , fra la grande e piccola Polonia , la Lituania , la Prussia e la Polesra. (G) Maspii. * (Grog.) Mà-spi-i. Antichi popoli della Persia. (G) Massa. [Sf] Quantità m deiermi nata di qualsivoglia materia ammontata insieme*, [o piuttosto La somma delle particelle di un corpo. La Massa è gjande , alta, soda, confusa ec\ (/" . Ammassamento.) Lat. massa,} moles, acervus, congeries , strues. Gr. oyxos, c^pcs, Hvip.tvv. Foce. noo.3i.2Q. Tu vedrai noi d’una ma?sa di carne tutti la carne avere. Lai. $ò3. Il quale (lezzo) quando da caldo, quando da fatica la corporea mas*a imitata geme e spira. Stor. Fitr. 1. 8. Col pvocacclai*- MASSÀCRARE si nuovi compagni ringrossare alquanto la massa. Sagg.nnt.esjn 24 *^ corpi solidi cc. t stivanti insù-mc , congegnandosi per sì folto ec. , e si serrandosi in tutta la massa loro , di’ e’ s attengo 110 A l’altro, e puntelfonsL . v0 i Per sìmìl. [Adunamento , Cumulo.] G.y.12. 20. 3. Al c0ll i in (t ]u crescendo loro la massa del popolo ec., corsono a casa i Donati--" 0 P. c Tese. Fior. fjo. E d’ altre sorti entrate per dote delle dette c ' n ‘^ assegnate ec. , si vede die n’ aveva ancora la chiesa di S. P ietl ° „ Pioma assai buone e ricche pezze , e , come le chiamavano , ,liassC ’:j|c Salo.Aooerl.1. 2. 12. Giovan Villani ec, per autore* dell’anno ^ ^ trecento , nella quasi comune massa delle parole e de* modi , 81 i torri' assolutamente. (Y) r 3 — \_Dvlta del Mondo, vale La] macchina [del mondo.]3Iorf’ . ^ leu. Clii crederà che egli intenda ec. clic la massa del mondo si a stentità da giganti? 7/ - 4 —Far massa [o la massa ]z=Ammassare i Adunare, [ed anche Lu'd'r^ fi re diverse materie mescolandole insieme. /^.Fare massa. §.2, e e 7.!/ al. coìiigere,congerere. Gr. r. Poiché per alcuni giorni iu sog{? l ° in Firenze per far massa di vettovaglie. (Gr) ln(f -— * Adunamento , Convento di nitrii carpidi soldati-in tl ! 1 ’ minato. CiambuL Star. Eur. Accampatosi colle sue genti* di avere avviso della massa de’suoi nemici per andare iresti ila. (Gr) . s '(f' 3 ■— Fn grosso di soldati seiTatt insieme; ed in questo doperà pur 1 ’ da 1 Francesi e da' tattici moderni. Sesta. Star. A v *' ^ , : •„ a _.... __— a.Ait *• ' _ «iissa» mandato in Arezzo Antonfranccsco degli Albizzi por comn ,lsS ‘ t acciocché quivi con una buona massa di fanteria , fosse p cr 11 troguardo in lutti gli eventi. (Gr) 4 — * Moltitudine di gente, armata levata in finita * «--• - mente , d' o.ni età , e quasi, d ogni sesso , con armi d’ogni W ^(jr) ( 1 Francesi con questo senso ajqqamto dicono Uvee eri mas$ e -1 5 — iVomma di danaro raccolta per uso dì soldatesche, e c amministrata da un consiglio dnfiziali d’ ogni reggimento P.^J fll vedere al soldato in quelle cose alle quali non pi-ovvedc lo lS .(A onesto significalo è tal voce adoperala anche da' moderni, 1 ulf\ la chiamarono pure Piatta, dallo spagnunlo Piala moneta.I> ( ^,id Si faccia una massa o piatta in servizio di questa milizia , c 1 "V um^f: 6 —*Far la mussi,-[Baccogliei-e,] Adunare [in un l !l0 ? 0 U e (ìif 1 ^ nato varìì corpi d esercito chiamativi da diverse parli ; d 1 b pure Far capo grosso] Sari. Stor. 2. jp. Fece la massa dj sercito alla villa limane. F appresso : Faceva la massa terrestri e marittime alla città di Cranganor.» Guicc. tandosi continuamente l’esercito de’Collegati., che faceva fo Alessandria. (Gr) ■ vn-^ , 7 —* Far massa = Ordinare le schiere in massa, nel sfa 7 , 3 . Davd. Stor. Claudio di Lorcno , figliuolo del Duca d ^ fatta massa de’suoi, urtò gli assalitori. (Gr) _ Ile ^10 1 — * (PÌU.) Alasse d’ ombra o di luce dtconsi da'pittori V dezze di colorilo che producono eff ètto più. vivo, e più c0 1 spettatore. (Mil) 10 ■— (Alus.) Alasse dh onsi le varie parti dì armonia ron-sid^"*^ tutto insieme. Gli arpeggi de" violini e delle, viole legate /p) tenute, dotili strumenti da fato /firmano belle masse ai'moumhf -^c^ * I —-(tilol.).\or/a digitine o che sifa. co’daef; forse lo stesso c.h e 'p]ie & della Zara. Menz. sat . 1 . E sa ben ritrovare altro dilette j trucco , o a massa , o a simili fracassi. ; fi g a — * F così dice ‘ r ’ * 7 ’ -- giunco compagno. alla resì pure, L' invito che in questo v. Topjia , J. 2 . Buon. Fter. 3. 4\ sa? Se. ri. Alassa. Se. ni. Massa. Se. v. Toppa e tengo. anche ai dadi ? (Pr) . rcns°v„«r< Massa. * J\. pr. m. Lat. Massa. ( Dall’ eljr. mas Yìu' l ?' es e.A 0 a —-(Gcop.) Massa di Carrara.Ducato d'Italia tra d Jtìacuv ■ ^ (G) -Jff na e il ducato dì Genova, proprietà una volta de' Genovesi, ^.j^n)*' 11 ?# miglia Malaspina ed ora delia CasadEste. —-Ducale o v ^ ;1 ri’id 11 Città capitale del Ducato a cui dà il nome .'—Marittima o 1 ^iist’wjs) Città di Toscana in provincia di Sieoa. — di Sorrento o L’ 1 ((A;.. c.. Ti- ..." ; / n ,■ tst rrn . M I.aVOim \,fyittn - ' 1 ^ - n'nc. F llv ’ moli s deformis. Gr. trwpos ctv&tòr,?. * m) ■ 7 1. Con pali e forconi atterravano quelle massaccc. [jicvff y isacidccou. * (Geog.) ALas-sa ciùc-co-li.Lf7fi*o del ducuto e di f * •»>... * i..i ... rr *oitarse(• ..rìó #.. AIassaccia , ATas-sàc-cia. [Sfì pegg. di Massa.] Mossa o r( f’, l ^ c J)av Lat. congeries 3. 7 1. Con ATassaciuccol.. - _ - ^ Massaclarr , * ATas-sa-crà-re. Alt. y. Frane.e da evitar^ cidarc , Tagliare a pezzi, Far macello ec. Babbi (In frane, massacrer viene dal lat. bari), tnazaoriun? dal ccll brett .maczacreiti che vale il medesimo.A *u b° Ma, MASSACRO MASSERIA s '«°, Mas-sà-cro, Sm. F- Frane, e da evitarsi. F. e di 3 Scempio, > Macello. (À) Nani Star. Fai. an. 1646. (O) \Aral.) Con questa voce Coloro che studiano l'araldica sogliono s w'iiotat'o !• _ - ». _ / a \ 3 2 79 n, ' e nna testa di cervo co'suoi palchi o corna. (A) (Geog.) Riviera del Massacro. Fiume dell' isola Haiti.- -Isola del ^sarro. J>{ 0 i a /ìc i Golfo del Messico. — Una delle isole de navi - ^s&acosset. * (Gcog.) Mas-sa-cus-sct. Sm, Uno degli Stati componenti Ma 1 ^ tat * Uniti d'America. (G) ’M^ KnK '*(fito^.')Mass'^d^.Ant.cil.dellaPalestinaynrllatriOùdiGiuda.(fi') ^^^•"'^Geog^M.as-sà-fi a. Cit.delHegnodi Nandù Terra d Otranto.(G) *Ko a. * (Geog.) Mas-sà-ga. Antica città reale degli Assacani. nelle Ma ^ ^ qua dal Gange. (G) * Faceti. * (Geog.) Has-sa-g<>ti. Antichi e a A ozia asiatica. (G) popoli possenti e numerosi r y SA ?, 10, * (Mcd.) Mas-sà-gio. Sm. Specie di maneggiamento praticato indiani dopo il bagno', e consiste, in fregagioni, scricchiola - ^ e,{ ti od altri eserciziì che fa un servo sopra il corpo della persona Un* 1111 * 1 ' ,furl d<-llo ntusie, ciò si erano castella principali tra ah re vicine', il uonie , cioè Massa, serbano ancora molti luoghi in vani paesi. > Z L ^ il 0 CP) . Ei^to (Questa voce , secondo ia data spiegazione potrebbe trarsi dal- f'' maschia raccolse , acquistò, lucrò. Ala , secondo gli esempi! , 7 1 ' ebe vaglia piuttosto temperante, sobrio , moderalo: ed in questo ' ^0 vidi dal ted. md ,sig , in celi. gali, measarra , che vale il ine- l’ilio ) Agn. Pand. 4. Quelli i quali usano le cose come e quando e baria , e non più, e l’avanzo serbano, questi dico io massai, non. 49' i 9 ♦ In letizia con lei, miglior massajo fatto, terminò j u,ln i suoi, li no v. 7 6. 'à . Io-voglio che voi vegghiate che massajo a ^ s 0 iio; <; menatigli in casa , mostrò loro questo porco. Croti. Mordi. ; , s 7 Mancata la roba , e ’l caldo della giovanezza , e’diventò il più A ‘§bulo uomo ilei mondo, c 1 maggiore massajo. che dimoran fra Y elle, e di lombrichi) oiidrc che seguita l’aratro in tempo delle semente. (A) Massai.iawi.* (St. Kcd.) Mas-sa-K-à-ni. Nome di Antichi settarii, tratto, secondo dice il Terger, da una parola ebraica che significa Preghiera ; perchè credevano che si dovesse sempre pregare , e che ia preghiera potesse servire in vece d' ogni altro mezzo per salvarsi. Per la stessa ragione da' Greci furono chiamati Eliciuti. Delti anche Messaiiani. (Ber) Màssamà.* (Gcog.) Mas-sà-ma.^/iiica città dell Arabia Felice, nel paese degli Omenti. (G) Massamet.* (Geog.) Mas-sa-mè-i. Popolazione indiana, nel mezzo della Columbia, fra V Amazzone , il Napa ed il Tìgi'i. ,(G) Massancherachj.* (Mit. Ind.) Mas-sau-che-rà-chi.iVe/ regno di Camhasa. dossi questo nome ut pruno ordine del clero, il quale comanda a lutti i sacerdoti e che. occupa un grado superiore anche à' re. I sacerdoti del second ordine chiamatisi Nassendcchi : sono questi una specie di vescovi eguali a’re, e che siedono sulla medesima linea. Il térz'online è quello eie’Mitici, o Sacerdoti, che prendon posto dopo il sovrano cd hanno sotto di se i Sazi, sacerdoti di un grado inferiore. (Mit) Massangawo.* (Gcog.) Mas-san-gà-no. Città portoghese nella Guinea inferiore , e nel regno d' Angola. (G) Massa**].* (Gcog.) Mas-sà-ni. Antichi popoli deli Indie, abitanti lungo o presso t imboccatura del fame Indus. (G) Massa.ua , Mas-sà-ra. Add. e f. La donna che ha in custodia le masserizie della casa di campagna. Lo stesso che Massaja. F. (Ga) (N) 2 — Fante, Serva. T^ai. anelila. Gr. Sspd'n'a.tva.. (È da dubitare che massara , piuttosto che serva,indichi una contadina , una cainpagnuo- la , dal celt. maes 3 mas, mnssatcvva , campagna. V. massaro §• 3 , In pers. rnusaq servo.) Com.lnf.26. Come si scaldati le tegghic al fuoco, quando le massa re fanno erbolati , forte, ovvero crostate in leggine. Massai:b, * Mas-sà’-rc. ■ W. pass. Unirsi in massa ’, meglio Ammansarsi. An. Fetr.Ner. 1.8. Si dove mescolare, e unire prima .benìssimo insieme ec. e in principio mescolarla , e agitarla cc. acciò si calcini bene, 0 continuar cosi fino che comincia a massarsi, c venga in pezzetti come nocciole. (N) a — * F n. ass Invitare. F. Massa, §. n , 2. Buon. Fier. 3 . //. 3 . Olii massa ? (Cioè , chi invita ? e parla uno. degli scolari che gaio- vano a primiera.) (N) Massaretta , Mas-sa*rétta. [Sf] dirti, di Massara. Fr. Jac.Tod. /. g, 4 j. La badessa venne in fretta Con unallra massarotla .{Qui nel sign. del 2. di Massara.) Massari*; (Agr.) Mas-sa-rì-a .Sf.F.A.F. e di’ Masseria. (V. masseria.) Borgh.Ong.Fir.i 23 . Anzi posso io dhmcampo,d’un prato,d‘una casa da lavoratori , che allora chiamavano inassaria , cose minute e privatissime, poter mostrare mantenutisi i nomi cinquecento c secmlo anni. (Cosi leggesi nel Borghini stampalo , e citalo dal Focabolurio. La Cr. legge Masseria.) (V) Massartoe.* (Bot.) Mas sà-ii-de. Sf. Sorta d’uva d'Africa, buona soltanto per usi medicinali e per odori. (O) Massaro, Mas-sà-ro. [Add. e sm. Lo stesso che] Massajo. F. G. F. 11. 92. 2. I camarlinghi della camera del Connine, q loro utkiali e massari , ec. 2 — [/? nel sign. di Massajo, §. 3 .] Al. F. 8. 6t . Pcroccb’e* sapienti i passi e le vie del paese, e cofiosccvano ì massari e i paesani da cui si poteva trarre il ciatiajo. 3 — (Agr.) Il contadino che presiede ai lavori di un podere , e che ha la. cura degli strumenti rurali . il Alnssaro è da meno del Castaldo, hi Toscana dicesi anche Capoccia. ( Dal lat. barb. massaritis litta- juolo, cosi (E tto da massaria, che proviene dal celt. massa,mas, tnaes terra coltivata. Gli Spagli, di Aragona hanno masa anche in Senso di terra coltivata, che i Napolitani dicono massaria.) (Ga) Ai. VT, uh(>ni!ii , cioè 5 calzo i'„ de’presi. (P) CC( -ìùn. Attempalo, Grave danni; \_Forse. così detto per meloni- t , aisu(Uudtne appunto di veder preposte alla pubblica e pii- fv ec(i nomia , cu quella denominazione di Massajo, le persone più l 'Oce o C< ^ avanzate in età. Così pei' una metonimia poco diversa, la e tj, ^gnore o Signore divenne in generale un titolo di padronanza t av (l,ll °ntia dall' osservare che l’ onorificenza e l'ossequio si presen- Q t . Ul ° P r incipalmenle a’veri Seniori. F. Massaja, j[. 2.] Lat. senior. n e os. (Lo stesso che massaro , sembra voce, checché altri Se,t 'Q Ca 5 a U0 ^ Arabi, i quali hanno muscir in senso di e c . 5 miuciajyeh corrispondent»; al lat. seniores populi , ecclesiae l ' [t ^ rivc c c hiarc.) » Leg.JSat.Mad. E tra quegli della schiatta egR j tll a ' iì no massajo, lo quale avea nome Gioseppo, e pensando cosi fr ’* 0 SCt>I ^enev°Ic cosa sarebbe, che a lui fosse data una pulcella Clem, Mart. Ed ivi trovarono un uomo, ch’era Sim p- Vecc ^° e povero; ed egli incominciò a parlare con loro. li Uesc. Apparì loro un massajo bellissimo, e disse: Perchè qnel ^ tScia ^° di non movere il sepolcro? E appresso: E puosoido in più. rp Z Z' °/^ }i è ora , e quel massajo ispari , e non lo vidono ch e io t ar ^ a santo morto iu età d' anni 81, ed apparito a coloro Uno c i e > fifI ° Asportare il .suo corpo.J E Lesi, tutti San. Poi venne da gV a ,ji^ ta ve flito di pelle di cammello, lo quale era accompagnato C ° ? lc ^dudine d’uomini massai ed orrevoli. (Parla de'Pa- Oaonelli. (P) da alcun' v** ^ Mas-sa-jò-la. Sf.Nome volgare, di un uccelletto detto c ùé * 'atorri o cappelle che s innalzano in onore de subalterni D cchcssut, Ili- di sassi . (V. masso.) (A) 7 ità 7 Z'v,f CUmUÌ T r " ba '. a ? n Z he P™‘ vede p\ Massicciato: (Archi.) Mas-'sic-cià-to. Sm. Quell, massa di sassi"*** «mesti m s Xrt A ! ' C lua . s8< ' m "' , l tfor.A. Greg. \ olendo fare per lo più per lo ritto velie strade sterrate , sopra di cui si S em I* 1 «sta massa 1/.1H, noi caggiaino 111 peccato di tcnacitadc. Gran. Feti. r,fior, tura di ehi ai a (A') ** JN °" kct - alcul ' a cosa » altro clic masserizia. Serd. Star. ?. uà. Massiccio, Mas-sic-cio.’ [Add. m.) Grosso, Tutto solido , Forte. [/»°f posizione di Vuoto , parlando di metalli .] Lai. solidus. Gr. ar$f oU l’er ina^crizia chVfaccva più del solito nel dividere il vitto a soldab. 3 — Arnese di casa, [come Lettncci, Cassoni, Seggiole ee.] Lai. supellex. Gr. rà eVcTTAa. (Dal celi, mas abitazione, c sia da re$ guarnito,fornito, Ma da rhaid il bbotiiv vole : Il bisognevole, La fornitura, Fa guarni- £ton della caia.) litica, iwv. 40. i 3 . Avendo Insogno di masserizie, il di davanti ave vau quell’arca veduta , c insieme posto ce. di por* hulìcla in casa loro. E Test. 1 . Voglio clic gl infrascritti miei esecutori ogni mio panno, masserizia, grano e biada ec. possano e delibano vendere. G. V. a. ii 3 . 3 . Arsono quarantaquattro case, con gi«*n danno di mercalanzie ec. e di masserizie. 3 — [Masserizie da lavorare "Strumenti darti e dagìicoltum.} (Dal celi, mas o maes o massa campagna , tona coltivata 5 c tdu da rcs guarnito, fornito, sia da rhaid il bisognevole.) Cr.i.i 3 3 . Appresso guardi se v’lia molli o poco ferramenti e masserizie da lavorare. ( Il lai. hai instrumentum rusticum.) » Vasar. Vit. U11 suo garzone, cui lasciò' i vetri c le.masserizie da lavorare e i suoi disegni. (A) 4 —; [Quantità di mercanzia, derrate e simili.] (V. massa.) M.V.g.i 3 . Di masserizia di grano, e di bestiame , e di sale, e delle colte de’ Cittadini e de’contadini , disordinatamente gravati, fé’ grande tesoro. Tir.Otsc.au. 100. Fu un contadino molto ricco, il quale,’ tra 1’ altre sustanze, aveva ima masseiizia di bestiame. 5 —Per metaf. in ischerzo , 1 membri genitali. Lat. re», Arnob.Piane. Sacch. nov. i 3 o. Essendo una sua gatta sotto il deschetto, come sempre stanno, ebbe veduto la masserizia di berlo perizigliarc tra gli piò del deschetto. Lor. Med. canz. q 3 . 2. Salvo che s’avea serbato Una bella masserizia. Lib.son ff 3 > Perché la lancia tua non ò a misura, Hai poca masserizia, e min danari. G —* Far la masserizia della casa zziFar le faccende domestiche, come Spazzare , Rigare i letti ec. Vit. SS. Pad. 2. 258 . E per grande limi lui faceva la masserizia della casa celie sue ancelle. (Y) Masseriziaccia, Mas-sc-ri-ziàc-ciaqA'/.'] perg.^'Masserizia, luci sign.dd (j.2 ]Geil.> 5 }>orl 4 - 3 - Ardete qualcuna di coleste mnsscriziaccc vecchie. Massekizioso , Mas-se-ri-sió-so. Add. {e sm. V. fuor d'uso.] Alassajo, Buon economo, Risparmiarne , Che fa masserizia. Lat. vir frugi , parcus. Gr. xpwrós , Xos, Buòn. Pier. 2. 3 . ^.Ch’ormai le mie Massico,* Màs-si-co. Is.pr.m. (Negli ant.monumenti massìcus valeg 1 -^ cavalle Son si vecchie c sì smunte , Che s’agguagliano a quelle Che tono. In gr. massaome io mangio ,)—Uno de* capi che s’imbarcò spesso certe vedove ho vedule Tirar masseri ziose. »A Salviti. Annoi. flotta etnisca di Enea. Era egli duce de’ gu rricri di Chiusi • ( ; ivi: Masscriziosc , risparmiatiti, faccenti masserizia, buone econome, 2 — * (Geog.) Antico nome di. un monte della Campania , ora <’ li massajo. Fraintese, bonnes menageres. (N) « Mondvagone , celebre pe suoi vini. (G) > . i )0 Mawehiziuola , Mas-sir-ri-siuò-la. [ò/O dim. di Masserizia. Faf.pavva su- Massicot. (Chim.) Mas-si-còt. Sin. Antico nome del deutossido di p toìt peliex. Gr. fòreAzs xarac ksvvi. Er. Giord. Pred. 11 . Contenti «a- che ha un color giallastro . (Boss) (Vali) $ vere poche e vili masseriziuole nella loro casa. Agn. Pand.ffo.^on Massile , * Mas-sì-le. Add. pr. com. Della Massilia ; Apvarietiet 1 crediamo però che gli uomini occupati in cose .maggiori c migliori si popoli detti Massili e Massilicsi, — , Massìlico, sin. (Van) ifaih 0 debbano most:are tanto assidui in queste minori cose di casa,, cmas- Massjlia. * (Geog.) Mas-si-li-a .Sf Vasto paese deWAffrica nella * p seriziuole domèstiche. , ritania ; talvolta pigliavasi per la Mauritania intera , ed anche! Massetano , * Mas-se-tà-no. Add. pr. rru Di Massa. G. V. 10. 185.I V Affrica, (G) A i Massetani si rubellarono dalla loro signoria (de Senesi) , e caccia- Massiliani.* (St. Eccl.) Mas-si-li-à ni o Massilicsi. Così chiama^ t rono di Massa la Podestà di Siena. (Pr) _ Semipelagiani , perchè ve n erano mollissimi a Marsiglia e //; Massetere. (Anat.) Mas-se-tc-rè. Add. e sm. Muscolo valido , grosso, contorni . (Ber) zVa 11 ) c carnoso , situato nella parte posteriore della guancia , il quale 11- Massìlico , * Mas-sì-li-co. Add. pr. m. Lo -stesso che Mussile. linamente a muscoli temporale e pterigoideo , contribuisce ella ma - Mass5mp.sk * (Geog.) Mas-si-li-é-si,, Massili. Antichi popoli dAJI 1 $ nicoziane , premendo i denti d’ una mascella contro quelli dell! altra. nella Mauritania, sulle coste del Mediterraneo, vicini al monte A 1 Questo muscolo coperto dalla pelle , del pelliccwjo , dalla gianduia e al giardino delle Esperidi. (G) c k* parotide, e dal condotto della slenone, è separato dal buccinatone me- M assillare. (Aliai.) Mas-sil-là-re. Add . com. V . Li Lo stesso diante un grosso strato di tessuto cellulare adiposo. Dicesi anche Mascellare. V. (A) c Ae & Massclerio e Massacro. (V. masseicrtco.) (A. 0 ) (Yan) Massima , Màs-si-ma. lS(] Detto comunemente approvato , ^.^ ar te 0 2 t— * Dìcesi da alcuni Massetere interno il Muscolo pterigoideo m- ' ’ ’ *’ ' ' a (Di gran massa: in tod. inassiv , in frane, massi f, in isp. maeig 0 ^ in ingl. massY , massive.) Sfor. R/n. Montali. E le torri inassi fC ‘ # iusino al corridojo del muro. Buvch. 2.//?. Quando la sera rito^ ,lalll, i inicci, L’ un Y altro in sulla schiena sì si morde, Sguainando i } )0C ' ciardi massicci. Tue. Dav. ann. 2. 3 g. Ordinossi non si mangi‘ l f se in oro massiccio. Boez. Vardi. 2.pros. 5 ,. E qual di loro è megh^i l’oro massiccio, o buona quantità di danari contanti ? Sagg.nat.espfff Abbiamo serrata con essi una piccola palla di cristallo massiccio. L 268. Le quali galline , imbeccate con palline di cristallo massicce,^* g ■— Per metaf. Solenne , Accreditalo. Lat. eximius , praccipuus. Eed. Vip. 1. i 3 . Non era abile ad atterrare l’opinione tanti dottori massicci e principali. .. 3 — * (Pilt.) Massiccio dicasi talvolta un Edifzio , o anche una P (l l del medesimo , per esempio Una facciala o Una porla , che hid „ spetto troppo pesante in proporzione delle altre parti o di altri ei JiziL 11 massiccio , il pesante sono l’opposto dello Svelto. Una 1 lonna pure è massiccia se manca delle proporzioni , o se è tr°lr grossa per il peso che dee sostenere. (Mil) 4 —Ed inforza di sin. ast di Massiccio. Bell/n. Disc. 10.268. Q l,f5 -spazio volo (della camiti) è compreso da un massicci » in giro ll0 ^ molto grosso. E poco dopo : In questi boccinoli vi è il voto coid e ,mito dentro al massiccio della canna, vi è il massiccio della cai» ia clic lo comprende, cc. E Disc. 11. 338 . Il tempio col sol nii** al * ci rapisce in un estatico smarrimento $ tale ò il massiccio c ron Itl mento nelle sue parti. (Min) ^ Massiccio dilf. da Grosso c da Solido. Massiccio òatlribulo C |ò riferisce alla densità delle masse corporee, seuz’alcun riguardo;'* loro estensione o magnitudine. Grosso si «applica alla sola esten^^ magnitudine (le* corpi sena’alcun riguardo alla loro densità. Sic 1 - * n muro glosso è diverso da un muro massiccio. Solido ò quel f . e un miti ... . . . x # po clic non c liijnulo nè fluido , e nel quale si considera prindl^ inente l’aderenza delle particelle costitutive , senza alcun rig ua ‘ alla sua densità o grandezza. . "™; v ? ■: ’j’arK . imposizione che per la sua evidenza è-passala in lg 1Lcl J J g lìt n , scienza e serve come di fondamento o di regola i Bui- a '\, iu( ]fsd |lì;l fatimi Gr. dtiV-ua. (Quasi massima sentenza sentenza d; . TOS iaio 1, I estensione, o imporlanza.) Bardi. lez. 0'og. Fra d lu . e , P 1 V fjat' 1 . 1 ' grandissime che i Greci chiamano assiomi , cioè degnila, ^ Jl0 ti/ li; proloqnii, ovvero profati, c i Toscani prmeipit, o vevame . prime , e noi Fiorentini le diciamo volgarmente inassun- ■ ^ssiii^ Con rinfrescarle negli orecchi di quando in quando ques a __ _ _ falsa , ricevuta per vera da chi non la prova. ocedere > temporale profonda posteriore che si perde nelmuscolo massselere.( AO.) 2 — * Oggi si usa ancora per Principio 0 Regola di pr ^ 3 — - Nervo masseterico : liamicello del mascellare inferiore che si dicesi Buone massime , Cattive massime, per dire_ J cattiv® c’reca 'allo stesso muscolo massetere. (A. Oi) , , T regole di condotta ; e dicesi anche Un uomo di s „ Masseteiiio. (Anat.) Mas-se-tè-ri-o. Jdd. e sm. Lo stesso che Masse- sime per dire Uomo di buona o cattiva condotta, f J ^uem toro. U. Baldi,,. Uoc. Dis. (A) (N) 3 — (Mus.) Figura o Nota musicale del valore al otto Massetef.o. * (Anat.) Mas-se tè-ro. Jdd. e sin. Lo stesso che Massetere. ordinario .] ... , n . p. (Van) (IN) Massima, ' Massimilla. 2 V. pr. f Lai. Maxima. (U; Masseti. * (Zool.) Mas-sé-li Sm. pi. Sorta di vermi intestinali. (Dal Massimamente , Mas-si-ma-nién-tc, Avv. Lurticolarmci^ gr. /«disi leon veri), di massaome io mangio; e vai dunque voraci-)( Van) Massimo , sin. L.at. maxime, praecipuc. Gr. f** *■ terno. (A. O.) Massetekico. (Anat.) Mas-se-tè-ri-co. Add. m. Appartenente di masse- terio , Ch’è relativo td muscolo massetere. Lai. massetcricus, ( Dal gr. masetcr , eros che mangia, c questo da massaome io mastico , perchè questo muscolo, unitamente agli altri due temporali e pterigoideo , serve alla masticazione , premendo i denti d una mascella contro quelli d’eli’altra.) (A) (A. O.) 2 — * Arteria massctcrica : Beano delle mascellare interna , o della Massi» 110 ’ . RIASSIMAWEKTF'CHÉ futa W * Cni}0 fe* commendò per lidia fa novella dalla loro rcina cor»* nì,1s sima UlaSS * tnn!lJt ’ :1 ^ 0 ^h°nen. G. D. 6* 83 * 2. Nullo cittadino , e ì ia j nic * 5 tc popolano, e uomo eli picciolo oliare, quando hasigno* KC 1 <0 troppo csser-p ardito , riè presuntuoso. Coll, SS. Paif. da che il Signore dichiara apertamente nel "Vangelo , H* Cn * cc . : cc - Cavale, Prilli. ling. Massimamente a ciò vai-.- ì’u- r ' Sf, 'Hia ' f Sl01ÌC " ^ aS * ^ €tt ' ho avuto una piena e c:w MASTICARE 281 illa sua 1 | Inaz ’ ono 1 massimamente intorno a qudla parte delfina- ‘"Oni si 1 0 Ce * ** Dep. Decani. 12. Massimamente che in altri libri li 2 ^ * l P i( ’gge militari. (V) \\ {) Vatf a ^ s ^ mo » Qrimdcmcrìtc. Pit.SS.Pad. 2. 2^6. Per la qual cosa lai(?a massimamente gli onorava e teneva cari, (Pr) ( 7 tp ^ Te steckì ? * Mas-si-ma-men-te-cbé. Avv.comp.Rpeciahnente per- insti-, 2. 20.^. Massimamcntcchè questo fuoco an- ^9' Jt°^. 1c l’attività naturale clic Ita da se stesso, ne acquisterà re. \\ - , a8fi imamenteehè, non solo esse fanimeJ vengonoadduloraie ee., » to più vengono tormentate cc C 3 .11. 1 2. Massimamcntcchè da i*} 0 lato si miri una tal bontà, non se ne scorgono i lidi. (N) ^ 3 diJ_ ^si-me. Avv. [F, L. Lo stesso che) Massimamente. •ipue. Gt\ fxàxirjrcc. ’Cr. P. 6. g3-2, 1£ come s’appruovi ° c : z >0 ; * /V j A 8h antichi autori, si mostra in loro versi, massime purista V ta ' f . g. g'ò. Come uomo sagacissimo e astuto in tutte sue .Massime in lare il da ^ m lare il danajo , usava questa cautela. Fr. Gtorci. ‘ '-^cuno uomo, e massime cristiano, dee arronsenlirvi.A/wg. 1 suoi non suole abbandonare. Massime Orlando. ii/ STl ' * C^t- ^ccb) Mas-sì-mìa-ni-sti. Con questo nome fuchìa - ^*1/ e n Porte dei Sonatistiche separamnsi dagli altri l’ auno'ògò. hi ] (i * lnaro,ìo in Cartagine Primiatio, uno de*loro vescovi , e mi - > P 1 !^ 0 ài fui un certo Massimiano; ma questi noti fu ricono- u ìll U < ‘f. , ' esio de' Donatisti. Questi due partili si perseguitavano % c *' 1 .altri Con più violenza /ii quella che. i Cattolici esercita* ,ìlr ° ài essi. In appresso si riconciliarono e si perdonarono . gli stessi misfatti per cui si ostinavano di viver se- K ’ * Ma^i mi-i no. N. pr. m. T.at. Maxiinianiis. (N. pati'. k!^' < ‘ l 'ru'i nits Alassimo.)—Marco Aurelio Varclio Massimiano Ercole. ’ s ' i Jìi i _ | >e Striano, amidi, componilo e collega di Diocleziano .(}'>}(ài il) t ./. S *» * Mas-si-mi-li-ii nu. A', pr. f — Cornelia. Una delle vn- ,filli-, Su sepolta viva. (Mit) ‘ifadtu* 0 ’. * Mas-si-mi-li-à-no. ìf^np 'dcinilìanus. ) (il ..ì . , • *r lt Si. N. pr. m. Lat. Maximilianus. ( Da .. --'■'•‘tuuitus. ) — JSome di due imperatori di Germania.— l fdcuni elettoli, e del primo re di Baviera. (B) (Yan) JÌf 3tl *o 5 ^' as “ s ì n dl-la.iV.pr. ^rftm.c//Massima. F.Lat. MaximiUa.(B) titoli \ as-si-mì-no. JS 1 . pr. m. I.at. Maximinua. (N. patron, di G^ e ^ ) — Cajo Giulio A ero, imperatore romano 9 sue - CVL ■Alessandro Severo .-—Galcido A alerio .Nipote di Massimiano 'JPj fn uCesare 9 poi chiamato Àugneto, vinto da Licinio.QùyjxYiV) .'bff rC(r àd, superi . di Grande.] Grandissimo. lat. iruiximus.Gr. vermini, che, avvegnaché sieno cose piccole, Salm - 1 S. feline (j,.j esj, t se si considera con quanta sapienza sien governate. Sa, V «tal/ nias sima attività de' raggi solari , eziandio nel cì cuor 2~'ì >0n a ^'" a f° r * a ‘ii rarefarla sopra gli 80 gradi, n Dii. Olt:m„ " Q'”' 510 cra 1° su0 massimo istudio , di fuggire ec.(Y) ^ n >{J massimo dicesi di Dio ,( Van ) . ilc r 1 Cf 'deiite per quelli che ammettono questo grado dì più. ^1 c »Hi &ml' et0 ‘ h Giove i siccome il più grande degli Dei.QsVd) •. •'-" /mi gran porle. Boriai. G emir. ìnivarL A hi miantn k tJJi h)Q '““-si-ino. lAvv.V.fuor d’uso. . . - - .: n ’0 a ' Coni. ija. La cima sta per giovare ogni volta, Mas- E 200, E accenda il vigore c l’intelletto, Massimo ) m1 letto. y*) »Ìh r. di '] Massime o Massi- si ' ll n . ''otte. ‘ ’ . -- ‘ Jy" h ^o dc f/l e Verso ! >r "J n ' ^ cti , onio. Imperatore d'Godili Q tr)) 'e ci/ S /vì e ^ a l° Ti dniano III ,— Filosofo platonico di lira. >. s * at 'co Aurelio. — Filosofo e mago di Efeso 9 maestm * Pco fo-^'<'**"" vescovo di Torma «buie s^:F ccr ' i ‘> Su < e scrittore ecclesiastico del e confessore , difensore della Chiesa contro t rii. (B)'(Van) C a) .' r f 0 8"°me de Fahii e del Valerti-, non meno che delle Gnazia, Fulvia, Manlio c Su/piciu. (0) \fpv er f' ! ""‘ome adottalo pure da molli imperatori , come Selti- l Wìi C<1 ! v\ C ? e s ‘ d‘ ss e Partico Massimo; Caracolla, Massimo Ar- v,Sai-,. "^ssiinA Ssini ° Gotico ; Claudio, Gotico Massimo; Probo, Frau- •V^Uco m: LtiLTmanico . m..„ì .- »>-—•— ‘Iji; M >. Gei-nmnico Massimo; Massinutno, Persico Massimo, Britannico Massimo. (O) e di vN Ci,',, «wrif. tannico Massimo. <0) V- con,, | f'S'-oa. fiume di un regno della JSigrizii m > ’ if a le ? essa (G) 8h > f^^7inn" ,3 * S ’ Sa -’ ^^ìssa. N. pr, m. Lat. Masinissa. (In h -bui-* ? /ièc/„ ( V ( !-ì s r cr nes nwnte ; .Abitante ne’ monti. In islav. J/ fa ) prim inumano: inumano tìglio della spada .)—Ee Parf° àa Sif ,lem ‘ Co c P°i alleato dei Romani , amico di Sci - ** /e di Mìq CP C lt ^ OI f rce P J 1 Stow*'ere e s impadronì de suoi Masso, {Spi 3 Propriamente Sasso grandissimo rari ir aio in tetra. Lai, gaxmn iugens, saxea inoles. Gr.irirpos àpaiJ^f^Iìal lat. m«.vsa saxea massa pietrosa.) Dant. Purg. 3 .yo ,Quando si striqser tutti a’duri massi Deli alfa ripa Frane.Sacch.rim. Una donna distesa Tra massi e pruni, CirHfCah'.2.4g-C huscia d’un verde masso un bel ruscello D’un’acqua tresca. Buon, rtin.d 5 .Chi ingombra il desco, dii fa fuora il fuoco Sotto, a un masso, e chi grate c propizio Gratta il porco, c l’ingrassa, à prende gioco. 3 — * Così gli scarpeìlun chiamano la Cava delle pietre. (À) Massoi. * (barin.) Mas^só-i Sai,Corteccia proveniente dalla A uova Guinea , appartenente ad un albero reputato della famiglia de lauri ; a minuta, piana, dì color grigio , di sapore analogo a quello del sas- sofivsso, ma piu aggradevole, tacita superfioie interna presenta certa trasudazione bianca, opaca , cristallina; gl* Indiani la usano in polvere quale stimolante. (A\nn) Massoi.ettà. (St. Nat.) Mas-so-lcMa. Sf. Particella ri' alcun corpo che presenta una figura determinata . (Ditnin. di massaia eh’è pur essa un di min, lat. di massa) (A) Massone.* (St.Mod.)Mas-só-nc. Add. e sm. V. Frane . Con questo nome o t ,. vero di Frammassone o Franmassone denominano alcuni quemoderni Src- taru detti italiana».ente Liberi Muratovi (Dal franc.f/ , a»c-»/ayon.)(A’'an) Massoneria. * (St. Mocl.) Mas-so-ne-ri-a. Sf. F. Frane. Setta miste* riosa de'così detti Massoni o Liberi Muratori. V. Muratore. (Van) Massonia. * (Bot.) Mas'sò-nì-a. Sf. Nome .dato da Thunbcrg ad un genere della famiglia degli asfodilli, per onorare la memoria di F, Massoli botanico inglese; è caratterizzato dalla corolla di sei petali patenti, da un nettario tuboloso con i denti staminiferi , e da ima capsata su- ' periore con tre ali. (O) (N) Massosa. (Filol.) Mas-sò*ra. Sf.T.de' teologi ebrei , ed è voce ebrea che significa Tradizione. Titolo di un* opera composta da diversi Ilabini per ovviare alle alterazioni del testo, ebreo della Bibbia, determinare il numero de versetti, delle parale , delle lettere cc. (In ebr. musoni o wusom^da musar che equivale al lat. Iraderc.) (A) Massoijeti. (I‘iiol.) Mas-so-ré-ti. Add. e sm.pl. Nome dato dagli Fhi'ei a coloro che attesero all* opera intitolata Massora (A) Massobetico. (Filol.) Mas-so-rè'ti-co. Add. m. Ciò che appartiene alla Massora. (A) Massca. * (Grog.) Mas-sù-a. Citta dell* Abìsslnia. (G) Massosa. * (Grog.) Màs-su-la. Citta della Persia nel Ghiran. (G) Masta. * (Grog.) Antico nome di un monte e di una città interna delia isola di Morve nell' Etiopia. (G) Masta eco, Ma-stàc-co. [Add. m.}Atticciato, [Ben complesso. V. fuor d* uso. ) (Dall’ illir. inastali grasso , pingue. In ted. mast ovvero maslung in. grassamrnto, c ndistein ingrassare.) Mastala. * (Geog.) Ma-stà-la. Antica città dell* Arabia Felice. (G) Mastella. * (Ai% Mes.) Ma-stcMa. Sf F. e dì* Masti Ilo. (A) Mastello, Ma-stèl-lo. [Sin. V.Li\ Sorta di vaso , [per lo più di legno, largo di corpo, e più ancora dì bocca, fatto infondo di daghe, con due di esse sporgenti in fuori dai lati e forate , nelle quali infilzasi a traverso tuia stanga per alzarlo e trasportarlo }' al quale trasporlo bisogna esseiv due. —, Mastella , Bonaccia, sin. 3 Lat. labdlum, (Viene direttamente dal-barbarico mastdlum , che riconosce la sua origine dal buon latino matella.) Cr. 4 • 2 ^- *• Quando T uve sono a- cej'bc, e sou venute a debito accrescimento, si colgono e si pestano, c in mastello o in tino cc. si pongono al sole. 5 >^fr/. Fetr. Ner. iib. 1. cap. 1, Si metta il sale in mastelli, ovvero conchcttc di terra, acciò il ranno scoli meglio. (B) 2 Mastaeb Mastaurensi. * (Geog.) -- Mastehì, * (Arche.) Ma-stè-ri. Add. e sm, pi. tene gl* Inquisitori incaricati dì far ricerche de*debitori. (Dal gr. master inquisitore, che viene da masiego io ricerco, indago) (Van) Mastja. * (Geog.) Ma-stì-a, Antica città de* Cartaginesi nella Spagna presso le colonne di Ercole', i suoi abitanti chiamavansi Mastuuii.(G) Mastica , Mà-sti-ca. [Sf F. A. V. e di j Mastice. G. F. .12 . 69. 1 . Ove nasce la mastica, la quale è di gran frutto c rendita. MastjcAcchjaiìe , Ma-.Hti-cac-ebià-re.[/ 4 ». e n. Masticare a stento 0 con ìsvogliatezza ; altrimenti Biasciarc ,] Denticchiare. MAsTicAccH!ATO,Ma-sti-cac-chià-lo..i 4 jA/./».da Masticacchiarc. Fdtregf A) ■Masticamento , Ma-sti-ca mou-to. [iS 1 /». Lo stesso che Masticazione. F .J Cr, alla v. Biasciamcnto, Masticante, Ma-sti-càn-te.Pnrt- di Masticare. Che mastica. Pani". De- metr. Fai. Berg. (Min) , • Masticare, Ma-sti-cà-re.[^«.] Disfare [checchessia') co denti, [e special- mente) il cibo. Lat. manderò* Gr. tvoLctSxi. (Dal gr. mastichao 10 mastico.) Mor. S.Grcg . Colli denti si mastica lo cibo, acciocché poi possa esser ti'anghiottito.^occ. nov, 7 6. Ma pur vergognandosi di sputarla , alquanto masticandola , la tenne in bocca. 2 — Per metaf. (Borbottare, Barbugliare.] Cavale. Lrutt. Img. Come adiviene oggi di molti, che tutto 5 i giorno pare c ic^ma* ’ - *| no Sa " mi e paternostri, c non inghiottiscano mente, cioè niili bbianoin- tendimento. Culai. 64 . Se tu proferirai le lettere e le sillabe cc.. ne anche le masticherai , nè inghiottirai ! 6 appicca c sieme luna coll’altra. ciò il ranno scoli meglio. (B) — * (Àr, Mes.) Così chiamasi quettaparte dell'arpa che le sente dibase.( L) astàcrà. * (Geog.) Ma-stà-u-ra. Antica città della Lidia . (G) ASTAiTREKSi. * (Geog.) Ma-sta-u-rèn-si, Antichi popoli della Lidia.[G} Così chiamavansi in st- impiastricciate in- ficnc esaminare alcuna cosa seco medesimo , ragionandone tra se; d LUS« - - [essendo solito quando si pensa a qualche cosa fissamente e con applicazione il masticare .] E in questo significato di cesi anche più comunemente Rugumare, (Ruminare ovvero Digrumare, che è quel masticare che fanno gli animali dal piè fesso, perciò detti Ruminanti a da’ Latini.) Lat. pcrpcude*c , meditavi , expendeve. Gr. pster&v, iZsT&^ttv. Fit. S6\ Pad. t. if E quivi tutte le virludi, cb’avca in altrui singnlaruiente vedute , si riducca a memoria, e quasi portatila considerazione masticandole, brigava d* incovpovarlesi. sB 2 MASTICATICCIO •a — [In questo significato Masticare le parole vale talvolta Favellare consideratamente .] Fardi. Et col. 56 , Coloro i quali favellano consideratamente , si dicono masticar le parole prima che parlino. 4 — *Ben dichiarare , Spianare checchessia , Snocciolare, Alleg. *77. Presentatelo {lui sonetto),e. masticateglielo,ridendo dime e di luiec.(Pr) 5 — Dicesi Masticar male alcuna cosa e vale Intenderla male , Adattare ni male , o Sopportarla malvolentieri. Lat. aegre fcrre. Gr .%*- A57Tcu5 (pipsiv. Maltri.' 4 6. E ben si scorge a una mestizia tale , Che la masticali tutti più che male. 6 — [E n. ass . nel sìgn. del 5. 3 .] Bern. Orl.1.5 . * 5 .Rinaldo, senza troppo masticare, A Gradasso rispose : cc. 7 — (Vcter,) Masticare la briglia: ditesi, del cavallo dì bocca dolce , il quale prendendo gusto alla briglia , da per se stesso s'alleggerisce senza movimenti sgarbati. (A) Masticaticcio . Ma-sti-ca-tìc-cio. (V™.] La cosa masticata. Lai. man- sum. Gr. ro ftcccc-ySiv. Alleg. 161. Come i’v’accenno in questo seguente masticatìccio di sonetto fatto a stento, fQut per mctaf.J Masticato , Ma-sti-cà-to. Add. m. da Masticare. Lat. mansus,dentibus confeetus. Gr. paccrn^ds. Sen. Pist. Intendo oggimai che si facciano portare innanzi la vivanda masticata. Cr. 3 . 6. i 3 . Masticata la fava, e alle tempie apposta , gli umori agli occhi discorrenticostrigno.iW. Jns.io6.Sui bassilico masticato ec. avvenga un simile nascimento iti bacili. 27-* (Ar. Mcs.) I cardatorichiamctno Lana masticata, quella che non è lavorala a dovere da' cardi. (X). T.) Masticatolo. * (Mcd.) Ma-sti-ra-tó-jo. Add. e sm. JjO stesso che Masticatorio. V. (Van) Masticatore , * Ma-sti-ca-td-re. Ferh. m, di Masticare. CAe mastica, c propriamente dicesi di Chi è avvezzo a masticare tabacco. F. di reg.(A') 2 — * (Anat.) Epiteto dato da alcuni alla piccola porzione del quinto pajo , poiché per orgìne e per funzione è da esso distinto. (A. O.) Masticatorio. (Mcd.) Ma-sti-ca-lò-ri-o. Add. e sm. Cosa da masticare, Sostanza che aumenta la secrezione della salivare dicesi specialmente del tabacco,del mastice , del gengiovo, ed altri ingredienti che simasticano senza inghiottiiii.per promovere la salivazione .—, Masticatolo, s/n.( A) 2 — (t arm.)iie/ in forza di sin. Sostanza che liensi in bocca, e che si mastica per eccitare la secrezione e la escrezione della saliva c de ’ fluidi perspiratorìi c follicolari versati del continuo sulla superficie della membrana mucosa della bocca . J^at. masticatoriurn. Lib. cur. mplalt. Sono utili li apollemmatismi in forma di. gargarismi e di ma- stieatorii. (\ ) RicetC. Fior. 102. Tutti gli altri medicamenti composti .. . clic si hanno a adoperare , e sono le infusioni ... gli apo- flcnmiatisini , ovvero masticatorii.. (Pr) Masticatura, Masti-ca-tù-ra. [A/i] La cosamasticata.il masticare.Lat. mansuni , mansus. Gr. ro pa.(nT'f${v , fxcccar^is. Red, Oss, an. 120, Si mastichi delle mele cc, , ed in ciucila masticatura s immergano i lombrichi. Masticazione, Mas-ti-ca-zió-nc. [Sf. Fazione del masticare , ossìa di triturare , spezzare , lacerare , stritolare e ridurre in piccole parti- celle gli alimenti solidi , acciocché la saliva li penetri meglio , e li renda cosi piu facili ad inghiottire c a digerirsi .— , Masticamelo, sin.'} Lat. mansus. Gr. pùctrrivts. Cr. 2. i 3 . 3 . Il quale dentro al ventre si mette per masticazione. Mastice. (Bot.) Mà-sti-ce. coni. Resina o Ragia che fluisce naturalmente dal letnisco (pistacia lentiscus), ma il prodotto se ne aumenta mediante le incisioni. Essa è sotto la forma di lagrime di color giallo pallidissimo , di apparenza farinacea, di poco odore , e di sapore amaro ed astringente. Masticata , si rammollisce al pari della cera, divenendo ad un tempo bianca , opaca & friabile, per guisa da non intenerirsi piu laddove pai' sì riponga una seconda voltanella bocca. Fiene usata per profumarsi V alito e. rafforzar le gengive, masticandola , per profumale I aria nelle stanze, abbruciandola $ per corroborare lo stomaco e il petto, presa per bocca .}— , Mastica, Mastico , IVIasirice , sin. Lat. mastiche. Gr. p.a.crly;/ì. Pallad. cap. 4 \ Mescolinla con alquanta mastice , e coccarda indilo a tanto che torni a mezzo o a terzo. Lib. Fi-agg , Imprima si pa>sa per un’isola nominata Gilo , dove nasce la mastice su piccioli arboscelli , quasi come Oh MASTIO Masticano, Ma-sfi-cì-no. Add. m. Da mastice. Lat. mastiche 11 ?* }j.&.CTÌyjJoc,. Lib. cur. malati. La manipolazione dell’olio ai fatta ne’ dì canicolari. Ricett . Fior. 4 ‘ pf' Mastiette. (Marin.) Ma-stiét-tc. Sf. pi. Pezzi di rovere l<*rg' 11 ffitfà che sì appongono agli alberi bassi a Livello della loro ine a pronti \ seconda l’ altezza a cui si vuole stabilire fa gabbia, onde le barre maestre della stessa. Diconsi anche Mascheltc 1 con mastietti. 2 — T. degli scarpellini. Fare che una pietra J» Galtclle. (V. mastio c maschio .) (S) Mastietto , Ma-sticl-to. [«Vm.] dim. di Madio, nel sìgn. [di ^1 metallo.] Sagg. nat. esp . 1S2 . Si ridusse a incastrar per f a ff ' (/ un mastietto dillo stesso metallo. . e 2 — Istrumento composto d’uno o piu anelli, e d’ un m'V 1 ’ ^0 l 0 strato in essi, o d'altri ordigni a questi somiglianti, r » tener congiunte insieme le parti di qualsivoglia arnese, eh# s ^ a ripiegare , e volgere V una sopra C altra. m {l 3 — Pezzo di ferro di una serratura alla piana o simili c traforato , che entra nella jeriloja ed in cui passa la sta (l o serrarla. (A) ’ 1/ 4 _ * (Marin.) F. Mastietto. (D. T.) ^ ,71^/ Mastifalo. * (Lctt.) Ma-stì-fa-io. JSome che vieti dato al L- demoniL in un libro apocrifo citato da Cedralo , e vh e tìtolo Piccola Genesi. (Vale in gr. splendido flagello inviai 0 poiché mas'ix vai flagello , c phalos splendido. ) (M-t) t ^ Masticatore.* (Veter.) Ma-stì-ga-tó-re. Sm. Morso, che £ feriti 7* il Kd -/ .. O ..- - - f )t 0<1 ìli che si mette nella bocca de' cavalli , pe*' I ^ nato di anelli la secrezione della saliva. (Van) 2 — * pezzo di legno piu 0 meno grosso , ravvolto in te il J } in dente sostanze inducenti appetito , che si pone di trave* ( 1 < ‘' ( j. r rr - - 5 _ min riti *' 114 :.,nS |l .. jd. Pista ogni cosa , eccetto ... il mastice e stiaccia 5 ed il mastice si macini con un poco «folio di noci , col qual mastice ec.(Pr) Ricett. Fior, nel diz. di A. Pasta. La mastice è una lagrima o gomma, die si cava dal lentisco. La miglioro, è quella che ci si porta da Sodo , che è trasparente, bianca, grossa, secca, odorata e frangibile: manco buona è la venie , e la gialla. (]N) o _ (ATv Mes.) Certa coha che fanno i legnajuoli con cacio , acqua, e calcina viva. Lib. AstvoL Congiugni amendue questi mezzi con due gangheri di legno , e con mastice , ovvero stucco di cuojo .nBaldin. Foc. Dis. Mastice , ragia di lentisco, di cui ec, servivansene già fi legnajuolij per unire i legnami insieme, sebbene al presente é molto dismessa, adoperandosi in quella vece colla che si dice da legnajuoli.fi} 2 — * Sì dà pure questo nome ad alcune composizioni che usatisi come la mastice per unire insieme diversi corpi. Simili preparazioni sono intermedie Jhi i luti e le malte , e sovente si applicano inmodo analogo a queste ultime. Si distinguono diverse specie di mastici; Quella di limatura di ferro , di cera gialla ec. Quella detta Mastice molli; la mastice per le commettiture metalliche, per le bottiglie, la bituminosa o mastice-bitume, la mastice de’ vetrai, de’ fontanieri, de’ selvaggi cc. (I), T.) Mastici:. * (Gong.) Ma-stì-ci-i. Antichi popoli della Palestina tra le tribù di Giuda e BenLrnino. (G) Masticjva. * (Cium.) Ma-sti-cì-na. Sf Residuo insolubile che otliensi trattando il mastice coll’ alcool caldo, nell’ etere e nell olio di terebinto f forma la quinta parte del mastice. (Van) al cavallo , assicurandolo su i lati con un nastro alla ,lli f if, Màstigo.*(ZooI.) Mà-sti-go.i 57 «. F.G. Lat. mastigus. (Da " } (t gollo.) Genere d’ insetti dell ' ordine de* coleotteri, della sezivt^ ^ ^ meri , della famiglia de’claviconti, e della tribù de'palp a ['^ 0 1 Jlt da antenne filifirmi ad articoli cilindrici , de quali il condo lunghissimi} sono così denominali dai duimi ebe lll ^q lì g l11 ^ li piante. Hanno la LoU-i separata dal corsaletto da ano j tl l a guisa di c.ol'n, /’ addentine <’\>’C Trovatisi nel ie,, f 0 ,’o ^ pietre, ne tronchi ma; citi de' vegetabdi. La spezie che' . ^ tipo è il Mastigus palpalis di IL fiman. (Aq) (N) . s> ( 0 tl<* Mastigode.* (Zool.) Ma-sti-gò-dv.-S/.‘ F. G. Lat. mastig°‘ yfirK Jr stix, igos flagello, e iths forma ) Genere di venni intestini 1 # e Zeder, u corpo cilindrico ed elastico a foggia di F nominati da’mali che producono. Comprende il t*' u: 0 (:e b Ll , o toi l( * 0 yfl des hominis, del citato autore. Questo verme ha il corp 0 ? ^ la ^ stico , capellare anteriormente e che diviene poi più craS u ?(V orbìcolare, organo genitale semplice guai nato.Si trovu nell ^ deno, nel cieco, nel digiuno, neU'ile.o. —, Mastigo;dc? , s t , Masticofora. * (Mit.) Ma-s!i-gò-fo-ra. Soprannome di ^ in p 0 e c f j(iO. are i giovanetti spartani lasciavansi sferzare con increi e perseveranza. (Dal gr. mastite, rgns liagcllo, e phero i° Mastigofori.* (Arche.) Ma-sH-gò-fo-ri. Add. e sm.pl . If' .Aeiff 0 '. (V. Mastigofora.') Nome che significa Portatori di vunsi così certi Uscieri degli EÌlenodici,o Agoiioieth ^ e d ch e ■ / dine di que’ magistrati percuotevano colle verghe gli a itll' 6 *!- (f vano in lizza prima che ne fosse dato il segnale, c ° r . a) che per collusione si risparmiavano, e quelli in fl llC cl f v >, (A'iy, f siali esclusi da’ giuochi non tralasciavano di lt i Màsttgoide.* (Zool.) Ma-st\-gò-i-de.'V/( Lf» stesso eh- . pc^ a p. iVIastii.*' (Gong.) Mà-sti-i. Antichi popoli delta L*bu l - f ,,(i * s pn?. Mastino, Ma-stì-no. [Add. e sin.} Spezie di cane che C \\. a . ' ’ ~' firC ‘ ftf*. A’ nurdta del lor bestiame. Lat. molossus. Gr. l x 0 ^ o 0 ' aL ( \;^e 111^1 madia ohe vion dal colf, mas abitaziunc, e tuia guarda le abitazioni, in lat. barb. inastimia , in fi aI ; - rrlastiff. Presso gl’ Illirìi mastini vai grasso, c prcs»® a 0 s^jii ingrassare. ) fioco, non. gì. 6. Oltre a questo , •« v i jii J ; } (- grandissimi e fieri mastini. Dant.Inf. 2 i .^.f. Mai non ' C°?!jl oì Con tanta fretta a seguitar lo fuio. Ar. l’ur. fó'. 1 i,|>i 3 , J sotto’l feroce alano, Che fissi i denti nella gola gb ‘ l]3 r^‘ fanna , e si dibatte in vano , ec. tl iij> & .sp Mastino. * JS. pr. m. Lat. Mastimis. ( Dal celt. 1,111 . casa. V. mastino adii.) (B) e .Tj.ìi Mastio, Mà-sti-o. 14dii. e sm. Idiotismo Jiorentn 1 "- gtf. * pc Lat. mas , inasculus. Or. óippriv , dpow.» Storna e ,■ „gti i e c 'i£ e tolse la Chiara figliuola di Uberto de « ,,an qu a ^L figliuoli fra mastii e femmine: li mastii fVi L ' 011 . ■ sC * Ora si ved* a na più Agl *JS nel fem . C’ecch. Assillai. 2 . 7 . ]Nnn n MASTITE i'ar e i" na Anfrosina sono mastie o femmine? e clic fondamento io posso 1 (Ar.i?] 1CS ^ : f uc Promesse. (V) Uso i es 0 Sm. Strumento solido di metallo, o d'altra materia, per dente ^ er,rst in anello , o in altro strumento voto ad esso corrispon* Hirj ( jj Hat. csp. 1^2. 15 ili questo fanelloJ inserire il suo ma- ^ìusse hilmcnte che l'esterna superfìcie di esso mastio com- a ^ l )Gl 'h.ttumenlc colla superfìcie interna dell 5 anello. c ^ w Occior tle " a pnrte dello strumento detto "S ite, che s'inserisce nella di f ftenv. Celi. Ore/’. 77. La qual vite si getta in sui mastio } c j c l ,t( ‘ s lo . di tto mastio , è quello che veramente si domanda 3 _ a h’iuinina si domanda chiocciola. l , '> p UVp 0ì L(i di strumento che si conca con polvere da archi bus n , * ;, ìeq 0 ] Vd e t )>to m occasione di solennità , e simili.IDicesi anche Mor- ^itla ^ a ^-nnt. esp. uqf Si fecero.fare più tiri, cioè sei di spili- 4 p S( ’} mastio. ^ f c h n °’ u dic.esi da'magnani, carrozzieri ec. la Grossa chiavarda di ''*■* i* ,lls ce la parie davanti del corro della carrozza coi colli.{ A) 3, g 1 jù '*°rf« e che propriamente dicesi la Mortila ; ma piti rrgo- • "£ iSq^, ( l ti< ‘ sf o voce dovrebbe, corrispondere a Maschio nel.sign. del &h^do(p ^diss. 3y. jjrhor d 5 abeto dentro il cavo mastio Piantalo Nlu.) Ma-stì-te. Sf F. G. Lai. mastiti. (Da mastos mam- delle mammelle. — , Mastide , Mastitide, Ma- |S*Vr!‘ V ° 0 C°) ■ VMa-cti-li. Antichi popoli d'Etiopia.—— dell' Egitto. (G) Asì 0caj,* (Ehir.) Ma-st) ti-d< .A/ ’ Fd*. Lo stesso c/^eMastite. ^'^inoi N ° ma * + (Chir.) Ma-sto-car-ci-nò-ma. lS/w. F.G. Lat. niasto- 1>.) c *' (JJa mastos mammella, carcinos granchio, e nemo io pa- As Toci s qnCì o delie majnmeUe. (O) * l(> s n,.^* (Chir.) IVfa-sto-di-ni-a. .S f F. G. Lat. mastodinia. (Da ma- ? 0,1I idc >l ? ìc ^ a ? e cdfne dolore.) Malattia che consiste in un dolore MASULITO 283 t dolore , cast ante , periodico o continuo in una od in amendue cagionato dal sangue che urta le. due arterie , per cui far- e Mammelle più impetuosamente del solito , e opera con trop- V“r i vasi delle medesime. (Aq) \°n “ i e* 0 ^ e(? r htss‘/i('orsi come gli e'efiwti neh’ ordine de pachi- , ** do\ ,lel hi tribù de’ proboscitfiani. Jl suo nome deriva dallo fi>r■ ha. . . ..anno della somigliànzà colla figura delle mani- U?r/ '> c (ir„n le • 1 c ì ues ^° rfn r re nuovamente scoperte sono in numero *p / f ') C(ii lirm-ra miovao d''Ua dell'elefante. Le spoglie dell'animale di della jfh'iQ^l^ivenue.ro in copia nei terreni d'alluvione dell' America à et- Help 3 e f ( duni hanno anche creduto , che alcune sieno state sco- (p'tt'Q.ì'tQ C<>iìtinenie *, ni quale povere pero Curi ersi è dichiarato iq r, h pii f 6 0ssa del mastodonte sono meglio conservate, e potrebbe dSe J rt * h : o recenti che tutte le altre o ssa fossili conosciute. (O) ì Ma-sto-hò-go-si. >Sf. V. G. Lat. mastophlogosis. nia mmella, c phlogosis inlìammazionc. ) Lo stesso che ( a* C''‘ an ) et tlì,ll ^lW lla, 0 Ma-stò-i-de. Sf. V. G. Lat. mastnides (Da mastos lf W( C ‘‘a . f» V,l. z' * • 1-_\ ^ /n • , v ut. mujiwmiB ^ IJ.t t < c/ie presenta la fi rma d'un Y , avendo la punta al iq ' l,, i i{ •> e cn> rami ascende dietro alle orecchie. Siccome f lJc‘ t ' te pioq^'° >n ^ rtP tnu * < '°h ì riguarda alla stia orìgine^ penuh $ {t n (, 011(1 dallo sterno la chiamarnnn${eri)oann$to\dco,quctht poi % s lc ^ ,v>cn ^ n -.si ^MJeC.leido-ma.stoideo Belline.Disc. (A)(Aq) ^stmdeo , Seno masloidco : Cosi chtaniavansi le ce II u-e. *'*sj' >ìr > i 1p n l,ÌC(, vate indio spessore dell' apatisti masloide , e che si . P'i, } ^P'-Ttup rrt * Sf t d< l timpano, (A. O.) K* 0 | ' , o|/ fl * a / . l,la 'hmlo;o Out Ua che fa comunicare la cassa del lini- § p i{ U P mostnidec. (A. 0.) . 5 'ù P\ncci U " i - <1< ' a •- Snlro mastoideo : Certa infossatura che senr- ° ^ r l y u'r<> lCCla ln tema delta porzione niast.o/dea del temporale , c ■lo h °i-o tubili M s, '"° lalrr « le ■ ( A - °0 ( Vau ), ’ P Ut,' ' ''H-lr'i ■ Oiv ll/, di è posto d'etro i tipofìsi che dà passag- • %N v ai,; r 'r: n e ^ w,a v,,na ■ c a - ,°o ' . l mistoidea; Quella eh’è posta dietro V apofìsi. c serva j,Ati ^ 0l zìoi 1< , 7 »>orond,iniai.o. (A. 0.) è ri',- lAnaf.) M«-sl.vwkvse-ni-à-no. Add. e sm. comp.Cosl ^«.Uno. } " ,use ol° digastrico., che da altri è dello Ma- ■ a ' >nn,ìp lh J BIa ' sl °-lo-gi-a. Sf. n■ G. /.al. mastologia. (Da ' ' 7>^à,? os . discorso.) Nome improprio di quella parte (Aq) ie tratta degli animali mammiferi^ meglio Masto- Mastrina. (Ar. Mes.) Ma striglia. Specie di cassone senza coperchio) dove si slaccia a mano il tabacco , si raffina, e gli si dà f odore. (Dal er. mnstigoo io batto, percuoto, in celt. maisire vaso.) (A) Mastro. Sm. J\o stesso che Maestro. F. Lat. mugister. Gr.h^atrn,o(.\o?. Daiit. Inf■ 24. 16. Così mi fece sbigottir lo mastro. Pelr. canz. 1 7. 5 Tutte le cose , di clic 1 mondo è adorno , Uscir buone di man del Mastro eterno. Guitt. lett. 22. Non c sapienza , secondo ’1 giudicio del sommo mastro Paulo che dice: cc. 2 — * E detto anche di Capi pastori. Lai. niagister pccoris .Poliz St. Uh. 1. ig. Or delle pecorelle il rozzo mastro Si vede alla sua torma aprir la sbarra. Castigl. Egl. di Jota si. 5. Non so più maneggiar la marra o il rastro , Nè parmi dell’ armento esser più mastro. (P) Mastro. Add. m. Primo , Principale. [Lo stesso che. Maestro. AL] Lat. princeps, principaiis. Or.irpZTos, àp^x'ios. (Dal lat. niagister prefetto, govcrnadore. In brel.t. maestr principale , capo.) G. F. 8. 11. 2. \ù alla principale c mastra porta della cittade ec. rimane il nomo clic avea prima la città, cioè Dardania. E cap.12. 1. Edificò in Troja la mastra forLczza , c castello reale. E la quale è assisa nella mastra fortezza del capo. Tac. Rii. A tutti e dodici fece tagliare la tcstei, appresso le teste e gli busti fece gittarc in sulla mastra piazza. Morg. g- 5. Carlo mugghiando per la mastra saia, Come un iion famelico arrabbiato , Ne va con Gant’Uon. ? — * E così anche Mastra chiesa, per la Chiesa principale , il Duomo. G. F. 7. i5i. 1. Non vi rimase quasi casa nè chiesa elio noli ardesse, eziandio la mastra chiesa di Nostra Dama. (N) 2 —* (Milil.) Usato quasi in tutti i sìgn. di Maestro sost. $. 23. (Gr) a — * Gran mastro : Titolo di supremo comando e dignità in al' cani ordini di cavalleria. Magai. Lett. Come un principale che sia y gran mastro di'un ordine militare. (Gr) 3 — * Mastro di campo generale. F. Maestro sost .§. 23 , 7 - Bentiw Ist.. Eiandv. -Appoggiavasi in quei tempo il maggior peso delle cose militari in Fiandra sopra il "Vitelli, cosi per la qualità del suo carico di mastro di campo generale . . . come per la grande sua esperienza nell’ armi. (Gr) 4 — * Quaiiicr-mastro, Quarticr-mastro-gcneraìe./C Quartiere (Gr) Mastrozzo , * Ma-stvòz-zo. Sai. Berrettino sotto la berretta, o ciffiotto del soldato. Car. Lett.i. 23. (ili volle sgraffignar di testa la.berretta, che porta con la medaglia , e col pennacchio. E lo fece si gentilmente che ’1 cufìiott i, e '1 mastrozzo che vi tien sotto alla ìTunazzotta , le cadde in terra. (N) Màstrcscierr, Mastr-u-sciè-re. [Add. e sni.comp., che scrwesi anche ] Maestro usciere. [F. Maestro, §. >6’.] Lui.janitor. Gr. S^w^oV.jFrauc. Succh. nov. tyS. Chiamatemi il mìo mastruscierc. Mastcpraziohf.. * (Med.) Ma-stu-pra-sió-ne.*V/. Lo stesso che Onanismo» F.Lat. maslupralio.(Dal lat. manus mano, e stupro io corrompo.)(À.O.) Masturbazione. * (Med.) Ma-stur-ba-sió-ne. Sj. Lo stesso die Onanismo. V. (Van) Masuccio , * Ma-sùc-c.io- 2 V. pr. ni. dim. di Maso , accoro, di Tommaso.— Nome di due architetti e scultori napolitani de secoli xm. e xiv. (Van) Masuì. * (Geog.) Ma-sù-i. Antichi popoli dell Indie. (G) Masulipatam. * (Geog.) Ma-su-li-pa tàm. Città dell Judo stati inglese nella presidenza dì Madras , sul golfo di Bengala. (G) Mawlitó. (Mariu.) Ma sa li-to. òm. Scialuppa indiana, le cui borda - 2 84 ture sono intrecciate ■ di alga. (S) Masuolà, * (Ai'. Mrs.) Ma-snò-la. Sf. Ordigno adoperato da’ funa- jaoli , e che contiene i cilindri che girano allorché si lavorano spaghi , funi o gomene ; allato ò al di. sopra di essa vi è il tamburo montato sopra un asse di ferro a manubrio,e v'è avviluppata una coreggia di cuojo , che passa sopra i cilindri e li fa girare tulli ad un tratto. ( In ar. mis-ad fune , c propriamente quella , con cui si sale alla palma. ) (D. T.) 2 -— * // passarnanajo adopera lo stesso strumento per torcere , ma è portabile , e V operajo lo tiene quasi sempre a mano-, gli uncini sono fissali a racchette in vece che a’ cilindri , ed in luogo del gran tamburo della masuola del fune judo , vi è una ruota dentata di ottone che ingi una ne'rocchetti e produce l’effetto della coreggia di cuojo. (D. T.) Ma sur. * (Mus.) Sf. Danza nazionale polacca , con una melodia in tempo 3 ( 4 , nella quale la voce fondamentale l'està sempre immolale sopra un medesimo tuono , ovvero si piuove in ottave rotte conto nel Murcky. Volgarmente Mazurca. (L) Mata. * (Grog.) JSome di un fiume e di un lago nel Brasile » (G) Mataca. * (Grog.) Ma-tà-ca. Lo stesso clip Matarizas. F.(fi) Ma taffioke. (Murili.) Ma-taf-fióne. Sm. È termine di galea e di bastimenti latini . f e' bastimenti a vela qfiadra diconsi Gaschdte. Sono trecce di sflarza , chiamate Trincile , che passano negli occhielli della lesta di ogni vela , per inferirla stabilmente al pennone , a antenna. (Dal frane .-matafìon clic vale il medesimo , e che può trarsi da n:àt albero della nave, e touffe unione di (da , capelli od altre materie.) (S)Morg.z6. go. Pensa cc. E se Caron nella sua cimba canta. MASUOLA MATEOLOGO di K- cucite con fili iF erbe, e le sue calafature sano 2 — Per meiaf. [Viluppo, Gruppo di cose o Numero conf\ ls ° , a iili soue.] Buon. Pier. 3 . /p 9 • Matasse di serventi, E vilupj 11 . 1 • pi uomini e donne. Gal.S'isl. 3 o 7. Una tal matassa d’osservaA 10 ! 1 ^ n ofl conferendo con un’altra simile. Sa/v. Grandi. 1. 3 . Infinch e po' 1 guasti e non fornisci Di scompigliar tutta questa matassa, se’ per restar, , 3 —Arruffili' le matasse, in modo basso = Pare il rtiffiano.iV- ^ - ni c,Ói 5.3.] Lnt. lcnocinari. Gr. fsxerpomvnv.Maini. 3 . 06 . Mangia". S P arruffali le matasse , Ed fia più yizii ognun di sci Mai'g»® - 4 —*Biuvcrgare la matassa, che anche si dice Trovar 11 ball ‘}°S’vV £ l rware il fondamento di una cosa. Serd. Prov. Io vo 11 questa matassa. (A) . filA Matassata, Ma-tas-sà-ta. [V/i] Quantità di matasse, [[mercei> l(l sstj tori in seta danno questo nome ad un certo numero di - r fd 1 seta che si riuniscono sopra uno spago , di cui annodalisi due capi , acciò le matasse non si separino .] . i:,-ò o 1 ’ 2 — big-, [Viluppo, Imbroglio.] Cecch. Esali. Cr.f. i 3 . Io )«ijo ** questa È un po’d’una certa matassata , La qual vuol agi° c ravviarla. ’ 'dui 1 ’’ Matassbtta , Ma-tas-sét-ta. Sf. diir. sina. P~. fìaldin. Poc. Dis. (A) Matassina, Ma-tas-sì-na. [ Sm.~\ tiim. di Matassa. [Piccola Malassetta, sài.] Kenv. Celi. Oref. 5. Presi una piccola ll,;1 seta tinta chermisi di grana. j/ '!** Matasusta, * Ma-ta-sìm-ta. N. pr. fi Lai. Matliasunta. (D il J buono e senti ubbidire : Ubbidiente a buoni , o Chi » da’ buoni.) (B) di Matassa. Lo stesso ci# J r. (Po.tg IH * , t , -idre de la parola. C. e di' Metatesi.(À) (N) ftilA'-r Matatia , * Ma ta-ti-a. ÌS.pr.m. Lo stesso che Malattia, thathia. (DalTebr. mathah tendere, e jah signore : Chi fi fi gnore.) — Sacerdote della famiglia degli aI smonei , e pad"'’ Jìgli conosciuti col nome di Maccabei. (B) (Vali) Matàvonio.* (Geog.) Ma-ta-vò-ni-o. Lat. Matavoniuin. Antica c Ottilia JSarboncse. (G) . Matchi-Masitu .*(MitAmer.)Geniò malefico acuì i SelrdgP ^jo.Opy , , ^ .... ricci settentrionale attribuiscono tutti i malirhe loro itHervc.nZ 0 buono, e Uiih insegnamento .)—Guerriero nel Furioso deli Ai iosto.(Y lui) Matea.* (Geog.) Ma-tò-a. Isola del grande Oceano nell ai' ci f e Ivìatallo. * (Hot.) Ma-tàl-lo. firn. Specie di pianta fruticosa della clns- ricoloso. (G) se icosaudita rnonogmui , famiglia delle rosacee , con faglie quasi Matelda, * Ma-tèl-da. N. pr. fi Lo stesso che Matilde. F • rotonde cotennose di sotto, ed or late dì denti acuti , i fiori bianchi Màtelceà.* (Geog.) Ma tei gc-a. Antica città de Garanióifi'p ol iPj in corimbi e piccoli frutti simili al lazzeroln. Difesi nuche Chiavar- Materica.* (Geog.) Ma-te-li-ca, Maledica. Città degli Stati dello, Sorbo delle Alpi 9 Lazzerolo salvafcico. Lai. sorbus aria. (T\) ( y, \tnnv,*tn tiV\ - Matagrifone. * (Geog.) Ma-ta-gri-fó-ne. Castello di Sicilia mila provincia di Messina. (G) Matàjoke. (Min.) Ma-la-jó-nc. Sm. JSome detta marna argillosa in Toscana. (Boss) Matalcaude, * Ma-tal-gàr-de.iV.pr, fi Lat. Matbalgardes. (Dal caM.mat buono, ed algaradden incursione : Buono a fare delle incursioni. '(B) Matau. * (Mit. Xnd.) Ma-tà-ll. Condottiero del carro di ladra . (Mit) Mata lista, * Ma-ta-lì-sla, iV. pr. m. (Questo nome probabilmente fìnto dal poeta può valeic in lingua celi, buono ad insegnarci da mal D 1c) t Matalona. *'(Gi.og.) Ma-ta-ló na , Maialoni. V. e e^fMaddaloni. Car. Leti. ined. i. 16 . (IS) Matamra, * (Geog) Ma-làm-ba. Lo stesso che Mattemba. V. (G) Matambola. * (Mit.Afr )Ma-tàm-bo-la. Capo de'sacerdotipi'esso i Cangi , quegli che si dice essere doluto della virtù di risuscitati i morti (iSlil.) Matamora. * (Leti.) Ma-ta-mò-rn. Sf* l } rigione sotterranea nella quale in Barberia si custodiscono lIì schiavi la notte. (0) MatAn. * ]S r . pr. m. Lat. Matlian. (Dafi eìir. mathnim lombi. TsVlìa stessa lingua methom perfezione.) — Lo stesso che Malanai. V. Sacerdote di Baal , ucciso innanzi all’ altare del suo Dio per ordine del gran sacerdote Giojada. (B) (Mit) 2 — * (Geog.) Isola dell Arcipelago delle Filippine orientale eli Zebù. (G)- Matanai, * Ma-ta-nà-i, Matan, Matat Lat. Mathanai. (Dall’ebr. mi per min da, et/ma dono, e jah signore: Nato per dono del Signore.) (B) nella delegazione di Macerata. (G) • Ofr) Matklott. * (Geog.) Ma-tc-lò-ii. Gruppo rt isolette nel equinoziale , nella parte occidentale dell’Arcipelago ddle Cf - (l Matematica, Ma-te-inà-U-ca. [Sf D. G. Scienza o Disciph^^ e, per antonomasia ,} Scienza della quantità, [corne* > yf olirà superiore per utilità e per evidenza. —, Mattematr-jb pini- 'f malbematicae disciplinae, mathesis. Gr. a^roxccnuri. «pio iff Che quadrar noi potila nè meno ift pratica Del Viviani l /$, ^ profondo Con tutta quanta la sua matematica. E lett. $ ine credo che la superi ec., particolarmente nelle materni 1 ' 2 —- Scienza d’indovinare.6‘om. Par. 6. Alla fossa di ’ seppe malenudìca , apparvono doilici avvoltoi. 3 — * (Icon.) Donn t di mezza età , coperta di un . — sparente, con un globo a suoi piedi} ella tiene nella velobi f ‘ ( . cb e ^ nentale decisola di Cuba. (G) Matematicalmente , Ma-te-ina-li-cal-mén te. Avo. Lo s leSS ( /i Matapak. * (Gtog.) Ma-ta-jiàn. Lat. Taenanum promontoriimi. Capo . ~ '^' r ' ^ della Grecia , all' estremità meridionale della Marea. (G) Matacicito. * (Geog.)Ma-ta quì*to Fiume deltAm. merid. del Chtti.ffi) Matauam. * (Geog.) Ma-ta-ràm. Provincia deW isola dì dava. (G) maticamente. F■ Piccai. Fdos . 2. 3 . 5 . Berg. (Min) Matematicamente, Ma-te-ma-ti-ca-mén-to. Avo. Per via di fy Matematicalincnte, sin. Lat. mathematice. Gi\ ‘ i^ rli le sperienze , voleva il Galileo tra to 3 . Dopo sjtiegatc camente il tutto. Matematico, Ma-te-mà-ti-co.tS’ost» [e add . m fèssa matematica r —, Matematico, sin. Alle. ■> ** • t>.u.’. .w.: _:! .dare il vostro umoix? tematico e dottore. Perchè mi siefie amico prima, c 1 Matakazzo. * (Ar. AJes.) Ma-ta-ràz-zo. Sm. F. e dii Materasso. (Dal feti, matratze che vale il medesimo, e che sorge dalcelt. gali. maLtras di simil 6euso. In fìamrn. mattrass , in itigl. mattvess , in frane, ma- telas , che il Godìo tira dall’ar. maihalon di simil senso. Altri ha sospettato che MaUtrazzo fosse in origine così dotto perchè battuto colle matare o co’matterelli ; c matarazza.ro si dicesse quegli che ne balte la lana, dalle malore stesse. Così i Toscani li dicono divetìini o caniatuàori , dalle vette o carnati che adoperano. V. màtera e matterello.) Ar. Sal. 2. Sia prima un nsatarazzo, che alfe coste Faccia vezzi, di lana e dì cotone. (P) Bemb, J^ett. 5 . f 33 . Un inatarazzo c un tepido, e due cuscini cc, sono del magnifico M. Marco da Mo- lin. E 164. Mandai ee. la coperta del suo niafarazzo. E appresso : Ho fallo pesare il matarazzo suo. (]N) Mataro. * (Geog.) Ma-tà-ro. Lat. Huro , Diluron* Città di Spagna nella Catalogna sul Mediterraneo. (G) Matassa, Ma-tàs-sa. {Sfiì Certa quantità di fi [ di canape , di lino , di- lana , di cotone, di seta et*.] avvolta sull aspo o sul guindolo , [e poi annodata ne’due capi con.un nodo particolare che i tessitori chiamano Bondolo.3-La£. meta.\a. G. p-ccrd^x. Lab- iBq. Elle non ti metteranno in disputare o discutere quanta cenere si voglia a cuocere una matassa d’ asiatica. (Mf . . 1: accia. Fir.lett.èod.donn.i i6\ Alle quali più si converrehbe cercare quante Mateolàst.* (Geog.) Ma-te-o-là-m. Antichi PfP®-. matasse faccian mestiere a riempiere una tela,che entrare per le scuole Mateologja.* (Filol.) Ma-te-o-lo-gì-a. Sfi Detto di P erS0, * Ct 4 iS. Non 1 ioas° ^ f Y ?oC U) i>oi ,iunu^u ^ ^ filili ^ — Indovino. Lat. mathemnticus. Gr. U e ' C. E certo P anmmziamenfj del matematico non ^ man c ^ yubi S. .1 Greg. Ove sono le superstizioni de'matematica, 1 T ^ dando il corso delle stelle, pongono la vita degli ATEMATteo. [Add. m. Detto di cosa.] Di tnaiemativa^ inaleinulica .—, Miittcraatico, sin. Lai. mathcmaticnSv " t; [; s sÌJf ,cl i 1 . Red. ins. if. raccndooc 1’ cs|)ericnza il celebre e Giuseppe Bl’aneano cc. ne’suoi stimiitissimi coineitt- 111 * p^gdfj. matematiche scritte da Aristotile.. . _ m [nilf [ lì 2 — [Arti matematiche : cosi anuca'iienle fitron def 1 n tcl0i ih c Guid. G. Ver composi/.ion d’ incantaiioni, c arti 1 ^qfar 1 * trave : Adunque scoperte al postutto le incanta/aon tica colli contrarii bigegni artificiosi, cc. . y flit Matusi. * (lieog.) Ma-tè-ui , Matcn. Antichi p°F° [Gl m asiatica. (G) ... , . r. a. * C’J- f l9' riempier _ - de i filosofanti. Belline, son. 07. A voler dirvi quel che poco s'usa, Santa bandol ci son molte matasse, tl 3 x 5 . I’pareva in su questa tua balena Una matassa in sur un arcolajo. Red. Oss. unti. 35 . Grandemente assottigliandosi , cerne una matassa di fili sottilissimi ed intrisati , si aYY 0 ^ 0 ^ iiilwtw al canale degli alimenti. Ci“i’ la s fi)i‘ l, “' maleos inutile, e logos discorso.) h'aniloqitio , ,VT, i( i -, Discussione di cose inutili o fatili, Quislione di lu /lùfA cesi anche MaUotecnia. y■ (O) , -nau° > \ Mateologo.* (Filol.) Ma-ti -ò-lo-go. Add. s sm. V ?".**'/, f’) cnpa cvtt importanza di cose fittiti e eli discorsi <" MATEOTECNIA j co bo ECN, ; A '* (^M.) Ma-tc-o-te-cni-a. Sfi Arte vana , inutile, senza tnj r’ | f non reca alcun vantaggio , e costa un inane fatica ; co- coiìt r ó 3 ‘ >ra '' ura di colui, che lanciando ceci da molla lontananza fallar ^? s Pdlo fermato colla punta in alto ve gl' infiggeva senza K " 0, (Dal gì'- mateos vano, inutile, c tedine arte.) (0) essere'' a "'~ ra ' 1 Sf. y. A. y. e di ’] Materia. Seti. Pisi. Io dico tua r. r 'Sj'ali.tra loro 1’opere , perocché elle sono oneste e diritte ; j. ,° a 5" e differenza vi sarà, secondo la diversità della muterà. Dittam, , ^ - se deggio seguir ben mia matera. Ca PeÌF ^ >n s ‘8 n ’ di Materia , J. g.] Albert. 2. 1. Divellendosi i to ’ e ^marciandosi i vestimenti, quasi come uomo che fosse esci- 3 -- At al(!ra - JtHj* ar ‘ n 0 V . e di’ Madicre. (S) "Ut eKA '* /V l ì°.S-) Città del Regno di Napoli, nella Basilicata. (G) cui pi ( ,lit-) Mà-te-ra. Sf. y. L. Arma fatta con un giavellotto, la liti fa ‘ la ferrata era assai pesante e molto ottusa. Essa, non feriva, i CjualA 1 delle forti contusioni. Era particolarmente usata da’ Calli, > franco* ,f anc ' avann colla mano. (Il Bullct ricorda che nel vecchio “U^ 68a s ® laccasi matras in senso di dardo di una grossa balestra.)( Van) , fa qf Soprannome di Minerva cui erano consacrale le picche, ^* Te »As " ven,vano appese intorno alle statue ed agli altari di lei. (Mit) i6. j^ v SA ; (A r. Mes.) Ma-tc-ràs-sa. [ Sf.y.e di’} ‘Materasso. M.y. 4. t)ì, K j? Va preso uno fascio d’una materassa con altri panni dal letto. , 'Hiel'lj 2 - 4 2 . I Neri lasciò partire, ma i Bianchi ritenne presi notte san/.a j aglia e san/.a materasse. *in[c|.g S4J °' (Ar. Mes.) Ma-tc-ras-sà-jo. [Add. e sm.} Quegli che fa le Ctini' - ’ Matrassajo, sin. Lai. maltarum confector, culcitrarius. ld'? T 'iui T”' Donne, giovani siam materassai. Buon. Fier. 5.5. nÌA TeR A g Bottega d’ un materassaio Convenne a me fuggire. faii 0tt ) 4T4 j Ma-le-ras-sà-ta. [Sf.jCo/po o Caduta su d’una materassa. ». c (’er( ■ nc - 5. 5. Sur una tenda due materassate Demmo a un tratto, «i aria appesa. hr a L S,K .° , Ma-te-ras-si-no. Sm. dim. di Materasso. Lo stesso che Ma- 3 y. Monos. Flos II. (A) MATERIALETTO 285 Sss -‘»'e in 211 Sld matcrassmo } Jìg.=Essere all’ estremo, Essere in gran Serd. Prov. (A) fa pof’f ( òe. Mes.) Ma-tc-ràs-so. L ò'vi.l Arnese da letto, ripieno per dccterp ~j‘. fama, ed impuntito, per dormirvi sopra. [È formalo d‘1 m.. Ili / f/i (1/1/11 /I W I !/./.■ ri . /i/al-l /I 11 /* ri. MA / ^ _ _q.* t ■fat'rriQ traliccio , di tela di canapa , di cotone o simili, la quale n c. Qu a s P ec ‘ e di sacco schiacciato che riempiesi di lana o di cri- S em pie di penne dicesi piuttosto Piumaccio e si costruisce ente .’l—> Materassa, Matarazzo, sin. Lat. m atta, culcitra. Gr. ®- 1/ (Y. Matarazzo .) y. Plos , i6g. Bocc. nov. So. J| 4s - 3oe rv’ eVa un Biatcrasso di bambagia hello e grande in capo.lòri 4l8!i *sse disteso un letto di mirabilissimi matei-assi. J^ìtio CC ' 0> Ma-te-ras-sùc-cio. [Ani.] dim. di Materasso. —, Mate* Ut *Bni ’ Lat. culcitella , calcitala , mattala. yic.Benv.Celt.3o4. p E i*.È. ,=' :t, ato un matcrassnccio di capecchio in terra. lettesi V 1 * 1 ') Ma-tè-re. Dee adorate a Bugìa città della Sicilia. Il 1e h> fossero le tre ninfe Tisoa , Neda ed Agno, le quali cì- jSli infanzia di Giove. (Mit) Al - . r ' e Mateni. V. (G) Tutto ciò ci? 1 " 4 Ma-tè-ri. Lo stesso che Mateni. y. (fi) n • {s 'es -ii-a. [Sf.Ciò di che costano gli enti composti-, u . esteso \ tlie ri°, solido ec-fì Subbietto diluiti i compostili) sensibile p f, r. jf fale .}—,Matera , sin. Lat. materia, materica. Gr.vi--o.Dant. j^elié ^:-^oi'manon s’accorda Molte fiate alla ’ntenzion dell’arte, tl è ris P on( !i'i' la materia è sorda. E 5.52. L’altra, che per 1111- ,'^lfrìa s j a P c rta , Puote bene esser tal che non si falla, Se con altra lentia ni, convtl ' ta - Bocc. nov. ig. 7. Clic ti farebbono sopra questa ii^àio tcm peratamente parlare. E nov. 23. 8. In ninno atto ho ter' a ' fl ’a v lS i? 0Sl ° a tal materia. E nov.25.12. Acciocché io non t’ab- >iii 1U ' l ifa ' 3 a far P arlav 10n quello che era , ma quello che *jSq k fBwm.rim. 66. Poscia eh’ appreso ha l’arte intera e diva 3 v. , Wo I' a U , 1 nia e gli atti, indi di quello D’umil materia in semplice Ut.. Nei . 11 fimo parto , e ’l suo concetto avviva 3 ?;A QuT/ ÌS ‘ CO e P ar landosi di Fabbriche o simili fu detto «V)».' Soni n f f ) 1 moderili chiamano Materiali. Car. lelt. ined. 1. *t,, tl »en, n a ’ 10 ordinato che si porti materia per fabbricare. (N) fayf. facili aslralt0 Materie lubriche si dicono gli Atti o le Parole diso- > v , a i t> otl a c °ndurre a disonestà. Segner. Parroco, insti-, 7. 1. Guardarci. .f^'litizJ )a ' tleolai ‘ z ' / ' are eccessivamente in materie lubriche. (\) t ' 3v cssl* ^"csto^A ’ ® a l- lll ' a > Stato. Fr. Giarda U A4 ci giu^i-A/ mani gnu, r KJiiSy • AJ.Uri'/. ^ ?v e e Capirv°^^ e Wclio a penito»za , c aspcttòc , e elicili molte oi-qf^si l“ b 0111 'li convertirsi. a Cq (1 * e « e^ e _’? atci 'i a di checchcssia= In proposito di checchessia, In ì ^ pif, * ■ S. in SS, . a '. Bed. leu. 2. igy. In materia dei bere di queste ^rr» 1 clic ,' m t u . ll9S * ernia minor peccato il beverno un bicchiere Di materiaccia eli è fra pelle c pelle , ec. (A) MàTeaiaeaccio , Ma-lc-via-làc-cio.^^. e sm.peg^. di Matonaie. Mq-^qK lett. Nè voggendo punto coirimmaginativa
  • . < 2. 4. Nel vero io sono uomo di queste " -se materiale e rozzo. Jh nov. 2d. a. Avea nome Ferondo , uomo materiale e grosso senza modo. D nov. 42. 5. Sentì destarsi un pensiero, il quale nella materiale e grossa mente gli ragionava., Materialrtto , Ma-te-ria-lét-to. Add. m. dim, di Materiale. Magai. Leti. Siene queste particelle minime insensibili quanto si pare , elle hai» sSf > MATERIALISMO MA TUIA no ec. da rendere il loro urto sensibile ad un organo assai materia- letto , come è quello del mio odoralo. (A) Materialismo. (Filos.) Ma-te-ria lì-sino. Sm. Dottrina di que'filosofi che seti detti Materialisti. V. Materialista. (A) (IN) Materialissimo , Ma-te>ria-lìs-si-mo.[^c/^.»z.] superi di Materiale. Conv. 120. Perocché è materialissima, e però remotissima ec. alla prima semplicissima e nobilissima siviòt.» fQuinelsign. ^/Materiale, 3 .) (Il) Materiausta. (Filos.) Ma tc-ria-li-sta. Add. e sost. com. Chi {mifessa la dottrina del materialismo. Molti chiamano Materialisti Quelli che non ammettono altra sostanza se non che la materia , asserendo che gli spiriti o le sostanze spirituali sono chimere , che nell’ uomo il solo corpo è il principio di tutte le operazioni di lui ; e per conseguenza non ammettono Dio , e lo considerano come V anima universale diffusa in tutti i corpi da cui provengono i loro movimenti e le Ero diverse mutazioni. Altri chiamano Materialisti colato che si accontentano di riputale il pensiero una moai/icazion della materia, anzi che di un essere distinto dal corpo ; e molte volte ciò ammettono , senza negare V imm< milita dell'anima e l’esistenza di Dìo. (Ber) (IN) Materialità , Ma-tc ria-li tà. ast, di Materia. Parte materiale , [Qualità di ciò eh' è materiale .'}—, Materiulitadc, Materialilatc, sin. tal. materialitas. Gr. rò vXikov. Teol. Mist. Per lo levamento eli t.e medesimo sopra di te medesimo senza alcuna materialità li leverai speditamente. Materializzare , Ma te-ria-Ky-zà-re. Alt. Ridurre a materiale condi- '* zione. Co. Carli Teog. d' Esiod. fierg. (Min) Materializzato , Ma-te-ria-liz-zà-lo.^eA/.w. da Materializzare, Co.Carli 7 evg. di Esimi. Berg. (Min) Materialmente , Ma-le-riat-mén-te. Avv. In modo materiale. Lat. ma- tcrialiter. Gr. v\mùs. Maestruzz. 2.1. Sono uno peccato formalmente, avvegnaché sicn più peccati materialmente (cioè secondo la materia.) 2 — Rozzamente, Semplici-malte , Grossolanamente. Lat ruditer, sim- pliciter. ^ Gr. ò.tsx vc, ì ■> G. V. n. 2. 10. Pure, materialmente parlando , la può mutare e disfare. 3 — [Fisicannule, Kilétlivaim nte.] Com. Par. 28. Materialmente parlando , il cielo stellato è più di lungi dalla terra , che la spera di Saturno. Mor. A. Grvg. E materialmente tutti veggiamoche la biada, che ha medie foglie, ha le spighe men fruttuose. Materiato , Ma-te-ri-à-lo. Add. ni. V. A. Di materia , Composto dì matena. Lai. materiatus. Rat Par. i'ò. Ciò che può morire, cioè le cose eh mentale e materiate. Dant. Conv. 55 . La vivanda di questo convito sarà di quattordici maniere ordinata, cioè quattordici canzoni si d’ amore , come di virtù materiate. Materika. * (Geog.) Ma-lc-rì-na. Antico nome di una provincia dì I- tedia, nell Cmlriii , secondo Tito Livio. (G) Matf.rioso , Ma-le-ri'ó-so. Add. m. Che dà materia . Imi. maleriam jraebens. Com. ìuf. 7. Giltastilo in bocca de bulloni, decani,degli uccelli, in disordinati ornamenti . e cose mat bidire quando comanda T intelletto. » Buon. E'ìer. 5 . sito disegnator ne ’nsegna quando vaglia In gentilaonio la gesso. E Salvili. Annoi, ivi: La matita, lat . aematiles, ci °Sji, sanguigna, quale è la matita rossa. Sarebbe a dire la cimi ^^ epistola , la elezione i ma elidendo la seconda vocale alla ^ Greci nello apostrofare, dichiamo la matita , c gli antichi /fistola , la lezione ; cpme se fossi? coll’apostrofo scritta la la'pistola (la 'lezione. (N) _ Preparazione chimica con cui s' imitano ^ artificiale : naturali ; l'argilla più pura ii è la base. Adoperevulo mistafpfif la terra da ombre calcinata , ollengonsi le matite color di J 11 ^ cf. l'ossido dì piombo rosso dà una bellissima matita aurora ’ /p/H mìnio e tutte ie lacche rosse e rosee ned anno del pmjmio coivi 3 — [nera. Una sorta di pietra nera , che viene a noi in f grandicelli , e si riduce in punte , tagliandola colla putita ^ iello. Serve per disegnare sopra carta bianca e colorata. sta nei monti, di trancia , ed ni diverse altre parti i nut il , c o$ ^ ' viene di Spagna.} fiorgh. vip. i 3 q. Se può eziaudio disegnai lita nera. . t . 4 — rossa . Una sorta di pietra tenera , che viene a noi u l I s e f\ la quale segata con sega dijìl di ferro , e ridotta in per disegnare sopra carte bianche e colorate. La migliore V lt ■ lemagna . fialdìn. (B) ( .. y f 1 5 — * (Piti.) Insegni con tre matite: divorisi quelli ne' quali ^ sono fatte in rosso , i chiari in bianco e le ombre in M.atitatojo. (Ar.Mes.) Ma-ti-ta-tó-jo. [Aw.] Strumento fa. cC ° ^U^t, guisa di penna da scriveie , nel quale si mette la matita } )e ^ disegnare.^ fialdìn. Decenti. Cavatosi da tasca e matitato] 1 ’ ^ quivi al meglio che e’poteUe s'acconciò a disegnare, GC {jfipp 1 *'** Mato-Grosso.* (Geog.) Matto-Grosso. Tasta provincia del» cui Villa-Bella e la capitale. (G) Matonb , * Ma-tó-ne. TV. pr. ni. Lat. Maio. (In ebr in celt. mai buono.) — Uno de capi deìnercenarii Cartagine , vinto da Amilcare. ( 0 ) _ ,r lL MATiiA.*(Mit.Or.) JSonie che presso alcune nazioni davasi a !,} Matraca.* ‘ . tt,n methof ribelli niit) (Mus.) Ma-trà-ca." Sf V. Spagn. Enorme ra S aìl f nella Spagna nella settimana santa in vece delle campane^ ^ una ruota di varii palmi di diametro , la cui c ’ rcon f ereìi f o 0, ‘ : ^/r di martelli di legno mobili , in modo che girandosi c!ìX, 0 f martelli percuotono alcune tavolette inserite come denti H ^ H ll f- feixmza della ruota. Quando è piu piccola, par che p 7 ’^, /• ^ di Matratnra Gl' Iteti ani la chiamano Tabella o Ragam fi M(tiratura.) (L) (JN) Matraccio. (Ar. Mes.) Ma-tràc-cio. fiasco , col collo lungo intorno a due braccai , [e d y - —. — ,1 . ...j . 1 -...... i;u Vaso di ve ir0 . ctHf .fio Sfi** di •li forma rotonda od ovale. , può contenere m CoA ha talvolta de' tubi nella sua parte superiore ; si usa pf cquavite , e se ne scivoli pure i chimici ed i farmacisti-) ^ ^ matras che vab'. il medesimo.) nS ì ii.Bir. Matrali.* (Arebe.) Ma-trà-li. Add-e sf. Feste che celebriti’ L p e fi il giorno undici di Giugno in onore di Maiala , che i cel 'io l ° ìl mavano Ino. Le matrone romane sole erano ammesse all# . ^ tali feste. (Mil) . nC _ dt Matrassajo , Ma-tras-sà-jo. [ Add. e sm. V. A. e poef ò rassajo.] Lib. son. 127 . Sento che il matrassajo ha " U ;/«ul** ,V / MatraturaC (Mus.) Ma-tra-tù-ra. Sf. Tavola ai lem l0 t /’ doli magli ; si usa nella settimana santa quando ao 0 f campane, per avvertire il popolo dell'ora delle Matraca. (In ar. maina percosse con la verga. 1 ° » 1 ‘ c sto. In ccìt malru calpestare.) (G) , * (H f Mah Ma MATRICA * (G-eog.) Mà-tri -ca. Ant. città della Pannonia inferiore'. (G) nelle' kìA ' Ma-tri-cà-le. [Sm. Erba di motta efficacia a sedare 1S~ L ).,J >lle ?'l >ere te male affezioni della matrice, donde prese il nome .—, ì rj 1 s,n - Biit. matricaria parllicnium. ] M. jlldobr. P. N. mj ‘ a * r ‘calc si è caldo e secco, e conforta di sua natura lo sto- ln: 'tri' JJ Colt 5.12'j. Il jncllifcro timo , il sacro isopo , L’amaro so* £ Ca > c | 1 ’al tristo assento, Benché la palma dia, più viene appresti \ iJ.qy.J Misero me, che i rngiado- ' Sparagi, ortica, pngnatopi (forse pugnitopi) e roveri Mi srm- Mat Mc a toccare, all’ AItT0 * Ma-tri-cà'r-to. [Sm. 7 Specie di pianta. Serap. rei «ut ea minore ; Dioscorides dice eh’ ella nasce in luogora petro A ,< d e sim. • • "»~ 8 > Ma ff nrt aci “orni d, fritti Watri. -«■mu. ^cot.; Ma-uu-car-to. ios/z.j nperi se ^a.minore: Dioscorides dice ciucila nasce _ t dp - e allo iperico», ovvero malricarto. » (Fune è priore 'Potori, c dee leggersi matricario, che vale quanto matricalc.)(B) «q( E ‘ C 4 nat -) Ma- tri ce. [ Sf. Parte del corpo delta femmina desti - '«Ho - U0Ce Ìl0 ^ e ‘ì Lai. uterus, matrix. Or. vvripot, grìrpot.Cr. 1. Spessamente si fa nella matrice una infertà, la quale è detta Pan ^ nan< ^° nella matrice nasce carne, e bugiarda prrgnezza. Annoi. Ab Ogni maschio, che apre la matrice, sarà chiamalo stinto di Dio. 2j 0 r *' idicesi de’ Luoghi che sono opportuni per la genera- ( ^ ’ Vc g f,( 1c i; a solficienza , sottraendolo a quelle della chiesa matrice. (Pe) ter ,j* TA / * Ma-iri-cò-ta. iV. pr. m. Lat. Matriectas. (Dal lat. ma- ? e citimi part. di ciò io provoco, eccito : Provocato! 1 della iÌT# ICli ^ (i)- e >A 5 Ma-fri-cì-da. [Add. e sost. com .] F.L. Ucciditor della ma- ' * r ‘* . ■ . .v / r >— n. 1? V-.V.ZA 4\,« MATR1NA sin moria la madre.— , Madrigna , sin. Lat. noverca. Or. finrpvtd. (In isp. madmsira , in frane, mardtre , da madre y e mère che in queste due lingue significano madre. In sass. dìceasi stacp mother , ed ora in inglese step mother , da step passo, c mother madrej quasi Madre progressiva.) F. Flos,i6. Baco, nov- 98. 8. Quante volte ha già il padre la figliuola amata) il fratello la sorella , la matrigna il figliastro? Petr.cap . 1. Pvon volse Consentire al furor della matrigna. a •— Per metaf. Amm.Ant.34 • 2 • Da oziosità è madre delie ciancc, e matrigna delle virtù..^rr/g-à.7^. Sieti più nimica la superbia, matrigna de*buoni costumi, che ec. Beni. Ori. 2. 26• 9. E fammi un certo viso di matrigna , Disse il gucrrier , clf io mi spavento quasi. 3 ■—* Cattiva madre , Donna brusca e austera. (A) 4 — Proverò. Il figliaci della nulla matrigna : dicesi quando alcuno , ri- maso senza la sua porzione , per contribuzion di ciascuno ì ha poi più che gli altri. Matrignàlf. , Ma-lri-gnà-le. Add. com. Appartenente a matrigna. — , Madrignalc , sin. Roseo Inst. Rerg. (Min) Matrigsamento / Ma-tri-gna-méndo. Sm. Il procedere da matrigna. Com. Dant. Par. 16. Onde f autore dice ; se questo matrignamento non fosse stato. (N) Matrignare, IMa-tri-gnà-re. [IV. ass.] Procedere da matrigna. Aspreggiare .— , Matrigneggiare , sin. Lat. novereari. Gr. piyrpvtxfyiv.Com. Purg. 20. [polito , s’ egli udiràe i preghi del mormorante danajo , non vorràe matrignare alli preghi della sua matrigna. Matrigneggiare, Ma-tri-gneg-già-re. {N.ass. Lo stesso che] Malignare. F.Cnm.Par. 16. 11 matrigneggiare c’ha fatto Roma agli Imperadori, la quale non come madre , ma come matrigna gli ha trattati. Màtrimosiajo, Madri-rno nià io. Add. e sm. iSome scherzevole dato ad Imeneo , c si dice anche familiarmente di colui che. s'impaccia di far matrimomi. Fag . rim. Avanti alla mente mi si feo ec. il magnifico Imeneo, ec. E che la Fama gli volasse allato, Dicendogli : o mosscr mati imoniajo , Voi mi parete sconsolato. (A) Matrimoniate , Ma-tn-mo-nià-le. Add. com. Di mnirimonìp, Lat. ni,i- tr’raonialis, oonnubialis. Or. i-irtyctp.in.ùs.Mnr.S.Greg. Erano occupati alle cose terrene , e. alla gcneraziou de figltuoli, e agli atti matrimoniali. d/. F. 1. g . E f amore matrimoniale, per ambizione ditta signoria ec. , non conseguiva le sue ragioni, b'sp. Pai. Nasi. Già di ciò che nello sialo vedovile e matrimoniale l’uomo possa ben guadagnare la corona. • M at Ri M051 ami eh te , M a-ti'i-TTiori'! -Avv. Con matrimonio , Per via di matrimonio, [Secondo l’uso del maininomi ).] /.a^.inatriniotHalitcr. Gr. ìmyu.turMS. /'iloc.5.2 Ma-lri-cì di-o. [Sm. E. Uccisione della madre, lat. . che ' c ," ni - Or. g-yirpo^odic. Com. Purg. 12. Or l’autore vuole dire, "Ut b , c a ^ lun « di questo matricidio fosse superbia. 5 Pec,rh (Ar - Mes.) Ma- (i'i-ci-na. Sf. T. degli acquacedratai. Quella >v q «c ho n strettoio, con cui si spremono i limoni. Alcuni lo chiamano , ... ?* (f‘°t ) Ma-tri-cì-no. Add. m. Aggiunto che si dà alle piante Xt^'Uo 1 ^ Ul Vc g ne ' tl i, che. si lasciano di riserva nel taglio de boschi , HTn (c J***’ allevarle, che per semenza. (A) s a.] j So ’ ^Ja-tri-ci-ó-so. Add. m. Che patisce di mal di matrice. [ V. bas- s h> hystericns. Gr. vrrTtptxzs.Red.lett* i.i4 2 - Credo, dico, che que- iL T c ios^ il ° ^ c Re puzzole, inesso al naso delle donne isteriche, o inatri- C01u<: le dicono, fosse molto più efficace per farle risvegliare. p tf -7 . Ma-tri -co-la. [ A/.] Tassa che Ì artefice paga al comune , \i«l;„ erp esercitar* la sua arte. Bardi, i. 128. Di ciò portando in- M irifrnmiu. traui *«.«.... . che matrimonia le donzelle. (A) (B) 2 — IV, ass. Contrarre ed Usare il matrimonio. Rcllìn. rim. buri. 3, $g5. E nel matrimoniar ( segue la glossa ) Ci vuol carne anche li , ma carne viva ec. , Cioè la donna e 1* uomo. (A) (B) Matrimonio, Ma-tvi-uiò-ui-o, [Sai. Unione legittima di uomo con donna. Uno de sette sacramenti de'cattolici. Dicesi anche Maritaggio, Àm- mogl tarmai lo, Coniugio, Congiugio, Connubio, Imeneo, Sponsali- zio, Nozze, Parentado, Accasamento, Impalmamento, Nodo ec- Il ' ’ - '•--u,. woTitMCTorlosn. sacro v Urto, sol v *(liq .V 1 *wcunre la sua arie./.turca. 1. 7*0. s-'* biu a.. Lìtj, a graticola, Se Eugenio gli accetta alla matricola. ®Utn V° dove si registrano que’ che si mettono alla tassa. Lat. al- do fi ; ìnatrieuia, Tettali . Gr. htvxtxtpot. ili. F. 2. 71. Volen- ^to * rai *celhu’c ilei detto bando, e restituire alla matricola, ov'tra H 8tf n r u Litrod. Firt. Da clic m’ebbero benedetto e segnato, scris- ^ (Mip U lna U'oola loro. ^ ^Registro maestro sul quale vengono inscritti il nome , co- ( d tet^l ^ u f r f a > rf à e qualità esteriori d ogni soldato. Fra già in uso Romani.] Fegez. Dunque i cavalieri si debbon sempre al CUarc , e secondo l’ordine della matricola , fare in isclùera Lat. in 68* Chi non A ' r *'l<_GT p c ^ aB > Ma-tri-co là-re. [Alt.] Registrare alla matricola 1 lrì 'Httì. : Or. cuyypàf.111 i!,! ogna insognane La virtù delle pietre e la miniera, Ch’el- 5 a cr, 01ala 8 l hjeUiera. Buon. Pier. 3. 2. ig. Perchè descritti Voi Vl S ' t !. numero al registro Infra i matricolati dello studio. 8r ' lnde . Solenne. I. at. vulgatus, insignÌ3. Gr. isrls-ritsos. ^J»> a gfiiiit' , Vol f'" 1 'ivato a perpetua comodità della matricolata infin- nostrali. ” it../ a ni. rf V Arche.) Ma-tri-cu-la-ri-i. Add. c sin. Lo stesso che Ma- '«icv. (Hit.) 5 ^ia-tri-gna. [Add. e sf.] Moglie del padre di colui, a cui '«Ri , 0 . . .iar tuainifiiHiLu , ,. n _... .. „ monio , Tenere nialrimonio ec.] Lat. matrìmouium, conuuhium. Gr. o stesso che Menta greca./^.(A) WATitisELVA.(Bot.)Ma-tti-sél-va.AA comp.Lo stesso che Madreselva. F-(A) Matrona, Ma-tró~na.{>£t&/.e sf.'Cosìi Romani chiamavano quella donna che w>eva un solo figlio , o secondo altri. La donna maritata ancorché senza 'figli- tra noi prendesi per ] Donna autorevole per età e per nobiltà. _, Madrona , sin. Lai. matrona. Gr. obco&sWou'a. Dittarti. 1. 24. Che fur le mie matrone in tal tempesta, Che cercaro d*uccider tutti i maschi. Amet. i6. Le vergini, le matrone, e ì’antiche madri. Deci am. Quintil. C. Io matrona , della quale i giovaneschi anni niuna infamia di lussuria risvegliò, ec. Dav. Scism. 5 . Per consiglio de'medici tennero la prima notte una matrona in camera, che non gli lasciasse consumare il matrimonio. 2 — Serva di età e di sperimentata fedeltà. 3 —* Donna vecchia che va dietro la padrona in manto , quasi Aja e Governatrice. (Nel dialetto napolit. vai direttrice di bordello , sia da nì'Uiyliion che in gr. vai bordello , sia da malryllc ruffiana.) Salviti» Annoi. F\ R. (A) 4 — * (Mit.) JSome di Giunone , protettrice delle donne nubili. (Mil) Matrona. * JS. pr. f Lat- Matrona. (B) 2 — * (Gcog.) Antico fiume della Gatlìa belgica , presentemente la Marna in trancia. (G) Matronale, Ma-tro-rà-le. Add. corri. Di matrona. Lat. matronali. Gr. b rvis obooà'fcGTfo/w. tsp. fang.Jjim donna di abiti matronali vestita. Lib. adotti, dono. Le donne, quando arrivano a quaranta anni,per. «baio il bello della giovcnludinc , e acquistano il hello matronale./'/*’. As. 81. Essendo per altro poco vago de’ matronali abbracciamenti. 2 —* (Bot.) Viola matronale. V. Esperide. (A) Matronali. * (Arche.) Ma-tro-nà-li. Add. e sf. Feste che si celebravano dalle matrone nelle calende di Marzo. Con queste feste orwravasila memoria delle donne sabine , le quali essendo stale rapite da’ Romani , posero fine alla guerra crudele .che agitavasi fra le due nazioni,^ Mit) Matrone. (Med.) Ma-tró-ne. {Sm. Lo stesso che’] Madrone. t'. Matrone. * (Mit.) Sf. pi. JSome delle Parche , (Mit) Matroneo. * (Archi.) Ma-fro-nò-o. Sm. Luogo separato nelle antiche cinese , ch'era destinato per le donne cospicue. (O) Matroniano,* Ma-tro-ni-à-no. JS. pr . m. Lat. Malronianus. (N. patron, di Matrona.) (B) Matronimico , Ma-fro-nì-mi-co. Add. m. V. G. Che prende la denominazione della madre. Salviti, disc. Ci erano ancora i matronimici, cioè nomi fatti da quello della madre , se ella era stata famosa. (A) Matroo. * (Arche.) Ma-trò*o. Sm. Gran tempio antico d'ordine dorico in Olimpia , eretto ad onore delia madre degli Dei , in cui al tempo di Pausania non esisteva più il simulacro , avendovi t adulazione sostituito statue d'imperadori romani. (Dal gr. meter madre.) (Yan) Matkum.* (Mus.) Sm.Nome dì un'aria p erflauto, che dicevasi essere stala inventala da Mursia , e della quale si faceva uso nella festa della madre degli Dei , donde le venne il nome. (Yan) Mattai. * (Geog.) Mat-smà-i. Città e governo del Giappone. (G) Màtsuri. * (Mit. Giap.) Mat-sù-ri. Lesta delie bandiere. E la più celebre di tutte le solennità della religione primitiva del Giappone , e la principale del dio protettoi'e di ogni città. Essa consiste in processioni e in drammatiche rappresentazioni , con canti c danze frammischiate. (Mit) Matta. [A/.] F.A. Stuoja ; e propriamente quella che lavoravano , e in cui dormivano e oravano i monaci. E ed. il Du-Eresne. Lat. matti, leges , teges statoria, storca, psialhium, S. Greg.Gr.VTopiù^lo&os. ( Il lat. matta c voce celtica. In ingl. cliccsi matt che vien dai sass. menti, in frane natte ec.) Dia!. S. Greg. 2. i 3 . E vedendolo il venerabile Benedetto così concio , feeelo portare in sulla matta, sopra la quale stava in orazione. Vii. SS. Pad . 1 . 180. Convertendosi quasi in una fiamma di fuoco, parca che ardesse ciò eh’ io avessi in cella, e già parca elicsi apprendesse alla matta, dove io sedea. E 192. E inducendolo che un poco si riposasse, c dormisse in su una matta, contri,stossi, e rispuosemi : oc. 2 — * Greggia , Stuolo. Casligl. (A) 3 — T. del giuoco. Caria determinato , la quale a certi giuochi , come qucVo di bazzica , si fa contare quanto un vuole insino in dieci. Per lo più ella è un sette , o un sei. In Francia ordinariamente è il nove di quadri. (A) Matta. * (Mit. Ind.) Idolo mostruoso nella provincia diLaos. Egliha una ricca pagoda , cui recatisi molti pellegrini , taluni de' quali si tagliano un pezzo della lingua per offrirglielo. (Mil) Mattacchione , Mat-lac-chió-nc. Add. e sm. accr. di Matto. Aret . I mattacchioni hanno sempre le risa in somma. (A) Màttaccinare , Mat-tac*ci-nà re. JS.ass.Fàr giuochi o rappresentazione all uso de' mattaccini. Uden. JSis. 5 . 10. Se agli uomini di stima e di riputazione si disconviene fare con la persona il mattaccino, parimente si disdirà loro il mattaccinare colle parole altresì. (A) (B) Mattaccinata, Mat-taoci-nà-ta. {Sf] Giuoco o Rappresentazione fatta da' mattaccini. Lat. mimus , fabula planipedia. Gr. fipos, rò tA.ip.iKcv bpctpcc. S 7 -che Mattajok posto di creta e di nicchi marini quasi calcinati , il quale p et a alla vista suol comparire molto bianco, in più luoghi della T° s ° ^ vien distinto col nome di Biancana. V. (Dal celi;, màelh camp»g» a | l a | ra.) Targ. Viagg. Margone io chiamo una specie di terra sii 11116 mattajone, ma di colore più cupo , e di pasta più viscosa e * cna ’ sull’ andare della terra di purgo. (A) Mattamente , Mat-ta-inén-te. Avv. Con mollezza. Lat. insane , Gr. wr,ihx.Zis , Bocc. nov. i 5 . 20. Li quali esso, non i' 1 ' dosi , mattamente sempre portava addosso. Lab. S. La quale i° ,v \ [ , tamente per mia gingillare donna eletta avea. Pallad. E lasci con , gogua quello che mattamente aveva impreso. Tes.Br. 8. 2. Diccl lll, (. quegli che governa ben la città, dee avere buon guidardonc; dice 1,1 tamente l’altro : non dee. _ Mattana, Mat tà-na. (Sf.]Spezie di maninconia nata da iìncrescun r ' (jl [e che quasi ne conduce a morire. Piene dal verbo Macto, as-. fu dello Morir di morte mattana, cioè di quella morte che gd r spici davano alle bestie destinate al sagrifizio % poscia venne a - f 'r /icore l’ angoscia di chi è condotto a morire. Lo avere questa icf conia si dice Sonare a mattana. Ovvero è detta Mattana dall 11 . 7, Matto, per essere Maninconia, od altro , irragionevole aff’ezion e .m i animo , molto simile alla maninconia de’ malli.'] ( Il Bulle* ® mattana fra le voci celtiche, in senso di follia , cd amadcan p' f lS (li pido, balordo.) Pataff’. 1. Ne hai, ne bai pilorcio , e con Frane. Sacch. rim. l 3 . E quando sentirò clic si comparto -^n nc- il mal eli’i’ho sanza mattana. Tac. Dav. ami. 12. i 5 j. Era r 1 0 curator di Cappadocia Giulio Peligno, d’animo vile ec. , i ua _ di Claudio , che , quando era privato , co’ visi da far ridere P aS * À, mattana. (Qui il lat. ha : iners otiiim oblcctarct .) Bern. rim- E senz’ aver campana , La notte e ’l di soneremo a mattana. o r 2S0. Ora in andandomeli’ io a contare i merli , per fuggire la nl ‘ 1 , l | I i na , lio veduto ec. Malm. 1. 18. Che mojain di mattana, e ci' 1 ']’ 11 ^ d’ozio. » Car. lett. 1. 12. Per fuggir la mattana , soli conte»* 0 farvi un cicaleccio. (N) 2 — * Onde Dare mattana = Travagliare , Molestare. V. Dare 111 tana. (N) _ , 0 . Mattatane. (St. Mod.) Mat-ta-pà-ne. [Am.] Alcuni dicono essere u » tica moneta veneziana d‘ argento , di valuta di quattro soldi. “ „][ nov. 'Ì2. i 3 . Ne era mai , che una candela d’un maltapan no» “ accendesse davanti. ■ 0 . Mattare , Mat-tà-rc. [All.) V .A. Dare scaccomatto. Termine del S l - t , co degli scacchi. Filoc. 6. go. Io ne’ miei giorni con molti ho 0 cato, e mai non trovai chi a questo giuoco mi mattasse, se n0l \,zJ Filostr. E siencen quanti voglion de’cortesi, Cui non mattasse i» 111 10 scacchieri Di cortesia. (Qui. fig.) . ,. e , 2 — Confondere, Vincere, Superare; [o piuttosto Fiaccare, Oppp^mjii AflVangere, Spossare, Stancare.] (Dal tcd. abmaUcn che ha questi» (1 ,i sensi, c che vien da matt abbattuto, spossato, languido, stanco.* 1 „ senso simile i Napolit. hanno ammattoni; e gli antichi Eianc. av el - mailer. In gr. matto io pesto. In ar. machteti alterato di colo 1 ' 6 ' ( la tema. ) Fr. Giard. Pred. S. Il minoro c minimo scolajo 11 chcntunquc fanciullo, sì gli vince e inatta e confonde. Coll. j,i, Disputando della natura di questo vizio co’filosofi alcuno de’P a cC . 11 quale il credevano mattare come un villanelle, per la semph cl . Frane. Sacch. nov. 6 7. Messer Valore cc. disse cc. : non trova 1 a tto nessun uomo che mi mattasse , ed un fanciullo m’ha vinto e » n0li (cioè mattato.) Frane.Barb. rjg. 6. Ma sempre guarda eh’ esso ti matti. .. p a0 tr. 5 —* Ammazzare. V A. e L.Rim. Ani. Cecco Angi/eri.Ris(»» ì ^ l ’„" podi’ io t’avrò a mattare. (V. not. Guitl. Leti.) (V) Vegeti. ' fette mini coh mazzafrusti e con rombole confondeano con litonde P t . coloro che le bestie reggiano, e mattavano. (Cioè, confondevano e tavano. Il lat. ha mactarent.) (Pr) , nj a ltO- Mattato , Mat-tà-to. Add. m. da Mattare, [ che dicesi anche V. Mattare , f. 2 ] Cr. alta v. Matto. V. §. 10. , (B) Mattea , * Mat-tè-a^ Tea. IV. pr. f. Lat. Malthaea. (V. *» Non P iote a 2 — Proverb. Uccellare la Mattea” = Burlare , Beffare novelle. Lat. illudere. Gr. y-ur.xzofi. Car. lett. 2. 117 Venir cosa che più uccellasse la Mattea, come si dice. (.! * —Dondolare la Mattea, Minchionare la Mattea. V. Dona ola* > e V. Minchionare - -, -,- . - Matte®. * (Arche.) Mat-tc-e. Sf. pi. Con questa voce i nlen J eV Jtoà- va. senso di schcrzcvo e; senso che si dà metaforicamente a questa voce Servizio di vivande delicate , 'tritate e condite con aromi. ^"Lgitri ni molti luoghi d Italia.) C ani. Cam. igf Mattaccin tutti noi sia- che in greco questo vocabolo indicava ogni sorta di ‘f* os /là » c come di pesce e d’ altro. (In gr. maltya splendidezza, s0 » 11 banchetti.) (Mit) i tu* d> j-w aia ulwiuv v*j. uuv,i uiu* V«*, anziché invecchiare e matteggiare. 33 Bari. Simb. 1 ,i 5 . ìli. ‘'omana. vista. / f l 'o^ IA J ICA ! Mat-te-mà-ti-ca. [tV/i V. G.V. e di’ ] Matematica. Pras. Don ì’■ 122 ’ Ee mallematiche , tanto esquisitamente sapute da lui . ^atichePfT. 0 ec. Salvia.Pros. Tose.1. 3 S 3 . Lo studio delle mat- » fiiattrm f- ec " ìoce si , che cc. E2- 36 . Ragionando ec. delle lodi della cc ’, ^ce ec, (Br) bamboleggiare un vecchio ; matteggiare la sapienza S189 Mattia, [Sf V. A.F. e dì 3 Mattezza. Lat. stultitla , insania. Fior, Vivi, A. M. Mattia è vizio contradio alla virtù della prudenza. Fi\ Griord. Pred. S. Questa c una inatlia a dicere , o a credere. Amm. Ant . 1, 1. Bellezza spesso è segno di mattia e superbia. Mor.<8\ Greg. 12. 21. E a tanta mattia viene il misero, che essendogli eziandio posta davanti agli occhi della mente la durissima sentenza di Dio, nondimeno egli si lieva contra lui. 2 — Balordaggine, Scempiezza, Sciocchezza. Dant.Inf.20. Prima che la mattia da Casalodi l)a Pinamonte inganno ricevesse. (INI) Mattiaci. * (Geog.) Mat-ti-à-ci , Mattiaqui, Antichi pòpoli della Ger- -..us • / mania. (G) Poi c^ 0 ! 1 S1 occupano sopra gli univarsali principalmente ec. lasciando Mattiera, Mat-tiè-ra. Sf. V. A. Lo stesso che Matterìa, Matte zza 5 ,*5». Sir,„ S ° UÌ ^ ÌeZZe e certi tritumi ec. ai mattonatici. Dani. Coni'. forse così detto da Franco Sacchetti a cagion della rima. Tu se’già, * r °vai' lCC 2 me . anc °ra per virtù di loro arti li mattonatici possono ri- Agnol, scorso in tal mattiera, Che d’ogni sacco al tutto tu se’sperso. (A) U* nie e * disc. 1. 3 81. Da quella scuola non uscirono sola- Mattiero , * Mat-tiè-ro. Add. e sm. F.A V. e dì Matto. Guitl.Lett. di fi,*?* matteinatnù cc., ma ec .E fói. Ritrova un gran numero /p. go. Esso sapientissimo Salomone disviato e mattiero. (Così va 6 * *23 *c ; Xl01ia mano di mattematici, e molti umanisti. Pros.Fior. letto e non EmaLtiero.) (V) ~ •.* Scusatimi, ncrrhc tinnir» in mm rr*» f-n r»«’n cn«né>ttn ìnnr*»« Mattina, Mat-tì-na. [A/Ì] La parte del giorno dal levar del sole fno a mezzo dì. — , Mattino , sin. Lat. inane. Gr. *pwi. (Secondo‘i più, 1 filosofi' 0 - ’ Mat -te-mà-ti-co. Sm. V". e dì Matematico. Gal.Sist.i 5 y. »>o \\ oc Usah-mi s perchè siamo in una certa ora sospetta, ed io non muttemalico del mondo. V; IIC0 - A dd. ['«• r. [Hai. * e ih \ VI ai ima ti co..7 Vm. J'ior. 3.2ig. Ove C ■Salh, ’. Gvc * 90stmni, ove Je speculazioni naturali, soprannaturali CrC( ìenti lla ^ C ^ C S1 vitrovano. Salviti. Disc. 1. 65. Abramo , padre de Nitidi eC ' ! ^“peritissimo in tulle le mattematiche facoltà. E 226. l ’»li fil Q tl ^ ceva che le matlematiclie discipline ec. non fossero da’ mo- Ìalv oU a S ° fl ec- cos > prezzate. E 36i. I precetti sono buoni, ma sono liuteria C ° ln ® l e speculazioni mattematiche, le quali, adattate alla ’ ,I’ at ’ scono le loro tare. Ili 1 Ai1 (Grog.) Mat-tèm-ba, Matamba. Sm. Distretto del remo Sto S f l >‘Ala Guinea inferiore. (G) ò ■e»!. j’|, "lat-tè-o , Mattia , Mattio , Tejo , Maffeo, Teo. _ZV. pr.m. 'ano j ‘'. a eus. (In ebr. mathahh spandere, estendere; ili gr. mateos . Ffi s ^ n “til e j in celi, match buono.)— Uno degli apostoli edilpri- * <^ Uatlro evangelisti. (B) (Vari) ®d/ e 9°8 ) S. Matteo. Isola del grand’Oceano equinoziale. — Una sf 1 Impipali isole dell’ Arcipelago Mergui sulla costa dell tndo-Chi- pto, f'j\“‘ ÌCa ’ — Isola del mare di Bering. (G) 'fé , l- Mes.) Sin. T. de’ vetrai. Seccatajn, dove si mettono a slagio- ll?' c §a ad usn della fornace. (Dall’ ar. mattha che il GÒUio fascere curavit lignum viride. In ehr. mot pertica, stanga.)(A) Ihfte Aiie '" 1,1 Mes.) Màt-te-ra. Sf. Arca dove si fa il pane. Antica- w ì e ’ me S i ‘° Madia o Asse. — , Mattora , sin. (Van) (N) ’ Mat-te-rèl-lo. [Add. e sm-] dim. di Matto. ’ (^r. Mes.) [Am.] Legno lungo e rotondo, su cuis’avvolge t, "4 Per ispianarla e assottigliarla. [Dicesi anche Matterò.] v-’ Or’ labte-ri-a. [19 jJ. a -‘° T:r is. Er. Jac.T. 1. 7. 1. Or udite matteria Della pazza èit Prùd' <0, ‘ ^ llL Ca P' ’’ 6 ' Maltcr * a è contrario vizio della virtù ìi c tUZa ' ^ ecìiz ' A.oma legge pazzia.) E appresso : È la / |Q ol ffmova con esso coloro che sono palesi matti. i> ( L' ediz. di » tu»».: ( “ la pazzia continova .kC’Hb) s ì fin BaeMe da matti.] Fir. Disc. Ja ‘ f . e 16 »0 malterie Vte-r . *0, Cl j come sono coloro che sono pa- Udcndo il mercatante an.gs. ro. Sr, ; .-'io; e u ai. Pezzo di legno grosso, ovvero uno stecco, un tl)f l«o. . , a ' l ' tcame ntc Legno da bastonare, quasi Matterello o Maz- diit 11,01 Ij., | cc lB mat per bat bastone, ed er lungo, grande. In . lq * “latte,. 5 * ° llt ì 1 yer 8 a 3 stanga, pertica.) Er. Giord. 66. Chi desse *1*4. “'ori» VÀ, ca P° a 11110 ; Aove sta la memoria , sì perderebbe “W 1 t'iclr, k t ‘ ì : ró ' ne ' e sm - acci-, di] Matto. Belline, son. tati 1L “o in , C h ),utti 1111 matleroue; M a e’ t’ època fatica, al mio parere. «V^iuole, * .'A'-rùl-lo. [Add. e sm. dim. di Matto.] Quasi matto .—, “VV 1 S " 1 ' Lai. insanus, delirus, stuitus. Gr. irapdfpuv, pupo’;, S <( °Ì -/vi'V^-sa. [àuV 0 ùtz,'à T Jcmenza 3 Pazzia , Stoltizia , Bellezza, Eorsen- , Ull ento p 8ca rsczza di senno per debolezza di scusi o per po- >r a ,. ° 0 stralvof “ ZZ ' a 0 «'apoa 117 -. 3 cli sellll ° cagionata da riscal- h Ì^U-.j 0 Vau e „_; S'Wenlo dì lantasia. Eollezza è inconsideratamente N h,!i ^eFonJtT’ S ‘ Cchè StoUilia è P ( '8? io che Pazzia, e questa h tio toh ‘i cu ° sentii anz * dalla Pazzia e dalla Eollezza si può lor- D 1 '» eoo*' 11 ovganh, 1 ^ ’ ] 11011 a. N. df ' " h >th u iif\' P]’- m - V ariaz. di Matteo. V . l.at. Mathias. hhuiT^'Uadue ^ uaere >. e juh signore : Tendere al signore.) _ Jo ij °te. —• lmp e , U . Ce P °H. di G.C. sostituito nell’ apostolato « Giu- ~~ Al- (/■ r ; “ 0, y 11 Germania fratello e successore di dio- a Ungheria. (B) (Van) vien dal lat. matulina hora ora mattutina. In celt, gali, madainn , irl. madaìn, in frane, mettiti mattino .^Dant.Purg. g. Kell ora che comincia i tristi lai La rondinella presso alla mattkia.E 1 Par.3i.i8 .Da mattina La parte orientai dell’orizzonte Soverchia quella dove il Sol declina. Petr. son. 21 7. La mattina è per me più felice ora. Bocc . nov. ig. 20. La quale la seguente mattina montala col famigliare a cavallo, verso la sua possessione prese il cammino. F nov. 20. 4‘ Il quale poi la mattina, siccome colui che era magro e secco ec. , convenne che con vernaccia ec. nel mondo si ritornasse. 2 — * Strano costrutto. Bocc. g. 8. nov. 6. Aveva Calandrino la mattina che costoro giunsero il dì, ucciso il porco. ( Cioè , la mattina del giorno che cc.) (V) 3 — * Nota uso. G.y, lib.1 . cap. 80. La mattina per tempo anzi dì. Vii. SS. Pad. 3. 233. Venuta la mattina per tempo. (V) 4 — " Ed aggiunto senza articolo a nome di giorno per indicare lo Spazio anteriore al mezzodì. Sig. f^iag. Moni.Sin. 52. Poi il sabato mattina ci partimmo, e giugnemmo quasi in sulla nona a uno castello che si chiamava Ebron. (N) 5 — Proverò. Il buon dì si conosce da mattina. V. Di , J. 33. 6 —’* Chi ha a avere la mala mattina, non occorre che si levi tardi; e vale Che ì avrà in ogni modo. Serd. Prov. (A) 7 — * (Icon.) Giovanetto alato che librasi nella regione aerea\ porta sul capo una tela dalla quale grondano delle goccio d' acqua , simbolo della rugiada ; presso di luì si vedono alcune rondinelle svolazzanti. ^Mit) Mattinare , Mat-ti-nà-rc. {.Atti} Far mattinata , [nel sign. del 5- 2 * 1° stesso che Ammattinare. F.} Lat . matutìnis lioris psallere, canore. 2 ■— Fig. Recitare o Cantare il mattutino. Dant.Par. 10.1 fi .fie\Y ora che la sposa di Dio surge A mattinar lo sposo, perchè 1’ ami. But.ivi : A mattinare, cioè a diro lo mattutino, e lodare Dio, che c lo sposo suo. Mattinata , Mat-ti-nà-ta. [*y/.’] Tutto lo spazio della mattina , come Giornata si dice Tutto lo spazio del giorno. (In provenz. matinada. V. mattina ) Faine. Saccfi. nov. 188. Tornò a casa sua ; e parendogli aver fatto una buona mattinata, pensò di presentare la trota al signore. Sen. Pist. Dormìa sino all’ora della terza passata, e quest’ era la sua mattinala. j> Pule. Bec. i3. Se tu vuoi alle volte un’insalata ec. , O se tu vuoi di fior (f altre ediz. hanno fuor) la mattinata, O ch’io pigli di granchi un mazzettello, ec. (B) / 2 — li cantare e sonare che fanno gli amanti in sul mattino davanti alla casa della innamorata; come Serenata, Quel che fanno la notte al sereno. Lat. matutinum amantium canneti, matutinus cantus.Gr. irpuu- stìvKKic». Bocc.nov. 25. 10. La quale il lungo vcggtuarc , larmeg- le mattinate muovere non ayean potuto. Bvanc.Barb. z52. 14 E quando il giorno è longo , Mattinale t impongo. < 2 _ [Onde Far mattinala o la mattinata. fCFare mattinate.]! ass.óog. Io canterò e sonerò per amore della gloria, e facevaie la mattinata, 3 — Composizione da cantarsi per mattinata. Cecch. òtuiV. 1 . q. lu puoi star poco a compor de’ sonetti E delle mattinate. Matttnàtore, Mat-ti-na fó-rc. {f^evb.m. di Mattinare.] Cheja la Mattinata, o v’ inteiviene.[Lo stesso che Ammattinatore. F .] Buon. tier. 4.1.8. Ecco il mattiuatorco’suoi compagni, Che fa ritorno al luogo. Mattino, Mat-tì-no. Lo stesso che ] Mattina. F • Lat. inane. Gr. 7 rpwt, Lucan. In questo ragionamento, che Bruto e Catone facevano, già era sorto il mattino. Petr. canz. g. 6. Canzon , se 1 esser meco Dal mattino atta sera T’ha fatto di mia schiera , ec. Dant. Inf. 1. 3y. Tempo era dal principio del mattino. E Purg. 2. ià. Ld ecco, qual suol presso del mattino, Per li grossi vapor Marte losseggia, » (Il Monti osserva che dee leggersi sul m vece di suol.) ( ) , a — Levante. Pani. Inf 26. E volta nostra poppa nel mattino. (Cioè, avendo volta la nostra poppa al lato di Levante, pei navigate 3 — ’i'ì maturtmo.nel z.signif. Vil.SS.Pqd. 2.280. AveiiJo AliraanJ coi»], pinta di cantare i suoi salmi e’I mattino, h 4- 3i9- “ ' 1110 all’ora del mattino non calò di piangere per dotale. ( ' «s 1 ^ <: la di piangere; o non iscemò il pianto, /órse, meglio.) Va. ò. M.Mudd. 125. Digli da mia parte , che cc. mi debba aspettare solo nella sua chiesa all’ora del mattino. ( Di svito dive : entro solo nella chiesa all’ora del mattutino.) (V) ili quarto libro delle Vile de SS.Padri Stampato in S. Orso l’anno i 474, eA C ° d, f della libreria Gian, filmai leggono Mattutino c non Mattino. Nell esempio della Vita di ò’ M Mad. Cottimo codice della Barberina di Roma legge pur Mattutino": e però a nulla autorità è appoggialo Mattino per Mattutino, in senso d' una delle ore canoniche.) (V. Z.) ^ _* jq biion mattino, posto avvero.— Di buon' ora , Per tempo. V . Di buon mattino. (A) vov giare ago MATTIO Mattio , * Mat-t!-o. N. pr. m. Lo stesso che Matteo. F. (B) 2 — * (Geog.) Isola del grande Oceano equinoziale. (G) Mattiola.* (Bot.) Mat-ti-ò-la. Sf. Genere di piante delia famiglia delle rubiacee, da Plumier dedicato al Mattioli. — Nome di (diro genere di piante crocifere fondato dal Decandolle con alcune specie del genere Cheiranto. F. (O) (N) Mattissimo, MaMi.s-si-jiio. [A elei. mi] superi, di Matto. Lai. stultissimus. (ir. à'PponaTaras, Er. Giard. Pred. S. 54• Matti sono , e mattissimi, imperocché in quello sta tutto il'peccato. Guitt. leu. l3. Onde vien lui ciò che da mattissima orbata scienza. » (F. Orbato, che ha: Gilde vien da lui ciò, chcfse nonjda mattissima orbata scienzia? ) (V) MattitÀ , Mat-ti-tà. 1*V/.’} F. j4. F. e rfi’Mattezza. Lat. insania. Gr. /sto pia. Mot. S. Greg. io. 27. Tutto quello che l’uomo adopera innocentemente , costoro si pensano che sia mattità. Matto. Add. [e sm.] Pazzo , Stollo. —, Mattiero, sin. Lat. stultus, insanus, demens , mente raptus. Gr. gaipós, ivribns, ùvonros, £f t\ùv. Br. Jac. T. 6. io. 4- Chi per Cristo nc va matto , Par agli altri mentecatto. 3 — Andar matto d’una persona 0 rimile vale Esserne così innamorato che quasi abbia perso il cera elio,Onde dicesi II tale ne va malto , ne impazza , ed anche II tale ne gira. Malm. Baldone è innamorato Della Geva di Corte , e ne va inatto. (A) 4 —-* Col v. Dare: Dare nel matto =Far cose da matto, Rallegrarsi estremamente. V. Dare nel matto. (A) 5 — [Coi v. Essere:] Essere come il matto nc’tarocchi — Entrar per tutto, ed Esservi accetto, grato. Cecch.Corred. 3.6. Io era tra loro ( come Si dice ) il matto ile’ tarocchi, c ’l sale Delle vivande loro c de’banchetti. 6 —* Col v. Volere: Volere nn ben malto~ Amare ardentemente una persona. Lo stesso che Andarne matto. (A) 7 — Proverò. [Chi nasce matto , non guarisce mai:] dicesi per mostrar la difficoltà di guarire dal mal della pazzìa. AUeg. 33g. Chi nasce matto , non guarisce mai. 8 — [Sa meglio i fatti suoi un matto che un savio quelli d’altrui]=Co- noscersi meglio da chicchessia il proprio bisogno, che da qualunque altro di fuori. Ambr. Berti. 3. 7. Sa meglio i fatti suoi un matto, Che un savio quelli d’altrui. 9 — Un mallo ne fa cento =: Praticando co’ matti , si corre il risico d’ammattire. Lai. uvuque conspccta livorem ducit ah uva. Bue.n. Pier. 1. 2. 2. I pomi guasti Guastano gli altri ; un matto ne fa cento. 10 —[7. del giuoco degli scacchi.] Matto per Mattato, add. da Mattare. [F. Mattare, §. 2.] (Dal pers. sciali re , e mate è morto, onde sciali mate che corrisponde all’ ital. scacco malto , vale il re è morto. In dir. meth morto.) B’iloc. 6. 8g. Ma se voi aveste ben riguardato il giuoco,prima che guastatolo, averestc conosciuto che io era m due tratti matto da voi. -■ Ari detto giuoco alcuni chiamano anche Matto l’ Alfiere , traduccndo letteralmente il frane. Fon. (N) 11 — T.del giuoco de’ tarocchi, e micchiatc e simili. Una delle carte, che è figura di conto , la quale si confà con ogni, carta e con ogni numero , e non pub ammazzare , nè essere ammazzata.Eag.rim.Quol malto entrar vorria in ogni verzicola. (A) 1,2 — T. nel giuoco de’rulli. Matto c quel Rocchetto che è senza numero. Malm (A) j3 _ * (Zool.) Penna malta : Così dicesi ne’ volatili quella piuma piu fina che resta ricoperta dall’altra addosso agli uccelli. F. Penna,(A) 2 _ * E vale tinche Posticcia, Finta, Soprapposta, Bocc. nov. 4. 2. Avendol già tutto unto di mele ed empiuto di sopra di penna matta , ec. (0) (N) Matto-Grosso. * (Geog.) Lo stesso che Mato-Grosso. F. (G) Mattoi.ina. (Zool.) Mat-tolì-na. [Sf] Spezie di allodola [piccola.] Cr. alla v. Allodola , §. 1. Mattonane ,* Mat-to-nà-me. Sm. Nome collettivo. Pezzi di mattoni. (Van) Mattlnamento , Mat-to-na-mén-to. Sm. Lo ammattonare .— , Ammat- tonamento, j (() d solve , ma non quello che è cotto ; cosi 1’ uomo, che non 0 c0 gei' 1, fuoco delle tentazioni, non vai nulla, quantunque abbia scicn ia ’ |,i Ori. 1. 21. 2. C’hanno più fondamento e miglior piede, Ch e 11 j fila calcina nel mattone. Cirijf. Calo. 1. 33. E traevan coec$ì c ^ v c< baldoni Alcuna volta per ischerzo o gala , Che cavava» I* ! pi* tra’mattoni , E spazzavan le tre ogid gran sala.» Baldin-f nC ’ r ti, e . In Toscana i migliori mattoni formausi di terra che tien di c , a lit® che biancheggia , cd anche di sabbione maschio , che è una D,,.,-) di terra, la quale pende in rosso. Non è atta a buon lavoro*• j,pipietrosa , sabbionosa , e renosa ; è però alluna la ton a San’ 11 !’ ]¥' fina , e la Modoncsc ; in Ispagna la Saguntca , c nell’ Asia 1 gamella. (N) . , c ,tli ! °’, 2 — Dare il mattone, e Quando a panni Inni con un m^ toì . suvvi un cencio molle , si lievan le grinze ; onde in pi'o^ r ' /l ° 0 ^ o Fare il mattone a mio zr: Dime male, Fargli aleuti dtt* nl ° 9 d’importanza. [ V. Dare il mattone.} Lasc. Mosir. si. 2 9‘ gli volle già dare il mattone, E fu per rimanerne aitili Sìbili. 3» Diavol ! che voi non gli diate il mattone ? 3 .— Fare il mattone a uno; [lo stesso che Dare il mattone. K ■ $; 2 ‘ 6. j3. Or le superbe pietre e i diamanti Alla lor libertà fanno d ^ — X. elei giuoco. Uno de’semi delle carte da giuoco, p tlt mente Quadri. Malta. Per non far monte in su i mattou 5 — (Archi.) Mallo» sopra mattone. Sorta dì muro di mattoni, [che noti eccede in grossezza (fucilo di ttno ^ 1 e 'l J (j, ^ cesi anche Soprammattone assolutamente. Cecch. J)issh> 1 ’ ’ loro spezzare quel matto» sq>ra mattono , che divide ^ dal loro. « Frane. Sacch. nov. tQ2. Non essendovi alleo 1 , che ’l muro di mattone s ipnuwnattone , come detto è» 5 _ (Marin.) l-a fune che si attacca alt’anello che sta nel c l antenna alt albero maestro della galera. ($) o^ flìl ° Mattonella , Mat-to-nèl-Ia. Sf. Diconsi cosi Le sponde che tavola su dì cui si giunca al bigliardo. (A) jctU 0 ’ 1 * 3 — Far mattonella o Giocar di mattonella ==: Colpire hi ^ ^ prima di colpir la palla. (A) (N) Mattoni ero. (Ar. Mes.) Mat-to-niè-ro. [Add. e sin. F orn ^,L t $ i],f ì' toni,'] Artefice che fa i mattoni. Lat. laterarius faber.cW- ^ jj# [ Feinb. letti 1 - 12. *1° tenuto mercato con legnajuon , meri, e maestri di casa. u pilli’ Mattora. * (Ar. Mes) Màt-to-ra. Sf. Lo stesso che Matte* a __ S. Greg. 2. i3. Feeelo porre in un albone che volgarii) eI1 ma mattora. (N) ,. )G e f-.f Mattha. * (Zool.) Sf. F. G. Lai. mactra. (Da mactra w a | \}ì‘ o Ja vC di conchiglie , tipo della famiglia dello stesso nome, sta 'i l0 ine d" nco, le quali /brinarono altri vttrii generi. Desunsero tot 1 . 7 s* 1 r> . . Jj ./ 4 , \ loro forma a foggia di me Aia. (Aq) una spezie minore delle elitre. [ F. Frosone.] Burch. 1-5. mattugi c i liofanti Tengon serrato Stazio in sagiest‘ a ’ ‘A’ 2 — [Proverò. Mondagli l'orzo ch’ei non è mattugiosscy^F.^/*' scelta , perchè egli è molto delicato , che non è come F / » ]' o> tuge, che sono più rozze delle Atre.] Patcìff. 3. Mond» . eh’c’non c^mattugio. , nin iattl .‘ d' Mattutinale , Mat-tu-ti-nà-le. Add. coni. Del mattutino o ileg ,0 ||, c ' Lat. matutinus. Gr. sVj ivós, Declam. Qaintil. P- E M mattutina! sole, mi atlùtico a’ continui lavori. E nfP 1 chè la mattutina! rugiada cogliessern. . * Mattutino, Mat.-tu-ti-no. Sm. Il princìpio del gioraf. L c ‘ j,r tempus. Or. rò Bocc. nov. 2Ò. 20. Vi voglio ? p 0 ^cl lC vostro amico, anzi diavolo del ninferno , mi fece staiW a jj’ oi*'• nanzi mattutino. E Xil.Dant. 66. Era uria notte , vicl !^ c0 pO’^ 0 ^' 0 noi chiamiamo mattutino, venuto a casa sua il predetto ^ Frutt. ling. Nel mattutino ìlebhe pensare come hi s t; Ll jj ,,aed u 1 ed « sammato. Onid. O. /l l cont II È da sera il ligustro o il molle acanto. (Br) doti tir ^ a . noil 'ca clie un tempo si diceva innanzi giorno da’ sacer- Jjj XOn 0 ^ lro mattutino ] Lat. matutinum. Or. fyUpos. Bardi. 1 . 6g. (■ j. 0 ,! I1 'ott | itiuo avaccio , avaccio, Senza tonaca, cotta o piviale. Q" csti ^ ial ' minori hanno questo costume di sonar taa UuP 1 ” lat,;[ dmo in sulla mezza notte. Morg. 1 -j. 123. Qui innanzi 3 ^ -p in S :a terza suona. vi c i H rov . eì ’l>. Chi ha il mal vicino ha il mal mattutino — Il cattivo P a Rn'° Ci no J a tulto II di.] Albert, cap. 16 .Non solamente la mala conisi ,e ìa ’ 11111 eziandio la mala vicinanza è da schifare ; che , siccome 10 igarmente, chi ha’l mal vicino, ha’l mal mattutino. Atld in. Da mattina; f onde si dice : Ora mattutina, Stella 2 , y-- ' Ula > Rose mattutine ec.] Lat. matutinus. Or. éw3mos. Bocc.g. 2 - f-ogli occhi vaghi, e scintillanti non altrimenti che mattutina 1' a u' ,'et. gg. Lucenti più che mattutine stelle. Dani. Purg. 1 . 11 5. alla | U Vlil ee\ a l’ora mattutina. E Par. .32. uiS. Cosi ricorsi ancora lll: iu'l' Ul ' in \^ colui eh’abbelliva di Maria, Come del Sol la stella fitd,, 1 1U Ì!:. Tuss. Ger. i. 15. E porgea mattutini i preghi suoi Gof- con i a ^ 1<> .! com’egli avea per uso. Bemh. Asol. 2 . 125. Contendo a 4 colorita freschezza delle, mattutine rose, noti, T7 f ¥ quasi in forza di avv. Al mattutino.] Tass. Ger. 2.56. Ed 2 /■],. u : lento a suo diporto vada, Se parte mattutino, a nona giugno. J. 2 IR'e mattutine. Lo stesso che 11 mattutino , nel sign. del Strilo-p 1 ' 4 - 5 1 ■ Ui nutle camminando, pervenne avanti il Catit,, a a Radia di Camaldoli ec., mentre i monaci le oca mattutine la '’a U0 . (yj ’ MATURO 291 3 , badie mattutino, Padre dii mattino. Z Some col quale era «Utt* 0 Giano siccome dio del tempo. (Van) \ 5 ^d-tù^-so. Add.esm. dim. di Matto. Lib.son. Matto, pazzcrel nidiace, Te nc daiò ben io infìno a’denti. (B) ì (Ceog.) Ma-tu-à-io. Isola della Nuova Zelanda. (G) » CGeog.) Ma-lù-ca. Regno della Cafreria. (G) \Mip ' (Arche.) Mà-tula. Sf. Nome di un vaso destinato a ricevere umani. (Van) ^ ATlr 4 m Ma-tùra. Città dell’isola di Ceilan. (G) c ENTe 3 Ma-tu-ra-mén-te. Aw.Cvn maturità^ Consideratamente, Lut. considerate, prudenter; mature. Gr. ìa’xsfi jcrsi'ws, ^ Vo^! ’ ^paL/j./jocc g.q.p.3. Altri, più maturamente mostrando 1 dire , hanno detto che cc. •' tor. Eur. i5rf. Ugonc i! Maglio • as sin) COtlS ^ ei ’ an ^° maturamente quanto le cose di questo giovane an- jd S(Jfi 0 sormontando ec. , operò tanto cc. Berti. Ori. 2. 3 ; \ 2. Onde Uv, success 01 *, Maturamente Far dee, disse, le cose un noni valente. a y ftTo 3 Ma-tu-ra-méti-lo. [Sm. Lo stesso che Maturazione, F.] *Vi i0 1 , * 1( >. I quali tutti, gli ottimi maturamunti comandano che nel fi i q li€ " cl hlamc si facciano. E 5. s3.3.Ma non è da immaginare che * 1) ° liu P l e t5 naiìlc nto e maturainento la pianta femmina abbisogni, k {j; eil Ul ’ e c Donare ìnaturanunto^ A7aiur«re. Magai. Leti. 5. Tutte dazioni de’ j Vultifcri albori , mutimi) i loro frutti al sole , il d° 1!;l maturamento e perfetta digestione.. (N) ^Ma-tu-ràu-ti'. [Pari, di Maturare.] Che matura. Lat. ma- Poti Osi T i" 0 ''''‘■"'““"■"i'. Cr. 2. 18. 4- P- ssl luoghi del monte son va- " .ftlèd ] y a P 01e a j l| la il maturante «caldo. Wq ^«u Medicina maturante, cioè, Digestiva, Suppurativa, Ch’è Dicesi , J ' -- ioti "■*&- ai ‘vliz »? accelerare la maturità di qualche ascesso o simile. tanti alat m'ativo.] Folg. Me ss. Si vorrà poi usare medicine ^«j.poi purganti.,) Cfjcch. Bagn. n3. l'icst» ■ , afll| isso , e il moto , e il calore , i li,. .-V isl 1 . -■ matu- S’ intende , come accre- e le forze vitali, possano ^Ui? ICa iUem Se ac< l t ' e "‘ternamente servire di suppurante e maturante 13 less, U4tl ' 8 4SB 1C1 »f ’ 0 a ^ a cno cc. (B) . NU,,. Ma-tu-ri., e. A', ass. Il venir de’frulli a perfezione. h’ 1. .?/1» r " ' ^ A m» Lat. maturescere. Gr. Tirfxtvto'Szi. Pit. SS. Pad. affetta di maturare per far lo vino, per- t v 1 allegri il cuore. Cr. 5 . 12. 9. Quelle che sono dei 1 n e lle> loro arbori maturate , sono diverse per la diversi- t S>»eitCdi a di“ ltà ' LaL InatU, ' are - ^ , Uv a 5 ;,l • \ l : Bat. matui sa-,;; l u S lla ntcmente s’ Kl te ttan, *“ 8 U5t <>, e ralle; «a. ti. ^ Per Wcae s tale e dell’autunno i tor frutti. Vi 3 ?. lla palM^' C* ’ <• 7- 6 . Allato alle capanne delle bestie si fac- t-. ‘“ftacid' » ’ °y vero f° s sa, per maturar lo letame. (Cioè, acciocché 4 '* ta il li.i., 't” ^ 12.14. L’acqua del palude convenientemente ma- > Per if e * V : (*) ’V" t-L* fine , compimento. Lat. perficerc, absolvcre. Gr. p *°ger Dant.Purg.1g.q1. Dicendo ; spirto, ili cui . ér s °, 41. è? ° TOl sanza il quale a Dio tornar non puossì. E ap- Ò ^ cl lc tu‘cì^ ( ; la tua stanza mio pianger disagia, Col qual matura G • lt ale Cei ^’ sti U ' Cc .‘ s 'tor. U ‘ la ,., cosa consideratamente c con maturità di consiglio. R ^TA'libp,.!. . .9- Abbiamo pur nome per tutto di maturare le no- Da e ((pP -- Ul^pjwi - ^ j^iunucjcuc ixun j»«i vii ; Chtq n la f 0S ? e . tor t°)Sicché la pioggia non par che ’l maturi?/?»^ Pù ni "• llu P yl 'occhè non s’ammortava p ti Gr. Ki'KtzlvM. Cr. 1. 7. verse generazioni di peri e meli , che maturino 1hvjìi oaiuiuw llu ’' 1 per la sua superbia. (rf^ldùc S ' r < ^ eUo del Calmarsi e Regolarsi delle passioni. Nord. s^, l * Gi 0 p ai T . ^j^ciandosi a maturare quella sua naturale veemen- s ì ,l j de'Medici), e la praticata riducendosi in arte, ues- , *.! 52 ?» » vien quassù a’ nostri raggi si maturi. (N) ^* faglia * em P° e con l a paglia à maturan le sorbe o le ne- 10 — (Chir.) Dìcesi dette aposteme ec. che si avvicinano al loro maggiore aumento. £ Altrimenti Suppurarsi.} 0 Matdbativo , Ma-tu-ra-tì-vo. Aaa.m. Che matura , C Ch* è allo a maturare .] Lat. maturandi vim habens. Gr. itsTax.vrtx.vs. Red.Ins. 26. Se’l caldo maturativo della stagione non gliele facesse nascere in corpo, 2 •— {Parlando dì Unguento, Impiastro o simile , vale Che maturandole conduce alla suppurazione. È però dicesi anche Digestivo, Suppurativo , e grecamente Diapieiico. P'. Maturante,$. 2 .3 Lib. cut. malati . Gli unguenti sono di più maniere : maturativi, difensivi » ec. E altrove r Mettivi sopra un impiastro maturativo. Tes. Pov. P. S. cap m 18. Guardati che non usi fuora cose ripercussive , ma cose dissolutive , attrattive e maturative. 3 — * Disposto alla maturazione o suppurazione. Lib. cur. malati. Il sugo, impiastrato sopra le posteme maturative, ha virtù di apita're la loro maturazione. (N) Maturato, Ma-tu-rà-to.jtf. e (ir più chiaro. Red. Ins. i3l. Molte di queste farfalle, appena c> ron nate , fecero le loro uova ec. di color mavì smontato, c °^ pjitr ,Jc> lt>* sottil punta nera nel mezzo. Ed Esp. Nat. 5. All’ intorno so» d’ un mavi scolorito. Buon. Pier. Intr. 2. 7. Se sia giallo , “.edt f> Vìinnrtv . n irwitn H elii.itmLv r> i-nnr! h' X < A' l.'.l .» nucU o bianco, o ro^so, 0 sJjiavato , o mavì. É 5 . 5. 6. Éd a c ì llC aDt col di'appo mavì Cadente dalle spalle , traforato , Sfioccato , j ' tempestato. Maini. 12. 33. Spiegasi prima sopra un tavo* lo abito mavì di mezzalana. - v (B) Mavilo, * Mà-vi-lo. N. pr. m. Lat. Mavilus.(Dal celi, mawl 1 °“ ' Mavra. * (Geog.) Città della Tartaria indipendente. (G) . jp' 7 ’ Mazaiìue. ’ (Filol.) Ma-za hù-c. ISome di Demonio. (Porse co* 1 . g{0 0 perchè rappresentalo sotto forma di bue; dal gr. maza massa L di argento , c bus bue.) (Van) Mazaca. .eli' (Geog.) Ma-zà-ca. Antica capitale della Cappadof 0 ' Tiberio diede il nome di Cesarea in onore di Augusto. fi\r(fizi‘^ Mazace , * Ma-zà-ce. N. pr. m.(Dal pers. mezak imperito.)-^ persiano che difese Menfi contro Alessandro Magno. (M l V. (07 MA/.ACi.*(Geog.) ÌMa-zà-ci. Antichi popoli delle Sarmazia < lS ‘ al '%‘aX^ IMazacila.* (Geog.)Ma-zà-ci-la. LaiMiiLixcy.Anl.cit.Jella M a iiti :l> MAzAi rnAK. * (Geog.) Ma-zaf-fràn. Fiume della Barberia , ,ie regno ci’Algieri. (G) _ . 40 1t 0 Mazaoan. * (Geog.) Ma-za-gàn , Mazacan. Lat. Mazacanimi.I'! (W fi) della Barberia nell’ impelo di Marocco, posta sull’Atlanti 0 .'. ( ,.ri Mazagran. * (Geog.) Ma-za-gràn. Città della Barberia nel d’ Algieri, e nella provincia di Mascara sul Medilerranc 0 - Mazai. *(Gehg.) Ma-zà-i. Ant pop. della Dalmazia nella l ìan "^ l „.,io'\f,- M A7 Aau:t. * (Geog.) Nia-za-mèt. èli. di Francia nel diparl. del M.A 7 A 51 ET. * (Geog.) Ma-za-mèl.C il. ili Francia nel diparl. del a Mazamo. * (Zool.) Ma-zà-mo. Sm. Sorta di capriualo del ^ eSS /t iiio., Mazakomo. * (Arche.) Ma-za-nò-mo. Sm. Cosi chiamavasi un S" l - a $ fi di legno sul quale si mettevano le focacce dette Magac, P uSC ‘ ,',t c -, piegò la stessa parola per indicare un gran piatto o baci' 1 ,0$ si portavano in tavola varie vivande. Lai. maxanomum. (bri*- » ’ . focaccia, e nemo io distribuisco.) (Mit) c'cilti’Ks Mazara. * (Geog.) Ma-zà-ra, Mazzara. B’iume e città dellaf ' F-fi, Mazauete, * Ma-za-rè-te. N. pr. ni. (In cdt. maz ret vale h n ^ pfllm Satrapo di Media, it quale ridusse Pitene città della JotU a < di Biante , sotto le leggi di Ciro. (Mit) Mazarino. * (Geog ) Ma za-ri-no. Città della Sicilia. (G) Mazaris. * (Geog.) Ma-zà-ris. Antica citili "della Sicilia, fi) , u Mazassi. * (Geog.) Ma-zàs-si. Antichi popoli d’ Affrica, fi} „ g sl l * Mazei. * (Geog.) M'a-zc-i. Antichi popoli vicini alla Libtirn ,a ' ^ alcuni nella Dalmazia , da altri nell’ Ungheria. (G) . ci.jlb' 1 ’’ Mazeiiìa. * (Geog.) Ma-zè-i-ra, Mazura. Isola del mare di /’ Arabia, sulla costa australi di Oman, (fi) uitici“ ‘ Mazebderak. * (Geog.) Ma-zen-rtè-ran, Mazanderan.'Vrt'-” 1 ' 0 ,i Persia bagnata dal Mar Caspio, fi) , c cV- n,/ Mazeo,* Ma-zc-o .N.pr.m. (In pers. maze spina del dorso. Ji buono.) .— Satrapo di Cilicia, sotto Arlaserse Oco .— 1 ^ e !. 0 _ fi 1 'M rio e governatore di Babilonia che si arrese ad Alefif r^id i ' Mazici. * (Geog.) Ma-zì-ci , Mazigi. Antichi popoli deut 1 _ ,q ) Mauritania Cesariense. (G) . JlaDfi' MAziESi.*(Gcog.)Ma-zi-é-si,Mazi!. Popoli erranti di Aff[' lC fi‘ f fi,,t b !t Mazimrei. * (Geog.) Ma-zim-bè-i. Lo stesso che ^ dt f Maio.” (Bot.) Sm. U. G.Lal. Mazus.(Da mazos maimnclla.) G* esotiche della famiglia delle scrofulariec e della ^l'u-quO ’ 1 mia., da Louimìro stabilito ; presenta una corolla, vbeivi MAZONE interi ^ coi Ioli laterali riflessi , V inferiore trifido coi lobi ^OKE° r * ’/ € ^ Ue gonfiamenti mammelliformi alla base. (Aq) Azopi’ v>t- Mod,) Ma-zó-nc. Sf. Sorta di moneta d'Alfieri. (Van) \ IMa «n v.! nmiA?.' J> /fxl’n M/iJ/ 1 ^ l*y» AI ft. ( CZ\ MAZZARANGA »93 -).Js.nell? talune dinime: ia pressoa M linaio. (iv ^^ci .4 * Ma-zò-vi-a. Zo stesso cAe Massovia. K. (G) pr{ a * (Grog.) Ma-zù-la. JSome di due antiche città dell’ Africa prò- \ ^ntr^ na Sll da costa , la quale aveva il titolo di Colonia , e £ altra ■X Ax °«a * e 7 a damata P ecchia Mazula. (G) (Gcog.) Ma-zù-ra. Lo stesso che Mazeira. V\ (G) n,(, dio UZ 2a ' [ff Bustone di non grande lunghezza , di grossezza ha Clì j re 5 ffia varia 9 fatto acconcio a diversi usi.) (ft Bacchetta.)Za£. Cr. fidx-TpQv, (Dal cclt. mnz, lo stesso che baz il € ^a stessa lingua malia , e massia da mat por hai , vale lr-g no slir *o. In ar. mihzam bastone corto: inpcrs. maze ramo secco, In c jj r 5 Coiì cui fregasi il dorso. In isp. maza ì in frane, mossile clava. Con m* mazza. ) Pass. 15$. Sè percosse: con che ? con ferro, Aza , Dirti';)- il untino? fioco, fico.C G. V. 7. 5o. 5. Io veggio un grandissimo Bli >zze* iZa > ’ P't't 1 ' 3 ; o pugno? fiocc. nov.6o.i-] . Portavano il pan lidie ' ln tiìn L e ^ v 'n nelle sacca. S “ero v- Alzare;] Alzar la %o 'tCo/'Ì! 0, i? on una gran mazza in mano ftc . j, - , „ *t(r e j “ v> ami. 6. n 5 . Diè podestà ad uomini siati consoli di te- fruio . “eno i seni , e que’eiltadirii che intorbidano , se non veg- fj zata la mazza. “/«'e 0 ; '^ n ^ are: Andare alla mazza —fissero condotto con inganno i _ c ficehcssM di proprio svantaggio. V. Andare alla mazza. (A) Ainl a "T Andare a mazza = Andare appoggiato alla mazza.r- 3 a Mazza. (A) «•ire |, Lasciare andar la mazza = Succedere ia cosa. V. Ab- 4 * f azz -a. (Pr) ■ Ai,.i y u/e anche Lasciare andare la cosa, Non darsene cura. C«y * a mazza i $• 2 - (P'0 V ‘ Condurre: Condurre, Guidare, Menare o simili alla mazzst= e al macello. Ar. Fur. ry. i 3 i. Gli avean levato l’elmo e la n. a> ® lasciato in farsetto assai vilmente; E come il conducessero D, , [ fig .—] Apprestare il gastigo. Ce, '«laz: dio 1(1 ‘Ha a cavallo .] Strumento che serve per attigner acqua da’ pozzi-, ed i un legno che, bilicato [ossia accavallato ] sopm un altro , s’abbassa e alza -,e usasi per lo più negli orti, tfiicesi anche Altaleno, V.jT.at. tolleno. Mail. Franz, rim. buri. x. log. Ma chi trovasse il modo à bilicallo , Sarebbe un schifanoja , e faria bene Un contrappeso d'un mazzacavallo. Malm. 6. 86. Tiriangli addosso qualche accappiatura, Legata innanzi a un bel mazzacavallo. 2 t— * Sferza o Staffile. Meni. sat. 2. Ma dove batte il mio mazzacavallo , Metti un pugnel di sale q un po’ d' aceto. (V) Mazzacchera. (Ar. Mes.) Maz-zàc-che-ra. [A’/!] Strumento da pigliare anguille e ranocchi al boccone. (Dal gr. ronza, olla, pezzo di pane, e haireo o sia hereo io prendo. ) » Buon. Pier. 1. 3. i 3 . Con ami, reti , mazzacchere c esca. E Sulvin. Annoi, ivi: Mazzacchera , da mazza, strumento, dice il vocabolario, da pigliare anguille o ranocchi, al boccone. (N) 3 — Pigliare a mazzate] ara, fig. vale lo stesso che Pigliare al boccone. V. Boccone , §. 5. Varch. Ercol. 92. Stare in sulle sue, è guardare che alcuno , quando ti favella , o tu a lui, non ti possa appuntare c parlare e rispondere in guisa che egli non abbia onde appiccarti ferro addosso, e pigliarti, come si dice , a mazzacchera. Morg, 17. n/j. Quel che gli ho fatto mi pare una zacchera, Tanto è, che preso non sia più a mazzacchera. Mazzacouto. (Ar. Mes.) Maz-za-cór-to. Sin. Involto di funicella grasso un dito , e lungo otto dila traverse ncirca, a foggia di una corta mazza , d’ onde forse ha tratto il suo nome. Red. Or. Pose. Lega- questi due legnetti insieme con fune sottile di mazzacorto. (A) Mazzacuiare , * Maz-za-cu-là-re. N. ass. Lo stesso che Mazziculare. V. e «ù’Capitombolare. (V. mazzucolare.) (A) (Van) Mazzacui.o , * Maz-za-cù-lo. Sm. Lo stesso che Mazziculo. V. e di' Capitombolo. (A) (Van) Mazzàferhata. (Agi’OMac-za-fcr-rà-U.^co/w/?. V. Mazza, § ft, 3 .(Ga) Mazzafrusta.* (Milit,) Mas-za-frù-sta. Sf. Lo stesso che Mazzafrusto. f\- __ Lai. Eh. (B) e ({ J macello, jìv* Fur. iy. i 3 i. Gli avean levato l elmo e la Mazzafrusto. (Milit.) Ma2-2a-frù-sto. fA/w. comtr. Propriamente una Frusta fitta di cinque o sei cordicelle o fili 11 ottone o di ferro gì lecitili in cima di palle di piombo o cC altro , e legata ad un manico di legno o di ferro. Era una delle armi deli' antica milizia italiana , imitala da quelle che adoperarono gli Etiopi alla battaglia dAscolana nel iogg, e venuta in Occidente dopo la prima Crociata. — , Mazzafrusto, sin.) Morg. 18. g. Uomini neri, {li statura giusti, Che portan per ispade mazzafrusti- Ar. Far. 3 o. it. Oliando urto il cavitilo , e batte e stringe, E con un mazzafrusto al mar lo spinge. 3 — [ Gli antichi scrittori chiamarono pure Mazzafrusto il Fusti* bolo de* Romani.} Leu. fustibalus. Vegez. fpag. 1 itj. Firenze 1815.J [Nella quinta schiera si pongono talotta ec., e coloro con la romboto e mazzafrusti,] Mazzafrusto è quello che ha asta lunga braccia quattro, e legatovi una fonda di cuojo, gitta lu pietra a due mani a mododt imnganella. E pag . s 3 . L* ritonde pietre , colla fonda o con mazzafrusto gettate , più che le saette son gravi. 2 — Per mettif. [Membro genitale.] Frane* Sacch.nov. t 5 j. Rinateci® mio, il \ostro cavallo ne va dietro-a una cavalla con mazzafrusto teso. Mazzagatti. * (Milit.) Mas-sa-gàt-ti. Sm comp. intieri. Arme da fioco y cioè Piccola pistola. De Lue. Berg. (O) Mazzamar no>‘E-, Maz-2a-mar-ró-ne. {Ada. e sm. comp.) Soprannome in ischer'zo , che denota Grvssolano, Sabbione, Baggeo. {P r .ht\hhco.)Lat. nebulo, vappa. Gr. ovhsvos d%ios 9 ovrihavós. (Dall’ ar, mazion fatuo, • maron uomo-Neila stessa lingua mazmal'alon. donna alta e grossa, ma* iazoti uomo muscoloso, e mezat gigante. In isp. mazo grossolano, rozzo. In celt. mas grassezza, mor grande , alto, grosso , e moran grande^ Frunc.Sacck. nov. 55 * E anche quel mio fante è un mazzamarrone , che non se ne curerà. Pataffi. Al can la tigna, egli è inazzamarrone* Mazzajiurro. (Maria.) Maa-sa-miir-rò. [A//?.] Tritume o Bottame di biscotto , [ che oggi dicesi Macinatura, il quale sen>e per nutrimento delle bestie e del pollame.) ( Dallo spaga, mizmmra , in frane, mar ckemnurre che vale il medesimo.) Màzzancollo. * (Bot.) M&z-zan-còl'ìo.Sm. JSbme volgare del GetCajon*j agrostemma githago. Alcuni danno V istesso nome al Been bianoo»- V.- Bubbolini. Lai. cucubahis behen. (A) (N) Mazzaficchiabe, Mas-2a-pic-chià-re.[iV. ass. e pass.) Percuotere con maz* zapicchio. Benv. Celi. Oref. 124* Basta a quattro dita appressarsi a quella , mazzapicchiando. È appresso : A ogni terzo di braccio, che si sarà posta la terra, nel detto modo- 6Ì mazzapicchierà. Mazzapicchio. (Ar. Mes;) Mas-sa-pìc-clùo. [A’m] Martello dilegnofF . Martello e Mazzeranga.) Lat. mallcus ligneus. (Mazza che picchia* o con cui si picchia.) Red. Ditir. 10. Con alti picchi De’ mazzapicchi Dirompetelo, Sgretolatelo (fil diaccioj.^E Soder. Colt. 56 . Allora coir lo scarpello a pieno dandovi sopra un colpo con un mazzapicchio di legno sodo , farai tal fenditura , che arrivi ec. (B) a —, Strwnento meccanico [di legno , del quale si servono 1 lave* rotori per assodare la terra nell alzare argini o terrapieni. Viene anche adoperato da gettatori per condensale quella tejTa con la quale cuoprono nella fossa le forme de'lor getti.) Detto altrimenti Piiloae o Mazzeranga. Benv. Celi. Oref. *24. Allora si debbe entrare indetti* fossa con due mazzapicchi, i quali sono due legiu di lunghezza'di tr©; braccia 1’ uno , e larghi (li sotto per un quarto eh braccio , co’ quali si condensa la terra insieme. , ì — Per meta/'. [Membro virile.] Frane, ò aceti, nov. 02. Il Genovese mette mano alle brache, « scompisciò 1 obbnaco con più orina , che non avea bevuto malvagia, che uc uvea bevuto 3o b. cchicri; e scompisciato che l’ebbe, col mazzapicchio gli die tale in sulla gota , che s’utU come se fosse stata una gran gotata. Lor. Med.canz. tg. q. Per- ^nzze g--'* 1 che ha la :ua boccia , di forma quasi ro- che non veggo ben lume, Il mio mazzapicchio avrete. (Av. mVV 1 *.,’ ® priva affano di spine. (Ga) (Vau) Mzzza.^.* (Gtog-) Maz-zà-ra. Lo stesso t he Mazara. V. (G) (r ' a L.£-za-ca-v-ui-lo. [,3'm. comp. Quasi Maz.a- MAZZAiuaoA.(Ar MfcS.)Mas-za-iùn-ga.Ay.Lo stesso che Maazeranga.^(Ga) 3S . Posto 1’ avean sopra un carro eminente. (P) tL Jigj Tradire, [forse preso ded condurre i bovi al macello, ‘“(ite ^ uccisi con mazza.) Lat. ducere in insidias. Morg. tg. 161. I" 0 > Pc C P ossa a ^ a mazza guidarlo. Slot-, Eur. 3 . 53 . Attone al solito ' Ss ° lui F £? nt * ul re il Duca alla mazza, cominciò a intrinsicarsi con ,? C- Dav - ami. 6. 112. Laziale, come dissi, fu capo al i Pcrs c C ’ t ^' t mazza Tizio Sabino. Ciriff. Calv. 3 ■ 83 . E gli occhi ^ cÒ/ C 'Ucsi alla mazza Condotto. i ’ 0, ~« ) r V - Lavorare : Lavorare a mazza e stanga—Lavorare di tutta ^ IC'h av °rare con ogni attenzione, V. Lavorare , §. 8. (A) te ^ enare :} Menar la mazza tonda, fg.— Tiattaresenza ri- a un modo. Lat. nullius rationem haberc. Gr.p.r.icvòs ffh' y l X-u.Morg. 18.1S1. Costui pur mena almen la mazza tonda. Uno Disogn.o oggidì guardare in viso persona; ma ' &!' a!' 1 riìaz za tonda, e a chi coglie s’abbia il duimo.6’m^.‘CaA>, •>r 5 ^ ^ «lizza tonda come cicco, a 3 A ‘ e nare alla mazza. V. 5 - 4 ' \ •^to/ naFe u ^ a inalza, vale anche Ingannar uno, Aggirarlo. V. 5. 3 v a jj. Cofm. 5 . 3 * Nè so se quel tristo di Panurghio M’ ha o pure erane Ignorante. (V) tn a ‘ ft * c 'Uere :] Mettere troppa inalza. Varch,Ercol.8o. Mettere $>>?&*** d’uno , il quale in favellando entri troppo ad- ‘ìi|> Cc ian 0 lCa COse c * le nou ne Yl:nc ' an0 gK speziali, e in somma che 1 di 11 ' 0 - fi ’ ont l e corra rischio di doverne essere o ripreso, o ga- -. IfiArui 3o ' Guardate che 1’ affezione non vi Piccia mettere troppa :,i 5t ilit.l ìf urt. 5 . d.SammibeniTiale, clic io ci messi troppa mazza. T „ noderuto .. ^ , grosso e ferrato 9 che si portava in V < e Co ji 5 P er dilibcrare Teseo. Sega. Facilmente colle mazze Ave ^*'*80 a n e «r^e larghe gli tagliarono in pezzi, fiemb. Maculili i . 5 ^ colteli 3 n ! azz . a ferrata , ch'egli all’ arcione avea , quella in- f, Iti 3 ° Si m,se ac * adoperare. (Gr) j **9, 1 > Su ‘'gna del capitanato o generalato .Segr.Fior.decenn.t. s, (lb . 1 ?>az 2a .? Conte la rotta A santo ltegol, voi costretti fusti 1 , >0 Mat Va ;! 10 > * la condotta. (Ar CaVc iave 3 C ^ U costruit °ri di navi dicesi un Martello più gros- ,(l °c id' ^es.) Ma° n maggior forza i chiodi ovulique occorrafifi ? 5 ^ c °l q,j,,i Uz ^ a dicono gli stampatori Quel fei-ro lungo da due G) Vj e sl muove la vite del torcolo. Voe. Dis. (A) j <>0 iU SS(u ne, l t^ ’ con tre martelli, l uno detto martello da tasso , che hltteP e due che battono per penna mezza tonda. Voc. Bis. (AI pAtA’ 2— (Marin.) Quel pezzo di legno situato in cima alla rete sl j V raccomandato a un libano , e a quel piccol cavo d erba jlpdfc. lite , che porla i sugheri , mediante i quali è tenuto in a ff €a o-Wl della rete. (Da massetto dim. di mensa-, piccola massa di frit*‘ e a( j4 mazzarangare Golii. Fort. p. 7 o. Per rassodarla ( la terra J si avranno de’ piloni o pistoni simili a quello che è segnato S ; e per ispianarla si adopereranno le mazzaranghe. (Gr) Mazzarahgare , Maz-za-ran-gà-re. N. ass. Lo slesso che Mazzeranga- re. V. (Ga) Mazzarino. * (Geog.) Maz-za-rì-no. Piccola città della Sicilia , nella provincia di Caltanisselta. (G) Mazzardni.* (Geog.) Maz-za-rù-ni. Fiume di Sicilia. (G) MazzAscudo , * Maz-za-scù-do. Sm. comp. Voce disusata come il giuoco che essa dinota, e che fu così detto perchè in esso si combatteva con mazza e scudo. (Van) Mazzasette, * Maz-za-sèt-te. Add. e sost. com. Sgherro, Bravaccio. Lo stesso che Ammazzasette. V. (Yan) Mazzata, Maz-zà-ta. [Y/i] Colpo di mazza. Lat. bacilli ictus. Gr. fax- rpov sr\iiy7i. Fr. Giord. Pred. Be o al Papa, sì avrebbe dimolte volte di male mazzate. Frane. Sacch. nov. 1/jo. Ciascuno di quelle mazzate , non che se ne desse pace , ma e’non avrebbon voluto non averle per tutto il mondo. Èern. Ori. 2. 2. 2 4- Colui una mazzata andar gli lassa, Che si pensò di fracassargli il muso. 2 —* Girare una mazzata. Lo stesso che Dare una mazzata. V . Girare , $. 8. (N) 3 —* Colpo di mazza ferrata.#. Tass. Ferito d’una mazzata nella mano manca e d’una archibugiata sopra il ginocchio dritto, per non perdere ogni cosa insieme ; si ritirò in Asti- (Gr) 4 — Dicnnsi Mazzate sudice o da ciechi, e vale Mazzate sode, solenni , senza discrezione , e senta badare ove si dieno. [ V. Dare e Darsi mazzate , e V. Cieco ,5. 2. ] Cirijf. Calv. 2. 5y. E ricevute Àvea da lui di sudice mazzate. Mazzatello , Mazza-tei-Io. [Sm. Lo stesso che ] Mazzetto. V. Lat. fiv- sciculus. Gr.Sitrpiov.Luig.Pulc.Bec.i3. O se tu vuoi di fuor la mattinata , 0 ch’io pigli di granchi un mazzatello. Mazzera. (Ar. Mes.) Màz ze-ra. Sf. /. de’ tonnarotti. Fascio di pietre ben legato, ed attaccalo alle reti dalla parte opposta da’ sugheri,per tenere il disotto della tonnara obbligato aI fondo. (Dall’ ebr. metzo- rarim legati insieme; che vieti da tzarar legare) (A) Mazzeranga.(A r Mes.) M a- -zi :-ràn ga .\ Sf.) Strumento [di legno per battere , assodare , ed appianare il terreno .1 fatto d un legno colmo , piano nel fondo , fitto in una soldi mazza a pendio, [o guernito in cima di due pezzi di legno a foggia di manico, co’ quali s’ alza e s’abbassa. Serve a’ zappatori e lavoratori in tutte le opere di terra. Il Galilei peraltro assegna a questo strumento il solo uffizio d appianare la terra .— , Mazzaranga, sin.] ( Dal celt. maes campo, terra, e rancquein assettare : Istrumento , con cui si assetta la terra. In pers. mazu trave, legno cilindrico , con cui si ripiana la terra arata.) Cr. 1. 6. 6. Con mazzi, ovvero mazzeranghe , fatti a ciò, fortemente si calchi e s’ assodi. Dep. Decam. 7/. La terra si dice ammazzerata , quando, essendo motte , è calpesta o battuta , onde si rassoda , e fa come uno smalto; e di qui è forse mazzeranga quello instrumento che i nostri lavoratori adoperano a spianare c assodare l’ aje, che anche si truova in Pietro Crescenzio. Mazzeranga diti, da Pilone e da Mazzapicchio. La Crusca non pare bene avvisata allorché dà questi nomi quai sinonimi. Bene il Galilei distinse i due primi. Mazzeranga o Mazzaranga è una sóttil mazza a pendio , fitta in una specie di larga , non grossa rotella chiusa , piana nel fondo , che adoperasi di piatto per così dire. Pilone o Pistone poi non è che un pezzo di legname rifondato ne’lati a scarpa, più picciolo , ma assai prò alto della Mazzeranga-, la sottil mazza è impiantata a piombo e pure a piombo si lascia andar giù da chi lo adopera. L’uffizio del primo e di appianare la terra già rassodata dal Pitone , e l’ uffizio di questo è appunto di rassodarla. Mazzapicchio non è veramente che un martel di legno , e giusto a foggia di martello si adopera. Mazzerangare, Maz-ze-ran-gà-rc.[M«.] Percuotere o Picchiare con mazzeranga , [o mazzaranga .—, Mazzarangare , sin.] Lat. proculcare. 2 — Per simil. [Battere, Calpestare, Assodar co’ piedi.] Pallad. Giugn. «.Alcuni, mondanti l’aje, sì vi spergono su l’acqua, e poi vi mettono su le bestie , e co’ piedi la fanno mazzerangare e rassodare. (Il Lat. ha-, diu spatiari, ac proculcare compellunt.)» (La stampa di Verona 1810 a pag. 2«3 ha : Alcuni, mondati l’aje, si vi spargono su l’acqua; e poi vi mettali su le bestie, e co’piedi lor la fanno mazzarangare , ec.) (B) 3 — (Ar. Mes.) T. de’ salinari. Spianare colta mazzaranga le cottole e le saline dopo che sono quasi asciutte. (A) 1 Mazzerare, Maz-ze-rà-re. [Alt. Gittar l'uomo in mare in un sacco legato con una pietra grande ; o legalo le mani e i piedi e un gran sasso al colto. Dicesì anche Mazzerare in mare. Lo stesso che Am- mazzerare. E.] Lai. in culeo inclusum in mare projicere.(Dal lat. mari serate chiudere nel mare.) Bui. Inf. 28.2. Mazzerare è gittar l’uomo in mare in un sacco legato con una pietra grande; o legato le mani e i ■ piedi, e uno grande sasso al collo. Buco. ncv. 33. <7. Fatto prima sembiante d’avere la INinelia messa in un sacco , e dover la notte stessa farla in mare mazzerare. E num. 18. A vendo udito la lunetta la notte essere stata inazzerata. G. V.6.z5. 5 . E di quegli inazzcrarc in mare, e tenere morendo in diverse e aspre carceri. Lib. Dice?-. Si gli fece prender per le persone, e alquanti mazzerare in mare, e alquanti uccidere a ferro. Dep. Decimi. 71. Mazzerare è voce nostra’, ha già più dì trecento anni, e fu usata da Dante in questo proposito appunto,' ed era a’ nostri antichi e in queHempi una sorte di supplici) , come ne avevano alcuni altri , de’ quali oggi appena si riconoscono ì nomi, come il piantare, o propagginare, e l’abbacinare. Mazzerato, Maz-ze-rà-to .Add. ni. da Mazzerare. Lat. projectus in mare cubo inclusus. Dant. Inf. 28. 80. Gittati sarai! fuor di lor vasello , E mazzerati presso alla Cattolica Per tradimento d’ un tiranno fello. — (A gr.) Tallo da innestare. (Forse corrotto da Jgr. Ir. 6. cap. 5. Acciò ec. vi si possano facilmente 111 UJ1 accomodare le mazzette domestiche, le quali si lascino c0 " 4 occhio per mazzetta. (P) ^ ^ - di 1 pi. Nome di due pezzi - ^ , che servono a legare le coste con 1# Sm. co>- vanti a suoi varius , accensus r.11.363\ E perchè le cose andassono per l’ordine j i solo, oltra i ramarri delle compagnie, i tavolacci 1 Stor. non . . - a . della signoria , ma i famigli de’ signori Otto. - Littore. Lat. lictor. Gr. j*faoì X o?. Vit. Plut-t eli’ egli non volle tener li elicci mazzieri. Borgh■ poC, di Cincinnato, Fabrizio c Curio si legge, che i' ur °. n .* r a KA quando portavan loro i pubblici mazzieri, ger dmi Mazzetti. (Marin.) Mas-rét-ti. una barca o battello , del davanti. (S) Mazzettino, Maz-zct-tì-no. [;v zicando. Frane. Sacch. nov. 3o. Il Vescovo s avvisò di ^,,11^ e non fece ragion d’ essere ingollato. Morg. 27. 44- ^ tU con un’ antenna , Per voler nostra gente mazzicare ? m 3 — Battere il ferro caldo. ,. fi Mazzicato , * Maz-zi-cà-to. Add. m. da Mazzicare. V- al . -, £/* £ Mazzicatore, Maz-zi-ca-tó-re. [Verb.m.di Mazzicare. V-^ $• zica, [Che percuote con mazza.] «,,1,0*° ■Ùt? 1 ' a _-[Che batte il ferro caldo.] Lat. malleator. Gr. ® ■ e d 1 'j'fi' Agost. C. D. Costui era mazzicatore , e fabbro di raffi® .«o Mazzicclare, Maz-zi-cu-là-re. [N. ass. V. A. Cadere co ^V> giù,] Tombolare. [Lo stesso che Mazzucolare. V- e f " ((li lare.] Lat. provolvi, retro cadere. Gr. sìs Tzliteu e ® Mazziculo, Maz-zi-cù-lo. [Sm.V.A.] Tombolo, [Caduta- tombolo.—, Mazzaculo, sin.] Lat. casus, lapsus. Gr. Mazziere, Maz-ziè-re. [Add. e sm.] Servo di magistrati ^ fi i signori la mazza in segno della loro auto h, c é :ensus. Gr. px$cvx°i. M. V■ 11. 4 1 - ®' aCC jl 1 acC fir f per suoi mazzieri tutta la corte. Menz.sat. 6. ImpcgjW‘ jjj, ( che tu noli possa Tra’ mazzieri far pompa , e tra do w0l ’ Tac. Dav-r x ,- dell opci a 0,/ reiezione della Dettatura e del Consolato. Il suo liberto , che l’accusò, ebbe in premio teatro tra’ mazzieri de’Tribuni. ■ por*?. Proverbi. Al mazzier di Cristo non si tien w 1 eh’ è disposto in cielo convien che sia , A qual a ,,S 3 — ’U 4 ' e riparo. Serd. Prov. (A) . Mazzo , Màz-zo. [Ani.] Piccola quantità d erbatjg 1 ’ fQA] simili, legate insieme. Lat. fascicuhis. Gr. avr/vis • a {j sincope di mazzero che vien dall’ ebr. metzorarW' 1 ^4. }l ,c ^ mazzero. In isp. mazo vale il medesimo.) ia iar<-‘ c ° 0 Scarsissimo e sfidato, che faceva i mazzi del cani g ^ ^ ni , e anuoveravali alia fante. Burch. 2. 3- mtc 54 py i-.'flc 1 . 2 > c > v vlders® 1 * s < iiitc> llie *" fi •i uccelli » ' llU mf°: jetìd ’ slamandosi [ni Toscana] farne i mazzi di co a li: 4 — Dicesi Mazzo di carte, Tutta quella A volo e fagiuoli, Un mazzo; non dir poi: 2 — Quantità o Unione di checchessia, mava meglio che i posteli avessero a domandai e Catone non era stata rizzata statua alcuna, in un mazzo di tanti indegni. 3 — Dicesi Mazzo di tordi o allri uccelli 1 che jpv Se" serve carta 3V1AZZ0CCHIAJA or per giucarc. [ V. Carta , §. 19.] Infar. pr. Certificati che quella °V* £C * Don era quelle (lei nostro mazzo. fiQui per metxifora.fi ~~ Dicesi Mazzo di lettere, Una quantità di lettere legale in- (A) ~ * Col v. Andare: Andare in mazzo = Esser unito, Esser 1,1 Massa cogli altri. V. Andare in mazzo. (A) ME 395 s '«ae. 6 - Posto f fì.fifJ-Col v. Entrare : ] Entrare nel mazzo o Mettere in mazzo , ,l ice •n I ,ltmmetter si in alcuna faccenda. [ E iene da un pioverb. che Ccn ' ^ 101e vuf de entrar nel mazzo ; simile a quell’ altro : Ogni so»/' 0 Vll( ^ entrar in bucato, e si usa contro coloro, che troppo pre- 38 \i' S7 s introducono sempre negli altrui falli o discorsi .] Malm. 6. ani 1 Perchè tra di loro entrò nel mazzo Scioccamente il Mandra- ? 8 b '®T > «. Col v. Mettere : Mettere in mazzo = Unire. V. Mettere in ^tzo. (A) ì Mettersi in mazzo ; lo stesso che Prillare in mazzo. Vfit ,7. poi iaz/ ' a P'Cchio o Maglio grosso. (^.Martello.) Paltad.Magg. 11 .E j^^Pra questo pognamo ghiaja, c con un mazzo la calchiamo. Cr. • 5. E poi con mazzi di legno se ne scuote il seme, e il lino a in c ^ a r nell’ acqua si pone. Matm. 8. C8. Datemi dunque un mazzo Cc J ‘ a lesta. » Ercuic.S aedi. imo. ujo. Trovò Gian Sega col collo sul 3 yy.^'i e’1 giustiziere con la mannaja c col mazzo apparecchiarsi.(V) dqre ■ e °* e - S rosso martello di legno, che adoperano i macellari a dj 1,1 su la testa a’ buoi. ] ( Dal lat. bari), massa grosso martello p Crc ” 110 S e massa , giusta il Bullct, deriva dal cclt. macha o masa Co u °tere , schiacciare , opprimere.) Beni. Ori. 2. iq. So. E 1’ alza, q su °le spesso il mazzo Ad un bue un beccajo spietato e crudo. martello che adoperano i bottai a cerchiare le botti■, più pro- 3 ^ ''‘‘‘"te dicesi Maglio. Bisc. Malm. (A) e V«e« a specie di grosso martello , per lo più ferrato nelle testate , v °lta armato di punte , che mosso dalle lece di un albero , o stile , C ^ f. a pestar i cenci nelle pile . sodar i panni , ec. (A) di pelle di cane , fi a pestar i cenci nelle pile , sodar i panni, e ... ' : '//i chiamano ali stampatori (tue’ Palloncini Tv* di lana, Co’ n °r° con cer ‘ gnt,t~ a S 0 P ra a sulla carta che ci si soprappone,strìngendola salto del torchio {A) d’ide Alzare i mazzi, [/?£. e in modo basso =] Adirarsi , q } , j Alzar In voce. [ A*. Alzare , 5* 6‘. 2 . ] Lai. excandescere. Si„ M 11 : ài «t ( N*sta ^er.3.5.5. Non senza ristio } eh’un più fin rito** lui di peccato alzasse i mazzi. E Salvia. Annot. ivi : htie tratta dagli stampatori, i quali hanno certi palloncini di * 11;i cane, ripieni di lana, la qual pelle a percuoterla non si schianta, Presta e cede (onde le zucchetto e morioni degli antichi fatti di a .pelle , si domandavano fj-vpsctì, cioè pelli di cane ,) i quali in- 1 tBita sono con certi manichi di loglio impugnati dalli P a ' f H i 1* alzati e battuti con forza per fare maggior impressione ì ^ Cai, lu bagnata, su i caratteri giu posti in ordine." Onde Alzare j* 6 * > levarsi in collera, ed esser pronto a battere, (N) Al Z a te i mazzi, [fìg ridarsi con Dio. [A". Alzare, §.6, 3 -} Solu m vertere; cavum pedis ostendere. Gr.ftsTCLvttiTota'&a.t, Tucid. 3 4y , P *5^anc/i. 3 . 5. Se Io non approderrò, i’alzerò i mazzi . » Allegr. 1 suo fardello alzava i mazzi, alla bella pedona, e salute jìg, Rubare,Portar via. [^.Alzare,§. 6 .} Lat . filano £ U ? C< , A>01 tre. calche Jig yXìktuv. 0 ? 20 difl. da Fascio. Mazzo indica sempre una unione colletti- filai a §grcgativa di cose o d’individui ; e Fascio non si considera > questa nozione, ma bensi sotto quella soltanto di massa o eria ' Sicché un Fascio di verghe differisce da un Mazzo di verghe. ^ ^ j, CH J A U , Mas-soc*chià-ja. [Sf.] Quantità di mazzocchi. f.] £? Cl lrice di mazzocchi, [Conciateste,e(/ in questo sign. è ancheadd. \r Va fio}» fWli * ^ avu ' 1 ° 2 * s i am donne forestiere, Mazzocchiajee gio- ”Uz z e 5 Ben nell 1 arte instrutte e dotte , Come vi farem vedere. ^Btz-zòc-chio. [Am.] Quantità di cose ristrette insieme a timi • . m os~o, e si disse propriamente de' capelli delle donne, legati s ^nìp tSlen Ì e 1,1 un Mazzo. [ Ma , secondo il Tassoni , propriamente Bùi gambo sottile pannocchiuto in cima.] Cani. Carn.io 3 . Del chi vu 1 ° ® usanza; Vuoisi così sodo porre. E no. Donne , Sc fifin t n °^ < I na ^ c ^ ie ma zzocchio, Per suo adoperare, Noi gli la- t°ru 0 ? CCtìre A chi non basta sol veder coll’ occhio. Burch. 2.5. E ’n- 5 a * 48 " T co ^° portava un mazzocchio Di cacio fresco. Salvia. Dìsc. ] * T ■ co ^ e ’ 1 ricci posticci, i mazzocchi erano per le donne. ^ Bfcrr ( StU l A P e zie di grano, [detto anche Grano d’Egitto, Grano del ’ y.'?. no c (‘ Smirne. Lat. triticum compositum.) al ‘° di radicchio [domestico qiutndo comincia a diventare ' n d quale sbucciato e tenuto in acqua si mangia in uisa- una varietà d’ indivia che cresce pùì "«a. jf"; ta >dì Uif osc ana dicesi ad .gli jjjsh orbj c U'mavera.'] Malm. 11. 27. Ma restili pure a rinfrescarlo 4 * 4 0ccnj c _ On < l ut W a insalatina di mazzocchi. fQui equivocamente,J 8t °ssa „ 0 ’ Maz-zoc-chiù-to. Add. m. Pannocchiuto. Patcìff. 6. E il. > e nia, niazzocc * 1 “ta, e sfolgorata. Morg. 26. 7 3 . E ’l baston gra- 0 C. a S cElu ‘ o . e grosso 8 Ve ! v° 0 "1 >' ri0 ■ f Sm .] dim. di Mazzo; e quando si dice sena'al- < (f >0r t. 3_ J* * *’ intende di fiori. Lat. fasciculus. Gr. SsVfnon. Geli, ‘fi Liti; \ to * to ec - questi due mazzolini di fiori per li sposi. ''^oIìhq' .] f r ' tosciami dare de i piè in terra, e levarmi questo 0 ri0 U che io ho nella berretta, che mi diede la signora. 2 <—• * Fare al mazzolino — Giuocare ad una sorta di giuoco di questo nome. U■ Fare al mazzolino. (A) Mazzoke. (Zool.) Mac-zó-ne. Sm. Nome che alcuni danno al Muggine. (In celt. mas adipe.) Salvili. Annoi. Opp.Pesc. Muggine, detto dalla sua nwcellaggine, in alcuni luoghi della Toscana è detto pesce Mozzoue.(A) Mazzccolare, Mas-su co-là re. N. ass. V. A. Cader giù in precipizio. Lo stesso che Mazzaculare e Mazziculare. V. ( Dall’ ai', moscia camminò, e zalucha gettò a precipizio, cadde giìi da un luogo declive, sdrucciolò e scorse a basso.) Fr-Giord. 26. Il nemico non ti ci mena fisui monti alti e dirupati), perchè tu giungili al termine, ma per farti mazzucolarc. fi Qui V Autore reca T esempio del Diavolo , che confortava Cristo di gettarsi giù dal monte.J .... Sicché il nemico non ti ci mena in questi monti.... se non per farti mazzucolarc ben da alti. . . , per farti fare maggiore stoscio, e per darti maggiore percossa. (V) Mazzoculi. * (Bot.) Maz-zù-cu-li. Sm. Jyomc volgare di. alcune specie di Cucitolo. F. l.at, cquisctum arvense, equisetum fluviatile. Targioni. (N) Mazzuola , Maz-zuò la. iSfi)dim. c/iMazza. [Bacchetta, Scudiscio.)Ljat. virgula, bacillum. Gr. ’^xxrrip&of. Bocc. nov. 22. 7.Trovato modo d’avere un mantello ec., cd un torchietto e una mazzuola ec., nella gran sala si nascose. Erano. Sacch. nov. 207. Dandogli molto bene della mazzuola sulle spallerò ricomunicòe con molti ammaestramenti. 2 _ (Filol.) Sorta di supplizio, così detto dal percuoter che si fa con un mazzo, o mazzapicchio, i condannati aliamone .» Fortig.Ricciard. 18. 22. E come quando si dà la mazzuola A’rei, che al primo botto altro si aggiugne, Come de’buoi dimostra la scuola. (B) 3 _ (Bot.) (Vermena.) Cr. 6. 25. /. Il salvatico figruogoj si semina come V altre erbe, il quale è di piccola utilità, ma fa il gambo alto, e molte mazzuole. 7 ( _ (Vcter.) Mazzuola chiamasi anche il Ganglio che si forma vicino alla nocca, qiutndo è pervenuto a un certo volume e durezza. (A) % — Mazzuole o Gambe mazzuole, diconsi Le gambe del cavallo , che sono divenute tonde ed enfiate per eccesso di fatica. (A) Alt. E accoppare colla mazzuola, che fa Fclg. 6. i 5 . 1Berg. (Min) dim. di Mazzo. (V. Mazzetto.! Lat. fasciculus. Gr. SsVfuoi’. Bocc.nov 72.5. E quando le mandava un maz- zuol (V agli freschi, ec. Cr. 5 . 17. 3 ■ E se alquanti mazzuoli , latti delle sue sommi I ndi, in aceto o in acqua piovana si cuocano , c sopra la bocca dello stomaco si pongano , temperano il vomito. E 6. 68. 1. Se ne faccia piccioli mazzuoli colle sue foglie, e si cuocano in aceto forte. . . 2 _ * Gruccia della civetta. Fag. rim. E come la civetta m sul mazzuolo Far mille inchini pcrch’ognora cresca De’pettirossi intorno a lor lo stuolo. E appresso: Pure osservate ove colui la pone Su quella gruccia, o voglialo dir mazzuolo. E Coiti. Ella è sempre alla finestra, che pare una civetta sul mazzuolo. (A) 3 _ (Ar. Mes.) Quel martello di ferro , col quale gli scarpeltini e gli scultori lavorano. ( V. Martello) Lat. malleolus. Gr. espiar. ( Dal celt. marzoII martello.) Gal.Sìst. 10/7. E ’l terrore era tale, che più non si sarebbe ardito di affrontarlo con le subbie e ’l mazzuolo. Benv. Celi. Oref. 143. Non avrei lasciato in questo luogo di descrivere la forma di tolti i ferri e mazzuoli ec. , se io non avessi giudicata su- perilua tal diligenza. a — 2\ de magnani. Martelli con Atte bocche senza jìenna , che servono a scalpellare , o lavorai' il /‘erro a morsa. (A) 3 — di legno. Specie di martello ad uso degli artigiani. (A) ^ _ (Agr.) Mazzuolo da terra , chiamano gli agricoltori quello con che schiacciali le zolle. (A) Me f Pronome personale, c si} pronunzia coll’E stretta. Vocc del pronome Io ne casi ohblutui. [ Gli antichi dissero anche Mee, Mei, Meve, Mene. A«(.mei,mihi ec.)Eamm. 1.6.Così egli da me era ugualmente amato, com’ egli m’amava. Arrigh. 56 . Ma 10, che Dea sono, della quale neuna è più potente di me nel mondo, ec. Dant. Par. 2. 6. Perdendo me, rimarreste smarriti. Pelo. c«nz. 4- 6. Com’10 senti rne tutto venir meno. E canz. i 3 . 1. Non pur qual fu , ma pare a me che cresca. 2 —Talora usato anche senza il segno del caso, [ come Me per A fflej » Stor. CÌ1U.Ò7. E poco istante disse , e me te lo conviene par dire. Guitt. Leu. 3 .1?>. Se mi togliessi la costanza del degno animo mio , e la mia vigilia e cura, confusscria me avere ricevuto ingiuria (ina se ciò non facesti, nè iàr potesti, tormento glorioso rendeo me l’ingiuria tua. E 24. 61. Kingraziate lui, padre buon nostro , di grazie molte , e grande che fatte ha me. (A) . 3 —*Si dice alcuna votla per maggior espressione, o per enfiasi: il che suole avvenire con la corrispondenza di Tu, Voi, Egli e sì fatti.Pass, d. 5 . c. 4. E udendo che egli aveva morti due confessori, disse fra se medesimo, me non ucciderai tu. Bocc. g. 3 -n. 7. Il peregrino a ora e- vatosi in piè, e fiorentino parlando, disse*) E me conosce evoi.( m) 4 _* Congiunto con voci di dolore net quarto caso. Ani me miserum. Bocc. gl 3 . n. 6. lo , misera me, già sono otto anni, t ho piu che la mia vita amato. E g. 9 . n. 6. Chiné cattiva me, vedi quel che 10 faccio .Petr.p. 1. canz. 7. Lasso me, eh . non so m qual parte pieghi La speme , eh’ è tradita ornai pinzette. (Gin) E col segno del terzo caso. Lat. hei unsero mihi. Bocc. g. 3 . n. 7. La qual mòrte io ho tanto pianta, quanto dolente a m e.Pass. d. 2. c. 4. Male a mio uopo non vi credetti l altro giorno, quando mi visitasti, e coiisigliastimi della ima salute , che misero a me,ancora era tempo di trovare misericoidia. (Gin) 3 _« £ con la particella O, non solo in segno di doglia, ma anche con affetto di somma allegrezza. G. V. 7. g. Quando venne il conte Giordano, si si diede delle mani nel volto , piangendo e gridando , o me, o me , Signor mio, che è questo. Dune. Inf. 27. O me dolente , come mi riscossi, Quando mi prese ! Petr. p. 1. canz. 17 O me beato sovra gli altri amanti. (Cin) acj6 ME’ 5 — Accoppiandoti collt particelle Lo, Li cap. 8. Avvcgi»ch^ft«^ ril ’ IUEAUX Gli , La , Le, JSe , seni- dardi c qutidrelle. Sale. Avveri, lib. 2. pre si pólle avanti di quelle.E avanti a tali particelle non si porrebbe provenzale, prima che la toscana, gli mettesse in opera In Mi, ma sempre in sua vece si usa Me, [« scrivesi Me’l o Melo, Melo, per me'dire , in più antichi hbri rimasi sieno nelprovenzaleidim .. Meli o Me gli Me la , Me le , Me ne o Men , in una sola parola Ma’. [Tivncatura di Mezzo ; e s’usa sovente da poeti, onde Ver « jp solamente quando al verbo s’affiggono, non mai quando ad esso pre- quasi lo stesso che] Per mezzo,Nel mezzo,Presso, Fra cedono .] Ilocc.g. 4- p- 5. lo non intendo di risparmiar le mie forze, anzi , senza rispondere quanto si converrebbe, con alcuna leggiera risposta tormegli dagli orecchi. E nov. 54• 4■ Poiché tu di’di farmelo vedere ne’ vivi cc., ed io il voglio veder domattina, c sarò contento. E nov. 63. 8. Madonna, qualora io avrò questa cappa fuor di dosso, che me la traggo molto agevolmente, io vi parrò un uomo fatto come gli altri, c non frate. E nov. 6g. so. Disse allora Nicostrato ec. mandisi senza più indugio per un maestro, il qual mel tragga. E nov. y3. 6. l’er veder fare il tomo a quei maccheroni, e tormene una satolla. E nov. 79. 3o. Egli erano poche cose, che messer Guasparruolo da Saliceto facesse ec. , che egli non me le mandasse a dire. a — Ma quando è posta avanti alla particella Ne , affissa o non affissa al verbo , è lo stesso che il Me che accompagna il verbo , e Jallo neutro pass., e talora ha forza semplicemente di particella riempitiva. Bocc. nov. ti. 5. Anzi mi pregò il castaido loro, quando io me ne venni, che se io n’avessi alcuno alle mani, che fosse da ciò,, che io glie le mandassi. E nov. 58. 4 • Io me ne sono venuta tosto , perciocché ec. Dani. lnf. 16. 12. JAncor men duol , purch’i’ me ne -... „.™.. ... , rimembri. Petr. cariz. 35, 7, Ed aucor non men pento, Che di dolce Meahdrika. (Zool.) Me-an-drì-na. Sf. E. G. Lai. moeandriua. I lato , Dirimpetto ciò di cui si ragiona .] Bocc. nov. 5o. <unu. J /tSS(r 1 3 —’ Posto di soverchio e ver aqeiucnere o forza o grazia all'espres- Meare, Me-à-re. l 'N. ass. e pass. E.L. e poet .] Trapelare, Trapn* c \,i *_ IO* re. . _ _ - -1.T- J.-r _____ _ U _ L T _ n-, ' ..r\ *71_ 71_.2 7-^ _11™ ..,‘.77 lllC e l ... Fir. Trinuz. 2. 2. Ma ditemi un poco una cosa a me. Bemb. Lat. mtare, Gr.Trcp.vic^rx!, Dant. Par. lì. 55. Che quella viva l uC 7 Siene. Asoì. /, 1. Sesl Ed io non mel sapea , clr’in quello stato Cosi cantando, c’n quelle dolci notti Forse avrei posto lìnea la mia vita. Corbacc. 12. Ma mentre che io quello, che cercando andava , ritrovar non poteva , esso ine con voce assai soave per lo mio propio nome chiamandomi, disse. (Cin) l4 — lUsatn dopo il Per, semplicemente- come quarto caso.] Bocc.nov. 22. 2. Intendo che per me vi sia dimSsirato. A - [ Per me vale tatara Per quello che a me s’appartiene, Dal canto mio.] Petr.canz. 17. 3. Si forte, eli’io per me dentro noi passo.» Bocc. Ninf. 108. Io per me , oramai mi rimarroe Di più seguirti , e va dove ti piace. (Cin) g5 —* Fu dello A me e vale A mio giudizio, Secondo me, Secondo il mio parere o intendimento, Per quanto io giudico. Maini. Soggiunge : o quanto sangue ha nelle vene Questo ghiottone, a me, liceva bene.(A) — * Dicesi J'amiliarm. Nel mio me, e vale Secondo me , A mio parere. Eivian. Leti. Nel mio me sono molte le determinazioni , le distinzioni e i casi che possono darsi. (A) Me’ , pronunzialo coll’ E larga, e segnato con apostrofo, vale lo stesso che Miglio. Lat. melius. Gr. (JsAtio». Dant. lnf. ». 112. Ond’ io, per lo tuo me’, penso c discerno Che tu mi segui , ed io sarò tua guida. E 2. 36. Se’savio , e intendi me’eh’ io non vifnmo.Petr.canz. 1 -f 7. Me’v’era che da noi fosse il difetto. Cron. Morell, 253. Di tutto ne ho fallo ricordo il me’clie ho saputo. E 334\ Iddio abbia riposta l’anima in Paradiso , e piaccia a lui prestare vita al padre, alla madre ec. , se il me’dee essere dell’anime. (Cosi ne testi a penna; lo stampato ha meglio.) Morg. sg. 108. E se l’avesse preso me’pel collo , Credo gettato farebbe in Egitto. Maini. 12. 25. Oh é me’che a Malmantile io me ne passi. » Peccr. g. 11. ». »• Quello essere il più sano ed il me’situato luogo che fosse in tutta l’Europa. (V)Tass. Ger.i2.4- Quanto aie’fora in monte od i« foresta Alle lere avventar si mea Dal suo lucente ec. , Per sua bontate il suo raggiar e T~ pe( Bui. ivi ; La qual luce si mea , cioè per si fatto modo si generazione. Dant. Par. 23- yg. Come a raggio di sol, ohe p l ^ è Per fatta nube. Bui. ivi : Che puro mei, cioè che passi pur°) offuscalo scorra , e discenda gìuso. . Meati. * (Geog.) Me-à-ti. Antichi popoli delia Caledonia. IMI e ’ t ,\V Meato, Me-à-to. [Sm. E. L.] Eia o Canale de’corpi, per dm aUC a spirano , o simili. Lat. meatus. Gr. wopos. Bui. lnf- '■ * 1 , , a in 1 ' quine dalla testa cade alcuna viscosità catarrosa, la quale^ 1 - pedire lo meato della voce. Sagg. nal. esp. un lil di paglia in quel meato che egli hanno sotto ta ' cl> *' gliar fiato , si dispiegarono. Ar. Fur. 3g. 56. Che non vo ggfjVfi visse altro meato, Onde spirar, che per lo iiaso , I* ,*j ,, a li Disc. ?. 3yg. Quella cc. traspirazione insensibile, che data fMlJC in’" nostra continuamente pe’ meati o pori della cute si rende, sic pedita e turata è cagione d’infermità e di morte , cosi h; n e j a vii 3 ' allerta , netta e facile, giocondamente mantiene e la saluta ijg q e eP abbo»' 118. Pure soffiando’;. nella q? in trilli n Fioi .hal. I. 3. c. 11, In Grecia era una pianura * 1 inolti meati, cioè bocche , li quali gittavauo acqua in danza > c he tutta la contrada guastavano. (P) « nnf lC ^ 2 T\* (Anat.) Meato orinario: Così chiamasi V copertura o vdl e> dell uvetni 5 cistico , il canale cistico ; cutaneo , U poro (#**** • uditivo , il condotto uditivo esterno. (A. O.) r jì a — * Diconsi Meati delle fosse nasali, i Condotti slt ' josse nasali in numero di tre : il superiore , al di sotto del penare che comunica colle cellule posteriori dell’ etmoide > :i coi' 1 * 0 ' ' ■ ■ ‘ sotto r Mea mento di Senna e Marna. (G) Mi MECANEO iE f * (Mit.) Me-ca-nè-o. Soprannome di Giove, siccome quello art r • C \ a intraprese degli uomini. (Dal gr. mediane macclii- MECOACANNA eca »Eo, che Meci» artifiz io.) (Mit) c [ l(j * (Filol.)Me-ca-sfì-ni.^£W. e sm. Nome degli stregoni Caldei perf C€Vano lls0 d- erbe , di droghe particolari , e d ossa de morii M ECcà e su perstiziose loro operazioni . (Mit) * ** (Ar. ^ os ) Mèc-ca. Sf. Specie di vernice che si dà sopra l'ar- ® lì* 0 } la cui base è il sangue di drago. Dicesi Vernice di mecca, ^EccÀ° r * tUia a mccca * (A) § * (Geog.) La Mecca. Città dell Arabia , detta La salita, nella a ^ f a ^ frittura Mesca , e da qualche Greco Macaraba. (G) (’ (Farm.) Balsamo della Mecca : cosi chiamasi una Gomma del - dell e, ° ^Lto Gilead , che vieti portata a quella città dall * interno e si trae principalmente dal teiTÙorio di Medina. ( 0 ) 4„ * j A- (Fis.) Mcc-cà-ni-ca. [Sf. Parte della fisica che tratta delle »iot- ■ e 1 l dlibrio e del moto de' corpi , non meno che delle forze Q„ e '‘ c ì P el ' mezzo delle macchine e ordigni acconci a produrre o ad Sci ° (Ut ‘ determinati movimenti: e pero la meccanica e di due sorte ; H, a razionale o speculativa, ed arte o pratica.] (Dal gr. mechaue c a() - | Ula 0 Vardi. Lez. 200.Come si vede nel divino libro delle mcc- d a |] lc “® d’Aristotele. Gal. Gali. 226. Metafore, stimerei io, tolte sp,. ( *. Meccanica,» Giac.Oraz. 65 . All’architetto è necessaria la per- y a > la geometria,le meccaniche, la naturale, 1 ’ astrologia.(N. 8 .) ti,tt a ‘'j 1 ecaiusiuo. ( 'occh. Disc. tose. 1. 11. In somma la meccanica con ™'Sl> animali e dell’ uomo. E 22. Non può egli quindi scoprire a v meccanica si producono i suoi orridi elTelti. (N) ^Pah^onna che sta rimettendo sulle proprietà delle potenze prin- c wè la leva, il venicello, la vite, il piano inclinato ec. (Mit) *91 ICAm hkte , Mec-ca-ni-ca-mén-te. Avv. In modo meccanico, Con a 0 arl jizio meccanico.Lat. mechanice, artificiali ter. Gr./iyx x ~ sto v.’ Ts K''“d's. S. Agost. C. D. Adunque in quella lucerna v’è po- “Iij c ® cc canic.anientc per arte umana di quella piitra. ^oZ lÌIC ” lssIMO ) Mcc-ca-m-chis-si-nio.Ada.m.supcr/.diMeccanico.Segn. (lr A . U \ ib. 1. C ap. 7. Infra gli csercizii quegli sono artificiosissimi , . Co*,? la Poco luogo la fortuna ; e meccauichissimi quegli , dove il V? tro PP° s ’ In >b ratta. (A) (B) Fo/n 100 ’ Mec-cà-ui-co. Add. e sm. [Parlando di persona , si dice ] c he esercita farti meccaniche. Lat. mecbanicus. Gr. à-rcxupo- Cre dcs ru , nc Sacch. nov. < 53 . E se io dico il vero, pensi chi non mi 4 p Sa > s ’egli ha veduto, non sono molti anni, far cavalieri li meccanici. della scienza meccanica. Gal. Mecc. 3 . Ho visto ingan- cani ‘ ^riversale de’mcccanici. E 5 . Perciò è necessario che il mec- * c * a Hd Sll Pplisca al naturai difetto di quel motore. E Sist. i 5 j. La- P°il’ investigazione della proporzione di tale accelerazione, e , >'ÌQr P 1 P‘è* particolari accidenti al meccanico , o ad altro più inlo- 3 '* ^oV/ tlSta ' olla P" - parlando di cosa, e dicesi di Tutto ciò che appartiene ^ 1 'i'a] CCC Abbietto. Lat. vilis, abjectus, illiberalis.Gr. m * Abbraccia 1 ’ amicizia non di uomini volgari e meo ^ * (Ìr? a v ^’* u °si e buoni. meccanica , coìì detta allorché presedeva alla co- h^'teOD , 1eile città • (Mit) 5 ? e tt° , NAmi co. * (Med.) Mcc-ca-ni-co-di-nà-mi-co. Add. m. comp. eh Sisiema medico di Ojfmaiiìio, fondato soprala considera - dittisi lC l fenomeni della vita dipendono dii movimenti ejfet- Cerie leggi impartite alla materia organica , e che il corpo J ClCc hit ì liHa ma ochina nella quale avvengono de' movimenti di una {■f su P cr ‘ore. (Dal cr. mechanicos pertinente a macchina, e uV- c/ CANl ^o , .. b U lla ^ ec_ cain-smo. Sm. È l'unione delle parti di una mne- JjWf ce»nàte. N. pr. m. Lat. Mecaenas. (In gr. me non, e caenas da ceo io brucio : Non ardente. Jn celt. me per he due, e ceri testa : Che ha due teste , Che ha molto ingegno.) — Cajo Cilnio. Cavaliere romano , ministro e favorito di Augusto , proteggitor delle lettere e de' letterati. (B) (Mit) 3 ■— (Fiiol.) Nome divenuto appellativo, e dicesi di €olui che favorisce e protegge le scienze e le belle arti . (A) Mecenateria , * Mc-ce-na-te-rba. Sf. Protezione a favore de' dotti e degli artisti. V. dell ’ uso. (Van) Mecenatico , * Me-ce-nà-ti-co. Add. pr. m. Di Mecenate, Da Mecenate, Appartenente al Mecenate. Uden. Nis. Berg. (O) MECHELENRURGO.*(Geog.) Me-che-len-bur-go, Mecleriburgo. Sm. Nome di due Gran ducati nel settentrione dell Alemagna , distinti col nome y l uno di Schwerin , V altro di Strelitz , e fanno entrambi parte della Confederazione Germanica. (G) Mbcher. * (Mit. Pers.) Luogo vicino alla Mecca , dove i Persiani ere- dono debba aver luogo il giudizio finale» (Mit) Mechsro , * Me-che-io. N. pr. m. variaz . di Domenico. (B) Mechid. * (Geog.) Città della Persia. (G) Mechidia. * (Zool.) Me-cbi-di-a. Sf. V. G. Lat. mechidia. (Da meehos macchinazione, artifizio.) Genera d insetti dell'ordine de'coleotteri pentameri , nella famiglia de' lamellicorni , e nella tribù degli scora- beidi , stabilito da Latreille, che trasse tal nome dall' artificio con cui quest' insetti si costituiscono nella sabbia la loro abitazione. (Aq) Mechitàristi. * (St. Feci.) Me-chi-ta-ri-sti. Aggiunto che dossi ai monaci armeni di S. Lazzaro di Cene zia, tratto dal nome del lorfondatore Pietro Mechìtar che eresse quel monastero nel 1718. (O) Meci. * (Geog.) Mè-ci. Antichi popoli d' Asia , sudditi di Dario , figliuolo d'Istaspe. (G) Mecioacàm. (Farm.) Me-cio-a-càm. Lo stesso che Mccioacan. V. lied. Cons. 2, 5 . Potrebbe rendersi solutivo con la sena, col rabarbaro , col mecioacam e con la manna. Mecioàcan. (Farm.) Mc-cio-a-càn. {Sm.} Radice bianca tagliata in fette , o in rotelle , che [è nativa del Brasile e della Nuova Spagna. C. Mecoa- can. Appartiene ad una specie di convolvolo , non ancora ben conosciuta; in istato fresco è assai grossa , piena di succo bianco , gommoso ed insipido > alC esterno ha un colore cinereo , bianco all' internoUsuo sapore dapprima è- dolcigno , dipoi un poco acre ; è compatta e $' in. 77..,. /... ..,.,, ?i;f,’. pii p,x1 snmn strano o di tintura _ __ Meciocam , Mecioacanna, Mcccoacanna , Meciocan, Mcsciocan , sin. Lat. meciocamia, hryonia Indica orientalis, rhabarharum album, [con- volvulus mccoacanna.] Ricett. Fior.t4t- H mccioacan è una pianta forestiera ec., chiamata così dal luogo ove nasce, detto Mecioacan. Meciocar. (Farm.) Mecio can. [Ani. Lo stesso che Mecioacan. C. ] Bed. lett. 1. 38 1. Io non mi servo mai nè di jalappa, nè di latte di jalappa , nè di resina di jalappa , nè di meciocan. Mecisteo,* Me-ci-stè-o -N.pr. m. (Dal gr. mecistos lunghissimo .)—Figlio di Echio , compagno di Ajace, ucciso da Polidamante.—Figliò di Taleo, fratello di Adrasto, padre di Enfialo, ucciso daMelippo.{ Mit) Mecisto. * (Geog.) Me-ci-sto. Antica città del Peloponneso. (Mit) Meco , Mé-co. VP", formata dalla prep. Con, e dal pronome Me, e vale] Con me. Lat. mecum. Gr. ptr i/j.ov. Bocc. nov. ig.12. E, in segno di ciò , recarne meco delle sue cose più care. Peti-. canz. 3 g- 4 ■ Venuto è di di in dì crescendo meco. Red. lett. 2. 7/. Se il padre Atanasio tratterà meco con quella civiltà e con quella onorevolezza, colla quale io ho trattato seco, r isponda egli p>ure quanto sa e quanto può. 2 — Talvolta si usa colla preposizione replicata senza necessità , ma per proprietà di linguaggio. \K. Con meco.] Vit. SS. Pad.i. 22<7. Incontanente lascerebbe il principe , e parlerebbe con meco. 3 — [Talvolta si aggiugne anche Esso dopo la prep. Con.] Bocc.nov. i 5 . 16. Di vero tu cenerai con esso meco. » Scdv. * i’ert. 1. 2. if. Ita particella meco con le altre sue compagne, non c altro, che il con me , con la preposizione addietro , c divenuto una voce : onde quante volte si trnova, con meco, con esso meco, con teco, con esso teco , con seco , con esso seco , avendo riguardo all’ origine, avrebbe difetto nel favellare, ma l’uso vince, e leggesi molto spesso, (Gin) 4 — Tafani si prepone alle t’Ocf Medesimo o Stesso e simili. Lat. mecum ipse, mecum ipsa.-Socc.pz'oem.^. Ho meco stesso proposto dì volere ec, alcuno alloggiamento prestare. Tiamm. 3 . 1 , Io alcuna volta meco mc- - desìma fìngeva , lui dovere ancora , indietro tornando , venirmi a vedere. T'ir. As. 25 . E diceva meco medesimo : o viso di pazzo , tu avevi bevuto troppo, e imperò sognavi cosi gran pazzia. 5 [ Talvolta espresse non già compagnia , ma opposizione .] Dant , Par. 4 - 99> tF poi potesti da Piccarda udire, Che laffezion del ve! Gostanza tenne ,] Sì eh’ ella par qui meco contraddire. (ì — * di’/ usò ancora per significare l interno pensiei'O', ed allora vale , come Fra mio cuore , Nel mio segreto. Bemb. Bini. Ballat. 1, L già dicev’ io meco , o stelle, o Dei, O soave concento ! (Gin) Meco dili’, da Con me. Meco par che talvolta esprima una rei. - zionc di compagnia più che d’altro. Sta meco, Lo porto meco. Ma dicesi L'affetto mio combatte con me , ^ meglio che Meco. Si lagnava con me y vale che T uno si lagnava all altro dì qualche suo male : Ai lamentava meco , può valere che tutti e due si lamentassero insieme. Mecoacan.* (Geog.) Me-co-a-càn , Mechoacan, Mecioacan. Città e provincia del Messico. (G) Mecoacam-i'a.* (barin.) Me-co-a-eàn-na.Af Lo stesso che Mecioacan a g8 MECOCINEDO Mecocikepo. * (Filol.) Me-co-ci-nè-do. Add. e sm. F. G. Adulterio , Bagascione, Giochetto che fa altrui copia di se impudicamente .(Da meckos formicatore , e cinedos cffcmmiuato ) (0) Mecometro. * (Fis.) Me-cò-mc-tro. Sin. F, G. Lat. mecomctriun. (Da mecos lunghezza , e melron misura.) Strumento per misurare la lunghezza, del feto. (Aq) . MÈcoka. * (Grog.) Me-có-na. Antica città del Peloponneso. (G) Meconato. * (Chini.) Me-co-nà-to. Sin. Sede formato dalla combinazione dell'acido meconico , con una base salificabile. (A. O.) . — ni morfina :* Saie che rinvicnsi hello e formato nell’ oppio'fA. 0 .) 3 — ni soda: * Composto d’ acetato di soda e di tintura alcoolica d’oppio, il quale da alcuni vidi proposto qual limedio sicuro contro la tenia -, mezzo grano è un potente veleno. ( 0 ) Mecone. * (Geog.) Me-có-ne. Antico nome di un’isola dell’ Arcipelago in vicinanza di Deio. (G) Meconiale. * (Chini.) Me-co-ni-à-le. Add. com. Lo stesso che Meco- nico. F. (Van) Meconico.* (Chini.) Me-cò-ni-co. Add. e sm. V. G. Lai.mcconicus (Da mecon papavero.) Acido solido che si rinviene nell’oppio, senza colore nè odore, cristallizzabile in lunghi aghi, in lamine, in ottaedri-, fusibile al fuoco e solubilissimo nell’ acqua e nell’ alcool -, arrossa la tintura di girasole , non che le soluzioni marziali , in cui il ferro e al massimo grado di ossidazione. Fu trovato da Fogel nel 1817 combinato colla morfina nell’ oppio, da cui trasse il nome. — , Meconiale, MEDESIMAMENTE Medaglino , * Me-da-glì-no. Sm. Lo stesso che Medaglietta. P• ^“ r Leti. 3. 65. Vi mando ancora il medaglino d’Atalarico. (N) a . Medaglione, Ma-da-glió-ne. [Vm.] accr. di Medaglia. Lai. riiunin ,is . ^ jor, numisma inasinii moduli. Gr. i l d/M<7fx..Red. Esp. Mi fu fatto veliere, tra le medaglie del serenissimo Granduca Co s1 ^ J un medaglione greco , battuto da’ Pergamena in onore di Severo e ^ Giulia. E appresso: Nel rovescio di un medaglione d’Eliogabal°i trito da’Germini ec. , si vede coniato un Ercole. olV i 2 — * Fig. Così dicesi anche in modo derisorio ed avvilit. a. f er che vesta od abbia modi all’ antica. (Van) lìr l 3 — (Archi.) Ornamento informa di medaglia, rotondo o ovid c quale è scolpita in bassorilievo una testa , una figura o altro. din. Dee. Medaglioni di granito ornati di bronzo'dorato. Tali *" j, no in un medaglione retto da due Angeli il ritratto d’uno della *‘ l1 glia del Corno. (A) fi Medaglista , Me-da-gli-sta. [Add. e mi.] Dilettante di medaglie. L a nnminariue studiosus. Car. leu. 2. 2 51. Del resto io desidero e V°o che diventiate antiquario e medaglista ancor voi. r e g, Medaclidccia , Mc-da-gliùc-cia. Sfi dim. e avvilit. di Medaglia- ' ( al Farciti di Frane.San Gallo. Per aver veduto quattro medagh" j a , e imparato qualche vocabolo dell’ arte , fanno tanto con varie ai 1 zioni , ec. (A) fi) M cu M.t.." (Gian.fle-iìk-li.Ant.cU.deliaPaleslina nella tribù diZabiu 0 '}'''fi Medama.* (Geog.) Me-dà-ma.Mnt. cit. della Magna Grecia, nel di Fico tara, presso al fiume dello stesso nome, oggi Mesiina. (Ga Iedapa. * (Geog ) Me-dà-pa. Amica città della Palestina. (G) , ce , Medardo, * Me-dàr-do. N. pr. m. Lat. Medardus.(Dal celt. med^ fin trattabile , c hardd bello.) — Santo vescovo della chiesa di nel secolo v. (B) (Van) ^ . fi Meddice. * (Arche.) Mèd-di-ce. Così chiamavasi il Supremo M(ig ,s c : degli Osci. (In celt. meddu aver la podestà, ed ic contrada, F® Chi ha podestà nel paese. In gr. medon re.) ( 0 ) . , (&) Meddin. * (Geog.) Antica città della Palestina, neìlatribù di Giuu^ ;a Medea , * Me-dò-a. N. pr. fi. Lai. Medea. (In gr. medevo io lio cura: in celt. meddu aver la possanza, aver molto potere, 1 e forza.) — Figliuola di Ocle re di Coleo, amante di Gitiseli > maga famosa- f B) (Mit) _ . ■ sin. (A. O.) (Van) . , ^ Mecokio. (Farm.) Mc-cò-ni-o. Sm. F. G. Lat. meconiura. (V. meco- Meo apa. * (Geog) Me-da-pa. Amica città della Palestina. (G) k.,;, n/co.) Specie dinarcolico estratto dal papavero ; ed è la terza qua- Medardo.* Me-dàr-do. IV. ni: m. Lat. lird 1 .,ÌM. : n.l ....Il ,11 ed tità di oppio ,* si esime colla bollitura e colla pressione della pianta intera che ha già servito all’ estrazione dell oppio , il quale spanta• neomenie stilla dalle incisioni fatte nelle teste de papaveri , ed anche da quello ottenuto dal succo colla sola pressione delle caselle.^A) (Aq) 2 — (Anat. e Fisici.) Quell'escremento nero che s' ammassa negli escrementi del feto, e che esso espelle poco dopo nato: così detto a cagio- ne del colore fortemente verdognolo e nericcio, simile a quello del succo di papavero.'(A) ( 0 ) Meconite. (Min.) Me-co-ni-te. Sf. V . G. Lat. meconitcs. (Da mecon papavero.) Pietra calcarla bianchiccia,formata di pietruzze simili a grani di papavero od alte uova rotonde di pesce\ onde dicesi anche Ovaja , e grecamente Oolite. (A) (Aq) Meconotside.* (BoL) Me-conò-psi-cle. Sf V\ G. Lat. meconopsis. (Da mecon papavero , e opsis aspetto. ) Genere di piante della famiglia delle papaveracce , e della poliandria monoginia di Linneo , stabilito da f^ignier, adottato da Decandolle , le quali piante così de- nominaronsi dalla loro somiglianza col papavero. (Aq) Mecoi’Ase , * ftlc-co-pà-ne. IV. pr. ni. Lat. Mecopancs. (Dal gr. mecos lunghezza, c pan tutto: Tutto lunghezza.) (B) Meda.* (Geog.) Mò da , Miba. Antica città dell’Arabia L elice. (G) MedàbA." (Geog.) Me-dà-ba , Muda ha. Antica città della Palestina. (G) Medàd , * Mc-dad. IV, pr. uu Lai. Medad. (Dall* ebr* madad misura: Medembuco . 1 Clic misura.) (B) # landa setk .. _ Medaglia , Mc-dà-glia. [Sf} Spezie di moneta [ antica fiorentina, del Medemena.* (Geog.) Me-de-mè-na. Antica città della Terra valore di mezzo danajo piccolo.} Lat. mimmiis. Gr. vó pucp.ee. (Secondo nella tribù eli Giuda. (G) il Du-Cangc, viene dai lat. medietas meta. Y. il tp seguente.)Aot>. ant. Medemo , Me-dé-mo. Pronome relativo m. V. e di' Mede»! 111 . 0 ' gq- 3 . Usavansi allora le medaglie in Firenze , che le due valevano uno danajo picciolo. Fr. Jac. T. 6. n. g. Tale non par che vaglia In vista una medaglia.G./^. g. 204- 2. E fece medaglie bianche d’argento a guisa del re Filippo suo padre. Guiu. leu. 1. Chi è, che vago tanto d’alcuna cosa, se tutto hae moneta assai, che cosa che valesse una nicchigli e, comperasse una livra ? E appresso : Che c meno, che vilissima medaglia , ogni bene d’està vita mortale. Esp. Pai. Nost. La buona femmina, che non avea che due medaglie , le quali ella offerse al tempio , ec. 2 — [Nel detto signif] oggi non è piu in uso, ma sì in quello delle antiche monete greche e romane , e anche d, altre nazioni, di qualsivoglia metallo e grandezza,Lat. numisma. Gr.vofLury.cc. (in isp. medalla, che si pronunzia medaglia, in frane, medaille, in ingl. nudai, in celt. basco medalla, in gali, meideal ,in bret .meddalen. Secondo il Bullct, queste voci celtiche han per radice wedalo melai metallo.) Car.lett. 2. -ij8. Della Munificenza non ho medaglia alcuna, se non quella d’Antonino, di bronzo ec., e per rovescio ha un elefant c.Èed.Esp.nat.82. Mi fu fatto vedere, tra le medaglie del serenissimo granduca Cosimo, un medaglione greco , battuto dai Pergameni in onore di Severo e di Giulia. E lett. 2 . 63. Desidera dalla sua cortesia . che se ella s’ imh;itfr«n n 2 —^ (Geog.) Amica città della Bavberia nel regno et AIgi^ ^n Medeebonte , " Me-de-bróu-te. IV. pr. m. (Dal gr. medevo io n e brente tuono: lo ho cura del tuono .)—Figlio di Slegarci e 1 cole , da lui itcciso in un accesso di furore. (Mit) . Medeide,* Mc*dò-i-de.IV.pr.m. (In celt. meddwio sia meeldoi nbbi' lil ,jjjl) —Piloto de pirati Tirreni, che. tentarono d’incatenare Bacc°‘^ j, Medela , Mc-df la. Sf F. L. Medicina o Medicamento. Lib. U- Tpuova qualche medela a colai peste. E 2 . Pur per curar le tue mcdcle son queste: D’avviarti all’un’ora passo passo ec. O Medellino. * (Geog.) Me-del-li-no. Lat. Metdliuum.C//tù della nell’ Estremadura , e netta provincia di Badajoz. (G) , 0' (Geog.) Me-dem-bli-co. Lai. MeJemblicum.G/h' 1 landa settentrionale sul mar Germanico. (G) proli& !SS“> jf che si trova oggidì usalo da molli ; ma è vocabolo segreUfi’^fi i>* cui non si. trova esempio presso alcun buono autore nè in 4 ^ii3 l , in prosa. F sebbene si legga ne’ discorsi del Salvini stesso _■ ’ sC of ' il moderno Iddio Signore del tutto ec. , è da credere che sl “’ zione di stampa , trovandosi poco sopra replicalo per j medesimo. (A) Bemb. lett. 2 . 3. Berg. (0) Salvia. Annoti 1- tr 3 i' !l Medemo nou è toscano , lo che usano molti per galanteria e ? fuora dalla comune. Corde. Grani. Medemo voce all'atto ® , ’ nè approvata , ch’io mi sappia , da alcuno de’nostri g'’ a,1>a t0 deJL non da Girolamo Gigli pag. 6i. Iacopo Pergamini nel G' at ^ 0l .e ò?' Lingua 1' ammette nel verso ; ma nel Memoriale, eh’ è la ìmg*^ gai' 10 ' sue opere, lo mette in dubbio. Niccolò Ameuta nelle note al cap, ga. la chiama voce segretariesca. ( La cilaz. del Bembo . iJ)0 ,)(* i Nella corretta edizion veronese del iyj 3 leggesi sempre meoe^ .^ Jin Medeni. * (Geog.) Me-dc-ni. Antichi popoli dell’ Affrica f'f’P j. c ,) Medeone , * Me de-ó-ue. ,ZV. pr. m. (V. Medea. In gr. med° , cin^l * (Geog.) Antica città della Grecia nella Beozia.—n Figlio di Piladc e di Elettra. (Mit) Desidera dalla sua cortesia , che se ella s’imbattesse a trovar medaglie antiche o di bronzo , o di argento , o di oro, ella voglia prenderle, ec. } — Impronta o Impresa di uomini illustri o di santi , fatta in oro in ingenui , in bronzo , o in altro metallo , di forma simile alte monete, e di diverse grandezze.Red. lett. 2 . 6o. Di grazia non vi buttate dietro alle spalle questo affare , siccome ancora quello del provvedermi , pili che voi potele , delle medaglie de’ virtuosi moderni. 4 —* Piastra di metallo variamente intagliata , clic si pone ad ornamento su’ berretti e cappelli, per Io più sotto il pennacchio o simile. Car. Leu. 1 . 2 3. Gli volle sgraffignar eli testa la berretta che porta con la medaglia e col pennacchio. (N) 5 — Proverò. 11 rovescio della medaglia, diciamo quando vogliamo mostrare il. rovescio e't contrario di checchessia . Fin. Lue. 3. 4- Vedi rovescio che ha avuto ejuesta medaglia ! Medagliata, Mc-da-glià-la.[iS’/.’] F.A. Tutto quello che si ha per prezzo d’ una medaglia , in signif di Moneta. Seti. Pisi. Tu ti allegrerai, quando tu sarai satollo d’ una medagliata di pace. ( Il lat. ha ila- pondium.) Medaglietta, Me-da-gliét-ta, b?/.] dim. di Medaglia.—, Medaglino, sin. Lai- nuiiunulus, numisma parvi moduli. Gr, mp.vTpdrtov. Fit. Benv. Celi, fio, Queste) uomo lavorava solamente di medagliette cesellate. Mederico, * Me-de-rì-co. N. pr. m. Lat. Medericus. (Dal ììie ’ sessore , cd ic paese : Possessore , Signor del paese.) (B) po’’",,) Medesicaste , * Mc-de-si-cà-ste. N. pi: fi (In celt. meddu av^ a c Dante disse : La natura .. . Similemente nrl ’ sta > C’ ha Vabito dell’arte e man che trema • ■®eÌ// MAS 7V 5 '^ e_s ì' man “ za * Qf. F. e di Medesimità, Medesimezza, toed”** ^ 1SCm 2 .* ^ 1C diremmo noi, e di che sarebb’cgìi segno questa *ntdp S - mar,Za ^ P es0 sempre? E Disc. 11. Perchè non vi è maggior d ei . ft Slma,iza > clie la totale egualità. E poco dopo : Che ben consi- Me DEs 0 e ^ en sanno questa medesimanza di tempo. (Min) c he t MARE ’ ^ e '^ c - s *“ ni ^" re - Ri- pass. Farsi uno con un aUm. Lo stesso q„ a - ri ? ni °dysim a re. V . Bellin. Disc. 11. Con essa s’incorporano, e nv,^* e ^ S * trasformano , e con lei si medesimano in si fatta ma- $ Ua ‘ ^ |P n ) iS egner. Crisi, instr. 3 . 26. 15. Striglie il marito con la M ftBE ni °g ll e di modo che vengano tra sè quasi a medeshnarsi. (N) ft{ e i lM . Ez ^ ? Me-de-si-més-za. [Sf.] ast. di Medesimo. {Lo stesso che Ca hat^ Slni1 ^' ^C° n1, ^ar. 2g, Per la quale medesimezza questo vo- Me D£ „ Jo fendere s’intende d’ amendue, ma non d J ogni persona. ^iRiissuiAMENTE , Mc-de-si-mis-si-ma mcn-te. [Avv.] superi, di Me- f*Tf ar ? ente ; ^ atm ^ tem ’ i^em , paiiter , quoque. Gr. o^o/ws , «*«- °P«r i^ 5 ’ ^ ,cratir(t ‘ s ’ *«/. Lib.cur.malati. L'uno e l’altro de’rimedi* 5 j E ^ ran ° rnedesimissimamente. ^^'missimo , Me-de-si-mìs-si-mo. [Add. m.]supeii. di Medesimo. i?ec/. dt P * 1 ' Si • Le medesime medesimissime indicazioni debbono dal mc- * 1 * * Pendersi. Q ( * l f. ÌTK \ Me-de-si-mì-tà. [SJl ast . di Medesimo. Identità , Stato e sia o U una cosa 1 * n tu ù° e P er tutto uguale ad uri altra con cui Q^P ar agonatai\ —, Medesimezza, Medesimanza, sin, Lat. identitas. cì ^ ^''tott]?. Borgh. Arm. fam. 5. Nel nervo esustanziaprincipale ^ità rfi 6 Sara ! jra certa na tura comune, e quasi * : ^ Et)E siiw - 3 C0Sa * ^ Sì tolga via la medesimità dell’arme. MEDIANTE 2 99 medcsi- h. lM . 1T o , Me-de-si-mì-to, Add. m. Fatto il medesimo. Immedesimilo. Ssit °‘ Tomit. Rag. Uh. 2. Berg. (Min) C IM0)Me ‘^ -si-mo, i A ibi. pronominale m.ovveiv) Pronome, che vale e ;«° i e non islà senza compagnia di nome o di pronome giammai, *ner' SUa terminatone , con essi congiunta , varia per generi e nu- C 0 (—; , Medesmo, sin. Lat. idem. Gr. c avrós. ( Probabilmente , se- f (Cc ' Jo il Muratori, da egomet ipsissimus io stessissimo, onde poi si lov e ^° met ipsissimus io medesimo, e finalmente medesimo.) Bocc. Perve*^’ ^ ^ terzo quasi in questa medesima sentenzia , parlando , S*. iP ne ' -T num. g. E tu medesimo di’che la moglie tua è femminee Tv° V ‘ 21 ' noi medesime noi diciamo. Petr. son. //. /. ft'rJte i, lm medesimo fonte Eufrate e Tigre. Lab.jd. Guardando tra 3. u che quivi n ’ erano in quello medesimo abito. » Bocc. g. 3. n. Laido ” 0n 1,0 q" este cose sapute da’vicini; ella medesima, forte di te do- hio e |; Sl ’ me i l 13 detto. E g. 3. n. 10. Or tu maladicevi cosi teste la Ce v ; ’f. u Erculano , e dicevi che ardersi si vorrebbe ; come non di- ; (I te medesima ? (Cin) PronT' * Nondimeno trovasi pure usato senza compagnia di nome o f; „ l J Ie - Cavale. Discipl.Spir. i3o. Onde dice S.Paolo: la grazia ec.... •S'aiJ 0 dice il medesimo: la virtù diventa perfetta ncll’infermità.(V) c lau s { ivvcn - i- *• c • Uiciamo adunque ec. che in quel luogo la ® ai 'à 1 r ? St:a sos P esa e c l' e segue appresso , della medesima Vi a 0 suioglimeuto. (P) Salvia. Pros. Tose, i. 53. E benché si tro- Pliv.P|' rcsso Dante, c appresso altri poeti per avventura il nome °Pp)v ’ a PP ress0 i medesimi non Divietare , ma Vietare si trova. E fr>ss e “,° *7 9- E per ventura chi non avesse inteso a principio chi si del n- 1 J S\’ an canlor di Scio , aspetti all’ ultimo alto la .ricognizione d‘ : j (i] ( -y es hn°, Cantò il poeta Omero ec. Nè qucll’altro detto dobhj 151010 P er av y cn tnra gli disconveniva ec. E 4ig. Nè tanto e al] fl,Tl0 e sscre schivi che in materie ec. non si usino nuovi termini, toritj ?* e desime corrispondenti. Red. Esp. ins. i. 51. Non son par- desàfl a ®sse mosche , ma bensi che e' nascono dallo sterco delle mc- har Ca ‘ Di al. Bell. dona. 3zi. ( Fir. ijz3.) Ben mostra il Pe- f)e| U( j e ec ' come c appresso il medesimo. Segner. Crist. instr.?. 12 5. Cte SCe c 5,'udla misericordia ec. ma in faccia della medesima se gli ac- 5 tes >sterebK Q uan d° anche potesse un peccatore resistere ec. non 5 jy a ““ c . ah’ impeto della medesima, avvalorato dalla presenza cc.(N) Te Co ^SSiugne anche, quantunque senza necessità, alle voci Meco- h/1 ^ DCCO. <1 frt /ni'Zl c» / wv t tn ,.r.rt*n s... ~7. s. 1 _' _ 6 — * Accompagnalo anche con alcuni avveriti , come Quivi , Ivi , Così ec. E. Medesimo, avv. Lat. itidem. Amm. Ant. 2/p 3. 6. Cas- siano ivi medesimo che! soperchio della gola non poteo vietare, come speguere potrà P ardente fiamma della carnale concupisccnzia ? E'il. SS. Pad. i. 3o. E così medesimo fecero gli angeli che apparvero al sepolcro. Cavale. Espos, Simb. 2. 34 E cosi oggidì medesimo mi pare , che la maggior parte degli uomini del mondo reputano Cristo poco savio. (Cin) 7 — * Usato come sm. La stessa cosa, Là medesima cosa. Borgh. Col. Lat. 384- Nelle solenni precazioni clic si facevan da’ magistrati , si vede il medesimo. (V) 8 —"E in termine scolastico. Sega. Anìm. I. 1. c.ult. Platone volendo che ella (cioè /’ anima ) fosse composta dell’uno, e del due, del medesimo e del diverso. (Cin) 9 —•* Essere al medesimo = Essere da capo, come prima. Car. Leti. 2.180.HH promise che si terrebbe modo che io sarei rimborsato d’un tanto al mese. E io risposi ec. contentandomene, e ordinando che si pagasse di mano in mano a voi. Ora quando io pensava che si fosse cominciato, veggo che siamo al medesimo, e che mi sono pur date parole. (N) j — * E variamente nello stesso sign. y. Essere al medesimo di sempre. (Pe) 10 —* In un medesimo, posto avveri.—Al tempo stesso,Congiuntamente. Bari. As. pag. 1. I. 1. §• ull. Gii parve aver trovato la forma dei vìvere che cercava, e in un medesimo chi gliene poteva esser maestro. E lib. 2. §. 43. Poiché , tanto contra ogni sua aspettazione e speranza, intese 1’ ultima distruzion de’ Confederati, gelò in un medesimo per timore , e avvampò per rabbia. (P) Medesimo dilf. da Stesso e Desso. Medesimo indica identità ; Stes~ so o con più forza esprime V idea d’identità , o senza direttamente fermarsi sopra questa idea, tende a dirigere con più intensione il pensiero ad un oggetto. Nel primo senso valga questo esempio : Galileo nacque nel medesimo giorno in cui mori Michelangiolo , e questa stessa Firenze li produsse ambedue ; e nel secondo senso io dirò : Qui stesso e non Qui medesimo ; Uomo tutto di. se stesso e non mai di se medesimo. Desso poi è della lingua scritta ; sicché tanto diciamo d’uomo che s’è mutato: Non è più desso: quanto, Non è più lo stesso. Ma quando riconoscendo una persona esclamiamo : è desso ! mi par desso ! certo non esclameremmo in quella vece : è lo stesso ! mi pare il medesimo ! Medesimo. Avv. Medesimamente. [ E. Medesimo add., J. 6.) Lat. itidem. Gr. ópotii. G. F. 10. 33. 2. Nella quale oste avea il Bavero ec. , popolo grandissimo del contado di Lucca e di Pisa medesimo.òViZ/usl. Jug. R. E là dove loro gioventudiue hanno avuto, quivi medesimo menino lor vecchiezza. Medesmo , Mc-dé-smo. iPron.m. V. poet. sinc. dii Medesimo. F.Dant. Purg. 26. So. Essi medesini , che 111’ avean pregato. E Par. 5. 84• Seco medesmo a suo piacer combatte. Petr. son. ». Di me medesmo meco mi vergogno. 2 — * Ed usalo anche in prosa net primo sign. Bemb. Leu. 1. 2gg. ( Fer. :~j4- ’ 1 - ) Oltre ciò a questo cammino andando, entrerete per la via medesma di ricuperar Verona istessa. (N) 3 — [E nel sign. di Medesimo, §§. 3 e 7.] Dant. Par. 24. 104. CLc ■-.«i ^ — ...—v. consigli. * ctl hii)i CCO mcdesilna Ergeva , lui dovere ancora, indietro tornando, 3 dpi 3 y cdci 'e. Fi 1: As. 23. Io curioso riguardava con diligcnzia la [ Ma 11110 ccm P a g no ì € diceva meco medesimo ec. V°ùu , con particella Seco , secondo alcuni grammatici, così tal- 111 Uii a c l le se ne forma come un avverbio, il quale, scritto anche Secomcdcsimo , in terminazione di maschio, vale non r , e c. ,4 per ogni minierò, ma indeclinabilmente per ogni genere.I animo" ( i :ia ' cosa * a donna vedendo ec. la grandezza ^aale que-f 5110 m °i to secomedesimo commendò. E nov. 65. 11. La 4 0l V 1 '’rdende, disse secomedesimo, [lodato sia Iddio che costui ' Ed divenuto prete. ] ,f' lfUÌ< lio indeclinabilmente trovasi appo gli antichi dopo i co„ c {, ni :*P° i femminili. Passav. Specoli. Pen.irj-j.33 seguitando cc. ama le cose che sono al fine per loro medesimo, v4° r ' 0 , d Ene, (Cosi la stampa di Crusca, il Ms. /i« Me- $V;Ant,2ga sanno bène e’ medesimo' che mentono per la gola. ■ ' e ’inedè s ; ’ . ?■ Qui Ili che falsamente sono lodati , egli è bisogno c a < e Briose 11 ? S1 v . e, “ r r nini ' delle lor lode. Fr. Guilt. Lctt. 10. Adonque quello ,r Medesimo , e dal nemico dentro, ch’è vostro corpo, q. 1 ?' A, Gin » 0l ® c * ie demonii e uomini sono.( F.Bottai', not-463.) 5 ‘d fede è 22 i- Dissono infra loro medesimo! Gr. S.Gir.3. ^ c co„m a noTtl ' u , sc medesimo. (Cin) (V) eli co ’ pronomi Questo, Quello, I!, quasi si usa come in 6 di q UcsU -' v > f ^■ §. 7. Lat. Iwc idcm,iUad, idem.]» Lai. E quello l’arte ho detto , quel medesimo dico della seconda.(Cui) quell’opere fosser quel medesmo. MeDI. * (Gcog.) Àfitìchi rtnnnìì flelV Media.* (Geog.) il mar Caspio , , , da principio chiamala A ria , e dopo la conquista di Alessandro fu divisa in due Stati, la Magna Media e la Media Atropatena. (G) Media. (Anat.) Add. e sf. Diramazione del tronco superiore della vena cava, da’-notomisti detta anche Mediana. Foc. Dis. (A) 2 —* (Mus.) Nome latino delta quarta corda del tetracordo. (L) Mediana.* (Geog.) Me-di à-na. Antica città dell’ llliria.— della Mauritania Silifense. (G) »... Mediano, Me-di à-no. Add.[e sm.) F.A. Di mezzo. Mezzano, Medio- ere . Lat . meihociis , medianus. Gf\ ^7^435, ^50^51?. G. r» 11-101, 2. Chiamarono Dogio , al modo de’Viniziani , un Siinone di Bocca- negra, de’mediani del popolo. E 12. iS. 2. A mediani ( popolani J e artetìci dispiacea la signoria. , . 2 — [Nel ferii, per]] Mediatrice. Capi-, Impr. prol. E così lei invocala per mediana, sua immagine a noi ha presentati gli alti ed effetti in lei e per lei usali nel tempo della sua maternilade 3 —* (Anat.) Linea mediana: Quella che separa il corpo in due mela eguali , e che non costituisce già un piano immaginario , poiché se ne rinvengono parecchie tracce non equivoche nella sutura sagittale, nelle falci, nel corpo calloso, nella lamina perpendicolare dell etmoide, nelle labbra , nel palato , nella lingua ec. F■ Linea, §. 8. (Vali) a — * Arteria mediana del sacro : Sacra media, secondo Ghuus- 3 —^Arterie mediane della spina : Anteriore e posteriore, secondo Chaussier. (O) 4 _* Nervo mediano:!/ più grosso di quelli che partono dal plesso brachiale-, >iasce dalla parte anteriore di questo plesso, Jra d cubitale ed il cutaneo esterno , e dietro il brachiate cutaneo interno. (Van) 5 _* Seno mediano del cervello : Longitudine superiore. (O) 6 —* Setto mediano del cervelletto: La falce del cervelletto. (O) 7 _ Vena mediana. Fetta di mezzo alla Basilica ed alta Cefalici :, che si vede nella circolazione del cubilo o gomito , detta anche Co- mune perchè partecipante dall' una e dall' altra delle suddette. (A) Mediano’.*^ Add. pr. m. Della Media. (B) Mediante , Me-di-àn-te. [ Prcp. usata col quarto caso, e ] dinotati e Col mezzo , Colloquio, o Per mezzo, p Per ajuto. Lat. oh , propini'. Gr. Sri. (Dal lat. medium mezzo, ciò che mena allo scopo.) G. F. it.2.24- Iddio mandò questo gìudicio mediante il corso del cielo. Sen. Ben. Furch. 6. 28. Quante sono quelle cose, mediante le quali 3oo MEDIARTI noi potano rendere tutto quello, di che scino debitori a coloro i (piali sono in istato felicissimo! Boez. f'arch. 2. pros. 4. Quegli è chiaro, mediante la sua nobiltà; ma tanto povero , che piuttosto vorrebbe vivere sconosciuto. Red. Cons. 2. <3. II quale moto disordinato, mediante i nervi maggiori attaccati a’ minimi , si comunica al cervello. 3 — Per Tra, Nel mezzo. Lat. causa, ob, inter. Gr. X/d, ìnsita. Filoe. 6. 2gS. bufino a questo luogo, mediante molti avversi casi, l’ho seguita. E 3 <7. E qui da lui , molti pericoli mediante , seguita , [con sottile ingegno s’argomentò di congiugner quello che ec.l 3 — Usato anche in forza di add. Interposto , Mediato. Bocc. Com. Inf Cleopatra fu reina d’Egitto, e per molti Ite mediatiti trasse origine da Tolommeo. (A) 4 — (Mus.) La corda o nota che divìde in due terze V intervallo di quinta, che trovasi tra il tonico e la dominante. Gian.Diz. Mus. (B) Mediarti,* Me di àn-ti. Prep. che trovasi usato col pi. in luogo di Mediante. S e gr. Fior. Disc. 1. 16. Il vivere libero propone onori e prendi medianti alcune oneste e determinate cagioni. E 3 . 43 - leggendo medianti le lor forze non poter resistere ec. Segner. Mann. J)ic. 2. 3 . Predestinò di salvarti medianti 1’ opere buone ec. ma me* elianti ancor le tali e le tali in particolare. (N) Mediare , Me-di-à-re. N. ass. Essere interposto , Essere tra due tempi o cose. Galli, lett. Tali congiunzioni e separazioni (delle Medicee ) vengono osservabili , senza errore di mezzo minuto d’ ora, mediante la velocità del moto loro, e il piccolissimo momento che media tra’l toccare e non toccare. (A.) Tivian. Scienz. prop. 6. Che altro noti vuol dire, se non che tra la proporzione A alla quarta D vi mediano quelle tre altre proporzioni, (V) Gal.Sist. i 3 . postìl. Tra la quiete, e qualsisia grado di velocità , mediano infiniti gradi di velocità minori. (N. S.) Mediastini.* (Arche.) Me-dia-sti-ni. Add. e sm. pi. Schiavi dell'injima classe, impiegali da' Romani ne’ più bassi tiffizii della casa, e nelle più grossolane fatiche della campagna. (O) Mediastinite.* (Med.) Me-dia-sti-nì-te. Sf. Infiammazione del mediastino .— , Mcdiastinitide, sin. Lat. mediastinitis. (A. 0 .) Mediastinitide.* (Med.) Me dia-sti-ni-ti-de. Sf. Lo stesso che Mediastini! e. T. (Van) Mediastino. (Anat.) Me-dia-stì-no. Sm. Tramezzo membranoso che divide il petto per lungo in due parti laterali e che risulta dal combaciamento delle due pleure. Lat. mediastinum, medianum. (A) (A.O.) 2 — * Dicesi Mediastino anteriore , .Quella parte anteriore del mediastino che ricetta il timo 5 e posteriore quella parte che trovasi vicino alta colonna vertebrale, e dà ricetto all'esofago, alla vena azigos, ed al canale toracico. (A. O.) 3 —* Dicesi Mediastino del cervello, La gran falce cerebrale. (A. O.) Mediastino.* (Anat.) Add. m. Aggiunto di quelle Arterie che recano il sangue al mediastino ; una delle quali dicesi Arteria mediastina anteriore, e le altre assai numerose e sottili che provengano dall’aorta, dalle esifacee e dalle intercostali e si spargono nel tessuto cellulare del mediastino posteriore, si dicono Arterie mediastine posteriori. Alcuni te chiamano anche Mediastinee. (O) 3 — Le vene mediastine corrispondono perfèttamente alle arterie- Bai- din. Toc. Bis. (A) (0) Mediatamente, Me-dia-ta-mèn-te. Avv. Contrario d’ Immediatamente. [Per mezzo d’ altri, Mediale .] lat. mediate. Giv p.ittsii.Segn.Mann. Marz. g. 4 . Perchè viene solo mediatamente , tu ti dimentichi tota> mente di Dio. Mediate, Me-di-à-te. Avv. [V. L. e dello stil dottrinate. Mediatamente ; ] contrario d' Immediate. Lat. mediate. Guicc.Slor. <7. <^/.Nclla quale bisserò inclusi ec. tutti i sudditi della Chiesa mediate c inime- diat e. Farch.Lez. 272. Alcune altre procedono bene mediate da Dio, ma immediate da essa natura. Mediato , Me-di-à-to. Add- [ m. da Mediare. ] Interposto , Posto in mezzo. Lat. interpositus, rnedius. (ir, ptsVos. Com.Inf. 34 - Unariotté eli ventiquattro ore , e un’ altra d’altrettante , sanza mediato giorno , ec. Frane. Sacch.Op. div. 126. Dio nostro Signore ha tre città., i’una è superiore , 1’ altra è mediata, e 1’ altra è inferiore» Gal. Gali. zfo. Chi non sa , che la vera causa è la immediata, e non la mediata ? 3 .— Comodo, Acconcio. F.A. Lat. commodns , idoneus. Gr. ì-x.rr- buas. G. V. 7. 37. -3. Era in parte molto mediata da poter poi più leggiermente prendere il regno d’Egitto. Mediato diti', da Interposto. Mediato per se stesso non inchiude Ja nozione di frapposizione, e • suolsi impiegare per attributo a quegli tflUti che si ottengono da qualche causa col soccorso di qualche mezzo. Interposto , Frammezzato o Intermedio significano più propriamente posto in mezzo. r Mediatore, Me-dia tó-re, [ Terb.m. di Mediare.] Olezzano, Intercessore.. Quegli che s intromette tra f una parte e l’altra. Lai. mediator. Gr. parlrris. G. V. 11’ 1 s 9- 4 - Siccome amici e mediatori dal nostro Comune , a measer Mastino. E 12. fS. 2. Per procaccio del Marchese da Ferrara, ch’era stato mediatore del sopraddetto mercato di Lucca. •>. — [Dicesi di Gesù Cristo, siccome quegli che s’interpone fra Dio e gli Uomini.} Mor, ó’. Greg. 1. 4 - Jobbe s’interpella persona che si duole; per lo qual s’intende la passione del nostro Mediatore» Mediatrice , Me-dia-tri ce. Veri. fi [ di Medial e.] Intercedili ice. Lai. mediatine. Gr. 4 /tnnrtiicvtrci. Mirac. Mad. M. Disse come era intervenuto alla mediatrice, che proccmava il pecca lo,»» Segner-Mann.fi cu. ? 7- 3. Da che ella fla TergineJ concepì nelle sue purissime viscere iL Verbo eterno ec., in quel punto medesimo .ella pigliò un altro possesso assai più elevato, di mediatrice tra l’uomo c Dio. (V) Mediazione, Me-dia-zió-ne. [ */.'] Intercessione, Interposizione. Lui. me- diatio. Gr. ttunrivtris. S . algosi. C. D. Questa è la mediazione, per la quale fu porta la mano a quelli che erano caduti, e giaceano. Medica , Mè-cii ; ca. [ Add. e sf. di Medico. Medichessa. } Bocc. nov. rp. g. Dunque mi volete dare voi medica per moglie-re? JLdh, fò$* MEDICARE Sole le ’ndovine, le lisciatrici , le mediche, e’ frugatovi, che lov ciono , le fanno non cortesi, ma prodighe. Fr.Jac. T. 2. t4;P" è maestra medica Per sanar lo coraggio. Ovài. Pisi. Egli 1,1 a esser medica , e insegnoninii tutte le buone erbe.» Fior. S. P’ 8y. Non più, o santissima Madre Vergine, o medica benedetta. Ilo g. 4• n. io. Perchè ella, che medica non era, comechè medie 0 1 il marito , senza alcun fallo lui credette esser morto. Esp. a ‘"’: f (Livorno ijgg.J Non solamente tu se’nostra madre, ma ezian« 10 . nostra medica. (V) Tass. Ger. ig. 1 / 4. E tu chi sei , medica pietosa? Ella ec. Saprai, rispose , il tutto : or (tei comando» ^ ^ medica tua,) taci, c riposa. (B) Red.Leu. 5. 268. Lasci operaia natura vera medica di tutti i mali. (N) m a — (Bot.) [Sorta d’erba perenne che ha ìe radici a fittone, che nt si profondano nel terreno ; gli steli erbacei, diritti, lisci, angolati, mosi ; le foglie alterne, picciolale, stipulate, a tre foglioline ovato- Cr alate , dentale superiormente; i fiori violetti, o porporini, c " riano in giallo , o in un celeste pallido , a grappoli ascellari 1 lunghi delle foglie ; il legume con due o tre spine, con tirili ’. reniformi. Fiorisce nel Luglio, ed è indìgena nella Spagna, nel , lia,‘ ec.] Lat. medica , trifolium cochlcatum , [medicago sativa ; fi ^ Gr. nfìinon- Pallad. Apr. 1. In questo mese nell’aje ec. la medie vuole seminare. E Selt.y. Fenderemo di prima la terra, nella ì" doccino poi per innanzi seminare la medica. ^ 3 —* (Mit.) Sopraiuiome di Minerva come quella che presiede olla ' dicina. (Mit) 0 Medicabile, Me-di-cà-bi le. [Add. com.} Che si pub medicare, r esser medicalo. Lat. medicabilis, Gr. idar/zet. Salvili.Disc. " more , quando ha posto piede in un’ anima , appena è mcdicabil*'’" Medicaccio , Mc di-càc-cio. Add. e sm. pegg. di Me dico. Medicasi’ zolo. Cellin. Bit. Era medicata, per l’inavvertenza del padre, d® medicaccio ignorante. (A) . Memcame , Me-di-cà-me. [Sin. V. L. Oggi da Lisciarsi ai poeti-} dìcammto. Liti, mcdicamen. Gr. 7 ù:.fsuy.nv.. Alani. Gir. là. *■ quegl' impiastri e medicami eletti, Che necessari! son, gli ave a PP . po- Medicasi entauio , Me di-ca-men-tà-ri-o. Add. m. Dicesi da (dell»! dice medicamentario un Libro che tratta delle medicine. Toscanana dicesi Ricettario. F. (A) Medicamento, Me-di-ca-mén-to. [Sm. Nome che si chi in genera* 6 ogni sostanza che si usa per curare una malattia, a qualunf 16 r 0f terni alta a medicare. Dicesi anche} Medicina, [Medicarne, Ii 1,Jir |, i: . Farmaco, Argomento ec. 1 Medicamenti sono- chirurgici, li l: ' II!;l tici , dietetici , antinefritici , antistorici , antiscorbutici» aiitig 3u ^ antivenerei , diuretici, diaforetici, alteranti o preparativi, ' |lttr v ;. semplici, composti, umettanti, refrigeranti , ìinfii's 0 ® 11 • o esterni, : addolcitivi, attenuanti, suuigiiacm , mcrassamt , incisivi , calefacccnti, riscaldanti, riscaldativi, essiccanti , disseccativi; 0 lutivi , corroboranti, asti-ingenti, astrettivi , ristringitivi, leniti* 1 ’ t ; f silicativi, lassativi, mollificanti , mollitivi, emollienti, attempi it | aperitivi, deostruenti, disoppilativi , detersivi, astersivi, re . " s jp .Ilei)*'.’’ ... . . . . 1 g st stimolanti, irritanti, pungiti vi, pettorali, cordiali, celatici j[ ( capitali, stomacali , locali , utili, adattati, appropriati, conven) confacevoli, più die proporzionati, più che utilissimi, fami Ir 1 . 1 ' 1 sai ingiù e naturali, sconci , sconvenevoli , disadatti , nocevol* nosi , contrai li, nocivi, violenti, acri e pieni di mordacissii’ 1 , 3 sione, ec.ec.— , Medicinale, sin-} Lat-mcdicamentum, medi* j e J, medicina. Gr. ipd/Auzxor. Declom. Quintil. C. Che giudicherai medicamento del padre? Guid.G. Addolciarono la piaga col l!H ^ ,|.k mento degH unguenti. Semi. S. Agost. Io disidero di dare ll 'j'([e!‘n mente ornamento di bellezza, ma medicamento di santitade.Ard" 2. 6. L’utilità di questo medicamento è molto ben nota. E °j. l£) il» tanti e tanti medicamenti, che dal principio dilla sua. vita 70 anni per mano di diversi medici ha messi in opera. . job 2 — Dicesi Medicamento evacuante ovvero evacuativo, vento , purgante, purgativo ee./ùit.medicamcntum evacuans. Fu* 3 — * Far medicamenti := Usar medicina. T. Fare inedieain c . B f J' 4 — * Cura, Cnragione , Curazione, Medicazione. Lai. cuia 3 1 °,' n e,t 1 5 f nel Dìz. di A. Pasta. Mi dispiace di non essere padrone di potere venir costì. Io ho la Signora N. N- in attuai niedicaiiU-’^/e t> Medicamentoso, Mc-di ca-men tó-so. Add- ni. Medicinale, AM i? medicamento. Lat. mcdicinatis , mcdicamentosus. Gr. f*pjz** if0 eft-t rfixós. Red. lett. 2. 126. Si faccia talvolta qualche scrviziale p senza verun altro ingrediente medicamentoso. , - e td ll fi Medicante, Me-di-càn te.. [Part. di Medicare.] Che mediaai[ c per lo più assolutala, per Medico. ]AaZ.iriedicus, medicans. G ■ «arp ululi. Bocc. leu. Pin. Ross. 270. In materia disposta a i;i [u 1 - a jjilo del medicante. E Inlrod. 6.0 che la ignoranza de n ’ es se “j 1 de’ quali ec. era il nuuicro divenuto grandissimo , non- cono ^ s ; rF 7 V;V (Zar- A 9 . DA. I.n1 !.!11» f■ ! si desta y ■h* che si movesse. Tass- Ger. 12. gì- Consolato ei si desta mette De’medicanti alla discreta aita. i d rm itìi, V’è, Medicare, Me-di-cà-re. [Att. e n. ass. e] p/tss. Curare le & ei ' Mcdicinarc, f s i ric^ at " dicesi anche Curare, Far medicina.— -4 lo’nfcrmo , senza essere adoppiato , non sosterrebbe cari.mederi.Gr. la.Tùithv.Bocc. nov. 4°- ó- II medico, av ' n c [ ■ - -- *.vv.. la Pf^bjccva lascerebbe medicare, ec. Red- Cons.i..g5, Vorrei che, e letta questa mia diceria, subito l’illustriss. signore si c011 ?' s ; a . n cl medicare. E 2. 53. Raccolgo altresì , che poca differenza- v| sa ,io * maniere del medicarli. » Buon. Eicr. 3. 4. 4• Chi si n5CtU » sempre infermo. (N) t?-nnc.S aC< Zs —* Medicarsi da alcuno— Farsi medicare da quel tale.I ’ ^ a il 14 155- La vostra è un arte che quando una famiglia si coni dicare da un medico , rade volte lo mutano mai. (Pr) i'§ùi e consigli a tutti, che fu medichi le incomodità e i disagi 4 ^. s rì, l, Of*dni e che imo padre d’Asia tu voglia essere chiamato. (Pr) * . ^-teguppp -i„.\—i _„i_ _ * _:.. ;uere a qualsivoglia cosa alcun vizio con impiastro , concia , cosa 8 p ni 0( * orose ec - r. Medicato, 5 - 2 • (A) (B) Alam,Colt. 3 .H \ulla 5 ^ % medicare il vin cho resta scemo. (Br) } 0 o E c °l terzo caso, Alam. Colt . lib. 5 . Medicando al calor con 0 ^^-schc acque. (Br) Se >» er s tmil. si dice anche della campagna. Creso, lib.11. cap.n, soh can T° molto grasso e fruttifero non si semini ogni anno , non d> U J U( v °^ta, ma molto, abbonda d'erbe bastarde per si fatto mo- ^fiir ClG Sema fatica grande non si medica, (Y) flic^*' 0 5 Me-di-cà-stro. [ Add . e sm. Medico di poco valore , che anche Mcdicaccio, Mediconzolo , ] Medicnstronzolo. Lat. in- Wf 0rdinìs m ^^ cus ' Gr. ov-rthctvà s ìiXTpót. Cas. leu. g. 4 ' Q ,l( d P*" Un ° Medicastro, stregone, arcliimista. Maini. 3 . 16. Èra quest’uomo medicastro , Che al dottorato suo fé’piover fieno. » Red. f ì l| u) .i/** P asii1, Ingollare a crepapancia gli strani beveroni di ^fcTi| 0 , Cl 'edulo ma famoso medicastro. (N) l ct{ * STìl ONE t Me-di-ca-stró-ne. {Aad. e sm.] accr. di Medicastro./?^/, fui- *j11 1 ^i 3 . Se pure talvolta oc. , per mera necessità di non poter ji p * y°> per aver addosso una schiera.di quei medicastroni ec. soti * c °S8Ìtato ad aderire , ec. » E nel Diz. di A. Pasta. Quei medica- „ Ver.;/ 1 > c ^ più degli altri son creduli , e che in cuccagna hanno* per < r ‘ a "'fallibile. (N) . t ' Q 4 )? STROKZOLO > Me-di-ca-strón-so-lo. [ Add, e sm.] Medico di poco Q } , v* ^' Medicastro.] Lat. medicus- obscurus, iufìinac notae mcdicus. feri* ^ìP-gs ìtzrpós. Alleg. () 3 - La più agevole incetta era il far pro- ^eDi 011 particolare di mcdicastronzolo, o d’astrologastro per non dire ec. cu We-di-cà-to, Add. m.da Medicare.— , Medicinale», sin. Lat. ^'to^f 18 * r ’ Stp&'n'wSdì;. M.V. 1 . p2. E que’ dentro avendo combatti Mancamente , confortati c medicati di loro ferite , prysono della 3 ^ ^.risposo. C 0 ^ 1110 medicato, si dice un* Infusione di erbe ed altro nel vino. Red. gite, *• *• g 3 ■ Se fosse por essere utile a questa signora l’ uso del se* 1 ^'cm e , v ‘ nu medicato. E $ 4 * Era l'ima presa e l’altra del vino me- ■* 9 ,y a da pigliare un brodo semplice. *tpij j f l ^ a latina dicesi anche d’altre cose. Racell. Ap. Queste (le \ Mlor vedrai posarsi Nei luoghi medicati/// lat. ha ipsac midicatis sedibns.) (M) Hi,«di 0fìe j Me-di-ca-tó-re. {Ferii. m. Medicare.] Che medica.Lat. Cmedicator, curator , medicus. Gr.ictr^ls, <«.tyuiW, «xsVrw^. *s$ e ri * ttr g. 32 . Per li due vecchi , li due medicatori della nostra *0r (i ri Rat. Purg. 14' 2 Chi voile ogni cosa, cioè iddio, medica- pi'os. 6’. E chi *lt r j .-Indicatore delle vostre menti. ÌJoez. Fardi. //. r ..„. -__ tri c °nservadorc de* beni.e lo seacciaLore de’mali, che il rettore ^ £ r)[ (; lca ^°re delle menti, Dìo? G/ Sc Ti * Ce : Mr-iii-ca-ii ì-ce./'// b. f {///Medicare.]C/fc medica.Salviti. c|| ( , ’ 1 ' i 3 . Per mantenere quanto basta, e non affaticare la natura, Mcdicatriee dc’mali, possa in quel tempo ec. alla funzione ^Tj ; J llen le inlesa da lei, di restituirsi nello stato primiero di salute, . Questa spezie di medicatura è da’Greci t i 1 (i thui\sis Virtù noe jiiirgazione, c il medicamento che in se ri- (Agì'\ Vl1 ’* v detto juirgativo. (N. S.) ^ e l J,, si~ • ^^diciitura dicasi da' georgofili V incidcinazione , o a 7 l?'a M( 111 ti(!° nc dei semi che soìio vainoti , o (dirimente difettosi, iterchè S',iliciit; 0 s ’ Mj-di-ca-sió-ne. [ V/i V. poco usalo.'] Il medicare. Lat. t glieli * F ura J curatio. Gr. ^>spctirs/a, icarif. '/'eoi. AJist. [m|>ercioc- J ^iei }'■ o e segno della medicazione umana. « Tass. teli. jam. 5. 5. son molti c grandi, e particolarmente per una medi» ) 'Un Miportantissima che mi Insogna fare, come potrebbe veder ^ L ,™'}«ilio del medico. (V) Mp,. ‘ c ^icazionc o Medicatura, L'applicazione metodica d’un h^o. ic hm - - - 5 f 1 % ^ fuin 0 °* de’ Medici. Golii.(A) Salvia. Disc. Tose. 221. O iA s t) St^U 11111 o pur tesoro Mediceo diS. Lorenzo. (N) i e medicee o M.(‘dicee assolutamente : JSome dato dal t tl ^° ( oi c p tXLttl '° stelle che formano satellizio a Giove 1 e. trovasi 'r /40r ìe (| 1! U Ì'f' OÌ '. Za dì siisi. Magai.- lett. Dimodrazione drlla ì-evo- ^k,* 1 le i«. ,. c Mediceo intorno al em po di Giove,. (A) Red,Ditte. 18, astro nove Ilo. CN) * Buon. Pier. 3 . 1 . 5 . Se medicina Razio-» naie o empirica (Razionale io noi credo) avvi alcun luogo. (N)^ a—* Dicesi Medicina aspettante, la contemplazione incoila de'fenomeni morbosi , la quale viene permessa soltanto nelle malattie leggiere', attiva,.// metodo terapeutico che non abbandona punto le malattie al toro corso naturale ; clinica, lo studio , Z* esercizio , e f insegnamento dell'arte di guarire al letto de'malati', comparata , Hparallelo da farsi tra le malattie dett' uomo , quelle degli ammali , e l'altre de’ vegetabili \ dommatica, quella che mira a ristabilire un legame ragionato fra le osservazioni e le regole ed a riportarne i n _ 'p el . mela r (Tutto ciò che serve a portar riparo, provvedutalo o- compenso a qualche inconveniente, a qualche sventura o simi/r ] Par son. 2d:i. Ch hi gran dolor la. medicina e corta. /,»(;. Fmyh. 2. A Couciosriachè io , quando il tempo sara r girile medicine ti porge. bavos iccrpos. Maini, 9. 60. Getta nel muso ài medico da succiole L' unguento , che le fa veda* le lucciole. ^ —* Dicesi Medico volante , ed è opposto a Medico curante , e vale Giudico chiamato a caso. Magai.Leti. Questo è giusto iar da medico volante con ripetere le ultime de’iuogln di autori citati dal dottore per parere di a\cigli studiati. (A) 5 — Proverà. Medico pietoso fu la piaga puzzolente, [ovt ero verminosa o fistolosa : ] si dice di Chi , eccedendo nella compassione , arreca più danno che vantaggio. Lai. famibaris domimis fati min nutrii servimi. (ì —■ Cercare il mal come i medici o simile z^Cercar di cosa che possa nuocere , Cavare il proprio pregiudizio a bella posta. {V. Cercare, $■ 26, e F. Male, $. 21, 5.] Lat. oclipedem eccitare. An.br. Beni. 2. y. Iu vai cercando il mal siccome 1 medici. ( 7 — * li medico giovane fa la gobba al cimitero : dicesi così perchè uccide degli ammalati. Serd. Prov. (A) ■\ —*Al medico la mula sì rivolta cosa va al contrario, al rovescio- Monigl. Dr. (A) MEDIOCRE Medico.* LS.pr. m, (Dal gr. medicos della Media.)— Principe di & rissa , nemico dì Licofì'ane tiranno di Fere. (Mit) V in"- Medico. Add.m. [ di cosa.] Di medico , Curativo , Attenente a ntedi » Zot.medicus. Gr. locrptìtQs.'Jàss.Ger.i2.y4 ■ E già sen riede a^ occhi il giorno , E le mediche mani e i detti ei sente. Red- 2o3. Mi giungono ec. gli esemplari della dissertazione medica > quale le è piaciuto di onorare il povero mio nome. dicà xCL 2 ■— * (Mit.) Soprannome d'Apollo considej'ato qual dio delio & e(1 — Soprannome d'Esculapio. (Mit) t Je Medicoi-isico , Me-dì-co-fì si-co. Add. e sm. comp. Filosofo che ti principalmente a quella parte di fisica , che concerne alla saia corpi. Uden. JSis. 5. 70. Beig. (Min) Mediconatup.ale , * Me-di-co-na-tu-rà-le. Add.coni. comp. PI. ^ e ^ C . oì -i(t turali e Wedichcnaturah f Concernente alla medicina e alla s naturale. Red.Esp. Nat. 2 . 65. II dottissimo Pietro Bercili neh* 1 pie' turia quarta delle sue osservazioni medichcnaturali ec. (N) Medicone, Me-di-có-ne. [Add. e sm.]accr.di Medico. Lat. pracstans dicits, ingeus medicus. Gr. sVrn^os ìx-rpós. » Pvos.Fior, P p. 2yo. Venne quell’altro medicone belloccio e più ardito- (Tv. .,n 2 — E per siimi . Cccch. Donz. 4 ' 7* Che è carnovale Altro, c 1 valente medicone ec. Che , senza che 1 sentiam , ci cava sang lie la vena del pazzo , e ci sciloppa Con mille passatempi ? j0 Jcì. Mediconzoliko , Me-di-con-zo-lì-110. [Add. e sm.'] dim. di Medie 0 *.' 1 0 . Vit. Bcnv. Celi. ni 3 . A questo quel mediconzolino disse: M° nS1 ® re, noi non siamo fatti tutti a un modo. . ri' Medicohzolo, Me-di-còn-zo-lo. [Add. e sm.] dim. e p°gg. di Medicastro.] Lai. infimi ordinis medicus. Gr. ovTihx.òs Ixrpói. ( |a Celi. 212. Ne presi consiglio da messer Giovanni Gaddi , e( * ^Uctc un suo mcdiconzolo. Red. Ditir. 36 . Vadan pur , vadano a *',, c qU a La cicoria e i rapcronzoli Certi magri mcdiconzoli , Clic coll ogni mal pensali d’ espellere. » E net Diz. di A. Pasta. Cl° n j^rò riti di buon amico , e non con ciurmeria di mcdiconzolo,^*15* (Ji) a’tre qtiisili clic da Y. Sig. mi soli fatti per servizio del N. g c ii‘' Mediccccio , Me-di-cùc-cio. Add. e sm. diin. e avvila, di Medico- canzolo , MedicotaoHna. T.o stesso che Medichino. F.Cayor. Medico mo. * (Mit.) Alv-ài-ch-v'i-a. ISome primitivo di Alercurioi alcuni ; cosi detto perche l eloquenza e il mezzo piu ejjicace c di conciliaiv gli uomini. (V. Mercurio.') (Mil) . - c ]i e MedietÀ , MocÙe-là. [.s/i] ast. di Medio. ['°Ì h fjfO} h 3 — [geometrica . quando la ragione è geometrica .] P tiK 14. E questa per lo più dicesi medietà geometrica. & 4 —■ armonica quando la ragione aritmetica della pruriti ^ gè? conda , serba alla ragione aritmetica della terza alla quarti 1 ì . sa ragion geometrica della, prima alla lei'za. Fiv. Pvop . (■ v $ c 111 Medimni,* (Gcog.) Me-dì-mni.^/itù7i( popoli dell Etiopia. — P°P° . Dionigi concessa di .stabilirsi in Messina. (Mit) , q 0 . Medimno. * (Filol.) Me-dì-mno. Sm. Misura di cose secche .. jt$ h conteneva sei moggia romane o due terzi et uno stajo deg 11 (f* —, Mcdinno, sin. Lat. medininus, mcdimniim. Bemh. Leif t0) ) Danno ciascun mese ec. due terzi d’un medimno greco o tfi i no, ed è un medinino quanto sono due terzi d’un vini'/-ù ,rl0 C lt ’ Medina.* (Geog.) Modi-na. Lat. Jatrippa, Athrulla , fA dell’ Arabia ov’ è sepolto Maometto. — della Senegambia.’f* (l t idj Metlij'inna Caclcstis, Augustobiiga. Città e ducato detta Sp'Jr^ Jet', prov. di Soria .— De las Torres. Lat . Mcthymna Turrimn-G'’ p^sl 1 ’ 3 ’ Spagna nell ’ Estremadura .—Del Campo. Lat. Meihynma S cC ^ Città della Spagna nella provincia di Falladolid.—g ^ c . Sf^’g Lat. Mcthymna Fluvii Sicci, Forum Egurrorum. Città dpi 6 ltl nella provincia di Falladolid .—Sidonia. Lat. Asindo., Assido 1 ^ | delia Spagna nella provincia di Cadice. (G) . Medjnos.* (Metroli) Me-di-nos.Vm. pi. d orla di misura di . cr f /0 ti ** liquidi nel Portogallo e nel Brasile ; 180 medinos equivalg 0 ^ galloni inglesi. (Ò) _ _ _ fi Medio , Mò-di-o. Add . m. F. L. Di mezzo. Lat. niedius- qooiu fc ! i or o cl 9. La differenza poi, ohe si scorge tra le velocità dclmot ^ ìc parti medie cc, , parrebbe die cc. frt^*s6 — (Geom.) Medio proporzionale: Quella quantità di ntesS f ie e Qll u tre due , a cui la prima abbia quella stessa proporzione, ^ medesima cotta terza. Lat. media proportionalis. Gal- ì f tit. Invenzione della media proporzionale per via del .j il linee. E appresso : Potremo tra due linee , ovvero due trovare con gran facilità la linea o il numero medio P l0 l |É! d*? — (Mus.) Specie di canto usato da’ Greci , col quai e ) f epocali Brini mio , riducevano l'animo alla quiete e tnui ( l ul ( y,/K > vevano gli ajjctli liberali e pacifici. Se ne servivano ' lf o comii . e simili. Gian. Diz. Mus. (D) 1 . 11,1 " ,<1 Gal. Macch. Sol. 6. Sono di un parer medio tra quelli ci* 1 ' 4 dell» (Anat.) rtdd. e sm. JSome dato al dito di mezzo .' ,, dicesi anche Mediano. (A) (A. O.) 2 _ * Ycntre medio , cioè II petto , secondo l’antica da' fornica del corpo umano. Baldin l'oc. Dis. (A) - * (bjlol.) Agg. di Kvo. r. (N) _ rnr . Medio-* N. pr. ni .— Figlio di Marte , fondatore di p iCh’ech piccolo c-'lb _ Mediocre , Me-diò*cre. Add. coni. Mezzano , C Ch , é ‘‘‘fmaate /•'“fa estremi 9 Che sta troll molto e 7 poco , tra’l piccolo 4 & c fye il bwmo e'I cattivo ; dicesi piuttosto di pi opnelà bp' , C (?' quantità o di sito.} Lat. mediocris. Gr. l*'* T 9 tot, .f‘,, cC hiJi cl qo5. Alla cui bellezza, come ben mostrano i t u0 * (° n MEDIOCREGGIARE s 'i r 'o una forma mediocre. E Disc. lett. 3 2 8. Ciascuno di mediocre &-udviu> io può facilmente giudicare. Sale. Dinl. Arnie. 2. Il quale ^ Ss cndo parimente d'ingegno e di fortuna meno che mediocre, mi sento ^^diiuanco avere dalla natura un bene particolare de’.Greci. Berti- 2. i' 3 . 5 a. D’ombrio i c pesci spade una gran schiera, Di grandi * *ttediocri c : r> ' M ‘ ta? l0rri dolori. ^mocr- MEDUSA 3o3 piccai ini. Bemb.Asnt. 1. 2 3 . Sono questi in amore me- Paife I / EGClAB ? > Me-dio-creg-già-re. N. ms. Star sul mediocre, Osser- Sù no 11 me dÌQcrità. Uden. i\is. Nell’ incidenza di alcune persone, clie ac cen U - ICB P ac i dell 11 sua magniloquenza , può inediocreggiare, tanto che il costume, ec. (A) ocivememte , Me-dìo-cre-mén-fc. Avv. V'Ier. Or. ' ' , lEn “tediocr. ’ocbissimo , Me dio-crìs-si-mo. Add. m. superi. Ber ~ ' Con mediocrità. Lai. medio- * tia 4X,avws 1 Eage. nnt. esp. 5 . Bisogna avere il con- ^.^«hocremeiite istrutto. , di Mediocre. To- (Min) ciò Ò > Me-dio-cri-tà. {Sf.} ast. di Mediocre. {Staio e Qualità di e tn ediocre , Che sta in mezzo tra due cose , dicesi anche ] KMró ani *®‘—j Mediocritade, Mediocrìtate, sin. Lat. niediocritas. Gr. ^ rc ‘ Geli. 6 . i 5 z. Tu hai da sapere che la fortezza è una determinata con ragione. E appresso: Come può ella adunco ( ] l ||' tìva rsi infra di voi, non avendo voi primieramente il giudi- ‘fled; . Ragione, die ritmo vi questa mediocrità? » Albert. 4. 38 . La $0[w°^ ri tà nelle ricchezze e nella povertà è più da desiderare, che’! * (Br) c e/if ^ COu 0 dolina d* aspetto contento , in abito semplice ma de - . co in ’ C0H una sola borsa in mano che tiene gelosamente } ovvero fc-J-*—'. . 't'ctccia stese fra un leone ed un agnello. (MÌO Tkin .1:_' *• ♦ À ^us$ ì T . Mc **(&f :o &)^ c 'di 0 ~ ni Z' ti: i~ci'Ant.popotideUaGalliaBetgica.(G) Medmà. Lctt.fhm . 1 . 8 $. Io ne conosco qualcuno, e in specie uno, che fa gran faccende in un paese assai mediterraneo. Borgh. Tose. 35.9. Benevento, Spoleto , c Piacenza che mediterranei , quasi che n* abbiano a essere altrettanti da questo mare, e tanti, che non sieno mediterranei. (N) 2 — (Geog.) [Marc Mediterraneo o anche assolutane. Mediterraneo, di- cesi Quel mare che è posto in mezzo all' Europa, VAfrica , e l'Asia, comumcflttie con f Atlantico a ponente mediante lo. Stretto di Gibilterra . Comprende i Mari Tirreno , l’Jonio , l'Adriatico , /’ Arcipelago , quello di Marmora , il Nero, quello d Azow. I*at. Internimi mare , ] Mediterraneum. Gr. % pujoya os S dkctvcrK. Tes . Br ; 3 . 1 - Quel che vien per Isfiagna e per Italia c per Grecia , è maggiore degli altri , e perciò è egli detto Mare maggiore , ed anche è chiamato Mediterraneo, perciocché surge per lo mezzo della terra infino inverso Oriente, e divide le Ire parti della terra. E 3 . 3 . E però dirà il conto innanzi di tutta Italia , cioè il paese dove Roma siede, che ha inverso mezzodì il Mare maggiore, ovver Mediterraneo in costa. Stor.Eur. 1.2. Si distendono a mezzo dì nel mare nostro Mediterraneo. Meditiuna.* (Mit.) Me-di-trì-na. Divinità che presedeva a'medicamenti, ed alle guarigioni. (Mit) Meditrihali. * (Arche.) Me-ditvi-nàli. Add. e f pi- Feste in onore dì Meditrina , nelle quali ojferivasi alta Dea del vino vecchio e nuovo 5 celebravatisi agli undici di ottobre. (Mit) Meditullio. (Filo!.) Me-di-tùl-U-o. Sm. F. L. Propriamente il mezzo duna cosa , e specialmente d' una terra, regione ec.\ intorno alt etimologia della qual voce vedi il Porcellini ed il dici, octol. Magai, leu. scient . pag. 3 yi. f ediz . Class. J Non posso rispondere di ciò che passi in que’meditulli più rintanati dell’ Affrica. (A) (B) 0 —* (Anat.) Lo stesso che Diploe. V. (A. O.) t/eu * (Mit.) Me-dios*si-nii. Dei di mezzo o aerei > i quali ere- gf Iji^ 1 ? ulitassero fra i celesti ed i terrestri. Vloulo divide lutti 1 ln Sa prAOs, inferos et mpdioxnmos. Servio dice eh'erano Dei l * ni; V 'al. -iptil, jn li chiama Gcnii inferiori relativamente ai Superi, .. . j w * relativa mente agli unirmi. Lai. mcdioxuni , ìnt'dioxmni. ' lei>1 À ali mt AH stunus siamo di mezzo.) (Mit) (N) ^ ^ (|j let '’ To > Me-di-ta-mrn-to. [Sm. F. A. É. e di' 1 Meditazione, j «e ii 0i ens ieid.] p'u. Bari. 85 . Nacor non avea indi’ altro meditamento, distruggere la malvagia credenza che coloro tenevano. V < rp '’ Me-di-tàn te. [ Vari. di Meditare.) Che medita. Lat . medi* Wif. Gr. i Uir * A. Agost. C. D. Ma odi che fa l’anima medi- v ' Me in questo profondo pensa (1/ Focub. alla voce Mondezza ^ di trovar questa mondezza: tutta bolle ed infiammasi ^ Cll ° d’averla. E appresso : Vedendo Papiina meditante , che V '' ì|t ^ii e U0U venire alla dolcezza della esperienza desiderata cotanto. rtlt *n Zl ' ’ ^l'-di'tà-rc. [ Alt. e n, Consnleiarc alcuna cosa , Darle f l'i » Fermar lo spinto sopra qualsivoglia materia; e si dice /re- , ' 'e , Fantasticare, e talvolta Preparare, Allestire. (M) età, , , Mr-fli-ta.in >/00 Stiidievol/nente , A bell) stu- ^ m «ie , Mi-iii-ta.ta^-méii'te. /Jw. ci;* • Consulto. Gr. Irrite. Salvia. Disc. 2.1 tp. Sopra i quali t *° sse lecito o all' improvviso o meditatamente discorrere. ì\ 10 f l( ‘^ lta zwne, Occupato nel meditare.] Salvia • Disc . f j fudiosi') la testa è affaticata , e lo stomaco debole , n' t at 0 Yf ^° ro vita sedentaria e meditativa. ^ -^ c ^-" l c ^ a Meditare. Lmt.meditatus. Gr.pf\trn§d$. Vogliam noi prevenir con qualche pena La me* ’ Me-di-ta-zion-cèl-la. iSf.] dim. di Meditazione. Pie- a ^ 0ne - Lai. ìucditalio perbrevis. Gr. fyccyfìoc. piKiTTj.Gal, vf Bo da portarvi ancora tre mie meditazioncellc ^ aie comprende C attenzione e* n Cl ‘ — Meditamento, sii i.] Lat. iuii) di sturi- Meditazione non è altro i .... ... 5 x I), e con 10 ’ c ^ ,e cerca lo conoscimento della -venta nascosta, con 'ti», tsidcr ta ^ P 1 ' 0 ? 1 ’’ 3 ragione. *li , la l Vi,,, V 10 " 1 - de’ misteri e delle grandi verità della religione cri(Geog.) Mòd-ma. Lo stesso che Medama, corrvttaniente Medila. (G) (JN) Meo man.* (G ' 011 è da soprastai-c nelle ordinate e curiose pa- ' v ' a conH„ S1>I ', te meditazioni della vita di Gcsucrìsto. Wcon \ ..Utua lezio.,» --«... .». '°nn a curiose pa- Coll. SS. ij'^'^ 'czione e meditaunne delle scritture non ci satolla. ^ Gei,/' 1 profóndi ass,sa > folta fronte appoggiata ad una mano, ed t. lìe »VM Pe ^°- hitn P ens,e, i • tiene gli occhi chiusi, ed è ravvolta in '< le,* 80 ! Me-(q 11 , 0 ve So ons ì libri, figure di geometria ec. (Mit) ti.? o 9- . Ani, ' oy-rà-ne-o.Add.m. Some dinotante positura den - 81 4ul-V ® l >i urj' ) Magai. 1 3 0 4 MEDUSCLA mno più o meno proludati in peduncolo , piu o meno Muniti di tentacoli di forme diverse. (Aq) (IN) BlKDUst’LA.* (hot.) Mc-dù-su-la. A/. p r .G. Lai. mcdusula. Medusa.) Genere di piante stabilito da Lottveiro col nome di Medusa, c cosi modificato da Persomi , nella monadeifia yentandna, di famiglia in- certa, e caratterizzato dal calice di cinque sepali inferiore persistente, dalla corolla di cinque petali rivolli indenti A, e dal frutto capsolare uniloculare di tre valve con sei semi. Prende tal nome da una remota analogia del loro frutto , che è una casella quasi rotonda vestita di lunghi , grossi e ripiegati peli, rappresentanti il cune della Gorgone. (Aq) (IN) 2 — * JSvrne di un genere di piante della famiglia de licheni . introdotto da Est hweilsr , denominandole così dalla figura che presenta tl complesso de loro apolcci lineari , i quali, partendo da un centro comune ) offrono in miniatura il ceffo di Medusa j dallo Syrengel riunito al genere Asierisca. (Aq) (IN) Web.* Pronome. V.A.F. e d’Jlo, (Cosi detto secondo V uso degli antichi^ i quali alle voci che fniscono in vocale coli’ accento grave so* pia , per non le pronunziar nè tronche , nè rotte 1 aggiugnevano la vocale E, e talora tra l una e V altra vocale interponevano una consonante, come Autorità, Autorilàe o Auloritade , llifìuò, Rifiuta , e simili.) Dani. Jnfu.6, 5. Rimontò il Duca mio. e trasse me e. UMei-’Fe,* Mòl-fo. V* Arci. J.o stesso che Minilo, p. Aret. DiaI. (A) Weitie. * (Mit.) Mef.-h;. Dea soprastante ali aria infetta , ossia Dea de’cattivi odoi-i, o.\ ia Giunone ; che sotto questo nome avea diversi tempii, in luoghi di «ria malsana. (Il lut. mephitis che lo Scaligero ricava dall’etrusco e dal siriaco, non deriva probabilmente da altro che da *>inc; del iat. mihi fvetel mi puzza.) (Mit) Mefite/ (Chini, e Dami.) Sf. Con questo nome è indicata ogni sorta di una malsana , deità pure Miasma, nascente dalla putrefazione degli animali e vegetabili ad siti paludosi e di acque stagnanti, capace di predai re diverse malattie e sjiecùduiaife le febbri intermittenti, aiiiutn itali. Dicesi Mefite ammoniacale, il Sottocarbonaio d* ammonìaca} calcare, il Carbonato di calce, di magne-ia, o magnesiaca, il Carbonato di nutgnesiai marziale, il Carbonato di faro di piombo, il Dai bollato di piombo di potassa , il A otto-carbonato di potassa', eli soda, il Sottocarhonalo di sodai volatile, il òvltocarlonato di ammoniaca concreto. (A, O.) (IN) Mefitico/ (£'is. e Moti.) Me-fìti-co. Add. in. Epiteto dato a qualunque esalazione perniciosa . Lat. inephilicus. (A) * — * Aria mefitica: cosi diasi Qualunque aria alterata che cagiona V asfissia , genera parecchie malattie e produce la molte. (O) i — * (Chic.) Aria metilica , dicevasi il Gas acido carbonico. (A.O.) Wefjtide. * (Zool.) ftle-fi-ti-de. Sf. V. G. Lat. mephitis. (V. irnfìte.) Genere di quadrupedi della famiglia delle martore , c dell’ordine de' carnivori ; così denominati dalli odore forte ed ingrato che tramandano. (Aq) Mefjtismo. * (Fis.) Me-fì-tì-smo. Sm. Stato dell'aria, in cui essa trovasi saturata di eff/uvii mitri di o di altre sostanze egualmente noce’ voli all’ economia animale , le quali si fanno conoscere dall’odoralo, e dal gusto , ossia presenza di gas inetti alla respirazione , tanto se sieno soli, quanto se misti ali urla in si grande quantità da renderla inetta atta l'espirazione, e spesso nociva talmente da produrre considerevoli malattie. (0) (N) Megabari. * (Geog.) Moga-Là*ri. Antichi popoli deli Etiopia. (G) Mbg ABATE , * Me-ga-bà-te. JV. pr. m. Lat. Megahates. (Dai gr. negus grande, e bateon verb. di lao io vado : Che va a gran passi.) (b) Mkgaiuse , * Me-ga-bi-.se. JS.pr. m. l.al. Megabises. (Dal pers . mughòecc ljgli degli adoratori d< 1 fuoco .)—Satrapo persiano, geremie di Dario .— figlio di Zoptro , genero di Serse e cognato eli Artasnse. (B) (Mii) Megaitsi. * (Arche.) Me-ga-bi-si. Adii, e sm. Sacerdoti eunuchi di Diana Efesina , secondochè era ella vergine. Gli onorav ano e rispettavano sommamente , ed avevano compugne nel sacro ministero. Perchè questi sacerdoti erano eunuchi , da ciò provenne che taìv< ha siasi, usata questa voce per indicale lu mini imbelli e molli come gli eunuchi. (Sembra che sieno stati cosi delti alla maniera de* Sacerdoti Persiani : poiché mila lingua pois, megius vale adoratore del fuoco, las principale, perfetto, e bezad maestro. Quindi Megabise vai preposto agli adoratori del fuoco.) (Mit) Mecabrokte , * Me-ga-lirón-te. fi. pr. m. ( Dal gr. mega grandemente, C Irontao io suono ) — Dolio ucciso da Ercole in un combattimento degli Argonauti , utile coste di Cizico. (Mit) Megacabpa. * (Bot.) Mc-ga-càr-pa. Sm. E. G. Lat. megacarpa. (Da /negus glande, e carpos fruito. ) Genere di piante stabilito da De- ccindolle nella famiglia delle cruci/ere , e nella tetradinamìa silicu- losu di Linneo, notevoli per la grandezza de'loro fruiti \ i suoi caratteri sono una siliquetta piana a scodella smarginata in ambe V e- stremiili con i loculamenii molto schiacciati monospermi aderenti (di'asse lateralmente, nessuno stilo, e la mdicetta ascendente. (Aq)(N) Megacepala. * (Zoo].) Mc-ga-cc-là-la. Sf. F. G. Lat . megaccphaia, (Da megas grande , c cep fiale capo.) Genere et insetti della prima sezione dell'ordine de’ coleotteri, della foia.glia de' carnivori, e della tribù cicindelete, stabilito da LatreiUe , i quali hanno desunto co- tal nome dal loro capo , maggiore in proporzione delle altre parti. Si distinguono dalle cicindele soltanto perla lunghezza de palpi labiulij che sorpassa notabilmente quella deinascellari esterni. (Aq)([N) 3M.EGÀCH1U)/ (Zoul.) Mc-gà-clii-lo. òm.F. G. Lat. megachile. (Da mó- gas grande , e chilos labbro.) Genere d'insetti dell' ordine degli i- menotteri, della sezione dei porlapungolo , della famiglia de' incili- feri , e della tribù delle apiarice, stabilito da Latralfc , e così denominati dalla grandezza del loro labbro superiore a foggia di quadrato allungato , al più cvustaceo , e che cade pei pendicolavmente tra ie mascelle. (Aq) (N) Megàc'le, * Mogà-clc. N. pr. m. Lat. Megacles. (Dal gr. rnegas gran* R 1 KLAGOPO de, e cleos gloria.)' —Arconte d'Alene, che scoperse e punì severf ne} la congiuixi di Citone. —* Fratello di Dione il quale si uni <* • contro il tiranno Dionigi. — Figlio di Alenicene , vinto da L ustralo. — Aro materno di Alcibiade. ^ Meoaixide , ' Me-gà-cli-ile. N. pr. m. ( N. patron, di Megaclc- ) Filosofo peripatetico , contemporaneo di IHtagora. (Mit) p l( c Megawsi. * (Gtog.) Mc-ga-di-ni. Popoli asiatici che Senofii> le 1 soggetti a Ciro. (G) n/. Megaeteriaiica. * (Arche.) Me-ga-c-le-ri-àv-ca. Add. e sm. V ■ V’. 0j guitti dell impero costantinopolitano , pari a quello di generilo 5 * o piuttosto era il pruno nfjicudc delie coorti, palatine , che cm‘ causi Alleate , perchè erano composte di soldati raccolti nelle I vincie alleale. (Dal gr. megas grande, heleros socio, ed arche 5 U 1 principe.) (Aq) (MU) /]> Megagsato. * (Zool.) Me-ga-gnà-lo. Sm. F. G. Lat. magagnato» 5, y megas grande, e gnathos mascella.) Genere d‘ insetti dell’ ordì" - coleotteri tetrameri, e della famiglia de' silo fagi nella tribù de . gestitali , stabilito da Dejean , e che LatreiUe denomina l't’os 10 distinti per la grandezza delle loro mascelle. (Aq) Megala. * (Geog.) Mc-gà-la. Antica città del Peloponneso, (fi) ^ Megalastbopogesesia. * (Mcd.) I>Ie-ga-]an-ti'o-]) 0 -ge-ne-si -a. > mrgalanlhropogi nesia. (Da megas, megala grande, anthrvpos i>° Je gemuto io genero.) Presso ifisiologi vale Arte di proc.reaf robusta e leggiadra. Pale anche V ..irte di generare gliuoniintf 1 ' V'ha lina commedia ed un libro sotto questo titolo. (Aq) rd Megàlarte,* Me-ga-iàr-tc. N. pr. m. (Dal gr. megas,megala arlos pane.) —Quegli che insegnò ai Beoti baite di' fare il Megalartibe. * (Mit.) Me-ga-L'ir-ti-de. Soprannome iti Cerere, (yjiit) rii. di megas grande, ed arlos pan,' : Clic dà grosso P aUL, '') v <# ■o ne mcgalu gei. Megalakzie/ (Arche.) iVie-ga-làr-zi-e. Add. e sf. pi. Feste Cerere. — Feste de Aiessopi Japigi in onore di un lor< ?,Ue quali fra le grida delpopolo gli si, offerivano grandi ìalasolepiadee. * (Arche.) Ivio-gu^ìu-scli -pia-dè-e. Add. e s jA.ff)^ 1 ie si celebravano in Epidauro in onore di Esculapio. C.A$A c ì >lt ' ne. Ue Meg che gr. megas , rilegala grande, e da Esclepios Escuiapio.) (Mit) /rf Megale. * (Mit.) Me-gà-le. Soprannome di Giunone , che h li ^ C i; C 1 ' sua bete superiorità in confronto delle altre dee. ■—■ Sopriiiinon te * * *4 o sia Opi o la ilerra , detta anche Gran Madre. (Dal S 1 ' grande.) (Mit) Mkgalbgoria.* (Filol ) Me-ga-le-go-rì-a. Sf. C.G. Lat. inagnii^?^ f ... - nasce dall acconcia disposizione de ritmi . dalla unione coi l f if .7 1.’ _7... ' I , 1 ifA 1 (Da melale grande , e^ agora parlaincutj.) Stile nobile e sl ± de piedi , singolarmente dattili, c dal pesar la forza nrm° lllCl . vocali , tutto adattando- alla cosa che dee desci’iversi. (Aq) Megalesie.* (Arche.) Mc-ga-lè-si-e. Add. e sf. F'esle romane ‘ ll .ip'ij 1 ' Cibete, della la Gran madre o Illegale. (Dal gr. megale d, Megalesii. * (Ài'che.) Me-ga-lè-si-i. Add. e sm. Antichi precedevano alle megalesie , e ne quali le matrone romane intorno all' ara di Ciliele. (Mit) de-Pe MeGAlesio, * Mc-ga-lò-si-o. Sm. Tempio di Cibale, (f .megiile^ fii Megaletouf. ,* Me-ga-lè-to-rc. N.pr.m. (Dal gr. megas, mega lu e,,))!) hetor cuore.) — Cangiato in Icneumone, secondo i imtolog'• , Megaloakte, * Me-ga-1 ó-àn-te. iV. pr. m. (Dal gr. megas, >■ de, ed unlao io vo incontro: (dii va incontro* a’grandi.)"*^ c osf l1 primi uJJiziaU di Filippo re di Macedonia, che iufelic&M 11 ^ contro di Lui. (Mit) MbgatiOdokte. * (Zool.) Me-ga-lo-dón-lc. Sm. E. (Da megas, megalu grande, e odus . ontos dente.) Genere d V p t :A l f l’ordine degl’imenotteri, sezione deterelani, della jamtgfm 1 f ( ga, e della tribù delle tentredinee di LatreiUe , distinti difp della masticazione U suo e da grandi mascelle o ma idibuh soprattutto dalle antenne fatte a sega <> a pettine. Il siL<1 Tentralo ccphalothes di Fabricio. (Aq) (N) . ttfp Megalogia. (lilol.) Me-ga-lo-gi-a. Sfy.G.Lal. mcgalqgw- 1. j/Jlh f megalu grande, c logos discorso.) Gran trattato, Gran aiscorso. ' i;ll intitolato Migalogia del miserocosmo.—, Mcgaìuiogia, sin. lytip 1 !’ Megalograi u. (t’ilol.) Me-ga-lo-gra-fi-a. Sf. P r . G. Lat. (Da megale grande, c graphe descrizione.) Descrizione o j 11( ) n. zione di alcune cose fatta in grande. Celali, leu. Bcrg- ''fjùfiiv 2 — * Genere di pittura accennato da Vitravio, che gb* peravano per ornamento interno degli edifizii, e che s° ,p) lava Dei , o croi , c le loro azioni. (Mil) etl-’ Megalologia. *(Filol.) Me-ga-lo-lo-gì-a.ò)/iZo stesso cfeMcg^^® Megaloma/.e,* Me-ga-lo-mà-zc. iY. pr. m. (Dal gr. megas, ,w 'G l; , s; i d l c mata massa di oro o di argento : Chi possiede gran 11 ,p,i o di argento.)— Compagno di Megularte. (MU) , ~ad° n lu MegAlohico. * (Zool.) Mc-ga-lò-ui-co. Sm. F~. G- LA- megas, megalu grande, e onjx, icos unghia.) à m/sui a s t-< lt fi l cui Jefferson suppone V esistenza per le orme che se0 j J L Qvef » f presse da grandi unghie da lui scoperte nelle cave de ^ ‘ e Virginia. Cavicr riguarda il megalonyx come una sy Megatherimn. (Aq) ,, liel .fA di questo più bassa , e da’ loro grandi occhi. Le ^ u i A 1 ' corte jircssochè seghettate, l'ultimo articolo de } >a u ìl si trovano. nelC America Meridionale. (Aq) O») MEGALOPOLI ■JAlopoli. * (Geog.) Mc-ga-lò-po li. Lat. Megalopoli. Antica città Arcadia , ora Lonciari. (G) *L!)spekuo. * (Hot.) Me-ga-lo-spcr-mo. Sm. F. G. f.at. magalospcr- «tnm. (D a megas, megulu grande, e sperma semi.) Specie rii piante Me c S e "ere galiuin, notatoli per la grossezza de' loro semi. ( 1/) Ma d' Mi MEGLIO 3 o 5 ■osPLAscsiA. * (Cliir ) Mc-galosplan-cnìa. Sf F. G. Lat. mcgn- “splaiirhnia. (Da megas, megulu grande, e splanchnvn viscere.) Tu- Me < re f ùrmul ° da tuta de’visceri dell’addome. (Aq) '■Alospi.akcko.’ (Chir.) Mega-Io splàn-cuo. Sin. F. G. Lat. megaio (’ anchnns. (V. megalosplatu tifa.) Incremento morboso , od tìstru- J]p °" e de' visceri addominali. (Aq) Alosplesia. * (Cliir.) Me-ga-lo-sple-nì-a. Sf. V. G.Lat, magalosple- n'iU ^* a rne S as ’ magalo grande , e splen milza.) Tumefazione della S1 ^Alossaco, * Me-ga-lòs ’sa-co. JS. pr. m. (Dal gr. megale grande, ossa ,ll na, cd (icns rimedio: Chi appresta rimala di gran fama .)—Dolio *fj clso da Castore e Polluce in un combattimento fra ì Dolii e gli ftr - H°nauii y sulle coste di Cizico. (IMit) ^ a loto. * (/ool.) Me-ga-lò-to. Sm.F.G. Lat. mcgalotis. (Da megas, ^.Xalugvixndc. vxius.otos orecchia.)I\W«r applicato a vani animali, fur- } * tl di gratuli orecchie , ma al presente indica la volpe di Colando, a da lligcr canis mogalotcs, animale che trovasi nell’ Africa e che. ìl € stato ben classificato e descritto, le sue orecchie eguagliano in ^Aezza presso a poco il corpose si arrampica sugli alheri.{Ac[)(f) * (/noi.) Me-ga-lòt-le-ri. Sm. pi. F. G.Lat. jnegaloptrt i. ;/?* 'negus, mcgalu grande, e pteroh aia.) 7'rihit cf insetti deli'ordine della famiglia delle 1l nu b . f+coiu>ri , d’Ua sezione delle filicornee , \\^ nni petme , fomiti di grandi ale . (Aq) c ) * Mc-ga mc-de. IV. pi\ ni. Lat. Megamcdes. (Dalgr. megas 5 o^tuie, « tnedos consiglio ; Di gran consiglio.) (B) . ( * JS. pr. f .— Piglia di Arneo e moglie di Test io, al quale par- ^ cinquanta Trstindì. (Mit) ^ietro. (Astr.) Au-gà me-tio. Sm. P. G. LalL megameirm». (Da ^ llkini..t.l A IH/l/lVlIl'tlllUltPn ’Sa.s glande, e metron 'misura.) Strumento per misurare ledts’anze più gnidi tra gii astri-, differente dal Micrometro, che non giunge ili .f'ùtmire la distali ° a Mp.a (An) Mega-libra.IV. pr. f. (\>e\ p . megas grande, cd oniros soli^) 0 ! Gian sognatin e .)—Moglie di Celeo .— Moglie di Arcade.( Mif) A A 1 '' 1 ' * (Gcog.) Me-ga nì-si. Una delle isole joule , Al’ oriente di M E ' Allna ' a ' (G) f "Aita. * (Geog.) Mc-ga ui-ta. Antico fiume del Peloponneso , nel- \f ca j<*- (G) v 0 . Te : * Me-gàn-te. JS. pr. m. (Dal gr. megas grande , ed antao io ,1 «‘contro : Chi u incontro a’grandi.) — Patire di Peritilo, ucciso lìg ‘‘utrorlo. (Mit) ‘ Eekte , * Me-ga-pcn-tc. N. pr. ni. (Dal gr. mega grandemente, e Jc.g 0 io piango.) — Figlio di Preio , e successore di Acrisia. — di Menelao e di Turidea. (Mit) Eodio. * (/, no l.) Mc-ga-pù-di-o. Sm. F. G. Lat. megapodius. (Da e ? as grande, pus, podos piede.) Genere d' uccelli dell’ordine delle •izzati da’piedi assai grandi. Fi si comprendono Ji- htpp SÙl;,.- t, 0 ,e > curtatertzz "t( c 11 b ‘e specie. (Aq) rjpA. ,* Me-gà ra. N. pr. f. (Dal celt. maghair pianura, terra lavo» 0 > ovvero da mag pianura, ed ar azion di lavorare. il 5 - stg.) 3 ^ . ìglia di Creonte e prima moglie di Frcolc. (Mit) ll 6 (.Geog.) Città della Grecia , capitale della Megaride. (G) rj «so, * Jde-ga-rc-o. N. pr. m. Lat. Megureus. (Abitante diMega- flée f Figlio di Kettw.o. — di Apollo. — Nipote di Ercole e pa- ii„ , Ippomene. — Figlio d'Ippomene e successore di Friso al irò- \Cgr' (S) (v * (Filol.). Mc-gà-ri-ca. Add. f Setta filosofica istituita da “^Cab ' lde ,Ji legarti. (ISLit) ,, .‘“E. * -- '«di Megara. (B)(Mit) 1 . * (Grog.) Me-ga-rc-si , Megarii. Abitanti di Megara. (G) a -* (Grog.) Me-gà-ri. 7 , opo/t deWIndie presso il fiume i;u/o.(Mil) {soletta a vista di Ai apuli, delta pure isola maggiore, e del Sul- Li- ’:u- . * (Geog.) Me-gù-ri-de. Sf. Contrada della Grecia nella . Pi„ la OCc ‘dentaÌe, liti l’ Attica , il golfo di Corinto, quello ili ’ eJ H Paese de’ Tespii. (G) . ,MA . * (Zool.) Me-ga-ri-nia. Sf. F. G. L. Lat. megarima. (Dal Cf. bili'Sas grande e dal hit. rima fessura.) Genere di conchiglie, sta - £ 0 fin Kf.A}. .^ 7 .: . 1 I- }- _ il.. .1 .Xt~ _.' . 1 . ri 0/ . ' ” u ^(fiueschl, separandolo da quello delle terebmtule cuòi de- Uitt’t- ti ». . 1 • » 7 ,1. *es I "' ate dada gran fenditura longitudinale che presentano. (Aq) ^«iiend 'ri ft, ‘-gù-ri-o. Add. vv. m, Di Mrgarco, òcprannoifie d Jj>- figlio-tu Megmeo. ^Mit) 5 JS. pr. m. (V. Megara.') ■—Figlio di Giove e di n> ' ’ ' salvò dal diluvio di Deucalione il quale »ps 4 * (Ceog.) Mc-gàr-so. Aulico fiume della Sazia.- vp ' Ca vlU(l della Sicilia. — della Cìlicia. (MiD * C^°g 1 ) Me-ga-scè-Ii-dc. Sm. K. G.Lat. inagascclis.(Da a J^ e ’ 0 sce ^ os gainha.) Genere d’ inselli dell ordine da’ co- deU u ^\.. e da sezione de' tetrameri , della famiglili delle eupodee J l 'Uii delle cnsomeb'npp.. sinhili/o da Dentali, e cosi denomin S'ande: l >iei Sc 0p o . crisomelinee , stabilito da Dejtan, za delle loro gambe. (.Aq) (Mit) -dell’ India. così denominati -cg as (l’is.) Me-gà-sco-po. Sin. K. G. Lat. megascopns. (Da h^ ìeQ iòi ^J ts &i‘and ^ 00 ^) Me-ga-tè-ro. Sf. V.G. Lat. megaterium. (Da m n .- d^tt’ orgg’ ? dteri'^iix.) Specie di mammifero di forme grandissime, ,fl chglì cda.tati, c deLa famiglia de'tardigradi, di cui conservasi soltanto lo scheletri nel gabinetto di storia naturale d Ma * drid , trovato fossile, a cento piedi di profondità nel Paraguai / Tesso il Rio della Piata . — , Megaterio , sin (Aq) (N) TìIecatoma. * (/ool) Mc-ga-to-ma. Sm. V. G. L,at. megatoma.(Da me- gas grande , e tome sezione. ) Genere di insetti dell' ordine de' coleotteri peniamovi , della famiglia delle clavicornec , e della tribù dei dcrmestini, da Ilerbst stabilito con parecchi, dcrmesies di Pabrieio , e precisamente col suo dermestes serra ; distinti da antenne composte di articoli lunghi quasi conici , e da palchi mascellari terminati da articolo alquanto più grosso , e quasi cilindrico . (Aq) Megaza. * (Geog.) Me-gà-za. Antica città cV Africa nella Libia . (G) Megpi, * Mèg-hi. N pr. m. L^ai. Mcgbis. (Dall’ ebr. migbaghuolk tiare , mitre.) (B) Ml'oe/.xza. * (Arche.) Me-grl-li-a. Soprannome della famiglia Postiunia. (Dall’ebr. mcghuil pallio , toga ; e però vale togato.) (Mit) Megera. * (Geog) Mc-gè-na. Citta della Lìarberia. (G) Megera. * (Mit.) Me-ge-ra. Lai seconda delle tre Parie. (DaU'ebr. largherà sega, con cui tagliavansì i rei; e ciò per simbolo de’supplicii, di cui questa Furia era ministra.) (Mit) Megesàretg,* Me-ge-sa-rè-te. iV. pr. in* (Dall ebr. magi mais ar scure, e reiheth orrore : Chi ha orror della scure .)—Padre di. Purnace. (M -0 Mecete , * Megè-tc. N. pr. m. ( Dall'ebr. meghuat piccolo.) — Ugo degli amanti eli Piena .— Capitano trojano, ferito da Admeto. (Mif) MegVia , * Meg-fì-a. iV. pr. m. Lat. Megphias. (Dall’ ebr. megu/a co- perebio, c jah signore : Coperchio del signore.) (B) Meggio ,* Meg'gio. Sin. L r .A. e Pcnez. Detto per la rima in luogo di Meglio. Dant. lìim. canz. 18. N. Sp. (O) jVIegia. * (Geog.) Mè-gi-a. Antica città della Mcsopotamia. (G) Mecilea , * Me-gìì-ta. JS. pr. f (V. Megelìia ..) — Donna di Locri , chiarissima pei * la rara sua bellezza. (Mit) Meginburga, * Me-gin-bùr-ga. IV. pr. f. LaU. Meginburga. (Dal ted. mi- geu potere, e bttrg castello : Castello del potere.) (B) Megisej.da , * Mc-gì-nèl-da. IV. pr. /.' Lat. Megiuelda. (Dal ted. mógeii potere , e heldinn eroina : Eroiua potente.) (B) Meginfreoa , * Me-gin-lré-da. IV. pr. f Lat. Mcginfrida. (Dal ted. mó- gen potere o volere, e friede pace : Pace del potere.) (B) Megintrcde , * Me-gin-trù-de. N. pr. f Lat. Meginlrudes (Dal ted. mò- gen potere , e traut fedele : Fedele al potere, Fedele e potente.) (B) Megiso/ Mc-gì-so.I\ ? pr. m.Lat. Megisbo. (Dal celt. meg per mag figlio, ed is fedeltà: Figlio fedele.) (B) ^ . , 7 s Megista.* (Geog.) Me gi-sln. Ant. citta ed isola del mare di Liciaf G) Mecistani. * (Geog.) Me-gi-stà-ni. Popoli dell’ Asia nell' Avmenia.lfi) Meoistia, * Me-gi-sli-a. IV. pr. m. Lat. Mogisties. (A r . 31«gislo.) — Aruspice di Aletantpo, amico ili Leonida . (lì) (Mit) Mbgisto,* Me-gi-sto.iV. pr. f (Dal gr. mcgisLos massimo .)—-Figlia di Celeo , cangiata in oisit, e posta in ciclo unitamente al pitch e, secondo i mitologi. (O) Meglio, Mè-glio. Avv. comparativo , c vale Più bene , c gli corrisponde talora, la jrarticrila Che [manifèsta , e talvolta la conicene in virtù. Julienni Mei, e per ironcameiUo Me’, j Lat. melius. Gr. xpaTTov. Foce. nov. io. 1. Di quali (motti), perciocché hncvi sono , inolio meglio alle donne slatino che agli uomini. E noV. Jsf. 6. forse quest’ altra notte sarà più fresco , e dormirai meglio. Peli-, son. z’à.f. L’angeliche parole Suonano in parte , ov’ è chi meglio intende.^ Fil. SS. Pad. 1.3. La grandezza della quale persecuziprfe acciocché meglio si conosca, per gl'infrascritti due memorala li esempli fia cucini. testo.» Fit.S.Gio.liut. 221. La notte si ritornava dentro nel diserto, quasi come uomo che ritornasse a casa a riposarsi ; ovvero , che diremo meglio, egli ritornava la notte .-listare in contemplazione. (V) 2 l n occe di Più. Lat. magis. Gr. Foce.nov. tg.Sy. Quello che valse meglio d’altre diecimilia dolili re. Nov. ant. 57. 1. Il Conte d’ A móò volendo provare qual meglio valesse d’arme tra lui e ’l Conte ■ d’ Universa , si si provide ec. G. F. 12. S. Piccoletto di persona, Decani. esser preso meglio ___ _ . ... e meno , onde è quello amo meglio lauto iamiguare e quello vie peggio esser perduta , che disse questo nostro, o tSalvui. Amiot.F.R.4.iA. lì lat. melius è fatto dal gr. che significa più. Onde i nostri contadini dando da bere dopo il primo bicchiere, invitando a bere il secondo, dicendo la bea meglio , cioè ella bea davvantaggio. Gio. Villani, meglio di dieci inilia uomini, cioè P llif Cosi congiugnendo tult’ e due gli avverbi, come qui, si viene a faic il discorso più grazioso. (N) rt . .. .. r 3 — tfnvecc di Più tosto.] Rocc. nov. 18. Si. Amando meglio il fi- frliuol vivo con moglie non convenevole a lui, die morto senzaalcuna. /. — In maggior quantità. Fior. S. Frane. 36. Quante some eh vaio ti rende questa vigna l’anno , quanti’ella ti rende meglio..(’■> ' , 5 _ Più facilmente. Star. Fari. 67. fanno loro (1 falconami ai fa - coni) Brande eioia per meglio prendere la lor preda; e quando 1 hanno S qne-d 5 i.no lotVlo ci^rc, Lr allilargli meglio onaUra Yolta.(V) 6 - Talora in qualche amico in luogo di e* es ,o. GuM. leU.i6. Ab. Non si può povero uomo tribolar meglio fP e Sn' J > chc mettalo a riccore , c poi, appresso ciò , privarlo d esso. ( ; 7 - Filisi Chi meglio meglio, e c , - fw ' e ’f^ e ec - 1 il meglio possibile. G. F. db. 9, l>‘ Ul ^, Uo CaS , C d . lfa !™( ia gara chi inegUo meglio vennero m quantità di CCL cavalieri. (\) Meglio. Usato tdora coll’articolo ,n forza di siisi. ,vale Ottimo, e dinota maggior efficacia. Lat. melior. Gr. «pnrr W . Pelr.canz. Ag.S. Che coll la morte a lato Cerco del viver nuo novo consiglio; L veggio '1 meglio, ed al peggior m’ appiglio. . - p ur coll'articolo per espressione di maggior tfficacta. Foce. g. ~ 2 u. 3. Al quale l’oste disse: l’opera sta pur cosi; e tu puoi, se tu vuoài quivi stare il meglio del mondo. (Giu) VU MI , 31 oa. j/iv. v. - c brutto, e barbuciuo, parca meglio greco chc Iran esco. Vep. n 28. Ancorché, chi volesse sottilizzare direbbe tu questo luogo - alla Provenzale, che meglio, e peggio disseper/nù lostri vecchi, > Salvi 3o6 MEGLIOR AMENTO MELA 3 — * Usato a modo di sm. significa anche La parte migliore di una cosa. Alam. Colt. lib. 1. Ove discenda O di pioggia, o di vena onde che apporte , Depredando 1’ ultrtfi , de’ colli il meglio. Bentiv. Teb. lib. 3. Già dell’ ctade sua passato lia il meglio. (Br) 4 —* Ed usato II meglio in vece di Meglio , anche quando seguiti o non seguiti la particella Che , e quando , congiunto alla particella Come , precede o no il verbo. F. §. 5, 2. Bocc. g- 2. n. 7. I giovani , la duchessa , come seppero il meglio , riconfortarono, e di buona speranza la riempirono. E appresso: La duchessa consenti eli’ egli, come il meglio gli paresse, {Avesse. (C,ia)Fav.Esop.Pref.f Test. Biccard.J E io ii meglio ch'io potrò queste cose ritrarrò. (P) 5 — [rii accorda talora co' sostantivi, ma senza cambiare terminazione, e sta in luogo di Migliore aggettivo, alla stessa guisa c/icMigliorepcr Meglio si disse coll' articolo o senza.’] Cr. g. 86. f. E quelle (gal- linej che il becco nè unghioni non hanno acuti , debbano covare; e 1’altre son meglio da far uova, che da porre. Lab. 020. Ragguagliando molto la prima cosa , nella quale tu se’ meglio di lei, con questa ultima , nella quale pare che essa sia meglio di te.» Menz. sai. /. E vedi come i meglio uffizii ingoila Chi canta in quiliò , ec. (V )Soder. Calt. Essendo l’uve deboli e acquose , lascinsi bollir più e le di meglio sorte e più sode, manco. (Cin) 6 —* Usato in molti modi di dire con varii verbi. Avere il meglio, o anche senza l'artìcolo. V. Avere il meglio e Avere meglio. At'.Fuv. ig. ioi. La battaglia durò fin alla sera Nè chi avesse anco il meglio era palese. Berti. Ori. 6f. fi • Bimase l’uno e l’altro mal contento, Che non si sa chi avesse meglio o peggio. (Cin) a — * Fare meglio, Fare il meglio, Fare il suo , il tuo meglio. F. Fare meglio. Fir. Lue. f 1 - T" farai il tuo meglio, eh’i’ti giuro in coscicnzia , che per insino a tanto che tu non me la riarrecherai , tu non se’per entrare in casa. Feti. Cron. 1 33. E fatto monaco di Santo Miniato a Monte e’fece il suo meglio. Bocc.nov.83.3. Bruno e Buffalmacco , che queste cose sapevano, gli avevan più volte detto, che egli farebbe il meglio a godcrglisi con loro insieme. ( Cioè , le dugento lire di piccioli contanti.) (Cin) (V) 3 — Volere il meglio del mondo ad alcuno = Amarlo ardentissimamente. Lat. maxima benevolcntia prosrqui. Gr.iìixwtaTXTtvs irpót ri vx. Bocc. nov. 7 g. 25. Io gli ho già ragionato di voi, e vuoivi il meglio del mondo. 4 — 'E variamente. Car. Lelt. ined. 2. 263. Lasciatelo ritirare alla ripa , perchè stando lontani si vorranno meglio. (Pe) 5 — * Stare meglio. V. Stare meglio. (A) 6 — Andare col meglio ; contrario di Andare col peggio. V. Andare col meglio. (A) 7 — * Dire meglio. V■ Dire meglio. (N) 7 —* Usato col Più ; ma è da fuggirsi. Cavale. Simb.Apost. 1. 2 fg. Or che potrà negare alti figliuoli , poi c’ ha dato quel , eh’ è più meglio , cioè d’esser Padre ? .(N) $ — * Usato anche in più molli avverò. A meglio. Fit. S. Gin.Guidò. 3oo. In persona s’ingegnò di visitarli, c correggergli onestamente, e di riducere i costumi dei monaci a meglio. (V) a — * Al meglio = Nel miglior modo. Red. Leti. 1. 266. In oggi pare , che si sia un poco risvegliato (il Ditirambo dell'acque) e cerco di ratfazzonarlo al meglio che so. (N) 3 —- In meglio. Fit. ,j 0 c' della padrona, francesca, diacciata, cotogna, appia , appiola, gialla, ,,, ca, ec. F. a hir luoghi. Dicesi anche Pomo.] Lat. malutn. ^ r ’\ Li c Bocc. itilrod. 5. Delle quali alcune crescevano come una comuni» c | )t . altre come un uovo. E nov. 24- 3. Fresca e bella e ritondett® > parca una mela casolana. Red. Com. 2. 18. Si rinfranchi la sl,a 3 jch e lubricativa, col mangiare nel fine del pasto qualche mela , 0 'l 1 pera cotta. . _ rol°^ 2 — uosa: * Specie di mèla odorosissima, di rubicondo e bid' ic0 e specie di agrume. F. Melarosa. (A) / 5 4‘ 3 — testa : * Altra specie di mela. Salvia. Annot. F. B. 4f' fon 0 testa vien detta dal lat. testa, vas testeum. Così le mele t c “ dalla medesima origine , e dal colore (li terra cotta così dei <■ ^ e 4 — Proverò. Conoscere il pesco dalla mela = Avere dì sll,l f ‘ri salta cognizione delle cose. Bemb. Asci. 2. 77. Dura cosa P‘ 0 ,lall'! che sia il pensare , che egli ad alcun di noi , che pure 11 P f ) ( ,, ii°‘ mela conosciamo , abbia voluto far credere che amore ec- S1 ‘. d’ ogni nostro male cagione. » ( Più acconciamente direbbe ■ ^ scere il pesco dal melo. F. Conoscere, §. 26., e F. Mei)) j, tni[ ii i; ^ 5 —* Nola modo proverb. Franc.S’acch.nnv.i38.2. E quando ^ L , F dicea Mela , ed ella dicea , Mela c pera , sempre barhotta» 1 traversando, e con lei non potea aver concordia. (V) .odF, . .A ........ >r , U. ,. 7)..;... mette s "(j 0 c>‘ ù ciò e della ^tempio m inaiti, non vera laggnm.- — r ... la mela di sopra. E 7-gì .3. Essendo l’Arcivescovo g| .,ji(‘t® àul ponte vecchio parato con tutta la chetichella per fai’® a steI id( 1 '* : ^ la sua benedizione , la mela e la croce, che era sopra d' 10 ’ 1 ’, cadde in terra. Peror. g- 17. nov. 2. Al tempo che il n [’l ci fue tempio di Marte, non vi era di sopra la detta aggm® > pannacelo , nè la inda sopra. . n ncud* ,,ll '*“ 7 — (Ar. Mes.) Così chiamano varii at tefìci una Specie d « tonda come una palla, (A) MELA «OH. c 'u tagli fì»iiT lCe!!a '' c " ,accio • così dicesi a uno de’ di- 3 _ _ rQ ,. a cnsc 'c delle bestie che si macellano. (A) 7 oVv t . avoUtLa i'i cui i fanciulli imparano F abbiccì.-} Bocc. ,nolt » «cioor^i 01 T' a PP araste p abbiccì in sulla mela , come .4 — y / vognon fare , anzi f apparaste bene in sul mellone. •%'S'a dì mi ?- 1 " r . ì . uoal - Mczzamrla : Strumento di più grandezze a o ^ h i nù dicomi per onestà /e] Natiche, o Chiappe ,[ e N ec. Ili VUl v mcena 'ì /-««• natcs. Car. leu. i. , 8 . Noi si vide 1 a camici-, ) U -'- 8 I !° empiuto , che dalle vostre mele. Malm. a. So. X| Squali,.,. * f* C . e S la ta e nera Da’ Venti, che portavan via le me- Rf ‘ 4 ‘ na *' Jori * MELANANTF.IU 07 sugosa. Fiorisce dal Luglio al Settembre, ed è indigeno dell' Italia della o paglia, della Persia, ec. Pai le varietà si distingue quella a Jior doppio. Ipori del melagrano ne provengono prosciugati dal Le- non hanno odore , bensì un sapore a- vante col nome di Baiausti ; stringente ed amaro. Si adoperano in medicina, e la loro infusione acquosa, che. e di un bel color rosso , annerisce fortemente la soluzione di protosolfato di ferro.—, Melograno, smf Lai. malus punica , tpumea granatola L,n.] Pallad.Marz.iS. Ne' luoghi temperati si sommano i melagrani del mese di Marzo. Dav.Colt. , 8 i. 1 melagrani, peri e melicotogm si possono annestare, ma il proprio è porre i loro ram. e rimettiticci colle barbe. E appresso: I melagrani vogliono essere ogni anno potati e netti. 8 8 Met.sc, 1,0 * (Med.) Me-là-gri-o. Add.m Agg. di Fuoco. Tea. melami,,s ,'“ 6 ° ^' *“* C'S ort(l °ne e di Euritc nadredè' n 1 ?,' r !p l °l Melaira. * (Mit.) jile-la-i-na. Soprannome di Cerere preso dall’ a’Ito "‘tu ? 1 ?' 10 di Ercole ucciso da Euri?' ‘ " CC,sld t l Tideo.— di lutto che ella porto in segno del dolore da lei soffèrta perla vio ** tenn,Zl rV.?.Z m ± ft'T— Pmnpomo. Geografo no- lenza usatale da Nettuno, o secondo altri , pel cordoglio che le ca- gionò la perdita della propria figlia. ( In gr. melas nero.1 4VT,;i\ Melaleuca,* CBotA Mp-I:,-U->- ..-C-c xr r ea,iur- ueua lsuova Olanda a fiori polipetali della poliadelfia poliandria, e della famiglia delle niirtoidi di Jussieu ; caratterizzato dal calice superiore diviso in cingili, ‘ci irièl ' m ' ^ at " ^. e ^ as * ( 0 ;, i gr. melas nero. Ne’varii dialetti •••di llinnlufTì™ •_n_ i>_ x .7.. .. .. * ( G t,m P° di Claudio. (B) (Mit) ‘S^ikoT/ ■ S ' n -f dime della Beozia. — della Pamfilia. (Mit) .Ni, *. dolcezza.) Seder. Colt. g 6 . Chi disse bianco , disse dolce , e ’^‘ Ac Cin CCan t e dolce, ma non dolce smaccato, mclacchino, o coiato.(V) fi * (Bot) Me-làc-cio-la. Sf Nome volgare di alcune specie ^L.^, Lai. erigermi viscosum,erigeronfoetidnm. Targioni.{ N) (Bot.) Me-la-cì-to-la. [<.Sy.] Lo stesso che Citiaggine. F.Lat. ^-’^piastrum, [melissa officinali» Lin.] Gr. /jlz\utcÓ$v\\ov. (Dal lat. Si- e c:trum cedro ; poiché le api nc suggono il nutrimento, lln o il micie, e perché la pianta ha un odore di cedro.) Pallad. , ovvero arnia, in che si ricevono, si vuol fregare entro con ,.mic si chiama citragginc, cioè mclacitola, che è un’ erba olorosa, ' Jl *Cn n U,sl le foglie come 1’ ortica. (Zool ) Me-la-cò-ri-fo. Sm. V. G. Lo stesso che Melan- H'? ria >o Fo - u^itn 0gsa (Agr.)Me-Ia-co-tó-gna.iS7) coni». Frutto del melocotogno , Cotogna. Tolom. Lett. (A) °£?°- * (Bot.) Mc-la-co-tó-gno. Sm. comp. Lo stesso che Co- , * ( 0 ) ^(Geog.) Mc là-da .Isola dell’ Adriatico sulla costa della Dal- f. (0) , Me-lad-dol-c'i-to. Add. m. comp. Addolcilo col mele, fend. Cura di Bacco, Napoli, l’elice tc, che pigi Meladdolciti “>tt‘‘Mit /a\ r>« aii '• A) - '«e/, (Fisiol.) Mc-Ia-dèr-mi-a. Sf. V. G. Lat. meladermia. nero , e derma pelle.) Colorito nero della pelle. (Aq) (Zool.) Me-la-gà-stro. Sm. V. G. Lat. melagaster. (Da e gastei' ventre.) Specie dì pesce del genere labro , di- fi? fi ‘cfr.yS 11 s( !uame e pinne ventrali nere. (Aq) ’ Me-làg-g^nc. Sf. Lo stesso che Melata. N. (A) Ir“N;, * 0 ‘* (Bot.) M.c-là-giio-11. Sm. Lo stesso che Melo salvatico. T’ r _ (N) ^ "lei 1 CAgr.) Me-Ia-grà-na. [Sf.Pl Melagrane e Mch'grano.i'rnMo " le, '° cpS r ano, buono a mangiare, che racchiude in sè un gran nu- .% ‘fanelli rossi e vinosi , detti Chicchi , divisi da una pelli- 1 Wc 9 ita 1 ,n l J i li ^ u 0 S^ 11 ’ I' a polpa- di esso frutto stemperata nel- odulcorata con lo zucchei'O , forma certa bevanda piace- h l i dii? e r * n J' r escante ì che si addice bene nelle irritazioni degli or- J 1 ' ^tialora non sieno tanto violenti da permettere appo- itiQ pura al male*'' 17 — „ ...•- della malato. Esso fruito è acido, dolce o vinoso , varietà. Dicesi anche Melapunica. > iiialum jiunicum , inalimi givai i? ll ° P er dir di melagrana. Òr. Melagranata , anatuni. Gr. po ti. Vaiajf. 7. ’ in< i 0 " P 61 ' dir di melagrana. Cr. 5 . i 3 . 1. Le male puniche JMo & r ane , che snn‘ assai note. Pii. SS. Pad. 1. 205. Por- z is ‘ , »a n e P assoÌe c melagrane , c altre cotali cose. Viagg. Sin. E f dì l Ul *- e melagrauc grossissime, e sono dentro, che pajono san- J> e ^iC:b c ^ ‘ r - Dici. bell. domi. 3.95. Il rosso c quel colore ac- Or-P 1 -V.y 'p^ e Sgrana,! coralli,irubini,elcfogliedc’lioridimelagrana. sono utili a ristritmere il vomito collerico . c e mi- auc pi e- *nc< ’ l ?° » sono utili a ristrignere il vomito collerico , e 1’ (gc- > s’ ari'osliscano, e la loro polvere si bea, e r ° s sa°'( ì \)° ^ riscaldamento dello stomaco , e i’ acuità della ^)j^ r *)?^-la-gra-nà-ta.[iy/7 Lo stesso che} Melagrana. V. G. \ Cqi u/n* i. l )iimo (palio) ili quelli da cavallo fue una melagranata 'UTnei, , * aUc ^ a * ^ol^' Togli cc. granella di mclagranatc a- c u. yolg. Mes. Togli cc. granella di mclagr ’ 3 (Agr.) Mc-la- gràn-cia. [SJ‘, V. A. V* e di' j Melarancia. V; *ji»io iyii lUta melagrancia senza buccia, Che vendette la pelle ^»o. (g s .T 3 '^ 11 pagar la tassa d’ un fiascajo. q . S | arc t V.') • Mc-la-gi à-no. [Sin. Uno de più belli alberi de no- fi?" 1 '" M.."* . V*- -fdiliì ■'."■'-"•"■sra-'i». lo ni. uno ae piu l Pistl^inqag , e cresce ne' terreni secchi , e s' innalza da quindici k fa > spilo^P'rdiy ha lo stelo arboreo , molto ramoso ì i rami op- o p ‘>/ o ;dH , lisci, angolati , per lo più alquanto rossi j C 5 . ùinceolate , integerrime , liscie t rossicce nella gio- *" ’,V "frutti 1, ‘ ccl0 ! ate >f fiori di un bel rosso scarlatto , quasi n M- §ì OSSI , Coriacei, nini! niitn mccr. divisi lieti illtCVTUS i0W> 0 diecL^ 1 ' 0 ) '/ 6 ^ coriacei , alquanto rossi ; divisi cellette , contenenti molti semi circondati da pólpa que lobi , da cinque falangi di stamine dalla capsnla tritaci dare poli sperma sessile cinta dal calice ingrossato , Sono così denominale dal nero dell'epidermide della loro corteccia, e dal bianco del loro legno , di cui una specie , la Melaleuca-leucodendron di Linneo, somministra legno da cosU'uìre navi, e la sua scorza che ha la proprietà di gonfiarsi nell’ acqua , serve di stoppa nel carenaggio de' vascelli. Le sue foglie passano per istomatiche , diuretiche ed eiwnenagoghe, e si adoperano spesso contro le ostruzioni, del fegato, la difficoltà del respiro e la soppressione delle regole e de Incriii ; colla distillazione somministrano un olio , noto col nome di Olio di Cajcput. (Aq) (N) Melàmbo. * (Bot.) Mc-làm-bo. Sm. Corteccia di un albero che si arde essere del genere quassia , il quale cresce a Coca, nel Perii , ne re gni di Santa Fc e di Bagola ", essa non contiene nè acido gallico , nè concino , ma sibbene molta materia resinosa , amarissima , molto aromatica, usata colà come febbrifuga, vermifuga c stomachica. (Vau) Mela mima. * (Grog.) Me-làin-pia, Midampeu. Antica citta ddl’Asia minore , nella Lidia. (G) Mela.mhoe. * (Mit.) Me-lam-pi-ge. Add. coni'. Epiteto di Ercole, perchè a motivo del denso vello che copriva le sue. natiche esse co n- parivano nere ; o , secondo altri , per indicar la sua forza e virile fierezza. (Dal gr. melas nero, e pyge natiche) (O) Melampiuo. * (Bot.) Mc-lam-pbro. Sm. F.G. Lat. melumpynjm. (Da melas nero, e pytos frumento.) Genere di piante a fiori monopetali, della decandria angiospcrmia e de/Ja fmùgli a delle rinqn ioidi , col calice hihbiato quadrifido, la cornila col Labbro superiore ad elmetto e l inferiore ripiegato tvilobo , i Incidi delle antere aguzze , e la capsola aguzza bilocidarc con pochi semi.. Diverse specie ne nascono ne seminati, i cui semi neri misti sovente colla segala ecol frumento danno al pane un color violetto, senza renderlo nocivo alla sanità. Melampo , * Mc-làm-po. N. pr. m. Lat. Melampus. (Dal gr. melas nero , e pus pierlc : Di piedi neri.) —> Figlio di A mi tao? te , nipote di Giasone , principe argivo , istruito dulia botanica , della medicina , dell' arte divinatoria , ed onorato da' Greci, come un s^muleo.—Compagno di Ercole , padre di Osseo c Già .— Figlio di Priamo.— di Atreo. (Mit) 9 _ * (Mit.) Nome di uno de cani di Alleane. (Mit) Melaaipode , * Me-làm-po-de. IV. pr. m. Lat. Melampus. ( Dal gr. me- bis nero, c pus, pndns piede: Di piedi neri.) (B) Melampooia. * (Celi.) Mr-lam-po-dì-a. AC r. G. Nome di un poema attribuito ad Esiodo tu onore di Melampo. ( 0 ) Mietasi podio.* (Boi.) Me-lain-pò-di-o. Sm. V.G. Lat. raelampoduun. (Da melos nero, e pus, podos piede.) Presso gli antichi dovasi questo nome ■ alt elleboro nero, di cui si attribuiva l’ invenzione al famoso medico Melampo figlio di Amitmnc ; ma presso i moderai e. un genere di piante dell’ America meridionale afiori composti, della singenesia poligamia necessaria , e. della famiglia delle corimbiferc , coll’antodio semplice di cinque fogliuzzc, il raggio con pochi fiori, il ricettacolo puleaceo, ed i semi filmiti di pappo composto di pagliuzze puntute. Hanno veramente pochissima analogia coll elleboro , e sono così denominate dal color nero che ha la base del loro fusto. (Aq) (N) Melar. * (Geog.) Mè-lan. Montagna dell’ Arabia Felice nel paese degli Omenti. (G) Mei,vea. * (Geog.) Me-là-na. Antica città dell’ Arcadia. (G) Melasaeto. * (Zool.) Me-la-n.'i-é-lo. Sm. V. G. Nome specifico dell'aquila comune che è urcedn di preda distinto dal colorito piu o metto bruno, l’occipite color fava, la metà superiore della coda bianca, ed il rimanente nero. Si tmvn nelle regioni montuose. Lat. talco me- lauaetus, falco fulvi,s. (Da melas, mclena, melati nero e nera, e da ae- tos aquila.) (Aq) (N) rr r r . , Melaragogo. (Tei-ap.) Me-la-na-gò-go. Add. e sm. V G Lai. raalana. eogum.(Da melos nero, ed agoge trasporto .)t Aggiunta de purganti che si adoperavano un tempo con intendimento diramavi atraUle.Cocch. Barn. Melanagogi de’più veementi e pericolosi. (A) / «stn.Melana- gogo: Rimedio purgativo de 1 pm gagliardi e pericolo ,! elle gh antichi inventassero, per condor fuori del corpo 1 umor melaueolieo. (N) Melararteka. ’ (Bot.) Me-la-iian-te-ra. ÒJ. V Lat melanantliera. (Da melas nero , e da antera V.) Genere di piante della singenesia poligamia eguale, e delta famiglia delle eori/nbifere, stabilito in prima da °Eon Rohr nel 1792 , e riprodotto da Michaux con una specie del genere bidens di Linneo, cui successivamente sono stale aggiunte diverse altre specie 5 così denominandole dal nero colore delle loro 3o8 MELANARRACI A anlere; è caratterizzato dall' antodio doppio, dalle corollucce tutte tubulose , dal ricettacolo conico paleaceo e dei semi col pappo formalo di mólte setole caduche. (Aq) (IN) Mei.asarragia. * (Med.) Me-la-nar-ra-gi-a. Sf. V. G. Lat. meìanar- MELANIPPIDE MelAmiro. * (7. or il.) Me-làn-dro. Sm. V. G. Lat. \. mclyndrus- 0 .flit- e vio la landria.) Pesce non ben determinalo , ntro in tutto il ror/r'>“ letto intorno alla testa. Esso attacca i pescatori, donde deli- seconda parte del suo nome. (Aq) (Van) fpn elabe , * Mc-là-nc. N- pr. f. (In cclt. melati , lo stesso che ' j e . ..'---A ... Tn gr- cinigia. (Da mdas nero, e rhagoo io rompo.) Malattia nera, co- j.,. v — „. , ... . mito di. sangue nero , sintomo ài gastoiragia , che sempre annuncia signora. Nella stessa lingua mal signore, cd can acqua. In S r ' r " ' - — - . a .,... , r A ìia nera.) — Una delle figliuole di Nettuno. (Mit) . (G) 9. — * (Geog.) Antico nome di uri isola sidla costa della df l '-. ]fì r r • ■ ’ ~ ■- ‘ .- n; E , ’ lu _ g lo IO ut.sangue I.viv , a - > y. . f \ r .\ un alto grado d’ irritazione della membrana mucosa digestiva. (Aq) Mei.asciiete. * (Mit.) Me-lan-chè-te. Nome di uno de’cani iliAtteone. ("Dal »r. melos nero , c chele chioma : Di pelo nero.) (Mit) Melàkcleki. * (Gcog.)Mc-lan-clc-ni. Ani. popoli della Sarmala eur. (G) Mei.akci.ebi. * (Zool.) Sm. pi. V.G. Lat. inelancloena. (Dame/usncro, e chtena toga. ) Nome dato da Latreille ad una divisione di Carabi, che comprende i generi Licina, Harpala e Siagona ; caratterizzali dal color nero. (Aq) „ „ r . , Meiabcloro. * (Med.) Me-lan-clò-ro. Add. e sm. V. G. Lat.. mclan- clorus. (Da melos nero , c chloros giallo , verde.) Aggiunto di persona affetta da malattìa nera , o da itterizia nera. (Aq) Zeosi* (Med.) Tvle-lan-clò-ro-si. Sf. V.G. Lat. inelanchlorosis. lunga e . acnere di maialila ordinariamente ma steso od unito in goccio ed a foggia di inacetite. ì " wMp. Mklànco , * Molàn-co. IV. pr. m. — Tiranno di Lesbo. (Mit) Melancolia, Molan-co-lì-a. {Sf V. G. Lesione delle facoltà intellettuali , che ha per carattere delirio tristo o gcrjo , ed aggirantesi e sclusivamente , come dice Pinci, sopra una serie particolare cV idee, con una passione dominante e più o meno eccessiva, Elidalo il nome di Meliiucolia a questo stato , perchè si credeva, che dipendesse deh L atrabile o bile nera ] — , Malanconia , Malcnconia , Mauinconia , Melanconia , Malinconia , sin. Lat. niilaneholia , tristitia. Gr» pt- >.ct.yXokU. (11 gì', melancholìa vìen àa. melena nera, e choie bik.)IW. Cons. i, pò. Quegli (timori) parimente, che, essendo acidi , con nome di melancolia furono chiamati. E 2,6S. La melancolia dell’animo pensieroso cd afflitto accrescerà sempre le cagioni de suoi mali. o —■ * Artimone o Passion d’animoMalinconia^.2.(0) 3 —- * Dicesi Melancolia religiosa , Quella tristezza nata dalla falsa idea di alcun si forma delta religione., quando si persuade che ’ge* nivalmente proscriva ogni piacele anche il più innocente ; che non altro comandi agli uomini che la contrizione del cuore , il digiuno, le. lagrime , il timore , i gemiti ec: (Ber) Me: alcolico, Me-lan-cò-li-co. {Add. e sm. Che appartiene alla mela- colia o n* c dominato. 'Dicesi anche di persone ahìliudfnente rattristate ovvero meste, afflitte, taciturne. — , Melanconico, Malinconico, Malanconico, Malincolico, Maninconico, Maninronioso, Maninconoso, M.-.linconioso , Malinconoso , sin» JaiU mclancholicus , Iristis.] Lied. Cons. 2. io. Suole produrre in tutti quanti gli altri uomini qualche nu-lancolica apprensione. E à’y. Perciò sempre se ne sta mesto c mc- ìancoiico. Welakcokia , Mc-lan-cO-ni-a. {Sf Lo stesso che Melancolia. V.} Red, Cons» i. 63. Il che notabilmente accrescendo le sue melanconie e afflizioni , fece risolvere il sig. Conte* a chiamar di. nuovo una consulta di sei medici più accreditati. Melanconica mente , Me-lan-co-m-ca-méii-te. Ava, Con melancolia .*—, Malinconicamente , sin . Tescarni. Part. Orat. go. Rerg. (Min) Melanconico , Mc-lan-co-ni-co. Add. [e sm.T^o stesso che. Melancolico. V.] Eit» tVA. Pad . i.'6o. Pexciocchè al suo parlare l’accidioso e imlaiicouico diventava lieto. E 106. Della qualcosa maravigliandosi, diventò mollo tristo c melanconico. 2 — * (Bot.) Nome metaforico d una specie di piante, del genere a- maranthus , distinte da fiori di colore oscuro e da foglie di tristo a- spctto. Lai, amaranllms melanchonicus Lin. (Aq) (?S) Mei.an'conio. * (Bot.) Me-lan-cò ni-o. Sm. V. G. J.ai. melanconium.(Da melos nero . e ancon gomito. ) Genere di piante, cn'uogame , della famiglia delle itredinee , stabilito da Link’, si manifestano setto forma di produzioni filamentose ; hanno lo stroma spianalo, e gli sporidii tuù uli globosi disciolli. La specie che servì di tipo c il Mclanconium all ora , in cui gli angoli delle curvature presentano il colore nero più manifesto. (Aq) (IS) pyrrhula di JJnneo il cui becco è rotondato rigai fiato e curvo. Dicesi anche Melanocorilò e Mclaeorifo. (Aq) (N) Melascriso. * (Bot.) Mc-hm-crì-so. S/n, E . G.Lat. m{'lauchrysum.(Da melas nero, e chrysos orh.) Genere di piante della famiglia delle sinauteree , e della singenesta poligamia frustranea di Idoneo , cosi denominale dalla bellissima specie (Mehuichrysiim spiniilosoo, Cass.) che a Cassini servì di tipo : presenta i fiori del raggio con una corolla a linguetta , d’ un bel giallo d’ero, e nella parte inferion unu gran macellài nera. (Aq) Mei.ancro , * Me-.làn-cro. N. pr- m. Lat. Melancrus. (Dal cclt. mcl mi'utagna, ed liner eremita : Eremita della nionlagna.) (li) Met.abccfali. * (Zool.) Me-lau-cù-la-li. Sm. pi. V . G. l.al. melancou- pliali. (Da melas acro, e cephale capo.) t’eii i Greci moderni, nell’ ì- sola di Candia chiamano ima specie d’uccello dell’ordine de'passeri, c del genere capinera , il cagione del puro negro che lov tinge il capo, il collo e la gola. (Aq) Melasdia.* (Geog.) Me-làn-di-a. Antico cantone del Peloponneso, che faceva parte della Siconia. (G) Melandreti. • (Geog.)Mc-lan Aci-ft.Antichipopoli della Tracia.(\Ali) Mecanukia.* (Zool.) Me-làn-di-i-a. Sf. V. G. Lat. melandryu. (Da melos nero , e dirs quercia.) Genere d’insetti dell’ordine eie’coleotteri, della sezione degli eteromeri, e della famiglia delle stelinitrec ; cosi denominati dui loro colore nero dominante , e dal loro editare specialmente sulle querele, (Aq) di L'esco. (Mil) ' . a Meiamde. * (Zool ) Sm. V. G. Lat. mclunidos. (V. melane s it*‘ j di serpe del gela ve vipera, e della famiglia dei serpenti, c nl -gi.fj pera nelle /iirmacìe, itisi iato dal nero ili etti è tinto il sti ° L Melasio, * Mc-là-jii-n. N.pr.m.Lat. Me lanius. (Dal gr. melos " l g 0 n 4V Melanio.* (Bot.) Sm. V G. Lat. iu< luuiuni. (V. meliiid P‘^^1 pheato ad una sezione dì viole del genere viola, slubd ,ta dalle , la quale comprende te viole tricolomie; cosi detto nero di cui vengono segnali i petali de loro fiori, 2 -—‘Nome di un genere di piante della dodecaiulria nwlH> o 11 1 0 delle salicarie che hanno il culìce accampanato col l 111 j e l ce m 6-tz denti, la corolla di 5-6 petali inseriti sul lembo .pi) ed una capsula uniloculare con pochi semi. (N) neM’' rOr 0 Melakiose, * Me-la-ui ó-iie. N. pr. m. Lo stesso .he MelAsippe, * Mc-la-nip-pe, Mcnalippe. N. pr. f. ( 1 ° ‘^i-llia hippos cavallo.) —Ninfa che fu madre d Beota. ^ amata da Nettuno. — biglia di Chitone, sedotto ^ pod' 1 delle Amazzoni , la cui cintura dovea da Ercole esse Euristro. — Una delle Meleagridi. (Mit) . • (B) ... la Melaxippia, * Me-la-nip-pi-a. N. pr. in. Lat. MrM'-’ipp 'j flti' 1 1 Meeaku'pide, ’ Mc-la-nìp-pi-dc. N. pr. m. (N. j atr ?vr ‘0 — Poeta e musico greco,—Poeta tragico greco. ( 1 • Melabegide. ' * (Mit) Me-la-nè-gi-de. Soprannome di perchè, coperto di- una pelle di capra nera, apparve a Jy:! . [oS cS e abilitò ad uccidere Xanto. (Dal gr. melos nero , /(i)ì ■ nere m mzionaia da Plinio. \Da melos nero, e phyIloti foglia-) ^ Melange.* (Geog.) Mc-Iàn-ge. Antica città degli Aivari, nell* qua del Cange. (G) Melanoiti.* (Geog.) Me-lan-gi-ti.^/i?/c/u* popoli deli Arabia ^ v f C ., 0 Of Melandola. (Agi 1 .) Me-làn-go-la. {Sf. Etimo del melangolo) che Arancio folte.] (Dal gr. mclon pomo, e chloros veid^j l^gl* questo fruttò ha un colore men giallo e più tendente al ycrd * 1 gpfc» altri aranci) Buon.Eter.5. 5.2. Avca per occhi due mezze * r,< Melangolo. (Bot.) Me-làn-go-h». [A1/2. Albero che produce di agi urne che oggi comunemente si chiama A rancio forte.} ^ Qoft' hun am-antium, [citms aurantium Lin.} (A', melangolo.') 1J2. È propria foggia de’melaranci, cedri , limoni e lucla 1 '»^ 3 184. Semina melaranci , limoni e melangoli in que»ta 19<). AimesJa aranci, cedri , limoni, miL.ngeli , e gli alti' *?; e* hucciuolo e scudicciuolo.» Ricca. Pier. Melangoli dolci , f°* o0 llJI mezzo sapore. Red. nel Diz. di A. Pasta. Si può pigliare 0 C ( j; fi 0" peco di acqua di tulio cedro, o di melissa o eli scorzonera, 0 ri di melangoli. (N) . ^trid 0 " 2 — Specie di popone. (Gli Abruzzesi chiamano melangolo 3 lo, dal gr. melanchluros nero e verde; poiché questo fruii 0 .. sili) nel mezzo e bruno nell’estremità.) Cresc. lib. 6. cap. 7 <-, ^jlii’ sono , che sono sottili , verdi, e molto lunghi, e quasi tu 111 ■ (V), quali si chiamano melangoli , e questi appelliamo noi niella 11 Melasi.* (Geog.) Me-là-ni. Monti Melari. Catena di mi>fil“S ,ie rubili Petrilli. (G) 1 s \ Mbrama , * Mc-là-ni-a. N. pr. f. T.at. Melania. (Dal celt. 11 lt pi cll> gnora. Iti gr. melena nera .)—Dama romana celebre per la sl rgltf 1 lodala da S. Agostino e da S. Paolino. — ISipote della pl L ’ c ^ ni-glie di Pinimio, canonizzata dalla Chiesa. (B) (Vali) O e ' ,l \ii Meeakia.* (Zool.) Sf. V. G. lai. mclania. (Da melos neroJ.^ c of di conchiglie della classe, della univalve , da Lantarck stabi 'a ^ ,iH ehei di Linneo , e co’Luluni di Bruguièies , che hanno ad , me pel loro colore nericcio. (Aq). ,ziii ,|l< *( Melakica.* (Chini.) Me-là-nica. Sf. V.G. Lai. melanica. (f ■ " fll ie Nuova sostanza riposta fra gli acidi, da Marcel receiiten 1 ]}1 et peno nell’ orina, a cui .comunica il colore nero. ( Dal 8 ; ( nero.) (Aq) G il‘ c ‘,ii Melamba.* (Mit.) Me-Ià-ni-da. Soprannome di Venere, pe r£H ^ che questa dea amava te tenebre per abbandonarsi alte sU e V q* inclinazioni. ( In gl', melena nera. In cclt. significa chi di’ cenilo io donne , ovvero chi lega, unisce allo donne; da r>‘ ^ na, signora, id/t legame, o ydd fuoco.) (Mit) . Melasi de , * Mc-là-ni-de, Melanido. N. pr. m. (V. Melanà‘ e -) ^ ^ melanippie * (Arche.) Me-hi-nip-pi-e, Add. e sf. pi. Feste solite cele- dwide ’t o per onorare Menalippe, Jigliuola il Eolo, e sposa fitti**iTl- di .^Lluno , o per eternare la memoria di Menalippo ••tenie °]f ^ staco j H quale nella prima guerra di Tebe valorosa- ^ El 'A.NiPpj^ 4e c °ntro Tideo iuta delle porte dì quella città . (Aq) ^unfì/,- °' (^cog.) Mc-la-nip-ni-o. Antico fiume dell Asia minore nella 'Consacrato a Minerva. (G) Van ^r e L Me-Ia-nìp-po, Menalippo. N.pr. m. (V. jMc/anippe .)—• Gio- ìi‘l suq C ° c ^ e . violò Comete, sacerdotessa diDiana Triclaria a Patrasso cÙ(q ( j 1 •— Figlio di Marte e della ninfa 7 rizia, ondatore della c °/°Hi W riZla ' m —Figlio di 7'eseo c di Perigone, il quale condusse una x^'tcì fe3 V ^f a ne da Caria.-— Figlio di Astaco, che nella guerra te- l *3Uha * vf? eo » € f u ucciso da Anjìarao. (B) (Mit) ^ ei Asi T2 ’ /( . ^0 Mc-Ia-ni-ra.«Soprannome di tenere. F. Melanide.(O) *ttp/ 0 uè//* 11 ') Me-la-nì-tc. Sf. Pietra nera , trovata presso il Fe- cristdH- Q mon ^ a g na di Somma, ed anche a Frascati, perfettamente » ir>^ Zata di dodecaedro romboidale. Da alcuni vien della Gra- ^C’ a We. (Boss) j • * (Zool.) Me-la-nìt-te-ro. Sm. F. G. Lat. melanictera del (Da melas nero, c icteros ittero. ) Specie d'uccello da ^ del genere Tanagra , e dell’ordine da’ passeri , distinto MELANTO 309 M; becco e piedi neri , eccetto le piccole curvature delle pen- El -iSo delle ali che sono bianche. (Aq) ir* 1 '# rfir. eo §0Me-] ii-no.Promontorio delta Turchia asiatica, alpestre- >°ZS ola diScin - V (Da °- (Zool.) h 5 da > desunto dalla forma, e dal colorito de’ suoi frutti. (Aq) I * fPJ _1 \ UT . 1.__1\ — ’ * ' ’ (G) (Zool.) Me-la-no-cè-fa-lo.iym./^. G. hai. irielanocepha- (D a (Zool.) Me-la-no-clò-ro. Siti. r. G. Lat. meianochlorns. Mi '‘et. Mei, °* nero Stalle. (Aq) cloros giallo.) Specie d'uccello distinto da penne C^oo,*^). (Zool.) Mc-la-no-cò-ri fo. Sm. V. G. Lo stesso che Me- tlr °ris. fi) (Fisici.) Me-la-no-crò-o ll^° di r „v a Melos nero e chi na co ìz^yTisw Add. m. V. G. Lat. melano- e chroa colore.) Dicesi così chi ha il cor- lh' r °. n \el as (Bot) Me-la-no-flè-o. Sm. V\ G. Lat. mclanopliloeum. 'ssq 0 " nero , phlios corteccia.) Specie di piante del genere $i- cui corteccia è bruna tendente al nero. (Aq) J*Iq9 Hup * ^°°B) Me-la-nò-fo-ra. Sf. F. G. Lat. mclanophora.(Da .Pia ^ ? ?e phero io porto.) Genere d'insetti dell'ordine de dille ri, Ì\° dede atericeree , e della tribù delle muscidee , stabù Mb iuse a ci e caratterizzato da una livrea nera. Ha per tipo la ri^or, % naria di Panzer. (Aq) c ° 1 ** (V* ^ rc Bc.) Me*la-nò-fo-ri. Add. esm.pl, F. G.ZaMncIauo- * uielanoph — ' c ' -/r « » -,. — a.) Sacerdoti Fgizii, che nelle più solenni pro- d Pq , tunopnora., „ h e } il Jj r davano il principal velo sacro e decantato della Dea Isi- \l' ^hiat ra Ppresentava la Terra , avendo il fondo nero od osca- perciò anche Pastofòri, (Aq) vi ' l nii ‘l(is'' ) ' 1 ' (Z°°l.) AXe-la-no-gà-sh‘ 0 . Sm.P'.G. Lat. nielanogaster. > e© if (l nero, c gastor ventre.) Specie di gazza del genere de'eor- q e < ( l u< de Hrisson forma un genere particolare, di ferente da p per la forma del becco e delle mascelle. Le vien que- yh il ),. ^ro carico del suo ventre. Viella la chiama TYieoìor, !. k °Get t f Qn co , il grigio ed il nero regnano sulle sue piume. (Aq) d bi /^ a det)' * (Geog.) Me-ìa-no-gc-tu-lL Antichi popoli della parte * , Llùia - ( G ) . ‘ : Mcu s ‘ Kat.) Me-la-no*lè-u-co. Add. e sm. V. G. Lat.. mc- 5 Vu*f/- a me ùis nero, e leveos bianco.) Nome specifico dì es- c ^e \ domina il contrasto del bianco col nero. (Aq) a ^q) ^ ò l Jec ù di uccelli notabili per le loro piume nere e limi- , 'hirrJ?, Ct ' e pesci di colore argenteo con seio sette strisce nere (Aq) ‘ii,^* fiero Cfiot.) Me-la-nò-lo-ina. Sf. V. G. Lai. mc)anolom,-i.(Da f‘o,>ee . '?,°Ma frangia.) Genere di piante della famiglia delle 'c e , '« di aH ea de H°i tr ‘hù delle cenlauree, e della singenesia, poligamia Linneo , le quali si distinguono per la frangia arida f la-no-nò-to. Sm. V. G. Lat. mdanonotus.. notcji dorso.) Specie di pesce col dorso cineric - Nor c, ' e di Mcl “nottoro , sin. (Aq) (2;^ distinta da nere piume sìd dorso. (Aq) ’^e G ^ ls nero° " no-pì-gi-°. Sm. G. Lat . melauopygius-. gli f,,^ ttTge natica.) Specie d'uccello distinta dalle nere *■* (Zool \°at° ,ìo ^ est,e mhà della coda e del dorso. (Aq) d ° 5 e ori* ^ e “la-nò-po.. Sm. V. G~ f^at.. meknops. (ibvwze- ''^'Or * rit>ì **nati ^ 8 B®Xto.) Genere di corvi dell'ordine delle piche, -* * s IDe* /r , aulì’ • ...... . . . , ,‘^Qi tt becco e il collo di nero colore. (Aq) >p 0 >, e 0 Me la-nò-])si-de. Sf. V. G. Lr. m. (Y. LI cluni in ) _ jie \u Atene, vincitore di .Xanto, e capò di una nuova dihastia, detta de’Meleiili.— Padre di Anjìmedonte .— Compagno di Banco. _ Poeta giaco, —- Pittore di Sicione. (Mit) 1 o MELANTONIANI MELATTERO Mrlantontawi. * (St. Eccl.) Mc-lan-to-nià-ni. Specie di Luterani moderati , così chiamati perchè seguivano le idee, di Mclanlone. (Ber) Melantro.(B ot.) Mc-làn*tro. pSVw. Sorta di pianta], detta anche Nigella, [ Git, Gittajone, Gitteronc. Nè* giardini se ne coltivano due specie per teleganza de’loro fiori) e sono il Melantro sabatico (Nigella damascena), ed il Melantro domestico (Nigella satira.)—,Melantio, sin.’} Lai . melantbium. Or. pekatàiov. lìicett. Fior. 52. La nigella , chiamata da Dioscoride gii , ovvero melantro, è un’erbetta che fa i suoi fusti sottili lunghi due palmi, o più. Melanuko. (Zool) Meda-nù-ro. Stn. V. G. T,at. melanurus. (Da melas nero , c ura coda.) Specie di pesci del genere spero nell’ ordine degli acantoplcngi ; cosi denominati dal color nero della loro coda. Questi pesci non escono di fiondo al mare se non quando è in calma. Sono argentati raggiati di nericcio con una larga macchia nera in ciascun lato della coda. Si trovano nel Mediterraneo.’—) Codinero,s/n. Sa/vin. Opp. Pese. Ma quando il mare intorno si scompiglia, Per li gagliardi venti fluttuando, Allora soli i melamiri il fluito Scorrono in fiotta. (A) (N) Melanzana. (Boi.) Me-lan-zàna. Sfi. I*at. solarium insanum Lin. ( Dal gr. melon pomo, e da cyaneos azzurro, nerastro.) Pianta annua del genere solano, che ha lo stelo erbaceo , ramoso* frondoso; le foglie pic- dolale, ovate, sinuate , un poco cotonose ; i fiori bianchi o celesti , pendenti ; i fruiti bislunghi , cilindrici, violetti. Fiorisce nell'estate , ed è originaria dell 1 Indie, ma si coltiva anche ne"nostri orti pel suo frutto bislungo , cilindrico , di color pavonazzo , ma talvolta anche giallo o bi uno , la sua polpa interna è bianca e succosa , ma si mangia fritta * e in altri modi. (Gali) (Vali) Melanzio. * (Bot.) Me-iàn-zi-o. Sm. V. G. Lat . melanthium. (Dawe- las nero , e amhos fior,e.) Genere di piante unilobee , della famiglia delle colchicacee , dell'essandria trigmia di Umico. Michaux la colloca nella poligamia monoecia, peirhè sovente i lorv fiori superiori abortiscono. Hanno lai nome dalle macchie nere delle quali sono sparse le corolle apeitissime di molte specie de loro fiori. 1 caratteri del genere sono: la corolla di sci pelati patenti colle unghie staminifere e lig/andolose, la capsola trilocuiave, ed i semi alati. Si approssima questo genere al veratmin , lulonias , narlbecitnn e zigadenus. f^a radice del melunzio della Coch'tnchina passa pei■ umettante ed espettorante , e si ordina nella tisi e nelle febbri ardenti. (Aq) (N) Melanzio. * N. pr. m. Lo stesso che Melanzo. V. ( V. Melanzio sm. In celt. mel montagna, ed ant abitante : Abitante della montagua.)(B) Melanzo , * Me-làn-zo , Melanzio. N. pr. in. Lat. Mclanthius. (B) .(fa») diha. * (Bot.) Me-Iar-di na. Sf. Reseda gialla. V. e. * (Agr.) Me-Ià-re. Sm. Lo stesso che Melario. Bari- . ® ri Melarti ih A. Melare. * (Agr.) JYJ.e-là-re. òm. J.o stesso che Melano. />«"'*• .•"-piir» ltilrod. È le api in calca , via da’ lcr vuoti melari gittaud° sl * le campagne cc, uscivano a foraggiare. (P) . Melario. (Agr.) Me-là-ri-o. [Ani,] Luogo dove fanno le pecchie ! gr. — , Melare , sin. Lat. alveare, mellaritun.' Gr. tri/s^ko e, ’“ A H BC ci' g. gS. 5. Il vario , che è migliore, si vuol serbare , e ’1 liel dere nel melario. , r0 sa- Melarosa. (Bot.) Me-la-rò-sa. Sf. comp. che scrivesi anche M» ^ la Specie di agrume. Magai, leu. In quella di pomi si sente poi, fierezza dello zolfo della scorza verde della mela rosa , e' c- > studiata con flemma, scopre incontrovertibilmente 1 a grommi e agrumi 1’ acutezza , come dicevo , della mela rosa. Tugl- ** njai^ 3 1’ altro agrume , appellato melarosa , e filialmente bizzarri j * nata e conservata in Firenze. (A) 2 — * Sorta di mela. (Van) rrec^ e Melas. * (Geog.) Mé-las. Antico nome di molti fiumi della (j dell' Asia minore. (G) Melaside. * (Zool.) Me-là-si-de. Sf. V* G. Lat. melasis-O ,vl . Genere d* insetti della prima sezione dell! ordine, de! coleotteri famìglia delle sen ieornee , tribù de’ bupreslidi , da Linneo c ^ nel genere elateri, e da Fabricio nel genere hispa. Ohviev h nominati così perchè tutte le sue specie sono distinte dal f° ro , ed hanno per tipo V Elater buprestoides di Linneo. ,jie& Melasippo , * Me-la-sìp-po. IV. pr. m. f^at, Melasippus. (Dal S 1 ' nero, e h/ppos cavallo ~ ' ’ r " Cavallo nero.) (B) :-ìa~sìt-te-ro. Sm. V. G. Lat. mel dc*r: (Da melas nero , e icteros itterizia.) Itterizia con color g i .far tendente al néro. (Aq) Mej.asma (Da melas nero.) ai membri addominali ne'vecchi. (A. 0.) . 2 — * Ecchimosi per ammaccamento o per percossa. (A. 0-) /. . - * (Med.) Mf -Jà-. c ma. Sm. V. G. Lai. melasma. Gì'; e.las nero.) Macchia nera che si osserva più partii 0 » stempe- i ato nell’ m qua inzuccherata , fauna una bevanda rinfrescante , che conviene nelle affezioni infiammatorie dell’apparato digerente. La sua corteccia è dotata di evidentissime facoltà eccitanti e toniche , ed entra in molti preparamenti officinali- Dicesi anche Arancia, e da!Napolitani Portogallo. —, Mdagranda ,sm.} J.at. inalimi aurcimi , mainili aurantium. Gr. xpvccfAvhov. M. E .fi 2 fi. Una grandine sformala, di grandezza di più ti’una comune melarancia. Cecili. Esali. ( i\ 1 . Queste tante melarance Oh fusson eilen di mezzo sapore! CirffCalv . 2 . 58. K senza melarance , o soldo, o sale , Fcrono scotto di buon vetturale. »Buon, Pier. 5. fi. 5. De’berlingozzi colle melarancio. E •Salviti. Annoi, ivi: Melarancia, dal color rancio, delta da’botanici malum aurantium. (N) 2 — Fig. Invenzione, Finzione. [Idiotismo poco usato.} Lat. simula* tio, belio. Gr. vvónptcrt?. Cecch. Eonz. 2 . 5. Deli non tante melarance : lo non fui mai giuntato , se non da Chi ha detto di cc. farmi liceo. Vaich.Suoc .2 1 .S‘ ella s’avesse a guadagnare il pane, come fo io, alla fé, alla fé, ella farebbe manco melarance. {Cioè, manco cose. ) 3 — Proverò. Gli puzzano i fior di melarancia : dicesi d'uno che pretenda d! essere molto delicato in qualsivoglia genere di cose. Fn\ IJial. bell, dotiti.rfog. Oh cosa sgarbata! t* pur s’ usa, e pur la vediam fare a coloro a cui puzzano i fior di melarance. Melaranciata, Me-la-ian-cià-la. [SffCotpo di melarancia.Zibald.Airdr, Gli assalirono per ischerzo a furia di mclaranciatc. Melarancio. (Bot.) Me-la-iàn-cio. [Am. Albcix) del genere cedro , distinguibile pei p : cciuoli alati delle sue. foghe e pe suoi frutti sferici più o meno dolci. Dì questo bill albero advpiansi in medicina le foglie , i fiori ed i frulli. Le prime esalano un odore piacevole hanno sapore amaro proveniente daU! olio essenziale che contengono , unito a certa quantità di concino. Queste due sostanze comunicano ad esse la proprietà tonica , eccitante , della quale si cerca spesso trarre pio- fitto. I petali del melarancio contengono molto olio volatile , rosso , assai odoroso, conosciuto col nome di Ncrolio; visi rinviene altresì certo princìpio amaro ; la lorv qua distillata adoperasi tutto dìqual calmante , il cui sapore amaro ed aromatico annuncia di è stimolante. Lat. cilnis aiirantium Lin. ] y>met. In mezzo di questi si saiiano annoveiali molti melaranci , carichi ad un’ora di fiori., e di verdi frutti , e di dolati. 2 — Proverbi bare d’im pruno un melarancio : dicesi del Voler migliorar checchessia oltre quel che comporta la sua nativa ; e ’i. diciamo anche m senso contrario, e vale l'opposto. Lai. ex thymbra lanceain conficele. V. Fios , syt. Bocc. nov. 38,^. Come colei che si credeva , p (:r J a gran ricchezza dei figliuolo , tare del primo un melarancio. Patiff. f. Non si faria d’un melarancio un pruno. 3 — Di scemerò il pruno dal melai anco, vale lo stesso che Distinguere il pan aa! sassi, Distinguere il buono c utile, dal cattivo e nocivo. Atieg. 221 . Che chi discerne il prun dal melarancio, Sa come grasse vi sou le minestre. 4 Lasciare o Ricoprire il melarancio = Vestirsi bene per ripararsi dal freddo\ [tolta la metafora dotte difese che si fanno col pagliume a cottili arbori per lo freddo.} V. Fasciare , J. Melassa. (.Ar. Mes.) Me-hu—sa. i , s ti' 3>ll l cherina è stato assoggettato a tutte te operazioni necessariep ei ^filo zucchero: da esso non può più estimarsi lo zucchero erd^ che pur vi si contiene. Nel commercio distiiiguoiisi le t,ie j e lle ^ latteamente alle qualità , al valore ed all’uso , in melassi Ionie , melassa di barbabietole e melassa delle raffinerie (Dal Kv*\\c.melasse, in isp. melate clic vale il medesimo.VAX' flS 111 ' Mklasso. * (Grog.) Mc-làs-so. Lat. Myiassa. Città della 2U*' c 1 Uca nell!Anatolia. (G) Melastksia. * (CJiirO Me-Ia-slc-sì-a. Sfi V. G. Tiwposudot# bra. (In gr. vai positura de'membri} da melos membro, c s «tura. ) (Van) Mei.asto.ma. * (Dot.) Me-là-sto-ma. Sfi V. G. Lat mclastoma^- M. las nero, e stoma bocca.) Genere di piante a fiori p°dì ,e j decandria monoginia , e della famìglia delle melastomee, parecchie delle cui spezie può servire alla tintura , e $<<* lascia sulle labbra il nero. I suoi caratteri sono il calice f ^ diviso in quattro o cinque parti, altrettanti petali inserii 1 del calice, le antere refratte ; la bacca di tre o quattro l° c rivestita dal calice , ed i semi retiformi. Le foglie di c ^ cll! ^ si adoperano nelle malattie di petto . (Aq) (N) Mfxastomacef.. * (Bot.) Mc-la slo-ma-ce-e. òf. pi. V. macoae. (\. melastoma!) Famiglia di piante indigene de C g li tti ^ e specialmente dell America meridionale e delle AntiVe, ^ 1 quali hanno la proprietà di tingere in ncio la bocca d l I , g ne mangiano. (Aq) Melata , Mo-là-ta. Sf. Rugiada dolce , di consistenza di ? ^ cade nel mese di Agosto in tempo sereno e tranquillo s 0 P! pg e degli alberi e deli erbe , [o, secondo alti'i, trasuda dall e corteccie di certi alberi per jòiza del calore solare. —‘ » ^ ,|i fot. manna aerea. Ac£^ e 2 ;—■ Vivanda fatta di mele cotte. Fr. Jac.T. fi. 1 . ifi’ i vermini Come dolci melato. t . e f eS 3 — (Agr.) Quella malattìa che fa imbiancare i cocotti#** serva pure nelle viole , e specialmente ne’ ranuncoli. Melatissimo , Mc-la-tis-si-mo. Add. in. superi, di M.eiato.o , a? jui 11 *4fi» 1° , udendo le sue melatissime parole, tutte le h* 7* dimenticai. (V) Melato, Me-Jà-to. Add. in. Condito di mele, Dolce. —* ? _ Lat. dulcis, mcllitus. Gr. fjuXtrfè^ , fjidkixos. Volg■ XS*- ■ pagni cc. coll'acqua molata con poco salo. jìaez.Farchi*', j gelee., Poscia che ’n mansueto Loco, o racchiuso in fif' Larghe vivande c ber molato noni dia,ec.» Ruvn. tati là, l’era uu crespel melato. (Parla delia Lisa.) V se tit ll L 0 l ;ì> r 2 Per metafi detto in ischerzo , [ed anche sul sertfi è‘ iueiam. ut tu ... sv - r i.w; _ — v . - ... „_Jierzo , [ed anche sul serio> fi i Piacevole, Lusinghiero, e simile.} I^at. meliitus.Gx^ ^ f! ^ ov. 28 . 1 Q. UH’era più melata che 1 confetto- /U * 1108 '^*’ ’ dea i-1 buono anno a Inesser Domcm ddio ec., ed aU® J ^ pj 1 33. Se i «nei l ,. 6 ,; cinta, melata , dolciata più amaro ti parrà che assenzio. Vanne al. campo nemico,' ivi s’impieghi Ogni atte fizm ^ alleili ; Bagna di piamo e fa mi lati i preghi. melano (Al Melateofia.* (Olir.) Me-la-tn-fi-a. Sf. V. G- .L al \ \ ,nc’» bl melos membro, e atrophia atrofia. V.) Vùnagrazùneai^ (! Melattero. * (Zool.) He-lkl-le-ro.Sm.f r .G.Lat.toe.!>pe nero, e jìleroti ala.) .S’jiecie di pesce del genere sparo,' gJ ^e.\r“ acantopccr gi, discinto da pinne tutte nere, tranne n-p e Me, MELAZZO me/ a«àwr Mcs 0 Mc-Iàz-zo. Sm, Lo zucchero non niffinato. ( V. ì|r Uz7. 0 . . >r ^ , di . v' J ' og.) Milazzo. Lai. Mylac. Città di Sicilia nella provincia (G) . . superni’ .Mcl-bò-si-de. N. pr. f. (In ar. milk acqua salsa, e hesyt delle „ ' e P lana : Superficie di acqua salsa , o sia del mare. ) — Una Mi,,; ?'*'*«• Oceano. (Mit) 1 '■ L,fr.. 5 ;i - N. pr. f Lat. Melcba. (Dall’ebr. inalca o come altri ktrava' Mel-càr-to. Divinità in onore della qualei Tirii ce- c°nf 0ì . n ° °S'd quattro anni de’ giuochi solenni.il suo cullo era tanto que s t f * Mel-clii-òr-re , Marchionne , Migliore. JV. pr. m. Lai. il (N) SF;ì)E( 'c.'[|\ 5i. * (St Eccl.) Mel cbi-sc-dec-chià ni. Nome dì parec- Jcp Setle t d‘ Eretici che comparvero in diversi tempi) insegnando dif- v!i e Jalse dottrine sulla persona di Melchisedecco, dicendo gli uni un ungete, altri lo Spirito ‘Vanto, ed altri Gesù Cristo.( Ber) ^ (, ldr nECCO ’ * Mol-chi-se*dèc-co , Mclchisedecche. JV. pr. m. Lat. S(j tla ÌJw ‘dech. (Dal!'ebr. melech re, e tzaddìq giusto, verace.) — Per - j’e non >en definito . a cui la Sacra Scrittura dà ì titoli di e sacerdote dell'Altissimo, (B) (Ber) l °) . Mel-chi-su-a. JV. pr. m. Lat. Melchisua. (Dairebr. melech s L/.ì ÌOSvla gh salvare: Re salvatore. Nella stessa lingua scioa deva- t ! hl * e tVIeìech scioa re della devastazione.') (B) dui 71 * (St. Eccl.) Mel-ehì-ti. Nome che gli Eutichiani condannati nù St fÌ 0>>Cl ^° di Calcedonio , diedero agli ortodossi , ; quali si sotto - dì €s ° editto delf imperatore Marciano , che ordinava la esecuzione ii V( j J ° concilio; quasi volesser dire Quei che sono del partito o delta ^operatore. Da allora in poi col nome ( 7 /Melchiti int.en- (jì,^ Si .! } [ ^aerale ira gli Orientali tutti i Cristiani che non erano nè (*)' ev °- l i r *c Nest.orìani , ed applicavasì lo stesso nome anche a que’ nè q ^striatici che non avevano abbracciato gli avori di E ittiche , U,lìf,£ l f Nestorio , abbenchè in (diri donimi differissero da’ Greci cat- Me ulta chiesa romana. (Dall* ebr. melech re,imperadore.ì(Ber) Oe 5SQ ’ ; (M'b) Mel-còm. Dio degli Ammoniti che si crede esser lo L>nt 0r Cfie ^°* oc » Vaiamone accagli edificato un tempio nella valle di Un a n* € Menasse , re di Giulia, gli innalzò nel tempio di Gerusalemme dp|t 0 ( ^‘ e ? che fu poscia rovesciato da Giosia figliuolo di lui. (Era j Ebrei egualmente molech e moicani, ovvero /»/7co;».)(Mit) ’^ r -UuÀ Mèl-di. Antichi popoli della Gallia Lìonese. (G) ) Mèl-di-a. Antica città della Bulgaria. (G) (Eeog ) McLdì-ta. Antica città dell Affrica propria. (G' Affrica propria. (G) atci l ^- IilA , ) Mel-dra-ri-a. Sf. E. A. Ghiottoneria , Ribalderia. ^Secondo e s inc. di malanch'ìneria. In isp, maldad cattiveria, malizia. * ttiil, 'l cattivo, e dar turbolento.) Fr.Jac. T. 5 . 1 ì. 20. Sarà vostra xy 9, Eaila morte consumata. (B) *ìn\ ì l "E. [tSn/.] Liquore dolcissimo [prodotto dalle api. —, Miele , coi^ e m< b G?\ Dant. Purg. 18. 5 q Che sono in voi, sic- * Ua So S | ' 1,1 a P e Eir lo mele. Rocc. nov.ig.3y. In alcuno alto ( EHa città fosse al sole legato ad un palo , ed unto di mele. 4^- x. 0 poco mel molto aloè con fole! E son. ijg. \ e wt — 40. 2. dolci^v cl,iai ' a ,a ‘ iid- ìolte , oscuro il giorno , E ’l mele amaro , n E “ 1 a (s'’n/io. n Ijiwn. Fier. /{. 5. 25. Va carica in Ispagna La- ^' i, nco a!UlUI - c e ni< d e - -È Salvili. Annoi, ivi : Mele di Spagna die è la f 0r . ! e s * “«‘ttc in quella confezione , fatta di mandorle , clic per 3 ['resa che fa col mele , si domanda torrone. (N) a cirit, K Svctv o Portare il mele in bocca e il coltello o rasojo pectnr. a ^ nr huane parole , e tristi fatti- Lat- aliod clausum in bai j n V a 'did in lingua promptum babere. Rellinc.son. 101. Il mole pria (Jo . ' C n a ’ c * n man porti il coltello. Salv. Grandi. 2.2. [E'pare in bnrJ 1Zdt reg .—, Milensissimo , sin. (A) . Melenso, Mc-lèn-so. Add. [e sm. Sciocco, Scimunito, Balordo .]—, Mi- lcnso , sin. Lat. ineptus. ( Dal gr. meleos stolto In ar. r/t elus e mee- tu vagliono il medesimo. In celt. maod pazzo > maoile rozzezza, l’esser grossolano, e melis insipido.) Earch.òuoc. 2 . 5. Non sono le doline mono oneste, perchè siano più libere, quando sono veramente donne , ma bene manco melense. Red. Oss. an. ^ 2 7- 1 lombrichi de’corpi umani fuor di essi corpi sembrano pigrissimi , lenti , e quasi clic dissi melensi e stolidi. E leu. 1 . 34^. Mi son riuscite brutte cc. , e quel che più importa , senza spiritose melense. Meles.* (Geog.) Mè-lcs. Antica città d’Italia , presa da Marcello a’San- n ìlL _ Fiume e città della Turchia asiatica. (G) Melesagora , * Me-le-sà-go-ra. N. pr. m. Lat, Melesagoras. (Dal gr. melas profondo , conciso, osciiro , ed agora discorso.) (B) Meles andrò , * Me-le-sàn-dro.JV.pr.w. ( Dal gr. melas crudele, ed aver atulras uora forte.) — Generale ateniese , (Mit) 312 MELESIGENE Memmigots , * Me io-si'ge-nc. N. pr.m. LàU Melc8igeu M ELICONE L°^ n ^ Ue . V el foi incerili sul disco ìpogìno, ed una bacca, tnonospeiwia. in i uij 6 Cle se rvì dì tipo fu così denominata , frutto che consiste le fa vacca contenente una polpa viscosa e gelatinosa simile al mie- Mr*.; Sa P ore mister alquanto acido ed astringente, che si mangia al có-ne.Sm. Gran turco, o siciliano.(Y .mehgario.) (A) MELITIA 313 __,... v .. c t . 0 7 - . C^ot.) Me-li -c'o-pe.Ayi V. G. Lut. melicope. (Da meli mieli', T oitQ.fj 1 ? taglio.) Pianta indigena della Nuova Zelanda , chenel- , la niouoginia forma un genere stabilito da Forster, così decimo ? ^ Cr * e Slie standula didime ~ - - l: ' 1 " -’■ - iyiunmue aulirne o come tagliate , dalle quali e che Forster le considera come nettarli. Gaertner chi - “• s uo ovario, e che Forster le consto He, a,,,a questo genere Entoganum. (Aq) ' ( Fa ™>0 Mc-lì-cra-to. Sm. F. n Hi G. Lat. melicratrum. (Da n uele c cmte oh verb. di cerami fmi io mischio. - ) Pozione d'a- miele. (A< { ) J J v dì ìn ^' * CMn,) Mc-li-cvì-so. Sm. F. G. Topazio di color d 1 omo (Da meli mele , e chrysos oro.) (Vati) j 1se » * Mc-li-cù-di-nc. N. pr. f. (Dal celt. melach dolcezza, cd » d ÌÌQ * : Signora delle dolcezze.) — Figlia di Venei'e, che diede l \ ^\,^clic i, di all'isola poscia chiamata Lipari. (Yan) ^ etor.) Mè-Lì-da. Sf. Móccio , Malattia dcUiasino .(Dal celt. VnV 10CCÌo; ).CVan) J * 0|,o, Ue ^'^e. Ninfe nate , come le Erinni ed i Giganti , dal r h'f jj^ Ca diUo sulla iena allorquando Saturno mutilò il proprio paliti c j an ° \ mia di esse fu da Sileno resa madre dì Telo. (In ebr. g^^icidcve , tagliare : ed in ar. mels vale, secondo il Meniti* K ^ f ™ 13 testicidis cum venis castrare arietem. Altri reputa le Mc- £ figliuole di Melia che fu generata dilli’ Oceano, V. Melbo- cc. c su la favola Y. Dcclaustre.') (Mit) 1, >.-( ( ?“g0 Me- 1 ’ -c-ni. Antichi popoli che abitavano la Maliade verso un golfo nel mare Egeo. (G) 1*9 rJvb M e-H-fc-ro. Ada. m. F. L. [ F.e d/’Mellifero.] Rucett. Ap. 2 fu ’ n 2a ftvvertisca al calabrone Lor gran nimico, che per l'aere *>!,’ Cc - : T ” . - . * c %a’ Cc ‘ ’ Ed ai,co a certa s F cic di farfalle , Del melifero gregge (IJ edizione del Remo di Fevonal’jf$ a P a S’ 3 4°^ ta ° r ° * ma Melifero , non Mediterò, hanno V ediz . di Vine.già 6 d* Fiorenza , FU. Giunti , l 5 go.) (B) (N) °* * (Bot.) Me-li-fil-lo. Sm. V. G. Lai. meliphyllon. (Da meli ^' c hÌ f phyllon foglia.) Nome dato da Dìoscorìde alla Melissa , v foglie di questa pianta spandono un odore aromatico di 'ffrivesi anche Mellifìlo. (Aq) (N) ^°L) Mé-li*ea. rdV' V. fi di Melica.] (Y. melegario.) Dant. eh' et colse negli orti Esperidi. (In ar. maini fermo, mìlhes valoroso, e mel giovare, onde me via benefattore, soccorritore, Iddio. In celt. mellecq nervoso , forte , virile.) (Mit) Melio.* N.pi\m.(Y.Melio mit. In celt. tncl migliore, Gmel per mal o mael signore. In lat. melius , comp* neutro di bonus buono.)—Spurio. Ricco ed ambizioso, cavaliere romano, ucciso da Sera ilio Alnda.QìliV) Melipjlla. * (Geog.) Me-li-piUa. Città e provincia dei Chili. (G) Melipona. * (Zool.) Me*lì*po-na. Sf. VG. Lat. raelipona. (Da meli miele, e ponos lavoro.) Genere d'insetti dell’ordine degl'imenotteri aculeati , della famiglia de nielli feri ^ della tribù delle apiari e-, e della divisione, delle sociali. Si distinguono dalle api per la forma del primo articolo de' tarsi posteriori . più stretto alla base oppure fallo a triangolo a rovescio , e per esser mancanti dì strie setose nella sua faccia interna. Si trovano nell! America meridionale. (Aq) (N) Melisàrdo, * Me-ìi-sàr-do. iV. pr. m. Lat . Melisardns. (Dal celt, melps dolce , e hhard bello. Nella stessa lingua meJysair dolcemente parlante, e melisder dolcezza.) (B) Meliseo, * Me-ii-sò-o. N. pr. m. Politati., Sannaz ., Farcii . ec. (N) Melisma. (Lett.) Me-iì-sma. Sm. Brevissima canzoncina, accordata alla canzone che dalla medesima lettera sempre comincia. (In gr. melisma cantilena.) Adrian . Demetr ., Panig. Demetr. Fai. Berg. (Min) Mklismàtico. (Mus.) Me-li-smà-li-co. Add. m. Specie di canto , in cui si eseguono varie noie sopra una sola sillaba del testo , a diffrenza del canto sillabico in cui ogni sillaba del testo ha la sua propria nota , come avviene nel recitativo e nel corale. (L) Melissa. (Bot.) Me-lìs-sa. [Sf Genere di piante della didinamìa gi {, i- nospermia , famiglia delle labbiale , così denominate , o dall' avidità Con cui le api estraggono il mele da loro fiori , o dal nome d' una nìnfii; è caratterizzato dal calice col labbro superiore spianato , la corolla col labbro superiore fatto a volta bifido o smarginato , e gli slami ascendenti. La più comune delle sue specie è la melissa officinale; pianta che ha gli steli ramosi-, le fòglie opposte, picchiate, cuneiformi, seghettate ; i fiori bicmchi, verticillati, ascellari. Fiorisce nell’ estate, ed è comune nei fossi. Si adopera nelle malattie provenienti da debolezza nel sistema nervoso, ed è cefalica, stomatica, carminativaec.; è base dell'acqua de'Carmelitani. Delta anche Cedronella, Citraggiuc, Limonella, Erba limonca, Appiastro, MelelUlo, Mellifìlo, ec. Lat. me- lissa officinalis Lin.], melissophyllum. Gr. jxi\i ,,w.. . . ~ «... ^ . f/tcctrgu» 1 unta,. ‘juasi sunne aita . È siccome d’ una massa bianca di granosi potrebbe levare Melissa.* JV.pr.f Lat-Melissa. (Dal gr. melissa ÌE* a | ra tto il/formcnto, e a grano restituire meliga rossa, e tutta " 11 ' " .. cangcrebbe colore ; così ec. r 'Mdj.) Mc-li-lì-te. Sf. Piccoli cristalli cubici o parallelepi - ^Perti e §?^ ul 'ì e perfetti , di it,n color giallo di miele , esternamente j %) ^ Una crosta d' ossido di ferro giallobi'una , o giallo dorato. U - ' 1 S r udo d! intaccare C acciajo. Questa sostanza è stata 1,1 una lava nera compatta presso Roma , ed è delta da al- VT.'ou.m, (Boss) * % C °-' (G) co S0 Me-lìl-la. Citta della Barberia nell ’ impero di Ma- V Me-li-lò-to. l$m. F. G. Genere di piante della dìadel- xfo ì ^lioT la j famiglia delle leguminose , da Linneo unito al genere , preso da una ehhtt niinttm Klit> tlutVLCÌ. (Mit) pomi e sf] Sorta di ten'a di color blando , 'ova.] ,\‘ Celt ,L--i ' :lusa ;) — Nome chc in un inno orfico si dà ad una iG b ' (\°V’ lna - (Mit) .(Da nw/'^ ^^(nò-fa-gi. Add. e sm. pi. V. G. Lat.me- et 1‘ ' ' ’ ’ si nuti^lUf, l 1a ”* C0 ’ V^ngo io mangio.) Aggiunto di vani ... necci- fero. Polipajo stabilmente Jissato , dendmttleo , pietroso , nodoso, ramoso, articolalo ad articoli sulslruiti. Gl internanti turgidi, spugnosi’, coperto da crosta corticale , nel vivo carnosa , polipiféra’, nel diseccato sottile , permanente o cellulosa. Retuer . (Alni) Meliteeksi. *(Geog.) Me-li-te-èn-si. Antichi popoli della Tessaglia, nella Fliotide. (G) (ttì° ’ !e on,r aHO dl Pitico , e specialmente di alcune genti M E UTEKF.*(Geog.) Me-li-té-ne.Cit. e regione d Asia, nellaCappadociafG) ^ ai,! Sfaldo la testimonianza di Plinio , il preferì- Meliieo,* Me-li-tè-o. N. pr. m. (V. Mehsseo. In gr. meliteos blando.)— iMit 0 M^- a/wVnto - ( A q) fi* 'di Giove 'e di Otreide. (Mit) , ' r r-o. Soprannome di Ercole , forse dai pomidoro Melixu. * (Arche.) Àle-li-ti-a. Sf. f . Q, Lat . melilia, (Da meli miele, 3i 4 MELITIA c thyo io sagrifico.) Specie di focaccia impastata col miele , che si offeriva a Trofonio. (Aq) Militia. * (Geog.) Antica città di Grecia. (G) Mbliticato.. * (Chini.) Me-li-ti-cà-to. S/n. Sale formato dalla combinazione dell 9 acido metilico con qualche base salificabile. (Van) Melitico. * (Chini.) Me-lì-ti-co. Add. e sm. Acido di natura vegetabile scoperto da Rlaproth , che prima lo chiamò Onistico ; si cristallizza in piccoli prismi od in aghi dì sapor dolce , acido ed amaro , ed è poco solubile nell’ acqua. In natura trovasi unito coll* allumina per fare il minerale detto Melite. Non se rie fa verun uso. — , Melliti- co, sin. Lat. melliticus. (A. O.) (Van) Melitide, * Me-U-ti-de. JV. pr. m. Lat . Melitides. (Dal gr. melitois di miele.) (B) Melitina , * Me-ii-tì-na. N. pr. f Lat. Melitina. (Dal gr. melitinos di mele , cioè Dolcissima.) (B) Melitite. (Min.) Me-li-tì-te. Sf. Pietra bigia , che si trova nelle cave metalliche , così detta perche , ridotta in polvere, e stemperata nell*a- equa , a cui dà un coloi'e lattiginoso, ha un sapore dolcigno come di mele. Altre volte si faceva uso in medicina di questa pietra, eh’ era riguardata come un sonnifero. Applicuvasi eziandio esternamente per la guarigione delle ulceri. VailisaMattici, ec (A) (Van) Melito, * Me-lì-to. N. pr. m. (Dal gr. melitois di mele.) — Poeta ed o- ratore greco , accusatore di Socrate. B)(Mit) 2 —* (Geog.) Paese in provincia di Napoli nel distretto di Casoria— in Princ. Citerioìv. — nel Princ. Ulteriore. (G) (N) Melito.*(G eog.)Mè-li-to.7 , ae5e inCalab. 1 . ulter., distretto diReggio.fS) Mei.itone , * Me-li-tó-nc.IV. pr. ni. (Dal gr. meliton favo. In ar. molatila blandì con dolci parole , c malthon insaziabile nel coito.) — Arconte de’Cadveni nella Mista.—Santo e dotto vescovo di Sardi sotto Mareo Aurelio. (0) (Van) Melitopom. * (Geog.) Me-Ii-tò-po-ìi. Cittadella Russia nella Tauride.(G) Melitosponda.* (Filo!.) Mc-li-to-spón-cla. Sf Sacrficio il quale consisteva soltanto m libazione di miele. (DaJ gr. melitois di mele , e sponde libazione.) (Mit) Melittide. * (Bot) Me-lìt-ti-clc. Sf.V. G. Lat. mclittis. (Da meli miele.) Genere di piante amanti de’ boschi e de'luoghi ombrosi , della didima- mia gimnospermia, e nella famiglia delle labiate , coa! denominate dal fornire co' loro vaghi fiori il mele alle api , c clippiù. hanno il calice bifido , e le antere biloculari. Le specie più comuni cioè il m. melis- sopliyllitm, ed il m. grandiflora, hanno le foglie d ’ un odore aromatico e disgustoso e d’un sapere acre j passano per aperitìve, vulnera- rie e diuret che, buone perciò nelle ritenzioni d’orma e nelle malattie di petto. (Aq) (N) Melitcugia. * (Filol.) Mc-litur-gì-a. Sf. V. G. (Da melitois melato, ed ergon opera.) Titolo di un' Opera antica di Neottolemo che trattava delle, api e del miele. Pigliasi anche per Preparazione del mele , opera delle api. (G) Melitlrgo. * (Filol.) Medi tùr-go. Add. e sin. V. G . Fabbricatore di miele o aggiunto delle api che lo fabbricano. (O) Melizja , * Molì-zi-a. Sf V. A. V. e di’ Milizia. Vii. SS. Pad . 2 . z8y. Era maestro e principe della indizia di Trojano imperadore. E sg 2 . Costi inscio di ricevere l’ufficio di prima, cioè d’essere principe della indizia de’cavalieri dello ’mperadore. (V) Meljzio , * Medì-zi-o. N. pr. m. Lo stesso che Mclezio. V'• (B) Mellà. (Ar. Mes.) Mcl-la. Sf Ferro da raschiare. (Dal celt. imi ferro.) Cenn. Centi, pag. io5 , cap. i 2 t. Poi va colla tua melia arrotata* piana quanto puoi al mondo ; e con leggier mano , non tenendo la delta punta con nessuna streltezza di mano, la va fregando su per lo piano della tua ancona, spazzandoti dinanzi ’1 gesso con le dette penne. E pag.n5. E con una niella ben piana taglia il detto oro a pczzuoli, come per bisogno ti fa alle mende che rimangono. (B) Mella. * N. pt. m. (In lat. mella specie di sapa. In celt. metti agitare. Nella stessa lingua mel biondo , migliore , ferro.) — Anneo. Padre di Lucano. (Mit) 2 —*(Gcog.) tiume del regno Lomb.Veii. nella provincia di Rresela . (G) Mellaiua.* (Geog.) Meldà-ri-a. JSome di due antiche città di Spagna , nella fietica. (G) Mellario.* (Arche.) Mel-là-ri-o. Sm. V. L. Vaso ripieno d’idromele, che por tavasi nede feste detta gran dea , a cui si facevano delle, libazioni di quella bevanda , alla quale si dava il nome di latte. (Mit) Mellato. (Ar. Mes.) Mel là to. [Ai». V. A .] Sorta di panno. ( Forse dal frane, mele o mèslè mescolato, come leggesi in fatti in alili Testi.) M. V. .3. i'ò. Costoro tutti vestiti di fino panno scarlatto, e d’altro line mellato, cattino con otto scudieri il meno, ec. {Così fiala stampa, sull' autorità del testo Riccia in altri testi a penna sì legge Mescolato) Melle.* (Geog.) MèUc.^a*. Mellusum.C/MÓ di Francia nel dipartimento delle Due Serre. (G) Melleo, * Mèldc-o. Add. m.Di mele, Dolce come il melc.Salvin.Odiss. 38i. Disse, e libando bevve il mclleo vino. (Pe) 2 — 4 (Arche-) Aggiunto dato dagli antichi ad una Specie di marmo di color giallo chiaro , che si avvicinava a quello del miele. Diasi che se ne tri vi anche oggi in molti luoghi d Italia. (Mit) Mellesimo , * Meldé si-mò. Add. numerale m. V. e ^"Millesimo. Bcmb. Aio) 1 . 6, ^5. L’anno della città mellesimo ed ottantesimo. (\ ) Mellicolo.* (Arche.) Mel-lì-co-lo. Soprannome che nelle antiche crono yù.. (Dal lat. mel facere che vale ilinedest 1 »^ pr. 11 . Se rade volte le vedremo (Capi), non e ivi 1 r dd" ieU ‘ liticare. Gr Pollati. Apt il mellificare. Mellificio,* Mcl-li-fì-ci-o. Sm. Opera delle api, Preparazione (Van) . j/. Melufilo. (Bot.) Mel-lì fi-lo. Sm. y. poet. Lo stesso che M < ' liss: ‘' r o- —, Meli (ilio , sin. Alam. Colt. //. # 7 , I verdi rami Di ti fn0 smarin, dell’ aspra galla, Del dolce mellifìl , della cerinta, ec. Mellifloameste , Mel-li-tlua inén-te. Avo. K. dell’ uso. In moa 0 lifluo, Con prt dazione di mele ; e fig. Dolcemente, Soavenie" Mellifluo , Mel-lì-ilu-o. Add. m. V. L. Atto a produrre ^ "’f <• ])’ onde scoìre mele.'] Lat. meliitlmis. Gr. fiAlffuros. Palina.A! E se vedremo 1’ api spesso pascersi intorno ec. , è segno che 1 ' presso ha luoghi melliflui. 2 — Fig. [Dolce, Soave.] Socc.g. 4- P- 1 4- La soavità delle paro ^ flo liflue , e la fiamma accesa de’pietosi sospiri. Zihald. Arar. nuovo duca con molta gente , in compagnia melliflua , corl costumi.» Ar.Negr. 2 . 3. Unica Speranza mia. Oh parola m‘H. 1 -ìic^ Mfi t.iga . (Bot.) Mèl-li-ga. [Sf. Lo stesso che] Meliga. [ y . ediW ^ ;l (V. meligario.] Pollaci. Febbr. C. Aguale si vuole apparecch 1 ' campo , nel quale si vuole seminare la molli ga, cioè la saggiò ' 1 edizione di Ccrona .1810 ha meliga.) (B) /r„ss) Mellilite. (Min.) Mel-li-li-te. Sf. Lo stesso che Mellite^ V- fi’ Melliloto. ^Bot.) Mel-li-lò-to. [Sin. Lo stesso che] Meliloto* , (1) j 1 /p 4°\ à- Altri in verità cosi i vini condiscono giaggiuolo , illirica , cassia, spicanardi, metliloto, ec. togli carda< ( . E b- 1A ' ii»' Il melliloto è caldo e secco nel’ primo grado, ed è erba, d c “.. per siinigliante nome s’appella ; e anche si appi-li perocché è fatta a modo d’ un semicircolo , e ’l -Ila corona guano seme )C - cortecce si mette nelle medicine , imperocché egli è si P* 0 : yen l 1 ^ costante, che appena se ne può partire, ed ha virtù di contm _ ;j10i la sua aromaticità , cc. Pallad. cap. 38. Origaino , timo t s , melliloto, vivole sai vatichc , cc. ■,«crd < . Mellisces. *(Geog.) Mel-lin-gen. Lat. Melinga. Città della Srt'-^.-^ Mei.ltmohi. * (Zool.) Mrl-ti ui-ó-ri. Srn. pi. y. G. Lai. 1111 '!fj (Da meli miele.) Famiglia, il’ inselli dell’ ordine degl’ hdita da Littieille , che indi la convertì in una divisione d ^ joi’ 1. de’ crabrouiti. (Aq) Mei.lìso. * (Zoo!.) Mrl-U-no. Sm. y. G. TmU. mellinns. (Sr Genere d’insetti dell'ordine degl’ imenotteri , sezione delie a '- 1 famiglia ile fossori, da Fubricio stabilito , e così denoinit ' 11 i, sM) lare giallo di mele che domina sul loro corsaletto, sullo s,: “ a 4 ir anelli deW addomiue e sidle zampe , e particolarmente su p >’L specie Mellinns arvensis, o Vespa arvensis di lìwu.’> f ff l ' l tl itc'y tenne filiformi inserite presso la bocca, le mandibole iride' femmine , i palpi mascellari molto più lunghi de labiali a ia loo addo mine è a guisa di lungo pedicello. (Aq) (N) -,iW^ Mellireni. * (Arche.) Mel-li-rè-nh Add. e sm. pi. No/neck el ■ ducasi d fgli maggiori d’ età. (Mit) , Mellite. (Min.) Mel-lì-tc. Sf. Combustìbile della classe j ll ‘'(/ del color giallo dell'ambra , che ed fuoco del carine-lo c cade in cenere senza dare nè f anuria , nè fumo , > ie t L sA.‘A' Mellite si è trovata in cristalli ottaedri essa è tenera, 6 , jAV t tura è concoide ; acquista collo strofinamento l' elettri ' 1 ^ Non si è trovata questa sostanza se non ad Arlern ui jr^jtr nella Svìzzera unita all Asfalto. Si distingue questa sosta* contiene un acido di uria natura vegetabile , chiamato x \ c ° . co. — , Mellilite , sin. (Da mele , di cui questa sostai^ 1 * re.) (Boss) (N) Mellitico. * (Chini.) Vtd-Yi-ii-co.Add.m.Lo stesso c/ieMel lt,c Mellito,* Meì-\ì-to,Jy.pi'.m. Lat. Mellitus. (Dal lat. rnelU tllS Mellito. Add. rn. V. e di' Melato. Delmin. Ermog. 4^‘ e Mellivoro. (Zool.) MtUì-vo ro. Sm. Uccellino piccolissn ll0 \ ìie fl jit s ingoiar varietà di colo) I , e de’ più vaghi che sic no v l quale non s y appoggia sui fiori , ma vi sì libra, succierà^ si trova nel loro nettario, (Dal lat. mel voio io divoro^ 1 j e lifi Li3 Mello, Mèl-lo. Sm. V. L. Il collare che si adatta al coy^ * po' difenderlo allorché si balte col lupo. Lat. raillus. ( ^gh Vello. * (Grog.) Antica città della Giudea. (G) p a j Mellobaudo , * Mcl-lo-Là-u-do ; Melobaude. N. pr. n i. r e F mal o mael signore, re , e band potente .)—Il più a,lClC che sia nominato nella storia. (0) . Mellonaggine , Mel-lo-nàg-gi-ne. [A/?] Scipitezza, Scioc c ^ ìXe ,v sezza d’ingegno , detta dallo scipitissimo sapore del nl ^isoù sipienlia , hebetudo. Gr. càppGirwv) , (V. ^ qiiA c ^ nov.yq.y.Vu sì è glande l’amore ch’io porto alla c(J ga mellonaggine da Legnaja cc. , ch'io non posso negai^ vogliate. Fir. nov. ò'. 2 p 8 . O pure che lo licessero a , nella loro sfarinata mellonaggine, acciocché non usci» 5 del pecoreccio. ,. Mellosajo. (Agr.) Mel-lo-nà-jo. [Sm.] Luogo piantato a j u» 1 - fll o‘ 1 . So. Se la chiudenda tua del mellonaio Avesse sgangm- g J — E per mctaf. Lib. son. 88. Deh ! per che cagm ; s cà eh’ i’ gl’ insali il mcllonajo ? Burch. 2. 46'. Io rnl . ric , so^oi vinetto , Nel tempo eh’ era in succhio il ineflon- 1 ) 0 -. ytl^.noA-o 2 —*(Ar. Mes .]Aad. e sm. Colui che vende i melloni-^ ^ BIelloucello , Mel-lon cél-lo. [Ani.] clini, di e ° li ^ £ |- eh? sui. Pallad. Seti. 3- Si tolga il mtiloucello salva 1 > si maceri, fll Lat. ha cacumer.) . ,u' iS ° Melloncino , Mel-lon-ci-no. Sin. dim. di Mellone. ttjj.if loncello. y. Aret. Coni. (A) , , ariaiiM^isAd' Mellone. (Bot.) MeMó-nc. { Sm . Specie diftttntao b le jA .$ e dell’ Asia , del genere de’ cocomeri. Nome egat i]tg di ^ acii Msia , (tei genere ae cocomeri, ’o- 1 tì è di forma simile aUa zucca lunga , ad rum* ro, c IUELLONIA Se ni S f Imi l e ,. a ^ cetriunlo , ma più scipito. Isuoi semi sono fra icinque c,lf -'uiit'^ n ’ addolcenti e rinfi-escativi.] Lai. melangulus , Ci-esc.; chi- co p "^uosus. (Dal gr. mclon pomo.) Cv. 6. ì. g. E da notare ’f'Rlio * ’ , ' ove piantar si debbono i porri, cipolle , cavoli , fagiuoli, I' n *suno panico, zucche , melloni , cocomeri , cedriuoli e poponi, si ?i, s mese di Dicembre, Gennaio e Febbraio seminare. E cap. tutti j ort - »no, che sono sottili e verdi , e molto lunghi, e quasi tiitl| 0ll j 1 * quali si chiamano melangoli , e questi appelliamo noi (i'un l , quali si mangiano acerbi , siccome li cedriuoli , e sono sul a,, i| es ’ ni ° sapore. Bocc. noe. -rj. iy. Anzi l’ apparaste bene in giure , ° nc ’ *'h’ è cosi lungo. M. jldnbr. P.N.3. Siccome di nian- iiii j, u ' 7,l| cbe, melloni , loinie. Burch. 2 . 3. E fa di comperare Ss3. j,P 0 P on <* : Fiutalo, eh’ c’ non sia zucca o mellone. Bettinc.son. » . * risa il mellou vidi crepare. Regno, Rithno ad uomo vale Sciocco, Scipito, Di grosso in- '■’ -lìor,, /'■ relieln. Gr. crr.)arA, Pataffi. 2 . A ni sietedi guaimedue '■ taln ra ' tja ’■ E te or gocciolone , or mellone, ora sci-mestola, h lnaViin ^" l; it° chiamando , sé quasi ad ogni parola abbracciavano e i’«*er il mellone, parlandosi di Corso, Giostra, o simili, vale detto o^ l , nn > 0 l più dappoco ; [ma è idiotismo fiorentino , cosi che uè „//„ ..- j.i . , ■■ 6 tv, 0 -b* ur^’ he a ^ a corsa del palio sì usava dare un mellone all ultimo F f ada Sparata.] Lat. in postremis esse. Or. zv eVx^“ 0(? 1 I' Ercoi. 5y. Quando alcuno fa o dice alcuna cosa sciocca , sp Sii dic '°- 0 5 n01) °° vrr ^ » per dappocaggine ec., riuscire ec., He, tu ^ *'* ren «! tu armeggi, tu abbachi oc. , tu avesti il mel- a giosf ) lìc,aill percsti nelle cialde. Frane. Sacch. rim. 4°- Sicché y C( I ha jj ,a fvesti il mellone. Aiteg. 2^4* Come chi corre al palio, s elione. 5 Q Cf Hv///^ 0s ') Aorta di brìglia che si usa nella quarta imbrigliatura (Al i McUoni del monte Carmelo. Geodi quarzose, internamente P ^ n cv,.> - l p V7st( fi' di rocca, traggono il nome dalla loro forma Sl W Vor, *L c °lline della Palestina, probabilmente vulcaniche, li ^ ’^tOnr/ue/o, Ì\ r e’ tempi della credulità furono tenuti f * r^.y il Parificati , e ditti Mcloniti o Melopcponiti. (Boss) Q llp >, rt / lr '/ A peci e di stafiloma che cresce a segno di uscir fuori ^Hil f,ehrc : { M) J .i Tos da Popone e da Cocomero. In altri luoghi d’Italia, fuor P 0r Mellone ititendesi Io stesso che Popone ; ma in tal ^ iwi . trae il nnmp rio —n~ -1- i-~ — -'i-i- -;-!■- ,!e ó) e pSliono chiamar questo da Pane, e quello da acqua■ Coco- ì u °P°ne valgono poi il medesimo nel linguaggio comune, ma *° ( ^ e ' botanici. £ > ed .01'E) Mollò -ni-a, Divinità campestre la quale proteggeva j «ù> PQ ■ * oro lavori. Colui che rubava del miele o pure, guastava ^ *1* tìu>i 1 Su ° i>IC7nn ì esponeva.si allo sdegno di questa T)ca. (Pai proveniente dal celt. mcl . in gr. meli mele.) (Mit) * -fossi ° t'VA-3 belletta, cioè terra che e nel fondo delle paludi, [Dicesi anche Loto.-—. Meiruna, sìn.](D. Tango.) V* 10 *’*? * r ' P^gopof.(Dal celt. mel per bel imboccatura, foce di fiume, C mt >Ue, paividosa. Il Menagio dal gr. mnlagma tutto ciò c 0tìì ' Inf iilSce * diir. meljan infangato , sporcato. Ah inanimi. ) questa melma, ed acqua puzzolente e nera, si per- ° J ^ )a ^ ono - Idv.M. L'acqua fue piccola e bassa, e la melma a l ,rc minute cose. {Qui il Lat. ha t tennis in siero v u h* e ri ^h. 6 0 . [iSìuna cosa e si forte, che alcuna volta non si » h?"? 5 idi! esto puoi vedere spesso dal meno possente:] ispezzasi [il C 0 z tm ' a j il sasso per Y acqua, e] la melma col dito. ce lt* tnel testa, ed am intorno ovvero coprire: Che capo. Nella sti-ssa lingua niella, intrecciare, e man C in«£. 7 8. In capo portano un cappelletto involtavi EH ‘ U Ked. Oss., sorga i J ua — *«'•«■ an . 1 07. Avendo stemperato un poco di tej. 1 * lf ‘liUctt Sl,< ^f c ^ b°Hdura, e ridottala in foggia d’una teucra ehm- Ìrl fiT ^,Cons.i. 221.I condotti delie lontane s incrostano in- ^1° SfJ > MeA s ’ ntasano C °I tempo o di fango, o dimclmetta, ec. ' ! *mó-so. Add. m . Che ha melma , Pieno di melma. “ , ’ S7, ^ f Laf.liniOc'Us, coenosus. Gr. fiopfioptoàr' j r^/xar.-é^f, ) n* 1 materia che nel canale degli alimenti si suoi filì.Ll: al i ra rosa 1 cl,f • un liquido grossetto e melmoso , di e-/ ’ «ot \ 1 foscamentc verdastro. • *• ‘O Mé-1( h'ov. Uj ' Iiic' 4t [iVm. Pianta che ha la radice legnosa , r< U li 1 nea u c . Q,; ro ra orizzontalmente; il tronco dii ilio, con la ulp^e Q }^ ,lr>Ven tù , scabra in seguito ., cenerina , o alquanto rosici} pp l{ 1 5 o^ 0 eì ' ne 1 picc.iolate , semplici , ellittiche , seghettate , pelose 4 e ( ’ 1 fo^ s ^ ecif, l , nente nella gioventù, leggermente scabre al di so - PicJ JeVcì ì a Q f lianf -° bianchi, o colore di rosa , più grandi di quelli 0 Cl0cc ^ ff tn cima delle giovani messe, e accompagnate da di un verde delicato e lucido; il frutto liscio, alca r ? ton d° 1 e umbihcntn da ambedue le parti; il qual Ih, *} 1 fntanicì lo riguardano per generico. Fiorisce nella èeUr? T P lr>cit( ' enfl ne' boschi di molti paesi dell’ Europa. Lat . P [ J Col . ^Ul. 1 (Ir a. . 1 - - 4 v • « . . e i> r C °1 suo (jr - Jmet. 46. Vidi le murate radici del 5 rCotoenU' -, e ec - pieno di boriti meli .Alam.Colt. 1. )6.L'aspro rtl ti a "1 ’ '* frcdcl0 » le io. 3 l %f^ Xielo Vhi^T' 00 ' 1 Dant Pur $: ^2 j 3 . Quale <1 veder de’bo- .^hcTeWuo pomo gli Angeli fa ghiotti.» (È Cristo ( " >arì ’- Conoscere il indo dal pesco : ditesi di Che ha esatta uo- MELODIOSISSIMO 3,5 tizia delle cosai e talvolta ancora per far intendere che si sa fare distinzione di cosa a cosa. Conoscere, §. 26. (A) 4 —* P er Mela , Pomo ; ma non è da imitarsi. Ar . Fur. 11.22. Che ci die 1 quando Èva ingannò col melo. (N) Melo, * Melozzo. N.pr.m. (In gr. mela» nero, crudele, astuto : in celt. m el per mal signore.) — Cittadino di Bari , autore del rivolgimento che tolse da Gi'eci la Puglia e la diede d Normanni. (A r an) MELCBAUDE,*Me'Io-bà-u-de.iV./>r.m,Lo stesso che Metlobaudo. F .(Van)( 0 ) MeLor-io, * Me-lò-bi-o. N. pr. m. (Dal gr. riielas nero, oscuro, e bìos vita.)-— Uno decretila tiranni che 1 Lacedemoni stabilirono in Atene.(JsYiY) Melobosi,*M e-lò-bo-si.ÌV -pr-f(\.A:lelboside.')—ZJua delle (Jceatiìdi.ffliYy Meloboside.* (Mit.) Me-lo-bò-si-de.iVome dato da Esiodo ad una delle Ninfe che prendon cura della educazione degli uomini nella loro infanzia. (Dal gr. melati pecora, e bosis pascolo, cibo : Chi proccura il cibo alle pecore.) (Mit) Melocatto.* (Bot.) Me-lo-càt-to. Sm. V. G. Lat. melocactus. (Da me- lon pomo , e cactos cardo.) Specie di pianta del genere cactus, originaria dell * America meridionale . V intera pianta si presenta sotto forma d’un popone globoso , rivestilo di quattordici costole prominenti, ed armate dì spine ; i fiori sono d' un bel rosso , ed i frutti so#o sì - miti a quelli del fico d’India. (Aq) Melochia.* (Bot.) Me-lo-chì-a. Sf. E. G . Lat. melochia. (Da meli miele, ed echo io ho.) Genere di piante a fori polipetali , della monadelfìa pentandria , e della famiglia delle ermanniee , distinte dal calice cinquefido, la cavila dì cinque petali obliqui , i fi lamenti tubercolati, le antere biivstri, cinque siili, e la capsolacon cinque loculamenti, cinque valve e polisperma. (Àq) (N) Melochite. (Min ) Mc-lo chì-te. Sf. F. G. Lat. melocliites. (Da meli miele , cd echo io ho.) Sorta di diaspro che pel suo colore verdiccio o di miele , si appivssima a quello dell'ulivo; dicesi anche Giada. (A)(A*an) Melocotogno. (Bot.) Me-lo-co-tó-gno. [t^m. comp. PI. Meìicotogni. Lo stesso che Cotogno. F .] Lat. cydoniu, malus cydonea, malus cotonea, [pyrus cy'donia 1-in.] Pallad.Febbr. 3 i.tit.Del melocotogno. E appresso: I meìicotogni dissono alcuni essere da porro e da seminare io diversi tempi. Dav Colt. 181. I melagrani, peri e meìicotogni si possono annestare; ma il proprio c porre ì loro rami e rimeUiticci collo barbe. Melodico.* (Grog.) Me-fodù-no. Lat, Melodunum. Antica città delle GftlUe , oggi Mehm. (G) Melode, Mc-Iò-de. [Sf PI. Melode.] F.L. [e poel. Lo stesso che} Melodia. F. Lat, melos. Gr. p&os, Dant. Par. 24. n 4 ‘ Nella melode che lassù si canta. E 28. 119 . Con tre melode, che suonano in tree Ordini di letizia. Melodia, Me-lo-dì-a. [Sf, F. G.Nel più ampio senso Successiva unione dì suoni in ritmica proporzione ; nel senso più stretto è la Parte cs* semiale d'ogni componimento musicale; più strettamente ancora dicesi de*suoni delle voci , e non di quelli degli strumenti musicali. Essa è il discorso musicale, e riunita coti'armonia concorre a tutti gli effetti della musica, e forma V oggetto della composizione . Comune»!, peri Concento, Soavità di canto odi suono .—, Melode , sin. Lat. melodia. Gr. ptku$lcc. Bocc. nov. 7 9. 10. I caliti pieni dì melodia , che vi si odono. Dant. Purg. 29. 22. E una melodia dolce correva Per 1 ’ aer luminoso. But. ivi : Melodìa , cioè dolcezza di canto, e concordia dì suoni. Dant. Par.14 02. Con tal melodia, Che ad ogni merto saria giusto muno.Cu«'u/c. Med. cuor. Gli beati si dilettano d’odori, e di colori, e di mirabili melodie. Melodia diff da Armonia. Melodia è concento , soavità di canto o di suono. Armonia è soavità e bella unione di vari e diversi canti o suoni, o di canti e suoni insieme. Melodiante, * Me lo-di-àn-te. Add.com. Che canta con melodia. Comrn* Dant.Par.'òi . Cioè, a Nostra Donna vidi più di mille angeli spleu- dienti e melodianti. (N) Melodica. (Mus.) Me-lò-di-ca.A/IiVome di un istromento a tasto in forma di cembalo , coti un registro di flauto. (L) Melodico , Me-lò-di-co. Add. rii. Com.lnj. 3 /. Àcheloo e acqua, e sanza acqua , cioè sanza umore, nullo buono suono melodico. Melodico^. * (Mus.) Me-lò-di-con. Sm, Strumento a tasto, inventato dal meccanico Pietro Hiselsen in Copenaghen, i suoni del quale si producono mediante ilfregamento di puntali ad un cilindro di accutjo.Un altro strumento composto interamente di coristi, ed inventato anteriormente dallo stesso Biselseu ha dato origine al melodieon. (L) Melqdjno.* (Bot.) Me-Io-dì-no.AVn F.G.Lat. meIodinus.(Da melon melo, e dinco io ravvolgo. ) Genere di piante della pentandria monogeno, famiglia delle contorte, caratterizzato dal calice con cinque denti, la corolla ipeicr iterifì.-rme. con cinque squame bifide , gli stami liberi rinchiusi, cd una bricca globosa polisperma ; fu fondato da Forster, ed ha per tipo un arboscello della Nuova Scozia che ha i suoi fusa flessibili e rampicanti sugli alberi vicini, ed i frutti&imiU alle mede. Melqdion. * (Mus.) Me-lò-di-on. Sm. Strumento inventato du. Dmz in Germania ; ha la forma di un piccolo cembalo , lungo circa quatti o piedi , provvisto d' una pedaliera con sotto uri armonica per mettere, in giro una rota.l suoni si cavano col mezzo del fregamento dì certi bastoncini di metallo che covrono in direzione perpendicolare e successivamente, come nel cembalo. Ogni .suono ne ha uno provvisto di una molla, la quale profondando il tasto, si comunica, al a nidro e vien messa in vibrazione. Questo sti'umento imita assai bene la maggior parte degli strumenti na finto , come il flauto , il clarinelto, il corno bassetto , il fagotto ec. ed è pure adottato come l’armonica pei pezzi musicali di tenera espressione, producendo anche le più piccole gradazioni de! forte , piano , crescendo, diminuendo, staccato cr.(L) Melodiosamente , Me lo-dio-sa-men-te. Avo. Con melodia . Esp. Salai. E cantate melodiosamente al Signore nella confessione. Melodiosissimo , MC'-lo-dio-sìs-si-mo, [Add.m.']superi, di Melodióso. Br. Gìord.Pred.R. Godono eternamente le melodiosissime armonie del Paradiso. 3i6 MELODIOSO Melodioso} Me-lodió-so, Add.m. Che ha melodia , Pieno di melodia. t Lat . harmoniacus.] Gr. g&ofìris. Com.Par. i 2 • Ed insiemcmentc le loro voci melodiose e di dolce souoritade mischiarsi. Esp. Pat.JSost, Elle cantano canzoni e novelle melodiose. Melodista.* (Mlis.) Me-lo-dì-sta.^eW. e sost. com. Compositore il quale possiede il dono naturale di creare delle belle melodie} ovvero un A- malore appassionalo di melodie. (L) Melodoro.* (Bot.)Me-lo-dò-ro, Sm, U, G. Lat. melodorum. (Da me~ loti pomo, e dot'on dono.) Genere di piante esotiche da Loureiro stabilito nella famìglia delle ano?wcee, e nella poliandria poliginia ; quindi riunito al genere Unona ; così denominate dal loro frutto o bacca ovale , oblunga e quasi cilìndrica, di piacevolissima sapore, massimamente quello della specie frutescente , le cui foglie in decozione si adoperano anche come incisive. (Aq) (N) Melodramma. (Lett.) Me-lo-dràm-ma. Sm, P.G. Rappresentazione teatrale con musica e canto 5 ossia Dramma in musica. (Da melos canto * e drama azione.) (A) Melodrammatico. (Lett.) Me-lo-dram-nià ti-co. Add. m. Spettante a melodramma. V, dell uso . (A) Melqe. * (Zool.) Mè-lo-e. SfP'.G . Lat. mcloe. (Da me/asnero, ovvero da meli miele.) Genere f insetti de la seconda sezione dellordine de'coleotteri , della famiglia de ’ trachclidi , e della tribù delle cantaridee , così denominati dal loro colore generalmente nero, o dalgiallo\viscoso liquore che scaturisce da ciascuno de’ loro ginocchi qualora vengano toccali. Trovasi in Ispagna , in Francia, in Italia ec. sopra il sai - ciò, il frassino ed il sambuco delle quali piante si nutre. Più comunemente dicesi Cantaride o Cantarella. (Aq) (Diz. Med.) Melofago. * (Zool.) Mc-lò-fa go. Sm, U, G . Lat . melophagus. (Da melon pecora, e phago io mangio.) Genere d'insetti deli ordine de dii- i quali sono parassiti e stanno nascosti nella lana de* montoni. Pi si comprendono due specie delle quali la più notabile è il Monopliagus ovimis di Laudile , o V Dippobosea ovina di Linneo, (Aq) Melofàro. (Ar. Mes.) Me-lò-fa-ro.ó>/^/'a«aZe a tre , quattro o sei pie- ciole finestre a scanalature, alle quali invece di cristalli si applicano fogli di carta, su cui sta scritta la musica. Sé usano per le serenate. (Dal gr. melos cantilena, e phero io porto.) (L) Meloforà. * (Mit.) Me-lò-fo-ra. Soprannome dì Cerere, ossia della Terra , perchè ferace di frutti e di pascoli. (Dal gr. melon pecora o pomo , c phero io porto.) (Mit) Melofori. * (Avelie.) Mcdò-fo-ri. Add. e sm. P. G. Lat, melopbores. (V. melo forai) Soldati della guardia de’ve di Persia, che portavano un pomo d! oro in cima iìelV asta. (Aq) . Meloglosso. (Anat.) Me-lo-glòs-so. Sm. Uno de 1 muscoli della lihgua, (Dal gr. melos canto e glossa lingua.) Poc. Dis. (A) Melogono. (Agr.) Me-lò-go-no.ó’/n. Sorta d’ uva nera assai buona. (Dal gì’, melos nero , e genos specie.) Creso, lib. 4- cap. 4- E melogono, che è innanzi a tutte altre maniere di nera. (V) Melogranato. (Bot.) Mc-lo-gia-nà-lo. [A nuLo stesso che } Melagrano./''’. Lat. malus punica. Gr. potei. Filoc. 7 . 85. E per mezzo a fronte al marmo un hellissimo mclogranato. Anici, ^ 6 , Il Yidi intorneato di sparti nidigranati. Melolonte. * (Zool.) Me-lo-h'm-tc. Sm. P. G. Lat. mclolontha. (Da melon pomo , eleo ovvero 0 / 0 , inus. ai presente ollymi io distruggo, e anthos fiore.) Genere di insetti della prima sezione dell' ordine de ’ coleotteri , della famiglia de' lamellicorni e della tribù degli scarabiti, che hanno desunto un tal nome dal guasto che sogliono dare ai fori de'vegetabili, e singolarmente a quelli dei pomi ed alle viti', sopratutto una specie comune chiamala Mclolontha vitis. (Aq) (N) MELUZZA Melopeponuje * (St.Nat.) Me-lo-pe-po-nì-te. Sf. Mellone pietrificali Mellone, $. 3. (Van) , p r ìnr Meloplasto. * (Mus.) Wle-lo-pìh-sto.Sm. Macchinetta inventato. n r cipii del secolo xix. dal professore Galin a Parigi , e d e m scrl . u n(t suo nuovo metodo per l’insegnamento della musica. Consiste. cassetta su cui sono fissati orizzontalmente alcuni bastoncifUfiU . a non d ’ ugual lunghezza , ma in egual distanza V uno dell a c0 n c pione vescovo date l'altre melote. E 6'ì. Meritai d'avere lo s ,f s) 1 ^ trito e la melote. E 58. Quando furono presso alla sua gliaronsi le loro melote, e lasciaronle quivi. E appresso : D I5S , or (love sono le vostre melote? (V) . y.vK Melotide. * (Chir.) Me-lò-ti-de. Sf. Lo stesso che Apircnoi»^ , olt Sf Melotiiia.* (Bot.) Me-lò-tri-a. Sf. V. G. Lat. mclolria. (Da ' r l0 (i?^ ino, e forse da tereo io conservo.) Genere di piante esotiche ( ìipetuìi della monadefia penlandria, e delia famiglia delle ‘TX cosi denominate dalla firma del loro frutto che e una bacca p^ (fl o l oblunga; i suoi caratteri sono: i fori poligami, il calice c& ^0 lotoso filiforme col lembo cintjufido , due filamenti diandri ^ Aicca triloculare polisperma, (Aq) (IN) Melotro.* (Boi.) Mè-lo-fro. Sm. P.G.Lat. melotbron. Nom e pt sembra denotarsi da 7'eofrasto la Brionia , e secondo gli* 1 ' eamara ; confusione non mollo vara anche (i giorni nnsivij • (Aq). .. .. ..._ e „ „ M melos carilo , c mania furore. ) Ir asporto ed amore eccessivo per la unis ca. (Aq) Melo.-.i asiaco. * (Lctt.) Me-lo-ma-nì-a-eo. Add. e sm. Epiteto di colui che ha la mania della musica. (Van) DIei-omelt. * (Farm.) Me-lo-mè-li. Sm. V. G. Lat. melomeli. (Dame- lon pomo , e meli miele.) Bevanda fatta con miele e con pomi. (Ac,) Mei.oke , • Me-ló-rie. 2V. pr. m. (Dal gr. melon pecora, pomo.)— A- stralogo greco. (Mit) AJei-okceka. * (Bot.) Me-lóu-ge-na. Sf V. G. Lat. meloi‘gena.(Da melon pomo, e genos generazione ) JSvme di una specie di solano, desunto dal suo frullo , che somigliasi ad un genere o specie di pomo. Si conosce volgarmente coi nome di Melanzana. V. (Aq) Melokia- * (Zooì.) Me-lò-ni-a. Sf. V- G. Lat. im.lonia.fDa melon pomo.) JSome di due generi distinti di molluschi , uno stabilito da Lamark, e V altro da Monfort. Quelli del primo sono piccoli corpi sferici o pomiformi , ed hanno per tipo hi meloni» spliaeriea, clic il clausulus indicator di Montfort. 1 mclonii di Montfort sono conciligliene microscopiche fòssili e viventi. (Aq) . , / r ... Meloside.* (Bot.) Me-lò ni-de. Sf.'F. G. Lat. me loms. (V.. mclonia.) È un frutto carnoso proveniente da molti ostarti riuniti , la cui figura si assomiglia a quella del pomo. (A^) . Aeloaita. * (Min.) Mc-lo-ni-ta. Sf V. G. Lat. melomta. (Da melon pomo.) Antico nome delle geodi silìcose o di Cale edema , le quali presentano una forma globosa rotondata come quella del popone , e che perciò diconsi anclte Melloni del monte Calmelo. (Aq) Melope. * (Zool.) Mè-lo-pe. Sf. Ci G. Lat. melops. (Da melos nero,, e ops occhio.) Specie di pesce distinto da una nera macchia afog- Lat. Melpes- jntief. («ir Mkepe. * (Geog.) Mèl-pc , Mclpi, Melpa d* Italia nella Lucania. (G) (N) vtt^ Melpis. * (Geog.) M èl-pis. Antico fiume d'Italia che bag ,ta ^ pugna di Roma. (G) c hf fyl SIei.pom.ene. (Mit.) Àlel-pò-me-ne. Quella dette nove Muse t .^cji^ poftu l'inventrice delle tragedie. (Dal gr. melpomens p 1 t participio medio di mclpo io cauto.) (A) Jtte lìel> Melposiekeo, Mel-po-me-nò-o. Add. pr. m. Di Melpomene, ^ * ( i» Melpomene, Musa inventrice delle tragedie. Buon. R ,er " si \sZi ' Melrosipe * o. .1 ^ kt «,.i m..n> »... .1. eleoside , * Slel-rò-si-de. JV. pr. f. (Dall’ ar. milh acqu^ |" c Jrl 1 da rasul osservatore , sia da rescid condottiero*; Osserva 1 c oe( - - .- C-... , „• ’.... .S k:.. a. dM ’ Oceano , re, ovvero Condotticra mai-ittima.) — Ninfa gnu di Proserpina. (Mit) Melsikga. * (Geog.) Mel-sin-ga. Citta dclV Assia ^ 0 lt . (fi} » ilO ’ 1 i t«'. Meluggine. (Agr.) Me-lùg-gi-ne. [Sf] Melo salvatici). ' "j teMfiif 1 _>i*_ .! ..'i?_1. 1.* _•. . ni! C el ." ■ trasf le . n, Insto C . .Ile I * J Già non chiamerei io gagliarde le peruggini c Meleme. (Agr.) Me-linne. [AV/j. Umore velenoso molto caldi, Lat. del mele , e clic da qiu.», ........ — - a ness»”'" a.- rovinare, distruggere.)Gì*, fi <7- 5. Avvizile ancora s “j cC ola f nel tempo del calore discenda con fervente sole un*- l 1 . jarria 1 ’’,|t^ velmosa e adusta , che volgarmente a Bologna mel uin ^ c j* ( ii |11 ’ molto caldi, cadendo a guisa di sotlil pioggia nuoce t ;j. c Lat. rnbigp. Gr. iós. (Il Mcnagio dice che il , ii^ 1 "^. fi del mele , e che da questo ebbe nome. In celi. gali. > _ .1- *_sV. • ✓ . . * a....: . Spc s ‘” ... rttv jjk molte generazioni di viti in tal maniera sì alidisee, c if cU i > 1 iV’' i, a niente al tutto riduca. E fi S. Alcune (vii’J s “ J. Ju 1 ' i-ntla suo dal I ,!C . . ~uL . l tosto si matura cc., alcune clic ’l frutto suo lC Ut : Meluh.* (Geog.) Mè-lun. Lat. Melodunum.Cziiù di t ' del dipartimento delia Senna, e Marna. (G) os»"- di «'fi fi' 1 già di luna crescente dietro gli occhi. (Aq) — ---- a , - , MetOPBA. (Mus.) Me-lo-pè-a. Sfi U. G. L’ arte , le regole del canto, Melusika , * Me-lu-si-na. N. pr. fi ( Dal lai. melisu* wlll ja t ‘ h che noi chiamiam Contrappiinto. (Da melos pomo, c pieo io laccio.) dolce, soave, che i Celti dissero melasi) — Nome Salvia. Cas. Sotto questo nome (di MelopeaJ gli antichi intendeva- tavola spesso ne’ romanzi di cavalleria. (Mit) ir Ibcrih' j ib'tl no quella parte drammatica , la quale comprende , oltre alle parole Melussa.* (Geog.) Me-lùs-sa. Antica isola vicino <» m ih» 1 .glt* del poeta , il canto , l’armonia, e la saltatone. Melopca più parli» Meluzza, Me-lùs-sa. [Ayij dim. di Mela. Lat. P er P'. a per c colarmentc significa lo stesso che Contrappunfo. (A) Si Gin. Bau. Apparecchia dcAioi cibi, ch’egli a V c ' 1 MELUZZOLA MEMBRO TT * * • ii e un fulcri provvisti Di bocce , di meluzzc , rape ^ P ' Ll 'zzol ^^^iarono a fare a chi più tira. l'iTp., L t A) ^-lùs-so-la. [Sf. dim, di Mcluzza.] Piccolissima mela. Lat. ì, ^ nia bmi. Gr. uixpèv iayiKgv. Ih\ Giord, Pred. R .Sì pasceva . ó lle selvatiche. .fare .Md-zi-a. IV. pr. m. Lai. Mrltias. ( Dall’ ebr, Memrranetta , Mem-bra-nct-ta. Sf. ditti. di Membrana. Lo stesso che Membranuiza. V■ Bellin. Disc. 4■ Vi è un bel tratto di canale, fabbricato non d’ altro , che di sottili e tenere membranette , e di muscoli. (Min) Membranifqrme.* (St. Nat.) Mem-bra-ni-fór-me. Add. m. Che rassòmi- , mi.. ’ . Ml 'l-zi-a. IV. pr. m. L.at. Mrltias. ( Dall’ ebr. liimht libe- glia ad una membrana per la sottigliezza e per la superficie. Lat, signore : Liberazione del signore.) (B) _ meiubraniformis. (A. O.) iiJi\ TQQ ^’')^c-rm.cc-in.yliU.popolidell’Asia vicino hi Pcrsia.(Gi) Membranoso, Mem-bra-nó-so. Add. m. Che ha snstanza di membrana, ' M/ ' ' " ’ ’ * ’ -' Lat. membranosus. Gr. Red . Oss. an. dj. La loro figura scorgeasi ec. in foggia d’un lungo e semplice sacco membranoso " pasceva binilit libe- . Mè-nia-lo .JS.pr.rn. ( Dal gr. memele che ha cura $ e vai dmi- n+^. A _ . x x» .. _7* *»• . 7 _ _ .7 _ ( [Be J)'p >«'C3 cn *= Accurato .)—Padre di Pisandro, uno de’capitani greci (Grog.) Me-mar-mà-lc. Nome particolare che gli antichi aj T b » " n«a parte del monte' l’auro. (G) O^it.) M e-màt-te. Soprnnuonie che i Greci davano a Giove, >’<: pV' 0We il signore delle stagioni. (Dal celt- am tempo, ed at ^ PatÌ r at * rc I Gallesi chiamano am la stagione, ed athair cavano, sen7,'alcuna analogia di scuso, questa voce.dal e, '^Ttr," aCi (arioso , turbolento.) (Mit) Ce let). (Il , E ' * (Ardir.) Me-mat-tè-ri-e. Add. e sf. pi. F. G. Festuche jj ^fcre fii Ateniesi nel mese di Mcmallerionc, per implorare da El Ul lEr " mite inverno. Lat, macmactcriac; (Mit) lt n. M VÌetl c - 'r{' Bonag. Lo dolce mcnibramento , Cbc spesso at cor mi Valor di girile mi spero alleggiare. (N. S.) *&/&*• .(.Anat) Mcm-brà-na. [Sf. pome dato ad organi soU ili, fles- s oii 0 fi’hì o meno elastici, la cui struttura varia mollissimo , e che tanto a ravvolgerne altri , quanto a rendere una se- e Cr Jrt) ,e > un’esalazione, ec. Si distinguono lemembrane in Semplici, Spiijj P? s te; le prime sono mucose , sierose o fibrose-, le altre compon- p |,. < 7itesi’ ultime. Dicesi anche Tonica o Tonaca o] d’unica, Buc- !*)"°lle j. ICo ^ a - [ha Membrana è sottile, floscia, debole, trasparente, Zll >ni L 01t ; u , soda , l'ingrossata , incallita , corredata di ramifica* ^•ftiìirà 1 ^' 11 » 1 ? 0 . Serpeggiata di minutissimi caiialcttisauguignicc.]/. «/. lliaf '0n' n lla I < ~‘ r - per,vivi. Lib. cur. mahilt. Ciò addiviene per la inliam- Sion, 'fluì: I^ui»^ ^'-'Ue membrane del cervello. Allcg. iCy. Senza ollendcr le I Inai torbidi cervelli de'ricebi avari. Sagg. nat. es/>. ri 7. ^ a Ur c G spalancata stavasi, e ripiena dalla lingua stessa , e j 5 *«. p esc icbette e membrane. . c li(i,s 0 7 Ombrane intendono alcuni particolarmente quelle in cui e - filo-nell utero , che propriwnenle diconsi Epicorio, Ain- ,^ 7 'on. ( A) ’ Quell 'f cs i Membrana accidentale 0 Falsa membrana oanorma- pue grecamente altri chiamano Pscudomembrana. V .(A.O.) d esz Membrana cutaneaaccidentale, la Cicatrice della pcUei iti fino ^ncbsa accidentale per cicatrizzazione, Quella che risulta > ‘falla soluzione di continuità, e dnU’esuU-erumentn delle 111 , se futuri perdita di sostanza-, Membrana Sierosa *5“ > ti'à ’ l'offa che si forma sopra ogni membrana sierosa iifiam- 6 * rv ,i0 primo perioda della infiammazione. (O) S ^ >■ * i)‘P es ' Membrana coroide. F. Coroide. (N) 11 ( ,°l.)V 1 ce '' i Membrana o Tela coroidea. F. Coroideo. (N) C(1/ . ‘-"Va i lp ^'^ 01 nbrana cerosa : così èchiamata un a membrana, In quale r aj a e teiii/. “ ec eo et alcuni uccelli. , cosi della o perchè ha colordi ’ v.*i c/, e f^parenza , o corrottamente dal I,alino de’ tempi bassi 1- cera , e significava testa o faccia. (P>) Via,.' L ; . arl iipccora. Lat. ìncmbraiia. Gr.f.pyizpnn. Buon.Pier. ix Sf'fj ed f j e c trite , abbacinale e maiicbc, Ed all’inoiidazioni A- 1- $ nl a t - ) Ò O 1 ' 000 Membrane e cartapecore infinite. 0 x. ? !e iiiifj . 11 parte della pianta ^Vo£ C, “ ta -.(A)- il * 1 P ar ticella che copre immediatamente il seme*, la qimle 0 { t ( dtn buccia , o dal guscio, (fia) è Ui * Tunica, Buccia, Pellicola , Integumento. In - ^ allì ll0ìlle S cn crico cd ashiitto clic si applica ad ogui stuta f Co P 1 ‘H’o do" corpi. Membrana inJLca yiropi iamenio (pici ih ir ^ UlllCì ' 1 ^ 0 che serve ad involgere i membri del oo-rj*) K‘r e y,Q lt \ contrario si usa per significare gV integumenti su- ? t!s brni delle -pnuUe, dei frutti, dei’semi, e solo V °tuiMvx G 31 s °slifiùsce alla pelle o cute dt ^li animali. Tannica. 7>~n: ,-1 . _ x. / • n . _ „•? • _ 9 ■omposta dijìbre , a modo V'ca . Mll , rn ^ Pellicola o Peliice/Ja o Pèllicina, si dicono gt'in- ■ Sj ° r io y ;,,,lln ;di clic vegetali. È d’avvertire clic Membrana e ■ ll| »-ile n tecnici di scienze , e specialmente dell’aliatole, *fEo , io M Vc 8‘’tulc. o nl'Puiia,. tl , u 'ì' ra -nà-ce-o. Add. m. Che ha sostanza o foggia. * flì^°t.) r, t ; x. « t tt ~ ■ ——‘••u’anaceo , quello le cui valvole sono piatte , f >,-V ; S pitn ;P‘2 ‘If la idem senza rompersi. P, ertolo ni. (G) 1 >i/i ,Svinoli che J Colataci applicano ad (dire parti, come ai p'^'dititi’t ec. quando sten essi di- natura■ analoga l’vitl. ifi fCntvhmi. (O) „„ . . ... ... E 22. Per mezzo di molti canaletti, e di molte sottilissime libre membranose. Mkmurahuzza, Mern-bra-nùc-za. [ ff] dòn. di Membrana_, Membra- netta , sin. Lat. tennis membrana, parva membrana. Gr. TG VfLlVtOP-'^ Arislot. Red.Esp. nat. //5. Aspro e ruvido per alcune meiubrannzze dure. E appresso : Da esse membranuzze ne rimane tutto regolata- mente intagliato. Membranza, Mem-bràn-sa. [Sf. V.e rfi’]Riincmliranza. Lat. rcrordatioi Gr. vseópvyids.Bocc. noe. gy. li. Donagli membranza Del giorno ch’io il vidi.» Rim. Ani.Guitl. gS. Ma poi forte può troppo, se riccore D’altrui convien che’n povertà si porga; Che gli torna a membrenza il ben tuttore. Nov. ani. 5i. Signore , disse messere Ugo , la gotuta significa la membranza di colui che 1’ ha fatto cavaliere. (V) Meiibuare , Mem-brà-re. [IV. ass. e pass.} Avere in m-moria , Ricordarsi. [ Lo stesso che Rimembrare, i . ] Lat. meininisse , ri'cordari , mciitioiiem faccre. Gr.IvSvfsàAhzi, prtipeniuv. (Da’più vuoisi voce correità da memorare-, e ciò con grande vcrisimiglianza. Alivi la cava da membro , (piasi voglia dirsi raccozzare gli elementi, le membra delle nozioni composte. In celi. gali, mcamhtar, in ingl. to remember nicin- brurc. Ili isp. anliq. membrùrse vai sovvenirsi. In brett. rambrea sognare, vaneggiare.) Petr.son.24f. Mcmliranrlo il; suo-bel'viso e Copre sante. E son. 3iy. Co! inombrar de'dolci anni e degli amari. FU. P/ut.K innanzi clic, egli si bagnasse, membrossi di Statilio. Gas, rim. son. 26. Onde m’assai vergogna e duol, qualora Membrando. vo , come a non degna rete Col vulgo caddi, e converrà, ch’io mora, li canz. 2.4 Ed ora in fredda valle ombroso rio Membrando arrogo al suo mollai desio. Membratura , Mcm-bra-tù-ra. Sfi Simmetria , Contorno, Taglio delle membra. Libar tic Occor. 4. Reig. (Min) M.kmbruttato. (Archi.) Mem-hvet-lìi-to.Add,m.Ornato di membrettk(h ) M-embretto, Mein-brét-to. [A/n.] dim. di Membro, [per lo più nel sigia di Architettura .] (F. Membriecmolo.) Lat. parvmn membrum. Gr. Ijoy-fsv pi\os. Rucel. Ap. 2 E’ parrebbe ìncrcdibii , s’io narrassi Alcuni lor mcmbrctli come stanno. 2 — (Grani.) [li nel sign. di Membro, J.5.] Car. Veti. 2. 27/. Ila tanti membri , e tanti membretti , che diilici Intente si può comprender la sentenza: Membriccitolo, Mem-bric-ciuò-lo. [ Sm.jdim.di Membro.—, Membro- lino, sin. Lat. parvum membrum. Gr. p.inpoti pi\os. Com.Purg.23.. Introdusse gli uomini nel suo cenacolo, cd iscoperse i niembricciuoli dello squartato piccolino. Mcmbricciuolo diti’, da Membretlo e (là Memb'rino. Benché tutti e tre sialo diminutivi di Membro, pure non potrebbero , usarsi indistintamente ne’ varii suoi significali. M'emhriccmolo si dirà propriamente in quello di parte del corpo, Membretto nel significato architettonico o grammaticale, e Memorino nell’ osceno. Memoriela.* (Geog.) Mrm-bi ìHa. Città delta Spagna nella Mancia e nella provincia di Ctvidad-reale. (G) Membruto, Mcm-brì-UO. [-A»».) dim. di Membro , nel sigiti delJ. 2. (F. Mcmbricciuolo.) Lati vcretriculum; Gr. umfx vaili). Salviti. Disc. 2. 4oy. Per bella il nome di Platone fu da lui scambiato con .quello di Satoue, che vale, prendendo ciò dalla oscena viril parte, memliriim.- Mbmbrivobo,* Mem-liri-vo-ro. Add. ut. V. poet. Che divora le membra. Lat. qui membra pcredit. Stiviti. Nic. Ter. Putredini iudmabili E le membra membrivori ne pascono. (A) Membro, Méin-bro; [ Sm. P/. Membri m. , Membra e poet. ìifcnibre firn.} Patte del corpo [d 1 un animale, posta ajfullo esternamente, più o meno voluminosa, più o meno mobile, e che serve ali esercizio de’ movimenti maggiori. E pero il braccio, la mano, la gamba, il piede sono membri , ma non sì direbbe del capo.}- Lai. membrum. Gr. 711- Kot. Baco, iiov. 25.6. Mentre la mia misera vita sosterrà questi membri. Lab. 2'òq. Quel membro, il quale P animai bruto e Puocello e! pesce più esercita , sia più piacevole at gusto. Serm. S. Bèni. Lo membro che non sente doglia', è morto. Diuit. lnf. 6. 24. Bc bocche aperse, c mostrocci le sanile: Non avea membro che tenesse fermo. E t6. 10. Ahimè, clic piaghe vidi uè’ lor membri!' E Parg. tì. 7 /7. Hai tu mutato c rinnovato membro? (Q>d membro per la rima.) E 25. 60. Dove natura a tutte membra intende. Pf tr q s,m : 2 ->0- spirto dalle belle membra sciolto.-£ canz. fi Goin ogm membro all'anima risponde.. .. . „ 2 —* Onde Dar le membra ad opera Jjiid 0 terra molle.) Tac. Dav. ann. 1. 2'i. Questo è un sentiero che Doniizio fabbricò sopra larghe paludi c manine. E Ann. *• ’J. c cr- ufinio diceva: lasciategli uscire, e di nuovo in quelle racm ine ,i.Iì chiatcgli. Buon. Pier. 3 . 2. 8. Prodigo fra la memma il c0nti' a PP7 lfJ ijl. 3 . 3 . 2. Nè allorché Fabio sfondò in quella memina.)).fc’A«ù' ,,! ’ dioi B\ B. 3 .2.8. Memma che ancor si dice melma, dal gr. p.i\p-o, n ie ® (fi) cioè un intriso di terra e d’ acqua: terra ove si affonda , f** 1 » - g }0» Mummia ', * Mèm-mi-a. N. pr.f Lai. Meminia. (Dal gr. meni' 10 ,«• io bramo ardentemente.) — Sulpicia Augusta. Imperni 1 • M ■i0 w d> seconda moglie di Alessandro Severo. (Mit) 2 — * (Arche.) ISome di antica famiglia romana plebea di alcune leggi romane. (Mit) Memmiade, * Mem-niì-a-de. N. pr. m. Lai. Memmiades. (N. P a Memmiol ) (B) . pjti 1 ’ 11 ' Memmiako, * Mem-mi-à-no. N. pr. m. Lat. Memmianus. (A- " di Memmin.) (B) eas-^ Memminga. * (Grog.) Mcm-mìn-ga, Memmingen.Lat. DrusonWD della Baviera. (G) ‘ _ . ___ C‘ : r, Memmio ,* Mèin-mi-o. iV. pr. m. Lat. Memniius. (V.Mcinmùi- della famiglia Memmm.—Tribuno dalla plebe, pretore e S ( ’ - a 1 iuuuu ue.ua pteoe , pretore c o\ r \ della Bitinin , punito per concussione da Cesare. (B) (Va 11 ) ; r jthV a •— * (Geog.) Lat. Mennnium. Antica città d' Asia nell 1 d* 5 . Memmo , * Mém-mo. iV. pr. m. abbrev. di Guglielmo. (B) . Mkmmoso , Mem-inó-so. Add.m. V. e di Melmoso.(A) Lan^ l,lrI) ^ic^' Mcm-na. ÌY pr. m. Lo stesso che Menna, y . L&* » ' ' ' " y .4 4 Me in K a . ( Dall’ el)r. minhha dono.) (B) MgmVone , * Mcm-no-ne* JS. pr. m. Lo stesso che Melinone- gr. mnemonevo io celebro.) (Yan) Memnoni.* (Geog.)Mem-nó-ni .Ant. popoli dell Etiopia, sotto QV l Memora, Me-mò-J'a. y . A . V . e ///Memoria. Ritti. $ staffa Cavale. 7 0. In quella parte , dove sta memora, Prende s 11 ' cordai Memorabile, Me-uio-ra-bi-le.^z/tf. coni. Da rammemorarsene, ly Degno di memoria , [Che si pub memorare. Memorando , *+ eì ^eji^ Lat. memorabilis. Gr.a-fy0jLV7icrTcs.Eocc. Intr. 2y. Oh «[ic^ bili schiatte , quante amplissime eredità ec. si videro seiiz a debito l imanere! Petr. cap. 5 , La gran vendetta e mem° ra J , A Memorabile dii!, da Memorevole , Memorando , 3'Ienio ra rdevole. Comechè i primi quattro aggetti vi sogliono 1 "0e impiegarsi, non pertanto , secondo le diverse loro des>^ //£! /^ o ad esprimere diversi rapporti accessorii. Imperocché* J tì , Memorando vale cosa n ftitfa. 1 $ i 'fisa fitta ad essere cor tro vono ad espr signilìca cosa che si può memorare Ve memorare , Memoi'evole esprime cosa atta ad essere morativo dicosi di cosa che fa memorare. Ricordevole à siccome deriva dal verbo Ricordare clic significa ridurne ujf ora presenta la nozione di memorando ora di chi si ricorda a Jytr MEMOiuBiLissniAMKKTE , Mc-mo-ra-bi-lis-si-ma-inéu-tc. :}J -y Memorabilmente. Ruscel. Impr. 3 . Berg. (Min) .■ jjd 1 ’ Memorabilissimo , Mc-mo-ra-bi-lìs-si-mo. Add. m. superi. “ J,i bile. (A) Ammirai. Berg. (0) Memorabilmente , Me-nio-ra-bii-mcii-te. Avv. In modo rnem tìs e^ 4 \ $ guisa che ne resti memoria. Eden. Nis. i. 1. Ma celt0 . D ‘eC-yÌd f mente disse Polibio , lib. 12 ., degli ingiuriatori a P al '.°. sC s‘ } t'ar. Sen. leu. gì. (Napoli '182 f A che dunque dubith^ (fi) j(r di morir memorabilmente , od in qualche fazione virt" os ^j Memorando , Me-mo-ràu-do. Add [m. Da doversi meiu° ,,v • Js ‘L- |i> morabilc.) Tass. Ger.10. 7 6 . De’figli i figli, c chi vC ‘ Quindi avran chiari c memorandi esempi. Mem. rim. ^ eli’ oltre ogni rischio, ogni contrasto Y i porti , e ’1 val «■f ‘ ‘ ' ^*>5 durre alla mente. Lo stesso che Rammemorare. Gr. jLvv)(jiGvfV£ii/. Dani. Purg. 23 . 117. Ancor 1 . 11 7. Ancor fia g raV ,i ..fs^ , altro , che riducere Det g0tl ccf ti ìt spezie visioni eue i sena», «e. .iso, o vero dell’ audd° . ^ Memorativa , Me-mo-ra-li-va. Sf. La j.acuità della mel,l f u j a . & 1 2 3 . i. La ritenitiva , ovvero memorativa , è nella c °V j-iet 0- .$ 1 $, 37. 1. Retentiva , ovvero memorativa, nella cottula ^ tt*' Memorativo, Mc-mu-ra-ti-vo. Add. in. Della memoria. \ ^ Coni. Purg . 33 . Bagnalo in esso, sicché la virtù memo* a mortila in lui, per l’acqua di Lete si ravvivi. Fare memoria , ciocia potenza memorativa, innamorala c 9 ‘ ,C - a to, Memorato, Me-ino-rà-to. Add. rn. da Memorare. Aie'" 0 * nato. [Lo stesso che Rammemorato. F.~\Lat. memma .^-it pivUels. Guid. G. K cosi posseduto il concedette alla jja - ” ’ introdusse 0 ^ presente. Bui. Memorare non e umu , eue nu.i.e.- ,,, spezie visibili clic ’l senso del viso, o vero dell’alidi ^. fli Cantando con colui dal maschio naso. Cron. Veli. 4 l- Fu molto grande della persona, bene membruto, e molto forte e atante. Bern.Oii.i.g.Si. Era quel Sacripante un re membruto. Imsc. Spir. 2. 5 . Pon’ mente memorando Acquisto.’ . . „ gamba schiena, guarda cosce membrute. Buon. Fier. 4 - 4 - *?■ Per- Memorare, Me-mo-rà-re .[^«.e «.] Bidurre a memoria, sone ( piò membrute , E atte ove più ampio II passo più il ricerca. durre alla mente. Lo stesso che Rammemorare. F-i MembÙ. (Grog.) Città dell'impero Birmano, (fi) Memecjlo. * (Boi.) Me-mè-ci-lo. Sm. V. Gì Lai. memecylon. (Da me- mrcyion frutto di corbezzolo. ) Genere di piante , tipo della famiglia dello stesso nome , e dell’ otlandria monoginia di Linneo , cosi denominale dal loro frullo somigliante a quello del corbezzolo e volgarmente Roseilo ; è caratterizzalo dal calice appena dentato, la cornila superiore di quattro petali, le antere laterali ed unabacca.(Aq)(Ji ) Memel. * (Geog.) Mé-mel. Lai. Memmclium, Mcmelburguin. Città della Russia 01 iemale. (G) Memento. * (Eccl.) Me-mèn-to. Sin. V.L. T. di liturgia. Nome della preghiera che si fa netta messa pe’ vivi e pe’ molti. (Fan) Memerco,* Me-mèr-co. N. pr. m. (Dal celi, moni forza, potenza, ed erchi comandare: Forte comandante.) — Primo figlio di Giasone e di Medea. (Mit) Memessani. * (Geog.) Me-ines-sà-ni. Tribù detta Persia nel Barsistan.fi) Memei,* Mèm-fi, Mentì, il 7 , pr.f. (V. Meiifi.) — Figliuola di Vcoreo re d Dentò, moglie di Epalo , e madre di Egitto , Danao e Libia.( Mit) 2 — * (Grog.) Mentì. Lat. Memphis. Famosa città del medio Egitto , sulla riva sinistra del Nilo, (fi) Mrmfiti * (Grog.) Mem-fi-li. Sm. Lat. Memphitis. Antico cantone del medio Egitto al disopra del Delta. (G) MeMiNEKizzARE , Me-mi-nc-viz-zà-re. Alt. V.A.V. e di’ Rammemorare. (Dal lat. memini io ricordai.) Ceniate. Espos. Simb. 1. 33 i■ Ogni tuo detto e fatto è osservato e mcmincrizzato dagli Angeli. (V) -dia. Fior. A’. Frane. i 56 . Levollo sue, rata casetta. „ 2 — Rinomato, Memorabile, Famoso. A. Agosl. C-D- ■ ■- - ■ - -i.t il,. 0i 'V' 61 — Rinomato, Memorabile, Famoso. A. Agosl. <-■ a ce*' w ‘" .7 quando quella memorata pesliicnzia guastò Roma cos / ' nella quale cc. (N. S.) . _ . quale cc. (N. S.) 7 „ Ric 4 r '%' n i'fl Memore , Mò-mo-re. Add. coni. V. L. Lo stesso cli ,i/, Tac. Dav. ann. i 5 , od. Àdiroso sempre, jdiiHdentc,^ Memore. * iV. pr. ai. ■ — Sceva. Poeta tragico lai- 111 * ìn ein °^ : s Q li . t Memorevole, Me-mo-ré-vo-le. Add . [co/n. Atto &d ^ .yh-i t, ,10 ’ EMOREYOLE, lUOJliU*! E-> u-ìc.. uu. Lb 1 *»» -- ì*..,-, Memorabile.) Bocc. Vit.Dimt. c 36 .Se mai alcùn woi a c c1 ' l’avcsse memorevole rcnduto a’futui'i. Tiloc.J-d' taci*, MEMORIA v f , rsì foi a manifesti agl* ignoranti. Liv. Dee.3. Quindi por Kl. ono menati gli eserciti , senza alcuna meniorcvo] battaglia.* pio ^ a j° Fabio sì diede alla persona sua memorevole esem- ^ RMQ RU° SS \T Vala re ^g‘ on< *' rif t ?■* ,lna sensazione , un giudizio o un volere. Spesso per Me» Ke Jfl | n ' ,ììto, ide lo stesso atto del ritenere o riprodurre. Dicesì anche ] Hi etì j 0 ,Sc:er,z 3)Bicordan7.a ? [Rimembranza, Remmemorazionr, Ricordaci?^ G . c ‘ Fa Memoria è debile, labile, lubrica, infedele, fiacca, pigra, ^a»jo ln * 1,zza ta, tarda, indebolita, perduta, spenta ; ovvero per lo con» -/)i Ce J-P ron l a , felice, buona, tenace, vegeta, forte, viva, vivace, ec. nd,a memoria o alla memoria, Serbare india memoria, ^i«.T»Ì aHa , memoria, Rìnnovellare, Rinnovare, Rinfrescar la me- 4nj ’ ira rrc dalla memoria ec.F.§. 7. e seguenti .—, Memora, .wn.] 1 Ricordo , [Rammemoranza, Segnale, Segno, Monumento , tìt (1 * ec * Die est anche per ] Annotazione , Istoria o simili. Lat. ante., ( lae niorin oommentarins. Gr. v'n’cfjtvnu.ovnvfMx.Peir.cap.io. Primo memorie antiche. Remi. A sol. 3. 200. Hanno tra le loro ^rin- l C *' t: * c n;,HI,ot ' c anliclii maestri delle .sante cose , essere una hv* 1 quelle isole ec. bdlissimn , e di maraviglioso aspetto. Red. , ^pini* 1 i memorie sono intorno alle vite e azioni de’più ‘l jp 11 *pro accademici. rimembranza degli estinti, ed in generale Nome, Fama, Ri- e B°cc. nov. oq. s3. Vivete e movile sicuro, clic io vive» ò 1_ 0 'doglie di M. Torello , c della sua memoria. far "de Di buona memoria, Di felice memoria, e simili , si dice . v, .... .!_/* «muli» intuuma, ìj 1 ieuee memoria, e simili , si atee Ss t^ r °K € ricordanza de* morti. Lat. piar, darne memoriac. Gr. r^S ivhÓ^Gv fxvr.fxr,? , o pav.GcfiTr,i.- Fcd. Imp. lett. 1 iHuj 0i J n,n ^ nostri solenni messi al Rev. Padre , di ben avventurosa a ^ la p, M. Onorio papa. s O; CC 0 J COrfi ( 5 , ‘'• Dare: Dar mcinoria=£ns'-mr ricot ta e forma da averne Co/ ’, j, o’iche Rammemorare. V. Dare memoria.. (A) Up 1 ?. vi,'. ^ lss cre : Essere fuori della memoria = Essere uscito di f ° r 'a ? jy r ' S-i. n. 2. Ti-ista me , che di’tu ? sei tu fuor della me- Orci;. 34- Credendo il fante clic parlasse per l 'o purJV c c ^ le fosse fuori di se , non ci andava; e turbato O- Co*° 'Dello | ^fostava che v’andasse , e diceva : va , e di’a Ste- '3 016 tu j. l ‘ e fo t’ ho detto, che io non sono fuori della memoria, c Co( ' l<: ' 1 '- ( V) ■ j * Ri e,,,/, ^ a . l ’e : Far memoria = Ricordare, Rammentare ; ed an- 0 . tC oi v r L lcor do , Descrivere , Narrare. É■ Fare memoria. (A) " me,., i eimarc ; Fermar nella memoria alcuna cosa = Tc- ht e * c °l if’i ^ m P nine rla] C. Fermare, §. » ^erio _ . “grossarc : Ingrossar la memoria = Ridurla meno a- (r i Co ; a ricordarsi. F. Ingrossare , §. 3. (Ai) *5 J ’ A? a ndare : Mandare alla memoria ^Mettersi in mente. «T C °dv *7- (A) l l , ll ei ' c aie j, ‘ cl fore: Mettere la memoria in alcuna cosa — Mettersi 0 ma é uso singolare. Sen.Pist. 2^. In qua- c s loi’ie tu metterai la memoria, avvenute a Roma 2 Parte MEMORIALI 3j 9 1 — * Mettersi alla memoria = Imparare. Rena. Celi. Oref i6o. e 161 .Questa ossatura delle braccia si aebbe mettere benissimo sicura alla memoria. (V) 3 — * Mettere nella memoria = Imparare . Benv. Celì.Oref. 160, 161. Acciocché benissimo te lo metti nella memoria. (V) 18 —[Col t*. Recare: Recare o Recarsi a memoria o alla memoria,’ dicesì del Risowenìrc.i per noi medesimi dì una cosa.'] But. Recare n memoria non è olivo, clic la fantasia mossa per altro obbietto richiedere dalla retentiva quello che già v’ha allogato e riposto.» Pass.228. La qual cosa ci si manifesta apertamente se ci recheremo a memoria dellecos£ delle di sopra. (V) 2 — * E dìcesi anche d<‘l Ricordare ad altri una cosa dimenticata. Bari. As. P. 1. I. 2* 5* ~4 2 ' ^ presentò all’armata recandole più che altro, alla memoria le promesse e i meriti del P. Francesco.(P) 3 — * E Recare in memoria Fare ricordo. G. F*. 6. 3o. Il quale è bene da notare, e, benché sia in altre croniche, da recarlo in memoria in questa. (Pr) 19 — Col v. Restare : Restare alla memoria alcuna cosa — Etser no - lata come memorabile , degna di special ricordo. Guicc. t. 9. 48. Convocò f Clemente VII.) anche i Romani , ricercandogli che in tanto pericolo della patria . .. . i più ricchi prestassero danari per soldare fanti: alla qual cosa non trovò corrispondenza alcuna; anzi è restato alla memoria , che Domenico di (Massimo , ricchissimo sopra tutti i Romani, offerse * dì prestare cento ducati : della quale avarizia patì le pene. (Po) 20 — * Col v. Ricercare : Ricercar la memoria Sovvenirsi. B f >cc. g. 7. n. ìo. Io per me, quantunque la memoria ricerchi, rammentar non mi posso cc. (V) 21 —* Col v. Ridurre : Ridurre a memoria == Ricordare. Car. Lett. ined. 1. 112. Pur vi riduco a memoria che son qui, che non ho danari ec. (N) u — Ridurre ad uno a memoria alcuna cosa o di alcuna cosa = Farlo ricordare eli quella, f^it.SS. Pad. 2. iy6. R/dussegli a memoria della bellezza d’ una femmina. (V) 29. —* Col v. Tenere: Tenere in memoria = Ricordaisi. V>t. SS.Pad. i. 233. E quanto polca si studiava di leggere la divina Scrittura , e tenevala in memoria. (V) s*3 — [Col v. Tornare : Tornare o Ritornare nella memoria ad alcuno qualche cosa— Fargliela rammentare.'] Boez. arch. 2. pros. 1. Nè bisognerà ec. che io m’affatichi per ritornarti nella memoria queste cose. r>.f\ — * Dicesi Memoria artificiale , La rimembranza delie cose che si ritiene per un ordine etl una associazione industriosa d’ idee. Car. lett. t. 1. n.Si. Non trovandosi lo scrivere, si troverebbe la memoria artificiale più perfetta. (P) 25 — * Dicesi Memoria locale , V idea che si desta nella memoria per via di alcuni luoghi o di alcune cose osservate.F". Locale, J. 20. (A) 28 — * (Mit.) Gli antichi adorarono la Memoria svila il nomedi Mne- mosine. C. (Mit) 2 *— antica: * Divinità particolare adorata in Roma. (Mit) 27 — * (Icon.) Donna dì mezza età, acconciata riccamente di perle $ pietre preziose-, tiensi Pestremità dell orecchio co'due primi diti della destra ; un cane è a ’ s/ioi piedi. Talvolta è disegnata come una donzella cho pianta un chiodo ; tot altra come una donna bifronte , in vesta nera , con una penna nella destra ed un libro nella sinistra mano. (Mit) Memoria * diff. da Reminiscenza , Ricordanza , Rammemorazione. Benché questi nomi si sogliono scambiare , non pertanto Memoria è quella facoltà della mente umana con la quale agevolmente si apprendono le cognizioni e fermamente si ritengono , Reminiscenza e la facoltà di richiamare alla mente nostra le cose che furono già precedentemente apprese dalla memoria. Il che vien significato ancora da Rammemorazione , se non che Rammemorare alcune volte esprime eziandio Raccontar di nuovo. Ricordanza da ultimo vale per lo più lo slato passivo della mente , alla quale senza ricerca si affacciano le cose in altro tempo apprese dalla memoria. Memoriale, Me-mo-ri-à-le. Sm. Contrassegno per ricordare. Lat. nme- mosynon , Cattili. Gr. p.v7\tx.óavvQv. JFù. Crist. D. Questo è quel memoriale che fa Panima. grata a Dio. Coll . Ab. Isac. cap. 2Jj. E cesi gli sarà questo ordine uno memoriale. 2 — Memoria , Ricordo. Lat. monumentimi , memoriale. Gr. ftvyp,stov 9 ' irurófjLv^fjLot. Lib. Maccxìh. M. Mandarono in Gerusalemme , acciocché quivi fosse memoriale di pace e di compagnia. Cr. 12. pr. Ma oja mi pare utile di fare un compendioso memoriale, per lo quale il padre della famiglia , quando va alla villa , agevolmente sappia quello che in ogni tempo dee fare’d'utilità e diletto. AUeg. ni- Fattone nn memoriale , o un inventario , Senz’ ordine però di precedenza. 3 — Supplica. Lat. iibellus principi obìatua, libeltus uiemorialis. Red . lett. 2.6*7. Si desidera la copia di questo memoriale, dove e espressa questa grazia. E 68. Il memoriale potrebbe essere alle decime ec. , ovvero potrebbe essere alle tratte. 2 — Onde Far meinoriale= Porger supplica. F .Fare memoriale.(A) 4 ■— Catalogo, Annotazione, e simili. Petr. Uom. iU. 20. Perciò, dotati di tanta autorità , meritarono di essere posti ne memoriali de* Pontefici. (V) _ T x Memoriale. Add. con. F. A. , e forse errala Memorabile. Ditti. S. Greg. A. i3. La qual cosa è molto memoriale nel detto monisteric. Altro testo legge : era molto da avere m memoria.) (B) 2 ■— Spettante alla memoria. Pass. 3F2. La parte memoriale, ch’è dal lato di dietro del capo,*sta di sotto compressa ec. (V) {Tanto nel? V ediz. del SermarteUt i58o, che ni quella del Fangelìsti, alle citate pag. si legge compresa.) (B)^ * Memoriali.* (Arche.) Me-mona-n. Add. e sm. pi. Così dicevansi appo i Latini , i segretarii degl ìmperadorì. (O) - > tu troverai ec. (Pr) -* (Mit. Pers.) JSome che portavano tutte le feste de’Mogi* le quali on erano che Commemorazione de*grandi fenon enì della f,mur«.(MU) 320 MEMORIALISTA Mbmoriaitstà, * Me-mo-ria-lì-sta. A del. e sosi* com. Autore dì memoriale. (Vaw) Mcmorificare , Mc-mo-ri-fx-cà-re. Att . Formar memoria , Ridurre a me - Men moria. Toscane.I. Arni. Berg. (Min) Memoriona, Me-mo-ri-ó-na. [S'f] accr. di Memoria. Cai*. Ictt.i.j2. Arem- Menàgogo, ino tutti certe ìucjnorionc grandi, le quali averebbero più buchi, più Emmcna ripostigli , e più succercbbero e più terrebbero, che le spugne. Menaide,* (Bot.) Mc-nà-i-de. Sf. F. G MEworJosOjRXc-mo-ri-ó-so,.^^. e sm. F* L. Che ita prati memoria. Lat. 4*> Egli medesimo, che é jncinoriosus, Gr. /xvngevticós, Bemb.lett. 1. 3 pure è .c mejmorioso A’d eloquente, non parca si potesse ben sodisfare in isporie ocl ispriincrle a pieno. E i.j.gG. Ver non parere io smemorato con uno cotanto memorioso* lo salutai a nome vostro. »Petr. Uom. ili. 83. Fu (Jnliano) uomo litterato, eloquente c niemorioso, e .di gloria cupido. (V) Memorujccia, Me-mo-ri-ùc-cia, [V/T] dim. di Memoria. Lat. mcmoriola. Meno, j CelLOrcfl )6o. Fidandosi dì un poco di lor buona memoriuc- cia , sènza altro studio ec, corrono a mettere in opera, e non fanno nulla di buono.. Memiiu-Mo. * (Mit.) Mem-rù-mo. Dio de*Fenicìi , il primo degli uomini trapassati, secondo essi crederono , che divenisse l’oggetto di un culto religioso.. (In ar. memat morte, e remm imputridirsi: Putredine della morte. In cbr. methirti i morti, e rum esser sublimato : Sublimato , Glorificalo dopo morte o Ira’morti.) (Mit) Men.* (Mit.) Nome che volerà lo stesso che illese, di cui si faceva una divinità particolare. Secondo alcuni mitologi , era lo stesso che il Di o Ludo. JSelf Asia minore e nella Persia erangli consacrati parecchi templi , in cui giuratasi sovente pel Mwi del re, vale a dire per La fortuna di. luì. (In gr. men mese. V. Mena. Ili ar. mena fato.)(Mit) Mesa, Mé-na. Sf. da Menare. Operazione , Maneggio , Affare, Manifattura , Faccenda. Lat. negocium, opus. Gr. è’pyov. (I)al celi, ninnar o monar fatto, atto, azione, opera. Nella stessa lingua mimi pratica, intrigo, onde il frane, mènces pratiche segrete. Inar. mcharn faccenda grave, me/m cosa facile a farsi, c mena cosa, alcun che.) G.F.12. 111. 8. Togliendogli a chi trovò colpevoli-, e dandogli a chi l’avca servilo, che sarebbe lunga mena a dire. M. V. g. 26. Il Comune, stando in queste mene , cc. Pallad. Fehhr. 27. Ma aspettar questo è lunga mena agii uomini. Cron. Feli./jg. Stettono in queste mene da cinque anni, o più. Fr. Giord. Pred.S. 40. Se si volcssono porre a lavare le mani a ogni letta di pane , troppo sarebbe già grande mena. Buon. 4. 4 • Buon per noi, die non siamo in quelle mene. vi —- Condizione, Stato, Sorte. Lat. status, conditio, genus. Gr.yst'of^Dal celi* meni specie, sorta, maniera. Nella stessa lingua manar vale il medesimo , c mine o meìn vai qualità. In gali, marni condizione, causa. In ar. manal costituzione, natura: cd in pers. mune natura, costituzione, temperamento.)Z/miL./n/Cf 7 . 3 c?. Mi disse: or va, e vedi la lor nu> 11 a .Bui. ivi: La lor mena, ciocia loro condiziono. Dani.lnfz/j.Sò. E vidi vi entro tenibile stipa Di serpenti, e di sì diversa mona, cc. lì ut. ivi: Di sì diversa mena, cioè di sì diversa spezie. Fit.Barl.3g. Cominciò molto duramente a piangere della bellezza della pulcclla, per cui egli era stalo in così male mcnc.Burch.i.i3i. Che sium tutti condotti a una mena. 3 —* Essere in sulle mene Essere in faccenda 0 in maneggio di alcuna cosa , Segr. Fior. Coni. (A) M una.* N. pr. f. Lat. Mena. (Dal gr. meno luna. In pers. meh e ma- neg luna, c melinoli, luna che splende di tutla luce.) (B) a —- * (Mit.) Mene» Dea romana che presedeva a’ mestrui delle don - fie. Secondo alcuni non era che un soprannome di Giunone. ( Dal gr. ipeiies i mestrui.) (Mit) Mknaca.* (Grog.) Mc-nà-ca. Città dell*Arabia. (G) • Menacanite.* (Min.) Me-na-ca-nì-tc. Sf. Sostanza metallica, che si trova a Menacan, luogo nella contea diCornovaglia in InghilterrafY ini) Menalo , * Mc-na-co. IV. pr. in. (Dal pers. melinoli luna risplendente. In gr. mcncos mensuale, ed acos rimedio) — Uno de figliuoli d'Egitto, ucciso dalla moglie. JSelo . (INI il) Menade, (Mit,) Mè-na-de. Sf. Lo stesso che Baccante; così detta per * che coi rendo co' capelli sparsi , e come forsennata , metteva alle grida celebrando le orgie. ai Bacco. Lat. Maenadcs. (Dal gr .meuas, ados insana, lu ar. menun vale anche insano.) Red. Ditir. 20 , E V ebbre Menadi , E i lieti Epigaui, A quel mistico lor rozzo sermone Tèngan bordone. (N. S.)"(Mit) Menadito, Mc-na-dì-lo.- F. A menadito. Usato co" verbi Sapore, Conoscere e simili ,• cioè , Per V appunto , Benissimo. E forse e come dire Sapere o Conoscere tanto una cosa , da menaivi sopra a diritUQ'a il dito , ossia da sapere subito accennare col dito dov'ella è. (In a r. mehinet perizia nell’ opVrarc, mehnat intelligente. In celi, manan arte, industria.) Magai ; Leti. Fate polito che adesso io so a menadito perchè fuma qui ec. (A)) Mknafitico, * (Arche.)' Me-na-fì-ti-c®. A del. m. F. G. Aggiunto di Ballo armato , che eseguitasi colla spada , il giavellotto e lo scudo. Si diceva inventato da Minerva per celebrare la vittoria degli Dei sopra i Titani. ( 0 ) Menageria. (Filo).) Mc-na-gc-ri-a. Sf. F. Frane. Serraglio de'ginn Signori , ove si custodiscono le fiei'e ed animali venuti da paesi strani ; e dicesi anche per Luogo delizioso , e di familiare diporto. (In frane, menagerie.) Magai. Lett, Col ridurre a uso di mia abitazione un picpolo casino, che serviva di menageria alla villa, (À) Venagione, Me-na-giórhc. [*V/?] Il menare , in signific. di Tirare e di Smuovere , e vale Flusso ,* Soccorenza di corpo. Lat. fluxns. Gr. ^appoia. M. Aldobr. P. IV. ig. Son buone a molte malattie di femmine e d’ «omini-, siccome a coloro che gettano il sangue di sotto , ed a menagioni , e private malattie di femmine. E 213. Se avesse me- nagioue disordinatamente per soluzione , faccia bollire i fiori del ra- merino. M. Aldobr. B. F. E chi avesse inenagione, che andasse troppo. Mesagirti.* (Arche.) Mc-na-gìr-ti. Add. e sm;, F, G. Lai, menugyrthae. MENAPIDE (Dft men mese, ed agyvtcs ciurmadore.) Sacerdoti di Cibel e d ogni, mese andavano mendicando colla statua della Dea. (Aq) y enàgo. * (Geog.) Me-nà-go. Fiume del regno Lombardo- provincia di Fcrona. (G) y ' (Terap») Me-na-gò-go. Add. e sm. V. G. Lo stesso c ._ _. - - Lat. mcnais» (Da ni# 1 ? ^ ^ Genere, di piante delia pentandria monoginia, famiglia prossima. ^ convolvulacee , i cui caratteri sono il calice diviso in tra P ar fl 0 id corolla ipocrateriforme, le antere quasi sestili, ed una bacca^ quadt ilocuinre , con quattro semi. Questo genere che coWp retl J# sola specie Menais topiaria porla il nome dì una pianta mento v(l -, Piada, cui gli antichi attribuivano la proprietà di guarire l s *** eS to catare de'serpi. Linneo se n' è servilo soltanto per adoperi $ ■ antico nome. (Aq) (N) Menala. * (Geog.) Mè-na-la. 'Lo stesso che Menalo. F. (Mit) ^ Menalca , * Me-nàl-ca. IV. pr. m. (Dal gr. menos animo, e > l(l ^ ce Jie lle za : Forza d’ animo.) — Uno de' pastori che Firgilio iiitjvd& ce sue Buccoliche. (Mit) Menalcete,* Me-nal-cè-te , Menalcc.jY.p?’. m (N. patron, di 3feriA c(t -.^ Uno de' figli d’Egitto , ucciso dalla Danaide Adite sua tnoglfA- [()l Menale, * Mè-na-lc. JS.pr. m. (Dal celt. manal abitante di , VI ^‘?Si.) Nella stesa lingua man uomo, ed al elevato : Elevato fra gli uo1 Figliuolo di Licaone.fìilil) . 4 ipe^' m (Zool.) Mc-na-le-é-to. Sm. F. G. Specie di Aquila Affalo- dagli, antichi, perchè abitava ordinariamente su i gioghi Altrimenti Malanacto. F .(In qp.Menalos Menalo, cd aetos Menali. (Marìn.) Mc-nà-li, Sm. pi. Gli scarmi e gli allungatoi' ltt Q^ cacci , ì quali sono tagliali a sguancio per adattarsi alla f l è u] gli estremi delta nave. Detti anche Obbliqui. (S) 7 „ .{giti Menai.ia. * (Geog.) Me-nà-li-a. Lat. Maenalia. Antica città nella Gtdazia. (G) . Jft Menalide. * (Mit.) Me-nà-li-dc , Menalio. Soprannome di Pitici P e onorato sul monte Menalo. (Mit) s / 0 ) Menauna , * Me-na-h-na. JY. pr.f Lat. Menalina. (V. Menalio , * Mc-nà-li-o. IV. pr. m. ( N. patron, di Menalo.) ^ del quarto Falcano. (Mil) — * (Mit.) Add. pr. ni. Lo stesso che Menali de. F. (Mit) Menalione ,* Me-na-li-ó-nc. N. pr. m. (Y. Menalio.) — Padre lauta. (Mit). • c y Mknalippe , * Me-na-lìp.pc. IV. pr. f. Lat. Meaalìppe. Lo stesso Melanippe. F. (B) (Mit) . f Menaliepide ,* Mc-na-lì]j-pi-de. N.pr.m, Lo stesso che Melauipl lllC Lat. Mcnalippidcs. (B) & ch* Menalippo , * Me-na-ìip.po. IV. pr. m. Lat. Menalinpus. Lo sieS$ Mclanippo. F. (B) (Mit) Jr Menalo. * (Geog.) Mè-na-Io , Menala. Antica città e monte ^ codia , sacro a Pane , a Diana , ad Apollo e ad Ercole * enamento , Me-na-mén-to. [*$’/«.] Il menare. Lat. ductio, d 1 * 0 , nl ii^ - - ... .. «U Menamen àywyh. Maeslruzz. 4. 8j. 11 menamento della moglie cogu 1 di nozze è vietala. Amm. Ant. 3. 10. 3. Siccome l’usare cog- è più dolce , così cogli antichi è più sicuro , fi quali con \ ìlS LlM t,r e menamento di vita adomano i costumi de’giovaui.^( Uedi^f- rescolti ha . . . con magistero cd esempio di vita , ec.) —— Agitamento. Lat. agitatio. Gj\ dóiritm. (In isp. manco f ' moV 1 / j, 1 Ìa\ di un membro o di tutto il corpo. Y. Menare 5 .) in Per cotale menamento si genera doloro. E cap. 16. 2. gangole per menamento de’ detti setoni non disenfiano , infino alle radici. — Guidamente o Progresso, Star. Semif. 4- Della guerra 5 A c i»e mento di quella , e del modo ec. , racconterò. E 53. Di quella guerra e , menamento di quella era passato, minuta coi ciicrono. (Y) Tener menamento Tener trattato. Stor. Semif- 88< comune mandato per lo Mugello a stipolare la compera di a ^ ( l ,ui | ’ i Ji c castella, che per Io Capitolo dei Canonici dello nostro 1 Firenze si tcnea menamento (li vendere agli signori Ulwh C 0 '^ ) Menasdsra , Mc-nan-dà-ra Add . e sf. T . A . che forte t ' ( A ]1 ei Il ^'' )1 ' citrice , Mitffhma. ( Dal celt. men condurre , ed andrà D Jìocc. Coni. hit'. Ogni vergogna ppstq giù, I’ essere divem 1 ^ dare, maliose, venefiche. (A) _ , u ,pài ju Mesahobiani. * (St. licci.) Me-nan-dri-à-ni. Nome di wja de' ^ tiche sette, de'Gnostici, della quale fu capo Menandro , Hamaria , e discepolo di 6'imon Mago. (Ber) 0 el '"', Mekakduo , ’ Me-nàn-dro, N. pr. in. ‘Lat. Mcnandcr. W ,f-o pjii animo, cuore, ed aner (Uidros uomo: Domo di cuore, 0 ~L'Of(r 7-tatnJi T oti Amor mi mena. Cas. leli. 61. Potrà me- 18 piacerà. ‘ ' L}0f f £ Uscite. Beinh . Leti. Se colui, che S. Signoria mi racco- ^icev^j,^ 0, 11110 ( fi quelli che gli perdonerà se io noi merrò , e noi ' Celi y- Purg. 7. Se mi consenti io ti morrò ad esse. Benv. 'C UÌ , % ^ lt ' 1. 90. Disse a tutti che mi merrebbe dove volevnno.(J-\r) Stc ° Un ^ a C011 facilità grande, et cimi imperio j perchè morrà e . 10na banda di genti. E 1. /fS. E vi prometterà c griderà 5 * r? v y i procuratori, e vi farà tanti derivieni intorno cc. (N) ^ tl1tìl eìi iìj .® delle Bestie. ” Creso. 9. Cu. Nel tempo della state (gli menare all’acqua. (P) tveva d’intorno di se che quella che noi • diritta mena al tempio. tyejfQ . durre . r rratlnrc» Tr.'im.irp. f , nov. 74 ' Messa 1 Bernabò quanto più il vede» diguazzare, più dicea, Di* pur oltre, Cho io t’intenderò bene. Brievemente gli radiò quatte’ ore a questa maniera. (V) 1 4 — * Combattere assolutaci. G. V. 6 . 33 . Alla fine veggendosi i Guelfi aspramente menare, e sentendo già la cavalleria dì Federico imperadore in Firenze ec- (Pi) 1 5 — [Indurre, Recare a dire o fare alcuna cosa.] Petr.canz.iS, 4. Dolor, perchè mi meni Fuor di cammino a dir quel ch’io non voglio: 16 — * Indurre, Provocare , Incitare. Fav. Esop. Test. Ricc. Per alcuna cagione non possano apporre o trovare , si gli corrono addosso, e menatilo a piato e a briga. (P) 17 —Congìugnesi col gerundio, come i (>e?’àiÀndare, Venire ec., cioè Andava parlando , Il vennero lapidando., cc. Fior. S. Frane. 27. E salutata divotamentc la Vergine Maria. .,, sì la menarono (V. Chiara) vedendo il luogo infino a tanto ch’c’ fu ora di desinare. (Cioè, la menarono a vedere.) (V) i — * Dicesi di alcuno Non poter più menarla in lungo , quando pare che non possa piit vivere lungamente. (A) 19 — a braccia = Sostenere 0 Reggere in sulle braccia chi non vuole o non puote reggersi da se medesimo. \J/~. Braccio, 5 -] Lcit, inter hrachia correptum ducere. 20 — a capo — Finire , Effettuare. Lai. e (lìcere, absolvere. Gr. a-rto- Tihdv. Iturod. Virt. Fai egli menerà a capo tutti vostri intendimenti. 21 — ad effetto [ — Effettuare , Eseguire , Porre in opera . V . Effetto , §. 16,] 22 — a fiamma. * Lo stesso che Mettere a fuoco c fiamma. F. Fiam.., u - , Trattare , Tramare. Lat. trattare. (In isp. menear. V. p 1 Sc nso di aliare , e menare in senso di condurre.] Bocc. nov. 7 o. p c nsossi di voi ere molto cautamente menar questo amore./!/. F.6. l * ni1 polendo menare eglino questo , perchè erano sospetti , il ktrg- 0 penare a l,n messcr Andrea Giudice, n G. F. 7. 58. Non 5 Nchi!’. sapesse nè avesse scoperto il tradimento che mcsser Gianni ° > Co]?) avca llieilato Paglialoco c col detto papa. (Pr) d 1,1 che , 1111 ’ c 5 Farc arrivai ' c * Stor. Bari. 42. Pianamente si pensò " v * Co 1 Jì JlllcTa * potesse menare sua signoria insino alla sua fine. (V) naillTc ) ue l s1 gn. del §. 3 t, e non solo è relativo ad arte o j 1 kilt' l e * na fziundio a qualunque officio con stipendio e provvisione. h l ^° l * ni*' Assegnato foste e menato ad Arezzo per lo più ^ ^ lan-K 110 di vostra terra c nell’ ofìicio id' assessore d’orezzo) crevvc 1 (V) 5 Com c che sìa , ma detto di quelle cose che a farle ci vuole § ° Vo *o n tcn/ P°' Fegez.98. Allato ai loro gonfaloni cavano fissa lata, T-* l 1 orf >Vt:, 0 Yei °* * tredici piedi . . i menandola con siepe. (Pr) D , e are ‘ (Dall* ar. meen portare , trasportare de’ pesi , de’cari- 9 ^ UiQ 1 > l f lc<:ia ^ 1:t ^nte trasportar l’acqua.) Fcgez.i 5 j. Si toglie 1 ; acqua Q - lr5cna si per vaselli. (Pr) .q^/^rarc , Governare , Provvedere. Fr. ‘ che parca» loro ingiuste c ree . ! 0 > ff Agi t . ° Ssevo menate ]>< r giustizia. ( V) lB ^nllll A'('v!! e, dovere, Commuovere, Dimenare e simili. Lat. agitare, Gr. (tuhv , cvy/.ivùv. (Lo spagli, menear vale il inedesifno. ]oniai/i scuotere, agitare, dimenare : in provenz. incitar mo- Giard. 2o5. Vcdean . ; però non crcdet- Àt"" r, Ìo-\ n f ‘ -nndmnje il menare, il muovere' che viene da mah moto. “1 1... . la voce da mano, quasi agitar con la mano.) Ovid.Pist. Questo hit. ÌJ.'V l,e le"egare,pircitircfiè la dea Diana v’era presente, v. li0 ìiv ,c Parole. 1; narve. rii* <41.1 ìnonassc il cann. on.ind e tenne a |J. (flit * ^ 5 ^ VI A ^ ^ [ ,v/ ? 1 A'-'- * 1-l.V 1 })^' nj ,e5ssc ’ M'Aldabr. La biacca e Paghetta sieno trite, cmolto s i f)r s moi 'l a jo coll’aceto e coll’olio rosato. But. Purg. 18. 1. , f: ni °nnorando , o menando le labbra. Ci\ 9. 14* 3 . Non c i detti sdoni, se non passati due giorni.» Bocc.JSiiif. (l p sentii e vidi menar foglie Di qnercÌolctti.freschi.(B) ’ %i ì{ % ! c si accoppia udora a Colpo, Pugno [, e tal altra hi ) F'ej.° CCa * a ’ Sjiada esimili , e vale Colpire in questo o in quel ^ ( jjìcr t V ,e con questa o quell’ arme.} Lat. ictum voi pugnum in- rj|, *• iitess■ {-**'• y - Ci ’àv^Q us rffiuv. (Dall’ar. rnehn percuotere. : in ; r i' “ugna meen percuotere nell’addome. In basco mina fe- i cl tj ; . C Hcin * l ,10< lucano il frutto. Tes. Br. 3 . 2. E quelli pesci ‘ - - 1 ' "o..-• ■- -u- ’.- Beni. rim. 1. itì. ma , §. ,0. (N) 23 — a fise“ Condurre a fine, Mettere in esecuzione. Lat. ad lìnem ducere, perducere. Gr. icpas t’.kos olystv* Er.Jac.T. 3 . p. 4 1 ■ Vuol t: °!i perfezion menare Ogni cosa al suo bel fine. Alam. Gir . 4 - 1 ’)■ Cosi, promett’io, disse , al terzo giorno Di ritornar, se menar possa a fine Quel eh’ io disegno. n — A giodice *= Chiamare in giudizio. V. Giudice, §. A- (N) — -A- guadagno. * V. Guadagno , §. 7. (N) 26 — ALLA mazza= Tradire. V. Mazza , §, A- 2. e §■ 8, 3 . Lai. in malum adducere. Ambr.Cof, 5 . 3 . Nè so se quel tristo di Panurgluo M.’ ha menato alla mazza. 37 — ali.egkf.zza = Rallegrarsi. Giachett. Mal. cap. 2ti. Il vegnente dì giunse 1 ’ ammiraglio del re di Panna con sua armata su per lo Faro , menando grande allegrezza. (V) 28 —[a morte, in MORTE=Farmon’re, Uccidere.] Petr.son.22y. Menami a morte, eh’i’non me n’ avveggio.n Rie. Mal. cnp. 6. Ma Ettore, capitano dc’Trojani, menava sì a morte i Greci, e da tal parte, che ec. (lì così al cap. 7. e ì 3 -, e al cap. 11. V usa anche di città.) (’V) o.i) — A spasso * = Conduìre altri a siiasseggiare. V. A spasso. ( 0 ) 3 0 — a tondo, invece di Menare la mazza tonda. V. Mazza, §. ù.M. V. 20. 102. Menarono a tondo, guastando c consumando ciò ch'era in quella. 3 1 — buono — Approvare , Concedere , Fui- buono. Salviti.Pi-os. Tose, 1. 5 o 7. Mal fanno quei giovani che , rapiti in soverchia ammiraziou del maestro ec. , menano buono ogni suo detto , senza niente aggiu- gner dei loro. 3 A — calci. * Lo stesso che Dare calci. V. Calcio, §. 5 . (N) 33 — carole * Carolare, Ballare. V. Carola , §. 1. ( 0 ) 34 — delle calcagne ~ Correr velocissimamente , Fuggire. Lai. cursu quam celerrimo abire. Gr. ~'iyjerx §pxfiiìi>, à.-rrhcu. Ar.Eur. 1. 17. Che quanto può menar delle calcagna, Colei lo caccia al bosco e alla campagna. 35 — desiderio *= Desiderare. Volg. Til.Liv.Dcc.i. proem. Ma quando li animi furono condurti ad avarizia cd a delicatezza, hanno^ menato desiderio di perire e in lutto struggere per superbia e lussuria. (N) 30 — di gambe. * Lo stesso che Menare le gambe. V. @ì) 37 —■ di piatto la spada o simile * Percuotere o Tirar colpo col piano dell' arme. V. Di piatto , §. 2. (N) 38 — di punta = Ferir di punta. V. %• 86, 2. -orr>j 3 g — ni questa vita o simile zz: Morire , usalo nel pass. Vu.SS'.Pad . i. 1A6. Fu da lui posto in quel medesimo luogo, onde gli altri due primi erano assunti, e menati di questa vita. (V) 4.0 —' disdetto * 2= Disdirsi, llelt. Arist. nella Tav. Barh. Di menare disdetto non s’avviene a coloro che sono diventati ricchi. (Y) 41 — di spadone A due gambe, * Jig. ed in modo basso—Fuggire. V, Spadone. (O) ija — [dolore , duolo o simile — Far pianto, cordoglio. V. Dolore , J. 6. ] Ninf. Fies. 33 g. Avrebbon fatto le pietre e gli albori Sol per pietà di lei menar dolori. » Star. Bari. 62. Quando Barlaam vide lo pianto che Giosalfatte taceva, levasi suso, volendosi togliere lo dolore che egli menava. (V) .. 43 — donna o moglie = Condur la moglie a casa , ed anche 1 ighar moglie. Lat. uxorem domina ducere, uxorem ducere. Gr. tot ouuou» yvvoùn.a. ■i.zyìi'zoxi , yxx-iv. Dm. Comp. 1. 3 . Ordinarono uccidono ttiei, a ' i lUcsto ’ UOn possono vivere in altro lago. ^isor.., spaccio del mondo, Che per ossei ® 3 , ^Po^so risciacquare il fondo. E gS. esser maggior più feccia g8. Ila presso un lago ’ - trote e granchi c sardelle e frittura. » Fr.Giord. zyc t 'oettif r'ìf c .* >e 110n niellano figliuoli. (V) itf. l Ì'?S lla re.] (In celi. %M. jomain aggirarsi con impeto.) “"ttsa £ j . 9 - Meutrechè la fortuna in questa guisa ec. il Colile' s u i■ 4• 3. In una contrada e usanza , clic la nuora il di seguente , che è issuta menata , domanda la pentola in presto dalla suocera , ed ella incontanente gliele niega, »> Salviti. Odtss. ./■ (J■ -'A- 322 MENARE via Fcnelopca , non tc costai Essere per menare ci pensiamo > Nè mcn convien. (Pe) 44 ““ nuoto = {Lamentarsi, y. Duolo , 5* 3.] a — * Menar duolo di alcuno Rimpiangerlo.V'ols'.Tit. l.iv. I. 2. c. 4- Ma più grande onore li fece il pianto ed il duolo che tutto il popolo menò di lui, (IN) 45 — gioja * = 67oó’e. Marc. Poi. Viagg. 6. Quando il Gran Cane séppe che gli due fratelli venivano, egli ne menò gran gioja. (Br) 46 ■— gli occhi * — Sfidar Ritardando attorno. F. Occhio. (.O) )" — Grer-PA — Gnerrcggntre. S. Agost. C. D.Proì. Tùli quel tempo, quando Roma , essendovi entrati i Goti , che menavano guerra sotto iì re Alarico, fu rotta. (\) 48 — 1 cioBM .Passare i dì. Lat. dies ducere. Gr. Sirigipiviiv , Dumosi. Fiamm. 2. 1. Mentrechè io , carissime donne , in così lieta c gioiosa vita menava i giorni miei , poco alle cose future pensando , la nemica fortuna a me (li nascoso temperava i suoi veleni. ■ r i9 —m t.asoJo * — Radere. F. Rasojo. (0) 5 0 — il tempo. * Lo stesso che Menare tempo. F. (N) 51 — m morte .'* Lo stesso che Menare a morte. F. Boez. i5. I quali nuli’ altra cosa menò in morte , se non che ec. (V) 5 2 — in seri \c,cu —Condurre schiaro. /ml.caplivum (lucere. Gr. alyjj.a.- Xwrsimr. ' G. F. 7. 128. 1. Giovani, garzoni e pulcelle e donne assai furono violate villanamente da’Sai-acini, e menate in servaggio. E cap. itfej. 5. Giovani, c nomini e donne menarono in servaggio. 53 — la coda e Menare assolutimi, in sign. osceno. Lat. manstuprare. Frane. .Siiceli. noi'. 216. Mascio, mettendosi mano alle brache, dice a costui: va, mena (pia. 11 giovano tutto vergognoso si volge d'altra parte. E Mascio dice: va . mena qua. Patnff 7. La botte piena , e la mogliera JNanni, li meuerem la coda tuttavia. Belline, siiti. 228. Voi errate com’un , del qual dich’io, Che, dormendo con un, gliel menò bene; Eoi disse : io mi eretica che fusse il mio. 54 — LA 0 tesi k—Guidare il hello. Lat. resimi ducere. [-/-".Danza. ,3.] a —E per mitaf. Essere il principale in alcun trattato, maneggiandolo a suo senno. IF. Ganza, §. i3, 2-1 Lat. familiamducere. Gr.irpwTiviw. 55 — l’ agresto ,* Jig. etl in modo basso — Tenere a bada , Perdere it tempo senta far nulla. F. Agresto sm. §■ 0.(0) 7 —■ ’E Alenar 1’ agiesto a lino Dichiararlo conico o balordo. V. Agresto, §. d, 2. (N) 5 G— la lingua o le lingue contro alcuno= Dime male. S. Agost. C. D. 1. 1. Non potrebbono oggi menare le lingue contra di lei,co* me fanno, (V) 5 " — la origine* — Trarre origine, Discendere da un tale o simili. Bocc. Pist. Pr.SS.Ap. 56. Erano i Sergii nati da Sergio compagno di Erica..., erano i Giulii, che menano la origine da esso Enea. (Pe) 58 — LA pratica *= Condurre la pratica, Trattare, Maneggiare per lo più segretuminte un negozio. Car.l.clt. ined. 2. no. Ho cavato da Sermoneta che'l Cardinal Salviati è stato quello che ha menalo la pratica del Duca di Urbino col Papa. (Pe) 59 — l’arte o simile’— Condurre pratiche. Dani.Inf. 27. Gli accorgimenti c le coperte vie Io seppi tutte , c sì menai lor arte , Che al fine della terra il suono uscio. (N) Co — la trombetta*— Sonarla. Ftgcz. 66. Ha ancora la legione trom- badori, e coloro che la trombetta menano, (itlat. ha-, tnbicines, cor- nicincs et buccinatores.) (Pr) 61 — la mta:tt: Ftvere. Lat, vitam ducere. Gr. $iom fiìov.Gr.S. Gir. i. E signore di tutti coloro che buona vita menano. Ai am. Gir. tg. 42. Potrete in questa selva derelitta Menar la vita in orbo stato e rio? . 63 — le calcole , [n m calcole,] fig — Ajutarsi nell’alto venereo, (.al. ducere, Plaut. Bocc. noe. 79. i3. Or che menar di calcole ec. fac- cian le tessitrici, lascerò io pensar pure a voi. Ar. Leti. i. 1. lo- lendole Insegnare un lavoro il più piacevole Che far si possa , di menar le calcole , E batter fisso. 63 — le gambe , [ di gaIube o le seste ] = Fuggire. Lat. fugcrc , celerrimo cursu fugere. Gr. jnvytiti, ùicabfSi’. Buon. I na. 1. 5. 8. A e- deste voi, compagni , Che bel menar di gambe ? 64 •— le mani — Combattere [o Percuotere altrui con replicati e spessi colpi. F. Mano, 4 1i3.} Alani. Gir. 8.8q. Quando sarete nella schiera folta, E che tutti verrai! per farvi obesa, Menate belile mani. Beni. Ori. 1. 4• 6ì' l- fuora e dentro si mena le mani. 3 — * Si dice anche di Chi ruba segretamente e di nascoso. V. Mano, §. n3, 3. (N) 3 — Affrettarsi, .Studiarsi in far checchessia. Lat. stuilcrc, fcslinarc, satagere. Gr. rrXGvbàCut , bunfovùv, ■-\i.yvv, Cecch. Esali. Cr. 4. 6. Clic s’egli impanca a desco, Alena le mani come un berrettaio. 3labri, so. 53. Alena le man, eh" e’ pare un berrettajo. n (Ma m questo modo ha pure altro senso. F. Alano , 5- 1 ’ì 1 2 0 (^) 4 —* Alenare a mano alcuno = Condurlo con mano, o preso con mano. F. Mano ,§. it3, 5, c F. A mano , §. 2. (N) 5 — * Menar le mani pel dosso a uno = Percuoterlo -, e fig. Ri- vantaggio. F. Desso , §■ t4 • (TS T ) velocemente. F. Sesta, e F . §.63.(0) 66 — malamente alcuno e— Farne aspro goccino o simile. Pecor. g. 25. n. 2. E fu si forte l’assalto de’Tedeschi , clic malamente menavano i Francesi. (V) (N) _ ... 6; — orgoglio , fierezza , crudeltà e simili =2 inorgoglire , Divenire orgoglioso .fero , crudele , ec. Lat. saevirc, superbire, ec. Gr. X a- lairutitni , Gyy.ovrTÌ}a.t. Firn. ani. AJ.Cin.52. Quando è con voi (pa ila che orgoglio mena , Ferezza e crudeltà verso colui.Croti.AJoreti.23o. E già agli TJbaldini tolte assai delle loro fortezze , comecché ancora ne t( nessuno assai , e in ispezialità Aloide Accinico, per la quale fortezza menavano gran rigoglio. 68 — parole, [le parole 1 = Fermare i patti.Lat. ran agere, transigere. Gr. 'Xpoty/j.a.TtvLc'iai . /òr, l.uc. 4■ 2. Che venga il canchero a chi me la diede , a chi menò le parole, a chi ne fu inventore. MENARE : Proverbiare. Fit. S. Gin. BAf' 69 — PER la bocca , PER BOCCA: ...... Oggimai potremo noi mettere mano in quest’ uomo , che ci s’ty cc3 tanto menato per bocca. Alleg. 2^0. Ogni e qualunque ec., clieSC1 L U o Abbia , o burlando , o maliziosamente , In qualsivoglia luogo,. presente , Alenatosi per bocca II Fabbro siciliano. (ff)Volg.%‘ 1 ' ( j[ Z. 2. c. 2//. Oggi sono state menate per bocca le vostre m'igli° ie ’ vostri figliuoli, e voi tutti sete stati mostrati a dito- (N) j 2. Vedendosi il Vapa menare per ingannevoli parole a vergogna di sè e della Chiesa, divenne più nimico di Federi!? 0 ' sQo sl i‘ò6.‘ò. E cosi feciono, dilatandole menando il Re per parole* lI( v ne tifiti a penna.J P'il. SS.Pud.2. 2 ^5. Aspettando quel mo la predetta quantità d’oro , e quel signore pure promette 11 Vp-) le , e menandolo per parole , cc. (V) M . Z 7 *. t. f. 4 1 • C^’* ~o(Ì l ' {C Il Borgcse andò molte volte al tesoriere per.farsi pagare*, il il menava per parole. (Sempre Vleoar per parole hanno gl 1 , e non per parola , come porta d tema della Crusca.) (Pe) » ii.-ì' -> —* Menar pi r parole ~ Dar pirstocchie. S. Caler. lett> E ora pare , che con moda ingratitudine vogliate trattar la 1 * 1 dolo per parole, come si fa a'fanciulli. (N) - fioC 1 ' 74 — smakie —Far pazzie, [Desiderar con ardore.) C. Flos , riov. 72. 4. [Messer lo prete] nenvaghì si forte clic egli OfJ fie' 1 ' smanie , [e tutto’l di andava alato per poterla vedere. ] ^Y-tr Cardi. tì. 3o. Dicendosi in questo modo molte cose da ogni luì, che per troppo stimarsi menava smanie, concitavano e ' e $° 1 ' 75 — sollazzo * = Sollazzarsi. Frane. Barò. 3yo. 24- ^ aa ‘ lazzo menare. (V) 76 — sonno — Dormire. Lat. somnus ducere. Gr.vrft/ov j i lLl ‘ 4. Ufd> Oh come è dilettevole , quanto c grazioso cc. ^°P : . iU cespi menare i lievi sonni! 77 <— tempo , il tempo =: Spendere , Consumare il tempo. ,j 84- Anche più tempo menava in cacciare li le nii, e altre Ccsc. Fior. 4^3. Menarono tutto il tempo de’ lor Pontid ca 1 , ?i c perpetui travagli. (V) _ _ „„,i )■' ;8 r i .r>“ \ / nf i ip-’ i — trattato, [un nik.TiKTo']—Aver segreta inte'ligenz" c ;.,liu /. F. 7. i3y. 1. Essendo menato un segreto trattato p rl )' r jl l*' ittà if Arezzo per tradimento. E appresso : E venia fora 1 • ito -, se non che uno , che il menava , cadde d’ uno 3 P° r *7é. h > città if Arezzo per tradimento. E appresso : E venia tori! ; tato -, se non che uno , che il menava , cadde d’ uno 5 P° rt 7j. V 79 — UNA GRAN pasta * fg . — Trillare una materia dijfi r ' 'jjg* 1 Fier. 3. 2. 12. Dio glie la mandi^buona a questo autore, ■ tolto a menare una gran pasta. (Pr) „ pci' cl 80 — uno = Dirigerlo ne ’ suoi affavi. Din. Cornp. Uh. ?' rij) ,,|i Bianchi e’ Ghibellini sì proposero lasciarsi menare a’ r\ i:1 81 — uno con parole = Aggirarlo. Din. Comp. lib. ì- ‘’ r0 in tanto con parole, che i Bianchi furono consigliati si ridite 051 ’ f, i Cavalcanti. (V) _ _ , iid 1 ' 82 — vampo * —.Infuriarsi ; e per simil. Fluitarsi, Ii’ s,, r l Vampo. (O) ^ . - Hl f < Jj 83 — via = Condurre altrove, levando la cosa , di c ,xu ì -q ove si litrocava. Fit. SS. Pad. 2, 290. Dall a luogo fiume venendo un leone , menoime vi.g l’altro fanciuff 0, 1’ a- [>e‘ iP girar altri con fi alide a suo vai 65 — LE SESTE , * fìg — Ctiniinurc 84 — [ N. ass. Dello di Strada. F. §■ 2.1 Tuss. Ger. . ^ città della Giudea nel fine, Su quella via eh’ inveì- P' 1 ’ Stnr. S. O'.iofr. ufq. Presi la via che menava in Egif* 0 ^ quale s’andava in Egitto.) (V) „ q" 0 ,to 85 — Percuotere [ne/ sign. del §. 2.] Beni. Ori. 2. t’-ìj' ad Agramante , e mena. . 86 — Ferire. (Dal basco mina ferita.) Cron.Slrin. i3o. ’ * 0 ti, fu nella collottola ec. , e coll’ ajuto di Lorenzino CiF ^ n ttà e fjAi-. ferito nel braccio quando menavano a Lorenzo , c è''ffio- Mi 2 — Onde Menar di puntar—/’rriee di punta. Ai •+ l° j, '. di punta , c drizzò il colpo crudo Onde gettato avi^ 1 C p. u j. I '. e ,0\ 87 — Muoversi, Agitarsi. (In isp. mcncarse.) Fit- So- ,n etti) uno venterello faceva dilettevoln)° u ^ w;) ,-rs< 1 f ( Il quali ( arbuscelli) _ _____ 88 — Proverb. Menar P orso a Modana = Mettersi a '"pct&qqA' ne trarre onore, nè guadagno. Lat. oleum et bpcra'P^pii, >‘7 disc. lett. 3 22. Voglio che entrambi noi ci ridiamo 0 a p,bi 3 jàii* a dirti il vero , mi par, secomiochè si dice . cbe , c f„„o, ' 1 menar l’orso a Modena. Cecch. Spiriti.2. [ÀI »*** a JNln^f'pa 1 * 1 , a quello stiavo Poltrone.] Io ho tolto a menare 1 ’ Spettac s’io lo intesto, s'io, esco del manico, Gli andrà d r 5 > fC , P . c - » Buon. Tane.4■ 6. E un ter P orso a Modana 4 ro °. proV 01 0l 1 Annotivi: Il : ig. Alessandro Segni, nell’appc(> ( li c,! c [ic fti alle origini italiane Mousù RÌenagio, e di P a *' crc ’ col o, C V ’ nr ì u l’animale cosi detto, ma un strumento di stufajuoli, dana" '■ ’ ( *‘ ce c gL i ripuliscono il sudicio pavimento. E perché Mo- h c jj e SIa uelle Strade non cosi pulita città, e il nettarle sia cosa dif- del si n ? s * a nato questo proverbio. Io non mi sottoscrivo al parere ti delibi e cre do che sia detto dall’ animale, che si trova ne’mon- fcisse 1 .iguana , e che per ucciderlo e portarlo a Modpna , vi malo : e che questa impresa di uccidere un orso , che faccia ^9 P ae se, non sia cosi facile. (N) lq w - etlar il can per 1’ aja = Allungarsi nel discorso con mescono COse ohe non fanno a proposito. [ V. Cane, J. • Certi lo cuocono ''*'obr~ < p’ c questo cotale è men lassativo, e mena più dolcemente. » *ic ; 5. 5, Alla croce di.... , che la medicina ha menato be- S’t ■» [.P'i dica più alcuno , che gl’ incanti non vagliono. ,(V) i l ’ l t.)]Slcnar battendo o simile. Modo di dire militare, col quale si e ^ azione d un corpo di truppe, che caccia un corpo avver- fo c e ' Mentendolo da vicino con frequenti cariche e vivo fuoco. E Cesi da molti buoni scrittori, e principalmente dal Davila. Di- H^ ncì \c Condur battendo. Montecucc. Li condussi a caricar V ini- , ’ cui rotta la furia respinsero battendo .sino in ripa del fìume.(Gr) Saii}, e do no anche /nodi usali nella milìzia i seguenti: Menare ad > ,elii n I . nan i , di punta, guerra, il rastello , la spada , la spada in cer- * lllan ‘ ec - a ' ,fìr dughi, e V. %. Si. (Gr) a 1 (Geog.) Me-nà-ri r a. Lo stesso che Mcloria. (G) i. c «i a ST «' (Ar. Mes.) Mc-nar-ró-sto. Sm. comp. Strumento da cu- serve a girare 1’ arrosto. —, Girarrosto, sin. (A) . Me-na-si-no. IY pr. m. (Dal cclt. men piccolo, e sin bello.) di Polluce. (Mil) * (Mcd.) Me-na-sta-si-a. Sf.V.G.V. e di' Meneslasm.(Aq) Q %a4/ C ' n ^ ta - [^'/J .Tutto quello che pub inchiudere in sè la mano, n! Q,ì dolo coile dita . [Ma in questo sign. è voce fuor d'uso , e ™ tu Manata. Lat . pugillus. Gr, òpclyfxoc.. Tes, Br. 3. 5. fa Uo ,gU provare se la terra è grassa, tu piglierai una menata di Se | V-a grassa, tu piglierai una menata di vì s ’ e d immollerala bene d’ acqua dolce ; e poi se ella è tenace rinfili sa Ppi che ella è grassa .* M. V. 6. 54. La polvere ricresce j ’ « d’ una menata o di due si fa pieno il vaso. Pass. 36g. 'Arra ( l .' Ve “l>e , che quella cotale persona sognasse di ricogliere di *■ a U 0l .!j n ? cil ate di polvere secca , e di gittarla in alto. Cr. 3. s5. 7. «f«0di Jì Ias ciui fascinolo si divida in tre ovvero quattro menate Sfitte’. "‘«lai. a. 16. K piglia quella ciurma abbietta e sbricia A U l6 ; Co >»' anici in camicia. n) a " t .C l '?' c » Mcnamcnto, [Agitamento.] (Y .menare per muovere.) Uttc j Hanno questi il pedale, O manico che dir ve lo vo- r . l0Sso > forte e uguale, Da regger sempre a tutte le menate. ‘ito .A. * iu„.... t.u 1.. <.-/■ 1.... j*g, ... 10 - \ ^'■)n,“>ltr e spazzature, considerisi a questa menalella. {Qui alte- jc^Atc]]’ * Mc-ua-ti-na. Sf dim. di Menata, nel sign. del §. 2.—, V s 8 f Us a ’ S ‘-"' Leti. Mi sentirci bene da fare una menatiiia Jj on ‘ con quei periti che fanno caso cc. (A) jTnà-to. •Add. m. da Menare. [Condotto.} /^aj.actns. di i **' Ancora lascio alia Bruna ec. due tovaglie mc- c ^ddièJ lI ^ ie/Z;i braccia sci V una. Amet. z 3 . Piagne la ro/./.a vita C X ° t toc l '° ne ' menata. G. V . 10. 1$2. t. Passò in Homanìa Len ^° t'avalieii Franceschi menati di Francia. CasJnstr. Card. 5 -V h'.nnr, Clie P cr ciascuna età si vegga alcun Ite fatto prigione , sTi^po™" 0 menato. Q a ''l0v l C( . ai a1:o > Acquistato.] Eocc. nov. gS. 3 2. E gli annali romani 3 vj'dolìu Ul ° P* c ni di molti trionfi menati da' Quinzii in sul romano 4 E([^ ^ ^ r . r - Mcd. cmiz. u8. 3 . Or quanto è buona la favame- cgj.t li „ , n \ a Bene , quando c integamata ! a avess^"' Me 11 ' 11 '*'., J. <»■] Amm. Ani. ss. s. n. Benché , l'e,. ' >iet , Cl ° S‘ a io spade isguamate e menate. «so c ‘ 8 n - di Menare , §. re.] Amm. Ani. i 5 . 4 8 . Lussuria cc. b>- (Ar C ^"°v n “: anca ’ uè a ragione obbedisce, per impeto menata. '”^0 Mc-na-ld-jo. [«S’hì .1 S inumi un col quale sì mena, s a v «rsu \ì > H 0ve *1 u alchc cosa.] Prone. Sacch. nov. 2i5. E lui . raeil «tojo dello smalto. £ 0 / a io l 10 6, P rr Lo Membro virile. Lai. penis. Gr. ffy-ot. Palaff. 5 T a o. V? to «n freno al menatojo. Grane. Sacch. ntn. M, 5 ^ i Ule natoi 0 ^ 10SSO S0U0 ta ’ herrovierij Che ni hanno tutto gua- iq ^ i ^ * de* q ^ * 3 % ffppesi 'Jp 1 ' faille che si dà a due pezzi di legno tondi , che > 7, t, ‘eii a , “ p °lta di due campane di /erro, con cui ad ognipo- 'i n^j ‘ de’ in a n,f asta ’ le * l '"° del lavorante. (A) u 'iq 10 Pàti. Amm.Ant. 38. 5. S. Povertà è una menatrice nella via che va a cielo.» (L ’edizione del Mare scotti ha: che va a salute.) (B) Mesatura , Me-na-tù-ra. [Y/l] Il menare, iMenamento, Menala.] Frane. Sacch.nov.s38. Faccendo intorno alle brache grandissimi colpi c grandissime menature. Lib. son. 4'3 . Luigi Pulci, in questa mena tura Rincarati l’uova fresche e i lattovari. a — (Anat.) Congiuntura dove si collegano insieme l’ ossa , e et onde nasce il poterle muovere e dimenare. Lai. vertebra, spondylus. Gr. crtrórSv\os.Lib.cur. malatt. Ugni con esso intorno alla niellatura della coscia. Menavi. * (Mit. Masm.) Monà-vi-Am. Libro della teologia mistica maomettana, Commentario del Gulchendras, Codice sacro de’ Soft. (Mit) Menomerete , * Men-che-rè-te. IS.pr.m. ( In ar. munàkeret combattere.) —Duodecimo re di Menfì. (Mit) Mencia , * Mén cia. Di. pr. f. accoro, di Domenica. V. (B) Mencio, Mén-cio. Add. [m. • V.bassa. Floscio-,] contrario di Consistente. ( Dal frane, mince delicato, tenue che il Bullet trae dal celt. min tenne, delicato , molle, pieghevole. In ar.menchus magro, estenua to.) Pataffi 4■ Mencia non c la buona panichina. Mencio. * JV. pr. m .— Filosofo che comparve nella China dopo Confucio. (Mit) Menda , Mèn-da. [.S/T Vizio , Pecca,] Dife Uo t —, Mendo , sin. Lat . menda, vilumi. Gr, tfruZatJux ., Ar.Gur.3y.63. Facendo celebrargli uficii e messe, In remission delle passate mende. Buon. Pier. 2. 1 . 1. Dove posson trovarsi cento errori , Mende a dozzina, c difetti infiniti. E 3- 4 • 9‘ Che la felicità netta di specchio D’ ogni c qualunque menda ha per suo proprio Di seguir sempre, a -—Rifacimento di danno, Ammenda. [In questo sign. è V.A.\ Lat* emendalo, instauratio, restauralo. Gr. gVapojp^wo-t?, àvatnceufl, a vxnaivucris.G, f.io.io6.4‘ Ebbouo i soldati, che v’eran dentro, per menda di loro cavalli 1200 fiorini d’oro. E cap.iy6.i. I Veneziani ec.feccr jpace assai tosto con loro per picciola menda di meno di loooo fiorini d’oro.j? 11. 4g. 3 . Che tutte le mende de’cavalli, e ogni spesa che occorresse, si dovessono pagare comunemente. C*'on. Morell. 3o3. Prestammo i3ooo fiorini a’Perugini, i quali c’dierono al Papa per menda di certi danni. M . 3. 106. Far fure al signore di Mantova la menda del suo fallo. Frane. Sacch . nov. i3. Se’l cavallo mio fosse morto, sera fatta la menda di lui 5 ma se io fussi morto, hessuna menda di me sarebbe fatta. 3 — (Ar. Mes.) Menda dicesi da' lanajuoli , Quel difetto del panno il quale non si yede se l' opera non si osserva ali' aria scoperta , altrimenti Malefatta. (A) Menda. * (Gcog.) Antica città della Grecia. (G) Mendace , Men dà-ce. Sm. V. A . e ^'Mendacio. Fr. Giord. 201. E però mai in perpetuum ima bugia , uno mendace , sia piccolo a suo senno , Iddìo mai non potrebbe 'dire } prima perirebbe il ciclo c la terra. (V) Mendace. Add. esost. com. Bugiardo. —, Mcndage , sin. {V. Menzognero. ) Lat. menda*.. Gr. 4'si5 [Add. e sm. detto di persona. P.A .1 Meuua.cc. Ir. Giova. Pr^d. Pand, Non gli credete , ch’egli è mendacio. Mendacissimo, Men-da-cìs-si-mo. [Add. m -] superi, di Mendace. Lat. ìnendacissiiìius. A. Agost. C. D. Varrone ec. quella prima mendacissima c disonestissima biologia non la rimosse, ne separò dalle Cittadì. Mendage,* Men-dà*gc. Add. e so*t. coni. A . A. P, e di Mendace, ir. Giord.200. E cosi di tutte F altre cose siamo mendagi. E appresso: E però per questa ragione tutti gli omini sono maoilagi. (V) Menda?. * (Geog ) Men-dà-i. Antichi popoli della Tracia , originarli detta Grecia. (G) _ . . Meno ada.* (Geog.) Men*dà-la. Antica città dell India. (G) Menoambnto , Men-da-mcn-to. Sm. P.A.P. e di Emi ndainLMito. Gunf. leu. 3. ig. Flamellati non prendono ìueudamento, c non mondali poi dannati sono. (V) 34 MENDANA Mendana.* (Geog.) Mcn-dà-na. Arcipelago del grande Oceano equinoziale. (G) Mendare, Men-dà-rc. {Alt. V.poco usata.] Far menda, [Risarcire, Rifare.] Lat. reficere , reparare. Gr. ìmaxivclfyiv, àvxx.aun£tiv. (Dal Iat. mendare addirizzare , riformare. In ingl. io mend riparare. ) Sai. Declam. Argomenta colai , che Jia arsa la casa , col tiranno , iscu- sandosi , c prova per Ire ragioni, che non debba mendare nè ristorare la casa arsa , col tiranno. Cavale. Med. cuor. E fanno stimare che sia loro mendato , se ’l perdono in battaglia , e se miseri non fanno estimare,che s’clli vi muojono, non saranno mendati, ma dannati. G. V. 7. 106. 1. I legni de’Catalani c Ciciliani furono stendi per li Pisani. 2 — Emendare. (F. Emendare.) Guitt. lett. 27. 7/. Dee sapiente desiare corretto essere. Mondando è punito presente del suo misfatto. Fil. SS. Pad. 2. 66. Si confessasse , c mendasso la sua iniqua vita. (Y) Mendato , Men-dà-to. Add. m. da Mendare. F. A. Guitt. lett. 3 . <9. Fr: g diati non prendono mondamento, e non mondati poi dannati soi o. ( V ) Memuzio, * Men-dà-zi-o. Sin. V. A. V. e di Mendacio. Fit.SS.Pad. 2. a ; 5 . Lo primo si è fuoco di mendazio. (V) Mendazione , Men da-ciò ne. Sf. V A. F. e di Ainmend azione. Cavale. Discipl. Spir. 81. La colpa manifesta si dee correggere pubblicamente, ad esempio e mondazione degli altri. (V) (Così si legge nelle variante ; il testo ha ammendazioue.) ( 15 ) Memie. * (Geog.) Mon de. Lai. Mincas, ■’Vicus- Mlmutensis, Militatimi Gabaloinm. Città di Francia nel dipartimento delta Lozera. (G) Mendkccli-a. * (Geog.) Men-de-cù-li-a, Mendiculea. Antica città della Spagna , nella Lusitania. (G) Mendeli.* (Geog.) Men-dè-li. Città della Turchia asiatica. (G) Menden.* (Geog.) Mcn-deu. Città degli Stati Prussiani. (G) Mendes.* (Geog.) Mèn-des. Antica città del Basso Egitto, (G) Mendete." (Mit. Egiz.) Men-dè-le .Dio degli Egiziani, riputalo simbolo della natura e della potenza generatrice. (In basco mende generazione. In or. mendel pene duro, irrigidito. In lat. mentala membro virile. In gr. mendes dicevasi il becco , sotto la cui figura si rappresentava questo Iddio.) (Mit) Mendicacgine , Mcn-di-càg-gi-ne. [Sf.] V. A. V. e di Mendicità. Seri. Declam. 11 padre naturale del giovane viene a, stato di povertà , e grande mcndicaggine. Fr. Jac. Cess. Quégli eh’ è usato di spendere alla larga e in catti» anza , quando viene in mcndicaggine, bisogno è, o che egli vada mendicando , o che egli imboli. Mendicagione , Men-di-ca-gió-ne. [Sf. V. A. F. e di’] Mendicità. Albert. 2. f. Potrò loro soperchiare e a necessità e povertà e menfli- cagionc , e morte potrò loro recare. E cap. ff. Mcndicagione e divizie non darai a me, Dio. Mendicamente , Men-di-ea-méh te. Avv. Con■ mendicità. Lo stesso che Mcndichevolmente. V. Adr.Demetr.Eal. ii5. Dionisio, spogliato del regno, si vive mendicamente in Corinto, insegnando grammalica.(N.S.) Mendica-nte , Meu-di-càn-te. [Pari, di Mendicare.] Che mendica, [Che campa di limosina, e s’ usa per lo più in forza di sm.] Lat. mcmli- cans. Gr. ó Traviò, r. A mel. 68. La morte ti fi a più utile, che aspcl- ■ tare la bianca vecchiezza, sommo infortunio do no minanti. dece. lati. Pr. S. Ap. 2g4• Io non area detto le «quisquilie , picciolissimi pesciolini, ancora a’mendicanti lasciate. G. F. so. 122. 2. Ma quasi gran parte de’ poveri di Toscana mendicanti sostenne. 3 — (Ecci.) [Nome di religiosi, i quali per praticare la povertà evangelica, vivono di limosine e vanno ad accattare il loro sostentamento. 1 quattro ordini mendicanti più antichi sono i Francescani, i Carmelitani, i Domenicani, e gli Agostiniani ; i più moderni sono i Cappuccini , i Recolleti, i Minimi ec. ] G. F • 7- 44- 4- Vietò tutte le ordini de’ frati mendicanti. Meeuicamza, Mcn-di càn-ia. [Sf] F.A. F. e di’Mendicità. Teol.Mist. Soggiace alla mendicanza, e a inulta soggezione. Coni. Purg. 21. Li mali che seguitano la grodigalitade , sono piovertade, insiuo a nieu- tlicanza. . Mendicare , Mcn-di-cà-re. [Alt ] Chieder limosina per sostentarsi..(V- Accattare.) Lati mendicare, ostiatim sibi vietimi quacrere. Gr. irrt- xdtiv. Dant. Par. 6. 1.41. Mendicando sua vita a frusto a frusto, s — E col secondo caso invece del quarto. Car. En. 6. s'òS. Andrai d’Italia a quai non terreo popoli D’aitajaendicando c di sussidi ?.(M) 3 — [p/£.] Procacciarsi, Ricoricare [con sollecitudine, c quasi a modo di supplichevole, come fanno i mendicanti. 3 » Segn- Mann. Apr.sS. 2. Il Santo è come il Sole : ha la sua sapienza in si: stesso ; non la mendica da verun alti'0 a se simile.. Laddove lo stolto ec., se hi. vuole, bisogna che la mendichi da quei che n hanno , coinè fa la Luna dal Sole. (V) Ar. Pur. 07. 2. Non mendicar dagli scrittori aj.ul© Ai quali odio cd invidia il cor si rode. (P) Esp. I’al.nosl. f. 28. lf verace umile mendica tutto giorno le preghiere e 1! orazioni delle buone genti. (Pr) 4 —* Esser povero , mancante, sprovveduto affatto di checchessia. For- tig.Bim .Ciascun si stima di gran senno, e crede Dovizia aver di ciò eh’ei più, mendica E dà del inatto e del melenso altrui. (A) fi — [E n. ass. net primo sigle] G. F. 2. i3. è ■ il terzo ili suo tesoro fosse dato a’poveri, che andassero mendicando. « E'r. Jac. Cess. Quegli eli’è usato di spendere alla larga e in cattivanza, quando viene in mcndicaggine, bisogno è,, o che egli vada mendicando , o clic egli imboli, (fi) Mendicatamente , Men-di-ca-ta-mén te. Apv.Lo stesso che mente. F. Fannozz. Avveri. Poi. 88. Bcrg. (Min) Mendicato, Men-di-cà»to.s 4 eM. m. da Mendicare. Lat. emendicatus,G’j'. ipaviaSitS’ 2 _ [Procacciato , Ricercato supplichevolmente o bassamente.] Onice. Stcr. 5. 2 3t. Andava per entrare in Pisa coli pochi cavalli ili nome e con lettere, benché quasi mendicate, di Massimiliano .Porgli. Vere. MEWDO Fior. S2g. Nè fu motivo spontaneo dell’ Imperatore, ina cosa P roc€ rata , e , per dir cosi, mendicata. y,.. 3 — [Col v. Andare : Andar mendicato , fu detto anticamente , dar mendico , 0 mendicando.] Fr. Jac. T. 4. Fi. 5. Frate, 1 1 ^ 0 _ se ralipiii rendo, Ecco andranno mendicati.» _Stor.S.Eust.J1- me faro 10 misero ec., imperciocch 10 non lavorai anche con W no, e andare mendicato si mi vergogno ? (V) c c(U Mendicato)!!: , Men-di-ca-tó-re. [Veri/, m. di Mendicare.] Che ir f![a c t Lat. mcndicans. Gr. b -rr.-a-/li-..!-. Declam. Quinlil. Questa abn a mendicatori cogli altrui piedi andanti. Mendicatokio, Men-Ui-ca-tò-ri o. Add. m. Che appartiene a me' 1 zinne. Questuoso. Guarin. (A) . a /()) Mentucatrice , * Men-di-ca-trì-ce. Verb.f. di Mendicare. V. d‘ re jf' a) Mendzcazionb , Mcn-di-ca-siò-ne. Sf. Là stesso che Mendicità- j ' vl . 2 — Per sìmil. Il ricercare ansiosamente c con difficoltà. Berne, r • 2. 72. Sdegnando la mendicazionc delle rime. (V) (B) . , /a M endich iivor. mente , Meu di-che-vol-méu-te. Avv. Con mendieil fl 1^. modo mendicalo o stentato .—, Mendicamente , Mendicatameli 111 ’ Minturn. Poel. Tose. studia d’ essere in altro che in mendichità. (V) , pd Mendicità , Men-di-ci-tà. [Sf. ast. di Mendico. Estrema F 0P ’ l ’^ ,, jfa!c 1 cui alcuno è ridotto a mendicare. — , Mendicitade ,. Menu 1 . p., Mendichità, Mendicauza, Meudìcagginc,Memlicagionc, Menihf^t fu Mindicumc, sin.] Lai., mendicitas. Gr. smodila.. Albert, cap. poco riposasti le mani tue, e venne quasi anlicomere la tua.p°'“ r () l- e la tua mendicitade. Red. lett. 1.127. Vi glio spenderci ancorarci, tenerle tutto ciò clic la mendicità del mio stato può soininii |lS ^ 1 [li» 2 — Rcfugio , Pretesto, Attacco, Appoggio._ Lat. practextuu 1 » -uf giuin. Gr. irpotycurts. Gal. Sisi. 'di4 Ma per liberare in tut^ 0 . tutto questo autore ila queste infelicissime mendicità , sappi*tphtiir si vede ch’egli non ha molta pratica nell’ usa degli strame* 111 ‘ nomici) che cc. (N. S.) tWS^ Mendico , Men-cli-co. Adii, [e sm. PI. Mondici e Mendiehi -3 eh’ è necessitalo ad andare accattando e limosinando per soS ^ [Detto anche Accattone, Accattatore , Bisognoso , Meschino» *■; j/i>' toso , Paltoniere, Pezzente , Pitocco , Povero- ec. Il Mendff 0 1 y;k' portano , querulo ,. piagnente , affamato, disprezzato , squali 11 ^, s p- ec.] Lat. mendicus. Gr. srrwxo's. Bocc.nov. g8. 4 2 . Diventato 110 ppfi lamento povero, ma mendico ec., a Roma se ne verme. :J" < 7 - (jo,.Cambiando condiy.ion ricchi e mandici. » Pallav. IsLÒ , jj (il 53. Domimdisi al giudice del maleficio in chi sieno più fn' 1 ! 11 ribalderie, ne’mendichi, o negli abbondanti. (Pe) 2 — Per metaf. [Mancante, Clic scarseggia di cllecches3ia.)f > ' ;lr ’ DJ ^ll’^ l, 4-1.1 ■ Il inio amato tesoro in terra truova, Che m’ è nascosti' son sì mendico. • (c P * 3 — Privo , e si adopera- col secondo caso. Dant. rim- l- P” Qjpf smar la lingua s’ affatica; E se di grazie ti vo’far mendie a > .1 i [! ' nesi eh’ io dica Lo tuo fallir. (Nella Vita Nuova, edizion* 1723 , a- pug. 7 si legge : ... E se di grazia, ti vuoi taf ” ( j t ,J J’*j ( Convieusi ec.) Rim. am. Lap. Gian. hjò. Amor, u«;nd>c <, |.- i j)t' “ - ■ i8- degno senso , Orbo nel mondo nato , cc. Alam. Gir- non fate oggi il. secolo mendico Del miglior cavalier. Segr. I’ 1 . 8 . Noi {asini ) a natura siatn maggiori, amici, E par clic ‘‘jjpi. sua. virtù dispensi , Facendo soi (uomini) d.’ ogni suo ben ,)lfi0 1( ;,iili c< ’.ù Salviti, Cas. 104. Ulisse . . . alla grotta di Pollicino » ’l ijj0 i’ cl principio di tutte le cose , e oltracciò addotto iu prcsint 15 ’ 1, colo, alla, sua salvezza . . . provvede- (N) fiit&Zpi- Mendico diti’, da Povero, Meschino, Misem, Infelice-/ * r‘^ Tapino , Tribolalo , Pezzente , Pitocco , Accattone, V^ } tane , Sbricio. Tutti questi attributi applicati all’uuiaua S 1 • è F^ sentano uno stato d’incomoda privazione, la quale in a r H p ed in altri, è morale ; ma la dimostrano in differenti I” 3 ',]' gente, Poveiv , Meschino, Pezzente, Gramo , si rP crlS ^iie P ‘jd più a soggetti privi di beni di fortuna ; colla differenza. mielPjyr vazioiie nell’ Indigente è minore di quella del P oveVO ìfjse’' 0 '■■eP Povero minore di quella del Meschino , ec. Infelice , diti 1 'y,, belato , si riferisoono alla privazione di beni, morali i c ^ del - 1( . za clic la privazione nell’ Infelice à meno forte W sera , e quella del Misero minore di quella, del. Tri y 11-ivazioni fisiche sono ‘^..i.nli cliè poi coloro che soffrono privazioni gustiate nel morale , cosi qualche volta i predetti v ? c ‘ l pF >C< ,.[ applicati anche a privazioni fisiche. Mendico, Tap n * 0 ' chi Accattone , Paltone o Paltoniere, si riferiscono a . col “ in c v" 111 ^ dei beni fisici, sono costi-etti a procurarli dagli alti' 1 - a pR-b 1111 ' limo è peggiorativo dell! altro.- Sbricio in fine è i° c ,-ftt ]u:endesi per Mendico. ’F. 1 - muo «Mimi,iu. .. . Mendicherò!-. --sTVì? 11 ’ [Sm.] F.A. [V. e dii UeifF» no- Ella se ne usci , e oggi vive iu mendiciune. Iiaf' 155, La. donna , volonterosa che 1 marito uscisse '» « flW cume, dice: manto mio, cc- V. 1 .-«API Manno , Mén-do.. [Sm-ast. di Mendare. V■ poco l,sa A G r ; ' ' menda o] Menda. I.at. restauratio , rcfectio, r» p iU J 4 * 1 ’ v-vxxiXii/aiGls, dfUKOclvvnS. G. V. 12, Ó, 3* LoU-aff mutilo dé’ suoi danni c iiilei-cssì,. MEN DO W ES 0 0 .- A,J. eii 0 p- a ?' da Mendace. f r . A. quasi sinc. di Mendalo. Risar - S ’ 5 - *■ ò) W [c/ le > yyT 00, [ow.j Dicesi per un certo Atto, Vezzo, Uso, Costume perciò come suona la voce Intinto et onde deriva ,] e si prende QSs olu( Ul ma ^ a porte piuttosto che in buona ; e talvolta anche vale Difetto. Lat. mendum-, menda, vitiuin. Gr. izroùaiL», di q Ue .' ^afa. Granchi 1. 1. Beuch’ io abbia con esso meco Dimoiti l'iiìjlj ,’f^di che u’arreca-Seco l’età, io non son però Ancor sì $. 1 y^ ìì ^ Xì i che io sia Tornato interamente un fanciullo. Capr.Bolt. tiie s j n fine i proverbi! son tutti approvati; questa vecchiaja (corto. Q ,J ce tutto il giorno per proverbio) ne vien con ogni* mal men- 1 - 2 * Voi avete tutte , voi donne , questo maladetto fìtte j 0r ’ ^ voler sempre rimpinzare uno ammalato, e il più delle volte Mi *Xii io. e >»o Lo * (Gco S-> stess0 c ? ie finendo. V. (G-) ^(Uiq * (Arche.) Mèn-do-lo. Sm.Nome di un pesce che i Greci usa- His.po ^ Cì 'ficare a Diana , per V. analogia- del suo nome greco Ma- dì n. n Quello dì Mania, specie di furore che aUribuivasi allo sdegno S>. a vW ; ^ E ^no So -(Geog.) Mcn-dos. Indiani del Brasile. (G) > Men-dó-so. Addi m. Scorretto , Che ha degli errori> (A) * Cortig. 4 $91. Chi pensa , possedendo il corpo , fruir la *ion £ * ^inganna; e vien mosso, non da vera cognizione per elc- d pt ac l ra gione , ma da falsa-opinion per l’appetito del senso: onde ( los 0t «jj c he ne segue-, esso ancora necessariamente è falso c men- 5 tu *o q S*) GaLU. Consid. Tass. 1. ’óo. Notando a cosa per cosa * ^ (Aft 1 i\° c * ie * n c I nes t 5 o P‘' 1,a è di mendoso. (Br) ri Aggiunto che i notomisli davano ohe cinque costole indi Qn$ 7 '" ó 3 -os. Red. jAiia 'J \ s ? 3 - *’ n parimente sorpreso da un altro tumore nel fianco parte sinistra, sopra la terza costola mendosa-inferiore. , Ae^ ' (Geog.) Men-dò-za. Citta, prov. e fiume detta Repubblica di X s **b\},*~,^y' re s-—Isola dei Gì alide Oceano equinoziale. /^.Marchesi. (G) ^*6 I,(Geog.) Città della Nigrizia. (G) J A() Pronome personale, F. A. e contadinesca, idiotismo to- , y6fi p • e Ji” Me. Cavale. Rim. ^ 52 . (m Dial. S. Gres. Roma Ai l ■ er nulla offesa ti parli da mene. Tratt. Firt.mor.lav.Barb » \rA 2> e Contento. A mene non cale , che per convento venni in Tane. 1 A 17 ------ 1 11 -- ag > 1< M\o-cli jV. pr. m. Lo stesso che Menediilc. V. (B) tr ‘ e >ios •'f'-ilò-cii-dc, Miin ' IÌ. ]S T , pr. m. Lat. TNTcncclidcs. (Dal c c/ii, clidos chiave : Chiave degli animi.) (15) Ij 5|®> e m lc ' n ^'-cmo. iV. pr. m. ■ Menecmiis. ( Dal celi , rneiiec me- » c J 1 ''ftio l .j a < ì te ' s ovvero moes riputazione, fama: Riputato, Famoso per '■ ri,,. (0 Vi .' Statuario greco , che scrisse aucora un opera sulla C ti^ °' ne ' crà - tc * pr. m. Lat. Menccratcs. (Dal gr. meno A? J - A (! . cr,l tos forza: Forza permanente.)— Medico di Sira- .k^cli Giove: — Altro medico che viveva in Roma ne' 't'Sfesn e,zo *'— 1 Sloi'ico greco, discepolo di Aristarco .— Archi - xA/ * VrT* Generale dì Seleuco. (B) (Mit) ’ E C. f -‘dn CGt °?-). ‘ ‘ i if'. e ’e/eJ^'^-'te-n Me-ne-dè-mi-o. Lat. Mencdemiunr. Antica città „ .. - ue-tle-mo. N. pr. m. Lat. Menedcmu 5 . (Dal gr. menos %n' *-‘cja Me-ne-de-mi-o. 5(\ ' tQ d'di f'' 0 i )0ic >'* Forza del popolo.) — Amico di Ercole.- 0 R( > , ' g. Sandro. _ Fdowfo greco. (B) (Mit) , "Ore ^ e Vit ‘lé^ f 0 >‘Me-u' p 0 r eMrfa -^ Mit ) s S«i..l f «rte o “1-h-i-a-o. ... pr. m. ( Dal gr.' menos forza, e dormi dono della forza.) — Lo stesso che Mcirodoro. F. 0 t 1 e ^ m: (Dal celt.’ man uomo ‘ Min U ^fi SÌ3 - ntÌ ‘ (Mlt) c Jìreann ìi^pK .Sl. ne- frA-nc. ». pr. m. (Dal gir. -menos robustezza, c 1 (ftxft) ro * ÌLIsta, )'^“^ £0f,w/ie tessalo, innwnoratósi della M* ei §^ l i c °^ore^~ n f P r - m . (Dal gr. menos robustezza,' e ge- * 5 ercil L : J^g iac p^ ore r °husto.) — Atleta macedone , U quale f * (ArcK ^ if) P 0 re dì Macedonia. (Mit) i? Cr>,, iu 7 C *' ^‘!-ne-là-j€. Add. e fi. pi. Fèste che celi bi Calisi 0u ^- ir' tlOV *' di Meneho: (Mb) h *U ( MENGLADE 3 2 5 MekelAo^* Mc-ne-Ià-o. N. pr. m. Lat. Menelaus. (Dal gr. mmos forza, e laos popolo : Forza del popolo.) — Re di Sparta, fratello di Agamennone, marito dì Elena , padre di Ermione. — Luogotenente di Tolommeo. ■— Matematico che viveva a tempo di Trajano. — Geometra greco , autore di un'opera sul calcolo delle corde. (B) (Mit) Meneleo, * Me-ne-lè-o. iV. pr. m. Lat. Mencleus. (Dal gr. menos forza, e leon leone : Forza di leone.) (B) 2 — * (Mit.)' Famoso centauro. — Nome di un cane di Attenne.GsWV) 3 —'•(Geog.) Ant. città dell'Africa nell'Egitto .— detta Marmarica (G) Meti'emà.* (Arche.) Menò-ni-a .Add. pr. fi (Dal celt. o canlabro menta autorità, possanza.) Stirpe consolare romana il cui soprannome erto Lanato. — Nome di una tribù di Roma. (Mit) 2 — Sorta di legge o multa presso i Romani, a proporzione degli armenti. Toscane! Precett. Berg. (Min) Menenii. * (Geog.) Me*nè-ni-i. Antichi popoli della Sicilia. (G) Menenio , * Me-nè-ni-o. N: pr. m. Lo stesso che Menigno.AI Lat. Mene- nius. (V. Mcnenia.) — Console romano .— Agrippa .Console che trionfò de Sabini, e pacificò la plebe ritiratasi sul monte Sacro. (B)(Mit) Meneo , * Me-nè-o. iV. pr. m. Lat. Meneus. (Dal gr. menos, et» forza, robustezza.) (B) Meneo.* (Filol.) Me-nè-o Sm. V.G. e piu usato nel pi. Menci. Libro sacro della chiesa greca che contiene le pieci e gl’ inni da re. ilarsi in coro , ed è diviso in 12 parti pe' dodici mesi dell'anno. Lat. me- naeum. Buonat. Fas. ant.yó. Si legge ec. ne i Libri degli ofiìzi de* Santi d’ ogni mese de’ Greci, da essi chiamati Menci. (N) Menesarco, * Me-ne-sàr co.iV. pr. m. Lat. Menesarchus. (Dal gr. menos animo , ed archos principe, imperante: Chi impera agli animi.) (B) Menesicle, * Me-nc-sì-cle. N. pr. m. Lat. Menesicles. (Deal celt. mmi uomo ■, e' sigi scossa, agitazione: Agitatore degli'uòmini. In gr. menos animo, e clis chiave: Chiave degli animi.) (B) : Menespreso, * Me-ne-sprè-so* Sm.F.A, Lo stesso che Mispresa. F.Rim. Ant.Ciulo d'Alcamo. S’eo menespreso aoiti, mercè a voi 111’ arcano. ( F . ivi not. ig, e 3 y 6 .) (V) Mengstasia. * (Mcd.) Me-ne-sta-sì-a. Sf F. G. Lat. menestasia. (Da menes mestrui, c da slasis io stare.) Doloi'e uterino proveniente dalla cessazione o difficoltà de'mestrui. —- , Menastasia, sin. (Aq) Menestj:, * Mc.-nc-ste. N ; pr. m. (Dal gr. mnestes chi aspira alle nozze.) — Capitano greco , ucciso da Ettore. (Mil) Menesteo , * Me-ne-stè-o. N. pr. m. ( Dal gr. mnesteo io ambisco le nozze.) — Re di Atene , che andò a'f assedio di Troja. —• Ultimo nipote di Eretico .— Figlio d’ IJicrate. (Mit) Menestio , * Mc-nè-sti-o. N. pr. m. (V. Meneste e MenesteoUno da' capitani di Achille , figlio di Polldora figlia di Pelea. — Re cl' Ama in Beozia , ucciso dà Paride. (Mit) ’ Menesto , * Me-nè-sto. N. pr. fi. (Dal gr. mnestos sposato.) — Una delle Oceani di. (Mit) Menestrate , * Me-nè-stra-te. N'. pr. m. (Dal gi\ menos forza, e strato* esercito : Forza dell’ esercito.) — Scultore greco. (Mit) ^ Menestraziano , * Me-ne-stra-zià-no.' N. pr. in. (N. patron, eli Mene- strato — Arconte de SardifO) Menestiuere. * (Mus.) Mc-nc-striò-re. Add. e sm. Lo stésso che Minò- striere. F. (L) Meneta,* Mc-nò-ta. N.pr.m. (Dal gr. menetos clic non si affretta, clic tarda a punire .)—Capitano di Alessandro e governatore di Babilonia. (Mit) Menete , * Mc-nè-tc, Menoete. N.pr.m. (V. Meneta. In ar. mena fato, morte, menijjet senso, realità, muanet soccorrere, e myhnet afflìtto , miserabile. In pclv. mona Iddio ec.)— Primo re c legislatore delt'E- gitlo, fondatore di Memfì, confuso da alcuni con Osiride e detto miche Mene , Mena , Menes. — Arcade seguace di Enea, ucciso da Turno. (Mit) Menettolemo , * Mc-not-tò-Ie-mo. N. pr. m. (Dal gr. menos forza , e ptolemos così detto da’poeti per polemos guerra: Forte m guerra.)— Fglio d' {fido , veloce nel corso, guidatore de' Fui nella guerra di Troja. (Mit) . Mene/.i ad e , * Me-nd-zì a-tle. Add , pr. coni. Di Menezio. — Nome patronìmico di Patroclo. (\Iit) Mene/.ki, * Me-nè-zi-o, Menoczio, N. pr. m. (In celt. meri bello, ed et piacevole .)—Re de' Locrii, compagno di Giasone, padre di Patroclo. — Figlio di Giapeto c di Olimene, fulminato da G io ve.—Figli o di Centonimo e custode delle mandre ai Plutone. (Mit) Meni i,* Mòn-fì. ZV. pr. m. ( V. Mènfi n. pr. f. ) —Figlio dì Giove e di Protogenia , marito di Lidia. (Mit) Meni i. * N. pr. fi. (In ar. menfi-et utilità", emolumento , profitto.) — 1 Lo stésso che Menili. F. (Mit) 2 — * (Geog.) Città d' Egitto ; lo stesso che Memfì. V . é (G). Mènfitej * (Filol.) Men-£ì-te. Sf. Nome datò dagli antichi ad una pietra che credevano dotata di tal virtù che posta a macerare nell aceto , assiderava le. membra a tale da rendette insensibili al dolore , perfino all'amputazione. Diccsi che fosse prèsso Memfì. (Aq) (G) 2 — (Min.) T. de' naturalisti. Nóme antico‘dell’Agata onice . (Boss} Menfite. * Add. pr. rn. Di Mentì. (B) Menfitjca. * (Arche.) Men-fì-ti-ca. Sf. Sorta de danza grave e guerriera , eseguita al suono di strumenti bellici. (Aq) Menfitide , * Men-fi-ti-de. N.pr.m. (N. patron, di Menfi.)—Figlio di Tolòmmeo Fiscone, fatto morire dal paure. (Mit) Mengare , Men-gà-re. N. ass. Menomare, Sminuire. (Dallo spagn./«e/i- guar decrescere^ diminuirsi ; che vien da menguà mancanza, diletto. Il ted. maugcl ha pur quest’ ultimo senso.) ò. Caler, leti. 2Ò. 3 . F. il Vocabolàrio del Gigli. Berg. (àlin) Mf.nghino ,* ^Men-glùno .N j>r. m. ac core, e vezzeg. di Domenico./ 7 ’. (B) Menglade. * (Mit.) Men-glà de. (In ingl. men uomini, e glad contento, lieto ; Contenta degli uomini. In celt. men pietra, e dadJu chiudere: Chiusa fra le pietre. ) — Fergine gigantesca , che dimorava in un castello incantato, 1 (flit) fa' 3 2 6 MESCOLINO Mengo'uiìo, * Men-go-li-no. N. pr. m. dim, di Metigolo , Variai, di Domenico. F. (B) Mengoi-o , * Mén-go-lo. N. pr. m. Fariaz. di Domenica. V. (B) Mescci. * (Geog.) Mengù-i. Stalo dell'isola di Bali , nell'arcipelago della Sonda. (G) Mesi, * Mè-ni. N. pr. m. (In ar. mena fato, morte.)— Re d'Egitto. — Lacedemone padre di Pedia. (Mit) Mesi*. * (Arche.) Mò-ni-a. Antica famiglia di Roma. (O) Meniambo. * (Mus.) Mc-ni-àm-l>o. Sm. Nome della cetra de’ Greci che si accompagnava col Jltiuto. (Mit) Mehiano.‘(A rche.) Mc-hi-à-no.iVm. F. !.. Loggia continua, che i Romani collocavano in alcuni loro ed>/ìzii.(ln hit. menianum c memYma.)(Mit) Mekiakto. * (Boi) Me-ni-àn-to. Sm. F.G. Lai. mcnianthes. (Da mene luna, c anlhns Bore.) Genere di piante della pentandna monogiwa, e della famiglia delle genzianee, col calice diviso in cingùe parli, la corolla' imbuti forme irsuta, lo stimma bilobo, e la capsola uniloculare bivalve colle valve placentifere nell' asse ; così denominate dalla loro virtù etnmenagoga. Sono risolutive, diuretiche, e febbrifughe. La più comune delle sue specie è il Mcniaiito trifogliaio o Trifoglio acquaiolo, o Trifoglio fehbrino delle officine, b '. Trif glio.(Aq) (0) (IN) Mbsicbeli.a , * Me-ni-chèI la , Menichina. IV. pr.fi dim. di Menica , accoro, di Domenica. Salvai. Annot. F. R. (N) Mesichido , * Me ni-chi-do. N. pr. m. Baldin. (N) Memchina,* Me-m-chì-na. N. pr. / dim. di Monica. Lo stesso che Me- nicbella. V ■ Salvia. Annot. F. R. (N) Mesico , * Mé-ni-co. N. pr. in. accoro, di Domenico. V. (B) Mekiojccio , * Me-ni-cùc-cio. N. pr. m. dim. di Menico, accoro, di Domenico. V. Riddili. (A) Mehiiha. * (Zool.) Me-nì-di-a. Sf F. G. Lai. menidia. (Da mene luna.) Nome specifico di un pesce del genere Aterina, dell’ ordine del- i’acantotterigi, e della famiglia de’percoidi ; desunto dal bianco metallico d'argento delle sue squame, onde alla Carolina vieti detto Pesce d’argento. (Aq) Memgeo,* Me-ni-gno, Menenio.JV. pr.m.Lat. Menignus.(V.Afenemb.)(B) MekilAhi. * (Geog.) Me-ni-là-ni. Ani. popoli dell ’ Italia nel Aazm.(G) Mehilite. (Min.) Me-ni-li-te. Sf Selce che ha la frattura resinosa quasi al pari delle resinili, e la struttura sfogliala, rara nelle selci. Il suo colore è bruno /uliginoso ; non ha quasi veruna trasparenza ; e la sua forma è irregolare, intenda sovente, nodosa, o tubercolosa. Trovasi nell' argilla a Menil-Monlant presso Parigi. (Boss) Meeillo,* Me-nìl-lo. N. pr.m. Lat. Menillus. (Dal gr. mcnis ira permanente, ed iltos occhio: Occhio iracondo.) Macedone, comandante del presidio posto da Anlipalro in Alene e che tento in vano di sedurre Pacioni. (B) (Mit) Menimamebto , Me-ni ma-méu-to. {Sm3F.A. {F. e di’Menomamento. ’J'es. Rr. 6. 32. Da mansuetudine è aiuto laudabile intra il soperchio dell’ira e 1.) menimamento.» li. Giurd. 222 . Ma tulle quelle grandezze d’iddio .... sono in lui sanza nullo contrario 0 menimamento d" alcun bene. (\ ) Memmake , Me-ni-mà-re. [ All. e n. pass .] F. A. [ F. e di’ Menomare.] Amm. Ani. 3o. i. 2 . L’izza e l’ira immillano i dì. Tes. Iir.S. 5y. Tullio dice , chc’l difiermamenlo è chiamato , quando il parlatore menima c strugge l’argumeulo del suo avversario in tutto, o in maggior parte. Fd ‘i S. Pad. 1 . ò - • In lai modo, che la sua degnazione e umiltà in prender carne non incnimasse perciò la dignità della sua deitade. » ( L’edizione del Marescolti nell’ csem. degli Amm. Ani. ha menomano.) (B) Memmato , Me-ni-mà-to. Add. ni. da Mcnimarc. F. A. [F. e eh’Me- nomato.) Pist. S. Gir. Nascosamente dentro compone 1 ’ uomo con ispirituale studio, e inescalo come fa il medico la sanila, c ajula gli sforzamenti delle forze menimate sotto ’l poso di lunga fatica. Mbmmo , Mé-ni-mo. Add. [m. F- A. F. e di’} Menomo. Amm. Ani. 6. 1.5. Natura di poche c incidine è. contenta. »(/.’ ediz. del Marescolti a p. 65 ha : Se tu vuoi adempire il bisogno, in quanto basta alla natura, nulla cagione hai di domandare abbondanza di cose,però clic natura di poche e minime è contenta.) (B) Mekikga.* (Geog.) Me nìn-ga. Antica isola dell’ Africa. (G) Memi.ge. (Anal.) Me-nìn-ge. [A/-'j Focalolo che generalmente significa Membrana; {ma è particolarmente addetto a denotare quelle tre membrane che ravvolgono il cervello in tutta la cavità della testa ; e denominami Dura madre o Dura meninge , eli c l’esterna assai robusta; Pia madre, ed è la interna , percorsa da innumerevoli vasetti-, ed immediatamente contigua alla sostanza del cervello ; Aracuoidca 0 Tunica araenoide, c/i c la tenuissima, e siafra le altre due. Chaus- sier le nomina Meninge, Mcningetla, Menìngina.] Imi. meninx. Gr. Salviti.Disc. 2 . 21 7 . Colui che pretende, essendo molti i centri, ad un solo aversi da portare i gravi, è simile a chi pretendesse die , essendo molli gli uomini, il sangue di tutti in una sola vena scorresse, e che da una sola meninge, ovvero dura membrana, i cervelli di tutti si comprendessero. Mskikgen. * (Geog.) Mc-nin gen. Lo stesso che Meiningen. F. (G) Menikgeo. * (Anat.) Me-niu-gè-o. Add. m. di è relativo alle meningi o solamente alla dura madre. Lat. mciiìngeus. (A. O.) 2 —* Dicesi Arteria meningea media, o Sfcno-spinosa, Quella che nasce dalla mascellare interna , e ri è il ramo più voluminoso. (O) Memncktta.* (Anat.) Me-nin-gét-ta. Sf. Nome dato da taluno allu Pia madre. F. Meninge. (A. O.) KE.MEcmA.*(Anat.)Me-nÌB-gi-na.AyiA’bme dato da alcuno alla Pia madre. congiunta cotta lamina cerebrale dell’ uraenride. ì . Meninge.(A.0.) M&kikqikite. * (Med.) Me-nin-gi ni-le. Sf. Iqfiammazione della mentii- gaia. Lat. memngiuitis. (A. O.) Mesibcite.* (Med.) Me-uin gì-te. Sf. Infiammazione delle meningi j e particolarmente della dura madie. Lat. meningilis. (A. 0.) Mekjkgocele. (Chir.) Mc-uin-go-cè-le. Sm. F. G. Lat. incuiiigocclcs. MENISPERMO (Da meninx, ingoi meninge, e cele tornare.) Con questo nome ^!ff le Palletta quel tumore prodotto dall'acqua raccolta tra il ceree meningi. (Diz. Chir.) . /Qa Meeisgofieace. (Chir.) Me-nin go-fi-la-ce. Sm. Lat. nieriingophyl 3 *' ^ e f meninx meninge, c phylax custode.) Strumento che siadop* ^ medicare la ferita lasciala dal trapano nella meninge dopo ‘ r zione. (Diz. Chir.) Jais Meni NGOr.ASTRieo.' (Med.) Me-nìn-go-gàstri-co. Add. m. cnmp.fi-SliQ,) dal Pàtei alle febbri biliose o gastriche. Lat. meningogastrjcin" ' c 0 cs, Mesingorrea.* (Chir.) Me-nin-gor-rè-a. Sf. F.G. Lai. mening 1 ^ ( Da menynx, ingoi dura madre, c rheo io colo.) Travaso o Ricco fluido sopra, Ira o sotto le meningi. (A. O.) , TjnioUt Mekisgosi * (Chir.) Me-nìn-go-si. Sf. F. G. Lat. meningosis- delle parti ossee mercè le membrane. (A.. O.) nioS 0 ' Mekingosikfisi. * (Anat.) Mc-nin-go-sinfì-si. Sf F. G. Lat- 111 , (Jotr symphisis.(Da meninx, ingos meninge, c symphysis concrezione-; '.lezione delle meningi colle ossa del cranio. (Aq) -, -imi » il i Al. a..#—*; . 1 : 1 '. ./.. Il. Alpi- ( ’ litio* 1 Menikki.* (Geog ) Me-nìn-ni. Antichi popoli di là dalle Memso, * Me nì- 110 . Add.m.Agg. di Lupo. (In celt. mian , " u mein appetito. In ar. melimi morte, (blindi menino può vai 1 J lico o mortifero.) Morg. 27 . gì. Perchè ei parca sopra il P°P° stiano Un lupo in selva arrabbiato menino.(N) 0 *' Menio , * Mè-ni-o. N. pr. ni. (Dal gr. menos mente, ribii-b ’-' 7 fi.pP vero dal celt. men piccolo, bello ec.) — Figlio di Licaone.' a: — n: .-n....-: - _.■ .... _- di molti illustri romani, consoli, dittatori ec. (Mit) Mekiossepeseste.* (Mit.) Mc-ni os-sc-pe-nè-ste. Nome di D o " et libro sacro de’ Parsi. (Mit) , e Menipossak/.a , * Me-ni-jios sàn-za. Sf. cemp. ast. di Meniposs cn aJI1 ; s tài feriorità di potere. Folgariz. Tuli deAmicit.fi 65. La qual®, se alcuno vuol dire eli’ ella regna e richieggasi per cagione a ^ f |]£ possanza ,, acciò che sia un tale per lo quale elfi possa nvcre desidera: troppo vile nascimento c non glorioso attribuisco * 1 mista. (N) . Menipossentb, ISlc-nì-pos-sèn-tc. [Add. e sost. com. comp. pub meno. [Lo stesso che Menoposscnte. / x ,] Lat. iaipoten» ’ potcns. Gr. àKpccrr,e. Tcs.Br. g. 1 . Per suo orgoglio si sotto . ^ il iweniposscnte del servaggio. Amm. Ant. $o. 3. 6. Re - » lt , l " posto giu le paure e i inali del crudele peccato, il quale 1 , ta. l’appetito di signoria menipossente. Lr. Giord. Pred. s venne al tempio ollerse due tortore, ch’era oliérta de’n>cn 1 -ib■ rr, .. - >■ .. a- ... :i ■,!. .. . .. . . è q" c * Tratl. gov. finn. Tedi oppresso il pupillo, vedova o desidera d’ajutarlo.» {La ediz. del 3 / are-scotti nell' esempio deh., fj*° l Ant. ha : — il quale non muove l’appetito di signoria , ,1U ■ del 1 popolo non stabile.) (B) tP . (Ip Mf.kippe, * Me-nìp-pe. JS r . pr. f. (Dal celt. men acqua, c si* ^ ifl , ° 1 glio , sia da heppil legnaggio , razza , stirpe : Di stirpe vero Prole dell’acqua .)—hercide madre di Orfeo .— Una d# soni. — Piglia di Orione. (Mit) # Mesippea. (Pilol.) Me-nip-pè-a. Add. e sf. Sorta di sani'# j c ^ di verso e. di prosa,, che prende ìì nome dal cinico ^ genero in istile incivile e maligno. (A) Salvin.Cas.i34 • quanto conto sia stato tenuto da Varrone, egli lo mostra j* 1 ^ con parole; . . . poicìiè le satire sue appellòMenippee.^ Mewipìmdk, * Me-nip-pi-dc. iV. pr. m. (N. patron, di Aderir^’' di Ercole e di una delle Testiadi. (Mit) . fejL Mbnii’po , * Me-nìp-po. N. pr. m. Lat. Menippus. (V. ^ meno io permango, e hippos cavallo: Chi rimane a cavali s fa cinico che compose tredici libri di satire. — Retore stro di Cicerone. (B) (Mit) Mesischesi. * (Med.) Mc-nì-sche-si. Sf. V. G. Lat. * licnis ~j b ' /*' menes luna , o mestrui, e schesis ritenzione.) Ritenzione e 1$ onde provvengono i' amenorrea , la dismettici, la menosta^ e nolipsi. (Aq) # . / V 3 ,0‘ l Meniscio. * (Bot.) Me-nì-sci-o. Sm. P"- G. Lat. luna, onde meniscos piccola luna.) Genere di piante C ! 1 , u i U famiglia delle felci , e della tribù delle polipodiacee, d l C ^e. ( «tt*) ficazionc è disposta in aggregati a foggia di luna cresC ? 0 s Menisco.* (Arche.) Mie-nì-sco. Sm.Lat. meniscus. (Da ; soF r(l , Piastra d oro o eh rame m forma di luna , che ponea ^, ( sia delle statue degli Dei perchè gii uccelli non le lot'd p,) 2 —* Ornamento muliebre sfatto in cìrcolo. (0) t . re , Ij'jfF 2 —* (Anat.) Tenue membrana o cartilagine inlerartic 0 ^ eS srn ^uto, la corolla di tre a otto petali 5 un nettario pe- ^**IsrpL° ’ e U e rp r !s°^ famiglia n aturale dì piante dicoliledonie polipetale , che lubifj d* P lanle cotiche a fusti lagnosi, per lo più sarmentosi , vo- s°/ e £ a destra a sinistra, cioè in senso contrario al moto diurno del di s( • ' 0ro fòglie sono alterne , semplici o composte , /^° n piccolissimi , poco aspe/do, e per /o più di- dell? f ,.b° rl o ^i uno degli organi sessuali: nascono tra le ascelle disposti € 5 -°^ anc ^ e ulta estremità dei rami ; sono per l’ordinario ^En Na * ® s P% a o a grappolo , e rare volte sotitarii . (Ó) s Pifìto ^ n na 5 Mcmna, ZV. pr. m. Lai. Molinai. (Dal celt. mennas ’i /p’ bu on senso, cognizione.) (B) Provincia dell'Abissinia. (G) Sditali ^' no ‘ Wdd. e sm. Voce oggi poco usata-] Privo de membri *o Wi ^eeco, castrato , die vien dal celt. menu capretto, e nam ta- 0 ra 5 °vvero difetto , mutilazione, mancanza di qualche membro, ^y. 1 Gallesi chiamano minnean o meajin , e que' di Cornovaglia s * esso capretto.) F. f^. 11.65. Sotto il capitanato ec. del conte Però ° 8uo fratello, il quale era sfoggiato d’ dì Con Cla chiamato il conte Menno. Pataff. 2 eunuchus , spado. Gr. ìVvqvxos. ( Dal lat. barb. men- g quale era sfoggiato dì gr andezza , e menno , e . . >nte Menno. Pataff. 2. E genti senza coglia c q ììz ^enne. (.Alcuni testi a penna leggono senza senso.) Lev. Med. ^tìrch i? 1 ' ^ ce » c ^' egli era menno; Le r r crch ' Jrli ulce » cn egli era menno; Le ne fé’la mostra a Prato.» Vc Ss •■circo/. 2. Gli accidenti inseparabili sono, come yerhigrazia q camuso,. . . essere monco o menno cc. (N) o Ppar' comunemente si chiama Colui che per difetto di baila M SCC COme castrato. , Vano. Lat » mancus , inanis. Gr. Trypat^, xsvós. ( V. 8 - In lat. minuì esser diminuito , scemato. ) Diliam. 1. 4- ^Ì nìt) °^h , al mondo per tal patto venni, Ch’io dovessi morire; e bene conilo a ciò tutti M, pensier son menni. ‘ (Geog.) Mèn-no-e. Riviera deli’ Indo-China. (G) n Qsr E ‘ (Mit. Egiz.) Mèn-no-ne. V Amenofi degli Egiziis o le, Ue Mcn-no-iie. L ’Amenofi degli Egizii, ossia il Sole >n ^ì)‘ te divinizzato , di cui è celebre la statua colossale in Tebe. (In ar. » Vno * cl * r henetìco, propizio; c mentitila con l’articolo è pur M < e di . V; 0 -) (Mit > ' s - Fi )' A tspr.m. (In gr. mnemoncvo io tengo a memoria.) ^done e dell'Aurora, re degli Etiopi , soccorritore di )>Cn. 0 , Vl\ ucciso da Achille. —- Eresiarca del secolo xv f- (Mit) * Mui-nò-ni-de. Add. pr. coni. Di Mennonc. (Mit) di a* • (St.Eccl.) Men-nò-ni-li. Eresiarchi del secolo xvt , seguaci 'Ue - rhi/ìfi nor> .il —. j: dì foj ( °//er q ^ ì/ir,ie 5 chiari per severità di massime , semplicità di costumi , r,s °°n(w e cari/ ò evangelica . S’astengono dalle magistrature, ubùor t ' dalla milizia, e non giurano mai; hanno dogmi partic r>1 _ arn azicne , sulla grazia , sul millenario , sulla consumazione 1 c re, ^ ra ... . ^-r' -O v ”^ ..WV, milizia, e non giurano mai ; hanno dogmi particolari ione , sulla grazia , sul millenario , sulla consumazioni > ma soprattutto han per carattere fondamentale il battesi _*rr sfolti. Hanno molta, affinità co’ Ranisti d'America e A In- fi *°j M*' J oggi c/iiamansi piuttosto Telejobattisti, (O) i> et ,L~ n °’ ^Particella comparativa , s'ella si giunge con avverbii o * 5 Pt*r 0 Cfìn tinnii T a ll/ir/l/'ill/fl Clio a IVi ..o ..in «111 n ni. «aoii/ìii/. % 1 con nomi. Le particelle Che e Di per lo più o gli seguono V«c c , n 0 •'*’ si sottintendono .’]—, Manco, sin. Lai. minus. Or. ìkuttov. b 0l ‘o Metti cinque mila fiorini (V oro de’ tuoi, che meno ti f- ri'Vci^ 8 ' 1 cai '', che la testa, contro a mille de’miei .E 1100.26. 2'i. *■ a Vei lt j non fia men tosto creduto a me, che a voi. E nov. Si.3. ^ e, 'dosi > C ^? a< ^ esse men saviamente più volte gli orecchi porti , e 5 ?i. L a ? a yiamcnte ritrarre , e non potendo, le venne ec .Par. son. per * 1V ^‘ più bella, e meno altera. Dani.Inf. 3 . /p. Cacciarli i *;?8Ì4i 1( l„ aoi t esser men belli.» Bocc.g.5. n. 2. Quindi partitosi cor- v ,(i ^««ujcu ^ I% p ^! Vadi i*ù. hot 5 ^oniinciò a costeggiare la Barberia, rubando ciascuno che • s- Petr. p. 1 icanz. 3j. S’i’ ’l dissi mai, di quel ch’Pmcn - 1 ’aspra c breve via. (Cin) o in modo almeno che tra lor due noti s'inter- tj espressa , nè tacita, si aggiugne gualche volta con al- , fu,. . * “ \r- *1- Ce»„, a trovi quest aspra e breve Che, ’ ’ occ. g. 5 . ri. 7. Ma forte temea , non forse di questo tri B* a a £ Cor gcsse , parendogli far ben men che bene. (Gin) li a, ai cl < i iia ' c i le volta con addieitivi. Bocc. g. 4• proem. Il padre j, c . v °le dec / ;oinp l , lntn ‘he utile , non le volle nominare per Io pro- J ri *tia >\i Cvn nom * sostantivi. Bocc. g. 10. n. 4 D pregò che in { > * Ine non ricevesse che fosse mino che onor eli lei. ./• 01 ^ ' • < ^ a >Ut av lo 1; Quivi era men che notte, e men che giorno; Si che’] ** innanzi poco. (Cin) fitti " 11 coni i ° c ^ e ^ er “^ e non ‘ù ( ’. Omel. S. Greg. 2. 27 1. Due I ® > e n 0 ^ n . amcn ti della carità , cioè V amore di Dio e del pros- td}3'‘>lor a /' P«ù avere la carità meno che fra due. (Pr) Satì 'ri' j.-j . relazione e corrispondenza col Più] Bocc. nov. 23. e ; J> lìo[, c a *ri‘ più nè meno, come se uno anno o due fosser pas- hij/ rila .j:'?' ’ J> ' "• 8. Affermava quella fpntvcrej solersi usare cc., Ili tl ltl 'a pjh' 11 e men data , senza alcuna lesione , faceva per sì fatta ,0 ! Va,, a men .dormire, ec. (V) Danl.Purg.10. Ver è che più e , ‘i.i,! E in ^traiti, Secondo eh’ avean più e meno addosso. Creso. K? che s p sto modo sieno distanti di tre piedi, c meno e più, se- tli e g'*’Quantù'* 3 tt ri a S rassa 0 magra nella quale Sun piantate, (Cin) 5 (c ^do Ca %r ( J ' h'mpo. prime. Sacch. nvv.140. Dice il terzo cieco, ' 1, > ei'o^ ; Grazia, ed era quello che era stato men cicco, f Manco (i„. .. 0 tre unni -n Viiantit; ti Hs, M ^t! ■ Ji mZ.’J’r'J' 1 ùim. m •■P- é'S 0 V '‘" TO ?* iàst, rr ir s"v ^ * «ss —* Talora prende dinanzi a se l’avo. Poco. Bemb.Sor>.u3. Ch’ogni pena per voi, gli sembra gioco , E ’l morir vita : ond’ io ringrazio Amore, Che m’ebbe poco men sin dalle fasce. (Cin) Eior.S. Frane. Hp , 120. Per lo quale toccare di quelle sacrate mani frate Lione sentia tanta dolcezza di divozione nel cuore suo , che poco meno ei cadea in terra tramortito. (Y) 2 —■ E seguito da Che. f'it.SS.Pad. 1. 161. Poco meno che non annegammo in profondo. {Lat. parrnn abfuit quin ec.) (Y) Bern. Ori. 44- 33. Perche nel cor sentia si grave duolo, Che poco men che di vita noi priva. (Cin) Ovid.Pisl. i34 . Poco meno che lo coltello non offese le mie mani. (Pr) 3 —* Per Quasi. Albert. 1. 35. Farinosi pigri® lussuriosi , e poco meno si disciolgono a tutti li rei vizii fare e dire. E 'ivi: Li molti riposi fanno sì pigri gli uomini, che poco meno tutte le lor cose hanno in neggliieuza. (Pr) —* Talora si riferì all’agg. che lo precede, ritenendo la sua qualità d’avverbio. Ar. Fur. 22. 68. Non men se donna capita o donzella Accompagnata, o sola a questa rocca , E poi v’arrivi un’altra, alla più bella L’albergo , ed alla inen star di fuor tocca.if si. gy. Stia la più bella, e la meu fuor si mando. (Cin) 9 —* Preceduto dall’articolo fu qualche volta adoperato avverbialmente, e inforza di Almeno, ri'’. Il meno.L' arch. Stor. I. 3. Doveste, il meno aver passato i cinquantanni. (Cin) 1 — * E dicesi anche II meno meno per Almeno almeno. F. Il meno, §. 2. (N) 10 —Preceduto dall'avo. Tanto talora in singolare costruito. Ar. Fur-44- 4l■ Perchè debbo voler che di me prima Ammon disponga, che Rinaldo e il Conte? Voler noi debbo ; tanto men che messa In dubbio al Greco , e a Ruggier fui promessa, ( Parrebbe anzi che qui la parola stesse contraria al senso , e che si avesse a dire tanto più in luogo di tanto men ; ovvero : Volerlo debbo tanto men.) (Pe) 11 ~ [Gol v. Avere Avere meno alcuna cosa =3 Mancarne , Esserne privo. [F, Avere meno ec.]Lat. carere.Nov. ant. 54. 7. 11 cavallo non potea mangiare niente; e perciocché non si sentia in podere da ciò, avendo meno il cuojo , e’cominciava grandemente a putire. 2 — [Aver per meno Preferire .] Ambr. Euri. 4. if. Quando questa cosa gli dà noja , ha per meno d’andar cento o cencinquauta miglia, che di sputare in terra. 12 — [Col v. Essere:] Essere da mino di alcuno = Essergli inferiore. Lat. alio inferioreni esse. Gr. àirobùv, ri. XTT'rif Oli.Ambr. Cof. pigi. Che chiaramente mostrano Esser da men di lui. 1 3 —*Col v. Fare: Far di linnocc :Par senza, ovvero Fare altrimenti. F. Di meno, (. 3. (N) 14 — Col v. Trovare : Trovarsi meno alcuna cosa —Aver meno, Aver perduto, o simile. Lasc. Spirt. 5. 1. Tre mila e trecento scudi., mi troverò meno, bontà degli spiriti? Fu. SS. Pad. tom. 1. pag. 20. Se... il desco fosse caduto della soma, si è grande, che sarebbe sialo sentito; e se pure non fosse stato sentito, quegli che l’avesse perduto, trovandosi meno , sarebbe tornato addietro, ed avrebbelo trovato, perocché nullo ci passa. Star, Bari. 36. Lo buono pastore, che avea cento pecore , quando se ne trovò meno una, eh’ avea perduta , ec. Fit. SS. Pad. 2. 3g5. E ’1 marito , trovandolasi meno, rimase cc, .(Gli era fuggita la moglie.) (Y) 1 * — [Cole. Venire:] Venir meno zzzSvenirsi, Perdere gli spirili. Imt. Iniqui animo, tlcdcerc. Gr. ìWn'xscS,. ìt'VxoDivi'». Petr. cauz. 4- 6. Coni’io senti'me tutto venir meno. E cunz. 8. 6. Che ini fam»-> anzi tempo venir meno. E son. 3g. Io sentia dentro al euor già venir meno Gli spirti. z — Mancare. Lat. deesse , defìccre. Gr. è-rnnzt, ìwdieuv. Tesoteli. Bri 3. i5. Venir non ti potria La tua ricchezza meno. Cron. Morell. 25 /.Comecché detto Matteo fi venne meno tosio, e nel tempo col maggior bisogno. Dani. Fu. ISuov. 5. Perche io, quasi sbigottito della bella difesa che mi era venuta meno, assai me ne sconfortai. Seri. Ben. Farch. 4. 2 8. Ed è il migliore giovare ancora a’cal- tivi per amore de’buoni, che venir meno a’buoni per cagicine de cattivi. E cap . 3g. Non è leggerezza il venirti incoio , se sarà cosa alcuna di nuovo nata. 3 — * Mancare di vita. Baldov. Lam. Cecch. Appoich’ e’ piace , al ciel, ch’i'vienga meno ec.Tu di cpiest’ossa mia lien conto almeno.;}’) 4 —‘ Venire a meno3= Mancare , Perdersi. G. F. 6. 7/. Perla sua signoria venne a meno suo lignaggio. Chiqbr. Cani. (De’ quali mi fia concesso ) Cosi d’Italia Finge O bell’alba d’Italia, ora tramonti ; Ei si vien teco a meno Tanto del suo sereno. (P) Congiunto con altre particelle forma diversi modi avverh. A. meno posto awerb. ed accompagnalo dal secondo caso. Bern. Ori. 23. 1 7. E lèv vi béu appresso a men d’mi passa. (Cin) . 17 —* Preceduto dalla pnriiceUa A e seguito da Che , rf'™ , tn ~ <£ d'avverbio, vale Purché. Magai, leu. Eani. P. 1 • l- 1 Ne seguo , nè fummo ec. a meno che non venisse un diluvio, un conquasso, che mettesse sottosopra un paese. E P. 11. L '3. A persuader I universale ec., a meno che Pietro , per esempio, graziato di veder uli miracolo, non venisse mai a risapere, che Paolo, Giovanni e Matteo avessero avuta l’istessa grazia. (N) . . . . , 18 —* Da meno. Particella comparativa che dinota inferiorità. F. D i meno. E talora si pose fra l’ articolo del svst. e il tosi, medesimo. Bern. Ori. g, 2. Che non è al mondo il da meno animate, Nè’l più miser dell’uomo , e più infelice. (Ciu) 19 _ [Di meno. Avv. che vale. lo slesso che Meno. E. Di meno. E fi usato ancora in forza di Con 1 ncno,Antica/n. Disiamo. F .1 Bove, g. 3. p, 6. Gittava tanta acqua e sì alta verso il cielo , che di meno avria macinato un mulino. 20 _* In meno, In meno che, In men di, connota qualche volta tcri- po, e qualche volta spazio di checchessia. Lat. minus qnam , ve! mi- 16 MEKG neri spatio tcmpnris , vai loci ec. P • In meno. Ibi tf/> if. 2 3 . Talov mostrava il dosso E nascondeva in men clic non balena. fetr. p. i. ibi. Allor insieme in men di un palmo appare Visibilmente, quanto ili questa vita Arte, ingegno e natura e il ciel può fare. (Cin) ni —* Per }o menc>:=c Almeno. P • Per lo meno. (O) 2a _[ Usalo come ] Rome comparativo in lungo di Minore./.ut. minor. fGt'.iXÓ-TTuv.Dant.Purg.S.gO' Scnz’esso fora la vergogna meno.E 29.57. •Cqn vista carca di stupor nofi mmo.£occ.nov. 3 o. 3 . In che maniera e .con meno impedimento a Dio si potesse servire. G. P, 6 . 92. (/.Tulle ’l’altre ec. mariterai -meglio, e .con meno costo.» lìnee, g. fi. prive. Della più bellezza e della meno delle raccontate novelle disputando. (\ ) n 3 — E con l’articolo innanzi sta inforza di sm. Danl.Purg. 7. 7 8. Come dal suo maggiore è vinto il meno.» E Conv.tr. 5 . c. 5 . E credo, che ila Roma a questo luogo, andando diritto per tramontana, sia spazio quasi due di mila e seicento miglia , poco dal più al meno. Petr.P. 3 . 7. Di ciò come d’iniqua parte duolti Se ’l meglio e il più ti diedi ,e ’ì men ti tolsi. (Cin) a —* Onde Dal più al meno = Poco più , Poco meno , In quel torno , A fin dipresso , Incirca , Quasi. (A) •aiJ — Il miner numero. Segner, Mann. Marz. 3 l, 3 . di paradiso e del meno , non è del più. (V) — E nello stesso sigiiif. usato con l'articolo pi. Sega. Mann. Marz. 3 t. 3 . Sono, è vero, i professori dei consigli evangelici li meno di numero, ec. Le vie perfette cc. sono battute dai meno.Meno sono i teologi , che i Canonisti, ec. I sentieri ec. sono frequentati dai meno.(V) Meno.* (Geog.) Lai. iVJoenus , Henna. Fiume <£ Alefnagna, che si cvn- giunge al Peno presso Magonza, fi) Men osa . * (Grog.) Me nò-ha, A nl.cit. e fumé della Spagna nella Betica.fi) Merocam», * (Geog.) Me-na-bàr-di. Amichi popoli vicini alla grande Armenia. (G) Menocareni.* (Geog.) Me-no-ca-Jè-ni. Popoli delle Alpi tra Tergeste e Pala, fi) Menodora , * Mc-no-dò-ra. ET. pr. f. Lai. Menodora. (B) Menodoro, * Me-no-dò-ro , Menedoro, Monodoro. ET. pr. m. ( Dal gr. meno io permango , c daron dono : Dono permanente.) — Scultore ateniese del tempo di Elerone. (Mit) Mekoete., * Me-no-é-te. JS. pr. pi. Lo stesso che Monete. P. (Dal gr. menos forza, cd etes compagno : Forte compagno.) ( 0 ) Menoezio , * Me-no-è-zirO. JS. pr. m. Lo stesso che Mcnezio. V. ( 0 ) Menofane, * Mc-nò-fa-ne. ET. pr. rn. (Dal gr. meno io permango, e phanes amore: Amor permanente.) — Generale di Mitridate. (Mil) M enofilo,* Mc-nò-fi-lo. ET. pr. m. (Dal gr. menos robustezza, e philos amico: Amico robusto.) — Eunuco di Mitridate. (Mit) Menogene.* (Arche )Mc-nò-ge-nc,Soprannome di Pompeo Sirabone, (Dal gr. menos robustezza, e genqs generazione : Di razza robusta.)(Mil) Menolete. * (Mit.) Mc-no lè-te. Soprannome di Bacco. (Dai gl', menos mente, cd oleieon verbale di olirmi io guasto , rovino, perdo : Di mente perduta.) (Mit) Menolipsi. * (Mcd.) Me-no-lì-psi. Sf. V . G.(Da menes i mestrui, e lipsis abbandono, penuria.) Cessazione de’ mestrui. (Aq) Menoeogia. * (Mcd.) Mc-no-lo-gi-a .SfP.G.Lat. menologia. (Da mene fona , e logos discorso.) Trattato de’ mestrui, (Aq) Menologio. (Eccl.) Me-uo lò-gi-o. Sm. P. G. Lat. Menologium. (Da men, menos mese, e logos discorso.) Martirologio, o Calendario della Chiesa greca , diviso in dodici parli, per le feste di ciascun mese dell’anno. (A) Memomaph.e , Me-no-mà-bj le. Add. com. Che si può menomare. Cai. Piai. mot. toc. 079. Essendo che la velocità è augumentabUe e me- homabile in infinito , qunl ragione mi persuaderà che ec. Menomamento, Mc-no-ma-mén-to. [à’m.] Il menomare. [Dicesi anche Diminuzione. .—, Menimamcnto , Minimamente , sin.] Lat, iininin.utio. Gr. tfaTrerrn. Seti. Pisi. P,er opera e per fermezza di coraggio, e per menomamento di .cupidigia. 2 _ (Ret.) I Sentenza che ha lungo quando colui che favella, loda se o altra persona, e menoma le lodi sue , acciocché non sia tenuta troppa arroganza.] Peti. Tuli. 90. 'Un’altra sentenzia, che s’appella menomamento, ec. E gì. E questo cotale menomamento dee usai e il dicitori:, ec. » (L’ediz. fli Venezia a pag. 84 ha: Ed è una sentenzia (he si appella menomamento, la quale ha luogo quando colui che favella , loda si; o altra persona, c menoma le lode sue, acciocché noli sia tenuta troppa arroganza.) (B) 3 — (Med.) [Parlandosi di l ebbre, vaie Bemissione.] Cr. 5 , 48. 9. A coloro che hanno febbre , dopo il menomamento si dia coll' acqua fresca a bue ec. (Qui il lat. ha mnissioi) Menomante, Me-no-màn-,te. (Pari, di Menomare.] Che menoma, [ Ch'è sul menomar.] Lat. imminuens. Gr. b «Wrw. Artici, yu Poti essere dalle circunstanti .città jpenomanti invidiata. 2 (Asti.) [ Aggiunto di Runa, significa] Scema,(Calante. b'.Luna, §, 2, 8.] Lat. deficiecs. Gr. tnXriiri ySiifàoi-tra, Filosir. Cr. 3 . 20.1. Cogl, osi (il pisello) quando i griglinoli suoi son secchi , e le granella fórte- meute indurate, a Luna menomante. Menomanza, Mjs-no-màn-za. [Sf] Il menomare, [Diminuzione, , Scema- mento , Menomamento.] Lat. imminutio. Gr. iXarrivrus. Dant.Cunv. i 5 g. .Cosi come questa è bellezza d’onestà , cosi lo suo contrario è turpezza , e menomanza dell’ onesto. 2 —• Mancanza , Necessità. Lai. defectus, inopia. Gr. iKhtippct, tbSaec. Scn. Pisi. Catone menò l’oste nel mezzo’l diserto tutto a piede; vedi che posso solfirip- sete, p menomanza e necessità d’acque. E appresso: E non dee l’uomo per si gran cosa guadagnar fame o inenomanza. E appresso: Molti uomini hanno avuto menomanza di tutte le cose. E altrove: Io avrò menomanza e misagio delle cose necessarie alla vita. 3 — Abbassamento. Lat. depressio. Com. Purg. i 3 , À schifar cotali vizii si dee avere in sé carità al prossimo, e non intimare che la gloria del prossimo sia sua menomanza. MEN0VAL13 Menomare , Mc-no-mà-re. (Alt. Far minare, Scemare,] Menovare, Meueare, Menomenare, Mcnimare,sm. Lat, diminuì’ 1 ?» ^ niipuere, attenuare. Gr. iXccrravv, trp.ntf.vvui. Bocc.g.i. f. 1 - iVccivic ^ .quello clie a me par di fare conosciate, e per conseguente.aggp^‘1 e e menomar possiate a vostro piacere. Éav. ant. 77. 2. Isvif ;! 10 ® s 1 pcnsnssi che divolgarizzar la scienzia sì era menomar la deità* 1 ?: ^ 2 — [/V. ass. Mancare , Venir meno.] Pii. S. Gio. Bali. i 3 ò. » ,c ‘ ' la gente cominciò a menomare a Giovanni;,e san Giovanni li ct ° L c( ,, ■spigneva'la agente, ec.] Tes.Br.1.21. Durò i 5 o giorni, anzi cb ’^ minciasse a menomare.» Pani. Conv. Di che le forze non mcnom? 1 ? 3 — (E n. pass.] Sallust. Jug. li. E non però si menoma ildisi‘ di Giugurta. Menomato, Me-no-mà-to .Add. m. da Menomare. [Diminuito,Scemm fdenovato, Menimato, sin] Lat. imminutus, diminutus. Gr.ÉA« Tr ^ nJS j| Bocc. nov. 38 . 10. Ricordatole il passato tempo, e ’1 suo anl0 -!i al i: a per distanza noli menomato. Albert, cap. 33 . La fama e la 1101111 « c stato di deguità non laidita , approvato per legge e per costa 1 in ninna cosa menomato. , p,.,,; b 2 — [Scaduto di pregio , Avvilito.] Tac. Dav. ann. 2. 4 °- * ristette , benché Agusta offesa se ne tenesse .e menomata. jrfigb' Menomenare, Me-no-me-nà-re. Alt. P. A. P. e di’ Menomare, d- So. Berg. (Min) , Menojiezza , Me-no-méz za. Sf. Piccioìezza. Bellin.Disc.11 ■ Vf" c ,i^ la nostra capacità permeiti; concepirvi vero taglio , ma tagh 0 ,jf|n) .siste in estensione proporzionata alla menomezza delle lor in ° *’([lini’ Menomissimo, Me-no-mis-si-mo. [Add. <».] superi, diìslcaoaio .— missimo, sili. Lat. longe minimus, mlnimus, miuerrimus, Fesl- -^a ìxùX'vtoi. Fiamm. 1.10S. Cotale accidente fu, cd é.cagion nien 011 ^ dell’amor ch’io gli porto. Cavale. Discipl. spir. Né lui p cl .„ S‘ lU innumerabili beneticn pure in menomissiina parte ricompensa 1 ^, e Ben. Parch, 3 . 29. I semi sono le cagioni di tutte quante l e g 0 ep nulladimeno son le menomissimo parti delle cose da loro genera ■ Parch. 2, pr. 4 Per qualunche menomissimo • caso si a t lcl ' ra f1Mill ,0 ’ Menomo, Mé-no-m o.Add. [m. superi, di Piccolo.]—, Minimo, ; iO sin.Lat. minimus. Gr. à.dxmros. Bocc. Inlr. 27. .Quanti gran | lJ j, 0 V infìno al menomo fante rimaser voti ? Tac. Dav. ann. 1. < 3 - ^ .Jh> d’egli, per aggradi órsi i soldati menomi, i loro calzari. E Ancor, per mostrarsi maggiore, compariva adorno c pronto llC arC ia>'° affabile e attrattivo, si mescolava tra i menomi a lavorare e 111 ltl s° Menomoni. * (Geog ) Me-no-mó-ni. Indiani degli Stati Ol . 1 } 11 ’ , il Lago Michigun. fi) M^nomuccio , Mc-no mùc-cio. [Add. *».] dim. di Menomo. F f ' # c i u * Preti. È. Ogni ijiaioniuccia assaporazioncclla clic 110 fanno* s vogliano fieramente. p 1 ’ 11 MjssoHCjgtw). (Bo,t.) Me-non-cèl-lo. Sm. Specie .d’ erba per ‘‘.f.wf 1 ’ delta Selvastrella, Salvastrella, Sorbastrella, Serbastrella , E* 1 * f l!l ( Si usa neU’ insalata, e talvolta la state se ne mette nel bieche* do vi si bee il vino. Lat . potcrium sanguisorba Lin. Red. Z 7 ” 0 Menone , * Mc-np-nc. JS. pr. m. abbrev. di Agamennone. V‘ Menone , * Mq-nó-ne. ]S. pr. m. (Val ancinore , dal gr. mnerl (Jop^ {l !L tengo a memoria .)—Capitano trojano , ucciso da Le,onteo.r~ greco al servigio di Ciro il giovane.—~ Sofista, contempona 1 crate.—Uno de' primi re della Frigia.-—Tiranno dì Sicilia allievo di Fidìa. (IVI it) ’ r n a * _ - — _ _ ’SÌS-CV 1 Menopausa..* (Mcd.) Mc-no-pà-u-s?. Sf. F'. G. Lai- mcnopansis^. fedir i mestrui, e pavtìs cessazione.) Cessazione delle regole tnuh e f critico delle donne • (A O.) iajù a *> /,. Menoplanm, * (Cliix-.) Mernp-pla-ni-a. Sf. V. G. Jbat. Tne^°? ^tiP menep mestrui, e piane errore.) Scolo mestruo che fossi p e tra parte che non per C utero. (Acj) ì 1 Menopossente,* Me-no-pos-sèn-te.^iZrf. e $ost. com.cqmp.C* lC ' c \$ i Jj’> — , Menipossente, Menpossentc , sin. Vegez. 11(). C°l 0l V ^* a ti. ^ forti hanno vinto sono molte volte da’ più menopossenti sopei ^ Memore , * Me-nó-jx. Add.com. F. A. K. e di’ Minore. Fr. clUl Tes t to di molto menor persplina. Guitt. Leti. 1. 2 . Desp^o menorè ricever voi alla poveretta mensetla mia. (V) . r liac'.^’, Jt MenorragÙ. (Cbir.) Me-nor ra-gì-a. Sf V. G. Lat. ali' men mese, e rlutgoo io rompo.) Significa precisamente F as fa sangue , procedente dall' utero o dalla pagina , e cap<* ce # larsi. —, Aimorroja T sin. (Diz. Cbir.) . (p& ,rl ' Menorrea.* (Chir.) Me-npr-rc-a. Sf. V. G. Lat. mcnprrb (fV fo i mestrui, e rheo io scorro.) Purgazione o Scoio niesU atI iQ* l0 'k ; s& Menosca. * (Geog.) Me-nò-sca. Ant. cit. della Spagna, fan^faaiJ ‘ Menosgada.*’ (Geog.) Àlc-no-sgà-da. Antica città della Gei ^ ^ Menossenia’. * (àur.) Me-nos-^e nì-a. Sf. F. G. fiat. menes mestrui, e xenisis il prendere un nuovo costume 5 ^ ospitalità.) Fulorragia da qualsivoglia parie , che rii ° 7 c0 r# c ° ! piente in ogni mese } sostituendosi d mestrui che non « vero o cessarono di comparire. (0) ^venO s ^ 5 ,7.W Menossenosi. * (Cbir.) Me-nos-sè-no-s^. Sf. F. Q fcat. j e *in** 1 ? 1 facf nossenia.y Cosi dicesi qualunque anomalia nello sCO o ^ fi ti 1 Menostasu. (Chip) Me-no-sta-si-a. SfF. G. Lat . meuos \q nl mestrui, e stasis lo stare.) Mancanza, o Soppressone ^ uei t if lattia che differisce dati ’ Amenorrea , in quanto che . sono totalmente soppressi. (Aq) » a Menotaro.* (Geog.) Me-nò-ta-r ó.Ant. cittadella Sarrna» AIenotirancio. * (IVlit.) Me-no-ti-ràn-no. Soprannome ^ ^ vano al .Sole, siccome signore e regolatore de’ mesi ( e tyrannos dopiinatore assoluto.) (Mit) t nre%& J?, Menovale, Me-no-và-le. Add. [com. F. A. Di Pf c0 J cl uiis- . 3 -r-, Mcnovilc , Minuale , «11. Lat. parvi ponaeiis , reC A dì* os, (Da meno.) Cr. 3, 3. Golia salsugguie yt umori grossi c mcnovali, SI e,, OVA MENOVARE ^■ N ^ e ' no * v S'i’*’ l-du, e n.F. A. F, e di'] Menomare. Tes. Br. •anta ho 011 lncno ™ la farina (Mia scodella della povera femmina , è mossa* 1 p e P otea cavare. Frane. Bari. Ci/j. g. Quando una mischia chi ajjì ’ ™>'ian chetar c menovar li mali. È 8g. 2 .Ed in tal guisa Vecchi E cld menovcrà. Albert, cap. zi. Tullio disse: alli t(j. q u 0 j at >clic del corpo sono da menovare. Fr. Giord. Pred. S .ria di' t!- 1,1 reputi la -cosa maggi ll Men-pos-sèn-te. Add. coni. comp. F. A. Lo stesso che b * t Wa° SSen k'' ^ • Frane. Sacch. Op. div. àio. (V) Cejf. Picee. /'. 3 tf. 0 K'c | lltn *' e lo piegano die per parole maestrevoli, o per loro avere, ?!,?. P°tenza non sieno occupate le ragioni de’ menpossenti Car- v r 0ì Ci,,,! v^cog.) Men-ra-li-a. Antica citta della Spagna, appartenetHe ^ Ei «8a J €s t«nì ‘ « • »* l e l ? Mèi,-: h ovvero ai Bastuli. (G) p ^a/ U y lVSa * Tavola apparecchiala , sopra la quale si posano lc Uì,] j € ' lCo$ì delta dall’apparecchiare la tavola in mezzo a tre f' Q ll Cst’** 7 'f ) * 7r ’ E ? a - (Dal gl*, mese mp/ìia.^ fìnrd.nm; nfì. mese media.} Bocc.nov. g6, -P 080 * su P er * a mt -nsa guizzavano. Petr. canz. g. 2 . E poi f fe C;) ? ^gotnbra Di povere vivande. Dant. Par. 2 f. 6. Di quei 9 *ìa l 0l . c c ‘ ; dla vostra mensa. » Salviti. Pros. Tose • 2 . ii‘ò. Assistendo ^ [P e ^ ' tnclìsa , e ricevendo brindisi, e applausi meritalissimi. (IV) v °k SL,l ccldoche. Quel numero di vivande che suol mettersi in ta- ty.i'/iQ . Uìla volta. Onde Prime mense e Seconde mense chiamatisi la di 0 Ulì dzo bicchier per uomo desse alle prime mense. ^ ci); CI °è stare ad udire , t ui«n 1.1 t ri Z col T° eli cibo corporale alla * a , "ItiJna mensa di Venere. (V) C v,, £nt r Andare a mensa. (A) * r p a ‘ c . a naensu^Assetlarvisi per mangiare. fVEn! rare a mensa (N) , 8 her le- mense -- Ritmwvir la tavola , sparecchiarla, Tass. T ^ 2 - Ma già tolte le mense, ella che vede ec. (P) AS'ato g,' mensa è una dolce o una mezza colla = Chi è ral- « i * * * v àio U v "io j dice volentieri quel che prima avrebbe taciuto. Lai. Zi ( 4 r? ÌtaS - Gr ' cjvos «al cc\7)i}ata. V.FloSy i 16, e t^. Colla, J 5 . 'o,^ C lc ^ Nome che dovasi ad una larga pietra sepolcrale posta 5 ^ % Ttatto su cui ponevano le vivande i Romant\(Q) ," e 0 ^ lc evasi Mensa curiale la Tavola in cuis ’ immolava a Giu * *041 a Cerere- Dcllìca, la Tavola rotonda sulla quale si ponevano e ‘ C ) <7^ P >y man giare , ma più propriamente quelli per bere ; Fenera- S Sptv if G tap °le che stavano intorno al foro e ne’ portici de templi Zi S "0 delle monete. (Mit) ( 0 ) *' ^ CJlsa 5 Mensa' episcopale o capitolare : Entrata applicata ì r.^ lnn ’ l( t° del vescovo e di sua famiglia . o del capitolo. Lai. ? li a v J lsco palis. M.FA. 6.” ' ' ' ' ' Mtw cin/iop^. _: *__ Perocché la ’nsaziabile avarizia de’ pre- { .^o 0v ; S'X-'Sto monistero conferito alla mensa del Cardinale, che fu (1 V D . Urenze , messer Andi-ea da Todi. G. F. io. 5./. In «r a Bari' * ,? a P a dEde :, 1 detto Legato per sua mensa le rendite ta* C '° c on la -, Firenze. Borgh. Fesc. Fior. rfn. Ma l’uso ecclesia- ^P'toL. P 11 * taagniiica (voce) la chiama mensa , e si dice la mensa » ec. ts l ' c or f cw d n dell’altare. Cas. Impr. La fascia che serve di zoccolo ? Un;*. e , o intorno al piano della mensa la circonda , e tiene ad 4 - si a (A) ' Co*, Cla mensa o Mensa Eucaristica, dicesi VEucaristia* La \ lt0 ‘*' (A) «A a hip!,da Tavola , Desco , Banchetto , Convito■ Mensa è fa- D t ? so,},.' 10 ,-Ila quale si siede per mangiar le vivande che vi si po- C c i' .dttvola suole ancora usarsi per Mensa, ma è nome ge- o/Ì > ' 1 hoi'n e ,|M 110 nobile di Mensa. Lo stesso è a dirsi di Desco , i; 0 ' !, o p generico, e si applica alle piiccole e povere mense. Ban- %sy^Zi" v . ito si riferiscono alla maniera di trattare e servire i •lij, 0 e jjj 1 > c non alla materialità della mensa. Quanto alle difll tra (c 0ìl vivio e Simposio , V. Convito. Mcn-sà-le. ~ . eSf} 'i-aief. f "«u-sii-te. [Aw. F. fuor d’uso.] Figura geometrica, ? c|; 5 °* Vi* 9 ° r da Mensa che equivale a Banco appo noi. (Mit) ^^.■SGg-già-re. iV. oss. Stare a mensa , Aver luogo nella ^on ]V ISm ® oiuc -^ c aneli’egli disse ec. , cioè il bicchiere spro- ^ /• < e mcn seggiare. II suo concetto è, che il bicchiere troppo y Ctta ilc U a mensa , rispetto alla sobrietà. (A) nV ct ta ‘ [ày.]dim. t/fMensa.4a^ tenuis mensa. Eliseti a tu flavia dispregio euimi minore ricever voi alla po- K ‘ (Ai'dj- e c., che rifiutarvi, non credendovi pascer bene, v Men-so-la. [Sfì Membro d'architettura. 1.2 uvolelta che sporge dalla fabbrica od c affissai per sostenere cornici, figure, vasi, colonnette ec,} ed è talora sostenuta ella stessa da un cartoccio, da una figura ec,] Lai. mutulus. (Da mensula dim. di mensa.) Dant.Purg, uu i 32 ..Come, per sostentar solajo 0 tetto, Per mensola talvolta una figura Si vede giungerle ginocchia al pelio./bit.Purg.fo.a.Mensolavqnesto vocabolo significa Io piumacciuolo, 0 lo capitello, o lo scedane, o leoncello clic si chiami, che sostiene qualche trave. Bjrgh. R, i Justi sono alti un gomito , e qualche volta maggiori, nelle cui sommila sono i fiori gialli. È In ogni parte amara , costrettivi,, e d odore grave ed acuto f In Toscana si chiama Erba di Santa Mana, e balua ìomana. Lai. balsamita vulgaris VYill. Maiuol. (A; • 3 _ pepérita o pipe iì itimi o pepata o viperina. Pianta che ha gl, steli db-itti un poco pelosi, poìUmifen ; le foghe rotondo-cvale,picciolate, Oliasi lisce • i liori alquanto rossi, a spighe coite, cilindriche, musiate in cima. E indigena dell’lnghdlerra, e fiorisce nell’estate. Lai. mentha piperita Lin- (Gali) f. _ p , ITF(G ,o. * F. P'dcggi 0 - ( 0 ) 5 _ saivatica. * F. §■ ù e V. Incensarla e Mentastro. (O) Mestacatto,* Men-ta-càt-td. Add. e sni.F.A.F. e di’ Mentecatto. Passar. ,6y .\anno cercando cotali confessori salvatichiMentacatti, e rozzi.(Y) 33o MENTAGRA Mesta fini. (Cliir.) Mentà-gra. Sf. F. G. Lai. mentala. (Dal hit. mentum mento, c agra presa.) Erpete crostoso, par li co!are del menp /Diz.Chir.) Mestale , Men-tàle. Add. com. Di m ute. Lai, mentis, mentali.*. Gr, fotpos. Fr. Giard, Pred. S. Tutti gli Appostoli ebber la purità e la mondizia mentale. Filoc. 5.262. Quel del montai vedere priva, c delle cose per addietro debitamente avute care stoltamente diventa prodigo. Mnr. S.‘ Gieg. Non pigliando , per questa cagione, ninna sicurità o gaudio mentale. Cavale. Frutt. line. L’ orazione è sacrificio mentale. Morg. a 5 . zgg. Ora all’occhio mentale è conceduto Di rivodcr ciò che tir bai veduto. a — * (Med.) Dicesi Alienazione mentale , Malattia mentale, la Follia, la Mania. (A. O.) 3 —■ (Anat.) Ciò che appartiene al mento. E però dicesi Nervo mentale, Quel glasso ramo somministrato dal dentale itferiore presso l'orificio det condotto dentale, e che s’introduce in un solco scavato sotto di tale orificio. Dicesi Toro mentale , il termine del canale mascellare, incavalo nella grossezza dell’ ossa mascellare, rulla cui faccia anteriore lo si scorge. Corrisponde all' incirca al livello del secondo dente incisivo , e dà passaggio alla estremità del neivo dentale inferiore. (0) Mestalementb , Men-talcmén-te. Avv. F A. F e di Mentalmente. Vit. S.M.Mad. 32 . Non ini penso però ch’ella gli andasse dietro in ogni luogo corporalmente, ma sì mcntalrmente. (V) Mentalmente, Men tal men te. Ave. Colla mente .—, Mcit.ilcnirnte, sin. Lat. mente , mentaliter. Gr. eoipùs. Med. Arb. Cr. Guata e contempla mentalmente con saviezza. S. Beni. lett. Mentalmente orando, e favellando con lui. Bui. Purg. 5 . 1. Tutti questi cammini, clic l$autore finge aver fatto , sono fatti mentalmente, per cognoscere c contemplare Dio, eh’è somma pace. Mentastio. * (Bot.) Men-tà-sti-o. Sin. Lo stesso che Mentastro. Fi (N) Mektasteico. * (Bot.) Men-tà-stri-co. Sm. In alcuni luoghi di Toscana cosi chiamano il Marrubio volgare. F, Targioni. (fi) Mentastro. (Bot.) Men-tà-stro. [Snt. Pianta che ha gli steli diritti, cotonosi ; le figlie sessili , ovulo-rotonde , grinzose , grosse , un poco dentate , celanese al di sotto ; i fiori carnicini, in spighe gracili , lunghe. Fiorisce nell’ estate , ed è comune ne' fossi. — , Mentastio, sin. Lat. meutba rotundifolia I-in.,] menlbastrum. Cr. 6 . 3 oi. Il ca- laincnto è di due fatte, aquatico e di monte: l’aquatico s’appella mentastro; quello delle montagne si chiama nepitella E cap. j5. 3 ■ D'altra è menta salvatica , la qual s’appella mentastro, e questa scalda più. M. Piilr. Eegg. Lo mentastro è lo miglior dcntellier che sia. Mente, Mén-te. [A/! Propiamente la facoltà di intendere, di conoscere, la quale risulta dall'unione di altre diverse. 3 Intelletto. [Da Mente è acuta, debole , grossa , ingegnosa, ilare , lieta , limpida , materiale , perspicace, pronta, quieta, serena, stupida, sottile, svegliata, rozza , ottusi, tranquilla , vivace.] Lat. mens, intellectus. Gr. rovi. ( In celt. mennat credere , opinare, giudicare , volere , e man idea , nozione. In pers. men , in gr. menos animo , cuore. In ar. meen conoscere , sapere. In ebr. themuna , la cui radice è mun, idea, fantasma. In tcd. meinen intendere , giudicare ec. ) Dant. Inf. 3 l. 55 . Che dove l’argomento della mente S’aggiunge al mal volere c alla possa, Nessun riparo vi può far la gente. E Par.7.22. Ma io tisolverò tosto la mente. But. ivi: Cioè liberrò tosto la mente tua cc. da codesto dubbio. Doni. Par. 7.52. Ma i' veggi’ or la tua mente ristretta Di pensiero in pensiero dentro a un nodo. E 10. 63 . Mia mente unita in più cose divise. E 17. if. Veggion le terrene menti Non capere in triangolo du’ottusi. E Cono, ift . Onde si puotc ornai veder che è mente, che è quella fine e preziosissima parte dell’ anima , che è deitade. But. Inf. 2. Doviamo sapere che mente c una parte dell’ a- nima la più eccellente , per la quale l’uomo è detto sapere. E altrove : La mente è lo luogo dove stanno li pensieri. Bocc. nov. 16. 1. Quante volte alcuna cosasi parla, tante è un destare delle nostre menti. E nov. C6. 20. Credi tu , marito mio, che io sia cicca degli occhi della testa , come tu se’ cieco di quegli della niente? Petr. son. 178. [Grazie eh’a pochi’l Cicl largo destina, Bara virtù, non già d’umana gente,] Sotto biondi capti canuta mente , ec. a — Tutta l’anima ragionevole. Lat. animus , mens. Gr. Bvgc’s, povs. Dant. Par. 12. 5 g. E come fu creata, fu rcpleta Sì la sua mente di viva vii tute. Boez. Farcii. 2. fi. Io so che tu ec. porti fermo nel cuore , che le monti degli uomini non sono in vermi modo mortali. » Bocc. g. t. iiov. 1. Queste parole piacquero mollo al santo uomo, e parvono argomento di bene disposta mente. (V) 3 —- Memoria. Lut. memoria , ricordatici. Gr. p.npr„ Onde Sapere a mente. Lat. scile memoriter. Gr. ìxgatBàmv. Tenere a mente. Lut. mente tenere. Gr. Sui p-mg-es i’x uv - TJscir di mente. Dat.oblivisci. Gr. ùgtr,pcviim. Imparare a mente. Lat. memoi’iae mandare. Gr. gvép-n n’apa.Ktt.TaTlBieBai ri. Tornar nella mente. Lai. reminisei. Gr.ivoip.i- prr,tnav 5 a.i. Avere alla mente. Lat .in mente habcrc.Gr.s» prjpv, ìfnv. £ altri simili. But. li fi 2. Mente si chiama , perche si ricorda; e quando erra in ricordarsi, non si può degnamente chiamar mente , ma smemoraggine, ovvero dimenticagiene. 4 — Pensiero , Fantasia; e si usa per lo più co’ verbi Venire, Cadere, Andare, o simili. Lai. mens, sententia, cogitatus. Gr.vz.vt , ■yvip.vi, òiivsia. [F. 1 5 e 1 7.] , ’ _ 5 — Intenzione, Volere. Dot. mens, voluntas, Gr.o sovs, Xipu.Cas. lett. g. [Conferiscagli tutto quello eh’ ella sente , come farebbe a me projrio,] perchè cosi è la mente di Nostro Sigiaci è. 6 — * Direzione. Dant. Purg. 3 . E mentre che tenendo il viso basso Esaminava del cammin la mente. (N) 7 —7 Volontà , Affetto. Lat. mens , animus , voluntas. Gr, navi , Bvpzi, BAtip». Bocc. nov. 22. io. Risosele adunque il Re, più nella mente, che nelle parole o che mi viso, turbato : «c, E g.mf.u. Cose tutte da incitare le deboli menti a rose meno oneste. E lett.Pin.B0ss.270. Soglìoiiii adunque , siccome a’ più savii pare , nelle novità degli ac- MENTE recidenti eziandio le menti degli uomini più forti commuovere- . ^ son. 117. Per tutto ciò la mente non s’ acqueta. Nov. a/»t-/ w ’-£'°^ eU ti avete i cuori gentili e i nobili fra gli altri,] acconciate le vos * l l, j t ,i.] primamente nel piacere d’Iddio, [onorando, temendo e laudan j, 8 —. Iddio ovvero Le nature intellettuali. Lat. mens, intcllectus, 1 ligentia. Gr. eoiis. Dant. Par. 2 .i 3 i. E ’l ciel ec. Dalla m® n \s fonda, che lui volve , Prende l’imago. E 18. 118. Perdi'; P‘ 0 mente , in che s’inizia Tuo moto e tua vii-tute, che rimiri- ^ ,j 9 —* Fronte. Dant. Inf. 3 . Finito questo la btija campagna I 1 ’., J\;. forte che dello spavento La mente di sudore ancor mi bagna- [ tiebbe esser anche una catacresi. ) (N) , 10 — Sentimento , infitto di fede. Dav. Scism. eoo. ( / (V) Confermò i vescovi di mente cattolica, non cattolicamente » at ’ ;(l . 11 — * Dicesi Libertà di niente , Lo stato di chi ha la tntuF 0 bra da ogni turbamento di passione. (A) . 12 —* A mente, posto avverti. z=. Per forza e ajulo di inem° rì ■ 1 3 — Di mente, posto avverb. — Secondo l’ opinione. F ' $gti* Borgh. Coll. Lat. 4 ° 3 . E’resta pur vero quanto dì sopras’ e u* di Cicerone conchiuso. (V) 1.4 — * Col v. Ammuinare: Aminuinare la mente— Illudere, nave. Salviti.Iliad. 327. Or digli Achei (Giove) ammuinò 1 * ed ai Trojani ... Ed a Ettore recava e pregio e vanto- (Ni i 5 — [Col v. Andare : Andare per la ineiite=Pe;ware, R ,ss 0 ^v,„ Jaf* F. §. 5 ., e F. Andare per la" mente.] M. F. g.pr. Per si* .... - delle - a intendere quello che ci va per la mente , mescoleremo vecchie colle nuove. F 16 — [Col v. Avere: Avere a mente o alla mente = Tenere ne ^fi’ moria, Bicordarsr. F. §. 6 , F. A mente , e F. Avere a s0 ,-el|-' e Avere alla mente.] Bocc. nov. 18. 3 2. E come Iddio la s0 ? 0 jti'ù- dimenticata non avea , cosi similmente d’aver lui a mente ( )l IVoi'. ani. gì. 1. Il mulo rispose : certo io non 1 ' ho bene * 2 ;fi) 3 — * Saper a memoria alcune cosa. F. Avere a mente 3 — * Avere in mente o nella mcnlc—Stimore, Pensai*-'’ in mente. (N) F a ivi c °'.' 4 —[Avere mente o la mente a chccchessia=i 5 ’tatvi attento, < ‘ c | j( .sJ ,a '. siderazione, Aver cura. F. Avere la mente e ] Avere mente a d ,eC e0 t<‘ r>l 17 -- [Col v. Cadere: Cadere in mente o nella ment<:= ApP re all’ animo, alla memoria. F. §■ ./, e] F. Cadere , ere.)’ 3 — * Cader nella inente= Ketur nella mente. F.Cadci' e > i 1 ’*. 18 — [Col v. Correre: Correre per la mente=Fem'r nell’“‘‘m fi' pensiero. F. §. 4 , e F. Cadere , § 5 /.] Fìamm, 5 . 1 -.lì- cosa fare , diversi modi per la mente mi corsero. . . 1.9 — Col v. Dare : Dare mente = Considerare. Lai. aiiim 3 " Berti. Ori. 1, 7. 23 . Nessun di loro all’altro dà più niente- V e ’ 20 — * Col v. Due : Dire, Fare, Recitare ec. checchessia a .. cioè col solo ajulo della memoria. (A) leeT$ » 21 — [Col v. Drizzare: Drizzare la mente in alcuno pensiero , Affissarvi I intelletto .] Dant. Par. 2. 21J. DrizF a Dio grata , mi disse. , 22 — * Col v. Essere : Essere a mente = Ricordarsi. F- §. 2, e F. Essere a mente. (N) _ >• 3 —* Essere la mente zszEssere la volontà , l’intenzione a y. §. 7. (pj) _ 3 — Essere perduto del corpo c della meni txzEsser r ‘ nl ^ ni- 1 ' 5 !; 0 , forza 0 senza intelletto. Gio. Fili. Questo Carlo divenu® Aj fu “ che era perduto del corpo c della mente , onde per neces - sposto dello imperio. (A) • ^ 23 '—- * Col v. Fare:'Fare a mente qualche cosa ad alcun 0 a ;le. gliarne la memoiia. Cornili.Dant.Purg. 5 . Pregavano Da u,c c< -, 6 J;/ ^'ivi fossero’ fatti a mente, acciocché fosse pregato per l° r (i( ^yiU el ( ( 24 — Col v. Giuocare : Giuocarc a mente o alla niente > ^ , r , V scacchi vale Giocare senza vedere il tavoliere. F. A if® j Magai. Leti. Come que’ giuocatoroni di scacchi ile’ quah aVt1 llii- ^ ’ : , che in Isiiagna giocano alla mente viaggiando aC «, t 0‘ el veglia , Mandare - Col v. Imparare : Imparare a mente ria. F §. 3 . (N) 20 — * Col v. Insegnare : Insegnare a niente = Insegna ^ 0 g, senza avere libri o scritti sottocchio. CantCarn.t^on si P tl y A mente , c bisogna provare. (A) oìefir* insediare atit »iP n» sg‘ 27 — [Col v. Mettere:] Mettere mente. Ff. 28. Rim 112. Non avea miso mente Allo viso piacente, e p 01 quello punto , ed io m’innamorai. . 1 . è s ’ 3 — [E variamente,] Nov. ani. 2. Malto è colui cu® che la mente mette di fuor del tondo. , .... . 58 — [Col v. Porre:] Por mente , Metter mente o swU ‘f' a QÌft&'A,i Considerare, Affissar lo ’nteUetto. Lat. mentem adhihc’ | 0 udo tere. Gr. Kpoaixun ròt uovi. Dant. Par. 8. ir}*- ® se K )o h'i ’ f,’ I' 1 ponesse mente Al fondamento che natura pone , Segue' jfn eI) pl l-'’ buona la gente. Bocc. nov. 6 < 5 h 20. E se voi il p®® 1 ’® _ es , . viso, egli è ancora mezzo ebbro. Nov.,anl. 2 g. 2- ■j l |°’ cr0 eh® ® povero suo stato , e ricordossi dello imperatore X*ede r, o ’ amistadc aveva avuta con lui- l e a v* st:f fi 1 :’. 3 — * Porsi mente per una pulitezza = Attende . ci 1 ’ Belc. Fit. Colomb. z :>Uno de’ fratelli andava scoli . e j]t Ji- .- . 19 Rouaotoi j[t eP :li® e facendosi gli altri belle di lui,l’accusarono disio : il servo di Dio il quale si pone mente per 11,1 mostra d’ essere di vano cuore. (Pr) - Poni meatetóeto par sta dietro. Pisi. S. Gir. 35 g. Disse 1 ’ angelo a nabissarc Soddoma : non ti porre mente drieto de’ confini d’interno. (V) 29 — * CòlsV. Prendere : Prendere a mente . Burtol. As. P. 1. I. 5 . 5. 81. Non era il d' r ®■ leggenda presa a mente , e recitata, senza intentici 0 - il s»g‘ : idfiF 3 q Wol t^C{ diri; '"«no: <’• Recare: COr rfar«. TEMENTE Tecare n Recarsi a mente, alla niente, in mente— A meute , J. 2.] Dani. Purg. 6\ < 5 .Qual va dinanzi, “niello 1 prende, E qual da lato gli ai reca a mente. v. Recitare: Recitare a meute, cioè col solo aiuto della - -, r. A mente , §. 3 . (IS) ‘ itietitn ? H* Supere:] Sapere a mente [“ Tenere nella memoria.V.h. Ak> erjl ùa P cre per lo senno a mente checchessiaz=:tS , ape7 , /o benissimo, PPJ (>na e indubitata contezza . Jjit. optime scirc, certo tenere. CìiDj| a ^ * 0,,> 12. 449 ’ I n Firenze vivono ancora , se non più, die- 1 27. J! ers °uc, le quali le sanno ec. per lo senno a mente. Gal.Sist. . ÌVtj Ca 1CCOttle c i spn molti che sanno per lo senno a mente tutta la g’ c son poi infelici nel compor quattro versi solamente, ctio/p j v - Stare: Stare a mente = Essere. nel pensiero , Avere a ^ ,0e ^* y lìt ' 1Gm Dispregia le ricchezze , c stiati a mente di c h (; i , rtl elei poco, perchè la nave è vieppiù sicura nel picciol fiume a el gran mare. fPr'i . ------- clic 6 r mi mare. (Pr) . . ®* a rc a mente cale anche Tenere a mente.Pandolf. Tratt. 3 ,ll0n sia tu' ? ««»*“ mente che di ninna cosa è tanta copia , ' t rj-, ‘inficile fuori di stagione averla a trovare. (P) ^ •tieni tenere: Tenere a mente = Ricordarsi. V. §. 3 , e E. 2 — [Esser falso, bugiardo.]'.fioco, nov. 33 . 7. Se le vostre parole non 'Mere * 7 - s .'^ Ovid.Pist. 54■ E avvcgnadiochè io m’infìnga di non mentono.» F’ìt, S. Gir. 100. Un altro pestifero eretico. . . , in una ì^te glf§ a ^* c ^ ie ^ ro rP° va ghi fai, quando noi siamo a tavola, io ‘ " .. mento 331 maltiera il fine dell arteria dentale inferiore, alla sua uscita dsl foto mentiero; Nervo mentirne il termine del nervo dentale inferiore, alla sua uscita dallo stesso foro; Foro mentiero, t orifizio ester io del canale dentale inferiore posto a livello del secondo dente incisivo o canino. (A. O;) Mentimelo, Men-ti-mcn-to. [Sm.} V.A. Il mentire , Menzogna.Fior. F"irt. A. M.\c rità è ausare il vero sanza alcuno meutiraento.» (// c- dizione di Roma alcap.21 ha: Verità ... si è usare il vero scnca alcuna mischiatura di bugia , cc.) (rf) Mestino , * Men-tì-no. Sm. dim. di Mento. Rim. Buri. Quel bel montino auzzo c tondcrcllo. (Br) Mentire , Men-ti-re. [JS. ass. attorti } Dir bugia , Dion dire il vero, [ Dire il falso.} Lat. mentili. Or. 4 'sv$« 1 94 ' Abbi misericordia di me cosi ^ - 0 a mente ec. (V) r» r 111 S 01 v. Ti : Trarre della mente = Far dimenticare. Bocc. 5 i ."v~ 1 a Uscir 4 — [Dicesi Saper mentire e vale Saper daiv apparenza di Verità alla menzogna .] Rem. Ori. 1. 5 . zp. I)i ciò eh’è fatto, non è cosa alcuna Che quel ribaldo non gli sappia dire. Anzi più dice, perchè sa mentire. — Pd usato col genitivo, yimm. Ant. 27. 2. 6. Chi grandezza va caendo ( l’cdiz. AÌarescotti lui cercando) ec. , inlìgne umiltà , mente d’onestà , seguita c serve, tutti onora, e a ciascuno inchina. (V) a — [Dicesi Mentire di una promessa o simile , e vale Non attenerla , Mancar di fède.] Lib. Macc. M. Non attenne lesilepromes- sioni , anzi .menilo di ciò che promesso avea, e straniossi di 0,ionata, di mente dinota anche talvolta Astrazione Aliena- 6 — [E col 3 . caso. Deludere, Ingannare , Indurre in errore.] Dani. j*ll 0 s ì' 0 ?‘ 9 • L’altezza della subita gloria , nella quale messcr To- CC y'^b^quantole cose di Lombardia gli trassero della mente. (V) ■, C l ’' Uscire : Uscire di mente = Dimenticare. V. §. 3 ] Lab. Use;, Cri a t( ‘ medesimo uscito di mente. Anici. 100. Ma tutto questo i T Va di mente. “visi. Rarlol. As. P. 1. I. p. J. 27. Ma egli era uscito di 9 v cd( s - medesimo , c slava con tutta 1 ’ anima dove Iddio gli fa- ) v '' c . ‘ 1 quello di che cosi troncamente avea parlato. (P) ò enire : Venire a mente = f'enire nel pensiero onella 9 * (iìf- $1 H > e . V \ A mtnlB . S- C N ) ’yic co ■ ^ antichi avevano della Mente fallo una divinità , la ù'ovQ^s'Stiava i buoni pensieri ed allontanava i pericolasi ; l’a- C •‘co ? s,ccomc anima generale dell universo c di ciascun ente in C’ > col nome di Bona Mais. Due templi in Roma V erano *.(?'* (Mi 9 . 4 ‘^'i ' r y Oll 0 Giovane armalo di tutto punto alla t fbggia de' tempi Ih », filile 1 tilt ri 9 9. É »* r. rw. i.irt . r. rlr\ .... n 7 . ri ri „^.,A ri • ...... Jsf a» 1 li c i ^‘Uc S) 1KE !Me n -te-cat-Iàg-gi-ne.[iS/]a.ff. di Mentecatto .[Infermità 1^"% y, Ua ^tà e Stato del mentecatto; Balordaggine.] fiat.auicntia, ! ò-^èirtr,. Bocc. nov. loo. zS. Essendo certo, ciò -- Tir -» o ^\f ,{ di^ P°S§ la sulle ali di mi aquila, adorno ha il capo di penne, un dragone. (Mit) m. — He de' Ciconii. Re de ’ Tifi. — Amico di 9 h a, f'ggine non avvenire. Cron.Morell. 270. Scaccia paura, li- Hu cl ^.Poltroneria , avarizia e mentecattaggine. E 358 . Partironsi oiena , e vennono a Arezzo a di 2 di Maggio, ed ebbonlo “st 1 ' s ‘'i]m 1 . 1>l ' 1 ,. me " tccatta B8Ì | . le de’ nostri. Bemb. Asci e. ifi. ò'ivono d i’i Mr Ev i; ‘ a mcntecailagginc e di stordigionc. lW llt ‘ l iteca? l ‘ E » Men-te-cat-té-vo-le. Add. [e sost. ctìm ] V. // esse,. U°- Albert. 2. 20. Quelli che in libera città si V A. ^5 .“-'muti , nessuna cosa può esser c °sa " Stiaccia desiderar tempcstade , 11. medico, riceva alcuna ingiuria , A.V. e ordinano esser lor più mentccattevoìe. .. c . :ade , c stoltizia e mcntecaltc- iL^'izo ^ en "fc-càt-to. Add. [ e siti. Privo o]Infermo di mente, Sciceli' C y -' nit ’ ll te , Demente. —, Mentecattevole, Menlacatto, sin.] d 0 , Cc - Uoi, ca P lll s , bebes, amens. Gr. àVons, tex-fniQpuv , ?°. > coi 20 ’ 6 ' lo ci ' ecl0 ciie S ran " 3 ì a sia a d una bella e dilicata Itts *’ Era UC ' 01 s ‘ ctc ’ avcr P cl raar *f° l,no mentecatto. G- E. a quasi un mentecatto. Folg. S. Gio. Grisost. Il Sc iì c | fecnetichi e mentecatti oda ' CG. ' c P el “ 0 cruccù. [(7) l0 B') Men-té-sa, Mentissa. Antica città della Spagna nella iiiq... Er ‘^*i' 3 di'etr 3 ai. (Dalla part. h j mente. Altri dalla frase lat ^••a, ‘ „ dal * a mente.) Vit. SS. Pad. 2. c di 8 cs P ro > e 1’ uficio della notte Q, C Vhv 0) j^ nno , e di cibi , acciocché sie saziato in vita c-trrna.J ,.'ni'i.^VJtrT ® ll ‘ tl ' c ùr-vo.2feW.m. cotnp. Astuto, Accorto. Zat.versutus. Calvin. Odiss. Il menticiu-vo Ulisse. E lliad. E a c às 6e . A - * (cl- ? tìgliuol di Saturno mentieuvvo. (A) (B) ^'«Cc ac/n 'ic. U '^ Men-tiè^a. Sf. Fasciatura a foggia di fn "•it *° Jnf. ip. 54. Di parecchi anni mi nienti lo scritto. — * Nota costruito. Fit. S. Domitil. 2jg. Vietare i matrimon\i, è vietare il nascimento degli uomini , essa natura dimostra che tu sia mentita. (C/oé , abbi mentito, dicendo esser un bene la verginità )(V) — Alt. Falsare , Falsificare. Lat. falsificare. Gr. x-i^Unkitiur. Guar. Past. fid. 2. 6. Non ti bastava aver mentito il core, E’I volto, e le parole , e ’l riso , c '1 guardo, S’anco il crin non inculivi ?n E 2. 1. Fi m’insegna a mentir parole e sguardi. Car. En. lib. t.-E tu che puoi, Fanciullo , il nolo fanciullesco aspetto Mentire acconciamente, in lui ti cangia. Chiabr.Bim. Chi ciò scorge non scorge Castel, colori e tele, Tanto e sì ben ci mente II tuo pcnnel fedele. Calv. Cacc. 1. ffi. Nè manca al pcscator , che mente l’esca , Il facil pesce onde sua preda accresca. (Br) — * E costrutto coll’ accusativo di persona o di cosa , per Tralignare , Degenerare. Bentiv. Teb. lib. p. Il fanciul tremante A' piè ti posi, c confessai l’ errore. Pii non menti il mio sangue (non traligno da me), c nelle selve Pargoleggiò fra gli archi. (Br) Mbntissa. * (Geog.) Men-lis-sa. Lo stesso che Mentesa. V. (Mit) Mcstita , Mcn-ti-ta. [Sf] Accusa o Rimprovero di menzogna.Lat.men- dacii objectatio. Gr. 'y'c'ioic iyy.>-r.uy. Alleg. 116. Là dove la virtù non è gradita, E’par che tanto la nobiltà vaglia, Quanto fra duepoltroni una mentita. ... 3 _ Onde Dare una mentila ad alcuno— Jccusado di menzogna. [E. Dare mentita.] Lat. mendacii incusare. Gr. 'JuoSotii axriaurAvi. 3 —■ E Toccare mia mentita zzz Essere accusato di menzogna. Lei. mcndacii incusari. Gr. 'pniSoiu xerryopòcixo Malm.8. 21. Ond egli otfeso molto se ne tiene, Gh’una mentita per la gola tocca. Miiftitamente , Mcu-li-ta-mén-te. Avv. Menzogneramente , Bugiardamente , Orni mentita sembuinza. Chiabr. Gelnp. alt. 2. sc. 1.. Ma noi qual fingeremo esser il loco , Dove mentitamente Dcono ritrovarsi ? (A) (lì) Mkhtito, Mcn-ii-io. Add. m. da Mentire. [ Sùnulato , Finto; ed anche] Falso , Bugiardo. Lat. falsus , ementitus, ilici: !.1 \. Gr. \V" Cc . Petr. son. 7 cendo mentitore, se ne penta. Eh. Plut. Ma Alessandro v, endui che il suo indovino fosse mentitore , ec. Fa. Sò. Pad. ì* egli si fosse voluto scusare, non poteva convenevolmente, e sai ebbe «alo. mentitore. Mor. S. Greg. Il nostro antieo nimico fu del tutto mentitore. 2 — Far rimaner mentitore alcuno ==.. mentire. l\ov. aAt. tìi. Ma di- Sf Fasciatura a foggia di fronda, colo , per far rimanere mentitori 1 malvagi. (>) ulL, P LT tl ’ n eiv il mento rilevato c la mascella inferi ore Mbstitbice, Men ti tri ce. Feti, f [di Mentire.] Che mente. Lat. men- Mcn ^ u P cri ore. (A. O.) das. fernina. Gr. è 4 -ivW 5 - Fiamm. b. 3 z. Io pregai sempre gl’ Iddii, °pe»u 1 0 hlJ?'" l t. Ì Qo t '»T 0 ’ L 4 dd. e. sm. E. A. E. e di’] Mentitore. Rim. che me de’miei immaginari iacessono meutitnòe. n Buon'. Pier. 5 . 3 . b. S * ì a° «taf Al • tine di bm tutto ho il conti-aro, O prende laude Che mercantessa lusinghiera e infida , A se n alletta, e m «titrice ^Tcvò ----- — - . ■ ■ - schc scherza , E poi terribilissima ci sterza. (N) relativo al mento. Onde dicesi Arteria Mesto , Mén-to. [Am.] Parie estrema del viso, [che al disotto del labbro w'1 33 : MENTOLABBIALE MENZOGNERE inferioi'e fa una prominenza più o meno considerabile. La forma di esso è quadrata , rotonda , piu o meno lunga, ] Lat. inentnm. Gr. •ytvsiQV. Dani. Purg. i3 . 102 . Lo mento a guisa d’orbo in su levava. E 3u 7 3 . Ch’io non levai al suo comando il mento. Bocc. nov.56. 6. E alcuno col mento in fuori, ed in su rivolto. Ciriff. Calo.2.65, E di sotto alle labbra il gentil mento , RUondo , onesto , c con un foro drento. 2 ■—{In modo basso. Par ballare il mV j l( f c oiiK sana, e ura coda.) Genere d uccelli , finora d’ incerta sede, prende la sola specie Manura lyrata di l.alhams , cosi ite’ 10 .,«/< dalla bizzarra disposizione della coda, la quale nel maschio /' la forma della■ lira di Apollo. (A'q) . efl 1 MuKUTr. * (Mit.. Egiz.) Me-nù-ti Divinità adorata in Mtnufs. f (Iti forse la Dea dell acqua. Altri la confondono con Eiuncn“ tul ' celt. men acqua, fiume.) (Mit) . id Menctia. * (Geog.) Me-nù ti-a. Lat. Menutlùus. Isola dell Afi' lCli ’ ,irA" ( G L uuuiui ai uiuiiuuva uw»'*v w--» ^ r* - . . . <■ \ ■ / —* Usato anche in senso ^ Purché, Qualora , e gli si. diede d soggiuntivo. Malm. 4. 18. Offerendo di dargli ancora ajuto, Mentreai- alcuni creduta il Madagascar. (G) Menutino , * Mc-nu-tì-no. Add. tu. V. A. L r . e rA’Minutino 3^6. 2. Testo d’ un’altra , cli’é più menutina. (Y) Menzeca.* (Gong.) Men-zc-la. Riviera della Russia europea* Menzionare, Men-zio-nà-rc. [Att. e n. pass. Lo stesso che M 6 . 11 F~. 1 —■ . TVT <‘ri7nn:ii*p sin. i 1 .mi io /il f1 1 .. vnllc (li ' l’I'Ó •] —, Menzonare , sin. Dant. Purg- i5. 4~> Che volle dii' |' 1'0 llomagna, E divieto e o.nisoi'to ì-H n/ionan lo? .Star. Neif'. j, 1I'( lito menzionare; egli è un franco cavaliere.■S'erc/.iS’tor. tì- *7 ut ha .una gamba di legno. (Mit) mendacilel , . Gr. 4 'suè^ .x. solito , rispose menzogneramente. _ „-,ie ) ìmtf Menzognere, Men zo-gnè-rc. [.Add. e sm. Chi dice "surf»’ fumasi anche Mendace, ] Mentitore, Bugiardo.—, 'ù gnero , Menzionici-! , Mrn/.oniere , Mrnzoniero , Ste n f q'eS- Lat. mendax , inendaciloquus. Or. ( t f Mr nzogna .cresciuta tiene luogo di. verità , c ,i iCe fd # si credo vero dire , non è menzognere, che per. lui o£l ìCt c '’h c gna; ma chi mente, conoscendolo, quegli è ben mcn ''... " “■Evcol. t. igt. La qual parola (menzognaj è prove» ^/t' ^ zognere cioè bugiardo. (N) _ n tì h.»'Eomc Parola mendace, mondo metuatvc é sostantivo , è colui c ìc dice la bugia , c » q ,iyi ' lo sIesso che JU&iciace» ■ r.] di udito menzionare; egli ^ uu rmut.'; vmmi'.i'-.uc/* - • ,. cose molto più brutte,.le quali non ardirebbero menzionare d 1 beilo accostumati. $(> Cy Menzionato , Men-zio-nà to. Add, m* da Menzionare. [ Lo sie Mentovato. V .—, Menzonato, sin. ] Lat. memoratus. & r ‘ Serd.Stor, i.3o .Parve che Bartolommeo Diaz ec. non solo ma superasse ancora la lode degli altri capitani menzionati * Red.Cons. f. 280 .Tutti i tumori menzionati fino a qui 8011 \C° ìl ^ per cagione delle parti solide, e per cagione degli umori, cc c »o 134-Dov’è da sapere che di lassù dico, facendo relazione a . cC {d dinanzi é menzionato ; e per questo si schiudo le intelUg en21 Menzione , Men-zió-ne. [A/i] Nominazione , Memoria , ^°! 1 Ql zinne , Rammemorazione , Ricordazione. La Menzione e gloriosa , grata , spiacevole cc. ] Lati mentio. Gr. (V lC ^ a — - {Onde Far menzione , Farsi menzione ” Mentovar# » g L Raccontare. P. Fare fi Farsi menzione. ] Bocc. nov . 38* . / ;1 nj 1 ^ materia di dovervenc raccontare una, nella quale di due £ • f ^ zione. Dkiam. 1. 20. Servio Tullio fu il-sesto, del qual * a viene ora menzion. E 2. 10. E giusto è bene a non fa 1 ’® l’iu viva menzion, che se -1 morisse. Dui. Poiché qui e 1 J ” 9 delle gerarchie degli Angeli. Inulta. Vit. Crist.36. Ascoltai. ^iuiilf’^ .- mente quel cantico , nel qual si faceva menzione del suo fiid.^. Menzogna, Meii-eó-gn:t.[.S’/l] Bugia-, [ma è voce-più nobile, sebl> e difficilmente distinguasi una dall'altraS (f\Bugia.) Ì jClt ‘ Gr.'iavhos. (Dal lat. mentior io mentisco. In frane, meivsong 1 ’-/^ r ;tài 2 3 —* (Icon.) Donna deforme , male acconciata, peggio V es ^ a 1 - 1 ' coperto di lingue e di maschere , tiene un fascio di P a z ,, » . -rT e io qii Menzognatore, Men-zo-gna-ló-re. {Add. e sm. §ncxc.]P.r.Gionl.Pvcd.R» Son Tavole inventate dapo C } 1 Menzogneramente^, Memso-gne-ra-mén-te. Avv. Bug[ a1L ^. 0 iì 3° ■0$. Fr.Giord. Pi'ed. R. Ma egh, 8 St; MENZOGNERI * Mén'-zo-ptè-i i. ylihl. e sm. V.A. V. e di Menzognere,' ' a - Gir. 10. Chi Dio ama , e non tiene li suoi comandamenti , Ceneri è. (V) Me s OSe «o, Mcn-zo-gnè-ro. [Adii, e sm. Lo stesso che ] Menzognere.^. l «iv! G> n TTA » Men-zo-gnét-ta. Sf. dim. di Menzogna, Bugiata: Min- Me* ■ P°et.--r 0 *v a. Berg. (Min) tion ARE ’ Men-zo-uà-re.[^«. e u. pass. Idiotismo antico. V.e rfi’]Men- Sqjj aie i [Mentovare.] Dant. Coita, igg. Ahi quanto sta mjle a cia- l ’, om ° > che onore vada cercando, menzonare cose che nella thè *• C '' °gni donna stean male. Tav. Rii. D’ogni maniera di pesci i )otesse menzonare, ft ato aATo ’ Men-zo-nàto. Add. m. da Menzonare. V. e di’ Menziona’ d'afe. Avveri. 1.'2. 12. E in mano, del Pinello , poco fa menzo- d. lU - f Q lv. Avveri. 2. 2. 22.2. Nella cronichctla pur testé ingnzonata MERCANTARE Canicola.) Genere dì cruslacei 3 33 anjipodi , di cui ii tipo è il cancer hanno tratto un tal nome dell’abi- ^8», 9 biglia Morelli. (V) V. A. V. è di’! Menzognere, a menzòniere. V.A.V. e di’ Menzognere. Or.S. c falsa i suoi comandamenti, menzonie- E ^ 2 - Disse degli peccatori, c ancora disse de’mcnzohieri.(V) A >, Men-zo-niè-ro. [Add. e sm. V.A.V. e zA’Menzognere.] t Men-zo-niè-re, [Add. e sm ‘ i su0 compagno volle far tenere G,/>*■«,* Men-zoniò-ri.e/zW. e sm, , ti r.’.r'i'hi dice che ama Iddio Hfv.'de, ut .1 Ani. g , 3.y T “ic san bevitrici fc hl K >- 4 j. Nell’amore è sempre meuzoniera 1 ' ira. Tav. Rit. '■ menzòniere, avare c puttane. » Buon.Fierf. ligia Itcpclita si scopre: uom menzonicro Interrogato s’avvi- Salvia. Annoi, ivi: Doni menzoniero , cioè menzognero , che dice la menzogna , dal lat. mentivi. (N) V(i s yf u core Di voi più fina amar prese arditaggio. jf? appresso : Che in foi ' za a gg‘ alc Lo luc0 disire c ’l core. E Gititi. q2. Se sola- "V dello meo peccato Portare penitenza mi valesse. _ ■ '.) Sm. Pianta ombrellifera , detta anche nelle officine Meo atamantico. Tutte le sue foglie sono molto divise in la radice è uno degl’ ingredienti della teriaca. Ap- aeihusa, e cresce su le montagne dell’ Europa 0. [Pronome mascolino .] V..A. [rimasta a’ Calabresi. V. e meus. Gr. i/cós. Rim. ani. Dant. Majnn. 8‘5. L’ ora che fai do . •‘Olii IHÌ'/V™ & enere *%r° nci l e ' Ha la radice aromatica , acre , molto grossa , ramosa , bruna, esternamente bianca. È celebrata da molto tempo &'• * l . nc itiva, aperitivo ed antisterica. Lat. actlinsa menni Lio. (Dal minore, attesa l’estrema finezza dello fogìioline di questa SS % iiN . sottili come i capelli.) (A) ( 0 ) . * pr. m. accoro, di Bartoloilimeo. E. (B) tei.'. .(Mariu.) Mè-o-li. Sm. pi. Bracciuoli sottili , che servono a so- lo sperone delle galee. (S) “i 0 ‘ barili.) Mc-o-lo. Ani. È un 1 ». “tieni- A , . ^ _ bracciuolo di fortissime dimensioni, 'hj“ a S 0 /° ottuso , che si applica alla ruota di prua, e sporge dalla f t k ‘ *°pra la linea d’acqua , e serve di sostegno e dì fondamento »° s perone. I Veneziani lo chiamano Gorgiera. (S) h’. d Me-ó-ne. ZV. pr. m. Lat. Moeon. (In gr. mion minore fin N*" 0 /* splendor della spada , c mahon stolido.) — Re di Frigia, fa* 10 f .i Cibele.— Capitano latino, ferito da Enea.-—Capitano teba- |J f ormiato da Tideo. (B) (Mi*) bH ‘ (Geog.) Me-ò-ni-a. Sf.Lat. Meonia. Contrada deli'Asia Mi- ]>\' hane delia Lidia. (G) ^le lo e ’ ' ^Mc-ò-ni-de. N. pr. m. Lat. Moeonides. (B) Meonio. Add. pr. com. Della Meonia. (Mit) N.,, * CMit.) Me-ò-ni-di , Meonie. Soprannome dato alle Muse f'Accasi che la Meonia fosse patria di Omero. (Mit) h, °è ’y .,(Geog ) Me o -ni-i , Meoni. Antichi abitanti della Meonia , V'o T‘ Lìdia. (G) d'* 1, (B “' e 'ò-ni-o. Add. pr. m. Lo stesso che Mconide. V, (Mit). * i ) Me-u-si. Sf. E.G. Lai. meosis. ( Da meioso fut. di mioo Sc “') Figura reltorica, per la f piale diminuendo la cosa signi- j'tlc a ’ ,** ha in animo d ingrandirla. Salmi. Annoi. Opp. Pese. > fll ,tl1 ' dintorno lanugine si fa trista e severa. Qui detto per là ^ i'4, c . CDs i , ovvero diminuzione, tenero pelo , quando sono {quelle -('i.i. _ ) punte rigide e dure. (A) Me-o-si-re. V. comp. che vale Mio Sire. Cillad. Op. 338. fecero Messere, cosi . or Siccome i Fiorentini'di Mcosire Jh. * .x} Mio sire fecero Missile. (N) 2( 0 C|( i su/y" Co g.) Mc-ù-ti, Meotci , Mcczii , Méotidi \!' e °, *ivF il,e dei/u Palude Meot'ult. (G) Meo Irci. Popoli - ..Jlu Palude Meotule. (G) Mc-à-ti-co. Add. pr. m. Delta Meotide. (B) dS. . l^?/i (G) -di' ((i( )Ge°g.) Me-ò-ti-di. S . (Geog.) Me-cj-U-de.'vfz/zl. com. Palude Meotide. Antico nome Lo stesso che Méoti ; ma fu- detto au- . <- s ' (Può?» ' 1 Popoli abitanti intorno alla Palude Meotide. (G) ''‘òfe «,/e Aggiunto delle Amazzoni: perchè abitavano U rive della * f^odde. (Mit) ’ vi)! S ' * Ò(Ò C °S') Mèp-pel. Città de’ Paesi Bassi. (G) h“(lf es, z*. Mcnrpcn. Città dèi regno d’Annover. (G) Ar„3 __ (Geog.). Me-qui-ncn-za. Lat. " ~ i.^cog.) Me-, rx*. re: St (hi *t. p c (G) Octogcssa. Città di Spagna qm-Rcz. Città dell impero di Marocco , nella mihr sole ; in gr. ■ Fi - •o rii,,Ò. w . 3- ) A’ angelo degli astri, ( In •pere, Mi':-,.., Z,' Nome pure del Sole. (Mit) , ... . , ot P r -f ( Dal ‘ccitv mer acqua , fiume, mare.) ^ di f to e d unte delle compagne di Diana. — Figlia di Aliante , — Madre di Tegcate .— Una delle ÌSereidi: (Mit) jH' t g ; poìc h' Ue da ’ P° eti -dutò cd cane di Orione e che significa » ' ( in e sotto questa costellazione il sole è più ardente chi ^4, » y?cog \ ’ fcìa calòr torte , canicola.) (Mit) £ooi 0 f l,c “ ehtà dell' Arcadia. (G) ^®ciii, F, C, Lui. maera. ( Da mera eaìore inlcnsissi ino , gammarus grossissimus , i quali tare nei mari caldi. (Aq) Meracciole. * (Bot.) Me-ràc-cio-le. Sf. Nome che in alcuni luoghi dì Toscana si dà alla ginestra da granate. Lat. spartium scoparla Din. ( In celt. mar acqua, ed ach luogo, abitazione : Abitante nell’ acqua.] Targionì. (Mit) Meravi. * (Geog.) Me-rù-fi. Lat. Meraphii. Antichi popoli dell’Asia nella Perside. (Mit) r 1 Merajot , * Me-ra-jot. N. pr. in. Lai.- Mcriaioth. ( Dall’cbr. moratfc amarezza.) (B) Meramente , Me-ra-men-tc, Aw. Semplicemente , Solamente.Lat. mere,, smipliciter , tantum. Gr. KGttà&pws, gctc\ojs, yzoeoV. Guicc.Stor, 12. tini). Ogni còsa era sottoposta meramente alla fortuna. Saga. nut. esp.ìSi] Obbediscono meramente alle alterazioni de’ vasi. Mera». * (Geog.) Mè-ran. Lat. Meranta. Città del Tirolo. (G) Mzrarca.* (Milit.) Me-ràr-ca. Add. e sm. V. G. Lat. merarcha. (Da- meros divisione , ed arche comando.) Capo della merarchia nella falange. Carati, tradì. El. Il capo delle quali squadre si chiama mai-arca , cioè capo di due colonnelli. (Aq) (Gr) Merarchia.* (Milit,) Me-rar-chi a. Sf V.G. Lat. mcrardiia. (V. me- rarca.y Un corpo della falange di 20^8 uomini formato da due chi: liarchie. Carau. trad. Eh Due colonnelli si domanàano la merarchia, cioè doppio colonnello il quale viene avere duemila c.quarantotto uomini. (Aq) (Gl) Merari, * Mè-ra-ri. N. pr. m. Lat. Merari. (Dall’ebr. murar esser amaro, onde mcroiim amarezze.) (B) Meratrofia. * (Chir.) Me-ra-tro-fi-a. Sf. V.G. Lat. meratrophia. (Dai meros parte, e alropliia smagramento.) Dimagramento di una qualche parte. (Aq) MerAviolià, Mc-ra-vi-glia, [Sf[i f.o stesso che Maraviglia.^". (In brett. marvailh, in frane, mcrveille , in isp. maravilla, in provenz. merevillo ec. ) 7és. Br. 3 . 2. E corre sì forte , che è una meraviglia. Buon, rim. 5. Ned è gran meraviglia ,■ Perch' elTet'to non è del valor mio , Se l’ alma per natura , Che per gli occhi invaghita' scende fuoi-e , S’ appoggia agli occhi, a Cui si rassomiglia. E 41: Qual meraviglia è, se vicino al fuoco Mi strussi?» Fr. Gititi. Lctt. 14. Che gustare gli potete, è meraviglia. (Notisi che questi es. sono in signif. di cosa meravigliosa ,. significato non concesso ' dalla Crusca alla v. Maraviglia.) (N) ^ , MÌsraviguastb-, Me-ra-vi-glìàti-te. Pai-t. di Meravigliare. Lo stesso che Maravigliante. V. Salviti. Opp. Caco. 2. Berg. (Min) Meravigliare , Mc-ra-vi-glià-rc. [Atl. e n. ass. e pass.} Lo stésso che Maravigliare. V.n Guitt. leu. 5. 22. Credo che piacesse a lui di po- ner voi tra noi per fare meravigliare. Fr. Barb. 236. 16. Nè ti meravigliare Perch’ io paja iterare I11 questa parte certi Vizii, che già scovcrti , ec- (V) Stor. Pist. 36. Coloro si meravigliarono assai. E 1-20. Quando quelli dell’ arte gli vidono , si meravigliarono fortc.(N) Meravigliato ,* Mc-ra-vi-glià-to. Add. m» da Meravigliare. V. di regi Lo stesso che Maravigliato. V. (O) Meravigliosamente , Me-ra-vi-glìo-sa-mcn-te. Avv. Lo stèsso che Mava- vigliosamente. V. But. Purg. 3o. 2. Ogni buona dottrina- vi si sarebbe meravigliosamente appreso. Meravigliosissimo , Me-ra-vi-glio-sìs-si-mo.^ [Add. mi] superi, di Meraviglioso. Lo stesso che Meravigliosissimo. V. » Pros.Eior. puri. 1. voi. é.pag.23. Quel sapientissimo Re ec. mosse infiiio dalle orientali parti e da’più felici regni eziandio i più delicati petti- a udire la sua- meravigliosissima sapienza. (B) Meraviglioso, Me-ra-vi-glió-so. [ Add'.m .] Lostesso che Maraviglioso. nPetr.Uom: ili. 21. Del suo palazzo (di Nerone ) la grandezza e la statura (forse struttura, o pur significa altézza), c l’ornamento dell’oro ed’arientó e gemme fu meraviglioso. (V) Dani. Inf. 16. Chi io vidi per quell’aer grosso e scuro Venir notando una figura in suso, Meravigliosa a ogni cor sicuro. (P) Fi: Guitt. Lete. 14- Corte tenete forte e meravigliosa. (N) 2 — Ammirato , Attonito. Lasc. Ceti. 1. nov. y. 5 p. Vieppiù che prima meraviglioso ,. assai quella- orina guardata e riguardata , nò veg-, gelido altro denlrovi-, che cc. E nov. 7. 141- Messer Mico , giunto dove il nipote giaceva tutto percosso , non meno dolente che meraviglioso, poiché cc. (B) , ftÌERcAANTERiA, * Mer-c»-an-té-rì-a. Sf. V. A. V. e di’ Mercanzia. Fr. Jac. T. 2. 5 . 3i. Perderia la mk quiete Per'lor mcrcaanteria. (V, la nota Guitt. Leti.) (V) Mercadakte , Mer-ca-dàn-te, ^cW.è sm. Quégli che esercita là mercatura. •—, Mercante, Mercatante, sin. Lat. nacrcator. Gr. iyziroyjor. (.In frane. tnarchaml, in isp. mercadèr, in célt. mercher ,. niarchader , in ingl. meivhanl cc.) Cavale. Spiedi. Cr. ig. È venduto ceni - agnello allupi , ed il giusto agl’ iniqui. Oh come a crudeli mercadanti ! ( V ) (L' edit. di Brescia pag. 18 ha: È venduto l’ agnello a’lupi, il giusto agli iniqui. Oli come crudèli mercatanti !') J(B) Cavale. Apost. Simb. 2. 118. Come li mercaddnti, e li altri'artéfici. .Ar.Fuf. i3.3i. M bau promessa e venduta a un mcrcadante. E 13:35. Che non ha mcrca- dante in sua ragione. (N). , .. Mercadanzu, Mer-ca-dan-zi-a. Sf.V.A. I. e di Mercanzia, Cavale. Spéich. Cr.iq. Oli come cara e preziosa mercadanzia! (V) fLa edizione di Brescia 1822 a pag, 18 ha , mercat'anzia.J (B) Mercantare, Mer-cati-tà-re. [N. ass. Fare il mercante , Trafficare a fine di guadagno.] —, Mercalantare, Mercanteggiare, sin. Lat. mcr- cari. Gr. ■ x! - ( I* 1 fr^hc. màrchàndei ; iii prov. marcah- deiar cc.) Cr. alle-v. -Mercare e Pare, mercato.» Benv.Cell. Vii.3oQ. ( Milano 1824. ) Il Re non troverà mai il* pari di costui f e quésto- nostro Cardinale lo vuole mercantare, come se fussi una soma di teglie. (B) E T.2. f 10. Io era andato a mercantare tre cavalli per andarmene alfe» Tolta di- Efanck, Bèmb, Stori 1. 1: E perciò gli uonn*'.- 43 334 MERCANTE ni di quella contrada per antica. loro usanza al mercantare dati ec. alle città di lui c castella per loro traffichi c mcrcatanzie passavano.(N) 2 — * Stiracchiare il prezzo di un’opera fatta. Baiti. Dee. (A) Mercante, Mer-càn-te.[^cM. e sm.Lostesso c/ie.Mer rodante e] Mercatante. V.Buon.Fier. a. 1 * 1 tanlesca tornavano da Pisa. . . ,. s so c ™ Mf.rcatantessa , Mer-ca-tun-tés-sa. Fem. di Mercatante. T L° 5 , Mercantessa. F.] Tralt. gov. fini. 16. Or mi diventa, anima mnr bene, assetata , prudente mercatautessa , e non temere , F erC "L,ss° ^ puoi se non guadagnare. Dav. Scism. 46. Luisa mia, quanto 1 ^ ,rC>' vivere? vcnt’aimi? clic spazio son eglino all’eterno? tu se t® catantessa , se vuoi eli’ io gli baratti a quello. pie .’S Mrrcatantile, Mer-ca-tan-U-lc.^diU. [com. Lo stesso che'tàf^'ft, r j Ijat. ad mercatorem spectans, mercatore dignus. Gr. F. 3. g. Con animo più cavalleresco , che increata ri tifi' ) servigio della Inrperadrice. Stal.Merc. Sia scritto in vo!g ar ^ di buona lettera, leggibile, mercatantile. Mercatantilmente , Mer-ca-tan-til-mcn-te.^ui’. Con uso mere stesso che Mercantilmente. F-] Lat. mercatorum ìuore-G'- ' ( Stat. Mere. Piati ec. mercatantilmente si debbono inten dere e terminare. E appresso : Acciocché 1 piati procedi 111 ^ tilmente sanza gaviliazioni. ì ta> lic ' 6" Mercatantone, Mer-ca-tan tó-ne. [.ddd.c sm.~\ accr. di n^ ic ]^ stesso che Mercantale. F.) Alleg. 23y. Ogni scalzo vu°‘ * fé catantonc a credenza. caW> ,tC i \d' Mercatantuolo, Mer-ca-tan-tuò-lo. [Add. e sm.] dini. divi or stesso che Mercatantuzzo e Mcrc.nituzzo. F.] Jiocc.nov-o ■ . tautuolo di quattro danari eh’ egli è. ,. jje ,c tri 11- Mercatantuzzo , Mcr ca-tan-tùz-io. [Add. e sin.] dim. “ f f , rC ato 1 ’ c >’ [Lo stesso che Mercantuzzo e] Mercatantuolo. F. Lctt-i v ^ st ,a ! M boli. Gr. innepos ovbivòs àfjos. Baco. nov.68. 21. Se .2. s ùio* fi-acidume delle parole d’ un mercatantuzz.o di feccia J ...ir. c° Furi. 4• 1■ Fa pur là; ti costerà questa cosa più die I* 01 bottega , mercatantuzzo di merda. . dim. Mercatantuzzolo, Mer-ca-tan-tùs-zo-lo. Add. e. sm Mercatantuzzo. Tornii. Rag. lib. 3. Berg. (Min) > ^ gei--, sor' MERCATANziA,Mer-ca tan-si a.LA/.'] Il mercatantare, [L’arte g r jF ' t ic T . 7 -Air • . -- ~4-i;ltiO* .dii : a^‘ delff ai- fi ■vK. appi colli h-* 1 0 . l qC- i. B° cC ' Lee* 3 ’ té: ii» mentati in mercatanzia. E 11. 87. 3■ Condivano. nC c. , ‘ l gran parte del traffico della mercatanzia de’ Cristiani- 3. La costa d’Amalfi ec., piena ec. d’uomini ricchi» 1 f >, in aLto di mercalauzia. . wr ,,. c i.D fli 1 - . nit' 1 ' 2 — Gli eflètti e roba clic si mercatanta e si traffica, j all ti e *** | C H C merciinonitim. Bocc. nov. ig. 23. Acciocché i n,erca [ p chi*'' 1 ^ catanzie sicure stessero. E hov.80. 2. Tutti i njercaU 1 ' .^,9., ^ j t t mercatanzie capitano ec., tutte in un fondaco ec. ‘ e 1 • raf* 0 - Jr 3 — Per siimi. M. F. 3- 38. Potendosi catuuo dolei’ e . cM se della corrotta beri, capi <)■ Per santi. M. ... «dia corrotta fede’ J 2 tll ««osi estimo dolere cou -, ■ ocre cap, 9 . Perciocché r! >sa . ai P ° l ’ uli > e mm eatanzia «c j0 tolto, nè , 10 „ p . 1 to,lc pensa, dimenticato h» *3 '■ a f ìc , lt Aersademia. ) ,,sLvk ) «a mercatanzia. (Cosi net ** 11 -tT/g*. c coi c f* r CÌ, ' C PJ‘ ebbe aocdif,?,?' Franc ’ Sitcch - nov.214. Avvince fJW t-’K.ionanunlo con dìm XXil’r ™ smisurata grassezza cc- » g fan die su t . nirrcataurie - * a< tlu che spesso lo accoinp a (t r,a ' * si pu osmio di volere toner H dello r° l ° ME BACATA RE F’ej)^D^ nd -) P m de'tribunali di Firenze. F. Wle.roanzh, § j.Cron. a c ;7 - 1 - Stetti cacciare, pescare , cavalcare , giucare , o mercature. E (•unii ’ 9°’ Sotto titolo di voler con denari andar ìncrcataiido./Jap. Per a,’, Mercatore o contrattare si è dare tanto . . crne tanto d’una o d’altre. o piu ( Gr. bare il prezzo della mercatanzia. Lat. prctium constituere. ^cccnd'" r'Vr. As. 12. PercioccRè Lupo, die è uno de’primi Pie;.. J etl di questi paesi , l’aveva il dì dinanzi indentato. Buon. altro ?• 7 - Pentito sei batteva innanzi a’ piedi, cato.® da,t ra ' . Mercatandone un o- .— stampai 4 - ,f. 10. Mostrami grossagrana; io la iner- °iam d’accordo. *o„T»e d ' vendere o di comprare, Contrattare.. Brune. Sacch. > Vet >tinn 1 uan i° gli dicesse , e come gli mercatasse , egli n' ebbe lire °’ ( A ) ‘*>iiTa u ° 1 Mcr-ca-là-to. Add. m. da Mercatare. Lat. mercatus. Gr. Cr. alla V. Mercato, §. 5 . » ine. Dav. ann. 1 f. tgo. g'r (; ) « l’ucciditore vendicato ( come alcuni hanno |faccia di tin- . cl le ‘‘cl non avergli attenuta il padrone la libertà mercatata, qual- V** 01 '? cc. (B) co/7 2 5 Mer-cà*to. [*V///.] Luogo dove si tratta di mercanzia, e dove e vetl de. £libro o Portico dove i mercatanti si riducono a Pitv e 1 negoziò —, Mercalale, sin.} Lat. mercatus. Gr. Ì(*tcq- trett v. ( In Cflt. gali, marchiati margndh e marca.it , in ^ in ?' :iVchad > in isp. merendo , in li ane, marche , in ted. markt , ec.) Vani. Par. 16. 121. Già era’l Caponsacco nel tq-Q J®.» Buon. Tane. 4 - 2 - Si eh’un tratto in mercato, bello e iu- , Comparirci vestito aneli’ io di nero. (N) c «i'T' t eoi/’ aggiunto di Vecchio o di Nuovo , dicesi di duemer- bj, a fPfssùni m Firenze.'] Bocc. noi». 83 . 6. Il quale allora a bot- ioi, q,' lV p increato vecchio alla’nsegna del mellone.» Salviti. An- »ay a 1 ’ ”■ 3 . 2. 6. Fra le colonne di mercato nuovo , ove si ragu- 5 Raà Sobilla C i negozianti. (N) . a J Jn anza (li nonnlo ner vender c 4 lo unanza di popolo per vendere e comprare merci.[p^.Fare mer- ? y ia. A] *1 / * 7'J ", r Pratica e Ragionamento. Lat. commercium. Gr. trvufió\«.tor. p 3 ’ 1 in 2.] -Tra» i"’, , [P cr to nel prezzo della raercanziaXat.comnieic'iiim. Gr.trvuZó\uior. 11. e 14.] ^ ; lliglj 0 eZ4 ° de ^ a cosa mercatata. [ Onde Buon mercato, Gran mercato, 7 .(i( r mercato , dicesi del prezzo busso, e Mal mercato del calo.] *<*ium. Gr. Ti/j.r,. M. F. 1. 28. Per quello pregio , che! Redi ^eicai* Vode ’ a buono mercato. Tav. Hit. Pcrna, di parole è gran P'css 0 °.’ n,a combattere è caro.» Sig. Fiagg. Atout. Sin. 8. Ap- V i' s * ^a bellissimo pane e buono, e miglior mercato d’ ogni » ^ cl ‘ e noi. (N) _ _ eh? ynde i modi avveri. A buon mercato, A buonissimo mercato ec. » '"ili, pià s’uniscono co'v. Avere, Dare, Vendere, Compraree siti fifa ' a ' ^ or luoghi. (A) *■ t'on SCe e ^ cttovaglia. [ F. A.] Lat. coromeatus. Gr. xo/uH. Liv. M. a r, 0tl crai10 forniti di mercato. Fegez. Chi del irr-.oato dell’oste be- ' P C) , P^nsa dinanzi, senza ferro si vince. - 80 ài i,0i ^. Quantità grande, Molti Indine. Berti, rim. 1. 6. Era un 8 "''che 9 i > , oi v ^ uon mercato , L’invito tiene, ec.» Pecor. g. 25 . n. Ir C ( l - eli 0gUa, “0 ec - tirarlo alla battaglia, andiamo con poca gente, aver buon mercato di noi. {Cioè, poterne vincere di lo < -- uscirne a onore.) (V) ^7 * Col W f acCCT >de che un mercato = Aver che fare assai. k t J -^arp „ v i biave: Dare a buon mercato = Fender a prezzo vile. Co }‘ b "° n mercato. (N) • hssoiv • -v — Contrattare del prezzo ^Ue ’ «iei t7 -" 3 sscrc : Esse«e a mercato a mercato. (V) rr^'e. r V, a J‘ c •’ Fare mercato o il mercato = Mercanti j f'r. * I «U'C Tìlf‘Tf*otr» ^ a T t l\Zfr\ì'oì1. Al S>, „^PPoni «io pi 7 >ccii are , Conare mercato, $. 1. ] Cron. MorelL. 32 g. Mandovvisi p’ "■ iecirm„ ' ser Benedetto di Landò Fortini , e Niccolò Barbante a d.mercato. Beni. Ori. 3 . 6. 5 i. Par che il mercato te' Far C h MantÌ ’ F À- c 0i ; _ U0 P marcato 0 gran mercato=Conirattnre a poco prez- \ Bar e nwT. co jUrario , Far mal mercato — Contrattar caro. V 3 Varcato . 'teli , S- 2. (A) 4 Arcato meta f- Berti. Ori. 1. 26. 55 . Tu fai dell’ altrui vita e . t a mercato:: . . , Radunare le genti colle mercanzie per con- ». Jt [ a ti,tt e j?' e , mtccato i S- 4 -i Cron. Morell. 322 . Appresso vi 2, Dove^V' ca * le ^ a ^ are mf, rcato ogni 'quindici di. G. V* 1 Fitiolani facevano loro mtreato. MERCÈ 335 5 — Fare mercato di cliccchcssia y=. Farvi bottega , Guadagnaci. 6 — Fare un mercato. F. §. i 3 . i 3 — [Col v. Parere:] Parere un mercato, Fare un mercato, o simili, si dice- quando più persone adunate insieme rumoreggiano, cicalando. Lor. Med. canz. 55 . 2. Quando all’uscio voi filate, Sempre mi pare un mercato. 1.4 —* Col t’. Sfare: Stare al mercato = In ter venite al luogo dove sia mercato. F. Stare ec. (A) 1 5 — [Col u. Tenere: Tenere-a mercato =: Trattare di comperare o ' di vendere.] Baco, nov. 8 ' 5 . 3 . Come se da spendere avesse avuto die- cimilia fiorili d’ oro , teneva mercato , il quale sempre si guastava , quando al prezzo del poder domandato si perveniva. » — [Tener mercati = Tener pratiche, ragionamenti.] Bocc. uno. 26. 10. E se non fosse che tu in’hai fatto, non so perchè, tener questi mercati, io me l’avrei ec. levato d’addosso. ; * 16 — [Provai/.] Tre donne fauno un mercato, cioè hanno mal.eria.da. discorrere e trattate come un’ adunanza in di di mercato. 17 — In piazza e in mercato ognuno è licenziato. F. Piazza. 18 — Ognun va col suo senno al mercato. F. Senno. Meiìcatoue , * Mer-ca tó-re. Ferì. m. di Mercarc. Che nterca , Clié ■ tsborza il prezzo di alcuna cosa, e fig. Mediatore , Bedentore, Cavale. Frult. Ling. 14. Non può adunque essere dispregiata quella orazione, che tanto mercatore a Dio porge. (V) (La buona ediz . del Bollori in luogo di Mercatore legge Mezzano, e l'Alberti dà per voce antica Mezzatore , il medesimo che Mezzano. Dunque è da credere e il vuole anche il buon senso, che la lezione vera debba essere Mezzatore.) (M) Mercatore.* IV. j-r. m.— Autore ecclesiastico del iv. secolo. (O) M KscÀTnuo, Mcr-ra tù ri-n. AtUL m. Spettante al traffico , Mercnlabile , Mercantile. ( F. Mei'cautevol,:.) Acr.iVot. a Dard.Bcmb.27g. Bcrq.(Min) Mercatura , Mer-ca-tù-ra. [Sf.] L' arte del mercatantare. Lai. mercatura ; mercatio. Gr. ifjoxoftx- , tnicoptxri. Dav. Camb. g 3 . La merce- tura si è un’ arte trovato dagli uomini per sopperire a quello clic non •ha potuto far la natura di produrre in ogni paese ogni cosa necessaria o comoda al vivere umano. Ciro. Geli. 3 . .7 g. De’ cattivi temporali, della mala fortuna , della poca sicurtà de’ mari > che non lasciavano esercitare la mercatura. Merce , Mèr-ce. [Sf. In generale si comprende sotto questo nome qualunque cosa mobile di cui si possa far traffico e commercio , C per fino il datan o. Dicesi anche, ma in senso alquanto pià ristretto, Mercanzia,) Mercatanzia. Lai, nnrx. Gr. rò Svtetv.Coin. InJ. 7. Siccome a Mercurio le merci , oiid’è Dio de’ mercatanti. » Fr. Giord. S. Il mercatante , che ha la merce nella bottega sua , vuole guadagnare d’ ogni cosa. (V) 2 — Per metaf .; Dant. Par. 11. 123 . Perchè qual segue lui , com’ei comanda, Discerner puoi che buona merce carca. Petr. canz. 4 2 - *■ Ella carca di ricca merce onesta. Mercè , Mèr-cé. [Sf. sino, di] Mercede. Dant. 'Rim. 26. Perchè niercc volgendosi a me fanno. 2 —* Ed usalo ancora anticamente nel num. del più. Amm.ant.p. 2. Egli non ha .provato quando è ’l duolo, e fallace a’ bisogni per le mercè altrui. (Gin) 2 —> Merito o Cosa meritoria. Lat. meritimi. Gr.tneovSccioe tpyor. Dant. Par. 32 . 73 . Dunque sanza mercè di lor costume Locati son per gradi dilferenti. Btu. ivi : Dunque sanza mercè di lor costume ec. Senza merito di loro operazione. A. Gio. Grisost. Or non sai tu , che. maggior mercè ti cresce, quando tu non aoperi per rispetto di mercè, ma solamente per piacere a Dio? » (Qui la prima volta vai Merito, la seconda Premio.) (N) 3 — Aiuto , Misericordia, Pietà, Compassione, Carità. [F- Mercede, «. 3 . ] » Guitt. Leti. i 3 . 34 . Fuggiti e diliberali dell’unghie , sue-e ’n della mercè tornati di Dio lor padre. (Cioè , nella misericordia , bontà.) (V) 4 _ * Cortesia. Guitt.Lett.ig. 5 i. Ora non so ec. s 10 pugno m mercè o in orgoglio. . . Che se pugno a mercè, feroce siete. (V) 5 — Si usa talora , sopprimendone i articolo o la preposizione, come in firma avverbiale $ ancorché alcuna volta se le ponga dietro il segno del caso, [e vale Per grazia o Per cortesia. Così Sua mercè. La sua mercè, La vostra merce e simili =Per grazia sua, Per cortesia vostra e simili.] Farch. lez.5o2. Dicesi ec. mercè, e significa quello che volgarmente si dice : per grazia vostra , o per cortesia 5 e i Latini direbbero: quae tua est pietas, vel benignità*.» Bocc.g. 2. n. 10. Io sono qui venuto per riaverti, e questo gentil uomo, la sua mercè, mi ti rende. E g. 10. ». 4 - "Voi, la vostra mercè, avete onorato il mio convito , ed io voglio onorar voi alla persesca. Rim. Ant.Gimini Al fu ni. Ch a- mor la sua mercè mi dice, eh’ io Nulla teina mostrare Quella ferita d’ond’io vo’dolente. Bocc. g, 2. Ballai. E-quel che n questo, ni e sommo piacere È eh’ io gli piaccio quanto egli -a me piace, Amor, la tua mercede. (Cin) , , - , 6 — * Ed anche senza /' articolo La. Dant.Inf-g- Io son fatta da Dio, sua mercè’tale , Che la vostra miseria non mr tange. Ar. Sai. A- pollo , tua mercè , tua mercè santo Collegio delle Muse ec.(Cin)(N) n — Ed ironicamente. [Per o A colpa.] Peir.canz,2g. 4, Or par, non so per che stelle maligne, Che ’l cielo " a Sg* a i Vostra mercè, cui tanto si commise. » Bocc. g. 6. n. g. Delle quali {laudevoli u- sanze) oggi niuna ve n’ è rimasa , merce deli avarizia, ec. Guitt.lett. 1A. 4 n. Tegno che .poco siate più che niente ; e quel poco che siete* credo ben ,' mercè .vostra (a vostra colpa ) , torre-telo via- (V) 8 _ [Dicesi ancora frequentemente e sempre nel sign. del §. 5 , La Dio mercè, La mercè di Dio, La buona mercè di Dio , Iddio mercè , Per la mercè di Dio , Vostra buona mercè e simili. F. Dio , 5. 16.] Bocc. nov. 15 . 1 2.- Dove io, la buona mercè d’iddio, e non tua , fratei mio dolce , ti veggio, E nov. 66. 10. Quanto potei, cominciai a fuggire ; e qui me ne v . non sono meritati del lor bene adoperare? » Dcuit. Par, 28. » e dere è misura mercede. (N) . 3 — Ajuto , Misericordia , Pietà ec. Eat. misericordia’, auxih'in’i • tas. Gr. i’\tos, fioritati , ivdjlstx. (In pers. mihr misericordia) e %gi, novero , onde mihr geda misericordia yerso il povero.) NoV- ® A e , 3. Noi seppi tanto pregar d’ amore , eli’ egli avesse di me ® e 3 >— ' , , . 1 _ -, : 1 1—1.: i.:- i),,,. ■de^ Peli’, son. ///. Che quando più il tuo ajuto mi bisogna, Per mercede, allor ti stai. 4 — Premio. Chiabr.Guerr. Gol. Dunque dovei su la. più veiCle '^ti‘ Trovar sì dura e si crudel mercede Un che tra’l rischio delle 8 cn mate , In suo valor fea conto? (A) (N) , s 5 — £Usalo in forza di anodo avverò, come Mercè, J. 5.] P etr ' s ° rC eici Hiiigrazio lui, che i giusti preghi umani Benignamente, sua i° er ascolta. Tav. Rit, Tutti la fanno bene, Iddio mercede. ,«0- 6 — [ Col v. Andare : ] Andare all’ altrui mercede = Avere B comandarsi altrui, e a chiedere aiuto. Rat. alicujus np? 10 1» ciré fare. Gr. eh fiefìuav y.v-}Av riva. M. V. g. 2f. [Avendo rieo* ptJ la riotta , eli’ era stata tra lui e messer Iacopo suo consorte, --- 1.—-i.». 1 !. o!„_della tel .i’. cagione principale, per che avea perduta la signoria della sudo provato ch’è il perder lo stato, con andare ali’allruiiBfWfi) Col v. Avere: Aver mercede di alcuiio^^fuer/ie pietà, la avendo — * Col v. Domandare: Domandar o Dimandar njercedeBS 1 ''^ ^Jj) ajuto, compassione e simili. T. §. 3. , e C. Domandare, §■ ?’ QiP — [Col v. Rendere: ] Rendere mercede o mercè—Ringrazi’ ’ pi perdonare. Pani. rim. 8. Quelle che vanno con lei, son tcD ^1 0 bella grazia a Dio render mercede. Rim. ant. Rof. Ronag.i 0 . fitto- mercede ad Amor vòstro sposo ,, Che’in voi servir Ical m’haj 1 oC iìà 0 \ Fuv. 4,3- <°3. Or io son qui per. renderti mercede Del b e Tirt, 60. Considerando pii Giuderi deliberatamente vernano a :h' J ' Parigi affaticato tanti anni per imparare per altro servire a’ vpslri pari. N. Gran mercè. Morg. a. : . Morg. g, 21. Al gallo parve che lussi un bel giuoco; Gran mercè disse, che insegnato in’hai.(Cin) Bit. S. Gio.Ba1.242. S. Giovanni gl’ inchinò il capo e disse : Gran jnercè a te, messere. (V) ' 1 — * Gran mercè , si usò ancora per quello che noi diciamo Io sto fresco. V. Granmercé , §. 3. (Gin) 3 — * Usato anche in fòrza di sm. V. Granmercé, §. 4- (N) —* Col v. Andare : Andare all’altrui mercè. y. Mercede, (.À.(N) 3 — * Nello stesso sign. dicesi Andare per le mercè altrui. (P) 18 — * poi v. Avere : Aver mercè o mercede eli alcuno s= Averne pietà, compassione. C■ Mercede, J. 3- Boec.g.S.n. 4- Ben vi priego io (se esser può) che voi abbiate della mia vita mercè, e che io non muoja. (V) t-Q — * Col v. Dire : Dire mercé 5= Render grazie. F~. Dire-mercè. (N) 20 — [Co? v. Essere : Essere mercè = Essere cosa molto utile.'] Baco, nov. go. 11. Tu se’povero; ma egli sarebbe mercè, che tu fossi molto più. Pass. Non eh’ e’ sia peccato o vizio , ma egli è virtù e mercè. p Cron. Nell. p. 33. Niccolò morì nella detta mortalità e fu mercé, perchè era un pessimo garzone. (Cin) • ■ ». — ‘'Essere nella mercè di checchessia = E ssene nell'arbitrio nella potestà sua. N. Essere nella mercè ec. (Pr) ai — [Col v. Fare: Fare mercè = Far cosa meritoria .] Riin. ànt. M. Cin. Che ben faria mercè chi m’uccidesse. . 3 — * Ed anche Dar guiderdone , Conceder premio. V. Fare mercè. (N) 22 — * Col v. Gridare ?• Gridar mercè ss Raccomandarsi pregando. F. Gridare , §. iy. (N) vii — [Co? v. Rendere: ] Render mercè. V. Mercede, §. g. 24 —; [Col v. Rimettere:] Rimettersi alla mercé altrui Rimettersi in ■ aibin io o alla discrezione altrui ; che anche si dice Rimettersi nelle ;;br.ac_cia d’alcuno. Rat. alicujus arbitrio se commilterc, se in totani ■ alicm dedere. Gr. titirpiienv avróv rivi. G . F. 10. si3. 2. Il ré Gio- yanm con inlinite scuse si rimise alla mercè del Papa, [e riconciollo jl Papa con seco, corno era ordinato, e ristette in corte più di quindici di , ciascun giorno a consiglio segreto col Papa.] US.”- * Co! v. Venire : Venire a mercè. V. Mercede, §.10. Petr.cqnz. 1. 7. Però di perdonar mai non è sazia A chi col core c col sem- , piante umile, Dopo quantunque olfesè a mercé viene. (Pr) Mebceche , Aler-ce-chè. Avv. che scrivisi anche Mercè che e vale [ Ini - perciocché,) Perciocché. Rat. etenim, quia. Gr, ydf>, ori. Segli.-Mann,"- Gitigli. 24. 4- Gli umili, sono appuntò coloro, a i quali Iddio volentieri dà la sua grazia , huniilibus dat gratiam, mercè che gli umili senq servì fedeli » Ar. Fur. gyt. E fogge, e joqaàzi a tutti gli aln i Ar che mi fosti allora. IO — * Col v. Venire : Venire alla mercede o mercè Mettersi nell’ arbitrio altrui. Introd. ddli ambasciadori come i Giuderi de cede , si si mosse a misericordia, (Pr) i: s cl ti — * (St. Eccl.) Padri della mercede 0 delle Redenzione de| ^ U vi: Ordine religioso di ebbe origine in Barcellona nel h 2 ,- fv s!l redenzione de’ Cristiani ridotti in cattività presso gl'lnfcdcU- ^0, principio una congregazione di gentiluomini , che si : lC oif l Ì‘ Confratelli della congregazione di Nostra Signora della Mi sCX ^ jS-, Fu poi da Gregorio IX. approvate ed assoggettato alla reg° Agostino. Questa mutazione divise i chetici ed i laici ’• 1 ■ , ie dd® furono incorporati ad altri ordini militari, e la Congreghi Mercede fu composta di soli ecclesiastici. (Ber) Ctf* Mercedòka, * (Mit,) Meivcerdó-na. j Dea de’ Romani che 0» deile mercatanzie e de’pagamenti. (Mi!) ■ n ttt f, Mcrcedosio. * (Arche.) Mer-cc-dò-ni-o. Add. m. Me$e fdf g atte mani conispondente al febbrajo. Era intercalare o ^ isest à àOi ^ nativamante di 22 o 23 giorni. Prese il nome, secondo J? e dea Merccdona. (Mit) Mei' cefi?.' Mercen^jo , Mer-ce-nà-jo, [Add. e sm. V. A. V. e dj ] * ,3 Frane. Sacch. Op. div. 114. Per tre cose si serve i^ìonlal' 11 ^ la prima , clic’ servi servono a’ loro signori per paura di > la seconda-, il mercenajo serve per avere il prezzo ; a !l si serve per carità. Fr.Jac. T. 1. 3. 5. Or son così avvita mercenaja , Figlia di tavernaja. . Rat-^ 1 ' Muiìcepuiìiameste , Mcr-ce-na-riri-min-te. Avv. Con sa’ arl cede. Gr. p.ta-éà). Cr. alla v. Stare con altri. /Min) flit a — Venalmente , Per mercede. Car. lett. 1. 13. ^ er 6'p.. so ii(t-^ji„t- Mercek^rio , Mer-ca-nà-ri-o. [Add. e sm. parlando di P e na jo j , ft i. selve a prezzo , [a mercede.) — , Mérct.-unario , rés MZe l« ccnajo, sin. Aat.mcrccnariusj mercede conductns. Qr-pf^ A go j. T 3 '— Èd in forza di add. parlando di cosa . Varch. ^ arti, quantunque meccaniche e mercenarie, serVOI1 ° il sebbene non sanno le cagioni per 1 che ciò facciano; 0I ì cXe ec-^Je, adopera 1’ archipenzolo,cllcgnajuololasquadra,senza sa P 3 — * (Milit.) Solilato che milita a prezzo, che dia "‘fitti Si usa per lo più in senso di disprezzo , e per opp° IJ0 ,, 1» 1 ? 3/ .j 0 propria e nazionale. Sega. Conciossiàchè i merceiiai 1 c0 iii rj - • ■ .. • »—#>■<» Ma f _.,„ r e, e .Jc 1’ animo , ma tolgano la roba ai cittadini. Rentiv- cuo re ’ e ^t) i nemici che erano merccnarii la maggior parte, Vi ,^ re «• .è-J- •- e ..che al coniO J .‘',, T „,. c t'ii‘ IJ „ vili di mano , prima pensando a fuggire che al C0II “b', gjec- Mercebnajo , Mer-cen-nà-jo. [Add. e sm. F.A. V’. e f\j V rcc^ ì3 Ì Jtfi Annot. f~ang. Jl n}crcennajo fugge, perocché egli „ tUJ è>* tion s’ appartiene a lui dèlie pecore. Mei'. S. Greg- ? cennajo «Iella mercè sua, a pr e Mercenbario , Mer-cen-nà-ii-o. [Add. e sm. V. -»* ,v c eO Da ‘*''i e P rio.] Cavale, Specoli. Cr. ET puro cuore non e 111 i: c0 lor oC .. 1 ’rC Inf. 7.: Le spezie dell’ avarizia sono cc. , il pcccat *ùi. Quad. Cont. E de’ dare 42 torneai grossi , che ri- ■S 3 . 5. V a bucchero di Gianni , e a’compagni mereiai. G. A*. ir. rie»? C1Catant ‘ e lnerc i a ' g ran numero. Buon. Pier, f. Ihtr,Quella •“Ici- C i j a ai ^°pra ardita e impronta , Ch’ usano onnipotenti i velettai, !?IC« calzolai. E 4. 4. 2. E il verno star le sere Assediato al tle te. ìli ^ no sprziale , D’ un mereiaio , d’ un barbici', d’ un rigat- 11 >tdi c r ( 'V 3 . Q. V’ é la • - - ■ - - lor mercerie. ( lga del mcrciajo ; {ed. anche La via dove sono molte bot- le sere Assediato al barbier , lanajuoli, orefici e mereiai , Notai, legisti, V^riaii °i ’ Mcr-cia-juò-lo. £ Add. c s m. Quasi dim.di Merciajo. A’ciu. b • '■! ^d'rciajo di poche merci, Piccol mercatante.Fav.Esop. .1 1 il hestiuolo morto ’ ' ’ ' ' ^f‘co',7 0 *1 mcrciajùolo Olii e i bicchieri rotti , ec. S’ ®‘ f - nov. 2. Trovò una merciajuola clic era tutta atta a quello C i S ’ ^ SSC: cc * Buon. Pier. 2. 1. i5. Un mcrciajuol per >0 Fornito c a spilletti, aghetti e fibbie. "‘inte i? > ricr ci-mò-iH-o. Sm. F. L. Mercatura ; e più propria- illecito. Segtier. Pairoc. inslr. cap. 7. Saettino quei ìj a do ) 11K< l u h die allin le assolvono (tali persone facinorose ), ven- >. * giustizia per vii danaro, e cambiandolainmercimonio.(A)(B) r >es iu ■ °E) Mèr-co. Sm. Nome di una pianta erbacea delia sin- ''‘A'ì famiglia delle cicomcee , con foglie lirate, e grandi fatili J‘' u c °ll antodio monofillo intagliato , il ricettacolo nudo ed ^ch 7 0, - ì . P a Ppo piumoso. — , Lattugaccio , sin. Lai. arnopogon xNC 1 ’ 11 ; TarS'om. (N) . • seti, ^E r-co-lc-d).' [Ain. comp. indecl.] Nome del quarto giorno >Srihl ficnf‘ lla ’ ^ te dagli ecclesiastici è detto Feria quarta , ed ■' ferj iì Lat0 pori la figura di Mercurio , cui era sacrò,e dal quale J r -Ti^ r n ° m f. — , Mercordi , Mercorc , sin.] Lat. Mercurii dies. Gr. i 7 ® ec. fioco. intrad.fS• Il mercoledì in sullo schiarir del gior- ■Pi-or S /'^ c ' f,a s ' tolsero in via. f v fb. Guardare verso mercoledì o simili : si dice a Chi »'•* «tento 0 Cl ' s ° ìn l ° 1,1 e in là , o sta fiso Slp.^cù .i lc °lcdì la cieca lasca Rimira a f°e(. } ) Mer-i i plicare a ciò che conviene , va vagando in altro luogo. Pataffi 5, squaiciasacco la matrigna. 2. 1. lo guardava verso mercoledì. ’f 1 - LG“p r ' cor "dì. Sm. Lo stesso che Mercoledì. F. Tass. Leu. me econ g. a. n. 2, Li Guelfi si tcneano dalla dominica e' 1 /?®’ > ^ n , al mercordi vegnente'. (V) 4 ~j 4 l er 'E’r-co-re. Sm. Foce sul far delle altre Luni e Marti. F. 0 Mercoledì. Bemb. Leti. 2. 7. 172. Aspetto inesser c u lucrc oiMi | . iremo, /.ctt. 2. 7. /72. Aspetto c 0 >'st. ro marie o mercorc,e vederollo di buonissimo animo. (A)(N) qu ? 2 -, 20Q. N. Sp. ( 0 ) Beni. Rim. Bari. 2. tgf Merlili ^ i u.? ln ^tierbo a morfirc. Bemb. Leu. 2. 3. Q2. Credendo ^sììo! a l esso < I wa E e . cglimo giunsero in Ispagna , esser mcrcore, verbi Giobia. (N) i c! > dri a ] t '') Mcr-co-rèl-Ia. [ Sf, Genere di piante della diècia ttP'vi trìffr a Jumiglia delle euforbie, distinto da’fiori apetali con On /i Je «e ’ / > e tino stili, e le capsule didime. La più comune delle ■fola e K;> S - Mercorclla annua, pianta che ha lo stelo diritto 9 ramoso, foli* ^ Q coU i^ le °PP 0Ste 1 uvrt£o-/aiEceolate , intaccale , lisci* ; i 'Ha * * c co lì u vfjjjvoio , u\’tu,u-tu»^eucute , intaccale ; s pi'e‘ e ' le gli ’ Un vel ’d e alquanto giallo , in spighe gracili. È co- "ho'n^ne ^ a °^ ore e sapore spiacevole nauseoso ; il succo ShiJ^Utì e ° P'tcilaginoso , alquanto salalo. Siafra le cinque erbe che ° di’p r,esc e utile applicala esteriorinenle a fòggia di calapla- /j (< pìi c n ì ent °. Fu anche riputala purgante , ma non può esserlo lìl 7 s t o/ie/f ° Sì'aclo. Tuttavia non è usala gran fatto al presente GR, Cot eH a t i , vof S a, 'mente Buon Enrico , Erba strega, Punzoncella , 8l a , ° 7 , o>is J 7 i” laa ^ e ' E'- Einocrambe. Lat. mcrcunalis annua Lin.] r 'Edi antichi attribuivano a Mercurio il mimo uso di qne- ì ! ii: } PamJ t : 4 ‘ p . llatl '° , mercorella e petacciuola. j.WoJ'Pe. Jifj 7 1 Mercorella , mangiata come le aRre erbe, smuove Iet 'Co p D , di c astr f ” i ' 11 9 - Mercorella, bietola, alia ni. 1. : bolli in c o,, I:i -LAa n . • ii 7 «labile , Impaziente Mordi. Gentil. (-A) 4 ,,c, ’b(i • c àì a , n ‘ x P‘' ri, ' / - ,0 ià mercuriali, ed anche assolutamente- Mer- Lm 1Sl co,i H0 >ne collettivo i varii rimedii in cui entra il S^led.) jj,“'rrcunaUa. (A) ( 0 ) biotte ti.// Mercuriale : Malattia cutanea prodotta dall’am- le Preparazioni di mercurio. (A. O.) 5 -~* (Arche.) Feste che celelravansi nell'ìsola di Creta, ti anche in Roma in onore di Mercurio , e che servivano di attrattiva al som- mere io. (Mit) 6 — * (Comm.) Sf. Nola di prezzi di derrate , secondo che furono stabiliti a norma delle vendite fatte di esse népubblici mercnli. (0)(fC) Mercuriale.* (l’nt.) S/'.f.o stesso che Marcorella e Mercorella.À 7 (Van) Mercuriale.* N.pr.m.Lat. Mercurialis..(Dal lat. appo a Mei-curio.) (B) Mercurio. (Mit.) Mer-cu-ri-o .Dio dell’eloquenza, del convnei'cio e de’ladri , messeggie.ro degli Dei, sfìecialmente di Giove, il quale aveva- gli posto l' ali alla testa ed a' piedi onde velocemente portasse per ogni luogo gli ordini suoi. Questa divinità era considerata dai Pagani qual ministro ed oratore de celesti. , protettore de’ viandanti e de’pastori, condottiero delle anime all inferno, dio de' ciarlatani e d’ogni specie di furfanti. 1 più lo fatino figlio di Giove e di Maja, Gli Egiziani lo chiamavano Thoth , i Fenicìi Tbatilus , gli E- tru.se/ii. Camillo , i Greci Ermete , i Galli Tentate. Aveva il peloso in testa , il caduceo■ in inano, z talari a’piedi. A lui attribuivano V invenzione della lira di sette corde , della filosofìa, dell’astronomia , degli apologhi , dell’ eloquenza ec. ( In celi, mercher mercante; marchwr o sia marchor messaggiero; mar car conduttore de' morti, da mar morto , e car lo stesso che ar conduttore ; mer car grande nel discorso,.da mer grande e car per ar discorso. In lat. mercuri , in cbr. machar mercanteggiare.) Doni. Par. ^. Questo principio , male inteso , torse Già tutto il monda quasi ,„si che Giove , Mercurio c Marte a nominar trascorse. Car. lelt. 2. i85. Dal lato sinistro dell’ovato si farà Mercurio nel modo ordinario, col suo cappelletto alato, con i talari a’piedi, col caduceo nella sinistra , con la borsa nella destra , ignudo tutto . salvo con quel suo niantelletto nella spalla. (A) (B) (N) » —* Molti soprannomi furono dati a Mercurio, de'quali vedi a'hr luoghi la spiegazione, ed eccone l elenco : Acacesió , Acaceto, A ge- tore , Agonio o Enagonio, Agoreo , Alete o Alipede, Alicmio, Arcade , Argicida o A rgifontc , Arnitto, Arpedoforo , Atlantide , 'Ca- ducifero o Caduceatore , Camillo, Caridote, Cerdemporo , Cillenio, Cillio , erioforo , Cleptide, Crisorrapide , Ctonio , Diattoro, Dolio, Ennio , Euodio o Viale, Epaitto , Epimelio, Epitio, Erinnio, Evodio , Forense , Malevolo , Ministratore , Mocco , Nabo, Nomio, No- nacriate , Pacifero , Pancrate, Parammone, Piledoco, Poligio, Pompeo , Profano, Promaco , Pronao , Propileo , Psicagoge , Quadrato , Quadricipite, Rabduco, Strofeo, Tetragono, Tricefalo, Tricipite.(Mit) 2 —* (Astr.) Nome di uno de'pianeti del nostro sistema solare , ed è il più vicino al sole. (N) 3 —* (Arche.) Mercurio .chiamavano gli Ateniesi il primo fra i colpevoli che incontrava il supplizio quando erano molti ; siccome quegli che imparava agli altri la via del Tartaro. (Mit) 2 —i* Mercurii chìamavansi certi giovanetti di tre, dieci e dodici anni , i quali venivano impiegati nella celebrazione de’ misteri, particolarmente a Trofonio. Corrispondono ai Camilli de' Roinani.(fi,Vii) 3 —* Porzione di Mercurio chiamavano i Romani quella parie di carni che in ogni sagrifizio prima delle altre staccatasi per consacrarla a quel Dio. (Mit.) 4 — * (Geog.) Isola di Mercurio o'Ermea: Così dissero gli antichi quell Toletta presso la Sardegna , che ora dicesi Maddalena.— Promontorio di Mercurio, il Capo Buona in Affrica .—Tumolo di Mercurio. Un paese di Spagna presso Nuova Cartagine .-—Delubro di Mercurio. Un paese d’Etiopia presso il quale irovavansi diamanti. (G) Mercurio. (Fis. Chini, e Med.) {Sin. Metallo registrato tra i duttili , che ha per carattere distintivo la liquidità al grado ordinario della temperatura, indotto solido , sembra malleabile, e si crede ollaednt la figura de' suoi cristalli. Incontrasi in natura non inen puro che combinato collo zolfo , coll’ argento c col cloro. Combinasi poi con molti alivi metalli, e se ne fanno amalgami utilissimi nelle ani, come quelli di oro , e dì ajgento, che-servono ad indorrme edinnr- gentevre ; e Vamalgama di stagno con cui si compongono le foghe per gli specchi. Serve pure ad estrarre dalle miniere l oro e l argènto , con cui si combina acidamente. In istuto metallico ò naturale , non è usato che per le arti, e per fave ì barometri e i termometrij seive- poi nella medicina per frizioni, ed anche talcolta preso per bocca in qualche caso di colica o romito, ma in questo secondo modo è pericoloso. D’ordinario viene somministrato unito al grasso, che dicesi Unguento mercuriale o Unguento napoletano} o in pillole unito al sapone , alla polvere di liquirìzia , ali amido. In istato di vapore è un veleno , onde quelli che lo lavorano patiscono nfiniti accidenti piu o meno gravi. Dicesi anche Idrargirio o] Argento vi.* Vo, la cagione del colore e della mobilità sua.']Lai. argentum vivuai, niercurius chymicorum. Or. vdpolpyupos , vòpoipyvpgov. Ar. Fur. i5~ yo. Chi mai d’alto cader l’argento vede,* Che gli alchimisti hanno Mercurio detto. Jxed.Oss, an. 116. In un oiinaletto di vetro d a filare riposi una buona quantità di mercurio. » E nel Diz. di A. Fu- •sta.Nel ventesimo giorno dopo avere inghiottita certa polveie cu mercurio preparato, si accorse cc. E appresso: Ogni qieci giorni pigliava due scrupoli di pillole aggregative con venti grani di mercurio precipitato dolce. Cocch . Disc. 1. Il mercurio dolce mal preparato io l’ho veduto cagionare atrocissimi dolori di venti e, ìniiammazione e la morte} ‘nè mai simi! cosa è avvenuto dall uso del mercurio vivo estinto coi zucchero o con altre sostanze» Dai inercimo ravvivato dal cinabro lio veduto talvolta nascerne escoriazioni inilammatorie e lor- memorissime della pelle alla quale fa applicalo. (N) _* Dicesi Mercurio acetato, l Acetato di deutossido di mercurio ; analizzalo , il mercurio macinato con doppia quantità di magnesia od occhi di granchio ; calcinato , il deutossido di mercurio ottenuto col fuoco ; carbonato , il carbonato di mercurio bianco ; caustico giallo , 1 ossido giallo di marcialo per V acido solforico ; cinareo di Black o di Saudern , de’ preparati poco dissimili dal mercurio solu- 338 MERCURIO MERETRICIO bile di Hahneman ; corrosivo giallo, f ossido giallo di mercurio per V acido solforico ; corrosivo rosso , il precipitato rosso ; erodo , il mercurio puro ; cosmetico, il minialo di mercurio ammoniacale insolubile ; del Moscati , il protossido di mercurio , ricavato col far bollire mercurio dolce in un liscivio di potassa pura; di Marte o di vita, il mul tato d’ antimonio o la polvere d'Algarotti ; dolce, dolciticato o dolcificato o calomelano , il protocloruro :eli mercurio ; fosforico', il Josfato di mercùrio ; giallo , C ossido giallo di.mercurio per l\ acido fosforico ; muriatico, il mimato di mercurio soprassaturo sublimato ; muriatico ammoniacale forte, il muriate di mercurio ammoniacale insolubile; muriatico corrosivo, il muriato di mercurio ossigenato ; nitroso , il prolonilralo di mercurio ; ossidato rosso , il deutossido dì mele urio ; gommoso di Plcnk , ii-mercurio macinato con gomma arabica, e stroppo-, precipitato bianco, il precipitato-, precipitato giallo, V ossido giallo dì mercurio per V acido solforico ; precipitato rosso, il deutossido di mercurio ; precipitato per se , il deutossido di mercurio ottonino col fuoco; rivivificato di cinabro o purificato, il mercurio ottenuto dalla decomposizione del solfuro ; solubile di Hahne- man , quella sostanza che si ottiene versando a goccia a goccia am- _ j _ moniaca dilungata nell acqua in una dissoluzione di prolonilralo di Merf-sdonaccio ,. Me- mercurio , e procurando che una piatola parte di questo sale resti drsciolla-, sublimato corrosivo, il deutocloruro'di mercurio, detto anche semplicemente Sublimato corrosivo-; sublimato dolce , il muriato di mercurio soprassaturo sublimalo; tartari-zzato, il mercurio macinalo con doppia quantità di cremar di tartaro; vetriolato, [ossido giallo di mercurio per l’acido solforico ; zuccheralo , il mercurio macinato con zucchero. (A. O.) (O) (Ih/. Med.) 1 —* Dicesi anche Protosolfuvo di mercurio, tetiope minerale, c Deulosolfuro o l’ersolfui o di mercurio , il cinabro degli antichi ; Solluro di mercurio , la miniera piti abbondante di mercurio quando è unito colio zolfo, e dicesi anche allora Cinabro nativo; Mercurio argentato .o Amalgama d’argento nativo, il mercurio associato alt argento ; Cloruro di mercurio o Mercurio muriatico, il mercurio nello stato di cloruro'. (0) (Diz. Med.) 3 —■* Usato nel num. del più per Mercuriali. Red. nel Diz. di A. Pasta. Circa poi i'mercmii e gli altri simili medicamenti mercuriali , anco questi non panni clic in conio veruno convengano. (IN) Mercurio.* IV. pr. m. Lai. Mrrcurius. (£>)• • a — * (Grog.) Baja della Jfuova Zelanda , nel grande Oceano australe. (G) Mercuriovenehe , Mer-eu-rio-vè-ne- ve. Add. e sost.com. cemp.Lo stesso che Maschiofennniua, Ermafrodito. Salvin.Disc. Della congiunzione di Mercurio con'Venere fece l’antica superstizione un innesto nelle tavole ec., Merda cozicnc e digestione, che si depone penile parti posteriori; altrimenti Sterco, Escrementi, Ejezioni alvine ec.] iaz..merda. Gr. nórtfos.Dant. Inf. 1Ò’. 116. "V idi un col capo sì di merda lordo , Che non parca s’era laico o cherco. F 28. 2j. E ’l tristo sacco , Cile merda fa di quel clic si trangugia. 2 ■— Die est talora per dispregio o avvilimento di checche si tralti.Amlr. Furi. 4- 7. \ a pur là; ti costerà questa cosa più che non vale co- testa bottega , ìnercatantuzzo di merda. Cecch.Inc.5.8. Questo aver dato fede a’tuoi incantesimi e tue merde mi ha rovinato. 3 —* Mona merda è detto ingiurioso usalo fra gente di vii condizione e in modo basso. Maini. Ed ci clic da colei punger si sente , Perde il risp< Ito ^ . Con dirgli mona merda c ogui male. (A) 4 —'* Mangiar mei da di galletto e= Indovinale l’avvenire. V . Galletto, §. t, 3; e F'. Mangiare, §. 3o. AUeg. .68. (V) (N) Merdelloke, Mer-del-ló ue. Add. e sm. F. lassa. Merdoso, e fig.Arrogamene , Arrvganlaccio. (In isp. merdelton voce bassa e popolare vale spoi co, mal proprio.) Beni. Mogliazz. (A) Merci.* (Geog.) Mèr-dì, Sf idi. Antichi, popoli della Tracia. (G) Merlo.* (Giog.) Mcr-do. Città dell’isola di Sumatra. (G), Merdocco, Mer-dòc-co. [Am. f/ndnonio o] Impiastro che s’usa a levare i peli. Lat. psiJothrou. GT’.v!dAt-'%oi'. (Par voce corrotta dal gr. nterdo io pi ivo, e thricc-s gcnit. di thitx pelo. In ar. inarata , ìli ebr. marci t scelse i peli dal corpo.) Menz. sat. .8. Ond’,egli allor gridò, messo in furoie: Diasi a colui che al cui mi dà il merdocco. Merdosamente , Mer-do-sa-mcn-te. Avv. Da merda. \_F. bassa.} 2 Per melitf. Sordidamente , Con dispregio. Bocc. leu. Pr. S. Ap. S 9 8. Donde m’avevi lu sciolto? dalla mangiatoja della maliziosa Circe, che così vilemcnle ec. , così al tutto merdosamente me ec. dovessi avere cosi trattato ? Mercosetto, Mer-do-setlo. Add. e sm. dim. di Merdoso, e. fig. Arro- ' ganlello, Presuniuosetto'. Lati. En. Tega, io. 24. L’adultero pastor, quel merdosetto , Che cagionò la lunga orribil guerra. (Min) (N) Merdoso , Mer-d'ó so. Add. [ut. e parlando di persona usasi anche in fòrza dì 'sm; F. bassa-} Imbrattato di merda. Lat. merda ìnquinalus. Gr. zcirpov 7r\rg.I lC<.U ar.t. //:/•' 18. i3i. Di quella sozza scapigliata fante , Che là si graffia coll’unghie merdose. Pataf. ° ‘^ j. 10. 8. Dove io ho veduto merendarsi le donne. Baon.Fier . 2 -.yV / /,':. Qui poi spillali la botte, qui merendano. » Red. Op. 4- ^‘ pisd w Nap. -tTjS.J Dolce cosa ognor mi pare Con Lirinda e con Lo sdrajanni in sull’erbetta D’un bel prato , e merendare. 0' J><* 2 —* Alt. col quarto caso, come Desinare e Cenare. Af’t- f^ ( b Dio vero eh’ io ascolto godendo 11 bene che ciascun dice di lo desino , il ceno e lo merendo. (Qui metaforicamente.) f ERF.snosAccio ,. Me-ren-do-uàc-cìo. [gldd. e sm.} pegg. di ìLlol* 14 ' [e usasi anche nel fem.} Cecch. Spii; 4- 3 - Sii, alzala, M cie eia , che se’ grande e giovane , Da reggere ogni verso. . . lf Merendone , Me-ren-dó-nc. [Add. e sin.} Scioperone, Scim^ 1 ! \ci v ' ncbulo. Gr. ev-riSotvós. T-or. Med. canz. 16. 3. La mia voglp^cii; mica , Merendone, ec. Belline, son. 260. Certi nuovi pietosi _ )ti ,ti doni. Buon. Pier, 4- 1 ■ 7- 'Lutti se ne son iti i merendoi 11 ’ “miei soazi, soimacchiosi c movbuh.» ’E Salvili. Annot. iV L: A doni, cioè i balocconi, dairinti’attencr.si merendando. (N) TMerejìouccia, Me-reu-dùc-cia.[6'/l clini, di Merenda. Lo stesso c jj 0 . ^ renduzza. y. Maini. 2. *^ al manto. Lor.Med. canz, 28, /(j, b cciono una merendili* , { senza salina. Meresfrassi. * (CUir.) Mc-rcn-fràs-si. Sf V, G. lait. ** (Da mcu&s parie , e emphrasso io ostruisco.) Ostruzione r . *\ ' qualche parte. (Aq). rAniE’’ i-xcuAtu cuu t tucie lece lamica superstizione un innesto none uivuic quaune paiic. , r r ,0^ *y, che chiamarono perciò ermafrodito, ovvero Mercuriovenere. (J\) Mereni. * (Geog.) Mc-rè-ni. Antichi popoli Goti, vìnti da * da, Mèr-da. [S'f. E. bassa.} Escremento dpi cibo, sceveralo per con- Meresziana,* Me-ren-zi à-na. IV. pr. f. Lo stesso che Euicr^ 11 . --- ---.' - - --- ( Dal lat. mcrens che inerita.) (13) ,. s eC t,lW f, Mereri.* (Filol.) Me-rè-ri. 8m.pl. Capi,de' Demonii, i q ll . lt 0 na i demonogrufi , si frammischiano alle folgori ed ai laf»p l ' n c ,) ^ | ( i d' infettare [aria e produrre la peste. (Dall’ebr. meri ^■ ìS . Meretricare , Mc-rc-lri-cà-rc. [N. ass.} F.L. Far la mereti'f peiiC 1 ^, vita di meretrice.} Lat. meretricari. Gr. -iropvtmii/. Guài, . c r *1 siecosacliè quella che appena a tc deguauiciite si confaceva a ^ sa, tu facesti meretricar enneubina. c0 ,f° ,, Meretrice, Mcrc-ti'i ce. [A/I] Femmina che fa copia di stl trai per mercede. [Della miche Cortigiana, più volgat’ lHell "' e c0'' ‘ cC , Bardracca, Landra, Zauibracca, Bagascia, MandraccTiia ec-i cavile» nominazione piu onesta, lemmuia eli mondo, di parliti',® ^ ( ^ La Meretrice è avara, infame , insaziabile , rapace, s * il f' zi (}f. *,, ■vituperata ec.—, Meritrice, Mcletrice, sin.} Lat. merd 1 ' 15, p0 n v - on c Bccc.nov.2. g. Inlantocbè la potenzia delle meretrici 1 cC ’ ( i e st>' l, *I, 1 ji i; ere.. G.F. 1.38.6. Rimasero disfatte dopo la L Cavale. ^ iccc.nov.2. di picciol potei di Totile, e poi vi stavano le meretrici, dice Ugo di san Vittore: a modo di meretrice, più a® 1181 che’l donatori — Fig. Daut. hif. t3. 64- La meretrice , che mai Cesare non torse ‘gli ocelli putti. E Conv. 67. La u 01 ! ^0 A 1^. tsof ini 1 tr'Kvi zlicna.'xn'7ti mondo rit ec. è in coloro che per malvagia disusanza del mondo l' a ^.; c e. la letteratura a coloro che f hanno fatta, di donna ,_ ,nc -(j 0 , f.jtì —* Far fronte di meretrice = Divenir impudente, sfiff 11 te» fronte, 5. 3. Cavale.Erult.Iing. Tu hai fatto fronte c j ! 6’.U 1, ' ,l , s ti , < 1 ' — E in forza di add. f. pai bando di cosa. Fit. SS. P un- ’ 0 , città meretrice. Airigh. 57.Allora io dissi: o matto 1I|0 j aI ,icn^' ,,d meretrice fortuna , non dee esser licito a me parlare s S- r o * (Mit.) Soprannome di Fenere in Alido , 'Samo, ^‘(ylico- fri- mi giorno della sua festa le donne prostiluivansi in P u u meri MERETntcìAsiENTE , Me-rc-tri-cia-iucn-le. Avv. A f'gSl a ct° cl Salvia. Disc. 2. 4l6- Imbellettata, clfemminata negli a ’ j^i. ciamente abbigliata. ine re 0O 1 ''’ Meretricio, Me-i-c-tri-ci-o. [Sm.] F.L. PuUiiiicsmo.Lf - m o) lC ‘^F Gr. rò KoptitMv.But. Finalmente per lo meri tricio del ^ |ev al e ifi E Purg.20. 1. Per condurre ad onor la giovinezza cC ’’Jjiaid 6 ’ biasimo del meretricio. Guitl. Irti. 10. Meretrice in 5 cS cC abito segue il meretricio. _• „ 0 cl (l p' 2 — Luogo dove stanno le mcretrici. 5 ut.LiyC 14-, *',■ yitefb 0- ^.irij ’ 1 uno fiumicdlo , lo quale passa per io meretricio di lt ,ete fn presso: Le peccatrici, ciocie meretrici,che stanno m 7 MC' 1 ’ 1 ,} Ff Meretricio. Afd. m. Di meretrice. Lat. meretricius- al’i° cal, r ) ■’ 11 Gitìrd. Pred.R. Con meretricio allettamento prendo ^ tì a0 e c :t ( ,, '^' rcli.nSalvin. Imi. Om. ( Canta , o Musa , a uV'nie 3 n P ra , (B) mense allegre t liete, Di con botte a vicenda e vii® . a irio lt ‘ calzata. Che accusar una di mere n [>0 i a U S .di'l's no e Majà ben calzata, Che accusar pria ili mcr-.--- ; a> I aìò. - Per metaf. Gal.Gatl.Memf e te%l. 1. 9 4 Qi'.r? quotidiano , io non abbonisco se non ( l ll< '* la i s£1 v’L,j avve*® ver espone le mie fatiche ài prezzo arbUrarw.<“ ® k MERETRICOLA Me-rc-tri-co-la. dd. e.sf.dim. di Meretrice. F.L.Sguab- m, . i Puttanella. Bocc.Com.lnf. Chiama la Filosofia queste Muse, sceniche. (A) 4 Keru Teim ‘* (Gcog.) Mer-gen-tè-im, Mergental, Mariental.Zat.Mer- ^ B BG E ernumi , del Regno di Virlerberga. (G) s la j S ’ Mèr-ge-re. [All. ànom .] F. L. buffare, [Cacciar checches- g Cr en ff° un corpo liquido. Più comunemente Immergere.] Lat. mer- fì c j Q '^ PvSMfJs». Bui. Purg. 28 . 1 . Finge l’autóre clic abbia l’of- 5 -, p bergere l’anime purgate nel fiume Lete. s tizi a ef ' [Atterrare, Abbattere.] Dant. Purg.ig.t 20 . Cosìgiu- 3 -, ...T 11 a terra il merse. Sut. ivi : Il merse, cioè l’affondò. <«r c ^ cre gli uomini a morie—Condurre a morte, o Far precipi- Vc nire Un ma ^- Modo fuor d' uso.} Guitt. lett. 3. Chi vuole làtteo , Di. > cade ec. in desiderii molto nocivi, che mergono gli uomi- Ms^^orte. _ . . cui f * (Mit.) Mer-gé-te. Soprannome di Giove , come quegli da ™ Ep 'C]] I ip »" rfei ' af10 tó Parche. (Mit) , dei n nlr (Geog.) Mèr-gbi, Mergui. Arcipelago della parte orientale ” 8r ' 0l 4lì tengalo , sulla costa dell Indo-China Britannica. (G) aian-A’ * (Mit. Oricnt.) Mer-già-na. Fata ricordata sovente ne' ro- geniali. Credesi che venuta in Europa vi fosse conosciuta Moti,. n °me di Fata Mergian o Morgian , d’ onde venne quello di , beis *• F. (In ar. mergie rifugio, mergiu sperato, richiesto ; in ” Ei1Cq ' amica.) (Mit) Pedi' Mèr-go. [Am. Genere di uccelli dell’Ardine de’palmi- in. anno il becco cilindrico e più piccolo dèlie oche ordinarie ; C ^ r ett’ il ‘ a mandibula vi sono de’ piccoli denti puntali lungo gli orli ht C f 1 1,1 dietro; l : apice della mandibula superiore è curvo; vivon di e «loft® l' Pìcl ò raggiratisi intorno ai laghi ed ai fiumi, fa loro carne **d^ 0 stimata , per essere di buon sapore. Il Mergo maggiore, detto ^n\,n" ,cn le Smergo , è il Colimbo massimo del Gesnero. Il Mergo, o •I Iter Maggiore brizzolato, è detto anche Mergo- Artico. Fi è pure clis jjjS° minore, il Mergo di gola rossa, di gola néra ec. Dicesi an- W^jjonc e Smergo. ] Lat. mergus. Gr. a’IB-via. ( Mergus da •ère . l0 immergo. Cosi pure in ted. dicesi toucher da tauchen tuf- S£ lUir - norac da noriti cacciarsi sott’acqua, in ar. gamma- a . S a _masa sommerse nell’acqua, in frane, plongeon da plonger s ’. 111 isp. somorgujo da somorguiar immergere ec.) Ditlam. 3. p^ 10 Atalante eMarocco hanno i terghi;] Gli ultimi questi sono tói s 1 ** “ente, Neri a vedere come corbi o merghi. Ar.Fur. 32.63. E V p attuffato, come il mergo, Ib grembo alla nutrice oltra Ma- Sj'tti • ri*^' ^ ,,t - 200 - I merghi, che volgarmente son chiamati maran- t s * titr °^ ! c ^ ie souo * colimbi de’ Greci, e tutti gli altri uccelli Rfap 4110 9 predano sott’ acqua, e usano le paludi e. gli stagni, hau- r l 'np { ., Quantità di pollini, clic d’ ogni stagione dimorano tra le loro ,]j ( 0CA - A pecie di uccello del genere mergo che è d' una grns- f eq media fra l’anitra e l'oca ; ma la sua statura , la sua piu- £ eq suo volo ristretto gli dati più somiglianza all’anitra; il bec- rossi , le penne della testa vi formano una specie p ° Uc Ce ;, !o 1 , H manto è nericcio con macchie bianche sulle ali-Quell 5< ci'4 °f. detto anche Oca marina ,.perchè frequenta il mare , do- . e %t 0 di pesci. Tulli gli uccelli di questo genere hanno il becco ifiote Salsa di una sega , quasi cihndrioo , e la mandibula su- Q 4,,e <ìei, i ? Bu c a gj r gancllo e Polono. Il mergo oca minore, altrimenti detto l \ £, ailca , e volgarmente detto in Toscana Smergo, Domenicano * fffeo ì u e uuchc il Mergo oca-nero, lo stellato, il cenerino, quello l). Q Wgr.) c °i ciuffo, ec. Lat. mergus merganser Lin. (A) (IN) p, }jS lL,: 'l tratee che a modo d'arco si lascia sopra terra,e l’al- . j l\l,J stuello si sotterra.} (Dal lat. mergo io immergo, avviluppò 1 '; 0 s i là -^ r - * 6 . Mergo si chiama, quando il traine a modo . e j D!l X (gr, 8 ? 1 ? so P ra terra, e l’altra parte di quello tralcc si sol terra. (A) Mer-gó-ne. Sm. Fonie volgare del mergo oca nero (Genr^’^ ^er-gù-i. Lo stesso che Merghi. V. (G) c 0 p 1 ^tc- r ; . ^è-ri. Antica città della Siria. (G) *Pe s t, ° Ce dèi" comunem - usato nel pi. Merie. S'intendono, «4 *® di .fiorentino, Luoghi ameni e deliziosi. La plebe usa *>i t| , e tó 0sj e Andiamo alle merie, cioè a divertirci alla campagna, Olàr ] ^ tatl 1 in altri luoghi di vaga apparenza. (Dal celt. gaj 0 >0sco - In ar. mera luogo di pascolo , prato. In ingl. Tettò T'T 0 ’ ^‘’stevole. Vedi l’ultimo esem]iio.)V(-j/eù/. Fier. s Gr a t,à„. °^ e davanti all’osterie , fatto per comodità di chi t(*Ki 1 cnej wat (UHI tUl UolLHL ^ iulID jftt CvlilUUlid Ul stti-e (A) e mangiare all’ aria , o , come il volgo dice , alle Ni; fhe i„ er rf'‘ n P l ; T - B. 3. 1 . 3. Lo idiotismo della plebe , an- Jij B t cioè al rezzo. (N) o /j o 1 e .‘ - as s. sinc. di Meriggiare. T. de j ^ 0 Do 1C *^ ’ a5S ' S!llc ‘ ^Meriggiare. T. de pastori e del volgo, tallito o Ce z> ttììlr e alt ambi a , per difendersi dal caldo e dagl’ in - ^ sl f co pota da Meriggiare. V- Merio. (V.il/ena.)(À) (^OoM°a'/,^ ^-ri-bre-ga. Antica città della Lituania. (G) X'o, ^avvol r L x’ r K Co * G ^ aL mcr y x*(DameiJoioag- tei? »^°- (* encr e d insetti dell' ordine de’ coleotteri, della i opT' 1 ; c 0s ; "" ,er ', della famiglia de’litofagi, e della tribù de’ tro- t^ilpÌ 0n ° cop en0mtnalt d a U e venature intersecate ,in forma direte, e//,, l g l° m clitri. Le loro mandibole son picciole, ed di m ‘un sol,s...: i _ ’ L utrtili ahe z u ‘ (- nm prcndc una sola specie, cioè la Meryx '* \'U. C iC presenta le clitri reticolate. (Aq) (N) a •) M,>ri-ci-srao. Sm. l r .G. Lat. merycismus.(Da MERIGGIANO 33^ merycizo io rumino.) Questo vocabolo esprime tanto la Ruminazione di certi animali, quanto una Malattia analoga dell'uomo. (Aq) Merico , * Mè-ri-co. N. pr. m. (In gr. mericos singolare, e meryco io rumino. In cclt. menda, da mer o mar foresta .)—Uno de’ tre uffiziati che comandavano nell’ Aerodina , cittadella di Siracusa , quando i Romani s’ impadronirono di quella città. (Mit) Mericologia.*(Z ool.) Me-ri-co-lo-gì-a. Sf. V. G.Lat. merycologia.(Da meryco io rumino , e logos discorso.) Trattalo degli animali ruminanti. (Aq) Merida. * (Geog.) Mò-ri-da. Lat. Emerita Augusta. Città della Spagna nell’ Eslremadura, anticamente capitale della Lusitania. —Citta del Messico. — della Columbia. (G) Meride , * Mè-ri-de. F. pr. m. —Re d Egitto , cui viene attribuito la costruzione del lago che porta il suo nome.—Re dell’ India, il quale fuggì, d’ innanzi ad Alessandro. (Mit) Meridiaka. * (Ast.) Me-ri-di-à-na.iSyiAi dà questo nome alla linea d’intersecazione d'unq superfìcie qualunque col piano verticale del meridiano. Questa linea è verticale ne’ quadranti solari Verticali, ed orizzontale negli orizzontali. Basta per conduiTe una meridiana segnare un giorno quedunque all’ora precisa del mezzogiorno l’ ombra portata sopra una superficie da un filo a piomba lìberamente sospeso. F. Gnomone e Quadrante solare. (D. T.) Meridiano. (Astr.) Me-ri-di-à-no. Sm. [Circolo massimo che passa pei poli del mondo, taglia l'equatore ad angoli retti, divide la sfera in due emisferi uguali; l’ano orientale e l’altro occidentale, e serve di termine donde si comincia a contare la longitudine.} Lat.circulus ine. ridianus.' Gr. iswi)p.(ipivhs xvx.\os. Dani. Par. q 86. Tanto sen va, che fa meridiano Là dove l’orizzonte pria far suole..Bu(. ivi: Meridiano ec. Questo circulo è quello che divide l’uno emisperio e l'altro in due metà, sicché 1’ una metà è verso oriente, e l’altra è verso occidente. Gal. lctt.ant.ft:. Quando ella si trova nel meridiano. Car. lett. 2. 1 ó.f. Ma ora che si distende per la latitudine , girando i meridiani e non pa* ralleli, non so quello che si voglia fare. 2 — (Fis.) Meridiano magnetico. Significa la linea nella quale si ferma un ago calamitato, posto liberamente sopra un perno. F. Magnetico, §. 1, 3 - (S) Meridiano. Add.m. Di mezzo giorno .—, Meriggiano, Meridio, sin. Lat. meridianus. Gr. p.arvp.fipuios. Cr.2.27.2. Nelle fredde provincie il campo debhe essere opposito alla parte orientale, ovvero meridiana. Dant. Purg. 2. 2. Lo cui meridian cerchio coverchia Jerusalem col suo più alto punto. E Par. 33 . 10. Tu se’ a noi meridiana face. Ir. Giord. Pred. S. Alla luce meridiana del mezzogiorno. Gal. Sisl. 2yS. Scudo la stella nuova collocata nel cerchio meridiano. 2 —* Agg. di Sonno: Quello eh’ è preso dopo mezzogiorno o sia dopo il pasto. (Mit) - ■ 3 —* (Arche.) Meridiani chiamavansi una classe di Gladiatori, che cn. travano nell' arena circa i oro del mezzodì , e sì battevano fra loro con una specie di spada : succedevano ai bestiarii. (Mit) Meridie, * Me-rì-di-e. 'Sm. F. A. e L. V. e di' Meriggio. Lat. meui- dies. Comm. Dant. Inf. 2g. Ma il poeta intende pure che ’l sole fosse in meridie. (N) Meridio, Me-rì-di-o. [Add.m.} F. A. F. è di’ Meridiano. Ditlam. 1. g. Questa gente dalla parte meridia Tien 1’ Etiopo inver settentrione. Meridionale , Me-ri-dio-nà-le. Add. com. Di mezzodì, Dalla pane di mezzogiorno ..—, Australe, sin. Lat. meridianus, meri: da IP. Gn.nnnr.ttìci- vós.Cr.-t. 3.1. Il meridionale f'ventoj, secondo il più ovvero maggior parte delle cittadi e de’ luoghi , è caldo e umido. E 1. 3 . 2. I venti meridionali inducono debilitade, e aprono i pori, e turbano gli umori, oc. E 4 - 33.1. Conviensi il vino travasare a’venti settentrionali, e non meridionali. Lib. Astrai. Quella dinanzi delli tre sono nel circon- damento meridionale del capo. Cirijf. Calv.1.20. Venuti alquanti di paese caldo E satrapi c signor meridionali. Sagg. nat. esp. i/f. Per essere la maggior parte del mare a noi. meridionale. E 1 5 . Noi sappiamo che in certe città e luoghi i venti meridionali sono più freddi che a noi. Ar. Fur. 36 . 4 o. Coni’ a’ meridional tiepidi venti, Che spirano dal mare il fiato caldo , Le nevi si disciolgono e i torrenti. Meridrosi. * (Med.) Ale-rì-dro-si. Sf.F.G. Lai. merlùdrosis. (Da mcros parte , e hidros sudore.) Sudore proveniente da qualche parte. (Aq) Merie , Mc-rì-e. Sf. pi. F. Mcria. (A) Merigge , Me-rig ge. [Sost; com. F■ poet. Lo stesso che} Meriggio.^• Dant. Purg. 25 . 2. Che ’1 sole avea lo cerchio di merigge Lasciato al Tauro , e la notte allo Scorpio. Er. Giord. Pred. S. Talora inverso ’l ponente, e quando verso il settentrione, e alcuna otta verso il merigge. Salvia. Annot. F. B. 3 . 1. 3 - Sull’ora del merigge. Merigge dal lat. mcridics , quasi medidies , mezzo dì, mezzo gionio.(N) 2 — H tempo del’mezzodì. G.F.11. gg. 1. Nell’anno i33qec. senio il sole ec. ; ma perchè fu dopo il merigge al decrina’ e del sole, nan si mostrò di scurità , come fosse notte. » Fegez. 62. Non solamente di mattina , ma di poi la merigge messi alle prove. (Pr) Meriggevole, M.e-rig-gé-vo-le. Add.com. Uso a meriggiare , a star al fresco sotto l’ombra. Lat. umhraticus , meridie ad umbram comi- steris. Farcii. Sen. Benef. .7. 2. In questa parte ci cqnvieu combattere colla delicata turba c roeriggevole degli Epicurei, i quali, filosofano a tavola nc’ lor conviti, cc. (N.S.) Meriggia, Me-rìg-gia. [V/l II tempo del mezzodì. F. A. F . c di’} Meriggio. 2 — Ombra. (V. meriggiare, §. 2 ) Libr. Astrol. Sappi che le ville che hanno di larghezza meno che di 24 gradi, che le merigge , ovvero Kombre, si Ialino ivi da amenduc le parti. 3 — * Per le merigge == All’ómbra, Fit. S. M. Madd. Sf Si scostarono , e stavansi ind oltre per le merigge. (V) Mekiggiana , Me-rig-già-na. [.V/.] Tempo di mezzodì. Lat. mcridics, tcmpusiuevidianum.5occ.g.6'. fiS.Q dormire, o giacersi di meriggiana, Meriggiano , Mo-rig-già no. Add. f>w. Lo stesso che' Meridiauo. F.} Amili. Art. 3 o. 1. 6, Non ti sia per vano il sollazzare quando har 34 o MERIGGIARE mangiato, ma fuggi il dormir meriggiano. Lib. Amor. ss. Adunque nella meriggiana porta sonò quelle che si volgono ai amore, e glia- manti degni non discacciano da sè. Bemb, A sol. 2. n3. Nè ec. mi Basterebbe egli il di tutto intero a ciò fare, non che questo poco d’ora meriggiana che ai’ è data. Meriggiare, Mc-rig-già-re. [N. ass. Dormire di mezzogiorno.] Burch. 1. 3i. Vegliando il verno, e meriggiando il Luglio. » {Il Boccaccio sul fine della Giornata sesta disse Dormire di meriggiana : e Dormir meriggiano il Frate da S. Concordio.) (M) 2 — Porsi o Stare all’ ombra [nelle ore calde di mezzogiorno.] Lat. meridie ad umbram consistere, meridiari. Gr. icure/r^jnó.Z.uv. Pataffi. 5- Cacajuola non ebbi, e meriggiai. Fav■ Esop. [ pag. 72. Padova- idri.J Meriggiando un vecchio al meriggio d’un albero, con una rosta m mano. E pag. si. Trovò il porco cinghiale appiè d’ un albero , die meriggiava ,c millantavasi in sè stesso .Esp.Pat. Nost. Nell’ombra di tale albero si dee il buon cuore meriggiare. Meriggio, Me-rìg-gìo. [A/k.] Parte o Sito esposto al' mezzogiorno .—, Merigge, Meridie, sin. Lat. plaga meridiana, clima meridianum. Gr. fMtoijiifjp/i'oV xAi'/ia. Sallust.Jug.lt. Li Gettili erano più sotto al meriggio, non di lungi dagli odori del gran caldo. Pcdlad. Gemi. ti. Ne’luo- gbi freddi si pongano le viti dalla parte del meriggio. Red.Ditir.32. Nel più fìtto meriggio e più brillante Verso rocchio del sole il fianco innalza. a — Il tempo del mezzodì. {In questo sign. fu detto anche ] Merigge e Meriggia. Lai. mcridics. Gr. (zsirrj/zpf/a. fioco, noe. <95. 5 . Ed essendo ella un di di meriggio della camera uscita in un guaniel bianco ec., . Calandrino cc. la salutò. G. F. 10. 8g. f- In questo mezzo non far quasi, guardia , e spezialmente il meriggio. Cavale. Eì'utt. ling. Sogghigno nella detta storia, che Abraam sedeva in sul fervore del gioì - - no , cioè in sul meriggio. Cr. 5. //, Dant.Majan. 8 7. E non sono meritato Già d alcun bene che u^ rCt , sentisse.» {V ediz. dello Zane ,rj3i a pag. 241 ha : Lasso- . chereté Ho liiiigiamcnte usato, E non son meritato Già d’ale 01 che di gio’ sentisse.) (B) . jfiì 3 —, E col terzo caso. Amm. Ant. 2. 6. 5-. La mia pat rl , a til iiti .nutricato salvamente, cc. : e che poss’io meritare a quell 0 ! 0 beni ho ricevuti ? Amet. s 3 . Ringraziando disse : meriti 110 fc pai sì alta fatica a te grazioso--, [il quale si accetteyoie il tuo voi . s g,; t"’ posto ne’ nostri orecchi,, ec.]»(/.’ ediz. Marescotti nell' es. clegh , g Ani. 2. 6. 5 . ha: La mia patria 111’ha nutricato 1 sanamentei ,h posso io rendere in contraccambio a quella, ec.) (B) Fdoc. "'^.fit* 4g. Dio per me vi meriti il rimanente. Passav. 14o. Iddio er me, padre mio. Rimi ant. l. g. Eaz. Ùberi. Che se 1 jf- lodi Ne’ luoghi freddi -della vigna la parte meriggia del cielo. Mi; r. io «ose , ftle-rig-gió-ne. Avv. Detto colla stessa maniera, che Carpone , Giuoccbione , e simili ; e vale Meriggiando , Passando il ien- ponesse mente , In meritargli quel che sanno fare vrehhcr pan che manicare. (N) 2 — Esser degno di male o di bene , secondo l’operazioni- — 1,0 ve; veri , digmim esse. Gr. &%u>v rivai. Bocc. nov. ig. 33 --Pei’< ll0 ^ a to.A ottimamente conoscete quello ohe ciascuno di costoro ha 0)01 nov. g5. 2. Meritò cpirsta donna- per lo suo valore d’ essere ^jtò sommamente da un nobile e gran barone. Petr. son, la sua invitta onestate.uAócc. nov. gr. Ma certo il vostro va • \sF ritti eli’ io ni’ opponga alle sue forze. E g8. La bellezza di ° os rifa d’ essere amata da ciascheduno. (N) laflt? a — * E variamente. Cavale. Mcd. Cuor. 120. Di 1111 ,,ic meritiamo , quanto di mal patire. E z33. La tribolazione, 00 ypit* 0 ceaimo , è via del regno di vita-eterna, e facci più meritare ri* altra opera , e la speranza ne cresce. (V) _ X\V v ^t 3 — Far meritevole, Acquistare altrui alcuna cosa. Pass. zfifi-.'jfillij V umiltà merita all’uomo la divina grazia. E 27 1. E poi ( l gli merita d’ avere 1’ onore e f esaltazione della gloria. fi, 4 .— Pagare o Valutare il merito , cioè l'usura o l interesse- Sacch. Op. div. i3i. Per sostentare i-suoi «cittadini fece ^ che quegli tali danari fossono meritati fiorini cinque per 0011 W* 5 — * Dicesi Meritare un cavallo 0 simili di Chi ha filiti ‘ errore. F. Cavallo, p i3. (N) ' y <•'' —- [IVi ass, nel primo sign.'] Erano.Barò. 48- ib. E-più sta* 8 norc Saver donar la sua persona altrui , Ricevendo da lari , . apparecchiato a meritare. . . Ji ri fl — [E nel sign. del §. 2.]' Fit. Bari, < 3 .-Verrà-a giudicar 0 e’mòrti, c meriterà a ciascuno secondo ch’avrà servito. [E nel sign. del §.3.] Dant.Piir.4-2i .Di meritar mi se 0 ®*. - — * È vanamente. Sallust. Giug. 153. Alla- gente di la quale ottimamente mcr merìggio al fresco adombra. Lat. inendi*ndo^òr.ut ■ ._ _ -<1 tt » i- * • - r ... v 1___: .1.. ..ir_ /-* Tane. 5, 3 . Orsù, che fai ta qui? Ilass’ egli a fi- meiiggion tutto’l di l Meiuna, Me-rì-ua. Sf. La pecora di razza spagnuola.{Merinos in isp. e aggiunto di armenti che cangiali rito o pascolo ; e vien dall’ ar. merr passare. Chiamasi pur merinos l’inspettor degli armenti.) (Ga) Mejiha. * (Geog.) Antica città' d'Italia nella Puglia. (G) Merino, Me-ri-no. Sm.ll montone di razza spagnuola.(V.Alerina )(Ga) Musiti. (Agr.) Mc-rì-o. Sm. Idiotismo de’pastori. Meriggio. Luogo per lo più vicino (di' acque , dove nell'ore del gran caldo il bestiame ìhic- cmo si pone a riposare. F. Menare. (V. ' Meria.) (A) Memologia.* (Med.) iVIe-rio-lo-gì-a. Sf. F. G. Lat. meryologia. ( Da nievyo io aggomitolo , e logos- discorso.) Eruttato delle giunchile con- gloìnerate. (Aq) Bssioke, * Me-ri-ó-ne. N. pr.‘nu Lat. Merio. (In gr. nierois chi divide in parti. In celt. men grande, ed on principale : Primo fra i Gl andi.^ — Compagno et Idomeneo all’ assedio di Froja .'— Figlio di Esine. (B) [Mit) Merioneta. * (Geog )Me-ri-o-uc-ta. Lat. Mervinia. Nóme di una contea e/' Inghilterra nel paese di Galles. (G) MerIsmo. (Set.) Me-rì-smo. Sm. P. G. Specie di figura rettonca spettante alla descrizione. Mazz. Dif. Dant. 3. 6g. D’erg. (Min) Merita. * (Bot.) Me-ri-ta. Sf. F. G. Lat. meryta. (Da mery'o io aggomitolo.) Genere di piante della dioecia Utrandria,da Forster stabilito , c da Lamavck figurato , le quali si distinguono pe'loro fiori maschi, disposti in gomitoli sessi li. (Aq) Meritamente, Me-ri-ta-men-te. Avv. Secondo ’l merito , A ragione, Giustamente. Lat. merito, jure. Gr. lixorus , a|As. Bore. nov. 33: i8. Costoro meritamente della morte temendo ec., coloro che gliguar- davano corruppono.. Eir. As. g8. La salute del quale io anteporrei, tutte coleste robe che voi nc avete portate. E ig6. y......... v--..-,. ...... - , dava debbia provvedere. (Pr) io e vale Esser benemerito d’alSf benemereri de aliquo. Gr. lupysrùv Tivx.Dant.Inf. A>.8f‘ .j ss i.-, dì voi assai o poco, Quando nel mondo gli.altri versi sCl a — * E s’ accompagna pure con UiparUcelUi]ìeue,‘ tS ° del Ialino. Jac. Nani. Fit. ’l'ebald. Tento di lodare con chi valorosamente operando ha ben-meritalo-dellu mia (/•",. lfl e e la) —* Valere. Agnol. Piindolf.s4ò. Se arete più itnpegu® a sA 0 ’’ serven te più dottrina e studio, tanto meglio comprende!’ 0 . nè .stimate di me più che io meriti. (Pr) li — * Die e. si Meritare a Dio, o anche assolutala: Merita*’ 0 , c g ItnX ' ntPTitn ni'ocon /)/Vi uni ) H 0 A v » _ il7 - — J per niCALbaic a JJIU 5 uj-ujjuuiuj latta iu ty'— pregkiaino il prete, rccliìtacrocee’ doppieri, acciocché io sot / 0 1 ’ 1 — * E con vaile accompagnature. Fit. SS. Pad. fi ^yai’ 0 ^ r))' por, feria -^ tu, onde meriterai più , cioè in salvare pur Cavale. Espos. Situò’, t. 383. YietogUelo p bidienza-, (V) fe , Meritare diff. da Rimeritare , Rimunerare , Ricompi' 1 . re. Comunque questi verbi sogliono usarsi della stessa ’ fi or diversificano tra loro. Meritare e propriamente Av a tù .li questa donna meritò d’ essere amata-. Rimeritare alcun* ^ pera per Meritare di nuovo ; ma il vero suo siguiu 00 ^ ^ Render merito : come, Non può rimeritar giustoò igi 101 , a j-e > l’j pr che non lascia il vizio. Rimeritare è diverso di ri° e ' ,U J o'f Rimwìcrare è dar doni per mia semplice riconoscenza ^ c , : q )' 6 jE co* eli’ 1 nefici, e Rimeritare è dar premio comnicnsurato a lore del merito. Guiderdonare poi significa reU'ib 011 ' I 7 j-t»l' w altri per qualche officio prestato ; c Ricomjiensare e j allll o Meritamente aneli’ei resi a uccellaio. (B) Mbritamento-, Me-ri-ta-méh-to. iSm. F. e di'] Merito. L«t. mcritum,. jiraemium , remuneratilo. Gr. uàkov, àvriiupqv , àvTuiróboffa: G.F. ii. 3. 22. Si serba il meritamento della ! giorÌA. Fit, fluì. Ma Clodio , perchè era del tutto al piacer loro, ebbe.per suo merita- mento 1 uficio di Cicerone, ed egli fu esiliato. Meritante, Me-ri-tàn-te. iPart. di Meritare] Che merita. Bemb. leu. i. 3. 4 5 - D i s .i Tede avvenire che i nulla meritanti sicno sì altamente da i gran 'ignori favoreggiati, a Segner.Crtst. instr. 2.26. < 5 . Veniva ad essere moralmente un medesimo il meritante. (N) Meritare , Me-ri-tà-re, [Alt.] Rimeritare , Guiderdonare , Ristorare.; ,j ._ MeÌ?i'i? 10 £ ^ a ^ a lor scloc °o v®Ig° sl ““"'im Gl- A ’ ^Je-ri-ià-to Add H Una '“citatissima pena- pili Gl *4 t>‘- da Meritare. Lat. meritu» ,, “ «tata morte. Mr.Dùc 30 . A Bernabò l f frettolosa c non mf.J' ' iu 9‘ Qu-mdo e’mi si rivolge P“ Ciaf dolore altei. ata m “«Vmorte del Biondo, l’anima P cl l 0 J.l8: 7 >‘ ¥■<**> i„ Smo rU Ì c “f TC1 ' e allegroni conforto, S -_°p. meritati e giusti J l J? a Sèior parte di virtù ni dci ‘ txJ ici> ie ' rii , R ™ f 'ntato , Kum ’ lt he d i vuio 111 desiderarli pF « Parti con >1 Ifi' 4- Di molli ouot^ *** 1 ' C U Ue crm imperiale. (V) Mi MERiTATO'RE C/^ TOnE > Mm i-ta-tò-re. Verh. m. di Meritare. Che merita . tato ric '' m P en sa , rimerita. Fr. Giani. j i6. Ancora è fDioJ Mp.h it „!Ì 11 *-" ,te le cose , e del bene e del male, e di tutti imeriti.(V) Me-i-i té vo-le. Adii. com. Che merita .— , Meri toso, sin. cioè meii- e vole . [V Tt Preci L T E?nn 0 L at - bene merilns , optimi: : ^ b(ano per la sua bontà mollo ineriti Or. X£‘01. Lib. mentus. - V P er 1» sua bontà mollo meritevole. rf enj ™aitato. Boez. ng. Altri in miseria meritevole (lat. alias inciditi^ me ru “'lentissimo, sin. Lat. dignissimus. (ir. àfiilrar os. Salviti. Disc. 1V°- Pd merito d’aver esso non solo conservata, ma accresciuta ec. 5 S „ g ln ' a > bielle al presente meritevolissimo nostro apatista. E 2. gt a j- e ’>cnieiiti vengono adunque a essere deU'iimaii genere, e delia jojj * "C’gran signori ec. meritevolissimi coloro clic con tutta lor JW^ta sì bella facoltà (la poesia) coltivano. Q IUs “'•Meste , Mc-ri-tc-voi-iiiéii-te. Avv. Con merito, Degnamente, Hlt n arne,,te , [Debitamente , Legittimamente 1 A ragione , Con di- i^. Merilevolemcnte, Mcrtatamente, sin.} Lat. merito, jure, noli a Cr ‘*- Gr. zUórvs , à£/ws 9 koltql kóyov. Fal.Mass. Ch’egli tornava eagj o ae hssimi nemici, c mentovo!mente. Fiatnm. 5. 62. Per doppia Meritevolmente si dolga del fallo tuo. Pallad. Febbr. i5,Lo °. liet0 potrà meritevolmente nutricare tre materie. Mi erip. .'■'■^nuej , senniuc «t^uiu .prijjj- l diamente condannati [per la disubbidienza e trasgressione dei parenti.] c ^eto •> Mc-rilis-si-m0.E2AW.rn.] superi, di Meritevole. [Lo stesso &iifi c ie ritevolissiino./ 7 '.] Varch.lez. <56. Tutte le cose ec. furono, ma- . [pi-Qj 0 e inclitissimo Consolo, nobilissimi e dottissimi Accademici ec., “eiiiT 0 °m: da Dio e dalla Natura a cagione c per benefizio delfuoruo.] lo/*lè-ri-to. [Siti. PI. Meriti m., ed ani. Merita fi 11 meritare, Pluf 1 ' as solido. [Poetic. Mcrto.] Lat. meritimi. Or. rò ulani. Dant. Qual merito o qual grazia mi ti mostra? Pelr.canz.5. 2. 'tane Ull -rito lor punto si pieghi.» Vii■ S.Gio. Olitili. 335. Av- 1 P 01 ' le inerita del santo Padre ryio miracolo. (V) >’y. ’ ' ^ A/u preso in cattiva parte vale Demerito. Vii. SS. Pad. 1. 'a impasti di tale e di tanta boutade , dopo molti sudori ec. , per 3 ^*1“ della superbia tornòe al secolo, e lasciò la vita eremitica.(V) pili p ‘-d anche Gastigo. Bocc.g.8. n. 1. Avvegnaché chi vulesse , :ili l s . 0 PV> a mente parlare, quel ch’io dir debbo non si direbbe bella, . 4 ^, < "J'ebbc merito {cioè pena meritata.) (M) qri est riebilo. Mor.S.Greg. 8. 3g. Non bastandogli fall’ ipneritaj » st ° De- i vita A peccato suo, di bisogno è che dipoi egli sia tormen- v nè,- Merito della colpa altrui. (V) ^'tio .< Guiderdone, Ricompensa, Ristoro. TmI. praemimn, cornar Pi ' Gr. yìpxs, ifj.mfiri.Bocc. nov. ig. 22. Io non feci mai cosa i i° dal mio marito debbia cosi fatto merito ricevere. F 3 a bie-rìt 4- *86, Porgi lo lue pietose orecchie a’ miei prieghì cc., e ' " s ‘ Q n _ 0 ^ Anelli le mie orazioni e preghiere esaudisci. & c » Lode , Gratitudine. F, Morto , K. 3, 4 e 5. Vetl gOhf!^°’ ^at. fructus. Gr. oV^pa. Ci\ 2, ^ L SI * ferito, _ ^2 ' ti ^ ntcrcssc * L at - foenns , usura. Gr ^tnp 0 ’ llauijQ kiticz/.ato V usura in diversi ...,..*1 f wmu uì i interesso, cambio, civan/.a, haroccolo , ritraugula, l'ics r 1 110tn i* E O/n cliv. i 3 ì. A ciascuno era licito il compe- ^’lelly 4 danari . c torre il merito. Coni. Inf. i-j. Resta di vedere co Clrii4a Prestata si può dimandare merito. Bòcc. nov. r • C( l f^ ,,eutc °8 Q i cosa l’istituita ad Alessandro, e merito e ca- tt!: 0,n P: 9 • !» somma, .. 3, 4 e 5. (M) iy, 2. Allora le piante TO* 0?. ne)mi Frane . Sacch. come dono di ^ tante va replicando (pics-la medesima ojie- volte , quanto è il numero degli anni del merito } ed J My U^il ”**' 1 » , HI.UUU 11 v J. (S) È s, -!U < .„T ei ' sfaldosa ì di piacevole sapore e di facile d geslione. (D. T.) Merlare. (Archi, e Miìit.) Mer-là-re. [Alt.} Fare i merli , [Guarniredi merli la sommità di una inip'aglia f d una torre ec.} Lat. pimm$ con- struere , pinnis munire. G.F.i 2. fij. 2 , jMerlossi con beccalelli importati il palagio antico , dove abita- la podestà. ... .. a —* Piene altresì adoperato da’ moderni nel signif. di R intagliare le feritoje , un maio o qunliitujuc altra siasi opera-di difesa-, dietro La quale slancio riparati si possa per le feritoje ofietteiere d nemico , appunto come dagli antichi merli sull’ alto delle luara.F . Merlato, $. a.(Gr) 2 1 —* (Marìn.) Cucire, una vela ralinga con cordella d'etta Merlino o Merlai ura. Dicesi anche Orlare. (A) (O) Merlata.* (Archi, e Milit.) UcvAì^la.SfOrdine di merli sopra V estremità delle mura. Si disse anche Merlatura. L.Fdi. Vece sopra certa parte delle mura della città levare bertesche e merlata armata di ventieri. (Gr) Merlato, Mer-ià-to^fc/./n. da Merlare. [Munito di merli.) Lat. pinnis nmnitus. Aniet. 38. Quai torri eccelse o q,uai merlati m in Ci ■ - negherien Ventrata , ec. Stor, Kin. Montalb. Le mura ec. son tutte merlate e bianche. Pass. Get\ tt. 3i. Onde in guisa di- fulmini si lancia Ver le merlate cime or sasso, or lancia. E /8. 77. Tanto è già in su , che le merlate cime Paole aberrar colie distese braccia. 2 —E detto nel sign. di Merlare } tp -r, 2. BartoL Sono merlati da entrambe le palli e di fuori e dentro; e vi si può combattere dalle le- 44 34'3 Ri ORLATURA. riloje difeso da’nemici di fuori, e da cittadini dentro se sì ribellassero. fQuì pai la di castelli di legname.J (Gr) Merlatura. (Archi, e Milit.) Mcr-la-tù-ra. [V/i] Ornamento di merli. Il merlai e. 2 — .(Ar. Mes.) Ornamento fatto a foggia di merletto, Fir. nov.8.2gg. E non è che, fra 1’ ottone e ’l vetro e la legatura c 1’ orlatura e la merlatura, c’non costasse due quattrini, e anche tre. 3 — * (Marili.) Cordella o Linea a due fila , della quale servatisi per far legacce, o per attaccare piccole pulegge o carrucofettc eie estremità d* Ue corde grosse quando si guarnisce un vascello delle sue corde. (O) Merlettato, Mer-h l-là-to. Add. ni. Folto a merletti. Fag. rim 5. 1 25. ( Lucca ij33. ) Con airitìnisdma Tela bianchissima , Tutta quanta merli Uala, Increspata a falpalà. (A) (B) Merletto. (Ar. Mes.) Mcr-lètdo, [Am. Tessuto leggiero, che si fa con fio, litio , seta o fili d'oro, d‘ argento o di rame dorato , inargentato, ed è lavoro .assai delicato che serve ad ornare abili o checchessia. Quando è fatto con filo di lino d Boldm.Foc.Dis.Q orali merli usavano gli antichi fare sopra le mura delle città o sopra la parte più alla delle torri o palazzi, non tanto per ornamento, quanto per fortificazione, onde a taluno de’detti incili solevano farvi la fe- riloja. (Or) Buon. Fier.2, 3. 4 • E T n merlo della birre di Ncmbrotte. E Salvili. Annotavi; Merlo è il becchetto o la parte superiore delio muraglie, non continuata ma interrotta con. distanze uguali. (ÌV) * — *Fig % Esservi del merlo zzz Non essere espugnato il tutto , Restare ancora qualche parte da abbattere , e dicesi di cosa che abbui sempre delle difficoltà da superarsi. Min. Malm. (A) 2 —- (Arali!.) Per simil. Merli si dicono i Becchetti della corona. 31. V. 3. 8. Caddegli la corona in capo , e ruppesi in tre pezzi, cadendone tre merli. a — Onde fig. [Avere alti i morii =Esser da più di un altro, j Olitemi. 2. 23. Qui l’ammaestro che non pigli briga Con noni ch'abbia di te più alti i merli, » Dittata. 2. 23. Qui f ammaestro che non pigli briga Con uom ch’abbia più alti di te i merli. (P) 3 — (Ar. Mes.) Merletto , Merluzzo. Fir. rim. 4$- Questi merli da man , questi trafori Fece pur ella. 4 — * (Mario.) La vela latina eh* è verso la prua. (A) 5 <— (Zool.) [ Specie dì uccello tutto neì'o, che ha il becco e le orbite di colore giallo. La femmina è bruna di sopra , bruno-rossiccia di sotto con macchie brune sul petto , ed ha il becco che non è smarginato. Trovarsi talom merli bianchi, ed anche biondi ; il maschio si tiene comunemente nelle gabbie, e s impara a cantare variatamente. Nidificane boschi. Lai. menila, turdus menila Liti.] Gì\*.6ttv§qs.FUoc. 5.62 . Veder mi parca levar quell’uccello che a guardia dell’annata Minerva si pone e con lui un nerissimo merlo. Dant. Purg. i3. 12'à. Come fa il merlo per poca bonaccia. 2 r— acquatico o acquajolo. Uccello che è d’un lojo nericcio , di sotto bianco gialliccio, alla sommità delle penne remiganti ha delle strisce rossicce . É più piccolo della specie precedente , si arrampica sulle canne come un picchio , ed unendone insieme tre , vi costruisce il suo nido i il maschio cauta continuamente^ nel tempo che la femmina cova. Lat. turdus arundinaceus Lin. Pino. (B) 3 — marino, detto anche Codirosso maggiore. Sorta d* uccello che si diletta solamente d ’ abitar sui monti i più scoscesi. (A) 4 — Così dicesi ancora ad un razza di pesce marmo. Red. Oss. an.iy5. Ho rinvenuto averla (la vescica dell'aria ) ec. tutte le sorte di rondini , di tordi, e di merli di mare. 5 — Proverò. Da merla ha passato il Po o II merlo ha passato di la dal rio : si dice per lo più del Mancare il fiore dell ’ esser suo in checi'hessia , v, g t [ fi bellezza nella donna , o sanili. Lat. fuerc* quondam strenui Milr.di, Patojf. 3. E valicato egli ha la merla il Po. Petr* canz. 22.2. E già di là dal rio passato è il merlo. Salvia.Pros. Tose. 1. 2fd* fSoi di uno di età avanzata sogliamo dire : la merla ha passato il Po. Merlo. * (Geog.) Riviera della Russia europea. (G) AJEIìOLLA , Merlone. (Zool.) Mcr-lù-nc. [07».] accr, di Merlo. Merlo Carn.45g.lsi: vìncer vi lasciate Dal gracchiar delle putte c d « lìl * t e 2 — (Milit.) Quella parte del parapetto eh* è fra una ¥ altra. Galli. Ventitré braccia pc* due cerchi che ci rapp 1 *^. e \c due merioiii, c sei per le-tre cannoniere. Ed altrove: I m er *° l /(j r ) cannoniere si faranno dalla parte di fuori dipinte ben Merlotto, Mer-lòt-to. [Sm* dim. di Merlo. Merletta, f] 3Jerl°$ l ^ cc0 , Lat. mernlac pulìus. Gr. xorrvQcv vsorrós. Lib. cur . fui- gli quello sterco che fanno i merlotti quando sono nel ^ Muti. soji. 8. Tu , che in lingua di gazza e di merletta j parlatura a i gazzoloni. » Salviti. Annoi. F. P>. 3. 4- 4 m ,. 1 né* 1 ' merlo pargoletto, nidiace, semplice; onde il franzese fece HÙijV ^ cO a0 serie , quasi starnotto , perniciolto , e come in alcuni luoghi _ picciotto il piccione; e questa desinenza è degli uccelli 2 — [Ftg. Usalo nuche in forza di add.'} parlando di Uomo, c lordo, Grossolano. [Dicesi anche Gazzerotto.] Lat. hebes » s e ad Buon. Pier. 1,3,4- Sì fatte ciance c menzogne colali Son da £ intendere a* merlotti. E 3. 4 * 4' Merlotto die tu se’. E 4- 2 ’ 59' svegliata la lìngua Ir trattenendo stupidi e merlotti. Mw alt Credi tu pur eh’ io sia così merlotto 3 — bare il merlotto — tingersi addormentato, Pare la u 0# 1 ' Ba/doi’. Ceco. Fari. Lam. st. sg. Perchè io sto cheto* e , llC tF l ‘ l,lt lotto, F sotto sopra f so' meglio del pane ; Ma se vermi vuoi al di sotto , Dovcnta arrapinato come un cane. (Br) tt0> f ,r ' Mer.Luzzo* (Ar. Mes.) Mer-lùs-so. [. N. pr. f.Lat. Merob.(Dall’ebr.merita bt f al Mf.roraldo, * Mc-ro-bàl-do. N. pr. m . (Dal celi, oier g 1 a . )< levato, e Lauri , lo stesso che bald ardito.) (O) iA ■ [ Mkrobàude, * Me-ro-l)à u-de. N. pr. ni. (V. l’ctim -^ 1 Console romano, generale di F(dentiniani e di Grò 2 1 due altri consolari dello stessa famiglia nel principi 0 1 ,, Merocelet. (Chir.) Me-ro-cè-lc. òm. F* G. Lai* 11 ^ 1 ( ’ ct ^ & (id‘ lt{l e d e ^ femore , e cefo tumore.) Ernia crurale formata ^ ' a te, f\q) , testino o dell’ omento , o d ’ ambedue insieme, ovvero v piid 1,1 vescica usciti dall' addemine. passando sotto ¥ ureo c f/ieXO* . Merocle,* Mè-ro-cle. N- pr* m* Lat. Memcles. (D‘* » ^ e cleos gloria : Paiteci]>c della gloria.) (B) fasU 1111>,; . ' MERon.*(Geog.)Mè-rod, Merm^Amaravati.tAiI.f/eu/^' na if Merodac. , * Mr-ro-dàc. N. pr. m. Lai. Mtrod marezza , e dadi pesto , macerato : Macera^ ? 'Ffoiloi* Re di Babilonia, posto fra gli Dei c adorato “U f ied il V-n-i Merooipa.* (Geog.) Mc-rò di na. Anl.cit.delC Asia ntiu » doi 1, t • d e * WiiEonosiì. * (Zool.) Mc-rJó-nc. Sm. g.G. Lat- >»«)’. jiarte , e otlus dolile.) Genere d’ imeni dcLt rra jfumiglia delle nnUwantec, e della tribù delle sl 'J ie, j e n a H' sta d‘ ^ e caratterizzati da una. tromba assai finì coita l/t f}i f1ì ... salelto. La loro testa viene prolungata auU rioin lc C’j/i' a beato corto e perpendicolare. (A.] V. A. E. e di' Midolla. Fr. Jnc. T. j.3g. 5 j} Q ^ l' 10 spiacer è coltello Oh’ entro al morello ha passato. ffielaf.Dittavi. 4 * 55. Del qual tu sai, coni’ io, (ino al merollo, 5 j. *‘°*pe, ÌV. pi\ f. Lai. Meropc. (Ju gr. mrrops, opns uomo.)— ^ ìpselo , /v d'Arcadia^moglie di-Cresfunle e poi dt Polifonie r)/,rl P I ( ' ssentf, ì madre di Epilo,chc uccise quest'ultimo quando slava per Ji nu d mono, —. Una delle A tino (idi , sposa di Sisifo. -— Piglia di del/J* 1 ^ 10 . ’ fmiu/n da Orione .— Una delle mogli di Priamo. — Una dì Pandato .— Una delle sorelle di Fetonte.—Moglie di Sita r°F e ma( ì re d* Ippomerie .— Una delle nuore di Priamo. — Pi- ^^*^5 L rette o e madre di Dedalo. (B) (Mit) MESCERE 343 ^’Ope fr Hr> nome '—Uno de capitani trojuni ucciso da 7ue//o.(Mit) v 0C(1 i yf^-) SfF.G.Lat. merops.(Da utilizo io divìdo, c ops , npos setti ^ enere d'uccelli dell' ordine de' passeri, ì quali nttlronsid' in- e singolarmente dì vespe , onde si dicono Vespai ; vanno a I' n„ t 1 e dorino suoni articolati assai difficili a potersi proferire dal* Si uccelli hanno il lecco curvato triangolare alla base, al l(x 0 Geminato m punta acuta, compresso, sotto e sopra carenato} ^^ÌqV 111 >ìlev l (,t( t alta sommità, i piedi corti passeggiami. IXet mez- tiity di Europa ve ne ha una specie detta memj.s apiasler di- coffa ( d dorso fulvo , dalla fronte e ventre color d'acqua marina, \ So circoscritto dì nero ; nidifica ne * Lnchi ehe si forma lun- P‘"o- (B) (Aq) (N) e (, ' , (Olir.) Mc-ro-pì a. SfF.G.Lat. moropia. (Da meros parte, Oscuramento parziale della vista. (Aq) ’ Mevò-pi-o. N. pr.m. Lat. Metopius. (N. patron, di Merope .)(B) c o$ c j ( * E ‘ * (Mit.) Me-ro-rà-fe. Soprannome di Bacon, (Dal gr. meros ra phe cucitura ; Cucito nella coscia.) (Mit) /«jq 4 5 «fe-ró-re. Sm. F. L. Tristezza. Mestizia. Lat. moeror. Cariar. ^ ez * Berg, (Min) Omel, S. Greg. i. 10. Allora li nuvoli del flc|| 0 ^erore od alllizione trapassano, e li rii della yda per chiarità ^Un 0(t ct ' rno solo cominciano a rispondere. (Pr) ‘«cro'* 5 ^' * (Chir.) Mc-ror-rìs-si, Sf. V. G. Lat, mex'orrlùxis. (Da Pipino ? Ui . 0re s e rhcxis rottura,) Ernia dell' intestino solo o dcli'e- i,lsieni e , i quali usciti pel discioglimento o rottura del peri- J p -fiOf, \Pf* 5 ano sotto il ligamento del Poupart. (Aq) (^cog) Mè-rot. Città deli ìndostan inglese. (G) * JYle-ro-vàl-do. N. pr. m. Lo stesso che Biàdomai'o.F.Lat. Er °Veo * S ’ ( V * Merobaldo.-) (B) r ° p/ co V Me-ro-yè-o, Merovico. A 7 , pr.m. Lat. Merovcus. (V. Me- jer-i’o-mt-m. stntim> popoli net R * (Gcog.) Mor-sò-a. isola d'Inghilterra. (G) gRin* j?. 0,0 * ' (Gcog.) Mor-so-hùr-go. Lat. Martisbtirgtim , Miarishur- x nopolis.Città e Reggenza degli Stati Prussiani nella pro- (G) * Mer-la diVro. Add. m. V. A. Rimuneratore. Guiit. hit. p,.k. ^nlin!etti estì, che non anrm Signore buono, buon mcrladore, •> t 4 p r ' l, !i ( l ,ias ^ nemici. (V) ^ xjf c Mcr-ia-tc. Att. F. poet. sino, di Meritare. Tris, ll.hbf A) finche m prosa da qualche, antico. Gititi, leu. 25. 05. Co- x.ftuto , gnxnclo , dormendo , e aflànnando niente, mortalo seria com- X ^ki : ' lTliU bnu: ? (A ) ta-iuón-te. A ct>. V. e di' Meritevolmente. Rim. l"Sl l 'lfi-. Stava com’ iiom duttoso , Da che mertatamuitc fii ,T *T0 MÌ a Clli 0 " rato - ■tTn ^ ^ »lcr-tà-to jddd.m.da Molare. O- To stesso che Meritato. f'.(N) [AVw. siile, dì Merito. V. poet. Lo stesso che Merito. 5 Z ■. 1ei 'ito.) Dant. Par. 3.gy. Perfetta vita eri alto inerto incida £ '' l'e S<> ''tittiea parte, Gastigo . Dant.lnf. Questo superilo volle ^ l, cu 'l Kl 'Pi Di sua potenza centra ’1 sommo Giove , Disse ’i mio pai (ù;", 1 ’ 1 l 'l’^ ha colai merlo. Guiu. leu. darebbe mattezza e fallo -’i lJ ^'- L ndei' l’uomo e fare vendetta, se sicurtà avesse di non r" Grafi" (Cioè , di non riaverne altrettanto di ni ale.)(V) l lCs>il ' ;«t ^ u< 'i , ie. sìr. Pur. 5. iro 1, ° Sl ti" 0r gem ro farsi ec. , Che me n’aria buon merlo.(Ji) $ U tadij.'' ’ Bude. yli . pur. iy. 77. Così potrai o dal digiuno trarli, ih I ' I '«inio" U A i '! nK1 ' l ° iu r| ! u llc I ,arlL C M ) h- llQ ciov ! ltl >aclone , Ricompensa. Guai. Leti. Come esser può 6 , i^ i e _ ‘“' ino è inerto? E altrove: U’ non peccato ha dispiacente , ' Ciò .} lle ^’ ,mn merlo , piacendo lui. (A; ti*' P cr, t i ( !' r *;’ I "^ c l’noiuo degno di premio o di pena. Dunt.Purg. iV h'i-q, ie “°i lo mal che avelli soflia to , Perdoniamo a ciascuno e 1 " \3u.Vn (G- riempita con acqua , mandava un suono simile al garrire degli uccelli. (la) Meruea. * N. pr. m. (In lai. menda modo, in cclt. mer grande, ed <>l (ulto: Grande in tulio, o Tutto grande.) — Cornelio. Console io* mano, compagno di China. (Mit) ri —* (Arche.) Soprannome, della famiglia Cornelia. (0) 3 —* (Gcog.) Aulica città d' Italia nella Liguria. (G) Mr.nm.o , * MV-ru-lo. jV. pr. m. Lat. Merulus. (V. Merulaf) (B) Mep.va.* (Gong.) Mer-va. Città della Tarlarla indipendente. (G) Mp.rvano, * Mer-vàmo iV. pr. in. (l)all’ar. muhruhan benevolo, benefico, Mè-rud. Lo stesso che Mcrod. V■ (G) liTixU^ U h ' u ' la ; A/: F.A.F. e di 'Merola e Merla. F. Sannaz, HQfo' Fa,, v cnir frisoni e mende Ad un mio rossignol, elio 4 una'*?.* ^ nn - Ala uu intelletto facile e pieghevole, Che s'apre tuia Whis.fU* Ulel ' ula ’ ^ V(t ^>Ut u ,. lCQ registro d' organo fuor d uso che consisteva in 1 «< Magno con tic o 'quattro canne ? la quale 3 essendo misericordioso, conservatore .)—Nome di (deuni califfi orni.idi. (Mit) ehzè, Mer-aè. F. A, Lo stesso che Mercè. F. e di' ] Mercede. Pr.Jac.y\ 3 . 3 o.i. Vergiti polzella, per merzè, Sterzò ti chero ch’aggi tli me. E 3 . 3 o. 3 . a\l tuo dolce tiglio Per noi chiedi merzè. Gr. S. Gir. 2~j. Quando voi mi chiederete merzè , io non vi udirci ; che le vostre mani sono piene di puzza. Din. Comp. 2. 23. Signore, merzè per Dio , noi siamo i Guelfi di Firenze- 2 —* E variamente. Rim. A ut. Guid. Giudice, f Nota .fio. Guitt, 1 e.it. J J11 sua merzè m* uve coucepulo. (Cioè , in sua grazia.) (V) MeRZKnE , Alei-~è-dc. [Sf. F. A. F. e di' ] Mercede. — , Merzè, sin. Guiu. leu. 2ii. Grazia e merzede a voi signor dihonaire. 2 — * E variamente. Bocc. canz. 2. lo gli piaccio , quant’ egli a me piace , Amor , la tua merzede. (Cioè , per tua grazia.) (V) Mes.* N.pv.m, Lai. Mes, (Diill’ebr. mas sciolto, ovvero dama^ tributo.)(B) Mesa, * Mò-sa. JX. pr. m. Lat. Mesa. (Dallebr. mosciaghuoth salvezze , soccorsi.) (B) 9. —* (Geog ) Isola della Dalmazia. (G) Musavate, * Me-sa-bà-te. N. pr. m, (iii pers. mes principe , signore, e òateh degno. Ili ar. musabhet malrdichs incesserc.) — Eunuco persiano , il quale per ordine della regina Parisatide fu scorticato vivo, perchè aveva tivncuto il capo e la mano al giovine Ciro. (Mit) Mesàua.* (Geog.) Me-sà-da. Antica città dell’Arabia Petrca. (G) Mesadf, , * Mè-sa-de. JX. pr. m. (In gr. mesatos medio, Iu celt. mes campagna , ad abitante : Abitante nella campagna. In ar. mesa'-yd prosperità , mttsedded chi bene e felicemente opera , mus ed beato,) — Principe che regnò sopra alcuni popoli della Tracia. (Mit) Mesacebi. * (Geog.) Me-sa-gè-hi. Antichi popoli di Etiopia. (G) Mesagna.* (Geog.) Me-sà-gna, Mcsague, Messagna. Lat. Mcssana Àp:- liae. Città del regno dì Napoli .nella prov. di Terra d’ Otranto. (G) Mesai.onghi.* (Geog-) Me-sadón-ghi. Lo stesso che Missolunghi./^. ((i) Mesambria.* (Geog.) Mc-sàm-bri-a, Mesumbria .Antica città della Tracia sul Ponto Passino. (G) Mesa.hi.* (Geog.) Me-sà-ui. Antichi popoli verso il gol fo persico. (G) Mesapo , * Mè-sa-po. N. pr. m, Lat. Mesapus. (Dal cclt. maesa combattere , pugnare, ed ap figlio: Figlio della pugna.)(lì) Mesaioli.*(G eog.)Me-sà-po-ii.^/i£à;a cit. dell'Asia minore nella Jonia. (G) Mesaaalico.* (Anat.) Me-sa-rà-li-c o. Addir*. F. e ^//’Mesenterico.(A. Ò.) Mesaheo. * (Anat.) Me-sa-rè-o. Sm. F. e di' Mesenterio. (Dal gr. meros mezzo, e area ventre, intestino.) (0) Mesarno. * (Arche.) Me*sàr-no. S/n. Tributo di mezza pecora, della quale fa menzione una novella d'Isacco Comneno. (Dal gr. mesos mezzo , ed ars, arnos agnello.) (O) Mesata, Me-ià-lu. [A 1 /!] Un mese intero. Lat. memis integer, racnsis integri spalium. Gr. p.-w okos, ’ 2 — Nell'uso comune, si dice anche per La paga o salario che si dà altrui per ogni mese di servigio , o altro. (A) Mesaucio , * Me sàu-bi-o , Mesuulio. N. pr. ni, (Dal gr. mesos medio, ed avlion ovile: Educato, Dimorante in mezzo all’ovile.) — Schiavo di E unico intendente d' Ulisse. (Mit) Mesaulio, * Me-sàu-li-o. N. pr, m. Lo stesso che Mesaubia. F. (Mit) Mesaulo.* (Arche.) Me-sà-u-lo. Sin. Presso i Greci ed i Romani em, secondo Fitruvio, un picciolo cortile posto in mezzo a due case, o a due ale di edijìzio , che serviva come oggidì a dar lume (die camere e sfogo alle abitazioni. (Dui gr. mesos medio , ed avle atrìo.)(Mit) Mescàl.* (Mus.) Sm. /strumento turco , composto di varie canne, (b) Mescere , Mc-scc-rc. [Att. e n. anomi] Mescolai^ e Confondere insieme. —, Miscere, sin. Lat. miscerc , commiscere. Gr. giyvvi/xi , crvf*- gsypvvoa. Tes. Br. 3 > 8 . Metteravi di buona calcina trita, è mescerai insieme, e poi metterai nel luogo, onde l’acqua esc c.Lib.cur. tnaUtU. Tutti gl’ingredienti gli mescerai ben insieme con la spatola di legno. 2 — Versare il vino o altri liquori nel bicchiere per dar bere.£uf. ni - scere potimi , infondere. Gr. x.spapyvnat , Bocc. nov. 52 . 7. Io so noti inaio hai mescere , che io mi sappia intornare. Dittam. 5 . 11. Che come a chi ha sete è buon eli* noni mesca. Boez. Fardi. 4 • 3 . Agli osti suoi tra dolci aspre vivande .Incantate^ mescea fiere bevande .ji Salviu.C/cl. 21. Mesci *, dammi sol tanto il bicchier pieno. E '22. Cic. "Via mesci pure, UÈ. Io mescici *, taci solo. (IN) x—* Ed usato ih n.pass,Red.Annoi.Ditir. 63 . Si ciovea appoco appoco oca come quando si attaccava la bocca alle fiale, o si mesceva con esse.(IN) 3 — Per tnclaf. Dant.Par. 17. /2. Perchè t ausi A dir la sete si che 1* noni ti mesca. But. ivi: Ti mesca, cioè ti sazii 1 appetito e lo desiderio , come sazia la sete colui clic mesce a chi ha sete. / etr. cap, 12." - — V 4 “ ___ . . , quando altrui non è dato un minimo che iti tempo, tMt. ne quidem morula interjecta. Morg. 27. f)G. D restava in clVetto Mor-lo, eli’un tratto non potea dir: mesci. 1 . 7 7 : .x . -. .... ’S 11 , 0 c «on guardare al nostro merlo. (Pr) , v Juli « M del Portogallo. (G) ,o. i\ 0 n àkuu maf/che solo"il *tempo mesce. (Cioè, produce.) K*" (Cc4 i tv n - enamM mi dm. seh1 / ca ii- 1’ uso connine delle tavole , e lo apparecchio delle credcnzie 11 ".’ c0 s;i dellieri , e per dar 1’ acqua alle inani bacini e mcscirobe, o8 nl " j,l d’ ottone , ma con un colai piccolo londctto d'arieuto nel lB . t i / *; c llOi bacino e nel coperchio della mcsciroba lavorato di smalto o di n i , gsC , dove era per lo più l’arme del padron sola, ec. Salviti. P ro f' 0'a- 2. 11. Mcsciroba , clic pare che sia fatto dal mescere, pure ^...gol' ralio, come con sodo ragioni si prova dal nostro incompar»P| ^ Il levato. » E lliad. lib. 3 . v. 35 g. Portava poi lucente mesci* mcssaggicro Ideo , ed auree coppe. (B) , piu' Mescitore , Me sci-tó-re. [Feri. m. di Mescere.] Che mesce. A?’ e suO cerna, pocillator, a poculis. Gr. oùox 005 - Eior. hai. Lo ’ e ^sc pincerna , cioè mescitor ili coppa.» Salviti. Odìss. 108. E a ( O ,i0^- Signor Egidio Menagio, ove vi sono alcuni miei versi- E VunsU' 1 ^!: (nelle Op t voi. 8. ediz. Classi) È piaciti Lo a Vossignoria ina di aggiugnere nelle sue Mescolanze le mie ruvide lette ; ai palato de’ lettori non possono ec. (A) (lì) ‘ ti 4 —“(Farm.) Azione di unire varie sostanze di natura .g tc( lic(- lJìlCl \i< vecchie droghe semplici o preparate , per comporne certi 1 0 valevoli a soddisfare a molle indicazioni nello stesso * veduti essi niPtlosmtì ili Tìvtnn-ieth n ffattn intnoe. ( 0 ) ■***' ‘ . I & ai iu ° mes ■ pio in generale. ) Veduti essi mcdv\h»i r f g Pasta. E 2 tSìTZì l nuove. (O) ffooljo uiescolauzo colle a Cl r Cl ?P lv " na soIa cosa ! P crIi ? a Rifare un teftvL B C0 "Vf a I l1 a,Je mi altri medie,ne f 0 . PosUo del male. (j\j ' C ,e 11011 a nostro proposito P e Salare. (G-, co nel fluido che si vuole raff redda* e r Mescolanza diiF A* tvr j r* S l0 “e, Mischiameli > Mescolata , Mescugg , lU c «•*», MàrnscolZ a’ r» C> Mischnitg»’ fC o- "' H ’ Qni, ntschìainenio , Tramestio ,e Tra» 1 lattli MESCOLARE d- lso ^j/ 0 ' QllCtte voci sono sinonitne quando significano una utiio ■binata di più cose eterogenee che nella composizione resta noni.!._ r ir. •_ .. *i_. K unione , _ eterogenee clic nella composizione restano 4co / J^Ht-'lrarsi o confondersi. Ma difleriscono tra loro. perchè Me- eie J/X'ticolarmentc usasi . _ _eziandio per miscellanea, per una spe- pri Q j I - 11 , l ^ ata per una preparazione di farmacia ; Mescolalo è pro- R, m 1 " ,r| e per fabbricar panno e del panno stesso; Rimescolanza e ■ » p} Poderoso Iddio Quivi si mescolò. (Br) •w^'vo uso. Vit. S. Gio. Batt. 2 t 3 . Non andrà molto, che si u USO. r II. O « KJrlO. JJIUL. 210. ^raj l l ’à ( intorbiderà ) questa tua allegrezza per le parole che tu u- V/'hSà. Ann. Fam. 44 . Standosi ciascuno in casa sua , nè si 4 ■ L° spirituale (g-ow»7!o)col ’ ^ * j-y 11 si mescolava ( non s’ impacciava ), col governo secolare.(A ) 3 ""Scoi. f Cew delle carte da giuoco e vale Farle. Mcnigl. Dr. Ilo r' " ìy car fe, S0I1 ° a nionte. (A) o'Cc v lc . e *i de’ veleni e vale Prepararli. Salviti. Cas. 155- Nerone 5 ac eic, Cc ] , lle a se , per manipolare veleni , e 1’ ebbe in familiarità ; P riJ 1 ^ a nche a lui insignasse mescolare i veleni. (N) Mescolar le lance colle maunujc = Unire insieme cose *. Voi,,*’ y' al - contraria contrariis juugere. Varch. Ercol. 2g5. Yoi ance con le mannaje. Stringersi addosso al nemico con 'tanta nso- c . .. a suoi soldati, Su, valenti nomini, mcscoliamci, facevaqucl- „j- 1 era usalo di faro. Bernb. Stor. Quelli rattamente fornito : c « Ccl “ 1(> co’Mantovani a battaglia si mescolarono, e di loro parte !)' 1 , S1 ,°’P ai 'te ne presero. Dadi. Stor. Caricò monsignore di \bilars Sai »> IN. pass. j ee , lf! '3 entrare nelle sue jile e combattere a corpo a corpo. Si V Sf iii f . C le ^lescliiarsi e Mischiarsi,] Guid. G. to 5 . Mescolandosi tra ì, ■ S? C ’ * e s haralta mortalmente , ferendo molti Greci.» Varch. E^olar COll| battè in Afl'rico da’ cavalli del Bichi aspramente , e si e 3 ^’ue * n K u 'sa che quattro cavalli del Bichi restarono prigioni, lobulo ;, Ivi P* 1 ! 011 ') abbassando la testa, secondo il costume suo, < a >no 6“ , ta su”’ P al ' te ue pr R 3 s< l’'adra la parte ov’cra il marescial di Bicone, e Giovanni .’t-ATj ifl S011e s i mescolò dall’ altra ov’ era la persona del re. (Gr) 1 * U «. G . e-sco-là-(a. [A/lj Mescolamento. ( V Mcscolanza.)Z,IIr. ìAìl, bt, u. fioi- óqg. Quando voi pari -Uìin L U1 ^ cno ‘ a ^ ? voi di quella deir uomo, c di quella Smv* °_ l >l,r mescolatanienle dell’ una e dell’altra? ^ 0 ^f--o-la-t,s-si . 1o dell’altre cose potevate recare ancora , che sono ,-si-mo. Add. ni. superi. diMescoidto.Bemb. iV1 °he dell’ altre cose potevate recare Ju v f ° u ^ Ulnl issinie e mescolatissime. (V) * 1,Je ^CO'lil.ha .Cui TX.-hi in. 1 z*i • Mlzl n ^ Svisare un mescolato, o fare ordire una tela. Quad. l 1 3 , S-^oW 1101 ?- 6 P cr i*d lir. 11, sol. 5 , dan. 6 per br. n,qnar. u wnd\ dl ^ 0i ‘ si -da , vestire d'Andrea suohpliuolo. Cron. /^cll. ? di e ) Vestii X ^ a ^ CU11 ^ ambasciadori , de’più cari cittadini di di • 1 a iJ 1Jese Comune, ciascheduno di sciamilo azzurro b do a ■) 6 . Cai iaft.Ìo ec. , con due compagni di mescolato. E 123 . grandi doni di pezze dì velluto, di drappi di scarlatto, per maggiori scoglio fantastico si parta dallo intelletto , nondimeno ec. J?r. Giord Pred. D. Pura è detta quella cosa che non ha in se mescuglio. Al - leg. 22#. O stravagante , o sciocco , o vii mescuglio ! E 264. K vedendo il fantastico mescuglio , Diventa come dir piecin piccino. 2 — E fig. Confusione. Borgli. Arni. fiun. fdV Confondono in mi me- seuglio ogni cosa , pigliaudo per la medesima le diversissime. (Y) Mhscltràiìe , Mes-cu-rà-re. [All.] K. A. E. e Trascurare. Lat. negligere. Gr. òxtyoopsìv' (Dal tcd. miss pari, inseparabile che muta il senso del verbo seguente , c che vien dal celt. mis cattivo , infelice. ) Anun.Ant. 22. 5 . 4 > K se mescurano i loro fatti quando gli pesano, dcono ritemere quando gli numerano.» ( L’edizione del Mai'csc.oUÌ ha : Se non temono dei lor fatti quando eglino pensano, deono spaventarsi quando gli numerano.) (B) Mese, Mé-se. [Y’/n.] Una delle dodici parli dell'anno, e Quello spazio che comprenda il corso lunare. Lat. mensis. Gr. Mor, «Y. Grog. Mese non è altro che una misura di tempo ricolta di molti giorni. Bocc. noo. 28. 21. In cosi fatti ragionamenti, ed in simili , con mangiare c con battiture fu tcrièto Ferondo da dieci mesi .E noe. 4 *• 4 ‘ Perciocché del mese di Maggio era, tutto era fronzuto. 2 >anÉ. Par. 2 5 . 102. Il verno avrebbe un mese d’un sol di. Petr.son.47 • Benedetto sia il giorno , il mese e P anno. 2 — Dicasi Non aver tutti i suoi mesi — Essere scemo, pazziccio. Lat. mente captimi esse. Gr. Ttxp espansioni sono increspate , e ricciute come quelle del mescnleriofAcf) Mesenterio. (Anat.) Me-sen-tè-ri-o. [Sm. Piegatura del peritoneo che, dopo di averlo coperto , si addoppia al livello dell' erto posteriore , e prolungasi in due lamine , che. lasciano fra se e l'intestino uno spazio triangolare. Questa membrana tiene attaccati e sospesi gl' intestini tenui , è assicurata obbhquamente in dietro dal lato sinistro del corpo della seconda vertebra Lombare sino alla fossa iliaca destra e mostrasi ondulata ed increspata anteriormente ; è di forma irregolare, tutta piena di pinguedine , d’ ogni sorta di vasi, di ghindale e di nervi.} — , Mesareo, sin.] Lat. mcscntcrhun. Gr. pttrtvrtpicv» Red. Oss. an.21. Parimente là dove il peritoneo va ad unirsi al mesenterio , intorno all'intestino colon , e nel me&enteiio stesso , ve n’era una quantità innumcrabile. E i’Ó2. Il mesenterio d* una lepre cc. l'ho veduto esser tutto tempestato di certe gallozzoìelte cc. Mbsenteriie.* (Med.) Mc-sen-te-ri-te. Sf V. G. Lat. mesentcritis. Infiammazione del mesenterio. Altrimenti Mesentcrilidc. (A, 0.) Mesenzio,* Me-stn-zi-o. Mezenzio.IV. pr. ni. Lat. Mocnthis. (Dalcelt. m/s cattivo, ed hensi frequentare: Chi frequenta i cattivi .)— t Re di Elruna ci udehssimo, attento di Turno ucciso da Enea. (B) (Mit) Me •eraico. (Anat.) Me-so-rà-i-co. [Add. m. Lai stesso che. Mesenterico. V.} Lat. mistrairus. Red. Cous. 1. i-g. Il quinto umore è il fiero «lei sangue , clic dicono seri ire ad esso sangue per facilitargli il passaggio per le angustissime vie delle vene meseraiclic, c per quelle del legato. Pros. Fior. 6. v 5 l. Se ella c nelle vene meseraiclic e nel mesenterio , meseraica e mesenterica si denomina. Miseria , * Mi-sè-ri-a. Sf F. A. F. di’ Miseria. Cavale.Erutt. ling, 162. Ricanto in meseria di seivitù. (V) Mesetto , Me-set-to. Sm. dilli, di Mese. F. scherz.Slogai, lett. lasciatemi studiare un mesetto, e vi saprò dire quello in che troverò mancante la vostra descrizione. (A) Mejezeeele, * Me-se-ze-bè-le, Mesizahcle. N. pria. Lat. Mezcscbel. (Dal cald. scezib liberare , cd cl siguore : Liberazione del Signore.) (B) Mesfarre, * M. -s!ar-ie,(V. pr. ni. Lat. Mesphar. (Dall'ebr. mispar narrazione , compii to.)(B) MesFAtto , Mes-fàt-to. Sm. F. A, F. e di' Misfatto. Guitt. lett. 4.0. 92, Bene dee gaudere lo più avaro uomo , quitare di libbre cento per denajo uno , c per alcuno fragrilo uomo a Die mesfatto di fragrili eterni liberare. (V) MesciociBArHi.* (Mit. Ind.) Mes-gio-gi-bà-shi. Aacm/ot; impiegati nel servizio delle moschee interne , ove recami le donne del serraglio per fare orazione. (Mit) MEfiA.*(Geog.) 'ìXè-d-i.Sf.Lat.'SIoeàì. Antico nome di una provincia di Europa che estendevasi dal Danubio e dalla Sava Jino al Ponto Eusi- no: cUvidevusi in Alta e Bassa, che ora diconsi Bulgaria e Servi.!.(Mit) Mesto.* (Mit, Pers.) Me-sì-t e. Nome che duvuno al dio Mitra, perchè teneva il luogo di mezzo fra Orosmane ed Arimane. (In gr. mesos medio.) (Mit) _ _ Mesitico.* (Arche.) Me-sì-ti-co. Sm. Tributo che si pagava per occupare un luogo nel mercato. (Dall'ebr. mas tributo.) (O) MESOLOBO J- Mesizàrele , * Me-si-za-bò-le. N. pr. m. Lo stesso che Mescei* Lat. Mesizabel. (B) .rii.fi) Mesma.* (Geog.) Mè-sma. Antica città d'Italia , edificata nu igii‘' Mesmerismo. * (Fis. e Med.) Me-sme-rì-smo.A'/n. Nome dato ai tismo animale , da quello di Antonio Mesmer medico tedesco , di questa dottrina. (A. O.) Meso. * (Geog.) Mc-so. Riviera della Russia asiatica. (G) . ,,e//a Mesobatena. * (Geog.) Mc-so-ba-tò-na. Antica contrada dellA sl Penule. (G) Mksocefamco.* (Anat.) Me-so-ce-fa-li-cO. Add. m. F..G. L n j‘ qIhiF pbalicus. (Da mesos medio, e cephede capo.) J\nme dato da sier all’ unteli a basilare. (Aq) li,il 11 " 1 ’ Mesocefalo. * (Anat.) Mc-so-cc-fa- lo. Sm. F. G. Lat. mesi«P^.O.) (V .mesocefalico.)]Some dato da Chaussier al ponte di V(iioa c rIl ,-'/' Mbsocieco.*' (Anat.) Mc-so-ciè-co. Snt. F'. G. L. (Dal gc. r/ie ? oS sefl Ht zo, e dal lat. caecwrt cicco. ) Piegatura del peritoneo che s talvolta alla parte posteriore del cieco. (A. 0.) Mesocoeo. (Anat) Me-so-cò-lo. Sm. F. G. Lat. mosocolon- y ie0 f’ mezzo , e colon colon. ) Nome dato alle piegature del pei'rt ( tengono in silo le varie parti del colon; e pero dicesi anc> te ^ lon. Cocch. Bagn. Altre volte un parziale ascite si forni® l .j ycii' sacco dell’ istesso peritoneo , massime dietro all'omento , h a tiicolo ed il mesocolo. (A) . 2 —* Dicesi Mesocolo iliaco, quello che ravvolge la S del c° l bare destro , quello che tiene fìsso il colon ascendente J .fìl 0 nistro , quello che tiene insito il colon discendente; tracci che snve d'attacco al colon trasverso , ed è il maggiore dij 1 y Vò, Mesocondriaco." (Auat.) Me-so-con-drì-a-co.^/rA e sm. ^ socondriaemn. (Da mesos medio , e condivs cartilagine.) pM'ft p dato da Boerhaave a due jascetti di fibre carnose , situi 1 . archi cartilaginosi della trachea. (Aq) Mesocopo.*(Mus.) Me-sò-co-po. Sm. Specie di flauto usato Mesocorio. * (Geog.) Me-so-cò-ri-o. Sau. Mcsocorion. Ant ica ^ tedia nella Messa pia. (G) ( 0 Mesocoro. (Mus.) Me-so-cò-ro. Add. e sm. F . Lat. mesocn mesos mezzo, e choros coro.) Gliantic/u davano questo ^ de' suonatori , il quale dava il segno d' ituominciare, e dir 1 * ckestra, la quale , al dir di Fopiscn ì riferito dai Bartof ,ll, tt i]C^‘ volta composta , nei cori delle tragedie e commedie , di tf 11 suonatori. Gian. Diz. Mus. (B) ' nef^tr Mesocranio. * (Anat.) Me-so-crà-ni-o. Sm. F m G. Lat. IJ 1 *-’ 8 jgfa (Da mesos mezzo , e cranion cranio.) Dicesi cosi il me** 0 fi sta. (Aq) c5 oC ! ,l Jl Mesoccro. * (Arche.) Me-so-ciVro. Add . e sm. F. G. ^ (Da mvson m*-zzo, e curos giovane.) Attore nell' antica * » . mezza età , e disumo dalla metà della testa rasa. (Aq) /Q» lìie Mesodme. * (Anat.) Mc-sò-dme. Sm. F. G. Lat. medodun* ^ medio, e demos casa.) Lo stesso che Mediastino. F. Mesodmititie. * (Med.) Me-so-dmi-li-dc. Sf. F\ G. Lo stesso nitide. F. (Aq) Mesoros.* (Mcd.) Me-sò-dos. S/n. F. G. Lat. mesodos. (D ® 1,1 •^ / e ode cauto.) Cosi i Greci chiamavano la parte del tea *S5‘ d'S Diz. Mus. (B) ii)W r ipt"- Mesocastrico.* (Anat.) Me-so-gà-stri-co.^/W. m. F.G. Lai. cus. (Da mesca mezzo, e gaster venire.) Che occupa tri» i e pel ò dicesi Regione mesogastrica, la regione ond>e* ■l [(0* Ut. I" cs °flaiC*" 1 ' coli dell 01 " ,jd Mesooastro. * (Zool.) Me-so-gà-stro. Sm. F. G. meson mezzo, e gaster ventre.) Specie di pes sue natatojc situate nella metà del ventre. (Aq) ^ Mesogea. * (Arche.) Me-so-gè-a. Sf. Tribù d' Atene cheW 1 della città. (L)a meson mezzo, e ge terra.) (A<{) n «"■' *'iy r » Mesoglosso. * (Anat.) Me-so-glòs-so. Add. e sm. F.G- L< 1 sus. ( Da mesos medio, e glossa lingua. ) Nome dato p c vasi o nervi che scorrono in mezzo della lingua , ed i ,l P (ya genioglosso. (Aq) (A. O.) ,,1^°^! s' 1 ^ Mesoide. * (Mus.) Me-sò-i-de. Sf. F.G. Lat. mesoide. ( td ode cauto.) Specie di melopea , in cui il canto ( h^ corde medie. (Aq) ... .. /&) Mescla. * (Goug.) Mc-so-ìa. Antica città dell’ Arcad‘ il -, \ , lt n, v ,,/s 1 Merolabio. (Mut.) Mc s.i-là-bi-o. Sm. F. G. Lui. ìnoso ,. s o! .idi’"' son mezzo, c Ubo per lambuno io piglio) Strumento ^ f>' natn a ritrovare uno , due, o anche più metile pr"l l0l ~ fll jìi) 1 ( anche ad accrescere proporzionalmente , serbala Ut s * qualsivoglia grandezza , un corpo cubico. (A) s , fi 1 *, , ( Mesoledco.* (Zool.) Mi-so-lè-u-co. Sui. F.G. Lat. incuoi 1 ' <’•_ mezzo , e leveos bianco.) Specie di pesce dei genere. ,F'“ lo» 1 ito‘’ Gl, ■liciti patte anteriore è bianca , e la posteriore è bru> ul ’. c | 1 ae t . /' ordine degli acanlaplerigi ; è dell'A melica e dtc rsl (Ai’, soleucos. (Àq) (N) . a muffite ‘‘ 2 — * (Min.) Gemma distinta da una lingua bianca ’ ^ cl 111 3 — * (Bot.) Elba e fiore notabili per una linea cn p C T\- 1: 1 P r * m i da alcuni sono chiamali Anli-logaritmi , ed i IHacv 1 Eiifcrenziali^Aq) Magai. Lett. fon. 1 A 9. Ecco i versi oc. nel pepilo de’logaritmi, mesologaritmi, e tomologaritmi cc.(N) da (^ool.)Me-sò-lo-ma. SfE.G.Lat. mesolemas. (V. corrotta di m SOm da , e questa vien da meson mezzo, e melos nero.) Specie cquì «f'ro (canis mesolemas Lin.) del genere e della famiglia de’ l, J e dell’ ordì lori C „. ll ^°. c del cane : Ta P lrs enta una sola impressione muscolare situala quasi nel fobici '"a la cerniera è priva di denti, od al più ne ha due cou- lli *">io 'A d d muscolo costrittore delle valve è poco visibile e piccia- «le: *• * (Bot.) Me-sò-mo-ra. Sf. V. G. Lat. mesomora. (Da me- ll’ 0 me,os parte.) Nome dato da Itivi: i ad una specie di V fofo genere Cornus , desumendolo dalla loro piccolezza. (Aq) il iio„, tl,s 0 Mù-son. Sm. P.G. Lat. meson. (Da meson meno .)lira e e ^ Secondo tetracordo , cioè delle medie ; è connesso al pri- tSll,ì Si, rtnc ‘P* a dalla sua quarta corda. Gian. Uiz. Mas. (B) *°n | 1] l0- *(Anat,) Mc-sòn-fu-lo.'Sm. ri. G. Lai. mesomphalus. (Da nie- t.% tn i/0 > e omphatos ombellico.) Nome dell’ ombellico, desunto dalla zione oli è nel mezzo. (Aq) ( 11 * ,„ llc> - * (Zool.) Me-so-nìc-cliio. Sm. V. G. Lat. mesonychium. jj'iie ( / Cs ? n mezzo , c onyx , ycos unghia.) Genere d'inselli deiforme a imenotteri aculeati, della famiglia de’ meUiferi, e della tribù ^1» 0 J ‘" l,c ) 1 quali si distinguono per due spine che terminano il r lT ii * formano come due piccolissime unghie. (Aq) c a ir!e° * Me-sonìt-ti-co. Add. m. P. G. Zat.mcsonycliimi. ÌI e a "(o i , n s . 0n mezzo , e nyx , nyclos nolte.) Inno che nel rito greco " da mczza notte. (Aq) . ,Ccl >st'° iTE ' * Me-so-pen-tc-cò-ste. Sf. V. G. TmI. meso- '‘‘i da’p CDa meson mezzo, e Pentecoste pentecosle.) Cosi chiama- lìyrihi fof' ri in quarta settimana dopo Pasqua come intermedia tra e quella della Pentecoste. (Aq) d in O I,,s 0 M c so pi-cni. Add. m. V. G. Lat. mesopychi- ( Da tM °’ ° pyeyuos spesso.) Gli antichi chiamavano così il secon- 0 d i qualunque tetracordo. Gian. Dìz. Mus. (B) po. s m . p. G.Lat. mesopus. (Da meson mezzo, p 'Ui ,■ < f '') Sezione de’ funghi del generi agarico , boleto ed nino, ii; del Qo . ,n P r endono le specie che hanno il gambo centrale-, e t'op- /j PyUropo, o della sezione di quelli che V hanno laterale. (Aq) e ^eog.) Me-so-po-li ti. Antichi popoli dell' Asm Minore , ^>0 i,; 1C CMit.) M e-so-pòn-ti-co. Soprannomi di Nettuno. ^%'H t ’ C pnntos mure.) (Mit) (1}*\ (Arche.) Me-so-pòrdi-ri. Sm. pi. G. Lat. 1 (Da in - ir ' VUa ' -^ - i-./.. mesopor- x 4, V C/ie t © n ^T' S j,ì ni(-zz0 J t: porphyra porpora.) L'esfi splendide e ma- a lie ^° ,loc ^ c ornate nel mezzo eh linee e strisce di porpora , ^^n A a>t J' , ^ ie dalmatiche. (Aq) eog.) Me-so-po-tà-mi-a. Sf. Lat. Mcsopotamia. Vasta gl ^To, ff i sll U(Unfra C buffale ed il Tigri. Ora chiamasi Diarbt‘k.((r) ^ 0 lft e*oj j ÌMe-so-rét-to. Sm. P. G. L. Lat. mesoroscclolinia , sin. (Aq) e-so-scc-lò-h-raa. Sm. P.G. Lat. mcsoscelo- 'isp* Cs ° s Celoé < t ’'' 1111 ( ^ 0 ’ sce i° s coscia, è phyma tumore.) Lo stesso -sò-sfe-ro. Sin. P.G. Lat. mesosphaerum. (Da filo . e Ini)} c ^hera palla, sfera.) Genere di piante della fami- Il ’ °s jn ,, // e ’ e della didinamia ginnospermia di Linneo; così 'Ha,,* % Ufùene emisferiche. Ila per tipo la Ballota suaveo- 34 37 (A,) ; *?V ,lp * 8 * nii.a”^ Me-so-spèr-mo. d ), rma è assai visibile nel seme delle piante legu- h^t ufo-tri,. . > foe.\‘ nnt ‘ di / rc .* le 0 Me-so-stro fò-ni. Add, e sm.pl. Giorni in cui /.***. * ( A' Cibo ‘'./ferivano pubblici sacrificii. (Mit) ® 'iìcv,,/’' 1 * 1 ) Me-so-tè-na-rc. Add. e sm. P,G. f,at. mesolhe- , l ino.,, , n, ‘-”«o , e tbenar palina dilla mano.) Porzione nro- * l «oi ( 0 '° cor/ri ___ .t i ...,u;„„ ,1.11.. _ ...... ^ 'lirica «/(' Q . - corto piegatore del pollice della mano , congiunta a ‘ questo duo . (A) IWfeoTEoa* (Mit.) Me-so-tè-o. Soprannome di Bacco , preso da una città dell Acnjtt , ov era adorato» ( 0 ) Mesotipo. (Min.) Me-sò-ti-po. Sm. P.G. Lat. mesotypus. (Da meson mezzo ? e trpos forma.) Specie di pietra dura , che pero appena attacca il vetro ; che diviene elettrica col calore ; che fusa col cannello ribolle , ed acquista qualche fosforescenza ; che polverizzata , e gettala nell’ acido nitrico , forma in capo a qualche ora una gelatina di qualche consistenza . La tessitura di queste pietre è radiata; sono esse d‘ordinario poco voluminose , c composte di fasci di prismi aciculari, divergenti uà ufi centro comune% sono lucide } c di un colore che si avvicina a quello della perla. (Boss) Mv:$pihA.*{Gcog.)ì&c-$pÌ-li\.Ant.cn.deir Asia sulle frontiere dellaMedia.(Q) Mespilofora.* (Bot.) Me-spi-lò-fo-ra. Sf. P~. G. ZzUMnespilophora. (Da mespile nespolo, c phero io porto. ) Genere di piante proposto da Necker } che a cagione del suo frutto, ha per tipo il Mespilus germanica di Linneo. (Aq) Mesraimo,* Mes-ra-ì-mo. N» pr. m. Lat. IVIesrhairn. (Dall’ebr. matzar tribolare.) (B) Messa. (Deci.) Més-sa. [Sf] Il Sacrificio che offeriscono i sacerdoti cristiani [, cattolici o greci,} a Dio'. [La Messa è piana, cantata, .solenne, votiva, da requiem o de'morti ec.] Lat. nùssa, sacrimi, sacribcuim. Gj\ \iirovpyU. (Vuoisi da’ piu così delta dal lat. missio rinvio ; poiché anticamente innanzi al sacrificio faceansi uscire i catecumeni ed i penitenti. Altri deduce messa da Messia ec.) Bòcc. nov. 70. g. Ch’egli facesse per lui dire delle messe e delle orazioni. Lab. uji. Pure una mattina, che tanto cb’nna messa si dica stieno alla chiesa, sanno come si volge al feriiiarnento. G. Z 7 ’. f. S. 1. Levato l’ Arcivescovo dall’ altare , che cantava la messa , disse: ec. Dav. Scism.yf. I Zuingliurn levaron via il tremendo sacrifìcio del Corpo e Sangue di Cristo , già da’ primi novizii nella fede a celebrarlo ammessi, messa appellato. a —* Dicesi Messa di precetto, quella che i Fedeli debbono sentile ne’dì festivi almeno dall’ epìstola inclusivamente per soddisfare al precetto della Chiesa ; Messa de’ catecumeni ,dicevasi quella parte di culto divino, che precedeva le preci comuni, de'comunicanti} secca o navale, quella usata nel Belgio, la quale consisteva nell"intioko,nella colletta , nell' epistola , nel vangelo ec. ma senza la consacrazione , e fu proibita dal Concilio dì Parigi nel 1212 , e da piu sinodi; solitaria , quella introdotta nel secolo vm da monaci , pei' soddisfare alla loro semplicità, e che fu proscritta da molti concilii. (fi.Y.) 3 —* Dicesi Messa maggiore la messa solenne. A'.Maggiore, 2 — Quella pai te della invasa eh’ è cantata dal coro 0 da’ musici, arch. Ercol. 270. Compongono ecantano con incredibile diletto ec. le messe, i mottetti , le canzoni, cc. 3 —* Col v. Andare : Andare a messa o alla messa = Àiulare ad assistere al sacrifizio ) 2 — Muta di vivandi', che oggi t/itiamo Servilo. Lui. missus. G.P'. 4i. 5q. 6. F'ece mi corredo in santa Croce molto nobile , ove ehi e mille e più buoni cittadini alla prima mensa con quattro messe ili pesce. » Hai’i. Bicr- 2. y. Potranno imbandirla a molte messe ili piatti d’ 010 e d’argento; ma clic prò alla lame del ventre,se non si pasce altro che la gola degli occhi ? (Br) 348 messa 3 — (Comm.) Messa dicono i mercatanti a quella Porzione eli e’ met- tono per corpo della compagnia. Lat. sors , caput. Gr. ap^aTcv, * s - $stXa.iov. Cren. Veliti. Considerato il nostro malo stato, il quale già era cominciato, per la grande messa che aveva fatta Donato diMico ne'signori c baroni di Francia e Inghilterra. Dep. Decam. i5. Così messo e messa si disse allotta , ed è rimaso ancor oggi questa in uso de’noAr.i mercatanti , che dicon la messa del corpo in una ragione. 4 — (Bot.) Il Pollone e Germoglio delle piatite. Lat. germcn. Gr.Sdx- Xc$. Dar. Colt. i6g. Dentro vi stritola terra colta , che , quando piove , umetti le marze , e tiri innanzi le messe. » Bart. Ricr. 1. 3. Alcune {piante') meglio provano e fan più messe al piano, altre al monte ; certe amali l’ ombroso , c certe il solatio. (Br) 5 — (Mus.) Messa di voce. È uno de* piu belli ornamenti del canto. Consiste nell ’ intuonare una nota piuttosto piano, rinforzandola gradatamente Jìno al maggior forte , indi a poco a poco ritornando al primo grado in cui s' incomincio. E chiaro che tale ornamento non si può formare che in una nota di lungo valore , o in una cadenza lìbera; quest ’ ornamento pub servire di cadenza, aggiuntovi un piccolo trillo neljìne. Gian. Diz. Mas. (B) Messa,* Mes-sa. Sf V.A.V, e di’Messe* Guitt. Lett.3. 5 . Gualderetc messa di vero e colorato c magno gaudio. (V. ivi la nota Messa. * (Gcog.) Lat. Temeste-cimica città della Barberia nell'impero di Marocco. (G) Messàbàti. * (Geog.) Mcs-sa-bà-tì. Ar,t. popoli dell Asia nella Perside, il cui paese corrisponde alla Elimaide , ossia al paese degli Eleuti.(Cx) Messaggeria , Mes-sag-ge-rì-a. [Sf. V. A. V. e di’] Ambasceria./^*, le- gatio. Gr. lepurfei*. Liv. M. Con tutto ch’egli tenesse la masseggeria vana. Vii. Plut. Dionisio ricevette la messaggeria , c mandò ancora messaggi. Messaggia , * Mes-sàg-gia. Add.e sf. di Messaggio, nel sìgn. di Messo. Liburn. Berg. (O) Messaggere , Messaggero , Mcs-sng-giè-ro. [Add. c sm .] Ambascia- dorè , Messo , Messaggio. Lat. legatus , intcrnunlius , nuntius. Gr. uyytxóe , ccyysXtctyófcs. ( Dal lat. missus inviato. In bret. mesajour in frane, messager , in isp. mensagero inessaggiero. ) Dant. Purg. 2. 7o. E come a messaggier che porta olivo Tragge la gente per udir novelle, ec. Guid. G. 100. E però io ho meco alquanti messaggicri, i quali andranno e verranno da me a te , e diranno e rapporteranno V esser della battaglia. Bocc. nov. 8o. 8. Tornata adunque la jncssag- gicra alla sua donna con questa risposta , a Salabaetto fu a mano a man detto, ec. Beni. Ori. 1. 28. 5o. Or per quel campo, che d’anni era pieno, La messaggera si mette a cercare. 2 — l E Jìg. ] Amm. Ani. 3. 7. 3. Come bella e come spleudicnfe gemma di costumi è vergogna nella vita , nello portamento e nella fàccia del giovane! come è vera c sanza dubbio messaggera di buona speranza , e mostratricc di buona natura l Messaggio , Mcs-sàg-gio. [Add . e sui.] Messo, Messaggiero, Che porta ambasciate . Lai. nuntius. Gr. à'yysXos. G. V. 10. 55. 40. Acciocché ogni messaggio o persona che andasse verso Roma , forse arrestato. Dant. Purg.5.28. E duo di loro in forma di messaggi Corsero Scontra noi. E 22.78. Per li messaggi dell’eterno regno,(Cioè, gli Apostoli.) 2 — [Soltanto in fot za di sm.] Ambasciata. Lat. nuntius. Gr.IyyfAlx. LÀv. DJ. Andate , di s’ dii, a quella quercia là, e le contate il messaggio. Alani. Gir. tf. 12. L’altro sei) torna, e narragli il processo Del suo messaggio. Messàgka. *■ (Geog.) 1 Mcs-sàgna. V* e cft’Mcsagna. (G) Messala, * Mès sa-la , Messalina. N. pr. f Lau Messala. (B) Messala, * Messaliuo. JS. pr. ni. (In. celt. messabl lodevole : mansla scandalo, offesa, disonore,torto, maldicenza. In ar. mesta donna che ha gomiti gracili.)—Marco Valerio. Padre di Valeria moglie di Stila .— Console e primo prefetto di Roma sotto Augusto.—- Pio me di due altri consoli e di più illustri romani della famiglia Valeria, e fu questo soprannome dato la prima volta a Valerio Corvino , per la presa da lui falla di Messina. (Mit) Messale. (Eccl.) ^lcs-bk-ìc.[Stn.y Libro in cui sta registrato ciò che s'appartiene al sacrifìcio della messa. Lai. inissale. Gr. tv^oXÓytoit. Pass. 143. U prete ec. il dee far giurare , ponendo la mano sul messale , o altro libro sagro , dove sia scritto il santo Evangelio. Dav.Scism. 7 6. Scambiati messali , breviarii , ufizioli a que’ due libri. Messaxemet , * Mes-sa-le-méLlV. pr. m. Lat. Mcssalemeth, ( Dall* cbr. inasciai dominare , e mudi morte : Domi nator della morte.) (B) Messalina , * Mcs-sa-li-na. IV. pr. f dim. di Messala. — A alena. Imperatrice romana , nipote e moglie di Claudio , la dissolutezza della quale è passata in proverbio.— -Statilia. Moglie di Nerone , di Ottone e di altri. (B) (Mii) Messat.ino , * Mcs-sa-lì-no. N. pr. m. dim. di Messala* (fi.Messala-) — M. Valerio. Governatore delia Dalmazia sotto Tiberio. (Mit) Messalo.*(G eog.)Mtssa'loXa*.Messalum.^m. c n w dell Arabia Felice.{ G) Messala. * (Geog.)' Mes-sà-pn. fatico nome di Messina, V. (G) Messapeo. * (Mit.) Mes-sa-pe-o.òo^/vmno/wr di Giove r onorato alle falde del monte Ta/geto, nella Laconia. (G) Messàwa. * (Geog.) Messà-pi-a. A/! Lat. Messapia. Contrada d’Italia, oggi Terra d’Otranto. (Mit) Messapii. * (Geog.) Mcs-sà-pi-i. Antichi popoli della Messapia. (G) Messapo , * Mès-sa-po. IV. pr. m. (Dal celt. moues umido , ed ap- fi. glio : Figlio dell’ umido.) — Figlio di Nettuno , domalor di cavalli e che ojutò Enea contro Turno. (Mit) M essa ba.*(G eog.) Mès-sa-ra.&Wera -e distretto dell' isola di CandiafQ,) Messatide. * (Geog.) Mes-sà-ti-de. Antica città dell ’ Acaja . (Mii) Messe, Mèsse. [A/i] p . j_, t Ricolta, [aniicam. Messa.] LaMnessis. Gr. dpr.ros, Ar. Fur. 3o. 5u Le botte più che grandine son spesse, Che spezza fronde e rarai e grano e stoppia, E uscir in van fa la sperata ntsse. Tass.Ger.20, iti. Tempesta o yento Men tosto abbatte la pie- gheyol messe. MESSICANI Messene, * Mcs-sè-ne. N. pr. f. (Dal celt. mes campagna, eft po : Capo della campagna.) — Fi. glie di Palicaone, ilquale asua ii della Laconia , cui diede il 'nome di lei. (Mit) c,r itlO" ’iglìa di Trtopante re d’Afg 0 glie di Palicaone, ilquale asua istigazione s’impadronì di 11,1(1 " ■m’f. ^*-*'*—j '*»*«• -- *•** vfpssd 1 ^'* 2 — * (Geog.) Antica città del Peloponneso , capitale della ora le sue ruine stanno presso iMauromati. (G) Messenia. * (Geog.) Mcs-sè-nia. Sf. Lat . Messenia. Antica c ° gs0 ,^ della Grecia ; che occupava la parte sciloccale del Pelop° tVÌ . Alta Messenia, Bassa Messenia. Nome di due nuovi diparti'nen“ Grecia nella Morea. (G) Messelo , * Mes-sè-ni-o. N. pr. m. Lat. Mcsscnius.. (B) 2 —- * Add. pr. m. Della Messenia. (ì>) Messeraggine , Mes-se-ràg-gi-nc. Sf. Tesser di messere , ApPf 1 ' j'*,,! di messere, Messemtìco. Lat. domini agnomcn. Cari Fior- "V a( riporre i Bcmbi, i Casi cc. colle lor tapinità della mcsscragg 111 ‘sQut quei lor racsscr Pietri , messer Giovanni, messcr Claudii , eCw in /scherzo e ironico.) (N. S.) * f . à ssere= 7 /v^^/u^^ , altrui scrivendo con quel titolo, V.Ì3 are, 5 - 44-> e Dare del :l V;ì) —* Giudice che amministra giustizia. Stor.Scmìf Ti*^ 0 lo messore, che per justizia amministrare per lo Conte oi . t |ij 11 ^N') Buon. Fier. 5 . ig. Dimmi, tu vai cercando, Gbio- 11 scr le tue magagne.E 1 Salviti. Annot. ivi: Al messere, ? — * Padre. (In alcuni luoghi di Abruzzo Messere è t* i J . 4 V l'ì * clic le nuore danno a’suoceri.) Vii. S. Gio. Bau- 2 ?- 2 '^ nente si pensava fS\ Gio-, Rulli staJ d'arrecarne fu 1 V, 0 pis‘ 1 ' Messere e a Madonna. (C/oè, al padre cd alla uiadrCj *■ ^ Mirini.) (V) 8 — Albanese messere. Modo basso, che si soleva da ' e "VV taluno, dimandalo, di qualche cosa, non risponda a f" °r i0 n ErcoL. g3. Quando taluno dimandato d’ alcuna cosa . ÌP‘j‘ /e » proposito , si suol dire : Albanese messere , lo sW 1 „ V. ■ _ .1: ,n.: .noe*-» 1 " 9 — * Oggi più colmai, dicesi di Citi è aggirato , uccC modo Essere fatto il messere. K. (X) ___ v . , k , io IO —* L’ano. Magai. Letl.fwn.1. 5g. Perchè il , poss 0 p r nC P 06 " poter mancare ogni giorno , e come e mono, ma “ 1 messere. (X) ( _ rr .nocv 1- MESSnr.iNo, M.es-se-ri-no. [X»J.] dim. di Messere^ [r • r p 0 [laE !> lajf. d. Il mtsserino storpio col manco. ,vu, ‘ u Messetta , -Mes-sét-ta. Add. e sf . liuffumcUa, P , lss . e J , /a m. (Bai lat . missn inviata.) (A) Liburn. Berg. ^ ..e.' 1 ” 11 1 Messia. (Eccl.) Mcs-si-a. Sm. indecl. Cosi vien dn 9‘°iX n'. ||0 ,J legge vecchia , Gesù Cristo , il quale è il Manda illllS c" 1 . ci \ ai le auliche promesse folte a’ Patriarchi. (Dall el)i- prtìh’j' [ja S crato , nome die gli Ebrei davano ai sacerdoti, “ * pjsab ain ... nueilo c Salvatore. Sega. Mann. GLugn. ?d'. f ni „aio U s ' come il venturo Messia dovea discendere d * l, k‘Za.Sfittò Messiato. (Eccl.) Mes-si-à-to. Sin. ^‘S/ ia ‘f‘{ l l -‘ nfU}l ùì. t !^ n ce.Vi,eii‘ l> Messicasi di itaiori Jlt, ^Gss) Co * 7 p Mes-sì-eà-no. Add. pr. m. Bel Messico, (B) Stessi - e °S-) Mès-si-co.Am. Già Intendenza ed ora uno degli Slitti ìnci 'ufi ll j U Messico o Stati Uniti Messicani. Contrada della parte ^ Ct 'atì^ lla ^ G de ^'America settentrionale , che forma lina repubblica /è- Gojf 0 ? ’ & (i soggetta alla Spagna sotto il nome di Nuova Spagna. •— costa • lessico. Sfondamento dell' Atlantico verso la metà della J * tentale dell America. (G) ^gat* U + Ca pàale di delti Sitai. (G) ■.Min, p Mes-sì-dà-to. Add. m. F. A . F. e di Mescolato, Mesti- l '^Ssj E * Jà paib. 76. 2. Vcngon qui dottrine messidate. (V) ^di ‘Hess# ^ Mès-si-e. Dee delle messi • evavene una per ogni sorta c>/ i J i(. Uh. Muse. Lo stomaco è signore di tutto il corpo, nel cui voto si mesta iu cibo insieme col beveraggio. 3 — [A.o.v.v.] Operare consaccenteria, Comandare o Amministrare checchessia. P. lassa , f etl è trttslttlo a Maneggiare come superiore e cajrry qualsivoglia faccenda , che noi diciamo aìicom: Far le Minestre.] Lat. negoliis se libenter immisccre, libenter in aliquid agendo versat i. Cr. troXu-rpcty^orEW. Buon.Pier. 3 . 1.3. E’sa quanto egl’importa Le gotte a i piedi, c un bel barbone al mento, E un pajo d’occhiali al naso - AH’uoin clic mesta, e fa di sé cimento, li 4 - 5 . 2. Mi varrò del tornito E. dell’occasione Per far 1 ’ ufi-zio mio : mesti chi vuole. 1 [Ed in forza di sm .-] Malm. 1. // 5 . Di cui, perchè il mestar di- ittis, Hot, 0 „ quale Metz era la capitale. (G) letta a ognuno , Si pigliano il comando a un di per uno. sio ’ , cs ' s i ò-ne. [Sf.. V. A. V. e di' Missione.]' Il mandare. Lai. Mestato , Me-stà l ^ t l't'ssus. Gr. asrsTrcy.TTz , u-xt-rrTO/r,. Pani. Conv. 168. Chi E per quindici (Allora il buon Re di Castella ec., o Beltramo dal Bornio , o stata , e intrisa con vino, si pascano. -to. ‘Add. m. da Mestare. [Mescolato?] Cr. g. ut pc ; colatoi ] Cr. g. 83 . dì fi polli de fagianiJ con farinata d’orzo ben mu- ..^s —. *■ ........ ..e ui e.a,nata ec., o iientami.i imi auuiw , u srai.a , e intrisa con vino, si pascano. V / ^ì nl, *‘ fW! m , quando delle loro messioni si fa menzione? Mestatoio. ( \r. Mes.) Mc-sUt-tó-jo. [Sm.] Strumento con-cui si mesta, Sr |ua La Chiesa de’Cri si inni fa spezialmente tre feste.- la Pa- Ri< e/t.Fior. gì. Agitandola con un mestatojo lino a clic esca la mu- dcllo’o . , e la Resurrezion di Cristo; la Pentecoste, che è la mesaioli cellaggine grossa a galla. ten,Jmto Santo; e la Natività di Cristo. Cr. 4 , ( 7 - * otr ce Lar messione d’ alcuno := Inviarlo per negozii, perirai- Mestatrice , * Me-sta-trì-ce. Veri. f. di Mestare. V. di rea. 3 Vii m 'h Pallcm. Ist. Cono. -' ’ .~ ‘ ’ l( , t } —...._ .. /o,At^ lGr cimessiticcidc’i’ ode ^ uncssiticcidc piantoncinidegli ulivi sufiito che hanno messo. tl(1 iìt( Us t;s ' S0 * [Sm. parlando di persona.] Messaggio.Lat. nuntius, inter- S ) ' r ' à.yy s.Xtcc. (Dal lat, missus inviato.) Petr.canz.ff (}^ 1 «nessi d’Aniore armati uscirò. E son. f 5 . Con l’altro richiu- fi 113311 manca strada a'messi suoi, eli 1 indi passaro./^m^.PflA JUl, ° P arvc messo e làmiglkir di Cristo. E 1 28.32. Che’l messo di contenerlo sarebbe arto. (Cioè, Viride.') Jiocc. nov.2‘3. •°> 6‘. r.f. 0 *o ove io mi fui ; molto tosto ve nè giunto il messo. E nov. - . 1111011 ì > messo del detto uficiale e della sm corte, rapportò ee„ A (à\{ 11 ‘ 9 2 * 5 . I messi, che servono tutte le signorie. AL V’to. j y^ltoiì c messi se n’ andavano per loro col quarto della ’m* Fieri- 5071, ^ 9 * ^* a divario Da un disulil messo al commissario. .....-. 5r .y iUo1 ^ 1 cuochi , messi , e di trombetti. Pera. Od. 2. 26. a Cp llavo j eh’ era tristo più eh’ un messo , Seppe la cosa di if ^ |> 0 ® c *ai'e , Clic per un dito fu creduto un braccio. tìf >ìr hr e ìo y ei ^ ,t Non è più bel messo che se stesso: Dicasi perfare d/-^5 e C ” e ^vuefe ottenere una cosa dee andarla a chiedere ^r'' M.ì Stesso Y 1 ° stesso che Chi non vuoi mandi e chi vuol vada. % ett ?di V [ l.o stesso che Messa, nel ^ - ’eg. (O) Mestellini.* (Bot.) Me-stel-lì ni. Sm. Lo stesso che Scardigljorie. P".(ff) Mestgp.t , * Mc-stò-ri. Sm. P. A. P. c di' Mestiere. Guut. Ljctt. 7. 2./. Ma grave, e periglioso Mcstcri , fa. vero valor provare. E 27. 7/.. Savore appare 11’non-è mcstcri. (V) Mestica. (Pit.) Mé-sti-ca. [-S’/.] Composto di diverse terre macinate coir olio di noce o di lino , che s' impiastra sopra le tele o tavole che si vogliono dipignere. [Dicesi miche dagli artefici Imprimitura.—, Mesticanza, .sin.] ( V. misto.) Buon, Pier. 4- 3. 7. E de’lroppi c diversi scodellini La mestica assortir dipintoressa./lorg/i.ilfp-./^j. Se il campo- ili essa tavola o tela, da’pittori chiamalo-mestica, sarà di colore aperto. P 1T4 La mesticai cc. è un terzo colore, fatto d’altri varii colori. 2 — Nel muti, ilei più, Mescolanze di colori fatte dal pittore su la tavolozza. Vasar. Messi i colori (usò i colori sodi nel far la mestichi; e le tinte ) ai luoghi loro con un pennello grassetto c in illiccio , le univa insieme cc. Magai. Lelt. Le varie mestiche della tavolozza di un pittore. (A) Mesticanza. * (Pit) Me-sti-càn-za. Sf. Lo stesso che Mestica. V. Ner. Art, Pi er. 4 64 Si' dia- la medesima quantità' con• la mesticanza del croco dì Marte. (N) Mesticare , Me-sti-cà-re. [Alt.] Dar la mestica, [c anche Mescolare i colori. P. Mesticato.] 2 — N-. pass. Dimesticarsi. Lat. consuctudinem vel familiaritatein inire. P11, S. Gio. Bai. 2g2. Incominciò a trovare di quelle bestiole piccole clic stavano per lo bosco , e incontanente corse a loro , e presele cc., e recossele iu grembo, e mesticavasi con loro, e diceva: cc. Mesticato, Me-sti-cà-to. Add. m. da Mesticare. [Mescolalo^ Impiastrato. — , Messidato, ««.] Boigh. Hip. 53, Quando f i coloriJ sono ben distesi, e con ragione mesticati. Mesticatore, Me-sti-ca-ló re. Però . m. di Mesticare. Che mestica o mescola i colorì. Batti. Dee. Veduta che la tavola, in cui doveva cc. era ancora quella stessa che ella ora usciti dal mesticatore , ec. (A) . . _ » Al.. .il — . . t..’. A A Af/j /* ./■ A/t ...4- /*^Il A M AsS.’a.. #y iV* c df vivande,- Servito.- t --— . , lh ll,f a. ;V 2 " ] T>ep. Decani. car.i 5 e 16. (Dal lat. bari), missus Mesticatrice, * i\le-sti-cu-tn ce. Ferb.j. di AKsticaie. Che mesticai. ^ Vu °Bi ded ca n t. V a ^ ^ oro ’ q nasl dal ciel messo , Veni sponsa. de 4 * 0> Gridò tre volte,, e tutti gli altri appresso,(P)i\W. ^ f u 2 ^‘ A P^lolo è tauto a dire qua ‘ . r» «v- — j’ui-nuiu v uuiiu u nu«: quanto messo , onde dice a li( :‘bìiKrv lo esso da Dio, il-cpiale aveva nome Giovanni.(N) 290 il quale fborgoj essendo poi col lenipo (Geon-V t Illi,ra ? ha sempre ritenuto il medesimo nome. ' Antichi popoli dell Africa. (G) 4ì Add. e sin. F. Ìj. e poet. Io stesso che Mieti- * tciììi 7 e, r ; a- -vt t • i • 1 » 1 • ' ìa > ò 7 * 1 : z 5 - 2 . Non vedi eh ogm augi l s asconde in. ii>« A, V] Gì \ >K-Sc, 1 àb- s . st;,nco nnssoi- s’ascondo al Foni lira Li< tu, cc.(A) (li) ^(A v- Add, m. Apu a'teiieute atta mietitura. Salvia. at -) Ì>) " 5 s «»’ic- (A) ' ì 0s ^ C t TZa C . C . niessoiàfi ad urìaddoppiatum della dava ma- ”Africa propria. (Ci)' messei) Cor FoLg. porcile verrà tu ue [t Hq POfla • •‘■‘Aiee messoria ad unaddoppu ^ 0 S \ ir §W ' Sa CÌÌ t' ,llce - ( A > ;»%*, ^ Cs ' S1 ' 1 a - ^1 isca. Antica rit. dell . k> %n e >'prMercede, Raccolta. (Ua l' '^Ua V' Cl ^ eu laie n0!1 c ' slaA ! c'l:uimo 'V,p, »;>_ tra nn-«sin-.v (Min) meccanica e manuale. A oche le arii liberali hanno il loro• meccanismo , ma questo richiede /.-(/^.Arte.) 4 rt£.ars,opificiuini ministe- riuin. Gr.Thp^vy), XjtipovpyriptOi.. (Dal lat mmisterium ministei o, sei vi tu, un- piego. In frane. mèlier, in brett./«ee/tervagUono il medesimo. In. prò- ven /..mesteiraou chi esercita un mestiere.) Jiocc.nov.2.2, 3 . Ma per altro da troppo più che da così vii mestiere. E nov. 42.2. leggiadro- e costumato, e nel suo mestiere valoroso. M'.F. 9 * 1^ perche due degli altri minuti mestieri, parlando, lo ribaltarono. les. Br. 1. 4 Fa terza è politica, e sa tua fallo questa, è la. pur alta scienza, e del, più. nobil mestici* clic sia iutra gli uomini ec*5 c SI c tutte l arti e mestieri clic sono bisogno alla vita dell «omo.»* àalv. dmrìp 2 ,f 2 . Molte sue opere , la maggior parte spirituali, comovine alla vita sua*, con gran profitto di quei mestieri., corrono, mimo a oggi., tuttavia. per le stampe. (V) „ ? ^ 2 — [Far mestiere, il mestiere =Professare arte, Far bottega.] F. Fare mestiere , §• 5 _ j£ Fare per mestiere = Operare come se fosse suo mestiere. F. Fare mestiere , 5 - , 2 * ( A ) . 4,_ proverb. Chi la l’ altrui, mestiere, fa la zuppa nel paniere =• 4 » f- i r 35t> MESTIERI Chi entm noli altrui professione, difficilmente ai riesce, e s’ affatica senza frutto ; che anche si dice assolutamente Fax- la zuppa nel paniere. V. Fare mestiere, §. f l —‘Guastar 1' arte o il mesticre—^u/’e una cosa fuor dei suo ordine, della sua regola. V. Guastare , §. g. (A) a — Bisognò, [Uopo.] Lai. opus, necesse. Lai. àió.yx.ii. (Dallo spagn. menester clic vale lo stesso. In provenz. mestie bisogno. In ted- muss necessità , forza, obbligo , dovere : du must tu dei, tu sei obbligato, tu hai mestiere : ich muste io doveva, io aveva uopo. In ingl. it must ciò bisogna : I must do ]t io debbo far ciò, bisogna che io ciò faccia.) Dani. lnf. 3o. 108. Ho io il braccio a tal mesticr disciolto. j — E nel num. del più. V. Misliere. 3 — L l'f anticam. Mestiere del Corpo per Bisogno naturale ] Frane. Sacch. nov. io. Calalo giuso i panni di gamba, lasciò andaxeilme- »tier del coi-po. 4 — [Col v. Avere: Aver mestiere = Abbisognare] ("V. mestiere in senso di bisogno , uopo.) Dani. Par. 8. 53.La sua natura, che, di larga, parca Discese (cioè che, di liberale, avara divenne) avria me- stier di tal milizia. 5 — * Col v. Essere : Esser mestiere := Abbisognare. V. Mestieri , J. s. (N) 6 — [Co/ v, Fare: Far mestiere 0 di mestiere — Far di bisogno, Abbisognare .] V. Fare mestiere ,§. 3. 7 — E variamente. Gl'. S.Gir. 16. Gian mestieri sono gli rei allato a’buoni uomini ec. , che gli rei pruovano i buoni , siccome il fuoco pruova l’oro nella fornace. Guitt. leu. 27. 7/.Chi vale, perde valore in agio ; ma in affanno e periglio e mestieri grandi (necessità. yed. la nota 34 n f) si face e si mantiene e s’ammilliora. (V) 3 — Anticamente Esequie. (Dal lat. minisieriwn funebre servizio funebre. In pers. must querimonia.) Diar.Monal. Adi 8 Ottobre mori in Verona Francesco di Jacopo Bucri; fessi il mestiere in Firenze./? appresso: Mercoledì, adì i5 di Dicembre, a ore tre di notte, mori inVerona Adoardo di Jacopo Boeri, adì 27 detto si fece il mestiere in Firenze.» Salvili.Annot.F.lì. 5. 1, 5. In antica scrittura presso il Signor Niccolò Bargiacchi, di buoni libri, e particolarmente di manoscritti raccoglitore c intenditore perfettissimo , si legge mestiere per l'ufizio e messa de’morti (delta in lat. agenda, quasi faccenda, funzione , Asi- Tcvpyiu.) quasi ministero c servizio sacro. (N) Mestiere dilf. eia Mestieri c Mislieri Ponendo in una schiera le voci Mestiere, Mestiero, Mestieri, Mtslieri, la Crusca dichiara che in tutte le maniere ugualmente si adoperano. Ma nel senso di Arte, Esercìzio, Professione se tutti adopereranno Mestiere e Mestiero in ambo i numeri , non puti i usarsi Mestieri e Mistieri in quello del meno. E del pari mancherebbe tutta la grazia al proverbio : Chi fa l’altrui mestiere ec. se gli si sostituisse Mestieri. In (ine gli antichi adoperinoli Mestiere e Mestiero nel saitimmto di Esequie , ma non mai Mestieri c Misfieri. Queste quattro voci non sembrano realmente sinonimi: che nel significato di Bisogno. Mestiehi, Me-stiè-ri. [Sm. indecl.L.o stesso che] Mestiere. F. [Ma è nel secondo significato di Bisogno , Necessità. Onde Aver mestieri, Esser mestieri , ì'ar mestieri o di mestieri — Abbisognare. F- Fare mestiere, fj. 3.] Amm. Ani. G. i3 g. Non è mestieri tanto lo potere assolvere lo impromesso , quanto lo volere.» Or. S. Gir. 3s. La gonnella n’ha mestieri più che ’l mantello. ( l fu altro testo legge: Ci fa più mestieri che ec.) Fr. Giord. 255. Iddio hae figliuolo perfetto compiuto . . . , ed in lui hae ciò eh’ egli vuole ; c però non gli era mestieri altro figliuolo. Altresì Iddio mai non può morire, nè venir meno; e però non gli eravamo mestieri. (V) a —* (Mario.) Legni di mestieri fu detto da qualche antico per L.egni da trasporlo , da trafficare , che noi diremmo Navi mercantili. G. y. 7. 77. Non ho galee armate da battaglia, ma legni di mestieri e disarmati. (Pi) Mestieko, Me-stiè-ro. [Vm. Lo stesso che ] Mestiere [in lutti i suoi sì- gnifeati. Onde primieramente Far mestiero o il mestiero = Professare mie, Fate bottega. F. Fare mestiere o mestiero.]» Cor. Leti, voi. 1 num, 80. A. voi, signor Lodo , quanto alla caccia, diciamo, che v’avcmo in questo mestiero per molto intendente. (1 J ) a — Bisogno, [onde Aver mestiero, Essere o Far mcsliero=zAbbisogna- re.] y . Fare mestiere, §■ 3. 3 — Ministero. Cavale. Med. Cuor. 227. La quale santa vergogna Dio considerando, per mestiex-o d’angeli subitamente gli fece trovare dal- 1’ altro lato del fiume. (V) ^ — Esequie , come si trova presso gli antichi. Frane. Sacch. nov. <53. Lo trovò stare maliuconoso c pensoso , come se facesse mestiero di qualche suo parente. Mestissimo, Me-stìs-si-mo. [Add. m] superi, di Mesto. Lai. inoestissi- mus. Or. tnaulf virara-Tos. Fr. Giord. Fred. il. Si mostrano in volto scontcnli e mestissimi. Ar. Fui: if. So. A questo la mestissima Isabella cc Disse: cc. E 3o. fj. Così diss’egli ; c molto ben risposto Gli fu dalla mestissima sua donna. Mestizia , Me-sti-zi-a. [A'/i] Dolore ., Afflizione , Melanconia. [Affezione dell'animo addoloralo.] i-at. mocstilia, mori or, trisiitia. òr Kv«n , bvGÌJvuia..J'isp. Caitg .[ilano lutti col cuoio pieuo di mestizia dolorosa. Mestizia diff. da Dolore , Disgusto , Pi tia , Cordoglio , Disp a- cepe, Afflizione , Scontentezza , ficlancoha. La Mestizia c Va .< contentezza s’ adoperano solo pei lo slato dell'animo: e perchè la Mestizia nasce dalla Scontentezza , questa è minore, di quella. Ma la Melancolia significa qualche cosa più d‘ lia Mestizia , dinotando lo stato morale di colui che per intensi patimenti d annuo si abbandona a pensieri afflittivi e desolanti : ed è effètto del temperamento. Pelle altre differenze V. Dispiacere. MESTttSO * Me-sli-zo. Add. in. Che è di calore misto tra bianco « bronzino', e dorsi prò: riamente d'uno t hè sia generato da mi Inda.no e da un'Europea,0 da un Europeo c da ini Indiana. Fui cornimeli.. Meticcio, y. (È lo spagn. mestizo , che viene dal lat. mixtu-t, ^5 i Francesi han fatto il loro melisi) Salviti.Buon.Fier. 'D n S ;in di color mestizo , e come mulazzi. (A) me 0* Mesteete,* Me-stIc-te.JV.pr.OT. (In gr. vai pieno di obblio, da pieno, c lethe obblio.) — Fratello di Antifò, comandante de t all' assedio di Troja. (Mit) Mesto , Mè-sto. [Add. m. Che ha mestizia \ Tristo, Afflidoii rato , Malcontento. Lat. mocstus , tristis. Gr. sì . e cstt vani, vili e piccioli beni e tribulosi e mesti di tanti 1»®“* g ti-r cripti noi. E Leu. i 3 . 3 j. In del mezzo di pace, porta S lie / r i,^o c Lutazione nel maggio gaudio $ e simili di ogni parte quando male è , e di noja mesto. Guitt. Rim. ‘38 7. Peso tra vaio n> cs -^(V) e tolto a buon modo, Sempre piazente a me. (A'. ivi la nota . c jii(h Mestola. (Àr. Mes.) Mè-sto-la. [A’/?} Azmmento per lo piò- , di legno o di ferro stagnato, e di varie fanne , il quale 5 4 a mestare e tramenar le vivande che si cuocono , o le cotte- ** i dicula coquinaria. Cr. g. ioe$. 5 . La qual sempre con una o* ovvero con alcun bastone , si mesti. E 10. J 5 . 6 . Ma » 3 ( delle dette assi sia appresso alla carta , c siccome una flics rata. Burch. 1. 38 . E mestole ferrate bergamasche. 3 — Onde proverbiai. Chi ha la mestola in inano, si fa [ìiif!' a suo modo, e vale che Chi si può far la parte da se, scia a <3,^ 3 — Quello strumento di legno , col quale si giuoca e a ^ palla. Lasc. Pinz. 2. 2. Ringraziato sia il manico della 4 — Onde Far correre il giuoco colla sua mestola giare , pare da padrone. Buon. Pier. 1. 5 . 6 . E dimmi un glioffo , un pippion nuovo, S’io non so far le forche , e di Pascer chi mi fa grasso, e far che ’l bando Vada colla i» ia e corra il giuoco Con la mestola mia. - 5 — La cazzuola de’ muratori. Lat . trulla. _ • 6 — * Strumento a foggia di grosso cucchiajo con citi sl • * danari sopra un banco. (A) ? —Strumento che adoperano alcune lavandaje per hoX^ lini ; ed è un pezzo di legno quadro , cui lasciasi alla larghezza un manico rotondo ed a piano inclinato da ambo 11°- jg v . ( 8 — t Big. Detto di Uomo, ] insipido , Scimunito , 0 ingegno. Lat. insipidita , insulsità , hebes. Gr. nov . 32 . 10. Disse allora donna mestola. Lab. 292. E te ’ Ione , or mellone , ora sor mestola , c talora cenato chi 3111 l£) quasi ad ogni parola abbracciavano e baciavano. j 3 —*(Coregr.) Ballo ideila mestola: Specie dì ballo rustica^d° Ilo invito è il tocco di una mestola o la consegna di ^ dello Pezzuola, e F. Ballo, $. 2. (A) (N) 3 — (Bot.) Pianta che ha le foglie o articolazioni più f tonde e più grosse di quelle del Cactus opuntia , quasi s ?l fi i fori pìccoli , di un lasso sanguigno , con gli stami f >lU . itegli petali. Fiorisce fra V Agosto ed il Settembre , ed è in( ^f! oJ ial è ' 3 $ cilia , nel Messico , e in altri paesi dell’ America menai nome volgare della cocciniglia , detta dagli autori Nop*d* coehcnillifcr. (Gali) de [o » x \ QÌ t t Mestolaccu. (Bot.) Me-sto-làc-cia. Sf. Pianta che ha f° nudai le foglie radicali, piccia! ale , ovato-acute , du'tt i fori piccoli , alquanto bianchi o rossi , numerosi ir* formano una pannocchia grande , aperta \ / fruiti otttw ' golati. Fiorisce nel Giugno, ed è comune nelle ncque s 0ì una varietà con le foglie più strette. Detto anche ^ f botanici Alisma. V. Lat. alisma idvintago Lin. (Gali) (w [)C c 5 ' Mestolata, Me-sto-Ià-ta. {Sf.] Colpo di mestola. Bu° n - jd e 11 E di sudice udimmoandareattorno Mestolate,e inti‘onai' | |i,iO’ ^ Mestoletta , Me-slo-lcL-ta. [ Sf ] dim . di Mestola. — 3 ^ Bcnv. Celi. Oref. gì. Il gesso si viene a rappigliai l ^j si può poi mettere con una mestoletta di legno fatta a A jji Mestoliko , Me-sto-li-no. [.Vm.) dim. di Mestola. iLo s -uc. w Vù < Iella. Lib. son. 36. Un mito mestolmo a boera ap (pia* 1 P dietro cento miglia all’ cita. Buon. Fier. u. 1. 4 \ slolini ! Vedete bella cosa di pestelli ! Art. V^etr. -^ e1 ’ lora fiiglierai un mestolino di legno pulito. E clt P m r *i Q.&tii&fi si cavi della calza con mcslolmi di legno politi. l - / un ben dipinto mestolino Si porge in mano a quei clte ,l pel fi, i^ Mestolone, Me-sto-ló-ne. [Add. e sin. aoS .V " a? '~Mcnstrtiale, sin.tf.at. incnslrn 35i Mi • >1 1 len '^ c /‘ Tes.Br. 3 i. 2. Se olii non ' toccasse lo sangue mestruale v, u!i e che ^ os ^° 1° spezza. Tru/i, segr. cn$. dotili- Suole av- & Mr-stru-à-to. Add. m. Da mestruo, Che patisce, //mestruo, Pang t Ty° . mestruo. —, Menstruato, sin. Lat. nicustruatus, Annoi, ^'^UUna ° H ^ s ^ or ' co ^ 1 i° moglie del suo prossimo , e non andrà a ^ sono • JJ^slruata. Tratt. segr. cos. danti. Le femmine male mestrua- Pull (l( ] l * * an »ainentose , e sempre bramano rimedii grandi, violenti. ^'O'Ia "e l Cacale. Pittigli. 67. Le nostre giustizie sono il Profot C j' e P anno mestruato. (.V) Pallai. Ist. Corte. 1. 77 1. Ove ^ 0lllla n ssc : nostre giustizie sono a guisa di un panno di x/Kiio h 1 siugurtuii, vci-i.uisui, visuali, visetti. lai- appressi de’mestrui, Mossa de’mestrui, Stagnamento, Ratteuimento, Odi, ^ s ® l °ne , Ritenzione, Diminuzione, Stillicidio , Incostanza , Va- ^Uuvo? m,slri| i* Dicesi Rimettere, Rinviare, Restituire, Promovere , A^, Provocare i mestrui; Costrignere, Reprimere, Temperare, Ce, ^ Cll ’ e > Modificare i mestrui. —, Menstruo, sin.'} Lat. menstrua. Serap. Preso in beveraggio con vino, costrigne’l vendili' ° Uca \ a -^opci'HoRà de’mestrui. Cr. 6. 8. 1. A provocare i o 1 j ]) ° n > rarfl orila natura delle femmine il sugo suo (dell’ asseti- 3 a c ui t0 ac ^ as ^ suppositorio di quello. Sper. Oraz. Alle femmine, per "T CChi aCcideiltc . 0 tre mcs ^ non occ °i’rerauno i suoi mestrui. VWirJ* 1 ’) °8™ h'quot'e a ^° a sciogliere checchessia che dentro vi tl Lat. menstruum. Red. Esp. nat. 71. Io tengo che ec. c ot,y‘ a anc °i‘ a >m mestruo per fermentare, dissolvere, assottigliare, ^■rutQ ~} r c il cibo di già macinato in chilo. ^ ìn ‘ ■dgghinto a Periodo o Movimento vale} Di mese , G »na g ' e ì Lat. loenstruns. Or. iwwtos. Gal. lett. Med. 5y. La *}* u , 0, con periodo mestruo la gira {la faccia ) a sinistra e a dc- l* quell tra P assarc dall'uno all’altro tropico. E Si si.347. Non parlo 1 Ulc o deir (.Movimento) quasi mestruo che conduce le macchie , ma V* .* altio che dee trasferir 1 ’ asse ed i poli di questo mestruo. ' ( -% 0n l ’ Ua lv, [Di mestruo.] Lat. menstruus. Gr. tfstxr^ics. Qr.i.5.3. ^nto j- oro molte lunghe febbri, e llusso eli ventre, e molto usci- 'tvi-,,. *0 sanoii*. ............. ^ 0n . 1 sail gue mestruo. • " Me-stù-ra. Ji, (e • [SJ. I] Mescolamento , l’Aggregato delle cose mc- '; U iù comunemente Mistura.] (e. Mescolanza.) Lat. mixtura. Sagg.nal. esp. 3 i. Fermanilolo in tale stato con mastice, C j? cs ^ ura a fuoco. JSuon. Fier. 3 . 1. g. E naso qual di cane, ’ 7 ,°. ]q e 1 S at ta, E di lepre e di bue sozza mestura. » Salvia. Cas. to' 'o, , Co a,lza di molte e diverse cose e una mestura o guazznbu- o^'ìAgc Un * las ^ a *' 0 ;°/° «•(()) è-su-la Antica citta d’Italia nel paese de’Sabini. (Mit) rì'y ^^ e °g.) Me-su-rà-do. Paese della Guinea superiore sulla ((i) > Geo g-) ÌNIa-sn-rà-ta. Città della Barberia nel regno di Tri- ?**&. / * ^Ic-sven-tù-ra. Sf.V.A. Lo stesso che Mis ventura. V. Mbd r ftiesvp \ 44 * Sóllecitava ec. chiunque gli parca o per costumi, o (/> Mt.( lUura , ‘Acconcio a novità. (V) V 1 a r. ìn ^’ Termine . Lai. meta, terminus. Gr. opos , ripida.. 7 ltt - P Uì ll il Ai d e il medesimo. In ehr. inattara scopo , horsaglio.) c ^' J s 3 . 1 . 4 - 2. Meta tanto è a dir , quanto termino. Dant.Pttr. ì ‘ cc hè non può soffrir dentro a sua meta. E 27, 108. Quinta CAr c i le a ’ come da sua meta. (j ,lil,tl ent 0 ' 1 , 0 checche altro avente figura piramidale , ad ( i C j ll J llX: hi , sepolcri^ 0 altri edtjizii . E così chiamavansi i tu aVi M 0 ì 1 '~' n ' co -> eh’ erano tre colonne piramidali) intorno alle quali U 11 lat. meta . in ant, gali, mat) in basco mela mucchio, e ^Oo ec ^HC.dicono motte un mucchio di terra.) Car.{Son. Questo COrìSa Cro /* molli c cerchi c mete e mausolei All’immortalitate ergo £ 1 * W ei71 ^’ Vl,ìl ~ 120 * E cerchi e mete, e cento palme d’ oro.(B) ^ 4 ite atì lCe yasì Meta sudante, Quella fontana di Roma eli è fra dan a - e l'arco di Costantino , perchè aveva forma di . Rii 0 ] 1 / eslref aità sgorgava C acqua. (O) ? d!j pr e ^ s .f tta Meta murcia, la prima metà del circo^ perchè si- L 1 ! Cfn P 10 della Dea Marcia. (G) e p ’ ”lc-ta W r y . r<;a 0 Massa fatta di forma quadrilatera. (B) P * r lo pf 1 Quello stereo che in una volta fa alcuno animale) * Uvmo e 7 i U6i £ a t t s tercus. Cr, xoVfc?, (V, meta in \ METACOKDlJb^ *<‘ìv»o di guglk. In gali, matliaic letame, in illip, mci^ immnndezza.) Pataffi g. Una meta di bue fu la merenda, ? vini vorrebbe qui leggere metà.) (N) — Don Mela, Nome fìnto di uomo perischei'zo [0 spregio.} Boct. nov . 79. ( Ò2. Don Meta, Manico di scopa , lo Squacchera , ed altri. rtà. * E. pr. f. (Dal celt. met beni, ricchezze .)—Figliuola diOpie- te ) e moglie di Egeo. (Mit) 9. —^ * (Gcog.) Euane della Columbia. (G) Meta, Mé-là. Una delle due parti di checchessia tra di loro e- gnaff che unite insieme compongono il tulto. —,Metadc, Melate,Metac, Meità, sin. Lat. dunidiuin. Gr. tq ’bpitTv. ( Dal lat. medictas metà.) Boce.nov.27 .7. Essendo già la metà della notte andata.G.^.tf.ff/.f. Inanimati di disfar Pistoja al tutto , o almeno loro metade. Tav. Rit . Lancillotto feria lui allo scudo, e partiRo in due m etk.Liv.M. Quivi il dismembravo crudelmente , pcrocch’ egli il partirò in due metadi. a —* Far la metà di nominila =z]Son far cosa veruna. ^.Nonnulla. (A) 3 — Quando è unito ad un altro nome per mezzo della particella Di, questa talvolta per proprietà si lascia. BocC. g. 4 • n * 2 * Poco prezzo mi parrebbe la vita inia a dover dare per la metà diletto di quello che con Guiscardo ebbe GUismonda, (V) G. ii. q 4 * Erano più grossi c della metà voluta. (Pr) 4 — JSota modo. Ar.Fur.26. fi. QucIFiton, che... fu si orribile..., Alla metà di questo non fu tutto, Nè tanto abbominevol, nè sì brutto. (Pe) Mrtabele, * Me-ta-bò-le. JS.pr.rn , Lat. Metabel. (Dall’ehr. ma quanto, lob buono, ed et Iddio.) (B) Metàbele.* N. pr. f. Lat. Metabeel. (V. Metabele.) (B) Metàbo , * Me-tà-bo. iV. pr. m. (Dal celt. mat bene, ricchezze, ed ab padre: Padre delle ricchezze .)—Padre di Camilla, fondatore di jj/e- tnponlo .— Figlio di Sisifo. (Mit) Metarole. * (Ret.) Me-tà-bo-le. Sf. V. G. Lai. metabole. (Da meta partic. indicativa di cangiamento, e bole getto. Indi metabole mutazione.) Ripetizione della medesima idea cambiando le espressioni. (Aq) 2 — * (Med.) Passaggio d’uno stalo morboso att’altto , ossia Cangiar mento di carattere di malattia. (Aq) 3 — * (Mus.) Passaggio da un ordine di armonìa ad un altro. (Aq) 4 — * (Milit.) Movimento d' ogni soldato della falange , con cui voi * tavasi o per evitcu'e il nemico di fronte o per volger la faccia verso il medesimo se lo aveva alle spalle. (Aq) Metabolelocia. * (Med.) Me-ta-bo-le-lo-gi-a. Sf. E*. G. Lat. mctabo- lelogia. (Da metabole cambiamento, elogosài$corso.)Trattato de'cam- biamenti che possono succedere nel decorso delle malattie. (Aq) Metàcàrpiaso. * (Anat.) Me-ta-car-pià-no. Add. ni. Lo stesso che M«- tacarpico. E.. (O) Metacarpico.* (Anat.) Me-ta-càr-pì-co. Add. m. Che appartiene a è relativo al metacarpo .— , Metacarpiano, sin. Lat. metucarpicus. (A.O.) 2 — * Diconsi Arterie metacarpiche i Due rami principali somministrati dalla radiale ; Articolazioni metacarpiche , quelle colle quali le quattro ultime ossa del melacaipo s uniscono insieme alla lor parte superiore ; Falangi metacarpiche , le prime falangi delle dita ; Legamento metacarpico , la fascetta tesa avanti Le estremità inferiori delie qualtì'O ultima ossa del metacarpo ; Linea metacarpica del carpo, quella eh’ è composta dal trapezio , dal trapezoide , dall' osso maggiore e dall’ osso forcuto ; Muscolo metacarpico dl I \m \ METACONSO iijeog.) Me-ta-còn-so. dittico cillh deìt Egitto. (G) *vIn£coRE6i. * (Meo.) Mc-ta-cò-re-si. Sfi F.G. Lat. metachorcsis. (Da metachoreso fut. di metachoreo io passo in diverse parti, il qual verbo vien da mete oltre, e chcreo io accedo, progredisco.) Trasporlo di umori morbifici da una parie del corpo in un’altra. JSome applicabile a certe malattie , come la Risipola, il Reumatismo, VArlrilide. (Aq) Metacronismo. (Filol.) Me-ta-cro-ni-snio. Sm. F . G. Lat. metacroni- smus. (Da meta altra, e chronos tempo.) Specie dJ anacronismo , il quale consiste nel trasportare un fatto a un tempo anteriore. Eden. Nis. 1 .y. Intende qui per metacronismo il tempo futuro posto invece del passato. (A) (B) Metadella. (Metrol.) Me-ta-dèl-la. [A/T] Misura che quando serve per misurar grano , biade , o cose non liquide , tiene la sedicesima parte dello stajo; e quando serve per cose liquide, tiene la meta del boccale ; e allora la diciamo anche Mezzetta. (Da metà.) Palajf. 7. Del Monna ti vo’tre metadelle. Pallad. Oltobr. if In una metadella di ottimo vino mosto , imprima che bolla , metti ott’ once d’ assenzio. ( Qui il testo lat. ha metreta. ) Alleg. 3 ty. Di sotto son mezzine e catinelle ec., Boccali, mezzoquarti c metadelle. Lor. Med.canz. 66.4. Del tuo vin non vo’ più bere ; Va , ripon la metadella. Metadlla. * (Geog.) Mc-tà-du-la. Città della Cappadocia. (G) Metae, * Me-tà-e. Sf. F. A. F. e di’ Metà. Fior. S. Frane pp.Ve- dea che Cristo non entrava nell’ ostia. ... ed egli non protleria 1 altra metae delle parole, cioè Corpus meum. (Questo autore ha spesso questo vezzo licite parole così accentate.') (V ) Metafisica. (Filos.) Me-ta-fi-si-ca. r Sfi V. G. Scienza degli enti considerali nelle loro relazioni più generali , del mondo in astratto, delti anima c di Dio. Secondo altri , è la riunione de' principii generali delle scienze e delle arti.) Lat. mctaphysica. Gr. p.iTaUSfvaixr,. (Da meta al di là , dopo , e phfsis natura ; così detta perchè s’insegnava dopo la fisica ; o piuttosto perchè nella classificazione de’ libri d’ A- ristotile fatta da'Andronico Rodio, quelli che trattavano dell’ente in generale furono posti meta fisica, cioè dopo le cose fisiche.) Fr. Jac. T. 1.1. n. Metafisica volea sapere. Dani. yit.Nu0v.4S- E ciò dice il Filosofo ilei secondo della metafisica. Metafisicale , Me-ta-fi-si-cà-le. Add. com. Di metafisica , Metafisico. Lat. metaphysicus. Gr. psrxtfvtrmós.Gal. Sist. 126. Se è vcralapro- posizion metafisicale , che ’l vero e ’l bello sono una cosa medesima. Metafisicamente , Mc-ta-fi-si-ca-mén-te. Avv. In maniera metafisica. Lat. mctaphysice. Gr. ptTaQvaiKws. Salviti- Disc. 2. 21 g. L’ errore di Aristotile nacque dal discorrere delle cose fisiche metafisicamente. Metafisicale , Mc-ta-lì-si-eà-re. N. ass. Discorrere in modo metafisico , Speculare metafisicamente. (A) Tesaur. Berg. (O) Metafisico, Me-ta-fi-si-co. [Add. m .] Di metafisica. Lat. methaphysicus, ad primam philosophiam pertinens. Gr, piru^yumós. Dani. Par. zf l 33 . E a tal creder non ho io pur pruove Fisice o metafisico. Pareli. lez.6. Tanto nota per sè stessa, che non può provarsi nè dal filosofo naturale, nè dal metafisico. a — E in forza di sm. [Parlando di Persona vale ] Filosofo , Uomo che professa o spiega metafìsica. Fardi. lez. 12. Appresso il metafisico, clic considera fa quiddità ed essenza delle cose. Metafisicomama. * (Filol.) Me-ta-fi-si-co-ma-nì-a. Sf. y. G. Lat. me- tapliysicomania. (Da metaphfsice metafisica, e mania furore.) yizio del discorso che consiste nell’abuso delle idee astratte , per cui l'oratore si rende inintelligibile al maggior numero degli uditori , e soventi volte a se medesimo. (Aq) Metafo. * (Geog.) Mè-ta-fo. Lat. Mctafus.Antica città dell’Africa nella provincia di Algieri. (G) Metafora. (Ret.) Me-là-fo-ra. [Sf. y. G. Figura per cui un vocabolo dalla propria significazione trasportasi ad un’altra estranea,ma colla quale abbia almeno qualche analogia. Dìcesi anche Traslato -1 Lat. Iran- slatio, metapliora. Gr.pùTxlfopx. (Da meta oltre, e phero io trasporto.) Lib. Moti. Metafora è quando a uno vocabolo per simiglianza si dà un’altra significazione, che la sua propria. Maeslruzz.2. io. 5 . Ignoranza crassa e supina è detta per metafora dell’ uomo grasso e supino, il quale non vede eziandio quelle cose clic innanzi sono loro. Alleg.i 63 . (Quegli antichi ec. sotto metafore , ombreggiamenti, e copcrcliielle di favolose invenzioni, insegnavano agl’ idioti dell’ età loro. Metaforeggiare , Me-ta-fo-reg-già-re. JS. ass. Lo stesso che Mefaforiz- zare. y. Algar. leu. 71. Certa cosa è, che il metaforeggiare che abbia ili sè novità, è una co. (A) (B) Gigli yoc. Caler.yy. Eil io pensava , se con questa voce ( mengare per menovare ) avesse la Santa (Caterina ) voluto metaforeggiale ec. (i\) Metaforetta , Me-ta-fo-rét-ta. Sf. dim. di Metafora. Pallav. Tratt.stiì. cap. 22. Di un altro ornamento è composta ancora la leggiadria clic ci lusinga nel parlare elegante ', e questo si è una moltitudine di minute figure, e principalmente di inetaforettc prese da materia sensibile , le quali ec. (A) (B) Metaforicamente, Me-ta-fo-ri-ca-me'n-te. Avv. Con metafora , Per metafora. Lat. metaphoiice. Gr. /ssrxipopixws. Fr. Giord. Pred. R. Erano avvezzi a parlare sempre metaforicamente. Farcii. Lez. 33 o. Lo descrive metafòricamente e per accidente, come vedremo di sotto. Metaforico , Me-ta-fp-ri co. Add. m. Di metafora. Lat. 1111 taplioricus. Gr. p.£Ta^op‘xds. Farch. lez. 10. Questa significazione è metafòrica, ovvero traslata.» S’egner.Mann. Marz. 6. 2. Qui non si traila di sa- grifizio reale , ma metaforico. E Magg. y. 4. Che cosa è ambulare nelle divine scritture , qualora è tolto in senso più metaforico , che reale ? E diportarsi e procedere. E Agosl. 3 . i. Tromba non metaforica , come alcuni la riputarono , ma reale. (V) Metaforisti. * (St. Eccl.) Me-ta-fo-rì-sti. Eretici i quali spiegando in senso metaforico ciò che la Santa Scrittura c’ insegna sulla persona e natura di G. C,, negavano essere lui C immagine ed il Fevbo d’iddio Padre. (Ber) Metaforizzare , Me-ta-fo riz-zà-re. [JS. ats.J Far metafore, Metaforica- METALLO mente parlare .—, Metaforeggiare, sin. Lat. mctapliorice loqm » |])<; . plioris idi. Gr. pirxQofixùs \x\Cw. Com. Par. 1. Vuole lauto 1 . taforizzando , per esemplo mostrare come è esaudito da Ap°* ’• * ■ ’ ’• " ■ il anale si fa- r. 1 . Vuole ‘ 1. esaudito da Ap 0 ^ ^ jp Metaforizzando il predetto ordine a corso di tempo , il < I U ' stingile per die e per notte. mu- Metaforona, Me-tafò-ró-na. Sfacci’, di Metafora. Metafora stramp Tesaur. Caini. (). Berg. (Min) twh 1 ' 3 ' Metafraste. * (Filol.) Me ta-frà-ste. Add. e sm. F. G. Lai- 106 ‘F to stes. (Da meta oltre, e phrastera verb. di phrazo io dico, i° un discorso in un’ altra forma o lingua.) Traduttore , Comm re , Interpellatore. (Aq) J,no ur 4' 1 Metafrasto , * Mc-ta-fià-sto. N. pr. m. (V. metafraste.) 5 greco del decimo secolo. CO) m Metagene, * Mc-ta-gè-ne. JV. pr. m. Lat. Mctagcnes. (Dal gr. mta e genos generazione soprannaturale.) — Architetto greco. bp)f „,d- dir dio’i" 1 ' Metagirti. * (Mit.) Me-ta-gir-ti. Ministri subalterni di Cibele, fissione mendicanti , cosi chiamati dalle -limosine che raCC y , Rica' in nome della Madre degli Dei.(Dal gr. meta oltre, ed agf rl dico , giocoliere.) (Mit) T . Rida' Metagitnie.* (Arche.) Me-ta-gì-tni-e. Add. e sf. pi. F. gitniae. (Da mela oltra , e gilonia vicinanza.) Feste dell -".Apolli ’ Utile dagli abitanti di Melilo , i quali sotto gli auspicti di ? 0 tir abbandonarono il borgo da loro abitato per islanziare in un s cino , chiamalo Diomeo. (Aq) Jnnd° ^ Metagitnio. * (Mit.) Me-ta-gi-tni-o. Soprannome di Apollo un tempio vicino ad Atene , ed erettogli nella occasione a metagitnie. (Mit) se i>‘' Metagitnione.* (Cron.) Me-ta-gi-tni-ó-ne. Sm.F.G. Secondo. )0n Jei[ te l’anno ateniese, giusta alcuni-, 0 settimo, giusta altri-, corrì . S L e ,()'l , n a maggio, oda luglio, nel quale si celebravano le feste metagn METAGONiTi.*(Geog.) Me-ta-go-nì-li. Antichi popoli di Africa c . «■( . presso il Capo Metagonio sulla costa della Mauritania Tmof foi'f Metalce, * Me-tàl-ce. JS. pr. m. (Dal gì*, meta oltre, c ha tte di F ortissimo.) — Uno de’figli di Egitto , ucciso la prima matrimonio da sua moglie Cleopatra. (Mit) _ ^el Metallassi.* (Mcd.) Me-tal làs-si. Sf. F. G. Lat. melali. p talbisia) Cambiamento delia natura o della forma di un 11 apuli [1 ^, cui dicesi in medicina mefhodus medendi nietallactica, rciu 1 r eS l1 tallactium : giova a cambiare la condizione dell'organismo- hq) -a pio II mercurio nella sifilide , e gli acidi nello scorbutico- ^ Metallasso.* (Geog.) Me-tal-làs-so. Antica cit. della Cappa i/ie 0 Metallico , Me-tàl-li-co. Add. m. Di metallo , Che a t l‘ e, m licatj'L Lai. mctallicus. Gr. psTxWir.ós. Gal. Comp. Geoin. h 9 - puiR 1 ’ \ ,y delle linee metalliche.E tq. Prepostaci qualsivoglia fig 111 )) c ;nai l3 ‘ materie notate nelle linee metalliche. Ricelt. Fior. 86. cora certe medicine metalliche, le quali pestando non si 1 ridurre in polvere sottilissima , come la tnzia. nte^'w Metalliere. (Ar. Mes.) Me-tal*liè-rc.[^W. « ««•) Che latto* Qil t' 1 ,, Mctallario , sin. Sega, Crisi, instr, 2. 1 4 * < 5 . 11 Signor® i> larci ha comunemente la mira a quell’istesso, a cui ha l a ^ talliere nel metter l’oro nel fuoco. irTv1iCt* 1,s ó ,//i- METALLirEKo, Me-tal-Iì-fc-ro. Add. m. V.G-. Lat. metaU l P metalloti metallo, e phero io porto.) Che genera metad°‘ at U^M) Ovunque sono metalli, o altre sostanze minerali, ed in fo 1 si manifesta in varie parti della superlìcie del suolo n* c v^nte ìl ,^r Metallina. (Ar. Mes.) Me-tahlì na. Sf.T. de’ metallurgìa^ h.‘j, r o Regolo delta prima fusione. Lat. lapis- cupreus. ^ /,Y ^’ I oes c ^' i i sonico in compagnia di quasi tutte le miniere dc’mctaiU ,4) sieme per suhliuiazionc fanno il risa^allo ec., c ncU^ hlimazione ec. lasciano mia metallina bianchissima, ma Metalliko, Me-tal-lì no. Add. m. Di metallo. Lat. cCli c /0 p tolKKikqs, Cr. if. 4 • L’acque pessime sono le lacuna ^ quelle , alle quali si mischia alcuna suslau/.ia metallina. ^ 70. Con tanta forza ferì della mazza metallina, che lo s Ione spezzò quasi tutto. E appresso : Ferì lo gua^utli all ° Bai za 111 tal colpo , che la mano dritta con tutta la metallina 1 ^ giù nell’erba. Spdg lia Metallino.* (Geog.) Lat. Metalliuuin.^/if/ctf città delta r • e> l! * Lusitania. (G) SU9y .. c ,- Metallo. (Min.) Mc T tàlrlo. [Am. Nome generico dato a aC qii^ (t ' c pd‘. plici , solide 0 liquide , generalmente più pesanti de ( ft -/ - proporzionate a ricever ! j 0 $t ' Hl U-ità,elequalicom^ed maggior o minor lucentezza . duttrici del ccdorico e dell ' elettricità , e te quia- — a ,,ore > > acidi formano ora gli alcali , o degli ossidi senza s J ta lli, ol 'J 0 iie' degli acidi. Gli antichi non conoscevano che sette t> ^ se ,ie ^ c o , gento , mercurio , rame , ferro , stagno e piombo; ; a(&^ c rd, scono altri trentasei e sono : zinco , bismuto, allll . ,n u lU -o, 1J ?° 'nsK 1 ' '' cobalto , platino , nichel, manganese, tungsteno, t c iridi 0 ’.; 0 , s>' uranio , titanio , cromo , colonibio , palladio , rodl ìnaff’ 05 ,, cfd' cerio , potassio , sodio , litio , bario , calcio , stroir ’seleM 0 licio , aluminio , ittrio , glucinio , zirconio , tonni > metallografia tf *ìetul i lini f r ì ne . sie voci. ] Lat, metallum. Gr. piTxWov, ( In celi, don} « 32et j 5 vuotai!, ?ueiìeal, in ami. mi dal » in ar, muhi, me • 7 ’ * n ted. nietall , in illir. mejed oc. ) G. V, g. g. 3 . METAST1CO ci^ ro la ^° c forro doma ogni allro metallo "* E io, 'ijS. 1. Si cornili* iX;y tJ a ^ ar le porti del metallo di S. Giovanni molto belle. P il . ■ 1 * ^° u trOY ^ altro, se non una cakìaja di metallo 'Eolio rugginosa. E altrove: AlquantijU loro diven- o periamo ; indi il libro si espande e si trasforma nella corolla , il legno si converte negli stami , in fine la corolla si trasforma in pi- stillo, Berioloni. (O) i —* Cosi chiamasi ancora il cangiamento de' fìorisemplici in dop- pii ; quelle mostruosità citi le piante vanno soggette per causa di o / - fise recate loro dagl insetti , anche le gomme ed il seme ancora ; infine il cambiamento che succede capovolgendo una pianta, per cui si vede che dalla parte da cui dovrebbero spuntare le foglie spuntano invece altre radici o viceversa dalla radice che prima era si sviluppano foglie e fruttificazioni. Berloloni. (0) * «— * (Mit.) Trasformazione di un dìo o dì un uomo in un altro essere. Distinguonsi in apparenti, cioè quelle de * Numi ., che duravano un dato tempo , e reali, cioè quelle perpetue degli uomini , comedi Tàc aorte in lupo ec. (0) Metamorfosico , Me-ta-mor-fb-si-eo. Add, m. Appartenente a metamorfosi, e TH metamorfosi. Eden. Nis. 2 . 25. Nel resto si diporta ora con uomini , ora con Dei , ora con istorie, ora con favolcggiamenli metamorfosici, ec. (A) (B) Metànea. * (Mit.) Mc-ta-nè-a. Dea del pentimento. ( Dal gr. metania penitenza; clic vieti da meta oltre, al di là, ed aula tristezza. )(Mit) Metatsta. (Tcol.) Me-ta-ni-a .Sf.F.G,Pentimento di quel che si è detto o fatto, espresso con doglìa. fff .Metanea.') Toscanel. Appl.Berg. (Min) METAivGrsìuoNm.* (St.Eccl.) Me-tan-gi-smo-nì-ti. Eretici che pazzamente immaginai'ono essere il Diviri Verbo nel Padre , come un vaso dentro di un altro. Detti anche Mentangi. (Dal gr. meta insieme, e angioli v vaso.) (Ber) tt e ( j , Bronzo cioè Metallo artiOziato. È voce usata impropria' Metanica , * Me-ta-nì-ra. N. pr. f Lo stesso che Mcganira. E . (Mit) 1 *** c 1 ni l J} ' atlC1, Biring. Pirotcc. Così cambia nonio, c non più ra- Metào. * (Geog.) Me-tà-o. Antica città dell'isola di Lesbo, (G) ts b’i £ , ljl ’onzo si cbiania , ovvero per maggior distinzione, da’ ma- Metàpa. * (Geog.) Me-tà-pa. Antica città dell’ Acarnania. (G) Sq Lo C !!° metallo. Montecucc, Quanto alia materia dellartigiicria, Metaparaale.* (Zool.) Me-ta-pa*ra-à-ìc. Stri.Nome dato da Gcaffray-St. itv. di a: « .1: . a ..v* j: ,.iv _ 1 _ ..1 a: i\ aa .,...^.., 7 ^ gianiif 11 - 10 ’■ comc w fossero di metallo. Dant, Purg. 2/f. i38, Jt ,l,D0D S1 v ^ cro fornace Vetri o metalli sì lucenti crossi. ^ 1 E'etalli per materia e per forma sostanziale sono una lutti sj U Cosa ' J nia sono dilfercnti per accidental forma, imperocché >*'0'n. (V) 1 u ‘htn ; ER campare. Un composto di quatlm quinti di 3 ^dt stagno. Saldili. (A) tfec^o l 'f AETic.LiEr.E. Un composto di nove decimi di rame rame e un tri 4 ^ di stagno , volendolo crudo assai. Salditi. (A) '«e stato Amo. Un composto di due terzi di rame e un terzo d'ot- e si fa secondo lordine e modo d’Italia, perchè trovasi che „ __ 5 fi 11 .facevano con due terzi di ottone , Pe >' Br. 1 un terzo dirame.Saldili.(A) ‘'«Die 3 cuojo , di ferro e di metallo ; questo è un composto di 0 _ t p stagno a diverse leghe. (Gr) \*'*eitij let ì r(mu nte per gli Strumenti di metallo che si sonano negli Jl|, ti c '/ t'. Fur.ìi. 07. E che facesse udir tanti metalli, Tanti tam- ®9 v ««i suoni , Tanti annitriti ia voce di cavalli. Tass. Ger. ** ( Icla.'..' 1,n P a ni e corni e barbari metalli, E voci di cammelli e - (Gr) ( /. Cure poelicam. per Ogni spezie d’artiglieria. Menz.rim.i. (]y 0 g a ^ fragor de’ bellici metalli IT eco tremenda rimbombarle V v al|j P ! T j :ii s ) Dicesi della voce , per similitudine delle campane ; onde fi p,,,! 0 . 11 Oictallo di voce , cioè Foce che pare un campanello. E fi sì /. contrario Aver cattivo metallo di voce ; le quali cattive let t Llc f nuno P er beffa Voci di gatto scorticato, di strigolo. Ma- ^ N ^^ora ei caverà fuori un metallo di voce clic vi [tana un JLdaire all ’ osso paretai situato al di là del secondo pezzo inferiore , oltre, c/o è. al ctcleale negli animali ne' quali i pezzi vertebrali sono disposti in una sola serie. (Dal gr. meta al di là.) (A.O.) Metaperiale. * (Zool.) Me-ta-pe-rià-le. Sm. Nome dato da Geojfixty- St. Hailaire all’osso parlale situato al di là del secondo pezzo supcriore, cioè oltre al ciclecde negli animali , ne’quali i pezzi vertebrali sono disposti in una sola serie. (A.O.) Metapina. * (Geog.) Me-ta-pì-na. Antica isola situata all’imboccatura del Rodano. (G) Metàplasmo. (Ret.) Me-ta-plà-smo.Vw. V.G.Lat. mctajilasmus. (Da meta oltra, plasma formazione, e da plasso io formo.) Figura che consiste nell’ aggiungere o togliere in pnneipio , in mezzo od in fine d'una parola , una lettera od una sillaba. Dicesi aucAetonvcrsione.(À)(Aq) Metaplessjde. * (Bot.) Me-ta-plés-si-de. Sf. V. G. Lat. metaplexis/Da mctaplesso io ferisco, che vien da meta partic. aumentativa , e plesso io ferisco.) Genere di piante della famiglia delle asclepiadee , e della pcnuaidrìa digitila di Linneo , proposto da Browti ; cosi denominandole dal pungolo che termina le loro foglie. (Aq) V!? 0 - è ome cìle !n alcun} luoghi, di Toscana vien dato al Vi- (l), G >t4Fi an *'-?- na ! 2 ‘ Targioni. (N) Metapoiv-to, * ivié-S-pón-to. N. pr. «. (Dal gr. mita"s\ di là, cpnntos ” mare.)—- Re dell’ isola di Caria , marito di Teano , e poi di Me- lanippe madre di Eolo e Beota. (Mit) 3 T* * (Geog.) Lat, Metapontum, Metapontium, Metabum. Antica città d Italia nella Lucania, (dia foce del Br aduno. (G) Metaporopeja. (C/iir.) Me-ta-po-ro-pè-ja. Sf. V. G. Specie di deostruzione , ed è proprio il ritorno dei sottili meati del coi po allo stalo lor naturale. (Dal gr. meta oltre, poros passaggio, e pieo iofo ,)Gurz. Piazz. 3o. Berg. (Min) Metaporopoesi.* (Mcd«) Me-ta-po-ro-po-c-si.V/^ V. G. Lat. metaporopoesis. (Da meta oltra, poros poro, e pieso fot. di pieo io fo.) Cambiamento ne' poli, o secondo Galeno, nella estremità de'capillari sanguigni.(Aq') Metaptera. * (Zool.) Me-ta-ptè-ra. Sf. V. G. Lat. metaptera. (Da meta con , e pteron ala.) Genere di conchiglie proposto da Rqfineschi , le quali si distinguono per una firma ovale triangolare dilatata posteriormente in ala , e per un segmento inclinato sull’ala istessa. (Aq) Metaptosi. (Med.) Me-tà-pto-si. Sm, V. G. Lat. metaptosis. (Da meta oltre, e ptosis caduta.) Permutazione di una malattia in un'altiu , o, per meglio dire. , Trasporto di una materia morbosa da un luogo aW allro. ■—, Melatosi, sin. (Diz. Chir.) Meta r me,* Motàr-me.iV.pr./; (Dal gr. meta part. accvescit., ed arme congiunzione.) —FigUa diPigmalione re diCipiv , e moglie diCinira.QSi') Meta.ro.* (Geog.) Me-tà-ro. Ant. fiume della Spagna Tarragonese. (Mit) Metaschematismo. * (Med.) Me*ta-sche*ma tì-smo.Vm./'''. G. Lat. meta- ; schematismus.(Da meta oltra, e schemai]g\ìrd.')Cambiamento della for- ma. di una malattia, rimanendo lo stesso carattere della medesima.(Af\) Mktasincrisi. (Med.) Me-ta-sin-crì-si. Sf. V. G. Lat. metasyncris.(lta meta clic indica cambiamento , e syncrisis congiunzione , confronto.) Cambiamento che si fa in tutto il corpo , od in alcuna delle sue parli. Indi si dice metasincritica una serie continuata di rimedii ad oggetto di ristabilire le particelle, di cui son composti i coupi, nello «, -A»jrios; ~ 1 ' y ^ , stato necessario per la conservazione della sanila. (Aq) ^U)d ri colesti •„* 3. m,ovo Mira col tra gli spiriti divini Io Metasikcritico. * (Med.) Meta-sin-crì-ti-to. Add. m. Che appartiene *■ * eai*i rm C ; 1,1 nw ritrovo. Red. Esp.nat, loy, alta metasìncrisì : cosi chianiavansi anticamente ì rimedii, cui a\se- t *Qtt ^ 0ì ? 3 e giapho io descrivo.) Parte della tecnologìa della descrizione de'metalli. (Aq) ^ j (bis.) Me-taWur-gì-a. Sf. V, G. Lat, metallurgia. (Da 5 ìlcl allo , ed ergon lavoro.) Arte di estrarre i metalli da’ ?ìo fn P avie della mineralogia. (D. T.) e de parte della chimica , che attende alla prepara- Mpfioifi ^finzione de sollcn'anei metalli e de minerali per uso di / '■”•) 4 rte'.° ’ ® fe -hil-lùr-ci-co. Add. m. Dimelallurgia.Targ.Fiagg. p^t-c^^etalUu-gica. (A) ’ , Mc-tal-lùr-go. Add. e sm. Fisico che sludiu V arte di , onil ‘ e ^ i metalli. (O) iVotZ Sn fin ’ Eccl.) Me-ta-mor-fì-sti. Eretici del secolo xri, i 1 *0 f 1 ."'} 0 °he nel salire al cielo il corvo di G. C. crasi tra- /j 1 ) ' (Cbir.) Me-ta-mor-fo-psì-a. Sf. V■ G. hot. mctamor- G" f ‘ metamo, ’l ) hosis cambiamento, ed opsis vista.) Significa fii./f le if’ota , la quale procede dami vizio dell’occhio, che fa •liorf ° "2 in' tV - e degli oggetti differenti da quello che sono-, cioè mag- invmi instabili o tortuosi. V è anche la Meta- ’ de/* ,uja ?* D aria, cioè il Vedere cose non presenti, ed è prò- -, de’ maniaci , de’ yisionarii ec. (Diz. Cbir.) (O) .. " .. i G l t - fa-mòr-fo-se. Sf, VfG. V. e di’ Metamorfosi. Cav.Lett, f r 2 * ricci opinione clic quest’anno Pasquino non voglia a f.,°? C 5 c ^ e vostro naso ; e farebbe gran senno il ga- Coll c m/ Uyo ? volendo ricup' orar quel credilo che s ha già per- Ul *Se. • *^1 Ai” C B ) , c " la -mòr-fo-si. {Sf V.G. Mutazione della forma,} Tra- ?T 5 Metamorfoso, sin, Lat• trausforniatio, mclamorpho- ^L|l* ^dicàt* 10 " fj.trex.^o'kè, psrxWotyft- (Da meta M ^ cangiamento , e rnorphe forma. ) Alleg, 2gi. A V -. 0 llnv. U °l*t0si . a rr.tr, 1 - - - l .. 3 ;• fi % . poetabili delle piante : Mutazioni a cui vanno sog- ^^'atne ^ Ja ! 7 degli animali, che secondo Linneo accadono nte s ’ apre e dilata la corteccia e ne viene il calice ISl : tu-)i _ - ’tù di determinare le metasincrisi , la rigenerazione di i da’ Romani im- ’siSf. F. Gr. Lat. metastasis. (Da metnsuo io , mulatlla , ovvero Trasporto , per qualunque cagione avvenuto j e può essei-T a/ ~ vorevlle e‘salutare. (A) (A. O.) 1 u '*heLalora fi- Metastatico.* (Med.) Me-ta-stà-ti-co. Add m ir r re , - io traslérisco.) Dicesi di tutto ciò che è rifAhiìF'l- metastasi i come Crisi metastatica , Tumo/mcta.tatko 'Z flq? I 354 metastelma Motastowa. * (Bot.) Mc-ta-slll-iua. Sm. y. G. Lat. mctastekna. (Da meta con, e stemma corona, serto.) Genere di piante della famiglia delle asclcpmdee , e della pentundria diginia di Linneo, stabilito da Ri'owu , e aa'atter,zzato dalla coiolla campanulata, dal gìnosterio nudo , la corona di cinque denti , c lo stimma mutico - così denominate per la coi'ona che adorna l orificio della corolla de loro /W/.(Aq)(N) nat.) Me-ta-tar-si-co.^/c/^/.w. Che appartiene oChe hare- Metatabsico. (Anat.) rvAC-ia-iar-si-co.^z^/.w.cV/e appai _ lazione al metatarso. Lat. mctatarsicus. Onde dicesì Arteria rmlatar- sica, il Ramo esterno della pcdicidare che dà parecchi ranni al piede, distinti ni posteriori cd anteriori ; Articolazioni metatarsiche, quelle che 7'isultano dall unione delle ossa del metatarso tra loro -, Falangi metatarsiche , le prime falangi delle dita del piede-, Legamenti mo- talarsici trasversali , quelli che sono situati gli uni sul dorso, gli altri sulla pianta del piede , e servono a rafforzai'S le articolazioni ; Linea mctatarsica del tarso , quella che si compone, delle tre ossa cuneiformi e del cuboidc ; Ossa metatarsiche , quelle che sono distribuite una per ciascuna falange delle dita. (A. O.) (0) Metatarsi o.* (Anat.) Me-tu-tàr-si-o. Sm. F. G. Lat. metalarsius. (Da meta olirà , e tarsos tarso.) Massa carnosa situata sotto la massa del piede attaccata alla parte della gioii tubewsità del calcagno, la quale progredendo termina in una specie di tendine corto che attaccasi alla tubcivsità ed alla parte superiore della faccia inferioi'e del quinto osso del metatarso , e serve a muovere quel?osso al modo stesso che il pericarpio muove il quarto ed idtimo osso del metacarpofAq) Metatarso, (Anat.) Mc-ta*tàr-so. Sin. y. G. Lat. metatarsus,(Da meta dono , c tarsos tarso.) Parte del piede eh* è posta tra il tarso e le falangi delle dita. E composta di cinque ossa, uno per ciascun dito. Esso forma il collo del piede di sopra, la pianta del piede di sotto-, Queste ossa differiscono tra loro in lunghezza e volume , essendo il piimo più grosso e piu corto , il secondo più lungo , gli altri tre gradatamente meno lunghi ; per altro i quattro ultimi conseivano al- l incirca lo stesso volume ; il loro corpo è alquanto incurvato dalli alto al basso. Quanto alla estremità falarigica , che dicesi Testa , essa appare uniforme in tutti, e presenta certa eminenza , che si articola con la estremità posteriore delle prime falangi, ed è retta da una specie di collo stretto. Retini. Risc. Si dividono le sue ossa ec. in falangi de'diti; ma le prossime a queste non si chiamali metacarpo , ma metatarso, (A) (O) 2 — fai.azoico : * Nome dato aciascuna delle cinque articolazioni delle ossa del metatai'so colle prime falangi delie dita del piede . Lat. metatarsi >phalangicus. (A. O.) 3 — fai. a muco del mignolo: * Il jlessor breve della piccola falange, setolalo Humus, Lat. mctutarsophalangicus minimi digitis* (A. Ò*) 4 — falangico DEI, pollice ; * Nome dato da Dumas al muscolo trasversale delle falangi. Lat. mctalarsophalangicus pollicis maims.(A.O.) 5 — falangico laterale:* JSome dato da Chaussier a ciascuno de*muscoli interassei del piede. Lat. metatarsopLaìangicus lateralis. (A.O.) 6 — falangico trasvelsale del pollice : * Nume dato da Chaussier al muscolo trasyersule delle dita. Lat. metatarsoinfraphalangicus tra- sverfialis pollicis. (A. 0.) 7 sottofalakgico del pollice : * Nome dato da Chaussier al muscolo abduttoi'e obliquo della falange maggiore. Lat. mctatarsoinfra- phalangicus pollicis. (A. 0.) Metatesi. (Med. e Chip.) Me-tà-tcsi. Sf. V. G. Lat. metathesis. (Da meta pari, indie, di cangiamento , e diesis posizione.) Processo operatorio che consiste nello smuovere, per maggior utile dell ammalato, la cagione della sua malattia. Dicesi anche Mctacoresi e Metasc.lie- matismo. (A) (Aq) a <— (Crani/) [Spostatura o Trasposizione di lettera, 0 Mutamento nel- £ ordine delle lettere, come Drepto per Dentro , Strupo per Stupro , Giugnere per Giungere, Pignerc per Fingere.—, Mutatesi, sin.} Lat. metathesis. Or. {xtruSuns, Salviti. Pros. J'osc.i. 366. Da cui due ne fecero i Latini ; uno per metatesi , o trasposizion di lettere , ec. ; l’altro mutando l’aspirazion greca, cc. Metàto. (Agr.) Me-tà-to. Sm. Seccaiojo di castagne. (Da meta in senso di mucchio.) Targ. Fiagg. Metali, di cui molti si trovano dentro ai castagneti della valle de’Bnti net Pisano. (A) Metatone *(Archi.) Me-ta-tó : ne. Sm. Spazio intermedio tra un dentello e £ alno.— , Metoca , sin. (V. Metoca.) (Mil) Metatorace. * (Zool.) Meta-to-rà-ce. Sm. U- G. Lat. metatborax. (Da meta oli. a, c thorax torace.) Estremità posteriore del torace degl insetti , la quale porta lo scudo e £ inserzione dell addominc. (Aq) Me'tatore. (Milit.) Mc-ta-tó-rc. Àdd. e sm. Specie di soldato antico romano ; è lo stesso che Foriere- Garz . Piazz. 6/jy. Berg. (Min) MetatOsi. * (Med.) Mc-tà-to-si. Sm.V. G. Lo stesso che Metaptosi.(O) Metauro. * (Geog.) Me-tà-u-ro , Metro. Lat. Metaurus. Fiume degli Stati della Chiesa, nella Delegazione di Urbino e Pesaro. — Lat. Me- taurum. Antica città e fiume nel paese de ’ Rruzii. (G) Mete.* (Med.) Mò-te. Sfi y, G. Lat. methe. (Da methe vinolenza.)Zh- cesi così grecamente £ Ubbt'ìachezza. (Aq) Mbtecia. * (Arche.) Me-tè-ci-a. Sf y. G. Lat. mctoccia. (Da meta pàrt. indie, di mutamento, ed icos casa.,) Tributo che gli stranieri pagavano per avere la libertà di soggiornare in Atene. — , Metoccia , MetOcia, sin. (Mit) Metecie.*(MU.) Mc-tè-ci-e. Add. e sf. pi. Sacrifica istituiti da Teseo in memoria dell' avere gli abitanti di Atene lascialo 1 borghi per adunarsi nella città. — , Metoccia , Metoici , sài. (Da meiocia trasmigrazione.) (Mit) Me rrLiDE,* (Gcog.) cit. d'Egitto alla foce del iVrto.(Mit) Met|lino. * (Geog.) Me-te-lì-no. Sangiacato della Turchia europea , che comprende la maggior parte delle isole del settentrione deli’ Arcipelago .— Moderno nome dell antica isola di Lesbo. — Città capitale della medesima. (G) Metella.* Mc-tèl-la. N. pr. f. ZeU.Metella .—Moglie di Siila.{B)(fLi) M bTEO RO LOGICO Metella. (Boi.) Metè)-la.^/ro della meteora. E appresso : Come avemo dichiara 10 a ^ ne’ principii della meteora. miti'" pi 1 " _ • Dicnnsi Aeree le meteore che sono effetto della < e fùtl 0 “jl> he mostrano qualche tIJ^tj zio ne dell' uria ; laminose , quelle che ticolare deila luce ; ignee,quelle che posso 10 abbruciare) aC ‘l e prodotte da’vapori dell’acqua differentemente niodifirf 11 Jii da una nuova formazione di questo fluido. ( 0 ) (fi. 1 ;/ .0 o' Meteore. * (Geog.) Me-tè-o-re. Gruppo di alpestri massi ^ nella Livadia. (G) r 0 & Meteorico. (Fis.) Mc-te-ò-ri-co. Add. m. Di meteora. — y Meteorologico, che è voce più usata. Uden. JS'is. °’ ltn & che salto «Acer 1 sicco> ui; . chi 0 sarà subito serrata la bocca da’ fìsici allegoristi, di Tifeo si racchiudono alcuni eiletti meteorici ec. (A) (B) „ e l 2 — (Bot.) Meteorico dteesi quel fiore che nell' aprirsi ^ segue i cambiamenti che succedono nell’ atmosfera. (-“VP f df flUl 3 —* (Med.) Dolori meteorici : Quelli che si fanno sefjf^ del peritoneo, ed affettano le parli esterne e superficie 11 pù ft Meteorismo. (Med.) Me-tc-o-ri-smo. Sm. F. O. Lat- fi en td" ■ mcteoros elevato.) Elevazione o Gonfiagione del boss» ? od in tutto , prodotta da venti o flatuosità. (Aq) pfosof 0 Lgo,* 11 ' Meteo rista. (Fis.) Mc-te-o-rì-sta. Add . e sost. corti. A-teor 0 ' 06 m scorre delle meteore.Dicesi anche Meteorologico. —> " ,tl l jr De Lue. Dot. Colg. 3 . g. 4. Berg. (Min) (^Jelf^fpi Meteoro.* (Bot.) Mc-té-o-ro. Sm. F . G. Lai. mclcon' elevato.) Genere di piante stabilito da Loureiro ««; fi ^11'* canària di Linneo , non diverso dal genere but 0l ; ic ‘ Ji U (herba amboin ) che ha per tipo il metcorus cocc , in ai0 , * ,y e la Eufonica terrcstris di Tumb. Albero molto elev nn tal nome. (Aq) £„t- ”' L Meteorocrafo.* (Fis.) Me-te-o-ro-gra-fo. Sm. r . fi ^ lru phns. (Da meteora meteora, e grapho io descrivo.) nelle osservazioni meteorologiche. (Aq) , lf- n^- q ìU Meteorolito. * (Fis.) Me-te-o-ro-lì-to. Sm. F. Gfi fi(ìn ie s jt i (Da meteoros sublime, e lithos pietra.^ Con fi 1 ™, „;»■ le masse solide che precipitano dalle alle regioni r ol c C ( i la superficie dellu terra. Dìcesi anche Aerolite, in c fle 1 ’ Meteorologia. (Fis.) Me-te-o-ro-lo-gi-a. Sfi F- ,'n a Jìsi clt fi (Da meteora meteora , e logos discorso.) Parte t della scienza delle meteore. (A) (Aq) ni Meteorologico. (Fis.) Me-te-o-ro-lò gi-co. Add. 'r a t, fl 1 ' ; e ^ fi relativo alla meteorologia. —, Mctrologico, •’*''; nl pres sl ° Ale ,, Gr. /rfTtMpcAoyixo.-. Farch. lez. fòz. Di L l ,lt ) CCJJ erai l0 ^ iK zioni meteorologishe , cioè sublimi , c che si g ufiKtfO' eteree sopra il capo nostro favellò Dante. ,■ 0fis i «art' 0 "’ a _ * Onde Osservazioni meteorologiche < c0 nie 1 ‘ 1 risultamenti somministrati da varii strumenti , .. t i, .fi T METEOROLOGO c o(a^^ nC l >, ° > ^ igrometro , l' Anemometro , V Elettroscopio e l Ago li m ? 0 i osservati j>iù volte A giorno , e ordinariamente tre, cioè 5 • rt!'?’ M mezzodì e la sera, per un variabile tratto di tempo. (0) J0 „' ■ r ') Mese meteorologico : Quello la cui durata corrisponde a jbS'W'w apparente del sole ne’ varU segni del zodiaco. (O) ^accKv a , cl ‘ Scriltorc . di meteore, [ossia Meteorista. F-ì Gal. denti e i j. 97- Stelle nominano i meteorologici le crinite, le ca- Hetj 0p ,„ ,c discorrenti per l’aria. , c/i e Km GO * CHs.) Mete-o-rò-lo-go. Add. e sm. F. G. Lo stesso to tTs 'teorwta. F. (0) Or (Jtn ! 1 ^ l * t ' ZIA - * (Filol.) Me-te-o-ro-man-zì-a. Sf. F. G. Lat. mcte- . JiVi„ e ,la - (Da meteora meteora, e manthia divinazione.) Divina - singolarmente dal lampo e dtd tuono. (Aq) pia, / j < C 0I ’ ,A - (Vis.) Mc-te-o-ro-sco-pi-a. Sf. F G. Lat. meteorosco- ,- n a meteora meteora, e scopeo io osservo. ) Misura e dirno- ®*Te 0 . ,,e presa dalle meteore. Mazz. Dif. Dant. 1 . 2 j. Berg. (Min) «nii C(j ® COp °- (Fis.) Mc-te-o-rò-sco-po. Sm. V. G. Nome che fu dato h a S^ strumenti che servivano ad osservare e determinare \fni Va lrfezsa , la distanza ec. dei corpi celesti , una parte de'quali •'ttEee ^ Mta , nel numero delle meteore. (A) toni iii a ’ Mè-te-re. F. A. F. e dì Mietere. Pass.3ig. Se noi vi se- -„tf„ 0 ^ cose spirituali cc. non è gran fatto se non meliamo delle C temporali. (V) fl A * Me-ti-a-dù-sa. _2Vl pr. f, (Dal gr. methe ebbrezza, e doso j. °{” e i° do : Datrice di ebbrezza.) — Figlia di Eupalamo , *{ ^ €Cro l ,e j madre di Pandione, (O) + (^eog ) Me-ti-bi. Antichi popoli della Sarmazia europea.(G) bh e * (St. Nat.) Me-tìc-cio. A ad. e sm . Nome col quale s indica ^ e, Ue & eiiei ' (, to da due esseri di specie diversa. Più particolare l > '>ni Cnf . y nasce da un Europeo e da una Indiana, e viceversa. Al - 5 ^ 1 . cs liz°. F. (Dallo spagn. mestìzo, in frane, mclis , che vale 2 ^ p CsiI Qo, e che proviene dal v. mesturar mischiare;) (A) (A. O.) Hj r ^do di bestie, Meticcia chiamasi la Bestia nata da madre e i'dcl^ 1 Medesima specie , ma di diverse razze » Quella che nasce 6T|c Hè * Madre di specie diversasi chiama Mulo (In isp. mestizo.')(Gd) Qtiiì> Ui ' * (-Arche.) Mc-ti-chc-o. Sm. Tribunale di Atene , il quale ®Q( 0 *dxtv a fa giustìzia. Per esservi ammesso era uopo aver pascliit 0r r€,lta anni , aver ottenuto molta considerazione e non essere Ni, e f pubblico erario. Chi i' entrava, giurava a Giove, ad A- a Cerere di giudicare in tutto conforme alle leggi, ed ove «‘‘lettn ’ìJ'usse , secondo la propria coscienza. Fu così detto dall’ar- ''V rttico. (Mit) N. pr. m. (Dal gr. melicos inquilino.) — Archi- da cui prese nome tuia piazza ed un edilizio dove si *hO(, .sfumale in Atene. F. Meticheo. (Mil) 5 ° ,e dì ... d •) Mè-ti-dc. Dea della prudenza, che alcuni fanno mo- * a fulve. (Dal gr. melis prudenza , consiglio.) (Mit) V? 0() Tb ' ’ — Una delle Oceanidi. (Mit) bV a ' * (Mit.) Me-ti-dò-tc. Epìteto di Bacco. (Dal gr. methe eh- i'Ip « ^otes datore : Datore di ebbrezza.) (Mit) jf'U, i (Grog.) Me-ti-dri-o. Antica città cT Arcadia. (Mit) b, *io IGcog.) Mè-ti-Ia. Antica capitale de’Marsi, stabiliti presso il ìiPff limavi. (G) ( r,p ]*,’» Me-tU-ile. iv. pr. f. Lo stesso che Matilde. F~. (B) 5 l’Vbì Ancelle.) Me-ti-li-a. Famiglia patrizia , clte Tullio Ostilio 1 * Ao a in Roma. (V. Metilio.) (Mit) M t ’ <0t 'e e >n f l di una legge , la quale determino le attribuzioni del dii- \' ,lueslrlJ ae cavalieri. ^ ' ì 1 i j ’Prud c ” e 'ti-li-o. N. pr. m. Lat. Mctilius. ( Dal gr. metis consi- ,• S. » ni z . a O —Romano che accuso Fabio Massimo Aisenafo.(B)(Mil) bollii* Mc-tì-na. Dea che presedeva al vino, ed era onorata ìt a la tTi, . ì> ( ’{ dì ultimo di Novembre. (Dal gr. methy vino.) (Mit) 'd* 1 ? 4 ' * Me-li-nà-ti. Antichi popoli d'Italia. (G) di r^iio ■ 't |n -na , Mctimna. N. pr. f. (Dal gr. methe ebbrezza , 5 ^ Aeu/,i U| H 0 : Inno dell’ ebbrezza .)—Figlia di Macareo , moglie Jiì*]* 0 ' °lw^ I~ al ' Mcthymne. Antica città deil' isola di Lesbo. (G) ^ v.» *0 a .-tin-nè-o. Add. pr.m. Di Metinna. Onde Vate Mctinneo i pò. (Alit’ perchè nato in Metinna. (Mit) 'l'iest f , 0 l”' al ‘nome di Bacco. Salvili. Gas. /j. Lieo e Metinneo M e dominarono. (N) »l 6ì 'co s ; n-o-co. N. pi\ m. Lat. Metiocus. (Dal gr. meloicos, o sia ic ?•.> * ~ Figlio di Milziade. (B) (Mit) m. (In gr. meno lodo consigli, e methyo \ F *& lio di Eretico e marito di Alciope. (Mit) ft lett 0 ^j 00 * N.pr.m (In gr. methysco io rendo Adiro. In qual- fP’i * carro.)— Condottiero del carro diTurno. (M i t) hl^ s Me-ti-sti-co. Add. m, F.G. Lat . methisticus.(Da < s, » p ° o ° l ^de methysticos inebbriante.) Dicesi così tutto ciò ch’è (^1 Qui )p e,1 te da ubbrìachezza , o eh’ è inebbriante . (Aq) & ^ 01 dagii mctistici : Quelli che al pari de' liquori spiri- METONIMICO 355 * *ti, J >, ' 0 diiri, c-ootagii metistici : Quelli *'' temute,Ha. (Aq) b’Vj ■ n > d Ì Specie di piante del genere piper , con cui ìuDb/ ?2 - r/r: '. l 't° mrtitore ne segna almeno tre. (V ) a ’Uogl^'al COu C'ti-lù-ra. S'f F. A. F.e di' Mietitura. Pallad. Giag. ^ *V r cddi f®?* 8 la mctitura dell'orzo. E 3. E di questo mese ne’ NiVn 1 '“olia ,p 1 t ! no * :i nietitura de'legumi. (V) Po S si ari ' a tll ‘. rendite della terra. Pallad. Seitemb. io. Nel-prato ’ Polle,i, ° se minarc le rape se volemo: la mctitura delle qua’li- n >asi(l are a compimento quello che dello è. (V) Metoca. * (Archi.) Me-tè-ca. Sf. F. L. Lo stesso che Mutatone, F. (Dal gr. meta tra, ed echo io tengo.) (Mil) Metoche. * (Filol.) Me-tò-che. Sj.F. G. fot. metochc. (In gr . metoche lia fra gli altri sensi quello di ambito: e vien da meta fra, e echo io tengo.) Propriamonte il Circuito del mare. (Aq) Metodicamekte, Me-to-di-ca-mén-te. Avv. Con metodo. Lat. ordinala ni, ordinate. Gr. ftiSofìniùs, Gal. Sisl. io. Avendo molto bene e metodicamente cominciato il suo discorso. Farch. Ercol. 107. Io non desidero altro , se non che si proceda cc. metodicamente. Metodico , Me-tò-di-co. Add. m. Che tratta con metodo , Ordinato. Lat. methodicus , ordinatus. Gr. me^o^ieos , ivtxy.t os. Car.lett.2.120. E, quel che mi piace oltra modo, è tanto chiara e distinta e metodica e di buona dottrina , che non so quello vi si possa opporre o replicare. » Cocch. Disc. Tosc.1. 36. La disposizione metodica e scientifica che i moderni botanici hanno felicemente introdotta'ec.(N) 2 — (Med.) In forza di sm. Metodici chiamansi ima Setta di medici antichi che riducevaiio tutta l' arte curativa de’ morbi a pochi comuni priticipii od apparenze. Cocch. Bagn. Colla solita ingegnosa » Battezza dei metodici , della cui setta egli era, cioè Aureliano. (A) È Disc.Tosc.i. ig. Potrebbe addursi l’autorità degli empirici e de'metodici. E 3o. Degli empirici poi e dei metodici e d’alcuni moderni clic hau giudicata superflua ai medici ec. (N) Metodio , * Me-tò-di-o. N. pr. m. Lat. Metbcidius .—FescoVo di Tiro, martirizzato nel quarto secolo , e scrittore ecclesiastico. (B) (Ber) Metodismo. * (Med.) Me-to-dì-smo. Sm. Nome d' una setta di medici che attribuiva tutte le malattie ad uno strignimento 0 rilasciamento delle parti solide, o ad uno stato intermedio che riunisce i caratteri de due pruni. Emn in su di queste distinzioni fondate le i\idi- nazioni curative. (A. O.) Metodisti. * (St. Eccl.) Me-to-di-sti. I Protestanti danno questo nome ai Controversisti Francesi , perchè segubono diversi metodi per attaccare il protestantesimo. (Ber) 2 — * ISome dì una Setta formata nel passalo secolo in Inghilterra da Withefield , c ha si propose la riforma de’costumi e lo stabilimento del dogma della grazia deformato dall' Arrniniasmo. (Ber) Metodizzare, * Me-to-diz-zà re. Att. Dar metodo , Regolar con metodo , Delmin . Berg. ( 0 ) Metodo, Mc-to-do. [Sin. V^. G. Arte t Regola di dirigere le nostre facoltà intellettuali secondo V ordine che è nelle cose , o di disporre i ragionamenti a modo che facilmente si conosca la correlazione che ciascuna proposizione ha colla sua antecedente , e tutte insieme col proposto fine, quello cioè di convincere noi stessi , o gli altri , circa alcuna verità. Dividesi in Analitico e Sintetico. D. 3 Lat. via et ratio docendì. Gr . ftg'&o&os. ( Dal gr. meta oltre, e hodos via. ) Fr. Giord.Pred.R. Contentatevi che io cammini con un metodo che i filosofi appellano, ec., e altrove scrivono senza metodo c senza ragione. Varch. fez. 356. Non servando metodo nessuno, non intendono alcuna volta lor medesimi. 2 —* * Stile, Usanza , Costume, Modo. (A) 3 — * (M«d.) Maniera determinata di trattare le malattie. Dicesi Metodo curativo , il trattamento d'una malattia , secondo le regole del~ l arte. ; e Metodo operatorio o operativo, le disposizioni o regole generali secondo le quali un'operazione vuol esser fatta. (A. O.) 4 — * (Bot ) Quella qualunque sorta di ordine e distribuzione per la quale vengono i vegetabili , secondo alcuni sabiliti principii , divisi e distribuiti in classi , ordini , generi , specie e varietà . Dicesi Metodo artificiale ed arbitrario quello nel quale si sceglie indifferentemente tra tutte le parti del vegetabile , massime fra gli organi della fruttificazione , un certo numero di caratteri che servir devono di base o di termine di confronto ; naturai c è quel metodo, nel quale si approfitta di tutti i rapporti che v’hanno nella organizzazione de’ vegetabili. (O) Metoecia. * (Filol.) Me-to-è-ci-a. Sf. Lo stesso che Metecia. V. (Aq) Metoecie. * (Mit.) Mc-to-è-ci -v.Add-e sf.Lo stesso che Metecie.F.(Aq) Metoete. * (Arche.) Me-to*è-te. Add. e sin. Nome che davasi a qualunque straniero domiciliato in Alette .—, Metoico, sin. (Dal gr. mettenti io passo , che vien da meta oltre, ed imi io vo : quindi vale passaggiero.) (Mit) Mbtomania. * (Med.) Mc-to-ma-iiì-a, Sf. V* G. Lat. metomania. (Da methe ubbriachez.za.) A'Vzao dell' ubbrìachezza , ossia Invincibile cupidigia di bere : vocabolo proposto da Kuhn invece del meno adottato Dipsomania. (Aq) Metone , * Me-tó-nc. N. pr. f. (In celt. meth grosso , ed on principale ; quindi vale grossissima. In ebr. vai virile, da metkom uomo.) Figlia del Gigante Alcioneo. (Mit) 2 ——'* N. pr. m. Lat. Meton.— Figlio dì Orfeo.—'Astronomo d Atene , autore del ciclo che porta il suo nome. (B) (Acj) 3 — * (Grog.) Mofeona. Antica città della Messenta.—dell Eubea.—della Pcrside. (Mil) Metodico , * Me-tò-ni-co. Add. pr. m. Di Melone. (B) 2 — (Cron.) Aggiunto del Ciclo lunare , o periodo di 29 anni 5 cosi detto dai suo 'inventore Metone, antico astronomo ateniese. Oggidì si dice Numero d’oro. (A) _ . . Metonimia. (Ret.) Me-to-nì-mi-a. Sf. V. G. Lai. metonimia.(Da meta oltra, e onynia nome.) Figura rettorica, nella quale si pone la causa per V effetto , ovvero il continente per lo contenuto , / effetto per la causa , il segno per la cosa significata , ed in generale s' indica una cosa senza chiamarla col proprio suo nome.---, Metonomia, sin. Car. dpalog. pag.63. (Parma i55S.) Perche pigliate la metafora per proprio , e lo immaginato per apparente 1 Perchè non dite che questa sia ima metonimia ? (B) ^ r Metonimicamente, Mc-to-m-mi-ca-meu-te./?^,//! modo metonimico, Con metonimia. Mazz. Dif. Dant. 1. 22. Berg. (Min) Metonimico, Me-to-m-mi-co, Add. m. Attenente a metonimia , Di metonimia. A dòn. Pind. Metafore metonimica. (A) ■\ r 356 METONOMIA MetonomU. (Ret.) Me-to-nò-mi-a. Sf. ri. e dì’ Metonimia. Tass. ìetl. 381. Non pare che sia la medesima figura che mctonomia è detta.(y) Metosomasia. (Filo!) Mc-to-no-mà-si-a. Sf. ri. G. Lat. metonomasia. (V. metonimia. Vien da meta oltre , ed onomasia denominazione.) Cangiamento del nome proprio in altra lingua mediante la traduzione : una volta vezzo favorito de’ dotti italiani e alemanni. Così Vor- teguerri si disse Cartcromaco, Trapassi divenne Metastasio ec. (A)(Aq) Metoia. (Archi.) Mè-to-pa. Sf.ri.G. (Da meta oltra, e opc buco.) Spazio quadrato, o Intervallo fra i triglifi nel fregio dorico, rioc.DisfA) BIetopaktealgia. * (Med.) Me-to-pan-tral-gi-a. Sf. V. G. Lat. jneto- pantralgia. (Da metopon fronte , antron cavità , e algos dolore.dolore che si fa sentire nei seni frontali. (Aq) Metopastrite. * (Med.) Me-to-pan-trì-te. Sf. ri. G. Lat. metopantri- tis. ( Da metopon fronte , e antron cavità. ) Infiammazione dei seni frontali. (Aq) Metopk , * Me-to-pe. N. pr. f. ( Dal gr. mela particella indicativa di cangiamento, ed ops , opos occhio, voce : Di voce o Di occhio cangiante .)—Moglie di Sangerico e madre di Ecuba.—Figlia d’Illudane, e moglie di ri sopo. (Mit) Metopia. * (Zool.) Me-to-pì-a. Sf. ri. G. Lat. metopia. (Da metopon fronte.) Genere d insetti dell' ordine de' ditteri, della famiglia delle anlericeve, e delta tribù delle muscidee , caratterizzati dall'ampia e argentea parte anteriore della loro testa. Le loro antenne son contigue al luogo ove nascono, ed il corpo ha C aspetto delle mosche ordinarie. (Àq) (N) Metopio. (Bot.) Me-tò-pi-o. [« Sm. ri. G. Genere di piante della famiglia delle terebentinacee, e delta pentandrta triginia di Linneo stabilito da Brmvn col rhus mctopium Lin ; così, denominate dal loro frutto , eli è una drupa ovale , liscia ed arida, in qualche modo simile alla fronte. Da questa pianta cola lina sostanza resinosa, da'Greci e da' Latini confusa coll' Ammoniaco o Tiiniama , che si ottiene da una pianta ombrellifera. ri. Ammoniaco. Lat. mctopium. (V. (. a.) JRicett. F’ior. * 7 . L’armoniaco, detto da’Greci c Latini ammoniaco, c ancora thniama , è una lagrima d’ima fenda, secondo Dioscoridc , e, secondo Plinio, d’un arbore detto metopio. a — * (Zool.) Genere ci insetti stabilito da Panger, dell' ordine degl’ ime notteri , caratterizzati dalla larga lor fronte. Appartengono questi insetti alla famiglia degl' icneumoni ; hanno il corpo pressoché cilindrico, quasi sessile e lunghissimo, il secondo articolo de'palpi mascellari è molto dilatalo. (Dal gr. metopon fronte.) (Aq) (N) 3 — * (Farm.) Nome di un unguento egizio. (Aq) Metopo , * Mè-to-po. IV. pr. m. Lai. Mctopus. (V. Metope.') (B) Metopodikia. * (Med.) Mc-to-podi-ni-a. .Sf ri. G. Lat. metopodinia. (Da metopon fronte , e odfne dolore.) Dolore alla fronte. (Aq) Metopomanzia. * (Lett.) Me-topo-mari-zì-a. Sf. ri. G.Lufi.uictopomau- tia. (Da metopon fronte , e manteo io indovuto.) Lo stesso che Mc- toposcopia. ri- (Aq) Metoposcopia. (Lett.) Me-to-po sco-pi-a. Sf. ri■ G. I.at. metoposcopia. (Da metopon fr onte , e scopco io osservo.) Arie di riconoscere V inclinazione e I’ indole di ciascuno dall' osservazione delle linee della sua fronte .— , Metopomanzia , sin. Maga!, lett.. scient. pag. tfy. In questa ipotesi ec. due scienze vanno subito a gambe levate , la fisionomia e la metoposcopia , mentre levato il senso, ec. (A) (Aq) (B) Metoposcopo. (Lett.) Me-to-pò-sco-po. Arici, e sm. ri. G. Esperto in metoposcopia , Fisonomista.Dat. riit. Un di coloro che dal sembiante indovinano, detti metoposcopi. Baldin. Lez.pag.zi. fEdizione del Mattili itiriy.J Contuttoché si sappia dagli antichissimi storici, clic fossero tuli, clic da’ fisonomisti c da’metoposcopi frissero da’medesimi riti alti indovinale le fortune cc. , noi per questo non- possiamo accordarli ec. (A) (B) Metopome. * (Geog.) Me-to-ró-me. Antica città della Cappadocia.ifP) Metua, * Mè-tra. N. pr. f. (In gr. metta matrice , utero .)—Piglia di Erisittone, amala da Nettuno, e moglie di Antohco. (Mit) Mctrmuute. * (Mit.) Me-tra-gìr-te. Soprannome di Cilele. (V .Melra- girù.) (Aq) Mbtrac.irtj.* (Arche.) Metra-gir-th Add..c sm. pi. Lai. metragyrtae..(Da meler madre, ed agfrtes mendicante.) Sacerdoti di Gebele e di I- side, i, quali andavano accattando per le città e■ le campagne-, portavano campanelli coi quali raclwuwano il popolo , eccitandone poi la liberalità con mille astuzie. Dicevansi anche Menagirli.(Aq)(Mit) Metrac.lia. (Milit.) Me-tià-glia. Sf. Quantità di palline in ferro battuto di numero e peso determinato , collocate entro un tubo di luna che si soprappone al sacchetto di polvere nelle cariche a cartocci. Gli scrittori più nobili dicono Scaglia , sebbene i progressi dell’ arte militare mettano orafra luna e t altra notabile differenza, ri. Scagli a e ri. Sparare. (Dal frane, mitraille che il Bullct deduce dal brett. minlrailh che vien da mine metallo , c da drculh pezzo-, frammento. In isp. dicesi melralla ) D’Antonii. L’ obice s adopera incavalcato sopra ima cassa poco diversa da quella de'cannoni,, e scaglia, cartocci di metraglia , c granate reali. (Gr) Mf.tralgia. * (Med.) Mc-tral-gì-a. Sf. ri. G. Lat -meti algia. (Da metra i matrice, e algos dolore.) Dolore della matrice. (Aq) Metrakastrofi-a. * (Chir.) Mc-tra-na-stro-fl-a. Sf. ri. G. Lat. metra.. iiastrophia. (Da metra matrice, ed anaslrophe rivolgimento.) Ilovescia- mento dell'utero. (Aq) ME-rnAso , * Me-trà-no. N. pr. m. Lat. Metranus. (Dal celt. metileni, e ran corrente : Corrente, Fiume di beni.) (B) Metrathesia. * (Chir ) Me-tra-tre-sì-a. Sf. ri. G. Lat. metratresia. (Da metra utero, e treso fot. di trao io perforo. Perforazàme dell utero,{Aq) Metrelcosi. * (Chir.) Me trct-có-si. Sf. ri. G- Lat. nietrhelcosis. (Da metra natrice, ed helcos ierita.) Esulcerazione dell'utero. (Aq) Metrevchjtb. * (Med.) Me-tren-dn-te, Sf. ri. G. Lai. meli-enchyles. ( Da metra matrice , e chyo io verso. ) Liquido che iniettasi nella mutrie e. (Aq) METROCKLE Metrenfràssia. * (Chir.) Me-trcn-fras-sì-a. Sf. ri. G.Lat. emphrasso io ostruisco.) Ostruzione (Da metra matrice , Ilice. (Aq) . , n rc.)-' Metreo , * Me-trè-o, Me trite. N. pr. m. (Dal gr. mntretes m's ura Padre di Pigmalione e Didone. (Mit) wieF Metreta. (Arche.) Me-trc ta. Sf. ri. L. Mezzantola, che ^,/àii/- misura da vino, che conteneva dieci congi. ( V. Metreo■) -} ,i. Nov. 22 . Mettine due concule in una metreta d’olio. (V) q e *|, l7 ; ( vi0' Si. E lemctretc di vini spumanti E dell' oscuro sangue, e 1 (.Ricandido latte, cc. (B) Cari. Svin.-tG. Su via tosto einpfr te , pietegli bene , E dogli c metrete , E trulle e lagene. (N) ; sll i.i- Metreurtsma. * (Med.) Me-tre-u-rì-sma. Sm. ri. G. Lat. (Da metra utero , e eviys largo.) Dilatazione dell’utero, v u ;1 ) (i>) Metri, * Mc-tri. N. pr.“m. Lui. Metri. (Dall’ ebr. mutar ni*' Metrica. * (Mus.) Me-tri-ca. Sf. ri. G. Lat. metrica. (Da c o- sura.) Terza parte della musica , la quale con probabili ra $ - 0 ; fi’ nosce le misure de’diversi metri, cioè dell’ eroi co , del j fjho ff deli elegiaco ; mentre le altre due parti , l Armonica cioè oggetto L’inflessione di parecchi suoni tra Loro concordi, e f oJ tcO}' s ° zione di essi tra Vacuto ed il grave ; e la Ritmica mira ai ^ e fi delie parole onde conoscerne il valore , nonché La dissoiuU ÌM consonanza. (Aq) 2 — * (Poes.) F. Metrico , §. 3. (N) Metricamente , Me-tri-ca-mén-te. Avo. In versi * Misura& lf}ie metrico. Gr. Hocc. Vit. Dant. 25^. Coiioscani 0 c tricaaicnte in latino, come gli altri poeti passati , avesse sCì cT .pd ? : Metrico , Mc-tri-co. Add. m. Di metro. Lat. mctricus. & r ’ Frane. +Sacch. rim. 5o. I’ era tra 5 i calor che morte induce, v Ll .-i 1 - k TP /PO ^ - 1 la tua metrica vivanda. E 68. Composi c scrissi in grossi tico In picciorora qii(‘sto mio dir meti-icx). 2 In forza di sm. [Parlando di persone , Poeta* Colui c Farcii. Ercol. 268. Il metrico è colui il quale fa i suoi . le sue misure; chèalh'O non significa metro, che misiira.^tVo^/ 1 '^ F. B. Presso i metrici il piede pirrichio di due sillabe brevi» tempo, esprimente la velocità della moresca. (A) 3 — (Poes.) [Arte metrica o Metrica dicesi li Arte di far ^ erS ^f. *1 rim 1. 2. Son ben in arte metrica erudito. » Salvia. Af 1}l él 4 - 4 * 2 4 ‘ £vvi l’arte metrica, delle misure de’ versi; rim dicono gli artefici, come Kfestione e simili. (A) (N) É ^ il medesima ragione è degli altri versi , clic dagli autori di 1 dilaniano satirici. (IN.) Metriopatia. * (Med. e Filoì.) Me-tri-o-pa-tla^ Sf . F y \ triopalhia. (Da metrios moderato , e pathos passione, afìezi^ moderalo de dolori , de’patimenti o delle passioni. (A. V'.mite' * Metrite. * (Chir.) Mc-tiì-te. Sf. F. G. Lo stesso che M° 1 (A. 0.) (N). . . . n&t Metritide. (Med.) Mc-trl-ti-de. Sf. ri. G. Lat. metntis. * tcro.) Infiammazione dell' utero. Detta anche Metritc , ls . ritide, Istoroilogosi. ri. (Diz. Chir) , . teff! 5 ; Metrito, (Med.) Me-ln-to.[vLià/. e sm. ri. A . Specie di fb ^ A detta- anche Emitreo e] Miti-ito. (Dal gr. mctron misura-, j- c|J< ) r prende in- senso di periodo : e vai dunque Febbre P cl ’ì°| l0 iD 1 ^ 11 SS. Pad.t. 70. Li figliuoli infermarono si-gravemente do (r che erano disperati da- i nudici, Metro. (Mat.) Mè-tro [ò’m. ri. G.] Misura. Lat. metruin- Dant. Pttrg. 27. 5i. Tasterà ivi lo ’ncendio , senza me sll( , i# c 5l ,;i 28. <7.. E vede che ’l s’ accorda Con esso , come nota. co ‘| 0 c 0^ \> Il ut. ivi: Lo metro , cioè come s’accorda, la nota del c- lU ^.giiO , C pai-ola clic la segna , e colla sua misura. Lo metro e lo “ 0 nota è la cosa segnata. re s(l 1 — Oggi 0 L' unità di misura, lineare inalterabile , ' t0 [t‘‘ distanza dell' equatore tirila Terra ad uno ile’ suoi p°‘ l ’ _ . yi superficie stessa della Terra. (S) r r |j i’i c V ’ 3 — * Fì'g. Modo, Tenore. Suon.Fier. 4. 4- 2 v " 0 _ |1( l'• spesso Traviatori incauti a miglior metro. (N) -j tt" V./ii. 4 — * E detto della Moneta. Bium.Fier. 5. 5. 7 - ^ f A * 1 'A ecco T talento , Comune aL inercalai- metro e stranici' Animi, ivi-. Metro, cioè comune misura; che cosi d'' 1 comprano LA vn>“ Metro, cioè comune misura; tile la moneta , poiché tutte le robe clic si conguaglia e pareggia. (A) — (i J ocs.) Ferso ili quantità determinata di Sìllabe. versus- Gr. pirpev, ffTi^os..Dant. lnf.it). 8g. Clf h) p lU *^0, clJ - questo metro* Mut* ivi: Cioè a questo moiìo jiosto i 11 verso. Amet. -# 5 . Le tue bellezze 1 ” . -■'•‘f-) • ^ .. esser tocche col mio metro. degne d’ ogni ciU1 ^j i .oè * Forch. ErcoL. 280. H c n 11 lli • il quale lui il numero de’suoi piedi determinato. Il yCfS< ? piti^ 1 ' ’,• P il quale ha le cesure- Quinci apparisco che ogni nK'&o P non all’opposto; e ogni verso c metro e ritmo , i na P ^ conlrario ; onde il verso ragguagliato al ritmo c 1 gliato al verso è genere. aldt. 0 d — * (Geog.) Aitilo nome del Mctauro». F. (G) ffì ^ , pif Metroacije. * (Arclie.) Me-trò-a-elie. Sf'. Feste in ° l f eJ}C1 e c f di Cera'e. òulvin. Cas. $4. Poiché molte cose 1,r c Jj rt > dco msiachc e neiie mctroache, cioè materne di Cibele o di Cerere, molto siaiihssiuje. (N) persA 6 ’ Metrodii. * (Geog.) Me-trò-bi-i. Antichi popoli della * * gr. Metrorio , * Mc-lrò-bi-o. N. pr. m, Lat. Meirobius- ju'C misura, e bios vita: : Di vita misurata , cioè rcgnld a > ni! — Comico favorito di Siila. (B) (Mit) , * \ìi^ l ' oc ^p tM' Methocampsia. * (Chir.) Me-tro-cam-psi-a. Sf. F■ i (Da metra matrice, e campsis pi< antoi'di)Inflessione <■ L , u Mìtrocele. * (Cliic.) Me-tro-cc-le. AV«. /. ‘O. Lai- d^‘ tra matrice ? c cele tumore.) Ernia fui inatti dalla < trice. Deità anche M.eronhefc e< l'\ F- C'd) tfi 1 * metrocelidi (J) it ^y ni ' * (Mod.) Mr-tro-cè-li-di. .S f. pi. E.G. Lat. metrocelHÌrs. r ‘ l tu.ern ' */ Ina< * re 1 <•' celis macchia.) Così si diconoda lupacrule i nei n ’’ (Aq) * (® ot 0 Me-fro-ci-à-na. Sf. V. G. Lat. nietiocyana'. (Da ^S'wi/ matr * Ce ’ e c f nn canc '-) Genere di piante della famiglia delle nat e J » e della dei undrì 1 nwnoginia di Linneo ; così denomi- ititi, c 1 • ' ,ro legume a foggia di matrice di cagna. Ila molta qfjì- "kfitocts Sfneri Scotia e Cynomctra. (Aq) die ! Mè tro-cle. IV. pr. m. Lat. Metracles, (Dal gr. meter ma- H EIbo ’ ^ gloria : Gloria della madre.) (B) inrl| tn T ® ’. " Me-tro-clè-te. N. pr. m. (Dal er. rneter madre, e cletos : h ' ." " Educatore di METTERE ò'jfj . Alenili madre inclita .)—discepolo di Teofrasto.- e Cleomene. (Mit) '"«e,. ’ U i * (Eccl.) Me-tro-co -mi-a. Sf. V. G. Lat. metrocomia. (Da Ho“? drc .. ..’ ^ ET|| %m 0 E mario foraneo. (A) «."ìeti-f, 1Al * (Med.) Me-tro-di-ni-a. Sf. V. G. Lai. metrodynia,(Da c od l ne dolore.) Dolore della matrice. (Aq) Itla dre ° Mc-tro-dò-ro. JS 7 . pr. m. Lai. Metrodorus. (Dal gr .meter Polo f e 8oron dono: Dono dilla madre .)—Filosofo di Chic, disce - * Cc /*>/o /• rn °er/t° , maestro d’ ìppocratc , di Atuissarco ec. —- Di- AbIìq f 1 Epicuro. —■ Pittore e filosofo ateniese. — Maestro del fti ^ a °l° Emilio. — Discepolo di Cameade. — Favorito di e * SUo umbasciadore a Tigrane. (B) (Mit) Me-tro-fà-ne. N. pr. m. Lat. Mdroplianes. (Dal gr. me- \r^We rC -i e ph-wies sole : Sole della madre.) —Luogotenente di Mi- ^Rop» * 1 gitale invase V Eubea. (B) (Mit) (t)a G ° S1 * * (Oùr.? Me-tro-llò-go-sì. Sf F. G. Lat. metrophlogo- petroli matrice , e phlogosis infiammazione.) Infiammazione *vr“ twce - (Aq) - . * (Èilol.) Me-tro-ga-mi-a. Sf. V. G. Lat. mesogamia. (Da re ? e come villaggio.) Principale villaggio e residenza un ' 2 Eorepiscopo’, ed ora d’un decano rurale , in alcunihioghì coll. e gamos nozze.) Abbominande nozze presso i Persiani proprie madri. (Aq) * ), ®tr a .v'' G>t Nat.) Me-tro-lì-to. Sm. V.G. (Da meter madre , e lilhos J J rf 0ns i cos ‘ ^ f'‘ eCre generale nelle conchiglie , ovvero nella ^'"■Or, iulegumento' duro di alcuni animali. (A) (Aq) “v e fron A '. * (Mat.) Me tro-lo-gì-a. Sf. P. G. Lai. metrologia. (Da l " 1 lOrIl? ,SUr ,'e lQ , e logos discorso.) Trattalo delle misure. (Aq) ti 01, C- ( E * s ) Me-tro-lò-gi-co. Add. m, r. e di’ Meteorologico. Jj * 1 si C 01 'ologicus. Gal. Sagg. Si. Clic la riflessione e refrazione SSa . far da materie ed impressioni metrologiche,-se non quando P°ssa° * n llK| ll’ acqua ec. , dico non esser talmente vero che incossi, esser anco altrimenti. (N.S.) f r '! i, i; .‘. * (Ghir.) Me-tro-los-si-a. Sf. V. G. Lat. metroloxia. (Da ^t'f E,0 ' i e ° l° xos obbliquo.) ObblU]uità della matrice, ossia Inoli- m edesima verso un lato. Dicesi anche Isterolossia.^’’.(Aq) [. ) »i L . ( • * (Med.) Mc-tro-ma-nì-a. Sf V. G. Lat. metromania. t In atrice, e mania furore.) Eurore uterino. Altrimenti Niu- c 'Melomania , Andromania. (Aq) ^er #! '"‘ì'o r Mania, ossia Furore di far versi. (Dal gr. metron verso, '"rore.) (A) r?" ' (Mus.) Me-trò-me-tro. Sm. V. G. Lo stesso che Metvo- , (N) .(Arche.) Me-trò-no-mi. Add. e sm. Ispettóri delle misure Mene. (Mit) *(t'o> Q he !?J U ì n< ti c(l ì tempi della musica. Oggi ■ il piu usato è V r /f fl e t) "“ncu l tempi, ue.ua musica, '-'ggt H piu usiUO t ^ n( >me di Malzd inventore o al certo peifeziona- E > s N ( a ^pimento. — , M'etromctro , sin. (L) SAl’Chi^ AT,. t..A « <> rs /> T vf .J- ' ■ ‘tr ’) c y Al ' c ! h '-) Mc-trò-o. Sui. t^.Gj. Lat .Mrtrouin. (Dal gr. metet » i} 0 (J in Atene ad onoiv della madre degli Dei. Così 4 ^rih ^ e difi l 'i° oi> e si conservavano le leggi ed i decreti edifìcio ove si conservavano le leggi ed i decreti e nel quale eia una statua di quella dea. (Aq) podi. \_Add. e sf. V'. G. Nome dato anticamente a Q(t Pù' ll,l ° c ^ r f c ^ L f che avean fondato colònie ; da' Romani a quelle ^0/ d'i P r °vincia , regione ec. ' 9 da' moderni ad ima città i' 6 ,l< ?tte ° st lor metropoli. Sciti. dnlì CO ^0 Metropoli^. Antica *tt, ^ r-a. j-ji - r n- - •- • metropoli. Serri. Stor. 6. 216. Possog- ovvero provmcie molto grandi, e ciascuna ha. Mei Dnride.- citlà detta Sannazia cadetta Tessaglia : — dell' Acarnania.—del detta Jonia ec.(G) V, 1 '?, ",'h e (( h'"" ,, ‘ 0 'Po-li-ta. Add. e sm. Sacra pastore , che ha il rf Eri tn, "«e/ a provincia. Arcivescovo. Otiv. Pài. Ap. Pred. fiat ’ 6 -Pro- Berg. (Min) l «ita .. .... Add . mi Di metropoli. . M. t'fiia ^dtis C Uesa , o della città principale della provincia: L tt . ^ ^ sì ^ ’^^^opolita. Gr. fx^T()QTto\lr^. Màestruzz. /. 2Ò*. giunto M\ n * svataassono ne ’ divini tdficii dall’usanza della 5 ?^ Pti^' h * (J h( 'd*ur l' n ' [Pàidandó di personaì il Ycs \t v y’ ilf i 2,, ^*Natao proleta, e’i metropol , -«^r l U t * -'-r.iii Jttun-id)m meuu|iui ancora , che ni patrio ^ q §. 2 Gri WtH,^ Smo ^ contea vescovo aleuno sentenzia , se escovo ili - una metropolitano Crisostomo.»- 'arca , nè primato , y b ~ 1 apostolica autorità. (Y) (/-’ del Ri, ulani. 1^,4. ° c « 6 . ^ c oulru vescovo accusato sentenza, se ec.) (B) PallavJ- Ist. Conc.1. 7^0. E se le parrocchie soggiacessero a monastero uou .situato in veruna diocesi, allora il metropolitano nella cui provincia fosser collocate,procedesse in ciò come delegato deiiaSede Apostolica. (Pe) Metropolitano. * (G-eog.) Riviera della Turchìa europea nell'isola di Candia. (Gì) Metropolitico , Mc-tro-podì-ti-co. Add. m. Appartenente a Metropolita. De Lue. Dott. Folg. 2. 3 . 2. , Battagl. Ann- i6o//.R(ng ( 1 \\m) Metropolìpo. * (Chir.) Me-tro*pò li-po. Sm. F". G~. (Da metra utero , e polljpus polipo.) Polipo uterino. (Aq) Metroptosi. * (Chir.) Me-trò-pto-si. Sf. D. G. Lat. metroptosis. (Da metra matrice, e ptosis caduta.) Caduta della matrice. Lo stesso che I.steroptosi e Isterottosi. F~. (Aq) Metrorragia. * (Chir.) Me-tror-ra-gi-a. Sf. F. G. Lat. methrorraeia. ( Da metta matrice , e rhagoo io rompo. ) Emorragia uterina. Le stesso che Isterorragia. F". (Aq) Metrorrea. (Chir.) Me-tror-rè-a. Sf. F.G. Lai. metrorrhoea. (Da indirà utero, e rheo io scorro.)Scolo diqualunque materia dall'utero. Lo stesso che Isterorrea. V. (Aq) Metrorresta. * (Chir.) Me-tror-re-sì-a. Sf. F . G. Lat. metrorrhexìai (Da metra matrice , e rhexìs rottura.) Rottura della matrice. (Aq) Metrossioero. (Bot.) Me-tros-sì-de-ro. Snu F. G. Lai. metrossideros. (Da metra madre, e sideros ferro.) Genei'e di piante, esotiche, a fiori polipetali , deU icosandria monoginia , e della famiglia delle mirtee dì Jussieu-, così denominale dal durissimo loro legno ; è caratterizzato dal calice cinquefido , la corolla dì cinque petali , molti stami lunghissimi , la causala inferiore di guattir) o cinque loculatnenù coti’ molti semi. (Aq) (N) Metrossilo. (Bot.) Me-tròs-sido. Sm: E. G. Lat. rnetro\ylon. (l )a nu tra 1 matrice, utèro,e xylon legno .)JSome dato da Rotlbollal sagtis rhmnphi di IVilld ; specie di- palma il cui midollo , interposto fra le fibre legnose , somministra una fecola* amilacea , molto nutriente , e notò, sotto il nome di Sagou ; questa pianta da C. Rituhin è detta Arbor fariinfera, Palmam ferens. (Aq) (N) Metrotomia. (Chir.) Me-tro-to-mi-a. Sf. F. G. Lat. metrotainia. (Da metra matrice, e tome io taglio.) Sezione della matrice , ossia Operazione cesarea. (Aq) Mettente , Met-tèn-te. iPart. di Mettere.] Che mette. Red. Cons. a 199. Vorrei che fosse semplice semplicissimo ec. , senza cose irritative , e mettenti in sedizione gli spiriti abitatori delle fibre nervose. Mettere, Mct-te-re. [Alt. anom .] Verbo vano di significatoe co- pioso di maniere ; onde , a maggior comodità , se ne trarranno fuori ordinatamente molti sentimenti e molte frasi* 1 *— Porre , Collocare. Lat. ponere, collocare. Gi\ r&èvxi , icrraeau. (Trovasi il lat. mittere in parecchi sensi a questo finitimi : p- e. corpus in sepulcrum mittere collocare il corpo nel sepolcro ■, in pos- sessionem mittere porre in possesso ec. in frane, dicesi meitre , in isp. meter, in illir.jnrtaf/.) Èhcc. nov.21. 7.. Appresso questo gli mise innanzi certi ceppi. » Guitt. Leu. 3 g • 89. Mio lavoro è solo di vol- vere la mia ritonda ruota, e di mettere le cose sottane alle sovrane, e le sovrane alle sottane. (Cioè , sottosopra-) (V) 2 —* E pollando di Luogo o simile , Esser messo in un luogo ss Esservi allogato. Dant. Inf. 6. Ma dimmi chi tu se’ che ’nsì dolente Luogo se’ messa. (N) 2 —* Mandare, Comunicare o simili. (Dal lat .mittere che vale il medesimo.) Palladi 1. /f- Spesse fiate le parti di sopra dèi corpo, se sono- inferme 9 mettono le infermità giù alle membra dì sotto. E Gen. 10. Possiamo porre la vigna con solchi o con iscrobi, ma è meglio 'con’s d- chi, imperocché i più lavorati mettono meglio l* omore alla vite.(l J r) > —. * Scoccare, Lanciare, Giltare. Lat. mittere. Bruii: Tesorett. 12. E vedrai le saette Che fuor dell’ arco mette. E19- E sovente trae gran colpi di saette; E dà dove le mette, Coovien che fora pa}* Chi ec.(Br) ^ — p or dentro, Xnchiudere. Lat. condere, deponere , ingerere, [in- tromittei'e.] Gi\ rxixnvtm i ciifocru>t l tiVy à.Tt’Qr&woti. Croni F°ll. 3 f Dovendo mettere la 'gente sua per una porticciuola nel prato di Ognissanti. 5 -Introdurre , ricevere. Lat. inferoducere, ( iiitromittere.] Gr. ét % 358 mettere 9 —* Detto di tempo o simile. Consumavi’, Impiegare. Bocc■ Leu. Piti. Boss. Se altro adoperar non potrà la mia scrittura, atmen questo farà, clic quanto tempo in leggerla metterete, tanto a’vostri sospiri ne torva. Tes. Br. 1.16. Con tutto eli’olii f Iddio) il potesse fare tosto e speditamente , già niente vi volle correre, anzi vi mise sei giorni, e il settimo riposò. Cttr. Am.Past. Uh. 1. Metteva assai tempo a quagliar latte, a far pizze e simili altre bisogne, (Br) Seti.Pisi.ejS. Siamo in pensieri od in angoscia elisila nostra vita , la quale noi non abbiamo bene usata, nè ben messa una solaora. (Nota il coslrutto.)( Pr) 10 — * Parlando di Navi o simile , Metterle in mare, su per un fiume ec. — Adoperarle alla navigazione. O. E.g. ?>oS. Granile nnvi- lio con vitfuaglia , e con gazzarre annate misono su per lo (lume eli Po, le quali scontrandosi ec. (Pr) 11 — * Paliando di Pena o simile , Esser messo ad alcuna pena = Essere cruciato in un tormento; secondo il valore che ha la particella A. Dant. Inf. 6. Ma elimini chi tu se’ , clic in si dolente Luogo se’ messa, e a si fatta pena, Che s’ altra è maggior, nulla è sì spiacente.(N) ta — Scommettere , che dicesi anche Metter pegno. E'. Lai. poncre. Bocc. g. 2. n. g. Metti cinquemila fiorini d’oro de’tuoi cc. contro a mille de’mici. E oppresso : Mise cinquemila fiorini d’oro contro a mille, che io la sua diurna non recherei a’miei piaceri: il che io feci , e vinsi il pegno. (V) (N) la — Cominciare a nascere ospuntare, e si dice delle corna , de'denti, delle penne , e simili. [E. Dente , §. i5 .1 Lai. enasci dentes , cornila, etc. Gr. i-craipiWbai olovras, Epe-ru.. Pctr. son. 280. È questo il nido , in che la mia fenice Mise 1 ’ aurate e le purpuree penne ? Il ed. Esp. nat. 85. Supposto dunque per velo che i soli cervi maschi abbiano le corna, e ora da sapere che quando c’ nascono , nascono stira’ esse, e pel prilli’ anno non le mettono, ina bensì nel secondo , e mettono due corni senza rami. E gì. Se sia castrato un cervo gioì anc , che per ancora non abbia messe le corna, non le mette mai ili vita sua. Salvili. Pras. Tose. 1. ì8g. Amore cc. fa metter l’ale all’anima; c questo metter dell’ale è come il metter de’denti dei fanciulli cc. , che è una cosa mista di diletto e di consumainento. '4 — Collocare in matrimonio , Maritare. Lai. iiuptni dare. Gr. àeipl avlivyviuv. Ar. Sitpp. j. 4. Ma perché non la maritai , potendola Già maritar tre anni? se ben metterla Non si potea sì riccamente , messola Avrei almeri nobilmente. *5 — Ammettere, nel signifìc. del (. 7. Lat. admittcre. Cr. g. 77. i. I quali ( veni ) infino al quarto unno si possono mettere alle troje.Z? num. 6. I verri che si deono mettere alle troje , si deono due mesi innanzi metter da parte , e P ottimo tempo di mettere alle troje si è da calatidi ili Febbraio disino a’ 12 di Marzo. Pallad. Marz. 25. Di questo mese i Cai ali) ec. si vogliono mettere alle cavalle. _ 2 — * Dicesi egualmente Mettere il maschio alla femmina, che la femmina al maschio. Pallad. 5. 10. Agual prima si vuole mettere la pecora al niouiqnc. (Pr) 16 — Propone, ad effetto di mandare a partito. Cron.Eell.111. Ufatto de’ divieti scemare missono più volle , e noi poterono mai vincere. 17 — * Giudicare , Stimare , Tenere. E. Mettere per fatto e Mettere per uscita. (V) (N) 18 —Dillinire , Dichiarare. Pecor. g. 25. n. 2. E se ciò non farete, mettiamo voi scomunicati e interdetti. (V) >9 — * Imputare. G. E. g. 49-La. qual cosa da’suoi gli fu messa in grande dillàlta c peccato. (Pr) 20 —‘Annoverare, Comprendere una cosa fra altre accennate. Ar.L'ur. 3.7.7". E lo trovano (il regno della f unai uguale, o minor poco Di ciò che in questo globo si raguna, In questo ultimo globo de la terra, Mettendo il mar clic la circonda e serra. (P) 2 ‘ E col secondo caso. S. Eitg. Sg2. Cristo m’ ha messo dei suoi santi, e il padre mio è nel numero de’ Patriarchi. (A 7 ) 21 — Abbassare, (E. Metti re in basso, Mettere in basso stato ec.) Lat. deprimere. Gr. l.my.xT a 7 é À A : ; 1 . 22 — Travagliale. [E- Mettere in affanno.] Lat. divexare , angore afficele. Gr. ì\qlvvuv r.ar.ois. 23 —‘Muovere, Indurre. Bocc.g. 1. n. 5. Qual fu quella parola clic t’ha messo ad aver questa compassione di noi? (Altri leggono Mosso; ma il Testo Mannelli ha Messo.) (A') 24 —JzV. ass.l Pullulare,Germinare. Lat. pullulare, germinare. Gr. jJAa- rrrib, DccioxeTe.c.n 1 . Cr,2,g.O. Ma il tempo, nel quale spezialmente si piantano, è nel comincianitnlo della primavera , quando andrà tutta . la virtù nella pianta , imperocché già ha tratto in sé P umore , e ’1 calore, pei li quali pullula 0 mette. E 11. 11. 3 . Quelle della primavera , le quali soli nella concavità della terra, allora metta anno, c ■ ajiitate dal Sole temperato germoglieranno e fioriranno.» E lib. 5.cap. 8. Questo arbore (il c edenuj) non è mai senza frutti, concìossiecosa- ché per abbondanza d’umori, dopo i maturi, mettali gli acerbi. (A) - 2 — In questo senso dicesi anche Mettere fuori. E §. 2. (P) 25 — Sboccal e ; e si dice de Jiunii , fossi , e simili. Lai. corri i at o , corrivari. G. E. 11. 1. 3. Ogni fossato che mette» in Arno , parca - un fiume. E cap. 1. 10. Per la giunta di più fiumi che di sotto a Firenze mettono in Arno. Pecor. g n. nov. 1. Il primo suo con- - tino comincia in Levante dal fiume detto Tauai, il quale è in Snida- ina , c inette nella Meotica palude. 2 5 _ Pai laudo di Giuoco , nel signif. del §■ 7. Cani. Cam. 6. No’ abbiani carte a fare alla basse-ila, E coni ieu che l’un alzi," 1 altro metta. 2/ Convenire , Tornare. E. Mettere meglio ad alcuno. (N) 28 —* l’iiire alla pruova , al latto. G. E. 10. 2y. Castracelo e sua gì lite file mbigottiro ; e’ili nulia pai te s’urdivaim a mettere nè av- vLaro poi colla n,taira gente. E 77. Si tornò a Tibuli... c là dimorò iiltoiiiO di imo mese per cercare via e modo di entrare nel regno , ma per povertà iti moneta. . . e’passi furti e guardati dal duca di Cala ira . . . non .-Tardi a mettere <• t.,mossi .idioma. (Pr) Mettebca avanzi, i;> avanz PzaMeiiere .1 conto r ) farlo cadere dell’altezza dove ella Vavea posto, e metterlo a ha* y fìet - a bene * =: Tornare in acconcio , Convenire , Condurre < Pallav. Isi.Conc . 1. i4l' Fingiamo che Cristo. .. . ponga w ^ di questa saggia .Assemblea lo spogliare il Papa della posaceli mi "cnza : reggiamo se mette a bene. (Pc) rocca * — Accostare allx bocca. E. Bocca , J. 2 #. e , * Jìg. = Sparger grido , romore. r. Bollire, 3 ; 1 Saccheggiare . Lat. depopulari. Or. Bottino, $. 5 .] . -- falci 11 2 —■ * Accomunare , Far comune. Car.Lett. inea. D e • ' fede , che io gli voglio tutto il mio bene , c che della ,ncm ' nunenza — a noe - A BOLI,IRE A BOTTINO :Ofl a fuori , non è cosa eh’ io non mettessi a bottino con lui j e ^ \do Campo, J. 6, 11. (N) — a cavallo m Acconciare altrui sul cavallo. G. V. $• r’ 0 j’ i» ronli morti a’ piè parecchi gran borghesi di Parigi, eh’ avc an ficio di metterlo a cavallo. , 1 2 *— Mettere a cavallo una spada o simili. = Acconci^ 1 suoi arredi , cioè Porvi gli ehi , ec. [ P*. Cavallo , §. 1 4'^, — A comune = Me iter e in comune , Mettere insieme. Car- -j a* Am. E cosi lietamente vivendo , mettevano a comune il no e tutta la vettovaglia. (Min) . 0, — A condizione di morte = Mettere in grave pericolo , o Condizione , 1/f. (V) ^ fl oìì —- addietro . a dietro , DIETRO * = Non curvare , Metter* cale. V. Addietro, §. 6. (N) _ e 6^\ 2 — * Impedire a uno il suo avanzamento, V. Addietro, 3 * a { c b 3 — * Posporre. Com. Dant . Inf. 7. Quella creatura l* 0‘r natura vuole die sia messa dietro a tutti. E Par. 1 2. Ne fìcii del cardinalato sempre mise a dietro le temporali cure. U0»> C leu. 3. Non 1111 dorrò io quando vedrò il granello del gi» n0 dietro alla paglia. (Br) p‘ — addosso, a dosso Addossare. T.nl. ingerere. Seti. Sem . Tu erri , se tu credi che’yizii nascano con noi. E’ci son_mesSi èr M 2 — Accusare , Incolpare. Lat. criminali. Gr. aìriiffT* 1 ;^ ^so 1 * dosso, §. 7.] G. E- g. 22. 1. Era stato cattolico , e non 1 ^ resia , come il Re di Francia gli mcttea a dosso. _ vi a ^ J 0 3 — Importunare, o Fare importunare con mezzi, o j i;1 ilici" mici-zia. (E Addosso, §. 7 , 2 ] Cecch. Coir. 1. 2. E sì m addosso tanti e tanti, Chi- per islracca i’ glieli’ebbi a prò 1 .y) — Ad effetto . in effetto = Eseguire. V. Effetto , §■ ^ p. P' — ad esecuzione. * Lo stesso che Mettere a esecuzione. V•> dizione, §. 7. (N) / e ^ - Ad indugio, in indugio = Procrastinare. E. Indugio, S- ’ Mettersi in indugio. (N) , a ilc s, r ' t - A msTRvziowE*—Dislruggcre.Nov.Ant.3i. Vernano uccidend ^ fi ed a sinistra) sicché misero i nemici a distruzione. Tes B<'\ (B" loro case furono messe a fuoco ed a fiamma cil a disti' 11 *' 1 ’ .-ati 0 - A F.NTEATA = Scrivere tra le rendite , o tra’ guadagni. L nibus accepti veferre. 3 — E par nini:if. Creder sicuramente. Malm 7.21. Ben s ^ c già inette a entrata Di macinarsi, e fare una stiacciata- - A ESECUZIONE, [AD ESECUZIONE, IN ESECUZrONE]= Eseguire. f Ml'P Gr. aVirtAiìi. Mor S. Grog. 1. 15. Se non ha seco ^ ,l . alC , . metterlo ad esecuzione , già non può pervenire a P 1 .' 1 ^' 1 a yvcn tl "^ l 'i Morell. 21)6. Dipoi ho riconosciuto , quello riputai grandissima grazia da Dio e da santa Caterina , la qaah j(1 ; a fi 11 * mettesse ad esecuzione quello clic fosse salute di me e [a f a glia, e dell’anima mia. 2 ? 36 ' 1. Furono consigliati ferina» ^ e coll più vantaggio si potesse ; e così fu messo a csiicu* 1 f(| pi • - A’ fé uni * =; Ammazzare. Cam. Dant. Par. g. Uccise)^ , lS uii mini, femmine, fanciulli c vecchi, e li buoi, pecorai sero a’ferri. (Bnves ctc. in ore gladii percusscrunl- - A FERRO E FIAMMA. Lo StOSSO die Mrttcl’C U flJOCO l - 0 C f ( ) Metterò a fuoco , 3 , Bcmiv. Ist. Fiandr. Messo a J nì ma tutto il paese, c dirizzati i trofei (iella tirannide in „ ; i ,f‘ - A ferro e fuoco.* Lo stesso che Mettere a fuoco e » ia • ut’U tcrc a fuoco, $. 3. Tac.Dav . ann. f' 11 ^ ^ ^ o nemici , messi a ferro e fuoco. (N) s pA D * - A FIL DI SPADA O PER I-'IL DI SPADA O AT. TA^UIO D . EL rt ^ ("?0 , A li jj c • . • rr fi_.1 _ _ rr i.’U.i L 20 .> ,Ì,M^ A cuicie, Fare m pezzi. E. Spada., e E. Filo, $■ *• J di 1“ FILO ALTRUI i>Er, FAR cuBccHEssiA * = FareU venir V°g u , g 1(111' I a -nV" tal cosa. E. A (ilo 5 - 3 , e Filo, S. r? 5 , 2. (N) -turbei'® . - A fine '—Recare ad effetto, rìen. Pisi. lG. 0 ldu' l> , ‘ | a ,nia l provvedere. . . . o fortuna non mi lascerà mettere a fi' 11 " , f .,) vedenza. (Pr) «■_ fnocO’j' f0 . - a fuoco Porre le vivande al fuoco per cuocerle- y 7" ji)C t- Lai. ad igni-m ndmoven . Gr. zepì-, vip irgorn-tt 1 '-'- 1, „■■; C ‘ 1L - f apc ai.ù j i-ima mettere La cena a fuoco. L. N''> ' a , 0 (h c tei e Io saprò senza le al fuoco una pentola. -, u n c i 0 "'pjoF- 0 ’ 2 — [D detto in ischerzo.! Hm-elt. e. i2. Abl" al nn tt l ) a flO' tien la cm tic .olio la grondaja, E con la neve stra* . ^ru 4 3 — Mettere a fuoco c fiamma — Impetuosa' 1101 0 , Ale* vniare ec. ; che dicesi am ile Mettere a ferro e a m fo-ro mettere a guadagno METTERE ATTORNO pcttW a (^.Fiamma , ' 2 ' 2 .9‘ Le loro case furono messe a fuoco ed a fiamma [ r , stri,z 'one. (N) A ó[,* nA0? ' t o — Render fruttiCern. y. Guadagno , 55- 8 e 11. 10 sm S I° * = Guastare, Mandare a male , Di.truggei-c. V- Gua- 1 4 c oato^h/‘ y , > Mettere ac.uato ad alcuno* = Fate uguali contro alcuno. Vol c y ,a, ° ) $■ 2 - Cegez. 1 ?>4‘ Questo è il tempo quanti’ è convene- Hi ar " ■* lettere agnati. Q. y. ,2. 54- Si vagimaiono in boschi ed in ■ 1 ’ e misero agnato ai detti signori e alla loro gente. (Pr) , — [Instigare , Metter su.] E. Curro , §. tì, 2. sì s : Mettere uno in sul curro ,fig- — Persuaderlo a checche • DI ’ ìnosl nndoglielo agevole, y. Curro , §. tì. (N) As,,. _ sotto = Deprimere. La!, stringere, subjicere. Gr. iieo&lK- ess c ' r t e,t ’ P’st- 92. Colui solamente è beato, clic per nonna cosa può 1111 !l 'en.'ito . ne messo al di sotto , ed è salilo nel più alto luogo ha. a PP°"giarsi ad alcun’altra cosa , clid a sè medesimo. (Il Lat. ' 4 lE*" "'- r *iONE. * Lo stesso che Mettere a ragione. F. éN') possa vincere 1 miei nemiciT(V) liiduri'e iti pronto. Lat. parare, expe- Vi* q U'Q, q* 4 = L J orre in arnese , ì ** ‘ r & pOCCT7l £ VCt { l SW m ^ 4 li a alla via. F. p(? , in < ̰ I ' Telt ' a — Ammazzare. Lat. gladio interficorc vel interime- jf> 5^ j^Uus gladii (radere. Gr. ^ouryóivw v.rdvs.tv, àiro(r§a.TTZiv. Quid. hrttì quelli che trovarono armati , misero alle coltella , e -, * ^ l penarono prigioni alle navi. O^^’ÌIa "Ultore alcuno alle coltella = Incitarlo alla vendetta. F. V?,> S- 6 . (N) ■ Kh 0r ' CHr * e * = Impiccare o anche assolutimi. Sospendere ivi su w • voi,,: -ZVW. Ant. 56 '. Acciocché d iiotesse mettere alle forche . V ■ cnniIìio - (»«■) > in: AT)e Ammazzare. G. F. Uh. 11 . cap. ij, E gli uomini O**'li j 0 ? 0 a dc spade. (\ ) Folg. Til. Liv.l. 2. c.10. Li Ilomani ec. \ Al t| B p Sei ’o alle spade e per simile oecisono tutti gli ostaggi. (N) ^ 1 ()Tt ^ Scriver nel libro , Passar le partite. ^ tfjT. Coirer la sorte net lotto , pagando la somma dovuta «■«tlf'tto. >iS » r„ llfi E = Annientare , Distruggere. Lat. absnmerc , extinguc- A| ni nihilum redigi le. Gr. à.va.Klrry.£iv, rr^wvvuv, à^uvi^ttv, lj S'tite G.y. d.21. i . Ma poi non pensò se non di metterli i„ dc Ca g ' cap.c)2.S. In questo modo fu distrutta e messa al niente '<4 P l '>iiRj f l ^ ssc, d e magione del tempio. M. Aldobr. p.JSl. 21. Ciò è S Al _ v, ^ p^°* n. stesso che Mettere a partito. V. ( V r ) 'i ,p' JOrT,! scelta di alcuna cosa. yit. SS. Pad. 1. 11. Tn tiii' 1 r,'"" > f die se Iddio mi mettesse al partito, più tosto clcg- S A> ’ l°nica di Paolo coi meriti suoi, che le porpore de’ Ke o A l0vo -O) S Ai ' ùi e( / 1,clJN o ad un altro *I.o stesso che Mettere attorno./'*. Car. -Ì 1 J: f >nro aAttmo loro messo Aurelio al pelo. (K) Io Jb’'ir Q i ? ficcare, [cioè Mordete , Pugnare, ed anche Aizzate, artrite .,i ^ r// - adiuere. tir. o.vzrxdótv. Lasc. Street. 3.3. La forca •— A. morte = Ammazzare. Lat. interficet e , interimere. Gr. àvaipiiv, uni tv. G.y. io. 91. i.Mcttendoa morte chiunque vi trovaron dentro. Eli. 11. 5. Quanti Fiamminghi vi trovarono , misonò a morte. — A niente , a neente = Disertare, Rimandar vuoto. Gidu. leu. 3. 12. Impie’ gli all'amati di bene, e’ ricchi a necute mise. (È il divitcs dimésil inancs del Magnificat.) (Y) — A iuto. * Lo Stesso che Metter cuore. V. Bart.As. p. 1.1. 2. §. 42. No i vi bisognava altro parlare del capitano per metter animo alla solditcscn , da combattere contro a quo' Barbari coraggiosamente. (P) — A NON CALERE, (IN NON CALERE,] |\ NON CALE mzJSotl Curare, Noti fui persona faccia obbriare uè mettere a non calere lui , che ec. G. y. 8.63.3. E se alcuna cosa ne sentì , per suo gran cuore il mise a non calere. E 11. 3. 21. Figliuol mio , non mettere in non calere la disciplina del Signore. — A numero * = Ingrossare di gente le compagnie c simili, y. Numero. (Gr) — a ordine, in ordine = Preparare, Acconcime. Fir.As. 2 44. Io gli sentii bisbigliare non so che l’un coll’altro, e vedeva che egli mettevano a ordine pei- ammazzarmi. D. Gio. Celi, lett. 16. Dell’ una e dell' altra ho molto bisogno d’ esser messo Itene in ordine. — A oro 0 d’oro = Indorare. Lat. auro oblinere, inaurare. Gr. xpr- irciw, xarcLXpvaoìiv. Morg. 12. 43. Era tutto di cuojo di serpente, Con certi Macometti messi a oro. Borgh. Rip. 220. Chi volesse poi nn tterc d’or» a bolo , gli fa luogo primieramente sopra il legno, che vuol dorare , dar tre mane di gesso volterrano. , - .V.V. --('AVU va |J LI Iti *A A IL Cill/jt, , A|LU FA Ol LA llllA. lltlll^ sigilo ai trecento uoinini; e messi li detti patti a partito nel di tto consiglio , trovaronvisi dugento sessantacinque consiglieri. a — * Mettere alla pruova. Bela. Fit. Colomb■ 274. Consigliandosi Romolo co’suoi figliuoli c fratelli deliberarono di metterlo (imo dd fratelli)^ partito, perocché non potevamolto perseverare io quello.(Pi ) — a petto = Coìifrontarc. 2 —- Mettere a petto chicchessia =: Porlo per avversario. [ F. \ petto, 4-1 Lut. opponere, commitlcre cum aìiquo. Gr. crvix^oiwsiv. Tac. Dav. Ann. •/5.2 / 3 . Frocolo rapportò il tutto a Nerone c ad Kpi. cari, mescagli a petto. Seti. Ben. Pardi. 5 . 5 . l^on si può dire ch’io sia mcn forte e valoroso , se tu mi fai combattere, e mi metti a petto uno, il quale sia fatato. 3 — Porre guardia o per osservatore. Cron. Mordi. 250 *. Ma mettile a petto chi le abbia cura alle mani. —• a perfezione* = Compiere , Perfezionare. Ceffi. Dicer. f. 6. Io ho per cerio clic quello ch’io per difetto del mio basso ingegno non ho saputo comprendere, voi in brievc raccoglierete la’ntenzione con la vosìra chiara intelligenza , e metterelela a perfezione. (N) a piedi aucuno = Scavalcarlo , Gettarlo giù da cavallo . Lat. de equo dejicere. Ar. Far. 1. 6q. Rispose Sacripante; come vedi , IVI ha qui abbattuto , c se ne parte or ora 5 E perdi’ io sappia ehi m ha mes.NO a piedi, Fa che per nome io lo conosca ancora. (M) appresso = Paragonare. Salv. Avveri. 1. 2. 12. Nella cocitura deile parole non é eziandio da mettere appresso al Villani. (V) — a ragione , alla RAGIONf. ~ Fare stare a dovere. M Aldobr. P.N. i3. Quelli della regione di Persia ec. hcevano buono vino avantiché Volessero consigliare, o sentenziare, o mettere a ragione le genti, ■ •• Coprir con argento. : Inargentare. Lat. argento bractcarc, H iìi ei *A tU cosa dii corpo sanamente mantenere, e del corpo met- 5 temperatamente non sa fare e usare. òj ^digere. Gr. ixvocyHÓ-^siv. Lasc. Streg . -^ Uì ^p.Beni.Ori. 2 . 1 3. E mettessimo al punto le brigato. ip( Lasciamo stare che non é ben servita (S.M.),., f't ^ ij ( ‘ Srin0 rjLia ^raUati e maJconU.nti, cbe’l consiglio del Mar- (p.\ Sri, ° 110,1 s;u,11 u far altro che rubare c metterlo a Bt'iiv, Ce.il. Fit. T. 1 . f i4i. Era questo capitano ‘ 7 . , - . c t ' re altri al punto, non curando sperimentarsi. Farcii. Al f i /\Mettere su mio o metterlo al punto ... è insti^are ‘ su. (N) ^3^.* u>. c JÌ ' Ll2 s **ade. Lo stesso che Mettere a fil di spada. F.G. y.» Uii So 2 ^* E quanta gente vi trovarono dentro, piccoli c S A Si* (eC( Oi fl t *°» Isgbn delle spade. {E cosi spesso quest’ autore II 1 misono alte spade, come Mettere alle, coltella,)^ V ) ’ s~ macello * = Eun strage. V. -Macello, $• 3. (Gr) N' St .''I rc.^ ii/mrre all’uso. V. Mano, §■ n4t 2 - (N) v }„ ì ^J er 'h'e,Reputar meglio.Palhiv.Ist. Conc.i.SyG.Ma con "n ' -'ii r , '1 tcjj, n se Dno l usaro ogni condisccnsione, mettendo a ini glio n ''o.t ' c jV‘ :l 1° a ci| e insieme o’i temnoralc e lo spiriluale. (t’e) ‘ V? 8 == tT'" l cr 1,1 mira - r- Mira. (Gr) 10 ^ IQ uU <>7le u ^ u mor,e ■ e so p. Fav. Rice. 15 . 4 S - Ajula- ^versalo un U530 in gola, che mi inette a morivo.(B) .— argento o simili 2 — E Mettere inarganlare. Gr. resptctpyupow, —- A riccore * = Far diventar ricco. Giutt. Lett. 16. 4^- Non si può povero uomo tribular meglio che metterlo a riccore, c poi appresso ciò privarlo d’esso. (V) — a ripentagmo =: Arrisicare. [F. A ripcntaglio. 3 Lat. periclitari , p-:r.iculum facere. Gr. x.iv$vvtvuv. Fir. Disc. un. 78* Perche io non voglio , col cercar via di mantenermi il luogo ch’io tengo appresso il signore , mettere la vita a ripentaglio. — a ro.more [zzInduiTe sollevazione e tumulto.] F. Mettere remore, §. 2. — a rovina * = Rovinare . Lasc , Mostr. st. g. Con essa mette ogni cosa a rovina. (Br) —- A sacco, [a saccomanno]— Saccheggiare. [Dicesi anche Mettere in preda. F. , e F. A sacco, §. /, À saccomanno, e Saccomanno.] Lat. depraeduri. Gr. y.&.7 x *• 00 3 —- * E detto delle cose, Cacciar via, Dissipare. /^.Bando,J.f i,3 (N) —- bene tra alcuni ez: Parsi autore di bene, Rappacificare , 2 — Metter bene = Esser utile , Tornare in acconcio. [ F.Bcne, sm. 21.} Lai. cojaducere , expedire. Or. cv^.(pbpstv. Amm.Ant. 2. 3 . II. A ìieuno uomo mette bene volere fare .quello che natura gli niega. M.F .3 28. Avea dimostrato più volte di tenerla, quando per lo Re di Ungheria, e quando per lo re Luigi, come bene gU metteu. Pu\ Lue. 3 - 4 ‘ Dio ci mandi male che ben ci melta. ROCCA O LA BOCCA O LA LINGUA DOVE NON Si DERRE * £= FuV*Udire di cose non lecite. Farcii. Ercol.i. ijf Chi favella di quelle cosi delle quali è interdetto il favellare , mette la bocca o la lingua dove non debba. (N) b 2 — * Mettere a bocca „ Mettere di bocca. F. a lor luoghi. (N) boce. Lo stesso che Metter voce. F. Star. Pi su <67. Messer 'loro cavalco , e mise boce che andava per giurare la figliuola che fue di Casti uccio. E appresso: Questa boce fece mettere, acciocchii Conte ne altri si pensasse quello perchè egli andava. E 169. Messer Luchino lo tenue piu tempo in parole, e mise boce che gli dava i5oo barbute. capo = Par altrui superiore. 2 ,— Metter foce , Sboccare. [ F . Capo , $. 38 .} Red. Oss. an . 8 . La quale col suo canale cistico metteva capo nell intestino. E per Dio vi faranno poco onore. ani 11111111 — cuore [o animo]= n Dare animo. [F. Cuore , §.37, 2.) I ( d- adderò. Gr. aptrutls. _ _ r riV[ett cre ’ 9 — * Mettere il cuore in alcuna cosa. i^.Ciiore,5.37,3,e r- L cuore in alcuna cosa. (N) ruertB*-^"' 3 — Mettere in caore—Persuadere, Far risolvere , Veld Cuore , §. 3 7.] Lat. constituere , deliberare , in animo suo s suadere. Gr. pov\-vterSai, yiyvwa*.tiv , crvpfi ov\ìvel rivi ri. 4 — E Mettersi in cuore. F. . ^ V fl — cura = Badare , Por mente. iF- y Cura , § 17. ] Lai. aD 11 ^ nientem intendere. Gr. rpoirix rtv rov voìv. Frane. Sacch. n , iiO° Quanti noccioli ha la nespola ? E quelli risponde : non so ìoj cl vi misi mai cura. ,0«’i": » — * Metter cura di checchessia = Averne cura , CuFj ^'ell 1 Pist. 18. Achille di lei non mise cura, per lo grande am° l ’ e portava a Patroclo. (Pr) . ' 3 — * Metter la cura = Applicare, Altendere.F — da randa [o da parte] =2 Tralasciare. Lai. mittere, praet e ‘ Gr. \dvim , ■xccfoLl.cIvii,. Gal. Gali. 223. Che io avessi del tu da banda l’occuparmi intorno alle nuove osservazioni celesti- » — * Scegliere ec. F. Banda , 5- < 1 - (N) , rCi —» accordo = Accordare. Lat. conciliare , concordes ,^ a0t ipi\l0ÌtV , XGCTXh\GCTTStV TIVÙ TIVl. Gal. *S ist. 4 1 <). A VOÌ , Sl D ^ plicio, lascerò il carico ec. di mettergli d’accordo. falsi 31 *f j, DADI FALSI : — Introduri'e ed Adoperar dadi falsile li che giuocano di vantaggio. I.at,. falsos talos jacere > iuter bidondum abati. Gr. ro*s àuTpa.ya.Xots i 11 . 5 . Se commise in esso giuoco inganno, mettendo dadi vero volgendogli male, e ingannevolmente gettandogli. - ih 9‘ — - davanti = Introdun'c , Ammettere alla presenza . Bocc- ' I due compagni cc., per introdotto di uno de’ Baroni eh davanti da lui furori messi. (V) — del suo, [del i,0T\Q]zzzS capitare. Lat. detrimentumpati Cant.Carn.io8. E benché assai del nostro vi mettiuno (f* 1 ^ fare*}?',-, tiamo per la rima), Per contentarvi appieno , Yolcnticr a — Porre , Inserire alcuna cosa di sua testa, di suo I*', ai- JDecam. proem. I libri latun ec. iurono scritti gran parte l]0l) a o non punto intendenti di quella lingua , o tanto poco, c divano mettervi parole di loro. (V) ,qi 3 — E Mettere il suo. F. — DENTRO, Rumo*—Introdurre, ed anche Impiegare. F.Ver gtiC 1 2 —* Mandar dentro,Cacciare innanzi, lìicever dentro. *' l’sF gf , nov. ì 4 ( >- La mattina di buon'ora giunse con 1’ asino e Up E trovato colui clic aspettava mise l’asino e l'alloro “jdoe"’,ti eS - . Fanc. »6. E se noi pur costretti dalla fame c dal » paino' notte , più picchieremo e chiameremo , e pregheremo E® jjq. C 1 fcf. Dio coli grande pianto , che ci a [ira , e mettaci P lin '\ - ag ere ’fyih — dì rocca = Parlare o t rattar con parole. Lat. vert» u co/' 1 Stix\iyst7Ìdcci srtpl vtvos. L arch. Ercol. ó17■ Se voi segui 0 voi non ci metterete troppo di bocca, uè di coscienza .. £ ch e 1 — * Mettere di bocca vale anche Dire in faveuana r . è. F. Bocca , $. 28 , 2 .. (N) . Tnt conscie^itnte — vt coscienza = Offendere, Intaccare Incoscienza. * J * ^ laedere. G?’. ffvvdbricriv xcltc^XÓ-utsìv. Farch. l.'rcol, i i1 nè di c0 ^l >?• di cosi lare , voi non ci metterete troppo di bocca, ori* 11 * — di dietro * zzz Lasciare checchessia da farsi di P olt c o&’ ? L’uomo non si dee apparecchiare , nè fornire d' alexm . ^st che di quella che tu prolunghi e metti di dietro. (-*» tela paras.) (Pr) „ /.q 0 -' — dietro * = Posporre. F. Mettere addietro , $• l curf e ‘ ' '■ a — Metter dietro [le spalle o] alle spalle = 7 > . tere in non cale. Lai. negligere, postponcre. *“ pitH' 11 — ad oro. * Lo stesso che Mettere a oro. F- W . uo iarr e ‘ r . i ii :t f > — entro. Io stesso che Mettere dentro, nelsign. uu a 3g. farai alla bocca dille fornace conimcttere di 1 ,}• * METTERE ERBA Un a 5 1 ® '■ulta sì chiusa, che solamente dall’ uno lato vi metta entro , di piombo. (Pr) „ dece entro alcuno in qualche luogo = Introdurvelo. F. ^■uTcA. 5 '^) Ui 5 jn 0 ~~f av pullulare r-erba.» 4mm. Ani. 3. 5. io. Chi persevererà fine » quegli sarà salvo , cc. Che utilità è de’ semi , che , Gelamento bene mettono erba e fioriscono, e poi invaniscono?(V) lettere a erba o in erba = Aderbare , e Pascer d'erba . > "" :n : ' ii 'er St . cistico della borsetta del liele ed il canale epatico mette di Li) V j ^ Cl i e lontane 1’ une dall’altre, negl’intestini, F g. Alcuni ( ^ i'o 0c ®^ 011 foce in minore, altri inmaggior lontananza dallo stomaco. « (i u “ 1 — Attaccar fuoco. G. V. n. ny. g. Misono fuoco a capo V 'i f °0ai di legname , che allora v’ erano. ff^Cuvure. Lat. eximere, emittere, ducere. Gr. tvxy siu, e’xipqo sui, d tuj ' '*> Luce. nov. 12 . 18. Per quello usciuolo, onde era entrato , , 8 tuori. ' ^ detto assolutatit ., parlando dì piante o simili vale Gcr- d c 0 , ‘ ** resc - 4d>. ó. cap. ~5. Se il suo gambo si piega in terra, V f ' 8ll U Cl * e e routa in radice, c tosto mette fuori e pullula. (P) Ss lllail dan ^ ? teiso c ^ e Mettere strida. V .] Malm. 4. 10 . Cosi do- no S4a T J< à ch’esclama, E mette grida ed urli si bestiali. Su spi,.jij~ ^mgHer Jbrte, Guaire. [F. Guajo, §. 6'.] Lat. iliacrymari, f’Wb ducere , gemitus edere, ejulare. Gr. a-TeiaZr.iv, art «X‘? OT i óxo- * . v fci. t . j, 7vr_., i _ -i _. > <• ‘ ^ rsi a erba.] '^hoccare. • Foce, J. 2, 2.] Lat, inllnere. Gr. acrpeW. Red. \p • uccelli più che frequentissimamente si trova che nette di fcaria - '.Chiodo, « ’ ’ WV Ct< /’ j ’ °-- --5 ~J ---‘V.w.. u . t .v»y-.) v . crwo^r^cr , «'W ^pi r j * i*aiat.&A, Non istà bene ne mostrar la lingua ec., nè pittar °<, e n,ttt cr guai. b ''ente C|0XE * = Guarnire un luogo di un numero di soldati suffi- > c* Sl a èuordarlo così al di dentro come al di fuori. (Gr) ^ ] f K coste o costole d’ alcuno = Aizzarli contro alcuno. F. v °Wr e ! J*. 1 , 7- Socc. g. 5. n. 8. Gran viltà d’ un cavaliere armato, Recidere una femmina ignuda, e averle i cani alle coste messi, > fi fosse una fiera salvatica. (V) v 1 Nascere e Spuntar de’denti. F.§.i3,e F. Dente, §. »5.(N) II *tcc' Dekti ,n auguro = Addentarlo. F. Dente, §. i5, 2. (N) i j. 0 Is molle Entrare a parlare di checchessia. [ F. Bcc- ..**«>>. J. hot. sermonis ansam arripere. Gr.Aóyov àipep/rèv cxlc- * Ve ■ £’ idg- Non vi muor la lingua in bocca , quando mettete v ì , lr * molle a favor degli amici. v 11 Gi>„ " Mettere il becco in molle = Bere. V• Becco , §. 7. (N) f' 1 SUtto -* F. Mettere capo, §. 4- (N) V , ° ,nm ahzi a’ buoi : * Dicesi di Chi fa prima Quello che do- v !'* Uso * ti,>l>0 - CalT0 > S- 5. (N) f 1 Cii rill) — Propoire la quistione. F. Caso ,5- 1 4- (N) v 1 1 6 /^ AD alcuna cosa * = Assicurarla stabilmente. F .Chi (,^81'ez ^ 0 Fare i conti. Sen. Pivi. 14- L’uomo non può avere d alcun bene , per lo quale egli sta in paura e in solleci- t ° l > | e j j e ei '°cchè sempre pensa d’aggiugnervi alcuna cosa , e in que- v ' ; e j, 0 gli esce di mente d’nsarlo, mettendo il conto suo spesse vol- j' 1 Cdy u ®1 termine de’ suoi debitori. {Il lai. ha-, ratioues accipit.) (Pr) 1, ^ ai ! s Alcena cosa o persona = innamorarsene. Ar. Pur. i3. % sempre avere in fantasia, Ch’io non misi il mio cuore in c . ’ (cwè in oggetto vile.) (M) \ 2. ^^lere il cuore in alcuno vale anche ] Por fede in lui . Petr. *^0 lu ( l uc ^ somi11 uom tutto il cor messo. bi veti' ^ ^ ro pc lu metile vale Porre sul collo d' un pajn di buoi hi\ < \ , ' v itU Se f c * ie , 5i * chiama Giogo; ma'] Jig. —Soggiogare , Mettere • ' ( *.j ,1 g llin imponere. Gr. t}>yov ì■ir&sìvizi. Seti. Pisi. 80. < h Rir|!' linc ‘l )a ^ ,lieu ^e (iella paura della morte, perdi’ella c quella Attiri e ^ g^°g 0 - LC 85. Fiauchigia e libertà periscono , se noi ,U ° Cose c ^ e me tt° no ^ gì°g°.* “ v W —, RLuulare a partito , Par partito. Vtt. >S\ M. Madd. 0^*1 p a . em c ; ma pure , volendol liberare, lo ritenne, e fece met- 5 Cl, i eglino volcssono liberare in quella Pasqua, o Gesù er a ladro. ij. tr ' il P^ri’c una deliberazione da prendere. Prone. Socch.noit.6y. ^ tj^to ehe era proposto di mandare un bullcttino cc.iVlctti L >l ^ , e m etti e rimetti , non si potè mai vincere. (V) (w- il p; t j DENT]R0 ki alcuna cosa *=: Jnternarvist. Pass. 3o5. Met- §ent e e(le tro ppo addentro nel pelago della Scrittura, il quale non u .5 e Sl) sa ’ 11 e puote , nè dee voler guardare : clic e’vi si sdruc- ^ (\y Sse volte vi si annega dagli incauti e curiosi e vani cer- ^ li k • s 1 V Tr ' ETTA * r. A stretta, §. f v 1( lN ALCi:f ' lcoco*= Entrurvi. P. Piede. (Gr) W| -dr, _p AKzi a qualcuno , //«.= Piacerlo di valore, oppia’ di N h * u r s ^* 49* K° n mette piede iunanzi ivi persona A Gis- ^ *t (,sl o a *° Va nni 3 a Lodovico. (M) P $t>. òg. Non vuol , se ben o cede,Ch’in cortesia gli metta innanzi il piede.(Pe) K^'na. , Ecc hessia in una cosa = Spenderlo o Consumarlo nella \ la lt SOn > $7* E ch’io non sia da te per lui degnato , Ci fu ^ V e 1 Piovan tutto. b ^K H 4«U* antm ‘- pvrhu'dn di persona. G. F. 1 2. 55. La cagione III a '* 0 d’ Ich'eglino aveano messo il loro c l’altrui nel re Lai. ' ( | lì4! ''t oK ( 1 J l ^_ l !lf rra e d in quello di Cicilia. (Pr) l ae ?er ere trascurale , Abbandonare. [ F. Abbandono, §. 3.] v'* 1 'Go} ne sjigere, conlemnere. Gr. x-arx/ne^sìv , ò\iywpcìv , w- a 1 " A^.^e più della gente invaghisce si di sè stessa, i v vilL 0jl,I «Ayir. llJ a kbandono il piacere altrui. %iq e KE * Par abbomìnare. Bartol. Stor. Cin. Introd. dì abom^ 11 ( r°^ c frenesie de’ forsennati messa in deriso la teo- Ul a?.ione P ipocrita vita de’Bonzi. (^) METTERE IN CONSIDERAZIONE 36 1 — (in affanno = Travagliare, Affliggere.]Bocc.nov.3i.i4.'Di che tu in grandissimo affanno d’animo messo m’hai. — in t-LRoaoTTo*=Commaovere,Jlfettei'e in iscompiglio.F.k\homtt.o.fH ) — in alto * ==Innalzare a prospero sialo.-Sen.Pisi. ig. Piacesse ,i Ilio che tu fossi invecchiato in pace in casa tua secondo l’uso dc’tuoi naturali , e la fortuna non ti avesse messo in alto. (Pr) — in amore una cosa Far sì che ella si ami. Fior. S. Frane. 23. tit. cap. i3- Poi pregò Iddio, e santo Pietro, e santo Paulo, che gli mettesse in amore la santa povertade. (V) — in arca *= Raggruzzolar moneta per avarizia. Dant. Par. 8. Avria mestier di tal milizia Che non curasse di mettere in arca. (Br) — in arme * = Armar gente, Levar soldati. F. Arme, §. 33. Segn. Star. Questa terra che poteva mettere hi arme ventimila uomini. v Gr) — in arnese = Preparare. — in assetto—A ssettare, Accomodare, Disporre. [ F. Assetto sm. (. 4.] Lat. aptare, accommodace. Gr. ó.p/tóZ,siv , -rfocrismiv. Bocc.nov. ty.ag. Tutti i suo’cavalli e le sue cose fece mettere in assetto. G.F.8.48.1. Trattato e messo in assetto col Papa e col re Carlo il passaggio di Cicilia alla vegnente primavera. Cas. Uff". C0m.1t 7. Le imprese con diligenza e saviezza in assetto messe , al contrario riescono. s — * Detto ^'Esercito, dì Soldati ec. va'e Mettergli in ordine per questa o quella fazione od impresa} e si usa anche nel n. pass.Segr. Fior. Leg. Ilo scritto a VV. SS. come il duca di Romagna metteva in assetto gente per partirsi. (Gr) — in atto =: Principiare a fare , Mettere in esecuzione , Eseguire. I F. Atto sm. 5. i3-l Lat. agere , ad agendum se comparare. Gì'. TVfnx.Truv, Tprfiu sVi(SaA\É §• 9• (Pf) Inlrod. Firt. Cacciate via tutte le resic che a- veva seminate nel mondo, che mettono le genti in errore. (Br) — in esecuzione o simili. [Lo stesso che IVI etterea esecuzione. F.~]G. F. 8.35.3. La quale ambasciata fu intesa, ma male messa in esscguizionc. Cron.Morell.22C). E questo immaginato, di subito messe in esecuzione. — in yc&\\ao*-==.F. sili are, Din.Coiup. hi. Uh. 1. Cominciarono i cittadini ad accusare l’un l’altro } e a condannarli e a metterli in csilio.^Br) — in essere * z=z In buona condizione , instaurare cosa danneggiata. Car. Leti. ìned. 2. 3o8. Se la sforniscono, come par che abbiali disegnato di fare , e di bestiami e di strami , e la ristoppiano, come dicono che son soliti far quelli che escono da un affitto, la riducono a termine , che i! nuovo fìttabile, secondo il conto che mi si fa, non la può mettere in essere senza molte reutinaja di scudi. (Pe) — [in faccenda.] in faccende = Dar da fare. Lai. negocium impo- nere , negocium facessero. Gr. a{f) 3 — * L parlando de metalli. F. bornio , §. 20 , 6. (N) — in forse , ^[nel forse] = Recare in dubbio. Lai. in rìnhium revocare. Gr. afiQtbc^tìv. Fe1ul.Cnst.1y. Tue li vuoi mettere nel forse, e nella dubbiosa e pericolosa battaglia. Maini. 7. pò. E vedde, seuza metterla più in forse , [l pigiato esser lui ai far de’conti. — in fuga = [ Fugare.'] F. Fuga, tj. #, 3 . 2 — * Fig. Mettere in fuga i sospiri. F. Fuga, /, 4 * (IN) 3 ■— * Mei tersi in fuga. F. (]\) — in gangheri — [Accomodare, a.* gangheri la cosa che va gangherala.] F. Ganghero, §. 8. — in grazia n in dtsgrazia [= bigraziare o Disgraziare. I Lai. laudare vel vituperare ahqnem. (ir. ?itouvziv r, \J/éyrjt» nvoi. Farch.Evcol, yp. Mdbre in grazia alcuno, cioè fargli acquistare la benevob nz.i e il fa\ ore chiezza f Ò4> fEdiz. Mannì.J Ancor è messo in ineinoiw ^ ciò fosse cosa che in Atene a certi giuochi alcuno di gp n nissc nel luogo deputato... in un grande assettamento dig en fu dato luogo in niuna parte dalli suoi citUuiini. (N) _ ^ — in mezzo zzz Porre fra due o più cose. Lat. in medio sta ^ ponere, Sen. Gr. 'rea.pivréùèvxi. Sen. Pisi. 82 . Queste cose messe in mezzo tra bene e male. . m> 2 — * Prendere in mezzo. Benv. Celi. Pit. Per la (pai ^ p.r crebbe la paura , pensando di non dare in qualche imboscata recchi altri simili che mi avessino messo in mezzo. P° 1 ' cacC, ( ] iC \lc* aù Cuvz. Dario ordinò da principio d’occupare con una pa^ e ., ^tc genti il giogo del monte, per mettere in mezzo il nemico cd a ed alle spalle. (Gr) ^ ntf 3 — Differire, Frammezzare. Lat. moram interponete. * c0 ìi ^oXzìi/ 7 rottiaàQu. Amet. 53. Sanza mettere in mezzo alcuno sp&* J cominciò : ec. Q0 h 4 *— Ingannare. Lat. circiunvenire. Gr. iròsorearsTi'. in »> eI u Puoi. Ott. àg. Con mille dmipn dadi e carte false Mettermi^ c0 Ho V* gli amici più cari. Buon. Tane. ». 3. E , giucando,latto 1 fu spesso , e messo in mezzo Ben fui si , eli’ i’ n' alida’ al g, !• — in musica— Disporre al canto con note musicali. Buon . ‘ g. E , se non doman, l’altro Te la reco, composta e messa in 2 — Fig. Porre difficultà o impedimenti, Mandare in hmfe ’ — in negligenza -=zDispregiare , Trascurare, Guidott. B et ’ ^ qii (V Cioè di fare quello che ha fatto l’avversario; e poi mostra, •sta si mettesse in negligenza, che pericoli o che sozze cose n rebbero innanzi. (M) — innanzi ,[fìg.'}=zAggrandire ì [Esaltare. F.htmirii,§.i4ì 2 ^pl,t.^ 0 ' vere, provehere, evcliere. Gr. , -rpaclyw, 7rpoA0/z<^ £,> '‘ t,/ < e ^oC° rell. ijo. batta di Bagolo minore poca istima, e lasciatolo stai^jiiiO da loro intaso innanzi, egli per sè medesimo ec. E -àg. E f c ^ s o. }ì gonfalone, chi ti possa aitare e metterti innanzi, accostati 3 . ti’Oi’l’ 0 Sen. Pisl.ig La tua prodezza e avacciata, buona fortuna tu messo innanzi. (Pr) 2 — Proporre. [F. Innanzi, if] Lat.propontre.Gr.'^P j ;l ifl l G . F. 8 . g 2 . ì. Per voler guailagnarc, e far guadagnale al & e A sero innanzi a’suoi ufficiali, e’detti la misero innanzi al He- 1 . Essendo messo innanzi segretamente a messcr Filippo da ec. come potevano aver la città di Pistoja per iinbolio.^^;" j at JlCàS ° Carajff\ tì. L’avere S. M. tentato quanto l’occasione fin qui k’ ìmiau/,i. facile ec. ^]jo l,r 3 Mettere in tavola le vivande. Dant. Par. io. Messo nanzi: ornai per te ti ciba, fQ lu mt taf mie.) {\ ) 4 — Palesare , Manifestare. Lat. manifestare. Gr. «'«jp*®* 1 ** yjctfr 1 ** Pisi A3. Ebbrezza non fa i vizii, ma ella gli mette iuuanzi» c Pf j t l 5 —; * Anteporre. Comm. Dant.Par. 12 . Ne’grandi .^ dinalato sempre mise a dietro le temporali cure, e le ^P 11 .? nanzi. (Br) 0 1 ‘ ,• 6.— Dimostrare, Dare ad intendere. Fit. SS. Pad. 2 ' guarda, e sappi clic il nimico ti procura d’ingannare sjtt° y s uf» |Jj virtù, iiieltend. ti innanzi di dover convertire tuo fratello © e di menargli alla solitudine. (V) in Nce.ozto Cominciare a trattare . . — in non cale. Lo stesso che Mettere a non calere, P., e F - ^ — in nota = Notare , Desctiveie. Lat. notare, deseriberc* jia^ J ypGt$:tv , G . V. j. Q 2 . 5. Questo avemo ni© 580 per la ]»oca fède clic hanno que’del regno al loro signore. ’ — in novelle ™ Burlare, Deridere. Lat. aliquem irridere , à ludibrio habere. Gr, tjATroclfaiv , wrpvgav , i-xsvrpvipccv, Rocf 10 . Incominciart.no a dargli noja, ed a metterlo in novei ^,1 — in orlio = Scordarsi. Lat. oblivioni mandare. Gr. T P • ^ pxbtbuvca. Amet. òj. La cui beilivoien/a, a me mostrata 1ItJ ^ tc c ’ anni, mai non misi in oblio. Dant. Purg . io- L’altrui brUC - fia , se il tuo metti in obbho? . c — IN OPERA. * F. Mettere opera , 2 , 3, e 4- (N) w nisb 1 ^ 1 ' 1 ^) — in operazione Mettere in opera. Fior.S. Frane. i85. bene tutte le predette cose, e inettessele in operazione, : — in ordinanza * rz; Schierare i soldati , l’ esercito, r* ! ju ° l ordinanza. GUunhul. Star. Eur. Messo adunque lo esercì muvza. ((A) IN ORDINE ... .. ... ...., Accomodi aptnre, accomodare. Lasc. Cen. 2. nov. 7. i6g. LainbeD^ 1 Lo stesso che Mettere in assetto i' . » * . — ( s'era messo in Online, avellilo la chiave, con i compagni • dove aspettava il pedante , se ne venne, (ivi ) . 2 — Mettere in ordine = Preparare. C. Mettere ordì ^ - in pAnoLE alcuno = Dargli cagione rii parlare. Bocc. S ^Ic, c In altro non volle prender cagione di doverla mettere u 1 delle sue galline. (V) , - in PAUKA * = Indurre timore , Impaurire. Coni. Da' ^ u ,. j ciò che spiesta gente mobile , e che noli avea niuna let F UIt , c i-o pio terribile mettessi 1 in pioira.(Br) Polg. T. Lir- l ^ip non i* 1 popolo tu fuma dii pericolo della guerra: acciocché e. ^clte 1 in lussuria c vini se elli sùssouo oziosi ec. si peli’ 0 f ^ t ) paura de li idei. (IN) y pieih’ - v y . - in WEM *: Parlando di guerra l’ale IncaminciatM. Jj.jicei'* ■ j fi1 , - ìn ri.AriCA — Praticare , Esercitare. Lat. eiìiceie, P^ j (1 jin' . t , ieurtxùv . òrzTp/rro:. M. C. 7. gu. Che se tossii e C i et e teauata. in consuetudine -, era gran hencticio dell air^ .j.pici 1 1 óag g. tua. esfi. yj. eudochè adora non la mettesse 1 mancamento di arMice aito a fabbricarne l’ordigno. * METTERE IN PREDA ^ stesso che Mettere a sacco. J r . Preda. Bart.As, pari. .di colà intesa la sconiìtla de’Barberi, clic gli aveano "" ^ j*hi c c tJles si in preda gli stati, incontanente spiegò Bandiera ec.(P) ^§ìon e ^ Sprigionare. Cavale. Au, Apost. ion. Oli jnisono in . eli ‘ • i- a Ppresso • Gli missono in prigione , e nel fondo di sotto, ^ in nel ceppo. (V) 1 METTERE MANO 3G3 a ^ rp 1 '*,^ Puntellare. Lat. fulcire. Gr. ipuìttv , arriìpifytv, 9 Ual e fa' j tt() piuttosto dì una Operazione dell'antica milizia , colla * S0lt0 ^ m ura di una città assediata le scalzavano , c c ait aiito con puntelli , t finche terminata la cava , e rove - e -Il bacchine) e abbruciali i puntelli , le facevano rovinare l^te jjj arr °echio. ] G. V. 7. ino. 1. Quella con cave misero gran ^ HHelfo P E 11 52 . 5 . Presono la rocca di Gaughcrcto ec., / ,Jf ^uto^ 110 * n s e fccionla rovinare. sC ut * p ara Mettere in ordine , Preparare. [p r . Mettersi in punto.] * Ji QeRf *' e> comparare. Gr. crvtntsvot^etv , iropi'^sfr 3-ai. sj‘ ^ -Acquietare. Lat. pacare. Gr. iliXxvwv. G. V. 8. 68. o* S Qitst° Clascuna P ar * e disarmare, e misono in queto la terra, ìri^^^a'o^p ~~ Metter 1 : in dubbio , parlandosi di proprietà di roba ^ àstici ^ tanc * Sacci/, nov. iy<£. Dunque mi mettete voi il mio A ^ {U miei danan\ dicendo di non avermeli a dare.) (V) A ìl < dn '-^Mettere alcuno in an\slionc=:FargU intcìrogazioni. Nov. .stione , pro ? , f >iq 0 ’ / Tesi. Giudi.J I cavalieri , mettendolo in qms' 5^0 [ n ac aprisse sua risposta. (// Testo del Borghinì s,, 0 A; Questione il suo detto, e varrebbe Facendo soggetto di que- I* C[filiazioni il suo detto.) (P) 55 7 1 ^ A ? r ° KE “ Accreditare. Lat. laudare apud aìiqnom. Gr. s.j 1 ^0 8u^° S * ri * ,a ‘ Cas. leu. 3 cf. Ella mi lia messo in reputazione ap- | J Euy Q a Sl gnoria illustrissima e con le parole e con le scritture. e Ta ^ Metter snssopra , Distruggere , Annichilare. Lat . wz \ ad niìiilmn redigere. Fide. rim. pag. 2ig. ( Canz. O tu, v. dvdij S1 dal tempo accreditate fole Col tuon di sue parole Mette v * Hof» a,Dn de non più s’adori L’idol quaggiù di luminosi errori! (N.S ) in s< cco * ^ Sconfìggere. F. Botta. (Gr) $ ’f^a ' //*&• ~ Strignere o Convincere altrui con gli argomenti dl^ùi ? l er non abbia o non sappia che rispondere.'] F. Sacco.» lu^.di V ,not /• B. 4. 5 . 22. Esser messo in sacco per altro si O* 01 ' 9 a' atti di filosofiche conclusioni è stretto c legato in S C' (N) ^ av '’ersario colla forza delle ragioni che non sa lihcrar- t ,,r M jj n ^ Tornar la donna in chiesa la prima volta dopo il V?*joca .fì 1 ' Tesc. Fior. 427. Il quale nome di Santo ec. si (lie- % '* dì r- S -"° P r0 P r '° a " c cinese , clic lungamente durò , od a’ tit ( ln è * e * n alcune speciali cirimonie mantenuto ; che mettendosi, S iii^do S ‘l!! za > dopo il parto la donna in chiesa , si dice ancora , |„ antica usanza il vecchio nome, mettere in santo. fili «etiós 1LLA ’ * Sentinella. (Gr) v U metti '\eeuNo * =: Interrogarlo. Vant. Inf. ,Ì 2 E perché non J^P'n sermoni, Sappi ch’io fui il Camiscion He’Pazzi. (IN) lolt 1 " 7 ~ Lo stesso che Mettere in assetto. V. Lat. parare , appa- ^ qu ll l>T1 ' £ “' ’ ,t ' £^ ^ ,a^rxs, ’ <: ‘? E,l '■ Malm. 1. 15 . Ma , quanto aveva dìie^S 1- p Cassa , ei rende c mette in sesto. < Vs' ! %.'~ri» > Raccogliere. F. Insieme, §. 1 4' Borgh. Fis. v |.. :t t (J otte:— ' ... ■ ' l!i j C)i e l : enr >e ec. che qua ci spedisse , volando , quel maggior Sie^^to SI * n lln subito mettere insieme. (V) J*io p . CI, p cosa * = Passarla sotto silenzio , Non farne men- l* ,Vi ,!• ' fini. Taccio di Clizia, Trapasso Isifile, Metto in silcn- CBO Q ^ [heudere ima cosa sospetta ad una,} Lat. in suspi- ^,0,% eli q ei T*. G' - - VTCG'^lot.v Vforr-Jlym. Gal. Gali. 224. La quale > 6 niette in sospetto di falso ciò che non esce dalle * pitiche. lurido di persona, Metter sospetto ad uno = Farlo inso- iii-ti S0 P' 21 ' Test. liieciard. Noi di ciò facciamo scm- ,’s ^w,, Ue '-c sospetto alla gente. (P) S ^ Squadrone. (Gr) ^ v l ) 7 ’ marw, gh nrP ) stupire. Fior. S. Frane. $$. Parli 1 ' sr- st,, r-ur ^ ^ a P a » ed i Cardinali,ed alile ec., tutti gli mettea in O'X l )er le alte parole ec. (V) e 3-1 „ Penare un vezzo a dire o a fare alcuna cosa. Jd. 5 v .ì4*'Xi h e ^tlcr a, ^ 0r * a ec * 1 e IT ” se * n * erra per forza. (V) t c di n c 11- i terra detto assolutavi, vale anche Prender terra, (p?I^gn e e ( jf 0 r ^ ?w t'iva. Hanoi. Gcogr. Cap . 8. Queste so- — ì\ 0 ) Uraba , ncr lo cui zolfo siamo entrati a mettere in ■d ^life t>: < v ìta' i;i ‘ a. '5 jl ìren ^ Cre ? C( i è contrario di Mettere in cielo. Tac. — ' A prudenti, chi in cielo, chi in terra mettevano la 1 ' ì||{j . g *>i,7 il R°cc. g. o. n. 4- H Eortarrigo , con I’ajuto bòi 1,1 tci ’ra del palafreno. (V) ''filò ll, '- 36 . Jo e ™ ente ancora per Cacciar di sella con asta o si- “ CtJ iUr 0 ^ y enia per trovar quella guerriera Che l’ayea u * ferra messa. (P) — in testa — Coprirsi il capo, Mettersi il cappello o altro. Lat. tegei'c caput. Gr. rr.Oy-Cw Kx.\ineruv. Buon. Fier. :. iS. Fanno cenno al maggiore, Che metta in testa.» Farch.Suoc. 1.2. Che si fa, Pistoia? metti in testa ; dove si va ? (N) — in travaglio = Travagliare. Pass, ir. Il duolo della infermitade occupa l’uomo, c mettelo in travaglio. (V) — in un CALCETTO [altrui = Farlo stare ., Abbatterlo, Confonderlo.] F. Calcetto, $■ 4 - — in ventre alcuna cosa = Mangiarla. Fr.Giord. 3 oi. Prese (Crirsto) forma di pane e di vino, acciocché mangiandolo, e mettendoli! in ventre, diventi una cosa con lui. (V) — in via , per via — Mostrare il modo , il come si possa avere checchessia. Frane. Sacch. nov. ò. Io vorrei qualche uccello , . . , e però ho mandato per te, perchè diversa gente c diversi paesi ti vengono per le mani al tuo albergo; di clic possibil ti fia che qualcuno di questi ti metta in via, donde se nc possa avere uno. (V) , — E per metaf. Incamminare. Cecch. Dissìdi. 1. 2. Cile diavolo vorresti! che egli avesse fatto ? assassinato alla strada? Egli può bene star poco a fare anco cotesto; per via lo inetti. (V) — in vitupero * = Privar d’onore , Svergognare. F. Mettere in dispetto. (P) —■ in voce —' Sparger voce, Pubblicare, Susurrarc , Fociferare. Lai. inquirere , ©licere, Gr. uppvr-reiv. JVov. ant. ig. 1. Li siniscalchi al levar delle tavole riguardarci l’oriento , trovaroulo meno ; comincia, ronlo a mettere in voce, e a cercare i cavalieri alle porte. — in volta " Mettere in fuga , Far dar volta addietro. Lai. in fugarci vertere. Gr. -rp-órstv ih (fivy-év. G.F. 8.78. 6. E più altre schiere fùron rotte, e messe in volta. E appresso: Ebbesi riscosso da’nimici. e miscli in volta. E g. 4 $. 2. E col vantaggio che aveano del poggio, gli misono in volta e in isconfitta. 2 —* E Mettere in volta si disse dagli architetti per Fabbricare a velia. G. F. 12. 46 - II palagio antico. . . si merlò con beccatelli c roisesi in volta il tetto di sopra perchè non potesse ardere. (Pr) — la rocca dove non si debbe. * F. Mettere bocca. (N) — la lingua nove non si DEBBE. * F • Mettere bocca. (N) — i.a lingua IN molle * — Bere smoderatamente. F. Lingua, §■ s I.(\) _ mano al collarino , in modo basso = Prendere e tirare pel collarino. Salvin. Disc. 2. 2 56 . Il che , credo io, allude all' essere rapiti anticamente i medesimi debitori in giudizio obtorto collo , col mettere , come dichiaraci noi bassamente , la mano al collarino. _ la mano in alcuna cosa* =; Provvedervi. F. Mano,§. si 4 , 5.(N) — la memoria in alcuna cosa ’ = Mettersi a cercare , Farne inchiesta. F. Memoria , §. 17. (N) — l’ amori: ad alcuna cosa o persona * == Amarla. F. F. 1. gg. E però talora ti torrà il figliuolo e la moglie, 0 torratti la sanità del corpo tuo alle quali cose mettevi l’ainor tuo. (N) — l’ asta e ’l torchio * c=. Consumare tutto. F. Aste ,§■ 2. Cecch. Dot. 3. 4 Se a posta di due grossi, che gli arebbe speso a farlo rassettare, e’ ne coglie una imbeccata, e’ vi metterà l’asta e ’l torchio, e arà fatta la guadagnata. (N) — le ali. * F, Mettere, §. i 3 . (N) — le corna. F. Mettere, 5- (N) — legge IN MANO Ai» acluno* =Comandargli. F. Mano, §. 114414 N) _ LEONE al o nel vunco , * fig.— Fomentare o Procurare di crescere il nude o i ira in altrui. F. Fuoco , §. 3 z , 3 . (N) _ le guardie * ~ Collocare soldati a guardia di un luogo. Ciiiuz. Ma se gli è comandato (ni caporale ), che vada solo con la sua squadra a far qualsivoglia cosa necessaria alla guerra , egli allora ha la medesima autorità , e comando sopra essi suoi soldati , che ha il capitano istesso , potendo mettere le guardie , le sentinelle , le rondo , (love e quanto, e ([nauti più gli parranno esser necessarii. (Gr) — le mani addosso altuiiì * = Catturare. F. Mano , §• , 9- , e F. Mettere mano , §. 6. (N) 2 _ * E Mettere le mani addosso a uno = Ucciderlo. F. Mano, §. 114 , 10. (N) 3 — * Mettere le mani ad una cosa = Darle di piglia. lOIuno, §. 114. 11. (N) 4 — * Mettere le mani innanzi per non cadere. F. Mano , $, 114-, 1 2. (N) 5 — * Metter le mani innanzi a chicchessia = Appropriarsi l’altrui dritto. F. Mano. §■ 1 17. i 3 . (W) 6 — Mettere le mani nelle cose altrui.—/tuiarc. F. Mario.J. 1 1 j ,*() — le piume. * F. Mettere, §. i 3 . (N) — le ronde. * = Disporle. F. Mettere le guardie. (\) ■— le sentinelle. * — Collocigie. F. Mettere le guardie. (ÌV) — LE sorti * = Gettar le soni. Frese. Fiag. ijò. Quivi appresso si è una cappella , net ([naie luogo furono messe le sorti sopra le ve- stimolata di Cristo. {È quello del salmo e del vangelo, super vesleiu meam miseruut sortem.) (Pr) — l’ingegno * 7222 Adoperarsi, Applicarsi. Nov. Ant. 1. Al postutto metti lo ’ngegno tuo si clic tu quelle pietre mi rechi. Introd. Fin. 10. Hanno vi messo tutto loro ingegno , e sonosi inoili c non hanno potuto avere niente. (Br) . , l’intendimento ad una cosa *=zFolgervi lammo, ela volontà.Fo/g. Tit. Liv.t. z.c. 1. Appresso questo misse il suo intendimento a cose divine. (N) . , „ 1 l'unguento e le pezze —Metter l opera e la spesa in qualche cosa pei - altrui. F. Pezza. Ked.le.tt. 1. gl2 .]Non e dovere che per questo mio bisogno voi mettiate l unguento e le pezze. ‘ male 222 incitare altrui contro chicchessia,Irritare,Commetter male. [F. Male sost.,§■ 11 •) /-ut. discoidias aererò. Gr. Siedanoti iroinv. siano, [le masi] — .Cominciale,Darsi a fare, [Dare opera. iM ino, 114, i5.]Lat. inanimi operi adinovere. Gr. irposùyuv -rivi Ciré- Geli. 5.124. Noi faremmo ancora così nelle maggiori, se voi lasciaste S ‘■m-i li 364 METTERE MEGLIO AD ALCUNO mottcrvici le mani. Alleg.2i5 .Ma se voi aveste a mettervi oggj mano, Si vedrebbe Ira lor più differenza, Che s’un gigante fosse, e l’altro nano. a — Metter mano in un ragionamento ~ E ritraivi. Bocc. g.6.11.1. Mise mano in altre novelle, e quella che cominciata avea ec. , senza finita , lasciò stare. E g. io. fi. 4- Se noi (novellando) ne’fatti d’a- more già non mettessimo mano. (V) 3 — Metter mano ad uno = Investirlo con parole. E. Mano , §. n4 , i~, EitS.Gio.Batt 243. Quella pessima femmina mette mano a S- Giovanni Batista, e cominciògli a dire la più empia villania ec.(Y) 4 — Cavar l’armi dal fodero, Impugnarle. [ E. Mano,5. *6.] Lat. gladium arripere, stringere, e vagina enscm educere. Gr. mIv, £/$o? yvfxvovv. Malm.2. 26. Ciò detto, in capo il berrettai si serra , Mette man, chiude gli occhi , c stringe i denti. 5 — Per metaf. E parlando del peccato , vale Contmetteiio. Eit.SS. Pad. 4.81 * Nondimeno ciascuna riceve pene e tormento, secondo che ha messo mano a più peccati. (V) 6 — Metter le mani addosso “ Cali tirare , Pigliare. [E . Mano , J. 114 •> 9 'l Bat. prehendere. Gr. \ocy.&clveiv. Borgh. Hip. 3o5. Morte invidiosa ec., mettendogli le mani addosso, gli tolse cc.(Qi« figwxitam.') 7 — Metter mano [o le mani] in pasta zzzCominciare una faccenda, ir. Mano, §. 114, 20.] lat. manus operi admovere, admoliri, aggredì. Gr. iTrtfiàWtadou Plat. Alleg. 2. Perocché quella ec. fu vera, sola e principal cagione, eli’ io mettessi le mani in tanta pasta. 8 — Metter tra le mani rr: Baccomandare , Commettere. \_E, Mano, $. 114, 23.] Lat. alicujus fidei commendare. Gr. i^irpiieuv rivi ti. Bocc* nov.2y. 4‘G ran parte de’suoi fatti mettendogli tra le mani. 9 — Metter nelle mani = Dare olirai m potere. 10 — Metter per le mani = Proporre. Beni. rim. 1. io5. Compar, che per le man me la metteste Per una fante dal dì delle feste, Credo che lo faceste ec. 1 1 — Mettere alle mani == Indiare a rissa. [E. Mano, §. 114] 1.3 — Metter le mani nel fuoco : [ Maniera enfatica ed iperbolica di giuramento , che si usa per mostrar verità di ciò che s'è per dire . E. Mano 114 , 7 , e] E. Fuoco, §. 32, 5. «3 —- * Metter la mano al collarino. E. *4 — * Metter mano in gola ad alcuno = Afferrarlo per la gola. E. Mano, 5- n4i 1 9 • (N) — * Metter mano in uno = Cominciale a parlarne. P^.Mano, J. 114 , 21 . (3N) 16 — * Metter mano alle coltellar=J/wpngnrtue il pugnale. E. Coltello,^ 6, 2. (N) — meglio ad atjCvvo*zz= Convenirgli più. Bemb.Asol.g5. Siccome più gli va per l’animo, e meglio gli mettc.(\ ) Car.Letl.2.160. Vostra Signoria illustrissima pensi quel che meglio temette, ed a tutto che si risolva, mi par che la debba ringraziare de l’ingenuo modo di proci di r seco. E 2g3. Vostra Signoria si risolva di quel che miglio le inette. (Pc) — mente = Por mente, Considerare. {E. Mente, §. 27.3 Lat. mentem adhibere, animadvei terc. Gr. tfpotr&x*^ 7 ° v vcv f,' — mezzo = Aiutarsi con intercessioni e ujjìcii. Lat. in rem suam in- terponere. » Cecch. Assiuol. 5. 7. Ho bisogno, M. lìinuccio, dicco, m’ajutatc qui col mio cognato, cc. Rìn. Lh, messer IJguccione, tra parenti non s’ ha a tener odio. Uguc. Lo sciagurato ha tanto ardir che mitte mezzi? (V) — ne’ferri, inferro, al ferro Imprigionate conferii apiedi.^E. Ferro, §.1 3.] Lat.. in vincula conjiccrc. Gr. dcrfcL'ynv k rè hscrfxuTr,ficv t . Cimi. Eell. f2~. E'presi mise in ferro nell’ Agosta. — nel convento. * Lo stesso che Mettere in convento. E. (N) — nel forse. * Lo stesso che Mettere in forse. E. (N) — nella memoria * = Imparare a mente. E. Memoria , $. *7, 3.(N) — nell’animo = Por concepire , Introdurre , Cagionare. Lat. in ammoni injicore. Gr. sU vovv. Bocc. nov. 48. 7* Questa cosa ad un’ora maraviglia e spavento gli mise nettammo. — nella strada, [per la strada] = incamminare , Indirizzare . Lat. monstrare viain. Gr. irpc ohoiToptiv.Fir. As. 144 • ^°i ti metteremo per quella strada che, secondo da noi è stato più e più fiate pensato, sola ti può condurre al bramato porto della tua salute. (()ilì per meiaf.) — nella via ~ Insegnare la via. Lat. viam monstrare. Gr. 7rpc- o5oi7i*op£Ù'. Bocc. nov. 3o. 4‘ A lui te n’ andrai j e misela nella via. 2 — Eig. Instruire, Ammaestrare. Lat. erudire, docere. Gr.bibdcrKuv.. — nel petto,* jig. = Ispirare. Pise. Dec'lit. Liv.t.uc. 11. Giudicando i cieli che gli ordini di Romolo non bastavano a tanto imperio, messorio nel petto del Senato romano di eleggere Ninna Pompilio. (N) .— nel ragionare = Mettete in parole. Bocc. g. 2. n. 7. Quivi dopo alcun dì messala nel ragionare del dispetto che dal Duca le parca ricevere ec. , le disse : cc. (V) — niego. Lo slesso che il Far niego di Dant . Inf. 26 ., cioè Negare , Dir di no. Antonio da Montefeliro : Proteggimi, signor, da’miei nemici , Difendami tua grazia , te ne prego , Insieme con la patria e con gli amici, E prego che al mio dir non metti niego. (M) — opera = Operare. Lat. operali, elicere. Gr. s^a^o-Sa/, i’Xinxftv.. a — Mettere in opera Effettuare. Lat . cxsequi. Gr. nunxftv. Bocc . Introd. 11. Il mettevano in opera a lor potae. 3 — Adoperare , Servirsi. Lat . uti. Gr. xpr,tàcci. Ar. Leu. 2. 1, E che conto ti rendano De’legni verdi che hanno messo in opeia. 4 — Ridurre ad atto, ad opera. Eit. SS. Pad. 1. 12. Ascoltando diligentemente quello che si dicca nella ecclesia , studiavasi di rmt- terlo in opera. (V) Tes. Br. 1. 6. Siccome a lui piacque (a Dio), mise in opera e in tatto il suo proponimento, e fece il mondo. (l\) 5 — * Mettere in opera alcuno —Dargli impiego 0 cvriwiiòse ne di far qualche cosa. Bcnv.CeU. Eit. t. ò. f 28. Così passando innanzi parecchi sere , il Duca mi messe in opera dove io cominciai a rii are quei membri che mancarono alle dette figuline. (N) — ordine zzi Ordinare, Lat. parare , ordinare. Gr. 7Cacnuvcc^tiv. 3 — Mettere in ordine 0 a orduie zzPrcpcirai'Cy Acconciare . [E , METTERE SOSSOPRA Mettere a ordine.] Lat. parare, instmero. Gr. -.vrpi^t^nv.jdt/ibi 1 . 3 . Va tu dunque a mettere iu ordine quanto bai pensato. ^ # J,. wFP- - orrore o spavento * — Inorridire , Spaventare. Bari. ■d*-, ]„n- 3. §■ 49• Era nel fondo della mezza notte , quando si senti ^ e . tano un improvviso alzar di grida , e un domandar ajuto all<> rata , che mise in tutta la nave orrore c spavento. Segn er - ' orr (v' Settemh.28.1. E non è questa una decisione da mettere sOI, ??| c i (N) re, se non s’interpreta nella più cortese maniera che sia P°* slbl ■ vauole* = Poter persuadere, altri parlando a far ciò che tt ( | (r rebbe. Pareli. Ercol. 1. 102. Quando uno conforta un altro _ .1 _ _ _ ,, suen'r . - paura = Intimorire. Lat. metura injicere. Gr. S ®» 5 s ,,£ P> rivi. Amet. 12. IS'iuno pericolo gli mette paura. E 3 2. Rie°™ . I(i al mi mette paura. Albert, cap. 17. E non solamente l’amistadc pò 1 non si accatta e non si ritiene , ma eziandio lo imperio p er f |,e , paura si perde. E appresso : Ninna forza d’ imperio è tanta > mettendo paura, possa bastar lungamente. redd 1 ’ 1 ?' - pegno == Assicurare con pegno. Lat. pignore secnruW , g,]i 1 Gr. irapa^iJoWi eV^upos. Cron. Morell. 3 : ~. Missonsene f 111 t e fucci chi sicuro a cinque per cento. 3 ~ ^ ~ gno esse gno, \,u*~ uuiifiwtuwu ini^uu i;iic c suiu e uuuu u “i 1.- - pensiero * = Dare apprensione , timore. Buon, Tane. 4 ' quel pugnale mi mette pensiero. (N) — per fatta ai.cuka cosa = Giudicarla siccome fatta , A' 4 a nic n * e alto, ad opera. Vit.Benv.Cell. t. t 6 .f. ig. Messer Baccio (f], mi disse : noi cc ne torneremo insieme; e la messe per t ' 1 t r’ per ni. ni spada. * Lo stesso che Mettere a fil di spad a> “ " Filo , §. 2$. (TS) — per la strada. * Lo stesso che Mettere nella strada, r • ' j^etto — i-er le mani * = Proporre. E. Mano, §. n 4 , 221 e ’’ mano, §. io. (N) _ , rolP'K — per negligente e sumli — Tacciare di negligente.Borghi , f . Livio si potrà sicuramente mettere non per negligente, r 0 ÌI i l ,i :r0- alcuni creduto, ma oltre ogni dovere trascuralo e sonnaccf — per servidore = Poive alcuno al servigio altrui. . — * Mettersi per servidore. E. (N) — persona * Rifarsi nutrito e florido del corpo. Eit cA v. i. f 2j3. Costui in que’pochi mesi messe persona, dallo stento divenne il più bel giovane di Roma. (Pr) jj — PER terra.* Lo stesso che Mettere a basso, Demolì re. Eolg- % c. 11. Li poderi furono venduti, la città fu messa per t<;rra ' si tornaro con trionfo per la grande ira che avevan ve I 1 3 % — per uscita , * Jig. = Tener per perduto ; opposto a M': aVC r l lCl trata, S. Cai. Leu. Ò2. Convicnvi dunque fare ragione di duta la vita del corpoj e metterla per uscita. (N) v, -r- per via. " Lo stesso che Mettere per la via. E. (N) . ^ •— piato — Darsi briga , Prendersi pensiero. Eit. *V. Gl 0, c o Alcuna volta si poneva a sedere ec. , e tanto si dilettava ^ fanciullino , che non pareva che mettesse piato di tornar^ f i quanto altri n* ha in testa ovvero in gola. (N) { ,. , l0 . ^ Applicarsi , Attendere e simili. Dant Conv. 3. 12. Per v l H'testa ? en< ^° lo studio il quale io mettea per acquistare l’amore nila * ^ r<>Um UUv. Mettendo studio a lodar l’ulivo. E ivi: p ,° J e S C] di a mettervi studio e fornirsene più che possono, s ijiirv P r *lf‘ io bensì procurato nell’ elocuzione di mettere 1 1- ^to 8tudìo <*• (Br) ali • ass olutam ., cale Mettere fuori danari poi' gìucare. Lat. lettere su uno, o , metterlo al punto , il che si dice tf 1(i dìj^j t( jd° al curro. , è insti gare alcuno, e stimolarlo a do- < f. , arc alcuna ingiuria, o villania, dicendogli il ^ 5 v,o debl; ..~~ 4 iSy c aleuna inemna, o villania, meenaogn 11 modo come 1*' ^^fp^ c, ! are alcuno a Jàr checchessia, lAeilermcz’/A.Fmnc.Sacvh. 6 C( ìr (rinveniente , e 1 mise su c parenti ed amici, per essere in he ^3. p ^ c *! a, ’e alcuno § C( *us- rievcfiienf « > *- t> >■ Qq. ,l pdro , ed a gran pena gli venne fatto. (B) t liìJ tfl? CEo-^ lllllc Ì are a d usare, Iulrodui re. Bai. incipere hahere, uti.Gr. 1,ì q e cavoi? > yp^!r^cc<. Mcnz.sut. >. Ed ora ha messosi! eoe* 1 . v 3 ilj 1/ u... -.. a- .1: e... a „x»,. sxr\W * t? ATzv_ libiche j? ! l » ^ beve in tazza di forbito argento. (V)E 2. E Mo- ^ 5 ° ^‘ tr certi bottoni Vedeva aneli’ei di buscacchiar d ${£ J a Tt 0 SSG Sl '' 1° commedie e gl’ istrioni. (B) n — Condurlo là dove si fa alcuna cosa, fti.Si' 75 . In ul j a casa sono una brigata che fanno moneta falsa: 1 Kf .ìo Co, npagnìa al vostro cavaliere, ed io Io metterò sul fatto. ^ la Ì0 I . ne9ll t> il vostro cavaliero sul fatto , io mi voglio an- Fratic. \S^ r . ’lì. \[ lì ' convito. Lat. convivimi» fumino. (V) ri**' convito. a* 0CCt n °v. 5 q. 3. Tutti mettevan tavola, ciascuno il suo .> «d oi^* sono ricco giovane, c spendo il mio in metter facere. Gr. frvpKotttov % u da 200 cavalieri di corredo , e molte brigate di ca- Sjj* che sera e mattina inetteano ta voi a. Croi t, à lordi. itetL llsc *° era messo tavola. Fardi. Stor . g. 265. Non vi e et - / ani %he , le quali mettono tavola c vivono splendida- Vpli 1 *Montini. » Pass. 2C)5. Spesso far conviti, metter ta- *• 4« di ricchi vaselli, e molte vivande. (V) Farch. . C> v CVc ' le spesse volte pasto, che anticamente si diceva , IU tavola = Portar le vivande in tavola. *'' lt èa{| r£ ^ r< >' ^ayo\se=Jpprestar in mensa. Lat. mensaro parare. S < ./lo , ^ fo nle. E no .. ** 4 e ' l? a .. una di quelle , lavato , si mise a sedere. nieu t .f le P arai ' fo vivande. Bocc, g. 5. n. g. Ti Bocc. g. 3. f 5 . Messe le tavole d’in- nov. g6. 5. Essendo le tavole messe aliato il , . -- .. ..... g. Tanto ch’io va- “C (j Qt f tavola. {F. il htogo .) (V) ^ slUii uu si iccc* cueiuui cosa, se , e 11011 Welter mai tempo in mezzo. v ari ^tj 1 .0re t ^g'^ Gigant, Su 1«3. Tal che a’ Giganti che Mettere strida o stridi. V. (N) pf' »tio. Co, ' "HO c I CN) mmcllcre alla cura . f. Mano, J. 1 irj, 23 , e f. i — * Dare o Consegnare in potere. P. Mano , §, li j, i/j (N) — troppa carne al fuoco * = Imprendere Uvppe cose a un trullo V Carne , §■ i4■ (N) — troppa mazza. P, Mazza ,§■ 7. — una canzonetta su la sampogna o simile = Accompagnarla col suono, cantandola. Car. Long.Sof. Uh. 3■ pag, 6G.fEire.nze iStiJ Dafni. . argomentandosi d’imburchiarc qualcuna di quelle canzonette per metterla su la sampogna, ec. (M) — una pulce nell’ orecchio *, fg.— Dire una cosa che tenga in confusione e dia da pensare. P, Pidce. ( \) — un cocomero in corpo An alcuno, * fg. — Metterlo in dubbio, in pensiero. V. Cocomero, §. 4. (N) — un tallo sul VEecmo, [fg } = Ringìoviunre. Lai. juvanescere. Or. àx.gi\u,. P. Fio», g. Segr. Fior. Mandr. 5. 6. A'oi, madonna Sostrata, avete, secondo mi pare , messo un tallo in sul vecchio. — rhLi, URLA, un URLO*_= Urlare, e si dice si nel proprio come nel traslato. P. Mettere strida. Malm. 4- io. E mette gridi ed urli sì bestiali. Bentiv. Teb. I. 1. Giunta che fu di Citerone in cima E scopri 'Po be, un sì grand’ urlo mise... Che ne sonar per molte miglia i lidi.(Br) — vela * =5 Distender le vele e andar via, Far vela. Bari.Pov.coni. 4. Già gli pareva metter vela e starsi signore in un esercito di marinai ubbidienti al cenno. (Br) — vigore a fare una cosa * = Porre tutta la forza nei farla. Ar.Fur. 4i. 17. Tre volte e quattro il pallido nocchiero Mette vigor, perchè ’l timon sia volto E trovi più sicuro altro sentiero. (Pe) — virtude in alcdno=: B.endeiio virtuoso.Lai. virtutem .'rìdere, lìocz. G 3 . Or è questa forza ne'magistrali e negli oflicii , che mettano vir- tudi nelle menti di chi gli usa , e i vizii discaccino? (V) — voce , foce. L,o stesso che Dar voce. Lat. edicere. Gr. ìrxyyìKXuv. 1 ~ * Chiamare. Dani. Pnrg. tg. Io volsi gli occhi , e ’l buon Virgilio; alnx'ii tre Voci t’ho messe , dicea; surgi e vieni. (Br) Mettere. [ 2 V. pass ,] Porsi dentro , Inchiudersi. Bocc. inlrod. 24. Si facevano ec. fosse grandissime , nelle quali a centinaja si mettevano i sqpravvegnenti , cd in quelle stivati, come si mettono le mereatau- zie nelle navi , a suolo a suolo, con poca terra si ricoprieno. 2 —* Talora si tace il vedto che dovrebbe portare appresso secondo il discorso. G.P. 7. idi. Presono il conte della Marcia e de’ più eletti baroni e baccellieri d’arme che fossimo in tutta P oste... e misonsi contro l’agnato. (Cioè, ad andare contro l’agnato.) (Pr) 3 — Parlandosi di vestimenti;^: Peslirsi. Lat. induere. Gr. ìAitw.Bocc. nov. jg. 3r. Mi metterò la roba mia dello scarlatto.» Cavale.Espos. Simb. 1. 8ò. Di peggior condizione è chi è stato monaco , e poscia lassa l'abito , e male vive in quello stato , che non è quelli che inai l’abito non si misse. (V) —'Nel signif. di Mettere, §.t5, 2. Dicesi egualmente iene Mettersi il maschio alla femmina, che la femmina al maschio. Pallad.4-t3. Noli si mettano (le vacche) anzi tre anni al toro. (Pr) 5 —' Eni rare. Lat. ingredi. Gr. shtialum. Dant. Par. 2. Non vi mettete in pelago; che forse, Perdendo me, rimarreste smarriti. Petr. son. 24°- Quante fiate sol , pien di sospetta, Per luoghi ombrosi e foschi mi son messo? Bocc. inlrod. 54- Con leu un giardino. G — Indursi, Muoversi, Imprendere. L.at. aggredì. Gp. iyx £t pùv.Bocc nov. t 3.8. Messo s’era in prestare «'baroni sopra castella. È nov. 24. 7. Aflermundo , elle se tal fosse, che esso seguir la potesse, di melter- visi. E nov. 25. 2. Reputo gran follia quella dì chi si mette senza bisogno a tentar le forze dello altrui ingegno. E nov. 28. y. Voi po- lele non meno adoperar per me, clic sia quello che io mi metto a far per voi. E nov. 2y. 21. Essa ad onesto (ine a far ciò si metteva. E nov. 3o. 13. Messosi a cercarla, e ritrovatala ec., la rimenò in Capsa. Fir. As. 108. Chi sarebbe mai stato quello ec. die non si fosse messo a fuggire? E 207. Io, per voler fuggire, mi metteva a correre. - —* Uscire, Spuntare, Comparire. Bart.As. p.i.L G. §.?6. Quivi posarono alquanto; e prima che si mettesse f alba , armati uscirono all' assalto. (P) 8 —* Dicesi Mettersi in alcuna cosa e vale Porsi con impegno a farla. Ar. liim. Tu sei per certo di grand’ intelletto - , In ciò che tu ti metti, esci perfetto. (Br) » — Ed in. quasi simile signif. Cavale. Alt. Apost. t6t . Prcsono per consiglio di pur mettersi , se per alcun modo potessimo pervenire a Fenice, e quivi vernare. E mettendoci (cioè in viaggio) avemmo grandissime feinpestadi. (V) (N) (> — Dicesi Mettersi in alcun luogo e vale Entrarvi , Incamminarvi. Star.Bari.2. Prese da se medesimo abito di religione, e misesi al diserto, e per istare e vivere come eremito. (V) i o — Dicesi Mettersi ad alcuno, e vale Rimettersi, Abbandonarsi . a lui. Pit.SS. Pad. 2. 7. Quelli benedetti monacelli, che s’erano tutti messi a Dio, non ^spaventarono niente. (V) 11 — * Interporsi. Car.Leti, med.i.yi . Ho letto ima lettera - che scrivete a M. Matti» piena dì sdegno e di minacce, ma perche mi parvero amorevoli, non mi voglio metter tra voi. (N) 12 — Addurre, Recare in mezzo. Borgh. Col. lat. 3yG. Disopra fra le altre cagioni si mise questa per una. (V) Mettersi a battàglia * — Battagliare. P• B-altagha , J. 12, e Mettersi in battaglia , (. s. (N) A bottega , * fg. = Mettersi con tutta l applicazione a far checchessia , Mettersi, al punto. P. Bottega, §. 7. Benv. Celi. Pit. t. 2. f.222.Si mise in tutto e per tutto a bottega per far contro adirne. (N) - a campo* — ylccamparsi. Ricord. Malesp. Poi presono Aquino senza contesto , e per forza ebbono la rocca dal re eh era- fortissima : poi sì misono a campo a S. Germano. (Gl). - a conto. * Lo stesso che Mettersi in conto. V. (N) - ad assedio o all’asseiuo* = Assediare. 8imene della Tosa.l Ghi- bellini con Tedeschi entrarono in Pogg'tboiui e il Maliscalco tenne 47 lento passo si misero per 366 METTERSI A ENTRATA loro dietro, c puoscvisi ad assedio. Sallust. Giug. In tal modo Giti* gurta si pose all’ assedio della terra. Bentiv. Quindi egli tornò ad accostarsi nuovamente a Carnbrai, con disegno pure di mettersi a quel-’ V assedio. (Gr) —• a entrata, ad entrata ^Appropriarsi alcuna cosa. Frane.Sacch. nov. 88. Costoro lidia di concordia mandarono per lo loro* consorlo, che già s’avea messo a entrata la vigna , e riprendeanlo del fatto 5 e brievemente liberarono la vigna dalle mani di Faraone. (Y) — ad entrata * ■=zMettcrsi in sospetto e simile.V, Entrata, §.ó\(N) — a erra o in erba =i: Pascersi d’ erba. Aderbarsi. Lift. Muse. Quando l’animale si mette in erba, si tragga sangue dal collo. — affanno = Affannarsi, Affliggersi. Lat. animo augi, afftictari. Ar. Fur. 3o. 38. Deli ! vita mia , non vi mettete affanno, Deli! non per dio , di così lieve cosa. (M) — A fortezza “ Fortificarsi. Lat. se munire. Gr. jtparmiv, Tucùl. Stor.Pist. 25. Quando i Lucchesi sentirono che’PistoIesi vernano per racquistarc il castello, incontanente uscirono fuori a cavallo e a piedi ec. , e misonsi a fortezza. — A fuoco le vivande o simile = Poire le vivande a fuoco per cuocerle. Supp. 5. 3. A fuoco non si mettano , Finche non siamo per entrare a tavola. — a gàmpe = Fuggire. Car.Long.Sof. 7 1. Dafni non potè aver tanta pazienza (di contar le dramme. J; e raccomandatele, finche egli tornava , le sue capre , si mise a gambe per trovar Driantc. (M) — a guadagno* = Guadagnar di peccato. V. Guadagno, 5 - 8, 2. (N) — al disperato * = Disper arsi. Benv. Celi. Vii. t. 2. f 188. Questa lite mi dava grandissimo affanno e toglievami tanto tanto tempo che più volte mi volsi mettere al disperato per andarmi con Dio. (N) *— alla campagna * Incominciare la guerra campale,che dicesi anche Uscire alla campagna. Davìt. Stor. Conosceva essere necessario dì mettere insieme le fòrze de’Collegati , per opporsi « . . se il re con un grosso esercito si mettesse alla campagna. (Gr) — alla contesa * = Impegnarsi nella contesa. V. Contesa , §. 3. (N) —• alla fortuna = Correr la sorte. Pecor. g. 8. n . 2. Per noi fa la battaglia ec., e di mettersi alla fortuna (V) — alla memoria * — Imparare. V. Memoria , §. 17 , 2. (N) —- alla morte — Arrischiare la vita. P . Mettersi a morte, J. 2. Base. Pareut. 4 ♦ 7 * 1 ° sono uscito fuori per mettermi alla morte, c fargli certa la servitù mia. (V) — alla via, [in via ) rinviarsi. Lat. iter ampere. Gr. ó 5 sD dp^urS-xi. Ovid. Pisi. 63. Nella notte passata fu più leggiere il vento , ec. ; perchè non ti mettesti alla via ? Stor. Bari. 105. Egli e la sua compagnia si misono alla via per andare al suo padre. (V) — alle mani di alcuno. * Lo stesso che Mettersi in mano di alcuno. F. Mano , J. g8, 5. (N) •— all’inchiesta *z=z Andare in traccia , ed anche Mettersi all impresa. V. Inchi< sta , 5. (N) — al ni&ooz=.Prepararsi a dare la negativa di una cosa di cui s* aspetti di essere pregato. Dant.Pwg.17. Che quale aspetta prego, e l’uopo vede , Malignamente già si inette al niego. (M) — al soldo * =: Assoldarsi. V. Soldo. (Gr) — al torno , * fìg.=Esaminare , Discutere alcuna cosa. Pallav. Ist . Conc. 1. 797* Tutto l’esempio del decreto. . . a molti dispiaceva, e come oscuro , e come troppo carico di ragioni , e per altri rispetti: Onde fu statuito che si mettesse di nuovo al torno. (Pe) ■— al viso: * Detto di schioppo , o simile = Spianarlo contro V oh - bietta che si vuol percuotere , fermandone il calcio alla spalla , onde accostarlo al viso per pigliar La mira. Detto anche Mettere a viso. V. Benv. Celi. Fit. Io dissi: Quel po’del capo solo basterebbe a me per ammazzarlo; se m’aspettassi solo ch’io mi mettessi al viso il mio stioppo, io rinvestirei certo. (Gr) — a morte , alla ìhokie—A mmazzarsi.Cavole.Pungil.26. Il cane non morde il suo signore, anzi lo difende, e mettesi per lui alla morte. (V) * — * Mettersi a morte vale anche Andare incontro alla morte. Volg.Tit.Liv. L 16. c. 14. Fili dicevano: noi combattiamo di fuori, c mettiamo! a morte per la libertade e per lo imperio di Poma, quando noi torniamo siamo presi ed imprigionati. (IN) — a non calere* = JSou far conto. G. F. 10. 7. Ma però niente valse e della moglie e figliuolo si mise a non calere. (Pr) — a ordine ; * lo stesso che Mettersi in ordine.^, e V. A ordine, J 3 (N) — a partito con uno= Impacciarsi, Litigare, Chieder ragione. Frane. Sacch. nov . 3/j. Facendo pace fra voi, credo che sia il meglio, innanzi che tu ti voglia mettere a partito con un uomo di saldo, ec. (V) a n\scuioz^.Arrischiarsi. Fv.G iord. g6. Vedete a rischio che si misero. (Nota modo strano , in vece dì Vedete rischio a che si misero.)(V) •— a sapere = Mettersi a cercare , Spiare, Rintracciare. Fit. S.Gio. Batt. *Ò8. E questa mia femmina mettesi a sapere c domandare; e se ella n’udìa, ec. ( Era la druda d'Erode , che spiava de'fatti di S. Gio. Batt.) (B) 5 r «— avanti , o innanzi — Procedere ., Andare avanti. Bocc. g. 2. n. 5. Or via , mettiti avanti ; io ti verrò appresso. (V) — A volo * = Levarsi a volo , Sollevarsi. Chiabr. Rim. Ma la donna crudel si mise a volo E altrove : Batto si mise a volo , e si condusse Sopra le piaggie dell’ etereo polo. (Br) — cor.^’ arco della schiena o stiena. Lo stesso che Mettersi coll’arco dell'osso. V, Arco , §. 5 , 4. (IN) — coll’ arco dell* osso = Mettersi a fare alcuna operazione con tutte U sue f orze. [V. Arco , 5, 3 .] Lat. omnes nervos intendere, tìr: QlQt.TÙVtG&CU, P. Flos , 2g/f. —* consiglio in alcuno * " Usar provvedimento , riparo. Sen.P1st.2g. Io non sono ancora disperato del nostro amico MariiUino , perocché si potrà correggere ancora, se sanza tardare si mette consiglio in lui e se gli porge la mano. (Pr) —* da lanca =3 Mettersi iti luogo sparlalo. P. Banda , $. a. (F\) METTERSI IN PAROLE ■ PIETRO * = Seguitare , Inseguire. V. Dietro §. i/f- ( to»’ - DIETRO [LE SFALLE ], ALLE SPALLE = Noli Curare.Red.Con 5 - J. (jj- Ed io dissi apertamente a S. Sign , che questo non era in a e scurarsi, e da mettersi dietro le spalle. ftneio l '° 0 ' FREDDO*:= Cominciare a far freddo. Car.Am.Past.lib.3.r^. ® 8i (®r) si mise un "rari freddo . con una borea, che or ni cosa hru c fitti' 1 si mise un gran freddo , con una borea, che ogni cosai-- (fl ._ - in arme * = Prepararsi, Apprestarsi a combattere , Impilo ■ jvilimi-. P. Arme , §. 33 . Davil. Stor. Espugnati i borghi per ”6 n0 n di' i capitani contennero con grandissima costanza i soldati, clj .jlcri*! scorressero a saccheggiare confusamente, sin che entrata 1» c ar j[ito “* non si mettesse in arme per reprimere quelli che avessero sortire dalla città. (Gr) - in assetto *—Mettersi in ordine.y. Assetto, sm. §. 4 ^ asC ' U .atti' r 7. 168. Lamberto cominciò a mettersi in assetto con I c01 PIj\ ! ’ - in atto * = Principiare a fare. V. Atto , sm., §. < 3 * .[Ver"'' 1 IN avventura ~ Arrischiarsi. Bocc. g. 8. n. io. Si con, g a lal)fC t ^ “ di uomo , prestamente ebbe pensato quello die era da fare, e il disse ; al quale piacendo il fatto , si mise in avventura 1 seguire. (V) Or Jr - in battaglia " == Schierarsi , Ordinarsi in battaglia. fai 1 ^ ilare che il restante dell’esercito, cosi di cavalleria, c j 0,ne (G f ) ria si metta in battaglia e in Squadroni nella piazza d’ai'W ’ pA j —* Mettersi a battaglia o alla battaglia o nella battagc* ( j t l 1 o Far battaglia. Ricord. Malesp. Contro al comandamp 11 yjsse Carlo . . . che per niun modo nè caso che occorresse si 0 j| a K> 1 battaglia. Ed altrove: In sulla piazza di Modona si misono ^ taglia contro a' Ghibellini. (Gr) <, uì i. - in busca ni checchessia * =: Andarne in cerca. Chiabr. ^Ji 0 ye.(% rà d’Inghilterra alcun Milortc, E metteransi in busca delle 1> ^ fe> - [in cammino, in via ~lncamtnin'ird, A votarsi ] Bocc . noi’.! ', e 11^. che messosi in cammino, prima non ristette, che in Londi* V , ^iii - in carica * = Ritirassi di galoppo dalla faccia del m" >l in 1 dice soltanto della cavalleria. Melzo. Incontrata nell’ entl jj ll at a '" C 1 j] villaggio, una compagnia di corazze , si mise in carica or ji n 1 te ; ma dopo essersi ritirato per qualche spazio , ricoiio» 1) esser seguitato. (Gr) ^ Qf' - in concetto di cc. * = Acquistar riputazione di ec. r- . S-'^CN) . „ . . „ muffir — in conoscenza*= Farsi conoscere , Rendersi nolo, fam 1 ^ As. parL 1. lib. 5 . §. 2. E senza frapporre indugio , gj noscenza de’ padri, fu accettato fra’ nostri. (P) g i . j, 3 - — in cura * = Mettersi in curiosità. V. Cura , §. — in nosso = Vestirsi. Lai. se se inducrc. Gr. sVèilso'-i® 1 ' ^ Ispacciati; sta su; mettiti in dosso. fid'/pì’ — in effetto.* Io stesso che Mettere ad effetto. V. Ar. ^j |( , o< Acciò dunque il voler del ciel si metta 111 effetto P er l giero T’ha per moglier fin da principio eletta , Segui il tuo sentiero. (P) . eì f‘ — in fuga * = Fuggire. V. Fuga, §. 1, 2. (N) . dcU 11 ^' — in guardia * ~ Prepararsi alla difesa; ed è terntute ^ V. Guardia, §. 28. (Gr) _ l 'VN — in indugio.* P. Mettere ad indugio. V. Volg. Tit- ^ paU La legge Terentilla si messe in indugio per lo ingegu^, ^ ([ 1 ) c b >' — in mano * = Dare , Consegnare. V. Mano , §• j.j'J'! 1 ! — in mare =Gittarsi nel mare. Cavale Alt Apost. fj. ^ ca ii>l’ (W quegli che sapeano notare si mettessono in mare P r ”' 1 ^’{ a vol |: ’/W) f. — in mente * = Mandare alla memoria. V. Mandare, s Pftf' _ in molle = Mettere alcuna cosa in acqua, e Itisela’ Molle. Lat. in aquam infundere. Gr. sls vb-jip òcrx a ‘’' j^n »! a 1 ' i8y. Scegliesi prima, c poi si mette in molte, E P 0 ^, 4. j d-' innanzi. Lo stesso che Mettersi avanti. P.Bocc. §■ • • inU a !lr) „ hietto acceso in mano, e meiS‘. c ^sJ. ''p * nera, dove inesser lo proposto g ^ T» , i cosa. Segner. Mann. Lag'■ ‘ trO^À giovani, preso un torchietto acceso in mano , e si dirizzò verso la camcr 1 ' 1 — jE colf acc. di J.U'f ; c » 1 nanza. ) Fir.As ir2. I ladroni levatisi del letto e mi sersi a ordine in più partite. /l0V , 7 , _* Porsi in assetto, Accomodarsi. Lasc. •’ vc , c» 11 , berto, che già a’era messo in ordine, avendo lac uC .» l * cui alia camera dove aspettava il pedante, se ne lU j 1» - in farole = Parlare. Fr . Giara . 120. E pd° parole . . . , che non erano mestieri. (V) stesso ti metti innanzi la nuvola che ti para. (F ) ■_ /il’-. a lK» 3 — Mettersi innanzi vale anche Cacciarsi '■I. res ante ruuntque , l.w'.rez. G. V. lib. 11. c. i-, u lin °’,, 0 f.Pfti) (Arno), e mettendosi innanzi, e menandone og 1 ** ^itiA 1 e . l 1 ' 4 — * Mettersi innanzi alcuno =: Falsato andate gjjJos 31 ' 2. Prese la moglie e li figliuoli e miselisi innanzi, jjj „ ttt V v Dalli. Purg. 33 . Poi le si mise innanzi tutti e «et; KL j,( ser . - in ordinanza: * Dicesi dello schierare i soldati , . ■ pi1' 1 ® i» 0 Ist. Fiatai. Onde chi può dubitare di noi che 1 m ’}f^to c ù delle nostre armi non debbano mettersi in fuga P-' ;Ji ^, dinanza? (Gr) . . ■ r * l; Uid'it' T0 “ LWiptleisi in ordine, Prepararsi] Crnn.Morell.286. E co- ir ' 0 cl'c ognuno si mettesse in punto , di stillilo il campo fu assalito. I) 0 p o , ^ Incamminarsi , Mettersi in viaggio. lìnee, g. fi. n. jf. *?) 0 .’l «no desiderio , con loro si mise in via (V) E Car. “?/• . . iluljjl ‘j A . “ Fuggire. G. F. 12. 7 6. Oli Scotti dal subito assalto si ? c ^ ,(! gV ìnghilosi non fossono in maggior quantità di gente., xn g 8<21 ° volta e furono sconfìtti. (P) ^etrjp, 0llls ì tA 5 * parlandosi del Sole fu detto in ischci'zo per Gran- ^ M 0 J* e 111 focarsi. y. Giornea, j. 0\ (N) Sat 0 ?.» parlando-di corpo =: Stendersi. Fit.S.Frane. 238. Gonfes- e e ”be il peccato, il corpo si mise morto (si stescj com’erapri- ^ fiie al prete, liberata da quella grave sentenzia.(V) BATTAGLIA od ALLA. BATTAGLIA O IN BATTAGLIA O A BATTAGLIA = U ? (>m batiere, Prender parte alla battaglia , Entrarvi , F. Bat- «.(Gr)(N) l'MIn < i CAUTA ’ 0 allea natura ni alcuna, cosa * = Trasmutarsi in <■“ i' 0sa ' ‘Oeii. Pist. 11%. Nonna vite si può innestare s’ella è vecchia sii;, ’ 0 rlrl'He e sottile. lilla non riceverà il'tralcio clic vi si vorrà >H(; U ' s( are o ella no’l nutricherà e no’l giugnerà seco, e non si Uhm a . nt 'Ha sua qualità nè nella sua natura. ( Il lat. ha : in quali- x »Ev e tu qua s’è messa la più folta neve del v o G5| 1 e nevica tuttavia. py, n c °. s a in sul tavoliere, * fìg. = Porre in rischio tutto il sito, 1; n- 1 ■p' lc facoltà. Car. l.ett. inai. 3 . i8g. Giudicò che gli si deliba !'istr 0 8° per tutto perchè se ne vada. .. e che con ogni poco di si- ’H sui , venisse de le genli che ci sono , si metterebbe ogni cosa f*»sie aV0,iere - ( Pe ) 'li lui a 0 — Pensare , Darsi pensiero.Car.Long.Sof.yg. Per cagion ^ j,,,j >.C si metteva pensiero di come s’ avesse a portare in questo ■‘E* 1110 incontro con esso lui. {Nola quel di avanti il come.) (M) ! 'U(o RT .° —Credersi in pericolo di morte inevitabile, e operar di S*" àierJT 'ìfuggitln-sdr.Eur.ij. io. Gettar» le turbe dall’eccclse cime 1,611 Or C torr * - c S1 niet * on P<' r morte. (M) SU San,.* 1 V,A * ~ Tentar tutti i modi. A ter. Sernif. 33 . Vedendo 0 'Hess/, 1 Corac • • • troppo di forza c podere avevano cresciuto, si •“tiì SE 10 per ogni via a vedere di tale effetto sconciare. (V) - j‘'/i ( p i : Vl "<’i ; E — Andare a servire altri. Lai. aticiijus se in serviin- '«si . ?* Gr. ri? bovl.dxv la-vróv va.p Applicarsi, Attendere e simili, Dani. Ùonv. 3. t le S1 m<: ttc in acquistare un’amistà. (Br) uffi.. . 6,1 VESA- * ri;.....: TS - ss ■ ’ ' 2 . Lo f alette in acquistare un’amistà. (Br) * * Ficesi di Esercito o di Capitano, che cessando dal- t .«u v , '? nemico , si restringa in silo vantaggioso per difendasi. n' s °luzi 0n lf ‘ l'tandr. Levossi di là intorno poi don Giovanni, e prese G ISS<: SU C | i 11 mettersi totalmente sulla difesa in un sito forte, che u- ti 11 * 1 ’ 'M 4 °S8Ìamenti del svio esercito con la città di Namur. (Gr) \^ e dì J^^ata : * Modo di dire degli schermidori, ed è una Spe- ^ i ( , la c °l pomo più alto della punta. (A) (Gr) S ^ Ci I , v . ,£ ‘ 0 * = Pigliare un tenore di vita, V. Filo, X*' 1 E ogna. f >. Corbe, S. 1 9 . U, Uil i' Il * = Cominciare a soffiare o a tirare il vento. Lat. ^ Virilo 'j re àncipere. ISacc. nov. 1/f- d. Nel far della sera si mise St lSe Ver,! ttni Pest°so. » Car. Am. Pasl. lib. 2 . In questo mentre si , u|! >c,, to r , 'e’rra, e levossi burrasca eli mare. E lib. La notte ”h,-' bt-u Putendosi vento di pelago, verso il lito risospinta f la na- , e r c ;( G >0 1 b 6 u-' Mes.) Met-ti-dò-ro. Add. e sm. comp. V. e di Met- , r A^ atlt ‘n. V„c. n,o iss io. (N) ci r , :M«" , -— (A> li!j' met-li-mas-sàre. v4dd. e snst. co in. comp. indecl. Mez- 4 ***8 ^ M p c “ m assare al servigio. Garz. Piazz. Serg. (0) 5 G Mettf W -' rc ‘ [^erb. m. di Mettere.] Che mette. Buon.Pier. i itili* ^nlui fR* luntcnie altrui ’n sul viso T’abbarbaglìan villani. ^ ^ A C Cl *va rnelto al lotto e simili. Fag. Rim. Metteran tutti e da a ,c e5i m®A e11 : Ce’ mettitori ne vuol avanzare. {A) Nr ' ‘'ani, t0 ' e ' ll LI 5 ' -, [mali] o malvagi dadi, Chi giunca a lf a u ‘ffi ln . Lut. subdolus talorum jactator. Gr. ùxoìoAims r * 1(1 * ,c nrie ‘ p cc - nov. 1 . g. Giocatore e mettitor di malvagi dadi 1 r a‘‘ ini..' Sacch. nov. dz. Mettitori di mali dadi, e d’ al- l condizioni. ^ tV oro *, io sfesso che Mettiloro. P. F osar’. *a»Ui a r tGic' t0 "(° CC ' ricamator * j P‘ ttor i s mettitori d’ oro, ed WiiZZACLXII 36 ? Mhttitmgb , * MeWi-tid-ce. Perl. f. di WcXìcrc.Che, mette. F. diree.((J\ Msttjtura, Met-ti-tn-ra. l'\f] Il mettere.Quad. Coni. Portò Lotto Ma- ncUi per i/f5 pance di vajo, per la guarnucca scarlatta della moglie di Bindo , e per due ennellini , e per mettitura sotto la guaruacca. {Cioè, per la ìriaiiifalt-jra del mettere e accomodar dette pelli.) Mr.TUALi.*(Geog.)Me iu-à-li.Po/m/i detta Turchia asiatica nella Siria.(G ) Metclo." (Gong) Me-tu-lo. Cut. Metubiin.^/zi/oa città de Japidi, Oliai Medlfrg. (G) ' r * 05 Metz. * (Geog.) Cai. Divucliirum, Mediomatrici o Mediomatrices, indi Mellis o MeUc , ed anche Dtvodurus iVIediomatricum , Divodtirum M ed Ì orna tri coni i n, Civitas Medioinatricoruiu. Città di Francia capitale del dipartimento della Moselia. (G) Meu. (hot.) Mè-u. [V/«.] Sorta d erba detta oggi anche Finoccbiana, che nasce in luoghi alpestri. Lut. meu. Gr. p.^ov. Cr. 6. yS. 1. Il mcn c caldo e secco in secondo grado, cd è erba, il cui scine c detto con smagliante nome. RiceU.Fior. 4 y- Il meu è ima pianta che produce il gambo e le foglie simili all’aneto, ma c più grosso. Misolan. * (Geog.) Lat. Mellentum, Medliutmn. Città di Francia nel dipartimento di Senna e Oisa. (G) Mecliviaco. * (Mil) Meu-li-vi-à co. Nome di un dìo ignoto , che ìeg~ gesi ni una iscrizione trovala nella Spagna , e riportata dal Muratori. (In celi, meu inio, e ttyvyd signore, governadore, piloto.)(0 ) Mruri, * Mè-u-ri. /V. pr. m. Lai. Meuris. (Dal celi, meuv grande.)(B) Mbors. * (Geog.) Mè-urs. Lai. Mcursius. Città degli Stati Prussiani nella Reggenza di Cleves. (G) M eurtiie. * (Gong.) Lat. Moria. Fiume e dipartimento di Fi ancia. (G) Mf.usimo, * Me-ù-si-mo. J\l. pr. m. Lat . Melmsim. (Dall’ebr. mesciamola stupore, ammirazione.) (fi) Mrvaniolà.* (Geog.) Me-va-ni-ò-la.^n/. ciV. d'Italia nella Romagna.{fx) Mlvania. * (Geog.) Me-và-tii-a. Antica città d'Italia appartenente agli Ohtmbri , oggi Bevagna. (G) Meve , Me-ve. Pronome personale. E. A. e idiotismo toscano, F. e di Me. Rttn. Ani. Guitt. f F. la nota 263. Guitt, Lett.J E se Madonna amasse in voi E voi meve, Se fosse neve Foco mi porria. Rial. Ant. Ciulo dal Caino. Se di meve trabagliati , Follia lo ti fa fare. Rim. Ani. Dant. da Majati . 8ò. Ahi meve lasso! che in cantar m’av- vene. E appresso; Ahi meve lasso! la consideranza Mi mostra ec.(V) Mevelf.vi-* (M-it. Maom.) Me-vede-vi. Ordine di Deivicci , cosi delùda Meveleva che ne fu il fondatore. (Mit) Mevu , * Mè-vì-a. iV. pr. f. — Donna dissoluta ricordata da Giovenale. (Mit) Mevio , * Mò-vi-o .N.pr m. Lat. Mevius. (In celt. meu briaco, e mew ozioso. ) — Cattivo poeta del secolo d Augusto , làuto spregiato da Orazio. (B) (Mil) Mezabbo,* Me-zàb bo. N.pr.m. Lnf.Mezaab. (Dairebr.m/sùen/tA allare.)(B) Mbkai.* (Geog.) Me-zà-i , Mazei. Antichi popoli de.IV lihria. (G) Meze.* (Grog.) Mè-ze. Città di Francia nel dip. dell'Herault. (G) Mezrn. * (Geog ) Me-zèn. Fiume e città della Russia europea nel ge» jserno dì Arcangelo. (G) Mf.zia. * (Arrlie ) Mè-zi-a. Nome di quella porta di Roma ch'era anche detta Esquilina. (O)^ Mezieres. * (Geog.) Me-ziè-res. Lat. Macerine. Città di Francia, capitale del dipartimento delle Antenne. (G) Mezilotfiaim. * ( VIus.) Me-zi-lo-thà im. Sm. Parola ebraica con cui di- natavami certi campanelli , di cui erano forniti i timpani degli antichi Ebrei. (0) Mezio , * Mè-si-o. iv, pr. m. Lat. Melius. (Dal gr. metiois potente in consiglio. In celt. met diviso , taglialo, separato. In altro dialetto della shssa lingua medi grosso, grasso.)—Suflézio. Secondo dittatore d'Alba, fatto morire da Tutto Ostilio. — Tarpa. Uno de'cinque giudici , istituiti { l (l Augusto, per decidere sul merito delle opere poetiche prima che fossero pubblicate . (B) (Mit) Mezoneuuon.* (Bot.) Me-zo-ne-u-ròn.tSV«.Lnl.mezoneuron.(Da mezon per mnznn o sia mizon maggiore, comparai, di megas grande.) Genere di piante della famiglia delle leguminose, stabilito da Desfintaines, denominandole così dalla maggior nervatura del legume; hanno il calice diviso in cinque parti colla lacinia infima massima, la corolla di cinque petali , gli stami incurvi, ed il legume membranoso indeiscente co’ semi attaccati al lato interno della maggior nervatura. (Aq) (N) Mezuzoth.* (Mit. Ebr.) Me*zu-zòth. Sm. Nome che davano gli Ebrei a certi pezzi di pergamena ì otolata, sulla quale stavano scritti i precetti del decalogo e pochi altri versetti del Deuteronomio, non meno che la parola Sciadai, uno de' nomi d Dio. Pongono tale rotolo alle porte delle case , delle camere , de’ luoghi frequentali , e lo toccano in passando , indi si baciano il dito. (Ber) Mezza, Méz-za. Sf.Posto assolutamente sintend 5 [propriamente 11 Mezzo deli 5 ora che corre', ma in Firenze'] s’intende per le Tre ore e mezza di notte. Tose. Spie. 5 . y . Dille, che se io non vi sono alla mezza, che non mi attenda altrimenti a cena. 2 —* J) ett0 anche di Metà di peso o simile. Bemb. Stor.6g.LUe a sei loro figlinoli una libbra e mezza d’ oro per ciascuno si dovesse tiare. Galli, leu. a Piccheno ló. Novemb. i6oy. Sia attaccato libbre 6 e mezza di qualsivoglia materia, e credo ec. che le libbre 6 c mezza fussero pesate alla grossa ec. Red.iett.q 5 q. {Ldiz.Lior.iy2^.) Se nc pigli ec. la seconda mattina una libbra e mezza. E 268. Ana dramme una e mezza. E 120. Recipe Tartaro di vin bianco polverizzato once mezza. (N) Mb7zabama , Mez-za-bàr-ba. Add. e sm. c emp. Che ha barba sol per metà , Di ni p zza barba. Salvia. Teocr. Iddi. 6. Dameta già , ed il bifolco Dafni ec. , Un di lor rosso , è rnezzabaiba 1' altro- (A) (B) Mezzabsracciafosto. (Bot.) Mez-zab brac cia-fù-sto. Add. e sm. comp. F. Abbracciafusto. (A) Mezzaculi». * (Mit. Maom.) Mez za-cu li i. Filoso/i maomettani , i cui sentimenti sono direttcmienti opposti a quelli de’ Matumigi. (Mit) 308 MLZZADO MEZZANO Mkzzajvo. (Alcili.) McS-aMo. S/n. Camera d'inferhr piano. La stesso che Mezzanino. F, Guarnì. (A) Mezzamua, (Leg.e Agr.) ’ ‘ b „onat 11C. Io non veggio come mezzanezza dfinfcrlà potesse esser nc utile. »( Questo esempio è ripetuto qui sotto alla voce Mtto.(Ga) Mezzania. (,4 r. Mes.) Mez-za-nì-a. Sf. Sì dice al corallo Mez/a «ito. (Leg. e Agr.) Mez-zà-dro. Add. e sm. Socio. Colui che lutti , e /fissene l'assortimento come degli altri , formando 1 //rende a mezzadria im campo , un podere , o altro , coll' obbligo di ? * 7 ‘ ! • lavorarlo e coltivarlo , dividendo col padrone il guadagno. (Ga )Mir rat. Pii. Mor. p. ff fi erg. (0) •0 p M K/. 7 A 3 uot.o. (Lrg. e Agr.) Mez-za-juò-lo. [Add. e sm.} Quegli col quale abbiamo qualche cosa a comune , e la dividiamo , come usiamo col contadino nelle ricolle . Lat. partiaints , colonus pariiarius. (Trovasi negli ant. monumenti mezajolus per gastaldo : e deriva secondo il Bulle! , da mes o maes campagna.) » Soder. Colt, 2/f, E ben vero che )c vigne ogni dì vengono a noja a*mezza]noli, perchè, rispetto a quelle . elle làmio poco vino oc. : ina chi le lascia a grido di villani , getta via la spesa. (V) Mezzaluna. (Ar. Mes.) Mez-za-là-na. [A/] Sorta di panno fatto di lana - lino. [Dicasi anche Accellana ] Lat. pannus partim c lana, partim lino confeclus. Gr. wdptov. Maini. 12. 33 . Spiegasi prima sopra un . . t v .ip 1 tavololto Un abito mavì di mezzalana. » Mimico . ivi •• iMczzalana, Tela latta di lino e lana , che in lina sola parola si dice anche ac- cellana , quasi accia e lana 5 ruba assai da’ nostri contadini. (A) Mezzaluna. (Milit.) Me'/.-za-ìù-na. Sf. comp. che scrivasi aneli e Mezza luna. Oper a stoccata di fortificazione fatta a guisa di rivellino che si colloca innanzi alla cortina , ed è talvolta inumici di due aloni o fianchi. Davil. 11 conte di Mongomcri aveva a mezzo il colle fàl>- . hricata una mezza luna di terreno , la quale con li: spalle alla fortezza , e con la fronte rivolta alla campagna ^ancheggiasse le mura della città, Tensili. La mezza luna essendo da principio fatta tonda , fu così chiamala dalla similitudine che aveva con la mezza luna. Mon- tecucc. Intanto l’inimico diale un furioso assalto alla mezza luna del forte.^ (Gr) 3 —* li anche nome d* Ordinanza della cavalleria ne 1 secoli xviexvn, colla quale si distendevano due. lunghe ale verso il nemico , ritirando indietro il mezzo. Melzo. Nel formar la mezza luna dee il capo avvertire di piegare e far torcere le compagnie in forma più o meno curva, secondo la qualità del silo. Davil. Ài due squadroni dimezzo, i quali lacerano il fondo della mezza luna, comandava il He, cd il principe di Onde. (Gr) TvTezzamosca. (Zool.) Mez-za-mó-sca. Sf. Nome che si dà in Toscana ad una specie di Gabbiano macchiato di bianco , di cenerino e di nero. F. Gabbiano. (A) Mezzana. (Ar. Mes.) Mez-zà-na. [A/i] Sorta di mattone, col quale principalmente s’ ammattonano i pavimenti. [ Così detto pevchè è di grossezza media tra il mattone e la pianella . ] lìicett, fior. 100. Sopra al quale si fa ec. un palco di mezzane e di embrici .Benv.CelLOref. i20. Si dehhe pigliare laute mezzane cotte, e di esse fate un pavimento.« fialdin. Foc. Dis. Una sci ta di mezzano, che è la migliore, si fabbricano a Campi (luogo discosto a Faenze per la palle occidentale da cinque miglia) onde hanno preso il nome di campigiane; della medesima qualità ancora se ne fanno a Signa e ritengono il nome dì enmpigìane, perche sono iu tutto simiglinoti a quelle nella bontà e nella misura. Queste canxpigiane sono ottime per archi e volte , e p t r far pavimenti , ma per quest’ ultimo lavoro vanno arrotate. (N) 2 — T. di magona. Ferrareccia della specie delle bullette. {A) 3 *— (Mua.) Nome di una corda del lento , del violino, ed altri simili istruirà i',u\ [la quale sia in mezzo alle altre.} Lat. chorda inedia, intermedia. Gr. vtvpcv jusVci. lied. Oss, un. i 5 o. Lombiichctiiec. non più lunghi di quattro dita traverse,nè più grossi di quella corda del violino che dicesi la mezzana. 3 — (Mann.) Nome della vela che si spande alla poppa del navilie. Lat. epidromes. Gr. eV/Spc/u.of. Morg. 20. 35 . Non si può più la cocchina tenere , Ch’ un altro groppo ogni cosa fracassa, E la mezzana ne poita giù a bere. 2 — Albero di mezzana : È il nome di quello degli alberi duina nave , eh’ è più verso 1' indietro « ed è minore degli altri $ ed è pure il nome del di lui guernimenlo. [ F. Albero , §• 5.] (S) Mezzanamente , Mcz-za-na-mén-te. Avv. Mediocremente, /«/.mediocri- ter. Gr. (xiTfus. Seri. Pisi. Nomo uomo puote benavventurosaniente vivere , nè mezzanamente bene, sanza studio di sapienza. Cr. 2. 22. 7. Nell’umida ovvero bassa (terraj si piantino men pi ofondo, e nella mezzana mezzanamente si ficchino. Tes.fir. 7. 5 . L’opero di virtude sono mezzane cose , c natura medesima si conforta mezzanamente, e si conturba del soprapptù e del meno. Pallad.Ottab. iò. Se ve li’ ha abbondanza, scemane bene; e se ve n’ha mezzanamenle , il mezzo. di sei libre , composti dì cinquantaquattro fila* (À) na et a — (Marin.) F quella parte della galea , di'è dall’ albero di r sino al banco della dispensa. (S) _ . $ if Mezzanino. (Archi.) Mez-z.i-viì-no. Sm. Piano di mezzo tra {f lte bile e 7 picuio di sopra , ed anche quel piano che è notabili _ c |iC basso degli altri piani. — , Mezzado, sin. fi alci. Dee • Scai c ’ pt) mette a’mezzanini per le dame che sono sopra alle medesim e sta 2 — Fig. Ricettacolo. Magai. Leti. (A) f a — (Marin.) ha costa maestra , la maggiore di tutte le costai L($) sì colloca verso il mezzo del bastimento, alquanto più verso V°f a * ed a —. Così anche dicesi la fune che è nel mezzo della ielU ■ è soiTetta da' puntelli. (S) V‘ Mezzanino, Adi. tri. dòn. di Mezzano. Lo stesso che Mez^^j-nub BeUin.Bucch.ig 5 . E pesci in questi un po’ men mezzauin 1 vali , perchè ancor 1’ acqua v’era , ec. (A) (B) . Mezzanità, Mez-za-ni-tà. [Sf. ost . dì Mezzano add.} MeiU°f^\ \f li mezzo tra 7 poco c ’l troppo .— 5 Mezzanitade, Mozzai 31 zanezza , Mezzananza, sin. Lat. mediocritas , modus. Gv* C Se.11. Pisi. B. F. lo non veggio che mezzanitade d’inferi^ esser buona. Tralt. gov. fam. 53 . Usa mezzanità , e p 01 * 5 meritano allo stato del sangue loro. . ^0 j ^ a — * Uscire dalla mezzanità, cioè Da uno stato di moderazione, o simili. Paltav. Ist. Cono. 1. 256. Violeiìl 3 ^ 20 ^ iv ad uscire dalla mezzanità nella quale s’ era contenuto un V c avrebbe desiderato di perseverare. (Pe) 3 — Ast. di Mezzano sost. IntiuTessione , Interposizione- S. Agost. JM.F. 11. $2. La terza domanda fu , clic mezzanità sua seguire il trattato della pace con rncsser tà*. j a | Comp. 3 . 63 . Per mezzanità di tre Cardinali, stati mandi 1 ^ ^ ; p* )c allo Imperatore ec. , si piatìeò accordo ira io imperado^^ sciani, pist. Cic. Quint. Quando vedranno chiaramente jjposi possa impetrare j)cr mezzanità di coloro i quali mostro molto apporre.» (L ediz. di Licenze 1&10 a pag. 10 hf . irl> troverà niuno che dia, quando.ee. , i quali mostrano di p° .[allappo te.) (B) Pattuo. Ist. Cono. 1. fyi. Violava la treg 11 con la mezzanità ilei Papa. (Pe) . 3 — [Ruiiianeria.] Z/ìbala. Andr. i 3 g. Si congiunse con £ fi vidò per mezzanità di Dedalo. » (Si parla de nefandi ■ 1 sifae. ) (M) _ _ Mezzano, Mcz-zà-110 .usalo in forza di sm. parlati ^ 0 *7 fd- Mediatore che tratta negozio tra V una persona e l' ù-P ' c , terccssor, mediutor. Gr. fcrtrr,s. F. Flos, 16 . fiocc. Ebbe alcuni amici mezzani. M. F. 1. gf. Non olibe a*. 1 clic la fè , c la scrittura , e la testimonianza de' mcW aI,l ‘ f ; ^pi 8. Qui mostra la provisione di Virgilio, nella quale, ma come mezzano intra l’autore e li demonii, pare drdVtf) Pailav. ht.Cnnc. 2. 10. Scrisse al Pontefice con preg- 11 poi 0 ’- g/* confermazione. . . adoperando in ciò per mezzatio *; ^ f 3 :—* Onde Mettere mezzani a uno^r: interporre me( i ? Fit. Messono mezzani a Filippo, che ritornerebbero ir P; 5, &ff- 3 — Bnfliano. Lat. Icno. Gr. fiocc. nov. U cerstui dovere essere ottimo mezzano tra lei ed il suo a fienili* Pise. an. 38 . Fece chiamarcela moglie d’un barbiere ^ (lì) quale era la m< i zzana degli amori suoi.» Cnr. Cn. hb- 4 ' no, delle mie cure e de’miei falli Pronuba consapevole 3 •— Di mezzana età. Lat. mediae actatis. Gr. ,r v 5 . 2 f Ahi uom, perchè ti vaute, Vecchio, mezzano e^,’Jla e (il) C s S d ‘ ‘arò. Ke$i’im. denn. pag. 11- f Roma iSi 5 .J E COIM 0 ” iJ( , hia, E corno s’è mezzana , E corno s’ ella giovane l'iW. sC Mezzano clifì*. da .Sensale e da Mediatore. Oneste voi: ,,,i a far riposare i quartieri o serrette delle stesse ^ E JSÌ l Tl ° ’ ^ tz ' 7 - a ni't-to. [y/ Mcz-za-ruò-la. [ Sfi. ] Spezie di misurai .corrispondente al tiv. L Ul Grcta. Gr. w£rp»T^. Annot. Pane, E ciascuna teneva due o M È ^^zaru°le. ^ Q j riI, ' r A. (Pit.) Mez za-tìn*ta. Sf. comp. Quel colore , sia pur di f Q1 . t s, f 0 &tia sorla , eh’ è fra il chiaro e lo senio; mediante il quale c hi n jp Ce ’ dopo il sommoscuro e mezzoscuro , si va accostando al 5 * \/ JW ’ *7 uindì portarsi al sommo chiaro. Baldin. Poc.Dis.(A) (N) in ‘-'Politilo dicesi dagl’ Inglesi un genere d’incisione o intaglio a guisa di matita. (Mil) Mez-za-tó-re. [Add. mi] P. A. P. e di Mediatore. Serm. MEZZO 3Cg <>{ Vp.. e f dannosa al Cristianesimo . ' ^ric „ perchè il Papa, dichiarandosi av » U perderebbe tosto la confidenza e rantolila di mezzatore per ^^Av 1,COrtl ' a ‘ aV) 4 i n e - f-o 5(r-55o che Semivocale. P. S'alv. Avveri. 1. 3 . 1. 3 , Di * tuit,o.^tone nel Cratilo tutte le lettere in vocali , mezze vocali e «li (Pc) Vo r;i j 0,:A c [ -5 Mez-za-vo-cà-le. Add. fi. comp. che scrivesi anche Mezza JHiitju ^ atoiie n( d Cratilo '•fin* C a ^ l '°Itanto lece Aristotile nel libro della Poetica. (V) &] eì , ,ilA , Mez-zè-di-ma. [Sf comp.] P. A. Mezzo della settimana. , c °led}. al. Mcrau-ii uics. Gr. fnusfiàcftus. ( Da siile, del lat. tii&'Pp heldomadae mezzo della settimana. ) V. Elos , $ 5 . Vit. y f , /lj ln “f e. 210. Ordinò die la quarta e sesta feria , cioè la mez- sliii, a ®’l venerdì, gli fosse posto la sedia nella piazza dinanzi alla *'(:r|j it|F ' V. /{. ò’y. Onde pajia Innocenzo Sesto ec., faccendo mez- l*li<- 0 '* Sa nta singnlare concistoro per questa cosa, gli riprese in pub- ^ihnfb'-amente. S tor.Pist. i6g. Presono patti co’Pisani, c mez- Q/>. ai)il i i 343 , a’di 28 di Maggio, diedono la terra .Frane.Sacch. 1 ^ 2 ’^ a prima, mezzedima dopo sunta Croce di Settembre sono p/,° tempora 3 poi la mezzedima, che viene dopo santa Lucia, q ; a Brc quattro tempora. t * e Mezzedima sera per Mercoledì sera. Vit. S. MA! add. 64. 8 lo 8 j ^che \ ernie la mezzedima sera3 e nel libro della vita di Cri- colia 1 ? 1 ^ ( P ,cs i° nella mezzedima sera come Cristo cenò colla Madre, '^ZE^Maddalena, c con Marta, e con Lazzaro,e cosimi Apostoli.(V) s ì sfj ess Ne ? Mez-zel-lómc. Add. com. Mezzo tra liquido e sodo, che x T v * fan/ 5 ^ e ^ bazzotto. Hellin. Bucch. Ei pian piano Mezzellon c P°i socio. (A) (B) *jt9s 0 (Bot.) Mez-zè-re-on.[Àm. Che scrivesi anche Mezzerco .Lo a " Mozzaiion e] Camalea. P.Iticeli. Fior. ^7. li mczzereon il 1 ì 0 * a iBnelea colla camelea (clic ancora sotto il nome coni l HC1R ^) j soll ° 0 ggi amendue conosciute. A Mcz-zèt-ta. [Sf. Fuso di terra invetriala che serve per mi* ■N j . u uio j ed è capace della quarta parte di un fiasco Jioren- 3 ° n, hc] Metadella. (Vuoisi cesi detta , perchè contiene j jV], ( metà, ossia il quarto di un fiasco. V' .mezzina.)Alleg, tv* v . 0ytl '° signor nenia tinello, Tic pnucllini avrete,e due ^ vino il giorno, e la metà chiarello. Salvia. Disc. 3 . 83 . 3 v a pri’ a Bpresso noi vaso di rame e di terra J^forse dalla misura (Aj. ^pM dovette essere d’una mezzetta, o me^o boccale \t Acs 0 T' de ’ lanaiuoli. La metà d'una piàttola , perciò detta ^ Eì *iKrf Z7 ' a P a j u °l a * (A) l\f li |>iest * Am. dim. di IVIezzetta. Amhr. Cof 4, 10. ail ^' aaionc A ber un mezzettin. (B) - £;^cs.)Mez-zct-lo. A’w. T. delle cartiere , stamperie, cc. Carta orlati, strappati , ragnati, o altrimenti difettosi.(A') P r< fj 0r( ez “ 2 Ì-na. [Sf? Paso di terra cotta, o di rame, da tenere \§ s aie ac qua. Bi'occa. Lai. hydria. Gr. vìiplcc. (Da! j»ers. me- p* u 'id e terra da conservar 1 ’ acqua. In ar. mezn eiiq>ir i’otr<*, p l( ‘ Z(l det e mezud otri maggiori, composti di doppio cuojo.) (, a f' 3, iG 4 - l' a Giovanni, che ogni dì arrechi una mezzina a V( ' lsa a’picdi di questo bastone.A’en.PL*. In una medesima 'dh lKì ^ hè°')° ^ lm ser P et, t c dentro. Se In prendi dell’oro della mezzina, Sq, ,,0 h /> 11 serpente vi sia dentro, per tanto la mezzina non dà l’oro. ai 0l V Empiete queste mezzine d’acqua, e empietele inlino a ^ c V ^|]>. ic ltoi,j Uc, J s * Gr. TCiTaipos, vptp.es. (Dal celt. mezel 0 pezel ritenuto K!'. ,le %l 1 !? 8Ì , rao senso. N 1 01 ' fosco cd alla molici/.a , che sono mezze. E ?Si C Be r * . di corgli Ci frutti) è quando c’son maturi, a Ua a nc// imc,Uo a diventare mezzi. Maini. 3 . 53 . Fatta più i cra mezza. 1 5 — [E flg.] Patajf. 10. Soda, e non mezza , torrai una mazza. 3 — Inforza di sm. La parte mezza. Frane . Sacch, nov. 18. Spesse volte il polpastrello del dito toccava il mezzo della pera. 4 — [ E per simit . Belletta , Luogo molliccio.] Dani. Inf. 7. 128. Cosi girammo della lorda pozza Grand’ arco, tra la ripa secca c ’l mezzo. fi ut., ivi : Il mezzo , dove era la palude. Mezzo, Mèz-zo.V/w. Termine egualmente distante da* suoi estremi [Detta per accorciativo Me’e dagli antichi Mei, e talora Miluogo./^.] Lat. medium. (Dal lat. medium , come arzente , orzo, verzura, da ardente, da ordeum e da verdura.) Dant.Inf. 1. 1. Nel mezzo del cainmin di nostra vita Mi ritrovai per una selva oscura. Petr. son. 5 g. S’al principio risponde il line e’i mezzo. Bocc. g. 3 .p. 4 • Esso avea Ti converrebbe in questo mezzo dire certe orazioni. Pit. SS. Pad. 1 . io 3 . Ma in questo mezzo ti consigliamo di tornare a godere. E i 53 . In quel mezzo rimanendo alcuni con lui , gli altri occultamente partendosi, tornavano alle loro celle. E ig2.Ski infermandomi io in quel mezzo, innanzi gli tre anni compiuti rivocommi a sè. E 289. Nè inai in quel mezzo si lavò in bagno. Cron.Pcll. 7 2. In questo mezzo a più notavi di là bene intendenti lessi la statata. Berti. Ori. 1.14*66. In questo mezzo il valoroso Oliando Se ne vien coll’ ardita sua brigala, Senza fin dì e notte ca^ valcando. Alam. Gir. 2. 1 . In questo mezzo verso Maioalto Quanto può sprona il buon guerricr cortese. » Pecor. g. 10. n. 1. Il padre ira questo mezzo era morto. Pit. S. Gio. Gualb. 32 d. Infra questo mezzo, mentre che si fa orazione a Dio da tutti ec. , il prete ec. si appressa alle cataste delle legne, ec. ( V) Pecor. g. 25 ,n.i. Avendo nettala la pelle da ogni carne , la sparsero di cenere, c la posero al sole ad asciugarsi , e fra quel mezzo attesero a darsi buon tempo , mangiando la carne. (Cin) 2 —* In quel mezzo vale anche Fra V uno e V altro. Lat. inque, utrunque. Cr. g. 6 . Il freno del cavallo dee essere nè troppo duro, nè troppo dolce , ma in quel mezzo. Morg. i 8 . 124 • Che non vuol esser arso, ma ben cotto, Non molto caldo e non anco di ghiaccio, Anzi in quel mezzo. (Cin) 3 —* Dìcesi anche In quel mezzo tempo, In questo mezzo tempo. P• a'ior luoghi , e P. Mezzo add. J. 11. (N) $ —* Dìcesi Nei bel mezzo e vale Dentro , In mezzo, Quasi nel centro. Red . Leti. 4’• 22Ò. (Fir. 17 24Q Non sembrano composte in Parigi (le poesiej , ma nei bel mezzo della Toscana. (N) 7 — [Col v. Avere :] Non aver mezzo := Pender negli estremi. Lat. non servare mediocritatem. Gr. ov pttrov rr^uv.Petr. son . 5 p.Àmor, con cui pensici' mai non han mezzo cc. , Tal mi governa. 2 — [Aver ìncv/io^Aver modo, interposizione, mediazione.] Sport, Geli. 5 . 6 . Vedete d’aver mezzo cogli Otto, che mandassero un bando, che a chi gli Ita avuti, non gli rivelando fra due giorni, gli sia messo per furto; manifestandolo, gli guadagni mezzi. Ftr. Triti. 5 . 4 ■ Se io non avea mezzo col governatore, tu non uscivi di questi olio di. 8 —•* Col v. Dare : Dare mezzo Concedere il mezzo e il modo per arrivare al fine desiderato. P. Dare mezzo, J. 1. (N) 2 —* Dare nel mezzo “ Investire nella parte di mezzo. P. Dare, 5. 82, e P. Dure nel mezzo , §. 1. (N) 3 — (Dare nel mezzo,} Dare in quel mezzo, parlandosi di giudicare , si dice quando sì dà la sentenza alquanto in favor dell unti parte , e alquanto iti favore dell’altra. [P. Dare mezzo , §. 2.] Lai . ferire medium. Gr. pstrirsóity, 4 —-*Dare per mezzo -=zCo!piré per mezzo. V .Dare per mezzo,5. * — Darla pel mezzo = Deporre ógni vergogna, Pivere alluseti- peslrata.[ P. Dare mezzo, J. 2, e P, Dare per mezzo, Lat .Mrontem perfricare, pudori mmcimn rcinitterc. Gr.ova eteurratr^ou èpvxptkv zTrì roìs cthrxpol 5. Beni. Ori. 1. 11 . 7. La dà per mezzo, c non la differenza Fra nimici ed amici il Re superbo. Btton.rier. 1. 3 . 11. Che, per tìngersi pii, portar la veste Degli uomini piu giusti, Che , spogliatasi poi, la dici* pel mezzo. E 3 . 2. 2. E m veder questi e quelli Intrigati armeggiar, darla pel mezzo, ec. E g. 4 » mtr. Alla scoperta Sbaragliando iàrollami , e pel mezzo Libero la darò. 9 — Col v. Mettere ; Mettere o Porre mezzo o mezzi a checchessia^ Mettere intercessori per conseguirlo , Ajutarsi con intercessioni e ufi fidi. P. a’ior luoghi. (A.) jo — Col v. Tenere : Tenere il mezzo =: Stare egualmente lontano dagli estremi. Agn. Pand. Gov . Fani. Sono quelli che sanno tenere il mezzo tra il poco c il troppo. (P) n — La metà del tutto 3 Lna delle due parti tra loro eguali o quasi Ò"jO MEZZO MEZZO eguali. [^.Mezxo odd.^.i.} Lat. dimidium.Gn rigurv. Nov.ar.t, p4 4* Dunque ci avcrehbc ora meno un danajo in mezzo. {Qui è posta la In in vece della E, cioè e mezzo , modo antico di favellare.) » G. F. 6.58.2. La moneta ec. di ventitré e mezzo carati, la recò a meno di venti. {Dicesi carati in plursebben vi sia il mezzo ring.) (V) Ar.tur.3i, 22 .Durò l'assalto un’ora c più che 1 mezzoD’un’altra.(Pe) Red. app. Magai, le.it. fan?. 1. 83. Se vengo a trattenerla per un mezzo ottavo il’ ora, non le dovrei ec. (ÌN) 12 — Mediocrità, Misura. Franc.Sncch. nov. 34- Sotto apparenza onesta di religione ogni vizio dì gola, di lussuria ec. sanza ninno mezzo usano. ("V) 13 — Modo, Ajuto, Interposizione, Mediazione. Lat. modus, via, ratio. Gr. Tpó-xos. City, Geli. 4, ioy. Voi trovaste ancora il danajo, mezzo certamente bellissimo ec. per la commutazione delle cose.A/aù«.3.5z/.Ma poi venuta quasi per suo mezzo A porsi sopra 1 capo la corona. 1 ij — (.Dello di Persona vale) Mezzano. Onde Esser mezzo “ Esser mediatore, Avere impegno che s effettui ciò che si tratta.) Lat. me- diatorem esse. Gr. p-ariTsvav. Berti» OH. 1.1/}. 63. Non piaccia a Tri- vigante mio signore , Che pel mondo giammai si possa dire , Clic al vincer mio sia mezzo un traditore.» Din. Vamp, lib.1 . E colatamente ordinarono die il Papa lusse mezzo alla loro discordia. (B) a — Onde Servir per uom di mezzo — Servir di mezzano-Borgh. Fesc.Ftor.356. Il padre di quel mess. Teggbiajo tanto nominato servi in questo caso per uom di mezzo, che non si trovando ec. chi troppo s’assicurasse di contrattare co’ Conti ec., si fidarono della sicurtà di questo onorato cavaliere. (V) 3 — B ale anche nel senso proprio Star fra due cose. Lat. medius. Dant. Inf. 17. Monta dinanzi, ch’io voglio esser mezzo, Sì che la coda non possa far mal e.{Firgilio, che iti groppa a Gerìone si mette fra Dante , che era sulle spalle della bestia , e la coda.) (V) 4 —* E quasi nei senso di Partecipante dell’ima e dell’altra cosa, Tas. Ger . 7. 1. Nè più governa il fren la man tremante, e mezza quasi par tra viva e moria. (P) io ■— (bis.) Il E lindo ambiente , o 11 Liquido circonfuso a corpi, de’quali si considera il moto o la quiete. Daiit.Par 27. yq. Lo viso mio seguiva i suoi sembianti. E seguì, fìncbé’l mezzo per lo molto Gli tolse il trapassar del più avanti. Sagg. nat . esp. 222. Attrae bensì da varie distanze ( la calamita J ; ma eiò fa ella , secondo che il mezzo piu leggiero o più grave alleggerisce più o meno l ago che per entro vi nuota. E 224 . Abbiamo trovato , che sebben mutano le distanze , cioè che quelle, onde l’ago fu tratto ieri per diversi mezzi, non con- ^ Lontano con quelle , onde negli stessi mezzi è tirato oggi, ec. Gal. Gad. 234. Aperta la strada alla contemplazione della vera, intrinseca c propria cagione de diversi movimenti e della quiete dc’diversi corpi solidi ne’ diversi mezzi, ec. Mezzo. Add-ìnt.Dicesi di una delle due parti di un tutto tra toro eguali o quasi eguali.} Bove. nov. ^1.02. Cui animosamente Cimone sopra la testa ferì , e riciscgliclc ben mezza. E nov. y3. z3, Nè alcun fu, che parola mi dicesse , nè mezza. Peti. son. 5g. Tal mi governa , eh’ i’ non son già mezzo. 3 -— La parte di mezzo. Dant. Purg. 29. 5/. Di mezza notte nel suo mezzo mise. Bocc. nov. s3. 4 • Innainorossi d’uno assai valoroso uomo , e di mezza età. M. F- 1. 22. Da mezza nona fino a due ore di notte. Dant.Conv. 1^4. E però si dire mezza terza, primachè suoni per quella parte ; e mezza nona , poiché per quella parte è sonato *, e cosi mezzo vespro. » D.nt. Jtr. 34- La via è lunga e '1 cammino è malvagio , E già il sole a mezza terza rirdc. (N) a —* E detto di Luogo , alla latina. Dani. Purg. 14 ■ Ed io : Per mezza Toscana si spazia Un fin micci che nasce in Falterona, E cento miglia di corso no! sazia. (N) 3 — Mediocre , Di mezzana grandezza , come Mezza statura , Mezzo cannone , Mezza spada e simili. Dm.Comp. 1. 25. In Pistoja era uno pericoloso cavaliere della parte de’Cancellieri Neri , che avra nome messer limone da Pantano , uom di mozza statura. Vallaci. Fehbr. g. CVoglionsi i magliuoli da porre scegliere che] non sicno di vite troppo indine e piccola , nè di troppo suprema e alta, ma sicno di vite di mezza mano. E 18. Dildiansi {gli uliveti ) in piagge di mezza mano, non troppo a basso , nè in luogo arido. 4 *“ * interposto , Che sta nel mezzo fra V imo e l’altro. A'cgr. Por. '■ Disc. Dee. Tu. Lìy. I. 2.C.1. Ne si avvidero prima dellcrrorr falto, che 1 Bomani, domi tutti i popoli mezzi fra loro e i Cartaginesi, cominciarono a combattere insieme deìfimpeno di Sicilia c di Spagna.(N) 5 — E così diciamo Mezzocerchio, Mezzocolore, e altre simili ; delle fiuali vedi a lor luoghi. f> —Unito m composizione con altri vocaboli talvolta pure si colloco dopo, come nella v. Yerdemezzo. P. (Gin) 7 Delio miche di Uosa che non sia affitto quella che. indica il no~ me , ma quasi alquanto. Bocc.ffUoc. I. 3. Ben v’ era in un decanti un poco c0 q* ^.Chiedemmo i detti danari, e non valse niente; doletn* n0Cl c jn i, sorti suoi, c fu nulla; e tanto soprastemmo, passò bene qu^tt* 0 ‘ rCr c in questo mezzo tempo procacciai , ed ebbi sentenza de m ‘ Cl tcnl po prìi. (V) •.Salviti. Cas. 100. Non perchè mancassero chi nel mi# 560 eh’ è d'anni ottantadue, o in quel torno, scrivessero satiro, in® 3 — Mezzo tempo vale anche Primavera o Autunno , [ p(i ^ gì i. Medio eoo.] Lai. media veris, autumnique temperanienta. .^npi Farch. 4. 28 . U corso della vernata c della state, ed i della primavera e dell’autunno ec. furono dagli Dii trovati p 311 tìzio di tutti gli uomini. 12 — * (Milit.) Diccsi Mezza asta, Mezza bomba, Mezza Mezza fila , Mezza luna , Mezza paga, Mezza parallela, ^ e ? Z “ gf tta/P il parallelo della partenza e quello dell’arrivo, e sopra cui 11 le teghe mipori. (0) - i —* Mezza chiave. Nodo che si fa d’una corda sopra u corda o sopra alcun’ altra cosa. (0) ( /:*' t4 — (Mus.) Mezzo soprano. La voce che trovasi fra il sopra 110 to. Gian. Diz. Mus. (B) - - ' — ifff" Mezzo tuono. Lo stesso che Semituono, r. (0) Mezzo. In forza d ’ avv. per Quasi , [ Alquanto , In parte.1 pemodum , fere. Gr. piKpov, òhlyov Sor. Bocc. nov. 65. g. A* |rl pareva mezzo avere inteso. JB nov. 68. 20. Se voi il porre s3 |)C iS> nel viso , egli è ancora mezzo ebbro. E nov. 7 6. m. Se f g pur chi l'ha avuto, si mi parrebbe esser mezzo consolato .»y rag. 4. Mi pare ognora miU’anni di rifare questo giuoco , ae non ho sognato , che ne sto mezzo mezzo in dubbio. (Gin) pj qiP 1 — [E in una quasi così fatta maniera .] Petr. son. z9‘ jrl( jzZ° 'j dal passo ancor che, mi si serra , Mezzo rimango, lasso , C j ll tW 1 ^ varco.n Petr. p. 1. canz. f Pur io mossi indi i piedi MezZ 0 dì tra vivo c morto. (Gin) mUiH 1 ’ 3 _[/•' replicalo quasi nello stesso senso.] Lat. proporne t): quasi.f'Vr. Triti. 3. 3. Questo potrebbe giovare assai, pereb^o. cione e la vedova è cominciato mezzo mezzo a esser garb ^ pftr„ 2 _* Preceduto da qualche particella , diviene modo «avere- «zinne composta come molte altre di questa lingua. E fj r . f ^ con A : A mezzo = Per metà. V. A mezzo. Agii. Pana- ^ jiP (j si potrebbe dire a mezzo la loro perversità. Morg. 2/. »9 -. già a mezzo clic sellò Bajarilo. Ar. Fur. fi- >35. Bisunto d’abito mendico, Nè a mezzo ancor di sua bruttezza io dico- a — * A mezzo— Nel mezzo, Nella metà. P. A n\cft.° 3 _ A mezzo , posto avvedi.—A comune , A metà voi prò dimidia. G. V • 1 1 ■ >z6. 3. 1 Pi sai li , per Fiorentini vicini cc., cercarono con A : A mezzo : (Cir'Gfi) §■ *' Uh. „ f "vol £ !'q . , paura tU ) imprima di torba a mezzo co ejl p 4 _Non vedere alcuno a me/.zo= Portargli ungrwultf* p r oè“JJ‘ Lat. in oculis aliquem fcrre. Gr. htvZs $i\s'v.Malm.3ff a ^ed- A si sta nella pasciona, N’impazza adatto , e non lo vxie 5 _ [A mezzi;/» forza di preposizione precede per lo p‘,^ W* Petr. son. 216. È fornito il mio tein[>o a mezzo gli anUl . t£) il 1' Nè vi dovrà esser grave . ., se al sole guariie*'*' ^ inora a mezzo il cielo. (Cin) t 6 —* Ma si unisce anche per generi, e numeri al . o Jir " ì0 |I 0 cagna , il quale allora gitta via I articolo. Indi 1 [ \ „ A 6. n. io. non è ancora ,A> oC r s t»i*: compagna , il quale bocca, A mezza botte , A mezza costa, A mezza •am*, A mezza perdita, A mezz’aria , A mezza spada , A «» , mezza via rc.V. a’lor luoghi., e V. Mezzo add., §■ l 0 ^ 7 *Nella stessa maniera dirassi Da mezzo la scala e I ’’’ e pi In mezzo la strada e In mezza strada, Di mezzo il cl£ Jgsct 0 ielo ec. Bocc. g. 7. n. 5. A me conviene questa sci'» e T pii ad albergo altrove , perciò serrerai ben 1' uscio del ^giO ^ ila mezza scala. Dant.Purg. re. Ma tosto ruppe atber elle trovammo in mezza strada. (Gin) — [Preceduto dalla particella Al : Al mezzo , cioè Al’a metà.] Bocc. nov. 16. qo. Curi c ¥ b mezzo ***^f>£ d °ef aÌsti ° l de’ suoi amici incontro si fecero a’gentiluomini ec- > viio , il quale ancora al mezzo non era, gl’ introdus» • clt sO-^ p,tt —* Con la particella Da: Da mezzo serve anche a >4'‘ fpeP 0 7, Dant. Inf. 34- Lo inperador del doloroso Regno v liscia fuor de la ghiaccia. (Cin) >Ol — * Dicesi mnioz/o«in’ei’i.DamezzOÌngiù,L ,an, y' i , di 11 — [Colla particella Di: Di mezzo, posto avvero, co ’ , darne di mezzo = Patirne pregiudizio. Lal._ damw a c‘''(ò meiitum pati. Gr. ^piove^ai, «d/rxi» xaxus. ■ Jillff s ; C> Col v. Entrare : Entrare di mezzo—- co^ 0 * 3 e l’ 4 * Contraddire. Borgh. Arni. firn. ,7. Or ciascuft derà dir vrro, ed io non ci entrerei di mezzo, ■ per vcrisimile. (V) 3 _ [Col v. Essere.-] Esser di mezzo. [Lo sto ill% 1 ', e vale anche Esser , n d°' isrf chegy*' V. Mezzo sost. 5- if r e va!e oche Esser neutri Atlf' mezzo.] tn mente S tlt< .jA 4 —* Col v. Stare.- Star di mezzo vale proprio ■ onf'igJ' /media. V. Di mezzo, §. 2. (N) f t qeod'jf.Sf ’ ite z 5 — [ Fig .] Star di mezzo = Star neutrale- A’-'-Ac s * zO 1 dicere , medium se gcrcre. Gr. «pii Jl jjir’* Chi non gli amava , stava di mezzo. M- r- f {f i, di mezzo sanza pigliare arme. Crori. Mordi■ il Béiii‘° v timi anjìc:zui con tutti. 6 —, * Col v. T glicrc - Toglier di mezzo -- leva> e ’ ■ t e ■1‘ B MEZZO k *SÌT ' M,I> ' C ' 7 ’'*' -tiV. D. 1. I. 3. c. 2e. Ricordando per con- 7 J: C ; , T l ; oUe di mezzo ogni contenzione e battaglia. (P) Ve rg „ . mezzo in forza di prep. s accompagna col ./ caso ov- tl° t.. sos * > come A mezzo. F. §. 2, 7. e F. i modi Di mezzogior- Eiorno l r mezz;i no ^ e ec> Dani. Purg. 2. Da tutte parti saettava il l r-i,,. • scd cb’ avea con le saette conte Di mezzo il ciel cacciato CCin) cì le Ur mezzo talora accompagnato a nome o a pronome par petto ? c ? me in forza di add. Dant. Inf. 11. E quel di mezzo ch’ai 9 _ 1 mira, È ’l gran Chirone. (Cin) , a SS; a Via. Onde fg.] Tener la via di mezzo = Star neu- c Via di ° n * n àl‘ nare in alcuna parte. Segr. Fior. disc.3.21. Tenerla ® » ,. ru '' 7/ ° non si può appunto, perchè la nostra non ce lo consente. 6f) Cc °" a particella In: In mezzo prende talora il secondo caso. ra 8Ìona^' ' l ' 2 ' 1' ’ n mezzo di loro fattala sedere, non si potè di 'pietp, y con lei prender piacere ; perciocché essa poco o niente di Sesta ,, ln ’ lla intendeva. Petr. p. 1. g'i. In mezzo di duo amanti 0- j ri Vidi una donna. (Cin) ^ociTv' • tcdvo ^ a d quarto .] Petr. son. 272. Con refrigerio in mezzo ’1 Volaci lssl- C Qui per Dentro , Quasi nel centro.) » Fiam. I. 6. Nè Vei)„ c [,> de’miei occhi caddero lagrime, ed in mezzo le voci mie 3 "sato pianto. (Cin) Me D talora, ma più di rado, il terzo.Petr. p.i.i3. Talor m’ as- i a Ha *? czzo . a ’ tristi pianti Un dubbio , come posson queste mera- Miilibi *° spirito lor viver lontane. E 1. 18. Più volte già per dir t apersi, Poi rimase la voce in mezzo al petto. (Cin) ’ 7 .i, p Talora col caso preceduto dalla preposizione Fra. Morg. 5 pj Co il sol, disse, fra le stelle in mezzo. (Cin) Pàe. v - Mettere : Mettere in mezzo =; Porre fra due o più t ^ 'Mettere in mezzo, § 1. (A) U'U'e. pf Mettere in mezzo spazio, dimora o siniilczz.Differire,Tar- 1 •Mettere in mezzo , j. z. (A) a . G ^ere in mezzo —Incannare. [V. Mettere in mezzo, 4A sapere. Gr. lzCX.1t O.T&.V. i-’ol v. Porre ; Porre in men.o—Andare , Mettere in campo, -!> ’ if■ Porre in mezzo. (A) Vn-, 5 , Porre in mezzo o di mezzo dimora, indugio o simili — j '0_* dimora , Tardare. V. Porre in mezzo. (A) l '.to C77 v. Portare : Portare in mezzo. Lo stesso che Produrre *''* taccolf • seguente. Tass. Ger. 10. 36. Dunque voi tutti ho jjji ^ A,insieme, Perché ognun porti in mezzo il suo consiglio.(P) ti te 'e in ^ Produrre :] Produrre, [Portare va. mcno]z=zAddurre, MEZZOTERMINE fa ’e campo , Allegare. Lat. in medium afferre. Gr.uV^a'psirò ai. 5 si 0 'bq' / . /'• rù- E se non fosse , che uscir sarebbe del modo u- ll ^8'onave , io producerei le istorie in mezzo. È V ^° dJl’ a ’' tÌC, ' l/a b ci: Per mezzo = Per metà. Bocc. Filor. I. 7. uFl vi Tempio di Salomone si divise per mezzo. (Cin) .Legg.S. 0 c **’ Cel’ ** c ’ ascull ° ai giurò di non lasciare V uno 1’ altro , e di h) fpavessero in quell’oste fosse comune e per mezzo. (V) IjA, *er mezzo come prep. prende comunemente il quarto caso. ■ j ' n 7- Altri di basso stato per mille pericolose battaglie per *> U^rn aD ® Ue de’fratelli e degli amici loro saliti all’altezza de’regni A^Vcva' Ilon senza la morte loro , che nell’oro alle mense reali , e £a - 1 veleno .Petr.p.i.canz. 5. Lo qual per mezzo questa oscura ec. (Cin) lA tiot te • an . c l ,e prende il secondo-, benché di rado. M.F.2. 23. t(ie Pei) Sa A 1 mise nel campo P cnsaie ‘ CQuando non imponi intervallo o ’tlnied?*? dniln particella Senza:] Senza mezzo—Immediatamente. Wo? 'bstdi' -'A 6 '- Dant. Par. 7. 67. Ciò che da lei senza > ^4 , t . ! -Won ha poi fine. E 3o. 122, Che dove Dio sanza mezzo 4 - .SS e naturai nulla rileva. Eit.S. Gw.Bat. 208. Acciocché senza alcuno mezzo v WsSft \ pensare IrvHarp THrlir». (Cline _ CPnva or» c n oL n 1 ^ J ‘EW. ''UUr.. ----- m;uw «tulio mttwj v.v Ss e.) Pensare e lodare Iddio. {Cioè, senza cosa che lo inter- „Ji a fi (f, \ i? Jr, - SQ A l api,ve raezz .° P er Quasi.Bemb.Asnl. 1.3. Da subita m aravi- Sòl (CÒorrÒ r I ? u ' an d° colai mezzo con vergogna. (Cin) |(**!,» 4 del ù'. 1 Is °iu del mare Adriatico sulla costa della Dalmazia. Jtj* cosi,, f zo ; fome di due isolette nell'Arcipelago della Sonda H ST ° » V endl 'QAe della Nuova Olanda. (G) ■ fatt^°- ^' , ' S - 0 ' com Pf Fusto dime ; 3 7 : ezzato } e si dice 'MI °l ' C0 -lò-i'C. [ò’m. comp .] Color di mezzo tra due ,7*0 i a,, co p ori ’ come del vino, quello si dice Mczzocolorc, che ' 11 Rcd _ oss - - -- ’ ’ ’ lxL -F Q ss - an - 3g. In quella guisa appunto, che t ' ,Ca lor e ^ Vln ° H vino vermiglilo, quanto il bianco, il dorato Mezzodì> Mez-zo-dk [Sm. comp. che scrivesi anche Mezzo di. Punto della metà del giorno. Detto anche Meriggio.^.]—, Mezzodie, Mezzogiorno, sin. Lat. meridies. Gr. p-tcry/x^pix. Alam.Colt. 1. 24. Poi quella parte , ove riguardan l’ Orse, E dov’ è il mezzodi, segnano in guisa , Cli’ elle possan tornar nel modo primo. a — * Opposto a Settentrione. V. Mezzodie. (N) 3 — Il vento che spira dalla parte di mezzodì. Lai. Auster , Notus. Gr. rÓTOs. Bern. Ori. 2. 6. 36. Sopra la spiaggia la prora percosse; Traeva mezzodì terribil vento. 4 — I<’ equinozio, che il dì è la metà di 2 4 ore. Dant. Inf. 24- In quella parte del giovinetto anno , Che ’l Sole i crin sotto l’Aquario tempra , E già le notti al mezzo di sen vanno. (V) 5 — In modo avverò. A mezzodì, In mezzo dì r— Nell ora di mezzodì , Di meriggio. / ■ A mezzodì. IH.. SS. Pad. 3. 3oj. Passato alquanto tempo , il morto apparve in mezzo dì visibilmente a un monaco di quel luogo. (V) 6 — Trovasi anche usato II mezzo del dì per Mezzodì. Alam.Colt. 3. 60. Ma perché solo un dì non può compire Tutto il tuo vendemmiar, guardisi bene Di dar principio a quella parte , dove Scalda il mezzo del dì. Fit. SS. Pad. 1. 5. Ed essendo (Antonio) in sul mezzo del dì, sentendo un grandissimo caldo, cominciossi a confortare in Dio.(Y) Mkzzodie , Mez-zo-di-e. [Am. V. A. V. e di'\ Mezzodì. Lib. Aslrol. Il punto di settentrione, e lo punto di C. punto di mezzodie. Ovid. Pisi. 5i. Certo cotale notte fia più candida che ’l mezzodìe. Guid. G. 46. Ordinato già il Sole nel mezzodìe, e quasi declinando a’cou- fìni del vespro. Mezzogiorno , Mez-zo-giòr-rio. [Am. comp. PI. Mezzogiorni e Mezzi- giorni.] Il punto della metà del giorno. [Lo stesso che Mezzodì.^”.] Lat. meridies. Gr. txnmiSplx. Farch. Stor. 11. 353 . Gli astrologi ec. pigliano il di a mezzogiorno. 2 —- Una delle quattro regioni del mondo, ed è quella opposta a Settentrione. [In questo sign. è senza pi .} Lat. meridies, G.F. 11.6J.1. Attraversando l’emisperio infino al mezzogiorno. 3 — Nome di vento che spira a noi da quella parte; [più comunem. Austro, Ostro, Noto.] Lat. Auster. Gr. vóros. Toc. Dav.ann.6.122. Qui i greti e stagni riempie , che il verno secca, retropigncndolo i mezzigiorni. 4 — In modo avverò. A mezzogiorno — Ferso la parte meridionale. F- A mezzogiorno , §. 2. (A) (N) I — [Alla metà del giorno. V. A mezzogiorno, J. 1-lBoez. Fardi. 3- 11. Più che il sol chiaro a mezzogiorno lìa. 5 — * Di bel mezzogiorno — Nel punto del mezzogiorno , nel colmo del mezzodì. F. Di bel mezzogiorno. (A) Mezzofioretto.* (Bot.) Mez-zo-fìo-rct-to. Sm. comp. Lo stesso che Se- miflosculo. F. ( 0 ) Mezzograppolo. (Agr.) Mez-zo gràp-po-lo. [Sm. comp. indecl.'] Sorta di vino fatto di mezzi grappoli. Red. Ditir. 32. Su, trinchiam di sì buon paese Mezzograppolo, e alla franzese. Mezzolana, Mez-zo-là-na. Sf. V. A. V. e di’Mediocrità. Coll. SS. Pad. Acciocché , secondo la mezzolana del nostro senno, ponendo un poco da un lato il testimonio delle Scritture, disputiamo alquanto di quella natura dell’ anima. Mezzolanambnte, Mez-zo-la-na-mén-t e.Avv.F.A.F. e di’Mediocremente. Ptdlad. Marz. 21. Altri fendono per mezzo i fichi mezzolanamente maturi. Cr. 4■ 3. 1. Alcune (viti) sono molto fruttifere, alcune mezzolanamente , alcune poco o niente. E cap. g. 3. Posto poi il letame proporzionalmente da ogni parte convenientemente , e con terra trita mezzolanamente sopra si cuopra , e calchi co’piedi. E 10. 3y. 1. I pesci si pigliano con ceste di vimini, che da capo sono larghe mezzolanamente , e da piede strette. MezzolanitÀ, Mez-zo-la-ui-tà. [A/.] F.A.F. e di’Mediocrità.—, Mez- zolanitadc , Mezzolauitate, sin. Cr. H- 9- In tuUe queste cose la mezzolanità si richiede , c sempre è utile , quando è agguagliata. Mezzolano , Mez-zo-là-no. Add- m. F• A. V'. e di Mediocre, y/lbert. cap. 38. Di grande animo è le grandi cose dispregiare , volere anzi mezzolane cose , che troppe, perciocché lo soperchio nuoce. Pallnd. cap. 5. Fa una fossa ec.: se la terra soperchia, c segno di grassezza; se viene meno , è magra; se torna in capo, è mezzolana. Cr. 9. p 5 . 2. Ma per gran parte gli uomi ni del nostro tempo un solo mezzolano, ovvero grande foro , usano nel mezzo dell’alveario. 2 — (Agr.) Oggi questa voce per lo più si dà per aggiunto a una spezie di fava. Mezzombra. (Pit.) Mez-zóm-bra. Sf. comp. Quello spazio eh’ è tra’l lUme e l’ ombra , mediante il quale un colore passa nell'altro , digradando a poco a poco secondo la rotondità del corpo. Saldili. Foc. Dis. (A) Mezzomondo, MÒz-zo-món-do. Sm. comp. PI Mezziinondi. Gran quantità. Sellài. Disc. 9. Dividi la vela , a forza di vento che la percuota , d’ una gagliardia sì vig:Y osa e si forte, ch’ella prende a scherno . . i mezzimondi di peso, de’q'ù'ali l’industria umana a canea, mu re chiude veri mezzimondi di mercanzie tutte pesanti ne veli 11 1 qu' e Mezzoqcarto, Mez-zo-quàr-to. [Am. camp4 Spezie di misui a di liquide. Mleg. 3ij. Di sotto son mezzine e crinelle ec.., Boni mezzoquarti e mctadelte. ' , Mezzorilievo. (Scult.) Mcz-zotì-Uc-vo. comp* che scrivi*? 1 anche Mezzo rilievo. Quella ] sorta dì scultura [ che noti contiene termine. Ripiego.Bellin. Disc> 9. Per provare la proposizione di sopra cose Boccali, >72 MEZZOVO MIAGROIDE io mi vaglio di un mezzotermine più incredibile di epici che sia la proposizione elle provar devesi. (Min) Mezzovo.* (Geog.) Maz-zò-vo. Città della Turchia europea nell Albania. — Catena di montagne che corrisponde alia maggior piare dell' antico Piada, (G) Mezzule. (Ar, Mes.) Mez-zùde.[<$>■>).] La parte di mezzo de) fondo dinanzi della botte , dove s’accomoda la cannella.Dant.lnf. 28. 22. Già veggia per mezzul perdere o lolla, Coni’i’vidi un, cosi non si pertugia. G. P. 9. /f5. 1. Nel piano dell’ Ancisa in sull’isola d’Arno, che si chiama il mozzale. ( Qui quasi nome proprio. ) Cani. Cam. i6g. Bisogna assai avvertenza; Fare al mezzul dinanzi buona chiave. Morg. 21. i63. 11 monte Sinai porterei in collo, Com’c’trabocca il vin fuor pel mezzule. Surch. 1. t?>. Ma i moscion che (iglian Ira’ mezzuli, Fccion sì gran cacacciola alle lucciole, Che per fuggir fer lanternin de’culi. E t. 1*4- * mezzuli eran già nelle capruggine. Mi. Particella che si pone in vece di Me , per esprimere il terzo o il quarto caso del pronome lo, e 0 si adopera davanti al verbo , o si affigge ad esso. a — Adoperato invece del terzo caso. L«l. inibì. Gr. ìp-ol. Bocc.nov. 2 6. 9. E se non fosse che tu m’hai fatto , non so perchè , tenere questi mercati, io me 1 ’ avrei ec. levato daddosso. Dani. lnf. 4 • <■ Buppemi l’alto sonno nella testa Un greve tuono. E Par. 2. 9. fe nuove Muse mi dimostran 1 ’ Orse. Petr. cap. 2. E benché fosse onde mi dolse e duole , Pur vidi in lui chiara virtude accesa. 3 — Adoperato invece del quarto caso. Lai. me. Gr. t/iì. Bocc. nov. s5. 34- Costoro mi ci fanno entrare per ingannarmi. Dant.lnf.fi. 3y. Lo Duca mio di subito mi prese. Cron. Peti. 73 . Mi fece cte’ primi Priori. E gS. Le gotti mi aveano già preso belle mani. 4 '— * Anteposto {a/ora all’ itjinalo. Gel. Capr. Rag. 6. Torniamoci adunque al nostro solito ufficio, e se egli non vorrà non mi occupale in altro, parleremo alquanto insieme , come noi sogliamo. (Cin) 5 —• Talora è particella riempitiva , [ovvct\i ornamento , ed un colai vezzo di favellare .3 Lat. equidem. Gr. ì’ywye. Bocc. nov. a/. i3. Io mi credo che le suore sicn tutte a dormire. E canz. g.1. Io mi son giovani tta, e volentieri M’allegro e canto. Petr. canz. S. t. Nè so «piani’ io mi viva in questo stato- Dant.Purg 27. tot. Io mi son Lia, c vo movendo intorno Le belle mani. Die. dio. Io mi so ben ciò clic voi avreste fatto. z — Ed in modo alquanto diverso , Dimmi per Dì da parte mia. Pii. S.Gio.Ratt. 2 61. È poi disse ( Gesù a Gio. Ball.) con un volto In ragno; dimmi ad Adamo, che cara mi costerà la inobidienza sua. JScv. Ant. 1. Lo’mperadore diede loro risposta, e disse: diurni al signor vostro che cc. Liv. cap. il. Vattene , diss’cgli , e dimmi a’ Romani , che agli Dii piace che la mia Roma sia capo di tutto il mondo. (V) Morg. 2. 48. Dimmi a Carlo , diceva ancora Orlando , Che si consigli col suo Gano antico. E 5 1 ■ Dimmi a Rinaldo mio tìgliuol d’Amone, Che la mia compagnia , che io lasciai, Gli raccomando con alfezione. (Ciri) 3 — * Ed anche non affisso al verbo. Bocc. nov. 23 . Vorrei che voi mi diceste per fallirne loro le quaranta messe di S. Gregorio (Pr) •i —* E con altro verbo, fioca, nov. 77. Deh! vammi per la mia fante, e fa sì che ella possa'quassù a me venire. (V) 6 — Talora soprabbonda in modo alquanto diverso e più plebeo.Ambr. Eurt.3. 3 . Tu mi par pazzo , a me. Bocc. nov. 88.9. Che zanzeri mi mandi tu dicendo a me? (fi!)Firenz. Nov.j. a 3 -z. Che mi fa a ine?.. Ti conterà lo cento lire, e tu me le darai poi a me. (N) 7 — Si prepone alle particelle Ti, Si, Ci , Vi. Bocc. nov. 7. * 3 . Nè mai nell'animo ni’ entrò questo pensiero , che per costui mi c’ è entrato. E nov. 1 7. 34. A me parve, coni’io li vidi, vedere il padre mio , e da quello amore e da quella tenerezza , che io a lui tenuta son di portare mossa , potcndomitì celare , mi ti feci palese. E nov. 23 . i3. Le novelle che io ho, non sono altre, che di quel maladelto da Dio vostro amico , di cui io mi vi rammaricai I’altr’jcri.» Bocc. il or le però a particolare dichiarazione, perchè troppo lungo sarebbe stro ragionamento. (Cin) ^ 12 —* Attaccato ad alcune voci de’ verbi toglie loro sovente la r0 . ultima e se la consonante finale sia N, suole cambiarla nella sa ' pria, raddoppiandola. Petr. p. f. son. i5. Piòvommi amare f LÌ s. dal viso. Ar. Fw. 32 . 1. Sovvienimi che cantar io vi doro?- Canz. 3 . str. 5- Talor negli occhi e nella fronte vicinili'. ’ 5 —* Se la sillaba a cui si attacca abbia l’accento , la bll atico r ‘ q, 0 . fido. E canz. 11. Fammisi perdonar molt'altre offese. str. 5. Pietosa tigre il cicl ad amar dieimni. (Citi) . olttt ,,ll> 14 —* Se poi la sillaba si formi di un dittongo, allora si tace s la vocale seconda senza raddoppiare la consonante.Pit.S.Onol• Ed io Panuzio ili verità , udite lai parole, maravigliami 11101 L >■ Dant. lnf. 33. Quotami allor per non farli piò tristi. P e } r ‘ friso/!. 67, Vorrcmi a miglior tempo essere accorto. Bern. Ed andiain via, eh’aneli’io trovar vorrcmi A cosi gloriosa 11 zione. (Cin) _ _ . 1 5 —-*Quundo si attacca al verbo in fine e va sotto un medesimo - llo re, con esso lui , suole nella poesia , se ciò torni comodo allo s c |ie cambiare la vocale I in E. Petr. p. 1. stm. i63. L’aura so* j ,-i- fra verdi fronde, Mormorando a ferir nel volto vicinine, sovvenir quand’ Amor dicuiuie Le prime piaghe sì dolci e P 1 . j- jiiu E Canz. 3g. E parte il tempo fugge Che scrivendo d’ altrui .1 non calme. Ar. Pur. i3. 81. Di molta fila esser bisogno P al condor la gran tela eh’ io lavoro. (Citi} j (t fi»' 16 — (Mas.) Una delle note musicali ed è il terzo suono della se» tonica. Allegr. 265. Pur quelle genti stracche, e non safc>U c >. jj ei (V) me , ccrcaron di riposo Con un confuso do , re , mi , fa , so ... (Gong) Distretto deila China — del Giappone. (G) Ija. * iV. pr. fi — Donna greca , di cui rimane un’ epistola educazione de figli. (O) S U“ tifolius. (Aq) „ Muco.* (Geog.) Mi-à-co Lat. Miacum. Antica città della Sp a o fio stesso che Meaco. U. (G) ’ Munì.* (Geog.) Mi-à-di. Isola dell’ Arcipelago Rad,teli nel g ,a ceano equinoziale. (G) {(fi' Muffe, Miàf-fe. U. usata dagli antichi invece di Gnaffe. ’ Pred- 3.H. Questa è mala catena altresì. E sai come l lCIlC At"?' costante? (// Bottali nella nota 128 alle Lelt.Fr.Guitt. sii! . / f c e P- fififi drelbe letto divisamente mia fè , cioè per mia fò, come mercè in vece di Per la Dìo mercè.) (V) mgogi. * (Filol.) Mi a-gò gì. Sm. pi. F'X vittima, ed agoge trasporto*) Ministri, i quali allorché < iScrìS \ y ^ f giovani ateniesi al ruoto delle loro tribù) portavano vitti 1 *] 6 malarie a Giove , a Minerva , a Diana sì per servi*’? J . ’ Curcoti. (M) fieft danze. Tali sagri fidi chiamavansi Apaturic .1 UIIH41E1 4 (tri- aitici «yrots .* ! v-mu w- » w • 1 Miagolare, Mia-gò-bWe. [IV* «ss.] É il mandar fuori h il gatto. —, Miasulare, Gnaulare, sin. Lat,. quìarc. i&'l G ia - Jcn in ioti, mùtuo» . in Ìn& miniteli) in brett. miaoud ? (In fr. miai dar , in isp. maidlar , in ted in ili, maukati , in turco mijavlamak , in hcett. mtaouut r ’^yj^ myaoual , e nrfaoui cc. le quali voci son fatte per onomatop® gov.fam.jz. Altrimenti gamiiscona, abbaiano o miagolano, cibo, die invitando al dormir Q.Fvanc.Sacch.nov+ijj.Rw 1 * 1 , come fa la gatta. Buon. Fier n v ^: nt tnìarc t . _ 2. 4 22. È gatti miagoiar^^ st? i^ 1 or non fai* come le gatte eli Gennaio, £ Burch. 2. 18. Allotta, gota*f p cani. Alleg. 7.7. gliantcmente raiagolan per la fame. Il quale con lenti ia parte mi recò 10. n. <7. Iddio qui mandato mi v’ha. (V) Lab, passi appressandomi , in parte mi pose paura , t speranza. (Cin) 8 — Si prepone ancora alle particelle Te nc, Se ne, Ve nc, Ce n c.Bocc. nov. 23 . 1 4- Anzi poiché io mi ve ne dolsi ec., avendo forse avuto per male ch'io mi ve ne sia doluta, per ogni volta che passar vi solca , credo che poscia vi sia passato sette. Rim. Ant. Re Enz. n3. Del mio servir non. veo, Che gioia mi se ne ncrresca.» {L’ediz. dello Zane a pag. 3zy ha gio’.)(B) Lab Jo non so che dirmitenc se non quando io vicin v’ abitai, assai volte da così fatto fiato offeso, vi credetti altra morte fare che di cristiano. Bergli. Rip. I. 1.. Ma checché avvenir* mi se nc debba, non lascerò di far prova di contentarvi. (Cin) 9 Si pospone alle particelle II, Lo, Li, Gli, La, Le. Bocc. nov. 70. 6 . Se io questo gli discuopro , egli prenderà gelosìa di me , e poten- j„u „.i —: .... _•-. - compare, in ciò che egli !;. Bastiti adunque questo; e, come a vaiente uomo, sieti assai fi esserti potuto, vendicare, e l'aver- lomi fatto conoscere. E num, tfi. Nè essere a me ora cortese di ciò che io non disidero , nè negare il mi puoi, se io il disiderassi. E nov. 81. 5. E, per lerghini d’addosso , m’ho posto in cuore ec. di volergli in cosa provare, la quale io soli certa che non faranno.» Lab. Appena che io posso sperare giammai perdono, o salute, quantunque tu la mi prometta, sì mi par grave e spiacevole il mio peccato./'diic. 1. 2. O questa spada si bagnerà nel inio cuore, cacciandolamivi io , o diverrò cenere teco in un medesimo fuoco. (Cin) 3 — E preposto a Gli in forza di particella riempitiva. . S. Margh.i34- Io non so com’io mi gli possa nuocere, s'egli combatte con meco. (Cioè , resistere , far male a difesa.) (V) 10 — Alla particella Si talora anche si pospone. li—* Talvolta si antepose al gerundio precedendogli la negazione . Borgh. Rip- l . 1. Non lascerò di compiacervi, non ini astringendo glldlUUUUUi; ItllU^lldU IA* XAIUW*. -*■* » u gjl miagolare, are li. ErcoL 62. Anzi ee nc sono molti a , e ’ && * Jais" 11 ';. 1^ .no? si ^ Gr. xXovmQiv. Tardi. Ercol. 53. Ogni volta che aver ricevuto piccolo premio d’alcuna sua fatica , 1 fare alcuna cosa, o dubita se la vuol fare o no ec., chia, e’pigola, e’miagola. Libr.son. 16. Non ti vergog 11 * • ^5, TC,, guetta e miagola, Bolla acquajuola, nugol di pidocchi. " 0 ^ sta iogalluzzato , e più non miagola. Buon. Fier. 3. 1- Q’ ^ golo , o belo, o forse abbajo. E 3. 2. 7. Per cui cin sta ( fa invidioso, Duolsi e abbaja e miagola. /„ Miagolata , Sfia-go-là-ta. Sfi li mandare che fa il Il verso fatto dal gatto, (è 7 ! Miagolio.) B' accioì.Sch-v- ' ■ c he Miacolio , Mia-go-lì-o. Sm. Il verso di uno o di la « gnhmo. Fag. rim. 11 gatto e amante ec. , E va a v °, n0 1U 1 signora cc., E come insieme fosscr Tirsi e Clori, Kf 1 .fate eC ’’ in versi altitonanti, ec. Al dolce miagolio, che va alte 4 ^ non potrà t’ udito trattenere? (A) • ’inte » 1 **L fi'i’ Miagolio dilli da Miagolata e da Miao. Miagohocb e ^ : ‘ versi fatti di seguito o in confuso da uno o più gatti- lrna^Ssi^ intendersi d un solo di tal versi, ed e propriamente v0 cci° ci ,oS cì ’ il gatto la voce quando miagola. .Miao è il nome di questa ip!»' Miagbo, (Boi.) Mi-à-gro. Sin. P. G. Lat. myagiuui. e agra presa. ) Genere di piante a fiori polipetali , ^ c aU ce , jpi°^ mia sdiculosa, famiglia delle ente ifere-, caratterizzato1^ . c« s f P 1 ' ed il fruito coriaceo sugheroso indeiscenle niotiospei' ^ uioSf ’ minate dal loro glutine , a cui rimangono attac t'? l fiù (?' cesi anche JMiaro, ed è erba simile al guado, (fi) *■* . Miagko. * (Mit.) Lo stesso che Miiagro. P. (0) ^vaf? r °* 1 i/ei' ^ Mucroide. * (Bot.) Mi-a-grò-i-de. Sf. P. G. Ld- . - v mjagres , miagro , e idos , aspettò. ) fiorr.e dato (pi 55 MIAGULAKE ,p\ ( A^A’ lla & Linneo , a cag MICCIANZA C; (a d il u^i della sua somiglianza col mia- 373 *“rd ^ la g»-là-re. [iV. ass. Lo stesso che] Miagolare. JF . t Qh; w eo g.) Mi-à-mi. Nome di due riviere degli S tati Uniti nel- "ì fi- distinti coi nome di Grande e Piccolo Miami. (G) «Usi iS opoli Indiani nello Stato dell'Ohio, detti anche Maialici. (G) , a d„ . ; * Mi-a-mi no. N. pr. m. Lai. Miamin. ( Dall’ cbr. mijamin " U!i cir,„ eo g') Mià-nc. Città della Persia. (G) "W !' .C-Bot.) Mi-àn-gi-de. Sf. F. G. Lai. myangis. ( Da mys , # p ? rc iJ, e angion , vaso.) Specie di piani/» del genere angiorcms . h i *hc O ^ houars, così denominate dal pelo di sorcio di cui è vestita A ° \]- C( ^ Se ^ a 1 Q he ha la fòt 'ma d un naso. (Aq) s - Vt 1 ^ 0, CA’/w.J f^oce che manda fuori il gatto quando miagola . sin - C^- Miagolio.) Buon. Pier* 3 . 3 . 12. Notturno miao ^' l U . ^4, trr • *o * xj-mui. u KjtL ueut tutuiit. e Mcd.) Mi-à-sma. Sta. F. G ‘ano i Bonzi. Son detti anche Miai. Lai . (Mit.) miasma. (Dal gr. c .°utaminazione , sconcezza.) Parola adoperata ad indicare c ? ie s ( u ggcno da’ corpi degli ammalali , dalle materie Mu^ c “ animali in putrefazione che soprattutto han luogo nelle ^ a §hi e negli stagni , e che ispirate formano la cc yia f s - bì 'i intermittenti periodiche , spesso perniciose e letali. Così a,ì che quelle emanazioni gasose o vaporose che procedono dal Po , ! "Waiio nS c ‘' anche in islato di sanila , quando per la ristrettezza ? la quantità degl' individui , esse concentratisi tatuo da u tl(l che vi si respira. 2 'arg . Fìag . Miasmi alcaici v sulfurei a-smà-fcUco. Add . m, F. G . Lai. miasmati- Nico ( . A) (0) < N) > C*?“ CMcd.) Mi-; si dissero quelle che dipendono da’ miasmi. (A. Mt Sc °lo* ^ ^U‘d.) Mi-a-ste-ni-a. Sfl F. G.Lat. myasthrnia. (] * *p ia a priv,, e da sthenos vigore.) Debolezza muscola VMe_i. Sm. Lo stesso che Miao. F. Farch. Ercol. appartiene od ha attinenza con miasma. E pero Malattie O.) (Da myon 7 « ju*v», c mi òuiettus vif;urf.7x , t'i'Die«'c.u muscolare . (Aq) . ^*u. Sm. Lo stesso che Miao. F. Farch. Ercol. 1. igt. ^ s UotJ l Yl10 ^ hefiare alcuno , gli grida dietro , tran tratta , tratto J’/fj. ^ ^clle tiombe, o miau mi un, dalle gatte. Segn. Stor. L f. ? S °^ar r i nii, gS̰r dispregio di (letto Marou-aldo, faceva contraXTare ìf./ssoi, ; 1 U Voce di una gatta alle mura, che dicendo Miau miuu /rr Va aI - suo nomo * W Mi-a-zè-na .Antica città dell'Asia , all ’ occidente del - *:«■ io) l'o’ * iV* m ‘ ^ at ‘ M ih ali or. (Dall* chr. m’hhìr prezzo.) (B) ^Ca'^ 0 TT^ eom * ^ at ' ( Dall’ ehr. machach esser povero : 'i/,' —Figlia di Filodemo , trucidata da Lucio. (B) (Mit) 1 eh e * , & r,c iola , Minuzzolo. (Il lat. mica briciolo , minnz- .. mezzi tempi si trova in senso di piccol pane , A ' , “ I H eelt 1*' ’^ic ‘I Ifinpi di UUVd 111 oensu Ui J’UHV , V. »-i«t y più piccolo.In gr .miccos piccolo. In isp -aliga particella.) ^ ) .^ 3 " 20 * Non dare come povero, Se se’ricco, una mica.(V) ì( tln ^tief)^ ecte ^ pietra untuosa , che trovasi in paghuole o in il 2 assidili ed elastiche , pulite naturalmente , e lucide quanto c,^ fl Ù 0 , colori della mica sono il grigio , il verdiccio , il rosso , t'ifjk erf nenc cio , ed a questi va unito uno splendore metalli- \ , >- f, 'so.d ,ì ?$ a, ' e . come Già, Pure, [ed è lauto delia prosa quanto ^ I ^ He j-' vSPj sin.]Lat. non quiduii. Gr. cv ftù.JSocc. nov. g6. I) nou n‘i c a d’uomo di poco affare. Peli-, son. . 1 ‘ 4 , èie 1 ì/!S a to r nou clic spento , Nò mica trovo il mio ardente W ‘ F* 1 ' 2 ■ S° n novelle , c vere , non son mica fàvole, ^ »è ^ ' 4’ 9' antichi nostri diceano neente , s,. ic.^ a, e (l ;' mica, fran/.< se antico ni mie, cioè nè anche una Caler . di- Mica re. dal 11.1 uso a tnlt’i Toscani ec. ancesi pas. (N) 1 L a Und an ^ 5 uu minuzzolo. Gigi. Poc 'i' t/?W(li’ f lc vale briciola fu , cd è i c 0 a t a ‘ Col, n minga , e hrisa -, i Fri *tc 7 "doti,'! C0) rispondenza del Ma nel proseguimento del periodo.] J a f'a ^'alì ' l Chi crederi» che sotto umane forme E sottoqnc- e Fosse nascosto un Dio , non mica mi Dio Sel- ;ÌC | G h / (j( u plebe degli Dei; [Ma fra grandi e celesti il più po- 1 0 itigen* s ®‘ ^ on mica idiota , nè materiale, ma scienziato , e i' iè’ -'h» L ern - Ori. 1. io. 1//. Nò mica per paura il passo k'8'ia voi, 4 11 industria va sosjieso e tardo. -ii,,,, 1 ; 1 '! negazione.] Moie. nov. 6g. t/j- Signor mio, non A/,* 1 tu voi anche non sognate. Pii. Mari. &. Me non vi \a \ u dii;; a lc J n °n ti ubbidirò nò mica. %C tosa - ìif* ^ 11,110 ? Punto punto , Nulla , Nulla india. Mica t , lti' ile ‘ite ' 0 P? rte 0 con qualdie modiiicazione : c Punto nega ,1*% , 1 Non < . tutto - ( hide altro è dive : Non è mica buono * 1 / 0 . ctu e 1 --_ t Il ''0 a i“- ,e «r ’i, : N° n ò punto vero. Punto piatto, e Nulla nulla vtf 1 c ,| *6 si V, e inali in ciò riiflòiiscono tra loro, clic Nulla india |. 08 P°ne al verbo , e si suole ancora unire all* in t / , M‘ . 1K>U l 1 farsi di Punto punto, re v ^ uono punto. Nuda e Niente valgono una negaci queU a j[ PluiIo -, sicclvò è più dire : Nm che : Vero al sidd. m. Di naca. ,L»J Micinno. * (Mit, Giap.) Mi-càd do. Supremo pontefice della reti none de Sintoisti, cti è divinizzalo e parificato a’ Carni , da'quali ero- desi discendere. (Mit) Micaei.e , * Mi-ca-è-lc. N. pr. m. V. e di' Michele. (B) Micagkostide.* (Bot.) Mi ca-grò sti-de. Sfi V.G. Lat. micagrostis. (Da miccos piccolo , e agrostis gramigna. ) Genere di piante delia famiglia dette graminec, e della trinndria diginia di Linneo , che comprende una sola specie, notevole per la sua piccolezza , la camagro- stis minima di Décandotle .—, Camagrostide, sin. (Aq) Micaja, * Mi-cà-ja. N. pr. m. Lat. Micliaia. (Dall’ebr. machach esser povero, e jah signore: Povertà del Signore.) (B) Micala. * (Grog.) Mi-cà-la. Citta del Giappone nell* isola di NtfoH.lfiy] Micalk , * Mì-ca-le, Micalca. N. pr. f. Lat. Micale. (In cbr. michlol perfezione, consumazione; in cult, michiail delirio, imprudenza.)— Maga, madre de’ Lapili Brorea ed Orione. (B) (Mit) 2 —* (Geog.) Citta e promontorio dell’Asia Minore, famoso per una vittoria de’Greci sopra i Persiani. (Mit) Mjcalea , * Mi-ca-lè-a. N. pr. f. Lo stesso che Micale. V. (Mit) MicagessA. * (Geog.) Mi-ca-lés-sa. Antica città della Beozia. (Mi I) Micalessia. * (Mit.) Mì-ca-lòs-si-a. Soprannome di Cerere, pel tenyio che aveva in Micalessa. (Mit) Micante , Mi-càn-te. [Add. comi] V.- L. Risplendente. Lai. micans. Gr. 5 i»irr/\(W. Morg. ig. ty. Avricn giurato, e detto per certezza, Che fusson più che ’l sol belli c micanti. Micaschisto. (Min.) Mi-ca-scliì-sio. Sm. Dicesilo Schisto micaceo, coni- posto essenzialmente di mica abbondante non interrotta , e di quarzo , con una struttura foliacea. (Boss) Micastro.* (Bot.) Mi-cà stro. Sm. P. G. Lat. mycastnnn. (Da myces lungo , e aslron stella.) Genere dì funghi della sezione delle ùòo/,e/- duteee , stabilito da Rajinesque , assai analogo al genere geaslrum di Persoon , cosi denominati dal loro peridio stellato. (Aq) Micazione. * (Filol.) Mi-ca-zi-ù-ne. Sf. Nome antico del giuoco della mora , usato presso i Greci e presso i Romani. (Mit) Micca. [Sf. K. fuor d’ uso. Un tantino, Una picciolissima quantità, nel significato di Mica sf.] (Dal lat. mica bricioIo.V.»,ù.u.) Pataffi j. Non ti darei una micca di broda.» Salvin.Annot. Mahn.10. i;i.Ser Brunetto Latini, servendosi di questa voce Micca nel suo libro ec. mostra che sia antica cittadina di Firenze; sebbene qui pare che voglia dire un briciolo , dal latino mica. (B) (N) 2 —Minestra. [Foce inusitata.] Lai. panis ex jure, jtisculmn. Gr. n'ùìw. (Dal celt. micas che vale il medesimo. Negli ani,, monumenti trovasi altresì mica in senso di picciol pane , c micaìtia per tutto ciò che si mangia; dal celt. mi bocca, secondo ilBullot. In isp. mi- gas è una sorta di manicaretto. V. gli csempii seguenti.) Morg.j.òt. Onde Ulivicri abbandonò la micca. Malm. io. 17. Cosi le fa ingojar tanto di micca D’ una colla tenace di tal sorte , ec. » Ruoti. Tane- S. 3 . Vieti, mia ma’la micca ha scodellata. E Salvili. Annoi, /ri: Micca. La pappa, la minestra, dal Ialino mica, minuzzolo di pane, mollica. (N) Miccia.(M ilif.) [Sf] Corda [di stoppa di lino, lisciviala nella cenere, e talvolta] concia col salnitro, la quale serve ad allumare le artiglierie, [quando non si adopera il soffione ; viene a questo effetto avvolta all’ estremità superiore a’ un’ astiaci uola con un de capi in fuor'. Anticamente si usava anche per dar fuoco agli archibugi. Eu par chiamata Corda e Corda colta. — , Miccio, sin.] ( In frane, miche , in ingl. match, in isp. mechtt, dal gr. myxa lucignolo. In lat. myxus è il luminello, o sia lo anello-, dove si pone il lucignolo. In'pcrs. medi vai fuoco.)» Monlecucc. La miccia giorno c notte s'abbrucia,(Gr) 2 _ Dicesi in modo assoluto Miccia accesa , per significare La facoltà di far uso delle artiglierie , ed anticamente .delta innscheUe- ria, mediante la miccia già accesa per dar fuoco. E una delle clausole delle capitolazioni, quando chi si arrende ottiene gli onori della guerra. Davil. Stor. Marciando in ordinanza ceri palle in bocca , miccio accese, insegne c cornette dispiegale. Mald.Uec. Es.endo sopravvenuta la guerra civile di Parigi, più c piti volte si fece vedere colle truppe armato di moschetto, e miccia accesa. (I>) (Gr) 2 —■ (Maria.) Miccia, o Anima dell’ albero , dicesi quel Pezzo principale deli’ albero , cui si adattano tutti gli altri, quando esso è composto di più pezzi , e che va dal piede sino alla gabbia. ( Dall' ar. mychechet midollo, nocciuolo, la miglior parte di qual si sia cosa. In isp. miga è pur la principale sostanza di una cosa.) (A) 1 — Dicesi Miccia o Maschio del timone, Il primo pezzo dì legno che fonila il corpo del limone. (A) A — (Zool.) [ Sf. di Miccio e vide ] Asina. ( Vuoisi dedotto dal gr. micjios o miccos , in celt. mie piccolo. In illir. magaricca asina : in ar. meqqa cavalla di corpo lungo. ) Pataffi- 3 . Quando le micce saran cavriuoli. I.uig. Pule. Ree. 3 . Come le vespe all’ uve pi ima- ticcc Tutto di vanno d'intorno ronzaudo , li conio lamio gli asini alle micce.» Salvili, disc. tose. 5 . filo. Quel miccia, vezzeggiativo d‘ asina., quasi /usrtrsx, clic iti greco vale piccola, piccolina rcdAy Micciaiie, * Mic-cì-a-de. N. pr. m. Lai. Micciadcs. (DaU’ar. tnec.ioitim servi, cortigiani, ministri, cunuclù. In pers, mechj'de figlio disubbidiente.) (li) , . MiccianzA, Mic-ciàn-ca. [V/T] F.A. Lo stesso che Mescianza.^. Lat. iieduin , aerumna , improbità». Gr. , ***'*_, (In ingL miaehcuice significa appunto ihsictta , disgrazia. In fi-anc, mèchance valse una volte malignità : e sembra questo il scuso ili rnic~ danza nel primo dogli esempii riferiti qui appresso.’) M.F.ó.fj,. Iva. scudo accampati l’uno presso all altro, e cercando di combattere insieme , più per altiera iniccianza , clic per guerra clic tra’cognati tosse. G■ F* 12 ‘ 70. 3 > Egli era meglio- disposto a- ricevere la mala miccianza. » (IVo/i per Disavventura, coaie seconda la Crusca , v*t(e amanza, aia per Mescolamento , Rivoluzione e qit ui Misemazu , LkicvpeLvò Ixeaiir,to J/Mrchtiuo questa pania. 1 n.uvi Editori forni- -i-d 3-74 M1CCICH1N0 tini hanno preferito la lezione Meccianza, derivandola dal Francese Meschancc, disdetta , disgrazia.) (P) Miccichino, Mic-ci-cbi-no. [ Add. e sm .] usato talora anche a modo d’avv. [ dim. di Miccino. Pochin pochino.} —, Micolino, Miccinino, sin. Lat. paulisper, paululum, aliquantisper. Gr. Si èxiyov xpóvov. (V. micci- tioì) Buon. Tane. 2. 3 . Tu non hai pacienza un miccichino. » E Salvia. Annoi, ivi : Sci’ Brunetto nel Pataffio, Micolino, lat. exigua mica, un briciolo , un minuzzolo. (N) Micciere , Mic-cié-rc. [Add. coni.'] V.A. Da mìccio, Clic va sul miccio. Pataffi 1. Va in tregenda il cavalier micciere. Miccierei.io , Mic-cie-rèl lo. Sm. dim. di Miccio. Asinelio. Fav.Esop. 8y. Movendosi il villano di Gcnnajo , ch’era gran freddo , e neve , e terribili venti . con un suo micciercllo andò al bosco per le legno. (A) (V) Miccikcoco , Mic-cin-gò-go. [Add. e sm. V.A., e d’oscura significazione. ] ( Dal celt. gali, mogach rozzo, ruvido , ispido, e da ogan giovane. Tirila stessa lingua mi-cannach non liello, non degante, non gentile. V. magogo. ) Palaff. 2. Egli è un miccingogo , e piglia il grillo. ( Sii testo del principe Ghigi si legge maccingogo , e il tomento spiega maccianghero.) » ( Li annotatore dell' ediz. di Venezia i8ig, Parnaso, voi. 2., spiega questo vocabolo per Domo grande e grosso come un miccio.) (B) Miccikino , Mic-ci-nì-no. [Add. e sm. usato anche in forza d’avv.] dim. di Miccino. [Co stesso che Miccichino e Micolino. V.] Lat. paulisper, aliquantulum. Gr.il èx'cyov xp° tov ' L0r.Med.Nenc.4i. S'io ti toccassi un miccinin la mano, Mi parrebbe esser d’oro a mano a mano. Miccino, Mic-cì-no. [Add. e sm.Pr chino. Dicesi anche] Micolino ,L,at. paueuhtm.pusillnm. (In gr. dorico miccos per mìcros piccolo, che dicesi pur nnccylqs. In celt. m/cvale il medesimo In provenz. mouceou brandello , particella di un tutto.) lHr.rim.128. E se ci mette un miccio d’avvertenza , Ei vedrà clic cci Burch. 1. yg. Io ne vo’pur; deb dammene un miccino. 2 —In forza d’avv. Miccino o Un miccino— Alquanto, Un poco. Lat. paululum , aliquantisper. Pataff. 8. A spizzicone il naso un tal miccino Egli tirò , ec. Lor. Mcd. canz. 77. fComc si striglie un miccino , In un tratto dentro schiiza.Morg. 18. ioti. Aspetta, tanto ch’io torni , un miccino. 3 — A miccino posto avveri).— A poco a poco, Con gran risparmio. f V. A miccino.] Lat. parco , scusila , paulatim. Gr. tpuheiKijs. M. Aldobr. P. N. 200. Nulla della semenza dell’uomo vi può entrare, ma la fa tornare al piscio , quanti’ella piscia a miccino. — [Col v. Dare : Dare a iniccino= 2 >ure a poco per volta.] Fir.rim. So. È un dare a miccia la ciccia a’ putti , Accioccli’ ella non faccia poi lor male. 5 — [ Col v. Fare : Fare a miccino = Consumare a poco per volta , usar risparmio. V■ Fare a miccino , e] V.A miccino. 6 — [Col ('.Favellale:] Favellare o Parlare a miccino [—Dir poco e adagio ] Lat. scusila ìoqtn. Varch.Ercol. gf Favellare a spizzico, a spilluzzico , a spicchio e a miccino, è dir poco c adagio, per non dir poco c male. - Miccio.* (Milit.) Sm. V. A.V. e di’ Miccia. Segner. Poiché due modi di darle fuoco egli usò : si valse in alcune navi del miccio , il qual per una palle della carena occultamente tirato , sporgeva dentro la mina. Mele. Portavano da principio questi archibugieri il miccio, ma dopo si conobbe esser più comodo 1’ aver a cavallo gli archibugi a ruota. (Gr) a —* E forse in senso di Torchio o Fanale. Bartol. As. (>. 1. I. 6. §■ 26. Le sentinelle , allo splendore de’micci accesi, se ne av\i- dero , e gridarono All’ armi. (P) 2 — (Zool.) [ Isolo anche come vezzeg. di] Asino. L.at. asinus. Gr. dV Michelaccio . mime . ‘ la , Micheiisia. N pr. f. UO (N) t0 ]\li*chc*làc-cio. i\. pr. m. Si usa in un c : l 'z r yd ir °ff 1 ' .. 7 quando si vuol parlare d’uno che non i^’ siere che di campare allegramente senza fastiditi hai -,/, ‘ cbelaccio , cioè Mangiare e bere e spassarsi. Magf" Lnitit /fji 1 '' ig. Mangiare, bere, andare a spasso ec. , questa e Ali P (|1 che da noi si chiama l’arte di Michelaccio; che, p cr ,- 0 d&Lfft è la più bella di questo mondo. (Viene questo pr°'/ c f * Michele Panichi Fiorentino , il quale dopo il’ aver j neggiati gli affari pulddici, ritirato da ogni itupKp |j 0 fai’^ ( chi il chiedesse ili pigliare alcun ufficio : Io non Ner. Sani. 11. g. Allor la Maliarda per il naso L° su , mascalzonaccio , Che qui vivendo scioperato e a j 0) ;lif Af RUcl' aCl eli' 1 g. Attor la Maliarda pe mascalzonaccio , Gite qui vivendo scioperalo cendo vai del Michelaccio. (A) (B) Michelangelo ,* Mi-chcdàn-ge-lo • Midicìangiolo gelo Michele , Angelmichele. N-pr. m. comp. Lat . Angelus Michael. (B) Michele , * Mi-ehc-lc no, Ghiliuo, Micheloz r ehi*, mi chi, co ovvero cho come, ed el Iddìo. Nome dd capo degli angioli, e però appellato Area.^r ^ foì h 1 , Micario , Michrlino , CUclfo ) MicMiLj,,;)^ ■lozzo, Michelaccio. N.pr. in- L‘ cC i' ,c ,■ muli', ed ri Iddio: Gbl b ,/ udì, Miehi'le 1. “S 1 Daniele.- detto r.auC‘” tutelare della nazione ebrea imperatori di Cvstantiaopi li ho , HI. Porfiregenilo , 1 ' tiotico , A’Il. Duca detto Parapinace , ADI. — * (Geog.) S. Michele. La maggiore delle is isoielle circonvicine a Venezia , delta S. pah olog°- . . —* (St. Moti.) Ordine di S. Michele: Ordine rial™ j c ll'# J tutto da Luigi XI. nel i 4 G<) ad rimboisa , t' 1 °' . Michele amico protettore della là,meta. (P) T rlieo^ìm -rf ‘ - 1.) N fi - c 1 ie' -1.' I - ti. Sm. pi. TSo'p di’ 11 * ,1"" il PaJiaRomo , V. MlCIIELETTI. * (St. Moi danno ai montanari Sportone, c nipote di Foraneo, al quale si attribuisce la fondazione di Micene. (Mit) , 2 — * Add. pr. m. Di Micene. —• Soprannome di Agamennone re di Micene. (Mit) Mickbi. * (Grog.) Mi-ce-ni Atu.popoli della Mauritania Cesaricnsc (Mit) MicebiOe , * Mi-cè-ui-de, N. pr. f. Lai. Micenis. (V. Micene.) (B) pr. ni. Di Micheli celebre botanico. Cocch. Disc. 'Tose. in gran numero le piante michelianc. fS) Micueuka , * Mi-che-lì-na. A. pr. f. limi, di p ,, m.le. ' Mie '.eluso , * Mi-che-h-no. N. pr. in. ditti, di ivlieh e ^ c ) Itfr ,IlD '.ELUSO , * ivi 1-cnc-ii-no. IV. pr. in. tua *. -, Mieli'-' 1 '') -ai 0 MiciiELOzzo , * Mi-che-lòz-zo. N. pr. ni. ac f]', j.i Gl’ a>,tt ...pi Michelstauia. * (Geog.) Mi-chcl-stà-di-a. Cita , - sia Darmstadia. (fi) _ simbolo d e g.,.iic“. l : t iif Michia. * (Mit. Egiz.) Mi-clu-a. Sost. coni- A lan-i a J’ji ó a> lV loro scrittura geroglifica. Era la figura^ « . n i>heU e 111 * nanle in un T , traversata da una o piu sia b l.) IDl-bllt-b l-tl. UHI. * ild'V W. ei<* abitanti ne’ Pirenei , alle l ,gs' al "! c ,l< lst ‘Ì 0 Ì MICHIGAN ^t ì0 fcrescimmto del JSilo. Questa figura divenne Toixlinario gìzìi J)Q U f' ^ Cne desiderato o della liberazione da un male : gli E- fd J ece ro un amuleto cui appendevano al collo degl ’ infermi * ,Cii, can le f l ^ a mano di tutte le divinità ben fiche. (Mit) , (Gcog.) Mi-clii-gùn. Luogo e territorio della parte settcn- K k % d egli Stati Uniti. (G) ^"Van Ir' 1 "' dl ' Micio. P] M. Bìn* rim. buri . 1. igg. E se . Ma non ^ 1 sob) una blicia 5 ^ i’ avixbbon cavata infin di bocca, r;‘ larla cucco o alla micia. “V . m; ..^ c °S 0 “ i*ci*bcrna. Ant,cititi riva all’Ellesponto.(flit} tr, ' c ida * [-ddd- e s0Stm co, n.] P. A. P. e di' Omicida./yU£. ho- V\- ' “^po^oVos. Diitam. 1. i 5 . Albnla , clic alìor poi-dò suo h l(l - Tv 1 COsb “ f u sepoltura e micida.» ('L’edizionedi Venezia 1S20 A |Ctn U l i 5 l * es ^ ** u sepoltura e omicida.) (B) «licijj 5 Mi-cbdi-a. [iV/T y.A. Lo stesso che ] Micidio. fP. e di*Q- Cai n f °; 3 B)\ Jac. T. 1. i 3 . 2g. L’altro capo ò l’invidia, Che a i^’^rinì ^ ai ' m * cit!ia s Qnaudo ad A bel pose insidia, Che ofteria buon Mi-oi-di-ade. [ Add. coni. Lo stesso che Ornicidialc e] Orni- ? 9 Micidiaro , sin. Lai. liomicida. Gr. olpSpotpóvos. Bocc. V* 21 ' ^ T ° ri voler divenire micidiale di clii mai non t’ offese. • cc ì l ’^l ) div.gg. Ciascheduno di c|uolla con fiero sangue sansa ^Ìcq e- Sl ^ a micidiale.» Lod. Mar.p 7 rg.j 6 f Poscia che ’l mio ln- 3 1 j , d Hiìoìn e . Vobe dei vino. » Salvili. (Jdiss. 5 10. Se di figli e fratelli ICfD Ue ^ ^° n P ,in ' 1Tni - (P«) r> iSs, ^o, Mi-ci-dÌa-lis-si-mo. Add. m. superi, di Micidiale. Uden. tLd ^ 8g n,.n„i.. ~. .' c,.. *..**.. 1.. ^ 3 .' Qnan ì° pure nel greco scrittore fossero tutte le virtù tos a storica ec. , verrebbono ec. annidiate da quella sua tormen- \* 4b ’0ee COll ^ nua 0 micidialissima loquacità, la quale pare al lettore più ^lOH^PpPiio. che ’l toro di Falaride. (A) ( 13 ) c *da. q 5 Mi-ci-dì-à-ro. [Add. m.] P.A.P. e di' Micidiale. Lai. homi- tljQ jj *• a^po^oVo?. Guilt. leu. 2o. Quello è ‘micidiaro di sè stesso, 5^ 0 l P° e f anima sua a morte mi Ite eternale.35 (Era Guitton qui, ^itnw 9 non dice micidiaro, ma micidaro $ e micidaro uvea detto ^Piiyq Q a ì et !" : O come non vergogna ( non è vergogna , ( ^‘t. P'* 1011 s * vergognaj predicare innoccnzia uoin micidaro? Bini. l f r ' delle Pigne.'. Che volsono sguardarc Agli occhi micidiali. >0 k W ono , ‘ " v'Y'? 0 ^ 0 ì Eep. Decani. 5 /p JSota del P. Lombardi.J (B) no [Sm.] U. A. P. e di’ Omicidio.—, Micidia, sh.. . tjucidimn. Gr. aty$potyovia. ( V. propria del dialetto napolitano.) ► * *3(¥ ^* ** e in bando di llo imperio per micidio fallo. C «Nb » f, Cbe “’P 1 ® 7i s saHi o ’ c , w ‘-cip-po. N. pr.f (Dal cclt. mi bocca, e cip rapimento: tq 8 * 5 *V^ 1SCt! ‘) — Biglia di Pelope. (O) (li) * ^ o--x -S' P r - m ‘ (V. Micito.y—Schiavo fedele di Alias- ì^^ìxk 1 ' I 0 /? Reggio^ da lui eletto reggente e. tutore Je figli. (Mit) fim Àlj-co-iìer-ma. Sm. P. G. Lat. mycoderma. (Da * 0,t Oelt^ 0 ’- C ( l erma pèlle.) ('renere. e «noi» io conosco.) Cognizione de j ungiti , Cscui e VOn ° scer ìì ; ne ì classificarli } nel distinguere i venefici MICRENCEFALIO 3^5 Micoc, otte. * (Bot.) Mi-co-gó-ne. Sm. P. G. 1 Lat. x bycogon. (Da rrtyces fungo , e gónia angolo. ) Genere di funghi della sezione delle mu- cìdinec , stabilito da Link , che comprende , secondo lui , U na sola specie nascente sui funghi in putrefazione : presenta numerosi filamenti intralciali fra loro ad angoli, con sporidii pedicellati e solharii. Ha per tipo la mycogona incarnata di Eersoon. (Aq) Micogràfia.* (St. Nat.) Mi-co-gra-fi-a. Sf P. &. Lai. mycographia. ( Da myces fungo , e grapho io descrivo.) Descrizione de' funghii PaHe della filogrqfia. (O) Micor.. * JSl. pr. f. Lat. Michol. (Dall’cbr. mi chi , e chalil perfetto,: Chi è perfetto .)—Figlia di Saiùle e maglia di Davide. (B) (N) Micolino, Mi-co-H-no. [Add. e sm.] dim. di Miccino, usata anche talora a maniera di aW-Un pochin pochino. [Lostesso che Miccichino.^i] Lat. panxillulus. ( Dal gr. miccyios piccolino. ) Bocc. nov. 62. 12. Badi quivi, e quivi, e anche colà, c vedine qui rimaso un micolino. Sen.Pist. I veraci beni non si^ partono in tal maniera; che ciascuno non abbia un micolino. Pataffi. #. Digrigna un micolino smanceroso. Avvigli.62 .saixtu quello micolino. che la scienza a scuola diedeti? Burcìi. 2. 32 . E alle volte un micolin di muggine, Che a un bollor nel pcntolin si sgretola. Micologia. * (St. Nat.) Mi-co-lo-gì-a. Sf. P. G. Lat. mycologta. (Da myces fungo , c logos discorso. ) Ramo della storia naturale che ha per isenpn lo studio de’ lunghi , vastissima famiglia di vegetabili che comprende i fanghi propriamente detti , le licoperdiacee , gl’i- possili , le mucìdinec e le uredinee. (Aq) Micotne , * Mi-có-ne. ZV. pr. in. Lat. Mico. (Dal gr. mycos muto, impuro, ca! Ilvo .)—Pittore ateniese , rivale di Poiignoto.—Biglia di JS’i- costralo , e scultore siracusano. — Giovine ateniese , trasformalo da Cerere in papavero , secondo i mitologi. (B) (Mit) 2 — * (Grog.) Lat. Myconos . Città e isola dell’ Arcipelago, fra Nassa e Tine. (G) Mjcono , * Mi-cò-no. N. pr. m. (jV. Miconei )— Figlio di Ennio , il quale diede il suo nome all' isola di Micone. (Mit) Mjcoponzio. * (Geog. c Mit.) Mi-co-pòn-zi-o. Ampia voragine presso Eraclea sul Ponto E usino , per dove spacciavusi che Ercole, fosse disceso aW inferno. (Mit) Micosi. * (Chir.) Mi-có-si. Sf. P. G. Lat. mycosis. (Da myces fungo.) Blscrcsccnza fungosa, o polipo mucoso. (A. O.) ( 0 ) Migotrogo. * (Vilol ) Mi-co-trò-go. Add. m. P. G. Lat. micotrogos. ( Da miccos dorico per micros piccolo, e trogo io rodo. ) Uomo di poco cibo , piccolo mangiatore: voce comicamente composta da Plauto o forse tolta da qualche comico greco. (O) Micràcanto. * (Bot ) Mi-cra-eàu to. Sm. P. G. Lat. micracanthum. (Da micros piccolo, e acatitha spina.) Nome specifico di piante con le spine le quali sono piccole ed anche rare. (Aq) Micp.ampelide. * (Bot.) Mi-cram-pè-li-de. Sf P. G. Lat. micrampelis. (Da micros piccolo , c ampelos vite. ) Genere di piante della funi- glia delle cucurbitacee , affine, alle momordiche , dalle quali non diversificano che pei frutti rigonfi , spinosi , a due o tre lobuli monospermi , e simili nel rimanente ad. una piccola vite , donde trassero tal nome. (Aq) Micranico , Mi-crà-ni-co. Add. [m. Poce poco usata.] Di emicrania 5 Attenente a emicrania. Lat . hemicranicus. Gr. r h u.iKpxvtKd?. Segue)'. Pred. g. 3 . Se si potessero unire insieme da un Angelo tutti quei varii dolori che noi proviamo , renali , al tetici , niicrauici, colici, nefritici , asmatici ec. , che dolore vivissimo saria quello ! Micràntà. * (Bot.) Mi-cràn-ta. Sf. P. G. Lat. micranthes. (Da micivs piccolo, e anlhos fiore.) Genere di piante stabilito da Havvorth a scapito del genere sassifraga di Linneo , in cui si comprendono quelle che vanno provedate di fioretti verdastri ed agglomerali.^ cioè la saxi- fraga pensylvaniea di Linneo, e la saxnraga hieracifolia di /f 7 /&/.(Aq) Micratttemo. * (Bot.) Mi-cran-tò-mo. Sm. P. G. Lat. micranthemum. (V. micranttt.) Genere di piante, della diandrici monoginìa, famiglia delle primulee , distinto dal calice quadrifido , la corolla quadrilo - ha , c la capsola globosa uniloculare bivalve polisperma colla placenta centralei fondalo da Michaux, e così denominato a cagione della notabile piccolezza de ’ suoi fiori. Gmelin la chiama Globifera pel suo ovario globoso. (Aq) (N) Micrantko.* (Bot.) Mi-cran-tò-p. Sm. P. G. Lat• micrantheum. ( V. mi- crantai) Genere di pianta della famiglia delle eu forbiacee, e della monoscia triandria di Linneo , stabilità da Desfontaines ; distinte per la piccolezza dei loro fiori che hanno il calice trisepalo, e la corolla tripetala ne 5 maschi , ed il solo calice persistente diviso in sei lacinie ne’ femminei , con tre piccioli stili e la capsola tricocca. (Aq) (N) Micranteha. * (Bot.) Mi-crau-tè-ra. Sf P. G. Lat. micranthcra- (Da micros piccolo, c anthera antera.) Genere di piante della famiglia delle guttifere , e della diveda poliandria di Linneo , stabilito da Choisy , le quali furono così denominate dalla piccolezza delle foro antere , sembrando a prima vista due piccoli pori 1 due loculi orni esse sono formate; hanno il calice di quattro sepali, dieci petali, lo stimma pcltato e la bacca con cinque loculi. (Aq) (N) MrcRATSTo. * (Bot.) Mi-cràu-to. Sm. P- G. Lat.^ micranthus. (V. mi- crauta .) Genere di piante della didtnanna angiospermia , stabilito da VP end land , fornite di piccoli fiori . C omprende la sola specie ini» cranthus oppositifolius di VPendl. phaylopsia parvillora di fPilld . ; da’ moderni riunito al genere Aethedcina. (Aq) (N) Micrelio. * (Bot.) Mi*crè-li-o. Sm. P. G. Lat. rnichrclium. ( Da micros piccolo, e hélios sole.) Genere di piante sinaiiieree , della shi- genesht poligamia superflua di Linneo , stabilito da Bbrskul ,* cosi denominate dalla somigliànzà delle loro specie ad un piccolo elianto o girasole. Da fPM venne unito al genere eclipta. (Aq) Mjctìzncffai.io. * (Fisiol.) Mi-cren-cè-fa-li-o. Sm. P. G. Lat. micren- cerhalion. ( Da micros piccolo , ed encephalos cervello. ) Cervello pie CO In, (Aq) 376 MICROBASE Microbàre. * (Boi.) Mi-crò-ba*sc. Sf. F. G. Lat. microbasr». (Da Micro s piccolo, e* basis base. ) IL disco , sostegno e base delC organo femmineo delle piante , dal ginobase non diverso, se non per La piccolezza , il quale , ali epoca della fioritura, portaquattro loculi poco visibili. Tali sono i fruiti delle labiale e delle borraginee , male a proposito classificate da' Litmeani nei semi nudi . (Aq) Mjcrocarpea. * (Bot.) Mi-cro-car-pè-a. Sf. V. G. Lai, microcarpaea. (Da micros piccolo , e carpos frutto.) Genere di piante della fami* glia delle scrofolarie , e della diandrici monoginia di Linneo , non tanto notevole per la piccolezza loro propria , quanto per quella de loix) fruttij hanno il calice tuboloso , la corolla bilabiata, e la capsola bivalve col sopimento in fine libero. (Aq') (N) Micjjocaupo- * (Iìot.) Mi-erc-càr-po. Sm.fr. G. Lat. microcarpon. ( V. nncrocarpeai) Genere di piante crittogame della famiglia defungili, traendone il nome dalla piccolezza del loro fatto o dalle loro gemme seminifere che sono una finissima polvei'e. Questo genere di molto si ftpprvssima al Trichia di Persoon. (Aq) Microcefali. * (Zool.) Mi-cro-cè-fa-li. Sm. pi. V . G. Lat. microcc- pMi. ( Da micros piccolo, c cepfiale capo.) Tribù d* insetti ddl ordine de' coleotteri pentameri , c della famiglia de' brachchtri , che hanno la testa piccola , e quasi nascosta nel corsaletto. (Aq) Microcefalo.* (Zool.) Mi-cro-cè-fa-lo, Add. e sm. F. G. (V. mici'o- cefàh.) Aggiunto di ogni animale che, in proporzione del rimanente del corpo , abbia fa. testa piccola. (Aq) 2 — * Nome particolare di ima specie di mammifero dell ‘ ordine de cetacei , del genere monodon , distìnto dal Narwal volgare per una testa più piccola. (Aq) (]X) 3 —* Genere d' insetti deWordine de' carabìci, che desumono tal nome dalia picciolezza della loro testa. (Aq) Microcloa.* (Boi.) TMi-crò-clo-a. Sf. F. G. Lat. microcbloa. (Da mi- , eros piccolo , e ckloa erba verde. ) Genere di piante della fami - glia delle graminee c della triandria digitila di Linneo, distinte dalla glume unijlore bivalvi, le carottine villose mutiche , e la spiga unilaterale non articolata. (Àq) (IN) Mjcroco,* (Bot.) Mi-crò-co. Sm. V. G. Lat. rnycrocos. (Da micros piccolo , e coccos cocco.) Specie di piante esotiche , a fiori polipetali della poliandria monoginia , e della famiglia delle liliacee , del genere grenia , che si distinguono per la piccolezza de'loro fruiti. (Ai\) Michocoleo.* (Bot.) Mi-cro-co-lo-o. Sm. fr. G. Lat. microcoleus. (Da micros piccolo , c coleos vagina.) Genere di piante , proposto da Desinazieres per collocare delle produzioni ambigue della classe delle afrodie de moderni, e della famiglia delle oscillarle: così dette dalle loro piccole vagine donde escono i filamenti semplici come uniti in fascio. (Aq) M/crocobide.* (Bot.) Mi-cro-cò-rì-dc. Sf. V . G. Lat. mìcrocorys. (Da micros piccolo , e coiys elmo.) Genere di piante della didtnamia gi- mnospermia , famiglia delle labiate, le quali desunsero tal nome dal labbro superiore della loro corolla , che presenta la forma d’ un piccolo elmo ; sono distinte dal calice cinque-fido eguale , la corolla col fabbro superiore abbreviato, l'inferiore trilobo , col lobo medio più far • go, gli stami superiori con un lobo delle antere irsuto e gC inferiori colle antere bifide sterili. (Aq) (N) Microcosmico. (Filol.) Mi-ero cò-smi-co. Add. m. V. G. Spettante a microcosmo. Gurz. Piazz . 25 . Serg. (Min) Microcosmo. (Filol.) Mi-cro cò-smo. Sm. F. G. ( Da micros piccolo, c cosmos mondo.) Piccolo mondo , o Compendio dell'universo ; e per lo piu si prende per Uomo in genere. Baldin. Dee. I filosofi disse* ro che l'uomo è uu microcosmo. ... Il microcosmo del Compose un libro intitolato il microcosmo la fabbrica dell’uomo. (A) Micuoccstico. * (Fis.) Mi-cro-cù-sti-co. Sm. V.G. Lai. imcrocustieus. (Da micros piccolo, e acusticos pertinente all’udito.) Strumento destinato a far udire i più deboli suoni.-—, Microfonio, sin. (Aq) Microdattilo.* (Zool.) Mi-cro-dat-ti-lo. Sm. F. G. Lat. microdacty- lus. (Da micros piccolo, e dactylos dito.) Genere d'uccelli dett'^nioie delle grulle di Linneo, e di quelli da riva, ossia trampolìerì de moderni, così denominati da' corti loro diti. Son distinti dal becco lungo curvo e fesso fino a sotto l'occhio , onde /tanno la Jìsonomia e la natura degli uccelli di predai le loro gambe altissime son terminate da dita molto corte un poco palmate alla base, e dal pollice che non può toccar la terra, (Aq) (N) Microdone.* (Zool.) Mi-cro-dó-ne. Sm. V*. G. Lat. microdon. (Da mi- eros piccolo, e 0 dùs dente. ) Genere d insetti dell' ordine degl' imenotteri , famiglia degl'icneumonidì, distinti da piccoli denti , con cui hanno guarnite le mandibole . (Aq) (N) Microfenicio.* (Zool.) Mi-cro-fc-nk-ci-o. Sm.V.G . Lat. microphocnix. ( Da micros piccolo, e phinix fenice.) Nome duna specie d uccello del genere cottinga , dell ordine de ’ pàsseri , così denominato per es- MICROPSO Microlena. * (Bot.) Mi-cro-lè-na. Sf.V.G.L. Lat . microhcna» eros piccolo, e chlena, in lat. laena sajo velloso.) Genere. 1 I^$1 della famiglia delle graminee, caratterizzato dapiàcole sqaa contenenti il fiore. (Aq) VroM^ Microlepipoto.'* (Zool.) Mi-cro-le-pi-dò-to. Sm. F. G. dotus. ( Da micros piccolo , e lepis , lepidotos squama.) ^ fico di pesci, come del genere labrus ectratto dalla piccole* squame che ricoprono U loro corpo. (Aq) ^ n 11 ' MicftOLEccoNiXFEA. * (Bot.) Mi-cro-leu-co-uin-fc-a. Sf. F ■ yfpph^ croleuconymphaca. (Da micros piccolo , leveos bianco, c r f e$ if 0 ninfea, sorta d’orba.) Nome dato da Boerhàve aU > idi'oca? l< y* g dalla piccolezza della pianta , dalia somiglianza colla ninfea > color bianco de' suoi fiori. (Aq) # n Micrologia.* (Filol.) Mi-cro-lo-gì-a.A/T F. G . Lat. micrologia- ( piccolo,e logos discorso.) 7 ViiMaio degli oggetti di grande ^ 2 ■— L'itolo che Guido d Arezzo diede al suo libro sopra U 772 vaio dì condurre il canto. (A) cQS g fi' 3 —> Dicesi anche della soverchia cura che altri prende deu e nute e frivole, e costui vieti detto Micrologo. (A) t •mft*', Micrologo. (Filol.) Mi-crò-lo-go. Add. m.F.G. Detto di sctj ^et delle che 1 imprende a trattare cose frivole , o si cura troppo delle 1 ‘ ed anche per lo contrario di scrittore laconico e conciso , che parole comprende alti sensi. (A) (Aq) ( r\ A fi Microloma.*- (Bot.) Mi-crò-Io-ma. Sfi F. Q. Lat. mìcroloroa. ( eros piccolo, c lòma frangia.) Genere di piante della asclepiadee,e della pentandria digitila di Linneo , osservabili P e f. fi»' 1 ? cola frangia che circonda l'orificio del tubo della loro cor°^ ll fifi' caratterizzate dalla corolla tubolosa panciuta , e le squatttf p fere rinchiuse nel tubo ed alternanti con fascetti di peli . ( . ^5 p lC i Micromà.* (Bot.) Mi-crò-ma. SfiF.G. Lat. microma. (Da p 11 ? $ J/ colo.) Nome applicato da Dècandolle ad una sezione di genere xyloma , la quale comprende quelle specie che preset 11 colissima la fenditura del loro peritecio. (Aq) ^ Micromega. (Àr. Mes.) Mi-cro-mè-ga. Sm. fr. G. Lat. micron 1 ^ micros piccolo, e megas grande.) Strumento che rappreseti^ , patte del quadrante. (A) ire^m 2 —* (Lett) Titolo d'un romanzo filosofico e satìrico di V° Micromeria.* (Fisiol.) Mi-cro-me-rì-a. Sf F. G- Lat. fl (l micros piccolo , e meros parte.) Difetto del corpo , che cOt 15 V avere una parte più piccola del naturale. (Aq) , Micrometro. (Fis. c Aste.) Mi-crò-me-tro. Sm. F. G. Lat. 1TnC j; (Da micros piccolo, c mctron misura.) Fi hanno due sorte p metri , il semplice ed il composto. Il primo inventato dà s 6 yy consiste ùi un anello di rame a diaccialo forato ds dello Scandii.... nel quale volle mostrare myz'des. (Da micros piccolo, e myzo io succhio.) T' arnl ^ l - l H&^ ll \ setti dell'ordine de' ditteri , stabilita da Fallen, e da Lfr*. ^ p alla sua tribù delle muscidee : 1 suoi individui sono disW picciolezza del succhiatojo. (Aq) ^afu- Micrommata.* (Zool.) Mi-cròm-ma-ta. Sf. F.G. Lat< micrQ 115 ^^, micros piccolo, e omma , ommatos occhio.) Genere d'orafi qcCv^ L'ordine delle pulmonarie, così denominate da' loro picco* ^ sposti sopra due linee. (Aq) . /*d uS ' dì Micropeplo. * (Zool.) Mi-cro-pè-plo. Sm. F. G. Lauderò? y micros piccolo, e pepton mantello.) Genere d’ insetti, ^ e ^i e [la ^ lìt o‘ coleotteri pentanicri, della famìglia delle claVicornee , c a in ' delle peltoidee , distìnti particolarmente da corsaletto orbo do che sembrano coperti di un piccolo manto. (Aq) vrop . éfi Micropetalo. * (Bot.) Mi-cro-pc-ta-lo. Sm. F. G. Lat. ìial &°up (Da micros piccolo , e petalon petalo.) Genere di piante (f Persoon nella decandria tetragir\ia di Linneo, e nello fon. o^ ^ cariqfi/lee ; cosi denominiate dalla piccolezza de loro peto terizzato dal calice di cinqiie sepali, la corolla di cinque r •, 'capsola ovata quadrivalve. (Aq) (N) # a< (Pf Ài 4 M|cropeza. * (Zool.) Mi-cro-pè-za, Sf. F. G.Lat. miccopc eros piccolo, e pcza pianta del piede. ) Genere d' i flSe , j g He ffi ne de' ditteri , della famiglia delle atericee, della trt ^ rs o, dee , i quali si distinguono per la piccolezza del lofi 0 a . ( ^ .f Micropila. * (Bot.) Mi-crò-pi-la. Sfi F- G. Lat. micr°py^ w ras piccolo , e pylè porta. ) Punto o piccolo fot o s f^ lLL ile sere molto raro in Italia, come vieti detto della favolosa FentcedAq) Microfonio. (Fis.) Mi-cro-fò-ni-o. Sm. F . G. Lat. microp.ionc. ( Da micros piccolo, e pitone voce.) Lo stesso che Microcustico. (Aq) Microvtalmo.* (Fisiol.) Mi-cro-ftàl-rao. Add. e sm, F. G. Lai. nncro- pbtlialmus. (V. mici'ollalmo.) Lo stesso che Microttalino. ^•(A.U.) icroftere.* (Zool.) Mi-croflè-rc. Sm, F.G. Lat. ìmcropbtbiia. (Da micros migli, os piccolo, c phthir pidocchio.) Denominazione della settima fa- ara . c, ndee tracheavie, la quale comprende le specie paras- coti puloccli^A r0V '" :, * Ut i SB * zam P e > °”^ s S ‘ assom ‘Sdano a pic- ^ndciAYfioìo'' 01 - 1 Mi - cro -gà-3tro. Sm. V. G. Lat. niicrogaster. (Da mine asini cario , ITcroVTÌ^AF* f^ e? " 1 Ml ' c r°-gra-fi.a. Sf. f'.G. Lat. micrograpliia. (Da P °-/’ 7 . e j? ra P!}? io descrivo.) Descrizione degli oggetti che non sono risemi, fuorché coll’uso del microscopio. (A) mente al bellico del seme delle piante fanerogame , n *#*'. a i il luogo in cui i vasi conduttori della fecondazione . s mare. (Aq) , Micr.oro. * (Bot.) Mi-crò-po. Sm. V. G. Lat, micropi' s piccolo, c pus , podos piede.) Genere di piante a fiori^° n , ic0 st t singenesia necessaria , e della famiglia delle carimi f'' c> t' a . li- minate dalla sottigliezza del loro fusto, massime ricino r ^ ^i 1 distinte dall’antodio doppio, il ricettacolo paleaceo , e rolli nelle squame dell antodio ingrossate. (Aq) (N) . | , n .,ni' [li ' Microporo. * fl)ot.) Mi-crò-po-ro .Sm. G. Lat. caff micros piccolo , e poros meato.) Genere di funghi, f. è nella parte inferiore traforato da innumercroli g ore ’/p)a Micropso. * (Zool.) Mi-crò-iiso. Sm. f. G. Laf. ™\ cC %' ie de c , 0 let piccolo, e òps occhio.) Specie di mammifero dell’ 01 “.. pei'f f e del genere Ue’fseleri, che ha una nalatoja dorsale, odaijrZ^ il piu ragguardevole dopo la balena , cosi denomwOi $0 dorati suoi occhi , piccolissimi in pivporztone delta ( incute MICR0RCH1DB S’issa. Si trova nel Mediterraneo, nel Mar glaciale ed à il Piu * uvvu nei iveuuerraneo , fcll Cr tt " e ‘ c nemico delle foche, (Aq) (N) «Cr')” 6, ‘ ( Fisio1 : c ji< : a 0 Mi-tfvòr-chi-de. Sm. V. G. Lat. mi- co/ 0 . ( La micros piccolo , e orchis testicolo. ) Piccolo testi- ciii u f €z * e o difetto naturale per mancanza di sviluppo ; o malattia < \ ua ^' e è molto piu frequente della prima causa . Avviene faui *\ c ^ e d testìcolo si riduce alla piccolezza d' un pisello o d’un 0 : e S( - sono co.'i ì ridotti ambedue , i uomo perde la facoltà di irnbe ’ tle COn5f> 8 Ue d dimagramento degli atti inferiori , e la loro °Wi 0 /» 1li(l 7 d pallore della faccia , il diradamento della barba , la dello stomaco, il disordine delle facoltà intellettuali. (Aq) . * (Fisiol.) Add. ni. Aggiunto di chi ha i testicoli som- *Cn * P :CC0li ' (Aqì Cl 'or-K I ‘ XOMATiI . A ‘ * (Bob) Mi-cror-ri-io-ma-ni-a. Sf. V. G. Lat . mi- ‘Jl ZO|11E »uio. (Da micros pìccolo, da rhiza radice, e mania furo- *e J e delle piante, in cui piccolissime radici a&òondantetnen- K»* 01 ** natura si moltiplicano . (.Aq) 8c|| 0 ° Au ’ * (Zool.) Mi-ciò-sco xna. Add. e sm. VG. Lat. micro- fìect l lla \S D . a fticros piccolo , e o schos ramìcella. ) Nome dato da v^rtia L ax ^cHa conchyloga , perchè ¥ animale vi si presenta sotto la "hc Ro d Un pìccolo ramoscello. (Aq) ri c ; c ^c,* (Zool.) Mi cro-scò-pi ci. Sm. pi. F< G. Lat . microsco- l,lv isi/ r m *cros piccolo, c scopeo io osservo.) Classe d'animali fì c i tl l ^i all’ occhio nudo , e solo osservabili col microscopio, il quale ^ , a,1 disce considei abilmente le forme. Sono più o meno traslti- oq J ® sprovveduti di membra : il toro corpo è contrattile in tutto fin,* V a rte ; hanno evidentemente V organo del tatto ; si possono o p fT e elusivamente per assorbimento , la loro generazione sembra \fp0)^ ÌSl V ei ' divisioni , o per emissione di gemme quando non è ^ I *°sco WÌfa ° tom: P ara > e vivono infine esclusivamente nell’acqua. (Aq) pio. Plc o. (Fis.) Mi-ci’O'Scò-pi-co. Add. m. Appartenente a micìvsco - * itif^Utuo di qualunque oggetto che non possa esaminarsi senza KZ Cr ° SC0 P‘0. (A) (Aq)' 0 (-^ 3- ) Àli-cro-scò-pì'O. [Sm. V. G.S tramenio formato duna *ìttt e y 11 * convenevolmente combinate ad ingrandire le cose minutis- * e °Pen - t- l “i'- :rasco pi" w - Cr. pixpctrxoirùct, (Da micros piccolo, e Sc 0 p; l0 . osservo.) Sagg. nat. esp. 268. La qual, veduta col micro- iti j- ’ s * conobbe non esser altro, che un polverizzamento linissimo de],palpabile di cristallo. Red. Ins. 22. S’irrorino cc. i cadaveri tiijji *® osc i lc cc. , e si vedranno insensibilmente nascere da essi al- Ci,l °li £ Utissiuli ’ e P cr meri0 del solo microscopio visibili vcrmic- SUogJj 1 44- Aggranditi ancora da mi ordinano microscopio, di V un s °( vc ti’°. » Sulvin. Annot. F. B. 4. 2. 7. Le voci tc- c hè 4°- •••<'■ microscopio, che i piccoli oggetti ingrandisce; pcr- Ki^^ial» 0e ammiri e se ne veggia la naturai tessitura ; l’uno c mnoc- ,l| ci l0s > e l’altro detto occhialino. (N) j.'hlig (Fis.) Mi-cro-scu-pi-sta. Add. e sost. com. Colui che fa J,c Hosm ‘ tl,s P ez ioni naturati col microscopio.Fallita.2 /3ff.Berg.(Min) Ola g**' * (Z°ol) Mi-cro-so-lé-na. Sf. F ■ G. Lat. microsolena. ®f// e . lC , ros piccolo , e sole tubo. ) Genere di polipi, della famiglia «.al/o poree , e della divisione de’ polipori petrosi, che si trovano ^ at °.fossile sotto forma di piccoli tubi, o canali capillari. (Aq) *U.* (Fisiol.) Mi-cioso-mì-a. Sf.F. G. Lat. microsomia. (Da mi- w^olo, e smrpa corpo.) Corporatura sommamente piccola (Aq) ola m - 0, * (Mus.) Mi-cro-sò-ni-o. Sm. F. G. L. Lat. microsonium. tft op^ros piccolo , c dal lat. sonus suono.) Strumento che serve voce od il suono d‘ uno strumento a corde. (Aq) MIDOLLA callosa « le antere in cima della 377 colonna imltt- ^! ìwo - * (Bot.) Mi-cro-spér mo. Sm. F. G. Lai. microspermum Vf 1 " piccolo ’ ~ - Jami Sha delle c «t, sperma seme.) Genere di piante corimbifere , sinanteree, e della singenesia eguale di Linneo , **Ui j Zz <*to dall’antodio campanulato eguale di molti fiori, i fio- ^ Q i } po C f i rne dalla disposizione de'fiori maschi, i quali si presentano Mjdoglia , * Mi-dò-glia. Sf. F. A. F. e di Midolla, rr. Jac. J ■ 2. dhFo f le eioll.ri . .. /a . . nI ,0s ' t EM° C01t ‘ ss ‘'ne e gracili. (Aq) L- *. CB°l.) Mvcro-stcm ma. Sf. F. G. Lai. microstemma. ?'S liti cfei? Piccolo, e stemma corona.) Genere di piante della fk- > . r ' ,n 'fìi, l , e as clepiudee, e della pentandria diginia di Linneo , cosi f'flr? p 1 * fatta piccola corona che ne circonda gli stami, ossia che f b 1 ,. U: ''"/ìcio del brevissimo tubo della loro corolla ; hanno la co- \‘' n fa s , Utn . oàtquefida , la colonna della fruttificazione Ubera , la ^li n Sc ' 'd ; a,n "‘ e( ‘ carnosa , lo stimma malico , due follicoli gracili e »> t , e Mi-crò-ti-de. Sf. V. G. Lat. inicrotis. (Da micros *er e y : e delì° t0S 0reccìl ìo*) Genere di piante della famiglia delle or- c hi e , - *.< ~ . t - r _. ...Limi* Jl l,j Gr• td il ■ 'V 1 sambuco. Lib. cur. malati. Mincstt a pieno di midoliosa , clic non è l’ebbio e fatta con pane ben midolioso. 2 — * (Bot.) Aggiunto di fusto : Quello che nel centro midolla. Berloloni. (O) Midolluto , * Mi-dol-hà-to. Add. m. Pieno di modolla : c fig. Interno , Recondito. Com. Dant. Purg. 3o. Ma più midolluta ed intrinseca sposizionc si può dire clic ec. (N) Midone , * Mi-dò-nc. N.pr. m. (Dal celi, mid combattimento , cd on capo , principale : Capo di combattila:nti. In gr. mytlnn carne fungosa.) — Uno del guerrieri trojani , ucciso da Achille. — Figlio di Antinna , ucciso da Anliloco. — Fratello di Amico , ucci ?o da Ercole. (Mit) Midosi. * (Med.) Mì-do-si. Sf. Lo stesso che IMidcsi. F. (A. OA Midriasi. (Cliir.) Mi-dri-a-si. Sfi. fifi- G. Lat. mydriasis. Gr. ut-SeizirK. Dilatazione morbosa ed immobilità più o meno grande , talvolta totale della pupilla , conservando la retina in parte od m tutto la sua sensibilità. (A) (A. O.) Miectoride. * (Gcog.) Mi-cc-fò-ri-de. Antica città dell ’ fgitto. (Mit) Miecislao, * Mi-e-cis-là-o. N ■ pr. m. (Dallo slavo mljecsan di latte , e lav leone : Leon di latte , Leone tenero.) — Nome di due re di Polonia. (O) Miele, Miè-le. [ Sm. Lo stesso che ] Mele. V. Lat. ineì. Gr. p=\i. » (■'cedi. lue. 3. 2. Or che il zucchero cola , e ’l mici per tutto, Noi doverremmo aver la mancia. Red. Op. 7. 2^2. Consult. Col mettervi dtnlru ec. quei tanti ohi, e quei tanti latfovarii e giulebbi e mieli.(N) Mieliti?. * (Med.) Mi-e-li-te. Sf. F. G. Lat. mylilis. (Da myelos mi- ilrlla.) Infiammazione Idia midolla spinale, che meglio dE Lbcsi No- lomiditide. — , Miebiidc, sin. (Aq) Mielito. * (Farm.) Ml-è-li-to. Sm. Prepdrazione officinale della coesistenza di uno sciroppo e la cui buse è il miele. E acqua pura, 1 di- tao , non nnga » “-.a.*/ pc alU figlinola. 4 mcln cr. . lill’Zl * ‘‘i 10 unzi io' *1' ]}C' V Bocc. nov. ig. 3j. Erosi il Conte levato dre, ma di povero uomo, a fare onore all; non apparaste miga l’a bi ci iu sulla mela cc. y ne in sul mellone. Lab. 2og. Avendo riguardo a quello t’ ho , non miga a quello che tu per li tuoi studii po^ vl . j Mwa.* (Zool.) Sf f / . G. Lat. miga. (Da miga con if oA ìSÌ di conchiglia del genere buccinimi , così denominata . Cj c rinfusa con altre specie. (Aq) n ys è Magale. * (Zool.) Mi-gà-Ie. Sf F. G. Lat ■ mygR[ e - // pid ,Tl °, i '' i \df gali’, donnola.) Genere di avacnidee , dell'ordine c ‘ e . ^iti della famiglia degli aracnidi di Latreille , cava ^ e,i% ne \{ii - grosso , senz ’ antenne , e con palpi piriformi inseriti c° delle mascelle : onde presero tal nome per remota atl • c ! ragno. {Aq) . - insedili F l \ 2 — * Genere di mammiferi, dell ordine de' carnivori iiosca^V'' comprende due specie, il mygale raoscoviticus, S01 ex lt0 t ,e neo , ed il mygale pyrenaicus di Geojfroy. È annoW t iy co fra gli animali immondi. (Aq) _ _ . o- J'il rC M/galgara. * (Geog.) Mi-gal-gà-ra, MaJgara. Città de ropea , nella Romelia. (G) mlnr'J s '■ iéi^', i Migaluro. * (Bot.) Mi-ga-hi-ro. Sm. V. G. Lat. gale sorcio, ragno, e tira coda.) Genere di piante, ff.. pa h ■M., .. ' - ■ ■ 1 Linneo, stabda c , ' ■ - 0 granvnee, e della triandrin dìginia di due specie del genere festuca , cioè la festuca ni.y 1 ' 1 .- . hromoides, caratterizzate e così denominale da sottl sostengono i loro fiori , simili in qualche ttmdo n .f (A ( o " d’ acqua , e dalla forma di coda che ha hi lem f P I fi ( ,g l(ì l Migdone,* Mìg-dò-m \N.pv.m, (V. Mìddane.) — R* ' le,>s ‘ a soffreddare e si rappiglia, per la similitudine ch’egli Siimi " ' ’ .. t’ ,, irrl.s'^ 011 gran maraviglia avevano veduto risuscitato e fatto liquido lG l4^ 0 lacc w di bronzo. ^oiie,. ’ Mi-glià-jo. [<5'm.] Nome numerale di somma che arriva al •‘•itili "i mille, e nel plurale termina in aja, come Ceutinaja, Paja, e ^3 .Miglia. Migliare, sin.Lai. mille, chilias. Gr. x,t\iù.s.Daiit.Par. p W’ io sopra migliaia di lucerneTJn sol che tutte quante l’acccn- i 34 * Vedrai clic ’n sue migliaja Determinato numero si i^or, 1 4 $' Mirabil cosa, che in tante migliaja d’anni, quante s °no oc., esserne diccc solamente trovate savie. Fegez. E H compagnia del migliajo. Berti. Ori. 1. 10. 3 o. A r entidue 1 afi* i' ln *e“ a j a Hi combattenti avea seco Africane- Sngg. nat. li- s * d 7 grossezza tale, che se per carico di peso morto schianta ([j 0 'i? scro 5 forse , e senza forse , vi vorrebbero migliaja c mi- 5 ‘“nbre. Cas. leu. 6g. Egli è maggior fatica a guadagnare il S M; [ ,v 8lia Ìo , che poi col primo il decimo, q 3j.® 10 1 Spazio di passi. if r . A.] Lat. miliare. Gr. plxiav. G. V. .j,'- 1 . ìj r ^' u migliajo si è mille passini, c : 1 passino s’intende trebrac- pftto ,} tm Pui'g. i‘ò. 22. Quanto di qua per un migliajo si conta, ^'<3, cravam noi già iti. Coll. Ali. Isac. 5 /j. Molte volle a co- 3 l 'H l: orano presso al mondo quasi per un migliajo o due ec., con- tr M 0st U,cll . ò o a l 01 '° le femmine. jjBlia; j! a !' si , delle sci migliaja vide lo stesso che Mostrarsi delle conio ! ''M Sl .;' de modo ani.] V. Miglio, f.i. 3 . Palai}'. 1. Or tu ti mostri ;A^gtiaja. ^ ' l\' 5s ‘" i n Si r^?l a 5 l mstn avveri., dinota. Quantità innumeralile o gran- f' 1 c* a } /Lailll ° la grossezza del miglio bianco, e sono bigi, hi enti e cos ¥i. pajono piccole, pietre; per la quid durezza f nome di Lifdspcrmo o Seme di pietra, e Midìalsole. ^ **«/«/# * Fitosperma. F. Lat. lilliospcrmmn officinale Liei.} Lib. \miglialselc è buono alla gonorrea. Mi-glià-rc. Add. com. Lo stesso c/*. hpjfff'. dp t Mi-glia-rì-no. Sm. Specie di uccello dell ordine de m °lti Etiriguello d* inverilo , o nivale, perchè viene Cfozzo \ e parte nell' autunno. Molto somiglia al Bracieri , o eìjfsi c }* nì,lor< ‘ ì o piuttosto al Fringuello montanino originale. Ù p n fito d‘d/a Lapponia , e, pa 'ciò è stato dal I.inneo hiJì'diiei/ 1 l31 S n(, l’° della Lajiponia. E alquanto più grande che pt f e bì an 0 0l 'djuario , che ha la gola di color rosso rondato , e 7 è f- a femmina è molto più siolorila , ed ha una collana . C i iG appena si cede. Fra gli. Uccelletti di becco grosso a , svjjj uopo i Ortolano , e s’ ingrassa come questo. ì.at. mil- > ^ ( H.\ P> a ‘ ss , ( ' r frangilla monlmia , frangili.-! Itdea, ec (A) /* f) ° Si dicesi anche il Litospermo o Miglialsolc. F. (N) ’T. le in alcuni lunghi di Toscana vieti dato mi una if '- ' Lia . ‘." uc ea alla triandria digitila che produce minutissimi stesso che perchè 2. 35. Alla a far forza di più nngliara v.n /.-uvea alla triandria iligiuia che produce min Mini 1 * 0 , lVl5 U ?.. ca|,s P* tosa Tj*- 11 - t ^bajo, y-gha-ro. Sin. PI. Migliar». Rome numerale. Lo st ea' 1 Studisi carica lo' schioppo per uso della caccia.] c ..Ve a ,™ W a miglioi)Gal. dial. mot 3 i. Questi medesimi h ^ Sciiti gli aggregati di corpuscoli maggiori oc.., copia B.'ù n,0I >t; di miglio, di. grano, di migliarolc di piombo, Nitidi Et 66. Dico'"del vedersi non solamente una » ec. b Clia Muoversi piu velocemente di una niigliarola di MIGLIORAMENTO 3^g Miglio. {Sm.} PI. f Miglia. Lunghezza {presso a poco} di tre mila de' nostri passii {ma ve ti ha di molte altre lunghezze , e varia secondo i luoghi , ed anche talora secondo i tempi.} Lat. mìliarum, miliare. Flos, 16. Tes.Br. 2. fo. In uno miglio di terra sono mille passi , c ciascuno passo contiene cinque piedi , e ciascun piede contien dodici’cc. dita, ec. Bocc. n0v.1g.tq, Ma si rimase ben venti miglia lontano. E nov. 3 g. 5. Con un suo famigliare móntò a cavallo, e forse un miglio fuori del suo castello in imbosco siripnose in guato. Dant. Par. ig ,• 80. Per giudicar da lungi mille miglia. E 3 o. 1. Porse semila miglia di lontano. Petr. canz. 22. 4 ' Per bene star si scende molle miglia. Tass. Ger. g. 16. A mcn d’ un miglio, ove riposo prende II securo Francese , ex s’avvicina. 2 — A mille miglia, fig~A gran pezza , o simile. F. A mille miglia. Borgh. Orig. Fir . 23 1. Molte cose in prima vista appajono belle, e verisimili alfatto , che disaminandole poi sottilmente, non riescono a m/lle miglia tali. E Mon, 171. In que tempi verisimilmente dovettero (le lor facolta) essere assai sottili, cd al sicuro , non a mille miglia di quel che elle furono poi. (V) 3 — Mostrarsi delle cento miglia = Non rispondere a proposito a quel che t’ è domandato , mostrandosene molto lontano ; {il che fu detto anche Mostrarsi delle sei migliaja.] Lat. ignarum agore, hospi- tem se esse in aliquo simulare. Frane. Sacch. nov. 11 2. Franco ha detto istascra il vero di quello che voi ragionavate. Dice Salvcstro : di che ? Dice quella : oh tu ti mostra delle cento miglia ! E nov.14 1 * E’ si mostra delle cento miglia , egli ha ben del sordo , ma egli ode ben, quando vuole udire. E nov. 211. Il Gonnella , udendo la pro- ferta , s’allegrò dentro, e di fuori si mostrò delle cento nrglia. 2 — (Bot.) {Nome dato a varie specie di graminacee che si coltivano pe' loro semi , i quali portano lo stesso nome. Il Gran miglio detto Me- lega o Miglio africano è /’holcus sorghum de' botanici ; il Miglio degli uccelli è il palliami italicum e miliaceum ; il Gran miglio o Miglio indiano è il Maiz. Queste piante si coltivano principalmente per nutrire i bestiami , ed i campagnuoli ne fanno un pane pesante, ma nutritivo. La loro coltivazione è la medesima che quella delle biade marzuole ed altri cereali. In generale le piante del miglio hanno un beli'aspetto i i loro fiori sono in grosse pannocchie strette in ispighe che si curvano pel peso de' semi.} Lat. miliuin. Gr. kì ,/ yXP QS 'l J(l llad. B. D. Marz. 3 . Nelle contrade calde c secche semineremo aguale il panico e lo'miglio. Cr. 3 . 2. 3 . Il miglio ne basta, secondo che dice Varrò, più di cento anni. E cap . 18. 1. Il miglio è di due ragioni, ed è ben conosciuto : uno , cioè , che presso a tre mesi dimora nel campo ; e un altro , clic matura in cinquanta dì , poiché sarà seminato. Dittam. 2. 26. [Il Barbarossa c questi, eh 5 io ti dico,] Che fece arar la piazza di Cremona , E seminar di miglio e di panico. 2 — * Genere di piante della triandria digitila , famiglia delle graminacee ,* carattei izzato dall' infiorazione pannovchiuta , ilcidicc wii/foro bivalve eibaceo acuto, la cornila bivalve cartilaginea munita di resta o nimica , ed il seme corticato. Lat. mimmi. (N) 3 — deglt uccelli: Pianta rada , pendente che ha i fiori di un verde alejuanto giallo , o violetto ; il seme piccolo , rotondo , lucido , che. varia dal. bianco al giallo , al nero \ le foglie derivanti da eia * senti nodo dello stelo , guainanti , larghe da quattro a ot,to. pollici , coti un nervo bianco nel mezzo , irsute nella guaina le. radici fibrose, ahjuanto bianche , da cui escono ire o quattro steli diritti. E 0- riginaria dell' India. Lai. panicmn mihaceum Lin. (B) 4 — giallognolo. E nome di una specie di miglio , la qiude di • stinguesi per li fiori in un grappolo fatto a foggia di. spica , pei’li calici acuii , splendenti , c turgidi alla b/tse , e per la resta dorsale della corolla, sporgente fuori del calice . E pianta annuale , appari - nenie alla classe triandria digitila , e nasce in copia nella Liguria , nella Toscana e nell' Italia meridionale. Lat. milii.un leudigeruin Lin. 8avi Hot. Etr. 1. p. 3 o. Migho giallognolo. (13) Mignolino. * (Cbir.) Mi-glio-lì-no. Sin Piccolo tumore duro , del colore, della forma e della grossezza d itti grano di miglio , che nasce nello spessore della pelle delle palpebre. Lat. miliolum. (A. 0.) Migliolo, Mi-gliò-lo. Sm. F. A. Lo stesso che Muglinolo. Fu e di'ÌSic- cliiere. (B) Migliouamento , Mt-glio ra-mén-to. [. Astrol. forse non si potrebbe accettare il miglioramento dell’allezza allora che vae quindi. Te.ol. tnist. Per la continuazione del miglioramento e accrescimento , per lo quale la mente diventa più forte. ^ 2 — La parte migliore dell 1 avere. Lai. pars polior. Gr. re/, j Iì\tiqvoc, Stor. Aioli’. Mandano a questa città ogni loro miglioramento di figliuoli c di roba. Salo. Grandi. 3 . Aveva fallo Un lardellelto manesco del mio Miglioramento. Cirij). Calo. 2. 6f Avendo messo a bollino c a .sacco Degli avversarli il l ,r miglioramento. 3 — * (Mcd.) Cambiamento in meglio d'unu malattia , il. quale può essere o reale o apparente ; il che dicesi anche talora Allegg'amcnto, Alleggerimento, Sollevamento, ec. In questo significalo il Miglioramento è breve, bugiardo, cortante, dubbio, durevole, fallace, gran le, incerto, infido, insidioso, mortiferi) , imbibilo , pericoloso, stabile , verace ec. Red. nel Ihz. di A . Pasta. Avrò curo d intendere il suo m'gliora- mcnto, che a poco a poco^verrà più con la pazienza che con la violenza del medicamento. L altrove. : Presentemente non riconosce più quel miglioramento, ma le pare di starsi alle medesime di prima. {S) 2 —* I n altro senso dicesi U miglioramento della morte. Buon. Tane. 3 . 12. E‘ fu il miglioramento della morte. Salviti, Annoi, ivi : E’fu 'J miglioramento della mol te. Questo è andato in proverbio dalle continue quotidiane esperienze } poiché quando son vicini a morie, 38o MIGLIORANTE MIGNON E non so come gli «omini migliorano, e la vita ridotta a un sottil filo di fiato , pare che sia un piccolo lumicino, che vicino allo spegnersi, fa una gran fiaccola, la quale tosto ricade in una totale oscurilà.(N) Miccio baste , Mi glio-ràn-te. [Pari■ di Migliorare. ] Che migliora,[Che ricupera la sanità , le forze.'} Lib, cur. malait. Quando si truovano miglioranti della febbre. Mic.Lior.AszA ', Mi-glio-ràn-za. [Sf.] ast. di Migliore. V esser migliore , [Qualità di ciò eh' è migliore.} Lat. praestantia, melior consti- tulio. Gr. t| ox*. Lib. Am. qo. E se altro più degno vien poi ; la miglioranza di quello non dee fare prrgiudicio alla bontà dell' altro. E appresso : Quelle che diceste , che la miglioranza d’ uno non dee far pregiudicio alla prodezza dell’ altro, difendere non si può per alcuna ragione. Fit. Piti. So. Ogui cosa mortale può sempre ricevere miglioranza e grandezza. Migliora de , Mi-glio-rà-re. lAtl.} Ridurre in migliore stato .—, Megliorare, Ammigliorare , Ammilliorare , sin. Lat. meliorem facere, in melius augerc. Gr. fisAriow. E.V. is.gg. Fcciono in santa Reparata fare una -cappella ec., con intenzione di migliorarla. Baco. nov. Stf. 3. Si dispone volersene andare a lui , credendone la sua condizione migliorare. a — lì variamente. Vit. Benv. Celi. E che se io gliene rilegassi, 10 migliorerei assai di quello che era. (A) Borgh.Arm. fam. iS. Lasciando luogo a noi di questo onore , di avere molte e molte cose dalle loro migliorate. (V) 2 — Avvantaggiare, parlando di lucro o simile. Bocc. g. g. ri. rj. Deh! perchè non mi Vo’ tu migliorai' qui tre soldi ? (Cioè , farmi aver il vantaggio di tre soldi.) ( V) 3 — Far migliorar e. Litrod.Firt. Molto m’hai consolato delle mie tribolazioni , e barai molto migliorato e alleviato dalla mia malattia. 4 ■—* Dicesi Migliorare la vita, e vale Ristabilire le forze e la sanità. Fit. Rena. Celi. Tutte le volte che io andavo a questa mia caccia, migliorava la vita mia grandemente, perchè l’aria mi conferiva forte.(A) 5 — N. ass. Ricuperare le forze , Alleggerirsi dalla malattia ; [ il che dicesi anche Riaversi, Rimettersi, Rifarsi, Riprender forza, Ripigliar vigore, cc.} Lai. convalcscerc. Gr. Gcya.ppu.wvHv. Bocc. nov. gj.i5. È 11 vero, che da nona in qua ella è maravigliosamente migliorata. 6 — Acquistare miglior essere o miglior forma, [Profittare, Acquistare, Prosperare. J Lat. meliorem fieri. Or. i-l.r.cil-j e i. Dittam. 2. 20. Che pur di male in peggio andata sono, Nò par per migliorare il mio destino.» ( L’edizione di Feneziai820 hai Cotal è stato, lassa, il mio destino, Che ec.Nc par per migliorare il mio cammino.)(U) Miglioratilo, Mi-glio ra-ti-vo. y/ldd. usato anche in forza di sm. Ciò che ha forza , virtù, potenza di migliorare.} Lat- meliorem facicns. - Z.buld. Andr. Sono medicamenti che hanno più del peggiorativo , eglino miglior fare piati e verzieri c pontieri in tutti loro c() p Sanruiz. Arcaci.proem. Certo egli è migliore il poco terreno , ^ tivare, che’l mollo lasciare per mal governo miseramente . j a ” Ma, per miglior salirvi, prima scalzati, E depou <{ E egt, 12. pera , il manto c ’1 bacolo. (B) —* E variamente, Frano. Sacche nov. 3i. Alla prima p 1 arola. ** mandarono quello die era di quel buon vino ; Disse il fante, alio' re che mai. (Cioè, Ne è migliore che mai : avendo quelli d° nl che ne fosse.) (V) Migliore.* N. pr. m. V. e dC Melchiorre. (B) ■ fj- Migliorjiekte , Mi-glior-mcn-te. Avv. Meglio , la miglior m °l Se' bum. Selvelt. 6. Berg. (Min) Varch- Ercol. 2$g. (.Fa'. ,s 7 condo che al componitore d’ esso pare, che miglioramento 101 jtitii' Migra. (Agr.) [A/.] Quantità di mignoli. Lat. ilorum oleae u ^ do. Fett. Colt. 77. X susini ec. non però le tengono chiuse X che ) tanti giorni, quanto fanno gli ulivi, i quali alcuna voi» e j colla migna chiusa tic settimane. E 78. Vuole il cole 1 ’ l “ 1 ’ ’ giorni caldi, a voler che la miglia s’apra. , c ce siiid Mignatta. (Zool.) Mi-gnàt-ta. [ Sf. Genere di vermi della. ti famiglia degli anellidi abranchi sema setola, di cui formano p ■ appartenenti al genere hi nido di Linneo, e sono comunissime q u€ ^ ^ ,;I mate Medicinale o Grigia e Provenzale, ovvero Officinale sono piu specie , la piu comune e la medicinale, b un animate v M me, molliccio, scuro, ed alcun poco screziato , che sta nelle ^cjlj dose e vive suggendo il stuigue di altri animali. Ha il corpo ohi J „iu1 qualche volta depressofocca cinta di labbro,estremità posteri 0 ^ ai un disco stiacciato, per mezzo de’quali si fissano ai corph ^ chiare; sono ermafrodite , avendo l’organo genitale maschilefi 1 ^ anteriore del corpo, e la vulva un poco più indietro. Si opp} lCa € (il' e , parti del corpo per estrarre localmente il sangue, senza ric0 . incisioni ; ogni mignatta pub succhiarne una buona mezz onci • anche Sanguisuga.] Lai. ttirudo, sanguisuga. Gr. FiikXct, (D*d o mich piccolo , c nathar o nathaiv serpente.) Cr. n-4 pessime son le lacunali e paludati, e quell® die tengono 3 r opé , * J ' Lib . Am. 53. Imperciocché per nessuna via potresti il 5110 , j-à mento conoscere, se non quando t’avrà tratto lo sangue, e® 1 ^ a come mignatta, e te lascerà mezzo morto. Ar. Negrotn. 1» j a si 1 » gnatta è alla pelle, nè levarsene Vorrà, finché vi sui sang llt . gerc.» Salvin. Annoi. T. B. 5. g. Le cavò sangue poi coti u P Volca dire le mignatte, quasi miniate, quasi in latino min>atm a ^ w Ù n a — [Ed anche in forza di add. fi,co,ne pare.] Padad.cOP’^.^f’ foglie d'oliera peste, c miscliiate cou olio, e colle mignatte saHr ^,# *— Per meta/. [Mignatta delle borse altrui, dteesìdi Chi 'ff p. esige o per vie illecite cava da altri danari o roba. ] Perchè amhidui Furon mignatte delle borse altrui. che del migliorativo. „ Migliorato , Mi-glio-rà-to. Add. m. da Migliorare.—, Megliorato, sin. 3 — Uomo misero c spilorcio. {F. Avaro.) Lat. sontidus. eC {e Lai. melior dVectus. A inm . Ant. 3. 5 . 7. Al debile principio spesso Mignattone. (Zool.) Mi-guat-tó-ne. Sm.ISome volgare di } y «f luita migliorata condizione.» AUegr. 20ff. La quale (captlolessa J chiurlo. F. Chiurlo , §• 3 . Lat. nummius mator , fuscu^* voi.. . YctU-ete e rivedrete alla minuta, e la mi rimanderete miglio- Micnella, Mi-gnèl-la. [Add. e sm. V. bassa e poco usata. ruta, si che io possa farla andare attorno. (B) zcca^P^Avaro.JLaz.cuimm sector,sordidus, avarissimi»-^*' ^i, 2 —* Purlando di malato, vale Ridotto in istalo migliore; il che di- pvKox.óv(iv}.os, tpi\ox,p’’iv-a-Tos. (Questa voce potrebbe j|,,trc cesi anche Alleggerito, Alleggiato, Sollevato, Sgravato, ec. Lat. le- unta da mignolo in senso di minimo per indicare chi ],a i“!k vatus. Red. nel'Diz. di A. Pasta. Pure con l’ajuti dcWdicaincnti lumi risparmii, chi menoma la spesa. Se non che ilcclt. g^' datile da V. S. ora è migliorata assai. (N) »ach avaro, cupido, e miunmtg avara, da miann dcsideiy _ Migliore , Mi-glió-re. [Add. coni.] Più buòno .— , Megliore, sin. Lat. Mignolare. (Agr.) Mi-guo-là-re. [/V. ass. F. poco usato-' ' Q f , p^, melior, pracstantior. Gr. y-pum-s , fSdvrlus. Bocc. nov. tg. fg.Come fuori che fa l'ulivo i mignoli.] Lat. flori-sccce, gerunn.u^'’ q qii 1 ^, in parte fosse colla donna che migliore li paresse, senza ninna mi- “ " '' ' " ‘ ' *'.. ’ .. " ‘ sciicordia la dovesse uccidere. £ nov. 26. si. E fecevi entro litio, scrondotliè potè, il migliore.^ nov. zg. < 3 . Radunata una parte de’ maggiori e de’migliori uomini del suo coni ado. E nov. 81. so. Il miglior tempo del mondo prendendo de’ modi di Calandrino. Dant. Par. 22. s3b. E quel consiglio per migliore approbo. Petr. canz. 8. /. Lassai di me la miglior parte addietro. Cas. lell. a»..Io noli potrei trattare per la salute dc’niiei fratèlli con maggiore affezione d’animo, urti,, ùxKXstv. Feti. Co it. 77. Quando V uhvo manda boccioline , noi chiamiam nel nostro parlare questo mol° , j,( tura, mignolare. . dil^ Mignoli. (Auat.) Mi-gm- 1 5. [Add. e sm.] Nome del cd 1 '?. piede, sì della matto. (Dilu ii, ita), del gr. mion, min ite- ^ , GJv aio ( 10 .ai' el porti'f',. né con miglior mollo tii quello clic io ho trattato. — Più comodo, Più delicato, Fit. SS. Pud. i. 113. Udivagli par- c, e dire: Per certo questi romiti soliti nonaci de'monasteri. [Cioè, si trattano sotitarii fanno miglior vita, meglio .Dal contesto oppa he lare li monaci risce che questo è il vero senso.) (V) 3 — * Aggiunto a Braccio , vai Destro. Giamlul. Stòr. Eur. hb. 4» Sentendosi egli impedito il braccio migliore , si ritrasse indietro per Mignoncello, Mi-gnon-cèl lo. [ Add. e sm.] dim (Br) Tass. Ger. fg. 1S. Argante , od arie o. sua veu* " procurarsi ec. (Br) Tass. o cr. ig tura fosse, Sovra ha il braccio migliore e sodo il manco. (IV) 4 —* lilon è permesso dire Più migliore; nondimeno trovasi una volta usato per analogia col greco. Salviti. Disc. Pose. 6. 5o5 • Adesso a Ftia m’invio , di’è più migliore ; così dice nel Greco, per far più espressivo il comparativo , nè 1 ‘ ho trascurato io nel toscano. (IN) 5 — [In forza di sm.] G.F. 6 . yg. 5. Savio, e prode in arme , c eli grande autorità, e di largo consigliava il migliore. Petr. so/i.^^S. Per lo migliore al mio desir contese. Eocc. nov* 70. 7. Sciizachc egli lia alcune altre taecherelie con queste , che si taccio» per lo migliore. Matm . 6. Siccome ad un che sempre ingolla Del ben di Dio , e trinca del migliore. B — * Dicesi Estimar per lo migliore c vale Riputare cosa migliore. Palltiv. ist.Conc. 3. 49' Ma io estimai per lo migliore serbarne interamente il discorso alla conclusione. (Ve) 7 — [Parlando di Battaglia o simile vide] Il vantaggio. GuuL G . Allora avtYno ti Trojani il migliore della battaglia. 8 — Parlando di Partito o su , ale , li piu utile. G . F. 7. 3y. E credendo prendere il migliore , si deliberarono di andare sopra il regno di Tintisi. (V) 9 — [E nel pi. I migliori assolutam. per gli Uomini migliori. ] Petr. son. 210. Perchè morte fura Prima i mighcri , c lascia stare i rei. 10 — [In forza di avv. per Meglio. ] Tes. Br. 3. 9. E però i anno o miti , vai piccolo, minuto, delicato. In ebr. min vai m L ' 1S. 7. Appresso si pesti alquanto pepe coU'aglto, e nel Verga col dito mignolo si metta. Fang. Piaccia^ ' zero, che intinga il suo dito miglio! ridi' acqua , c M* 1 gua. Frane . Succh. Op. div. 12t.ll dito che chiamiamo / 0 chiama auricufaris , pv’rocchè con esso si stura gli La slvenia parte dei suo dito, cioè la punta del sito ài ^uld 1 — (Agr.) [iS/h.] Mignoli si dicono anche le Boccio m e 1 0 flores olearum. (Boceiuoli, mignoli, cioè piccolini.) j. o , n0 nc. » ignoscello, Mi-gnon-cèl lo. [ Add. e sm.] dim. di il‘“ sai. g. E puotc anch’esso Tirare innanzi qualche ’ - ft) , f'p„ii ( f Mighore , Mi-gnó-ne. [Add. e sin. Antica intimo ,1 liciac , delicium, in deliciis habitus. 6'r. rà dihiy-n-/ ( .j.njiè 1 * che vale il medesimo. In ar. megnun Gr. rà *•*r So. Disse TJ li vii: ri : a te si vorre’darc Tanto m tasse rosso, E farli a Gano il tuo mignon frustare Satirelli , or chi di voi Porgerà più pronto a noi smisurato, Sterminato caìicione, Sarà sempre il 'to° c ... Jir .. noi. 2oj. Mignonc significa amico intimo, fa-.'0'i 0 1 ./.<./■ nuova in Toscana. Civiff. Calv. 1. 11. Clic il ‘ Ilei' 1 ' ( |i He seco in corte, E suo nngiionc c quasi il giovine c asJ t>g. Conira ragion mettesti me in prigione Ad is a. /- T gì’ 1 ganza ; Or fatti liberai- dal tuo niignouc. »■ Busti, j.^utor 1 ;ll ji> 1 lìziali , favoriti, mignoiii , che soverchio_ Spiac ciaI j sas sO ulC tian la grazia. £ Salvia. Annoi, ivi : Mignonc clic vale amare. (N) trier. 4 J ' — [Dello di Gm\c~ Gentile, Favorito .) Buoi 1 - n fa* 1 ’ , 1) dico , giovani mici sozn, Che l’ ir la notte titola . „.z‘ ila cali ni _ * (Milit.) Foggia particolare di cdo:ti digli Sparlinoli in I’a'ii Ulti artualnvadifiif^: ’ia verso la f r “ delle, te dd *' c ilo dii Z l, ‘ dee cf 'A '-Il Di • «i il i/ 1 Al ° E ‘ ,J al, ’ Sl S-'ì •Uh,il * i„> ( 0 il ,n r me >‘el ‘‘M ’i % C °i°r HvS..' *11 , \ ' 5 'W a p, X' ' . •) p I "* efdcì I i \ ha. t)if\ % Aìh. . *s X,. e u „. S&K- < Vò, JYUGO P g‘ dt‘gli nC ? / , ' a . P? r < 7“' , fc/ie tórnio ;z<^ secolo susseguente : em prò- (j a<:c ìuìc d// lZl<1 ^ 1 ^ c ^ cl S ente d* picde^ più corta c più leggiera del J C esser »v? a 8 en t e a cavallo. Cinuzz. 11 Capitano di picche. . . . a }! l .? Vv ^ sl ° di buon rondacelo forte, d’ un buono e forte tar- J-! artll in ? s t *' nn P°tto e schiena a botta co’ si:oi mignoni , che v a, i° . >e 0ì Mi- i Romani chia- ^’hc^e' 3 * P r ‘ f* ( 1 -hd gr. myìa mosca.) — Donna amante di In fa * rL 9 an 8 Ìata in mosca da Diana , secondo i mitologi. (Mil) tyfaà ai Mii-à-gro. Genio immaginario, al quale aliribuivasi. Affacciare le mosche duranleil sacri/i:io.Delio anche Miia- 2 n ? C 5 -A-pomio , in Africa Agnr, da Fenica Belzebù. (Da ^'o c ‘d agra presa : PrcndiLor di mosche.) (Mit) di Èrcole. (Mit) tyfahi n Mi-i-o-cè-fa-lo. Sm. V. G. Lat. myiocephahim. >1*1 lì 'icle : ° SCa ? e cephale capo.) Specie di stafiloma o Tumore hfakr e Se e piccolo , piglia questo nome perchè nella, forma e feHi 6 l (L t esta d' una mosca.; ma quando è più grosso , 0 di’ lt * ì( ° chiamasi Stafiloma per antonomasia) perchè pare un ('/" f cr<1, — i Wioccfalo , sin. (Aq) ltlr ^ a J °° ) Mi-i-o-dà-ri-e. Sf. pi. V. G. z'a'.myiodariae. (Da SJ* itòÈ “ los somiglianza.) ÌVuovo ordine d* m etti ditteri , sta- ^ n lìleau JJesvoidy a scapilo del copioso genere Mosca di SS iq ^ amerò di questi insetti da queW autore descritti finora ol- e sono divisi in sei famiglie,. (Aq) * fJ \p (Bet’i ^^*i-ò-ile. Lo stesso che Miiagro. V. (Mit) PvjA ^ Specie di piante del genere ophrys , il cui fiore ^^<1 \ e * t( f n °ute una mosca . (Dal gr. mfui mosca , ed idos , x‘>, d f )h) ^ ^- s ^a Mi-i-o-dc-o-psi-a. Sf.F.G. Zai.myiodeopsia. (Da ■f l fi 5 l dos forma , e opsis vista.) Vizio dell occhio per cui ^ H Ciipi^etù semira vedere uno o più punii nerimosche, zan- w i Ul Vl Ui ^ n _ insetti volami, o fiocchi di lana nera , tela di ragno fpi ì^viq, 1111(1 specie di nebbia o di. nuvoli’, effetto dell’opacità \ cristallino , o delia sua capsula , o del viireo , odi t >ìl bi- ( .ff utvnt i neW umore acqueo de'nefeli , di cicatrici, o 'ih',/ 1 * (’/ ll f della cornea ec. —, Miodesopsia , sin. (Aq) ■ cq^Qscf, 1J ° P ) Mi-i-ò-tc-ri. Sm. pi. V. G. Lat. myiothcra. (Da l ^ iev Belva.) Famiglia d* uccelli dell’ ordiste de silvani (Aq^ ,i0 COhl presi quelli che sono divoratori e sterminatoli di ^ì-ì-ti-de. Sf. V. G. Lai. myitis. (Da mys musco- S a°] di . P lu esatto che non è Mioitide, ver espiimere l'infiaui- « Zs" l,lscol °' ( Af 0 ... ... ,>Uì >iei(de indc.cl., in significato di Migliaja. Usasi i ^ ll ' Api, ne dii‘a dopo un altro numerale, e in questo caso finn V^. ?'lq ff *'—3 Milia, Millia, sin. Chiabr. Guerr. Got. 2. iò\ 3 2 SOlllma delle genti, E falle, son di feritori eletti,cc.(A) *ti‘o^Ultigx * 176. Eran per numero diccotto mila. (V) t}\ J* (C\ n dica la mutazione d’ ambe queste sillabe sul . . tS ». il’fìtii ’ 0 ^Oà-bro. Sm. F. O. Lat. niylabriis. (Da myle fa * de’ °. s diollo. ) Genere d’ insetti delia seconda sezione del- eot -d‘.ri } della famìglie delle trachelidee, e della tribù \V * A( t i ^ l fomiti di èlitre flessibili , e che trovatisi per i 1 or- ij.SlijJ'Ge 0 , r v° fdfìvti di cui si pascono. (Aq) 1 sfa* (So Ci. Antichi popoli dell’ Epiro. (Mit) .? ^l - là'cvi-de. Sin. E. G. Lat. mylacris.(Da myle t^’e /• iOCL,sta -) Sorta d’insetti che dimora ne mulini , e ,c fl * ({f Mut. ìlt f r iscono di farina. (Aq) \ 'JffX) B -ddd. pr. com. Di Milano. (B) n/ i C0l , l * a nese. Così chiamavasi il Ducato di Milano , quello stato di cui Milano arala capitale .(G Mmc. * N. pr. m. Lat. Milesius. (In irl. mil soldato, onde il lat. miles. In ar. milhes forte. ) — Pculre comune di tutte le antiche dinastie irlandesi. (Mit) Milecarto. * (Mit.) Mi-le-càr to. Lo stesso che Mclicarto. V. (Mit) MiLETtSAGGiNE, Mi-len-sàg-gi-nc.fty/)] ast.di Milenso. Sciocchezza, Balordaggine. [Lo stesso che Melensaggine. V.~\ Lat. insipicntia. Gr.àQporrvvvi. Bore, nov.10.3. E alla loro milensaggine hanno posto nome onestà. Milensaggine diff. da Sciocchezza e Balordaggine. La Bidoni.ig- gine s’appartiene a colui che per qualche accidentale confusione di mente , non può far uso del retto suo giudizio : La Milensaggine al- l’individuo che, per ottusità d’ingegno , o per debolezza di temperamento , non conosce il pregio delle cose » nè ad esse si sente inclinato : e la Sciocchezza a chi non sa far buon uso del senno concedutogli da natura. Milensissimo, Mi-len-sìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Milenso. [Lo stesso che Melensissimo. V.\ Segner. Pred. 8 . i 3 g. Senofane oc., sentendosi proverbiare cc. come milenso, perchè ricusava di voler giurare alle carte, rispose con gran franchezza, che a cose meno che oneste egli confessava di essere melensissimo. Milenso, Mi-lèn-so. Add. [e sm. Lo stesso che Melenso. V .] Lat. in- sipidus, ineptns. Gr. àtpojv , Bocc. g. i.f s* Filomena cc. , acciocché milensa non paresse ec. , tutti gli uficii da Pampinea dati riconfermò. E nov. 5 o. 6. Non vorrei che tu credessi che io fossi stata una milensa. Nov. ant. Starnp. ant. 62. 1. La contessa Antica e sue cameriere si aveano un portiere milenso , ed era molto grande della persona \ ed avea nome Baligante. Diitam. 1. 7. Sempre il cattivo da vili e milensi Pensieri è vinto. Tac. Dar. wm. 3 . 6ò\ Non *, si dee apposta d’ alcuni milensi levare a’mariti le loro consorti dc’heni e de’ mali. E Nè si ricorda la milensa, che Sofìa non per altro capitò male. Milesta. * (Grog.) Mi-lè-si-a. Sf Prov. dell Asia Minore nella JoniafCG) Mjlesu. * (Grog.) Mi-lè-si-i. Antichi popoli delia Civaia asiatica nella Jonia. — del Peloponneso. — Nome degli abitanti di Mileto. (G) Milesio. * (Mit ) Mi-lè-si-o. Soprannome di Apollo adorato in Mileto. Milesia fu anche delta Cerere , dal tempio che aveva in Mileto.(MiC) Miletide *, * JVli-lè-ti-de. N. pr. fi Lat . Milelis. (Y. Mileto.) (B) Mìcetidf.. * Add. pr. coni. Di Mileto. — N. patron, di Bibli , figlia di Mileto. (Mit) Mileto , * Mi-ìé-to. N. pr. m. Lat. Mlletns. (Dal celt. mileata bellicoso.) — Figlio di Apollo e di Acucitili figlia di Minosse , marito di Jdotea , fondatore o conquistatore di Mileto , padre di Bibli e di Catino. — Figlio di Lelege. (B) (Mit) 2 — * (Gcog.) Lat. Milctus. Città capitale della Jonia , detta prima Lelegide, Pitinda o Pitiusa ed Anat.toria .—Città del Regno di Napoli, nella Calabria Ulteriore Seconda. (G) MrLETOPou. * (Geog.) Mi-le-tò-po-li , Berisbal. Antica città dell'Asia nella JMtsìa. (G) Milford. * (Geog.) Mil-fòrd. Cit. d’Inghilteira nel paese di Galles.(fr) MiLFOsr. * (Chir.) Mihfo si. Sf. V. G. Lai. milphosi. ( Da milphe ovvero milphosis clic in gr. vai caduta delle sopracciglia.) Malattia delle palpebre, da cut cadendo i peli , i ne piteli r compariscono rossi, quasi fossero dipinti col minio. —. , Miltosi , Madarosi , sin. (Aq) Mìlja , * Mi-li-a. Add. e sf. mini, indecl. V. A. V. e di' Mila. Fit. A’A. Pad. 1. 81. Ragunarono p-.ù che dicco milia tra uomini e femmine e fanciulli per lui ritenere. Cavale. Att. Apost. n 3 . Menasti treo nel deserto ben quattro milia malandrini armati. Bocc . introd. Oltre a ci nto milia creature umane si crede , per certo, dentro alle mura della città di Firenze essere stili di vita tolti. Fr. Giani, ff* Che di tanto milia milia ('mille tnigliajaj do’santi e d’angoli... non si troverrebbe uno peccatore. (V) Sig Viag. Moni. Sin. 61. Die.osi che vi si accendono ogni sera per tutte le vie più di trenta milia lumpane. (N) !M ili a n a .* (Geog.) Mi-li-à-na. Cit. della Barberia nel regno d'AlgierifCr) Miliare. (Anat.) Mi-li-à-rc. Add.com. Aggiunto dato a certe ghindale scoperte nel corpo umano col microscopio dal Malptghi. (A) — (Med.) Agg. di Febbre di un genere particolare, caratterizzata dall eruzione cutanea di piccole vescichette della forma e grossezza d'un grano di mìglio , che si seccano e cadono in isquame. Questa malattia dicesi anche assolutamente la Miliare 0 MigUare. Lat. miha- ris. (A) (A. 0 .) 3 — (Arche.) Agg. di Pietra o Colonnetta che i Romani ponevano sulle strade maestre , e su cui era segnato il numero delle miglia di lontananza da' luoghi principali. (A) 4 — * (Bot.) Glandolo miliari : Quelle che si osservano sulle fighe de' cipressi , de' pini , ec*. , che essendo insieme ammassate prendono una forma molto minuta a guisa di miglio. (O) Miliavisio. * (Arche.) Mi-lia-vì-si-o. Sm. Moneta di argento romana , che sotto Costantino Magno ed i suoi successori valeva la decima parie del nummo. (O) Mucchio. * (Mit.) Mi-li-chi o. Soprannome di Giove.—di Bacco. (Mi!) Milico, * Mi-li-co. N■ pr. m. Lat. Miiieho. (Dall’ebr. melucha regno.\B) Mjlino, * Mi-lì-no. N. pr. m. (Biasimevole, dal coll, millein biasimo.) — Re di Creta , ucciso da Giove. (Mit) Miuosatide. * (Zo d.) Mi-li-o-bà-ti-de. Sm. V . G. Ltd. myuóbatis. (Da mrliao strido co’denti, e balos spina.) Genere di pesci dell ordine ivi- governo e della pr .. . • V *Blù-s' ' a ' sa ' -dnt.cit. dell’Asia Minore nella Caria.(G) • l '°* N. pr. m. ( Da mil guèrra , od as iorzu , U-r- v ) — Fondatore di MUasa. (Mit) 3 ^ In ^‘fàz-zo. Lo stesso che Tvlelazzo. V . (G) pfa cìu^?.,JV. pt'- fi Lai. Milbnrgos. (Dal ccit. h ifi di guerra , Guerriera.) (B) mil gm x* f fualche ;CP . . . ali distese in modo da falle assomigliare all aquila, le loro mascelle son munite di Lunghi àcati piatti. (Aq) (N) Miliodkomo. * (Arche.) Mi-lio-diò-mo. Sin. V. G. Lat. miliodromos. (Da ntilion miglio, e dromos corso .)Nome di una piazza diCoslan- titmpoki, nella quale sorgeva una colonna simile al milliariutn aureuin di Roma i serviva pd' ù corse delle bighe ed altri gniucJu. (Aq) fj 38 2 Al IL IONE Milione. (Arit.) Mi-li-ó-ne. [»SVn.] Nome numerale, Somma di mille miglia j a. •— , Millione , sin. Lai. decics centena millia. Gr . tr-arov fjLvpiu%i$. G. V. 11. 20.1. Si trovò nel tesoro della Chiesa in Vignone in moneta d’oro coniata il valore e compito di diciotto milioni di fiolini d’oro ec., che ogni milione è mille migliaja di fiorini d’oro la valuta. Cron.Fell. g 7. Ne sono di peggio più d’un milione di fiorini. Beni. OH. 1. 9. 34* Ma 50 fosser Ire volte un milione , Da quella spada Iroveriauo spaccio. 2 — Talora per Numero indeterminato , c vale Grandissima quantità. Red. lett. 2. 5q. Salutate per mille milioni di volte fabate Brunetti. E ioj. V.Sig. supplichi questo signore ad accettar da me il mio buon animo ec. , e lo saluti per un milione di volte. E i4g. Al padre Carrara renda in mio nome un milione di milioni di saluti.>3 Bern. Ori. 2, 21. 4 1 - Ch* un servigio vai più, che s’abbia a fare, Clic cento mila miliou de’ fatti. Milionesimo , Mi-lio-nc si-mo. Add. e sm. Una delle parli comjxjnenti un milione. Del Papa nat. um. seco. (A) Militante, Mi ìi-tàu-te. [Part. di Militare-] Che milita. Lat. militans. Gr. 0 Avea militato assai tempo per la città di Firenze nella guerre dei Duca. Farch.Stor. 11. 35g. E di vero pareva vergogna a chiunque faceva professione d’arme il non trovarsi in una tanta c tal guerra , o di dentro o di fuori , dove militavano tutti gli uomini più segnalati d’Italia.» Car. En. lib . 3. v. g‘àg . Era costui, Come prima ne parve , e poscia u- dirnmo , Greco , c di quei che militaro a Troja. (B) 2 —• E con altra accompagnatura. Segnar. Mann. Magg.20.5. Il mercenario non tanto milita al suo Re, quanto a se medesimo ec.Il ven- turiere milita solo al suo He. (V) 3 — [Giovare,] Potersi addurre [ in favore , e diccsi per lo più delle ragioni che si possono addurre in pruova.] Sagg. nat. esp. ig2. E manifesto che l’opposito avverrà pel freddo, militando contrariaineute le stesse ragioni. Farch.Stor. 3. 61. Questp non ha luogo, nè milita nel caso nostro.» Fag. Corri. Crederei che quando ancor io fo il medesimo, dovesse militare la stessa ragione. (A) 4 — {Per simil. Dello de Fedeli militanti, e s accompagna anche col terzo caso.] Omel. S. Greg. Militano non al celestiale , ma al terreno regno*»» Segnei\ Mann. Magg. 20. 5. Se tu pensi a le stesso cc. , militi a te, non militi a Gesù Cristo. (V) 5 — Per metafi Dant.Par. 12. 35. Sicché com’elli ad una militaro ec. E 25. 5y. Anziché! militar gli sia prescritto. But. Par. 8. 2. Ogni esercizio si può chiamare milizia, perchè militare è esercitarsi. » Se» gner. Mann.Novetnb. 8 . 4' Disordine che è nell’ ira, qualor ella non milita alla ragione. (V) 6 — Affannarsi. Baco. g. (N) 5 * Alla militare, posto avveri. = Ali usanza militare , Secondo le regole e gii usi militari. Scgner. Quella notte poi, siccome da’*rcgu fu celebrata nel campo alla militare con feste di cannoni e di fuochi ec.(Gr) Militarmente, Mi-Ii-lar-mén te. Avv. A usanza di soldati , [ Da soldato , Secondo gli usi detta milizia.] Lai. militariter. Gr* irrpccritv- rtxctJó. Lw. Dee . 3. Aveva loro medesimi costretti a edificarsi aiutaceli militarmente. MilitAtore, Mi-li-ta-tó-re. [ Feri. m. di Militare./^* ->4.] Militante.Lat. militans. Gr. 0 lite da Mille y cioè dai mille giovani che ogni tribù dove * c ^ alla legione.] Lat. miles . Gr. crpovrHr^. (In cclt. rnil soldato; in ar. milhes forte , coraggioso.) Segr. Fior. , 26. Avevano preposto sopra i militi novelli , i quali ch 1 ^ ‘ roiii, uno maestro ad esercitarli. Borgh. Col. milit. 4^9'^-xgin\ ( soldato ) ec. mal risponde alla parola loro ( de'Latini ) ^ risponderebbe a mercennarìi ec., ma lasciando di questo a chi più ne sa, che di questi o militi o soldati, o contf a | a gli vogliamo chiamare, purché questa lor differenza s’mtc dici 11 ' 1 fussero le colonie in quel tempo , di cui e’si ragiona , 1 ^ espressamente , quando sogghigno ec. t .j 2 — Soldato liti generale , e più propriamente usato da tio nel significato di Soldato a cavallo, per distinguerlo dal a0 IfW 25. igo. Però, militi miei, se voi sarete Quel ch’io v’hol 11 -j conosciuti, Questo è quel dì che voi vittoria arete.» O* pog $‘?.’I Ani. hai . disset i. 26.) Frane.Sacch. Capii, pubblicato . -^li -p Ridolfo, Bìndo, Vicri, e Simon Furo... militi, ed a ^ l l 1151 dir m’è scuro. E oppresso: Scolajo e Maghiardo De’Cavai j sinceri. (P) _ j ■ Pa^ii’ MiHTELLo.*(Geog.) Mi-li-h ì-ìo. Cit. della Sicilta in prov. ai ^ (A .,i> Militorio, Mi-li-lò ri-o. £ Add . e sm. F.A.F. e di’] Sé medesimi, e i vai, e gli altri militorii. (CW hanno t ria e le migliori stampe ,)» ( Appresso ì Dep. Decani. 1 2 ‘ .pili',. sto Testo così: Nel qual atto ad una ora se, et i val L e -, ornamenti vituperarono; e soggiungono : Così da alcun 1 c ^ if pato, et è molto considerabile, se da approvar sia, o se 1 esser nato dalla medesima cagione {di mutar l'A in } g 0 sì ,l Hfi & massima mente che in altri libri buoni si legge militari. t p 1 P. Lombardi. Noi abbiamo osservato che V ediz. di B°‘ (> o f. pag. 60 ha essa pure militari. ) (B) }i o Militta. * (Mit.) Mi-lìl-ta. Soprannome che gli Assira d(& nere Urania. (Mit) Milizia , Mi-li-si a. iSf. V. L.Moltitudine d'uomini fr K, ordini ^ disciplinala a combattere ;] Esercito di gente armai 11, f | () in. C. K. i.'iq. 2. Il qual Cesare con sue luili/.ie toi'U‘ lU ..M(li 1,t . T >*. 1: *. n - * .1—1.1 ... _> _. fi. re . * tramontimi, Franceschi c Tedeschi oc., menò seco a fa>' c C1 liattaelie. » Davil. Star. Il re sarebbe rimasi) sellili ci- . - ' ' .ri. (C-fi cnB' atC * / senza sudditi, senza milizia e senza denari. .... c ofld lff ine arti d’un giovane ^ • |. li della milizia . Motd eCl , rf jpi ai fèrvidi raggi del f ( ,ji ^ . i- 1 1^ tu; a .ij fortez: 2 — Ónde Levar milizia" Arruolar soldati per cw~ ^ v reggiane. F. Levare, 5* 2 6 . (A) ^ 8■ ^ — Arte della guerra. Lat. militia. Gr. Vc pi: , UICCl Ilim/dC Ui CdVUUCH , c; *cuu — 1 .* sl > J ; ^J l1 9 —* Dicest Milizia perpetua;^ Quella soldatesca c i ^ teC nC tempo sotto le armi agli stipendìi d' uno Stato. - jyt*. .fr' Turco una milizia perpetua in piedi , che con J pre piena mantiensi. (Gr) ne lle c° s i ,f . 10 — * Dicesi Maestro di milizia, Chi è prove mil‘^% !.1 F. Maestro, J. a3, 8. (Gr) c 0 ldnt° ,np; lfV r,! Miliziotto.* (Milit.) Mi-li-^iòt-to- Add. e sm - . che c ° 8 (l , sìnnijicato di Milizia citfcidina. UAutomi. . ( j a [ ]hc j e cl^l / battaglioni do’nostri con alcuni mili/dotti sp'-. 1 . r c.ov 1,li Millanta, Mii-làu-ia. Some numerate indetta w p 1 dew**r F} per ischerzo , e vale Grandissima quantità canl a * 7 3. 5. Ilacccnc più di millanta , che tutta 1 er o.]l? ncC ' l0 c& 2 —• {Ed anche in composizione con altro 1lU s cn za L ch’egli aveva de'fiorini più di millantano j avcv MILLANTAMENTO Va a ri ]|:a t:ii; c are altrui. Ber!. Cons. 2. fj. Ancorché ria millantamila am- l 1 j ,llo l(e medici io senta tuttogiomo dar ia colpa di ^ast. _ he a queste benedette evaporazioni, v, W. . ? To . Mil-lan-ta rrién-to. Sm. F. e di' Millanteria. Casin. > T AliV ( Min ) l,rn 'nt P . ' ’ “'’hl-lan-ti-rc. [Alti] Aggrandire e Amplificare smodera- ! ;x hi)| ( ,. ( ’ derivato da Millanta.! Lai. amplificare , exaggerare, '' lodi ‘ r i fxeya-XuKciùv, igaiptw. Pisi.S. Gir. Per li quali | ! ®®. I r * P on § a > millantandoti, intra gli Angioli. 7 ’ac. Dav.Ann. j^cosi; ! or J CCl non lo contano ne'loro annali, perchè solo millantano ^ ! gloie e .P ass ‘ Vanagloriarsi, Vantarsi. Lai. se se jactare, vendi- *" % r r. ry la ‘‘‘, mirari. Or. avvilii , Kavy^àrriìixi , rixuioi/rdhs'àxt. Lih- Vo , t \ a >olti , che millantano molto de’lor iefti. l.uh. 5 // . E già p.*° il „ c “«Hantandosi ha detto, che, se uomo stata fosse, le arebbe hi •Zittìi *I° re ( ^ avail/ar ( h fortezza, non che Marco bello, ma il bel aD che combattè con l’orsa, Fav.Esop. Trovò il porco cinto^. jfF 1 * 1 d’un albero, che meriggiava, e millantavasi in sè stesso. bt C °^ 3* Mentre invidia insulta, e si millanla. Karch . t[ . Vc ‘tl>Q ò che intendete voi per millantarsi, c donde viene co- .^^Ho ' Vanagloriarsi, ammirar sè stesso, dir bene di sè me- ^ por c . l . tlna lzar più che ’1 cielo le cose sue, [ facendole maggiori Ma fucilo che sono , ma di quello clic esser possono; e fu »p . c Ca che parendo loro essere il seicento , hanno sempre jpjo.jjj j e la prima tacca della stadera de’quali dice un mi- wjf® il h , alvin. Annot.F. B. 3 . 4• *♦ Millantarsi è detto dal gon- S; nelle .* . • . " fa a lt r ; Cos h(i ■CCV^Tj?. Star. lìin. Montali. Ben mi diceva Rinaldo , $0^” Cla ,U1 grande millantator di parole. Pist . S.Gtr. Alcuni m Ì‘I gi'a 1110 ^ 0 prelati, parlanti e millantatori. Cren.Morell. '''ha • U f jar latori, millantatori, c pieni di moine , goditegli licito l’r •S’. 2’ ^ d-lan-ta-tiì-ce. Verb. f. di Millantare. Segner. Patti * 9ri tt> R fiuttodo mai la Grecia millantatrice usò lin- "Iiq^ (4) ^ SU0 * peosiei i, quanto fé' Antonio vedere con le sue o- sl, } '"V’ Mil-lan ta-tù-ra. Sf. Lo stesso che Millanteria. V.Olio. Xerg. (Miri) J l arit ' 1 . t rior 1 t > ^hl'lan-te ri-a. [V/.] Il millantarsi; [ il che dicesi anche Oy 1 r ì ; i f: 0 > Iattanza , Vanagloria , Sbraciata, Sbracio, ec. La Mil- to l0 sa *"f Cr ha , vana , bugiarda , falsa , ridicolosa , gloriosa, orto' 0s le'ni °^ 0sa ec ‘— ’ Millantamento, Millantatura, Millanto, si/i.] t»> > jactàntia. Gr. àXx'^ovd’x , nop.Ka.ap.is. Lab.23y. La- ,'li-H;"riltro^f a l tc c geandi millanterie ch’ella fa, quando berlinga "ito 6 V i te «iniine. Cas. lelt. 83. Hanno che contare e che ridere ito" 10 M ?ì S< ÌJ |'' 0U0 e donano per millanti a'millantatori. Tac. Duo. hta^inio^’ è?® taceva Maraboduo i suoi millanti , e le iiì? ii r wtc. Sacch. I to '“"I. Otte la *■ (. "regnato egli hanno i l'or rial. kj. suoi millanti , e le vergogne Busse egli hanno cambiato a mo- millanti , Togliendo canavacci Mil-là-u. Lat. Aemilianum. Città di Francia nel n %.^en eW ^fon. (G) ^HiJl Cti. ì J l !I >eru ^ e C comune indeclinabile ] che vale Dieci centi- *i djji j el 1( , 1 l c - > Gr. x,lxioi. Com. Lnf. 5. Ed è mille numero si K a 0, tina i 50 ! 11 '’ esso con certa numerazione non si monta, se non h (Jj ^élle C |";i < J uc H°/ 0 ‘"Ira quello. Dant.Par.2O.y8. Che refulgeva .'"'l y 1 l : :]y C ‘riilia. Cron.Fell. 82. Sentendo ciò que’di santa Croce, s ri"’ 10 dì C «anta Maria a Monte , e di Monteropoli , ne ra- jl’ìi,,'" IVliU ni!l| e- ■> r.h'e h,," ^ 0 lte. Fior. S. Frane. iy8. Vendere mille tanto pregio « « suo valore. (V) N r j3j a riiin avv t '- no y- 1 9- 8. E questo non una volta il mese, ma mille 5 'aSùnii /‘"Rii- Amet. 44- Largo spazio concedono ad erbe di ì) [/jS‘ 1 Par. 4-78. Se mille volle violenza il torza. Pctr. <1 ;|ì Ce,, l Sta*** 0 - 10 cì| i cste a »io quell’ ale. ' s hf : i !c - ‘n sul mille [= Tenere ima certa gravità ne- parili e e ne ^ apparenza più che conveniente al suo A ’. Il > seap co/ - 9* ■ Stare iri sul grande , in sul grave, in sul t J VA n ifica n ° norcY ?l l; > in sulla riputazione , e finalmente in sul 5 ^ r *e ^ r ' i anq 0 T’asi una cosa medesima , cioè cosi col parlare , J » h-ner e una certa gravità conveniente al grado , e t 6 eri e li) p infitto Se SUa ""y m ‘ll’anni che segua alcuna cosa —Non vedere l’ora f'Oti fe > ni( ’ "".spettarla con gran desiderio ed ansietà. Lat. avide fAj s 95. Al nt ‘quius habere. Gr. iKt^xitov, x.aimn tri ri. Cren. \j' Pa rVe ,.l’ rai . 1 Conestabole parve essere condotto in cattivo 5 1 «lille anni venisse l’altro giorno per levarsi; e così ‘ih' {/, a, “ii'n’ 3 ®’ Poste disse , a suo modo pagasse , Che gli in «’ a ‘alasse. MI LL E TUA 383 Millantarsi , uoj.; . - recite delle imprese , de’ morii, de’ feriti e si— g ^ia Vai Va h dal mille, detto millanta, per ischerzo, colla desinenza ? cinquanta eccetera. Salvalor Rosa nella satira della rau- ,>U To puttane II nome millantar di virtuose. ( Qui è alt.) (N) \p' | : ihlan-tà-to. Add. m. da Millantare. Segner.Incr. 2. 16. /a T *Toi? Co PP a d’oro d’ una millantata riformazione. (A) (B) \ > ' * ^‘hlan-ta-tó-ro. \_F~erb. m, di Millantare.] Che si mil- ^ J Sioriosus, ostentator, jactator, thraso. Gr. xo/t- Cen- sore state aggiunte a quella di Aquileia mille cinquecento famiglie. Vite SS. Pad. 1 . 254- Visitai tutti quelli monasteri, ne’ quali stanno, secondo eh’ io vidi, bene milledugento monaci provatissimi. Boi'gh. Ke.sc. Fior. 525. L’anno millcdugcntonovanta , quando era già pochi anni avanti crealo V uffizio de’Priori. E 553. So , che a Monte di Croce , e di quella vicinanza innanzi al millcdugentoventicinquc, ec. andava per Rettore un Visconte. Kit. SS. Pad. 1.1 JQ. Tutti quelli monaci, che sono ben millequattrocento, fanno ciascuno per se maggiore astinenzia. Fit. S. Gio. Gualb. 333. Passòe di questa vita felicemente nel inillesettantatrè incominciandosi dalla Domenicale incarnazione. (V) Mille. * IV. pr. m. Lat. Milles. (In lat. mi Ics soldato; in ar. milhes forte. ) (B) Millecuplo, Mil-lè-cu-plo.^d^/. m.contp.Che è mille volte più. Pagi, leu. Rarefacendosi questi, e nelle componenti parti distraendosi, Uno ad occupare uno spazio maggiore del doppio, del decuplo , del centuplo e dei millecuplo.(A) Millefoglie. (Bot.) Mil le-fò glie. [«SV«. comp. itidecl. Lo stesso che Millefoglio. K.] Lat. millefolium. Zilaìd. Àiulr. 4j- Togli ec. sugo di millefoglie libbre una, sugo di prezzemolo libbre una. Millefoglio. (Bot.) Mil-le-fò-glio. Sta.comp. Specie di pianta del genere achillea nella singenesia superflua , famiglia delle corimlifcre , la quale ha fiori piccoli radiati con calice comune , ovale ed emisferico , embricato ili squame appuntale , strisciate , conniventi; jlosculi in mezzo del fiore ermafroditi ; semiflosculi femminili in picciol numero, con linguetta breve , solcata a tre denti , larga ; frutti e semi nudi senza piuma , sopra un ricettacolo comune fornito di pagliette lanceolate. Così detto dalle sue molte foglie sottilissimamente divise . Le. sue qua - lità amare ed aromatiche ia fanno collocai fin gli stimolanti toni - ci. —, Millefoglie, Stratiodc , Chiliofillo , sin. Lat . achillea millfo- lium Lin. (Gali) (0) 7 — maggiore. Specie di achillea , cui distinguono le fioglie due volte pennate , fesse , colle lacinie t lanceolate , seghettate , ed i fiori in corimbo composto ed aperto. E pianta appartenente alla singenesia superflua , e nasce ne' luoghi montani della Liguria , del Piemonte , della Toscana , ed altrove. Lat. achillea magna IVild.Mattici. 2.1200. Nascone mia spezie dimolto più grande nel contado di Gorizia in sul monte Salvatino, di cui è qui il ritratto; e però panni che ragionevolmente si possa egli chiamare millefogli maggiore. (B) 9. — * (Zool.) Terzo ventricolo de ruminanti , che anche dicesi tofoglie , Omaso. (A. O.) Millefiori , * Mil-le-fìò ri. Sui . comp. indecl. K. dell ’ uso. (A) 9. — * (Ar. Mes.) Acquavite di millefiori: così dicesi quella che è composta di più fori distillati. (A) 2 — * Specie di tabacco colorato ed odoixtso. (A) 3 — * (Farm.) Così chiamasi parimente l’orina di vacca posta in un - vaso ad uso di medicina. Onde Acqia di milleliori , Olio di mille- fiori vale Acqua o Olio distillato dallo sterco di vacca. (A) Milleforme , Mil-lc-f >r-me. Add. com, comp. indecl. Di mille o vane maniere. Meglio dicesi Molliforme. Lat . milleformis. S. Agost.C.D . tg. 23. Sentono non esser contrario alla loro millefonne astuzia ili nuocere , ec. (V) E 22. 20. Or contro li millcformi incorsamcnli delli Dcmonii, or chi si confida della sua innocenza ? (N) Millegrana.* (Bot.) Mil le-grà na. Sfi Lat. hcrniaria. Nome comune del genei'e Erniaria. K. (N) Mille isole. * (Geog.) Lago delle mille isole. Parte del fiume S . Lo- renzo ove sono sparse presso a iyo isntette. (G) Millelatero. (Geoin.) Mil-lc-là-tc-ro. Add. m. comp. Aggiunto di fi - gara regolare di mille lati e di mille angoli. (A) Mille.isorria. * (Boi.) MiMe-mòr-bi-a. Sf. Pianta che anche decesi Scrofola ri ;i. K . (A) Millenari!. (St. Eccl.) Mil-le-nà-ri-i. Così chiamatami quegli Erette^ i (piali credevano che G.C. regnerebbe sulla terra co suoi santi in una nuova Gerusalemme per lo spazio di mille anni , prima del giorni » del giudizio , nel quale regno s’ immaginavano liti abboiulanza inesauribile A ogni sorta di beni, e che si sarebbero goduti senza peccato i diletti della carne. Detti anche Chiliasti. K. (Ber) Millenario, Mil-le-nà-ri-o. Add . in. Di mille . Lat. mìllenarius. Gr. X^tccrós. Mor. S. Greg. Per lo numero millenario, perchè numero perfetto , quantunque sia minore , si figura il tempo della santa Chiesa. Millepiedi. (Zool.) Mil-le-piè-di. Sm. comp. indeci. Genere d'insetti , così nominati dalla moltiplicilà de' loix) piedi. Appartengono all’ ordine degli apteri e costituiscono il genere onisco secondo Linneo. Oggi formano un genere di crustacei dell" ordine degl’isopodi. Tiv- vansi nelle cantine e sotto le pietre ; hatino un odore disgustoso ed un sapore piccante dolcigno. Usavasi molto il sugo di quest’ insetti nell’ itterizia, nelle congestioni sierose lattee ed in altre malattie: si crede che contengano del nitrato di potassa ; ma è ignota ancora la loro analisi chimica e V uso medico il è abbandonato. Lat. imUc- peda, Segner. Crisi, insti'. 3. 1 . 12. V’è tra gl’insetti f /b"-! chiamasi millepiedi, e pure con mille appena si move. (A) (G. P.) (iN) 2 — * (Farm.) Nome con cui ordinariamente nelle farmaci:, e nelle ricette viene indicato V aselluccio, eh'è una specie del geneic musco, le cui antenne hanno soltanto sette articoli; si trovane luoghi u.ni- lat. I’ ordine -eut 0 c om ^Ì\\\vT° SìZ!01le con 11 fo™ acmi numerali , come Mille- u gento ec, Boigh. Cotm . Rom, 3yg, Scrive es- miìle ctolw poros meato.) Nome eli un genere ih ammali dei- dine ’dsl' idrelormi annidati : iJohpajo pietmsn, internai nenie solido , polimorfo , ramoso e fvndescente , perforato da pori semidei dii,ìdrici, spesso minimi, qualche volta nivisibiU , perpendicolori ,d- t- asse , oh !d pioni M polipnjo. Renter ^hn) Millerià * (Bot.) Mil-le-n-a. 6J. Genere di mante della famiglia dette covimbìfiere , scoperto a Panama ed alla Kera Croce, e così detta- 3 e£ MILLESIMO MIMESI C / vano n Diana. (In ar. melahet bontà , JiellczM? fhi£ an . z ’ gS , 0f fanciulla tenera a mollo, lo oclt mali, in tcd. vii lue ? dell' '^ v dolce, benigno. Io isiavo miUost grazia , favore. Nella llD » dostan mila , in ebr, mathoq dolce. In lai. mitis benigno.; ',q) . INIiltembetiga. * (Geog.) Mil'teni-bòr-ga. Citta della. B (l S: a ,iU^ s Mir/ro. * (Boi.) Sm. F. G. Lat. miltus. (Da miltos m;in°*) /A ; costa del Mozambico nella Cafreria orientale t la quelle^ s ^ ff miro , forma un genere nella dndccaiuìria pentaginun *j . //M 1 .’. della famiglia delle ficoidee , e comprende una sola s J* ffL J# fio * africana, così denominata dal rossiccio colore delle- lisce . da moderni riunito al genere Gìinus. (Aq) (N) . lf . s {, fk Ì Miltosi. * (Cliir.) Mil-tO'si. Sf, F. G. Lo stesso che Mi »,r.**0ì Miluogo, Mi-luò-go. [Sm. cdmj>. indecl. F.A. e Frane.1* Mezzo del luogo , [come nel francese Milieu. F . Mezzo.] i )a Jal ,,c ^ nicditulìitmi.G?’. pÀawGNov, ant.92.1. Spesse volte faceano ^ niib 1 ^..) per occupare il ponte eli’ era nel miluogo. Lio. M Bv 1 vini 1 , ^ colle legioni romane yae. E appresso ; Elli furono p rI j a miluogo deila schiera. Intrnd. Firt. E quando le par il0 u tfi in miluogo della sua gente, e preseli tutti, sicché nhm°' ^3, campare. Tes.lìr. 2. 35. E questa è la ragione, perche Iie i# 1!l ( (Ì- 1 più grande elemento e la più salda sustanZa , c assis® , di tulli i corchi e di tutti i torniamonti , cioè ’1 fondo gli elementi. Esp. Pat. nost. E nel miluogo piantò 1111 citPyl appellato albero di vita. Fit. Èuri. /fo. Mei miluogo. ^ l3ll iei' a j L ,uJ fare mai molto bella chiesa, Farch. Stor. g. 258. D 1 c0 jn eCll V 1 ' miluogo, ovvero centro, non è propriamente di lTreir/>e> ^ IM minata per onorare la memoria di Filippo Miller ; e caratterizzato (ledi antodio semplice con pochi fiori , il ricettacolo nudo , un solo fioretto radiale femmineo , ed i semi prua di pappo, fi) (JS) Millesimo, Mil-lc-si-mo. Sm. Tutto lo spazio d’anni mille .—, MiUcsmo, Millesimo, sin. Lat. mille-annoiami spatium. Or. x ,Xl * s irà/v. 2 —[E detto in generale miche di Tempo indeterminato, di una Data o simile , sebbene maggiore o minore di mille armi.'] Erano. Sacch. Oj). dio. gì. In prima ti conviene Irovare il millesimo, cioè gli anni di Cristo. Gcdat. j5. Perciocché i panni , die sono d’ un altro millesimo , non si .accordano colla persona , che è pur di questo. »Cas. Impr. Coperta c chiusa ec.l’ anno \l\ff , come si riconosce dal millesimo intagliatovi collo scarpello. (A) Millesimo. Add. m. Di mille. Lat. millesimus. Gr. x i ^ lGrrr ° f ' Feti', ccmz. 11. 6. passato è già più che ’1 millesimo anno. E cap. 7. Se In sentissi La millesima parte di mia gioja. Ovid.Pist. Tra Je mille navi la tua sia la millesima. L'ir. Disc. un. leu. Alle quali cc. non avrei pagato la millesima parte del mio debito. Beni.Ori. 1. 10. fj. Or chi potrà la quinta parte dire , La millesima pur di questa cosa? Mit.lesmo , MiMé-smo,[Am. sino, di Millesimo. V. poci. Lo stesso che Millesimo. F.] Dant. Par. 20. izg Dinanzi al battezzar più dTin millcsmo.» E Par. 23 .Se mò sonasser tutte quelle lingue cc. Per aiutarmi , al miìlcsmo del vero Non si venia ec. (N 7 ) Millja, * Mildi-a. Add. e sost . numerale caia, indeci. F.A.F. e dC Mila. Fr. Giord. igi. Le scritture sono piene, che si sono mostrati gli Angeli, mille millia volta. (Y) Millja. * JS. pr. m. Lui. Millias. (Dallo' slavo milli amabile.) (B) Milliaiut.* tSt.Eccì.) Mil-li-à-ri-i, Milliasli. Lo stesso che Millenari! e Chiliasti. F. (NY Millicp.amma.* (Mal..) Mildi-gràm-ma. Sm. E. G. L. Lo stesso cùeChi- locrnnuna. E. (0) (N) Millilitro. * (Mat) Mil-li-lìtro. Sm. JE. G . L, Lo stesso che Chilolitro. F. ( 0 ) (N) Millimetro. * (Mat.) Mil-li-mc-tro. Sm. F. G. L. Lo stesso che Chilometro. V. ( 0 ) (N) Millioke. * (Arii.) Mil-li-ó-nc. Sm. V . n di' Milione. Segner. Crist. instr. 2. 3 - 3. Ecco più di un inillione di persone. E 2. 3. 5. ÌJn viaggio di quarantadue millioni di miglia. E appresso , 6. Hau dato a morte più d’ un inillione di persone. E 2. 3 . 11. Trentamila mil- lioni, . . tre millioni di millioni. . . tre millioni d’ eserciti . . . un miliione di soldati . . . più assai di trentamila trecentodue millioni di miglia. . . trenta miliioui. . , trentamila milioni d’anuate. ..più di trentamila millioni di soldali. (N) 2 — * Posto aoverbial. A millioni e millioni. Segner. Crisi. ìnstr. 2. ig. 3. Vincerà a millioni e millioni di volte quella stanza a le nota, ove ora soggiorni. (N) Millisteuo. * (Mat.) Mil-li-stè-ro. Sm. comp. V’• Stero. ( 0 ) Milo. * N. pr. m. Lat. Mylus. (B) 2 — * (Geog.) Lai. Melos. Città e isola dell' Arcipelago. (G) Milocario. * (Bot.) Mi-lo-cà-ri-o. Sm. C. Lat. mylocarium. (Da mfbao strido co’ denti, e cary'on noce.) Genere di piante della famiglia dell ’ eriche e della decandria monogitiia di Linneo ; l ite si denominano così dal loro frwto , che giunto a maturità ed agitato tramanda uno stridore dispiacevole. Il suo tipo è il mylocaryum ii- gustrimun WiUd. (Aq) MiLOFAiutfOEO. * (Anat.) Mi-lo-fa-rin-gè-o. Add. e sm. V. G. Imi. my- lopharynceus.(Da mjli denti molari, e phaiynx faringe.) JSomedato da qualche anatomico al muscolo miloclos. (A. O.) Miloclosso. (Anat) Mi-lo-glòs-so. Add. e sm. V. G. Lrtt.myloglossus. (Da mjli denti molari , e glossa lingua.) Home di due muscoli che nascono a’ lati della mascella inferiore verso fa radice degli ideimi denti molari , e vanno ad inserirsi sotto la lingua al di lei legame. (A) (Aq) Miloioidea. * (Anat.) Mi-lo-io-i-dè-a. Sf. JE.G. L^at. myloioidea. (Da mjli denti molari, e ioìdes l’ioide. ) Finca prominente che si rinviene sulla faccia interini del corpo dell ’ osso mascellare inferiore , ed incomincia presso la sinfisi del mento donde si reca al lato interni> degli alveoli de due ukimi denti molari , ove forma una specie di scatola oblunga. (O) Miloiojdeo. (Anat.) Mi-Io-i-o-i-dc-ò. Add. e sm. comp. Nome di un muscolo del collo , largo , compresso e. triangolare , il quale dalla linea obbhqtta interna della mascella inferiore , si porta al corpo del- l’ ioide che rialza e porta in avanti. (A) (A. O.) hìitOTSE,* Mi-ló-ne. N. pr. m. Lui.Milo. (Dal celi, mil guerra, cd on principale : Principale in, guerra. Nella stessa lingua mìlou pietra , rocca.) —Famoso atleta di Crotone. ■—T. Anriio. Tribuno di 1Ionia, nemico ed uccisore di Gladio , difeso da Cicerone. — Generale di Pirro . —- Tiranno di Pisa. (B) (Mit) Mjlonia.* (Geog.) Mi-lò-ni-a.^U.c/i. d’Italia nel paese deSannitìfG) Milordijso , * Mi-lor-dì*no. Add. c sin. F. Vezzeg ., dim. di Milord o IVI Aorte, e dicesi dì Uno che fa il bello e il gahvde.M. Corde. E log. Che cosa vuol dir cicisbeo ? E’vuol dir vagheggino, damerino, parigino, inilordino, e altri nomi siffatti. (A) . . Milokte, * Mi-lòr-te. Add. e sm. F. in gl. che risponde a Mio signore. (In ingì. my lord . cioè, nry lord mio signore.) Chiabr.rnn. Cucirà d’Inghilterra alcun milorte , E metteransi in busca delle notte. (JN) Miloslavia. * (Geog.) Mi-lo-slà-vi-a. Città degli òtati I russtant. (G) Milostomo. * (Zool.) Mi-lò-sto-mo. Sm. F• G. Lat. mylostoirius. ( Da mjli denti molari , c stoma bocca. ) Genere di pesci spari , della divisione de toracici linneani , ordine degli acantopterigi addominali , distinti da un palato , tutto . per dir così , guarnito di denti molari. (Aq) (N) Milotro. * (Arche.) Mi-lò«tro. Sm. V . G. Lat. niylothros. (Da . myle mola , e otheo io spingo.) Canzone di mugnai e di for nari: (A fi Milta. * (Mit.) Epìteto che i Fenicii 9 gli Arabi , ed i Cappadocn da- del P ei alenili, dal tabernacolo della Verginedirimpe Mjlvagiko. * (Zool.) Mil va-gì-no. Sm. JSome volgare 1 ji dine. — , Milvo , sin. (A) _ . tIì tif l ‘id Milvino. * (Mus.) Mil-vì-uo, Sm Nome che alcuni aU ^ or V n il)b^'- 0 Àfi' ad una specie di flauto % o perchè era fatto d’ oss °/f fb^ 0, che l acutissimo suo suono rassomigliava al grido del vus in iat nibbio.) (Mit) . ^ Milvo. * (Zool.) A/u. Lo stesso che Milvagino. F. (Al . ^1#, MiL/,Ab (Anat.) [Sf Fiscere parenchimatoso ì vascolare,, ct e spongioso , di colore rosso più o 'meno carico , collo mente nelC ipocondrio sinistro , al disotto del diqfr del colon discendente , tra le cartilagini delle false c °j e (l ! * del ventricolo.] Secondo sii antichi medici , è la sede j lC ^ _ .. . r . . Mll* J# ,;l ri inconico. Lat. spìcii , ben. Gr. cr-rA^t'. ( Dal tcd. medesimo.) Palina. Lavi. 6. Bisolvc la [lemma , gi°) 1 nl il2^ ftd' sentono della milza. Cr. G. 8. 2. Alla durezza dell/J lC c oè * C c o$ impiastro d’assenzio cotto. Guid. G. 160 . Ond’egU d r _ c 't“ talmente tra Ja milza e le coste. Fr. Giord. Preti. A • ® clir^ [fi dire al medico i mali ch’egli ha nello stomaco, e p 01 f)' . fiJ otta ch’i’ ebbi il colai male nella milza. Ciriff. GtdV- & nilza e L’ arniouc.n Buon. Tane. 2. 3. P?/ w\ sy svottet/a p»Or. siili. Villini. ! tilt. *i. i eh’ io posso , Stiracchiando le milze a più potere. df Milziade , * Mil-z\-a-de. N . pr. m. Lat. Mdtiades. (fapfj distruggere, c ti ad o siad testa.: Testa distruttrice.) cassògli la milza e L’ arniouc.n Buon. Tane. 2. 3 . vo’ mettere in infilza ; Se ’1 suo è poco, cavisi la . n11 z 2 —• E'ig. Stiracciiiar le milze “ Stentare. Lat.. victu ^^^ji uvat ìv ivbtlous filo?, Ant. Alani, rim. 21. Io mi sto p 11 ^ a.: lesta aistruitncw - ^ H' niese , vincitore di Dario in Maratona , e salvator* ( Nome di un Arconte di Atene. — Figlio di Cip$ e y s ll ° carro a' giuochi olimpici. — Santo Papa del secoli di S. Eusebio : detto anche Melchiade. (B) ( 0 ) ^ *0^' Milziadee. * (Arche.) Mil-zi-a-dè-c. Add. e sf. pi. Scici guati da corse di cavalli , che celebravansi ddyop^ì-quel^ ,| in onore di Milziade capitano ateniese , e fondatore 1 il quale aveva colà governato quasi da rè. (Mit) s ed s0 O Mi 1.7.0. Add. in. F. A. Lo stesso che Mencio. F. (ptiè darsi a questa parola,cioè nel senso di non consis^en^‘^ 5 /^, ^ l’ar. rnizal deb ile. È però da dubitare, chonou diihj J ^ 2 — Per metaf. [Povero.] (In ar. maliziti povero-] La detta monna Giovanna tornò in Firenze molto 1 assai misero stato. „i-o Mima. Sj'. di Mimo. X. Jldìm. sat. //. Ma se nel P 1 ^^ jf gaja .Sale una mima , a lei fortuna in grembo \ eiS‘ O'fj/' le doble a staja. (A) (B) _ _ 1natO’)"e Mima. * JV. pr. m. ( Dal celt. mi-mhar incivile ? fulminato da Giove. — Uno de’ centauri uccisi alle — l-iglio ed amico di Teano. (Mit) _ fi) .e" 2 — * (Geog.) Città del Giappone. (G) , Plid’ Mimalcu. * (Geog.) Mi-màl-ci-i. Antichi popoli de , . esS e " 0 J WnuuoM. * (Mit) Mi-maUfJ c di cui procuravano imitar lajigura mellcndo c n ([0 chi celebravano le di lai orgie. —, MimallonulL * rC j lC o . i a jlsb' | .|ii 1 ' oso. ni ners. minrnatu osniuuui, ~ l- 1 '' ' ffiC (l _.,n8 da Polluce nella spedizione degli Arg n ^ ( i[a fi° s {,ic c MnnvNsA. * (Mit. Ind.; Mi-màn-sa. Nome di una^ ^ ^,ii v indie , che ammette un destino invincibile 5 e s # \ delle opinioni delle altre scuole. (Mit) 4 . ecd' r 'Jfi Mimante , * Mi-màn-te. N. pr. m. Lat. Mi mas. f &c oS gativa e manntan timidità: Non timida.) (Jy . puff 0 * M i mesco , Mi-mé-sco. Add. m. Da mimo , Mu } J Disc. pag. 233. Berg. (Min) ^ r G fu\voC e \of Mimesi. * (lìet.) Mi-niè-si. Sm. F. G. Lat. m Qjl0 d^b^ b 0 * 1 rntmos imitatore.) Figura con cui s' imita Ca $ ‘ ° role , ì gesti e le azioni di taluno. (Aq) A mimesi o imitazione è ridicola. (N) Mi M. WIN EXE C^n', Mi-mè-te. Sm. F G. Lat. mimefes, Gr. dì'piante della famiglici delle proteacee , della trìandrìa mo - l° P ia,ì0 c °P- e paglniole decidue , ed una noce j^^/7e (Aq) v N) q ^'(Lott.) M i- mé~ti-c o. vi dd. m. Imi tato rio, Da mimo, o conrnediau- «0** Salvin.Cas. (A) Salvili. Cas. 52 . I generi del poema toi * c > ciò,-, atiivo o immitativo, che i Greci dicono dramatico o ^nn 0 L / Co <:c - L ^.Piatone. insegna la poetica doversi tra quelle arti Sr > no Vtrar M c guati si raggirano intorno alle cose die realmente non s 0n | nia sono idoli e immagini di quelle che sono; e le quali da lui 1 t “- e ora mimcticlie cioè imitatone, ora icastiche, cioè fìrmiHve ,0 " e ) a ^ rovc anche chiamata mimetrica , in metro, ovvero Jmi- v ij», ' a l ? 01 > metro , e le attribuisce altresì le dramatiche favole , e le Miji^'chc imitazioni. (N) * — u 5 Mi-mét-ta. Sf dim. di Mima. (Min) tiv, oana di piacere, Concuhinctta, Puttanella. (Dal cclt. miomatl cnt- Mi,„. » “'«mesto ; Mi ; voce rimasta agl’ ì\\iav\e.si.)FawU.Filip. 2.Berg.Q\m) (l ilol.) Mi-mi-ca. S f. C. G. IaU. mimica. (V. miniate.) L’arte ... .. 1. „ — - .• fUllìtl \ e j ÌCV S dicesi tip J • ,\ ~-.j --• '--J ' ' • >»l‘ll ,,,n i e p.ir/c della poesia , che concerne ii Uc * rùnica, F. Mimico. (Aq) e,. AMek te , Mì-nii-ca-mén-te. ylvv. In modo mimico ii ic . '"" 1K , iui-un-ca-inen-te. yivv. in mono mimico , Sidfonesca- tlll i e> lesane. Cium. Berg. (Min) ’ Mi-mi-co. Adii. in. F. L. Da mimn.Lat.mimicus. Gr./tiiuxós. Adatti pure a mimiche bajuche A. foggia di gomitolo il ili _ ' lc oi°. E appresso : Cralea che Cureulione e solo ed unico Posse *h ; || S ""‘ S ^ a|, tc mimica valente. p,. e ’ So ((Ut Scand.) Antico Saggio , ovvero Dio della saggezza Da ;° Scandinavi. ( In illir. mimo sopra, ed umili sapiente : So- Spienti, o Sapientissimo.) (Mit) Disili- ^’ ''' ezze §- e poco usata.) F. e dì’ Ninna. Lai. papa , pupa Defisso ? l ^ >,az : Gr. xOflSio ., 'Xxihmó.piov. (Checché ne dica qui ap- Hiì n . d Salvini , la v. minima presenta un raddoppiamento del cclt. f. 2 P lcc olo. V. Mimmo,') Cr. alla v. Ninna.» Salvili. Annoi. F. B. ilio p. '• Ninne, hamhine, noi storpiando per vezzo la voce , dicia- l’ifcl l* 8 »'mente mimmo ; se non fosse questa da mimus , imitatore , clic 7 1 nomo è animale imitatore , e i bambini contralfaimo quel ..detti S$ ono fare, che pajonó tanti scimmiotti; perciò per avventura , ^mii, quasi mimi. (N) .d iii c ^" n - Sorta di foggia donnesca oggi disusata. Fag. Rim. Se ■■'«o °? Vcn 8 a cresta 0 hattilogia, Se il mimmi sia più lecito portare.(A) Add. rn. Piccolo e Quasi da bambino. (Dal cclt. min min \ 'iiin,, ° P‘ccolo) Fag. liim. Egli ha un’anima grande , ed io l’ho ‘‘enfi * Mi-nmcr-mo. J\7. pr. m. (Dal cclt. mymryn minuzia, e ìlio. iJ ln d°vi»o: Indovino fino allo minuzie.) — Lo stesso che Mìuct- ~~Poeta e musico greco, cui è attribuita 1 invenzione del verso A'./,, JSnme comune ad una specie di poesia drammatica mt, 1 (tlil0, 'i di essa ed agli attori , altrimenti deili Istrioni o Stri anioni. m - roei ct e musico greco, cut è e della elegia. (Wit) t C( ; A n.r.L '■ (j/ IL S ' ,ni int e V ' lns ' ^ componimenti Mimi perchè con essi imilavansi espres- loi, >inio ^ ^' re c<7 il Jore degli uomini. I/Mimo riceveva il nome, di Pan- > " a Olle P resso i Romani se cantava o recitava; di Urbano il ridicolo ''è SOc st0 i di Scurra il disonesto ; di Pianipcdc quello che non uvea ^ u Jfo.. ^"riescile appresso gli antichi più idee furono in uso .E ap- hui-i...' s pno certi mimi, de’quali alcuni sono chiamati saggi tti, altri ■D appresso : Dal eiual luogo appare, essere stata cotanta la viltà de’ mimi, che per rappresentare un mimo , talora Inerii a llimitanii 111 moli/-. imi» o enivio ^.-.^.^..-. 1 ^- So"‘i' di Aretologo quello che parlava di cose virtuose-, di Ster- «as S( - 'ci z ?-a pi ClC liUiill , UIC. JJH ltqqnci ''iigugn * an *P c di , o Eccitanti in piano piè *_ r ° talora d’impiegare de'cani anni Per] ti e senza zoccolo, non si . ./impiegare de'cani ammaestrati neU’istrionica.(N) . tstr' e ™ st d e nobile , parlando di persona, si usa in generale cit M; . mimus. Gr. (tipo?. Buon. Jfier. Intr. 2. j.Larve, ri ai, do n’ c tinnii immaselierati. » Bocc, Corn. Dant. cap. 1. Rq- j ,f: 0]] O v l a c .°nimedi quelle nel luogo detto scena, quante volte intro- r ?^ 0i tiiati l lcrs0ll ‘: a ragionare, tante della scena uscivano imiini * • clie I ,riina avtìVano Palato e fatto alcun atto. 3 rj'f] Mimmi , per (trbitvio del copista.J (P) s , 0 denp anche per il Componimento comico , ed il] 'Recitamento c* 1 ' Giovar! d’ioni. Darch. Brcol. 2Òq. Io lessi già uu mimo di ines- ;i 0ta clj a,. Elisia Giraldi , il quale mostrava la nostra lingua an- i] , ^ ,J! A. ir\T- sorJc componimenti essere capevole. |f iu Gtoi X > ln ‘) Mi-mò-lì-ra. Sf. G. Lai. miniophyre.(Da mimos c!° C>e t le C i.y ro i° mcscliio.) ISomc dato da Brognart ad alcune q° n,e oleun Ul s ' mo inviluppate da una pasta molto distìnta , u n e § Va uwake , alcune rocce e pudìnghe poifiroidi, nelle ^1.11 dì ^inerito argdivide riunisce grani distinti difeldspato , e tal - i/ lr ‘ I; Ap 0 * ar ??. > di schisto argilloso , ec. (Boss) i*!/" 8 ' (Da n - M’) Mi-niò-gra fo. Add. e sm. V*. G.Iat. mimogra- * J Più c */ H /°' y - ^ n ^ atorc > c W’vpho io descrivo.) Scrittore di mi - €le bri appo i Latini furono Gn. Mutuo, Decimo Laberio, i o otto lacinie , ed una bacca con pochi semi. (Àq\N) Usura di legno o di ferro, che è La meta dello stajo Lai. Publio Siro a' tempi'di Cesare ; FìUstìone sotto Augusto ; Silore sotto Tiberio ; Virgilio Romano sotto Trajano ; Marco Marcello sotto Antonino. Di P. Siro rimangono alcune sentenze gravi e giudiziose. (Mit) Mimologia.. * (Filol,) Mi-mo lo-g't-a. Sf. V. G. Lat. mimologìa. (Da mimos imitatore , c logos discorso.) Trattato dell imitazione; ed anche discorso imitativo, (Mit) MnioNE. * (Mit- Inrl.) Mi-mó-nc. Sm, Uno degli Dei telchinì. (Mif) Mimosa. (Bot.) Mi-mó-sa. Sf. Genere di piante della poligamia mone- eia, famiglia delle leguminnse, la quale contiene molte spècie arboree, fruticose ed erbacee , talvolta spinose ; è caratterizzalo dui calice con quattro o cinque denti, la cornila monopetala inferiore, con ^ o 5 denti } quattro a dieci stami’, ed un lomento per frutto. Tra le specie più utili di questo genere si distinguono la Mimosa nilotica e la Mimosa scnegalense, dalle cui cortecce trasuda naturalmente la gomma arabica e la gomma del Senegai ; somministrano varie gomme anche le mimose farnesiana, arabica, tortuosa e gommifera. Il succo dell'acacia dell E- gàio vieti somministrato da' legumi della mimosa nilotica ; il cacchi dalla mimosa catechù che alligna nelle Indie; il pisello zuccherino di S'.Domingo , dalla mimosa inga ec. Molte delle mimose hanno la singolare proprietà dì richiudere le foglietto al toccarle, tal che investite con la estremità delle dita si ritirano , e non si distendono che do‘go qualche poco dì tempo ; perciò dette ancora Erbe sensitive. Le so'.rie che hanno tal proprietà sono : la pudica, la sensitiva, la quadrivalye, la viva, la pigra, la prostrata e la casta. (Dal gr. mmicsis imilu/.io- nc: poiché imita la contrattilità degli animali.) Magal.Leti.(A)^ 0)(N) Mimose. (Min.) Mi-mó-se. Sf pi. Specie di mede, stabilita da flaiiy: esse sono composte essenzialmente di pìrossena e di feldspato lauri- noso. (Boss) Mi mulo. * (Bot.) Mì-mn-lo. Sm. V. G. Lat. mimulus. (Da mimos imitatore.) Pianta de prati, le cui foglie, secondo Plinio, imitavano il trifoglio. (Aq) 2 — * Genere di piante a fori monopetali, della didinainia angwsper- mia , e della famiglia delle scrofolarie; hanno il calice prismatico , la corolla quasi campandola col lembo bilabiato, lo stimma lala/nel- lato , e la capsola bdoculare con 1 sepimenti placent.iferi ne lati. La corolla di queste piante imita il muse di alcuni animali. (Aq) (N) Mi.uijsopo. * (Bot.) Mt-mu-sù-po. Sm. U.G.Lat. mimusops. (Da minio scimia , ed ops, opos aspetto.) Genere di piante a fon monopetali , deU’oUandria monogìnia, e della famiglia delle sapotacee, i cui fori hanno la corolla monopetala coll orificio frangiato da piccole lacinie, nel cui complesso presentasi l'aspetto di un muso di scimia, il calice diviso in sei Mina. [A’/i] Misur lj bemina. Gr. vuxivx. Cr. 5.,5*.5. Di quegli clic son per la vecchiezza cavati , si fanno copigli, secchie, mine e ai- bre 25 l’uria. 2 — (Arche.) Sorta di moneta greca del valore di cento dramme. Gr. fivH. Barg.Orig.Eir.62. Pare che lo pigli per cento mine attiche ( V) 3 —. (Min.) Lo stesso che Miniera. Lat. fodina. Gr. fàrctkhstx. (Dal ted. mine che vale il medesimo. In frane, cd in ingl. mine , in isp. mina, in hrelt. min clic vai pure metallo.) Ar. Fur. fj6. i 36 . Come talvolta ove si cava l’oro Là tra i Pannoni, e nelle mine ihore, ec. 4 —-'(Bot.) iNome antico di) Una spezie di albero.Palliai. Mina è albero d’Arabia, di altezza di cinque cubiti , simile al bianco spino. 5 — (Milit.) iQuel cavo o buco che si fi nel terreno, nelle mura o nel sasso , per empierlo di polvere, a fine di disunire, rompere,.e mandar in aria le indicate materie. S'intende sotto il vocabolo di Mina qualunque lavoro sotterraneo che si fa pel fine sovra indicato.) Lat. cumculus. (Dal ted. mine che vale il medesimo. Altri dal lat. minare per condurre , come diccsi condotto per canale. Nel dialetto di Van- nes minoten , in gali, mpiediad sentiero , passaggio. ) Giace. Star. Accostandosi alla scarpa del muro del castello , sforzarsi di rovinarlo con nuove mine. Sagg. nat. e$p. /2Ò’.Non altrimenti che nelle sotterranee e profonde mine il rabbioso fuoco scoppia con empito. Uarch. Stor. Cominciò a fare unafossa a onde, la quale egli condusse insino sotto le mura di Volterra per fargli una mina » Ar. Fur. 27. 2/{. Come quando si dà fuoco alla mina , Pel lungo solco delia negra polve Licenziosa fiamma arde e cammina, Si clic occhio appena dietro se le voi ve.Algar. Nulla fece il comandante di quanto richiedeva la ragion militare; non fece le sortite a tempo, non fece giuocar le mine , non mise impedimento alcuno agli approcci. (Gr) a — * Diconsì Mine semplicemente o Mine d’ offesa , Quelle -che si fanno per offesa; Mine di difesa e più comunemente Contrammine, quelle che si fanno o sotto il recinto principale , o sotto la strada coperta, o sotto lo spalto a motivo di difesa e per iscoprneei impedire le mine del nemico e mandare in aria quello spazio od opein che sta lor sopra , sulla quale l'inimico si fosse alloggiato . 1 lavori cd quali il minatore si conduce sino al sito determinato per farvi la mina chiamansi più propriamente Gallerie, m capo al e quali sta la camera della mina. (Gr) „ . . 3 — * Dicesi Camera della mina, Quella cavita pianamente nella quale si colloca la polvere per In carica della mina: essa cangia per altro di nome, e prende quello di forno, o di fornello della mina, quando le si è riposta dentro la carica sopì aindicata. Fenne altresì chiamata Cobo .Montecucc. Gl’ imperiali dopo aver cavate le mine.... per mancamento di polvere da cane ai ne le camere , tanto ebbero da indugiare da farle volare, che ec. Ed altrove: Si fanno le mine scendendo a piombo , a scarpa , a scala con traverse , o con pozzi , e si conducono le strade e i canali nei piani , a livello; nelle rivolte, ad an°olo retto; e pervenutosi al luogo , che si vuol far volare,, si fa in capo di esso la camera o il cubo capace di tanti barili di polvere quanti ne richiede la resistenza del luogo. (Gr) 386 M1NA 4 — * Dicesi Carica della mina , Quella quantità di poh-ere, che si adopera pel giuoco della mina , e che vien collocata nel centro del fornello . Lo spazio entro il quale si pone la carica, guarnito intorno intorno di forti tavoloni* c ricoperto sotto e sopra di socchi o di altra materia che preservi la polvere dall*umidità , vien chiamino dagl' Italiani Passa , e dai Francesi Goffrè. La polvere della carica si racchiudeva altresì in sacchetti o barilozzi , ed anticamente in luogo della cassa si usarono i TonellL U. Tonello. (Gr) 5 _* Dicesi Cubo della mina, ed è lo stesso che Camera della mina. V. §. 3 . Mantecucc. Pervenutosi ai luogo che si vuol far volare, si fa in capo di esse ( rivolte ) la camera, o il cubo capace di tanti barili di polvere quanti ne richiede la resistenza del luogo. (Gr) 6 —* Dìcesi Fornello o Forno della mina, La Camera della mina quando è stata in essa riposta la carica. Questi fornelli diconsi di primo ordine, quando son posti in giusta profondità -, di secondo ordine, quando son posti al disotto deprimi : e cosi pure le gallerie ed i rami.I fornelli più vicini alla superficie che si vuol mandare in aria chiamatisi più particolarmente Focate. (Gr) 7 — * Dicesi Galleria della mina , Un condotto scavato sotto terra * sostenuto via via da telai , col quale si va a svolte e con gomiti al sito indicato per farvi la camera della mina. Questo condotto si suddivide in nitri più stretti i quali chiamatisi Rumi della galleria. OZ..V-...••»...»» (1 'Ulfl’io capitali, quelle che sono situate lungo le capitali de bastioni o d’altre opere ; magistrali, quelle che sono parallele alla linea magistrale od ai lati delie opere} diuv iluppo, cjuette poste sotto l'estremità degli spahli o poco presso; d’a,scolta, quelle che prendono origine da queste ultime, e si stendono per la campagna ad una data lunghezza parallelamente alle capitali delle opere e non mollo distanti fra se , ónde sentire se il nemico si cacciasse fra esse. (Gr) 8 — * Dicesi Imbuto della mina , Quel vacuo che lascia la mina intorno a se dopo lo scoppio. (Gr) 9 —* Dicesi Intasamento della mina , Quel masso di t rivi o d'altra materia , col quale si chiude per ultimo il fornello delta mina , ed ogni altro lavoro che vi si faccia per renderlo impermeabile al- V acqua ed ali'aria. Con meno proprio vocabolo e più francese alcuni lo chiamano Borratura. (Gr) (N) 10 — Dicesi Discesa , o Scala della mina , ed è quell' andito per cui si cala alle mine -, e dìcesi più propriamente Discesa, se l'andito è di terra , e Scala , se è di pietra , o di mattoni. (Gr) n —* Dicesi Linea o Raggio d’cspiosionc della mina, Quella linea che dal centro del fornello si suppone condotta sino alla periferia della superficie esterna dell* imbuto. (Gr) i2 —* Dicèsi Mina di demolizione , Quella che ha per solo scopo di atterrare qua muraglia od un edijìzio qualunque, senza procurare altro donno àol loro scoppio , che vien pei ciò ridotto mediante la diminuzione della carica all'effètto desiderato. Queste mine a fornelli di mina sogliono usarsi per disfare la cinta d'una fortezza che si voglia abbandonare , o per abbattere magazzini ed altri edifìzii', si usano altresì nella guerra campale per atterrar torri, ponti , ec. D'Antonii. Per compimento delle mine di demolizione basterà qui aggiungere , che , dovendosi minare un qualche ponte di muraglia , si praticheranno i tornelli nelle fondamenta de’pilastrì, e non potendosi ciò eseguire , si faranno essi fornelli fra le imposte di due archi. (Gr) ,3 * Dicesi Pozzo della mina , Quello scavo perpendicolare ed obliquo che si fa per giungere a stabilire il piano delle gallerie, de' rami e de' fornelli. Si fanno eziandio Pozzi nelle contrammine per raccoglier tacque ; e questi , o separati o uniti mediante un condotto che va dall' uno all'altro, giovano ad opporre maggiore ostacolo al mìnalor nemico. (Gr) ,4 —* Diconsi Rami della mina, Quei condotti più stretti, ne'quali si suddivide talora il condotto principale della mina, ossia la sua galleria. Mcntecucc. Nelle mine.,. si fanno talora piò rami e più cubi.(Gr) i 5 — * Dicesi Regola del fuoco della mina, La misura che si osserva dal minatore nel dare la conveniente lunghezza alle salsiccie,perchè i fornelli s* accendano a tempo determinato. Con men proprio vocabolo, e piu francese, alcuni lo chiamano Compassamento del fuoco. (Gr) ,G —- * Dicesi Salsiccia della mina, Una spezie di manica lunga e stretta di tela , piena di polvere, che serve a dar fuoco alla canea delle mine a tempo determinato , e che sì colloca in un canaletto di legnò chiamato Truogolo, che tocca dall' un de'capi alla polvere della carica , e dall' altre sporge fuori della camera perchè si possa allumare senza pericolo. Questa salsiccia poi si accende o collo stop, pino, che pende fuori duna delle sue estremità, n coll'esca,chiamata da minatori Frate o Monaco, che giova a determinare con qualche maggior precisione il tempo dell'accensione ; o con rui ordigno chiamato particolarmente Cassetta, o finalmente con un altro anche più complicato chiamato da*pratici Sorcio. Mcntecucc. Tutta 1 iridasti ia consiste nel turare fortemente la bocca delta camera , e tutto all’intorno, lasciandovi lo spazio sotto per lo stoppinolo salsiccia, o sc- mcnfella. D'Antonii. Le salsiccie di comunicazione si conducono entro truogoli di legno impegolati. (Gr) 17 — * Dicesi Sfera d’azione della mina, Quella i cui raggi si e- stendono dal centro delfornello sino ai punti ove cessa l effetto della mina. (Gr) 18.— * Dicesi Sfera di friabilità della mina, Tutta quella massa finca di terra , che si allarga co* suoi raggi dal centro del fornello della mina fino ai punti ne' quali le molecole del terreno noti sono più smosse dal suo effetto, o dove la tenacità del terreno non è pui alterata. (Gr) 19 —* Dicesi Sfera di rottura della mina, Quella parte della fiera di friabilità nella quale possono per l'effetto della mina essere danneggiale te gallerie , i sotterranei ^ ec. (Gr) 30 — * Dicesi Sfiatatojo o Spiraglio della galleria della mina, Un- privarci di figura. cilindrica , o conica tronca, 0 piramidale tronca , MINA t che va a sbucare al di sopra , per dar lume ed aria alle gallei 10 ni rami della mina, (Gr) ^ ai — * Dìcesi Solido d* escavazione della mina, Quella P 0 ^ ^g di terreno o di muro che la mina cuccia fuori nello scoppiare, ^ secondo la sua forma vien chiamata da alcuni Paraboloide, da Cono tronco , da altri Iperboloide, e così variamente . (Gr) ^ 22 —* Dicesi Spiraglio della mina, Quella piccola apertura p ^ quale la salsiccia di comunicazione viene a metter capo fuori ^ camera della mina, onde poter essere a suo tempo accesa.Sentii' ^ Di mattoni e di calce era fatta la mina , c chiusa in maniera, le restasse quel solo spiraglio eh* era necessario per introdurre f tempo il fuoco nella polvere d’archibuso , della quale doveva ripiena. (Gr) ^ „ a io 23 — * Dicesi Tclajo della galleria della mina , ?*£25> di travicelli insieme congegnati pe uso de lavori sotterranei gallerie. (Gr) _ ,. ltet idt 24 —* Col v. Armare : Armar la mina , le gallerie ec.,si', e de tavoli fatti ne' luoghi sotterranei per assicurare gli scavi, 7'eg-> e .^ s ‘ r le pareti tutto all’ intorno con travicelli e tavoloni congegno! 1 ^ me per modo da sostenere i fianchi delle gallerie o delle conte o. appuntellarne i voki.Tensini. Si farà il canale della mina largo r . ( j| dì e meno , cd alto quattro, armandosi, come dicono i minato* sopra e dalle parti con assoni per sostentare la terra , essendo » josa o sabhioniccia , ma essendo tutto o creta , o forte , si P 0 o,, rt y/' rà il suddetto canale nel seguente modo, ec*". g0 . di muro. Si armerà u suddetto canale net seguente mono, e^* j ' . s0 - E perche il terreno difficilmente in molte parti per se stesso ^ i ___ \ _ _i~ _ j: 1_V._: « mXì sticue , ci converrà armare la cava di forti tavoloni , e con puntelli sostenere la parte di sopra principalmente , e poi 1° s * finché si arrivi al luogo statuito. (Gr) ^ f‘ 25 —* Col v. Bucare: Bucar la mina = Aprire il terreno c _. ìt d rami o lunghi aghi di acciajo, per arrivare dalla supéficie e al sito della mina , scoperta eli ella è, onde il fluido elastico sl ^pi> t nell* accensione della polvere, sfiatando per l’apertura, non fi lC y l effetto. Montecucc. Rimediare alle mine col contramminarlc d 1 cir o riscontrarle , sventarle , bucarle. (Gr) 26 — * Col v. Caricare : Caricar la mina “ Collocare mera della mina quella quantità di polvere, che vien creduto , c j t ,tr saria a mandar in aria le sovrapposte mulere : a quest'effetto sl c oii de la polvere entro una forte cassa di legno, si ricopre e si Sfottati 1 tela e con tetra , lasciatavi nel sito più acconcio l'apertura li< - , lV xi‘ all'introduzione del salsiccione. Montecucc . Gl’imperiali dop°. 1( >jitfl cavate le mine sotto Glogau in Slesia V anno i 6 j 5 , per ITl .‘ l,lC ‘j a {fi di polvere da caricarne le camere, tanto ebbero da indugi* 1 ’ 0 volare , che ec. (Gr) ^ jjfi ■iella Col v. Cavare : Cavar la mina Aprire nel ferreo cat,o Io spazio conveniente alla costruzione della mina. M 0, f Gl’imperiali dopo aver cavate le mine sotto Glogau in Slc^ a i 6 .| 5 , per mancamento di polvere ec. (Gr) pìii llt 28 — * 6 T o/ v. Fare: Far giuocar la mina =: Dar fuoco Q* .j c ai»' perchè faccia U suo effetto. Alberti. Far giuocarc mia min*? r \ici' lC ’ none , o simili, vale Dar fuoco alla mina , o sparare V . JLjr ^ perché facciano il loro effetto. Montecucc. Fece rinimico g ltl mina nell’ angolo del rivellino. (Gr) . a dd* lt 29 — * Dicesi Far volare la mina” Dar fuoco alla carl mina per mandare in aria le materie sotto le quali è scav • ^(ò 1 ' Avendo di già, benché con poco effetto, fiuto volare onaip fi’O" 3 0 —* Col v. Incontrare: Incontrare o Riscontrare la i& ltl e ? vare la mina del nemico , arrivandovi per vie sotterrarne , 0 essa• ìflC' od' di pozzi che dalla superficie esterna vanno amettei'e Stor, Alle mine di fuori contrapponevano quelle di dentro >^0^ trandolc in questa maniera , e guastandole , o facendole im mente sventare. (Gr) c olf^ 3f — * Col v. Pctardare: Pctardarc la mina ~= Abbatte tardo una delle pareti della camera della mina , per stamente , a sventarla. Montecucc. Rimediare alle mine col c0 (fO narle dì sotto, o riscontrarle, sventarle , bucarle, petard® 1 c -^ 3 2 — * Col v. Riscontrare: Riscontrar la mina, vale lo ^te) * Incontrare la mina. U. §. 3o. Montecucc. Si riscontrano favore dc'bastioui voti, esesono pieni,si scava un pezzo d’onde si va verso le mine. (Gr) d°^ c \ e 33 —* Col v. Scoprire: Scoprire la mina ^Riconoscere ij s * nemico scava la sua mina, sia tendendo l'urecchio per uch r ot . e ^ del lavoro , sia girando attorno per vedere il lume del fi 1 t Jit'O ^ ponendo sulla superficie del terreno sospetto un tamburo ^ e llo sCli ,> 0 pezzetti di sughero sopra , i quali saltellando per 11 fffj legate c ° $ limenlo sotterraneo fanno avvertito chi guarda , sia fi* 1 ? 1 ;l scandagliare il terreno di sopra o dai lati con foratoti yede l7 ‘,. 1f lente d’ ogni maniera. Montecucc. Si scuoprono fU s °.^v lume, o udendo il rumore per li forami che si fanno 1A Q sopra , e dai lati con foratoi , ed aghi lunghi d' ac cia JjV dovi una canna bucata, siccome anche ponendo ne’ hioj^ go magnetico, e tamburi con dadi, legumi , pezzetti versati di setole sopra essi. (Gr) d* •P 34 —* Col v. Sfiatare; Sfiatar la ravax=-Render M' 1 er jf c ie este f lf ,d mina mediante un’apertura o sJiatatojo , che dalla S, ‘P J aS tico del terreno metta nella camera di essa , onde il Q ;iP' ] c [il ’ striga nell’ accensione detta polvere, trovando uno ?'°® Jjj, Uff ' t j' più fona da esercitare conila la materia che lo cif c0 ' j je si y* _'sV' Cachiti. La contrammina è (juella strada s0 ^ erraB r aCC ia ij’ a'' incontrare la mina del nemico , acciò sfiati, e non ‘ ,jj ( P c gner. Fatta allor dal nemico sfiatar la mina in p ,u I venire a nulla servi. (Gr) . • in sl S n \f 35 — * Col (/.-..Sventare : Sventare la mina : V‘ c ^ e se’' c ‘ ( ' u. ass. e pass, dì quelle mine che non fatano effed°i 6 M 1 NAB o Ji^°} enza fiori dei luogo disegnato-, ed in signif. att. vale Impedire l'oncv va "° l’effetto loro. Bcntiv.Slor. Alle mine di fuori contrap- sta ll( i ^ II0 di dentro, incontrandole in questa maniera , e gua- all e °. e > 0 facendole infruttuosamente sventare.iWo/necucc.Rimediare 36 U1 * C0 J cot d r amnunarle di sotto, o riscontrarle, sventarle,ec.(Gr) sii a K‘S-_ f ace mina in casa= Tendere insidie ad alcuno nella MINCHIA 38 7 • P "• Tare mina iu casa. (N) v ai 'in.) Mina d’ un brulotto: / ” ~ p et ,' ,mnia a un oruiouo: è il Canaletto o Doccia della polvere fuoco ad un brulotto . (S) ^vyp 11 ?’ Aspetto, usato alla francese , ma è da fuggire, Magal.Lett. * CUza j§iovcntù, buona mina, buona grazia, brio, disinvoìtura.(À) * (Geog.) Città della Persia . (G) Ev ? LE 5 Mi-nac-cé-vo-le. Add. coni.Che minaccia. —,Minacelevole, ft^ £1 . Cciai }te, Minaccioso, Minacc, sin. Lat, minax, miuitabundus. Gr. Vol e 7lTl ' / ’ 05 , iitccTTsthiiv. Fitoc . 5 - 30 . Ma ciascuna ora più minacce- le Sa ,J?J; 0 ^ a ’ì a maggiori danni colle sue opere. Fiamm.i.y 5 . Poste giù afi e j- e ’ , c la minaccevol pelle del gran lione, sostenne d’ acconciarsi Don . l * a li verdi smeraldi. Tes.Br. g. 2g. Ma ben si guardi egli che lo Se \ Ca nessuno motto fievole, anzi sia suo viso a cruccio e a ira, Sol 0 *?• au * e tenibile , e la hoce minaccevole. Tass. Gei 1 . 6. 23 . Ivi Coj. lSGese j ivi fa-mosse In vista de*minici il fero Argante, Per grau ^ ian cor P° e P er 8 ran posse Superbo, e minaccevole iu scm- ^ l, iac V ° LMEWTE 5 ^i' nac " cc 'Vol-mén'te. Avo. Con minacele, A modo G w /^e.— , Minacciosamente, sin. Lat.minaciter.Gr.d'XsikTìTtxÙ'S. U\-q e • ? a c * ascun nemico minaccevolmente dimostrava dure cn- gi'mja, 1 Esistente supei-bia. S. Agost. C. D. Ecco che ne mostrò un . 46 , p ( ‘^pnte e minaccevolmente detto da quel Dio. Bemb. Star. 4 ^ina c questo s’ era egli minaccevolmente in palese vantato. da' h ^iì-nàc-cia. [ orrenda, tremenda, gravissima, non fallace, vana, ingiù- feroce, temuta, derisa ec .—, Minaccio, Minacciamcnto, ig t o Clft tura , sm.] Lai. minae , minatio. Gr. àtfsiXri. Bocc.nov.yy. c Iato a P^ v a niuna altra cosa le minacce essere, che arme del minac- tHi Ua ’ * nov, g8. 25 . Tanto innanzi sospignersi con rumori e colle 17, £ C ° e > quando penavano a trovar chi loro rispondesse. JJant. Inf. Ve 9 ; , Ma vOT fi o g na . mi fcr le sue minacce. Petr. son, 3 oy. Nc mi- tlììu a . nit 'i' debbo di morte. S. Agost. C.D. Tutto comprese quella Dicendo parole villane, ingiuriose, oltraggiose, sopcr- 5 . t Coll 111111 PAM i'imn*'ntrnt>i ^ìcnoltnn.ln nllr’in 7 ?<-vo»* T/T' /, »'y-* 7 » e li 4 . h con minacce, con rimproveri dispettando altrui. Boez.Farcii. ^ . a dentro allegro, e fuori Colle sue scorte fide L’ ira del cielo ^cqì lA,ia cce ride.» Car. Leu. 1. 122. Io torno tanto pieno delle mi- Ccil -* loro che ho bisogno di voi ec. Bemb. Leti. 3 .y. 21 4 > Aretc c ec. sopra le minaccio, clic ha fatto il Palenzuula di vo- c *«>v Co^*; iu P ial ° cc. (IN) 'z.P, Fare o Gettare : Far minaccia, Gettar minaccia = Minac- i. Diai S. Greg. 1. 10. Al quale lo santissimo Fortunato 3 n - p ro lla cortese minaccia , dicendo : ec. (V) . * Grt » )re )• Hi minacce non temere, di promesse non godere Cuffie ._ Donna Minacce e le promesse hanno il loro effetto. : -ZVou j uonna agitata con gli occhi ardenti , il volto acceso ; M" 0 ) e man ° tiene una spada , nell'altra un bastone ; è vestita dibru- Noe "» mezzo d’una nube non affatto oscura. (Mit) *' -Mi-nac-cià-re. {Att. e n. «sì-] Promettere altrui o gusti- danno , con atto e movimento severo di mano o v>MW. « ìeC e>Ulet ‘<‘ »l e e «a. j - , co,’° % 0n P arn l e aspre. Si costruisce questo verbo in varia for- manifesto dui seguenti esempli. Lai. miliari, minitari , Ip'Gol r dl1, Gr. àifsi>.iiv. Dui. Menando il dito, si minaccia; c tc- ' 1 c i'«« - dimostra. Bocc. nov. sS. 36 . E minacciògli forte bau si * a ie.Ì SU ' Jj uov ' 9 ,v ‘ 35 . Per questo il lacerate , minacciate ed in- c lair,; l’tfzg.zB. Cli’i’ vidi lui appiè del ponticello Mostrarti, et hiina 131 - fr,l l : c c0 * dito. E Purg.12. 46. O Iioboan, già non par Ai in' CCl tuo seguo. Petr. son. 2 18. Vassene pure à lei, f lar la : ? acc * a - Tass. Ger. 2 gl. E in cotal atto il rimirò Babtlle c hc m° nlc ? '“inacciai- le stelle. E 2. g2. Che la guerra accet- t£ bici Cla, b cho ronl « e minacciar le stelle. B c 0 / n 'b a cciate. ffnndn caso.] Gr.S. Girili nostro Signore lo minacciò della j-Preso H |.y 10 avvenne.» Cavale. Pungil. 240. È [leccato molto stolto L C ^ e *'à r ? S 2 .’. r I' ian do 1 ' uomo minaccia di Dio. dicendo : Dio ti giu- L'"" il 'à r. ri L l ,lanc| o r uomo minaccia ai uio. dicendo: JUio ti giu- c,. , 1 ‘ fura si e si. (V) Tass. Ger. io. 46. E dirò pur ^Ost * JU1 a 31 c ai * v. T / ujj. « iu, tp. ? r , Ul «1 morte Bieco minacci, e ’l vero udir e ])oi la qual minacciava in a tutti gli altri su- i 1 ^ Cf\ì "*■ KtlKJL U: U1CGU muiavu , C J. VCIU UU1* SI SUGglll. (P) v^.^leran; !f rzo caso, Pallav. lst . Conc.i. i 63 . Ma la stessa notte y ll Ho ls sero .... l’intimazione ^-«i. Co 5 ^^.“ na C-cÌà-to. Add.m . da Minacciare; usato anche in forza di p anìii *- yi *'Fir. As.264.Al porto il menava la tema de’minacciati be'* Sa Sgìei | Ì ^" c -Barb. 106.16. Più son li minacciati, che i battuti ; ML Va 'Hun a c . lii ' na cce non ha a scìiifo , ec. (V) Bocc. nov.jj. sg. Sa- Cc W. a “ la cosa le miuacce essere che arme del minaccialo.(N) Mi-nac-cia-tó-re. [ Eerb. m. di Minacciare.] Che minac- a. : 3 o, > vT at ■ min,,,, —i b-n 1 5 ) nunitaus. Gr. cmtsiXtìtixgs 61 minacciatori Ì7Ca.iretk<>jv. M. y. g. c di poco cuore , se nou contro a chi fugge non si attentarono di scendere al piano. Tcs. Br.-j.42. Se magnanimi tade e fuor di sua misura , ella fa uonn minacciatore c en- iiato e crucciato c sanz.a riposo , c corrente a grandi parole s,tn/.a nulla onestade. Buon. Pier. 4 - 1- 7- E andiam loro incontro Minacciatoli austeri, Ontosi incalzatoli. E 4 • 2 - 7- Minacciatoci gli chiamano addosso La vendetta del popolo. Minacciatorio , Mi nac-cia-tò-ri-o. Add. m. Minaccevole , Minaccioso, Bravalorio. Conili, leu. Berg. (Min) Minacciatrice , Mi-nac-cia-trì-ce. E°.rb. f. [di Minacciare.] Che minaccia. Lai. comminatrix. Gr. -fi à lìw.n. Eier. 4 - 4 - 2 * Ella si vede Cruda e sdegnosa, e con lo sguardo bieco Minacciatrice. Minacciatcra , Mi-nac-cia-tù*ra. [òy.'] y. /}. [Lo stesso che Minaccia- mento. y. e di) Minaccia. Crqn. Esii. jS. La sollecitammo francamente , e con buone c riverenti parole , cd anche con minacciature alcuna volta di tagliare i ponti. Mikaccievole, Mi-nac-cié-vo-le. Add. com. E. e di Minaccevole. B-ml. Leti. (A) Tass. nel son. (Quel clic 1 ’ Europa ec.) Tal dianzi il Trace vincitor propose Far servo il mar con minaccievol fronte. (P) Minaccio, Minàc-cio. [.Vm. E.fuor d’ uso. E. e di) Minaccia. Lib. Pred. Non temevano i minacci del tiranno, ancorché si effettuassero con crudeltà. Tir. nov. 1. 179. Pietà era a veder que’poveri passeg- . gieri , per volere anch’ eglino riparare a’minacci del cielo , far bene spesso il contrario di quel che bisognava. E 2. 208. Lucia , ancorché* per li molti minacci e per le strane parole avesse su quel principio un grau capriccio di paura ec., niente si smarrì. Burch. t.go. Pel gran minaccio uscito di Volterra. Guicc. Star. ij. J2). A me pare più presto ridicola, che spaventosa, la vanità de’ minacci loro. Minacciosamente , Mi-nac-cio-sa-inén-te. Avv. In modo minaccioso. Lo stesso che Minaccevolmente. E.Segner.Pred. 12. 6. Languiva di sete il popolo nel deserto , c strepitando intorno a Mose chiedea minacciosamente da bere. E Panegir. Orditi, sacr. §. io. Le stesse mura par ch’ivi loro minacciosamente rinfacciano le lor colpe. (A) (B) Minaccioso , Mi-nac-ció-so. Add. [m. L.o stesso che ] Minaccevole. E. Lat. minax, torvus, severus. Gr. ùtrr.i\nrixós , àypiwx-ds , yapyutiss. Toc. Dav. ami. 12. 160. Per lo contrario Agrippina gli faceva viso brusco e minacci oso. r/ùim.C’o/i. t. 2. E minaccioso e torvo II barbato guardian degli-orti ameni Non resti indietro. E 2. 49 - Quella vacca è miglior, che in ampia fronte Minacciosa ha la vista, il ciglio oscuro. Tass. Ger. 2.8i. Mcssaggicr, dolcemente a noi sponesti Ora cortese, or minaccioso invito. Minace , Mi-nà-cc. Add. com. E. L. e Poetic. Lo stesso che Minaccioso, Minaccevole.^. Corsia.Tortaceli, q. 68. Tenn'egli alquanto in lei le luci fisse; Indi, scrollando la minacc testa, Voltossi ai incs- saggieri, e sì lor disse: ec. E 16. 100. Il Colite, contr’a lui minacc e fiero , Della tromba attendea segno guerriero. (A) (B) Minace.* (Gcog.) Antica città della Spagna nella Betica. (G) MiNAGARA.*(Geog.)Mi-na-gà-ra.^ 4 iU.cù.iÌe/l’/udi'a al di qua delGange.ffi ) Minare. (Milit.) Mi-nà-rc. [Att. c n) Far mine [ sotto le mura dima cillà , d una fortezza , sotto un’ opera di fortificazione ec) Lat. cu- niculos agere. Gr. viropérrtiv. Guicc.Stor. ig. 129. Non s’era mandato soccorso alcuno al castelletto, dove Andrea Doria minava sollecitamente. E altrove: Era allora Castel nuovo ec. fabbricato di muraglia forte c ben fondata, c molto difficile a minare, per esser con- tramniinato ben per tutto. Buon. Pier. 2. 4• 3 o. Materie .Da minar terre, far cadere alberghi. 2 — * (Ar. Mes.) Penetrare più o meno profondamente nella terra a fine di scoprire e lavorare i filoni ec. delle miniere metalliche ; nel che consiste i arte del minatore ingegnere. (G. P.) Minareti.’ (Archi.) Mi-na-rò-ti. Siti. pi. Spezie di torri usate presso i Turchi , le quali terminano in punta , con sopra una mezza luna , e sono ricoperte di piombo. Non hanno nè campane nè oriuoli , ma nelle ringhiere che vi ricorrono intorno son praticate alcune nicchie per gtInumi che di là annunziano al popolo le ore della preghiera. ( In ar. menarct , plur. menavir , menair o menajir , oltre a questo senso, ha quelli di fanale , lanterna , luogo di luce.) (Mit) Minas-Geras. * (Geog.) Provincia centrale del Brasile. (G) Minatico.* (Geog.) Mi-nà-ti-co.Zat.Miuaticum. Antica città della Gallia nella secondi Belgica. (G) Minato , Mi nà-to. Add. ni. da Minare. Vegli. Stor. Abbandonato l’assedio di Vienna stata da lui minata e battuta. (A) (Gr) Minatore. (Milit.) Mi-na-tó-re. Add. e sm. Soldato che scava lemine c le difende. Accad. Cr. Mess. In faccia e nelle fiancate le sue fc- 1-itoje, per combattere corpi , simili alle gallerie , per uso di attaccare il minatore. (A) Cinuzz.. Il generale dell’ artiglieria ha podestà e autorità di comandare a tutti ingegneri, minatori, polveristi e simili. Montecucc. Uccidere i minatori, cacciargli con granate, fumi fetidi , trombe e simili stromenti. (Gr) 2 —* Attaccare il inmatore=: Principiare i lavori della mina col minatore , che fa il primo scavo nella muraglia nemica , o sotto di essa. Accad. Cr. Mess. Simili alle gallerie per uso di attaccare il minatore. D’Antonii. Attaccare il minatore s’intende allora, quando esso minatore rompe la muraglia delfopcra attaccata per introdurvisi, oppure quando, fatta già dal cannone una competente rottura, s’introduce in questa per dilatare maggiormente la breccia collo scoppio de’fornelli. (Gr) Minatorio, Mi-na-tò-ri-o. Add. [m. E. L) die minaccia. Lat. minax, minatorius. Gr. à*nXnTixós. Guicc. Stor. J. 120. Il Pontefice con Brevi veementi e ìuinatorii lo comandasse. £ 12 3 . Vi aveva ultimamente mandato con comandamenti minatorii. Minazia.* (Arche.) Mi-nà zi-a. Pattuglia romana plebea , oriunda da' Sabini. ( Dal lat. minax minaccevole.) ( 0 ) Minca.* (Mit. Bah.) Sf. Preghiera degli Ebrei dopo il mezzogiorno, la quale corrisponde alla nona de Cristiani. (Mit) Mischia, Mìu-chia. [Sf. E-A. ed o»azra.] Sembra lo stesso che Coso, 388 MISCHIATE [ nel siguif. di Membro virile ; ed in auosto senso la v. è intesa in molti luoghi degli Abruzzi , delle Calabria e di Sicilia. In JS'a- ■poli dicesi Menchia o Mcnghia. ] Lai. nientula. Gr. -Trac?. (Dal celt. min piccolo , sottile , e cuid coso. In ted. rndnnliche glied membro virile, in pers. mecik pene. In quest’ ultima lingua mung ciò che vi ha di più cattivo c più vile in ciascuna specie di cosa.V. minciabbioi) Lib. son. 22. Clie tu se’tutto minchia, fava c zugo. 2 — (Zool.) Minchia di re : Piccolo pesce gentile , striscialo di colori diversi, verde , giallo e rosso ; alcuni sono strisciati per lungo , ed altri per traverso. Detto anche in Toscana volgami. Cazzo di re, V . Cazzo, $. 4' (A) Red.Op.1. 102. Tra quei pesci clic ho osservati, ho rinvenuto avella il grongo. . . . la minchia di re, la sardina ec.(Pr) 3 — (Mari».) Minchia d’un albero , altrimenti Scassa. È un inieluja- tura di legname, nella quale è contenuto il piede dell'albero di maestra y come un maschio nel suo incastro ; essendo la parte inferiore dell'albero tagliata in forma quadrata , per adattarvisi csaUom :nte.{ S) Minoriate, Min-chià-te. [Sf. pi. Giuoco composto di novantasette carte, delle quali 56 si dicono Cartacce , 4° Tarocchi, ed una che si dice Matto. Egli si fa al piu in quattro persone, o in partita ai compagni a due per due ( e questo è il vtro giuoco'), ovvero ciascheduno da per sè separatamente.)Dicesi altrimenti Tarocchi e Germini. Maini. 8. 61. Appunto il Generale a far s’è posto Alle minchiate. Minchiatista , Mimchia-ti'Sta.-ddd. e sost. com. Colui che giunca alle minchiate . Bisc. Malm . Come coloro che giuocano alle minchiate si domandano Minchiatisti , così quelli che giuocano a sci tocchi si dicono con voce equivoca Toccatoli. (A) Minchionare , Min-chio-nà-re. [All. e n . y. bassa. ] Burlarsi di checchessia. [Dicesi miche allo stesso modo Coglionare.] hai. illudere, irridere. Gr. Jcctrctyt'K&.v, priamenle di Chi fa il vagheggino, linnamoratvfK) òacc. rim. 1. 228. In figura di sapere Certi dotti minchioncelli \ anno al biijo , e danno in quelli cc. (B) Minchione, Miu-chiò-nc. [Add. e sin. y, bassa.) Balordo, Sciocco. Lat. bardus , iners. Gr. , o^ix/erS^rcf. ( Dall’ ar. megnun stolto.) •Salo. Grandi. 1. 2. E non filino divario mai da me Al munislero. E. Min» chiotti. Belline, son. 3p2. Se e’foss’ oggi, c’ parrebbe il bel minchione , Se credesse di suon voler pagare. Beiti. Od. 1. 2 Mjii-cjab-bi-o. [Sm. F. A.] Parte del corpo dell animale, a Jorse il membro genitale.f. minchia.\” ha chi sospetta che il bit- miniere minare abbia potuto dar origino a chiamar Mtncialbio il Ah (libro con cui si orina.) Lib. Muse. Quattro dita setto ri bellico, ver so il uunaabbro metti la saetta. MINERARIO Mincio. * (Geog.) Mhvcio. Lat. Mincius. Fiume dell' Italia supfi’f’ che scoìt'e nel F erone.se e nel Mantovano e si getta nel Po. (*■*/„. Mindanao. * (Gcog.) ftlin-da-nà-o , Magiridanao. "Una delle isole I“ I pine. — Capitale di. detta isola. (G)) Mindanasi. * (Geog.) Min-da-nà-si. Abitanti di Mindanao. (M J 0 ^ Mindaro,* Mìn-da-ro. N.pr.m. Lat. Miudarns.(Dal tcd.rmWermioore.J Minbelenia. * (Geog.) Min-dc-lè-ni-a. Lat. Rostnun Nemoriae , ■" dclctrium. Teli Mindhelcim. Città della Baviera. (G) •„,/ Minden. * (Geog.) Lat. Mirala. Città e reggenza degli StatiP russt( ’ nella Pestfàlia. (G) Mìndia. * (Arche.) Min-di-a. Nome di antica famiglia romano- t celt. myud montagna.) (0) . y Mindiade.* (Mit.) Min-di-a-dc. Soprannome di Diana, dal tenip>° aveva in Mindo. (Mit) Mindo. * (Geog.) Antica città d Arcadia o di Caria. (Mit) Mindoro. * (Geog.) Min-dò-ro. Una delle isole Filippine. ( G) . Minki. * (St. Eccl.) Mi-nè-i. Nome dato ai NazzarenidaS. Cn.^g che suppone essere una setta di Giudei. Oggi i Rabbini ehmn Minei quelli che hanno una religione diversa dalla loro. 0^ ,,,a ìnim sette , eresie , ed eretici.) ( J. Mine.de' -.. . Lino Lene .....fcir , or r. uro , CU ucui/'v > jt/C* ' Mi-nò-i-dc. Add. pr, com. Di Minia. — Mineidi sl J l J-j ie o 1 icippe , Leuconoe ed ALcutoe , figliuole del TebaH° W secondo i mitologi , mutate in pipistrelli. (Mit) t....... vi: -.u L cr v/a _ i P 11 !! Minella , Mi-acl-la. Sf. Sorta di misura. Garz. Piazz.igS.B^rgf ^ Mineo , * ‘ — piccolo ; mine clemenza.) (Mit) . /Qj 2 — * (Geog.) Lat. Menae. Città di Sicilia nella prov. di y, c di’Miniera. Bemb. Stor. 1 . n l. u ir : v , itir'U'-i'rui ^ ■ u ui au u. i.r(JU) U. tjrtt» A>. X 1 y'J • c/ Ititi* neo , * Mi-nc-o. N. pr. m. Lo stesso che Minia. F . (In cc piccolo , delicato , sottile ; myn dolce , pietra , acqua , mouh'o Minerà, * Mi-nò-ra. Sf. F . e di’ Miniera. Bendi. Stor. 1. *■ A l ‘ 7 j») della terra l’argento attendevano , dalle loro minere e fosse eC )^,y 2 — * E per simil. Car. Lett. a Beni. Spina p. 12. CCotainot / Le fantasie sono le esalazioni che , secondo clic trovano la lilE disposta , cosi si fissano in diversi metalli. (iS) , s uto Minerale. (St. Nat.) Mi-ne-rà-le. [d’m. Nome che davasiper lop'L jh soltanto alle malerie saline , solforose e metalliche, e che ofVi , sl p a tutte le materie che trovansi sulla superficie del globo 0 11 .fre interno non organizzate. Si comprendono però fm i minerai “ c s- i fossili e tutte le sostanze componenti /’ atmosfera terrestre. .)>■ /> sei-i privi di vita , ma non inerti. Iian per carattere il non "“(• ,,/ii 1 non imputridire, formarsi e crescere per sola azione delle pii 1 glll o' comporsi pei- hi semplice giusta soprapposizione delle molecol e galee, le quali nel congiugnersi non subiscono alcunmuUUHei lt0 ’ it ,, e d scere per nuovi strali che si applicano alla loro superficie, > I0,Ì . r (F alcuna intima circolazione , rimanersene in perfètto riposo , specifica se non nella molecola ititeg’’ 11 '^ , costituisce la loi-o specie particolare ; che non hanno alti 0 c , ols'i stato qualunque di aggregazione o riunione nelle proprie n‘ ot f - & che non patiscono verun bisogno cui sia uopo di soildisfi'^J.Jth loro conservazione , che finalmente non posseggono veruna J l ma soltanto diverse proprietà. ] Lat. rrietaltum. Gr. ted. minerai che vale il medesimo. In celt. min metallo, £ , //;/' gola ; onde min reol ciò di’è sotto la regola de’metalli ) 2tj. Siccome nel predetto de’minerali chiaro appare. Farch- ‘ CJ f n'I’ Tutte le impressioni che si fanno non pure sotto la t L ’f' ia a „o c °! 1 sua superficie , come i fonti , e molti di quelli che si chia |U ^ cl .,)iia° __,..i„ .....1: ,> . : i: c .. .a . .. ^ Sdii JÌF voce arabica minerali, e mezzi minerali, la varia tintura che possono dar Eier. 5. 5. 1. J^’l pane in sassi , In mattoni , in calcina, b 1 Trasfigurare, e bizzarrie colali. 2 1 — * Usato anche in forza di add. coni. Appartenente^ ? che partecipa della nalura de’ minerali. Onde Regno uùu L ‘ J ‘ e terie minerali ec. (A) //h d L ' Hl ‘- t 3 — * Acque minerali dicousi quelle che trovatisi impregi^ e ^ (1 a materie minerali, come zolfo , ferro , manganese ec. f”• nerale. (A) lied. Cons. 7. 4 $' Kon si sentì inclinato a c . dcrc ali' uso drìT acque minerali. (1^) , Q & })l Mineralista. (St. Nat.) Mi-ne-ra-U-sta. Add. e sm. QsseiV ^ 0 iLetali. — 5 Mineralegisla , sin. Targ., Pallisti. (A) i} Mineralizzare. (St. Nat.) Mi-ne-ra-liz-zà-rc, Att. GonibiaoP' ^ stanza che serve ad alterare la proprietà dei metallo, l, Mineralizzato. (St. Nat.) Mi-nc-ra-lìz-zà-to. Adii . m. da L (ir g. re ; e dicesi delie sostanze combinate co’ minendizzalon . •* , ^ -i° ÌL Fanghigl.e mineralizzate. Gab. Tis. Piombo mineralizzai^ j (t Oro mineralizzato cou antimonio , galena , blenda. (A) a f lil nat. esp. -, . - loro ì fumi de'minerali VI7 11 ^iii- 1 ' 11 . .a 0 n*"%- stf - ;V l0 - I>» r Mineiializlatore. * (Chiiu.) Slt-iic-ra-ìiz-za-tó-re. Adii. e ^ con cui si vuole indicare tutte quelle materie che s P ess0 V 1 » minerali , e segnano in certa maniera la natura de' W»l l ! .V‘ mano la buse d’ una miniera. (A) (A. O.) •> liliH' 1 '» '’itii- Mineualia/.aaiune. (St.Nat.) Mi-iie-ra-lti-/.a-LÌó-ne. Sfili*. pjf di minerale, ossia la forza con cui leuilouù ad iinns» r ty due o più corpi , di cui almeno uno è metallico. (A-i Jell°. s - ‘ck» Mikeralocia. (St. Nat.) Mi-ue-ra-Io-gi-a. Sfi. Quella pfi. della natura , che si applica alla cognizione de'corpi l ' te sto ,foC l0 I» con nome proprio diconsi Minerali ; sebbene talvolta 1 ygiiif 0 yj ì si ni triglie a significare la ricerca de’ caratteri c ie . 0 p ! ‘’C ^ il> sostanze minerali le une dalie altre , lo studio delle 0 ^ [og 0 e la loro metodica distribuzione. (Ea miniera , e dat scorso.) (A) (O) MiNiiuALoGisTA.*i(,St.Nat.) Mi-iie-ra-lo-gi-sta. Add. si occupa specialmente de’minerali. Lo stesso che Ai 11 * 1 ' fa Minerario , Mi-ne-rà-ri-o. Add. e sin. Chi lavora ad Meglio Minatore. (A) (N) ,nt“ piò ,S ERM 0 toìmth MIN ERMO Mì-nèr-mo, Mimnermo. N. pr. ni. Lat. Minmermus. (Dal ^ v rZ ÌO ^mango j cc * nesso : Nesso permanente.) (B) èù' f ' (Mit.) Mi-nèr-va. -Den della guerm, della sapienza e delle arti. Ve ndJ J ^ ì - eS - eì - ta ani7aia d a capo a piedi con una lancia in mano , a~ rag] , Vlcrn * strumenti di malematica. Detta anche Pallade.(V. il ftìudi - 1?mcnt0 ^ litorn ° a ’ principii dell’ arte etimologica. In ceit. mett »> ilo , ed crruà forza , onde men-errua forza e giudizio.) Dant . acqua ch’io prendo, giammai non si corse: Minerva spira, cernì Apollo , E nuove Muse mi dimostrai! l’Orse. (A) (B) t soprannomi dati a Minerva sono i seguenti: Acria, Ago- c c ond llc fea ». wyi KAlUiVIItV Witti- U, XUtilCl Yd ÒVflU C dritte# t II» A» d *■*??' AiifJ, r ^l an lide o Eantide , Alalcomenia o Aìalcomenide, Alcide, Alea, a ) Ambulia , Anexxiotidc , Apaturia, Aracintide, Area, Armi- e > Ai’mìsona , Arnalia , Asia , Assiopena , Ausiliare , Aristo- J Aveiltina . ’Rprrrin'nn Rnnrmin Rn/tcp Pidmi’diacnnse. Cal- v. e?- o p e ?*j ,,a > Berecinzia , Boarmia , Btidea , Cabardiaccnse, Cal- fe ro . ^Icieca , Calcidica , Calinite , Capita o Capta, Catutiana , 5 Celeuteja, Cesia ,.Cidonia , Ciparissa , Cissea, Cliduca o c P'ìic c ÌCi fS j.Colocasia , Coria , Corifasia , Cianca , Crastia, Cri.se- ^ l£tJ ia V, scn ' a ? Elea, Endartica, Ergane o Laboriosa, Flavia, Fla- r ^ a le o Frenatrice, Gigantofontide , Gorgone , Igica, Illustro 0 J Biade , Itonda o Itonia o Ilonide o Itonìade , Ippia o E- Ippolaide , Larissca , Iicnnia , Littorea, Macchinatrice,Ma- J l ca* J T a S a rsi, Medica, Meliense o Miliense o lliense, Memore. Mu- Ptiga i^cea Nicide , Nedusia , Ocsidcrca o Chiaroveggente, (Boria, d 1 ^ten Palmite , Ospitale , Ossesia , Pacifica , Pallade, Panaclieidc, folade ° a rj ^ an * a ) Bareia , Peonia , Patrima , Piletide , Plinteria , H tifer ° Boliuca , Promacorma , Pronea, Pronaa,Saitide, Salpinge, ^Pola 3 r> ^nide, Sicione , Scira , Siga , Steniade , Sumade, Ta- Pelchima , Termine , Tritonia o Trilonidc, Unigena, Yer- ^ »’ ^otcr ia cc. (Mit) b e ?S*) Nome di molti antichi luoghi , e principalmente d'una ****** ^ s0 ^ a del Grande Oceano. (G) (Mit) A'' (Arche.) Mi-ner-và-Ie. Sm. F. L. Onorario ^secondo al- ^j ìna -} secondo altri , che gli scolari in Roma davano ai loro X vacanze delle feste di Minerva . (Mit) ■ Ct ^W„ (^. rc ^0 Mi-ner-và-li. Add. e sf pi. Feste che i Romani dura - . lVatì0 i n Germajo ed in Maizo ad onor di Minerva , e >*hvÌ lìl{ l ue giorni. (Mit) /o^ , * Mi-ner-vét-ta. N. pr, f dim. di Minerva. Salvili.Disc. ^ l, i tj 0 * 3*8. Una Minervetta , o una Palladuccia, che cosi sonerebbe >v, lingua il vezzeggiativo e diminutivo greco Palladion. (N) ìl’\ 4 e ‘ l C Mi-nèr-vi-a , Minervina. N. pr.f. (Di Minerva.) — Prima Costantino , e madre di Cvispo (Mit) )Afi Vl A > * Mi-ner-vì-na. N. pr. f dim. di Minervia. F. (Mit) '^RVj ° 5 * ^ì-ncr~vì-no.N.pi'-m,dim.di Minervo./^.Lut.Minervinus,(B) 3 * (Arche.) Mi-nèr-vx-o. Sm. Pdifizio sacro a Minerva ; e ly-up^J'f- 1 colar/iiente chiamavasi quel Tempietto dedicato a Minerva yifcv, quel Tempietto i>~ . ! __•? .7 «Vq l,ln ìi ellaundecima regione di Roma a piè del Monte Ce/io.(]Vlit) 1 ],%^’ Mi-nèr-vo , Mincrvino. ÌV. pr. m. Lat. Miuei'vus. (Appar- a Minerva oppure Ateniese.) (B) « ’ r [*?/•] Vivanda fatta di brodo , enù'ovi pane . V* a 1n m °do basso i e quando è scodellata calda , Basii ia e il^'in • Minestra è stretta , lunga, brodosa, grassa, umida, et-.] J' ■ ì ,,scu lnm. Gr. o Zwy.os. (In isp. menestrn , viene, seconda d'd lat. ministratimi ministrato , somministrato, servito, }Sii ; ’ f< ^ i" vero i Napolitani dicono al cuoco m/ne^rrtte, in vece di b te vivande ue recipienti , con cui denno portarsi a la - M ^ Ul l Jrev °niente somministrale. V. minestrare §. i. 11 Bulli t x Stla d a l celt gali, mynestr o mcne.sti' chi prepara le vivande, Voce fu< perù è beu simile ai lat. ministeri) Coll. SS. Pad ,]Non ^ tu or di questo, alcuna minestra di colto nè in domenica, JjMe t n ‘ u n* Ar r Leu. 2 . 1 . Se talor ne avanzano Minestra o broda, Red. Cous.i. ij5. Per desinare si pigli una buona d’ a8 ? a * Brodosa.» E nel Diz. di A. Pasta. Alle volte sia mi- ij H Pp). e Gl B e j come d’ endivia , di borrana , di lattuga, di cueuzza. VÌ>uto "° : Minestra brodosa ed umida , o- di scmjiiice pan bollito tjj Sl di Avvero grattato. E appresso : Non si faccia-scrupolo di scr- in quando di qualche gentil minestra c assai brodosa feyiti-. (N) ì ^Qh] e ^. » ì ?^ Cr ' a da fare una minestra , cioè quanta ii entra in una 11 ’• ^ l, d* M. Comperanxno otto minestre di carne, e die- Hìe 0 ^ B (T cuocerla (cioè tanta carne, che- facesse otto minestre.) Ni [Faccenda , Aliare , Cosa.] Rem. rim. 1 . q. Questa è l'ìjj Cj W. ,ÌOVC . Jla ? Una materia «stratta , una minestra Clic non la j %..» G ^ rj i scodella. FU. Menv. Celi. 494- al Duca: sap- \tì l * fan c Be il fare le ligure grandi eli’ è un’altra minestra-, t,. .P'ccole. miniato 38g 2 — ZFtg.'l Governare , Amministrare. Lai. girhcrnarc, [ ailminishare.] Gr. xvfitpvàv. Cron. Ulorell. iSS. Si dichiarerà i gran danni e persecuzioni a noi avvenute o per distino di fortuna , o per malizia di chi ci ha avuto a minestrare, o per nostra sciocchezza. (Lo stampalo parò ha ministrare.J » (E ministrare si dee leggere : perciò questa , qui iv ' V. Mestola , § 1 , !. Frane. Sacch. nov. ' u ° 8 ‘“ cosa *i chiaro» guadagno 1 ; e di più io questo V ' 1 J) Acci *- ìii- n ° ’ c * annos ‘ l - 1 minestra come a loro piace. (V) \d e> S. A». *" n «*stràc-€ia* Sf. vetta, di Minestra. Lati. En. Trac. s;s, p n ) Sia 1 ' Le,,.. *‘ lu ' 7 s lrà-jo. Add. e sm. Coliti che fa o dispensa la mi- W’ Il pi;* Vlm : buii. 3. 49- E eh’e’sia il ver, tra’liuti il più Ni» Ca Hn. ' £°^ 0 > il più schifo minestraio ec. Si- sceglie , 'ed è ;C iA| ’® p°- (A) (B) \!s^ 0, leli u ''c-stra-rc. [Alt.] Far la scodella, Metter la minestra %n ■ ò a ,.„/. jusculuin ingerere , egerere. Gr. ixtpopiìt-. ripigliarlo è ' 11 , : c -f/ 0 *i"Ca 4 ‘ HifA 1 ' Ordinò “che la smi scodella fosse minestrala 'Ì- llu Uo ’ c '}l a . fosse tiepida. E nov. 72 . li friggeteli in un ° L 'n/;. B nmvshith.* . ci foniu'ij.'g.io. della Lat, minio pitturare. Gr, fxi\roypct$stv, But. Purg. H In città reale del Re di Francia , Io miniare si chiama alluminare. Red. Ins, 11 f. Essendomi stata favorevole la generosa e reaf munificenza del seremssimo Granduca mio signore, mediante la quale ne ho fatte miniare fino a ora molte e molte figure. a — [Pe7‘ simiL Imbellettare, ] Lisciare. Malfa. 7 . 4~>- Perche o-ggidi non ne va una in fallo, Che non si mimi o si lustri le quo-ja. 3 — Per metaf, [Profondamente e Squisitamente imprimere o dipingere nell’animo.] l r i\ Jac . T r 4' 4 Gli dici lo ’ntendimento, E volontà nel centro Del cuor gli ho miniato. Miniato , Mi ni-à-to. Add, in, da Miniare. [Lwarnto di minio o di miniatura,} Lat. colorata. Buon. Fier. 1 . 3. 3. E . m. di Miniare.] Che minia. Lat . minio pictor , colorato!’. Or. fit\TGj , pcx.$ i .v;. Com. Pwg. 11. E questo pruova per Odorisi d’Agobhio , miniatore ottimo del tempo dell'autore , il quale vedendosi così eccellente nella sua arte , inontòc in grande superbia, ed avea opinione ebe migliore miniatore di lui non fosse al mondo. But. Pwg . 11 • 2. Questo Franco da Bologna anco- fu finissimo miniatore. Miniatrice, Mi-nia-tri-ce. Fcil>f [di Miniare.] Che minia Pros. Fior. 4» 206. Non vi avendo alcuno o nostrale o straniero, di qua o di là da’monti , pittore, dise gnatore, miniatrice, intagliato!’ di stampe ec., che non ambisse cc. Miniatura. (Pit.) Mi-nia-tù-ra. Sfi L'arte del miniare. Genere di pittura in piccolo , in cui s' impiegano sulla pergamena o sull ' avorio colori stemperati nell acqua di gomma. Si,punteggiano solamente le carni , e si dipingono a guazzo i fondi e 1 punneggiarncnti.Si fanno anche delle miniature tutte punteggiate. (Mil) 3 — Pittura miniata. Lat. res minio pirla. Gr. pikTOypacfjipa.Car. lett. 2. 200. Se bene ha considerato , conoscerà che ancora la miniatura con piccolissime figure rappresenta i giganti. Minica.* (Gcog.) Mì-ni-ca. Antica città della Siria. ffi) * /A — 1 ~ A Ai: *•- ~ e—-ulìa romana , prima patrizia , " * (O) i di MINISTRALE eh- C f ' 3 — r Pini,melo dt)mwna, usato anche come sm.] Cavàh'-' (fucilo che voi fate a uno degli miei minimi , a me f3t c *sef 1 ' Sacci). noe. 5. In questa forma , o contro minimi o pecote pre sono fieri. (P) ' 0 P ,CCl V 4 —* Diconsi Minimi componenti, Le particelle compone ’ 1 ! 1 . ( | 0 nli |,v lissimi corpicelli de' jluidi e de’ solidi dei corpo umana- b' 1 j (1) j co**’ nentia minima. Red. nel Diz. di A. Pasta. Rimettere i ,nl, j 01 . 0 cofj ponenti delle fibre motrici in miglior tuono e nell’ ordm c , t( , r c '!' veniente. E appresso : Evitare quelle cose clic possono ’*!'[oro |l11 ' turbolenza li fluidi, c sconcertare l’ordine c la simmetria u nimi componenti. (N) , {fu t^, 5 — Dicesi Minimo che inforza di sin. e vale lo stesso c l’ fami r tino, Un jota. Lat. uuguis transversus, hilum. Gr. i-aP f. Eni. A randa a randa , cioè rasente rasente la rena , cl0 ' n iin°. | j costo c tanto rasente, clic non si poteva andar più là " n ull , e egli/, Carch.Ercol.io3. Quando alcuno vuole che tutto quello c s ;,|i d-f detto vada innanzi, senza levarne uno jota,o un minimo cbci s Cidfe) 6 — Dicesi Cosa minima e vale lo stesso che Minimo c j., vn''C, Espos.Simb. i.iq3.A me è per cosa minima esser giudicato * ‘ ^ 7 —* (Mus.) Intervallo minimo: Quello eli è più piccola (_ (|a il 1 o diminuito per quelli che ammettono questo grado di ì ,lil ’ conosciuto ora nella musica. (L) . r /0 , v a Misto. (Min. e Chini.) Mi ni-o. [ Sm. Ossido rosso di] V 10 precipitato per calcinazione e riverbero , acquista colavi ^ c iiH^ e 7 giallo, tendente allo scamatino. [ P'e un altro Mf l0 ijpei'O ’. che si fa con piombo e biacca a forza di fuoco.Si aa r fl i#. . ' ..-■- - '• 210• Minicia.* (Arche.) Mi-nì-ci-a. Antica fai ,, , r . t poi plebea , i cui soprannomi furono Augurino , Rufo, Termo, (t Mimee.* (Arche.) Mi-ni-è-e. Add. e sf.Feste istituite dagli abitanti c Oi'comeno , che prima chiamavansi Minii. (Mit) Musino.* (Geog.) Mi-ui-è-o. Antico fiume dell Elide. (Mit) Miniera , Mi-niè-ra, [A /^3 Luogo dal quale s' estraggono i metalli ; e prendesi anche per lo Metallo stesso non depurato .-—Minerà , sin. Lai. fedina. Gr./w-sTotXXda.(\ r . mina.') Pass. 3 26. Sa cc. le virtù dell’ erbe, delle pietre preziose, le miniere delloio e dell’argento, e degli altri metalli. E 34i• Come sarebbe di trovare avere o tesoro nelle proprie cave c miniere. Cr. 1. 5 . 1. E ancora per la cagione della disposizion della terra loro ec., se in essa c virtù di miniera, o vene, c disposizion di moltitudine d’acque, ovvero di povertà. Beni. Oli. 2.17. 4 • In essa or quel pianeta, or quest.) suole Produr quel clic miniera noi chiamiamo. E 2.17.5 . Chi crederà che ognun le sue miniere Abbia dell’oro c degli altri metalli, Fin al salnitro? Scrd. Stor. 6. 217. Hanno miniere doro, d’argento , c di ferro elettissimo , c d’altri metalli. 7 — 1 mineralisti danno diversi aggiunti alle diverse specie di miniere , secondo le materie a cui sono unite , come Miniera d’ oro larvata, ossia Quarzo ocraceo; Miniera d’argento vetroso, c plumbea con fioriture vitrioliehe; Miniera di rame schistosa; Miniera d’antimonio amorfa; Miniera di ferro, ec. (A) 2 — Per simil. [Sede, Residenza , Ricetto di checchessia.] Sagg. nat. esp. 128. Dove il freddo lavora colà nelle sue miniere co’materiali più proprii. 2 ? I2g. Siccome il fuoco e la luce nella miniera del Sole, così anch’ella o nclTaria, o nell’acqua, o nel ghiaccio avesse sua par- ticolar residenza .E 227. La virtù elettrica ec. risvegliasi per delicato o per valido strofinamento in tutti que',corpi dove 11’ è miniera. Manierale , Mi-nie-rà-le. Add. com. Di miniera , Attenente a miniera. Cr alla v. A’cquaborra. [Ma è voce inusitata , e forse è un eirure di stampa , in luogo di Minerale.] Mimi.* (Geog.) Mì-ni-i. Lat. Mynaci , Minycni. Antichi popoli della Grecia , che abitarono nella Beozia , nella Jvnia , nell’isola di Len- no , nella I^acoida , nell Elìde , nell Arcadia ec. (Mit) (G) Minima.(M us.) Mì-ni-ma. [A/Ì] È una delle note musicali , [che nel tempo ordinario ha il valore di due quarti di battuta .] Vardi. lez. 606. I Latini, ec., se era longa (la sillaba ), la proferivano lungamente c con due tempi , come si fa nella musica una minima. Minimamento, Mi-nwna*mén-to. [A/u. A. V. e di"] Menomamento. JaiL iinminutio. Gi\ ìxcLttugis. Coll. AA. Pad. Secondochc lutti i vizii son generati per laccrescimento deprimi, così sono purgati per lo minimamento de’ primi. Minimare , Mi-ni-mà-re. Att. e n. F. A. F. e di Menomare. Fit.S. Gio.Batt. 2 ?j6. Vedi che la gente ène minimata a te. (V) lA.ggcnd. S. Gio.Batt. 34'• Intorno alla nativitade di S. Giovanni, cominciano i dì a minimare. (N) MiMmato, * Mi-ni-mà-to. Add. m. da Minimare. F.A. F. e di' Menomato. Leggeud. A. Gio. Batt. 34 ■ H corpo di Cristo fu levato in alto , e il corpo di Giovanni fu minimato del capo. (N) Minimi.* (St. Eccl.) Mì-ni-mi. JSome di un ordine di Jrati mendicanti, istituito in Calabria nel xv. secolo da A. Francesco di Paola , e però anche volgarmente detto de’Paolotti. (Ber) (N) Minimissimo , Mi-ni-mìs-si-mo. [Add. ni.] superi di Minimo. [Lo stesso che Menomissimo. F.] Lib. Pred. La carità loro si è minimissima e freddissima. Gai Gali 251. Per la loro minimissima forza consumano sei giorni a discendere. Mìnimo, Mì-ni-mo. [ Add.m .] superi, di Piccolo.[Lo sfesso che Menomo. L .] Lat. miuimus. Gr. sAa^o-ros. Baco. nov. pò'. 55 - Nou guaniino, qualunque s’ è f un di questi , ogni Minimo suo pericolo. Dani. Par. 3i.io8.Lo mimmo tentar di sua delizia. Sagg. nat. esp. 5 .Sente prima di quella le minime alterazioni del freddo e del caldo. 3 [Usato anticamente col Più , ma à da fuggire.] Com. Infi i'j. L'oro il dimostra, che è fine sopra ogni metallo, e T piombo c’i più nii-niiflo t ’i più vizioso. nell’ orto quando tanto finito, che par di minio. DitUun. 4. ^ p Paolo c Numinio Acquistavo il paese, perchè al guastato fu ogni bel minio.» ( tj edizione di F euezi& * ^ dico , quando Paolo e Flaimninio ec.) (B) < . P 1 *,/ Minio.* iV. pr. ni .— Uno de' favoriti di Antioco re di y ‘2 — * (Geog.) Lat. Minimi! , Minius. Antico filane dd-h 1 Citta e fiume della Lusìlania. (G) # ja. Minisfatto,* Mi-ni'-làt-lo. Sm F.A. F. e di Riccio da Messina. Dunque ragion è, donna, che i’ oI '/V) Si parta allatto ; eh’ io aggio audito dire, Che solamente Disfatto Si perde lontano buono servire. (F.JXot. 3j5. Minister/ale , Mi-ni-ste-rià-Ie. Add. com. Di minisleriOì ^ i: a Ministero. Borgh. Fesc. Fior. 517. Avevano i l° r °. 5 /V), ■ in ministeriali, Aldioni pi’incipiilmcnte , cd in rustica» 1, ^filili .. ministrai Ministriuato , Mi-nÌ'Ste-rià-to. ò ni. Ufficio del Siri Meni. Recond. voi. 8. Bers. (Min) Ministero , Mi-ui-stò-ri-o. [A/w.] Il ministrai'e Inficiai vico. Dicesi anche] Ministero. Lat. niinisterium. Gr. Vi f^ s tci' t °.‘' i; \C ìX 118. Soli i preti sono ministri della Chiesa, ed il lor ij 111 4 J « .. _ .1: i-»..:.,*,. H'/i _ V lett' ' K h,(lR a [W%r { pera sopra il vero Corpo di Cristo. Mor. S. Greg ri ininlst!. rio del sacro altare mi costrinse la virtù Coll. SS.Pad. Sappia ciascuno che posto in qi Isti- e diputato a quella ragione , a quella ministcrio , del q lI ‘ ■( fatto parzTonevole e abitatore , stando in questa Vita- a — * Onde Fare il ministcrio = Esercitare o A 1 nislerio. V. Fare ministerio. (N) , *’ — Ordine, Opera. Lai. jriinistri ium, ofiìcium. Gr. hof fl f'. ,;'' 365 . Il quale per ministerio dosanti Angeli rivela ccl ’^\ ' itlc 1 ■ # no di obbliga è di operare: per un altro , a nome di un altro , L ‘"J 0 iti 1 che comanda : quella di Canea è di. portare un 1 ’®’..’ drfl . >' 1 • ’ ■ • 1 -.. un*’. Gr. -rof fui. Dffclam. Quindi. P. IJio volesse , i io ministrate roz/.e vittuarie ! Ciqir. f'f’ g Qet . . (ii . inistrare gli sitiriti ai sentimenti suoi- 1 uS ' 0 i>e v0 J ii» 31 ’ 1 iglia, c gli ministra i modi, Onde 1 ’iinp 11 .' „ji a' ,L m Servire. FU. SS. Pad. ». 7 <>- 1H ° 0 ^ ^ * avessono ministrate roz/.e vittuarie ! Cupr. f'f . 10 a ministrai..noi. l<* 11 consi * — “ Apiture, ____ _ l’Angelo s-.o a ministrarlo. (V) . . p a Itri< I 4 3 — Esercitare il suo proprio ulicio in servig 10 pittura e in altre arti.] Lai. miniiim. Gr. pl^ros. L’unguento fatto col minio non giova. Bnrgh. Hip. - . a „„ che oggi comunemente si trova agli speziali , e clic a< * 0 P C fijoC 0, ( f tori, è fatto di piombo, ovvero di biacca , per forza 1)1 -j^e 0 ■ a — Dicesi Minio nativo una Farietà di piombo ° sS piombo carbonico , secondo Haiiy. (Boss) (B) . pio * ji) ■ — (Pitt.) Miniatura od Ogni sorta di pittura, [ma i sP W' Mimstiiaktf. , Mi-ni-stràn-te. Pari, di Ministrare. G ■ s tai' 11- ’ Pier. A ir lami aiti V’eran di ministranti, Di citw* e ‘ di serventi. (A) . lr(tre , Ministrare, M.-ni-strà-re. [Alt. e n. a.vi.] Sommai gi re altrui le cose, necessarie. Lat. supj)ed!tai c ?• * 1 “ p MINISTRATILO MINORE * 3 0 rf/ ooìw,] Lat. ministrale. Gr. 5*»r.cvs^. Dant. ^ei* ì ;i 5 ^* Quasi ammiraglio che ’n poppa ed in prora Viene a cin\ ministra. Bui. ivi: La gente che mi ristia, cioè ?J°ro t p ; a ciurma che remiga, e fa 1 3 9 i te remiga, e tà li servigli che s appartengono t 1tlr $- 1 7‘ *• L ì sentimenti dd corpo, clic ministrano al- ^.Lo Ve a » c l’apprensiva ministra all’immaginazione. 'ì'sc j n j?' ,re ’ Reggere. Introd. Virt 62.{Firenze 1810.) Nelle dette e, ^ sì S f n,llì ^ iit vi , per li quali si lodasse il Signore , c le dette 0v «»ro ministrare. (V) Sen.. Pist-ny. Egli può scegliere 5 Parte della natura gli piace por finire la vita , conciossia- ^ sono gli elementi per li quali il inondo è ministrato.(Pr) ^‘nastrare m-—' r... . . *A 68. t Maneggiare. Lai. adminisfrare, tracLare. GrAiouodr r .-> ch e tSi fece di nuovo una sella, accostandosi co’Caval- G ^ìonj delV’ 1111 crano Bìaqphi, dicendo che] vohachesi rivedessero le , Lonmne da coloro elio aveano avuto a minisi) ar la moneta. ^ ttl(> della Giustizia , cioè Amministrarla, Co - 5 f i suoi servitori abbiano ad essere esclusi di Ciliegia quella giustizia , die quella eccelsa Repubblica lauta sua gloria a tutto ’] mondo. E 18. O, se io*ve- atipodi, la signoria di Vinegia non ini farebbe ministrar 1 —“ * Add. pr. com. Di Minosse. — Nome patronimico ih Arianna , figlia di Minosse. (Mit) Minocio, * Mi-uòl-fo. N. pr. m. Lat. Minulphus. (Dal ted. melami o, e hiilfe ajulo.) (Fi) Minore.* (Zool.) Mi-mWne. Sm. V.G- Lat. mynomcs. (Da njrs sorcio, e nome pascolo.) Genere dì mammiferi cleU ordine de rosicanti , e della famiglia de' marini di Lai re/ile, proposto da Rafineschi per col - locarci il Mynomcs pratensis, cornane nella Pensihmnia. Hanno grande somigliànzà col Mus arvalis Lin., o Carapagmiolo comune *, e la loro denominazione proviene appunto da questa somiglianza , e dal frequentare che fanno i pascoli. (Aq) Minou.*(A rche.) Mi-nò-o.Vm. Nome di uno de* mesi che Luciano attribuisce agli abitanti dell' isole Fortunate. (Mit) Minorerà, * Mi-ao-pò-na. N. pr. f (Dal celt. tnen acqua o montagna, e pein primo: Primo, Prima fra le acque, ovvero Prima nella montagna.) — Nome di una ninfa. (Mit) Minora. * (Grog.) Mi-nò-ri. Lo stesso che Minorica. V*. (G) Minorante , Mi-no j àn-Le. Purt. di Minorare. Che minora. De Lue. Dott. Folg. 6. 15. 8. Berg. (Min) Minoranza , Mi-no-rim za. [ V/d ast. di Minore.» Tìdlin. Leti. Giovo.lette,/-. tom. yf. Se similmente si sapesse che ogni minima parte d’ aria con tutta la Sua elasticità fosse nella sua grossezza da qualche stranissima proporzione di minoranza colla grossezza di un cap< Ilo.(Min) a — [ Diminuzione , Scemamento.] Lo/, dcprcssio , immmntio , mino- ratio. Gr. ìxóltt/ahtis. Ri hi. ani. P. N. lìuonag. (Jrhic. Ch’ io di voi minoranza Nè dico , nè consento. 3 — Piccolezza. Lat. parvilas. Gr. pix-porw. Fr.Gìord. Pred.D. Ella ti dimostrò un piccolino uomo; questa mmoranzaìntcndituttavia quanto all’ apparenza. Minorare, Mi no-rà-re. [Alt. e ».] Por minore, Diminuire , Scemare. Lai. minucre , iumiinuere , extenuare. Gr. zXolttqvv. M. Ahlòbr. Se procede di vescica , ed ella è (ulta tutta, od è minorata forma. fìat. Infl 5.1. Non che di posa, ma di minor pena 5 cioè che non si debbano riposare , ma eziandio minorar la pena. E Purg. 10. 2. Cerca cccellenzia, e però sua debita pena è essere minorato più e meno dell’ cccellenzia. Minorare diff. da Mi unire , Appiccolare , Scemare. Minorare, come derivato dal comparativo Minore , incbiude un virtuale rapporto , cd è riferibile alla quantità estesa. Mi unire si appartiene alla quantità numerica o discreta , c non già alla continua. Appiccolare al contrario dicesi della quantità continua formata. Scemare suolsi più propriamente riferire , o agli oggetti di materia informe , o ad animali, ne’quali si vuol notare qualche decremento, sicché s’addice t meglio alia quantità continua che alla discreta. F. Appiccolarc. uiisti'àzioucde’SagranKntijf Azione dtconfrirli.]Fr. Gicid. Minorasco. (Log.) Mi-no-rà-*sco. [Am.] Fidecommisso che appartiene al i. nella solita devota ministrazionc de’santi sacramenti. minor fratello. Lat. mùioralìcum. da Minorare. {Che minora.'] . anco perche a ^ a Vuiegìa > 4 g ii"J tanta slli * 5 ^ f ( i A; .\xr • to^g&ÌQ ^Luistrare le artiglierie. Lo stesso che Governarle , cioè, \. e > Caricarle . MeUetle in mira. Spararle ec. : il che da* A, . ( G 0 diff. da Amministrare. Sembra che in tutti i significati A si u lS 'c are P ossa sostituirsi Ministrare ; ma non quello a que- m ^.^icato di Esercitare il proprio idllcio in servigio altrui. ’M,' A?; '^‘^rmcnte dirassi Amministrare la »«r« re , non Amministrare. ’■ Il il ì AK-ni-stra-l,-vo ' " - ^ed,, uerra , non Ministra- ministrare. Varch, lez. t jx Add. m. Alto r ^ r ^liè* p (i,Co non è sempre ministrativo, come è sempre correttivo, '^Hcii j» e c ì lc operi alcuna volta senza la natura, come quando o ^? 8a ,i o taglia la carne fracida.] Qft ^ oi-strà-to. Add. m. da Ministrare. F,§.1. (Min) Hi lr iih; è ^lì-ni-slra-tó-re. [Peri. m. di Ministrare.] Che ministra. Gr. himptrv. Sen. Pisi ‘ „ , Di tutta la vita sono stati mi- SCTV idòri. Tratt. gov. firn .Questi ministratori de’sagrameriti. BeiA ^ì-ni-stra-trì-cc. yerb. j\ di Ministrare. Tass. Dial.il ,e ^L-iu-stra-rió-ne. [Sf.] Il ministrare, Ministerio; [Ma- (if* q^/ aì1 ' Dtcesi piti comunem. Amministrazione , ma per la ‘Irir? Poc/ ' ^' Ministrare.] Lat. ministeriiim, adminislratio. 1 v ’ v *ypzcricL. Coll. Ab. Isac. cf3. Nella loro ministrazionc ''de alti quattro clirnenti che sono nel corpo nostro. e rt ° 0 ,Mod.) MÌ-nbstrèl-lo. [Add. e sm. Koce dinotante un N? di Corte. Uomo che in 01 / '■sub' WVI 4,i * m qualità di giullare , o bujfone, l| on / il /. ava ^ a Corte ; e talora valse semplicemente Servo di cor- 4 - COrtc - ~ , Minesticllo , Ministriere , Minestricre , Mc- Ltìf.nnnisteHus, aulicus minister. (Dal frane. Minestrel (jg.^desìmo , c che deriva dal lat. barb. minìslerìalis pro- iA* ^ Sojjq . ì'd. puro ministeriiim carica, impiego.) Tralt . pece . mori. , e ? mci] zogne di lusinghieri e di ininistrcUi ec., che dicono J® menzogne, e le gabbe, e le risa. °J zV^d.) Mi-ni-stric-re. [Add. e sm. Lo stesso che Mi- 3. jj tl U (Jj frane, ménctrier che vale il medesimo.) G.H.y.1.3, 7, , ministrieri o giucolari non si dilettò mai. E 8,61. b V(, s?' f-H entrò in cammino, e venne a mrsser Malico.» Peseid . 4 'tiv. ’^ &r.~. bolide a».lo .Inoli on: A n ,7«):„.,: m._ e , cc. (B) '• ) .u- - -. .., . mane g- i°* 5 s „ / - l ) delle cose. Lat. minister. Gr. iSiglxovqs. Bocc. nov. 5?’ A) < '" c mii •ninistri dicono della giustizia e di Dio .il nvr.5 2. 3,E , a fii. r *| 1| stre del mondo spesso le lor cose più care nascondo- ll ' t ssa ltl ! a Uil| , ,’lp* , Maestà. 1 ùli-ni-st V. ■Or. che n i-stró-ne. Add. e sm. accr. di Ministro. Gran ini- ett - di Baccio. Solito de’ ìrunistroni , il non ammet- , jr n< ? n dipende da loro. (A) 'ho ' Pou..'' ni *strùc-cio. Add. e sm. dim. dì Ministro.. yamioz. K% t , KS ta In c ’f, 0 ' N. pr. m. ( Esile, minuto, dal gr. minytho io di- n,. t* mine clemenza nt .u.u,. ^I N ‘M. * "3 TVv Cr u |“ e clemenza , ea n per al padre : Padre itella Ò, S| ' 1 . » , ?" rc . clemente .)—Uno de’sette Jigli di Niobe.Q,hi] !| ls '%( 0 (AlusV Ant'chi popoli dell’Arabia felice. { Mit) '^tto Strumento aulico ebraico di et nia ; riferito nei I* pei ’ * Miiò,? ' a - tllc him, ma senza descrizione. Gian, to') I?> l’esercito. .. N. ass. Diventar minore. Cavale. Specch. Cr. Io aebo lB u11 Llit C ' e Cristo crescere. n'mn“'’ Minuito , Mi-nu-i-to- Add. m. da Minuire. Lo stesso che 1 ! Scemato. F. Bemb. Star. (A) si ■ tatH 11 * Minuscularii.* (Arche.) Mi-nu-scu-là-ri-i. Add. e sm. pi. Od j munì poverissimi , cioè quelli la cui fortuna non sup e!iL quanta solili d’ oro. (Mit) . -tln' 1 ",. Minuscolo, Mi-nù-sco-lo. [Add. ni. F. Li] Picciolo, [Qtcf associ] 2 — [yjggiunto di Lettera :] Lettera minuscola, o MimiscoD j af t! u, mente vale Lettera minore dell’ altre. Red. Annoi. Diti’’. " pi c , chiamavano f.teucraJ grossa, a diUbiciua della minuscola AsCifV, E appresso : Ne’ tempi più bassi usarono similmente la ^ai* 0 ,à ma un poco più piccola , e tralignante in minuscola, c pcl’ c remino carattere formatelio. Calvin. Pros.Fpsc. 2. 20. - ’ | |t majuscole , majuscolette e minuscole. AtA’ .. Minuta , Mi-nò-ta. Sf. Bozza di scrittura. ( Dallo spago- ,-éiF vale il medesimo. In frane, minute , in ingl. minutes.) ", c0 a 3 67. La lettera è minuta , che si nota : Dipoi s’estende 111 penna. Cas. lett. 21. Essendo informato con lettere di <* 1 ’ n - It.lt’" k , ,. . Minuteria,’ Mi-nu-te-rì-u. Nome colletti !\liniit ,l v. d^ e olfuscar ue'discgiu il musaico coll’ahtoidiiuza °, ct ^f/<• / •* -a. 1.».,.nprche* CW LJ, IH 1 V VA»- -- w vorare di minuteria , si conduce col cesello) i c c l l ‘ anella, pendenti, maniglie, oc. ’ . c he . ' . lavori getUUt si)Sàlt if ss0 ,“ tua, ponueau, uiim^ucjw, . . * Dicesi anche in generale di que' lavori css° ’ ornar ie persone, le stanze ec., dove s impieg“ #) al II’ oro c ditll’ argento. I tornitori ne fanno di o MINUTEZZA } aVori '° ? sc ne fanno di elegantissimi in madreperla , in acQj'f . “orato , 7/2 o/'o di Manheim , //z crisocalco e specialmente in t Ì£ „V° • /e minuterie di ncciajo diconsi più pmpriamente Gargau* MINUZZARE 3o3 -gii,. Ah 4 (Ar. Mcs.) Mi-nu-lié-re. Add. e sm. Qu ii'orefice che fa - 6 gr,,„'!" ltc !' la diff. di Minutaglia.Minuteria esprime propriamente hg- loi^ì < Ì- o r ì .. ^ h ìe Sentili , quali sono tutte le legature d’oro , delle gemme , co - Petti 0110 l e twe,l * a •> 8^ orecchini , o pendenti , i polsetli , i picchia- C( P ,J e tutte l' altre soiie di gioielli. Il suo opposto è Grossiere, ° tt(( mcnte Biiiottiere. j Baìd. Eoe. Bis, (A) » Mi-nu-tì •no. Add. e sm. dim. ili Minuto. Mingherlino, Solitali ' Vellutino, sin. Franco Lelt. lib. 1. Berg. (Min) Parnaso Mi-nu-tis-si-ino. [ Add. m.] superi, di Minuto. [Est.rema- l>a piccolo.] Lat. minutissimns. Gr. XinT0Tx.ros.Bocc. g. 3. p. 6. prato di minutissima erba, e verde tanto che quasi nera parili Disc. ann. 111. La quale ha permesso i loro piaceri ec., pcr- ,l i'ac ®®?santcsinia parte dell’ ora; [e dicesi anche Minuto primo.] Lat. > a Vi ln,| tum. Sagg. nat. esp. 13. E ad una gran libecciata è arri- ; , dor 1 l ,!" , * u * ;o pruno. Beni. Ori. 2. 16. 5.j E panni ogni minuto f n &$. iL' cesl Minuto secondo la sessantesima parte del minuto prò 3 ^ Ho es p. 22. Di questi il più corto compie la sua vibra/.] I Pfes CZZo fninulo secondo di ora. 4 architetti suol dinotare la sessantesima e qualche volta i pane o divisione d’ un modulo. (A) i°a. •r. udima moneta, altrimenti, chiamala Picciolo. Pit.SS.PcA. ù' • !,| ’ c 8iù ,i ' Bato a colui , lo quale , come dice il Vangelo , non ( ij, r *'c minuti che offerse la vedova. (V) E Car. Molg.Serm. ' fi f|., * a ccva le opere buone, mandando per offerire alla cassetta d > B na n ■ 1 minuti che le restavano (Min) • P "U^'a fatta d' erbe cotte , e iniuutaniente battute. M. Al- ’°i r-i, ■ K 4 • rimo.} razione Av av< 4^' Si conviene cc. ammollire il ventre con min ito di spinaci , atrebice, bietole, ec. Ihirch. 2.52. Qtiand'io non Mi deli P C£c <-‘ grosso , Io mangio del minuto , eh' é senz'osso. j: 0( °per i° 1,1 equivoco.Jn E il. S. Eufrag A - 1 *" : 1( », ^ ? ,°gli Ardici c Orvidaiu , e bossi ec. Piccioli'ssimo. Lat. ininutus. Gr. fxncpórccTo?. Bocc. 1-jj. Avendo lessato mi- il^diavolo impedì i suoi piedi. (// lat. ha: olus fì S- in ischcrzo. Burch. 1. 3i . Sc tu volessi fare un buon "n- « Cui le V 7.1 j’; c | d Minio : fatti più presso, ch’elle sono minute. Petr. c 0s ,tee j,’,! " * giorno andrà pien di minute stello. Galnl.SS. E come C, lt ( i"ost] l’V 1 ' 1° continuare occullamente consumano lo avere, 5 _ 8B* e ri peccati di nascosto cc. la bella c buona creanza, v vM'e. ‘ ’ cu fili troppa stima d’alcune gloriuzze minute e lan- Ufj Si.(. lla fiis. '(P l >assa condizione , Di plebe. Lat. plebrjns , buinili J*i li,. St HU/i a| . ■ U- 9; 2 ‘4- 3- Per acquetare il popolo minato a ro- > c C f a,>, orti 0 C,1(l 1 oste procedesse. Bocc.lntrod. 20. Dna maniera . 1|, ’V. f j °i':se j S0 Pravvem,ti di minuta gente. 2T 2,. Della minuta gen- SC* itii Se „f a 'U della mezzana, era il ragguardameuto di molto [n a fii'o c r U l 1lrn ,0- il/. F. g. i3. Il perche in Ravenna al suo 1 Ci|j jj c “‘‘tefici minuti e villani non si vedeano. Oitlam. 1. 1 fiffe {di Claudio e di ralei io)] Fece ben fare al po- grainli c rade, cd a cui minute e spesse. J\ov. ant. poi mio mimilo. Cns. Int.yG. Siccome quelli che mostrano di stimar la lamie dala loro da’contadini e da gente mimila. 1 ~* Aggiunto a Gentiluomo, quando si voglia indicare che sia di minor nobiltà rispetto a quelli dassai maggiore. Pattar. Ist.Conc. 2 -^//'Conlcuevano elle parole.... di gran soddisfazione verso l'mnanilà del Nunzio rivelilo da se , come principalissimo patrizio eli quella ìvpt.bblica della quale egli era nato suddito cd iu condizione di mi- nulo gentiluomo da Capo d'Istria. (Pc) —Tenue. Di poca importanza. Lai. minulus,tennis,parvus. Gr. uvr-c.ó ?. G. F. 11. 3g. 4- fidino a’ piati minuti intese, per guadegneria di sé. — Preciso, Particolare, Puntuale. Lat. minutus, cxactus. esp. 2. In ogni modo può essere che si riti-uovi alcuno clic ne' desideri più minula notizia. — Stentato ; contrario di Rigoglioso. Lai. minutus , pusillus. grari- lis.Cron.Morell.3oi. Nacque a Giovanni il secondo figliuolo maschio cc.; fu di mesi sette; c perché era molto minuto e iscriato, credendo non vivesse , il fece battezzare il di medesimo in S. Giovanni. — Aggiunto di Bestia , si dice dette pecore , capre , e simili , a differenza dette bestie grosse, come buoi , vacche , ec. Lat. pecndes , grex. G. F. io. ij 4- 2. Menaronne preda di cento prigioni, e quattrocento bestie grosse, e domila minute. M. Aldobr. P. iV. 3y. Le pecore , e tutte bestie minute , e le bestie grosse dimagrano. — Aggiunto di Danaro. Pii SS. Pad. 2. 207. Dielli fZaccherìaJ una moneta d'argento , la quale aveva , c dissi gli che gli perdonasse, che non gli poteva più dare, conciossiacosaché non gli rimanesse ltro clic un danajo minuto. (V) — In mudo avverb. A minuto, Per minuto, [In minuto] = Minutamente, Io molle particelle. [F.A minuto, §.8, f ; e F. In minuto.] Lat. mimi latini, frustatimi. Gr. xurù (•/. Fir. As. 2jy. Ma i compratori, come egli mi avevano visto molto ben per lo minuto ec. , tutti ini lasciavano indietro. Bemb. Asol. 2. 1 26. Questo tuo amante, Gismondo , per certo molto baldanzosamente guata, e per minuto. 3 — * Sottilmente , Diligentemente. F. A minuto, §. 3. (A) 3 — [ È col v. Vendere : Vendere a minuto , cioè A libbre, A once. V. A minuto, §■ 2.] G. F. 11. gì. 2. La gabella del vino si vendea a minuto, pagando il terzo fiorini uqooo. Minuto diff. da Tenue e Sottile. Minuto propriamente appartiene alla quantità estensiva , Tenue esprime la quantità intensiva , e Sottile s’ applica a que’corpi che per la loro lunghezza hanno poca profondità. Sicché dicesi : Erba minuta , Tenue cibo e Carta sottile. Ma questi vocaboli quando si usano metaforicamente, possono sembrar sinonimi. Per le altre diff. di Minuto da Fino , F. Fino. Minuto. Avv. Minutamente. Lat. speciatim, evade. Gr. àx.pif>éi;.Bern. Ori. 2. 11.11. Io non so or cosi minuto c chiaro Dir come andasse questo caso strano. 2 — E replicalo , Minuto minuto ha forza di superi., e vale Minutis- stmamente. Imi. minutissime. Gr. ih x-htÓtxtx. Bocc. nov . 77. 5/. Non solamente le cosse le carni tanto , quanto ne vedea, ma quelle minuto minuto tutte l’aperse. Minuzia , Mi-nù-zi-a. [*V/I] ast. di Minuto. Cosa di poca importanza , Parte minuta. [Dicest anche in quasi analogo significato Minutezza, Minuzzolo , Briciolo, Tritale , Miccino , Acca , Atomo , Favilla , Festuca , Granellino, Lisca, Pelo e simili.'] Lat. minima pars , minutia. Gr, \ihtqv, try.vfixkov. Bant. Par. -i f-1 e/- Gosì si veggion qui ec. Le minuzie dg’corpi lunghe e corte. A'. Agost.C.D. Questecosc appartengono a quelle minuzie de’ tempii che hanno tra se li binati , e non sou però attribuite alle costellazioni. Beni. Od. 3. 7. 7/. E le minuzie fastidiose passo De’ colpi di costui , di que’ d’ Orlando. 2 —- Piccolezza. Sagg. nat. esp. 16. Questa differenza consiste alle volte, in minuzie così piccole ed inarrivabili, che la giustezza de’ più squisiti orinoli non può mostrarle. 3 — (Arit.) Appresso gli aritmetici per Minuzia s’intende II numero rotto. Buhlin. (B) . Minuzia.* IV. pr.fi (V. Minuziafy—Vestale sepolta viva nell anno di Roma 418. (Mit) 2 — * (Arche.) Nume di antica famiglia romana. (0) Mjnuzjo , * Mi-nù-zi-o. E.pr.m, (Dal lat. minutus minuto, piccolo.)-— Nome di motti illustri Romani, Tribuni , Consoli, Dittatori. Rufo. Maestro de' Cavalieri sotto il Dittatore Fabio Massimo , battuto da Annibaie , e poscia ucciso a Canne. — Felice. Oratore latino e cristiano del 11. secolo. (Mit) 2 — * (Mit.) Dio che i Romani invocavano per le minuzie , ed aveva un tempietto presso la porta Minuzia. (Mit) Minuziucola, Mi-nu-ziù-co-la. [A’/v] dim. di Minuzia. Coseretta di pochissima importanza. Lat. minima res. Red. lelt. 2. 2 '2fi Ma queste son minuziucale da non ne far capitale. ... Minuzzaglia, * Mi-nuz-zà glia. Sfi F. dell' uso. V.e di Mmuzzame.(A) Minuzzame , Mi-imz-zà-me. iSm.ì Quantità di minuzzoli, Idi piccoli pczzuuli.; ed è termine proprio degli artefici del ferro ,come fabbn e magnani, che così chiamano 1 ritagli del jet ro. , , uz g ìa , sin.] Lat. minimarum partium congenes. Gr. axvfxXvi cokkom 3 - Pezzuoli. Lat. frustala, fragmenla . Gr. XiHtx , Fend. Crisi. Manicai di qucjli pani c di quelli pesci, e soperctuoune venti cofani pieni di m nuzzame. ... . . ... Minuzzare, Mi-nuz-zà re. [Att. e n pass.] Minutissimamente tmarejPni comunemente Sminuzzale. F.ì Lai. Irustdlatim dissecare. Gr. xxtx XihtÌ hxniicriin.Dial.S.Greg.M. Perciocché h sassi del muro caduto l’aVeano minuzzato, e contrito non solamente le membra, ma tutte Possa. G F. 6. 83.4- Come asino sape, così minuzza rape.L0r.Med.canz.102. 3* E* tutto lo minuzza col coltello. Vii. SS.Pad- 1. ij5. Minuzzòe lo biscotto , e miselo in una brocca, ss ( L'esempio de’ Dia], S. Grog. nella stampa di Róma, lib. 2. cap. io-, leggesi così: Perchè gli sassi del muro caduto gli avevano tutto minuzzato e lacerato (nelle varianti l e Sii dilacerato) non solamente gli. membri, ma tutte P ossa.) (V) 3ij4 MINUZZATA 2 —* Paria costrutto. Paìlart. 11. 30. Gittando via i «>oi delle inde cotogne. . . minuzza trite e sottilissime particelle delle dette mele, e cuoci. (('ìcè : minuzza le mele in trite ec.) (Pi) 3 — Eig. Diligentemente considerale, Esaminare. Lai. cxpcndcrc,per- pendere. Gr. i^ccxpifìovv. Seti. Pisi. Queste cose , s’ elle noli si minuzzano , e conducono in questo utile della sottilità , cc. Misuzzata, Mi-nuz-rà ta. brandi minute che si spargono in tetra per le feste. Pii . rim. 48 Cli’ io mi rifò tal or d’ un’ insalata , D’ un po’di cacio , e d’un mezzo popone , Coni una festa della minuzzata. Minuzzato , Mi-nuz-zà-to. ri liti. m. da Minuzzare. [Tagliata in minutissimi pezzi. P.c t/i’Sminuzzato.] Lai. minutatim disscctus. Gr. uccrà XeKTÒt itane* sis, Bocc. nov. 3 g. 7. Il cuoco pi esulo, e postavi tutta 1’ arte e tutta la sollecitudine sua, minuzzatolo ec. , ne fece un manicaretto. Li. due. Cess. Co’denti si tagliò la lingua; e minuzzatala, la sputò nel volto al tiranno. Cr. g. 82. 5 . Poi loro si dia («’ pavoni) porro minuzzalo , trito , ovver cacio fresco. 2 — Per meiaf. [Diviso in piccolissime parti.] Lai. iinnìimitus./'V. J11C. Cess. Le nostre ricchezze in molti non possou passare , se non minuzzate. Suez. Fàrch, 2. pros. 5 . Ma le vostre ricchezze noli possono , se non minuzzate e divise , trapassare a’ più. (Qui il lat. ha comminutae.) Minuzzo, Mi-nùs-zo. [vVm. P. A. P. e di'] Minuzzolo. Franc.Sncch. rim.Bg. Perché 1’ un fa dimino, c par che stea Con la balia d’ Enea, E 1’ altro a tua livrea ed à minuzzi. Misczzolaiie , * Mi-nuz-zo-là-ri. Atl. Pare in minuzzoli. P.direg.P. e di’ Sminuzzolare. (O) Misezzolato , Mi-nuzzo-Ià-to. Add. m. da Minuzzolarc. Fatto in minuzzoli, Minuzzato. P. e di’ Sminuzzolato. Adrian. Dcmelr.Bet g.(Min) MinnzzOLiNo , Mi-nuz-zodi no. [A/n.] dim. di Minuzzolo. Lat. longe minima pars. Gr. rò ir d-yrrzi' , rò XiktÓtoctov. l.tb. Pred. B. Non darieno loro un minuzzoliiio di pane, ancorché chiesto con ansietà- de grande. Minuzzolo, Mi-nùz-zo-lo. [if/n.) Minutissima parte di checchessia; ma più propriamente dei-pane; Briciola , Tritolo [,Mica .]—,Minuzzo,siii. /.al.mica. Gu.\(oX‘gv. Bui Di quel che cade dalla nostra mensa, cioè de’ minuzzoli della nostra piena e perfetta refezione. Piane. Sacch. Op. div.ioò. E quella rispose : Signore di quelli minuzzoli che si gittano a’cani , di quelli dà a me ; cosi avviene che li Cristiani hamia il pane intero, e gl’infedeli hanno i minuzzoli ; ma questi minuzzoli non si possono fare pane intero, se non s’intridono da capo con acqua e con sangue. Annoi, b ang. Anche i calcili mangiano de’ minuzzoli che raggiralo dalla tavola del signor loro. Lib.Ptagg. P. IV. Ancora v’è la casa di quell’ uom ricco, il quale al povero Lazzero disdisse i minuzzoli elei pane. Cr. g. gg. 3 . Mele darai loro ec, , ovvero minuzzoli di carne arrostita. 2 — Posto a modo di avo. , vale Punto. A'mbr. Cof. /p i 3 . E stato intorno a quindici Di, che non ha udito mai minuzzolo. E Beni. 2. 3 . E che sopra ogni cosa mai facciasi Alla finestra , ec. Stille pur di buona voglia, Che ella non vi s’è per far minuzzolo.)) Salvili.Disc. Tose. 5. 4 zo - Gl* antichi Toscani formarono il mica : non è mica questa cosa come voi dite, cioè, non è ne anche un minuzzolo. E Cas. 98. Né giova un minuzzolo a questa lettura che ec. (N) Minuzzolo dilì. da Tritolo , Mica , Briciola e Brano. Tritolo è lina minutissima particella d’ un corpo tritato. A' Minuzzolo , per essere sinonimo di Tritolo , manca la nozione del tritare. Mica s’ applica quasi sempre ai piccoli frammenti del pane. Briciola dilferisce da Mica , perchè inchiude di più una nozione di rottura 0 di schiacciamento. Brano vale un pezzo strappato con violenza dal suo fusto, e dicesi il più delle volte di carne o di panno. Mio. Pronome prossessivo , che nel genere maschile , nel numero del più , ha Miei ; nel femminile , nel numero del meno, ha Mia, e nel numero del più, Mie. — , Meo, sin. Lat. meus , a , nm. Gr. t)ios. (Da meo , come Dio da Deo, e meo dal lat. meus , come Dea da Deus.) Bocc. nov. 1. 21. Ho falle mie picciolo mercataiizic. E nov. ig. 3 . Io non so come la mia si fa. E nov. 23 .zi. Ma tn li se’, molto bene ammendato per li miei gastigamenti. Daut. Par. 2 . 3 . Dietro al mio legno,.che cantando varca. Eg. 8 . Dalli miei dubbii d’ un modo sospìnto. Pelo, caiiz, 38 . 2. I miei sospiri, eh’addolcisco!! l’aura. E st. 3 . Quante iagiimc , lasso , e quanti versi Ilo già sparti al mio tempo. E son. 202. Che mi scusi appo voi , dolce mia pena. 2 - * Ma talvolta rinchiuso l i'iLiccic. Peti. 1. cj.j, àlie venture al venir son tarde a pigre. (Gin) 3 — * Col v. sostantivo e senza- appoggio di art. o di nome, ha il sentimento del Suin mei juris o simile de’ Latini. Lai. Alla quale dispcsizionè fu la divina grazia sì favorevole, clic iqhj pochi dì ,'a perduta libertà racquistai ; e> come io soleva, cosi sono mio. (Cin) ’ — * Ed anche con (diri vabi di quasi siimi siguificuto.Fiunmi. 1 . 3 . E come ha egli me tenuta e tiene tra’ miti parenti e n. Ila mia città sua , cosi lui tra' seioi nella sua conservi mio. E g. 7. a. 7. Tu m’hai fatta in così poco spazio , come le tue paiole durate sono, troppo pili tua divenire ch’io non son mia. Ar.Eur.i 3 .-;. Eni presa del suo amore, e non ni’ avvitii, Ch'io mi conobbi più non esser mia. (Gin) 3 — * Ed anche senza vet i;0 che gli preceda. Ar. Pur. g. 3 7, Come quelli Che cresciutici in corte , cd allevati Si soli con mi eia teneri zitelli ; E tanto mìei , che poco lor parria La vita por per la salute mia. (Cin) 4 * Talvolta sopralbonda. Buon. Pier. ef. 4 - zo. Mettersi con vergogna del mestiero , E con inevcrtnza mia di me. E Salvia. Anni t ivi : Quello di me aggiunto a mio possiede una graziosa comica energia e lòrza. (Cin) '' ■ [ Iinvasi mutalo nella particella ìlio, eli c voce accorciala di Mio, e cosi Ma per Mia , quando a nome sostantivo talvolta, si affisse; ma lajòrma del dite e bassa, e stnqmc fudclla plebe. E’.Mogliaiiie.] Loco. MIOPALMQ nov-G.-j. Mugliamo noi mi crederrà. E nov.yj.i 6 . Questo uscio gran rumore, quando s’apre, che leggiermente sarei sentita da " rC s’io t’aprissi: » Cron. Peli. 3 z. Ora farebbe bisogno a me d a moglie più che a figliuolmo. Putaff. 5 . E patrignomo fu un segai® > Cuginomo, signorino e l’oca Gianni. (Cin) rrlCià) 2 —' Pi ceco di Mogliama, fu delio anche talora Moglienn. P ;t ^ 6 — ila forza di} sm. , [independente da nome, ma con C art. e ‘ ^ neutra che vate II mio avere, Ini mia roba , l miei denari, ] L a T()0 di mìa proprietà , di mio dominio. Lat. meum. Bocc. nov. <• 9 ■ so cui io mi possa lasciare a riscuotere il mio eia loro più cOn vl - vede eli te. Berilli. Asol. z. 12g. Madonna, e’mi giova molto c j; Miocefalo. * (Chir.) Mi-o-cc-fa-Io. Sm. p. Q. Lat. tuy oCC *p’. fir (Da niyia mosca , e cephale testa ) Lo stesso che Miiocefal 0- oc |i»l' Mioceliazoia. * (Med.)'Mi-o-cc-li-al-gì-a. Sf. P. G. Lat. mS 0 poi 0 ’* già. (Da myon muscolo , cilia basso ventre, e algos dolore-) ne’ muscoli del basso ventre. (Aq) pf° lt Miociilite. * .(Med.) Mi-o-ce-lì-te. Sf. P. G. Lat. mvocelites. (FE ytis s0 muscolo , e cilia basso ventre.) Injianimazione de’ muscoli 11 ventre. (0) Miocolitide. * (Med.) Mi-o-co-lì-ti-de. Sm. P. G. Lat- rayol 0 ^. myon muscolo , c colon intestino.) hiflammazioue de’ muse' 0 minali. (Aq) _ _ a 0 a <' Mioconca.* (Zool.)Mi-o-còu ca.A’/. P. G. Lat. myoconcha. (D® scolo, e conche conchiglia.) Genere di conchiglia proposto d< 1 . iio 1 ■ per collocarvi una conchiglia che invasi nell’ oolite, molto s . v forma alle modiole, ma ben da esse diversa per le impressioni u patentissime da cui è distinta, e cosi denominata. (Aq) v sdf., Mioctono. * (Mit.) Mi-ò-clo-no. Soprannome di Apollo, c°' n ., 0 ')@K^ tare de’ sorci. (Dal gr. mys , myos sorcio e ctino io u cCl jcsOp's MiodesOpsia. * (Chir.) Mi-o-de-so-psi-a. Sf. P. G. LA- p, (Da nifi a mosca, idos rassomiglianza, ed ops, opos vista-) che Miiodcopsia. P. (A.0.) , . ,n-i "i/,, Miodikia.* (Med.) Mi-o-di-ni-a. Sf. P. G. Lat. myodinia- l fi d myos muscolo, e odyne dolore.) Dolore muscolare, P er .pi malico. (Aq) lUng 0 - ,\tl) MIoflogost. * (Med.) Mi-o-fiò-go-si. Sf. P. G. Lat. Cjj.i myon muscolo , c phlego io ardo.) Infiammazione de' ^ . a pbi a : ^ Mio'crafia. * (Anat.) Mi-o-gra-fì-a. Sf. P. G. Lat. ui)' 0 ”. (A‘l), ( )i> myon muscolo , e logos discorso.) Descrizione de’ muse 0 ■ Miologia. (Anat.) Mi-o-lo-gì-a. Sf. P. G. Lat. myolog 13 - tf- muscolo , c logos discorso.) Quella parte della, notomut, -pi de’muscoli. (A) Mto.MASziA. * (Filol.) Mi-o-mau-zi-a. Sf. P. G. Eut. il J mys , myos sorcio , e mantia divinazione.) Arte di P' • c e turo dai grido o dal rosicchiare de’ sorci. (Mit),, ,-, e ile r Mi t) Mion. * (Mit. Ciao ) Sm. Divinità giavponese ded’ 9 .l... c ,iiii- v. 1 de n. * (Mit. tìiap ) Sm. Divinità giapponese del' ^.Igssiu^' V (P 3 e Fotochi. E la divinità tutelare della setta de' r° c .-nai-cas' 4 / Vp Mioisakcost. * (Med.) Mi-o-uàr-co-si. Sf. P. G. Lai. mys muscolo , e narce torpore.) Senso di torpoì e n > ~ $ Miom. * (Geog.) Mi-ó-ni. Amichi popoli deli bpjj' 0t > J r ess° 1 Mionia. * (Geog.) Mi-ò-ni-a. Antica città delta Gi' eCh > tìl f( (Geog.) Mi-ò-ni-a. Antica città della Grecai y ^. 0 $ Ozolii. (G) . l ' 1 Miomma.* (Bot.) Mi-ò-ni-tna. Sf, V. G. Lat. myftnin 12, sorcio, eù oriemon utile.) Genere di piante dell' isola ^ oJ 10^ c q- Jussieu stabilito , a fiori mono putidi , delia tet !! l>l( lfll : nh ‘ l0 ’ ed e della famiglia delle rubi ave e ; dietimo dal caiCC re lt c " e 1 rSI ( J un Vcll ’° concavo, (Aq) ( (). } M ' * (Cliii.) Mi-o-pì-a-si.A /1 T. G. Lo stesso che Miorressia. f. n V s i rnros muscolo, e piesis pressione , crucio.) (A q) «n s Al, o.* (Zool.) Mi-o-pò-ta-ino. Ani. V. G. Lai. myopotamos. (Da de’ n iy os sorcio, c potumos fiume.) Genere di mammiferi dell ordina i/ii„. s fanti che comprende la sola specie niyopotairius coypus dì Mo- laif y denominano così dalla loro somiglianza coi sorci, e dall’ abi- » del rr] e . .fonno presso i fiumi. Questi animali sono comuni negli Stati ®>0i lfi ‘d‘ , di Buenos-Ayivs ec. (Aq) . * (Olir.) Mi-or-rcs-si-a. Sf. V. G. Lat. myorrliex.ia. (Da. , pij.; '“usciolò , e rltexis rottura.) Lacerazione de’muscoli .—, Mio- Va n ’ t J "'- Soj. c - '°- (Bot.) Mi-ò-sclii-Io. Sm.V.G. Lat. inyosclulos.(Da mys, myos neji' U ’ e vhylos succo.) Arl.oscello del Perù, che formami genere i/.f ì'enUindr a mounginia , e nella famiglia delle timelee; caratte- ì ~’eèu' > dld vallee corollìno di cinque petali , gli stami inseriti al i i^f vlo , lo stimma diviso, ed una drupa monosperma -, del quale .hi fi 1 (quelli cioè del genere miopotami» coypus di Molina) amano ed il succo del finito. (Aq) (M) c io pizzico, mordo.) V irritabilità , ossia la < e ' tn uscoh di raccorciarsi, di contorcersi, o di variamente influenza della volontà , o per quella di varii stimo- V* fenomeni la causa è tuttavia fra i più reconditi mi- ^Ojjj H/ oS ,Sc °LV Mi-o-to-mi-a. Sf. K. G. Lat. myotomia. (Da myon MJ&'Uo ) * tr ”>ie io taglio.) Quella parte della nolomia, che ha per *So. ? fazione. (A) Su & ^< j 0ol.) Mi ò!.-ic-ro. Sm. Lat. myoplo js. (Da my\*> c«° 5 - 0 Pfi Jr)n ala.) Genere dì mammiferi della prima fami- Co /^> jj n von delti chiropteri. , che comprende d pipistrello de- T <> anto)i colnome dì Sorcio volante. La loro somiglianza a i f membrane aliformi di cui sono provveduti , diedero fe’mnimazìone. V~e n’ ha una sola specie, la niyopteiis ‘ in ,^^™r-(Aq)(N) io M .i-«t : to -no. Sm. V. G. Lat. myoctonon. (Da mys, dfifi ( ’ 0 cimo io urcido. ) Uno de' nomi dati all aconito dì Thor;i Liu.), pianta indigena di Eraclea Pontica, u l ] nel quale s’afissa V occhio, per aggiustare il colpo va. (N) 5 — * Col v. Mettere: Mettere a mira , dicasi delle artiglierie , quando si aggiustano in modo che vadano col tiix> a toccare lo scopo determinalo. Biringocc. Ci bisogna due altre considerazioni con in- segno e pratica d’arte; una è in caricarlo (le artiglierieJ , l’altra c il dirizzarle dove hanno a percorrere, che si dice, metterle a inira.(Gi') 6 — * Col t>. Pigliare: Pigliar di mira o la mira. Lo stesso che Prendere la mira. V. §. 1 , 4 - Cinuz. E tirando destramente e presto come conviene, c collo star colla vita e col polso fermo, e con appoggiar sempre il viso al calcio di esso (archibusoJ, e pigliar di mira senza fallire. (Gr) 7 — {Col v. Porre : Porre la mira; Lo stesso che Prender la mira.] Morg. fi 5 1. Ulivicc gli occhi alla donzella giva, Mentre Rinaldo in questo modo parla, Subito pose al bcrzaglio la mira, E incominciò con gli occhi a saettarla.^ (Qui fig.)Cardi Stor.Glì posero la mira, c dato fuoco a un sagro, lo colsero per la malaventura nella coscia dritta. Velini, f U. E volto il mio archibuso... posi la mira nel mezzo appunto ad uno eh’ io vedevo sollevato dagli altri. (Gr) 8 — [ Col V. Prendere : Prendere , Pigliare, Porre , Torre , Togliere, Cogliere la mira = Aggiustare il colpo al bersaglio, Mirare .] farch.rim. past. Presa la mira in vista, e nel cuor torvo. 9 — (Col v. Tirare: Tirare di mira, dicesi d’armi di getto e da fuoco tirate contro lui bersaglio determinato , e particolarmente per indicare quel tiro che altrimenti, si dice Di punto in bianco. ] Arni. Star. 7. 28fi. Erano feriti da ogni parte da’ dardi c artiglierie de' nemici tirate di mira. » Torricelli. Si accorse l’industria militare , clic l’uso d'una macchina tanto nobile, e di tanta conseguenza, quanto c l’artiglieria, sarebbe stato troppo ristretto, c di poco beneficio, se quell» non si fosse potuta adoperare se non dentro a quella poca disi anza , eli’ ci la Kra dì punto in bianco , o vogliam dire di mira, senza darlo con la squadra a juto vantaggiosodi alcuna elevazione. (Gr) 10 —[Col v. Togliere : Togliere di mira o la mira ; Lo stesso che Prendere la mira. E.) Ar. Èur. g. 3 i. Dal traditor fu in mezzo gli occhi colto , Che I’ avea di Imitai» di mira tolto, fieni. Ori . 1. 6. Par che sia stato un’ ora a tor la mira. 2 ““y Usato anche figuratamente. Onde l’or la mira, Aver la mira o simili, fìg. si dicono del Fisamente volgere il pensiero, o dell Av^re la meitic volta a checchessia. (Dall’ar. mumd fine , scopo.) Erano. Sacch. riut. fS. Ben giunse a questa inira Sardanapalo c Roboam , c molti Ch*a seguir le lor voglie furori stolti, Sagg. nat. esp. 218. Come quelle che non sono state prese di mira in una determinata applicazione di lavorare intorno alla calamita. Salv.Granch. 2. 2. Dove domine Tien la mira costui ? Alleg. 88. Dipoi chi è imprigionato , Uscir per miserabile ha per mira. 3 —* Alzar la mira , fig.=zPartar allo le sue pretensioni, o Voler soverchiare nel prezzo di checchessia- Eag. Com. Questi vagabondi , clic vanno attorno vendendo certe cose cc. alzan la mira e chieggono degli spropositi. (A) 4 — Pigliar di mira [z= Aver fiso V occhio e l'attenzione a cosa particolare; e trattandosi di persona, s’intende per lo più in mala parte , e vale ] Volgersi con attento pensiero ad alcuno , ad oggetto di perseguitarlo , ovvero dà ajutavlo. 5 — * Tener la mila , fig. ~ Aver V intenzione. Car. Leti. ined. 2. 42. Ilo preso un poco di lume delia mira che tiene. (N) 6 —* Tirar di mira , fìg.-zzz Vedere. Onde Tirar poco o molto dì mira, vale Aver buona, o cattiva vista. V. Tirare. (A) 7 — * Torre di mira alcuna cosa , fig. Prefiggersela perfine . V. Togliere. (A) Mira diti’, da Vista , Disegno, Scopo, Intenzione, Fine. Quando questi vocalioH sono presi nella generica intellettuale nozione di un fissato oggetto a cui si rivolga la mente , si debbono intendere con le seguenti dillercnze. La Vista c vaga , c consiste ìnoo che si vuol procurare , prendendo le misure die si guidicano ului a nuacn nd- l’intento. La Mira è più della Vista , perche e una fis,nazione dello sguardo incutale in qualche oggetto , e però uon e vaga. Lo oco/io c più (isso, c dicesi allorché si fanno sforzi pct gmgncic ai punto a cm si vuole. li Disegno è ancora un concepimento pili 1 ermo , ed indica il modo con cui venire all intento. LIntenzione, e diversa dal Disegno, perchè questo significa un idea già accolla, c quella solo un movimento o una propensione dell amino vci\iO qualche oggetto. Il Fine è il com|>hminto dell’ Intenzione.^ Mira. * (Gcog.) L,nt. Myra. Amica cititi arcivescovile (Mia Licia. — Città del Portogallo .— Riviera delta Columbia. (G) (N) Mirabella. * (Agr.) Mi-ra-b l-la -Sf. Nome volgare di una spedi di susina dì ottimo sapore. (A) Mirabile , Mi-ràbi-lc. Add. com. Degno di maraviglia-, [che diecsi anche Maraviglioso , Stupendo , Miracoloso ec. Lo stesso che Ammirabile. r.] Lat. ìuirificus , mirabilis , mirus. Gr- Six.vp.a.Tb'KQ-ii , 396 MIRABILIA MIRA MIOPÌE 3 a.vpuffrc$, Sav/xamo?. Bocc. nov. iy. 26. Domandò il Duca , se cosi era mirabil cosa , come si ragionava. Dant. Par. 2. 25 . Giunto mi vidi ove mirabil cosa Mi torse 1 viso a sé. Pelr. son.210. Giunti in un corpo con mirabil tempre.iW. lett.1. 2g5. Gli ho mandato alcuni sonetti di una poetessa veramente mirabile, a —- * Straordinario, Grandissimo, Eccessivo, F it.SS .Pad Una volta gli venne mangiato certa erba velenosa, c sentendo poi incontanente mirabili torsioni di corpo ec (A) Fit. SS.Pad. 2. 282. Pensando da quanta altezza e purità di vita, in quanta viltà c bruttura era caduta venne in mirabile disperazione. . . c piagneva amaramente. Bocc.nov. * * 3 . Maravigliassi -Alessandro udendo, ia moglie esser figliuola del re tV Inghilterra , e di mirabile allegrezza occulta fu ripieno. (Pr) 3 —* E col secondo caso. h it. SS. Pad. 2 . 2 5 g. E questo era mirabile di lui che cc. (V) 4 —* Ed in forza di sm. per Maraviglia, Cosa maravigliosa. Algar. "Va in compagnia col mirabile. (A) Palino. IstConc.2. 56 . I quali fogli per conseguire spaccio senza fatica d’investigare o facoltà di trovare il vero, s’empiono di mirabile, di maledico, ma tutto falso.(Pe) Mirabilia , * Mi-ra-bì-li a. Sf. pi. F. L. Maraviglie. Tac. Dar. Fit. Agr. 3 o. Pensasi , che oltre là, come d' ogni novità non saputa avviene , siano mirabilia : ma c non c’ è altro che onde e sassi. ( il lat. ha : Onme ignotum prò magnifico est ) (V) 2 —* Parsi mirabilia — Maravigliarsi. Pace. Centil. E del mio dire non ti far mirabilia. (A) Mirabilemenje , Mira-bi-k-mén-te. Avo. F.A.F. e di’ Mirabilmente. V. Fit. SS. Pad. 2. 85 . A tempo di freddo si confortava ìnirabi- lemente. (V) M i n abilissimi A m ente , Mi-ra-hi-lis-si-ma-mén-te. [Avvi] superi, di Mirabilmente. Lat. maxime miranduin in modum. Gr. ^>vxp.x<7r6ra.rcc.Fit, Bcnv.Celi. 6/{. Questo cavallo si maneggiava mirabilissimamcnte. Mirabilissimo , Mi-ra-bi-lis-si-mo. [ Add. /«.] superi di Mirabile, [Lo stesso che Ammirabilissimo. Fi\ Lat. mirifìcissinms. Gr. Sai >p.cx.cr6- raro?. Filoc. 5 . i 5 . Una giovane di mirabilissima bellezza ec. colla luce dc’suoi begli occhi mi prese intanto il cuore del suo piacere , che mai uomo di piacer di donna fu così preso. Fir. As. 3 o 6 . Tu Vedesti quattro bellissime fantesche a vedere e non vedere aver disteso un letto di mirabilissimi materassi. Borgh.Rip. 5if. Un Cristo di marmo fatto da lui, figura mirabilissima. Mirabilmente , Mi-ra-bil-mén*te. Avo. Con modo ammirabile , Mara • vigliosamente , Miracolosamente. [Lo stesso che Ammirabilmente. F. — , Mirabilemcntc, sin."] Lat. mirifìee, nnrabiliter. Gr. ^a.vpctcrù>? t Bocc. nov. 3 i.2o. Più mirabilmente, che le tue parole non potevano esprimere/ Fiamm. 1. zji. Gli occhi miei ec. mirabilmente artificiosi divennero al loro odcio.Dant.Purg. s 5 . 86. Per sé stessa cade Mirabilmente all’ una delle rive. 2 — Grandemente. Vit. SS. Pad. 1. 35 . Vergognavasi mirabilmente, che tanta libertà e tanta gentilezza, quanta ei a quella dell’anima sua, fosse rinchiusa e quasi legata a servire a sì piccolo corpo , a sì vii cosa, come è la canic. ■» Cavale.Att.Apost. gp.Li cavalieri e li soldati a cui guardia ora nella prigione , non trovandolo, furono mirabilmente turbali ed in questione. (Pr) Mirabolano. (Bot.) Mi-ra-bo-là-no. [Sm. Pianta che Ita lo stelo fruticoso ; i rami alterni , un poco rossi , leggermente pelosi ; le foglie perniate 5 le foglioline quasi lineari , ellittiche , molto lisce , neivose , quasi sess/li, stipulate , con una pìccolissima punta nella sommità ; 1 Jiori di un bianco alquanto rosso , sopra peduncoli filiformi ; i frutti glossi , a guisa di bacche , di un grigio-cenerino , co'semi alquanto bianchi , angolati e soavi al gusto. È indigena dell'India orientale.—, Mirobòlauo, sin. Lat. phyduidbus embìica Liu., ] my« robalanum , prunus myrobalanus. Gr. pvpo$x\a.t>os. 2 — [Nome comune ai frutti (simili alle susineJ di molli alberi diffe • Tenti , che appartengono ti generi phyllanthus e myrobalanus. Provengono secchi dalle Indie orientali o dall' America , od in genere da paesi stranieri , in fot ma di ghianda o di noce ovale. Se ne distinguono cinque specie , e sono l emblico t il bellirico , d chelìulo, V indico nero ed il citrino. Tutte queste specie sono amare , di sapore aspix> : la loro bollitura si annerisce con la giunta dei solfato di ferro , ed arrossa la carta azzurra. Dobbiamo agli Arabi la introduzione nella medicina di questi frutti, ch’essi tengono quali purganti blandi. Certo sono potentemente astringenti ; ma sebbene celebratissimi nel medio evo , oia poco o ìiulla vengono usati in medicina .] (Dal gr. myron unguento, e balanos ghianda; perchè questo flutto , che ha la forma di ghianda , entrava una volta nel hi forma* zion di certi unguenti.) M■ Pier.Reg. Usare continuamente li mirabolani conditi è somma medicina. M. Aldohr. P. Dee prendere cinque dramme di mirabolani Indi. Jlicelt. Fior, 47. I mirabolani, così chiamati dagli Arabi, non sono i mirabolani, cioè la noce unguentaria di Dioscoridc, delta volgarmente Ben, ma sono altre spezie di frutti, de’ quali ne fanno cinque spezie, cioè citrini, cheboli, indi ) emblici e beilirici , tutti oggi conosciuti. E j 5 . li seme del carvi e i mirabolani emblici si nutriscono, bagnandogli in tanto latte, quanto essi possano da per loro succiare. Miracanta/ (Bot.) Mi-ra-càu-ta. Sf.F.G. Lat. myracanthos. (Da my- i‘oj miro, pesce, c acantfia spina.) jSome dato alt Eringio de’campi, tratto dalle spiiie bianche che guarniscono i suoi fiori, somiglianti Iddio mosli-É’ tura , pi’orfiguun. Gr. ^hApc&.G.F. f 1 4 ‘ Onde i«w' - , n{l0 lui mirabile miracolo. Bocc. nov. g6. if M’ è si strano c f, } , 5 otv che voi per amore amiate, che quasi un miracol mi pavé. * e 2 O miracol gentile , o felice alma ! f . Il 3^' : ■—• Cosa grande , maravigliosa , [ sorprendente. ] Cron. jjri ili Ed in fine essi iscrivevano miracoli tanti e tali , che Carlo Magno furono fanciulli , a rispetto di questi Veggcndo quel miracolo più adorno ( Berarice ornata di V M d 5 bellezza.)» Bardi.Star. 7.102. Tutta la città's’impaurì ; e del Senato , che ridotto si era , spaventato dal miracolo ( /ln , ^ pilo, tuono e terremoto per la polvere accesa in un inagaz^‘ nn B a stormo nella piazza.(V) Pelr. son. 268. L’alto e novo mù' aC0 ’ dì nostri Apparve al mondo. {Cioè, Laura.) (Br) mirabile, quantunque non grande nè prodigi 0511, V^ucliC) ... »* ri.-L,r, „„i; --salva 0 3 — * Cosa_1 o .a S.Gio, Batt. 25 . Grandi miracoli sono mangiare le mele e grilli , e vestirsi di peli di cammelli c cotali altre cose^ v^c 4 —* Col v. Fare : Far miracolo o miracoli = Operarli, r* A racolo. (A) - Eir ^ a —* Dicesi anche fig. Far miracolo di checchessia e A‘ colo. F". Fare miracolo, 5.?» 2 e 3 . (A) . . 5 — [JSel numero del più flicorni j alcuna volta Miracoli 1 f yafl' segni affettati d’ammirazione. Buon.Fier. 2. ff. i 5 . Al clC 1 no le misericordie E i miracol del volgo. 2 —* Onde Fare i miracoii^Fd/'e segni affettati di _ -T nitidi . Miracolo diff. de Pìxrdigio. lì Prodigio non oltrepassa * 111 . ^ t 3 natura , della quale è al dì sopra il Miracolo. Sicché i , raoue fecero prodìgi , Mose miracoli. Miracolone , Mi-ra co-ló-ne. [Am. acci', di Miracolo.] Miracol 0 è 0 ’ e si dice per lo più per ischerzo. Lat. monstrum , prodi^ 1 Tipats. Tac. Dav ami. 2. 3 y. Contavano i tornati più di [c* 1 * miracoloni di bufere , novissimi uccelli , ec. AUeg. 8g • farvi il più sfoggiato miracolo» del mondo. • C° ,l o Miracolosamente, Mi-ra-co-lo-sa-mén-te. Avv. Per miracol 0 •>_ ,=>0^_ racolo. Lat. mire , miracolo. GrMxv(xoL- Di miracolosa neve che venne in Toscana. Fit, S. Gt°- , a l ]>iù miracoloso fanciullo-, c ’l più nuovo, che mai nascessi Beili. Ori. i. 1 7. 4g. Che anrlarc a quel giurdiu miracoli ^ altra ventura anteponeva. ecf 1 1 —• * È detto in senso d' ironia. Magai. Lett. Voi siete 1 miracoloso. (A) 1 Miradore , Mi-ra-dò-re. [Ferb. m. di Mirar e. F". A.^ e .^0^^ 2 — [ hi forza dì sm. ] Specchio. Guìtt. lett. 5. Credo e»e lui di poner voi tra noi , per fare maravigliare, e pereti- e 1 cliio e miradore, ove si provved*‘sse e agenzasse ciascuna^ vel tii- ^ centi: donna, c prode nomo , schifando vizio, e segue» 1 -, ^ Mirasio. * (Fis.) Mi-rà-gio. Sm. F.Fr.Nome dato da 1 nomeno di ottica , il quale consiste in ciò , che sotto qua 0 rti 50 }i} y ne , gii oggetti veduti, in lontananza , molto prossimi a yp-ti sembrano doppi j ma una delle loro imaguù è diritta » _ scia. (Dal fr. miragei) (O) . / Va F ,r(t a 2 —■ * Altro f nomeno, che sì verìfica sulla superficie de quando in una vasta ed arida pianura sembra che u Sl -, c Jiè 1 ''ini 1,1 minato alt ’ orizzonte da una inondazione generale, coSli f ‘ t i fi I sparsi in quel tratto dì paese somigliatisi ad isole p ùS , un gran lago, nel quale nfl Ito usi le immagini faro 1 gpatt 1, (/‘ distinte peraltro ed in massa , come se l’ acqua ,f° s L e fpee 1 ^ 111 ^^ Miraglio, Mi-rà-glio. [A'/n.] F. A. F. e di Specchiq.i'^ ■ ,} pn 4 ' x.ó.Tù'XrpQv. (Dal basco miralla , in frane, miro ir , in P ^ Rii 11 !" (jl) specchio. In ai*, mirai , pi. miraia vale il medesimo*./ 3 ^h 0, -- _•- _ t, . 1. _.. r»;d suo m. t { c .f y ,jjr mia suora Radiel mai non si smaga Dal | J cui alfait atl da api» ■itti 1 del tenere murena a quelle che vestono la nuca del jnyrus , pesce di Linneo. (Aq) MtKÀcaLAJO , Wi-ra-co-là' jo. Add. e sm. V. dello stil familiare. Colui che per poco grida al miracolo , che fa le maraviglie d ogni cosa. F\ Casoso. (A) Caraccwl. Berg. ( 0 ) Miracolo , Mi-rà-co-lo. [Vm.] Cosa soprannaturale , Opera e Effetto che non si può fare se non dalla prima cagione. [.Dicesi anche. Prodigio, Portento. Il Miracola è grande , stupendo, strepitoso, divino, singolare, inaciifo; coniinud', ec,]I.at. uiirnculum, portiutiim,o$(cu- 27. Ma 2 — [E per melai,\ Esemplare.] Guitt. lett. miragli siete voi tutti nei mondo magni, non vostri. # . .ita ver , Miaagusto , Mi-ra-gù-sto. Sm. comp. Sorta di viva) alfine trimenti Tornagusto. V. Pros. Fior. (A) ‘ usatf [ a ‘1 . Mirallegro, Mi-ral lì-gro. comp. da Mi e nalu-g 1 ulti*- ^ .. ' ’ /''<«• n l’V 1 ' fj .ito in «''fiS 1 . (A) at'fq l?.-oOS. J Ì. .11 .J eli 1'. -£l U. r di sm. nel significalo di Congratulazione, sto, mirallegri a josa. Mai. Maini. Porta riceveva i mirallegri, e cantava da soprano 1*1 V jff o5 ,Si ,/,u ' iRAMENTo . Mi-ra-inén-to. Sui. il mirare. Gallile. iramento , Mi-ra-inén-to. Sin. il mirare. Vaiane. uudecinia iu vani mìriuneuti, ed aju'imeuU diSaitei rt s i;!o — (Maral.) Diconsi In iim-amcnto gh oggetti c l r f . aZ i tì,ie / il ^ ateo.,ti /ioti’ ruuT.f.nntP. Dei' Ut l(l jV h compariscono piu elevali dell’ orizzonte p et ' unto » da uno leggiera nebbia particolarmente nel ma in c.ahna e tranquillo. (S) Miramionk. * ('-'■t. Eecl.) JNÌi*ra-ini*ò*n'’ Co^grff f. fai* 0»* 9 nidi MIRANDA udT ar<> - voti, si dedicavano mlìstniirele donzelle deìlnrn ses- da 111°/ cu ' a delie inferme. Furono fondale a Parigi l’anno 1(Ì63 di a>na di Miramion vedova religiosa e carilalevote , col titolo Sanla Genovcfa. (Ber) , gn a T (Geog.) Mi-ràn-da. Città del Portogallo sul Ducro. — diSpa• "''"tono hireo - (G) gli aso ’ Mi-ràn-do. Albi. [m. V. poet. strie, di Ammirando. Marcivi- lì ^oj’ Marchile. Lnt, mirabilis. Gr. -, xvaxrxà-. Ar. Far. i3. 3g . k'ndo' 1 '- ori- *Ul ma non mirando, Poiché io fece il valoroso Or- topina f* Tit. Li V. Dee. 3. lih. 2. cap. 1 2. In tempo che a ”IiK Js °ssero annunciali' prodigii mirandi ed atroci. (Pe) » del *• * (Geog.) Mi ràn-do-la, La Mirandola. Ant.Mirandura. Città dl ' w V«"«-cg) r *iiìa Nte a ^°. j * Mi-ran-do-là-no. Add. pr. m. Della Mirandola. (B) " 11 -ràn-te. I Pare. (//Mirare.] Che mira. Lat. iutuens. Gr. Cor tnii ° cc ' ^ mct ‘ parte vicina vidi il pallido giovane, me Co n v 0 k ntendimento mirante fiso, c ferito così come io ,»Dant. Co mi *i?^. quello è ragionatore , del quale io dico, poicliè da lui * 8 U ,j 0 1 P c nsicri nascevano , miranti e disaminatili lo valore di q-ie- ^ 1 ^nte lìd> c ^ ie spiritualmente falla era colla mìa anima una cosa*(V) mì -ran-tè-ra. Sf. P, G. Lat. myranihera. (Da riy- l ' ru indeterminato, e anthos lìore.) Geticre di piante della fa- > T ^e^ 0j . ( ..' e mirinimee , che comprende finisti eleganti che hanno nu• disposti in grappoli. (Aq) IsJtt. e n. Fissare l<> sguardo,} Fisamente gutrdare.^P. Ili f t c 0 Lai. fìxis oculis aspicere. obtulmn ligeiv, in-lucri. Gr. ivopòtv. *Vk UC« ni/ii/ir Ìli i?n mi'i.mi (.1 .«...-vii.iii / i.i.'x,J„) ^.. ll _ t 'Yr e aurei, in isp. mirar, in proven/.. miraiar, dal celi, myre o *•3 iy If , I* 1 ar. mime mirare : in cbr. marei 1’ atto del vedere , ? Oli..., v 9dere : in illir. zamj.erali che par composto di za appresso, ^ .'tip/ 1 ’ va ] (1 anche rimirare. In brett. miroul o olirci , secondo '"ira lcr 1 è lo stesso clic osservare. ) Dnul. Pur. 7. 62. Molto si <: J ! ° ri ’ si discerne. E 25 . 17. Mi disse: mira, mira; ecco il fii, (j‘ Uci,c so,1.204. Alira quel colle, o stanco mio eor vago Tuv, 5 Por/* ° ‘ nc °lp a l° 5 pensa d’esser mirato. Beasti. Asot. 1 ■ 72. Verso f del giardin camminando, tutte più volte il mirarono. Tass. ^ lui ' Bohliè la tempra e la ricchezza e ’l fregio Sottilmente :_"10'ati foro. *J*e ti a- co ^ terzo caso. Cavale. Pungil, 5i. Or come miri a quelli ""e è n ò s P ,e A/.ano , e taci , e permetti che 1’ empio conculchi quello 3 giusto di lui’ (V) JV'ie L talora così costrutto par che aggiunga maggior espres- ì e " tImc ' ao - Frane. Sncch. Capii, pubblicalo dal Poggiali. 1 ^" c ^o . '“dietro al tuo passato scanno , E’ cittadia che govcrnavan / J eV °*°. r lassale e non senza gran danno. (P) st riferisce allo ’ntellctto , e vale Diligentemente oonsi- c nc tengo qualche riscontro, infila d'allora tli^'9] v'^ 1 Tneslo nuovo impiego. (A) llllprC: fiotrsxsiv •Of* l0s h'qy a ' 1Uc ’ disegno , pensiero.) Lio. Dee. 3. Li dieci compagni i f a "'"gisti-* 1 ° P 0 I ,0 I°> come quelli che miravano di continuare il \ 4 ’ t)ar e „> '°" Bar. 3o 5o. È non inii aron, per mettersi ili. Icr- Lo stesso che Ricino. V. Lat. ricinus * 8Dt -e. ir,".0*0 'dii morie. ’fc 10 > iVli.^. 111 ' CGail) (Carcn) "lcr ls 1 in" 1 ' 10 ' ^Bd. m. da Mirare. Rimirato, Giuirdato. Lat. con* ‘aiiai.'" Ctl . ls l < ’ r ' Amet. 5-J. La mia faccia cguul- iliV| 0, Utt o,,' Ju giovani e dalle donne per Imiglii spazii iulinite liate. a. l e .... * Ula .i: _ 1 .; a..n. __ .. . .. »,llit, e lllu- , —- >-011 gn ueeu eor e p CUe to 5 ‘tcmplata , . ‘‘>i 0(16 , M' l i uas t le sue continue amaritudini obliare. \ f f'it. (j [Cevb. m. di Mirare.] Che mira .—, Miradore, con gli occhi della mia mente mirata , e nel mezzo non so con clic ascosa soavità allo af- ‘t/,i ,/ój.- Vls ooolis- aspiciens. Gr. stpopéùe. v <, '* /óy»~ w '-UAlt ?j e mtno usato -1 Spcccìiio. Lat. speculimi. Tes.Br.. ^ y al« « dire y quanto miratore c lucente. ^ii, p / ra *trì-ce. Peri. f. di Mirare. Che mira. P. di reg. (0) - SoLrì ,^ tCa Mutazione d’ ambe queste sillabe sul sue no S ‘ c °- * zn 13a2Ìoiic - (L) '>to. Mirè-psi- ÌNT; CO] r, U.hv. • (€' . psi co .Adda. m. Aggiunto dedo ad una specie —■■■•*“ ; v j/w cyi micie mi* io qiuu ut, c ijll , l{ 'gu u : ^liciade eli miriatli. (Dal gr. myrias diecimila. Nella lAV'M elicci mila, od anche wurnmerubiii.) (À) lioiaid* ^Cb. iC- 3- 4li - &, b- c««a) MIRIOCOCCO 3 97 MiRtAnTOo. * (^Bot.) Mi-rna-dè-no. Sm. P. G . Lat. myriadi uus. (Da myrii infiniti, e aden gianduia.) Genere di piante della famiglia delle leguminose , caratterizzate da fòglie sparse di molte glandole, (Aq) Miriagramma. * (Mat.) Mi-ri-a-gràm-ma. Sin. P. G. Lat . myriagram- ma. (Da myrias miriade , e gromma gramraa.) Misura decimale del peso di diecimila grammi. (Aq) Mirialitro. * (Mat.) Mi-ri-a-U-tro. Sm. P. G. Lat. myriaìitrum. (Da myrias miriade , e Ulva libbra.) Nuova misura decimale della capacità di diecimila litri. (Aq) ; Miriametro.* (Mat ) Mi-ri-à-me-tro. Sm. P. G. Lnt-myriametrum. (Da myrias miriade , c metron metro. ) Misura itineraria in Francia di diecimila metri. (Aq) Miriana. * (Zool) Mi-ri-à-na. Sf. P. G. Lat. myriana. (Da myrii numero indefinito. ) Genera di vermi anellidi , dell ordine delle neret- dee , il quale comprende la sola specie detto myriana longissima, sulla quale contatisi piu di trecento anelli. (Aq) MiRiA'NDnr. *(Geog.) Mi-ri àn-dri. Antichi popoli d'Asia nella Sìrìa.f G) Miiìiandho. * (Gcog.) Mi-ri-àivdro. Antica^ città della Siria. (G) MrRiANTO. * (Bot.) Mi-ri-àn-to. Sin. P . G. Lat. myriaothus. (Da my- rios infinito, e anthos fiore.) Genere di piante dellafamiglia delle t . stingiionsi pel corsaletto eguale di sopra, ma diviso ù l ^ ll 0 jif 1,1 distinti, addomine conico nelle femmine, ellittico e dep** sdii. (Aq) (N) . Qr • jti F. L. Meraviglioso , Stupendo. Lat. Ù Par. ifj. 24. Così all* orazion pronta e de'' 0 g P ■ - " ■ -■ no 1 *; F .- l0 d , »r> eli r |]i, Miro. Add fxxffios. Dant. cerchi mostrar nuova gioja Nel torneare e nella mira Ul ... ^ Cb’ci portò giù di questo gaudio miro. E 28, 53. Se aver fine In questo miro ed angelico tempio. Amet. .j c v cl11 Allieto riguarda, esamina, distingue e conferma in sò 0 f‘ Ninfe la mira bellezza , ec. jttd e ^ a — Ed in fbrz-a di sm. Prodigio , Miracolo , Cosa mira 01 A. Ertale . Sacch. nov. 127. Oh che miro è questo, c ° citlà sia alcuna cosa che non sia disfatta ! (V) q.) 3 — * Sorta di misura. Garz. Berg. (O) f.(^ y MlROROLANoA(Bot.)Mi-ro-bo là-no.Ab»./.o stesso cAeMirabola' 1 , Mirobrecario. * (P’ilol.) Mi-ro-bre-cù-ri-o. Add. e sin- F> ^ aiì0 !) * robrecarius. (Da myron unguento, e brecho io irrigo, D .q) fumiere che prepara odorosi ungueali. (Aq) 7/ » Mirobriga.* (Geog.) Mi-i*o-brì-ga. 4nt. cit. deila Spagnayw ( /H) Miroclete , * Mi-ro-clè-tc, Mirocle. iV. pr. m. Lat. ^^ r °^ |Jl nti') v])- 1 myron unguento , e clelos chiamato : Chiamato agli M<[ Mir.onEMDRO. * (Bot.) Mi-ro-dèn-dro.A’m. F.G. Lat. myi'o A . Ji myron liquido profumo , e dendron albero.) Genrredi cli lio ^ famiglia delle meliacee, c nella poliandria monog’ a 0 cl^ llJ cinque pezzi , la corolla ài cinque petali , le antere -j clil $$ stimma a cinque lobi, e l’ovario superiore cinquclocuwi fy è un aliterò della Gujana ; cosi denominalo dal ira . nl j sa in : ° 01 V lill'' incisioni fatte sopra il suo tronco, un liquore rosso, (J rosissùno, che può paragonarsi allo storace. (Aq) (A) MirodiaA (Bot.) Mi-rò di a. Sf. F.G. Lat. myrodia. l L. e profumo , c da oda pret. med. di ozo io oh zzo. ) dì esotiche a fori polipetali, della famiglia delle i }0trì)aC fn ,. di della monadelfìa poliandria, da Aublet stabilito col llC ì c fi\V( li ^, e f o Quaribea , datole a Ua Gujana, e osi denominate fa ^ ^ M gione del soave odore che tramandano { sono disdice o0 dii iel * 1 buhso cinquefìdo , la corolla di cinque petali bismUr a colonna anterf ra allungala, e la capsola drupacea .jJP culamenli. (Aq) (N) r ,. 0 p:ia ( Mi rolla, Mi-ròl-la. [Sr.} V. A.F . e di' Midolla- (VJ^All? 1 c c ‘ leLto napolitano.) Dittam. 1. g. Or perche veggio 1,5 ’ . . rfbA) Le sii ti , eh’ io nomai , son acqua e terra , Ch ,: s ^? 1 . pci' 0 ^ 1, che prende ingolla. » fff ediz. di Ferona 1820 ha: v . . ... fino alla merda (e runa con invola) ec., e ciò che 1 „ Mirotte,* Mi-ru-ne. A ! . pr. m. Lat. Myron. (Dal gf 1 ^ ( >ela^ e \^* > — Tiranno di Siracusa .— Scultore greco, alh ^° kjyoi ie ‘' Miromiano,* Mi«ro-ni-à-no. N.pr. m. (N. paLron. 1 rico antico. (Mit) . m r ati* ot l* . ll() MiirttKiDE,* Mi-rò-ni-de. N pr.m.Lat. Myromte- ( L Vii) s tl :o umico, IDE,* Mi-rò-ni-de .N pr.m.Lat. Myromdes. O» ^lil; . ) — Capitano ateniese che soggiogò i ^ e ” li,l !‘ nif ì 0 * r - ' ( Uul 5 ne. f M inoj'E , * Mi-ro-pe. N. pr. f Lat. Myrojis ed ops , npos occhio : Occhio stillante.) (b)^ Mikovola,* Mi-rò-po-la. Add. e sm là" A ))* ‘P.'ES.miropoho-l P ^ tiu fa’o v/mde'pr/fumi- (0) ? Mhiopoi.ia. * (Geog.) Ml-ro-pù li-n. Cala della l 0’ . Miropolide. ’ (Gcog.) Mi-ro-pò-li-do. Antica eia lin"’ i le Termopile. (Mit) , . f iiiy 1 ' 0 P'„. (più) IMhiopolio. * (j-ilol.) Mi-ro-pò li-o. Sm. V, ' ro jiin v nii" myron ungii-iito , c poteri vendere.) fiottrga . ,/y e lla \ mfCiii’ 1 ' MhÌoslavia. " (Geog.) Mi-ro slà-vi-a. Piccola ( y ’ Miuosma.* (Bot.) Mi-rò-sma. Sf. f'.G. Lai. mgoy* llK > godilo, olio odoroso, e osine odore.) f -eneie j.,Ue Inbcc , della monandria monogmia, c Cenere r ‘ dello. fiU> a S ‘ a “ I I che IVI 1ROSP ERMO MIRTO cal, ‘Ce tre, ^99 ■ e t{ d nome dal loro odore dì olio ; e sotìo distìnte dat* Miurìna. * (Bot.) Mir-rWia. Sfi F. G. Lat. myrrlHna.(Da myron uu- tspn n u 1.. a ' ' ' ” * ' gjicnto odoroso.) Antico nome del mirto , tratto dal soave odore de' suoi fiorì e de suoi frutti . (Aq) Mirrinite.* (Min.) Mir-ri-rn-te, Mirrite. Sfi V\ G.Lai.myrrliites. (Da myrrha mirra .^Sostanza minerale del colore della mirra, odorosa sotto 10 sfregamento , e menzionala da Plinio: è varietà di succino, o ca- rabe bruno. (Aq) Mirsifillu.* (Bot ) Mir-si-fìMo. Sm. F. G. Lat. myrsiphilluin .Genere di piante della famiglia delle asparaginee , stabilito da fVilld. netl'e- sandria monoginia di Linneo , in cui vengono comprese alcune specie del genere medeoìa. Il nome di questo nuovo genere è desunto dalla forma delle sue fòghe a foggia di un vaso; i suoi caratteri sono : 11 calice corallino di cinque sepali rivolti in finora, due stili incollati insieme , ed una bacca trilocutare con i loculi dispermi. (Aq) (N) corolla esterna tripetala , e V ioterna col lembo \ f antera semplice , lo stimma imbutiforme, e la capso/a K ^cZ‘‘-S A v < N >. (Dj* tl (Bot.) Mi-ro-spèr-mo. Sm. V'. G. Lat. myrospcrmum. p u j- 0n unguento , e sperma seme.) Genere di piante esotiche, a J e • Co filiali , della decandria monoginia, famiglia delle legumino- ftie > è ^ denominate da un liquore balsamico che circonda il lor se - 7Un s i dal calice campanulato , la corolla pentapetala r *§ 0 nfi ( ^^ iOn,lcea 1 starni incurvi , ed il legume con pochi semi y,n,f 0 1,1 punta e membranoso alla base. Da alcune sue specie si v/^'uin e fi e finalità di balsamo peruviano, e dal myrospermum tolu- *J ttl ^ balsamo del Tolti .— , Mirossilo , sin. (Aq) (N) *<’H 0 i-’ (Boi.) Mt-ròs-si-lo. Sm. F.G. Lat. myroxylon. (Da my- ». !, 0 Oflmw-.r. .. -L... \ 7V7- .ì\ T: _ _i _ __ 1 l 'ost ìri „ n. (Aq) _ s W . 'ni, ' (lilos.) Mi-ro-tè-ca. Sf. F. G. Lat. myrotheca. (I)a my- S'ienio , c ih< cc. ripostiglio.) Scatola da profumi. ( 0 ) *0,, t) °' * (Bot.) Mi-rò-ti-co. Sm. F. G. Lat. myrothicum. (Da my- i »atì quelito odoroso , e thece ripostiglio.) Genere di funghi , foresi ? filamenti corti intralciali , coperti da sperule o teche-, i quali f/g j tlCipiQ .»''*»•' ...... '••• li... A — .. 1~.. ‘ 1 ^ --- < J "’ di ll na '! “ 10,10 duna consistenza quasi fluida o liquida. Compren sola -"a*. ( A l) specie, il myriothccium roridum di Tode, o dacrydiiim Ci n P r -f L at - Myrrlia. (Y. Mirra sf. ) — Figlia ed amante . ( / !( , - madre di Adone, mutata, secondo ì mitologi nell 1 albero '•#*, rt f ° e l'incenso. Detta anche Smirna. (B) (Mit) ... (■(.« — * tre te. urici dit s yJ- Specie di gomma o di resina che per incisione, e talvolta 'ifi "ii ?j 0e ' fcaturìsce dal tronco o dai rami più grossi di un albero che m odoroso, e xy'lon legno.) Nome che dà Linneo al mirosper- Mirsilio , * Mir-si-li-o , Mirsilo. A. pr. m. (V. Mirso. ) — Figlio di *" (lem,,.. - n..„. Irli. ..Il ..— Jl ..- Mirso, ultimo re di Lidia della stirpe degli Eraclidì, da' Greci chiamato Candaule. (Mit.) Mirsilo,* Mìr-si-lo. N.pr.m. Lo stesso che Mii'silio, F.Lat. Myrsihis.(B) Mirsina. * (Bot.) Mir-sì-na. Sf. F.G. Lai. myrsine. (Da myrsine mirto.) Genere di piante esotiche , a fiori monopetali, della pentandria monoginia , e tipo della famiglia delle mirsinee, le quali nel frutto, nelle foglie, ne' fiori , hanno l’aspetto di piccoli mirti ; è distinto da’ fiori poligami , il calice quasi cmquefido persistente , la corolla cin- quefida, gli stami opposti alle lacinie della corolla, lo stimma quati lobato, e la bacca pisiforme. (Aq) (N) Mirsinite.* (Bot) Mir-si'-nì-te. Sf.F. G. Lat. rnyrsinites. (Da myrsine mirto.) Nome specifico di un’ euforbia , desunto da qualche somiglianza de’ suoi, fruiti e foglie con quelle del mirto. (Aq) Missino.* (Gcog.) Mir-sì-no. Antica cit. della Grecia nell lilcieJSYf Minso. * ]y. pr. in. Lat. Myisns. (In celt. mairsus grande ed elevato.)—■ Re di Lidia, padre di Mirsilio.—Storico greco., contemporaneo di Solone. (B) (Mit) Mirtacanta. * (Bot.) Mir-ta-càn-ta. Sf. V. G. Lat, myrtacantlia. (Da myrtos mirto , e acuntha spina.) Nome dato da Lohe/io al Knscua aculeatns di Linneo , volgami. Pungitopo , desumo dulie foglie simili a quelle del mirto e terminate a foggia di spina. (Aq) MrRTALE, * Mìr-ta-lc. N. pr. f. (In gr. myrtos mirto : in celi. gali, minrtul mirto, mortella, che ora gl’Ingl. dicono infitte.) — Cortigiana romana, favorita di Orazio. (Mit) Mirtare, * Mir-tà-re. N. ass. Ornar di mirto. Alfonso de Pazzi in lui sonetto pubblicato dal Poggiali. I Toschi campi del tuo vomer ara, Che li frutti producon dolci c rari , Ond’ io tc sopra te corono « mirto. (P) . . Mirteo, Mir-tè-o. Add. m. V. L. [e A. Lo stesso che ] Mirtino. . Pitllad. Marz. 27. E ’l detto asino emissario ec. sia ec. di colore nero, ovvero mìrteo e rosso. Mirteto. (Agr.) Mir-té-to. [Ani.] F. L. Luogo pieno di mirti.Lat.myi- tetum. Gr. pvpfivùf. l’ass. Ger. io. 63 - Ove fra gli amenissimi imr- teli Sorge una fonte , e un iiuiuicel diffonde. Mirti. * iV. pr. f. Lat. Myrtis. (V. Minale') '(B) Mirtidano. * (Filol.) Mir-tì-da-no. AcUl.m.F G. Lat. myi'tidanum. (Da myrtos mirto, e danos dono.) Nome antico dato a’ varie produzioni del mino , ed anche al suo frutto ed al vino preparato con esso. Dto- scoride si limita ad indicare con tal nome le escrescenze ineguali c tubercolose che vengono sopra i mirti. (Acj) Mirtide, * Mìr-ti-de.' N. pr. f. Lai. Mirti®. (V. Mirto.) — Poetessa greca, credula maestra di Corinna e di Pindaro. (Mit) Mirtifillo. * (Bot.) Mir-ti-fìl-lo. Sm. F. G. Lai. myrtiphyllum. ( Da myrtos mirto, c phyllon foglia.) Genere di piante della famiglia delle rubiacee , e della pentandria monoginia di Linneo , le cui foglie somigliano quelle del mirto. Questo genere venne da lìrowne riunito alle Psycotrie, sotto il nome di Psycotria myrsiphylla. (Aq) Mirtiforme.* (St.Nat.) Mir-ti-fór-inc.Add. com. comp. T.L, Che ha la forma d’una foulia di mirto . Lat. myrtiformis. (A. 0 .) 2 — (Anat.) Dicesi Muscolo mirtiforme, Quel piccolo fuscello irregolare di fibre carnose , che scorsesi sotto Vaia del naso , dietro d labbro superiore , e serve ad abbassare la delta ala ; Possa mu’tiiorme o incisiva , quella incavala nell ’ osso mascellare superiore dentro la fossa canina \ Caruncole mirtiformi, que’ lubercoletli rossastri, piatti o ro- tondi , variamente promineitd , nel numero di due o cinque o sei , che veggonsi nell ’ entrata della vagina. (A) (A. 0 .) ( 0 ) Mirtilide. * (Gcog.) Mir-tì-Ii-de. Antica città della Spagna netta Lu- sitania. (Mit) - Mirtillo* (Bot) Mir-tìl-lo.Am. Piccolo arboscello della famiglia delle vacciniee , che cresce abbondevolmente sui monti e nelle Jot este c e paesi settentrionali, delle cui bacche e frutti mangerecci si possono preparare bevande rinfrescanti e grate. I tintori lì ^fi rn .^fi 0,i0 un P tln cipio colorante rosso. ' Lat. vaccimum myrtillus. (O) . . a _* Dicesi anche Bagolo ovvero Uva orsino.Lat. vaccimum myrtillus. (A. 0 .) , li - n K -f-r A T » * 2 — Coccola della mortella. Lai. bacca myithi. Cr. . 7 - • mirtilli , i quali sono i suo’frutti ( della m ,nella ) , oweio bacche, son frodili nel primo grado, c secchi nel secondo Mirtilo,* Mu ti-lo.IV. pr. m. f «i.Myrtilus— Auriga di Enomao , fatto giltare in mare da Pelope. (B) ( 1 ) Mirtino,M ir-ti-no. Add.m. Dt mirto, iDt color- dimirto .)- Mirteo, sm. Lat. my.linus, myrteus. Gr. ^mr^.Cr.o fiS’ , 2 . A questo medesimo modo si fa il violato ( cioè 1 olio violalo), il sambuclmio, il mirtino. Mmriococco. * (Zool.) Mir-ti-o-còc-co. Sm. F. G. Lat. myrtiococcus. (Da myrtos mirto, e cpccos cocco, bacca.) Nome da Beimi dato ad un insetto , o gali’insetto , che vive su i frutti del mirto. (Aq) Mirtite.* (Min.) Mir-tì-te. Sf.V.G. Lat. myrthitcs. (Da myrtos mirto ) Pietra odorosa del colore del mirto : stropicciata sa di nardo (Aq) Mirto. (Bot.) Sin. Genere di piante nell’ icosandri.i monoginia e netta vi a Egitto , in Arabia , e specialmente in Abissinia ed è lut- H^ynoto ai botanici. Essa trovasi in grani, e- sono migliori quelli 'luanto una noce o piu ; è di odore grato, di sapore acre , P'11-q fi aromatico. Era stimata utile contro moltissime malattie, e (, i.. invaiente contro le affezioni croniche del polmone-, oggi none "rin , r ‘ dettante.) Lat. myrrha. Gr. epvpva. Com. Par. 7. Mirra è ^ i|| ' C ? m,7 ‘ 01 l c ' Mor. S. Greg. Uno vapore di fumino di mirra pini a j; *° mortificamcnto della carne.» liicetl. Fior. La mirra è la- ^Sier 1,110 ai ' x>ro d’Arabia. Eleggcsi quella che c fresca fragile, "'"e e Bitta di un colore , e quella che nel rompersi mostra al- • / r °J è incisiva, attenuante ed apericntc. (N) Ct , e 0 tniiT-a odicinale corrisponde alla cassia gummifera di Bru- ’oMettt 0 .’ sec °ndo Laureil o , dal laurus myrrha. Ci perviene in gm- ** 1 «^'«dorassi esternamente , scuri internamente , di sapore amaro , :>'uìiL r T io aromatico. E’ antelmìntica , stomatica , vulneraria , ^ i emmr.nagoga, eccitante il sistema linfatico. Internamente ^ l - lì dce el * steì 'àmo, nelle affezioni cachetiche, nelle ostruzioni della l do in vece di miro. C, Il Yellutcllo spone in cotesto luogo ila . 0 >Mir e ni '" a ’ f l nas ' volesse dire imbalsimare e conservare. (; tirato ~ rii f 0 "ddd.m.dci Mirrare. Condito o Mescolalo con mirra .—, &'sta( I‘ aL m yrrhatus. Gr. tcp.v(ncp{vos. Pr. Jac.T. 2.2S. S, Jér n '" ' Pere?, aceto. ! n ° rnirrato dicevasì appo gli antichi il Fino misto a poca 4 *0 fi fi conservasse più a lungo’, edera tenuto in gran pregio. OiJJJ’yi un tfì. 6 * 4 * ^ Fino mirrato eh'essi davano a’ condannati amoi- soporifero, con mirra infusavi , e riusciva amarissimo ; i Vino misto a fiele.] Lib. cur. malati. Quale si è Umore i ^ v >Ru ^ tt,cev e sopra eli lui raddoppia gli iRi/.U * fR 1 , .B10 dipartire il ne porti nel tuo seno picn di dolore. ) ]\ l 'l Mir-ri-da. Sf. F. G. Lat. myrrhida. (Da myrrhis ™ln # 0 d„y fV n ° ‘iato da Plinio al Geranium moscbatuui Liii., de- ‘ * bals, ’aùco di cui è provveduto. (Aq) Ptffs 0.) ff 1 -) Mìr-ri-de. Sf. F. G. Lat. myrrhis. (Da myron olio fi'drtQ di piante della famiglia delle ombrellifere e della 0 *' > c r§*nta di Linneo , così denominate dall'odor balsamico , *V r * frutti con due punte. Fiorisce nella B" 1 - (fi..u‘o e " a della Germania. Lai. cbaerophillum aromati- (Gall)° 100 MIRTO MISCHIA famiglia delle mh'tee
  • volte chi miscadea o nùsavvenia ad alcuno uomo o per 1 Vit. Bari . 10. Se niuno la vedesse senza queste cose 5 e 3 * A , si duramente, ch’egli ne perde il senno e la veduta. • Misce. * V. L. Usata da’ medici nelle ricette , per dire wri^ . Cons. Magisterio di conchiglie marine , occhi di granchi P ? 1 dramma una e mezzo: Misce. (A) E Lett. 5.204. fEdiz-™ a r Misce , e cola per carta sugante. (N) 7 ^,iP Miscea , Mi-scé-a. [A/I] Bagattella , Masserizie vili, di f° c< ? ’ e $ cì f vecchie, [che abbiano del curioso ; Mescuglio di bazzecole . u ^ob’ nositù vane.] Lat. supcllex minimi pretii. (In gr. inisdf! giid* avanzi della cena , spazzatine. In gali, mi-sgernm spo^^^^sfci' 1 ^ ciume.) Buon. Fìer.i. 2. 3 . Dcll’Indic ci s’appiattan di E di strane miscee. E 4 - - 7 - Tal per iseberzo , e talun P c cee ,C° l Ripor da gallerie. Maini. 8. 32 . E prima troverem di gran mi 5 pi di mummie, ed ossa di giganti. Miscel. * (Mus.) Sm. V. Turca. Strumento di musica ture 0 * zampogna di ventidue canne. (O) . t Miscella. (Leg.) Mi scél-la. Sf JSome di non certa e ^ nl0 j\,- oì ii ì sC fj ad un’ antica legge romana , la. quale, sotto certe c0tl , 1 «10$ f»,. glit va il conjuge superstite daU'obligo di vedovanza , llh / >0 J r jtte ^ testamento del consorte , mantenendo tutl ivia a quello a gaio o all* eredità. ToscaneLl. Precett. Berg. (Min) (Gai co) ,H» * ,C0^ 1 27* Da’medesimi frammenti Cas. 170. Da’ Giureconsulti la legge Giulia Rupia Popp ca miscella, cioè «rscellanea , o mescolanza ; poiché conli crie diversi capitoli. (N) . . o0 {rft?''\ nt Miscellanea , Mi-sceMà-nc-a. Sf. V. L. Labro che o 0,1 ff pilic>P fi di argomento e materia diversa. (A) LjOr.Med.LjHt. iued. q 0 S * Gli manda 1 ’ annesso esempio della miscellanea poetica* ( .ylaP e ’ Disc. Tose. 1. 66. Tali sono quei de i trattati cc. delle m de i giornali , delle critiche cc. (N) Scd^'lii 0 appare .... essere rt ate d’Ennio una miscellanea di diverso genere di versi. .(N) $ Cf Miscellaneo, Mi-scel-là-ne-o. Add. [m. V. X.] Mischiato ^ G 1 Lat. miscellaneus. Gr m>xXoytp-fÌGS. Bed. lett. 2. 7 ^* ^ - c tta ^ ^.[5, vanni Neri , per mio consiglio , avea intrapreso un’ °l ,c b l’ienze miscellanee , ed io lo ajnlava con lo spendere.». ^ pP l - i' 3 u Poiché di questa scrittura miscellanea , nè esenip 10 > 1 ^ ai greci uomini fu noto. E 170. Salm e le chiamavano7 ^ j s pi miscellanee ec. E iy 3 . Una senile finalmente favola , GU ^ miscellaneo al lume Di lucerne la satira giucò. (N) , plance 1 ~ * Ed in forza di sm. pi. nello stesso sign. /j/ ' s guorc; Infelice signore.) datore di Crotone. (Mit) Misceroba , * Mi-sci -rò*ba. Dottar. IjCZ. Decani. 1. i 63 . Paolo Colomiez della cC-Gp miscellanei istorici pubblicati infianzcsc l’anno 167? p n e cella* li Miscello , * Mi-scél-Io. i\'. pr. m. (Dal celt. mis ini» bcc, - ovvero da mis infelice, e celi Iddio : Iddio > / Li elio di Alcmone , protetto da gt 1 fi" Sf. LjO stesso che Mesciroba- . sCL> 1 -ob‘ ^ Moni. Sin. 22. Chi porta la lettiera e chi bucina, c nioiy'/V Dommasco lavorate, che sono veramente le più bem- se c0 ,lC pAeSt Mischia, Pdì-scbia. [A/!] Quislione , Biotta i [così pinione comune , dal mischiarsi insiemequei che s’ az’Zf.u sin.] (V. Bai ruffa e Battaglia.)X«z. rixa, lis. GrJpu- d : Sl1 contesa, e, musaqat pugnare.) M. V.G. 57. Fece imiovt2 ta, i quali cominciarono mischia con quelli cittadini*^ j» (1 n ^ ‘ c addiviene, che per le ferite fatte nelle inibente y jj a no> già ra, li medici della nostra arte a ciascuna parte con f o ^ 4 ' q t ' ' all’aiti'a loro medicina fanno. Varrh.otor- . ^ Tass. Gc 'Ed^ d 1 volte l'altra lìa parte e s’era cominciato una ferocissima mischia.» d.c mostri avere Per nemico ine sol fra turbe : „iiu r a jj-iK MISCHIAMENTO indicarle I’potrò foco, e tu meco provavte,(B)VnG 3 f 11 . Quindi, dal pmnisclnarsi nielliamo una mi- [Ò„rf C "'labiata, mescolamento , angli antiebi delta mislea . (N) >V« l£ , p- e Appiccar mischia , Far mischia — lenire a questione, a I Ct, tosis c : a,l; ,’Msrhia.] Fardi. Slor. 11. 36i . Appiccarono una spa- morti ed esscn- MISCOPETALO 4oi n ^otie f m Ìschia , c lauto durarono , cadendone 3 j-j ' J 1 * 1 c |air mia parte c dall’ altra , che ee. 2 « £ Disputa. Lai. quaestio. Or. Bocc . nov.g6 , l'Cio \n ~ i .~ i - i v . • -> i.Fior. ' I\l 0 j| 1 j. co . 01 ’^ e mischie ai dipintori. (B) son persone o di Bestie in confuso. Car. En. lih. 6. ( ,, u ci o de’nipoti alcuno Del gran nostro legiiaggio? E che c<° ^ die mischia ha d’intorno? {Il lai. ha: quis strepitus circa ^Oi’i 111 • ) Dindat. Esad. S. Manderò sopra te , sopra i tuoi servi* Xt^Pieiip' i* ,Um fischia d’inatti; e le case degli Egizii . ..saranno quella mischia. (Br) p Sc -hi-T T ° ; Mi-schìa-méu-to. [•?«.] Il mischiare.'—, Mcschiamcnto, %io. ’ Mischiatimi , sin. (/^. Mescolanza.) Lat. permixtio , con- { \I 7 : ,*V u ^f s rrvyx vcrti ' Cv.i.4.4. Il loto la monadica (V acqua) ■ a ^ra Vl7 ^ f a °S 11 * estraneo mischiauienio. L)\ Giord. Preci. V, Ca 2*°ne , perchè clic si sozzano e si macolano , si è per lo ^Oz^^^lo^irisicme, come vedete. Amm. Ant. 4 2 - ù- 1 malvagi ÌT M,S0 2zar"' 4UO insicine ) come vedete. Amm. Ani. 4°- 2 > 6. I malvagi dignità per lo loro mischiamento. . Sc eih E 5 Mi-schiàn-te. [Pari, di Mischiare.] Che mischia. Lat . mi- 2 , CfMv.-• ^ ì: ò’i^'r^ 1 ' 5 .’ ?r- fAtffyoov , Gvp.p.ryvvwv. c le l'u mischia, Romoreggiante. Lat. rixans , litigiosus.Gr. htlj j hs^/ ììilsc ^ ìlare ) Tramischiare , Intramischiare , Immischiare , Gì*** 1 *' 0 ’ ec ' 1 — » Mcschiare , sin. Lat. immiscorc , commi- e ‘ a ' v t*’Ptyi'wxt , i/x/xtyvwxi. ( fn ar. mescg e mesg , in hrett. tn i&ch tesf l? p * n 5 g a ^- measg e mysgu , in illir. mjescati , in d* n isp-nieze/rtr e cosi pure in proveuz., in ingl. to mix , O c ? mìsgein.) Pallad. Marz.3. Caverai la terra a dentro 1 ia cenere. s'd'.^h'a i *j/? es i delle cose morali , cioè Unire, Giugncre mia cosa ad C H (j, A<>v. ant. pr. 2. Se li fiori clic proporremo , fossero mi* 1 ^0 a Iu °lte altre parole, non vi dispiaccia. Petr. son.G2. Ch’a * [j\i P°co par che ’1 tempo mischi. '■ . Camini. Su disse : per poco edicìna. UscIjì r fSS ' CIngerirsi, Intrigarsi.] O. 'K. 1. 1 j (i ‘ t-Ò 4„j ni P^° _dc’ nostri fatti della città di Firenze. ^iscK:./ ss ' [Ingerirsi, Intrigarsi.] O. F. 1. so. 2. La loro signoria C 0hii . > c lamio : 2.] Daut. Par. 4'• i0 7 • Che la forza al vo- ,« \ -0lì . 1 v minio Sì, che scusar non si posson i* offése. $5 Co n &lll S ner sì carnalmente. S. Agost. C. J). (O) Salvia. Odiss. 1 * 0v e si mist hiòc INettun , e generò tiglio iXausitoo. E lati. l tt \'"'* Saturno il figlio Colla-ricciuta ninfa mescolossi. (^Pe) L| l in stesso senso fu detto Mischiarsi, Mescolarsi e Rimesco* ^ in letto, in amore. Salvia. Odiss. 100. Cerere dalle letto"^ Eisione nel suo cuore Cedendo si mischiò in ainistauza ;delle Cas. 21. Il poeta lidi’inno di Veliere, molte cose con wll< | ninfe de’ monti, della pratica de’ Sileni, e di Mer- ^*pi««t 0 J H, ’tlesime , queste cose soggi ugno : I Sileni con queste , c 1 v ^ l ;lon c j J ^ c ^j d’Argo, miscliiansi in amore Nel cupo delle amali ’ ’he 0 [7' s “^' , ' c 4 iVi,.' avano , ma c l* e v * C1 possono tornare. Confondere è più N>'SVe’ ‘"diMmlo compì m li azione di più materie informi. Ite. 0 Più V;| quanto Disordinare, ma in una maniera più scom- i,-" 'li.! ', sconvuli., • ’ _ /■ * > •’ tìijj ^ s o, £ ^ / - I< Conv °lta. Sicché dicesi un suono confuso , una biblio- WiJ 1 c , cav alH c cavalieri misti insieme , la gente sbara- ilin al ^“Sltstta. Non pertanto i primi tre di questi vocaboli so- l'illj lì'u'°? CUSI0r| l usarsi 1’ un per l’altro. ^ À? 0r ° si 1 .„da.A/e*co/«re. Queste voci sono sinonime in quasi ^ » °°l«re lU reati » 1113 la proprietà del linguaggio chiede che si Inesco; 6 non ' Mischiare i veleni per Prepararli ; Mischiare ■ Mi-s™,^, lu l senso assoluto di Far mischia o Adirarsi. '. ti ivn- 5r i - , — 1 “«uso assonno ai jrar miscma o starnarsi. ^'Mlì a ' luec." Y uindi dal permischlarsi dichiamo una mischia, cioè dolameli in n \ iw amento. (A) (N) Mischiatameste , Mi-sdiia-ta-mén-te. Avv. Mescolatamente, Con me- scugtio. Lat. perniiate, confuse. Gr. /i/ySj). , /ti/ziyftsVws. Cr. 6. 2. S. Se misdiiatamcnte si seminino (l'erle) quando saranno cresciute, si vlivdgano quelle che saranno da trasporre. Petr. Vom. ili. Rotto l’ordine mischiatamente in ogni parte, nuovamente ciascuna parte correva centra i minici. G.C.g. 2tg. 5. Come a quelli della setta, che non rrggvano mischiatamente. Mischiato, Mi-schià-to. Sm. [ i r .A. F. e di’) Mischiamento. Zat.com- mixtio , permixtio. Gr. , Siàpi^is. G. F. 12. 8. f^.Laqual coni|)agnia ec poco s osservò ec., perchè non era piacevole mischiato, nè buona compagnia. E cap.iy. 7. S’acquetarono, ma però malcontenti di si fatto mischiato. Mischiato. Add. ni.da Mischiare. Mischio .—,Mesdiiato Immischiato sin. /.«t.coinmixtiis. Gr.trvuitixbsls.G.F,5.g.iiE ciò fu per'troppa grassezza, c riposo mischiato colla superbia ingrati tudìne..Dtini. Ir f.3. ^.Misduafe sono a quel cattivo coro. E appresso, 68. Elle rigavàn lor di sangue il vollo , Che mischialo di lagrime a’ lor piedi Da fastidiosi verini era rirollo. E Pur. 02 Casca Giù la gran luce mischiata con quella. Din. Comp.a. 28. Tanto feciono col detto Papa, dicendo che la città tornava in mano de’Ghibdliui ec., e la gran quantità de’danari mischiala colle false parole, che ec. promise di prestare a’ Guelfi Neri la gran potenza di Carlo di Valois. M. Atdobr. P. A . 1 Vino mischiato in acqua inebria più tosto che non fa il puro. 2 — [L nel senso bellico dì Mischiarsi. F. Mischiare, J. 7. ] G.F.6.5g. 2. Fuggendo i Volterrani per ricoverare nella città ec., i Fiorentini mischiati co’Volterrani cc. si misero dentro. Mischiatila , Mi-schia-tù-ra. (Sf. Lo stesso che ] Mischiamento. F. (F. Mescolanza.) Ine. permixtio. Gr. o.é..s £ ;C . Mor. S. Greg. E cosi per questa mischiatura di vizii lo ipocrita non dà in sè lor color puro. Mischio. Sm. Mescuglio. Lai. contado, permixtio, Gr. trvvxyms, Si i- nf:. ( V. mischiare .) Dani. Par. 25. i3t. Si quieto con o-w II Unire mischio. Che si lacca del suoli .But. ivi: Con esso e ’l dolce mischio, cioè con la mistura del canto che faceano li detti tre Apostoli , che era dolcissimo. 2 —. (Min.) Sorta di marmo cosi detto. Trovasene in molti lunghi di Toscana, nelle montagne di Carrara , ed a V erona. Serve per far porte , pavimenti , colonne , ed altri belli ornamenti. La sua macchia è fra ’l rosso e ’l pavonazzo , con diverse vene bianche : se ne servirono gli antichi, e l'usano continuamente i moderni, per adornamenti di lor fabbriche e palagi, ricevendo ella bellissimo pulimento, ed essendo assai fòrte. Feggonsene anche di diversi altri colori, cioè gialletti , rossetti, e che tirano al bianco, al bigio, e al nero; pezzati di bianco e insto , e di più colori venati. IJavvene de’ verdi , neri e bianchi, e lutti, quantunque sieno di differente durezza , altri più altri meno, e non ostante sieno assai duri , si lavorano con facilità co’ soliti strumenti. Batdin. Foc. Dis. (A) Car. En. lib . 1. V. 7117. Qui fabbricava la sidonia Dido TJ11 gran tempio a Giunone ec. Mura di marmo avea , colonne e fregi Di mischi, e gradi e travi c soglie e porte Di risonante e solido metallo. (B) E Leti. Pam. t. 2.11.1. Risolva ancora se le piacciono i componimenti di mischio, o se volesse ogni cosa di marmo , benché per campo delle figure di marmo , e delle cornici , par che stiano benissimo, e facciano la cosa ricca; e li mischi sono in essere senza che vi si spenda molto. (P) Mischio. Add. [ai. da Mischiare. Mescolato, Mischiato .]—,Meschio, Misto, Mistio, sin. Lat. discolor. Gr. l-rspóxptios.» Alani. Coll.4. y8. Clii il pavimento sotto e 'ritorno il muro Con calce edificò , clic mischia a- vesse Dentro al tenace sen la fresca amurca. (V) Alain. Colt. hb. 5. Tre giorni tenga 111 vin mischio di mele, in latte puro II seme a macerar. E ivi : L ’altro è squamoso e di color dipinto Or verde , or giallo or di mill’ altri mischio. (Br) 2 _ Aggiunto a Panno , Marmo o simili, vaie Di diversi colori. [F. Mischio, sosl. §■ r 2.]Cant.Caru.i3y. Voglion zibellini c dossi, Guanti, martore e bassotte, Panni neri, mischi e rossi. Miscibile, Mi-sci-bi-le. Add. com. Che si può mescolare; (e dicesi propriamente di quelle cose, dal concorso, mischiamento, stropicciamento conflitto delle quali una cosa diversa può risultare. — , Mescibile, .$ 07 .] l.at. comtmscibilis, Tert.n Cocch. Disc.Tosc. 2. 118. Alla mescolanza de’ quali col moderato umore oleoso vegetabile si deve quel sugo loro miscibile disciogliente. (A) (N) 2 — lEd in forza di sm.] Sega. Anim. 1.10. Non dice eli’ e’ fosse un mezzo composto d’ clementi in questo senso, com’ è, verhigrazia , il misto clic fa una terza natura diversa da ciascun de’miscibili. Miscognoscere , Mis-co-gnó-sce*rc. (Alt. anom. conip. F. A. Lo stesso che] Misconoscere. P.Fit. Barb.3i. Quando Giusalia ebbe fatte sue orazioni, per confondere meglio il nimico , sì rispose al suo padre : i’non miscognosco né mica che ciascuno debbia onorare suo padre, e ubbidire il suo comandamento. (Cioè, io non nego.) » Guut. Leu. 3q. 88. Piò clic altri miscognobbi, clic ’l fiore della mia | cl tta in vane c discorrevili cose fomentai. (JMel testo si legge : Pio che altri, 1111- sconuovi. E. not. 3gf5. ivi.) (V) ,, , Misconosceste , Mis-co-no-scèn-te. (Pari, di Misconoscere. F.A.] Che misconosce. Lat. ingratus , immemor beneficn. Gr. uywpm. Lspo- siz. Fang. Sono uomini insaziabili e misconoscenti. Misconoscere, Mis-co-nó-sce-re. [ Alt. e n. anom. comp.F. A.] Deprezzare , [ Vilipendere.]—, Miscognosccre , Mesconoscere, sin. Lue. de- spicere. Gr. vsfvSàt. (V. Misagio.) Miscontento Mis-con-tén-to. Add. (m.comp. F.poco usata.) Non soddisfatto, Mal conlento. Lat. non contento. Gr. none tzvT&px.r,s. 'Tue. Dav. ami. 2. 3 ». Miscontenti de suoi figliuoli, assaggiarono la signoria d’una donna detta Erato. -, Miscopetalo. * (Bot.) Mi-sco-pc-ta lo. om. y . G. Lat. miscopctalunn (Da misci minuzzoli, pezzi, e petaion petalo.) Genere di piante della famiglia delle sassifragee , e della decandna diginia di Linneo, statuito da Ilaworth a scapito delta sassifraga rutimdifolia di Linneo t k ^02 riiscotini quali fra gli altri caratteri presentano i petali fra loro molto distinti, o come pezzi separali. (Aq) Miscotini.* (Geog.) Mi-sco-ti-ni. Indiani degli Stati Uniti, fra ilMis- sissipì ed il lago Michigan. (G) Miscredente, Mis-cre-dén-te. [Add.e sm. cnmp. Che non crede alla vera fede, Incredulo ,] Infedele .—, Discredente, Malcrcdente, Scredente, sin. {V. Etnico.) Lai. incredulus , infidelis. Gr. a-irurros. (V. L’eticn. di misogini) Tes. Br. 2. 25. Allora in la cristiana legge confermata , 0 dannata la miscredente e gli eretici./? 3.2. Ma la lo;za degli Sai-acini miscredenti hanno la maggior parte occupati. Vii-Unti.42. Convertirono i miscredenti alla fede di Gesù Cristo , nostro padre perpetuale. Buon.Pier. rj. 2. Si dolgon , quel del tiglio miscredente , Quel della moglie , ec. » Bollar. Lez. Decani, 2. 35. Sono infra gli altri alcuni miscredenti eretici, lì 75. Minacciandolo di farlo ardere , come se stato fosse un miscredente eretico. (TN) e — * E col secondo caso. Palino. Isl. Cono. 1 • S. Poiché il Pontefice e il popolo non è miscredente di quegli articoli che rìputavan costoro per soli necessarii e fondamentali. (Pe) Miscredenza, Mis-cre-dèn-sa. [Sf. comp.) Mata credenza, L’errar nella fede. Lai. incrcdulitas, infulelitas, impietas.Gr. àmerlx. Bncc. nov. '6. 2. Avvisando non di ciò alleviamento di miscredenza ec. nc dovesse procedere. Ics. Br. 7. $2. Di miscredenza nasce malizia, picei ol cuore , ec. 7 rati. pece. mori. Erano morti in loro peccati e in loro miscredenza. . , 2 Contumacia , Malignità. [U. A.) Lai. contumacia. Gr. avDxdcux. Toc. Dar. ano. 1. 23. Le legioni poste alle latora , per codardia o miscredenza lasciato il luogo , corsero all’ asciutto.» Star. Semif. 19. Ma poco accadde incitargli alle miscredenze e mali portamenti. È 20. Sotto la costui signoria (cominciarono ) a peggio che mai ado- pi aro , c con maggior n H .'-'-U.I ancora eli prima a diportarsi.(V) vi.,..I-, uu v . Mis-cre de-re. [JS. ass. compì) Cnder male; [e si usa più particolarmente cò ca il creder male delle cose della fede.) Lai. pcr- peram , vel male credere. Gr. xxxhs mtrrivuv, Dav. Scisrn. <».Già era costui per lo suo miscredere detto Yicario dell’Inferno del Re. 2 — * lì con varia accompagnatura. Pullav.lst. Cene. >.62#.Esclnse da quel Concilio ogni libertà per arrogarla egli a si, ed a’suoi compagni nel miscredei e sopra le dottrine quivi diltéuite. (Pe) 3 —* Non credere.G uitt.Lett. 36. 82. Mostra clic miscredemo esserne mcrto. (V) Miscuglio, Mi-scù-glio. Sm. Mescolanza confusa .—, Mcscuglio,sùi. (V. mischiare .) fi ed. Ort.Tosc. (A) Corsia. 7’orracch. 12. 14. Di morti, e di feriti e d’atterrati Ivi scorgeasi un orrido miscuglio, ec. (B) Red. Leu. 5. 2j5. Pretendiamo di far quelle nostre belle e decorose ricette, tutte piene di un'miscuglio di tante e tante cose tra di loro differentissime. (N) 2 —* Alterazione , Falsificamento. (A) Misdiiìe, Mis-di re. [ N■ anom. comp. U.A.) Dir male. Lai. obtrcclare, male dicere. Gr. \oitìofiiv, xa-rx}.x},ùe. (V. l’etimol. di mis-tgio.) Liv. M. Anzi cominciò più a biasimare il He a’padri , c misdire di lui- lì altrove : Allora^ cominciò la mala femmina a misdire di suo padre. E altrove : Misdiceudo di loro. Esp. Pat.JSost. Quelli che t'odiano, e ti hanno misfatto o inisdctto. 2 — Contraddire. Lat. contradicere. Gr. Tes.Br. 7. 25. Ma se bisogno non fa misdire.à cose che non appartengono a nostro ingegno , noi dovano operare che ec. Mise.* (Mit.) Secondo gli Orfici , è la madre di Bacco, li casta, la regina inejf abile ; essa è ermafrodita , e trovatisi in lei riunite te idee della madre natura , della luna e della fertilità. ( In gali, mis o rnios luna , mese , stima, rispetto : meas frutto : maise bellezza , eleganza, grazia , fior d’ albero : mi-meus senza misura.) (Mit) Misello , Mi-sèl-lo. Add.m. F.A. e L. Tapinello , Meschinetlo, Miscredo. ( Dal lat. miscllus che ciò appunto significa.) (V) (N) 2 —■ Lebbroso. ( Dal lat. barbaro ntisellus, che significa lebbroso , c che proviene dal celt. mczcll o pezell lebbroso , putrido , corrotto. Indi 1’ ant. frane, mesel e mezeau lebbroso, e mczellerie lebbra. Indi pure mése per lebbroso nel dialetto di Alsazia. In ebr. mazor piaga, ulcera.) Gr. S.Gir. 29 Dice nel Vangelo lo nostro Signore a ùn misello ch’egli sanò: va, e mostrati alli preti. (V) G. F.8, 108. Fu di poco valore e magagnato in sua vecchiezza disordinatamente in vizio carnale.. . . iscusandosi per certa malattia che avea di venire misello. ( E osservazione indubitata de’medici, essere una sorla di lebbra accompagnata immancabilmente da smisurato desiderio carnale, e ciò scusa da dovevo Roberto re di JS apuli di cui palla Giovanni Millanti) f Pr) Mjsesese , * Mi-se-né-se. Add. pr. coni. Di Miscno. (B) Miseno , * Mi-sc-no. IS.pr. ni. Lat. Mùsenus. ( Nome dedotto, checché ne dica la favola , dal promontorio di Miseno , c questo dall’ ebr. min specie, e scen scoglio acuto: Specie di scoglio acuto.Tal è pur ora Mi- seno.)— Piglio ih Eolo, peritissimo trombettiere, addetto ad Ettore c poi ad Enea, seguendo il quale perì presso al promontorio cui diede il nome. (B) (Mit) 2 —*(Geog.) Lai. Mise riunì. Antica cit. della Campania. Promontorio o Capo Miseno. Promontorio che sorge non lungi da Pozzuolo, rim- petto all isole d’Ischia e di Procida. (G) (N) Miseo.* (Arche.) Mi-sé-o. Sm. Tempio dell’Ac afa consagrato a Cerere Misea. (Mit) Miserabile , Mi-se-rà-bi-lc. Add. com. Ripieno di miseria , Degno di compassione, [Ridotto a mal termine, che dicesi anche Afflitto, Dolente, Diserto, Infelice, Misero, Miserevole, Tapino, Tristo ec.—, Miserevole, iin.lÀat.miserahilis, miser. Gr.rKxpieii, ó'9/.ios. Fit. SS. Pad. 186. Venne in tanta oppinione di sé, e in tanta superbia di volere altrui ammaestrare, ch’era miserabil cosa. Filoc. », 56. 11 miserabile Re, il cui regno Acheronte circonda, [veggendo che tale esercizio era alle sue invasioni inique contrario , cc.] Cavale. Erutt. ling. E non t’av- yedi che tu se povero c nudo, cicco <: misuc-c miserabile? Scal.S. MISEREV.OLÌSZZA ^ Agost. L’ umana infermitade é miserabile, cioè a dire, che misericordia. Alleg. 88. Dipoi eh’ é imprigionato , L’uscir pe rabil ha per mira. q ss a"’ — Piccolissimo, Scarsissimo, ed anche Troppo stretto. Rea- ^ s „o ig6. Ho trovato in una tartaruga marina di 69 libbre il ce f v non arrivare al peso della sesta parte il’ una miserabile “ Mi-se-ra-bi-le-mcu te. [Avv.] y.A.U* e di * ' ,|Ù' Vit . S . M . Madd - 1 10, Miserabilemente mente. Lai. miserabiliter. Gr. iksstvùs. y .m.jfimw • t ,in quando vidono , c udirono queste parole , che Piero «liceva ^ JJÌL > serabilemente averlo negato, anche sopruppiangevano, c uiagfc ,u doloravano. ^ >1*' Miseratulissimamente , Mi se-ra-bi lis-si-ma-mén te. ^ d serahilmonte. farcii. Star. 12. 4tfi. Non meno di sporeria L ^ ^ gio, che di fame e di sole, nnscrabiiissimamente morì. L pi-oiestaziom che »’ecc a Dio e a tutti i Santi il Vescovo, co» 1 c c. hilissiinamcnte ed infamissiinaincntc trattato, furono tali e *? ll |*’ el *iib^ <, ‘ Miserabilissimo, Mi-se-ra-hi-iissi-ino. [ Add . »i.] superi , di 1* J ~ ' * C.D. Per Quelle , a e nel sJ1 n Lai . niiserrimus. Gr, ecSkiuirctros. S. Aspist. c miserabilissima cosa. Cai. Omz. Cari. V. 1 zg. braccia ec. non degneranno ora di ricogliere in terra tra gl’ inganni le spoglie miserabilissime d on morto. ss0 Miserabilità , Mi-se-ra bi-li-tà. asi . di Miserabile. s Miserevolezza. Cr. (dia v. Miserevolezza. Ajiser» 1 ’? 1 ,” Miserabilmente, Mi-se-ru-bil-rnen-tc. Avs>. Con miseria.—i*? mente, Miserevolmente, sin. Lat. miserabiliter, misere. , Vit . SS. Pad. i. 215. Eleggendo piuttosto di morire cosi tfl mente , che sostenere tanta e così vile liattaglia. E airrove * si miserabilmente, e si era pieno di piaghe, clic pareva un Miserabilmente diti', da Miseramente, questa seconda voéc p 1 j 3 v' significar fieramente , il che non si dee dire dell’ altra. 0® pera pugne miseramente e non miserabilmente. - -ch-Pf, Miseraccio , Mi-se-ràc-cio. [Add. e sm.) pegg. di Misero, (e t S- 3. 5. Uh! che cred’ ci poi fare il miseraccio? Losc. Spir. quel padre di Giulio miseraccio é stato cagi.in d’ ogni ' B | Miseramente, Mi-sc-ra-incn-te. Avv. [Con misera, serabitmente. [U. Miseraliilmentc.) Bocc. nov. à/f. t6- A 1 miseramente in pochi giorni i due amanti , senza alcun ^ lor amore aver sentito , di mala m n-te morirono. ;ù aCll o 2 — Eig. [Fieramente.] R d. Cip. ». g. Ond' io, che da u* 1 "qi- 1 ^ morso ferito sono, cioè da quello dell’ amore della fìlosci non mcn della vipera miseramente p-igne ec., non mi ve‘o * palesarvi le grandi smanie eh’ io nc meno. 3 — [In dolente guisa , Dolorosamente.] Dant. Inf. l4- ha gean tutte assai miseramente. Morg. 8. 3. E cosi morto- 1 scinto; Ond’ ei piangea di lui miseramente. . , 00^ 4 — [Scarsamente.] Cron. Morell. 3tt. Non erano armati a stro , c stavano miseramente. 1 ( Miserando , Mi-se-ràn-do. Add. [ in. D-gno di compassioniJ. tl ,in- f bile. Lai. miscrabilis , miserandus. Gr. ìxiavós. Tue. ” f pò- go .In questo consolato nacque esempio miserando e atro ce - 282. Allora i vinti e’ vincitori con un mare di lagrime allegrezza maladicevano 1’ armi civili. Eir. As. ■ et»" i! c ' di tanto travaglio divenuti scinti nitori, per l’ang'oscia ili tanno ua\agno ulvcuuh 3 '..»“- ... . rotisi in casa, si diedero alle tenebre d’ima perpetua no AseP 1 Sgcch. rim.35. Quante famiglie ec. Clic per lo tuo dùci p Andran peregrinando ! .AcO^')\- Miserazione, Mi-se-ra-ziò-ne. [Sf. U . L . Lo stesso che) .‘o C £. c Lat. misericordia, miscratio. Gr. t\ios, otx.rifp.6s. Gaia- g Uff, quanti credettero che per divina miserazione etti diventa 5 ^ (J , volle l’antica Gentilitade cb'elli fossero traslatati i nC1 i ,,lsC Gì' 466. Da lui ricevono i componimenti degniti, dilette'- 0 zione , ed altri tali noti ornamenti. rois^^ua 11 '' Miserello, Mi-se-rèl-lo. Add. Le sni.] ditti, di Misero. Lat- tor0 > *|p raAaiVwpos. Dant Purg. 10.82. La miscreda infra tutti cos dicer : ec. Stor. E tir. 4■ E spogliata per una volte *^ a Italia di tutto ciò che avere si potette, se ne tornarono ial ' ii | ) |jiar , c . ria. Fir. As. 123. Venuto il giorno che la necessità ,- n1 ta P eI ",éi ;1 de’celesti ammonimenti addomandava la miserella alla d‘- a 1 \ j-iti’ 1 ’ E 223. Correvano le squadre degli addolorati la miscreda, accompagnavano il suo dolore. Miserare , Mi-se-ré-rc. P misericordia. Lat. miser cittadini ; .L. Usata da 7 nostri ipoetiì i fl c( j?l ei'ore. Gr. ‘Xìr.rron. Dant. Inf 1 ‘ b aQ t C 11 "' me , gridai a lui. Peti-, l'alt:.. :fj. 10. Miserere d’ uu umile. E son. 4$- Miserere del mio non degno affanno.^ 2 — (Eccl.) [ In forza di sm., ] il Salmo che così uicot p a nt- 3 — * E più chiaramente colle prime parole ! Cl 32. Sara , Rebecca ,' Judit c colei Che fu bisava al La doglia Del fallo disse: miserere mei. (N) _ miscrd’^sci $ 3 — [Fig.e per ischerzo. Cantare addosso altrui un gjJO’ 'cario di percosse.) Beni. Ori. 2. 3». <3. E’mi ha can i n ac^° miserere. alia to 3 — (Mcd.) Quel mal degl’ intestini , il quale, ncco nl P^a^ gftS id c ii- dolore fi sso , fa cessare l’esito degli escrementi ]’ e, r \ vo \o e ^jbf e spesso gli porta fuori per vomito. Dicesi anc-f „• c ,T° sC \ „ tte’à mente Ileo o Passione iliaca. U. Y’olvolo. Cocco. i|0 , n o Quel male degl’intestini, che ec. per lo piò ncc id e m isei'A' e ''fé 11 sette giorni, è volgarmente chiamato volvolo, o ma j, sa hiio 3 1 — * (Mus.) Nome della composizione musicale [ e _ uesU’^f iwM . o l , 'orcf> es f ,tI ‘. s ^ il’’' r „ falso bordone , a sole voci , con organo o con Miserevole , Mi-se-ré-vo-le. Add. [com. F-A- '• tg 5 eni a .j,- ('?' miscrabilis. Gr. sAsinos. Fiamm. 7. »2- Oh f f" :l 1 ] zione mi si mostra miserevole! Coni. Purg. 9- . c h’f f. cognosce la miserevole storia , ma ristrigne d voi*’’ L Miserevolezza , Mi-sr rc-yo-li'z-za. [Sf-1 ,,u - 1 ‘ MISEREVOLMENTE ta T „ 'Miserabilità, sin. Lai. infelicità*, aerumna. Gl'. iiìuórn:, i.^'rvol *' Viaid. Pfed. R- Grande avea compassione verso la mi- ™ ISE HEVr>t 7Za “ C 6Ì’infermi uomini poveri. 1, MISERICQMHSSIMO 4«3 n. O U"ltUlU |JU M J 11 rsiE5 TE) Mi-se-re-volmén-te..^i>i'.Lo stesso che Miserabilmente. Al Oro f. sericordia dell’anima mia.» Vit.S. Zanob. 3tg. Cominciò a pregare divotaincnte con gran pianto , che ’l Santo lo dovesse avere in misericordia. E di sotto : Ond’è, che Cristo si lo ebbe in grande miscri- _ cordia , per amore eh’ egli era servo di santo Zanobi. (V) *• 01. Acciocché potcssono miserevolmente mantenere la 3 —* Col v. Chiamare: Chiamar misericordia. Lo stesso che Gridare che erano nella ruota, miserevolmente misericordia. F. Chiamare , 5 - 16. (N) “nsEjH 4 — * Gol v. Chiedere : Chieder misericordia = Chieder pietà. Dant. s lia,\r il_s e-ri-a. [Sf.] Infelicità, Calamità. —,Meseria, sin. (A'.Angn- Inf. g. Misericordia chiesi, che m’aprisse. (N) Sola j a<, ™ lsc ria, infelicitas. Cr. Ttx.\anicaiffx..Bocc. g. 4!>■ 3. - 5 — * Col v. Fare: Far misericordia. Lo stesso che Avero misericor- 1,.-. miseriD a —u-—.*: .*- --‘r—(J£ a . pr, Pare misericordia. (N) 6 — [ Col v’. Gridare : Gridare, Chiamare o Chiedere misericordia , propriamente vale Chieder pietà o perdono.] Maini. 3. sg. E piacque l N in; 1 , tom po felice Nella miseria. E 2. <72. Che la vostra miseria ,f gn| ar, S e - E Purg.20. 106. E Ja miseria dell’avaro Mida, Clic « a sua domanda ingorda. Petr. canz. fg. 1. Miseria estrema ®H).• p| nan ® cose. E son. 23. Quanto più m’avvicino al giorno estre- l'ctisicj, le “'nana miseria suol far breve. Tratt. Giamb. Ncuno altro 8 ar c . umilia cosi il cuore dell’uomo e della femmina , come pen- * Str ! lcoI, oscere la sua miseria. lCiz , a nc ^° spendere i i ma 11011 S1 prende per Avarizia asso- e te “pUa , ma pel suo effetto , che dicesi anche in altra nta- Svi.' i d& ' ia , ^ re ^ ezza J Fidocchieria.] Lat. avaritia, sordes. Cr. Nria f ,‘u ’ toc.. G. F. q. ‘ 025. 3 . Per negligenza , ovvero per 8 P ca ^° ) s’indugiarono ce. a fornirlo. Cinti. Mordi. 2q6, 0 di ij! utu ^olla masseiùzia della casa , e non con nuoto d’ avarizia ati ^Rseria h' su. r\ _«... _-i._ __1 _ a U , ..'“'seria. Vr h F 331. Questo capitano servi male il Connine , e non Hon a empiersi la borsa con vituperose miserie. fucina povertà. Coi. Rienz. Uh. 2. Po’la morte sua, suo figlio % miseria, che vivea d’insegnare li garzoni l’alfabeto , l J1 ù non sapea. Ar. Far. q'ò. 7 6. A spender cominciò senza ? tutti crc( *° ken che non passar duo verni Oh* egli uscì fuor j 0 *. 1 ken paterni ec. Pensò, poi eh' in miseria era venuto, D an- N " f)aj. e notl fosse conosciuto. (Cr) Jd t1 |^Ppocaggin(‘. Bocc. non. g. La donna, disperata della vendetta, consolazione della sua noja propose di volere mordere la - ■ jr,,' 1 '-! dotto Re. (V) pila i, va, 'iamenLe. Passar. 2jff. E 1 ’ uomo in miseria della colpa c 'tiir,' 13 c * porco e ’l cane, che sono senza colpa , hanno pur I'« » j v i j ikjl y. kj v A Cuixt. , cuv ouriu della pena. {Qui per male.) (V) } 3C h'u Sa di ninna, considerazione. Onde dicesi p. e . Perde una mi- cT * /)\ rc -^ re *“ 11J ì sei ’i a di pochi giorni ec. (A) tyyitf t . Iiii )i nie 'f'fuciiticando , per li miseri alcuna cosa hoc riservato, e SI, °! [ e A> Mi-se-ii-còr-di-a. [■V/'J Affetto che si muove nell’ animo 5 i>Vv c tl f s P l S n e] ad aver compassione d’altrui nelle sue miserie , .} • ' — j Misi-razione , Misiricordia , sin. ( F. Ci.n.mi- „• -V, xj. Loinpasaioue. ) Lat. misericordia. Or. s\»os. Ewr. Firt. c " lIst ’ r icordi a si c a pci'donarc l’otfesc che sono fatte , e ga- 1 (^ 3 , a consigliar chi dubita, c ammaestrare dii non sa. Albert. ji-jjV A, misericordia è virtude che si muovo sopra l’avversìlà de’do- ^st ^& Or che cosa è la miseticordia, se non una coni- 8ìhi c bi o C!10r nostro all’altrui, miseria, per la quale certo siamo ' ù, sovveniri » “ " ’’ ’ ” le ? Bui. hf 3. Misericordia e ,, virtù, le quali Dio insieme adopera verso l’umana WV | l’n'S- 15. i. Misericordia è virtù opposta alla invi- ln "ccirt „ -uce. nov. ly, 1 g Senza ninna misericordia la ® »... l>wit. Inf. 3. 5o. Misericordia e giustizia gli scie- in te misericordia, in te pielate. 7 es.Iìr. 7. 61. , BU|| e V U!1a vi: lù , per cui lo cuore è mosso sulle disavvan- u‘i ah ‘!fesp. 0Vcrta de’ tormentati.» (// Focabol. e I' ediz. del ò essa nttd v. 4 v e,,0,raure nella sua grazia.Fior. S. Frane. 49• Tornare alla misericordia di Dio. (V) 8 — * Col V. Valere : Valere a misericordia , cioè per ottenere misericordia. Car. Lett. itied. 3• 253. Ma io non voglio che queste scuse mi vagliano se non a misericordia, la qual prego che m’impetri da S. Eccellenza. (Pe) 9 — * Col v. Venire : Venire alla misericordia = Farsi a domandare misericordia. G. V. 4• 22. Vegnendo il detto imperatore in Lombardia alla misericordia del detto papa per molti dì a piedi scalzi in sulla neve e in su il ghiaccio appena gli fu perdonato. E 5. 12. Con tutto che era pacificato colla chiesa e venuto alla misericordia del detto papa ec. Stor. Tob. cap. 3. [Ferotta 1800I) Egli sarà lecito di venire alla tua misericordia perocché tu non ti diletti nelle nostre perdizioni. (Pr) I o —*(Mit.) Divinità onorata di cullo particolare in Atene ed in Roma : aveva aitare nella pubblica piazza , ovvero tempio , dove trovavano asilo gl'infelici ed i colpevoli perseguitati da' Lir nemici. (Mit.) II —* (Icon.) Donna bianca di carnagione , con gli occhi grossi , il naso un po’ aquilino , ed una ghirlanda d ulivo in capo : sta colle braccia aperte , e nella destra tiene un ramo di cedro col frutto ; a' piedi ha una cornacchia. (Mit) Misericordievole , Mi-se-ri-cor-dié-vo-lc Atld. com. Degno di compassione, Da muover misericordia.—, Misericordevole , sin. Lat. misc- 1-andus. Or. ikiuvó;. Sallust. Jug. R. Non regalmente, ma d’addobbamento misericordievole con Cassio si mosse, c venne o Roma. ?. — Benigno, Misericordioso, [e così ora l'usiamo ] Lat. misericors , beniguus. Gr. ÌKtruuvv, fnies M. F.y.i. Non recherebbono a maraviglia quello che avviene , ma a misericordievole gastigamento della divina mansuetudine. Coll. SS. Pad. Della quale egli avea sperato che la maestà d’Iddio gli fosse misericordievole. Miseiucordievolemente , * Mi-se-ri-cor dic-vo-le-mén-te. Avv.Lo stesso che Misericordievolmente. F. Fil. S, Gio. Gualb. 2 Sf. La divina grazia misericordievolomente si manifesterebbe in Giovanni. (V) Misericordievolmente , Mi-sc-ri-cor-die-vofmén-te. Avv. Coti misericordia. —, Misericordevolmente , Misericordievolemente, Misericoi-diosa- ini nte, sin. Lai. misericorditer. Gr. -\tr,p.ita>s.Bocc. Fil. Dant.232. I11 alcuna s dennità pubblica fosse misericordievolmente alia nostra principale ecclesia offerto. Paol.Oros. Non perchè misericordievolmente si movesse agli affaticati per le guerre dar pace. Mor.S.Greg. Ma perchè esso s’approssima umilmente alla corruzione, dovea esser liberato mise- ricordicvoluicnte da essa.» FitcS .Gio.Gualb.32o. A.voi manifesto sia, come 1’ altissimo Iddio pietosamente , e noi misericordievolmente il velamcnto, e oscurità di questo fatto de’nostri cuori abbia levalo.(V) Misericordiosamente, 51i-se-ri-cor-(fio-sa-inén tc.^i'i'. [Lo stesso che Mì- sericordievolmi-nte. F-ì Bocc. nov. 6. 4• Acciocché egli dovesse verso lui misericordiosamente operare. Qinel. S. Grog. Dobbiamo misericordiosamente dare per amore delle pecore sue le nostre cose esteriori. Misericordiosissimamente , Mi-se-ri-cor-dio-sis-si-ma-men-te. [Avv.] superi. di Misericordiosamente. Farch. Ercol. 253. E chi non vede ciré questa parola sola misei icordiosissiinamentc è bene undici sillabe , ma non già verso buono? E lez. 642 • Chi pronunziasse debitamente e con gli suoi accenti questo avverbio misericordiosissimamente ec., .-irebbe ciò fatto. Misericordiosissimo , Mi-se-ri-cor-dio-sìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Misericordioso.— , Misericordissimo, sin. Lat. misericordiosissimus, S. Agost. Gr. ih.sr.goi'i'Tra.TOS. TeoL Mist. La quale s’è misericordiosissima , e sopra tutti gli altri amatrice de’ peccatori. Cr0n.M0reM.p40. Avendo moltissime volte raccomandato al misericordiosissimo figliuolo dì Dio, e alla pietosa sua Madre Vergine Maria, la salute dell anima del mio figliuolo. , ,, , . . ,. r/ -,, Misericordioso Mi-se-ri-cor-dió-so. Add. m.Che ha misericordia, [ Che fa altrui misericordia, Che agevolmente si muove a pietà; Benigno, Mae, Pietoso, Clemente, Misericordievole,] Compassionevole. Lai. imseri- cors. Gr. ixiftpc.Bocc. nov. »g nore j a tesW' cuore di vendicare il misfatto a vostro modo, fateci levare ■ jfa- 2 — (Peccato , Colpa , Offesa di Dio.] Red. bis. n5. I rieri £ c be nicliei ec. tennero che le piante avessero anima ragionevole, ^ però fosse misfatto d’omicidio il coglierne frutti o fiori. e /h > Misfattore , Mis-fat-tó-re. [ Eerb. m. di Misfare. E. .fi* 1 ; Malfattore. Lai. reus , inatefactor. Gr. Arias, xx.xavpV oS '\ 1 & 1. 4• 6. O per farne il referto, o , se ’l richiede La g r;tl fallo , la cattura Nel misfattor senza rispetto. eC c ( , Misgeti. * (Geog.) Mis-gè-ti. Antichi popoli dell lberia elt "\r 0 ii fi 11 , - - . 1 : A 1./.I r __ ' ’ rr _ l\ v fi Ili’ Misgràdìto , Mis-gra-di dito. Lat. ineritine tu. Add. [in. comp. E. poco usuta-l Gr. defili tto;. (V. retini, dimisagi 0 -) , lc spari Star. 4. 34o. Che guiderdone aspettate dal vostro tante v 0 j sangue, se noti milizia misgradita ? [Uri 1 t Misciima. * (Mit. Ebr.) Sf. Parte del Talmud, divisa in ’ 7 $ è il testo originale e primitivo del drillo civile e canonie 0 r ^ Jisfifjr Ebivi. (O) 1 Gr. trovasi misy in senso di succo metallico,) RiceU • jj calciti è un minorale clic nasce nella cava del rame , d 1 ^ d 1 ,j misi e il soi'i, di sostanza più sottile clic il sori, e pd* S l ? . Jf misi. E 77. Il vctriuolo, il misi, il calcili oc. si dissob 011 ^.',,!^ 111 ;^ prima nell’ acqua , o vino , o aceto , secondocliè egli 1* % —*(Bot.) In alcuni luoghi di Toscana così chiamasi &, ti'j^ ic* Misia.* (^Geog.) Mì-si-a. Sf. Lat. Mysia. Antica contrada e ^ nore , oggi compresa nelf Anatolia , ed era divisa i[ l , cola. Trovansi negli antichi geografi i nomi di Mis‘ a t a £ ì C ombusta, Elespontica , Morena, Olimpena, che son° c parti di quella provincia secondo la loro situazione.-—* ° „ /(}} trada del Pelouonneso. fG! . trada del Peloponneso. (G) . pi« r ( m-v 2 — * Aulica città dell Albania .—- della Tvoade .— dd-M l Misia. * (Mit.) Add. f Aggiunto di L'enei e e di &i< l,l£t JlT 0 nia. — di Cerere nella Misia del Peloponneso. (Mit) ‘7 )\y Miside. * (Zool.) Mì-si*de. Am. l^. G. Lat. mysis. (I)a mj s io comprimo.) Genere di crustacei dell'ordine de’decapo^ miglia de nmcrari , e della tribù degli sehizzopodi , stil a{l io, ^ treille. Sono distinti da un corpo assai picco lo, alht^ n $ molle ; cosicché si lasciano facilmente comprimere • (A? Misrn.* (Arche.) Mì-si-e. Add. e sf. pi.Teste in onote celebravansi in Argo o presso Pe'lene . (Mit) . Misu.* (Geog.) Mì di-i.tAntichi abitami delia Misia.. (7( ,^,(d) Misilmeri.* (Geog.) Mi-sil-im -ri, Piccola città della f Qw' Misimuki.* (Geog.)- Mi-si-mi-à-ni.^f/?t. popoli dipendenti ^ .,!* Mìsinaee.* (Geog.) Mi-si*nà-bo. Lago dell’ alto Canadin^ r^c Misingrino,* Mi-sin-grì-iio. lAdd. w.) PaLuJf. 2.3. Nou t a ‘ t gofM 1 ! 1 (o) )r misingrino. (// commentatole ha questo vocabolo por 11,1 jyn. & Misino, * Mi si-110. pr. m. accoro, di Tonuiiasiuo 1 c ,fi maso. E. (B) _ risp ct ;/i' Misio,* Mì-.si o. iY. pr. m. (In celt. gali, mit, mios o > n ° a g e rc(t 1 siderazione. In ar. muzy f ospite .)—Argiva che ricett° pria casa, ([nitidi V eresse un tempio. (Mit) - fioltfpg 2 ■—* (Geog.) Antico fiume d’Italia nel Piceno .- e ftl 01 '! ji» 1 ’* Misiricordia , * Mi-si-ri-còr-di a. Sf. E. A. E. e d‘ j- a ,vi’ ,< ’ SS. Pad. 2. 63. Dicdcini Iddio cerio segno e fiducia ricordia, e indulgeuzia del mio peccato. (V) fi 1 ri) + jjO’ 1 , Misitaa.* (Geog.) Mi-si-tra. Lo stesso che ìUistra. ^r.| sC (j f’.df'f}, Mislea , Mi-slò-a. [N/i] P. A. le francese.} F.e di ^ antichi scrittori di romanzi l’adoperavano pardcoaut ^ piigM i combattimenti e gli scontri fatti con li sjxultt e ^npom^tc^u Jerenza di quelli fatti tori le armi lunghe ne'tornei- ^Ci e C c ch'era la giostra eli lance e la mislea ui spcAe.M a ' ^ se 1 ' 1 ' il 1 !!/, lis. Gr. hUri , tpis , (SuxQopc*. (Dal fr. meslée ebe of c j ie , ulwlieiv.iifo w. Iamiim mi ■ rinf.rilii ei eril'lt/f!V3 ' It’^ ,, probabilmente ne* tempi più antichi si scriveva * ne ‘. » desiino. Questa voce vien poi dal celi, nul bat-tag • la pugna. M. milite.) J\ov. cutt-^z. t. Allora A i* lC ° lo cavaliere parlò a Lancialutto , e disae. A. .aii^. » t, ^ ,ii • ’ ■ ‘ mislea- Liv. dA Q“ a •“V iJo n« 4 ‘\ ia u ’p-a si cominciò una grande zullà gentiluomini era citato, incontanente v’avca - trave: Grande fue la uiislèa , e poco d’avvan bD^j ca .Q all’auro. CinJf.Calv.1. 3. Con centomila arma i alia ' 4 i an‘i** cl . c a fa*»* 1 ° • doveresti pure a questa credere, Gli io uou a 111 - 11 c g(]{i h&g [,i.) ^ y Misleale, Mis-le-àle. lAdd. com.com/>. Contra ph-aL’ - . H .. lacci egli scampo rer salvar gu raii »—- — Pei melif.i Se » C/i’ avete nel bel viso , M' hanno priso , e miso in }( ^ /ftj' . dopo ancora disse X)ant. Ini*. 26. : Uve Eteacle coi fra- ri l'hnj ?■ b. Par. 7. : Come giusta vendetta giustamente Punita fbs- h i > ' oiìsq 1 P? ns ’ e >' miso. E M. Cirio : Avendo in tanta altura il suo 'esito O) Ist. Pist. <73. Arcano si stretta Pistoja, che non vi ^ joiso dentro nulla. (N) 0* od: Mi-so-càin-po. Sm. V. G. Lat. misocampus.. (Da q'S', p. e cttmpe bruco.) Genere d'insetti dell'ordine degl ime- p'e ; s( Si .°. n ® de' terebrani , famìglia de' pupìvorì, tribù delle col- *f ^ri l ‘ t0 da Lattei Ile, cosi denominati perchè nascondono le . Nh, '«Ile larve degli altri insetti, nel cut corpo si svolgono I,. ‘ kj 0 ne’ „A.; n ,u ,l~n„ i -r. —?. ,a de C , di Latveille , ichneumon bedeguaris di Linneo. (Aq) ■'f S) , Mi so cà pno.. Sm.V. G. (Da misos odio, e capnos r ,,‘ko. ... di wi opera di Giacomo 1. re di Inghilletra. (O) A kt. 'M'tt^) Miiso-gàl-lo. Sm. K. G. L. ( Dal gr. misos odio , f, i nt,^ ,..p«p 0 ,,,b. (Aq>. ^ ]■ ' c Filo!.) Mi-so-gi-nì a. Sf. V. G. Lat. im.sogynia. * (\i* e S,T ne donna.) Avversione al sesso femminino.(Ày]) \ e FiloL) Mi-sò-gl-no. Add. e sm. È~. G. Lat. miso- S borrisce il sesso femmineo. (Aq) Salviti. Pros. Tose. ìl^l^ f ° lne di Euripide , clic dalle sue frequenti , c eloquenti Sh! l ^0i 11 :, Cn . 1 »knil sesso , misogino, ovvero odiator delle donne fu (^0°. ^^li-sò-irde. Sf. Sorta di melodìa antica, composta sulla lC ^1 s,) mì-ì °dp << ‘° ì c àe dice vasi Tetracordo meson.. ( Dal gi\ mesos me- SS ' ry lnlQ -) Gian. Dh. Mas. (B) S’ ° In quale non polendo accomodare la sua voce a ^itUp,^ 1 Poemi ttei modo lidio , accrebbe il sùtemn di esso di Vi,, a w . » e \ un nU Q V0 m odo , che fu la quin ta armonia , OiUnr f. Dormo (Dal gr. mesos medio, e l.ydios Lidio.) (O) òìAìAi^i*'? ^ Lso *m;i--cè'<(0’ni. Antichi popoli dell' Asie " Asia nella Nili,* ^i-sT*' Macedoni. (Rlit) * n ^: .AÀ pr. m. Lat. Myso. (Dal celi, miosnii odio, (tNc! ^ e \ nia i “ a * ^ ll gr. my'sos scelleratezza.)— Spartano , eh' era ' $\ enti d Ì L « Grecia. (B) (Mit) iQi odi 1 ^i“ so *pò-go-no. Sm. V. G, Lat. misopogonos, 0 pogon barba) Opera composta dall'imperator Gin? % n£' A)u- Ìni ! ere at sanguinosi motteggi che gli prodigarono gli J* /° C ^ a 5 de qudi motteggi erano soggetto il suo cini- ii e Slle triviali maniere , la sua bizzarra (/pozione , il a pptuìt° tlesc ° SU0 corle “r>i° filosofico) e soprattutto Infoi — s Q ' s r iìr -, chiYwpfh 1 , ‘irotpxptXsiv. (V. 1* etira. di misagio.) Liv. M. E volle cs.- serc mispregiato, e vile tenuto , per sicuramente vivere; E appressò: Di questo si doveano sopra tutte cose guardare , nè mispregiave alcuna cosa che a questo appartenesse» Mispregiato, * Mis-pre-già-to. Add. m. da Mispreg:are. V. A. V. e di’ Dispregiato. (O) P° Sto > Cnl/ H ’ M tj H ;cre * y* y* e di’ Messo, nel significato di ** darò 0ca *-° (Voce propria del dialetto na\io\it.)Dep.Decam ng. lo 'j 1 ? sa ggm della voce Miso, il maestro Pietro delle Vigne, d/ ,{ ° W// llai ™ d Villani il buon dettatore, disse: JSon avea miso J ^ Nl-°e^ v ° l J l acei,te ? ec * D conte Guido Novello , che fu tutto t * (li r flCrgh. Arm.Eain.t1X militi romani, come veterani, conseguivano la liberazione e licenza, della lor milizia, che e’chiamavano “ lls sionc.(Y)(p) 6 — ‘ (Geog.) Paese dette Missioni Una delle province della Rejmbblicci: di Buenos-Ayres. (G) . . 7 Missirtz/o.. (Fiiol.) Mis-si-rì-si-o. Sm. Trastullo da farcitali , fatto d'un boccinolo di saggina , alto un mezzo dito , con un piccolo piombo nascosto nella parte inferiore, e con una penna nella superiore—picchè , tirato all’ aria , resta sempre ritto dalla parte che gr-ivìgt, e si chiama ancora Saltamartino. (Dal lat. missilis che si getta, si Un* oia.) Risc, Jmn Dag. (A) ha: Ili ìrr-! ( }0 Q MiSSiSAGNI Missisagm. * (Gcog.) Mis-si-sà-gni. Indiani dett Alto Canada , enrtnti sulle rive de* laghi Huron e Superiore. (G) Mississirì. * (Geog.) Mis-s!s-si-pì, MLssissippi..£af. Mississipius Fluvius. Fiume degli Stati Uniti, che dà pur nome ad uno degli Stali meridionali dì quella repubblica* (G) Missivo, Mis-si-vo. Add. m. e talvolta Missiva in forza di sflnvievole. Ed è aggiunto propriamente dato alle lettere che si mandano. —,Mis- sorio , sin. Magai, lett. (A) Missivri. * (Geog.) Mis-sì-vri , Misivri , Mesembria. Lat. Mesambria , Mesembria. Ci uh della Turchia europea nella Bulgaria. (G) 'Misso.Add.m.F.A.e L. Mandalo, Trasmesso. F. e di’Messo.Lor.Med.^A') Mìsso. * JS. pr. m. Imi. Mixus. (Dai gr . myxa muco: Che abbonda di muco.) (B) Missolonghi. * (Geog.) Mis solón ghi, Missolongi , Mesalonghi. Città della Grecia nella Livadia. (G) Missore. * (Geog.) Mis-só-re. Lo stesso che Misore. V. (G) Missorio, Mis-hmì-o. Add. in. Lo stesso che Missivo. F.Gesuald.Lez. t6, Berg. (Win) Missosàrcoma. * (Cliir.) Mis-so-sàr-co-ma. Sm. V. G. Lat. myxosarco- ma. (Da mj'xa muco , c sarx, sarcos carne.) specie di sanocele nel quale si tri va la mucosità concreta. (A. O.) (Aq) MjssoTftJco.* ( 15 / 1 .) Mis-sò-tri-co. Sm.F.G.Lat . myxotrichum. (Da my- x a muco» c litrix , thricos crine.) Genere di piante crittogame della famiglia de* funghi, e della trilù delle mucidinee, stabilito dà Kuuze, e caratterizzate da' filamenti contìnui molto ramosi , fra loro intrid- c iati a guisa di crini. (Aq) Misto ri* * (Gcog.) Mis sù ri. Fiume che dà nome ad uno degli Stati U- niti d' America. (G) Mìsscims. * (Geog.) Mis-sù-ris. Indiani degli Stati Uniti nel territorio del Mis suri. (G) Mista. (Agi .) Add. f. Aggiunto di quella gemma che nel tempo stesso produce fiori e foglie (Ga) Mistacida. * (Zool.) Mi-sta ci-da. Sf V. G. Lat. mystacida. (Damy- stax mustacchi , basette.) Genere d insetti deli'ordine de'nevi atteri, della sezione de'flicorni, e delia famìglia de plicipenne, distinti da peti funghi, setacei e pendenti dalle mascelle. (Aq) MisTAClwte. * (Zool.) Mi-sta-cì-ni-e. Sm. pi. F. G. Lat. mystiadniao. (V. mistacida.') Famiglia d' animali micioscopici, stabilita da Boiy de Saint-F incent nell' t ràine de tricodei , così denominali dalle ci- gla mobili d sposte sopra mode parti del loro corpo , che presentano l'idea di piccoli mustacchi. (Aq) Mistaciso. * (Bot.) Mi-sta-cDno. Sm- F. G . Lat. mystacimis. ( Y.mi- stacida.') Specie di piante del genere rhamnus, il cui fusto non si sostiene che mediante viticchi a'tortieliati a foggia di mustacchi. (Aq) Mistàcobella. * (Zool.) Mi-sta-ro-dèl-Ja. Sf. F. G. Lat. mistacodella. (Da mystax mustacchi, basette.) Genere d' animali microscopici, d^Ua famiglia delle tnistacinee, e dell’ ordine della tricodee , caratterizzati da ttn corpo anterioj'wenle tei minato da una fessura più o meno distinta, formata come da labbri ineguali guarniti di cigli simili ai mustacchi. (Aq) Mistacogia.* (Filol.) Mi-sta-go g?-a. Sf. F. G-Lat. myslagogia. (Da my- sles iniziato, e agegos duce.) Spiegazione de' misteri agl’ iniziati. (O) Mistagogo. * (Filoi.) Mi-sta-gò-go. Add. e sin. F.G. Ministro istrutto nelle cose sacre, ed incaricalo di spiegarne i misteri agl’iniziati. Cicerone dà questo titolo a quello che indicava agli stranieri le ricchezze e la rarità de'tempii degli Dei ; ed Annidano Marcellino , col- V autorità di Menondvo, chiama Mistagogo della vita il buon Demone, o Genio , che sino dalla nascila è custode invisibiledeU'uomo.(Aq') Mistamente, Mi-sta-m6)*to. Avv. Mischiatamente, Promiscuamente.M. F. f. yy. La Italia è divisa tutta mistamente in due parti: luna seguita. ... la santa Chiesa ec. , e l’altra. . . lo ’mpeno, ec. (B) Mista ino. * (Arche.) Mi-stà-ri-O. Sm. F. L. Fuso in cui si mesceva /’ acqua col vino. (O) Miste, * (Gcog.) Vulcano delle Ande nel Perù. (G) Misteca. * (Gcog,) Mi-stè-ca. Paese montuoso del Messico, abitato da Selvaggi. (G) Mistelbac. * (.Geog.) Mi-steLbàc. Città dell' Arciducato et Austria.^ G) Misteri, * Wi-stè-ri. Sm. F-A. Lo stesso che Misi ieri. F. Guitt. leu. 21. 5y. Misteri gli c procacciare eia e là. (V) Mistejuale , Mi-ste-rià-lc Add. com. Spettante a misteiio, Misterioso, Guiz. Piazz. 24$. B*rg. (Min) MisteriaiiMEIcte, Wi-slc-rvA-méi\-te,Avv.\_F.A.F. e di'Misteriosamente.) Fìl.Cr Dunque mietei ialmente, e non pertinacemente, disse quella pa- roh.S.Agost'C.D.Parlando misterialmente del mangil e la sua carne. Misterio , Mi stè-ri-o. [Sui. Cosa occulta ; in generale Cosa impossibile o dfficite a comprendersi. Più particolarmente sì usa per ] Segreto sagro, Iche i Latini dicevano Arcano. Ebbero questo nome talune credenze e riti segreti che praticavansì in onore ai certi Dei, cosi chiamati perchè la cognizione riera interdetta al volgo, e nota solo agl'iniziati,dopo lunghe e penose prove, e con pericolo delta vita ove gli avessero rivelati. Riguardavano in generale la cosmogonia e i a- stronomia ; ma degenerarono per lo piti in abominazione e caddero nel discredito. F. Eleusino. —, Mistero, sin.} (F . Arcano.) Lai. mystcrium, arcanum.Gr p.vvvhpiov.ifl gr. mysterion è daU’ebr mistarim segreti, nascondigli; che vidi da sathitr essere occulto.) Tir, As.iop.lo ti priego ec. per li taciti mieterli de’ suoi tabernacoli. 2 — * Ed in ultro significato. M. F . Uh, 1. cap. 11. Avea.... procacciato dispensazione dal Papa, colla quale ruppe quattro gravi misura. ( (Juesti Mi sterri furono) primo, che egli sposando una violò il JTesmmento, - e la disposizione di tale che avea ordinato diversamente yffr la successione del Regno; secondo, il giuramento di ciò prestato sul corpo di Cristoj terzo, la dispensa di prendere la nipote per moglie ; quarto, il prenderla di quaresima. E però Vegga il tenóre che siano questi Misteri!,) (V) MISTICO oc{b cl 3 — (Feci.) [Parlandosi della religione cristiana s'intende ^^ ftfrì la Chiesa propone ai Fedeli come minto di fede , e <' fl e ^ nella stessa venerazione presso gli Ebrei. In questo f erlS j $2% è sublime, ammirabile, profondo, tremendo ec.} P‘ r - |j c |u ft 1 ',. fé’ copia colla sua cloqucnzia e dottrina de’mistcrii degù p,f ; 3 — [Parlando del Rosario, i Mistcrii sono altrettan . soggetti da contemplarsi lucila storia della Fergine e de ^3# di Gesù ; e sì dividono in Dolorosi, Gloriosi c Gaudio^' so, S. 3 ; e Glorioso , J. 8.} 5 — Cerimonia della religione.Dant.Fit.NuoV. of- Wr veduto compire tutti i dolorosi mistcrii che alle corpo» usano di fare , e’mi parea tornare nella mia camera, f n0 u^ Op. div . n8. Ancora suonano gli organi per le chiese, c misterio. _ . jr tl ^ 4 — Dicesì Misterio della nostra salute f Eucarisd^' ^ Gualb. '624. Il prete, preso il misterio della nostra sal J L 1 inunicatosi ec. , si appressa ec. (A r ) . Q ( lt$° 4 — * (Terap.) Rimedio di virtù ignota -, che densi segre ^ pritore. Meglio Arcano. (O) _ . 5 —* (Mus.) Mistcrii erano dapprima delti quei Canti jV ^^! O Ql .i)ii il , 0 . ( f- guidino a'tempi delle crociale dalle compagnie de j )e ^, a -.ìo^ tornavano da Gerusalemme. Dipoi divennero rappref" f che sp rituali in cui la musica avea molla parte. (.'h l({ j fiS 'H !l origine Mi^terii , perchè destinali ad istruire d p°P 0 * ^;.lf della religione. F. Ludo, $. 3. (L) . ' d' M/steiìiosamekte , Mi-ste-rio-sa-mem-te. Ava, Con rialmente, sin, Lat. mystice, arcane. Gr. fxvcroiàs, * gd- Pred. Il buono uomo soleva parlare ìnisteriosamfid 0 ' c oH s y. Volle misteriosamente accennargli ch’ei dovesse U» fJl f o eri- di lance cc. Misteriosissimo , Mi-ste-rio-sìs-si-mo. Add. m. sup& Segner. (A) , q flj V li ff Misterioso , Mi-ste-rió-so. Add. m. Che ha in se ndsl e1 misterio. Lat. mysticus , mysteria contiuens. Gr. ^ Pred. R. Considerai queste misteriose parole. Cari. I ^ ^ misteriosa lettera , che mi avete scritto , io ritragga c accorto. ^ ,-j e , 1 (7 ,)^ 2 — * (Mit) Soprannome di Bacco onorato nell'Avg° ^rC a ! J je [t^. Mistero , Mi-stò-ro. Sm. Lo stesso che Misterio. E • Wj^/.-ìk. alla v. Trinità. Segner.Mann. Giugn.6. 5. Eccoti l’alto (ti ^ lissimo dell’incarnazione di Cristo nelle purissime visef gtO p // 2 —* Anticamente trovasi talvolta adoperato per Mest lC orl -al°'i’ a ii lll J 4* È esso nostro mistero degnissimo e utilissime e **e** 01 3 7 • Quanta c, Signor mici, vostra rancura, e qi lauto , e di nomici, e di Comune e de’vostri proprii mi^ eri .gf vano ? (V) , Mistete , * Mi-stè le. JS T . pr. m. (Dal gr. mystes ini' poeta Fidgio , amico di Orazio. (Rlit) 2 —* (Mit.) Aggiunto di Bacco. (Mit) . 1^3. Mistia , Mi-sti-a. [Sf Idiotismo fiorent. F. e di '] M |S ; ( i contentio , lis. Ór. i'pu. Buon.Ficr. f. 1. 1. Fugg 11 ' li ‘ Udendo da vici» mistie e percosse. .< Mistia.* (Geog.) Ant.città d Italia nel Bruzio, cor $ Mistiakza , Mi-stiàn-sa. ( Sf. Idiotismo fiorent. F . e Mescolanza. Lat. commixtio, concretio. Gr. ffvpp-fy* AxiÌdf,f l Ìy Giovd.Pred.R. Per la strana mislianza di quelle d ilC f ] Mistiato , Mi stià-to. Add. [m. Idiotismo fiorent. \-Js- **[.[,ì Lat. commixtus, permixtus. Gi\ cn>fX(Aixfàs, 2. 3 . 4- Chi si diletta di color mistiati, Avrà M. Con preghiere inistiate a paura. Borgh. Col.HP può j: do... la cittadinanza romana mistiala , e per P oC0 ’v ff cupata tutta nel sangue delle provinole attorno. ( 1 Mist/camejste , Mi-sti-ca-mén-ic. A vv. Mis Lei io samen te f^ nC , f }h rf te ' f [ ovvero Secondo la teologia mistica.} Lat’ or ‘- f< C 0 ’ jnodum, mystice. Gr. ccTrcpp^rws, xpvpodvs, P V . e, ,‘ cl oò $ì:toL°: Afa Tose. 1 . 166. Onde la Cantica delle Cantic .^)^ p^r amoiosa , divina c mistichissima , Sir basa a ^'Sac Mistichità , Mi-sti-cln-tà. [A’/!] ast. di Mistico. \f eh' è mistico o misterioso ] — , Mistichitade , J go/fl'} - $0$* J T . ICC. v £10* ìuysteriuni, allegoria. Gr. (ivarripiov, di lla fronda di Minerva , cioè d’ ulivo dr sa l stichità di sapere. Jlhacri 1 '" . Mistico , Mi sti-co. Add. ni. Misterioso i »ij' fcUcU mente Attenente allei teologia miìtka. 3 — •de Kivrj M1STIERE , Ir) IJt0? i JEsjk Saliti. Questa è ]a sposizion Icttc- jfci e 7 SOc ?ndo la sposizion mistica cc. Pass, 3io. Dicono sotti— gip. a n ° v dadi e varie filosofìe con parole mistiche c figurate. Iteci. 3^* Sidòne 1 ^S*P an ^ -A- quel mistico lor ripzo sermone Tcn- 1 ^ a P ersona ' Dir. Pise. An. 12. provasi nelle favole 'T u° hS0 r° 5 C ^ 1C l,n K° nc ebbe bisogno d’un vile animulclto.(N) f ie ^ S cct/ W0 Teologia, c/oè Quella spezie di teologia che dicesi an- / Cq ^ubtìf* * Se bbcne la mistica significhi più propriamente l’asce- vr^Sa n p 1 f*°è mera contemplativa, in questo senso usasi anche 1 . V* Calvin. Centur. 1. Disc. 6o. La sublime e contem- ?**'« rfg ^ le c °- S * ^ iSa «ella semplice veduta di Dio, chiamasi mi- l ciocia ‘ ! Dionisio , o da chiunque si fosse l’autore del libretto di ^.te/ tIC M A ) (») . e cl ° di Persona , si ima anche in forza di sin. e vale Colui No q,..^ 0 °d e COSe ascetiche. Segnev. Alami.Die.}2. 1. Sii pur tu k^l mV*?* 0 S1 vuole , sii pio, sii perfetto, sii mistico ancor eccelso, M avide > **. (V) 1 * ? l ‘ s ^è-re. Sm. F. A. Meglio Mestiere o Mestieri nelsign. hò^&nap?’ m salito per lo più dverbi Avere o Essere. Cecch.Angùd. r ^ si- ie c ** di ciò non ho inisticrc. Fr. Baile 25 j. 8, Che mistier 1(, ?s *u n?-’ . 11011 dì compagnia. (V) Bemh. Stor. i. 6. Avevano an- j! , Eni ’^bere di riparare il loro capo. (K) \ ^ s °En l&m.F.A. Meglio') Mestiere [o Mestieri nel sign. Qnt*£ Uì fto per lo più a'veiln Avere o Essere.] (Lò Mestiere.) Ei °)tNon è mistieri tanto lo potere assolvere lo impro- r 1 e hy aTl -^° f° V( ^ cre - >} Guìtl.Lell.f 2 *■ Quando il mistieri è mag- w? l ° d merito. Fr. Giord. 255. Altresì Iddio inai non può mori- ( h* fe a C 1) i mero e misto imperio. .. '*• p « —■ ‘“lovu y i *6 x ^Fìì tv sZ* : espressione introdotta dal Bufalini l ***? sistema di patologia. (A. O.) f. m ‘ Mescolato. Lat. mixtus , confusus.Gr. , c-uyici- ■'U'sta 'If - 2 ‘ 1 4P P er la natura lieta , onde deriva , ^ La » t!. l 1, r lo corpo luce. E 16. /fy. Ma la ciìtadinatua . cl> è ^ a...-Campi c di Certaìdo e di pigghine, Pura vedeasi nell’ul- p \ «i . tO.&Ha .;. I'a imperio sì dice a differenza del Mero imperiose vale l *H i-, Sin./ ' $ aslt ga>' leggiermente , per mantenere e difendere la prò- ‘ . tir,., '“ s/one. G. C. io. i6g. 1. Si diedono e misono al Comune fg di\i e) . s J>S , nn!o de corpi naturali, composti di più cose , di na- Ng di j, 5 differenza degli elementari ; e s' usa per lo più in , Xt** 1 divi nc \^ c S n - Mann. Giugn. 27. 5 . Tuttor non opera (la sa- ' ^ '''ari,. c «n produrre alberi, con produrre animali, conprodur - ( p T di m,sti ? ( A ) (V ^ /p^Iarm di Marmo ; lo stesso che Mischio add. V- 5 - 1 , 5 y. S- c.9- cn) X ^ l «ea mista dicesi Quella che è composta di linea retta Visto chiamasi il 'inodo che partecipa dell' autentico e de( Xa^P'itao'v Ir”' Zat. mystus. (Da mysteon verb. di myo stàb i enere di pesci della divisione degli aildominali, da b l \ , ■ * da C. ' 0 lm “ Specie del genere siluro, detto da Linneo ‘V' 11 » e r a ,j nnin i chiamato Chi Ibi, che offre tra gli altri caratteri Mi i e com P ressi ’. (Aq) „ l e ( „,.. ^^-ebi-no. Sm. Specie di schiacciatala, o focaccia c a$t n „ ■' vwv '"^iu-no. otn. specie ut “X 0 '.* tò. 12. Berg. (Min) ^’Stò-po-lo. Soprannome di Apollo come preside tS. HIV. IW» 1. Jjt Mi-stu-rét-ta. Sf. dim, di Mistura. Boni A. Berg. (01 Misulami.* (tieog.) Mi-su-là-iiii-. Antichi popoli delf Africa propria.(G) Misura , Mi-sù-ra. [.V/.'j Determinazione di quantità ', e Strumento col quale si distingue. [Le misure sono di varie sorte, le quali si riducono a due capi, cioè delle lunghezze, come sm.o il dito , il cubito , il braccio , il passetto , la canna, il piede , il passo , il migli 1 ec. e delle capacità, e queste sono quelle de’ vasi pe liquidi, carme il bicchiere , il quartuccio, la mezzetta, il boccale, il Casco, il barile, 1* soma, ovvero per le cose aride come il pizzicotto, il pugno, il quur- tuccio , la mezzetta, la metadilla , il quarto , la m'na , lo stajo , il moggio ee. Da ultimo furono introdotti in Enuncia le Misure metri- clic, per renderne generale ed uniforme il sistema, traendo dalla natura t unità delle misure lineari, e ,'endo sennr di buse questa unità (dia determinazione delle misure di superficie^ di volume e di capacità, non meno che alla determinazione de pesi e delle, monete. F. Metro, Gramma, Litro e i loro composti. Anticamente dicevasi anche Uria. — , Mizura , sin.) Lat. menstira. Or. y-Fpov. {Alensura dull’ebr. misura che vale il medesimo. In celt. meas , in ar. mesahet , inted. maas o mass , in ingl. measure , in illir. mjerru, in frane, mesure.) Dant. Conv. 56. Ciascuno ha nel suo giudicio le misure del falso mercatante , che vende colf una, e compera colPallra ; e ciascuno con ampia misura cerca lo suo mal fare, e con piccola cerca lo bene; sicché il numero e la quantità e’1 peso del bene gli pavé più che se con giusta misura fosse saggiato, e quello del male meno. G.r. 12.12.}. Ancorasi recò la misura dello stajo, ove si facea al colmo ; perchè vi si usava frode, si recò a raso, crescendo il colmo nel raso. E cap. 72. ò.Àveau, frodato il Comune, falsando la misura e 1 peso del pane. 2 — [E detto anche di cose astratte cd immateriali.) Tratt. gov. fam. La misura sta nello ’ntelletto, c chiamasi intelligenza e discrezione. Dant. Purg. 3o. 108. Perchè sia colpa e duol d* una misura. 2 _ Coll’ aggiunto di Buona, vale Misura colma , pien*. [F. A buona misura. 3 . 2 _ Buona misura altresì vale AitoIo , Giunta. Gal. Sist. 206. Produrrò, per colmo e buona misura della discussion passata, un’altra fallacia de’ seguaci di Tolomeo e di Aristotile. 3 — Coll'agg. di Colma, vale Pienissima, Traboccante , Soprabbon- dante. Lat . meusura redundans , supcrflucns. Fr. Gioiti. Pred. S. Sempre le misure d’ Iddio son colme e traboccanti. 4 — ColTagg. di Rasa, vale Spia-iuta , Pareggiata; contrario di Colma. Imt. mensura aequa. Gi\ fxirpov ì^GfxxXnrSw. G. F. 8. 68. 5. Valse lo stajo del grano alla misura rasa soldi 2(1 di soldi ‘ri il fiorino d’oro in Firenze. E cap. 82. 3. Valse Io stajo del grano alla misura rasa in Firenze un mezzo fiorino d’ oro, 5 —.* Coll' agg. dì Scema o Scarsa o Stentata , vale Non piena; contrario di “Buona e dì Colma. F. §. 1; e. F. A misura, ). 4- (N) 6 — Per simil. Termine , Regola , Mudo , Ordine, [Norma, Legge , Confine, Fine; ed in generale Termine prescritto alle operazioni ed alle cose; e dicasi del Ferso , della Danza e sìmili , non meno che di tutte le cose astratte.) Lat. moihis , modestia. Or. ^sV^ot-, uwtyc- cu/Vtj. Com. Inf. 10. Amendue parlarono in rime, canzoni, e altre spezie di dire , con misura di piedi , c dì tempi sillabitatì. Pa or. g. 4. n. 1. Quasi tutte le donne ne erauo innamorate, reggendo eoa quanta misura e’guidava una danza. JStiv. ant. 1. 3- La miglior cosa di questo mondo si è misura. Tes. Br. 7* Misura c Una virt.ide che tutti i nostri ornamenti e tutto nostro aliare, fa essere sanza di- letto. Cren. Veli 109. Se egli 1 ’ avesse fatto , si sarebbe fatto eoa modo e misura, ove poi si fece sanza misura. 5 — Contraccambio, Merito. Lat. mensura, hostimentum. Gr. ipmfif,, à.TùfM+is. Fr. Giord Prea.S. Riceverai cotale misura , chinte farai altrui. E altrove 1 Gli rendiamo misura nou piena , ma scema. 8 — Provvedimento, Partito preso. Pass. Parlam. Scip. t Ann. ini. In ninno luogo rispondono meno gli avvisi , secondo il volere e la speranza, che in battaglia , dove le misure non riescono. (V) ★ 4o8 MISURABILE misura , cioè , Misuixilaniente. V. Dare a M1SUS0 t) —* Col v. Dare ; Dare a misura. (A) 10 — [Co/ v. Essere:] Essere fogliati od una misura, che anche si dice Esser lutti d’una buccia o simili , c maniera che denota egualità di 5 costumi; e sì piglia per lo piti in mala parte. Lai. ejustlem farinac homines , ex cocìein figlio. a — Esser tagliato ad una certa misura m vivere alcuna particolar qualità.Bern.Ori. 1 . to. z 5 . Aycndo yislo tutti i cavalieri E Paladin di Carlo, e ben notaio A che misura ognun d’ essi è tagliato. 11 —* Col v. Tare: Fare misura =r Misurare. V. Fare misura. (A) » — Far buona misura “ Esser largo nella misura^ Dure le cose abbondantemente. V. Fare misura, §. 2. (A) 3 — * Fare a misura = Operare con regola , sapientemente. K. Fare a misura. (IN) li —* In modo avverò. A misura = Misuratamente. Con misura. Lat. 4 — * E più nobilmente ih senso metaforico detto della Tei ^ Ger. i 5 . 3 o. E la terra misuri, immensa mole, Vittorioso, del sole. (Parla dì Cristoforo Colombo.) (P) no f P 1 i' * Ed applicato a cose morali, Amiti. Ant. 1. 4 • Stolte 5( '_ [ia liÙ l! menti , che vogliono misurare lo merito della persona p e1 ’ H suo corpo. (P) + S^' 1 : 6 — * E riferito a cose poetiche , nel sìgn. di Misura , $■ . ’ Cas. 184 '• Misurando adunque con questa regola i suoi rag 1 o sermoni Fiacco, niuno maravigliare si dee , che ec^ * apPf'J 7 — * E per meta f. def primo sìgn. Dant Par. ig .E q ,u nfì h 3 ch’ogni minor natura E certo ricettacolo a quel bene Che n c se in se misura. (Cioè Dio.) (N) 8 — l‘ig. Contrappcsare, Far paragone. Lat. pcrpcnctere i jJjf* ^ "■* ~ r ' ' — t ’ 1-«••»<» le 5 \v modo, proportione. [V. A misura, §. 1. ] 1 3 —* * A misura del possibile = Per guanto è possibile. Pallav. Ist. Cono. 1 . 388 . I quali {papi) a misura del possibile hanno riformata la corte e ’ì clero. (Pe) 1 4 * A misura di carbone , di crusca e simili rr= A soprabbondanza , Scprabbondwitemente. U. A misura, C. 5; C. Carbone, 3 ; e U. Crusca , d. (A) 1 5 — * A liuona misura , A colma misura s= Soprabbondaniemente. P . A buona misura. (N) 16 — Fuor di misura , Senza misura, Oltre misum—Smisuratamente, Grandissimamente, [P. Fuora, 5 * * 2< 1 Dant. Purg. 23 . 65 . Per seguitar la gola oltre misura. Petr, canz. 11. 6. Ahi nova gente, olirà misura altiera! Bocc. nov.22.4 Sanza misura della Reina s’innamorò. 17 — * Per misura r= Misuratamente. Esp. Pat. ]S ! ost. p. 3 j. Fae la ragione per misura parlare e tacere e considerare. (Pr) 18 — * (Mat.) Comune misura di due quantità : Quella colla guale si possono misurare esattamente le due quantità senza che ne risulti residuo alcuno. — Massima comune misura : è la maggiore delle varie comuni misure che due quantità possono avere; come per esempio 2 è comune misura di 12 e di 18 , 6 rì è la mi\$dma.Dav.Cam!>.io6. (Cornino 1 J 54 -J Per fuggir tanta molestia convennero di elegger alcuna cosa , che fosse comune misura del valor di tutte, e 1 misurato col misurante si permutasse. (N) 19 —* (Med.) Azione di misurare ; Metodo d’esplorazione che ha per iscopo di deierminai'e in una maniera esalta le dimensioni del petto od altra parte. Lat. mensuratio. (A. O.)- 20 — (Milit.) Mira; [o/tf/e Pigliar la misura talvolta vale Pigliar la mira, ]>ci'chè chi vuol colpire in un segno misura coll'occhio la distanza e l altezza del medesimo , e vi accomoda la mira a pioporzione.]Maìm. 1. 55 . Ed in quel mentre Gli pigliati gli altri la misura al ventre. 31 — * (Mus.) La Battuta o Misura è la divisione de’suoni in ispazìi di tempo eguali , e viene indicata col mezzo d' una linea ^ detta Stanghetta , che attmversa il rigo. (L) a — * Diccsì Misura del fiato V Artifizio da usarsi dal cantante per regolare il fiato e riprenderlo sempre in quel punto ed in quel luogo in cui meno apparisca pregiudicata l unità del sentimento.(L) 23 — (Bot.) Misure botaniche. Presso gli antichi usavansi la lesa , il piede parigino , il pollice , la linea , il punto ; ora sono esse ridotte alle seguenti ; Capello , Linea , Unghia , Pollice , Palmo minore , Spanna , Palmo maggiore 0 Dodrante , Piede , Gomito , Braccio , lesa. Bertoloni. (0) 23 ’* {Icon.)Donna di buono aspetto , modestamente abbigliata. Nella destra mano tiene il piede romano , nella sinistra la squadra e il compasso ; sotto i piedi le si vede la decempeda , e al suo Jianco sta il livello col piombo che pende a perpendicolo . (Mit) Misurabile, Mi-su-rà-bide. Add. com. Atto a misurarsi , Che si pub misurare; contrario L’Immenso.—, Misurevole, Mcnsurabile, sin. Lat . mensurabilis. Gr. psTpyjrós, Guid. G. La terza ed ultima era chiamata Polisena, vergine di mirabil bcltade, e di non misurabil delicatezza. Misurabilità, Mi-su-ra-hi-li-tà. Sf. ast. di Misurabile. Bellin.Disc.11. Iddio vi fe’c vi costituì di una misurabilità così poco distantedal nulla.(Min) Misuramento , Mi-su-ra-nién to. [Am.] Il misurare. , [.Misura. —, Mi? suranza , Misurazione, sin.] I^at. dimcnsio. Gr. Teol.Mist. Hanno luogo proprio , non a similitudine di corporali misuramenti , ma secondo il suo movimento. 2 — * (Marin.) U arte di ridurre ad una misura nota la capacità o contenuto ignoto del bastimento^, o altrimenti L'arte di valutare il peso della nave pel suo trasporto d’acqua ; a fr/’/me/rt/Scanrìagliamento. SavfO) Misurante , Mi*su-ràn-te. [Part. di Misurare. ] Che misura. Lat. me- fiens. Gr. 0 gtrpftcrtxs. Dav. Carpò, g/j' Per fuggir tanta molestia , convennero di eleggere alcuna cosa che fosse comune misura elei va* lore di tutte , e ’1 misurato col misurante si permutasse. Misuranza , Mi-su-ràn-sa. [A/.] P.A. [U-e di' Misuramento.] Misura. giovani , e gli misurare , ec. [ 2 V. ass. nel 1. signif.] Paol. Oros. Mandati i misuratori a 'j, ^ ^ la 9 w ^ 10 — Eig. Considerare, Ponderare, Stimare. Poliz. {Can^ vo’ scusar , s’i’seguo Amore ec.) Amore ed onestade e g cU ^ chi misura ben , sono una cosa. (M) , £)i aIÌ / (( 11 — [JV*. pass, nel significato del $. 8.J Bocc. noV. $ 9 ' del mio marito son troppi, se co’ miei si misurano. D^ li ' ^ S’alia natura assunta si misura, Nulla giammai sì giiistam c 0 13 — l Eig. ] Non spendere più di quel che comporti f ^ Cron. Morell. 272. Sopra tutto ti misura in ogni cosa ; largamente fare queste cose , non le fare. Geli. Sport. 4 ‘ jo c °^ si misura, è misurato. Sen. Ben. Earch. 2. 16. Non a ^ c l’il>^ (come quegli che si misurava) voluto accettarla, per f u S§* ^ di tanto dono. ^ 1 3 — * Essere della stessa misura Essere uguale, Bari. V - ■voi, presa la spira ne' suoi capi A C , stiratela fino a ( , j! !■ sua lunghezza A C sia raddoppiata, e misurisi conlalin ea . 1 4 — Proverò. Chi si misura, la dura i~ Chi si regola non impoverisce.'] V. J'tos, 222. ,,, J 5 — (Marin.) Stazare un bastimento. V. Stazare. (S) tt0 \t^S' Misuratamente, Mi-sura-tamén-te. Avv. Con misura, S e S 0 Ào 1 t [ A regola. — , Amminisuratamente , . ] Lat. via et derate. Gr. ^tsrpiwff, xocr^t'ws. Com. Purg.22. hi li crede P^o fa male , perchè lo spendere si dee far misuratamente._ 8. 84. Che misuratamente in cuore avvampa.Peti*, soli. 5 o- , . c già , nè puote aver più loco, Che misuratamente il m* 0 C q c gi^ M Pisi. E pci ò dico io , che igual cosa è misuratamente * misui’atamente dolersi. Misuratezza , Mi-su-ra-tèz-za. [A/I] Misura , Moderaiì° ne ' Gr. nsrpnV) trid^poev (Oj, Salvili. Disc . /. 116. Ottima c ° sa ^ e la misuratezza. . Q $il h Misurato, Mi-su-rà-to. Add. m. da Misurare.—, Ammisi* 1 a } dimensus, eracnsus. Gr. » [Moderato , Discreto 18. etf JlJ Temperato. Lat. moderatus , 5 . _ ____ . -| cote j^i peratus.] Petr. canz. 18. 5 . Misurata allegrezza Non a ' r '* u ancr\r. u T^rtnt O/vrc ATorirlali 1 mlSlliatet ....ni , '■ mensor. Gr. Paol. Oros. Mandali i misurate^ ^ u0 j Coni. Par. 3 i. li geometra , cioè il misuratore j 5 r < rare la circonferenza d’ alcun circolo , ec. Dant, J uomo che sia di sé vero c giusto misuratore. — (Idraul.) Strumento da misurare il peso dell’ (lcC ^ U * c 4 el i °^ fi ^ misuratori dell’acque e degli altri Uuidi sono di tutta ch e J — (Mirili.) SirutrietUo che seive a misurare il catn ft nave. (A) r , mis^lc^ 0 ’ Misuratrice , Mi-su-ra-trì-ce. Uerb. f. [di Misurare.] C 1 p ^ Pred, La mano dell’ onnipotente Dio, giusta jitd isurazione , Misu-ia-zió-ue. [Sf. Lo stesso che] M 1 * yed^ 1 dimensjo , metatio.. Gr. girp^en. Gal. Dif. Capr. 2 ^ s J L .nli^ 1 che pur vi sono dei segreti a voi reconditi que Misuretta pur vi 5UIW un .cgivn u vili ivu»i“'“ Mi-gu-iet-tp. Sf. dim. di Misura ,Doni , Mi-su-i’é-vo-le- Add. [com. Lo stesso c ‘ 0 g’ Mi-su-rèn-za. Lat. mci’sm-a , modus. Or. fisTfov , r'poVos. Rim. ant. P. JS-Monaco Misurazione da Siena: In piacer sì mi tiene Lo suo avvenimento , E lo bel portamento , Che donar misuranza. Fr. Jac. T. 6. ,6. 25 . Tollevi da me tutta misuranza , Dappoi die picciobllo mi bastavi. Misurare ,Mi-su-ià : re.[^tt.]?Voi’ar' la quantità [ignota d'una cosa per Misurevole, mi-ou-iu-vu-ie. ^a,.. —- istirc’"" co, mezzo d’altra già nota, che chiamasi Misura.— , Ammisurarg, sin. Declam. Qttiittil. p. Iddio, fabhricator dell’anno m jjbfU p'. Commensurare.] Lat. metiri. Gr. pterpàv. Com.Par. 33 . 11 geo- A1 - ' * v -' i 1 — r■ ~ V■. .1 : una *° inetra, cioè il misuratore,quando vuol misurare la circonferenza d’alcun circolo, ec. Dant. Par. 10. 3 o. E col suo lume il tempo,ne misura. 2 — * Fola uscita. Dant. Purg. io. 24. Misurrebbe in tre volte un corpo umano. (P) 2 — Li col dativo di persona. S. Cater. lett. 2. 4 l• Con quella misura , che egli misura ad altrui, sarà misurato a lui. (V) 0 rtitf si »i ripiega vume Ufi unguutiiiv. v**/ ji, lC „rei & \ d* ’ili) Mis-Ursà-re. [iV. ass. comp .] K. A- ]’ cti |lia - ite .usare.] Lat. abuti. Gr. noc.ra.xp^ (T ^ a t t ' v i,i noste antichi 3 — [Per simil. Misurare co’ passi le vie , i campi , o simile =: Andare per quelle posatamente , quasi contando ì passi.] Petr. son. 28. 1 più diserti campi Yo niùuiàndo a passi tardi e lutiti* Misurino. * (Zool.) Mi-su-ri-no. Am. Nome di una movendosi si ripiega come un anguiUino. (A) Misusare Malamente .. .. - sagio.) Parch. Ercol. 213 .Misusare dicevano gh al ' a l *f C u sal ^\ che i Latini abuti , cioè malamente e in cattiva p‘ { 0 } i . Misusato , * Mis-u-sà-to. Add. m. da Misusare. ' * frjcil u l r \ Misuso , Mis-ù*so. [Am. comp.] Abuso , [o P^ utt S. S , cQ l f * ahusus. Gr, xoe.Tq.xpirtffit. (V. misagio ,) Uardi- E 1 de’ letterati e *1 misuso degl’ idioti è un terzo uso* K j, ili» H ' 5 Veki, e tpliì Mis- MISVENIRE ■ve-ni-rc, [ZV. ass] Venir manco , Lfji/i — »*• i.■ ■ .... .j r *■>».. j Perdere gli spiriti j ficcre n '™ l ‘ n,ni ente Disveuire , Svenire.] Lat. consternari ) animo de- Cont e ^ r ’ (Y. 1 ’ etimol. di misagio.) linee. noi>. 2p. i 6, Il gli, udendo questo, tutto misvenne, c conobbe 1’anello , e i fi. * stùn- a ? co . ra ' Tac.Dav.Ann. 6.128. Alti sedici di Marzo misvenne; fu 0l ,j “Uuosi passato. Gaio Cesare con gran turba di rallegratori uscì à y l".’ 1 farsi la prima cosa gridale luiperadore. Ce. tllu i uuil fatto , Aver cattivo successo. Lat. malo evento cedere. l.Purg.i5.i02. E ’1 Signor mi parca benigno e mite. Cas. ■ Lodato sia Dio, che noi parliamo d’un Principe v-Piii uiite e mansueto. Segr. Fior.Stor. S. 212. Diventò intanto UtEo 0 * 'd’d'ffii udiva qualunque della universale pace gli ragionava. (, i Mi-te-co. A. pi: m. Lai. Mitecns. (Dal gr. mytes taciturno , Ht* e 8Hn r casa : Taciturno in casa.) — Sofista siracusano , il quale iu- “uter lA ? ne & ben cucinare. (Mit) '"tq " . (Alche.) Mi-tèl-la. »S fi V. L. Specie di mitra o acconcia - ** e del capo , la quale involgeva i capelli , copriva là go- devasi sotto il mento.—Altra specie d' ornamento del capo *'ì' {l 'hì t e ’ era ( dto nel mezzo , e ristrìngevasi ai lati, adorno di . %, s { * Semme, stretto posteriormente con lacci che in latino dice - ^ ln ‘icula, in greco anademata. (0) S ,,,,Q e?; ) ^ en€re di piante a fiori polipetali , della decandvia di- famiglia delle sassifragee , così denominate dalla forma rì-* l 'rii , UÌ > 0ì C ^ e c0,ìsisle 111 una cas elìa ovale rotondata, aperiaìn Mi C '^f?/ Ue d e gufile grandezza; hanno il calice panciuto , la corolla P er, g ìfl i pinnotifidi, e due stimmi sessili. ( 0 ) (IN) s Avv.F* L. Piacevolmente . Lat. IcnttcT. Gr. te Hiom^ n r. r * Crisi, instr. 3 . 26. 8. E pure troppo più gli trattavano ***4 di qualunque altro. >(^vr ,C ' ra ’ $f.L° stesso che Mitra nel i.signif. che ora più si . d ,a ) Agcsl. C. 0.2. 10 . Gli Romani gli ordinarono (a 5 ^ Pc CeM , ^ ain inc, cioè Pontefice, la cui maniera dì sacerdozio tanto tir £ogi* erite > come mostra la rutterà nelle sacre solennitadi romane.(V) r^ia ~* 10 Scartocciato che si metteva in testa a colui che dalla giu- 7 Il »Ut' m ] an ^ ava * n su ^ as * no 5 0 Sl tcne Va in gogna. M . F. 3 . 61 . / pena , e colle mitere in capo gli fece dicollare. Morg . nascesti tra mitcrc e tra gogne. Fir.Lucid. 5 . 3 . Io v’ho Ì L e i)are un ca ^* ce 1 e però portaste la rutterà. » Buon. Pier, f lll ìtcr ^°^ lJe oz i° se 0 io mitere c i remi. E Saìvìn . Annot. ivi; 5 v> drilli f0 § lio si pone in capo a coloro che vanno sull’ asino per V Ìdor° .uuuuncsso. (N) Sl disse altrui per ingiuria , come Forca, Capestro, o si- Ar 0 "’ $ 2 ' C^postFO , gogna , mitera e giustizia, ii / 1 Q ch; 1 ^ e * la * re - [Alt. e n. «55.] Metter la mitera. Il che si fa dal . hq 1 'di’ ]', e ssgno d'infamia e di vituperio.Buich. 2 . 83 . Sicch’ e’con* 7. 1 “ùteri , c scopi D’altre vergogne tue di maggior peso. »C*t 0 ‘ 1 \ 4 - 5 . 3 . Ti possa condannare, Miterare, scopare, ìli -dud. m. da Miterare./^, di reg. ( 0 ) 3 * E' o (Sj ' i ' no - Add. e sm. Da mitera , Degno di mitera.Menz. \ Mh P ^ l,c sto secoleito miterino Ha converso in sassate il berlin- "Ì.V Mi. t( EejUo - un miteriu pieno di muda, Ch’esser si crede M1T0SATI * *~* * E con V affìsso superfluoPassai*. 11 f por virtù delie chiavi di S. Chiesa il miuistro , cioè il prete .... quella pena si mitiga e temperala c falla sì proporzionata ec. ( già non avesse a leggersi Sì.) (Pr) 3 — * E n. ass. Fit. S. Eufrag. 171. Allora la badessa cc. tolse olio c'sale , e unselane 5 e fatta sopra lei orazione , mitigò un poco , e ■ tornò in se medesima. {Migliorò delle sue ferite.') (V) 3 — E n. pass [Depoi re Y ira o lo sdegno , Placarsi, Acchetarsi, Rappacificarsi , Quietarsi ec.] Bocc. lett. Pin. Boss. 27#. Cosi le cou- cupisccnzie tutte a mitigare si cominciano. Mitigare diff. da Placare , Addolcire , Lenire. Mitigare s’appartiene più al tìsico che al morale dell’ uomo ; ma in qualunque modo s’ adopera , sempre vale scemamente d' azione , di forza 0 di moto. Placare al contrario conviene al morale maggiormente clic al tìsico; e significa sempre il sopprimere e il togliere del tutto 1 ’ riletto di quale he passione 0 d* altra cosa morale o fisica. Sicché placasi t «70- mo sdegnato , quando gli è dall’alimi persuasioni mitigata In collera. Addolcire e Lenire soglionsi prendere nel senso di Mitigare ; ma propriamente Addolcire è opposto all’Amarezza, e Lenii'e all'asprezza. Mitigativo, Mi-ti-ga-tì-vo. Add. m. Atto a mitigare.Lat. initigatorius, leniendi vira babens. Gr. ir (y ' 1 1 f■) Mi-ti-à-ro , Mittiero. V’! 0 .equinoziale, (G) t c \ l ‘Ù-dì-ee. i\’. pr. f. ( Dal celt. midi per bith dosila . } ,V *— A’- n~ AL A , /■».*.x ìli’o Sorella di Adrasto. (Mit) [A’/n '* b at '- ,nclIio ttiaV T>ue dolori gravi aveva Maria, i quali volea 'W P ote va. Cr. 4 - 2 o- <• Mitiga il vomito , e la so- "V'ria ,,., st , ri S ne - Beni. Ori. 1 . 3 . 56 . Che forse quella vista mi- r luto questo ardente foco. s? favola , e logos discorso.) ■ Com. Infi (A) , . , 2 —* E nel ritira, del più. Saivài. Cas. <7 8. Sovente appresso lo stesso ed altri scrittori , fàvole , favoleggiamenti , mitologie , o discorsi e ragionamenti di favole , si usano per lo stesso come se tu dicessi poemi. (N) . „ Mitologico. (Leti.) Mi-to-lò-gi-co. Add. m. Spettante a mitologia.(A) Mitologista. (Leti.) Mi-to-lo-gi-sta. Add. e sost. com. Lo stesso che Milologo. P. Cari. Fior. 1 7 5 . E a v0 ‘> ch . e s ' cte inito logista, dee sovvenire degli esempli da quattro in su. (A) (b) Mitologo. (Lett.) Mi-tò lo-go.^iW. e sm. Colui che tratta delle antiche favole o in quelle è versato. , Mitologista, sin. Lat. mytho- logos. Satvin. Centur, 2. Bue. 11. Non contenti fi Greci) di popolare il ciclo con infinite sciocche divinità, quante ne contano i lo io mitologi, poeti ed erudili , ci tesserono ec. (A) ( 11 ) Mitosati. * (Zool) Mi-tò-sà-ti. Sin. F. G. Lat. mit,osata. (Da mitos filo.) Sesta classe d insetti del sistema entomologico di Fabricio, distinto e così denominato da corpo lineare ed altero, e da antere setacee. Questo ordine corrispondea quello de miriapodi di Latrvillc,(Atj) ! 0 M1TOSTENOWETRO Witostenometro. * (Fis.) Mi-io-sle-nò-mo-tro. Sm, V, G. ( I)a mitos filo , sthenos tory,a , o incirca misura ) Strumento che serve a mì- suraiv la forza del filo dello seta. (0) Mitostorico. (Filol.) "Mi-to-stò-ri-co. Add. ni. comp. Di narrazione favolosa , cioè misto di storico c di mitologico. (\. mito.) Uden.Nis. 3. 18. Là (love lidia Buccolica , sì per ìa imitazione co. , sì per li ragionamenti d’amore, di emulazione o di varianza mitostorica è ec. condita di molti gusti poetici. (A) {B) IVIiTOTifr. * (Mit. Scarni.) Mi tò-tin. Il più grande di tatti i maghi . il cjualc tolse a farsi .Dio in vece di Odino allorché questi, disonoralo da Frigga sua moglie , si. ritiro ; ma quando Odino , dopo dieci anni di esilio , ritornò , tutti coloro che in assenza di lui , usurpato avevano la diviniti^ furono costretti a deporla. (Presso i Celti epurerà presso quei di Gailcs mi-th aitimi v al dispiacere,disgusto, offesa.)(Mii) Mitra. Sf. V. G. Specie di ornamento da pollare in capo , che primamente fu usato con molta varietà di forme presso i popoli antichi, ed era una specie di benda assai larga .—, Mitria, sin. Cavale.Pittigli. 2 63. Perchè sono levate Le figliuole di Sion , e vanno ec. molto ornate , Iddio le farà calve , e tona loro le trecce, e glLornnmanti di capo , cioè le corone e li spilli e le mitre c i busti e gli balzi.(V)(N) 2 — Ornamento [che dallundecimo secolo in poi venne usalo esclusivamente da vescovi , da taluni abati e prelati- della chiesa occidentale , non essendo stato adottato che mollo piu lardi da quelli della orientale. La mitrai secondo il Penti ficaie romano , significa misticamente i elmo delta salute ; i suoi due apici esprimono la scienza de due testamenti , e le due fasi c pendenti sugli omeri simboleggiano lo spirito e la lettera della Sacra Scrittura.] Lai. tiara, mitra. Gmapcc, forfiu.Bocc.nov. / 5 . 35 .E poi dato il pasturale eia mitra e i guanti ec., ogni cosa diè loro. G. K. p. 2jg. 1. E per intrasegna di costa a S. Giovanni, una mitra papale. Peir.cap.6. Le mitre con purpurei colori. 3 * Fig. in sign. di Vescovo o Vescovado. Pallav. ist. Conc. 1. i4p. A poco a poco davasi ardire alle mitre più poderose c più remote di gareggiar colla tiara di Pietro. (Pe) 'J'ass.Ger. io.j6. E da Cesari ingiusti e da’rubi Hi Difenderan le mitre e i sacri tempi. (Br) 4 —* Quasi, in senso di Elmo. Salvili. Itiail. 449' Sarpedon poi quando i compagni vide Senza mitra ed usbergo e senz«i cinto , Domi sotto ie mani di Patroclo. (Po) 1 — * E in sing. di Mi torà , J. 2. Maini. 3’ 62. Mena gente avanzata a mitre c gogne , Da vender fiabe chiacchiere e menzogne. (N) 6 — (Zool.) Genere di conchiglie stabilito da Lamarch colle volute di Linneo , distinte da forma cono-piramidale. Alcune di esse sono fusiformi o turricolate , a spire acute in cima ed a base incavata. Hanno per tipo la voluta episcopale di Linneo. (Àq) 7 — * (Mit.) Divinità persiana , che i Greci ed ì Romani confusero £cl Scie , e che dal Zeiul-Avesta apparisce essere stato creato da Ormuzd , cui era subordinato , ed essere stato collocato dalla credenza popolare fra il sole e la luna , di cui credeasi compagno. Soleva essere invocato dì unita al sole. (V. indir.) (Mit) (N) Mitra dilì', da Miteni. Forse in origine Mitra non fu che una sinc, di Mitera, c valsero entrambi Tiara; ma fuso lasciò poi al primo questo significato onorevole, serbando all’altro il disonorevole cui va unita 1 idea di pena infrante. E però Mitra non si potrebbe ora dire ad alcuno per ingiuria ; nè le Mitcre significherebbero nel traslato vescovi e prelati , ma sì Coloro che vanno sull’ asino esposti a l Utnf M1TUL1TO tra, i quali vennero dalla Persia e si stabilirono in Sieda*, di Pompeo , passairmo in Soma sotto 7'rajano, e J: *. 2.33. Recipe conserva di fiori di salvia eo., confezione ìnitn** Mitridatide , * Mi-tri-dà-fci-de. N. pr. f. (V. Mitridate.) —* Miiridate il Grande, avvelenata dai padre. (Mit) cli { Mitridato. (Farm.) Mi-tri-dàto. [Sm.] Sorta dì antidoto, y a : - ^ si credea essere’] contro i veleni. [Era composto di moltfo 1 $ ih iva Vinvenzione al re Mitridate, . rìt’ t h dienti, e se ne attribuì sembra sostituitagli la teriaca.] Lat._ u SU' si adopera , . _ _ _ c> - Ser. Scunm. Gr. /xi^pt^dritov , Galen. F’olg.Mes. Medicii lC utili alla strettura di alena, sono mitridato, tiriaca, atao* 1 ^ e piccola , e diamusco dolce ed amaro. Red. Oss. un. esperienza si verifica parimente coll’orvietano e col mit 1 ’ 11 *’ pah 11 !. Mitrile.* (Agr.) Mi-trì-le. Sm. H. Aret. Quel lungo ieg*f° ?^ ;l l c L ‘* che si mette nel mezzo del pagliajo ; Stollo da pagliaj 0, ' meth mezzo, e rhwyll mazza.) Red. Hoc. Ar. (A) Q . 0 Mitrio , * Mi-trÌ*o. Jy. pr. m. Lat. Mitrius. (V. Mitra.) 0*) a icii ,ì , Mitrito. (Med.) Mi-tri-to. [- 57 ». E. A .] Spezie di malattia^ creduta la medesima che il Benedetto [torse Emitriteo .]* 4 *' 11 .j jpitf** 0 nov. i z3. E spezialmente il prete , che parca che avesse 1 • specchiandosi in quella cresta. '■Ri Mitrobarzake , * Mi-fro-bar-zà-ne. N. pr. m. Lat. Mifcroba* pers. mithra nome di un Dio, c parsa divoto : Divoto a A/ ^ 0 ) di Armenia.—Generale di Tigrane, spedito contro Lue** Mirrocaiipa.* (Bot.) Mi-U'o-eàr-pa.fA' de* loro tarsi, le palme considerevoli : caratteri t - cicogne , dalle quali distinguami soliamo pel becco ^o n cll to vo in alto. Sono cmt denominale dal faro lunga ed** quinto ricurvo in arco o u naso aquilino. (Aq) (I Mittero. * (Zool.) Mit-tè-ro. Ani. F. G. Lai. * naso, proboscide.) Genere d’insetti dell' ordine de c o ( r ùiC oS ; h . l ifo l l » * • r > ~t: - 1:...: - tribù ^ degli eteromeri, famiglia degli stendaci quali si distinguono per la parte anteriore a foggia di muso o di piccola proboscide . 8e ne fo specie , cioè il myeterus curculioides di Claire , c fie nntbfllntnriim di Fabricio. ( Aq) due e tribù de __ „/«' della ^“h nfC e u*- S” iU** itP v \?hdi ■ r ujàoìv; , c stfiwss, avioiut, w» api.) Genere at G-r*****- (* e foHv e jr decapodi , delta famiglia dei branckiuri , e l c . i „ da . misto , e ophis serpente.) Genere di pesci sW ^ wn ta,/ .prtoL* P che .P^j^rsiT’P desumendone il nome dalla loro forma che f'^jfers' pesce insieme e di serpente; e che perciò sembri* « Scopelus Humboldtii di Risso. (Aq) , ,r;thcS' Mitquto* (Min.) Mi tii-ii-lo. Sm, f'.G. Lat■ tM ! , I 0 * 1 nf ■f gitilo. M ITU LO t tr : c h'br s pietra.) Specie dì conchiglie , dette volgarmente Dat- Mi t , l ,!? aic j i trificali. (Aq) ^.J-C^ol.) Mì-lu-lo. Sm. Lo stesso che Mitilo. V. (A) (N) t» ^Mcd.) Mi-ù-ro Add.rn. F. G.Lat. myurus. (Da mys, myos topo, * ;, d A coda.) Aggiunto di polso , le cui pulsazioni vanno di continuo dì f ° en dn per gradi insensibili. Se ritornano alt’antico primo grado 3 ^ polso dicesi Mimo reciproco. (A) (A. O.) A?°t.) Specie di piante del genere festuca , della triandria mo - fottìi l(l / € dedn famiglia delle graminee, che prende un tal nome dalla < ^J f Un S a e stretta della sua pannocchia. (Aq) [Sf.y. Af Medicamento fatto con sugo di mele cotogne, di llot ta ° Cf d mele e con altri ingredienti. Lnt. miva. ( Mive in pers. d iCoi a ^ n s °l° la mela cotogna, ma ogni modo di frutta. In ar. mev 1 datteri maturi in sii 1 ’ albero.) Lib. cw\malati. Si può usare v 0 j lva sc mplice , o la miva comporta dì Mesu c. Folg, Mes. Si rìn- « miva fatta col sugo ùjte mele cotogne. ; Mi-vo-lo. [Sm .2 r • A. C. e di Bicchiere. Lai. cyathus. Gr. Ij ' °, f ’. (Dall’ illir. umivalo conca, catino. In ar. muhvil diasi l’urna, t W\ C ■ ’ '* l n ' 0 priamente quella che inclinata sta versando ihH'a- , ili ' Liov. uni. À n . 1. Lcvossi sue , e prese mi nuvolo , e lavollo ' ft * us 0 *?/• ^Lai, nnxis. (Da mtxìs miscela.) Parte deliantica 5 a 0 ,) elo 0 Genere d' insetti dell ordine degl’ imenotteri , della sezione ^‘Hit y ulea,e i della famiglia de’ fossori, e detta tribù degli scoglieti, , ’-ba l! ‘ da una linguetta Infida , cotta divisione media dette quali , ,l n 11 grande delle altre , succhiano il loro alimento. (Aq) ™'tlos" ^ uo o-) Mi-zi-ilo. Lai. Mf/.i. m». vini, città detta Calazio.(Gl) »!(.„*> * Mi-zi-ó-ne. N. pr. m. Lai. Mitici. (Dal cclt. mi particella j e timi morbido, molle , delirato.) (B) io >; (Zool.) Mi-zòs-si-lo. iim.y. O. Lai. myzoxylum. (Da myzo dell < r ^'°, e nylon legno.) Genere d’insetti dell'ordine degli etnilleri, h nn “ Azione degli e/nellen e della famiglia degl’ imenelitri , l quali rfij Si ' ° ^ abitudine di succhiare il legno, lì myzoxylum meli reca grun- ”'i ic " ,0 donno atta pianta del pomo. (Aq) , co| n j ’ .* Mi-zù-ra. Sf. V. d. V. e di’ Misura. Gr. S. Gir. 5 g. A “'««ira , come voi misurate, vi m'surcrà Iddio. (V) . S;il ll [. ,!rE i * Mua-sà-le-cc. N. pr. m. ( Dal celt. mila donna , e solile Salutare alle donne .)—Poeta epigrammatico greco. (Mit) «e 1 * Mna-sè-a. iV. pr. m. Lai. Mnaseas. (Dal cclt. mna donna, proteggere: Proteitor delle donne.) (B) c.ttiis,.,.-’ , .Mnà si-a. N. pr. m. (Dall’ cbr. min da, e scion desolazione, • As lc/ 1 '' ' olente dalla miseria .)—Storico fenicio.—Storico greco. (Mit) >0 f 0 ‘ l T E i * Mna-si-olr-te. iV. pr. m. (Dal gr. mneso fut di mi innesco ^cordare, e cletos inclito : Inclito e Che si fa ricordare. ) — di Timbro. (Mit) Ct,j ”>.* Mnà *si-lo. N. pr. m. (Dal cclt. mna donna, c syllu mirare: i/ llra le dorme .)—Pastore o Satiro , il quale si uni con Crvmide *Wo . per te Z are Silcnn - ( Mit ) * Mna-sì-no-o. N. pr. m. (Dal'gr. mneso fut. di mimnesco io yf di , e nus mente; Mente ricordevole.) — Figlio di Polluce S **ir,. rfe - a /^ A p * Mna-sìp-pi-da. N. pr. m. (V. Mnasippo.)— Lacedemone, delia credulità del popolo. (Mit) ■ £ v »Uo< * M 1,a - si P-i 10 - A 7 . m. (Dal gr. memneso ricorda, c kippos —‘Generale spartano , comandatile duna spedizione contro (Mit) * Mua-si-te-o. N. pr. m. Lnt. Mnnsiteus. (Dal gr. memneso ** c ^ leos Iddio: Ricorda Iddio .)—Amico di Arai". (B) (Mit) riop.’, Mna-só-ne, N.pr.m. (Dal gr. mneso futuro di mimnesco io (TVr ' e *^—diranno di E buia. (Mit) Mnè-mc. JSome duna delle tre Muse che ì Teloni ri cono- ^ 1 ° S ^ìtt ' a ^ re ducerono Meleto ed Aedej cioè Memoria, Meditazione i tre fonti dello scibile. (In gr. mnetne memoria.) (Mit) jf* Ui) ^ AL| co.* (Filo!.) Mne-me cc-fàdi-co. Add . m. y. G. Aggiunto (jt l * ttipfy 1 Sattzo che credevasi efficace a conservare perpetua nell'animo >»N* **■ mneme memoria , c cvphale capo.) (Mit) , vale - ; ‘ M„ ò-ino*nc. iV. pr. m. Lai. Mnemow. ( Dal gr. mnemon ' ^ * ( j.r c 'j memoria.) (B) /»?. •) Soprannome dato ad Aitasene per la sua grande, me- Hj c, ò c^ 0 ’ ' (Lclt.) Mnc-mò-ni-co. Ad ì. in. I^. G. Aggiunto di tutto ad a fatare la memoria. (Y. mnernosine.') (O) * (Mit.) Mnc-mò-ni-di. Lo stesso che Mnemotììnie. V .(Mit) (Mit.) Miic-mò-si-ne. La Dea Memoria, figita del Cielo a «Via r ' - - . - - ^ Uo u eria > rotella di .Saturno e di Rea, da Giove fatta madre (in gr. mnemosyne memoria.) (Mit) ’ (^lit.) Mne-mo-si-ni-e.^gg/m^o delle Muse, figlie diMne- Miu-monidi # ,in. (Mit) o° 0 §o )• l ^* Air.) Mnè-ne. Uno dei Gatigas , ossia Sacerdoti del credere ai JScgri che gl’ idutt mangiano i covoni del ll(,t let en n ^‘ a c ^“' vengono appesi agli alberi, e cui poscia egli ruba >0^,°- (Mit) lijj.' tion ’ IvllU: -ri-ó-ne. A 7 , pr. m.Lnt. Mncrion. (Dal celt. mna donna, pitico Chi va su ’l cammino’, su 1 ’orme delle donne.)(B) JV. pr. (Dal gr. mna libra , e ,1 [f a. fe . carne.)— Liloso/b greca , discepolo di i \,> c è/ Wl11 -si-cle. JS ! . pr. m. Lai. Mnciicles. (Dal gr. iiir! C, .M E °\? loria : Memore della gloria ) (B) t ìy . '‘’c-si-cl/'-te. N.pr.m. (Dal gr. nrnesis memoria, c cletos J ,0 Pi| ei ’ tnemona .)—Architetto greco,che costrusse in Atene sarx , sarcos Panezio. (Mit) mnesis memo- moataza liti Mnesidàmo , * Mne-sì-da-mo. N. pr. ni. ( Dal gr. mnesis memoria , c damos dor. per demos popolo: Memore dii popolo.)— Ujfizìate che cospiro'contro il luogotenente di Demetrio. (Mit) MsEsic.ETOifK,* Mne-si-ge-tó*ue. N.pr.m.Lat, Miiesigcton. (Dal gr. mnesis memoria, e gitoti vicino: Memore, Che luì memoria de'vicini.) (B) Mkbsilao.* Mne-si-là-o. N. pr. ni. (Dal gr. mnesis memoria, e laos popolo : Memore, del popolo .)—Figlio di Polluce e di Fehe. (Mit) Mnbsiloco, * Mne-si-lo-co. N.pr.m. Lui. Mncsilochns. (Dal gr. mnesis memoria, c lochos coorte; Memore della coorte.) (B) Mkesihace , * Mne-sì ina-ce. N. pr. f. ( Dal gr. mnesis memoria , e madie pugna ; Memore della pugna.) — Figlia di Dessameno , amata da Eunìifìtie. (Mit) Mhesimoca,* Mne-sì-mo-ca. N.pr. m. (Dal gr. mnesis memoria, ano- chos beffatore : Memorabile beffatore.)— Nome di un poeta comico antico. (Mil) Mwesikoe. * (Mit.) Mnc-si-no-e. Nome die portò Leda. (Dal gr. mnesis memoria, e noos mente: Mente memore.) (Mit) Mkesistrato,* Mue-sì-stra-to. N. pr. m. /.«i-Mnc-sistratus. (Dal gr. mnesis memoria, e stratos esercito : Memore dell’esercito.) (R) Mneso , * Mnè-so. N. pr. ni. (Dal gr. mnesis memoria.) — Uno de capitani trejani ucciso da Achille. (Mit) Mreste , * Muè-ste. N. pr. m. (Dal gr. mnestevo ambisco le nozze.) Greco ucciso da Ettore. (Mit) Mnesteo , * Mne-stò-o. N. pr. m. Lat. Mnestcus. ( Dal gr. mnestevo io ambisco le nozze, ovvero da innestiti memoria.) —* Capitano tmjano, seguace di Enea in Italia.—Liberto di Agrippina che si uccise dopo la morte di lei, (B) (Mit) Maestra,* Mnò-stra. N. pr. f. (Dal gr. mnestira studiosa, memore, ov- ' vero da maestria pronuba.) —Danai de che uccise il manto Egeo. (Mit) Mnevi. * (M;t.) Mnò-vi. Nome che portava il loro coiuagrato al Sole in Eliopoli. (Mit) Mniara.* (Grog.) Mni-à-ra. Antica cit. della Mauritania Cesariense. (G) Mniaro. * (Bot.) Mni-à-ro. Sm. F • G. Lai. nmiarum. (Da nmion muschio.) Genere di piante esotiche che nella monandria d/gitua e nella famiglia delle chenopodi forma un genere stabilito da Forster , e cosi denominato dati' aver le apparenze del muschio ; è caratterizzato dal calice orciolaio quadrifido , il frutto monospermo rinchiuso nella base del calice indurito. (Aq) (N) Mkio. * (Bot.) Sm. U, G. Lat. mnium. (da mnion muschio.) Genere di piante crittogame della famiglia de muschi di Jussieu , iti cui vengono comprese molte specie. (Aq) Mo. Avv. di tempo. [ U. oggidì più lombarda e napoletana che toscana. Ora , Adesso , {Issa .—, Mone, sdì.] Lat. modo, nunc.-Gr. vw. (Yieue da sinc. del lat. modo.) Dant. Par. q, 32 . Non hanno in altro cielo i loro scanni , Che quegli spirti che mo t*apparirò. But. ivi: Mo , cioè avale. Dant. Par. 22. n. Ed io ridendo ; mo pensar lo puoi. Guicc.Stor.z 5 . E ’l signor nostro co., tutto onore, senza onta, incita c tegna in voi mo c sempre. Frane. Sacch. rim. 60. E veggio ciò eh’è mo nel tristo mondo. Bocc. nov. 3 z. 20. E vicnsene a star meco bene spesso ; mo vedi vu ? « ( Nota che questo detto è iti bocca di persona veneziana, ) (B) Dant. Inf z 3 . Che più non si pareggia mo ed issa , Che Tua coll’ altro fa , se ben s' accoppia Principio e fine colla mente fissa. (Gin) 2 — {Riferito ad un altro Mo, sta in vece di Quando, Talora.] Dant. Par. 3 i. [Sì per la viva luce passeggiando Menava io gli ocelli per li gradi,] Mo su , ino giù, c ino ricircolando. » ( Nidobea- una leage : Or su , or giù ed or ricircolando.) (Gin) 3 — * Talvolta gli si pose innanzi Pure , per esprimere Allora allora. Dant. Purg. 8. Yerdi come fogliette pur mo nate Erano in veste. (Gin) Poltz. St. Uh. 1. i ò. Ovver tra fiori un giovinoci serpente TJ- scito pur mo fuor del vecchio scoglio. (P) £ _ {Prese ancora dinanzi a se i segni de* casi.] Frane. Sacch. nov. 121). E da mo innanzi per questo terreno non venite , perchè io vi trattoria come inimico mortale.» Bocc.Teseid, 12. i 3 , Da mo avanti Ciascun festeggi , e il pianger e gli omei Lasciasi star , se a. me piacer volete. Cron, Teli. 10. Perchè per lo tempo avvenire si possa ritrarre alcuna cosa di quello che in fine amo non è stato ritratto. (Gin) 5 — * Si usò ancora per mostrare il punto in cui si compie un termine di tempo. Castigl. Corlig.1 .f. Monsignor d A.ngolcm, il quale, tanta speranza mostra di se } quanta , ino quarta sera, disse il signor Magnifico. (Ciu) 6— [ Talora si raddoppia ] Mo mo, e così raddoppialo ha alquanto più dì forza , e vale Or ora , In questo punto. Maini. 6 . 4 ° • Sta pur , dic’ei, con l’animo posato, Che a servirti mo mo vo’dar di piglio. Mo’. Sm. sinc. di Modo- Buon. Fie.r. 4. 2. 7. E saggi delti in abbreviature Ristretti, anzi rattralti a mo’di punti. (V) Sale. Grane. 1.3. G. Y* entrerrai A ogni modo. F. Come! G. In ino’ d archetti. (N T ) Moa.* (Geog.) Mò-a. Isola dell'arcipelago della Sonda.—delle Annlle.{ G) Moab , * Mò-ab , Moabbe. N.pr. m. Lat. Moab. (Dall’ebr. mi quale, ed ab padre : Chi, Quale è il padre ?) — Figlio di Lat , e progenitore de Moabiti. (O) r „ r ... 2 _ * (Grog.) Pianura presso il Giordano ove fecero gl Israeliti la loro cinquaniaduesmia stazione. (G) Moabbe ,* Mo-àb-be. N m. L" .lesto che Moab.r (V. Mvah.yf) Moabiti. * (Geog) Mo a-bi-ti. Antichi popoli della I alesami , nemici degl’ Israeliti , assoggettati da pavide. (G) Moadia. , ' Mo-a-dì-a. N. pr. m. Lat. Moadu._( Dall obr. meod fortez- a, c jah signore: Fortezza del sigitene.) (B) agete. * Mo-a-gè-te. N.pr.m. (Dal gr. mogeo w tolfro infortuni;, j ...in. ammirabile: Ammirabile m soilrir gl’iufortumi .1 —Nome za, Moagete. . ed agetos arinmrabile: di un re di Cibira, che ha medaglie. ( 0 ) Moansa.* (Mit.Afr.)Mo-àu-sa. Gran sacerdote de Morì del Congo. (Mit) Moataza:.ITI.* (Mit. Maom.) Mo-a-ta-y.a-lì-t*. Settarii musulmani', iguati, per non parere di quelli che ammettono moltiplicità in Ilio, non di- 12 MOATRA slinguono gli attribuiti di lui, ma tutù li comprendono nella sua essenza. (Mit) Moatra. (Leg.) Mo-à-tra. Sf. Specie particolare di contratto usurario , nel quale uno , che ha bisogno urgente di danaro , compra a curo prezzo, ma con un termine più o meno lungo al pagamento ejfellio merci che rivende nell’ allo stesso a prezzo vile ma a pronti contanti. ( Dallo spagn. mohatra che vale il medesimo.) (A) ( 0 ) Moavia , * Mo à-vi-a. N. pr. m. ( Dall’ ai’, muhevvi chi prende, prenditore , ovvero detenuto. Nella stessa lingua muhevves furibondo , pazzo di amore. In pers. meves bello come la luna.) — Nome di due Califfi ommiadi. — Generale ottomano che fece abbattere il colosso di liodi. (Mit) Mora. * (Geog) Mò-ba. Antico nome di una parte considerabile del- f Arabia. (G) Morrà. * (Geog.) Mòb-ba. Regno dell’ Africa, altrimenti Bergù. (G) Mobedi. * (Mit. Pers.) Mobè-di .Sacerdoti de’ Parsi, soli a cui siaper- messo di entrare nell’ Alesch Gali , ossia nel luogo del fuoco , per custodirlo e mantenerlo con legna e profumi : solo in caso di necessità può farne le veci un semplice parso. (Mit) Moeilare , Mo-bi-là-re. Alt. Lo stesso che Mobiliare. V. Magai. Leti, y. Perg. (Min) Moeilato , Mo-bi-là-to. Add. m. da Mobilare. Lo stesso che Mobiliato. /’. Accad. Cr. Conq. Messtc. hb. 3. Berg. (Min) Mobile, Mò bi-le. Sm. Facilità o Avere che si pub muovere, [e trasferire da un luogo ad un altro, come sono tutte le cose che cadono sotto l’appellazione di arnesi, suppellettili, masserizie ec. ; opposto di Stabile.—, Mobole, sin.] Lat. bona mobilia , sappillex. Gr. tu. hi »i,tA f(ùypnx.ru. G. P. so.ì6. 1. Pagando certa cosa per ccntinajo del mobile, e certa cosa per centinajo dello stabile. Tes. Br. 1. 4- La Seconda è iconomica la quale c’ insegna ec. a crescere le nostre possessioni e nostre ereditati, e avere e mobili c rendila per dispendere e ritenere, secondoché ’l luogo e tempo muove. E 3. y. Nudrire poledri di cavalli, e crescere suo mobile. Dntam. 2. 6. Per mobile teneva, e per acquisto , Quanto donava e presentava altrui. a — Onde Far mobile [ = Accumulare delle facoltà.} V . Fare mobile. 3 — (Aste.) primo mobile chiamavano gli lamichi ] astronomi il nono cielo, che, [ secondo la falsa loro opinione, tenevano che si girasse dall oriente verso V occidente .] Lui. primum mobile. Dani.Par. 3o. 107. Iìeflesso al sommo del mobile primo. But. ivi : Cioè ripiegato lo detto raggio alla prima parte di sopra del nono cielo , che è lo primo mobile , imperocché in essa percuote per reflessione. E Purg. 4 2. Lo primo mobile si gira dall’Oriente inverso I’ Occidente, e tirasi dirieto l’ottava spera. Com, Inf. 7. Costretto dalli principi^ di fiiosolia , che di necessit.ade vuole uh primo mobile semplicissimo. Gal. Sist. ; 1 4. Hanno ritrovata gli astronomi cd.i filosofi un’altra sfera altissima senza stelle , alla quale naturalmente compete la conversione diurna , e questa hanno chiamato il primo mobile. 4 — (Fi?.) Ogni, corpo consideralo in quanto alta sua facoltà di muoversi, (B) 5 __ (Ar. Mes.) Primi mobili, degli orinoli da tasca , diconsi dagli ori- uohii il tamburo, la ruota, ossia prima ruota, e la ruota del miruito. Secondi mobili diconsi la corona , la serpentina e ’l tempo. (A) 6 — * (Alilit.) Vicesi di Ogni projetto considerato rispetto al moto che e’fa. Torricelli. Se gli spazii ABC saranno scorsi dal mobile nel medesimo tempo , gl’ impeli o forze nel colpire saranuo come gli spazii ABC respcttivamente. (Cr) Mobile. Add. com. Ciò eh’ è atto a muoversi , o a esser mosso. Lat- mobilis. Gr. xtrnrós. Dant. Purg. 18. 20. L’ animo, eh’ è creato ad amar presto , Ad ogni cosa è mobile, che piace. 2 — Volubile, Incostante, Leggiere. Lat. varius , mutabilis , mobilis. Gr, TfoUiXos , TgairsAos , ibxtQpós. Petr. son. tSo. Femmina è co-a mobil per natura. Bocc. nov. iy. 8. Perciocché universalmente le femmine sono più mobili. 3 —(Leg.) [Benimobili, P. Mobile, sm., §. i.]Bocc.nov-13-4- A loro, siccome a legittimi suoi eredi, ogni suo.bcue e mollile e stabile lasciò. 4 —* (Feci.) Feste mobili : Quelle che non si celebrano o nonricotrono sempre nello stesso giorno dell’ anno, benché sieno affisse ad un giorno medesimo della settimana. (A) 5 — (Mus.) Mobili o Alterabili: Così si dicono quegli strumenti , il suono de’ quali può ad arbitrio del suonatore rendersi più acuto o- MOCCfCIIìNO o.— [F/g. Incostanza.] Amm.An ."2. 2.4. La mente nostra-non P 1 "^ mai stare oziosa, ma di necessità s’ella non ha dove adoperi P cr i suoi movimenti, conviene che per sua mobilità discorra. Mobilitare , Mi-bi-li-tà-re. N. pass. Farsi mobile. Litcr. Marchrd; ‘ 3. v. 36y. Il caldo quindi, Quindi dell’aura l’invisibil f°r/. a KlC il molo , c quindi l’aere , c quindi Si mobilita il tutto. (M) o. 2 — * (Milit.) Jtl. Mettere in moto , Dar molo, e direbbesi PJ v r c j^ mente del mettere in movimento , per entrare m guerra, sn ^ aLe m,t) in riposo 0 non ancora ordinale a questo fine. ( lì il fr. mobilisef •) vis Mobilitato , * Mo-bi-li-tà-to. Add. m. da Mobilitare. P. di 'rito ^ Mobilmente , Mo-bil-mén-te. Avo. Con mobilità , Con moto. Lat- ® [ inotu. Eilic. rim. pag. 5y3. {Son. Se d’orologio ec.) Vedrei 1" ^ guisa il carcere natio Rompe, e con vanni mobilmente immoti A j. ì' alma sin vola , e passa in Dio. (N; S.) E Bellin. Disc. -S^ir sisia cosa composta , sia essa composta di parli mobilmente 0 11 bilmeute congiunte. (Min) Moboasu. * (Geog.) Mo-bo-a-sù. Città della Guinea superiore■■ Mocolato-, Mo-bo-là-to. Add. m. V. A. Che ha mobole, dives , locupli'S , pecuniostis. Gr. 'ToKiiktIij.-t , tCKivciqs , ’ gaV> G. P. 11. 07• 4- Cittadini mal provveduti a guerra , e r° c0 "> lati di moneta comunemente. E rap.4gf, Mobole , Mò-bo-le. [Àm.] P. A- P. e r/z* Mobile. Lai. divib^jlfi Xpripa-Ta. G. P. 8. 8. 3 . Volle torre a’capitani della parte il suggello c ’l mobole della parte , eh’ era assai. 2 -— [Far mobole. Lo stesso che Far mobile.] P. Fare mob° IC ’ Mobonnai,* Mo-bon-nà-i.ZV r ./ir./r„ Lnt.Mubonnai. (Dall’ ebr.. m 'l"‘.v 0 ) ( 0 ) piare, forma, siinigbanza, cjah Iddio : Fatto a somiglianza di D* A[i() MoBDCAnACE.*(Gcog.)Mo-bu-ca-rà-cc.^Ht. città deUaterza PaUsffi 1 f el lo- Mocajariio, Lo stesso 4 Quftlldo iu tLiiui a «.««a ìnuun-ji avvi iiiiuv;inui«m,i.tj V.IU.RJUU wi*- Mocameà. * (Geog.) Mo-cam-ba , Mocambo. Riviera dei MocAfuyGUA. * (Geog.) Mo-ca-ran-gù-a. Lo stesso che^lonomotop^'^ có*' Mocarso. * (Geog.) M.o càr-so. Lat. Mocai>us . Antico noirtédi lt> traila della Tracia. (G) .. (w Mooata. * (Geog.) Mo-cà-ta. J litica città dell' 4 sia nella $ lLlì Mocca. (Marin.) Mòc-ca. Sf. È un pezzo di legno i - orlU ^° )[a , con uno o più buchi , a guisa di puleggia , ma senza rote^XlV passarvi delle corde nella manovra, e facilitarne il movim e,,t - 0 ‘. c pe 1 * spagli, mochar troncare , vegnente dal basco mocha troncA 0 ■ j c lli>’ a molti altri usi nel suo significalo proprio , anche nel figurato di, aggiunto a quei corpi di soldatesca che scorrono rapidamente daun luogo all’ altro , non avendo stanza ferma in mssiaio , e ponendola qua e là secondo le occcvrcnze. 1 buoni scrittovi italiani dell’ arte adoperarono in questo stesso significato la voce Volante. Si dice altresì' di soldati pronti a mettersi in moto , ad esser- messi, in moto,, accinti ad entrare in guerra , ad una spedizione. (Gr) Mobile.* (Geog.) ÌBnja del goffa del Messico.— Cùtu degli Stati. Uniti , nello stato di Alabama. (C) Mobiliare , Mo-bi-li-à-rc.IV. ass. Forno' di mohlii — , Moie lare. sin. (A) Mobiliato, Mo?bi-]i-à-to. Add. m. da Mobiliare. —, Mobiiato , sin. Accadi Cr. Mess. Appartamenti separati, e tutti mobiliati con. ugual pompa e magnificenza. (A) Mobilissimo , Mo-bi-lìs-si-mo. \_Add. ni.] superi, di Mobile. Red.Cons.1 .. 128. Collega le particelle sulfuree, salmastre e mobilissime del sangue e degli altri fluidi del nostro corpo. Mobilità , Mo-bi-li-tà. [A/.] ast. di Mobile. [ Abitudine 0 Facilità ad esser mosso.] —, Mobilitade, Mobilitate, sin. Lat. nmbilitas. Gr. iu- Hir/ichc. Coll. SS'. Pad. Àncora aila motilità sua congiugne 1 ’ aiuto d’Iddio. Gc.l.Sist. 112, Dandosi la mobilità alla terra, i’ordine de’periodi vieti benissimo oiseryato.. Moccaoini. * (Geog.) Moc-ca-ili-ni, Moccudclii. Antichi pop' , sia Minore nella Licia. (G). w- fdF Moccadork , * Moc ca-dó-re. Sm. Lo stesso che Morcatojo. 3 Viib Lelt. 5. n, 4 n - Compratemi due moccadoii da candele di'R a quelli che io uso qui , se ce ne sono. (N) , . s iiiv cC „) Moccatoio , Moc-ca-tó-jo. Sm. Quello strumento , con cul S g e rg.Q^ 4 limo le lucerne .— , Moccadore , sin. Davil. Giteir. civ. 9’® ° r -i-é' dera , in isp. mocador, iu brett. mouchouer , ia ì. L j> oC c. ’fjó cC I in provenz. moucadou, in dialetto napol. moccaturo ) oe 11 '. , vÙ* 1 ',. E, oltre a ciò , era qpclla che meglio sapeva s0D ‘ H .., cC va, , , q-^ e menar la ridda cd il ballonclno, quando bisogna dia eli’avesse , con bel moccichino e geutile 1U / : rC il si vuole anco, sollìato che tu ti sarai il naso >- a e , ■ 0j co&' m-c | e guaiarvi entro. E 14- olicrirai il tuo mocc vu0 i sa ff Jd sia di bucato, a persona. Luig. Pule. Bec. 2°- f o} Q J die ho i gaveggini, E non daresti loro un beimo . val c s ,i« damto insino a' moccichini. Moecieid'} 0 Attili Moccichino diff. da. Fazzoletto e Pezzuola ‘pici-’ 1 il. Fazzoletto da naso, e non è voce molto £ e . nl fuo; !lia 1 Puzzo tetta e Pezzuola da naso, da: sudore, da il’ ìira MOCCICONE tS? r / a all’uso , e Pezzuola più alla cosa in se stes&a: qrtfr* ^^ONp 1 01 ^gìne da pezza , quello da faccia, ^'ppo c J ™ oc -ci-có-ne. [Add. e s/n. accr. dì Mocceca.] Si dice di Uomo ' u or le j ’ ducisi non si sappia nettare <1 naso da mocci . [ V . Bab- Flos * ners s ineptus , fungtis , mucus , lentus. ( V. mocceca. ) C * C °*H ^ r ‘ Lor. Med. canz. 16 . 2. Tu se’ ’l fior de moccio L.! 1, firn. 1.H2- Guarda questo moccicone j Di cortigiano è Mio i 0 . U |! lni3 le. Segr.Pior.Mandr. 3. 8. Istasera la voglio mettere a »* t C ^ e hai tu paura, moccicone?» Las. Gelos. 3. 3. Tu sei Vok e ! mo «icona. (V) ^ep ì(l j 1 *» Moc-ci-co-ne-rì-a. [Sf. V. Passai Dappocaggine, Scioc- J ■ L(lt. - ’ ' ■ s-t 1 T ineptia, stultitia. Gr. ù’it'upojtj?. Buon. Pier. 4 . 5. 6. To, ve n’ è mtto il naso infranto, E piagne moccicoso a gola aperta, ’V^fQ - . __ __~ , _ j... P er P 1Cc i»ino , ed ha il singozzo, fomite v u et( if- Dappoco. Lab. 220. Erano da esser chiamate savie, e *V„. 1 altra r _ _•_^ ali ■ , , , r c decime, o moccicose ■Luoc-r ' ^i 0 , a i0ti 4[iiV' A<ÌC “ c ^ 0 * [Sm.] Escremento che esce dal naso, [e si separa dal ‘S q! P , 0nwt 8nsi per multe piccole arterie alta membrana grassa , l'*** Siti/J S0,l ° s °PP <,nnate Ì e nari; e ciò si fa per mezzo di molos- \x i ^‘ CÌ0 ^ e ) delle quali la stessa interna membrana è corredata.] j^JVi } ■ CUs * Gr. zopv^cc, pA ùyx , fla. ( In ebr. meq , in basco mu- 1,1 * S P> ni smu S 0 smui g , in breft mechien , in turco sumuk , -, C °1 $\in° co ' ) Lor. Med. canz. 5q. 3. Sempre fu una zambracca , 7* t/'Vff *i a a° P' en di mocci. 3 s ‘ pe t ,'J Allogar ne’inocci, si dice d’Uomo dappoco, che s*avviluppi ^ * /y * P e *' ogni pìccola faccenda. [V. Affogare ,5* 3 Malallia de solipedi , che consiste netto scolo dalle natila tìj i( * "Oleosità più o meno densa, con ulcerazione qualche volta p ^''SUap* >,( f 1(1 mucosa nasale e tumefazione defatighi linfatici sol- f 0 e lei distingue in benigno, maligno e falso. Quandi è Leni V SQ /S ' 8 ah>in. Annoi. F. B. 4 - t. 11. Retidean fungose : Nelle lu- * ^nando fanno quella moccolaja. (U. Fungoso, l» in tutto 1’all» tino. 121. nivi ardevano ec., a luì ^~'y*vrg.o. 7 o. Manna pei prece, e fa travare i moccoli bJ bou \ 12 - Pensando che quanti moccoli ricoglieva in ti ft, |[j di v.j a * ev ano la metà di cinque lire. Pinne. Succhi 111 hi 6 ! ° a hdl* e le candele e moccoli che qu ^ ini ^florg. 8 . 7 3 . Manda pel prete, e fa n S u f^ ai A Una ^ Cl ’* ucc ^ a />occoli. e ^Halo dalla lucerna. (Dallo spagn. moco che vale il me* ài j °tti ebb ie VAen t ^ e * ;l ' 0 oiouc ovvero moucaiiloun da'Provenzali. I <>o|oIlT“ c *. come ora i Francesi hanno moucheron in senso C candela : il medesimo che i Gallesi dicono smal f e Espos. Situò.i. 83 . Ed è tal differenza fra la (Pe- , a* tlior *' a > T ia ^ v quasi fra la lucerna accesa chiaramente J ^ s tf) l,0cQ, qu a ^ U€ ^ a s P el ‘hb e non v’è riinaso se non il moccolo 4 x , Sl °' SCl,r ° e fumante, il qual non è idoneo ec., ma pi ut- e qiuì nas c>. tir. Doti. bell. domi. 4*4- r ^' 1 ' a ^ labbro di j ( *io U J^ <1 C P» voi chiaraatt' il inoceol dpi naso, vuole appai'ive ^ [£ ce rta dimensione che pa]a un picciol solco. / Idi) ^ tth]. e(io quella del camUo.’l Cr. 9. q. ». Ancora quando 1 v. ,Pn ote del naso del cavallo, cioè il moccolo è molto basso, k \ * ^K’cin CaVa ^° per le nari respirare. N ì Pendente dal naso. Modo basso. Salviti, Se. Ere. Dalle f'e$i i - /i tJCc °fi grondavano. (A) ^ ‘fe no ni °do proverò. Se tu non bai altri moccoli , o sìmili : Z ia ‘ al "-° assegnamento , ec. Lat . si alia re nou vales. hai ah°' T1 Pier. 3 . t. g Eh fratti mio , se ^ toa, , ]\| u Moccoli , in quanto a questo io non ci spero. > r/^ r ‘/4d?v 0C * Co '^-ne. [A/n.) accr. di Moccolo. Lai. candela ma- K\ e r y™. libiti» 1 ' 1 ^r pi' 1 ' 'scherno delio in cambio di Moccicone. Bwch.i.Si. * U C 1 ,U0CC0 ^ 0tl ° ? Perdi’ io mi senio hi lingua °"'rf C aM SU ' N Voce di gergo. Lo stesso che Moccolo, y. , eanj.j, * inni,: (li moccolosa è modo fu-besco, che vate Al ^ f «5s 0 (G (ln 0 ;° All’oscuro. Scici. Prie. (A) ' / C W Mó-cha, M0L.1. Isola del grande Oceano australe , "'•a i/N MODANO 4 » 3 Mocwbw*. * (Mits Afr.) Mo-clvìs-sos. Dei n (lenii P(*ner/ftt dagli abitanti di Loango, ma subordinati al Dìo Supremo. (Mit) Mocno. * (Bot.) Mò-cbo. Sm. Lo stesso che Moco. V. (A. O.) Mncraco. * (Terap.) Mò-cU-oo. Add. e sm. V. G. Lat. moclicus. (Da mochho io muovo.) Purgante violento ossìa drastico, (A. O.) (N) Moco. (Àgr.) Mò-co. [ Sm. Pianta leguminacea, da* cui semi cavatasi tuia ] spezie di biada simile alla veccia, [che è cibo proprio dei colombi e la cui farina è una delle cinque risolventi. Volgarmente detto Erro, Veggioli, lngrassabue, Girlo, Capogirlo , Orobo , ec. Lo stesso che Ervo. V.~, Mocho , s/u.] Lai. ervum. Gr. tfyoflo?. (Dall'ar. meeknl cibo. ) Pav. Esop. Trovò apparecchiato da mangiare inochi , cicerchie e fave. M. V.3. 56. Le fave lire tre lo staio, e così i morbi e le vecce. Alam. Colt. 5. 110. Così trall’acque Lo poni a macerar, laddove infusa Del vii moco volgnr farina aveste. » Ricett. Piar. 55. L’orobo ovvero ervo, è quello che in Toscana si chiama niooo sal- vntico, o veggiolo o levo, il quale si usa seminare per li colombi, c la sua erba si usa per ingrassare i buoi. (N) 0, — * Nel significato di Fiore , Nonnulla o sìmili . Rim. Ant. Dant. Majan.CMo di savere ver voi ho men d’un moco. (V) Varch.Ercol. t. 1. p. 187. Diciamo con parole antiche : io non ne darei tn par- rucchino o veramente buzzagri, e cou moderne, una stringa .... mi moco , un pistacchio ec. (N) 3 — Proverh. Avere o Tenere l’occhio o gli occhi a’mochi—^f'er diligente cura di non esser gabbato n rubato. Lat. sibi recte prospice- re, cavere , considera. Gr. * __„ __ u,r_ 1^ *■- o— no v .. _*_ z 1 _; ■»» __ _ n 7 i ... . . r r*.. rr * tj- ^ J.’i Alone* . l,> Modellamento , Mo del-la-mén-to. Sm. T. delle arti. Formazione. Gori Long. sez. 8. La terza, nn certo modellamento delle figure ; e queste sono doppie: le prime del concetto, l’altre della dicitura. (A) Modellare, Mo-del-là-re.[^tt.e n. ass.] Far modello Idi checchessia, tanto di pittura che di scultura e di architeltura.’ì Lttt. efiormare, fingere. Gr. •xKurrtw. Bed.Oss. an. 88. Se vi possano esser mignatte che gli modellino in altra foggia differente , non lo affermo. Modellato , Alo del la to. Add. m. da Modellare, Lai. effòrmatus. Gr. -TrXaa-S-««. Red. bus- 8y. Altri ( animali ) nello stesso tempo modellati di pura terra. Modellatore , Mo-del-la-tò-re. \jyerb. m. di Modellare.] Che modella . Lat. cflòrmator. Salviti. Pros . Tose. 1. $58. Poeta vuole che sia lo stesso che creatore, facitore, fingitore, modellatore ed artefice. Modellatrice, * Mo-del-la-tri-ce. Ferb.fi. di Modellare. V. di reg.(Q) Modelletto, Mo-del-lét-to. [Am. dira, di Modello.]-—, Modellino, sin. Lat. parvum exemplar, formula, modulus. Gr. puxpès Tvirès.Pit.Benv. Celi. f65. Io lo detti a fare con i miei disegni e moddletti di cera a un certo ribaldo. E 5o6. Gli mostrai due modelletti diversi P uno dall’altro. Modellino , Model-lì-no. [*SVu.] dim. di Modello. {Lo stessa che AIo- delletto. V.] yit.Benv. Celi. 28. Mi messi a fare un piccolo modellino di cera. E 47 1 > A quel pezzo di marmo greco feci un piccol modellino di cera. MoDELLO,AIo-dc'l-ìo.[Am.]i?/fret>o dell 1 opera che si vuol fare, {ed è di grandezza e di materia diversa.] Ani.modulus, forma, typus. Gr. r incoi. ( Modulus è diminut. di modus modo. In ted. modell, in frane, rnodèle, in ingl. model , in basco modela.) Beni. rirr$.i .gS. Chi vuol veder quantunque può natura In far una fantastica befana, Un’ombra, un sogno, una febbre quartana, Un model secco di qualche figura, ec. Gal. Comp. geom. 22. Ci viene presentato un piccolo modello d’artiglieria, latto, verbigrazia, di stagno; e noi abbiamo bisogno di cavare da tal modello tutte le misure particolari per un pezzo grande fatto di rame. 3 sBaldin. Koc. Dis. Modello è quella cosa che fa lo scultore o architetto per esemplare o mostra di ciò che dee porsi in opera, di varia proporzione all’ opera da farsi ; poiché il modello alcuna volta è minore, alcun'ultra è della stessa grandezza. Famiosi i modelli di varie materie, a gusto de’ professori, e secondo il bisogno ; cioè di legname , di cera, di stucco o d’altro. È *1 modello prima e principàl fatica di tutta Y opera , essendo che in essa guastando e racconunodando arriva fartefìce al più bello e al più perfetto. Serve agli architetti per istabilire le lunghezze, larghezze , altezze e grossezze, il numero, l’ampiezza, la specie e la qualità di tutte le cose, come debbano essere, acciò la fabbrica sia perfetta : ed ancora per deliberare sopra le maestranze diverse , delle quali si dee valere nel condurre V edificio , siccome per ritrovare la «pesa che debba farsi in esso. (N) a — E per metaf. [Esemplare, Prototipo.] Lat. forma. Gr. rv-rcos. Tac. Dw. ann. i3. i63. P/opose il modello del governo a venire , scansando tutte le cose che cran frescamente spiaciute.» Salvia. Pros. Tose. 1. 142. Che non si può dire ec. dell’imparare a conoscere a buon’ora belli esempli e modelli odi consumata virtù, o di fioriscente saviezza. fN) 9 — (B. A.) Cosi dicesi pi'opriamente anche a uomo o donna che neì- T accademia del disegno , nudo o vestito , sta fermo per essere da'giovani studenti e da' maestri dell’arte , per loro studio , ritratto al naturate. Baldin. E"oc. Vis. (A) a — Quella figura di legno , cera , o simile , le cui articolazioni e-giunture delle membra sono snodate , e possono piegarsi a piacimento del pittore , per ritrarre atteggiamenti difficili, o per disporre i panni, y asar. (A) 3 — Ridurre dal modello, dìcesi del Ritrarre dafiguva di rilievo.{A} - * (Ar. Mes.) Chiamasi Modello tutto ciò che invia o in tutto o in alcune parti isolate , ma in minori proporzioni , una macchina , un oggetto qualunque di grandezza naturale , e per lo più a fin dì Moderamento , Mo-de-ra-méti-to. [* 57 ». y. A. y. e di] t -jcK Lat. moderata), moderameli. Gr. /Asrpwrnjs. But. A ( [ nC * v (ll b- dono quattro moderamenti, acciocché sia onesta. Frane. & 3^% 1 S. In te ritegna Moderamento voce quanto puoi. Alberi. ■. s e v vegnaché la difcnsionc sia consentita incontanente ad alci* con moderamento di non colpato difendimento. trAi#* Moderante,* Mo-de-ràn-tc. Part. di Moderare. Che modera. ” * 1 Moderanza, Mo-de-ràu-za. [Sfi Lo stesso che ] Moderazione* tinentia , moderatio, modestia , temperautia. Gr. ffwtpp 0 *^ app 1 ^. Albert, cap. 55. La moderanza è costrignerc d d’Opl ^- app 1 ^ de’ cibi per comandamento della ragione. Fior. Vivi* * 111 àfi Varare la virtù della moderanza .all’ermellino. TaC » L?«^* . a ir/ a 6 ,( 0 ) cor pnare la vir Ancora morì quell’anno Mario Lepido , della cui viezza ne'libri passali assai è detto. . < diW, Moderare, Mo-de-rà-re. {Alt. Ridurre checchessia afi vtt0ie re ] MQ convenevole ., Recare al convenevole , Por modo , Tempra ’ tfiflL ficare. —, Ainmodorare, sin. (^.Modificare.) Lat. modci/*^ 1^’,^ rare , cobibere. Gr. tfàvvstv, gVsj^Bir, jc«raxs«'. Dant. t 01 ^ 1 ^ prima si chiama fortezza, la quale é arme e freno a . 111 , Jcl^ 1 n ° V dacia e la timidità nostra nelle cose che sono correzioni vita. Dav. Scism. 2 2. La ecclesiastica legge con l’auton jj stolica moderando. Tac. Dav. ami. ’à.Gz. I ti questa scni cll ^ e pa 11 cipe moderò molte cose. Cas. Ictt. 57. Perciò io la prego deri il corso dell* amore verso di me. # _. 0 \c P 1 ^ 2 ■— * Nota uscita antica. Agn. Pandaif. 5. Chi s f Ca (C l ° e ’ * e usa , se non saia luori di se le interporrà e moderra. \ t dererà.) (Pr) _ 2 — E n. pass. [Reprimere V impeto della collera 0 d’altro c ia luogo alla ragione , Reprimere il desiderio , la passione che dicesi Contenersi, Rattenersi, Rattemperarsi,] F l c!tl P' pod 1 ^, Dav - ann. 3. 5y. Agrippina ec., vinta da disperato dolo) ristette a moderarsi. {Qui il lat. ha; animimi compoDCi^G^ i 9 # 1. 18. 55. Ed ebbe voglia Orlando d’assaltare, Poi p ul s’ é moderato. ^ Moderata, * Mo-dc-rà-ta. TV. pr. f Lat. Moderata. (B) Moderatamente, Mo-de-ra-ta-mén-te. Aw. Con moderant derazione-, che tinche dicesi Temperatamente , Regolata* 1 igstc» ^ ratamente.-—, Ammoderatamente, stn.] Lat. frugalità', Jl0 »* c . J; dorate. Gr. /A«rpi'«wS, x.oc’/xtws Bore, ivtrod. 1 0, li quali avvisavano che il vivere moderatamente , e 1 \fci' c -P l £o l>i [ 3 0 di bronzo a fine di comporne una macchina. (D. T.) 3 —* Diconsi Modelli i Prototipi de ’ pesi e delle misure, i quali\ assicurati da ogni alterazione, debbono servir di regola per verificare tutte le copie che se ne traggono. (D. T.) 4 __ * Si dà anche il nome di Modello a qualunque {strumento, costruito con somma ddigcnza , e che può servire di archetipo termine di confronto a tutti gli altri. (I). T.) 5 — T. di magona. Modello puro. Specie di ferrareccia che comprende la Regettma minore di due libbre d bracco , il Nastrino che non arriva alle tre , il Tondino per i ferri da portiera, il Quadrettino sottile dentro"atte tre libbre. (À) 4 —*(Chir.) Figura rappresentante un uomo od una donna, o solamente Ì addome e la pelvi d ’ una donna , c di cui si fa uso per esercitare gli allievi all* applicazione deile fasciature , od alla pratica dell'ostetricia. (A. O.) 5 —* (Mario.) Nome che si dà alle piane che formano la figura e \ e grazie del vascello. Dislingiionsene quattro specie, cioè : Primo , la piana che sì mette sotto lo sbaglio maestro , e che gli corrisponde , del pan che tutto quanto le sovrasta perpendicolarmente : Secondo , Terzo, o Quarto del davanti 0 del didietro, la seconda, la terza, la quarta piana verso il davanti, o verso il didietro, e ciò che vi sorge saprai cioè , una piana , due ginocchi e 4 o 6 allungatovi. (0) ogni superfluità, avesse molto a così fatto accidente resi 3 ^ li volti sien lieti, cioè gli occhi moderatamente a P crtl ' oC tei'^‘ il1 . 1.8.ila. posto in opera medicamenti cc. refrigeranti, c 111 disseccanti. • n tie>'' 0^ Moderatezza , Mo-de-ra-téz-sa. Sf. Lo stesso che Moder* 1 ^ Long. 3. 38. Altro non è , che un affetto intcmpe s h v ° oV e I 3 1 non ha bisogno d'affetti; o pure uno smisurato affetto, p#, ratezza abbisogna. (B) Nati. Stor. yen. I. io. ( 0 ) Moderatissimo, Mo-de-va-tis-si-mo. [Add. m] superi• di q^$U ^ moderatissirmis, aequissimus. Gr. (jw$p:virx.TO<. Seg* ie * 3. 19.18, E lascia a te l’eseguire ancor la sentenza J,‘ 3 |tif volontaria afflizione moderatissima. Borgh. Col. ^P ,7l f iX t uttc ,ioii! adunque, dondeclic e’se Io 'mpaiassero , i Boinatu, nazioni del mondo tenuti allora moderatissimi, condai^. ^ e oP gl’ inimici superati da loro in alcuna partita de’ terr- njl' vargli tutti. pe Moderativo , Mo-de-ra-ti-vo. Add. m. Atto a modef ar ' ,r/:-'’ Fotg. 3. 8. 26. Berg. (Min) Moderato , Mo-de-rà-lo. Add. [nj. da Moderare.] G A* ^ Temperalo ;—, Ammodcrato , sin. Lat. niodcratiis-t.'" tl -ap a ' ‘ /Wj nov. 7 8. 1. Con niù moderata compassione gli i,vea 1 „ -- - T -' - 1 ' ’ *■ '■ - .1 ■ - - —oderat ■ _ 90. 2. Essendo voi tutte discretissime e fid. prof. Qui, non veduta altrove, Libertà moderai* 1 Fiorir si vide , ec. .. r // falcio 11 2 — * (Mus.) Movimento ed intensità interni*dii j\ a ^ lC epr . lento , fra il forte ed il piano ; per In più tiwust c mÙ'^y V Allegro , e ne tempra la vivacità. (L) \Ch* c Moderatore, Mo-de-ra-tó-re. [yerb.m, di Moderare-] S ‘%2Ì>"’ SC moderator, Gr. À.Agosi. G. D. Esso, r ^ ^ doratore, lo regge e dispone. Tac . Dav. ann. 3- 7 ‘ a e ™ /f( f a discreto moderatore ec. , che Giara era isola ci* 3 * a( * n e -vM 2 — * (Ar. Mes ) Alcuni meccanici danno questo, n ^ ,n °j; ^ in certe macchine, che serve a moderare la ve ^ oCl p lttl iofl* ^ . ;]ll v laiio.Generalmente però questo pezzo a parte, o S ,l r jjt abbiamo tale scopo , dicesi piuttosto Regolatore. v i^n . 3 —* (Avelie.) TYowe che avevano presso i gistmti di qualche città o capo di qualche C ,Z à ntod e1& 7/ Moueratorio , Mo-de-ra-lò-ri-o. Add. ni. Spettali Lue. Dott. yotg. 1. 1. 38. Berg. (Min) « $i e [r Moderatrice, Mo-dc-ra-trì-cc. yerh. fi {di ?»e»dei moderatnx. Gr. hiQiy.i)rpia. Dani. Conv. : - c de $ gnanimità , la quale é moderatrice ed acquatati - jeffa c ^\0 Betub. Asci. 3. 160. Doveva ella ( la natura} c. 503 ^ lieilezza^ solamente e adornamento , ma luce e u c 1' animo', moderatrice de’ soverchievoii disu, c • ^ ^ rC ^ ì ùd L °}A ii ' Moderazione, Mo-dc-ra*zió-nc. [-V/.'] li moderai ^ 0 dcr-J* paramento alle cose ; {Regola,Modo, .A/u'Uu• > a ^ 0 ,(j • deranza, Moderatezza, 5in.] (F".Modestia.)La . c, w>i.p, 'Nsi Ur X‘C. L; MODERN , m • -a prudenza cc. ella è distinzione, non solamente virtù, ^ de’ Cos , ln °derazioii di virtù, c carrcltiera c ordinatrice dogli spiriti, Kl| °ludi ailin >aestratrice. Data. Com>.[i2/f. Altri sono vizii con- ‘•«linc • - lls alle qnali non ha colpa la complessione, ma la consueti s ! c £°me la iutcmperanzia, e massimameute del vino. K que- pep leggono e si vincono por buona consuetudine; e] Tassi Tuo- poiis - Cs ? virtuoso, satiza fatica avere nella sua moderazione. Red. • 1. 68. Si .. ’ delle frutte, ma con moderazione , e partico- 5 Aliente ì li . inau S 1 delle trutte, ma con moricr VconVn * ra §°b ; 5 delle visciole , del popone. fifa ^ 0,m a di età provetta, che ha per attributi un freno, una Un firofogìo a polvere. (Mit) M -«n, * «* r' ,v ' *•' 0 | J Rhfi AM v co §0 /io stesso che Modra. ^ 0 ^ù/J E!Ì - TE - 5 bTo-der-na-roén-te. Av* 1 AU' uno moderno , Al modo r ^ H ^ b l JOrn tempo addietro , Da poco in qua', I eC(, Dtcr e e ^ CMI Odiernamente , Nuovamente , Novellamente.] hai, ^nic }ri ’ ^uper , modo. Or. apri , àprfw?. /'/■. Oìord. Preti. R.Con- siw- niametl lc è venuto in usaggìo. Rarefi. Lez. ufi. Quanto non possono alligare altro clic quello che truovano s ^. 0( ernai nente da Amerigo Vespucci. limai. Pier /. 3 .a.Dove e r ’ ,e j ma restaurate Modernamente, e di frammenti varii So- ^ * j» ,lTle sse insieme. E 2. ef. 20. Modernamente Y ba rcslaurato, illude p^r n * em cnte , Ultimamente. Mann. Ist. Decam. 1 .i 3 z. Nelle rcco »ditc oc. scopertesi per avvenlura modernamente.(N) MIÌNTE ’ -^°derms-si-ina-mén-te, [Avv.] superi . di Moder- p iP*' l’ccentissiuie. Or. ’jrpo poepordrov, zyyiffrct. Er.Ginrd. / • ^ on a H uso degli antichi nostri , ma come modcrnissima- Adotto. xfòuh. / ,A ’° 5 Mo-dcv-nìs-fii-mo. Acid. THx- ‘ cie - " He n. superi, di Moderno. Ma- ..i T ' - -"'■'s. (Min) ! 5 ^°'der-ni 1 à. [Sfi.] ast. di Moderno. [Qualità di ciò lì ^(dvin. Prosi Tose. 2. iy6. Quanti bei fiori di sciai che schietta antichità e (li vaga e leggiadra modernità ba egli posti ne* M ' «ini .v'.i „ ~ y«s 0 ^ s,l:) Vocabolario re. P ‘< "In-dèr-no. Add. [m. Del tempo nostro, De ’ nostri giorni, e è secondo G uso presente ; Nuovo , Novello. Ldt.ic- ìll .'l )fTl,s , hodiernus. Or. vsoxpqs , peupòs , vsdrspo?. (In isp. jjlu frane, moderne , in tcd. ed in ingl. tandem , in gali. c | l<) L’arsi dal lat. modo poco fa , testé , poc’ anzi , come da A’iie .. iir e > la fe cjriiiili il numero trovandone piccolissimo da conimeli- , » -‘••■01 uhi uu. unii (L^^in.T * ,a l ,ur 4 n< -do senso, gli antichi trassero nuperus che vai 3 nioderno.V. moda.') Lab.jj. Condì fendemmo alle nio- 1, v 5 ;*« ie quali il numero trovan- ;|% 4 ^Asso oc. alcune ne nominò della nostra città. Amet. gtf. f/' 11 *' ino a ffH atti, càie parole illibato costume , e Q ltmo alieno dalla sregolatezza del senso e dallorgoglio. i*Jta ^.^abile , civile , cortese , grata , prudente , nobile , Vili 8t ia. !///^ Cc 5 rara 3 'indie , vergognosa , verginale cc. ] Lat. e \, rt ' ca p. 55 . La modestia è un'arte da attenuare lo mo- P H p llor e e tutte le nostre faccende di là dal poco e di qua ^%'Ld. , ca ì K Senno e modestia allaltrc due confine. Ottar. e i ' P (>1 'occbè la modestia é nel sembiante Sol virtù della ìU 1 °« stCo ^ trattar con modestia è gran difetto. \ f* prende anche per Verecondia. (A) Salviti. Cas. 1 ^ 4 ' '’c/ 0 Ckoa \ VC ]!> t . Coi, ^ a 3 e P' r modestia Non jiarla. (N) >io n ì -f i ° K ' l,ì( ' tta restila di bianco , col capo coperto di un gl[ tU * lle ne iti mano uno scettro, in cima al quale è un ? l(i su °i°ì et i d tutta affatto coperta dal- VoqJ .^* ^ a Decenza , Contegno , Compostezza , Pudore. a lcun * n i^ lUC ^ alino diverso significato 1 ’ una dall'altra, ma 1 ij 0 sk u ha ... :1 esse, secondo che s ? «applicano ad uomo o a dolina, nozione. Nelle donne, il Pudore è seguo e di— e le ^ rr ® 8 °chò involontaria d’ onesto timore e di caudor d’a- c 0 Sl! s °cìetà y, l - ra n< ’gli atti c negli sguardi; la-Decenza è una leg- ^tì? S ^ r iie■ | Una n< di° varie civiltà , e mostrasi negli abiti e nelle c ’o ntd IodeUÌa . è ,ìoveie personale, ed è ne’ sentimenti se- Afilla n\ G ^ n °. n °tasi ne’ gesti e nel portamento , ed è il guar- a dell» if a ^' a : Compostezza regola le maniere, ed è la sal- S i\r. ^ anim * >l ? 0 I ì a ^ ama * Negli uomini , la Modestia può essere v dtù. 0 .|unido; c in tal caso è vizio , mentre nelle donne è Minute ? 6 d df. ili Contegno talvolta indica troppa gravità e si accosta anc ^ c da Moderazione e Temperanza. Modestia è ti- di S Q*jV c d'innocenza 0 cl’iinnllà .Temperanza è Virtù contea- ) ma ‘ . a l° appetito, signoreggi amento severo di ogni diletto " in cipalmcnte della gola e della libìdine. Moderazione MODIFICAZIONE ^5 è Facoltà della ragione di contener Y animo ne’ suoi moti al di qua d'ogni tropjio. Onde la natura ha data la Modestia per compagna alle donne ; la voce delle leggi congiunta col bisogno della propria conservazione raccomanda all’uomo la Temperanza ; ed una retta ragione illuminata dall’esperienza può sola dimostrare la necessità della Moderazione. Modestino , * Mo-de-fitì-no. N. pr. m. Lat. Modestinus. (N. patron, di Modestus Modesto. ) — Erennio. Console e giureconsulto tornano , consigliere dì Alessandro Severo , di Massimmo e di Probo , uno de * nove giureconsulti alle cui opinioni Teodosio die ’ forici di legge. (Mit) Modevtissimamente , Mo de-stis-si-ma-mén-te. [Avv.] superi, di Modestamente. Lat. modestissime. Or. Korrgidrotroe.. Bocc nov.28. E quivi con loro della beatitudine di vita eterna cc. ragionava modestissima- mente loro. M. T. d. 82. E quando chbono detto ìnodc&tissiinamcnte quello che e’vollono ec., il Ite non fece altra risposta, se non che si toccò la barba , e disse , cc. Modestissimo , Mo-dc-stis-si-mo. [Add. mi] superi . di Modesto Moderatissimo. Lat. fmoderatissimus.] Or. xo j. Bocc nov. ig. A lei in una cassa artificiata a suo modo si fece portare. E nov. 21. 5 . Non si può far cosa niuna a ìor modo. E nov. 62. ià. TV questo lume, buono uomo, e guata s’egli è ridica tuo modo. 5 —Rimedio, hipù go,Temperamento, Compenso, Fine ec.T.§§. i 5 j 6 e ìj. 6 — Forma , figura , Apparenza. Er. Gwrd. 3 o 4 . Il Segnore appai ve loro fa' Discepoli, cl' E nimausj in modo di peregrino, e non in sua forma- Dant. inf. 3 f. Non avean penne (le ali di LuciferoJ , ma dì vipistrello Era lor modo J e quelle svolazzava Si, che tre venti si mo rcaii da elio. (V) q — Termine , Fine. S. Agost. C. D. 1. 36 . Questo adunque sia il modo di questo volume, sicché da questa innanzi pigliamo d’ altro esordio le cose disposte. (V) 8 — Col v. Andare: Andare, Dire, a modo di alcuno, cioè secondo il volere, il consiglio o il desiderio altrui. T. Andare a modo di alcuno.(A) 9 {Coi v. Avere :] Aver [modo o] il mcdo = Esser ricco, Aver da spendere , 0 Aver comodo. Lai. copiis, divitiis abundare j copio-sum, beatimi esse 3 sullicere. Gr. tinropeìv. Alani. Colt. 4 • 94 ' Se non ha’i n:odo Delia notte acquetar le membra stanche. Tue. Dav.Ann.à.yg, Tiberio prese a rifare il teatro di Pompeo per caso arso, non essendo ui quella famiglia chi avesse il modo. Gas. leu. 21. E perché sua signoria ha modo di scrivere sopra a ciò aV.Ecc.Ilìustriss.,non nu pare ec. 10 — [Col v. Dare ; Dar modo o il modo = Porgere i mezzi , Somministrare r opportunità.] T. Dare modo. 11 — Col u.Fare: Fare a modo—Operare in modo conveniente ; ed anche Operare in guisa o a smiihludine.T.V are a modo;e V- A. modo,? 3 ,2.(A) 12 — {Col v». Mancare:] Mancare il modo = {Esser povero , Aon aver da spendere o Non aver comodo.] Capr.Bott.à. 55 . Da che viene ec. che tanti pochi uomini si danno agii studii , c massime di qaelii che potrei ) ono c clic non manca loro il modo ? MODO , ir Po*? 1 3 — [Col v. Porro: Porre modo — Raffrenare, Moderare- *(0$* modo.] Bocc. nov. 4.2. 3 . Se egli avesse saputo por modo aU« sue. Arrig. 54 • Poni modo alta fellonia, potivi modo,o perù* A ‘^ o 0^‘ 1 4 — Col v. Stare .-Stare a modoz=E ssere conforme al modo . f E Stare al modo altrui ~ Essere secondo la volontà s desu irui. T. Stare a modo. (A) .. . fìcd' 1 5 — [ Coi v. Tenere: Tener modo =z Adoperar via 0 SI, ^'Lie- nov. 27. 6 . Cominciò Masetto a pensare che modo dovesse i€ 16 —* Col v. Togliere: Tor modo a far checchessia— U$ (tlV 0 eI -K' qualsivoglia spediente a farlo. Dant. Inf. 18. Cornei Roii* an » sercito molto L’anno del Giubbileo su per lo monte Hanno r la gente modo tolto ; Che da l’ un lato ec- (Br) . pt^ iV 17 — Col v- Trovare : Trovar modo o modi — Trovare ht niera di condune a fine alcuna cosa. V. Trovare modo-C g. 1. nov. 1. Sentendo egli i fatti suoi ec. molto intralciati * quegli commettere a più persone 3 e a tutti trovò modo ( ,,/jtf^ 0 ! a chi commettergli.) E nov. 3 . Rivoltosi tutto a dover ti°.^ all( i3i come il Giudeo il servisse. Bocc. g. j.n.i. u voi mi V)j s po^ .. con Dio , o voi a questa cosa trovate modo.i? g. 3 . «• *• voler ec. trovar modo a questi fatti, acciocché da Masetto^ c »er* il monistero vituperato. E' g. 3 . n. 2. Né altro ingegno gleip^ & se non trovar modo, com’egli in persona drl Re ec- potesse * ... -c. I ' venire. E sotto : Trovato modo d’avere mi mantello , eC j n ija 18 — Modi avveri. A modo, A inodi=: Come , In guisa, * r. A modo, §. 1. (A) (fi) 2 — * A misura , Con moderazione. V. A modo, $\ Lìh. 0 * 1 3 — * A proposito, Opportunamente, Acconciamente.^^ 420. Tuttociò , certo, o Dea , dicesti a modo. (Pe) r > iq — A modo alcuno = In alcuna maniera. T. A modo » 3 'filo* 20 — A modo e a verso = Convenevolmente j RisentittuacUt ratamente. T. A modo , $. 5 , 2, e 5 - 3 . (A) (N) ^ 21 — * Dicesi anche A modo che , A modo come ec. E * .. SS- 6 '/ 7- (N) nunP* rt W 22 — A ogni modo, Ad ogui modo = Niente di manco, tfyh T. A ogni modo, J’J. 1 e 2. (A) Tardi. Ercoi 3 S ‘3 (la E a ogni modo i Greci ec. non ehbcr mai troppo a 8* -qqC^ latina. E 386 . E a ogni modo male si può fare compara* 1 ^ cosa che é morta, c una che vive. (V) 4 ‘\\o * — * E vale anche Ad ogni patto. T. A ogni modo \^p | 11 ^, 3 — * E ripetuto per maggior foi'za. Bemb. Leti.‘ 3 - 0 V. S. ad ogni modo ad ogni modo, c così la piiego 0 sti a) giuro a fare. (N) un IIJt,l ^V 0 ' 23 — A un modo— Similmente, A un pari, Egualmente. T •-* . l( jj i J ] y , | r 24 — * Di un modo , D’ un modo = Egualmente. V< ^ Dant. Par . 3 ■ La grazia Del sommo Ben d’ un modo ^0 ^ 1 E 4 - Intra duo cibi distanti e moventi D’ un modo. E w u dubbi d’ un modo sospinto. (Br) (N) 25 — * In modo= Siffattamente. T. In modo. (N) i n cb e, f (A) 26 —* In modo che. Lo stesso che Dimodoché. T- Di 1110 27 — In ogni mo’o modo “Comunque la cosa vada.T1 e 28 — * In un modo ~ Ad ogni modo. V. In un modo, 3-y 0> 29 — Per certo modo = ih alcuna maniera. Lat. quoda' 11 ' Mann. Lugl. 8. 3 . Se non che tu fai , per certo modo,^ f 1 ^ 3 0 — Per lo modo = Borie , Malamente , Di santa , ll p! 0 ^o^ > Sacch. nov. 8 4 - Eccoti Mino in terra, e la donna au 1 - burattalo per lo modo. (V) • /^) 3 1 — Per mudo eh t\z=. In guisa che. T. Per modo ^ 3 a — Per un modo di parlare , Per modo di dire = * tl Qfefy Per dir così. Lat. quodanimodo, ut ita dicam. ^ E per un modo di pai-lare , noi possiamo dire che ec- V 33 — Dicesi Per modo di per A guisa di. Bocc. g* 2 - ìl ‘ \ao ^ sera per modo di solenne fèsta una bella cena. Cavali' ^ $ 155 . Molto mi pare cosa fuori di ragione di mandarlo per ìT prigione, e non significare la cagione. (V) f T 34 — Proverò. Dove é uomini è modo = Dove son °ff jr j* •*' modo di venir a capo di qualunque cosa. Cecche rifeci è uomini , è modo: uh! io per me Era impacciai^. ^ 35 — (Grani.) Presso i grattatici si usa per s\gnij lC odWji &h( sider tiri tativo e pongono .. ___ indica!i\o, cioè dimostrativo , il manda. (V) (N) * — 4 Dicesi Modo basso, parlandosi di òcvUli . X ì a/i/. A1ttafì/1 CflìCe O L. A _ /Ia uso — 4 Dicesi Modo basso, parlandosi di O crlli ' ur c-^se è espressione la quale dinota che quella voce ,°A\ che presso gente volgare o in triviali discorsi’ 0 Ji? ** _Prie) /irrita ridi' ìtn fin’ rrt'fl 172/ItICl Modo rJ/. ^ 3 —* Così dicesi anche da’gr amatici Modo **« \f e ,bio i $ parole sono poste assolutamente in maniera di ^ at ’ r . od^\ e dire , una frase o maniera dì parlare. T. fj. f 2, fjs^ 36 — (Filos.) Presso i filosofi denota una maniera ^ ^ s t llJ qualità od attributo dt una sostanza o d'mi sogg ei - °^. sìi $sÌs^ ^ necessariamente connesso col soggetto, ed incapace j,f di esso. (A) «ione $ ^ ,4. * — Presso i logici si prende per la modificò - e E posizione. (A) KnvituU^r J 4 * ‘, 3 7 — * (Med.) Modo di vitto, Modo di vivere: l , todo di vìvere e della vita. Lat.vi ctus ratio. ] .o e . E sta. Modo dì vivere ben regolato , e tutto uuk i . ge l a Queste cose non saranno impossibili da ottene»^» je’^ |6s vorrà soggettare per lungo tempo alle buone ■ k- e di un regolatissimo modo di vitto lungamente . s - (ll0 , ($f) e regolatissimo modo dì vitto è necessario, nccC . SS f /[0 38 — (Mus.) L'ordine moderalo de tuoni; cosi d e MODOALDO t'rufj, l,a P ns sare i suoi conjìni . «eiC' 17 ^*,,..... fi,fi/ nialnAì, MOGLMZZO smz« disgustare V oi'ecchio : oj.s/a 'tonnata forma dì melodia fatta con ragione ed artificio con- 4 1 7 efojj determinato ordine di numeri o di armonia accomo - xa Catena conti nula nell' orazione’} oppure il Modo è una certa del fj- e c l Ua ktà di armonia che si trova in ciascuna delle sette specie f topato,^ y. Grave, $. 17. Gian. (O) (N) 1 '^ tesso antichi i principali modi furono 1/Borio, il Fri- dqf( ' Ll( ^ 10 ; così detti da'popoli che gli usavano , i quali gli presero PH e J} ulli ra. Furono poi regolati ed accresciuti con le ormon e prò- a . na zioni , come la Jonia , la Eolia, la Locrensc ec, e replicandone alcune armonie nel grave, altre nell’ acuto, *Uodi a ^rio, l’ Iperdorio ec. Altri diedero»cinque Modi alia voce ^ tip c j 5 c ‘nque alle grave , delti Piagali, e cinque all’ acuta di Ili Au- «c/w 5 Qllrt in fine li ridussero a sette o olio / ma troppo sono di- de't ()i n(l k °ptni 3 , 5 , 7 aiiteinivi, 2 , 6 , 8 piagali. Quest’ orda ®k*«e Q ( ° m °di durò fino ad Enrico Giare ano , c/m ree/ 70^7 li ri - .4 ^ ^ 3 _ /a divisione armonica ed aritmetica. Gian. ( 0 ) . ■ * >te f s0 1 moderni il Modo sì divide in Maggiore o Minore. 1 c ht ( .. ir>Je è quello nel quale i suoni principiando da un dato che 'toi( U e *ì Ue tt 0 ue l quale i suoni principiando da un dato %,$& ì a .fondamentale in ascendere si succedono con quest'ordine; 8'Of.p 'ftoìdametìtale , seconda maggiore , quarta , quinta , sesta mag- ei l "1 discendere: fondamentale, seconda maggiore (talvolta l terza n.-nn.-...- ...... ..... .... ....... .■_. .... '_ j°'e, ] JI ' IZa maggiore, quarta , quinta, sesta maggiore , settima miti c ,/c ‘ 'ài' ^volte M sesta in ascendere, eia seconda in discendi s (l i t ,°do minore sono minori. Nella nostra musica pertanto sono \ 0n o ’/* Mo-do-àl-do. N.pr.m. Lo stesso che Monaldo. V. (Dal li Bi in, - mocl ° i maniera, ed alden elevato: Elevato nelle maniere, <>" » "rr e el f' atc 0 CB) . V'W'? 0 *-) M ' v,)ò - ci -i- ■Ani. popoli della Sarmazia asiatica.( G) '•«Nti . (Ge°g.) Mo-do gàl-li-ci. bilichi popoli delle Indie.fi) £ lt »t ’ . (Geog.) Mo-do-gùl-la. Antica città dell’ Indie. (G) V'- ’i.ì -dtt. e n. pass. F. e di' Modulare. Sanata. e °»H sl OSl Ovver quando in su l’alba esclama e modola.Bejg-.(Min)(N) * (Geog.) Mo-do-nià-sti-ca. Sj'. Contrada dell'Asia, nella netta Morea.^ G) ? 1 oe! A ‘ * u> v ’°6*)Mo-dòr-ti-a /.«(.Modoetia Antica città degl' Insubri,(fià) **. » “b’yeTiU'UUi-U'djuat iuuuuctw Auliteti emù u^t in. l-i, .*^ N A. ’® 5 Jg-) Mò-dra, Modero. Città dell Ungheria. (G) (Geog.) Mo-drè-na. Antica città della Bitinia. (G) ^^eiO'-^iO'dù bi. Amichi popoli dell'Indie, di là del Gange.(fi) Xy* di LGcog.) Mo-dù-gno. Piccola città del regno di Napoli in fiiSj Buri. (G) .dQji^on’ ^°‘du-làn-te. Pari, di Modulare. Che mtldula.Bocc.Com. “'on e ftost altl 'innnti sono , che due cambiali modulanti la comodità il Ve f-parole. (A) c 0 > o ’ -m du-là-re. (Alt. e n. pass .] V. L. Regolare il canto ed ir-... 1 t/'ar uso di una o di varie successive modulazioni ; Per- ■’ii ■ e tut ~ hq/pSandó/g k corde di un tuono o di varii , l’una dopo l’ altra , ti&a ^"l'vo'h nia SS‘ or regolat ila ancora ne'pezzi di dijfei •II,.elitre 1-, ° P'cadesi anche nel senio di Maneggiare; die melodicamente o armonicamente, come si pratica ne’pre- erenti carat- . ld , dicendosi Ben b V . I ri '. 1), J°? e P er £en maneggiarla. —, Modolare, Ammodulai e, Morg. 28. t 4 y. Benigni sccol, che già lieti tersi, . b l *To,> v lod «lar le nostre lire. .itlfs- CO) du làt0 ’ -ddd.m.da Modulare.—, Ammodulato, sin. l't-nl ’ ,^ 0 -du-la-tó re. Verb. in. di Modulare. Che modula. Gra- 'tàn, ' Un ’Mo-du-la-tri-ce. Verb. f. di Modulare. Che modula.Pi. Oré'/^-CMin) i'i «lodo- :s -l Mo-du-Ia-sio-ne. [Sf Maniera di stabilire e di trat- ui 0 t■ w “ P‘ù comunem. L' alle di condurre successivamente S ej, o l°"e • s r —• V ^tvt n " nim ia che il canto , con grazia non meno che b l ìoi,’ Mbtìe v 0 " Rfelo P eil -l Bai. modulatio. Gr. fi\os. Cavate. Frult. k)| ' t! ti 1 . S ? 11 ta H| CC ® ania modulazione è quasi voce di pica, cosi ora- >/. I), (-vj v 'ozione è quasi muggito di bue. armonica, Modulazione. Pic- 1 ^ Us - CA’m.] V■ L. [ Modello , Forma o Disegno .] Lat. rl'alba ed T nT° !- (Bul.S1sl.s64. Avendo riguardo al modulo, cioè j iVii^hi.) esempio dogli altri corpi naturali. ^ Qichà ‘ SU,a c °ii" quale si regolano e si misurano tutti gli q V" ,Sl *''a< ttlura ‘ Cavasi, questa misura dalla grossezza deliaco- 3 l^si,‘ n “rin " ui vivo dell’ imoscapo , tutta da piede , pigliandone „ ' meta, che si divide ni minuti e parti di minuti : e ) a r, , L m0itag^io , JSozze. Lat. mairi- monium conuubium , coujugium. Gr. yii.aos.Quad.Cont. Deinmouu per lui fiorini 1 d’oro a Puccio da Barberino , scusai di mogliazzi ; ebbe in stia mano, perchè s’iiubrigò nel ditto matrimonio. Fr.Gio’d. S. Pioti. 2g. Questo errore era anche ne’Saducei, che credeano che le carnalitadi e questi mogliazzi fossono nell'altra f&g.Frane.Sacch. : ni (, J 4 i 8 MOGLIE nov. 107. Questo gentiluomo vide a un mogliazzo gran numero di cittadini. Ovili. Melarti. Aspettano il tempo del paltovito mogliazzo. Burch. 1. 6. Andaro jermattina presso a sera A fave un grande ocò a un mogliazzo. » Bart. Ben. rim. pag. 2. {Mvorno 17yg.J Con la libera mia cantando impazzo , S’io non fo teco , o Tina mia , un mogliazzo. (B) Car. J.eit. ined. 1. 23. Avvisatemi che si fa del mogliazzo di Scipione. (N) Moglie, Mó-glie. [A'/ì] Femmina congiunta in matrimonio ; {che dicesi anche Donna , Consorte , Sposa, Compagna oc. La moglie è, legittima , amorosa , dolce , cara, diletta, fedele , savia , onesta , pudica, importuna , crucciosa, strana, odiata , adirala , maltrattata , abbandonata , infedele, infelice.—, Moglia, Mogliera, Mogliere, Moglieri, Moje, Muliera, sin.] Lat. uxor, conjux. Gr. yvvr,. (Dal Jat. mailer donna.) Bocc.nov.iS.35. Trovò la Giannetta moglie del figliuolo. E nov. 27. /pf. Appresso costoro le siroccliie c le mogli loro tutte di bruno vestite \ennero. Cavale.Med. cuor. E qui si mostra che grande lacciuolo del diavolo è la mala moglie. Dant. Jnf. 16, z/5. La fiera moglie più ch’altro mi nuoce. 2 — * Fario uso. Fit. S. Etifìos. 3g 7. Aveva una molto bellissima donna di moglie fper moglie,) e non se ne aveva figliuoli. E 4°4- Aveva così bellissima donna di moglie. Bocc. g. 4- pi'oern. Aveva una sua donna moglie {così nel lesto Mannelli ), la quale egli «opimamente amava , ed ella lui. ( V) 2 — Col v. Andare : Andare a moglie altrui = Peccar con lei. Nov. ./lui. i..j. Calensino, rettore dama terra, fece una legge, che chi anelasse a moglie altrui, dovesse perdere gli ocelli. Poco tempo passato, vi cadde mio suo figliuolo. (V) 3.— * Col c. Avere : Avere alcuna per mogIie =Esser congiunto con lei in matrimonio. G. F. Arrigo cc. ebbe per moglie Costanza. Quid. . G. Pari 1’ avea per moglie. (A) 4 —* Colv. PMe-.Bin'niosBe—Ammogliare. F.T)oxe moglie, §§.1 e 2.(A) 2 —"Dar per moglie: dicesi parlandosi di fanciulle da marito per Maritarle , ed ai.che J'g. F. Dare moglie, §§. 3 e 4- (A) 3 -— Col v. Ilare:-Farsi moglie o a moglie a\cnnoz=P renderla pernio- glie. F. Farsi a moglie. Dia!. A’. Grog. 3. 26. Sì se la congiunse, c feccsela moglie illecitamente. (Y)(N) 6 —* Col c. Menare : Menar moglie vai propriam. Condttr la moglie a ■ casa, ed anche Ammogliarsi, ma in quest' ultimo caso dicesi meglio Toglier moglie. F- Menare, 5. -/lì. Sr.gr. Fior. vii. Caste, mg. Lodava Castniccio assai gli nomini elio toglievano moglie e poi non la menavano ; e cosi quelli che dicevano di volere navigare e poi non navigavamo. (A) (IN) 7 '— * Col v. Partire : Partire dalla moglie:=AVp«rarsei)e, Ripudiarla. Sig. Fiag. Moni, Sin. 14. Questo modo fanno perche ninno non s’avvezzi a partire dalla moglie tante volle. (IN) 2 — * e ,1. pass. Detto della moglie che si separa dal marito. Sig. Fiag. Mota. Sin. 14. E in fine ella {la moglieJ si parte da lui , se egli non promettesse di far meglio la sua volontà cd ella sia contenta. (N) 8 — * Col v. Patlovire : Patlovir moglie = Prender moglie , ma è modo antico. Fav. Esop. 7. Il sole pattavi moglie ; e sappicndolo la terra cc. (Pr) 9 — {Col v. Pigliare : Pigliare, Prender moefie=zAmmogliarsi.] Bern. ■ Orl.2.17.2. Vorrei che mi dicesse un di costoro elicsi marita, ovver che piglia moglie, cc.» Buon.Tane. 2. 5.-Non sono il primo, e non sarò anche I sozzo., Che moglie pigli Che non sia sua pari. (N) 10 — * Col v. Prendere: Prender moglie. I.o stesso che Pigliar moglie. Fav. Esop. 5. T. B. Dice lo conto die ’1 Sole una volta volle prendere moglie , c mandollo dicendo a tulle le creature. (P) 11 —* Col v. Togliere : Toglier moglie, per moglie = Ammogliarsi. Bocc. Coni. Dant. cap. 16. Perchè assai manifestamente si può comprendere, non sottomettersi a piccol pericolo colui il quale a lor moglie si dispone,(P) Buon. Tane. 4. 7. S’io tolgo moglie sugli assegnamenti D’aver governo o di successione. Maestruzz.i. 20. Chi corrompe la vergine c poi la taglie per moglie, puolc esser promosso a ordine poi? M. F.g.5. Si tolse per moglie una femmina mondana.(N) 12 — Proverò. Chi ha o toglie una moglie , inerita ima corona di pazienza; ciii due, mia di pazzia. Ciro. Geli. 5. 126. Usate anco dire, che dii ha avuto moglie, merita ima corona di pazienza; ma chine ha avute -due , ne melila una di pazzia. 13 — Dagli moglie e baio giunto : dicesi per denotare l’incomodo che apporta seco il prender moglie. 14 — Doglia di moglie morta dura infuio alla porta: dicesi per denotare che ih duolo della moglie morta passa presto. F. Elds, 3C4. Nel qual significato diciamo anche-. Il duol della moglie è come il duol del gomito. 15 — Malanno e moglie non manca mai. 16 — Nè moglie , uc acqua , uè sale , A chi non te ne chiede , non gliene dare. 17 — [Non si dee lodare bella moglie,vindolce c buon cavallo: dicesi] per denotare che le cose appetibili non si' deano lodare , acciocché altri non se ne invogli. Alleg. 125. Ma chi conosce dal cappone al gallo , Sa ben che non si dehbe mai lodare Bella moglie, vìn dolce, c buon cavallo. 18 —- Ogni uomo ha buòna moglie , e cattiva arte : dello proverbiale cantra il comune degli uomini, che si lodano sempre della moglie, e si lagnano delle loro arti. 19 ~ Tal gastiga la moglie , che non 1’ ha; che quando e 1 ha, gasti- gar non la sa: Risposta di colui , che è da alcuno rimproveiuta la troppa pazienza verso la moglie , i figliuoli, o simili. Mogliemà , M.i-glie-ma. [A’/.' comp. indecl. F. bassa. Lo stesso che ] Mogliama. I'. ( V. propria del dialetto napolitano.) Cecch. Dot. 1. 1. E lasciommi La sua figlia qui in rasa con mogliemà. Muglierà , Mo-gliè-ra, [Ay. F. A. F. e di’] Moglie, (Dal lat. mulier MOJANA i provenzali fecero molher , gli Spagnuoli muger, c gììcr , mogliere, mogliera.) Pataffi 7. La Lotte piena, e L Nanni. G. F. 10. 7. /. Lasciandogli usare sua mogliera, w 3 ’ nipote del Re. 0 fi; Mogliere, Mo-glic-re. [Sf. F. A . F. e di’ ] Moglie. Bocc. ^ai Giaci ietto , clic è qui, ha tua sorella per moglier e.Petr.cup" 1 * più fida , Che 1 ’ avara moglier d’ Anfiarao. » C o!ft ‘ Mogltf.retta , Mo-glie-rct-ta. Sf. dim. di Mogliera. Francese *• 36. Berg. (Min) . , , Moglieri, Mo-gliò-rÌ. [Sf. F.A . F. e. di' ] Moglie. Guitt.let ’ ^ ^.pigia dire alcuno puote, scusando se: io non posso o nonvogfi mina astenere , che moglieri aggio, ovvero aver voglio. ^e 0 a\l^' Moglikta, Mó-gìie-ta. Sf. comp. indecl.F.A. Lo stesso che F. (V. propria del dialetto napoli!.) Bemh. Bros. 2. gj. Mogl 1 ^' 1 ^ glieta cc., alle quali voci non si dà T articolo, ma si leva» diciamo re. della moglieta , ma di moglieta , cc. (V) Mooonon. * (Geog) Mo-go-dòr. Lo stesso che Mogadore. V> ^ Mogol. * (Grog.) Mo-gòl. Impero del Mogol 0 del Gran tìco stato dell' Asia meridionale , composto di tutti i p& esl conquistati da Tamerlano. Dicesi anche Mogor. (G) ^ gì# ^ fi 1 —* (St. Mod.) Titolo che ducasi al principe maomettano addietro imperatore del detto Stato, ed il più potente sovraW ^ Qfff dia orientale.Questa voce indiana propriamente vale Cu*c° nC !* ancora a Dehly un personaggio decorato dello stesso t è interamente soggetto agl' Inglesi . (G) (O) Mugola.* (Geog.) Mo-gò-Ia. Ani. città dell'Asia Minore , neRff (6) . Mocolia. * (Geog.) Mo-gò-li-a. Sf. Lo stesso che Mongoli* .' ; Mogoltstan. * (Geog.) Mo-go-li-st-àn.Afn. Lo stesso che Mogo>\ * (Mit. Celt.) Mo-gòn. Divinità^ anticamente adorata ^ popoli della Noriumbria. (In colf. gali, mogan giovine ei'oe>) p^s Mocostan. * (Geog.) Mo-go-stàn. Sm. Lai. Carmania della Persia , tra il Laristan , il Beluchistan e il Golf 0 Pf Mogostocà. * (Mit.) Mo-gò-sto-ca. Soprannome di Diana ■ de'parti. (Dal gr. mogos fatica, crucio, travaglio, e tncos p* 1 Mogo^ti^o,* Mo-gou-ti-no. A del. pr. m. Di Magou/.a. 1. gS. Egli rispose parimente in iscritto che la colpa era ( il quale o non doveva dispensare col Mogontino in tanta i di vescovadi, o non doveva ec. E 1. ig3. Ma la stessa T1 ^_ * ( j f terani adissero . . . V intimazione ... la quale minacciò mo luogo al Mogontino ... e poi ec. (N) Mogonzio. * (Mit. Genn.) Mo-gòn-zi-o. Nume de'Gerrnif* f° { me Meno. (Sembra anzi il potere personificato^ poiché J. mani mogen vai potere.) (0) * Mogrepini. * (Geog.) Mo-gre-bì-ni. Arabi della parte occid , l’ Egitto. (G) . , MocuÀNi.*(G<’og.) MO'gu-à-ni. Popolazione d> Betjuam neUa ^fyiit Mocuni. * (Mit. Maorn.) Mo-giVrì. Nome che nelle illaidii siglieri di giustizia, e di religione. (Mit) _ Mohilos. * (Geog.) Mo-hi-lòs. Lat. Mobilovia. Città e (*° Russia europea. (G) , # c Moike. Mo-ì-ne. [Sf pi .] Spezie di carezze di femmine e ^ s if^ 0 [a fine di compiacere e di acquistar la grazia di colui a A' Parole lusinghevoli accompagnale con ca'ezze p p r otie tie ^ s Ìi 1 ' ^ ricoprire un errore; BlandìzieLezii. —‘Moine, Moù iel j^t. Idandit'ae . moUia verba , ilh cebrac. Gr. X9^ aro ^°V. a '\f\. ^ \\ mwYni.aith cavezze, lusinghe, maniere dolci, parole obbb|?‘ c. iv sì pronunzia per o.) Agn.Pand.k. tutte le parole e 1 . ll0lI1 ;p a nl < ' 1 ^^': fronte e orecchie. Cron.MorelL 261. I gran parlatori, pieni di moine, godetegli nell’ udire, e dà parole per l^ 1 ( . r ei r ( |d l - rim. bini. 1. 182. Ma chi mi va con sì fatte moine, ,jjoi !lC -Nd 1 sfondolar la pancia. Cant.Carn.Paol.Ott.86. E le troppe^ ]l0 i madri Fan con vergogna e stenti Piangere or quelle , padri. « Buon. Tane. ff. 2. E non volere or più f l0in %^fiU' e f l ff < r jt — [Far inoi nc==z Par carezze fanciullesche e femminili") '0d§ a ' [f Moinerie. * Mo-i-ne-rì-o. Sf. pi. Lo stesso che Moine. * ^ fi fatti. 1. 82. Tenga un poco cc. c con quelle moinerie» il Redi, c darà in ciainpanclle. (N) . rj.fii ^ Moingona. * (Grog.) Mo-in-gd-na. Riviera degli Stati suiì , detta anche Riviera de’Monaci. (G) . MoiNiEue , Mod-niè-rc. [ Add. e sm. F.A.~\ Che fa pia' i oi? piagi’nticri.) (B) Nani. Dee. Liv. fi. 4- Biasun»^ 0lI ,iiii«’ esst-r moiuieri e andare adulando, tradissero la causa MoiRAGÉTr,. * (Mit.) Mo-i-ra-gè-te. Snprau. ili Giove. siC fi,<’À J {Ìh^ dirige le Parche e il Destino. (Da mira destino, ed aS e -jtf/à'' Moisasuk. * (Mit. Ind.) Mo-i-sa-sùr. Capo degli ail F° fi-, f nr Moi- k, * Mo-i-sè. N. pr. tu. Lo stesso che Mosè. F. t , fir 4 Moissac. * (Geo».) JaiI. Mussiacum. Città di EraticM ' _ nèf^i di Turno e Garontui. (fi) ■,„lit» u l ' .iitr-, Moia. (Ar.Mes.) Mò-]a.S{.Così chiamano alcuni popoli 1 d’acqua salala, donde si fa il sale. (F. corrotta da j„ ch J '' salamoja o saliva. In ar. meta il pozzo abbondò di acqua- Q t igP% fi. ‘ in ar. ma, in ar.-egizio moj-a acqua.) Targ. P' . furto 1 : "jj lenze ed usi delle moje, o acque salate. (A) Salvia ^ n ,oj c ^ 2. 3. Moim in ebraico acque; onde alcuni deducono e terra , ove si fa il sale. (N) . vi^fm 1 cC i,l 2 — (Min.) Sorta di roccia, che è una specie Latte- V sia una lava attenuata, e di poi agglutinata dalle malti o rnaen pietra, roccia , ed ean acqua. In ai - ' |lB ulo-l 0 isp. mojav umettare, bagnare, e mojnti ammasso , , t cC e ^° Mojac. * (Zool.) Mò-jac. Sm. Nome americano di W gt nadù. ( 0 ) . . di ,nei^ Mouma. * (Milit.) Mo-jà-na. Sf. Spezie d’ artigli «* 1* MOJANE Purt' O f i0a dieci libbre di palla , corta di canna erinjbrzata,che ? n tp l ffiarmentc in uso ne' secoli xn. e xvii : se nè trova fre- u- k,iiiuuòi. ut- uuigriczza maggiore c/ie l oramariauns, t-dgu . il w. Mojana, spezie d’ artiglieria» (Dallo spaga, moyana che vale V**»-) (Gr) (N) . disp 0n v”arin.) Mo-jà-ne. Sf, pi. Piccoli pezzi d’ artiglieria, che si Xr^ a § r i ?o\ l ° 5u ^ e galee a lata del cannone di corsìa j diconsi anche A 0, £. * \) JIo u/T ^ J ^ ^ 07 /ò•s^ , ' in donna per sedurre i Giganti, (Mit) Vt^loch (keog.) Mò-ka. Città dell’ Arabia nell* Yemen . Detta anche A 5 ^ occa ? Moccha, o Mokha. (G) # . . Uso , r ’ Mt -) Mù-la. [Sf. Pietra di figura circolare di eia si fa Macinare il grano ne mulini , delta perciò per maggior di* da ^ 0n ® Mola inugnaja $ allrimentiMucina o] Macine. [Oltre alle mole ^ili tì ^ C fi a fe , vi hanno poi quelle da aguzzare o affilare , e sono di gres di varie grandezze attraversati al centro da un asse^ J o/j 0 10 s u cui esse girano. In molte ai'ti le mole di vane dimensioni tudfa ,l ff n siU ii:dispensabili • I cristalli si tagliano e si bruniscono con . v - vi * o» jk n'dw cu, mute ut legno otiti j ut ino ino falli ì ^l' en dole di pomice , di smerìglio , di rosso d! Inghilterra j. c ci'c} • ’ at ' nioia - Cr. góto,. DantfiConv.ny. Conviene anche che H l0 i U ° ec * veggia il sole appunto sopra sè girare , non a modo ’ lT!a di rota. Ir. Jac. T. 2. 20. 2. 11 vizio della gola. Pii 1 ! H'tio p. ? tuola. JJuon. Pier. 3 • 5 . 3 . Gran s'insacchi, uve s’irice- ìil’VorTi ? lnole > c tiu si pestino. » E 3 . 5 . 5 . Si rigirati rotando, ^"ììiìq 1 . 1 ^ uua mola mugnaja. Salvili. Annot. ivi: D'una macine da * a diUereiiza d’altra mola , come quella che fa apparenza di 5 ^ tìI ‘ Za > e non è ; detta dal latino, moles. (N) , et *do €r meta f usato a significare ima schiera d* anime beate che, ^ lQ tav -<*rchio a Dante, gli si giravano intorno.} Dant, Par. 12.3* A. (A l . c J 1JllIoa ' ) ia santa mola. E 21.81. Girando sè come veloce mola. c‘ 1o > e '" 0 antichi chiamavano Mola ferrarla, la Macina pel 1l} a CKi si aguzzavano le armi ; Eulloriia o Pannaria, la Ma- I 1 ^ * battere i panni $ Olearia, la Macina per t' elio. (Mit) d l(x c °ll amichi dicevano Mola salsa, Una pasta di farina sa - 3 ^ c h e a laide coprivasi la fronte delle vittime prima di sgozzarle; o* d vet 'bo Immolare. (Mit) ^, 0 0 Massa di carne, informe , {insensibile, ora molle, ora più 0/ Uì a ^ c ^ ie s * genera nell' utero in luogo del feto , [e cfil J He es P lJ ^ sa dopo maggior o minor tempo dalla sua forma* er ni0 * a * EV. *• 4 - io ‘ E spessamente sì fa nella matrice h ttari* q ,ia le è detta mola, quando nella matrice nasce carne pvegnezza. Circ. Geli. 5 . i 32 . E voi, donne, ancora ge- r>*** - (Geoc.b M ..1 _ A-'.:" J..mr...t - ■--> >n v ;j- r ln an di colui che punge e molce. Varali, riin. 1 2 . li «O- Trai* 3 ’, 0 dol inio male avaro Mi percuote destili , sì piano ’i (Jut* a l 5 ' a g il 1 e con tal sugo molce , Che ’l doler torna l '*de Ce il c an ° caro. Lod. Mart. rim. lò. Pensier, che mi distrìigge ^iiibV 0 5 ’ei 1C ' .enz. rim. 1. ido. Cosi dolce L‘ aure molce, O sci « n„ 1 |P 8 l' u i a ...» 12 Ar. Far. fi- $4- Tanto Melissa allosin- M C o lt 5 * S>ii/1 /’ s.V u ' per molse da Molccie, e non, da Mulgere,. che Jlf> di ’ ' Màig' cbb e munse.) (Pe) (N) ^1, '■’ii.jj faLelicfa c ™ 1, iV. pr. ni. Lat. Molchom. ( Dall'tbr. melachim ^ 0 consigliere.) (B) * (Gffv. s ° Mol-dau-tè-ni-a. Città della Boemia. (G) ih) Mol-dì-ya. Fiume della Boemia. — della Gallizia.(&') MOLESTATORE / fI9 Moldavi. * (Grog.) Mol-dà-vi. Abitanti della Moldavia. (G) Moldavia. * (Geog.) Mol-dà-vi-a, Sf. Provinia la più settentrionale della Turchia europea , con titolo di Principato , già parte della Dacia montuosa. (G) Molde. * (Geog.) Mòl-de. Città della Norvegia. (G) Mole, Mò-le. [. f di Molestare. Che molesta, F. direg. lo stesso che Ammolestatrice. F. (O) Molestevile, Mo-le-sté-vi-le. [Add. com.F.A.F. e di’] Molestcvolc. Guitt. lett. 21. Dice che femminile fuggire c molestevile cosa. MoLEfcTEvoLE , Mo-le-sté-vo-le. Add. com. Di molestia , Che dà molestia .—, Molestevile, sin. Lat. gravis, molestus. Gr. fiatpvs , cLvtocpós. Coli. AA. Pad. II cui cadimento è tanto più nocevole degli altri , quanto il nimico è più molestevole, e l’assalimento più occulto. Molestia, Mo-lè-sti-a. [A/I II molestare,] Noja, Fastidio. Importunità , Molestamento, Aminolcstamento, Molesto, sin. Lai. molestia. Gr. Si/cripc- pi*. G.F. 6.6$. 4 I FiorentLni.che passavano per Lombardia, ricevei- tono gran danno e molestia. Red. Cons. 1. 121. Se pure talvolta il giorno fra giorno , o la notte , insorgesse la molestia della sete , loderei 1* uso del brodo , o di qualche acqua acconcia. 3 —* Col v. Dare: Dare molestia — Molestare. F. Dare molestia (A) • —* E Darsi molestia 1=. Afflìggersi ec. F. Darsi molestia. (A) 3 — {Col v. Fare : Far mo\est\siz=iMolestare.FiFsne molestia. ]Cavole. Erutl, ling. Faccettilo Abram a Dio sacrifìcio di cuti uccelli e animali , gli uccelli venivano , e facevangli molestia. Molestissimamekte , Mo le stis-si-ma-mén-te. [Avv .j superi, di Molestamente. Lat . molestissime. Gr. òlviu^tutix. Amm. Ant. 3 . 6. 12. Ciascuno pessimo molestissimaniente sostiene cornUore. E 3 o. 8. 3. D’ essere ammonito lo buono n’è lieto, ma ciascheduno pessimo mo- Icstissimamente sostiene correttore.?) ( Nel primo esempio V ediz, del Marescotti ha : D’essere ammonito il buono n’è lieto*, ma, quanto uno è peggiore, tanto più malagevolmente sosticn chi il corregga.)(B) Molestissimo , Me-lc-stìs-si-mo. {Add, mi] superI. di Molesto. Lat. mo. lestissimus. Gr. dviccpiirccToi. S.Gio. Grisost. cap. 1. Sciogliendo la mente delle cure del secolo , come da molestissime catene, con veloce corso lasciano, e fanno salire alla città superna. GuzY c. Stor.i 1. $58. La qual dimanda, benché gli fosse molestissima, ec. Red.Cons. t. 123. Patisce ancora talvolta di un ardore di stomaco molestissimo. Molesto, Mo-lè-sto. Sm. [F. A . F. e di J Molestia. lai. molestia.Gr. £u t ijr^.G. F. $. 3y. 2. Fu soprannominato Guido Besangue per lo molesto de’suoi. E 7. 37. 5. Con aguati e’ngegni venicno f’acccndo loit) molto molesto. E appresso : Onde facea all’oste molto molesto. E 12. 83.4» Venncsi stendendo più di i 5 giornate attorno con tanto molesto , che cbi nou si fuggì fu consumato. Mi ■lesto. A {Li. [m. Che reca molestia j altrimenti .J Nnjnso, Fastidioso, Odioso, Importuno. Lat. molestus, importunili;, gravis. Gr. Siizif opcs. Dant. Par. iy. ?3o. Che se la voce tua sarà molesta Nel primo gusto . vital nutrimento Lascerà poi. Fetr. son. 276’. Già tralucea a’ brgli occhi il mio core, E l'alta fede non più lor molesta .E cap. S. Appio conobbi agli occhi suoi , che gravi Furon sempre e molesti sii vmtl plebe. Pii. SS. Pad. 1. 204- Questi tre d< hi lori ai furono molesti. Moleta.* (Grog.). Mo-M-ta, Muleta. Città dell’Jndostan inglese, fi) Molfeo, * Mol-fé-o. IV. pr. m. (Dal celt. mol uccidere , e fidi ovvero jehahein vincere : Vinto ed ucciso , ovvero Chi vince ecf uccide.)— Guerriero ucciso da Perseo , n-.i combattimento che accadde nella corte di Fineo. (Mit) Molfetta.* (Geog.) Mol-fét ta. Lat. Melfictum.Ciitó del regno di Napoli nella provincia di Tetra di Bari. (G) Molcere, Mól-ge-re. Alt. anom. F.L.Mugnere, Spremere dalle poppe ‘ il latte. Lai. mulgere. (IN. S) 2 — Fig. Baciare ardentemente , libidinosamente. Lat ardenter , libidinose osculali , osculari siigendo. Sold. Sul. 1. Il giuntato garzon boria c divolga Tua infame pazienza, e la sgualdrina Qualunque parte ove tua lingua molga. (N. S.) Moli. * (Filo!.) Mòli. Sm. F. G. Erba favolosa , mostrata da Mercurio ad Ulisse, siccome utile a preservarlo dagl incantesimi di Circe. La radice era nera , il Jiore bianco come latte : nè era concesso ai mortali di slrapparla-Gr. ixl\v. (Da molyo io rintuzzo, c sottintendi i veleni, gVincanlesimi.) Salviti. Odiss. Nere avta barbe, Fior somigliante al latte, Moli appellante Gli Dii , dilìicile è calarlo agli uomini Mortali. (A) (Mit) 2 — * (Bot.) Nome specifico di una pianta del genere, aglio , di cui però non ha [odore. 1 botanici ne riconoscono varie specie, fra le altre quella che chiamasi Ruta salvatica e Camemoli. F. (Aq) ( 0 ) Moljpdato.* (Chini.) Mo-li-bdà-to.Vm. F. G. J-at. molybdatus. (Da mo- libdos piombo.) Sale formato dalla combinat-ione dell’acido mulibdico con una base salificabile■ (Aq) Moli clerico. * (Cbim.) Mo-li-bdc-ni-co. Add. m. Lo stesso che Molib- dico. F. ( 0 ) Molibdeno. (Min.) Mo-li-bdè-no. Sm. V. G. Lat. molibdeana. (Da mo- libdos piombo.) Metallo fisso, solido, frangibilissimo, difficilissimo a fondersi, ed acidijìcabilc, grigio - azzuirognolo di spezzatura ineguale e granellata. S'inora nou si è rinvenuto che in combinazione col piombo , [ ossigeno e lo zolfo. Fu così detta dal colore del suo solfuro , eh‘ c appunto simile a quello del piombo , 0 piuttosto della piombaggine —, Molidenn , sin. (B) (Aq) Molibdico. * (Cbim ) Mo-lì-bdi-co. Adcl. m. F. G- Lat. molibdicus. (V. molibdeno.) Nome d’un acido metallico, solido, bianco, poco sapido , inodorifero , e poi 0 solubile nell’ acqua , che rinvierai in natura combinato col piombo e non serve ad alcuno uso .—, Moiib- denico, sin. (A.O.) Morra. ite.* (Cbim.) Mo-li-bdi-te. Sfi. F. G. Lat. molilxlitis. (V. molibdeno) Globo o Palla o Lamina di piombo. (Afi) MoiTaono.* (Cbim.) Mo-li-btli-to. Sm.F. G.Lnt. juóiiMxtuui. (V. mo- turino.) Sale formato dalla combinazione di li'acido inolildcso i on qiudche base salificabile. ((!'. (Aq) a —* (Min.) Marcassito o Minerale in cui trovasi piotaif- ■ ^3 Molibdoide. * (Min.) Mo-li-bdò-i-de. Sfi. F. G. Lat. mqhha°\ .^oi molibdos piombo, e idos somiglianza.) Specie di miniera di y meno pesante , ma più compatto del comune. (Aq) ., 2 — * Nome usato pure per indicare le sostanze minerali c qualche somiglianza col piombo. (Aq) ^,1,. Molibdomanzia.* (Filol.) Mo li-bdo-man-zi-a.iy/i F. G. mantia. (Da molibdos piombo, e manda divinazione.) ‘ 1 ^pio" 1 ' praticata per mezzo delt'osseivuzione de’moli e delle fig lire bo liquefatto. (Aq) wbd<’ r,, 'I Moubbobichia.* (Min.) Mo-li-bdo-ri-chì-a. Sfi.F.G. Lat. n '° ■ 0 i'0 cbia. (Da molibdos piombo, e oryche scavamento ) M‘i“ e,a Molibdoso.* (Cbim.) Mo-li-bdó-so. Add.m. Acido che si aC id ol f lt rando insieme una parte di molibdeno in polvere e due t j‘ aC q ì iit ‘ f libdico , ponendo il mescuglio ridotto in pappa , entro ‘ pdj calda, finché diventi azzuiTO, aggiugnendovi allora otto f d’acqua, e facendo bollire il tutto per alcuni minuti. L f .-afo’' ' azzurro, sciogliesi nell’acqua ed arrossa i colori azzurri » lliz. Se. Med. ( 0 ) •,.eof> cill£ ' Ì ' Molid , * Mò-lid. N. pr. m. Lat, Molid. (Dalfcbr. mid Cl1 e jad mano : Mano che circoncide.) (B) Mouokko.* (Cbim.) Mo-li-dè-uo.tSVn.Lo stesso che Mclibd 01 ? 0, /Q) Molieksi.* (Gcog.) Mo-li-èn-si. Antichi popoli della Grecia Molina.* (Geog.) Mo-lì-na. Città della Spagna tieltfilrag 0 ' 1 '^J Molino n.* (Geog.)Mo-lìn-di-i. Ant.popoli del!Indie dilàdtd f Molinello. (Ar. Mes.) Mo-li-ncl lo. (Am. Lo stesso che J ^ a — Strumento di Jeiro con. mote e viti , che serve p cV . rompere ferrature e cose simili . Car. Leti. 2. gì. una molla , come son queste d acciajo violentala dal. suo te0 H 1 ^ Mol/nisjio.* (Eccl.) Mo-li-nì-sino. Sm. Nome dato al s * stenl y del P.Luigi Molina, Gesuita spagnuolo, il quale non zie ejjicaci per se stesse , molto attribuiva al libero ^ ‘fi neva in Dio una scienza da lui detta Media relativo* 7 *?* 1 tftfflpffl# condizionali, e credeva che la predestinazione era posteli 01 e ^ t0 ed ^ sione de'meriti. sistema inverosimile, poco conforme 1 j e l F Molinista. * (Eccl.) Mo-li-ni-sta. Add. e sost. com. Sega 00 nismo. (Ber) Molino , Mo-lì-no. [Am. Lo stesso che ] Mulino. F. e ^ 3 |( TSe 1 moliui a vento o d’acqua , i quali sanza grande Op 1 * la 4 ^, d’uomo si fa, credo che sia da osservare l’usanza del p a giu» 1 * 1 ' 1 non è vietata da’ prelati, ma i mol ni che macinano cuI> Jv si debbono riposare. uSP^Lfi Mounosisjio.* (Éccl.) Mo-li-no-sì-smo.Vm.Dotn-óui del p rete fi s ^or Molinos sulla vita mistica, la quale insegnava il più ecC jjji) lismo e fu condannata da Innocenzo XI. (Ber) ÀttAff Moliona, * Mo-li-ó-na.IV. pi-, fi. (V. Molione.)— Moglie d* Moi.ione, * Mo-)i-ó-ne. N. pr. m. Lat. Molion. (Dal. SVl/aVOi Iodato .)—Principe Tifi ano, compagno e scudiere di " u . (B)j.fH' da Ulisse. — Uno de’Jigli di Eia-ito , ucciso da Ere 0 A^e Mo uovi de , * Mo-li^ ò-nì-de. Add. pr. com. Di Molione. rito e Cicalo, figli di Attore c di Moliona, uccisi da jVV Molise. * (Geog.) Mo-b-se. Paese, e provincia del . (Gl una volte Contea , e anticamente pane del A annio. fi) giillfiji Molismo.* (Geog.) Mo-lì-smo.Dat.MoIisinnin.^fm.e/tei dd° , ' Moliterno. * (Geog.) Mo-li tir-no. Piccola città del ref’ . fi nella Basilicata. (G) irti 0 '/.in» ^ Molitorio. (Agi.) Mo-li-lò-ri-o.Am. Lo stesso che Masse , fo.-f Molla . Mòl-la. (SCI Strumento ner lo tn'ù di acciai 0 ; c ,.t..roAc Molla, Mòl-la. [ Sfi ’] Strumento per lo più di accia] 0 ; cfreri’-jis 1 una banda, si piega ttgevobneule dall’ultra-, e incinte ■ lt si nel suo primo essere, ond’egli fu mosso-, e serve a d‘ v ìfi f , rature e d'ingegni. Lai. elaster, eiastrriiim. Gr. sA*o' r ^.’ OI ,d 0 f [fi- (Dalì ar. metd toinnre , essere riportato indietro : " s (Dalìar. me al toinnre , essere riportato indietro : e ^ (r* f radice la parola esprime ancor più che il frane, ressi" j; i tanto è di più forza e di più virtù, e lasciandosi Sagg nat. esp. 22. Cos K ui piu uiiu, e idsjdiiu^' P-ìi sì c necessitato il pendolo 3 alh* o del niso a cader sempre dalla medesima altezza.^ " ” 1 ' ' ~ " 0 S1 ( L ce dedia molla , quando cl {ì d‘- 0 \ì* „ -. If.k i«>va a 8 1 .. I F. Ji. 1. 4• 4 • Scatto si dice delia inolia , qoai scappa dalla sua tenitura c pressione Mollarla i Greci detta elatere cioè strimi' nto. spi£|j' Elateno il cocomero asinino , che pieni.ito schizza zese ressort , cioè strumento che ris.it ge e scatta^ 1 fi fi 1 ' 4-t-òt, /COllV/l , AUL OLA 'irtlA.ll VUV AIU-’I {jV ^ - /VIS W li' strumento che spinga e stretto scappa 111 fuori. t e ter Ilii Leii M 2 —* T. de cordali. Molla di corde. Una c ° n f si A 1 ^ e tesa fra due punti fissi , diviene una molla aliarf al 0 t sanilo fra due fili, un pezzo di legno , e f ac ? ìl fi° s ^ Jo 5 J gd ltì ^i vani giri intorno alla retta che unisce 1 punti J lS j ^ fa la corda per Storcersi si comunica al bastane ì ^ quest' azione Lilvolta s’ impiega utilmente per prona o per impedirlo. (D. T.) i — * T. degli oriuolai. Lunga volto a spirale , e chiusa ni un turni ^ ^ ogni capo un occhio 0 foro , uno de’quali vlccS !ff f itoV l sul giro interno del tamburo , t altro uii dente J erl ie fi eie UeW albero centrale. Quest’ albero è pidip ^,• pgf> % ^ e gira liberamente in due jiiTi , t he lasciarlo' P tl ?^ ^ di questo cùtntlrf), ò'i comprende che se sif sS * ^ pitoV ,i0 girare d tomi uro o viceversa, ut molla stimo 1 r ^tnn MOLLACCIO f jUeU letl f? s P az i° che era vuoto nel centro , e lasciando vaiato l a °h era pieno alla circonferenza : e quando si lascerà in libertà $ò'(iv ' te c ^ l eriL , l’albero o il tamburo , questo farà forza per t USC( * e stendere la molla . Tale è la forza motrice degli oriuoli da ^ ^ ^ della maggior parte di quelli a pendolo . (D. T.) c^. , ^ de' carrozzieri. I cedessi , le carrozze ec. hanno mec - toppy 11 destinati a diminuire le scosse prodotte da un moto veloce co tle Un terreno disuguale $ e però le casse loro sono sospese a molle Soi Ùl^ na jf hi diverse maniere ; ma per lo più sono lame d’acciajo , dfx v.* pi lunghezza inuguali , applicate le une sulle altre in modo * pinzare l* unione nel mezzo, (fi. T.) S svilii. [Elasticità.] Sagg. nat. esp. 36 . Perche ancora si credea li p «mi, che la forza di molla immaginata nell’aria avesse tutta Cosi d ? ^ questo effetto. Red. Qss. an. ifò. Quei moti fossero, per * rp Ue j tuia forza o di iutirizzamento, o di molla. l ' e >'e/’ Ut ' e f l S‘ dicesi di qualsivoglia cosa che abbia virtù di far muo- Salviti . Pros. Tosc.i. i 3 . Due potentissime molle , e , e ’i i. ’ per far muovere a checchessia lamino umano, sono futilità V;^ etto - 1 ^ ’■ eio* [Am.] pegg. di Molle. (Voce poco usata.'] 0y : Sgiunto di Yino vale Fiacco] Pallad . Oltob. 1 f E aguale là . ^ medicare il vino leno,e di sapore mollaccio, col gesso. testo latino legge saporis hmnecti.) (B) (Mit. Maom.) Add . e sm. Dignità ecclesiastica de 1 Masut- \ ^rispondente agli arcivescovi • I Mullah vengono scelti dal tti Qt € p l 3 Hore fon i Mudcvis. La loro giurisdizione non si limita alle > L f ecclesiastiche , ma si estende ancora alle civili c criminali. ^tr,^ 0 ^ 0 viene scelto il Muffi . (Mufc) V [Am.] Parte carnosa , che agevolmente cede al 1 ■’ P ais carnosa * M' Alclobr. A comparazione del mollame *Mi tl a h'i membri del corpo ec., è freddo e umido. Puoi. Oins. E uro b* j e 5 e convertiti, in caccia ; e ponendo loro il fuoco nel*mollame uCop c °sce dì dietro , e temendo per fuoco , ec. Red. Vip. 1. 18. a 3 Eccita trinciai tutti i mollami del palato' e delle ganasce. l at h Mol-là-ve. \_N.ass. V. bassa.] Finare , Restare.(V. Allentare.) fer^ e * Irierc ) cessare. Gr. xbynv. (Dal gr. medio io cesso. In ar .nichel * p 0c rsi ’ P 0rs * in quiete,* mehl quiete ; e melil far qualche cosa poca *6. 5 a bell’agio. In gali, ed in: irl. moli stazione.) Bocc. nov . 7 g. la ì'ial, * e *Br gali, ed in irl. moli stazione.) Foce. nov. 7 g. In ollò mai, che egli divenne amico di Buffalmacco. Lab.2'3g. toaì di ciarlare non rista , mai non molla , mai non bua., ilria * 1 '3f. E quando egli seppe il suo nascimento, non mollò mai ^ 3 * re S c nte di diverse maniere. Pala fi. 6. Gonfiai, e poi mollai : ° \ ,1 ' cc i* Pover- Avved. Stvad. I traditori di Maganza non n< ^ dì nè notte,in clic modo potcssono rapire la corona di ' 1 s alj •' .}h -Ah. Late. 4 Quantunque egli sia levato , non molla 5 1 tofmo a tanto che egli entra. Fr. Giani. Pred.S. 4°‘ Tutti ''T [p usano questo , auzi non mollan. mai di lavarsi. 3^ d-^.do di corde 0 sìmili ,] A ! leu tarsi. A agg-.nat. esp. igo. Poi- In ^ rillc iph> ristrigneudosi la corda, e 5 veniva a mollare. j) l0lì R&sto senso usasi anche attivamente.Ar. Far. 2t.3i. In pri- h l * fio \ lì è crederne uscir fuore , Se la durezza tua prima non mol- (Pe) Add. \coin. opposto a Duro.] Trattabile, Pieghevole, Gr. hgciìk'tos. Ainm Fir.As.so5. Con se- Lat. tractabìlis. ór. Kapifros. Armn. Ant. 2. 2, 1. Lgli Cll 9 jJUHJ Io naturale ingegno alla molle cera. Zì hil i- r eu 9 ^ ll a * c °se,. £ itc entro a quella “pelle, già fatta molle e trattabile , si na- . v Vcr 0 2. 23 . 4~ L’erbe e i camangiari , clic hanno gli stipiti , t ^ , molli e teneri cc. , in nessuna pianta si possono ia- d 1 acqua o cl’ altro liquore , Bagnato. Lai. bumectus, liu- j.'***ta y ,n ®ilidus , madefactus. Gr. ùypos. Pelr. son. 2 6. Non per i^Vi^J.Che-1 sonno t'enea chiusa, e’1 dolor molte. E 1 212. Non di qpella ultima sera , Die’ ella, eh’ i’ fasciai gli occhi tuoi ^“ c e, n ant - Purg. i. 102. Porta de’ giunchi sovra ’l molti- limo. . '''d-ì.6. Ora essendo essi alquanto andati,. e tutti molli veg- (l:.ni ’ co miuciàiono a ragionare. Peti. leu. 2: 29. Questo prò- un poco più umido e molle. orante. Cai. mollis. Ar. Far. 8.201 im, -,- 0 , 9 — .... ^....na- molle. E nell' FgV. di Tirsi e \ N 0| Ubrj ^bolicatH nel Poligrafo del 1812. Or che il vorde ramarro /Pacilc ni0 H e Della spinosa siepe si nasconde. (P) tlif moll\ CÌÌQ agevolmenlc si piega all’ altrui, volontà: metaf. presa J a ie Qii r i ~ Za di que' corpi che acconsentono al tatto.£n questo senso. s 0tl Oyi/Mo Mollis in obsequimu-.] llant. Inf. ìq. [i8q. Nuovo ''' • ■ ■ ----- e come a epici fu molle ' ' - uvt -W HiVJlVlO iu. .j tio t'e , cui si. legge Ne’ Maccabei ;] , (e C ' ) y',/' a a lui chi Francia regge. » (U senso ... nella Siri -'-' - -- - J - è 1 Come An- U j °ti'o a “p‘“ à irìa, agevolmente piegassi a concedere il sommo sa- tip i-., p/jf n<> ! s poglitUnne Quia , Jraleìlo di htv, così Filippo % C . ie lo'Z aL -Francia, fia molle o sia coiulescelidente a dar le chiavi • ^ - ” r " : aduli- ( come ... u . „ ^ prendono Hi c Q tlf 0n ' sensr > ? dóve Molle per là contrario lo ha sempre più ipìffi co n pf > e qui pessimo , favellandosi d'un malvagio , che per p -. ita un altro della sua risma il santissimo degli uijici - Ar; Fur. 28. ’ ” ' ’ Dr • au. 4$■ Lasciam , disse Giocondo , queste in- /« 0 --?/ V - lani Se soa i’ idtrc così molli. (Giocondo ed' Astolfb , ^ avei>(ln rotto■ fede , consigliano di abbandonane , e f" p,P*Qn e e teiT e , prender esperienza se lè altre femmine sieno' iKetaf- T?*' f n P ia ài se , quanto furon le joiv.) (Br) {> 3 * etJ ign o , Piacevole. Lat. ìenis, mìtisj mollis. Gr. Tfpdof,. V i)V Q Vi a° St ^ av< do.Mcd.cuor. La risposta molle e dolce rompe 1 e > P*! a e as P l ' a suscita furore, ^ ° e oi, 1 ^ 0, ** ait mollis. Gr. Amm.. int.P2, MOLLETTA ^ 9l 3. 9. Molle è ’l coljv) dell’appcnsato male. Co/??. 7/2^20. Uno di molle complessione hae molte lineazioni nelle mani. Mor. S. Greg. Così è ciascuno santo , che quando non è tocco, par molle e da niente. 7 — Morbido, Delicato, Effemminato. Lat. delicatus, effeminatus,mol’- lis. Gr. ùppos , vypos. Dant. Purg. 2^. f%4‘ ^ degli Ebrei , eh’ al ber si mostrar molli. But. ivi: Molli, cioè golosi nel lor bere. Dant. Par. ig. 124. Vedrassi la lussuria e ’l viver molle. Tesoretl. Br. Non sia corner nè molle, Nè corrente, né folle. 8 — * ^igg. di Labbro. l’ass.Son. Quel labbro, che le rose han colorito , Molle si sporge e tmnidetto in fuore , cc. (N) 9 — * Agg. di Desco. V. Desco, jj, 5 e 6. (N) 10 — Usato come in fòrza di sm. e quasi astratto di Molle add.; con- trario di Duro. E però dicesi Dare o simile, nel molle. Bartol. Or- togr. cap. 3. §. 1 . Altrimenti dareste di poco nel troppo molle , e nel simile ad affettato, (f^tn è detto del discorso. per fiacco, lezioso- cc.) (P) (N) M — Fedire o Ferir nel molle, fig.—Mettersi a impresa più ageinde, tralasciata la più difficile. M . V. 8. 3t . Ma ristretti dal mormorio del popolo , c dalla infamia che già correa di loro , si ristrinsono e fedirono nel molle. E appresso: Ma volendo pur far male, anche rr- fedirono nel molle. 12 — Mettere in molle ~ Mettere cosa solida in alcun liquido.Benv. Celi. Oref. 3f> Subito poi mettere il detto smulto in molle in tanta* acqua forte , ec. 2- — * Mettere le labbra iu molle = Bere. Ar. Fur . 22. 12'. Non avea messo ancor le labbra- in molle cc. (N) 3 — Mettere il becco in molle [— Bere , e. fig. Cicalare continua- mente , o ragionare di cose aliene. ] V• Becco , { 5 §. 7 e 8 e V. Mettere il becco iti molle.] 1 3 — Tenere in molle — Tener cosa solida immersa in alcun liquido. Red. Esp.. nat . ^. Affermavano que’buoni Padri , esser necessario lavarle col latte munto di fresco , ed in quello tenerle in molle.- l.j — (Ar. Mes.) Punto molle chiamano i sarti un punto lente , con cui si mettono insieme le- parti delle vesti , e che si cava poi quando son finite a buono. Altrimenti Basta , onde il v. Imbastire. (A) (N) i 5 — * (Zool.) Molli furono anche detti talvolta i molluschi. Segnar. Crist. ìnstr. 1. 2. 7. Sono come quegli animali, che i filosofi chiamano molli, i quali quasi tutti hanno il capo tra i piedi-c’1 ventre. (N)" 3Iolle diff. da Bagnato. Molle è attributo che nel,senso proprio si applica a que’ corpi che nella loro sostanza sono arrendevoli , e cedibili al tatto : c Faglialo è attributo che appartiene a que' corpi che 0 sono resi molli dall* umidità o da qualche liquore , o da qiu^ sto solo ne vengono aspersi. Inoltre Molle per similitudine può sigili, fìcar morbido , delicato, trattabile , pieghevole , flessibile r debolefiacco , effeminato ec. .* il che non vuoisi dir di Bugnato ». Molle. [A/’, pi.) Strumento di ferro da rattizzare il fuoco ; e si dice * sempre del numero del più , Molli, sin. Lat. forceps. Gr.*i-plypx„ (Da molla : e par delto nel plur. perdio si forma di due gambe eia* stiche. Altri sospetterà che venga dai celt. meli giuntura., nesso , o* piuttosto da mcl ferro. In. ar. muhl metallo, ferro fuso 3 mìl stile di ferro, col quale accecavansi i rei;, maellìf clic congìunge due cose ; e meli carboni accesi. Il Menagio trae la voce da molle per pieghevole.) Fav.Esop .. Yedendo stare il. lupo in zoccoli ,-; e in- tanto agio- ai fuoco , colle molle in mano. 2 — [ Usato- anche per affiliare e pigliar qualche cosa. J Borgh. R p 4 43i. Con I’ altra (inano) , in cui ha un pajo di molle tiene il ferro' d’ una freccia. 3 — Dicesi Errore , Cosa o simili da pigliar con le molle, e vale Grosso , Grave , Solenne, f^asc. Pinz* 4‘ Egli dice e crede cose obesi piglicrebbon colle molle. Aileg.325. O altro- così fatto scerpellone in questo caso da pigliar colle molle. Maltm 2 V 14■ Oli questa, disse il Duca , è veramente Da pigliar, con le molle, eh’ un. somaro Possa- col cuore ingravidar la gente ! Mollecà» (Zool.) Mol-lè-ca. Sf. Gvanchiolino di cartilaginoso e tenero- gusciot Matt. Diosc. 2. io: Berg . (Mìa) Molleggia mento-, Mol-leg-gia-mén-to.A»z.I/ molleggiare. V. dell’uso (A) Molleggiaste , MoUcg-giàn-te. Pm'C, di Molleggiare. Che molleggia . V ; deic uso. (A) Molleggiare,. Mol-lcg-già-re. N. ass. Essere arrenderle^ Piegarsi bene per ogni verso. V. dell' uso. (A) Mollemente, Mol*le-mén*te. Avv. Con maniem molle , Dolcemente , Benignamente. Lat. Immane, benigne, mo'liter.Gr. (pi\xvàp<ó-x , v)s, -/iTficoi, fAcc\x*ù<. VU. S. Gio. Batt. Eroie gli rispose mollemente : Frate , guarda quel che tu di’. Cavale. Med . cuor. Lo primo rimedio conti*’all’ ira altrui contr’a noi si è rispondere mollemente. 2 — Fiaccamente, Pigramente, [Freddamente.]/^. moUitcr.^/*. àvxv$pto$.- Liv. M. Biasimando quelli che mollemente combattono. E appresa); A cotal gente non si conviene mollemente guerreggiare. M. V - 1. t>8. Alcuna trista vista- nc feciono- mollemente. E 10; 100. La giustizia, mollemente mautcnca. Fiamm. 6. 22. Avvegnaché la felice fortuna ritorni, non per tanto agli afflitti incresce di-rallegrarsi, c quasi sognar credendosi, quella, come non fosse, usano-mollemente- 3 * Femminilmente, Elfemmìnatamentè. (A) Moller.* (Geog.) Mòl-lèr. Isola del Grande Oceano equinoziale nell’Arcipelago Pericoloso. (G) Mollestre. *'(Arche.) Mol-le-stre. Sf. pi- r* L. 1 elh di pecora-che cuoprivano gli elmi. Lat. mollestrae. (Questa v-occ lat. è dal gr-, melate pelli* di pecora. Li cclt. malie indica la stessa pelle rivestita del suo pelo. Il Bullet per altro spiega mollestra per pelle di montone ; e la cava dal celt. niollt montone.) (0) Molletta. (Àr; Mes.) MòMct-ta. Sf. Pezzo, di ferro che sta attaccalo ai un de*’capi della fune , con cui'si attigue acqua da- un pozzo, e a- cui si raccomanda la secchiti'. (A) a — T. de’ macellai-. Lo stesso che Lampr-edotto, nel sign. del§. 2. (A) 5 q ; ?! I L ì 2 MOLLUTTaTURA. MOLLUSCO 3'— T. de'lanaj itoli. Mollettaturu. F. (A) Mollettatuka. (Ar. Mes.) Mol-lct-ta-tù-ra. Sf. T. de lanajuoli. L'td- tima riveditura del panno. (A) Mollette. (Ar. Mes.) Mol-lét-te.[<9/; pi.'] dim. di Molle .Molle piccole , che servono per diversi usi, e in particolare per levare i bruscoli de’ panni, nettandogli. Lat. volsellae. Cant. Cani.i3y. Voglion zibellini o dossi, Lisci, rasoi c mollette. Fetr.Ner.2.44- Lo faceva lavorare con le diligenze del pizzicare con le mollette. JBuon. Pier. 1. 1. 7. Con le mollette andate e con le seste, Parole e locuzioni organizzando. Mollettina. (Ar. Mes.) Mol-let-tì-na. Sf dim. di Molla. Piccolissima molla. Molleltina di un ombrello , d'una scatola, ec. Mollcttine d’ac- ciajo per l’ asse delle fiancale. Molletlinc di calesse. (A) a — Pici num. del più è anche dim. di Mollette; onde diconsi MDilettine da cesellatori, gioiellieri , ec. (A) Mollettone.* (Ar Mes.) Mol-let-tó-uc. Sm. F. Frane. Tessuto di lana o di cotone liscio o incrocicchiato , onde si fanno fodere , sottocalzoni , invogli di materassi ec. L’ apparecchio di questo tessuto è una spazzolatura , a fine di aprire la corda, e dare una direzione uguale ai peli che si fanno stare piegati con una pressione, alquanto prolungata fra piastre calde di fèrro.Per lo più i mollettoni lavoratisi nelle . . e alla stessa guisa , se non che si adoperano ,llifi» r l'ilóc. 7. 3o. Io non ispero che mai pietà possa per sua forza ino ciò che crudeltà ingiustamente ha indurato. Guicc. Stor. / ; a del liticò alquanto la mutazione dello stato di Perugia la pci't |n “F^ n ; lU i Cardinale dc’Mcdici. E <7. 1. Era necessario ec. mollificare g F s|) „| de’suoi. Red. Cons. 1. 125. Questo piccolo suddetto C *‘ st f. 1 'c ca re l e ritenere lungamente negl’ intestini, onde ha tempo di molh* 1 parieti, ec. . tsS o) 2 — * E n. ass. Cr. cap. 38. 2. Conforta fla galla dell' arc, ' t (fi) ì i e fortifica e mollifica : — -*i —..ll-fO-nin'' 11 . -. fabbriche di coperte , fili più fini. (D. T.) VIollezza , Mol-léz-za. [ ff ] ast. di Molle. Flessibilità , [Qualità di ciò eh’è molle.] Lat. llexibilitas. t ir. ir or/. ovvero strigne il mollificarne >’piedi si conculca, . Magai.. Leu. Mollificandosi per mezzo dell’umore quel glutine» — , - -—„- . nilifica” 3 — [E n. pass.] Esp. Salm. Co’piedi si conculca, ovver si m u Tenerezza , eèjc ocp.'l'ia.. ri inni. fiat. g. oè. La mollezza dell’acqua passa la durezza della pietra. CV. 2. 23. 4- Avviene che quella [pianta], la cui mollezza è tanta, che piuttosto si contrita e schiaccia e lacera , che si possa ficcare ed insieme legare , non si possa in alcuna pianta innestaie. 2 — Per metaf. dim», dm. do. 9. 6’. Ceilamcnte bisogna che chiunque è in istato di sanare le spirituali ferite, egli vi ponga, quasi come vino, il morso del dolore, e quasi come olio, mollezza di pietade. 3 —• Delicatezza , Morbidezza , Effeminatezza. Lat. mollities , rr missus animus. Or. àtatifia. M. F. 4• 9 2 - facevano innuifi sto, che allora bisognavano cose virtudiose e virili, e non disoneste mollezze di donne. Com.Inf. 7. Le spezie di, questo vizio sono tepiilitade, mollezza, sonnolenza , ec. Sen. Pisi. E naturai lentezza e mollezza di coraggio. Bui- Il pianto significa mollezza d animo; e perchè all’uomo si disdice la mollezza dell animo, ogni savio uomo del piagnere si vergogna , e abbassa la testa. 4 —* (Icon.) Donna che dimora in un dormitorio: i Piaceli accidiosi le scherzano intorno, le siede accanto la Voluttà, ed il Sonno spande sovr’essa incessantemente papaveri. Sempre lassa, sbadiglia,stende le braccia , chiude gli occhi , e va addormentandosi.. (O) Molli, Mòlli, [Sf.pl. Lo stesso che] Moli e.F.Burch.i. 48. Le molli e la paletta ebbon la caccia, Perch’ella tornò men quattro matasse.E 1 . 1 25. Onde tosto le molli eia paletta Lecer lor riverenza di berretta. Mollica , Mol-lì-ca. [.Sf] Polpa, [Parte molle; ] e si dice per lo più di quella del pane, [dltrimenti Aloisa e più espressam. Mollica di pane.] Bea. Cons. 1. iy5. Può essere ec. una minestra di tagliolini, di quegli che son fatti di sola mollica di pane e di uova.» Gigli Foc.Caler. 85. Alollica dal mollis latino, o dal mollele spagnuolo , che pane saporoso e buono vuol dire. (N) 3! —* Nel pi. Briciole, e fa adoperalo anche dagli ant. Folg.Fang. fFenezia 1$23-J Li cani mangiano delle molliche che caggiono dalla mensa del signore loro. ("Sono parole di altra simile versione antica, citate nelle sue note dall’editore di quel testo di Ungua.J (P) S. Caler, leu. 243. n. 5. In questa vita noi non possiamo avere altro che delle molliche, che caggiono dalla mensa. (N) AIoi.ucchioso , * Mol-lic-chió-so. Add. m. Floscio, Spiacevolmente morbido al tatto. Mattini, come si spogliano i granchi, e le locuste de’ lor gusci , rimanendogli sotto una simil pelle mollicchiosa , come c quella di questi animali quando si mutano. (A) Molliccio, Mol lic-ci-co. ddd. [m. F. poco usata. Lo stesso che] Molliccio. F. Tac. Dav. ann. 1. 24. Ferendo massimamente i cavalli , i quali in quel terreno di sangue lordo, e di loto molliccico, davano stramazzate. E Stor. 3.826. Quc’ soli ebber che fare , che voltarono a sinistra della città agli orti salustiani per vie strette e mollicciche. Molliccio , Mol lic cio, ddd. m. Alquanto molle, [o anche Soffice Pastoso , Cedevole .—, Molliccico , sin.] l.al. humidulus , hnmidus. Gr. v-ypo’s.F'ranc Sacch.nov. 53. Il contadino cc., sentendosi giugner co piedi su una cosa molliccia, senza volgersi addietro, comincia a fuggire. Lor. Meri. canz. toy. fi- Bench’alle volte diventi molliccia, Pilla non è di carne , anzi è di nerbo. Tac. Dav. Stor. 1. 263. Ma quel dì , essendo molliccio e didiacciato , le loro pertiche e spadoni a due roani fur disni ili. AIollicello, AJol-li-c/££.] Ammollire. (E. Ammollare.) fx.xkcLffo’w. Tass. Am. prò!. Aspetterò che la pietà mollisca gielo, che d intorno al core Le ha ristretto il rigor dell f f5 2 — * Snervare , Effeminare. Lat. emoìlire. Omel. S. il 1 ’ Li fedeli e santi uomini, i quali nessuno diletto del secoli p lire ed indebolire della fortezza della sua virtù. (Pr) llissi 01 ^ Mollissimo , AJol-lìs-si-mo. [Add. m.] stipeti, di Molle. L.at H* 0 ' s j sO;, Gr. /s.a\[)avdTxTos. Sen. Reti. Farch.Q. 13. Seggendovi D** njlW alcuna ombra con mollissimi pensieri, che voi chiamate tra jjoll* Mollitivo. (Terap.) Mol-li-tì-vo. Add. [c sm. Lo stesso ( ,iei cativo , [Ammolliente. F.] Lat. molliens. Gr. ó d c ' , Mes. Se il polmone rimanesse troppo asciutto, ritorna all 11 gjjlrtU dicamcnti mollitivi /f/eelt. Fior. 2gi. Cerotto mollitivo 111 ? ec. Altro cerotto mollitivo ec. Red. Cons. 1.124. Fra q t,es j loderei il solo clistere; ma sia clistere mollitivo scinph( c ' fili'^ Mollizia,* Mol-li-zi-a. Sf. Eo stesso che Mollizie, tu’/ Maestruzz. 2. i3. 1. È’I minor ■ peccato tra’peccati c ” ntr °i'alt r[, f^, ere insieme, corrompe l jje- si è mollizia, quando senza giace_, _ , . Mollizie, Mol-lì-zi-c. [Sf. indeci] F. L. Mollezza, [Te n f‘^ 0 tf) s ihilitas. Gr. dix-a/ifi^- Gal.GaU. 24t- Nè l’uno nè * a 3I ipei' a ‘ ilexibilitas. Gr. tè/.tu. fi/.. Gal.GaU. /.fi - rebbe, non essendo la cera , per la sua mollizie durezza del legno e del pane. alta, a 1 legno e iju pane. _ fi — Per metaf. Dilicntezza , Morbidezza. E^it.moIIilios.L» ’ las^f^^p' M. F. 1. 26. Costui alcun tempo tenne vita femminil e e 0 (j;zie. s ‘ c r vendo in mollizie. 717. Ahlobr. Dice il Filosofo, chea sn-lfi’iìt*' paritene clic alcuna Riccia si lungo vestimento , clic lo ^ t i* terra. Guzcc. Stor. 16. 7 g8. Combattendo in lui da lin s pc* s ° Cl lìtà propria , dall’ altro la sua mollizie , scaricò , com c * A, sato di fare , addosso a altri ec. 3 — 1 (Eccl. ) Sorta di peccato carnale^ [Polluzione volani^ (fot 1 !' ^ \v Mollizia., Lat. mollities,] poìlutio. Gr. ftK\xrJx, » S^3\ f jj a jrf 11 * 1 h* cap. 2. E accaduto spesso, che un giovane ha negato a » —a _ * -.-.A.:.!:-n:.-'- _ ---• -.* .1. : -.-j — y qti cK heramente i peccati di mollizie, e poi richiesto: scoperta alla fine la verità. (V) r Mollore , MoMó-re. [Sm. Lo stesso che ] Mollume. si i5f. Quello usiam tanto, chV passi il mollore./'-' i 9' $odf‘ pii* 1 vuole asciutto 11 legno, ch’assai guastano i mollor>* >, ^ u0Jl ì c Ponga le viti in luoghi montuosi , secchi e asciutti 1 ni K d ogni gemitio e mollor d arque stagnanti. (Ilr) (P a -rf/ |, < .. ’ M G. Lat. inolfi'S ’l tfi },>' " _ 1 .fi * Mollugine.* (Boi.) MoHù-gi-nc. Sf. E. -. molle , languido.) Specie di piante del genere gahm 11 ^ sto ’ " ’ ^ 7 dir e le foglie sono molli in confronto $i>isolarniw lie lffo.it cune altre specie del genere stesso. (Aq) . Mollugo.* (Bot.) Mol-lù-go. Sm. Genere di piante de’ n c e ginia , famiglia delle cariofilicc , caratterizzato Zittii 0 ^ .M Jogltuzze cartacee senza corolla, e aa una rzrz/zvoE^ 'sperma; da’ moderni riunito al genere firnaeeo. R ' c agi f "‘ , non potendo sostenere T oppressione delle balestra, abban- *4' 18*° ^ l >01 ° > ° n de i Genovesi presono il molo. Tac.Dav. ann . ìtarch J ^° r!e ognuno al mare ; chi monta sul molo , chi in sulle Wro iti ^ ern 'P 7 ^" 2.i3.33. Quando le genti in sul molo adunate Eb- b''* tool nave J giovanetto scorto.Serd.Stor. 4. tyu. Atìondò in gtùsa *loi 0 . , 0 „J ,D a grossa nave carica di sabbione. 4 , lc on, A. i ovvero da moli lodare.) — Padre di Meridie.—Figlio "toejoy, 0 *? 6 ri —Figlio di Marte e di Demonice.—Filosofo Rodio, Cicerone e di Giulio Cesare. (Mit) °loc. , 5 PS - ) Fiume della Grecia, nella Beozia. (G) «doMò-loc, Moloch. Uno de’principali dei dell'Oriente, { ìffer,' v ° Aimnoniti sotto le forme di uomo e di vitello. Se gli A m u f na vittime umane.Uenne confuso con Mitra ; altri. - - ' tofl /» 0 ° Filano nlfìl. il \ah> a li... ;/ .Cola .. io Tono nupo, o CB ‘ e gnare, ovvero da malech regnatore , dominatore, re.)(Mit) ■to - (Bot.) Mo-lò-chi-a. Sf.F. G. Lat. molochia. (Da malavite, ov- . r«i ^‘vivohe malva.) Nome dato da Sempiane al/’anagallis arvensis di ‘*‘lOc II °> desui Ila stessa lingua mal si- } ° s abitazione : Signore di abitazioni.) — Figlio di Pirro e ; q ‘ >«1 „ ° m aca, il quale diede il nome a’ popoli su cui regnò .— Nome \€!T ate Aten!ese - (B) (Mit) 1 .J Soprannome di Giove adomto presso i Molossi. (Mit) Hsq. ,y Cito de’ cani di Atleone. (Mit) le lu \ Ool 0 [*»«•] Sorta di cane grande e feroce, [cori detto per- fUti C 1 ® r azza è della Mclossia. Presso gli antichi erano tai cani e r b' an vonto, e celebri per fedeltà nella custodia degli ar- Cji'kv, "g destrezza nella caccia. \ Lat. molossus. Gr. /aq^gtt-q's, ìnstr* 3 . 36. 17. Indi avvezzò ad avventai’! v® cc. a< "' “ 5 ^ 5e E0ei^ olosso ■ tncnt/«n '-«u nau UYcmu. ) ^ e ^ botile di un piede di verso , composto dì tre lunghe oAtej 0 ’a-tlo j" c ^ e Tiitnacro , il quale così chiamavasi o perchè era \.p J r 0 u * 1»^W 1>,e : C 1VTo| -pà-ai-a. N. pr.f. (Dal celt. mal uccidere , e padus ""Gì °tto , 0st ? n te in uccidere.) — Amazzone che con un colpo di • Ìf. ci ' se Antiope. (Mit) 'T 0 l-.pà-go-ra. N. pr. m. Lat. Molpagoras. (Dal gr. molpe èqj .>' jj.. Pgora compra: Comprator di cantilene.) (B) tyi ^ticle ~1' 1 ' S. pr. in. (Dal gr. molpe canto.) — Nobiì Jj, --- • V. wrw. */’ M>W. UT l.n.U UT TbllMIlSt COlltl’a . posticcio due gran molossi. » Car. En. lib. A- v. i$4- 1 ,Z c ?* l ' ne i cacciatori, altri con reti, Altri con cani. Ha questi . °losso , Quegli un veltro a guinzaglio, e lunghe file Van v ('v’ s f, ;t; ria!i a r ,d - ^ k, e de.. 1 -Piome di un piedi >4 MOLTIPLICABILE 4^3 pr. m . (Dal gr. molos battaglia che i Gali, e gl* Irland. vi ravviso alni il Sole, altri il Sole e la Luna. (Dall* ebr. secondo Nonio ; col quale tingevansi le vesti . (Dal Jìùt-p f' (Arche.) Mo-lo-chì-no. Sm. Certo colore rassomigliante cd col quale ° vvei ‘o moloche malva. ) (0) b^G A , A *A Geo S)M°-lò-cri-a.^nttea città della Grecia nell! Elide, (fi) 5 » (Geog.) Mo-lò-ga. Città della Russia europea sul f^olga.^ G) - - > Mo-lò-ne. JV. pr. m. Lat. Molon. (Dal gr, molos gngua.)(B) Soprai ^°io f' ", (Mit. Afr.) Mo-lón-ga. Sacerdote del Congo K t Ì; n ^>e nel A - ..- 6 , yH 0n » fkt-. . ^0 l( ) — Nobile giovine aV€Va llila statua nel tempio di Giove Eleo, per- '■tv» * r ' *»«««. "■’ ■ - .. ' \ *Ì (0) Sciato sacrificare onde por termine ad una desolatrice 0 Mól-po. Add. e sm. Nome di Magistrato di Efeso t -e o u, 'sa. 'lì . .‘■f n- ‘ Pesci _ ^ tnolsa di v n iol[/. r. A. Midolla di pane. (Dall’ ar. melaset esser ' iza ’ e però corrisponde a mollica.') M.Alduhr.E mangia- 1 Vi — ^ Hi'*'* molsa dl P ane » e ai mele e di latte , e d’un poco ,7 S *?i P. N. ha midolla in questo secondo esempio.J Russonì , mcl/a di pane inaecpia è il pan grattato.J(V) Pap t)a h '% s . ci e pesche , e raolsa di pane in acqua. E appresso: 2 — * Mulsa o forse Vino melato. Lat. aqna rnulsa, mulsus. ( In melsa vino molle, e che facilmente e lievemente sen va per le fauci. In gr .molax vino che solea gustarsi nello stringer le alleanze. In gali. milsean cose dolci, confetture.) Palimi, f io. So’l seme si maceri prima nel latte della pecora t nella ruolsa , nasceranno ec. ( Il lat. bar mulso et lacte.) E f 1 :ì• Il seme che si dee porre si maceri prima ■ in molsa d’acqua per tre di. (Pr) Morseli. * (Geol.) Mòl-sen , Melsen. Città degli Stati Prussiani nella Sassonia. (G) Molsenia. * (Grog.) Mol-sè-ni-a. Ted. Molsheim , Moltzcn. Lat. Mol- chemium. Città di Francia nel dipartimento del Basso Reno. (G) Molta. (Agr.) Mól ta. Sf Fino melato. Lai. mnlsum. Gr. o.co/ziài. Pallad. cap. 2j. Non clieggiono se non solamente la state ec. grano o miglio macerato nella molta , cioè vino bollito con mele , ovvero il mosto. (V) (Probabilmente deve leggei-si Molsa , come ne' due e- sempi dello stesso autore allegati a detta voceJ (N) MoLTALATO.*(Bot.) Mol-ta-là-to.AtW. m.comp. Aggiunto di Seme. Quello munito di varie appendici, come in alcune ombrellifere, Bertoloni.(0 ) Moltatsgolauf.. * (Bot.) Mol-tan-go-là-re. Add. com. camp, yjggiunto di Caule : quello che consta di molti angoli. Benolcni. (Ol Molteplice , Mol-té-pli-ce. Add. com. F. e di' Moltiplico. Benlb.Stnr. 1. 8. La fortuna è varia, molteplice, subita. (V) (Questo esempio è ripetuto in Moltiplice.) (N) Molticapsulare. * (Bot.) Mol -ti-ca-pui-là-re..Afi/.com. comp. Aggiunto di Frutto: Quello eh’è formato di molte caselle. Bertoloni. (O) MoLTiccto , Mol-tic-cio. [À/n. Terra fatta liquida dall' acqua', più comunemente] Poltiglia, Mota. Lat . limus, coenum. Gr. mtKós, ri\px. (V. matta in senso di belletta , limo, fango. In ebr. melel argilla. In frane, molte mnidetto.) Frane. Sacch. nov. sio. Venuto il giorno , col canto delle botte e de’ ranocchi si levarono, ed uscirono del molliccio. E riin. Al- Nibbii arzagoghi, c balle di sermenti , Cercavau d’Ippoerasse gli argomenti, Per mettere in molticcio trenta frati. Moltifera. * (Bot.) Mol-ti-fe-ra. Add • f. comp. Aggiunto di Pianta : Quella che dentro V anno mette i fiori più volle. Bertoloni. (O) Moltifido. * (Bot.) Mol-ti-fì-do. Add. m. Aggiunto del cnlicc , della corolla, del filamento , della fòglia , dello stimma, del vilicchio , qualora siano divisi sin quasi alla metà in varie pani. (0) Molti fi or ito. (Bot.) Mol-tì-fio-rì-to. Add. m. comp. Che ha gran copia di fiori. Lat. floribus abundans. Salvia. Imi. Orf. (A) Moltiflouo. ' (Bot.) Mol-ti-Hò-ro. Add. ni. comp. Aggiunto del caule che porta molti fiori ; del calice che riunisce e difende non solo molti Jlosculi e senuflosciili separali , ma che può ancora contenere promiscuamente Jlosculi e semiflosculi ; della gluma, del peduncolo, della, spata, della spighetta, sempre che comprendano e portino molli fiori. Bertoloni. ( 0 ) Moltiforiie, Mol-ti-fói>me. Add. com. comp. Che ha molle forme, Che si dimostra sotto molti aspetti. — , Multiforme , sia. Sanuaz. Arcati, pr. io. Chiamerò ad alta voce trecento nomi di non conosciuti Dii; e con quelli ec. la moltiforme Luna, potente nel cielo, e negli oscuri abissi ec. (A) (V) Molufrowte , Mol-ti-frón-te. Add. com. comp. Che ha molle fronti, Fario negli aspetti. Car. Arisi. (A) Car.Betc.3. 5 . Licofroue chiamò il cielo inoltifronte. (Br) Moltilatero. (Geom.) Mol-ti-là-te-ro. Add. in. comp. Che è dimoiti lati, Che ha molti lati. Foc. Dis. (A) Moltiloba. * (Bot.) Mol-ti-lò-ba. Add. f. comp.Agg. di Foglia: Quella che ha molti lobi o• seni ottusi. Bertoloni. (O) Moltilocdlare.* [Bot.) Mol ti-lo-cu-là-rt\zfiA/. c om. comp. Aggiunto di Pericarpio : Quello che per più tramezzi è diviso in motte cavità. Bertoloni. ( 0 ) Moltiloquesza, Mol-ti-lo-quèn-za. Sf comp.Lo stesso che Moìtibquio, F. Grill. Leti. Fol. 2. Berg. (Min) Moltiloquio, Mol-ti-lò-qui-o.[Am. F. L. Soverchio parlare, Discorso di molte cose , e per lo più Cianciamento ,] Ciarleria , [ Loquacità. — Multiloquio, Molliloquenza, Multiloquacità, siiti] Lat. muliiloquimu. Gv.vo\v\oylv. igS\ Avvenne per caso , che moltiplicando costui in avanzare , molto piu che non Iacea con le foriicine c col rasojo, ec. ( [Cioè , crescendo in arricchire.) (V) Diitam. 6 . 8. Moltiplicava come la mal erba. (N) «—* (Arit.) Opera-zòne aritmetica, e vale Far la moltiplicazione. V. Multiplicare. (A) Berrò.Pros. 3.222. Il che è ora in usanza del popolo tra quelli che al numerare ed al moltiplicare danno opera nel fare delle ragioni. (Y) Moltiplicàtamente, Mol-ti-pli-ca-ta-mén-te.^iv.[Con moltipìicità , Con accrescimento.1 —, Mulliplicatamente, sin. Lai. inoltipliciter.Gr. ircX- X c ^e Gr. •KXrfòos. Segner. Mann. Nov.i. 1. Nelle case de’grandt più toglie la confusione si è la moltipìicità degli appa 1 ’t aI1)cn ii.° s ^ Moltiplico , Mol-tì-pli-co. Sm. Lo stesso che Moltiplicazione u l gnif. ] V. Lat. multiplicatio. Gr. irQXXx'xXa.vta.vp.cs. c {b ch c Marz. 20. 3 -Metti fra tanto , come si suol dire , a moltiplico vC , tralasci ditivare di rendila. » Magai. Leti, fasti. 1.44 • ^° eC . (fi) drehbe nel mondo questo gran moltiplico , che hanno fatto p^,S' Moltipricare,* Mol-ti-pri-ca-rc ,Alt.V.A.F. e di’ Moltiplicar^^ fj Greg. 1.8. Dio avea predestinato di moltipricare lo seme di An*. Moltisiliquose. * (Bot.) Mol-ti-si-li-quó se. Add. f. pi. **JggjQ & Ordine naturale di piante , da Linneo proposto nel suo s 0^ c # metodo naturale , le quali hanno per pericarpio diverse p lC selle che rassomigliano a silique. Bertoloni. (O) . tQ Moltiprova , * Mol-ti-prò-va. Add. coni. comp. Che ha f lt _ fh’ifi di molte cose , Che e mollo esperimentato.Lat. multa expeitu • q^s I mi. Orf. Sempiterna Del moto apportatrice , moltiprova* ( detto della Natura-J (A) ' Moltisillabo. (Gram.) Mol-ti-sìl-la-ho. Add. m. comp. ^h ee sillabe .—, Polisillabo, sin. TJden, Nis. 3. i3. Io non posso e ^ ^itt' suaso che la magnificenza egualmente si ritrovi in una diz* oP sillaba , come in una monosillaba. (A) (B) Moltisonante , * Mol-tÌ-so-nà-nte. Add. coni . comp. Che T& suono. Salvili. Imi. Om. 5po. Andonne sulla sera Lungo * mar moltisonante. (A) (Pc) irssi# 0 '^ Moltissimi amente , Mol-tis-si-ma-mén-te.. Avv. superi, dihloiu bum. Selvett. 5 . Berg. (Min) nluf lU Moltissimo, Mol-tìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Molto. al l3i Gr. ti-AeT o-roff, Com. Tufi 28. Volle l’autore ad intclHgcn^.^-YLiro 1 ’ d’alcune grandissime battaglie , nelle quali moltissimi . u00 ^ e utlo distrutti. Mov. S. Greg. Moltissimi sou quelli i quali , somma gloria d’alquanti, e dilettandosi di vedere le loro gra» si pensano die queste cose temporali sicno cose grandi c o^ ( f 0 Sacch. nov. 8. Per la sparuta forma di lui, o per di lei , giammai , non che ella l’amasse, ma mai gli occm . lui teneva. _ i Q Jaj° 2 — * Trovasi anche talora unito alla particella Di, ù l ,n ° mare con essa una sola parola. V. Dimoltissimo. (N) Moltissimo.* Avv. superi, di Molto. Lat. quain maxime. Ci* .y che più. (Cin) Salv. Avveri. Disc. 2. 1.2. s 3 . (Y) Striti Moltitudine, Mol-ti-tù-di-ne. [Sf] Numero copioso; [e sjiesso ^titu^, 1 ' persone e delle cose, ed anche è in sigrrific. di Popolo. 1 — t iV jl0 y. sin.] (/^.Affluenza.) Lat. multitudo, copia.Gr. •KXrfìos.B oC 9‘. s0 tto*V Tutta Tuniversal moltitudine delle femmine essere agli u . on3 J| qu^ /ì sa.J E Concl.g. Conviene nella moltitudine delle cose, \t trovarsi. Coll.SS.Pad.La qual maggioranza di moB ltu cC0 ^y si n disagguaglianza degli uomini. K appresso : Anche dice » piesojj^u, moltitudine de' dolori miei ned cuor mio. Gr.S.Gir- 3. che carità c disfacimento della moltitudine de’ peccati. G yj 3. gg. Egli è ben ver , che dove è moltitudine , h confusione.» Vit. S. ÀI. Madd. 120. Vide la Santissin‘ a da lena stare in mezzo di due moltitudine d’ angeli. (V) £{#§• 2 — Abbondanza, detto di Acqua, Sangue e simili. Sali* ,y) Tanta ec. moltitudine d’acqua fu dal cielo mandata, ec. Dant. Inf. 5. Fu la prima feii-i la che portò arme e sp a v dine di sangue umano. (N) . • #0 ^ MoltivAlve. (Zool.) Mol-ti-vàl-ve. Add. com. comp . Dic eS ^ chiglie composte di piu di due valve o parti. (À) (fi) j; due s( l li 2 — * (Bot.) Agg. di Gluma, se risidta formata dapi u a che involgono il fiore. Bertoloni. ( 0 ) . ptao^ 0 Molti7Ie.* (Arche.) Mol-tì-si-e. Sf. pi. Vesti di 5 ^ bagia leggerissime per la state. Lat. multitia , ortun. ^ ^ 1 ultu II,, L è Molto , Mòbto. Ym. Gran copia , Gran quantità. L ( f ^ JU**© T’itnmT» Gf.' 7T0 XXa. , ‘XXÙtfTGV. j5oCC. 110V. 77* 4$' ~ che da eleggere il poco e saporito , che ’1 molto ed insip 1 ^* 9‘^p —■ * Il poco o II molto, vale lo stesso che li tutto- fi) cQ o ^ Sei castella ebbi in Fiandra , e l’ho vendute, E 1 astut e . prezzo, di’ io n’ ho tratto, Parte tentando per persone a li dian corrompere , ho distratto ; E parte per far muove Di mir.ll’ r>rmvìr> . r»r fd’ Tnfrìpsì . or eli Alemanni. (E 111 /7.» X ( Di quell’ empio , or gl* Inglesi , oragli Alemanni, fffipè ■— * Tra ’1 molto e ’I poco si usò per esprimere ciò f ^ ^elT 11 -* maggiore , contiene più volte compitamente il numero minore',se due volte , chiamasi Proporziono dupla ; se tre , tripla ; se quattro , quadrupla : e questa è la moltiplice. Gian. Diz. Mus. (B) poco si usò per esprimere ^ fra V eccesso e il difetto. Alani. Colt. 3, 283. La lia ^ ll , n Ja G 0 * 1 più saldo e vero Non ha sostegno alcun , se questo p rC . stira e ragion tra ’1 molto e 1 poco. (Gin) \o t Colto. Add. m. Nome di quantità , e denota Gran q u . * sjpw* [Anticamente Manto. V.] Lat. rnultus. Gr- *oXv*. B° cc ’ 1 j a jjii a . * ^ di molta famiglia, ninna alba persona in quella, se r, ° n q(' aSl y trovando , impaurisco. E noy.y. 5. Senza punto pensar ^^,/yp, rC f tempo pensato avesse cc. , disse questa novella. E ìl0 fi ntì * dopo molte novelle fecero. Dant.Inf,i.5i. E moE e ?. c c. grame. E 18. 28. Come i Roman per T esercito mp e pi u /^ *• passar la gente modo tolto. Petr. caixz . 7. k ia ca pS. L 0 U ” ’ ’■* ìnolt* anm. P -iccV 0 ^ i5* l0 j ]e à ette Jfio lie ' lettera di V. Eco, ec. con molto mio piacere. ^ ^ 7 * co* 1 ^ % di V. M. sono state lette da Sua Beatitudine con mol^ s 2 '* Variato per generi e numeri , ma indepeutyteM n. 5 . Crcdonsi molto, molti sappicndo, elio altri non J 1 „ e lla yl 1/ Gr. S. Gir. 67. Molti scfno di quelli , che vanno P ^,3 £ L pia.(V) G.V. 5 . 4 °. Vi molilo il detto Otto c inolia che neve Non percossa dal sol molti e Yinse molta bellezza acerba morte. Cas. #' c&' ivi 11 : ■ e W U' & K [E molto o «o da nome espresso, in compagnia del coni- fetori Jioc< :- 1 } ov - 43- 1 1- Ma veggendosi molti meno , che gli 5*°tao ’ CPn ««ciarono a fuggire. Dant. Inf. 14 25. Quella che giva j“°cc./ , e( ® ra P>ù molta; [E quella men, che giaceva al tormento.] » l “ l0 Ùa L- 1 Quello che a molti si vede essere addivenuto, si dee con ì" ^ « ? ‘° r P atirfi - ( Gin ) lanciò*®’ Wn, ? e lalora l ' articolo per enfasi. p'it.SS. Pad. 2. g2. -, ^ t r\ (ìr f ^ 'Vaitirc le molte tentazioni e necessità di corpo, e freddò Ìv|77£ < 'M 0 ! t ? ' s f separò dal suo sust. per voci frapposte.Alam.Colt. ? ™ c «vvnlx v ’ d i° c, òtor > ehe ’l suo frumento Dentro una lorda ÌV 7). °. un tempo Tennero innanzi. (Cin) ( 0Vas i Molti usalo in senso astratto. Galat. Vuole essere la 5 sJNti. (Ci° ) < f uanto s * P u ò d più ; e la bruttezza per lo contrario X' "Paino caso e nel numero del più frequentemente si trova pfor ni falla particella Di; anzi talora si unisce conessa in modo io ' Òìì.m/' lln solo vocabolo Dimolto, a guisa di nuovo aggettivo. t v,*' P fat ■ Bocc. nov. Non ti diedi io di molte busse ? Cult * ’ SC ' ai* stesse bene di farlo , nominare di molti. (Cin) *"r«) a Tempo forma i modi avverò. A molto tempo, Da molto tempo. V. Salvili. Odiss. 108. Lui sotto l’acqua jJ^'àla 1 tempo, Nè poteo troppo tosto sollevarsi Dall’empito lgra " ,io » 0 - uW) p *0 lìoc a i ' ÌQttu o simile , Molta notte velie Molto tempo della èf ‘ 0,°°’. &• 9- “• 10. Perciocché già molta notte andata /l’era.(V) L , . r ° t >ln C a\. ( u ^ c ^ "i luogo d’ avv. Pii. SS. Pad. 2. 117. Ammae- "V'^ono la fcde ' p non molta t»l!^roa"' a J cde , e con molta spirituale e grande allegrezza lo ì( -a y. !) ' E 2 .1 28 . In questo luogo usa una leonessa molta peri- n ff ■ l'rauc. 162. Ne dirò uno di molti f miracoli) , che av- L. l)l olt» c 10 la sua fama fu molta cresciuta. E i2g. Era uno frate t ] * a j p lan ^ e umiltà. P il. S. M.Madd. S. Tu se’ ora in grande dell ^ e rav c ,B °da è cresciuta la tua infermitade. Borgh. Tose. 35 2. Son in ' hf e .P‘ù che non si crederebbe difficili a cercare le notizie. ( V) tljò N 0l) f Si anche Molti più , con parola fra mezzo. Vii. S. ( ni. ' 5 saJi^ 0 dubbio , che molti sono più que’chevanno aperdixione, ^it^tìioaf^ anche Moltipiù assolutala. Pros. Fior. p. 2.V. 3 . pag. k\ ^Ve" Cnte ’ comecché moltipiù si ritrovino i suoi significati ec.(N) acì che vale Assai, In gran copia, Grandemen- V* 1 £o' a0d,, P> U’udum, valde, [vehementer.] Gr. vowù, ifot.v, C E- nov.18.43. Padre mio, voi siate il molto ben venuto. ^’ Perchè inchinare a Dio molto conviene Le ginocchia f'^'a/tc. Sacch. nov. 210. Molto ha preso oggi la gentilezza *v,?tttia linee.a * - A — - J - - - X V fat " 4- proem. Non essendo io ancora ai mezzo essi sono molti e molto presumono. (Cin) Vo > lca tenuto _ 1ti(.(|°‘ connota tempo e vale Un pezzo , Lungamente, Molto \ì[ fiiot' ddu 3 Dant Purg. 2 4‘ d8. Non hanno molto a volger J, ij il;,, C-H Pi ane. Sacch. nov. ig8. E questo facceudo, potrebbe lì,,, tu t c CSscie ^ che innanzi che fosse molto (mollo tempo trascor. jjt dop 0 lle troveresti dugento fiorini in borsa. Pelr. Uom. ili. 257. • dctL “tolto Euzio ec. fu da loro preso. E appresso: Nè mollo ttt r Cl, li. p'. ec - fu allogato. E di sotto : Non molto poi fu preso da’ V?) bL à'S, Pad. 1, 2^7. Tu non istaresti molto in questa §• ^•^«ó' Lungaineute chiamò i figliuoli , c molto per ^ G °mr> anc ^ > cercando. (Cin) ^ sost. che abbia titol d'onore o Vopposto.Bocc. Jhq Un ^‘^^do nella Marca d’Ancona esser per Legato del Papa ^ r ^inale che molto suo signore era , si dispose di volei'- % ? 1 °‘ *$9’ ^ mant lati privatamente la notte lx>Cen io e cinquanta cavalieri, onde era capitano il Go- y p\ lTl °i to maestro di guerra , cavalcò in fino presso Scr- 3^‘ì *Q, p C 0ì>1JJ rdl 0 Jo c c . finente trovasi in compagnia di nome add. Lat. mul- S^'Oii^a e^à i 0 ’ “■ fi quale più per un intramettere , che per irli) 0 8ori ', i | * f:T oì vivanda, fu messo davanti al re. Creso. 2.6. ■ ^ odoriferi per l’umido sottile ec. (Ciu) tra ess0 e ^ neon’. Lat. multo. ] Bocc. lelt. I c Ilo ™° do maggiore onore vi lia per l'avvenire una gi-ossa % ^to.i, y,- Vl l 'a , c i Je ; car j drappi e’ vai non hanno fatto per t c,| ivo) a ò'- 2. n. 4 AI quale servigio gli fu molto più la for- fc'Hsi f-.’.F'' e alla mercatanzia stata non era. E proem. Elle sono S fd in ■■ Ul che gli -• gli uomini a sostenere. (Cin) f fi'hf 9 < l l; iest B ^ a ^ ,nM avverbi!. Bocc. g. 8. n. io. Io era tutta bei? ’ c con c l lles t° sa - r ù molto maggiormente. E g. 1. n. ■SSjj "c tsspj. t!le c °mprcsc , il messere aver potuto conoscere, quella Stilli -' '' ^ ‘h^^Sn ^ ucciderlo.. (N) . % Po ij* ondosi con verbi, con avverili e con nomi, [volen- '^'’ìslo' 0 '” p l niette ' ^ Bocc. ig.'38. De’quali quel paese è co- ti!! lìii.'à UmlL®'. 2 .' "■ 7- Non sentendosi.rispondere ad alcuno, si 7. n. 2. La quale costumatamente molto, e yc^oito l» té/ X co, 8 ' 1 ‘‘cevette. E e. 7 Q 1,. <0 >v. - c °mnie=.,' i E ci< K\ v. lo. Io son per li IJ). «rq h( lì‘ * U a 5 u iiai- m if> Ìì Ul8s ^ mo : un giorno avvenne che egli si riposava sopra Tuti’f-^™ l’acqua vide l’ombra sua molto bellissi- ^ir 1 'hi lu * c &dn aVl , a presente piato molto grandissimo, sovra’l ^ A flto-^e, ec. Fyanc. Sacch . nov. 112. Salvestro Bru- ‘ »«‘C aCevo ^ssimo uomo, diede cena a una hi igata.jKcf/. 111 mip oria se un tal calice Sia d’avorio o di salice ec., * MOMENTANEO ^ Purché sia molto grandissimo.» Salvia. Odiss. 228. Clic sulla terra era molto bellissimo Tra'fmmi.(Pc) Red.Op.4- Hanno giudicata la salsiccia per molto squisitissima. £ 233. Osservi, dico, quella particella molto appiccata al superlativo; c sappia che questa e una delle finezze della lingua toscana usata dagli antichi maestri a cagione di maggior espressiva. (N) 9 7-* Con la corrispondenza di Poco. Filoc. I. 7. E quasi niuno era in Roma , che per ricevuto dono, o molto o poco non fosse lor tenuto. E g. 8. n. 7. Non volendo nè poco ne molto dire , nè far cosa che a lei fosse a piacere. (Cin) 10 — Posto assolutamente, è termine che denota ammirazione. Fir, Trin. 2. 6. Molto s’è rimutato, che fino a iersera non ha mai voluto sentir fumo.(Cfoé, sembra gran cosa che si sia rimutalo). Cecch. Ine. 5. g. Molto ora s’ è scoperto ! 11 —* Bgg. al v. Essere : Esser molto = Costare , Importare mollo. V. Essere molto. (N) ? — * Esser molto di alcuno = Essergli in grazia , Essergli in- trinseco.Franc.Sacch.in un'annot. sopra un suo sonetto, pubblicala dal Poggiali .Essendo io Franco podestà di S. Miniato, essendo molto del detto Messer Pieri, io mi disposi di mandarli uno sonetto. (P) 12 — Agg. al v. Sapere, e posto assolulamcnte, ha talvolta senso ironico , e vale il contrario. Lat. scilicct. Gr. frAr,. Fir. Lue. 5. 3. E’ sa molto dove e’s’è. Cecch. Ine, 1. 2. Egli è ancora un cucciolo Che sa molto che cosa si sia moglie. (Cioè, sa poco , o nulla.) 13 — Diciamo: Di qui a poco non è molto , quando minacciando si vuol dire, che Tosto ne verrà il tempo di vendicarsi. T i — Talora si costruisce con alcuna particella avanti. Da molto, in forza d’ aggiunto , è contrario di Da poco [ V. Da molto. ] Lai. jn-aestans , bonus , frugi. Gr. 41Xc. c , eVS-Xos , àyadlós. Bocc. nov. 4g. ig. Li fratelli , udendo 1’ animo di lei , e conoscendo Federigo da molto ec., lei con toltele sue ricchezze gli donarono. Frane.Sacch. nov. 3i. Il Vescovo, come uomo che era da molto, si levò,ed andò verso costoro. » —* E Da molto più per Di molto maggior pregio. V. Da mol- r to , S- 2. (N) _ . . 15 — Di molto, inforza d'avv.,che scrivesi anche Dimoilo, vale Grandemente. V. Dimolto e il suo accrescitivo Dimoltone. Sega. Mann. Dicembr. Potresti in onor divino oprar dimolto. (B) (N) 16 — [In molto = In molte cose.] Fianim. 7. 5. E certo io giudico i suoi dolori i miei in molto avanzare. 17 — [Talora si raddoppiò per dargli più forza.'] Molto mollo , cosi raddoppialo, vale lo stesso che Troppo 0 Molto semplicemente, ma ha alquanto più di forza. Galat. 78. Ninna tua vesta vuole essere molto molto leggiadra, nè molto molto fregiala.» Ar. Eur. 44• 4°- Al mio fratello Che molto e molto è più di lorprudente.(Cin)7iemZ>. leit. 1. 5./25.SÌ dispartirono, molto molto a voi raccomandandosi ec.(N) 18 * Dicesi: Piu che molto , e vale lo stesso che Moltissimo. Ar. Fur. 5. 8. Perch’egli mostrò amarmi più che molto, Io ad amar lui con tutto il cor mi mossi. (Cin) 19 — * Posto assolutamente per Che miracolo. Cecch . Assiuol. 5. 7. Molto in quest’abito un par vostro? (V) Moltofessa.* (Bot ) Mol-to-fés-sa.^tW. f. cotnp.Ags . di foglia ; meglio diecsi Moltopartita. F. (0) (N) J b 5 Moltopartita.* (Bot.) Mol-lo-par-ti-ta. Addi f comp.Agg. di Foglia: Quella che viene piofondissimamente divisa in molte parti bislunghe, —, Moltofcssa , sin. Bertoloni. (O) Moltof.àmoso.* (Boi.) Mol-to-ra-inó-so.^è/d'. m. comp. Agg. di Tronco; Quello ch’c guernito dì molti rami disposti senza ordine ed in gran quantità. Bertoloni. (O) Moluas.* (Gcog.) Mò-lu-as. Popolazione poco noia nell’interno dell’A- frica , a levante dal Congo. (G) Moluccella. * (Bot.) Mo-lnc-còl la. Sf. Genere di piante deila didtna- mia gimnospermia , famiglia delle labiale , caratterizzato dal calice campanulato spinoso più largo della corolla. (N) Momjcche.* (Geog.) Mo-lùc-che. A/i pl. Arcipelago d'isole fra quella di Celebe e la ISùova Guinea , distinte in grandi e piccole, òono bagnate dal grande Oceano equinoziale , e da quelle parti di esso che da dette isole prendono il nome di Passaggio e di Mare delle Mo- lucclie. Dìconsi anche Isole delle Spezie. (G) Moluchi.* (Geog.) Mo lù-chi. Indiani al ZV. O. della Patagonia. (G) Moìuandi.* (Geog.) Mo-màn-di. Popoli dell' Afganistan proprio. (G) Mòmbaza.* (Geog.) Mom-bà-za , Mónbaza. Isola dell Oceano indiano , sulla costa orientale deli A fica nel Zanguebar. (G) Momemfi.* (Geog.) Mo-mém-fi. Antica città dell Egitto. (G) Momenetto. * (Zool.) Mq-meWt-to.t5/w. Specie di scimia caudata alla quale in ispecialità, forse per essere o credersi più atta ed inclinata alt imitazione che le altre scitnic, datino i Francesi Vepiteto Moin e- net, quasi diminutivo di Momo, cioè Buflòncello. (Piuttosto dim. de- gr. mimo simia : e si sa che ii\ .questa lingua mimos yale imitatore! In provenz. mounino simia.) (0) Momentaneamente , Mo-men-ta-nca-mén-te. Avv, In un momento. Lat. momento temporis. Gr. i'v Mcd. Oss. àn. 11$. I lombrichi vi morirono momentaneamente , 'come x primi. Momentaneo , Mo-men-tà-ne-o. Add.pi.. Di breve tempo , Caduco.Lat. caducus , momentaneus , momentarius , •$. Ambrog, Gr. vpbcrx.oupos. Cavale. Med. cuor. Questa poca presente e momentanea tribolazione ci merita smisurata eccellenza e altezza di gloria m vita eterna, ò'. Gio.Grisost. E’I momentaneo e lieve peso della presènte 4ribulazione ci adopera, e ci merita smisurato ed eterno pi’emio in etèrna gloria. Red. òss. atin.ig. La puntui'a impressa dalla testa secca è una semplice e momentanea puntura del (lente. ' ’ ^ Momentaneo diti, da Caduco. Momentaneo e attributo di que* fenomeni o fatti che durano per brevissimo tempo ; e Caduco di que' soggetti che di loro indole sono facili a cadere, ossia a finire. Onde 4*ì6 momento in luogo di Momentanea puntura e di Città caduche, non può dirsi Vunitati caduca e Momentanee città, Momesto , Mo-mén-to. [, 5 'm. PI. Momenti r ani. Momcnta.] Brevissimo spazio di tempo.Lat. momcntiun, temporis punctum.G/'.pWé, crr/ni. P e tesori. ì/j2. In un momento ogni mio ben m’hai tolto. jE son.283. O giorno, o ora , o ultimo momento! Fitoc.6.ig8. La apportatrice fama ec. in un momento riempie li vicini popoli deU’avvenuto male. Cas. lett. 2 6. Sia certa V. S. Illustriss. e Reverendiss- che io non preterisce! c non preterirò momento alcuno di tempo per condurre quanto prima a (ine questa impresa. 2 —* Onde in modo avverb. Di momento in momento == Dami momento all’altro. V. Di momento in momento. (N) a — [ Così da' meccanici dicesi Quella forza o peso o violenza che acquistano i corpi gravi nel muovere naturalmente verso il centro. Virtù, Forza, Efficacia, con la quale il moior move, c il mobile resiste , qualunque sia la ragione ai tal virtù.] Lat. momeutum. Gr. fo Tett.Gal.Mecc. 6oi. Momento è la propensione di andare al basso, cagionata non tanto dalla gravità del mobile , quanto dalla disposizione che abbiano tra di loro diversi corpi gravi. E appresso : E dunque il momento, quell’impeto d’andare al basso , composto di gravità , posizione, e altro, dal che possa essere tal propensione cagionata. Sagg. nat. esp.. 34- Alla quale ( altezza ) il momento di cosi vasta regione di aria V avea sospinto. E 71. Quindi col sollevamento del piccolo cilindro cc. seguir 1’ equilibrio tra questi due momenti. a —* Così dicesi anche La quantità di moto, ossia II prodotto di una massa per una velocità. Così dicesi ancora la quantità di molo originario che prende un corpo nel primo istante in cui è distrutto VequiUbrio. Finalmente la stessa espressione ha altri significati nella meccanica scientifica , che si legano al calcolo injinitesirn de.(D.T.) 3 — Per mctaf. Cosa [o Persona] di momento ,di grande o di piccolo momento vale Cosa [o Persona] et importanza, o di molla odi jjoca importanza.Lat. ics magni seu parvi ponderis, momenti. Gr. ■xpu.ypct fsqn! , stfù.’j’p.a. stuello!'. Star. Eur. 1. 1- 11 che di quanto momento fosse alla rovina dell’Occidente, assai chiaro ce lo dimostrano i tanti diluvii delle barbare nazioni, che ec.Boez.Farch.2.prvs.i .Conoscerai manifestamente te mai non avere né posseduto in lei, nè perduto cosa alcuna di momento nessuno. Bern. Òri. 2. 2 1. 3 o. 11 negromante , vista la ferita , Che non era però di gran momento ec. , La medicò con erbe e con unguento. Galat. 10. E non guardare perchè le sopraddette cose ti pajano di piccolo momento, perciocché anco le leggieri percosse , se eli., sono molte , sogliono uccidere.» Guicc. Stor. lib. t. Non lasciò indietro diligenzia od arte alcuna per farsi propizii quelli che erano di momento in questa deliberazione. E lib. 2. Non avea tante genti in sul Taro, che fossero di mollo momento alla vittoria. (B) March. Stor. 3. 4~- Stando le cose di Firenze in bilico , era di grandissimo momento a poter dar loro con Ogni poco di trabocco ec. il tracollo. (È quel di Terenzio-, Andr. 1. 5. Dum in dubio est animus , panilo momento huc illue impellitur.) (Y) 3 —* Cosa di momento vale anche Della durala di un momento. Introd.Virt. i5. Quel che ne diletta nel mondo c cosa di momento, e quii clic ne tormenta nell’altro dura mai sempre. (Pr) 4 — Movimento Ama, 5g. E dalli male in fuor giItati ardori Del perfido Tilco , e dal momento Che fanno i monti per li suoi dolori.» GuiU.letl.io.2-i. Offrì costume, ogni atto, ogni momento ìeltissimo.(V) 5 — Parte , Mezzo , Modo o simili. Guicc. Stor. 3- 152. Ripntavasi che nel (lassare l’esercito franzese il fiume , consistesse momento grande alla vittoria. (Pe) 6 — [Sorta di antica misura.] Zibald. Andr. 5g. Il punto si è dieci momenta, e ’l momento si è dodici once. 7 — * (Fisiol.) Dìcesi Momento delle fibre di lina data parte, L’ado- prar suo onde resistere-, più comunemente Reazione.(A. O.) Red.nel Diz. di A. Posta. Or se per disgrazia accade , che il momento t V energia delie fibre della tunica nervosa dello stomaco , sia maggiore de] memento e dell’ energia delle fibre della tunica carnosa di esso stomaco, che ne può avvenire? Nc può avvenire cc. (N) S — * (Terap.) Dicesi Momento d' un rimedio , Il suo adoperare in sull' orgarnea struttura. (A. O.) Red. nel Diz. di A.Pasta. Per venir in chiaro , se nel nostro caso convengano, c sieno per essere opportuni i vomitatorii antimoniali pigliati per bocca, e mandati nello stomaco ; con v ii n prima determinare come , o in qual maniera nello stomaco operi il momento c l’ energia dell’ antimonio o di altri simili vomitatorii. (N) Momento diti’, da Attimo c da Istante. Queste voci, comecché indichino una tenuissima quantità di i empo , hanno qualche diversità tra loro. Momento , o usisi determinatamente o indeterminatamente, riferisecsi alla quantità del tempo , ed Attimo alla celerità. Istante potrebbe dirsi sinonimo di Attimo se per lo più non s’impiegasse eou qualche nozione relativa. Mommo. * (Mit.) Mò-mi-me. Sm. Uno de' due assessori che i Fenici d'Edessa davano al. Sole. (Mit) Mommeare, * Moni me à-re. N. ass. V. scherz. Berteggiare, Buffoneggiare. (Da Marno , dio dello scherzo è delle berte.) Car. Leu.3,-,3. Oltre a queste cose , si fanno banchetti regali , balli gloriosi , mascherate ricchissime, un mommeare all’usanza di qua {di Brussette ) di cose di gran valuta , un baciare , un brancicare , ed uno appiattar di,dame , che io non so che me ne dire ; se non che mi pare una bella vita , e che mi piace più che la guerra. (N) Mommeluano. * (Geog.) Moro-mel-li-à-no. Lat. Mommelianum. Città degli Stati Sarai, ducalo di Savója. (G) Momibo,* Mo-nò-no.N.pr.m.dim.di Momo , accoro, di Girolamo, V, (B) Momo , * Mò-mo. N. pr. m. accorc. di Girolamo. V ■ (B) Momo. * (Mit.) Figlio del Sonno e della Flotte , dio del motteggio e delle arguzie. (Dal gr. momos disonore, obbrobrio, macchia , vitupero , che vien dall’ cbr. munì vizio , macchia , ignominia.) (Mit) ii»*' MONACATO Momoeo. * (Bot ) Mò-mo-Io. Sm. Genere di piante della angiospermia , famiglia delle personale, caratterizzato caratterizzato - prismatico cinquefìdo , la corolla quasi accampanata col 1 e bilabiato diviso in sei lobi quasi uguali ; lo stimma capsola con i sepimenli placentiferi ne’ lati Lai. mimulus- ( mfr Momordica. (Bot.) Mo-mòr-di-ca. SJ I Lo stesso che Balsami* 11 ' moinordica balsamica Lia. (B) OSU» u — * Dicesi Momordica pungente o elaterio , Il cocomero elaterio. V. (O) „fì. ' Nompariglia. (Àr. Mes.) Mom-pa-rì-glia. Sf. T. degli stampo . corrotla da Nompariglia. F. (A) Momponi.* (Bot.) Mom-pó-ni. Sm. In alcuni luoghi della T oS chiamasi il Corbezzolo. V. Targioni. (N) tibìi Mona, Mó-na. [Adii, e sf. Usalo auticam. in luogo dì] Ma®* ani , che oggi non può essere usato che per avvilire la persona ^,1" pone-, dello anche] Monna. Lat. domina, dornna.Gr. Pad. 2. 18. O mona tale, vieni con noi al bagno. Fir- ^ ^ ^ Perchè mona Mea va spesso attorno , egli non ne poteva 11 ^, p veruna. Lor. Med. canz. 55 . 3 . Mona questa , e mona tendete a lavorare. Mulm. 1. 63. Un certo diavol d’un» lB . fl( i uà , Figliuola d’un guidone ignudo e scalzo. E 5 . 18. glio ir 10 d’ una comare Dalla sua Geva detta mona Fior 6, dir Annoi, E. B. 5. 5 . 6. Gli antichi diccano. * . . madonna, derivarono monua e mona. (N) a OF 2 — * In modo scherzevole. Buon. Fier . ./. 5 . 1. Che S^/4] era stata la prima Che non lasciò di Bono alcuna razza, f Annot.ivt.Scherzo: mona Onesta, maritata a Bono,non eboc 3 — * Dieesi anche in modo scherzevole di Donna schifo 10 . . cile , Mona Schifa ’l tutto , Mona Schifa’l poco. Salvia- , t() . (’.J, B. 2. 1. E’ti pute ogni cosa , cioè tu sei mona Schifa 1 — [in modo basso,] Mona merda, detto a donna per dtspd" giuria. V. Merda, 5 - <<».] Fir. Lue. 4- 1 - Caia è la tua^ 1 q v* 4 da , poiché la vuole ona veste per volta. Buon. Tane. 5 - - ^ tu , e leccati le dita , Sgraziata , mona merda , scimunita 5 — * Proverb, Più sù sta mona buia. F. Luna, 5 - ,J ‘ j .[tr 0 .ili col. 1. 1 7 1 .Quando alcuno per iscusarsi ec. dice d'aver t j iil )i ,,l |0, o di voler fare o dire alcuna cosa per alcuna cagione ****,([ F , e verso dalle parole , s’ usa, per mostrarli che altri cooose'^^ji' 1 e che la ragia è scornati, dirgli: più sù sta mona Luna: py che i fanciulli c le fanciulle facevano già in Firenze. ('pEgii 1 ’ Mona ditf. da Monna, unicamente nel significato di/* 1 > trovasi dato alla seconda di queste voci e non alla F** ,I1 ^o ^ Mona.* N. pr. m. Lat. Monas. ( Dui gr. monos solo, $ arali buono. ) (B) JftP* 1 — * (Geog) Nome antico dell’isola detta oggi Angles^' .jftf Danimarca .— dell' arcipelago delle Anlitle. (G) ,-.^(i Mon abati.* (Geog.) Mo-na-hà-ti.^f/itico nome dato agli a " u ruibac nella lsaur-ia. (G) . ,_ r ì de e;' Monaca , Mò-na-ca. Lat. monacha , < 5 . . [ Add. usato in forza di sf.] Beti8p sli fì‘,;k 4JH11 lIIL>liaGUIl ) ó. Girvi.-, sanclimoniìilis, S. Agost* {} La contessa Malekla fondòe uno nobile ìnunastcrio di l0 ° flC ^. .] Esait. Ct\ 3. 10 . Noi abbiam fatto Come fanno le 111011 iq ÓP co» ,a yi 0 e ^iìF‘ nova. Mahn. 7. 7 3 . Ma per.ch’ ella è mozzina , e monache trarrla del monastero ec. — [Cui v. Fare 1 Far monaca , Farsi monaca = ^ e> una dorma in religione monastica. F. Farsi monaco 0 s> , nov. 36. tit. Del tutto rifiutando di star più al mondo» ^ J0 1 " 3 — Usalo coll’agg. di Donna .Bocc.g. g. n. 1. Buon* “ " pd 0 secondo la opinione delle donne monache, ec. (Pi sopì” Tra V altre donne monache che v’ erano.) (V) ~ 4 — * Anticamente detto anche di Donna non religio® 3 :^ sV * 1 1 laf. 5 . Lo rinchiusero in un raouìsterio di donne : T Jl ^ P monaca Deidamia, figliuola di Licomede. (N) Merfi 0 ’ 5 •— * (Zool ) Monaca bianca. Nome volgare dato a* ' nore. V. Mergo, §. 1, 2. (A) (N) tSoCI^V^'Ù Monacale , Mo na-cà le. Add . com. Di monaco ’ ei'.f ' cile , sin. Lat. monachicus. Gr. fioua^iKo'i. Pisi- "m. S-.f.-.rJ.i lo giudice per la terra , salitte in abito monacale. \. a ] c iii! !l lòe sempre con sermone condecente alla santa mona ^ 5 La volontà e lo desiderio della religione monacale, c ; /» 1’“ m '“v . fad 1 mO>' Monacanda , Alo-na-eàn-da. Add. e sf. Z Iella che e P e f v Jac. Sold. Sai. 5. La figlia monacanda, che s’ ad<‘ ts al coro , a! vespro , a’ mattutini , cc. (A) (B) j Monacare , Mo-na-cà-rc. [ Att .] Far monaca, i° , mona facet e - storio aliquam [vel aliquem] dicaj'c , sanctimoniale® ^ oS pt V] 1 ^ Pad. 2.261. Alla quale egli, monacandola, avea p' l? 1 — Per simil. [un'team, fu detto anco, parlando di ■ jf0 > ■ abbracciare lo stato di Vestale.) Corri. Par. 6- 1 .n^ 0 -' detta Dia nel tempio di dea Vesta. / 3 — N. pctìs. Farsi monaca [o monaco.] Pecor. g- .7 inoif^o .p vo’ per certo monacare , Nè d’ alcun esser mai p .• v oi<» aF Pattav. Ist. Cono. 3 . 6iy. Se per avventura essi IT (piai- ^ C 0 negare P assenso forzarle o a monacarsi, o a l ne ”p t ,s <•*. A a loro spiacente, potervi provvedere il vescovo. ( ^j pi'* 1 ^; J 1 v instr. 1. p. 2. Trovando un figliuolo generato ^ 0.1 nacarsi. È 1.15. 5 . Costringono le loro figli iole i^';, / voglia, (m Mwacaru , W Volli provarono T - colleuivo e set**- Mo£ZV op >V ulto - w s,gnon ’ Ja frata,ia ’ u p “oca. V diremo)' 0 - ^ «• da Monacare. Fatto ^ 1 - LE >nf cr JJ°) gt , t o « J s -». Il forn monaco, L’ risei- monaco, / „ acalc MONACAZIONE pK comunemente MonachiSmo.] Lai. monachismus. S ( ] c j X ,l7 t*°s. Maestmzz. i. 58. La falsa cagione non impedisce il >ili 0 J* 0 Dacato. E 2. 11. 2. Nel monacato c nel matrimonio, e- ,ar. ® e 1 ° ’nganno dia causa al contratto, nondimeno tiene. But MONANDRO 4^7 ti 1 * 0 » dfi *' ^'ecarda ha detto di sopra , che 'Gostanza tenne l’affe- ■’nis n, E > Mo-na-ca-zió-ne. Sf. Il fare o farsi monaca. Lat. vir- •*!> laj, . ^erio dicatio. Pros. Fior. P. 4- voi. 2. pag. 262. E poi j tc sonetto critico de’ sonetti stampati per quella monaca- ?. vt ‘anche a me tocca lamia parte della minchionatura.(N.S.) i J -ttatd. Testam. num. 38. Lascio alla Filippa cc. altri for- iStccnl P er ' a detta sua monacazione. (P) 0l '*c E ,. Do - ( m us.) Mo -nac-còr-do. [ Mo-na-cèl-la. ISf. dim. di Monaca.— , Monachella, Mo- Poc 0 f 1, Monachina , Monacuccia , sin.} Fir. nov. f. 180. Oh quanti tìoiij i\ 81 facevan belfe del cielo , che or parevan monacellein oragli àf 0, ’• Med. canz. 8y. 4- Monacclla con gran pianto Mi farci ,K| an dolor. Cani. Cam. 1 <7. Quanto so)l gravi tormenti Alle 1 -n , .«‘onacelle. 11 7. Quanto son gravi " (6 .■‘“'- cue . % ed ,i J fy ec ie di funghi mangiabili, che hanno lo stipite bian- eok. « cannali,. _ /•„_ J: .■_’ 1. . • j-_ j: ’ " cappello a foggia di mitra intagliata in diverse guise , di 1,'oihra ,?? str o. Lat. helvella esculenta, helvclla monachella, helvclla "for. ’ \!N) Mo-na-cel-lo. [Sm.'} dim. di Monaco, [ma vale lo stesso, # c£*? lH e !.«•«■ ji'^e P eì> una specie di vezzo , o che per disprezzo. Dicesi j > Monachino, Monacnccio.] Lat. monachus, limni- ' 7 . Xo*' US ’ Ì un * or ibonachus. Or. ratestves xaXóynpos.Eil.S'S.Pad. .°ìto Iresti due monacelli , scontrato nella via un aspiro ^ll| a jJ c * e e velenoso , per la vista del quale quelli benedetti mo- ,y c [ Vì G s ’ erano tutti messi a Dio , non «paventarono niente. ^ **d, cuor. Come si mostra in quel monacello, lo quale per fyt, potea vincere le tentazioni e incendii della carne. E ì^do 6 * Un monacello giovane in una badia di san Benedetto, (. 0r a/,i(? CCUsa ^° a san Benedetto dal suo Abate, che non perseverava tuo c °gli altri , ec. Frane. Sacch. rim. fj. Ma s io guarisco ° nace ^°' ^ urc ^ u 1 ' 10 $' Vescovi armati, e preti e monacelli. ^9 k ^ ’ ^1 o -i) a - c Vi è 1 -1 a. Sf. dim. di Monaca. Lo stesso c^cMona* C^^lle 4‘ Paolo Veronese . . . vide che certe mollo^ Ce, filarono con un quadro triviale d* un Fiammingo un suo, V hiamato co1 nome di monachetto. ®^ia-chi.lc. Add. \com. Lo stesso c/te] Monacale. F.Lat. 'PQvx.tTTix.os. M. E. 10. 12. ISel quale si dicea che , e st^tr. ^ dispensazione di santa Chiesa, entrare la Beina in a* p tej r ,ricn achile. Vit, SS. Pad. 2. ipo. Passando il giudice J ^ c ' i stqt 0 ’ s ^ e ^ ( ‘ in abito monachile bianco. Esp.Pat.Nosi. Grande e però era elli divenuto monaco. Nig P-i ?jJ a ~ c W-na. [S /.'] dim. di Monaca. [Lo stesso che Mo- 1* 4' daranno almcn qualche diletto I che nell' incenerirsi la carta a poco a poco sì hV). . S»q’ [ ecie dì uccello di color negro e bianco debordine delle 1 tappeti (l - tìG ^ e gran siepi , e negli alberi folti , ove depone sette \to^o Come che diversi monachini generasse, procedette la cosa, che niente se ne sentì. (V) f sJ >SlG ^ fl ° c * te sr,ve a calzare ì puntoni. (A) b 1 dt °’ e ^ uccello [del genere /ossia nell' ord-ne de'passeri. { S °i 3ra > rosio di sotto , con berrettino nero , la femmina 0 Vi P Cer y r ? SS{c cJo in vece dì rosso. JSidiJìca su diversi alberi , il Q c ani* 1 * flin S° le strade , il suo canto naturale è dolce , ed Sli ^lo J ? re . €< ^ a parlare. Chiamasi con altro nome. Ciutìòlotto, lo l, ùt arin °. Lat. loxia pyrrula,] pyrrula rubicilla. Gr. uop- N. Aggiunto di Colore scuro che tende al rosso,quasi V** 4’ Pcroc°k' ' nov ’ 99- Creagli che ella fosse in gonnella mo- le carni sue aveano quel colore. Beni.rim. i.34- l À 8 S’ eli.’ 1 e parca più che sera; L’aria non si polca ben bm >e Ssc C1 'a nersa *.-1.:-- r./. —. =• ;- —• j - rn c * ] ? mi confessa , Che ’l vestir monachino è gran a, i'c » f'ftii ' e 9uivoco.J * l0, * a, dsui a ” c,ic ù ' farsa di sm.] Forse da questo colepi 0 Quel livido che resta nella faccia per qualche percossa. Alleg. 332. Svaniranno ben tosto i monachini dell’ imo, e l’enfiagione dell’altro. MonachiSmo , Mo-na-chì-smo. [.Vm. Stato monacate ; dello anticamente} Monacato. Lat. monachismus. Gr. pova-xiepós. Dav.Scrsm. 58. C011 darci licenzia d’uscire di questa servitù empia del monachiSmo. 2 —■ ’ Nome collettivo di tutti i monaci. Fag. Rim. I vostri rari pregi A me furono sempre e noti c chiari ec. al monachiSmo, al clero. (A) Monacile , Mo-na-cì-le. }Add. com. y. A. V. e dì Monacale, o] Monachile. Vit. SS. Pad. ». i8y. Spogliogli l’ abito monacile , c pri- vollo d’ogni atto e officio ecclesiastico. E 1Q2. A costui andando io nel principio della mia gioventude, c pregandolo che mi ammaestrasse nella vita monacile, ec. E 2. igo. S’ egli vuole negare il suo Dio , lo battesimo e la professione monacile dagliele. Monaco, Mò-na-co. [vtffW. e sm. P/.Monaci e Monachi.] Tìcliginso regolare; [o in generale Uomo che mena la sua vita nella solitudine e nel chiostro, a fne di ritirarsi dal mondo e consaci'arsì a Dio.\{U. Anacoreta.) Lat. monachus. Gr. fto»«X°’ s * (Dal gr. monachos solitario ) Hocc. nov.qg.42. Il quale l’abate e’monaci veggendo fuggire, si maravigliarono. Dant. Par. 22.81. Che fa il cuor de’ monaci si folle. Coll. Ah. Isac. i3. Monaco è colui che siede fuori del secolo , e sempre prega Iddio, acciocché egli acquisti i beni futuri. Uit.SS. Pad. 2. 2». Ecco che ha fatto questo monaco , lo quale tu cotanto ci lodavi. » Omel. S.Greg.s. 2» ( y. Trovò due monachi quasi in abito di peregrini. (Pr) Cavale. Simb. ». 383. Vedrò grande vendetta di quelli monachi... Quelli monachi diventarono lebbrosi.. . Riputossi micidiale delti detti monachi.elw/u. Ant.ep. ipg. n. f. Cl'ir. t~34-) Atanasio a’monachi,(N) » —* I monaci che vivono in comunità chiamatisi più propriamente Ccnobiti; quelli che vivono soli, Eremiti o Anacoreti; quelli che vanno attorno girando , Vagabondi , Girovaghi , e anticamente Sara- baiti. (Ber) a —* Fare o Farsi monaco = Mettere, o Entrare in religione monastica. y. Fare monaco e Farsi monaco. (A) 3 — Proverà. L’abito non fa ’l monaco — L’apparenza esteriore non è indizio delle qualità intrinseche. [C. Abito, §.6.} 4 — (Archi.) Quella travetta corta di mezzo d' un cavalletto diletto, che, passando fra li due puntoni, piomba sopra l' aslicciuola. yoa. Dis. (A) 5 — (Zool.) Quell’ uccello che dicesi anche Monachino. y ~)• 0■ Lai. [ loxia pyrrbula, ] pyrrhula rubicilla. Morg. 1/}. 5p. Quivi era la calandra, e ’l cardellino. E ’l monaco , eh’ è tutto rosso c nero. Monaco. * (Geog.) L.at. Mouocci Arx, Monacami, Herculis Monocci portus. Città d'Italia , cap. del principato dello stesso nome , all’ e- stremità della costiera occidentale di Genova .— Z,«t.Monachium,Mo- nacum. Città capitale del Regno di Baviera. (G) MoNAconDO. (Mns.) Mo-na-còr-ilo .[Sm. Idiotismo toscano, y. e di] M >- nocordo.Belline san.iyg. Se’l targon , eh’è fra la salsiccia e’1 tordo, Vestito alla moresca in ballo viene,Én altro sonerà suo monacordo. Monacuccia , Mo-na-cùc-cia. [,.V/i] dira, di Monaca. [Lo stesso che Mo- nacella. y.} Cib. son. g6. Che questa monacuccia fie infreddata. Monaccccio, * Mo-na-cùc cio. Sm. dim. e vezzeg. di Monaco. Lo stesso che Monacello. U. Face. (0) Monade. (Filos.) Mò-na-de. Sf. V. G. Nome adoperalo da Pitagora , per esprimere gli elementi semplici ed indivisibili de’ corpi; rèndilo poi celebre dalla flosofla di Leihnitz : e secondo lui , esprime non solo quegli elementi , ma ogni altro ente semplice o sia immateriale, e perii compì- nde pur le anime umane e. Dio , eh’ egli onora come prima delle monadi. ( Da monas, monados unità ; poiché non risulta da più parti.) Conti A. (A) (N) 2 — (Filrd.) L’Asso del giamo. Salvia. Pier. Buon. Lo lascio solo, senza compagnia, come é l’asso del giuoco, che é la monade. (A) 3 _ (Zool.) Nome di un genera di zoofiti dell' ordine degl’ infasci ii omogenei , di un corpo pieno , puntiformi e microscopici. Osservali col microscopio sembrano tanti piccoli punti che muovonsi con somma celerità, e sono sprovveduti di organi motori. Rcnier. (Mhi)(N) Monadecfia. * (Bot.) Mo-na-dèl-fì-a. Add. e sf. y. G. Lat. monadel- phia. (Da monos solo, c adelphos fratello.) A "in: dato da Linneo alta decimasesta classe del suo sistema, in cui comprende tutte le piante a fori ermafroditi , che portano gli slami uniti mediante i filamenti in un solo corpo. Gli ordini di questa pianta sono desunti dal numero delle antere ; onde dicesi Monadelfia triandlia , pentandria, ettaedri a , ottandria, decandria , endecandria , dodecandria e poliandria. I moderni riducono questi ordini a soli cinque. (Aq) MoNADEi.ro. (Bot.) Mo-na-dél-fo; Add. ni. y. G. Lai. monadelphm. (V. monadelfia.) Aggiunto di que'fiori, i cui slami o filamenti escono da un corpo solo; quelli che ne hanno due diconsi Diadelfi, e Po- liadeìfi se ne hanno piti. (A) 2 — * Aggiunto di Pianta che ha i filamenti degli stami uniti in un solo gruppo o fascetta. (A. O.) MoNADi.*(Geog.)Mò-na-di. A ntpopolidell'Italia,sterminati daDiomede.(G) Monadista. * (Filos.) Ma-na-di-sta. Add. e sost. com. Chi è seguace del sistema Leibniz'ano delle monadi. (O) Monadologia. * (Filos.) Mo na do lo-gi-a. Sf. / • G. Lat. monadologia. (Da monas monade, e. logos discorso, trattato.) Nome dato ed ce- iebre sistema delle monadi, ossia degli esseri semplici at Leibmzio.( 0 ) Monaca*.* (Gcog.) Mo-na-gàn. Lat . Monaghanuru. Città e contea del- V Irlanda* (G) , » u Monaldo , * Mo-nàl-do , Monardo, Modoaldo. Iv. pr. m. Lat. Monal- dus. (Dal ted. mem mio . e held eroe.) (B) Monandri a. (Bot.) Mo-nàuvdri-a, AH. e sf. E. G.Lat mcmaiidvia.(Da monos solo , e aner 9 andrò $ nomo , e per estcns. r*ta ititi.) iVo/ne dato da Linneo alia sua prima classe y nella quale fa entrare le piante a. fori ermafroditi che portano un solo stame, ed e divisa in due sezioni: * Monandri^ monogmu ^Monandri* digima. (Aq) Monandro. * (Bot.) Mo-nàn di'o, Add.ni.E.O. Aggiunto di pianta che 428 MONANTEMA ha un solo stame per ciascun fiore, oppure Aggiunto di fiore che ha \in solo stame . (Y. monandria •) (Aq) Monantema. * (Bot.) Mo-nan-tè-ma. Add, f. Termine che usasi per indicare che la fioritura e fruttificazione delle piante viene disposta sopra un solo ordine. Bertoloni . (0) Monantemo.* (Bot.) Mo-nan-tè-mo. Sm.F.G. hai. monanthemum.(Da motios solo, e anthos fiore.) Specie di piante del genere asplenium, caratterizzale da una sola linea di fruttificazione. (Aq) Monànto. * (Bot.) Mo-nàn-to. Am. F, G. Lat. monantus. (fi.monantemo.) Specie di piante distinte da'fiori isolati , e non adue adite, come nelle altre specie del medesimo genere. (Aq) Monàntoddà. * (Geog.) Mo-nan-tòd-da. Città dell Indostan inglese.( G) Monarca , Mo-nàr-ca. [Add. e sm. F* G.Colui che nello Stato ordinato legittimamente haToutorìtà suprema.) Lai. monarcha. Gr.fxovixpx^. (Bai gr. monos solo , ed archos principe.) Frane. Suedi, ri ni. i3. Ed o Re di Buem Carlo monarca. Red. Fip. 1. 7. Il mio signore , siccome nella liberalità a quel gran monarca non cede , così ec. 2 — [E per simil .] Petr.sou.igg* Onde a chi nel mio cuor siede monarca Sono importuno. Monarcale, Mo-nar-cà-1 e.Add.[com.Lo stesso che Monarchico. V.~\Amet. 32. I)a Cajo Giulio Quinto ritenne il monarcale uficio sublimc.jjpo/- lav. Ist. Cane. 1. $46. Adunque la necessità del governo monarcale si palesò tanta per esperienza che ec. E 2. 34o. Ogni governo mo- narcalc per conservarsi illeso ha bisogno d’ avere in qualunque provincia qualche nervo prevalente dì sudditi non sottoposti a chic quivi supcriore immediato e perpetuo. (Pe) Monarcii ess a , Mo-nar-cbcs-sa. Sf di Monarca.^, non usata. Aleandr. Dif. Maria, part . 1. Betg. (Min) Monarchia , Mo-nar-chì-a. [ Sf, F. G. Quello Stato nel quale sotto determinale leggi è affidata ad un solo ! autorità suprema .] Lat. monarchia. Gr. P'Qva.pxicc» (Y. monarca.) Coni. Inf. 2. Di lui doveano scendere li fondatori del romano imperio , universal monarchia e principato del mondo. Petr. canz. 11. 7. Che puoi drizzar , s'i’non falso‘discerno , In stato la più nobil monarchia. 2 —* * Dicesi Monarchia costituzionale o limitata, Quel governo il cui Capo non può esercitare l’assoluto proprio diritto , se non d’accordo con i principali rappresentanti della nazione. Queste privilegiale persane formano quei corpi che chiamatisi Parlamento in Inghilterra , Camere de’Pari e de’Deputali in Francia , Diete in Ungheria, Stati nel regno di Svezia ec. ec. (A) 3 — * (Ieon.) Giovane donna d’ altero e superbo contegno , coronata di raggi , con un diamante in petto : tiene uno scettro ed c assisa in trono : le statino appiedi fasci d'armi e scudi . Il lione , V aquila , il serpente , sono suoi attributi: talvolta la esprimono con un leone o con un’ aquila coronata in capo . (Mit) Monarchico, Mo-nàr-chi-co. Add. [m. Di monarca ,] Di monarchia .—, Monarcale, sin. Lat. monarchicus. Gr. Salviti. Disc. 2. 5i2. Nicocle re di Cipri ec.commenda sopra tutti gli altri governi il monarchico. 2 — * (St.EccL) Monarchici fttron chiomati alcuni Eretici del secondo secolo , seguaci di Prassea, i quali negarono la Trinità delle persone in Dio ed ammettendone una sala , confusero Dio con G. C., ed il fecero nascere , patire e morire cc.Furono anche detti Patropassiani.^Ber) Monarchista, * Mo-nar-chi-sta. Add. e sost. coni . Partigiano del governo monarchico. (Aq) Monarda. * (Bot.) Mo-nàr-da. Sf. Genere di piante della dìandria monoginia, famiglia delle labiate , distinte dui calice cilìndrico striato , la corolla bilabiata col labbro superiore strettissimo ravvolto agli stami , e due cariopsidi. Fi si noverano molte specie die si coltivano per la bellezza de’loro fiori. Lai. monarda. (N) Monardo, * Mo-nàr-do. JS. pr. m. Lo stesso che Monaldo. F. (B) Monaro , Mo-nà-ro .Add..e sm. F. e zù’Mugnajo. (Cosi detto persine, di mulinaroy o forse ancora per affettata imitazione di i francese rncu- nì e r s che vale il- medesimo.) Bemb. Leti. (A) Remò. Lett. 5. n. 165. Quelli monari , o chi si sia ec. tutto ’l di quelli monari mi togliono anche quella poca acqua con frasche ec. (N) Monasteriale, Mo-na-stc-rui-le. Add. com. Appartenente a monastcno. De Lue. Dott. Folg.,4 • *3. i-3. Berg.fi Min) Monasteri ani» * (St. Ùcci.) Mo-na stc-ii-à-ni. Lo stesso che Anabattisti. F. (Ber) Monastbrio , Mo-na-stè-ri-o. [Sm. Lo stesso che ] Monastero. F. Fil. SS.Pad. 1. 57. Si levò lo pessimo errore degli Arriani y li quali traendo a sè li signori e li principi del mondo, rubarono c guastarono, la Chiesa, opprimendo li monasterii ec .E 123. E poi con molta grazia c caritade ci rnenòc al suo monasteri©. 2 — * Ant. nel pi. Mònasterià per Monasterii. Dial. S. Greg. 1, if Era usanza delle monasteria , che quando ec. (V) Monastero , Mo-na-sté-ro. [ Sm. F G-J Abitazione ai monaci o monache. [F.- Convento, Badia, Ritiro. Il Monastero è divqto, famoso, solitario , rimoto , ricco ec. ec. ] —■, Monasterio, r Mnnistcro , Moneterò , Monisterio , Miinisterio , Munasterio , sin. ( F. Chiostro.) Lat. monasterium. Gr. {.waarrriptGv. (A r . monaco.)Bocc. nov.zy. So. Mi menarono ad uno monastero di donne, secondo la lor legge, religiose. Fit.SS.Pad.2.1. Prese per consiglio di lasciare quel monastero./?*»»’/*. OrÌ2.2y. 5. Un altro sotto spezie di severo, Ma con riletto d’avaro c furfante, Mctteranne una frotta in monastero. Monasticamentb , Mo-na-sti-ca-rnéu-te. Avv. Al modo monastico. Fil. S. Gio.Guatò. 3. 3z8. Acciocché monasticamehte sotto loobedienzia del santo padre Giovanni a Dio servissimo. (V)‘ Monastico , Mo-nà-sti-co. Add. m.Di monaco , Da monaco, Attenente a monaco . Lat. monasticus. Gr. p.cvx.vtolqs. Fil • A A. Pad . 1. 207. Quegli che desse vita monastica , se egli non tosse stato cod prefetto monaco, non sarie ardito d'agguagliarlo a quell’altro.^ aurore; Ci auimoiùa 5 insegnandoci la yin c’1 modo della monastica con versa- MONDANAMENTE Z10DC. E appresso : Se tanta bontà m‘ ha mostrato Iddio > me misero , negato e rinunziato al suo battesimo e alia P r ° , monastica, ed è si benigno, ebe anche m’ajuta. Mokastir. * (Geog.) Mo-nà-stir. Città di Barberia nella Ballisi. Citta e Sangiacato della Burchia europea nella ^ Monattide.* (Bot.) Mo-nàt-ti-de. Sf. B. G. Lat. monactis. (J> '/ unico , e actis raggio.) Genere di piante della famiglia de"? fi' teree , della, tribù delle eliantee , e della singenesia poligami pi? jlua di Linneo , distinte dal raggio del lom fiore composto <* fioretto femmineo . (Aq) Mo> aulete* (Miis.) Mona-u-lè-te. Add. e sm. B.G. Lat. (Da monos solo , ed avlos llauto, onde mona vlos canna 0 ; ' 1 . singolare.) Suonatore di un flauto semplice. (Aq) j;k! Monaulo. (Mus.) Mo-nà u lo. Ani. B. G. (V.mouaidele.)St pivpria per le nozze. Lo stesso che Oalamaulo. B.Gian.iH'-'- Monbaza. * (Geog.) Mon-ba-za. f.o stesso che Mombaza. V’ ( , Moscaueiu. * (Geog.) Mon ca liè-ri. Lat. Mous Calerius. C litt Stati Sardi nella provincia di Boriilo. (G) jj r Moa-calvo. * (Geog.) Mon-càl-vo. Lai. Mons Calvus. Cittàd e S . Sardi nella provincia di Casale. (G) .fi? Moacaf.e, Mon-cà-re. Att. Render monco , Mutilare . (Dal monco, che ha una sola mano.) Ballagl. Ann. i65S. 4 -y Moncenisio.* (Geog.) Mon-ce-ni-si-o , Monte Cenisio. B- Moschkbiso , Mon-che-ri-no. Braccio senza mano, o storpiata .—, Monchino, Moncone, sin. Lat. brachiuni Ki, tilum. Gr. fyxxhr? kci\ o?os. Nov. ant. 5<). 2. Quegli , dd el "J ,| trasse fuori uno suo moncherino , eli’ avèn meno 1’ una lnf. 28.io4-B.à-un , cli’avea l’una e l'altra man mozza, fjp?. moncherin per 1’ aura fosca , ec. Gridò : co. Beni. Orl -l'i LVy attende a tagliar di quei meschini, E fa forme da sarti c >”7, 2 — La mano stessa staccata dal braccio. Morg. 1. 56'. Morgi 11 ’ j, chcrin mostrò per fede. 3 — Per simil. detto anche del Bronco spezzato di isiasRh ||l >i i r Salvia. Ihad. Brandiva Àjace Telajnonio indarno Colla ,iil moncherin dell’asta, E da lui lungo la ferrata punta Ca® 1 ^ .,,,11 reno riinlioinbava. (A) Mokchiso, Mon-chi-iio.[ó»j.Lo stesso che ] Moncherino. F.Lf^)^ mutilimi. Gr. xo\o$ os. (Y. monco.) Bui. lnf. 28. che avea aniburo lo mani mozze, levando li monchini in MoRCHin.* (Mit. Maom.) Mon-chir .Nome degli Angeli eh» Ao 1 ' ficio d’inteiTogare i morti e di tormentava i reprobi, s^ 01 *.Dant.Purg. monche, e di colore scialba. Boss. Ger. 8. 58. È con P‘ .nfir gni il monco busto Conoscer vuole, e 1’ omicida inS lU j — Per metaf. Manchevole. Lat. manctis .Oant. lnf. ® ]/>■, .'flC*- 1 E ‘ ./•:! sier , c'hai , si faran tutti nmuchi » Buon. Pier. 3. 1 9 1 1«*‘ llCf jiou monca resta in asso, mancante. (N) Salvia. Annoi, ivi:. Monca, cP! iif — (Ed in fòrza di sat . Gr. S. Gir. Cercai per le 1 lC ,• , vie , per lì ciechi c per li zoppi, per gli assiderati e V*. t . 4 appi, per gli assiderati c f, - Moncone , Mon-có-ne. (Sin. Lo stesso che ] Moncherin®'^,,g< chjum mutiluin , mamis trunca. Gr. frfjxyJ'cv chi potando Venia le mani., c cascano 1 i monconi. ,q) fi 1 " 1 ' Moscokvo.* (Grog.) Mon-còi--vo.‘ Città del PortogalE- Monccoino , Moii-cu-gi-no. Sm. comp. F. Frane. W l ° ii t i Ritti.i.i5. Voi conoscclc gli asini ila huui, Sete Io nio 11 ^ /ip* signore, E converrà che raceogliatc noi. (Y) fi,., Monda. * (Geog.) Molala-, Monda. Antica riviera a e j tir Lusitania.—delle Indie nella penìsola al di qua . v Mondabile , Moii-dà-bi-le. Add. coni. Che può word 11 ^ ^ Panig. Quest. Berg . (Min) f//< Mondaccio , Mon-dàc-cio. [òVo.] pegg.. di Mondo, fie • dns. Gr. nocKiercs xoffuos. Fir. nov. 2. 2oy. In ‘“Ir ^ lC bene in questo mondaccio traditore, egli bisogna h , 1. 7,7. Mi pareva che questo mondaccio non (°. Mondamebte , Mon*da-mén-te. Avv. Con morulizM t ■ s ped* . .. Gr. KotSccpù's. Beai. Misi. Ti i cv< r^ c (li v '® 1L ^(/h j 1 ii pure, mundiler. Or. xaSafwi. leol. misi, u^1 rc diV 11 mondamente al so]>rassustauziare raggio delle Mondamento, Mon-da-inén-to. [Y/?i.] il mondare ^ ^ . à i* . gatio. Gr; xccàxptra. Cr. 6. 21. 1. Non hanno c di mondamento d’erba. ( Il lat . ha: sarritio*) p'^ta/rh^ Mondana, Mon-dà-na. [Add. usato iti forza di S J] pei’ 0 i ti Jl »tr? Lat . mci'etrix. Gr. tfóprq. Dittata. 5. 22. \o va ^ oinC tl ' a a piede Uomini e femmine, e stare in brigata, h 5 ^ fasori' danc si vede. Frane.Sacch. nov. 178. Che e a j e vata .lé che soleano andare con tanta onestà , avere w , ta te, c °u }•■ cappuccio , che n*hanno fatto berretta, e ! ui jn® 1 ’ 1 .• dalie, vanno portando al collo il guinzaglio- r0 e, voglio Andar carnescialando qua e là Per m ‘ eoi 111 ' 111 c. dove Ben mi verrà. _ ’ Monoa.tamenti; , Mon-da-ua-mén-te, Avv. Ada , 1*^ ), leggìi A*# in » 1 o d , 0 r dé Refn'^ »' 'e.^/ , ,• 0 " 7 l'c^Vil :fy ■y * 0 ut» . h/ " ùff J 0 ' ,g 4 , « iK ’°y c Vìi lV » ìé fi] f y e y |10 I ,. Il" C^' -, - t'^-r »•' i; u>c»’ ,cf ii*^! 1 ti-r i'- 5 > ?s# 44 K P v MONDANETTO ^eiite c rf; Spiritualmente. Cai. profane. Gr, Kccr/tixws. G. 2 - Anzi fu pertinace', vivendo moudanamcnte in tutti i Jfc j-’ Gr° lll *° * ®ondo o All’usanza del mondo. Lat. ex. hominum mo- '“'tiataj.f arK T ^ v Mtrpor. Cavale. Frutt. ling r ' Steste che li signori e sposi , „ , novelli, e quelli clic tornano con Sciite la> so gliono in que’tempi dare. F appresso : Yeggiamo mon- rV |r '0q > che altro fruito richiede V uomo dell’ arbore piantato in __ ... X’\Che sai che siain tenuti Uri poco mondauetti. (Br) di Mondare.] Che monda y [Che leva la buccia o scorza.'] Lat. purgator , mundator. Gr. xa9-«purr^!c. Cr* 3 ‘ i 5 . 4 • Il mondatore dee innanzi a sé colle mani aprirlo. 2 — [Che purga.] S. Agost C. D. Però tutto ricevette il veracissimo mondatore e salvatore. Mondatuics , * Mon-da-trì-cc. E ah. f (//Mondare. E. di reg .(0) Mondatora , Mon-da-tù-ra. ( 4 fi] Ilmondare.Lal.mumhiio.Gr.^Adeterei. 2 —~ Il tcj)ipo del mondare. (Ga) [Quello che ?i toglie via nel mondare.] L(U» librr, Lib. crxr. malati. Prendi la mondatura de'rami Buccia , Scorza . cortex. Gr. Tdittepoi. freschi dui sambuco, Mondazione, Mon*da-sió*ne. [Y/i] Il mondare. Lat. pnrgalio, munilatio. Gr. KtEy-xpcru. Esp. Eang. Óiferail sacrificiochccomauda Moisèa'sa- cerdoli, in testimonio delia tua moudi/ioue. Coni- Purg. 2f. Il monte tremòe , e li pietosi spirili laudarono Iddio di mia mondazione. JIondeoo. * (Grog.) Mon-dé go. Lat. Manda, Monda. Fiume del Portogallo. — Riviera del Brasile. (G) Mondevì. * (Geog.) Mon-de-vi. Lo stesso che Mondovì. E. (G) . Mondezza , Mon-dés-c-a. [*y/Tj Nettezza , Purità.— , Mondizia,Mondia, sin. Lat. mundities. Gr.' xctàxptórris. Salvia. Disc. t. 7. A bandirlo da quegli, per la richiesta decenza e mondezza , ci abbisognò 1’ adorala autorità degli oracoli del Vaticano.^’. Agost. C. Ì/.Ma odi che fa l’anima meditante, che in questo profondo pensiero di trovare questa mondezza , tutta bolle od infiammasi di disiderio d' averla. » (d , c °Do per cattiva tranquillità di troppa felicità mondana. Dii- Non creda alcun , che questi mondali beni Si possano n * hel 5 e P°i tenere.» fL’edizione di Eenezia 1820 ha Mortai.)(B) (jp Solido , Mondiale. Del Pap, Mondani globi. (A) - : ^I° nt ^ ano spazio vale Spazio voto. Gnid. Grand. i £ { ‘ ai ’d(i‘à il moto di questi mobili vedrà muoversi il corpo A Eocabol. alla voce Meditante legge : pensa di trovar questa mondezza: tutta ec*) Fez. Uberi. Allegr. della E erg. ierz , 1 3. Così la tua virginità , che passa Ogni altra puritade» ogni mondezza Col corso naturai non si compassa. (B) Mondkzzajo, Mon-dcs-t-à-jo. [Sai.Lo stesso che Sterquilino,) Letamaio. E. Lat. sterquilinium. Gr. jcoTrps.v*». Segna*. Crisi, i’tsir.2.1 2 1 2. V e- dete che ai fin si riducono come T uva, spremuta dal lorcolo, a mai- circ in un mondezzaio ? E 3 . io.ìo. Noti mi maraviglio che Gesucrblo stia più volentieri in un sudicio mondezzaio, che dentro del loro p.àlo. Mondi. * (Gong.) Món-di, Mundi. Città deli Indostun. (G) (!, fondano ec. (A) c {F. . «mondana. ennnina :] Femmina mondana vale lo stesso che Mon- Feirmiina, 5* 5*] /G 9 * Si tolse per moglie posto avverò. = Mondanamente. C?\ nella v. Mon- ggiiinto di una specie di grossi colombi^ altrimenti detti «>nI!" 0 « Z J[ di sm. [Secolare , Laico , Laicale; contrario di Eccle- daini. 5. ò'o. Donde a’mondani, e a me, che sono il capo, in a vostra posta in capo, Comm. Dant. Furg. J. Per- ^'^ni n ,4 ,, cHo così latto luogo molto s'avanza per V orazione di K b0u ° in istato di grazia. (N) Ijv P//j>/ ,-ìi lVTn»>rln Idilli,’; ’loii-riàn-tc. Pan. di Mondare. Che monda. Pallivi. Giug. •nonilanU 1’ aje , si dispergono su 1’ acqua ec. (A) (Jì) . (h’eog.) Mon-dà-ra, Mnndara. Cit. dell'Indostan inglese. (G) (\j^ f 'c,j/ ( ^ Ì0ll 'da-ie. [/ili.] Propriamente Levar la buccia [o scorza i . . ■■ / >_'_ n.. Si. „ | : i r |' t ì , ii: j 1 ,7 j 7 -i Lai. decorticare, purgare. Gr. à.tfo'ki'Xiiv.Cv. //.i i. 2. ig. ^i; t j u ‘ ,( 'ì il sermento a misura di due dita, sicché dall’una ?J. leccia ; c: non inondar la midolla, ma lievemente radi. 2 7- A. mondar fichi a lui furon già otto.» Fr. Giani. vollelsi ficcare per lo messa f Se tu la mou Ì^{V)> tIfl pome con un coltellino. ^ 1 m 1( Jll0n ' Per. 5 - t. 3- Un bocconcino Di pauconcssa f noce J '\’Aè 11 ^re, Se tu la mondi. Salviti.Annoi, ivi iV 01 '^ t0 la sb MCci. (N) s?alberi i rami' bastardi ed inutili. Delhi vite si dice d b 4;-. ( 4 la > ». ^"'"tdare il grano e vale Separarlo dalla loppa.] Mnr.S. • Vm<;. Ti .. trovarono dormire l’ostinimi, che era diputala a mon- ^ p Eiudi^ -' esp, Pat. Jgost. Nostro Signore monderà suo grano Ik ' %l Nettare, [Far mondo, Mondifìeare, Ripulire ec. , e cli- S he , ^ ® °ose come dell' aniino.] ( F. Astergere.) Lat. purgare, , Q tle e e , t ; r S e re. Gr. , $tcx.}ux.$txpÌC l stv, Filoc. y. 161. p $^ 5 fece j- a ^h*i compagni ec. furono a chiamar Filocolo, il qual, l S, Vp 1 antico tempio mondare, siccome l’altra volta. Pes.Br. { |. a Mpta di mare, eh e così salsa c pungente , però monda ' V, 1 rilan.i , n *na grossa e viscosa. G.K.t.òq. 2. Il quale lobat- m. ,1 & „.. . n-„„. n,._ J a. Ed io, o crea- 5 ril aha^ v i ll,na glossa e viscosa. G.K.t.òg. ^ [L^e u UH c ^°. delta lebbra. Dant. Purg. 16* 3 l . a. p as 1<10 ^i ec. , Maraviglia udirai. del . ur 8 ai ’si, Mondilìcarsi.]C'oiH. Purg. 22. Egli esce della C Ì!t te 0l idarf 1 ' l ,. scort h:herà. (N) tri ’ ^lonn- Olzo c ' le c’non è mattugio. V. Mattngio, §. 2. (N) rn. da Mondare. Mondo. Lat. cìecorticatus, ti ^(A^ghun’ ^ ss ' (ln ' 2 ^‘ simili aLle lenti, ^ ^ e Cbr 0 / A 1 ? foggia di un pinocchio mondato. E Coris.2.2g . / ^\u Iìl0i ^ate"°^ * 0ssei ' 0 stato bollite delle susine fresche ben rau* fi ( ‘ 2. \ ^lio. Lat. mimdatus , detersus. Gr. xaSapurShh. Fr. A' ^ s» j’ Dh’ esso faccia abitazione Del cor nostro consacrato, t C£, è. , Ch’esso ci possa regmu'c. Mondia , Mou-dì-a. [Y/C] E. A. E. e di 1 Mondezza. Mor. S' Greg A dimostrare la moudìa di lf opere venne Enoc. Mondiale, Mon-di-à-le. Add. coni. Del mondo .— , Muniliale, sin.Lat. mund.imis , mundialis , Y. Gir. Gr. y.zfriMy.di. S. Agost. C. D.i'inv.xo scalile alli sensi le forme loie, per le quali la macchina mondiale è adorna. Fr. Jac. T. Del uiondial vestire, Veggente voi, ibi spoglio. Mondificamento , Mou-di-fi-ca-mén-tn. [Sm. Lo stesso die Mondiìica- zione. E.] IjuI. purgatio. Gr yA’J'X.ptrtf. Cv. 5 . io. 18 „ il sugo delle sue foglie è di forte riscaUamenlo , e mondificainento c nettauiento. MoNDiFiCANTE , Mon-di-fi.càn-te. [Pari, di Mondificavo.] Che mondifica. Lvt. purgaus. Gr. v.x^xpl'^oiv. !{>•j. Ouaulo si apiui - tiene alle iniezioni cc. lo io che giornalmente si rdteiino con li puri adergenti c niond.ficauU c corroboranti.''' Monditi care, Mon-di-U-cà-ro» [ Att.en■ as.s.] Far mondo , Nettare^ Purgare. Lat. muiidificjjre, purgare. Gr. Pailad.cap . 4 ‘ Solve il venire, e mondifica dalla ilemmu grossa e viscosa. Cr 1.6.8. Si (Icona le predette piante de’pruni in ciascun mese della siate mondificar dal- 1’ erbe che tra esse nascono. Legg. Spir. Sant. S. B. E secondarhò si chiama Spirito, pei’chè vivifica, così si chiama Santo, perchè mondi fica c santifica da ogni immondezza. Mondificativo. (Terap.) àIon-di-fi-ca-lì-vo.//(W.m. Che ha fiirzci e virtù di niandijìcare. [Lo stesso che Detersivo. E-] Lat. ìuirgandi vini ha- bens. Gr. xo:§xpi(rri:iós. Cr. 3 . 16. 3 . L’ orzo ec. è freddo e secco , ed lia virtù mondificaliva e sedativa. Folg. Mes. Le foglie sono nel primo grado calde, astersive e monditicative. Lib. cur. malati, lisi cose detersive e momlifìcative. Mosdiftcato, Mon-di*fi-r.à-to. Add. m. da Mondi Beare* Lat. purgalo^, mundificatus. Gr, xxBxptc^us. Cr.rf. 4 $- d. Sicché il liquor suo chiarissimo mondifìcuto c lucidissimo apparisca. Mokdificazionk , Mon-d>fì-ca-dó-ne. [Sf] lì mondificare; [Purgazione .— , Mondificamento , sin.] Lat. purificiftìo , purgalio, muntlificu- tio. Gr. JcctO'xp/Ao’s, xx-}xpit7g- os. Cr. o- 12. 9, Con molti panni scaldati al fuoco si prepara alla gramola , c con iscotole la mondifìca- zione d compie. M. Aldobr. P. N. i 58 . V 7 ale alla stranguria c dissocia , e mondificazione di matrice. - Mondiglia , Mon-di-glia. [Sf] Parte inutile e cattiva che si leva dal'e cose le cpiah si mondano e piagano; Feccia , Nettatura. Lat. pnrga- mentum, purgamen. Gr. xx$xpfx.x , irfptyyfxx. Pnllad. cnp. 33 . A’prati è buono il letame giovane e la mondiglia dei mare , bagnandola pi i- ma coll’ acqua dolce. Tue. Dav. Gena. 384 * Nel mare pei' le prode e reflussi pescano l’ambra , che chiamano gleso , senza cercare nè sapere ec. come si generi, nè sua virtù, anzi un temptf stette tra le mondiglie che approdano. {Qui il lat. ha ejcctameufcà ma vis.) 2 — [Lega di metallo.] Dant. inf 3 o. [go. E uf indussero a battere i fiorini ,] Clic avevan tre carati di mondiglia. 3 — [£ allegar.] Dav.Scism.66. Yerificando appunto il detto d’Isaia* Ecco l’argento tuo si è convertito in mondiglia. j> Pattai, Isl.Conr. i. 620. Privò ( Lutero ) la chiesa di molti Principati : ma parve che ciò per divina provvidenza riuscisse piuttosto un potarla che un troncarla, ... E non meno parve che ciò riuscisse non tanto un diminuire quanto un purgar l’oro per farne apparir la bonìà in paragone della separata mondiglia. (Pe) . Mondino , * Mon-dì-no, A’, pr. m. dim, di Rainiondmo , accoro, di Kaimdndo. E. (B) Mondissimo, Mon-dis-si-mo.C^nW. m.] superi di Mondo —-, Mundissimo, sin. Lat. inundissimusjpurissimus. Gr. x-xfxpojTxros. Med. Avb. Cr. Avvegnaché ella fosse tutta mondissima e pura .Coll.SS.Pad. OiFrirc sempre a Dio il cuore perfetto e mondissimo, e guardarlo che non sia tocco da 55 43o MONDIZIA verune turnazioni* Doni. Conv. i 5 a. L'albergo, dove il celestiale Re entrare dovea , convenìa essere mondissimo e purissimo. Mondizia , Mon-dì-zi-a. [Sf.] Nettezza , Purità. [Lo stesso che Mondezza. V.} Lat. mundities , puvitas. Gr. xaSapioV^s. Dant.Purg.21. €1. Della mondizia il sol voler fa pruova. Fr. Giord. Pred.S. Tutti gii Appostoli ebber la purità e la mondizia mentale. Mor. S. Grcg. 1. 2. Ben ti mostra adunque , clie iu sè medesimo sia mondo quegli che , pregando, ottenne la mondizia per altrui. Teol.mist. Altro non aspetta ec. , se non se per alcuna purgazione o mondizia gli sia data T entrata. Saltisi. Jug. B. Si diede ad uso , e a dar frutto , e per ragione , e non all’ adorno parlar greco , nè a mondizie , ovvero acconcezze cittadinesche. Mondjusi. * (Gceg.) Mond-jù si, Mongiusi. Popoli dell'Asia nei Zan - guebar. (G) Mondo, Mòn-do. Sm. iPl. Mondi e ani. Mondora j l] Il cielo e la terra insieme , e ciò thè si racchiude in essi ; Universo ; [ Complesso di tutti gli esseri mutabili non meno simultanei che successivi.} Lat. mun- dus , universitas. Gr, xoV/nos, ifàs. Bocc. g. 1 . f. 5 . Conciossiacosaché dal principio del mondo gli uomini sicno stati da diversi casi della fortuna menati. Lab. 148. Mirabil cosa , che. in tante migliaia d*anni , quante tascorsc sono poiché ’1 mondo fu fatto , intra tanta moltitudine, quanta è stata quella del feminco sesso , esserne dicce solamente trovate savie. Dtint. Par. 2. 121. Questi organi del mondo così vanno. Bem.0rl.2.iy.i. Colui che pose nome piccol mondo Ali’ uomo, ebbe d'ingegno un ricco dono. A/alm. 8. 4 ‘ Ed egli, che d’un mondo assai più vale, Sta fuori tutta notte , o diacci o piova. 3 — Parte di esso , cioè la Terra sola , [o il Globo terrestre. ] Lai. terrarnm ovbis. Bocc. ?joó. 1 g. 35 . Sei anni andata tapinando in forma di uom per lo mondo. Daut. Purg. 23 . 77. Nel qual mutasti mondo a miglior vita. Petr. son. 3 o. Nè nebbia clie’l cicl cuopra, e 1 inondo bagni. E son. 262. Così nel mondo Sua ventura ha ciascun dal dì che nasce. E canz. 38 . 5 - Nuli’ al mondo è che non possano i versi. Tac-Dav. aun.i 5 . 2 i 4 ’• Eranvi uccellami e salvaggiumi di varii capi del mondo. 3 — Parte di essa terra , Paese , Regione. Lat. regio, orbis, gens. Gr. ) x.oV/xos, eDvos. Bove. nov. 26. 2. Alquanto è da uscire della nostra città cc., e ec. alquanto delle cose che per 1’ altro mondo avvenute sono raccontare. Tac.Dav. ann, 3 .y 3 . N E per le gioje loro lo spandere i nostri tesori per le mondora strane o nimichc. (1/ lat.ha: gentcs.) L\ — Fig. Il Genere umano, [Tutti gli uomini in generale , o anche La maggior parte degli uomini , Il comune degli uomini. In questo senso dicesi che il Mondo è adulatore , infido , traditore , ingannatore , fallace , empio , bugiardo , instabile , protervo , lusinghiero , errante , maligno , guasto , malvagio , incostante ec.] Lat. orhis. Gr. HQtFfAos. Data. Par. 10. i 5 - Per soddisfare al inondo, che gli chiama. Peti', canz. g. 2. Le qua’fuggendo lutto ’l mondo onora. E son.2 io. Non la conobbe il mondo, mentre l’ebbe; Conobbil’io. Bocc. nov. 8. 5 . Gran vergogna e biasimevole del mondo presente. E nov. 65 . 1/f. Non gli havrebbe del capo tutto! mondo, che per altro che per male vi venisse. Red. lett. 2. 268. Ho perduto molto più di quello che il mondo può immaginarsi. 5 — [Con altri sost. tw/eGran numero di persone ,] Quantità grande di checchessia. Vit.S.Ant. E tuttavia mi gran mondo di gente pagana correva a stuoli al suo eremitaggio. 7 'ac. Dav. ami. i 3 . *79. Camerino ebbe pochi accusanti, e di crudeltà private più che di latrocìni!; Silvano n’ebbe un momìo.Borgk.Orig. Fir. 57. \ogliono che sia detto da Jano, il quale, venuto in questo paese, ci collocasse un mondo di colonie, n Berti. Rim. Con un mondo di bestie edi persone. (N) 6 — * La società degli uomini , con cui si ha da convivere , o vero Parte di essa società. In questo scuso dicesi : Amare il mondo, Far gran figura nel'mondo ,jj cosa del mondo ? (Cioè niente affatto.) Bocc. g’1’ n . ‘ c os a fare con Riesser Lambri luccio ? Il giovane rispose , inu« a ^ d*v) in questo mondo. Decatn.iog. È nostro e buono giovane rispose È nostro e buono . _ ^.. Irò significato cc. c non punto del mondo a proposito mq 1 p' rc niC'^. 12-— * Dicesi Donna del mondo , La Vergine- V ltt ~ ' ^o- v!f. Per la grande devozione eh’egli avea alla Donna del b^an 8 ' 1 3 <— Dicesi Femmina di mondo, e vale lo stesso che J* \ c {v^ Femmina, §.5 3 Seti. Ben. Varch.y. 4 * Colui, di chi so Af di mondo , è ruffiano. < ,‘nief l0, uJ 1 4 — Dicesi Al mondo, e si usa in alcune frasi per np‘ r [ C 0r J $• dà forza. Sen. Ben. Varch, 3 . 2. Colui , il quale sc j 1 ^ ^ w.l jw r wu» w. a. valili* , — .... /ingrato senza una spesa al mondo. » Borgh. Col. do gli atti pubblici innanzi, senza un queste particolarità. (V) i 5 — * Dicesi Cosa o simili dell’altro mondo , e vede ^ Qo 1 straordinaria. Magai, lett. Non mi sono io portato beo disagio al mondo ue . Co*$* r a> spetto uri ringraziamentone dell’ altro mondo. (A)^ Affiti' lìt 16 — * Strano modo ad uso di riempitivo. Vit. S- sì ch’io vado dietro pure a pensare , che la Maddaleu^jili* 1 ^jf] di Giovanni non affermando, ma sare , ere cOS » 1 U dilettandomi di pensai ^ l 0 pdo*taì ti rhe rosi ne nensi it (» 5 ’e già non valesse Dilettandomi che così ne pensi i fì iatOt* 17 — Dicesi in modo avveri). Un mondo, e vale U**” 11 ffrofà 1 ?. Dimoilo. Lat. admodum , xnultum. Gr. \la-v , ffipod^ buri. 2. 246. Ma quant'altri pericoli nel mondoFanno paura e danno , Che stanno da costor discosto un c0S c ^ $ Mon. i 3 g. L’occasione che (sebhen sempre in tutte e ■ £i P fo mondo) in celti casi e tempi non ha vevameute ('\ Quantunque ec. d'Asia fossero non sol trapelate, ina f. con tuli delizie e morlndezzc in Roma. E Fir. d /s J^ fop*^^ qual cosaj farebbe un-mondo per chi amasse diten eie per vera. E E esc. Fior. 25 1. Persone non so binici’ j)e£ tane un mondo da ogni sospetto di servitù , ma A*) Noi avremmo talvolta campo di allegrarci un mondo*. L/- 18 ■— 1 * Col v. Andare: Andare per lo mondo = Vt^SS 1 per lo mondo. (A) * Andare il mondo in carbonata, Andare il inondi. >■ wre rovmt irreparabile. V. Andare il inondo ec. Col V. Cacciare: Cacciar del mondo = Sterm» ,a \r i” 0 Dio noli piarci;. . poiché voi volete lì }yr\ p?!' nondo non faccia^ Si-' ,.ta 5 »r ‘9 10 voi morire , o cacciar del mondo non faccia- ^ '0, '!, siai» 1 ;A> 3 . (Al ri. 8. Dnque che 20 —* Col v. Cercare ; Cercare il mondo= Correrlo Fier. 4 ■ -2,3. E che cercalo quinci c quindi il P* 0 * 11 chili di prudenza e senno. (N) re a ' 1 21 —* Col v. Dare: Dare al mom\oz=:Partorire.VM&iggifif'f. 22 — * Col v. Dileguare : Dileguarsi dal mondo * ^^cd a ‘ , lontani , Allontanarsi in modo che se ne perda legnare , $. 5 . (N) f ef e " jj 2ó — [Col v. Essere: ] Essere o Sture al mondo ^ Starsi laico-Lai. in scculari statu vel babitu esse Gr- } ~ ^ *• *• . - ~c*ere ai / v0 la^ 8- 4- P ~- Si dispose di non volere più essere a* ' darsi al servigio di Dio.E na v . 5„. 5. Se io non avess* ^ al mondo , 10 mi sarei fatla monaca. 0 ^ ffl jJ — Essere nell’altro mondo, fis—Esser fuori g. Essere nell'altro mondo. Fnmc.Sacch. nov. 8t- ” , beve il Genovese dodici bicchieri : quel del signore.?' .litro mondo fi ubbriaco J , appena gli potè bere ec. C ’fit & n f (J —' Essere tuffo quei del mondu, o r ypfly essere, ec. Jmbr.Cc/.5.2. Quando mai lo forzassero t * ^1 > l■ ciola somma gli dia per dota, fia, credetemi, Tutto 1 "^ 2 4 — Col v. Mandare: Mandar nell’ altro inondo — /!". ^Madore , §. 72. (N) . 20 [60/ ^.Pigliare:] Pigliare il mondo com’e’vifn ^ [k, gere o turbare eli checchessia. Lai. nulla re zngn " (0 Chi vuol di scudi “ ■’ li checchessia. Lat. nulla re di aver le casse piene , Chi stare ^ far gran-cera , Pigliando questo mondo co.n c V )Il0 ndn c 1. 2. Sanno accomodarsi a’ tempi, E si pigli» 110 , Esser® 20 i» afi — tCol v■ Stare : Slare al mondo. Lo stesso c j.jjiut- 1 /. F. §■ 23.] Bocc. nov. 36 . Ut. La quale del 1U lo» 0 11. più ^inondo, si fa monaM> Stare cc, (A) 6 Capo al mondo = Abitare in p^ le ^ 27. Mcrfj;' tJscir0 d,:ì ,noll(1 ° — Morire- e sentendosi stringe 1 **"^,# ra? e cosi rii lo ’ ,J, l>eradore uscire del woo' 1 .^ B‘^,1 ^ s // ethe dono stani EtE e ^ # ** “*■ «. « ’“i< “f sigVssSt. ■ „„ - Tinto, che «U* ce> ìie G 0 tah« i0 rio * v non chi ’ e ' ..- , __jicire^asn' e nell uscire tre doni, però che divenne martire littoria del martirio. (Pi) 28 — l’rorevb. Questo mondo è fatto a scale, . ..ale : dettalo che vale , che A taluno è prop ' - "yf. -oirt c - ‘ li" ria la fortuna. ' _ . r> co'"',. f t- »9 — Bisogna lasciare il umido come e' S> ti O m p f pj) vati ™ Oca.viene l-j-eiar le cose senza m e !? ««mp V'M‘1 \l 81 !i Io "li font, il J° la de, $T- ^ sr <ìo, V» fi' »,w lu. Ha i K 1^ D? 1 '! » v K- ^ >«■ Hi, P i C 1 <:? Hi v ■ & s? ,'el; 111 * / / Hi ltta _ MONDO V 0 '" 1 ' 1 ], * ctln, *Utto ‘j * ’ Vi poneaii su la mano. h i>ì(ì °i‘tì>n ; ! llon do e j)aese f = Pei' tutto si pub vivere, Per.tutto ((ì eo bene e del male.] V. Paese. J' ot o ti2 Dal significato generale eli Mondo, che abbraccia tutto 2. 7. Altri , esser di quel 0 . ' ' v *i AleniliJlClllU ijCItCf (Ite Iti. lYJLUi.lt.IC», s,lt t, IXE/I//ttCPKl IU.WW c o . j, 3 } re , derivano varie denominazioni geografiche : Mondo > e jasfero noto agli antichi , e c/te comprendeva la piti gran QuÌ> ’ 9 Uas/ l Europa, e parte dell Africa-, Mondo le C ^° c ^ e comprendeva la più gran parte dell’impera turco , P arle dell Italia ec.; inferiore: Cosi dicesi il Globo liofile ^- C ?^ e Mondo superiore chiamasi il celeste ; e st i/à anche jJ Mondo all’unione de’ due globi ; Mondo nuovo o Nuovo de* e /eì s e f 2/ ^ , ’° scoperto da'moderni e che comprende le due Ameri- J ì ^ tuttq ^ circondano -, Mondo romano: Quello che comprendo ' (Vii 1 ttro P a ’ ec ^ una porzione dell’Asia e dell'Africa. (G) i filili ?y Mondo muliebre : Gli ornamenti e tutte le masserizie 0 * (A t ^ %f'ii l ^0 Così chiamatasi a Roma una ginn fossa pì'esso i ^ <( ° ud 0 ^ Momol ° comandò che ciascuno gettasse le primizie di *>* jj°P eì ‘avu o per necessita o per decoro o per piacere. (Mit) in Roma Mondo aperto un Tempietto rotondo dedi- ìli (Mit \ ei r ffcriiati . e che aprivasi solo tre volte V anno. (Mit) ,l do \-P lvin ^ 1 presso gli antichi. (Mit) (jMÌq c l *‘* da Universo e eia Terra. Queste voci , che nel lin- * h 7^1? une sono sinonime , diversificano non poco nel filosofico. ? è una parte dei Mondo , ossia del sistema planetario Rostro Sole , e il Mondo è una parte integrale dell’ U- K j' uvinu piiiumiiip , flirti; . & una parte dei Mondo c * nostro Sole , e il Mondo 3_ $■ ^ì 0e ’ ^ tutto ciò eh* è negl’ immensi spazii del cielo. i : f ‘ ni ‘ Mondato , Netto. Lat. mmiiius. Or. x.ce.'òccpos. Tes.Br. ^^•opra tutte maniere d’acqua, si è quella che novellamente tf lii e iHe^ t0va 5 se ella è bene inorila, e messa in cisterna ben lavata M ch e ’ s cn/,a alcune lordure. Dant. Purg. 28. 28. Tutte F a- ► Mz h. s oii <1i /.r,« ^ 'rrieno avere in*se mistura alcuna.» Pui-5 h;l° n ^ qua più monde, Parrie] dfifififij^.d suoi capelli d’ oro //‘ ,,J ! Mi fan vivo. (N) 1 cv'J ruro. Dant. Purg. 21. 58 . Tremaci quando alcuna ; 01 R enn. « . . • ì- .» . . ^ , “.N „ l sente, oro , I denticelli mondi, Bianchi l'iiìj, c osa ■ sì che surga, o che si muova. Lab. 1 j1 . Quella cc. n*. e c ta nto pura , tanto virtuosa , tanto monda , e piena di , ; ' m ' 4 vi. , ava ^ c - Fruii. liug. Mondo in sé da’ vizii debb'esser colui v» j,ba 01 c °rreggere gli altri. Tass. Ger. 11. 7. Che della diva C0,/" 0I > 4 umanità lavasti al fonte. da gualche varietà. Lit. SS. Pad. 2. 123 . La mia carne è ^"Siìe p sta ancilla di Dio. Cavale.Att.Ajiosl. <25. Mondo sono i^o 1 tutti voi, cioè, die non v’bo consentilo a peccato.(V) V, 4i q u || 1 ' >ia Netto, Puro, Pretto, Mero, .• abietto. Mondo di- >'- H, c . “idi lltpf. 4 *"ct" C a SS rc g az i°ni d’individui , dalle quali fu tolto ciò che «ral 1 ittdi. ? ? 0 S cn eo o di cattivo: e per similitudine Hi > 7 y Mui. per similitudine dicesi ancora di li, li) da cui si stacca ciò eli’è inutile o dannoso; onde il 1 «■ Cor/- lco possono e 1' uno e 1’ altro essere mondi. Netto s’ap- ud* a Ccop i* * a Cl, i superfìcie è spoglia d’ogni lordura: c figuratamente 1 10 Cc, 71 ail ° le nozioni di Buono, Leale, Schietto, Spedito, Pronto, ,l, ° è attributo proprio -de’ corpi che nulla contengono is, .4^) «r fliupnu «UV «.O» J>» VI**- »*v.« ; h- nella loro interna sostanza. Pretto vale lo stesso che \ ì^dou^'Me'te particolarmente al vino, af It’aslata di Vero o Reale, come : è K., C 1 lor^ Cesi quelle materie jO'l %o ! Se ns, 8 e ncrc ed ha alcune volte la pretta vanitetele il mon- priucipalmente liquide, che sono rtK • «tu-. ^ t non miste ad altre -, ma si adopera quasi sem- ■ S ura to di solo : onde vieti detto, Mera verità , Mera ^ cui llelt Q di. ultimo e attributo che s’applica a quelle ma- 5 X) ° U s ? n “iste altre di diverso genere 5 e però differisce Suro i n l e ‘Mesi la materia che non contiene feccia o su- ^1 a- Si ®ncora dire degli alberi e de’ rami nel significato di (lo|} SCOrso e delle parole in qui \* 1 wL- cose ’^^o. * r ^P c ‘tere, ^ j fc c o/ e Mon-do-nè-do. Prov. della Spagna , una delle \ 0 Wrj - dori ^ r( f lncie ondC è composta la Gallizia. — Lat. Minilo- 8ta ...» Glandnmirnm Città della Spagna , cap. della detta Provincia degli Stati Sardi , Lat. Mous Vici, Mons Itegalis. Città degli Stati MONETAGGIO 43 * Moneco, * Mo-nè-co. N . pr. m. Lo stesso che Moncgo. T. (Mit) Moskda. (Filol.) Mò-ne-da. A'/i Quella sona di poesia, mila quale i porti con faaoleggiamcnto descrivono una sola pei sona, ma che sia famosa. (Dal gr. mona*, mona los unità.) Toscana/L Precetl. Berg. (Min) Moncgo, * Mo-nè-go, Moneco. N. pr. m. (In celi, mon buono, ed «c razza : Di buona razza. In gr. rnonyx , monychos che ha unghie ferme.) — Guerriero della Colclude , ucciso da Giasone. (Mit) 2 — * (Mit.) Soprannome di Ercole. (Mii) Monf.gonda, * Mo-ne-gón-da. N. pi\ f Lat. Monegundes. (Dal tcd. mann uomo, e kunde scienza, cognizione: Che ha cognizione degli uomini.)(B) Monelleria , Mo-nel-le-ri-a. Sf. Azione da monello. E talora è preso in men cattivo senso. Ricci Calligr. (A) Monellesco, Mo-ueblé-sco. Add. m. Di monello. Menz. sai. */.Vcdi come Qui si combatta in monellesca arena. Monello, Mo-nèl-lo. [Add. e sm. Propriamente Colitiche fìnge la povertà e la miseria , o la canea piu del dovere per ritrovar compassione 1 ma generalmente si prende pei ] Mariuolo. Lat. malus, sce- lestus , vafer. Gr. irovripos , 'rtxvoupyos , icoixtKQQpwv, (Secondo alcuni, vien da sinc. di demoniello. In ar. muhyl eia fraudolento uomo; malata tolse ciò che per dritto spellava ad altri, ebbe poche sostarne , t martori bugiardo, iu celt. monnyn bizzarro, capriccioso, fantastico.) Malm. 3. 67. Maestro de’ bianti e de’ monelli. E 7. 6g. Se il monello ha le man fatte a oncino , Per gire a sgraffignar pel vicinato. 2 — * Onde : Gettarsi al monello = Ricorrere alla finzione ^ Appigliarsi alla frode , alle invenzioni , al cattivo. Baltfov. Dr. (A) 3 —> * S’usa sovente in senso men cattivo e non ingiurioso , rispondente a Furbetto , Fur bacchi otto, ed è modo di dir popolare, Baldov. Dr. Sebbene 1 so il merlotto , Son di molto monello. (A) 4 —’* Dicesi anche popolarmente per vezzo Un piccol fanciullo , che nelle parole o ne’ falli piacevoli dimostri un * amabile vivacità ed una graziosa accortezza. (A) 5 —* Dicesi altresì per ingiuria a ragazzo birbone e discolo. Bisc., Face. (A) MoNEMBAsiA.*(Geog.)Mo-nem-ba-sì-a.-^//ro/iome di Nap. di MaLvasiaf G) MoNERiDE.*(Arche.) Mo-nè-ri-de. Sf.Naved'un semplice ordine di remi.( 0 ) Monesi. * (Geog.) Mo né-si. Ant. popoli della (Pallia Aquiiauica. (G) Moneta , Mo-né-ta. [V/-] Metallo conialo per uso dì spendere.[Dicesi anche Danaro, Pecunia, Contanti, e più particolarmente Soldi, Scudi» ^ Ducati , Oro , Argento ec. La Moneta è buona, corrente, legittima, spendibile , di peso > di zecca , di bassa lega , d’ oro , d’argento , di rame ec.] Lat. moneta. Gr. vóuivpx. Bocc. nov. 33 . tit. E per tema di morire , con moneta ià guardia corrompono. G. V. 2. 1 7, 1. E per podere di sua moneta , che spese a’ possenti Romani c a papa Giovanni Ottavo, si fece incoronare Imperadore. Dant. Par. ig. ig . Induce falseggiando la moneta. E 2g.i2Ò, Pagando di moneta senza conio. Dav. Mon. 111. Moneta è oro, aderito o rame coniato dal pubblico a piacimento , fatto dalle genti pregio e misura delle cose, per contrattarle agevolmente. Borgh . Orìg. Eir. 12 7. Come fu ec. quello della moneta, che battendosi in Roma sotto il tempio di Giunone chiamata Moneta, prese questo nome, il quale è divenuto tanto suo proprio col tempo, che molti si credono che questa voce di natura sua importi quel che con un’ altra dicevano pecunia , ancorché non abbiano a fare insieme cosa del mondo.» Buon. Fier. 4 - 4 ’ ,Zt Di malvage monete, stronze, rase. E Salvia. Annoi, ivi: Stronze, cioè , stroncate , tagliate. Perciò in Inghilterra alla moneta piccola cf argento son messe intorno intorno certe tacche. . . . c alle maggiori monete alcune lettere intorno. (N) 1 —. E Jig. Dani.Par. 24• 84» Assai bene è trascorsa D’esta moneta già la lega e’1 peso. But. ivi: Di questa moneta, cioè della fede. 2 Come da’ Latini , covi da' buoni Toscani si disse solo nel nutn . del meno. Pur v'ha qualche eccezione.Beni Son. O spirito bizzarro ec. Solivi ritratte su certe comete , Con quel che si condisce l’insalata , Dì varie sorti , come le monete. (P) — Dicesi Moneta bianca , La moneta d'a, K parole in quello di Vero, Sincero, Fran* l ^ ll >oi5 C n C 1 0se che sono opposte alle grosse ed alle massiccie: sic- n “ 1 ^ ' Lauro schietto, Schiette parole, Gamba schietta. (tì) < “ aud o n »ò'iìiu. ^ 01 >-do-vì, Mondcvì 1\ ’ c «p.Tn°- 7 Lat - Mous Vlci > a e ‘ U detta provincia. (G) X7 e «S.)Mon.d;. a-gó-ne. Cit.dì Spagna nel Guipuscoa. — No- fik j 110 . (Lo 'v 1 "" 0 puese del jR. di Napoli in Terra di Lavoro. (G) H,\ fi 1 ' 1 '--, M°*i-du-àl-do. [ Add. e sm. } Tutore e Difendìlore “(t'ai- 4, 0 ( hd pubblico , senza il cui consenso non po- $•0Cu ra 7 * ,l è .far contralto veruno .—, Mauovaldo, sin. Lat. ( V e baia 01 ’ ftauovaldiis. (Did sass. rnund difesa, patrocinio, ^ : Tenitor di tutela. In ted. miindet halter te- iè*lcu^ r ° v °l§ a ic, mauovaldo, alle donne, quando s’ òb- 3 _ Dicesi Moneta bianca , La moneta d argento , a distinzione di quella di rame o d’ oro. Lat. collybus. Gr. xók\<>fros. Lasc. Gelos. fi. g. Questi son tre scudi di moneta biauca , cioè d’anelito. a —* Ed anche senza l’ aggiunto di Bianca. Lasc. Parent. i. 2. Guardate se voi aveste a canto due scudi per sorte... Non iinportan d’oro o di moneta. . . Lab. Togli per amor di Dio ; questi son due ducati di giulii. (V) 4 — * Dicesì Moneta corrente , Quella che coire comunemente e con prezzo determinato. T. Corrente , fj. 11. (N) 5 —* Dicesi Moneta di peso , Quella che niente cala del suo legittimo. Cavale. Mal. cuor. Si considera la moneta dal banchiero, cioi ec. se ha debito peso. Bern.ltim. Guatila se i ducati son di peso.(A) 6 — [Col V. Battere : Batter moneta re: Improntar metallo della un. pronta di chi la fa battere .] C. §. t, e f r . Battere, J. 37, 2.» Borgh. Mon. i8S. Battendosi U moneta , che chiamarmi nera. (V) 7 — [Col v. Correre : Correre o Non correre una tal moneta —Lssere o Non essa-e accettata .] P. Correre , §. 27 > 2 ' , — * E Correre o Non correre moneta — Contraltare con moneta o senza. V. Correre, $• 27. (N) r 8 —* Col v. Pagare: Pagar di buona o di mala moneta, Jig — Corrispondere o non corrispondere co'portamenti a chi alti 1 sta per qual- f r . 2. 7. giunt. In quella parte , dove danno che verso obbligato. T. Pagare ec. (A) ! d e j l>I °n do]»7 Ve r bisogno di mondualdo: dicesi di chi è pra- V’* «e ì^nndn^ ^ arc b. Ercol. n8. Quando alcuno, per esser pra- >» -o, non — ’ • . _a c..lI. • f- .ai ’ s, »a; c ■ - - uomo da essere aggirato, nc fatto fare, si dice.- !Ki * tèa ^ fi' 11011 bisogno di mondualdo , o procurat ore, ec V» ' J.i 1} Pone e di' Mo. Fr. Barb. 240.6. Quel libro rn òc, ' '° f bo detto pur mone. (V) yti °t.) ’ pr. m . accoro, di Simonc. F. (B) Oc-ci-a, Add. e sf. Lo stesso che Monoecia. ^.(Aq) . _ * Nel cattivo senso dicesi anche Pagar di moneta senza conio. F. Conio, 2 - (N) . . o —*(Mit ) Soprannome, eon cui Giunone aveva un tempio m ilomu.(Mit) I0 _ < (Icoii.) Sopra te medaglie romane la Moneta e personificala con tre figure , tenenti a'piedi un fornello, per significare i tre metalli , onde erano composte le monete : simboli ordinarli ne sono il cornucopia e la bilancia, (Mit) Monetàccia , Mo-ne-tàc-cia. Sf pegg. di Moneta. Grill. Leu. al Porta. Berg, (Mm) t Monetaggio, Mo-ue-tàg-gio. [o^.] Spesa che occorre per fare la mo - 43 2 MONETALE MONITORE moneta , Spettante a g 4 - Durava appo i Trojani il primo modo del se , e non pare clic Toro si monetasse. E Man. Ilo stremar 1 ’ altrui metallo , clic viene a mone- . Mo-ne-tà-ri-o. Add. e sm. Falsificata!' di monete. Garz. 3 y. , Olio. Pai. Ap. Pira. ifq b cr “' (Min) Segnar. Crisi. nota. Lai. impcnsa metallo fiamlo , fcrieiulo. Dav. Mon. lat. Ari altri pare onesto che la stessa moneta paghi suo monetaggio, fatta peggiore di cotanto , e vaglia quel più del suo metallo sodo. Monetale. * (Diluì.) Mo-ne-tà-le. Add. .coni. Vi moti moneta. (O) 2 — Triumviri monetali: Magistrali in Roma che invigilavano al conio delle monete , ed nxmo talvolta (faxittro , talvolta due- , ma sempre dicevansi triumviri. Bergli, Mon. i 5 /p Come sì mostra nel titolo de’ Signori della moneta , che c* chiamavano Triumviri monetali. (V) 3 _ * Apollo womluìv: Soprannoine.chelolseCommodonelienionete.( 0 ) Monetare, Mo-ne-tà-re. {Alt. c n.pass .] Bollirla moneta^ Ridurre a moneta, hot. rudere monetam , metallum Ilare , ferire: Gr. v fot epa. xoTfTtiv. j Dav. Camb barattare cose a cose 120. In verità , quello stremar V altrui metallo , clic viene a mone tarsi, scandolezza. Monetario Piazz. 58 y , , insti'. 3 • « 5 . 11- Quando ri taccia Ja grazia della vita ad uu monetario co. che se gli consenta il ritenere le impronte e gl' istruiiienli di ciu si valse a falsificar le monde. (IN) 2 — * (Arche.) More lai ii chiamavano i Romani quelli artefici che. coniavano le monete , i quali- facevano corpo separato , ed ubi-idi- vano ai loro procuratori. (()) 3 _ * Strumenti morriotii : Quelli adoperati per battere la monda , come l incudine . // nutrii Ilo e la tenaglia , ed erano distintivi di alcune famiglie romane in talune medaglie consolari. (0) 4 — * (;iiià monetarie : Quelle ove si coniava moneta . ( 0 ) Monetato, 3 VTo ne-tà-to.-^ir/. in. da Mondare. [Ridotto a moneta.'} f ot. •cusits , signatus. Gr. v.t>:opp{vos , rr ^rw^r/?. JtVeg. 22/f La quale (gru- ziaj mi sarà tant’oro monetalo nelle iuani./)uv’. Mon. 121 . In somma, vorrebbe la zecca rendere il medesimo metallo monetato, che ella ri* cove per mondare. Monetikre, Mo nc-1i?.' Musile , Slo-ni-le. [A«.] P. /,. Catena dora o di gioie, ''Jir porta al collo per ornamento, alla quale anche diciamo j( o r , monile. Gr.- hpp.es. Petr. son. ,i 5 2. Forma senz’arte un .gl ’- 1 mie , Ch’ogni core aildolcisce. Rat. Finge Stazio nella s f ' a che quel monile fabbricasse Vulcano, marito di Venere. ìg8. Dolce allor che compose Di bei ligustri e fiori Monile aK. , — * (Ai-che.) Ornamento usalo presso i soldati romani • > Lri , Mosilifero. - (Boi.) Mo-ni-li-le-ro. Add. m. Aggiunto A\' 1 rappresentante una serie di globelti a guisa di un mciu ,e lierloloni. (O) & ' MonìlU'Okme. * (Bot.) Mo ni-ii-fdr-me. Add. com. comp> qualche parte di una pianta che ubbia la figura di unm°'“ /( -) lierloloni. ( 0 ) Jil\) M<.iKii,LAKI.'(Geog.) Mo-nil-là-ni. Is. della Turchia eur. nella ^ 0 ^' Mosi ma , * Aiò-ni ma. iV. pr, f. (Dal-gr. moni-mas stabilii ,0 — Donna rnilesia , sposa di Mitridate il Grande. (Md) M osili A.* (Boi.) Mo-nì-ma.*y/. P. O.Lat. monima. (Da Genere ili piante delia diaccia poliandria, stabilito da P el ‘f' scapilo dell’ ambnra, costituendolo per tipo delt i ultima * j.Jiil' j'.-l monirniec. Completine nuora due sole specie: hi ÌMoìimii - 1 1 V^// L ’ i 7 1, e la Monima ovaiifuìia; isuoi carotieri sono, nel fior nel-’ 1 globuloso quattro o cinquefido, c le antere che si fendono e nel fiore femmineo il calice tuboloso aperto in punta , f‘ c otl^ germi cogli stili laterali, ed una bacca formata dal c a ‘ :C , P irò a cinque drupe monosperme. (Aq) (N) . • p Mokuiekto, JMo-ni-inén to. iSm. F. corrotta t/i] Amnion J.U' stesso che Mònmnento. F.] Lai. monitus. Frane. Dati’- ' . questa generale Monimmlo assai vale. mv-'-.A i»" 1 [Pei- idiotismo di ] Monumento, cioè, Avello, Sepolte Le sepolture son dette inanimenti, cioè per ammonii 11 iin pensar che deon morire. Bocc. non. 28. 23 . K riderlo A ^,, 1 » mento uscir fuora. L non. qf. (. Soavemente qnanlo l’J' La ^ monimento la ti-asse. G. F. 6. 6 j. 5 . Feciono fare nella luperata un nioiilinento di marmo levato più che nullo p, b. i. 34. .Con arte il trasse fuor del monimento.» , 0“ qui con simile è sepolto, E i monimcnti son più e &‘ n C , Mohimo ,* Mò-ni-mo. IS.pr.m. Lat. Monimus. (V. monili y cornino , discepolo di Diogene e Grate. (I!) (Mit) Me ^ Moniksuia. * (Geog.) Mo-uin-si-ma. Gruppo d' isole delS rtl » l l ‘ boreale, a scirocco del Giappone. (G) . 1 0 - ’ f lLl iloNiPoi.10. (Lcg.) Mo-ai-pò li o. iSm. F. e di’ Monopd’^ggd 8 i 5 f. 4. Ancora fecero ordiue sopra tutte le arti in c0 ° ordini e monipolii e posture. icr !d' j( ^ ,,ri :b* Munire, Mo-nì-re. [Alt. V A. vov'àrùv. Frane. Barò. 5 o. 7. sua coscienza in pria. E 125. 12. Donna valente deggia monomio pregare Del buon perseverare. Monismo. (Filos.) Mo-ni-smo. Sm. Ipotesi del leu. Berg. (Min) Monista. (Filos.) Mo-nì-sta, Add. e sm. Filosofo , V. c di*} Ammonire- l aU ' 0 Onde chi monir move» ^pP p o,iC r / U 011 ' 1,1 monista- it‘ ... ^ principio di sostanza in tutte le cose , o che crede s 0-^ (Dal gr. monos solo.) Leon. Pascol. teli. Berg. (^‘ 1, '. 0 ./ , V )1 tOiL Mosistehio , Mo ni-stè ri-o. iSm. Lo stesso che ‘Moiiast^jjj c j F Pad. 2. 68. Fue un frate in un monisterio molto egli viveva molto iniquamente; c quantunque da’i n *= D . si ,C\i> nistero fosse ammonito, ec. ; #6$°. 2 — * Recinto semplicemente, parlandosi di donnn n° ^ ^ud’ 1 ,, Dani lnf. 5 . Eo rinchiusero in un monisterio di don» ’ riF i- la monaca Deidaniia ligliuola di Licomede. (N) P-’P'fy,,, Momsteko, Mo-ni-stè-ro. [Am. !.> stesso che MonastcìO'^ jj.l'^^ii' iS. 122. Clic tosto piangerà quel monistero.//occ-' l0, 'j' ( , s i ff'jj.f'jl ° na , hif- d' 1 . a . Conini. li „ _ _ „ , . , Achille Mònna. [Add. e sf.sinc. di] Madonna.^. Mona. )Lat. domina, "“■Gr.K, , p; a . hic-rctvix.. Bocc nov. 27 . 2 . Il quale d’una donna, monna d Cr Ue *™a chiamala cc. , innamorato oltre misura ec. , meritò di go- a j “el suo disidcrio. Dep. Decani. So. Monna, clic si dà ancor oggi Ha te Animine, passata che è la giovanezza cc., non è altro clic don- l'ao - c P ai ’ 1 i>na mia. 6’rrm. Veli. 26. Molina Gilia, figlinola del detto Lip- d,.j 7'h hi bella e orrevole fanciulla. E 3q. Monna Guerriera, figliuola 5 ‘ Ito Taddeo, fu piccola e sozza , c penossi assai a maritare. n it , u ? cr h’.ccia e la Scimia. Lat. simia. Cr.i riSzinos. (Hallo spagn. o ’‘ a s hnia femina , che viene , secondo il Bulìet, dal celt. monrs Ho ‘! Una .simia : e monna da rnounlua muover le labbra senza suo- s rc ;' foggia di dii parla sommessamente : la quale attitudine si lascia f,,^ 0 osservar nelle simic. In ar. tm frittiti simia.) Lasc. rim. Starà f, j cc . , Cile gli sia presentata un’ altra monna. Buon. Pier. 2 . Hai, v °Cgto certe monne E certi lor mormoni Giocolar sur un ca- F Salviti. Annot. ivi : Monne, scinde, dette così quasi nui- . JSer/ e 5 donde sincopatamente mone e monne. Così bertucce quasi da * w. ^ l 11 flit 1 o «1i\vtivn /1\l\ . > nome di donna. (N) ‘ . htare la monna = Uccellare, Beffeggiare. F.Dare la monna. (N) n.t‘ ,n odo Lasso: Pigliar la monna o sitnilizz^Imbriacarsi. lieti.An- 1 . . e .... >iGca $ Sin, 4o -k ' ^ l Ua ^ Satiri, che aveau bevuto a isonne, Si sdrajaron sull'er- ^ li ltì cotti come monne. E Annoi. Ditir. "T. . . — . - - c - - ■- ‘ iJt tir. 216 . Esser cotto come una monna , pigliar la monna ec., „ ail o essfr ubbriaco, e imbriacarsi. Malm. 1 . io. Aveva la buona . ,? Cenato fuora , e preso un po’di monna. (ì A '-■otto come una monna rr: Briaco all' ultimo segno, lled. Ditir. 216 . Esser cotto h <■’ Uì /'0a monna , pigliar la monna, che significano essere ubbriaco ^ a llJacai, si , non solamente soiìo medi di dire usati da noi Toscani, °Hpl llCora da altre nazioni. Vf^oT ’ Mon-ne-rì-iio. Add. e sm. Nome di vilipendio, come Buf- ' >ll c; v ^' u monna ili scuso di simia , come mosclieriuo da mosca. ) jjPelò f ol d- sai. i. Crederai tu, che allor molto gl’importi Che il pò- % ° ghiaini mouncrino, O torcimaimo, o in altri nomi storti?(.A)(B) h,. i Mon-ui-no. [òV».] dim. di Monna per Bertuccia. Lai. simiolus. ?. S ii*"' 1 ' rulqff. 8 . Credetti allor veder un bel m limino. Malm. 5 '• ttiom- u * wto * lfl l Kr hnpresa nel casino 11 quattro delle coppe, c’ha ì'diio. „ r A/ He- nwn ■ del più Monnini più propriamente son quelli che di- 9'1« W -Jr 0nrc tti falsi o Congelimi, chiamati Monnini, secondo alcuni, la ," >lì Pi vi oli motti o pure , [secondo altri,} come Alti della *0c e in °nna o bertuccia. (Sembra però più probabile che questa **U 0 celi, mori , lo stesso clic man idea , immagine ebe si ha ** 0 s i u ì,ll lt( ? : 0 1 * rò mormino varrà idenzza , pcnsìcrctto , concctti- Q’P^fjineUa.) Maini . n. 44- scarica il suo solito arclùbn- monnini, e vanne un sì terribile, Che lo Uagclla, ^< o al ? “* visibile. 4 p,,ì A a ./ Spumai, dicesi di Chi parlando con un altro lo sforza a dir )) ' Jj’ 'er/wi COÌl w ,’ ultra che a quel tale dispiaccia Bic. Ah dm (A) h, u hii c s t 0 monnini vale anche Far de motti, Motteggiare. Bisc. Ntiè ^ 'VSgio f. ® 01 Wi6-ne. [Am.) accr. di Monna. Buon. Pier. 2 . 4- 4- 1° ^ / . ei ' e monne E certi lor rnonnoni .Giocolar sur un canapo. »Sal- 5 c,Q è Iv >.: Qui gli scimmiolti, perchè adulti son detti rnonnoni, . fe.^moni. (K) . V 2 , q j’mno calvo e pelato a guisa di monna. Salvai. Annoi. F. ÌJ. 1 *>ioin, ‘ donnone vale lìguratamenle uomo calvo c pelato a guisa >0s.> ?! ^) (P) ■ Al ( e &t£>. 0 v y^°S-) Món-nos. Indiani del Brasile , nella prov. di Fono Jpiit). ^ M'Hi-no-si-no. Add. [in. V. A.l Grazioso, Giocoso. (Dallo n^' l ° c hc vale il medesimo. Altri direttamente da monna per , J Ula! c uso a hulfoncggiarc. In ar. mennina benigno, benefico.) 5 d l ai 'cn ■ - ll ° due- leprctlini ,. Pur testé tolti alla madre piagata Os (l(o 11110 > e sbn si momiosini. Clic cc, _ come sm. quasi dim. di Mouuiuo per Bcituccino, Figliuolo MONOCORDO 433 ddla monna, o scinda. Salv. Annoi. Op. Peso. Plinio a tutto ia»to usa. calali draconum , calali vulpium, catuli simiae , che questi ultimi i Toscani dissero momiosini, dalle madri dette monne. (A) E Salvia. Annot.F. B. 2 . 4• 4• I figliuoli piccoli delle monne si chiamano molinosini. (N) Mokkbccu , Mnn-nùc-cia. [A 1 /!] di.in. di Monna. Lih. son. ng. p, c n sai , clic s’ e’ dovesse andarvi a grucce, E’ non farà infreddar cpiellc monnucce. WosoBiiiGA.* (Grog.) Mo-no bri -gs.Antica cit. della Spagna Betica.ffi') Mosocciuo , Mo-nòc-cliio. Add. e sm. V. A. V. e t/fMonocolo. Bini, ant. B. M. Cui. Pisi. E veggiovi veder come il monoccliio, Che gli altri del maggior difetto varga. (N. S.) Mokoceho,* (Zool.) Mo nò-ce-ro. Sm.V. G. Lai. monoceros. (Da mono.? solo, e ceras conio.) Specie di mammifero, volgarmente chiamalo Liocorno, od Unicorno, di cui gli. antichi hanno parlalo con tanta con. Iraddizione, yi il quale esser non può die un ente favoloso, a meno che non abbiasi con questo nome inteso di indicare i .1 Itinóceronte armalo di un corno solo. Soni iti crede che il Brchis ed il Liocorno siano io stesso quadrupede. V. Liocorno. (Aq) (N) 2 —* Nome esteso t/a molli naturalisti per indicare diversi animali provveduti di un solo corno. F però Mouocero o Liocorno di mare fu dello il Nitrirai, specie di cetaceo notevole pel suo dente conico,diritto , bianco come V avorio , e lungo più di. sei. piedi , situalo sulla mascella superiore , del quale servesi per difendersi contro le foche ed i delfìni. Propriamente dovrebbe chiamarsi Monodone. V. Liocorno , §, 2 . (Aq) 3 — Nome di un genere di polipi, degli altineiforini vaganti : Corpo nudo , carnoso , conoideo t libero, contrattile , vagante ; apertura superiore terminale , che serve di bocca , col margine esterno trasversale rugoso , e Vinterno tentar.olcUo ; tentacoli in un sol ordine, tre a tre riuniti nella base 'ìiaijj uno più cat-noso, e degii altri grandemente maggiore; ano inferiore terminale. Benicr. (Alili) Moìoceiioguafia.* (Lett.) Mo-no-ce-ro-gra-fi-a. Sf. Titolo di un’opera di Andrea Bucci, medico e filosofo italiano' del secolo xvt , che tratta dell’ unicorno e delle sue virtù. (Dal gì*, monoceros unicorno, e graplio io descrivo.) (0) Mohochili.* (Zool.) Mo nò-chi-li. Sm. pi. V.G. Lat. monocliilis. (Da monos solo , e chele branca, unghia bipartita.) Famiglia di maiiiiiii- feri. caratterizzati da una sola unghia : se poi ne hanno due , tre , quattro , cinque, ec. ; diconsi Dicliili, Trichili , Tctracbili , Penta- chili , CC. (Aq) (N) MoN'ocinuo.*(Anat ) Mo'iiò-chi-ro.i5’/?z./ >r . G. Lat. monocliir. ( Da monos solo, e chir mauo.) Mostro per difetto nato con una sola mani. (Aq) 2 — * (Zool.) Lai. monochinis. Divisione di pesci del genere Ple.;- rontetos , che comprende quelli che hanno una sola pinna pettorale cd anche piccola. (Aq) Mokochitoke. * (Eilol.) Mo-no-chi-tó-ne. Add. com. V. G. (Da monos solo , c chìton veste , tonaca.) Aggiunto di persona in camicia , come ora direlbesi ; cioè coperta di una tonaca sola j come appunto stavano in letto le donne antiche. (Mit) Mohoclime. (Hot.) Mo-no-clì-ni-e. Add. e sf. pi. f r . G . Lat. mono- clan ae. (Da monos solo , c cline letto.) Divisione di piante , nella quale vengono comprese quelle che in ogni fiore hanno riuniti gli organi de due sessi t diverse dalle Diclinie che gli hanno separati in varii fiori. (Aq) Monococco. * (Bot) Mo-uo-còc-co. Sm. F’.G. Lat. monococcnm. (Da monos solo , e coccos cocco , grano.) Specie di piante del genere Triticum , le cui girane sono uniflore , e portano un solo sente applicabile ad altre specie provvedute d* un solo grano. (Aq) Monocolo. (Mcd.) Mo-nò-co-lo. iAdd. sm. V. G. L.} Che ha un occhio solo j (Che nasce con un occhio di meno : tali nelle favole i Ci( topi j tali i mostri per difetto che veggonsi alla giornata. — , TJnocolo , Monoccliio , sin.} Lat. monocolus. Gr. gr. monos solo , c dal lat. ocuhis occhio.) Ciriff. Calv. 1 . 22 . E convoli a col capo qui si giuocoli , Che iaccvan cogli archi assai monocoli. » Salvili. Eitr. Se il tizzon nel cranio entrando , Della 'berrà il fìgliuol monocol arda. (A) a — * dgg. di Vista. Salvia. Far. E grida cìie dì vista io son monocola , Cu* io sono un suggellacelo , una carrucola. (A) •2 — (Ar. Mcs.) T. degli ottici. Dicesi Cannocchiale monocolo quello con cui non si guarda che con un oàchio solo. (A) 3 —* (Chir.) Usato anche in Jbi'za di sin. Fasciatura destinata a mantenere sopra uno de' due occhi un apparecchio qualunque , che sifacon una fascia ravvolta in un solo gomitolo , e composto di giri alternativamente obbliqui , che passano sopra t occhio ammalato , ed orizzontale che circondano la testa al di sopra dellè due orecchie. Si chiama pure Occhio semplice. (A.O.) Monocolo». * (Grani.) Mo no-còrion. Sm. V. G. Lat. monocolon. (Da monos solo, e colon membro, verso.) Periodo d’un solo membro , più comunemente chiamato Inciso. (Aq) Monoconca. ' (Zool.) Mo-no-cón-ca. Sf F. G. Lat. monoconcha.(I)., monos unico , e conche conca.) Sezione di conchiglie nel sistema di Klein , che costituisce il passaggio dalle univalve alle bivalve-., la essa sono collocate le Pàtelloidi , che hanno le suture poco disimi in guisa che sembrano univalve. (Aq) Monocordo. (Mus.) Mo-no-còr-do. {Sni. F. G.] Strumento dima corda sola , che selve per ritrovar su quella le proporzioni armoniche, i.Dicesi anche Armonomctro. F.f] , Monuccordo , Monacordo , sin. Lat . monochordum. Gr. ixovo^o^òqv. (Da monos solo, cchoide corda.) GalDial. mot. 74 u distesa sopra il monocordo uua corchi, sonandola tutta , c poi sonandone la metà, col mettere un ponticello in mezzo , si sento r ottava. Bardi. 1 . 4'ó. Che sto volessi fan* uti .monocordo, Noi puoi far senza ingegno Bergamasco. Fardi. Freni- 287 . Sì servono cc. di fili d' ottone , o d’ altri metalli , come i mo- 434 MONOCOTILEDONI iiocordi. Moig. 28.45 . Ch’ io toccherò poi forse un monocordo , Ch’ *0 troverò la solfa e’suoi vestigi , Fdìco tanto a’neri, (pianto u bigi, a —■ * Così chiamasi anche La regola armonica o canonica, perche serve a misurare i suoni gravi ed acuti. (O) Monocotiledoni. (Bot.) Mono-co-ti-lc-dó-ni. Add. e sm . pi Lo stesso che Monocotilcdonie. F- (Aq) (IS) Monocotiledonie. * (Bot.) Mo-ao-co-tMe-dò-ui-c. Add. e sf. pi. F.G . Lat . monocotyledonac. ( Da rnonos solo , c cotyledon ciottola , vase da bere. V. cotiledone. ) Piante nel sistema di Jussieu , i cui semi hanno un solo lobo o cotiledone , e costituiscono una delle tre grandi divisioni del suo metodo. —, Monocotiledoni, sin. (Àq) Monocotiledono. * (Bot.) Mo-no-co-ti-le-dó-no.^òr/.//z. F.G. Aggiunto di- pianta , il cui seme ha un solo lobo. (O) Monocrepide. * (Mit.) Mo-no-crè-pide. Soprannome di Mercurio , pe~ rocchi egli prestò uno de'suoi stivaletti a Perseo quando questo eroe andò a combattere le Gorgoni, ( Dal gr. rnonos solo, e cvepis 9 idos spezie di calzare.) (Mit) Monocroma.* (Piti.) Mo-no-crò-ma. Sm. F. G. Lat. monocroma. (Da monos solo , e chronui colore.) Quadro d' un solo colore. (Aq) TJonocromato. (Pili.) Mo no crò-ma-to. Add. m. V. G. Agg. di Quadro o simile di un sol colore , Chiaroscuro , come viene conghietturato. Vit.Pitt. 32. Fu presso gli antichi una sorta di pittura, che si chiamò inonocromato. Quel ch’ella fosse precisamente non è così chiaro, che si possa di certo affermare. Non ha però dubbio , ch’ella fòsse così iletta dall’ essere d’ un color solo. Li 33. Petronio , descrivendo una galleria , menzionò i monocromati di mano d'Apelle. E 34- Nè altro, a mio credere, erano i monocromati ben lavorali dagli artefici grandi, che i chiariscuri cc. , i quali, benché veramente sicuo d’un color solo, v. g. bianco , giallo ec. , per mezzo de’ lumi e dell’ombre e dei chiari e degli semi acquistano distinzione e rilievo. (V) Monocrono. (Leti.) Mo-no-crò-no. Add. m."F. G. Lat. monochrooos. (Da monos solo , e cronos tempo.) Di un tempo solo. (M) Monocoli. * (Gcog.) Mo-nò-cu-li. JSotne dato dagli antichi ad alcuni popoli Sciti , perchè creduti avere un sol occhio , o piuttosto perchè dal perpetuo tirar V arco tenevano un occhio chiuso. (Mit) Monodattilo. * (Zool.) Mo-rio-dàt-ti-lo. *5’»/. fA. G. Lat. mouodactylus. (Da monos solo, e dactylos dito.) Genere di pesci da Lacèpède stabilito nella divisione de' toracici , compreso nell' ordine degli acan- lopterigi , caratterizzati da un solo raggio cortissimo , e visibile appena , ad ogni pinna toracica. (Aq) (N) 'Monodia. (Mus.) Mo-no-dì-a. òf. F. G. Lat. monodia. (Da monos solo, c ode canto.) Canto lugubre mW antica tragedia,perchè,come spiega Suida , in quella sorta di poesìa ogni canto lamentevole veniva eseguito da uno solo sulla scena , senza il coro. Da' latini dicevasi Si- cinium , quasi Singularis canlilenac vox. Salvia. Cas. 49' Alle monodie o canti funebri a voce sola , e al pianto l’adoperavano sccm- pie. (A) (Aq) (N) Monodiaria. * (Filol.) Mo-no-di-à-ri-a. Add. e sf. y. G. Cantatrice che eseguiva sola sulla scena la monodia , senza il coroj i canti accolli- pagliati dal coro dicevansi Corodie. (Mit) 2 — * Donna pagata per cantare dietro a morti le canzoni lugubri , dette. Monodie. (Mit) ’Mo$oi>ico.(Arche.)MG-ìiò’di’Co. Add.m.y.G. Appartenente amonodia.(A') Monodjnàmide. * (Bot.) Mo-no-di-nà-mi-de. òf. y. Cf Lat . monody- namis. (Da monos solo , e dynamis forza.) Arboscello esotico , che nella monandria monoginia ferma un genere da altri chiamato Uste- ria o Maurandie , c da Gmelin così denominato perchè una delle cinque divisioni del suo calice non è maggioi'c delle altre. (Aq) Monodo , * Mo-nò-do. N. pr. m. (Da monos solo , c odus dente.) — f iglio di Prusia , che nella bocca aveva un solo osso , il quale teneva il luogo di una fila di denti. (Mit) Monotone. * (Zool.) Mo-no-dó-nc. Ism. y. G. ( V. monod'iUc.') Lo stesso che Liocorno di mare o Monocero , F. J. 2 . (Aq) Mònodonte. * (Zool.) Mo-no-dón-te. Sm. F.G. Lat. rnonodonta. (Da monos solo, e odus 9 odontos dente.) Genere di conchiglie da Lamarck stabilito colle Toupies o Trochus Labio di Linneo , il quale comprende quelle la cui dpcrtuiu è munita d'un solo dente. (Aq) Monodorà. * (Bot.) Mo-no-dò-rà. Sf. V. G. Lat. monodora. (Da monos àolo , e dorai , dono.) Genere di piante della famiglia delle annona- cee, e della poliandria monoginia, stabilito da Dunoi, al quale servì di tipo L’Annona myristica di Gaertner , e ciò per avere un frutto unico prodotto da un solo ovario. (Àq) Monodoro , * Mo-no-dò-ro. N. pr. m. Lo stesso che Menodoro. V. (N) Monoecia. (Bot.) M.Q'iio-c-ci-a.Add. c sf.y.G.Lat. monoecia. (Da monos solo ed icia casa , famiglia.) L'esistenza de fiori unisessuali sopra il medesimo individuo , come se abitassero nella medesima casa in diverse stanze. J\el sistema linneano significa e classe ed ordine , perchè per Classe monoecia s'intende la ventunesima classe 9 i cui fiori unisessuali sono sopra il medesimo individuo \ e per Ordine monoecio è indicato l’ordine primo della classe poligamia^ net quale 1 fiori cr- tnafroditi ed unisessuali si trovano sopra lo stesso individuo.Quanto poi nella Monoecia bussi una stessa spigai composta di fiori superiormente tutu maschi , o inferiormente tutti femmine , e viceversa , allora è i ’ Androginia , e tutte le spighe di questa fatta sì dicono Monoiche e Androgine. , Monecia , sin. (B) 2 — * Piante monoeexe: diconsi quelle che appartengono alt* ordine ed alla classe monoecia $ delle anche Monoiche e Moneche. (O) Monoepiginia. * (Bot.) Mo-no-e-pi-gì-ni-a. Add. e sf. y • G. Lat. mo- noepyginia. (Da monos solo, epi su, e gyne femmina, e per estens. pistillo.) (, lasse del metodo di Jussieu che rinchiude le piante mono- cotiledoni a stami epiginU, (A. O.) Monofase * (Geog.) Mo-nò-ik-gi, Nome di antichi popoli. Sciti , cosi detti per la somma loro frugalità , perchè accostumati a mangiare una sola volta al giorno. (Mit) MONOGRAMMA Monofagia. * (Filol.) Mo-no-fa-gì-a. Sf F. G. Lat. monophag^ 1, Mono* V accoglimento taciturno e privato che fecero ai loro compu irtot tornati in pochissimo numero dalla guerra di Troja } dove lai llU 5§ parte erane perita. (Mit) w Monofalangia. * (Arche.) Mo-no fa-Ian-gì-a. Sf. F. G. Lat. nì0 , n p c f t e langia. (Da monos solo, e phcdanx , phalaugos falange.) Ordini nelle marcie solea tenere una falange. (Aq) , n . Monofillo. * (Bot.) Mo-no-fìl-lo. Add. m. F. G. Lat. monophyl**^ (Da monos solo , e phy/lon foglia.) Calice o Periamo d’ u {ll f \i d' u ' 1 soma : molluschi che si mostrano sotto forma di tubi provvedi 1 solo orificio. (Aq) ‘ ( V $ Monogamia. (Log.) Mo-no-ga-mì-a. Sf F. G. Lat. monogai^ 1 ^^ ^ ithiios solo’, e gamos nozze.) Stalo di colui che si è aminog u sola volta. (A) (Aq) - ,. T '.aieo c Ki 2 — * (Bot.) JSome ciato all ordine ri. della classe xix. di i^ n . gei# mata singcnesia , il quale comprende le piante , i cui J.J essere inseriti sopra un ricettacolo cornane , sono separati, ^ .s i loro stami riuniti in cilindro per mezzo delle loro antere. Mokogamico.* (Bot.) Mo-no-gà-mi-co. Add. m. y . G . Lai. ir,on °J l i c ' (V. monogamia') Dicesi d’una pianta a fiori non comp oS ria" stami sono riuniti per le antere. (A. O.) . , t \ Mokogamo. (Log.) Mo-nò ga-rao. Add. e sm. L . G. Colui L ‘ 1 avuto che una sola moglie. (A) , . jftO' MoNOGAsmico.* (St. Nat.) Mo-no-gà-stri-co. Add. m.V. ^ ¥ ,na- gastricus. (Da monos solo, e gaster, gasicms ventre.) Che ha ul ‘ ventricolo. (A. O.) Iosogiki. * (Bot ) Mo-no-gì-ni. Add. com. pi. C• G. J jC ^’ (Da monos solo, e gyne doima, e per estensione pistillo-) /iti) s:.„: ,1< .„ jJu- S: . !.. i: eolio- (.0?^ de fiori d’un solo pistillo , e delle piante che li producono.’sU/, fi 1 Monoginia. (Bot.)Mo no-gi-ni-a. Add.e sf. C.G.Lat. monogy"'. nogini.) Primo ordine delle prime tredici classi del sistema ! 1 nelle quali cnmprendousi le piante i cui fiori sono caralhn un solo pistillo. (Aq) (N) Monogisico.” (Bot.) Mo-no-gi-oi-co. Add. tu. y . G . Lai. w. Aggiunto di pianta , ciascun fiore della quede non comt* solo pistillo. (A. O.) .0 Monoguafia. * (Lett.) Mo-no-gra-fi-a.A/’. y • G . Lat. r!,1i! °A c , monos solo, e gitipho io descrivo.) Parte della ci'iUcii. che 1 sopra una sola opera , od un autore particolare. (Ap j L( , 2 —* Cosi dicesi, anche il Trattatello, Discorso o simili c un suhhietlo solo. ( 0 ) . M on 0 ^.d 0 Monografico. (Lett.) Mo-no-grà-fi-co. Add. m. y■ G- D‘ ^ s igiàJ l ‘' Onde Critica monogratica, lo stesso che Monografia, > del §. 1. (Aq) ,Yinno£ r 3 v!i! t“ Monografide. * (Bot.) Mo-no-grà-fi-de. Sf. y . G. Lat . (Da monos solo, e grapho io scrivo.) Nome specifico ter i a del genere grtfphorcliis , sparsa di macchie simdi a c“ }§ scrittura orientale , ma tutti d’un solo colore. (Aq) r Monogramma. (Filol.) Mo-no*gram-ma. *S/«. F-G. Lafi orr ipos to Ji (Da monos solo, e gromma Ir ltcra.) Carattere fattizio, ■ f 0 ra¥ principali lettere di un nome , e talvolta di tutte ; dau e c si' parecchie lettere connesse insieme-, cui bisogna dist‘> l § f .il:, zittii e dalle abbreviazioni. 1 monogrammi servivano ‘ c sC uss‘° r tl 3 fi(\ gillo , o d’arme gentilizia : furono soggetti
  • iù dotti chiamano i Cristo , sia invenzione di Costantino. (N) rAct> 2 — * (Bot.) Genere di piante della famiglia P l ‘ rli Schkuhr, che comprende la pteris g> ami afa di ' star^ MONOICA t’yf'? 11 ' 0 ? di Commerson; e così denominate dati'aver disposta la frut- •&lì,? Z I one ;,i una sola linea, corrispondente alla nervatura mekiana Co, ' r ° sUa - (Aq) . s 0 j 0 CA- (Bot ) Mo-nò-i-ca. Add. f. V. G. Lat. monoica. ( Da monos •fiori f ,cc . s casa -) Piatita che sul piede stesso porta fori maschi e siili::- nimillr 'i, m a in luoshi separati: cioè fiori stami feri e fiori pi- ( ' 1 nello stesso individuo. (Ga) (Aq) (Bot.) Mo-no i-giù-ghc. Add. f. pl.V.G.L. monojugae. rV monos solo, e dal lat. pigimi giogo.) Cosi diconsile foglie, /u,, . u,, a sola coppia di esse in luogo di essere sulla cima , sta 1 taù opposti del picciuolo comune. Bertoloni. (0) gy, ■ 0CIK >». * (Bot.) Mo-no-i-po-gi-ni-a. Sf. V. G. Lat. monohypo- fcun (Da monos solo, hypo sotto, e gyrte femmina, e per estensione t n(Jìì °* ) Classe del metodo di Jassieu la quale rinchiude le piante ^ s 0 T° C °^^ or,e a siam i ipoginei. (A. O.) * ' lTi0 ‘ * (Filol.) Mo-no-lì-no. Sm, Filo di perle. ( Dal lat. monile Solo °* .(Archi.) Mo-no lì-to. Sm. U.G.Lat. monolithes. (Da monos * Pieid 6 lithos pietra. ) Obelisco , Piramide o Colonna d' una sola KA Wq) solo G1A- * (Lett.) Mo-no-lo-gì-a. Sf.V.G. Lai. monologia.(Da monos 5 ou 0 ’, t°K°s discorso.) Ragionamento che seco stesso tiene un per- r\^ ÌQ su ^ a scena. Dicesi anche Soliloquio. V. (Aq) , tf (( , G °- (Lctt.) Mo-nò-lo-go. Sm. D. G. ( V. monologia. ) Scena teatrale, in cui l'attore parla solo. (A) i>io, io cli,A • (l'ilol.) Mo-no-ma-chi-a. Sf. f'.G- Lat. monomachia.(Da " e "u'V 0l ° ’ c m aehe combattimento.) Combattimento di due persone hi>,f j.° contraddicenli, cali’apparato di certe formalità usate ne ’ 5 ^ , 1 “* mezzo; Duello. (A) deV. (Arche.) Nome che davasi anche a’ particolari combattimenti Var, 0 ‘ 0c ^“ olimpici in Grecia e del circo in Roma, i quali termina- , . scm i>re con la morte di imo de' combattenti , e talora di en- ^ (°) "ioii ” 1A- * (Med.) Mo-no-ma-ni-a. Sf. V. G. Lat. monomania. ( Da K L!°>° > e mania furore. ) Nome dato dati Esquiml al delirio cej ?(l aic ? cronico , privo di febbre , limitato ad una sola idea , a «opj ,ffJfezUme unica , a speciale serie d’idee, rimanendo inalterate ^ Qualunque altro oggetto le facoltà intellettuali cd affettive', os- *ce p a lesione di una sola facoltà mentale, come la follia costituita t a ^ e yazioue di tutte le facoltà appartenenti a questo genere : è Mq^ 0 **** 1 parziale. Dividasi iti Monomania allegra, o semplicemente. ^ 5 e Monomania trista eli è la Malinconìa degli antichi , §^/ 0 ^ emai)iu di Esquirol Le si danno poi varii nomi secondi Vog- *Ul$ì 0 5 ?P ?, a di cui essa si aggirai però dicesi Antropofagia , Con- i^. eill011 ^ a rhe, Demonomania, Erotomania, Isteromania, Lican- ^ n f°mama, Tcomania, Zoomania, ec. Diz. Se. Med. (O) X^%rt. N . 1Aco -* (Med.) Mo no-raa-nì-a-co. Add. e sm. Infermo di mo- (Aq) CFilol.) Mo-no-ma-rì-ta. Add. e sf. V.GI,.I^at. inono- s ol gr. monos solo, e dal lat maritus marito.) Donna eh' ebbe 'y^L^ ari, oi Unhdra . (O) % 0 5 (Zool.) Mo-nò-me ri. Sm. pi. U. G. Lat. monomera. (Da M 6 c ol S(ì ' n s e meros parte. ) Ultima sezione degl’ insetti dell ordine ? cga7 denominati dall 1 articolo de’ Loro tarsi. (Aq) r a * (Arche.) Mo no-mè-ri-o. Sm. T. (r. Lat. menomevius. so ^° » ct * hemera giorno. ) Spettacolo d’ un giorno sólo: bestie non feroci , ma mansuete. (O) 7®,% ,0 '. ( I3 ors.) Mo-nò-me-tro. Add. m. U. G. (Da monos solo, e 5 le Aggiunto di verso composto di un piede o di due C* * Ap C ^ C Sl !} dsurano pei ’ dipodia. (B) A**. di Poesìa , che procede con un solo metro. Salvili. >o OJ ’ Nella poesia monometra, ovvero che cammina con mi solo W$ esta con dÌ7.ione luogo alcuno non ha, l'altre cose sono co- )o * (^°°P) Mo no-mi-à-ri-e. Sf. pi. U.G.Lat. monomyanac. 5 ffti f. )s ^nlo, e mys , myoA muscolo.) Ordine di animali conchiferi, |)j* &ivì s °b } muscolo per attaccarsi. (Aq) f r Sr °// c conchìglie , stabilita da Lumarck , la quale com- ^ ltl(ì >ìJ B ì c ^ le so, ‘° provvedute d’una sola impressione muscolare, ^Unù ^r Ull ì a ree la seconda divisione che compi'ende le altre che C°- impressioni. (Aq) .kig-) Mo-nò-mi-o. Sm. K. G. (Da monos solo, e o noma per espressa, sema che quelle, onde è composta, sieno c ! Mo tro. V a de ' s 'S ni l’iD o Meno. (A) [.yVit f (Zool.) Mo-iio-mòr-fo. Add. m. D. G. (Da mnnns solo, ”'»ia.) Aggiunto che si applica specialmente agli animedi ^ M 0 ^ n l, o^" a . f ni (p C0 g ) Mo-no-mo-tà-pa , Benomotapa, Mcotapa, Maca- G Paese dell’Africa nella Cafreria, abitato da Cafri, una (g/ , ^ Hi D.» fM ,C0 S') Mo non-ga-è-la. fiume e contea degli S-U. (G) •f 'f e }>cg ,H i.) Mo-no-pe-gi-a.A/iA^.C. Lat. monopegia. (Da mnnns !1|, 0 b! > dclìl? ’ *° stesso che negnyo io fisso.) Dolore fisso in un sol •Valisi l sta - (Aq) le t? r,ci ìginc Mo-no-pc ri-gì-ni-c. Add. e sf. pi. f r . G.Lat. ^'v't'sion ' ( Da " m "os solo, peri intorno, e grne femmina , c e/,, ‘ e Pistillo , organo femmineo. ) Nome di una sezione di N>lvi n 'ì.f'V'-ende le monocotiledonee provvedute di stami inse- NlNn: P'“‘Uo. (Aq) Voi ' Mo-no-pè-ta-lo. Add. in. V. G. Lat. monopetala. Ì lt \) rilQ >io v ° }- i: pctalon petalo.) Aggiunto di fiore o di corolla . W/ 6 ? or? 0 quelli formati d'uii solo ed unico pezzo o pe- c °ro ib* 3 * 1 * 1 * > se pur'ci sono , non giungono /nai sino alla - >ìl Of.apetale si distinguono facilmente dalle altre per- MONOSILLABO 435 che si distaccano e cadono tutte intere, come nella horrana , nel gelsomino , 7ieì vilucchio ec. Si distinguono pure facilmente dalle polipetale , perchè gli slami stanno per lo più ad esse attaccati in numero detei minato. I fiori a corolla monopetala sono distinti in regolari ed irregolari. (A) (O) Monopira/ (Zool.) Mo-nò-pi-ra.tSyv U.G.L. Lat. monopyra. (Dal gr. monos solo, e dal lat. pyrus pero.) Genere di polipi de'mari di Sicilia , stabilito da Rafìneschì , e cosi denominati dal loro corpo semplice , ossia dalla loro semplice forma. Comprende due specie : la Monopyra recurvata, e la globulosa. (Aq) Mosopireno.* (Bot.) Mo-no-pi-rè-no. Sm. K.G.Lat. monopyrenus. (Da monos solo , e pyren nocciuolo.) Frutto che ha un sol nocciuolo o seme. (Aq) Monopleuuob ranchi a. * (Zool.) Mo-iio-pleu-ro-bràn-cln-a. Sf. V. G. Lat. monopleurobranclùa. (Da monos solo, pleura lato, e brnnchios branchie.) Terz ordine de molluschi , stabilito da Brain ville, il quale comprende quelli che hanno gli organi respiratorii branchiali situati al lato destro del loro corpo . (Aq) Monopodia.*(Pocs!) Mo-no-po-dì-a. òf. V.G. Lat. monopodia. (Da monos solo, c pus, podos piede.) Maniera di scatìdere i versi , contanto i piedi a uno a uno , come si fa nell' esametro , pentametro ec. (Aq) Monopod io. (Filol.) Mo-no'pò-di-o. Sm. U. G. Lat. mouopodium. (Y. monopodia.) Tavolino d'un solo piede . (M) Monopolà. *(Mit ) Mo-nò-po-la. Epiteto deli Aurora, alla quale ì poeti davano un solo cavallo. (Dal gr .monos solo, e polos puledro.) (Aq) Monopoli. * (Geog.) Mo-nò-po-ìì. Lat. Monopolis. Città del regno di Napoli in Terra di Bari. (G) Monopolio. (Beg ) Mo-no-pò-li-o. {Ym. VG. Privilegio conceduto dal governo ad una determinata persona o società, di vendere esclusivamente qualunque cosa , coll‘ obbligo di pagare al fisco una certa somma: privilegio che talvolta prendonsi abusivamente i privali cittadini con pregiudizio degli aliti, non meno che dello Stato.'] — , Monipolio , sin. Lat. mouopolium. Gr. povoTfósXiov, ( Dal gr. monos solo, e potè vendita ) Serd. Sior. 2. 6g. Avendo ordinalo un mouopolio in Galeoni, toglieva quasi per forza il traffico dal suo e dagli altri regni. E g. 356. Questo monopolio , ovvero appalto , dispiacque molto a’ Portoghesi- » Buon. Fier. g. 4 • introd. Tu mio fedele Monopolio animoso, Che coll’ industria tua l'accogli in uno Rasciugando le piazze, Raspando e ripulendo Nelle corbone tue La più parte dell’ oro e dell’ argento; Con esso e con quel credito sicuro, Che ti fan le tue chiavi e i doppìi inganni E ti danno i tuo’ elfetti , adunerai Ciò che c’ è di migliore. E Salvia. Aunot. ivi: Il monopolio : vendita d’ nn solo , appalto; quasi da un latino ad pactum. (\) Monopolista. (Log.) Mo-no-po-lì-sta. [ Add. e sost. com .) Operator di mo- nopoliì. L.at. monopolii conkctor.Buan.Fier.5.3.1. Chi fu colui Che tu con tanta briga e rollini’ tanto Menasti ieri in prigion ? forse alcun grosso Monopolista ? E se. 8. À’ maggiori e piu crudi e più voraci Trafficanti, usurai, monopolisti, E maggiori e minor le pene impose. Monoprosopo.* (Filol.) Mo-no-prò-so-po.^cW. e sm. U. G.Lat. mono- prosopus.(Da monos solo, eprosnpon persona.) Pantomimo che congesti e colla danza rappresentava un solo personaggio , come Adone , A- jace , Ercole ec. , n più personaggi trasformandoli in se solo ; poiché se parecchi pantomimi rappresentavano più personaggi differenti, dicevansi PoJiprosopi. (Aq) Monopso.* (Med.) Mo-nò-pso. Add. e sm. V.G. Lat. monopsns. (Da monos solo , o ops occhio.) Chi ha un occhio solo ; che più comunemente dicesi Monocolo. (Aq) Monoptbro , * Mo-nò-pt<>ro. jidd. m. V. G. (Da monos solo , e pte- ron ala.) Lo stesso che Monottcro. V. (Mit) Monoptoto. * (Grain.) Mo-nò-pto-to. Add. m.f.G. Zrthmonoptotum. (Da mono* solo, e ptatcon verb. dì ptipto io cado.) Nome di una sola desinenza in amendue od in tutti e tre i numeri , trattandosi di voci greche. (Aq) Monorchìde. * (Fihiol.) Mo-nòr-chi-dc. Add. e sm. F.G. Lat. monor- chis. (Da monos solo , e orchis testicolo.) Aggiunto d‘ uomo o di qualunque altro animale che abbia un solo testicolo ; il che alle volte può essere in apparenza , mentre I altro testicolo è soffermato alla - nello inguinale. Può anche il testìcolo essere doppio , cioè ambi congiunti nel mezzo dello scroto. (Aq) Monorchite. * (Zoo!.) Mo-nor-chì-te. Sf V. G. Lat. monorchitcs. (Da monos solo, e orchis testicolo.) Specie di priapolite con una concrezione di forma ovoide , detta Diorchite quando ne ha due . (Aq) 2 — * (Bot.) Specie di piante del genere Orchis , fornita di un solo tubero radicale testicolifòrms , quando parecchie piante della sene stessa rie hanno due. (Aq) Monorritmo. * (Pocs.) Mo-nor-rì-tmo. Add. e sm. V . G. Lat. monor- rbytmus. (Da monos solo, e l'hythntos ritmo .)S orla diversi d un solo e medesimo numero di piedi , sillabe e desinenze. (Aq) Monohrua, (Bot ) Mo-nor-rì za. Add. f U. G. Lat. monorrhizac. (Da monos iolo , e rhiza radice.) òerie di piante con una sola radice f Aq) Monoscelo. * (Fisiol.) Mo wò-scc-ìo.Add. e sm.U. G. (Da monos spio , e scelos gamba.) Mostro per difetto , nato con una sola gamba. (Aq) Monosillaba. (Grani) Mo no-sìlla-ba. [Sf. Lf.G.] Parola di una sola sillaba. — , Monosillabo , sin. Lai. monosyllaba. Gr. (Da monos solo, e syllabe sìllaba.) U arch.Ercol.182. Nè vi prenda maraviglia, se troverrete qualche volta alcuna di queste monosillabe ec., la quale vi paja stare oziosamente e di soverchio. Monosillabo. (Gram ) Momo-sil-la-bo. [&m. Lo stesso che] Monosillaba. T. Salvili-Pros. Tose. i.4l* Non par che molto grato suona facciano que’cinque monosillabi che terminano tutti e cinque in coronanti. £" 48. Certamente si dà a conoscere, i monosìllabi Irequentati eoo consonanti esser pregìudìciali all’armonia e alla dolcezza.; Monosillabo. (Grani ) Add. m. Dì una sillaba soia. Lati mo nosyUab i^. Gr. p.cvej.'Y.$05. Bui. hif. Proein. Possono (i versi ) anco essere di 436 MONOSIZIA MONTAGNA dieci (sillabe) , siccome quelli che finiscono in dizione monosillaba , cioè d* alla sillaba. » Uden . Nis. 3• i3 . Io non posso esser persuaso che la magnificenza egualmente si ritrovi in una dizione moìtisiUaba, come in una monosillaba. (IN) Monosizta. * (Filol.) Mo-no-si-d-a. Sf. y. G. Lat. monositia. (Da monos solo, e silos alimento.) Abitudine di mangiare una sola volta al giorno. (Aq) Monospermai/tea.* (Bot.) Mo-no-sper-mal-tè-a. Sf. y.G.Lat. monosper- malthaea.(Da monos solo, sperma seme, e althea altea, malvavischio.) Specie di piante simili all'altea , caratterizzate da una sola casella, che succede a ciascuno de' loro fiori, e la quale contiene un solo seme. (Aq) Monospermo.* (Bot.) Mo-nospèr-mo. Add, m. y. G. (Da monos solo , e sperma seme.) Aggiunto di pericarpio , il quale non contiene che un solo seme. (Aq) Monossilo. * (Filol.) Mo-nòs-si-lo. Add. m. y. G. (Da monos solo, e xylon legno.) Aggiunto di mobile od altro fatto di un solo pezzo di legno. (O) Monossilone.* (Filol.) Mo-nos-si*ló-ne. Sm.y. G.(V. monossìlo.) Barchetta monossila , cioè falla di un solo tronco di albero . (0) Monostachio. (Bot ) Mo-no-stà*chi-o. Add. m. y. G. Lat. monostlia- ehicns. (Da monos solo, e stachys spiga.) Specie di piante che si distinguono per la loro unica spiga. (Aq) Monostemoni.* (Bot.) Mo-no-stè-ino*ni. Add. m. pt.y . G. Lat. iuouo- stemoni. (Da monos solo, c s.temon stame.) Aggiunto de'fori dì un solo stame. Diconsi anche Monandri, y. Monandria, (Aq) Moncstico. (Poes.) Mo-nò-sti-co. Sm. y. G. (Da monos solo, esliehos verso.) Epigramma o Composizione poetica d' un verso solo. (A) Monostilo. * (Bot.) Mo*nò-sli-lo. Add.m.V.G.Lat. monoslylos (Da n lios solo , e stylos colonna , stilo.) Aggiunto di fori o di piante cui fiore ha un solo stilo. (Aq) Monostomà. (Zool.) Mo-nò-sto-ma. Sf. y. G . Lat. monosloma. (Da monos solo, e stoma bocca.) Noma dì un genere di venni parenchi- volte da una sola parte : hanno il calice di quadro o se ^Aa la-corolla eh altrettanti petali solcati, lo stimma peltato e j/N) di quattro a cinque loculamenti polispermi coni semi arilati-(à ( V^ Monottalmo. * (Fisiol.) Mo-not-tàl-mo. Add. e sin. E. G. Lat- ^ noptalmusT“(Da monos solo, e ophtahnos occhio.) Lo stesso che * nocolo , nel primo significato. (Aq) Monotterigio.* (Bot.) Mo-noMori-gio. Add. m. y.G. LA. rygium. (Da monos solo, e pterygioii -piccola ala.) Aggiunte & d'un'ala sola . (Aq) , fi* 3 —; * (Zool.) Specie dì pesce che per V unica sua spina dotati- stinguesi dagli altri del medesimo genere . (Aq) .n/A Monottero.* (Zool.) Mo-nòt-te-ro. Am. y. G. Lat. monopterus ; (D a '* jp solo, e pteron ala.) Genere di pesci , da LacépìAe stabili 10 ,lcL : }U d visione degli apodi, distinti, e cosi denominati dall' idrica le 1 " 0 ! caudale. — , Monoptero , sin. (Aq) a .— * Nome di due specie di pesci: una del genere ^ mediterraneus Lin. , che ha una sola pinna rotonda alla co l’altra del genere scombro con lo stesso carattere\ entrambe a net* A/editerraneo. (Aq) (N) > } fd a -~-*(Fdo!.) Tempio rotondo degli antichi , sostenuto dannalo 0 di colonne. (Aq) _ (GÌ MoKOVAR.*(Geog.)Mo-no*vàv. Cit.deila Spagna nellaprov.d’ AH cliil ^ c Monpelukrj. * (Geog.) Mon-pd-hèri, Moutpclfier. Lat. laims, iVIons Pessulus, Monspelliimi, Mons Pnellarum. Città eia nel dipartimento dell'IIerault. (G) njuh & Monreale.* (Geog.) Mpn-rc-à-ie, Morrealc. Lat.Mons Regate; Sicilia nella provincia di Palermo .•— Isola, distretto e citi * 1 (Bot.) Mo-nò-sfi-1n Add m ZA r r , « i /il ' -, 50 Canada. — Città di Francia nel dip. dell’ Aude. (f*) r -,i(G) ì t:?A d '^; G : La : mono 3 lyW.(Da mo ; Monrob.* (Geog.) Mou-rò-e.iW di drelwtee degli Sta* &'%\ " . *' M .. * "".' n,.; w Z xt u>e Monuov/a.* (Geog.) Mon-rò-vì-a. Città della Guinea sll P el c &p Mons.* (Geog.) Lat. Mons Ilannoniue. Città di della provincia di Andito. (G) ' Paesi Ras$h . Cc& e /natosi del l’Udine de' trematodi : Corpo molle , allungato e rotondai o schiacciato ; hanno un sol succhiatojo o nell' apertura inferiore , o nelle anteriori. 7'rovatisi negli uccelli e ne’pesci. Renier . (Min) (N) Monsenì. * (Geog,) Mon-se-m. LjO stesso erte ^ MoKOtTitoi-Tco. (Poes.) Mo-iìo-sti'ò-fi-co.Add.m, V. G.(Da monos solo, K. Magai. Lt it. funi. 1 . Gf (IS) Af - •!V |! e strophe strofa.) Aggiunto dato a canto d'una strofa sola.Minturn. Monskurato. * (Geog.) Mon-ser-rà to. Lat. Mons Scrratus. ^ Poet. Tose. Rerg. (Min) Scrrado. Monte di Spagna nella Catalogna. — Una de tU111 * f'i'lyrnmi t**- j-ìi>u.ih/. \ y ~* J Monsanto.* (Geog.) Mon*sàn-to. Città del Portogallo. (G) . Monselmini.* (Geog.) Mon-sel-mi-ni, Moiialemiiii. Popoli d’Ar 1 parte occidentale del Sahara. (G) # /vu# 0 ' Lo stesso che Monteccnisio Monostroite.* (Zool.) Mo-no-stro-i-tc. Sf.y.G . Lat. monostroites. (Da monos solo , e ostrion ostnea. ) Nome dato da Mere al e ad un e- chinodermo fossile che trovasi isolato, e che ha qualche somiglianza coir ostrica. (Aq) Monoteismo. * (Eccl.) Mo-no-te*ì-smo. Sm. V . G. Nome che si dà in generale a tutte le religioni con cid si adora un solo Dio , come la cristiana, la maomettana , l'ebrea , oc.; contjw'io di Politeismo. (Da monos solo , e theos Iddio.) (N) Monoteista. * (Eccl.) Mo-no-te-i-sla. Add. e sost. coni. Chi professa il monoteismo. (N) Monotelfsho.* (St. Éccl.) Mo-no-tc4i-smo. Sm. Eresia de’ Monoteliti. F. (Ber) Monoteliti.* (St, Eccl.) Mo-no-te-H-ti. Eretici del settimo secolo , che riconoscevano in G> C. una scia volontà ed operazione divina , rò pittando la natura e volontà umana come puramente passive , onde furono condannati nel sesto Concilio gem?r«/t\(Dal gr. monos solo, e ihclo io voglio ; onde thelewa volontà.) (Aq) Monotoca. * (Bot.) Mo nò-to-ca. Sf V. G. Lat. mondoca. (Da monos solo, e tocos paito.) Genere dì piante delia penlandrìa monoginm, c della famiglia delle epacridee , stabilito da lirown , e cesi denominate dall' ovario monospermo che cangiasi in una drupa con un solo seme ; esse hanno dippià il calice bratteato , la corolla imbutiforme o ipocralerifbrme nuda , ed i f lamenti attaccati ad un nettario orciolaio periglino. (Aq) (N) Monotomo. * (Zool.) Mo nò-to-mo. Sm. P . G. Lat. monolonius. (Da monos solo , e tome taglio. ) Genere d’insetti dell' ordine de' coleotteri , e della famiglia de silofagi , stabilito da llerbst colle specie 1} c t us juglancìis et crcnatus del genere Lyetus di Lab rie io ; denomi /uaul h ' dal presentare il loro corpo una sola divisione (i Monotonia. (Filol.) Mo-no-to-ni-a. Sf y. G. Lat. monotonia. fc monos solo , e tonos suono.) Uniformità stucchevole, sia nel discorso sìff ) Antdle. (G) litio Monsignore, Mon-si-gnó-re, [Add. e $m. comp.U.Franc.l f ,jj 0 **:,.#' Titolo di maggioranza. Lat . dominus , doimius, domini*® frane, monseignew.') Bocc. nov. 18 . ^5. Monsignore, cC ; e dre e‘l figliuolo. E nov. g 6 , 11 . Monsignore, queste^so» n i^ iJf ad un medesimo parto ivate, yit.Bari. io. Ma perocché tu ^ di grande aliare, andrò io a Monsignore volentieri a lare ‘ t fie* a — Oggi lo diciamo solamente a! Prelati , [od a P e, ' s ° n % eCC h> Francia, come dire il Delfino , o il fratello del re. ] t’C* , 0 nr Cr. 5. 8 . Finito lì le cirimonie, Cesare contò a monsig 114 * j v j rim. i. i. Monsignor di Verona mio padrone Era i tii-aD' ^ pagliare un frate. E i. 56. Quel monsignor degli stivai presso : Clic pur veniva da monsignor mio. # Monsignoretto , Mon-si-gno-rét -to.d dd. e sm. dim. di M 01 ^ vane prelato. Aret. Rag. (A) . . duiiai*. ^ ^ Monslemini." (Geog.) Mons-le-mì-ni. Lo stesso che Mope Cl ,p:b lie nsol. * (Geog.) Mon-sòL Città della Guinea inferi 01 *’ Monsol. * (Geog.) Beano di Anzico. (G) Monsone. * (Maria.) Mon só-ne. Sm che rN!i dato n i“‘ ''Pùrftd s ? ione. *" (Maria.) Mon só-ne. Sin. Noam dato' a un x ' cr ^ fl e domina ni certi paraggi sul mare delle Indie p et * . t;lc A * sì di seguito , e dappoi soffia per altri ciucine ° 51 ^ • J ' .... ... rr te. . / r.. •.. roti * ° a 1 . guito dalla parte opposta. U. AJÌseo. (In isp. monconi L è venuta que.da’voce. In frane, mousson.) (G) Monstro,* Món-stro. Sm. U. L. e di AI .stia. Alu^r £ r n(li*^. Mille monstri crudei fan trista preda Delle piante e V) Moiistvuoso. y* di’ Mostruosissimo. Rasenti. D.sr. _ , ___— __ Rasce II. U jt ffat ,c p sia neWespressione e tuono dì voce } sia in Atra cosa. A Igor, I soggetti Mosso’ , Mon-su. Add. e sin. inde.cl. y. storpiata d l% ìlììC ^dfj t t^ cavati dalia stoiia . . . sogliono peccare di servitù e monotonia. (A) Monotono. (Filo!.) Mo-nò-tono. Add. m. U. G. Che e quasi sempre su lo stesso tuono. (A) 2 —> * (Piit.) Se un colore predomina in un quadro , questo aneli» dicesi Monotono. (Mil) Monotremj.* (Zool.) Mo-nò-trc-rai. Sm. pl.y. G. Lat. monofremi. (Da monos solo, c Lieo io perforo.) Nome dato da Geojfroy Saint-LIilaire ad un ordine di animali singolari , che compìende gli orniiorrinchi, e gli echidni , indìgeni della Nuova Olanda , i quali si distinguono per una sola apertura non che per gli organi della generazione per le secrezioni dell' orina e dello sterco . Appari dd mammijèri nell* ordine degli edentali. (Aq) (N) s’ usa parlando di u>t^ l U suur , Aie vale Signore, ... _ r . 4. Ho caro che monsù Morello stia bene, t° ,ll P nl . , ,.. 44 ■ Si rallegra la gente parigina oc. Esce ilei Ixisco m ^Ua 11 ). pr na Con monsù Monco e monsù Gianni a Iato, $ °k f minuettina. Red. lett . 3. 120 . In casa di mutisi* ^’piìde^’' qN 1 '' Comandò a monsù Stenone. E 3. 62 , Monsù Biondo .ffoC» presso , 223 . Monsù Chiniti'..# 224 • Monsù Carlier.t^& ;$vf\ ì%q . Monsù Dorante. E 1 <) 5 . Monsù di Freuiout. C* l n o.N al [ tyiH Monsulmano, Mon-sul-iuà-no. Add . e s/n.y. e diSi-osaid . „ 0 j c yen., lioccalìn. Rag. Pam. 63., Casitn Pred. *• 4f . «P* mcctengoiio atta classe Monta, Món-ta.[.yj L’atto del montare.[Il 1 il mnsokìn calla fémmina. ì Lat . admìssura. Cr. all** il maschio colla femmina.} Lat. admìssura. 1 latt. La carne dd montone, quando V animale ce sì ce pessima. il MusoThiCLiro. (Archi.) Mo-no-U-i-glì-fo. Sm. V. ó. (Da monos solo, , , . ■ - r ysWy lnsiyOJu.rcolo,.mo (Ma larghezza di unsoo r, S hJo Città dell’ Indostan. (G) fe d f“l ,,t M 0 ^o“o"o.'^CFiloK) ( -Mo^nò.tro-fo. Jdd. m. V. G. (Da monos solo, Monta Casca. (Manu) È una sorta dijog f ^ Utrophe nutrimento.) Soprannome od Epiteto di chi si nutre da se Rematore monta bene sul banco , e cad ^ S. nillde ir pisolo , -senza che alcuno lo serva o lo ajuih (O) Mòngtropà. * (Bot.) Mo-nòdro-pa. Sf. U. G. Lat . monotropa. ( Da monos solo, e trope Volgimento.) Genere di piante parassite a J l f l polipetali, delàt decaiulria monoginia , e t po della fanngua delle^ mv- nctinpee; così denominate dalle scaglie alterne e distinte che ne me- proli» to stelo , e fanno le veci difille, stando coitth.uatikrntH r.- Montacsa , Mou-tà-gna. 0 Sf. Propriamente’■ g'J.gjel < n f e à v s* ' ' tratto Nalle l0 ‘J-- o dì sasso , molto elevata al di sopra wt/ . , g tende generalmente con questo nome un lungo p> (l [tf° . e nte } tf’ palo da pià monti ammucchiati l’uno accanto ^ . pa^ me distinte e piu o meno alte , e colle loro P eìì ^ 'q.-Aì 0 ^' ^ nate. Si confonde sovetUC con} Monte, f ot. m° n *‘ • In MONTAGN ACCIA -***»««*. che si pronunzia montagna: in frane, montagne!)Booc. tagng ' 3 \ In Frioli , paese, quantunque freddo, lieto di belle mon- ^'atto C- ’ ® ulul terra chiamata Udin e.Dant.Purg. 3. 6. Chi m’avria lK) Sc hi SU P cr la montagna? Pelr. cap, 3. Fonti, fiumi, montagne, «t b^jj e sa ssi. Cas.lett.jrf- Non ispendorc ec. in amori di montagna 5 "v* £ ® s * cara occasione e ventura. te'q u l- ont "gn e prendono pcr lo più le loro denominazioni do’paesi e’din! lre cime mollo appuntate prendono dalla forma loro il t^o 1 ^ Olno > di Cornata, di Cornocchio : queste acute eminenze queste troppo filolo- (lì>tora in alcuni luoghi il loro nome latino di Verruca, — 5 ji‘ q tl ° v ra montagne certi valichi o passi, pe quali si sormontano ffino f ì{ ? ersa no con manco disagio : i più stretti e difficili si chiame falt. ° €> B'orre, Strette o Serre j altri formati d'incavatine ovai- meno disastrosi de’primi, si chiamano partirò- c ^e 4| * e bocchette , Foci, Barelli o Varchi.—» Quelle parti di esse H^^sotto in mare e ri sprofondano dentro le loro radici, si ap- j a P l i se propagati dalla terra ferma vanno a risaltare nel p’ ail do la cima fuori del suo livello , si dicono Isole ; e le ^ ^in* CSSe P reiì d°no i nomi di Isoletta , Isolotto , Scoglio ec. ln *he Z T^ ,ita ^ ne e< f 4 monti hanno naturalmente per tutta la loro congiunzione le di P e fianchi opposti : queste si chiamano anche Dorso o ^di'u montagna, per similitudine della schiena dell' animale ' 1 Fianchi poi, o Coste che si vogliati dire, sono per lo da risalti, fra i quali si formano le vallate; essi vanno diramandosi tanto lontano dalla montagna principale , che di natura, e quindi di nome, chiamandosi in questo caso 0 Branche: i fianchi stessi di una montagna prendono is Peti o 1 Acquapendente rispetto allo scolo delle acque, e /// Pendice yS'ie V - U pendio che hanno verso il basso. iV e*fianchi delle mon- r e *(reto°?° » Caverne , Antri , Grotte, Burroni, Dirupi ec .—- ì ntl t >llSSe de' monti, che scendono al piano delta terra , ' Falde , e quella parte di esse , che tocca fa terra e vi t e *W . 5 54 chiama Radice. — Le montagne hanno più punte , ?knQ. o Cl ma ed alla sommità} che è per tutto il corpo delta mon- gettata di mano. E appresso : E le dette montagnuole, quandi salito in suH’una, c tu iscendi giuso, e tu truovi un pianerolto ;*ii(>^ 0,ita 3 ne ea 1 monti hanno naturalmente per 1 e JiQ n ? u, ‘ a spezie di estremila acuta, formata dulia tvn^, jS, J 1 *' la quale si chiama propriamente Sommità , ed anche i> q dj . on de si partono le acque , che scendono al di qua o al Hi,. h ? s « pe'fianchi ' ' ’• fi ^st i , e ^ Ileste ffùate sì chiamano Ad te quando sono elevatissime , ' l * d h P 444 piccole e le meno elevate , come que'le de’ poggi ed »... . ^ Colimi — Drt iiltimn . r/nrt c/> ?vV? siì rnntit ttìj n i« le de' una serie di montagne continuala .. colline.—Da ultimo ^Hhì o^I? 0 tr aUo di paese si chiama Catena, come una serie di pi t c * t poggi si chiama Giogaja. — Gli aditi pe quali, si entra afilli p^ iUì ' a nelle montagne , s/ chimano propriamente Bocche , e *?««// si scende da esse nella pianura, Uscite o Shocchi — ’ * intieri pe* quali si sale verso la cima delle monta- è' ^ 0, itn a,ÌS1 ' Erte; e quelli pe' quali si scende, Scese. (Gr) 4°’. 6 0 ,f; ìa ’Bd. da Udente, Colle , Collina , Clivo, Piaggia , P"g- bj^fieauo 0 * .Q* ,ai| do queste voci hanno un affine significazione , tli- lt l| Va-t a *cnn poco tra loro. Nella parola Montagna ci è un’ idea doU Che in quella di Monte ; sicché questo dicesi più propria- e P®rlicolari e specificate masse di terreno che per natura ^ fc! H y|/°^ la pianure , e quella c nome più geuerico : onde si C ', 'die è ?f^ e *Si ,la i c le Montagne svizzere. P( r la stessa ragione ^Ik ^ la !-,°PP 0s lo del Monte , e la Pianura della Montagna. Il nia . °tlma sono piccoli monti, e non già aspri, scoscesi ed in- !(.,> pti'ctf’! 11 ?'* 5 co ^* c fruttiferi : e l’imo è alquanto diverso dall’al- t 0 w. e iIìq ( , V a Collina è propriamente la sommità o schiena del col- ì| 5‘’ 0 nt 0 j Rivolta per indicare genericamente la località de J colli i,n fco r j !* . P*anwra o della montagna. Clivo e Piaggia indicano Cùfica » ma P la ggùt c meno repente del Clivo. Pog - J S o r- ,m Biogo elevato , può inetaforicainente usarsi per òi CJ ,. (Ar. ,e > c Dosso per similitudine alla loro convessità, Montagne russe. Vi è dato questo nomea Certi piani %{ di’* t da due a trecento metri, guerniti da una strada a ’ lungo la quale si scende, o per dir meglio si sdntc- ■ Me: Ùl/i. ‘foro p i* pjp 5 w r , t ( ( del proprio peso in piccole carrette , te cui ruote cor- silicei della strada. (D. T.) % u '?> CA'/-) P e H&- di Montagna, lai. prae- 4/-^ 1 C,V »HS mons. Gr. &py}pv&Èts , aj3aroy d/>os. Alati. l'raiiz. a 8n a ‘ c „„ Poi scrvon a ogni banda per sue sponde Sassose Vt, e ‘‘ei,, °g.) Mon-ta-gnà-na. Piccola città del regno Lombar- 'aI" ì Jr wincia di Padova. (G) ■ .'‘'ta-gnt't ta. [J/ 1 ] dim. di Montagna.—,Montagnnola, ^ e, h. Co*' f jat - monticulus, cHvnlus , colhs. Gr. op- ov, àowos. ‘ Intorniato eli sci montagnette di non troppa altezza. rs ° ’l n™ P^.“8 e (File quali montagnette , cosi digradando, v aga . uo fiiso-iulevano. Remb. Asol.3.i83. La più atta parte vP^tta «ccupamlo. * '• » u ' ta -guì-no. Add. \_m. Lo stesso che] Montanino, y.lìul. . 4r a * thcmi "^'ennna suole essere più inferma in tal tempo, che Vicini SI ? ni - V; tUn 0 M° nta g H °so , Montanesco, Montano. Benché 11 fieli ., * , Montagna o da Monte, pure difftì-iscoilo secondo le *! Golfo sulla costa JS.O. della JSunva Olanda. (G') Montalbano.* (Geog.) IVIon-tai-bà-no. Fr. Montauhan. Lnt. Mons Albanus. Città di Erancia, cap. del dipartimento di Tanto e Garonna. (G) Muntalcino. * (Geog.) Mon-tal-cì-no. Lat. Mons Alcinus. Piccola ciuà di Toscana in provincia di Siena. (G) Montalto.* (Geog.) Mou-tàl-lo. Lai . Mons Altus.P/reo/n città degli Stati delta Chiesa nella delegazione di Ascoli. — Lat. Uirugum. Città della Calabria citeriore. (G) (N) Montambanco , Mon-tam-bàn-co. [ Add. e sm. Chi vende rimedi nelle pubbliche piazze; così detto dal montar eli egli fa sul banco quando vuol vendere; detto anche ] Cantambanco, Ciarlatano, Cerretano ec.—, Montimhaneo , sin. Lat. circutator. Gr. àyvprrìs. Malm. i.56. L’insegna di costoro è un inonlambanco, C* ha di già dato alti suoi vasi il prezzo. Montaaiento , Mon-ta-mén-to. [ Vm.] Il montare. L.at. ascensus. Gr. dvccficttnc, Com. Inf. 3^. Se monta , il montamento e verso il ciclo ; e se discende, il discenJimento è verso il cic\o.ftut.Purg, 8. 1. Montare lo monte del Purgatorio significa nel nostro autore lo montamento ch’egli fucen. E 10. 1. Questo volgere or da destra, or da sinistra, fece li nostri monta menti miniri, perchè non si monta sì tosto, volendo montale con allargamento, t’r. Jac. T. Sopra’I ciel cristallino Ha fatto montamento. Eoi. Mass .Con maraviglioso montamento venne Varrone dalla taverna di suo padre al consolato. Montana. * (Geog.) Mon-tà-na. Antica città della Clorica.—Città del- Ì Jndostan inglese. (G) Mon'tanaao t Mon-la-nà-ro. Add. m. Di montagna , Che sta nelle montagne. Dicesi anche Alpigiano. E.Salvili. Imi. Óm. (sopra Pane al v. 61.J Degl’Immortali andò lieve alle sedi, Coprendo il figlio con serrate pelli Di montanara lepre 5 e allato a Giove ec. s’assise (A) 2 — { E parlando di persona si usa in forza di sm. per ] Uomo ili montagna. Lat. monticola. Gr. o puvópos. Dnnt. Putg. 26. 08. Non altrimenti stupido si turba Lo montanaro, c rimirando animata, Quando rozzo e salvatico s’inurba. G . E'* 6. 55. 2. Sono nostri Arabi t u terra , che tanto viene a dire nostri montanari Là’.Dee. 3. Essendosi con ragionamenti mescolati co’montanari. Parch.Stor. 10. 27 1. Aven o ragunato cc. circa tremila tra montanari c masnadieri. Montanello , Mon-ta-nél-io. Add. c sm. Abitante di montagna. Pule. Driad. Selvagge ninfe , e dive montanelle. (A) 2 — (Zool ) Uccelletto [ che ha la fronte e 7 pi tto con alcune macch e rosse, delle quali manca la femmina; le penne della coda e delle ali sono nere, cogli orli bianchi , e il rimanente del corpo grigio. Fanello. La/, montacela ruberra.j Morg.i^,58. E 1’ usignuol, che ha sì dolce la gola , E ’l zigolo , e ’l braviere , e 1 montanello. Lor. Med . canz. 3. q. Calandra o montanello , Madre , che a me non piace. Montanesco , Mon-ta-no-sco. Add. m. Di montagna . ( T . Montagnino.) Lat. montanus, monticola. Gr. opuvós , optvópos. Ovid. Pist. i\ tnio fanciullo fosse dato a mangiare nelle alte selve a’ montancschi lupi. Montanino, Mon-ta-ni-no. Add. m.‘ Di montagna, JSalo nelle montagne. — Montagnino , Montagnuolo , sin. Lat. montanus , monti- cola. Gr. opuvós, cpitr7}S. Tes. Bn. 5 . 12. Lo terzo legnaggm son falconi montanini, ed è nascondente per tutti i luoghi; e poiché eia è nascoso, non fuggirà giammai. Com.Inf. 1^- H i popolo tiene » dttrn e montanino. L'ranc.Sacch. lun. 21. O Donde venite sì leggiadre c belle . — it'ìg.ì Incòlto*, Rozzo. Lai. rudis. Gr. f-ypiou Dant. rim. ót. O montanina mia canzon , tu vai: Forse vedrai Fiorenza,la mia terra. 3 — Alla montanina, posto avverbi Secondo luto rfe montanari, /n- fer. Appar. Donna quasi vestita alla montanina , co-l bysto dinanzi scollato. (AV , _ 4 —* EU in forza di sm. Lor . Med. Rim . Vaghe le montanine e pastorelle , Onde venite? (Qui in forza dì sost . e col vocativo. Il qual modo di favellare è fuor di regola in tutto i nè 'in 'basso, nè in alto dire, non è punto del volgar iiostrò, e non per altro ih quegli scherzi si pose dall'autore, che per formarne il suo versole provvederlo con 5.6 ' ancora di quello luogo duro e montanino, vaghe montanine pastorelle, ~ /,38 MONTA IN ISTI quell' artìcolo ci' una sillaba , che gli mancava. Cosi nota il Salvimi, Avveri. Voi* 2. pag. à'g.J (À ) ( Di quest' uso però havvi (>ià esempi , i quali si possono vedere alle voci I, $. g , II. uf, e La , §. 8.) Firenz. Rag. 132 . Per guastare ec. o il dolce canto delle vaghe montanine , o '1 soave mormorio delle loro onde. (N) 5 —*(Ar.Mes.) Pelli montanine: Le pelli conce senza pelo. (A) 6 —* (Zool.) In forza di sm. Montanino è sorta di uccello detto anche Monachino. F. (A) Montanisti.* (St. Ecd.) Mon-ta-nì-sti. Eresiarchi, seguaci di Montano , i quali dapprima nulla avevano mutato del Simbolo , ma per le toro novità in disciplina furono dannati nel 1J2 : poscia introdussero alcune pratiche singolari * p. e. , di non ammettere alla comunione rei di delitto , di stanare adulterii le seconde nozze, di fare tre quaresime rigorosissime ec. Insegnavano che dovevansi cercare non fuggire le pei secuzioni , andare incontro alici morte ec. Essi sussìstettero oltre un secolo dopo la motte di Montano nell'Asia , e particolirmente in Frigia ; penetrarono in africa , ove corruppero Tertulliano ; poi si divisero in due sette , delle quali una seguì Proclo e l'altra professo il sale Ilio n ism o. Milziade ed Apollonio scrissero contro di loro. (Ber)( 0 ) Montano, Mon-tà-no .Add.m. Di monte. ( ^.Monlagnino.)£<**. montarms. Gr. òpstrov. Cr.6. 3 i . 1. Il montano (colamento) è migliore, pcrocch’è più secco , c si dee cogliere allora eh’è fiorito Aiam. GÌr.i 5 ./f 8 . Già tutta suona La gran palude, e le montane chiostra Defi'hicontro de'due. Ar. Fur. 2. ji, Come di face Ch’ardesse in mezzo alta montana cava. » Bemb.Sloi .2. 2.3. Acciocché egli , fornito il viaggio montano ("per i montiJ , dovesse aspettarlo. (A ) 2 «— (Min.) Carne montana, chiamasi da'na( utxilfstinti a Specie di asbesto con filamenti intrecciati , dun tti , imiti in laminette divisibili. (A) % — * (Chini.) Azzurro montano. V. Azzurro, 5 * 3 , 2 ‘ (■&• T.) 4 — * (Arche.) Montani chiamavansi in Roma i cittadini che abitavano su i colli. (0) 5 — * (Mit.) Montana. Soprannome dì Diana , perchè adorata su i monti , o perchè amante della caccici. (Mit) Montano.* zV. pr. m. Lnt. Montanus. (Dal lat. mons , montis monte.) — Poeta latino , che compose elegie. — Oratore che viveva sotto Vespasiano. — Favorito di Messalina. — Uno de' senatori consultato da Domiziano sul modo d' accomodare un rombo. —Eresiarca drl 11. secolo. (B)(Mit) Montante . Mon-tàn-te. Part. dì Montare. Che monta, dilani.Colt. 5 . 116. Or per gli aperti pian timide e levi Seguir le lepri, or fra le nubi in alto II montante aghiron. E i 5 i. 11 montante aghiron ec. Consideriam fra noi volando a giuoco Sopra le nubi alzaise.(A) (V) 2 —* (Marin.) Stilo montante: Pezzo di legno dritto, sopra del quale è una testa di muro, in cui passa il bastone della bandiera di poppa.(O) * —- Montanti del risalto di poppa : dicami que'pezzi di legno d appoggio in risalto , che risaltano al! indietro , e sostengono la parte superiore della poppa con tutti i suoi ornamenti. Diconsi anche Col la tte. Sav (O) Mgntànza , Mon-tàn-sa. Il montare , Il sollevarsi. Lat. ascensus, profectus , incrementimi. Gr. ottàfairn , et uhoais , c7(*vlv\Gts. Zibaìd. Andr. go. Al chinare del firmamento ella si muta una volta l amio la montanza d' un palmo. 2 — Luogo alto. 3 — Per metcì^. Grado sublime, Dignità. Rim. ant. P. N. Io veo salir 10 non saggio in montauza. MontapbrtO.* (Geog.) Mont-a-pèr-to. Paese di Toscana celelfre per una rotta avutavi da' Fiorentini. (N) MoNTAPiè. * (Marin.) Mon-ta-piè. Sm. con.p. V appoggio su cui fan fòrza i piedi de" galeotti che remano. È piantato oome i banchi , un piede più basso. Sav. (O) » —*Pìccolo montapiè: dicesi V appoggio de' piedi de'gale' iti che rimano , quando vogano avanti. È piantalo sopra la stessa lìnea de banchi , appoggiato da un lato sopra un miccione o sopraccorsia , e dalV altio sopra una staffa di ferro , eh' è attaccata alla forca o gruccia. Sav. (O) Montapignatta. * (Fiìol.) Mon-ta-pi-gnàt-ta. Add.e sm. eomp. Sopmn- nome dato da Omero al topo. Salviti. Rall'oc. (A) Montare, Mon-tà-re. t /y * ««. e pass.] Salh'e ad alto , [Ascendere.] (Da mante.) ( F r Ascendre.) Lat. ascendere. Gr. moi&xìvuv. Dant. Far.ijf.i 3 g. Perchè si fa montando più sincero. E 22. to 3 . Nè mai auaggiù, dove si monta e cala, Naturalmente fu si ratto moto.»Cortt, lrf. 'òjf. Se monta , il monhunento è verso il ciclo. (N) 2 — Dicesi Montare a cavallo ( sul cavallo, sopra il cavallo,] in sella o umili— Salire a cavalcioni sul cavallo. [ F. Montato, 1.} Lat. rqnum conscemlere. Gr. hneo* ìviframw. Bocc. nov. 6ù. 8. Messo 11 piè nella stalla, e montato sù, non disse altro .E nov. 8/f.d. Minacciandolo di farlo impiccar per hi gola ec., montò a cavallo. Fr. Jac. T. ». 26. 44. Io montar volli a cavallo. Rem. Ori. 1.12.2. Rinaldo accetta al fin , con patto eh’ ella Gli monti in groppa , ed e’ monterà 'u sella.» Fir. As. 221. Che non monti amo noi a’destrieri. (V) » — Ed usasi anche assolutati*.Av I‘ur. 36 ' 2 9 ^} 4 ua > di là gridar ai sente All'arme, Come usati eran far quasi ogui giorno: Monti dii è a piè, chi nou è armato s’arme; Alla bandiera ognun faccia ritorno.(M) 3 * Dìcesi anche del Salire in monte , in nave o in altro luogo. V. $, 1 4. 7 'ac. Duv. Ann. uj. i 85 . Corre ognuno al mare , c hi monta sul molo , chi in sulle barche. Salvili. Cas. io 5 . Seriamente agisce Ulisse, il quale ec. vincitore al vinto insultando , colmato di g*oja, innata sulle navico'suoì compagni, ritornando .alia patria. (N) 4 tPer metaf] Petr. canz./f. 3 . Morto giaiquc 11 mio sperar , che tropfKi alto montava, E snn. /ff.hn spi me illecita, e ‘l desir monta C ^ a 4 ,s2f ' Gosi il beato Francesco per contemplazione sempre montava a Dio , e disccndea al prossimo per ca- ritade. óen. Ptst. 18. L a COfca debole, che leggiermente s’appiglia, nutrica una fecola favilla, e Lilla montare in gran fiamma. (V) MONTARE . 0( V>‘ 5 —• Salire in alto stato, Crescere di fortuna. Fai. Esop. “"tyj , minria il villano impoverire e smontare, cotuccra montato*^, 6 — Crescere di prezzo. Lat. ingravescere , cariorem fieri. paiT&ai , tTrifrxpwaasyui.G.f'.l i.gg.2. Il detto anno in sulla n c ^ > lo staio del grano soldi 20, e poi montò in soldi 5 o. ^ * ’ n «iiin 1 "’ ’ r -’ . . --itandoj,,i( rs'O'fZif ir la ferocità delia pistoleuza. Din. Comp. 1. 5. E tanto^ ^P^llin'' prastare , che levavano in tutto gli onori e benefìcii a'gon 5 ., 11. Molto montò il rigoglio de’rei uomini. Esp. Pat.™ 05 " sarai ec. , che gli vogliono contax-e due fiere l'anno , 0 tre f u l 3 1,0 montare le usure. G 6. 82. 1. [Come in Corte d». 110 "!' velia della sc onfitta de’Fiorentini , il Papa e’ Caidinali , cl , f r g Cx„l. . 1 : O /->! .11 1 ■ -•'VI'C, :l ' Pisi. TSonper tanto il luogo non monta, nè fa gran ^ att0 - pn ie Bocc. nov. ig. 21. Tu diresti, e io direi, c alla fin® rt tcrehbc. h nov. 8f. 8. Deh , Angiulierì, in buona ora l aS ora costette parole , che non montali cavalle. SaggJ ia *” cS *^ its^j! abbiamo creduto che ec. arrivi quel piccolo svario a niouf®^y eSO p(^ quanto può importare* un errore che sì faccia a regola^ 1 f- ^ dette cose. 55 Borgh. Orig. Fir. 12. Alla somma del cosa da farne stima. E ib6. Sia questo come si voglia chep^ in questo proposito. (V) ,il 5f j» 9 — Valere, òulv. Avveri. 2. 2. io. Ma in ciò che pertic 11 tanto monta, Lepido è stato cagione ec., come se C { e tffa i questo ordine lòsser tessute da ehi It* parla: Lep/doil ribw ^ 2 **^ g' 3 . n. g. Quivi , mentre ella parlava, fnroii lagrime da’ buoni uomini, ed a lei porti molti prieghi, che le P ia Jltf tar consiglio , ec. ; ma niente montarono. (V) j a fCS /Jr) * — * E variamente. Benv. Celi. Oref. 106. Se non limoni , piglisi aceto forte, che tanto monta. (Cioè, e lo* ^ 10 — * Occupare , Prendere. Fax*. Esop. 33 . Con le 111311 l lavorare perchè la debolezza gli montò addosso. (Pr) .. 11 — Diciamo del Raccolto o Sommato d’ un conto di del Costmv e Falere dì checchessia , quando in esso , valuta di più cose separate , come : Una pezza di drapP? avendo riguardo al costo del braccio o della canna. l£ '%Ìo^A0 valere. Gr. hrxvttv , SriaffB-ai, Arisi. G. F. 12. fà' le dette possessioni più di fiorini 10000. Cron. la somma che si misse di là , che dovevamo avere pi u fiorini. fati 3 5 ~ E per metaf. Frane. Sacch. nov. 206. Harun^ 0 ® m ( beffa) che m’è montata più di sette. (V) . f ^ fa 12 —* Con l'ausiliare Essere. Espos. Poterti, f. 2f Ch* *° e!j t£) iC grado d’ umiltadc montato .... elli sai ebbc beato io ^ rfp E appi'esso : Tu sii montalo nel settimo grado. (Pr) , G‘ f{ 1 * 1 3 — Au. Far salire , Innalzare. Lat . estollere. Gr. *%,**?*#o^.i? 3 o 5 . i' 3 . Con falso viso di felicità gli avea lusiugafi » e ■ jtc e ' tanta pompa e vittoria. Guiti. leu. 20. Quello Re d’og 0 affi* cesi uomo ec., volendo montar noi fino alla deità. 1 4 —[E nel sign. del §. 1.] Gr.S.Gir. 2g.ln qua diri cl ° s w to- ,, i ^ uomini e femmine ec. che questi santi gradi hanno m0, nia , 0 i.rgf Antig. E con lor di Parnaso s'argomenta Montar I a C L ,jel *'{$) giunge è nulla. (P) Bui, Purg. 8. 1. Montare lo i n 0 l j. torio significa nel nostro autoie lo montamento eh-(.ji'c 1 5 — Apportare. Lai. afìerre. Fr. Giard. Pred. D- ^ fatto , non gli montò nulla gloria. . 0 j|a iG — Dipesi del Congiungersi degli animali, il masch ' 0 ^ a ,(,r A Lai. coire , concumbei e. Gr. croyylvoT^xt. Fir. Tr uu a * de’ cavrelti di questo tenqx), bisogna far montare l fi c3 {, f jC a h 11 Belline, son. 100. Chiamate i galli : or vengati; C11 c montai' le galline. pa^ ai \ 17 — ni stima * z=z C fescere rti isti ma, in riput(Uio ,ie - I Risorgerebbe 1 * autorità de’Sacerdoti, e monterebbe di ^ sto delle Indulgenze. (Pe) ,. 1(} ? J. fi) , 18 — il grillo ad alcuno *= Imbronciare. F. Gì* 19 — il mosche n i Kofjìg. — S ubitamenle adirarsi. F.f* 0 ' & 84'. |S t 2 ^ * nimiiv * JVnt/t /><•/ mrtt/o. A.V. I ^ ‘^ ,,r£ fi 20 - IN ALTEZZA D* ONORE. * JSola bel modo. A-V. dole che a donna nè bell; zza , Nè nobiltà, né g* tl11 ' f oji che di vero onor monti in altezza , Se per nome «1 (■ '«“-•(Pe) . ..... ri 1 ' 21 — [ih *[.TunA, lo stesso che Montare In supcib a. • ltJ Esp.Pai.NosL. Nè per lusinghe dell’ avventura non ^ B i 22 — ih bestia. Lo stesso che Montare in collora. f ^ h'é 20 - IH COLEOBA, IH BESTIA, IN SABBIA, C sìmili = S“ l ’$' nre 3tJ Adirarsi, Stizzirsi. Fir. Lue. A. d. Voi BÌe*- 0 ^ ro i’l /Mit- iir in «ollora. . p.) '>j — [in coKKxiccio ; lo stesso che Montare in eoi ca cfU c ° l 12. 3 1. E sì realvolentier se ne dispoglia, Che a il^/à) .‘■imo ne monta. Esasperarsi. Lib> cU1 ^ _usare ^ fra*’ iti in grande esasperamento , fai: mestieriu& ai ^. {]r j a ,) in furore = Infuriare , Incrudelire » S/io tot** «*m. 20 - IN ESASPERAMENTO monti 26 — in furore = Infunare , incrudelire- \ r ^ furo*' corripi. Gr. èxp.«inff$at. Bocc. nov. 33’ 19' rata fuori una sj^ada, lei , invano mercè addo» 1 ^ ^ 27 — [in ira = Accendersi dì sdegno. F • ^ l3> r '* # Vedendo ciò, montato in ira, uccise il rag U' 28 — in 1 stato — Crescere di grado o d l o nl in 6 ,a ?l d 1 ''" Con senno , con ingegno, con forza sei llltiW \ 1 .periva ’ ‘3 29 — in orgoglio; Ilo stesso che Montare 1» ® •“ * ve Rr.i. 12 , Quegli ch’ebbe nome Luciicr, a 011 ttlOf MONTARGIS foglio/ cije 1 avea istabilito sopra tutti gli altri , egli montò in or- ^?*£** k * = Fcnire 1,1 grande stato. TU. Liv. L 1. c. 20. ^r 0 • 1 I alena temendo del potere de’Romani innanzi che montas- i‘. »n rilievi 1 „ .. , 1 , , !.. . in collora. F. §• s3.] Tass. sa che senta Duro spiedo nei 5 le ttaiY, T le a Possanza che parca loe eh’clli dovessmo salire , s’ 1 jj, tJ Muovere guerra. (i\) Jper*. » t lo stesso che Montare : ,‘^w 'fi 1 *» Qual neh’ alpeslri selve orsi 1 ^ | N ’ rabbia monta. SsJ UPERB,A 5 m orgoglio , [ ut altura, 3 o simili — huupeibire y *la L j/ e * hot. superbire. Gr. vvip7}^cct'fVfeBa.t. G. F- -ti. 6. 5. Din, ls °rdinata cupidità dì volere signoria fa montare in superbia. ^dino^T' 1 ^ JUO n °bile e grande cittadino cavaliere ec., ric- 3 ^ * ~ l possessioni, montò in superbia. f valgamente. G. F. 2. 8, Maometto divenuto di povertà Sì' 11 ^wh, j r eiir >, si montò in grande orgoglio e superbia. (Pi) L l'KA * — Montar la cnllora. C. Luna , §. io. (N) 3,1 " U ^*1. S l! ar t ; STl *Zà, la collora, la bizzarria, [la rabbia] c simili z=.Sde- s Orsi V i,A COLLORA, la BIZZARRIA, L v RABBIA! ' - ..... ®Cer e \ locollorii’si, Adirarsi, • Stizzirsi. Lai. uà corripi, excande- ' Gl’, òiycsv in'ucv'r.'Jjet. J)isc. Cale . Non dee ad al- ^ *' Ss i la stizza montare , o sdegnarsi per esser tvoppo tosto «airi, H? divelto. Beni. Ori. ,. 5. 7o. Onde al Conte montò la bizr ri' 2 4' 36. S’ ella (la coUeraj gli monta non ne domandare- > -*+*j?l anCt 4' Guarda se lor la rabbia era montata. (jN) > ^o/ assoìulam. in questo sign. dicesi Pilla gli è montata. Varch. )t 1 W» ’ 1 9 * • Onde si dice d’ uno che ha preso il broncio : Ella gli ' (A? 3 - 1 ^eup^ es *) Montare o Smontare, dicesi assolutamente dagli artisti ’ S|1 > Mettere insieme le diverse parti di checché sia , o al 3 ^ 0 Spararle. Bisc. Montare o smontare un orinolo. (À) 3 ^ ttjjA lama =r Armarla de’suoi fornimenti. Metterla a cavallo. C^ 1 ca Rdi z^MetteHi sopra tre pezzi di legno , che sì chiamano Montare la guardia =r Incominciare a far la guardia. tT^bìt ‘ C°/‘q, Mess. Scelsero sito per acquartierarvisi poco fuori e e facendovi attorno alcuni ripari, montavano le loro guai- I *°^r| ì ° lleVan o le loro sentinelle. JSan. ò'tov. Fen. Essi, data subito » ^ ail( larono a montar la guardia alla breccia di S. Andrea.(Gr) r 0 ^' Ll,A b R®ccia: * Dicesi de soldati assaltanti , che passando ne .fatte in mi opera nemica tentano di entrare in essa per C 10 e ^ ^ ent iv. Eransi fatti due ponti per servirsene a passare i] tubilo ,,10ntare sulla breccia. Segue?'. Si accostano al fosso e quivi i ^ Pia» ì° : mo «tano sulla breccia , ed un Marchegiano prima di ttbir’ Su ^ e muia l’insegna. (Gr) * C>v ice tI /'^ Montare i canno)ii== 7 ene?’e i cannoni pronti e disposti V 5 ^ (®) ; Vp ^o * Carreggiare per prendere il vantaggio del vento.^O) (Geog.) Mi'n-tar-gìs. Lat . Mons Argissus, Mons AgriX’ufù ’ ne * dipartimento del Lotret . (G) ^ Cq u,,"’- (Wranl.) Mou-ta-scdn'-di.ó'H/.fomp. Traghetto o Pia che ca- ed è così detto dal salire e scendere dette persone. (A) ^ ^ Ce 0ìl "^'ta. Sf. ast. di Montare. Salita , Erta .—, Montato, sin. sn o nS!ts > jngum acclive, clivus. Gr. M. y . 2. 33. H^a , r ‘'»mmiiio verso la montata dell’alpe. Bui. Jnf. $. 2. Già (j^l^y a Contata giù per li cerchi. Cirijf . Cale. 3. 86. Ella sare’ 7 . v °ler camminar per la sassosa, Potcnd’ ir per la piana con ’ [ S '* r er i ;l montata scrupolosa. E g ^ Contare. l.at. tuscensus, coiucemui.Gr.i'irl^x/ru^a.ed^ix.ffiS. fa l,l Vil^ lesfo si dimostra per la montata in sulla picciola nave. . lUe »to, Crescimento. Lat. incrementum. Gr. èiribocns-. G. A r . ^ s y*^.M 0i À° jàtlà di Eirenze non avea podere di fare grande montata. \ ^0/ A r ?hi\ ^ J,r ' tì dino ì Scahno. Onde Predellino a due o tre monta tf.(A) \k iu etìn '\Montata o Pedata d’un ponte: Dicesi quella parte che Arreno s’ alza fino al ripiano del ponte. (A) 1.9' ! dotì-tà.Iz, Ariti / lw ’ 1 ? a ec ‘ ( A ) \ c i'etle Un '**'*°. Ani. C. A. V. e di’ Moiit.it.i. Cr.Barb.i3if.iy. St t j 9' h “1 , elle non prova V altezze , Esser peso in grandezze; l/'V c die?* s . Ur> connine stato Salir dov’è il montato; Poi si cono- ^Oli-, 0 Clli ; K : *° stl " a lienr. (V) (Il montato par che qui valga pini- ^ W,/? ontal °-) (N) f '‘ ”• 1 ri 1 da Montare. Lat inseriisos , conscensus. G. C.it. .. . . ‘‘l't’ Pl ’ ano i più tra scoi ali due fratelli ec., felli e dileggiati ^ sì 1 f *?• (;p S‘C. Nè credevano di poter trovare incontro elio . (it'N ben * ■'* numero cosi superiore di geute ben armata , ben /' 0vvc d„ta. (Gr) 1 (1 C. r corredato, Ben mimilo, derari. Cr.Mrss. Spedi due OXe’ \| ot . ""lutati d’artiglieria, e di tutto il rimanente. (A) ' cV V( iv / [dm. Lungo rialto , fatto per comodità di /^Atn vile 1 * >r ' 'dirimenti] Cavalcato)©. Cr. alla v. Cavalcatop. &“• 0?* > Ato??? Vt ' Monture in carrozza o simili. (A) ^ m v.' («op r ''‘Pi-re. Certi, ni. di Montare. Che monta. Salvia. * '«E pastore e Polluce , v. s 3 ) Tindaridi, salvete, mon- destricri. (A) MONTE ^ 3 g 3 — Parlandosi di Cav;/]li , vate Stallone, Animale da monta ; e si dice anche t. 11 calamento è di due fatte , a- quatico e di monte: V aquatico s’ appella mentastro } quello delle montagne si chiama nepitella. 3 — Quando ha seco il suo nome particolare , talora riceve l'articolo^ ed ora no ) che è più spesso . ( F ed. il Salutati .) F’it.S. Ai add. 9 S. E lascerollo morto in su monte Calcano? E poco sotto: A rimanere solo in sul monte Calvario. (V) 3 — Fig. /Massa di checchessia, {f^. Mucchio.) Lat . acervo?. jVou. aiit. 18. 2. Un altro giorno avvenne eh’ olii donava a uno gentile nomo 200 marchi cc. * uno luffo de’ tappeti mise di sotto, perchè il monte paresse maggiore. E nov. 5y. Or avvenne che nel mezzo dell’ arringo il destrier del conte d’Universa cadde con tutto il conte in un monte. Bern. Ori. 1. 9. 3o. E quivi fassi un monte di persone. Tass. Ger. i5. a. Spiani i monti dell’onde aura soave. 4 — Onde Un monte di checchessia z^zUna gran quantità) Assai.Fir. Lue. 3. 4, Aspetto che la cosa si scuopra, e che mi sieno tolte queste cose, e datoinici sopra un monte di bastonate? iiorgh.Orig.rir. 197 ■ Io potrei e di questi , e di quelli che verranno appresso, arrecare un monte d' esempli. * — Un monte di volte n simile m Moltissime volte. Dep. Decotti. 101. Ella c (/a yoce lutigliele) un monte di volte nel maestro ^Al- dobrandiuo (V) • . ^ , . 5 — {Col v. Andare: ] Andare a monte [Cadere m un monte — Cadere due o più cose C una sull’altra.] F. Andare a monto, $. Lj. [ e F. J. a —* Parlando di giuoco vale, JXon. continuavo) ma ricominciarlo da capo. Onde fig. dicesi del non si proseguire u$ negozio o altro, F. Andare a monte e F . A moute, $. 3. (A) (N) 3 —. [E fig.] Beni. Ori. 2. 6. 27. lo non ti saprei dir di eli era armalo, Che iutli sbigottiti andammo u monte. 6 «— [ Col k Fare.] Fare monte {zzz Ammantare; ed in termine di giuoco] dicesi quando per quella voha. il giuoco non va innanzi ; [i? del Non continuare il giuoco , ma ricominciarlo da capo; e dii Disdir la posta, come st- per quella volta non si giuocnsse; tolta la maniera dalle cune , che in tal caso si ripongono nel monte. F. Fare monte.] 7 — * E per simil. si dice d’ogni altra cosa che non si voglia tirar avanti o proseguire , F. Fare monte , 5 - 3 . (A) 7 —* Col v. Mandare: Mandare a monte. Lo stesi o che Andare a monta e Far monte. F. Mandare , §. 3J. (N) 8 —* Col v. Pigliare: Pigliare il monfer= Cominciare a salirlo y Camminare su pel monte, F, Pigliare. (N) 9 — [Col v. Porre :] Porre a monte alcuna cosa z= Abbandonarla , Lasciarla imperfetta , Metterla da parte . Lat. deserere. Gr. diro Xiteuv. Ar. sat. 1. Se le contrasti, pon’la pace a inulte» 10 — la modo awerb. Da monte a valle zzz Da sommo ad imo , Da capo a pie. F. Da monte a valle. * — Fig. Da monte c ita valIe=P«r tutti i versi » [F. Damante a valle , $'■ 2\] iì — A monti , posto avverbi In gran numero, otor. Eur. j. lofi. Si annegarono quasi che a mouti.» Borgh. Moti, 1 fu Io posso dire di averne veduti a monti ( di qurprivilegi.') E Fesc. t or. 492. Ma gli esempi ci sarebbono «1 monti. E Dep.Decarà. 109 .Alcune cose ec. si potevano arrecare, o, per via di dire, a monti proporre a lettori. (V) Car. Leti. Lied. 1. no . Sono comparsi corrieri c lettere a monti pei* ognuno, ed io non ho pure un verso da persona. (N) 12 —* A monte , posto avverò. = Ad alto , AU'ìnsù. F. A monte. (A) a —.* In massa, la cumul o.ArFuv. 3 /. 8y. La più capace e piena ampolla, ec. Astolfo tolle ; e non è si leggera Come stimò, coti P altre essendo a moute. (P) incontrano o simile : per dinotare 0, comunque vadati lontano^ pure 7 « r*:-. ;i l ido . che che le Persone le quali si separano^ comunque - possono insieme ritrovarsi. Ar. Fttr. s3. 1■ Dice il prnveibio , c je a trovar si vanno Gli uomini spesso e i monti fermi stanno. U) 14 — (St. Mod.) Lungo pubblico , dove si pigliano o si pongono danari a interesse. Lai. mons. MF . g t 3 - Provvedono per^ gli_ tuni generale 1 a interesse, hai. mous, ìu r . y. *__ i consigli , clic si facesse il quarto monte , ciò fu una prestanza „.-erulc dì boriai 70000 .Segn.Pred.s. 3 . Sono amici dr quella dote, la quale avete depositata su'monti per collocare in matrimonio onorato la vostra figliuola. 2 ■— Onde Luogo di monte: L Credito di somma determinata in un ogo "TI: 3 * £ MoMe’J'piHà, Monte di pegni , dice» Quel pubblico luoBodnve mediante un pegno sì prestano danwu eterna o e un pie- • “ ... / 1 VT\ •* - - . . ciclo interesse. (A) (N) 4 — * Cosi dice» anche ■ Monte frumentario quei Luogo o Stabi- limento ove sotto date condii om si danno sementi i. danaro per comperarle i cosi detto dalt’accumularvisi cnm ■ ^ \ * - Uffizio Ael debito pubblico. M, ? 1 “ ^ 8 ~ ° rfne ° lsf%Ttst7Aj?ì (B) I* M 0 KT 1 MBAKC 0 44 o MONTE i5 — * (EgcI.) Simbolo di Chiesa. Buonar. Vai. art. pctr. fi. I due Montenegro. * (Geog.) Mon-te-né-gro. Sm, molili ec. dimostrano-la Santa Chiesa ec. E però i cristiani artefici pea, confinante con In Dalmazia. (G) Paese della fttrch‘ l *(Chiroii].)Monti chiamatisi Quelle piccole pi e nella palma della mano alla radice delle dita, a cui si danno i nomi de pianeti. Il Monte ili Marte sia sotto il pollice, il Monte di Giove sotto l'indice, il Monte di Saturno sotto il medio, il Morde del Sole sotto l'anulare s il Monte di Tenere sotto il mignolo, il Monte di Mercurio Jia tl pollice e l'ittdice, il Monte della Luna nella parte opposta. (Mit) *7 —* (Anat.) Monte di Venere: Prominenza si sviluppa davanti al pube delle donne, pubertà', è formata da un tessuto cellulare V. Peltignone. (O) iS —* (Mit.) / monti erano riputatiJigli della Terra, e tenuti da per tutto in grande venerazione } anzi adorati talvolta come divinità, massimamente i più alti. (Mit) a *—* Ninfe de'monti. P. Orcadi. (Mit) —* (Gcog.) Monte Aureo. V. Gianicolo.— Aventino. V. Aventino.— Baldo; Monte del Regno Lombardo Veneto. — Bianco. Monte della catena delle Alpi, il più alto in Europa', dicesì anche Gobba del drupe// nel 1. Abruzzo Ulteriore. (N) 0 fi J Montepavone.* (Geog.) Mon-tc-pa-vò-ne./Vccofa cit. del r e S poli nella a. Calabria ulteriore . (N) s Pi cC Montepeloso. * {Geog.) Moii-te-poìó-so. Lat. Mous P^l llsU ' città del regno di Napoli nella Basilicata. (G) •* \ HI .. j - ... ì.\ I/ v Secondo Abruzzo ulteriore. (N) _ _ . gititi 0 ** Mortereggione. * (Gcog.) Mon-tc-rcg-gió-ne , Montcrigg* 0111, rj stello de’ Sanesi. Dani, hf 3 t. (N) tMes&^é MotfTEREir.*(GeogOMon-tc-rc-y.C^.c/i Sp.nella Galizia.—del i ^ 5tf >sf Monteuozzolo , * Mou-te-iòz-zo-lo. Sm. Piccolo monte, n . 0 ? Massa di checchessia C,,P c morto in un tnontcrozzolo m-tc-ròz-zo-lo. Sm. Piccolo monte, 0 ,^ a. Col. Rienz. lib. 1. Giace nudo. sll ^oM £ terozzolo canto ’l muro de la ciitade* ( mio v r - r.iuà nudano , e anticamente Monte maledetto.— Capitolino. Lo stesso che Monte S. Angelo. * (Grog.) Lat. Mons S. Angeli- Citte Campidoglio e Capii olio. V .— Casino o Cassino. Lai. Mons Cassinus. Cassinum. Piccolo m< nte presso S. Germano, nella cui vetta sta la più nobile abbazia de Benedettini. — Cavallo. Una delle coline di Roma moderna , ardu amente detto Monte Quirinale. — Celio. V, Celio.— Ccnisio. P. Cuiisio.— Cimilo. V. Circeo.—Glorio, cioè Citatorio. Luogp dì Roma ove si radunavano i candidati .—degli Ulivi. Monticello tilt* oriente e presso di Gerusalemme, da cui lo divide la valle di Gwsafht,— della Scaglia. U. Scaglia.—dell 5 Uccello. Lat. A vietila. Monte della Svizzera , di è la più. alta vetta del S. Gottardo.— di Briauza. V. Briair/.a.— E&quilino. V. Escpiilino.— Feltro. Piccolo monte del ducato di Urbino , che diede il nome alla famiglia de' conti , poi duchi d'Uibino .— Gargano. V. Gargano.— Giordano. Picciola collina di Roma, ora occupata dal palazzo Orsini .— di Giove. Rame delle Alpi perniine. — Maggiore. Cima del Alante Baldo.— Nuovo. Collina vulcanica situa in una notte vicino Pozzuoli .— Palatino. Uno degli antichi colli di Roma, prossimo at.Capitolino .— Quirinale. Colle di Roma , ora Monte Cavallo.— Rosa.^C Rosa.— Rotondo, l a più alta montagna della Corsica , nel emiro di essa.— Sac % * Collina dove si ritirò il popolo di Roma, sdegnato contro il Stuolo .— S. Bernardo. V, Bernardo.— Sinai. V. Sinai.— Terribile. V. Terribile. — Testaceo. Collina formata in Roma nel Campo Inculino detrattami, di vasi di t> rra ; oggi corrottamente Testaccio. 1 — Vaticano. V. Valicano.— Viminale. V, Viminale.—‘Toro. La più alta montagna dell'isola di Al inorica. Aito. V. Monviso.— Monti Altaici. V. Aliai. — Monti Cerauni . Acrcccrauni, della Chimera. V. Cerauni.—Monti de’Profeti. V. Abdias.— Pdo del Monte. Riviera della Spagna nell' EstremucUna. (G) Monte. * N. pr, m. accoro, dì Rodomonte. V. (B) Montepello.* (Gcog ) Mon-tc-bèl-lo. Villaggio della prov. di Roccia, celebre per una vittoria riportata nel 1800 da' Francesi , comandati da Lunnes .— Gruppo di tre isole dell* Oceano indiano . (G) JVJontenanco.* (Grog.) Mon-le-biàn-co. Cit. della Sp. nella Catalogna.(G) Mgntecatino.* (Gtog.) Mon-te-ca-lì-no. Villaggio di Toscana, celebre per le sue acque termali e minerali. (G) Montecorvino. * (Gcog.) Mon-te-cor-vì-no. Stato del regno di JSapoli nel Principato citeriore. (G) Montbchristi.* (Gcog.) Mon-te-clirì-sti. Città della Columbia. — dell'isola di Haiti. (G) MoNTEFALcoNE.*(Geog.) Mon-te-fal-có-ne.Lo stesso che Monfalconc. V.(G) Monteferrato.* (Grog.) Mon-tc-fcr-rà-lo. Lo stesso che Monferrato. ^.(G) Montefiascone. * (Gcog.) Mon-te-fìa-scò-ne. Lat. Pulisca , Faliscorum Mons. Città digli Stati della Chiesa , nella detee. di Viterbn. (G) Monteforte.* (Gcog.) Mon te-iòr-te. Piccola cit . del regno dt JSapoli nel Principato Ulteriore. (N) Montefusco.* (Geog.) Mon-tc-fìi-sco, Montcfuscolo. Città del regno di JSapoli nel principato Ulteriore. (G) Monte-jiermoso.* (Geog.) Città di Spagna nell* Estremadura. (G) Monteleone* (Geog.) Mou-tc-lc-ó-ne. Città del regno di JSapoli nella Calabria ulteriore Seconda, della presso gli antichi Hippomum, poi Vibo Valentia o Vihona. (G) Montelimart. * (Gcog.) Mon-tc-li-màrt. Lat. Montilium Adhemari. Città di Francia nel dipartimento della Dromo. (G) Montella. * (Geog.) Mon-tèl-la. Piccola città del regno di JSapoli nel Principato Ulteriore. (G) Monte Lucio. * (Geog.) Lat. Mons Lucius. Fi'. Montluoon. Città di Francia nel dipartimento delC^illicr, (G) Monte Luigi.* (Geog.) Cit. di Francia nel dtp. de Pirenei Orientali.(Or} Montemalo.* (Gcog.)Mon-te-mà-Io .Monte sotto Roma.Dant.Par. ;5.(N) Montemarano. * (Gcog.) Mon-tc-nia-rà-no. Lat. Mons Maranus. Pipe, città del regno di JSapoli nel Principato ulteriore. (G) _ nello r , città della Sicdte ^ JSapoli nella Capitanata. (G) Monte S. Giuliano. * (Gcog.) Monte eia di Trapani. (G) Montesano. * (Geog.) Mon-'e-sàno. Picc. cit. del R> „ Principato citeriore. (N) < , jj jtf ■ Montesarchio. * (Gcog.) Mon-te-sàr-cbio. Piccola città a fj o JSapoli nel Principato ulteriore. (G) ild 1 0 Montescaclioso. * (Grog.) Mon-te-sca-gliò-60. Piccola cl 0 di JSapoli nella Basilicata. (N) nsd ìea ' jfe ^ Monteveli. * (Mit. Muom.) Mon-lc-vc-li. Capo d*una ® Monteverue. * (Gcog.) Mon-le-vér-dc. Gruppo d’isole ne ^ cenno equinoziale. Lat. Mons Virilis. Piccola città del a ^ (li poli nel Principato ulteriore. (G) n i, N 0 * iù) Monte Vergine. * (Gtog.) Monte del Regno di JVnpolù Cibele, con un'antica abazia di Verginioni.nel Pi ,nv, l Hl , l0 j nlt n cit , .,f Monte video. * (Grog.) Mou-te-vi-dò-o. Repubblica dell f dianole, fa it Brasile , il Paraguay , il Buenos-A) ie f a le e il Rio della f*lnta\ detta anche Cisplatina,— Cit. c,l r ■ ( jn repubblica , detta anche S. Filippo. (G) . 'mP eìl ^° r Montezuma, * Mou-te-zù-ma. JS. pr. m .—■ Rome di du* 1 • n ib A/vssico. (O) ^ . ■ C 0,ì f 1 ' Montgomery. * (Grog.) Mont-go-mc-ry. Lat. Monsgom €X ' l Q a ile^ Francia nella Normandia.—Città e contea del paese dt tea degli Stati Uniti nella Virginia. (G) £C ,ìfrt Moktia. * (Bot.) Mòn-ti-a. Sf. 1 Some dato da Micheli ad ^jSesÀ 1 - .pf classe triandria,ordine triginio, della famiglia delle poi del botanico Alontt ; e caratterizzato dal calice (hsepalof . e j'/ii /l ‘^\o l K lare cinquetoba, gli stami epipe.tali,e la capsofo Invade Ud ie , (1 Monticgjuolo, * Mon-tic-ciuò-lo. Sin. diin. dt polite. Lo st e $ c0 r%° /|]i 7 liccllo. VlBemb.Asol. 2. Nessuna dolce vista di vaga occhi miei, e di gmcsticvole monticciuolo nessun solida 0 .y e ^ pi ' 1 Morticeli,A nE , * Mon-ti-ccl-là-re. All. e n. pass. V ■ A - ^ i ìnonticelhire. Paìlad. 3 . 28. Ovvero si moiiticcllano {‘ e < si mettono nel vasello. (Pr) . fr- Monticellino , Mon-ti-ccl-lì-no. dim. di Monticel sO l0‘ s ii <‘ Pifd.R.OUcv) per elemosina un monticellino di gra» 00 t £ C ci u<5 ,„ Monticello, Mon-llcèl-lo. [ò’/n.] dim. di Monte. <• 5 *' .‘c !l/ Pai. monticulus, Collis. Gr. Sptav, liowós, rit. SS. Z:i 1 ° dendosi in sulla cima di un monticello , lo quale 013 , s ( rii e ' storio. Liv. Dee. 3 . In sul primo far del di soltentro j ^ t gi celli. Atam. Coll. 1. 7. Ma il magro monticcl, eh iU ,j|J> ogni altro lavor , per loro elegga. „ c r aVC ., c 2 — Per sirnit. [Piccolo mucchio.] Tes. Br. 5 . 26. t e v o- si se nc vae a’buoni arbori savorosi c di buono odoi > y. ^,7 Pallad. M*]; 4 m ' Red. rv 1 ' rii», monticello , c fawi apprendere ’l fuoco gliouo prima porre insieme in uno monticello. savi dentro .— * 1 —- -' i,.-j si getta più » Alam. Coll. 1. 2 g. Poi menarlo ove stali rii monticci posti in disparte , cc. (V) MoVTiCEi.i.o.*(GcO'],.)Cit.dei;li.\iatiUiutiiie!iaGenrg‘‘i-~-‘'"‘Zers '-ut . Mosticolaiua. (Zool.) Mon-li-co-là-ri-a.^'/.' ISoaie d l "‘.jyaii\ l ' l! id ie> l- a pohpajo stabilito da Latitarli nella famiglia de COI p (/ [/jHij° ' jSl i ceralnfili, delt'ui'dine digli attinie formi soprabiiai 11 '-. j t i lllLt ys ^ stabilmente attaccato, conformato in strali incivstanln p c .c^f ' ’ :L . „ in lobi siib(o“* c solllW,,,^ __ t ... . a'^i’' o una serpe, cd un monticello di brace acc‘ s ^ at o ai volentieri nel fuoco, che Ira le frondi or ■ .u’ 3 111 le biade c n globosa, a gibbosa , o lobata, o disteso in , perfide superiore echinata da stelle elevale, pu ""‘ al) dal 0 ‘ ‘! c é ‘ ' coll’asse centrale solida, semplice o dilatato i p' (0ìl oeld a > che da esso purlono divergendo a raggi; le ro fi r " »r Monte Morello.* '(Gcog.) Piccolo monte dì Toscana c " 20 al proverbio. Darsi di Montp Morello per la testa., ' Mqn'Temcrló,* (Gpog.) Mon-te-inùr-lo. Costello di Toscana, g a sa Montkseciusi-' (Gcog.) Mon-te-iìe-grì-ni. Popoli indipendenti da Turchi, che abitano Ilei Montenegro. (G) ,v ; “ E Tassem. Annoi, ivi : La monderà è un c»pp‘ da portare in casa, clic usavano anche gli „ Augusto: Domi ijunque non aìsi petasalus '0“ d' , faSp a o Montilla. * (Geog.) Mon-til-Ia. Lat. Moululia. •' provincia di Cordova. (G) Mowtimbanco, Mon-tini-biu-co.^i/d.e sm. Lo stesso Città ; he .,W 0 .,p ? - ^ etl - Se a'loro giorni avessero veduto qualche monfim- X 1 >s iiNo'v> 1 C ' 10 ’ ciurmadore, giocolatole di mano , cc. (A) ‘'Jit.JMon-ti-no. Dio de'Romani, protettore dellemontagne.QAil') -u Mon-tì-sta. Add. e sosl. coni. Ufficiale di quel lungo pub- \fi l niae> >Ve tl ts "S c ">° danari a interesse. Piani Star, Fen. Ub. 12., * 0ìì tiva<;' an "‘ 2i. ileig. (Min) A' r(: i Mon-tì-va-go. Add. m. comp. Che va vagando su i monti, Sn R ‘:. 1 [ oeL Arist. 33 g. , Pallia. Demctr. Fai. Jierg. (Min) (Geog.) Mont-lhe-ry . Lo stesso che MonlUery. F. (G) ‘ài, Mon-ton-cèl-lo. [Sm ) dim. di Montone.—, Montoncino, >,t«cor e a ' Grog. 3 . 22. Entrò in quello luogo , dove stavano le S»c.L e ??’ 6 imo niontoucclìo. 5 ^^^on-ton-cì-no. [Sm . di in. t//Montone. £o ri&so cfte]Mon- ^° s To^ ì; ^ r ^ ( -l montone. Lih.soji.y 3 . Bossi di montoncin gli scarpettini. hi; S(( y^ ori ‘i^"ne. [Am. ] Il maschio della pecora, che serve per far ar * Cs * ^* r ’ x f iD ' s ‘ (Avcano i Celti maout o moli in senso Voi t 0r llG . tote pecox'e castrato , ed aggiungendovi la voce taro che *°n indicavano questo maschio non castrato. Indi sorse il mou- W • tra"- ... MONTINO MORA 44 l t • SIA "«co (uosns.Gr. Dittarti. ff. 20. Silvestra e montuosa è la éontrada. Cr. 2. 26. S. Molte fien le generazioni delle terre ec.: quale è montuosa, e quale è piana .F.F. 11.90. Per vie montuose ed aspre e mafeigevoli. 2 — Dicesi anche de Campi, 0 simili, che sono nelle pendici de’monti. Creso. 2. sS. tir. Della coltura del campo montuoso e vallicoso. (A) 3 — Per metof. Quid. G. Ora levala per l’enfiazioni dell’ onde de’ca- valli si riunal/.a in sulle montuose altezze delle tempeste. Montura. (Milit.) Mon-tù-ra. Sf. Neologismo de’ militari. F, e dt’Di- visa. F’adoperato piuttosto come termine generico di lutto ciò che serve a vestire ed a coprire il soldato dal capo alle piante. (Quasi munì! uva da munitimi part. di munio io guarnisco , amia.) (A) (Gr) Monumento , Mo-nu-mén-to. [A/«. Edilizio pubblico , eretto per trasmettere alla posterità la memoria di qualche persona o fatto illustre e memorabile.'] —, Monimento , Murmneiitr», sin. Lai. mondimi lauri. 2 — Avello, Sepoltura. Lat. scpulcrum. Gr. rdfos, pvrifAx. Fit. SS. Pad.t. 136. La gente, eh’erano d’intorno, apersero lo monumento, e trassernelo fuori. Ricordanza, Ricordamento, Segno; Ciò che serve a far sovvenire c * lc Ya ' castrato , ed il nostro montone detto uc’mezzi °> mullonis. Altri cava montone da montare.) Tes.lir.3.2. ^ttn j | che nella riviera del Mare Rosso è una fontana di cotale htt* | a ’■_ e h montoni che ne beono incontanente cominciano a rna- "le f ail ' ,na [ h colore infino a dentro la pelle. Lab. crf. Erano, co- » ^'i, fp, ‘! a h* 1 ' 0 scalpitati , cc. ; c , peggio ( AriT Uomo senza 1 liane. hanno rumi. 9 H- che montoni tnarem- . ragione , Stolido. Lat. amens , stolidus. * «‘anc. hanno mouton in questo senso. ) Gr. &va Li monumenti e li trofei pom- • posi. (IS T . S.) Jjnjgh. Orfg. Fir. 267. Cicerone non volendo che un monumento, che disegnava lasciare per memoria della tìgliuoiu .. si potesse maisprguere,f accompagnò con mia cappella 0 tempietto. £V) Monc/stg , * Mo-nù-ste. iV'. pr. f. (ìial celt. moti acijua , cd uslu attingere, cavare: Chi attinge, Chi cava l’acqua.)— Unadelle Danaidi.(fi\() Monviso. * (Giog.) Mon-vbso, Monteviso. Lat. Mohs A r esulus.i 7 /m delle più alte etnie delle Alpi Cozie in Piemonte. (G) • Monza. * (Gcog.) Món-za. Lat. Modoesia , Mogontia. Città dèi regno Lombardo-Fene.to nella provincia di Milano. (G) Mon/jcchio , Mon-zic-chio. lò'm.P. A. F. e di'] Mucchio. Lat. acervi^. G7‘. ercvpós. Cìriff'. Calv. 4 - 11 $ m Scudo la ruga pure un poco stretta , Per la mina si fc’ tal inonzicchio, Che nessun della gente maladctta Non può passar. Monzon. * (Geog.) Món-zon. Città di Spagna nell’ Aragona . (G) Moone. * (Geog.) Mo-ó-ne. Lo stesso che Mocn. V. (G) Mopecia. * (Geog.) Mo-pè-li-a. Unadelle isole della Società nel Grande Oceano equinoziale. (G) Morsa, * Mò-psa, JS.pr.f. (V. Mopso.)—Una delle cinque Sirene. (Mit) Mopso, * Mò-pso- iV. pì\ m. Lat . Mopsos. (Dal gr. mops di vista non acuta.)— Figlio di Apollo e di Manto , indovino e capitano greco. — Uno degli Aigonauti i il quale ebbe un oracolo nella Libia .— Uno (be' Lapiti .— Capitano degli Argivi , fondatore di Fusela. — JSome ,„ U ) mops di celebre nelle poesie pastorali de' Gtvci e de .’ Romani. (B) (Mil) oesopia , * Mo-psò-pi-a. N. pr. f Lai. Mopsopia. (Dal gr. tty (Ve ’ui/y' e ^ I- ‘) Salto del montone: Cosi dicesi quel Salto che fanno i in alto e sf aldando co’ piu dì dietro. (A) ,,e diti’, da Ariete. Nel signitìcato zoologico , astronomico c tr lì obil I10n y ^ ia ^ ia c I r< este voci altro divario che d* esser Ariete ìi r ^-° n 5 C P erc '^ iHe gl̰ adoperala in poesia. Ma nel senso mc- Coj,j 011 potrchhe Ariete sostituirsi a A/ontone} nè questo a qucl- ’^ina idraulica. Nel linguaggio delle arti non si direbbe ( H q, t w,,/ ete, come Un buon montone per indicare la pelle con- t (J Ù° animale. Valga lo stesso nell'espressione de’cavallevizzi: V ljl *ro r nontotie - Firiiilniento i montoni et oro di Enuncia non po- Itj ."''fTsjiiieiitc ciiiauiarsi. . Gsu. 6 ( Ge og ) Pai, Utis. Riviera della Toscana. (G) di Mon-to nì-lc. Add. com. Attenente a montone, Chehafor- P^C U T- Gnrz - PlaZ - 6? r- r.eig. (Min) tl’^’ Urirfi ' a<),l “l°' Ill ' ,| o. Add. m. Di montone , Simile al montone , 5 ‘ nu s. Gr. xpiuos. Zibald. Andr. 66. Quegli che nasce nel segno te * (Ve* 1 * sot ^^ e in viso e montonino, con br.Tccia e gambe pilo.se. il iJ l ^ e <{[ . Testa del cavallo , quando è talmente convessa che la formazione simile a quella del montone. (A) V^cJ-T- 0 !;-) Mon-tò-ro. Lat. Montorium. Città di Snaana nella il 0 p p ClE, E g Cordova. (G) uj’itson *' (Grog.) Mont-pcl-licr. Lo stesso che Monpellieri. F.{ G) ‘t'Par, VL e og.) Mon-trc-sòr. Lai. Mons Tesami. Città di Trancia , ^ ^ Ic *r c ‘’H'nio d’indra e Loira. (G) {hJV q' , (Geog) Mon-tii-càr-Jo. Ao/.Mons Tricardi. Mons Tri- »loJ I,a SA.*/ , ( '“ di Francia nel dipartimento di Loira e Cker. (G) c io ' * ( ‘°^*) Mont-rò-sa. Lat. Mons Bo9anim. Città di Scozia.(G) ^on-tùc-cio. JS. pr. m. dim. di Bodomontuccio. F.( B) tj. J\ome che ha dato lungo al modo proverb.e basso t'Sitala' 1 ^ontiii. y. Fare cc. (A) Buon. Fitr. 2. 2. fo. Starsi ^Itra i ^ ^ ar c Jq>°hiio , In ultimo vedete La gatta di Masino. ^iia 0 Aggiuntovi , ponete Mente , Pin da Monlui fare il n>j. b . 5 . 5 . E Pin da Montili Fa capolino. E Salviti. iu 4 ((). l:0s hì$ij ' cioè Moni’Ugi cioè d’Ugo , fognato il g. (N) A n 5 ^on-tuo-sis-si-mo. Add. m. superi, di Montuoso. Mas- Sannuz. Perg. (Min) iVloìl 'tuo-si-tà. [Sfl ast. di Montuoso. [ Qualità dì ciò , so 0 Lnz. montuositas. Gr. rò opstvov. Gal. JXuttz. Sid. Ir-i*Jfo&lifi il nostro vedere ed intendere nella sola montuosità e ^Gi luna. 4 Li,', 'I molto b0M3 > Al ^n-tu-ó E 87. lo non vedo sì grande occasione di ral- rcv. padre Ciano noti approvi le montuosità sa. Add. m. Alpestre , Pieno di monti. Lai. mon- Morsopi corta vista , e pios pinguedine : Pingue c (li corta vista.) (B) 2 — * (Geog.) Nome antico dell Attica. (M it) Mopsopio ,* Mo-psò-pi-o. Add. pr. m. Della Mopsopia. Appartenente all’Attica. Onde Giovane mopsopio ju dello Trittolenio, perchè nato nell Attica. (Mil) Mopsopo, * Mo-psò-po. N.pr.m. (Dal gr. mops di corta vista, cd nps, opos occhio.)— Ant. re d'Atene che diede il suo nome all Attica.^lil) MnnrA. * (Mit. Maom.) Mò-qua. Sf.Ceremonia fanali causata dii Maomettani indiani. Quelli che tornano dal pellegrinaggio della Mecca, prendono un coltello avvelenato da una parte , e con esso corrono per le vie uccidendo quanti incontrano che non sicno della lor legge, sino a che alcuno gli uccida ; ed allora il popolo li venera come santi. ( Jn ar. muqassim chi divìde c dona; muqsit chi giustamente distribuisce.) (Mit) Moqui. * (Geog.) Mò-qui, Muchi. A/n. pi. Indiani indipendenti del Messico , sulla laquesila. (G) . _ . Moquisia. * (Mit, Afr.) Mo-quì-si-a. Sf. Qualunque ente in citi risiede una virtù segreta per fare il bene cd tl male , e per iscoprire le cose passale e futuiv. La Moquisia di Tirico è la più venerata : quella di Kihokoo presiede al mare , ed è una statua di legno assisa', quella, di Malemba è la dea della sanità. La Moquisia Codi è un sacchetto pieno di conchiglie e serve per la divinazione. ( In ai*, muqassqn chi divide e dona , muqsit chi giustamente distribuisce ) (Mit) Mora , Mò-ra. [A/i] Erutto del moro e del rogo ; ma quella del rogo più comunemente si dice Mora prugnola. [Dicesi anche Morajuols.J ( F. Gelsa.) Lai. nummi. Gr. fiupov, axiiusav. Cr. 5 . iff. 5 . Le more son di due maniere : o agre non perfettamente mature *, o dcvci peidettamente mature. Pallai!. Sett. 16. Il sugo dell* moraagresta farai un poco scaldare c bollire. G. F. 8. 82. 6. Nulla vi rimase a mangiare, avendo mangiati i cavplli , e pane di saggina c di semola, aerocomc mora , e duro come smalto. » Cai'. Eii.lib. 3 . V. •/oai.Pascoim ueihe, Idi coccole e di more e di coronali, E di tali altri cibi acerbi e fieri: Vita c vitto infelice! (B) Pasta. Le more mature si nere, che bumclir, tanto di siepe quanto di gelso, sono mollificanti, c tassative le immature sono astringenti , e si usano contro le diarree , dissenteria , sputo di sangue , e prolluvio di mestrui. (A) S _ Proverà Esser più lontano da alcuna cosa, che non e Gennaio dalle more : Dicesi quando difficilissiinamenle si può sapere o ottenete quello che si vorrebbe. Lai. alienissnnuin, tnexorabiicm, avevsu niente esse. Gr. xscxj>xirr\rov , Siar/zsiWror , bvrrpcirov dm. Ambi'. Purt. 1. 3 . Ma quando dipoi ei tenta questa faccenda, lo trova più discosto dal farlo, che Gennajo dalle more. Lusc. Sibili. 4. 4■ lo vi pensava stasera di far nozze, e io vi son discosto più che Geunajo dalle more. Farcii. Ercol. 233 . Voi dite in ini certo modo it »«o e in un altro uc siete più lontano ohe ’l Gennajo dalle more. 442 mora M«fa. [«S 1 /!] Monte di sassi. Lat. accrvus lapidimi, congerie*, moles. Gr. tiSivos o)xo?, c-wpc*. (Dal cclt, monili mucchio, cumulo , ammasso. Nella stessa lingua mar pietra , e mor detto ora mur da’Gidlcsi, muro , riparo , baluardo , collina. Essi hanno anche morati per indicare un gran mirrerò, una quantità, una moltitudine. In isp. moron mon- ticeilo , collina , peggio.) G. E. 7. g. 8. E sopra la sua fossa per ciascuno dell’oste gittata una pietra, onde si fece una grande mora di sassi. M. E3. 5j. Bene due braccia s’alzò la mora delle pietre sopra 1 corpo morto del loro senatore. Dant. Purg. 3. i2g. Sotto la guardia della grave mora. Toc. Dav. ami. st. 100. Però, fallii la testuggine , disfecero quelle more. 2 — Massa di frasconi. ( V. Tetim. preced. In gali, micri siepaglia , macchia , erica , onde ne’ mezzi tempi si fe’ mora nel medesimo senso. TSello stesso dialetto meur ramo.) Dep. Decani. 7. Kd è in uso allora dc’nostri lavoratori, che una massa di frasconi chiamano inora. 3 — Indugio , Intervallo. E. L. Lat. iììo\ ì\.Gv.%icx.t{)i$-ó. Eavch.Eicol. -ò '4* Cioè di quella mora, o spazio, o indugio , o bada, che interviene tra un movimento e l’altro.» Car. JEn.lib./j.v.j.'(.CUe\ crudo verno , il tempestoso mare cc. , Le sconquassate navi iu ciò ne dauuo Mille scuse di mova c di ritegno. (B) 4 — (Leg.) Essere [n Cadere] in mora [~ Essere incorso nella pena patteggiala nel contratto celebrato fra le parti , per aver indugiato a soddisfare all’ obbligazione convenuta .] Maini. 6. 88. Poi, s ella è in mora, viensi a un’ inibita ; [E non giovando, alla comminazione, Ch in pena caschi delle for.-hc a vita. ] 2 — Purgar la inora si dice da’ legisti quando la legge concede al delinquente qualche altro tempo a poter pagare , dopo la notifì- cazione da farsi del creditore. Bisc. Maini. (A) 5 —• (Filo!.) Giuoco noto , che si fa in due , alzando le dita d una delle mani , e cercando d* apporsi che numero sieno per alzare tra tutti e due 5 onde Fare alla mora [“ (xiuocare alla mora. E. Fare alla mora. ] Lat. micare dtgilis. (In isp. morra , in frane, «murre, Jn ingl, mora) dai celi. gali, meur dito; onde giuocare alla mora è giuocare alle dila.) Morg. 27. 23, E non potrà, se volesse far ora, Levar piò d’un colla mano , c dir sette , Al giuoco delle corna, o della mora. Lib. son.32. Che i’hanno i portatoli alle colonne Per boera piò eh’ e’ non hanno la mora. (i '— * (Mus.) Era presso gli antichi la misura dcllesillahe , colla quale si usavano nel canto. Una sillaba lunga era composta di due Morae, ed iuta bnve di una sola. (I.) 7 —* (Milit.) Una delle cinque coortiche formavano un esercito spar - tana, composta di 5oo , o 7 00 , o goo uomini ; che le opinioni svariano. Erano sei , secondo altri , ciascuna comandata da un pole- murco, da quattro ufficiali suoi dipendenti,da otto subalterni a quei quattro , e da sedici subalterni a quegli otto. In questa milizia non etmmeUcvansi che uomini liberi da'òo et 60 anni. Gr. p oj». (O) 8 —- * (Olir.) Escrescenza carnea , « mo' capezzolo > che insorge sul- V alt gelo maggiore dell ’ occhio. (Da mora frutto.) (A. 0 .) 2 —* JJiconsi Fatti a guisa di mora Quei calcoli ormarii composti di essalato di calce , che sono forniti sulla loro superficie di tubercoli o capezzoli , che ditti loro certa rassomiglianza col frutto del gelso. Diz. se. med. ( 0 ) Mora. * Eem. di Moro , Negro. (A) Mora. (Ciog.) Città della Spai \na nella Catalogna.—nella provincia di Toledo. — della JSigrizia. (G) MoRAurn.* (St.Mod.) Mo-ra-bì-ti.iWwe che si dà in a frica ai musulmani che professano dottrina c santità , e sono molto venerati dal popolo.^ Mit) Mgraccà. * (Geog.) Mo-i àc-ca. Riviera della Turchia europea . (G) Morace. (Mari».) Mo-rà-ce. Sm. Pezzo di legno tenero e rotondato , che si mette alle traverse delle crocette di gabbia, a ciascun lato del- l albero , per preservare i capi che s incappellano allo stesso , onde non suino danneggiate dallo sfregamento , appoggiandosi alle traverse medesime , che sono angolari, e di legno duro. (In celi, mar legno, ed ach ciò che cnpre , inviluppa, circonda , guarentisce.) (S) Morad , * Mò-rad. Jv. pr. m. Lo stesso che Ànmrat. V- (In ar. ntu- rad voluto, bramato; imret venir principe, imperadorc. In tcd. ima- ret prefettura , imperio.) (O) Moradabad. ■ (Gtog.) Mo-ra-da-bàd. Città dell'Tndostan ing lese. (G) Moraggine , Mo-rag-gi-ne. SJ. Morosità, I ardanza, Indugio. Car. Leti. 3 . fi. II Moro mi promise sabato di venir cc. , ■> Sega. Pai-mc.instr.5. per dare alla scolaresca lezioni pubbliche di morale e di fi ( .j V j|f, Mann.Sett.1. 4. Che ti varrà la tua scienza di poesia, ■ ^| a „ni?('' di jus canonico, di morale, di teologia sublimissima se ti pif Mor.S.Grcg. oh f; J*-’ — E nel 1. 0 signif. ma in genere fem. lago della seconda parte delle inorali. fUed. not. 28g. Lo .stampato legge : Prolago del secondo volgarizzatore 11 Morali di S. Gregorio papa.) (V) (N) _ , ;rf . (h'^ 4 — * (Icori.) Donna rappresentata sotto la fi guru di con un libro , un freno ed un regolo ; sovente in obUof 1 ^ Morale. Add. cotti Apparimene a costume. Lat. moralis. . G. E. g. i35. 2 E poi, quando fu in esilio, fece da v I beni acquistati dell’ anima sono ec. , intellettuali e le morali. « ft-' 2 — [Filosofo che ha composto opere di filosofia morale.] 4- *4 1, E vidi Orfeo, Tullio e Lini e Seneca morale. » /#' 3 — * Uomo ben costumato , Di buoni costumi. Erano. ^ e 255. frammento. Fu nella nostra città uno cavaliere valor rale , chiamalo ec. (N) ' Moraleggiare , Mo-ra-leg-già-re. N. ass. Lo stesso che Mo>* Uden. J\fs. 3. mg. Seneca dunque , che moraleggia P ( ‘‘ ^ più 3' 1 menti brevi di capitoli , prudentissiinamente può e dee s< ? ^ gusti termini ordinare il concetto suo. E altivve : Mora egr strato per bocca di Apollonio. (A) (B) ^ »• Moralissimamente , Mo-ra-lis-si-ma-mén-te. [Avv.’\ superi, ai u jp a . . „ . .• -- Salvili. Eros. 7'osc. 2. 15. Quantunque la fatica possa - ^ cimi buttata, pure uno solo , in cui sia ben posta, ristora per tutti ec- , clicea moralissimamente uno aulico poeta. pfj Moralissimo , Mo-ra-lis-si-mo-C^i/i/ ///.] superi, di Morale. Tose. 2. 241. Il nostro dotto accadi inico ec. nella prefa/* 0 * ' alla sua traduzione francese dal greco della moralissin 111 d’[sociale a Demonico , ec. Moralista, Mo-ra-h-sta. [ddd. e i/«.] Professore di rnora ^\' c $,of- ■ m, di cose mondi. ] t al. moralis disciplinac magister , p 1 ' 0 rt'ihx.Tó Siàcca-Kcckos. Belhnc.sun.248. O gloria de’Latin, buon pftj! 1 Novella musa, e ottimo Dantista,Ch’ai bel nostro idioma ha» ^ M(ìr al(' Moralità' Mo-ra-li-tà. [A/.’] ast. di Morale. lnsegnam e nf°^ cC ijfi^ i^’V Moralitade, Moralitate, sin. Lat. moralitas, sententia, ralis. Gr. yvu^7\ , rpcrroXoy/a. Dant. Putg. 18. 6g. * ^ lasciaro al mondo. Corn.Purg. 1. E qui è da notare ^ 1 che motte volti 1 l'uomo all altro pro'.teia cose eh’ egli 1° , viro, di’(gli ne lo discrve. rio 0 ^ \£ [ // senso morale eh*è chiuso sotto il velame deli’ailrS? a J| c(P del^ 3 — Costumi laudrvoii. Eeo Belo. Eit. Co'omb. 3 s. V ef ^\ j/. stia'iità piò atti virtuosi, più scienze , più moralitadi. ( V L Mouauzzabile , Mo'ra-li/.-zà-bi-le.^(/(/. com.Che può ridali . j(Ji De Lue. Doli, V'ig. 2. 3 . 10. Berg. (Min; Moralizzante, Mo radiz-zàn-tc. Part. di Moralizzare. Uden. t\is (A) favola .] Mcr.S.Greg. Ma che ancora Io ’ntendiinento io riducessi ad esercizio di moralitade. Chi Moralizzare, Mo-ra-liz-zà-re. [iV. ass.] Ridurre a m ° ral .fi 1 ' 1 * leggiarc, sui. Imi. ad inorai:!.peni redigere. Gr. ùs T P? a ,e. ttìg:. Hul. lnf. t. a. Imperocché non fu intenzion citali/ 1 ' 1 „,. a |J^ / '. , lnf. t. a. Iin|)erocché non tu intenzion ogni rosa allegoricamente, nè io non intonilo ogni P aT / a t. ,l, j 1 ,ll> Moralizzato , Mo-ra-liz-zà-lo. Add. m. da Moralizzare. *■ a ’(ài> < ' litatem rerUitns. Gr. ùs TfatcoXo-rix. rpaviis.Bui- Si . ®, 1’’ clic ’niparano granialica, ove sono certe favole inorali* 2 . ;) :- recargli a’ buon costumi. ... Jii') Moralizzazione, .Mo-ra-lu-za-LÌó-ne. Sfi Riducimento dei ^ el g.L g ( , “ alzici’ 1 ' ralità. Uditi. iVu. 5 . i6., De Lue.Doti. volg. 3. 6. ,0 ‘ 0(a Moralmente , Mo-ral-inén-te. Avv. Con moralità. Lat- ® TfavoXoyixili.Rocc. nov. Sj. tvv. Gli» itivi lilliu* 5. Ma pure cogliendole , l 'ffi' C °vc\ ^ tendere, dico che è da concedere. A/or. S. Greg. Ale ^ 0 tib stiglieremo sotto figure, alcune altre solo moralmente, * j c ttc stia. Dant. Purg. 33. 72. La giustizia di Dio nell i* 1 scercsli all’ albcr moralmente. orJi n ‘ ir f ' 1|() 2 — Secondo il costume degli uomini, Secondo le rego‘ c par* 1111 j e E probabilità. Lat. more hoiinniun.òc^/i. Pred. 8. 4 - ^ ot, *piin° cl rajinenfe posdbdc ch’im tal uomo ec. se la pigliasse con da\a armato. (V) tfapol* 0 Morano.* (Geog.) ^Io-: à-no. Pìccola città del ugno di a r ^ labria citeriore. (G) ni.oìofl* * Motìanza , Mo-iari'^a. [*.V/^] E.A. Stanza^ Dimora, c^ l0 ^y 0 fK mirilumi , niansio. Gr. pcvh. Lib. Astr. E per di \ljii 1 *' la maggior jvnTe s’accordano che q ic-ta era la mo’- ^ prtn j,.s vegnaciiè ella sia in tutto e sopra tutto.f/'avella de fai .- 1 ■ y. Mora, 5 Mora prccnola. (Agr.) Il frutto del rovo. fruticosus. (Ga) . ,,/jcw a 10 ' Morasmo. (Mid) M o rarmi'.,Sin.Continua prcpi'finc'.r ann. tOqf ,1 Berg. (Min) ^ pastina <' el ‘ B» 1 ' ■té Morast:.* (Geog.) Mo-rà-sli. Antica citi di Giuda. (G) Morat.* (Geog.) Mò-rat. Lat. Muratiim, Svizierà. (G) Moiabmi Lag» ci““ j.P svizzera. [Va; ., Moratalla.* (Gfog.) Mo-ra-tàl-Ia. CU. della Sp.nella f a, frati 011 ,-) ì Morato * (Chini.) Mo-rà-to .Sm.Sale formato dalla (A’ -ncii ^ rido **wrico con qualche base salificabile. Lui, /«h .nj8fu v .*t«.w** vm.v vahf cabile, w LaEVU^Til Morato. Add. m. Nero a guisa di mora, JSef /” 'i si sctis. Gr. (V. moro.)Eìt.Plut. Egli T»de * . p‘ tr , P di vestirsi di porpora vermiglia , oseura e IUO ? iionti. 4 i -' ) - Il fctvo morato non è da lodar :!i0 ? >«* . 5 \» 5, r COsl ^^o. Piccoì. Poet. Arist , 255., Tesaur. Leti. Miss. c he d ' (Arche.) Mo-ra-ió-ri. Add. c sm. pi.Epiteto o Soprannome . ^Qw 1 Romani a quegli avvocati che con raggiri e cavilli cer- ***portare in lungo le cause. (O) A * t^ c F?0 Mo-ra-tò-ri-a. Sf. Dilazione a pagare , accordata ^ H(l Der- — _* /. 7..* „• _ * - - .1 j./j MORATORI fai. tk P er favore speciale a’ banchieri . negozianti o ad altri deli - s»«) /•ite. Q^ e g-) Mo-ra-tò-ri-o .Add. m. Appartenente ad indugio. De /r 3 ' *{' Ber S- ( Mit / . C' l iu . vw°g.) Mo-rà-va. Riviera dell'impero austriaco.—della Tur- notti Seryia. (G) j" c rfj eo ^‘^ Mo-rà-vi. Popoli della Moravia. — Monti Moravi. Ca- li’Wfa J> nì,,n tagtip nel centro dell Europa sul limite della Moravia e (G) (N) jj***ofe >. vJ eo S ) Mo-rà-vi-a. ■S/’. Paese dell impero d’ Austria , con * 1 Margraviato , e c/ìo comprende la Slesia austriaca. (G) Mor-bè-a. Riviera dell’impero di Marocco. (G) f? \ * Mor-be-rèl-lo.òVH. dim. di Morbo. Lo stesso che Mor- i ,v Hll„ ’^ K Sai. Cosi lifrusti i monsignor plebei Un morberello a l >4 a cavallo. (Br) ,*"i. Mor-bét-to. [<5'ni.] dim. di Mori».—, Morberello, Morbuzzo, ^ ev * s morbus. Or. gv (ixptìtz vóffos. 5, vi' n d Uomo, come Forca, Capestro e simili. Lor. Med. Arid. a poi, e fidati di questi morbetti ; c' ridicono ogni cosa. , Mor-hi-ila-món-te. Avv. Con morbidezza, Deliziosa- A, jf /* niolliter, delicate. Gr. puKxiw?, Tputpspùs.o en.Pìst. Dor- P- « “olcrniontc e morbidamente [in pura terra.] Salii. S. Asost. .. 1 • • - - ■ myfP) Onici. S. Greg . Uomo vestito * p n f. 12 . Questo loro ministcrio «'«ssai linea morbidamente. (V) Com. . v . ... ... w ..... . morbidamente fanno. (N) j % , «cevolmcnte , Colle buone. Car. Lett. ined. 3. r )/. Son for- j.- n , ’ a, li'ni-r costui morbidamente c il meglio che posso. (N) J 1 **#. P'urdosamente, Con soavi maniere, Con gentilezza. Car. Lett. ì 1 d'iat 2 * *° n * l ° scritto . . . clic io per tentare se ’1 partito j, >f a c .Michel Agnolo fosse col lasciar Parma al Duca o ni, /itila “non proposito detto a Sua Santità , che tenendo S. lice. Ic avrebbe data ogni altra satisfazìone, che avesse saputo dc- l' 7 ade s | 0 < ' ni’ avea risjxisto morbidamente : questo non si può in* Ai;,/ 711 i Mov-bi-fia-mcn-to. [*9m.] Il render morbido. [Lo stesso | iì"° s * 3 iH( n ° l * , ' t k ln,cnto ' U-ì Lat. ìnollifìcalio. Cr.2.S.g. Anche per 1Hel|,. I '*' > ; c per ngniinenti c mollilìcamcnti, ovvero ìnorbidamcnti >i>4 0‘MuteJ. ip'ifc, ’ Mor-bi-dct-to. Add. m. dim. e. vezzeg. di Morbido. Al- tirf ,Ss o L.Adim. sat. 5. Vuol ch’abbia il tratto dolce,agile C. i si,’ ec - ì Clic nell'aprii degli anni appena entrato , Senz’alcun r( > •«O'-Kdrtto e culto , re. (A) (B) I l Mor-hi-déz-za. [V/i] ast. di Morbido. [ Qualità di ciò ti a lai ’ delicatezza, 'Trattabilità .] Lat. mollitudo. Cr. g. /j. u : ' :ri ('a. y P'r sua morbidezza è più adatta a ciò , che il lino o la evo. ,'ig. I] quale fornj per lo sforzo d 1 l’acqua, ,, stia morbidezza, s’andasse sensibilmente comprimetelo. t^'t, ) iif. Le palle dell'artiglieria [lercotei ano in quella baili- *sl'ii ..jfei la morbidezza sua jicrdevano tutto l'impeto, e morivo. ‘S- u'V- . |i )s p , Effeminatezza, Delicatezza. Lat. 101 • Non POtea fare V Com. Inf. é. La natura si contenta di issiuie e morbidissime vivande, non toccasse dilla bilia ro . iT^ t ,£ iiìia * •’ T** i,,wu poiea ...... ...----- '"w'fav. :i 1 l’toùi , i quali erano morbidissimi. Eir.As. r Ó 2 i. Già liUy^^e (j' a a *1 medesimo. ) Cron. Mordi . ifò. Elb eU* J? 10 ’ tanto bene fatte, c.Ue partono dipinte pei \!° distene, e morbide di carne , le dita 1 Pupi* • -disigli. $ 0 . Il letto mio , bene morbido , con ^ tristi membri. Compatto. ] ficee. Ili )| r le man lunghe , e 3. Il bieco di »ua ua- MORBO tura piuttosto nelle Tcggicri e morbide cose s'apprende, che nelle dure e più gravanti. 3 Fig. Riferito alla pronunzia. Sali*. Avveri. 1. 3. 1. io, E del C e del Ct morbidi il siinigliante poco innanzi si mosterrà./T appresso \ Nel (Ìli e CH , quando sono schiacciati , e. in tutti altri suoni delle dette duo lettere, così morbidi, come rotondi, il comune uso seguiteremo. E 1.Ò.1.17. Del C morbido avverrebbe ciò che s’è detto.(V) 4 — Per metaf. si trasporta alle delizie e a' costumi. Lat. mollis, de- licatus. Gr. jxolXomcos f Tpvtyipós.Bocc.nov. So. 2. Quantunque Amore i lieti palagi e le morbide camere più volentieri, che le povere capanne, abiti. Dittam. 1. 24. Dico in quel tempo morbido e giocondo. Cas.UJf. Coni. 97. Sogliono ancora i ricchi oltra misura esser morbidi. 5 —* Facile ad esser mosso negli alfetti dell’animo. G. V. 8. 3g. Uomini erano morbidi ed innocenti, salvatici)! e ingrati siccome genti venuti di piccolo tempo in grande stato e podere. (Pr) G Agiato. G.y. Uh. 8. cap. 5n. I quali erano più morbibì c meglio stanti, che in nullo paese del mondo. ( JSota pure quel meglio stanti, per Più benestanti.) (V) 7 —* Piacevole, Sen. Pìst. 11. E Pompeo, che fu di dolce c di morbida maniera , arrossava spesse volte, e maggiormente quando c’parlava al popolo. (V) 8 — * Dolce. Salvia. Odiss. 383 . Oh ! cosi a ine morbida morte dìa Diana casta. (Pe) 5 — (B. A.) Dicesi di quel colorito che c lontano da ogni crudezza o durezza ; il qual colorito si dice anche Pastoso e Carnoso. Foc.Dìs.^X) io — {Ed usato inforza di sm.,detto di persone , nel sigili/, del §.4] Sen.Pìst. Ma qui mi fieno addosso tutti i morbidi c tutti i vezzosi, e griderranno. MorcinowE, Mor-bi-dó-nc. Add. m. accr. di Morbido* Molto morbido . Aret. Coni. (A) Morbjdotto , * Mor-bi-dòt-to ^i/f/ m. dim. di Morbido. Alquanto mor- bido. Mutt. Franz. Rim. buri. Chi può tenga una sella fatta a posta, K sopra un cuscinetto morbidotto. (Br) Morbifero , Mor-bi-fc-ro. Add. {m. Che è cagione di morbo , Che è dannoso alla salute..—, Morbifico, sin. Lat. morbosus.] Gr. vq/to-koiqi. (Dal lat. morbus morbo, e fero io porto.) Red. Cons. 1. 223. Ma se tra le particelle acide e le particelle lissiviali vi sia sproporzione considerabile , allora si fanno 1 bollimenti e le mozioni morbifere. Mobmfico, Mor-bì-fi-co. Add. in. Lo stesso che Morbifero F (Dal lat. moihus morbo, e facio io fo.) Cocchi, Disc. 2. i34- Disporre il corpo a scutir meno i danni ed i pericoli di qualunque cagione morbifica.(A)(N) Morbiglione. (Med.) Mor-hi-glió-ne. [ Sm. Specie .di malattia esantematica contagiosa che si manifesta con esantemi maculasi rossi acuti, con febbre , sintomi catarrali , e con macchie di un rosso carico lentifòrmi alquanto rilevato , spesso confluenti e racemose , con suc- ccsswa forfòracea desquamazione della cuticula.] — , Rosolia , Morbillo , Morviglione , su*. Fr. Jac. T. 4- 6. Rogna secca e ilemme false , Mal di tigna sì m’incalze, MorbigKon di dietro ec. MoRpTHAir. * (Gcog.) Mor-bì-han. Sm. Golfo di Francia nell Atlantico, che ha dato il nome ad uno de’suoi dipaitimcnti. (G) Morbillo.* (Med.) Mor-bìl-lo.A/«. Nome comune della Rosolia. ^.(À.O.) Morbilloso.* (Med.) Mor-bil-ló-so. Add. m. Che dipende dalla rosolia. Onde Febbre morbillosa. Lat. morbiUosus. (A. O.) Morbino , Mor bi-no. Sin. Foglia di ridere , e di far ridere. ( Cosi detto da’! riso involontario che si olire in alcuni morbi, c frequontc- innite nell’ istoriamo.) Capar. Rim. buri. Berg. (Min) Mor.BisciA.TTo, M or-ki-Hciàt-ta. Add. e sm. AmmabUiccio , Malazzato , Cagionevole. Car. Leti. 1. 12. Berg. (Min) Car. Lett.firn. 1. 12. E tirando a quella volta , marav igliosamente ci si presentarono avanti alcuni iMorniscjatti, che ne diedero lingua ed indirizzo per venir dove siamo. ( Tutu le edizioni leggono Morbisciatti e non Morbi- sciati, come registri} il Bergamini.') (N) Morbo. (Med.) Mòr-bo. [Sin Col nome di morbo intendasi qualunque alterazione generale o parziale , superficiale 0 profonda, dell'eccàa- mento vitale, di qualche organo o tessuto organico , per la quale la macchina non può s^har?. il tipo normale delle sue fisiologiche funzioni. Quindi- è che ogni abeiTazione dalla buona salute costituisce morbo. Questo stato innormale non può definirsi in generale , essendo oggetto astratto ed ideale; onde per potersene formare una idea uopo è partire dalla conoscenza dello stato sano, come per de s finire le tenebre , bisogna conoscei'e prima la luce.} Lat. morbus. Gr. » oVof. Red. Cons. 1. ig3. U morbo da che è originato questo sintonia cc. , non è altro che un morbo in via, cioè a dire un angustia de’ bronchi de'poimoni. , — [Onde Morbo anglico o sudatorio, V. Sudore; ceruleo, V\ Cianodermia ; cossario./4.Cosaalgia^ latteo, F. Latteo» §. 6, 2ì nero. F. Milena/, pedicolare, F. Eticiasi; petecchiale. F. Petecchie; regiov F. Itterizia; mercuriale. F. Idrargirosi ; sacro, comiziale, erculeo. a Epilessia; strangolatore. F. Crup ; virgincp./ jr . Clorosi; venereo q gy[_ beo. F . Gallico, Matlranzese, A T enereo ] Vit.SS.Vad.1.84 Fu d* U1( ji a poco percosso da Dio duna iufermitade che si chi^* na morbo i^gio.AaZt». Dwc.i.i3 • Il piacere di Venere, come quello che offenda principalmente la rocca degli spirili, al morbo perciò detto stK-ro fece essere sfunigUaute , e baUezzollo ec per accidente di 11141 caduco. 3 — {Dicesi assolala//:, per antonomasia, 0 anche con V agg. di Pestilente, Pestilenziale ec.] per Peste. Lat,. ‘pcstis , pestilentia. Gr. XoijuoV Lib.citr. malati. Mentre il morbt> pestilente più furiosamente inferociva. Fir. Lue- 5- 5. Or andato 9 c he il morbo vi spenga tutti guanti. Rem. rim.s. 5. Non deste^v t bevanda si molesta A un ch’avesse il morbo , o te petecchie^» Calvin.. Annoi. B. 7\ 5. 7. 1 sig*ori ullìziaii di q1 rt ,1 i. -è . .W ■ • — MORDKRE isiti* 1 ini* che, vale Che stringe fortemente. Buon.Fiev, Tanaglio #J ulai c mordaci. (A) . va l0 6 — (Med.) Dicesi del calore della pelle, singolarmente fo delle mani , quando si patisce certo senso penoso di se f C i" C (tii& mano che tocca siffatto tessuto ; e dicesi pure di ogni jjof' morbosd che produce un senso analogo a questo; Morderle » f dicante, Morditore , Pungente , Pugnerccclo , Vellicante, jfo Ji L Erosivo , Irritante , Irritativo ec, Lat. morda*. Red. nel ' gic* Pasta. Sughi acri c mordaci. . . . Sughi viscosi e mordaci* • ' q ' _ ' ' . si 7i> ACRMENTE rosità iissiviose e mordaci. . . . Marce mordaci e corrosi'' Mordacemente , Mor-da-cc-mcn-tc. Avo. Con mordacità . B daciler. Gr. Ì>'/)ktix.u>s, a — Per metaf. Aspramente . , Pungentemente. Lat. aspcrc, ^ r r mordicus. Gr. rpa^sws , o§a£. Petr. TJom. ili. Nel senato £ cordato da Quinto Fabio Massimo mordacemente. Albert' Quello dèi fare segretamente e benignamente , e non moro* ,^00^' Boez. Farch. 2.7. Allora egli : troppo mordacemente favelli, fot& Moroacstto , Mor-da-cét-to. [Ada. m ] dòn. di Mordace. R e m ^ 1 . fj. E per conseguenza ec. allora compariscano frequenti o \s miti, risvegliati da una certa acqua mordacelta e puug cn,e ’ ^0^ cala dal naso. E f6. Perciò scaturisce dal naso quell acq^a cetla e pungente. . e> Mordacissimo, Mor-da-cis-si-mo. f Add . m ] superi, di ^ olV , a jo r mordacissimus. Gr. SioxrDtwrctros. Red. leu. 1. 5i. Avvei sempre di non usare medicamenti violenti, acri, c pieni u cissuna astersione. E 8g. Laonde copia notabile di bdc si |lC durissima e di sugo pancrealico si diffonde nello stomaco. w>p rl1 a — Per metaf. Fv. Giani. Pred. R . Aliauuati nel mordaci^ rito di gloria mondana. (B) < t Alci 0 . r Mordacità , Mor-da-ci-tà. [A/ 1 .] ast. di Mordace. [Quatti** ° mordace , Forza , Firnt di incidere o pungere j morsurfì aia, Acredine,] *— , Mordacitade , Moulacitatc , sin • ^ citas. Gr. to J»x.tì»oV. , a —. ]£Jig, y. Mordace, J. f. Salo. Avveri. 1. 2. 2 /• _ vana mordacità d’alcuni moderni non Toscani. (B) . . Ja ^ 3 — Per metaf. [ Asprezza, Acrimonia. ] Pallad. Acc iaccb dacità del troppo umidore non ispenga il germoglio, l°i, Mordad. * (Mit. Per».) Mòr-dad. Angelo della morte , secOl p0‘J " * ‘ rlrì tinnii ì Afueithn/ini P h/mnn lilftiSO’ ' t-, . a cfl ] \ct* corrotto da aurìgo antico nome dell’ itterismo j nome tratto da aurum oro, di cui gl’ itterici hanno il colore. Quindi Orazio li chiama ami- giunsi. V. altre etim. alla parola regius nel. diction. octolingue. ) Morbo sacro. (Med.) [F. Morbo $, 1^ 2. e Fi\ Epilessia.Lui. morKus comitialis. Gr. Morbosamente, Mor-bo'sa-mdn'te. Av\l In modo moì'boso.Co.Barhier* Leti. Berg. (Min) Morboso, Moi 'bò so. Add . m. Di morbo, Che ha del morbo, Che appartiene <1 malattia o che la muove. Cocch.Boga. Vi produce fremii tumori, e morboso ostacolo. (A) Morbuzzo, Mor-hus-so. Sm. dim. di Morbo. Lo stesso che Moibctto. F. Cav.Apol. 1Q2. Non vedete voi, moihùzzo, che le persone v'banno lasciato trascorrere , per veder quanto si stende questa vostra inso- ■ 5. S.J (B) , rutto secondo e di opere sulle medesime. (B) Morchia, Mòr-chia. [Af.] Feccia dell’olio; iche dicesi anche Sentina.. y. —,Morcia, Anuirca,s/n.] Lat. aniuica.Gi'. àpopyii.Cr.5.19. *7. Se vorrai metter l'olio in un vasti nuovo, il diguazzerai colla morchia cruda , ovver calda. Pallad. cap. 19. Quando bai fatti i granai, si Vuole torre morchia e loto, c un poco di minuta paglia, e mischiare insieme, e ugnere tutto il granajo .E 3-}. Le cimici si spengono con morchia , e tiele di bue. Gr. S. Gir. 4 • Dall'una parte va la morchia, e l’oliò rimane chiaro.» Buon. Tane. 4- 1 - Si straformilio in vespe e’n calabroni Tutte le pecchie mie e’1 mele in pegola e l'olio in morchia , e'n zucche i miei poponi. (i\) 3 — Per metaf , [La parte più vile, od inutile o. Burch. 2. ■/". Staccio non passerebbe, nò stamigna, Tanto è morchioso, e colla feccia misto. Mobcia, Mòr-cia. [ Sf P. e di' 3 Morchia. Cani. Cam. 18. Escene l'olio , e non fa quasi morcia. Mobcone.* (Geog.) Mor-có-in'. Piccola città del regno di Napoli nella provincia di Molise . (G) Mohdacchia. (Ar. Mes.) Mor-dàc-cliia .Sf.Museruola , Frenello.Pullav. Cono. Trent. ). 2. 2. , Casin. Preti. 1. 4• Berg. (Min) Mordace, Mor-dà-ce. Add. coni. Che per natura morde. (P~. Maledico e Caustico. ) Lai. mordax. Gr. SrxTtxés. Fir.Js. 6g. Con mordace bocca mi si era avviluppato intorno a piedi. » Ar. Pur. 10. 105. Simil battaglia fa la mosca audace Contra il roastw nel polveroso agosto ec. Negli occhi il punge e nel grifo mordace. (Br) 2 — Per metaf. Pungente , Aspro, hit. mordax, spinosus, Oraz. Gr. czoó.'jloci. Jiicelt. Fior. 34- L’ottimo ( elleboro ) e il manco, frangibile oc., che non sia subito e in un tratto al gusto molto mordace, e che muova la schiva. . , 3 — [Ed in senso morale .) Mor. A. Greg. Mi togliesse v ffa della prima quiete colle sue mordaci sollecitudini. G.utd, G. 00. Il quale cosi arditamente con paiole vantevoli e mordaci noli si e peritato di lacerare la vostra ma jota de. Ami. Or/. 2. 19. 6. Le paiole mordaci, che con arte Usan per shigottii'e i servidori.» è arca. JioezIw . 3. pros. 7. I figliuoli per nostri tormentatori, la condizione de quali , c sia qualsivoglia, quanto sia mordace , non la mestici & di ricordarlo a te. (P) 4 —* Iti detto di persona che biasima altrui , Vale Morditore , Frizzante , Pungitivo , Detrattore. (A) Farcii. Ercot. )p- E questi tali maldicenti si chiamano a Firenze malelingue ec. , c con meno infame vocabolo , sboccati, linguacciuti, mordaci. (N) 5 — (Ar. Mes.) Détto di Tanaglia, 0 altro simile jt; amento da oceli in r. e de’ Guelri mese di novembre nell’anno persiano-medo.) (N) ni'Fii Mordati. ? (Filol.) Mor-dà-ti. Add. e siri. pi. Nome che da' 1 ! 1 s0 ,to fi a quegli albominevoli uomini , che con triplice l, } ìns b l i s t l}i! 'C ;ìl ' cristianesimo passati al maomettismo , da questo al if nuovo , e finalmente sono tornati A maomettismo. Essi .u'- Ò’-.j ma questi apostati al contrario ostentano zelo rigoroso. I [.jf.i.'i. . dall rigeltato, respinto, restituito, riprovato; murted^ ci. * (Med.) Mor-dél-ci. Sm. Nome d'ima muIiiWj.r ~ e 1 l a L' alterazione delle funzioni dig eS ‘ X fr* 1 li> n!lwnnf!iu> flì Mordelci. * (Med ) dell Indie Orientali. V alterazione /«*». carattere distintivo. S’ attribuisce alle alternative di evi/» 1 ’ alle quali vanno sottoposti gli abitanti di quel clima, l ' ‘0 dud x-eslituito , rigettato , riprovato.) (.4, 0.) ^ Mordente,. (Ar. Mes.) Mor-dèu-fce, Sm. Composto di Q qiM e altre materie , mescolato con olio , col quale sì etiopi’ 0 ** ^ f' e . ^ che si vogliono dorare o inargentare senza brunituraj L efX >hv giu materia, di che s'imbeveva ufi colpo da tingf' e ’ f Q\#. lare vi duri sopra.] Lib . io». 100. Pcrehè tu se’ sì fo mordente non s* appicca punto. Baigli. Rip. 222. ilciih'-’’ ne *** mechè si facciano eli più sorte , di due favellerò solaio . o Fior. Fannosi ancora delle altre boriaci aiti(ìzialnieu> e ..... ......o.......... d *f,% ie uk. le sostanze con le quali si mordono 0 corrodono f e ^ l e %ifl ,t0 pittori, le quali si chiamano mordenti. (N) 3 —-* * JSelle arti diverse da quelle del doratore sostanze con le quali si monlono 0 corrodono f ^ talli. JSella tintura chiamatisi Mordenti que corp* c ’ l f j alfa* 1 pia proprietà di unirsi alla fibra organica de ’ tessiUh tripli ^ tf colorante con cui si tingono , risultandone perciò ll f ji yft 1 ’* " ’ ’ ". n " !° 0 .‘ e (ià sangue medesimo ne rimane sempre imbrattato ’ ■. —" r ‘ - Mordere, Mòr-de-re. [All. anom.l Striglici' co a _ sicari .) Lai. mordere. Gr. ixxru9. Bocc. vedérti morderle con cotesti tuoi denti , bocca verniigliuzia. Petr. canz.4 2 - '• ‘ fiera gentil mordean sì forte 1 . Dàul , P ul ló ‘ òhe fu morso da Evi. el i \ .. n * .1 . ellO * * colef? 1 [Unito MORDEXIN ^ Pungere o simile.] Petr. ctinz. 6. 3. Finche mi sani ’1 cor ~ le d morse. » Qmet S. Greg. 1. 128. Non fu morsa la sua ^ veruna dilettazione di peccato. (Pr) Co,i fa voce Dente, Mordere col dente Jig. può valere In - l 5 codiare , Per seguitare ; ovvero Consumare , Uccidere ec.]V - SS- a e 3. Dir male , Riprendere con parole pungenti, Biasimare. I c c. y iìul ‘U'i , culparc, mordere , Terenz. Gr.x.Qc-}cLrtTi, \ * a cerrannomi costoro? E nov. 6. 7, Con ridevol molto lui ^Ujt g r . 1 Poltroni aveva morsi. E nov , 7. 2. Il quale rnesscr Cane t l,IJ a ’! a d’ una subita e disusata avarizia in lui apparita morse con 11 novella. . U ^o, lo n ' nss. nel 1. 0 signif] Bocc. nov. 53. 2. Come la pecora morde, St *ad 5 » CObl mordere p uditore, c non come il cane. Cas. Ittt. 62. Perii 4v *« !5 0samtj nte, mordersi o manicarsi o mangiarsi le mani per h iy^ (M °y et 'h' Da vipera morde il ciarlatano./^. Ciarlatano, §. 3 .(A) N. ass. Dicesi parlando dell 1 ancora , quando mìa delle \ ent ra nel fondo , e si afferra. (S) (Med.) Mor-dè-xin. Sin, Malattia endemica aGoa. Con- b(/ f(7 °no V ° ,n!t ì‘ che inaspeltaUvnente assalgano la persona , ju/* 4 Co S K esso c ^ le colla morte » (A. 0 .) K* p iw,;^ Gco S-) Mor-di^-co. (G) dj <;° » Mor-di-ca-mèn-to. [iV/k. Lo stesso che Mordicazione. P.] *n ^^ cuna ^ ata hanno febbre acuta , ovvero mordicauiento , ù 'lo Cr. 5, 2. 4 • Si deono macerare fle mandorle■) nella mulsa Ucci^ C( I Lla ^ a > acciocché ’1 mordicamento per cagion di troppo mole ih^’^Sxg ^ some. » Mor-di-càn-te. \Part. di Mordicare.] Che mordica. Lai. v cllicans. Gr. àrtOKyl^wv. Red. Leti. 1. 86. Ha avuto una c d C£ rrea di id i e porracea simile al verderame, la quale era cosi *(v te nel?* C Coir( >siva , che ec. E 44 1 - Suole spesse volte interna- an ° ec * svegliarsi un dolore fastidioso, eou prurito , con % ' (?VW \ C Con ai 'd°i*c mordicante. ^K° i0 *' ^ 0,ne dato al calore della pelle , quando fa provare alla di pugnimento , di pizzicore molesto. (A. O.) ' ìq, C 0 SlM ° J Mor-cli-can-tis-si-mo. [ Add^m.] supeil. di Mordicante. \ ( H |v^ a dis^' 1 ‘ *6' Senza-che per anco nè il medico , nè l’ammalato * 1. le s^.^^cre se tal dolore provenga o- da calcolo , o da flussione ^tc. - •^e .Mo,.!cU e mordlcantissima. cà-re. lAtl.\ Dicesi di Quello effetto che fanno le le f’l'iord- 7 ^ 0 ' Vellicare , Titillare , Pizzicare , Pungere,Mordere.] U>o' l *to p Q lCare ì tirerò-. Amar, 'Anh 33 . 2. 5 . Acciocché per lo vino \i r-w -01 ' 0 m ordica!e , e per l’ olio raddolcutc. Red. Esp. n fy C4 *iVo' v e ^ fl'iojio ec. assaporala-pugne , c mordica- la- lingua. H ^ci lt L "b O i 1 -di-ca-ti-vo. Add- [/«; Che ha vil tà di mordicare,] \^ e ba ^ Uà ' Unt. mordax , urens. Gr. ^-^ktocos. Kolg. Mes. seccativa c mordicati-va. eo; corrosiva o disseccai va [va qualunque parte sensi- ri)* is~n;.. _ 'TV..7;. !>..__ , \ ll ]u' s °b‘^ va 5 5V ''' lull ' i " ^ | .^"^b-ca-zió-ne. [iV/Ì] Il moidicare^ehe dicesi anche Ir- » * D'rita z i one , Morsura, Mordacità ec.-— , Mordicamento, X) L ^ 4 ( % *^ a *ione, iviorsura , iuoruacua 1 m0rsus * Ur. hr\yp.x ,< 1-2 ? " 0cV ') arrostita è disseccati $7)Zui, 0lSUS - à-Sgis. Fr. Juc. T. 2. 3 . 6. Poiché ’l lupo- ae- %2 O mÌ mordiuTcoto. V H'I dlle oli lldd ‘ c «maa , Riprensione. Bocc. nnv. 2 3 . 23 . Costui,, r. volti; conosciuto uvea che montavano'i moidimenìi c * iussc ■ g”. iFeib. m. di Mordere.] Che. morde.Lai. mor- K vai * *«r a i''r" 4 ' ;uAico v Riprensoie. Lat. dvtractor, obtreclator. Gr. qu' r° 5 * Com - Par. 24. Quello che mosse l’autore a vo- VjùHa ^ di punti della fede cristiana così in singidariiate, sì mordUori, li quali-nou ialendono lo stdc uè’L MORESCA modo del suo parlar poetico. Bocc. g. 4» P • 20. Perchè tacciaiisi i morditori. Cas. Uff. com. io 5 . Nondimeno fuggn il nome di morditore, ovvero zotico.» Pallav. Ist. Cane. 1.161. Ed in ciò confessa egli d’essere stato pungitivo e morditore piò dell’onesto. (Pe) 3 — [Colui che volendo soddìffare alla sua ghiottornia , e non potendo del suo , sei procaccia alle altrui mense , appoggiando , come dicasi, la labarda.]Bocc.nov.88.2.[Essendo in Firenze uno...chiamato Ciacco, uomo ghiottissimo quanto alcun altro fosse giammai, e non polendo la sua possibilità sostenere le spese che la sua gliioltoniia ndiiedea , essendo peraltro assai costumato , c tutto pieno di belli e piacevoli motti,] si diede ad essere non del tutto noni di corte , ma morditore , [c ad usare con coloro clic ricchi erano , e di mangiare delle buone cose si dilettavano $ e con questi a desinare ed a cena, ancor clic' chiamato non fosse ogni volta , andava assai sovente.] Morditrice, Mor-di-trì-ce. Tevb. f di Mordere. Salvin.Nic.Y2 la fiera niorditrice Salamandrca , trista , odiosa sempre. E Og.Pesc.V.osx quel- pesce per amore stringe Del mar la fiera niorditrice bestia. (A)- Morditura , Mor-di-tò ra. Sf. Lo stesso che Mordimento. f^. Alani. Op. Tose. voi. 2. pag. 2. Tornando oggi la seconda volta davanti la Majeslà vostra a farle umilmente dono del rimanente di lle mie lunghe fatiche. . . , ella ed io. . . deggiam per avventura sentire non poche morditura da’nostri lettori. (A) (B) Morduani. * (Geog ) Mor-du-à-ni, Morduati, Mordvali, Morduini- Popoli della Russia eur. principalmente sulle rive del Volga e dell*Oka.(G) Morduto , Mor dò-to. Add. m. da Mordere, più comjmem^ìovso.Cov- tig. Castigl. 2 . 204. Non meritano in ciò le dorme essere mordete, che non hanno arme da difendersi.!? 216 .Se pur volele che le donne non siano mordute circa questa onestà. E 2,yp.Purché non siano mor- dute di poca onestà. {Qui nel sign. di Mordere , §. ^.) (N.S)(B) Morda. * (Geog.) Mo-rò-a , Morìa. Sf. Penisola della Grecia , anticar mente detta Peloponneso. (G) Moreiiat. * (Geog.) Mo-re-bàt. Città dell Arabia. (G) Moueccio. (Bot.) Mo-réc-cio. Sin. Nome che i contadini Pisani danno al fungo porcino. V. Ghezzo, §. 2. Red. Etim. (A) Morella. (Bot.) Mo-rèl-la. [ Sf. Nome che si dà indistintamente a quattro diverse specie di erbe ; cioè , 1. alla Malricaria ossia Par - tenia) Lai matricuriu Parlhcninm; 2. alla Consolila media, Lat. ajuga replans; 3 . alla Consolida minore , Lat. prunella vuigaris, ef rd So- latro nero, Lat. solanmn ingnillì.] (In frane.morene,, prende il nome dal color bruno delle sue bacche.) Cr. 4 44 4 ' ^ Cl ' certo si dice che guarisce dalla multa, se si prenda una manata d’ erba che si chiama' morella. E 6. 104 1. Lo strigio, solatro c morella è una medesima- ciba. Tes. Pi 2 —. [E detto di Cavallo di manto nero.] Ar. Eur. 38 . 77; E su un bajo corsici’ di chioma nera , Di poi morello, e da tre piè balzano, A par a par con lui venia Ruggiero. Morg.-12.42- Cavalcava un'at- fana smisurata , Di pel morello , e stella aveva in-fronte.. Morullotto , Mo-rel-lòt'to.. Add. m. dim. di Morello. Alquanto. ma~ 'tH/Oi Aret. Rag. Grande , ossuto, morelloUo allegro,-ed amico di- ciascuno* (A)- Morena. (Zoo!.) Mo-ré-na. [Sf. Lo stesso che Murena» V .] Tes. Br. 4 - i- Morena c una generazione di pesci, di cui li pastori dicono < ho elle concepouo di serpenti, operò li fanciulli le chiamano sufuLtndo, siccome le serpi -, elle vengono, e sono prose, e la loro vita è nella coda c chi la Piede nel capo o nel dosso , non ha male -, ma- chi la fiede nella coda, immantcnentc è inorila. Morg.14- 86 . Gambero,- e nicchio, c calcinello , e seppia ec.; morena, e scarza., e cheppia.. Morena. * (Geog .)- Sf. Antica contrada■ dell Asia che faceva- parie della Misia.*— Siemr Morena 0 Monti Mariani. Lat. Ariani Monles, Marinnus Mons. Catena di montagne nella Spagna meridionale. (G) Morekia." (Bob) Mo-ré-ni*a. A/^-/^..G. Lat. morema..(I"Lw«o'W' gelso.) Palma grande del Perù., che forma uii.genei'e nella diceria- esan- urta , il cu* frutto è composto di bacche globose somiglianti ai-fruito del. gelso. (Aq) . Morente , Mo-ròn-tc. Pari, di Morire; Lo stesso che Moneiite- V.Libimi. Selvett. Leti, dedic . Berg. (Min) More otto - , * Mo-rc-òMo. Add . pr.. m. Della Morrà.- (O) Moresca-, Mc-ré-sca»^/.']• Sorta di ballo [antico^ cos'r detto perchè turato tra Mori, e da loro passata a’ nostri- avi,] chefoise in qualche parte corrisponde al saltare coll atme degli antichi, dello in ia^.-pyrrhioa. Gr. TTi'pp - Varch.- Ercol. 26j. 1 numeri-che sì tniov«no.‘ne.’ u 10 . vimenli soli sanza Larmonia, sono quelli thè nascono da movimenti, ne’ (podi non intervenga nè suono ne voce , conni nel- ballare , nei far la moresca , cc. E 27 o. li numera senza- armonia-si truova intuiti i movimenti ne 1 quali .non sia ne suono nè voce , come n«'polsi,, ne’gesti , ne’balli , nelle moiesche, nella rappresentazione delle {cwze d’Krcole , ec.» Buon. Pier. 2. 4. 1. Moresche y mattaceim , messe- r.ttiche Farete ragunare. E Salvili, Annoi, ivi : Moresche, Uau/e e o 446 MORESCO ■dilazioni avtnoté all’ neo ile’ Mori ; lat. pynicltne, onde presso i metrici il piede pitrìchio, di duo sillabe brevi , di corto tempo , esprimente la velocità della moresca. E dnnot. E. U. 5 . 5 . 5 . Descrive la danza da noi detta la moresca. (N) a — E per simi/. Morg. 26. 8g. E si si fece più d' una moresca Giù nell' Inferno, e tafferuglio e tresca. Jmbr. Furi. 4■ O- Gli fa le piti belle moresche intorno che voi vedeste mai. Beni. Ori. 2. 2. 70. 11 Re fa le più belle Moresche e volte intorno, e si l’aggira, Ch’ella tutti i suoi colpi al vento tira. Mobesco , Mo-rc-sco. AAd. m. Di Moro , [Attinente a’ Mori.]» Tasi, MO RICCIA in Cr 5 — * (Fis.) Fata morgana : Nome che gli abitanti di labria danno ad uno spettacolo singolare che apparisce ■ p Varia sopra la toro citta ., d’ ordinario verso la metà " _ Ja è un aggruppamento di vapori tanto svariato e mollif 01l7t " f lQ l 0t>V presentare castella , palagi , colonne , teatri, foreste , e pagaie d'uomini e d' animali. (Forse così detta dalla cui il popolo attribuiva questo prodigio. Altri daltcd. , na, eh’è il tempo ordinario di questo fenomeno.) (0) frJ llC 'òt Morganato , Mor ga-nà-to. Sm. E. A. E. e di' Signoria- j ct lt- ^ 3. 3. Che non oda il gridato Del suo morganato. ( D?. . Ger. iy. i5. Araspe è il duce lor, duce potente D’ingegno più, che vasta campagna , e con capo ; Capo della campagna.) ( v patii' dì vigor di mano: Ci di furtivi agnati è mastro egregio, Ed’ogn’arle Morganato. Add. ni. E» A. E. c di* Signorile. Rim* -dflj' j. )[a p< 11 \ jan. y3. Viso mirale, e gola morganata , Non ho trovata . f e it^ bellezze. Rim. Ant. Chiaro Davanzali. ( V. noi. 3io* ^ i a i 13015 ' Clic la sua bocca aulisce più che rosa , Viso amoroso c & nata. (V) < . os0) < Morgakte,* Mor-gan-tc. N. pr. m. (In brett. morgand^H^ a 0 j gante. In gali, niorgantach magnifico. ) — Nome di un cui intitolò Luigi Pulci il suo poema del M argante, d il . gigante. (N) . c >* Morganzia. * (Geog.) Mor-g&ivzi-a. Lai. Morgantium» d ,a . la SU ilio. (G) 'dati' fi Morgap. * (Geog.) Mòr-gap. Città della Persia nel ^ il,Sl /(fi) fi) Morgarten. * (Grog.) Mor-gàr-ten. Città delia Svizzera . Morges. * (Geog.) Mòr-ges. Lat, Morginum. Città df a - 0 & G Morgete , * Mor-gc-te. N.pr. m. (In gr. morget'o io ù'ip? s aii^ llC yi' al cocchio. In celt. mor nobile, e goed sangue : Di n . 0 ^ Re d'urta provìncia dltalia , il quale successe ad ltul°* .jp Enotvii il nome di Morgeli. (O) Morgetj.* (Geog.) Mor-gé-li. Antichi popoli ctltidia, c ' ie u hi- gli Enotria passarono in Sicilia. (G) 'tifi 10 ì fi Morgiano. (Agr.) Mor-già-iio.[*5/H.3 Spezie di uva e di fi 1 Colt. it 8 . Il trebbiano d’ogni sorte, il raifoue, il barossa, la nnaldessa, il sangiogheto, aspro a mangiai^ eC aii\ t . e pienissimo di vino. E ' 121 . li ralìòne e'1 morgiano ^ -r tanto più piantati in lati grassi , ec.» Salvia. Annoi» Mordila. . . . onde Morgiauo, uva nera molto. (ft) e Moegiomì, * Mor-gió-ne. JS.pr.m. (In celi, nur nobile? p,) t te* derio : Di nobili desiderii. ) — Piglio di Etile ai >0 e di ? del , /r > Morgiti.* (Mìt. Maom.) Mor-gì-ti. Una delle sette prjnOp pi't' ie, ‘ fi* 11 /eUismo : sono acerrimi difensori della loro reltgi° ìie 0 ti che V empietà accompagnata da costante fede non Sllìl ) .mi ^ di moresca in guerra ha ’l pregio. (V) 2 —■ Alla moresca , posto avvnb.z=z All usanza de' Mori. Ciriff.Cnlv. s.6f Per tutta la città sono in galloria, Contando in sulle torri alla moresca. 3 — * (li. A.) Detto nel senso di Arabesco sm. E. (N) Moret.* (Geog.) Mò-ret, Muret.CiV. di Er. nel dip.di Senna eMamafiG) Moreto,* (Filol.) Mo-re-to. Sm. E.L. Intingolo composto d'agli 1 ', apio , ruta, cipolla , coriandro, formaggio, olio ed aceto. J.at. mordimi. (0) Moreton. * (Geog.) Mo-rc-tòn. Boia suda costa orientale della Nuova Olanda. (G) Moretta. (Zool.) Mo ret ta. Nf. Specie di gabbiano , detto anche Maschera corallina. Ha il capo nero , il collo rossiccio , e 7 resto cenerino, ed è alquanto più piccolo che la Canapiglia . E. Gabbiano. (V. morello e moro.) (A) Morettevolmente , Mo-ret-te-vol-meii-tc. Avv. Quasi moreschevolmen - te, da Moresca ballo , siccome pare. Belline. Disc. 10 . Ilau folto sempre , e fanno ancor tuttavia, tante e sì bello le prove de'balli e de’canti loro quei sì inoreUcvulmentc laccolleYoli e si squiUeYolmeiite armonici bestiolini. (Min) (N) Moretto, Mo-rct-to. Add. e sm. dim. di Moro, in significato di Nero. Bellm. Rucch. i5f II bucchero moretto ec. Si fera sempre a’giorni suoi piaciuto , ec. (A) (B) Morevara. * (Geog.) Mo-re-và-ra. Città dell ’ Indostan. (G) Morfàsmo. * (Arche.) Mor-fà-smo. Sm. E. G. Lat. morphasmus. (Da morphazo io Imito coi ballo.) Sorta di antUa danza , in cui imita - vansi la voce , la figura ed ì moti d' ogr.i sorta d* animali. (Aq) Morfea. (Med.) Mor-fèa. \Sf. E. G.J infirmila che vieti nella pepe, simile alla scabbia , [e che si mostra sotto foggia di una macchia co- rimbacea ; o di molte piccole macchie riunite le urie vicino atte oltre in vani punti dell'esterno del corpo. La /.morphea,] vitiligo. Gr. aXfpos. (Così detta , secondo i più vogliono, dal gr. morphe forma esterna, la quale può dirsi ededi questa malattia. In ai*, meri f chi ha le mani affette, da ulcere») M. Atdolr. P.]S.i 2 g. Ingenerano litigini, cancro e morfea. CV. 3.8. 12 . Le fave levano la morfea della faccia, e massimamente con la corteccia. 2 — * Forse per Macchia bianca sulla pelle de*cavalli. Creso, g. g. La morfea, cioè la bianchezza eh' e nel collo o nel viso o sópra gii occhi, fa il cavallo più rustico. (Pr) Morfeo.* (Mit.) Mor-fò-o. Uno degli Dei chiamati Sogni, figlio del Sonno e della Notte. ( Dal celt. mor fila dormire , onde divorfilla sv< gìiarsi. In brdl. pur ora more' hedi sonnacchiare. I 11 ar. mureffeh queto tranquillo) (Mit) Morpia, Mor fi a. [Sfi] Ecce in gergo che vale Bocca. [Onde Empier la morfiarr Pappare .] Lai. os, bucca. (Da mor fi rei Secondo altri, dal gr. morphe forma, cóme per contrario da os bocca i Latini traevano os in senso di volto , di aspetto.) Enrch- Ercol. 6ej. Da questo verbo chiamano i Fiorentini berlmgajnoli e berlingatoci coloro i quali si dilettano d’ empier la morlìa, cioè la bocca, pappando c leccando. Morfina.* (Chim.) Mor-fì na. Sf. Lai. morphina. Principio immediato di natura ulcalina scoperta dal sig. Su'luerner, eh’ esiste nell’oppio e nell * estratto di papavero indìgeno comb nato all' acido meconico. h bianca , in aghi prismatici rettangolari , senza odore , quasi insipida a cagion della sua insolubilità , ma amarissima quando è sciolta ed inalterabile all'aria, nell'acqua fredda è quasi insolubile, nella bollente si scioglie in parie ; nell’etere e nell alcool si discioghe perjèllamentc, inverdisce lo sciroppo di viole , sì combina cogli acidi e forma de'sali neutri solubili', al contatto dell’acido nitrico fossi rossa e turchina co' sali di ferro. Agisce energicamente come naicotico nell'economia ani. male ; si usa l'acetato di morfina come energico calmante. (Aq) (N) Mobfio. * (Cbim.) Mòr-fì-o. Sm. Nenie dato da Sertuemer alia morfina. (A. O.) IVÌorfiee, Mor-fì-re. (ZV*. ow.] E. A. e di gergo. [Che viene da Mor- fia bocca , e vide perciò ] Mangiare o Mangiare assai .—, Smorfire, sin. Lat. plenis buccis comedere, helluaii. Gr. p.<*$v[' Moria, Mo-rì-a. iSfiì Mortalità pestilenziale. Lui» , ul0 * uC to ^ 5 1 *., poVo?, ipi}opa. (Dall’ illir. moiia , o tnorje peste. Scco^ dal lat. morì morire, come moitalUas da mors, ,n f. pn ant. monumenti trovasi moria per bestia morta t moros morie. In pers. mar infermo. In ar. meiyz, 1 11 . Qi^ i] viziato, imbecille. In isp. mondila malattia epaleiiUpaG ^ .,1;'''^, aSo. Dipoi nel cuore della moria apparivano a 1 p iU Ji-ìaPT rossori. Lib. Euigg. Nel lor paese non vi fu 51ia ‘ 1,1 11 ^ Alleg. 326. Conciossiacosaché non fosse mai sì campasse chicchessia. Beni. rim. 1. 42. Dico, che sta ^ j )C t to Gennajo, 0 altro, appetto a quel della morìa, Non ^ ^ vaglia un dauajo. _ . •i.uo', } G 2 — Parer la moria , Jig-’=x Mostrarsi debole , c ijio 1 • {G in piedi. Cecch. Ass uol. 5. 2. A questo mudo > . fa fa eli ? In casa parer sempre la moiia , per rit*» cl1 1 ,jt cavalierv). (V) ■ -fi ^ Moria. * (Geog.) Lo stesso che Morrà. E- (G) pyo^ Moriana. * fGeog.) Mo-ri-à-na. Sf. Er, Mauriennc* Stati Sarai nella Savoja. (G) , . i e rtnh l , v \o ffr Moriiìoruo , Mo-ri-bóu-do. Add. [e Gji l i) rct ll'- K Lat. morihuiidus. Gr- ùtcoÌ) vr.VHvv. Er. 4’ Q in 11 in qudlo ‘.-stremo punto de* morilnindi. Tac-Da^' fi) tivano sopra tutto d’acqua, e già moribondi stia 1 per tutto. ^ (e MoRicAMPO.*(Geog.)Mo-ri-càm-po Ant. nome deh n0 .... Moiuccia, Mo-rìc-cia, iSfi] Mora , Boi ina. Lat* (V, mora.) Pac. Dav. aia), 1, 20. Piantato n , fi ìicce »'- II 1 ' Iti- I- -pt .) -ir ( s ! é ir ¥■ jO» I' K ni 1 *} A' 11 ’ ii* ,(i>) > ■ir i %'■ A ■, ;i l i* ,’^^Mo-ric-ci' ^ ln Stl uno rnoricciuolo, e cominciò a predicare. (V) (N) ( tó^ ( at -. e Mcd.) Mo -ri-ce. [Sf jfUVene dell'ano fatte turgide , ^ tllQ 0 'oV fi,r,CO ' yé ’ 5 dette finche Emorroidali, ed assolutaci. Moroidi, o Sit pet>n b -V E cosi chiamasi ancora l] enfiamento di dette vene, nato ^tì\)^ a ^ sangue che Iper iiifiammagione\ concorre in quelle par * Ju’HpaI ^° ric ', sòl. /wflf.haemorrhois. Gr. al/xoppVL'. (Dal gr. fte- P» di hemorrheo io soffro flusso di sangue.) Burch. 1. t>7* MORICCIUOLO cìuò-Io.AVm.^. A. V.e di Mù rìcci nolo. Fot. S . Fra n c. MORIRE 447 cuce. Sono le armi difensive fra noi, corazze intiere con petto e schietta, elmetto, bracciali, cosciali, manopole, mononeo celata aperta.(Gr) — (Min.) Gemma d'ordinario mollo nera e trasparente , e questa è detta Prannio. Alcuna volta si vede pendere in color di cmimncolo, e questo dicono Morioue Alessandrino ; trovasene ancora del sonde ala Sarda e alla Corniola , e questo dicesi Morione di Cipri Uè l'tteQ " ‘. /.ui, iiaLi.ui, uui,. eri . wjjuuppcai, ^ _i_/di p,i, ni:- li ha ancora un altro che , assomiglia al Giacinto . Lati ttsonon. t' v cnn ^ hemorrheo io soffro flusso di sangue.) Jìurch. 1. 07. (V. moro.') Voc. Dis. (A) J ’deiit' 3 * 1 ^ C1 8 ran P ena nioiicf. ì ? . 2.70.Colla lingua al mezzule Morioki. * (Arche.) Mo-ri-ó-ni. Add. e sm, pi. Uomini gobbi, toppi, ^'Ci. s,r 7 ' 1. 4 l ' c Mo-rì-ci. [Sf. pi. Lo stesso che ] Morice. V. ' ... Ne ùon E '-* acque che tengono allume, la superfluità delle fem- % deh ^ an correre, nè sputare il sangue, e costringono quello Arto , : c molici. Lasc.Maar. i‘ e ne ^ tempo della vendemmia ne ini'ruttavano la statua - - 0 dolce e fichi. (Dal gr. mory'xo fut. di nwrysso io sporca, Co %l vt ^°l Ce e gr* morjxo fut. dì V' ,’ÌV^il) (k c 0/ ^ aai ') Mò-ri-co. Sm. Nome dì un acido da Klaproth trovato l . Cìez totn Lmtnn-neraslì'e che formatisi per trasudamento sulla corteccia del moro o gelso nero , nelle quali trovasi ^ • ''* l '°S 0 Mo-ri-dù-no. Lat. Moridunum. Antica città della (G) la di Morire.! Che muore , Ch' è in atto Morente , sin. Lat. morions. Gr. àTra^sheum. Liv.M. oV. VI potte hanno veeehiato tra i foriti, e li sospiri de’morienti. c lsm /?o r\.._ _„ì': n ■ ■— - - ~ * iPart. sin . ^\ ( ’ e S0 J* 1101)1,1 ^ ce fiorire, Edmoudo Polo, conte come sedizioso 4 5 por ordine doi padre moriente , come sedizioso , cc. (Chir.) Mo-ri-fór-me. Add. com. Epiteto dato ai calcoli formati dall' ossalato di calce. (A. O.) ^°*ri-g€-J'à-re. Alt. Ridurre buon ■jS S l c. pi ’ 1° Jl iC j Kf \ *> :/ A $ V fa (0) 'Ati P< (S> 5 ‘ Iv fcTA l ’ oco '«il i.. Vino ... -costume, ed anche M 0 " <\A e ' Accad.Cr.Mess. SÌ tollerarono alcuni eccessi, ec.: vero 0 * re esecuzioni bastarono a morigerarli. (A) ' ^°‘ r ^'g e " ra "lcs-"a. Sf. Regola lodevole di costume 9 buon costume. Ptccol. Eilos. , Tasliazucch. Pros . e Ì^Ì' ’ 8 7 • Berg. (Min) Jf+ir, p Mo-ri-ge-j-à-to. Add. m. da Morigerare. Renaccosiumnto. di S( , arop. ), 2. Oh che disciplinata gioventù! oh che morige- ?ìj ’ de’Socratici pazienti! ec. (A) (H) i\ ^Qt,- ^ ool 0 Mo-ri-glió-ne. Sm. Some che si dà in Toscana pj^o Q , Penelope , detta anche Bibbio e Caporosso. È raggiala ',,^<1 5 tìQ ^ petto color vinoso , la testa rossa , la fronte bianco- /».. V Cf >n /fi di nero e di verde nelle olii la capsnla della lata , mediocre ed ossosa. i.at. anas Pcnclops. e moro. In frane, morilhm è specie d’uva che desume an- K! 1 ** ( 4 p° nome dal color riero.) (A) (N) tyì^U.VQpS*) Mò-ri-i. Lat. Morics. popoli dell*Indie. (Mit) o ri 1 -Ii-i. Ant.popoli dell interno della Macedonia. (Mit) \^. ^ (i*eog.) Mo-ri-ma-rù-sa. JSotne dato da' Cimbri al Mar Mo-rìn-da. Sf.V. G.Lat. morinda. (Da nioron gelso, ,l 0 a Pf'nA '"ì 110, ) Genere di piante dell India , a fiori monopetali , ,l£ * /7fl monoginia, e della famiglia delle rubiacee, il cu' f at- Asmatico e vermifugo, ha fa firma di quello del gelso.{ Aq) 0 ^ r 0 Mo-ri-nèl lo. Sm. JSome che si dà in alcuni luoghi f gft* Morsolo, y. (A) ^ > fU - Mo-rìn-ga. SJ. Genere di piante della decatidna mo- ic a Ol e -j« delle leguminose^ la cui principale specie è la Mo- a 5 ’ cui semi furono celebri sotto il nome di Noce di Ben, coiQ/ e,i ^'? ria 5Balano mircpsico E • Ben. Il legno nefritico che , 2^1*° * lì; ÌISSim i ? ime si dal ben oleifero , ne perviene dal Nuoro K, ;».• rr ’ s ’ c - (°) Si ft * Mo-rìn-gcn. Citta del regno di Annover. (G) % Siti ì-ni. Ani. popoli della Galila Belgica seconda. (G) 11 Itti e 'fosse 1 °“ r i"°- Soprannome dato dagli Ateniesi a Giove l| V ^Q S ’ ÌQ n' ^ >r< ] parziale, o perchè nell’Accademia evanvi alcuni gelsi H] ùr 5 e ty.lf Cf u li toccava era sacro alle Furie, (ln gr. miro io di- tiN ■ * m fl ;\s elso o (Mìt) t) W Cl *Gf£ i V ot ') Mo-ri'ò-ga. Sf. Albero del Maialar , la cui radice s eccellente alessifarmaco. (0) ' 0 cV °# r ^S n ’ c *“ no ' dim. di Morione; ma qui per Ber- i quali introducevanù ne conviti per divertire.Quanto più erano deformi, tanto più caìV venderansi. Idluno fu pagato 2000 sesterzi. _, Morrioai, sin. (In lat. mono, onis buffone , sciocco. In gr. movo* , in ai*, marygh fatuo.) (Mit) Morire , Mo-rì-re. N. ass. e pass, anom. Uscir di vita ; anche Spirare, Trapassare, Finire, Perire, ec. c con diversi modi , Vessare nell' altra vita, Partire di questo mondo, Finir di vivere, Spirar V anima, Passar di vita, Passar di questa all’altra vita, Render l’anima a Dio, a] Creatore, Andare a far i fatti suoi, Andare $ Volterra, Audare a veder ballar Torso, Andarsene, Andarsene a Babboriveggioli, a Patrasso, Andare fra quei più, Andarsene perle poste, Tirare le calze, Tirar le cuoja. Tirare il calzino, ec. Zl/cesi Morire soavemente, felicemente, di subito, volentieri, infelicemente, a stento, in pochi giorni, in braccio a’suoi , lietamente, anzi tempo, di suo male, di vecchiezza, di mala morte, intrepidamente, con forte animo ec.j Lat. mori. Gr. r*KxyT%.v. Bocc.nov. 18. 3i. E molti altri e fratelli e nipoti e parenti tutti morirono. E num. 33. In luogo di quello che mol to era, il sustitui. E noy. 27. 3 f. lo sono il vostro Tedaldo vivo e sano , c mai non morii, nè fu’morto. E nov.35. 12. La giovane non restando di piagnere , e pure il suo tesio addimandando, piagnendo si mo i. Rallod. cu/;,29 .Noli si dia loro il cibo di nuovo, se prima non hanno ismaltito il vecchio , perchè tosto morrebbono. Vani. Par. 3. 100. Pcr- chè’nfmo al morir si vegghi e dorma .£ s3, 52. Ciò che non muove, e ciò che può morire. Peir. canz. 4. 5 . Non son m’o , no; «'io moro, il danno c vostro.£ if 2. Ma perchè ben morendo oiior «’acquista. Ri 18 • 7. Ch’io spero Farmi immortai, perchè la carne moja. ti c. 1 Ed ella ne mono? vendetta forse Dlpolito. Tass.Ger, 1.6f. Ella già sente Morirsi, e ’1 piè le manca egro e languente. 2 —* Uscite antiche ofuor d’uso Cavale, Stohh.265. Li figliuoli li quali c’non corresse duramente come dovea, mordteno (norironoj di mala morie. E Espos. Simb. 1.9 7. Subitamente morite («lori ) pieno di molti peccati .E if5. Per quella colpa, ed essi morittono (morirono) c noi tutti moriamo. E 18f. Egli con loro moritteno ( morirono ) di mala morte. Gr. S. Gir. 2. Tanta granfe isperanza v-hanno, che alquante fiate vi muorno ( vi muojono.) Cani, in morte di M.Cane della Sedia nella Tao. Barò, Morte cradei , perchè or ci abbandona , Che con lui non moremo ? ( moriamo.) Ornel. Orig. 289. Vivendo , me gli starò a lato ; e monendo ( morendo ) mai u >n mi partirò da lui. E'r. Giord. 6 f. I discepoli non la’ntesero {la parola, di Cristo ) iiuperoccliè la ’ntendeano che Cristo avesse detto , che non mun ebbe ( morirebbe) mai, c che rimanesse in vila. E 73. .Che farà questi ? or non murra ( morirà ) mai? (V) Cavale. Simb. 1. $$. Morse lo ricco, c fu sepolto nell’inferno. E 1. 168. Morono quali di fame. E i. /f68. Moritte con pena. Car. leu. funi. 1. 4. nella Giunta. Quel che si morse , per non esser fatto morire : e che dopo morte risuscitò. Car. En. q. fu Ca po* p * S®Ierìcuio , ovvero morioncino , il quale si confic Uti hc y™àorc Ottone cc. , si raccoglie da Marziale ec., Qh* JCr rettiuo di cuoio, ( Potrebbe dirsi parrucchino, a cui SiL' l,lt - gaUriciilnm.) \ * mia ‘ c ;j Mo-ri-ó-ne. [ Bui. Arme difensiva del capo in lutto '(, e etv. . . e ' G. L u , d 1,t I/i molicio. V. ( 0 ) r . flio^ 0 ;^ « Mopmolicio. * (Filol.) Mor-mo-lì-ci-o. Sm. P.G . ,$14, (Da marmo maschera, e lycos lupo.) Maschera, seC yRa sta 1 g orribile aspetto , che serviva in teatro , e , a parere g e coi ì( t fio presentava il terrore di Morrà-. e la forza del ^olicb 1 , serviva per rappresentare le ombre. Detto anche & . i) molicheja , Mormolicheo. (Aq) (O) t h c he Mormone. (Filol.) Mor-mó-ne. Sm. Specie di errando per impaurire. (Y. monna.)Mazz.D\f- l(l avo e .Ac^ x f ò' Mormoracchiare, Mor-mo-rac-chìà-rc.[IV. ass, .f ref ì , ^!t cC usato di Mormorare.] Biasimare . Gr.fìtotffvpsiv, Ka.T7iyopitp. Pros. Fior. 6. z34^ Con» cl0 rui° rtl calata nel protestarmi, efie senza la permissione di ^ -fr C tantino , non basta i animo di farla. ^ ci° e, \ Mormoramento, Mor-mo-ra-mén-to [Aui.] Il inorm 01 ^f sS o c ^ e p c i ^°1\^ basso rimbombo proveniente da cosa percossa, f L° ^ pai*A°‘ fó'*' zione. ^.]£n/.strepitus,niui'ni(ir. Gr.yoyyvirg.oi.Gori^ ^jorg' 1 jp* fr\ cuoter di quelii genera un suono e un mormorai risposto : mente sappiamo , Se non eli egli <- cu to ^ sa*'? f j). * 2 —- [Mormorazione , Maldicenza , Detrazione.] # /. 3- - ri.. .1.14-mirx/Snir. Cr. . * ratio , rumor. ' Gr. ^fcvpitri. cos , S-pi'^iSn»'. mormoramenti delli credenti. . ne m 3 —: J5 per metaf. Cali, Ab. lsac.49- Nn consuma* 1 mormoramento delli vizii. , iChC Mormokah ie, Mor-mo ràn te. [ Pari . di Mormorar 1 - ncC c ‘ •tlO A MORMORARE ìc* 1 ' 8 ' ^ r ‘ ° .'4 "^ l 'P w 11 • Fi)’,.//s. 3 s 3, i nt o da ito dolcissimo sonno, (la m Mormoranti frondi d’ un folto canneto mi addormentai profonda .'n Ttus. Ger. 2. 1. Israen, che al suon de’mormoranti carmi di , 1 :l reggia sua Pluto spaventa. Bemb. Asnl. 1. 56 . Non corso "Iokjj 0lInn ranti rivi ec., non ombra veruna gli è soave MORONE 449 «lO r •'■■w'un-e.j murnmrai’C. ut. y wp^Éiv. ^J.n gì. mvrmyrui u In illir. romoniti , mormoriti, in ingl. to murmur, in frane. ^ ’ * n *nrco murniurcn\ in tcd. muiTen mormorare. In gali. l< v 1 * n mIr,} dr mormorio ec.) Petr.son. 248. O reco morii a C( < * 1 Wide onde S’ode d’ima fiorita e fresca riva. E canz. 4 2 > /}' 5o, ? i ,1e fresche c dolci Sparge» soavemente mormorando. Dani. Par. mi 1 tarve un mormorar di fiume. >5 Fiv. Riin. Al dolce ^ r >-ar di oneste canne. (Br) Stiline-- ’ v hv •) i' Jessarn entc parlare; quasi Bisbigliare , [Pispigliare , Susur- **)0f av l ' at ' susurrare. Gr. ujro'JnSvpf^si»', DanU Purg. 24-‘3y .Ei mor- Qu e jjj ’ e non so che Gentucca Sentiva io. Mor. A. Greg. 5 . 20. %‘nj C “C mormora , ovvero susnrra , parla occultamente , e non c- $H>t 0 Varch. Ercol. 1. 104. Quelli che favellano piano e di se- diiw, U,1 °. a H* altro , o all’ orecchio, o con cenni di capo , c certi Pitti ,^‘ti di bocca, ii somma che fanno bao bao come si dice , e 3 MJn v/?/-’ s * dicono bisbigliare, e ancora , e non così propriamente, ^ p e ^ u . latini, susurrare e mormorare. (N) Sl,r *H. [dicesi del verso delle colombe .] Dant. Par. 25 . [2/.Sì l° * c °l oi nbo si pone Presso al compagno ,] 1* uno e Y al- , V^? c > Girando e mormorando , l’affezione. Bemb. AsoK2.1i/f. “ v hi u .-° Uihc ‘ cc., per alquanto spazio dimorate , mormorando ec. altrui , Dirne male. Lai. de alicujus fama detrahere , ^ov^ CCle * Gr. \Qthoptiv , kxtcc\ 11 quale si credeva che Jobbe per le Jj tj p avve fsitadi mormorasse contra Dio. W Borbottare, Aver per male. Lai. iniquo animo forre. 'fin. Cavale. Fruii, ling. L’uomo prudente non mor- è corretto. *■ °rui] •i nti ! rsi - rii. SS. Pad. 3 . 2,07. Ma avvegnadiochè fosse di K*** infermità tormentato, nondimeno mai non mormora va, ma 1 J Imtr.n. Pesando che ciò gli avvenisse per i suoi peccati, laudava v tf) ai , ZUl di Dio di continue lodi. (V) 8 V] y mormorare =: Dare occasione o materia perchè si mor- “7 " P* a re da ridire. ■ t*è i 1!; j ' ,ie l sign. del 2.] Tass. Ger. i 3 . 6 . E scinto e nudo un Jj ’• 3 j j C1 ’cbio accolto , Mormorò potentissime parole. Dant. Purg. %o fiA ' 0 senti' mormorare a tutti Adamo. , Mor-mo-ra-tó-re. [ferì. m. di Mormorare.! Che mor- ,8Usln ' r Oj detractor, murmurator, ohtrectator. Gr.Sioarép r^s, ” 0l 't>iOr° ! ’ I€aito ’'oVo5. Peti-, canz-jS. 8 . Clf or saria forse un roco " un nom del vulgo, jinnot. f'ang. Non saria ìj'' IC| tatop;''ì’ 11 ( - non saria mormoratore. Cavale. Med. cuor. A’mor- I k Ì'^Hth ° a PP ar Gcclnata procella di tenebre in eterno. ,Cr ) Mor-mo-j*a-tri*ce- [di Mormorare.] Ch » tllnj’;,*.-,: Vihr.1 J Curò fs munì Che mormora. nu U’atrix. Zibald.Andr.y6!' Sarà inferma e mormoratrice. * di Lingua vale Maledica. (A.) ^I 01 ' ino-i'a-siò-ne. [A/ 1 .] Il mormorare; [Rumore, Su- Q^V'glto.— ì Mormoramento, Murmurazione, sin.} Lat. susur- r ' iti ,\ G. F. 11. & 4 - 1 ‘ Snbuglio e mormorazione na- G Pure ni Clì0Va h' a i Guelfi e i Ghibellini. Cavale. Specch. Cr. E 3 — Dicesi Mormorio di orecchi, o negli orecchi per Rombo , humiliamento , Sufblamento , Tintinnio, P". Bucinaraento , J. 2. Lat. au- rium murmur, sonitus. Pasta. (B) 4 ^ Ripetio interno. Pii. S. Madd. s3. A lei rimase le vcritade Stanza mormorio', e coloro ne rimasono scandalizzati. (Y) detractio. Gr. k/xtcc\x\icc . con continui mormorii, dannano Gisippo. E num. 52 . Non curar de’disonesti mormorii del popolazzo. Mor. S. Greg. Al tempo della parola nascosa e del divino mormorio, quando disse; ec. Arrigh. y 3 . Sie mutolo al vituperio , e sordo al mormorio. 6 — * Lamento , Querela , Borbottamento. P'it. SS. Pad. 2. 1 . Per quesfc ed altre di vote parole Frontonio confortando i frati, li fece cessare dal mormorio. Leg* B. Umit. cap. 3 . Tutte le cose di molestia portava pazientemente senza mormorio. (P) Mormorioso , Mor-mo-ri-ó-so. Add. m. Lo stesso che Mormoroso. y. Buon . Pier. (A) Mormoriti , Mor-mo-ri-tà. [Sfì F~. A. Mormoramento. —,Mormoritade, Mormoritate , sin. Lat. murmur , susurratio. Gr. Quist. Edos. C. S. Mormorazione è tedio e incrcscimento d’ alcuna felicità del prossimo , con mormorila di voce manifestato. Mormoroso, Mor-mo*ró-so. Add. [ni.Ciò che reca grande mormorio o su> surroì e perh piu adatto di] Morinorcvole.—,Mormorioso, sin. Lai. susurrans. Gr. 4 'tSvpttyv, Guid. G. Temperati dalle lagrime , e da’ mormorosi lamenti. Mormulare , Mor-mu-là-re. Att. V. A. V. e di’ Mormorare. Guitt . Leti. 3 i). 8#. Dunqua di che pur piangi? di che ti lamenti? di che mormuli ? nulla ingiuria t’ c fatta. (V) Mornand. * (Gcog.) Mòr-nand. Ctt. di Francia nel dip. del Rodano. (G) Mor, ni. * (Geog.) Mòr-ni Principato dell ’ Indostan. (G) Moiìninto>\* (Geo».) M.òr-rf u-ton. La più grande delle isole JVeilesley , nel g'dfn di Carpentaria. (G) Moro, Mò-ro, Add. e sm. Nero^ Morato , e dicesi di colore. —, Mauro, sin. (In gr. mavros , lo stesso che amavros oscuro , nericcio; in - pers. mari erba che tinge in nero; in crlt. mor nero. In turco mor , in bas. marca pavonazzo; in isp. morado violetto cupo, nericcio. V. morello.') Baldin. Poe. Chiabr. It. iib. Amati. (B) 2 — Uomo di razza nera ed etiopica. Lat. Maurus. Ar. Far. 1. 1. Le cortesie, I’audaci imprese io canto, Che furo al tempo che passare» i Mori D’Affrica il mar. Ciriff. Calv. 1. 12. Quivi loggia banditi e condennati E Mori, c Turchi, e Marrani, e Giudei. Moro. * (Bot.) Am. Genere di piante della monoecia tetrandvia , famiglia delle urticacee. Lo stesso che Gelso. V. Trasse tal nome di una* delle sue specie (morus nigra), generalmente sparsa , e più nota agli antichi pe’ suoi frutti nutrienti neri e rinfrescanti : il fogliame è verde-oscuro. I fruiti del moro, cioè le more, sono di sapore dolce e mu- cilaginose , epperò utili nella angine , nella raucedine, e se ne fanno diversi composti per tale uso. (Aq) (0) (N) 2 — [Nome che si dà a diverse specie e varietà del genei'e suddetto , coll’ aggiunto di bianco, salvatico, rosso, nero ec. Sono lutti alberi che hanno il tronco arboreo, con la scorza crepolata ; i rami diffusi , le foglie (le quoti si danno in cibo a quei bachi che fanno la s ta ) alterne, piccioìate, cuoriformi alla base , dentale , incise o lobate , quasi lisce ; i fiori ascellari , per lo più diedi ; le bacche bianche , rosse, pavonazze , e nere. Fioriscono nel Giugno. Sono originarie della China e della Persia , ove sono spontanee ; ma al presente si coltivano in quasi tutta l* Europa meridionale. Dicesi anche J Gelso. Lat. morus. Gr. ffvactfjuvos. Pallad. Febbr. 33 . Il moro è amico della vite; nascono i mori di seme, ma tralignano nel pome e nell’albero. Cr. 5. if 1. Il moro è arbore noto , e amico molto della vite. °»o la Uo ^<«10 ne sostengono , servono ad altri, lo fanno con poco Moroblefaro. * (Cbir.) Mo-ro-blè-fa-ro. Sm . V. G . Lat . inoroblepha- 5 ^^iUi er - Cou grande mormorazione, quasi come se lo facessero mal- rum. (Da moron gelso, e blepharon palpebra.) Tubercolo sulla pah ji pei'0 poco meritano. pebra superiore di color rosso-livido , molle ed indolente. (Aq) ^ i disn>v_ 0 più si nroììflp npr Detrazione. Discorso che ha r>cr isrono M^nerA * fGencr.) Mo-ròc*ca. Antica città della Spugna nel paese de > °> In “'«•ii-uggiu uei pi ossi l j‘ lratio * Qtdst.Filos. C. S. Mormorazione è tedio e m- ^o/ C ° felicità del prossimo, con mormorità di voce ma- £^1^ M^ 011 ^*cusa di zelo comune, ovvero speziale. Q *~ Qt ' ìxì , ' lll0 -rc. Sm. y. L. Lo stesso che Murmurc e Mormorio. dì 111 ! 11111, Tass.Ger. 20. 5/. Fremiti di furor , mormori d’ira; . v U lan fi ,,c e di chi spira. (N. S.) ( Y\ 9 Mor-uio-rog-giàn-te. Pari, di Mormoreggiare. Che mor- OcùìP Meandl '■ Be "" lììl,. . *-Q/ ... e ^Ìsoijq 0 Pdi si prende per Detrazione, Discorso che ha per iscopo Morocca.* (Geog. c ac h° t c 0 svantaggio del prossimo. ] ( E~. Maldicenza. ) Lat. de- Cantabri. (G) °‘ w - ^ ^ - A - ■ ' Morochite. (Min.) Mo-ro-cbì-te. Sf. Specie di terra saponaria , o Smettile , che serve al digrassamene delle lane. (Boss) MoROcoisfio. * (Med.) Mo-ro-cò-mi-o. Am. y. G. Lat . morocomium. (Da moros pazzo, e corneo io curo, io ho cura.) Ospedale in cui si curano i pazzi. (Aq) Moroidale. (Anat.) Mo-ro-i-dà-le. Add. com. Di moroide , [0 Attenente alle rnoroidi. [E~.A. y. e L’Emorroidale.] Xai.haemorrlioidalis.LL. curirnalatt.QontYo il flusso di sangue che viene dalle vene moroidali. Moroide. (Anat. e Med.) Mo-rò-i-de. [Sfpl. Lo stesso che Emorroide, 0] Morice. y. Lat . haemorrhois. Gr. otl/zoppoi*?. Fr. Jac. T. /f. 32 . 8 . Disenteria con sua piaga , Le moroide a me si dia. Moroidi. (Anat. e Med.) Mo-rò-i-di. [Sf. pi. Lo stesso che Emorroide, Morice , Moroide. y.) Lib. cur. nudati. Ammollisce il dolor delle moroidi.» Red. Op. f.iy z.^Ediz.F'ior.iyzf') Muovono e risvegliano . - ujLui*. . .. . -—•• —— sentimento dolorifico nelle moroidi, è ne fanno spicciare il sangue.(N) Tt&vpfgue. Fiamm. 4 • i 4 $ m I quali il fuggente rivo con Morola , Mò-ro-la. Sf. Frutto del moro. y. poet. Lo stesso che Mo- sunui e dolci senza paura nutrica. Gutd.G.zy. Dell’a v- rajuola , Mora. y. Sannaz. Arcad. E gl* 6 * Ciascun mangiava al- J. V| C : “'•* d\ con mormorevoli rapportazioni si riempierlo gli l’ ombra dilettevole Or latte e ghiande , ed or ginebri e morole.(Y) *\u X ' 0 alla ni ’ *emb. A sol. 2.94* Nello stremo della sua selvetta, più Morologo. * (Filol.) Mo-rò-lo-go. Add. e sin. y. G. Lat. morologus. jyj 0rin °i'evolc foule. (Da moros riazzo , e logos discorso.) Aggiunto e nome di coloro che (E^(it e s . r ~ ni°-rì-o. [A/n.] Il mormorare ; [ Bisbiglio , Susurro ; non aprono bocca che non dicano sciocchezze. (Aq) ‘^‘gHo Y r U ° dlCesi anche poeticamente Mormore e Murmurc.] Moromora. (Zool.) Mo-ro-mò-ra. Sf Specie di Razza , così detta dal ^j' U'ssìiiu ò ^ m urmm\ Gr. 4'/3i'pio- | a,os. Albert. cap. 25 . 1 A fìu- suo color nericcio accostante a quello del fungo di mare. Il suo capo ^0 aj c ri 'ono con picciolo mormorio. Serd. Stor. 5 .196. Quindi è alquanto più aguzzo di quello della Razza ordinaria , e il suo sa- n 1 ni pieni di chiare acque, che con dolce mor- pare sovente sa quasi come d'orina. (A) guano. Tass. Ger. 3 . 6 . Fan die per l’aria un Moro».* (Geog.) Mò-ron. Ani. città delia Lusitania, oggi Alinerin.— w _ _ _rive udir si suole. città della Spagna , nella provincia di Siviglia. (C) ■ /ir) 1 **/ 0110 ■ flati, cioè Ruggito, Borlotto mento , Gorge- Morosa. * (Geog.) Mo-ró-na. Riviera della Nuova Granate. (G) rbn gliiwtento. Lat. ventri, murmur. Pasta. (B) Morose.* (A.gr.) Mo-ró-ne-A/n. Specie di vitigno e di Uva d ottimo sa- lerg. (O) Mor-mo-rcg-gìà-re. iN. «ss.) frequentativo di Mormo- d ' Cl aii 0 j lnill ' | uurare , susurrare. Gr. ^ibvpi^uv. Esp. Fang. Co- 5 m 0 8 i “Hprùuu a mormoreggiar leggiermente, e poi a poco >Hn “ O i'bot|ì 1 ' tetumo ’ ^loj, rp ggia Vai |' 1 e ’ Y vt ’r per male.] Segr.Fior.6. ,53. L’altre genti mor- *ìii)* 6v o I j, 0 >■aHèrrnaiido non essere per istare in luoghi caldissimi. lli u ®' G,./1 : , 'or-mo-ré-vo-lc. Add. com. Che mormora. Lat. susur- 1Ul 'ev 0 ]j fiamm. tj. s48. I quali il fuggente rivo con »> ... 1 ">u 10 ZT dumicelli 5 v !* lo iioY"P a - gna H, ’ Qual nelle fólte se 45 < MORONTO pare , ma alquanto austero. Ve ne sono due varietà dette Morone farinaccio e Morone nero. V. Raffaonc. (V. moro.) (A) Moronto , * Mo-ròn-to. iV. pr. m. ( Dal gr. moro>s , moroèntos fatale. Nella stessa lingua morotes stoltezza. ) —. fratello di Caccioeuìda . Vani. Par. (N) Morontobara. * (Geog.) Mo-ron-to-hà-ra. Ant. città delle Indie.{G) Morosamente , Mo-rosa-mèn-te. Avv. Lungamente. Cavale. Espos. Cr, Morosamente non vi si diletti. (A) Morosi.* (Med ) Mò-ro-si .Sf.P, G. Lat. morosis. (Da moros fatuo.) Malattia del cervello , che credesi d ordinario conseguenza della epilessia^ della letargia e simili ; la follia e la stupidità sono le sue specie. (Aq) Morosinà , * Mo-ro-sì-na. N. pr. f. Lat. Morosina. (B) 1 — * (Geog.) Piccola isola del regno Illirico . (G) Morosità.* (Med.) Mo-ro-si-tà. Sfi Alcuni nosologi fecero un ordine di malattie che chiamarono Morosità, nel numero delle quali collocarono la pica , la bulimia , la poìidipsia , /’ antipatia , la nostalgia , la pa- nofobia , la satinasi , la ninfomania , il tarantismo , e /’ idrofobia . Lat. morosifas. (A. 0 .) Moroso, Mo-ró-so. Add. m. Che dura , o indugia lungamente.Lat.mo- rosus, moras nectens. Gr. $i7)vtx.7 )<, 2 — (Teol.) Dilettazione morosa: Quella sopra cui si ferma volontaria* mente il pensiero . Segner. Crisi, mstr. 3 . 16. 3 . Le compiacenze, i consensi , e le dilettazioni morose , le quali ingannano tanti, oc. Moroso. Add. usato in forza dism.parlando di persona. V. bassa contadinesca , sino, di Amoroso , che si usa in vece di Amante , Damo , Innamorato. Notnjo Arrigo Testa , R1m.Ant.4iy. {'Nota 100. Guìll. Leti -Io son vostro moroso. (V) Buon. Tane . 1. 1. Ella ha un altro di te più bel moroso. E Salt in. Annot, ivi : Moroso, amoroso, amante, damo, innamorato, franz. amow'eux . (A) (N) Morosofia. * (Lett.) Mo-ro-so-fì-a. Sf. V.G. Titolo scherzevole o satirico d un opuscolo di Ridolfo Gnclenio , diretto contro il gesuita Roberti , che aveva confutata la di Ini dottrina della cura delle ferite per mezzo del magnetismo. ( Dal gr. moros stolto , e sophia sapienza : Stolta sapienza, cioè Scienza vana.) ( 0 ) Morossàlico.* (Chirn.) Mo-ros-sà-ìi-co. Add. m. V. G. Lo stesso «/te Monco. V. (Da moros gelso , e oxis acido.) (A. O.) ( 0 ) Morotochi. * (Geog ) Mo-ro-tò-chi. Indiani dell ’ Atto perù. (G) Morotoi. * (Geog.) Mo-ro-tò-i. Una delle isole Sandwich. (G) Morpeth. * (Geog.) Mòr-pcih.Cit.dell’Ingkilierra, nella Nortumbria.{G) Morrafio , * Mor-rà-fi o. iV T . pr. m. (Dalfebr. meri ribellione, e rapha sciogliersi , cessare , porsi in riposo : Chi fa cessare, Chi scioglie la ribellione.) — Uno de figliuoli di Menelao e di Elena . (Mit) Morreale. • (Geog.) Mor-re-à-Ie. Lo stesso che Monreale. V. (G) Morrtoni. * (Arche.) Mor-ri-dni. Lo stesso che Morioni. V • (Mit) Morris. * (Geog.) Mòr-ris. Conica degli Stati Uniti. (G) Morrone. * (Geog.) Mor-ró-nc. dell' Abruzzo ulteriore presso Sul* mona. (G) Mors. * (Geog.) Isola della Danimarca. (G) Morsa. (Archi.) Mòr-sa. {Sf. Più usato nel pi.} Morse. Pietre o Mattoni , t quali sporgono infuori da' lati de muri, lasciativi a fine di potervi collegar nuovo muro. [Dicesi anche Addentellato. V.} Bocc. nov. 44 • 9 • Appiccandosi a certe morse d’ un altro muro , con gran fatica c pericolo se caduto fosse , pervenne in sul verone. 2 ■— (Ar. Mes.) Strumento col quale ì fa!bri e gli orefici , e altri artefici stringono o tengon fiermo il lavoro eli egli hanno tra mano , per lavorarlo. Sagg. nat. esp. i3f Serrata dunque c stretta gagliardamente dentro una morsa la vite del mezzo, l’ empiemmo d’acqua. E i4&- Non fu mai possibile di cavarlonè con tanaglie nè con morse. 3 — (Vctcr.) Strumento col quale si piglia il labbro di sopra al cavallo , e si strìglie , perchè stia fiermo. Pallad . Marz. 2y ■ Se la cavalla scalcheggiassc c impazzasse, affatichisi un poco colle morse, fiori;A. Mon. s4y. Infìno al i 33 o , e più oltre , si truova di così fatti contrassegni, e. forse più strani, che ho lasciati in pruova; morse da cavagli , cc. 4 — * (Mariti.) Morse della lancia: Legni messi nella coverta per posarvi la lancia , mediante le quali si tiene diritta. Detti anche Cavalletti. (A) Morsalo. (Ar. Mes.) Mor-sà-ro. Add. e sm. Artefice che fabbrica o vende morsi. Gat z. Pìazz. 641. Berg. (Min) Morsburgo. * (Geog.) Mors-bùr-go.C/t. del Granducato di Baden. (G) Morsecchiare , Mor scc-chià-re. {Alt.} dim. {opiuttosto frequentativo) di Mordere. [ Morsicare . Lat- morsicare,J dentibus distiingcre, fodicare, lacerare, mordere. Gr. Com. Infizy. Costei per nullo modo volle consentire : scapigliolla, graflìolla e morsecehiolla, e ogni altro oltraggio le fece , salvo la fine della sua intenzione. Lor.Med. canz. 34. 3. E se tu ’1 mangi, di certo Lei la lingua ti morsecchia. Burch. 2. 28. Qual animai m’appuzza, qual morsccchio. Morsecciihto , Mor-scc-chià-to. Add. m. di Morsecchiare. Bai. laccr, corrosns , arrosus. Frane. Sacck.n0v.1gy. A gran fatica la riebbono, la maggior parte morsecebiata e rotta {la carta,) come quella che un mese era stata in lor giuridizionè. Morsecchiatura , Mor-sec-chia-tù ra. {.Sfi'} D morsecchiare , e ’lSegno che lascia il morso, che più comunemente si dice Morsicatura. Lat. snorsiuncnla, Sen. Pisi. gg. Questo non è dolore , anzi è una morsecchiatura , e tu ne fai dolore. , Morseggiare, Mor-seg-già-re. {Att.} frequentativo di Mordere, fiat, iden- tidem mordere. Gr. cwtxùs bÙMttv. Lor. Med. canz. yt. 2* Sempre ^ al labbro ha qualche lisca Del filar eh’ ella morseggia. Morsellàto, Mor-sel-là-to. Sm. Lo stesso che Ammorsellato. V.Fav. Esop. gy. Andò a un hicchierajo, ed ebbesi fatto fare una guastada con largo corpo c lungo, c stretto collo, cd empieìla d’un odorifero c dilicato morsellàto. E g8. La cicogna col suo lungo collo e savio becco mangiò tutto il morselIato.(V) {Il primo es. è lo stesso che quello posto dalla Cr, alla V. Ammorsellato, /.’ ediz. di Padova 1811 a MORSO pag. 7 4 € 7 5 legge in ambo gli esempli Ammorsellato , c cosi p il codice Mocenigo.) (B) }IoP er Morselletto , Mor-sel-K't'to.[ò"m. dim. di Morsello.] 4loocon^ e ^ 10 più di materia medicinale. Lat . buccella. Gr. ^uptov. 66. Questo è un morselletto ben dorato. Belline, son. *Ì9 ‘ j'qoiM' cando , desti morselletti A’gufi che notavan nel guazzetto .$ di 1. i35. Inoltre si è usata la polvere viperina , i morselletti -j carne di vipere , ec.» Ricett. Fior . I morselletti si fanno di r de’ lattovarii piacevoli, e si toglie per ogni libbra di Zl,cc e a forma di inanuscristi un oncia di spezii, e dassegli forma stiacciata , o a modo di mandorla. (N) r us ! -& Morselli. (Maria.) ìAov-scl-ìi.Sm.pl.Ami corti che servono a vatn ^ ^ Morsello , Mor-sèl-lo. [tVw.] dim. di Morso. Bocconcello. cea. Gr. ^w/aq's. «Veu. Pist . Hai tu veduto, diceva egli, alci 11 cane prendere a gola aperta i morsegli del pane? E ^ pe' nucano im morsello di pan grosso, e appresso si coricano in i- a i c uii 0 vero letto. Vit.Barl.32. Altresì come il pescatore adesca l'amo morsello per prendere i pesci, così la presente vita è amo dei n —* Per metaf. Sen. Pist. Ma egli è oggi mai tempo ch'io M : e ch’io ti mandi alcun buon morsello con questa pistola*^ clausula utilis et salutaris.) ^ Morsetto. (Àr. Mes.) Mor-sétto. Sm. Piccolo slizimento sV morsa , da tenersi in mano per lavori sottili. (A) risasi a!l ' Morsicante , Mor-si-càn-te. Pari, di Morsicare.CAe morsica-u che in s igni fi di Mordicante. V. di reg. (A) rìsesi ii>1 ' Morsicare, Mor-si-cà-re. [ Alt. frequentativo di Mordere. che Morseggiare,] Morsecchiare. Lat. dentibus distringere, ^ g,i3( lacerare , mordere. Gr. x«3-«7fr;(r9-an Fr.Jac.T. 2. 3 • fi ^ dati da’ lupi , Che ti von morsicare. Fir. As. 53 . perciocc pi ot' ricordi d’essere in Candia, ove le streghe per ogni canto v . a °. ^ sicando il viso de’ morti. E so5. Con quei dentacci lunghi morsicava. sa' lC ' l *i Morsicato , Mor-si-cà-to. Add. m. da Morsicare. Lat. morsa ' 0 va rtl vulncratus , laesus. Gr. Red. Vip. 1. 3o. Che feriti dalla vipera si morissero, perchè da sè medesimi suc cl no il luogo morsicato. •x —* (Rot.) Foglia moi-sicata , che dicesi anche smorsicaW , ji* 1 ' o spiintato-intagUata : Quella che non termina in punta, ^ sua sommità va a Jiniiv con ineguali divisioni , per moda parisce come tagliata o mozzata co’ denti. Bertoloni. (fi) fi ' 1 —* Radice morsicata : Quella che non va a terminare Bertoloni. (O) , e fi Morsicatora , Mor-si-ca-tìi-ra. [Sf. Il morsicmv , Il segno c ^r* 10 ’ il morso. Diresi anche Morsura e ] Morsecchiatura. f j lt ' ,.j c jt |,r ’ morsus. Gr. Bed.Vip. 1. 3o. Sebbene sì succiò la n>o1 ' contuttociò in capo a due giorni restò privo di vita. . Je-fijt MoRsiMO,*Mor-si-mo .N.pr.m. /.at.Morsimus .—Figliuolo di f‘ v a L[, Morso , Mór-so. Sm. Il mordere. [ Colpo di denti o di ros di mordere.'] Cai. morsus. Gr. Sriypu., Sv)!is, si pose in sull’ uscio della cella sua, e dava il morso i n a e in questo cacào. Fit.SS. Pad. i.5g. Con un repentino in q uC ' gl* » rs ? fisi 1 A\ì 1 . ■. c 0 ' Balacio a terra del suo cavallo. Red. Fip. ,. ’òu Un c . al1 fòrl)i feci attaccare il morso nella punta del naso , tanto se ‘ 3 j. lingua, che campò da morte. . aI) o 2 — La parte ferita col morso. Red. Esp. nat. 3. Servi'’ j v doto sicurissimo , poste sul morso delle vipere. E g- r lt A tiferi morsi delle vipere non portano giovamento. ’ dcO 1 ' u» 3 — Quella quantità di cibo che si spicca in una volt*. c0 ■ p• 2 - È tutto da’ morsi della invidia esser lacer^’j^ii ( Molti hanno già saputo con debito morso rintuzzare ‘ p C [- o i sopravvegnenti pericoli cacciai’ via. Petr, son. certo , che gli estremi morsi Di quella , eh’ io con aspetto , Mai non sentii. Lod. Muri. egL t. 66. Cl* e ^ vcr $o. ben cVii pria non prova Gli acuti morsi del destino * n al c n 7 “ ' ~ ' ‘ l a ™ ì* P l1 Varch. 3. pros. t^ual dunque potenza è questa, 1* \e ] nè scacciare da se i morsi delle sollecitudini, nè sci* 1 * C iti’ e trafitte delle paure ? CoP* c Cl —- [Eper simit. dato delle unghie.} Dant.Inf. 2g. 79’ . : ini : menava spesso il morso Dell’ unghie sopra se, , n c0ffll ia c *’ — Movimento , Fungimento. Dant. Par. 26. 55- itì tutti quei morsi Che posson far lo cuor volgere a rifate son con‘orsi. v i$. r — Bimorso , Rimordimcnto. LaU morsus . vuìir,mais Sriypa.Sen.Pmv. Sempre esser felice, e sen/ a passare vita. Dant. Purg. 3. g. O dignitosa coscien* 3 ' ’ , d *’ 1 ^ s, , [ V F- Fare a morsi ec. (A) . e 11 — (Ar. Mes.) Tutto ’l ferro della briglia, , e> ‘’ r cap' ' Guardia e in Imboccatura /.«(.lunatura. ùr.%a*- na . s ’ 9 ~ cap- > . t.lupatum. Gr.xaMV ‘ ,„ìi ifi .fi ti vidi tali sproni al fianco, ChV dissi: qui convicn I lBl r . U > - E per metaf. Tass. Ger. 4- 5'ò. F 7 . .CjV ardita , Che del timor non mi ritenne il morso. .. ra ]lriit a * ^ nobil coppia ha in Ini raccolta, Spinge la ripa, e £ } y c- i£ 13 —* ( A gr.) Quel picco che ha il f ino, che nel be ^ litigi MORSO su Ckiubr, rim . Questo è il nettar mio, ch« ad ogni sorso Soave Bacia / U r' a \m morso. E altrove: Manna che ad ogni sorso *3 ^ fy l | 1 ^ ,,a s ì imprime il morso. (Br) V( *Uo' i' V '\ ^ r i ]11 ° ° secondo morso, si dicono Certi denti del e«- % 0 *• quindi Puledri di primo o secondo morso secondo che mu- H( atlr f t,tn ^ ° * secondi denti.] Cr.p.f.3. I primieri denti, i quali a , c due di sotto i quali s’ appellano il . !^no ^mo sono due di sopra , ili) Ì^ 0ì 'so, e allora s' appella puledro di primo morso ec. ; e por S ^U 0 * 1 JRndtro denti prosshnani, cioè due di sopra, e due di si ^ 1 si chiamano mezzani, cioè il secondo morso , e allora ^ , l 5 nia puledro di secondo morso. *‘) ^ orso del diavolo. Pianta che ha le radici corte, grosse,. s ct)inr ’■ tr ° ìlc ate , esternamente nere ; i culmi alti un braccio , quasi lutj lV .j- 3 ^ figlie radicali cigliate, ovali; le foglie cauline laureo- botj 1 ^ ristrette verso la base ; ì fiori celesti , un poco glò- COt peduncoli molto lunghi. È comune ne’ prati umidi e sui \ *A\\ Lat. scabrosa succisa , 0 . isce verso la fine della state. ?'>•] » A so .‘ Jdd ’ tu. da Mordere. C Ferito co’ denti . —, Morduto, jj $ am. io. 6. Girava il suo P r(1 S no ài labbia. (B) , " s ù' ra * [A/i] E mordere, [e II luogo ove si è morso} che cervel come un frullone, Che parca della pazzia; Onde graffiato il sen , morso le labbia, V P (( *{ Cle Morsicatura,] Morso. Lat. mersus. Gr. hriytsx. Eit, 1 ’ ^3, Ricevendo olio benedetto, e ugnendo lo Luogo della ij. La piaga,, Ja quale ri musa di ^0! ^itj fsi u . a J Uo j erano incontanuite sanati. Pianini. !W(‘ ° ia l 5cr ^ a sola morsura m’avea stimolata, piena j Ihtijj.. 0 Vf ^oo, non valendovi medicina, quasi tutto il corpo con en- ^'zissima pareva che occupasse. 6Y. I ^ura uè puntura d' alcuna ferucola velenosa.» Red. nel Diz. Jfr.: • l'net.. \ _ . .i rw-M* Inaili Cf\- ! c ‘u llc j asl “- Farà attaccare tre o quattro sanguisughe per ogni co- ■it j-: ,u czzo della parte domestica, c quando le sanguisughe si sono . s,ll 'e |„ ,,c 1 c che si staccano, soglio far applicare sopra le loro mor- £ J. coppetta. (N) ìi 0r iicjV ÌP er ua certo Rodimento, Mordacità, Acrimonia] Lat. ’ “eiilitas, acrimonia. Gr. r 0 ?- CJ,tt? di stomaco. » Fusto alla v. Morsura. Significa ancora uu 3 3 q Qi^ 0 llll cnto di alcuna parie del corpo ; come a dire : Morsura dello l\ v ' V a L or/s ventricidi morsus. (IN) e» T ~‘ camangiari.) se ■ • £ ' Mcs.) àlor-tad l-lo. [Vin. C.A. V. c di] Morta- onci. Più non si dee a me esser disdetto f averle M 0j : fWo 1C S ( -toaaluiente »i disdica agli nomini ed alle donne dir tutto cuv iglia, e mortajo, e pestello, e salsiccia, e moitàdeUo. / ^ J e’r T ^^ o &0M° i '-'è-g | ia./zto.Moi , Ìtanìa.67if. e 1 ìvicì u di Francia. (G) ij' 1 ^ tiicì't’ ' 0l ’da^ct-to. [A'.vr] dim. (//Mortajo. —, Mortaietto, sin. \n- 3U ° Uco l ' 10 * mi1 ’ l ,ai va pd a - Cant.Carn 2 3^. K per non istraziare r t f Paletto, Nel nostro mortaietto lo pestiamo, cù /’ ^ v ' s *) Mor-tà-jo. [Aw/.] raso £di metallo , di pietra, di 6| Qcc< «e c le S tlQ i di vetro ec. entro il quale col pestello si ammaccano, Ka. ltÌ sC 0 }/^t tUU0 carie cose che si vogliati vidurre iti frantumi , il Qc - n 0l) a ’ l,i polvere .—, Mortaro, sin.] Lat. uiortarium. Gr. ò‘\jios. f’ lllfJ| t y j n ’ ~ 2 . i3. Muudolla pregando che le piacesse di prestargli jw ,!c h r della pietra ec. , che egli voleva far della salsa. E ij "’.ttou si dee a me esser disdetto favelle scritte, che *ti‘i av Sli;i ? ^ disdica agii uomini ed alle donne dir tutto di : foro, tifi Hi-v .ht'oiizo. 1 ) Red. nel diz. di A. Pasla tdla v. Mughetto, di 1^ bottoni di rose rosse nel mortajo di marmo col pe- ita' e ,! a ° l ' ( ajo, e pestello. Red. Cons. a. ’iz. L’actiajo si pesti <*«■"' P? 1! ° lc - ( N ) Batte. 3 - ’-.i'daau, Battere, Pestare, o Diguazzar l'acqua nel mortajo= profitto. lC. Acqua, §.òd ] Lai. oleum et operali! ,, ti ’p ' 1 y'l !n in uic-rtario tnuuere. « l), *'esi co,, o '(aori. Quel luogo dove si tengono le pelli in con- /». 7. anche A,Mnl,ta, „ r.iuuilf. liaad. Ant. CA'l uomo . ■ V 1L .f aal .no al tronco dilf ulivo “ìrWit.) [• '* s ' 1 , e fanno incontan lite mortajo all'albore. 1 ' l 'ti a , c 'dna Ua lanciai sassi nelle città assediate . prima ^ 1 * hAPj'ijcU*, aitigliene. Vello litiche Mortaio.] Lai. ìiiorta- > ^°cclù nf 111- . Cirij]. Calv- t. 1 aggiustato sotto tm angolo assai più aperto di MORTALE quello del cannone, selve a scagliar bombe ed altri projetd grossissimi in tiro curvilineo. V anima del mortajo è lunga una volta e mezza circa il suo calibro : l'angolo sotto il quale saggiusta è vario assai. E’ha ora Ire spezie di mortai, e si distinguono dal diametro , il quale è di 12, di io e di 8 pollici. Ec n'ha altri piu pìccoli per cacciar granate e projetti di minor peso e grossezza.Si fabbricarono già con una camera in fiondo , ch’era una seconda apertura più ristretta assai della bocca , entro la quale si metteva la polvere delia carica collo stoppaccio : queste camere ebbero vco'ie forme , ma dopo t invenzione del maresciallo di campo G-omer le camere si fanno comunemente in forma di cono tronco. Gli scrittori del secolo xvi e xva. adoperarono indifferentemente le voci Mortajo e Trabocco, anzi quest' ultima nel significato di Mortajo fu più usata dell’altra. Le pani principali del mortajo sono: /'Ànima, la Camera, il Focone, le Maniglie o Ansole , gli Orecchioni, il Rinforzo, lo Scudicciuolo » Conchiglia, la Volata. Le modanature di questo pezzo sono : la Gula delle volata , la Gola di rinforzo, la lista del rinforzo, la Lista superiore ed inferiore della bocca, e il Toro della bocca. Earch. A'Volterrani feciono più danno i sassi , che con i mortai erano tratti dal soldati della fortezza. (Gr) 3 —* Dicesi Ceppo del mortajo, Letto da mortajo , Dii grosso e fòrte telavo di legno , guarnito di ferro , sul quale posa il mortajo ed il petrieiv. A' tempi moderni questo telajo si compone talvolta di due cosce di fervo fuso congiunte da grossi calastrelli di legno folte, guarnito delle necessarie chiavarde ; e se ne fa altresì di Legno ferralo , di formo, parallelepìpedo,, e coll’ incastro ove posa il venire del pezzo , e colle orecchionieve incavatevi dentro : su questa sort i di telaro si adatta pur anco la suola del mortajo detto A suola ,D* Automi» Per disegnare i ceppi , o dicansi casse da mortajo, d’uopo è avere le misure del pezzo , per cui si dee disegnare il ceppo. (Gr) 4 —* Dicesi Mortajo petricro. E. Pctriero. (Gr) Mortajone , Mor-ta-jó-ne. Sm. accr . di Mortajo. Corsia. Torme eh. 8. if. Ila nell’ insegna (il Nini) un mortajon da fava Con un grosso pestello , e i suoi seguaci ec. (A) (B) Mortale , Mor-tà-lc. Sm. La parte mortale. Quello eh ’ è capace di morire , ed è saggeito a morte. Lat. mortale , pars caduca, mortali*. Gr. to Svriróv. Petr. son. 2‘òf. Deli ! perchè me del mio mortai non scorza L’ ultimo di ? Buon, rim. 70. Già non ponuo in oblio , Benché’! mortai sia morto, Poi’si i dolci, leggiadri e sacri inchiostri »Dant. Purg. 26. Quinci su vo , per non esser più cieco; Donna è di sopra, che n’acquista grazia , Per che ’l mortai pel vostro mondo reco. (V) a — [In signif. di] Uomo [0 Donna.] Lat. mortalis. Gr.%vr t TÓs.Dant. Par. f. 68. Parere ingiusta la nostra giustizia Negli occhi de’ montali c argomento Di fede. Bocc. Intr. 3f. Questo concedono le leggi, nelle sollecitudini delle quali è il ben vivere d’ogui mortale. Buon, rim. 7 0. Che se in tutti l* avesse sparsa (la beltàj , quanti Sono i mortali, a se ritrarla il cielo E rimborsarsi poi non ben potea. nDant. Par. 10, Cor di mortai non fu mai si digesto A divozione, ed a rendersi a Dio ec. E 28. E se tanto segreto ver prolferse Mortale in terra, non voglio che ammiri (Parla di S. Dionigi Aveopagita.JfV) 2 — * Trovasi talvolta nel num. del più' e nel femminile Mortai per Mortali, ma non è da imitarsi. Salvia. Od/ss. iof Che dicevol non è. . . . Gareggiar le mortai colle immai tali. (Zi* così altrove.)(Pc') Mortale; 'Add.com. Aggiunto di tutto ciò.eh' è soggetto a morte, o che cagiona morie \ [nel primo caso dicesi anche Caduco, Instabile, Manchevole , Transitorio ; e nel secondo , Mortifero , Velenoso, Ferale , Letale ec .—-, Moritojo, sin.] Lat. mortalis, lethalis.Gr. ihovra's. Peu\ canz.8.2. Le vite son si corte, Si gravi i corpi e frali Degli uommi mortali. E 1 7. 4‘ Se mortai velo il mio vedere appanna.^ ^o.^/.Qjaulo più vale Sempiterna bellezza, che mortale. E sou. ao^.E benché! primo colpo aspro e mortale Fosse da sè. Dant. Jnf. 12. z3- Qual è quel toro che si slaccia in quella C ha ricevuto già! colpo mortale. Bocc. nov. uj. 7. Io ho sempre inteso, l’uomo essere il più nobile aminole che tra’ mortali fosse creato da Dio. Tass. Ger. 11,36. Non c mortai , ma grave il colpo e il salto Si eh’ ci stordisce, e giace immobil pondo. » Frane. Sacch. Op.div. 106. S. Giovanni non peccò mai, uè mortale (mortalmenteJ nè venialmente. (E. 710!. 22j. Guitt. Lctt.J (V) 2 — [Trovasi usato anche come aggiunto a diverse cose, ed allora sta in luogo di De’ mortali.] Petr. canz. 18. f Occhi sopra il mortai corso streuù E sou.So. Se assai o poco Questi preghi mortali Amore sguardu. 3 — Dicesi Nimico mortale, Nimistà mortale e vale Capitale ; [ cioè tale che perseguiti la vita dell’ avversario.] Bocce nov. 26. 22. No seguirà tra vostro marito e me mortai nimistà. Buvch. 1. 4^ Mortili nimico delle fave infrante. » (.Quifig.) (N) 4 — Tig. Detto anche delle piante. Creso. Uh. 4‘ ca P- 12 \ Ma da tagliare sono i mortali , intorti c d.boli , c nei mali luoghi nati sermenti. (V) 0 — [ Agg. di Peccato :] Mortale dicono i teologi , p e >' sùniL , aquel peccato più grave [ commesso con pieno consenso, ] che e cagione dell eterna dannazione dell'anima, a distinzione del veniale. Lto.mor- tale. Gr. r ùxvÙ7tg,ov. Pass.prol.3 .Furono preservati e guardati da speziale grazia divina, che non cadossono nella vita loro in acconsenti- mento di mortai peccato. Eit.SS.Pad. 2. 80. Pensa tutti li tormenti, lo fuoco eterno, Io vermine della coscienzia. pel mortale peccato, ec. 6 — Pure per siinil. , Molto grave. Buon- rnn. 5 . Non è colpa m.i sempre empia c mortale Per immensa bellezza un grande amore. 7 ■—* Laccio mortale, dicasi poetw. per Corpo. E, Luccio, (j. o. (N) b — * Salto mortale; dicesi del saltare v dUuido La persona sottosopra, seoza toccar terra colle mani o con altro. E. Salto. (A) 9 — * Saltatori mortali: dicami quelli che fanno il salto mortale. E* Saltatore. (A) 10 —* (Mcd.) Malattie mortali r Quelle che tcrndnano con la /noi'te.f ') Mortale diffi da Mortifero , Morticelo , il/orticiito , Mortificate, Mortale può esprimere ciò di’ è soggetto a Ritorte , c ciò che cagni- 45a MORTtALEMENTE na morte. Mortifero vale solamente ciò che reca morte. Morti cero tlicesi delle cose" che sembrano e non son movie,Morticino è attributo delle cose appartenenti ad animali o a vegetali morti naturai minte. Mortificato si suol dire quel membro dell’ animai.vivo, o quella parte d* un vegetale ugualmente vivo , che per mancanza di nutrizione, o per altro , sembra aver perduta la vita , e la può riacquistare. Mortalemektb , * Mor-ta-le-mén-tc. Avv. F. A. F. e di’Mortalmente. Passav. o 4 l' Non è dubbio , che peccano mortalementc. (V) Mortaletto. * (Ar. Mes.) Mor-ta-lét-to. Sin. dim. di Mortajo.jp/ccoZo moriajo. — , Mortaretto, sin. Lall. Eneid. Berg. ( 0 ) a —- T. de' ceraiuoli. Candela grossa e corta , fatta di getto, ad uso di tener lume la nette nelle stanze. Fuor di 'toscana è detto anche Spirino. (A) 2 — (Milit.) Strumento di bronzo o di ferro , talvolta di legno, fatto a foggia d’un piccolo mortajo, che si carica coigpolvere e che si spara in occasione di solennità e d’ allegrezza. E anche chiamato Mastio, ma la voce Mortaletto è più comune in tutta VItalia. Cas. im- pr. Sonai ono a festa tutte le campane di Firenze, e le fortezze fecero gazzarra di cannone e di mortaletti,e la sera si fecero fuochi. Salvili. Annoi. F.B. 3 . 5 . 3 . Salva di mortalctti che noi chiamiamo masti, piccoli mortai. (A) (Gr) (N) a — * Ebbe pure questo nome una sorta di piccolo mortajo, col quale si cacciavano minuti pròjetti , come si uso poscia coi petvùrt. A. di Costanzo. Il campo aragonese era di, e notte infestato dal castello di Sant’Bramo con una specie d’artiglieria , clic si chiamava 'mortaletto , il quale oltre la palla grande tirava una buona quautità di pietre piccole rinchiuse in una gabbia di legno, clic si spargevano in più parti con occisione grande e pericolo di tanti gran personaggi eh’erano nel campo. (Gr) 3 — (Maria.) Moi taletto della tromba. Pezzo di legno cilindrico e vuoto, con una valvola nella parte superiore, il quale vieti messo quasi a mezzo del! anima della tromba , e serve per non lasciar ricadere abbasso V acqua già tirata su. (A) Mortalissimi aliente , Mor-ta-lis-si-ma-món-tc. [Av e.] superi. ^/Mortalmente. 2 *— Grandissimamente , e pigliasi in mala pai'te. Farcii. Suoc. 1. 2. Madonna Argentina cominicò a odiare la suocera mortalissimamente. Mortalissimo , Mor-tu-lis-si-mo. [Addati.] superi, di Mortale. Lai. maxime noxius, lethalis. Gr. &\a&speóra.TQ$., axvatnxos. Cr . 2. g. 3 . Il noce impedisce quasi tutte V altre piante per la mortalissima amaritudine che ha in se. {Cioè, che ha potenza di uccidere.) A Uteri.2.18. Avvegnaché le lusinghe sicno mortalissime oc. , con tutto ciò a nessuno possono nuocere, se non a colui che le riceve, tir. Rag. i 3 o. Quando ella voleva dar principio a così bella tela , ella fu assalita da mortalissime febbri. Bemb* A sol. 1. 33 . Da due natalissimi accidenti ec. si rimase il cuore in stato , ec. 2 — Grandissimo. Lat. immanis , maximus. Gi\ piyiTroi.Fir.As. 2 77. Come piuttosto gli altri due fratelli sentirono le sue mortalissime strida , corso dove egli era, ec.» B'rgh.Col.mitii. ^ 33 . Essendo la città in arme, e divisa in due, e come nimici c mortalissimi 11. mici,tc.(Y) Mortalità' , Mor-ta-li-lq. [A/Ij Si dice del Morire m Un ve spazio di tempo molti viventi', [cioè, / oce che si applica alla quantità propor- zinale di uomini e dì donne, che. soccombono incerto spazio di tempo in una popolazione determinata. Talora piglia pai spec.ialuiciUe il , nome di Mona, Contagio,Pestilenzia,Peste ec. La Mortalità è orribile, grave, lagrimevole, aspra, fiera, universale ec.] — , Mortalitade, Mortaìitate , Mortaria , sin. Lai. lues popularis , morbus , pestis , contagium. Gr. Koipós , , fòeOpo?. Bocc. nov. tS. 32 . Venuta in ciucila conti ada una pesi deliziosa mortalità , quasi la metà della gente di quella se nc portò. G. F. 4 : *• -A* s,1 ° tempo in fame c mortalità per tutto il mondo. Dillam. 2. 20. L ’ un piangeva per la misera fame ; L’ altro la gran mortalitade trista , Che sparla s’ era per le nostre lame. Fit. SS. Pad. 2. 2 38 . Aveudo^ una gran fame e mortalitade in Alessandria , andava questo santissimo umile patriarca a vedere sopperire li morti. Fiagg. fin. ^ Disscmi questo mercatante , che per la nioitaiità del sessanlalrè morirono m.l Cairo grande quantità di gente. E. appresto : Avendo rispetto che la mortalità vi bastò ben otto mesi. 2- — Presso gli antichi talora nel numero del più si trova usato Mor- ialite. 2 ? Gio. Celi. leu. 10. Al mio poco vedere , le spesse moria- lite , le fami non rade , sicché in una- rtadc se ne possono annoverare parecchie , e le guerre continue , non sono cose da far piacere colui in cui abbondano. Frane. Sacch. Op. dtv. 106. Se gì sono le mortali te , le guerre c le fami , non è da maravigliarsi. 3 — [Anche anticam. trovasi usato ] per lo sost. Mortale. Lat. morta- talitas. Dani. Par. 33 .. 32 . Perchè tu ogni nube gli disleghi Di sua mortalità.co’preghi tuoi. But.ivi : Cioè della quale igiioranzia è cagione la sua mortalità. Mor. S. Grtg. *. g. Era venuto a ricevere il peso'della mortalità nostra. » E lib. iy. cap. /o.Amperocchè inaino a tanto che noi viviamo nella mortalità di questa carne, noi non possiamo comprendere quali e come grandisieno quegli nù&tiru dilli santi Angeli. E 18. i 5 . E così il nostro mediatore...guardò il corpo della no&tia mortalitade, e cosi venne di cielo in terra. (B) 4 — Uccisione. Lat. cutdes. G. F.. 2. 1.2. l‘u contrastato, e grande battaglia contra lui fatta ec.,. colla maggiore mortalità che mai-fosse in _ninna battaglia. Picard. Malesp, 7. Nella quale feciono si grande uccisione di quelli della città , che tutte le vie correvano sangue , Q fue si grano e la mortalità, che quasi pochi ne camparono, salvo Enea. 5 ■ Iare mortalità zzz Fare strage. Bemb.Stor. ó. Gran moitalità fecei o di cittadini , e grande strage diedero agli abitanti. O )• 6 — * lig. Dicesi anche di cose, non animate, e che hanno semplicemente vita vegetativa. Car, Am.Pau. I. 4. Mirava Lanione con grande stupore e con grandissimo Rifanno tanta mortalità di fiori , e piangendo gridava. (M) MORTE • . eh* Mor-tal-mén-te. Avv. Con morte, In — , Mortalcinente , sin. {F. Mortamente.) f 9 ir_1.^nwnte due»., m Mortalmente porta morte. 7 ... . , ter. Gr. &atva.Tixù>s m Mor. S. Greg. E per brevemente che è immortalmente mortale , e mortalmente immortale. le 160. Ond’egli il percosse mortalmente tra la milza e le * — Con peccato mortale. Lat. mortaliter. Cavale.Specca- S0& peccato litui uui;, .. r , 0 incontanente , come pecca mortalmente , perde tutto d sU p^ c ' Frane. Sacch. Op. dia. iti. Da questo dì innanzi mai * rono nè venialmente nè mortalmente. _ e. f M(;{ iuc a 3 — Grandissimamente. Lat. quammaxime , summopcre. j ^ci JXov. Ant. 60. 4 ‘ Ancoraché il re Meliadus sia mio m° in campo , e mortalmente il disamo. Mortamente, Mor-ta-mén-te. Avv. Mortalmente , Da pi' 1 ' 1 ),*, mortui. Gr. vsxpcv hlxy\v. Sega, Mann. Mitgg. Pò. ó. vivi , ma mortamente; in cielo sol dovrai vivere vita ‘tw ‘ 7. 2. Alcuni sono uniti a lei mortamente, altri vivameu ^ Mortamente diff. da Mortalmente .li primo, come deri va 0 ^ v esprime lo stato di colui che non é più vivo ; il secondo, cot cb e jjjj da Mortale, esprime lo stato di colui eh’è soggetto a morte, ^ c , 0 fi rò vive tuttavia. Mortamente perciò vale Come morto, guisa di morti . sianifìcazioni che non sono pro])riedi SiF ;t 3 f n - -., significazioni che non sono pro])Hc^-' , Ll k Moiìtaka.* (Gcog.) Mor-tà-ra. Lat. Mortaria. Cutà degli- J ^ capitale della Lomellina. (G) .yssQ 6 Mortaretto. (Ar. Mes. e Milit.) Mor-ta-rét-lo. Sai* t Mortaletto. F. (A) .. e dd ri °t> Murtaria, * Mor-ta-ri-a. Sf. F. e di Mortalità. Ciu\ L^t- [i0 pi V 1 La S. V. avrà inteso le sconfitte, che ci lui dato questo a „ taria traditora. (N) . *\: c . Mortaro. (Ar. Mes.) Mor-tà-ro. Sm. Lo stesso che Mortaj vin . Buon. Fier. Salva di mortaletti, elio noi chiamimi* 0 coli mortal i. (B) 2 — * (Milit.) Lo stesso che Mortajo, nel sign. palandra è macchina navale , che porta mortavi del $• S< i"' oH' 1 - ' 'Jt 11 Lai. mors. Gr. Sawros. (in gr. moixis, in ar. milA? h ! 1 O lll! - e ,) i- • - 4 .t„ _..n 111 i 11 » -eOV'l). in isp. rimerie , in illir. smart morte. In in sass. mordo, Tratt. Conso ali. mori, > u !> irdor omicidio, uccisione ec. In pers. ^ .— isol. Né la morte né l'amor si può fuggire. Non si dee riputar mala morte, alla quale è innanzi a " ! vita. Petr. son. 2g. S'io credessi per morte essere scinco st* Ji che morte fura Prima i migliori, e ^ così la morte d’uuo fosse la vita ® s ty 27. 21. Qui puote esser tormentp? 11 Acciocché voi conosceste che merit°^ 0> amoroso .E 210 . Perchè morte fura Prima i migliori, rei. j E Uom. ìli, E così la morte d’uno fosse la vita ® tutti. Dani. Purg. ^ -.. .. >I|I:U * II - te. Bocc. nov.26.10. Acciocché voi conosceste clic >; y stra inteia fede , per la quale io fui già presso alla 1,2 . *(l ^f im seri forniti di cita y per lo qtude in conseguenza - j Lll pib’’ ji cessano a grado a grado di sentire e di vivere’, acClt ^e7^\^ che accade con maggi*'re o minore lentezza , ni ^ laltia , ovvero prodot Ut ad un tratto da qualche funzioni vitali j subitanea , quella che accade tutto ^ // ù conseguenza dì qualche causa che agisca sopra d \ o il polmone i ai,parente , l’asfissia’, reale, quelA c< (l - . .} ' . C:. I...,....valica i ' del. Occhi , uitttnji/in io. c , .«« ■ - / lozione , rigidezza degli arti , e fhudmente putrefa di morte che sia affatto sicuj'o. (O) Lib. cttr. inalati» ^ ' ■ ' * nda di morte ualurate : ££ h ,, lR Ji Li apparente , cioè quando siavi faccia ippocratica Lef corpo , scoloramento della pelle , oscuramento e _ e pje & pff icchi j immobilità muscolare . mancanza di respu' Ll pf S J °, \)F (azione , rigidezza degli arii , e Jìiudmcutc ^ coli di lana. . . di berhice moria di morte ìuuu»-*- ^ 3 — * L’atto del morire. Magai. Leu. Quel doloi^ 1 ** 0 llr manca mai di comparire a far la sua scena i 11 bu v > , \ - 1 • n.n.ressi.A^^l^^ s’adattano alle più segrete esigenze de’nosti'i iutei^- jj 'n — * Fario uso. Fav. Esop. La penUenzia indugi^ .g vita della morte non loda. Petr. (Jom. ili. 2f» ^? U i{ s sc* . alla morte , rizzando* 1 L f . t ... 2 e. cobi a) tic : e sentendosi sU ingcie ’inpci-atlorc uscire dei inondo giacendo in. ture.' moli. (V) • r A tic< —'Dicesi Articolo o Punto di morte, L’agonia- i1r “ j,,. — * ZticesiMigtioramenLo della morte. C. Migli 01 ' 1 * 111 — * Dicesi Iigli c buono a mandarlo per la n lor c ou l l !iLJl tarda assai a tornare donde era stalo mandalo, 0 0. aspettato. (A) ... £g'' p ,j., — * Dicesi Morte d’onore per Morie onamla■ .•‘_ n V Kagiou faccia, die ponga Morte d’ onor iuuiuui a y A l,l i lll js 11 ° r ■ ■ ■■ -- 1 lance. r . ai»"' j Col v. Andare: Andare cita ino:te = ,i.or/rc. morte. Bocc. nov. 77. 6'/.. A’ mic.diaii damiati dalla1 n o ,i« essi alla morte , è dato ber multe volte del vino- d-rLìi' 1 ' 1 10 —* Col v. Cadere: Cadere in morte " Morire- . a^ a ja 0 Or non caddero in morte ad un’ora veniicinij.u 0 01 b d’Israil. (V) 11 —* <- ol v. Campale: Campar da morti •—Evitica 1 - ^ > cane , al yualc ieri attaccare il morso m Ha se la fenbì colla lingua, che Campò da morte. P) H , MORTE veii» Chiamare : Chiamar la morie C './• Chiamare, 6. 16 , 2. (N) - °* v. Condurre : Condurr MORTIFICA MENTO : Implorarla, Gridar che in il r°- J{ferire alla i o Menare a morte : sono locuzio- •oprio e diretto significato, si possono anche figu- Hi, Se 'perire atta cagion della morte. Dant. lnf.5. 106. Amor con- ‘i ad una morte. (P) hip s g v. Conseguire : Conseguir morte = Averla. Com. Dani. aistefQ ‘ | * ail §ono lo inganno per lo quale trassero Achille dal mo l5 ^* n p t , e - (N) ha r ,„ oi 0. Dare , ®°Jte ec. (Ai ^ H Darsi morte = Uccidersi. U. Darsi morte. (A) ir v ~ Essere:] Esser colla morte in bocca (o in bocca alla mor- ^ s ff 1 ' vicino alla morte , [Essere in grandissimo pericolo di > Jf' Bocca , §. 2 3, 2.] Lat. esse morti proximnm. 0 a ^ SStile una morte , si dice di Cosa che arrechi sommo disgu- ? €,ìtl > quasi Cosa che cagioni morte. Fir. Trin.prol. Voi fate 3 ^^stia de’fatti vostri , eh’è una morte. \ ^ p Sser e una morte , si dice altresì di Chi è mollo estenuato. Siseri!' la morte , dicesi parlando di cose da mangiare. Il Lasca ?Kef c J j^ ce che l’olio c ’1 pepe è la morte loro; cioè che con 5 ^ p //ne/Uo danno ottimo sapore. (V) j J 1 3 5 a Bsscr vicino a morte = Star per morire. V. Miglioramento, donde Deidamia. se ne uccise , e il detto Achille ne colise- e - (N) v>. Tiare . Bar morte, la morte , a morte = Uccidere. V . Fare , Far morte , Far buona morte f 1 "n! * ì n^i'te onorevole. F. Fare morte. (A) e ste 0r . ; f Far mala morte. G. F. 8. 44* m Di che uno minestriere |° disse : mala morte possa fare chi di voi sturba la pace.(N) c/> Cn ~ v v. Ferire : Ferire a morte non esprime propriamente che v ^ * Q**S lza della ferita mortale . F. A morte , 5 * *• (N) v ^ a 0 Giudicare ; Giudicare a morte, alla morte = Senten- tì" c n T c - V ' Gilldica,c , $• <»• (N) l'iti, ir Gridare : Gridare la morte = Desiderarla a sè " »’ p • Gridare , §. 12. (N) v' *y, tp. ^l V. Tntminro • Tr J -v* ‘ 5 ]\e ( Far la buona Co l , o ad »q ) Gridare , §. 12. (N) ™D. p- f. Ingojare .• Ingojarsi la morte = Prender veleno morti- c - J Ogojare, J. 5 . (N) - 1 Manceppare ; Manceppare alla morte = Ammazzare. V. 5 : 2 >' 2 ' ® morte = Far I. li. Petr. son. inorile g6. Ira "• Menare Menare a morte 5 Wj. e - e■ Menare, $§. 28 e, 5 < ; e V l‘ es ib 1Uror ; e chi noi frena E furor lungo, che '1 suo possessore » p Vergogna , e talor mena a morte. (P-) (N) . 1 p - Mettere: Mettere o Porre a morte = Ammazzare. V. a morte , e V. Porre. (A) Ar. Far. 18. 3. Per lui sue genti ’ v. , ««on messe. (V) ttlOi 'ftf, a morte, alla morte Ammazzarsi. U. Mettersi Mettersi p" <5 ‘ Meti, ™ truche Arrischiare la vita, Andare incontro alla morte. C"* Co/ S * ada morte, e Mettersi a morte, §. 2. (S) '’te n 1 v - Morire : Morire di morte , di sua morte — Morir di ' 5 .' > “ral e , Morire, 5 S- U J c 2 »- (N) p ' Cni M?rir morte. V. Morire , §■ io. (N) Pensar di ucciderlo. " ‘'‘ol ire : Morire di morte ' > "tpl e . Morire, 5 S- U J e 2 » p ' C 0 / Morir morte. V. Mor i;. ''(.Dei. V ‘ Pensare: Pensar morte a uno ^ * c o r , e ’ (A) j, 1 ?• U 0 . *’• Porre : Porre o Mettere a morte = Uccidere.Ar.Far. . 1 1 e ,u nse dove innanzi alla gran coi'te Vide il Pagati por iesue ■b' tc 0 ] rtc - (P) 'Ce*' Scendere : Prender la morte da alcuno = Riceverla, j ì®'s , **'Uan’ 7^- [Piangene ancor la trista Cleopatra, Cile, fuggi 11- v C 0 ] Zl > d, d colubro ] La morte prese s ibitana ed atra. ^'>1 u.jj. 11 ' Purgare: Purgare a morte. F~. A morte, §. /p (N) jtli e n. j Tevere : Ricever morte =Sostenere, Patire la morte.Bocc. 1 ^ * Q pe r , I ,ei ’o tanta essere la coi tesili vostra , che non sotferrete, amore morte riceva per guiderdone. ( 3 NI) * v 'ftecc/i p lenere : Sostener morte = Comportarla , Patirla. Ca- 64 . C 0 ] ' Cr.cup. /j. In (piantouomo, satisfece, sostenendo morte.(P) ,ll >>'ai P \"' e “ire : Venire a morte — Morire. Alani. Antig. Deh » 0 , Sol < le 8' 0V ‘ U s ‘ leggiadra Vie più d' ogni altra valorosa al ’i ' y P. cr esser pietosa a morte veglia? (P] V. , la morte = Giusner l’ ora del morire. Red. nel Diz. ^ Sri H r „:“- Quando la n|"‘H Cci . r Vaiando la morte verrà, avrò una santa pazienza ; per- 1 v si .P* 11 che certo , che lo aver paura non è cagione che S Ì non IN) .... e * Infimo a morte o simili , co* Odiare, Nimicare, Fc- [V. A morte, 1 e 2 ) Cil. SU. Pad.2. 1 Vi .. e hbero battuto intino alla morte , un santo Padre, che JjS £ ' ^ cià adendo , ec. ' s {°ve,. a con vario atto. Espos. Paterip f. 7 6. Non bave pietà di N. 41, a m drc mala ta a morte. (Pr) • i U;( j alla morte : Grido di chi vuol morto alcuno. F. Alla s, V) l ; r *-Bocc.g. 5 . «, 3 . Un guato di ben venticinque fanti ' di addosso a costoro, gridando, Alla morte alla morte. (V) \ /d e »5 n . Co * Nel giuoco dell ’ oca è quel sito dove chi ai riva. NSlMn'r 11 ^ tapo. (A) c]p/, rte civile dicesi da’ legisti la Privazione de’ diritti e >Q')C c Snc: ^ civile. U. Civile ad,/., J. 5 , /,. (A) eh'o,, re/ìi,,„ essazi o/ie compiuta delle funzioni de'vegetabili, la quale tdfiMj'Snidula.MnU ' ' ' •' -•- -- J'V.farr ■ - .'«c. Kb. 5. “ ^e,si o. cap. 12. ma se ijnesiu ae funi hi? 0 d ^ endei ' e cou P a h C l '■ frutti d, 1 v. a non ^'' "ii rottura de’ rami, acciocché la F ^Ihcir. ^??. Ve ‘ ta * n Slia (V) °««f morte, p. Tasso, (A) termina definitivamente colla putt e- 12. Ma se questo acconciamento non ’• ' ‘ del meloj, con pernia copiosa ah- 453 36 — (Teol.) Morte dell’anima dicesi Lo stato dell sminici che cade in peccato mortale , come quello che priva V anima della sua vita sopranaturale . (A) (P) 39 — * (Mit.) Figlia della Notte , concepita senza intervento et altro Nume , sorella del Sonno , implacabile nemica della specie umana, odiata perfino dagl Immortali. (Mit) 4 0 — (Icon.) I poeti e gli oratori personificano la Morte , ed i pittori e gli scultori la rappresentano in forma d’ un carcame o scheletro umano armato di falce ; ed in questo significato si dice che la Morte è cicca, sorda, inesorabile, insaziabile, ingorda, invidiosa, pallida, tetra, fiera, orrida, iniqua, ec. ec. (A) Mortella. (Bot.) Mor-h’l h. [Sf. Specie dì piante del genere mirto , che ha il fusto legnoso ; i rami numerosi , flessibili , diritti, frondosi , nella gioventù alquanto rossi , quadrangolari j le foglie opposte , quasi sessili , lanceolato-ovate , integerrime , coriacee , lucide; i. fiori bianchi , peduncolati , solitarii , ascellarii i frutti piccoli , ovoidi, di un colore porporino quasi nero. Fiorisce nella state , ed è indigena nella maggior parie de' paesi meridionali dell ’ Europa , nell’ Asia e nel- V Affrica. Sonne di varie specie. Le sue foglie seivono ver conciare il cuojo , e per istillarne V acqua , che anche si stiVa da- suoi fiori. f Dicesi anche Mirto officinale o comune. F. Mirto §• 2- —, Morfina , Mortine, Mortino, Mortelo, sin. Lat. myrtu3 commimis Liti.] Gr. fLvprrivm* ( Da mrrtillus dira, del lat. my rtus che vale il medesimo. In frane, mirtille , in ingl. myrtle , in gali, mìorlal , in ar. murd o mured ec.) G. F.10. 56,1. Essendo le vie tutte spazzate, e piene di mortella e d'alloro. [Cioè , di fiondi di mortella.) Cr. 5. ij. 1 . La mortella è piccolo arboscello, quasi bronco, il quale spezialmente abbonda nel lito del mare. Red. Oss. an. 27. Nel di cui fondo aggiunsi qualche quantità d’acqua di fiori di mortella.» Ar. Far. 6. 21. Vaghi boschetti di soavi allori, Di palme e d’ amenissime mortelle. (Min) Mortblletta, (Bot.) Mor-tel-lét-ta [Sf] dim. di Mortella. PiccioLa martella. Soder. Colt. 68. Questa feria) nasce, e si manticn viva e piena d’ umore senza toccar terra , e non ha barbe , ma sta attaccata con la sua rugiadezza su le ginestre , mortellette , ec. MoniELLiNA. (Bot.) Mor-tel-li-na. Sf. Mortella di foglia doppia. Lea. myrtus minor vulgaris-. (A) Mortellone. * (Bot ) Mor tel-ló-ne. Sm. Farieta di mortella a larghe jòglie detta anche Mortella romana o betica. Targioni. (N) Mortero. * (Geog.) Mor-té-ro. Isola dell' Adriatico sulla costa della Dalmazia. (G) Morteto. (Bot.) Mor-té-to. Sm. F. A. K. e df Mortella. Saìl.Giug . 537. Un colle ec. vestito d'oliastri e di morteti, e d’altre generazioni d’arbori, li quali in arida terra e in renosa sogliono nascere. (V) Mortezza , Mor-téz-sa. Sf. Qualità di ciò che è 0 par morto. Fasar./ett. Formasi la stultizia e la saviezza nelle teste di pittura, ed in esse si fa le vivezze e morti zze di quelle : variasi il color delle carni. (A) Morti. (Mariti.) Mòrti. Sm. pi. Quegli stami di pietra , di legno e di ferro , che sono posti ne porti e ne' cantieri per assicurarvi con funi il bastimento, (Dal turco rnertek colonna. Altri U Yuole così detti dall’essere immobili.) (S) Morti a , Mor-tì-a. Sf. Specie di vivanda salata} e di qui taluno ricava la voce Mortadcllo. (V. mortadelloi) Frane. Barò. 25g- 20. Ova e solci e mortìa , Lodretti, e ciò che invia, E vini, e cose assai cc.(Y) Morticcio , Mor tìc-cio. Acid. m. Che ha del morto. ( F. Mortale. ) Lat, morticinus, cadavereus. Gr. B-y^fTtfxx’Gs. Agn. Pajid.47 • Aveva gli occhi al continuo pesti cc. per tutto , la carne vizza, morticela, e in ogni parte sozza. 2 — * Agg. di Colore , cioè Pallido. (A) Morticino. * (Arclie.) Mor-ti-eì-ni-o. Sm. Con questa voce , la quale trovasi in alcune opere antiche , gli eruditi intesero d'indicare quel tributo , che il principe esigeva anticamente dagli eredi , dopo la seguita morte di qualche suo vassallo. (G. F.) Morticino , Mor-ti-cì-no* Sm. dim. di Morto. Lat. parvus mortuus , exigunm cadaver. Morticino. Add. m. Aggiunto per lo piti di Carne e Lana, e vale Quella di pecora morta dì morte naturale. ( C. Mortale.) Lai. [morticiuus.J Lib. cur. rnulatt. Prendi due bioccoli di lana morticina, cioè di lana di berbice morta di morte naturale. 2 — Agg. di Legname, si dice del Legname che sì secca naturalmente sul terreno. Mortiferamente , Mor-ti-fe-ra-mén-te./ 4 w\ Con morte. Lat. mortifere, lethaliter. Gr. Skv&tims. Ornel. S. Greg. Il veleno del peccato salutiferamente s’apre, il quale mortiferamente s’occultava nella mente. S . Agost. C. D. Giuda ec., mortiferamente disperandosi della misericordia di Dio, non si serbò veruno luogo di penitenza salutifera. Mortiferissimo, Mor-ti-fe-rìs-si-mo.^ 4 iA/. m. superi, di Mortifero. Moi'- talissimo. Fannozz . Avvert. Poi. 84 - Berg. (Miu) Mortifero , Mor-tì-fc-ro. Add. [m. F. L. Che fa morire ,} Che apporta morte. CF. Mortale.) Lat. mortifer, lethifer. Gr. ^xyxruòris, $xva.rrì$opos. Bocc. latrod 4- Nell’ egregia città di Firenze , oltre ad ogni altra italica bellissima , pervenne la mortifera pestilenza. L nov. 33 . 14 • Con promesse e con doni a fare un’ acqua mor 1 era la condusse. Coll. SS. Pad. Tutto quello che si ritrae da essa, e da schifare , come cosa mortifera e noceote. Petr. cap. a. Voi sete offesi Di un grave e mortifero letargo. y T , c Mortificagione , Mor-ti-fi-ca-gió-ne. Sf F>A. F» * di Mcvuticazionei Moral. S. Greg. 5. 3 . Cosi per b simile, coloro 1 quali desiderano compiutamente la mortificagione della carne loro , sou come coloro che cavano, che quanto più vicini si sentono al loto fine, tanto sono più ardenti nella operazione. (V) Mortificàmento , Mor ti-fi-ca-mèn-to. [firn. F. A. F. e di Mortificazione.] Fit.SS.Pad. 1. 236. Ti confesso che non sono ancora giunto a tanto mortificàmento. Gr. S. Gir. 26. Per la mirra dobbiamo intendere lo mortificàmento della came.d’.Gio.Gmost, E cosi da ogui 58 k 454 MORTIFICANTE MORTO parte Vanitilo si trasmuta in uno niortitìcaniento
  • ‘ V- Dare a un morto, e V. Incenso, 2, 2. (N) Fiet.^' 3 ' 7 —* Col e. Essere : Non essere nè morto nè vivo. Ir"" 1 ' 9. Non son nè morti Nè si posson dir vivi. (N) » — Ed Essere il morta in sulla bara. V. §■ <3. fit 8 — * Col v. Guardare: Guardare un morto —- Vegghi"’’ 6 guardia. V. Guardare, §. 23. (N) -aP^ 1 — * E fg. Guardare il morto dicesi di Chi sta sC l - - V. Guardare, $. 23, 2. (N) ri.fftl S) —* Col v. Mostrare : Mostrare il morto in sulla bara. " ' L 0 , v ■ io — Col v. Piagnere : Piagnere morto —Far tribolo, c"’ 1 r ’3'I ,u ° i-'iuiTi de’ L.atini. V r t. S. Gir. i3. Non è cosa vana, s0 r morto piagnere? (V) rC 4 Q it —* Coi v. Sonare: Sonare a morto = Sonare per n . a o°/h) polo il mortorio. V. Sonare a morto. Forlig. Rim. D bara: si dite di Cosa che sia presente, e mitniJeslti.Lal. ll ' porto esse , liquido constare. Gr. ùipiQzyìt dm 1. V- H° s i, c[ l'f \ ( . ennz. Donne, il mollo è ’n sulla bara, E Granch.3■ 9 p fi* 1 '? di Dio, Granchio , Mostrami il morto in sulla bara, l 1 ' 11 .*!^ 1 2. 6. Una capoila voglia non si sgara ; 11 morto è ’n E Salvili. Annoi, ivi ; 11 morto è in sulla bara ; cioè » a p lo addita, non ci è rimedio. (N) é • 4 —‘Co’morti non combattono se non gli spiriti. VarchT t0 * mi vo’pur ricordare che non solo Poggio, il Filelfo, Lo* i i> ^ ti. 1 ..li..: _ ». • . . . > • • • _ . .. • _..w7 ì?n CO * - e molti iillri frecro invclLive conti’ ti , i quali no» potevano avergli oli ra i vivi, ma czìaiKi^^^yriif 1 , 0 ^) • . - ul »’ si > e se pure ollès 1 g ‘ s nir il ‘;^« morii nou combattono (come dice il proverbio) se non f* , (ll tl l t0 \$. 15 — lUcordare i morii a tavola=/^/re cosnnottpiopoi " 1 '^ 1 ^ a e al luo“o. Cccch.Seivìi$.5.1 2.Costui va ricordando i llì0 - c£J j-sÌ ,tl 16 — * Stare a piangere il morto = Piagnere e Ramni 1 * a, mente . Mahn. (A) ,. a s$olf 0 il 17 ■— (Kccl.) /I di de’morti, Festa de’morii, ed ^ I morti: La Commemorazione de'defunti, che f, Morto. Jdd. m. Uscito di vita-, [che dicasi anche 1H 0 * ^ Spento, Trapas^aio, Ferito , c poeticamente. dufiinctus. Gr. À7CQ r àoc.vd^^ TiTtXsvT^aws.JìocC' 11 e di- Ja er <°PP os izivne a vivo, acceso.] Lat. extinctus , inortuus. Gr. 1 t4r boìi f,f * Esp. Pai. JSost, Che altrettanto , come egli ha intra * [ J w m ° rto e ca, ‘bonc vivo , ec. D’ulto dì Carne.] per Ammortita, Mortificala. Cron. Peli. i 3 g. \\ n on ^ Uc , dinanzi , cioè il caperozzolo , gli si convenne tagliare, 3 .-s P ona n >” na ) perocché la carne era tutta morta. ?°*fe ??’ (l Colore o simile ] per baiarlo, hmoriito , Di color di • 1 l'i'ar 8 S* 2- (A) di Fondo ; Fondo morto è quella porzione del letto ’ d^sso, cc- dm le ]' tte/ms! cintimi 1/~ Fortrln ciw € o3. o UV JS0 ' CC ‘ d° ve l’acqua stagna . P. Fondo sm. §. 23 , 2. (A) ^rto] 8$' ^ Fornello:] Fornello morto, Padella morta, [Padellotto »oco eC - dd chimici si dicono il Porne fio, la Padella ec. che abbìa- (* av Ver( Ca ì° re ‘ -drt‘ Petr. JSW. //■ ^ 2 • Nel calcinarlo (il piomboj ^ ;i a . °be il fornello non vada caldo, ma assai morto , che solo r» ìi MOSCA ^55 aS •— lAgg. di Piazza :] Piazza morta si dice, la Paga < he lira il capitano di quel soldato che non ha. 29 — [ Agg.Ai Pietra:] Pietra morta ; Sorta di pietra. Benv. Celi. O- ref. i 33 ‘ Preparisi dipoi una pietra morta, di grossezza d’nu mezzo braccio. E t/fn. Il che non interviene di un’altra sorta di pietra tanè, detta moria. » — E fig. Petr. canz . 3 o. tj. Pur lì medesmo assido, Me freddo, pietra morti in pietra viva. 30 — * dgg. di Terreno vale Infecondo. Bari. As. P. 1 . ìib. 5 .§. 1. La pianura aneli* esso è terron magro e morto , da non potersi addomesticare per qualunque coltivamento si adoperi a migliorai lo.(P) 31 — dgg. di Vino. Ci'esc. lib. 11. cap. 27. Il vino s’oflènde di più cagioni, per caldo , per freddo, ec. E alcuna volla s’ollai le in tanto, che del tutto perde ogni calor naturale 5 c allora per ninno modo si può curare , peroccb’è morto , e al morto ninna cosa fa prò. (V) 3?. — * (Geog.) Marc Morto. Lat. Marc* Mortuum, Lagus Asphaltites. Lago della Turchia asiatica nella Siria; detto anche Lago Asfaltico od Asfaltile. (G) Mortorio , Mor-tò-ri-o. [Am.] Onoranza o Cirimonia net seppellire i morti Mortoro, Mortuario , sin. ( P. Esequie.) Lat. fumiti, litne- bris pompa. Gr. x.r$Q$. Pass. 3 t 3 . Disperalo da’ medici , s’ apparecchiavano T csseqnie col mortorio. Stoj\ S. Onqfr. E incoiasi uficio di mortorio al mio corpiceilo. Serd. Stor. 6. 23 q. Allettati da questi pasti , hanno principalmente T occhio a’ mortorii de’ ricchi. Pir. As. 3 i 3 . Non molto dipoi che fur finite le cirimonie delfinio e dill’al- tro mortorio , la donna ebrea se ne andò a trovar la moghera del morto giovane. 2 — [Cimiterio , così detto dei morti che ivi si sottendano. Modo ant .] Lat. monumentimi. Gr. fjLr 7 ig.ee. G. P. 10. 98. 3 . Ed eziandio i fanciulli di Roma andavano a’raortorii, ove ci ano sotterrali i corpi de’ morti Tedeschi, e scavati delle munimcnta gli tranavau per Roma. fCosì il testo Davanzali-J Modtop.o, Mor-tò-ro. [Ani. Lo stesso che ] Mortorio.^. Cron.Mordi. 238. Egli ebbe a ritrarre e regolare le loro masserizie, le loro case, i mortori, i lasci, e tutte 1*altre cose. E 2$f. E q';c.Ta fcp.su fu nel mortoro, ne*lasci, che furono assai, ec.» Morg.22. iq 5 . fluivi IVse- quie s’ordina e’I mortoro, Quivi piangeva tulio il conosloro. (li) Mortdagio, * Mor-tu-à-gio. Sm. P. e di ’ Mortorio. Car. Leit. in ed. 3 . 26. Per questo e per supplire al pagamento del mortuario , ed a, le spese della spedizione , cstinsi tutte le pensioni. (P< ) Moutuàlb , Mor-hi-à-le. Add. com. Della morte , 0 Appartenente a mortorio. Bellat. Disc. fun. L’anno, il mese, il giorno mortale dt alcuno. (A) • . 2 —* Agg. di Urna : Quella ove sono 'riposte le ceneri de'morti. / . Urna. (A) MonTuomo, * Mor-tu-ò-ri-o. Sm. Frutti della commenda correnti dal dì della morte del Commendatore spettanti al comune erario. Lat. moi tuorium. Bemb. Leti. 1. 11. 2^1. Per lo vacante e mortuorio dt.lla commenda di Bologna, la quale ebbi con questa di B 'nevcnto ec. (N) Morula , Mò-ru-la. Sfi dim . di Mora. Piccolo intervallo, Lulugielto. Silos , Serm. Berg. (Min) Morundà. * (Geog.) Mo-rim-da. Antica città dell Asia nella Media .— nell India al di qua dal Gange .— nell Atropalene. (G) Mosuirri.* (Geog.) Mo-rùn-ti. Antichi popoli dell India. (G) Morvan.* (Geog.) Mòr-vau. Sm. Lat. Pagus Morvimms, Morvenniuni, Moruudia.^/iz. paese di Broncia nella Borgogna c nel JSivernese.—, Montagne del Morvan. Monti della Francia che dividono il bacino della Loira da quello della Nievra. (G) M»- ** piombo fuso. £ fl/^rmoTSoprauVuo ri vegga die il fornello Morve*.* (Gcog.^Mòr-ycn. Moiuagna ^ c a S. roorl °; ohe come andasse caldo, il piombo non si potila Si avverta che il padellolto di questo vetro ta- )>o q ' a !ì l ? morto, e però sia in luogo della fornace. ■dee ,. al p at *ellotto. 5 0 Co, pi bg. di Forza : Forza morta: La tendenza naturale di tutti i verso il centro della terra. C. Forza, §■ 22, 2. (A) C(l 'e 0 Fuoco:] Fuoco morto: Medicamento che ha virtù d'incuo- 5l** ll er„ I0 . ^‘cittr lentamente. [ y. Fuoco, §. 4 l-~\ I.M. causticum. Gr. y}"' J-ih.Masc. A voler sanarlo bisogna adoperare il fuoco morto. n‘ Wy Gaggio: Gaggio morto ^Capitale perduto. /GGaggio, gii di Lingua : Lingua morta dicesi Quella che più non si tit ^ » v 'g n , che è tutta spenta, come disse Dante. G. Lingua, 53 yli (jj jdv- Avveri. 1. 1. t'ò. Era usanza ec. il nomar l’oDere con MoRvtnA jtESTo , Mor-vi-da-inéu to. Sm. V. e di’ Morbidamente. Lor. Med. Com. (A) ove non vada Morvioo , Mòr-vi-do. Add. [m. V.edH] Morbido. Lat. inollis. Gr. ua.- Ka.x.6s. Red. Ins. tS 5 . Proccurai molte volle, che fosse posto mente se tra quel folto e mùrvido pelo, da cui è tutta coperta la foca, s’au- nidassero animaletti di veruna sorte. E Esp. nat. 27. Un bel fau- cinlletto , tutto lascivo, morvido e ricciutcllo. E Osi. aa. 72. Acciocché le mosche , o altri piccoli volanti, potessero pascolarsi sopì a quei giacinti che s’eran conservali molli e inorvidi. Morviedrese, * Mor-vie-dré-se. Add. coiti. Di Morviedro. (B) Morviedro.* (Geog.) Mor-vié-dro. Lo stesso che Murviedro. E. (G) Morviglio*e. (Med.) Mor-vi-glió-ne.[Airt.Lo stesso che] Morhiglione. É. (V. propria del dialetto napolitano.) Morvillieri.* (Geog.) Mor-vil-liò-ri. J'r. Morvilliers. Piccola città della Francia nel dipartimento de' Eosgi. (G) Mosa, * Mò-sa. ÌV. pr. m. Lai. Mosa. (Dali’ehr. matsa trovare: Trovato.) (B) 2 —* (Geog.) Sf. Er. Mense. Fiume che sorge in Francia, ove dà nome ad un dtp., entra ne'Paesi Passi, e mette foce nel mar del Nord.(G) Mosaico,* Mo-sà-i-co. Add. pr. m. Di Mose. (A) senso in opposizione Mosaico. (B. A.) Ani. Lo stesso che Musaico. E. Bovgh. Eesc.Fior. 438 . Nella tribuna lavorata a mosaico nel suo prime.pio si veggono ^ U M a V «„ a d un ..... 1- i 4t- Li venne voglia di ridurre questa forza fiS- di M laniere. (V) C /■ * ,liul0 .' Mano morta. E- Mano, §. * 44 - (A) f ?/»■, R , Gpcra osimile per i\ alla , E una , Senza effetto.Geli. tf j :c tl ' ’ ' E’ nasce da buona intenzione , cagionata dalla buona ll2 a <ì,.. l ta , a 4'iale tutte le opere vostre son morte,secondo lascn- g ol °gi. (M) 15 Z °Per» P “' a morta in marineria ha un altro ÌP A s * v . ,v ''' ) E. Opera. (N) Parola , Poesia o sìmile , per Flebile , Trista, Lugubre. ^ Uì U, r, 10 * r»-».. - ■ ’ • * - - • (G) r . P es ° morto.» Sagg. JSat. esp. 128. È di grossezza (ale [-' 1 (... tl ——— —oo--— —“ — t - . 1 i ^ lco ni peso morto schiantar si dovessero, forse e senza "■r di p- ro migliaja e migliaja di libbre. (N) tiltj s °lc Q lar da. Creso, lib. 4 ■ cop.rz.Ma se il tronco della vite, a . 1«e\l 0 P i°. r .P' ove i o da nocevoli animali è cavato , purghiamo Vv Min 0 n* j ' tl0l t 0 , e le piaghe sue di morchia ugniamo./? cap. Sc °tio 8 °. “'toneggiamenti nel primo anno alle piantate viti,chq rimangono quasi morte. (V) Mosca. (Zòol.) Mó-sca. [ Sf. Genere d insèrti dell' ordine de' din -ri; hanno i due primi articoli delle antenne mollo jnii corti del ter.o , che forimi una paletta alluri. t ..iii strimi . , - , . ata e prismatica e la setola e spesso piumosa. La spcc.e piu comune e la Mo.ca domestica che ha U ne lo delle antenne barbuto il corsaletto di grigio cinereo , con annido raggi neri , l' addottane di un bruno nericcio. Si distingue il maschio dalla femmina da cinque ultimi anelli dell’ ad,(ornine che questa ha m forma di tubo lungo e carnoso che introduce in una fenditura verso l addo:,mie del maschio. Le larve vivono ne’ letamai caldi ed 456 MOSCA lanuti.] Imt. truisea. Or.pv'tx.stirigli. ^(7.La ghiottamosca seguitali me» le, e il lupo il carcame. Curate. Frutt.ling. La mosca è volatile , e vile, e immonda, e molto inquieta. Baco. nov. ig. 38. Con sua grandissima angoscia dalle mosche e dalle vespe e da’tufani ec. Iti non solamente ucciso , ma infino all’ossa divorato. Sant. Iiif. 17. 51. Quando son morsi O da pulci , o da mosche , o da tafani. Fit. SS. Pad. t.3. Il fece ugnere di mele, e poi cc. lo fece ponere c legare al sole ardentissimo , acciocché per le punture e per lo tedio delle mosche potesse vincere colui.» Dant.Jnf. 26. Come la mosca cede alla zanzara. (Cioè , la sera, quando ritirale lemosche, si incuoilo le zanzare. J (N) 2 — Coll’ agg. di Culaja vale importuna, e per simil. si dice di Chi sta sempre presso ad alcuno nojandolo. [ P. Culajo , §§ 2. e 3.] a —- * E così coll’agg. di Canina. Salviti. Iliad. 58g. Perchè, o mosca canina , inzighi in briga Gli Dei ? (N) 3 — Dicesi per beffa Cacciarsi le mosche dalle rene , e vale Farsi la disciplina. Frane. Sacch, nov. 125. Delle cose che non ci costano, largamente le diamo a Dio, come paternostri ec., metterci canavacci in dosso , e cacciar le mosche dalle rene , ec. ( V) 4 — Modi proverbF'non si può avere il mele senza le mosch c—F non si può acquistar lene veruno senza noja e fastidio. [F. Mele, $. 3.] Lai. ubi ubcr , ibi tubcr. V. Flos, 3o8. 5 —* Alla pentola che bolle le mosche non vi si appressano: dicesi per sovvertire che non si dee stuzzicar coloro che sono in collera, perchè essi possono nuocere. (A) £ — Egli è più fastidioso d' una mosca ; si dice di Persona molto 110- josa. Lat. mosca impcrtunioi*. 7 — Essere, Restare o simile come mosca senza capo: si dice di Chiunque resta o è senza alcuno indirizzo. [/'.Capo, §.32, 2.] Cecch.Dissim. 2. 4- Vuo’tu ch’io venga là come mosca senza capo? Ambi \ Flirt, f. 5. Vi dirò il vero: io son venuto quasi come mosca senza capo. Case. Slreg. prol. E restata come mosca senza capo. 8 — F ar ti’ una mosca un elefante — Far gran caso delle cose piccolissime. Cecch. Dissim. 1. 1. [E’non é, Albeito inio, clic in questa città non ci abbia le centinaia che potessino averlo simile e più bello.] se e’ volessero pigliare il panno pel verso , e darsi manco brighe, « non far sempre d 5 una mosca un elefante. 9 — In bocca chiusa non entrò mai mosca—Altri non può essere inteso senza parlare ; o pure Chi non chiede, non ottiene, f /•'".Bocca, $.£9.] 10 — La mosca tira il calcio ch'ella può: si dice di Chi correbbe offendere mio, c noti pub. Lat. edentulae maxillae. F. Flos , 255. 11 — Levarsi le mosche dui naso , o d’ intorno al na o = Non si lasciar fare ingiuria Lat. injurias propulsare. Gr. àfxvvtiv Cecch. Servig. 3. 2. (ili mostrerrete , che sete persone Che vi sapete levar via (lai naso Le mosche. Malm. 7. Ò6. Ma io, die da’ miei dì mai bevvi grosso , E le mosche levar mi so dal naso , ec. *2 •— Le mosche si posano o danno addosso a* cfiva’magri^tLe rf/ag/w- zie cadono sempre addosso a' piu deboli , I più deboli sono sempre quelli che ne vanno di mezzo. F. Cavallo, §. 02.] lat. canis pa«- peiem peregrinimi semper infestat. F. jL'Ics, 310 . Cecch. Donz. 5. 2. Le mosche danno addosso a’ cava’magri.» Cecch.Dissim.2. 3v Sempre le mosche campeggiano addosso bene accavalli magri. (V) 13 —Saltar la mosca [ad alcuno] = Incollerirsi. Lat. indignal i. Gr. opyi- fycr&ai. Bern. Ori. i.3.8f. Salta la mosca subito a colui, E dice : ec. 14 Fer simil. Neo o Macchia di pelo, la quale una volta dicevasi di quelle che si lasciavano alle due estremità del labbro superiore , ed ora dicesi di Quel pezzetto di barba che si lascia nel mezzo del mento. Angui II* 12. Amati, {Pi) (B) (N) 15 —* Fig. Cosa da sprezzo. Fit.SS. Pad. /p ig3. Perche v'affidate a vostre mosche di danari, non avete trovato vivanda da mangiare.(V) 16 * j Dìcesi Mosca di S. Giovanni, di S. Marco, una Specie d'in• setto conosciuto sotto il nome di Di/olo. F. (N) 17 — (Filo!.) Mosca cieca. Giuoco puerile , [ da Girci passato ai Romani, i quali chiamanvanla mosca aenea.Bendatisi gli occhi ad «no, il quale viene leggermente percosso da tutti gli altri, fin eh' egli riesce a porle mani sopra qualcuno.} F. Flos, 1 q. Pataffi 6. Ma sempre a mosca cieca mugolando. Frane. Sacch.rim.40. Va , fa a mosca cieca, E non seguir più Marte nè Ciprigna. Ciriff. Calv. 3. Se questi due giganti insieme accoppio , Non ne prenda nessuno ammirazione , Che lor bestialità tale uso reca, Ma poi faranno tutti a mosca cieca. * —* E poeticamente trovasi usalo Giucarc a mosca semplicemente. F. Giueare, 7. (N) 3 — Fig . Daria a mosca cieca. Faivh.Ercol. gn. Darla a mo.-ra cieca, da un giuoco che fanno i fanciulli, nel quale si turano gl» ocelli con una benda legata al capo , è dire senza considerazione , o almeno rispetto veruno di persona, tutto quello che alcuno vuol dire. 4 — Menare, Zompare o simili ìKmosca cicca, fig.—Dar senza dì- tcrezione.Morg. 2‘3. 08. E sempre tonda menava Fusherta; A mosca cicca quel tratto faceva. Malm. 1. /jo % Con quel batocchio zompa a mosca cieca. 18 — * (Astr.)'Mosca ediana. Specie di costellazione. F, Ape, J- 3.(N) 19 — (Marin.) Piccolo bastimento leggiero, e di utiandatura velocissima, il quale è al seguito d’una squadra, a fine di poter osservare i movimenti di un nemico , renderne, conto con prontezza, e portare ordini rapidamente da unti nave ad un' abiti. (S) Mosca.* (Geog.) Città e governo della Russia europea sopra il fiume dello stesso nome. (G) Moscada. (Farm.) Mo-scà-da.[//zW. esf.Agg. dì Noce.] Noce moscada. [Da lui albero indigeno delle Molucche si ha questa piccola noce ovale, dura ed untuosa, di color bigio e venato di rosso esternamente, rossiccio internamente con vene oscmvtte, di odor particolare, soave e forte , sapor caldo, piccante e grato. Contiene stearina , eiaina , olio volatile bianco acre , acido,fecola, gomma, ec. U macis è l'anello del frutto della noce moscada informa di membrana densa flessibile divisa in più pezzi, gialliccio , sapor caldo, odore grato aroma - MOSCATA fa* fico. Balla noce medesima si ottiene il burro che « ar a * tante e corroborante degli organi digestivi .] Lat. nux mosca * ^ c6 matica. ( Il lat. moscata è da moschus muschio. Poiché

    - jpof 11 , Moscata. (Zool.) Mo-scà-ta. Sf. Nome di un S en f ,e . ws0 , od " 1 dine degli attinieformi vaganti. Corpo libero, coti "filli Ho/n t uiusuuu.; vfjrcie ut [stame nei genere ciaoxa , cosine» h l ‘ c, 'tai,We ^P 0 l a pi°rgi a - (Aq) (N) 'è'./,,, (Apr.) Mo-sca-tél-lo. [■Sri. Lo stesso che ] Moscatlello. V, G °/t. 82. Per dar 1 ’ odore del moscatello al vin nuovo im- »,Ch e ■[ c .‘ ll aro, vi si pongano de’ fiori di salvia, ec. E appresso : J ° Sc *To Vv° P ossa 1- ' ce '' ei 'e quel sapore di moscatello. 4 ' c ‘ V ’ c ter.) Mo-scà-to. lAdd. e sm.] Aggiunto di quel mantello “ finis ’ c ^ e s0 P ra H bianco ha sparse alcune macchiette nere Utili,i c ( ! mosc he , che oggi dicesi propriamente Leardo moscato, locato Son ' 1 - 11 ' corti 1 ’aer fiocca All’odor del leardo, anzi j 4 p^o di macchiette nere a guisa di mosche- lì art. Ricc.i.it. >> [i n ®° n ° dipinte a capriccio o granite, gocciolate, moscate cc. (Br) hf 3, -f a, za di sm.] per Moscado , [ Materia odorifera.] Fr. Jac. I 'r ^ 0 I ir ’ ogni altro moscato Panni che renda odore. Sl'^ttafo* ) Mo-sca tó-ne. Sm. Nome volgare del gabbiano pic- ' °^t«nto 0, tv Gab P‘ imo - (A) 'Sti 0 ' » Mo-sce-rì-no. [Ani. Lo stesso che] Mosclierino. V. orme MOSCATE! LINA 4, 5 • > continuile, spontaneamente allunganlesi, e di membrana bocca ma sn, tde vestilo. Apertura superiore terminale , che serve di .»el[ fiAttorniata da due ordini di tentacoli. nell'esterno maggiori, "«Cvr, e,n ° minori. Ano inferiore laterale. Renier. (Min) (Oj Wo LIsa - * (Boi.) Mo-sca-lel-li-na. Sf. U■ G. hai. moscatellina. ii»;.. sc hus muschio.) Specie di piante del genere adoxa , così de- MOSCHETTO 457 Natmonc, fattavi condurre sopra mia moschetta , la scaricava ogni ora una volta. (Gr) 3 — * (Filol.) Amie, usato per Moschea. V. Sig. Viagg. Moni. Sin. I <). Sarebbe troppo lungo a narrare le chiese de’ Saracini che si chiamano moschette , ed hanno campanile, e quando vogliono significare che sia l’ ora delle nona, i preti delle moschette vanno su i campanili e lassù dove comincia la cupola del campanile si ha di fuori un ballatoio di legname. E appresso : Ancora alla compieta salgono in sulla detta moschetta , e per lo simile modo gridano. (N) Moschetta. * (Bot .)Add. f.Agg.cli una spezie di rosa.Nav<}ge.r.Berg.(0 ) Moschettare , Mo-schet-tà-re. All. Uccidere con colpo di moschetto ; ; siccome Archibugiarc, con colpo di archibugio. E pena militare capitale , che ditesi anche Passar per le armi. Fag. rim. Che la trippa un ti sfondi , e il capo screpoli , O ti moschetti, se per sorte scapoli? (A) Salditi. A Moutcrchi ... fu capitano il Melagari genovese , che poi lo moschettarono in Arezzo. (Gr) Moschettata, Mo-schet-tà-ta. [A/)] Colpo di moschetto (nel significato del §. 3.] Lat. sclopi majoris'ictus- Red. Esp. nat. 13. Si sarebbe posto per bersaglio a qualsisia più brava c più orribil salva di moschettate. » Davil. Saettando la sottoposta pianura con grandissima furia di moschettate. Segner. Trafitto da una moschettata nel capo, incontanente perde la vita. (Gr) Car. Leti. ined. 2. ioj. II Sig. Federico Savello da la muraglia di Siena ha tocco una moschettata in una spalla , c si dubita che farà male i fatti suoi. (Pe) Jd ?:. e sm ‘ Nome àe'Piccoli faccendieri e Moschettato', Mo-sdiét-tà-to- * Ade? lm.da Moschettare .:)*Ucciso a colpi dì moschetto. Segn. Crisi, insti'. 3. 36, s. [Mirate uu poco que* soldati infelici j dannati al dado , cioè dannati a dover tutti gittarlo sul tavoliere con questa legge , che di lor muoja chi sortirà minor punto, con che batticuore lo gettano ec.,} poiché si tratta di tanto, odi andar libero , o di morire moschettato ! 1,1 Mwemnia. (A) ^/i~ 1 l°l ) Mo-schè-a. [A/a] Tempio de* Turchi, {o piuttosto di S *ntf,y nemui > ove non si veggono nè altari nè figure nè imagiui, ° ^ Po e J' atì7 P^de e molte cupolette sostenute da colonne di marmo Son precedute da un cortile ombreggiato di cipressi, * fli t 4 ec, ■ » > .. * il Re piecipilosamente sotto alle artiglierie, ed alla moschettala più del dovere. Cinuz. Jn questi tempi la maggior parte delle vittorie si acquistano col mezzo dell’ artiglieria, c colla prestezza dell’ archibu- sena e moschettcria. (A) (Gr) Sansever/n. Serg. (O) Moschettiere. (Milit.) Mo-schet-tié-re. [Add. e sm.] Soldato armato di moschetto. Gal. Sagg. 382. Se il piombo si .liquefa sicuramente 1 'arrivando sopra un corsaletto , poca botta potrà fare ; onde gran meraviglia mi resta, che questi moschettieri non abbiano ancor pensato di far le palle di ferro. Moschettila , Mo-schet-tì-na. [A/[] dim. di Moschetta nel primo significato. Tratt. segr. cos. domi. Quelle tante e diverse moschettine che si posauo sul letamajo. Moschetto. (Milit.) Mo-schét-to. [Ani.) Strumento bellico [ antico ch'era un’ arme da tiro , la quale si scagliava colla balestra , prima della invenzione delle artiglierie. Detto anticamente anche Moschetta.) (V. moschetta, J. a.) Secondo alcuni,questa voce deriva, come quelle della maggior parte delle armi da tiro de’ tempi di mezzo , dagli uccelli di rapina , e fu presa, a parer di costoro , per similit. da una sorta di sparviero chiamato a quel tempo ÌWuschetto e Mascetla , come nel Frauccse antico Mouschet , dall’ istinto di questo animale di dar la caccia alle mosche. Altre spezie di sparviero hanno dato l’origine alle voci militari Smeriglio , Sagro, Falcone cc.) G.U.10. 21. 3. Molti no furo lèditi e morti di moschetti di balestri di Genovesi. 2 ' 1 [Pezzo d' artiglieria minuta e manesca che s’lulopero ne’ secoli -1’ - e xri.] (In frane, mousquet, in isp. mosquelo, in ted. muskete ec.) Cinjtfi Calv ; f 122. E spingardelle e moschetti e spingarde. cintile . della anale si ass.'gna l’invenzio. i't"Anni'" 1 ' '"terno son portici ove abitano imani, studenti e poveri p- ‘T ' ùmicamente Moschetta. — ,Mesciuta, sin ] Lat. mesqueta. f"ijf A rtes SÌd tempio , mezkit tempietto. In pers. musku tempio.) ■‘i ,{,!! a ' v - 3. <)b. Non si dee lamentar, sendo gabbato, Il sacerdote jNte ] a a n, 0 _schca. Seni. Stor. fi. ifiò. Edificarono mia moschea con V Mazz ' 1 ^ 1 ’ c ' ie stessero accese in perpetuo. E 5. 183. l)ov’ era % r)° r c CUU ^ a ^ r ‘ P' CC| ;I' moscherini neri, con 1’ ali molto più lunghe >i ù«/" F 0 ' blu°". Fier. 3 . 4.4- Che vi daran men noja i moscherini. Annoi, ivi : Moscherini, ariimaletti che ronzano peraria, di'H° ne S ]i occ hi s in gola, danno noja ed offesa; fan pizzi- iir c il | IS ° ’ d quale è la sede dell’ ira , e della collera ; onde pi- jj sclierino , è per qualche piccolo sospetto o puntiglio arridi ".’iso. Pigliare i moscherini per aria , cioè puntigli minuti, iJOqÌ pianti. (N) ^ evai ’e :] Levarsi i moscherini dal naso, [fig.]— Non si .tip-; 5. ® '"giuria . Lat. injurias propulsare. Gr. \il$w àfsivue.Buon. (Li ■ G * ,e lor la Tancia già scudo rimase, Volle levarsi i mo- naso. _ ’ ^outarc:] Montare, Salire o Venire il inoschcrino=Au- V^do mirarsi. Morg. 20. 40 . Non domandar , quando e’ 1 ’ odi v; .?■ njontò sol naso il moschcrino. v; S il njontò sol naso il moschcrino. Fir, uov . 2. 206. Or •l ÌQ ° se e'le salse il moschcrino. j£mbr. Furi,/pi .Quando Pfy C 0 1 ^pscherino , i’ andrei lino al sepolcro. n'' figliare: Pigliare il moscherino “ Arricciare il naso \^Ziq V °^P cospetto e puntiglio', cosi detto ded fare il mosche- ,* ij naso , il quale è come la sede dell ira e della col - Voi* le fSiÌri 1 / / nasclier “^P el: aria if'S- = Pigliare i puntigli (A) Mo-schét-ta. [A/i] dim. di Mosca. Lat. tnuscula, Ih le, c j j /' Red. lì li. 108 .1 l.i ogni bozzolo esce fuora un animaletto WÌo ' «C lalvolla è una zanzara, e talvolta una moschetta nera. E Py ii,-| P°trete vederne la figura ch’io ve ne mando in questo S (Ve e l, ù delineato il verme , [P uovo in cui si trasfigura X • '■) ' a moschetta eli cesce da quell'uovo. ‘ i /acuta che si lanciava colla balestra prima della ì^i’i^fjYs avi ’gUcrie. Detta pure] Moschetto. (Dall'ar. misqes JV b>pìc Sac ^ loruita di lunghe punte. Nella stessa lingua ma- Meninski per ultima sagitta in aleatorio lusu.) »>’ » sciiti. ’ ™ css er Simone fu fedito d’ una moschetta nel ginocchio (G/j ai ' uol o- Ato ' Pì^ am °ssi pure con questo nome un pezzo di minuta arti- if'y 1, gl; co 'nunemente ] Moschetto. Segn. Stor. 1. . 5 . Benché, in- K s XC> v ’! ntrass «'<\ , ci restasse morto ec. di un colpo di 4-' & oppresso : li signor Giovanni dc‘ Modici fu ferito uioscUetta.» f^arck. Stoi\ Uuo dc’bombardiai chiamato 3 ■— [ Arma da fuoco portatile , della quale si assegna V invenzione al principio pel secolo xvi, fatta- in tutte le sue parti come l' archi- buso , ma piti grossa assai , e però grave al maneggio pel suo gran peso , che era di 18 a 2o libbre , e per la lunghezza della canna di sette palmi toscani almeno , la quale veniva perciò portata da' più robusti soldati , e maneggiata coli’ ajato d una forcina. Nel secolo xvu . quest ’ arma andò soggetta a molti cangiamenti , ora posposta alt arckibuso , ora ridotta a miglior forma , e preferitagli nelle battaglie per la maggior passata che faceva ; finalmente Venne abolita sul finire dello"stesso secolo al tempo in cui tutte le fanterie presero il fucile. F’. Archibuso , Fucile. J Berti. Ori. 2. 28. g. Un moschetto convenne provvedere, Per far cader quell’onorata chioma. &egg. fiat. esp. 2^2. Cioè uno d’un tiro di moschetto, T altro di artiglieria. si Cinuz. Il moschettiere sarà uomo più di vita , e più gagliardo dell’ archibusicre , per essere il moschetto più lungo e grosso dell’archibuso comune poco men della metà. E altrove : Nella nostra moderna milizia , ordinariamente e per lo più sono tre sorte di soldati, secondo le tre sorte d’ armi offensive e difensive migliori di tutte le altre, che s’usano oggi : Parchibuso, il moschetto e la picca. Montacucc. Gli archibugi non si adoprano più negli eserciti alemanni, avvegna che ri moschetto fa maggior passata. (Gr) 4 — * Ora la voce è rimasta in alcuni paesi d’Italia a specificare lina sorta di scoppietto , che alcune cavallerie leggiere portano pendente col calcio alt insù da una bandoliera ad armacollo , alla quale si .. appicca con un gancio. In questo signif. sì avrebbe piuttosto a chiamar Moschettina o Moschettino volendosi tradurre esattamente il Mou- squeton de’ Francesi , di è un diminutivo di Moschetto. I ulte le parti di quest arma da fuoco portatile hanno le stesse denominazioni di quelle del fucile. (Gr) 5 *—'* Dicesi Moschetto da cavalletto, e vale lo stesso che Moschettone, quel Grosso moschetto da posta incavalcato sopra uno 0 due cavalletti, e che serve nelle difese delle strette, de coiTidoi, delle brecce, ec . .Davil. Stor. Frane. Con le artiglierie , coi moschetti grandi da cavalletto , col lanciare fuochi artìlìziali non ceasavanodi molestare.(Gr) 6 t —* Dicesi Moschetto da giuoco, Un pezzetto d’ artiglieria in bronzo , usato dd Feneziani anche nel secolo xvu. nella scuola pratica 4 458 MOSCHETTONCINO del Bombardiere , di canna molto allungata, e stretta verso il collo, che portava una libbra di palla di ferro. Moretti. Il moschetto da gioco è un pezzetto usato nelVescrcizio debombardieri designai Veneziani da libb. i di palla di fciro. (Gr) Moschettoncino. (Bot.) Mo-scliet-loncì-no. Sm. Sorta di fiore del genere de’narcisi. Claris, ht. Piani. Berg. (Min) Moschettone. (Milit.) Mo-scbet-tó-nc. [*SVi.] accr. di Moschetto [ nel 2 e 3. signi/l] Serd. Star. 13. àie. Nel mezzo c da basso, lasciate le feritoje secondo l’arte, ponevano moschettoni a posta.Erano negli armamentarii della città più di settanta falconetti e moschettoni, a maneggiar i quali con grandissima sollecitudine s’esercitavano i cittadini. Montecucc. La prima fila può anche aver moschettoni. (Gr) 2 “ (Zool.) Uccello che frequenta i luoghi marittimi e le paludi, dove si pastura per lo più in tempo di notte. La sua voce è quasi simile a quella delle capre , e la sua carne è tenuta di ottimo sapore. Dicesi anche Pantana e Pittima. (A) Moschi. * (Geog.) Mó-scbi. Antichi popoli d Asia,fra l’E tifiate , la Colchide e le coste del Ponto E usino. (G) Moschiano, * Mo-schià-no, Mosciano. 2 V. pr. m. (Dal gr. moschineos che scherza , lussureggia in modo giovanile. In ar. meskun sedato , placato.) — Nome d’un Pretore degli Atrasioti. ( 0 ) MoscHicmA. * (Filol.) Mo-schi-ci-da. Add. e sosl coni. Chi uccide le mosche.Balli intitolò il suo poema della Moscheide anche Domiziano il moschicida. (0) Moscmoinio, Mo-schi-cì-di-o. Sm. U. scherz. Uccisione di mosche. Ber- told. iz. 11. Berg. (Min) MosciiiNO.(Zool.)Mo-schi-no..S'/H. dim. di Mosca. Piccola mosca. Lo stesso che Moschi l ino./' .Segner.lncr.i.25.28.Telii di ragni, la (male può ben prendere ogni moschino con sicurezza, ma non può vantarsi cc.(A)(B) Moschione, * Mo-schiò-ne. A. pr. ni. I,al. Moschion. ( Pai cr mnschiou piccol vitello. ) — Nome di un magistrato in Atene. — di un poeta comico* greco, ec. (B) 0 ) MosciamA. (Ar.Mes.) Mo scia mà.[Ay.] Sorta di salitine fiatto [della parte intercostale, ossia il filetto ] del tonno, [tenuto in soppressa per alcuni giorni finche sia bene assodalo.'] ( In ar. mosamnted cosa dura, mosmet solido, c mes’mum, dove la s si pronunzia come in scialila , sparso di odore.) Menz. sat. 11. Ei , che vien donde il caviale , c donde Si traffica il merluzzo c ’l mosciamà, Or del bell’Arno incacimi à le sponde? Mosciano , ’ Mo scia no. N. pr. m. Lo stesso che Moscbiano. V. ( 0 ) Moscino. (Zool.)Mo-scì-no [Sm dim.di Mosca .Lo stesso che Moscerino c] Mose hcrino. V. Segn.Pnd.2.6. La colpa dell’uno fu, che il Ite avea trovato nel bicchiere un moscino.» E Crisi, instr. 2. g. 7. Inghiottivano un cammello senza diflicultà, e poi temevano d’inghiottire un moscino. Salvili. Annoi, i. B. 1. 3 . »o. Moscioni, mosciui, insetti intorno alle botti o tini. (N) 3 — Per Moscione. V. (A) Moscio, Mó-scio. Add. m. Pizzo. Lat. mollis,flaccidus. Gr. x a kix.pós. (Dail’ar. munhescim , con cui il Meiiinski traduce il lat. flaccidus. In turco jumsciak molle, in gr. moschos tenero , novello.) Mosoioi.iso. (Zool.) Mo-scio-li-no. Sm. Lo stesso che Moscherino V. Pallisti. 3 . 568. Berg. (Min) Moscione. (Zool.) Mo-sciò*nc. [Sm. Specie cT insetto dell ordine de’ dit- ten, che sta intorno alle bolli o tini , che nasce per lo più nelle tmaje al tempo del mosto. Polgarmente dicesi anche Moscino.] Lat. culex vinarius. Gr. y.èn< v. ( Dal frane, moucheron che vale il medesimo. Altri stima questa voce corrotta da mastio , onis , c trae mastio da mustum mosto.) Cr. 4- 2 9- 1• La quale schiuma c bruttura fuori del cellario di lungi sarà da trarre; perocché se presso vi si pitterà, se nc generano i moscioni. ( Il testo lat. ha cenopes.) E cap. 37. 1. Alcuna trasmutazion non si faccia intorno alla feccia, che non generi i moscioni, ovver fango bianco. Gal.Sist.01. Qual sia il modo di operar della natura nel generare in brevissimo tempo centomila moscioni da un poco di fumo di mosto. 3 — * Favelliamo eie' Moscioni : Dicesi, perchè si muti ragionamento. P. Favellare de’moscioni. (N) 3 — Per ischerzo ri dice di Gran bevitore. Lai. bibacidus. (In frane. moucheron moscione c ritenuto pur nel senso di beone.) Frane.Sacch. nov. 3i- E innanziehc si paitissoifo, perocché molti moscioni erano del paese tratti, il vino venne al basso, e levossi la bolle. Buon .Eier. 1 3. 10. Tutte le botti N’a:-lavano in un dì a gambe levate In preda a quei moscioni , In preda a quei briccon succiabconi. Mosco , * Mó-sto. N. pr. m. ( In gr. moschos vitello : in cbr. maschil intelligente , sagace.) — Storico fenicio. — Filosofia sidonio , primo scrittore di anatomia. — Poeta buccolico greco di Siracusa. — Beton greco. (Mìt) Moscolatbi.* (Filol.) "Slo-scc-lÀ-hì-Add. m. pl.P.G. Lat. moscholatri. (Da moschos vitello, e latravo JO aiolo.) Agg. degli Ebrei adoratori del Phello d'oro nel deserto. (Aq) MoscoLATniA.*(Filol.)Mo-s<;o-la-trì-a. * ^ Moseos.* (Geog.) Mó scos. Lo stesso che Mosquitos. V • y*j mt - ■ m.l- ..^«c VOI 11 ' ,1, 4 — Col v. Dare Cotal vantaggio ha questa Tolommea , Che spesse ^ carte Innanzi che Atropos mossa le dea. (V) ° c ° l & ?? rc •' Far Mossa = Muoversi , Darse$’>° Partirsi, fi. Fare mossa. (A) - 2 , , (GÌ a — Far buona o cattiva mossa. U. Fare mossa , hfijffi^ Mossancani. * (Geog,) Mos-san-gà-ni. Smtodell luurfiffJfilfi MossAeaìvga. * (Geog.) Rios-sa-ràn-ga. Impeto della Gal 1 ' ■ c ttfi fé, Mosse, Mòs-se.[A/: pi.] Luogo donde si muovono a carso > ^ * corrono il palio , i qua’cavalli diciamo Barberi Lat- g fi G. r. 9 .3 iò\ 3. E poi ec. fece, in di*ps«° Fiorentini, correre tre patii dalle nostre mosse indo 0 * Ben. Pareli. 2. 25. Come quel]» che fumo a corn ai q/ alle mosse intìnochè si dica ; traila. ,■ m ttof ers % — [ Col v. Dan; : ] Dare le moss e—Dare il segna bene a cavalli. [P. Dare I e mosse, J. /.] Lai-‘ cal i'C. Gr. at|5' v0’:r\?)yyos atpr : Va<, * — E fig. p\ Dare le mosse, J. 1. 3 ^ MOSSI DU f tacriP arc ultimo mosse — Terminare di dar ardine o impulso ^ volte'’l'"’ 3 Buon. Pier. J. ~ * noto, 2, 7, Duro porger la roano,e ritirarla Da/*] 1 * c3le <3ar 3 mosse A cavarli di inan due ginlii. mosse a’trcmuoti. [ A'. Dare le , §. 3 . e] F. Tc f - ?8urÌ^„ domandare ... , Dirigere un esercito in battaglia. G.F.-j.Su Per d’uno Guido Bonatti... die si facea astrolago, ovvero v [Coi a ' ^,’ '' conte da Montefeltro si reggea e dava egli le mosse.(Pr) fililo s ( ■ sscrc 0 Esser buone mosse : mudo proverbiale, solito dirsi viene , dopo mollo indugio o difficoltà, olla conchiusione affare. " ’ . àlaìm. 7. g. Oli! ringraziato, dice, sia Minosse, ^ tCo/ Vo3ta le furon buone mosse. . . -mn Coj v. Furare :] Furare 0 Rubar le mosse = Prevenire in dire o Nel!* 6 al . tr i prima avesse in pensier di faro, lie ' cviperc e marni inannbrium. F. L.r- / futi \^ Su ^‘ CY. 5 .*. EU fate a modo mio, che qualcun altro Non • Farch. Ercol.80. Quando alcuno aveva in animo, Lat. antevertere, 2i3> Lai. §§óivitv. iJl CU »v,_ -w. r wt js 1 uni. kjw, ^«.«.uhavi auuuu avtvc» J.li aiuuiu, V r ° ^ di* 10 C ^ e a P er * e k^bia per dover dire alcuna cosa, e un P l ’* ma lui , cotale atto si cbiama furar le mosse MOSTO 459 Mostaccino , Mo-stac-ci-no. Sm dim. e vnzeg. dì Mostaccio. Lo slesso che Mostacciuzzo. V. Fng. Tom. 3 . Coi», 1. alt. 1, so.it. Che crediate che i mostaccini belli non piacciano anche a me ? Fortig.Ricc. 10. q 4 . Ma a queste donne che piace c clic garba In que’lór mostaccini da pupazzi ? (A) (B) Mostaccio, Mo-slàc-cio. [dui. Faccia ,] Ceffo , Muso. Lat. os, facies. Gr. irpccinrov. (Da mostaccio in senso di basetta, presa la parte per lo tutto.) Galat. 18. Non so a clic io mi tenga, che io non ti rompa cotesto mostaccio. Morg. 4■ 3 o. E fu quel pugno di tanta potenza , Che tutto quanto’l mostaccio gli ha infranto. Berti. Orl.1. 6. 7. Ed a mezzo il mostaccio un colpo mena, Che ’1 fece ir venti passi per la rena.» Farcii. Ercol, 1. 121. Il nostro musare viene da muso, cioè viso o volto , che si dice ancora ceffo, grifo, niffolo, grugno , e mostaccio , c massimamente negli animali. jRusp, son. 1. Son le sue gote e’I ruvido mostaccio, Da mandarvi i cazzotti in guarnigione. (N) 1 —* Batter checchessia altrui nel mostaccio — Ingiuriosamente avventarglielo ; e fig. Rinfacciargli una cosa , Rimproverargliela. F. battere chccchcsia ec. (A) C 0 / i’muper 1 ’ uova in bocca. ^Lasciare: Lasciare le mosse “ Partirsi dalle mosse.Sega. ■>,. , , .. . . ... t/hi Cai) llJ 'ó n ■ 2ò\3. piai da sforzarti di !C'o( C !J! lasciasti le mosse. (V) correre con quell’ istesso fcr- ,1. Vigliare ;] Pigliare [o Prender] le moss c,fig.- zComincìare Partirsi^ /Inviarsi . Bocc. nov. 32 .i 5 .Se n’entrò in casa 0 aill * ra ) dalla quale altra volta aveva prese le mosse, quan- : 011 tini a a ) Cori ’cr le giumente. Arnhr. Furt. 5 . 4 > Sono uscito fuori 'Nt, ' " 1110 andare al governatore D, a *tfe , narrargli il caso che è molto > °be Lotticri ara di già preso le mosse, c ^indiare : ] RuFar le mosse*, [ lo stesso che Furavo le mos- ffi Ambr.Cof.2.2. Io già volealo Dir, clic l’avca pensato; ,, 'Ccì o' 11 ' 1 Lc «tosse. , 1 ij’' ■ Dal pallio alle mosse, cioè Dal principio al fine. lat. , INA *" 8 a d calcem. (A) (N) Si co// 1 / ^°sse degli ocelli : Quei conii di pietra che stanno da V'V, * /f} testa sotto l' arco. Foc. Dis. (A* (A) Città della ISisnzia. (Or) (Mit. Ind.) Mos-si-ma-gòn. Sm. Festa che sì fa nel siamo In ,1„tr __ _ ,7»A _ • Fi,' 11 _• , _/r • ‘/p/^^-ON Slos si-dù «i untili, (^b’t. Ind.) Moì. di Ki'^‘ V j‘ er,: > eoe non ll%'’ * ’ ’ vl digiunano e pregano ve' morti. (Mit) e/,- < ? ) S 0 Mos-si-ni. Antichi popoli dell'Asia propria, ne - di y,'bv «itia-si-m. ^ > llù,V eì 'gamo. (G) ■ijj 'i i,.,. "°- Add. m. da Muovere. I,at. inotus. Bocc. nov. tg. 7. èl; T! lic avvedimento messi , così abbiam detto. Farcii, lez. 0’ e Ip Uo, »ini volessero C: a >ì’ 4 ' ,,, . ,ss c Mo Malm. 3 . a 5 . Tosello Gianni, il quale è un buon Osso pietà . con una sua coltella Tagliate avea le rame come se lc o nel muovere le qmstioui, o nel ri credere alcuna volta più alla pruova di sò stessi. 0 x".' ' '' .. uo l°' ] 5 Caduto. Davi. Purg. 2Q. 126. L’alti*’era l\ Ill ^sa SS,1 /° VA ' vo stalo di smeraldo fatte*, La terza parta neve N .![ piwb E Li fi 18. Vidi gente alludala in uno sterco Che dagli bpp y V ai ‘ea mosso. (Y) foi'za di sm. Il corpo cui si è dato il moto da un J Pi‘c,w 0 ^6 r ^* Irtt. Quanto più ci discostiamo dalla similitudine e del movente col mosso , tanto più cc. (A) \/ ì '°* (À , mosso : vuol dire Accelerare il movimento. (L) Jj% A. * * Mes ) ftlos-so-lì-no. Sm. F. e. di' Mussolino. (A) V/'/^'A,-, >eo {3 ) Mos-só-na. Antica città di Toscana nella provìn - ' ’ff ^"ese. {G) . \J Q le c °i?*) Mos-sò-sos. Popoli della Guinea inferiore nella parte im 1 ' * Zr Co»rr~ /rix ! J r À'-h> tV’>; ongo. (G) Mos-sùl. Sm. Pascialicalo della Turchia asiatica ■lì n% ' — Lat. Dcrbela, Labana, Mansilum. Città della Tur- * r/? } c apUalc del detto pascialicalo. (G) Mòs-su-Ia, Città della Guinea inferiore. (G) ^ sta c-cìiio. [«V/77.] Basetta allicciata .—, Mustacchio, sin. fi ) t,(c 'Ao C ? 0l /' 1S 5 intorUis. [G/*. /xvìttol^ (In brt tt moustaich, in ites 1 * 111 * ranc moustache, in ingl. mustaches. Tutte questo voci £ c Qh st( W> tìlUs ^ a bbra. muso, e sWea, che negli antichi monumenti % “laccare ' ‘ ’ <’ 3 . tf " * e una cosa ad un'altra in modo che lc aderisca.)/?»»!, li ‘"li li J gliar le gambe, e quei mustacchi neri Spietato arronci- h 5 à' ^"lù ,, 5 ' E del barbon posticcio Sol serbarsi i mostacchi.» E (Vi a,,-/ l yi : Cprimo cs.j Mostacchi, bNiio^^li/dag^/trota. (N) r^'ac-ciàc-cio. [A’m.] pegg. .\S wostacciaccio ! Egli ave i? 4 ^*, M d “ u "'«dono. i( ^ s lae>riù-ta. [Sf. Colpo di mano aperta sul > col»/i 1,1Clata ’ Schiaffo , ] Colata.— , Mostao care : Attaccato al labbro. In sass. mudi bocca, e ail che ^~]y l\'^ r ?T Imo CS ‘J ^^lacchi, basette arricciate, u-vtrrx- dì Mostaccio. Buon. Fier, H aveva un nasaccio , Che voi 1 l>er , > Mo. s . '° dva mostaccio• :cione, sin. Gr. kc\z.$c>. tac-cia-tÌHsa. Sfi. dim. di MosUcciata. Piccola ^0- pcr vezzo. Ara. Ecg. (A) Per Mustacchio. Bern. rim. 1. 6j. Voi sol de' Tòrchi vedeste i mostacci. (Y) ( LaCr . legge Mustacci nello stesso esempio riportato alla v. Mustacchio. F. 5 - 2 .) (N) Mostaccione , Mo-slac-ció-ne. [Sm. Lo stesso che ] Mostacciata. F.Bcrn. rim. 1. 6. Alternando a me stesso i mostaccioni. Morg. 4 ' E fu sì grande questo mostaccione , Che morto cadde il gigante boccone. 2 — * Girare un mostaccione, lo stesso che Darlo. F. Girare, §■ 8.( N) Mostacciuolo. (Ai*.Mes.) Mo-stac-ciuò-lo. [Sm. Specie di pane o] pasta con zucchero , spezie e altro } [forse così detta , secoi\do , alcuni , p reità in principio era impastata con del mosto , o sapa per farlo dolce ; 7 /i vece di essere addobbato con droghe , zuccheio ec. comesi cos'urna al presente .) (Quanto a me, penso che questa voce sia dallo spago, mostachoìi che vale presso a poco il medesimo, e non tolgo che mostachon derivi da mosto mosto, che quando è molto denso , dicesi mosiazo)Car.lett.2. io 3 . Buoni mobtacciuoli ec. , venuti opportunamente per soccorrere a uno stomaco die ini truovo sgangheratissimo. E i 63 . Ringraziandovi prima dell’ onorato presente de 5 niostacciuoli che m’ avete mandati. 2 — Sorta di pasta fatta con fiarriccllo di grano c mosto , e dipoi secca per uso di fermento . Pallad. 11. 21. Del mostacciuolo che si usa in luogo di fermento. (V) (Pr) Mostacci uzzo , Mo-stac-ciùs-so. [Am.] dim. [e vezzeg.] dì Mostaccio. Fisetto .—, Mostaccino, sin. Lat . vuiticuliis. Gr. 'icpodbjra.piQv.Buon. Tane. 2. 3 . Orsù ascolta , mostacciuzzo bianco.35 E Salviti. Annot . ivi : Mosfacciuzzo, cioè visino , musetto. Da mostacchi , /vo-rauE? paile visibile del viso , derivò la voce mostaccio. (N) Mostagan.* (Geog.) Mo*sta-gàn , Mostaganin. Lat. Cartellila, Mostaga- nmn , Murustaga. Cit. della Barberia , nella Reggenza di Algeri.(G) ' l [Add. e sf] Sorta di uva [molto dolce.]Soder. souo ottime per far vino, e abbondanti, siccome iva mostaja, che ne fa assaissimo, e la zuccaja, ec. Mostar.* (Geog.) Mo-stàr. Lat. Mostaria, Andetrium, Mandetrium, Città della Turchia euiopea nella Bosnia. (G) Mostarda. (Ar.Mes.) Mo-stàr-da. [«V/i] Mosto cotto , nel qual s' infonde seme di senapa , rinvenuto in aceto , e ridotto come il savore e la salsa, de' quali ha il medesimo uso. Lat. sinapium, einbamma de mu- slo. ( Dai celt. moustard o mwstavd che vale il medesimo. In inni. mustard , in isp. mostaza ec.) AL Aldobr. P.N. 124' Confortano Tappetilo, quando l’uomo gli mangia in aceto, o con mostarda. T/utt. gov. foni. 2 f Fico non ha bisogno di sale , nè di salsa pera ; non si richiede mostarda co’poponi . nè agliata colle pesche. Burch. 1. 12. IL' torridi fecion segno eh’ e’ pioveva, li eli’e’ rinforzerebbe la mostarda. Ga biada in erba, le vigne in fiori, quando elle sono di bella mastra. 3 —- * Importanza apparente , ma uon reale. Pallav. Ist. Coite. 1. ff.53. Ma oltre a questi ( argomenti ) ne recarono un alleo di qualche mostra ; il quale è commemorato con operante ed appariscente forma dal Soave. (Pe) 4 — Esemplo, Saggio di checchessia. Lat. specimen. Gr. hlypx, v-rec- $*yixot. Buon. Fier. 2% 1. 1. Corrasi quivi al saggio, ivi alla mostra., Ed alle mercanzie scarse e leggieri Mercantilmente ricrescasi il pondo. E 2. 4» 11, Abbiate pronti e saggi e mostre e scampoli. » Cocch, Disc . tose. 1. 2o3 . Aveva egli con singolare intelligenza e con indefesso amore e non senza sua gravissima spesa raccolte le mostre {delle piante.) E 216 . Esempio ne sono le mostre di vilissime piante.(N) a — * Onde dicesi anche. Mostra.d’una pietra, di una miniera» di un legno, o di altra simil cosa spettante all'istoria natwxde. Targ, Viagg. Mostre di schisto , o sasso morto. (A) 5 — Quel luogo delle botteghe dove si tengono le mcrcatanzie perchè sieri vedute , ed anche la Distesa delle medesime . Tratt. pece. mori. Come fanno quelli drappieri che eleggono luoghi scuri per le mostre, ove elli vendono loro drappi,.F/wu-. Sacch. nov. 17 4- E cosi fermarono , die dopo mangiare furono al fondaco di buonora , e*l fonda- cajo ancora con loro, il quale gli menò dentro nella mostra, e disset ec. Buon. Fier. 1 , 3. 2. Vedrete uno speziai , che’n sulla mostra Tien ben coperto un vaso di diaspro. E 4 2 * 7* Ed alla varietà di tante rohe Su per la mostra di quelle botteghe Accatastate l'ha , ecu 6 — [Col v . Andare : Andare a mostra = Mostrarsi ad effetto di esser consideralo. V. Andare a mostra.] Sen. Ben. Varch. 1. g. È tenuto oggi villano, e non galantuomo ec. * se abetino non vuole che la sua moglie vada a mostra per tutto. 'j —* Col t\ Dare : Dar mostra o a mostra == Mostrare , Dare perchè sì consideri , ovvero Dai'e a divedere. V. Dare rnosfra e Dare a mostra.(A) Pallav. Ist. Conc. 2. 3C6 . Venuero dal Verallo risposte di molta speranza intorno alla pace; dando mostra il re di condiscendere. ("Pe) 8 — £ Col v. Fare , Far mostra o la mostra ss Mostrare. Onde Far bella mostra, Fare cattiva mostra ec. V. Fare mostra, Fare cattiva mostra.] Pass. 11 g. Inchiude questa superbia due mali : lo spregio del prossimo , e'i lare mostra di sè. E 2Sg. La vanagloria, non contenta pur dell’avere, la vuole manifestare e farne mostra. Baez. Varch. 1. 4 Ogni volta che alcuno , faccrndo la mostra dell’opere buone da lui fatte, e quasi bandendole, ne riceve la fama per guiderdone, egli viene a scemare in un certo modo il pregio e la propria virtù della buona coscienza. a —. * par mostra, parlandosi di commedia o simile , parche valga quanto Rappresentarla^ Recitarla in sulla scena. Car. Lelt. ìned. 2. 241. De la commedia non ho più inteso altro: penso che ne farete mostra per questo carnevale, per la medesima cagione che si differisce di farla qui, e facendosi, avrò caro che me ne diate avviso.(Pe) 9 — * Col v. Stare : Stare a mostra , Stare in sulla mostrai Essere in luogo esposto al pubblico , ad effetto d’ esser veduto , come usano gli artefici tener le lor merci , per allettarne colla mostra i compratori. Gal. Cap. Tog. Perchè là roba stava in sulla mostra, E si vendeva a peso ed a misura. (A) 10 — (Ar. Mes.) Quella rivolta di panno , che suol farsi a molte vasti sì da uomo e sì da donna , ed è per lo più foderata di colore differente da quello della veste medesima , Ftr. Dia2. bell, domi. 41 g. Oh che bel vedere è l’imbusto senza un proflilo intorno al collo, o senza una mostra, ma semplice semplice 1 2 — Parlando degli oriuoli , s’ intende Quella parte che mostixt f ore ; e dicesi assolutamente di quegli orinoli che non suonano.Sagg. nat. esp. 16. Lasciato andare gli erj*ori che possono essere nella di- vision della mostra , ec. Ti — (Milit.) La Rassegna d* un esercito , [0 d! un corpo di soldati 9 per riconoscerne il numero , ì armamento , le vestunenta e la istruzione. Lat. ostensio,] lustratio. Gr. 'K^prrcKritru.rtSegr.Fior. Chi non comparirà alla mostra , e non avrà scusa legittima , perda , quando sia appuntato per la prima volta , il ducato dtlla sua paga. (Gr) 2 — * E perchè al tempo della mostra i soldati si appresenlaiw in ischiera colle armi in putito^ e colle loro più belle divise , si chiamò pur Mostra, una Comparsa dì soldatesca per rendere gli onori militari. Varch. òtor. Fece il Duca Alessandro in quel medesimo tempo una mostra della migliore c della meglio armata pari** dille fan-* MOSTRARE uttosto f terie. Segr, Fior. Art. Guerr. Le bandiere si tengono l )ltU far bella una mostra che peraltro militare uso. (Gr) . ic? 3 — [A’ tempi cavallereschi era una comparsa che t velieri prima di combatteiv , girando lentamente per li> ,Z!se^ di tutte anni , a visiera alzata e colla lancia sulla cose da’ loro scudieri , poggi e staffieri.'] Dant. Inf 2 2. 2. I vl: . valier muover campo, E cominciare stormo , e far lor J ,l0S 4 — * Aver piazza mostra. F. Piazza. (Gr) „ vlèsi fC ' 5 — * Comparire alla mostra, F. §■ 11, i. Ar. Fur. 14- 2< r - a (pi , dea alla mostra comparire II segno lor , nò dar di se noti* 6 — * Dare mostra o la mostra =: Rassegnare i soldo , * narne il numero. V istruzioni , la disciplina ec. F- Dai .■ L .i i la mostra. Davil. Diede ella medesima la mostra agli SviW Tedeschi. (Gr) Nan. Stor. Feti. Essi, data subita mostra, a montar la guardia alla breccia di S. Andrea. (N) osir a. 7 — Far mostra o la mostra. [Lo stesso che Dar la n* Fare mostra e Farsi mostra.] Lai. lustrare exercitum. Or. G. F. 7. 3. 1. E fatta sua mostra, si lasciò il conte G ul “® forte capitano e guidatore di i5oo cavalieri. E i2 '..\ a 0 ooof l t sua mostra, e trovossi con 8000 buoni cavalieri,c più di ^gialli' genti a piè. M.F. 7. 96’. Volle vedere in arine tutti i coi 8 fece ordinare di fare la mostra, che fu grande e bella. Aef^ 1 8 —* E Far mostra o la mostra dicasi anche nel sigi 11 .!' denti §§. 2 e 3. (iS) . . , Malie»'f,/ 9 —’ Passar mostra, 0 Passar la mostra: si dice de’ so 1 " e rip l£l data la mostra. Montecucc. Per mantener sempre compia.’ pi) ^ le compagnie, facciami passai- mostra ogni due o tre 1IiCS jj0osl r ^ i 12 — (Mus.) Segno che si pone nell’ ultimo della riga , p er llì0 dt> : ed indicare la prima nota della figura ventura in quest 0 Gian. Diz. Mus. (B) _ . Mostra. Fem, di Mostro, ma non si direbbe so non per u „a f> Pier. 3. 1. 8. Io ho paura Clic quel mostro uon sia fu* 9 stra Femmina. . r a [, MostrarHiE , Mo-strà-hi-Ie. Add. corti. Che- può mostrarsi' strabilia. Red. Oss . an. 60. In esso trovasi il cuore ^ e ' , e visibile senza occhiali.» Qar.Letl.ined.1. s3y. Con una lettera mostrabile. 2? Vi disse che l’ultima scnth* naie a Santa Croce non era parsa mostrabile. (N) fediti t Mostravento , Mo-stra-mén-to. [A;n.] Il mostrare , Dimori Mostrazione, sin. Lat . ostensio, demoustratio , ostentati^* tiuSa^ie. G. F. 11. 2. 2.Per mosti-amento d astrolaghi » u . po 1 ^ in pergamo in Firenze. M. Cin. rim. Ch'io dovea iniian ’ [0^ cosi era, Soffrirne ogni tormento, Che farne mosti-amento- L .vi ,)lt, ^r g. Pioveva ismisuratamente con mosti-amento di lunga 1 Mostra:, ie , Mo-stràn-te. [ Pari. di Mostrare.] Che mostlV . mì te II,,' 6trans, ostendens. Gr. àiroSmt™' Amet. 38. Etna mosti ^ psl ire accese. E flì. Nel mezzo dello aperto luogo ec. sta'’ 3 , • ^ e sima quercia ec. cogli ampii rami ih nuove fronde ca i- IC f e) iik ,,>1 ’castranti lieti segnali di copiosa prole. Red. Fip. 1.5o. S* . ^ lo lungo dalla radice alla punta in tre o quattro scbcgS 1 stranli all’occhio l’interna cavità. . 0 strsfnti Mostranza, Mo-stràu-za. [Sf.] F. A. F. e di' Mostra. Di'" ,viv"|< Lai. monstratio , ostensio, ostcntatio , signum. Gr. 'fui' ? e - - - • Clic eSudov. Fr. Jac. T. 5. 1. 3. Le ipocrite mostranze contrade , Mostrava!! 6antitade. é 1. 1 B' 0 'aF i — [Onde Far mostranza — Mostrare, Far mostra- . n. P.N. Riti, d’ Aq. Che già dello partire Non ho podere ■ ^i, e ^ stranza. E M. Cin. Avesse tanto Ainor nel mio cor 1° ’[ L >i cesse mostranza, Sicché la mia pesanza Non pai-esse a c ^ ™ e giuoco. ..^so 2 — Apparenza. lìocc. Am. Fis. 3o. Tu t’abbagli erranza Con falso immaginar per le presenti Cose, < mostranza-, Ed acciò che e’vani avvedimenti Caccila■ ‘■’^iii Mostrare , Mo-strà-re. [Alt.] Porre l’ oggetto innanzi ° _ //i^o^:': tiiléstare , Palesare cosi agli occhi , come allo ’ntcllelt 0 > ». ^ A (F.Apparire.) fvut. monstrare, ostcnderc. Gr. Smuivuf, ^l 10 ^ q" e !|,é ‘ nov. 4-11- Ora, che mostrato me faveto, vi prometto, _a: _:a__ 11. M ili (Fm li te stcs s< \ ; fj|l), , perdonate, di mai più in ciò non peccare. E nov. 17‘ pi dispetto a lei fatto dal Duca della femmina. E n°^- a fatto avvedutasi , a due altre il mostrò, lì nov- pi- ’j, ,ioV- con romore e con lagrime ec. fu assai volte vicino- IìbS'L. tKJj E in poco spazio di tempo , mostrandogliele esse , r o0 pp L ' ■ ‘ cK, apparò. Dant. Purg. i3.102. L’andar mostrando code f ^ Petr.son. 52. E la via di salire al ciel mi mostra. . quei ciel ne mostrò, terra nasconde. Cas. lett.iS. Mi . W nmU si,1, >’-5- affezione che si e degnata profferirmi nella sua uU * ir .;,i in 7 . Morg. ig. 1. Or tu , che insino a qui ni’ hai il .^ a f0 VaD 1 . labcriiito mi conduci fuore. E 28. 129. Benché u » <£) j 0 fu mostro. . e c 1, » — * Farie uscite. Salv. Avvert.t. 2.10. Voi J 11 ' cC ol°i VV*'a resti per mostraste e direste ec. eziandio nel iiutd 101 ' 3 nella favella , alcuna volta trascorsero nelle scr * ttlir ,j e iiie b 3 ' 1 .0 5g. E gli mostre feioè, mostri) segnai, che tutte in9 po corso lin. Fa. S. Gii Batt ."Non ci andrà «'f 0 / s6.^ <6 AÌ mosterrò. (Cioè , mostrerò.) Salv. Avveri, i. n" e jCi’V quest’ ultima nell’ altra guisa stia sempre male , c °. s0 tto c ° 5 / ( a > sterrà. E 2. 2. 2. 4- Si come paratamente p° c ° * sel np^' fcl ***}., si mosterrà. E 2. 2. 5. Il mosterranno i predetti jC us 3 »,-it a< Pad. 1. 155. Ora mosterrà Iddio , se questi, d® Jalla ^ dio , ci Iia colpa o no. Cavale. Stoltiz. 278- ' _^ pii'. * (, Che gli è mostra. (Cioè , mostrata.) Borgh. Y"^ii. a sufficienza mostro che erano cc. di Gitela vw 2 — Dicesi anche propriamente de’ miracoli, ea tc d« Scrittura. Fit. S, ilio. Gtialb. 334- Dopo la 1 Nr e , MOSTRARE MOSTRO ^ '° m 06 t>'^> molti miracoli per i suoi meriti./*}’. G'hrd.iSG. hiosfj.» sc S 1K > ili peccato . . . c Cristo sostenne pene : sicché in ciò Cose v Ta P eccat °re. Eav- Esop. i5. L’ autore ci ammaestra che le 1,110 c dolorose , avvegnaché mostrino di grande apparenza, non LGi ^ Vcrun modo seguitate. (V) lo Co a | e : Lat. tradere. tìr. Eil. SS, Pad. z, 1/fl.Così 1 ^ , p°‘o , c mostrò assempro di pazienzia. , pià ^"wdere o simile. Sali 'in. Odi ss. 5g. Che ad Elena Gli Dei non * v. , otravan prole, poi Che ingenerò l’amabile figliuola Ermione.(Pe) cl, e Uai ’ segno, indizio. Lat. tradere. Bocc. g. 3. n. 6. Ma come f 0 «o- 5 *° Sla siato (che un tale siasi preso adonta il mio amorej, /)’■ ne !* a mia persona uiuna cosa ne mostrò mai. (V) e ' ce si Mostrare a dito = Accennare , Additare . [ F. A dito, 5 5 V # 3 .] Lat. digito ostendere.' Gr. xsipobsiy-rdv. der t ~" ^ fig. Mostrare con eviduiza. Seti. Pist. ji. Tu puoi inten- h Può * l1 P 0( die parole J c saaza quislioue , quale e chent* egli è e ti / ^ f iSei ’e , secoudochè si suoi dire , mostrato a dito, fi Affrettarsi. Bocc.nov.éo.5. E senza mostrar troppo gran c ^ ucit 0 spaccio, s’incominciò ad andare alcuna volta a sollazzo.(N) vii n Den ti | L dente, * fig. Mostrarsi ardito , coraggioso e seti- E. Dente, V.7- ( 0 ) Qliì'd 0 per nero, * /iì;. = Dare ad intendere una cosa per un ,r ‘ ’ F. Bia - *' “ "" ' U. anco s/n., J. 5. ( 0 ) il CAlcagno )* fis- ~ Colo ^ ULo : * è un atto fatto Darsi in fuga, Fuggire. F.Ca lcagno ,5 &(N) j fatto altrui per isoliamo e dispregio, F. v (g. e in modo basso 9 Palesare i fatti suoi, F. Culo, , *;(N) I ^ '** Morto in sulla bara. F . Morto sm. , $. 1Ò. t ctjgh- 1 * v,s o o il yGu\o,\Jìg.yzz.Opporsi arditamente, Non cedere , Aon Cj*. Lat. obviam ire , l'acit. ; audeuter se opponere , resistere. Protrai/ GtvTixpxsìv . Cile. Geli. 3. go. Per non saper mostrare v,V] Sa, il volto a quei dispiaceri che arrecano il mondo e la for * !Q Pe * aL Dav. ann. 3. 322. Alle legioni mostrasse il viso, ivi delire 1 p° combattesse. Maini. 8. 55. E che d'incanto e diavoli non p’ c k > egli è uora che sa mostrare il viso. fi Mostrare buono o cattivo viso [== Mostrarsi amico o no - Vi J 4 ^ Viso. 1^*9 r caccia di alcuna cosa * ;= Mosti amo lappai'enza. V. Fac- . . . Milite Ronte i * fig* = Difendersi contro chicchessia , Coraggio - i„ N » ». ^Urastare, «Stare a tu per tu. F. Fronte. C *2. (N) 3 ^ uV* NA pozzo, r. Luna , $. ij. ■/* Cflj. Gl ì EzzA * — Dimostrarsi largo , liberale e d’animo favoveyo- ia t 11 {- ined. 2. 142. In tutte queste còse ha mostro lurghez- favorevole. (IN) .ANTERNB '>EK LuCCÌoll, > 1 i, 0 bn, 1 ^mbicco * = Mostrar checchessia con ■JCi rc * xn,~. = Dare ad 2. (O) intendere una cosa per ìijficoltà o di rado i. SOl “nia grazia. E. Limhicco, J. 2. (O) ^ , * buste * Far vista o dimostrazione. V. Sembiante. (O) ,T co il' affisso superfluo. Fspos. Patera, p. ii^. Dio si mostra I ^ 0 s U)iìji a m e d’amore , quand’ dii invia l’avversitadi. (Pr) .Shit,' 4, c °sa tee um buco o fesso ni r.uATTUGiA * = Mostrarla per 5 v r iJ >a, ' t i c °lure. E. Grattugia, S- 5 (N) ii(j Ss é' i * oss. nel sign. del §. i .] Bocc. nov. 2. /j. Mostrandogli cosi * I '»su. t " lc ’ come d più i mercatanti sanno fare, per quali ragioni *'ii a p.CjédeJ era migliore che la giudaica. E noie 16. t5. M.0- , e lull iedi, perché ’l nome cambialo gli avea. E nov. S(j. 2. Il | t; },i. r U1 ? pare che per alcuna cagione si possa mostrare esser vero, *i la* acc idrnli, che avvengono , non si mostrasse. E nov.Cy.S. II pj^ai , pochi di sono , in quanto fuoco la tua donna e mia ledali ' eia’ ella ti porta. E nov.jG. 2. Chi Calandrino, Bruno 5 J* 11 py. lia °C0 fossero, non bisogna ch’io \i mostri. Petr. svn. 21. c l uan l’è spinoso il calle. i»5 a i11 ar ux . l' aixl . e , ma,, vista.» Lat. apparerò, videvi. Gr. ■t Si... 1 n ,s 7 ' .. . . J . 11 - - y• ». -9- 3. E cosi mostra che Roma si reggesse „ 2^4 anni. Bocc. Iutrod. do. Non è perciò cosi da «Otti* ^ ... X $0 «li He fn «US V t », , V't mostra che voi vogliate fare. » i'ior. ò. l'ranc. ibi. \ ‘ 1 '\ ^ a ppareuza mostravano iriuttosto uomini morti che vivi. * lKl di 1 ’ Wìc - i 9 °• Vide in terra una grande borsa, che mostrava ,»• 3 . panari, (in questi due es. supplisci ‘l «’• Essere.JG. E. 10. N , , c °à mostra (si vede l che i giudici! di Dio possono m i- 7 » cL 11011 preterire. Bocc. g. 4. u. 7. 11 giudice cc. disse, Mo- iSf 1 ' ei „- 'l 1, esta . Slld'tso '«Iti Rf salvia sia velenosa. Frane. Suedi, nov. 226. Per s 0Hu nelle parole e negli atti mostrano santi , e luati . . ^diavoli. r 6 b ■ \ l' di. h,i K a a,< ?' Pallai/, a. 14■ Il viri di im anno ti parrà che •ter. 6U . l , sslnia etade, se cc. (Cioè, che apparisca diessere.VPr) iiboi-c » , l ar -, v r ■ t A 1 . ■ . , / .St,. > s unid.,,.„ " bla » vc j s unùp r* 9 voler far credere, 1 )ìu*c ad inteudcre.Xa^. ^ Ule *. irpamfonifrSat , 'Xku-rTtiv.. Bocc. nov. 12. ig. JW* D n ' c nirc di più lontano , aperte le porte , entrò nel ca- 1 Sf '^‘ ' 1 "- 22. (Quantunque al prigioniere mostrasse di non 7ò- i5. A noi volevi mostrare che ti fosse stato i* e ' %6 . HOl*. ""'•Stov P t '~ s ►Lastra,* 4 f. 3 70 * Lo Duca, per la molla moneta che’E man- iXif^^l 3 ^" 011 vedere. v b ^' les to°l ^ 30 Gal. Sist. 254 . Fermate un poco c tro : 5 ; H^gnar 81 e. S^do lo ri ■' °go nel libro ; mostrate. oalvin. Pros. Tose. i. 334• Duo terzo significato del ««Io * Ulsc g lla re. 11 flUlsn 1ti . VI....I. ...11. .ili. Bocc. g.G. n. 10. ai|' ’ d. Venire R Ulsa di nome per Mostraroento, . t ' 1 " . Pas. „ ,roostrar della penna dall’Agnolo Gabriello. (V) i 3. r B Pass Uena p ° t « 4 c Gissi • * • ■ sl S H ì/‘ del §. 23 . Seti. Pist. 12. Io mi crucciai . a °tt I,.” 81 mostra che questi albori con meno curati, pe- 2Q — * Esser volto, Guardare verso una parte, fieni». Ceif. Oivf la. Tenendo sempre il peazo della foglia appresso il detto fuoco , coir fare che verso il viso di chi lo lavora si dimostri sempre il brunito, e che quella parte che non è brunita, si mostri al fuoco. ( V) 3 0 — Apparire, Farsi vedere, Uscir fuori. Lat. prodire. Gr. irp, 3. (N) 35 — * Dicesi Mostrarsi di buon aere , di buon’ aria, cioè, Affabile-, Manieroso. E. Aere , $. 5 , e Aria , f. *4. (N) 36 —* Dicesi Non mostrarsi chiaro con alcuno = Esser grosso-, Aver collera seco. F. Chiaro add ., $• 22. (N) 37 — (Àr. Mes.) / gioiellieri dicono che TJnpa pietra mostra bene, ver dire Che ha vista , appariscenza , Che brilla e splende assai.- Ccl~ Un • Oref. iy. Colla della tinta d* azzurro oscuro hanno mostrato benissimo. (Paiia di diamantiJ Si assottigli tanto lo smalto, (piantosi vegga a bastanza trasparente , e che mostri bene. (A) (V) 2 —* E detto anche di smalto. Ner. Art. Fetr. 6. io5. Quello sari* smalto giallo bello assai per smaltare in metallo da oro iti fuori , ove non inostreria bene. (Pr) 38 — * (Milit.) Dar la mostra , Far la mostra. Segr. Fior. La* mostra delie genti d’arme si è fatta, che passano seicento uomini d’arme, computati due cavalli leggieri per un uomo d’arme : mostrò i mille fanti del Duca d’ Urbino , e seicento altri fanti, che ha fatti faro a Nanni Muratimi da Forlì, e di più trecento Svizzeri dellasuaguardia.((;r) Mostp.ativo, * Mostra-ti-vo. Add. ni. Lo stesso che Dimostrativo. F. Adrian. Mazzi. ( 0 ) Mostrato» , Mo-strà-to. Add. m. rA/ Mostrire. [Dimastrato 7 Accennato } Dato a conoscere. — , Mostro , sin.} Lat . monstratus, ostensus.Gr. , drfo$c/;£ 3 ’sfr. Bocc. nov. 35 . 8-i Propose di volere andare al mostralo luogo. É nov. g42. Non- vi parrà peravveutura minore , che alcuna delle mostrate./hYtam. 1, 3 . Misùni allor per la mostrata via. n — Fatto , Operato, parlandosi di prodigio. F. Mostrare, J. 2. Vior* S. Frane, ioti. Fallo questo-, santo Francesco con li compagni . .. migvaziarono Iddio del miracolo mostrato, f Avea fatto rampollare una fonte d’acqua da un sasso.). (V) Mostratore , Moslra-lò-re.- iFerb. rn. di Mostrare.] Che mostra.Lat. monstrator , ostentator. Gr. o bcixvvuy. Fegez. Perchè i> medesimi sono di sé medesimi mostratori- Bocc. nov. 8g. 6. Il suo essere di quello liberalissimo mostratore. Buon. Fìer. z^ r 2. 7. Aggirator di cani E d’ orsi , mostrator di mummie c mostri. Mostratrice , Mo-stra-trì-ce. Ferb. f idi Mosi rari*.] Che mostra. Lat. mcaislratrix. Gr. ri bnxvvoi>ca. Amm. Ani. 3. 7. 5. Come-è vera, e senza dubbio messaggera di buona speranza (la vergogna) , t mostratrice di buona natura. Tratt. gov. fam. O sante tribolazioni ec., mostrati ici di luce , dillo ’nferno serrala porta di ferro,aporto uscio del Paradiso. Mostravento. (Marin.) Mo-stra-vèn-to. Sm. comp . indecl. Pennello di piume , che coll agitarsi mostra il vento . (S) Mostrazionf., Mo-stra-sió-ne. iSf.} Il mostrare. lF. A. F. e di ilo- stramento.l Lat. nionslratio, ostensio , demonstratio , exempluin. Gj\ 'xctpcihiyixoc. M. F. g. 82, Da questa mostrazione naturale preso esemplo , lasceremo stare alquanto i fatti d’ Italia, a —* Indicazione. Am.Fis. Con molta fatica Io seguì, e la cagione fu che questionavamo alcuna volta a non voler seguir sua uiostrazione.(À) Mostregciato. (Ar. Mes.) Mo-streg-già-to.^cW. m. T. de*sarti- Che ha mostregghiUira. (A) Mostreggiatura. (Ar. Mes.) Mo-streg-gia-tiWa.A/I T. de' sarti. Quella parte del soppanno del vestito che para il petto e le tasche , e ripiegandosi si mosti'a al davanti. (A) Mostretta, Mo-strét-ta.A’/'. dim. di Mostra. Piccola mostra , nel sign. del 5 * 1* Aret.Rag. Mia madre saputa volle fare un giorno unamo- stretta di me, fìngendo che fosse a caso. (A) Mostrifico, Mo-stri-fi-co. Add. m. Che ha del mostro.Liburn-Occorr. 11. , Laudili. Ist. Plin. lib. 2$, e 33 . Berg. (Min) Mostrino. (Ar. Mes.) Mo-slrì-no. Sm. T. degli oriuolai. Piccolo quadrante degli orimeli da tasca , che segna il registro. (A) Mostro. (Anat.) Mó-stro. iStn. Corpo organico , nel quale la conformazione , il collocamento , od il numero delle yard non seguono le regole ordinarie ; 0 pàiuosto Feto creato sotto le comuni condizioni, ma nel quale uno o più organi o partì non parteciparono delle tw- sformazioni successive che formano il carattere della organizzazione.—., Monstro , Monstruo , sin. ] Lat. monstrum. Gr.ri'pccs-. Dant. Purg. 3 s. f^/7. Simile mostro in vista mai non fue. B v. 1$8. Disciolsc’l mostro , e Lasscl per la selva. » (Qui allegorie amo ite, poiché porla del mostruoso carro legato all albero e nel quale è simboleggiata la corte pontifìcia.) (N) .... a _ Per metaf. dinota Singolar.ta , e si usa in buona e cattiva parte . lln questo signif dicesi Mostro di scienza, di dottrina e simili.] Lat. portcntiun. Peti\ son. 3 o 3 » O delle donne altero e raro mostro, Farch.Ercol. 2.y3. Credetele, che quello in quella ttà u giovanissima e un mostro e un miracolo- di natura. 2 —’ (Filo!.) Gli antichi comprendevano sotto il nome di Mostri le Sfin- % 402 MOSTRO gì , le Chimere , /e jérpie , /e Sirene , i Grifi, i Centauri , le Idre , * Tritoni , 1/ C/qmcorno , /Y Minotauro , z 7 Pegaso, g/t S'tinfàlidi, Cerbero ec. V. d lor luoghi. (Mit) Mostro. Add.m, da Mostrare, szVic. di Mostrato.CVir. fetf. Tantopixx che ha mostro di non essere un goffo .E altrove: Non dubito punto dell’amore di V. S. verso di me, perche me ne avete mostri già molti esem- pi.(A)Jrts. Ger.6. 77. Poi mostra a dito cd onorata andresti Fra le madri latine e. fra le spose Là nella bella Italia, cc. Cas, lett. ined, ip.Ma pure alcuni di qua, a chi io ho mostro la copia di quello ch’io scrissi, hanno giudicato che la sia stata un poco troppo ristretta.(M) j4V'Fur.45.2. , àei:\'\o e Mario e Ventidio l’hanno mostro Al tempo antico , e il re Luigi al nostro. (P) Boigh. Orig.Fir. Si potrebbe ricevere per certissimo argomento se dove colui scrisse ch’elle furono da coloro promesse, avesse mostro che fusscro state date. Eelt. Uliv. Ma perchè io ho. . . mostro in parte di quanto giovamento cdilelto egli sia a’corpi umani, non è da lasciare cc. E altrove : Come è mostro , questi ulivini Si* tramutano il quinto anno. (Br) OmeL S. Greg. 1. 7 5 . In tutti li segni, li quali ci furono mostri, Eit, SS. Pad. 2. 3 ^ 5 . Togli l anime nostre da sì occulti giudicii che ci hai mostri.(Pr) Bemb. lett. 1. 1. g. Nè ha giovato che i miei gli abbian mostro ordini di Vostra Santità. Car. Lett. 1. Secondo che dal mio procuratore gli sarà mostro esser di ragione. E 2. 2.5. Né anco crederei di poter ciò fare senza ingiuriare la fortezza sua , e l* animo che ha sempre mostro grandissimo ec. E 2. 255 . Vi prego che mi crediate , che per l’ amore che m’ avete mostro. Benv. Celi Eit. 2. ao 5 . Per la qual cosa colle mie gran fatiche io m’era mostro al gran re. Sesr. Eior.Art. Guejr. L. 5 . pag. 185. Io vi ho mostro come si ordina un esercito per far giornata con un altro esercito. ( E, altri es. in Mostrare , $. 1, e §. i, 2.) (N) Mostrosissimo , Ma-stro-sìs-si-mo. Add. m. superi, di Mostruoso. E. e di Mostruosissimo. Segner. Mann . Gitigli. 6., e Crist . instr. 2» 17. 12. Berg. (Min) Mostrosità , Mo-stro-sì tà. [ Sfi. E. e di’ ] Mostruosità. Etxrch. lez. gy. Nacque un bambino , che dal bellico in giù era tutto intero, e senza mostrosità alcuna .E 111. Quel tale mostroso senza quella mostrosità. Mostroso , Mo-stró-so. Add. [in. E. e di’) Mostruoso. Lat. monslrosus, portentosi^. Gr. Eitrch. Ercol. 3 y . Cotesti sono casi o mostrosi o miracolosi,© almeno rarissimi e straordinarii.Zloes./^m’A. rirn. 3 . Sola la mente stabile ì suoi danni Cognoscc , e piagne sì mostrosi affanni. E lez. tu. Se un mostro si considera formalmente come mostroso, ec. Mostrcosàmekte , Mo-stru-o-sa-nién-te.^ou. Con mostruosità.Lat. mon- strosc. Gr. 'rspa.Twhùs.Bul.Purg. 32. 2. Considerò la mutazione della santa Chiesa di spirituale in carnale falla mostruosamente. Mostruosissimo, Wo-stru-o-sìs-si*mo.[/irW. «2.3 superi, di Mostruoso.—, Mcstrosxssimo , Monstmosissimo, sin. Segner.Crist. insti'. 1. 20.2/f. La quale ( volontà ) da sè sola concepisce col desidciio quell’ aborto mostruosissimo del peccato. E 2. 17. 12. 33 i sotto figuratevi di mirare sulla terra i demonii c i dannali in corpi mostruosissimi, lutti palpitanti e piangenti. Mostruosità, Mo-stru-o-si-là. [Sf ,3 ast. dì Mostruoso. [Singolare deformità di corpo. Carattere , Eizio dì ciò che è mostruoso-, e non che al proprio , si. usa anche al figurato, prendendosi anche talvolta per la cosa mostruosa .]—, Mostruositade, Moslruositntc , Mostrosità, sin. Lat. monslruositas. Gr. ripartici. S. Agost. C. D . Non c mostruosità che a questo mostro s’assomigli. Varch, lez. 111. La mostruosità e una indisposizione fuori di natura. 2 —* (St. Nat.) Nome generico col quale s'indica ogni vizio di coti- formazione congenito che sì osserva in una o più parti del corpo di qualche essere vivente. (O) 3 —'* (Hot.) Detto delle piante , quando alcuna di esse allontanasi dal suo stalo naturale , per cui differisce dalle altre o per la grandezza o picciolezza di alcune delle sue parli o pel numero maggiore o minore de' suoi organi ordinarli. Le più importanti mostruosità delle piante sono : i fiori doppi , le piante ibride , prodotte dalla combinazione di vani e differenti polviscofi , e la prolificazione , che accade per eccesso di nutrizione. Anche la confusione de’ germi di diversa specie , c di quelli pure omogenei , quando sono costretti a vivere molto uniti insieme , siiigolarme.nl ' ■ nello stalo di mollezza , può essere cagione di anomalie mostruose. Bertoloni. ( 0 ) Mostruoso, Mo-stru-ó-so. Add. m. Che ha del mostro .— , Mostroso, Monstioso, sin. Lat. monslrosus. Gr. rtpotrai^r^. Pass. 240. Sì dice che ’1 parto è parlo mostruoso , quando non è secondo sua natura. M. f . g. * 5 . Nacquero paiecchi fanciulli contrattarti e mostruosi , e spaventevoli in vista. Coni. Inf. 12. Si gli accompagna l'autore con quelli centauri , animali mostruosi. - [ Metaf’. Straordinario,Singolai’e, Ch’cfuor di natura, ]Bern.Oil.i.18. M0TJV0 moke umido. In cclt. maeth terra: mtv o sia mo, acqua, <** ^ pieo e G. F.ti. 1. g. Lasciando la città, c tutte le vie, case e vo d’acqua , e di puzzolente mota. Bocc. Corti. Doni. Se sen>r c0l)C i;J? in basso nella mota e nel puzzo. Frane. Sacch. rim. 9 - , sl con liscio, e non con mota. Malm. 7. 18. Per la mota sl . g i a , 0 >' scandolezza. E g. 2g. Avviene allora nè più nè meno un n)0 y, me a’fanciulli quando per la via Fan la tura al rigagnol c0 \piptl‘ r ’" e , 2 — Dar nel fango come nella mota, Jig.—Favellare senza • ^ pd e riguardo cosi degli uomini grandi come de'piccoli, r • fango , e V. Fango , §. 5 . (A) (N) . Motaccio , * Mo-tàc-cio. Sm. pegg. dì Mota./ 7 ', usata m go del contado fiorentino per esprimere un terreno di s molto molle. (A) >• —ivi* 5 , Motaci.* (Arche.) Mo-tà-ci. Add. e sm. pi. V. G. S° ria ll0 es s ‘ ^. accompagnavano ai ginnasii i ricchi loro padroni, cd e! ' lV cara istruiti. A questi , purché compiuta avessero la l or0 ne , Licurgo accordava la cittadinanza spartana. ( 0 ) . Motala.* (Geog.) Mò-ta-la. Fiume di Svezia. (G) ..tesi- MotanA..* (Geog.) Mo-tà-ua. Lola dell’Arcipelago delle Ma 1 j/ (W Motapa.* (Geog ) Mo-tà-pa. Sm. Lo stesso che Monoino t,, l , ‘? - c iti ^ Motazaliti.* (Mit. Maom.) Mo ta-za li-ti.iS’eMmvi' maonielta>‘‘t rore sta nel credere che il Cormio sui stalo crealo e n Jpé* a Dio: proposizione scomunicala da esso Corano e dona niti. (Mit) nno'‘i"'iJù MoTuso.*(Geog.)Mo-tr-uo. LatMolamm.Ant.cit. deli Alta l a ^ M Mo-te-rèl-lo. Sm. dim. di Moto; e qui ot'l ■ C C ‘ ll . Alcuni sensi di dolore, i V 1 *..-, | motercll 1 ^ M0TEBELI.0 , convulsivo. Del Papa Cons non sono , che alcune piccole convulsioni , alcuni dici dei nervi medesimi. (A) Mot. a fiat] Mo-ti-a. N. pr. f. (In celt. maoth delicato.) ! j;t) indico ad Ercole la persona che avevagli rubato i .0,) otiesi.* (Geog.) Mo-ti-è-ni. Antica città deli llreria. il yi'.js.v ' otit 1,.' * (Fis.) Mo-ti-li tà. Sf.Facoltà di muoversi. Lai. mi * (Geog.) Mo-ti-ló ni. Indiani delta Columbia. Moti Motilità' . Motilosi.* ^ceog.; mo-u-ionu. xnaumi aeita inviami’".• . r... y'. : ; Motik.* (Geog.) Mò-tir. Isola deli Arcipelago delle ^"} llCC n pt Motiva, Mo-ti-va. Sfi E. A. [derivata] da Muovere, [cd di J Cagione, Invenzione. Origine, Cominciamento al j“’ d- „ sa, origo , occasio. Gr. atrio. , àpxé , G. V- 12 ‘ m tìti c ' f ' é motiva e assento del Duca per recarsi all’ amore della c . fU^ £ j poto minuto. E cup. 4 2 - 2 - Di queste leggi , e altri n,e ( . cl .ti contengono nella detta riformagione , fu la motiva, che sC ec. facieno , sotto titolo della franchigia di loro cherica* 0 ’ ,qj cose a’ secolari impotenti. ^ ilidf'lf 1 Motivaste,' Mo-ti-vàn-tc. Pari, di Motivare. Che motù’ 6 <• ' >fV Motivare , Mo-ti-va-rc. [All.} Menzionare, Mentovare.L a ^ faccre, memorare , commemorare. Gr. n , yiiA’ fam. 1. 4i. lo vi scrissi , se ben mi ricordo , che H 5 l?‘ _-p.r Viviani m’avea motivato qualche cosa in contrario. (3,0 2 — Appoggiar con motivi, ragioni o argomenti , P^ 0 sfif. •V ^ - emioni nsl ni 1 1', Ó. L Petr Uom. ili. 20. In ogni scelleratezza fu (SerooeJ tnohlruoso. (V) 3 — [Frg.l Deforme, Bestiale. Lat. deformis, turpis , monslrosus. Gr. araiJàs. Bocc. nov.g8.8. Cose più mostruose, che 1 ’ uuo amico amar la moglie dell’ altro. Cavale. Frati, ling. Mostruosa cosa è 1 ’ uomo, che ha 1’ anima immoi tale , ponet e così efficace amore ec. Mostruoso diff. da Portentoso e da Prodigioso. Mostruoso come derivante da Mostro, ha doppio aspetto,e può prendersi in cattiva ed in buona parte. Portentoso o Pivdigioso mostra o pronunzia fenomeni sti s ordì nani , ciò che ha sembianza di mostruoso, ma non prende le significazioni assolute di Deforme , Bestiale e simili che appartengono stl' altro. Ammirabile. Mota , Mò-Ui. [.V/.j Terra quasi fatta liquida dall' acqua ; alla quale diciamo anche Loja , Fango. (C. Fango.) Lat. lutum, eoenum. Gr. eer.KÓt. (Dal fon. mot fango. V. il liullet alla V. moues. In ingl. mud, in olandese ntOader, in irl. muda , in ted. misi vagliono il medesimo. In ar. metili coperto di fango, tu ol. motlig sporco. In frane. diede motivo ad alcuni di credere cc.Red.Ìns.1 ig.^ ol \ jS conghicttura, nè prova, nc ragione concludente. E ^ /'d' ,,'. grand'occasione e molti motivi di crederglielo.» z''°, ’^ ;( Bisognerebbe eli’ egli pensasse. ... il come , il perca* 5 pjif modo. . . . e ’l suo proprio effetto e la intenzione de ì — * Causa, Cagione materiale che produce qualche e Motivi dogliosi delle ilussioni articolari. (A) [g j e ( G ( ' — Commozione, Movimento. Stor.Eur.4- fd. L a ^ ot jvo 1 ‘ f j f c , sollevata già ed in sull’ armi , cominciava qualche 1 nt>* ; inamente nella Svcvia. » Burgh. Orig. Fir. a 5 o. I eC . » rr ,ll ij, talori ayehhono avuto cagione di desiderare mut®* 1 . ( j| ten^dé -, chi, per malcontenti clic fusscro, occasione o ^ acu I „oli v0 r-‘n f 11 * y.tJna dorma eccellente in qualche cosa Può dirsi creatura mostruosa.» motivi. E s 5 8 . Cesare jicl primo empito del ,,10' XA° Antonio ad Arezzo. Cron. Striti.t 3 o. Dove al p ‘ c liia. L, i> saltato il Magnifico Lorenzo allato alla Sagrestia , (I( ,/ U'/ ■ 3' . 4 _ * Moto , Movimento , Itnpuiso. Lat. motns. H | c Pasta. Ititorna a sentire i solili motivi dogliosi CL sai .^ d> ^0 culari. E appresso. Se la febbre va continuando 1^^ ^ 1 “ ^ .. . legali , Porre in carta i fondamenti del giudizio d fi " .. ' tirali ... „ _ — va continuando cavar sangue dulie parti inferiori, e particolari» facesse motivo veruno di scarico. (N) , ,, a gioi ie >“ u ’ii>‘ — * Col v. Dare: Dare i motivi =. Assegnar fi T pr<> F. °Darc motivi. Band. Ani. (A) (N) n m „nr’e l, à U Ql> 1 ' >. Fare: Far motivo :=: Molle are , 1 ' ^ v -o a * Fam. 1. 60. E senza fare altrimenti 1 Band. A ut. — ' Col gal. Leti. Fam. i. —--- _ . ca, levar l’animo a Chigi di passar i 1 '.’ 1 " 1 / (N) t piu .«s Fare motivo di alcuna cosa. V- 5 ’. cC , 3 —, Fare il motivo ^Addurre le ragioni dua^^ » [In modo avverò. Di suo, loro ec. motivo-- S.O Sll “ 1 MOTTI v ,0 **? 2 Petr. Uom. ili. Perche di suo proprio motivo aver» ^otìv ttntare quella stremila.» Rorgh. Col. Lai. rfog. Di loro proprio 8 j? e volontà cc. fuggivano come in franchigia in queste Colonie, /o 'j- tls> ) Idea primitiva e principale , tema con cui si comincia per it n u fi 1 pezzo di musica . Quanto più regna l’unità de pensieri in o w-" 0 ' tanto più tutto quello di cui è composto esce direttamente r( lfyi lì f Vomente dal motivo o da’motivi cheto formano, poiché è ben pc r ^ j n °ti vi siano più temi in una composizione musicale , i quali le CJ Ouì 'ebòero avere tutti una certa analogia fra loro.Da ciò derivano Motivo principale, Motivo secondario ec. ^/gar.Motivo o 9 **. * ip lln & sonata, che vegna il medesimo in tutta una sonata.(A)(L) Cft r«i. 0 1») Motivi di credibilità : Per queste parole s ’ intendono i . j^i 0 ert e contrassegni generali che debbono persuadere ogni uomra- ”qtiv 0 Po ~? c ^ e l (l religione cristiana sia la vera. (G. F.) Cx c j| '.dd. m. Che muove, Allo a muovere . hai. cievuli vim habens, Jiig . ,,s * Gr. Ktvyjrtxcs. But. Purg. 16.1. Non sarebbe necessaria, *5, j^,S lo pe motiva , alla quale si può resistere. Col. Ab . Isac. cap. P Q Y an *ma non hae posa delle cogitazioni molive che le vengono. ^ ez * *53. Le potenze, ovvero virtù dell’anima sono cinque: \t Jv * l va, sensitiva, appetitiva, rnoliva di luogo a luogo, intellettiva. litoti* 8 5 Mo-ti-vò-ne. [A 1 »?.] accr. di Motivo. Red. lett. 1. g8 . Quel j,chei° ne del componimento tutto insieme, siccome la prima volta * " T ° v£? ns *derai , mi ebbe a sbalordire così , cc. ^ trasferirsi [ da un luogo ad un altro $ Movi - lo, 5 frasporlamento , Passaggio. Il Moto è accelerato , ritarda- *°I<ì regolato, appropriato, convenevole, equabile , sconvenc- >Mnn S > Volto , vizioso , violento , naturale , soave, lento, piccolo, ■°jVel 0) Perturbato, disordinato, irregolare, disadatto, sproporziona- S «ce, celere, rapido, concitato, lento, languido, tardo, ritardato, V ^3to ° 5 distrutto , perduto, racquistato, restituito, rinforzato, rav- ^ot 0 ° J ec *3 Lat. motus , motio. Gr. Darit. Par. 2. 1 27.Lo /? , o e * a virtù de’santi giri ec. Da’beati motor convien che spiri, ^cito ^°ve l’un moto all’altro si percuote. E 12. 6. E moto a Cailto a canto colse. I'iarnm. 3. 28. Quale Arunte tra’bianchi ^ ( * e ’monti Lucani li corpi celesti c i loro moti speculava. Red. x ^‘^Saltellando e volando pareano, per così dire, il moto perpetuo. %t e Onde Diciamo che Un corpo è in moto , quando esso o le etii Ue . P a *P cambiano successivamente di situazione rispetto a certi 3 noi giudicali in riposo. (0) ? hf>i Dicesi Moto uniforme quello in cui la celerità è costante , ^ mobile trascorre sempre lo stesso spazio in un ugnale 9 Cc,.j 1 u di tempo, fino a che non patisca resistenza ; uniformemente 5 risultante dall ’ azione di una forza che , cvnser- ^>e ({ 1 Sern pre la stessa intensità , comunica , per tutto il tempo Sli a azione , successivamente al corno una celerità se che o?s«o» ione , successivamente al corpo una celerilà sempre ^Jòi* ’ im 'furmemente ritardato, quello risultante dall azione di Zq - deceleratrice, che opera sempre, non nel verso dell'impulso i>l 'zi fl ( 0 ’ rn a inversamente , si che scema ad ogni istante la celerità ?«*#* stessi gradi per cui /’ aumenterebbe operando nel Sen 1° Uerso » rettilineo, quello che descriverebbe qualunque punto 'W* 5 unendo abbandonalo a se medesimo , dopo ricevuta una se ninna forza , ni un ostacolo sopragg iugnesse a cangiare 1 Ufri/« A:...,Uk AsF*-*.. .1 .? _ 1 .. .. O santo 3 c dignità del senato dì Roma , e tutto esso ufìcio ac f Z), c I?'fu a detto messer Niccola. **/»« qa M°to proprio, o Motuproprio, Quel decreto cui suol fare il ^ t,( isc ( *J tr ° Principe assoluto ; ed è cosi chiamato per dimostrare fi! 19 p/ f ( dhi sua assoluta volontà. Fasar. Fit. Buon. Finalmente * War fece un moto proprio, come lo creava capo di quella s ’^eU & appresso : Volle che fosse dichiarato nel moto proprio, ' ‘83 r?!y' ÌVa la fabbrica per 1’ amor di Dio. (B) Car. Lett. ined . _ * tilx f ia -- ~i.- c. —:-- 1 — -— —-•- Urna 1 ^ ia detto ancora che facci accomodare un moto proprio * sopra l’abbadia di Farfa. (Pc) Ìd Cf>i / rovas * fafa ra in dgn. di Supplica, ma non è in uso.Fit. ì s. fiatici " l ' i f' 1 I* cav£, i di petto un moto proprio, pel quale p. tÙ/ Ce5 a . Va detto uffìzio del maestro delle stampe della zecca.(N) p * Lo Ci . ( [^* Moto locale , quello che si fa per cambiamento di luogo. s^ S *dca Gire. Geli. 1. 34- Che ha bisogno adunque qiul- S s^ Stl ’ica a* 5 . ^0 Circ. Geli. 1. 34- Che ha bisogno adunque qu sé ^icesì*' ni °I° locale, se ella ha quivi tutto quel che le bisogna? W ^ Q t. n ,r m °do avverò. Di moto proprio == Spontaneamente , Da ^ v/ ra cl» ^ r°* Gr. o.vrf)p.drnv. Sesn. Mann. Mass. 16. 5. Cadono a ) *^iit* ^1° mll ,arme 3 Fazione, Impresa militare. Guìcc. Stor . lib. 5. e m n- ma ? l’altra espugnazione morti circa quattiocentouo- ‘ '^tor T l ìr ‘Sj on i, tra i quali Galeazzo capo di questo moto. ì^ Se rci ' 1 ? 0 ^ di Melano furono dì questa maniera. (Br) ) bla^Y d^l corpo. In questo significato il Moto è mite, pia- ^. es So ec ^do, faticoso, laborioso, grande , lungo, continuato, ìn- }> Prì f u at ’ esei ’cdium. Red. nel Diz. di A. Pasta. La violenza * N^pur A- c I Ue H a che o ruppe una piccola vena de’ reni , o fece a- ì^ol.v 1 A ma P* cc °la vena l’estrema bocchetta. (N) tir -ei>e p teesi Moto spontaneo ogni moto del corpo animale che ^ e » del SUo im P l dso dall' anima , come quello del cuore , delle ' * D €ru€ P°- (A) botisi Moti vitali quelli che risultano dal concorso c/imofre MOTTA ^<33 forze , o Jors* anco dalla varietà di una fòt tu stessa in direzione ed intensità. Moti vitali sensibili , sono quelli più o meno estesi ed apparenti , come quelli risultanti dall azione muscolare , e da quella specie di turgescenza che alcuni volino fare proprietà distinta col nome di Erettilità. Moti vitali insensibili , si dicono quelli che , per essei'e piccolissimi e lentissimi , sfuggono a nostri sensi , nè si appalesano che mediante gli effetti loro. Tutti poi sono continui od intermittenti , e soggetti a più o men lunghi intervalli di riposo.Alcitni dipendono dalla volontà , altri ne sono indipendenti ; alcuni avvengono negli oggetti esterni , altri nella economia animale ; quelli sono distinti in generali e parziali ed hanno per fine il trasporto del coi p.o o di una parte di esso da un. luogo ad un altro, o sia comprendono la storia delle attitudini e de' movimenti progressivi : i secondi concorrono alt adempimento di quelle varie funzioni il cui complesso forma la vita interna od organica. (O) 9 — (Med.) Moto convulsivo : Sorta di malattia , nella quale i muscoli frequentemente si scortano verso il loro principio. Eut.n lotus con- vulsivus. Gr. aznx:rpos. Sagg. nat.esp.ii5. Un’altra lucertola in più breve tempo patì gli stessi avvolgimenti, o moti convulsivi. Bcddett. 2. 2S2. Oh , oh , oh , il brodo non le piace. E gli accidenti e i tremiti, i moti convulsivi, gli stralunamenti d’occhi e la febbre le piacciono? E 283. Le farà tornar più frequenti gli accidenti, le convulsioni , e i moti convulsivi. 10 — (Anat.) Moto peristaltico : Azione dello stomaco e degl*intestini per cui, mediante una pressione progi'essiva dall alto al basso spingono verso t ano i residui degli alimenti. Colai moto chiamasi ancora vermicolare, perchè si rassomiglia a quel moto col quale i rettili si trasferiscono da un lungo all' altro. /^.Peristaltico. PrHm.(B)(0) 11 — * (Idraul.) Moto litorale e radente. F. Litorale, J. 2. (N) 12 *■— (Mus.) E una varia progressione di due o di più parti.che cantano o suonano insieme. Gian. Diz. Mus. (B) 2 — * Dicesi questo Moto contrai lo, quando due parti procedono in modo che la più alla discende , e la più bassa , ascende ; obliquo, quando una delle parti, sia la più alta , sia la più b isso, cambia il suono , mentre le altre ascendono o discendono; retto, quando le pani procedono equabilmente tanto ascendendo , quanto discendendo . (O) Moro. Add. m. F. A. e poet. F. e di’ Mosso. Frane. Barò. jò. m . E pensi sempre quale era d’ avanti , E 1 volger della rota, Com’ella è quasi mota Subitamente per ciascuno in terra. Dant.Purg. 2.'hCosì diretro a noi più tosto mota Venendo c trapassando ci ammirava, cc. (V) E Par. 24. lo credo in uno Dio Solo ed eterno , che tutto ciel muove , Non moto, con amore oc. (B) Ar. Fur. 39. 38. Tra i quali e noi giace l instabil suolo Di quell’arena ognor da’venti mota.(B) Motolà. * (Geog.) Mò-to-la, Motula, Motto la La*. Motuoli. Città del regno di Napoli nella provincia di Terra d Otranto. (G) Motona,* Mo-tó-na . N. pr. f (Dal gr. mothon motteggiatore, arrogante.) — Figlia di Oeneo e di una sua favorita. (Mil) Motohca. * (Geog.) Mo-tòr-ca. ÌAtgo del Perù. (G) Motore, Mo-tò-re. [ ^evh. m. (//Muovere.] Che muove ; Movilare. I.at. motor. Gr. xivy^ty,?. M. F . /j48. Per lo meno reo presono di voler esser motori innanzichè fatto venisse alla setta contraria a loro. Amet . 10. Se cotale effetto muove dalla colui deità, nome pr< ndendo dal suo motore. Petr. canz, ig. 2. Onde il motore eterno delle stelle Degnò mostrar del suo lavoro in terra. Dant. Purg. 25. 70. Lo motor primo a lui si volge lieto. E Par . 2. 12$. Lo moto c la virtù de’santi giri ec. Da’beati motor convien che spiri. E 2g.4j-Ghe non concederebbe che i motori Sanza sua perfezion fosser cotanto. 2 — * (Mecc.) Nome che danno i meccanici alla causa che pone in moto un qualunque meccanismo. (D. T.) 3 — (Anat.) Nome ed anche Aggiunto di alcuni muscoli e nervi del corpo umano. (A) 4 —* Trovasi talvolta usato per Lodatore , Promotore o simile. Renv. Celi Fit A. t. fi.214. Prese ( il Bologna) quell’altro lombardesco ispedicu- te, cercando di svilire 1’opere mie, facendosi motore di antichi.(N) Motorio. (Filol.) Mo-tò-ri-o. Add. m. Aggiunto dato a quella specie di commedie antiche, che ricercava i cori mobili. Girald.Disc.pag. t3o. Berg. (Min) Moroso , Mo-tó-so. Add . m. Imbrattato di mota . Lat. cocnosus , lu- tosus. Gr. 7Cn\àÈ7)s. Tac. Dav . ami. 2.35. Scelgono un piano stretto c motoso , cinto da fiume , e da boschi cinti da profonda palude. 2 — Per metafCTinpc., Disonesto.] Pass. 33y. Fa rimbalzare molti sprazzi di quella motosa nequizia, nella quale è involto e nascosto. Motrice , Mo-trì ce. [ Ferb. f di Muovere. Che muove.] Movitrice. Lat. motrix. Dant. Conv.85. La forma nobilissima del cielo ec. gira, toccata da virtù motrice. E 118. Massimamente conoscono quella intei- ligenzia motrice, perocché sono spczialissime cagioni di quella. Gal. Macoli. Sol. ng. Una nave ec. perpetuamente quieterebbe, se cc, qualche causa motrice eterna non le sopraggiugnesse. Motrico. * (Geog.) Mò-tri-co. Città della Spagna nel Guipuscoa.( G) Motrillo. * (Geog.) Modrìl-lo. Lo*.Mmmmn Julium, Motrilium.Cdùà di Spagna nella piovincia di Granata. (G) Motta , Mòt-ta. iSf] Scoscendimento di terrena, e la Parte della terra scoscesa. \_Alliimeuli Frana. In Calabr. dicesi Falesa dal fr. faluise; in Lombardia Lavina con voce usata da S. Girolamo, S. Isidoro 5 Paolo Diacono ed altri. V. Macr), Sidernogrnfi^ p. 3oa.] ( F. Mucchio.) Lat. iocus praeniptus, locorum praerupta. Gr. d-jroVe^ot Lucian. ( Da ammottare , se non piuttosto atmnottare da motta , e motta dall’ar. menar luogo alquanto più alto de’circostanti, e che ha uria fenditura. In et IL mot eminenza, zolla combustibile, nel qual ultimo senso dicesi mouto da Provenzali. Iti frane, motte zolla, pezzo di terra separata dall aratr o, dalla zappa od altrimenti. In ar. inuhdet parte prominente di terra: e mutua duriores colles.) Stor. Eur 6.145. Questo è un monte molto eminente, con altissimi .precipizi!, pieno di balze , di scogli e di motte. 564 MOTTA Motta. * (Gcog.^ Cititi eli Francia nel dip. dell' Aha Marna. (G) Mottegueiua , Mot-teg-gc-ri-a. Sf. Il motteggiare. Salvili. Cas.61. Propria in oltre della satirica fu una certa particolar frase e mottcgge- rìa , della qual cosa non 6Ì ritrovando appresso Aristotile precetto alcuno , ec. (A) (N) Mottecgevol* , Mot-teg-gè-vo-le. Add.com. Di natura di motteggiare, Faceto. Dal. facetus. Or. tèrpàvilios. Foce, nov. 2/j. 12. La donna, die motteggcvole era molto cc. , rispose : ec. Varch. Freni.S^Oivie vengono cianciatore, ciancione, a burlatore, burlone c burlevole, come motteggcvole. M oTTEocEVoi .meste , M o t-t e- ge-v o! -m é n -1 c. Ava. Da motteggio, In modo motteggcvole. Lui. jocose. (A) Minturn. Berg. (0) Motteggi amento, Mot-teg-gia-mén-to. [Sm. Lo stesso die] Mctteggio. V. Fot. .jocus, dictcriiun. Gr. axùfifiu. Salvia. Disc. 2. 3y5. "Vaglia a dire la verità , che in questa dote di spirito , di brio , e di galante •vivezza, e d’ un certo vago e grazioso e nobile motteggiamento, tutte luminose marcile di bello ingegno , maraviglioso appare Platone. E 3y6. 1 motteggiamenti ei giuochi di Platone più gli aggradivano de’scrii motli degli Stoici» Min. Malm. Giuoca di spadone a due gambe , cioè fogge: motleggiamento usitatissimo verso coloro che friggono per paura. (A) Moiteggiante , Mot-teg giàn-te. Part. di Motteggiare. Che motteggia, o Che esprime motteggio . Fortig. Bice. 26. 83. Pi di parole impure li motteggiarti ri’ebbe a più non posso. Bisc. Maini. Bertuccia , la •quale è animale scherzevole, cd in un certo modo motteggiarti:.(A)(B) Salviti. Cas. <4. Ma cosi i riditor , c06Ì pregiare I motteggiarti satiri fia bene. (N) Motteggiare , Mot-trg-già-re. { N. ass. Schedare con motti piacevolmente , Dir motli ad alcuno,'] Burlare, Cianciare. Lat. nugari, garrire , nngas agere , jocari. Gr. (pAi/aptìV, dSoAscrxsìv, \r t pm.Bove.nov. ■tg. 3. E motteggiando, cominciò alcuno a dire. E nov. 2 6. 5. Incominciarono con lui a molleggiare del suo novello amore. Cavale.Med. cuor. Allora gli si parò dinanzi l’abate, e motteggiando disse: ove vai, vecchio , ove vai ? Tac. Dai’, ami. 2. 5/j. Rispose motteggiando, che vi sarebbe, quando il giudice delle malie avesse citalo le piarti. Malm. g. 68. Ciascun dice la sua , ciascun motteggia. Earch. Ercol. 5g. Quando altri vuol la berta di chicchessia, c favella per giuoco o da motteggio o per ciancia o da burla, si chiama rial verbo latino giocarsi, e dal toscano motteggiare, cianciare, burlare , ec.» Bocc. nov. Parti egli d’aver viso da motteggial e ? E altrove : Uove non ha luogo il ridere, quivi disdice il motteggiare ed il cianciare. (A) - — * Paloni vale Offendere. (A) 3 — * Discorrere , Far motto o simile. Cavale. Med. cuor. 2gg. Ma S. Bernardo sopirà questa parola motteggiando dice, clic non saranno riformali quanto al corpo secondo la chiarità del corpo di Cristo, se non quelli, gli cuori de’quali sono in prima riformati alla umiltà di Cristo. (V) 4 — * E col terzo caso. Vit. S. Gio. Ball. 2,3/. E quella sua misera che teneva fErodeJ se n’avvide, e incominciogli a motteggiare.(V) 5 — [Eduli. Pugnere, Incitare co’ molti] Vit. 6Vf. Pad. 2.92. Lo cominciò a motteggiare per induccrlo a peccare con seco. E gj. Dopo e rto tempo fu bisogno che 1’ abate Silvano per certa cagione si trovasse col predetto aulico padre, lo quale aveva indotto a disperazione lo predetto frate ; e trovandolo si il motteggiò , e disse : ec. » Bocc. nov. 5. E senza più motteggiarla , temendo delle sue risposte fuor d’ogni speranza desinò. E nov. 10. Con lei insieme tutte si proposero di riceverlo e di fargli onore , t'd appresso di motteggiarlo di questo suo innamoramento. (PQ Motteggiato , Mot-teg-gia-lo. Add. m. da Motteggiare. Cas.Uf'.Ccnt. <02. All’incontro se essi motteggiati, e da qualche acuta e odiosa parola morsi saranno , sì deono perciò eglino con lieta faccia c con piacevolezza rispondere. Motteggiatone , Mot-teg-gia-tó-rc. [Eerh. m. di Motteggiare.] Che motteggia , Burlone. — , Molleggierò , Motteggierò , sin. Lat. nugalor , congerro. Gr. Q\vx.pos , àSo Aurxrt- Pass. 135. Non feinminacriolo , 101 motteggiatore , non giullare. Galat. 4$- G se pur ridono , si ridono non del motto , ma del motteggiatore. Motteggiatmce , Mot-ti g-gia-trì-cc.E'irò. J. di Motteggiare. Che motteggia (A) Tesaur. Berg. (O) Mottegcjeee , Mol-teg-giè-re. Add. e sm. E. e A'Motteggiatore. (A) Motteggierò, Mot-teg giè-ro. Add. e sm. V. e di Motte •ggiatore..4bvt. Bug. Il medico vuol essere parlante, motteggierò, epicuo di faci zie.(A) Motteggio , Mot-leg gio. [A/;?.] Il motteggial e, [ed anche Arguzia , Facezie. — , Molleggiamento , sin.] {E. Baja.) Lai. jocus. Gr.vo.ii via. Esp.Eang. E non pinsi che Salamone parlasse per belle, o per mot- •teggio. Tac. Dav. Perd. eloq. 4^3. Quanta grettezza crediamo noi avere arrecato all’eloquenza questo parlare a’giudici quasi da motteggio in queste nostre vesticciuole misere fasciati e ristretti ? a — [Da motteggio = Da beffe , Da burla, Da giuoco, Per ischerzo, Scherzosamente, Giuchevolmente. E. Da motteggio.] Alleg.1 2,/. Dicendogli intanto , che mi voglia ben da vero , come io ne voglio a colei da motteggio , cd a lui non da burla. 3 — * Col v. Dire : Dire da motteggio = Dir da burla , per ischerzo. E, Dire da motteggio. (5i) 4 — [Col v. Fare : Fare da motteggio , per motteggio — Far le viste , le lustre. E. Fare motteggio.] Murg. 22. «>6. Dunque costor non laccali per motteggio. 5 — * (Ic.011.) Uomo che pone una ridicola maschera sul volto di colui eli è soggetto de’ suoi sarcasmi : ha lo sguardo maligno ed mutano mi dardo bicuspidato , perchè più della maldicenza , offende l'uomo ed il suo amor proprio. (Mit) Motteggioso , Mot-tcg-gió-so. Add. [m.E. poco usata.] Che motteggia. I.at. jocosii3 , facetus. Gr. ..vrpùvcKos , vaiyvulSris. Esp. Pat. lìost. San Paolo riprende le vedove femmine ec. motteggiose, e troppo pur- MOTTO farti.. Bcnih. Asci, dii 2. 83. Assai ci hanno , tnnfteggìose 6f5j,^ ro [tino- diritto cani mino dc’nostri ragionamenti traviati lesomigìianzedi jtjyiic- Mottetto, Mot-tét-to. [Am.] dim. diMotto.Lat. vcrbiim, j oC j , llir) o g' a Sacch. nov. 2. 54- De’ mottetti che certe piacevoli donne e ^ ,j ...t- detto , ne sono assai. E appresso : Quando un mottetto 1 11 ■ ril jlia rinajo si può dire avesse tanta virlù, che mi cosi crudele an facesse diventare umile. Palaff.y. Diletto, so, che gusti del 1 ' Belline, so/?. 2 4g. Più che la storia piacque il tuo motte 1 a — (Poes.) [Sona di componimento poetico per lo )l l ’|" in rima , contenente alcun concetto.] Bed. Annoi. Dito'. • j :| pili tetto cc. aulicamente significava una composizione toscana f ^ ni' />"!• di pochi versi in rima , contenente alcun concetto , coese dere ne’motteUi di messer Francesco da Barberino. (Mus.) Breve composizione in musica di parole q>z/’/- at . n tt'> Eardi. Ercol, 270. Compongono e cantano ec. le messe, 1 le canzoni, i madriali, c 1’altre composizioni loro- // 31 ottino. * (Milit.j Mot-ti-no. Sin. E. A. che molti credi* 10 1 g 0 lld*' spagnuola ed-introdotta verso il secolo xvr. per iudiciM ^ liC mento di soldati -, e da essa cavano le parole Ammottn 1 ' 1 '^’ u «i' mutinare, Ammutinamento, ed anche Abbottinare che slif ^ gola per amor di dialetto dal Davanzali. (Dal lat. molits > «c,ii>T tfios i ovvero mrtlws sedinone, tumulto. In isp. molino ■ c (jt’ 1 amotinar ammutinare. In frane, muttnerie sedizione , e rnU ^ c ,i o\' Bullet ricava dal celi, brett. mutili , sedizioso. In oland. w 2 '. vero muiten far sedizione, tumultuare. In ingì. mritinf s ‘ 1 , ammutinare ed abboUinare.) Cinuz . Qualunque tenterà di ,^’aiii^ 11 ^ sigitel a , o acconsentirà di fare, o farà mottino alcuno, o s0 ,

  • ' j il (TrofLvXioc. , c-KÙfxfLX. ( Dal gr. mfthos parola , onde fo i ‘ 1,J ^ ;l |, n 1(1 • barb. miittum , ed indi lo spagli, mote , il frane, mot e to.) Bocc. nov. 53. 2. Vi voglio ricordare esser la natili j’iidjj colale, che essi , come la pecora morde, deono così 11,01 , 0 rtf ,sS<; j, toro , c non come il cane % perciocché , se come cane lì ' lf , 2 $^ motto , il motto non sarchile motto, ma villania. Darti* * g, }• Ora si va con motli e con iscede A predicare. G. V> 3^00- 0 , scusava per motti , che nullo lupo era usato di stare rn lC tl o , lat. 4$, Sono i motti speziale prontezza e leggiadria, c ^ vimcnto d’animo. » Salviti, jdtmot. L\ B. 3. 4' 01 CasaJ pare che creda molto venire da moto , imi'h sre ; maio tostano (V ingegno. Ma è credibile che vcng^,^ lJt ]a i da fxv [ jos, parola , motto ’ " 1 ' 1,s onde Bar motto piena cu semimeruo. r* ajutioi. jjuu/l. j mordaci . . . noi li chiamiamo motti pungenti , piccanti i c clamo anche bottoni , e sbottonare motteggiare. (N) , 3 — Parola. Lat. dietimi, verbum , sententia. Gr. sVo?, ^ ^ofs‘ p, Darri. Purg. 5. 7. Gli occhi rivolsi al suon di questo motto .• a. Con motti bni cogitati c suavi Diceva al padre: cosi ' d , 0 alc| ^ 3 —• Momento. V. -ri, Bemb. pros. 3. 206. Quantunque J ,! f}j0 & ^ volla in vece di momento si pi onda; che si disse anco 1 & ^ p l come si vede in Brunetto Latini : K non sai tanto fare, L 1 ^ in un motto Lo già acquistalo tutto. (V) co&'/i) 4 — Colo. Dare* Dar motto, Fare, Toccare un motto d'alcuna (- V vellarne brevemente , e talvolta Farne menzione. D .Dare l \ 5 — iCol v. Fare:] Fare motto a uno ~ Parlatgli per sd & Fare motto, §. 2.] Lat. aliqucm salutare, compeliare. t£0 a O-ai, •KpQG*a\ùv. Bocc. nov . 20. 11. Nè altrimenti fece 1 ser Kicciardo , che fatto s’avrebbe ad un altro foresti- 1 Q _ g. ioi . li non fé’motto altrui, ma fe’sembiante D’n° nl J cura stringa e morda. Fit. SS\ Pad. 1. Si. Una don 11 ’ ip.ii per visitare Antonio, fece prima motto a llarionc. a — Far motto, o Non far motto, assolutamente^ * y parlare. [V. Fare motto ,5* *0 Lat. mutire , ne n,,, t. l i L c i vi 5 ® , fl C £i^ fLvfytv, pubi ypvfytv. Dant. Inf. 33. 4S* Ond'iognardai- ^ figliuoi, senza far motto. FU. SS. Pad. 1. 20S. j(Ji^ impaurito , non faccenda motto ad altrui , fuggie *d ^[od° i,,^^ B — Non far nè motto nè tolto = Star cheto cheto- 1 jnS^ Jr - - - Lt»' a [ C iU lJ 8 basso, come Nè uli nò putì. [F. Far molto , §- 5-3 iiospitc. Frane. Sacch. nov. i5S. E così fece , sanza ^ }{0 mostrazìone , 0 motto o lotto. . -in pi‘ ;/ 4 — Fare, [Gittarc , ] Toccare , [ Ritoccare , 0 SI ! n ^, d’alcuna cosa. [ F. Far molto , 5* 3.] Bocc. noV- ji 0 gtiO *** ciar oUOl ‘ tanto il donzello con morta lingua e viso stigliato gli conta il fatto. (V) ■' \?-' , MOT TOZZO y ^ . T narrò 'Otto a motto , ne/Zo ì(j«o Sl gntfi Ar. Fur. 5 . So. E gli ìo co Istor * n modo a motto. (N) £ Oes 0 Mottetto , nel sìgnij. del 5 - 2, Red. Annoi, Ditir, So. PMic°^ 0 tle ì 1r ^mi rozzi tempi significava ogni sorta di composizione Vcli e a ’ 9 k sue parole ancora semplicemente. Onde nelle Cento Noto/ ^diclie (61. y.): i cavalieri e i donzelli , che crono elidivi e Tr^ St Jhcevmro di belle canzoni , c ’l suono e’I motto. Nrirantico h s- ' fam. ; Se nella brigata si cantino suoni e molti. (U) Dare il motto ; lo stesso che Dare il nome. F. Nome. 5 r&° Vaciotti. Dare il motto , ovvero il è quello che MOVITOJO 4(55 giungi a grami’uopo ; ascolta c taci, Poi movi a tempo le parafe audaci. (P) 3 — N. pass. Darsi moto, Pigliar moto. Bocc. nov. 38 . *2. Sentendo eh’ egli non si movea cc. cognobbe , eh’ egli era morto. F nov. 7 g. 35 . Ella allora soavemente si moverà , e recheravvene a noi. Movevole , Mo-vc-vo-le. Add. com. Alto a muoversi. i_V. A. V- e di ] Movibile. Cr. 4. 6. 1. Se P asciutta ghiaja a pietroso campo , e ino- vevoli pietre saranno mescolate alle grasse zolle , c se la pietra silice sarà alla terra sottoposta ec. , non lascia le radici di state aver sete. 2 — Volubile. Liv. I)ec. 3 . Egli hanno gli animi più movevoli e più leggieri eli’ io non vorrei. 2. 27 ‘ Sii movevole, e non leggieri ; costante, °> cono« enera ^ ss ’" 10: 0 Maestro di campo, la sera per contrassegno * s o»o •' soltlal G, e altri che vanno attorno la notte, per sapere 3 — Persuasibile. Albert a’orta • CI ’ 0 lm -tU Automi. Spediranno pattuglie fuori della strada e non pertinace >0 l. ira dello schioppo , e queste nell’incontrarsi si da- Movib.le , Mo-vi-bi-le. Add. com. Atto a muoverti.-. , Movevole, sin. Ay,*. • ScaiTì bievolmcntc S> N » ^IoMòz-zo. [v 9 m 0 ì>° . v ‘ Dare:] Fai e un k. . * irti __ il motto, secondo le ordinarie formalità del Lat. mobilis. Gr. xwnrós. Lib.Astrai. Porrem nome a questa gamba la gamba movibile, e alla prima la gamba ficcabile; e sia questa gamba movibile d’acciajo. Movimento , Mo-vi-mén-to. [Si//.] Moto , Commozione ; e si dice cosi delie cose corporee, come delie incorporee. Lat. motus. Gr. xivncK.Tes. Br. 1. i 5 . Ragione è movimento dell’anima, che assottiglia la veduta dello ’ntendimcnto , e sceglie il vero dal falso. Sant. Par. 33 . 37- Vinca tua guardia i movimenti umani. Bui. Purg. 6. 1. Nel movimento degli occhi si nota l’onestà della persona , e la sua gravità. E 18. 1. Se consente al buono movimento ec. , merita ec. Cavale. Specoli.Cr. Io trarrò a me il cuor dell’uomo, con ogni sua potenza e con ogni suo movimento../Ione. nov. 33 . 2. Ira ec. ninna altra cosa c , che un movimento subito ed inconsideralo da sentita tristizia sospinto.» Gnlat./fS. Sono i motti speziale prontezza c leggiadria, e tostano movimento d’ animo. (N) 2 — Novità , Tumulto. Fir.As. 108. Resterei, finché ritornassero, sulla porta della casa , per ispiare se alcuno movimento nascesse. 3 — Instinto [o Impulso interno.] Solitoci -Ma perché noi faceste di vostro movimento, ma dal serpente nemico vostro foste tentati, non vi voglio eternalmente dannare » ( Questo stesso esempio leggesi nell’l 11- troduzione alle Virtù a pag. 12 , ediz. di Firenze 1810.) (B) ij — Pratica, Impegno, Istigazione o simiìe.Car. Polg.Long.Am /. Ma I|] n, ovcnte. Comi Purg. 21. In questa parte manifesta Sta- non posso già soffrire ch’egli abbia ad essere Io strazio c ’1 vituperio di : n.., //V' dopo Dio la prima motura. Gnatone, di cui é movimento che venga a Metellino per oprarlo, ec.(Min) 1 ), h ivieog.) M o-tu-rò-a. isola del Grande Oceano Australe pres- 5 —* Provocazione, Incentivo. Salasi. Cai. 18. Molte altre cose sa- ra°” a Zelanda. (G) P ca e facea acconciamente che sono movimento a lussuria.(/I lat. ha : c ,' 3 ?-) Modi-ni. Popoli della parte settentrionale dell’impero multa alia , quae instrumeuta luxuriae sunt.) (Br) 6 — Origine, l ui. origo. Gr. ùp%ri.G.F. 5 . 2Q. Avemo raccontato di loro nascimento e movimento. M. C. 3 . 8g. Avendo movimento da Gentile ila Mogliano , che tiranneggiava Fermo. 7 —; iDiamsi Movimi liti della fortuna i suoi ] Mutamenti. Bocc nov. .. B , . ! -- , . 16. 1, Gravi cose e nojose sono i movimenti varii della fortuna. procurano di far cadere in pozzi od in fiumi gli 8 — Dicesi Movimento itegli aflelti per Gli affetti stessi. (A) "" . ‘ " ’. ' .. ..* Dar movimento = Muovere. C. Dare movimento. (A) accr. di Motto. 4 . —.j -. un mottozzo. [V • Fare mottozzo.] IAb.Son. • 1 v cngo a scusar del gran mottozzo Che mi facesti in Cali- ?* fa rsci 'a. Cecch. Seivig. 2. 4. Cosi mezzo tedesco c mezzo no |' S 'bil ttlotto 'zo > e domanda quand’io Vo’a Bologna. Case.Spir. 1,^0 su ° arrivo sentii fargli un gran mottozzo dal fratello e dal- ’.°j. (? ’ Mot-hVso. [.S’iti.] dim. rfi Alotto. Mail. Frane, rim. bari. 2. 111 r 1111 l ^ 1: '' elv ' < f or 111 ' raccomando, Bacio le mani a vostra Jl'tcj,,mille bei mottuzzi di rimando. \ '"et-n /^ co f?-) Mo-tu-fù-ri-i. Antichi popoli dell'Africa propria, monte Mampsaro. (G) ’i'p.opj, fGeog.) AJò-tu-la. Lo stesso che Motola. V. (G) ) 'V'V Mo-'n-prò-pri o.iS’m. comp. Lo stesso che Moto proprio. S- 3 . Salvia. Fise. Il nostro serenissimo Sovrano ec. con suo ll* < f a (len 1 ; ,,I< . , ùiproprio confermò nella carica di luogotenente in questa ,! 1 »* Al senatore Alessandro Segni. (A) Ì‘ l, 'io- f "’ ro <■ leggieri e V /'Igio,, . ‘‘‘ggereMa la fa ben niovl: nte \ movente dal mezzo [/7 che dicesi anche Ben mo- 2. 32. Questa complessione ec. iae Tuomo rosso c in- inovenle , e cresce in islantc. JG movente (laU’ima quaUlà all’altra. ( he dà impulso , Che determina .] Anici, - > ghirlantìc coronino la bella donna della faticata pen* V / I li. . J .IE A niVi nv/ 1 /VfVi. rr *. i^!. n i zn i. _ _ 1 _.. ili T)Ìa linmin 1-1^1 ---- _ __ accresce la bellezza , ed alle volte e più gradita. ■cA,- "S n ì< /i n. 3 Ma nel ridere^ nel moto delle mani , ed ai- persona tutta , che soavemente alleggi senza sti- 7 rf'i L( J O Ft' » V,1U tutte* , vii.u. ^ n ^' V c -\'o e ^ az i°ne. Baldin. Toc. Dìs. (A) ^ ' ì)j Hinr»' ou om. F. e di] Muovere.» Frane. BarÒ. 5 o . Mnv ll ' move > Pensa nettar sua coscienza in pria. (N) Cr parole e vale Parlare. Tass. Ger. 10. 3 2. Ben tu Fit.. US.Pad. Quelle cose che son da Dio, hanno tbndamcnfn vitivo d’umiltà. mo ~ Movitivo. Add. m. F. A. Instabile. Fit. S. Gir. Ahhanrt™. . caduche cose e movitive. (V) “ ona 3 ,Teste Movitojo. (Ai. Mcs.) Mo-vi-tó-jo. Sm. T. de' lauilon e filatori Pie- cola piramide di metallo con vane tacche rotine* ' 7 destatili di legno , in cui è fissato un ueriìio “ s Q' ra . un P"’~ facilità nel filar l'oro. (A) J puma ’ wde >’ Ua 8 tra, ' e ■ : -* V, ■ * . 466 MOVITORE MOZZO Movitore, Mo-vi-tó-re. [Verb. m. di Movere.] Che muove , Motore. Lat. motor. Cr. ..U'r.rfi. M. V■ 6. 21. II Conte venne a Firenze, e mostrò al Comune , come Marco era stalo movitore della guerra. Com. Inf. 7. Li movitori di quelli re li sono sustanzic separate da materia, cioè intelligenzie. Bocc. Pii. Dani. 242. Questo amore c ferma credenza di tutti , che fosse movitore del suo ingegno. Dant. Conv.jS. Angeli , li quali sono alla revoluzionc del cielo di Venere, siccome movitori di quello. Movitbice, Mo-vi trì-ce. f'erb. f. [di Muovere.] Che muove. Lai. mo- trix. But. Par. 18. 1. £ letizia era ferza , cioè movitrice , come è la ferza del cavallo. Movitura , * Mo-vi tù-ra. Sf. da Muovere. Impulso, Cagione a fare. G. y. 12. 8. Fu movitura e consentimento del Duca per recarsi l’amore del popolo minuto. (Pr) [La Cr. legge diversamente lo stesso es. alla v. Motiva.) (N) Movizione, Mo-vi-zi-ó-ne. [A/i] V.A. [y. e eft’Mozione.] Esp. Vang. II primo infermo che disccndea nella piscina dopo la moviziondcll’a- cqua , era liberato da qualunque infermità. Movuto , * Mo-vù to. Add. m. da Muovere. V. A. V. e di Mosso. Boez. 2 3. Cosa movuta dal tu’ atto puro. (V) Moxa. * (Farm.) Mò-xa. Sf. Col nome di moxa vuoisi che i medici chinesi distinguano un cilindretto lungo circa un pollice, e largo circa sei linee, composto delle foglie e/e/l’artemisia vulgaris, e della lanugine di questa pianta; o pure firmato di seta, di lana, di bambagia, di peli di diversi animali. I Tartari usavano V agaricus igniarius , specie di fingo noto i i Greci impiegavano la tela di lino bollila nel lissivio e fitta in piccioli gomitoli ; i moderni usano il cotone, altri la midolla del girasole , altri della miccia di cannoniere , del!’ esca del potassio. Si applica sulla cute , si brucia per causticare, arrossire , riscaldare e rivedere nelle infiammazioni lente ec. (In gl', myxa stoppino , lucignolo o muffa.) (N) 2 — * Nitrato di potassa, così detto sia perchè si ricava dalle orine di molti animali, sia perchè la sua formazione è principalmente favorita dall’ orina , sia perchè arde con molta facilità e molta luce. (In illir. mocsa orina , in gr. myxa lucignolo.) (Diz. Mcd.) (N) Moz. * (Geog.) Piccola città del Portogallo. (G) MozAbi. * (Geog.) Mozà bi. Popoli delta Barìeria , nel Beled al Dje- rid , verso il Regno di Algeri. (G) Mozambico. * (Geog.) Mo-zànr-bi-co, Mosambico. Stretto dell’Oceano Indiano, sulla costa sciloccale dell’Africa, tra la Capitaneria generale di Mozambico e lisola di Madagascar. — Capitaneria generale, che comprende i possedimenti portoghesi del Sud-Èst dell’Africa .— Città rapitale della detta capitaneria generale e del governo dello stesso nooie.(G) Mozarabo. * (St. Eccl.) Mo-zà-ra-bo. Lo stesso che Mozzarabo. V .(Ber) Mozari. * (Geog.) Mo-zà-ri. Popolazione dell Afganistan proprio. (G) Mozdok.* (Geog.) Mòz dok , Mosdock. Città della Russia europea, provincia del Caucaso. (G) Mozione, Mo-zi-ó-ne. [Sf] Il muovere, Moto, Movimento. —,Movizione, sin. [È. Emozione.) Lat. motio. Gr. xivr.ms. Gal. Sist. 231. Bisogna nella cosa mossa distinguere in qualche modo il principio efficiente della mozione, e quello che di tal mozione si muove. Red. Cons. 1. 122. Fauno bollore e mozione nel sangue. lì 22Ì . Allora si fanno i bollimenti c le mozioni ec.» E nel Diz. di A. Pasta. Particelle salsuginosc e pungenti de’ fluidi abili a mettersi in impeto di mozione. F appresso; Il male non è altro che un accrescimento di fluidi, che tra di loro si agitano e ribollono, e in questo bollore ed agitazione occupano maggiore spazio di luogo di quello che naturalmente occuperebbono se non fosse in mozione d’ effervescenza. (N) 2 —* Soìla di vento periodico, ora, con neologismo geografico tolto dal fi., detto Monson c.y.Seni.Storiò. log. Hoggi dal vulgo preso il nome, come io credo, dallo spingimento de’venti, son chiamati mozioni [L’V- baldini nella Tav. Barber. atta v. Sione lo chiama Mozzone.)(V)(N) Mozuas. * (Geog.) Mo-zù-as, Indiani nel mezzogiorno della Colombia, fra il Tapura ed il Putumayo. (G) Mozzamente , * Moz-za-mén-te. Avv. Con parole mozze , Con mozzarne: lo. Bemb. Lett. 5. n.22g. Mi parlò l'altra sera molto mozzamente insieme con M. Luca Gallo e disse di tornar, nè 1 ’ ho più visto. (N) Mozzamento, Moz-za-mén-to.[Am.] Il mozzare .—, Dimozzamento, sin. Lat. truncatio , mutilafio. Or. srépwcris, irtpixofa. Maeslruzz. 2. Sf). 2. Nella quale non è determinata pena d’uccisione, ovvero mozzamento di membro corporale. E 2. 2g. 5. Ma se tale mozzamento si fa per impazienza d’alcuna infermità, ovvero perchè credettero a Dio piacere, acciocché più castamente vivessono, nondimeno non sono ricevuti a promozione. 2 — Per rnetaf [Separazione , Allontanamento da qualche cosa.] Lat. separatio ,-resecat o , amputatio. Gr. àieoxoxri, à’XCTop.ri.Esp. Pang. Ramo di questa santa fede è ogni mozzamento di ricchezze e d’onor mondani. 3 — (Grain.) Per siimi, [si dice anche quella Figura, che da’ Greci è detta Sincope.] Parck. Lez. 483. Per la figura chiamata sincope da’ Greci, cioè, mozzamento. Mozzarabico. (Eccl.) Moz-za-rà-bi-co. Add. m. Aggiunto di Rito praticato in alcune chiese di Spagna , così detto perchè stabilito fin dal tempo della signoria degli Arabi nella Spagna. (A) Mozzarabo. (St. Eccl.) Moz-zà-ra-bo Add. e sm. Nome che si dà ai Cristiani della Spagna, discendenti da’Mori e da’Saraceni, per cagione del rito particolare che da essivien praticato .—, Mozarabo, sin. [in isp. mozarabe , da mnzo giovine, valletto, e da Arabo. Altri da Mouza soggiogator degli Spagnuoli , e da Arabo.) (A) Mozzare , Moz-zà-re. [All.] Tagliare una parte dal tutto, [Diminuire il tutto U’ alcuna sua parte. Altrimenti Troncare , Amputare , Mutilare.— , Dimozzare, sin.] Lat. troncare , amputare , mutilare. Gr. xórrniv, àrtOTiutiiv, àvoxóieTtie. (Dal basco e cantabro motsù, moztù moilud che il P. Hervas spiega per tagliare, taglio, tagliato. Indi pure ilio è il ted. mutzen accertare , tosare , tagliar gli orecchi ad ,m " a cui o ad un cane. Gli Arabi dicono meqsa il camelo, o la pccoi”* > ^ siensi recise l’estremità delle orecchie, e moqzab la falce addet 3 ^ tare.) G.P. 4 -t-‘i. A Giovanni suo diacano cardinale, che avea > ciò , fece mozzare il naso ; e ad un altro Giovanni sou“ ia p eh’ avea scritte le lettere, fece mozzare la mano. E 8. g 3 . 1 fi mozzare la testa a ventiuovc popolani. Rncc. nov. 81 ■ i°- 'fid' mi . . . traessero i denti , e mozzassermi le mani, [ o facesse 1 ’ 1 " cuno altro così fatto giuoco , a che sare’ io? ] Ji la fa — Per simil. [si dice di Cerimonie, Discorso, o altro, e vale f ' re, Troncare, Finire.] Lai. troncare, amputare. Gr. xé^TUt, fi 0 Dant. Inf. g. g 5 . A cui non puote il fin mai esser mozzo, Oltre a ciò, bisogna avere risguardo al tempo, all’età, alla c 011 ' |iiv di colui con cui usiamo le cirimonie, e alla nostra ec., c c ° ’ faccendali mozzarle del tutto, o almeno accorciarle più che 1 11 0 /r*' Eir. Disc. an. 20. Mozzando in un tratto il bel discorso si partì a. rotta. Coll. Ab. Isac. g. tcllo 01P E poiché tu avrai II parlare di fuori , congiungi all’ orazione tua la miserino 1 ' ^ I * 1 — Per metaf. Separare. Dani. Purg. 16. 1 5 . Guarda che 3 fa non su mozzo. Dicesi Mozzare il fiato dell’ Impedire che fa il vento peluoso il respiro. — Dicesi Mozzar le mani, i denti, e simili, del sentimeli 0 c i.’fi duce in queste parti il soverchio freddo dell’ aria, deli’ acq alt ’ tropp 0 *fJL fa' e delle bevande gelati' Dìcesì Mozzar la via— h ipcdir ,2.' dì venire. Pecar>Ji' Ogni volta che lo sapessero gli mozzerebbono la via. (} ) — * Dicesi Mozzar le lunghe, le indugie , e vate Togh*. V cave o^tii indugio, ogni ritardo . T. Lunga, J. 1, 2; e V'■ Pì , —* 7 aLora gli si aggiugne la particella X i a; come in A aggiUgne ia punitemi \ ìuj come tn jjjjjw re e s mili. F. F'. 1 . $8. E questo purgamento si fa in P u c, e mozzandone via il soperchio. (N) — * Dìcesi assolutala. Mozzarla per Troncare il discordi ^ pjf ulta. Mate. Franz . Rim. buri. Sappiatemi poi dir che ^ r 1 /0 A s j '■ 4 v E qui la mozzo , e a voi mi raccomando. ?Br) Mozzare, diflf. da Amputare^ Mutilare , Troncare , tilare nc amputare senza un istrumento "tagliente, di che « on >? ’ „te 3 Mozza- Mozzo, Dimozzato, sin.] Lat. truncus, truncatus, mutihis- ^ Mozzatura. (Ar. Mes.) Mos-za-tù-ra. Sf. T. de'gettatori ne. Il complesso delle parti componenti il mozzo delle c ’ Mozzetta. (Eccl.) Moz-zét-ta. [Sf. Pelliccia che i ecclesiastici portano sul braccio sinistro ; in origine fi; coprire la testa e le spalle in tempo d’inverno nell'ojfioA ^d c £i (Dal celt. muz coprire. Questa voce congiunta ad al Le*fi barbaro alrniecium, il ted. miilze copertura del capo, e muce ovvero aumusse che ora ha il senso del nostro n t0i ; f fi 0 in ar. trovasi mu-ezzed veste , il cui lembo si porta nC £|ie 3 ' myzad fascia od ornamento del braccio.) Menz. sat. l! '^. .fif eletti pastoral governo , Strofinan per le corti la i n0li f n li Mozzetto , Moz-zét-to. Sm. dim. di Mòzzo. Piccol p ei “ r cera , ec. Red. lett. V. S. mi donò un mozzetto di url ria rossa, che V.S. chiamava catto, ccl io credeva che D^Ji r Mozzicare , Moz-zi-cà-rc. Alt. Tagliare alcun membro ° f m, chessia. P. A. P • e di Smozzicare. (Da mozzai^-) A fi e ilf ( il. Mozzicato,* Moz-zi-cà-to. Add.m. da Mozzicare, y■ Èf ), f zicato. Lett. Leder. IL hnper. a’ Genovesi , nella I f' t voce Cecato. Tali sono cccati , e tali mozzicati < ^. st iii ll P,5lf l tali sono mozze le teste. (V) fQuesta lettera trovasi J i Etica d'Arist,, compendiala da Brunetto Latitu j fi V esempio riscontrasi a pag. 162 , Un. 2fi (B) f A*"(1 1 ;ì Mozzicoda , Moz-zi-có-da. Add. com. cornp. Aggiuf 1 - 0 ^ P’ t sia stata mozzata la coda.Salvin. Vipero aguzzo in 0 zicoda, stendene lo strascico. (A) Ili c ° Sl> fì Mozzicone , Moz-zi-có-ne. [A/b.] Quel che rimane de' r ltd':.' e f‘‘ l ' l )' tmneata, o arsiccia. Lat. truncus. Gr. xcp/xós. 0 1' 1 J 1 veggendosi in mano il mozzicon della spada, diedcsi ' 9 pa® a f i Star. il. 35 1. Il quale non aveva se non una n,e *j cC a tosto un mozzicone. Moig. 26. g6 . Che ’l capo , S L tutti. I .'.,-si c . t .V’ --... -capo ... netto A venti o più, se chi scrive non erra, E cauq ^ pa* 1 "gcf in terra. Toc. Dav.ann. 2 . 3q. Nel resto m''.:zico:U Jitu’à’firi'fa, Mozzina, Moz-zi-na. [Add. e sose. com.] y. ! ,(lssn 'fioi 01 ’fi Lat. vafer, improbus , nequam , astutus. Gr. fi reatxixitbptvt. (Voce vegnente dagli Ar. ®PP° i fl° a finii fi ffif - f |!' menzognero, muzemm chi fa cose vituperevoli, c ' l p#j fi' mezim vituperato , vizioso. Essi hanno anche i> ri g .pffifil l’ingegno. In ted. miìssig perditempo. ) Mahn. V n , 0 nsf tel è mozzina, e con la ciarla Le monache trarria fi. 0 oz ll,>/ tiè fi id 1 , Mozzineria , Moz-zi-ne-i’ì-a. Sf. Alti e Parole H „iorn° fi.fi fA in Magai, leu. voi. 2 . p. 15.(Firenze ifigfi ,, a » ,a ” 0 s fiy, soddisfatto del suo buon procedere , e di quQ del 1 ’ a0 !ri6*‘f 1 ' 1 tare alla buona , che scuopre benissimo 1’ al ' ,a - n( !-je 3, w J e 31 candido, senza lisci di cortigianeria, o di ìn °'f fisi f . b , Bucch. 126. D’ambra è questa gentil co»p®8 fi fi film’India di mozzineria. (A) Miitofi -’ iifiifi ■ ’ il mozza»* sotlo t ol) fi ^ Mozzo, Móz-zo. Sm. La parte dove è Tp.rip.CL. Pallad.Apr. 11. Sega il legno cavat0 ,| c s , agilissima sega, poi fàscia il mozzo , dove e mo panno. 2 — Servo di corte che fa le faccende pm ;n»l° ion° 1 llf. MA’ vili; ifffi fi?’ tflO* - 1 1 / O corte cue ia ic jouciwv r* i*^ valletto, servo. Nel dialetto celt» di Cornovaf, ^ ft „. netta , vergine. In turco mudo mozzo eli n MOZZO Ctltt 'ac^‘ i,n * e ’ '* spazzino, il mozzo, e peggio, Sati cinguettar come ^Qrd r e putte. E 3 . [Quando Triraalcion nel bagno chioccia,] , , 1 C °1 mozzo a far la spia , ec. * rti . Onde Mozzo di stalla per Garzone di stalla. Tassoni. (P) Ol a/iy 111 )} Oosì dicesi ogni ragazzo che sulle navi serve il capitano Cento a- , dfi c ‘ a H , ed ha incombenza di spazzare la coverta, e tener JY. j, sjdarze ec., per darle ai marinai quando ne hanno bisogno. Vo MÌ noL del $• 2- ) (A) >eri a ' "tuz-zo. Sm. Pezzo et argento, tetra, pece, cera, o simil ma- C 0 fa ’ s P'ccato dalla sua massa. Lat. frustum. Gr. Tigi^iov. Dav. f’ic c j n ’S6. 11 ginepro, per la sua caldezza , e la mortella non s’ap°Vy er a gevolmente ; però cavali / con tutte le barbe col lor pane , * •'» «jozzo, di tutta lor terra. *° di é, es 0 Mozzo della ruota:*! dice Quel pezzo di legno nelmez- ■J® , dove sono fìtte le razze. Lat. modiolus. 7 ; debellatori dicampane, ec. Gran pezzo di legno, i. 3 ^ e jJ e trecce o manichi della campana, per tenerla sospesa.(fì) ”° ! .v. 0 dicesi egualmente delle piccole campane. (A) V MÓ 2-zo. Add. [m. sincope di] Mozzato. V. Lat. truncus,mu- tl’ni a !"P u tatu;s, sectus. Gr. srrpvitsa, x 0 \o|5m3-ì/s, xo Xo?>os, xvWós. , e ’ ./• J. 5y. Questi risurgeranno del sepulcro Col pugno cliiu- l'iigao co’crin mozzi. Com. lnf. y. Gli avari sorgeranno col b'Pdlj C | Uso ec., e li prodighi con crini mozzi, a denotare per li j ‘tr a le loro facultadi mozze dalla loro prodigi Htade.Z?/Vc.Cfl/c. 27. V P a ^ e > Squali q uc I luogo per io più vengono mozze. Lettera : Lettere mozze = Scritture iti cifra . ] Dant. , in cui sono .* £* ka sua scrittura fien lettere mozze. m ‘ accorc - di Giacomozzo, dim.dì Giacomo. V. Jacopo.(B) • § lìn ^ r ’ Me**) Moz-só-ne. Siri, y, usata in qualche luogo per » 0 sia quella parte della frusta , con cui si suol farla scop- c ° nif ' dicono , Chioccare. (A) ? T > Mos-zo-réc-chi. [Add. e sm. comp. indeci . V* bassa.} Ag- % r C J e s * dà ad uomo infame , astuto, scaltro, raggiratore, h infittii dt*° Cos h perché quei malfattori , che per la tenera età sono £*onr a P ena ordinaria , venivano in taluni luoghi dalla giusti- 5 ] Lat. scelestus, vafer. Gr . (m^ar/ets. Maini. 7. ^ n) e ' son nna man di mozzorecchi. fi sigftjfi* luo B hi d’Italia , come nel Romano , dicesi in meri cat- pjlTcato «'Menanti, o Ajutanti de’ Curiali, ed anche a'Curiali Ì} Cs, ttik P° ca importanza o riputazione. (A) (N) . (*^r°g.) Muca-cè-i-ra. Isola del Portogallo, alla foce del j. c '‘'T ei , 0 ' (Ar. Mes.) Mu-ca-jàr-do. [Sm.Lo stesso che] Mocajard o.V. \ A Pini.) Mu-cà-to. Sm. Sale formato dalla combinazione del- ff-O fìsico con ima base salificabile. Lat. mucas. (A. O.) , ! - y e 1 '.) Sf. V. dell’uso. Nome che si dà in Toscana alle vac- lf l * ,,,1 tì ,, ^ Muc-chie-rèl-lo. [Sm. dirti, di Mucchio. Lo stesso che] , e'-Luig. Pule. Ree. 16. Vientene un dì là da quel muc- del pero mio , dov’ è la bica. tjj! ^at. I. ft 'uc-cliìét-to. [ò’m.] dim. di Mucchio.— , Mucchiercllo , tó 1 n ° d, rVa ^ugeries. Red. Oss. an. 5 . Inualzavasi nel fondo di Hi, ^lette CSSI ^'ternamente un mucchietto circolare di minutissime s ; Cc ’ 0 papille acute in punta. E 182. Il dintorno de'quali è .fy, d co„° me piccoli e folti raucchietti di peli è peloso ancora *'s, e Un' 0c Vc ? s ° della coda. Maini. 6. 33 . Quivi si vede un prato , ìa^I-d.'ata, Pien di mucchief li d’ un’ allegra gente. V ""iCrl - ì » 1 ien al mUC - • , - {ij ' ti\ g U! *ctti, posto avveri.— In gran quantità,In massa. Trine. a dù, ' cn P- 2. Altrimenti nascerebbero a mucchictti, e non in 5c>, (P) ^IV c '' ìhio ' [ò’m.] Quantità di cose [o di persone] ristrette e fy c ° s > ciiij. ”7~ ’ Monzicchio, sin. [V. Annnontonamenlo.) Lat. con- ’7. (Jì Che | S ac ervus. Gr. era fo’s^ eàynx, eu:J.:)poirrux. (Dal gr. hji t) j r ' r >»', i, 3 * e il medesimo, e che altri pronunzia mucon.) V. EÌos, rlb.ìa°ru a f, D - Quivi si fece mucchi d’arme e di cavalli e d’ uo- ^ * l| '° rli' e’’ . l'oi'lav. lst. Cono. 1. 520. Continua egli poi con un VM) A S,fà - CQ"ifsj (Ite) '"'pp nrnc volgare di un albrrrlto lutto vischioso con foglie , bum*'*- n d l,; ri branchi rosacei, della classe poliandria mo- ' ! delle cislee. L.at. cistus monspelicnsis. (N) Acer. . , i grosso ; df® ili si C fi Sor B e più allo ; sicché dicesi , Un mucchio di gente g » e [jn mante di persone rovesciate l’uria sull’altra-, n monte, ma Uh mucchio di peli. Monte e Mucchio MUCIDO 45 7 sono vocaboli d’indole collettiva , potendo- essere costituiti di corpi della medesima o di diversa specie. Motta significa solo una massa elevata di corpi della stessa specie ; onde si suol dire Una motta di terra o di arena. Mela è diversa di Mucchio e di Motta , perchè Motta è più propriamente la naturale elevazione di una porzion di terreno , Mucchio è ancora più propriamente un cumolo di oggetti individuali, e Meta principalmente vale un cumolo di materia che si considera informe ; sicché vien detto : Una motta di terra, Un mucchio di mattoni, Una meta di fieno. Acervo è qualche cosa più di Mucchio , perchè si riferisce ad oggetti individuali di maggior mole. Siccome tutti questi vocaboli indicano una massa di forma conica o piramidale , cosi Cumolo , che significa un semplice non formato ammassamento , quando si concepisce sotto quelle forme può dirsi ugualmente per Mucchio , Motta e Meta. Catasta da ultimo è una massa di legname di misura determinata od indeterminata, e presenta una forma paralellepipeda. Mucciaccio , * Muc-ciàc cio. Add. e sm. V. Sp. e dello stile scherzevole. Garzone, Servidore. ( E lo spagn. muchacho fanciullo , garzoncello. ) Bùi. Rim. Buri. O tener sempre in mano la scopetta, E farsela portar dietro al mucciaccio. (A) Moccuke , Muc-cià-re. [ N. «ss.] V , A.Farsi beffe, Burlare.Lat. asper- nari , negligere, irridere. Gr. xxrxfi,mà.ir 3 -oii, ( In frane, se moquèr in provenz. moucar, in ingl. to mock, in sir. ed in cald. muk, ìu gr. mocan , sembra a noi rimasto dal celt. moccio che vale il medesimo, e eh’è tanto isofono al nostro mucciare. In frane, moquerie, in ingl. mockery-, in gr. moda betfa. In gali, rnogair derisore.) M. V. 6. 5g. Dicendogli che per tempo si dovesse apparecchiare, il Re mucciando gli disse , che di ciò non si curava. Fr.Jac.T. 1. q. 28. Quand’io giunsi, trova’alquanti Ch’ all’aspetto parean santi. Cominciai legger miei canti : Tutti allor diersi a mucciare. ' 2 — Trafugarsi, Fuggirsi; [ed in questo significato usasi anche inn. pass.] Lat. fugere, fugae se dare. Gr. (In tur. qachmaq fuggire , in ar. muqle-yt fuggente, machyl fuggitivo.) Dant. lnf. 2-/. 127. Ed io al Duca: digli che non mucci.AiV.ii/.Itiniproveravangli, ch’egli s’era mucciato e appiattato sotto l'ombra de’tribuni. E appresso. Se non fossero hoschi , ov’ elli s’abbattero e mucciarono. Fr. Jac. T. 3 . 6 . 3 y. Yenitcd a pigliare , Che non ne può mucciare. Vit.SS.Pad. 1. gt. Temendo che non si partisse ec., sollicitamente il guardavano che non mucciasse. 3 — [Att.] Schifare. (V. il §. precedente.) Fr.Jac. 7YVoi con ipocrisia Per esser onorato, Tal falsa compagnia Ognun debba mucciaxc. Albert. 2. 16. Quello che per sentenza del tuo animo sia negato, inacciaio.E cnp.fr. Pensa dunque che sia utile mucciare la contenzione. Mucciato , * Muc-cià-to. Add. m. da Mucciare. V. (N) Mucelagine , * Mu-ce-là-gi-ne. Sf. V. e di' Mucilagine. Pasta. (N) Muceclaggine , Mu-cel làg-gi-ne. [A/i V. A. V. e di’] Mucilagine. V~ilg. Mes. Con mucellaggine di psilio, o con sugo di porcellane o di lattughe fa empiastro , e con esso empiastra tutta la fronte. Ricett.Fior. ■tff. Recipe mucellaggine di psillio, cavata secondo 1’ afte ouce due. E appresso : Di poi aggiugm la mucellaggine e rimcna tanto che s’iu- corpori e diventi b ; anco. Muceleagginoso , Mu-cel-lag-gi-nó-so. [Add. m. V. A. V. e dì] M11- cilaginoso. Mcceh,acinoso , Mu-cel-la-gi-nó-so. [Add. m. V. A. V. e dì] Muci- laginoso. Volg. Mes. Purga la pituita mucellaginosa tanto il pigliato per di sopra, quanto il pessari zzato. Mucnir.. * (Geog.) Sm. Paese, della Nigrizia. (G) Muchikisi. * (Geog.) Mu-chi-ri-si./..«l.Muchirisis. J 4 , «;. città de'Persi.(G) Moci. Voce colla quale si chiama il gatto. (In isp. miche è voce usala per chiamare o carezzare il gatto. Y. micio e muda. ) Lib. Mott. Una donna che s’ era maritata , credendo trovare il marito meglio fornito, cercando le cose sue, non trovandole cosi, disse : questa è carne da gatte; e cominciò a chiamare muci, muci. Frane. Sacch. uov.i3o.Comincia a chiamar la gatta: muscina, muci, muci, muscina. Ml-cia , Mù-cia. [Sf] Gatta, [e propriamente quella dì è piacevole e mansueta] —, Muscia, Micia, sia. Lat. felis. Gr. ai'Aoùpos. ( Dal- l’illir. maeska, gatto , onde macsii che si pronunzia mudi spettante a’ gatti. In isp. miz e mozo, in ar. muchadis gatto.) G.V. 11. 28.2. V’ impiccarono di Perugini presi , colla gatta, ovvero macia, allato. 2 — Nome che si dà a quelle code di volpe, che attaccale a una mazza s'adoperano per {spolverare le tavole, ed altri arnesi o masserizie. ( Dal ted. sehimicken ripulire , aggiustare , ornare.) Car, Apoi. (A) 3 — * Onde dicesi in proverbio Dar un cavallo con le mucie e vale Dar un leggier gastigo. Serd. Prov. (A) Muciano , * Mu-ci-à-no. N. pr. m. (N. pali-, di Mucio.) — Nome di un generale romano sotto Ottone e Vitcllio.—Presidente della Stria, il cui nome leggesi in una medaglia d'Aminchia.—Celebre romano a cui Vespasiano dovette Lìmpero. (0) Mucico. * (Chim.) Mù-ci-co. Add. e sm. Nome di un acido solido , bianco , polveroso e poco sapido , che si ottiene trattando la gomma coli' addo nitrico, l.nl. mucicus. (A. O.) Muci dan. * (Geog.) Mu-ci-dàn , Muscidan. Lat. Mulcedinum , Mulce- donum. Città di Francia nel dipartimento della Dordogna. (G) Mucido, Mù-ci-do. Add. m. Vizzo, Cascante. Lat. inucidus, mollis, vietus. Gr. rvpìbri :, evpìm s, ax-rpós. Lab. z 5 z. E chi non sa, che per rimenar la pasta, eh* e cosa insensibile, non che le carni vive, gonfia , e dove mucida parca , diviene rilevata ? 2 — Per meta/'. [Dappoco, Infiacchito, e talvolta Molle, Umido]Calai. fi. Siccome quelli che non sanno più avanti, e che sotto quel poco di pulita buccia mimo sugo hanno , c a toccarli sono vizzi e mucidi. Buon. Pier. 3. 2. 8. Come quei che son mucidi pel tan!» Della lor dappocaggine. 3 — Saper dì mucido , diciamo alla carne quando, vicina a putrefarai, acquista cattivo odore . Lat. muceie, mucoiemcoiitrahere.Cr.ffiiiréA-òx:, 468 MUCIL AGGINE 4 — [Ed inforza di i/n.] Cirijf. Cab.’. 2 . 5 1. E dal caldo c rial freddo incotto e Eiicido Pel camminare in furia al secco c al mucido.» Ea- sar. L’ umido dell’ acqua e il mucido del mare aveva intenerito in modo la colla , che ec. (A) Mccilaggine , * Mu-ci làg-gi-ne.iT/rXo stesso che Mucilagine. E.Pasta.(fi) Mucilagine, Mu-ci-là gi-ne. [-S/i Sostanza particolare contenuta in alcuni vegetabili , la quale ha molta somiglianza colla gomma , e pero chiamasi da' chimici e farmaceuti Idrato gommoso. Molti vegetabili la sommipistrano se si spremono dopo d’averli imbevuti per un ceno tempo di acqua; altri non ne danno senza averli prima fattibollire in essa. Se ne preparano principalmente coll altea , coll'amido , colla gomma arabica , colla gomma dragante , col lichene, colla liquirizia, col musco, col silio o psilio ec. ad uso de’ medici ] —, Mucilaggine, Mucillaggine, Mugellagginc, Mucelagine , Mucellaggine, iin. Lai.suc- cus crassus , viscidus , mucillago. Gr. ìx-nhirpix. Cr. io.6 ./.Le dette carni gli dia ravvolte in cose naturalmente fredde, siccome in granella di zucche o di. cocomero, trito ec. in mncilagine di silio, e ili simili, 2 — * Umore del corpo che sia più del dovere viscoso ed attaccaticelo. V. Mucillaggine. Pasta. fi) Mrcmaccmoso , * Mu-ci-lag-gi-nó-ao. Add. m. Lo stesso che Mucila- ginoso. V. Pasta. (N) Mc'cilaginoso , Mii-ci-la-gi-nò-so. Add. m. Di qualità di mucilagine.—, Jlucellaginoso, Mucellagginoso , Mucilagginoso, sin. Lat. mucosus , viscidus. Gr.uvttiSw, ifkmpós. Cr. 6. nmlzilìo , subrogatio, suhstitutio. Gr. prrafroxii, àrr». delta al modo dogli Spaguuoli. ) Star. Ajoif. Quando ^ [z muda della sonragguardia , e sempre piovra, e noi, P i;|t die non ci vedessono, ci accostavamo al muro. /p) ( r 3 — * Onde Fare a rimda = ^(/lerri(/7'e. U. Fare a muda, fi Mudagione , Mu-da-giù-nc. [Sf. Il mudare], Muda. Lai. P‘ _ q 1 ' novatio , pennarum mutatio. Gr. imputi Òu/olvÌmis, Cr. mudasi, ovvero compirsi la mudagione nel principio Mudasia. * (Geog.) Mu-dà-ni-a. Lai. Cianus Sinus. Gm ' 0 ,m Mwmara. — Lat. Myrlea , Apamea Kithyniae. CitLd « j^h asinina, delta anche Modania. P~. (G) v Muuaue , Mu-dà-rc. [N. ass.] Mutare ; e si dice prop ru ^ riAq, P uccelli, quando rinnuovano le penne. Lat. mutare, p“ l * [u pi Gr. nripa cha/noèi’. (In ispagn. ìiniud > pilli pennas mutare. Or. impa esavesar. ( In ispagn. .. , / moult, in ol.md. muyten , in illir. mitanUse. V. /;//<«'*■ j, Broccuta, quali sogliono gli ucoelli clic mudano. Tes. '( 0 “, lo fa mudare tre volte,ne può prendere ogni uccello; f i A Ma fa come spander che in selva muda. » Dant. D 1 ' 1 ,’ *,,(•" 1. E l’un dicea : or vedi bella druda. Cicca l’altro : * —* Tidvolta si dice anche del Cervo quando E n. pass. Cr. 10. /. E mudasi, ovvero rinnovi* f * eS j l' 1 ni’ coi»!’ 11 ' ;hl J ‘ • tiri’ 11 ’ dagloue nel principio d’ agosto. (N) , , Moderi. * (St. Olt.) Mn-di-ci.Add. c sm. pi. Nome che 1 w i( ^,iii<', ai professori di quelle Accademie che i principi Qt . j tP ne’recinti o ne’ dintorni delle moschee: sono incartr jpS 1 ’ ii diritto civile ed il canonico. Il intuirvi della aiosm 1 (l 1 è il principale , e sovente ghigne alla dignità di rnut Mcdevi. * (Mit. Ind.) Mu-dè-vi. Dea della discordia e presso gl’ Indiani. (0) vi .ld 1 " 1 Mudon. * (Geog.) Lat. Minidumun , Minnodumun , della Svizzera nel Cantone di Vaud. (fi) Tut> r0 -iiiif\i Mcdhlti. * (Geog.) Miwlùl-ti. Ant. popoli deliisoladt ( c ,ii ,/A Moezini, * (St. Ott.) Mu-c-zi-ni. Add. e sm. pi. Lno*fi gioì’ 1 consiste nell annunziare ad atta voce, cinque )H , i e* 5, ' 1/ ii« nJ | sommità de Muffa. (St. Nat v _ celali ed animali che si putrefanno. ] Lat. iruieu-’ af , iv j , ,. n tcd. muff, in oland. mufheit che vale il medesimo. cgVt oiV rotto , 'marcioso , me-fui putrido , c muffai che j; p 262. Io mi tacerò de' fiumi sanguinei e ciocci clic ^ cUhc'O. discendono, di bianca mulla faldellati. Dant. , ( ; t , ri» jp. E litta Sì, eh’ è la muffii dov’ era la gromma. Cr. Tffp. Of - c 0 il vino c i vasi si liberino dalla mulla. Brace. . «ceco p rf ir repl^ 1 '" il Dio il vino della muffa , e il pane cattivo a _ * Eig. Albagia. Lag. Cam. E. Batti ne pw B. Uh uhi , quanta mulla! (A) Cri^oà e-.f.i/S’ 3 [Aver milita o] Saper di muffa [= Muffare ..) vi ta Ai )(’ vino ha muffa, ovvero altro mal sapore , peen 1 -j c‘‘y j||i 4 _ [Cavar la muffa dell’ elmetto,]^. L=*?‘“ C ‘"abbilo0 2-1. 10. E per ventura trovò Sansonetto , GU»- ^ ^ landò appresso , E cavògli la multa dell clm« > ^ com’ una zucca fesso, c 5 — Venire , Crescere o simili U muffa al na 7 '“fctf. MUFFARE MUGHETTO hit. 0 !.! si dice del lenire in collera per l’altrui impertinenza. 4^9 S.; a r sci : * ,r - ópyi^eeS-ai. (In ar. muhfyz chi provoca l’ira d’ai- ^cbè • ^ Calo. 2. 68. A Sincfido venne tanta muffa AI naso , f 5 Wa Xr* 0 s P lczza c biasima , Che si tinse nel viso , e soffia e ** (pj tf\ enz . sat - <• E sa i s> ai naso mio cresce la muffa. K *y Muffa dìcesi da pittori una certa rifioritura de' colori, prò- s «Ccq jp . Potute fatte a fresco dalia calcina. Easar. Ritoccare a i e fatte a fresco è cosa vilissima , perchè vi si scoprono U' l|J tF* 7 E mi ' f *e ec. (A) ^ > Muf-fà-re. [JY. ass .] Divenir muffato , Esser compreso da *' ‘/r) -^muffare, sin. Lai. mucere , mucorcm contrahere. (In c miiffen; in oland. muffen .) Esp. S'alili. Vogliono innanzi Jcl cuiff soppidiano a mnftsire.Bellinc. son.262. E alla terra muffa il 5 ,p . e ^°‘ Girff,Calv. 3 . i *ó\E faccia» che le lor mazze non muffino, i s '* * p ìlZi1 ‘ 3 . Guarda che tu non muffassi a stare un giorno in casa, k,^ [p* ÌJ ‘ pass. Mattiol. Berg. (O) S’ e’ non veniva, il pan muffava. V . Pane. . ^al 0r c, ° t Muf-fa-tìc-cio. Add. m. Alquanto muffato. Lai. situ , s " P e p 5 lucore obsitns. ^ ett0 di persona vale’] Mal complessionato. Lor.Med . Cpp *T n hji V* Com'io veggo ta'lunalichi , Mufiaticci e goffi e rozzi. ~ 4 Ara m da Muffare. Compreso da muffa. * Muffito, Muffò, MuffidOjSm.jhaZ.mucorecorruptus. Or. ]. Bocc. Eit. Dant • 67. Trovarono alquante scritture tutte , 7 o l c um >dità del muro muffate, e vicine al corrompersi -Cimt.Carn. °tl V '; ' c botti muffate O per vecchiezza o per isporeheria, Conlor 6f tEc G . ltl P acc i a fe Mettervi nulla , perdi'eli’ è pazzia. linciti. Al ' E > Muf-feg-già-re. N. ass. Muffarsi , Fenire a stato di \ i,\“ n su -v. vvi...- ' ~0--? 1 .-7- 1- . , - 1 àalvin. Annoi. T. B. 3 . 2. Un dileggiatorino . . . cioè un cf)’,( ln suggettino , che si piglia gusto di fare 1’ innamorato, e t t|o o^ ,(E>eog.) Monte d'Italia nel Bresciatfp. (G) ™ùì-fi-(io. Add. m. F. e di'Muttùto.Lat. mucidns. Ar.Cass., (B) Add. m. Lo stesso che Muffato. EeSoder.Colt.io6. * F o. ^ ; ti aranci forti, quanti sono muffiti barili di vino. (Y) C f^‘tl m ‘ sinc ’ di] Muffato. F.Burcìi. 2. 62. Egli era forte , . m 0 là" * 1U,J ° « chino , Con bianchi fior , ma non v’ cran le foglie. f.kie w ^ r * Mes.) Mùf-fola. Sf. Parte del Jornelletto a riverbeixt ’ c ?ie consiste in una cavità semìciUndri *-* 11 ~ ~ ‘ ;°«U( nca nella quale I* < ^ r t)5 t “ utic nno le coppelle. (Dallo spagn. mujla parte superiore della / .* p * C0 Ppella. In ar. mifa fornace da mattoni. ) (A. O.) w^tte C ^? A terra cotta , che ponsi in mezzo ai fornelli di coppel- Pelli t «a* es tinato a ricevere le cose coppellate . t \a}'j* t’etim. del 5-** Io ar * mufeddemet \ Vase hi forma di tazza o bicchiere, con cui gli Arabi mi- r ;■ grano. ) Diz. se. med. (O) ^ q'g^°°h) Mu-fi-ò-ne. Sm. Animale analogo al daino per la strut- sìK.Z? r P° i* nel muso e nel velo corto, liscio e lucente. Le corna .. «filli a n..~ÌU _*«.-• ----- -*-/-*- 11 „ /'*»._ > t'a p 1 a quelle de’montoni. Vive ne’ paesi settentrionali , nella Gre - ^a. * ?f* Ca ed in Sardegna .—, Muto, sin. (D;d (V. moufton.') (A) tY * r Jt*eog.) Mu-fi-ra. Riviera dell’ interno dell Africa. (G) r " ?M.) Sm. Lo stesso che Mutìone Tr - - A ./* ’ ^ re lato dell’Ortodossia ec. ( In ar. muftì vaFsapii nte. ) ' x 2 - ai. 18. Ogni muftì è supremo interprete della legge t .(boi -,' diverso da qualunque altro di simil grado. (A) (C) % c o/r> t . j 0r,tl di ranuncolo detto anche Ranuncolo orientale, che i>l f ’r e Por J “3‘ co cenerognolo, e variegato di macchietta gialle e li- Maga!, leu. I ranuncoli asiatici, come il Gigante , dvi°v' ! Gran giallo , ed il Muftì. (A) g'to Mu-gà-ve-ro. [Add. e sm. F-Ar. Soldato catalano, 'V nell a ^ e Sgiera , a cavallo od a piedi. I Mugaveri ebbero gran lagnali guerre dell’ Italia meridionale ne’secoli xn , xui e xiv, ''li," nie Sc indicava con questo nome la fanteria spaglinola o catu- t«f^auiV°, a di Mori e di Cristiani."] ( Dall’ ar. mfghvar ovvero glj^') (g £t otrj battente , bellicoso. La seconda Y. vai anche depreda- ^var .^* 10z ' Cra messo > n agguato con 5 oo de' suoi ini- r a / er ^ ? c con duemila mugaveri a piè. E 8. 82.2. Ruberto P ^ cava]- av r a ec - venne in Firenze ec. con una masnada di tre- SìKe, 11 Araonesi e Catalani, e molti mugaveri a piede. M. ^ Piè" Vj ° n §' an< P e cavalleria di suoi Catalani , e molti muga- t. s *1 pa ea ee ' 1 m esso in terra i cavalieri e i mugaveri , fece scor- J q c ; “ Cran. Bologn. an. i 3 oy. (Marat. Ber. hai. F. i8. ^Il^/Oprja a . . aroil ° i Bolognesi con la loro possanza , e con gli ì^Vau 1 . a CastelloSanpiero... e come furono ivi giunti, i eccoli alquanti cavalieri di Bologna da cavalli e da F. Cirf. Calv. 2. 14. a seguitar li stuoli Di cervi cdainiemufiecaprinoli.(N) “ 11 -) Add. e sm.Capo della religione maomettana, supremo degli Ottomani, il quale s’inlil/ila Facitore di leggi, Oracolo >«g; , c °rsi ^ Vi >ll e ;-«gaveri j S ®° ad Imola. (Gr) V' df dl dnrdo J») L , del quale andavano armali questi soldati. ( Gli /rì° anc hc myghvel una spezie di spada lunga e sottile a ìdda^i c ^"!>• 1 9 - Quello d’Araona venne cori òooo cavalieri '»n grande quantità di popolo a piè , armati di lance e (lìk^Cìg esc hi, i quali da loro sono chiamati mugaveri. ^ vi, Ite(.; ! n ™":t , « | -làg-gi-nc. [Sf. F. A.F. e di'] Mucilagine. M. ' Cos ita ( ( e . 0 “° d’ulìva, mugellaggine di malvavischio, cioè quel- ^*° c «4 " .'“'■'gellaggme di silio, mugellaggine di foglie di salvia. Moc.eu.ANo.* (Geog.) Mu-gel-là-no. Abitante del Mugello. (G) Mugello.* (Geog.) Mu-gèl-Io. Sm. Contrada del Cran Duerno di Toscana , a settentrione di Firenze. (G) Mugghia, * Mùg-ghia. Sf. F. A. F. e di’ Mugghio. Fit. S. Gir. 4 - Subito (il lìonej con grande mugghia corse loro addosso. ( >Ve quel grande non fusse idiotismo per grandi.) (V) Mucghiamesto , Mug-ghia-men-to. [A’m.] Il mugghiare. Lai. mugitus. Gr. fimri^póf. Pool. Oros. La concavità della immagine accresceva maravigliosamente la hoce , e parca non un pianto d’ uomo, ma un- crudel mugghiamento di toro. Mugghiaste , Mug-gbiàn-tc. [Part. di Mugghiare.) Che mugghia.Lat. mugiens. Gr. fivxilfiivos. Alam. Colt. 2. 4 $. Q ue i le mugghiatiti vacche in larghe schiere, Le feroci cavalle in lunghe torme ec. Giungendo in gregge.» Salvia. Opp. Cuce. Saltali tutti d’intorno alle lor madri ec. Alle mugghiatiti (capre) i capretti. (A) Mugghiare. Mug-ghiàre. [N. ass] Propriamente II mandar fuori della voce che fa il bestiame bovino. [Il che dicesi anche Boare.) —, Mugliare, Muggire, sin.Lat. mugire. Gr.fjvKxctìai. (In gr. m/cao io muggisco. In illir. mukati, in cclt. mucella, in frane, meugler, in ìsp. mu- gir muggire. In ar. mugd vacca che ha un vitello.) Fit.SS.Pad. 1.80. Quei buoi, veggendogli, incominciarono a mugghiare , c rompendo le funi, eolie quali erano legati,come se vedessero il diavolo, fuggirono. Lib.Fiagg. Adducono egli li vitelli e li poledri ivi appresso, acciocché possano vedere le loro madri ; e vedendole , incominciano chi a mugghiare , e chi ad anitrìre. » Car. En. lib. 8. v. 353 . E nell andar. .. ad ogni passo intorno Udìan greggi belar, mugghiare armenii ; (B) 2 — [Per simil.] Dicesi anche del Ruggir del leone. [F. Mugliare, fj. 2.] » Salvin. Aiinnt. 1 . B.(. . 1. Il mugliare » mugghiare, proprio del bue, muggire , ma per figura si dice ancor del leone. (N) 3 —' Si attribuisce anche ad altri animali , come Capre, Pecore e simili. F. Mugghiante. (A) 4 — Per melaf. [detto di Uomini, del Mare, dell’Aria ec.) Lnt.mugire, Oraz. Dani, fu fi. 29. Che mugghia,come fa mar per tempesta. E 27. <0. Mugghiava colla voce dell’afflitto. Bocc. nov. yy.66. E per lo dolor sentito cominciò a mugghiar,che pareva un leone. Guài G. 185. Allora cominciòe a mugghiare l’aere di sopra per le ragunanze de’tuoni. Beva. Ori. 1. 26. 29. Che quando in più tempesta mugghia il mare ec. Non si potrebbe porre al paragone Della tempesta di quel di Milone. Mugghievole, * Mug-ghié-vo-le. Add. corri. Che mugghia. Frane.Sacch. Batt.Fecch. 2.4. Al suon de’corni ed al mugghievol strido ec.( 0 )(N) Mugghio, Mùg-gbio. [Sm.]Suono propriamente della voce dei bestiame bovino; ma si dice anche de’leoni , e d’ altre bestie. [Dicesi anche Mugghiamento.)—, Muglio,Muggito, Mugito, Mugghia, sin. Lat. mu- gitus. Gr. fj.vxr 3 jj.Qs. Fit. SS.Pad.i.66. Una notte incominciò a udire come pianti di fanciulli piccoli, belati di pecore, mugghi di buoi,pianti di femminelle , rogiti di leoni , strepito e romóre come d’oste , ec. I.al. 2g. Mi parea per tutto , dove che io mi volgessi, sentire mugghi, urli e strida di diversi e ferocissimi animali. rranc.Sacih. rari. 1 4 - Se, come intendo , la campana grossa V’ intuona l’ore, e’mug- ghi de’ lioni, ec. E 28. Mugghi di vacche , e lor crudi lamenti Mi disvegliaron sì eh’ io mi levai. M. F. 3 . go. Poi son vivitìcati dal mugghio della madre e del lione fatto sopra loro. 2 — Per simit. Grido lamentevole [ di ehi è sopraffatto da dolore , sdegno o altro violentissimo affetto.] Lat. mugitus. Gr.ixvr.r.iìixói.Nov, ani. gg. 12. Quando elli ebbe dette queste parole , ed elli mise uno grande grido e uno mugghio doloroso. Ciriff. Cala- 2. 68. Era Cac- lion per tal modo accanito, Che mettea mugghi, che pareva un toro. Muggì a.* (Geog.) Mùg-gia, Muglia, Muja. Lat. Mingila. Piccola città dell’ I/lirio , sul goffo di Trieste. (G) Muggine. (Zool.) Mug-gi-ne. [Sm.] Spezie di pesce di mare , [la cui prima aletta 0 pinna del dorso ha cinque raggi forti e spinosi ; fra gli occhi e gli angoli della bocca da amba i lati porla due ossetti ruvidi e duri. I Romani lo aveano destinato per supplizio agli uomini colti in adulterio , e lo facevano introdurre loro a forza nell’ ano.] Lat. mugil, cephalus. Gr. jts r paAos. Er.Gtord.PretLS. / /u. I pesci mondi erano tutti quegli che non avieno scaglie, siccome sono muggine, ec. Tes. Pov. P. S. cap. 45. La cenere della testa di luccio o di muggine toglie la doglia sciatica. Alteg. 7. Non mangerebbe, mancando lo stagno, Più Fiorenza in dì nero Fresco muggine o ragno.nAaà’in. Opp. Pese. Soli sono i muggini benigni, Nè olfendon quei della .ae- desma razza , Nè niun dall’altra nascita. (A) Muggiolare , Mug-gio-là-re. [N. ass.] F.A.F. e di’Mugolare. Patajff. 5 . Che muggioli per uno scontrinolo. E 8, E muggiolando dice: molla, molla. Muggire , Mug-gì-re, [rV’. ass. Lo stesso che ) Mugghiare. F. Lat. mu- v ni.» g,re " < ? r- . 02.2. ituneito 2 — [Eig. Detto del mare quando rumoreggia in tempesta,] rr. Jac. T. 4 . 16. 17. F. ’l mare muggirà da tutti i lati. Muggito , Mug-gì-to. [fm.] il muggùe. [Lo stesso che Mugghio. F.] Lat. mugitus. Gr. V.vnr.0[2ói. Cavale. Erutt. hng ■ Come voce sanza modulazione è quasi voce di pica , così orazione sanza divozione è quasi muggito di bue. But.lnf. 27. 1. Lo quale rimbombamento rappresentasse lo muggito del bue, e non voce umana. » ( F. Biinbom- hamento , ove si legge mugito. ) Car. En. hi. 8. 0. 927. Avea già molti Giorni d’Anlitiion tenuto il tìglio Qui le sue mandre, e ben pasciuto e grasso Era il suo armento; sì che nel partire Tutte queste foreste e'questi colli Di querimonie e di muggiti empierò. (B) Muguerino. (Bot.) Mu-gbe-ri-no. Sm. Pianta che ha lo stelo diffuso , ramoso ; te foglie opposte , semplici, membranose ; le inferiori cuori - Jòr/ni , smussale ; le superiori acute ; 1 pezioli pubescenti ; il calice con otto divisioni lesiti formi 7 la corolla col tubo più cono, che nel- l’ altre specie. Fiorisce nell’ estate , ed è originaria dell’ Indie. Lat. jasminmn sambac Lin. (Gali) Mughetto. (Bori) Mu-ghét-to. [ò’/n. Pianta che ha lo scapo airi lo,un- 60 Dicesi anche Cop vas cpistomio tectum, 4;o M0G1LLANO solato, curvo per il peto de’fori che porta nella cima ; le foglie per 10 più in numero di due, radicali, ovate, accartocciate, appuntate, con vene longitudinali ; i fiori pendenti, a grappolo per una parte, quasi globosi , peduncolati , bianchi, odorosi. Fiorisce nella primavera. Ila le bacche rosse , i semi amari, cornei, ed è originario de’boschi de’ paesi settentrionali. È suscettivo di due varietà : una a fior doppio , che ha lo scapo più grosso', e l'altra a fior rosso, o carnicino. 11 primo suol esser bianco, divenendo un poco rossiccio prima di fiorire , ma alle volte interamente è giallo , o violetto. Questo fiore è capitale e cordiale , e polverizzato muove lo starnuto. Lai. convallaria majalis Lin. , ] lilium convalliom. (Dal frane, muguet che vien dal celt. moghedi esalare: e ciò dall’odore ch’esala da questa pianta. In bruti, mogeden vapore, esalazione.) Red. Oss.an. sio. Un simile effetto pressa poco fa l’inlusione delle rose rosse, de’mughetti, e de’fìori d’ aranci. Buon. Fier. 2. 3■ 7. Cogli tu que’ mughetti, Olimpia ; Cintia, Vedi tu quella rosa Ch’esce dalle sue spine, E par che dica: chi ini vuole in seno? E 4; 4• 21 • Mazzolin di mughetti e di giunchiglie. » E Red. nel Diz. di A. Pasta. Lo stesso avviene con le rose incarnate e co’fiori di arancio ; ma ne’ fiori di mughetto vi muojono ( i lombrichiJ in meno di mezz’ora. (N) 3 —* Dicesi Mughetto salvatico la Poligaia. V. (A. O.) * ~ Efig. detto di qualche persona. (In frane, muguet galante verso le dame, sempre allindato, profumato ec.) Menz. rat, 3. Tenga per suo questo gentil mughetto II moderno Caton, eh’ al tristo odore A me par 1’ erba che vulvaria han detto. (V) 3 —* (Med.) Eruzione miliare della membrana mucosa, che investe la bocca e le vie digerenti ne’ bambini poppanti ed in quelli da cinque in sei anni che siano deboli, delicati , mal nudriti, tenuti in luoghi umidi o nel succidume. (Dal eelt. gali, o irl smug muco, ed et, lo stesso che at gonfiore , tumore : Gonfiore , Tumore della membrana mucosa.) Diz. se. med. (O) 3 —* (Veter.) Mughetto degli agnelli, volgarmente detto Ulcera; Malattia analoga a quella del mughetto de’ fanciulli , alla quale sono esposti gli agnelli ne’ paesi bassi ed umidi , in ovili sucidi troppo pieni, privi d’ aria , o d’ aria malsana. Diz. se. med. (0 ) Mugillako , * Mu-gil-là-no. JS.pr. m. Rat. Mugillanus. (In islavo mogilan «caratar di sepolcri. In cult, mingimi! è rimasto a’Gallesi in senso di famoso , rispettato.) Nome di antica famiglio, romana, che ebbe tre consoli , tre tribuni militari ed un censore. — Papirio. Senatore romano, ucciso dal Gallo , cui egli avea colpito del suo bastone et avorio, perchè qiiel barbaro avea osato prenderlo per la barba. (Mit) Mociloidiì.* (Zool.) Mu-gi-lò-i-de. Sf. Lat. mugilaides. (Dal lat. mugil muggine, e dal gr. idos somiglianza. ) Genere di pesci, per la loro conformazione simili a quei del genere mugil. (Aq) Mccii.o.voro.* (Zool.) Mu-gi lò-mo-ro.Am.Lnt. mugilhomorus. (Dal lat. mugil mugile, e dal gr. homoros prossimo, finitimo, affine.) Genere di pesci assai analoghi a quei del genere mugil. (Aq) Mugiloni.* (Geog.) Mu-gi lò-ni. Antichi popoli della Germania. (G) Muciolarh , Mu-gio-là-re. [ IV. ass. F. A. Lo stesso che] Muggiolare. [F. e di’ Mugolare.iPatu/fid. Ma sempre a mosca cieca mugiolaudo. Mugito , Mu-gi-to. [Am. V. A.F. e di Mugghio,] Muggito. Fr.Giord. Pivd. R. Diede il nitrito a’cavalli, il mugito a i tori, il rogito a’iioni. Muglia. * (Grog.) Mù-glia. Lo stesso che Mugghia. F. (G) Mugliare , Mu-glià-re. [iV. ass. F- A. F. e di' ] Mugghiare. 1 —Per simil. [dicesi di animali diversi dal bue , ed anche del leone.'] Buon. Fier. 4. 2. i. O in vece di mugliar, canti un leone. Fir. Disc. an. 27. Il Biondo tornò a mugliare una o due volte con maggiore voce , e più spaventevole, che avesse fatto ancora.Burch. 1-gt. E Marzocco mugliava , Perchè al panico non si vende vino. 3 — Gridare lamentevolmente. Cron.Morell. 334• Non e bbe mai in di sedici un’ora di requie, nè esso, uè chi il governava, e mugliò sempre. Muglio , Mù-glio. [Sm. PI. Mugli m., e Muglia f.F. e di ] Mugghio. Fir. Disc. an. 12. Egli metteva si orribili muglia, che facea paura a tutto quel vicinato. a — Per melaf. Dittam. 5. 24- E nel forte spirar ta’ mugli suona. » ( F ediz. di Fenezia 1820 ha: E nel forte spirar tal mugghio suona -Con voci spaventevoli per entro , Che smarrir vi farebbe ogni persona.) (B) 3 — [È detto del mare.] Burch. 1.8. E le muglia del mar di Laterina Hanno fatto venir la pelatina Al camarlingo dell’ ortografia. Mugnaia , Mu-gnà-ja. yìdd. e sfi di Mugnajo. La moglie del mugnajo, Colei che macina grano o tiene midino. (A) Salviti. Odiss. tji 3. E d’ augurio voce Di casa donna mandò fuor mugnaja, Vicino ove te macine posavano. (Pe) a —(Zool.) Sorta d'uccello aquatico ; [ lo stesso che Mugn;i jo. F. (.6’.] Buon. Fier. 2. 5. 7. Altre, di piume cinte, Si trasformano in folaghe e in muguaje. » Pros. Fior. P. 4• voi. 3. pag. 127. Onesti sono certi uccellaci'.! grandi come nibhii, del colore e fattezze delle nostre mu- gnaje. (N.S.) Salviti. ,Annol.F.R.2. 5. 7. Mugnaje, sorta parimente ti' uccello acquatico. E tutto bianco , onde pare infarinato , come i mugliai. (N) Mogmajo , Mu-gnà-jo. [Add. e sm. parlando di persona. Quegli che e- sercita l arte di ridurre i cereali in farine , e separarne le varie specie di crusca. Dicesi anche Mulinano,] Macinature [e ant. Monaco.] Lat. molitor. Gr. àx^Sttis. ( Dal frane, meunier che vale il medesimo ) Call.SS. Pad. Egli è in signoria del mugnajo quello eli’ e’ vuole che e’si macini, o grano, o orzo, o loglio. Lab. 127. Il fante , il lavoratore , il mugnaio, e ancora il nero Etiopo, ciascuno è buono , sol che possa. Esp. Pat. Nost. Come fa l’asino del mugnajo, che altresì volentieri porta orzo , 'come grano. 2 —* Pioverò. Essere come il sacco del mugnajo —Accomodarsi al poco ed all' assai. Serd. Prov. (A) ì — * Essere come il 'topo del mugnajo : dicesi di Coloro che praticando con periti di alcun’ arte si presumono di saperla, e alla prova MUJUOLO poi rimangono con Vergogna , non avendone che una tn f t pi 0 v come il topo del mugnajo eh’è sempre infarinato. Serd. j . g ifì0 4 — * Il mugnajo è d’accordo col gabelliere : dicesi qua’ 1 c n gcC 1 si accordano insieme , e chi ha a rivedere il pelo o i coirti chi frauda. Serd. Prov. (A) , , 5 — * Pesare alla stadera del mugnajo e non alla bilancia de g .(h) Esaminare una cosa alla grossa e non alla minuta. F NdencifyfLfG 6 — * (Zool.) [Specie] d’uccello aquatico [dell’ordine de P a forse cosi detto perchè è tutto bianco,onde pare infarinato gnai. Appellalo anche Mugnaja. Lai. larus argentatiti.] ** ’ gn* 11 Red. Oss. an. 148. Ma che rammento cc. ,-i gabbiani, 0 le garavine, i palettoni ? " lìtor*? 1. Mugnaio. Add.[m.detto di cosa.]Di mulino, Da mulino. ^ at '. m< Lag< ,s ì > ' Buon.Fier.3.5.5. Si rigiran rotando , imitatori D’una mola jìiiif* Mugnere, Mù-gne-re. [ Alt. anom. n. ass. e pass.] Premere ^ D>' alcuna cosa [da un’ altrui nel quale senso usasi spesso fS '^' e , i ,jr ‘ minuire, Affievolire, o simile.] —, Mungere, Smungere, Sin"? ya i jf‘ Lat. pressare, emulgere. Gr. ìgafsiXynv. (Dal lat. emungere nW' j ji mere, trarre il più che si può da una cosa.) Lab. Si. E m u ? g ,,111®' con tanta forza ogni umor da dosso, che a ninno carbone, fa» pietra divenuta calcina, mai nelle vostre fornaci non fu sì munta, Qu andò fui sù, eh’ io non potea più oltre , n» sisi nella prima giunta. (N) , mt 2 — Spremere le poppe agli animali per trarne il latte. I jlt ^ pn 0 , t Gr. ùiiihym. ( D» emungere premere , trarre il più che j,e I* una cosa. Altri direttamente da mulgere.) Cr. g. 68. 1>a del tutta la state file pecoreJ prestamente si mungono nell’ at,r Chi tortemeli' Amm. Ant. Chi fortemente magne , trae fuori sangue. , g pf 0 ^» 3 —[Trovare il becco più duro a mugnere,] per simil. e in nl0Ct n a t' p. = Trovare maggior diffìcoltà.M.Fhio. 4■ Quando giuns° n s di Casalecchio in sul Reno, trovarono il becco più duro ija)^ e 4 — ’ Leccare , Premer con la lingua. Bocc. Teseid. 7' V ger veder , qual tra giovenchi giugne Non armati di corna < . (1 , Libico , ed affamato i denti mugne Con la sua lingua. (“^ Mugnitof.e , Mu-gni-tó-re. Feib. m. di Mugnere. Che aUiS.j^ c 1 Iliad. lib. i3- v. 8. E de’ chiari Ippomolghi, o mugnitof 1 le , ec. (A) (B) fe g. r Mugnitrice , * Mu-gni-trì-ce. Feib. f di Mugnere. F- fG) igt. Mugnone. * (Geog.) Mu-gnò-iie. Torrente vicino a EirenF^gf.v.^, Mugolamenti , Mu-go-la-mén-to. [Sm. Lo stesso che] ’ el ,- gannitila , ejulatus, querela. Gr. xmfySfiòs, x.Xxv§pif‘ l, P f,i Ma la galanteria , Ch’ egli ebbe singolare , È , eh’ ei n °” ; ad u “ tito abbajare ; Ma facea certi suoi mugolamenti Da ferma i fiumi e i venti. (Parla d' un cane.J ineA^' Mugolare, Mu-go-là-re. [iV. ass.] Mandar fuori una voce ^,, e , r A significante certo lamento compassionevole; proprio deb c jj» cfó. manda fuora un certo suono di voce sommessa per piacer eli e’senta , e qualche volta per dolore .— , iff jet giolare , sin. f.at. gannire, subcjularc, conqueri.Cr. j|l' r ’ (In ar. mugellib dar fuori una voce. In gali, meaghal * cane o il miagolare del gatto : mugack parlante col n ’j,j mukal roco , fioco , mukoglasan che ha un suono raiicm germ. mucken parlare indistintamente. V. Armstrong. 1 v jeE>! come in mugolare è sensibile 1’ onomatopea.) g qua^^i, .di 4' 2 — [Per simil. dello anche del gatto.] Cant. Carli. 7• poi vedi Stran visi, e mugolar come mucini. » ‘f e S r 'f a u» “ ad un pocolino si senti mugolar di sorta , che simig“ a 1 gattoni che vanno la notte in fregola. (A) , , rr iid e *.Aid ’ 3 — [Detto del tigre.] S. Agost. C. D. Or quale e si ,• juii che non mugoli sopra li figlioli mansueto, e che no pacificata la ferocità ? , Punga 1 4 — [Detto del lupo.] Malm. io. 44- Vagheggialo» s ^ f e mugola. , Ci' c P a .• 5 — [E detto anche de’ fanciulli.] Buon. Fier■ 4• , ’ 0 ,igola r<; ’ r ^/. bia, chè sente un ragazzo Par marina, tremare e m J fliA \ jn e ” [Sm. F. indistinta e che ej'4* 1 •V’ 0 _ , Mugolamento , sin] Lai. gannì u ^ es so rela. Gr. ÒKoi-vyisós , y.\zv'Jy.vpi'ryS. Ciriff- Cala. f mugolio 0 Qual morto in terra si vide distendere. a d eU Mugonia.* (Arche.) Mu-gò-ni-a. Add. e sf. Nome a di Roma antica. (O) , ,, {sole Muilla.* (Geog.) Mudila, Mobilia, Moely. Una detu ^ nel canale di Mozambico. (G) ’ _ iìlccA*' ’cn 1 '.$ Muine, Mu-ì-ne. [A/ - ] Lo stesso che Moine. F- '-f ’ ,opia |t( ’ù _i_„ r >.. m r c aS‘' 1 w ^ Mugolio , Mn-go-lì-o. denti . Lagnìo. or verba. Gr. Red. lett. 1. 3p3. Corre certo suo lanternino proibito sotto al ferrajuolo accademico , or di quello , c con mille muine p* E 2. ij4 r P er quante muine le abbia fatte attoi Y. Sig. non mai ha voluto concedermi che ec. ^ ((>) nt il/ Mtjja. * (Geog.) Lo stesso che Muglia e Mugghia- ^ (V Mujuolo,* Mu-iuò-Io. Sm,Misura di vino , siccof , MOKUEN fiiia^ ° Cca ? e > ciottola. ) Pinne. Siiceli, nov. 82. E ’l Signore gli Seenni* ^' ct: Date bere a ciascheduno tre mujuoliec. Chiamategli jjAoj,. * fp ?0 ^ a 1 >iice , date sei bicchieri. (V) **et4, ;ay' C à. delln China, dove sono le tombe degl' imperatori. (O) togli 1, ! l 1 Mulo. La femmina del mulo.Bore. nov. gl. 4 % <1°' ,|u !Her 0 Ua i miglior mule che mai si cavalcasse. Cas.lelt.62.iHe 1 tallo eh ** C a Sandrino , che ha manco cervello che mula o caci sia. frml ;t 1 p 3r mula , Far mula di medico = Aspettare. C F■ Fare «autùc • ° n ' Fier. 3. 1. g. Tu facesti Dannila, e stesti fìtto in quel J 00, p er ogni buon rispetto , bisognando , E cautela mia. C ^“ fa ^ Ciler mula o Regger la mu\vc=z.Accompagnare alcuno tanto \^ CciU c {uulche faccenda. Buon. Pier. /{• 1. 2. Nè eh’ anch* io 4 Non tenga a te , siccome a me tu fai, 5 * Dare una mula ; lo stessoche Dare il cavallo. Min.Mnbn. (A) '- secondo cotestoro , dal greco. *°Ue^HO ^ u lc dicono i chirurghi Quelle pustole che procedono dal ° ca ido , come dal troppo freddo, e che spariscono solleci- solo allontanamento della causa. (Dal frane, mules ar- (jij a l 0 e gonfiore occasionato ne’ talloni dal freddo -, pedignone. He d u v ,° ce il Bullet trae dal celt. brett. muled dello stesso senso, Q c * ,a t da mules pantofole. In gali, mid moltitudine , ed ut tu- ta, ■io’. ft de mul at moltitudine di tumori. Mul vai pure cima, muc- V*’ * (c W ^"y caiorc -) (Diz. Chir.) c Cc Su Città della Spagna nella provincia dì Murcia. (G) 5 'V/ (Z°°l.) Mu-làc-chia. [A/! Specie di uccello del genere de' 1 (in K ordine de' passeri, grosso presso n poco quanto un piccione , f'h-f. f' 0 poco profondo che tende al cinereo attorno al colio ed al He /j. ) ( J /t ^' l be volta tutto nero ; nidifica ne’ campanili , nelle cui» ( Hi p„| t; sono * nemici più vigilanti agli uccelli di preda. Detto ^ 3 e Ipega. Lat. corvus] monedula. Gr.xa\oiós. (Pcgg. di mula: di S ' ,1C- d ( l lat- monedula mulacchia. In cclt. brett. moulleck è uccello, che noi diciamo piviere. In ar. mukavele parla- , ciò ! ar - ai. Questa similitudine , la quale qui introduce, delle e >ano e mulacchie., le quali al cominciar del die, nel tempo del- b,' tal c i 1 piando s’incomincia a rinfrescar l’aere, roteano. Morg. 22. e parevan mulacchie e stornelli. Buon. Fier. 2.4 26. Com- *s P ° ,r ra cc Fti coivi, Ovver mulacchie nere. E 5 . 3. 8. La- a di corvi e di mulacchie. tF/g. A' T i-l;ic- ( .!,i a .ja • [.V/. j Quantità di mulacchie adunate insieme. sC < hl Ucaleccio nojoso, come Cornacchiaja, e simili. Lib.S0n.g2. •It; tati i?ulacchiaja ji donne vecchie , Ch’ ancor gli accenti m’in- . ,£<4 oiecchi. " làc-cia. Sf. pegg. di Mula, bestia. Lall. En. Trav.4. «ostinata come una mulaccia. Berg. (Min) (N) ”* u ;làc-cio. [Am.] pegg. di Mulo. Lat. pessimus mulns. Gr. Màlt. Franz, rim. buri. 2. 185. E fino a Roma torre ^"UstarH CC ^°* -® m1, Ori. 1. 26. 62. Deh! disse, guercio mulac- , Che troppo sono stato a sopportare. ’ Mu-làg.gi-nc. Sf. Ostinazione del mido ; ma per traslato 3 4. ff u, f mente, dai vizio natumle de’ muli, per Caparbietà (A) o., -a, t, r itfv 8 *' 5 - (0) V''-/fr - 1 ’" A ,j Add. com. Appartenente a mulo, Da mulo, Mulino. -ass T'cSli Ì figli la nudar e; rretta Di buone ruote comandò „ er °' Adìm. Pinti. Colla qi adriga, col carro Ululare, e col > V x ,0 - fi.,’ “«lato ™ u -lat-tié-re. [ Add. e sm. ] Quegli che guida i muli. 'e, Hit,,,. cr i t > sin. Lat. mulio. Gr. èpzox°pu>c. jBocc. nov. 8g. g. ’l, piatii V ' e ^ e un mulo , il quale adombrò ec.; per la qual cosa r '''"-- '. 's p; ^ an §osa un pezzo ec. A Sinigaglia giunsi. ■oÈ’ranc.Sacch. * ’«./ Col erano tutti uomini mulattieri e asinai della ccrte.(V) •4’^te p fr 1 ’ - . Andare. Cai•. Leti. ined. 2. 281. Intanto state sano, J, «i 0 , Vla 'fi mulattieri. {Parlando qui il Caro di un tale ^S| 0 (|s e 0 „ >ava gliato da diverse mule venture , pare che usi que- W^Z Ve, ' ò>0 > ballar concesse , nel senso di Andare na- l^\ Qf^l ,ettan< ^ 0 ^ buon punto per aver soddisfazione de’ -ré-sco. Add. m. Da mulattiere. Aret. Di- *ul v fi. Add. e sm. Idiotismo Fiorent . F. e di' Mu- 'ue -4vvert, 2, 1. iti. Nomi che nel nominativo singolare HA ' uscite, e alcuni anche tre, e tutti del medesimo ge- Jt, lifb A’ „ !?. *|i simil guisa : mulattiere, mulattieri, ec. Bocc. g. V'fi», le &.j mulattieri rispose: cc. f Cosi leggesi nel testo J (V) '[f (GcoA^J*‘^àt-to. Add. e sm.f.o stesso C.ht' Malaz/o./ 7 .(0) 3 ò’ujj,, . u-U-u-sen. Lat. Mulkusa. Città degli Stati Pius- \ )tj. Città di Francia nei din. dell’Alto Reno.( G) Add. e sin. F. turca. Ufficiale turco e 4. Test. Riccard. Quando venne la notte, lo mulinalo del molino recò assai dell’ acqua. (P) Mulinare , Mu-li-nà-re. [ iV. ass. ] Fantasticare , Pensar fi saziente , (Andar vagando con iimmaginazione , Ghiribizzare 0 Lat. meditari, seciun cogitare , mente versare. Gr. pshirm. Matt, Franz, rim. buri. 2. gg. Lasciamo astrologare a chi’ndovina Per via di confetture e di discorsi, E col cervel fantastica e mulina. Tac.Dav. ami. 1. 3. Non avere ec. altro mai che ire , e infinte, e soppiatte libidini mulinato. E Stor. 2. 2 6g. Dì e notte mulinava , e menava , bisognando , le mani. Alleg. 25o. Io son ito un gran pezzo mulinando col mio tondo cervello per ritrovare ec. Segr. Fior. As. 1. La fantasia, Che mulinando mai non si riposa.» Salviti. Annoi. F.B. 2. 2. 8. Mulinare si dice Volgere per la mente un fìsso pensiero, che sovente rende l’uomo malinconico e pazzo. E 2. 4• a8. Mulinare dìchiamo noi rigirarsi col pensiero sopra una stessa cosa, facendo il cervello quasi un mulino : lat. mente volutare. (N) Mulinaro , Mu-li-nà-ro. (Add. e sm. Macinatoio di grano, che dicesi anche ] Mugnajo. —, Mulinajo, sin. Lat. molitor, molarius , molen- dinarius. Gr. dxr.Urfi , nvKuSfós. Frane. Sacch. nov. 4 Licen-lo ai siguore , come egli era mulinaro dell’ abate. Mulinato , * Mu-li-uà-to. Add. m. da Mulinare. F. (N) Mulinella. (Ar. Mes.) Mu-li-nèl-la. Sf Quella parte della chiave ohe è più grossa nell’estremità degl' ingegni , e che viene a formare come un T nella loro testata. (A) Mulinello. (Ai. Mes.) Mn-li-nèl-lo. [A/n.] dim. di Muuno. , Molinello , sin. Lai. pist. illa. Gr. /eoipà M. F. 8. g j. Il mulinello a piè di Pietramala è del nostro comune. 2 — Qualsivoglia strumento con ruota. Gli speziali ne hanno di più sorte per far polveri. Molti ve ne- sono fra gu artefici , ed m ispecie quel mtdinello col quale si torce la seta per far vergola, tìisc. Maini. (A) ... 3 — Cerio stnimenln di fèrro con ruote e viti, cae serve per isbar- rare e tempere serrature, e oose simili, (ed anche Macchina con ruota di ferro e manubrio, atta ad alzare gran pesi, ossia Cdindio, alle cui teste s’ adattano i pironi che lo muovono. Detta anche Arganetto./ 7 ., e F. Molinello, §■ 2.] 4 —* Sorta di trastullo da ragazzi. Buon. Fier. 5. 2. 8. Correr sopra un fuseci sottil sottile Col mulinello in mano Saracino. E i. ’ I 4 72 MULINO Salvili. Annot. ivi-. Mulinello è una canna in cima della quale sono imperliate due ali di carta, a foggia di quelle de’ mulini a vento ; e 1’ usano i ragazzi per loro trastullo : ed è simbolo di pazzia; perchè portandosi incontro al vento , acquista un velocissimo moto, e gira indefessamente ; siccome appunto fa il cervello de’ pazzi. (A) (N) 2 — (Fis.) Cosi chiamasi 11 mulinare, o il Rigiro de’venti, dell’acque, o simili. Lat. turbo, vortex. Volg.Mes. Come fanno li venti, quando in sulla piazza fanno mulinello. a — h per metaf. Rigiro, Macchinazione, Disegno. Buon. Fier. 2. /j. 28. Tu avevi In seno il mulinel che lavorava. Malm. io. 8. Infastidita poi da tanto strani Suoi mulinelli, sorge dalla paglia. 3 —*(Marin.) Pezzo di legno con cui si ferma [argano sopra la nave.( A) Mulino. (Ar.Mes.) Mu-lì-no. [«Sm.P/.Mulini m. e Mulinaci Si dà questo nome ad ogni macchina che serve a polverizzare, acciaccare e tritare una sostanza qualunque ; ed anche ad altre che hanno altri meccanici iiffici,come mestare, segare, gualcare e simili, éfi §.f. Così dicesi anche n luogo dove per tali macchine si macina.] —*,.Molino, sin. Lat. mole- trina, pistrinum. Gr. /svkov. (In gr. mylon che altri pronunzia midon, in celt. gali, muilion e muiìeann, ih irl. mulin, mulina e mulioun, in illir. mlin , melin, mjelinka e melenica, in ted. mutile, in ingl. mill. in sass. mj-len, in belg. malen ec. Tutto ciò mostra che mulino ci è rimasto immediatamente dalle lingue antiche già parlate in Italia, anzi che esser tratto da sinc. del lat. molelrinai)Coll. SS.Pad. Sanza dubbio quella cosa macineranno, che vi fia messa a macinare per colui, a cui è commesso il nudino, /iure. g. 3 . p. 6. Gittava tanto acqua e sì alta verso il cielo cc., che di meno avria-macinato un mulino .E g- 4 f 3 . l’arte per lo giardino ec., e parte verso le mulina che fuor di quel macinavano , e chi qua e chi là a prender ec. diversi diletti si die- dono. Vant. Inf 23. fi < Non corse mai sì tosto acqua per doccia A volger ruota di mulin terragno.» Bemb.Stor. g. <27- Ordinarono, che in ogni contrada della città mulina da girarle co’cavalli si facessero. Bocc. g. 3 . princ. 6. Nel mezzo del qual prato era una fonte ec. la quale ec. verso il piano discendendo avantichè a quel divenisse , con grandissima forza, e con non piccola utilità del signore, due mulina volgeva. (V) Bemb.Stor .Ruote eziandio e macine per mulina da grano incominciate si fornivano. (Gr) 2 — [Dicesi Mulino a vento, da vento o d’acqua, secondo che macina per la forza del vento o dell' acqua. E cosi dicesi Mulino a inano , a braccio, da bestie.] Piate, pece. mori. Come mulino a vento in allo montato .nMontecucc. Mulini a acqua, a vento, a mano. Regis Trad. Senof.Converrà che abbiamo fin di qua in pronto mulini a braccio da far pane.C’muz. Siano dentro la fortezza mulini a mano per macinal e Montecucc. Fabbricar mulini a mano. Melz. Cinquecento fanti nemici, che erano intorno ad un mulino da vento. (Gr) Baldin.Uoc. Vis. Sono i mulini di varie sorte , cioè a mano , da bestie , a vento , e più comunemente d’ acqua ; e sebben tutti fanno con le macini il medesimo effetto, per la diversità degli strumenti che muo- von le macini, secondo il mezzo adoperato per dar loro il molo , si vengono come abbiam detto a distinguere. (N) 3 — Dicesi Mulino a secco quello che macina senz’ acqua o vento , per opera e fatica di uomini o di giumenti. Guicc.Stor. 7. 100. Nel qual tempo essendo per la rovina delle mulina mancata la farina , provveddero presto con le mulina a secco a questa incomodità. (Pe) 4 — * Vicesi Mulino da polvere quello che serve a preparare la polvere da sparo. E cosi abbiamo i Mulini da olio, da frutta, da inondar 1’ orzo e ’l riso, da senapa , da malto , da vallonea , da gualcare , da carta , da segare i legnami, da macinare i colori, da tabacco , ec. ec. Montecucc. Con magazzini, arsenali, mulini da polvere, fonderie , ospedali, spezierie. (Gr) 5 —* Fig. e in senso disonesto. Franc.Sacch. nov. 206. Ed ecco Farinello che si franco cavaliero era stato, e dicegli che tutta notte s’è sentito male al mulino. (In tal senso dicesi anche Abburattare.) (V) 1 —* E variamente. Fir. nov. 11. 35 . (Pisa 1816 .) Ceco’Antonio, ancorché, come io vi dissi, fusse assai bene oltre di tempo, e il suo asino assai mal volentieri una volta il mese portasse del grano al suo mulino, ec. (N) 6 — Per metaf. Naspo o Arcolajo. Ar.Fur. 33 . 3 . Poi ch’ebbe visto sul fatai mulino ec. (Min) 7 —* Vicesi Acqua a mulino e vale E’fa niente. P r . Acqua, fj. 22. (N) 8 — Proveii. Ciò è primo al mulino , prima macina = Chi è più sollecito , esce prima di briga. Cecch. Pivv. 77. Chi prima ghigne al mulin , prima macina. (B) 9 — Nè mulo né mulino né signore per vicino , né compare contadino : pur proverbio che si dice , perciocché il mulo tira calci , il mulino fa continuo mmore e ’nfarina, il signore ti toglie, U contadino ti chiede. 10 — Tirare o Recare l'acqua al suo mulino := Avere più riguardo al proprio- interesse che all' altrui. Lat. omnia ad suam utilitatein referre. Frane. Suedi, rim. fi. Ciascun reca pur acqua al suo mulino. E Op.div. 5 g. Io avrei troppo a scrivere, se io volessi dire in quante luogora questo cosi fatto errore è divolgato , sol per tirare acqua a suo mulino. Fir. Trin. 2. 2. Ogni grillo tira acqua al suo mulino. Belline, son. z 3 . Se ognun al suo mulin ogni acqua tira. Mulino. Add. m. Vi mulo. Buon. Fier. 2. 3 . f E sortita al bestiame Asinino, mulino e cavallino, Ho la ripa del fiume in ver ponente. » Salviti, lliad. 66g. Da la caviglia il inulin giogo tolsero Di bosso , ad un bilico e ben chiovato. (Pe) 2 — * Agg. di Cocchio o simile vale Tirato da muli. f. Mulare. Salviti, lliad. (Ì6g. Essi trassero fuori il ben rotato Cocchio mulino, bel , di tresco fatto. (Pe) Mulio,* Mù-li-o. N. pr. m. (Dal celt. mul signore .)—Capitano trnjano ucciso da Patroclo. — Capitano degli Epei rovescialo dal cario di JScslore. — Araldo di Anfinomo. (Mit) ftlvLL.* (Grog.) Una delle isole Ebridi. (G) . MULTILUSTRE MullAgiierA. * (Bot.) Mul-là-ghe-ra. Sf. Nome volgare di duf leguminose, cioè del Ladro afaga, e del Loto trifoglino.Lot• rus aphaca, lotus corniculatus Lin. Targ. (N) M ck Mullei.* (Arche.) Mul-lè-i. Sm. pi. V . L . Specie partiooànV (1() jid zari , di cui usavano primitivamente ì re d Alba, e che j» adottati da’ romani patrizii. (In lat. mulleus calceus: e f/ni celt. mul signore: Calzare ad uso di signori , di principi.) (. Mullingar.* (Geog.) Mul-lin-gar. Città dell’ Blanda. (G) nfnfk Mollo.* (Zool.) Sm . E.L.Lo stesso che Triglia. ft.Lat. mullus^g il !l Leu. fam. 1, 8f Apicio e Vitellio sarebbero andati alla P imi Ili di ottanta libbre, o delle murene. (N) Mui.ltj via. * (Geog.) Mul-lù-vi-a. Lo stesso che Mulvia. ?•- (l Mulo. [Sin.'} Animale nato d’asino e di cavalla, o di ciivdl 0 ria. [Là. femmina dicesti Mula. [U. Il figlio che nasce da u ^ e da un’ asina, chiamasi più propriamente Bardotto e rt,lf *Sr a sco |,< ’ w Bordone. M.l Lat. mulus, bùrnus. Gr. -é/xlovo;. Cr. g. 58 - *• f muli del cavallo e d' asina , od' asino e di cavalla ; 111 q. >. nascono d’asino e di cavalla son più nobili. Bove. nov. ° 9 ' ì3 \ ventura v' ebbe un mulo , il quale adombrò ec. ; p er a y. un mulattiere , presa una stecca, prima assai temperatane ^ miriciò a battere, perchè ’l passasse ; ma il mulo, ora da presa una stecca, prima assai temperatane re, perchè ’l passasse ; ma il mulo, ora da 3 ° pi? della via e ora da quella attraversandosi ec., per niun p ar • ■ volea. G. U. 10. 5 g. 2. E caricandogli a muli e a portai 0 Od. 1. 28. 10. tezion de’Saracini. Questa voce usasi talvolta in cambio di Meticcio o 1 . Mulomedico , Mu-lo-inè-dico. Add. e sm. comp. 1 c „ tivi di Firenze, si mise in via. . B ;o i , — Per simil. si dice d’ Uomo nato di non legittimo ìrtati'i’ 1 ’ p/f trimenti Bastardo. Lat. nothus , spurius. Gr. voùos. c li>^ 22Ò. Vita bestiai mi piacque, e non umana , Siccome a ' Bj [l t? Berti. Od. 1. 28. 10. Tu , come mulo, traditor ribaldo, ** * rgy Medico infermila delle bestie. Oggi dicesi Veterinario. Mallisn- '■‘''j’it* Mulona, Mu-fó-na. [AVI] acce, di Mula. Mula grande, 5 . Quando io era di tuo tempo, i medici in questa citta a f ordine, come san Giorgi, sopra quelle multine colle c ° vonazze , o d’altro colore allegro, infino interra. .(i- Mulona.* (Geog.) Antica città dell’Etiopia. (G) _ Mulsa. (Ar. Mes.) [A/. Acqua colta con mele ; cioè equa e dieci di mele ; detto anche Idromele, Molsa, 5 . 2. Presso 1 Romani il Mulsuin era miele sciolto nely i, J°^ melato.] Lat. aqua mulsa. Gr. v^pop.t\t dorleJ , innanzicliè le fogniamo , si deono adacquata. E appresso : Poi gli lasciano f i gusci ,ji Cr ■ 5 - 2 - 4 - macerar nell» r nell-» " jf s idel! dimorar nella mulsa un dì c una notte. È g. g8. si fa cosisi toglie parti nove d acqua , e parti dice* e.) cuocesi un poco ec. 2 —* (Farm.) Acqua medicamentosa artificiale.Lat. ac l u ^ zù* 0 . 11 ’’" 1 —* E trovasi miche in fona di add ., come nel < ^ 0 lsn Marz. c. 2 8. Ancora rosmarino cotto in acqua mulsa ( f,»- freddato. (N) fi ‘ Mulso. * (Ar. Mes.) Sm. Lo stesso che Mulsa. V. Lat. vin. Nic. Ter. Barba bianchiccia, e del sapor del ^} a ^ 0 lc e Al. E i Silfi triti con bianco olio ed entro Beva di £ ]e Lam. Lez. Ani. Inoltre danno alle donne ec. il mulso 1 ai. schiacciate. (A) Multa. [Sf. N. L.l Candannagyme o Pena [in daiiot'°-i^^ Gr. fonia. Stat. Mere. Costriguere in persona e i»> ?° per multa e per guasto de’ beni. Ar. Far. ì'ò. 3 . Ne * a non eh ella Gli avesse a tor degli error suoi 1 ^ n0 r ^ . P 1 V I# veder , 5 . Si stilla notte e di sempre’! cervello, Come al Pap* sebi guadagni Con nuovi dazii e multe , e con balzG» 0 Mcltan.* (Geog.) Città , Provincia e regione dell (°b ■% x-1 e - Multare. (Leg.) Mul-là-re. Att. Condannare a pagete t0 Multato. (Leg.) Mul-tà-to. Add. m. da Multare. Soll 0 r . Condannato. (A) MuLTiCArsuLARE.* (Bot.) Mu 1- ti-ca-psu-là ve. Add. cotn . <■ ci* , ai fratti composti di gran numero di capsule. Lo id capsolare. U, Lat. multicapsularis. (A. 0.) . /,a tl> > Multicaule.* (Bot.) Mufti-cà-u-le. .4dd. com. comp. e-« tità di steli. Lat. multicaulis. (A.O.) . pi fì. ji ML'LTii iuo, * Mul-ti-fi-do. Add. m. comp. Che è infinito di parti. Lo stesso che M oli liìiln. I . Lat. (1 ' q ) Aryi' stesso che Moltiloculare. T. Lat. multilocularis-^t. ’fiio ? s a a , . Multiloquacita' , Mul-ti-lo-qua-ci-tà. Sf. comp■ per ,■ (Al./' stesso che Moltiloquio. U- Uden.Nis. Questo p°® . dinata multiloquacita replica mille volte i inede s ófFjA’ Multiloquio , Mul ti-lò-qui-o. Ani. U. L. Lo s ^ e . sS0 , o yà , ct /«i ^fV lJ Cavale. Bruti, ling. 38. Come facevano molti * ^ L(t v‘ . f essere esauditi in del multiloquio. (V) ( Cosi _ cs auo‘ l’edizione di Roma alla pas, citala nel testo ,p parlare.) (B) ,, r.. f -r Multilustre , Mul-ti-Iù-slrc. Add. {com. comp * Annoso. Lat . annosus* Gr. • ut Ilo par, chc'l vento passi, Seguendo o caput 0 ce»'** ■MULTIMAMMA (Fisiol.) Mul-ti -màm-ma. Add , e $f y comp, V, L, Che ìt>z£ lu “ì due mamme . Meglio dìrebbesi Miiltimammia. Lat, multi- (A. 0.) (0) s Ue ^ •Soprannome della Diana Efesina, preso dal numero delle Mi n J ^ ì ™ a>nme lle, datele siccome simbolo della fecondità della terra. [ Mit) c 4 e * (Med.) Mul-ti-pàr-ta. Add. f comp. Agg. di femmina ^Vtip a P artor ito più individui in una volta. (A. 0 .) igg nt (Bot.) Mul-ti-par-ti-to. Add. m. comp. Ch’è profónda- ììj L1 , Ip e diviso in numero indeterminato di fettucce oblunghe. (A. 0 .) c he vJ CA ® EIf T0 , M.ul-ti-pli-ca-mén-to.[A 7 «.] Il multiplicare.[Lo stesso lib p^iplicamcnto. E.] Lat. multiplicatio. Or. Ko'KKxit'hxmxtriiós. C ; -’ La sesta si è multiplicamento di sangue e d’ umori. Fr. p ar “• Pred. D. Multiplicamento o accrescimento in bene. Com. qn.Lo multiplicamento dell’ ammonimento dimostra l’utilità di rifili 3 v; rtude. [P 0 pi ' tc *»te, Mul-ti-pli-càn-te.[Pflrt. di Multiplicare.] Che mulliplica. stesso che Moltiplicante. E.] Lib. Pred. Godeva nel vedere il c ltI . 0 moltiplicante a gran giornate. i at Uc aiìe , Mul-ti-pli-cà re. [ Alt. Lo stesso che Moltiplicare. E.] a Vv j, ^Mtiplicare, augere. Gr. ato\\x'K\xisiiZ l uv.Bocc. g. .7. j>. 5 . Io c Sst ;° che, avantichè io pervenissi alla fine, essi potrebbono in guisa Può replicati ec. E nov. 83. 2. Ciò che di lui si ragiona, non Cr e(I t 10 c ^ e multiplicar la festa. E il. SS. Pad. i. 118. Or non eie' . v °i c l ,c l a mano di Dio possa multiplicare questo poco di pane e eimaso in queste sporte ? •Soo Dio con varie accompagnature, anche nel n.ass. Eit.SS.Frane. Ì)* U l eve rà queste pistolenzie, e multiplicheravvi ne’beni tempo- l’ JfP-Dccam. 3,. Multiplicando di errore in errore , come spesso lli en j S1 tira dietro l'altro, Eit. SS.Pad. 2.254. Vedendomi conlmna- Ci cs c ttniltiplicarc de'bcni temporali. G. E. 1. //e. La città cominciò a tu, <:l c c multiplicare di Romani.(V)G. AA/.2.Avendo più mogli avea- ì m jJ5?lti figliuoli e discendenti e multiplicaro in molto popolo. (Pr) 'li ass ' Crescere in numero e in quantità. Lat. crescere. Gr. xv^x- Pioèp ° cc - "°v. n. però che non si può chiami». 580 niiw f >ar ^ e niultiplicatìva : uno si , però che è la nona parte di e cosi tre. (N. S.) . M 0 ] t ° ’ Mul-ti-ph-cà-to. Add. m. da Multiplicare. [Lo stesso m ! ‘ s , »ih.'l Ca * 0 ' ^ ^ at " multiplicatus , auclus. Gr. ko’KT.xkKxitix- £l? " Par. 2. 1ÌÌ7. Così l'Intclligenzia sua hontate è', e latito / >Cr stc ^ e s PÌ e sa. E Conv. i63. Da considerare è l-ieI. Sgioro >.. tihC at o V « n 'i u ' :uu *a M . a ta • c ,^°. Coll. Sà. Pad. Tutte passeranno da questa mul- Ca! Z ' 0l 'e , t i C ìi' e operazione alla carità di Dio , e alla contern. to' 10 la " 6 di Alcattdro, Megaletore, P'ileo ec. (Mit) irftali&fi' Muniensi. *(Geog.)Mu-ni-Èn-si.Lrit.Munienses. Ant. popolid-tu *. . |(ie o 6 Mdniente. * (Bot.) Mu-ni-èn-te. Add. coni. Agg. che da . ^ qd" quella specie di sonno o di attitudine delle fòglie sen>pl‘ cl ’ ^ : I'-’ di giorno stanno orizzontali sopra lunghi picciuoli , e P 01 fiF e s' abbassano attorno affusto durante la notte in maniera ^ fl gt m ino una specie di volta o cappello , sotto a cui i fiori e . foglie vengono riparale dall i rugiada e dalla pioggia , n panno altri danni esterni. Berloloni. (O) lf' Munificente , Mu-ni-fi-cèn-te. Add. com. Che usa mutufi 6erl! ' ’ mie. (A) Garz. Berg. (O) -freni* 0 '' Munificbntemente , Mu-iii-fi-cen-te-mén-te. Avv. Con mwuj ice bendila. (A) Piccolom. Berg. (O) .. fi(t"j Munificentissimo, Mu-ni-fl-ccn-tìs-si-mo. [Add. m. superi.fi 1 conte.] Liberalissimo. Lat. immifìcentissimns. Gr. u» 4 leu. 2. 184. Se mi porgerà congiuntura , le manderò U ,i;l vi 'j .[11 ’f o due di quelle mie medaglie , le quali sono state un etfed° nerosa bontà munificentissima del sig. N. N. mio signore. . .. a fi Munificenza, Mn-ni-tì-cèn-za. [.V/i] P. L. Eccellente libera* J 0 ttlf^ propriamente quella degl’ Imperatori romani , per cui àav ì)t p. polo giuochi e spettacoli , onde è espressa nelle me dagli 6 c . gotto anche talora il nome. A quell' esempio si è detto B jisi sl * beralità de'principi e di altri grandi signori.’] —, Mnnih c f.,É sfi fall, munificenda. Gr. ftiyaAo-vpiVeia:. Red. Ins.it 4 - Fss et * ^iiiJ 1 ' favorevole la generosa e reai munificenza del serenissimo mio signore. Car. lett. 2. 178. Della munificenza non ho c ja *>' alcuna, se non quella d'Antonino di bronzo ec. , e per l '° un elefante. niB^i Munificenzia , Mu-ni-fi-ccn-zi-a. [Sf. E. L. E. e dì] Car. I^ett. %. 178. Perchè volesse significare la munificen* 1 * Imperatori che producessero gli elefanti negli spettacoli. 0 n H l . Munifici. * (Arche.) Mu ni-fl-ci. Add. e sm. pi. Soldati ^ vano alcuna esenzione , onde prestavansi ad ogni ufficio , ^tfttp'l facevano il servigio militare ; ma portavano anche nel cCt Pfìfi, r le legna ec. (Mit) Eegez. 63 . Perciò erano chiamati M 11 ™ , che ìàceano servigi. (Pr) .e c( is. -, Munifico , Mu-nì-fì-co. Add. m. E. L. Liberale. Lat. niun^^ a |c tra- Strfn)fca.rMÓs. Car. lett. 2. 178. Non so se perchè questo Af fili 1, v di natura munifico , 0 perché volesse significare la inun* jj . quegli Imperatori che producessero gli elefanti negli s P elta „ia./,'ni Munimento 5 Mu-ni-men-lo P/.Munimenti m. e A. y, e di'] Monimeuto. » G. V. 10 . gd. 3 . Ld di Roma andavano a’moitorii, ove erano sotterrati if°^ olJÌ B. lei 5 Sì Tedeschi , e scavati delle munimenta gli tranavau per il testo Davanzali.) (N) a —Avvertimento, Ammommmlo.Franc.Barb.loi.ig.S} ct * Jya s al )n) parte In certa guisa Ciò che divisa Da’ muiiimenti di -^e.) 1 j Munimo, * Mù-ni-mo. IV. pr. m. Lat. Munim. (DaH’ebi'. Ah 11 p roi /g‘ 1 ^ Munire, Mu-nì-re. [Alt. e n. pass.E. L.] Fortificare, t 6 ^ jjt. del necessario a difesa un luogo, una piazza, un esercU’ ^nfl 1 nire. Gr. ixvpow.Serd.Stor. 8. 296 Avevano perciò stendo la città con nuove fortificazioni.il Davi/, Stor. Non si se gl'-’) sufficienti a resistere alla campagna , munite al inegj 10 ,. ^j. stalo possibile tutte le piazze , si tratteneva in luoghi fov a — [È per simil. Difendere, Confortare.] Fir. Dial. be • e foi ‘ H •» .-?*: - a:e-l a.-: vicolo Munisterio IIDOU ! C ai IllUIiiJt: XJl 1*1 Wlhv pitSiiAAv/ «fj , Mu-iii-stè-ri-o. [— . , tima parte del munisterio. . , era f ' Munistero , Mii-ni-stè-ro. [Sm. PI. Munisteri m., e Mum® , , |f «fi’Monastero e] Monistero. G. E. 1. 25 . 3 . La fece rl à| a , di 5 ’ munistero. Dial. S. Greg. M. Furono dispogliate le ca= ^,1- le chiese, e arse le munistera. ., L al ‘.M c Moltissimo , Mu-ni-tis-si-mo. [Add. m.] superi, di gilU nitissimus. Gr. oxupwraro». Earch. Star. 1. . com’è solito, a Venezia Federigo Gonzaga a cornai f u L r a successione sua, ed insieme a ringraziare de’soccorsi, che r °no ...-_J._1- _ J- 1_• ... ..... a- .. _ ; p° con riguardevole somma di denari ampliati, affine di rauni- \ 1)11 altra*', -Montecucc. Ei bisogna munizionare ora una piazza, ora s " * D ’ ° e nu ovamente occupate di tutto punto fornire. (Gr)(Berg) de’soldati vale Provvederli delle necessarie munizioni per rf l2, ° K A° ne ' Munizionato. (Gr) ! 1 ^ te To > Mu-ni-zio-nà-to. Add. m. da Munizionare. Tasson.Pens. >* f *”• Berg. (Min) 'hiotir. C f’- di soldati vale Provvisti di quanto è necessario per una C>*iònr/r z. S’ ordinerà poi il numero della gente ben annata e h^'ONE . con s’ha da dar le scalate. (Gr) Mu-ni-zi-ó-ne. [Sf.] Fortificazione , Ripai'o, Lat. ma* ? ^ifìcV Mor. S, Greg. Ordinerai 1’ assedio verso di lei, h’ 11 4* ^ mur ” /j ' on ^ ? cioè gli edificii da combattere. Seni.Stor. * l8ero mano a rinchiudere i nostri con opere e con mu- 1 j q ‘Segner, Considera , che nessun castello , per forte che egli f 11 . 0 le ^ k en guardato , è giammai sicuro , se non gli si aggiun- 5 ^ esteriori. Bartol. Visitarono tutte le munizioni le men forti a reggere ad uno assalto. (Gr) J r c *’one [di tutto ciò eli’è necessario agli eserciti tanto per vi- -’T 1 Il () per combattere.] Lat. commeatus. Gr.xg.oiflh.Segr.Fior. %iA Ue er. ^Z:J 5 4- Conviene avere munizione da yivecc.Segn.Iiett. 21 . v -rir 1 Munizione e vettovaglia da cibarsi, quanta spesa si debba fare a . l( lui a C1,t à. J> Guicc. Stor. Cittadella ampia e forte , mal provali f ai '. < 5 0tldo 1’ uso delle fortezze della Chiesa , perchè vi erano | 1 1 poche vettovaglie, e quasi niuna munizione. Bentiv.Stor. ^sprint IVenu l° signore di quella città , aveva atteso a munirla e tu* Cal'v, C d ’ arm * e d ' munizioni e di vettovaglie. (Gr) t' ri r°' Cinuz. Gli archibugi dovrebbono esser tutti con buona i s N “ orbata , e tutti d’una medesima munizione di poco men tiel'* di P alla > 0 d ’ una oncia intera. (Gr) 'lift ' Alt Se,lso del J. 1 . dicesi Munizione a mano, e vale Fortificar rt^nzìa er °P era d’ uomo , nè si adopera se non quando si vuol , V k’trt ’1 oneste difese da quelle che si ' V.I 11.11 \ Gi verso colà non 'o ^ el sei d< da natu| a. (Gr) C ^si” S0 dd S - 2 - dicesi Munizione da guerra La polvere e’I piombo ti fi uricallf) archibusi e bombarde, e strumenti simili’, e Munizio- h 1 e>rhii ,nente > s intende il Piombo ridotto in pallottoline per carica- Vip era* 440 '” Davil. Non vedendo comparire la munizione da guerci taf» res ! ata indietro per la malagevolezza del cammino, e della ^ta ’jb'rìa aveva bisogno, per avere, combattendo tutto il giorno, sua< Bartol. Mandatovi a comperar munizione da guerra. >7 : p <* munizione da guerra s’ intende particolarmente la v *- ' e .Palle , la miccia ec. (Gr) - • - ‘ E hanno v' avea munizioni naturalmente dal mano , bastan- \ r? iier'f 6 Malm - d. 43. 4ì ■ Un vin che è >■" , 8»! “ " Ho munizion da caricar la canna una manna. SS* punizione da guerra e da bocca, [da bocca e da guerra, Qd *** bocca,] gii ^Arnesi militari e le Cose commestibili [»e- esercito?] Lat. instrumentum bellicum , apparatus mi- ‘ j^ e 5 commeatus. Gr. KccTOKrx.zvria'i 3Fnitecu.cc. Abliiasi tanta VlO bocca h‘Uc>v. e da guerra nei campo, che ella possa fornire a b,„. ^podcll' assedio .È altro’-'' ' --- ' 11 7° dcil> assedio.^ 1 Muui/.iondi guerra e di bocca.(Gr) 'k‘ e ì S Poi't a air ° da munizione o delle munizioni, Quel carro sul quale \' as cì ar 110 le munizioni da guerra. Cinuz . La qual guardia no» ^ mrare Ut ^ ( 3 L * ai tiere persona alcuna, che non sia ben co- J )erme, * ere c be niuno s’accosti a’carri delle munizioni, jVVru a s; de i. la c Gr ) Sf e . f' ,, 1,1 di munizione, Pane di munizione, Soldato di mu- ì\f ,,t ‘c qL 1 Mia , Pane , Soldato. (Gr) l‘ ’j > M e>>te l.f orse P eT corruzione, tiovasi ] Munizione per Amm»- V ,S( V s ' l} °J i,2 ^ 0 ' ic . Lat. monitio , munitus. Gr. irapeuVuns. G. F. ' l| ti Se a . l,d, ° P a pa Onorio gli fece citazione e munizione , ch'e’ 'N?*. 1 ®**. nvr ?Mesa le sue ragioni. lUfjbouj ^(MUit.) Mu-ni-zio-niè-re. Add. e sm. Distributore delle àcj ' Viveri ai soldati, Cinuz. Ed essendo grandissimo carico V r i.Vanessa iio generale, egli fa altri commcssani, e muni- ' , t«7. ,lc ll r ' 7.“' nai > c altri molti uffiziali e liberamente comauda , q po uo ,.i : ' unii moni umzian , e iiuerameiue euniuuua u k-Vte :l,tlt ii'ci e - Puriinolarmente ciascuno dee fare. MS. Ugo Caciotti. »0iqj “Prcre, quello che sopraintende agli altri munizionieri, e jVl c ’ fac,,,,munizioni da guerra. Tensili. Dimanderà i munizio- 1 Vp, . v iver; Sl ì? are d conto di tutta la provvisione sì di guerra , (AÌ ar b "footecucc. Cappellani , medici , chirurgi, ingegneri, ^"9ii n ;)"«Jmzionieri , armajuoli , fornai , legnajuoli ec. (Gr) stoni ome ,dichi fornisce le navi di biscotto, bevanda, carne, q c in generale delle altre provvisioni che servono alla ÌJ, ' s lM V, 'dii 0 ^: l ‘ ec ì u ’paggi. Talora esso rappresenta una compagnia 1 l "'p ’ Vol S a .’ men te Provvigionieri, il quale ha contratto con *! ■ *. ° a t chi/A' 10 di somministrare a un certo dato prezzo i viveri, M C l 'i, 4 ) S ) (0) V?'Cì;I.(gW cc a ec. pel mantenimento dell’ equipaggio necessaria Jv) Mun-na-pù-ra. Città che fu antica capitale del- L “ {A, B Peet.] presente, Dono , Ristoro. Lat.munus. (Geog.) Città e principato della Slesia Prussiana. (Q} St. Eccl.) Mun-ste-ri-à-ni. Setta di eretici. Lo stesso MUOVERE £5 ( In cbr. minhha .) Dant. Par. 14. 33. Ch' ad ogni merto saria giusto muuo. But. ivi: Saria giusto muno , cioè sarebbe giusto premio. Frane. Sacch. rim. 4 2 - Piaccia a colui, che sopra tutti è uno ec. Conceder per sua grazia tanto mimo. ’* Munster. * (Geog.) Città di Francia nel dipart. dell’alto Reno.~Lat. Momonia. Prov. dell’ Irlanda. — Lat. Munigardevordia , Moningro- da , Monasterium. Cit. degli Stati prussiani nella prov. di Festfa- Ha. — Lat. Munsterberga. Città degli Stati prussiani nella provincia di Slesia. (G) ori Mcnstercerga. Munsteriaki. * (St. che Anabattisti. F. (N) MuNTisGiA.*(Bot.) Mun-tin-gi-a. Sf. Genere di piante istituito da Plu- nier ad onore del botanico Abramo Muntins , ed era composto di una sola piatita , cui Linneo unì al rhamuus. Egli poi diede il nome di Muntingia ad un genere della famiglia de’ tiliacei. (O) Monto. Add. m. da Mugnere [e Mungere. Spremuto, e dicesi propriamente del latte.] Lat. emunctus. Gr. urgpk. Red. Ins. S3. Quel greco poeta ec. paragona i Greci ed i Trojani ec. alle mosche ronzanti intorno alle secchie piene di latte munto. E Esp. nat, 4. Esser necessario lavarle col latte munto di fresco. 2 — * Ed in generale per Diminuito, Affievolito.P^Mugnere, (. /.(N) 3 — E per metaf. [in sign. di Smunto, Magro, Secco, Stenuato.] Lat. macilentus. Gr. Xsktós. Dant.Purg.24.17.Da eh’è sì munta Nostra sembianza via per la dieta. 4 — [Munto di senno per Privo di senno.] Frane. Sacch. rim. 53. Di senno munti , e giovanetti sono. Muntotirica. * (Geog.) Mun-to-brì-ca. Antica città della Lusitania.(G) Mususcolo , Mu-nù-sco-lo. [Am.] dim. di Muno. F. L. Lai. inunuscu- lum. Lor. Med. canz. gì. 5. Trovali persona cortese, N011 curando noja o spese , Con munuscoli e letti-uzze Dicon mille favoluzze. Muonio. * (Geog.) Mu-ò-ni-o. Riviera sul limite della Svezia e della Russia. (G) Muovente , Muo-vèn-te. Pari, di Muovere. F. e di’ Movente. (A) Muovere, Muò-ve-re. [Alt. anom.] Dar molo, cioè Levar da un luogo e porre in un altro. [Ani. Azzicare.] —, Movere, sin. Lat. movere, ciere. Gr. xwsir.Petr. canz. g. 3. Muove la schiera sua soavemente. A’ 11. 2. Non spero che giammai dal primo sonno Muova la testa , per chiamar eh’uom faccia. E son. 277. Che de’be’rami mai non mosser fronda. 2 — Per metaf. Indurre , Persuadere , Commuovere. Lat. coimnovcre, persuadere. Gr. ittlSaii. Rocc. nov. 7. 1. Mosse la piacevolezza d’Emilia e la sua novella la reina e ciascun altro a ridere. E nov. 18. 4l • Il mosse a fare andare per tutto 1 ’ esercito ec. una grida. E nov. 41. i5. Quello che mi mosse, è a me grandissima cosaad avere acquistata. E nov. 77. 44• Nè ti posson muovere a pietate alcuna la mia giovane bellezza , le amare lagrime , nè gli umili preghi , almeno muovati alquanto e la tua severa rigidezza diminuisca questo solo mio atto. Toc. Dav. Stor. 2. 2-3. Il qual Po a certi Batavi e d’oltre Beno mosse vaghezza di passarlo drimpettoPiacenza.» Ar. Riin.capit. 12. Io venni dove le campagne rosse Eran del sangue barbaro e latino , Che fiera stella dianzi a furor mosse. (P) 3 —• Rimuovere , Alterare , Tor via. Lat. removere , amovere. Gr. a-xoKtvùv. Rocc. nov. g6. 2. Quello che egli cavallerescamente operasse , in nulla movendo il suo onore, f Fed. i Dep. Decam. i3o.) r>Fit. SS. Pad. 1. gg. E per contrario la mente, che ha bene re- rmnziato a tutto il mondo , e ad ogni suo desiderio , e ha preciso e mosso da sé ogni vizio c sua cagione , fa luogo ec. (V) 4 — * E nel sigitif del §. 2. Passav. ig8. Ciascun atto al quale tale volontà muove, è peccato mortale. (Pr) 5 .— Mutare , Cambiare. Lai. loco movere, immutare. Gr. nsrxx.ifsiv. Bern.'Hm. 1. 37. Un povero giultbon , che porta in dosso , Che’l sudor fatto ha bigio in guai di rosse. E mai non se l’ha mosso, Da sedici anni in qua , eli’ e’ se lo fece. » (/' s d. Gualdirosso. INel Jìne del terzo volume delle Rime burlesche trovasi questa varia lezione : Che ’l sudor fatto ha bigio igual di rosso.) (B) 6 — Commuovere gli affetti. [F. §■ ò-j-ì 7 — Dicesi Muover dubbio , quistione ec, vale Proporre. Lai. quae- stionem proponere. Gr. irpoJaAAsw. Bocc. nov. 3i. 23. L’ultimo dubbio , che tu movevi , cacciai del tutto via. M. F. 1. 65. I soldati mossono quistione , come appresso diviseremo. Dav. Scism. 7. Cosa si grande non la può muovere se non voi al Re. 8 — battaglia * zzz Incominciarla, e fig. Cominciar le offese. F- Battaglia , §. 18. (N) 9 — bocca * = Aprilla. F. Aprire, §. 17 , e Bocca , J. 2 g. (A) 10 — campo * zzz Muover l’esercito in campagna. E. Campo, §■ 6, i2.(Nj 1 1 — detti = Pionunziar detti, parole, o simile. Franc.Sacch.nov. 226. Spesso muovono detti che pajono sozzi e vituperosi ec. ( v ) 12 — dimande =z Dimandare. Salv. Avveri. 1. /- i 4- h vergogn e , che giovinetto soro Ad antico e saggio uom dimande muova. (V ) 1 3 — d’ un luogo alcuno =* Chiamarlo, Fallo venire. Dm. Camp. Hb. 1, I potenti contadini ec. per sdegno del popolo, molli modi trovarono per abbatterlo , e mossono di campagna un iranco e ardito cavaliere , ebe avea nome messer Gian di Ceiosia, (r) 14 — guerra o la guerra* = Portar gueira.Lat. commovere bellum. F. Guerra , §. 20. (N) r , 1 5 —— (1 fiori] — Aprirli. Peti’, canz.38. 1. L aura Al tempo nuovo suol muovere i fiori. ... . „ ifi —, il corpo — Fare andar del corpo ; e si dice delle còse lubricative. [In questo senso dicesi anche] Muovere assolutamente. [F. §. 33 .', e F. Corpo , §■ 4> e §• 36 -1 Lat. alvum ciere. Gr. xiveiv. Red. Cons . 1. 208. Quando questa medicina avrà cominciato a muovere il corpo una o due volte , si contenterà V. S. di bevete una libbra e mezzo di acqua d' orzo. 17 — [il piede =3 Camminare.] Dant. Par. 5, 6, Cosi nel bene ap^ 47 6 MUOVERE MURAMENTO preso muove il piede. » Gas. son. 2. Come per dubbio calle uom muove il piede. (N) jg —. il trattato — Proporlo. GiacheuMal. cap. 215 » Il conte Guido da Montefeltro, che n’era signore, fece muovere al detto messer Gianni certo trattato, per alcuno cittadino, di dargli la terra per tradimento. G. V . lib. 7. cap. So, Il quale trattato, il conte Guido da Monte- feltro fece muovere e cercare , come quelli che era savio, e mastro di guerra e di trattati. (V) 19 — in fuga * = Fugare. V Fuga , §. 1 , 3 . (N) 20 — sospiri = Far sospirare .] Petr. son. 35 . Per quella chalcun tempo mosse in vano I suoi sospiri. 21 — la collera * zzz Fare andare in collera. V. Collera, §. 6. (IN) 22 — l’ armi * rr: Far guerra. F. Arme, 5 * 34 - CN) 23 — lite = Cominciare a litigare. {F. Lite, 3 c 4 -ì M. F. n. .2 3 . Adi 3 o (l'Agosto, detto anno , mossono lite al Comune. Dep.De- cam. 82. Muovi lite; acconcio non ti falla. 24 — parole :=r Parlare. Lat. loqui. Guid . G. i 3 . E però ella con basso suono tra i suoi bianchi denti muove queste parole. Fuimm, 5 . 44 » Muovendo ad ora ad ora cotali parole. 25 — patti* = Pivpoiii. G.F. 10. 10. Come il re Ruberto e 1 Duca mosse i primi patti ai Fiorentini. (Pr) 26 — persecuzione = Persegtlitare. Petr. Uom. ili. 44 '• AI tempo suo fu mosso a’ Cristiani la quinta persecuzione. (V) 27 •— priechi Pregare. Lat. orare, precari. Or. •kccdcx.x.ccXìIv , a^a- tr$cu. Dittam. 2. 12. Onde con quanto amor può figliuol caro Alla sua dolce madre muover prieghi, ec .■» (LSediz. di Feneziu ha: dec’l fìgliuol. ) (B) 28 — un inganno = Ingannare. Firme.Sacch. nov. 224■ Questo conte Joanni da Barbiano ec. mosse un altro inganno, benché non li venisse fatto al suo pensiero.- (V) 29 — IV. ass. Nascere, Derivare, Avere origine, ver principio, Cominciare. Lat. originerò ducere, derivare. Or. apx ril/ Frane. Sacch. rim, 4 • Deli dimmi, Amor , se muove Da te , che donna a ledei servo sia Nimica, e più , quanto più la elisia? Petr. son. i 6 g» IV un bel, chiaro, pulito e vivo ghiaccio Muove la fiamma che min- cende e strugge .F canz. 38 .i.S\ dolcemente i pensier dentro all’alma Muover mi sento. Foce* canz. 5 . 1. Amor , la vaga luce Che muove da’begli occhi di costei , Servo m’ha fatto. M. F. 3 . 6g. La qual via muove dal castello di Prato, fatto anticamente per lo Imperadore, e viene mimo alla porta. Tass. Ger . 5 . 52 . Scorrer l’Egitto, e penetrar sin dove Fuor d’incognito fonte il Nilo muoy e.Sagg.nat. esp. iy 5 . Per lo più apparisce derivar dal fondo de’ vasi, di dove muove un soffio d’aura gelala. » Pani. Inf. i8. Così da imo della cerchia scogli Moven che ricidean gli argini e i fossi In fino al pozzo. Borgh.- Ovig. Fir. 200. Strada maestra, e che in quel tempo divideva quasi pel mezzo la città, movendo dalla porta Sanctae Marine per dritto a quella di Duomo, e passando ec. ("V) 3 0 — * Provenire, Nascere , Discendere. Borgh. Arm. Fam. 82. Movendo la radice di questa distinzione dalla natura. (V) (N) 3 1 — Darsi moto, Pigliar moto. Petr.canz. 5 . 8 . Or muovi, non smarrir V altre compagne. Dant.Par, i 3 . 66. Le cose generate, che produce Con seme c senza seme , il citi movendo. Foce. nov. 15 . 25 . Deati < tante bastonate, quanto io ti veggia muovere. 32 —* Entrare in un discorso. Ambr. Cofan. 4 ■ * 3 . Perciò, che secondo il suo muovere , Risponderò. (V) 2 — * F variamente. Car. Leti. ined. 1. 121. Quanto a particolari non è uscito a cosa alcuna , ed a me non è parso di muovere da me. ( Cioè , IVon ho credulo bene di entrare io primo a favellare delle nostre cose.) (N) 33 — [Fare andare del corpo.] Rcd.Cons.20g. Quando ella avrà cominciato a muovere, heverà V. S. due libbre di siero dì latte depurato. 3 q — Commuovere gli affetti. Lat. movere. Gr. Kwdv.Amm. Ant. 11. 2. 2. Insegnare è cosa di necessità , dilettare è cosa di suavità, ma muovere è di vittoria. Farch. lez. 63 i. 1 poeti non hanno a insegnare solamente, ma a dilettare ancora e a muovere. Ma come si può o muovere o dilettare senza l’eloquenza? . 35 —* Mandare ambasciata 0 simile. Fav. Esop. i 5 g . Allora x felloni 3 e malvagi lupi stimarono maliziosamente ingannare le pecore, e mossone loro per far pace con le pecore. (V) 36 Petto de' Denti) vale Spuntare. Lor.Med . canz . 5 o. 4 ' Dice che vuol comperare Tutte bestie eh’abbian mosso. 37 — Petto delle Piante , Mettere , Pullulare. Lat . florescere, germinare. Dav. Colt. ìji, Scegli , quando annesti, marza che abbia cominciato a muovere. 38 — Petto de' Metalli che per forza del fuoco cominciano a prender forma di liquido. Peno. Veli. Oref. 36 . Avendo grandissima avvertenza , come lo smalto comincia a muovere , di non lasciarlo scorrere allatto. (V) ... 3 q — Picesi Muovere a battaglia per Apparecchiarsi alla battaglia. SalL Giug. 1Ò2. Diterminò di non prima muovere a battaglia, ch’egli gli avesse addottrinati e costumati a faticare. (V) 4 o ■—* Picesi Muovere a pietà per Eccitai * compassione, Impietosire. F. Pietà, e F. A pietà. ( 0 ) / fl — IV. pass. Darsi moto , Pigliar moto.Petr. canz. 47. 1. Mi mossi, c vengo sol per consolarli. Pant. Par. 3 • 86. Ella è quel mare, al qual tutto si muove Ciò ch’ella cria. Foce. nov. iy. //©.Ninno se ne muova , o fàccia motto, se egli non vuol morire. . 4 ^ — iPicesi Muoversi da un luogo, da una cosa, e vale] Partirsene, G. F. 11 . 29. 2. Tornò al servigio di messer Mastin della Scala , onde s' era mo^so. versi. F. 5 ; zg. Pant. Inf. s3. Più che tu non speri S apP* jìer i, sasso che dalla gran cerchia Si muove , e varca tutti i . va ..° • ](V) (Cioè , che cominciando dalla cerchia , aitraversa tutti iVU Zr ’W 45 — * Dicesi Muoversi a briga o simile con alcuno = Bve. jjccii con esso. Din. Comp.lib. i. Rapportava molto peggio tlon S1 perchè i Cerchi si movessono a briga co’ Donati. (P) . , Sfitte 1 Mura. (Marin.) Sf. Cavo che serve a murare le vele , cioè a fermare dalla parte della prua, o del davanti della nave, & fé o angolo di sopravvento della vela , per disporla in A sua superficie interiore sia colpita dal vento, quando è 0 !" va/' rotta. Dicesi anche Contra, Amura. (Dallo spagn. amia’? c)1 ' ^ medesimo. In ar. meri- fune , emras funi , mumchat las are ’ tere velimi.) (S) . ,i Murabutini. * (Geog.) Mu-ra-bu-tì-ni. Tribù araba di Batte’’ 1 > Reggenza di Tripoli. (G) r fisi 0 Muraccio , Mu-ràc-cio. iSm. pegg. di Muro.] Muro cattivo , invecchio e rovinoso.] Lat. ruclus. Gr. ìpiimov. Luig. P’d c ', capici 1 ”' Io era jersera dal noce di Mejo , Da quel muraccio là da Berti. Ori. ». 5. Per un certo muraccio rotto e g aas 0 , alla cima il gran signor d’Anglante. /j„po ‘‘ Murai). * N. pr. m. (Dall’ar. murad voluto , bramato.)'— _(0) Mamelucchi , tiranno dell Egitto nella fine del secolo sc° r ' '• ^ Muraglia. (Archi.) Mu-rà-glia. [.V/i Fabbrica di sassi o rl1i ^ .v 0^.' " ’ - - r ■ ■ ^ tlt» messi insieme. Dicesi anche] Muro. Lai. paries. Gr. róx oS fi In frane. muraiUc , in isp. mutuila , in brett. muraillou■ a ^ chi monumenti trovasi muraillia e maralha.) L'r. Oiord. fi! f muraglie fanno soventemente de' peli. Seni. Star. 6. 22t’- ^ 1 più cune di oueste muraelic . che si sa di certo essere tutte cfi duemila anni sono; contuttociò non si vede in esse nè P^ 1 ^-) Ji 3 ,iu po , nè difetto alcuno . Farch. Stor. g. 260. 1 quali (speda J tutti muraglie capacissime. 3 — ammandorlata , dicono i professori a quella , ne ^ 1 pietre riquadrate o mezzane , o più presto minute , si P 011 ^^* 0 a giacere sopra un lato , ma stando sopra un canto , eS P° . fronte secondo 7 regolo e’l piombino. Èaldin. (B) ‘ 3 — incerta, dicesi quella , nella quale le pietre rozze s 1 .^) gono in modo , che qualunque de’ lati (per quanto sia P°. its°* accosti a' lati dell' altre pietre che gli sono a canto i e ’■ mento di lati usasi anche nel lastricate. Baldin. (B) . M’jL, 4 — ordinaria, chiamano gli autori (a distinzione “ e o! e "git glia ammandorlata ) quella, nella quale le pietre riquad , ' llle \ 0 ste C ù, zane , o le mollo grandi, si mitrano in modo , che sie”° ’{pio" 11 la faccia per ordine , secondo il regolo, t archipenzolo e /g) ^ no ; che è la più ferma muraglia ai tutte l'altre. Baiti 1 ”; co '■ —* Dicesi anche Muraglia reticolata o a rete , io PI 1 *' „ - * »... ■ '-acof- l»f >oi r\ ( „i ' — • ni 5 —* Dicesi anche Muraglia reticolata o a rete , W P‘‘ gata, di getto , fatta a scarpa, di pietre quadrate ec. (AI ./'j 15 ( Stato della fabbrica rispetto all’ opera del ini”” 1 ^ v ; l»j e , che , dalla prima pianta io c! a l- 6 —* Vit. Michelozzo. Se coloro rarouo , ritornassero in vita, non la riconoscerebbono- » rebbono , che fosse non la loro, ma una nuova muragh a > tro edilìzio. (A) ig di^ cC P —* (Milit.) Trovasi questa voce adoperala nel signiff” 1 ^0^ ^ principale d’una città murata, ed anche in quello più P c \ Ramparo. V. Oiambull. Stor. Eur. Fatto dare ( C”'” 1 0 \p salto terribilissimo alla muraglia , ottenne prima la no».® I 11 sapesse la sua ferita. Davil. Si piantò la batteria, e dop° difficoltà presa la muraglia forzatamente d’ assalto , quel sito più alto vien dominata (AqidsgranaJ da c . e ‘ te , a tiro di mosebettos’ accostano alla muraglia; onde in a [ aver le artiglierie sopra le case. (Gr) Car. Leti, ined. Federico Savello da la muraglia di Siena ha tocco in una spalla , cc. (N) •* —* Piede della mur -Ssf la r ■ raglia dicesi La parte inferiore, uR- Davil. Stor. Attese a fa bhr’^u ^ del recinto d’una fortezzal Davil. Stor. Attese a fabm-ia' - i- F • . • . ._,«assa ie •fi leria coperta di legnami per poter sicuramente trapas 1 , condursi al piede della muraglia. (Gr) eirc 0 ’^‘ 3 — (Veter.) Quella parte dell'unghia del cavalle, c ” e yi.é il piede , e gli dà la forma. (A) s( i 0 1 ’ 0 Muraglione , Mu-ra-glid-ne. Sm. accr. di Muraglia. V £/ Accad. Cr. Mess. (A) stente” 11 Muraiola. (Bot.) Mu-raqò-la.A’/’. Specie d’ erba volga"'”’ ( triola. V. L,al, parietaria officinalis Lin. (A) (N) ch e rlt iiir Muraiolo. (St, Nat.) Mu-ra-jò-lo. Add. m. IH murogjj? ’j ie s & le mura ; ed è per lo più aggiunto di divèrsi uccelli , [ cano per le mura. (A), _. . _.^ nU a £ Murale , Mu-rà-le. Add. com. Di muro , Appartenen s3 \\p dicesi di fortificazione, di macchine, di artigliere , jì e 3 * offendere o difendere le mura d’una città, a differei ^ c h - f . N c Lai. muralis. Gr. tu x«os. Tass. Ger. 10. iC. macchina spinge, Penetreria per lo suo chiuso c " } . con tal valor s’ erano strette L’ audaci schiere . * on du sS ‘'"^ le . folto.®' Bemb.Stor.n, i 56 . Per una scala murale vi si Posto l'esercito con le artiglierie murali a batter^ e jla (Arche.) [Corona murale chiamavano i Roma* 11 ‘pr,C° l °[\ n vi della ritta ass€ilù^ l f -jjj’C r- W dl w .. efift a chi primo saliva sulle mura della città ass Tass. Ger. a. 65 . La gente , che pur dinanzi eccelso di murai corona. _ »• n) (Chir.) Calcoli murali chiamami taluni cale rl ai f u i{ . che rassomigliano “* fffZerfi^ i” ‘ 43 —* Indursi, Determinarsi. Passav.zoj ..Da volontà di ciascuno, quando c ordinata dalla diletta regione, si muove a quelle cose che si eon- vcngcno. (Pr) 44 — ’ Coisin'.iarc , detto per siwdtl. di cosa che ccntmua senza muniti d' ossalato di calce , che rassomigliano 1,1 . ro ffgùperJ lt: ’ 0 per te rugosità, e bernoccoli di cui è coverta tu ° } 0 , Le cS s ^° 4 —* (Bot.) Si dà pure questo nome atte piante c mura o lungo esse. (A. O.) , filtra Muramento , Mu-ra-mén-to. \_ Sm .] Il murare , « r aedificatio , cunstfuetio. Gr. eUeSafd# » c sopra le scalce v’è certo fraversdmento, ovvero ’du-ràn-te. Pari, di Murare. Che mura. Comm. Pane. forza GIKC- vuoi questi a c °stci murante la gran Cartagine arrivò Enea per V P t tad .i mare. (N) l^ Vl ‘ n a ^ ll-r ®' re *C^tt- e n.l Commettere insieme sassi o mattoni colla » Pffar muri ed edjicii. Rat. «edificare, struerc. Gr. 1 ^ lll iir/. l,|,Ti ‘ rT£ ' ! ' - (Da muro.') Bore. noi*. y 3 . 20. Calandrino , f P c > °hc noi reggiamo qui tante pietre ? riti ^ c °n cemento checchessia, Bene. Celi. Oref. 120. E i j Hi c ^ tl oni si hanno da murar per coltello con terra liquida mesco- c, Diatura , in cambio di calcina , oc. (V) pila t ( ,, ar . di mura, Rinchiudere. Cro/i/VieH. d'Amar. 122. Quelli / ^cnirt la v * feciono una chiesa, e inuraroglivi, e istdtonvi quat- K» 'f anni. * tiri po ^^ricare » Costruire. Bnrgh. Vose. Fior . 5:A\ Il che fece co! j f iVtei n C ^ Ur Vo S^ a cc - di murarvi accanto ec. un magnifico e, secondo ^ (PpjP 1 ? a f : at o palazzo. (V) % ìr^o’ 31111 d. detto di Nido o simile.] Tes. Br. 5 . ?> 4 - Questo nido ‘ * ^asciano d’ una erba che ha nome sacchiel. fa -'"do di città , luogo ec. vale Fortificarlo di mura dotìde per città forte , Minata per cittadella, e Muraglia jn r 1 ' d'una città. Jn questo sigilif. usasi d'ordinario come S'tiie 1 ■ 7 * 4 ' Ecce Atulantc murare la detta città di for- f c ^ maravigìiose pietre, Amet. 4 °- SÌ veggono ancora ll( *’atf le %uie della terra, che cc. al suono della cetcra d’Apollo ls . 8l *ue mura murata. Ricord. Malcsp. icfi. E delle pietre si Stà la città d’ oltr’ Arno.» Segr. Fior. E voglio mi basii t’au- ^ Viì , ^ domani, i quali nelle terre che volevano teucre con \ioJeu- 'J' * p, lUa var;o e non muravano. (Gr) fahl n .j care> Magai. Leu. Quando non lo vogliate , lo ven- r ' Hi ! ÌJi0 vicino die mura. (A) (| s$o ^‘dudere in luogo donde non s’ abbia da uscire : ed è modo u^'Jlr’ ^ ne Chiudere in carcere o in monastero di perpetua chili- E perchè i miei peccati sono poco meno che la uii- perciò cc. io voglio murar questa cornacchia, questo eor- H^^urare a cassa, ed è un modo di murare usato dagli an- (t * and ° da due lati alcune tavole per coltello , in tanta di - c l ua ttto volevano che fosse grosso il mi ir 0; in tanta altezza, (l 0 ^ ote vaii o che alzasse il primo ordine di esso mimo 'U. • Poi tli o (sfiT/ii/i . n dt nrtlmnn . fi-nml.nl/* 8 di calcina e ghiaja , o ili, calcina , frombole e cementi “ ‘ . Ili “ - ... » • . •» 1 » jl llSa S e sopra il primo ordine alzavano poli secondo, segui. C -ài n °- ÒIP ultima altezza della fabbrica, F .Gassa, §.ia.Mnldin.(fi) c Co c - es ' Murare a secco , e vale Murare senza calcina. [ V. A Si »fcl cosa poco durevole. [V. A secco, J. 3 , 5 .] &Sal- ftf'- -1. js. t. f Mwco'e a secco ; cioè senza presa o sla- • c Ccq . (m '° « secco sono sassi messi insieme senza calcina. E murare f * J u pl dire per {scherzo a dii mangia senza bere. (N) M T °, « ® 111 ischa zo si die ^ ^ lCf ‘ s i Murare una porta, una finestra o simili, e vale Turarne secco , 5 anche il Mangiare senza bere. [ K+ 3 , 2 ] là ii)/ ° n . Cu lcina e- mattoni o sassi. (A) ^ P*- 3$ Murarsi una casa e vale] Fabbricarsela per 1 Big* Egli in Mantova si murò e dipinse una cui suo uso. Borgh. K;> C n ' pass. Attaccarsi fortemente. •S'agg.nat. esp. * 5 d. Come ^ fi>. n 0 il «...1,. • ..r;*.. • •. ... ..dosale , si murali subito insieme, c s’nidurano come sasso, l'alìni'7aiNLl f)ant. Far* 18. 12 ?j\ Dentro al tempio (j, _ ir . U'si-, Rallorzai'sLl fJant. Far . 18. 123. t segni e ll ’ n ‘ ailili- y . * j^hr. • "furare - fh. facùixit. 4 C Ulll . Lati aedi tiriti et ' « 4 *P*»io / 1,4rt< ^*® falle di verno sono più durabili, perchè le piag- ni ‘Suaudote son cagione che la calcina fa miglior presa , urato in un forno : dicesi dt Chi si fa il male da se •K.rtu, 1 phì opera inconsideratamente. V. Forno, §. 3 . (N)' V (Gè"'lj ?,ìrare vele. F. Mura. (B) r '. (4 1 .^ ) ' ■ {' ai - M ; ira i um .(Ut. di Francia nel dipurt. del Cantal.(fi) ,] C. y v ?0 Mn-rà-ta. Sf. Cittadella , o Piate più forte d’essa » •'nj-' a »ig' j. rùlusessi in quella piante più alta della terra, die V «1 n) sulla murata gli fece dicapitare.lf caji. òp.ATandò lr ate 's' til Gava Bcria, e fanti a piè a Cesena, per assediare la donna llc ^ a murata c nella rocca.Z’ cap 64.W Capitano di Forlì S nelf’ Bosta la hastita alla rocca, e racchiusa la morite e’1 fi. l’-Wa..:. 11 * murata ila^ mc0 acchiusa la moglie inandò pel- soccorso a. niesser Bernabò. interiore della nave sopra la capata, Mu.',? . a H 1 ‘ da Murare. Lat. muratus.Cr; rirox«r/*‘* L’arte inuiatoria è ordinata per fin delta casa. E Ètic. 1. 4 2 * [Laltre cose tutte si mettono inatto, qual’è] nell*arte militare la vittoria? nell’arte maratona la casa? e simili e simili? Mi ; ft::no,i. * (Grog ) Mur-bò-gi .Ant. popoli della Spagna Tarragonese.(G ) Murchio. (Zool.) Mùr-chio. Sm, T. dei pescatori. Specie di ferraccia con lunghissima coda , ed ale come il pipistrello , da cui per al- tro è diverso. (A) Mura.* (Filol.) Add. m, pi. V. L. Agg. che i Romani davano a co- loro ì quali , per timore d’ essere obbligati a portare te anni , taglia- vansi il pollice. (Il lat» marci è dal celi, meitr dito, ed urchuv l’ atta del gettare.) (Mit) Murcia. * (Mit.) Mùr-cia. Dea della dappocaggine. ( Secondo- Pesto r murcidi cran detti dagli antichi Latini gli uomini ignoranti e dappochi. In cclt. morcousliet essere intormentito, assopito > stupefatto: e vien da mar dita , e cusg intormentito.) (Mit) * —* Soprannome dt Venere, dalla mollezza• che ispira, (Dall’cbr» morec.h mollezza , delicatezza. ) (Mit) 2 —* (Grog.) Sf. Provincia della Spugna con titolo di Regno. — Lat. Marcia Vergiiia. Città capitale di essa provincia. (G) Murcido , * Miu’-ci-do. Add- m. Pigro , Dappoco-, (V. l’etim. di mur* eia.) S. Agost. C.D. 4 • La dea Murcia ec. fa 1 ’ nomo , coma disse Pomponio , murcido , cioè mollo pigro , e non operante. (Y) MuRCiELAoos.*(Geog.) Mm-cie-lk-gos.Indiani della parte schioccale uellai Colwnbiu. (G) Murco. * N. pr. m. Lat. Murcus. ( Y. marcì. In cbr. maraq pulire r tergere. ) — Romano che si oppose al primo triumvirato .. — Stazio. Romano che. ù'ucidò Risone nel tempio di Vesta. (Mit) Morella, * Mu-rèl-Ia. Sf. ditti, di Muro, più comunemente dicesi Morello. Sacc. Run. Il mesto salta sopra una marcila, Chiama que’ luoghi e il sindaco risponde. (A) o —* Morelle o Morelle: Sorta di giuoco, che tnegliodicesi Piastrelle.(A)r Morello, Mit-rèMo.[Ym. dirti, di Miu’O.] Piccolo muroe forse quello che noi diciamo Muricciuolo, che è Quel muro che sporta iti fuori app,è della facciata della casa, fatto per uso di sedere , o per fortezza della parete . [Dicesi anche MmeWa Muretto , Murir.cio, Maricino.] Petr. Uovi, ili. Quelli montarono per le mut a, e per li morelli, per udire e per rispondere quello che’1 fatto richiedeva-. Murena,* Mu-rè-na. JSl. pr. m. Lat. Murena. (In lai. nmraenu specie, di pesce.) —* Luogotenente di Siila. — Romano tumdannato- a morte per aver cospirato cantra Augusto. (B) (Mit) — * (Arche.) Soprannome della famiglia Licinia. (O)- Murena. (Zaal.)lSf Genere- di pesci della divisione degli apodt,a corpo serpentiforme liscio e scorrevole. La loro più comune specie è l’anguilla comune. I Latini davano questo nome■ alla lampreda 1 , pesce caro- appo loro, che facevano ingrassare ne’ vivai.. —, Morena, sin,] Lat. muraena. Gr. a; immaenoides.. (D* murena raim iua, e idos somisfliairza. ) Genere di pesci della divisione de’ giugulari , da Lacipéde sud»tifo con Feline specie chi e- rano state inconveniente mente collocate fra le olenme y e cosi duuo~ minate dalla loro grande conformità cotte murene.- (Aq) Miikf.t. * (Grog-) Mat- Miu’clliun. Culti di broncia, nel dipartimento• dell’ Alla Garnnna. (G) Moretto, Mu-rtt-to. [Sm. dini* di Muro./". MurelTo. 17 -^/cco? muro.Lat. parvus raurus. Gr. rufiùv. Bocc. twv. t 5 -, 21. Salito sopra un muretto che quel cbiassoliuo- dalla stradai ehiiu.lcva, e nella, via disceso.,, ^11’ della casa se ir’ acidò>. Qi 4 7 8 3VIURGANZIA Murra tizia. * (Geog.) Mur-gàn-zi-a. Lat. Murgantia. Antica città d'Italia , nel SMinio. (G) MunGEN.zio.*(Gcog.)Mur'gèn-zi-o.£at.MurgentitJin..^ni.c/£.rao:SÌgeiKito il Clorico. (A. O.) Muricalcite. .Min.) Mu-ri-cal-ci-te. Sf. Calce carbauatica lentapicriie^ così nominata da Ktrjvan. (Boss) Murtcato. (St. Nat.) Mu-ri-rà-to. Add.m. Fatto a spine resistenti.Lat. muricatus. (A) Muriccia, Mu-rìc-cia. [Sf. 3 fonte di sassi 9 altrimenti detto Macia,Rovinaccio, ] Mora. — , Moriccia , sin. (V. mora. Negli ant. glossarii muricns pietre. V. il BuUct.) Frane. A aedi. nov. 53. V’erano de’muri a secco , e certe muricce di sassi rovinati. Muriccio , Mu-rìc-cio. Sm. Marcito. Salvin. Odiss. Intese II divo U- Hs$e, e della casa uscio Fuori del gran muricelo della stalla. (A) Muricciolo, Mu-ric-ciò lo.«y«i.fltow.//iMuriccio. F. e rfrMuricciuolo.(A) MuiifCciOLoiiB , Mu-ric-cio-ló ne. Sm. accr. di. Muricciolo; ma non si direbbe fuor di quelli che sono fatti per difesa di fondamenti , o di cosa fatta in grande , a similitudine di muricciolo. Taig. Fiavg. Acquidotto fatto di calcistruzzo c mattoni in forma d’ un gran nm- ricciolone. (A) Mur.iccfTJOLo, Mu-rir-ciuò-lo.[«S'm. dim. di Muro. Lo stesso che"} Morello. F. [E più propriamente dicasi di que'Banchi di fabbrica, ove si vendono libri o cose, vecchie .] -—, Muricciolo, Moricciuolo, sin. Lat. sedile iapideum, saxeum, mannoreum, lateritium. Fin Pag. i 35 . Vennero sopra un prati Ho» che è tutto di muricciuoli di terra cotta attorniato. Lib. son. 8-j. Qui non è muricciuoli ; Seuza riposo è questa gente vana. Alleg. 3*5. Al principio dell’ alpe un lucgliicciuoio , Che anticamente fu grossa badia , Or e tre case intorno a un muricciuwlo. r> Prone. 'Sctcch nov. 20. Ed avendo un sasso in mano, s’ accostò dietro a Guido al imiricciuolo o panca, tenendo in su essa la mano col detto sasso. (V) a —* Sedile in generale Buonar.Fas. ant. vetr.101. Furono queste cattedre, o troni, colfocati in cima delle medesime tribune alquanto più alti de* muricciuoli , o sedili, che le circondavano, fatti per i preti. (N) Murice. (Zool ) Mù-vi-ce. A’esi. com. Genere di conchiglie marine univalvi ì feconde di un liquor rosseggiante, con cui dogli antichi si tingevano le lune , come oggi si tingono cotta cocciniglia. Il Murice è aculcato, mucronato , occhiuto , piramidato , rostrato , triangolare , ventricoso , ec. Lat. mure*. Gr. «oy^uA.iop. (In ar. ehmev , in illir. rwnen rosso.) (A) (N) 2 —* (Milit.) Murice ferreo. Antica macchina militare per attraversare la strada al nemico. Facevasene anche di bronzo , ma adora chùt- mavast Tribolo. Erano quattro punte eguali , lunghe diciatto pollici, fuse e legate con un globo del diametro di sette lutee , e disposte in modo che , in qualunque verso fossero gittate o si lasciassero cadere, tre dì quelle punte servivano sempre d'appoggio ad una che rimaneva perpendicolarmente in alto , e produceva Vejfetto che atlendevusi da tale arma difensiva. (Mit) Muriciko, Mu-ri-cì-no. Sm. dim. di Muro. F. Muretto. Bai din. Voc. Dis. alla v. Ventier*. (A) Murigeno. * (Chim.) Mu-rì-gcno. Sm. Sostanza verdegiallastra , che combinata coll'ossigeno forma l'acido muriatico. Chiamasi anche Moria e Clomia. (0) Murileguli. * (Filol.) Mu-ri-lc-gu-li. Add. e sm. pi. Pescatori impiegati a raccogliere i murici , da’ quali lì aevasi hi porpora. (Dal lat. murex murice, e lego io scelgo.) (Mit) Muritta* * Mù-nt'ta. N. pr. m. Lui. Muritta. (Dall'ar. mura-et dar consiglio.) (B) Murra. (Min,) Sf Sorta di gnesia, che serve a far macine dnolio^d'onde ha tratto il suo nome. (In lat. arnurcafm gr. amorge morchia.)(A) Murri. * (Mns.) Sm. Componimento per cembalo, fuor d' uso , in cu i il basso consisteva totalmente in ottave rotte. (L) Mormorare,* Mur-mu-rà-rc. sìu. e n. F. A . F. e di’ Mormorare. Gr. S. Gir. 22. La, colomba si ha nove vertudi, ciò ch’ella si munnura (un altro testo legge gcmisce , e utr altro piange) , e sceglie lo piò Bello grano/ (V) 1 MuRMURAzioiyE , • Mur-mu-ra-zió-iic. ST. F* A.F. e di Mormorazione. Fit. S. Gir. 35 . Ivi non è ambi/ione, nè murmurazione , nè detrazione , ne irrisione. (V) Murmurc ^Mur-mu-i-e. Sm, F. L. e pool. Lo stesso che Mormorio. F « —, Mormore, «Vi, iUaccheti. Lncr. hb. 6. v, 2p3. Entrali rabbiosi MURO venti, e con tremendo Murmurc d’ Ar. Fur. 3 i. 5 . Questa è la cruda ogn’ intorno ivi racchiusi ^ va Ar. r tir. 31 . J. Questa e la cruda avvelenata piaga, A cll j. sa| r.i. p liquor, non vale impiastro, Nè murmurc, nè imm a S* n . c ( . aS od , ^2. 8o. Onde con grato mmmiire cadea L’acqua di fuore i" y ^ p(f . basirò. E Cent. Giunt. 5 . 28. Perciò s’affretta con la , urmu rC r nn»' Di vincer la durezza de’ demòni , E con orrendo ran Preghi, minacce , e gran scongiurazioni. (A) (B) (P e ) „ f! Mono. [Sm. PI. Muri ni. , e più comunem. Mura fém. della fabbrica eh’ è composta dii sassi o mattoni commessi c l’ima sopra l'altro ordinatamente. Lat. murus , paries. ^jun* 0 /lece. nov. 24. 12. Nè da altro era da quella diviso , c ” c j C fa s^j tilissimo muro. Pclr. irai. 27 8. Qual per tronco o per muro e ‘ ^,11,' E cniiz.11 ■ 3 . L’ antiche mura, che ancor teme, ed ama, , [essi^V mondo.Pace. lelt. Pr.S.dp.3i2. Mandò insino in Francia V e p llfl ip ^ che facessimo le veste delle mura distinte d’imagini. D t!l ' $ 26- Le belle mura della città furono dirupiuate. 'E2-4 1 - | c bc c .|)i le mura fino a S. Piero Maggiore.» Dani.Inf.2'i.tlon 1 l,cl u cil* a a Tebe giù da’muri. M. f r . lib. m. cnp. 3 *f. Fortificai' 0 n')^, muri , di fossi , di steccati , e di cittadinesca guardia , ec ' din. Coc. Dis. XJsansi fare i muri in modo che nell' a e'' ;l s a i s i: é scano a proporzione in grossezza; e quella parte che i' nn,e „to i a esce del terreno, d’ ordinario si fa più sottile del f on ^ aI ^i C I ] J e2 j0 !s} tà ; si va assottigliando ordine per ordine, avvertendo che di^i* muro nella piu alta parte batta a piombo col mezzodei 111111° pecv f -!, 3 — * Amicata, nel pi fu usato Mure per Mura o «».n.2.Che alcuno non dovesse passare le mure di Piom a cC fl iire “ l S. Grep. 2. 2Ò2. Per negligenza sono presi dentro afte 1 ,, città. (Pr - ) , % 3 — Dicest Muro a secco il Muro fabbricato senza c® .[[,1 ' si , V» 1 maceries. Gr. Spiyx.hv. Frane. Sacch. non. 53 . Ne veW ,e .. sua, ed appiè d’ un muro a secco , che cingea la vigna e ? ’ e di»’ sono. E appresso-, V’erano de’muri a secco, e certe in' 111 |j c oaV rovinati. » li non. Tane. 5. 7. O e’non c’è egli : Gli *, 'pt per istar duo di A far un tirar a secco a Tali Bucrglb “ ' j(o ** nnt. itti: Mur a secco , muro senza calcina , che molte di siepe. Lat. maceria. (N) _ ssofj 1- 4 —Dicesi Muro soprammattone il Muro di mattoni, un mattone. Lat. paries , murus. Gr. rtì^oc. Frane. La notte stando con lui ’n una medesima casa , e in ul J a 3, <*' muro soprammattone allato alla sua , ec. Buon. Eie)'- , if per tramezzo un mur soprammattone. .fiFf 5 — * Dicesi Muro maestro il Mitro principale di U<1 . c jttt° K — * Dicesi Muro crociato il Muro imbrattato e scon‘Pf :*2‘ ■eb^ 1 chi si suol dipignere delle croci ne' muri dove si vorrei che si facesse bruttura. (A) belif‘il^ 7 —* Dicesi Muro ben murato, o ben secco, il è d sCl> V calo e lavorato , o piuttosto quello che ha fatto presa e j [0 s2 j^ti al contrario di Muro fresco. Maral. S. Greg. 8, 34 - V a ’t 0 . 1“ che sia |>iù forte , che un muro ben grosso e ben ro 01 f0 cW ' \,* chiamasi muro fresco , e non l'asciutto dall’umore, il n> ' J - ni®’ L ( jr c fatica può essere cacciato a terra; all'incontro chiai»' 1 £rih il secco , il muro che diventa duro contea ogni percossa 0 ^ ,j.\! spezza ogni cosa che lo urti. (V) . i!-’’ 8 — * Dicesi Lincadi muro la Din'ttiiradelmurn. ( -tf 9 — * Diconsi Muri di faccia, quelli dima casa che / te \& le strade , corti , giardini ed altri luoghi esterni} M 11 * 1 .... ■ • ,fU< c parano due fondi e sono costruiti a spese comuni Cte l U‘ ,lìl ‘'Fs essi ; Muri di cinta , quelli che chiudono una corte ■ “' P c lt( s nè sostengono venni edificio ; Muri di terrazza , < l“ e iJltJ tr<, \it ^ gono terre che s' innalzano molto più da un lato che d ^ li A’ appoggio , que’ muri bassi , che servono di parap ctw iiii 1 ’^! razza , ad una finestra o simile. (D. T.) O oo \ 4 \ 2 — Fig. [Difesa , Riparo.] Dant. Par. 32 . 20. Que s * ;e ,? FisK A che si pavion le sacre scalee. Guid. G. zoo. E continuo muco all'incontra , mortalmente ofreiidcn^ 0 ! 1 '.^^'^ 1. ig. Lo segno della croce ec. a noi Cristiani è lllur0 . D ica e „ ( ;jliN 3 — (Ostacolo , Impedimento.) Pclr. son , fò- Tva ^ ^ ‘fir qual muro è messo ? » Eant.P11rg.2y. Or vedi, ? p(P lte ^ e tc è questo muro, f Cioè , son le fiamme , ver Cli fdf passare onde giugnere alla sua Beatrice.J (Br) t t ^ — Abituro , Stanza. Lat. domicilimi!. Gr. juOS 7 6. Le mura che solcano esser badia , Fatte sono sp‘ e #et 10. ’ Iuniva it. rinè U lYlOVVdsteni usati , che s ° lca gjjfP niif Co’ii’ e ‘ rito al fi' ur° : . pìf ivi : Le mura ec. , cioè di monaci lìgliuoli obedienti a’ padri loro. 2 —. * Onde Le sacre mura , per Monastei'o e simili. (A) — * Col v. Battere: Battere il capo nel muro < rarsi. F. Capo, §. 26. (N) , . — * Col i>. Dare : Dar del capo nei muro o > ie 111 F■ Dare capo, §■ 5 . (N) c /u''!^ a l"v/ 7 — [Col v. Dire:] Dire al muro, fig. = Parlare ■ « Lai* cancro surdis. Beni. Ori 1. 25 . 56 - E fu appouio_ li'fc — [Col v. Essere:] Essere o Stare a muro a nv -'f° fi^ifs^ ^,|C, c d’ abitazione , Stare allato , accanto , d‘ abitavf" palila 11 ^ tra con muraglia comune. Geli. Sport. 5. 5. Mn' (ili'. / sta a casa allato, a Ghirigoro a muro a muro. p uS cio c 1 F*' — [Col v. Stringere:] Stringere [o Serrani f.., n po ‘'F ^ Fiolentare alcuno a risolversi , non gli dando " Serrare , Stringere e ] Uscio. ,. n]U1 -o ^ i —■ Col v. Trovare: Trovarsi tra l'uscio e fare da tutte le bande. F. Uscio. (O) „ MURO r o a A mut, ° a muro , dicesi di casa contigua ad altra. F. A mu- |J -'*» jp lro > e V- §. g.) Mu-ro-è-Ia. Antica città dell'Alta Pannonia. (G) (a’ C o ^ Giuli della Russia europea. (G) j* Al ]che.) Sf. Sorta di pietra preziosa, di cui gli antichi facevan ferite biCc hieri da bere. Lai. murra, murrha. Salvia. Callim Molle- %a s j j 11011 lui d’ unguenti aspersa j Fatta sposa però di nulle poi ? So j lUi ' ra odorosa andavo altiera. Magai. Lek. Vasi degli antichi di creta , ma di cristallo ., di murra e di gioie, che iX., 0 » 0 potuto farmi giuoco. (A) , (Geog.) Wur-rà ni. Amichi popoli deli Asia propria. (G) r-rà-no. N. pt\ m. Lai. Murranus. (Dai ceit. mor grande, u% 0( * un puro, verace.) — Uno della stirpe de' re del Lazio, precipitò dal suo carro. (B) (Mit) ? Vi 'nò ^; c ^ ,e -) Mur-rì-na. Sy Antica bevanda dolcissima; composta il Questa aromi. (Dal lat. myrvha ch’era imo degl’ ingredienti ). bevanda. In ai . murra è anche una specie di vino.) (O) ^e il0 ’ .(Arche.) Mur-ri no. Add. m. di Murra. I vasi murrini erano *jOii è l ^ 0,na ni preziosi per forma , lucidezza e trasparenza ; ma ^ u ^c t 6)1 1ìoto c l ua ^ ne fosse la materia : si credono dì una specie U ì ° di w,a 1 } i etra appartenente al genere onice , o dì por - f ^ht*c j C ven iva dall' India. Primo gli addusse Pompeo vincitore J% { l date. di Egiziani ne facevano molti de’ falsi, e di questa N*) ^ n ° z piu de sussistenti : f veri sono quasi tutti periti. f\.niur- M Geli. i tanto decantati ed ancor dubbiosi vasi murrini avcssero acquistata grazia e odore , crederei ec. (A) (Mit) V^uin ftARn - * (Arche.) Mur-ro*ba-trà*ri i. Add. esm.pl. F. L.Pi'o- *% Uh. * (Geog.) Città dell' Indostan inglese. (G) ùsA * (Geog.) Mur-sèila , Min-cella. Antica città della Patino- ^>-'ìr e - ( G ) , . , J , lo, « (Geog ) Mùr-si-a, Morsa Ani. cittadella Bassa Pannonia.(G') l *tì 4 ,(Geog.) Mùr-si-o. Lat. Mursium. Ani. cit. della Jonia. (G) ’ >,(Mit.) Mur-tè-a , Murtia. Soprannome di tenere, preso dal e, "a a lei socio. (Mit) * (Lett.) Mur-to-lè-i-de. Sf. Titolo di una raccolta di so- foN ‘edacissimi del car. Marini conno Gaspure Murlola , che Nl 0s lo aveva provocalo. (O) C 'ha I- * (Geog.) Mu-ru-lón-gi. Popolazione di Betjuani nella Ca- ?>. ln, ~ llo u i j lt E} ‘ y^yiorn,, al Lilakn. (G) i' 0 il r ' (Geog.) Mu-ru-sù-ra. Sf. Paese delt interno dell'Africa, letjj °uomotapa ed il Benguela. (G) ^ * (Geog.) Mur vic-dro , Morviedro. Lat. Muri Vetercs. Città jjGj.t;,. ("g'm nella provincia di Valenza, anticamente Sagunto. (G) A.. (Geog ) Città della Barberia , capitale del Fetzan. (G) Ge/ t ^ d.) [Sf.V. G.] Nome di deità proposta [alle belleartied alle •‘ e di > Muse dicevansi figlie del Cielo , o più comunemente , G* c„/. G/ove e di Mnemosinc. Da prima se ne noverarono tre, il | llC e A°1 Vem,e Situilo in Grecia dagli Aloidi, cioè Meleto, Mne- ; c ò y tl ie vu i e a ( [ lre Meditazione, Memoria e Cauto. Piero poi ne Wto a nove in onore delle sue figlie , introducendone il n Beozia , ma le altre sei falerno al tutto immaginarie. Beco ut/ 1 ' 1 e ^ e P re *edeva alla storia; Euterpe, alla musica ; Gote, ? c ommediai Melpomene, alla tragedia; Tersicore, alla danza-, f'I e amorosi-, Voliunia, alla retorica-, Urania, all’ astrono- U | C)is „n.. -- //' lar luoghi.] Lat. musa. Gr. hi, nì“ poesia epica. V■ a’l r^ Vl, 51 !" ^r- musar disciplina, erudizione. ) Bocc. g. y P • 5. ^ arc ^ saviamente a starmi colle Muse in Parnaso. 1 '•intn.Ii 2 ' 9 ; Minerva spira, c conducemi Apollo , E nuove Muse r 3 , Str J? n 1’Orse. . ycco i soprannomi dati alle Muse : Aganippidi, Aonidi , (Mi 0 rii. a stali-oo l'nmltru . «ot.) A" a, tf. 1 tenere di MUSAICO monoecìa, e da' moderni alla classe pentandrìa monogenia; tipo della famiglia cui dà il nome j caratterizzato ne fìort ermafr< diti,dalla corólla dipetala, col petalo superiore eretto cinquedentato e Vinyeriore neltarifc- ro intatto, cogli stami abortivi ; e ne'fiori maschi dalla coitila monópe «. ta'a bifida, lo stimma quasi bìfido, un rudere diluì sesto stame, ed una bacca polisperma.- La. sua specie più nobile è quella conosciuta sotto il nome di Musa paradisiaca: Pianta, che ha la radice bislunga, bulbosa, fibrosa ; lo stelo arboreo , poco consistente , cilìndrico , semplice ; le foghe accartocciate nella gioventù , quindi distese vrizzontulniènfe , grandissime, nervose , di un verde delicato e lucido a guisa di liti drappo di seta ; i fiori a spiga ; i frutti numerosi intorno ad un asse , alquanto gialli , della lunghezza di un palmo, ripieni di una polpa midoliosa, che abbonda di un sugo agio-dolce modo piacevole. fiorisce dall Ottobre all Aprile } ed è indigena ne' climi caldi delle due Indie e dell* Affrica* l frutti di questa specie di Musa a frutto lungo e di quelli della Musa a frutto corto (musa sapientuin) chiamansi anche Muse, 0 piuttosto Banani 0 Fichi banani. 1 primi sono farinosi , zuccherosi , di sapore grato ; si mangiano crudi, cotti ed iti mille guise preparali. I secondi hanno una certa polpa fresca , delicata e fondente , e mungiansi sempre ciudi. Nelle Indie se ne fa ginn consumo ; e sono colà molto ricercati datili abitanti , e specialmente da quelli di razza africana . (Gali) (0) (N) a — Specie dì mela j [ 0 forse 11 frutto della musa paradisiaca o d'attiri musa.'] Morg. 25. 2p3 Rinaldo un pome, che sì chiama mnsa f Ad un bulion , che gli pareva sciocco , Trasse , e con esso la bocca gli ha chiusa. Musa. * N.pr. f. ( V.musa mit. In celt. mus bello, piacevole.) —• Re- guia di Bitinta , figlia di Nicomede IH. (0) 2 — * (Arche.) Soprannome della famìglia Pomponia. Onde Antonio Musa chiamossi quel Liberto di detta famiglile, celebre medico ro* mano , che risanò Augusto da una malattìa di fegato , e ne ottenne insigni favori . (Mit) 3 — * (Geog ) Monte , Valle e antico boiga dell* Arabia. (G) Musa.* Sf. U. A. che sembra una cointzione di Muso. Frane . Sacch. Battagl. Uecch.2.12. E fitto ave il destrier lino a la musa Noi sangue di cotanto vii podere. (N) 2 — {Onde fu detto ] Stare alla musa per Musare. Lat . cunctari, haerere. Gr. (xìhXtiv. ( In celt. musai arrestarsi. Indi il frane, ant. masagc ritardo, e musare, detto in lat. barb .musardus ozioso, scioperato. Indi pure il ted. masse ozio, agio, tempo : onde stare alla musa è stare in ozio , essere nella inazione. Anche in ingl. to aniuse vai trattenere, tenere a bada.) Frane. Sacch. nov. 186. Venne alio mani di certi che se Tebbono come ella fu cotta fi' ocaJ, e colui, di cui eli’ era , si stette alla musa la sera d’Ognissanti. Musacchino. (Milit.) Mu-sac-chì-nò. [V/n. Ornamento dell' antica arma- tuia del braccio , cioè quella parte dello spallaccio fatta a foggia di muso di lione , di cane e simili aninudi .] Filoc. 2. 278. E poich'egli ebbe armate lo braccia di bolli bracciali e musacchiui, gli foce cigner la celestiale spada. Musaccia, Mu-sàc-cia. Sf. pegg. di Musa. Late, rim part. i.pag.to^. Ond ho preso partito Di mutar vita , e fuggir il romore . • K quelle traditore Musacce abbandonar , vili e dappoche , ec. (B) Musagete. * (Mit.) Mu-sa-go-te. Soprannome di Apollo,peivhè sovente Veniva ixippresentato in compagnia delle Muse. —, Musagete, sin.- (In gr. musa musa , e agetes conduttore , capitano.) (Mit) Salvia. Gas. 18. Perciò negl’inni d'Orfeo presidente dello Muse Apollo si celebra, Musagete , cioè guida-muse. (N) •a — * Sopmnnome di Ercole , perchè purgando la tetra da' mostri, procurava riposo alle Muse, (Mit) Musagori. * (Geog.) Mu-sa-gò ri. Nome comune dato dagli antichi a tre isole vicino a quella di Creta. (G) Mosaicista. * (B. A.) Mu-sa-i-cì-sta. Add. e sost. com. Chi lavora di musaico . F. di reg. Fazio degli Uberti disse Musaico. Fi) (P) Musaico. (B. A ) Mu-sà-i-co. [Sm PL Musaici e Musaicbi. Rappresentazione di oggetti, fatta con p zzuoli spianati dì pietre o ai Vetri , di varii colori, commessi insieme in modo di produire l eff’Uo d una pittura.] —, Mosaico, sin. Lat. musivum , S.Ag. emblema, Bud', opus tessellatum. Gr. (Il lat. musivum vuoisi cosi detto , perchè di sirinli opero faceasi m?Uo uso ne’ musei. V. museo. In ar. mu-ejjen è lo stesso che il lat. tessellatus.) G-F. 12 3 E guastava le pinture dentro , e storie del musaico. Dittam. 5. 3. E pensa,s’hai veduto e posto cura , Qjando il musaico con vetri dipinti Adorna e compon la sua lìgura, ec. » {Nell'es. del Dittam V ediz. di Fette- zia 1820 ha : .... Adorna e compon ben la sua figura. ) (B) ( Ma qui musaico significa piuttosto musaicista.) (P) Ar. Fur. 4 -- 7 q. Sotto un arco poi s’entra, ove misture Di bel musaico ingannali l’occhio molto. (Pe) Salv. Avvert. 2. 1. 1O. Ci ha nondunaàco di questi nomi chi mostra , che comune abbia l’ una e l’ altra ternu- nazione, come ritropiehi e ritropigi , musaicbi e musaici e $ altri per la ventura se ne trovasse de’ simighant:. Borgh. Ortg. fir. óoS. Nel cortile del vescovado cavando.?! sou già molti anni, si t.Ovò uh pavimento tutto di marmi porfidi e serpentini, ed altre tìnUsmu pietre , che comunemente si chiamano musaico. (V) Baldui. f oc.Dis. Musaico. Sorta di pittura la più durevole che m trovi, essendo che, J 11 a ?• .1 _ 1 _ 01 /»/■»»» ■:!! ITI:» c..,.. ' JJj, I - V.UIIIIV, ,'Ul, Illuni» ■IIIM.OUII J fede fn a ,° Poesia .Dam.Par.i 5 . Sì pia l’ombra d’Anchìse si porse K"* 116 sar .ri' iloslra maggior musa) fVirsdio.J E ,8. Si eh’ ogni M'LLh ” e °l' ima - Comm. Dani. Par. >ó\ Ogni musa, cioè ogni I v, ."'ii'abil 60 assai a dire. (Br) Ar. Eur. io. i. Le donne antique han- pj&‘ lUs.V < cos< - Patto nell’ armi, e nelle sacre muse. (N) Gli st tr ‘‘ me '. i0 [musicale da Jiato ,] Lat. tibia. Gr. av\o s.Sen. . <«n„_ riunenti 5 i ccon j e souo muse , corde e organi \ non ap- piante da Linneo riportata aUa-classe poligoniia pezzuoliu,_ . . . . va 1’ oro, usasi di dorare i medesimi vetri ec. a luoco. Si counu ttono sopra stucco forte, composto di misture di verse, le quali col tempo lo fanno indurire , che 1 opera, per cosi dire, non ba inai line*. (A) 3 — Ili - fisi Musaico di rilievo , Un accomodato componimento di vetri, pietre e nicchi di vane sorte, col (joule jier lo più s’adornano grotte e fontane. Baldtn. (Il) S —. 'Dicesi Musaica rustico, Quello che usasi dagli architetti pur 4< MUSAICO M USCOLh GGI AMEN TO adornamento delle fontane di giardini ; ed è un lavoro fatto di piccoli pezzi di colature di mattoni disfatti , per esseiv stati troppo cotti nella fornace, e delle colature di vetro , che sì fanno quando accade che nel fondersi scoppia alcuno de vasi che lo contengono. Questi si commettono con bell' ordine nello stucco, e fatinosene figure, animali , e altro. Si fa ancora un altro musaico rustico con pezzetti- di marmo di più colori , appropriati alle cose che si vogliono rappresentare ; o d’ alcune piccole frombolate di più colori , simigliantis- sime alla ghiaja. Baldin . (B) 4 —* Dice si Musaico di vetri colorati, Una sorta di pittura che si fa , mettendo insieme vetri di più colori, unendogli fra loro con piombi accanatati da agni banda : servono per finestre da chiese e palagi. Baldin . Foc. Dis. (N) 5 -— liti modo avverb. A musaico srz/n forma di musaico e si unisce pei' lo più co’verbi Fare , Lavorare e simili.) Red. Oss.ani 1 3 7 . Belle quali f glanduleJ è lavorata a musaico non solamente la volta della caverna , ma ancora tutte le pareti , ed i fianchi, ed il pavi» mento. (Qui per similit.J 6 —* Fu detto anche Musaico di legname la Tarsia . F. Tarsia. Baldin. Uve. Dis. (A) 3 — Usato a maniera et add. Quid. G. Lo spazzo ec. era distinto in diversi colori d* opera musaica. Musaico. Add. m. Anticamente usato come derivante da Musa; onde Lavoro, o Legame musaico, Arte musaica, cioè Poesìa. Daut. Cono. 6/f. E però sappia ciascuno, che nulla cosa , per legame musaico armonizzata, si può della sua loquela in altra trasmutare, sanza rompere tutta sua dolcezza e armonia. (V) Musala.* (Gcog.) Mu-sà la.. Is. della Russia eur. nel golfo di Filandia.(fi) Musaragfo.* (Zool.) Mu-sa-rà-gno. Am. F. G. Lat. sorex araneus. (Da mys sorcio, e arachne ragno.) Specie di mammifero del genere, de' sorci , ordine de’ carnivori , famiglia degl' insettivori ; è grigio con coda quadrata lunga quanto il corpo. Si crede che colla sua morsicatura ptridnca una malattia a’ cavalli , ma ciò è falso. Hanno il corpo coperto di folti e fini peli , coda assai lunga ., grossezza d' un sorcio , muso ed occhi piccoli di talpa; grande distruttore di ragni e d’ altri insetti. 1 gatti ammazzano questo animale , e non lo mangiano per avere un odor disgustevole. —, Museragnolo, sin. (Aq)(N) Musarco, Mu-sàr-do.^eW.[e sm.)Che musa, Che sta musando. [Detto anche Muso e Musorno.] (Y. musa in senso di trattenimento.) Tratt.pecc. mori. Donne e donzelle ec., che sovente si parano e s’apparecchiano più contamente e più disonestamente per far musare, e badare i musardi. Musarna.* (Geog.) Mu-sàr-na. Antica città della Gedrosia. (G) Musarsi. * (Grog.) Mu-sàr-ni. Sm. pi. Popoli della Gedrosia presso L A vaco sia. (G) Musare, Mu-sà-re. [N. «sa.] Stare oziosamente a guisa di stupido[e volgarmente questa v, vuoisi tratta per ) metafoia dall' atto che fanno le bestie quando per difetto di pasciona , o per istanchezza, o per rnalsaida , o altra cagione , si stanno stupidamente col muso levato, lat. cunctari, haerere , iremo rari. Gr. piwtiv. (fa .musa. §. 2 .) Liv.M. Ci ha fatto assembrare lungi dalle nostre abitazioni , c musai* tutto dì. Dant. Inf. 28. fa. Ma tu chi se’, che ’n sullo scoglio muse? Sen. Pist. Mentreché noi musiamo , ella se ne corre oltre. Farch . Suoc. 3. f Ve’ s’ e’ si spaccia! che stai tu costì a musare?.# Ureo!. 66. Non mi pare che egli abbia quella proprietà clic ha il nostro musare , che viene da muso , cioè viso o Yolto ec. , onde noi , quando alcuno maravigliando e tacendo ci guarda fisamente col viso levato in su , e col mento che sporti iu fuora , e pare che voglia colla bocca favellare, e non favella , diciamo : che musi tu ? o : che sta colui a musare ? Musata , Mu-sà-ta. [&f.) Atto fatto col muso per mostrare dispiacere. Car. Ictt. 2 . 6. Che almeno la fatica d’averle procacciate non meriti una musata , se non un gran mercè. Muscari. (Bot.) Mù-sca.-ri,Sm.Specie di un giacinto che sì coltiva per cagione del suo odore muschiato , il quale partecipa del garofano. Dit esi anche Muschio e Musco greco, e dal Mauioli è detto Bulbo Yomitorio. Lat.. byacinihus muscari. (À) Muscària.* (Geog.) Mu-soà-ri-a.-^/if. città della Spagna Tarì'agonese.{ G) Muscario. * (Mit.) Mu-scà-ri-o. Soprannome di Giove. Lo stesso che Apomio. V. (Mit) Moscato, Mu-scà-to. Add. [m. F. A. F. e di’) Muschiato. Cr.8.6. 3 . Anche è un modo , per lo quale si fa 1’ uva triaca , ovvero mu- scata , o garofanala, Folg. Mes. La trifera muscata , d’invenzione di Alcarizi , è medicina provata. Muschiato, Mu-schià-to. Add. m.Che ha mescolanza del muschio, Che ha odore di muschio. [Clic ha infuso del muschio.) —,Muscato, Moscadato , Musi iato, sin.» Fag . tom. 3. Comm. 1 . att. 1 . se. g. Co- tesla scatolina vi piace, vo’ giocare, più che se fusse piena di pasticche muschiate, ec. Battagl. ann. 10 ^ 9 . 7 . Berg . (Min) Muschigtto. * (Bot.) Mu-schiét-to. Sm. 'Nome volgare del fiore che dicesi Ambretta. F. Ambretta, 5* 2 - (N) Muschio. (St. Nat. e Med.) Mù-sc.bio. [ Sm. Sostanza, particolare segregata in una specie di borsa di due in tre pollici che un mammifero dell’ordine de ruminanti senza corna, detto monsebus mosebiferus, il quale vive nel Tibet, nella Gran Tarlarla , China e Siberia, porta sotto al basso ventre innanzi al prepuzio ; lo ha soltanto il maschio. È in grumi solidi untuosi al tatto , color bruno cupo con tinta di rosso che sembra sangue coagulato e disseccalo , sapore alquanto amaro e sgrato , odore molto diffusibile. tf composto di acqua , ammoniaca , stearina , oleina , gelatina . fibrina , albumina , olio volatile , acido indeterminato, materia carbonata, sali a base di ammoniaca , di potassa e di calce ; brucia rapidamente con fiamma bianca} è stimolante diffusivo. E adoperato in medicina, e nell’arte del profumiere. Usasi anche il Muschio artifìziale, ed è un precipitato resinoso di color giallo, che sa di muschio , e s'ottiene col versare a poco poco acido nitrico Jit- mante in suicidio di succino purgato.È di forza assai in f erl01 ^ j uS coì muschio. In questo signif. gli antichi dissero anche Moscolo e)^ er j. [ma non è da imitarsi.) Lat.. moschus. Gr. gócxos.fa'fa ^ fifa’ mishcmus k, in coll, musge musq, in islavo moscaio ec.)Yer«-‘j ° (j ^ e noi' Abbondano e d’altri odori, e principalmente del muschio (d e 9 * trovo menzione alcuna appresso gli scrittori nè Latini nè ^ bada alcune fiere che hanno effigie di golpe ammazzata a mi stonate , dipòi putrefatte. » Red. nel Diz. di A . Pasta. f soscrivo, che i ìattovarii jacinlini e alclicrmes in bosì , lisci o scabri. ' ’ ’ ’" n ? " li ' IJ urna è sostenuta da un Pfa c, ^°i>Jiet' IIll . l 'oO J o carpoforo ; l'interna membrana di essa è sottilissima}- Jic? sl fat tìlaginosa , e la sua base talora ingrossata forma ciò c ‘ j e [l ^ ft fisi. Allo schiudersi del coperchio si trova C imboccata, c (iìii sit ^,y che in (deuni generi è nuda., ma nella maggior P arie // una o due serie di denti o ciglia, dal cui insieme s01 ?- 0 * V fiti fé mio. In questo sìgnif. gli antichi dissero anche) e da imitarsi.) Menz. rim. 1 . ig4' Chi vide sotto d P lU Kicoprirsi di musco alpestre sasso? a —* Dìcesi Musco o Musco catartico il LJchem fiiid 1 ^ , 3 — Dicesi Musco o Musco greco, Quella specie (R o . m chiamasi anche Muscari. F. (A) . ftid^ao 1 4 •—* Dicesi Musco di Corsica o marino, Una pim lt(l s° un mescuglio di diversi fuchi, più comunemente conos nome di Corallina. F~. (A) (O) _ 5 — * Dìcesi Musco quercino, il Polipodio 'fapf' cresce su cranii umani Arnesi ■ . 6 — 7/ musco che cresce su cranii umani dicesi ^. c \fip3^ \\M •— (St. Nat. e Med.) Materia odorifera nola.fF'.f di fa 1 c o^ Fior. 49 * 11 musco è uno escremento d’uno animale che lo produce in un certo tempo dell’ anno intorno a ^ in una apostema. MuscoGiiÀiTA.*(Bof.)Mu-sco-gi*a-f \-&.Sf. Lat. nniscograph 1 fa scus musco, e dal gr. grapho io descrivo.) U eSC f lUu,w l ù (ì . l?" t fiU Muscolare. (Anat.) ftlu-sco-là-re. Add. coni. Di mu sC parlìene o Olì è relativo a' muscoli.) —, Musculare, scolarisO ^ . : $ce i 2 — [ Onde Fibra muscolare dicesi quella che costi 1 Forza muscolare , Quella eli e inerente ai muscol t u; . c0 lai^ ) cfa lare , La riuwone de' muscoli del corpo ; Adone sC olal' t '' , pifa della forza muscolare’, Moto o Movimento - tua :io ,ie fa 1 '', K..M.Ì in vario grado notevoli che accadono nella ^ dd sl f i di un muscolo a causa della sua voiìtrfaipfa samento.) Red. Cons. 1 . 2/^. Bisogna ec. restitmie ^^^ e prio tuono quelle fibre che tessono i legamenti 3i fac<àfac muscolari. .. musf 0 ^ . ..afa'j. Muscolatura , * Mu-sco-la-tù-ra. Sf Aggiogato al fatifa Muscolec.giawekto. (B. A.) Mii-sco-leg-gia-méii'tfV e 1 ordinamento de' muscoli d'una persona » 0 a sercizio giamenti gami MUSCOLEGGMRE 9 p ' *• Att. Ai lume di candela si messero ad osservare a parte ‘ c tutti i muscoleggiamenti di quel mirabile marmo. (A) (B) j V,*“ g, A be - (£• A .) Mu-sco-lcg-già-re. N- ass, Formar muscoli, hi, * r c ' muscoli. Baici. Dee. A’quali ancora non era arrivato il MUSICA 48 r * e r ottima maniera dì muscolcggiare, (A) j at < - Baldin . Foc. Dis, alla v. Muscoli alta moda. Ardiscono sto e ° Ifl S?iare le loro figure più a seconda di un certo lor nuovo gu- Ca l'riccio, che secondo quello che dimostra essa natura. (N) sj, K , Mu-sco-let-to. [Am.] dim. di Muscolo. , Muscolino , Vaio • eìlv ‘ CeU. Oref. 45 . Avendo egli con occhio diligente osser* \s Co contorni, i muscoletti e 1’attitudini di quelle' figurine. ) Mu-sco-li-110. [* 5 /h.] di Muscolo, Lo stesso c/teMuscolctto. . lin 0 W'tdi. Eivtl. fio. Si chiama ancora filetto , che è quel unisco- % : sco L . C e tagliano le più volte le balie di sotto la lingua a’ bambini. * Ar-V 1 ^* Nat.) Mu-sco*Ii-Ii. Sin. pi. Muscoli fossili. Diconsi cui- ‘^scolo* f foasni 5 e titoliti. (Boss) tigni * ^ . °L) Mù-sco-lo. [Sm. Nome dato ad organi rossi o ras - deg li ' *[ n inanU'nicnte contratti , pc quali sì eseguono i movimenti tutta quanta la crosta villosa, ma altresì la tunica ncrvea, e fors'anco la musculax'e. Mcsculo. (Anat.) Mu-scu-lo. [iSV». F, e di ] Muscolo. 2 —' (Zool.) Spezie di conchiglia [bivalve.] Red. leu. 1. 1 44 - Vorrà ella negarmi, che qui non sieno quelle conchiglie? Oh se ella me lo negasse , io vorrei mandartene tre o quattro naviccllate, e ci vedrebbe delle porpore , ec. de’pettini, delle pinne, de’muscoli, delle foladi , de balani cc. Muscoloso, Mu-scu-ló-so. [Add.m. Lo stesso che ] Muscoloso. F. Red, Oss. an. i 5 . l ? eci mordere un colombo torrajuolo nella parte muscu- Iosa del petto. Muse.* (Mit. e Filol.) Sf pi. F. Musa , §. i. (O) Museante , Mu-se-àn-te. Add. com. Che si diletta di musei , Che sfa sul far musei. Magai. Leti. Ella vi viene scritta come a museante : Museante , non di musa , ma di museo. (A) Musee. * (Arche.) Mu-sè-e. Add. e sf. pi. Feste che celcbmvnnsi in Grecia ad onore delie Muse. — Altra festa de' Macedoni in oliere a . -.. -.—- , r - -,- - - - ... r.—,.... di Giove e delle Muse. (Mit) Romani net fòsso della città assediata per colmarlo , fj ( * P assa re le taiTQ Talvolta la macchina era vuota dentro, a } 1 Se 1iC valevano per passare il fosso , e scavare le fon - ffi Q tle e ” € mura nemiche. Dicesi anche Moscolo. F. Segr. Fior. ( lì ‘ Erano molti gli strumenti , co’quali gli antichi assalta- come arieti, torri, mus( b 5 arieti, ioni , muscoli. (Gr) \.-j s'^e ( ASEo ‘* (Anat.) Mu-sco-lo-cu-tà-nc-o.^t/t/. m. comp.Cheap - Muserini. * (Mit. Maom.^ Mu-se-rì-ni. Fonie che si dannò fra'Turchi istruzione scientifica e vi si comprendono ancora le sale ad uso di biblioteca .] Lat. museum. G7\ (sovtTtlov. Red, Oss. an, 2. Nel musco Bolognese del famoso Ulisse Àldrovando. 2 — (Lctt.) Titolo d un libro particolare 5 [ed in generale chiamatisi con questo nome le collezioni stampate e le dichiarazioni delle cose contenute nd musei, come il Pio'Clementino, l’Ercolanese, il Brande- burgico , il Veronese , il Britannico ec.J Red . Esp. nat. gj. Ola© Vorruio nei capitolo diciottesimo dej secondo libro del suo Musco oc. racconta ec. Museragnolo , * Mu-se-rà-gno-Io. Sm. F. che trovasi nel vocah. di Natanael Ducz e nella prosodia del P. Spudafora , che col Domenici! i la dichiara per un Animale Lto , detto da' Latini Mus araneOs. Lo stesso che Musaragno. F.Car. Leti, itied. 1. 112. Pur vi riduco a memoria , che son qui, che non ho denari, che non so dove averne , che m’ho già venduti due cavalli , che non si vive di musera- gnoli, che io non sono alto a ire per la case d’altri, e che le cose vanuo strette per ognuno. (Il Museragnolo, sia pure un aninudetto , in latino mus araneus, qui è detto in modo proverò ., ed è come se scritto si fosse, Non si vive di aria solamente.) (N) pi Muscoli ed alla pelle. Lat. musculocutancus. (A. O.) ' 1Vo nuiscolocutaueo esterno , quello somministrato dal *lp s ,ip *v e Nervo nmscolocutanco della gamba, quello fornito 1 (J a i rJl °C| A f''biotico popliteo esterno. (A. O.) W ^ ‘ lòa Mu-sco-lo-gi-a. *Sf Lat. museologia. (Da musco, e ^'scorso.) Trattato de'muschi. (Aq) del (^°oE) Mu-sco-lo-i-dè-a. Add. f. Agg. d’una spezie di C°**cu n ‘( A > . *ti '° ( Ana L) Mu-sco-lo-ra-cbi-dè-o.^^. 777. comp.Isome posteriori delle arterie' intercostali, lombari e sacre. (A. O.) \ *^t. ]vr U * Sco '^" S0 * - 4 -dd. m. Pieno di muscoli .— , Muscoloso , lu i UsCu l°sus , torosus. Gr. /xD&' 5 r>s. Pallad. Sia cosi fatto ; ^ fy, ^Pi'itov? 1 '^ 0 ■’ sot ^° e muscoloso. Cr. g. 58 , 1. L’asino dee es- S , 7 7 s. e> e dee aver largo corpo, sodo c muscoloso. Red. Oss. fi jl" è muscoloso, e di pareli grossissime. Vn Cas. i 58 . Poiché la dicitura manca di musco- lc/ ( * 5 e di spirito agonistico, o battaglieresco. (N) -sco-nòn-gi. Indiani della Nuova Brettagna, \ s ?’ ftlu V"j te della nazione de’ Chipenai. (G) l/v.l 4 dd. m. Di musco. Anticamente ] Muschioso. (F. ntl ^ c o obductus. Gr. 'rrohvf/.vtos. Menz. rim. 1. do7. M ' » />^ a i'^mose braccia, Ed i muscosi fonti orna ed a- Nh.?! ut ì all 0 U - Ce ^' •dp. 216. Sopra un verde prato, Cinto d’abeti e h f ] s Cbe bagna or un muscoso c chiaro fonie, ec.(B) scri-sù-ro. Siti. V. G. Lat. musclnysurus.(Da K'iJt, ' del/ C ‘''^ sn ' oro , e lira coda.) Specie di ghiro, ’colla metà ii ' L®' (Ai* di colore d' arancio e col muso di topo. (Aq) c erf - Cnii ’ M u-scu.]à-re.^#fW. {coni. Lo stesso che ] Muscolare. V l0t c. ° ns - 27. r c 27. A a sì con questa mescolanza , che segua ec. Vose l Untui ' c ec - , ed il disordine degli spiriti abitatori delle Musculari. E lctt. i. oò 4 - Inzuppano non aplamcqtc coloro che professano l'ateismo. (Mit) Museruola. (ArÀles.) Mu-se-ruò-la. [Sf. Ordigno che si mene al muso dell’ animale , perche non morda. Altrimenti Musoliera,] b'reacllo.o Salo. Avveri, y. 2. 1. Nè si lega per tutto ciò , come essi dicono , le mani al volgo , o se gli mette quasi'la museruola. (V) 3 — Quella parte della briglia, ossia Quel cuojo che passa sopra i por- tamorsi per la testiera e la sguancia, per istngner la boccaalcavalio. Musetta , Mu-se't-ta. Sf. dim. di Musa. F. schei'!.. Magai. Leu. Con attcstati di stima e d 1 aggradimento per il poeta , questi sono i veri modi di far crescere la virtù , e di ridune una Musetta a una Mu- sona. (A) 3 1 —* (Mus.) Strumento da Jiato composto di una pelle di montone in forma di una vescica, dim bordone, di varie ance e d’un soffietto. (L) Musetto, Mu-sét-to. Sm. dòn. di Muso. Mulino. Salvili. Buon. Fier, Stare colla bocca chiusa come il topo, c’ha il musetto lungo c aguzzo, e tienlo chiuso. (A) , . Mesi.* N. pr. ni. Lat. Musi. (Dall’ebr. mus muoversi, toccare: Che si muove, o Che tocca.) (B) Mcsia.* (Mit.) Mù-si-a. Una delle Ore. (Mit) . Musica Mù-si-ca. [Sf. Arte d esprimere sentimenti determinati mercè suoni 'recatati.] Lat. musica. Gr. fiatinoli,, (lu peri, musf ky musica, e musikar sampogna a canne ineguali. ) Ter. Br. t. à. La seconda si è musica, che c’iusegna a fare voci di canti 111 “tere, 1:n organi, e in altri strumenti, e accordare 1 un coll altro per ddedo delle genti, e per far canti in chiesa per l’officio di nostro Sugnorc.dfor.A. Gre „ Io non voglio che per lo nome della parola noi intendiamo quell’organo della musica, lo quale è così appellato, imperciocché non c da credere che in tanta alllizion di pene questo santo usasse diletto di musica, conciossiach’egli è scritto : la musica nel pianto c ingiuriosa narrazione.» Buon.Fier. 2. q. 3 . E la musica Di tuono uscita è questa. E 3 . 4 ' 9 ' a B CJ ?t e sonn acchiosa che concorde Sul metro dama musica soave. E Salvili. Annoi, ivi: La musica ammoina e coneilìa 48 : MUSICA il sonno. Red. nel Diz, di A.Pasta. I nostri arcavoli ... si diedero ad intendere , che la musica fosse di alcuni mali del corpo una possente medicina. (IN) 2 —* Gli antichi distinguevano la musica in moltissime guise', come mondana, umana, artificiale, antica, moderna , contemplativa , speculativa , teoretica , didattica, geometrica , aritmetica , istorica , attiva o pratica , colorata, poetica, melopoetica , enunciativa, narrativa, signatoria , modulatola , combinatoria , corale o piana, ritmica , mensurale o figurata, metrica , recitativa , armonica, melodica , diatonica , cromatica, enarmonica , ecclesiastica , drammatica , scenica, coraica, ipocrematica, mimica o muta, vocale, istrumentale, sinfoniale , organica, mista, metabolica, patetica, tragica, retorica, letteraria , stigmatica , elica , politica, metafisica, gerarchica,arche» tipa , ec. ec. 1 moderni ne fanno purè parecchie divisioni. Sembra da preferirsi quella della Musica in teoretica e pratica : la prima è la scienza musicale che considera i suoni come oggetti della natura e dell* arte', la seconda è V arte di comporre , V arte di eseguire , e V arte di fabbricare gli strumenti musicali. Riguardo al carattere la Musica è sublime, seria o patetica, cioè propria ai sentimenti grandi, sublimi e terribili, di mezzo carattere o temperata, cioè adattata ai dolci e miti} e comica o buffa, la quale è piu popolare ed intelligibile che nobile , piu allegra che spiritosa , e comprende in gene• rate lutto ciò che appartiene al genere comico ed alla caricatura. Distìnguesi ancora la Musica in istrumentale o d’ armonia e vocale; quella si scrive per gli strumenti di qualunque specie', questa si adatta alte parole che cantando si proferiscono.Diccsi Musica da ballo, quella destinata ad animare i passi e i movimenti de' ballerini , sia nella sala , sia nel teatro ; da camera , quella che riguarda i pezzi di musica adattati ad una sala , come sinfonie , concerti , quartetti,’suonate , variazioni, fantasie , arie , canoni , notturni ec. ; da chiesa , quella destinata all ammirazione , alla lode di Dio , de'sand e delle cose sacre j è per lo pìà applicata a parole Ialine , e compendo le messe , e le varie sue parti , le antifone , i salmi , i mottetti ec.\ figurata , quella che s ’ aggira in modo promiscuo per note di differente valore e movimento , a differenza della Musica corale , la cui melodia s'aggira solo per omogenee noie principali ; teatrale, quella che comprende i drammi e gU or aiorii, e le singole loro parti. (L) 2 —- Mettere in musica [= Dispoire al canto con note musicali .] r . Mettere in musica. a —'* E Jìg. Porre difficoltà o impedimenti, Mandare in lungo una cosa ec. V . Mettere in musica , J. 2. (A) Salviti. Annoi. T.B. 4- 4 Ponla in sul liuto, mettila in musica, clic la musica allunga, particolarmente la nostra. (N) 3 —* E Metterla in musica, che anche si dice Passarsela in complimenti , vale Perdere il tempo in vane cerimonie e senza toccare la sostanza del negozio. Min. Maini. (A) 3 — 1 * Dicesi Musica da gatti; e vale .Musica arrabbiata , cattiva. (A) £ — In modo basso, Contrasto, Contesa, come : Che musica è questa? Finiamo questa musica , [Quando ha da finire questa musica?] e simili [ per dire Che negozio , Che cosa è questa ? Quando finirà questo affare, questa faccenda ? } 5 — Allegria di suono e cant o.Salvin.Sc.Erc. E tutta la città conviti c balli E musiche teneano ed allegrie. (A) 6 — * (Zool.) JSome di parecchie conchiglie , le quali per la disposizione delle macchie sembrano una carta di musica . (Aq) 7 * (Icori.ì Donna che tiene in mano la lira , ha fisso lo sguardo su di un libro , e tiene a' piedi diversi strumenti e carte musicali , una penna , una stadera , ed wi incude. (Mit) Musica.* Add. esf di Musico .Cantatrice. Fag. C3i. Quello fcantoj f 0 r'' che c col suono d’ alcun soave strumento accompagn 1. fi! L_ . _ • I _ _ • V>. n • .0 1 . loro gine ato ? sicc*. 1 ^ia dilicate e musiche mani. Salvili. Disc. 2.3op. Óra s c ’1 cominciamento , così i progressi dee molto la p° C9l ‘ tura ef uomini musici naturalmente , e poetici. ir^fr Musicografo. * (Ar. Mes.) Mu-si-cò-gra fo. Sm. Strume^ 0 ^ O non ha guari in Torino, mercè del quale la musica s0ìl fessure sul pianoforte trovasi scritta al tempo stesso coll * ^ del tempo, colla divisione delle battute , col valor delle ,l accidenti , colle ptuise ec. V. Pantofano. (Oal gr. mus ice J3- gmpho io descrivo.) (L) fidatiti Musicomania. * (Med.) Mu-sÌ-co ma-nì-a. Sf. I r . G. Lat- H 11 (Da musica musica , e mania furore.] Specie di manta .^(i carattere un' eccessiva passione per la musica. (A- 0.) q 0 \P^ C Musicone , Mu-si-có-ne. [A’m.] accr. di Musico. Atleg. 11 2 ’ brigata a fare un chiasso Del vostro gAelibato musi cane- ^ Musi mose. * (Z.o il.) Mu-'ioiió-ne. Sm. Sorta di ariete, ■ o 5 ' lana ha il pelo come le capre. Lai. nuisitno. (0 ) . ,,,-èì 50 Musimos. * (Mit. Afr.) Mu-sì-mos. Sm. Lesta delle ana» e ’ poli vicini al Monomotapa. (Mit) Musino , Mu-si-no. [Smi\ dim. di Muso Che li’ è , clic n' è di quel rausin di minio , Di q' musin di gemme ? 2 — (Zool.) Una razza di anguille. (In celt. mous o fif'-r'ìd’ Musetto. Buoi'- j, !' 1 ' icl B>‘° . J- o ™ qjc .jji i Ins. yi. I gavonchi altresì, che sono una razza d’ all S lll || e ‘ no di preda , ingojauo gli altri gavonchi minori, 1’ au &^!,r '’ ,£ ’ quelle altre che son dette musini. E Oss. tò 7 1 ise iierto ne ')of° ne’ musini ho soventemente , ma non sempre , scop stini alcuni minutissimi vermi bianchi. , c itt‘‘ Muslueio. * (Geog.) Mus-ln-bi-o. Lai. Muslubium. Anl ,ctt frica nella Mauritania Cesanense. (G) , ■ Muso. [S'm.J Propriamente la Testa del erme dagli delle labbra ; e si dice anche et altri animali. Lat. n n iui se ‘„iv. ’ ' --- "’‘ seU ^A. (Dal frane, museali muso, ohe vici! dal celi, mus, musa stesso s»mso. In basco musa bacio, ni usua bocca- l* 1 P grugno del cinghiale o del porco. In iugl. muzzle ocC a ^ di un toro.) But. lnf.22.2. Muso proprianientc si dice hj Bove, nov, 36. g. Mi pareva che ella mi mettesse 1 xf E nov. 61. 5. Vedrebbe un teschio d’asino in su U ° Y ers crtìpi^tv. Dant Purg. . le v ?^ a tor disdegnosa torce ’l muso. Baco. nov. 5 8 . 3. Sì forte ”'■*»* cencio , che altro che’ torcere il muso non facea. 1 l>i\h, , a ^) Muso di tinca. Orifizio vaeinule dell’utero. Lat. os K'iff- 0 -) . e »i[ /s f m ' Cf'e musa. [ F~. A. V. e dii ] Musardo. ( V. musare . Sdite a ’ ^ en - Pisi. Io ho veduto in villa e in città lieta e dilettevole ”t : so } , A ’ musa e trista. -sò-fa-ga. Sf. Lat. musopfiaga. (Da musa, il ba- l'bptfj 'Francesi, c phago io mangio.) Nuovogeture d'uccelli del - 0 1. rampicanti, cosi denominati dal vivere de’ frutti della musa be Cco a ■ /ic ^ amo ' B l° ro carattere consiste nell ’ avere la base del *P*ci e Cfie un disco che ricopre una parte della fronte. La Ho* h °f a * musophaga violacea, distinta da un po’di rosso at - filali * ° c ohì , dall penne violacee , dall’occìpite e grandi penne Ahe Co ^ or chermisi. Abita nella Guinea e nel Senegai. Dicesi an- Vo A * nvaco - V- (Aq).(N) dtf C(( * (Filol) Mu-so go-ni-a. Sf. E. G. Titolo di un poemetto sf * 0 . Va u*r Monti , suda generazione delle muse. (Da musa musa , \ s ^ie G Aerazione.) (Aq) de' c (Ar.Mes ) Mo-so-lic-ra. [iV/g] Strumento che si mette al muso In [ 0 fi > e d' altri animali mordaci , acciacchi e ’ non possano aprir e mordere. Lat. orea. Borgh. Ariti, 62 , Un mezzo maslino il pj» ^^olìera. Matt. Franz, rim. buri. 2 . 124 . Egli ha di piombo K ) ? aili he di cera ; Il capo è tal , che a reggerlo bisogna, Non s °lìcr i » brigliozzo e musoliera. Buon. Fier. 1 . 5. ti. La mu- a ‘or messa al mostaccio, Di ferro ben chiodata, calabroni Bron- V* l °*' Rosi»- k nj .*• * (Filol.) Mu-so-ma-ni-a. Sf. E. G. Eccessiva passione per \t* 3 0 piuttosto per la poesia. (Da musa musa, dea del canto, X;;'’' 0 furore.) (A. 0!) (N). Ktat;’,™u si5-n a . .S/l accr. di Musa. F’. schei z Magai. Lett. Conat- j,^i (|; j.” 1 stima e d’aggradimento per il poeta, questi sono iveri mo- l *0s A ^ crescere la virtù e di ridurre una musetta a una musona.(A) ! ^Mu.so-nà-re. N. pois. Sfidarsi , e Fare ai musoni-, Darsi ||' l Hit B j ei 'q/n ! e//( e dei musoni. Fag. rim. Guardate mai che bel diver- >«7»? 11 musonarsi per galanteria? (A) yft, j’ .™ u -só-ne. [ Add. e sm.] Chi musa , o fa muso , iMusorno.] ^'o-, cunctator , otiosus. Gr. /aeAA^t/s. (V. musare.) Buon. S ‘ * Di chi ha ’l naso arricciato, e’1 muso innanzi, Verbi *w < ' l t h'. ci.’ eli’ è forte ritrosa , E musona , t' capona. J> E Sai- ' T p ri , 01 " !VI: Musona, che fa musa , che imboncia per poco. (N) n , a > v . V.. r-... ri ; „ J, (i r °Cc •li Fare il musone, si dice di Chi fa ì fatti suoi . e che diremmo anche Fare a cbetichelli. Lat. homo tectus, ^Us * * aì 'ch.Ercol. -J2. Quando alcuno per lo contrario, facccndo ° tìL ' stando cinto, attende ai fatti suoi, senza scoprirsi a per* ^ 1 Vf *uire a un suo attento, si dice: e’fa fuoco neh’orcio. ^ Far musone m Star cheto col viso basso e dar seguo di 3 l °Hi Ca ®di malcontento. Buon. Tane. Ma tu rubida assai più che ^ * At Gli se’slata d’attorno a far musone. (A) * fì t g 0 stesso signif. dicesi anche Star musone. Sub*in. Annoi. ^ stt ’ Musorno propriamente colui che musa , che la muso , p.^^sone. (N) 7 *tidi/* e Accigliato , Accipigliato. Musone è voce bassa , e di cb’è preso da tristezza. Accigliato dicesi di chi è me- ì - 5" n è sdegnato. Accipigliato dicesi solamente di chi è sdegnato. Colpo dato nel //;«so, Mostaccione. Lat. ictus in facìem. y Potf' -B' usato dagl’ ingegneri italiani del secolo xn e xvu. *1' ^ q° W ° 01(1 a di Orecchione. JF. Golii. Tralt. di Fort. (h^v S ^ a ricoperta fu dimandata orecchione , e da altri ma- ’^° !l| o, * ^ eo g ) Fiume d'Italia nelle Marche. (G) N 'P r - m. Lat Musonius. (Pertinente alle Muse.) Jfr», tlos ofo stoico romano . — Filosofo cinico romano del tempo <> E -, H y l!| T| . .V!/ I ’°g.) Mu-so-pà-le. Antica città dell' Indie. (G) *^ s topo 1 °*-) Mu-SQ-ri-ti. Add. e sm. pi. Lat. musnritae. (Dal gr. *W? 0 tote r j!r ler rustode.) Nome degli Ebrei adoratóri de' cinque 'Ni ^'rii n oro che i sacrificatóri de’Filistei ordinarono di porre Mj ci ' dovettero restituirla al popolo d'iddio. (Aq) ''-sor-no. [Add. e sm. Lo stesso che Mu.one e Musordo. N.] > ... Vile f„ _„_c,.... ^ Un ‘‘ e tu noi debbi potere aspettare Sanza attristarti, e star ,i C . i 3 g. L’avere il volto in due parti divìso, L'u ui da vecchia , e V ultra da garzone , Con quei gran mustacchioni , -e raso il mento , 0 rider fanno , o danno altrui spavento. (B) Mcst.aceo. * (Arche.) Mu-.dà-ce-o. Sm. E. L. Eivandadi farina c v.ti dolce , usala da' Romani. (0) Mustafa,* Mu-sta-fà. IV. pr. in. (In ar. mustefa eletto.) — 1 Sotite di quatlì'o imperatori, de'Turchi. (0) Mustavabàd. * (Geog.) Mu*sta-fa-bàd. Città dell ’ Indostan. (G) Mustela,* Mu-stè-la. N.pr.m. (Dal lat. mustela donnola.)—i?oM2«no amico di Cicerone.—Gladiatore ricordato da Cicerone. (M;t) Mastella , Mu-stèl-la. [A'/'.] F. L. [e A. E. e di ’J Donnola. Lai. mustela. Gr. ycc\ri. Dittimi. 5 . *7. Sopra quanti ammalia Ini feu guerra E la mastella , che i’ uccide c vince. Mustellino , Mu-steMì-iio. Ad i. m. E. L. Di donnola. Lat. musUh- nas. Cr, 6 . /fi. 3. A provocare i mestrui si confetti la polveredd- l’elatterio e con olio mustellino e con obo comune. Mvvn. * (Geog.') Antica città dell Africa. (G) _ Mcstiato , Mu-sti-à-to. Add. m. E. e tù'Muschiato. Tagliti. Lett. i elli must iato con ambra. (A) , . _ Mustilla. * (Geog.) Mu stìMa. Antica città della Cìhcia . (G) Mustio. (Bot.) Mù-sti-o. Sm, E. e Muschio , o piuttosto Musco nel signfi del l. /. Fettor. Colt. pag. 72. (Firenze i 56 g.J Avvertiscouo ancora i medesimi (Latini) , che si spicchi loro (t$h uliviJ d m sul pedale il mustio ', il quale vi si genera, massimamente ut luoghi umidi. (A)(B) . , , Mustiola , * Mu-sti-ò-la. N- pr. f Lat. Mustiola. (Da mustela che in lat. vai donnola.) (B) - , , , Musucca: * (Mit. Afr.) Mu-snc-ca. ivome cle.l. Diavolo presso alcuni popoli africani : 'essi lo temono assaissimo e lo riguardano come nemico del genere umano , ma non gli rendono omaggio. (Mit) ■ Musulani. * (Geog.) Mu-su-là-ni. Antichi popoli dell'Africa', nella Elucidi /. (G.) , Musulmanisnio. * (Filol.) Mu-sul-ma-m-smo. Sm. Lo stesso-che Maomettismo. r. (Mit) , Musulmano- (Filol) Mu-sul-ma-no. Add. e sm. Nome che si danno 1 Maomettani , e significa Salvato. Trae l'erigine dulia loto costumanza primitiva di costringere tutti i prigionieri di guerra a prof, s- 484 MT’SURGIA saie il Corano o morire ; e quando alcuno faceva tal professione eli fede, gridavano: MusHmoon, che in arabo vuoi dire : E salvo.-—, Mon- suimnno , Mussulmano , sin. (In turco ed in-pers. mwnilnain si usa ora in senso di fedele, ortodosso , credente nel vero Iddio. Quindi mitsidmanlyk in turco è la religion maomettana; e musulmani in pers* vai pertinente alla vera religione.) (Mit) Misurcu. * (Filo!.) Mu-sur-gi-a. Sf.V. G . Lat. musurgia. musa, e evgon opera.) TVta/o di'un'opera musicate del P. Kirchei\(Ai[) Mut. * (Mit.) Nome che gli antichi Spatrinoli davano a Plutone, ovvero alla Morte , a cui prestatisi a Cadice un cullo particolare. (Dall efcr. mi ah morte.) (O) Muta.. [A’/!] Il mutare , ^ cambio, Vicenda. Lat. mutat’o , vices. Gr. M. V. 5 . 7#, Poco addietro ci ricorda, clic noi trattammo co. de mólti masnadieri che mosser Bernabò avea mandati sopra Bologna , e le mute che fatte avieno di luogo in 1 :ogo. n — * Ciò che si tiene in serbo per mutare , il Cambio. Magai.Lett. Godete di aver la muta delle dame , come de’ giustacuot i. li altrove: La muta equivalente deila biancheria sudicia. (A) .3 — Dicasi Muta a quattro, o Muta a sei, tu Carrozza tirala da quattro o sei cacalii } ed anche de’ cavalli medesimi luiitiinsieme per tirarla. Lat. quadriuges, sejuges. (V. muta , $.6'.) 4 — A muta, A muta a muta , posti avverbial.z=zVicendevolmente.[V. A muta , e V. A muta a muta.] Lal. mutua Gr. tfpòi àk\h\cv$. 5 — (Agr.) Lo stesso che Dormita. V. (Ga) •6 — * (Ar. Tvles*) Muta dicesi chi cacciatori ad una quantità di cani destinati alla caccia e che abbiano presso et poco la stessa gvaiidezza e velocità. (In isp. muta , in frane, mente vagliono lo stesso : e secondo Le Duchat, vengono dal lat. turrita na ta stuolo mosso verso un dato scopo. In ar. mulegiaviz , in celt. gali jomad molli. I Napolitani dicono in molte occasioni muto per molto.) (D. T.) ^ — * (Mil.t) Vicenda nelle fatiche, nelle fazioni ; Scarnino dim corpo di soldati con un altro *, Il mutare le sentinelle , le guardie ec. An- ticam. Muda. V. BaldeL Volg. Crs. Nella seconda muta delle sentinelle di quella notte , con istrepito e minori graudi uscirono dal .campo senza vanno ordine. (Gr) * — * Dar la muta = Cambiar le guardie , le sentinelle , legnar - nig.oni, i soldati in una fazione , re. Montecucc. Non dà il Turco la muta alle guardie, nè a’lavoratori , i quali entrati una volta nc’posti, vi «.tanno sino al fine dell’ assedio. (Gr) Mota. * (Mit.) Dea del silenzio , non diversa da Lara. X Romani ls sacrificavano per impedire la maldicenza . (Mit) Mutabile 5 Mu-tà-bi-Ie. Add. coni. Atto a essei' mutalo , Che sì muta , [Soggetto a vicenda e mutazione; che dicesi anche Mobile,Movibile, Girevole , Volubile , Variabile, Alterabile , Trasmutabile, Instabile, Incoustante , Vario, Versatile , ec. —, Mutevole, sin }(V. Leggiero.) Lat. mutabili, mutationi obnoxius.Gr.rpeTrrof. Tcs. Br. i. i/p Che ella fl'anirmij è fatta alla immagine d’Iddio , ma non è niente in tal ma- ■iera eh’ella sia mutabile , ma è senza corpo , siccome souo gli angioli. S. Agost. C. D. Da essa fvolontàj incomincia il mah* degli spiriti imitabili. Vu. SS. Pad. 1. Ja. Dite che l’anima precide dalla divina fontana, e fatela mutabile c convertibile Ger.q. 3 . Chè nel mondo mutabile e leggiero Costanza è spesso il variar penskro.(V) IWiìtabilissimameme , M u-ta-bi-li.s-si-ma'iiièii-te. [Avv.J superi, di Muta- bilimnte. Lib . cur. nudatt. Vogliono con le medicine mutabilissima- mente e*ser trattati , nè mai si appagano» Mutabilissimo , Mu-ta-bì lis-si-mo. [Add. m.] superi, dì Mutabile. Lat. appi ime mutabiìis , inconslantissnmis. Ti alt. gov. funi. Le stagioni, che sono mutabilissime. Mutabilità , JVIu tu-bi-li tà. f A/'J ast. di Mutabile. [Qualità di ciò di è mutabile ; che dicesi andie Variabilità, Volubilità»] Mutamento.—, MutabiliUdc, Mutabilitate, sin. Lat. mutabilitas. Gr. - Non resta però, che alcune loro alUzioni, come cc. V opacità , la mutabilità t c. , non possano da noi essere apprese. 2 Leggerezza, Incostanza, fall, levitas, inconstuntia. Gr. y.a»$Q77)S y kctolitkx, Sal.Jug. R. Se elli per mutabiiitade d’animo usasse di mutar pace a guerra. Mor. A 1 . Gteg. Può addivenire alcuno difetto di mutabilità. Vi'. Giord. E di questa mutabiiitade se »e puotc vender ragione. Amm. ant. 35 . 2. 2. Quella gcnerazioti femminile a' vizii di mutabiiitade è suggella. Mutabjlmekte » Mu-ta-bilméu-te. Avv. Con mutabilità .— , Mutevolmente, sin. Lai. rmitabilitcr , inconstanter. <£r. àvT&rois.Esp.Vùng. Troppo mutabilmente sì governa. Mutacismo.* (Eiiol.) Mu-ta-ci-smo. Sm. Pronunzia viziosa , che consiste nell ^ibuso delle lettere b, 111 , p ? che diconsi mute. (A, O.) Mutai.àsca,* (Geog.) Mu-ta-ìà-sca. Città della Cappailo* in. (G) Mutamento, Mu-ta-mén-to. [Sta. Lo stesso che Mutazione, fi.] Lat. mututio. Gl'. g.tTr alT istesso spirito. (A) (B) Comm.Derni. Inf. 3 o. DanosU'* 1 utb 4 litadi di falsarli , qui la cpiarta iuduce , mutanti il ver® persona, ma nell’animo. (N) ., 0 sif- Mutanza , Mu-tàn-sa. [Sf. Variazione ,] Mutamento, [hi 5 ue è] V. A. Lat. inutatio. Gr. ciWxyh. Fr.Giord.Pred. Gi‘ aJl dì costumi sì vide nel suo vivere. „ 1 — [Onde Far umlauza pei"Vare mutamentoC 2 —* (Coregr.) Cambiamento di figure diverse di un pug, 23 j. f Araste'damo 1 ^ 54 ) Quei ciottolati miseri e A.s ^ tan altri a far mille mutuine , Facendo lesti gli uomin co »? »••• ec.' t , c . f S’ imparali gli scarnìiiclti pt r le daiue l)a l'arsi a vegli») g Cr. iUess. Entravano a due a due, facendo le Idi' 0 “'“‘yj c a l - ■ senza perdere la battuta. Uomini agilissimi, che ballavano s«;nza contrappeso, c altri che vi Tacevano sopra mutande e d con un secondo ballerino sulle spalle (A) ^B) ^ / it ,di sì ^. Mutaiiame. (Ar.Mes.) Mu-ta-Wi-me. Add . ,> sust. nvtsc , zieri. Mutati in ramo , o a ramo , o Di f (ite 1 . Olir Ulula, gti uccelli eh preda, che si son mutati di penne fuori nel v oi Mutare, Mu-là-re. All. Cariare , Cangiare, [Recare da “ ll0 ut 1 altro', che dicesi anche Volgere / Rivolgere, Sc ain K a , ie ,'o. t l ji tare , Voltare cc.] Lai, mutare. Gr. àwàrrnv. Far. al tl j |) laviate loro il capo, imitiate i panni, e die imparino f*' 3 lionlà. Bore.nov. lov.ili. Senza molar viso, o buon prop l),, |. il jRi' 1 alcun atto, disse. Pelr. son. 3 oo. l'iansi e cantai ; iiu“ 50 *’ verso. j ? /. * — 'E con varie accompagnature. Tìorgh. Col tendici mutare questa ec. di grado colonico a stalo ni-u> lCl l'’ g.t.n.ej. Avendo del lutto mutato proposito da quello p c . f fij y vera. Frane. Harb. 3 g. io. Diu.qua mutrimiio i difelU'i ^ 3 Ji ‘ (\ ) Vit. ò. Marg. i.U. Mulo la faccia sua in .crudel™* 3 ’ s tameute eoinandò cifrila venisse dinanzi a lui. (N) „ il a — Trasportare , Trasferire da un luogo- ad un altro, a*'* ^iin 1 ^ cose immollili. Fit. S. Gio. tìuaib. ìoò. Era disposto 1 fl ;i i „ monistero altrove. E Sto. Legarono uno de’ buoi pd' eglino noi poterono mutare di luogo. Cavale. Espes. • c<» A dii l'avesse ( questa fede), potrebbe mutar i monti p lU J. uV 3 detto, lìcer, g. 8. n. 6. Se egli noi muta (il pinco) , .,,,4 era testé. (V) . Volgere in qualche parte. 7 et. lìr. 5 . 8. Piglia (J-°f v i t? 1 ' din) i; a 1 ' 1* .a -11» figliuoli, e volgeli verso li razzi del Sole; e quello cb*-_ f 4*- dii ittamente, senza mutare suoi occhi , si è ricevuto ff ’fi) grolle muta li suoi occhi, si e rifiutalo e cacciato del » l "°: jt l|* fi — Convertire , Trarre , Svolgere. Fit. SS. Pad. 2 y%. mentarono più duramente , per poterlo mutai - sJLZcqs per inun modo la poterono miliare del suo proponuiit-M ^ 3 i —* Tradurre , Recare da una lingua in un’altra. Dai>l L ' /;/• di greco in latino. (A) , ff 0isf a) O — E,cesi Mutale alcuno per Mutargli i panni. Fit-S ■ - ^ Ed ella in persona gli serviva (gl'infermi) e mutava e , jj- 1 7 — * Dìcesi Mutare il digiuno =' Romperla. F. Digi'> n0 #0 Q 8 — * Dicesi Mutar mantello o simili e vaie Mutare l ,el , pp" ■ alone. F. Mantello , J'. 6 . (N) u, 9 —* Dicesi Mutar panile in luogo di Fare o Muover P itt ’ ie ' ^ F lare. Fav . Esop. 11. bevendo il lupo dalla parte lli ' 1 venne l’agnello per sua mala ventura. ... al quale “ zi) migliauti parole. (Pr) , ,, • „ 10 —* Dicasi Mutar registro, e fìg. vale Mutar maniera Q t i — Dicesi Far mutare alcuno- di luogo per fingi 1 Cl ^ cosi l’uua non poteva l'altro far mM? 1 q £1 Jc Bocc g. 5 .H. 5 . E i:ì — N. ass. nel primo signìf Vii. SS. Pad. 4 - ''"i: ptOJ cea . . ., che qiuindo egli udiva ricordare l’ anit> re ùT gli mutava il cuoi’e in graiulc tencrcxzii. (^.V) i 3 — Tramutarsi di luogo in luogo. Tes.BP. 3 . 8- cùleniu ) è ben unta, e asciutta Jungameuie, dentro, e anguille, e pesci di fiumi, che per loro * m ^ muovere V acqua che v* è dcnti*c>. ‘ _ . u 0 Ji ^^ j ', —* Dello di alcuni animali , vide Cambiar di Pjr, ,. 5 i n° 11 . io — N. pass . [n jjjjiir* C delissimo si mutò a tanta pietà, che desiderava <■ la morte de’ quali in prillili desiderava. (\ } 3 iOr c lit MU TA STRO MUTO /j 85 i $. 1 dicesi anche Mutarsi di mille colori. V , Co- drice, sentendo Tarmata di presso, come femmina mutevole cc., cominciò a sospettare. Amm.ant. 35. 2. 3 . Variata e sempre mutevole cosa è femmina. Mutevolmente , Mu-tc-vol-mén-te. Avv. £ Lo stesso che Mutabilmente. V. Guid. G. In una brevissima ora mutevolmente si variano. Mutezza, Mu-téz-2-a. [ Sf. ast. di Muto. Stato di colui che non può articolare parole colla bocca ; grecamente Afonia.]—, Muiokzza, Mulaggine, sin. Lat. loquclae vacuitas. Gr. Fr.Jac. T. 3 a. me venga cechitate E mutezza e sorditate. v - 2 * (N) T p^ Uov ersi semplicemente.Bocc. Teseid. 8 . 72. E si ferirò di tutta tn ^ Sugl’elmi con le spade , ed ispezzaro Parte di quegli; ma siiwj ]* c è mossa Da picciol vento, cotal si mutaro Di su i de- 0 Df r < de^ 1 / ^ u l ars ^ dal male al bene , e vale Passare, cambiandosi, „ bene. Omel. S. Grog. 2. z5g. Noi siamo presi cattivi e * ma le al bene. ^il ln^ s ?gno del terzo cas.Creso. lib. 2.cap. 8'. E spezialmente }?'‘, l UOKo cosa .^t^ UUn ° r a ‘ , s . 1 converta c muti ad arenositade e a sabbione. E cap. la quale è umida , c ben mischiata insieme , e “ ,J1U 111 sua integrità e salvezza , non è in via di mutarsi ad ** 'n j)-^ .salvasi in se stessa. (’V) i 4 / Af Sl Mutarsi i panni, propriamente per Metter su il bruno. Vit. r\_dd. 6. Le vedove ec. si stavano rinchiuse, infìnoattantochc Che non ha « j VCVano l’anello, e mutavansi i panni. ( È quel di Orazio: V /: [ / I Ollios veste linquis , delia dea Fortuna .) (V) Tec c j* lyche assolti am. Mutarsi vale Cambiarsi di panni. Cavale. "''Avrebbe auto bisogno di mutarsi ; ma egli non portava s >* ^estollenti , nè tanti fornimenti. .? r •) Mutare i mosti. Operazione colta quale si mula la na- 1 >n ‘t p e ‘ S ^ OSlz i°' ie de’mosti, e in generale di tutti i liquidi zucche- fiftrt. sì arresta in essi la fermentazione , e non possono più >* (y, >r , si in liquori vinosi. (D. T.) /a,* 11 ') Mutar la guardia = Mi guardia :—: Mutare i soldati posti a guardia Si 5 ; S (jp'f! 0 - (A) Mutare un’àncora=.A/utare il luogo, dove si è gettata * àncora , ad altro punto. (S) ><«* 'L'» 11 - da Can giare, Cariare, Permutare, Cambiare, Com- t ll W(> ' :iratta re , Trasmutare, Himutare. Questi verbi, che spesso i] 1 ^ è s C ? llle sinonimi, liatmo le seguenti particolari nozioni: Ma- (; c Qii°?^i’ u * re uua cosa all’altra ; Cangiare esprime una mutazione tirali' ì> ta d>1,51 dato individuo; sicché dicesi : Mutarsi i panni, e 0 si ^\ .panari pubblici andate con vestimenti mutati. Sagg. nat . * s 0ll ^P ei> questo è bastante a manifestarsi nel mutato equi- y^ COfì do caso. Vii. S . Frane. i5g. Quando ec. li cittadini Ve( ldono tutto livido, c mutato della niente cc., si ’l co- ^ P Q ;;; u -la-tó-re. [ Perb.m. di Mutare.] Che muta. Lat. mima* ^ 5v nt 0 * P ros - Acciocché appo quegli che di poscia venissero , . doratore della romana repubblica, posciaché non nc po- ' don U ^ atoi ’e* Segr. Fior. cap. 3. E vedrai come I mutator di \ 1"* ' m 0v di regni sempremai Soli con esilio o morte ristorali. iu-ta_( ri _ cc> Vero. f. di Mutare. Che muta. P. di vcg. (O) Iu '^ a -"i-ó-ne. [.Sf. ìl mutare .] Variazione, [Cambiamento, ^ f grande l.ct mutazione è improvvida, totale, sensibile, nuova, e ec.—, Mutamento, sin. ] (V. Catastrofe e Conver- Ór. xMuyr,. G. F. i. 5o. 2. E per la detta " . E 2 - lg - >■ f 1 & Cliiesa molte c grandi mutazioni contro a’ suoi anti- ■ . ... i Romani c • 1 i* > ì,l u .. l>! P 0tì d<>no alte nostre poste . (Mit) ,^U av e ' Vo ’^ c * Add. [com. Lo stesso che) Mutabile. V.Liv . *nuw? 10 iode «mutevole colla fortuna. M. Aldobr. E ° c aà. jSv con version di tempora. M. V* 2. 34> L : impi ra- Muti co. (Bot.) Mù-ti-co. Add. ni. Che è privo di reste , nè punte nè spine. Lat. muticus. (A) (A. O.) Mutila.* (Gcog.) Mu-ti-la. Antica città dell' Istria. (G) Mutilamento, Mu-ti-la-mén-to.tS’.Ti.Ao stesso che Mutilazione. V.Segn. leu. risp. 8 . 1. Conviene adunque far forza in quesfi testi soli, ove il mutilamento potea servire di vantaggio alla causa. (A) (B) Mutilante, * Mu-ti-ìàn-tc. Part. di Mutilare. CAe mutila. V. di reg. (O) Mutilare, Mu-ti-Ià-re. Atl. Render mutilo o mozzo, Troncare al carpa alcuno de' suoi membri , od a queste membra una qualche lor parte. ( V. Mozzare.) (A) (Gr) 2 — Per estensione dicesi anche di altre cose o reali ovvero astratte. Segner. leit. risp.g. 3 . Ma ciò non è mutilare T autorità cc., perchè non si dissimula ec. (A) (B) Mutilatamente , Mu-ti-la-ta-mén-te. Aw. Con mutilamento , Tronca mente. DaviI. Guerr. civ. 6 , Berg. (Min) Mutilato, Mu-ti-là-to. Add. m. da Mutilare. Nani Stor. Pose a terra gran numero di storpiati, che sparsi per le provincia, mostrando le membra o inutili o mutilate , riempirono i popoli di orrore e di pianto."(A) (Gr) 2 — E fìg. detto di Vocaboli o altro. Castigf. Cortig. lett. dedic. Se la Toscana basta per nobilitare i vocaboli latini corrotti e manchi , e dar loro tanta grazia , che , così mutilati, oguun possa usarli per buoni , cc. (A) (N) 3 —* (Bot.) Dicesi di qualunque parte d.' una pianta , che per qualche accidente sia in realtà priva, o paja priva di qualche sua parte essenziale. Molte volte si giudicano mancanti certe piante che sono soltanto mutilate. Bertoloni. ( 0 ) Mutilatore, Mu-ti-la-tó-re. Verb. m. di Mutilare. Che mutila , Troncatore. Sega. leu. risp. g. 5 . Egli ha fatto tanto , a fine ch’io piuttosto apparisca il mutilatore: chi legge, vede subito dorufè nato.(A)(B) Mutilatiuce , Mu-ti-la-trì-ce. Verb.f. di Mutilare. Che mutila. Leon. Pascal. Leu. Berg. (Min) Mutilazione , Mu-li-la-zió nc. Sf. Il mutilare ; e dicesi propriamente della privazione d’un membro 0 dì qualche altra notabile parte del - V esterno del corpo , sia che dipenda da accidente , o da malattìa , o da operazione chirurgica. Diccsi anche Troncamento , Troncatura.-— , Mutilamento , sin. (A) (B) 2 — Per estensione dicesi anche di altre cose. V. Mutilare, 2 e Mutilato , 5. 2 .Segnateti, risp. g, 5 . Di quante cose ho io dette ec. , nessuna è riuscit^ più molesta a’ nomici d’essa, o piu intollerabile di questa mutilazione clic I10 qui notata. (A) (B) Mutilo.* (Filo!.) Mù-ti-lo. Sm. V. L . Legno pel riposo delle galline^ ovvero Legno che spunta nellefabbriche. ( Dal lat. mutilus palus palo, pertica mozza. Presso Vitruvio mutilus indica una parte prominente dell’ edilìzio, come sono i cantieri nelle corone dell’ ordine dorico. In ar. emuda sostenne con palo, colonna od altro appoggio sottoposto. ) (O) 2 —* (Arche.) Soprannome della famiglia Papia. (In lat. mutilus storpio.) (0) 3 —* (Mit.) Dio de Sanniti. (Mit) /} —.* (Geog.) Lat. Mutilimi. A ut. cit. dell Italia nella Flaminia. (O) Mutilo. Add. m. Mozzo , Mozzato , Troncato. Lai. mutifos. Gr. *0- Ao£oV. Sannaz. Arcad. Egl 12. Qual tauro in sélva con le corna mutile, cc. Lami Lez. ani. Il diploma di Desiderio , che , benché sia mutilo in principio , pure si conosce che avea messo il suo nome in caso rctto.(A) (B) Gal. Sagg. g2. E panni, s’io non m’inganno, che il suo progresso ( della dimostrazione ) sia Ululilo, e che gli manchi una parte principalissima del dato. (N. S.) M utina.* (Geog.) Mu-tì-na. Antico nome di Modena. (G) Mutinete, * Mu-ti-né-te. N.pr.m. (In ebr. matanoth doni, da mathan donare , e vai dunque Donatore o Donato.) — Luogotenente di Annibale , al quale i Romani concessero la cittadinanza dopo la presa, dì Agrigento. (Mit) Mut.ni.* (Arche.) Mu-ti-ni.Am.pb TSome che davano i Latini agli ermi che collocavano all’ingresso de’palagij, e significa Custodi muti. (Mit) Mutjnitino.* (Mit.) M i-li-ni-tì-no. Dio del silenzio. (Mit) Mutino,* (Mit.) Mu-ti-no , Muto o Mulimo. Soprannome di Priapo , ossia Priapo rappresentato sotto forma di membro virile . L*antichità ci ha conservato molti simulacri rappresentanti Mutinogli uni a foggia di terrina , gli altri alati , altri che servivano di lampada , ec. Questo dio aveva un tempio in Roma, ov ’ era una statua , sulle cui ginocchia faceansi sedere le giovani spose nel dì precedente alle nozze , contra gl' incantesimi. (In ar .metti matrimonio , e niiUenalgh matrimunium inter se ineuntes.) (Mit) Mutissimo , Mu-tìs-si-mo. Add. m. superi, di Muto.—, Mutolissinio sin. Liburn. Selvett. 2. Berg. (Min) Mutuazione.* (Filol.)Mu-ti-ta-zió-ne.A/./«yùo mutuo a pranzo, che wra- vano i Romani ; cioè uno eh' era stato invitato a pranzo, usava <Ì invitare nel dì seguente tutti quelli chi erano stati convitati con lui. (O) Muto .[Add. usato infoila di) sm. [parlando di persona. Chi non ha taso dùlta^favelta.)- —,Mutolo,Multo,sm. Lab iiiutus. Gr. Zfwos.Dant Par. 10. Dal muto aspetti quindi le nocelle» But. ivi: Dal muto, cioè da colui che 62 486 fti'UTO non può parlare. Er. Jac, T. 2. 3i, 32. Amor non è conosciuto : Cbi più ne parla , è muto. 3 —* Chi non favella benché possa parlare, ma se ne sta cheto .Dani. Purg. i3. Ben sapcv’ ei che volea dir lo muto. (N) Muro. Add. in. Cheto .—, Mutolo, sin, {V. Cheto.)Lfl/. mutus .Petr. son. 210. AUor dirà che mie rime sou mute. Dant, Purg. 3 1. 87. Quale i fanciulli vergognando muti, Con gli occhi a terra, starinosi ascoltando. E Par. 17.87. I suoi nimici Non ne potran tener le lingue mute. M. V • 8. 76. Conoscendo il pericolo, dove erano ridotti , stavano tutti muti c smarriti. Pit.Sò . Pad. 2. ff. Iddio per animali muli v* ha mandato esca, come mandò a Daniello. 3 — Per simd. e prete. Privo. Dant. Inf. 5. Evenni in luogo d’ogni luce muto , Che mugghia oc. (V) 3 —* Personaggi muti, Persone mute, dìconsi nel linguaggio della sema que che noti parlano nella rappresentazione detti, tinche Tacenti. Buon. E ter. 3. 4 • 7- Valerio maestro di casa del podestà ec. accompagnato da più persone mute. Salviti. Annoi, ivi : Anche i Greci hanno i personaggi muti. (A) (N) 4 — Da'gl annibalici diconsi Mule o Mutole le consonanti B C D G P T Z , a differenza delle vocali , perchè dove le vocali si proferiscono da loro , le mute nè si proferiscono da loro , nè s’accennati punto ; ovvero son delie Mute, perchè hanno il principio e il fine in quel puro suono che fanno gli strumenti nel pronunziare. Tra la schiera delle Mute può anche riporsi il Q. Buommatt. 'J'ratt. Ung. (A) 5 —-* Fuoco muto dicesi Una spezie di fuoco artifizialo che non ìscop- pìetta. (A) Mutola 001 ne ,* Mu-to-làg-gi-ne. Sf. Lo stesso che Mutezza. V. Leggenti. S. Gto. Tati. 17, Zaccbcria .... domandò segnale dall’ Angelo , e P Angelo perchè quegli non credette alle sue parole , il percosse della piaga della mutolagginc. (N) Mutolezza , Mu-to-léi-sa. [A/i] ast. di Mutolo, f/.o stesso che Mutezza. /•".] Esp. Pang. La sordezza e la mulolezza di questo infermo era nel corjx), MpTOLissmo , Mu'to-Hs-si mo. [Add. m.] superi, di Mutolo. [Lo stesso che Mutissimo.^ .] Segner. Pred. 25.4 Non rimarreste senza dubbio in tal caso mutoKs&inio alle difese ? Mutolo, Mù-to-io. [Add. usato anche m fona di sm. parlando di persona. J.o Sit-òso e Melo sm. V .] J.at. nmtus.Cr. à'(£w>o? ; xwtyós. fiocc. t y.35. Per vergogna quasi mutolo divenuto , niente, diceva. E nov. 21. 7. Se io so far vista d’esser mutolo, per certo io vi sarò ricevuto. E nwv. g. Questi è un povero uomo mutolo e sordo. Gala. 8. Tale colla bocca tuttavia aperta vuol pur dire ec., e manda fuori quella voce, o piuttosto quei romoie che fa il mutolo, quando egli si sforza di favellare. 3 ««— [Detto anche di Chi non tavella per dispetto , vergogna , timore eU.J Pu.Sò. Pad. 1. s e Ó2. Essendo nelle contrade di Bettelcin indemoniata uua donna eh’ era mutola e gravida, ec. lierub. A sol.2.1 zg, 10 per me veglio esser mutola per l’innanzi. Mutolo. Add. [tu. detto di cosa ; Cheto , Tacitò , Che non fa remore. Lo stesso che"] Mulo. / .Ovid. Metain.Sirad. Sanza compagnia andò per 11 mutcli taceri della mezza notte. Colt, SS. Pad Per la sua compagnia fa esser sensibile la unitola e la in&ensibil materia della carne. 3 •— Agg. dt cene lettere dell’ alfabeto, che tic anche con percotimento rendati voce per sè medesime. P. Mulo, 4- Salv. Avveri. %. 3. 1. 5. Distinse Platone nel Cratilo tutte le lettere in vocali, mezze vocali , e mutole. E panie. 8. Ad altre ( consonanti ) si dice mutole , perciocché cosi il principio, come la fine del lor suono, par quasi tutto verso Testinno q ueHestrenio della bocca, e che sensibilmente non vi s’adoperi il gorgozzule, principale organo della voce ; onde lettere mutole, ciò--' quasi senza voce , siamo usati di nominarle. (V) 3 — * Alla mutola , posto avverò. = Senza patiate. Tacitamente. U. Alla mutola. (A) Mutra.* (Geog.) Città dell’ Indostctn. (G) Mtjtto.* Add. e sm. P.AJA, e di’ Muto. Fr.Barb. f8. 21. Ma turba tutto e sta gran pezza multo./? 218. 3. Né figliuoli parlanti e multi. E a8g Se non son sordi e luutti, (V) N MuttrA.* (Geog.) Città dell* Arabia. (G) , gntìc^ Mutuali.* (Geog.) Mu-tu-à-li, Metuali.Po/Aoh**//u Turchia a 511 Or - Mutuamente , Mn-tua-mén-te. Avv. Scambievolmente. //<**» ^ a e nf erpes àkkrìXov?. E ir. Dial. bell. dona. 38i. Nelle veneree azj_ gocii amorosi assai benefìci! accaggiono mutuamente tra % Mutuante. (Leg.) Mu-tu-àn-le. Pari, di Mutuare. Che muiu&t danaro a mutuo . (A) De Jaic. Berg. (0) Mutuare. (Log.) Mulu-à-re. Alt. Dar danaro a mutuo. (Ay ^0# Mutuatario. (Leg.) Mu-tua-tà-ri-o. Add. e sm. Colui che ri tuo. (A) De Lue. Berg. (0) ntiiW 0 '' Mutuato.* (Leg.) Mu-tu-à-to. Add. m. da Mutuare. Dat° a di reg. (O) . . Mutuazione, Mu-tn-a-siò-ne. [A/^] Contraccambio , Scambi vices, aiternatio. Gr. à(j.oi$ri. Fr. Giord. Pred.R• Si ee -j tra loro la mutuazione dello amore. • j ìì’Ii^' u) Mutucumenzi.* (Grog.) Mu-tu-cu-mén-zi. Antichi popoli"** Mutuin,* (Mit. Afr.) Mu-tu in Sm. Uno de sacerdoti fi 1 f*/ 1 . Mutcllo.* (Geog.) Mu-tùl-lo. Fiume della Nwnidia. il Mutulo. (Archi.) Mù-tu-lo. Sm. Specie di modiglione delta ^0 nca ♦ detta anche Aiutilo. (Dal lat. mululus usato in < ì ueS J Vilruvio.) (A) (Mil) _ ^ 0 Mutuo. (Leg.) Mù-tu-o. Am. Imprestilo di danaro } ^ 0,? quale uno de contraenti consegna all’ altro una data qi iail , u ni0 le quali con V uso si consumano , con V obbligo a $ ue /\) (W ^ restituirgli altrettanto della medesima specie e qualità . Mutuo. Add. [m. T. relativo che dinota qualche cosa eh fra due o piti persone ; Vicendevole,! Scambievole. àfx,ot& t ’' bruno.) — Cajo. V. Scevola. — Publio. Console roma" , f Nasica. —Quinto. Pontefice amico di Cicerone, c °i ic he sulto ec. — Augure e console insieme con Metello. < l . pt’ da Cicerone. — Architetto romano. — ó'uoceiv di ^ Amico di Tiberio. (B) (Mit) Mozzo, Muz-zo. iAdcl. m. F.A.) Di mezzo sapore. ris. (Dall’ar. muzz vino, granato od altro ebe abbia di dolce e di acido.) Cr. 5.i3.io. Le melagrane s011 ° j 01) o P°L , ,} ' composte, le quali tutte sono afre e lazze ec. ; alcun® . £ ovvero lazze , alcune agre , alcune inuzze, alcune i " 0 f°e{ w Il muzzo liquore è quello che è tra ’l dolce c P a< ^.^ BJ o ' Bea sugo dì melagrane muzzc. Lib. cur. malati• O 1 delle mele muzzc. N N N. (Jojt. comi) Lettera [ che si pronunzia appoggiando la puma della lingua al piànto, vicino ai denti superiori, e facendo y in parte passar la voce pel naso ; perciò chiamata Linguale nasale. E la decima dette consonanti , e la decimaterza lettera dell alfabeto italiano. È] di suono simile alla M, [nella quale si cambia sempre avanti a B c P, come Giambattista, Giampiero , Imbiancare , imparentare , in luogo di Gianbattista, Gianpiero, Inbianc.are, Inparentarr, e così pure Tienimi per Tienili e simili .] Questa lettera si raddoppia , come f altre consonatiti , dov’ è mestieìi , come Panno, Cenno. Posta dopo la Q. f perde una gran parte del suo suono , e quasi un ’ altra lettera ne di * venta : e ciò addiviene per lo più nel mezzo (.Iella parola ^ e nella sii laba stessa , come Agnello. Può forse talora avvenir ciò w principio di paro/a, ma mollo di rado, come Gnaffe, Gnau, Gnocco, Gnomone. Liiceve dopo di sè delle consonanti , il C , D , F, G , S , T, V , Z, [ed finche L, Q e [] nel mezzo della parola , ma in diversa sii- lata , e allora si pronunzia con suono alquanto rimesso, come. Banco, Banda, Enfiato, Vangelo, Mensa . Vento , Convito , Stanza, [Santo, Appropinquare , Eurico.] Ammette avutili dì sè , in mezzo della pa - R P'c- -he l a S ’ P l li rolli la P. e la S, come Arnie, Disnebbiare, [ed y. M, P, come Abiu-r, Dnicpcr, Salnitro, Muesteo, L ' i' 1 11 Jlf ì ’„ malico; ] quantunque la S non le si traci mai p; s , n lli . parola , se non iui cerbi composti colla preposizion. si igli cipio più spesso , come Snodare, Snello; in q ues y e fie eli . zia la S, come avanti la M, con quel suono piu so voce Confusa , siccome si dice nella lettera S- — Anticamente mutalo m L , per idiotismo da c p4 Barb. So. 4• Creduli dover tenere La gente gr°s te .( legge ( cioè pigliatilo.) Nov. ant. I cavalieri c . •| u ta«“;V tJl ^ (cioè prcgaronlo.) Bocc. Lab. O possiegolla P U1 . 0 „ n 1 ■ j, «tic. Originale del Petrarca : K se qui la inemorM • . ^ suol fare , escusilla i martiri. (V) pr**! 0 tltfP tffi (Arit.) Presso i Girci significa 5o , ed ai ' sec0 iid» figo- ma questi più spesso la usarono per indicare 9 °’f V 000 , .ìiiwimu -. , ■ ftjì 4 — * (Mavin.) N significa Nord o Setteutnon ' ^ T . .la 5 —*(Med )N .JSelle ricette è abbreviaziorte ddt (t r v secondo Baronco. Con una linea sopra '■Co 11- INA NACGARO > mìzi’jb 0 ° ter S° P er trovast usato in principio di pe- 487 c ^ e precer/ ^ Un verso , ed anche in mezzo del perìodo . ma senza * (,’ 1 V| Nudi - - - Antica città delV Asia sul Gange, * l( f r f a P It( de dell’ isola di Taprobana. (G) /r-v eo ?0 Na-à-lol. Città della Palestina , nella tribù di Za- 'Ui». ’ 1.1*1 t v&. Ditir. 128. Il Boccaccio usò ninferno per inferno, nabissare per abusare , il che fu osservato ancora da Franco Sacchetti. 2 — Rovinare , Fracassare , [Andar sottosopra,] Sprofondare. Vii. S. Gio. Balt. Temeano che non nabissasse tutta quella provincia per cosi gran peccato. Sen. Pisi. Quante volte son nabissate cittadi e ville e castella per un tremuoto. » (Lo slesso esempio citalo dalla Cr. sotto la V. Abissare inabissate.) Buon. Pier. 2.4- 2.9. Ber far la città nostra Perire e nabissar. E Salvia. Annoi, ivi : Cioè innabissat-e , andare in abisso , sprofondare. (N) 3 —* Nabissare nel mare 0 simile—Sommergersi. Vit.SS.Pad. Nel tempo che Faraone perseguitò tanto gli fìgliuol d’ìsdrael,e’nabissò nel mare.(A) 4 [E n. pass, nel primo sign.} fratte.Sacch. nov. 66. E cosi sinabissava , come se la fante in quell’ ora l’ avesse voluta cacciare fuora di casa sua. 5 — [E nel secondo sigili} Pisi. S. Gir. profondo. 6 — Alt. Mandar sottosopra. Lat. evertere, demergere, sternere, sub- mere. Gr■ erpicati, ircufi!» , xara(3s&/|[w, Fr. Jac. T. Non consideri, peccatore , Ch’io ti posso nabissare ?» Pisi. S Gir. Eust. cap. 1. Intendi ancora per te ed a te detta quella parola , la quale disse l’angelo a L0H0 , quando voleva nabissare Soddoma ec.E cap. 11. Cantiamo , lodando il nostro Signore , perdi’è cosi magnificato , avendo nahissati li nostri nimici. E S. Agosl.Pist. a Cir. Che per questo mandoe Iddio il diluvio nel mondo, e nabissò Soddouva e Gomorra. (N) 7 —■ lEd in forza di norhe.} Bocc. nov. 79. 3g. Cominciò a saltabel- larc , e a fare un nabissare grandissimo su per la piazza. E poi lasciarsi nabissare ia ' fp lotle » onde nihhwnim consolazioni.) (B) e °S') Gruppo d'isole nel golfo arabico. (G) l > * Na-n - r ‘- ~ T ‘ - man. N. pr. m. Lai. Naaman. (Dall’ebr. nehhamah Nabissato, Nabis sà-to.Add, m. da Nabissare. C Lo stesso che InnabUsafco, % *Ut. \ N. pr. m. Lai. Naliamani, (V. Naaman.) (B) lampi nel fracassìo usciti, e Abissato. Lat. subrutus , eversus. Gr. ccvx ‘ * - 1 - 1 * i'iaildtunii., \ t , *1.111.j »*._* »i«ea« ly CU* \ { f l dì Na-a-màt. Antica città della Giudea , nella media Napisso , Na-bis-30. iSm.P'. e r/i’] Abisso. Lat. abyssus, tartarus^-tar- tara. Gr. r/ip-rxpo;. Vend.Crisi. 4»- Tolse und, de’maggiori principi e de’maggiori baroni cbe fosse nel profondo del nibissó, il quale fu trasfigurato in forma d’una donna. B'r. Giorti S Pred. zo. ProfonUauo tanto, che ne vanno insino al nabisso. E altro ce: Dice la Scrittura, cbe egli sta legato nel nabisso per virlù d’Iddio. 2 — IÈ perchè in Abisso v' è confusione e disordine ,] le donne fio - remine chiamano Nabissi f fanciulli che mai non si fermano , e seni - pre procacciano di far qualche mede, [ed anche i giovani insolenti ci,e guastano e chiappano.}Dicesi anche Fistolo, Facimale. «Buon. Tana. 4-g. Trovava appunto mogliama dal forno, E aveva in g: einbo quattro stiacciatone , ec. : Come nabissi Glie l acchiapparou tutte. (B) E Salvia. Annot. ivi : Perchè in abisso V è confusione , nabissi si chiamano i giovani insolenti , e che guastano e chiappano. (N) 3 — Per simil. Ciriff. Colo. 3. in. E Siuefido colla gigaate»a Pareva n veramente due nabissi. Nabla. * (Gong.) Antica citili della Sarmazut asiatica. (G) Nabla. * (Mus.) *■ ìS?8-) Città della Barberia. (G) TTj'ba lo.A. pr. tri. Lat. Nabal. (Dall’ ebr. nabal stolto.)(B) ti ■! k? : ’ ‘M.* ^’to.AY. pi\ m. Jjat. iNaDal. (Uaii e£>r, nat?al stoito.)( B) leso, altri ni * A^* e °g.)Na-ban-nà-i. a//U/c/u' popoli dell' Asia nella Serica. (G) Nasopolassar^e N ò-ba ri. Città del Giappone , nell ’ isola di Nifon.(fx) Babilonia , p : m. (Dal pers. neberd battagfa, e san \f !'» * (c ° r delle battaglie.) —■ Generale e traditore di Dario . (Mit) /V ivr„ ta /... -. n --* . .1 pad/v di Nabucodonosor. (Mit) Naborre , * Na-bòr-re. N, pr, m, Lat. Nabor. (Dall ebr. nabi profeta , ed or luce : Lnce de’profeti.) (B) }p.) ■iV. ^a-ba-si. A ut. popoli della Miuritania Cesarìense.{ G) Nabot. *N, pr.m Lat. Nab:tfi. (Dall’ebr. nebuath vaticini!, profezie.)(B) Si %lio ,'r'r Lat ' Nabat. (Dall’ebr. nibbat guardare: Clic guar- 2 — * (Geog.) Antica Città eretta dai figli di Ruben. (G) ‘ ■ s-. Lsninpìa /R*! 7V. „ * AL, cs. 7\T .... ». f n c/*>cc/t f'ht> ?Jal>nr/‘lnn/‘Kf»r. ( IVì * (C° ** 1 S/Ìiae le* (B) (O) ^.^°K*) Na-bà ta. Lai. Nabatha. Città della Palestina^ndb ’ (Gg 8- ' 1 A'*aJj-dà-i. Amichi popoli della Palestina. (G) Nii-T^] Na ' bi - a - ni - Antichi popoli della Sarmazìa asiatica. (G) Sl 8ftori, , A. pr. m. Lat. Nabis. ( In basco o cantabro na~ °tf. ’^fabatsa orribile esecrando .)—Tiranno di Sporta Nab occo , * Na-bùc-co. N. pr. m. Lo stesso che Nabucdonosor. V.(N) Nascjccodosossorre , * Na-bnc-co-do-nos-sòr-re. N. pr. m. Lo stesso che Nabucdonosor. V. Segner. Crisi, insti-. 3. 14- à. (N) NabDCDososor,* Na-buc-do-nò-sor, Nabuccodonosor, Nabuccod mosson e, Nabucco. iV. pr. m. L.-tl. Nabuchodonosor. ( Si suoi trarre dall’ ebr. nabagh emanare , din giudizio, e sar principe : Principe cbe emana i giudizii. Ma la V. è di tutl’altr.i origine. V- Nabo.)—, Re d Asstrta, . . vìnto da Classare .— Re di Babilonia , cognominato II Grande , ce- tu- Zebre conquistatore dell' Oriente, (B) (Mit) — NABUs.*(M:it.)iVbmeso«o il quale Mercurio era adoralo in Cizn o .(Mit) ' T —, 2V. pr.m.Lai. Nabuzardau. (Dall’ebr. udice : Profeta e Giudice sti a- t \ 'ì°ft de i- con alcune speme del genere reduvius di Fabri- ? l) ' 0mi nati dal divorare che fanno gli insetti più deboli di W. ass. si, tv «fa- ‘in-ec'e’ f'aperversare. ---- - n iò ’ 'Macellari. Gr. fixlr.eùxt. (Viene, secondo i pm, ... > ad in fatti per nabissare in Iti usandidire far stne. d‘ Innabissare. V.A. e contadi- [Lo stesso che Inuabissaree Abissare. ‘ G altr 0 iq. araba nabi-, yale appunto ira. ) Red. Amai, [„t. Nubuzesbaz. ( Dali’ ebr. Naccaro , Nac ca to .(; c ;j j; natte con naccari e coti tamburi. , fi ^Ew'tì'ca’rt- anchf da'moderni. Sanuaz, Arcad. egl. p lo vidi malinconico Selvaggio P er la M ‘ n P 0 6 na « » naccari, .ihc gl 'Tavolasti tu, ec. (3) J _ : ? I ■d' ! : mi 'Il ■ i f ' » I 488 NACCHERA Nacchera , Nàc-che-ra. [Sf. PI, Nacchere eh'è più in mìo.] Strumento simile al tamburo di suono , ma non di forma , e suonasi [per lo piu ] a cavallo. — , Naccaro , Nacchcro, Gnacchera , sin. Lat. tym- panum. Gr. rv^ocv:v. (DalTar. naqron che vale il medesimo. In ebr ..nahaq far tumulto , strepito.) G. F\ 10. 5g. 5. Con gran vigore , e grida , e spavento di trombe e di nacchere , entrarono nella terra. Bocc. nov. yg. 3t. I frati minori a suon di nacchere le ren- don tributo. Barn. Ori. 2. 28. 18. Nacchere e corni e tamburini e trombe In un tratto a rumor miser la piazza. Morg. 27. 55. E chi sonava tamburo , e chi nacchera. Bed. Annoi. DUìr.84 ■ Le nacchere sono altresì due strumenti di rame in foggia di due grandi pentole vestite di cuojo , e per di sopra ne] largo della bocca coperte con pelle da tamburo, e sì suonano con due bacchette, battendo con esse vicendevolmente a tempo or sopra Tulio, or sopra T altro di questi strumenti. j> Montecucc. Toccar le trombe c le nacchere dove non è gente , e non toccare dove ella è. (Gr) « — Dicesi anche nel pi. Nacchere [o Castagnette], Uno strumento fanciullesco di legno che si suona per ha]a ; [o piuttosto quell’ istrn- mento da percossa, composto di due piccoli pezzi di legno duro, fatti in forma di noce, i cui orli si combaciano insieme.Le nacchere si attaccano per via d’ un cordone al pollice, e vi si fanno sdrucciolar sopra rapidamente le altre dita , con che si viene a produrre un battimento simile al trillo, che imprime un carattere molto gajo cosi al canto come alla danza che si accompagnano col suono di questo strumento .] Lat. cvotalum. Gr, Kpo-nxXos. Bed. Annoi. Ditir. 81. Si dice eziandio nacchere nel plurale a uno strumento fanciullesco da suono , fabbricato di legni , o d' ossi o di gusci di noce o di nicchi , che posto fra le dita della mano sinistra , si batte con la destra. 3 — E per simit. Morg. 18. 126. Fa eli'e* sia caldo, a poi sonar le nacchere Con spezie , melarance , e altre zacchere. 4 — Per metaf. Sonar le nacchere —delle busse, Percuotere. Lat. flagris cacdere, verberare. Gr. xiAfitw. Franc.Sacch. nov. 86- Com*ólla fu in casa, e fra Michele comincia a sonare le nacchere. E nov.ig2. Tantoché Capodoca cominciò anche a risonare lo nacchere. 2 — (Zool.) [Gran nicchio di mare, ossia Genere di conchiglie bivalvi, fatte in cono tondo dalla parte più. larga e più sottile del guscio, ed ottuso in punta. Da questa parte esce una specie di cordone, 0 fiocco di pelo forte ci me seta , dello Velo di nacchera, con cui Va ni mal vivente si attacca agli scogli per difendersi dall'ondate del mare.] (Dallo spagn. linear guscio della conchiglia.) Red. Annoi. Ditir. 83. Nacchera ec. in primo luogo vale lo stesso che madrcperla ec. Nacchera significa ancora quella sorta di conchiglie marine che da Plinio furono chiamate Pemac , e dal Mattinolo e dall’ Aldrovaiulo furono dette Pinnae, le quali producono una certa lana o sola chiamata volgarmente da' medici Pelo di nacchera. 3 — Nel num. del più, Piccoli pezzi di pasta, di castagne o di farina dolce fritti in padella. L. Pancini. Cic. Perchè io so che si friggono itifino le nacchere o castagnette che si chiamino- (A) (La Cv. alla v. Castagnetta interpretò diversam. coteste Nacchere.) (N) 4 — * (Boi.) JSorne volgare di una specie di colutea , comune ne' boschi , e notevole pe suoi legumi rigonfi come vesciche . Lat. colutea arborescens. (N) Nàcchekf.tta , Nac-chc-rét-ta. Sfi dim.di Nacchera. Dicesi anche Naccherino. Forti g. Bice. Parte crotali usava e naccherettc. (A) Naccherino , Nac-chc-rì-no. [Sm.don.di Nacchera.A dccherefta-] Frano. Sacch. rim. ifi Giù trombe e trombettine, Svcglioni e naccherini. » Ator. Semifi.'óS.Yc’ nella oste bandire per lo seguente die un assalto generale ec.,e trombando con cennamelle e trombette e nacchcrini.ee (V) 2 — [Usato anche inforza di add .] Suonator di Nacchera.Lat. tym- panotriba. Gr.rvp’xxvorfii^s, G.F. 11.g2. 3. Sono i banditori sei, c trombadori, naccherino e sveglia, cennamella c trombetta dieci. Stor. Bin. Montali. Mandògli un suo naccherino a domandar la battaglia. 3 — Per vezzo detto anche a un Fanciullo vezzoso o ad Alcun piccolo animale. Segr. Fior. Mandr. 5. 2. E’me lo pare avere in braccio il naccherino. Nacchero, Nàc*chc-ro. Sm.F. poco usala. F. e '///'Nacchera. Fav.’Esop. ij3 .Conciò il cuojo, c deìTuna parte fece un crivello*^., e dell’aitra parie un pujo di nacchcrì. (V) (U ediz. dì Padova 1811 apag.i3t ha nacchere.) Sannaz. Arcad. pr. 10. Nella quale, (gi'otla) arrivando, si sentono subito strepiti orribilissimi , fatti divinamente in quel luogo da non veduti spirti , come se mille mila nacchcrì vi si so- russerò. (B) Naccuerone, Nac-chc-ró-ne. [5*/».] accr.di [Nacchero è] Nacchera. Ci- rijfi Calv. 1 . 20. E corni e tamburacci e naccheroni. E 2.48. Tante trombette , e sveglie, e eembanelle , E tamburacci, e naccheroni, e corni Si sonavano , ec. Morg. 26. /fi. E si sentiva i più strali naccheroni , E tante busno e corni alla moresca. Nachod. * (Geog.) Città della Boemia. (G) Nachor. * 2V. pr. m. Lo stesso che Nacorre. V . (O) Nacoleja. * (Geog.) Na-co-lè-ja. Ant. città della Gran Frigia. (G) Nacomisii. * (Geog.) Na-co-mì-si-i. Antichi popoli della Mauritania Ce - sariense. (G) . Nacona * (Geog.) Na-có-na. Antica città della Sicilia. (G) Nacorre , * Na-eòr-re , Nachor. N. pr. m. Lat. Nachor. ( Dall* ebr. nachar straniero, ovvero da naqar scavare.) (B) 2 — * (Geog.) Città della Mesopotamia. (G) Nàcrasa. * (Geog.) Na-crà-sa. Antica città della Lidia. ( G) Nacri.* (Geog.) ZnJ.Arcilis. Is. dell’Arcipelago, una delle Sporadu(fPj Nacria. * (Geog.) Nà-cri-a. Antica città della Campania. (G) Nacrite, (Min.) Na-crì-te. Sfi Specie di pietra untuosa , che si presenta in piccole pallinole di un color bianco argenteo,grigio di perla lucido} è friabile ed untuosa al tatto , e lascia sulle dita una polvere color di perla ; è leggerissima, si gonfia alcun poco nell acqua e si fonde facilmente alla lampada dello smaltatore. (Boss) NAGLEFARE ( NàCtai. * (Geog.) Na-ctà-z. Popoli de ’ dintorni del Ponto Nacuensi. * (Geog.) Na-cu-cn-si. Popoli delta Mauritania posti da Plinio appiè del monte Garaphes. Altri scrivono Aco fi Nada. * F. Spagn. Avv. Niente, Nulla. P. Salvetti nel s . li0 i- per la perdita d’un grillo. (O) Loll. Fu. g. 43. Moro 10 u che per me ridotta Sia al fin T impresa L’onor mi basta. (N) chero 10 0^ Nadab. * (Mit. Maona.) Sm, Supremo pontefice, ossia Gran i* C'"‘ [ de’ Persiani, la cui dignità corrisponde a cpielia del differenza che il nadab può privarsi deli ecclesiastica sua af f aspirare agl’ impieghi civili ; il che non è concesso al tnitl ll ' J (|| pf di se dite giudei, uno detto Seiik, l'altro Casi, che decidon 0 teria di religione. (Mit) tj, I 1 ' Nadabbo , * Na-dùb-ho. N. pr. m. Lat. Nadab. ( Dall’ ebr. " fll , bcralmente donare.) (B) Ab * Naoabia , * Na da-bi-a. N. pr. m. Lat. Nadabia. (Dall’ ebr. " berale , jah signore.) (B) i jfi-iA) Nadagaea. * (Geog.) Na-da-gà-ga , Naragara. Jnt. città dell di ^ (W Najddo. * N. pr. m. Lo stesso che Naldo , accora, di BinaW 0 ’ Nadendal.* (Geog.) Na-dèn-dal. Cit.della Ilussiaeur. nella Nadir. (Astr.) [óVn.] Voce araba, usata dagli astronomi P el \ a pl ^ 4 (Gcog.) Kagnà-ta. Antica città dell' Ibernia. (G) ^oc c ^* | l ’*^(Ge°g.) Na-gna-tà-i. Popoli dell’antica Ibernia, sulla costa ^’tGow * (Geog.) Na-gò-ja. Cit. del Giappone nell’isola di Nifon. (G) rj*co„ A- t * (Gcog.) Na-gòl-da. Città del Regno di Virtemberga, (G) ”ago P iS ' t (Agr.) Na-gó-ne. Sm. V. e di' Navone. Mattici. Berg. (O) f Ag 0 ‘ ' (Geog.) Na-gò-re. Città dell' Indostan. (G) ■ nA- * (Geog.) Na-go-tà-ma. Città dell’ Indostan inglese. (G) " 4ci ‘tir, 4 ’** (Geog.) Nag pà-ra. Città dell' Indostan. (G) Na g-P ù ■ra. Città e Stato dell’Indostan, nel territorio Ncg- f, a Jfo 5 Vassallo degl’ Inglesi. (G) ■‘licjj (Geog.) Isola della Finlandia. (G) filila ’/ . Naum. J\. pr. m. Lai. Nahum. (Dall’cbr, num dormire.)— ^'se. i e fo 0 diciprofeti minori. (Ber) Inil.) Na-i-bc. Sm. Dottore della legge, il quale nelle se ha cura delle leggi e della religione. I Naibi hanno sotto di ro , ed è sommo pontefice ed insieme primo magistrato lattine : non si allontana mai dal re. (Hit) §'kr,Q Nà-i-bo. F. A. più usala nel pi. Naibi. Carte da Pr 0c (Viene dallo spagn. naypes che vale il medesimo , e che giiiQ i ? dal basco naipea di simil senso.) Cron. Morali. 270. Fa de’ bai}j| 1 che usano i fanciulli, agli aliossi , alla trottola , a’ ferri, a* «ifoj a c odcrone e simili. Morg. 7 .62. E com’e’ giunse , gridava’1 se’qui , re di naibi 0 di scacchi; Col mio battaglio con» * io t’ammacclii. (/• ^ 0o ^') Nà-i-dc. Sf F. G. Lai. nais. (V. Najade mit.) Ge- 1 v . (:r,n i acquatici , così nominati da Lamouroux : hanno la *' Cl toJ 3,ll>a dì tentacoli e tromba , senza digitazioni nella parte po- \A>V) * e > nori presentano alcuna traccia <£ occhi, e corrispondono alle ì^ *r\V cìl Gmelin. (Aq) rSfii* '^ f ') Ninfe compagne di Bacco. Salem. Cas. n 3 . * Abitar la magione, colle Naidi Ninfe. Le Ninfe compagne di P*’r tutto i poeti chiamano Naidi. (N) ^^*0 Antica città della Palestina, di là del Giordano, presso Co g.) Città dell ’ Indostan. (G) *^1(1 ^ ÌOi] ) Nà-i-re. Nairs, Add. e sm. Nobile indiano , al quale VQWicolurmintc C onore della milizia. I Nairi sono nell'India la h *"ico n asse dell ’ universo popolo , e sono allevati aitarmi, nelle quali S 0 € ccelleniissimi. Serdonati. Ha quallro ordini d’ uomini nel ^’do? 0 1 Sutra ì^ e s 'g uori > chc volgarmente cliiamano Calmali ; • **1» 1 e . Cl,l ’ a tori delle cose sacre 5 questi sono Bracmani d* anti- ‘l^figine e nome; Soldati e maestri di guerra tutti nobili,no- . ’^sr, ,l' a iri. E altrove : I nostri poi colle artiglierie grosse rivolte e Ho c ittà rovinarono molti editìzii, e sbranarono molte persone, )i> cj} e cer° g rav(; SC( >mpio , e fra questi un Naire molto grato al re, subito gli cadde morto a’ piedi. (Gr) !\ * fi* 60 ?») Città e contea della Scozia. (G) Ji} Mod.) Nome della casta militare degl Indostani del Ma- * e * Indostan inglese . Lo stesso che Naire. F. (G) Si ° Na-ìs-so. Lai. Naissus. Antica città della Dardania, c V^ a j Elesponto, ora Nissa. (G) • Pat't y'^-P r -f‘ (V .Najade.')—Ninfa del monte Ida,che sposo Capi, i 0 ^ttì- ri Anchise.—A tra ninfa, dalla quale Saturno elle durone. ni nfa che da fìticohone fu resa madre di Esepo e Peda- 5 , r f ìl inf a sposa di Olnone , madre di Ofìtione .— Ninfa rna- ^j t(l di. 7 'elide c dell Oceano , madre di Gluteo e di Lele- U<1 nuL J a moglie di Magrete e madre dì Poli delle e di Dit- h Kì) K, ?n? 0 §*) Lnt- Najacum .Ciudi Francia, nel dip.dell'AveyronXCI) >. sr Jl >) Nà-ja-da. [A/i PI. Najade. V.A.F.e dt\ Najad c.Dant. ò ** 9 ' Ma tosto ben li fatti le Naiàde, CI nanfa 4 8 9 nome di un istrumenlo musico, e secondo i PP. greci e latini, vale eredità.) — Moglie di Cam, (Mit) Nalda. (Bot.) Sf. Specie di digitate, che distinguesi dalle altre per le foglie del calice e del fusto lanceolate e lisce, e per le corolle pic- ciole e acute , col labbro superiore bifido. Appartiene alta classe di- dmamia , ed alt ordine angiospermio di Linneo. E pianta perenne , che trovasi per tutto nelle selve ombrose dell’ Italia , e fiorisce net Giugno e Luglio. Dtcesi anche Erba nalda. Lai. digitalis lutea Linn. Targ. Tozz. II. boi. 2 . p. Sf 3 . Erba Nalda. (B) Nalda.* V. All’analda. (Jf Naldo , * Naddo. IV. pr. ra. accoro, di Kinaldo. V. (B) Nalconda.* (Geog.) NaI-gón-da. Città dell’ Indostan. (G) Nalubi.* (Geog.) Na-lu-bi. Popolt della Senegambia. (G) Nama.* (Bot.) Sf.F.G. Lai. nanna. (Da riama linfa.) Genere di piante nella pentandria diginia, famiglia delle idroleacee di Brown, caratterizzalo dal calice diviso in cinque parti, la corolla rotala, gli sta mi rinchiusi , e la capsula biloculare col sepimento interrotto piaceli- tiferò ; la specie che gli ha servito di tipo è indigena della Giam- maica e cresce presso le sorgenti delle acque e lungo ifiumi. (Ar - p j ic**!. 110 d* ordinario nelle acque , ma talvolta anche nellepraffi Noi r i Sc àì, e spesso in antri vicini al mare .—, Najuda, sin.] es * Gr. vrlìdbss. ( Suol dedursi dal gr. naia io scorro , e !S Sl fono ne/f Arianna informa, altro Ditirambo del Hedi.)(J5ì) fyhWìa ^"ja-dc-c. Sf. pi. Lat. najadeae. (V. Najade mit. ) qi,/? «coti/* ì >lantc 5 stabilita da Jussicu , e da lui posta nella classe )i%b * u e< * onee, > ohe comprende le piante acquatiche , onde ebbero ^ e di patomotìloe.Om la famiglia di tali piante Q^ 1, * y classe delle monocotiledonie cogli slami ipoginii. (Aq) „ Ve 0s W (B t v 'y iòs e ai T\à-ja-rli. Sf. pi. /V G. Lat. uajades. (V. najadee.) Sec aritf Un ? e > y® cw trasse il nome V antica famiglia delle najadi, N S 0n ° l { s ì $ tema di Linneo , si collocano nella monoecia tri - f fra, t ? piante abitatrici delie acque ; e la loro specie più co* * (Oc 1 \ ^ a ^*jj as tetrasperma di JVilldenow. (Aq) Na-jè-ra , Nagera. Cit . della Spagna, nelle prov.di * ^eop ^ A ' If. n J Antica città della Giudea , nella tribù di Efraim. (G) P 1 ' f' ( Dall ebr. nehhiloth , che secondo i Rabbini , e ah. * (Geog.) Città della Tarlarla indipendente. (G) ianzia.* (Geog.) Nam-màn-zi«a.LaJ. Nammantia. Antica città d’Italia nella Falerìa. (G) Namsi,* N. pr. m. Lat. Namsi. (Dall* ebr. nimsciah esser unto.) (B) Namslavu.* (Geog.) Nam-slà-vi-a. 7 e^. Namslau. Lat. Namslavia ,Città degli Stali Prussiani nella Slesia. (G) NaiwueIiE , * Na-mu-è-Ie. N. pr, m. Lat. Namucl. (Dall’ ebr. num dormire , ed el Iddio : Chi dorme in Dio.) (B) Namur.* (Geog.) Aar.Namon, NamureuinXVwd e prov. de*Paesi Bassi.(G ) Namusq.* (Geog.) Na-mù-sa. La principale delle isole Menguis, nell’arcipelago delle Filippine. (G) Nana.* Add. e sf di Nano. Donna mostruosa per piccolezza. .Nano.(A) Nahàgunà.* (Gcog.) Na-na-gù-na. Antica riviera delle Indie. (G) Nanca.* (Geog.) Gruppo d' isololti nell Arcipelago della Sonda. (Gì Nanchas." ^ NA^•cm^•o NANcy.* (Geog.) pitale del Ducato di Lorena . (G) Nandair.* (Geog.) Nart-dà-ir , Nandere. Città dell* Indostan. (G) Nandaha.* (Mit. Ind.) Nan-dà-na. Sm. Il giardino d'Indra.V .ladra.(Mit) Nakdaprajaga. * (Mit. Ind.) Nan-da*pra-jà-ga. Sm. Luogo dì pellegrinaggio nell' Indostan. (Mit) Nandù* (MitJnd.) La ninfa o la dea della gioja, secondo i Gentù.{ Mit.) Nandigcelsuer.* (Mit. Ind.) Nan-di-gucl-sù-er. Portinajo del Caulasa , che va rappresentalo con testa taurifonne. (Mit) Nàndoda.* (Gcog.) Nan-dò-da, Città dell' Indostan inglese. (G) Nandura.* (Geog.) Nan-du-ra. Città dell’ Indostan inglese. (G) NaHdohbara.* (Geog.) Nan-dur-ba-ra. Città dell Indostan inglese. (G) Nanea.* (Mit. Orient.) Na- nè-a. Dea che aveva un rinomalo tempio ad hbmaide nella Persia : gti uni la credevano Piana, ola Luna, Appiano la stimò Venere , e Polibio la chiama Venere Elimea ; altri vogliono che fosse Cibele. ( Ed io sospetto che sia Cerere , poiché nan in pers. significa pane.) (Mit) Nakea.* (Lett.) Sfi Titolo a’un poema eroicomico del Lasca intorno ai nani. (N) Naneo , * Na-nè-o. Add. m. Di nano. Lasc. Non. 2. 52 . Si fu pò* tente il gran naneo furore. (Br) ... Nanerello Na-ne-rèl-lo. [d’m.] dim.di Nano.fPiceo/o nano ,]—, Nanetto, Nanino, Nanerottolo,Nanuzzo,«n. Lat. pnmiiio.Gr.wo^m.Car.MaU. Veneadi quegli alati nanerelli Un che mel tragga fuor delle marruche. Najìerottolo, Na-ne-ròt-to-Io. [fV ni . dim. di Nano.] Lo stesso che Nanerello. F. .KT. 1 «v Nanetto , Na-nét-to. Sm. dim. di Nano. Lo stesso che Nauerello. V. Car. Apoi. pag. 211. Mostravano questi raanetti d’aver qualche interesse ed anche nimicizia col barbagianni. (A) (B) Nanfa. (Farm.) iAdd.f ] Aggiunto d’acqua odorifera [cavata per distillazione , e si suol dire quella che si distilla dal fior d' cu'ancio. Lo stesso che Laida. F., e F. Acqua nanfa. ] ( V. I* etimol. di acqua, nanfa. In ai\ naphahha sparse il suo odore , spirò fragranza.) 4(3-0 NANFANIONE Nanfànionb , * Nan-fa-ni-ó-ne. N. pr. m. Lat. Namphanion. (In pers. non pane, e ferie ingordigia : Ingordigia di pane.) (B) Nanfio.* (Geog) Nàa-fi-o. Lùt.Membliaros. Lo stesso che Anali. F. (G) Nanga.* (Geog.) Città del Giappone. (G) NangaTto.* (Geog.) Nan-gà-to. Lo stesso che Nagato. F. (G> Nanghinata.* (Milit.) Nau-glri-nà-ta. Sf Amie in asta de * Giapponesi , fatta d’un ferro largo, acuto e togliente come una mezza spada, fermato sopra un manico di legno. Bartol. E gli fu tronco ( il collo) a un colpo di nanghinuta, eh’è una mezza .j-jada larga e in asta. (Gr) Nangis.* (.Geog.) Citta di Francia nel cbf di Senna e Marna. (G) Nangologi. * (Geog ) jSan-gò-lo-gi. Antichi popoli delle Lidie al di là del Gange. (G) Nangustia , * Nan-gu-sti-a. Sf F. A. F. e f/i’Angustia. Guìtl. leu. 3. 18 . Tormenta noi in nangustia di .tante tribolazioni. (V) Nankino.* (Geog.) Nan-kì-no, Nankin, Nanchino .Città della China. (G) Nanina , Na-nì-na. Sf. dim. di Nana. Piccolissima nana. Salviti.Cas. i44> La piccola e nanina è tutta grazia , E saporita. (A) (N) Nanino , Na-nì-no. Sm. dim . di Nano. Lo stesso che Nanereìlo. Magai. leu. La sua altezza era, se non erro, di tre piedi in circa j il viso , d’uomo, come sarebbe quello d’un nanino. (A) Nanna." (M.t. Celt) Moglie di Salderò , la quale dopo d’averla perduto , morì di dolore e fu abbruciata con lui con un nano vivo , ed un cavallo d( sto esempio e tolto da uno Scherzo in quarta runa del Redi. Fedi a pag. i55 del voi. 2 . delle Opere dello stesso , ediz. de Classici. ) (iVe/ primo esempio U Cav. Monti nel Saggio d’errori ec. a pag. 22 legge * Avvegnaché . . . chi dirà nobile quelli che della buona generazione degno non è ? Questo ec.) (B) Nano. [Add. m.~\ Si dFe di varie cose t quando non arrivano alla loro naturale e ordinaria grandezza. [Denominazione applicata a tuttigf individui di tutte le classi degli animali e de’vegetabili che sono di pìc- co/a statura : Piccivtezza che pub dipendere ne’ vivipari , e particolarmente ne' mammiferi delta specie umana , da mancanza di nutrizione nel seno materno o fuori di esso , dall 2 condizioni de*luoghi s da rachitismo , scrofole od altro vizio , dalla ristrettezza dell’ utero y o dalla simultanea esistenza di più embrioni nella medesima gesta- zione. Gli antichi e moderni supposero popoli di nani; ma t lVoglo- diti, ^ Pigmei , * Chimos e simdi non sono che favole.'] 2 •—• Si trasferisce ad ogni artifizio , e dicesi specialmente di eu'ifizio V di r.ìQ./ìbru di grossszut eccedente proporr tona? urne nle alla propria NAPO altezza, l'oc. Dis. Edilìzio nano. Vasar. Quelle stanze avevao^l^ sfogo , ed erano nane affatto. Cellin. p'it. Per non alterare della porta che era fatta a detto palazzo , quale era grande di quella lor maniera franciosa. (A) . ’ 3 — -dgg. di Pico , Melo e simili. Dan. Colt. 180 . Nani _s vClf o fichi , meli , e gli altri frutti , ponendo a luna scema rami ^ c0 . NÀkte. Avv. sino, di Innante. V. si. l r . c di’ Innanzi. I 1 ’ ^ 2 . /) 2 . Giustizia ci chiede la sua parte Nante che i’ uomo cibare. (V) _ ( AlaO J ° £tcS /s Nantes. * (Geog.) Lat. Condivicum , Civitas Namnetum ) i. ^iil— Condovicum, Namueta. Città di Francia , capitale del a l P‘ ^ della Loira inferiore. (G) J’if. 1 — * (St. Mod.) Editto di Nautes. Editto promulgato * 1F. in Nantes ilt5g8 a favore de’ Calvinisti, e Avocato da L 3 nel i685. (Ber) ^ a p, Nanti. {Avv. e prep. sinc. di limanti.] F. A. F e di L ante. Gr. -r Rim. ant. Guitt. R, Avvenne Nanti eh 'b ;1 e : ferisse il core, i r. Jac. T. 4. 1 . 1 . Deh fate peuitenzia . y’ apR^. passi '1 tempo. E q- <■ 5. Or nanti ch’ella venga, T u _ ,q lecchiate. Rim. ant. Guid. Guin. Nauti che *n terra scende^ Nanticociii. * (Geog.) Nan-ti-cò-chi. Indiani dell’America se nello Stato del Maryland. (G) j-'A^P^V) Nantiposto , * Nan-ti-pó-sto. Add. m. comp. F.A. F. e di u c si#*l |JI( Fr.Jac. T. 2 . 1J.4 • Nantiposto, il suo volere Ad ogni c0sa ^ aI itUi lCli ‘ Nantua. * (Geog.) Nau-tù-a. Lai. Nantuaiis , Nantoacui») ™ Città di Francia nel dipartimento dell ’ Aix. (G) . fra fy) Nantuati. * (Geog.) Nau-tu-à-ti. Antichi popoli compTes^ e l della Galliate che abitavano la parte del Falese vicina al fiypi Nantucket. * (Geog.) Nan-tu-ckèt, Citta e isola degli ■ty Massackaset. (G) Nantvico. * (Geog.) Naut-vì-co. bigi. Nantwich. Città nella Contea di Costei'. (G) Nanuzzo,* Nà-nuz-zo.Add. e sm. dim. di Nano. Lo stesso c'^ ^o-y^ F . Lasc. Han. /. 82 . Mellin , ch’era un nanuzzo Nanzi. [Avv. e vreposiz. sinc. d’ Innanzi.] F. A. [e contai * 1 di' ] Innanzi. Coll . Ab. Isac, cap. z/3. Rirmuova jì 'f'yi tua sollicitudine nanzi la marie. Amm. Ant. 36. 7* 7; lodarlo e cosa vergognosa. » (X ediz. del Marescotti h a g,. (h,, semplice n , come manti. F. limanti.) (B) Red. L et -t. Sirola ec. ha descritto nella sua predica quelle donne, cn 0 ( contro ec. si alzarono i panili di nanzi, e fecero «KMb-'a tC-'A oibò , et itcrum oibò. V’ era presente il Granduca. Buo»; ’ Nanzi ch’io pensi d’averla ingojata. E Salviti. Annot. idi- avanti, innanzi. (N) N apari. * (Geog.) Na-pà-ri. Antico Jìurne della Scizia. (. Napata. * (Geog.) Na-pà-ta. Antica città dell’ Etiopia. ( CnOS Nape. * (Mit.) Nume di uno decani di Atteone. (Dal a 1 * fi sta, pendio di monte.) (Mit) .■ n reP° se, ' > A s<> Napea. (Mit.) Na-pè-a. Sf. Fi. Napee. Ninfe che i P oe j fvel il ! ,l> ^f '- foreste , alle colline, ai boschetti, ai prati, alle valli, ed ^ f 11 ^'.j t a poco il culto delle Najadi. (Dal gr. napos bosco, p^. 11 je gjO s® p Chiabr.Op.t.z.pag.4.) rtxiìi «r-.a7m .i ali r»rfi Mirabili. «nAfflOnÙ dì i tnO^.-dU* ? regii alberghi spaziosi, gli orti Mirabili, soggiorni di n-C 0 oVf’., 1 iil' Napea. '(Bot.) Sf. F.G. Lat. Napaea. (Da napeos V Ka f- >n ,; s lia d e ‘y Genere di piante esotiche a fiori monopetali Bella piante esotiche a fiori monopetali della fa( l yirgV 11 ^^ vacee, che naturalmente vengono né'lunghi selvosi dA' a \ e lv», 0 re. (R) Sirn^ t °§) Invierà della Columbia. (G) AW* C, »°, * Na-po-le-on-cì-no. N. pr. m. dnn. di Napoleone. f^.(B) )( 1 % E Nnpo-le-ó-n -, y ^ , Napoleoncino , Napolino, Nappo. JS r . pr. Nap°loon. (Dal celi, nap , lo stesso che nab tìglio, c Leon cT j. di leone.) — Rnonaparte. Imperatore de Francesi e Re. c/o e ***» d più celebre uomo de tempi moderniche nacque in Ajac- 5 fi? 101 ' 1 in S. Flena nel 5 maggio 1821. (B) (O) Ha/\S ? 'X c ori questo nome furono chiamati per qualche tempo diversi v di Francia ed una porzione della costa meridionale della Nuova ^ Aì ' 0 lX a 5 c ? ie ora dicesi Terra di Freycinet. (G) v CfJ fore* E " * ^dd. e sin. Nome dato dall' adulazione ad una specie di ft 4 0li ’ tla rosso, pallido , e Mas, ai giorni di 1 \apaleone Bov.aparte\ O) V ,, * r wro 5fElDE ' * Na-po-le-o-nc-i-dc, Sf. Poema, o nitro Componi- ^ A| ' 0i £q * n . 0nore ’ di ISupohcne. Titolo di un poema del Petronio. ( N) x.t'i< S n * Na-po lc-ò-ni-co. Add. pr. m. Di Napoleone. K* del- kJ di (N) . ,DEj * Na-jìo-le-ò- ni-àc. Add.pr.com. Di Napoleone. V. ài ,STA ’ * ■Na-po-le-o-nì-sta. Add. e sost. com. Chi è aderente a '^^rl° tìe ’ n '* ammirator passionato. E. di reg. (N) , * Na-po-le-ta-na-mén-te. Avo. Lo stesso che Na- «marie. F. Car. Leu. ined. 1. 29 Se per napolelancria (che na P°B‘tananientc vi rispondo, clic ve ne Bacio le mani (]S) l. (j Ke hia , * Na-po-le-ta-ne-ri-a Sf.' Lo stesso che Napoìitaneria. t^ctiìrX" I' elt ' i ,te d. 1. 29. Se per napoletanaria (che noi credo) na- detta Moncmhasia.— di Palestina. V. Naplus. —di rì 0) 'ca lÌX ( ar ’ Nauplia , Anaplia. Città principale di Grecia nella U))f ^ porto di Argo, detta anche Nauplia e Anaboli. E.—Nome Jj delle quattio città che formavano l'antica Siracusa. (G) H Ta > * Na-po-lì-no. N. pr. m. accoro, di Napoleone. E. (B) fi* M*i.i' Amekte > * Na-po-li-ta-na-mèn-te. Avv. Alla napolitana. — , h'iifi aila nient.e , sin. Caperai. Berg. (O) — -ì - C> ^. •5 Na poT-la ne-rFa. Sf Costume e cosa propria di JSa- % Tak ‘ *— , Napoietaneria , sin. Caperai. Rerg. (O) 1SMo > * Na-po-li-ta-ni -sino. Sm. Modo , Guisa uà Napolitano. N*k tìer S- (0) lì, • «cA lss,M ° , * INa-po-Ii-la-nis-si-mo. Add. m. superi. <4'Napolitano. N^- Grill. Jiiry. (0) V^XXl 10 '*!'^' 110, Add. pr. m. Di Napoli, Del Regno di Na* *>l py’ -^ a l'Ohtaito , Neapobt; Fiocco Lat. lemnis ano , sin. Sctlv. Leu. Mod. 3 o. (B) n* * '’Qe ‘) Ctrif/.Calv.s.Gy. K tanto sforacchiato gli ha le chiappe, intorno gli lacca le nappe. Serd. Ster. 15■ 585 . Por- 'ridacchino dj seta rossa, colle mazze dorate, colle nappe Reta attorta. di cardinale. Nome volgare di diverse specie di coltivano per la vaghezza de* loro fiori. Lat. ceiosia tctppl’ r : r *»tal a , rubra cc. (N) Fiocco , Frangia. , Gallone , Penero , Bioccolo , . a PP a ^*b‘è alle tende delle finestre, quella con cui si da p. lU'ttj 1 , Cl r r i a ; 1« JSappe che pendono da’ baldacchini, da’cingoli da° Cco d IL 111 c ’ n * ,ure ni ibl a >‘i cc. sono tutto altro che tìocchi: c* il d *9 scar P e » quello d'un cappello da donna , quel duna rete ra L°> Kon { ' a l certo mia Nappa 11 Fiacco è più grande ,Aa c un Fiocco di lana è ad un Fello , come la parte è y**i c '/') ftapp 1 v hi> 1J ?' lun^'ofo k r a , li-a» li s ; N Flangia può essere simile alla Nappa od il Hocco per onde --- - - —.* - «- c,. r.. -ìF..: ^ V ' 1 1 7v‘ lv,c v composta , ma non mai per la forma. In alcuni 4 S Nc.ia P > l ,e d ’ oro diconsi Galloni ; ma Gallone in Toscana è d' 0 , 010 0 d’argento che orna una paratura o altra cosa che hifeùc 1 * atUcn * 0, ^ Penero c l’orlo quasi spiaccicato alle fasce ‘ i} . L d a’ tovagbuoii, e quella parte della frangia delle tende tBfiocchettìni di tìla. 'y, eu'/ Na P-P^*lo. iSm. ] Pianta mortifera, che nasce in luoghi Hqualche somiglianza col Jior cappuccino. [Ha gli steli ^ l€l , 5 di uii braccio e mezzo ; le jòglie palmate, a molte y eai H distinte da un solco } i fiori di un turchino cupo , ÌMl '^Pell 1>Hltla ^ e ‘ Fiorisce nella primavera, ed è comune ne monti, ** ^ \m v ° J Lat. aconitum uapeitus Lin. Or. 6 . 84 ■ 1 * Il nap- 3 5 ° e niorM mur ^ uo » c b e cresce nel lito del mare, ed è veleno pes- M. aiC ? c d è di somma e smisurata caldezza e -siccità. Morg. < s^*relt 0 a 1^011 mostrò , che P ha nascoso e sallo , L’ arsenico , il ^ & fìe |l sa 8 a Uo. de’p ^ mpf tazza di legno,scodella.)IY<>t\a/ji_22.,, Questo nappo non li porrai tu a bocca. Com. Jnf 4 ' Portava seco un nappo di legno per bere. Bocc. nov. 47 - 1 *. Mise veleno in un nappo con vino, e quello diede ad un suo famigliare. E nov. So. i 5 . E volcvagli pur donare due bellissimi nappi d’ argento. Hit.SS. Pad. 1. 7 4 - Re quali cose udendo Ilarionc ec., frcegli dare un nappo pieno di acqua, col quale egli soleva bere. 2 —. Oggi usasi per Bacino. Lat. IcLes, maliuvium. Gr- x*ipò- nvTf.Qv. ( Dal ted. rtupf calino.) Serd. Stor. 5 . 218. Portavano i doni regali in nappi d’ aricnto.«V«;7\ Fior St«r. 3 . 83 . Gli mandò un nappo d’argento pieno di confetti, e tra quelli nascosto un chiodo. . 3 — * Pizzo , Broccolo , Barbetta , cioè que' fili di barba che alcuni si lasciali crescere sul mento } oggi comunemente Mosca.(V. nappa.) Bisc. Annoi, lag. (A) (N) Nappo dii»', da Coppa , Bicchiere*, Gotto , Calice , Giara, Cantaro , Tazza. Ciottola , Peckei'o. Il Nappo è vaso da bere che può esse r fatto di varie forme.La Coppa serve ancora a riporvi cose solide o liquide non potabili ma comunemente significa un vaso da bere , di forma rotonda , non molto cavo e di larga apertura. Il Bicchiero è anche vaso da bere , ma dislingucsi daila Coppa e dal Nappo , per avere il più delle volte la forma cilindrica e per essere quasi sempre di vetro o cristallo, laddove la materia di quegli altri . due vasi può essere eziandio di metallo, di terra, di legno ec.Goffo vale un piccolo bicchiere, come Recherò un grande; ed é voce poco nobile. Il Calice è vaso da bere, ed è quasi uua conca fatta a campana sostenuta da un fulcro terminante in un largo e rotondo pied. ■ suolsi principalmente riferire a quel vaso sacro di nobile metallo, di cui i nostri sacerdoti si valgono a celebrare la messa. Giara è voce spaglinola, ed indica un vaso di cristallo senza piedi con due manichi per uso del bere La Tazza è altresì una specie di vaso per lo più di vetro, di terra ed anche di metallo ad uso di bere, la cui propria forma è quasi quella d’ una coppa , la quale sia fornita di un coperchio mobile, di un piede stabile variamente figurato, e talora di manico. Per Ciottola comunemente intendesi un vasetto da bere senza piede di temila di poco più di un biccbiei’e ; ma può eziandio valere un vaso destinato a conservare il vino od altri liquori. Il Cantaro ci’a presso gli antichi un vaso potatoiio ansato , attribuito a Bacco : ed ora significa in molle parti d’Italia un vaso escrementizio , fatto di terra a due an.-e , di forma cilindrica , con bocca svasata , che i Toscani dicono Pitale. NArro. * N- pr. m accoro, di Napoleone. E. (B) Nappole. * (Bot.) Nàp-po-le. Sf. JSome volgare di una specie di Xan- tfcimn , 1 cui fruiticela armali di spinuzze uncinale si attui catto tenacemente al vello degli armenti. Lat . xauthium strumarium. (V. Lappola) Tar.\ioni.(ì8') Nappo*'e , Nap-pó-ne. accr. di Nappa. Nappa grande. Menz sat. 6■ Clic san veder ben le Gabriuc in cocchio , Bendi’ abbiali a' cavai fiocchi e napponi. Napcca. * (Grog ) Na-pù-ca. Antica città della Dacia. (G) Narà. * (Geog.) Città ael Giappone nell'isola dt Nifon.—Riviera della Russia europea nel governo ai M- isca. (G) Naraso. * (Gcog.) Na-ìà-bo. A ut. fumé della Pannonia inferiore (G) Narac. * (Mit Imi.) Sm. Regione de serpenti, linferno deglTndmmJftihì') Naragaka * (Geog-) Na-ra-gà-ra. Lo stesso che Nadagara. P- (G) Narajam. * (Mit. lnd.*) Na-rà-jam. 6m. Lo spinto divino ondeggiante sulle acque prima nella creazione del mondo ■ (Mit) Narakcia , * Na-ràn-cia. Sf. P. c di’ Arancia o Melarancia. Marii cu. Beig . (O) Naràmcio , Na-ràn-cio. Sm. E. e. di Arancio 0 Melarancio. Ar. Fur. 18. i 38 . Mirti , e cedri , e narancì , e.lauri il loco , E mille aitr: soavi arbori bau pieno. (N. S.) Naranza , * Na-ràn-za. Sf. F. e di' Arancia o Melarancia. Navager. Bérg. (O) - Narrasi. ' (Grog.) N-'u-bà-si. Amichi popoli delle Spagne . (M lt ) ^ Nàrbata. * (Grog) Nar bà-ta. Imi. Narbutba. Antica citta delia Palestina nella media tribù, di Manasse. (G) Narbi. * (GeocA Antica città deli' Illino. (Mit) Aj . Narbona. * iGeoc.) Kar-hó-ua. Lai. Narho Maitma , Cmtas Alacico- min , Colonia .Decumano! uni. Lr. Narbonne. Citta di I-rancia nel dipartimento dell’ Ande. (G) Narbokesb , ‘ Nar-bo-né-se. Add. pr. com. Di Naybona^ (N) 2 _ * (GeogD Gallia Narbonesc. Una delle quattio patti della Calila , secondo i Romani , e comprendeva la Linguadoca , la Provenza, la Savoia e ’l Deìpnnto. (G) _ » ... , . Narca/to.* (Bob) Nai-cà-fto. Sm.y.G. lat. narcaphihon. (Da nar- ca.pht.hon narcasto.) Nome officinale de,la corteo.,a dell alierò, che somministra t olibano. I commentatovi ai .nasconde vogl.on., che sui il macis , il legno d' aquila , la rasura nello storace rosso. (Atj) Narcam. * (Gcog.) Nai-cà-s.i. Antichi popoli della Caria (G) Marce. * A. pr. '«• (Dal gr. narce torpore, stupore : e par che indichi \uì personaggio , la cui mostruosa statura induce va stupore.) —■ XI più grande de’ Centauri. (Mit) (Geog.) Lai. Narces. Amica città della Numidia. (G) I 49 2 NARCEA .ni* Marce a.* (Mit.) Nar-cc-a. Soprannome sotto al quale Minerva ebbe un tempio in Elìde. (Mit) 2 — * (Geog.) Riviera della Spagna , nelle Asturie. (G) Nàrceo , * Nar-cè-o. N. pr. m. (V. Narce. In cclt. gali, nearach felice.) — Figlio di Racco e Risona, il quale si Jet polente in Elide ed istituì sacrifìzii al padre. (Mit) Narciso , * Nar-cì-so. N. pr. m. Lai. Narcisus. /Da narcisso fiore e pianta. V.) •— Giovanetto bellissimo dif 7 !:^i , di cui raccontano i poeti che s' innamoro della propria imm . me , ondechè si diede la morte , e dal suo sangue nacque d Jiore che porta il suo nome.—Liberto e favorito di Claudio.—Favorito di Nerone condannato a morte da Galba. — Giovane atleta che strangolo Commodo. (B) (Mit) a — * (Gcog.) S. Narciso. Isola del Grande Oceano equinoziale. (G) Narciso. (Bot.) [« 57 n # Genere d* piante della esaridria monoginia, famiglia delle naicissoidee od amariUidee, che alcuni credono cosi denominate dall acuto odore de'loro fiorilo dalla loro bellezza, alludendo alla favola di Narciso» I loro fiori,che portano lo stesso nome, sono contenuti, prima dello sviluppo in una guaina o spaia membranacea di una sola foglia, piegata in due , che si apre lateralmente dando così passaggio a molti fiori , con la corolla imbutiforme o ipoctaterforme, e con nettario petaloideo di diversa forma e colore. Fe n'ha parecchie specie, ì cui bulbi posseggono più o meno la proprietà emetica, antispa NARRARE nnrdy , in ted. narde ec.) Dant. lnf. 24. m- Ma sol d ine®’ 0 grimo e d’ amorno , E nardo c mirra son 1 ’ ultime fasce. Nardo. * N. pr. m. accoro, di Leonardo, y, (B) . pfC Nardò. (Gcog.) Lai. Neritum. Città del Regno di Napoli nel vincia di Terra d’Otranto. (G) _ nard 0 * Nardosmia. * (Bot.) Nar-dò-smi-a. Sf V. G.Lat. riardosmia-CIL 1 • a ,r - ' ■ ' r> - 3 : j.n. ^„.; a ti ,1 dell‘ SArdosmia. " (Bot.) lNar-uo-smi-a. o/. r . c.l.ai. naruusu..--- J( ,„ nardo e osme odorato.) Genere ài piante della famiglia „ n sto n A.,lìn r. .‘nir/niarm rtrxìì crn m ìa funpi'-fhtn di LmneO* P • 1 ..n dà uof/ac tiauiaiu.y v ut. f ^ teree , e della singenesia poligamia superflua di Linneo ,, Cassini a scapito delle tussUagini di Linneoi le quali hanno dall ’ odore di nardo che spandono* (Aq) . tradotti Nare. [Sfi PI. F. A. V. e di '] Nari. ^ Tes. Bv. 5 . io. Abbia le nare ben gialle , e 1 mezzo, eli* è intra gli occhi? sia b E 5 . 44 ' Abbiano (i buoi) ec. nare aperte e larghe , e 1 * P' apolli 1 molto pendente. Esp. Salm. -Hanno nare , e non odoreranno-^ st. i. 3 t. E riuscìvato , le sagaci nare Del picciol bracco p 1 il meschino. . ìg èr Narea. * (Geog.) Na-ré*a , Naria , Enarea, Enaria, Sf. Re § t0 t Abissinia. (G) < Nareda. * Na-rè-da. N. pr. m.—Figlio di Brama, legislatore diani. (Mit) vGtpKimros. (Gli etimologisti greci traggono narri ss os da narce stupore su*l supposto che l’odor grande de’fiori di questa pianta induca stupore. In realtà narcissos è dal pers. nergis che vale il medesimo, e che gli Arabi dicono nergis* Appo i poeti pers. nergis dicesi anche T occhio dell’amante , o in generale 1 ’ occhio l)Lib. cur. malati . L’ o- lio de’ narcisi ammollisce e riscalda. 2 — * Narciso marino. F* Emerocale Valentina. (N) Narcissino , ÌSa -cis-sì-iio. Adii* m. Aggiunto di cosa pertinente a narcisso. (Aq) Narcisso. (Bot.) Nar-cìs-so. [Sm. Lo stesso che’] Narciso. V*Alam Colt . 5 . i2 2. L’immortale amaranto , il bel narcisso. Narcissoidi. * (Bot.) Nar cis-sò-i-di. Add . e sf pi. Famiglia naturale dì piante monocoliledonie , che hanno una corolla per lo più tubolosa nella base e divisa nel lembo in cinque parti quasi eguali, che^ qualche volta vengono internamente raddoppiate dal nettario, sei stami d’ ordinario attaccati al tubo, filamenti distinti, ovario semplice, aderente , munito d’ un solo stilo avente nell’apice uno stimma semplice o infido caselle per pericarpii, radici fibrose o bulbose.', fusti erbacei e talvolta frutescenti cauliciformi , sempre muniti alla base di foglie alterne , guainanti, per lo più sugose, di rado ferme e coriacee. Bertoloni. ( 0 ) Narcosi. (Med.) Nàr-co-si. Sf. F. G. Lat. naveosis. (Da narce stupore.) Staio di stupore in cui cade l' infermo pir una condizione morbosa che ha luogo nel cervello e ne' nervi che vi hanno origine : sopore che vieti prodotto particolarmente da certe sostanze che dirigono tu loro azione sugli organi indicati ; come la belladonna , C aconito , lo stramonio , il giusquiamo , t oppio , il vino. (Aq) (N) Narcotico, Nar-cò-ti-co. Add. m. F. G. Sonnifero , Che induce son- no. Lat* soinnifcr, soporifer. Or. vxpxwrtKÓv, Folg . Mcs. (hii faremo buona menzione delle medicine narcotiche. « Ner. Sani. 7. /jtì. Che per aver quest'erba singolare Narcotica virtù, come yuoI Plinio, Farà tutti i soldati addormentare , cc. (B) □ — * (Farm.) Usato anche in forza di sm. e nel pi. Narcotici chiamatisi più propriamente quelle Sostanze medicinali cui si attribuisce la special proprietà di scemate l'attività del sistema nervoso e di provocare certa calma grata, sino al sopore profondissimo. (O) Narcotina.* (Chini.) Nar-co ti-na. Sfi Principio immediato scopato dal sig. De"osne nell’oppio nel 1802 . É in aghi se tosi, inodori, insipidi e bianchi ; non è alcalina nè acida ; si scioglie negli ohi, negli eteri e negli acidi, senza formar mai sali \ si scioglie in ventiquattro parti di alcool bollente, ed in cento freddo ; ha forza stupefadente e deleteria', secondo Magendie , è possente inalante. Detta anche Oppiana, Sale di Derosne ec. (A. O.) (N) Narcotismo. * (Med.) Nar-co-ti-smo. Sm.lnstupidimento, Sopore Sonno moiboso prodotto dall’ azione di sostanze narcotiche . (A. 0 .) Nardino, Nar : di-no. Add. m. Di nardo. Lat. nardinus. M. Aldohr. Sia fatta unzione intorno alle tempie e per tutto Ì corpo con olio nardino. Lib. cur. malati. Sia fatto uno empiastro sopra lo stomaco di laudano, eli olio di mastice , e di olio nardino. Folg. Mcs, L’aromatico nardino lo stomaco , le budella e il fegato conforta. Nardo. (Bot.) [Sm. Nome dato a varie piante di specis diveisa.— Genere di piante unilobee, delta triandna manoginia, famiglia delle gra- minee , che coll' arbusto degli antichi, così denominato, forse ahiv non hanno di comune salvo l'odore at'omatico. Si reputa alessitertco, cefalico, stomatico , nefritico ed isterico . — Indiano o Spiconardo, che proviene dalle Indie e da Giava \ è una sostanza vegetabile grossa e lunga quanto il dito mignolo, composta d'un pedale e di molti filamenti, ne' quali attentamente guardando si scorgono parecchie nervature di fòglie diseccate 5 ha odore forte , colore bruno o nerastro, sapore saldo ed aromatico. È un mcscuglio di sette od otto piante almeno , fra le quali distinguonsi due o ire gramigne, una valeriana ed un meliloto. Peraltro Linneo ne distinse una col nome speciale di Nardo , i cui caratteri sono : radice dura , odorosa , nodosa} culmi articolati , frondosi , simili a quelli deile canne ; foglie lunghe, larghe, lisce, fiori a pannocchia , di verde pallido.Era usato molto dagli antichi come profumo e come alessfarmaco: ota è poco in uso. Lat , andropogon nardus Lin.— Celtico Radice di una specie di valeriana, detta appunto Celtica.-^Italianoi, ^.Lavendula.—salvatico. F .Asaro.] Lat. nardua. Or. vxpbo?. ( In ebr. nerd , in pei'&. neidin , in cclt. aiani. ^lviu^ Narri. * (Geog.) Na-rc-i. Antichi popoli dell' India. (Mit) Narensi. * (Gcog.) Na-rèn-si. Antichi popoli della Dalmazia y Nàrentà.* (Gcog ) Na-rcn-ta , Narona. Lat. Naro. Riviera de chiù nella Bosnia. (G) . trJitf-fi' Pareti.* (Gcog.) Na-rc-ti , Nariti. Ant. popoli dell'Arabia f e , Narfe. * (Mit. Cdt) Figlio di Loke , fratello di Fate : J U j-‘fai' 0 * 1 - -- s>,t7i trìnti liner-in in CClt€Ue di,/ Narenta.* (Geog ) Na-rcn-ta , Narona. Lat. Naro. Riviei chiù nella Bosnia. (G) Nar Narfe. ^lUUl KJÌ-U..J u. tiyi»'., .... ,J. - . da questo , ed i suoi intestini, cangiati poscia in catene seiviìvno di legami al proprio padre . (Mit) . . Narfi. * (Mit. Scaud.) La Nolte eterna, ossia 1 Èrebo. NARGAVA.*(Geog.)Nar-gà-va, Nadajara. Ant. cit. dell'Africa Pff* fa F' Nargo. * (Gcog.) Nargoc , Narguene , Nargen. Isole dello- R u , ivpea nel governo di Estonia. (G) # . - Nari. [Sfi pi. Notm dato a due aperture , dì fauna elliq ic fjfi disotto del naso.] Meati e Buchi del naso Detti anche'^in’icy^’J -- ■ * »■ - ------ 714 4 /dobr-^'Ài 1} li 0Ì ' L .......--- icAeNarn^ ri/.»: Nare, sin. (F. Narice)narcs. Gr. pvxT^pss.M.Aldobf prima quando ti senti ec. tonamento e buciuameuto n0 S J. -f ovvero chiudimcnto nelle nari. Mar. S. Greg. Col solo / F' nari corrompe tutto ciò che egli toccasse eziandio dalla ‘ l1 SS. Pad. 1. 16. L’ho già veduto con gli occhi ardaci ? b*' grande fiamma dì bocca c dalle nari, e co’capelli sparti da» ai* 1 e dall’altro. Beni. Ori. 2, 20. ìg. Tanta è la polve c’I f |!!l ? \ accolto, Che dalle nari decorsici’ si sputa, Ch’ aveva a ^ eS ef^ veder tolto. » (Il Focabol. alUi voce Tonamento S. di M. AUlobr.B. F. colla citazione Zìbaid. Andr. 120*) y J 2 — * Usato in fòrza di sin. Bocc. Pist. Pr. S\ Apost. fi fifi coà 182gJ I quali quasi tutti io vedeva co’ nari del naso umu » gote livide , con gli occhi piang.nH , ec. (Pe) j Naria,* (Geog.) Nà-ri-a. Lo stesso che Narea. F. (G) Narice , Na-ri-cc. [Sf. Uno de'fiori delnaso; piu comw ienl num. del più.] Lib. cur. malati . La piaga viene 'f'yj nella narice destra e nella narice sinistra. E appresso -M I S } ria che cola giorno e notte dalle narici. Fr. Giord. Prea- facili a mugnersi le narici. è pfy AT n ‘FWF'X ic ch’.iJlro; ° ? ln S'ia scritta , e P‘ > i-- mcno. Diciamo JYmlm Sl " sa «ncora nei "“’fylirf l loro naso e ^ ‘, ‘do UrD ’ a/ C3ValU ’ ,ìc ’ - P?,> ll ‘’ buchi del naso. * dlCCSl lc Nanci degli nomini, Naricio , * Va-rf-'ci //"*' ^ nlica c,u ‘ l della Magna N na, ° h ^ -J88- * AjacU 0^1 j ^'Gefiulrfsu/lifi Varisc, '> Varisti. A'ftì/P' dS:fi e ,!/ i 4 ’ c/ " “ "" , KARJutr. ' (£ft?, n ^i-V'"’ che Nardi, r. (G ) Nark,.* (Geog ) fd K™ a à}- Lat -P armii lis- Ant. cit. àeUafAhK 1 ' nella de/efifi fif 1 '" """ Ul ‘ Ciuà dell ° Smt0 ‘ ^ ,8) Narniese , * ^ . a- Narno. * N vr m P r ' cnm - Hi Narni, Abitante d* Vicino al Nalnus ’ ( D ‘'‘ celt. nar vicino, e ,!0>f NW f . (X Jg^c fili deI!a à ,cilin - (°) -r) Padova. * (Geo» \ ‘ vro-na. Lo stesso che Narenta. F- Narraca. * (Genìr - 1^; t_ro ' va ’ Evieni della Russia euro? 6 *' > (fi}- Narraganset. * rr 1Va |‘-™'S a - Antica città e fiume delt/f. 0 ““' N /'f H* delfico **** fif ridi'’ 0 ,?; ’ La‘don 8Ì,5 ''h' if‘ V/; ^ jL e d£ì diceria L i r,!la deIla narratone, eh'è la seconda P NarrajkÉ. f°M te!SO che Crisna » [Apodo degaffije Pfii meno di,J r d 'ì Nar-ra-i-rie. Moneta d' argento che Aleuti Lsi t /< WW '°- ’, e ,‘, C usala da' Botanniani i f Narramssto Ìc 7 ‘ >l de - lu ° s ° P er tenderseli propiziò ( 0 ) c /f -pi- SS. Pad Ni 4 |' la * aicn : to - iSm. Lo stesso che Narraci - a [i v Lib. Dié 'op r ri ' ilne)1 ^° deli abbate Se)aj)ionc dt gii ottop rl ^ Narraste llc Iin breve narramento. f t Gr a 'a- CPart - di Narrare.) Che natra. sif-me ’ci Amet. 3 t. Adunque narratili, e ei li n j 0 , 4 S lu T ,a “4 co , ute - E a pp‘^> : suo, a,th; 4 ante S, ‘ “ ’ gU P 3 *" ’ ^ fle di /C'Carc [4 tL e n> j Rif er i re patitamente tden )( ,i J dl darne nottua altrui , Raccontare.-, , Ili NARRATIVA H f x r ^ rar , e i s m. Lat. rem ordine narrare , narrare , exponere. Gr. li^ a ato °'/*o»» ItyyCivica, fìocc. pr. 2. Forse più assai , che alla mia i 2> * J^jdizione non parrebbe , narrandolo , si richiedesse. E nov. 1 0 Sc Ppe il He la donna esser partita, CI ra - » ViU SS. Pad. 1.5. Ma torni Che la moglie dell Orco i .. tu, uo. j. ««. 7. j, aia torniamo a narrare de* fatti 3 v * » sccondochè cominciammo. (V) ttì er{ a . lCe si Narrare checchessia a bocca ed è V opposto dell 7 espri- ìfo^ 1 ìscr }^o,‘ y'. Bocca, §. 3o. (N) Ricontare , Contare , Riferire , Esporre , De- fcftaut*' ^ ues ** verbi si sogliono usare 1 ’ uno per V altro , ma non 8 a ppli° nr ^ bisogna tralasciar di dire in che deferiscono. Narrare *"lip 0n a propriamente a’fatti storici 0 ad avvenimenti gravi, e * ordinario un cert’ordine ed una certa chiarezza. Raccon- k P,Qt 'eO^ meil ° nobile, e si fa con minore gravità e diligenza del , 0n tare ha usi meno generali e meno nobili di Raccontare. l :>ro P I '^ aineil * :c raccontar cose che a colui al quale si rac- 1 piu o meno il saperle. Esporre vale per lo più in- ' jjì 0( Jo G i 1 P r °prii concetti o gli altrui, ma suole eziandio indicare ^ 'tftre ] ^ narrare. Descrivere è dar risalto a certe parti pili che ì(i - ^ i/ - narrazione. Onde assai propriamente si dirà : si nar- f Q() nt (>r,/a ’ racconta un fatto avvenuto o una leggiadra novella ', ^ 4 . a . lUla Javola ; si 7'iferisce nelle società il bene c si tace il ",Ste Sl n eSp ° He uii imbasciata o un passo oscuro di Dante ; le cose ^°.' S,S07?0 essere bene o male esposte ; si descrive una tempo - 1 ’hvx faggio , un luogo e simili. ol^to •’ Nar-ra-tì-va. [6f. Esposizione d’un fatto,] Narrazione. Lat. t k *£*• (O) 5 '’ ai i’at 0 ■> Nar-ra-tì-vo. Add. m. Che narra, Acconcio a narrare.—-, r'^orj 10 ’ Enarrativo, sin. Lat. narratorius. Gr. {%nyi)Tixo$, >>. ° “Arativo : è quando l 7 oratore 0 il poeta favella egli e non nitri a parlare . ] Tarch. Lez. 5o6. Col modo esegetico , alh,- ra ^ Vo j B quale è quando il poeta favella egli sempre, Sto’ ?^ ar " l 'à-to. Add. m. da Narrare. [Raccontato, Esposto. —, *■ , ^h/ s 5 jnnarrato, sin.'] Lat. relatus, expositus, enarratus, Gr. Way- ’ OyjAM'ke/4 AtYìOt V, J A rm-Inn ^Yr\rkr\ sUtA /R-.i 11 ...... .-.li nnnr... e non ,1- t ) c *®ti • W ^ ws * Aggiungono, che dopo i narrali amori V °Pe c * a scuna con lieta vocc.M.N.'ò.i. I movimenti già narrati, .--ni che appresso ne seguirono. Bendi. Asol. 2. ng. Le \ 'deczze degli amanti, o donne , essere vi possono segno e diti * in eiì ^° non narrate. V O n ’ afo > da Arra. Fr. Jac. T. 6. ■ 7. 10. Va uom eh’è ricco ed * l| 4 »- yie narrala. m Veri. m. [di Narrare.] Che narra. Lai. nar- 1>C ‘J? ri ' ala - (V) f °i'. f ì ^ar-ra-tó-re. f. ^yyjTTjs. Esp. Salm. Come costumano i narratori delle ^4 j> ^0 Cl1ltt Nuov. 11. Perocché furono quasi narratori di tutto Ni*, t0 * . . ^ »a, ^Nar-radò-ri-o. Add. [m. Lo stesso che ] Narrativo. P. G. Ss La prima é raccomandatoria c oìfertoria; la seconda supplicatoria. ^ s > Gr * J^ ai '" ra -trì-cc. Perii, f. [di Narrare.] Che narra. Lat. nar- , ^ ^rou^iVy]. Salviti. Pros.- Tose. i. ‘òoj. Forma la mon- xhl- 1, Sn 1Ca J S ran narratrice della gloria di Dio. a Salo. Avvert i. 5 .n° quelle parole ec. uno interponinento , col quale la nar- 1,'’q ■'okce ° lH ^ e a una tacita quistione. (V) Nar-ralcn ti persuade. ^ fc c «ii^ntw“ ionc=iVa '; rare. V. Fare narrazione. (A) V?, per | ^ Ul R ot l'R ett ‘ $4* Narrazione è la seconda parte della di- k'S/ (Mit a d !ja lc si conta il fatto sopra lo quale si dee dire; ec. (M) Q n 0 Ara M Divinità degli antichi Arabi, i quali La rappre . (ì? tt0 forma di uri aquila. (Mit) , * v co §0 Nar-sa-pòr. Città deli Indostan inglese. (G) ar-sè- 0t Add. pr. ni. Lat. Narseus. (B) a r-sè-te. N. pr. m. Lat. Narses. — ( Dal pers. nevreside Nome di un re di Persia della stirpe de ’ Celebre eunuco, generale di Giustiniano, primo esarca F e '*i (u- 1 ’ le, ‘ale greco , che si sollevò contro Foca. (B) (Mit) XX Eul.) Nar-sin-ga. Resta indiana celebrata soltanto «e’ Xv (i| Q r. * e dura nove giorni. (Mit) X- (Pii |v 0 S;) Nar-sin-gor. Città dell'Indostan inglese. (G) iYe// ’ Nar-té ce. 'òf. P.G.Lat. nartex. (Da natte: r ferula, *ììf j iti u e antiche chiese greche così dicevasi il luogo presso la N t >° ) erari 1 P arte interna , nel quale , a certi passi della fido Cost ^ii a staicene i catecumeni , gli energumeni ed i |f **q } tyonJ 1 *) 6 ^ 6 moderne chiese de 7 monaci nel Nartece stanno ta- \^ l sli ll( f l ydd , e nelle chiese de 7 secolari le donne, che vengo- CU *‘ sc P ara te con balaustri, infuriale e gratìcci. (Aq) Rovabj ^N a t-tè-ci-a, Sf. jf.G. Lat. narthecia, (Da narthex NASALE ferula.) Nome dato da naturalisti a parecchi generi della classe delle monocotiledonie , e della famiglia de ’ giunchi , e delle colchicacee. Quello propostò da Moering è formato coll antericum ossifragum di Linneo, ed il Nartbecium di Jussieu e di Lcimài'ck , venne da Smith cangialo nel suo genere Totìeldia. (Àq) Nartecoforo. * (Mit.) N ai ’-te-cò-fo-ro. Soprannome di Bacco, desunto dalla canna con cui veniva rappresentato. (Dai gr. nartex sferza, e phew io porto.) (Mit) • 2 —■* (Filol.) Soprannome che davasi anche a quelli che erano iniziati ne ’ misteri di Bacco. (Mit) Salviti. Cas. 28. Ma questi (ministri di Bacco ) Tìrsofori o Nartecofori, cioè Tirsiferi e Feruliferi solamente s’ appellavano. (N) NARVA.*(Gcog.) Cit. della Russia europea nel governo di Pietroburgo. (G) Narvale. * (Zool.) Nar-va-le. Sm. Genere di mammìferi dell ’ ordine de 7 cetacei; invece di denti propriamente detti hanno delle produzioni dritte e puntute impiantate, nell 7 osso intermascellare , e diretti verso l 7 asse del corpo.' tanto la forma del corpo che quella della loro testa assomiglia molto a quella de’porci marini. Cosi detto dai Danesi ed altri popoli settentrionali che ne vanno alla pesca: ì suoi denti sono stimati piu di quelli dell 7 elefante, perchè bianchissimi e non soggetti ad ingiallire. (Mantiene una sola specie eh 7 è grandissima ed ha i due lati della mandibula inferiore armati di un dente di materia simile all'avorio , lungo da sette in otto piedi , che fu sempre creduto corno di rinoceronte T animale favoloso. Chiamasi anche Rinoceronte marino. (Detto nella lingua del paese narval, naiwal ovvero narhwat. ) (Mit) (N) Narvàr, * (Geog.) Città dell 7 Indostan inglese. (G) Narza^e , * Nar-zà-le. N.pr.m. Lat. Narzales.'(In ar. nezala pi. di nezl uomo di vii condizione. In celt. nerz vigore , forza.) (B) Nasabuti. * (Geog.) Na-sa-bù-ti, Nazabuti. Antichi popoli dell 7 Africa propria. .(G) Nasacàra.* (Geog.) Na-sa-cà-ra. Città del Giappone. (G) Nasaccio , Na-sàc-cio. [Sm ] pegg. di Naso. Lat. iminanis nasus , de- formis nasus. Ciriff.Calv. 2. fi* Folco gli dette in sull’cimo un tal picchio, Che parve proprio che.fosse di giaccio; Che il brando ue levò netto lo spicchio , Mandò giù la Visiera e quel nasaccio. Buon. Fier. 5 . 5. 6. Che bieco mostacciaccio! Egli aveva un nasaccio Cha voi P avreste detto d’un montone. Car. lett. 1. 22. E che non sia sì forbito nasino , nè si stringato nasetto , nò si rigoglioso nasorre , né sì sperticato nasaccio, che .non sia vassallo e tributario della nascvo- lissima nasaggine del nasutissimo nason vostro. . Nasaccio (lift*, da Nasone ; clic questo indica la sola grandezza, o quello la deforme, grandezza del naso.Onde Nasone dicesi anche delle donne, tra le quali, per orrende che siano, non è facile trovare un Nasaccio. Nasaggine , Na-sàg-gi-ne. [Sf] ast . dì Naso. [Specie di titolo che il Caro diede per ischerzo a Gio, Francesco Lione avente un nas > sesquipedale secondo che egli scrisse , a quel modo che si dice La maestà sua , e simile. Altre somiglianti parole esso compose pur* scherzevolmente , come Nasaria, Nasca , Naseide , per significar Discorso del naso , ec. ] Car. lett. 1. 20. Perchè la nasaggine sua mi comandò ch’io gli scrivessi appartatamente. » E 1. 22. Che non sia vassallo, e tributario della nascvolissima nasaggine del nasutissimo nason vostro. (N) Nasale. (Milit.) Na-sà-le. [Nm.] Parte dell'elmo che cuopre il naso. Lat. nasi tegmen, tntamentum. Gr. pwopvAaZ. Tav. R/t. Appresso il pi'ese per lo nasale dell’ elmo , e sì lo domanda di suo nome. Quid. G. Fiacca il cerchio dell’ elmo , e ’l nasal diruppe. 2 — (Farm.) Soi'la di medicamento [che opera std naso, muovendo lo starnuto .] Lat- crrhinam. Gr. &ìfvov. Lib . cur. malati. Quel medicamento che in Fiorenza è appellato nasale , da’fisici per lettera di tto errino, e si tira su nel naso o per fare starnutire, 0 per far cadere dal cervello .la pituita. Ricett. Fior. n3. Sono le infusioni , i decotti ec., gli errini , o nasali, i serviziali , le cure , cc. Nasale. Add. coni. Appartenente a naso. Car. lett. 1. 22. Ogni libro che si compone , sia nasea in onore della nasale maestà vostra. E appresso : Mi dubito che vi troviate corsa questa preminenza nasale, 2 — * (Anat.) Dicesi Canale nasale, quel Canale composto dell’osso mascellare superiore , talvolta solo , ma quasi sempre unito col turbinato inferiore e con-1 7 osso lagrimale, che descrivendo una piccola curva , in aho termina nel solco lagrimale, ed all 7 ingiù si apre nel naso; Muscolo nasale, o dilatatore, il trasverso del naso ; Nervo nasale anteriore , un Ramo deli oftalmico ; Nervi nasali posteriori , quelli nuli nella parla interna del ganglio sfeno-palatino ; Ossa nasali , quelle che formano il dorso ed il vertice del naso , e che si articolano poi coronale ; Fosse nasali, le due grandi cavità di forma irregolare, separate da un tramezzo, le quali son poste tra Ir. orbite , al di sotto del cranio , vati rivestite della membrana pituitaria , e sono la sede del senso dell’odorato ; Gobba nasale, quell eminenza posta in mezzo alla fronte, pià sporgente ne 7 vecchi che ne giovai n, e per solito cribrata da piccioli fori, che scorgonsi sulla superficie esterna del frontale, nella parte inferiore della linea media; Incurvatura o Incavatura nasale, Quello spazio dentellato presentato dall osso frantela sopivi la linea media , nella regione inferiore della fronte, destinato ad articolarsi con le osso proprie dei naso nel mezzo , e con le apo- Jisi ascendenti delle ossa mascellari superiori ne lati ; Apofìsi nasale , od ascendente, quella prominenza appianata lateralmente , la quale s innalza sopra il rimanente dell’osso mascellare superiore, nel suo lato interno; Arteria nasale, quel ramo dell oftalmica, che esce dal! orbita al disopra del tendine del muscolo oracolare delle palpebre ; Vene nasali, quelle che segnano la distribuzione delle arterie, cui corrispondono ; bpinc nasali, che 50/20 in numero di tre : la superiore , che occupa il mezzo dell incavatura nasale ; I’ inferiore ed anteriore , fatta dalle due ossa mascellari superiori, e posta al Assolto 63 NASCERE ^ corte d’altissimo e reale intendimento, per ritornare, come su°j. ^ in sul nostro, diremoalcunacosaintomoaU’invcnzionce all 06 j; t> 3 — Parlando di Edifìcio vale Alzarsi, Sorgere. Eir.Asin.'l°ì>‘ mezzo del bosco nasceva un reale palazzo. (V) ,: r e.P, /J — [Parlandosi di Fiumi, Fontane ec. vale Pollare,] ScatiV j'i' Purg. 5 . 96. Appiè del Casentino Traversa un’acqua c ha 11 ^ 1-f chiano, Clic sopra l’ermo nasce in Apcnnino. Sior, &“ Nasce adunque il Reno su alto nella montagna di S. G° a f to’ agli antichi già furono l’Alpi giustamente chiamate soinw • ^ Questo fiume nasce a’ confini nella Japidia. . puW' 1 5 —* Parlando delle Uova, è 11 dar fuori di le il pulcn 10 ' 28. Avendo queste (uovaJ della gallina compiuti venti quelle del pavone trenta e verranno a nascere insieme ne gio* 1 gesima. Red. Op. 1. l3o. L’ altre cinque uova nacquero s dopo il primo, e n’usciron fuora altrettante mosche.. 0 0 ( 6 — Surgere, Apparire. Lai. emergere, oriri. Gr. àixSér * j c j,i c 9 ||. Bocc.lnlrod. 5. Nascevano nel cominciamento d’ essa a i n j (£[ cb c qp femmine cc. certe enfiature.E’ nov. ig. io. Se per ogni V° ^, ll0 «G a queste cosi fatte novelle attendono, nascesse toro un. y^ 1 .1 |. fronte ec. , poche sarebber quelle che v’attendessero. V* 1 [3 ‘f 1 ' 1 1.218 .Si gli nacque in una parte del suo corpo una pust 1 > li medici chiamano carbunco. 0, (r:j . giorno nasce vale II dì schiarisce , tf’Atre <** * poco a poco sembianza. Ch'iabr. rim. e* Collii 11 „„f t „ o_ „:.i: .liuto “ enT Onde 11 7 — * Prendere a poco a poco sembianza. Ch'iabr. r ‘f l ‘ C°^\l 1 color per le nascea II volto desiato , Sempre ti vidi all 3 S“ j velie sue star Pasitca ; Nè mai (ratto pernici , nè mai. 11 uniii t,1 '\/. tcledistesa Che nonfosse a contesa La verace sembianza c la f 8 — Avvenire , Esser cagionato , Pigliare origine. Lai. ( iii contingere. Gr. ylyvurihu , r.xrxffùie, Bpc°\ zioTp Dalle quali cose ec. nacquero diverse paure cd immagina* 1 1 ,,,, che rimanevano vivi.E nov. 27. 47• Ogni rugginuzza c ' e ^la.^^i nelle menti d’alcuni dalle parole stato, per questo si tol se ’ fa’ 1 41 • 18. Affermando per ninna altra cosa quella "tempo 6 . ec . t ' j(i esser nata, se non perchè gli Dii noji volevano che col". sl) oi . 98. 20. Grandissimo scandalo ne nascerebbe, e turberei 6 a [iri* gii parenti. Dani. Purg. 15. 96. Quando per gran dispetto '„ e [ if l3 " eque. E 18.142. Nuovo pensier dentro da me si mise, v |;1 . altri nacquero e diversi. _ 5 ccl Jll "V ,lJ 9 — * Usato altivam. Pallad. 4- *4- Questi (semi) n* ^ appaia sieme congiunti una radice insieme collegata , la quale ^gr» 1111 " fongia. (Se già j>er una. ellissi non fosse da intendersi, B ^5, una radice ec. Ed anche così il modo sarebbe non orai 4 9 4 NASAMQNE dell’apertura anteriore delie fosse nasali ; l’inferiore e posteriore , formata da due ossa del palato, alla parte posteriore della volta palatina ; Regione nasale, quella pertinente alla faccia • ed occupata dal naso. (A. O.) (O) 3 — * (Fisioì.) Dicesi Suono nasale, Quello prodotto dalla risonanza dell'aria entro le cavità nasali, qualora queste non comunichino con /’ terno \ Voce nasale, Quell* alterazione della voce prodotta dalla difficoltà che piovano i suoni articolati nell ’ essere lo fosse nasali af fatto o mezzo otturate ; Muco nasale , Il muco separalo dalla membrana pituitaria. (A. 0 .) 4 —* (Med.) Dicesi Emorragia nasale, l'Epistassi. V, Emorragia, 5 * Polipo nasale, quello che si sviluppa nelle fosse nasali. (A. 0 .) 5 — * (Grani.) Dicesi Lettera nasale , Quella che si proferisce con suono nasale. La N p. e. è consonante nasale. (N) Nabamowe ,* Na-sa-mò-ne. N. pr. m. (Dal gr. don. nasos per nesos isola, e mone soggiorno: Soggiornante ili .un’isola.)'— figlio di Anfilemì e di Diana. (Mit) Nasamoni. * (Geog) Na-sa-mó-ni. Antichi popoli d'Africa. (G) Nàsard.* (Mus.) Sm. Registro et organo di canne d'anima , detto cosi dal suo suono nasale. (L) Na sare , Na-sà-re. [Att. Fiutare , Odorare. Lo stesso che ] Annasare. JV. Lat. olfacere , odorari. Gr. òrrtypotivtoStxi. Er. Jac. T. 5. 1. 10 . All’occhio non è congruo Fare digestione , Nè al naso parlagione , Nè all'orecchie nasare. Nasaria, Na-sa-rì-a. Sf. V. scherz.Discorso appartenente al naso. Car. Leu. i. 23. E pur jeii mi fu detto, che ci era mia nuova nasaria in sonetto. (A) (N) Nasata , Na-sà-tn. [ Sf Propriamente Colpo di naso , o Accostamento del naso per fatare una cosa ; e fg. in modo basso ] Ripulsa o Negativa data a chicchessìa con riprensione , o con maniera sgarbata , Lat. repulsa. Gì*. Hiro$OKig.. 70. [Pi la bolla Trinacria ec.] Che riceve da Euro maggior briga, Noti per Tifeo, ma per nascente solfo. Remò, Asci, 3.204. Generatore e moderatore di'tutte le nascenti cose, a — * Inforza di sm. Chiunque nasce. S. Agost. C. D. Muzzt. (O) 3 — Parto , in signif. di Creatura partorita. S. Agost.C.D.Muzzi.(p) Nascenzà , Na-scén za. [A/! Il nascere.] V. Nascimento. Lat. ortus , origo , natività*. Gr. Hpx'n, u'f&px,* » Y^sms.Esp.Pat. Nost. Quando V uomo intende onde egli viene, e intende la fragilità distia nascenza. Liv. M. Poscia appresso le raccontò la nascenza de’ suoi nipoti. Lib. Aslrol. Quando questa stella s’acceudc nella nascenza dell’uomo, se si guarda bene coll’ altre buone stelle , è di buon guardamento*. 2 — [Escrescenza] , Enfiato , come Fignolo , Ciccione e simili. Lat . tu- ber , infialio. Gr.

    Comandò , che si uccidessono tutti i fanciulli che nasciessono fnascessei'oj di nuovo. Pelr. Uom. ili. i5g. Certe novità contru la fede nacquono. Il Menz . sat. 1. £ 7 * ? ta: Naschiaino per Nasciamo. (V) lntvod.Firt.5 .Della detta luce nascerò (nacqucroj ac tte grandi e maravigliosi splendori. (Pr) 3 — * Ed unito alla particella Si in un coiai atto tutto proprio. Pallad. 12. 7. La castagna si semina e con piante che si nascono e con semi. {Il lat. ha plautis quae sponte nascuntur.) (Pr) 4 — * Nota altri modi. Cavale. Att. Apost. #7. Essendo nella detta terra di Listri imo sciancato insiuo che nacque (cioè ìnsino dalla sua nativitàJ , sicché mai ito non era. E’it. SS. Pad. 2.321. Io padre mio , fui nata fìnacquij in Egitto. (V) Dant. Inf. s3. Ed io a loro *. F fui nato e cresciuto Sovra’l bel fiume d’Arno alla gran villa, E Par. 8, Ma voi torcete alla religione Tal, che fa nato a cignersi Ja spada. (C/oè 3 fu partorito , fu generato.) (Br) . 2 — [E fg. Dicesi anche di altre cose inanimate cd immobili.] Sagg, _ _ _ ^_, nat. esp. 12. Nondimeno essendo egli fio stntmentoj nato in questa di non grande entità ; Succedere di quelli h*' ... --- 11 « i.wka'.i oit/et/we ruut> *'**••- notare , e varrebbe un Germogliare , o simile.) (Pr) ». ho* 1 10 —■* Dicasi Nascere senza licenza di Chi non nasce .[■) matrimonio. V. Licenza, 5 - 7- (N) t ^ 11 — * Dicesi Nascer d’ un guscio , parlando di pià c ° s ’ , stesso che Nascer d’un uovo. V. Guscio , 7. (N) 12 — * Dìcesi Nascer vestito , Quando il feto viene ciu a . ^ f nella seconda , che consiste in due tuniche , da ale 1 # 1 * // ^ brane , una chiamata Corio e V altra Animo , nelle q 1 f, chiusa la creatura nell'utero. (A) _ FsS^ 1 3 — [Onde fg. ed J in modo proverb .Nascer vestita \ 0 stito, si dice di Chi è fortunato, [per la opinione delf ' ^ ,r A nasce coperto , o come vestito dalle seconde , avrà l> quando sarà adulto.] Lat. omnium esse fel-cissimuiU’ ri rov filo? àtxn\ùv. Pataffi 7* Io son nato vestito col teg. 7. 5i. Figliuol , risponde a lui , datti conforto , E sa P* , ^ f nato vestito. //, 1 4 —■• * Dicesi Nascere a un parto, ad un corpo , p ari fri melli. V* A tm parto , e V. Corpo , §. 37. (N) % f X 1 5 — * Ed in forza di sm. Nascimento. (V. Nascimento^ ^ fi- 25. Che se non è noto il tempo preciso del suo n asC fle^e questo è stata ascosa la sua vita. (M) rnii* */,#• # Nascere dilF. da Sorgere, Apparire, Scaturite, AvV cCe d^$d re , Or dinare, Provenire , V mire, Accadere, Seguire, simditiuhne si suol dire Nascere m luogo di lurire, Derubare , Originare , Provenire, perchè nel y ;1 ^ —^ u xiMtert; in mugu tu oui lurire, Derùure, Originare, Provenire, perchè w* i"jj cato non poco differiscono- tra loro ; dovendosi appli car ,V scere propriani. alle cose organizzate clic dallo stato d 1 ^ gr §‘ , passano in quello della luce o dell’atmosfera , il cose che verticalmente vengon fuori dal basso in alto, 11 , e lb c ’ j a r* j, non alle sole cose organizzate che nascono, ma a tuttó'h sC olf ^ gono alla vista o- alla luce, il verbo Scaturire aI J ?'%* rt ^ uscir dell’acqua dalla terra o da massi, il verbo i,. a pr 0 ' ,C 1 lIrniente alla provenienza dell’acqua e poi a qualunque al E,ari) 0 J e f e f; il verbo Originare alla primiera esistenza delle c05C \\ e ed all'autore dell’origine, e il verbo Provenire a gono d’ altro luogo. Parlandosi di mali, Nascere Nascere si dice di que’mali che sovrastano di poco V tc ‘>S cute, e lenire quasi sempre de’mali che non sorgo c011 os cel ( yÉ,a l< l- fuori: sicché Eiene la febbre c Nasce un tumore, rt-f SeS li a o f.-.j, differenza che v’ ha tra Nascere , Avvenire, Accani a ’ c ceB 1, ' l)t iial l i cedere, giova por mente all’eventualità de’ fatti cn a jfr' 1 : oa t' 1 ,- l'importanza loro, all’indole fausta o infausta. Q l ' aIi j I)a spei* a Accadere esprime d’ordinario un avvenimento non ^tto > jjuliJ'jj ma in parte almeno a colui che n’è il principale fottio dere, una cosa non affatto eventuale ; e' giova S0 P' a si ,cC n,.>i ln m; de che in bene. Avvenire e Seat lire, si prendono in buono d’al,' 1 Senso : " .- 1 ” - NASCOSAMENTE 49 5 m Hfo , , Nascere dicesi più frequentemente di disgrazie' che {e *’ che G . c ? e ^ r lì, ento di capelli, e spessezza e nerezza e crespezza ed asprezza , tutte queste cose significano la complessio- ÌS*. c ^fta , n ? sc ‘™cnto.« Vii- S. Frane. ,53. Delle parti della Valle Spo- viVq. r . ta città d’ Ascesi traendo nascimento. (V) ^ f4s cii n tt,ìento . c ^d- da Nascita , Nascere, Natività , Natale, Natali. a, )D e/ '/° fiicesi non solo delle persone , ma di qualunque cosa il * lutto ■ il .' c P 0Ssa * n falche modo paragonarsi al nascere. Nascita s 1Us ^ eme l’atto c il tempo del nascere , nè si dice con pro- Q oo d’animali ragionevoli. Onde si dirà// nascimento delta Si S' a,,dezza > IL dì delta nascila d'Alessandro , e non altri- 1|0il si ^“-scere sost. è molto affine a Nascimento ; ma nonpertanto % r< a } >0ir * sempre adoperar l’uno per l’altro; sicché Un Jìume nel 1 ui u , Ctl(1 . e non nel suo nascimento, è povero d’ acque, e simili. ■ Vi P(( f a scita pochi e limitati usi ; come Cieco dalla natività, La 11 del n' Cesa , della Fermine, del Battista ec. Natale dicesi solo M 1,-^0 di nasc ita degli antichi, o del di della nascita di G.C.; !l! 7i lL } : secondo significato useremo La notte di natale e simili , c Stirpe , Condizione , Origine. Lat. origo, progenies. Gr. G. F. 1). 70. 3 . Questi"conti di Minerhino furo stratti .el Ti. ll_C V.II.Qnn. natività. “Natali da ultimo valgono Stirpe, Condizione : K’T'-’rò ,,, /Sii Splendidi, Bassi natali. v,v dn0 '•"■‘■it.) Nà-scio. Dea adorala presso ì Romani, che le offe- ,n Nrdea , città del Lazio, ove aveva tempio. Élla ,v ’ e e 0 „ c ura il nascere de' fanciulli , ed era dalle donne invocata ' Sc ‘»4 4? e parli felici. (Mit) i 5 ' 1 ^ 1 ?i sc ‘'? a- C Sf. Origine, Principio, Procedimento, Appari- <1(l i 0 .-Suscimenlo. (^.Nascimento.) Lat. orttis, nativitas, natali,, t ,Vt '*iUi e 1 ' ' s ' ^r. yiviT-i), ysiuo-if. Fr.Gionl.Pred.H. In questa notte gaudiosa nascita del nostro Signor Gesù. X C1 , °* Lat. genitura. Gr. yoVé. Tue. Dav. ann.6. itS. Glido- S'ttll’ 8 c gli aveva studiato la nascita sua , e qual fortuna corresse ?t (]' * n ° c quel dì. F Ann. 16. z3i. E Che la? acchiappa le let- h^lla vu ll Tcjo, e le nascite, e i pronostichi che Fammene uvea fatto X .fi di i™- 9^e} Asll0Ì ') Nà-sci-to. {Sni.} V.A. Natività \ ed è Quella figura Ca ^do che fanno gli astro lo gi del punto dell altrui nasci - “PV P cr vedere sotto che costellazione o pianeta l uomo ci nasce. ^ ' Ciì^'j 0 - 16 Uscita.} Lai. gencsis, genitura. Gr. ytviutt ? 70^. Pist. ^uali si dilcUauo di nasciti di fanciulli. ) _Aa-sci-tiWo. Add. m. N. L. Che nascerà, Che sarà per Bcc. Istituì suoi eredi dopo i figliuoli postumi e ^ a ' sc ^ l ' to * Add. [m. da Nascere.] N. A. K. e di' Nato. AAr ^ P e t'altro usato anche da qualche poeta non antico .] Zibald. /V?! 30 c l* e le era stato rapito il figliuolo ultimamente nasciuto. jj' t, ‘. 3 2 Ci l - figliarono dalla mano di Dio la nasciuta disgrazia.» Ar. il /i 1’ ^ 0n meno ancor, imi che nasfiuto è ’l giorno, Brama ve- c Xct, Cl stelle adorno. (Fe) Kd!- j»«V. 0 ria-scon-dà-glia. Sf, Lo stesso che Ascosagli;!-. V. Poidi Nascondiglio. Bell. Na-scon-dèl lo. Sm. V. A. K* jr % 7? a .vere il mio , che mi fa danno quanto V. E. vede.] P r Ji Qv olo A 10 Uso -Pnss. 116. Nascondonsi ancora dal Diavolo (cioè dC ^ C f c . a ^ confessati , de’ quali non pnote più accusare. c °Sa ,tl0 Helì^ e : a mente fi peccattj , e recagli a mente al- a °tì pua f ia niorte , davanti al giudieio di Lio : la qual * ar * peccati confessati, i quali ù confondono , e dimenticagli.) Maral. S. Greg. 2. z5. L’ anima sua è in amaritudine , e Iddio ha nascosa da me la parola. (V) E 6. 3t. Tu gli nasconderai nel secreto del volto tuo dalla conturbazione degli uomini. E 8. 18. E di fuori mi nascondo dalla battitura di quello aspro giudice. E 3i. 8. Allora ci nascondiamo noi alla faccia del timore del Signore nella terra cavata , se gittando fuori le cogitazioni terrene , noi ci nascondiamo all’ ira del rigido giudice nella umiltà della nostra mente. (N) 2 — Coprire.Petr.canz.i6.3. iyé mai nascose il ciel sì folta nebbia,[Che, sopraggiunta dal furor de’venti, Non fuggisse dai poggi e dalle valli.] 3 — Per metqf. [Non iscoprire , Tener celato checchessia.] Lai. occultare , abscondere. Gr. xpvtfrstv. Lab. 1. Qualunque persona, tacendo, i beneficii riceuti nasconde , ec. Pass. 267. Tu hai nascoste, queste cose, cioè la verità delle cose divine. Pani. Purg. 8. 68. Poi volto a me : per quel singolar- grado Che tu dèi a colui che sì nasconde Lo suo primo perchè , che non gli è guado. Eit, SS.Pad. 1. /f/f. Antonio concepette tanta allegrezza , che non la poteva nascondere. G*\ S. Gir. 10. Chi nasconde lo suo peccato , non sarà dirizzato. 4 — * Dicesi Nascondere la marcia al nemico Andar'cauto y Usare stratagemma , perchè egli non ne abbia sentore. (A) 5 — N. pass. [nel primo signif] liocc . nov. 65.10. Venuta la notte, il geloso con sue armi tacitamente si nascose in una camera terrena. 6 — E colle particelle sottintese. Lat . se se abscondere. Petr. son. 200. L’alto signor , dinanzi a cui non vale Nasconder , nè fuggir, nè far difesa , Di bel piacer m’avea la mente accesa# (N. S.) rav. Esop. 58. Ciascuno peccatore il quale si crede poter nascondere dalla potenzia di Dio e si rallegra ec. (Se già non dovesse il si di Crede poter valere anche 'per Nascondere.) E appresso : Non possiamo diuauzi a lei (la morteJ nascondere o campare. (Pr) Nascondere diff. da Celare. , Occultare , Sopprimere , Appiattare , Rappiaitare , Impiagare, Rinipiattaì'e , Acquattare,Agguattare,Nascondere è più che Cehtì'e , questo è negativo e quello è positivo, e Celare più comunemente usasi nel traslato. Onde, La notte nasconde e non cela le cose; La donna timida cela, la scaltra nasconde-. Chi cela non iscopre , chi nasconde copre. Occultare è il fine o l efi'etf® del Nascondere j sicché per meglio occultarsi uno sì nasconde in luogo riposto. Appiattare è un nascondere in luogo angusto od incomodo, si che la cosa o persona appiattata debba d’ordinario restringere in parte il proprio volume, o almeno non collocarsi a tutt’agìo, per poterci capire: dicesi anche nel traslato che X’ errore è appiattato coti arte , le insidie si appiattano sotto forma di lusinghe. Rimpiattare usasi più spesso attivamente che Appiattare ; quando, è n. pass, esprime un nascondiglio angusto , ma non sempre incorno lo : l’uomo si può rimpiattare in un luogo con ima parte del corpo non. per nascondersi , ma per stare in difesa o per altro checche sia \ ed è verbo che non ha il senso traslato di Appiattare.Impuntare è meno comune di Rimpiattare , e dicesi più di persona che di cosa. Rappiaitare eziandio è più raro, e par non $’ adopri. che n. pass, e parlandosi di persona. Acquattarsi e Aggiuntarsi valgono solo nascondersi curvandosi e rannicchiandosi , laddove Appiattarsi può ancora indicar semjdicemenlc nascondersi dietro a un riparo. Sopprimere da ultimo implica Y idea di distruzione o dì nascondimento perpetuo, ìn che deferisce da iVu- scondere che indica atto per lo piu temporario , senza fine ostile c senza intenzione di distruggere la cosa nascosta : onde non si potrà dire altrimenti che Sopprimere un ordine religioso , una edizione , il sudore cc. Nascondevole , Na-scon-dé-vo-le. Add. com. Atto a nascondere. Lat. reductus , densus , occultus. Gr. xpv^p/05. Remò. A sol. 2. 118. Seguenti per le nascondevoli selve e per le loro dimore le vogliose fiere. Nascondiglio , Na-scon-dì-glio. [<5Vn.] Luogo secreto, atto a nascondervi [o dove si nasconde] checchessia ; Ripostiglio , [Ascosogtia , Na- scondaglia. —, Nascondalo , Niscondiglio, sin.'} Lat. latebra, lufi- hulum, G?\ i$u>kio$ , xpvo‘$» , yeTGv. Mov. S. Greg. Egli ha posto le tenebre per suo nascondiglio. S.- Agost. C. JJ. Rimuovere il nascondiglio di quella bruttura. Nardi. Stor. i5. 615. Tagliarono a pezzi il Proposito e Giovanni Brunozzi, cavatigli di certi nascóndigli, dove $’ erano appiattati. 2 — * (Chir.) Nome volgcù'e dei seni 0 fondi di sacco che si formano spesso lungo il tragitto principale delle fistole. Diz. Se. Med. (O) Nasconmglioolo , Na-scon-di-gliuò-lo. [*SVhJ dùn. di Nascondiglio. Lat. parva latebra. Gr. p-oepos $ivXtos. Lìb . Dio . Come la formica ne’suoi sotterranei nascondigliuoli. Nascondimento, Na-scon-di-mén-to. [V/n.] // nascondere, [Voccultare; Occultamento. —,Niscondiinento, Ascondimento, sin.} Lat. oceultatio. Gr. xarajq>y>|/i5, Eiloc. 1. i58 . Faccende cercare se la misera fortuna n’avesse alcuno riposto con cheto nascondimento tra’suo’ medesimi. Lib. Astrol. Da che si ripone il sole insinoul nascondimento del crepuscolo. 2 ■— Nascondiglio. Lat. latebra. Gr. Com. Par. n Ida me il fugge } rallegrandosi de’ nascondimenti di selve , e di cacciar le nere. Remi. Asol. 2. ifi 2. Niun fresco seggio, ninna riposta ombra, mimo segreto nascondimento non miro , che alla bocca non mi coira sempre ; Deh fosse or qui la mia donna meco e con amore . Seni. òtor. 7. 261. Si occultarono dentro a’noti nascondimenti. Nasconditore , Na-scon-di-tó-re. iNerb. m. ^Nascondere .]Che nasconde. — , Asconditore, Nisconditore , sin. Lat. ^occultato!, Esp. Sauri. Il nasconditor del tesoro sappi eh’ è Iddio Padre , e I tesoro si e ìi N«^j.M™^a-scon-di.tiù.ce.C reri.f.drXiHeontvKCke tusconde.—, Nisconditrice, Ascomìitnce, sm-Ì.Lat. occiillJliix. L1far.Sec.226. Or. Queste «Oli parole. B. Parole di Aggiungeteci: nascotiditrici. Nascosamente , Na-sco-sa-roén-te. AW.lUo stesso che Nascostamente. F.l Lat. clam , clancuhun , lateuter , abmie , occulte , furtim.£rr.xfuty*, xpeiB/ws. Bocc. nov. 2ff. 21. E nascosamente me in iscambio di ro- sti'a lì^liaola gli metterete a lato. A nov. gS. 34. Ma dolersi del modo, : 'f. h«: ■Ifi PI S’ ' i -U'I-V; iid (;:■ I 496 nascosissimo nel quale sua moglie è divenuta nascosamente di fuvto. Dant.Inf.2l . Coverto convien che qui halli, Sicché se puoi, nascosamente accaflì. Din. Comp. 2. 3 $. E poi nascosamente n’andarono dal lato di Parte nera. Demet. Segn. 7 6. Partoriranno la medesima leggiadria, la quale trapela quasi nascosamente da quella soavità. E 104. L’occulto senso delle parole morde iu un certo modo nascosamente. 2 — In forza di preposizione [con la particella Da.] Bocc.nov. 35 . 10. Il chiudendo i fratelli, cd accorgendosene,avendoncla alcuna volta ripresa, e non giovando, nascosamente da lei fecero portar via questo testo. Nascosissimo , Na-sco-sis-si-mo. Add. m. superi, di Nascoso. Lo stesso che Nascostissimo./^. Lai. occultissimus, maxime abditus.Ca/’/.^mr. tS 5 . Sappi, chi altri , che costui , avrebbe saputo mai ripescar tra i Vocabolari! quel nascosissimo luogo di Dante ? (N. S.) Nascoso , Na-scó-so. Add. ni. da Nascondere. [Lo stesso che Nascosto. E "•! Lat. Iatens, abditus , ahsconditus,occultus.G?\A«.vSavwv, xpim-ros, xpvQ/os. Bocc. nov . 77. /f.g. Voi non v’accorgete, ammali senza intelletto ,• quanto di male sotto quella poca di bella apparenza sla nascoso. Dant. Purg. 22■ 3 o. Che danno a dubitar falsa matera Per le vere cagioii che son nascose. Petr. cap. 4 - E ’n quel tempo a lei fu sacra, Che il ver nascoso e sconosciuto giacque. Gr. S. Gir. '20. Sapienza nascosa e tesoro nascoso non vale nulla. Bemb.'Asol. 1. 3 y. La miseria ama sovente dì star nascosa. 2 — Di nascoso , posto avverb. = Nascosamente. V ’. Di nascoso. (A) Nascostamente, Na-sco-sta-méu-te. Avv. [Di nascosto, Di nascoso ;] Ce- latamente , Occultamente , Copertamente. — , Nascosamente, Nascostameli tc, Ascostainente , Ascosamente, sin. Xot.latenter. Gr. xpvfrhritf. G. y. i2t 11Qt Nascostamente e di notte, a’dì i 5 di Gcnnajo , si partì dal castello con sua privala famiglia. Nascostissimo,* Na-seo-stìs-si-mo.^dii.m, superi, di Nascosto. —, Nascosissimo , Ascosissimo , sin. Segner. Incred . 1. 33 . 11. Ora questo sì grande arcano che con la morte lìnisca il tutto cc. sarebbe nascostissimo a tutti i buoni , che con tanto lor cpsto vanno dietro le insegne della onestà. (N) Nascosto, Na-sc< 5 -slo. [ Add. m. da Nascondere.]—, Nascoso, Niscoso, Tn- nascoso, Ascosfo , Ascoso, Ascuso, Ascondito, sin. Lat. occultns. Or. xpy^to?. Dant.Pwg. ig.Sj. Nel parlar avvisai l’altro nascosto. Peir . canz.8.4. Non mosti ò mai di fuore Nascosto altro colore. Cron. Fe.il. yo. Tennonmi nel Mugnone nascosto , tanto fu la porta serrata .Vit. <$S. Pad. 1. sy. Induconci ad alcuna spezie di viitù ,'por farci cadere in alcun vizio nascosto. Sagg. nat.esp.12y. Ha nondimeno dato in ogni tempo , al pari delle altre più nascoste e più rare , ampia materia di sottilissime-speculazioni agl’ingegni degli uomini. 2 — * Di nascosto, posto avverb.z=z 1 S ascosta mente. /CDi nascosto. (A) 3 — * (Àr. Mcs.) Vicosi Nascosta una calettatura in cui i pezzi sono congiunti al paro , si che la commettitura non appaja . (D. T.) Nasea, Na-sè-a. Sf. Nome di certo libro o discorso che si compone intorno al naso.y. scherz.Car.Lett. 1.22 .-Prego Iddio, che metta in cuore al JBritlonio , che vi faccia una nascide, più grande di quella sua rotonda s e che ogni libro che si compone, sia nasca in onor della nasale maestà vostra. (A) (N) N ssn in. * (Geog.) Na-sè*hin , Nizibin. Citta della Turchia asiatica.(G) N seca, Na-sé-ca. Sf y. scherz. Dicesi di naso piccolo e brutto. Car. Leti. t. 22. Temo , che non ne perdiate tanto di riputazione, che non sia poi naseca che non voglia fare a taccio col vostro nasone.(A)(N) Naseide, Na-sè-i-de. Sf E. scherz. Poema intorno al naso. Car.Lett. 1. 22. Frigo Iddio , che metta in cuore al Brittonìo , che vi faccia una naseide , più grande di quella sua rotonda. (A.) (N) Nasello , * Na-sèl-lo. S/n. dim. dì Naso. Piùpropiiamcntf'TSo.sctto. y.{N) 2 —Uomo di picciol naso 5 [e in questo signifi-è add.e y.A.]But.Purg . 7. 2. Sordelio mostra a Virgilio e a Dante lo re Filippo di Francia, lo quale fu nasello, imperciocché ebbe piccolo naso, e però dice nasetto. 3 — (Ar. Mcs.) Quel ferro filo nel saliscendo , che riceve la stanghetta della serratura. » — Strumento di ferro a forma di tanaglia , che si adatta alle narici de ’ bovi per tenerli in freno. (Ga) 4 —" (Zool.) Sorta di pesce [di mare , la cui carne è mollo bianca , e leggiera allo stomaco.'] Lat. ascllùs. Gr. orfano s. Red. Oss. an. i.yg. Come avviene nell’ anguille , ne’ gronghi, ne’ nascili , nelle stirene , o pesci argentini. Nàsenur.* (Geog.) Na-sé-nur. Antica isola fra la Galila belgica c V isola ■ de' Bretoni. (G) Nasetto, Na-sét-to. [Vw.] dim. «//Naso. [Nasello.] Lat. nasnlus. Car. leu. 1, 22. Che non sia sì forbito nasino, nè sì stringato nascilo, nò si rigoglio/o nasorre ec. che non sia vassallo e tributario d< Ila «agevolissima nasaggine del nasutissimo nason vostro. 2 —■ Uomo eli piccolo naso. Dant. Purg. 7. io 3 . E quel nasetto, che stretto a consiglio Par con colui c ha sì benigno aspetto , Mori fuggendo , e disfiorando il giglio. Bùt. ivi; Sordello mostra a Virgilio e a Dante lo re Filippo di Francia , lo quale fu nasello, imperocché ebbe piccolo naso , e però dice nasetto. Nasetto diff. da Nasino , Nasello. Nasino è il più vezzeggiativo di tutti. Nasetto comincia ad esprimere piccolezza non bella. Nasello o Nasuccio , secondo il favellare d’oggidì , indica piccolezza inconveniente e deforme. D’un bambino si direbbe più volentieri Nasino , d’ un ragazzo Nasetto. Nasello e Nasetto dicesi anche a persona di picciol naso 5 non così Nasino. Nasevole , Na-sé-vo-le. .Add. coni. f. scherz. Appartenente al naso , Nasale. Car. lett . (A) Nasevolissjmo , Na-se-vo-Iìs-si-mo. Add. in. superi . di Nasevole. Car. Leu. 1. 22. Che non sia vassallo e tributario della nascvolissima na- saggine del nasutissimo nason vostro. (A) (N) Nasi. * (Filol.) Add. e sm. y.Ebr. Così gli Ebrei chiamavano il capo della tribù , delle grandi famìglie , cd anche de' popoli : orti Nasi è il capOy il presidente , il primo giudica del sinedrio, (Mit) NASO . , . iì. Nasi A , * Nà-si-a. IV. pr. m. Lat. Nasia. (Dall’ chr. mtaeaM* e jah signore: Signore che vince.) (B) asreflddty Nasica, * Na-sì-ca. N. pr. m. Lat. Nasica. (Dall’ ebr. lìa ^ a ' mn o0^ e però vale Chi ascende, Chi monta, Chi si eleva.) — uno degli Scipioni.—Nomedi un romano avarissimo , aeris zio. (B) (Mit) . ~proffl ll,1 ° Nasioieno , * Na-sLdi-e-uo. N. pr. m. (V. Nasidio.^ — Calalie deriso da Orazio. (Mit) ^ Nasituo ; * Na-sì-di-o. N. pr.^m. Lat. Nasidius. (Dal celi* (UliV bile.) — Generale, romano , amico di Pompeo , e poi di Anto iP' Nasino , Na'-sì-no. [Sm. dim. di Naso.] Nasetto. (Z^. Nasetto) ^jno* snlus. Gr. pivdpiov. Car - lett. 1. 22. Che non sia sì ^ ^' nè sì stringato nasetto, nè sì rigoglioso nasorre ec. che non s * ^tfO' e tributario della nascvolissima uasaggiue del nasutissimo 11 %°nnc^s Nasio. * (Geog.) Nà-si-o. Lat. Nasium. Ant. cit.dellaprimf il!" Naso. {Sm. Eminenza piramidale posta alla parte inferi 01 ' 6 “ naso nella totale perfa> 0Jll? ’ Il liilo. E’r. Jac. T. -t. f3- 3 ^'. a itr.’ > irato. Lor. Med. JScon. *■ , lin g« ‘ ■ Ir l’ 45 . A chiunque usciva il sangue del naso era mamtesiu a j vitabil morte. Dant.hif. 25 . ^ 5 . Mi posi il dito su dal men ° prC ((, f E Purg. 7. 110. Cantando con colui dal maschio naso. J? s , f. 3 . E lo naso affilato , E lo dente argentato. Vii. SS. -f 1 ! fiyff La purgatura del naso ec. incontanente ritornava in vcrm 1111 ' ^,np^ bell. domi. 4 i1, Ehi non ha il naso *■-*■ 1 .r.-zittne sibile clic apparisca bella in profìilo, naso proffilato■ Sente molto l’odorato, i^or. med. jscon . *• che drieto vien con dolce riso, Con quel naso appuntato 3 strano , Ila fatto anche del ber suo paradiso. . ^r, s o P 1 2 —* Dicesi in modo basso , Naso che piscia in bocca, tl ^ l .. e aquìlinoy perchè ha la punta torta in verso la bocca , e r * coli dentro . (A) . }0 c0 f 3 —* Dicesi Naso aquilino, Quello eh ’ è lungo , diritta , gcl^ puntato ed inclinato all' ingiù, V. Aquilino add., §.2.; cal ^elk l ciato o rincagnato, quello ch’è depresso nella radice, larga af j essendo questa molto inclinata nel davanti , come pM' e j e ture , arricciato, quello notevole per la semplicissima e - s0 t i >ef c ,f suo lobo che termina in puntai appuntato , quello di cU f' ' ha U ’‘J mente acuta è la punta, y. §. ì. 5 arcionato , quello f l j p ik r il screscenza sul mezzo. P. Arcionato , 5 * Le ‘varietà sono infilile. Bello e ben conformato è dunque il naso V fi W dorso è perfettamente retto , non porgendo veruna incavato 1 iusino alla fronte. (O) (N) ^ 4 — * Dicesi Radice del naso, la Sommità della piramide ^ continua colla parte inferiore c media della fronte \ P UIlJ * ,//fJ /. quella parte di esso , più o meno appuntata , che sporge sop 1 ^ superiore , e nella quale si confondono le due parli di - c jti0 ^ mente prvminenti , gonfie , disgiunte per di dietro , r(t ^ l , 0 , f'L. nunzi , che chiamatisi Ale o Penne del naso ; Dorso del fi * linea prominente , rotonda , variamente olbliqua in cll l licci. » {Il volgarizzamento fedele al lesto latino ha: b a r j ( n 3 Tyi- potare è questa, che i vecchi sermenti ,dai quali l’anno di P 1 deio le uve, si voglino tutti tagliare, e lasciare i nuovi » 1 - licci, e ogni ramuscolo inutile.) (M) •’ 6 —. * Fig. Naso lungo di cesi dì Uomo che guarda le c ? se . 0 ' lo sottile. Cecch. Masc. Prolog. Non gli veriissé .. *. of a * (fi). qual cosa Da dar materia a certi nasi lunghi Di torlo 7 — * Col v. Arricciare : Arricciare il xrà$o—Sthzh'sfiF‘ „fic ch ^ f Salvia. Annot. F. B. 2. 4. 7* Il naso , che si . cC , eS ide ,lì m) e pigliare il moscherino per lo pizzicor dell’ira , si e . *, , l£t s 0*^ quella *, ónde gli Ebrei l’ira c il furore chiamano afi cl ° tt0 ^ er ° S —■ * Col v. Dare ■ Dare di naso . Dare di naso pei’ tu jii d ’ ogni cosa. U, Dare di naso , JJ. 1 e 2. (A) . . t a sC a 2 —* Dar di naso in tasca = Dar noja ; e dicesi 1 * H ^ cupola o negli orecchi , per i.sfuggir altra voce ^ e fi V, anche* si dice assolutam. in modo basso Dar di naso./^* , J’ 1 ^ . spiaccia , o che sia da dispiacere ; metafora tolta da dispv che offendono l'odorato. [U. Dare nei naso, 5 * . c0 J]a ^ Gr. a.'K'apfaxnv. Buon., Pier, 2. 4 - 1 7 > E poi l’atiéiT'i basciata , Che è per darli nel naso. * ... ndo ^ 0 'm v * Col v. Esserp : Essere di buon naso cioè Di buoi .[fi c %f) Past.lìb. 1. Appressali fi cani) alla fonte, come n’ ed 3 -‘;f 9 Am. rano di buon naso, sentendo quel sito lupigno, stcttcìO iu — [ Col v. Fare:] Fare il naso rosso: modo' basso e \fi>' e bere abbondantemente.. Lat. opipare , comessari. \\ 0 ^ pFC'Ew. Cecch. Esali Cr. 1. 4. Messer , i’ vo’ che in q u fy rasto noi facciamo il naso rosso. # n -ui il 11 — t Col v. Fuinmicare:] in modo basso , Fummicare al 1 e j}rf jiiaP’ vere , Campare. Lat. spiritum ducere , superstdem m'èpiXtg'n'a.vèo^-ai. Farcii. Suoc , 2. 2. Se mi dai di q u tu vorrai che ’l naso mi fmmnichi poco. fig* ** 12 — * Col v. Levare; Levarsi i moscherini dal nas » y. Moscherino , J- 3 - (N) .j NASO r 3 so M enare:] Menare, [Guidare, Pigliare per lo naso,] pel [p' ’*{*£• Aggirare alcuno, Dargli ad intendere quel che non è. ***«« rJ^JS * $• 72*3 Lat. dccipere , fucum facere. Or. r^s ftvès ,> di; E.Flou, io5. Mori*. 25. n5. Che , come un bufol, dietro al Si lasciava guidar pel naso a Gano. iiav D | Vr Pigliare: Prendere], Pigliare pel naso. L< tero '/i na *o. E. i3. Lat. decipere, J'iicum facere, ì Lo stesso che Me- in rem suam du- ebe ^ Vln ' Annot. ivi'. Presi pel naso. Similitudine tratta dalle bufole, 15 ^ ® l nienan pel naso con anello di ferro nelle nure. (N) JCoZ v. Rimanere:] Rimanere o Restare con un palino di naso 0 e n an to di naso — Rimaner col danno e colle beffe dì cosa sperata, doli* 1 c ° ì1Se S u da. Lat. lupus hiat. Earch. Ercol. 5/f. Dicesi ancora Ì) 0 uer bianco ; e più modernamente , con un palmo di naso .Cecch. , 'V 8. E vederlo restar con tanto di Naso. Maini. C. 5. Con a V a mio di naso ne rimane. dì ff. * E variamente : Naso che esce fuori del palmo, dicesi, fìg. s per ìl f a Iiaso hwgo lungo per temenza che gli falliscano le sue iii[. aì2Ze ' Cai\ Lett. ined. 2. 17 e 18. Pacecco ha mostrata una speli^ ^ ^ - ^° colonnelli, e secondo loro, siete tutti in bocca all’Orco; 16 ^ c °n effetto ci si veggono nasi di’ escon fuori del palmo. (Pe) 'iz~ v - Toccare:] È’non si può toccare il naso: si dice d’ale f l p'o , ohe per ogni minima cosa che gli sia fatta, Ve!- Ìs *' Fot. bilis semper in nare sedet, Fumantis na; dalcun se ne risenta hvfj lsi ' Fot. bilis semper in nare sedet, Fumantis nasumnetu ten- aojj lls . ttrsi. Morg. 20. 68. Rinaldo tutto pareva turbato , Che non *3 ? « ° ss er lor tocco il naso. Lm p * Venire:} Venir la muffa al naso ■=.8 i| t| ^° aulico del connine popolo , che dice: se l’c detto, tu hai meno > ponviti la mano. G ‘ (Ar. Mes.) Naso. T. de’ pescatori di tonno. Nome che si dà la,!. Q ^ a parte del tonno la quale è creduta esser la lingua, ed è più 3 C°A° tónno salalo. (A) Naso del baluardo. E- Angolo , 6 , ,9. (Gr) gli n , ai ’ùi.) Naso della nave. Si dice talvolta del davanti odelta- , U} i(tr( »• • • . . . Sul » Clre d* un bastimento. Così si dice che un bastimento è troppo . (W u ° naso, per significare eh’ è troppo caricato a prora. Questa K^ l °ne è triviale. (S) ' V i} ((s ^ . Nasone. N. pr. m. Lat. Naso. ( In lat. nasus naso. In ebr. Ucci . Ce > principe. In celt. nas o neach alto, elevato.) — Uno degli 5 *°ri Cesare. —- Soprannome di Ovidio. (Mit) •n *te*» ^ (, cg.) Piccola città della Sicilia presso un fiumicello dello n °rne. (G) Ci ft BAn . E * * (Anat.) Na-so-lo-bà-re. Add. com. corno . Nome dato da h) ÌX Q Ssicr ad uno de’ due rametti ne quali si divide il filamento in- v lok 0 .^ ^amo posta io re appartenente al nervo nasale. Lat. naso- VcG Vlz - Se. Mcd. (a! 0.) > Na-so-lo-el-a. S'f. Discorso intorno al naso. Baruff. K^- ylnnot. Berg. (Min) Tu- i( e > . Moz 'io fc * (Boi.) Sm. comp. Nome volgare di un alberello comune v tiQj 0,s c/it di Europa , del genere Stafìiea. E. Lat . staphylaca piu- A*b 0j / -Gog/om. (N) si, s » ■Na-sd-nc. [Am.j^ccr. Naso. (/G Nasaccio.) Lat. immanis na- e in* ll0n 'Fier. 2. /f. 5 ■ Ve’celli, ve’clic nienti, ve’clie teste Calve ij^ccoliite, ve’ganasce ! Oh guarda un po’nasoni ! Car. lett. 1. glì Qs ^° n sia sì forbito nasino, nè si stringato nasetto, nè sì rigo- Ei^ . ^asorrc, nò si sperticalo nasaccio , che non sia vassallo e tri- < ^ t ^ a nasevolissiina nasaggine del nasutissimo nasoii vostro .-»(Si ,ie Ù’ e / c / ie FI Curo disse sempre naso net Testo , e non già nason *742 d Zt0ne Cominiana 1J25 citata dalla Crusca , e nella stessa del (•/'iff - e °be solo nell'edizione del i5gi Eenezia , appresso Bernardo 5 "n » l l y 11ll, n- 17 disse nasutiissimo Nason vostro.) (N) 4c<1 ^£ Genere di pesci della quarta tribù, della famiglia degli. Co/ c f r ° l di e dell’ ordine degli acantotlerigi , da Lacèpède stabilito c cj ef lct °floni di Linneo , nella divisione dc'toracicì j così distinti. \ s ^n rj 0tril,1at l da jma protuberanza in forma di corno o tumore che ’^Occ SU * Tia ' s0 ' (O) Lare - * (Anat.) Na-so-o-cn-là-re. Add. com. èomp. Nome dato ^ in Hx J à tneì ' iìì S a t nervo nasale. Lat. naso-ocularis. (A. 0.) *'e>, e T Iko * * (Anat.) Na-so-pa-la-ti-no. Add. m. comp. Che apparalo /. nas ° ed al palato . Onde Nervo nasopalatino, un ramicello -palatino ; Ganglio nasopalatino, quello eli è posto nel A 5\ 0l>A Lp ^ ÌQtln ° ant eriore. Lat. naso-palatinus. (A. 0.) ■No^ (Anat) Na-so-pal-pc-brà-le. Add. è sost. com. comp. V^tìBi 'f? da Chaussier al muscolo articolare delle palpebre. Lat. S»»? lp iS Mis - <^ A - °-> f Na-sòr-re. [Aw.] accr. di Naso, ma detto solo perischevzo. *- 22. Non sia sj forbito nasino, nè sì stringato nasetto, 5 M1 q e legnoso nasorrc , nè sì sperticato nasaccio , che non siavas- V ° s Ìro j./p 'dario della nasevolissima nasaggine del nasutissimo nason ^^s-so'i 1v !f { bilmente errore di stampa per Nasone, tanto più cheap- ^Os OPb ÌOn S z « Nason pia Naso leggono le edizioni del 17 25 e 17^2.) (N) cnw. Aciliare, " (Anat.) Na-so so-pra-ci-lià-re. Add, e sost. com. V *>ar " NASTRO Naspa. * (Geog.) Riviera del Messico. (G) Nàspare , Na-spà-re, [Att. e n. Lo stesso che Innaspare ,] Annaspare. E. Lai. filum agglomerare. Gr. p,*ipvstv. (V. annaspare ed innaspa> 7’e.In ttd. abhaspeln ovvero abspolen innaspare 5 haspel aspo.)i"nmc. Sacch.rim. Con fusa non si naspa; E fai arraspa, che niente acquista. Naspevoee , Na-spé-vo-le. Add. com. Che ha delnaspo, Che gira come un naspo. Li! uva. Selvett. 4 ‘ Berg. (Min) NAsro. [A/n. Lo stesso che } Aspo. E.Lat. alabrum.(V. aspo e naspare.) Frane. Sacch.rim. 26. Gittate gli arcolai. I naspi colle-rocche, Non siate sì sciocche, Che cuscia nessuna. Ar. Far. ig. 72. Tutti gli altri alla spola, all’ aco , al fuso , Al pettine e al naspo sono intenti. Nassa. (Ar. Mes.) (A/I Strumento da pescare. E una specie, di paniere conico , fatto di vani cerchi che vanno sempi'e scemando di grandezza dall' apertura in poi , sostenuti da alcune bacchette lunghe e diritte cui. sono legati con vimini le cui cune non oltrepassano il maggior circolo. Tutte queste bacchette sono riunite con buono spage o con una funicella che diviene la cima del cono. E apertura è yxìtanda e grande quanto la base , ma vien ristretta da alcune bacchette di vimini che rientrano facendo un altro cono , la cui cima non è chiusa. Il pesce che vede l'ésca nel fondo della nassa , passa a traverso queste bacchette che si piegano per lasciarlo entrare , ma gli vietan l’uscita. Essa è poggiata sopra la sabbia , vi è ritenuta da' piombi o sassi ondi è caricata e serve a prendere i pesci grossi. Assume pure i nomi di Arnia , Paniere , Bertovalio.] Lat. nassa, fiscella. rd\xpos. Cr. 10. 3 y. 1 . Anche di vinchi si fanno nasse ritonde , e larghe , coU’.entraiuento stretto , e di fuori ampio, che 1 dì c la notte col peso d*alcuna pietra sì lasciano nel fondo dell’acqua , e hanno alcuna vite nella coda legata , con clic si traggono. Fìor.Ital.D. Ma non potendolo celare , prese una fiscella , cioè una nassa , e impe- ciolla ; c impeciata che l’ebbe, miscvi il fanciullo -nfJediz. di Bologna a carte /f ha : Ma non potendolo celare , prese una nassa, e impegolata che 1’ebbe , gli mise dentro lo figliuolo ec.) (B) a — * E fìg. Segner. Pred. 2. 1. Dcv’egli fil predicatore) tendere su r uditorio le nasse della divina parola. (Br) 2 — (Farm.) Nasse dicono anche gli speziali a certe Ampollette di vetro tutte chiuse , fuorché in un beccuccio sottile di eli’ hanno, nelle quali tengono i liquori alti a svaporare , siccome elisir, e simili . » Art. Eetr. Ner. 8. Storte, antenitorii, serpentine, fiale, nasse, quadretti ec. , c infinite altre sorti di vasi , che tutto il giorno s’inventano per comporre e fare elisiri , ec. (V) Nassavia. * (Gcog.) Nas-sà-vi-a , Nassovia, Nassau. Lat. Nassovia. Città e ducato d* Alemagna nella Eestfdia , parte della Confederazione Germanica. Dividevasi in più contee , distolte con altri nomi aggiunti a quello di Nassavia. — Isola deli Oceano indiano . — Citta capii, dell’ isola della Nuova Provvidenza e dell' Arcipelago delle Luca]e. *— Baja sulla costa meridionale della Terra del Fuoco (G) Nassib. * (Mit. Maom.) Sm. Nome che i Musulmani danno al destino y cioè a quel libro il quale, secondo il Corano, trovasi scritto in cieloy e che contiene la buona e la cattiva fortuna di tutti gli uomini^ alta quale non possono essi menomamente sottrarsi. (Mit) Nassio , * Nàs-si-o. N. pr. m. (In celt. nas lo stesso che neach alto , elevato. In ebr. nas a elevare, nasi principe, duce .)—'Figlio dì Po * lemone , che diede il suo nome all’ ìsola di Nasso . (Mit) , Nasso. (Bot.) [òm.] Lo stesso che Tasso. E. Lat. taxus. Gr. Cr. 5. 44 ' 11 nasso è arbore piccolo, il quale nasce ne’monti e iìcU’ alpi ; è ottimo per balestri e archi di legno. F. E. n. 81. E loro archi erano di nasso , e lunghi. Alam. Colt. 1. 22. Se mille erbe nocenti , c ’l nasso e V edra Non ne fan testimon coll’ombre loro. Ciriff. Calv. 1. 10. Quando saetta» , quando fanno corni , Quando balestra di nassi o d’ avorni. Nasso. * N. pr. m. (V. Nassio.')—Figlio d' Apollo e di Acacalli . — Figlio di Endimione • (Mit) 3 — * (Geog) Lat. Naxus , Naxos. Citta ed isola dell Arcipelago,la più glande delle Cìcladi, detta anche Nassia e Naxia. Lat. Nax.03. Antica città della Sicilia. — Antica città dell’isola^ di Creta. (G) 3 Fìg. Lasciare in* Nasso = Lasciare uno ne pericoli senza ajuto e senza consiglio , V. Lasciare, 5* 3 ; * (A) . Nassuanà.* (Geog.)Nas-sn-à'na.yint/ca cittadella Grande Armenia, (flit) Nàsstinia. * (Geog.)Nas-siVni-a 5 Nasunia. Ant. cit. della Sarmazia as.ifi) Nastagio , * Na-sià-gio. N. pr. m. accorc. di Anastasio. E. (N) Nasto. * (Bot.) Sm. E. G. Lat. nastus. (Da nastos ripieno.) Pianta o canna , affinissima al bambù , da Commerson portata dall'isola di Francia, clic forma un genere nell' esaudiva digitila, della famigli a delle graminee , e che si denomina così dall'essere internamente solida e piena , conira il solito delle (dire canne. (Aq) Nastraio. * (Ar. Mes.) Na-strà-jo. Add. e sm. Tessitore di nastri 5 Fettuccia]0.. (A) , . .. 0 Nastrande. * (Mit. Celt.) Na-stràn-de. Sm. Nome che danno Ai òcan- dìnavi al secondo inferno, ossia a quel tristo soggiorno destinalo a ricevere i vili , gli assassini e gli spergiuri dopo l incendio de mondo e la distruzione di tutte le cose . (Mit) , ,. . _ Nastriera, Na-striè-ra. [Sf] Ornamento 0 Intrecciatameli nastri.Lat. cheleuma.. Gr. Menz. sat. 7. Certo che la nastrici a e laurea sciarpa cc. Già m' abbarbaglia , e ’i buon veder nn tarpa. 2 — * Assortimento di nastri o Luogo dove si serbano .Algar. Bcig t (Q) Nastrino , Na-strì-no. iSm.) dim. di Nastro. Lat. amentum exigu un. Gr. vccv.vpiov. LA). Pred. Vogliono gh adornamenti di tanti nas trini e di tanti colori. 4 . . .. , , 2 _ T. di magona. Nastrino o Nastrino per grate.- Nome di due specie di ferrareccia , della specie detta Modello di distendi fio. Il Nastrino che non arriva alle tre libbre il braccio , è compreso nella classe delle da qualche anatomico al muscolo sopraciliare. Lat. ( A * O.) . ferrarecce dette Modello puro. (A) ' ò °Sdif na A p Co g0 Na^eo-ti-à-nì, Antichi popoli dell' Asia .presso la Nastro. C Am. Tessuto di seta, di filo , di lana ec. sottile , di hi-.- * (^) gfwzza indeterminata ma dì poca larghezza', assai vario non meno par 498 NASTTJRCIO le materie onci è fiuto che per i colori, la forma , pii usi citi serve. Diasi anche Fettuccia; ma nell’ uso più comune //Nastro è di seta, la Fettuccia dìlìno , di lanao di cotone. ] ( /LBarìda.) hai. taenia. Gr. vctitós. ( Dal lat. barb. nestaie , che vien dal celt. gali, nas fascia , legame, e- toll testa : e significava la fascia che stringeva il pallio intorno al collo. In celi, nestaii legame, connessione.) iti. V- 8. 65 . Era di due finissimi velluti chermisi, con uno nastro d’ oro largo quattro dita j coll’ arme del popolo c del Comune. Ar.Fur. ufi 66. Cosi talora un bel purpureo nastro Ho veduto partir tela d’argento. a — Per simil. [dicesi di Cosa poco larga e sottile.] Sagg.nat.esp.i6g. Comincia l’acqua di sopra a rappigliarsi in giro, e da quel primo nastro digirlo, che ricorre la circonferenza delvaso,cominciaaraandarcec. 3 — Continuazione di raggio. Dani. Par. 1 5. 22. Al piè di quella croce corse un astro ec. , Nè si parti la gemma dal suo nastro , Ma per la vista radiai trascorse. Nasturcio. (Bot.) Na-stùv-cio. [Vin. V. A. V. e dt"\ Nasturzio. Cr. 6. 3 t. fi Pongasi la sua polvere, e della colofonia, e de’semi del nastureio , cabla sopra ’l culo con bambagia. E’cap. 82. 1. Il na- sturcio è caldo e secco nel quarto grado , e ’l suo seme spezialmente si confa ad uso di medicina. Amel. 45 . Quivi malva, nasturci , a- neti , e ’l saporito finocchio , ec. Nasturzio. (Boi.) Na-siùr-zi-o. [.Sin. Rome che prendono diverse specie di piante. Dicesi Nasturzio d’India 0 indiano, una specie di Tropeolo , notevole pe’ suoi bei fiori color rancio , e pel sapore agretto simile al nasturzio comune ; dicesi anche Fior d’astuzia , Cappuccina, Cardamo , Fior chiodi, Agretto ec. Lat. tropaeolum rriajus Lin. Dicesi Nasturzio acquatico, una pianta che ha la radice tracciante ; gli steli alti circa mezzo braccio , ramosi, teneri, vuoti-, le foglie pen- natedispari , con le foglioline rotonde, sugose ; i fiori piccoli, bianchi , a grappoli corti. Fiorisce sul principio dell estate , ed è comune nei rigagnoli , ove lentamente scorre l’acqua .]—, Nastureio, sin. Lat. [sisymbrium naslurtinm Din.] Gr. Hxpdxftov. (Dal lat. nasi torsio torcimento del naso : e ciò a cagione de’movimenti, che qualche specie di questa pianta eccita nel naso.) Alani. Colt. 5 . ng. L'infiammante nasturzio a i serpi avverso. E 128. Del nasturzio, del rafan, dell’ eruca. Rigetl. Fior. 67, Ne’quali è un semolino simile al nasturzio , di figura simile alla lente. 2 — orientale, * Lo stesso che Arabide. V. (N) 3 — ortense: * Maniera d’erba che ha le medesime facoltà del nasturzio aquatico , ma in grado più rimesso. Lat. lepidium sati vimi.Pu.stu.(N) Nasutissimo , Na-su-tis-si-1110. [Adii, ih.] superi, di Nasuto. Car. lett. 1. 22. Nasutissimo M. Ciò. Francesco. E 1. 22. Che non sia vassallo e tributario della nasevolissima nasaggine del nasutissimo nason vostro. Nasuto , Na-sù-to. Add. m. Che ha gran naso. Lat. nasutus. Gr. g.v- xrripKtT-ós. Dant. Pttrg. 7. 1 zf. Anche al nasuto vanno mie parole. Cas. rim. buri. 1. 12. E ’l bacio resti a chi non è nasuto. Nasville. * (Geog.) Nas-viMc. Citta degli Stali Uniti. (G) Nata. * (Geog.) Città della Columbia. (G) Natagài. * (Mit. Ind.) Na-ta-gà-i. Dio creatore di tutte le cose , riconosciuto dagli abitanti del Mogol , a cui per alilo non rendono alcun culto. (Mit) Natale, Na-tà-Ic. (Sui.] Natività , Nascimento. (/'".Nascimento.) Lat. natalis , dics natalis. Gr. paruri ;,I r. Giord.Prcd.il. Venuto il giorno del natale del Re. Serd. Stor. 1. di. All’una delle quali fu posto nome da S. Agostino , perch’ e’ giunse per sorte il di del suo natale. E 2. 7/. Discoperse un’altra isola, la quale fu nominata Santa Elena, perché era allora il di del suo natale. a — (Eecl.) Natale 0 Pasqua di Natale , si dice la Solennità celebrata dalla Chiesa del nascimento di Cristo. Bocc. nov. 65 . 8. Ora, appressandosi la festa dd Natale, la donna disse al marito : ec. Pass. l 36 . In Francia fu un prete, il quale la notte di Natale passando da una villa a un’altra ec. , si scontrò in una femmina sola. Cr. 5.7 4 - 1. Intorno a Pasqua di Natale si giungono (gli- agnelliJ colle madri. Natale. Add. coni. Natio. Lat. natalis , patrius. Gr. IrttgwpKis.Eiioc. 1 ■ 29. Dolente che strana plebe fosse apparecchiata per andare ad a- bitare il suo natal sito. Amet. 7 1. Enea , lasciati! luoghi natali, cacciato delle Strofade ec. , entra nelle foci dello ’mpcriale 'leverò co’ Trojani Iddìi. Poliz. si. i ..5 t. Mia natal patria e nell’aspra Liguria Sopì’una costa alla riva marittima. 2 — [Natalizio, Della nascita.] Rcmb. pros. 1. 4 f- Della vostra molta cortesia ringraziandovi , clic avete , con isconcio di voi , il mio natale di della vostra presenza onorato. Natale diff. da Natalizio. Natalizio è più comune, e Natale è del verso e della lingua scritta. Non pertanto diremo sempre Feste natalizie , Nalalizu regali, Astro natale; e non altrimenti. Natale. * N. pr. m. Lui. Natalis. ( B) 2 — * (Geog.) Città del Brasile .— Terni e Riviera della Cafreria .— Città deW isola di Sumatra. (G) Natalia, * Na-ta-li-a .N. pr.fi Lat. Natalia. ( Dall’ ebr. natal elevare, c jah signore: Signore elevato, ovverò Elevato dal signore.) (B) Natalizio, Na-ta-li-zi-o. Add, m. Appartenente al natale. ( C. Natale.) Red. Leti. Celebrate il suo giorno natalizio in Firenze. (A) ■a — Usalo in forza di sm. sottintendendo Giorno , vale Giorno della nascita. Red. Leti. Mentre si avvicina il natalizio di V. A. S. , io prego Iddio benedetto che voglia concederli ogni bramata felicità. (A) 3 1 — Ed usato anche nel sf. pi. Segiier. Crist- insti'. 3 • 35 . 21. Che solennità sono mai quelle che veggonsì fra’fedeli nelle natalizie dei Santi solo con mercati , con giuochi, ec. ? (A) (B) Natan, * N. pr. m. (Dall’ cbr. naihan donare.) — Nome di tre illustri Rubini. (G) NatAnA. * (Geog.) Na-tà-na. Popolazione indiana nella Nuova Brettagna. (G) Natasaele , * Na-ta-na-é-le. N. pr. m. Làt. Nathanael. (Dall’ ebr. naihan donare , cd el Iddio : Dono di Dio.) (B) NATIO ir Catania,* Na-ta-nì-a. N. pr. m. Lat. Nathania. ( Dall’ cbr. na nare, e jah signore : Dono del signore.) (B) doni> rc .' Natano , * Na-tà-no. N. pr. m. Lui. Nathan. (Dall’ cbr. uuuu/n Donatore o Donato. ) — Profeta che vivea sotto il regno de. (B) (Ber) Natante , Na-tàn-te. [Pari, di Natare.) Che nata. [ Lo stesso ^ . -, tante e Notante. V. ] Lat. natans. Gr. nixó/ssvos. Buon. E‘ er ’ nr ’ Cu 1 ”? Giammai non vidi rose Uscir sì vaghe , nò così pompose angustie di una prigione natante, f ff /a/i0 2 — (Bot.) Agg. di Foglia 0 Fusto, diconsi quelli che gaU^So fior di acqua. (B) . . $ 0 tat' e ' Natare , Na-tà-re. fi/Vass.] V.L, [U. e da Nuotare c meglio J c0 in^ Lat, natare. Gr. rix clT ^ M - Fr. Jac. T. 2. 18. 27. Va nata* 18 ^, pesce. E 7. g. 8. Chi ben non sa natare, Non si vada a h a ° j. Jg- Natativo , * Na-ta-ti-vo. Add. m. Che nuota o Atto a nato’’ 6 ' C. D. 8. 16. (O) . _ . qtòf e.(M NATATnnr.,*Na-ta tó-rc. Eerb.m. di Natare. U.di reg.V. e di N u0 , gS irìf Natatoria, Na-ta-tò-rù-a. [A/ÌJ V. L. [Luogo artifìcialmz ,lte ^j a , 0 f ‘ i notare. ] Lat. natat° .la* Disse che s’-»"*^, si llC * ripieno d acqua , destinato a potervi K-.I i/upr.jptz. Etunc. Sacck. Op. dìv. 12ò vare all;? natatoria di Siloe. Natatoria era una piscina , - . tava in figura; che chi nuota , tiene le braccia in croce. Natatorio , * Na-ta-tò ri-o. Add. m. Tutto ciò che seive al ’ pet o diconsi Natatorie quelle alette o pinne de’pesci che lof 0 a nuotare. Romani. (N) Natatrice, * Na-ta tri-c e. Uerb. fi di Natare. Lo stesso che N u mai 1 * 8 V. Chiabr. Rim. Quivi ad ognor le natatrici schiere Per lc vie fan labirinti, (Br) . ^ 2 — Parlando di cosa, direbbesi più propriamente Galleggi tic. Bice. S’ affatica ciascun perchè si cave (del legiioj L 0 fa le merci natatrici. (A) . . Natchez.* (Grog.) Città degli Stali Uniti nel, Mississipn 2 —* Popolazione dell’ America settentrionale, ora quasi u lSl1 .My NATi:s.*(Anat ) Sf.pl. U.L. Natiche. Nome dato a due de’quatti 0 quadi'igemeUi che sono situali per di dietro della coni messimi jf £,<0* del cervello e sulla gianduia pineale. Sono i superiori • §L J . diconsi Testes. (Dal lat, notes natiche.) Viz. Se. Med . Natica , Nà-U-ca. {Sf. ò’ouo le natiche quelle due prorflhteuz 0 ^iso# collocate nella parte inferiore e posteriore del tronco j formale principalmente dal muscolo gluteo maggiore , ^ , pelle avvi uno strato più o meno denso e profondo di t- esS ^ re adiposo. Niun mammifero, eccetto Inorilo, ha le natici f-e 1 ' 1 * mente dette, rotonde e prominenti. Dicesi anche, ma ° oìl nobile ,1 Chiappa. Lat. nalcs , cluues, Gl\ y\curci > 4. 26. Vero e cn egli han mutato vezzo e pratica , .P^ u pfof, ■ D fl r 189 - - . . 8 0te rtram* 1 ”; .gli glie e grosse, e sospinte in fuori le natiche ec., tossono <ì^ t gliL, V, A- --- - -- -- 7 ^ parte di bellezza in una danna. Dani. Inf. 20. Ccc 1 P La , : e( qil. occhi Le natiche bagnava per lo fesso.» {Nel primo ° s - ..fica pela del 1820 ha : Vero è eh’ essi bau mutato e voce e P J j bontà di Odoardo , ch’ora è vivo, ec.) (B) Miat^fpi 2 — [Grattarsi le natiche dicesi fig. del Far cosa inutile e f p 0 i non rimanga altro di più importante afttrc.1Ar.Lcn, 4- t '. ’ le fatiche e spese, i giudici Solo in quaranta lire lo coudw^ chi ha speso si può grattar le natiche. /''e Natica diti, da Chiappa , Culo, Culatta, Sedete, oA’-'-v Dcretano.Le Natiche e le Chiappe involgouo similmente, j, tfL di forma; ma Natica è più nobile e grave di Chiappa, < r' J<; a; -e‘ ^ .]£ dio estendere la significazione ad ogni cosa che si può c ^ ,l!i PK[ls c Sedere e Podice valgono quella parte di dietro del corpo ^ J: “è, si siede, senza indicar la sua forma; ma Culo è meno i10 a 11 ’ £ ;à dere-, e questo di Podice, che viene singolarmente . usa ^,,jlics t0 nelle loro gravi relazioni. Deretano indica nel proprio 5 *? n) picé J ‘ che rimane di dietro , e per simili!, nel discorso civile 31 u Culo di’ è voce troppo bassa. . , friS Naticale , Na ti-cà-le. Add. com. V. scherz. Delle naticu ■ ^ La frusta dd Diavolo , ossia il gastigo naticale. (A) ^ i: t. cr5 ’|iii Naticuto , Na-ti-cù-to. Add. m. Che ha grosse natiche- 0 j £ ve o nalibus. Lab. igz. Pienamente di divenir paflùtn e nati ^ a ], fatto. Galut..5i. I'erciocch’c’pare che l’asino e,* forte grasso e naticuto danzi o salti spogliato in farsct Natiuai. * (Mit. Tart.) Na-ti-gà i. Dei penati de’ Tf!?’fyntig^i 'fi' quali invigilano ai beni della terra e sono custodi a ,4 -fio dd pr Natine!.* (Filol.) Add. e sm. pi. Uomini dedicati al * e ^ fati' beinocelo e poi del Tempio presso i Giudei, per l J ° rlc . l ''- ter i pdlJ equa necessarie pe’sacrifizii , ed eseguire gii altri niuu ^ e cosi e più vili. (Ber) ■ 4efiV a ' llS tr Natio , Na-ti-o. Add. [ut. Lo stesso che ] Nativo, (da 0 p [) c . ^0' Voce notabile, sebbene formata dalla plebe che P nante m molte parole, come Caallo, la, per Cavallo; go , Del paese dove altri è nato. Lat. nativus, u a di - 4^1- imyéquu. G. U. 7. i5i. i. S’apprese il (uoco n” a r ,.; s iuL-’' r r n «ntoA> u *. -, oatV yj'. „. r . 7 . _ in Francia, cioè quella terra, onde fu il beato santo Lm’.y in/.lo. 26. La tua-loquela ti fa manifesto Di quella Ito Petr. scn ,6,. F llg g 0 dal mio natio dolce acre Toseo-.^ Co # i vo 1attro nc Vldi ec-, ed era natio di Ta i' s °™aiidat 0 i'-,/ 3 ' l , cal< lr ‘ al e J’elagrù, natio di Guascogna vc-,^ , m . jn (l ’ gaio a Bologna. Remi. pros. ,. 34. Perciocché egB filiti composif, vinizianarnchte, anzi s’è egli dal natio par ,ar< ' mente discostaty, ® Sv _ t NATISO Col^ Qra ^ e - Petr- canz. 34 - 5 . Regga ancor questa stanca navicella Sotto” Vcrno di sua pietà natia. Quid. G. In ogni sua parte, cosi di 1, 35 c '’ rr . lc di sopra, era vestito di natii peli di cavallo. Bemb. pros. il cielo' 01 - T * P°tete tener per contento, Giuliano,al quale ha fatto ■ZVo/' na ! t0 e proprio quel parlare, si apn]' > da Nato , Naturale , Patrio , Paterno. Natio, « Nato 8 °' a or' C '- n ° am ^ e d ue al luogo ove si nasce ; ma Natio riguarda la lare H i^ lne > e Nato il luogo di nascita o i genitori o altro partico- « naia fascere : sicché si dirà , Ugo Poscolo nativo clella Grecia Soo a e ^ mare - Natio diti', da Naturale, perchè Natio diccsi di per- _ (1 rosa , ed è tutto della natura senza il concorso dell’opera Ho lo' 1 c ' Naturale dicesi soltanto di cosa, ed in esso può aver luo- io. Onde Ogni pregio natio è naturale, non Ogni vezzo na- ^score 0 ” m ' 0: Em gua natia è quella che abbiamo imparata dal dì. p > c la Lingua naturale è quella de’suoni inarticolati e de’ge- t'o t render più semplice la loro differenza, è da sapere, che Na- *ltri è 1116 adiamo già detto , si applica propriamente al paese ove tara, /) ìl ' i * ,) i 9 Naturale vale ciò che appartiene o deriva dalla na- Jlc api ) mr -° s ‘S n ’dca ciò clic.appartiene alla patria, e Paterno ciò fi e ri Sc ^P ar henc al padre o che deriva da lui ; sicché il primo si ri- ' lT| so.* ?_parlicolar luogo , ed il secondo a persona. • °.S 0 Na-ti-so, Natison e. Piccolo fiume d’Italia che si zitta f’ki lì , naClco T aE one,1 t e ^ Aquilea. (Mit) rose Kte > Nati-va-mén-te. Avv. In maniera natia. Salvin. Pros. e P c rl e ' ‘r , 7 ; Siccome Virgilio nel pattume d’Ennio sapeva pescare Nt e c ? C °. S1 quegli principiatori di comporre cose nel lor genere 1 tosi,,; 11 Sg'sdrc ravvisatisi, e cosi nativamente dette, che con tutti ^ {Qui ° ln ; ln,eilti n0 ' c lt* cc - non possiamo in alcun modo arrivare. v Se C01 7 , r « rispondere al naivement de Francesi.) (N) } l a nativa proprietà, ovvero Nel modo nativo. Salv.Avvert. 0 c «nto* ^‘ 01nc se , ec ‘ * lor savii , di tulto’l libro delle novelle, sino Parole nativamente forse pronunziassero. (V) >,t ’Jè (Geog.) Na-ti-vi-dà-de. Città del Brasile. (G) 'le s ’■ ' a -ti-vi-tà. iSffi Natale , Nascimento .—, Nativitade, Nativi- pP, J m ‘ (y■ Nascimento .) Lat. ortus, cxortus, nativitas. Gr.yiutns. ^ondf 0 All’ °ff avo di sua natività si morì.Bore, nov.ioo. 18. ’J- Se . P lù <»ini passati dopo la natività della fanciulla. Coni. Inf. ir i !‘ò\5’ U p C *’"' tl,a stella , cioè la costellazione della tua natività, h ’ v >là ! a d' 1 ■ Si. Cosi fece a Zaccaria , quando gli annunziò la latori l 1 ®'. Giovanni cc., cd anche dell’Angiolo, che annunziò ai te nativita . Cristo. E 4 l- E volendo allegare le demonia E,? 0 **.#?*' C S a * ;a ^ Antonio insino dalla sua nativitade , ec. Serm. S. t '‘di,, ?" . mandato da cielo il messo annunziatore, l’angelo Gab- ^ N,’ c U ) cch c annunziasse nella nostra carne nuova nativitade. Un d’r. Jac. T.6,6.11. Signor, io vo cercando La tua nativitate. t> ' S( >lo -^'7- Altro non è che bestialità, volere la natività sapere i “ c gh uomini, ma delle città. E Pros. Tose. i. //oz.Mattcmal ieo Itt l °Val CCI ’ n0n quel che presso i Latini con vergognoso tralignarlo so astrologo giudiciario, o artefice di nativitadi ,ma dottrinato. y«t. ^a-U-vo. Add. m. /■'*« -■ a..ir.. _-v.. :.. & VUS ' Add. m. Che si ha dalla nascila .— , Natio , sin. insitus , ingeniti». Gr. S/iQvros.» Ar. Fur. 1. 68. E li' "laii °,ocupò la fantasia II nativ’ odio, il dubbio e la paura , ^ Io Cdutamcnte l,sc ' v ‘ a - Tass. Leu. varie 180. fEdiz. Pisa ^e|if u. d rame , il tellurio , ed il bismuto. (Boss) li, "/ ' ,ls ato in forza di sm. parlando di persona , e vale J Fi- ItwPadrp natus, gnatus. Gr. ’iyyQVQ s. Dant. Inf. /p 5 q. Isdract con Oli 0 '' Cow Con sl,oi llati - E 10 - 1ti - Ch e ’l suo nato ’ ' " " i.S ll >nto. Mori 3 7 - suo nato e co 'vivi si 3 . E se potesse , come il pellicano , Js ,^ice 4 /-ifP e isuoinatigli uccide,Lo sanerebbecol suo sangue umano. ^*0 A’ ai /ì ' 1 ° a d un corpo, parlando di gemelli. V. Corpo, §. 3 y.(N) '■ ' • f , ‘ ” nt ' — A memoria di uomini. F. A’ di , §. 4 • (A) cNa, t nati : —» Pasciuto, sin. ( y. Natio.) Lat. natus, ortus. NATURA 499 '4 l\' is ' y0Vi * ,s 'P ate lff''7 m 1° son nato vestito col legume. Mvr. da j • ^llocato nel mezzo di moltissime turbe di desidcrii, nate ^aurìr’ ì^ iJlm Ccmp. 3 • 5* 2 0 Loco. nov. go. 8, Donno Gianni y 1 , r, l ?Csì p. l §nuda nata cornar Gemmata. ^ Gc tco nato , Il cieco dalla natività.] Vit. SS. Pad. 1 . j* 0 )’, i n ‘ C( H 0 s pnl® alluminò lo cieco nato. mitico Solo nato , cioè Tutto solo , Solo soletto, Vf Uì-.*.‘ c ‘ i * 2 7°* Riposandosi loro, si lasciare andare il maestro Fit. A\ Gir. 3.Solo nato ‘Va / urti* J xuposandosi loro, si ] (cioè i tì l ° liato j cacciando il cerbio penetrava) i diserti. (V) Nato , * Natuccio. rN, pr, w. accoro, di Donato. (B) Natòlia. * (Geog.) Na-to-li-a. Sf. Lo stesso che Anatolia. T r . (G) Natolica. * (Geog.) Na-tò-li-ca. Piccola isola della Turchìa europea , all’ ingresso del golfo di, Patrasso. (G) NATRiCE.(Zool.)Na-trì-cc.[Ar’.]ò’pe«ie di [rv Itile dell'ordine degli o fi diani f def genere de colubri, poco grosso, detto cosi dal nuotare. Nel capo ha due o tre macchie bianco-giallicce o pallide , che insieme sembrano formare un collare attorno alla nuca ; in dietro vi sono due altre macchie nere grandi che entrando nelle gialle formano la figura della lettera V. Il dorso è cinereo , turchiniccio, nereggiante, con due file di macchie nere alternanti , ig ordini di squame carenate. È lungo due a tre piedi. Si trova nelle siepi, ne' prati, nelle valli , ne' laghi, nelle acque stagnanti, e s'intromette nelle case rurali ; è innocuo e domestico ; nella Sardegna è allevato dalle giovinette , schema con i bambini , si volge intorno alle braccia , lambisce U ‘ latte e la saliva. Lat. coluhcr natrix. ]. Gr. ufyos. ( Detto così dal nuotare , o, come vuole il Bullet, dal celt. nathur o nathair serpente.) Lib. cur. malatt. Il marrobbio giova alle morsure ulcerate di quel serpente che da’fisici si appella natrice. Natro. (Chim.) Sm. Nome dato dagli antichi all ’ alcali minerale nativo , o carbonato di soda , che trovasi disciolto nelle acque di molti laghi , ed anche cristallizzato sulle rive e nel fondo de* loro, bacini . Sembra risultare dalla doppia decomposizione del sai marino e del carbonato dì calce che trovatisi insieme, la quale si opera mediante l'umidità e il calore delclima.(ln frane, natron o nal7'um.)(Boìs)(D.T!.) Natrolite. (Min.) Na-tro-lì-te. Sf. Pietra dura , con tessitura fìlirosa o radiata , con fibre fine , e strettamente urtile^ di color fallo.bruno olivac.eo , cd alcune zone ondulale dello stesso colore piu o meno intenso. Intacca appena il vetro: noti fa effervescenza nell' acido nitrico > ma vi forniti gelatina. (Boss) Natiium. * (Geog.) Lat. Erythron. Antica città della Barberia. (G) Natta .Beffa , Burla ,] Giarda . ( F. Celia.) Lat. illusio , ludus. Gr. ifnrxt'yfiQS. (Comunemente da natta in senso di tumore , come dicesi ancora vescica. In pers. netil fraude, impostura. In illir. biniti ingannare. ) ff'arch. Ercol. 8f Quando si mostra di voler dare qualche cosa a qualcuno, e fargli qualche rilevato benefizio, e poi non se gli fa, si dice avergli fatta la cilecca , la quale si chiama ancora natta, e talvolta vescica, o giarda. Nov. ant. g. 2. i 3 . Della qual lettera subito avemmo risposta , e tale , che noi deliberammo in tutto fargli la natta a compimento. Ciriff. Calv. 3 . 7> Salvin. Annoi, ivi: Natte , afte, tumori c infiammazioni di gingive. (N) 4 — (IVIarin.) Stuoja fatta di Gamie , o una specie di coperto]o falto di canne spaccate , e intrecciate le une colle altre , ovvero ai scorze d! alberi , di cui servonsi nelle navi per guernire 0 foderare la sede del biscotto , delle vele , e la stiva , allorché è piena di grani, per difenderla dall umido. Dicesi anche Canniccio. (S) 2 —* E prendesi anche per Istuoja in generale. (In frane, natte, dal lat. piatta che vale il medesimo. In ar. net strato di cuojo con- ciò .) Magai. Leit.funi. 1. /fò. Non hai più scritto, che diavolo^ ne sia stato , di quello scheletro , simile all’ umano , che trovò Giovanni Trullo in quella natta a Castel Gandolfo. (N) 5 —- * (Arche.) Soprannome della famiglia romana 'Pinaria. (Mit) Natti. * (Mit. Ind.) Spinti aerii, temuti da' Birmani f Mit) Nattore. * (Geog.) Nat-tó-re. Città dell Indostan inglese. (G) Natuccio , * Na-tùc-cio.iV. pr.rn. dim. eù’Nato, accoro, di Donato./^.(B) Natena. * (Geog ) Na-tù-na. Isola del mar della China. (G) Natura , Na-tu-ra. [ Sf. Princìpio intrinseco delle operazioni di ogni ente , ] Proprietà, Quiddità , ed Essenza pericolare d’ alcuna cosa. Lat. essentia. Gr. ovaia., $v 33. Perchè la zolfa non è qui se k per bi-molle , o per natura grave. rrfosofo }ìSr 23 —* (St. Nat.) Maestro in natura fu detto anticam.per r l ■fotiW turale , Naturalista. G. F- g• 26jf. Fautore e sostenitore • ■ gestro Gian di Dandone, e di Mastro marsilio di Padova, g ia stri in natura e astrolaghi. (Pr) r ( .fi'J 0 ' 24 —' * (Filos.) Secondo il sistema d’ Epicuro, cantato da e riprodotto empiamente da Spinosa , essa non è che Di°ì e è che il complesso degli enti. (O) .. e J df. 25 — * (Miti) Divinità che gli uni fan madre , altri m^f ie figlia di Giove. Gli Assiri V adoravano col nome di /; disotto quello dì Moloc, gli Egizìi sotto quello di Aminoue,^ ^ s iif sotto quello di Pane. Anche la Diana d’Efeso co’suoi sufi ° ( pof j! Ì\ ficava la natura e le sue produzioni. Molti ammettevano ticolare della natura umana , che vuoisi non diverso dal ticolare della natura umana , che vuoisi non diverso 26 — * (Icon.) Fanciullo che stende la mano alla Fede. 1 ($ oi perla da un velo.—Donna con le mammelle piene di latte W e jid^ r tojo in mano .— Donna alata , armata di faretra , d’egidf 1 radiato , con sopravi un’urna} con una mano tiene un I altra un cornucopia che porta un gitilo e termina in ar^ Le ' ^ ^ sdrajata su d’un panneggiamento che, in parte ripiegato ì ^ et origliere : ha le labbra semichiuse, poggia sul destro . una mano sotto al capo : i capelli ondeggiano sul piuf 0 di licore sgorgano dalle sue mamme , e cadono entro g lt,e - diaspro , ìridi si uniscono e formano un ruscello , su CL pgto c crescono il mcliloto, il ràmarino e simili piante leggiadt' e - in mezzo d’ un aperto padiglione. (Mit) Naturàccia Temperamento r r>®! d* c c o 11 traccia, Na-tu-ràc-cia. Sf pegg. di Natura nel sign» ^ fi c . ’mperamento , Costume, Inclinazione.. Foi'tig. Bice. la naturacela ìor superba Raflìnan degli eletti il santo c °. ur jlc jhi per foco si raffina V oro. Aret. Rag . Supplisci col tuo ) U mia naturacela. ( Cioè , col tuo buon ingegno al mio ca (B) Nell. Sat. Ed io che ( grazie a questa naturacela ; c t(iC c>ù quant’altro barbagiani, Sono in gabbia pasciuto a ciò eh 10 Nic 0 : j Naturale, Na-tu-rà-le. Sm. Natura, [Proprietà ed^ Essenza V e di alcuna cosalo persona.] Croii. M or eli. 2^2. E si per lo lo suo buon naturale, e’ veniva' valentuomo •, e nel temp 0 vide buona isperienza. Morg. 28.28. Avea buon naturai) bo^ 2 Natura nel suo primo sign. Segn. — Natura nel suo primo sign. Segn. Mann. Magg. ' llC con lavarti ti toglie tutte quelle sozzure che trova nelle ^ji y ma non te le rende più nette ec 5 te le lascia nel pur? !>*... i _. t- A • _ .._i *: . tu 1 . eh'è tutto loto. La Grazia non sol ti rende quella ìnoiA 6 te vresti posseduta nel primo tuo naturale innanzi al pecca °^ cC iii , Ly cresce. E Giugn. 3 . Dio non ti mette il velo su g** e k lS che ciò uon è necessario : ti lascia nel puro tuo natura ' ■ doti in esso, ti lascia cieco. (V) . tQl — La figura e L’ oggetto naturale dal quale cava il Pj ,j[j t ’ sP us> i sua. Cil. Piu. gy. Alcuui asserispono che il naturalej. P fosse cavato da Campaspe. 2 ? gg. E da credere che egh ^ sC nOtpji. pe’naturali , essendo ella bellissima nelle mammelle c fo c ‘ li 1 * lo qual disegnare a lei venivano molti pittori.» Bald 1 ’ ■ - t() j‘‘ Naturale chiamano i pittori quell’ uomo che ignudo o V 5 m mo per essere ritratto. (N) . J3I lX> Ay 1 — Onde Dipingere e Ritrarre al naturale, ,IloW ifi? e simili , si dicono del Dipigneve 0 Disegnare , leg jij oggetti naturali per ricopiargli.Lib.Son. E già a al naturale Porti dipinta. E 3g. Che quando Satanass ^ t' j Ritrasse te , Luigi , al naturale. _ , pis- jjP ’ 3 —* Fare daì naturale o al naturale. Baldin. • ‘'hjci' 0 ’ Naturale. E fatto dal naturale ; per esempio, uom? ? J 1 ^ ? aria ec. fatto al naturale , vale rappresentato in ^ lS ^° l p e j- o in scultura, con aver tenuto il modello o iiatar?^ |, a o sC i E fatto al naturale vale rappresentato in disegno. P xt ì->f) siinigliante assai alla natura della cosa rappresentata- ^// w 4 — E Stare al naturale, si dice dell’Oggetto fi pis c ’^ j^ 1 ' pittore o disegnatore, a fine d’ esser ritratto. , *r c , ^ À l Essendosene , coll’ occasione dello star ella al , natu ir^, Apelle innamorato, a lui ne fece regalo y> Baldin. csS ef 1 tsltCÒ 1 * , „ il »at“. r * 7 * o che il vip. ’ Naturale : E lo star l'ermo di colui per tale effetto dicono , stare al naturale. (N) 5 — [Maggiore , Minore ec. del naturale della Jìguia ,] dell'altezza o statura naturale. D a' . c , ha fra mano una Venere di marmo, maggiore che ^ ; — Il membro virile. Lat. penis , membruin vin .®‘ nU tu ra e ’i 7 ' wi ant. Sta/np. ani. 86. 1 . Fu uno, ch’avca sì 6 r ““ , trovava rietino ohe fosse sì grande ad assai. & e ' cO l,oS .) pi» non ha molto ben del naturale , E un gran ajcdH'^Ce a tll o* Non può saper che cosa è l’orinale. ( Qui unj lb S piace ^ — * Condizione di nascita, Stirpe. Sen. Pu>t- 'Jjo.l'’ 1 che tu fossi invecchialo in pace iti casa tua , se ^ 0. naturali, e la fortuna non ti avesse messo w ai ■ jri^jri) natalium tuorum rnodiun-) (Pr) pesano- Ì a ’ 0 i — Parlando di Persona , Abitante, Natio, Fa £ di'-. ^ Pros. Fior. P. 4. v. 3. 141. I naturali della co Gtf ntiU , a ln r., son tutti Gentili. E pag.^142. D’ «fa 11 ™ s01 a „ c0 rach^”„e la terra , che chiamano Bracmani , 1 quali , iono forestieri. (N. S.) Salvili. Pros. 'Jose. '• esempio tra gli Attici , e gli Atlicisti , cio° rali del paese ec. (N) a lio" : 0rn da di tutte le qualità principali. Sicché Naturale non si .. 41 a chf> oii>.__ _j i *. .. A tu . 1 • - _i:__ _ x. xx. :,« 08 C e ’! ess ìon U* uomo, ed è meno di Natura , che si applica a tutte - -=5io c °mprendc una nozione più larga. Carattere e quasi l’im- n U n, c ^. e natura e le abitudini e gli alletti e i pensieri stam- \ liì 'ul t ‘ c ^ an i ,n o o nelle*azioni deH’uomo, e più interamente che Na- ' ^rctt° mprendo della volontà , dalla quale esso naturale * e >’e si ?* e ^ 0m! nato. Inoltre il Naturale può star da se, e il Caral- SP,)1 j ì *'e tI,n ° S * ra lle ^ a conversazione con gii altri. Se Naturale ha quasi U k Scris ° morale; Temperamento l’ha morale e fisico, esprimendo *l| (j * lCj nperi c d’umori che fanno l’uomo essere tale o lai altro quanto ^'«le t ‘ e ^ corpo e quanto ai sentimenti dell’ animo. Onde il Na- r'-ll’ jj ’ c °nie Ja base del Carattere , e il Temperamento è 1 ’ elfetto ^ sec 0 dominante.* il primo riguarda più l’interno dell’ uomo , e ^c-r talvo ? ta i suoi modi ; c sì alcuno può essere di buon na- pessimo temperamento. La Costituzione è più die il lem- ( l l 'e!j a 5 essendo questo formato dalla mescolanza degli umori , e ^io» • Sl ‘ stcma * n * ero delle parti costitutive del corpo. La Coni- ° di 6 Jil - ^ nc Ridica propriamente le abitudini formate, le pendenze finche ^° S * Z * 0B * Rituali, siano esse nate dal temperamento, o da Q itro elemento costitutivo del corpo. M l(i * l )f Scienza delle materie naturali.Lai. rerum naturaliiim, p Ss ai*j■ °. r,£le naturalis scicntia. Ciac. Oraz. 65. All’ architetto è ne- jj* . perspettiva , la geometria , le meccaniche , la naturale i Xt VE 0gla * Ctf s -) com. Vi natura, Secondo naiura.(V. Natio.) Lat. na- ?->U ^'^'tyvcrix.ós.Bocc.Iìttr.23 .Quello che il naturai corso delle cose j V . a P°tulo con piccoli e rari danni a’ savii mostrare ec., eziandio J diri. ÌQ \ »r di ciò scorti e non curanti. E nov. 27. 2/i> L’ usare Antiche 27. 24- "° uc tJezza d’un uomo una donna è peccato naturale. Vani, ^ * 7 * # 3 . Né treator, né creatura mai . , e ,c . * sS"^ 'V>>A S,' ai Natur a-leo ciato , Na-tu-ra-leg-già-to. A chi. m. da NaìTara!.«;giare I.o stesso che Naturalizzato./ 7 '. Vden. Nis. 2 . 32 . Espressione di costume naturaleggiato da qualunque scrittore che si legga. (A) (lì) Naturai,kmente , Na-tu-ra-le-me'u-te. Avv. V- A. K. e dii Naturalmente. Pass. 320 . Abbia lo’ngegno e la memoria naturalemente buona. (V) (L’edizione del Vangelisti, e quella del Sermanelli, alle pag. ci- ^ r tate hanno naturalmente.) (B) wran testimoniano queste cose.(Naturalisti dicono ì Lombardi .)(V) Naturalezza, Na-tu-ra-léz-za.[ó’/iJ ast. di Naturale .(Natura,Propriefù.Di- \ T ar naturale. V. Dritto sm., §. 2. (N) cesi anche Naturalità.] tannatura, naturae proprietas. Gr. ifvtrts, ì$iórr,<. rn ° _1 '‘ n> . . 71 * rn ‘ 71 ' Ltb. cur. malati. Lo zinepro di sua naturalezza si è caldo e secco. Demetr. Sega. 11 n. Quella sprezzatura e quella quasi naturalezza produrranno un certo che di veemenza, Red.Cons. 1. ecjg. La vipera è dotata di una tal naturalezza, pacifica e innocente, che se non venga stuzzicata e irritata, non si avventa mai spontaneamente a mordere.» Magai. Le!t. Incantato della vostra galantissima naturalezza di scrivere. (A) Red. nel Diz. di A.Pasta. Mali di lor naturalezza difficili, a guarire. Le superfluità ec. conservano tuttavia Ja loro mobilità, ed- ancora la loro sulfurea ed ignea naturalezza; e di questa naturalezza ignea è elfetto altresi che i medicamenti evacuanti, tanto piacevoli , quanto risentiti , non muovono il corpo e non fanno operazione alcuna. E appresso : La. bile di sua naturalezza è caldissima (per servirmi ora di simil voce nota alla comune inteligenza.) E appresso ■■ Se ella non è moria infili a qui., ne può saper grado alla- sua naturalezza forte , robusta e ferrigna. (N) 2 —. Difetto, Debolezza di natura. Segn.Mann.Ou. 3 o. 3 . Nella legge vecchia si condescendeva un poco più a certe umane naturalezze. (V) Natuiulissimàmente, Na-tu-ra-lis-si.-ma-méu-te-[^rr.] superi, di Naturalmente. Salviti. Pros. l’osc. 1. /jò-. Laddove ec. colla- dolcezza inarrivabile della lingua jonica , da lui cosi bene con tutte le grazie e finezze naturalissimamente maneggiata, era giunto Erodoto a lusingar tutti.» Remi/, pros. 2. t> 3 . Dna sillaba naturalissimaincnle brievc mutare in lunga, ec. (V) Naturalismo.* (Med.) Na-tu-ra-li-smo. Sin. Sistema di certi medici che attribuivano il producimcnto della guarigione , se non di tutte , di molte malattie ad una potenza occulta che chiamavano Natura. (O) Naturalissimo , Na-tu-ra-lis-si-mo. [ Add. nz ] superi, di Naturale. Lat. maxime naturalis. Gr. pu sapere che ancor-a per acculcirte gli avviene il delta mah’, trS\ics. uni. esp. no. Si la pioggia delle bollichile nell'acqua naturai- mente temperata, come il bollore nell acqua tiepida,, restarono■ im- ">• yò. e treator, ne creatura mai , Cominciò ei, tìgliuol, Aj amore , O naturale , o d’ animo; e tu ’1 sai. Tit.SS.Pad. * n lla * :uri de disidero delTuomo di voler sapere le cose occulte.. a s^* * ^'ìsA Zl q f ne . 5 5 * 7* Viz. se. med, ( 0 ) n ìlia ua turale. V. Storia. (N) \hi 9 ‘l<ì *7» • 1 na lui*di : Il Mondo , il Sole, V Jrìa, V Acqua UVi*. * J m l ìes ta > C Amore ec. (Mit) F. F. e di Naturalmente . Co/n.. Vant.Inf. t3. la ù U Vtjc»] /’ r . • A ^Gr.. e ra gionare naturai (N) k v, 'Hih g-già-TC. ,4tt. Fare al naturale , Rappre- ^ìfi p,j Ura/e ' L° stesso che Natm-ali-zz.u-cL'de11.Nis. 2. 42. Ll’iii ,J Ila fi ,r Rluggiare im avaro-non è possibile immaginarsi. 1 più per ietta dell’ Enclione di Plauto. (A) (B) 5o2 NATURANTE NAURA nuvntinenic. Borgh. JRìp. 4 ~ 9 - Niccodemo senta Baccio naturalmente (cioè al vivo). Naturante, Na-tu-ràn-te. Add. com. Che dà natura, come cagione efficiente , [ed è per lo più aggiunto di Natura , c s'intende di Dio , come creatore della natura .] Lai. eiììciens, naturans.Gr.sVfpywv.Co/w. Par. 8. Egli è natura naturante, cioè Iddio creatore della natura*, e poi è natura generante, siccome sono li cieli, per loro influenze; terzo è natura naturala , siccome 1 ’ animale e Y uomo. Salviti. Pros. Tose. i 81. La natura si prende in due modi : o come natura naturante ec. , o come natura generante. Naturare, Na-tu-rà-re. [ Alt .] Ridurre in natura , Prender natura.Lat. in naturarci Iransire. Gr. tl s §voiv a.'xdva.i. Frane.Bnrb. 35 $. 2. Perchè ogni creatura Simil di sè natura. Coll. SS. Pad.Seunpve vive in noi 1’ affetto del mangiare e de’ cibi, secondoch’ è generato e naturato in noi. 2 — * Formare, Comporre secondo l’ordine della natura. Jnirod.Eirt. 6. La potente natura da lo ’ncoininciamento della mia nativitade mi fece compiutamente con tutte le membra, c come a ciascun membro diede la virtù dell’olTìcio suo, secondo ch’é usata di fare cui ella vuole perfettamente naturare. (Pr) 3 — [E n. pass.] Prender natura , [Ridursi in natura ; e dicesi d' un abito eoa! ben confermato che s’ è convertilo in natura.] Bemb.Asoì. 1 . 61 . Avviene alcuna Hata, che in maniera ci naturiamo nel nostro male , che uscir di lui, eziandio potendo, non vogliamo. Naturato , Na-tu-rà-to. Add. m. da Naturare. Ridotto in natura $ Che ha preso natura. Lat. in naturain transiens, in naturam versus. Or, tU (jt.iTccWcx.'YtU. Dant. Conv. 85 . Li quali, naturati delfamore del santo Spirito, fanno la loro operazione connaturale ad esso. Frane. Sacch. rim. 12. Usi son sempre di star nel mercato, Laddove in bestie pognon loro amore ; Così par che ciascun sia naturato. (Parla de? villani.) G. E, 12. iij. 3 , Ma è sì nostro difetto quasi naturalo, che in mezzo Novembre non giugne quel che* tu d'Ottobre tìli , come disse il nostro poeta. Borgh. Arm.46 .Tanto ha potuto e può questa impressione, si può dire, già quasi naturata negli animi, clic non si può a molti cavar del capo, ec. »> Rim. ani. c. 5 . Cecco Angiu - /ieri. Dunque quest’ uom come morir potrebbe , Che sa cotanto , ed è sì naturato , Che, come struzzo , il ferro ismaltirehhe ? (Par che ipii vaglia , di sì forte e buona natura.) (Y) 2 — [Secondo natura] , Naturale. Lat. naturalis , nativus , natura in- situs, ingcnitus. Gr. tyv s - Jtll io tengo fermo.) Specie di pesce del genere echeneide , 1110 /jaJ ui alla remora che fu dagli antichi creduta da tanto da fermare u*«* nel più veloce suo corso. È un poco più allungata della s ^ s . ^ (NI ra e trovasi pure nel Mediterraneo. Lat. echineis naucratcs- l . ^ (0/ NAucRATiDE.*(Geog.) Nati-crà-ti-de. T^at .Naucratis.^n*. cit. *** Naufragante , Nau-fra gàn-te. [Pari- di Naufragare.] Che N 0 ! 1 - naufragans , naufragus. Gr. va.va.y6s. Segn.Crist. insti', J- * ' tt.R'r si può fare maggior beneficio ad un povero naufragante, cu h ^ ir J una tavola , a cui tenersi dall’ire a fondo. Mcnz. rim. • fervide tempeste Chi fia che aita a i naufraganti appresto - Naufragare , Nau-fra-gà-re. [IV. «ss.] Far naufragio ; or d,P^, Annegare , Affondare.] Lat. naufragare Gr. va.vxyftv.Ff'-'L 1 R. In questo pelago tempestoso è faci! cosa il naufragare* L f.o: Dopo lungo scorrimento alla volontà dc’venti urta miscogl*°> % \ 0 Naufragato , Nau-fra-gà-to. Add. m. da Naufragare. Boez- * cC ,(',' fragato, e sanza legno che mi levi , percosso dal secco ve* 1 J. Naufragio, Nau-frà-gi-o. [Sm.] Frangimano e Rompimeli 0 Q $ [Fracassamento, Perdita di bastimento che urta contro a sf°o Q ì f) a fondo , o perisce per qualsiasi accidente 5 Sommergi ^ (jV^ fondamento , Annegamento .] Lat. naufragium. Gr. p t >{L fragiam da navis riave , e fregi io ruppi.) G. E. 11. 5 * * * tre molte persecuzioni, mine, pestilenze, diluvii, battag 11 ® ’ jìiR^i gii avvenuti al tempo de’ Romani. Cavale. Discipl. spirti- * i-upPf ^ S. Piero andò sopra’l mare come per terra, e S. Paolo ' legno, e fece, egli stesso dice, naufragio .Sen.Ben.Earch. ni non dessero nelle mani a corsali, fu cagione 1 aver fai* 0 ^ a — Cosa e Persona naufragata o sommersa, fai. ves ^ n suhmersa. Filic. Rirn. pag. f (Canz. Del piccol ec) r ^ [la rea Terra notò sui gran naufragi spai *? 1 1 fatai , che della cui notar più non vedea. (N. S.) Naufrago, Nàu-fra-go. Add. [ e s/u.] Che ha fatto C^, fragus. Gr. vxvxyos. Fiamm. 7. 12. Io immagino lei gine ec. , e quivi benignamente ricevere il forestiero E JlC ^ But. Inf. 1. Come ’l naufrago eh’ è uscito fuòr del P e ^ fa mare , coll’ ansietà del polmone. Sen. Ben. Earch. 4 - gì** 5 facesse quel rapacissimo soldato , quello ingratissimo oste , ^ varissimo naufrago suggellare. Naufragoso, Nau-fra-gó-so. Add. m. E. A. Pericoloso j\, vd Lat. nanfragiis infamis. Gr. S-vt-\\v$n$. Fr. Giord. Pt' eCi ‘ ^ gono la vita per mari tempestosi e naufragosi. ^ Naulo , Nà-u-lo. [Y/ 72 . E. A. e L. Così chiamavasi la nevasi nella bocca de' morti per pagare a Caronte barca.- Dal che poi si disse in generale pel] Danaro c . ji 3 ’ 1 passare sopra la nave. [Oggi Nolo.]— , Nuvolo , sim ^ pel' ' Gr. vxv\ov. m 2 —■ E fig. Fr. Jac. T. 6. io. 12. Chi passar vuol qo^ ^tt* 1 ’amor deggia impazzare; Senza naulo il fa varcare merla. Rim. ani. li. Gran naulo in questo passo c l? ieCle rC , V ani. Guitt. F. R. Al passaggio per naulo ci volle il 9 ° Nauloco. * (Geog.) Nau-iò-co. Antica città della aride.—della Sicilia. (Mit) _ [IH Naum. * N. pr. m. Lo stesso che Nau. F. (B) ^ Naumachia. (Arche.) Nau-ma-chi-a. Sf. E. G. Lat. c& 1 // ,,,r navs nave , e madie combattimento.) Pugna navale i chiamava il luogo , dove si dava lo spettacolo ^ vali , ed era un atifi teatro la cui area , denominata A, e, (Al ripiena d'acqua per via d’ alcuni tubi , allorché si *'f,. P e ° popolo lo spettacolo d’ un combattimento navale . B a . Qt$' Ay Bemb. lett. 2. 3 . 00. Piaceini della naumachia. Sega e * 3 . 24 - iti- Gli antichi Romani ec. prima di porre in 1 ’ Affrica , si esercitava* 10 rompe all'acqua.) (Aq) (N) Nauclete , * Nau-clvte. N. pr. /«.(Dal gr. navs , nave, e cletos chiamato : Chiamato alle navi.) — Generale delle truppe mercenarie che i Lacedemoni spedirono centra Tebe. (Mit) Naucortue. * (Zool.) Nau-cò-ri-de. Sm. f .G. Lat. naucoris. (Da/?«o io nuoto , e coris cimice.) Genere d insetti dellordine degli emiueri , e della famìglia delle idrocorisee o cimici d acqua di Latreille- così denominati dalla loro grande conformità colle curaci , e dalla Ioni abitudine e celerità del nuotare per mezzo delle loro lunghe zampe posteriori che agiscono in luogo di rena. Hanno i due. piedi anteriori terminati ad ugnatura col labro grande, triangolare e che rico- pivlabase del becco. (Aq) (N) Naugrari.* (Arche,) Nau-crà-n .Add. e sm. pi. E .G. Cittadini ragguardevoli detti anche Demarchi, ne' borghi dell’Attica, tenuti in tempo di gueiTa follie a dare due cavalieri equipaggiati a loro spese per t’esercito di terra in servizio della Repubblica) ad allestire una nave di cui essi in persona avevano il comando.— Nauclari , sin. (Da ncu's nave , e, craioo io comando.) (Aq) Naucrate , * Nau-crà-te.IV. pr. m . Lat. Naucrates. (Dal gr. navs nave, e ernieo io comando.)— Poeta ufcco.—Oratore greco del tempo d’Augusto, ( 15 ) (Mit) ' & ° che volevano muovere conferà nella naumachia. (N) . t. cC , U': ( 2 — * Specie di giuoco di scacchi , ricordato da P°' ,i » fi’f Naumachia!!!!. * (Arche.) Nau-ma-clù-à-ri-i. Add. e sffj-f e delinquenti condannati a combattere nelle nawruu'A NAUMBURGo.*(Geog.) Na-um-bùr-go, Neoburgo. La£.Neobn* b f y Stali Prussiani nella prov. di Sassonia.—nella pluvia*] 11 pia ■ . Jld,a cf € ««* B«‘ la 1 i* ___ neli ) Jd.u ">■ — * (Gcog.) Lat. Naupiium. Antica città dell' ha lf e, Naui-lio. * (Boi.) òm. P. G. Lai. nanplius. (Da nai' s > ( navigo.) Genere di piante della famiglia delle f ' l . a ' l ; tl! ue aC " delle imdee, stabilito {lui Cassini. Comprende delle p a ! ■ da l.limai collocate nel genere buphtbalmum. ( .: c a c lll ‘ì .1, Naupoiito. * (Gcog.) Nau-pòr-to. Lat Nauportura. Al 1 ' (, fftf.d risei , verso la sorgente della Riviera deLlo stess^lle Ai- 1 j, Nad presti ni. * (Mil) TSiUì-m-è-sli-di. Soprannome delle* t ,vi c s P figlie di Laomedonle ; cioè Elilla, Astcoche,M ecle y gf. ” perchè giungendo in Italia arsem le loro navi. ( ^.fr e prcster chi incendia.) (Mit) Naura. * (Gcog.) Nà-ii-ra. Porlo delle Indie, suda c Limirica, — Contrada della Scizia asiatico- v‘) Nà-u. '.[Pi'ender NAUìjA sa. pST. V. A. V. e di '] Nausea. NAVARINO 5o3 festa dì’ Uae . r nalis:l , Far naiisa o nausea—Nauseare.)Demetr.Segn. La s feco me c , ro che dicono troppi spesai periodi si ferma difficilmente, ■Pier. 3 avv ienc agli ubriachi, e gli ascoltatori ne prendon nausa. Buon. Paggi ri.. 2, ‘ 7 ■ Le dolcezze d’Ibla E di Madera iu mano a quattro ■ ( far . 1 corrono a far nausa.» 7 - Salvili. Annoi, ivi : Gli corrono }i^ r -««, ” Sa ’ Nausa, latino nausea, che ’l dichiamo anche involgare. 1 *Bsf. a ’JL®! detto dal navicare quando il mare fa rivoltar lo stomaco.(N) dì v ’ Nau-se-a. [Sf. Sensazione disgustosa che annunzia il bisogno ^pu.g n 1tare ° eòe è vicino il vomito ; ed anche Inappetenza , Grande ^ 9s hdi a,Ua ’ -diversione per gli alimenti. Dicesi anche Stomacaggine,] t" °* ' , Nausa, Nauseamento,.siri lai. nausea, nautea. Gr.nx.vehx. Un Ca Bion» P. avsul t da nat’S nave, era quella sensazione molesta, ond’ t 9 11 moto della nave.) che Fastidio, Abbominazione. farch.Stor.i2.45i. Io non credo iSin. Ufl ° cc. possa leggere queste cose o senza riso, o senza nausea. 5 il pjr Ca dilf- da Schifo , Ribrezzo , Fastidio , Ripugnanza . Schifo fe^to d* 0 s£ ptimento che fa la cosa dispiacevole; e Ribrezzo è quel ^niente t ì? rv * che si desta all’ aspetto o al pensiero di cosa che vi- dotto <] “ ls S nst ‘ 0 impaurisca. Nausea è un dispiacere o male pro- tibr C2 3 'I U! dchc cosa allo stomaco. Sicché la vista sola del cibo fa Un cjjj 0 °. fa schifo , e la nausea viene dopo averlo assaggiato : cd Matite ^famosissimo può far ribrezzo, non perchè schifo o nau* Mp fto 5 lìla perchè agrissimo, amarissimo, o perchè vi sia timor di t ^oltrT • lnaIe ' Atollo si suol dire in luogo di Nausea, ma non la ji* 1,1 oso in Toscana, nè ha i derivati analoghi come Nausea. l *R Qi}P li ^ lianza o,N a ? ^o-se-àn-te. \Part. di Nauseare.] Che nausea , Che induce itivi, [' n Calvin. Pros. tose. 1. 120. Sbandite adunque sono ce. le v.i vi 2 ;^ \ ^ maldicenze , le smoderate allegorie , le nauseanti oziosità, Sl e T g« oziosi discorsi. (N) S * Q ied ’.^ au " se ' a * re * \.Alt. Muover nausea], Indur nausea, Far nau - C|( òì(q/ **vere a nausea. (V". Annojnre.) Lat. nauseare. Gi'NxvrrAa.Lih, ^ s ®4t| Q ^‘ *I ues * 0 tempo le femmine nauseano ogni maniera di cibo. b^oln Nau-se-a-tì-vo. Add. m. Atto a recar nausea. De Luc.Dott. tu Sau-se-a-mén-to.[i5'w.]//;wz/5ert?’e. Lo stesso che Nausea. F. tSl ’*T(f' A- 3, 9 ' Ber S- ( Min ) ) Nau-se-à-to. Add. m. da Nauseare. \r* ef >$cT a.r NTE > Nau-se-o-sa-inén-te. Avo. Con nausea, In modo nau- %Sf> Q ‘ iV * u rat. Fih mor. cap. 25. Berg. (Min) \Ai$ h S *l M0 > Nan-se-o-sìs-si-mo, Add. m. superi, di Nauseoso.P uìcoZ. T/or. Berg. (Min) °,5 Nan-se*ó-so. Add. m. Che fa nausea. Lat. nauseosus , nau* >hè! ns - Gr - vocvrruóhrN. Fr. Giord. Pred . R. Le medicine , an- è ^ Muscose , portano utilità. Volg. Mcs. Nuoce allo stomaco , *ezz 0s ° Sa molto nauseosa. Volg . Diosc. Il sori ha 1 ' odore grave e C nauseoso ’ Red. Cons. 2. 21. Sono cosi nauseose , che por** '^sj Ca 0tl ° fastìdio ad uno stomaco di marmo o di ferro. * 5 * Nau-sì-ca-a. N. pr. f ( Dall’ ebr. neve bello , c sachack ìf '5 coprire : Bella protettrice, o Bella che copre, veste.) Alcinoo , re de’ Ferrei, moglie di Telemaco. (Mit) eleA *^ ail “SÌ’cle. N. pr. m. Lat Nausicles. (Dal gr. navs nave , A0 W gbria : gloria delle navi.) (B) c bi 9(1 E ) * 'Nau-si-clè-tc. ZV. pr. m. (Dal gr. navs nave, e cletos \' C °t’«o^ 0: Chiamato alle navi.) — Capitano ateniese, spedilo in soc - S^^(Mit) 7 ^ jy^ave J * Nau-sì-fa-ne. N. pr. m. Lat. Nausiphanes. (Dal gr. navs 4tr si M ’ D e Phanos chiaro : Chiaro navigatore.) (B) 0k xe , "* Nau*si-mc-dón-te. N. pr. m. ( Dal gr. navs nave , e P ri ^ c ip e : Principe delle navi.) — Figlio di Fsiorie. (Mit) Nutria, ’ * Nau*si mc-ne. N. pr. m. (Dal gr. navs nave, e meno io >^VJ imoro: Chi dimora nelle navi.) (Mit) V^Ute *ì 11 Nau-sì-no-o. N.pr.m. (Dal gr navs nave, e tioos- mente : ^Teq * ^. ìlav i“) ;—Figlio dì Ulisse e di Cahpso. (Mit) % 0 ’ ^an-si-tr-o. N. pr. m. ( Dal gr. navs nave , e tio io onoro, : Chi apprezza, stima le navi o la nautica.)— Piloto *' l * ls, Ton’* Ì) a ' l s '-to-e.JV. pr. f (Y. laudino.)—Una delleNereidi.QilW) 5 ^ tì , u- * s *'to-o. pr. m. Lat. Nausitous. ( Dal gr. navs nu- fofisì- tOOfì 1 A ^ Ai. J \ fv 1 .’ - l ' fi? — , /■ D ADI /l -, cut vanno singolarmente soggette le persone che navigano Dicesi ina glìo Nausea. (Aq) (0) Nautica. (Marin.) Nàu-ti ca.. S'f. V. L. Scienza dì navigare. [ Jstio- dronna.] Lai. ars nautica. [G.r. vavrtx'h (Dal grf navs nave.) Vw.pròpAjS. Se la bussola e la carta con acquisti di tesori immensi reggono la nautica, il geografo matematico a così grandi usi quella applicò. Nautico, Nàu-ti-co. Add. m. F', L. Dì nave, [o Che appartiene alla navigazione. Parlando di persona può usarsi anche inforza di sm. e vale Perito in nautica .] Lat. nauticus. Gr. vxvnxós. Sard. Sior. 1. 46. Non mancherebbe loro nè strumenti nautici , nè vettovaglie. Nàutilacue. * (Zool.) Nau-ti-là-ce-e. Sf. pi V. Q. Lat. nauliiacea. (Da navtdns navigatore.) JSome dato da Rhvnville ad dna famiglia di ma- lacozoari delta classe de' cefdoforì , a cagione della forma della loro conchiglia. (Aq) Nautize , Nàu-ti-le. Add. coni. Navigante. (Dal gr. navti/os navicante 1 Magai, leu. (A) Nadtilio. (Zool.) Nau-tì li-o. Sin. V. G. Io stesso che Nautilo. Nautii-o. (Zool.) Nàu,ti-lo. iSm.U.G. Genere di molluschi della classe de' cefalopodi cartilaginei., composti- di scaglie e cartilagini le quali , comparendo essi a fior d'acqua, pomposamente tutte si spiegano, rassomigliando allora l'animtdetlo ad una navicella, da che ria tratto il nome. Tutte le conchiglie son contornate a spirali simmetriche, ossia divise in tramezzi ed in più cavità. —, Nautilìo, sm.] Lat. uautilus. Gr. v,zvtI\o$. (Dal gr .navtilos navigatore.) Red.lett.i.ijf Vorrà ella negarmi che qui non sieno quelle conchiglie? Oh se ella ine lo negasse, io vorrei mandarlene tre o quattro navicellaio, e ci vedrebbe delle porpore , de’buccini, de’nautiii, de’turbini , delle conche, ec. Nautilofora. * (Zool.) Nau ti-lò-fo ra. Sf U. G. Lat. nautilophora. (Da navlilos. navigatore , e phero io porto.) Famiglia di molluschi o malacozoan, proposta da Cray , che corrisponde a quella delle nau - tilacee. Comprende i generi Órtliocera, Spirula, Cristallaria, Sphae- rula, Rotaclea, Nautilus ed Ammonita. (Aq) Nautodici. * (Arche.) Nau-to-dì-ci. Add. e sin. pi. F. G. Lat. n;m- todicae. (Da navtes navigatore , e dice giustizia.) Giudici scelti a sorte in Atene per decidere som nanamente le quistioni insorte tra mercatanti ed i mannari , e per invigilare nel giorno sedici di ciascun mese, affine che i figli de’marinari stranieri che servivano nelle flotte della Repubblica , non usurpassero, neWiscriversi sui pubblici l'egistri, i diritti de' cittadini. (Aq) Nautonosocomio. * (Marin.) Nau-to-no-so-cò-mi-o. Sm. V. G. Lat. nau- tonosocomium. (Da navtes marinajo, e nosocom'on nosocomio.) Ospitale destinato singolarmente a curarvi i marinai. (Aq) Nauzia. * (Arche.) Nàu-zi-a , Nauziana. Lat. Nautìa. (Dal lat. naules, in gr. navtes nocchiero.) Nome di antica famiglia romana . (Mit) Nava. * (Geog.) Antico fiume della Germania. (G) Navale , Na-và-ie. Sm. PI. Navali e Navai per sinc. Luogo dove si fabbricano le navi. Presso i Latini significava anche Porto. Rucell. Ap. 2ig . Come dentr’ ai navai della gran terra , Fra le lacune dei mar d’ Adria posta, Serban la pece la togata gente. (A) (B) Navale. Add. com . Di nave , Attenente a nr/ue.—, Navile, sin.Lat, navalis. Gr. vxvtìkós. Bocc. nov. 41. i 3 . Fatto segretamente un legno armare , con ogni cosa opportuna a battaglia navale , si mise in mare. E lett. Pài, Ross. 272. Alcibiade , dagli Ateniesi cacciato , divenne principe de’navali eserciti di Lacedemonia. Ricca. Fior. 5 G. Non si usando oggi delle peci, se non la navale. 2 —* (Arche.) Corona navale: era presso i Rom ini una corona ornata di figure rappresentanti pivre di vascelli, la aitale veniva data a coloro che primi salivano sitila nave nemica, r. Corona, 5- *ò’. (Mit) 3 — * (Mit.) Soprannome d’ Apollo sotto il quale Augurio gli elesse un tempio sul promontorio di Azio. (Mit) Navale. * N . pr. m. I^at. Navalis. (B) Navalestro, Na-va-lè-stro.S>M/. e sm. U- poco usata fuor di Toscana. Meglio ] Navichiere, [Navicellaio, Nocchiero.] Lat. portitor. Gr . •xofòfjuvs. Fiv.Disc. Ani. 5 . Un sì fatto accidente di rialzamento cou^ tiiìiio d’Arno ec. lo riconoscono i navalestri più vecchi. 7IT-,.i:a* .7_ 7VT ; .„ 1\!sniì/-‘1iiatv TVnoL ÌX P^i'e ,l t0 °? '° ren do veloce. ) — Figlio eli Nettuno e Hi Peribea , tNT “ó i tc,nno - (B) (Mit) ," (Geog) Nan-stà-tmo. Lat. Nausthatmus. Antica città del kQAI' ~ ‘ " " " " r . putir,, città dell Africa nella Pentapoli.— dell'Asia , nella (G) te. [ Add. e sm. V. L. PI. Nauti m. e Naute f ] Noe- ?-ì ual ‘ °j£, v -i- Navicante , Na-vi-càn-te. [l’alt, di Navicale. V. A. P• e “j ;L a tiii> gante. G. V. 1 . g 5 . 7. Tutti erano- ricchi di danari guaclng com. Della Navarra. (B) corso sopra Inghilesi e Fiamminghi, c altri navicanti pec fi 11 .i 0 j ( fi> Navicare, Na-vi-cà-re. Sm. [P. A. C. e di'] Navigare in sls rLl r - - ° aiuto J Navigare 1 vagamento. Frane. Sacch. nov. i 5 rj. Al fine egli era ven gliaja di miglia, che è ale’ maggiori navicari che si faccia.^ r ; u i- Navicare. N. ass. [P.A.V. e di] Navigare. Dant.Inf.H- ,.6S- palnaar li legni lor non sani, Che navicar non pouno. G.V ’ <0, Jla feccrlo per non perdere il navicare. . s j£0 |< ' 2 —■ Dicesi Navicare a seconda, [alia seconda,] e vale Navig a, p ^ 7. dando il corso deli' acqua. Lat. secondo flumine narc. Ag fl -*■. ‘a*? Ditemi: se voi foste in una barchetta, e navicaste adasecond 3 Pp ^ > del fiume d’Arno, e, come accade, voi v’ infangaste il viso e * e . ? sarebbe vostra quell’ acqua , la quale voi adoperaste in Navicato, Na-vi-cà-to. Add. m. da Navicare. [ F.A.F. e di 3 Buon.Fier. 3 . 5 . 5 . O quel fpanej che vostro pur or navicai 0 a me gustare. , r ^ itlJ Navigatore, Na-vi-ca-tó*re. [Però. m. di Navicare./^. A. vigatorc. Seti . Pist. A’ navicatoli conviene la via addirizzar!! alcuna stella. . a f. 4 Navigatrice , * Na-vi-ca-tri-ce. Ferb. fi. di Navicare. F. di ì ' e °‘ di Navigatrice. ( 0 ) . „ Navigazione , Na-vi-ca-sió-ne. [A/) V. F. e di’] Naviga tx0 vì 'VsA‘, Navicella. (Marin.) Na-vi-cèl-la. [Sf] dim. di Nave. [Edè Pqàre c °. quella Piccola barca senz’ alberi nè vele nè timone che sì fa a V‘ ] remi.Dicesi anche Burchio, Barchetta, Navicello,Navetta, N aV , lC Lat. navicula, navigioUun.G/ , .'ff'Ao<^«» sitare li monasteri! de’ suoi frati d’intorno a quelle contrade j . in una navicella con alquanti frati che andavano a quei l |l0 ” 0 u^' 1 desimi j e stando in quella navicella, s eolio una grande c ^ puzza. Berti. Ori. 2. i. Onde soletta in una navicella » duta la mala parata. » Dant. Itfi. #7. Come la navicella e s ° e In dietro in dietro , sì quindi si tolse. (N) ■ } i$‘ « — Per simil. {dicesi anche dell'Uomo con ardito trcisl a gitalo dal Ialino. Properz. L. 3 . eleg. 2. Non est ingcnii c y in j e v'£* c , vanda tui.] Dant. Purg. 1. 2. Per - — - - - !, “ 3 r-ilP 1 c eii' — Dove va la può andare il brigantino = Dove 1 * r - T 7 - e - . m r . • va il correr miglior acqua & L7 ‘. . Ornai la navicella del mio ’ngegno. E 32 . 1 sg. Onavicella mal se’carca. Petr. canz. 34 . 5 . Chi si dolce apria Mio co^ jjo ^ nell’età novella, Regga ancor questa stanca navicella Col 8 oV f sua pietà natia. 3 — * Così dìcesi pure a quel piccolo paniere sospeso . Ione aereostatico , e nel quale stanno gli aereonauti. (D. ’Jf$ 0 ., 2 — (Ar. Mes.) [Anche per simil.] si dice Ogni sorta di ^ S -J x sÌi’ ,l \ foggia di nave , [e specialmente quello in che nelle chiese ^ - 3!^ censo.] Lat. cymbium. Gr. xvtxfitov. p it. Piti. 5 i. [Son gruppi di figure, ec. ; Nè furoiio in minor pregio ec.] u* 1 s giovanetto colla navicella dell’ incenso ? gure, cui assisteva un eh» 5 più , ne può andat'e il meno. [F. Brigantino , 5* 2 1 Lat. pereunte navi, dispereai simulscapha;Sipentpnucipale,pereant etiam accessoria. 2 —.(Archi.) Per simil. Quella parte dì chiesa, o d'altro edifizio , che è tra ’l muro e i pilastri, o tra pilastro e pilastro, M. F. 10 . 68. Un maestro ricopriva il tetto della nave maggiore della detta chiesa.Boigh Rip.8g. Nell’ ultima faccia , che sopra la navedi mezzo è posta , si vede la vesta. Borgh. Vcsc . Fior. 082. Che avessero i suoi portici, e , come noi diciamo , navi , e la tribuna distinta, significavano. » E 4 io ' Quando era intera (la Basìlica), cosi si vedea giusta, e con tutte le sue proporzioni regolata e distinta, c sulla nave del mezzo, come e’la chiamano, c uè’suoi portici, o chiostri chea destra e sinistra gli sono , e noi pure chiamiamo colla medesima voce di nave. (V) 2 —. Con questo nome , o di Navata o di Portici, chiamasi un ordine o numero di pol lici o logge che si fanno ne ’ tempii , nelle basiliche , ne' cortili , e somiglianti cdfizti, quando più e quando metto. Foc. Dis. (A) Nave diff da Navigio , Fuscello , Bastimento. Nave è nome generico, che abbraccia ogni sorta di legni nautici, tanto da carico che da guerra: e più particolarmente vale un grosso legno che scorre per le acque. Navigio , secondo la Crusca, è identico a Nave , ma per l’uso comune dicesi di legni di minor mole delle navi. Fuscello si applica per lo più alle grosse navi da -guerra. E Bastimento non solo può indicare una nave d’ogni genere, ma ancora più comunemente si riferisce alle navi mercantili. N aver a, Nà-vc-ra. Sf. F. A. Ferita d’ arma acuta o tagliente. (V. inaverare. In pers. nayek saetta da ferire , c neva punta.) Tav.ìxit. Qui si è un cavaliere di lontano paese, il qual oc. innayerato sconciamente , e di sua nayera non truova alcuno ajuto , ne rimedio di guarire. (À)(Gr) Naveresco, Na-ve-ré-sco. Add. m. F. A . Attenente a navigazione. Lat, navalis. Gr. volvtixq ?. Liv. Dee. 3. Dove quasi la maggior parte delle cose opportune alla bisogna navercsca erano stateda Asdrubafp raunate. Navetta, Narvét-ta. [A/:} dim. di Nave. [Lo stesso che Navicella. F.] 3 — (Archi.) Piccola navata. Borgh. Bip. 88. Nella i’ aca ? a fy cCli sponde sopra la navicella di verso la Nunziata. E appresso * che si vede sopra ig navicella di verso la Canonica. t cf 11 ' 4 ■— * (Zool.) Genere di molluschi , il quale , secondo prende tre specie , cioè la Navicella elliptica (patella porceli^ la Lineata e la Tessellata , così denominate dalla forma c di una conchiglia. (Àq) r tR ! ' 0 -^ Navicella diff. da Navicello. Il Navicello è quel che P°l’ 1 pe’ fiumi o lungo i lidi del mare. La Navicella può essere jjgur* grande e battere f alto mare. Inoltre la Navicella nel scn J. s e D^. è quella in cui tiensi nelle chiese l'incenso; e nel traslat? a t La navicella dell'ingegno , e noi diciamo tuttodì Lanaviee troi ne’quali significati non può usarsi Navicello. . Navicellaio. (Marin-) Na-vi-ecl-là-jo. [Add. e sm.] Quegl 1 il navicello. ( F. Navalestro.) L^Miavicularius. Gr.va-vf 1 ^^ ve°r a y Stor. q. 2 S 4 > lufìno a questo luogo arrivano i navicellaii p- er . 4 ^’W contro all’ acqua con i loro navicelli carichi di roba. Buon." li votò in Arno ; onde un navicellaio Pietoso in c ~ mente Della borra il fc vedovo. Red. lett. 2. gg. Mi ha p|* la farà pervenire in mano di V. Sig. costì in Livorno p° r * ^ ^ casioue di navicellaio che se gli porgerà. , r/af 6 ***$ Navicellàta. (Marin.) Na-vi-ccl-là-ta. [Sf.] Quantopuop 0 I ', r0 ',.F Q volta una navicella. Lat . onus naviculae. Gr. tfhoiotqaQ v VJ 0 q oil lett. 1. 144. Se ella me lo negasse, io vorrei inaudarleiie navicellate. , •rollò* ,,h'. Navicf.llino. (Marin.) Na-vi-ccl-lì-no. [AV/z.] dàn. di fi' cello piccolo. Lat. cyrabula, lenunculus. Gr. ^ Scorsono avvìcinar.-i alla terra un navicelliuo sottile. (F‘ Navicello. (Marin.) Na^vi-cèl-lo. dim. di Nave. [(• Navicella nel primo sign.] [F. Navicella.) Lat. -navigai*» • irXotdpicv. Farch.Stor.g.234. Infìno a questo luogo a ! nva j ( ,| l i Ji ^t&t lai, che vengono contro all’acqua con i loro \ Navicellonk. (Marin.) Na-vi-ccl-ló-ne. Sm. accr • di A t/\) .V’è fra gli altri navicelli un navicellone tutto q°‘- o , A'h^.rS . »ro -nr. a: ^’sia in * a * . -«.-./•j L4 _ non ve ne sono di que’navicelloni, contuttoché e’sia m • Lat. nayicula. Gr. ir\otdptov. Fit. Plut. E là era uuo^di Greti, che Navichiere, (Marin.JNa-vi-chié-re.f^cfty. iji avea una sua navetta, ed eìli aveva nome Oroandro. But. Purg. 2. L Angiolo ec. venne alla piaggia del Purgatorio con una navetta. Guicc Stor. 2. 100. Avendo perduta una navetta Biscaina. Navia. * (Geog-) Nà-vi-a. Rivia a della Spagna. (G) barche o navi ne'jìwni ; che diciamo anche Navalestro* ^ lestro.) Lat. nauta, portitor. Gr. voLvrns, •n quel tempo, che i navichifiri non le possono adoppiai nocchiere , maririajo.) ito- ole olito: ist* i NAVICO LA ’if(u/ 5 * Na-vì-co-ìa. A'/! 7>i«. navicula. (In gr. nrtvs, m lat. ave : e da naw-s vicn niwicula navicella.) Nome (t ima sezio- *l'k$ en eve arca proposto da Blainville nella sua Malacologia : * (St Noc di Linneo • ( A( ?) • 'H y ‘ na ^*) Genere di esseri d'incerta sede , essendo da alcuni posti <4 f e $ € tabile r P, &e del glande ; la terza è ima piccolissima infossatala re.] — , Navicazioue, sin. Lai. navigatio. Gr. va.vTixU.Guid.Gfvd- a .. xr.i _ - ’ ‘ posteriore " ' ‘ *' .- -- ** We tra 1' apertura della vagina e la commessura * ”\fi l di labbra , o la forchetta. (A) (0) ì *oùl e /n ss ° navicolare : Uno degli ossi del tarso 9 detto anche Sca- /Jj v'*. p ) Così dicesi -qualunque parte delle piante che abbia tal for- \^o/o ni. (0) . ^Na-vì-cu-ìa. Sf. dim. di Nave. V. L. V. e dC Navicelli. p^ant. Purg. 1. Poeticamente parla, allegorizzando suo in- . es scre in termine di navicula. (Br) r'W 1 *’* ^ ot ) Na-vi*cu-là-ri-a. Sf E. G. (V. Navicala.) Genere e ,» stabilito da Heistev a scapito della salvia glutinosa , de- \' S °'io Z.to C0SI a cagione delle brattee intere e navicolari di cui (Ai) * V| ° a E]'l E * * T ^'a-vi-fór-me.^/f/f/. com.Lo stesso che Navicolare. E.( 0 ) ^il L . Le ; Na-vi-gà-bi-le. Add . com. Che si pub navigare .— , Navi- ^ irWi? u * Lai. navigabili. Gr. -r\oV>cof. Jh\ Giord. Pred. R .\oi 5| 5- 6U in un mare che non è navigabile. Tac. Dav. ami. i 5 . promisero di cavare un fosso navigabile dal lago A- Ustla P tT r ‘ ve aririe e monti. Serd.Stor. 7. 261. Fami porto '• Ig *6o 1 0ljl < l ua i e sbocca un buine navigabile. >C E ;»a -vi-ga-dó-re. P'erb. m. di Navigi Bali 263 Jj, %***; de’signori V. A. V. e di Na- I 'Hy . Vi^UVIl A A V-CU' ri chiede. (A) i63. ì8. Tenga per lo mar alto, E diverse levi i Presso a’navigadori, Come conosce c vede Che thl' 'To, N a-vi-ga- mén-to.[A/n.] Il navigare. —, Navicamelo, Navi- l'.A Z_.i ^ T Ts si — Con .Utiift/T miYlutamnnfo il' 1 Os-**" t '; a - navigatio. Gr. volvtixIoi.. Eègez. Con diritto navigamento !>4vi s ° •i andare. But.Inf.'i. Nella quatta pone una similitudine, E si 0iT Ceu . l ° quella nave a passar lo fiume. E Plug. 3 o. 1. Fa ' iiìi fth,.- ltuc ii lle ec. dal vivere mondano virtuosamente alitavi V.-^ajo per mare. Na-vi-eàn-te. [ Pari. Sin - - - gamento di Navigare. ] Che naviga .—, Navi- p 1, (y • Navalestro*) Lat . navi^ans. Gr. vccvTtWojxsvos. Darti. Era già 1’ ora che volge il desio A’ naviganti. Petr.canz. Vv I2 0o |\ nav igauti in qualche chiusa valle Gettati le membra. -ÌPoetic. usato per Nautilo. Baldi Pois. past. Amati. (B) V c, te ! r a -vi-gà-re. Sin. Lo stesso che Navigamento. P. — , Naie,. > sin. ni. <ì„ e *. re.] — , Navicazioue, sin. Lat. navigatio. Gr. vowtoJx.Q uid.G. Ricevendo graziosa navigazione , capitarono all’ isola di Delfos. Sere/. Stor. 1. 5. I popoli di Spagna furono cosi mal pratichi della navi- gazione.£ 1. 8. Durò quella prima navigazione intorno a cinquanta anni. E 1. 11. Traportarono lo strumento dell'astrolabio ec. all’uso della navigazione marittima. 2 — * Viaggio per acqua solamente , siasi per mare , sìa ne' laghi o ne’ fiumi. Onde diccsi Betta la navigazione , quando il vento è favorevole-, felice, quando la nave è giunta in porto senza aver corso pericolo-, buona, quando fu stimato a dovere il solcamento della nave-, impropria , quella che si fa di spiaggia in spiaggia e a vista delle teive, ec. ec. (O) 3 — * Dicesi Navigazione alturiera o d’Altura. V. Alturiera. (N) 4 —* (Icon.) Donna coronata di poppe di navi , con le vesti agitate dal vento : da un lato appoggiasi sopra un timone , dall’altro tiene 10 strumento che serve a misurare i gradi di longitudine-, a' piedi ha l’orologio marittimo, la bussola, il tridente ec. (Mit) Navigio. (Marin.) Na-vì-gio. [,Sm. P. L. /Navìglio .] ( P. Nave c Naviglio.) l.at. navigium. Gr. vxoìov. Dant.Par.2. if Per l'alto sale Vostro navigio, servando mio solco. Peti-, canz. 3 i. 2. Tragge a sé 11 ferro , e ’l fura Dal legno in guisa che i navigii affonde. Gai il. G. E con avventuroso navigio capitarono atte sparte isole Cicladi.)> (Forse qui Avventuroso navigio potrebbe significare Prospera navigazione.) (Caroli) 2 •—* E fig. Pallav. Ist. Conc, 3 . 35 f E perchè l’andata del Cardinal Oslo , divisata . . . dal Mantovano, sarebbe stata viaggio di maggiore e più lento navigio ; deliberarono di spigner frattanto un più agii battello , e rivolse! l’animo al Commendane. (Pe) Naviglio. (Marin.) Na-vi-glio. [ Smi]Nome universale d’ogni legno con che si navighi .—, Navilio, Navile, sin. Lat. navigium. Gr. -irhoio-j. 2 — Moltitudine di legni da navigare; Ima in questo senso è P. A .] Lat. classis. Gr. crro'Aos. Naviglio diti', da Navigio , Flotta , Convoglio , Flottiglia. Naviglio. , oltre il significato di Navigio , ha ancora quello di una moltitudine di legni da navigare : la quale s’è di navi da guerra, dicesi Flotta .o Armata-, se di navi mercantili, Flottiglia-, e se di navi armate per iscorta e difesa delle flottiglie , chiamasi particolarmente Convoglio. -V. ass. Andar con nave per acqua, [Andar per mare, Pus- Navile. (Marin ) Na-vi-le. [Am. Lo stesso che Naviglio e] Navilio («e? io re * Dicesi Navigare felicemente, terra terra, manna mari- signi/', del (• a -l Lat. classis. Gr. ariKos. G. P. 7. 106. 1. I Pisani rzn ,1 : -■ r- i- -- - 1.-u- - —1-0., y, trassero da Pisa a piede e a cavallo, e presono il detto navile .E 12. gf. 1. Ili compagnia del detto navile 12 galee armate di Genovesi , e passando il detto navile contro a Dovero in Inghilterra ec., con piene vele , fiotto e marea vénnono addosso al detto navile dot Re di Francia. 2 — * Per Nave semplicemente. Ar. Fur. 10. fé- Quando vide scoprire alla marina Molti navili, e lutti atta sua volta. (P) Navile. Add. com. Di nave, Mariltimo.[P.A. P. e di’ Navale.] Lat. maritimus. Gr.i-s'iHa.Kurrios. Guid. G. Piacque a tutti che Pari andasse in Grecia col navile esercito. E altrove: Comaudòe ec. che vadano con Pari col detto oste navile. Tac. Dav. ann. 4 - >°°- Massima- Navilio. (Marin.) Na-vi-li-o. Srn. Nome universale d’ogni legno con che si navighi. Lo stesso che Naviglio. P. Bocc. nov. 80. 5 . Di quelli vi sono stati, che la mercatanzia e’I navilio e le polpe e Possa lasciate v’hanno. Brune. Sacch.Op■ div. 112. Porto che a tempo di fortuna v’ entrano i navilii per istare sicuri.» Pecor. g. 2. nov. 15 . Si partirono da Troja con più di dodici mila persone, e con molti navilii, e navicando per mare arrivarono ec. ( V) Ar. Fur. 10.100. Come sospinto suol da Borea od Ostro Venir lungo navilio a pigliar porto. (P) Buon. Fier. 2.2.8. Navilii armati Arrancar per le biade e pe’canneti. (N) 2 —• Moltitudine di legni da navigare. G.P- 7 - 3 y. 3 . Passò il detto stuolo sano e salvo con loro navilio. F g. 251. 1. Tutto’l navilio di Pisani si partirono di Sardigna. M. P. 3 . 86 . E per molti tempi pieni di molte vittorie e signori al contiuovo di molto navilio. Datala. 1 . lo. Li boschi comandò esser guardati Per lo navilio, e ordinò ec. E 2.. 14 - Allor venia Con gran navilio incontro me acerbo 3 — Naulo, Navolo. Pit. SS. Pad. 2. 322 . Se tu hai di che pagare lo navilio (il testo Ricci ha nolo),edi che fare le spese, nullo ti può vietare la via. Allora io, come vagabonda, gli dissi: veramente, fratello mio, non ahbo nè spese, ne navilio; ma 10 pure sano (salirò ) in SU uno di questi legni , e poi eh 10 saro intra 1 mare, bisogno fia che mi notrichino, el corpo mio Uà loro per navilio.(V) Naviliotto. (Marin.) Na-vi-li-0t.to. Ain. dim. di Navilio, Piccolo na- vitio . Varmoz. Art. mil. Berg. (Min) NAviLUBio^i&eogONa-vi-lu-bi-p.Iat.Navms -.Piccolo fiume di SpagnadG) Navinabi.* (Geog.) Na-vi-nà-bi. Indiani della Columbia. (G) Navio , * Nà-vi-o. N. pr. m. (Dal lat. navis nave ; Pertinente atte navi.) — Accio. Augure romano al tempo ai Tarquinia Prisco. (Mit) l( Vf; 5 Nu-yi- > Sin. S **• ' to’ t biiì >rza 4* 'e** a tu ^ e YC ^ e » a Piene vele, col vento in poppa ì-, • remi, per forza di vento, a vele gontìe, a vele spiega- con vento leggiero, con vento contrario, prospero Aav igar largo , di traverso ec\]— , Navicare , sin. Lat . llav ibus trans] icere.-Z?occ-pr. f Sol di se nella mente nfba ytpo ^sciato quel piacere che egli è usato di porgere a chi . 8 i mette j _ _ - 0 - porger e’suoi più cupi pelaghi navigando. Petr. soti. si muove un fiato , Che fa sicuro il navigar ^ \ j £ * Pad. 1. Bg. Navigando egli per certe contrade a lungi s’udivano le boci delle demorda che erano per Vi Storno. t'V fvj Occidental si muòve un fiato , a Amarsi, [Condursi.] “ . 4 Un.-- ^ei'Ono o 1 N*v la viy' tl0IÌC > primo a succedere, giovane modesto , ma non sa- > \Zdesi tJ* tot. ha: quid in praesentiarum conduceret, oblitum.) Rigare a seconda [o alla seconda.] V. Navicare, §. 2. Aav igare a ritroso = Navigare contro la covrente , e di- * Ce 4i me Luf V. A ritroso , J. 5 . (N) Vlgar P er perduto 5 [per perso,] di Chi essendo in estre- £ ° 5 0 ridotto alla disperazione , si rimette interamente alla fi Pei'V Vc J a v cntis permittere. Iiuoii.jPYer.1 .4M -E così navigando \ q 5 Detter poi fondo in questo asciutto porto. Parch. *]\ t0 1 ajuti , eh’ c 5 n’ ha bisogno , e naviga per perduto. secondo i venti e vale proverb. Ubbidire agli y V'* *havi e * aV de ^ a necessità virtù. Lat. navigare secundum ffc- 1 s secundum fortuname Gr. KCLTOC • K- Dlos, 126. c ^e si* n f. si&df. del §. 4.] Serd. Stor. 6. 217. Vi corrono n e i n V an o ancora con grosse navi, h w ,^i 0 l ,ri too sign. Car. E11. lib. 1. Gente inimica a me, mal v > 1 Mostri avi S a d mar Tirreno. E lib . 3. Acciò più franco Na- (Br) tvm 11 11 ave da luogo a luogo checchessia. Lat. navi trans- bn. • i\p .yvy-i- .. 2-1 — ---filasse Gr. x ,arce tfXuv h ,(; ^ 0ri tanfc r ancIle aver fatto cosa, per la quale essa meritasse V v ì f ? Na-v* tretta navigala in paesi strani tra gente incognita. v !n ^Jcctuy Add . in. da Navigare.—Navicato, sin. Lat . ,ì; 1 V*t ^P^^EU^EtS. ’ . a "Vi-ga>tó-r< [P Vlz io dJ* r [Però. m. di Navigare.] Che naviga, Che are, Marinaro .— , Navicatole, Navigadore, ut. naviculalor , navicularius , nauta. Gr. ni 5oG NAV1SLAVIA Nàvislavia.* (Mit.) Na-vi'slà-vi-a. Dea poco nota , forse invocata da naviganti, prima di porsi in mare, od al sorgere delle tempeste. ( Dal celt. nave naviglio, e da llfvio governare, condurre, dominare.) (Mit) Nwitacbe.* (Zool.) Na-vi-là-ce-e. Sf pi. Lo stesso che Neritacec. 1 ^.( 0 ) Navolo , Nà-vo-lo. l&rrt. Lo slesso che ] Natilo. F. Fit.SS. Pad. 1. 86. E venendo pei a terra , e volendo IJariónc pagare lo navolo per se e per Gazano, ec. 2 — [Efg.] Fit.8S.Pad, 1. 85 . Portando seco un libro de’Vangeli ec. , ìsiimando con quello pagare lo navolo. Navone. (Bot) Na-vó-ne- {Sin. Pianta crocifera generalmente coltivata, eh* e una specie di cavolo , la cui radice carnosa è notissima perle sue qualità alimentari , e da i semi si estrae olio buono a bruciare . Detto anche Colsat e Ravizzone.—, Nagone, Napo, sin, Lat. brassica flapusj napus. Pallad.Lugl. 2. Di questo mese seminiamo i napi cioè navoni e rape, in campi e luoghi umidi, cc. ; ma i navoni vogliono terra sabbiosa, e un poco a pendio ,Cv.6.8/j. 1. 11 nappcllo è navon marino, che cresce nei lito del mare, ed è velcn pessimo e mortale. E 12. 7. 1. Ancora intorno alla fine si seminano le rape e i navoni. Alam. Colt. 5 . i 3 g. Il ventoso navon , la rozza rapa , Sì congiunti tra lor, ch’assai sovente L’un si cangia nell’altro. 2 — [E Jìg.] Agg. a Uomo, vale Balordo, Minchione, o simili.Bellinc, son. 2 q3. Baggianaccio navon , dov’ò’l cervello? Nàxac.* (Mit. Ind.) Sm. Soggiorno di pene, ove gli 'abitanti del Pegli fanno gìugnere le anime dopo . parecchie trasmigrazioni nel corpo degli uccelli. (Mit) Naxia. * (Geog.) Na-xì-a. Lo stesso che Nasso. F. (G) Nazabdti. * (Geog.) Na-za-bù-li. Lo stesso che Nasabuti. F. (G) Nazadà. * (Geog.) Na-zà-da. Antica città della Media. (G) Nazalà. * (Geog.) Na-zà-la. Antica città della Fenicia. (G) Nazama. * (Geog.) Na-za-ma. Antica città della Siria, fi) NazàmbA. * (Geog.) Na-zàm-ba. Antica città della Cìlicia. (G) Nazarda. (Marin.) Na-zàr-da. SJ\ Barca di un sol legno scavalo. Specie di Canoa. (In celt. irl. nave naviglio, e sard lo stesso che ard puntuto.) Tolom.lctL.lib.-6.pag.2iQ. Ha di poi una quantità grande di nazarde, che sono navilii d’ un legno solo , e scavati , c queste portano da vintotto o trenta uomini l’ima, con altri navilii da lì u mi per far ponti , bisognando. (A) (B) Nazareato. * (Filol.) Na-za-re à-to. Sm. Stato o Condizione de Nazareni presso gli Ebrei , che consisteva nell' astenersi dal vino, nel portare i capelli lunghi secondo che crescono, e nel non toccare i moniti. — , Nazareo, sin. (V. nazarei.) (Ber) Nazarei. * (St. Eccl.) Na-za-rc-i. Lo stesso che Nazareni. F. (In ebr. nazir nazireo , cioè separato , astemio, religioso, da nazar separare, astenersi : e ciò a motivo di certe pratiche, per cui distingucahsi dal resto degli Ebrei.) (G. F.) Nazàreitj. * (Filol.) Na-za-re-ì-ti. Àdd. e sm. pi. Ebrei che professavano il nazareato ; detti anche da alcuni Nazareni o Nazarei. (Mit) (N) Nazareni.* (St. Eccl.) Eretici del ir. secolo , ed erano quelli Ebrei che, convertiti al cristianesimo , non volevano astenersi da ogni segno di giudaismo, e però si separarono dagli altri Ebrei cristiani. Si divisero in due sette, una delle quedi conservò il nome di Nazareni, egli altri furai chiamati Ebionjti. Si distinguevano dal portare i capelli non mozzi. —, Nazarei , sin. (V. nazarei) (B) (Ber) a —. * Onde diconsi comunemente Capelli alla nazarena, I capelli portati in lungo e cadenti in zazzera. (B) 2. 1 — 'Frati nazareni. Nome volgare con ad sono appellati i Religiosi della penitenza , perchè istituiti in virtù della visione avuta da una monaca di Salamanca , chiamata Suor Rosa dì Gesù Nazareno , e perchè lo stesso istituto è posto sotto la protezione del medesimo Nazareno. là istituto è di vita regolare , coi tre voti solenni, e col giuramento di sostenere con tutto V impegno il mistero della Immacolata Concezione della Beata Fergine 1 , col peso di molti digiuni, di assistere i moribondi, fare le missioni e£. (Ber) Nazareno , * Na za-rè-no. Add. pr. m. Di Nazaret. Dicesi per antonomasia di Gesù, che fu educato in quella città. —, Nazzareo, Nazzareno, sin. (B) Nazareo. * (Filol.) Na-za rò-o. Sm. Lo stesso che Nazareato. F. ( 0 ) Nazaret. *(Geog.)Nà-za-ret,Nazara,Nasra,Nazzaretle. Lat. Nazareth. Ant. città della Palestina, ora nel pascialicato di Acri, presso il Tabor.fi ) 2 — * (St. Eccl) Santa Casa di Nazaret: così dicesi Quella che si venera in Loreto , qual monumento della misteriosa incarnazione del Fubo. (Ber) Nazarto , * Na-zà-ri-o. N. pr. m . Lat. Nazarius. (Dall’ ebr. nazir separato.) (B) 2 — * (Geog.) S. Nazario. Lat. Sanctus Nazarius .Città di Francia nel dipartimento della loira inferiore. (G) Nazaro , * Nà-za-ro. N. pr. m. (V. Nazario .) Baldin. (N) Nazianzeno ,* Na-zian-zé-no. N. pr. m. Lat . Nazianzenus. (B) Nazianzeno. * Add. pr. m. Di Nazianzo. — Il Nazianzeno dicesi an- tonomasticamente A’. Gregorio che nacque a Nazianzo. (B) ( 0 ) Nazianzo. * (Geog.) Na-zì-àn-zo. Lat. Nazianzus. Antica città deli'Asia nella Cappadocia . (G) Nazionale , Na-zio-nà-le. Add. coni. Di nazione, Della stessa nazione. Nazionalità , * Na-sio-na-li-tà. Sf. Qualità di nazionale . De Luc.Dott . Folg. (°) Nazionalizzare , * Na*zio-na liz*zà-re. Att. Accordare il dritto di nazionalità. F. dell'uso. ( 0 ) Nazionalizzazione.* (Leg ) Na-sio-na-liz-7.a-zì<5-ne. Sf II dritto, La qua - htà di nazionale. F. dell'uso. (O) Nazione , Na-sió-ne. [Sf] Generazione $ uomini nati in una medesima {regione,^ provìncia o città, le più piopriamente Nazioni chianiansi le Unioni di uomini in civiltà sociale , cioè, sotto un regolare governo, • coti permanenti leggi.] Lat. natio. Gr. E$vot.Bocc nov.18. 2.Nacque tra l’una nazione e 1' altra grandissima nimistà, M. V . 1. 2. Pen- N E sando 1 *utilità salutevole che di questa memoria punte a ' iV p ir jj^ nazioni che dopo'noi seguiranno. (Cioè, alle genti.) •$ tor ‘ Lj . che di .quanto momento l'usse alla rovina dello Occidente, s0 \v ce lo dimostrano i tanti diluvii delle barbare nazioni che ^ niente inondarono nella Europa , ma e nell* Africa ancora-, ^ 2 — * Dicesi Nazioni barbare , Quelle società d’ uoM'f 1 ! c0 quantunque riunite in corporazioni, non hanno però lego 1 fondali sulla giustizia e sull' equità. (G) - l rntff 2 — Nascimento , Nascita, Origine, Stirpe , Schiatta, [ ml significato è caduto di uso.] Lat. ortus , origo , genits ^ P ^0$ Gr. dov* ? yiVos. Tes. Bi\ 1. 46 . Non temer niente, cn-‘ p j 0 - mal fare. Bocc. nov. 66. 2. S’innamorò d’im giovane cC; q cevolc e costumato, comecché di gran nazion non fosse. 225. Non si descrive la morte di Calandro , perchè non n . nulla certezza; ma, per non lasciare così ignudo i fatti f .j a 3U 311 pare ec. che si possa venire appresso a qualche chiarita ut ^ 0 ti zione j c appresso, della morte. J 5 * Egli era uomo di ^ r ( ,no^ . » Pallad.Ist.Conc.2.208. Ne vestì esso un giovane ehiainj zo, di nazione sì oscura, ch’ella rimane ancora ignota 3 — [Luogo natale , Provincia.] Dant. Inf. 1 . /o 5 * E , sarà tra Feltro e Feltro. Nazzareno,* Naz-za-rè-no. Add.pr.m. Lo stésso che Naz*n^ ; ^ f .3 Nazzareo, * Naz-za-rè-o. Add. ni. F.G.Lo stesso che nazaraeus. Cavale. Espos. Simb, 2. 22 f E però Daniele Santo delti Santi, e così è detto Nazzareo , cioè Santo- (A; gef Nazzarette.* (Geog) Naz-za-rct-te. Lo stesso che Nazaret* K' Cr/st. insti\ 3. 8. 4- (N) ^ !• Ne. \P arde ella ] che dinota qualità d’aw. dì moto [dì ^ pi 3 J Lat. hinc , inde.] ( V. qui appresso l’etimologia del Snl^ 11 ^ hin è avverbio che indica moto dal luogo, in cui tabu 10 ^ un altro; ona in basco per qui , per là ; ami ovvero qui.) Dant. Purg. 26. i3t • Al bosco Corse Diana , . q lC d P°.|j cioune. Pass. 2fè. Non si tiene polvere e cenere colui L ; in altura di stato e di dignità; che la cenere e la p°* v U# 5 '* t \t in alto , nc è portata e sparta dal vento. » SaMn. " ' ... ” ■ -if> iu 54■ Da che qui mi viene il taglio, non tornerà male — sg ^, altri , eh’ io sappia , per ancora non tocca osservazioO c c r^o, sta particella Ne , la quale per lo più pare riempii 1 '’ 3 ’ j| più per eleganza , o anco per puntellare, o rinzcpp* r “ ja ln, to al) . che per altro. Ma ella è di grandissima virtù, erappi ,cs j a tof 1 ^ della particella latina Inde da cui è fatta. Da i nostri lX g } jer {y tichi si ricava essersi detto dal lat. Inde primici*arnciJtfi anco antica spaglinola , valente lo stesso ; c come nd 3 t jr cilmente in due nn , come si vede nel Napoletano, Monnoi Ende si venne a dire Enne’, dalla qual voce & fìngardaggine di pronunzia trasfigurata , la prima siH a r 1 c he 1 si presero i Francesi ; la seconda Ne prendemmo ll0i ’ # e{} $ stanza tanto vale quanto Indi. (Cin) stJO^ò° ìV 1 — Particella riempitiva per vaghissima proprietà deh 10 gio, [o per usato modo di ragionare.] Bocc. nov■ na ec. .se ne venne, e del buon uomo domandò c ^ e l lie iT j 3 . n. q. La quale infinito amore ec. pose a questo morto il Conte , e lui nelle mani del Re lasciato , i’ e ,, s dare a Parigi i di che la giovinetta fieramente rimase ! g„cst t gliir E g.2.n. 7. Chetamente n’andò per la camera in fino alla. ! — Talora sta in forza di pronome , in vece di A n® 1 ’ pop è (Similmente in av. la voce an posposta al verbo signi» <** p In vecchio brett. ne noi.) Bocc- nov.i. tt. Il mandarl®^^ :ll 3 . . , j/.Hmaiidarlo nostra cosi infermo, ne sarebbe gran biasimo. PA r ' siccome Ja vita Fugge, e la morte n’ è sopra le spah c ' Qf i e ,, Avendo detto brevemente il corso e signoria dc’s’mf e , a lic0 ‘ t, denti di Carlo Magno ec., si ne pare di necessita di dir .• che adoperarono gl Imperatori Franceschi. -jj t —• Ed in vece di Noi, [ quarto caso. sua caritativa pietà sempre nc va sollevando, e leaue ^ cb ia L tl c N mostrandoci , a quelle , come benignissimo Padre, xtxtsf Pet. p . 1. 1 72. Or con si chiara luce, e con tal se S?j‘ go S ^ in quel breve viaggio , Che ne può far d’ eterno a [lesi 0 5 — [ Talora riferisce persona o cosa nel secondo e nc ^ mendue i numeri, riguardando] materia o cagione ac ] c j 0 fOf j. (In vecchio bret.enegli; in gali, ’n in luogo di an, sl o Il * c0 ' V la^ isS> 1,1 non ne potevi 10/ an cgU,coluì.) 5 occ.noo. 2 /. 3 . Le donne mi davan S1 que* ' non ne poteva appena pur pagare i calzari. (Cioet ! a J? l fiaQ ete JJr- l e num. 8. Se egli sapesse lavorar l’orto, e volcsseci g ^° ol P c<> £ credo che noi n’avremmo buon servigio. {Cioè, di ‘ J-,; si Quantunque in molte altre cose male insieme di CO ( [j av aH 0 ’ g0 ij 1 *^ sero ; in uno , cioè che amenduni gli lor padri o< ^ convenivano, che amici n’erano divenuti, e spesso . g f° eC Au, 1 che amici n’ erano divenuti, e sp 1 me (cioè, per questa cagione). r> f^it.SS. Pad. *• volte a’ ebbelo pregato CDio), un di l’Angelo ne l’ebhe . o il n’ ebbe . o ebhelone . o ebbelne.;! c .pjo 1 ne l’ebhe , o il n’ ebbe , o ebhelone , o ebbeIoe.)t^ oC 2. Egli pianamente andando , a quanti in qne ** 3 • ca pelh" „() 3 s ol a tutti in simil maniera sopra 1 ’ orecchie taglio ’1 quanti d’essi in quella casa giacevano.) Pctr.P- jh t j u tto , ‘. s3 tor , che la sua propia Bellezza desiando , lo co nia “ per troppo averne copia. {Cioè, per aver troppo ,■ prop" fO^) za. )Bocc. Proemili mio amare, al quale niitna * N sC gi '‘l" priil'L# o di consiglio, o di vergogna evidente, o perico - ffl0 si <-‘ a fP ,r ,prj aveva potuto nè rompere, nè piegare, per se me , r . sC ir £ '' — * È riferendo a cosa , talora per Vi. c ntrar c ” la terra per mare e per terra, che nullo ne p otc i , NE ho, rV*i' a ^ ne : sopraddetti significati } si prepóne alle particelle % SSQ V 0 Gli , La , Le , e colle stesse talvolta s'affìgge, e spesso acc oraa. Bocc. nov. s 3 . 2 3 . Tu faresti quello che far do- ma udarìeno , come facesti. E nov . 5 fi. 3 . Pregò caramente c ^e ne le desse una coscia. E nov.yj, 68 . Là tornati con £ noy °J? » su v’ acconciarono la fante , ed alla casa ne la portarono. Sii a ] ' .* 2 3 . E avendo alcun denajo , ed il Canigiano avendone- >ìop * 0 P res t a ^ 9 face molte halle hen legale c ben magliate. E ’ i2 ' Quel forziere ec. voglio che sia vostro , acciocché nelle f ft(ìo re C011 h'ade nel possiate portare. » Petr. Uom. ili. 255- L’Impe- *S. y ^| enu ta Ravenna, tolse due colonne le quali erano nella chiesa ' l 'Cti lìc p l de, e mandossenele nel suo regno. Bocc. g. 8 . n. 2. Av* ^pr a « 3 , e * ra Taltre sue popolane, che prima gli cran piaciute, una , ne gh piacque, che aveva nome ec. (V) ^l’a jj r< } olle medesime particelle si pospone , ed anche alla parli' C ”°cc. nov. 4. 6 , Io non potei stamane farne venire tutte ?0|$ljj '* * e quali io avea fatte fare , e perciò con vostra licenzia io a si c nc * a re al bosco, e farlcne venire. E nov. 4 l • 10t ■^ ja donna ^^tte , e per celare il difetto della figliuola, ad una lor pos- . Aa nc mandò. E nov. 6g. 20. Io ti consiglierei che tu il ne p^* 1 *Uori primachè 1’ opera andasse più innanzi. M. E. 6. i 5 . ^Ua M Var l° per sperienza gli ne fa più certi. E. V. a. 78. Dopo i ,c O r' _ 1 _ __jì :__ *!< 9 [p M tempo la Contessa cortesemente lo ne rimandò in suo paese. ^frequentemente] si pospone alle particelle Me , Te , Se, Cc, y c ^6e stesse talora si affigge, e spesso affisso s'accorcia. Bocc . (S* f a W cc. , avvisando che questi accorto non se ne fosse, Ed' sìat0 l'ù veduto, fu lieto di tale accidente. E nov. eh 1 ^ ^ vero che io me ne sono venuta tosto .E appresso : Ce- j e Vu °^ dire questo , che essendo oggi festa , tu te ne se’così S f„, e l ' l ' ata in casa? E nov. 77. 10. ADtliancene in camera, e da ih J ? 8,l ’ c ^ f;a guardiamo ec. E num. 26. Elle si partiranno, e voi lv rc tc scendere ai luogo , dove i vostri panni avrete lasciali. i l' 1° prego voi , se non ven sete accorta, Che voi '1 ri-^V ^ >er ' vos tro onore. E Purg . 26. 4"ó\ L’ una gente va V* viene. E Par. 2. 20. La concreata e perpetua ’« e regno cen portava Veloci ec. Petr. canz. 5. 7. E non pur % sete Del Ha .tot *1U: sera ruina Del popolo infelice d’ Oriente Vittoria scn pro- l a "r t ra ^ 35. 7. Ed ancor non men pento , Che di dolce veleno il "r ra s è par posposta alla particella Si. Bocc. g. 8. n. 2. tip 1 aiSs e : Bene sta , se voi volete andar , si audatc . se non si ,■ • 4,1 u ;' ate - (c «) hi C a ^ ue ins f ,nc delle suddette particelle , l'una dopo l'altra , P? s P?3ta. Bocc. nov. 23 . g- S’ egli questo negasse sicura- p 1l hiv« dite che io sia stata quella che questo v’ abbia deito , e doluta. G. E. 1. 12. 2. Prese Ansioua, figliuola del detto ptò * e doUj e menollasene in Grecia. Petr. son. 272. Elia il se ne a ,M 0 incera e ’n cielo.» Bocc. Amet. Io ti farò conoscere , dirrto- Se J 1 * Uec o, la qualità delle case degl’iddìi, delle quali uiuna parte ì ^ °^n\ia.Bocc.g.8.n, g. Ed a voi ne faremo ancora quell’o- v ^ !* e vi S e ne conviene. (Gin) gli antichi, per riposo della pronunzia aggiunsei'o la S Sq , a Ne a partile terminale in accento , o a monosillabe\ [onde È dicevano Fané, Stane, Elie, Puone, Saline, per Fa, rp l^uò, Salì, e moli' altre sì fatte \ ma eziandìo Mene, Tene, ^ ìvq . Ull ° Ver Me, Te, Io, Tu, e simili.] Dant.Purg. fi- 2 4 - Fonie y*® c ki cra si partine. E Par. 27. 33 . Pur ascoltando timida tì ant ‘ 91 • Che, per vostro piacere, Volentier mi ly niene Cosa stesse a voi bene. E appresso: Per tutto per voi fatto membra umane Vir- A * 1x f 9 come qurno i^n a juisi quene per le vene vane, i*. t T ^ 1 privati lene. Frane. Barò. 260. 2. ì tt j. 1J ant. Purg. s5. Pi ende mi core a tutte m £ hìf or * lla tiva , come quello Ch’a farsi quelle v^tia Colchi del montou privati lene. Fn __ j C ^ n eiò ch’ane A stiva cose dentro. E 3 y 4 * * 2 * Tanto gli eh’ae , Se pentolo rimane \ Quanto, se pinta X * C ‘ £ * ..... x .... . . , v v l a petto alcun celoue. E 81. ig. Certa gente ch’one si distacco dal verbo , da cui dipende , e gli si pospose evY % Talo ra . Pari, Beitib. Asol. 88. Ma certo , avvengane che può, io ’f * ;*° P r ova. (Cioè, io pure ne farò prova.) (V) ì\flitici ° ,a allontanò dall infinito , sua naturai sede , c siimi pò, p" ? i/ ut ' Cron. p. 82. Per rimediare a tanto male, e per ^ ^ ftp p SS(, re ripresine , una mattina di S. Giovanni ci partimmo ( Invece di poterne o }>otere essere ripresi.) (Gin) & tfe fì,j iCCcm dt)si alle, terze plurali de’ verbi , loro toglie V ultima Fa che si dice d' Ercol le colonne , E che periti sonne. ( Cioè , ne sono.) Creso. I. 4 * c * 2 G°- Ir> S l Uva ltano * cofani maggiori , o vero corbe, o vero che nello \ * Tre col S° lu> > cavinne le foglie. {Cioè, ite cavino.) (Cin) t p-4 ni S p fi] 1 antichi scrittori si trova cambiato in En. K. En. C.j 3. forte temendo, che l’alta apritura SI richiedesse, i( ' Pari tn s P e ' iiava , Tanto cresceva più l'ardente cura. (Gin) toc e di n ! entc presso i più antichi si trasmuto in Nde, ponendosi ai ^ at o. (q c ? nc voci. Gr. S. Giro!. 63 . Sinde ne pare loro grande \ Al„" s ‘ ‘ l MS. Jì. con lezione diversa dallo stampalo,che ha W tlj e - 3 udiva nella raccoltadel Srdi.Canz. 'òd. E sonoei ricchi? , c 1 e *°to , Ma sottoposti son a ammassar oro , E sonde f 4 * 9 - Chc e ]. a ‘ diani - (Cioè, ne sono.) Notar Giacomo , Racc.sudd. 5** ^so ^ uomo vinde possa divisare. {Cioè, ve ne.) M. Gio. figlio “ tC- Sl 8 — Talora sottinteso anche dove par necessario. Bocc. nelle Papere 2-6. Che mai più per ricordanza vedute non avea.(Cioè, non ne.) lì sotto : Che mai più alcuna veduta non avea. E g. 4 - n. io. Rifatevi dell’ altra {cioè nfatevene.) E fece far della nuova ( cioè ne fece far.) {Il Salviati parla d'altri lunghi simili, e credegli errali ; ma questa par fermamente proprietà di ìingua.) (V). Ne. Preposizione in vece di In ,' allora che ne segue V articolo, gli si affigge e formasi Nel, Nello , Nelli , Nella e Nelle, come pure Negli e Nei, e pure Ne’. {V. a’ lor luoghi .] Lat. in. Gr. w. Nè. Particella che nega, e vale Non ,e anche Congiunzione negativa, e vale E non. Si pronunzia colla E alquanto aperta , ed in tal significazione si scrive sempre tal particella intera, benché sia avanti a vocale.—, Ni, sin.Lat. nec, ncque. Gr olii., /xr.Siv. {JSa in molti dialetti celtici, in pers. ed in sass. è particella negat. In (»r. ne è anche spesso in compos. una part. negativa appo i Greci. L’e parimente ne appo i Latini: e ne, ni, nih, l’erano appo i Goti. In ted. nie non mai.) Bùcc.hitr.f.iìSè prima esse agli ocelli corsero di costoro, che costoro furono da esse veduti .E 46.Nè oltre a due piccole miglia si dilungarono da essa.^met.35.Nè più sommo di lui nelle nostre arti, nè di maggiore fama alcuno oggi risuona ne’nostri regni. E ./à.iNè è di quella via il suolo dall’arido paleo occupala, nè in tutto il cuopre l’abbracciatile gramigna , ina lieta si vede di molti fiori. Dant.lif.i 5 .too. Nè per tanto di men parlando volumi Con ser Brunetto. Petr.son. 6. Nè mi vale spronarlo, o dargli volta. » Varch. Ercol. 244 ■ Avete dunque a sapere , chè questa particella, o monosillaba uè , si pronunzia e si scrive alcuna volta coll’ e aperto , e diccsi nè , e alcuna volta colie chiuso , c diccsi ne; quand’ella si scrive , e pronunziaceli!’e aperto, ella è avverbio di negazione , e significa propriamente quello che i Latini dicevano nec , ovvero ncque , donde si vede che ella è cavata, cioè non , 0 veramente e non. (Gin) 2 — Talora si raddoppia , come facevano i Latini la nec o la ncque, cosi ne’ nomi, come ne' verbi. Bocc. nov. g8. 28. Perciocché dal vero nè nell’ una nè urli' altra non intendo partirmi. E num. 3 f. Io non cercai nè con ingegno nè con fraudo d’ imporre alcuna macula all’onestà e alla chiarezza del vostro sangue. Dant. In/'. 25. 63 . Nè l'un nè 1’ altro già parca quel eh’ era. Petr. son. tg. Nè sa star sol, nè gire ov’ altri il chiama. 3 — Talora si replica più fiate. Bocc nov. 1. 32. Che uomo è costui? il quale nè vecchiezza nè infermità nè paura di morte, alla qual si vede vicino , nè ancora d’Iddio , diuanzi al giudicio del quale di qui a picciola ora s’ aspetta di dovere essere, dalia sua malvagità l'hanno potuto rimuovere , nè far ch'egli cc. Petr.son.So .Orso , e’nonfuron mai fiumi nè stagni , Nè mare , ov’ ogni rivo si disgombra , Né di muro o di poggio 0 di ramo ombra, Nè nebbia che 1 ciel cuopra e T mondo bagni , Nè altro impedimento ond’ io mi lagni, ec. 4 — * Talvolta invece di replicarla , gli si fece corrispondere la particella O. Beni. Ori. 5 g. 1. come avvien, che nè in prosa è detta o in rima Cosa che non sia stata delta prima. (Cin) 3 — E talvolta le andò innanzi la congiunzione H. Bemb.son. 84 - Nè freno il corso , e nè la sete spengo. (Gin) 5 — Talora esprime la significanza della semplice congiunzione.Bocc nov. fi- 9- C° mecc ^è, perché pure agio avuto ne avesse , il dolore, nè i pensieri, che della sua giovane aveva, non l'avrebbero lasciato. Peti', canz. 44 - 7-, Leggiadria uè beltate Tanta non vide il sol, credo, giammai. Gr. S . Gir. 3 . Colui che ave orgo-jUo, nè avarizia, nèlus- suria , sì chiude 1’ uscio del suo cuore, e non vi lascia Iddio entrare. » Bocc- 4 - 3 - Il vigor del quale nè la freschezza, nè i digiuni, nè le vigilie potevano macerare. (Cioè , il vigore del quale e la freschezza nè i digiuni ec.) (Pr) 3 _ Ed anche seguito da Non non cambia comunemente di valore. Vit. SS. Pad. 1. So. Non sono però da essere adorati come Dii, nè non ce ne dobbiamo maravigliare. Star. Pist. tog. Questo castello non era compiuto , nè non era sì forte, che si fosse potuto difendere. E 126. Non ti potesse offendere, nè non potesse andareasoccorrere.(V) Bocc. g. 3. n. 6. Voi non. siete la prima , nò sarete l’ultima, la quale è ingannata; nè io non v’ho ingannata per torvi il vostro* ( marito ), ma per soverchio amóre che io vi porto. Pass. d. 3 . c. 1. Gesù Cristo nostro Salvatore più volte spregiato , t schernito da' Farisei, non se ne curava , nè non lasciava il bene della dottrina , • de’miracoli. (Cin) di’. Cater. dial.cap. 52 . Nè non può l’anima, se non ha in se queste tre potenzie , avere persevcranzia. E cap. 5 4. Nè non si cura di avere la compagnia. Bocc. g. 2. n. 2. Nè giammai non m’avvenne che io perciò altro che bene albergassi. (N) 3 — Ma Nè non vale anche il Ncque non de' Lalùii, ed afferma colle due negative. Ked. Maral. T. 1. 252 . (V) 6 — Talora traporta la forza del negare da un luogo ad un altro. JSov. ant. 16, 1. Francesco da Calboli, rampognando con inesser lUe^ Ciardo de’ Manfredi , che aveva si fatto , che in Faenza , nè in Funi gli era rimaso amico , rispose: ec. Bocc. nov. 27. 1 4 - Di che si fatta paura m’ entrò , che io del lutto mi disposi a non voler piu la dimestichezza di lui , e per non averne cagione, sua lettera ne sua ambasciata più volli ricevere. » Bemb. Pros. 3 . 2/^. iVé cc.,posta aa prosatori ili un luogo ha forza di negare ancora m altro luogo dinanzi, dove ella non è posta ; così: E comandoli che piu parole ne romor facesse ; ed ancora : Acciò che egli senza erede , ne essi senza signor rimanessero. (V) , .. , S — E nota uso. Borgh. rese. Fior. 56 o. 0 non pillando nel suo buon verso la cosa , nè forse intendendo fio forse non intendendo ) bene la forza delle scritture dinanzi , ec. (V) 7 — Talora è congiunzione disgiuntiva , e vale O , 0 pure, Ovvero, O veramente. Lat. aut, vel, sive. Gr. 4 , dri. Fior. S. Frane.!go. Del più santo che mai fosse, ne mai saia , cioè il mióSagnore Gesù Cristo. Petr. canz. 4 °- 7- Anzi la voce al imo nome rischiari , Se gli occhi suoi ti f m ' dolci nc cavi. E son. 44• Prima eh’ i‘ truov* in 5o8 NE” N EBBIO ciò pace nè tregua. E 2g5. Onde quanto di lei parlai nè scrissi ec. Fu breve stilla d’infiniti abissi. » Gr. S. Gir. 11. Piu dobbiamo a- ìnarc Iddio , che padre nè madre. Bell. Man. g 4 - Ogni altra aita ornai per me fia tarda , Se non quest’una , ove il dolor mi mena, Se pianti nè sospiri il Ciel riguarda. Ivi : Ant . da Ferrara i 5 g. Or che mi vale il mondo tempestare ec. Nc sovversar gli lluvii ? (Nel- ì ultimo ps. del Petr. , secondo annotò il Tassoni , non manca qui Valternativa O; nè anche la particella Né sta per Ovvero, come hanno creduto il Castelvetro , il Forchi e il Bembo ; ma la voce Quanto va ripigliata due volte , come si dicesse : Onde quanto di lei parlai, quante) ne scrissi.) (V) Bocc.g.10. n.10. Io mai non mi sono accorto, che in parola , nè in fatto dal mio piacer partita ti sii. Petr. p. 1. canz. 21. Come lume di notte in alcun porto Vide mai d’ alto mar nave , né legno. Bernb. son. 4 2, • • • E s’io dettai rime nè versi , Tristi, non lieti fur, com’ eran dianzi. (Gin) Fare h.Ercol. 184 Alcuna Volta nè non è avverbio che nieghi , ma una di quelle congiunzioni che i Latini chiamavano disgiuntive, o piuttosto sottodisgiuntive. (N) — * Talora esprime la significanza della semplice negazione quando precede la copula , la quale in questo senso e superjlua. Fit. SS. Pad. 2. 2. Non pensate e nè abbiate sollecitudine , che (quidj dobbiate mangiare , o bere , o vestire. (V) 10 — Per Nè eziandio , Nè pure, Nè anco. Lat. ne dum, ne qnidem» Borgh. O/ig. Fir. 204 Io non credo già che sia,non pur Cristiano nessuno ec., ma nè uomo grave e sentito, che non se ne rida. Bocc. g. 3 . n. 8. E questo sapeva si cautamente fare, che quasi ninno, non che il sapesse , ma nè suspicava. (V) Giacomin. Oraz. p. 3 j. Colpa del tempo, il quale perpetuo inimico de le opere de gli uomini , nè a quelle di Aristotile vuole avere riguardo. Ar.Fuv. 44 ‘ 4 ^^ * a donna <5’ affli miti « s i tormenta, Nè di Ruggier la mente è più quieta.(Cin) l'ni'l nn/ir. -1 I ■'v-I ^^ J-.-. 1. ~ !.. 1 d„u«f 8 rata quando ritta, quando assisa , sempre giovane , coperta ^ a! piedi, con una veste. I simboli che V accompagnano sono : cf ]f, pia , frutti al seno , paniere , cane . — , Neaìlenia , sin. ( ^ r si' neall nobile, illustre, e sia da an che il Bullet dimostra a lV * gnifìcato nutrice , sia da ana che in qualche antico dialetto sta lingua valse madre.) (Mit) ,-yjjt) . Nealtce , * Ne-à-li-ce. N . pr. m. Lo stesso che Neaìcete. K‘ yfrW Nealicete , * Ne-a-li-cc-te. N . pr. m. Lo stesso che Nealcete-'j.^ Neallenia/ (Mit.) Ne-al-lè-ni*a. Lo stes-o che Nealenia. Nealn.* (Mit.) Divinità adorata ad Halle in Germania', che d& viene riputata non diversa da Nealenia. (Mit) , ^1°^' Neamante , * Ne-a-màn-te. N. pr. m. (Dal celt. nea/nhain^V^ — Trojano , ucciso da Merìone.f Mit) Neàndrià.* (Geog.) Ne-àn-dri-a, Neanch’io, Neandro. Lat. N# 1 Antica città della Troade. (G) qS Neandro, * Nc-àn-dro. N.pr.m. Lat. Neander. (Dal celt. }l vo , ed aner , andivs uomo.) — Figlio di Macareo , d ^ u(l padroni dell’isola di Coo , e vi regnò. (B) (Mit) Neanto.* (Bot.) Ne-àn-to. Sm. F.G. Lat. neantlius. (D? ne ° n i)0 ( ò e anthos fiore.) Genere di piante della famiglia delle l e § ul -L»_ J-.iL jjin sten 111 Jk quali trassero tal nome dalla singolarità e novità della sto loro fiore. (Aq) Neanto. * N. pr. m. (Dal gr. neos nuovo, ed anthos fiore-/ di Pittaco. — Storico ed oratore di Cizico. (Mit) rfan^jii Neapolitano , * Ne-a-po-li-tà-no. Add. pr.m, F. e di' Nap°‘, q^ Fior. Op. t. 5 . 118. (Fir. 1782.J Da Napoli s’intende ? ( Neapolitani si preparano a ricevere il re onorevolissimi 10 y\ Consalvo si prepara a girli incontro , e onorarlo. (N) , « } j-r. yj Neapoliti.* (Geog.) Ne-a-po-Iì-ti.^nz. popoli dell'is. di *f ^ \!! Nearciil* (Geog.) Ne-àr-cìii.^n£. popoli della Gallia Narb° s Nearco , * Ne-àr-co. N. pr. m. Lat. Nearchus. — ( Dal vo •, ed archos principe.) — Ammiingho d'Alessandro, f L /g) della fiotta greca che la prima navigò nell Oceano Lidia> l0 '\ f)ll iui l Nearda.* (Geog.)Ne-ài’-da.Lu£.Nehavda.^nt/c'rt cittadella pi'od' lL Neàrdibni.* (Geog.) Ne-ar-di-c-ni. Beduini che abitano nell# 1 di Costantino.. (G) Neàth.* (Geog.) Città e riviera del paese di Galles. (G) ,n\ Nebaaz.* (Mit.) Ne-bà-az. Dio degli Evei. (Mit) Nebai, * Ne-bà-i. N. pr. m. Lat. Nehai. ( Dall’ ebr. rtih frutto, V 1 ' Neballat.* (Geog.) Ne-bal-làt.^nt/cu città della Palestina 1 dì Beniamino. (G) _ . ■ i 1) 1 ’ affligge, e Palina'. 1. 1. Parlando pulitamente ai villani eVè seguito che la loro dottrina nè da quelli che son savissimi si puole intendere. (Pr) a —* Ed anche non seguita da verbo , ma rifilandosi al verbo antecedente. Bocc. g. 2. 11. 5 . Chi entrerrà dentro ? A. cui l’altro rispose: Non io. Nè io , disse colui, ma entrivi Andreuccio. (CVoè, nè pure io vi entrerò.) (Cin) 11 — * Se gli posposero altre particelle , come Pure , Ancora, Meno. Manco ec. Cavalc.Specch. Cr. 1 13 . Io non ebbi nè pur dell’acqua, e tu inebrii di molti vini. Soder. Fin. pag. 4 * Non rifiutando nè ancora la creta , di che si fanno i piatti , sebbene di sua natura sia inimica loro. Fr. Giord. Pred. Chi giuoca e scherza con esse , folle molto egli è , se spera di vincere , perchè con esse non si può nè t ^ . ì qt^. m meno impattare , ma bisogna perdere. Cr. Pi'ef. Nè meno con tal Nebbia. (Fis.) Néb-bia. {Sf. Ragunata di vapori vescicola^' 1 ’ dyjf distinzione si è preteso interdirne l’uso agli accorti scrittori. E più gliono coprire sul far del mattino , o la sera , od anC,e L a$ sS avanti: Nè meno i nomi de’loro strumenti hanno avuto luogo nel prc* ‘ 7 1 " ' 7 . » 7 ~ A sente Vocabolario. Menz.sat.io . Meglio fa Buda : ei per uscir d’imbroglio Non ci pensa nè meno , e vive quieto , E da i flutti si scosta , e dallo scoglio. Fir. Disc. 1. Anim . Della prima spezie non accade ragionare , nè manco della seconda. (Cin) a — * E con parola frappósta , anche in principio di discorso. Bocc. g. i. n. 6. A dire cominciò: nè io altresì tacerò un morso dato da un valente uomo secolare ad uno avaro religioso. (Cin) la — Talom innanzi alle particelle Ancora, Pure, Ancora se,o simili , sta in forza di Ancorché, come per esemplo: Io non te la mostrerei, ne anche se tu mi pagassi. Luì. nedum,ue qùidem, etiamsi. Gr. i 3 — Ne ancora perii, nè pure. Bocc.g.8.11.2. Sapeva sì fare, che Bentive- gna del Mazzo non se ne avvedeva, nè ancora vicino che egli.avesse.(V) ’ e e 1 1 ore del giorno , alcune terre , segnatamente le umide e .1L0 ^ y 0 meno circoscritti nella ior massa , intorbi { us^[ . mi alla superficie del globo .—, Nebola, Nebula , situi vapori , piu 0 meno circoscritti, nella ior massa samente la trasparenza dell'aria , e non differiscono perchè occupano gli ultimi strali dell atmosfera, cioè q u 10. ( Fir. per cupi- 0 --v. *'*•"*. «.w iiuu jl, m. a* T '.uiv r «, uv. uu^uiu vg u,i *4 —* Contrapposto ad E , alla latina. Amm . Ani. 3 og. 3 1 6Gf‘) L’avarizia nè per frutto d’avere benavventurosa , e dita d’acquistare a (forse è) miserissima. (V) ( Vediz. del Mare- scotti a pag. 256 ha: L’avarizia per frutto d’avere non è avventurosa , e per cupidità d’acquistare è miserissima.) (B) jf> — Talvolta aicesi E nè per Nè. Fit. SS. Pad. 22. Non pensate, e nè abbiate sollecitudine che dobbiate mangiare ec. (V) — Talora , per sostegno della pirmunzia , a lai particella , come ad altre similisi aggiunse, la lettera D , dicendosi Ned; [benché non molto volentieri i moderni abbiano seguitato poi coiai ;wo.] G. F.12. 80. 1, Ned eziandio il detto Re d’Ùngheria non poteo seguire la sua impresa di passare in Puglia. Petr. son. i 38 . Ned ella a me per tutto il suo disdegno Torrà giammai, nè per sembiante oscuro , Le mie speranze e i miei dolci sospiri. 17 —* Alcuna volta ad una proposizione negativa colla Nè, succede un concetto qffhvnativo , preceduto da E. Bemb.Asol. lib. /.lidie quanto esser debba lor caro, ne io ora diro, ed essi meglio potranno negli altri loro più maturi anni giudicare. {Cin) 18 — Di altri diversi significati di questa particella F.il Farcii.Lez. 485 . , ed Ercol. i 83 . e seg. Ne’. F.A . Avv.che sì usa dinanzi alla parola Vero , formandosi una maniera avverbiale, Ne’ vero ? che domanda e quasi ricerca testimonianza dal domandato in confermazion del suo detto ; e si piritica notarla dì apostrofo , come in cambio dell'FJ per Egli, che vi manca. In taf caso tal particella va pronunziala dolcemente ; per esemplo : Il tale è galantuomo; ne’vero ? Io gliele dissi a colui; ne’vero? E vale : Non è e ’ veiti che ’l tale è un galantuomo ? Non è e'vero che io gliele dissi a colui? Lat . nonne? Neà.* (Geog.) Antica isola del mure Egeo.—Antica citta della Troade .— dell'Egitto ■—•della Palestina. (G) Nealce, * Ne-àl-ce. N. pr. nr. (Dal gr. ne particella negativa, e talvolta t intensiva, e da alceìs forte.) — Amico di Turno, che ucciseSalio.{fi\ ji) Nealcete , * Ne-al-cè-te , Nealice , Nealicete. N pr. m. ( Dal gr. ne part. negativa, alix, alicos eguale, cd etes amico : Amico ineguale.) ~ famoso pittore greco. (Mit) Neaeenià.* (Mit.) Nc-a-lé-ni-a. Dea adorata iti Germania , ih Inghilterra, nelle Galito 5 et / anche in Italia’, chi la crede la Luna nuova, chi una delle dee Madri , e chi una divinità niaiitliniu. E l'ajjigu- mondo bagni. E zy 5 . Che come nebbia al ventosi Seguir mi vidi a una nebbia sì folta e sì oscura, fl uant ° cl ;ia ^ vedesse giammai. Cavale. Frutl. ling. Come il vento c * y bia , così il canto devoto caccia le demonia. 2 —* Dicesi Nebbia discendente, quella che dipende qudff mento della temperatura atmosferica ; e Nebbia ascende^ f 1 si. solleva dalla superficie della terra o dell'acquai e n palmente in primavera ed in autunno. (O) -^3, * delte ' Per sinui. dicesi di Qualunque offuscazione oscura. (- , , Antig. Gli occhi coperti di una nebbia oscura. (P) 35* 9 °$^' a — Per mctaf.Lat. nubes, caligo. Gr. vsfpo», kv..**"- -jjtia»* 1 ’.-i;t< elfetti si sforza a purgare Ciascuna nebbia dalli cuoi’ ,lJ f^ £ gypr son. Fece invanirli interamente tutti Una nebbia crud cl v , c ri’ |d .jì^ 4 *— Ignoranza o Cecità. Dant.Puvg. 1. g8. Che non si c ^iniò^ 0} cliio sorpriso D’alcuna nebbia andar davanti al prito a Ad di quei di Paradiso. . Vfy. u 11 ’ 1 come Nuvolo. Fr. Giord. l 5 o. ^ —* Gran quantità, così, . . . degli esempli dò* Padri santi : eglieno in nebbia di tanti esempli di virtù. ( Nubem testiuin agli Ebrei.} (V) VT , $ —* E detto di quella che cagiona la rena nel desei Mont.Sin. 48. Sì grande è la mossa e la nebbia di ( f ogni giorno v’ allogherebbe entro. (N) . via ill<'dti [Col v. Imbottare;] Imbottar nebbia=sG/Vtó r tendosi a far cosa che non serva a nulla , o che non scire ; Stare senza far nulla.[F. Imbottare, 5 ; 2 *^ ^ otiari. frustra niti , otiari. Gr. ^.xrouQiroviiv , Aristqf. .fritti e tP‘^' 8 — [ Col v- Incantare ; ] Incantar la nebbia = ctvin- mattina a buon' otta. C F. Incantare , 5 * 4 ;^ ? ■ c aiita r ^ ^ 4 » 2. 5 . E poi non tema io nebbia. Bere si elice fi io, n 0 * 1 .,.,. v; É veramente, vino depellere curas , come dice jet ■c ll !L 1 . L1 ' ** mente da’noiosi pensieri col ca ^ , *5» » , r ,u indùtnil 'Lat. audu’c che tlisnebbiare la i —* Col v. Vedere 3 tosa per nebbia = Farlo confusamente , guisa che dicesi anche Veder per nube. !->«*-; 1 j. pL bulam , Plaut.Tass.Ger. io. 21. Ma pur dirò, P ^ 1 ^ f ,nt bia Ciò che oscuro vegg’ io quasi per nebbia. (f)_.. /ie a ir/I f n 0l li t o —* (Chir.) Nebbie diconsi Certe macchie della sottdissime, superficiali , di color branco ceruleo, sU(l po [- 1 o la massima parte delta cornea , ora soltanto sono sparse qua e la sopra vani punti della el r sono intieramente la vista , ma la offuscano. (. / ,*r (N) Nbbbio. * ' ~- !1 -' -’ rU,1 °' IO (Bot.) Nól)-b:o. Sm. Lo stesso, che EBBio- * nebbionaccio 5 ^k-bio-nàc-cio. ^ ,n - V e HS* di Nebbione. Fag. Com.(A) , $ebbjn , '“'bió-ne. [«5>n.] ctccr. di Nebbia; ma si dice propriamente di S'Oso* a t' e allevata da tetra. Xat. ingens nebula, densa; atra nebula. ’ Neb-bió-so. Add. m. Pieno di nebbia. Lai. nebulosus. Gr. ^ell’V"* * Mir. Mnd. M. Avvegnaché tempo fosse nebbioso , andò heJjjj- to * Frane.Sacch. noe. 36 . Per lino pessimo tempo piovoso e i'° >0, . ( birato molti dì. Pa’lad.Febbr. i 3 . Nel luogo ec. nebbioso L ^ lauj i dell’albero , che sostengono i tralci, si vogliono dirizzare. tadìe^ 0 ^’ E la terra svaporrà fummo nebbioso. Cr, 6. 100. r. La tle^i e un* erba , la cui radice così s appella , e dilettasi in aere ^ S '*.j) 0s0 > avvegnaché in ogni acre nasca e alligni. K c €1 \ m€ta f- iFetio di Cristallo o Vetro = Appannato, Offuscalo.} v.Mc c i.‘ \ etl ' Pr. S. Ap . 2$2. Di pochi e di nebbiosi e di aggravati *^io. * Cri bruita. \AiiX /,9 t:o §-) Nè-bi-o, Nehhio. Lat . Nebicium , Cesunum. Antica isnin tl; rv,».*;™ icvi NECESSITÀ 5 09 tura , tutte le nebulose d’un' altra. Gal. Sisl. 36i. Le nebulose erano prima solamente piazzette albicanti, ma poi noi col telescopio lavia- - t —. 1 1 11 * j; _ 1 . ... • ■» ..... isola di Corsica. CG) 1 , eoc 4s ^' eo S ) Né-bo. Lo stesso che Nabo. y. (G) l* esso E > * Ni'-bo-gà-ste. JS. pr. m. Lat. Nebogastes. ( Dal tecl. nebeu K. i| s| P ! e S as t forestiere , ospite : Chi è presso l’ospite , Chi lo as- Sl c °" :u «0 CB) t , , , e j y e jp /<>. Jjarb. 36 vW. ‘ N o-la'. Sf.y. ' lS| >sp » n| olte nebole apparite. (V) Nc-bó-ne. N- pr. m. Lat. Nebo. ( Dall’ ebr. nubi profeta , •N'jj oratore) (R) * e °§0 Né-bra.Cniù degli Stati Prussiani nella Sassonia (G) V ' a Uo'i Nc-bri-a. Sf. F. G. Lat. nel >ria. ( Da nebros eer* buffi G 4 > 0 Nc-bri-a. Sf. F> G. Lat. nebria. ( detl (l '} ^fnere et insetti della prima sezione dell'ordine de' coleotteri, ( h' cqfftff/fida de' carnivori, dell'ordine de' terrestri, e della tribù il ffci • fa Lati'eille formato e descritto ; così denominati dalla fc t r ^elfe loro corte antenne setacee ; il corsaletto è informa dicuo- » il corpo allungato , linguetta delle gambe corla.^A q)(N) di (/y'j (Filo!.) Nè-bri-de. Sf. V. C. Pelle di camozza , di copra , C). t ”° j o di pantera oruie soleasi vestire Pacco ed i Laccanti. 0 ‘f-> Aos. ( Da nebros cerbiatto.) Chiabr. Op. tom. 2. pag. 343 . K i< ) ( j fìti a tj 3 o.J Ecco movo i passi erranti, E ‘de si vestiva. (Mit) ' \ °b( ? ' (Geog.) Ne-bris-sa. Antica città della Spagna nella Letica, jKC br i«a o Lebrina. (G) l V , SE > * Ne-bris -sèn-se. Add. pr. coni. Di Nebrissa. (O) ,f Oy ( (Mit) tNe-brì-t e.Sf.Pietra sacra a Pacco. Plinio dice ch'era (Azi l dtri rossastra , o gialla-bruna , come la pelle de' Pauni e de '■’iio,; ' ( 4 . nebridopeplo .) (Mit) %d (Mit.) Ke-bro-ca-rc-te.Soprannome di Apollo, cioè, Che h^iirt co prirsi di pelli di cerbiatti. (Dal gr. nebios cerbiatto, e * # »oaf°, n v erb. di chero io godo.) (Mit) (Mit) Ne-brù-da. Sm.Principe dell'impurità , secondo i Ma- ìptoci ,L e b'li creq Adamo ed L'va insieme con Sacla, ec. (Mit) e «iìo riI ' iMit.^Nc-brò-de.Soprannome di Pacco. (V .nebridopeplo.")(. Mit) (.“Sei v. (Geog.) Ne-brò-di. Lat.. Nebrodes. Montagne della Sicilia, ee 6u t0 , ado m. (G) \ l,cì, 0 i > ’ Ke-brò-fo-nc. j[V. pr. f. (Dal gr. nebros cerbiatto, e pho- Uc eido.) — Una delle ninfe del seguito di Diana. (Mit) b,*o, * Ne-brò-fo-no. IV. pr. ni. ( V. Nebrofone. ) — Piglio di (^.f d'hsipile. (Mit) e, til 4 “;) Nome di uno de’ cani di Alleane. (Mit) N) Cs ! ^(‘bu-la. [.V/i] y. L. [e A. P. e di’ ] Nebbia. Lat. nebula, ‘ pr. , veipli-n- Dant. yit.Nuov. 3 . A me purea vedere *Vv<-'8h Ea,nc, ' a lma nebula di color di fuoco. Legg. Asc.Cr. 34 -. t tll ' t dlìh andasse in nebula, non fue per ajuto o per nccessitade, ")• p 0stl 'à Ne-bu-lét-ta. [N/i] dim. di Ncbnla. Lat. parva nebula, nu- 1 % ’ difettosi e forse mancanti di stimma non possono venire fecondati. Quindi perchè abbiano da maturare i loro semi divengono necessari! quelli della circonferenza , siccome i soli che possono essere fecondati dagli stami dei fiorellini del centro » Berloloni.. (O) Necessarissimi ameste , Ne-ces-sa-r is-si-m a-mé n-ic..[AvV.] superi, di Necessariamente. Ani. ex maxima necessitate. Gr. ùvxyKxtOTxrx. Lib.cur. malatt. 11 medicamento nccessarìssimamente conviene prenderlo. Necessarissimo, Ne-ccs-sa-rìs-sl-mo. [Add. /n.] superi, di Necessario'. maxime necessarius. Gr. dvxyxz.iórxros. Sen. Ben. Fardi, Ruppero leghe necessarissime per isfogare l’ira loro .Bemb. A sol. 3. i8y t Quelle parti ad esso dando, cbe-nieno gli si.converrebbe dare, e quelle che sono sue certissime , proprissime , necessarissime tacendo , e da parte lasciando , per non sue. Red. Cons. t. 12. Credo che sia necessario necessarissimo che per molti e molli mesi ella tralasci totalmente il vino, ed in sua vece beva deli’acqua* Necessaro’, * Nc-ccs-sàu’o. Add . m. F. A. F. e di Necessario. Guut, Lett. 3o. 85. Necessaro è perda V una (consolazionej chi Tautra vuol possedere. (V) Necesse, Ne-cès-sc. A'.L. [e inusàatafDì necessità, Necessario. Lat. neces- se.Gr. ro xvxyK.xiov.Dant.. Par . 3. 77. S’essere in.cardate è qui necesse. Necessita , Ne-ces-si-*à. iSf] Estremo bisogno-che violenta ., [ Mancamento di quello di cui non si può in venni modo far senza , dicesi anche, i,ia con diversi gradi dicesi Uopo, Bisogno o Bisogrwnza, Urgenza.]*—, Necessitade, Necessitate, Necistà,. Nicissità, Necessità, Nimistà , sin. ( F. Bisogno») Lat. necessitas, summa inopia. Gr. xvxyK^. •Bocc.lntì\3 .Quasi da necessità costretto a scriverle mi conduco. E iy. Solo die la necessità della sua infermità il richiedesse. Digit. £nf. y.8g. Necessità, la fa. esser v c lo ce. 6’ < 1 vale. Specoli .Gr. Se tu ti ricordi delle fatiche , delle necessità, dello ingiurie. Fiu SS. Pad. Immaginandosi che fosse uscito fuore per sua necessitade , aspettò un poco. 2 — Le cose necessarie. Fr-Jqc. T.2.0.24- Io nutrico lo mio corpo,Dogli sua necessitate. » CavalcEspos.Simb. 1. iy5, L uomo.avaro piuttosto crede d’avere le sue necessità aveudo danari , che avendo Dio. (V) 3 — * Quantità necessaria. Ir. Giord. Pred. Quando ne pigli la necessità tua., cioè quello eh è necessario alla vita tua, (Br) 4 — Col V. Avere: Avere di necessità zzzAver bisogno. Segnev.Mantv. Die. 5. t. Se tu gii addimandi- quella (sapienza) , delia quale hai di- necessità. nello stato tuo , ec. (V) 5 — * Col (». Essere : Esser necessità. ~ Esser' necessario, F. Essere necessità. (N) 6à 5 io NECESSITANTE 6 — Di necessità , posto avverò, =s Necessariaménte. V. Dt necessità. 7 —* Proverò . Far della necessità virtù ss Accomodarsi alle cose che vengono di mano in mano , Far per necessità ciò che per altro non si farebbe , Cedere al tempo. £ V . Fare delia necessità virtù. ] Lat . parere necessitati , desperationem in virtù tem vertere. Gr. rfj ùvalyxv> fretrB-ai' Buon. Fier. q- i. g. Della necessità farem virtù. $ — La necessità fa vecchia trottare, che anche si dice : Bisognino fa trottar la vecchia ; modo proverò . che vale , che La necessità co - striane altrui all operare. Lat. duris urget in rebus egestas , miseris venit solertia rebus, Ovid. M. V. g. fa- Necessità fa vecchia trottare. F. V» tt. 6g . La necessità, la quale fa vecchia trottare , strinse il nostro Comune ad eleggerlo per capitano. 9 —^ La necessità non ha legge : si dice del Farsi lecito per necessità ciò che per legge è illecito . lV. Legge, §. 5.] 10 --- La necessità tornare in volontà, dicesi Quando si fa per elezione ciò che prima evasi fatto per forza. Vii. SS. Pad. 1. 4 * La necessità tornò ("parla di S. Paolo , primo eremita) in volontà, incominciandosi a dilettare dello stato dell’eremo per amore di Dio, al quale prima era fuggito per paura mondana. (V) 1 * —“ * (Teol.) Necessità di mezzo, Necessità di precetto , significati Mezzo necessario , Precetto che induce necessita. Segn. Confi. istr. cap. y. Molti vogliono che la cognizione esplicata della Trinità , e della Incarnazione sia di necessità di mezzo per la salute ec. Altri per contrario ci avvisano, ch’ella non sia richiesta, se non per necessità di precetto. (V) '2 —- * (Mit.) Bea adorata come la più assoluta divinità , alla quale Giove stesso doveva obbedire. Presso i poeti sovente è presa pel Destino a cui essa pure obbedisce , e allora fanno le Parche figlie di lei. Altri la dicono figlia della For tuna. (Mit) i3 — * (Icon) Donna con le braccia stese , in alto di dettare le sue leggi , con lunghe unghie ed un giogo , e con un peso alla cintura , che la strascina a forza. Altri la dipingono collocala su di un eminente trono che tiene tra le ginocchia un fuso di diamante; e le tre Pkr- che, poste a' piedi dell'ara, colle loro mani lo volgono in giro. (Mit) Necessità diti', da Bisogno , Occorrenza , Uopo, Mestieri. Queste voci si sogliono impiegare l’una per l’altra, ma non pertanto hanno tra loro significati alquanto diversi. Necessità ora esprime ciò senza dì cui non si può fare nè ottener qualche cosa , ed ora la coazione e la violenza che per 1’ estrema mancanza d’una cosa inducono altri a qualche opera. Bisogno è meno di Necessità , perchè è mancamento di qualche cosa, di cui in certo modo si può far senza. Occorrenza significa un bisogno che in modo impreveduto ed eventuale ci si fa incontro. Uopo è propriamente un bisogno a cui si unisca la nozione di utilità. Mestieri , la cui origine non ben si conosce, non si saprebbe a quale delle sopradette parole più fosse affine ed in che differisce ; ma pare che più che le altre comprenda l’idea d’uno spontaneo dovere. Nbcessitànte , Ne-ces si-tàn-te. Ada. com. Che necessita ; ed è per io più aggiunto di Grazia , cioè Grazia o Motivo cui non possiam resistere , e che necessariamente tì'ascina il consenso della volontà.Segn. Pai. Ap. Pi'ed. g. 16. Che starci a divisare una Grazia necessitante? Non sarebbouo tutte dall’ evangelista Giovanni questa mattina notate invano tante finezze che Cristo usò ec. , se poi la Grazia ci facesse operar di necessità? E Incr.1.24. 7- E certo che non sono esse (le stelle) cagioni necessitanti j altrimenti urteremmo di subito nello scoglio , . . . che T arbitrio , riconosciuto nell’ uomo . . ., sia ristretto in ceppi. (B) Necessitare, Ne-ccs-si-tà-re. [Att,] Sferzare, Violentare, Mettere in necessità , £ Astringere . — , Necessare, sin.\ Lat. cogere, vim inferre. Gr. Mnyxdfyiv. But. Purg. 16. 1. Noi siamo incitati, ma non necessitati. Sagg. nat. esp. 22. Così è necessitato il pendolo dalla forza della molla o del peso a cader sempre dalla medesima altezza. 2 — [E col quarto caso sottinteso .] Com.Inf. 7. E di necessitade che ’l cielo continuo si muova, e dea influenza, ma non eh’ egli necessiti, come di sopra è provato. But.Purg.16.1 .Le influenze celesti muovono, ma non necessitano. » Bottar. Dial. Poiché la moda necessita a barattare i buoni nomi toscani nei moderni franzesi. (N) Necessitare dilli da Obbligai t? , Costringere , Forzare , Sforzare , Violentare , Far fiot'za , Stringere. Necessitare dìcesi delle cose assolute, uguali, invincibili*, sicché non si adoprerà mai, per proprietà di lingua, parlaudosi di azioni morali, ma bensì di fisici movimenti. Ùbbligai'e e Legare e Far dipendente, e Imporre un dovere. Costrin- f ere è Strìngere , Molestare , Impedire , Strappare più che ottenere assenso. Forzare è trascinare , distruggere la volontà opposla , o almeno porre in contrasto il volere con l’opera. Violentare è Opprimer e, Oltraggiare, Domare con modi fieri e insolenti 1’ altrui volontà. Sicché L precetti del Vangelo obbligano il Cristiano , ma non lo costringono : Un importuno con le sue preghiere vi costringe , ma non vi forza, perche voi potete resistergli : Una potenza irresistibile e contraria ci forza a desistere , ma non ci violenta , perchè noi non attendiamo la violenza , per rimoverci dal nostro proposito : Un padrone, Un despota che vi comanda cosa turpe o malvagia , vi ci violenta con durissimi trattamenti : U uomo si obbliga , si sforza anche da se ; ma vien costretto e violentato dagli altri . Sforzare pare che esprima alcune volte qualche cosa più di Forzare , talché direbbesi star di mezzo tra il Forzare ed il Violentare : così Far forza è talvolta meno di Forzare . Stringere in fine è men che Costringerei sicché potrebbesi dire d’alcuno che Stretto dagli altrui ragionamenti vedesi costretto a far qualche cosa. Necitssitatissimo , Ne-ces-si-ta-tìs-si-mo. Add. m. superi, di Necessitato. Buscell. Disc. 2 . Berg. (Min) Necessitato , Ne-ces-si-tà-to. Add. rn. da Necessitare. Lat. vi coactus. Or. àvoLyxoitàtti. Lor, Mcd. Cora. tSo. Nasce il dubbio ec., e di questo un pensiero di ritrarne l’amor suo ; ma necessitato gli bisogna continuare in esso. Buon. Fier. 3. 2. 8. 1/ opre onorano altrui, non negli NECROLOGIA ^ ossequii Necessitati, ed a schivar gastigo. E 4 . 2 . 7 . Saldi, gai- , terrapienati , Non cedono a dar luogo, ov’ altri il P a9S sitato chieggia. ,• ebrei ^ 2 — ' Nota costituto. Dmt. Par. 5. Però necessitato fu agli tv V offerere. (V) Eso-^ Necessitoso , Ne-ces-si-tó-so. Add. ni. che è in necessita » Lat. inops , egenus. Gr. dieopos , ItSifis. S. Agost. C. D-Jf jacJ' scono tutti i loro beni alli necessitosi membri di Cristo- r 1 ' 4 • 3;- t4- Al meschin necessitoso Dà secondo la tua entrai • Necesso,* Ne-cés-so. N. pr. m. Lat. Necepsus. (B) Nechi. * (Grog.) Nè-chi. Riviera Mia Columbia. (G) Nechido. * (Mit. Rab.) Ne-chì-do. Angelo che, secondo d presiede al pane ed agli alimenti. (Mit) ofl or> * Neci. * (Mit.) Nè-ci. Nome sotto il quale tributavansi grandi „ e c Marte in Ispagna. (Dal gr. neicos o sia nicos guerra, h 1 impetuoso , rapido , e ricicli nobile , eccellente.) (Mit) r $cid. Necica. * (Geog.) Ne-cì-ca. Ani. cit. dell' Asia Minore nello Necidalidee. * (Zool.) Ne-ci-da-li-dè-e. Sf. pi. E. G.Lat-^i r tf (Da necys morto , e dalos tizzone.) Tribù d’ insetti che « a " il genere necidalo , stabilita da Latreille. (Aq) . , TO i 0 c ) Necidalo. * (Zool.) Nc-ci-da-lo. Sm. E. G. Lat. necydahs- '■jgold' morto , e dalos tizzone.) Genere d’ insetti dell' ordine de c a, tf l , della sezione dei tetrameri , della famiglia de' longicorni, <• Mie necidalidee , stabilito da Linneo , che loto impose 9. U J r ì clt ‘li a riguardo del colore nero , e Mia forma allungata e cUV^ fcf' loro corpo somigliante ad un tizzone spento. La loro ie sla L-o " in avanti , t ultimo articolo de' palpi è più grosso, presso a r lindrico oppure ovoidale e troncato. (Aq) (N) Neciomaszia.* (Filol.) Ne-cio-inan-zì-a. Sf. E.G. Lai. necyo ma ^ i f* necys morto , e manda divinazione.) Sorta di divinativi# ;« ° c ticavasi evocando l' anima di persona morta , onde scopi' ■ $0 culle cose , conoscere i futuri eventi. Se il morto presene ; la forma aerea , dicevasi Sciomanzia o Psicomanzia. (A<}/ Neci si e. * (Arche.) Ne-ci-si-e. Add. e sf. E.G. Lat. n ec y sl 3 Ì 0 ;W& morto.) Peste ateniesi , solite celebrarsi nel mese di antey ; s ecn... najoj , in commemorazione dei loro defunti, cjjicndo f 61 aeS e si [ t , alla Terra ed alle Attinie de' trapassati nell esilio od n? ^qii$ >/. niero , chiamandole tre volte a nome, sulla credenza c lB A; co'f. tornassero allora dall' infèrno a partecipare invisibilmetil e ^ Jì che in totale occasione facevansi.Corrispondono alle LefflU 1 yec< :ci» ia mani. (Aq) (Mit) NecistÀ , Ne-ci-stà. p *3T/Z V. A. V. e di* Necessità. 3 Necistatc , sin. Vii. S. M. Madd . 5. Questa benedetta ^ dava alcuna volta attorno per cose di necistadc. # gi Necker. * (Geog.) Lat. Neccarus , Ncccarius, Nicer, Ni ce f dell*Alemagna.—Città del regno di Virtembcrga.— Circolo ^ ducato di Baden .— IsoleUa del grande Oceano Boreale > delle isole Sandwich. (G) Necoda , * Ne-cò-da. N. pr. m. Lat . Nccoda. ( Dall’ ebr* . ift no , macchiato , punteggiato , ovvero da no> i Necretice.* (Geog.) Ne-crè-ti-ce. Antica contrada della Necro,* (Mit.) Nè-cro. Divinità degli antichi Spaglinoti, ci'eduta il dio Marte , cui Omero chiama nix dieiphontcs, 5 s duomini. (Dal gr. necros morto.) (Aq) . /pa .jAÌ^ Necrobià. * (Zool.) Ne-cro-bì-a. Sf. V. G. Lai. necrobi3- \ te rti fyù morto, e bios vita.) Genere dimetti debordine de'col sezione de ’ pentameri , della famiglia de* clavicordi » f. fi® fi- dei claroni ; da Linneo indicato col nome genetico da Geojfroy uniti ai claroni , e da Latreille stabilii 1 leiMlr nere, cosi denominandoli dulia loro abitudine di vivere t‘ filiti La loro specie più comune è la Necrobià violacea di — .pj mestcs violaceus dì Linneo. (Aq) V" Necrofagi.* (Zool.) No-crò-fa-gi. Sm. j>l. E. G.^ Lat. necros morto, e phago io mangio.) Eamiglia dinselU zione dell ordine de coleotteri , da Latreille stabilita, c ^0 i generi di quelli che si nutrono di materie aminoli py 0 pto rotte ; o della sanie che stilla dalle piaghe degli alber t dai funghi putrefatti. (Àq) ^ Necrofobia.* (Med.) Ne-cro-fo-bì-a. Sf. V . G. Lat. neC . necros morto , e phobos spavento.) Timore della rtiortt i jioM 1 *' malattia ipocondriaca. (Àq) f Necrofobo. * (Med.) Ne-crò-fo-ho. Add . e sm. V G-L a * ( V 1 (V. necwfobia.") Che ha paura della morte. (A. O.) .y'C 0 ’ Necroforo. * (Zool.) Nc-crò-fo-ro. Sf V . G. Lat. nc< f necros morto, e phero io [>orto.) Genere d'insetti d e .^ ^ leotteri pentamen, della famiglia delle clavicornee, ci peltoidee , da Fabricio stabilito ; cosi denominati portarsi sopra i cadaveri per deporvi le loro uova , Qvf scono le larve che sì nutivno della sostanza ca n te setti vengono tratti da lontano dai cadaveri , e s P eC fj nlV io * ff talpe e ke’sorci, e ciò pel friissimoloro odorato. H Padelle mandibole intere e senza denti , le antenne aliali' enne , r nr \no .ap 1 ' x della testa terminala da una clave grossa e tv.- ldrS nl ^ì'h c 0''v' tane e distintamente perfotiaia \ i tarsi anteriore cs iiiH°''yjja V. di molti fiocchetti. La specie più comune è la sy’P“ a Gtli^ s " ),■ /■'" , Necrolito.' (Min.) Ne-cro-lì to. Stn. E . G. Lat. f lC bV >C eros morto , e lithos pietra.) Nome introdotto da r0C ci 31 care il così detto Sasso morto o Pietra morta. nelle vicinanze di Roma. (Aq) ncl ,,- Necbolocu. (Filol.) Ne-cro-lo-gì a. Sf. E. G. La ■■ v os a ncctvs morto, e logos discorso .^Descrizione con 1 }’ nfalttf ,q) v principali e del costume d’um persona eh'è passa niu ni ta ' ‘ 3 — 1 * (Eccl.) Registro particolare de'morti di W ia , n eJ ìl1 3 —* (Med.) Registro sul quale s'inserì ve il nome . È la foov'- j>i t. “ftitì iti , p)e cei rei?»' striK Jac. 1 ’ no* 111 1 i<$ , r if nQ' K A <■ A pi* I«c- uff reti 1 ’. r M i ?■ fio- it* fili 1 ' .fi» fi" (ù) > fi 1 et? 0“ 0* tri’ *P r (p> fi' > .01" oli* 05 !>»>Wo, NECROLOGIO \ e testoni per cui dovettero morire, come pure le par- "^.otOGi* » e a PP reselHarono i tetri cadaveri. (A. O.) kS/io d (Eccl. e Mcd.) Ne-cro-lò-gi-o. Sm. Lo stesso e forse me- ' 1( Cn 0 „. 0 ohe Necrologia nel significato de’ (C. sei. (0) *’Nc gr TE ' * (Eilol.) Ne-cro-màn-tc. Add. e sm. V. A. e G. V. e ti^iiia, 01 ^ 311 ^' (Ea necros mol lo, e mantes indovino : Chi trae sue da ’ raort: ' "■ ‘ NT| co.* (Filol. ’*cs, ICO. (0) iti.) (0) il.) Ne-cro-i màn-li-co. Add. m.V.G.V.e di’ Negro- ,7? n «a. is , n ìa/ f.' (*Ja necros morto (Filol.) Ne-cro-man-zì-a. Sf.V.G. Lo stesso che Negro- e manda divinazione.) Petr. Vom. NEFASTO Sii 3 * Essere neente = Non giovare. V. Niente, §. y, 6. Rim. Aut. Fr.Guitt. Tutto il dolor eh’ co mai portai fu gioja, E la gioja neente appo il dolore. (V) 4 — [venire a neente — Non riuscire a nulla.] Esp. Pat.Nost. Ed a neente verrebbero , se egli non le sostenessero per sua virtude. 5 — * Giurar per neente, cioè , per un menomo che. Fr. Giord.Pred. M. s. 6s, Qui si vietano tutti i spergiuri , e tutti i giuri che non sono necessità, come cotali matti che tutto di giurano per neente.(N) Neentedimeno , Nc-en-te-di-mé-no. [Aev. V. A.V. e dì] Nientedimeno. Vit. SS. Pad. 2. i56. Della qual cosa quegli avvegnaché temesse, pur neentedimeno disse di sì, per non fare contro all’ obbedienza. j;,fj 0m P°sizione è tuttora ignota , ma presenta i caratteri esterni v 'Pan ilff ato • essa cosl venne denominata dall’odore cadaverico che -' f '%t k >c H ata °d infranta. (Aq) (Filol.) Ne-cro-pèr-na. Add. m. E. G. Soprannome di ;/ !d Oy^ ’ “ quale vendette il corpo dEttorea Priamo padre di lui. (Da ^loi^^aavere , e pernemi io vendo.) (Mit) t c f tu. <i'ì- Nppi r.V/ 1 ! F" J ^ ^ ( Ddll’ 3F lieef ^Vf f cosa. ) Pataffi. 1. Tu mi fai nefa , levati # . . . x Soprannome di Apollo. (Dal gr. nepha- ( (Me’i \ a discrasie, e da altre cause consimili.Cooper. {Win) (N) lios vigile , sobrio, prudente.) (Mit) latini \(* enere malattia cronica in citi le membra, i piedie Nefàlie. * (Arche.) Ne-fà-li-e. Add. e sf. V.G. Lat. nepìialiae. (Da >oo /lo ’ dopo d’essere state attaccale da dolore e stupore, si appas- uepho io son sobrio , onde nephalios sobrio , pnadente. ) j Festa de* 1 corpi morti : co- (Mit.) Ne-cro pdm-po. Soprannome di Mercurio,siccome /' e 'G • e aonduce le anime de'morti. (Dal gr. necros morto, e pom- C|| Osr-, c ' C 0P,A jq >*'*•««' «c mu( u, (Dal gr... ^nduco la pompa, io trasporto.) (Mit) (Med.)Ne'Crosco-pì-a. Sf.V.G .Lat. necroscopia. (Da necros ì° s i.Vrr^°^ e0 esam i n o.) Esame , o apertura de’ cadaveri.(Aq) O«o sseccanó, il più sovente senza essere gotifie, e perdendo Greci in onoie della sobrietà. (Aq) ^ ec d moto si separano oix/inariammie dal corpo per ejfetto Nefàlione , * Ne-fa-li-ó-ne. N. pr. m. (Dal gr. nephalios vigile , so- 1 stivo freddo : il che vedesi non di rado nei climi più set - u " : ~ —> TT — ' 7 -’ ^ ' ì: Vp 9 ’ ^ ^ enc re di malattia delie piante , che lentamente le consu~ Ctlei ‘d° le parti affette aride e nere. (Aq) no/*' »* Ne-crota-Iàs-sa. Nome che avea un porto o * u J^ e nella parte occidentale dell’isola di Corfù. (Mit) * [fiorai N FCc „♦! 1_: 1 • 7 » xA •. V • 'n S ) 1 P r ' f (l^ a l g r - nedys ventre , ovvero da nedyia C te! 0 " Una dell/nutrici di Gi ’ ’ - " Antica città ■ a. Ke-cti-be-ri. Antichi popoli della Mauritania Tin- ‘ w 1 ■! nove sid monte Liceo. (Mit) * Giuu e fiume del Peloponneso nell Arcadia. (G) Ne-din-no.j!V.^r.w.(Dal gr. ne part. accrescitiva, e dinas V* 0 ’ 1 (r> Vcemen * e > perito, crudo .)—Nome di uno de’ Centauri (flit) N c "di-no./v«rN(*dimim. Antica città della Liburnia.{ G) ù .'^0 Nc-dì-ù-sa. Add. f. V. 0. Lat, nedyusa. (Non è ben ^ da 7i °^ e questa voce. Siccome suol essere scrìtta , par che brìo , prudente.) — Uno de'figli di Minosse. (Mit) Nefandezza , Ne-fan-déoza. [Sf. est. di Nefando. Qualità e Stato di ciò eh’è nefando. Scelleraggine.]-— , Nefaudigia, Nefandità, sin. Lai. llagitium. Gr. ^ox^»p* a - a — Sodomia. Dav. Scism. Si. In compagnia , per più vituperio Gualtieri barone d* Ungerford, condannato di nefandezza. Nefandioia, Ne-fan-dì-gia. [Sf. Lo stesso che Nefandezza. K.J Toc. Dav. min. i5. 21 f. Per non lasciare alcuna nefandigia lecita e non lecita, indi a pochi giorni tolse per manto uno stallone di quella mandria, detto Pittagnra. Nefandissimo Ne-fan-dìs-si-mo. [Add. m.'] super?, di Nefando. Lat. im- purissimus. Gr. pax.pwTix.res. Er. Giord. Pred. R. Vi si accostano coll’ anima di nefandissime scelleraggini imbrattata. Ae^r. Fior.Op- voi. 6, pag. so3. CFiladelfia 1797.J Se battere il padre e la madre per qualunque cagione è cosa uet'anda , di necessità ne segue il lacerare la patria essere cosa nefandissima , perchè da lei ec. (B) ven l re 5 e d usia sostanza ; e però significa Quella sete NefànditÀ , Ne-fan-di-tà. [Sf] ast. di Nefando. Lo stesso che Nefan- ’ !i J , s *- essa sostanza del ventre, sete in somma organica e ■*. A v: .c.«« -t' Cf ' .p ail abile.) Agg. di sete inestinguibile, presso IppocratedAq) Ned-jen , Nedged , Nedsied. Sm. Paese deli interno So. feti '-f ra d golfo persico ed il golfo arabico-, è / Arabia de- Antichi, ((i) j,0h. , , e 580 Ne-d<ì-na. Antica città e fiume della Licaonia. (G) ,^og.) Nc-drò-ma, Città della Bari " ~ Ne-dù- . .. ... . (Bot^T 4 "^ rive del fiume Neda. (Mit) •il/*,di ’i.- e ' c ' _a - ‘Sfi V. G. I.at. neaea. (Da neo io aggomitolo.) esot ‘ c he dell’ottandria monoginia , e della famiglia %f. Sa i erf f. e .’ co ì ca te— ' • ratezza. (A) Faust. Berg. (O) Nefario , Ne-fà-ri-o. Add. {m. V. L.] Scellerato. t£o stesso che Nefando. V.] Lat, scelestus, nefarius. Gr. ptapós , àSifucTos. Lab. 3oi. Al tutto al dipartir del nefario amore della scellerata femmina mi di- spuosi. fir. As. ij8. Ma quel nefario uomo , che più d’una volta si era imbrattato le mani nel sangue amano, messo mano per un gian- nettone che egli aveva , lo lanciò all’ un de’ due giovani per mezzo del petto. E Disc. an. 60. Io non credo che ec. egli si sia messo a tentare cosi nefaria impresa.» Rari. Ben. rim. pag. 6. (Livorno 1J99.J Deh fatti per mio amor donna novella , Ch’ io ne morrò, e per questo nefario Omicidio n’andrai forse al Vicario. (B) Nefasto , Ne-fà-sto. Add. m. V. L. Aggiunto dato dagli antichiRo - mani a que’giorni, ne'quali era vietato al Pretore dar leggi e giudicare. Ruen. Fier, 1. 3 . 2, Non permettendo il favellar nc’ fon,Nè ’i tenersi ragione, dì nefasti, Quasi non favellanti fur chiamati. Kcdg. Tit, Lìv. e. 1. pae.27. Egli ordinò ancora li giorni li quali si chiamano fasti e nefasti, però che jono alquanti dì ncUi quali non é buo* no operare. (A) (N) .. „ . , _ E per sirn l.Magai Lett. Si ha egh a formare statuti di quando convenga , o no , raddoppiare una posta,, dichiarare fasti o nefasti i giorni della settimana per giaocarc ? (A) 2 — Che è di cattivo augurio, Infame. Stgner. Pred. 3 $, a. ancb' essi i suoi di Riamati nefasti, a nn»ita»£- g cW che in veruno ui queni giu niciì js md.’cnno 3 porsi in vis % fnvnì* C0iL f° rrnaz ì° ne della loro noce scanalata , la cui man- \V - m 1re bucce - (Aq) (N) Po °^ e 0 ^ Neliemias. (Dall’ebr. nekhamac on- coppiere di Artaserse, da cui ottenne ^ /,Cc } ì€ Gerusalemme , della quale fu poi governatore : libro di Esdra, (fi) (Mit) ^ (Min ^ ™ om e del primo de'due Messia , secondo i Tal - (Ar l) '°vo C *i e '? Ne-è-ni-e. Add. e sf. pi. V.G. Lat. neoeniae. (Da V “l pi-inu, Wos Vln °- ) Feste in onore di Bacco . che celebra- J'\ ’j , c 'eri-l., del vino nuovo. (Aq) ( Dal frane, nèant che n . è dal lat. ne ens qui- , Ar 4 'l’iel rl.„^' lre *■’ i ln ente - ) dlant. Par. 4■ 74- Se violenza 1, DcttR . IwPlatu orml/itunon A rt .,/\l A I,A a Fa r.- .;>c . ii ' »- E paté , Neente conferisce a quel che sforza. Seri. v, CI . ri/u ® *- ra neente disiderare e assai avere. Te- tu fai convito , O h,' 1 Che „ eunvito , u corredo bandito , tal prc f at r° n fa| l> neente. Vit. SS. Pad. 2. 2o3. Non ’ eilt e die ^ Uesto >. c ^’ io per me sono neente. Tac. Dav.i usi. £ ' , 3110 Sii antichi più accosto al ne ens latino, e in Si/ 1 0 iaogo non è da schifare. «?»U <^»cu Q S< ;. u JTcrmatìvo. [V. Niente, J. 3 .) Vit. SS.Pad. i fio. n “° d'hj^ c< i ua > e gli uomini e’1 cammello alloga vano dì site; rtl ° se neente d’acqua trovassero, ec. 5 j a NEFEG qualche lontan paese? E Crìst. istr. 3 . 3 *. 4 o. Narra Plutarco, die anticamente vi erano alcune porte chiamate nefaste , cioè infelici ed infami, perchè per esse uscivano solamente i rei condotti al patibolo. (N.S.) Nefeg , * Nè-feg. N. pr. m. Lo stesso che Nafcg. F. Lat. Nepheg.(B) Nefele , * Nè-fe-le. IV. pr. fi. Lat. Nephele. (In gr. nephele , onde il lat. nebula nebbia. Nella stessa lingua nephalios vigile , prudente, sobrio.)— Seconda moglie di Atamante re di Tebe, che lo fece padre di Fi'ìsso ed Elle.—Madre de Centauri, la quale assistette i suoi figli nel combattimento che ebbero contro Ercole. (B) (Mit) Nefeleide, *Ne-fe-lè-i-de. IV. pr. fi Lat. Nepheleis. (Y. Nefele.) (B)_ 2 — * Add. pr. com. Di Nefele. Nome patronimico di Elle, figliti di Nefele. (Mit) Nefelim. * (Mit. Ebr.) Nè-fedim. Sm. pi. Nome che dà la Scrittura ai figli nati dal commercio degli angeli colle figlie degli uomini. Secondo V autore del libro di Enoc, erano figli de’ Giganti e padri degli Eliud : talvolta dovasi questo nome anche ai Centauri , figli di Nefele. (In ebr. nìphlaim meraviglie, cose mirabili, da niphla esser mirabile.) (Mit) J NEFELiNA.(Min.)Ne-fedì-na.Y/T/' r . G. Lat. nephelina. (Da nephele nebbia, nuvolo.) Specie di minerale della famìglia de' siliciati alluminosi ■, o produzione vulcanica che trovasi sulla vetta del Vesuvio: ma JJaiif la denomino così perchè sta nella regione delle nubi. Da alcuni è delta Pietra di Somma o Sommitc. (Boss) Nefelio. (Chir.) Ne-fèdi-o. Sm. F. G. Piccola macchia bianca , prodotta dalla cicatrice di un'ulcera sopra l'occhio. (Dal gr. nephele nuvolo, nebbia.) (Diz. Chir.) a — * Nome che si dà a quella specie di leggiere nuvolette che nuotano di mezzo alle orine. (Aq) 3 — * Nome che si dà pure a quelle lievi macchie bianche che vengono sulla superficie delle unghie e somigliano a nuvoletli. (Aq) 2 — * (Bot. c Med.) Albero delle Indie che nella ottandria mnnogmia e nella famiglia delle sapraindacee forma un genere, da Lnbillardifve poscia unito al genere euphoria , e così denominato dalle lunghe e flessibili spine che , quasi nube , esternamente ne ricoprono il frutto eli è una drupa. La polpa di questo fruito si adopra con buon esito nella dissenteria. Lat . euphoria ncphdium. (Aq) (N) Nefelocentaurj, * (Mit.) Ne-fedo-ccn-tà-u-ri. Sm. pi. Centauri nudi, popolo imaginario posto da Luciano nella luna. ( Dal gr. nephele nuvolo , e centavros centauro.) (Mit) Nefelococigia. * (Filol.) Ne*fedo-co-cì-gia. F» G. Città imaginaria che Luciano pone nelle nubi,ove faregnare un Corono figlio diCol• tifone. (Mit) Nefeloidea. * (Med.) Ne-fedod-dè-a. Add. fi. F.G. Lat. nepheloides, (Da nephele nuvola, e idos somiglianza.) Aggiunto dell'orina che presenta nella sua superficie una nube. (Aq) Nefelomanzia. * (Filol.) Ne-fedo-m; n-sì-a. Sfi V. G. Lat. nephelo- mantia.(Da nephele nuvola, e manda divinazione.) Divinazione tratta dal colore , dal moto e dalle forme, diverse delle nuvole, (Aq) Nefelopia,* (Chir.) Ne-fe-lo-pì-a. Sfi. V’.G. Lo stesso c/ieNefelopsia. F» (Dal gr. nephele nebbia , nuvola , ed ops , opos occhio.) (O) Nefelopsia. (Chir.) Ne-fe-lo-psi-a. Sfi. F.G» Lat. nephelopsia. (Da nephele nuvola , nebbia , ed opsis vista. ) Fizio della vista , per cui l'infermo reputa veder gli oggetti come a traverso di unanebbia, d una tela, o delle tenebre. —, Nefelopia, sin. (Aq) NEFEONiTi.*(Geag.) Nofc-o-nì-ti. Ant.popoli della Sarmazia a$ìatica>(Gì) Nefeei. * (Geog.) Nè-fe-ri. Antica città dell'Africa. (G) Nbferite , * Ne-fe-rì-te. N. pr. m. — He d'Egitto , amico di. Agesilao. (Mit) Nefo. * IV. pr. m. (Dal gr, neplso io son sobrio, vigile, prudente,) — * Figlio di Ercole e della Testiade Prassitea. (Mit) Nbfralgia. (Med.) Ne-fral gì-a. Sfi, F. G. Lai. neplnalgia. (Da nephros rene, e algos dolore.) Dolore patito in un solo rene od in entrambi, nonehè quello di cui si riferisce la sede ali u?io od all' altro di siffatti organi , od nuche ambitine. E’ un sintomo dellanefrilide o della presenza de ’ calcoli-nelle reni. Diz. Se. Med. (Aq) (Ó) Nefràlgica. * (Med.) Ne-fràl-gi-ca. Add. fi. F.G.Agg. di febbre quo^ . tidiana che comincia con un accesso di dolore di retti. (Aq) Nefrandra, * (Bot.) Ne-fràn-dia. Sfi. F. G. Lat. nephrandra. (Da ne particella privat., phren sede deile passioni, e aner, andros uomo.) Genere di piante, nella didinamia angiospermia, e nella famiglia del - le pirenacee , da hVUdeuoiv stabilito, e da lui stesso poi unito al genere vite* Din., desumendo tal nopte dalla pretesa loro virtù di reprimere i moti della concupiscenza carnale . (Aq) Nefrelcqsi, * (Chir.) Ncdròl-co-esi. Sfi. F. G. Lpt. nephrelcpsis. (Da nephros rene, e helcos ferita.) Esulcerazione de rew. (Aq) Nefrelmintico. * (Med.) Ne-h'el-inm-ti-co.^fW.w. F, G. Lat. nephrel- minthicus. ( Da nephros rene , e elminx , elminthos verme. ) Dolore cagionato da vermi contenuti ne* rem. (Aq) Nefrenfrassia. * (Med.) Ne-fren-fras-sba, Sf. F, G.Lat, neplirempbra- xia, (Da nephros rene, e emphvasso io ostruisco.) Ostruzione, Ingorgo , Lesione organica de’ reni , (A. O.) Nefretico.-* (Med,) Ne-frè-li-co, Add. m* F» e di* Nefritico. (A.O.) Nsfrika. * (Anat.) Ne-rfri-na. Sfi. F. G, Lat . ncplirina. (Da nephros rene.) JSome dato da Thomson ali urea. (A. O.) Nefrite. * (Med.) NedVi-de. Sf. F. G. Così alcuni chiamano la Ne- drifide, V, (A. Q.) a — (Min.) Nome dato da l Cerner alla Giada nefrìtica , o Nefrite di Jiaiif , detta volgarmente Pietra nefritica , perchè si credea giovevole nelle malattie dehe reni. F. Giada. (Boss) Nefritica. (Med.) Ne-frì-ti-cg. [Y/Ì] Lo stesso che Nefritide. F. Red. Cons, 2. 123, Non bisogna dunque perdersi dì animo, ma bensì incontrare il male con nuovi rimedii adeguati e alla semiparalisi e alla nefritica.' ' Nefritico. (Med.) Ne-ìrìdi-co. Add. m. V* -G» C Che. relazione ai INEFROSPASTICO Che t delì< reni, Che risiede ne reni , Che viene adoperato nella cu lattie de' reni. —, Nefretico , sin. ] Lai. nephriticus. ? 2 — [Dolore nefritico , e impropriamente Colica lie . JeCj- masi il dolore renale, che ha per causa una infiammaztot ed 00 ' o la sua irritazione cagionatavi dalla presenza dì uno 0 J, llC sto c ° - F. Dolore, §. 1, 11 Ì] Red. Cons. i. 27. Quando dunq|J e 4 |.- e c. s corso e questo scambievole bollore de i due lluidi acidi fa ne’ reni, ne nasce il dolore nefrìtico. 2 — * (Min.) Pietra nefritica. F. Nefrite. (Aq) (N) 3 — * (Bot.) Legno nefritico: Così dicesi il legno dello gu li . ringa , albero della famiglia delle leguminose, i cuiff ci r\& lio dì ben ; legno che non ha verun sapore, ma sommine .^c 1 ^ coziotie di colore ceruleo pallido , altre volte riputata u 1 . tra le coliche nefritiche. F. Legno , J. 3, 25. (0) e ^ 4 — [ Adoperato anche inforza di sm. parlando di P ers0t1 n l, 27 *. ^ Che è affetto cT una malattia de reni .] Tcs.Pov. P. Y- radice di ringi ec. guarisce i calcidesi , i nefritici e g^ 1 K. uì i0 0 ■ Nefritide. (Med.) Nc-frì-ti-de. [Sf. F. G. fnfiottimazione nepl ,rl ià, .* _.* ___ ■ ni.# 1. ambo i reni. —, Nefrite, Nefritica, Nefrollogosi; sin-} j llt Gr. veQpItis.R ed. Cons. 1. 26. La gotta e la nefritide ja ma sola unica stessa stessi^ 11 ,j pd 1 ‘ iud*) tic, le quali provengono da una sola unica stessa stcssis 31 ^ ^ Osservo che coloro die patiscono podraga , patiscono , an a j c0 li cC \ tide. Osservo parimente , che se la nefritide produce^ 1 ni, c la gotta produce altresì, a lungo andare, i tufi ed ti** 10 ,; nelle articolazioni delle mani, ec. E 3o. Il voler liberare ^- c3 roc per tutto Sua Eminenza con forza c con violenza di dalla podagra , dalia nefritide e da liuti, 10 1 ho per inl P^ 0fi Nefrocattolico. * (Farm.) Ne-fro-cat-lò-li-co. Add. e m srn ' y e .) ^ nephrocatholicon. (Da nephros rene, c calholicos univei- - dio potente pel mal di reni. (Aq) CD* ,ie f\(Ù Nefrocele. (Chir.) Ne-fro-cè-le. Sm. F. G. Lat. nephroccle- A (- rene,e cele tumore.) Ernia formata dalla caduta di q ll(l f. Nefrodio. * (Bot-) Ne-frò-di-o. Sm. F. G. Lat. nepl 11 ■ (i/é phros rene , e idos somiglianza.) Genere di piante crIt famiglia delle felci , da Richard stabilito con alcune S P podii di Linneo,-e con denominale dalla forma dell’indù 5 che ricopre la loro fruttificazione. (Aq) (N) Nefroflemmatico. *’(Med.) Ne-fro-flem-mà-ti-co. Add. \ J$‘u'p neplirophlcgmaticus. (Da nephros rene , e phlegma idUC °"^/^ ,,f lico della iscuria prodotta dalla presenza di copiose t* 111 rina. (A. 0 .) Nefrofxogosi.* (_ , __ 0 _ - , . , __ (Da nephros rene, e phlogosis infiammazione, ardore) Nefrdflogosi * (Med.) Ne-fro-flò-go-si. Sfi F.G. Lat. C Nefritide. F. (Aq) Nefrografia. * (Anat.) Ne-fro-gra-fi-a. Sfi. F. G. Z^* 11 c* 1 (Da nephros rene, e grapho io descrivo.) Parie dell' ana , j-r scrive i reni. (Aq) Nefroja. * (Bot ) Ne-frò*ja. Sfi F. G, £a2.ncphroia* y^p 01 -in lì ne , e hoios simile.) Arboscello della Cochmchina, che nere nella monoecia esandria , e nella famiglia delle pfi così denominato dalle sue drupe piccole , carnose e re, fi’ dotte le unì al cocculus col nome di cocculus nephi’ oia v ir’ftfi Nefroute. * (Chir.) Ne-frodì-te, Sf. F. G. Lat. & C phros rene , e Ethos pietra.) Calcolo orinario , nato c 'k ( a o la sostanza del rene, —, Nefrolito, Nefrolitiasi, s i n ' ^nlif 0 ^/ Nefrolitiasi. * (Chir.) Ne-fro-Ii-tì-a-si. Sfi. F. G. ^/'r^/ite*/ 0 '. (Da nephros rene , e lìthos pietra.) Lo stesso che N^'* r NEFROLiTico.‘(Chir.)Ne-fro-lì-ti-co.v^r\ll e OfJILe la ^ . rtCl'li/i, non si riconosce se non quando ne consegue dicesi renale. Diz. Se. Med. (O) fi, &• Nefrospastico. * (Med.) Ne-fro-spà-sti-co. Add. m : Q [o spasticus. (Da nephros rene , e spasteon verb. di r love, cagionato da spasimo delle reni , (Aq) % v ene RA ‘* Ne-frò-stra. Sf V. G. Lat. ncphrostra. (Ha nephros ine!d 6 0str ioii ovvero astreon nicchio. ) Nome usato da Necker per zio n J Zì y, llna casella reniforme sessile e nascosta sotto la fruttifica- molte licopodiee. (Aq) (N) fiepj ° MA * * (Zool.) Ne-frò-to-ma. Sm. F-G. Lat. nophrotoma. (Da ^ rGne ’ e tnme baglio. ) Genere d’insetti dell’ordine dei dit- lìlitQ famiglia delle nemocere , e della tribù delle tipularie^ sta - . l>ò/ 0 . a Meigen ; cosi denominati dalla fgura reniforme delle di- 1 °d ari irruzioni di cui sono formate le loro antenne. (Aq) »ie^o? MIA * (Chir.) Ne-fro-to-mi-a. Sf F. G. Lat. nephrotomia.(V. ì 0,ì f a i) Operazione che consiste nello incidere il rene, per esirar- Hjfnli sviluppali nella sua cavità o nella sua sostanza. Diz. Ac. ^ ^ ; (Aq) lthrr i ^° MB01pE * * (Med.) Nc-fro-trom-bò-i-de. Sf. F. G. Lat. NEFRGSTRA NEGHITTOSO 5i3 l>n rnt > .v“- (Med.) Nc-fro-trom-hò-i-dc. Sf. ^^mboides. (Da nephros rene, thrombos grumo cagionata da coagulo di sangue ne’reni. (Aq) Ver 0 V * ?^' ìa -li- N. pr. m. (DaH’cbr. nifihal o influì lottare, ov- ' ^elL ? }l ifth(d perverso.) — Sesto figlio ai Giacobbe, capo di una %*ci tribù d'Israele. (Mit) f^eog.) Antica città della Giudea. (G) v;;:; wt. Kgiz.) Nè-fte. Moglie di Tifone, amata da Osiride. (Mit) vilmente fuggendo, per contumacia in esigilo rivere, e negarsi degna di così fatto amante. (V) i 3 — [Proverà.] Negar il pajuolo in capo [ z=zNon voler confessare cosa che si abbia fatta, quantunque sia manifesta 0 F> Pajuolo. Negativa, Nc-ga-ti-va. Sf Negazione. [F* piùpropriam. usata ne' modi : Stare, Mettersi o simile in sulla negativa, e vale Negare.} Cecch. Corr. 3 . 1. [È vero, che se mai si risapesse, La colpa sarcWa.] Pur io starò In sulla negativa. Negativa difF. da Negazione. Negazione è contrapposto ad Affermazione, Negativa ad Assenso. Sicché si può Dar gentilmente una negativa , senza usare quelle troppo esplìcite formole di negazione che offendono tanto l’orecchio e i chiedenti. Negazione è voce tecnica in grammatica, in logica , in metafisica; Negativa è parola eminentemente sociale. do pì* (Hit. Kgiz.) Nò-fti-de. Torse la stessa che Ncftc; ma se.can- a * a, ' co 5 Css(l cra pt'esa pei' Tenere o per la littoria, (In cbr. q * nifi a esser sedotto, allcttato, tirato con lusinghe, rallegrarsi : 1 ?ei) si piò si addicono a Tenere che alla Vittoria.) (Mit) \ ,Q tti/} 0 /’ * Ne-ftu-ì-mo. Npr. m. Lat. Nephtuim. (Dall 1 cbr. nifthahh essere sciolto, aperto) (B) JY ' pr ' m. Lat, Nephusim. (Dall* ebr. nephascim C^eog.) Antica citta dell Albania. (G) x^’hi* ’ Ne-gà-hi-lc. Add . com. Che si può negare ; ed è il positivo vWn eg * bi,e « ( A > Lenn ' PwcoL Berg. (O) ^ a Me 1TA 9 We-ga-bi-Ii-tà. Sf ast. di NegabiIe.AemseP. 7 5 / , ec/.^erg'.(Min) ^t' KT ° ’ Ne-ga-mén-to. [.Sm. F. e di’ Negazione.] Lat. negatio, in- cl^ l °; Gr. òipvr,cis , uT?ocycpu>p.ot. Coll. Ab, Isac. cap.ij. Accioc* ftiert/- 01 * n neuna parte non diamo ahi nostri nemici segno di nega- ^fad. Arb. Cr. Ridicendo e affermando il negamento tre volte. v’Wt di Firenze tSig a pag. /fi ha; Temendo (S. Piero) la s rit ‘gò colui che è vita , ridicendo e ralfermando ec.) (B) ^tp„ B > Ne-gàn-te. [ Pari. di Negare.] Che nega. Lat. denegans. Gr. ^ dn^ 05, occ ' nov ' 4- Con queste e altre parole assai , col acme , quasi costui fosse stato Epicuro, negante la eternità Olirne . hAi, ' Uai gli parlava. (Geog.) Ne-ga-pa*tàm. Lat. Negapatanum. inglese » gfa capitate de' possedimenti olandesi nelle Indie. (G) * ert tìr [Att.) Dir di no, Disdire, Non concedere, [ Discoli- purità ’ ® av ripulsa, Non accordare ec. Dicesi Negare ostinatamente, n l;tl nic nte, spesso, alla prima, apertamente ec. —,Niegarc,Dinegare, ^*0®» e * Sin 'ì Lat. negare, renuere, rccusarc. Gr. àpvù^oa, ùvocvìvsiv, a: volesse del tuo amore alcun piacere , negberestigUele tu? ,4 0 17,1 ■' ’ • -- J — - 1 -noi seppe ne- n °v. 7 f 8. Ella, che quivi vedeva il testimonio , disse: inaisi. J£ nov. 77. 3 g. Nè negare il 1 , e idos forma.) Negativamente , Ne-ga-ti-va-mén-te. Avv. In moda negativo. (A) Pie- colom. Berg. (0) Segner.Crist. insir. 2. 18. Non diminuendola fla misericordia) già positivamente , da quella che ella fu dal suo primo instante , ma diminuendola, almen negativamente, da quella che potrebb’ essere. E 3. 1. 1 7. Non già che egli positivamente induri loro il cuore con accrescere la loro malizia , ma perchè Y indura negativamente , non usando la misericordia. (N) Negativo , Nc-ga-ti-vo. Add . ni. Che ha forza di negare , [ e può avere senso filosofico, matematico , legale. ] Lat. inficialis- Gr. àpjjruto*. Segn. Crist. instr. 3. 3o. ig. Con pena negativa nella sottrazione di qualche ajufco maggiore, che per altro si darebbe loro, di grazia.» F Mann. Apr. 27. Quali del nostro caso sono questi frutti? Sono due sorti di henedzii : uno negativo, uno positivo. Il negativo è nou offèndere chi ci offese. E appresso : Solo avverti , che il negativo è di precetto. E Gittgn. /j. 5. Questi vocaboli ec. non han senso posi tiro ec. , ma I’ hanno sol negativo ; che è quanto dire , significano sol negazione di benefizio. (Y) Negato , Ne-gà-to. Add. m. da Negare. —, Dinegato, Denegato, sin. Lat, negatus , denegatus. Gr. à.pvr)$tis, itxpvriSzts. Amet. ysf. Tentò i miei matrimoni , li quali da me negatili, non si stelt e.Amu.Ant. 23. 3. Q. Oh fedeltà de’segreti , sempre negata a’grandi mali ! M. N. 5. 7. Per potere avere la dispensazione a lui più volte negata. Nkgatobe , Nc-ga-tó-re. Terb. m . di’Nega re. Che nega. Udcn.'Nis. 3. 77. Quistionano i critici perchè Lucrezio , negatore della religione, invochi la dea Venere sul principio. (A) (B) Negatopjo , Ne-g a -tò-ri-o.^ Pensarono , acciocché la negazion non avesse luogo, di volerla far cogliere col giovane alla badessa. 2 — [Disdetta.] Guicc.Stor. 12.565. Incerti gli uomini qual fosse più vera, o la negazione dell’uno , o Y affermazione dell’altro» 3 — (Filos.) [Privazione d’ una proprietà , di cui un suggetto non è capace.'] Dant. Conv.yy . Il reverente dice privazione , lo non reverente dice negazione. 4 —*Per Ànnegazione , cioè Negamento della propria volontà. Segnei\ Mann. Ap. ig. 4- Troverà que’ pascoli, i quali in terra recò colla negazion di se medesimo ec. (V) Negeta.* (Geog.) Ne-gé ta. Antica città fieli' Africa. (G) Neggiuente , Neg-gliièn-te. [Add. com.] T. A. Che ha negghienza. Fr. Giord. Preci. R. Vi si fermano addormentaticci , o m gghienti. Citta dellTn- $ disòf ais se : inaisi. E nov. 77. 3 g. Nè negare il mi puoi , se 10 s ' j^ as ?P ■^uiit.Pur^.a.^.Più volte m’ha negato esto passaggio. jP^dire. Fav. Esop. 48. Pregava le gambe che nel portassimo x-r. ist-viu. * 1^. ..— — r ^ C 0n ? j ! nn ghe corna negavano alle gambe il corrimento»(A)(N) NegghienzA, Neg-ghièn-za. [Sfi] F. A. Pigrizia, Trascuraggine.Lat. /'/Addire. Cavale. Espos. Sirnb, 1. 62. Quanto più l* uomo la socordia, segnities , pigritia, inertia. Gr. ó'x.v7i(v). fih,. CUt >are. Fior. S. Frane. 110. Tutti traevano a vederlo cresce in virtù. E e c vilificare sé me- e la re * fi lor ‘ A» Frane. 120 . lutti traevano a vederlo. . .,0 ^gli i 5 ÌÌQVuuo di toccarlo , e di baciargli le mani } e non potendole Po a ^ a divozione delle genti , ec. (V) ° 'P°tenr • 5 P' crc< h‘rsi. Tit. S. Domil. 57 8. Quello che boe fatto, Jè n'i t . tls ^ lll ° Principe , non lo negherò mai (cioè, Non mi pentirò, S^?'° s ’ oto verginità del quale tu mi sconforti.) Io ho 6 Ri’ ■ * ctie bre , ec. ; per la qual cosa non t’ affaticar troppo , e ^ riti lnì P e dire. (V) tlOj legare. Lat. abnegare, rcnuntiare.j Fier.Virt. A. M. Quella i v J) e gare Iddio, e adorare quegl’ idoli.»iJnce//. Ovest, att. 2 r Noi " ÌP % ' Uln ne 6 ar amata pabda* (P) acconsentire. G. T. 11. i 3 j- Stimandosi di certo che i ,n ? per la loro alterezza . . . negassono la sua domanda e ri- >>e ,b. cap. g. (Ferona ;$ooJ'A r edi apertamente sic- V- [£ a S°vl m’ha scongiui'ato la cui volontà io non posso negare. (Pr) i? c c; ?° n u f tr *o aito quasi inforza di n. ass. nel sign. del J. 1. ] a ìt)v * 34 - i2. E del tutto negaron di mai, se non per batta- fendersi, » Guitt. leu. 3 . 11. Io, pensando ciò, nego di con- s 11 V 0c p nUlla m ' a 9 avendo la tua eternale consolazione. (Nego, cioè iì ^ la o® J °0 R°cc. s. 10. n. Q. Acciò che negar non potessero d’es- ^ Ufi 1 '* cou l»i* (V) iHoti asso ^ lUci mente anche nel sign. del J. 1.] Dant. Conv.jj. Per ideilo ^puote p uomo disdire , non offendendo alla verità , quando j* doi^j Uture ' -^. r - Far. 48. 20. Questa et ij 0 Prend? f ' vznta esser s 'intenda, non e, non si confessa : e questo è proprio negare, coudizion coxj tiene il bando ec.: a , ui (V) Nè possa ella negar che non -colui Scusare d’ajutare. Vit. S. Frane. 154'• Giammai ec. b b ( ;. . addomaudasse per amore del Signore , non si neghe- ( \. nata da corruzione di negligenza.) Med. leva su, e scuoti da te con fervore la negghienza dell’accidia F igrizia. Dant. Pure;. 4 . io 5 . Ed ivi eran persone Che si stavano ai- ombra dietro al sasso , Come l'uomper negghienza a stai- si pone. 2 — Avere in negghienza , Mettere a negghienza , e simili — Mettere in non cale , Gettarsi dietro le spalle, Non avere a cuora. Lai. negligere , cibili facere, neglettili habere. Gr. à,u.i\th, òkiyupdv , K a. TxQpovslv. Albert, cap. 33 - Chi disidera 1 ’ utilità della faina , liae in negghienza crescimento di pecunia £ appresso : Chi ha in negghienza la tàma, è crudele. E cap. 35 . Li molli riposi fanno si pigri gli uomini , che poco meuo tutte le lor cose hanno in negghienza , e lasciatile non coltivate. Dant. Conv. 7 6. Mettere a negghieu/.a di sa-' pere quello che gli altri sentono di lui, non solamente è di persona arrogante , ma di dissoluta. NBoaiETTOso, Ne-ghiet-tó-so. Jdd. [e sm.] V. A. D. ed <’ Neghittoso.- {v. neghittoso.) Dratt. pece. mori. Questi rassembra il malvagio ne- gbiettoso, clie vuole anzi putire nella prigione puzzolente e lorda, che durare un poco di fatica di salire la scala per andarsene. Coll. Ab- lsac.cap.g. Non essere negbiettoso, quando il peccato ti paro picciolo. - —* Ed accompagnato col secondo caso. Espos. Patera. j\ So. Quan- d’ elli truova 1’ uomo ozioso e neghiettoso di ben fare, elli il mette in opere di peccato. (Er) Neghittosamente , Nc-gliit-to-sa-mén te. Avv. Con negghienza. —, Ni- gbittosamente , sin. Lui segniter, oscitanter. Gr. ùp.sKl’S.» Car.En. lib.q.v. 401. Tu te ne stai si neghittosamente , Enea, servo d’Amor, ligio di donna , A fondar T altrui regno , c ’i tuo non curi ? (B) Negghittosissimo , Ne-ghit-to-sis-si-mo. Add. m. superi, di Neghittosa. Bemb. (A) Neghittoso, Ne-ghit-tó-so. Add. le sm.] Che/ugge la fatica, Tardo, Lento , Pigro, Trascurato, [Bi/ingardo, Negl,genie.—, Negllietlosp, uso. Negarsi degno d’ alcuno = Mostrarsene non degno, b ’ n > 7. Dispose ec. di voler più tosto ce„ morire , che , ieètumpart/di negligo io trascuro, onde forse fu tratto, dic’cgb, neghittoso, Altri negghienza.) Petr.cam. u.a. Sie<* li negleclosus neghittoso, 514 REGI la neghittosa esca del fango. Esp. Pat. Nost. Quasi vuol dire: egli è difettuoso in esser neghittoso, E it. Plut. Disprezzava , come neghittosi, tutti quegli uomini che non volevano andare alla battaglia.dfoiz. rim. 1. 3 i. Non può cor neghittoso ec. Alle grand’opre avere il Cielo amico. E 334 ■ Per te il cor neghittoso ognor si desta. Negi.* (Mit. Chin.) Sacerdoti secolari del Giappone, che hanno l’amministrazione de’ templi ; detti anche Canusi. (Mit) Negin.* (Geog.) Nè-gin. Città della Bussici europea. (G) Negla.* (Geog.) Nè-già. Antica città deW Arabia. (G) Neglettamente , Ne-glet-ta-mén-te. Avo. Con poca cura, Negligentemente , e quasi Neghittosamente. Lat. pigre , desidiose, negligenter. Gr. : ànn^ierus , àiatipici. Com. Purg. 8. Himembransi del passato giorno, e poco utilmente compartito, e neglettamente valicato. Negletto , Ne-glét-lo. Add. [m. da Negl igcrc.] Trasandato , Disprezzato , [Non curalo .] Lat. neglectus. Gr. ÒMywpnShis. Petr.canz. 4 <- 5 . Dal laccio d’ or non fia mai chi mi scioglia, Negletto ad arte, e innanellato ed ìito, Pianini.JA 5 .\ negletti capelli d’oro ec., siccome io poteva, in ordine rimetteva. Tass. Ger.j.g. Nè gli avidi soldati a preda alletta La nostra povertà vile e negletta. Ar.Fur. 7.75. Finché dell’armi sue, più di neglette, Si fu vestito dal capo alle piante. 2 —'Col terzo caso. J'ass. Ger.y.g. La nostra povertà vile e negletta: Altrui vile e negletta , a me si cara , Che ec. (N) Negletto diff. da Dispregiato. Dispregiato è più che Negletto, perchè Negletto dicèsi ciò di che non si ha cura, e Dispregiato ciò di cui non si ha cura e si tiene a vile. Neglezione , Ne-gle-zi-ó-ne. Sf. Trascuranza , Indiligenza. Lo stesso che Negligenza. V. Sega. Gov. Aiist. E mutansi (gli Stati J per neglezione , cioè quando e lasciano, per straccurataggine, esser nc’ma- gistrati supremi quei che non siano amici di quel governo. (A) Negli, Né-gli, [che scrivesi anche Ne gli. Preposizione che) si pone nel maggior numero del genere maschile, allora che voce ne segua da vocale comiuctaiite, o sì vero da S accompagnata da altra consonante, e davanti all’ I comunemente si segna d’apostrofo. Dant. Par. 12. 100. E negli sterpi eretici percosse L’impeto suo più vivamente quivi. Bocc. Conci. 10. Più distesamente parlar vi si conviene, che a quelli che hanno negli slndii gl’ingegni assottigliati. E Eil. Dant. .sft's.Non si può alcuna scienza bene negl’intelletti adattare. E Proem. 8. Nelle quali novelle piacevoli ed aspri casi d’amore, cd altri fortunati avvenimenti si vederanno , cosi ne’ moderni tempi avvenuti , come negli antichi. Petr. son. 56 . E ’l cor negli occhi e nella fronte ho scritto. Negligektaccio, Nc-eli-gen-tàc-cio. Add. e sm. pegg. di Negligente. Ca- raff. Pred■ Berg. (Min) Negligestare, Ne-gli-gen-tà-re. [Att.) Trascurare. Lat. negligere.Anioni. Disc. 2. 328. Stimando nostro quel che è alieno da boi , e il nostro ncgligentando, come alieno, sarà la nostra vita una perpetua confusione.» Del Pap. Cons. Raffrenare quel corrosivo e velenoso liquido ec., il qnale se fosse negligentato accrescerebbe di giorno in giorno. (A) Negugektato , Nc-gli gcn-tà to. Add. m. da Negligentare. V. (A) Negligeste, Ne-gli-gèn-tc. [ Pari. ^Negligere, usato più spesso in forza dì sost. com. Che neglige ,] Che trasanda le cose e non ne tien cura; Trascurato, lS traccurato, Infingardo, Indulgente, Neghittoso, Spensierato, ec.)—, Nigligente, Negrigentc, Nigrigente, sin. Lat. negli- gens, socors, iners. Gr. à/is\i js, pùSvtios, àifpxYiiuii.Dant.Purg. 4. no. Colui che mostra sè più negligente, Che se pigrizia fosse sua sirocchia. Cr. 2.16.9. Avvegnaché con fatica si lavori (il campo), nondimeno risponderà secondo la volontà de’non negligenti lavoratori. Tes.Br. 5 . 17. E quando nasce alcuna tra loro (api), che sia negligente, sicché non voglia stare a niuno di questi omeii , lo Re la fa cacciare di fuora di lor magione in tal modo, che non ve la raccolgono più. 2 — * E colle particelle Di , Del e simili. Cavale. Espos. A imb. 1. f. 1 fedeli, perchè sono negligenti di cercar maestri, o d’investigar per se stessi la verità e di pregar Dio, che la riveli loro, che sono escu- sati , ma accusati. E 1. 2 63 . Considerando che Dio è giusto , non siate negligente della penitenza. E il. SS. Pad. 1. 97. Avvegnaché di se fosse tanto negligente e crudele ec. (Parla di uno che non curava il suo corpo. In questo senso dicesi anche Tenero e Spietato di se o d’altrui.) E 2.101. Cosi se l’anima è negligente d’attizzare lo fuoco e 1 lume dcH’amore divino nel suo cuore , ec. (V) 3 — * E colle particelle A, Al e simili. E. Negrigente. (N) 4 — * Mettere per negligente o simile = Tacciare di negligente. E. Mettere per negligente. (N) Negligentemente , Ne-gli-gen-te-mcn-te. Avv. Con negligenza , Trascuratamente. Lat. negligenter , incuriose. Gr. àm’hnTi, àxritiùrrus. Pool. Oros. Il frodolentissimo nemico ammonirò come lentamente e negligentemente il passo si guardava. Coll. SS. Pad. Nè cadere negligentemente nr’desiderii nocevoli della golosità del ventre, ec. Negligentissimo , Ne-gli-gen-tis-si-mo. [ Ada. m.) superi, di Negligente. Lat. n-'gligentissimus. Gr. px^vpùrxros. Car. lelt. 1. 1$4 Mi contento che voi crediate eh’ io lo faccia mal volentieri, c più , che vi sia negligentissimo. Neglicentone , * Ne-gli-gen-tA-ne. Add. e sm. accr. di Negligente. Red. lett. 43 . Io griderò fin di qua : Ah negligente , negligentone. (B) Negligenza, Ne-gli-gcn-za. [A/.] Trascuraggine,[Spensieratezza , Infin- guardaggine, Indiligenza, ec.J—, Negligenzia, Nigligenza ,Negrigenza, Negrigenzia, Negrigienza, Nigrigenza, Nigrigenzia, Neglezione, sin. Lui. negligentia , sneordia, incuria. Cr ifidtix. pplj'/xìx■ àifpovrieTix. Tratt. pece. mori. La negligenza è circa l’atto interiore, cioè di non cleg- grrc di far quello che si debba, o di non farlo diligentemente, come si debba , ec. Procede adunque la negligenza da una rcmissi° n di volontà ; per la qual cosa non è sollecita la ragione a diliberar di far quel ebe debbe , o nel modo che debbe. Tes. Br. 7. 6.2. Negligenza e quando Y uomo può tornare addietro , e vendicare lo torio fatto , NEGOZIANTE £C> P C * * e non fa. G. V. 9. 3 z 5 . 1. Quelli che lo avevano a * af ? D { 0 a gligenza , ovvero per miseria di spendio , s’indugiaron 0 gg, I , «“' «irlo , che quando vollono, non ebbono il podere. ,. j- raB) 0ie tta ’ Le quali cose cessando ancora per negligenza che vi s in , ec. Tass. Ger. 2. 18. Le negligenze sue sono artifici. (J(/. a —* Avere a negligenza = Trascurare. E. Avere a negng ™ a —* Avere in negligenza=IVbn curare. E. Avere in 15 ideili 3 — * Mettere in negligenza = Dispregiare, Trascurare. in negligenza. (N) . 4 — * (Icon.) Donna scarmigliata , vestita d’abiti laceri , 1 jj 0 tu\ mente sdrajata presso di un oivlogio a sabbia rovesciato^ ^ lC i •ci# assisa con aria melanconica , testa piegata , mani in sell ° '«ìrie incrocicchiate . Così la dipingevano gli Egizìi . Una testufc cammina sulla veste di lei , n è il simbolo . (Mit) riiTdv$,y Negligenza diff. da Trascura,iza , Trascuì'atezza, Tr# s ^ iia e 0 r Trascurataggine , Sbadataggine , Non curanza. La posta alla Diligenza di’ è cura messa o prestata con un e la Trascuranza all* Accuratezza , eh’ti cura continuai^ sicché nella Negligenza è pigrizia, nella Trascuranza e lD1 Lte » Quando la Non curanza cade sopra cose degne d’ esser cl ^ ** dica più propriamente l’interno sentimento, la causa che , trai alla trascuranza. La Trascuranza riguarda una serie ^ att^ specie di vizio : la Trascuratezza può riguardare il tale 0 onde chi con trascuratezza presta all’amico l’opera SLia » p ^ #11 più trascuranza che cura- La Trascurataggine parimente - è ri 1 et di trascuratezza or più or meno grave : la Trascuragg 11 *.uftigCZ. piuttosto che un atto; e però anche chi non pecca di * imeH 0 , ) può cadere in qualche trascurataggine. La Sbadataggine naS ce ^ la Negligenza o la Non curanza o la Tmscurunza, P er ?”, e )SS°.n mancar della necessaria attenzione, non già dal non Vol el s j cC bè ^ - mente prestarla , e dal non curare o deprezzare la cosa ’ v Sbadataggine conduce alla Negligenza , e la Negliga 1 -^ ® Sbadataggine. luì Neglicenzia , Nc-gli-gèn-zi-a. [A/T E. A. E. e di') Negl 1 » - a ( e Br. 5 . 43 . Non è cosa da contare , se non la sua neglige 11 ^i, Dfj. suo allentamento , che gli uomini ne contano molti P ro l£v jÀ • n- Purg. 2. 121. Qual ncgligenzia , quale stare è questo? " « gg. Era un altro monaco in Isciti di grande austerità . ma era troppo dimentico per sua negligenzia. n e rn\. _.T .. .. OR' _ _ TVT_1:/MATTI7^. V 2 . zia, certa»“V contemnere. Gr. o’xi ytupùv, xxrxifpomv.Dif.Pac. E per buon nomo non dee negligere, nè dimenticare, nè lasciare c intenzione. Dant. Purg. 7. 92. E fa sembianti D’aver che far dovea. E Par. 3 . 56 . E questa sorte , che par pisc-ftfa Però n’è data, perchè fur negletti Li nostri voti.»Cocen- gw' 1. 236 . Indur potrete i vostri socii ad acquistare a pub® potrete i vostri socii ad acquistare a pu*"-- -, negligendo i minuti riguardi ec. (N) ■ .-'-T-ri Neglimela.* (Geog.) Ne-gli-mé-la. Antica cit. delVAfric a „ ^ Nego , * Né-go. Sni. E. e di’ Nirgo. Dant. Inf. 26. i 1 '- ,. ^ w . ite j/ii dell'attender nego. E Purg. 17. Malignamente già si p 10 e Bocc. Ninfi Eies. Che questo mio priego Degni esaudir®!^ s tm f facci nego. ( In questi esempi gli Accad. della Cr. l e &§° el [it. ‘^ Ni< go , contraddicendo all’ Ottonelli, alla precedente ^ or ° fUj p/i t s .p0 quella da essi data di Dante. 1 buoni testi che accer> f o fs‘ tr ,0 probabilmente quelli che furono trascritti in Toscana, 1 hi Negoziamento , Ne-go-zia-mcn-to. Sm. Lo stesso che N 8 Piccol. Poet. Arisi. 58 . Beig. (Min) .. ^ JS o - Negoziante, Ne-go-zi-àn-te. [Part. di Negoziare , P iu .jf t , 0 ( $ } i r t>fL forza di sm.) Ghe negozia, Negoziatore. Lat. negoq* -steri?-1. UxTtvT-éf. Seni. Star. 6. 22/. Vi sono spessi alberghi {,jlis 5 d^ cerere i forestieri c’negozianti. E 7. z 5 o. Già seala a ec. frequentata solamente da pochi negozianti. Negoziante dift'. da Negoziatore , Mercante ’.. ^i e d* re Merciajo , Merciajuplo. Negoziante è niu non u ; e fe> ora 1(0 ■A?' - pittore , Merciajo , Merciajuplo. Negoziante e pm n T a ^ c bi fre ,„, f c( < ed indica una idea più vasta e generale ; sicché un g 0 zian fl0 o e rebbesi mercante , ma bensì negoziante : e un r ’ cc Sy g »0zMi luoghi anche Merciajuolo , ma Merciajuolo è pro- «.‘Pec.,! 1 ven <*e a un dipresso le medesime cose, portandole qua e là, K O lme “te in campagna- igujj A 8 ? Ne-go-zi-à-re. [ N. «ss. e pass.] Fare e Trattar negozii merca- i,° d’altra maniera.Lal. negociari. Gr. irpa.yp.oirtma'Su.i.G.F. $ott *er quelli che andavano fuori di Firenze a negoziare. Capr. Sta un po’salda , e innanzichè tu vada più là, dimmi •ì[p 0 ,. c h e Vuol dire negoziare , che io per me non lo ’ntendo. A. ai '. e non vuol dire altro, che trattare e occuparsi in una cosa, 5» uto 0 m quella tutto quello che fa bisogno; ed è un verbo che ha da una parola che i Latini dicono negocìum , che nella ^ sig n ihca faccenda. » Cas. Op . 5. 257. Questa settima- a s * ® tutta spesa in oficii in chiesa , c non è stato possibile * are ,P cr l’istorie nè per lo privilegio. (N) ** d/c e CeSZ anc he il Trattare che fanno i principi le cose di stato; [e ì in Q,lc ^ c talvolta d'ogni altra persona costituita in dignità.] Lat. s » i h ausilio habere, consultare, deliberare , agere. Gr. ìe '^ lloinmatt - Troll. Materie negoziative , o dottrinali. (A) l^iujjj 0 » ■Nc-gu-zi-à-to. Sm. Negozio , Trattato. Lat. tractatus, ne- /rpxypa ,, ipyov. Segn.Crist. instr. 5. 25. i3. Certa cosa gioverà sempre il regolarsi in negoziato tanto im- C °1 consiglio de’loro maggiori .»E Marni.Magg. 17. 2. Quanto Si Conp 11 ^ dovrà il meschino durar ne’suoi ladronecci? finché la morte — c 'ù ogni cosa. A fiora niente gli potran più valere quelle arti b foi'l Cotl i*-’ quali ora raggira i suoi negoziati ; non potrà valergli ,.e ><*. (V) |tìc a . ?' a£o ditf. da Negozio, Negoziazione. La Negoziazione èpo- ,||tl0 ’a,\^ e S 07 ‘ atn ® mercantile; il Negozio è , in senso generalis- k'HIì Un< l uc a ihire, o per celia, una cosa qualunque che abbia in 11’ c °lo p 0 ^ 11 c e dello strano j 0 che si voglia rappresentare da un lato Zittio ■ p Negozio è, nell’uso il luogo dove si vendon le merci ; da K,; s e * =*Uo del far cambi o vendite o compre; c in questo senso f r ì n 0 ^ lni . Q a Negoziato, Se non che il Negoziato versa sopra va- P lc _ c °li, il Negozio anche sopra minuti. Così chi compra o ti Sicril'ì un negozio che certo non è un negoziato. E tra- t ’ dan° diciamo ^ arc un buono o un cattivo negozio, di qualunque *C'"*Ùion'° ° vauta gSP 0 > anco non mercantile , che ci provenga da Sto 1 ? da contratti o da obbligazioni che si stringono con altrui. b**- m ' Negoziare.» f'inc.Mart. leu. pag.58. (Giunti jS,. uetU c ] ie a Napoli credevano che li trattamenti cosi bassa- V ’ e S°ziati per la riconciliazione , fussono di volontà di V. E.. >0 questi ec. (B) )' ’ Ne-go-zia-tó-re. [ Fzrb. ni. di Negoziare. ] Che negozia. halite.) Lat. negociator. Gr. 'rtpctyp.a.TWTr^. But. Par. 5.2. . 5 oj,^ f c ì e l° di Mercurio>J finge che si rappresentino gli spiriti attivi nel mondo , negoziatori e mercanti, acquislatori e eloquenti, e ingegnosi. Buon. Pier. 1. 5. 2. Chi ’l ^oi^^ba r * ^ oren ^ no Negoziatore in Londra. 1;%,. y Sc ‘atore, o semplice Inviato politico, Oratore, siccome pare. li <:nì, ! '- Co " c - 2 ' ^9^- a colai fine mandò in quelle parti Ar- t , £ iip ’Uo U ®° Sll ° f am >ghare con varie lettere, specialmente al Legato % » e a<1 Antonio Bonvisi negoziatore nell’ Inghilterra, ed an- V* £ iuc 85,1 Maria ' ( Pe ) Ne go-zia trì-ce. Verh.f di ÌScgoz\nre.(A)Scupol.Bcrg.(Q) ** K l\p_rYZV ~,‘X rAV’1 II . r lì -____ cv-T . n SS; U . . ' ^ t -O' , _ I ---p - ^ V* e ’ Ne-go-zia-sió-ne. [o/i] Il negoziare ; [ Mercatura, ivaf- anche per Traitato ,J Maneggio , Negoziamento , - z 4 ? Oziato 0 Tat. negotiutio, tractatio.Gr. rfpxYficcTrioz.Segner. i\ ”• Non crii libi in singuhum l’ingegno speso in negozia- ))^ì 8 r ^ rrìc - »> Accad. Cr. Me ss. Si determinò a commettere alla W ! !<>: s; U'Ùezza , e integrità una cosi gelosa negoziazione. F ap- vlfflò c ^ e lc °"obbero impensieriti gli ambasr.iadori, per non aver con- ' esercito si ritirasse, al qual centro erano dirette tutte w ,e i'T (:i *1? Wo negoziazione. (A) ^'e'go-zi-ét-to. \Sm.l dun. di Negozio. [Negoziacelo.] Lat. r-g Se as ' pr. ■xfx.yiziiriav. Pios. Fior. 6. 226. Udii, sofi’ermandomi Ai^Otèn l * ^ arc un certo negozietto d’importanza, che il broglio ec. ’ì» a cllC eC ‘ |i V ac he J, <* a Negoziuccio. Il primo può esprimere un nego- 'S, ' a ec,o U ?° e ben utile , ma che cosi si chiama per vezzo : il th. a . \T è Sempre .lampe» V 1 a . em pre dappoco. >Uej es « 5 è " al -o. [Sin.] Faccenda, Traffico, Affare, [Cura,Briga, hìv 1 ’ ics S °ff na > «e- —, Negocio, sin.] (F. Negoziato.) Lat. ne- frjff C Q f V r ‘ r pà.y/ix. Dant. Par. 11. 7. È chi rubare, e chi civil '(«t °Us, \ K le raccomando assai il negozio che si tratta, : k ' sì»-- ' “o. Crederei che sano consiglio, e molto giovevole per 1 — * Dare negozio = Commettere. V. Dare negozio (N) 5 —* Col v. Essere : Essere a negozio = Trattar d un affare. F. Essere a negozio. (N) 6 —* Col v. Fare : Far negozio = Negoziare. V. Fare negozio. (A) 1 —* Fare negozio, come di seta, o simile = Far bottega. F. Fare negozio, § 2. (A) 3 —‘Fare negozio di checchessia, o su che si sia ss Mettere checchessia in negozio. F. Far negozio di checchessia , §. 3. (A] 7 —* Col v. Intavolare : Intavolare o Intelaiare un negozio zzz Cominciarlo , Farne la proposizione. F. Intavolare negozio, 5. 6'. ; e V- Intelaiare , §. 2. (A) (N) 6 8 —* Col v. Mettere: Mettere in negozio ™Cominciare a trattare.F. Mettere in negozio. (A) 9 —* Col v. Strignere : Strigner negozio con alcuno = Trattare di un affare. Pallav.Ist. Conc. 3. foò. Appena esso fu partito che giunsero in Trento lettere del Cardinal Borromeo al Gualtieri, e al Visconti per istrigner con lui negozio intorno alla venuta del Papa in Bologna.(Pe) 10 —'Col v. Vacare: Vacare a’ negozii = Attendervi, Baivi opera. F. Vacare. (P) Negozio diff. da Traffico , Commercio. Commercio vale una compiuta comunicazione reciproca , che abbraccia tutti i cambi che si fanno in tutta 1’ estensione della circolazione. Negozio indica l’esercizio, 1’ occupazione e la professione particolare del Commercio, onde differisce da questo, come un’ azione subalterna dipendente dalla principale. Per Traffico si può intendere una specie di negozio che fa passare di luogo in luogo , o di mano in mano , o che fa circolare un qualche particolar oggetto di commercio, coll’ opera di agenti intermedi!, posti tra il primo venditore e 1’ ultimo compratore. Sicché Commercio è vocabolo più generale , comprendente in se tutti i negozii ed i traffichi che son atti ad operazioni particolari; e versa sempre in affari di maggior importanza : it Traffico può essere individuale, parziale , minuto, siccome può essere grande e ricco, ma allora si determina col dire, traffico in grande; e soffre meglio di Commercio il plurale: nel commercio interno ha più luogo il traffico che nell’ esterno : quando diciamo, Possedere un commercio, Aprirla, Proteggerlo , non si userebbe Traffico in queste frasi ; ma ben si direbbe , Fare il traffico , ovvero Occuparsi net traffico , Interrompere il traffico o simile e non tutti i trafficanti sono mercanti, e il possidente medesimo può trafficar le sue rendite, può trafficare una cambiale scontandola ec. Per le differenze di Negoziò da Faccenda, Affare, Bisogna, Occorrenza. V. Faccenda. Negoziose , Ne-go-zi-ó-ne. Sm. accr. di Negozio , ma per esprimere Vimportanza, il gran profitto che se ne può cavare. Sacc. rim. 1. 37. Questo per me è un negozione egregio : Di questo, più che d’altro , avea bisogno Io che son de’ riarsi nel collegio. (A) (B) Negoziosissimo , Ne-go-sio-sìs-si mo.C^zW.m.) superi, di Negozioso. Bemb leu. 2. 2. 25. Se pure in cotesto negoziosissimo magistrato si può questo fare. Negozioso , Ne-go-zi-ó-so. Add. m. Di negozio, Che fa volentieri negozila > S. Agost. C. D. 16. 28. Li spirituali . . . remoti dalle negoziose cogitazioni degli uomini. (N) a —* Agg. di Parte o simile, riguardante negozii. Pallav. Ist. Conc. 2. 538. Dalla parte cerimoniosa passò il Conte alla negoziosa. {Qui nel significalo di negozii politici.') (Pe) Negoziuccio , Ne-go-zi-ùc-cio. [Sin. dim. di Negozio.] Piccol negozio , Negozio di poco momento. (FVNegozietto.) Lat. negociolum, recula. Gr. vptxyfidrioti.Fr. Giord. Pred. B. Trattava con netta coscienza i suoi poveri negoziucci c mercanziuole. Negraccio , Ne-gràc-cio. Add. m. pegg. di Negro. Lall.Fn. Trav. 6. 64. Scanna a la Notte vecchia malandrina Un'agnellctta di color negraccio. (Berg) (N) Negbefazione , Ne-gre-fa-zió-ne. Sfi Annerimento , Anneramento.P iccol. Filos. 1. 2. g. Berg. (Min) Negreggiake , Ne-greg-già-re. [N. ass. Tendere al negro.Lo stesso che] Nereggiare. F. Lat. nigcescere. Gr. nikfimaSzt.Ricett.Fior. 57. L'ottimo rabarbaro c il fresco, che di fuori nel rosso negreggia. » Car. Folg. Long. Amor. 4. Un'ellera s’abbarbicava, la quale con molte pannocchie di corimbi a gara con l'uve negreggiando, pareva che t maturi grappoli contraffacesse. (Min) 2 — [Far negreggiare = Annerire.] Art.Fetr. Ner. 7. ii5. Il troppo calore fa negreggiare l'azzurro. E 7. 122. li albume fa gialleggiare il vetro , e rosseggiare alquanto, e non fa negreggiare. Nbgretto, Ne-grét-to. [Add. m. diin. di Negro.Lo stesso che] Neretto. Lat. subniger, fuscus. Gr. rfsr.itivos. Berti. Òri. 2. 22. 23. Nè già il lor Re gli avanza di figura; Negretto è come loro e piccolino. Fir. As. 46. Egli è grande , rispos’ io , e un poco negretto. _ Negrezza, Ne-gréz-za. Sf. Lo stesso che Nerezza. Casligl. Cortig, voi. _ „ a • > • /» 1 a « .1 1. Jl.. .1 ..A rr lì noi-hi mann 'Ol H?B°ora X-.VUU1AA ciiu oauu vuusigttuj t nitnvj gtuvv'v*^ jzvt ^ j)^ e Ua * A* losse ec. rimettere il negozio della sua salute airone/ *>• «.• ^mra. \H K ‘ nì dPetr. f i./ ^ P" 1 ’ ,n significalo di Genitali. Salvia. Odiss. 3j8. tì,' C Cotl fc 1 ° ,,aStato . r d* tutti I mortali; che 1 ■ cap. tf, E Progne riode Colla sorella al suo dolce naso taglieranno, Ed ^ ^ V. dispietato, E i negozii strappando, darà a’cani.(Pe) 'ile. 3?’«n» C " b*are al negozio più colore, Dar colore al nego- ^*'i, t>er , , v f m 1 ue l che c incerto , Dargli vcrisimtii- (A) —-, » c uxjikc negrezza , ___, _ _ v , Sp. Che trasse sul dorato suo carretto L'amato vecchio colà dove bella EH’ e negrezza : io dico in Etiopia. (N) Negm. * (Geog.) Popoli d’Africa, primi abitatori di quella parte di mondo , una delle tre razze primitive della specie umana. (G) Negrigeste, Ne-gri-gèn-te. [Add. coiti.] F.A. F.e di' Negligente. Lat negtigens , socors. Fit. SS. Pad. 1. 261. Questo fece, acciocché quegli, vedendosi costretto di pagare li predetti danari, non fosse'negri- gente a farla corrompere , e guadagnare di peccato. E 2. i6q. Duelli i quali egli trovava negrigenti ec. , cacciava con molta Vergogna E ip2. Lo fece battere e flagellare come negligente. 6 6 " Negrigenza, Ne-gri-gèii-za. [Sfi] F. A. F. c di' Negligenza. Lat. negli- gentia, socordia. b Negeigeszia, Nfr-gri gèn-«-j. [Sf. F. A. F e di’] Negligenza, ya. SS. 5] 6 NEGRIGIENZA Pad. t. ì 3 o. Parlendosi quella, per ncgrigenzia o per dimenticanicnto non seguitando lo consiglio del predetto Giovanni, venne in Alessandria. Negrigienza,* Ne-gri gièn-sa. Sf F. A. F. e di’Negligenza. V '. Guitt. leu. 7. 23. Non negrigienza, nè pigrezza alcuna, Nè cosa altra depona Vostro iscudo da ben forte pugnare. (V) NegrillOs.* (Geog.) Ne-grìl-los. Popoli dell'Asia, nell’ interno dell'isola di Romeo , simili ai Papus del Grande Oceano. (G) Nbgrijsure, * Nc-gri-nù-be. Add. cobi. comp. indecl.Soprannome omerico dato a Giove. Salvia. Imi. Om. Di Leda ec. Mista in amor col negri nube Giove (A) Negrinuvolo , * Ne-gri-riù-vo-lo. Add. m. comp. indecl. Soprannome omento dato a Saturno, e a Giove. Salvili. Jliad. E tutti accusa Davano al ncgrinuvolo Saturnio. E appresso: Or tu fa quindi priego Al negrinuvol Saturnino d’Ida. (A) NEGnis.si.uo , Ne-grìs-si-ino. f Add. mi] superi, di Negro. [Lo stesso che Nerissimo. F.] Fiamm. 1. 22. O se la mente mia fosse sana, quanto quel giorno a me negrissimo avrei conosciuto , e senza uscir di casa l’ avrei trapassato ! (Qui per metti/’.) Negro , Né gro. {Add. m. Lo stesso che] Nero. F. Dant. lnf._itj. 56 . O s’ egli stanchi gli altri a muta a muta I11 Mongibeìlo alla fucina negra. Petr.canz jo. 8. Non fa per te di star fra gente allegra, Vedova sconsolata in veste negra. 2 —* Agg. di Pane, che dicesi anche Bruno , Bigio, ed è Pane d’in- fienor condizione del bianco. Fir. Asin. 1/jy. Pan negro. (V) (N) 3 — Per metaf. [Funesto, Malincolico, Sinistro.] Lai. ater, infaustus. Gr. f lìXcls , àiPelr.son. 211. Or tristi augurii , e sogni , e pensici* negri Mi danno assalto.E 28f. Forse presago de’di tristi e negri. JBeirn.Orl. 1.26.62. Clic* non ti stimo e non ti prezzo un tìco, Nè te, nè la tua negra fatatura. 4 — [Ed in forma di sin.Uno degli estremi dc’colori, opposto al bianco.] llirn. unt. M. Gin. 5 g. Il gran contraro cb’ è tra ’l bianco c ’l negro. 5 — * Anche in forza di sm. si dice oggidì invece di Moro , portandosi degli Africani , e massime di quelli che si trasportano in A- merica , o che si vendono come schiavi. Magai. Leit. Io voglio domandarvi come voi crediate capace un negro di Capo Verde di determinar quel che implichi contraddizione colla natura umana. Sa'vin. Opp. Cacciò, pag. ioy. Ma quantunque talor prcndan con lacci Ben attorti un ippagro in scaltri agnati Negri Indiani , subito non vuole Gustar con labbra cibo. (A) (N) Negro. * N- pr. m. Baldin . (N) 2 — * (Geog.) Rio Negro- Riviera dell* America Meridionale. (G) Negrofumo. (Ar. Mes.) Ne-gro-fù-mo. Sm. comp. Nero di Fumo , fi- lìggìne trotta da'legni resinosi arsi. (A) Fti/lisn. Berg . (0 ) (N) Negromante. (Filol.) Ne-gro-màn-te. [Add. e sm. F. G.Chc pretende, di sapere indovinare il futuro per mezzo di morti’,] Che sa l’arte della tiegromanzia \ [ma più comunemente prendesi in generale per Mago.] —, Necromante, Negromante, sin. Lat. nccromantes. Gr. vsxpopixvTis. (V. necromante.) Lab. iò 3 . Da questo gli strolagi, li negromanti, le femmine maliose eie ’ndovine sono da loro visitate. Frane.Sacch.rim.46.VÌQ\\o è il mondo di falsi profeti ec., Di sogni e fantasie, D’indovini, d* auguri , o negromanti. Alam. Gir. i 3 . 66 .Era quivi in quei tempi un negromante, In quell’ arte dottissimo ed esperto.» Buon.Fier. 2. 4. 18. Un negromante fine e simii tresche. E Salviti. Annoi. ivi : Negromante $ quegli che indovina , evocando V anime de’ morti. (N) Negromantessa, Ne-gro-man-tés-sa. [Sf] di Negromante. Lat. saga, venefica. Gr. vi f/edyos, tyizppxKsvTpnx.. Fr.Giord. Pred. R. Come sono le femmine maliarde, fattucchiere e negromantesse, Esp. Satrn. Questa voce vale lo stesso che fata e negromantessa. Negromàntico. (Filo!.) Ne-gi’o-inàn-ti-co./^cùL m. Di negromanzìa. [Onde Arte negromantica per ^«Negromanzia.]—, Nccromantico, Nigrouia- tico, sin. Lat. necromanticus, magicus. Gr. vtapo(xxvriKGi.£occ.nov.g 5 . 5 . Per arte negromantica prolfereva di farlo. Com.Pat\6. Ammaestrata da Pittagora , filosofo negromantico. Gtud. G. 11. La quale per forze e per modi di scongiuri negromantici volgeva la luce in tenebre. 2 — Ed itt forza di snh per Negromante. Cavate. Espos.Simb. 1. iot. I negromantici , cioè quelli li quali per loro incantazione dicono che fanno apparire li morti , ec. ( V) Negromanzia. (Filol.) Nr-gro-man-sì-a. [ Sf F.G. Artevana, perla quale credevusi superstiziosamente di poter indovinare il f uturo per'mezzo de* morti .]—, Necromanzia, IN igromanzia,.$ùi. Lai. necromautia. Gr.vsxpop.ca- relx. G. F. 10* 4 1 ' *• Aveva dette e rivelate per la scienzia ci’istro- nomia , ovvero di negromanzia , molte cose future. Bocc . nov. jg. 8. Fu un gran- macstroin negromanzia, il quale ebbe nome Michele Scotto. 2 — * Arte di conoscere le cose nascoste sotterralo nell’oscurità,come i metalli , le pietrificazioni , e in questo senso viene adoperato da Paracelso. (Dai lat. niger negro , e dal gr. mancia divinazione.) (Mit) Negropoxte.* (Grog.) Ne-gro-pón-te. La più grande delle isole detCArcipelago, anticamente Eubca.—Canale di Negroponte. A cretto tra l'isola di Negvoponte e la Livadia, amicami ute Kunpo. — Città della Grecia , anticamente Calcide. (G) Negrore , Ne-gró-re. Sm. F. e z/f Negrezza o Nerezza. Chiabr. (A) Negros.* (Geog.) Né-gros. Gruppo d’isole nel Grande Oceano, sutlacesta delta JSuova Guinea.—isola dell' Ar c.dellcFilippine,alirìmeuttBac\i\ò.(G) Negundo. (Bot) Ne-gùn-do> Sm. Specie di acero, che distinguesi dulie affitti per le foglie pennate in ceffo , disugualmente seghettate e lobate , e per li grappoli confort dtmei . Appartiene alla classe poligamia, ed aFordìne monoecio di Linneo, ed è albero nativo nell ’ A- rnerica settentrionale, il quale cresce molto presto, e perciò adoperasi per ornamento ne' nostri boschetti artefatti . Il suo legno è assai elastico , e buono per gli strumenti musiculi . Dicesi anche Acero viygU niano. Lat. acci- negundo Lin. Targ. Tozz. Inst, bot. 3 - 38 o. (B) Nbb? E interjeziune dinterrogazione. (Anne presso i Latini e na presso i ceit. gali, son partic. interrogative. Anna in cbr. vai quaeso , olierò, nel qual scuso iNapolit, dicono neh ) Lasc.Gelos> 3 -io . Chi la NELEIDE tetterebbe ora (vostro nipote), che ella non potesse farvi r„.,.\ _:_-u,. r*!»* 9 Sl;,,n Varvi cm» R ‘,•_,?)(>/ i 1 farà prima che sia giorno. Las.Che neh? Giuli. Farvi qua^ (È detto con più enfasi , quasi dicesse : Che vorresti! n® -g fin Nei, Né-i [o Ne’. F.accorciata della prep. Nelli; è pronunziate -j Jt> lS j sa, e si usa al pari di Nelli. F.Talora si scrisse anche i 11L , 42. Colla mente levato in alto cercava i cieli, come voi focosi carri tirati da’ fieri draghi. Petr. canz. 4. 9 : [E oo0 rO. cl»e più per l’aria poggia,] Alzando lei che ne’miei detti 2 —Per Contro [o Verso.] Lat. in. Gr. w.Fiamm. j.162. Lai ig j 01 -ue ^ matrigne ne’figliastri non dico, perciocché è manifesta og 1 *^ Bocc.g.2.11.1. Il giudice niuna cosa in sua scusa voleva l ’. 1 q S ìo cC '^ ( avventura avendo alcuno odio ne’Fiorentm^del tutto era «isp^ è$s o ei. * (Mus.) Sm. Specie di flauto traverso di canna in liS . Nei. * (Mus.) Sm. Specie di flauto - ^ Turchi. (L) ? icniaro : ^ Nei de, * Nò-i-de. iV; pr. f (Dal gr. neis, neidos rozzo , p° l mido.) — Figlia di Zelo , che diede il suo nome ad una di Tebe. (Mit) . , , lf , Neike.* (Zool.) Sf.F.G. Lat. neides. (Da neis, neidos * Genere d'insetti dell'ordine degli cimiteri, della sezione a?$\ gal' 11 della famiglia de ’ geocerisi , e della tribù de' lunghdabjfif^e ^ da Latreille : sono forniti di corpo lungo e gracile , fi fidile f u gkissime e sottili , talché nuotando si sostengono sopra ai 9 p e $s 3 li d corno non tocca l' acqua, le antenne sono caudate e U corpo non tocca 1 acqua, loro estremità. (Aq) (N) Majan.i Clu ha ' Guitt. 21 ivi : Di ciò clic dicomi vitama (vitamiaj Neiente non u il. E Meo de’ Maconi ivi: Avvegnaché neiente Credesse Guido Guid. delle Colonne. Neiente vuole Amor senza P e ^, & lett. 14. 4 °' Divisione tornati halli a neiente quasi. E 31 ' neiente troverai. (V) u F* Neira. * (Geoa;) Nè-i-ra, Banda Neira. Una dell’isole Ba> fìFn.. Ati.o _^ t w * cipelago delle Molucche. ((r) Neisse. * (Geog.) Ne-ìs-se, Nissa. Cit. e ant. principato de ir’ 11 (( ;l Neitea. * (Zool.) Ne-i-tè-a. Sf F. G. Lat■ neilhea. (Da 1 W fi theo io pongo. ) Nuovo genere eli conchiglie , propos ‘L 0 jt‘' 111 nella famiglia delle arcacee : il suo tipo e il pecfeii al 1 i Lamch'ck. (Aq) . . ry llsS o Neith. * (Mit.) Sf. Divinità principale di Sa/s e del .. iò o'ifiLd corrispondente alla Minerva degli Ateniesi. Alivi vog analoga ad Iside, come causa produttrice dell ai uvei so ^ del sole, in sommala Natura.—Divinità delle acque pt' eSS ,^,\f tX fi- i:_ ___r.i,i:~ at,.’ ua,.»; ai eai,>cB d r ,/ lingua copta noet Iddio. Ne’dialetti celtici di Galles e d * c ]iio ' |if J * P,T ^Jd V# 0 * neith non signitìcò acqua , ma battaglia. naiden vale acqua corrente in letto o canale ; porto. In gr. notis umore.) (Mit) , r ,, l Jii ll ‘' 1 Neiva. * (.Geog.) Nò-i-va. Città della Columbia, dip. dt f ‘ capoluogo di prov.—Aiviera della Russia asiatica- (yf; eh e Nel, che] si usa nel singolare mas dell’ scrissero nel , in una sola voce congiunto-) Qrlt ì‘ 8. Ella in persona di sè nel suo letto la mise. Peti'- 1 mici guai Nel comune dolor s’incominciaro. „nri° “'".i v-'",' | 2 — Per Gol o Per. Fit.S Eiifr.ij’ó.E chiamolla nel p r ?l ,isc 11 y il* 1 3 — Per Circa. Bocc.nov.i 4 - 8 . Ma nel far della ser f i^sp 6 ^ F tempestoso. E nov. tj. 3 p. Messala nel ragionare del Jjs5“' .. Duca le pareva ricevere per la donna, la qual tenevi) ‘ ..et 3 -' introdottala a ragionare). ) 4 — Per Verso. Lai. erga. Gr. trpos. Boc. nov. f- ’' va licf c tfttd 1 stata la magnificenzia del re Alfonso nel fiorentm pra 1, magni licenzia del re Alfonso nel ùorentiu j, Jtr» ■') 3 — 11 E riferendosi a luogo. Bemb. Asal. t. j( [ 0 . (*V, onorati allori lungo il muro vie più nel cielo niotf 1 ]' 5 — "E per significare partecipazione o complicità 1 , , G. F- 4.26. Cou favore di certi malyagi Itomani, c nifi 5, dimento. (Gin) _ .. nel tu' 1 6 — * Per Al. Tac. Dav. ann. 1. Druso che pende 3 Vibuleno e Pcrcennio a sè venire e ammazzare. L‘ (Bnlogn. Boaard.) Contempla quella turba sconsola > ^ Dio nel fuoco eterno. (Gin) FilcI" 011 - — Invece di Tra o Dal. Fit.. SS. Pad. t- I ’ * por. famoso e amalo nel popolo. (V) rase. • ' * 16Ì 8 — * Per Su , Sopra. Creso, g. 3 z- Tutte queste .t?^ . r distese nel capo dell’ anca sconcia., (Pr) ,adel$‘'i NELCi5DA.*(Geog )Ncl-cin-da. Cit.dell’ArabiasuHacos ^ C rtSt ùli ‘‘ fi Nel di destro.- Posto awerb.z=. Al di dentro. ^ n ct e ^,e c ° fi 2/1- 7- Sanno come il Mongibeìlo, accoppiare eu ‘‘“ celt ti zie, c’ hanno al di fuori , l’incendio della colie"|) , c nel di dentro. Filic. Ritti, son. ittì. Nel di dei .:>) ) pia e deforme ? (N) Nel di fuori.* Posto avverbial.— Al difaori. n 11 - 3 i. 5. La malizia ec. ancoraché non venga a sg tose. 1,1 :Cf à if$* ;c° ! - ta tt 3 r>r ma ristagni tutta di dentro ec. Salviti. Pros. tosc '’^ li a, ll ' : ) \ grandezza, e grandezza non ricercata dalfapp 31, nel di fuori. (N) C” Neleide,* Ne-lè-i-de, Nclide. N. pr.m. Lat- N 2 — * (Mit.) Soprannome di Duina, (ùiil) Vv te Sé K Olisi 1 t Th \dt er ; >l'Tr s te ■'in? 1 % 1 ;0' s'i- : 5Si lì'S '•'Se. $ § ^ Par, <5 V. 1 » rfi 1? (IS' 'si’Ci 0. ìv '"t i^i> \, a- l \S s« ¥ dST: SN «E 'Os \ S !W e 6 \ V "k iV ? %> ‘t j, 0f (i a sS' ‘S* TSELEIDI * V i - . . v a ej/ 0 ’ Add. pr. com . pi. Di Neleo. Nome pati'onomico di 7 ] *>(e * fjfSti Airi J l Slì di Neleo. (Mit) Bf., (-Arche.) Ne-Ìe-ì-di-e. Add. e sf pi. Feste istituite in onore V*!"/? da Neleo. IMitù Jl % TvEMATOPODI F 7 ^ e 'h--jo. Add.pr. m.Di Neloo.— Nestorejìglio di jYe/eo.(Mil) Ne-lè-o, Nileo. N. pr. m. Lat. Neleus. (Dal gr. nclees clic non Nell’ ultimo. ivi!» \ _ ji,r'_• ,11 Q __ -.c >iX tK 01 '* * T*' v ^ W ^ e *^-de, N. pr. m. Lo stesso che Ncleide. E» Za£. Nclides. A' l ' t° IV n ?} ltes senza colpa.) (B) ÌMu-’ Brep. la quale] segnata d'apostrofo rappresenta Nello, .% p 0 i° l ? Nelle, quando queste in vocale s incontrino , benché al- t ia ìptei'e e si scrivano e si proferiscano. Bocc. nov, 2, r° V]V S - CCOnie n0 * a ntielae istorie de’Cipriani abhiam già ^4 n e jl Isola di Cipri fu uno nobilissimo uomo ee. E 1100,64. 2. it ^i 0 lanim0 a ^ a acmna di farlo morire del male, del quale sen- j'°strqi ^ av eva paura. Petr, son. 238. E nell’eterno lume, Quando |? WbJj ** 1 chiuder , gli occhi apersi. Dant. Par. 3o. ny. Qnanl* è 1 ef à s l w Zza ,-l^r questa rosa nell’ estreme foglie? oPetr. p t 3 . 238. Ne k. (P er verde c più fiorita. (Ciò) ti ^ì a i!l Ca > I 11 ! 01 ’ 110 ) I* 1 Su *3 ’Eat. sub. Gr. vxó.Dant.Purg g.$2. C 11 *dba , che precede al giorno cc. , Venne una donna , 0 LSent c C ‘ .( Ci:o ® * n su ^ alba.) Gr. g. 68. 4- P. c *’ l a stute prc- f\ Né] ( S1 mim g ono nell’aurora del di. *%>;/> [o Ne la. Prep. che] si dice nel numero del mena nel se.ne.Vi 1^ , /-i-V.i i_. m- „.. A ii n n n 3 <ì; ^ 1 [ ^' Nell’.] (Dal lat. in ilio in quella.) Bocc. nov.g.3. Si- t Xd d l ? non vengo nella Ina presenza per vendetta che io af- s lfl per a ^ a gl una ' ebe m’è st.ìta fatta, ma ec. Daru.Par,.4‘ o4- lo hi ^Qtn CC1 ^° JiC 'Jla mente inesso, Ch’ alma beata non porla inenlire, k! Pqjw P er Attorno. Lat . circuin. Gr. Kepi. Bocc. nov. 36. 8. A k* ; \ avei 'l a sì cara , che , acciocché da me non si partisse , le „ * * ,1 cila gola aver messo un colìar d’ oro, $ ì, r. r .[ CCf } ta dalCartìcolo , e tolto il r . . .. . raddoppiamento della corno - J. r 'J alcuna volta alla rima. Dant . Plug. i.y. 55. Questi è IV s Uo | Ul l° ? che ne hi Via d’ andar su nc drizza, senza prego r E V’ * S C Se me ùesmo cela. (Cin) ii p a * P V; J* pecore, ai AnneHa, dim. di Anna.(B) , |k V a f)ì r j * >0s{ -o avverò, zzz Finalmente.Bocc. g. 4 • n. 10. E più e più *>7^ t..«j^ aa rdati , nella line uno ne la fu ali'animo, nel quale ella \ tutu^ i,J* Hcg l;i stla speranza. s , ^“ i 0j dio. * Posto avveri. — In [tace, Con Dio.Inule.Sacci. T, Pilori ' fi pregliiamo , clic ti sia raccomandato questo piccolo vip Nn e ° - Va "dia pace di Dio. (V) v' 1 *, * Posto avveii. = Fìmdmente > c sm - > s- -7 - (N> liusta.*Doj(o avveri. (V) Li somma, In conelu- Alla. 0 A prima giiuita.Datit.Itif. rf. Hk "af)/] , _ ^ ^V^éUlT asslsl "ella prima giunta. (0) (N) i '''de ’ k - Prep. eie] serve nel numero del più nel genere *J<}ÌT a rf‘ a voce che da vocale non incominci .] Bocc. leu. nAiao,’ a 72. L’avere nelle miserie compagni, suole essere grande S.’Cr 6( j n ' 0 di quello./’en-.rauz. 4 - 8 - E ritornai nelle terrene incili- % ^rop°? P' T P"< dolor ivi sentire. '’V^ies/irr '"‘ co, 'a innanzi a vocale , al pari di Nella e Nello , ma t ‘i l , *à tlc j ^'U’. V. Bocc.g. 6. Fin. E se alquanto s’allarga la vòstra : ■*‘''‘Ìlare, non per dovere nelle opere mai alcuna cosa scoi,. >. n on veggo con che argomento da concedere vi possa H ^afo| UllC r ip re ndere alcunoi (Cin) \.N° ess a preposizione, e i casi che ne dipendono, si coi ; W 8 di j ( tre parole. Soder. Coll. Nelle valli dove concorre smia- ’s^tc r, ’ !l inolio, stanno benissimo le vigne, e nelle modera- l| %' s, Qe ca , <:ime d<: ' monti. (Cin) *?, ?i s e ,. v , a dall'articolo , e tolto il raddoppiamento della conso- V> “ . a — * Staccato dall' artìcolo , e tolta il raddoppiamento ’ della consonante , servi alcuna volta alla rima. Dant.Par. n. i3. Poi che ciascuno fu tornato ne lo Punto del cerchio , in che avanti s’era, fermassi , come a candcllier candido. (Cin) Nellore. * (Geog.) Nel-ló-re. Città dell’Indòstan inglese. (G) Posto avverbial.= Ultima)nenle, Alla fine. Lasc. Con- 3. nov. io. zlt. Nell’ ultimo , preso 1’ uno dall’ altro licenza, maestro- Manente se n’ andò a stare con Burchiello. E 21S. Nell’ ultimo, andati fuori, entrò dentro maestro Manente. (B) Neljio , * Nèl-mo. N. pr. m. accoro, di Guglielmo. (B) N t ei.o, * Né-lo. N. pr. f (In gr. neleos crudele. In celi, neaìl nobile.) _ Una delle Daliatili. (Mit) 2 — * (Geog.) Antico fiume della Spagna Tarragonese., (G) Nelombio. * (Mit. Indi) Ne-lòm-bì-o. Sia. Tempio e Luogo di pellegrinaggio dell’ Indòstan. (G) Nei. resto. Posto avverò. ~ Del rimanente , Del resto. Segn, Manu'. 25. i. A dire il vero , si stimano ; nel resto non sono grandi. E Api\, 27. 1. Nel resto qual precetto potea darsi di più ragionevole ? ( Jla la forza elei latino attamen.) (v) Nel ‘rimakente. Posto avverò. = Del resto. Segnar. Mann. Nov. if. ,.. Nel rimanente , a tollerar con pazienza qualche grave persecuzione, ci vuole ordinariamente ùn lungo esercizio. E 20. 2. Nel rimanente come vuoi tu prometterti di succhiare , quasi latte, le inondazioni ee, ( Ila la forza elei lat. attamen.) (V) Nelsoh. * (Geog.) Nel-sòn. Fiume della Nuova Brettagna, — Contea e città degli Stali Uniti, — Isola dell’ Arcipelago- del Nuovo Shetland meridionale. (G) ‘ Nel vero. Posto avveiiiial.— Veminente, In verità..[U. In vero, § 2,p Ina. laverà. Gr. IVr-.c. Fi-, Giord. Pred.R. Cosa crudelissima nel vero si era l’adempimento di quello esecrando misfatto.' Bemb. Asol. 2. if. Perciocché, nonché il corpo nel vero più che l’animo degli uomini non appaja , ma egli è di gran lunga in questo da. lui evidentemente superato. E pros. 1. 33, Molti Greci oc., più volentièri i.loro- componimenti in lingua attica distendeano , che in altra, siccome quella che è nel vero più vaga c più gentile. Nemalito.” (Min.) Nc-ma-li-to.ò’ni. P~ G. Lat. nemallthcsi (Da nenia,atos filo , e lithos pietra.) Nome dato da Nuttal ad una varietà di magnesia- idrata ; la quale si presenta come un aggregato di fili : trovasi a - Hoboken nella. Nuova Fersey. (Aq)_‘ Nemaloni. * (Geog.) Ne-ma-ló-ni. Antichi popoli delle Alpi, posti da Plinio fra quelli vinti da Augusto. (G) NehastuÌusta. * (Geog.) Ne-man-tu-ri-sta. Ant. città della Spagna (Mit) Niì.uate. (Min.) Né-ma-te- Nm. Nome dato dà Ilaiiy ad una roccia costituente la formazione de'porfidi indipendenti', forse un Pcrlslein pomi- ciforine. (Dal gr. nema , nematos filo.) (Bbss); Nemato.* (/.ooì.) V , -i)Ki-to..Vo(. G. /ad.nematus. (Dà nema,nematos filo.) Souogenere d’insetti dell'ordine degli imenotteri, della sezione detere- brani , della famìglia dei porlasega , e della tribù de’ tentredini; stabilito da Turine a scapilo dèi lenthredo di Fabricio, i quali, tra gli altri caratteri, offrono antenne di nove articoli semplici nei due sessi,, lunghe, filiformi o setacee. Il suo tipo è il neiuatUs salicis Tur- che abita, nelle selve sopra i salci. (Aq) NMiATocERA.*(Zoo!.)Ne-ma-tò-ce-ra. Sf F. G, Lai. nematocera.(Daf/ie- ma, nematos (ilo, e ceras corno.) Genere d’insetti dell'ordine di’ dittiti, della famiglia delle nematocere, e della tribù dèlie lipiUurie, stabilito da M'eigen , distinti da antenne fli fornii. (Aq) Nematocere. * (Zool ) Nc-ma-tò-ce-rc. Sf. pi. V. G. Lat. nematócerae. (V. nematocera .) Nome che dà Dumeril, in lui con quello di flicorni, che significa lo stesso , ad una famiglia di lepidotteri, la quale comprende i generi d’insetti- notevoli per antenne filiformi, (Aq) " ’ ’’ ' isetli dell’ordine de' ditleri, che - comprende i comprende 1 ge-- da ga 16 , filifórmi o> Indi' M itìn Clcunn volta atta rima,, al pari di Ne la. Ar. Fur. ij. Sit ^ tanfo crudele, Che sbigottì sin al padrone an- Vi^o rsfv h*e notti- andammo errando nc le Minacciose onde per V>. oKl . pi) -c } f° Nell. Pi'ep. elici si usa nel numero del pià nel genere pi fronti a consonantepurché non sia S seguita da altra- y0 ^ sovente per maggior dolcezza si pronunzia esiscrive . F*.Bocc, Jutr. 25. Per la qual cosa essi così nelli '*>1^ Gc>me * cittadini, divenuti lascivi di nimia< lor cosa N ^ oravano. » E Eis. Canti 3. Ora sommerso misero oir \ ylofy vedi làe ne Insalati lidi. (Cin) %^tr e p ( y a ' essf i prep., e i casi che ne dipendono , si eolloea~ J'h ^ htl(j ^° Bi Bemb.. Asol, 1. Dagli altrui-esempi ammaestrati ad 10,1 peima o solcati pelaghi-, o camminalisentirn della ’S XCùjN P v °vati e nocchieri e viandanti più sicuramente ci met- cliel stadoperanel singolare maschile nelle voci l'V v °caie’ cu - altra consonante ne segua , le anche talura in- ,? l ' s l)lS v ei-an ( ù t ^\ ^'11'.] (Dal lat. in ilio in quelli).) jffoec. nov. fi. a d"uque il giovane e nello-amari: e nc" ^ a ’ ru'-vc cc . P t .t v . S an. fo. Così-’l desio , clic seco non r ,'- ,| it.: s ,d," frenato ohbietto vieti perdendo.» Bocc. g. 6, fin. elio splendere che il 'et, " 10 s’ all iv> »v„ |.. -" g- j — — iU: g0 . lar g a la vostra onestà nel favellare , cc.. noti veggo ^,(N) UutH da. concedere vi possa nello avvenire riprendere 2 —* Famiglia d'insetti neri provveduti di antenne da molti articoli setacee. (Aq) Nematodk. * (Zooli) Ne-ma-tò'-de. SffV. G. Lat. nematodes. Gì*, rr.fix— rwbr.s. (Da nema, nematos filo.) Genere d'insetti dèll’ordine de’coleotteri^ delki sezione de’ pentameri, della famiglia' de’serri comi, e della’ tribù degli riattendi, stabilito da Eatreille, i quali si distinguono per la loro gracile ed allungala struttura. Il suo tipo è l clatér filuin di Fabricio. (Aq) r NàuAToiDE». (Zool.) Ne-ma-to-i-dè-i. Sm. pi. N. G. Lat. nematoidèii (Da', nema, nematos filo , e idos somiglianza. ) Nome che da Rudolph fiti dato al primo Online de’vermi intestini; detti punì cavitari. Nòn disunii dalla cute esteriore più o meno guarnita di f ibre muscolari ed m generale striate trasversalmente, da lina cavità addominali ove i- un canale intestinale diretto e distinto che va dalla bocca- all ano, dove ■ veggnnsi- distintamente gU organi genitali d’ambo i sessi ) non- han vasi,, ma due f lamenti che sembrano cordoni nervosi' che nella< bocca si comportano a, guisa di anello. Gli organi genitali interni consistono in tic lunghi- vasi che contengono il seme o l uova* Renien. (Min) (N) Ni: vi Ar orlata. * (Bùt ) Ne-ma-tò-pla-ta. Sf. F". G. Lat. irematòplatà. (Da- nenia, nematos filo, e platys largo.) Genere di piante d'incerta sede f della famiglia- delle fragillnrie , che si presentano sotto la-forma ih lunghi e larghi fili. Comprende varie specie, delle qualifà-pilt-note?- vote è la nematoplata- bronchialis, eh' è la conferva pedinali* diMidler, descritta da lleoandolle col nome drcliatùma fiòceosum. (Aq) Nematoi'o. * (&ool.)Tfc-in»-to-po. -Sm. F. G. Lat. nematopus. (Da nema,.-. n matos• filo, cpits.podos piede.) Genere d'insetti dellordine degli eMit~- • Ieri., della sezione degli elerottvri ', delia famiglia de’geocorisidì , e della tribù de lunghilabbri ; stabilito da Lutreillo ; così denominati- dalla- sottigliezza- de’ hip piedi. (Aq) Neuatopodi. ' °c<Ì4. ir. ’* Tzool.) Né-inà-tò-po-di. Sm: pK F. G. Lat: nematopoda. , , r n- lo.se di molluschi malentozoari, stabilita da Blain- (V. iKinatopo ) . ^ i. cirripodi di ! atmrek, ed è divisa ih due V, t . - ville, la qiuile comprende 5 i 8 NEMATOSPERMO NEMICHE VOLMENTE ,1M ochh .V — (Arche ) Giuochi nemei. Uno de’quattro grandi fisi presso i Greci, e che secondo la più comune opinioni, J ! ‘ . ito" da Ercole in onore di Giove JVemeo , dopo aver vinto « foresta nemea , che fa la sua prima fatica. (A) (Mit) ..m - " ' - ' ' T - ’ co. Add. e sm. Colui che resto a cf; deva sulla terra, invigilava alla punizion de' colpevoli ’ Jjf tF anche al cieco Destino , famiglie : quella de' lepadii, e quella de* balamdi, nella quale si coni - prendono i molluschi proveduti di tentacoli filiformi che nella loro mozione fanno V ufficio di piedi « (Aq) Nm&atosvbrmq. * (Bot) Ne-nsa-to-sper-mo. Sm. V, G. Lat. nematosper- r F .... r tuum. (Da nenia, nematos filo, e sperma seme.) Genere di piante della Nemeokico. (Arche.) Nc-meò-ni-i diandria dìginia , famiglia delle amentacee, caratterizzate dal calice tore nc giucchi Nemei . (A) . r ^ corollino quadrifido, col nettario quasi rotondo staminìfero , e da Nemerte ,* Ne-mcr-te,Ncroerlide, Nimertc. N. pr. fi (Dal' CC jj aC qii«)' una bacca monosperma con dive semi sostenuti da lungo cordone om- c merat condurre, avere inferenza : Chi ha ingerenza nC * e belicale. (Aq) (N) ^ _ Una delle Neveidi, figlia di Nereo e di Doride - (IVlit) _ jvV#' Nematotecf. *(Bot.)Nc-ma-to‘tè-ci. Sm. pi. V.G. £<£.nematotheci. (Da Nemesb. * (Mit.) Nè-me-se. Divinità , figlie dell Èrebo *. ' nema, nematos (ilo, e thece ricettacolo.) Nome dato da Persoon alla confuse da taluni con le Eumenidi. (Dal gr. nemesi* in * prima divisione del primo ordine de' funghi , che comprende quelli riprensione, vendetta.) (Mit) y , filamentosi intralciati e sparsi di ricettacoli. Nella Synopsis indio- Nemesi/ (Mit.) Nè-inc-si. Divinità formidabile ; credula fio fl io dica fnngorùm dello stesso Persoon , questo nome è dato al sesti or- ano e della Notte , e della Giustizia , che osservava dine che comprende i funghi bissoidei. (Aq) Nbmàturi. * (Zool.) Ne-ma-tù-ri Sm.pl. U.G. Lat. neinatura. (Da ne/Bff, nematos filo, c uva coda. ) Nome dato da Dumeti 1 ad una famiglia d inselli dell ’ ordine degli atteri , cui egli chiama anche Seticaudi -, (nella quale si comprendono i generi furhicine e lipisma di Linneo ,) i quali hanno l'addome ben distinto terminato da una seta o filo.( Aq) NbmacchevA.* (Bot) Ne-mau*chè-na. Sfi U. G . Lai. ncmauchencs. (Da nema filo, e ave ben collo.) Genere dì piante della famiglia delle si- nanteree cicoriocee , e della singenesia poligamia eguale di Linneo, stabilito da Cassà i pigliando per tipo la crepis aspera di Linneo , e così denominale da un collo lungo e filiforme che sostiene un pen- nocchie.Ho bianco. (Àq) Nemaasist. * (Geog.) Ne-ina-u-sl-ni. Indiani degli Stati Uniti, versoti centro del territorio di Mùsurì. (G) Newauso, * Ne-mà-u-so. IV. pr. m. (Nnmiusus, Namiusum e Nemausus sono i nomi latini di INimes, c vengono dal cclt. tutina fonte. In gr. imma corrente di acqua : in fhr. names divenir liquido : ed in pers. nem umido Si sa che Nimes è presso al fonte Nciiumso, ed al fiume detto da’Latini Cardo.) — Nome di un discendente o' Ercole , che o perseguitava soprattutto quio paterno ed all'amore. (Dal gr. nemesis venueUa.; ^ a — Inforza di sf. Quell'effetto che ci fa sdegnare a ^°y c } il foituna di chi ne sia indegno, o pigliar dispiacere pi r - /t j P e ^ zgn.Retl. Arisi. pag. 72. (Ueneziq V.,<. non lo meritando. Se. ragione eh’ egli è ingiusto ciò che fuor "del dovere s et questo affetto della Nemesi s'attribuisce agli Dei. E jel 7. La Nemesi è un mezzo infra f invidia , e il rallegi’ 31 *, altrui, (A) (B) Nemesia/ (Bot.) Ne-mè-si-a. Sf. V. G.Lat. neinesia. (Da huisco , onde nemesis distribuzione.) Nome mitologico ■».€ tenni ad un. genere formato con alcune specie tolte <>■ di Linneo, e caratterizzale da! calice diviso in cinque p at * t 1 ^i ^ 5 personata speronata , e la Cassola bilocularn bivalve c0 fl ff noti disposti in otto sene.(Aq) (N) /AnP 1 '^^' - Nemesjano , * Nomc-si-à-no. N. pr. mi. Lat . Ncmesianus. v j ^ b llC a Neinesio.)—Marco Aurelio Olimpio. Poeta didasca' lC ^ co latino del terzo secolo. (B) (Mit) . , - fL ricevette gli onori divini aNimes, di cui fu creduto fondatore, (flit) Nemesi. * (Avelie.) Ne-mè-si-c/^dd/e sfi pi. Solennità ** j e tfè 3 — * (Geog.) dittico nome di Nimes. (Mit) Nemazoarh. * (Zool.) Ne ma-zo à-ri-i. Sm. pi. Lo stesso che Keraa- Nemazoari z^ioni. U. (Àq) Nemazoom. * (Zool.) Nff-ina-zo-ó-ni. Sm. pi. U. G. Lai. nemazoones. (Da nema filo, e zoon animale.) Nome da non mollo imrudutto da Gallion per indicare degli esseri microscopici della classe degl' infusorii, ossia dei filamenti composti dt animaletti y che venivano annoverati tra le conferve. Alle prime osservazioni di quel naturalista srn't la conferva comoides di Dillwyn ; ma dappoi al nome dt Nemazooui sostul quello di Nemazoarii. (Aq) Nemcifero, * Nem-bì-fe-ro. Add. m. t r . pori. Lo stesso che Nemboso. E. Varar. V-s. a. Dal nenabifVro mosse alto miino 1 )’ahi vapor nitrosi un turbin carco Su 1 * albeggiar del rondo mattino. (Br) Nembo, Nérn-bo.fdw,] Subita e repentina pioggia, che non piglia grati paese. [Specie di procella , la più lieve , la meno violenta , e la piti JP morti, nelle quali invoenvasi Nemesi , come dispensai*' 16 * e da premii nella vita futura. (Mit) r j)' Némesio , * Ne-mè-si-o. JV-pr. m. Lat. Nemesius. (V. sofo e scrittore greco , autore di un elegante trattai 0 dell' uomo , che ci è pervenuto. (B) (Mit) •$- \ - •x — * (Geog.) Lai. Nemesium. Antica città della Mt^^ 1 }e Nemestriho. * (Mit.) Ne-me-strì-no. Dio che aveva in f ll S a ( i,-i e i ed era stimato sovrano delle Driadi, de’ Fauni, de divinità de ’ boschi. (Dal lat. nemus , in gr. nemos ^° sC ^ i of.f NEMESTIUMO/(Zool.)»yw. V- G. Lat gno.) Piarne mitologico di un nuovo genere r Ìn .S r * t1em ° S “ ^at. nemestnnus. (Da retveso- 0 , in nuovo genere d’insetti d eU c } ^ » dittsri, e delia famiglia de' lanàtami di LatreUìe , 1 ;; lambiti ed i panconi, sdegnano posarsi su i fiori, ma t> pra colie ali, ed introducendovi la loro lunga prob° scl gotto la. sostanza melata e se ne cibano. (A‘l) u imperfetta di tutte , che consiste in mediocri e momentanei stft di Nemktali.* (Geog.) Ne-uie-tà-li, Ncmetani. Amichi pop' 1 oli^ 11 itff vento, in piogge od ondate interrotte, ed in piccola grandine rotonda e bianchissima. —, Nimbo , sui. ; Lat. niiiibus. Gr. ioicss. Rlertz. rim. 1.1 /jt. E T empie Furie dal tartareo albergo Uscir veloci e preste, Di procelle e di nembi armate il tergo. — Per sirnU.lS ubila e Densa diffusione o spargimento di qualsiasi cosa, a modo di pioggia .] Petr. canz.sy, f. Ed ella si sedea Umile in tanta gloria Coverta già dell’amoroso nembo. (Cioè, di una densa pioggia idi fori. ) A cor/. Stor. 2. 8g. Rimasero feriti e uccisi per 1 ' assiduo W' Tat vagonesc. (G) ., Nemete. - (Mit.) Ne-me-te. Soprannome dì Giove* La mro. V. (Mit) (Cd. if Nemete * (Geog.) Nc-mè-ti. Antichi popoli delia Germff^f 11 ' og.) x 10' munito de'dardi e deli’ altre arme. E 3 .t <7. Dissipati da un nembo eli j«l!e di diversa grandezza ec. ' ’ " — - - voltaron le spalle. » Tas. Ger. Conq. 3 . 11. Par che d'Angeli ancor lucido nembo Acqueti le tempeste, e i venti alfrcce. E 20, 3 { p. - manulea , a fiori monopetali, della didiruunia angf bq t tl famiglia delle personnee , distinte , fra gli altri cat ,, lice diviso in cinque parti lineari e consistenti. ( A 4 t ,u. Nemi*. * (Geog.) Antica città della Tessaglia. (G) fin. /tyf.D NÈ mica. Aw. Pioti già, Nè pur un poco .— , Ni ’f-i» quaquam, ne minimum quidem.Gr. ppTi ypi/./Io e ‘' mio, non sogno né mica, nè voi anche non sog 113 Jf 3 A ■ - 1 ’ è mica m ” , s p f jr sou dolente mica truovo il mio ai dentr ibsio. Cai. sou. 1 //. Da i«c ,,345- s allontana. Beni. Ori. 1. ,3. *4. Nò mica per P^Jlcbc ^,- Nemicamente , Nc-mi-ca-mén-fe. Aw. (Lo stesso che^ff P.j Lat. infense, inimico , bostiliier. Gr. ‘ J ^jjl’, solevano mirare nemicamente quando s’incontravano. [gtl-yA. v Nemicare , Ne-ini-cà-re. (Au. Lo stesso chel Nimicare- r-^. r in modum esagitare , insectari. Gr. l K 9 -p»Bàs Sui*--"- * foS p sq- Da maladetta fortuna ha seguitato di nemicarlo. . * da Nemicare. F- ft? a> Ila nenU c0 ' iaii 0 m ’ ’ , fei'l ,s >. ^oi° l , . . Antica citta dell' Argolide. (G) Ni MERO. Aw. Lo stesso che Nemmeno. V.Fr. Giord.Pred.R.iW,, gj uo _ Nemicato , * Ne-mi-cà-to. Add. cA e scherza con esse, folle molto gli è, se spera di vincere, perché che Nimicato. P. (O) con esse , non si può nè meno impattare , pia bisogna perdere. (V) Nemichevole , Ne-mi-ché-vo-Ie. Add. con Segiter. Lncrcd. e. 4. co. Tutte unite'insieme (le sette ) non appoi- t Lo stesso che Nimiclievolc. F.) L.m. teranno nulla di vero , ma nè meno di apparente , operato in Cùu . àyptos, ìxffés. Liv. Dee. 3 . Non per ferinazione de’loro errori. (N) più agra e più nemichevol battaglia. tT0 ste ss ° C L. f? p (Geog.) Ne-men-tù-ri.rfut.popo/i delle Alpi maritiime.lG) Nemicuevoumente , Ne-mi-che-vol-mén-tc. Avv. iyfe^ Jidj' ' A - JJ — - n; ^- /DS volir.cntc. Pi] Lat. infense, inimice hnstiliter. ’ ciaf- uielis tanto 1 c* ,nso* u '"rtn eh ISSI Ni .,,e& Nemebtum. Nembo , * Ne-m è-o. Àdd. pr. m. Di Ncinea. (B) Nembo.* (Mit.) Nemete. Soprannome di Giove, preso dal cullo che gli ■ Soprannome di Ercole, (Mit) Stuferà reso a Pi entra. ros. Nemichevolmente assalio, e piglio cr "^ l '!^' v oltU cBl<: ’ sono del campo I' uno contro alt’ altro nemu h'tn, j tallii S: , «f J 11 ’ 1 t F u ìf'B - ,cat| angosciosa, si non sarò io ne mica -^"ghe j, morrò di duolo. Petr. son. qo. E perchè mitigato, n . .pici 'olle 11 ,,. . y ” ’ 1 . .” ne > 3 . p ( • 4 $ B r! la v ‘"Sa. C 51 ' Sh. >c. Mai H ÌMi “ili Wa „ flht KVo. Ni W tu hi, V fri S.« ìiS, ,Ni 1% 1(N (ha s N di'’ ? c e <ì. et N», fri ^1(1 ’eti, S, < nS '*n S tll NEMICISSIMO cte'S!»'?. Nc-mi-c 'Seri B lmc ‘ s simo. i *'»icò ! Ì 1 Vale . _ 1° «osi m i‘' C0- 0^- usato in forza di]sm. [parlandosidi persona. S>. ,g ° 9 C !? e l Nimico. V. Lai. wimicus , hostis. Gr. sroMftios.Bocc. I n Uai , n colendo suddito divenire del nemico del suo signore, in' 3. gs~', ^ C0IUC am ' f:0 , e non come nemico , il commisi. Dora. ) «attivi * q^^danente intesi, e certo fui, Che questa era la setta 3e A ì A D io spiacenti ed a’nemici sui. Pelr. canz. 4 . 4 Delia i feid,. a ^ c I,^ a m ‘ a neni ‘ca È bisogno eh’ io dica. Senn, S. Agost. S dsso/ 1 onore , acquistatisi i nemici. v e sare ^f e caccialo da Firenze.) (Min) - ta ' L° -stesso che Nimicizia, ] Nimistà. F■ — , J-’uia, A'' ’ Memislatc, sin. Lai. inimicitia, bostilitas. Gr. ÌV ’)f *, «ire- t * ,a ta °/e ant ‘ i0 °- *3. Questa nemistade , che tu di’, non t’ho K> di- f' r H ‘ ’V. G.f. io.Da ogni mal ti piaccia aitarne, Ed in- j l , i ìi. . C , rar “ e Ha mondana avversitate , Da umana nemistade. V 11 v ,eo g ) Ne-mi-sti. Popoli della Gallia , forse non diversi >»o 0 N . eme,i - (°) ■” anche, Nè pure.-— , Nè meno, Nep- A^Hr ì l'^ enz - sat - ,i • P entrata d’un pero o duna vite Non dareste, X^ro»? 0 Un f ^ G0 secco. E sat. 10 . Meglio fa Buda: Ei, per uscir jJV > Non ci pensa nemmeno, e vive queto.(V) Cocck. dise . inibite* a * -Nemmeno devono coll’anatomia confondersi le tanto ap- ^. e ‘ se ! ai nazìoiH e cóme veramente dicono, gl’inni devoti e i ^enr? cc * ^ co ^ metodo di studiare I* inspezione degli animali cc. nemmeno lo studio ec. ^N) Rifilo (Zool.) Ne-mo-cé-fa-lo. Sm. E. G. Lai. nemocephalus. e cephale capo.) Genere d’insetti dell’ordine de' co- sezione de' tetrameri , della fami fila de' rmeofori , e de brentideii cosi denominati per la loro testa prolungata 'Su' di f‘ l °- (Aq) • s Co ' * (Bot.) Ne-mò-fi-la. Sf. VG . Lai. neinopbila. (Da ;iw«oì .bfììfipìuios amico.) Genere di piante della piccola famiglia delle j ■< eh’ è una sezione della famiglia delle borraginee di Jus- ì f ) [>\ {i i L ^ a pentandria monoginìa di Linneo; che ha per tipo la Ne- dt n fi phaceìioides , le quali allignano e prosperano ne boschi del- settentrionale, o'ono caratteì'izzale dal calice diviso in dicci ^ a corolla campanìfoime , dieci nettarli scrobicolati , lo stilo \dLnf c apsola con quattro semi . (Aq) (N) ry^ 1 ' * (Zool.) Ne-mo-glos-sà-ti. Sui. pi. nema filo , c glossa lingua ) Seconda sezione degl’insetti ili S r du '"e de t $ i disti\ ad (Zool.) Ne-mo-glos-sà-ti. Sm. pi. K G. Lai. nemoglos na lìlo , e glossa lingua ) Seconda sezione degl’ insett ■gl’ imenotteri di Latreille , corrispondenti ai genere api bìi di Gad. (G) Nemrod , * Ncm-iod. Npr.m. I^o sfesso che Ncmbrod. Lat. Nemrod. ( V. Nembrcd.) (B) (O) Nemura.* (Zool.) Nè-mu-ra. Sf. P. G. Lat. «emina. (Da nema filo, e ura coda.) Genere cf insetti dell' ordine de nevro'teri, della famiglia delle plaiiipenne , e della tribù da' perlari di Latreille. /''Sbricio lo chiama Semblis , Latreille Nemura nebulosa , Geoffrpy Berla ni- gra fusca , é sono cosi denominati dai fili cortissimi de'quali a guisa di coda è terminato il loro addome. Il loro labbro è patentissimo , le mandibole cornee , gli articoli pressoché egualmente lunghi , e perciò differiscono dalle peiie. (Aq) (N) Neaujrs. * (Geog.) Nè-murs. L ? r. Nemours. L^at. Nemosìum , Nemora- cimi, Neinns. Città di Francia nel dipartimento di Senna e Marna, già capitale del Catinese , con titolo di ducato. (G) Nbncio , * Nèn-cio , Neiuo. N. pr. m. dim. di Lorenzo. V. (P>) Neki.* (Mit. Ind.) Né-ni.^ Nome di quei giovanetti siamesi, che i loro padri pongono plesso i éalapoini per essere educati ed istruiti nella religione e nella morale. (Mit) Nenia.* (Mit.) Nè-ni-a.Dew de funerali y pifì'ticolurmeiite onorata da vecchi; tion la invocano che all'entrare in agonia. Aveva tempio fuori di Roma presso la porta Eanimile,-e precedea acanti funerei. ( In pers. neiin poema debole, infelice: in ar. nehm ovvero neim gemere.) QAit)S.Agost. C.D.l.C. c. t). La Dea Nenia , che sì canta nei reputare e lamentare che si fa nella morte de’ vecchi. (N) 2 .— (Filol.) Sf.fi.L.Canto funebre usato dagliaruichi.Salvin.Callim. Dissero l’aria sacra di Lucina : Tosto faer di bronzo rimbombonne Con una nenia ben gagliarda e forte. E Opp. Caco, 2 , p a g- ds. Ma benanco traile fiere , Avvisando la lor line di morte , Questa razza (l'elefante) la nenia n'apparecchia. (A) (N) Salviti.Pros. Vosc.i,i‘j5. La diletluosa Euterpe ec. mirabili impressioni mette ne’ cuori , ora di duolo colle lamentevoli nenie ec. (N) a — Epitaffio, Iscrizione sepolcrale. Fìr. rim. gì. Violando le ne- nie sepolcrali > o i santi tumuli , Pietosi accoglitor delle sante o:,sa, CU’ entro yì poser pie e giuste numi. (A) (B) 3 —* Nanna. ( V. nanna. ) Salviti. Annot. F. B. 5. 3. 11. Questa è una Nenia ; che noi perciò dichiamo con onomatopea, la ninna naftna, cantilena delle nutrici per fare addormentare i bambini, cullandogli.(N) Nsniaton.* (Mus.) Ne-m-à-ton.ó’m. Là ni delle arie spoudaiche, composta di note lunghe ed eguali, che serve tanto a condolere su morii : come cui addormentare i fanciulli. (O) Nennio , * Nèn-m-o.,!ìV. pr. m. (Elevato, dal celi, nen elevazione.)—■ Storico inglese del ix secato. (O) apis Nensia.* (Geog.) Nèn-si-a. Amica città dell’Africa propria. (G) xr.. Tvr..^ J..., Lr J iS a n;.d ..»> L\. J / io:.. •\ s lUii/Itl i e cosl denominati dal loro labbi'o inferiore somi ■ Nen """ Un &“ 1 stnUa ’ tilleare . ed (tssai lu ' l S a - „ Vl , „ e ii a Tav. Buri, (wwhe nella not. 216 , N W ' ‘ W) Ne-mo-guà-ta.^/: V G. Lai neu.ogualha. (Da » ,geco,«Io J p oi * io s0 \, coìl0iCt , ite> ch’dla r ,e ó‘ .1°. e gnathos uiasceila.) Genere d insetti dell 01 dine necqUot- letti) Pei _ -, 1 1 sefivne dégli elei-omeri , della famiglia de’ irachelidei , e nc pdV'-M delle canlaridee ; stabilito da lUie,ev, illude sonano nùu l ^ cw ^uscelle di qualche maschio , molto prolungate e fi J t Nèn-te. Avv. E. A. E. e desiente.Rim. ant.Fr.iiuitt Ch’invereo voi non feci fallo niente./ff/w. ant.Stefano Protonotario diAR , ssina ì . , .. . Gniir* non cura nente. Guitt. lett. 35. So. Nente ragion lo vuole. (V) •’WTiDAVA.* (Geog.) Nen-ti-dà-va. Antica città della Dacia. (G) ; V ivr „ . i\... r c... ~T'~ - - 7«i e bo,chi - OW) ì> ,,e >no t °° 1- ) Ne-mò-uo-iui. Adii. ut. pi. V. G. Lat. oeinonnuu. “ 0;ico i c nemo io pascolo.) Alle., deeli animali selvaggi, , »<>’ boschi. (Aq) 1 ,'“‘‘ Jcre Nc-ino-rà-li. Add. e sm. pi. Feste che celelravansi L a -dricia in onore di Diana filicina. (Dal lat. nemus, > ( ! i.'. Ne-mo-rtn-se. Soprannome di Diana, Dea de’bo- Et. nemus. - ' ■ r . ’ tco 8 ;*- , - nemus, .... , Ae-mò-ri-o. N. nemoris bosco.) (Mit) pr. tri. Lat. Nemorius. ( Dal lat. nemus , de' GeE°,) Nc-tnò-si-a. Sf. F. G. Imi. nemosia. (Da nemos bo- rf 3’ r ò' ( , 5 ’ e/ L ’ di uccelli, dell' ordine de’ passeri, e della famiglia dei i( t l -‘n ne ‘> ^abilito da f'ieiltoi ceti una specie del genere tanagro l ^fiuati anumo i boschi. (Aq) e 5 0 ^^ 00 ^) Nt-inò-sc-ma. Sf P. G. Lat. nemosoina.(Danema de' l( f Cor P°0 Geiieie d’insetti dell' ordine de' coleotteri, della (fi c o fil ^' anierL > e della famigliu dei silofagi , il cui corpo è lì- cl e ii° ì r,ic ‘ Lianno le antenne in mascelle peifiliale, appena piu aij. Co qun, , a f esta • questa ultima parte del corpo è larga presso a ( At i) 0 n*. *> ex, ‘ (Eiu) ini /, "« (ih Me -inò-spora. Sf, P. G. Lat . nemospora. (Di t $ì)or» cam.. \ V»_ j j: al gr. p s pora seme.) Genere di piante della famiglia de’fun gin ì dentano i Icjq sponda ritenuti da fili gelatinosi. (Aq) secondo grado, ed è un’erba, la quale ha le sue foglie late, e che si truova in luoghi nequitosi, ed ènue di due maniere : una che ha tieni purpurini , la quale è migliore *, e altra fiori gialli, la quale non è tanto buona. Nenofarin°. (Bot. e Farm.) Ne nu-fa-roiio.-4^/.//?. /)* neuufar.Cr.Ù.ifS. io. Nel predetto modo si la lo sciroppo violato , e lo sciroppo nt-nufurin#. Nenzo , * Nèn-zo. iV. pr. m. accoro, di Lorenzo. P. (tì) Neo, Ne-o. iSm.Norne che indica le macchie di varie specie che si osservano in sulla pelle de fanciulli neonati , e che non iscompajono piu. Il volgo le attribuisce all’ injluenza degli appetiti , de’ desiderii e delle impressioni della madre sul feto. — . Nevo, sin.) Lat. oaeus. Gr. Qwihtì virtfxrxpx.ioa'ts , cirtKos , crxihtDfjux.Rocc. nov.iy. tii. Ninno segnale da potere rapportare le vide, fuori che uno ch’cilà n’uvea sotto la sinistra poppa , ciò era un neo, d’intorno al quale erano alquanti peb.izzi biondi come oro. E nu/n. 18 . Madonna Zinevra tua mogiiere ha sotto la sinistra poppa un neo ben grandicello, d intorno al qual*; boa forse sei peluzzi biondi come oro.Cani.Cam. 85. Abbiam certe niedicine , Lime e ngegni da curare Natte , nei, scrofe e gavine, 2 — p er simiL [ Piccolo difetto , Imperfezioncella.] Red. lett. ». gs. Abbiamo dcteriniuato per obbedienza e per ossequio di legger l’opera insieme; e le prometto che se ma», il che pure è impossibile, ci fossimo per iscorgere qualche piccolo nco , tanto il sìg. Cario, che io glitf avvÈscreinnio. » JLIann. Lez* Lnig. tose. 2.5. Il perchè io dovrò giustamente essere compatito, se io mi dessi nulla nulla a credere che contratta si sia, o a contragga di presente, qualche neo di ruggine ec. (N) 3 —* Que segni posticci che si mettono sul volto k d rm^. (A) Gozz. Serra, 1 . Un amòo scaioltno Di nei npùi^o. (N) !>2 0 REGRULA JNlobulA., * Ne-ò-bu-la. 2 V. pr. f. Lat. Neobula. (Dal gr. neos nuovo, c inde consiglio : Nuovo consigliere.) — Figlia ai Licambo , promessa sposa ad Archiloco.—Giovinetta a cui Orazio indirizzò un’ode (B)(Mit) Neoburgo. * (Geog.) Nc-o-bùr-go. Lo stesso che Naumburgo. y. (G) Neocabl,* Nc-o-cà-bi, Neocabide. N. pr. m. (In gr. vale cibo fresco, recente, da n?os recente e ceibe cibo .)—Nome di un re d'Egitto. (Mit) JNeocastello, * (Geog.) Nc-o-ca-stèl-lo. hot. Neucalrosetum. Citta del- l’Inghilt .— deli Irlanda .— del Canada .— della Nuova Olanda. (G) .Neocastro.* (Geog.) Nco-cà-stro. Antico nome di Navarino. (G) Neocesarea.* (Geog.) Nco-ce-sa-rè-a , Niesara, Adrianopoli. Lat. Nco- caesarea .Antica città della provincia del Ponto , spesso compresa nella Cappadocia , ora Niksar. (G) Neoclaujjiopoli.* (Grog.) Neo-clau-di-ò-po-li. Lai. Ncoclaudiopolis. An- • tica viltà della Paflagonia. (G) Neocle , * Ne-ò-cie , Neoclito , Neoclide, N. pr. m. Lat. Neocies. (Dal gr. neos nuovo, c cleos gloria .)—Filosofo ateniese , padre o fratello di Epicuro. (B) (Mit) Neoclide , * Ne ò-cli de. N. pr. m. Lo stesso che Neocle. V. (B) NEPENTE Neomeridt. * (Zool.) Ne-o-mè-ri-di. Sm. pi. V. neos nuovo , e meros parte.) Genere ■ /P* ■. G. Lat nj ■di polipi Itivi , e della divisione de’flessibili , che presentano per c ^ Jutni'j/t QetYlrtlrs.*. fn/livi ir.~,n S. ntl, .1 „ r. ■ntTt'te Slip" lipano semplice , incrostazione cellulosa nella parte su P ei f' tlt tiO^K basa nella parte media , e scagliosa nell* inferiore. Da ^ l f ll0f ne.i^ diforma ,nelle tre parti in cui sono divisi , hanno desunto un t (t s ua' M Neomisia, * Ne-o-inì-si-a. N. pr. f Lat . Neomisia. (DalgT Rì nea,f 0 f c li <*. J.T. pr. f Lat » neunuca. ‘•ym c my siao io nauseo : Nauseato per lo moto della nave.) ( ' Neoke , * Ne-ó-nc. N. pr.m.Lat. Neon. (Dal gr. neos , lj ea, Q r e& «ente , fresco, giovano.)— Uno de’generali de’diecimià 1 combattettero sotto le bandiere del giocane Ciro . (B) (M' '* _ o. — * (Geog.) Antica città della Grecia nella Focide* (f) 0j tl cU Neghi. * (Mit. Àfr.) Ne-ó-ni. Nome dì que’ sacerdoti del 0 T uffizio speziale è di guarire le malattie. (Mit) „ Neohtensi. * (Geog.) Ne-on-tèn-si. Antichi popoli della R e ffa 1 1 Neontico. * (Geog.) Ne-òn-ti-co. Antica citta dell’Eolide. ^ eia. — delia Caria. (G) _ N j.oM iHo.*(tìeog.)lMe-on-t[-no.iV T owe('//fl/o?r’/e antiche città ^^ }lg oS \i Neoclito , * Nc-ò-cli-to. N. pr. m. Lo stesso che Neocle. V. (Può esser Neopetra.* (Min.) Ne-o-pè-tra. Sf. V. G. Lai. ncopetra. (D a V. 0 $^ nn/'lin un nAmo avi rrin^riA ria »» oa c vnii-kX7,rv a a/iVa. AliinmSlfrt * Niia. A i*/.......... . / ...... mPClC ti .... tf)C l da neos nuovo e clitos chiamato : Nuo- c petra pietra.) Nome dato da Saussure ad una specie dapparenza silicea od a frattura scagliosa , che si trova di diversa formazione e natura , chiamando V altra spe>' ,e fìl ulei^ e 1 questa è un feldspato , quella è la selce cornea , corrtsp , y /’Jjornstein infusibile de'mineralogisti tedeschi. (Aq) }1 eoS Neopolo, * Ne-ò-po-lo. N. pr. m. Lat. Neopolus. ( Dal .S 1 '^ ri? 11 * vine, e polpo io giro: Giovane girovago. Nella stessa h n » nuova vendita.) (B) • ■ a ^ Neoride. * (Ge^g.) Ne-ò-ri-de. Sf. Regione dell' Asia Vie 111 drosia. (Mit) Neoriti. * (Geog.) Ne-o-rì-ti. Abitatori della Neoride. (M 1 ' ^ Nkosti. * (Geog.) Ne-ò-sti. Antica città della Sìria. Neotea. * (Filol.) Ne o-tè a. Add. f V. G . Lat. neothea-( u ‘ vo , e thea dea.) Titolo assunto dalla fumosa Cleopati'th H ^ compiacere il Triumviro Marc Anlonio,che preso uvea q ii< ’ ,p.i Vesti l’ abito sacro d’Iside. (Àq) Neophila. (B) Neopbilus. (Dal gr. neos nuovo, anche un nome originario ramcntc chiamato.) (B)* Neocobo. (Arche.) Nè-ò-co-ro. Add. m. V.G. Nome che si diede primieramente a' custodi de’ tempii^ e poi si estese eziandio alle città e provinole che fecero erger tempii in onore dì Roma e degl’Imperadori. (Da neos tempio, e coreo io spazzo, adorno.) (A) Neocreti.* (Geog.) Nco-crè-ti. Antichi popoli dell’isola di Creta. (G) Neodamode.* (Filol.) Ne-o-da-mò-dc. Add. e sost. coni. E.G.Lat. tieo- damodes^.(Da neos nuovo, c demodes popolare.) Liberto , o schiavo .che per qualche segnalata azione divenuto libero , esercitava i diritti di cittadino , presso gli Spartani. (Aq) Neoenia.* (Arche.) Ne-o-è-m-a. Add . e sf. V.G. (Da neos nuovo, e inos vino. ) Festa che celebravasi in onore di Bacco quando per la prima volta pigiavasi l’uva. (Mit) Neofila , * Ne-ò-fi-la. N. pr. f Lat. . Neofilo , * Ne-ò-fi-lo. N.pr.m, Lai e philos amico.) (B) Neoijto. (Eccl.) Ne*ò-lì-to. [ Add. e sm. V. G . che significa Pianta novella . Si chiamaron così i Pagani) Ebrei e simili da poco tempo convertiti alla fede) perchè si riguardava il battesimo che riceveano come una nuova nascita. Anche al presente si chiamali Neolìti i Proseliti, fallì da’ missionarii tra Infedeli. Finalmente si chiamati Neofiti i cher/ci di fresco ordinali) e i novizii ne’ monasteri .] Lat . nro- phytus. Gr. vtó$vr os. ( Dal gr. neos nuovo , e phy'ton pianta. ) Fr. Giord. Pred. R. Il giorno dopo, che furono battezzati, uno di .questi neofiti fu sorpreso da una febbre cassale. Seid. lett . 2. 727. Sono state ancora mandate alcune lettere da quelli neofiti di Meaco a’Cristiani di Bongo. Neofito. * N. pr. m. Lat. Neophytus. (V. neofito add.) (B) Neofroke, * Nc-o-fró-nc. N. pr. m. I^at. Neophron. (Dal gr. neos nuo- \o , e phrcti senno.)— Figlio di Tiniandra y cangiato in avoltojo da Giove. (B) (Mit) Neofroke.* (Zool.) Sm.V.G.Lat. neophron. (Da neos nuovo, e oplirys •Sopracciglio.) Soltogenere di uccelli formalo con una specie di avoltojo nell* ordine de' predatori , stabilito da Savigny 9 che ha per tipo il vultur percnopterus Lin. ; così chiamati a cagione della loro cera nuda e sparsa eli rari peli simili a sopraccigli, nascenti. (Aq) (N) Neogalo.* (Med.) Ne-ò-ga-lo. Sm. V.G.Lat. neogala. (Da neos nuovo, c gala latte.) Latte separalo dopo il colostro. (A. 0 .) Neografià.* (Grani.) Ne-o-gra-fi-a.N/iZo stesso che Neografìsmo./^.-(Aq) Neografìsmo-, (Gram.) Ne-o-gra-fì-smo. Sm.V.G. Lat. neographismus. (Da^ neos nuovo, e graphe descrizione.) Innovazione nella maniera di vrtogrcifìzzcireper utilità o bellezza della scritturai e la maniera innovata. — , Neografia , sin. (A) ( 0 ) Neografo. (Gram.) Ne-ò-gra-fo. Add. e sm. V. G . Colui che sludie- volmp.nte ortografizza iti modo inusitato. (À) Neola.* (Grog.) Nè-o-la. Sm. Piccolo regno della Senegambia. (G) Neologia, (Grani.) Ne-o-lo-gì-a.A/i^.G./'at. neologia. (Da neos nuovo, e logos discorso.) L'uso e l’arte di Jormar nuove voci , che, se.son tratte dal greco o dal latino , e facciano propriamente di mestieri , noti sono difettose i ma se son tratte, da aure lingue senz alcun bisogno , ma per mèra ignoranza della propria) è brutto vizio.— ) Neologismo , sin. (A) (Aq) Neologico. (Gram.) Nc^o-lò-gi-co. Add.m. V.G. Aggiunto di vocabolo q linguaggio pioveniente da neologia.. (A) Neologismo. (Grani.) Ne-o-lo-gi-smo. Sm. V . G. Lo stesso che Nco- Neologo*. (Grami) Ne-ò-lo-go. Jdd. e sm. V*G. Colui che, parlando o scrivendo , fa uso frequente di nuove voci. (A) . Neomago. * (Geog.) Ne-o-inà-go. to.Ncomagus, NoviouiagusBalavorum. . Antica città della Seconda Germania , oggi Niniega. (G) N-EOm^ia. (Astr.) Nc-o-mè-ni-a. Sf. V. G. Lat. neoineiua. ( Da neos i\uoyo , e mene luna. ) Pi imo giorno della luna o del. mese , giorno sacrò, presso gli Lgizii , gli Ebrei , i Greci , i Romani ^ da quali eixi anche passato ai primi Cristiani. (A) (Mit) 2 _■ * (Arche.) Le neomenie erano feste die gli antichi celebravano cui ogni nuova luna . I Greci le celebravano in onore di tutti gli àei, . ma paiticolai'mcnle di Giana e di Apollo. 1 Romani allè Neomenie * sQshtuii'ono le calende. (Mit) • I^eomeisiasti. * (Mit.) Ne-o-rae-nià-sti. Add. e sm. V. G. Nome presso i . Greci di coloi'o che celebravano le feste delle neomenie. (Mil) NtoMEruo-*:(Mit.) Ne-o-inè-ni-o Noprannome.d'Apollo onorato nel novilunio ^peDchè credevasi che lutti gli astri prendessero lor luce dalsole.{ Mit) NeÓjkeri , .^NcfOrmè-ri.. JV. pr. f (Dal ceìt. gali. monMnda , e muir ovvero mer mare : Onda del mare,) — Una delle Nereidì. (Mit) N; eoterico. * (Filol.) Nc-o-té-ri-co. Add. m. V. G. Lat. nC ° erC hè )f!l ■ neos nuovo.) Propriamente vale Nuovo o Giovanile e pri'* 0 l/* 1 '' 1 " vanezza suol essere inconsiderata , fig. dicesi di Chi e V ^ denza e di ragione. Così per altra metafora Neoterici ne ^ appellati i novatori , perchè introducono contro la s (lll(t M ronee novità teologiche. (Aq) (Ber) irli^ * NEOTERjDE.*(Geog.) No-o-tò-ri-dc. Sf. Antica contmda del Gedrosia. (G) ig0 $ g^ 0> Neoterio , * Ne-o-tc-ri-o. N. pr. m. Lat. Neoterius. (Da 1 } . nuovo, ed heteros compagno) (B) ,.wVtfO^ Neoterismo. * (Filol.) Ne-o-te-ri-smo. Sm. V* G. (V. N e ° ^ nia d’innovazione. (Aq) polipi iW Neotichiti. *.(Geog.) Ne-o-ti-chi-ti. Antichi popoli delà 1 ,. oL iia J ! Neottia. * (Bot.) Ne-ot-tì-a- Sf. V. G- Lat. neòttia. (Da '' _- n $1^ cl y Genere di piante della famiglia delle orchidee , da ^‘‘ C ^ f ed adottato da Swarlz ; così denominate dalla forma * ^ p* mila in qualche modo simile ad un nido. Richard fie . ( ' 0 > e f/io^ la Neottia nidus avis, eh'è /’oplirys nidus avis di bil'tl 1 ’" ratleri del genere ritiene il perianzio connivente, il ' a colonna breve coll' apice ripiegalo , lo stimma trasvers n t g t minale , e le masse di polline granolose riunite p ev n " mi 1 '. glandola. (Aq) (N) _ n NEOTTocRrm.* ^Zool.) Ne-otto-crit-ti. Sm. pi. V.G. f'jolia-.U’' 1 ' (Da neos nuovo, c ctyptns nascosto.) JSome d nna i (lììl D pei ìe ^].C KÌ imenotteri, stabdito da Dumeril , comprendente qu' rivati allo stato d insetti finiti : d’onde lor venne tal f‘eS te !-o Neotiolemie.* (Arclie.) Nc-ot-to-lc-mi-e. Add. e sf. V-fi’’^ C di Aeottolerno , che celebravansi ogni tre anni in Va ! /palo rfr Neottolemo, * Ne-ot-tò-le-ino. J\. pr.rn. Lat. IScoptulcm' 1 0 prti nuovo, e ptolemos usato da’ poeti per polemos guerra.) g la di Pirro figlio di Achille , cosi detto perchè soltanto . c hè j(jP' del padre si recò alla guerra di Troja , o piuttosto ” vanissimo quando prese Le armi. — Re de Molossi , P pia. Re di Epiro , zio di quel Pirro che fece g uerr p 0 eifl leh ano ai principio deW equinozio di primavera^ « If] ni: allora i grandi del regno offrono doni ed c/mG'n. ò nosi pure pubbliche preci per taconseivazione de beni ^ .1 1 / \ 0 uir Nepekte.* (Bot.) Ne pèn te. Sm. V. G. Lai. nepcnthes. t pi ■ ju' ■ privat., e venthos lutto, tristezza.)Generi di piante J . gi&Upf 1,1 c ìa monadelfia , o delta monadelfia dodecar ^ a Hce i famìglia itulelermitiaUti caratterizzalofjp della dioeci derni) e di famiglia indeterminata; caratterizza^ **" e hat° ■ ei dalle antere riunite in capotino , lo stimma sestile p y ^ sp . ^ e la capsola quadriloculare con molti semi aru a ' gS ife& pii' ^ notevole è detta Nepenthcs distillatoria , perche su sue foglie vedesi un urna concava che ogni ifU _ „ vc aid£ r di circa mezzo bicchiere d’acqua limpida e d° te ‘\j ^Ueo^' fa J' e l assetato, viandante nelle Indie , nel Madagascar •oindbei» 10 ' 2 — * (Farm.) Beyanda anodina o .svila di opp u guah*^ ac doro Zuingero e da lui credulo efficace Trovasi registralo nelle vecchie Jannacopee.^pH.) . x cca^\. fafi o 3 — (Filol.) Pianta d' Egitto, ricordala da Omer > ^ i0 pe G j jil 1 era usata da Elena , ridotta in polvere e .. / : y fin 0 ) la tristezza e rallegrare il cuore. Red.DilirAPb ’ n cpcnlc, Clic fa stare il mondo allegro , ec. E Annot.Ditir.41 -Non siri Cl luda >'lo (iV caffè ) nè per diletto nè per medicina , ancorché vi di m P crson c clic voglion dire. < -. a?. 1 * >> (A) (B) NEPESINO NERBO Sai per non sia altro che 1’ antico nepente i *—.* /■*,,\ > '-c-. . L v'ht.) &'oprami, di Apollo,che dissipa latristezza. (V.ujS.f.) (Mit) > * Nè-pe-sì-no. Add. pr. m. Di Ncpe, o sia Kepi. (B) E ? E Ta . * \ l t*> _.. oy T „ _ JìW^IT. LT Neputa e Nepitella. E. Nlpotino , Ne-po-tì-no. [Sm.] dìin. di Nepotc. [Lo stesso che Nipotino. V .] Gar. Un . 2 . so 3 . Ho sentito grandissimo contento delia duo . a che m’ha data de’suoi cari nepotiui. Nepotismo , Nc-po-ti-smo. Sm. Lo stesso che Nipotismo. P r . (.A) Negoziano.,* Né-po-zi-à-no.IV. pr. m.— Flavio Popilio.fZsW7>aiore del- l impeixt dopo la morte di Costante. (Mit) Neppure, *Nep-pà-re.^vt;.t:o/np. Lo stesso che Nemmeno. E.(V. nè e pure.) Cocch.Disc. Tose.2.1 g. In tutta la classe degli autori ili medicina non ve ne neppur uno che si possa anteporre al Bellini. (N) 2 — Scrivasi anche Nè pure e Nè pur. Cavale. Specch . Cr. n 3 . Io non ebbi nè-'pur dell’acqua,' e tu inebriidi molti vini.(£at. ne aquam quidcm.LWés/one di Brescia 1822 a pag. gg ha: Io non bebbipur dè-i. Sm. pi. P r . G, Lat. nepides. ( Da ne par- dell’ acqua ; e tu ti ec.) E Att. Apost. -t/jj. Ma io per me non gli podos piede.) Tribù d’insetti dell’ordine degli trovo cagione , per la quale egU sia degno di morte, nè pure di pri- j__*.• *.—* - j-tt~ r — vts.ii* .j,.*** gionc. Eit. SS,Pad. 1. 84» Da-qual cosa non volendo egli fare, nè pure udire , condusse a prezzo un cammello ec. (Se già non valesse nè solamente.) (Y) Nè punto nè poco.* Posto avverb.Le stesso che Nè poco nè punto. E. Salvia. Pros.Tosc. 1. 544 - Nè la lingua di Galle somiglia punto nc poco , per quel eh’ io sento , 1* inglese, detta perciò da i paesani lingua sassone. (N) Neputa. (Bot.) Nè-pu-ta. Sf.Lo stesso che Nepitella. E.Sannaz.Arcad. egl. 8. E non ti sdegnerai portar su Tornerò La cara zappa, e pian- £ 1lc pa scorpione : poiché una delle specie di questa pianta credeasi t tcrai la neputa, L’asparago, l’aneto e’1 bel cucumero. (A) (B) Più**'* lt £ I,anre il morso dello scorpione. Lemeryi) Nome generico di Nequam.* (Mit.) Nè-quam. Preteso prìncipe de ’ Magi , al quale le c?v- 2^ s pecie di Me lisse. E .—, Nipitella, Nepeta, Neputa, sin. (O) (N) nache di Magonza attribuiscono la fondazione della loro città, (la ^Pianta che ha gli steli deboli, ramosi , alquanto bianchi , veìlu- bd. nequam cattivo : in basco nequez male , e nequea travaglio, fa- * ^yòg/ze ovate, dentate , pelose ; ifori bianchi , co’ peduncoli tica , stanchezza.) (Mit) n, € Uari % dicotomi , più lunghi dette foglie . Fiorisce dal Giugno al Nequino.* (Geor.) Ne-qui-no, Lat.Nequinum, Nanna. Antica città d’Ita- ’ 1 * i.-f ’ 1 ■ _?* _J4*_ . Jwrt n ali* 77»w/.n.'.i. //^ \ A/ * (Bot.) Né-pe-la. Sf. Lo stesso ^rntol. Berg. (H) 1 1 ' .(Geog.) Lat. Nepeta. Città degli Stati della Chiesa nella de- Z, ° n edì Filetto, fa t„ 1 Nè-pi-a. IV. pr. f. ( Dal gr. nepia infanzia , leggerezza, stol- è'i, 7,1 ') — Figlia di Giasone. (Mit) tr M) Ne-pi-dè-i ' eniif a “ c gat., c pus, pod a ^ jy Leri > della sezione degli e ter atteri, e della famiglia delle idroco- 1* e . e » ^abilita da LatreiUe , la quale comprende quelli che hanno per 1 ant eriori uncinati , le cosce grosse con solcatura al di sotto q ricevere i bordi inferiori della gamba. I loro tarsi son corti , e Ut^ 11ìe ^ a origine si confondono colla gamba , formando con essa ^i' Wi( ^ e uncino, onde sembrano mancanti di veri piedi: carattere l'ifcpj* Ì<1 h>r meritato tal denominazione. (Aq) (Geog.) Ne-pì-sta. Antica città della Caramania. (G) * Te *»la.* »:.i cr t n * A t \ H (Bot.) Ne-pi-tèl-la. Sf. Lat. nepeta. (Vuoisi così detta dal *Qfi • v wc. • »--- \-/ €f nbre , ed è comune lungo le strabe, specialmente di collina. _ha nell Umbria. (G) n I ) o II ^ I a iil 1 /irt T ... iiii.lier.n neneio T in 1 JI/J ASifIr\h., TNeOI’IOTÌR . comparativo coni. p^.A. e L. U. e dt'Veg- 77. Prende sette spiriti nequiori (Così ha acquatico e di monte. t una vana lezione ; il lesto legge spiriti più iniqui) di lui. (Y) (N) ìttico s’appella mentastro,quellodelle montagna si chiama nepitella. Neociron.* (Mit. Giap.) Ne-quì-ron. Una delle tre divinità, giapponesi qj c alaminta : * Specie di melissa comunissima in Europa, che ha che pr.sedono alla guerra. Le altre due sono Denichi e Mar isti ni. (Mit) vjy! f \ e fortissimo , aromatico , con sapore acre e caldo, e chepossiede ^equissimo, Ne-quis-si-irio.-^^/. e sm. superi. E . L. Iniquissimo. Lat. nc- ìiih^ stl molanli che perde seccandosi.P^. Calaminta. Lat. melissa ca- quissimus , iniquissimus , maxime impius, Gr, tfov7)f>oT E 2 ' Détto ha quasi niente Della sua gran nequitanza. 3 ‘'fcpw - v ... 0) ,^o. (Anat.) Ne-pi-tèMo. [Ym. PI. Nepitelli m., e Nepitella f,] hi- 0 Propriamente della palpe/ra dell’occhio [o anche la Palpe- cl,j 0 sfe5 ^0 —, Nipitelle, sin. Lat. gena, palpebra. (In ar. nefs oc- dif t > e ~elae difesa , presidio ; onde nefs telae vuol dire presidio , djJ? dell’ occhio.) Pallad. Marz. 2j. Se avrà peli Discolori , cioè nelle nepitella degli occhi , ovvero negli orecchi, gelo^ "Stuoli svariati di colore. Cr. 9. 58 . 1. Se avrà peli di più co- delL* 10 lic pitelli degli occhi o degli orecchi, varierà molto il color O- ^ Cl’n^t_ t 11 r'., 7. .. ..X _:i_ \ Tì T -o Xp-lìj ti°n sicno gli orli, ma meno. Posto avverò. di^ s nie desìmo. Lat. adamussim. Kov. ani. g 4 . 3 . lt*o Se bene j c nè più nè meno fece. Bocc. nov. 1. i 5 . Io ho vi- tante ingiurie fatte a Domeneddio , che ^cr farnegli io una ^^0? a n ^ a morte, nè più nè meno ne sarà. L nov. 7 6. 1 . Come r 0E molto.* Posto avverb.zzz piente affatto. Bocc . g. 3 . n. 5 . j ,S Ua i'dasse, che a niuna cosa, che egli dicesse , rispondesse né dì ta^ “olio. Magai, lett. fam. P. 1. I. 11. Non c’è di bisognò : 1 Preparativi, e si fa in quell’articolo, come fanno gli avverIsola della Russia europea nel governo di Ar - toia arciconsolare dignità. neh delle palpebre.) (Y) . x „ Per l'appunto Non diversamente ; Nequitezza, Ne-qui-téz-sa.ò/.’/^. e ^Nequizia. Tolom. Oraz. a Clem. 11 ----- ni. Berg. (Min) Nequiti.* (Mit. Afr.) Ne-qul ti. Setta stabilita nel regno del Congo , la quale tiene le sue assemblee in luoghi cupi e. sconosciuti. (Mit) Nequitoso , Ne-qui-tó-so. Add.m. Che ha nequizia ; [ Malvagio. —, Nequitoso , sin.] Lat. nequam , improbus. Gr. 1rcu^pos. Fv. Jac. T. 1. 3 . 3 . Sua lingua nequitosa Non può giammai posare. Buon. Ficr. 5 . Intr. 1. E voi sante, e voi caste, e voi pudiche Spinse per terra , e nequitosa oppresse. E 5 . 4 ■ È nequ toso c ratto , Con molta al fianco e berrovaglia e plebe , Sgombrò la piazza. Nequizia , Ne-quì-zi-a. [Y/.’] Malvagità , Scelleratezza, Malizia .—, Ne- quità, Niquità, Nequitanza,^Nequitezza, Iniquizia, Imiequizia, Iniquità, sin. Lat. nequilia, pravitas/G?-. irovypict, gox^rpU.^Dant. Par.4.6g. È argomento Di fede , e non d’ eretica nequizia. G.E.10. 24. 2. Onde graude nequizia ne seguì in Pisa. Coll. YY. Pad. Della nobiltà dcl- Tanima , e delle nequizie spirituali. Eranc.Succh. rim* 35 . E come in mar così in tei*ra spandi Maggior nequizia per sì fatta vìa. Lor. Med. canz. 52. 3 . E tanta è la lor nequizia, E la loro ingorda voglia, Ch'elle fan come la foglia, Che si volta a tutte T ore. 2 — Rabbia, Stizza. Franc.Sacch. nov. 86. Fra Michele si consumava di nequizia, veggendo i modi fecciosi della moglie di Ugolino. (V) Ner. * N. pr. m. Lat. Ner. (DalTebr. ner o nir lucerna.) (B) c ' x — ' - a -t: Stali della Chiesa nella delegazione go delle Moine eh e. (G) crabus. Antica città della Siria.(&) diP'r.nel dip. di Lot e Garotwa.( G) umani che un tempo fa- considerato qual Giove Seigio, JNerangia. tan t’ altri, alTintelligenza de’quali non gli ajuta la lor Filo- *• to CQ e Poco uè molto. (N) ^ p unto.Po^o avverò Lat. Nè mica, Niente affatto.—, Nè punto nc minimum quidem, haudquaquam.Gr. cèSa ypv. g * 77- Nulladimcno io non mi sento nè poco nè punto indi- NcRAc.*(Geog.) Lat. Neracum. Cit. di Pr. nel dip d ! Csi Ss j^ le dere che ec.jd.’ Oss. ami. 118. Non conobbi queste due fa- Neràmeda.* (Mit. Ind.) Ne-ra-mè-da. Sacrif/zii w K^ Uor.'? P lc De nè poco nè punto più valenti della terra sigillata cevansi nell'lndostan a Cali moglie di Sivan, ,,Y Cl dcre ; ir u,. ^ q. n/i//n 71-Li .f. VIA-., libili tir.lli'lr. -nr. In m 11 — TV R RlST Plutone. (Mit) .... ri- .. (Mit.) Ne-ràn-gi-a. Sf Specie di divinazione usata fra gli Arabi , e fondata sopra parecchi fenomeni del sole e della luna. (Iu pers. naran sole. In ar. neiitr sole, luna.) (Mit) nella Moldava per non aver voluto rivelare la con - Nerastro , Ne-rà-stro. Add. m. Che tende al nei Alquanto ntio.- ^'i^ck * /Ì, ltn P e i'atrice sua moglie. (0) Nericcio x T CGer * " Nericcio , Nerigno, sin. (A) Vilhsn. Bf'g* ( 0) , srata. * (Gcog.) Ne-rà-ta. Antica citta della Liburma. (G) h ^6. a -vr ^-Geog.) Ne-po-muck. Città della Boemia. (G) Nerata. iuius.i -- ir* n JV [Adi e sost. com. Lo stesso che Nipote. O-ì Lat. Nerbare , Nei-bà-re. [Att-Ì Percuoter con nerbo. Lat. mrveo flagro cac- 11' I,!;. \rycuci àiroyovos, txyofos. Bocc. nov. i 3 . 7. Ad attt-n- dcre. Gr. rdU vevpou i^u r rTÌCf‘i>. . ■ „ , . t .W.-'teU. u... * - 7 ’ Nerbata Ner-bà-ta. Sf Colpo di nerbo.-, Nervata sm. Salvin. Annoi. F. B."4. 2. 4. E nell’aceto a stagionarsi con nerbo , perché le nerbale sien piò frizzanti. ( )) ( Nerbato, Ne^bà-to.^»*.^ Nerbare. Percosso con nerbo. V.direg.{\) Nerbeim. ' (Geog.) Ncr-bMfa. Lume dell Bidostan. (G) Nerbo Nèr-bo. {Sm.PL Nerbi m. , e ani. Nerbora f Quella parie del 5 f . ariìn di.-mi \ Nervo, £,at. neryus.Gr. vìvoqv.Fj'. Giord. un f? l °vane lor nepotc, cne aveva nome iviessi dPjH.* L>ant. Inf. 16. Nepote fu della buona Guakirada. Jh f ! }1 / r ?'—Cornelio. E.— Flavio Giulio. Imperatore romano r>*ka, 0 * eli' impero d’ Occidente. (0) S/n. dim. di Nepote. E.A.V. e di Nipotino. SÙt u ' Siwl t i . ,<^5. Avvegnaché li nepotilli piahgeiidò ti . 0 a l collo,non ti reggere con loro per ciò, ma passa ec.(VXN) corpo che ora meglio dicesi ] NerYo. (2 2 NERBOLllNO INERIO vicoli in milito il tridente di Nettuno , nell’ altra un delfino » '^(iO Pred. D. Del sangue si fa la carne , Tossa , c le veni , e le rinfiora. .. .. ..... .- , .. Scal.S. Agost. Bàgli la benedizione che l’Angelo diede a Iacob, mor- ioria owmcoronaoramidicomllo: anche metàdonnae metà /““S') tilicandogli il nerbo della coscia. Tes.Br. 5. 44. Abbiano ec. fi buoi) Nereidea. * (Boi.) Nc-re-i-dè-a. Sf. P. G. Lai. nereidea. (V. ■* s „ ec ii dure nerbora, e piccole unghie , e coda grande e pi Iosa. Fr. Giani. S, Genere di piemie crittogame, stabilito da Stackhouse con alcune Pred. 7 1. Il sangue non ha questi difetti, de’ quali si fanno T ossa, c di fuchi di Linneo , cosi denominandole da’ luoghi umidi ove / le membra, e le nerbora. allignano. (Aq) degli*' t — Onde per meta}’. Forza , Importanza, Il migliore.[Z? parlando Nerbidi.*(Zoo1.) Ne-rè-i-di. Sm. pi. Frinì ordine della classe “ ■ neilidi nel metodo di Sa Nereio Foco di cose militari La parte migliore, La più forte d’un esercito o di qualunque altra cosa appartenente alla guerra : tolta la metafora dall’essere i nervi la parte più elastica e più vigorosa del corpo umano.] Lat. robur. Tac. Dav. Stor. 2. 288. Furono il nerbo di parte Flavia. Pass. Ger. 18. 102. Cbe il nerbo delle genti ba’l Re in ajato oGiiicc. Stri', [incontrato le bande nere, che erano il nerbo dell’ esercito. (Qui risponde alì élite de’ Francesi.) (Gr) 3 — [Adoperasi anche per la Parte più scelta di un corpo di soldati, che in certe occasioni si fa operare e combattere separatamente Nereo,* Ne-rè-o,Nerio, Nerino. Npr.m. Lat. Nereus. (V. iVéi'j 0 dalle altre.] Pac. Dav. ami. 1. 10. Aggiunsevi gran parte de’cavalli - — * riun a ri... ..— j: ..1... ,/rn /..- _ .1: o -.,:/. net di guardia , col nerbo di Germani, che allora la persona guardavano dello ’mperadore. 4 — [Il nerbo del viso~L'acume della vista, Putta la forza della vista.-] Dant. Inf. g, j3. Gli occhi mi sciolse , e disse : or drizza il nerbo Del viso. 5 — Essere di buon nerbo, Aver buon nerbo e simili— Esser forte f Urite 0 ' avtgnf , 1 quali abitano le acque jnf r sC o- dosicon sottil tessuto di seta un asilo tra le ineguaglianze a gli , delle conchiglie, e procacciandosi la preda di altri nove ’. marini, o di polipi , di cui si alimentano. (Aq) e reio , * Ne-rc-i-o. Add. pr. m. Di Nereo. — Nome patt' on ‘ , nipoti di Nereo. (Mit) . , s0 Nerekct. * (Mit. Pers.) Nc-rèn-gi. Sm. pi. Libri di pieci aa Persiani. (Mit) upiait 1 t i 11,1 ...ni, ., j .. 1.11 ii> 1.... iiEr.EO,* Ne-rc-o,Ncrio, Nerino. N.pi’.m. Lat. Nereus. (V. 'fili'-’ '. Aggiunsevi gran parte de’cavalli 2 — * (Mit.) Dio marino , figlio deli Oceano e di Pedo dea ,y : -1-11— 1....1-~ fratello e marito di Doride , padre delle Neividi. ( Dal ce >? equa. In lingua Kanarina mirti vale il medesimo. In ebr< n ‘ e i a ar. neher fiume. 11 pers., il samaritano , il caldeo , il ( alla .. turco hanno voci simili nel senso stesso.) (Mit) , , , e «tiO d 1 Neresemia. * (Geog.) Ne-re-sè-mi-a. T«/. Nereshcim. Città del 0 Virtemberga. (G) _ , ; e gagliardo. Lat. robustinn esse. Ar. Fur. 35. 4l - 1° so ” di tal valor, Neresi. * (Geog.) Ne-ré-si , Neris , Neredi. Città della son di tal nerbo , Che aver non dei d andar di sotto a sdegno Berti. Nereto. * (Geog.) Ne-rc-to. Lat. Nerctmn. Antica citta dl tai Ori. 2. 1.63. Il più fiero garzon non nacque mai , Persona ha di gigante , e forte nerbo. 2 — Corda di strumento. Lat. cliorda nervea. Gr. -rò vtvpcr. Seti. Pisi. Tu m'insegni come le gravi e le acute voci s’ accordano insieme, e come si fa la concordia de’ nerbi, che rendono diseguale suono, (il testo lat. ha ncrvus.) 3 — Quello di che ci serviamo come di frusta, ad uso di nerbare. Buon. Fier. 4■ 2. 4 • l e granate e le scope A te , briccone, a tc poltrone, io serbo, E nell’aceto a stagionarsi un nerbo. Nerbo difi', da Neivo. Nei linguaggio anatomico, i moderni non seguono f antico uso di confondere queste due voci, nè mai direbbero 1 nerbi. Si scambiano per altro nel senso metaforico, e quando significa la corda dell'arco , dicesi Nervo, c quando la sferza con cui si nerba diecsi Nerbo, abbenchè troviamo poi indistintamente usate le voci Nerbata c Nervata. La differenza notata al primo sign. de’sost. Nerbo e Nervo si estende ancora ai loro add. Nerboso e Nervoso. Nerrouno, Ner-bo-li-no. [Sin.] dim. 1' quando e ella tocca.) (Br) Neri , * Né ri , Neria. N. pr. m. Lat. Neri. (Dall’ ebr. ner loevi signore : Lucerna del signore.) (B) Neri. * N. pr. m. accoro, di Rainicro. P. (B) .. • f‘ Neria , * Nè-ri-a. N. pr. tu. Lat. Nerias. Lo stesso che N c . (U) Nerud. * (Geog.) Ne-ri-àd. Città deli Indostan. (G) Nericante , Ne-ri-càn-te. [Add. com.] Che nereggia, Che tef^.^fP- 1 ' " ' ". [ Lo stesso che Nereggiante. subniger, nigricans. Cl - L -! f)- 6/f. /. Abbiano gli orecchi grandi, e la fronte lata ' abbri e ?’ti occhi nericanti. Pallad.Murz.z3. 1.a fronte bn lC ' neragel rsplc- Ncvbrita. (Dal genn- an particella spesso superf., riverire , rispettare.) (Mit) NERiNA.*(Bot.) Sf. F". G. Lai. nerina.(Da ntros s umido.) G^a-illi^ilst monocoliledonie , stabilito da Herbert a scapito de quale vendono comprese quelle che hanno le basi de J ^(ic* quale vendono comprese quelle che hanno le basi mi unite fra loro , e formano un nettario ridendanted pef° s d & Nerinea. * (Zool.) Nc-ri-nè-a. Sf P. G. Lai. ucrmea. (^. Genere di conchiglie fossili , che si trovatto ne r tichi, assai analoghe alle ceriti. ( Aq ) (B) f. * Ne-rì-no. N- pr. m. La stesso che f' ,cre0 ‘ A » -flet* 0, r ] _ , Nc-ri-o. N.pr. m. ( V. Nereo) Lo stesso -.Att-fr Orefice ricordato da Orazio. (B) (Mit) ^j, 2 —* (Geog.) Lat. Nerium. Antica citta di S P“f ero s l } 0 taP° c Nerio. (Bot.) .Vm, P. G. Lat. nerium Lui. ( ^ " eW 1 iti ‘ lì nere di piante della pcnlandriu monoginia , Ju def lt cosi denominate perchè verdeggiano su ^ t [J ifniiie ^ r .r[ tL s.oU fiumi. È distinto dalla corolla ipoevatenforme J a -jcd l j l M ^ t o jbqlioline lacere , le antere munite in cuna dii p preg ef)0 ^ oS a > a —* (Icob.) Fetppresentansi le JSereidi come piovani ed avvenentifian- ciulle , co' capelli intrecciati di perle , sopra delfini o cavalli' marini^ fvfiiivtiiric tuvw c., k. mi.«- . *. v nl fS*' n g(], , ed il follicoli! con semi chiomati. La specie Vp “IfpefO-) aq, > genere è /'Oleandro o Leandro. P. Detto anc , d'ìndia, Lauro rosa, Mazza di S. Giuseppe, A da ^arr, ^or feti l ttbc ìì(>f di i v p i'rn 'tini felt '"'«•a “Oj A- rjt n *'««15. v C 'I| hfir, °Mi, «in s ìi °’l. ?ù, ’littr Sci)* "-tifi Sar n E *'n vi '«ITI, Jin" «t .ho li‘ c ° A Ni 5 4°. I Te. % m s la H tf. Ifi,, ! tSf «I T, C ifi )v Nr ri. % 0.] V > Str ho 'a n; <0 5 t da NERIONE ^'rn ^ 3 che ha 8^ Ste ^ diritti , lecitosi , alquanto grigi ; ì c /J^°H]/£rV tncotowi ; ìe foglie opposte, ma per Io più (mie, È#?n- ; 0 **!? ■> appuntate , intere , coriacee , cà un verdescuro ; ifiori co- rio ' t05a » ** mazzetti terminanti. Fiorisce nella state , e ne/ pria- autunno. È sempre verde , ed indigena de * luoghi umidi 5 ^ * n dic orientali .Ncrium oleandcr Lm.(Gall)(Aq)A/attK>/. Berg. (N) /aA ( f T ' TlDISSEWTER,i:0: * Altra specie che nasce al Ceilan ed ai Ma- u . r Slla scorza è vantata come sic uìo rimedio nelle dissenterie, di p erm *' nelle intermittenti: è esternamente scura, spesso coperta uijft'ty ** e di sapore austero amarognolo: invecchiando perde tale ** *' stala anche chiamata cortes profluvi!. (O) Ce j^" E ** (M il .) TSciió-nc.S oprati no me di Marte presso i Sabini. ( I« tlG ^ ìT ^ or7!i f * n pers. niru robustezza, che vien da nere maschio, ' tl *rine virilità. In gr. nevrao accresco forza.) (Mit) q^enqul. * (Mit. Pers.) N e-rios-sen-qùl. Angelo che fu spedito da. ^ gtisrf a Zornaslro per annunziargli la divina ssa missione. (Mit) ,cv (G r°so -ris. Lo stesso che Nercsi. B. — Lai. Acquac Ncrae. Sfossi* ^ Broncia nel dipartimento dell'Allìer. (G) NERONE >*0 ‘•'il. ìf x ^ Nr-ris-si-rao. [Add.m.] superi, di Nero. —, Ncgrissimo, sin. 0r ;'- mgrrrimns. Gr. fxn'Ka.vrrcro?. Bit. SS. Pad. i. i58. Ed ecco , Wrì ■ e S^« ebbe veduto j>cr tutta la ecclesia quasi piccioli fanciulli fi Ss imi e orribili andare discorrendo fra li frati or qua or là. Ub. Da nostra cittade la nerissima benda laveràe con sangue. Bern. ^ìt T * f * Com* un corvo nerissimo era nero. A ’ (Zool.) Nc-ri-ta. [A/.’ B. G. Genere di molluschi della classe de - , così denominati dal trovarsi in grandissimo numera su rf,sf o petrose del Becchio e del JSuovo continente, affìssi agli lw '* P° rr cchic delle sue specie vivono anche nelle ncque dolci.] Laf . ìfth ■ ’ ^ r * iY p' irccl - (Da neros umido.) Bed.telt.1.44. Vorrà Ella nc- che qui non sieno quelle conchiglie ? OH se ella me lo negas- f) 0 ]j ìo vorrei mandartene tre o quattro navicellate, e ci vedrebbe ec. e c onche , delle nerite, de’ trochi, delle carne , oc. ®** (Zool) Ne-ri-là-cec. Sf. pi. B. G. Lat. neritaceac. (Danen*- C ^ rfl ggi° intensamente azzurro} tale è il color dell'inchiostro, **1 r,-^ v °> dell' ombra ec.-— , Negro , sin.] Pctr. canz.6. /p ^ ora 1 l ^' 2 oi? 0 ’■ C ^*'° apersi Nel bel nero e nel bianco. Borghi ? *Grt * ® 1Co adunque, dal color nero cominciando, che nove sono ^ * Gv^ e ' ncr ^ ec ' c * ie ^ a ’ pittori comunemente sono adoperati. ! ' rtVer ^ ie il nero in bianco , dicesi nello stesso significato del ^ lè^ ntc ' B. Bianco sm ., J. 5 , 2 . (N) 4 ^ Un Ve< ^ cre il bianco per nero , o il nero bianco =s Mostrare al- COs a per uri altra. ^.Bianco sw.,5. 5. (A) , sin. (Aq) , r in sul bianco, Far di bianco neroc^A’ciwere. V. vLf:CA) .. „ . . . ... Bianco a ,lero 0 ^ nero gestire a bruno. Lat. pullatum ince- eggendo ! ° c '°^ c '’ *'lio soleva essere perfetta luce del suo cuore ec. ain ‘” per pietà a piangere. M. Il Re per amore di lei, c) le ;| 01 ^ del Re i suoi baroni, se ne vestirono a nero. E ii.iy. Iw.-'-ne ij p p 1 - * ‘ 5U ^‘ •• |. ' 1 1; .c duolo ne prese a dismisura , e vestisene a nero con ''s * fiero? 1 “ aron *- sir. Fur. i5. 7 2. L’una vestita a bianco , c Val- Wiio^^Mes.) [ZV om « di varie materie , che usano massimamente i D f le ] Nero d' avorio abbruciato : fAon'a di colore nero , folto ri ar h n ,\ ohe fa un nero profondissimo: serve per dipingere a c,y - „ ' ttl - 9&- Messe in uso il nero d’avorio abbruciato. 'eoi?' 1 0 rf a ~ L ? ARI ' * ^idopransi diverse composizioni per annerire i n t. . 0 una s °rta di vernice stropicciandogli coll’ abbruci V 1 OX T.) V^«torJ AMPA ;*^ uc ^° di cui , unito co Wolio di lino, si servono gli h. ,tl coli * e ri ottiene esponendo il sangue secco od i ritagli di corno 5a3 c Wla >te .7 S c , 4 penosa '’o , reji? assa un fuoco gagliardo , poi liscivando completa - t v X 'J ’’ ,ai — Giorni nubilosi c neri , pactìcam. per Infelici.V. Negro,§. 3 . Rim. Ani. (A) 6 — * Agg. di Pane. V. Negro , §. 2. (N) 7 — * (Geog.) Lago Nero a di Itostov : Lago delta Russia europea. — Maro Nero. Lat. Pontus Euxinus. Parte del Mediterraneo , fra l Europa e V Asia , cinta dalla Russia e dalla Turchia. (G) Nerocila. * (Zool.) Ne-iò-ci-la. Sf. F. G. Lat. nerocyla. (Da neros u- mido , e cyla cavità degli occhi sotto le palpebre.) Genere dicrusta- cei o molluschi dell’ ordine degl’ isopodi, stabilito da Leach , in cui si contiene la sola specie cymothoa falcata di Fabricio , i quali cosi vengono chiamati dalla cavità de’ loro occhi sempre bagnali d'un umore acqueo. (Aq) Nerofìde.* (Zool.) Nc-rò-fi-de. Ani. V. G. Lat. nerophis. (Da neros umido, e ophis serpente.) Genere dì pesci stabilito daRafineschi a scapito de’ singnati, provedati di una sola pinna dorsale , e cosi denominati delle acque in cui vivono, e dalla loro somiglianza coi serpenti. Comprende la sola specie syngnathus ophidion Lin., eli è la nerophis vitata di Rafinesc/ii . (Aq) . , Neroli. * (Farm.) Nò-ro-li.Am. Nome farmaceutico dell olio essenziale di fiori d' arancio. (A. O.) Nero». * (Geog) Nè-ron.Is. del Mar Rosso, sulla costa dell' Arabia.fG) Neroncino * —r, /V m.dim.ili Nerone. Bemb. Let/.3.3 .9A cuci Neronda. Nerone, _ , _ nero che trovasi nelle ant. glosse in questo senso medesimo.) — Dii- ciò Domizio Claudio. Imperatore romano, foglio cri Domizia Enoba>- ho e di Agrippina , adottata da Claudio , al quale successe. _Claudio. Generale romano , vincitore di Asdrubale. — Fictio di Germanico, esiliato da Tiberio. (B) /Mit) 2 — * (Arche.) Soprannome de* Claudii , famiglia romana che diede 524 NERONERIA veti tolto consoli , cinque dittatori , sette censori , z///c ova3Ìc?u\ sei trionfi. Tale soprannome ebbero Tiberio, Druso e Germanico.(O) Neronerià. (Filol.) Ne-ron ue-rì-tx.Sj'.Crudeltà da Nerone j Strazio crit- dt lè , spietato. (A) Ner^kiako ,* Ne-ro-ni-à-no. N. pr. m. Lai. Ncronianns. (Appartenente a Prozie.) (B) Neroxiakq , * Add. pr. m. Di Nerone. Agg. di parecchi luoghi fondati o abbelliti da Nerone . Così: "Villa neroniana, casa di campagna nel Lazio, presso Subiaco; Terme neroniane, quelle costrutte in Roma da Nerone j Campi neroniani, quelli situati ne dintorni di Roma ,fra la porla Salaria e Pinciana $ Piscina neroniana, antico la - ^ go d* Italia nel Padovano , ec. (Mit) JV'eronìi. * (Arche.) Ne-rò ni-i. Add. e sm. pL Giuochi ìetterarii istituiti a Roma da Nerone. (Mit) Nersa , * Nèr-sa. N. pr. m. Lai. Ncrsas. (Dal celt. ners forza, vigore.) (B) Nersete, *Ner-sc-te. N. pr. m. (,V. Ndrsete. In celt. ners forza, vigore.) — Nome di quattro patriarchi d’Armenia . — Arcivescovo di Tarso , uno de’ primi Padri della Chiesa Armena, che visse net secolo xti. (O) Nerteria. * (Bot.) Ner-tè-ri-a. Sf. V. G. Lat. nericcia. (Da uerieros inferiore, clic vicn da nerthe sotto.) Genere di piante esotiche a fiori monopetali, della lelrandria monogìnia, e della famiglia delle rubiacee , stabilito da Gacriner e da Banks ; è caratterizzato dal calice con quattro denti , la corolla con quattro petali, ed una drupa boccata con due a quattro semi. Tra stato nominato Gomesia da Linneo ; così dette dall’umile loro fusto , che stendesi sulla terra. (Àq) (N) Neuterom. * (Geog.) Ncr-te-ró-ni. Ant. popoli della Germania. (G) JNertobìuga/ (Geog.) Ner-to-brì-ga. Lo stesso che Nemetohriga. F. (G) Nerca. * (Geog.) Ne-rù-a. Antico fiume della Spaglia. (G) Nerulo. * (Geog.) Nè-ru-lò. Antica città della Lucania , oggi Lagonero , secondo alcuni. (G) (N) Nerume , Ne-rii-me. Sm. Nerezza. Pist. S. Girol.36n.Tn mirabile modo caccarei da te il tuo primo nerume, e troveralti bianca e pura.(V) Nerustk * (Gcbg.)Nc-rù-si-i. Antichi popoli delle Alpi marittime nella Provenza. (G) Nervà,* TSèv-va. N. pr.m. (Dal lat. neivus nerbo, forza, robustezza-.)— Marco Coccejo. Giureconsulto romano , amico di Tiberio < — Altro giureconsulto,-figlio del precedente, collega dì Vespasiano al consolato , padre deli lmperador Nerva. — Imperadore romano , successore di Domiziano. (Mit) Nervata , Ner-và-ta. [Sf^ Lo stesso che Nerbata. Vt\ Lai. scuficae ictus- Gr, o-xitccAtjs 'KXr.yn* Sega. Pred. 5. s. Andranno ogn’ ora facendo, un feroce strazio or con le beffe e con gli urti, or co’ calci e cou le nervate? Nervatura. * (SI. Nat.) Ner-va-tù-ra. Sf Nome che danno alle costole più o meno rilevate di cui le foglie ai molte piante sono provvedute ed ornate. Ed usasi pure parlando de'corpi animali .. (A. O.) (N) Nerveo , Nèr-ve-o. [Add. m .3 V. L. Di nervo. Lat. nerveus.iW. Cn/is. 1 . 25. Più impuro altresì ne riinane quel sugo che trapela e corre per tutt r i nervi , e sugo nerveo si chiama. E 26 . Stimerei che fosse dovere temperare e raddolcire gli acidi del sangue e del sugo nerveo. E 36. 1/uso dell' olio di mandorle dolci per bocca ec. attutisce e mollifica il furore degli spiriti abitatori delle fibre nervee. Nerveitjng j Ner-vet-ti-no. Sm. dim. <#Nevvetto. Segner. [ncr. i-.i6.i3. Nella superfìcie esteriore di questo timpano Ve un ncrvettino tirato come una corda , e nell’interiore tre orsetti chiamati stapede , ancudine , e maglio , dalla figura che hanno, e insieme dall’uso. (A) (B) Nervetto , Ner-vct-to. [Sm.} ditti, di Nervo.— , Nervicciuolo. sin.Lat. ncrvulus, Gv. /tu*pón vtvpQv. Volg. Mes. 11 maschio (àgaricoj non è buono , ed è lungo e nero , c pieno di fila, con tanti nervetti. Nervi.. * (Geog.) ISèr-vi. Città degli Stati Sardi. (G) Nervicchj'ouo , Ncr-vic-ciuò-Io.[A/?z.] dim. diNervo. [Lo stesso che Ncr- vetto. V.} Red . Cons. 2. i3,. I sottilissimi fili nervosi dello stomaco, del piloro , c delL* intestino duodeno , restano afflitti , e per conseguenza gli spiriti ancora che per essi nervicciuoli corrono e ricorrono. Nervjgno, Ner-vi-gno. Add. Che ha del nervo, JV erboso, Nervoso , Nerboruto. Garz. Piazz. pag. 63g. Bevg. (Min) Nervii. * (Geog.)Ncr-vi-ij.Nei'VÌyrii.^/jr, popoli della Gcilli.a Belgica.(Gy Nervino. (Farm.) Ner-vi-no. Add. e sm DÌ cesi nella medicina a quel Rimedio che giova alle malattie de' nervi e delle parti nervose .—, Neu- ritico , siti. Targ. La radice del ec. finocchio porcino è adoperata come apcr.itiva e nervina. (A) a — * (Med.) Agg. difhbre. V. Nemitico. (Q) Nervitìde. * (Mcd.) Ncr-vì-ti-de. Sf. Infiammazione da'nervi. V. Neu- ralgia. (0) Nervo. (Anat.) Ncr-vo. [Sm. Voce che presso gliantichi significo dapprima. i legamenti ed i lendini, poi 1 nervi pvopriainente delti * ma confondendovi spesso quelli ed anche le arterie , ed anche gli strati cellulosi che fanno parte della grossezza delle pareti appartenenti a certi, visceri, cavi., óra Nervi, si chiamano q y iie ’ cordoni bianohì e cilindrici , formati di fi lamenti intrecciatici quali aderiscono mediante una delle loi-o estremità a qualche centro nervoso^ e mediante l'altra agl' intenumenti , agli apparali de' sensi, ai muscoli, ai casi.'] Sono R primi strumenti del senso e del moto , nascono dal cervello s dalla midolla della spina , e conferiscono a’ membri,di tutto ’l corpo la forza del miux'ersi e del sentire. [Seconda i luoghi per dove si distribuiscano, /Nervi dìconsi cardiaci, spinali,intercostali, diaframmatici, ec. Di- oc si Intasamento de’nervi., Contrazione de’nervi-, Distendere i nervi indurati, ec.] (V. Nerbo.) Lat. nervus* Gr. vivpov. Bpcc.nov. 77.59. £ dove io per perdere i nervi e la. persona fui., tu ec. Tes. Sappiate che l’acqua nuoce al petto c allo stomaco ed a’ nervi, e-là dolori nel ventre. Petr . canz. 4> 7* ! nn vi c 1’ ossa Mi volse in dura selce. Cas. leu. 7 2 . Sono stato impedito dalle podagre cc., le quali non turbano solamente il corpo c i nervi, ma legano.anco in parie X animo , e rendonlo quasi dabole e scianciiio+DctiU. Inf, 15. 114 . Uve NERVOSO , lasciò li mal pi'otesi nervi.» (Cioè, i nervi che il véscovo Mozzi mal protese a nefanda lussuria.) (B) .• r0 t)Uf. -Eig. Forza, Importanza. [V. Nerbo, 2.] Lal-ncp] Aro?. Agn. Pand. 62. II danajo è nervo di tutti i mestici Gr. xpdros. Agn Euri. 2.1. Primieramente, perchè il nervo della guerra e Al / r j e , c mi occorre ricercare che le provvisioni de'danari sien gag* 1 » eh’t’soldati sien ben pagati. Cas . lett.35. Sono anche stato s 0 , a |e e veduti bastavano a por terrore ? (V) Segr. Fior. Le iidan il nervo degli eserciti. (Gr) ^ e8^ 3 — [Col v . Essere! } Essere di buon nervo t=s E sseV -L Al ghardo. Lat. corpons viribus pollerò, robustoni esse natili a. t ^ 0f o c °- 4 — [Col v. Fare: 3 Far checchessia di nervoso con n . ci p oJ ^a.l l ^ r tutti i nervi, e simili, si dice del Porvi ogni studio, ogni ^ nervos omn.es. intendere , animi nervos intendere. Gr. \ xr ]Miiifi 1 *' % .— * (Yeter.) Nome che si dà da' veterinarii anche di 161 sori de'piedi. (A. O.) . 3 — (Bot.) Nervi o Costole diconsi certi gruppi fibrasi c 1 iti quelle eminenze più o meno rilevate che si osservano t&f foglie , e talvolta ancora sidla corteccia de frutti, ma p lllL . ye tl ^^ nelle foglie. Nelle sinuose o dentate vanno i nervi a ieV,>l t,. 0 U a ^c. stremila di esse ; rispondendo alla punta del dente , c * a cì y sf' 1 ' 11 ’, la sopravvanzano, formandovi de' peli più o meno rigidi-, ^^.yl ifp Alcuni di essi partono dalla buse della foglia , e sono 1 priamente detti o primari! i (diri partono da' lati del pale o di mezzo , e diconsi secondarìi- o laterali. Alma-. c j J c F 1 ’ ; Mille monstri crudei fan trista preda Delle piante ec- td 1 !^ erudel , che danno estremo Del misero cultor , ch’ai n11 *: r ir,h' Vede ogni suo sudor Yoliarse in polve , Tutto il frullo S P. e n el ^ sclic erbette Nuli’altro riservar che i nervi nudi I (Costo jj lini gli disse M. V. 11. 6oi) (V) (G) zr ge2' 4 -— (Àr. Mes.) Dicesi anche d'ogni sorta di minugia- ' e & * h balestro con funi di nervi si tende. (Pr) . S$ r w, 5 — (ATilit.) La corda dell arco, anzi lArco stesso. , r yo Cerva ben grassa-, Cui giovili uoin domò con- iscoccata Dal 0 ° -j pe»uj Tass.Ger.y. 102 . Sibila il teso nave, c fuori spinto strai per 1 ’ aria e stride. (A) (B) Salvia. Odiss. 44*' di’P el piegò ( l’ arco ) bramando trarre^ Tre allenò, nel cor cia da, Dì trance il nervo e- saettar pel ferro. (N) . Ja t.Afo Onde Tenrfsre il nervo , fis.~ Aver la mira. „ris 1 , r.i.l .... _ n„ .„V, ), n<-‘ ssU . ni' u > il c ' intendere. Sold. sat. 7 . Sordida o’ngiusta sia ria via j. , A sè nè ad altri avrà-, purché ’l prefisso. Segno s’ iniU °c £ teso il suo nervo. (N. S.) . . r( ìl 1 G — (Agr.) Parte dell’aratro-, ed è quel piuolo che coHS lUa f() l mone col ceppo. (Ga) pj 0< m 7 —* (Mus.) Corda d’istrumento musicale. Car. En. 6* 9 b> jal 1,1 { ilcttro ebumo, Sette nervi diversi insieme uniti , Tr-'88 e ^ egno umani accenti. (15) ■ icrt ,c ..,D' 8 — ’ (Archi.) Si è dato talvolta il nome di Nervi afte u ^ile i/;; ' ;; degli archi potici , ed alle separazioni ed ornamenti di <1^ ’ lt ° dature , così pure alle parti prominenti delle Jògtie i"V l 0 (( , r ornamenti. (Mit). ’ , ' NEitvosA-iiEKTK, Ner-vo-sa-mén-to. Ave. Con nerbo, Con J?c"r 0 cl e J so che NerbosameJite. E. Uden. Nis. rf, /}g. Il ih'llo^ [' giro . . . quanto nervosamente maneggia ! arme della se torio contro ec. (A) (B) , 0t lA‘ Neuvosissamo , Ner-vo-sìs-si-roo. \_Add. m.] superi, di Ncr'’ 03 * ^ ximc n(:rvosns. . , n cte,. fO Nervosità'', Ner-vo-si-tài asti di Nervóso. [Qnal‘ ta s , nervoso .] , Nervositade, Nervositate, sin. Lat. nervo’ 1 e jlls vsapiiiSss. Cr. 3. iti. 6. Confortano lo stomaco (le nespV‘ e Jr nervositade non son nocive^ 0 orpo umano presi m modo collettivo, r «in 11 - rvosus .Red. nel Biz. di A. Pasta. Rime 111 de' Lat. genus nei_ _ stomaco, e di. tutto quanto il genere nervoso. (N) n tl jil 0 3 — * Agente , Fluido nervoso- o meglio nerveo .- Q uc f Z „ iof e suppone circolare ne’ nervi, e credesi il principio e l°l sensibilità e-del movimento,. (A. 0.) . o 3 —* Fibre nervose; Quelle di che si compongono 1 ” el i0 ‘ e e 11)1 <.27.. 11 disordine degli spiriti abitatori dello fibre nei' lari. (N) narte TA 4 — * l’ilo nervoso: Quel filamento o Cordicella eh c X^pi. 1 vo. Lat. filttmentum iiervosiinr. Red. nel dia. di vi- * lissimi fili nervosi restano afflitti. (N) o-bite-to'$ 5-—‘Malattia nervosa , dicesi di qualunque fenomeno ol! j e q lU P Jtt fi] dotto da’ nervi o-risedente ne’nervi-, e classi ,H giunta a tulle le infermità acute unite a sintomi “ !SC u,piiA‘f, \(0\ nomeni di eccitamento-e di prostrazione dell’ azionet af 0-f sistema nervoso : infermit i che altri dissero AtassichE-^ [lUt ic G —‘Membrana- nervosa : Nome che dovasi un teinpv ^ a J- luiosa di certi, oi-gani cavi. (O) . , „ eldf' 7 —* Propaggine nervosa : Diramazione de’ nervi. si i - -Pasta. Per la conUjaiione della, propaggine nervosa , ^Sf col falìoppiano, nascono i dolori negl’ ipocondrio ( > ne rV° s & — *• Tempera-menta nervoso : Quello iti cui il sislei i p della massima forza. (A.O.) ^ Ho'Tf’h) &' — [Pieno di nervi , Torte, Vigoroso-, j Ncrboso- t , f iw t^iicS 0 ' 1 ,, nervosus. Or. vsvptfiris. M. Aldobr.P.N yp- Percioec ^ in s l , ‘ i J Pi!' 1 macoj sostanza è bene nervosa .Omel.S.Creg. Il del Sl1 nervose c nodoso, Cr. 5.33.1, Se non saranno già 1,1 ^ NERVUTO 3 ' 55 a «- r ° T ar ^ fesso, o di nodosa o di nervosa radice. Alain. Colk l o ■-* Ì? n nei ’ y ose le gambe , asciutte e grosse. P[ Cn [Parole nervose, Orazione nervosa , e simili, cioè Soda , )] p ® f* forza.) Guicc . Stor. 15 . J28. Colla sua sagacità, e con pa« NESSUNO 5 a 5 Me fir. non > - meno nervose, che ornate, gli aveva impresso ncÙ’animo ec. » e |** l°d. donn. 120. Ascoltino adunque costoro Amesia romana , ^"cio * e 5 come g> a con nervosa orazione si difese dalla sentenzia di 8(i a Pretore si egregiamente tc. *' ®°ria I® bocca a quei sciocchi. cosi vuole riturare al presente colla __ ± - _:hi. ». a, {fi 0 della Voce, importa Robusta, Gagliarda.Pallav.Perf.Crist. l'Osa iantl ° • . . una tal acconcia pieghevolezza di voce soave e ner- ' 3 ^ ; • • che cc. (N) Piy ,min °*’) Dicesi Seme nervoso Quello eh’ è rilevalo a cagione di - 0 cost °le longitudinali. Sertoioni. ( 0 ) , */W Foglia nervosa, Quella eh’ è guernita di costole o nervi che ; icti 110 alt infuori , ossia quella che ha nervi, o costole rilevale che vr- ,s/ " distendono dalla sua base all'apice senza ramificarsi. ! ìè a SlÌè~ pmque nervose, Sette nervose , Nove nervose ec. diconsi le [ S** hanno cinque, sette, nove nervi. (O) ; S 0 ^ Ner-vù-to. Add. m. Nerboruto; e per metaf. Gagliardo, Ro- S. jj at ’ nervosus , rohustus. Gr. vr.’.-xor., , à’Afuiz'. Red. leu. 3 - i '1 ' a Re S .'S etl ° medesimo somministra l’altezza de’pensieri pellegrini, ! A* S A. * b rr- ' ° z/a nervuta nello spiegarli. C A Né-sa. Città della Persia. (G) |( 5 , *tt 0 , ..p” c 'sà-ca. N. pr.fi Lo stesso che Nesea. V. (Mit) Ìi "• * VÌ eo g-)Ne-sàt-to.£at. Nesactum. Ani. cit. d'Italia nell’Istria.lfi') V(^») Lo stesso che Nesibi. V. (G) fi. J Ne-scièn-te. lAdd.com. F.L.) Che non sa. Lat. nescìens. Sre v,aT *)l* e avvenenti cc., e disavvenenti , e pigri , o ne» ® lenti servire Dio. Tac. Dav. ami. 4 - 08 . Disse doversi de- i ^n! SStr o ' 11 ^gli aggravii che fanno alle provincie le mogli, si pu- T 5 !: 1 mariti , benché nescienti , come de’ proprii loro. | fiza ì1Ente , Ne-scien-to-mén-te. Avv. Ignorantemente , Per igno- ! fi il" Nescientrementc, sin. Lat. inconsulte , inscicntcr , ignare, i i t| pe rn Ct 'G = ‘ al '' Pisl.Cic. a Quin. Feci nescientemente e spezialmente n t'*’ j. n “° cosa, per la quale ec. Lib.Am. 63 . Uno nescientemente ad '• | i g ra l .mmmina gravida si congiunse , e vuoisi da lei partire, poi- sctentemcntc ve- purgano que’difetti. E appresso : Meritar f "«scientemente peccare, ma provocare si * Ne-scicn-tre-mcn-te. Avv. V. A. V. e «ft'Nesciente- ti* «U 0 ‘ * r ' Giani. 74. Quando furo morti quelli fanciulli, sì fu morto c °gli altri nescientrcmcnte. (V) %, ‘A- AT ■ ' " * ti ' r ai/ C 1 < ' 1 ’ t 'a. Gr ’ A e tra nescienza e y qn ( .j'j "«scienza è senza vizio.ee.: nescienza I ’V ^e-scicn-sa. [V/!] V. Ij. [i/ non sapere. Pare anche oggi, 1'?. £ he Nescienza rende assai mitigata l'idea clignoranza.) ' ’ 'inaia. Fr.Giord.Pred. K. 23 . E da sapere che ignoranza, perchè ignoranza importa vi- .. —- -..jscienza è quando l’uomo non u/^ le ® tenuto di sapere. » (Leggi: non è tenuto di sapere; 1 sarebbe conlradittorio con l’antecedente proposizione.) (P) {fi ) j e ' sc *o. Add. [e sm.) V. L. Che non sa , Ignorante. Lat.ue- (jj rus - Gr. h àyvùs. Filoc. 4 - Ma tu di inobil natura , c 1 . Sì J ’l'.'el che fai , mi tormenti oltre al dovere. Dant. Par. 26. Vjk ^ i nescìo antecedt ntcmcntc del fatto , era stato poscia in- ^ ìn u l0 ^ 01:i SÌ llra t*- e da’ cittadini a prender quella città. (Pe) è la sua subita vigilia.» Pallai. Ist. Coite.2. 1 Il quale dJ. Uie nescio antecedentemente del fatto . """giurati ed, ig ej . d° basso: Fare il mscio = Fingere ignoranza. Lat. ìgna- e> 1 8 llar um se simulare. Gr. ilymm vvonplneihjii. » Magai. t(j% (jU 4 2 - Questa lettera è scritta al cardinale Magalotti in oc- El: I . 1 , na . n d ar gli la traduzione dell'Apocalisse ; ma voi fate il ne- V, lc< iocc 0 a . , ^ anno a indovinare. Salvia. Annot. T.R. 4 • 8. Fare il (, i'J m gnorri, il nescio : quasi lo ignoro, il non so. (N) wt()' "csq Nesne , Ncsaca. È.pr. fi. l.at. Nescas. ( Nesea dal i a_ u " di neo io nuoto. Nesaca dal celt. nes presso, vicino, I — Una delle Nereidi. (B) (Mit) Ne-sè-i. Antichi popoli delle Indie. (G) Pi*«d °0 1 r '' a ' s '- Sf- F. G.Lat. nesis. (Da neso fut. di neo io ac- V (d e c fitmulamenlo di umori in una parte. (A. O.) Ah,. * (r. ®v Antica città della Palestina. (G) i ll\L C ^ a ^^ò-si-Di , Nesibide , Nisihide , Nisibi. Lat. Nisibis , ! 1 ’u,.. J,I l 0 "..Vt-ileiiiae. Antica città dell'Asia nella Mesopotamia, oggi * ^‘^bin. (G) l s X. iyi’OBA nL;j fr e °g-) Nè-si-de. Antico nome dell’ isoletta che oggi dìcesi JN) dw' 0 : c '«'SÌ-ma-co. N. pr. m. (Dal gr. neso fut. di neo io aceti- V, c «, ,.,,4 c ae battaglia: Chi accumula battaglie.) — MarilodiMi- lA, (G r ' ''t d’Ippomedonte. (Mit) \ Wè-slc, Nele. Lui. Nigella. Città di Francia nel di- SS ... bit*: 5 P 1 '' /• (Dal gr. neso fut. di neo io nuoto.) — Una ? C&ot r; 7 T^& di Tene™. (Mit) Wo-spi-lo. Sm. V- e ^Nespolo. Sannazz. Egl. (A) poco a poco , o appiccate in mazzi per aria o poste sulla paglia, al pari che le sorbe , così li è nato il proverbio : Col tempo e colla paglia si maturano le nespole o le sorbc^ che significa , Che Paperare adagio fa meglio perfezionare le cose. Bisc. Malm . (À) (]S) 3 — Big. Colpo, Picchiata, che anche diciamo Pesca, Noce, [Sorba.] Lat. gravis ictus. 4 — [Onde Dare, Appiccar nespole, una nespola secca ec. in modo basso m Dar colpi. V. Dare nespole.] Morg. 6. 38 . K apprccogli una nespola acerba Tanto , che tolto pel colpo traballa. 5 — Non mondar nespole, si dice dell Esser nel medesimo grado , o Fare il medesimo già detto da un altro. Patajf. g. Perdi’ io ancora nespole non mondo. Uaich.Suoc. 3 4 ' E la tua ballacela manigolda non monda nespole. Buon. Fier, 2. 3 . 7. Nè io nc mondo nespole r che ho pieni Gli occhi di certi bruscol neri e gialli. a ■— (Ar. Mes.) Dicesi a Certi sonagli fatti a que’la similitudine. a — T.de magnani.Bottone triangolare da trapano per accecare.^ A) Nespolika, Ne-spo-lì-na.[ di Nespola. Lat. mcspilum pei'parvum. Lib. cur. malati. Si può a cagione dello stomaco concedere loro una nespolina mal matura. Nespolo. (Bot.) Ne-spo-lo.tfm. Genere di piante della classe icosandria pcntaginia, famiglia delle rosacee , che hanno il calice persistente, a cinque divisioni $ cinque petali rotondi, inseriti sul calice. ; bacca quasi rotonda coronata dalloiio del calice , e contenente due a cinque semi ossei, alquanto bislunghi.—, Nespilo, sin. Lat. mespiIus.(O) (JN) 2 —• [Delle numerose sue specie è da notare il Nespolo comune: JVan/a che lui il tronco e i rami irregolari, e questi ultimi spinosi ne'terreni incolti e aridi ; le foglie alterne , lane colale-ovate, intere, o appena dentellate, cotonose al dì sotto; i fiori bianchi , solitarii, ses- sili , per lo piu nell'estremità de ’ rami , con un calice molto lungo ; il frutto alquanto giallo grigio, morbido nella maturità molto avanzata. Fiorisce nel Giugno , ed è indigena de' boschi della muggior parte de' paesi dell' Europa, e coltivato generalmente. Lat. mespilus germanica Lin.] Gr. p.vnd'KYi. Gr. 5 . 16. 1. Il nespolo c arbore noto, c d«’suo’ frutti alcuni son grossi e dimesticlù, e alquanto afri, ovvero lazzi , c certi sono salvatichi e piccoli , c molto lazzi. Pallad. Febbr. 3 y. Inneslar si possono in nespolo, e in pruno, e in fico. M U.8. g 5 . Da Oriente, dal nespolo infiiio al pero lupo, e infino alla stradicciuola. 1 — * Trovasi talvolta usato per Nespola, ma non è da imitare. Bemb. Lett. 2. 3 . 60. Ora, perche il mio nespolo non s’è potuto cosi tosto maturare, mi ripigliate cc. (N) Nesroch.* (Mit.) Nù-sroch. Dio degli Assirii . I Giudei s immaginano che fosse una tavola dell'arca di iVoè, i cui avanzi erano conservati nelle montagne dell' Armenia. Altri pensano che il Giove Belo Josse dagli Assirii adoralo sotto tal forma. (Mit) Ness.* (Geog.) Lago della Scozia. (G) Nessa.* (Grog.) Nés-sa. Antica città della Sicilia. (G) Nesseriè. * (Geog.) Ncs-se-ri-é. Popoli della Turchia asiatica , sparti principalmente nella Siria. (Mit) Nessile, Nòs-si-Ic. Add. coni. U. L.Che si annoda, Che si stabilisce con nodi. Lat. nexilis. Marchett. Lucr. Lib. 5 . v.iggC. Pria di riessili ve-, sti il nudo corpo Gli uomini si coprian, che di tessuto Manto.(À)(B) Nessir , * Nòs-sir .IV.pr. m.—Sovrano e legislatore del Bclatchistan.{ G) Nesso.* (Arche.) Nès-so. Sm.Contratto che aveva luogo fra i cittadini a denari scoperti ed alla presenza del libripende: era una formalità con la quale i cittadini romani contrattavano insieme e vendevano ed acquistavano il diritto di proprietà sopra una cosa alla pi'escnza di cinque testimonii colla bilancia ed il denaro contante} la quale formalità faccvasi per tutte le cose mancipi. (0) 2 —*Oggi usasi per Connessione , Legame. Lat. nexus. (N) ^ 2 •— (Mus.) F un' antica suddivisione della Melopea degli antichi} consisteva in salti ordinati % Gian. Diz. Mus. (B) Nesso.* (Mit.) Nesto.-Fiwnoso Centauro, figlio d lssìone c della nube formata da Giove sollo la fgura di Giunone, ed ucciso da Ercole. ( In pers. nes progredire con celerità in qual si sia cosa. In ar. nes nube elevata , o nube che incomincia a formarsi.) (Mit) . Nesso.* (Geog.) Lat. Nessuin.^/iZ/crt città* dell Alta Mesia.—* Lat. Nes-- sus. Antico fiume della Tracia. (G) ^ Nessuno, Nes-su-no. \_Add. in. che usasi per lo piu in singolai'e. Posto assolutamente ha forza di pronome , e vale Nessun uomo, Nessuna donna, o in generate Nessuna persona.—, Neuno, Ninno, Gnuno, Ignuno, Nimo , Nissuno, sin.'] Lat. nemo. Gr. cutó. (V. neuno.) Petr. cap.g. Baro o nessun, cli’iu alta fama saglia, Vidi dopo costui. Cion.Morell. 363 . Non contradice a ciò nessuna legg e.Albert. cap. 35 . Nessuno uomo è libero, lo qual serve il corpo. Dant. Purg. 2. 18. Che ’l muover *uo nessun volar pareggia, jj Bocc . nov. 4 °• Ballata mia , se ^alcuno non t’ appara , Io non men curo , perciò clic nessuno , Com io , ti pno cantare. E nov. 100. Per Dio dunque ciascuna Donna pregata sia , die non s’ attenti Di farmi in ciò oltraggio : Che se nc ila nessuna Che con parole ec. Dant. Inf. 18. 3 y. Ahi come facea lor levai le berze Alle prime percosse! c già nessuno Le seconde aspettava nc le teize. (Gin) ,* rosluma posporlo al verbo; e Nè-spo-la. [Sf. Frutto del nespolo) che ha in sè cin- (Z\> {e ’ 1 fiore a guisa di corona. Lat. mespilum. Gr. /xe- S ic^t’cL fi « ncspeln guisa in frane, nejjfle mespilum. 111 isp. nespera 0 per avventura aggiunta . $. 1. Lat. rollili., ™ quando è dipendente da nome; t — t La stessa u nega Jone , precederà al verbo , sebbene pero senza Petr. son.jyS. I di miei, più non manchino P j. |lgg ; r co m’ ombra » Fir.As 11 5. Nè sono eif^ricchì'coloro , le ricchezze de’quali conosce nessuno. (V) -- — -w...--,-v ' 11 i . » .. . „ „jr„..nativo senza la negazione eziandio, ancora che il l/'p I )°, n dce schernirse La nespole rcal, nc 1 aspra soiha. 4 — [Am in scn f dubbio 0 domanda e vale ] Alcuno.[^.Niuno,^^. p-fi a P c rchè le nespole si colgono acerbe e poi si maturano a concetto non espunta m™iu u Su c 0l >tu: (it- nispcro che non sieno nel primo grado, v ul ” la ^mifortauo 4 lo stomaco. Alcun. Colt. 3.70. Or, qnan- 1^5 P” ,lv *pem , in iranc. , m isp. n yyOuA ^ nespole da serbare si colgono ii- °r rio. obr ' 1 4 2, Nespole sono fredde e secche 5a6 NESTABO Lat. qnisquam.] But.Purg.7.1. Quando a'accampano in nessuno luogo per cagione di guerra. Stor . Pist. 38 . E quando nessuno n* era preso, subito era impiccato per la gola. Galat. f6. Per la qual cosa si vuole nella usanza astenersi di* schernire nessuno. » Moì'g. 6. 3 i. E fatto innanzi alla Dama ogni prova * Che lar potessi nessun cavalieri. Lvr. Fleti. 5i, Ben è matto quel che crede A nessuna maritata (Cin) Poliz, Canz. 1■ Deh se nessun fi ha vista cc. Prego che me la ’nsegni* (IN) 5 — [In compagnia di Mai, Senza od altra simile particella che negazione incniuda, pur anco afferma .3 Pe.tr. cap. (>. Nessun di servitù giammai si dolse, Né di morte, quant’io di liberiate. 6 —Si usa eziandio in significato di Alcuno, allora che per modo di dubitare o di domandare si adopera ; come : C’è egli stato nessuno ? 1 — Si uso da alcuni , benché raramente , nel maggior numero Nessun! e Nessuno, lai-pari che Ninni e Ninne.} Cr.t.iò.j. E i fruiti di tali arbori, o sono nessun! per la freddura , o sono sconvenevoli, e non maturi. » Bemb, leu . Resid. L. 1. 3 oo. La qual voce, non accettando voi il proposto partito, si confermerà e stabilirà nella mente di ciascuno , stimandosi , che ncssuni altri ricusare il potessero. (N) 8 —■ * Trovasi Nessuna cosa pel semplice Non. Stor . Pisi.p . 276. Perocché nessuna cosa ayea dimostrata di fare alcuna novità lìuo a questo di. Corbincll. Annotavi: Nessuna cosa in cambio di Niente in significato di Non ; onde qui nessuna cosa è lo stesso che non . (Cin) 9 —* -Fu detto Nessun mezzo per In verna modo. F. Mezzo auu., §. . tutte altre. Tes. Br. 3.5. Sopra tutte maniere d’acqua si e H in e 1 ' novellamente è colta di piova, se ella è bene monda , e n “ prestano ben lavata nettamente, sanza alcune lordure. Bocc- te Ap. 2g 5 . Cibi popolareschi , ma nettamento parati. cbi* 0 è°* 2 — Costumatamente, Sinceramente, Puramente, Senza dura d’alcun vizio, Lat. sincere , caste. Gr. «^spanar, sf conf^V Put. Nost. Egli si vogliono guardare nettamente , egli si volentieri, e sovente. Cron. Fell.16. Altri ufieii di comu* 1 ^ j 11, sai , ne’quali nettamente si portava. Liv. M . E nodi’iajno stri figliuoli nettamente e castamente , per averne cotal g u j., )iA Gr. S- Gir. Sii obbediente, c fa nettamente tutto quello c b jcP fare. Bocc. nov.t. 20. Ben sapete che io so che le cose e gio di Dio si fanno , si deono lare tutte nettamente. »_ 3 — Senza impedimento, Quietamente. Fr. Giord. Pred i | e eLj il mare è più alto, tanto ci si navica meglio,e più riet;tJ cst^V t ii- sicuramente; ma nei mari bassi ivi sono i pericoli e le Nettamento, Net-ta-mén-to. [Aia.] Il nelture; [Purgamenti Sm v r - c to. —, Nettatura, sin.'] Lat. purificulio, purgatio. Or. **~TS an id“ n 11 __ .1.11.. __ /A-t jj J\ » .1: rtsCH* 11 io. 18. Il suco dello sue loglie (del Jico ) è di forte risca ^,1. mondificaiiiento , e nettamento. l> , e nettameli to. NETTAKDRA.*(Bot.) Net-tàn-dra. Sf. V. G. Lat, nectandra. V } ' ih folli tare, e. aner, andros maschio, e per esteus. pistillo.) a Jiori Incompiuti, della Letrandvia monoginia e della J L ha ^ dafnoidi o timelee, che ha per tipo la specie struthiol* ® del genere struthiola. Uno de' suoi caratteri è il nettai’ 10 1,11 antera. (Aq) n .l 'eV-fril) Nettaneef.,* Nel-ta nc-bc. N. pr. m. Lat. Necfanebes. (rja‘ w) dare, ed ab padre: Donato al padre, ovvero Padre c “ e "’tóio Nettapànni. (Ar. Mes.) Nct-ta-pàn-ni. [Add. e sost. c0 !”: "«o J '. afl Lavator di panni.Segncr.Crist. inslr. 3 . 36 .11. Il camion carbonajo ec. può ben lavarsi veramente da pratico ncWr u rimbiancarsi, infino a un certo segno. , ■ [ rf-.iost Nettare. (Mit ) Nèt-ta-re. Sm. [ F. G.] Bevanda degl'la ^ A’ Saffo era un Alimento usato da essi net cielo. Di ‘ì ILi y.'/i,-: bevanda dicevano i mitologi che Ganimidc la versava ’ ^ geva, ed era stimala così squisita che i poeti di tuUi 1 tal voce per significare i liquori i più prelibali, afl* 11 ! assai dolce a soave.] Lat. uer.tar. Gr. tinrup. Pctr. s . ol ì$o la mente d’un sì nobiljribo, Ch’ambrosia c nettar non a — [Pei' metaf ] Dant, Purg , 22 fu bcHo j Ee' savorose con fame le ghiande , E ruscello. i 5 o. Lo secol nettare fi 0 ri dW[ 2 — (Farm.) Bevanda [fatta di vino e spezierie, oggi 'f e /ict lC .l uttf Purg. 22. Nettare è beveraggio lavorato di vino c di s ‘ gJ . stv 3 -— (Bot.) ì- quell’umore dolce che ghiandole colloca e fìll- or sull’altra parte del fiore , separano. E avidamente gl' insetti. Pollin. Etera, di Boi. (Pcrona pel Adorarli ^ J_.il 1 I botanici diedero il nome di nettario alle ghiandola c..^(js--* 11 t fiore un umore dolce e zuccherino, dello nettare,nce . pecchie e da altri insetti. (B) le Nettare, Nct-là-rc. [Alt.] Ripulire, Levar via /< Bl,a (c e - y. Ve Purgare; 'l'or via il cattivo dal buono. (V. . jos 3 .', j Lat. purgare, inondare, nitidare. Gr,x.tzlì«.!par. B° c ?‘ pog 1 ' 1 -iiir'. 11 ,;, ceudo che la salvia molto bene gli nettava (i dente ) u cf>° A&L nov. 72. 7. La Belcolore , scesa giù, si pose a sc , e , 0 nettar sementa di cavolini che il mai ito' avea P oco , la iiett^- 1 ^ E nov. yp. 46, Ancora non s’ era sì ogni cosa p ot ^ non vi pulisse. n edi c ‘ ll ' 1 s c 1 a — * Ed in senso morale. Segner. Pred. 11 - 9 - 1 ' a ,-tite 1 s .4. v’ban disperato; però se volete compor le vostre ^ (l>) nettar la vostra coscienza , poche ore vi rimarrai® ^j cl ,n t e yt* 3 — Per metqf.Serd.Stor.6. 2 26. Nè vi mancano i“ ar e , c y V anno armate ec. in più luoghi , per difendere U r tef c, jy. da’ corsali, r „r sob' 1 ” 1 t. 4 — [IV. ass.] Lcpparc o Partirsi con prestezza. Od- té c 1 fugam se coniicere. Gr. ptra.iilara.ir'Aa.1 , tpsi-yur. u0 tra a <1 . Com'c’fu detto, il re Gradasso viene, Tu vedesti nettare. E 1. 22. g. Lasciatala la fiera , oltre p as . fc 4 '„civ vecchio tristo che nettava. » Algar. (Bibl. Eric. i)etta nO > u e’ sono spinti da ogni parte , cedono , rinculano > lAtor, (V) il campo. (Gr) 0 !«.. c ei^>« 5 — * Dicesi Netta per la più corta e vale qua . strada più breve.Lasc. Ge/os.^.9.Domattina, ne fo, l dal 0 l° c nC c ' 6 —* (Milit.) Nettare il focone = Introdurre lo f/ 0 o n‘ c p- del pezzo per ripulirlo prima di porvi la stopf T, , Ca cC ‘i , * e con punta per nettare ed innescare il focone. I >a eS e, r A e0 , c 1 ‘ 1 — Per- metaf. Spazzare, cioè, Levar via ^ alte ^ nimico da un luogo. Scrd. Stor. Furono ,- w Ci' quali col tirar per dauco, nettassero tulio il •Mz® NETTAREO chil) 8 E ^ ai ^ c P er 1® campagna , acciocché possano prima co’ lo ^ nettar la piazza e far anco qualche apertura o disordi loro ar- (Gr) piazza anco qualche apertura o disordine nel fAr. Mes.) Parlando di opere degli orefici , degli scultori in PeU°lrdicési del polimerico che si dà ad esse dopo la fusione.Benv. q Ua >' vit.t. 2.fi 2i5. Volendo finir di nettare la mia fontana Beliò, V T e era di già fatta di bronzo cc. (N) ìij Eo > Net-tà-re-o. Add. m.Di nettare. Lal.ncciarens.Gr. encràptos. ' tlr ' ma latt. Siroppi che hanno più del nettareo, che del mcrìi- %A? toso > al sapore. itj„ '. FE ao. * (Bot.) Net-ta-rì-fe-ro. Add. m. Agg. di Filamento , e j r .: .di ... ... • . % 'osi «i quelli che hanno glandtde , e però diconsi anche Glatidu- [ titnoloni. (0) 'Hci lLIMA- * (® ot ) Net-ta-rì-li-ma. Sm. Nome dato da alcuni bòta- >car? ^ lverse appendici del fiore. Sprengel nei giacinti e nella fucsia ass egna tale proprietà a l perigonio, nelle personate alla tal a chiudente il nettario, nelle iridi agli stami: chiama pure con , )anu >me pistillo ed i peti che coprono i fiori del verbasco, de’ge- Ki'l ec - Pentoloni. (O) (IN) io„ 0 ll ' u ' * (Zool.) Nct-ta-ri-ni-a. Sfi V.G. Lai. nectarinia. (Da nec- i lei * nettario.) Denominazione generica data da Illiger agli uccelli borse r e,e Gacreba di Brisson, Certhia di Latitarne , nell' ordine de' c he “ > perchè hanno V abitudine di cercar la materia zuccherina , Is elabora ne' nettarli defiori , e che raccolgono anche , median- 1 a or ° gracile ed acuto becco , dalle canne da zucchero. Hanno di arrampicarsi agli alberi come i pichi r servendo loro ta punto di appoggio. (Aq) (N) Pr, !ri . a ‘ (Bot.) Net-tà-ri-o.A’m. Quella parte od organo del fiore che fifQp- j j.tBi'ut-it-u,u in. \sueuu parie va S,3 j,“"lente è destinato a separare e conteneri f e a 'S.2ozz. Jst. bot. i. p. 3 io. Oltre le già c v il nettare. F. Net tare, s P cs so se ne incontrano altre, dette da Linneo nettarli. ( Qui si lì t °sservare che Linneo impropriamente chiamò Nettario anche al- V f ‘ oc'** del fiore, le quali non separano il nettare, e che i botanici rfsj^idt hanno distinte con nomi proprii.'j (B) * N. pr. m. (Dal gr. nectarios soave qual nettare, divino.)— l t ‘«>C« dì Costantinopoli nel iv secolo, •— Patriarca dì Cerusa- to*Tr, e ,le l xvn. secolo. (O) lìn^fiiosvi. * (Bot.) Net-ta-rosti-gma. Sm. F. G. Quel segno ca- d,.[ ,,s tico, secondo Sprengel, che annuncia agl’insetti 1 esistenza ^«am. ( Dal gr. neclar nettare , e stigma segno impresso. ) *>Ì e ca.* (Bot.) Net-ta-ro-tè-ca. Sfi. V. G. Lat. ncctarotheca. (Da èiQq p° s nettario, e thece ricettacolo.) Nome con cui Desvaux in- ton, , inviluppa e sostegno delle glandole nettarifere : così nell' elle- %i„ a ncltaroleca è costituita dal petalo nel cui fiondo sta la ginn- v * pretoria , ossìa il nettario. (Aq) . carità ricevente il nettare e ut mv Sii, già preparato dal nettario propria- detto, la quale ha varie eleganti figure', imperocché il r ! co nella rapunzia, fatto ad --“** * •ngj,. , ^ ) v. oLur/iu jjDLLrt,^ ucficre f<# pesci ucu uriiifw ut . e *c^* a .P°di, che ha molli rapporti colle anguille, stabilito i v, cin l, < i quali, tra gli altri caratteri, hanno te aperture bra. finì ni . .„ .. 1 ., ti' 1 * 1 rollo, trasversali ed allungate, guen r ,’ Mirimrin imi sili ni n r-s> f A recipiente e ■u ........ juu .« .... urna nella scapigliata, a cappuc- vincetossico , a sperone nelle orchidi, a fosseltinì nella fritti- <*• Bertoloni. (0) U ' lASTE i * Net-far-slil-làn-te. Add. com.comp. V. poet. Che l \’ l '“°re. Face. (0) *es n 0l 'A.» (Zool.) Nct-tà-slo-ma. Sm.F. G. Lat. ncctastoma.(I)a nec- °0!( e ^. o Gt°re , c stoma bocca.) Genere di pesci dell’ ordine de mala- ■hi'lp. 'fi anodi, eh. Jm mnltì ,,tnni.,-1 i t-rdlt. ........Iìl.. .in/n/go da Bll- • branchiali mite d’una membrana di ififinne.ntemente si servono nel nuotare. (Aq) ifltòfj u ° ) Net-ta-ti-vo. Add. ni. Che ha virtù di nettare. Lat. pur- li ?t,r ei h 8 ' Gr. xaSaprniós. Coni. Purg. s-j. Qui dimostra l’autore la ’Acjq ( ’ Z/,ì èli quel fuoco ultimo, nettativo di tutte le macchie. >^et-tà-to. Add. m . da Nettare, /-«/.purgatus, muiulalus.Gr. N. He p Idi. cur . malati . Un pupillo di cavolo tenero , nettalo X® 1 * costolinc. 1^- (Ar. Mes.) ’Net-ta-tó-ja.A’/i/leHnn^o/o di legno con manico Hh? c «/e- icnc i' in mano , e serve , come lo sparviere , a tenervi c A ) v^a ^ Ar * ^ cs ) Net-ta-tó-]o, [-S'm.] Strumento o Arnese conche Vi* ’ Nctlatoio, sin. Cant. Cam. 3y. La pezza c ’ì nettatojo a ‘ n ( l r ento , E per tutto il nettiamo. N'k -3 ^ Nct-ta-tù-ra. [Sfi} Purgatura. [ Lo stesso che Nettamento. IN W- Mazzi. (0) [ pr erronea.] V. L. Lai. ncctere , adnectere, Gr. '• Purg.33.47- Quid Temi e Sfinge nette e persuade./lui. „<«; è e C c P e rsuade , cioè compone e conforta. » ( La lezione del fìl p o r/ ala , perciò questa voce è falsa ; tutte le stampe della Dili C Sii), hanno: E forse che la mia narrazion buja, QualTe- ^h. Co sì m ^ e ’ rnen persuade, Perchè a lor modo l’intelletto attnja. J'^Zr b J? legge il Focabol. alla voce Attujarc.) (B) L^ìtas ' .'é J -za. [ Sfi. ast. di Netto. ] Pulitezza. Lat. puritas , ^«Ar° r ’ ni,ìdita s , nitcla. Gr. xaSuporns, crt)fiórr,i. Bocc, t ) A*o i governo delle camere delle donne intente vogliamo che hpjC* pre S g a tiettezza de’luoghi, dove staremo. G. V. ii.33.z.A\- 2 za c * ' Iì! ' tdar tutta la cittade’, che fu uno nobile lavoro , e ! che (ai**' 17 "' 1 d 'Aa cittade, Tes.Br. 7. s5. Tua nettezza dee cs- sai * 11011 S1a ; yies,irpox i tlfwf,iZx'peirTUi>. Alrn-g. 18, i-p6. Tu bai pur fatto, per Dio, nettp e presto Fir. Lue, 5.3. Io mi credeva d’averla fatta netta di quella vesta, e avcvala, se quel poltrone dello Sparecchia non le rificcava in cupola ogni cosa. Cirifif. Culv. 3. 75. E sol facea nella mente disegno Del modo breve, c poterla far netta. ti — [ Col v. Giuoco re:] Giurar netto,[fig.]~ Andar cauto c sicuro, con riguardo e con lealtà. [F. Giuocarè §. 14.] T.at. caste et caute se gerere. Morg. 26. i5o. Sicché tu giuoca netto, destro e largo, Ch’e’ti bisogna aver qui gli occhi d’Argo. 12 — [ Col v. Uscire:] Uscir netto da alcuna cosxrxNon mettervi qualche cosa del suo. Lat. immunem abile. Gr. ù.evpbo'kov , ùcCvtxxtov àrnia,. Maini. 6. 3. Non si pensi d’averne a uscir netta, 13 — Modi avverbiali. AI netto, posto avveri, dwesi da’mercanti [di mercanzia o altro, c] vale Detratti i cali, le spese, o altro da detraisi, secondo i palli e le consuetudini.lv . Al netto.] Lat. deducto detrimento , vel deductis expensis. , , — E per metaf.Borgh.Orig.Ftr.5g. Ne e tanto agevole il contraffare cosi al netto la sincera e pura antichità. (V) 3 —* Recare la cosa al nctto=r mire a conclusione, Conchiudere. F. Al netto, §■ ( N ) , ,. _ 14 — Di netto, posto avveri,, co verbi Tagliare, Portar via , e simili vale Afflitti , Interamente^ in un tratto., [Pulitamente^ Di colpo. In un sol colpo, Tatto in un tratto f come ragliai* dì netto, Portar via di netto , Gittaf di netto , Saltar di netto e simili ? e dimostra agilità 0 destrezza• . Di netto.] Lat. statina t itlico ,, e Y es tig*°; f uu “ 5a8 NETTOCERO WEUROCARPO ditus. Gr. -V 0A , tftt.pa.vrlr.tx, Mail. Franz, vini , buri. 3 . 10;. Manda fuor ciò , eh’ ella ha, quasi di netto. Cirff.Calv. 2. 45 . E giunselo tra ’l guanto e’1 braccialetto , E ’n un tratto gli fé' duo moncherini, Che 1’ una e l’altra man tagliò di netto. Mahn. 2. 35 . E rimessa la briglia al suo giannetto , Come un pardo saltovvi su di netto. i5 — In forza à'avv. per Nettamente. Lat. pure, nitide, casti gate. Cr. xaSapus. Frane. Sacch. rim.Mess.Dolcib. 20. Tu dèi saper che questo mio difetto Non vuol ch’io scriva, com’ io soglio, netto. )6 —* E inforza di sm. Pallav. Ist. Cono. 2. 7 44 - Imperocché finitisi d’esporre i pareri di lutti in molte adunanze e non potendosi... cavar il netto delle sentenze sopra l’articolo più disputato; i Legatile.(Pe) » - [E cosi Nulla di netto per Nessuna cosa che sia schietta , senza vizio o magagna .] Malta. 3- 2. Perchè al mondo non è nulla di netto, E non si può mangiar boccone in pace. Nettocero.* (Zool.) Net-tò-ce-ro .Sm.E.G.Lat. nectocerus. (Da ncrUs nuotante, e ceras corno.) Genere di crustacei, proposto da Leach, i quali si servono delle loro antenne ver organi natatorii. (Aq) Nettopodi.* (Zool.) Net-tò-po-di. Sm. pi. V.G. Lat. nectopodes. (Da nectos nuotante, e pus,podos piede.) Famiglia d’insetti dell’ordine de'coleotteri penlameri, stabilita da Dumcril; nella quale si comprendono gt insetti acquatici che per nuotare fanno uso dei piedi : onde si dicono anche Reniipedi. (Aq) a —* Nome della prima divisione del quint’ ordine de'molluschi, proposto da Blainville , la quale comprende le specie provedute d* una sola natatoria addominale che, secondo lo stesso autore , rappresenta i piedi degli altri molluschi. (Aq) Nettriee. * (Bot.) Nèt-tri-de. Sf V. G. Lat. nectris. ( Da nectris , nectridos nuotatrice , che vien da necho io nuoto.) Pianta acquatica dì Cojenna, distinta da foglie di due sorta : inferiori opposte e sottilmente intagliale; e superiori alterne, orbicolari, ombilicate , intere e galleggianti sulle acque. (Aq) Nettuni.* (Mit.) Net-tù-ni. Certi gemi che vengono descritti simili ai Fauni ed a’ Satiri. (Mit) Nettunia .* (Boi.) Net-tù-ni-a. V/lLat. neptunia. (Dal lat. Neptunus Nettuno.) Pianta che formava un genere nella poligamia monoecia della famiglia delle leguminose, la quale trovasi ne’luoghi paludosi della Cochinchina. Decandolle ne Jèce la prima sezione del genere des- manthus. (Aq) (N) a — (Zool.) Nome di un genere di animali dell' ordine degli ambrel- luli , con più aperture; corpo campanalato, ovale, longitudinalmente nello esterno lineato ; margine teniacolato, superiormente aperta, internamente sotto al disco fimbriata ; più aperture tra le fimbrie ai loro lati. Renier. (Min) Nettuni ari.* (Arche.) Nct-tu-ni-à-li. Add. e sf. pi. Feste istituite nella Grecia ed in Roma in onore di Nettuno.—, Nettunie , sin. (Mit) Nettuniana.* (St. Nat.) Net-tu-ni-à-na.^rW. e sf.Lat. neptuniuna.iVome d’una razza umana abitatrice dell isole interposte ai Tropici, che ama di scegliere per abitazione le rive dei fiumi o del mal e. Qualche naturalista la reputa una specie , e ne fa parecchie razze, cioè /'orientale o malese, la occidentale od oceanica, e l’ intermedia o paus. (Aq) Nettuniani. * (St. Nat.) Nct-tu-ni-à-ni. Add. e sm. pi. Nome dato ad mia Setta di naturalisti , e speciedmente geologi, i quali affermano che le rocce sono un prodotto del deposito delle acque. (Aq) Nettunie. * (Arche.) Net-tù-ni-e. Add, e sf, pi. La stesso che Nettu- niali. V. (0) J 1 Nettunio, Net-tù-ni-o. Add. pr. m. V. poetica. Di Nettuno, Del mare. C’hiabr. canz. Sul largo pian della nettunia strada In un momento i predator domalo. (A) a —* Onde Nettunia prole furon chiamati Riessano, Cicno, Ippomene ed altri figliuoli di Nettuno ; Eroe nettunio , Teseo , fatto talvolta da poeti figliuolo di Nettuno; Nettami, parecchi templi e luoghi antichi consacrati a Neltiuio. (Mit) Nettunnino, Net-tun-ni-no.^ff/f/. m. Appartenente a Nettunno.Buon.Fier. Addormircmci Noi per l’ondose spelonche Del nettunnino regno. (A) Nettunno. (Mit.) Net-tùn-no. Lo stesso che Nettuno, V. Lor. Med. rim.i.fg. (Bergamo tyOdj Perche il giusto voler del gran Nettunno Raro si piega a’preghi di colui Ch’è d’ignoranza o di malizia alunno. Lasc. rim. p. y. f Livorno 1799J Cosi del mio vago Arno ec. Andranno l’acque a dar suo dritto al mare , Ove Nettunno tien l’invitta sede. (B) Nettuno. (Mit.) Net-tù-no. Figlio di Saturno e di Rea. Rappresentasi per lo più sopra un carro in forma di conchiglia , tirato da cavalli marini , con un tridente in mano .—, Nettunno, sin. ( Dal celt. nef, Io stesso che neh sopra, e tonti onda , flutto , maroso : Soprastante alle onde.) (A) Dant.Par. 33 . Un punto solo m’è maggior letargo, Che venticinque secoli alla’mpresa, Che fe’Nettuno ammirar l’ombra d’Argo. Tass.Am.prol. Un Dio ec. Che fa spesso cader di mano a Mai te La sanguinosa spada, ed a Nettuno, Scotitor della terra, il gran tndente.(B) a — * Ecco i soprannomi eh' ebbe Nettuno : Posidonio, Tamima- sade, Prosolistio, Enosittone, Asfaliatto o Stabilitore , Tenario, On- chestio , Istinto , Conso , Ippio o Equestre, Poitatridcnte, Padre, E- nosigeo, Reduce, Basileo, Canobo, Egeo, Eretteo , Elimnio , Eittal- mio, Geauco, Genesio, Nisirco, Petreo, Samio, Temtiiuco, ec. (Mit) a —* (Grog.) Lat. Neptunium. Porto e borgo pontificio sul Tirreno nel luogo ov era V aulico Antium.—Isola della Nuova Olanda. (G) Neueerna. * 7-iei.g.)iNe-i[-bi r-mi. 67/là degustali Unitinella Carolina.({fi Necboiubk , * Ne-u-bù-li-do. N. pr. m. Lat. Neubolides. (Dal gr. ueos V 1 . accenno.) Cenno nel canto pieno, 0 ricapitolazione d 1 a >l ‘‘‘ una semplice varietà di suoni al fine d’uri antifona senza 0 parole. (Aq) ioi*K 2 — Linea frapposta ad un qualche numero di note, che taglm tra linee parallele del canto, in esso introdotta dopo il , //.nta 1 ’ cimo , per indicare al multante la pausa o respiro, e dividef ’.^ue, delle parole. Fu detta Pausa , Virgola, Sbarra, Respiro, P istl Stanghetta. Gian. (B) .-pru" Neumakch.* (Geog.) Ne-11-màrch, Nuova M.axca.Città degli siani , nella Pomerunia. — nella Prussia occidentale .— < teUt — della Transilvania. (G) ■ rtnitifò NEOMAr,K.ET.*(Geog.)Ne-u-inàr-ket.Cit.e/e/Z’//igA/'ft .—degustatili , ^jj) Neumenio ,* Ne-u-mc-ni-o.iV./m./«. Lat. Neumcnius. (V. Ne°" ie fi g fa} Neuno, Ne-ù-no. [Add. e pronome m. indeterminato. F- ' , r e 1,11 Nessuno. (Secondo i più, vien dal lat. ncc utius quidem ne va- solo. Secondo il Bullet, vien dal celt. liret. nigun o necuU ^ prt 1 gliono il medesimo.) Nov. ant. 7. //. Messere, non donai “ SODI»" 1 m’insegnòe , ne a neuno donai. Vit. SS. Pad. 1. i 49 • ^ V< vare c0l> cura e diligenzia, che nullo suo monaco s’andasse a comuni ^,110 neuna macula di peccato. Gr. S. Gir. 3 . Colui ama lo suo P ^ P come sé, che non l’ama per neuno bene ch’elli mai gli abbi® c lie appresso: In cotai maniera P allumina l’amore del santo bP u neuna tcmpoiale tentazione non li può mal fare. . j at'^J a — Per Alcuno. Gr. S. Gir. 20. Come dunque neuno uomo e {'A ' , eh’ egli usi di pregare Iddio per lo danno dei $uo nemico! (’q Vjf) Dial. cap. 106. Perchè neuno inganno voi possiate ricevei' 6, > t . a) ,c 1 3 — [E nel pl.l Decitati. Quiutil. P. Tanta carità fue nel § quanta mai ncuui secoli conobbero. Necporto.* (Gcog.) Nc-u-pór-to.Citai deU’Lighilt.—degli Stri 1 !' NehrAcne. * (Bot.) Ne-u-rà-cne. Sf. V. G. Lat. neurachne. fa nervo , e achne gluma.) Genere di piante della famiglia pfiV'F' minee , e della triandria diginia di Linneo , stabilito da faiori’ distinte da manifeste nervature delle loro glume. Compienti sola specie Ncuracne alopeucroidea. (Aq) ' :11 . Neurada. * (Bot.) Ne-u-rà-da. Sf. V. G. Lat. neurada. (IDUta vo. ) Pianta indigena dell’Egitto e dell'Arabia , la g lU ^ e j genere nella decandria decaginia, e nella famiglia delle P° r .itd\, jà ha il calice diviso in cinque lacinie, la corolla di cinti 1 "* r jbfi una capsola con dieci locultunenli ; così denominala dalle s e piegate e nervose nella piegatura. (Aq) (N) Z 1 * 1 . Neuradee. * (Bot.) Ne-11-ra-dè-e. Sf.pl. V.G. Lat. ncurad 636 ’^/!#’ nome della quarta tribù della fimiglia delle rosacee , ^ per tipo il genere neurada. (Aq) (N) _ n . ee^L Neuralgia.* (Med.) Nc-u-ral-gì-a. Sf. V. G.Lat. neuralgia- \P Jn v nervo , ed algos dolore.) Dolore prodotto da perturbaniem^Vii gosi di un nervo. Alcuni dietro osservazioni d’anatomia pff 01 dono che la neuralgia non sia che ini sintomo dell’infiu^^Zpfff neurilema. Secondo la sua sede, essa dicesi facciale, s ' mascellax-e, frontale, iliocrurale , femoropretibiale , f enl ” r iji3, plantare, cubito-digitale , erratica, anomala ec.— , NeW » rodinia , sin. (Aq) (A. O.) , nci^ Neuraneipetare.* (Bot.) Neu-ran-fi-pé-ta-le. Sf.pl. V- G- ^ j 0 .) phipctalca. (Da nevron nervo, amphi intorno, c petalon P el proposto da Cassini ed applicalo alle piante sinanlereeff ufi, c la corolla composta di cinque petali inferiormente uuta.ta p V-u /pi condoli da neivature laterali , e confluenti alla sommili" tapiil'ta Neurastenia. * (Med.) Neu-ra-stc-nì-a. Sf. V. G. Lat. nem aS ppp/’ nevron nervo , e asthenia debolezza.) Debolezza nervosi ’ -j di Neurostcuia. V. (Aq) . . ' Neuri. * (Geog.) Nè u-ri. Antichi popoli della Sarmazin e ,, Neuride. * (Geog.) Nèu-ri-de. IL Paese de’ Neuri. (G) .pa ’fiMi’■> Neuridio. * (Bot.) Neu-ri-di-o. Sm. V. G. Lat. neuridiinU' 1 nervo.) Genere di piante crittogame della famiglia investi 1010 stabilito da òpj'engel con una specie di enneo ì che si P ^ ( .\ firma di nervatura sopra le foglie della melastoma• Neurilemma.* (Anat.) ]Nea-ri-lem-ma. Sm. f^.G. Lat. neU ^;i£^ e u i U’ 1 nevron nervo, e lemma tunica.) Membrana fina , tnls f a jlfo^ } fibrosa che circonda i nervi , a ciascun filamento de 4 c j{e vero canale .—, Neurilema , Nevrilcma, sin. (Aq) jjt 1 ’ NEDRiLEaiMATico.*(Anat.) Neu-ri-lem-mà-ti-co. Jdd. ì si ,u relativo al neurilema. — , Neurilematico , NevrilcinaU nevrilemmaticus. (A. 0.) (O) ^ NEtiRiLEaiMiTE.* (Med.) Neu-ri-lem-mi-te. Sf. V.G. (V. neurilemma.') Infiammazione del neunlemma j ^ (ty vrilemite, sin. (Aq) ‘‘ Neurimese. * (Anat.) Ncu-ri-mè-ne. Sf V. G. Lat- r nevron nervo , e hymen membrana.) Guaina de’ neri ’ -eri 0 ', satta che Neurilemma. (Aq) n eVt° 11 . ’L f ' 0 ' Neurite. * (Min.) Ne-u-ri-tc. Sf. V. G. Lat. neurite. (D fa Nome della pietra giada o nefritica, perchè creduta , Y ,; prietà di fortificare i nervi, —, Nevrite , sin. (A-U., UJ . 0 tiC° Neuritico. (Med.) Neu-ri-ti-co. Add. m. Lo stesso che ,fii vino. V. (A)_(Aq)„ ... „„,,vitis- ( D1 oP . Ne nuovo , e bulevtes consigliere.) (B) euburgo. * (Geog.) Ne-u-bùr-go. Lat. Neoburgum. Cit. della Baviera. — del regno di Virtemberga.—della Prussia occidentale.—degli Stati Uniti. — della Scozia. (G) Nbudam. *(Gcog.) Ne-u-dàm. Città degli Stati Prussiani nella provincia di Brandelurgo. (B) Nkbma. (Mus.) Nè-u-ma. Sf. V. G- Lat. ncuma. Gr. v«’i'H«.(Da nevo io Neurocaiu'o. * (Bot.) VUIO. r i (zi j vìtlS» Neuritibe. * (Med.) Ncu-rì-ti-de. Sf. V. G. Lat, 11611 ii(I pT nervo.) Infiammazione de’ neivi. (Aq) . gl Neurobati. * (l'iiol.) Neu-rò ba-ti. Add. e sm. pl- r - mjfarin 1 ì fari 1 , tac. (Da nevron nervo, e bateo io vado.) Sarta fi 1 lie ri 0 tV> ti da Vopisco, i quali non appoggiando• i puah’ ile 1 ’’ 0 s pi‘° 1 de o di minuge, ma tenendo queste fra’ piedi, eseg ^batt" Firmico li vuole aerobali, e Bulenger simili al > cucri’ * fatti veri ballerini da corda. (Aq) r t n euf° b . NeuroblAcia. * (Med.) Neu-ro-bla-ei-a. ST. V- G- ( A<|) lS . nevron nervo, e biada stupidezza.) Torpore ne -,iuOUr po. * (Bot.) Ncu-ro-càr-po. Sin. V• Cr. L" 1 ' NEHRODE letm^* **"0 , c caipos frutto.) Genere di piante della famiglia delle con U j‘ 0se > e della diadeljìa decandria di Linneo, stabilito da Desvaux, don? j Une s pecie di crotalarie; cosi denominate dalle nervature evi- * -> dei l °ro legume. (Aq) (N) ^ere di pianta marittime della divisione delle diotteridi di Lattali 11 f ’ stabm ° con a ^ cune specie di fuchi e di ulve di Linneo, le fa'ti ’ 5- . altri caratteri, hanno la loro fruttificazione sotto la a H n a dt piccole caselle ordinariamente disposte sopra due lineeparalelle h*oó ,e y atura mediana della fronda. — , Dittioteridc , sin. (Aq)(N) ^ eo g-)Nc-u-rò-de._ Cit.degliSlati Prussiani nella Slesia.lfi ) . fn>. *'*•* (Med.) Ncu-ro-di-nì-a. Sf, V.G.Lat. netu odynia. (Da nev- NEUTRALIZZARE 529 et ' Vo 5 e oJyne dolore.) Lo stesso che Neuralgia. K* (Aq) * (Med.) Neu-ro-ga-raì-a. Sf. V. G. Lat. neurogamia. (Da h Ql utn / n «vo , e gcunos nozze.) Così chiamano alcuni il magnetismo ^kcg*‘ Nevrogamia, sin. (A. O.) Hevr 0 AFIA * * (Anat.) Neu-ro-gru-fì-a. Sf. V. G. Lat. neurograpliia.(Da v, v i' 0 (T^^rv I1^*( Aq) ^o n NA * * (Bot.) Neu-ro-Iè-na. Sf. K. G. Lat. neurolaena. ( Da nev- higl; l ^°? e lena veste o sajo peloso.) Genere di piante della fa- a ^ e H e sin anteree , e della singenesia poligamia eguale di Liu- 11 dLf Sla ^ llli0 d a Browne s ed ìndi riunito al genere calca , le quali K' p ° 'ur t H i,! * Uono P er te foglie o scaglie nervose che compùngono fin - ^C ri ° Veste f loraìe - (Aq) (N) k^ , )’o/ ì lA * * (Anat.) Neu-rolo-gì-a. Sf. V. G. Lat. neurologia. (Da Ilc rvo ,elogos discorso.) Trattato de* nervi.—" jNevrologia.Am.(Aq) a' 4 * * (^ ot *) Neu-ro-lò-ma. Sf. V. G. Lat. neuroloma. (Da ne- *W ei> Vo, c Ionia frangia.) Genere di piante della famiglia delle e della letradinamia siliquosa di Linneo , stabilito da De- ài caratterizzate da una membrana che circondai semi in gui- frangia nervosa. (Aq) ^r Vo x * (Clùr.) Neu-ró-ma. Sm. V'. G. Lat. neuròma. (Da nevron ^rtìQ ? Umore del genere de’ carnosi 9 od anche più duro , che si P S c e v °de nella sostanza cellulare^ o nel tessuto proprio de ner- % / ° ìe pure vicino ad essi per modo da intersecarli ed offenderli % s Ua aderenza . distinzione e pressione : per lo più mobile , cir - ner - ^CK# «iieMt'wu 9 c f»/ cooiunt: per i*J piu inuune i,"o, /). > profondo; fatto, secondo Odier, dal gonfiamento d’un med ' K> Q ^ AT ° S 0.- ‘ K*Z°ma . _ 7 _ aa l-^tvo 050, * (Med.) Neu-ro-nù-so.A/n. V. G.Xat.neuronusos. (Da nevron e ««sos per nosos malattia.) Lo stesso che Neurosi. P. (Aq) K. ,A • * (Med.) Neu-ro-pa-ti-a. Sf. V. G. Lat. neuropatliia. (Da i‘*(C1 1 i r -) Neu-ro-ma-td-so. Add.m. V. G. Che si riferisce n "’" S p. e. Diatesi neuromatosa, voce usata da Matteggia. (O) J>i nervo 1 /* l 0Pi I1 . v 7 7 - i---—........ ........... ^ •V 1 ner ’ (Med.) Neu-rò-pi-ra. Sf. p'. G. Lat. neuropyra.(Da nev- Vo ) e pjrr fuoco.) Febbre nervosa. -, Nevropira , sin. (Aq) %o s * (Bot.) Neu-ro-pla-ti-ce-ro. Sm. y. G. XuMievropla- ^Oii( e ‘ te)a nevron nervo , platys largo, e ceras corno.) Genere di % e . ae ha famiglia delle felci, che ha per tipo l’ acrostycUum alci- eÙ° S ‘ denominate dalle divisioni nervose, larghe , ed alle eslre- h^ l '>er u n,a > desunto dal meato o foreltino da cui vengono terminate Ns,_ a fte delle sue foglie. (Aq) (^ ec 0 Ne-u-ró-si .Sf.V.G.Lat. neusosis. (Da nevron nervo.) ero , „ u nervi in genere~, o di celti nervi in particolare. Si con- Questo nome alcune emorragie interne, e alcune injìam- 11 ° St, ts ^fdche. —, Neuronuso, Nevrosi , sin. (A. 0.) (O) fK (J) 11 '* (Filol.) Ni'u-ro-ii>à-.'ii. yldd. e sm. pl.F.G. Lat. neurospa- * nevron corda, e spasleon verb. di spao io tiro.) Burattini, V filo ‘ Calvin. Cieal. Neuro:,pasti , cioè macchine che si tirano ,%ST E ,. C01nc i burattini. (A) * (Med.) Neu-ro-ste-nì a. Sf. V. G. Lat. neurostcnia.(Da 'Veleni trvo > e stheuos forza.) Eccesso d’irritabilità nervosa. —,Ne- i, 5 °t«co 1 ««- (A. O.) (0) (Med.) Neu-rò-ti-co.a^rW. e sm. V.G.Lat. neuroticus. (Da V\' l<; ¥ul 1Vo ‘) Rimedio che si suppone dotato delle virtù di operare 0 1 si, me ’ Ue su ! nervi .—. , Neuritico, Nevritico, Nevrotico, Ner- (Anat.) Neu-ro-to-mì-a. Sf. V. G. Lat, neurotomia. (Da ^à T ( n 4 'Oo’ "<>e e tome taglio.) Dissezione di nervi. — , Nevrotomia , 1 ’ /l °nti \^ nat .) Neu-rò-to-mo. Sm. V. G. Lai. neurotomus. (V. n . ^ c nlpeilo lungo , stretto ed a due taglienti , che s’a- I®*. * ((! dissecare i nervi. —, Nevrotomo , sin. (A. O.) Ne-ù-sa. Riviera degli Stali Uniti nella Carolina sel- ■Nz /?) p (f^eqg.) Ne-u-sàl-za. Città del Regno di Sassonia.—degli l S! fd nello Slesia. — dell’ Ungheria. (G) ^« 0 . f (Gcog.) Ne-u-scià-tcl, Neufchatei, Neumburgo, Nuovo Ca- ;*!] irt t ” !r a"'ii eoc ( ),tlum , Novmr. Castri Lago, città e Cantone della ' Q 8o Jill ^ Ua te forma un principato dipendente dal re di Prussia ^ JCCSI a "chc W'Iverduno. (G) • * (pr* eo gO Ne-u-sì-dcl. Logo salso dell’ Ungheria. (G) (Gro & K^sol. Città dell’ Ungheria. (G) N/ 4 »-' Ks ILIU UC II Vflgfienu. ) \f.jC tl,degli Stali Prussiani nella prov. di Cleves-Berg.(0 ) /.(U.NDm.'ta. (Dall’ehr. nehhosceth bronzo.)(B) •v ■ » av ■ (^ Co g') Ncu-stà-di-a. Cit. dell’Arciducato d’Austria. — *ts, de Ua M ra ' ~~ della Boemia. — della Danimarca. — dell’ Ungheria, taj^*(C' 0rau ‘ a ' — della Prussia ec, ec. (fi) "la 1 ([ <:0 6-) Nèu-stri-a. Sf.Ant. porzione del Regno di Franciose ” ro few z° P an ' c °lare, che comprendeva .la Borgogna, 1 Aquituuia, a > c la JScustria propriamente delta. V. Ntnmandia. (G) Ni 0 T 1 nè voti. Usato quasi a maniera d’aggiunto.Non capace nè di buie nè di mate. [ biodo basso, oscuro ed antico.'} Lat. fatuus, vappa. Gr. fiKX&wr. ( Dal lat. nec utilis , nec futilis uè utile , nè inutile. ) Cron. Vdi. z/j. Mico di Lapo fu piccolo di statura, e sozzo, e dappoco bene , nè uti nè pati, non ebbe moglie. E 1 33. Filippo , figliuolo della detta monna Ginevra, è da poco, nè uti nè putì. 2 — [E con qualche varietà. 3 Patajf, 3. Or eh’ egli c un cotale uti nè puti. Nedtonianisjio.* (Filos.) Neu-to-nia-nì-smo. Sm. Seguimento della filo- sofia neutoniana e quel Sistema istesso. Fr. Zan. Leu. (A) Neotokiano , * Ne-u-to-uià-no. Add. pr. m. Di Neuton , Spettante al celebre filosofo Isacco Neuton. Manfr. e Baldin. Lete. (A) 2 — * In forza di sm. Partigiano e seguace del filosofi Neuton. (A) Neutra. * (Geog.) Nè-u-tra. Città e contea dell’Ungheria. (G) Neutrale, Ne-u-trà-I e. Add.com. Che non si dichiara per alcuna parte, Indifferente. Lat. ambiguus , medius. Gr. v-ipcs. Tac. Dav. una. sf. igf .Fanti e cavalli messi iu nuove guarnigioni, e tutti paesani neutrali , o nimici , messi a ferro e fuoco. » Salviti. Annoi. F. li. 3.2. 6. L' essere cioè neutrale , indifferente, c come gl’inglesi dicono, Imparziale. (N) 2 —* Così chiamasi propriamente quel Potentato o Popolo che sia in istatn dì neutralità. Segr. Fior. 11 legato di Antioco gli persuadeva (gli AcheiJ a stare neutrali, a che il legato romano rispose ec. Ci- nuzzi. Ma mostrandosi neutrale, per questo non dee lasciare f il principe ) di non armarsi. (Gr) Car. Lett. ined. 3. 212 . Ed in somma non si potendo aver per amico e collimato, che almeno non si avesse per inimico , e fosse neutrale. (Pe) 3 — [Ed inforza di sm} Tac. Star. /f. 332. Vinse il fare gli am- basciadori per tratta, avendo anche i neutrali puntato che si mantenesse il costume. 4 — (Grani.) [ Agg. di nome di genere neutro; ma in questo senso dicesi meglio } Neutro. Lat. neuter , neutralis. Salv.Avveri. 2 . s. 12 . Non pur quanto è il senso , come è stato creder di molli, ma nella voce ancora il genere neutrale, tuttoché speziale articolo non abbia per questo sesso , si truova pur non poche volte nel toscano idioma. Neutrale diti’, da Indifferente. Neutrale è chi ha del tuffo deciso e risoluto di non volere appartenere ad alcun partito ; Indifferente , secondo la Crusca , è colui che sta tra due, ne si determina più al- l’una che all’ altra parte ; ma , secondo la comune intelligenza, è chi non prende alcun interesse intorno all’ eventualità delle cose , che non inclina ad alcuna determinata risoluzione , che punto non si turba , se i suoi desiderii siano o no soddisfatti. Neutralità , N'eu-ti:a-U-ta.[A'/?] usi. di Neulrale. [Stato di cose nel quale una nazione od un principe non prende parte veruna nelle guetre che altre nazioni od altri principi si fanno. Le condizioni della neutralità sono diverse, secondochè il Potentato, che la dichiara, senza essere collegato con nessuna delle parli guerreggiatiti , permeile ad ognuna di esse il libero esercizio delle antiche loro relazioni co’suoi popoli, o lo proibisce a tutte egualmente ; o lo restringe ad alcune ed a certi casi. La prima si chiama Neutralità stretta od assoluta , la seconda particolare o condizionale.]—, Neutralitade, Neutralitate, sin. Lat. neutrius partis studium. Gr. pticrortis , à’zixZzft-i. Varch. Star. to.6o3. Al duca Alessandro ec. non andava per la testa in servizio , anzi in disservizio suo e del suocero questa neutralità. Guicc. Star. Uh. 11.1 quali , pieni di sospetto , cominciavano a sentire i frutti della neutralità.» Bentiv. GueiT.Fiandr. Dipende il luogo dal vescovado di Liegi, e sino allora fra l’armi regie e le opposte avea sempre goduta la neutralità , come 1 ’ avea goduta hi ogui altra banda il resto di quel paese. (Gr) 2 —* Manteuere la neutralità — Tener ferma la neutralità dichiarata, Impedir eli altri si faccia a violarla. (Gr) 3 — [Osservare la neutralità.- Si dice così di chi la piofessa, come di quelli che guerreggiano, e vale Tenerla ferma, Slare alle condizioni di essa, Rimanersi dal violarla.} Guicc.Stor-lib. 11 .La neutralità di giorno in giorno, e con consigli ambigui e interrotti osservando. 4 —* Professare la neutralità ; Si dice della Nazione o del Potentato che dichiara volersi rimaner neulrale fra altri Potentati in guerra fra se.Bentiv.Star. Fiandr. E ne’suoi paesi vicini alla Fiandi-a, quando mai s’era veduta violare con forza aperta la neutralità che vi si professava , con r armi spaglinole e con le altre opposte ? (Gr) s —* Violare la neutralità si dice di Chi guerreggiando passa per forza d’armi sul territorio del Potentato che professa la neutralità, o ne offende in qualunque modo le condizioni stabilite. Bentiv.Star. Fiandr. E ne’ suoi paesi vicini alla Riandrà , quando mai s’ era veduta. violare con forza aperta la neutralità che vi si professava, con le armi spagnuolu e con le altre opposte ? (Gr) 6 —* Dìcesi Neutralità armata: Quella nella quale il Prìncipe, che la piofissa , armandosi alle frontiere ed t ai passi , si mostra pronto a respingere colla forza quella delle parti guerreggiatili ette tentasse di porre il piede sulle sue terre , o di violarla ni qualunque modo ; e Neutralità disarmata , quella nella quale il Potentato che la professa, confidando nel suo buon diritto, si astiene da ogni apparecchio di guerra per difenderla ad un bisogno. (Gr) 2 —* (Chim.) Neutralità chimica: Quello stalo m cui nessuna delle due parti componenti predomina, quando si aggiunge alla soluzione di un’alcali una piccola quantità di acido ; cioè che non reagisce nè la base nè l'acido. (G. P.) 3 _* (l CO Q.) Donna che tocca una bilancia soltanto per impedire che pieghi più da un lato che dall altro; il suo piede, posto nel centro d un’ altalena , la tiene in equilibrio.^ (Mit) Neutralizzare.* (Chini.) Ne-u-tra-ìiz-za-ie. A.tt.y, Francese . Far neutro Dar scomparire le quuhta d. un acido o d’ un alcali , aggiungendo al primo alquanto d’alcali, al secondo alquanto d'acido , o/t- de saturarli affatto, (A. 0.) 53o NEUTRALMENTE NEVROTICO Nectraihsste , Non-tral-mcn-te. Avv. A maniera di neutro. Lat. ncu- - tro. Gr. cvàsT-ipus. Sali’. Avveri. 2. 1. 12. I.c quali ancora in vece di le quali cose neutralmente disse, per mia credenza, nel Conte d’xln- guersa il Boccaccio. Neutro , Nè-u-tro. Add. m. Fi* L. Nè t uno nè l’altro. Lat. neuter, Heutralis. Gr. evhirtpes. 2 —* E jìg. Buon. Pier. 3.2.6. Che le costruzion neutre son quelle Che fan lo stil più faeil della vita. (N) 3 — (Grana.) [Aggiunto di que'] nomi che non sono di genere maschile, nè femminile : [ il che riguarda i nomi greci e latini ; gl Italiani, i Francesi , ec. han solo voci adoperate in significato neutro .] Salv. Avvert. 2. 1. 12. Neutro se abbia la lingua nostra, c se nell’uno e nell’ altro numero. Bemb. pros,. 3. 10/f. Questi nomi altro che di due generi non sono, del maschio e della femmina; quello che da’Latini neutro è detto, ella partitamente non ha, siccome non hanno eziandio F altre volgari. a — Neutri si dicono anche i verbi che non si costruiscono nè a maniera attiva nè a maniera passiva ; e, tra questi, quelli che trasferiscono la passione nella persona operante, si dieon Neutri passivi. 4 —* (Zool.) Aggiunto di Animale privo di sesso. (O) 5 —* (Bot.) Agg. di Fiore: Quello che manca d’organi sessuali, cioè di stami e di pistillo, ovvero avendoli, manca d'antere e queste mancano di stimma. Anche Fiore neutro si dice quello che non ha germe ovvero V ha imperfètto. Bertoloni. (O) 6 —* (Cliim.) Agg. di alcuni sali nella cui composizione entrano tali quantità d' acido e di base , da essere per intero cancellale le proprietà si dell’ uno come dell’altro, che cedettero il luogo a proprietà affatto nuove. Diz. Se. Mcd. (O) Neva.* (Geog.) Fiume della Russia europea. (G) NevaiiA.* (Geog.) Sierra Nevada, cioè Catena nevosa. Parte del gran dorso che divide la Spagna quasi per mezzo.—Ramo della Catena delle Alpi nella Columbia. (G) Nevato, Ne-vàjo. Dicesi quando egli è nevicato assai.—, Neva- zio, Nevazzo, sin. Lat. nivatio. Nevate, Nc-và-re.[ V. impers. Lo stesso che ] Nevicare. F.Petr. canz. 22. 1. Già su per l’alpi nova d’ogn’ intorno. Dant. Conv. 158. Nevato è, sicché tutto cuopre la neve , c rende una figura in ogni parte. Alata. Colt, f fld. Là dove vuol dormir, quando più neva, Guardi alla parte che nel mez.zo è posta Tra l’Euro e 1 ’ Ostro. Nevato, * Ne-và-to. Add. m. da Nevarc. P. Nevicato. (N) 2 — Rinfrescato colla neve. Lat. nivatus. Gr. nc, “ > 7 — Proverò. Aver pisciato in più d’una neve, o siniiU~-L‘ s esperimeutato delle cose del mondo , e da esser difficilme' 1 nato; modo basso. Lat. multimi aquac navigasse.ZVdq/b 7 ’. pjoica' mi , c’ha’ pisciato in sette nevi, Che Dio ti vaglia, P ec , ,1 niou< tino. Parch.Ercol. 78. Quando alcuno, per esser pratico ‘ ‘ 1 i», le s» r uii.a,AticWi /Ut yUMllUQ ditUJIU) CaMIl j ' 1 u “ v .* gg non è uomo da essere aggirato , nè fatto fine, si dice : cgU ^ ^pctf ec. . celi ha niseiato in niù ,i’ una neve. /'/)■ nno. 8. , nil' ? palle di ec. , egli ha pisciato in più d’ una neve. Fir. nov. 8. Biag|“' ch’egli ha pisciato in dimolte nevi, e eh’ c’saaquantidìe^^^^ 8 — [Ciò che la neve chiude, il sole apre, pioverò, di chu* a pi^ Albert, cap. 20. Volgarmente si dice: ciò che neve chiude, s 9 — Non vedere un bufolo nella neve, [dicesi a Chi non veu cosa assai visibile.] P. Bufolo, (. 4- , ■ 10 — Sotto acqua faine e sotto neve pane, detto proverò, pere' dilava la tetra e la porta via, e la neve la ingrassa. _ 11 — Tanto basti la mala vicina, quanto la neve marzolina,” dinotante che la neve di Marzo poco dura. Nevel. * (Geog.) Città della Russia europea. (G) _ , Nevers. * (Geog.) Lat. Neviodum, Nevirnum, Nivernum. Cittaa capitale del dipartimento della Nievra. (G) . fjfit) Neviasca. * (Geog.) Ne-vi-à sca. Antico fumé della Lig lCrl f. f.jeloA’ Nevicare, Ne-vi-cà-r c.[P. impers.] Il cader che fa la neve “ at n oC e.i l0> ‘ Ncvigarc , Nevare , sin. Lat. ningere , nivitire. Gr. «?«*'■ D tC% , f 12. 7. Essendo il freddo grande, e nevicando tuttavia fob1 lievi 031 '-’ mincia a riguardare ec. Salviti. Disc. 2. fa./.Allude forse a j„ che appunto ella fiocca , dicono i nostri fanciulli, quando ca copia la neve. ,-A ,id or.P‘,6. ufi’ 2 — In sign. alt. P. Nevigare, §. 2. (M) 3 — [ Ed anche usato a modo di verbo personale , ma seti alcun caso.] Petr. son. 33. Il quale or tuona, or nevica, ^ Nevicato, Ne-vi-cà-to. Add. m. da Nevicare. Red. -dunol-, Particolarmente uno (soiietioj di Dante , che comincia ■ 1 fui nelle ncvicat’alpi ec. r . nWs. Frane. Sacch. nov. 101. La sera taro 1 tempo , freddo e nevicoso , giunse a quel romitorio. f, Ipl i Nevicare , Ne-vi-gà-re. P. impers . Lo stesso che Nevicare^ y• jiid 1 ^ 2 — Ed usalo atuvam. Car.En. 5. ni. Di purpurei fio^ 1 jeati**",-. di sopra un nembo, e disse. (M) March. Luci', lib. 2. • jlK ^ nembo Di rose, fanno alla gran madre, ed anco De’ segna bc ombra cortese. (Br) .0 c ! e jd Nevio ,* Nè-vi-o. N. pr. m. Lat. Ncvius. (Celeste, dal ce ff a io. 1 0 ovvero annuente, dal gr. nevo, in lat. nuo annuisco.)'7/C ’ M latino epico e drammatico , anteriore ad Ennio. (B) (J* 1 jiiti^Ac. Nevis. * (Geog.) Nè-vis. Isola deli'Arcipelago delle pi cc SjfcJi/i , ..’ù3’ Nevischia , Ne-vi-schia. [Sf. Lo stesso che] Nevischio. 2. 124. Qui forse vuol dire acqua, o quella clic clnamiat Nevischio, Ne-vì-schio.[Vm.] Il nevicare in poca daantità ^F^iSi f o minuta , e di natura tra la mve e la grandine.] —■, Ji v > Lat. ningor levis. Cron. Morell. 36o. Cominciò a P' oVCI . 0 0 ^ 1 1409 , e non ristette il mal tempo o d’ acqua, o di vtU ’ bia, o di nevischio. jd Nf.vo , * Nè-vo. Sm. P. e di Neo. Tolom. Leti. (A) . Nevola , Né-vo-la. Sf. Cialda. P. siciliana e romagnuola c lai. nebula. Bandi Bibi. , Leop. Gadd. 2. Amati, (fi) C 1 ’’ Nevosità' , Ne-vo-si-tà.[Ayi) ast. ai Nevoso. [Qualità di ciò c t — , Nevositade, Ncvositate , sin. Lat. nivositas. Gr• T ? c0 iiV £lll 110 NEVREK,op.*(Geog.) Ne-vre-kòp. Cil. della Turchia eur■ n jj,,{ s ioi' e -0 r, Nevrieati. (Zool.) Ne-vri-là-ti. Sm. pi. Nome di i‘ n(l . fistino 11 pi mali, ì quali. , considerato il loio sistema nervoso, s ,p :l ] ei'. le molecole sparse, e costituenti degli abbozzi di nervi• ' l nervo.) Renier. (Min) , j,Sicarifc’h^ Nevrilema.* (Anat.) Ne-vn-l,.-ma.An,. Lo stesso che 1 ttS sO Nèvrilesiatico. * (Anat.)Ne-vri-le-mà-ti.co. Add■ nl - f . rileramatico. P. (A. O.) v. c o\\\ e:raoi vietalo. (V) 1 ^ >.fcrar 1,1 l u "go di Ne pronome. Rim. Ant. B'mdo Bonichì. Per o- V, * ""pie v 'rtù ni mostra. (V) 'lì Nome che i Sarmali davano (dia loro Cerere. (In celt. 5 N » 'jj"dà, vigore ; in pois, niju potenza , robustezza.) (Mit) v . d n pò- 1 '-eli.) Divinità riconosciuta da alcune nazioni slave, qual fferno : aveva il grado e l’ufficio di Plutone. (Mit) , 0 ,-jj, • (Geog.) Ni-a-gà-ia. Riviera deli America settentrionale. — ,SH è'tati Uniti alla foce del Niagara nell’Ontano. (G) JjtMw .< Gc °S-) Ni-à-gor. Città deli Indostan. (G) 2 ** 8 , • )■ * (C('og.)Ni-a-cii->ta. cinìt della Turchia cur.nella Romelia. (G) u'Uuj«„* Geo S-) Isola deli Oceano indiano. (G) Ve/ 10, * (Éilol.) Ni-ba-di-sino. Sm. F. G. Lat. nibadismus. (Da ni- r . °?P rc pascenti in vetta a’monti.) Specie di danza comico-bar- Nicava. * (Geog.) Ni-cà-va. Città del Giappone. (G) *' 1 cut gli attori imitavano i salti ed i moti delle capre. (Aq) Nicaveri. * (Geog.) Ni-cà-ve-ri. Lo stesso che Cumorta. '/j e[ i-V’Ht. Ind.) Sm. Stato di suprema felicità, che consiste in una ìv.^n.mi * Hint.] Nìc-cbe-ri. Sm. Nome volgare di u V tco iid‘fnnichilamento : è i ultimo grado della felicità dell’anima } f l’opinione degli abitanti del ÌPegù. (Mit) ^Sa p s ‘'i° , creduto to stesso che Anubi : ne tornò in torri., cd arele virtù : Virtù vittoriosa.) (B) Nicaria. * (Geog.) Ni'C.i-i'i-0.L«I.Icari.'ìjlcaios.Lo/a dell’Arcipelago.{G) Nicartide , * Ni-càr-ti-de. N- pr. in. (Dal gr. ilice vittoria, ed ' avtios perfetto.) — Governatore di Persepoli sotto Alessandro. (Mit) Nicasia. * (Geog.) Ni-cà-si-a. Una delle Spnradi. (Mit) Nicasio , * Ni-cà-si-o. N. pr. m. Lat. Nicasius. (Dal gr. di nicao io vinco.) (B) Nicastro. * (Geog.) Ni-cà-stro. Lai. Nercastrum, Neocastrum.Città del fut. #XrV*o Giuliano V apostata , facendone anche incidere l’ ima- k’Skin a sua moneta: portava un caduceo in una mano ed uno scettro %u c ° wr altra. (Mit) ^ProK* ^di-biàc-cio. [Am.] pegg. rANibbio. Lat. immanis,iuformis, ì,^ dc i u \n»ilvu s . Gr. àraiSrn ’iKTiv. Fr. Giord.Pred. R. Il nibbiac- S, .„ ri uifcrno volteggia e s’aggira per l’aria, intento alta preda, /rg Dol 0 ÌNib-bio. [rV/?2. Specie di uccello dell ordine de' rapaci , ' Lqiv de falconi, È color di fava, Ita le penne delle ali nere , $Ms S/ '° Ssa ì cd è fixt gli uccelli quello che si sostiene in aria lun - l/> . _ — A.’. - ri; „oui7; /» tìnlontifiy'i. si ciba di renili e volentieri , tem P 0 e più tranquillamente , j \ galline. Forma un genere separato dai falconi da Bcchstein coiti, le dita e le unghie deboli , becco non propoì'zionato ta %lia, (di molto lunghe, coda forcuta ., onde hanno un volo ^sq r - e ff c rte, alcuni hanno i tarsi cortissimi reticolati e per la metà H- iu * ^ penne come V ultima tribù delle aquile. Lat. falco inilvus,] mrlv. (Dall’ar. nehhab rapitore, che viene da nchb ra- f la i Sri?) stessa lingua nihhab rapiue. Altri da mio mio, voce che ' '^id . a c l uc ^ a del nibbio.) Fior. Virt. A.M. Puossi appropriare II, bbio, il quale è tanto invidioso, clic se vede i figliuoli ricini nel sì bezzica lor le coste, perchè le carni loro in- 1 c llo ° ’ acc ioccbè dimagrino, frane. Sacch. Op. div. f)o. Nibbio, ('SfossaP oco valore , è di tale natura, che se vede gli figliuoli nel nido , dà loro tanto di. becco nelle costole, clic dimani e]j C “"t. Conv. yf Meglio sarebbe voi come rondine volare bas- Lam ° me n ikki° allissimc rote fare sopra le cose vilissime. Lab. o B ;„|. ct deratì, ma d’averti, a modo eh’ un nibbio, lasciato adesca- He s laie ullu buseccbie. M. F. e ,/f >eia G°n nuovi nibbi sulla Falteroua. tì$e* e _CMai uou gira il nibbio che non sia presso una carogna:] Regno di Napoli nella Calabria Ulteriore Seconda. (G) Nicati. * (Geog.) Ni-cà-ti. Antichi popoli dell’ Etiopia. (G) Nicatismo. * (Arche.) Ni-ca-tì-smo. Sm.ò'pecie di danza usata dai Traci , fórse dopo d’aver ottenuto vittoria. (Mit) Nicatore, * Ni-cà-to-re. N- pr. m. (Dal gr. uiccter vincitore.) — So- prannomc di un Seleuco re di Siria. (Mit) - -1 —- n j-: _ JZ ie. in.) - V- (G) NiCcheri. * (Bot.) Nìc-cbe-ri. Sin. Nome volgare di un albero delle Molucche , i cui semi rotondi, lisci e duri di color gialla , e della grossezza di una nocciuola, spesso sono portati in Europa e sono adoperati per trastulli de' ragazzi. Lat. guilundina bonduc Lin. Quelli di color bigio sono della guilandina bonducclla Lin. (N) Nicchia, Nic-chri. [Sf.) Quel voto o incavatura che si fa nelle muraglie, o altrove, ad effetto di mettervi statue 0 simili. ( V. Nicchio. ) Lai. aedicula. F. Vilr. e i suoi Comcnlalori. Gr. aluvlior. ( Dall’ ar. neqir , o come altri legge ncliir vale incavamento fatto nel sasso o nella terra. Nella stessa lingua nyqar caverne ; in ebr. neqiq caverna, forame ; in pers. neqyz nascondiglio. Ma il Bullct opina che il frane. ni che e l’ital. nicchia vengono dal basco nielli chiudere , riporre. In ted. dicesi nische , in iogl. civile , in illir. uloxnica.) Serd. Star. 6. 22g. Da ogni parte sono scompartiti alcuni armarii , o nicchie , dove sono poste le statue de’ falsi Dei. Borgh. Orig. Fir. 3 oo. La forma si vede ancora mantenuta nella sopraddetta ( chiesa ) di san Piero all’ antica girata in mezzo cerchio , che per la simigtrinza della forma si dice nicchia. Borgh. Rip. ò ; :. San Giovan Batista e san Matteo, figure grandi, che sono in due nicchie d’ Grsanraichele. a —. Fig. dicesi d' alcuna dignità o carica, Essere o Non essere nicchia adattata per la persona di alcano. 2 — * Quel piccolo trono 01 nato di dorature ec. con sopravi una cupola o baldacchino, su cui nelle nostre chiese sì pone il Sagramento, un crocifisso o qualche santa immagine. (Ber) 3 — * (Milìt.) Spezie di vólto o d’incavatura nelle pareti di certe o- pere di fortificazione, onde il solduto possa ripararvisi dal fuoco dell'inimico. Monlecucc. Evvi dentro (del baluardo ) un volto per pas- sare dall’una all’altra faccia, siccome per lungo il muro hannovi nicchie incavate due piedi per entro, con archi alti piedi sette, dove ì soldati dalle pietre c dalle granate si ricovrano. (Gr) Nicchiasiento , Nic-chia-mcu-to, [ Am.] Il nicchiare. Lat. in utramque Tratt. Segr. cos. domi. Si rendono fastidiose coni s N:^.no«ì vose che per ordinario non vanno tra loro disgiunte. Ambi'. {Uff 1 } 8". a il nibbio Giammai , che non sia presso una carogna. ìì^tsf 51- * ìli . 111,1 della Danimarca. (G) * (C ^ ifkc'càm. Divinità adorata dagli Evei. (Mit) Hi Ni-cù-bur. Città della Persia nel Korassan. (G) }t s !o)r > ed 'J l ' ca ‘go-ra. IV. pr. m. Lai. Nicagovas. ( Dal gr. idee vit- fciff 0 QreJ’ 0r f‘ *" ro : Vittorioso nel foro.) — Sofista ateniese , e ‘ rr' J tempo di Eilippo. (B) (Mit) J zjj C "8-) Ni-cà-ma. Antica citta dell’ India. (G) Hi»!ì'* r p . Zi']- Nwàn-dra. Sf. F.G. Lai. nicandra. (Da Nicandros IC . IC . V .— .J - ■ -, „ „ altamente, che fanno le donne gravide, quando coirsi ( ora del partorire. (DalV ebr. anaq gemere, la- tessa lingua ncqim tristi, afflitti. In ar. nehket af- parfem versatio. soliti nicchiamenti c ripugnanze. Nicchiare, Nic-chià-rc.[ÌV. ass .] Propriamente significa quel Cominciarsi a rammaricare pianamente, ' ’ . .- 1 - mincia ad accostarsi l’ora mentarsi. Nella stessa lìngua neqim lliziou di morlx) , heneq afflizione -, travaglio. In celt. brett. nech inquietudine, pena. Altri cava là v< e dalla somiglianza del nicchio ; giacché, secondo il Tassoni, il nicchiare e ìt rivoltare e incurvare che si fa del labbro di sotto a guisa di nicchio, «piando si.vuol piangere) Geli. Sport. 1. 1. Non passerà forse domani, che ella partorirà ; che di già ella ha cominciato a nicchiare. 2 *— Ftg. Si dice anche del Mostrare di non essere soddisfatto internamente, o dell 'Imprender mal volentieri a far qualche cosa [ o Stài- fra due, se la farà o no, 6 anche Mormorare nel farla, Dolersi, Lamentarsi. Lai. obmurmurarc , subqueri ; ] tergiversaci, cuncriri, Tac. Pa- taff. 7. Zecca putita, che vai pur uiccbrindo. Barca. 1. -jg. Tu non ne vuoi ? c’mi par che tu nicchi. Io nè pur: deh dammene un miccino. Ben. Ben. Farcii f.i. Dovunque ti chiama la virtù ec. si Riebbe andare, senza risguardo di roba ec.} e nrariton s ha a farsi befib de comandamenti di lei, o nicchiare In eseguirli. Tac. Dav. Stor.f iifo. l soldati vecchi nicchiano} pure, mossi da Ordeonio Fiacco, e stimolati da’ tribuni, gli 0. » Farcii. Ercol. 1. 99. Ogni volta che ad alcuno pare ' ‘ ’ -. a ’->lrnna sua fatica, o n™ molestia. In basco reca penr greco.) Genere di piante a fiori monopetali, della H f r °ll a Ca ° n °Si’da , famiglia delle solanee, col calice angolato , 1:5,1 le pff òrme, la bacca con quattro o cinque loculamen- r«c ente tra sepìmaiti. Cori denominate da Adanson la Iella, e’ tentenna, ovvero ec. Buon.Eier. 4 - Salvin. Annoi ivi: forse dal tedesco’ tàditi mosto, (N) ^. P ”o 0l Non ri mestici- nicchiare e far spallucce. E Nicchiate/ di*-' di ivo 5 1 53 a NICCHIATO 3 — tN. patr,] Semplicemente dolerci o Rammaricarsi.7W. dolere, sut- qucii. ór. fi{iA$ta$ou , óAoipvpfo&aj. J)ant. Inf 18 . io 3 .Quindi sentimmo gente che si nicchia Nell’altra bolgia.2?«MVi:Nicchia, cioè piange. Nicchiato, * Nic-chià-to. Add. m. da Nicchiare. F. (N) 2 —* Che ha nicchia. Algar. Sagg. Archi. ( Bill. Enc. It. 14. 4 fi) NiccniBniA, Nicchietta , Nic-chict-ta. [Sfi} dim. di Nicchia.' Benv. Celi. Oref. 56 . Nella grossezza del detto ovato erano scompartite otto nicchiette. Nicciiietto , Nic-cbièt-to. Sm. dim , di Nicchio. —* . Nicchiolino, sin. Oraz. Fun. Cos.JlI. Drappo alzato a padiglione, ripreso a nicchictti con rose e festoni. (Qui per simil.) (A) Nicchio , Nìc-chio. [Sin. Ricovero calcare , ora univalvo 9 ora bivalvo, ora multivalvo 5 appartiene in proprio alla piu parte de * molluschi , siano essi marini o fluviatili o terrestri.} Lai. concila, osterà, ostrenm» (X .nicchia l)G. F. io.f32.3.Feciono per soprausegne di loro bandiere ì nicchi dell’oro , e san Iacopo. Seti.Ben. Farcii. 7. g. Io veggo una cupola lavorata e distinta scrupolosamente, con nicchi di bruttissimi c pigrissimi animali. Ciriff. Calv, 3 . y 3 . E come un nicchio sul de- nicistà . , 2 —- * (Mit.) Soprannome di Giove come dispensatore però detto anche Niceo. (V. V etim. di nomi preccd.) (M 1 */ Niceno, * Nì-cè-no* Add. pr. m. Di Nicea o Nizza. (B) T^:ccr a * tf *’ Nicerate, * Ni-cc-ra-tc, Niccrato, N. pr. m. Lat. Nicera. 3 ', \ (Dal gr. ilice vittoria, ed eratos amore: Amor della vittori • i-cè-ro-te. IV. pr.m.Lat. Niceros. (Dal gr. idcete 1 pr.com. £ai.Nicetas.(Dal ge. ilicetes vinccn^)^ e vico greco di Choun , gran segretario sotto Andronico -, *** n 0 iO' gran logotela sotto Isacco l'Angelo , soprannomato Acorni Jia _ niatc. — Eugeniano. Scrittore greco e poeta del secolo Niceterico. * (Arche.) Ni-ce tè-ri-co. Add.e sm. Home di c ' li nelle Niceterie. (Mit) ■tcrj 5 ' simili: e Nicchio è una specie di corichi- il dolce cd il salso.) (Mit) •'ufiiiO ie e familiarmente così chiamasi in Firenze Nichel. * (Min.) Nì-chcl. S/n. che scrivesi anche Nickel e p lli . poS f0 r punte; e perchè fatti a forma di questi cap- Nichelio. Sì conoscono finora solo tre minerali , che $ icchiettini quelle lucernctte che si adoprauo considerare nel proprio senso dì Miniere di nichel 5 ll fi. fi ,(1 0 € strici’ si serra. 2 —* Ciascuna delle parti dì un nicchio bivalve. Dìcesi anche Chiocciola, e poeticam. Camera. V. 5. 10. Ciro. Geli (fi ibi. Enc. it. 11. 3 o.) Yo’ , che tu mi prometta, che mentre ch’io m'apro , come tu vedi , per favellare teco , di stare avvertito , che non uscisse alcuno cc. di questi granchi marini, c gittasscmi un sassolino fra i’ un nicchio e l’altro. (A) (N) 3 —■ Per metqf&iOL natura della femmina ; siccome trasportano i Greci Niche. a significare il medesimo la voce xc'pas. Bocc. g. Questo mio marca nicchio, s’io noi picchio. Nicchio dilT. da Nìcchia. Comechè in alcuni dialetti si confondano 1 sensi di queste due voci, non pertanto in Toscana sono distinti e diversi/ Che Nicchia vai solo l’incavatura o il voto delle muraglie per mettervi statue o simili : e Nicchio è una specie di conchiglia ; onde per similitudine r —**-*- x ~ ' -* ™- il cappello de’preti a tre pelli, rìieonsi Nicchi e Nicchiettini quelle lucernctte che si adop nelle illuminazioni. Nicchioiino, Nic-chio-lì-no. [Sm.] dim. di Nicchio. [Lo stesso che Nic- chietto. F*ì Fit. Benv.Cell. 60. In esse anella era legato un nicchio- lino in ciascuno. Nicchione , Nic-chió-nc. Sm. accr. dì Nicchio. Bald. Dee . Gli fu dato a scolpire uno de’quattro colossi per uno dc’mcchioni de’pilastri.(A) Nicolo, * Nìc-cio. Sm. F'• contad. Specie di piccola pationa fatta di farina di castagne , per lo più ravvolta in foglie dell ’ albero dello stesso frutto. —, Neccio , sin. (In pers. niku cosa buona , nukhet cosa odorifera.) (A) Nicciolo» * (Zool.) Nic-clò-lo.iSVn.jPricfl che da' Fiorentini è detto Palombo. F. Dicesi anche Nocciolo. Lat. onyx , donax 4 aulos. (Da cnyculus dim. di onyx , onychos che vale il medesimo.) (A) Niccolàjo,* Nic-codà-jo, Niccolai, N. pr. m. Lo stesso che Nicola./', Baldin. (N) Niccolao , * NÌc-co-là-o, N. pr. m. Lo stesso che Nicola. F» Cavale. Esp. Simb. 2. 212. Bed. Annoi. Ditir. fog. (N) Niccolino , * Nic-co-li-no. Sm. dim. di Niccolo. —* , Nichctto , sin. Baldin. Foc. Dis. (A) Niccolo, Nic-co-ìo.Sm.Specìe di gemma.fX . nicchio.)Baldin.Foc. Dis . Niccolo o cammeo, Gemma della spezie del Sardonico, secondo alcuni, e fra essi Giorgio Agricola. In quella parte di questa pietra, la quale è di color bianco, e chiamasi Onice, s’intagliano, a forza di ruote, belle figure d' uomini e d'animali , le quali restano rilevate sopra ’l fondo che è di diverso colore o di Sarda o di Corniola o d’altro. (A)(N) 3 — * (Min.) Specie dì metallo. F. Nichel. (G. P.) Niccolò , * Nic-co-lò. IV. pr. m. Lo stesso che Nicola. F. (B) Niccolosa, * Nic-co-ló-s». N. pr. f. Lo stesso che Nicolosa. /'.(Da IXi- colaus , voce con cui si è espresso latinamente il nome proprio Nic- cola. V. Nicola.) (N) Nice. * IV. pr. fi. accoro, di Berenice. F. ( Può esser anche un nome originario , e venir da nice vittoria.) (B) 2 ■— * (Mit.) Una delle compagne, inseparabili di Giove , nata dal commercio di Stige figlia dell* Oceano e Fetide con Pollante. (Dal gr. nicos, niccos vittoria , eternità. V. Nicea mit.) (Mit) 3 *— * (Geog:.) Antica città della Macedonia. ■— della Tracia. (G) Nicea,* Ni-cè-a.N. pr.com. Lat. Nieaeas. (Dalgr^mce, e poeticamente nicee vittoria.) (B) (Mit.) Najaae, figlia del fiume Sangaro, e resa madre de* sa- NiceTerie. * (Arche.) Ni-ce*tè-ri-e. Add. e sfi pi. F. G . L(d* sX (Da nice vittoria , onde niceter vincitore.) Antichissima fi* pi & celebrarsi in Atene ad onore di Minava per la vittoria a n te C& Nettuno riportata quando ebbe ad imporre il nome alla i ia tà di Atene. (Aq) t 2 —* * Combattimento o Contesa fra due bevitori , in cui 9 ^ più bevea , riportava la vittoria cd il premio. (Mit) iove sc0i, ° Niceto,* Ni-eè-to .N.pr.m. (Dal gr. nicetcs vincitore.) — a,ì fjC [ di Treveri nel vi. secolo. — Santo vescovo di Besai^ ofie . secolo . (0) . T . Nicezio,* Ni-cè-zi-o.I\ 7 . pr. m. Lat. Nicetms. (N. patron, di Nic.EssrrX, Ni-ces-si-tà. lòfi] F.A. [F. e di' Necessità.] —? C Niccssiiatc , sin. G. F. 1. 3 . Convenne di niccssità che , schiatte de’viventi, che allora erano, si dipartissono. Ci/’mc * (Mit. Scand.) Nicken. Dìo de mari , già onorai!o 1 e o sli „ , ove credevano che qualche volta comparisse sl1 ^ profonde riviere , sotto forma di mostix> marino con teSt L U rU° C % ('inìmt>nh> n mlnm Aie stavano T)Pr annettami- Ù in sfeSSO C . nC^l cialmente a coloro che stavano per annegarsi. È lo stesso ^ (In celt. gali, nigh bagnare, lavare , purificare. In ar* 11 dolce e fredda , ncquil torrente, nequis acqua dolce, ne( i li tivo che Klaproùi trovò in combinazione coli' arsenico f f°J\ 0 rame, che è una combinazione di niccolo , ferro nico e zolfo ; e Nichel ossidato. Si trova inoltre . t stato di ossido nella terra verde del crisopraso e negh a fi (, fl y- ^ nel nichel capillare di Johann Georgensladt ; Kupferni^’^ ^ rame. che è una combinazione di niccolo . ferro , c0 . / iti ! L- ì‘ nic, “il »?* ,gliaei chel capillare eh* è stato finora ritenuto per una specie è stato riconosciuto per niccolo naturale. Il Nichel scop^ 0 jgà fi sted fu collocato nella quinta classe de* metalli per la | tifi*'* ha ù suo ossido dì ripristinarsi per la semplice azione » ^ dotato di proprietà magnetica , e può divenire egli j|a mila dotata di due poli magnetici di attrazione t c di * un grado peraltro alquanto minore del ferro. (È voce ' Germania.) (Boss) (G. P.) (D. T.) Nichetto, Ni-chct-to. Lo stesso che Niccolino. F. Niccolo* t ^ ^ Nicuilita, Ni-chi-li-tà. [Sfi] ast. di Nichilo. F. A. lQ a< * 1 lo .}— , Nicliilitade , Nichilitate , sin. Lcd. nichil. wi** 0 Tesilicr TTmili nrìlo Inrn t* nollc Ior parole & ^/j;. lì-.Jac. T.S\P’ n jci,;» 1 *’* 1.. pensando sempre la lor vita c nichilitate, sta casa si è chiamata Nichilità smisurata.. E 7 . i.3o. AlM 1 ” Tuo atto è tanto forte, Ch’ apre tutte le porte. T , Nictiilo, Nì-clii-lo. [.S’m.] V.L. [A. e V. e ^Niente, 'j .,-1 Gr. cìiht'r.Pass. 2(16. Diventa quello nictiiìo glorioso, ne ;| si truova ec. Di questo nichilo ammaestrava Gc5ucrist°!„ ,/■ ' noi s’amiicbilò, come dice 1’Apostolo. Fr. Jac.T. 5. -...v. mente vuol inorare Cìii dal nichilo ti trasse. Nicia , * Nì-ci-a. N. pr. m. Lat. Nicias. (Dal gr. nicf, 0 niccos vittoria, c vale Vittorioso.)— Generale alenics^t della spedizione contro Siracusa ove fu morto.—Piltojf p o 0p eO di Nico mede ateniese.—Grammatico romano, amico Cicerone. (B) (Mit) . p . co ia v ‘ NicimoNE, * Ni-ci-di-6-ne. N. pr. m. T-nt. Nicidion. G 1 v3 ([0i dal gr. nice che pur vittoria significa.) (B) . hipP° sC *A' ... .r - — \otf_geOif tiri da Bacco. (Dal celt. gali, nifi lavare , Bagnare, purificare. In ar.neqy o come altri legge, nehi acqua dolce, e nequil torrente,)(Mit) . —- * Soprannome di Minerva , perchè la vittoria è effetto del valore e della prudenza. ( Dal gr. nice vittoria.) (Mit) 3 — * (Geog.) dntìea città della Bitinia , delta prima Aotigonia, ed ora Isnicka. — de’ Locrii epigmenidi sul golfo mahaco. dell' India di qua del Gange. — della Corsica. — dell’ Italia di qua del Varo, oggi Nizza. (G) Kicei op.a. * (Mit.) Ni-cc-fo-ra. Add.f. G. Lat nicephora. (Da nice vittoria , e phe.ro io porto.) Agg. di Genere e di Diana, perchè quella vince i cuori degli uomini e degli Dei, questa le fiere nella carena. (Aq) Nictefobia. * (Geog.) Ni-ce-fò-rì-a. lat. Niceforìuin. Antica città dell'Asia nella Mesopotamia. — dell’ Asia Minore presso la Propontide.(G ) Niceforo,* Ni-cè-fo-ro. jV.pr.»i.£.at.Nicephorus.(Dal gr. nice vittoria, c pkeiy io porto: Che porta vittoria.)— Santo patriarca di Costantinopoli nel principio del secolo ix.—Nome di tre imperatori dOriente, il primo soprannomato Logotete , il secondo Foca, il terzo Botoniate, — Sierico ecclesiastico greco , che fiorì sotto i Paleoioghi.iff) ( 0 ) Nicippf., * Ni-cìp-pe. N. pr. f. (Dal gr. vice vittoria, onde hippevs cavaliere. Quindi vale Vincitrice nelle li.) — Figlia di Pelope, moglie di Slenelo, mndw ^ di *' B , altri delta Leucippc, Archippe o Astidamia .—Sacerdote (/( — Figlia di Tespio. (Mit) ileV tS Nicippo , * Ni-cìp-po. N. pr. m. (V. Nicippe .)—■ Tirar ^et Coo. (Mit) ... - Tficf' ri Nicissita' , Ni-cis-si-tà. [Sf. V.A. G. e di'] Necessità- > S»**y5 Jcll? Nicissitatc, sin. Cron. Morell. 148. Fu di nicissita fpei' 1 ' noi Morello e Giovanni , per rispetto di non poter 1 .; 0 di X: dota sua, pigliare una casetta. E 2^9. Sopra ciò non v g lJU lc che più avanti mi fìa nicissita ritornarci* 1 presente, ieri.li l,s NicistÀ , Ni-ci-stà. [.V/i sàie, di Nicissita. fi .A. G. f ‘ V; Nicistaile , NicDtate, sin. G. G. iz. 2 - S ,c<: , ,, p opo' 0 venne ritrarre addietro. M.G. 1. 3 t. Convenne che v \ in grande parte per nicistà abbandonasse l’isola. & 9 'y el dell’umana fìebolezza è sodo legame. Dittata. /• *7’ cista fri nel mio sito La casa di riposo c di rl “! lt ’„,ita 325. Questo arroto in questa faccia non era pero -gio l’ho raccontato per vedere ec. il tempo del nostro I n id’ sI .. ol -i ‘ Firenze. Tac. Dav.Stor. 1. s6i. Voltavanglì T' 3 . eC ' ìfidG, ra. E perd. eloq. 4 og. Tengan pur me le dolcl toin acO-’’, sollecite cure, e nicislà di far tuttodì cose eontra jorin 3 “ el -a* del Diltain. Vediz. di Venezia 1820 ha: Ver fai y en # 5 1 tiare il tutto , Cos’ili clc»se a cominciare il regno- i * r ntn* Sf Ì r ‘ ck ffliiO ter 1 ' 3 ’ soli" 1 f es# ic « 1,0 r"' >> «" iati* ,>f > eff* iti' 3 .,01’° ()»• w«» •.1^ il,v 'flfd < cK ,u i»» t'f ie< c ’ ') n”' t> Mi”' .pf fai”! V jffr ,y.d' ; ^ ri* iM 1 e* Se"} l> co”' pili” •■I» cr. a*! 1 ' o>" p 3 '!- P s ' < U 1 lor * ■ NICKEL nidiata , fiietT I 1 ?? 0 frutto, Che per necessità fe’ nel mio sito La casa di ri- kt ridutto.^ (B) 1Il ‘) Sm. V. e ^Nichel. (Min) (N) 533 -Noma di qual* tori a.) — Geometra greco inventore della concoide, in) iv di Bitinta. (B) Mit) Nicomedia. * (Geog.) Ni-co-mè-dì-a. Antica città dell!Asia minore , ca- .Geo tn' ^ r ' m '—Tarantino che congiuro conh'o la vita di Annibale.'— pitale della Bitinta, ora Ismid. (G) I ^cqb^u ^f-zd architetto, padre di Galeno, (Dal gr. nicos vittoria.)(Mìt) Nicowe , * Ni-có-ne. N.pr.m, Lat . Nicon. (Dal gr. nicos vittoria, e ! .%, *• v^rog.) Nì-co-bàr. Gruppo d'isole del golfo di Bengala , la vale vittorioso .)—Celebre atleta di Taso , quattordici volle vinci - C - e ( l ua ^ chiamasi Grande Nicohar o Sambelonga. (G) tare.—Storico russo, e capo di quella Chiesa nel secolo xru. (B)(Mit) Win 5 Ni-còdm-lo. jy. pr. m. Lat, Nicobulus. (Dal gr. nicos vit- Niconià.* (Geog.) Ni-cò-ni-a.^/tf/ca città posta sul Ponto Elisine, alCimboccatura dell' Ister. (G) HqfJ \ E r Ni-co-ca-rè-te. N. pr, m. (Dal gr. nicos vittoria, e cha- Nicopoli. * (Geog.) Ni-cò-po-H. Lat. Nicopolis. Città della Grecia nel- di j *? 1Zl ? : Letizia della vittoria. ) — Poeta greco , contemporaneo V Epiro .— della Tracia. — d! Egitto. — dell' Armenia Minore.—della Palestina , detta prima Emmaus. (G) Nicosia. * (Geog.) Nl-co-sì-a. Lat. Erbita. Città della Sicilia nella prov. di Catania.— Lat. Leucosia, Leucoteon. Cap. dell' is. di Cipro.(G} Nicostrata,* Ni-cò-stra-ta. N. pr. f. (Dal gr. nicos vittoria, e stvatos esercito.) — Profetessa madre di Evandro, onorata dagli Aborigeni col nome di Carmenta. (Mit) Nicostrato , * Ni-cò-stra-to. N. pr. m. Lat. Nicostratus. (V- Nicostrato .)— Figlio di Menelao e di Elena. —Poeta comico greco ed al- tote , che Jiorì poco dopo Aristofane . —- Pittore amico , Jbrse non diverso da JSicomaco- •— Autore tragico , nativo della Jonùt.—Ge- . nevate degli Achei , che vinse i Macedoni. (B) (Mit) NicoTELB,*Ni-cò-te-le, Nicotelctr.IV./m.m. Lat. Nicoteles. (Dal gr. nicos vittoria, e teiere fine .)—Corintio molto dedito aliubriachezza. (B)(Mit) % — — -- — — - j- • \oc,„’ e °tde consiglio.) (B) ' lt,E ' r * Ni -cò-clc.A. pr. m. Lat. Nicocles. ( Dal gr. nice vittoria , ìi £ s gloria : Gloriosa vittoria .)—Re di Cipro, jfigtto e successore T,f Vci S°nt.—Re di Pafo , tributario dì Tolommeo re di Egitto.— u4i^ n,l ° di Sic ione , cacciato da Arato generale degli Ateniesi.— di Focìone ,—■ Antico poeta greco . (B) (Mit) ìV* 5 * Ni-eò-cra-te. iV. pr. m. (Dal gr. nicos vittoria, e cratos v ^°^ cr della vittoria. )—■ Tiranno di Cirene. — Auloi'e ale- Re di S alamina. (Mit) 'ij Co °«te , * Ni-co-cre-óa-te. IV. pr. m< Lat . Nicocreon. ( Dal gr. e creai re: Ite vittorioso .)—Tiranno di Salamina che °%in' Ul ' x w , vQcf Q 1(1 ìfia le scrofularine e le solanacec. Così denominata da lui da, forse l’antica Meda ina. (G) \^° re del botanico Gaetano JSicodemo. (N) Nicotina. * (Chim.) Ni-co-tì-na. Sf Lo stesso che Nicozianina./ 7 '. (N) * Ni-co-dc-mo. N. pr. m. Lat. Nicodemus. (Dal gr. nicos Nicotoe , * Ni-cò-to-e. N. pr. f (Dal gr. nicos vittoria , e thoos cc- s PeJì { ^P} * Ni-co-dc-mo. N. pr. m. JaU. Nicodemus. (Dal gr. nicos Nicotoe, * Ni-cò-to-e. N. pr. f (Dal gr. nicos vittoria , » c demos popolo: Vittoria del popolo.)— Generale ateniese lere : Celere nella vittoria.)— Una delle Arpie. (Mit) ,°^e rì; lt L soccorso dii Artaserse .— Tiranno di Sicilia .— Ambascia - NicoziANA.(Bot.)Ni-co- 2 -i*à-na. Sf. Genere di piante della pentandria mo r)' dh't? . Pompeo . e phanos splendido: Splendido per vittoria.) — Celebre pit- "Xt'Oj * co , ricordalo da Plinio. (B) (Mit) ,St. (Mit.) Ni-cò-fo-ra. Soprannome di Venere e di Piana. (Dal Xo C °* tintoria , c pItero io porto.) (Mit) Vilt Cll ,?| li j * Ni-co-fró-nc. N. pr. ni. Lai. Nicopliron. (Dal gr. nicos noginia , famiglia delle solanacee ; col calice tuboloso cincpiefìdo , la corolla imbutiforme col lembo piegato , e la capsola biloculare quadridentata colle placente trasverrali al sopimento. La sua più comune specie è la Nicoziana tabacco o Krba di S. Croce, pianta originaria del Brasile, così denominata perchè Giovanni ÌSicot umla- sciadore di Francia in Portogallo portò i semi di questa pianta , i quali egli aveva avuti da un Fiammingo arrivato dall’ America nel l56o. V. Tabacco. Lat. mediana labacmn. (A) (0) (N) Nicozunika. * (Chim.) Ni-co-zia-ni-ua. Sf. Quel principio acre e volatile , cui. il tabacco dee le sue proprietà. Fu scoperta dal Vauc/uclin e denominata anche Nicotina , Nicozianino. (Diz. Mcd.) 2 — * Fu pure chiamata JNicozianina o Canfora del iabacco da Kcnn- staedt una produzione’ di questa piatila che esso ottenne con un me- j - 7 _ _ / T\ * 1U..1 \ -.iqj,; . , . . . r - v -„.— todo particolare. (Diz. Med.) {..«il , n > e phronis senno .)—■Poeta comico greco, posteriore di poco Nictalopia. (Chir.)Ni-cta-lo-pì-a. Sf.V. G.£orfc.’rioe7icNiltalopia.^ r .(Min) '\e 1( S li i°fane. (B) (Mit) _ Nictalopo. *(C!iir.) Ni-ctà-lo-po. Add. e sm. Lo stesso che Niltalopo. F.(Q) V 1 Win S > * Nt-cò-gc-ne. JY. pr.rn.Lat. Nicogenos. (Dal gr. nicos vit- Nutazione. * (Chir.) Ni-cta-ii-ó-nc. Sf Battimento contìnuo d'occhi , ? S&iea generazione: Che genera vittorie.) (B) ........ N^ c og.) Ni-cò-ìa. Città e penisola del Guatemala. (G) «...*« * Ni: _\ i ut- 1.. tvt:-1„ tvt: _i„„ t\r:_ i ,\ che taluni dicono impropriamente Ammiccamento. (Dal lat. nido io .accenno con gli occhi , ammicco , occhieggio^ ) (0) “ Lostesso che Nittemero. F.(0) T - j/ewocAeNiltitaute.^.(0) r. Lo stesso che Nittonatasi. y. (O) NictobAto. * (Med.) Ni-clò-ba-fo. Add. e sm. F'. G. Lo stesso che Nit- toliatico, e Sonnambolo. LL (O) doì' - '"'* • L ’ ,lvU4rtUS * 6* • ... *%, popolo, ovvero Poj'olo vincitore.) — Santo arcivescovo di o*' (Q ef} ° l£o * n ^ ar L — Altro santo nato in Tolentino. (B) (N) ^Qp^^°S*) S. Nicola. Una delle isole di Tremiti.—Città ed isola del f ic ìa V fc~~ de’ Paesi Bassi nella Fiandra Orientale — di Nu>. (Boi.) Sm. Pianticella che cresce per lo pià appiè degli abeti la fi|W.v lT * CG) cui radice fibrosa è molto simile a un nido d'uccellini . Lat. nidus \ a, Ti > Ni-co-la*i-ta. Add. pr. tn. Seguace di JYicolaò. (B) ®A._.:^.(St. Eccl.) Ni-co-bvi-ti. ISome di una delle più antiche sette ■J'Hici . avium. (A) — * (Mit.) Grado superiore di magia presso gl'islandesi , che con - ^ ,J ' 0 o-ia-o. ±v. pr. m. j^o stesso cne avicola, y . — riiosojo §\,Rlosor ìa *° re sR'Udisano.—Luogotenente di Toh>mmeo.— Storico *\i i°,( Jeì 'ìp a &tico al tempo di Augusto. (B) (Mit) * \Sr ' e ?S*) Ni-co-lè-te, Riviera del Basso Canada. (G) Nidiata, sin. Àmet.*i3. E di tortole ho preso una Dubita , Le j>iù belle ilei inondo^, piccoline. Nioavia.* (Geog.) Ni dà-vi-a. Xat.Nidavia. Città della Svizzera nel Can- probabilmente di Gnostici, che insegnavano gli stessi er- sistema nel poter cantare in ogni circostanza una canzone, improvvisa '•' 1 nì ri f Cì 'ùuiani. Credonsi così detti da JYicola uno de’ sette dm- o religiosa, frammista di maledizioni contro a un nemico. (Mit) 5 Chiesa di Gerusalemme, la cui colpa pare che avesse dato Nidardo, * Ni-dàr-do. N. pr. in. Lat. Nidhardtis. (Dal celb gali, neid ^ tale eresia. (Ber) battaglia, ed «ignobile, cccelicnie, insigne; Insigne nelle battagUe.)(B) ° Slt dd' Q seco ^ iX e *- [ ì s i appellarono Nicolaiti i Preti diaconi Nidata , Ni-dà-ta. [V/.j Tanti uccelli , o altri animaleiti, che faccian , i quali pretendevano che fòsse loro permesso animo - nido , quanti nascon d' una covata .—■ TV.rìcmi «>» i?,i: Jc °Ia 0 * e ohe vivevano in un modo scandaloso. (Ber) fr*c 0 1 _^i _ co-là-o. JY. pr. m. Lo stesso che Nicola. V.—Filosofo Nioavia.* (Geog.) .'.- r ... ' 7 * ^ / -- tane di Berna, (fi) NiDDA.*(Geog.)Lrtf.Nytbe. Cit. del gran Ducato di Assia Darmstadia.(G) Nidodi. * (St. Ebr.) Nid-dò-i. Sf. V. Ebr. che vale Separazione. La scomunica minore presso i Giudei, che durava trenta giorni e separava lo scomunicato dall’ uso delle cose sante. ( Dall’ ebr. nidda ri- gettare , separare , espellere- ) (0) Nioegen. * (Geog.) Ni-dè-gen. Cittàdegli Stati Prussiani nella proviti- ^ eia del Basso Reno. (G) Nidiace , Ni-di-à-ce. Add. con. Di ni dio t, e si dice di Uccello tolto del uidio e allevato. Lat . nidarius , Creso. Cr. 10 . 3. 1 . La bontà (degli fi f^Vrt Nì-co-Io. Sm. Antico nome d' un oboe , il quale for- Wà * Jfptralto di questo strumento , e che non è più in uso. (L) p> ( Ni-co>lò. JY. pr. m. Lo stesso che Nicola./ 7 .— Nome di citi- L e di un Antipapa.—Re di Danimarca nel xu. secolo .— P° e ta e filosofo di Damasco, famigliare di Erode e cai'o ad ^,M8)(0) ìC'àna S. Nicolò. Città dell'isola di Tino .— del Lido. Forte aNa . :??'“• (G) (ti*’ 1 ' c ofa\ Ni-co-ló-sa , Niccolosa, Cosa. N. pr. f Lat. Nicolaa.(V. V t 7 (fi) (N) i * Ni-co-lot-ta-mcn-te. Avv. V■ scherz. Alla maniera >J V 1 ’ X*cea. Ber (O) sparvieri) si conosce, imperocché quello eli’ è tratto del nidio è nu- gliorc , e quasi mai dal signor non fugge; e questo si chiapia nidiace, des.' Br. 5. ti. Tutti gli uccelli feditoli sono di tre maniere, cioè ruma ce , grifagno e nidiace, 11 nidi; ce è quello che 1' uomo cava di utdo , e che si nutrica e piglia per sicurtadc. — Per metaf. [Sciocco, Semplice.] (In isp. iteoio.) Lib.son.^S. Matto * ier S. (O) .‘ * • • matta zzo, pazzerel nidiace, Te ne darò bene io infiao a’denti.» ( JS ; * N Uò-ma-co. iV. pr. m. Lat. Nicomachus. ( Dal gr. nicos ha: Maumettnzzo, pazzerel nidiace, Te ne darò bc tt ... ~ ~ rf - 717.^,V A 7V/.„V«V> r, (St. Med.) Ni-co-lòt-to. Add. e sm. Soprannome dato a c ^ e unL damenle parteggiava il popolo veneto. N. Ai l °tele —K lineo ai npeue .— - Generale lacedemone, vinto da Timoteo. — Figlio ili * Lf dorato come semideo. (B) (Mit) °^ a i c’^^o-mc-de. N. pr. m. Lat. Nicomede», (Dal gr. nicos vit- fs ne do io mo.Wr, Jm cm -a ; dii modera, dii tempera OCab. io modero IT. , semplieej onde . • e» „ c 'Nàtisene, quasiNidiaceria, semplicità.(A) in fi anzese si fece N ^ C / Jt q Nidata. P.I.or.MeillSetic. 3f. NtniATA, Nl " , ' j'j^scó una nidiata. In un certo cespuglio, d’ucceiìiui. Io ho, l jf° IIÌC he di Clini animali quadrupedi come topi e simili T mente C7. E ripricgo che ‘1 priego vaglia mille , Che non mi f aC ? r pieg 5, tender mego. E Purg. *5.33.Discolpi me , non potert’ w cc ini‘$, 0 ' Ninf. Fies.i 83 .Cbe qacslo prego Degni ascoltare, cnon mi ,a . J‘‘ 4 —* Col v. Mettere : Metter niego zz: Negare. V. Mettere n scià. I. di K nera;. — Fig. Gli uccelli clic stanno nel nido. Itaceli. Ap. 217." Per nutricare i suoi loquaci nidi. v/7 . Fur. ;><). 3 1 . \ enir tra i suoi credette, e in loco fido, Come Vicn Progne al suo loquace nido. (M) 3 — Per me taf. Luogo o Stanza dove posarsi [ed anche Letto. H'.Ni- dio, §. 2.} Lai. domicilimi!, nidameniuni. Gr. ot^riipio* , o ?xr,g.ac. Petr. son. 2 3 . E 1 Vicario di Ciisto con la soma Delie chiavi e del manto al nido torna. ^ ._ * Patria , Luogo d’origine. Petr. cani. 2 y.6. Non è questo il mio nido Ove nudrito io fui si dolcemente? Ecap. 7. Duoimi ancor veramente eh' io non nacqui Almen più presso al tuo fiorito nido. (B) 5 —* Eu detto poeticarn. Nido di Le&Apel Segno de Gemelli. Diib , Ni-dd-ve. Sm. Odore simile a quello delle uova corrotte- (Dal lat. nidor odor de’ cibi o di cosa bruciata.) Mcuvhett. Lucr. hb. 6. v. 1167, Il lume Che di fresco sia spento, allor eh 'offese Ha col grave nidor l\acute nari, ivi ancor si addormenta, (A) (li) Timoroso , Ni-do-ró-s-'. Add. in. Che è di odore simile a quello delle uova corrotte. Pel Papa Cons.Gì udezza nidorosa, 0 acrimonia di ventricolo che cagiona rutti. Flati assidui di odore corrotto e nidoroso.(A) Nmn.ANTi. * (Bot.) Ni-du-làndi* Add, m. pi. Agg. di semi , che diroiisi arche Nicchiati , Vaghi , Nuotanti , Biposti nella j)o|pa , quelli che senza alcun ordine stanno sparsi nella polpi* del pericarpio che. ti rinchiude f e che ccn essa sono in contatto immediato. Le bacche ce ne danno molti esempi. (Dal lat. nidu lor nidificare.) (O) Nìct 7.70 , * NDdiV&o.iVm. d-m. di Nido» P- direg.— 9 Nidiuzzo,wi.(0 )‘ Niec\pb , Nie-gà re. [Alt. Lo stesso che Negare. V.} Peti, catiz. ij.i. Ma 5’ egli avviva eh’ancor non mi si niegiii Finir anzi 'i mio fine Queste voci meschine, re.» Av. Ettr. 25. 55. Io muovo gli occhi con ma? niere oneste; Nè ch’io sia donna, alcun mio gusto n ega.(Br) 2. — per metaf. E rop. 56. 5. Il mostrerò per s» latta ragione, che, non che tu ,* ma costui thè 'l niega, dirà che io dica il vero. 3 — * E col 3.° caso. Burtol. Ghinee, jnig 32 . Il Galileo . , . nie- ga a questa tenacità che abbina le parti fra di loro. (N) - Niego, Nic-go, Sm. ^Segamento, Negazione, Il negai*.—. Nègo, sin. Lat. negatio, iuficiatio. Gr. dlpvr.tn s , 3 — * Col v. Dubitare: Dubitar di niego. Bocc. Teseid. Leit.aEtamm. Ma perciocché di mego dubito con ragioue , non volendo che ec. {Così l Ottondii. L* ediz. del Silvestri , Milano 18 if) 5 legge: Ma perocché io del nieg.' dubiti con ragione , uon volendo che ec.)(N) 3 — [Col v. fare; Far niego ss Negar*, Dir di no.} I)ant*Ly* 26, sopra oro, argento, [o altro melali 0 ^ forma che si disegna o tratteggia con la penna; e si f a . C n la^ t piccolo strumento d'acciajo , detto liulino , i cui traiU voti , o pure si riempiono di una celta mestava d’ avg #* 1 1 *a erC ^rt) piombo , a piacimento dell’artefice.} (Sì fatta mistura pc*!’ . e fu dagli antichi delta nigellum , onde i nostri accorciata* 1 * pd ideilo.} Borgh. Hip. 30 o. Francesco Francia bolognese a*- 11< ‘^ al^ 1 cipio ali’arte dell'orefice, c vi fci gran profitto, lavora 5 cc.sc di ubilo ecceìicntis.siiue. Benv. Celi, Ortf. 22. Nell ** n( e o$A baite d’intagliare di niello crasi quasi del tutto dismessi 3 ^f 1 Fiorenza ira i nostri orefici c poco mono che del tutto sp c Prima parleremo del modo di lare il niello. „ .„»■ «^ pl Niemeck. ' (óeog.) Ni-e-niocit.. Citta degli telati Pin martl ! vincia di Biandelurgn. ^li) »• Niemes. * (Gcog.) Ni-è-men. Lat. Ehubon, Chronus. che sorge nella Russia, entra negli Stati Prussianiotfe cfl mel, e si getta nel Baltico. (G) . , Nienbl'rgo. * (Gcog.) Ni-en-bùr-go. Lat. Novoburgum. Cd ta $ di Annover. — del Bucato di Analto. (G) . . e sl A Niente , Ni-én-to. Foce che denota privazione e negaf 0,ie f accompagnata con negativa e senza, anteponendosi pià c° ^ al verbo , quando si usa senza la negativa ; e posponeTio, , li è corredata. Vale lo stesso che Nulla, Non punto.—> ^ ionie, Nci.to, Niellilo, sin. Lat . nihil. Gr. ot/Js'y, {x,y$ù. fà CO y)à c °^'f viene dal lui. ne ens quìdem nè pure un ente. Ma il 1? questa opinione. Il Builet dal celt. brett. neant trae il tr ^ ^noh clic potrebbe averci fornita la V. niente In celt. gali* fioE' c viene da neo negai, e da ni, il cui plur. è nith c° s ^/ 77 - Il il UT 54 - Siccome quella che dal dolore era vinta, e chen 1 ® 1 ^ J ’fp — " 11 variamente. Fu. SS. Pad. 2. »5 rispondesse.- dove, Di niente disse il Boccaccio in v , Jif cuna cosa. (V) _ ha fon* 5 — Pure con le particelle Senza, [Mai,] o smilzi , » a ; jica® piare. Bocc. nov. 4• 5 . Senza del suo cruccio^ niente ”r,no»‘ ra, :> j f>«ci l,ta hu fT K-'n' K i : : l S se _ 'otn’i ,a U eh 4 »>r, s nl r tt * f f^nte ** min dl tn me ' sS I ’ eu 5,1 ave W ^ < iresti ìn m^ Ktc' ì>‘°' s Vi. n _ ’-tó. >», Ve 0 < ’j-ì, '•«a tì «V ' Il .«.ìm ;?«■ l, « e i> * l>«c ( nov. ig. 1C. In questa maniera fece due notti , sei 17 -'**! ,j )H , *■* niente s’ accorgesse. » Bocc.g. 10. n. ». Il non ; ! v ^ piente V ri i C; nte tv Sto hfav, ^lil >b dj. Va ì(. Ae Vii, *<011(1 S, Sf ri > V '«V 5 ( Ve *: «. 'he * N, v ‘ v e ‘Miti e N y. NIENTEDIMANCO v tl0, ciutc preposizioni. Bocc. g. 6. n. 10. E (love eh’ elle nono "'tanti san fo ? s ™ * u c I l,e ^ a contrada, quasi in niente erano dagli a- 535 , 3 , (V) NIGELLA avuto La signoria. Coll. SS. Pad. E nientemeno pur troviamo che ec. Com. Inf. y. Perseus , figliuolo di Giove ec M armato auuoe a lei, c tagliolle la testa, nella quale nientemeno rimase la proprie- tade intera. G.E. 12. 108. 9. Nientemeno la faccia di certi invidia- Iw»’» on ’ - niente, posto avveri) Di ninna maniera. E. Di niente. (N) h H .dui /s Olente - 51 usò ancora per Invano. E. Per niente. Sai- f rifili - Q" an d° vennono alla porta, essendo loro vietata l’entrata, , a >..! e ®* erano messi a far tal cosa.)'' Cioè, [opera non venne lor , ,1 s e non 4 «vino proposti ; si affaticarono invanoE 63. Que- ) ,r * > per niènte* u Ld e modo che non avvegna, poiché avvenuto è 1 !?- A’sp 0s . p a tem. f. /òSCVdo e domandando giudizio contea di co- . _ _ 9 ' 1 c hi non ritiene sua lingua. (Pr} 1 ' '-mnbatte contra li atti e pec- Nientismo. (Filos.) Ni-en-tì-smo. Sm. ast. di Niente. Ragione formale J .—* Significa anche talvolta lo stesso che In muti» del niente. Eannoz. lett. Bcrg. (Min) s' 1 '• Nè vuole per niente, che alcuno altro viva. (Cm) ^-ftT superi, di Nie fef ^ AV anche pel semplice^ Niente. Bemb.AsoL »• Ad amore tori ec., siccome contagioso morbo, con sottile ingegno di lungi da sé cacci , e distrugga. — Non meno. Lat. nihilominus, non minus.Gr. ovài» txxrrov. Remi, pros. 1. 34- La qual cosa scorgere si può per questo, che ella ed alia quantunque alte e gravi materie dà bastevolmcnte voci che 1’ espongono , nientemeno che si dia la latina ec. nienti e,n * e ’ c ^ c P u “ essere 1 s<) lo eh’ esso voglia, ad un tempo parila ,, ln Ogni luogo, di cotali prodezze a rischio della vita degli amanti Cosj V e loro insieme insieme far prova. (Cioè , per amore è una 5 _J l nuU a , un niente.') (Gin) d a ICol v. Avere : Aver per niente = iVbn /are conto , Tener lOfii^" 0 ' ff. Avere per niente, e E. Per.] Rncc. nov. 4*- Fiero ffi av«L lioile ec. sopra la nave de’Bodiarii saltò, quasi tutti per niente 8Co> à'adust. Giugurt. cap. 64 • Ma per niente ebboiio eglino ^ eratlza s tanto voglia d’ andare con Mario era a molti ve- ^• 7. i3oi Dispregiandoli , dicendo clic si lisciavano co- ?n ’ e s * pettinavano come zazzere , aveanli a schifo e per Fr.Guitt.Lctt. 2. 24S. Si fanno beffe di noi che polliamo ) ^^carichi di ferri e di panni; hannoci per niente. (N) SS' 0 ^ o. Essere : Essere niente = Non giovare, Èsser vano avrai tu' posYf n i'iì®I Sl ' r P 0 ^^‘ f u P cr j’ di Niente, e vale Niente affatto . minuti, ma ancor di secoli, a$r 9 ftJì u p grand'ambito (‘deU’eternità) altrettanti? Pur niente, ec. E se altrettanti ' Ui'-aimi. non dirò di tissimo. (V) Nieper.* (Geog.) Niè-per, Dnieper.Jnitco fiume della Russia europea; anticamente Bovistene. A'ò (G) Niers.* (Geog.) Riviera degli Stati Prussiani . (G) Niesarà. * (Geog.) Niè-sa-ra. Lo stesso che Neocesarea. V. (G) Niester. * (Geog.) Niè-ster, Dniester , Nister. Farne della Gallizia « della Russia. (G) Nieto. * (Geog.) Ni^-to. Lo stesso che Noto. V. (G) Nieuport.* (Geog.) Lat. Novu3 Portus.C'zftù de’Paesi Bassi nella Fiati'’ dra occidentale . (G) Nievo , Niè-vo. [Sm 3 A. V. e di’ Nipote. ( Da! frane, nevai che vale il medesimo. In ingl. nephew . ) iXÌoig. 2j. 12. Odo se’nievo a Buovo d’ Agrismonte. y. — v . «-- -.. u . Q J. 2.] F". Essere niente. [Ed Essere per niente. V. J. 7, 5 .] V % jT* * Col v. Fare : Non far niente; lo stesso che Non far nulla. Nievole.* (Geog.) Niè-vo-le. Val di Nievole s il nome duna provincia ^ niente. (N) del Granducato di Toscana. (G) Col v. Menare .* Menare a niente = Guastare , Distrug - NiEVRA.*(Geog.)Niè-vra Riviera ài Francia nel dip. a cui dà il norns.(G) NWn chiare. Cr.L 2.c.i.Le raortitìcanti rugiade dannidcano le Nifate.* (Geog.) Ni-fà te. Antico fiume di Armenia. (Mit) e le menano a niente. (Cin) Nifati.* (Grog.) Ni-fà*ti. Antichi monti dell' Asia che separano VAr• - ■ • • - * - J„1V Jcc’n,, ATVTU'i *ntc % K «o . r.‘ S <> U ICol v. Mettere: Mettere al niente o a niente =: Annientare, menia dall' Assiria. (Mit) G“[^gèr e ~' "Disertali. ^. Mettere al niente e Mettere a niente.] Nife.* (Mit.) Una delle ninfe compagne di Iliana. (Iu ar. m-a/parti Kit. ^‘'■CcT" v ‘ 15 disse ec. altre cose assai, le quali ec. tornarono in niente ^ CVoi v. Venire: Venire al niente= Ridursi a nulla.] Bone ^ » i ^2. De’ quali {frati) il numero è quasi venuto al niente. n Corrispondenza con Poco. Cr. 6. 49• Quando la flamula è Ai, di molta efficacia , e secca vai niente o poco. Bocc.g. 6, . Htlì|, n Y* essi poco solo o niente , allora eh’ egli era alto, entrava K. ° p al suolo. (Cin) Zitr, Non. Mor — de' capitani di Turno, ucciso da' suoi cavalti. (Mit) Njffà. [Sf. Lo stesso che ] Nifo. A*, e di' Grifo. Pataffi 2. E per la niifa sta contrugiolando. Nìffo. [«SVh. Lo stesso che ] Nifo. A*, e di' Grifo. Dittata. 6. 2. Un signor fenno , nomato Califfo, Dal quale Ogni lor Papa il nome ha preso ; Grande ebbe il cuore, e ’l corpo ha corto e ’l nido. Va foioso , Nif-fo-li-no. Sm. dim. di Nitiolo. Cur. P'otg.Long. Am. ./. Fece con le labbra e col naso un certo niffolino , come mostrando d’ aver a schifo quel lezzo caprino , e quel fortore cosi sapirule de’ becchi. (Min) ‘ '■la . a,,to J , senza i quali in nessun modo niente si può andare a Niffolo , Nif-fo-lo. (Ani. Lo stesso che ] Nifo. E. e di’ Grifo. Putiff, 'air, na - Er. Guitt. lett. 2 5 . 65. Come, mangiando, dormendo, H 11 -- - - ^ * -. 3 o .^riandò niente . . » > . in '{naie si mcrtato scria compiuto eternai bene? Amet. ine ì c ’ c ** e n0 ' eternalmente , Come noi siam tegnuto ^ E ? ^° C0 ® a,1za eh’alcun sen parta mai nientc.(V) Arunc.AaecA. ■v.* jj, ì martedì ancora il simile volea; niente ci fu mai modo.(Pr) ^riie n ° n , niente stess0 cée Niente. Pist. S. Gir. 4 12 - die con- I3 ^ ha lo Salterio con Orazio, e Io Vangelo con Marone poe~ gl? Sam ente : Che nell’animo suo tanto il teneva, Quanto se fussc nc o ch e n — n ' ^ (Cin) J| -x* $*si Niente affatto 1 l °sc t jj- m - , c vale Nulla del tutto . (A) * ]y QS i -^ a u ^ ri ^ e J fiotta di aggiunto, ff. Da niente, (j ip P(L l ^ Cs i Yicin dxc niente rr: Presso che niente , Quasi nie ‘ente \-oy° S _ì- ana e finità, Guitt* Letti do. E tuttavia ! * L ‘- 3. Il niffolo hai levato sempre mai. S'oder. Colt. 4d’ È cosa me,ito lodata mandar i porci a nitìblar nelle vigne «c. , che giova a disradicare la gramigna e cattive barbe , e disfar le topaje coi mlloio , c’ nidi dei noccnti animali. Nino , Nì-tl-o. S'm. T. del giuoco delle buche. Dicesì Buca del nido, Quella delle sette buche la quale non fa vìncere perchè non e tassata in cosa alcuna. (Dal celt. gali, ni non, e fiu prezzo , valore ; niqu J * coh’ 1 ’ Apostolo , Cicerone ? certo non niente. (Cin) ~ prezzo , ninn valore. In ingl. wfile è vecchio termine legale : e vai ( .j Ùic£si Manco che niente. Bern. Ori . A'ò. 3o . E vagli adosso cosa di poco o niun valore. Altri dal lat nihil niente.) Risc. Annou ‘ ' ^ ‘ ^ — Malm. (A) Nìfleìm/ (Mit. Celt.)Ni-ftè-im.AVrt. Nome di uno de due inferni presso gli Scandinavi , cui ponevano nel nono mondo , e nel quale venivano detenuti gli uomini vili o pacifici , inetti a difendere gli Dei inferiori in caso a impreveduto assalto. (Mit) Nifo. [AVm. poco usata. P * e di'} Grifo.—, Nìffa , Niffo , Niffolo, Nifolo , sin. Lat. roslrum, rictus. Gr. ^d^os.Morg. 1J. .2^. E dice : aspetta , eh 5 io ti forbo il nifo. Nifoi.o ,* Ni-io-lo. Sm. Lo stesso che Niffolo e Nifo. V. Riuell. Ap. g86. Indi potrai veder , come vid’ io , 11 nifolo u proho.'Cide coiu’liau- no Gl’ Ìndi elefanti, (N) fon. * (Geog) Nifoma. La principale delle isole del Giappone . (G) Nicàta.* (Geog) Ni-gà-ta. Città del Giappone. (G) catta , * Ni gàt-ta. P". straniem che vai NivUte. La usano in Lont~ . _ _ ^ . _ . bardia ì iontadini un po’ variata , cioè Negotta. Lat. ne gatta qui- x lc Uto J ■^ e cntedimeno, Nientemeno, Neentemoiìo, Nientedimanco, dem. Cron . Stria, ng. Io fui pagato,e poco limasi ad aver*, quaù Nnlladimeno , Ntvllameno , Nullamanco , Nondimeno , non nigatta. (V) . _ ? u s, 3 H ailco > Non pertanto, Imptrlanto, sin. Lat. tante», mhilonu- Nicsesi.* (Geog.) Nig-hè-ni. Popoli dell'Africa propria, f a i Damtns.l ùun “'!! cn - Gl - y t iE>rc 1 ,Ji>T,, 7 L.Cro„.Edl. 14. Nietiieffiinuio ^ f(i j N fopli . (G ) L , 1 a ì«to, che non morì. Tcs. Br. 2. 3y. Nientedimeno 1 uomo Nio.ri.LS.. - e Med.) Ni-gel-la. Sf Genere di pituite della classe po- C «Vi//° mu J? cm cnle che quel velilo ec. non sia di grande pericolo. liandria poliginia, e della famiglia delle ratutncolacee, coi seguenti Capito, • Fruu - hng. Nii ntediaieno ec. mi piace di parlare in questo caratteri : calice composto di 5 grandi foglietta ovali, nst,■ette nella ‘auto „° 1 »“ «Stintamente di molte cose. Mor.S. Greg. 1. 7 - Essendo base, assai aperta e colorate, corolla a 5 ed 8 petali bilabiati, foy- ». itffi ^'Pato, allendea nientedimeno a’servigi di Dìo.Eit.SS. Pad. ma ti nella base a foggia di cornetto curvo d cui labbro superiore (1: ; ; P°gnumochè noi non intencUaino lu virtù delle parole sante è più corto e firma certa fossetta , la quiUe si nn viene fra le due (A) niente : _ _ ,.. . _ vicin fu che Sl t J cr di ciò che ec. (N) JHeiio, dè !, ' co , Nien-tc-di-màn-ctf. Avv. [comp. Lo stesso che] Nientcdi- - raa 8Ìr ^ V ' Giord. Preci. B. Ancorché non apparisca laloroscel- '/iontedimauco ne hanno pieno il cuore. Star. Eur. 3. 58. % (ì() ,é» cr l c c . tornarono a casa con tanta roba, che non potevano dt. .> a PPena. e nientedimanco non per questo si riposarono. d’ una ìli 1 ire. a appena, e nientedimanco non per questo s» riposaròno.A>. Nu y - Nientedimanco io non posso dispregiare il sollazzo d una No 'endetta. • la'C atta MP -«o, Nien-te-di-mé-no. Avv. comp. A 7 on pertanto 1 ( Tuttavia, T' a «w, Mcntcdimeuo le demoziia le temono, e partonsi sconfitti. ìf. ,ìv «l Dn ‘ T Ju - Uit.SS.Pad.2. 363. L’abate Paulo ec. il quale ec tU frult i delie palme ec. non però nientedimeno lavorava.(V) 6 Niem??’ Nien-te-màn-co.^. comp. Lo stesso che N.entedrmancq ^snh“^dimeno. E.Salv. Avveri, u 3. 4■ 4■ u » eUo aUl : dette voa » nieiitp/iist n.-et ni siiti,. ■.nuca ec. . clic tutte avviso , per , c C l"" ' ‘ .“V. —. ... .■ - - - , V 1 * ^g' Uc ‘goiauco , nullamuncv ec. , clic tutte avviso , per le 'ìy 5 - t ‘ 0VCl 'si dai moderni scrivere unite in un corpo. (V) ' ’ AiV, ,]/ N' U tC ' iU1: ao ' -4 Vi '' comp. Lo stesso che Nientedimeno. • Noi medesimi fnjaino stranieri, e nientemeno abbiamo . . . . Ccr/ore- 5 ia 10 capside,'bislunghe, appuntate, com- divisioni dell mjen ■ . in j u / ocu i an e paLspernu. (U) Fresie fono / "d b llu[o , s , u nA , solitala, terminanti, con finvolucro multi fi do-, iljrutio ano al Settembre globoso, rotondo, gitasi intero. Fiorisce dal Giu- gno al o eLiEniut g , ed è comune ne campi, diti una varietà a fiori doppii , la quale si coltiva ne giaitiini. La Nigella satiya , W cui 536 niger seme era usato nelle farmacie e nelle cucine, chiamasi arche Mclttn- ancora si truova, il qual seme si serba per dieci anni, ed è ritondo c piano e rossiccio ec.Lo’mpiastro fatto di farina di nigella e di6ugo d’assenzio intorno al bellico , e spezialmente a’ fanciulli , uccide 1 lombrichi. Lib. cur. malati. La nigella polverizzata è uno valente errino. Buon. Pier. 3. 3. 3. Lattuga, ne papaver, nè nigella Vagirono a far dormire un’ alma insonne.» E Salviti. Annot. ivi : Erba così detta anche in volgare. 11 nome corrisponde per apjjunlo pìccoicT co- KùvBior cui noi più precisamente r. m. accoro, di Dionigi. V. (B) Nicidio, * Ni-gì-di-o. N. pr. m. Z-«£.T]Nigi(Uits.(Dal celt. gali, nigheadh purificatore.)^— P. Figlilo, Pretore romano, amico di Cicerone , emulo e quasi eguale a Vannne . (B);Mit) N/GlLCU.*(Geog.)Ni-gil-gi-a.^«acfl citta della Mauritania Cesariense.[ G) Nicira. * (Geog.) Ni-gr-ra. Antica città capitate della Libia. (G) Nigeigente, Ni-gli-gèn-te. [Add. e sost. coni . V. A.P .e di’} Negligente, j&occ. nov. 60. 7. Nigligente , disubbidiente e maldicente. Pit. SS. Pad. 2. izg. Vedendolo alquanti frati nigligenti e dissoluti del mo- nistero cosi umile e paziente ec.*, tutte le colpe e difetti che eglino commettevano, apponevano a lui. Nicmoenza, Ni-gli-gèn-sa. [Sf. K. e di' ] Negligenza.» Sala, Avvert. 1. i . proem. Non ne mostrando il perchè ; si prenderebbe per nigligenza, o sarebbe creduto errore. (V) Nigiugehzu , Ni-gli-gèn-ri-a. iS'f. y. A . V . e (/('Negligenza.] Vìt, SS, Pad. 2. 100. La lucerna fornita d’olio e di lucignolo fa lume j ma se per nigligenzia non si fornisce, lo lume non dura. Nigra.uma. * (Geog.) Ni-gràm-ma. Antica città dell'Indie al di qua del Gange. (G) Nighedine , Ni-grè-di-ne. Sfi. y. L. Ne grave, Negrezza, Nerezza. Lat. nigredo. Garz. Piazz. 588. Berg. (Min) Ner. Ari. Vstr. 2. 44* Insieme con la nigredinc del mercurio. (N) Nicreti. * (Geog.) Ni-gré-ti. Lo stesso che Nigriti. V. (G) Nigricawte, Ni-gri-càn-te. Add. com . y.L.fi. e (/('Nereggiante. Garz. Piazz. 525. Berg. (Min) Nigrigente , NÌ-gri-gèn-te. [Add. e sost. comi] V, A. y. e di' Ncglì- Nilammone che presso un bone.) (B) t ri\ jj Nilcun'da. * (Geog.) Nil-cùn-da. Città dell' Indostan.fi J tfno Nit.eo , * Ni-lc-o. N. pr. m. Lo stesso che N^d/nio.(Mit) mici di Perseo , nel combatlimeigonrcnca egizia , Iside. (W-Ijlr Niligene. * 1 MÌI ' KUl’. iMhis. (In cbr. nahhal fiume, geiiP ’-’pvic a Atlante , che credesi d‘ aver dato il nome A N demonaco greco del ir. secolo. (B) (Mit) a _ * (Mit.) Noma del Giove egizio, ossia di Osiride. V- ^ 3 — C G « 0 g-) Gran fiume dell’ Africa, che dalla Nubiap asS gitto, e sbocca nel Mediterraneo. (G) ... (tf'V Niloeke. * (Arche.) Ni-lo-é-ne. Sf. pi. Feste in onore del Nilometro. * (Arche.) Ni-lò-me-tro. Sm. f. G. Lat. nilotueU 11 ’ s f nilos nilo , c metron milura.) Colonna a gradi , chiusa eie dì tempietto, e custodita dal governo, per misurare del Nilo. — , Niloscopio , sin. (Àq) ^ città nelV ùuernv dell ' 5 * j, _ T . . . . . -- t _Sm. y. G. Lai . niloscoP ^ l\Uos Nilo , e scopeo io osservo.) Lo stesso che NiloiflCh'O» f ut ilotico. * (Zool.) Ni-lò-ti-co. Add.m. y.G.Lat. niloticus. nilo.) Agg. di tre specie di pesci ; cioè una del getter^ cC, c0 sì J altra del genere caracino . e ! altra del genere ciprino * /u genere caracino , e i aura aei genere cipri <*''» > perchè trovatisi particolarmente nel Nilo. (Aq) . jfilo-t. 2 —"(Bot.) Agg. di una mimosa, perchè cresce sulle sponde del - Nilotide. * (Mit.) Ni-lò-ti-de. Soprannome ti Iside. (Mit) Nilsia. * (Grog.) Nil-si-a. Città della Russia europea. (G) .1 Nimbam. * (Mit. Ind.) Sm. Il paradiso de’Cingolesi. (Mit) . ». * (Geog.) Nim-bò-o. Dicevasi Lago Nimbeo, tino A 0 si io' le'? A Nimbeo _ Peloponneso , sulla costa della Laconia.°(G ) Nimbo. [Sm. P. A. Meglio ] Nembo. Lor. Med. rim. 77 - ce » del sol la luce a noi, Piovendo un nimbo tempestoso q sf. es sC st cS V poco a poco il vedi gonfiar poi,Tantoché il fin non cape più si 2 — [Per simit. Grande diliòndimento di luce , o piuttosto g 3 P del §. /j. V .] Morg. 27. i55. Perché qual santo nimbo a P 0 ( jifi | ° C M co Tanti lumi scoprì, tante fiammelle, Che tutta l’aria P areV “ e va' ,sl 3 —* (Arche.) P~eìo o Renda con cui le donne romane ciflS • fronte. (Mit) _ CC . 2 —, * Nome di certe monete cariche di osceni tipi > clt ,, giuochi di Roma gittavansi agli spettatori. (Mit) . 4 * (Eilol.) Cerchio o Disco luminoso, che in alcuni w 1 o a ! „» menti circonda il capo della deità. Questa sorta di distiA\ fili» namento fu adottata dai Cristiani, e quindi veggonsi l J l ? : fli infrequenti nelle pitture intorno alle teste de’ santi. (Mil) pa.lf'A Nimposo , Niin-bó-so. Add, m. y, e di Nemboso. (A) l' lir ' r'jiiiei? 1 fi9 ■ ludi ne s'apre li niinboso Lcucate, c quei che tanto è spaventoso Apollo. (O) (N) _ » Nimeurgo.' (Geog.) Nim-bùr-go. Lat. Novoburgmn. Città > e J mia sull’ Elba. (G) _ n :„hA gente. M. Aldolr. Non dee essere liiuiro nigrigente a guardare la sa- Nimega. * (Geog.) Ni-mè-ga.£a<.Neviomagus,NeviomaguimC ,(i tiità del fegato. Tes. Rr. 5. 3j. Cuculo è uno uccello di colorce di Bassi nella Gueldria. (G) . Mil) Nimerte, * Ni-mèr-te. N. pr.f Lo stesso che Nemertc. I',yurv\ NiiiEs.*(Gcog.) -Lfti.Nemausiis. Cit. dii - lì Francia, cap. del dtp- j. ( è , dice il Profeta, chi lo misteri di Dio fa nigrigente.(V) Nimfea. *• (Bot.) Nim-fò-a. Sf. Lo stesso che Ninfea. P■ r . 0 id c ’ Ni-gri-gèn-za. [A’/i] V. A. V. e di Negligenza. 6’ron. Mo- Nimia , * Ni-mi-a. N. pr.f. Lai. Nimia. (Dal lat. nithA ■hi 31 1 CP«‘ •cfl 1 la grandezza di simiglianza di sparviere ec 5 ed è si nigrigente c sì pigro, che eziandio le sue uova non vuole covare. » GuìU,Lett.36,&3, Maladetto NlGRIGESZA , rell.362. Non volle Iddio v’andassi, o la mia nigrigenza per più mio dolore. Zibald, Andr. 77. Morrà per nigrigenza di padre e dì madre. NiGRiGENZfA, Ni-gri-gén-si-a. [Sf.] y.A.V, e di' Negligenza. Cavale.Med, cuor. Di questa cotale pazienza, o per timore o per nigrigenzia che addivenisse , riprende santo Bernardo papa Eugenio , e provcrbioUo molto. E altrove : La quarta utilità della tentazione sì è , che ci fa w , .. ___ solleciti , e toglie la nigrigenzia./^?. SS. Pad. 2. 1 72. Noi ci voglia- Nimicare, Ni-nii-cà-rc.y^/?. Trattar da nimico , Odiare^ mo salvare, e però promettiamo castità, ma per nigrigenzia nostra Nemicare, Inimicare, sin. Lat. odio prosequi, inimic^jj^ tu a q[ eccessiva.) (B) Ni mica. * Ayv. y . A. V, e di' Nè mica. Pataff. c. 7 * ^ coda tuttavia. E non sarem ni mica barbagianni, (N) Nimicante , * Nì-mi-càn-te. Pari, di Nimicare. Usato i n Gli è nimico , Che porta odio. Sale in. Odi ss. O pel P°P le genti, Alla voce di Dio andando dietro. (A) r TVT. • , ^ * ' co. vegnamo mono. Nigrika. * (Bot ) Ni gri-na. Sf. Lo stesso che Crcodo. V. (0) Nigriti. * (Geog.) NÌ-gri-ti, Nigreti.^nh nome degli Etiopi più settentrionali , che abitavano sulle sponde del Niger. (G) Njgri/ia. * (Geog.) Ni-grì-zi-a, Sudan. Sf. Contrada interna, e boreale dell’ Africa, composta di un gran numero di regni opaesi, fm’quali a ponente il Ramkara, il Timbouclu, il Kongo-, al centro £ Ilcussa il Borgu , l’Yurriba, il Njffè, il putida , il Rornu, il Mandara,iì Rashermè ed il Kunemj a levante il Bergli o Danzateli, il Darfur, il Knrdofan , il Donga ed il paese dei Chiliili. Ora corrisponde in excrrerc. Gr. ix^pAvsiv. Mor.S.Greg. É nella durizia de cCi , ---••-A.-f—.. *-•»,. -w -- . nl vvt tu ini nimichi. G. V. 12. i5. 2. I grandi e possenti P°P. va n'V' 1 0 isi>» tutto gli avea amiulati, e tolto loro ogni stato, il nim 1 ? 1 n ;mi fedite. Bocc. nov. gò‘. fo. E quanto lo sdegno de’ romani a (J( ,, à' sempre nimicandovi, vi farò per esperienza conoscd'C- “ n iifl'. c rim. 6. Insegna lor tagliar le nude spade Contra chi l° r aUt ;sti il" — E n. pass. M. V. g. fi. Costui e’ suoi consorti , forte si nimicavano co’Tarlati d’Arezzo. Cron. ^° rel ^ 0 \[c^ e sava allora di nimicarsi più colla spada in mano, ohe „ . . . moderna edizione legge a inimicarsi.) peff e e ijh 1 ’’ parte alla Etiopia inferiore degli antichi, che pochissimo ne sapevano.(f) Nimicato, Ni-mi-cà-to. Adii. m. da Nimicare. ; s eS P,f ” igro. [Add.m. V. L. e A. V, e di’1 Negro o Nero, .— , Nemicato, Inimicato, sin.] Lat. inimica s'“' Nig Petr . cap, 4' Chiaro disnor , e gloria oscura e nigra. NiGROMAwrp, Ni-gro-màn-te. [Add, e sm.y. A. V, e di*] Negromante. Bocc. nov. p 5 . g. Inducendomi ancora la pqura del nigromante. Nigromantico , Ni-gró-màu-ti-co. [Add. m. V. A. U.e di' ] Negromantico, Bui. Purg. 32. 2. Maomct fu uomo molto terreno , e fu idgroman- tico. » Bocc . g» 8. n. 7. Entrò in uno sciocco pensiero , c fu ciò 5 clic l’amante della donna sua ad amarla, come far voleva, si dovesse poter inducere per alcuna nigromantica operazione. (V) Negromanzia , Ni-gro-inan-'ì-a. Sf. U. A. r. e di'] Negromanzia, Mae* str uzz. 2.14, In quanti modi si fa lo’ndivìnamento per invocazion di demonii? co. Alcuna volta per apparizione di morti c ner lamenti ? € questa c chiamata negromanzia. NiguzA. * (Qcog.) Ni-gù-za. Antica città della Media. (G) Nihig ALb’UM» * (Chim.) V . L. Nome che damasi anticatn. cd fiocchetti micare. [Odiato , . g eS v ^ inimicatus, im ‘ ru . • Guicc. Stor. 16. 8n> .^° s nS tra a,lJl \c^ necessità Ni-mi-diè-vi-lc. Add. còm. V. A . col* legar c° re 10 jyr Siniicf "T i/' iltlO'. / Gv. rtccpc£vv§els. nimicato da mezzo il mondo, continuò per Nimiciievile , * Ni-mi-ché-vi-lc. Add. com. volc, Guìtt. Lett. 28. 7 3. Come corda è propia in mo in poder di nimichevile} e propia yertù m eli dilettoso amore. [Qui è sosti) (V) Nimiciievole, Ni-ini-cbé-vo-le. Add. com. Contrario T p oU tran w Vgc* 7 michevole , Nimichevile , Inimichevole , sin . ( fri immicus, intensus. Gr. ixfipas, bvtrp.tvTiS. Cr.g.gg- f fli si ' n lucertole, le rane, e tutti altri animali all’ api uim lCtl , a rio a ° - - ’ ‘ ' ■ ■ - il suo avvcis" ¥ , |0 per lamenti ; 1. (io. Con agro c nimichevole animo ora do, e ora la sua donna non iscusando. j Nim icHEVOLissiMO , Nlmi-chc-vo-lìs-si-mo. Addi n>- sU r volc, Liburn, Sclvctl. 6. Berg. (Min) di ;NW ÌCU ir.» Aw. Da nimico. — 9 Ncmi- sìti. Lat. bostilitcr NIMICHI-VOLGENTE , Ni-mi-che-vol-mai-te. Avv. Da Nemicamente, Inimichcvolmentc, si n * 0 ? - Gr. 8 x 9 (> hostilitas. Gr. i’xùpx. Din. Comp. 1. 2 5 . Il detto messer Andati j 1 3 vea avuto fiorini quattromila , e alcuni dissono gli furono Comune di Firenze , per rispetto della nimicizia ne avea NINFEA 53; le de’laghi e delle paludi, dette LimnadL — II. Ninfe della terra: quelle èie'manti dette Orcadi, Oresteadi , Orodemniadi ; quelle de’boschi e delle valli, delle Napec ; quelle delle foreste delle Driadì, ed Amadriadi.—III.Ninfc dell’inferno, tra le quali Ovidio nomina Or- fne. — IV. Ninfe locali; p. e. le Amnisiadi , le Arobidi, le Carabi- le , le Coricie , le Citenoriadi , le Dodonidi, te Eliadi , le Kresidi , le Jonidi , le Ipmenidi , le Lclegeidi, le Lisiadi, le Patolidi, le Sit- nidi, le Sfragitidi , le Temistiadi, le Liberiadi, le Micalefidi, le Ne- seidi, le Ismenidi, le Tisiadi eo. V. tutti questi nomi. — Di tutte le più note sono le Amadriadi, le Orcadi e le Nereidi.] But.Purg. 2q. Ninfe tanto è a dire, quanto Iddia d’acque, perchè abitavano le ninfe appresso i fiumi ; ma anco si trova generale nome di tutte le Iddio che abitavano in terra , le quali propriamente erano gentili giovani, avanzanti f altre in virtù e in bellezza, delle quali erano diverse spezie , imperocché altre abitavano alle fonti , e chiamavansi Najade , nitri. ni ìiiniv» i> Miinm.ivnnsi Neveide i altre nelle selve e rKinmn- 3 C(J .“«1 !f Ca 8ioi ^•.■dmbr. Cof. 1. 3 . Perchè nimicizia Vi aveva grande, che ''aiico Fu, eh' ci venisse a abitar qui. t j}' ^ Uni-co. [Add. che parlando di persona si adopera come ] sm. ( 1 — Nemico . Inimico „ Emiemìen . .cìn.T.ni. linerie fa,,, ' ctr. j2t.ee. nov. 77. òdi Ir quale ella doveva meri- dc)| ntc creder nimico. Cran. Veli. yy. Non si potea uscire fuori alle n mm ' a snnza grandissimo rischio, e’nimici spesso corrcanoinsino ì ì’E^ Ura .* Din. Comp. 1. 8. Mossono le insegne al giorno ordinato tit^ rci «ini, per andare in terra di mimici, e passarono per Casen- 'ito * >cr ? llale vie, ove se ayessono trovati i nimici, arebbono rice- as sai danno. s 'ù'itjj,]. Ihola uso. Borgh. Col. Lat. 3 gy. Era manifestamente uno >• Po ’ 6 rccarse g*i troppo a nimici. (Cioè , inimicarseli.) (V) W*» assolutala, per antonomasia il Demonio, l',.*?'/ ° ix^pós , Siàfax. 05. M. V. 8. 6. ili Lat. adversarius, - e.,, u ..... • w. ... Intendea catuuoalla HivL® "tifila , e del muuistcro non si curavano, e’1 nimico co’suoi 'itiCer^' inebriava. Vil- SS. Pad. 1. nj. Vedendosi lo nimico » e vergognandosi d’essere da lui sconfitto , mossegli l’usata a ® 'a , che suole dare ai giovani. lignine Vdiide Dar l’anima al nimico —Disperarsi.] V. Dare l’anima ‘'■ino lC0 ‘ ^’fdd. m .—, Nemico, Inimico, Ennemico, sin.Bocc.nov.2j.2. Al lacere la fortuna, nimica de’ felici, s’oppose. Din.Comp. i. 3 . Le appellarono nimiche per due nuovi nomi , cioè Guelfi e »... D i 3 . Quelli della congiura fermavano una falsa legge , * u Ui ■ i “stoìì llon l a intendevano; che si avesse per nimica ogui città ^ '•UQ - -1_ -1-ì-'t* 1 1-1 ---1- p che ritenesse alcuno sbandito nimico del popolo. ep metaf Pallad. Genti. i 3 . La terra argillosa è buona §\\ k .. ® e 8 °1® è* gravemente nimica della vigna. l’ar- ( Tal è la vera svita c ii ituit.ci uciiu Viglia. ^ a ut e ut ve tu >u .-(l,i (> di questo luogo che la Cr. aveva assai erroneamente riportato ' ' C ^ micaru i e pw'ò da noi colà cancellato .) (M) (N) s * p°«’ agg. di Cordiale Vale JSùnico capitale. V. Cordiale, tj.6.(N) ’ìftrl Fare. V. Fare nimico e Farsi nimico. (N) «„ tli ’ Ai-mi-stà. [Sf‘. Lo stesso che Nimicizia. V.)—y, Nimistade, K,* ,e ‘>« ,ue tra . I.at. inimicitia , hostilitas. Gr. ì'xùpa.Bocc. nov. i8. - 1’una nazione c l’altra grandissima nimistà, e acerba f lr r w r ‘ u a guerra. Cavale. Me.d. cuor. Ogni nimistà si può vincere Olii,,. Implicare i beneficii , c render ben per male. Albert, cap. g. X C i’? ttlc nto d’amistade è beli favellare, c mal dire ’ ~ cormncia- ..uj y Ql nimistade. Fr.Jac.T. 2. 32 . 16. Da nimistate guardati, Se a 0 T 1 ' Tac.Dav. ann. 15 . 22/j. Ma i congiurali non voi* i l ’ Cu ni per vecchie nimistà , gli altri tenendolo precipitoso , e j&ec, |,°nvenirc.£ Perd.eloq. 421. Nascevano, il fare ogni di leg- k' s ' f.’J accuse e nimistà de’ potenti. V °«’ nimistà de’ potenti :! eg- di. Mortale, vale C apitale. V. Mortale add ., §■ 3 . (N) j, * 1 Ni-mi-slàn-za. [SJ'.] V. A. {V. e di’Nimicizia.] Fr. Jac. V 0|> ci ?■ 1 4 - Non puoi giammai lassar la mala usanza , Se prima 0. nimistanza. f.' 8 ® 0 c/ 0,ì< iv? e m ‘ rndecl .1 V.A., oggi, rintasa ne'contadini toscani. Lo j 1 ’ 9 lofQ * e j tmo. Lat. nano. Gr. evSrls. Guitl. Ictt. 27. Sono contrarii c Qup s j c i e non ponno stare ad un punto in «imo loco. But.Inf. 33 . noniagnuoli non sanno onorare nimo con parole. Albert. Jr. v c troJ. “ e . nimo t’ accusa , nè io non ti coudenuerò. Maini. 7. 8g. c 1 ® 10 - /•: an ' 0 il passo c porto franco, Intana dentro, e non vi scorge A'', ,0 -37. Là entro a quella selva ci si rappiatta, [Perch’ella De ' JS ’ < ‘’ ru l Mta e fitta, ] Acciocché nimo un tratto lo combatta. di Anna o Diana. (Può esser anche un nome celt. cali, ninn figlia, che dicesi in basco ninia. In (e -io.) (B) 7^ C °S0 Ni-nè-a.Luf.Ninara.^/ii. cit. d'Italia nell'Enotria! G) • n*» f' r tvt .i._ /i\ i ... .... > . \ /n\ Dat. Nympha. (Dal gr. nymphe sposa.) (B) Spezie di Deità de Gentili, [Le ninfe erano div e J Vt \ e 0 s P ec ie di Genii locali , che avevano un cidto par- e>, jty a ‘ c une feste lor proprie. JSon attrihuivetsi ad esse un ’ as- t (l { v , ma una vita lunghissima. I luoghi lor consacrati l 9 ma ì } ‘ 11 spesso antri naturali.]Lat. nymplia. V V ^cia * ^ cbr. nuahh nof , in cui nuahh vai risedere, c nof re s ìj re ^ IOI ? e > ra nio , tamine , spazio , serie di oggetti. Val .V (| a ltri i, r 1 in qual si sia di queste cose. In gl', nymphe o co- . e 0 /j'° lna ' / '' i , numphe aale sposa. In celt. nympha dea delle > d- Ma ’k : r Ur B'? 9 - 4 ‘ E' come Ninfe che si givan sole. Pelr. canz. Cq^ ‘— e e Muse a quel tcnor cantando. ÙÙ ’ h‘ ... ’ ”.oé si distinguevano in quattro claisi. I. Ninfe dell’a- Maj ac ji '"fi dette Oceanidi , Nereidi, Melie ; quelle delle fonti > Lrenee , Pegce; quelle de' fiumi dette Potamidi ; quel- altre al mare , c chiamavansi Nereide ; altre nelle selve, e chiama, vansi Driade ; altre agli arboreti, e chiamavansi Amadriade , altre ne’ monti , e chiamavansi Oreade , altre ile’ campi , e chiamavansi Napec, clic sono vaghe di fiori ; e però lo nostro autore prese generale vocabolo , e massimamente quello che s’adatta a quelle che sono spose , che si chiamano ninfe, per la frequentazione de’ fiumi di"" s ’ ' aval ? 0 ' . . , . . _ — atte giovani spose quando per la prima volta levansi il velo ; donde fu recato a significare illustri donne , delle quali narravasi qualche avventura , e finalmente , anche semplici pastorelle , e qualunque bella che sia soggetto di canto. V. §. 1 , 2. (O) 4 — Far la ninfa —Proceder con abiti e costumi troppo effemmi- nati. Lat. deliciis difflnere; mollem, effeminatimi liabitu, ac moribus esse. Gr. fsocXx.y.iàe. 5 — * p er Maliarda , Strega, Lammia , Incantatrice, Larva. Cr. alla v. Lammia. (N) 2 — (Zool.) t Secondo stato dell'insetto diventato come letargico, con. forme mutate , or nudo , or rinchiuso in un bozzolo o di seta , o di terra o di altro : stato intermedio fra quelli dello stalo di larva e d' insetto peifello ; dicesi anche ] Crisalide. Lat. chrysallis. Gr. x,'!. 1 - traxxls. Red. Bis. 1/j. Onde si potrebbe dire che abbiano qualche somiglianza con quelle crisalidi, o aurelie , o ninfe, che ec. 3 — (Anat.) Ninfe. Alette carnose che formano le piccole labbra della vulva, e nascono nella parte inferiore della clitoride in figura triangolare 0 piuttosto semilunare ; così dette , perchè si credevano destinate a dirigere l'orma nel momento della sua uscita. (A) (A.O.) Nikfagete. * (Mit.) Nin-fa-gè-te. Soprannome di Nettuno. ( Dal gr. nymphe ninfa, ed ageles guida, conduttore.) (Mit) NrurAGor.o. * (Filo!.) Nin-fa-gò-go. Add. e sm. V. G. Lo stesso che Kinfostoio. ^.(Dal gr. nymphe ninfa, ed agoge l’atto del condurre.)(Mit) Nwfai.e, Nin-fà-le. Add.' cotn. Dì ninfa , {Delle ninfei Appai tenente a ninfa. » Pule. Driad. L’ira c la furia del ninfale stuolo. (A) 2 (Alla ninfale , postoj avverò. = In maniera di ninfa.^ Car. Irte, 2, 18f. La vesta, chi vuol che sia lunga fino a’ piedi ; chi corta fino alle ginocchia; succinta sotto le mammelle, e atti’aversata sotto l’ om- bihco , «alla ninfale. Ninfale. * (Zool.) * 57 w. V. G. Lat. nymphalis.(Da nymphe ninfa.) Ge- nere a insetti dell’ ordine de' lepidotteri , delta famiglia delle diati - ne, della tribù delle pìpilionidce , e della divisione delle perlacee, stabilito da Laireille . (Aq) 2 — * Nome dato da Linneo ad una divisione del genere papìlio. — Sono le più belle farfalle , e da ciò trassero il nome . (Aq) 2 —- * (Mus.) Piccolo strumento pneumatico , con canne a tasti come gli organi , nè vario molto da questi se non se nella piccolezza, nella mobilità e nella formai sospeso al corpo del sonatore col mezzo di una cintura, veniva agitato con una mano un certo mantice per introdurvi l aria, mentre coll’ altra si toccavano i tasti. (O) Nin'fanto.* (Bot.) Nin-fàn-to. Sm. E. G. Lat. nymphantlms. (Da nymphe sposa, e anthos fiore.) Genere di piante esotiche, da Laureino stabilito nella monoecia mnnandria , e nella famiglia delle eitforbia- cee, con alcune specie, unite dappoi al genere phyllanthus di Linneo^ distìnte da foglie alale, fiori pedicellati a fusto erbaceo e dritto. Le foglie, i fiori ed i frutti di questa pianta si reputano reclutivi ed anodini, e si prescrivono nelle affezioni della vescica, delle reni e del petto. (A q) Ninfa re , Nin-fd-re. N. pass. Abbellirsi effeminatamente, Adornarsi a guisa di ninfa . Grtrz. Piazz. 5 $i. Berg. (Min) Ninfea. (Bot.) Nin-fè-a. {Sf. Genere di piante della poliandria mono- gnua, famiglia delle ranuncolacec, caratterizzate dal calice di quattro o cinque sepali, la corolla polipetala, gli stami pcriginì, lo stimma stellato-raggialo glandu.lif.ro , fa bacca moltiloculare, ed i sentì coperti di arillo membranoso ; così delle per essere poste ad ornamento lungo gli stagni e le cori'enli.Se ne distinguono particolarmente due specie ima gialla (nymphaea lutea) , e la bianca (nymphaea alba) , pianta che si distingue da quelle affini ad essa per le foghe cuoriformi, intatte , por lì picciuoli semicdrndrici, per le foglie esterne del calice minori delle interne, per fruito sferico. Fiorisce nel Giugno e Luglio, ed è comune nelle paludi dell ’ Italia. Ambe queste specie hanno certe radici carnose, cilindriche, spesso grossissime, te quali serpeggiano orizzontalmente nel fondo delle acque stagnanti', ad esse ed ni fiori si attribuiscono proprietà anodine ed anltfrodisiache.] Dicesi anche J Nenufar.— , Niinfea, Nndeja, sin. (hi ar, nìnevfer, overro ni/iufer., in pers. nirufer , in gr. ed in lat. nymphea. Y. nannunfcro.) Lib. cur. malati. La ninfea nasce ne’ luoghi acquidosi e giuncosi. Hi » cete. Fior. 8. Di quelle (piante nostrali) che nascono solo ne’piani, 6i hanno sempre a scerre quelle che sono ne’ luoghi più asciutti , e’ discosto da’laghi e da’fiumi , eccetto quelle che nascono solo in sìmili luoghi, come la ninfea, il tribolo acquatico, e la lenticchia palustre. » Diz. di A, Pasta. Ninfea e mmfea. Erba rinfrescativa, utile 538 NINFEGGIARE alia polluzione notturna, all’ardore di urina, ctl al soverchio riscaldamento del sangue. (N) Ninfeggiare , Nin-feg-giù-re. N. ass. lndrudire , far smorfie, ed anco Torneare leggiadramente. Tassati, Secch. Rap, g ^6, Ninfeggiò prima e passeggiò pian piano, Poi maneggiò il destriero aterrua terra, Infin che si ridusse ec. Ornati. ( 33 ) 2 — * Ridursi in ninfa, nei sign. di Crisalide. fallisn. fiera, ( 0 ) Ninfeja.* (Bot.) Niri-lV-ja. Sf. Lo stesso che Ninfea. (A.O.) Ninfeo.* (FilolONin-fè-o.iV/w.Pz^/ico edifizio ove color o che non avevano grandi stanze in propria casa , andavano a celebrare le nozze-, o piuttosto , fontane sacre alle Muse ed alle Ninfe , e notevoli per copia di acque, e ricchezza di marmi che le udornavu.no ; sebbene altri ancora li stimino edifìzii servienti ad uso di bugni. (Mit) Ninfeo. * jV. pr. m. Lat. Nymphaeus. (Dal gr. nympheios pertinente alla sposa, ovvero da nymphevo io do in matrimonio.) — Capo dì una Colonia di Mr.lìi , che si stanzio nella Calia. (B) (Mit) 2 —* (Grog.) Promontorio d’ Epiro. — Città del Chcrsoneso laurico - fiume dell’Asia che separava l* impero romano dal regno persiano.{G) Ninfeoaienk.* (Mit.) Nin-fe-o-mè-ne. Soprannome di Giunone■ (Dal gr, nymphevma connubio.) (Mit) ? Nin-fèr-no, [Sm. r\ A . e plebea . V. e di' ] Inferno. Lat. manèssi , f°cc. nov. 27. i 5 . Dicendomi, se io non rne neri- Vit. Cr. Dice , come ita liberato lo popolo suo delfc pene “def" iun- fcrno CAI. SS. Pad. Fu condannato ad ai dorè e Iemalmente nel fuoco del ninferno. Ninff.tta, Nin-fét-ta. [A/?] dim. di Ninfa. 2 — Per simil. 0 detto di Leggiadra donna • forse anche per ironia.’] Car. leu. 1. 21. Bel tempo che debbe egli avere a diportarsi per esso con questa sua ninfetta ! Nìnfioio, * Nia-fi-di-o, N. pr. m. Lat. Nymphidins. (Dal gr. nymphi- dws pertinente alla sposa.) (B) Ninfodora,* Nin-fe-dò-ra. N. pr fi Lat. Nymphodora (Dal gr. nymphe ninfa, e dot'on dono : Sposa donata.) (B) Ninfodoro, Nin-fo-dò-ro Add. e sm. Colui che fa la ninfa , o il Narciso s che ninfeggia. Ganimede , Zerbino. ( V. N.ujàdoia. ) Matt. Franz. Rim. buri, fierg . (Min) Nenfoìde, * (Bot.) Nin-fò-i-de. Sf V. G. Lat. nymphoides. (Da nymphe sposa, e idos somiglianza. ) Nome specifico a' una pianta del genere menyanthes , desunto dall' abitare nelle acque, e dalla sua so- miglianza col fogliame della ninf ea. (Àq) Ninfomania. (Med.) Nin-fo-ma-nì-a. Sf. P.G. Lat. nymphomsnia. (Da nymphe ninfa, e mania furore.) Certo ardore eccessivo, e veramente morboso, pei piaceri venerei , il quale s’impossessa talvolta della donna allorquando i suoi organi genitali sono dotali di soverchia enei v già vit-.de } o pure se divennero sede di certo eccitamento insolito , momentaneo, in vario grado permanente . In questo stato morboso la donna alla vista del maschio s’ accende , gli si avventa , e cerca da lui la venerea soddisfazione , senza badare alla decenza , all’onore , vile conseguenze■ fu anche delta Furore uterino , Tentiggine , Mc- t.omaiiia, Istcromania, -Andromania, Citeromauia, Erotomania, e più modernamente Estremali)* , Estroplegia. (Aq) (O) (N) 2 —* (A cter.) JSicdatua a cui sono pur soggette le femmine degli animali , sebbene assai meno della donna : in particolare la giumenta , la vacca , la cagna e la gatta ne offrono qualche esempio. (0) Ninfomaniaca.* (Med.) Niu-fo-ma-iiì-a-ca. Aud. e sf V, G, Ch’è affetta di ninfomanìa. (A. 0 ) Puntone.* (Zool.) Niu-fó-nc. Sm. V.G. nymphon. (Da nymphe ninfa) Genere ai aracnidee , dell’ ordine delle tixicheanee, e della famiglia delle picnogouidce, stabilito da fabricio; la cui specie più notevole c il nymphon grossipes di fabricio , phalangium grossipes di Linneo , NIPOTE NinivitA , * Ni-ni-vl-ta. Add. pr. coni. Di Ninive. (B) Ninna. [A 1 f] LI ninnare, Lat. uaenia. (V. nanna.') Pa? a jJ. 4 ' ninnarella , che m’appella. riaP* 1 " 2 ■— Fai’ la ninna nanna, si dice dell’Usare una cantilena p^r fare addormentare i bambini nel cullarsU . Lat. naeniam j»*f •>. ^ J ^ - 0 . « piu g lu E per simil. Tentennare , Barcollare. Malm. 8. 18- banda un tavólin si vede , Che su’ trespoli fa la ninna 4 — Per Bambina, Mimma. Lat. pueiluia. Gr. x-opcteior. (*• al dialetto napolitano. In isp. nir t a , in celt. nin, in basco 'f 1 * 1 ’ff‘ Ebrei dicono nin per tìglio. Appo i greci nanion bimbo ) n^ ' c j,j « 4 * 2* 1* Cioè ninne e donzelle A sè trar con lusinghe & correggiole, e simil cose.» Li Salvia.Annoi, ivi : Ninne 1 S P ^55»' ninas , bambini. Noi storpiando per vezzo la voce , ‘dicia 111 mente Mimme , se non fosse questa da mimns ec. (N) c uPP^'i 5 —'b alaniuna. Usato anche a foggia di nome. ^".Falaninna nel ■ fi 1 Ninnare, Nin-nà-re. {A tt. Canterellare per far addormentare^ nel cullargli .—, Anninnare , sin.] fr. Jac. T. 3 . 2. 7 ' Tpui bambino, E con sante carole Ninnava il suo amor fino-» el Sante parole, essendo errata la lezione del luogo f siccome ^ la definizione delta Cr. che dava Ninnare per Cullare.) C si ^ 2 — Ninnarla, [e Ninnarsela,] si dice dello Stare irresoluto %0 si* no, Nicchiare. Salvia. Pros. Tose . 1. 116. La messe u /! ,iiU ,eV $' njnnA «imi (ìnnlmentp. nrnmnnfi. in mirila avT-, sentenza. li tg5. In caso cne punto puntò 1 avessi nLnn aw> niva addosso colla scrittura alla mano. • 1 nUt^ CUp1, Ninnareclà, Nm-na-rèl-la. [Sf] dim. di Ninna. Lat, naeiuoD $ Paiijf. E ninna ninnarella , che ra’ appella. j pl cl ‘ Ninnata , Nin-nà ta. Sf. Il ninnare che fan le balie. M asc ‘ t> 116. B rg. (Min) ifa^l Ninnolare, Nin-no-là-r e.N. ass. Perdere il tempo, TnttleO l ’ rS . c \,i ' di poco momento , n trastulli da ragazzi. Fortig. Rice. £ „ lB ia-(*{ vecchio ninnola e balocca, E non s’induce a far ciò ch’ellab*‘ Ninnolo , Nìn-no-lo. Sin. l'osa di poco momento. (In prove» ^ ( licosa piccola , piò che all’ordinario. In cclt. gali, neoni a'J 1 ') neo privat.,e da ni rosa. In isp. nineria puerilità. V. di hamhina.) Sacc. rim. t. -fjo. Qui ti bisogna asso iti gli- ir 1 Jì r jj Altro pensar , che a’ ninnoli e alle gale, ec. E ao‘S. Dove jsw frusta i suoi scaffali, Ben disponendo nìnnoli e scritture » ‘ poi di naso cogli occhiali. (A) (B) Nino.* JN. pr. m. Lat. Ninus. (In cbr. nin figlio) — ile marito di Semiramide , credulo il Nembrot della Sentilo^’, di Belo , pronipote di Ercole , padre di slgrone. (B) -V 1 n —* Pecore, di Giovannino , dim. di Giovanni. V. (£) iu 3 —* (Geog.) Antica città della Caria. (G) . „„ s p ^ Ninove. * (Geog.) Ni-nò'Ve. Lai. Niniya. Città de’Paesi P Eiandra Orientale. (G) C^li Ninsi.* (Bot.) Sm. Pianta ombrellifera annuale propria ^ la cui radice aivmatica e dolce è in molto credito alla - s 1 oi adoperatasi già nell’ emottisi e nello sputo di sang ue • ^ ninsi Lin. (A. O) Nio.* (Geog.) Lat. Jos. Isola dell mio W Arcipelago, nel dipai’t inie delle Cicloidi Orientali .— Città capitale di essa. (G) bl‘ e,lS t>' [ore, * Ni-o-be. N.pr.f. Lat. Niobe. (Dal celt. gali- eh. fi NlORE, .. ... ,..J. - - v _ D —_ , u . . , modestia : e Niobe mancò di modestia lino a tenersi P‘ /i^* 11 ^ tona. Nella stessa lingua neo-liih inesistenza , nulla.) tenersi nulla-) 1 Tantalo, sorella di Pelone, 'moglie di Anjìonc e madi'f r .^ L0 , !ìU ^ prole. — Tebana, figlia eli Pelope e Taigete , sposa di d’Ismeno , d’Atgo, d’Amicla e di Genita.—Figlia di idi Laodicc , pruno, delle Mortali amata da Giove,-—fi§t l(l ,. f > moglie di Piloto. (B) (Mit) _ , Niobidi, * N:-ò-bi-di. Add. pr. com. pi. La prole di la quale, come Ninfa , abita fra le con ferve e le ulve nelle acque del’ Niolo.* (Geog.) Ni-ò-ìo. Contrada della Corsica , mare. Sou distinti dalle mandibole saliente molto più certe del cor- Niotf.* (Geog.) Città della Svizzera. (G) (G) piu po e dagli occhi messi sepia un tubercolo comune ; hanno piedi lunghissimi che in qualche momento danno segno di contrazione , i due. (Geog.) Città della Svizzera. (G) , . f ^ Nione.* (Geog.) Ni-ó-ne. fr. Nyons. Lat. Neomagus. CtR nel dipartimento della Divina. (G) f ^ / sessi seti situati l’uno rimpetto all ’ altro nella cepola che ha lungo Niohd.* (Mit. Celt.) Il terzo degli Dei, ma non della l°' V , e - ^ nella fine della state , l’organo generatore del maschio ha la forma giorna in un luogo chiamata Oatan: è signoi'e de’ di un dardo te/mmalo in una mezza freccia , Ui femmina ha in una mezza ovidotto membranoso lamelloso flessibile ed anelalo. (Aq) (N) Nikionidee.* (Zool.) Niu-fo-ui dè-e. Sf. E. G. Lat . uymphonidcac.(Da nymphe niufa.) famiglia di aracnidee, che ha per tipo il genere nin- fone. (Aq) NWosànio.* (Bot.) Nìii'fo-sàn-to. Sm. V\ G. Lat . nymphosantIms.(Da nymphe ninfa, e amhos fiore) Genere di piante della famiglia delle jìin,eucee , e deila poliandrìa monoginia di Linneo-, stabilito da Richard ; C 05 i denominate perchè servì loro tu tipo la nymphea lutea di Linneo. (Aq) NitfFOSTOLo. * (Filoh) Nindo-sto-io. Add. e sm. V . G. Lat. nympho- stoies.(Da nymphe sposa, e stole ap|>ai’ato, ornamento.) Agg. dell'amico di colui che passava a seconde nozze , il quale gii menava a casa la spoòa , presedeva al matrimonio , e ne regolava le cerimonie . —- , Ninlagete , sin. (Aq) Nìnfotomja. (Cidi-.) Nin-fo-to-ml-a. Sf. V. G. Lat. nymphotomia. (Da i iimphe mula, e tome taglio ) Operazione che consiste nella escisionc o recisione di una parte delie ninfei l (l e.irconciswne delle donne. {A) Nisgo.* (Grog.) Città delta Guinea superiore. (G) Ninguta.* (Get'g.) Nm-gù-ia. Città della China. (G) Ninja , * Ni-ni*a. N ■ pr. m. (In ebr. nin figlio ; in celt- gali, nmn, in basco ninni figliuola.) -—figlio di Nino g di Semiramide. (O) NfriAiso j * Ni-ni-j-no. N. pr. m. Lct. Ninianus. (B) Ni^ìfo.* (Mit. Chin.) Ni-ni-fo. Divinità ckinesc , che soprdsta aLu voluttà. (Mit) Ninive.* (Geog.) Nì-ni-ve. Lai, Niiìis» Antica città dell'Asia, già cct- pitale dell’ Assilla. (G) mare ed il fuoco ; a lui si fan voti per avere prosperi ^ p&? g g fl ne , la caccia , la pesca: signore delle dovizie della ^ paesi e tesori. Perchè presedeva al perfido degli &^ non credevano che discendesse da Odino.^Nionl a H a _ ^ immortale, ovvero disordinato ; dal celi. gali, ni vale morte, c vale ordine. In ìvì.neart forza, vv é°. 1 ^. 9 r ( it. Niort.* (Geog.) Lat. Niortum. Una delle isole Ebridi* ^ Città di Francia , capitale del dipartimento delle d li .Q\ Nihgott.* (Geog.) Ni-pi-gòn. Lago dell' Atto Canada. C *r Gt'\\ Nipissisgj.* (Geog.) Ni-pis-sìn-gi. Indiani del Canada- v ,, a , /• ^o}\ Nuitelea. (Bot.) Ni-pi-tèi-la. [Sf. Lo stesso che] N* y. 3 .Ed in questa maniera si dice che la nipitella sl ‘““jj C&* in menta. Eibald. Amlr. ./c'. A far nipitella , e ardila , e tutte fediranno via. Nihtello, a. r. muta • fuggire le sd’P* .ite* v 4 u yf fi non dormano li tuoi nipitelli , fuggi, sitai--- siccome ucctllo di guanto d’ uceellatoio. Cou. A • tu fossi sospeso per le nipitella degli ocelli > Du * 1 ntU-a* r Per Nir ilei figliuolo .]—,Nepote, Nievo,rni. iaZ.uepos. Gì • . w . L’un fratello l'altro abbandonava, ed il zio f i e f. Tornato ad abitale il detto JBuonaccorso t0 Cr °‘> **o‘ ** r lld , t tticuju , lì UtlLt- IdggUtUlUtJ via. ^ ]\rP l • * ,0. (Anal.) Ni-pi-tèl-Io. [Sm/ Pi. Nipitelli m*9 j^i f r '. e do Nrpitcllo. DccUim. QuliUil. C. Il »*8“* to t^l dere s’intorbidisce per lo volamcn'-o della luce, e P L ‘ p ot c ^01 < e mento de' nipitelli. Albert, cap. i 5 . Non dar sono ” jj, di l>i " c non dormano li tuoi ninitcIli . fuccl . sicoumc 1 c<4 jt J* NIPOTELLO £ A « arWne a un ^ oro Cll 8' n0 > n 'pote della madre , a Vignane, (jj Dav. arai. fi. ì44; Sollecita il partito, clic tra zio e nipote p {Otello si possa far giuste nozze. Demetr.Segn. 5 p. Siccome quando cìar'^r U< d , nipote Di Clori, e figliuol già di Pandarco , Al comin- 1 primavera canta Soavemente. 3 », p‘ ces f Nipote cugino il Figliuolo del cugino.F. Cugino, (e.(V) B j_ er simil. Dant. lnf. 11. io 5 . Sicché vostr’ arte a Dio quasi è f ì + te *“ (Dante dice , che la natura è prossima emanazione di Dio, della natura , sicché l’ arte a Dio quasi è nipote. (N) Ca EL /° 1 Ni-Potèl-Io. Sm. dim. di Nipote. F.A. F. e di’Nipotino. (V\ / " Sloltiz. 264• Avvegnaché i nipotelli ti s’appicchino al collo. 6 i r ^ 0si Dgge una varia lezionei il testo ha: avvegnaché i nipoti tìi P(rr 'Catelli ti s’ appicchino cc.) (B) C| > , Ni-pó-te mo. [é’m. comp.~] - F.A.Mic nipote.Lat. neposmeus, p ' uov, àStWpiìovs p-cv. (È voce propria del dial. napolit.) 5. Nipotemi con zieini stanno baggi, Pere’ hanno la minestra JilPiyj COll( bta. fjj > Ni-po-tl- 110 . [Ani.] dim. di Nipote.—, Nepotino , Nepotillo, toni" 0 ’ s,n ‘ ^ ut " ncpotulus./'ir./y.s. Ai 4 . Un mio nipotino, dolce V 0 |"* a Sn° in questo mio viaggio, seguitando una cantante passera per prendere, è caduto in una tossa. £ nov.2-208.il se non ch’io t'tail 3 ‘l uesa ' m de vostri nipiotini, quel maggiorello, aver questa ®i)i tosa, io mi credeva che fosse un qualche male enliato. Tac.Dav. j r '. s à5. In Senato scappò a vantarsi , niuno altro Romano di sua g|; 0 “'"tza aver avuto due nipotini a un corpo. Lusc.Strcg. 4 • 3 RITARDO 53q *Vo- t èssere squaitalo a coda di mulo, se io non fo di maniera che voi di tanti nipotini. f h ,s Mo, m.Predominio de nipoti., Governo denipoti del V^Oji-'Ti 1 . /• at .• .! /a nJ.rU:.A "LV\- "* ^Pontificato*— ,Nepotismo, sin.Battaci.Ann. 1656.Berg. (Min) ‘ CCe io , Nì-po-tùc-cio. ò m. dim. e avvilii, di Nipote.—, Nipotuz- P~ : dì reg. (A) v ftìn x Z ° > Ni-po-tùz-zo. Sm. dim . e avvilit. di Nipote. Lo stesso che tóWio. V. di reg. (A) ' ^Lcog.) Antica città della Tracia. (G) * Nì-psi-o, Nissio. JS. pi\ m, Lat. Nipsius. (Dal cr. nipso fui. %> x t 0 io lavo.) (D) Ni-qui-tà. iSf.K.A.V. e efr'Ncquità e] Iniquità.—, Niquitade, ’t, sin. Lat. iniqnìtas, nequitia. Gr. f rrovrìpi» i p-ox^ypicc. G. ì)j’ Q 5. Ancora è da schifare per queste cose mormorare contro a 4 b ’/^ome la nostra niquitade biasimasse la divina dirittura. Coll. $ 1 . c * ca P' -7* Addomandavano perdonanxa della niquitade. E che ragione venne l’ira e la morte sopra la casa d’Eli sa- £ * cc * Or non per la niquità de’ figliuoli suoi OGno e Finees ? Coloro che vivono d’ogni tempo nelle niquitadi loro. Ca- , ’ A?ed. cuor . Levandosi alquanti, e infiati di iniquità e di vanità. A s 7 ^ sai0 anche da qualche moderno . Salvili.Odiss. 44 2, E a 5 s t ° n i ( pdtadi evali nimiebe. (Pe) for^^ità , Furore. Lat. saevitia , ira. Seti. Pisi. Fedi di sì gran % n s * S ran niquilà il. capo alla parete , che si dicervellò.67- 2. /fi. Cosi girando dette a Serpentone , Onde gli venne ho r .^ ir luitate , Clic se gli volse senza discrezione Col baston con e incatenate. S* 4 **®** , Niqui-to*sa-mén-t e.Avv.Iniquamente, Iratamente.Lat. > irate. Gr. -nronquvs, oY'yfu Berti. Ori, i. i » 5y. E torna in- ^quitosamentc. ^ i( ÌUu- SIM0 ’ -qui-lo-sìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Niquitoso./.u/. Gr, TfQvrjpÓTjLTcs. Tue • Dav . ann. 1 . n. Aanno colle viso cc. nequitosissimi contea Gnco I.cntido. *•«(, ; 0 > Ni-qui-tó-so. Add. m. Irato, [io stesso che Nequitoso. F .] ùifensus, iniquus. Or. òpyurihk, ivtr/isths. Foce. 'si ?S- Niquitoso covre verso la moglie, e presala por le trecce, Jlit 0 ,r l ° a ’P^di. Fr. Oiord.Pred.S. Altri saranno naturalmente ni- x, ‘ M’ U Contint * aU’ira.J9e/vi. Ori. 1. 2. 24. Si pose in vista niqui- ^■^/^.Jiocz. Varch.i.pi'os. 6'. Tu pensi che gli uomini nìquitosi C* 0s * c SK ^° r°ss«iti c felici .» Bemb. Stor. 1. ‘à. Perciocché a ni- r» c ? n ^^iomi di battagUa si vedeva essere. (Cioè, iniqua, cal- Ì'.^KV) JV.pr, m. Lat. Nireus. (Dal celi, nyr plur. di ner si- di JSasso , dopo Achilie il più bello degli eroi greci di Tycja. — Favorito di Èrcole, (lì) (Mit) C’H. ; CMit. As.) Ni -re-u-pàn. Sm. Il paradiso de Siamesi. (Mit) * fp , e °§0 Nii-gù-a. Città della Columbia. (G) ■*A. .. " ’ ^h* 1 * * Città della Persia , nel Farsìslun. (G) . &i - * ^n'-si-a. Lo stesso che Noma. I/. (G) ■ Jt *ì nti *) 1X1 -rò-di. Re de* Demonti e decenti malefìci , il In ebr. nise donare, in cult, neas nobile .)—Nutrice di & Pa rUtì ^ e §^ ^* L P rote{ - t - or ì degli otto un geli del mondo , nato, come l ° ■ mare t dalle putiti genitali di Brahama : sostiene la '\^ e Un C ^ la ^ € del mondo , e gl’ Indiani lo rappresentano con sulle pj l ^s' lte 1,1 mano una s ^abola. (Mit) '4’^tìll Aaz. Nysa. (In ar. nisae donna : miscia introdur qual- bocca del fanciullo : nescee essere educato : e nescia \>- rih , 1 ” f br. .. i, dellJ j r*; Antica città dell' Arabia Felicedell* Eu~ ,iQ i’e ln( ^ £ ‘~~~dSla Grecia sulla netta del Parnaso.—dell' A- lY E: * (e; ìle ^ n Caria.—della Palestina , detta anche Scitopoli.(G) ! ^i*sàd-de.i9/i Lat. Nysae regio . Antica contrada del* I \V/ % (Cr 0 n\ e tra l a Caria e la Frigia. (Mit) amr f m ' Pnmo mese dell 1 anno sacro degli Ebrei , settimo 1 ''‘-in . c,v de- che corrisponde alla luna di marzo. (Mit) | ìA>' Ni-sà-o. Riviera dell’isola Haiti. (G) ! ^ggro.Laf. Nisyras .Isola dell’Arcipelago, fra Stun- °S-) Ni^cc-mi, S.Maria di Nisccmi. Picc.cit. di Sicilia. (G) Niscokdeiìe , Ni-scón-de-re. f Att. anom. usalo anche come n. ass. e pose. V. A. F. e di’l Nascondere. 3 — Far a capo a niscondere, ifig.~ Nascondersi o Far le cose di nascosto. F. Capo, §. 33, 4 -> e U* Fare a capo a niscondere.] Niscosdiglio , Ni-scon-dì'glio. [.Vm. F.A. F. e di’] Nascondiglio. Niscokdijìekto, Ni-scon-di-me’n-to. (d’m. F.A. 1 II niscondere. tF. e di' Nascondimento.] Niscomditobe , Ni-scon-di-td-re. [ Ferb.m. di Niscondere.] Che nisconde, lF. A. F. e di' Nasconditore.] Niscoso , Ni-scó-so. Add. m. da Niscondere. [F. A.V. e di'Nascoso.] Niscostameste , Ni-sco-sta-mén-te. Avv. F. A. F. e di’ Nascostamente. Lat. ciani , clanculum , furtim. Slor.Barlaam, no. E lassò carta di quella pistola nella camera sua, e niscostamente incominciò a fuggire, e ad andarsene via. (N. S.) Nisba,* Ni-sma. N. pr. f. (Dal gr. nesis, neseos nuoto.) — Una delle ninfe del mare. (Mit) 1 — * (Geog.) Antico porto de' Megaresi.—Antica città dell Asia nella Mangiava , oggi Nesa. (N) Nisf.i.* (Geog ) Ni-sè-i. Amichi popoli dell’ Asia. (G) Niseide, * Ni-sé-i-de. N. pr. f. (.al. Nyscis (N. patron, di Nisea.)(W) Nisrine. ‘Add.pr.com. Di Niso o Di Nisa .—Nome patronimico di Scilla, figlia di Niso. — Niseidi o Nisiadi foron chiamate le Ninfe che allevarono Bacco , collocale in cielo sotto il nome di ludi. (Mit) Niseo , * Ni-sé-o. N. pr. in. (V. Nisea ,) Baldin. (N) 2 — * (Mit.) Soprannome di Bacco e di Giove. Detto anche Nisio. (V. Nisa.~) (Mit) Niseoke. * (Geog ) Ni-sc-ó-ne. Fasta pianura della Media , rinomata pe’ bellissimi cavalli che nutriva e detti perciò Nisccnsi oNisei. (G) Nisj. * (Grog.) Lai Stenycharos. Città della Turchia europea nella Marea. — Riviera delta , Sicilia , nella provincia di Messina. (G) Njsia. * (Grog.) Ni-si-a. Una delle isole Curzolari. (G) Nisibi. * (Geog.) Nì-si-bi, Nisibide. Lo stesso che Nesibi. F. (G) Nisicati. * (Geog.) Ni-si-cà-ti, Nisìcasti, Nisiri. Antichi popoli dell’Etiopia dipendenti dall’ Egitto. (Mit) Nisida. * (Geog.) Nì-si-da, Nisita ,.Neside. iat.Nesis. Goletta del Golf, di Napoli poco lungi da Pozzuoli. (G) Nisireo.* (Mit.) Ni-si-re-o. Soprannome di Nettuno. (V. Nisim.) (Mit) Nisut o. * (Geog.) Ni-si-ro. Antica città del mare Egeo, chiamata anche Porfiride , e già unita a Coo. (Mit) Nisista. * (Greog.) Ni-sì-sta. Antica città dell'Epiro. (G) Nisita. * (Geog.) Ni-si-ta. Lo stesso che Nisida. F. (G) Nisivi. * (Geog.) Ni-s\-vi. Antichi popoli dell’Africa propria. (G) Niso. (Mecc.) Sm. Sfòrzo , che anche dicesi Forza morta. (A) Niso.* N. pr. m. Lai. Nysus. (V.Nisa.) — Figlio di P audio ne, fratello di Egeo e re di Megera. — Figlio d’ilaco, compagno di Enea , e amico di Eurialo. — Re di Dulichìo. —Educatore di Bacco. (Mit) 2 — * N. pr. f. (Dal gr. neso, fut. di neo io nuoto.) — Una delle ninfe. — Una delle nereidi. (Mit) Nisope. * (Geog.)Ni-sò-pc. Antica isola sulla costa di quella di Lesbo.fG ) NissA.*(Geog.)Àal.Naissus.Cà,rfe//a Turchia europea nella Bomeliu.(G ) Nissa. * (Bot.) Sf. F. G. Lat. nyssa. (Da nysso io pungo, pizzico.) Genere di piante esotiche a Jìori incompiuti, della poligamia diaccia o della pentandria monoginia, e della famiglia delle Santalee ; col calice corollino superiore diviso in cinque pin ti ed una drupa con noce monosperma ; così denominate , come vuole Linneo, dal lat. Nyssa , nome proprio d’ una delle ninfe delle acque ; perchè crescono ne' luoghi inondati dell’ America settentrionale. (Aq) (N) Nissaitto. * (Bot.) Nis-sàn-to. Sm. F. G. Lat. nyssunthes. (Da nysso io pungo, ferisco, e anthos fiore ) Genere di piante della famiglia dette amaruntacre, e della letrandria monoginia di Linneo, col calice irregolare superiore , due a otto stami riuniti alla base tramezzati da squamuzze , lo stimma capitato ed un olricello monospermo ; cosi denominale dalle quattro /iiglie che costituiscono il loro perianzio , guarnite dispine pungenti per cui il fiore rendei atto a /éràe.(Aq)(N) Nessi.* (Coir.) Sf. F. G. Lui. nyxis- (Da nysso io pungo.) Puntura; onde Ceratonisd e. Scleronissi , per tini, care nell’ operazione della cateratta il ficcarsi dell’ ago nella cornea e nella sclerotica. (Aq) Nissia, * Nis-si-a. N- l>r. f (V. Nissio.) — Moglie di Candaulo. (Mit) 2 — * (Geog.) Antica città della Beozia. (G) Nissio, " Nìs-si-o. N. pr. m. Lo stesso che Nipsio. F. (B) Nisso. * (Zool.) Sm. F. G. Lat. nissou. (V. Ntssi.) Genere d’ insetti delCordine degl'imenotteri, della sezione degli aculeati, della famiglia de’ fossori , e della tribù dei noscani ; caratterizzati da un pungolo da cui è terminato l'addome delle lotti femmine, e dalle piccole spine, che guarniscono la parte superiore del corsaletto, e delle quali si servono per pungere. (Aq) Nissofilea. * (Bot.) Nis-so-fil la. Sf. F. G. Lat. nyssophylla. (Da nysso io pungo , e phytlon foglia.) Genere di piante, proposto da Necker per gli oltoii a fòghe acuminate. (Aq) Nissuso , Nis-sù-nó. [Pi on. m. mdet.F. e di’] Nessuno. Nov. ant.ys. 2 . Lo maestro fece Ranella così appunto, che uissuuo conoscea il fine , altro che ’J padre. ... 2 — Talora vale Alcuno. Gai. Sul. 1 3. Non ci c ragione: rnssuna , per la quale c’ debba entrare m un tal determinato grado di velocita. 1 ) Bene. Celi. Ore /. 58. Né nissuno ho conosciuto, che meglio di lui gli abbia condotti a perfezione. (A) Nister. * (Geog.) Lo stessa che Niester. F (G) Nutacio, * Ni-stà-gio. N. pr. m. Lo stesso che Anastasio. F. (Vati) Njstagmo. * (Med.) Ni-stà-gmo. Sia. F. G - L iliiK-nte dal perchè la Lucentezza, la Splendidezza e la Chiarezza, quando sono naturali ai corpi , non possono adequatamele essere supplite da Nitidezza, che si suppone una qualità prodotta dall’ arte. ^Ter le altre differenze di Nitido da Limpido, lerso, NettoN. Chiaro. ^vitina. * (Geog.) Ni fi-na Antica città deli Egitto . (G) Nitjo&rigi,* (Geog.) Antichi popoli delle G alile fra i Celti, quindi fra gli Aquilani. (G) Nitocri, * Ni-tò-cri , Nitocri de. N. pr.f — Regina di Egitto che fece costruire {a terza piramide.— Regina di Babilonia. (Mit) 2—* (Mit.) Soprannome della Minava egizia . F. IN cidi. (Mit) 'Nitoi. * (Mit. Jiul.) Ni-tò-i. Demonii 0 Genti invocati alle isole Mo- Iucche negli affari più gravi. (Mit) Nitore, Ni-tò-re. Sm. F.L. Limpidezza, Tersezza. Lai. niior.Marchett. Lucr.lib. 2. v. 1110. Ma possati bene i vani Colori delle corj oprar clic nulla D’un sol chiaro nitor s’orni c risplcnda. (A) (B) E Uh.2 .Che se dipinti di color diverso fossero i semi onde si forma un solo Puro e chiaro nitor nel sen di Teli ec. (Br) 2 — * Cosa nitida , tersa , splendente. March. Lucr . lib . 2. Si vedes- ser nell’onde , ed in qualunque Altro puro nitor varii colori. (Bi ) Nitrarta.* (Bot.)Ni-trà-ri-a, Sf F. G. Lat. nitraria. (Da nitron nitro.) Genere di piante , a fori polipetali , della dodecandria mone - ginia di famiglia indeterminala , col calice cinquefido, corolla di cinque petali , ed una drupa superiore monopirena , le quali con - tengono del nitro. (Aq) (N) Nitrato. (Chim.) Ni-trà-to. Sm. Nome generico de’ sali prodotti dalla combinazione dell acido nitrico con qualche base salificabile. (A) ? ~ * Distinguonsi in Nitrati neutri,Nitrati con eccesso dìbaseoSot- to-nitrati, e Nitrati con eccesso di acido o deutonitrati. (O) 3 — di ammoniaca : * Saie cristallizzabile in aghi prismatici , od in lunghi prismi a sei facce rozzi, flessibili e scanalati * lievemente deliquescente , di sapore fresco , acre, pungente ed orinaceo ; che non rinviensi in natura. Dicevasi anche Ossiseptomato d’ ammoniaca, Nitro infiammabile , Nitro ammoniacale, Sale ammoniaco nitroso, Nitro semivolatile. Lat. nitras ammonii. (A. O.) 4 di argento detto anche Nitrato di deulossidodi argento* Sale che nello stato di acido (deuto-nitvatoJ cristallizza in larghe e sottili lagrime ài forma svariatissima , di bel colore bianco trasparente: ha sa - . . 11 pore amaro, acre , assai caustico: è solubile dall'acqua a i 5 gradi per Nitrito, Ni-tri-to. [Aw.l fi nitrire {del et quanto è il proprio peso cc. I chimici l'adoperano come reattivo per ed Anitrio.—. Innito, Anitrue, sui.} Lat. riconoscere la presenza dell'acido idroclotìco libero o combinato in Gìord.Pred. R. Diede il nitritoa cavalli, qualsivoglia liquido, facendo egli tosto succedere il cloruro dargento. Lat. nitras argenti, avgentum nitvatum. Siadopera esternamente qual coleretico col nome di Pietra infernale. V . (A. 0 .) ( 0 ) 5 —- di bismuto : * Sale che cristallizza in prismi ; è astringente e caustico. Trattato con l' acqua bollente da due nuovi sali, cioè unSo- pranitrato solubile, ed un Sottonitrato insolubile,!/ quale ben lavato, è un cosmetico usitato e chiamasi Bianco di belletto. Lat. nitras bi- sjnuthi. (O) fi — di calce : * Sale de più solubili e de'più difficili a cristallizzarsi , assai aere e deliquescente. Calcinato fino ad un certo punto diventa fosforescente, e forma ciò che chiamavcssiYosforo diBaudoum ; esìste ne materiali del salniuo, e lo si converte in nitrato di potassa. Lat• nitras caìcis. (O) 7 — di ferro: * Sono due : un deutonitrato, ed un trito-nitrato, ambì prodotti dall' arte, il primo non cristallizza e dà colore verdegialla- slro alla sua soluzione : decomponendolo col fuoco si ottiene L’ossido rosso di ferro, già detto Zafferano di marte astringente. L'altro è liquido e rosso j lo si fa cristallizzare in prismi quadrati terminati ad ugnatura decomposto mediante il soltoearbonalo di potassa , dà un precipitato , già detto Zafferano di marte speri ente , che risoluto ag- giugnendovi dell'altro sotlocarbomito , forma la tintura marziale alcalina de' vecchi. Lat. nitras ferri- ( 0 ) 8 —di mercurio:* Sono due, prodotti dall* arte. 1 • H Protonitrato, o Nitrato acido di protossido di mercurio , il quale pasto a contatto con l 1 acqua sì trasforma in scllonitrato, ed in sopra-nitrato, e versando nella sua soluzione a goccia a goccia dell’ ammoniaca sene ottiene il mercurio solubile dell’ffuncinanti, 2, Il Sopraproto-nitiato di mereu* . jd "‘ s -° Sbf uto-nitrato , o sotto-mirato di deutóssido di mercurio. Lat- n't r drargyii. (0) . g — di potassa ; * detto anche Nitrato di deutossido di potassi°' jjj crisudlìzzabile in ettaedri rettangolari, in tabelle od in priseU e ^ regolari ; ha sapore fresco, pungente, amaro ; manca diodf e l lisce alterazione esposto all' aria secca , ma detiquisce se l' ar ‘. timida ; quando è colato e lascialo raffreddare forma il cris - e c0i y , aerale o Sai prunello. Esso è molto sparso in natura sotto dizioni : sulla superficie de’ muri , ne’ luoghi bassi , umidi e t . di liquidi animali ; allora si denomina Salnitro di spazzai^ 1 ' mi, siste già firmato in molti vegetabili , nelle borraggini, nelle jj. nelle parietarie , ne’ cereali , negli estratti vecchi delle l 7,cUlt< j. s ^ fiche e vinse , in quella delle crucifere , della labiate e lfl y A piante. Moltissimi sono 1 suoi usi: Si decompone coll aC fle 4 . vico per avere l acido mtncop, si fa ardei'e lentamente c °. il ^ c ìiid u per avere l’ acido solforico. E base di molte preparazioni' gktaio in crogiuolo ix>sso con pani eguali dì solfuro di f*‘ dà il fegato ci' antimonio , e con metà di ossido di antimoni 0 vere, dà £ antimonio diaforetico. Si adopera eziandio q ,ieS misto col tartaro per avere l' idrato di potassa , e le sostai 1 -' Flusso bianco e Flusso nero ; serve per accendere certe m aiei busubili nel trattamento delle miniere metalliche; e sopratlutt°P..^iìC (} porre la polvere da cannone. In medicina si adopera com e ed eccitante. Lat. nitras potassae. ( 0 ) 0 10 — di rame: * Sale che non si rinviene in natura: è azzf caustico , alquanto deliquescente. L'acqua ne d>stempro (l a^ ( i C^, ( a caldo che a freddo ; cristallizza in paridlelepipedi lutigh 1 ’ forma le ceneri coniche, adopraie nella Jàbbi ri. (0) _ . gsfij 11 —. di tritossido di ferro: " Sale cristallizzato, addissi ^. colore di cui si fa uso per preparare la tintui'a marziale . Sthal. Lai. nitras ferri. (A. O.) _ hio^.c Nitrente, Ni-trcn-te. Purt. di Nitrire. Che nitrisce, Riff^\\Ì'S stesso che Anitrente. F. Salvin.Opp.Pesc.i, i 83 . E Tarditi nitrenti palamite, e gongri. (À) (N) < j- a/^rnf' Nitrico. (Chim.) Ni-tri-co. Add. m. Agg . di Acido. Nome di ^ iC, liquido , senza colore , trasparente , e d* odore spiacevolef L re molto acido e caustico , esposto alCaria dà dè vapori 0 ^ ^ ritanti; è composto dì cento parti di azoto e zoo di ossig# 10 ^ wfj 0 , me ; visccddato col caibone a color rosso si scompone rossoranciati , disorganizza rapidamente le sostanze organu** 1 risce in giallo. Rinviensi in natura combinalo colla ‘ fa f e la magnesia. È un veleno potentissimo, ma è anche adop eì dici esternamente ed internamente', è uno de migliori reiig e [ q,) v e però di somma utilità nelle arti. Lat. nitricus. (Aq) 2 '— * Dicesi Acido nìtrico allungato : Li acqua stigia. F> y 3 — * Acido nitrico alcooìizcato- Un miscuglio di duf fi tV acido nitrico , fatto digerire insieme per due mesi c0, .f UEitA. (St. Nat.) Ni-triè-ra. Sf. Luogo dove si ' yò/v/K*^* ^ tì&. Nitriera. (t>t. r\at.) iM-cne-rìu o/* m , f ne sono delle naturali, come il Palo di Moffetta edutfìW 1 Puglia , e se ne fanno delle artificiali. (Boss) (A.O.) Nitrificazione. * (Chini.) Ni-tri-fi-ca-sìó-ne. Sf. Opi-nrzi^fJ^p-off^ le terre e pietre porose inzuppate di materie animali s \Le^' 0 col tempo i nitrati di calce , di ma§ !lC bilichi popoli della Ip riti Lo stesso che] Auuiti ire. F ^ J tv - nmnuilhin»ir% io niti‘ lsC .; /hf-f.j* ha hinnilito, verbo frequent. sce alla io. Bajar lea fuggire , --- ,.. u . } Il nitrire (del cavallo; detto spontaneamente tassa. (A. O.) Nitrioli. * (Geog.) Ni-tri-o-li. Antichi popoli della Libi a ’ t Nitrire , Ni-tri-re. [N. ass. Lo stesso che'} Armiti ire Gr. xP^rtZuv. (Da hinnitum part. di hinnio io wit ’ ’• - • " ■ di . hinnio.) Fv. Giani r il muggito ;llU i a’ Iconi.F appresso: Con frequenti nitriti percuote fai‘ a > %cbf c> 0 ^ la tcm_.Menz.sut. 4 f col mti ito Ayrian sconvolto il cl '. , g ntb'^ 2 — (Chim.) Sale formato dalla combinazione dell' crisocolla , é ima spezie di nitro fossile. F 5 o. Nc [ • ■ To alle si Col condensa 0 j e parte > aL norracc* nauti ? - j *,.* Lina spezie di nitro fossi le. L’ 5o. si vede il nitro appiccato a certi sassi dentro “ “ baltendo Tacque nitrose , vi s'attacca , vi si co— jn c9 ''” diventando parte nitro, e afronitro schietto, e P al . mclauteria. 1®?^ , ‘Idi Dit esi Nitro alcalino il Sottocarbonato di pf o Rimalo irato Muro' trato d ammoniaca ; Nitro lunare o di Luna, Nitro mercuriale, il Nitrato di me. _ _ di votassa ; Nitro quadrangolare il Nitrato di i potassa -, Nitro quadrangolare il Nitrato ai ‘~'"-i., , 0 * '/v v> (<> afeli 1 * ■ f Sj5? *■“" „ lì? fi fi ■jfi f ■ A» LVfi, t'f‘ rdfisfi fM. £4 ,iti '■OS 0 %p, < 4 : l 1 $-ii r>> 5% d ’X ( A '(1>V ^ N1TR0ÌDR0CL0R1C0 . questo ha la proprietà di costituire l acido nitrico, etai- %]](,,„ * Sperare il salnitro. (Aq) ^ r oh°,j t ‘ OKIC0 '* (Chini.) Ni-tro-i-dio-clò-ri-co. Add. e sm. F. G. Lat. < !! e y °" C,1 I° ricum - ( n ‘ tran nitro, hydor acqua, e per cstens. n ‘triCQ 0 ’ e ,ddoros cloro.) Acido proveniente dall'unione dell’acido teiogp C °W acido muriatico od idroclorico ; e che ha la proprietà di NITTINOMO 54l re; cosi detto perchè i suoi fiori, che spandono soavissimo odore , non si aprono che di notte. (Aq) (N) Nittazondi.* (St. Eccl.) Nit-ta-zón-di. Lo stesso che Niltagi. V. (Ber) Nitteide , * Nit-tè-i-de. N. pr. f. Lat. Nycteis. (V. Nitteo.') (B) Nitteide.* Add. pr. com. Di Nitteo. N. patron, di Antiope, figlia di Nitteo. (Mit) .j 1} . 01 sciogliere altri metalli consimili. (Aq) (N) ^ c*,,.. (CBim.) Ni-tro-lèu-ca-te. Sm. Sale formalo dalla combi- 'aa ,;- e dell'acido nitraleucico con una base salificabile. (A. O.) n ghi t À c *Co.* (Chini.) Ni-tro-lcu-ci-co. Add. ni. Acido cristallizzabile in j^'do fi? eì fcntì, e quasi senza colore , che risulta dall’ azione dell’a- 6o Mo fico sepia la leucina. (A. O.) to’* per dì 0,, de gli antichi lo dissero Acqua regia. Si usa pu- Nittelea.* (Bot.) Nit-te-lè-a. Sf.V.G. Lai. nyctelea. (Da nyx, nyetos sctoeliere altri metalli consimili. ( A n' IX'i notte. ) Nome specifico di una specie di piante del genere ellisia , desunto dall’ aprirsi i loro fiori al venir della notte. (Aq) Nittelie.* (Arche.) Nit-tc-li-c. Add. e sf. pi. Feste in onore di fiacco o di Cerere; così dette perchè si celebravano di nottetempo .—, Nit- tilee, sin. (Mit) Nittelio.* (Mit.) iSit-tè-li-o. Soprannome di fiacco.(V. nittefie.) (Mit) Nittelio.* (Zool.) Sm.F.G. Lai. nyetelius. (V. nittelea.') Nome dato da Latreille ad un genere d’insetti notturni ', dell’ordine de'coleotteri , della sezione degli eteromeri, e della famiglia de' mclasoni, formato colla specie zophosis nodosa di Gennai•. (Aq) Nittemero.* (Bot.) Nit-tè-me-ro. Siti. F.G. Lai. nyetemeros. (Da nyx, nyetos notte, e hemera giorno.) Specie di piante dal genere agarico, di pochissima durata. —, Nictemero , sin. (Aq) Nittemeuoke.* (Cron.) Nit-tc-me-ró-iie. Sin.Nome che i Greci davano al giorno naturale , cioè allo spazio di zzf ore che comprende il dì e la notte, ed è l’intcìxi giro apparente del sole intorno alla teli a. ( Vh nillemem.) (Mit) Nitteo, * Nit-tè-o. N. pr. m. (Dal gr. nyctios notturno.) — Figlio di Nettuno, marito di A maltea e padre di Antiope.—Figlio di Irieo .— Nome di un re d’ Etiopia. (Mit) 0 —* (Mit.) Nome di uno de’quattro cavalli del Cairo di Plutone.(Mil) Nitteo.* (Zool.) Sm.F.G. Lat. nyeteus. (Da nyx notte, onde vyctios notturno.) Genere d'insetti dell ordine de coleotteri , della sezione de pentameri, della famiglia de'sen'icorni e della tribù de' cerbioni ti, menzionato da Latreille : è analogo al genere clodes e scyrthes, e trae tal nome dall' abitudine degl' individui che lo compongono di andare vagando la notte. (Aq) Nitteranto.* (Bot.) Nit-tc-ràn-to. Stri, V. G. Lat. nyeteranthus. (Da nyx notte, onde nycleros notturno , e anthos fiore.) Nome dato da '' Tì Vti \r c ^// , r, Uf ^ ATi . co - * (Chim.) Ni-tro-nm-ri-à-li-co. yldd. m. Antico nome dlroclovo-nitrica . (A. 0.) c %è/' CCAll - AT0, * (Chini.) Ki-tro-sac-ca-rà to. Sm, Sale formato dalla * tclz ione dell’acido nitrosaccarico con una base salificabile. (A.O.) % JcA R ,c°/ ( Cldrn.)]\i.tr 0 - s ac-cà-ri-c o .^.m. Nome dato da Bra- tc hi Q( , fdfn acido cristallizzalo in prismi senza colore } trasparenti , Jo zurf'i 1 ^ e lievemente striati , che risulta dall'acido nitrico sopra J ' l1fi °sis C ” e, '° e S e l l,t,7ìa - (A. 0.) ,V j Ni-tro-sìs-si-uio. [Add. mi] superi, dì Nitroso.Lib.cuv.mar acque hanno sapore e odore nitrosissimo. Ni-fro-si-tà. [A/’] ast. di Nitroso. —■ , Nitrositade, ^ndir atc * sin ‘ fat ' sa ^"g°‘ Lolg.Mes.il siero lava e *Dol{ e 1Cit P er s,ia ritrosità c salsedine. E appresso : L’assenzio ha calde, le quali gli donano amarezza e nitrosità.jf? altrove: Il Vosft gallo vecchio per lanìtrosità e salsuggine sua si é caldo molto. ”i-tr<5-so. Add. m. Che tiene del nitro , o ha qualità di ni- niti-ostis. Gr. yirpci.br, s. Tes. Br. 5. 5. Onde se ne dehhe guar- §ìor ai , a . C( I ll c salse e nitrose, pcrciocch* elle scaldano e seccano e peg- V ' e ae COr P°* Bicelt. F/or. 2 . 3 . Lapin lodata (borracej è quella che ** r den ^ rnicn ia 5 e che si trova nelle miniere del rame , di colore ti 0se I °i’ro , e di sapore nitroso. E 5o. In cui battendo 1’ acque ni* ) l filare a.nlted. nel Dìz.diA . Pasta. Vizio introdotto ne’pol- hos e un sangue fervidissimo, e tutto pieno di particelle salsuggi- 3 ' 5 /J u ^ uree ) nitrose cc. (N) ^ Cas o Ossido nitroso il Deulossido et azoto. (0) ^e/f 0 { ( ' es i Acido nitroso, Quello che riesce dalia unione non satura ^ -sqjj Sl &eno coll'azoto ; è z// colore vario, di odoi'e penetrantissimo, 1720 do caustico ec. È un potente veleno e jitadoperato Lai- ! £|'q S s , a ledici come caustico. (O) . CChiinA Ni-fròs-si. S'm.nL (Chiin.) Ni-tròs-si. Sm.pl. K.G. r. (Aq) n..'. (Chini.) Ni-tròs-si-di. Sm. Nitteeiastemo.* (Bot.) themuni. (Da nfetevos notturno , e anthos fiore.) Genere di piante, i cui fiori sbucciano all’ approssimarsi della notte, ed ha per tipo il niesembrianlemum noctiflormn WiUd. (Aq) Lat. nitrosi. Lo stesso che Nitterieia.* (Zool.) Nit-te-rì-bì-a. A/.'/ 7 ; G. La!. ii^yctLribia. (Da nycleris x — pi. F.G. Lat. nitroxides. (Da ' 1 , 7 , ^0 , e oxos aceto.) Nome che Davy dà alle combinazioni 'Hi)e ° r igine il biossido di nitrogeno o d'azoto (prima unione Vifi file azoto colf ossigeno esclusa l’aria atmosferica J colle basi IIK,- Ca bili, eia cui risultano sali particolari,chcsecondo Thompson, ;. n °n sono che Nilrili. I.o stesso Davy cangiò dappoi il nome Nittebio.* (Bot.) Nit-tò-ri-o. Sm. V. G. / at.*Vryclcrìnni. (Da ryx notte, rif in quello di Azotiti. (Aq) C< ° s Boti Eccl.) Nit-tà-gi. Add. m. Lat. nyetages. (Da nyx, ny- frlenq te > e ngo io conduco.) Eretici detti anche Letargici, che so- jp4 fi es ° e t’e la notte fatta pel riposo , rimvvavano la pia usanza vigilie destinale a cantare le lodi del Signore .—, Xu 1 * 1 ’ stn ' ( Ac l) e (Bot.) Nit-tà-gia. Sfi V. G. Lat. nyetago. (Da nyx, tiyctos ? 0,i nifi 80 io a 8 isco.) Genere dì piante esotiche fondato da Jussieu specie del genere Mìrabilis,rt fori monopetali, della perineo lo aveva chiamato Àcarus vespertilio , cioè Pidocchio del pipistrello. Questi non hanno nè ali né bilancieri ., ed assomigliano molto alle arar.ee ; vivono sui pipistrelli. (Aq) (N) ^ ^ ^ _ r _ _ _ _ ^ _ ___ ^c 0 iCOiWe ^ 07l/e ? * CU7 fi 0 ri hanno una corolla nuda o rinforzata <7 a u/' cco/o cc ^ ce ' ovario semplice , munito di un solo stilo che fi s'ì n fi s Gmma semplice. Hanno un numero determinato distami, kfi tu col r ‘ SCo,l ° sopra un disco scaglioso , il quale trae origine dal onde nyeteros notturno, ) Genere di piante"’della famiglia de’ sola- ni, e della penlandria manoginia di Linneo., stabilito col solanmn vespertilio ai Aiton, e così denominate perchè i loro frutti sbucciano durante la notte. (Aq) Nitterisizio.* (Bot.) Ail-te-ri-si-zi-o. Sin.N. G. Lat. nyeterisitiou. (Da nyeteris nottola, e silos cibo.) Albero grande del Perù, che forma un genere nella pentandria monogìnia, riunito al presente al genere chry- sopliyllum, così denominato dall’ alimento che somministra alle nottole col sugo latteo che stilla dall'incìsa sua scorza e co’ suoi frutti (Aq) (N) ' ~ " " ** * ■ -*•••--■- (Da nyeteros della ■Jlìlai- di intervallo, e sei in basso, le orecchie grandi non riunite, e la. coda compresa nella membrana inter femorale. Comprende, due specie ben note: cioè il Nyeteris Daubentonii di Desmaret , eli è il vespertilio hispidus di Linneo ; ed il ny'cteris javauicus di Geoffroy : animali . . , --„.. - notturni, donde venne tal nomea tutto il genere. (Aq) (N) bs e d ’// ptlorwa l'ovario: un solo sema ricoperto dald.sco sca- Nitteti , * Nit-tè-ti. N. pr- f. Lo stesso che Nitetì. F. (Mit) pfifi'a f a ! ' ,ase del tubo del calice o della corolla, consta di un pe- NiÌticebo.* (Zool^Nit-ti-cc-bó.iSVn.LLG.ZuMiycticebus. (Dan/ar, nyetos i fi,‘? eo . e , viene attorniato dall’ embrione. Furono così dette, notte, e cebos scinda.) Genere di maimnifieri dell’ordine de’ qùadvu- J lovt s’aprono soltanto alta notte. Sono legnose, o an - mani litnurianì , stabilito da Geoffroy Samt-Hilaire, al quale servì di r fi/‘ «e/i,.,’ ® portano foghe semplici, opposte od alterne. Mettono tipo il lemnr turdigradus di Linneo. Questi vanno errando di notte, ifi “.celle fi? rL f r,na jrcditi i quali sono laminali, ovveronuscono e si assomigliano dia scimmie. (Aq) (N) kjr. & e «e/ j. jf l “ LLe J°gue. Fentenat comprende in questa famiglia cin- Nitticorace. (Zool.) iNit-ti-co-rà-ce. AVu. P. G. f-at. nitticorax. (Da nyx, ajj’lLe " “‘■iramlis, Abronia , Boerhuvia , Allionia , Pisolila. (Dal nyetos notte , e corax corvo.) Uccello notturno, da alcuni appellato > e S e !‘ os generazione.) (Aq) (O) Corvo notturno , e da altri creduto il Gufo, o I’ Upupa. C-ar. par. (ten‘ 0i botte*V ! ‘ta-lo-pi-a. Sfi. F.G.l.at. nyctalopia. (Da nyx, 3 . lett. sifi.JSc! terzo fvanoj un nitticorace , o gufo , o civetta che 4 „-^‘co/, C ° ps vhta.'ìDiminuzione edAbolìmentofiunmte il giorno, sia , ec. (A) (B) . kr tle : sfi, Vls ‘vu , la quale non può allora esercitarsi che durante Nittibe, * Nìt-ti-de. N. pr.,/? (N. patron, di Nitteo.)—Figlia di Nitteo, 'W fi y fi aturale “ mulli unimali, e, come pare, anche agli Al- maritala a Labdaco re di Tebe , che la fece madre di Lajo. (Mit) h * n tuo ‘ tl 0Va ma ‘ nell’uomo sano, a meno che tuia lunga penna- Nittiioro. * (Filol.) Nit-ti-fo-ro. Sm. F. G. Fiume immaginano che "0 Pe, ‘ > »od 0 SO , ° SCUn Hon e ‘bbiu esdtata hi sensibilità della sua reti- Luciano pone nell’isola de’ Sogni. (Dal gr. nyx , nyetos notte, e fcSli’ 6 *iaeli C i le Sli ri f sca impassibile di sopportare la luce del gior. phero io porto.) (Mit) , r . , T . , \,,°8&etfi 0ast anle d menomo chiarore per distinguere facilmente NnTn,EE.*(Ai'che.')Nit-tì-le-e. Add. e sf.pl. lo stesso che Niltelie. F .(Mit) kWc, ° p u.* f C) • ’ •kùdulopia, sin. (Aq)(0) Nittimehe , * Nit-ti-mè-ne. N. pr. f. Lat. Nyotunene. ( Dal gr, nyx, 'V , Nict , ’t Nit-tà-lo-po. Add. e sm. Chi è affetto di nàtalo- nyetos notte e meno io permango.) — Figlia incestuosa di Nitteo, H? 0 '* (Boi fi 1 ’ re d’Etiopia, 0 di Epopea re di Lesbo, secondo i mitologi, cangiata % J e (tnU ’l y-da-to.Sm.F.G.Lat. nyetanthes. (Da nyx, nyetos in gufo. (B)(Mit) tai S . nore 0 Albero di mezzana grandezza nel Maialar , NittimÓ , * Nit-ti-mo, ficee O fi cnerc nella diandra monogìnia, e nella famiglia delle io vado : Chi va di notte.) (Bot,) Nit-la-gì-ne-e. Sf. pi. F. G. Famiglia naturale di N. pr. m. (Dal gr: nyx , nyetos notte , ed imi . w . x.— lotte.) — Figlie !■ si costruisce con maniera che , benché non abbia espresso s’intende, e vi se ne contiene la fòrza. Lat. non. Gr. ov. (In na , in ebr. celti («> ne> ie ‘. fi/* co»n> #ìi« , 11* tu*, va , in tcd. nein , in ingl. not , in illir. tie > . . in* , In pois* na ù part. negat. inseparabile corrispondente a !,, tristo ^ ne cuna particella che prefìssa al pretei ito perfetto o verbi, fa i tempi negativi. In turco ne è lo stesso che il tek ; Petw canz. 5 . 6 . Ed or perchè non fia Cortese no , , e pia. E cap. 6. Pallida no, ma più che neve bianca, Che se in un bel colle fiocchi. Bocc . no*f.6o„ g. E se avviene F^ el °| c i'C» , cosa sia domandato, ha sì gran paura che io non sappia rispofl 1 g prestamente risponde egli e sì e no, come giudica si conveng, * ^ c !)£ 77. 5 i. Potrà vedere se gli occhi miei, d'averti veduta s ^ poi volmente cadere , si saranno turbati , o no. Fifoc . 6. 60* t ^ ma innamorato sì. Bocc . 5. n. 1. Il vento poggiai u l3 rio 1 - ‘ - ' 11 ------ 1 volesser della ha* «j<* u^|jcurt na lutisc, giu 81} bui uu uiiciw w*v, *** fi a — Knrio tuo. Bocc . g. 2. 11. 1. Io vi dirò quello che i° ^-pOi e quello che no. (Invece di non avrò, ma mettendosi d ll0 C(ei'* tronca .) Pure si usa anche così tronco innanzi ai veil>°’ J lB ot ; 34 - T11 se’sì inerì ditole, elle tu no meritasti d’essere all® \bel' 13 '' Guitt. lelt. 25. 63. Ricco , nè piaccntero in mondana ric c cun 110 è. (V) ni^,t. 3 — Quando la negazione s’ ha da porre due volte in " ,l . ragionare, sempre una d’esse è No, o si anteponga, o s \ ,joH. Bocc. nov. 62. si. Disse allora Peronella : no , per ltl \ e st 3 ’ it* 1 o di saja, o di lana che tu porti indosso, sono forse * j a pai dalla natura ? No certamente. E Genti, ifi 2. Ma tu ‘ mai (inire di assicurarti per te medesimo ? No di certo- jd No. * (Geog.) Antica città delì Egitto, (fi) rS’’'" lì 3 ’ No’. V. A. V. e di’ Noi. Gr. S. Gir. if. Cristo Ed in vece di A noi. Gr. S. Gir. 10. Tutti noi, c mostrollo per assempro, chè no’ seguitiamo l® ^yl> 3 leu. 3 - sg. I.audo te, Signor mio, che se’iiii irato > c i c ri no’ quando fragelli.(Y') cW.eff' il , ... _ 0 j.- a- . n af.-_ .. v„ih- uomm'. „o S3 o>' h c0 . lo t, stre cose no’ tollono , nostri nemici sono. E 1 i-^ ra j , n qii.i Pp’lp, e nulla non vuole da noi. E 14. Ora si fornisca ^ _ 0 ,a do ; ora no’ dica tutto lo male ch’egli potrà per gei seguiti a gladio; chè tutto lo male ch’egli 110’fa, e Inolio ^ de bene che noi attendiamo. E i5.LonoslroSig nor f ‘ZeP&'P' che noi amiamo li nostri nimici. E appresso: li nostri inimici, e noi più li dovemo amare. - - no, lo quale no’spone questo Vangelo. Gr. S- Gì - . labile promette no’. (V) . nsar c-) Noa, ’ Nò-a. N. pr. m. Lai. Noa. (Dall’ebr. nuahh riv Qiu<‘ fa ' ,e\ a —* (Geog.) Antica città deli Arabia Felice. —* de f c-)t dell'Indostan. (G) (Mit) ,torre, TP 1 /11) Noaa,* No-à-a.iV .pr. i.Xat.Nohaa.(Dall’ehr.fia/iùd con jr 0 e. l. NoAcmnA, * No-à-chi-da. Add. pr. com. Discenden . Noacota. * (Geog.) No-a-cò-ta. Città dell’ Indostan- ^Jih Noaoia , * No-à-di-a. N. pr. m. Lat. Noadia. 1 (Da e jah signore : Requie del signore.) (B) ,q-\ Noae. * (Grog) No-à-e. Antica città detta Sìc.d'f n, ()UC . (Gì Noaeni. * (Geog.) No-a-c-ni. Antichi abitatori ai KOANAGOR -V (Gcog.) No-a-na-gòr. Città dell’ Indnstan. fi) K..J G «»e)V -pù-ra, Novapura. Cit. dell'Indostan inglese. (G) v

  • a ' l'UDIH , j [ l di Beniamino. (G) ini*‘‘(Geog^) No-ba-tà-i, Nobati. Ani. popoli dell’Etiopia. (G) .ili Nò-be, Naba. Amica città della Palestina, nella tribù (G) , o Add. icom. Che ha nobiltà ,] Che ha avuto viltà %a (( C ‘ e . Zla ne suoi antichi, Di chiara e illustre schiatta, iDi scelto 3 Di buon sangue; ed è agg. di persona,famigha o simile tQ .Z!. ll< -L di n°hiltà. Dicesi anche Cavalleresco , Signorile, Patrizio Nobole, sin.] Lat. nobilis, [insigni. 1 ;,] generosus. Gr. té/nAs, e 0 „ ‘ os - Dant. Conv. 91. li però è falsissimo die nobile venga da >iov’ Cere ’ ma viene da non vile; onde nobile è quasi non vile. Bocc. fai‘ Non era egli nobile giovane?/? nov. 3i. 21. Se tu vor- «en»a, ... • P_ ... ai „: 1..;_1 ri; ........ _■ Hili Senza animosità giudicare , tu dirai Ini nobilissimo, e questi tuoi l:s i tutti esser t fi 1 ln oggi idropica ascitica, cc >q. e, ‘ n/ta certa similitudine in conseguenza si dice di Tutte le cose n^.^O'devoli e degne. Lat. nobilis, insignis, generosus. Gr. tvhtS. u/ìoì, ^at Ta Dant. Purg. 1 2. 20. Vedca colui, die fu nobil lift j,? l‘ù d’altra creatura, giù dal cielo Folgoreggiando scender da Kn ’^cc-Proem. 2. Galla mia prima giovanezza insino a questo JVoi° °‘tre modo essendo acceso stato d’ altissimo e nobile amore, •ili,.;' a "L proem. 1. Voi, che avete i cuori gentili c nobili fra gli c n \ ' 1 siamo in alti e nobil ragionamenti ec. (Se non è errore distam- •jk'ii,i eic - lib. 1. cap. 7. Si piantino nobil generazioni di viti da J ^ (V) i fi| lii]. Cr Sacro. Vit. S. Gio.Gitali, igg. Il qual cardinale fu vene- ' n. ,'■'.prelato ec. la cui memoria è tenuta nobile insino al di d’oggi.(V) , *ar nobile 2-- Aggregare alla nobiltà. E. Fare nobile. (N) , 'c i" ‘ Far nobile figura — Far mostra orrevole. E. Fare nobi- 5 '' (l' 2 - (N) f o) a £ a, ° anche in forza di sm. Borgh. Eesc. Fior. 436. Se la pa- &iig . °‘‘ìlc fusse presa dal Pontefice in un proprio c più stretto si- 9Uc)| a at ° ec., questo era una spezie di particular signoria, come è siiftijp d Marchese , di Conte, c d’ altri tali; c per avventura assai toni ' a cjuelli che in certi luoghi cc. si chiamati Valvassori, e Ba- r -V fip Ma erano di men qualità questi che i Conti, sebbene an- ln o aveano castella c tenute c vassalli : del quale uso , o, per f 0|1 >L, .‘re , proprietà del nome, è rimaso ancora quasi un poco d’ ln quel Nobile di contado. (V) ®lla j anche inforza di avv., siccome pare. Dant. canz. 18. Luce , di “di nell’ ornato seggio, E signoreggia con un atto degno, Qual ^ Ali COt >vene. (N. S) 5 < ;i “obile , posto avveri. Magnificamente, Nobilmente, Splen- GV. alla voce Nobilmente. (A) S t/uey^-^SS-dato impropriamente talvolta alle parti genitali. — Agg. villani, lied. Cons. 2. 3. Clic questa nobil signora J , '1 e nella libera e dignitosa esposizione del conte- Etto musicale. (L) pit. 3 r ®> No-bi-le-mén-te.^tv. E. A. E. e di’ Nobilmente.» Nov. i v : J.Gualt. Trasselo di prigione c donolli mollo nobilemente. qì‘ Trovò un uomo di corte nobilemente ad arnese.(P) G.E. ' di (1. 1 „ lo y ant 'i Visconti il duca vestì nobilemente e fornì di cavalli Msz* aari . (Pr) l pl>b e *.? Noii-léz-za. [V/ì] V. A. E. e di’ Nobiltà ; [ sebbene po- JVr “do p ,!e, 'rr Nobilezza ad esprimere Qualità, e Nobiltà ad indicare ÌV E|.. ro P r ‘ c tà.] Lat. nobiìitas, gcncrosìtas. Gr. ivyima.Esp.Pat. Sa ^°>lo * l railimcl ‘ta cc- tua nobilezza, tua biltate. Lib. Sagram. SI ^hc ‘'‘""A foro nobilezza , o di loro ricchezza. Sen.Pist. Ivi vì r i 1 'P rov *‘lenza c nobilezza, e 1 alta maguanimitade , che di que- tp am p? lla - idftg 5pg.) No-bi-li-a. Ant. cit. degli Oretani nelle Spagne, (fi) -re. Alt. E- A. Lo stesso che Annobilire. E. e 'V, Spir. Fr. Jac. riferito nella Tav. Barb. alla / ll >ssi M . V'J hobip 5,16 ’ No-bi-lis-si-ma-mrn-tc.[^pp.] supeil. di Nobilmente. siine, generosissime, splendiJissimc. Or. dybpOraru. \aft- *t°£lr m noVt 7* i 4‘ E lui nobilissimamente tV una sua roba irl^mern v 4* 49 * Asscguaropgli sale e camere fornite nobi- Uia ^oc* * etta ) e di ricebi appai’ecchiamenti. Cron. Velici, t ^'tile e ne ^ c case di inesser A/-/0 da Coreggia, fomite nobilissi- *oh C * 5 n PP ai 'Cccbiando la mattina e la sera nobilissimamente, ^ìii Slì *o 2. Scaccio per rabreddare i vini. j «tu. V s ' s ^ mo - l-Add. mi] superi, di Nobile. Lat. nobilis- Wosisgimus. Gr. fpytdcrfxroi. JSov. ant. 1, 1, Lo Presto (V) nobiltà 543 Giovanni, nobilissimo signore indiano , mandòe ricca c nobile ambasceria al nobile imperadore Feàcrigo.G.E.g.t35.2. Questi (Ddtite) fu ec. nobilissimo dicitore in rima. Bocc. nov. g4■ 3. Fu adunque in Bologna, nobilissima città di Lombardia, un cavaliere ec.Pallad. La terra nera genera cotali gocciole di vena raccolte delle piove del verno, ma è di sapore nobilissimo. Alani. Gir. g. fj. Che se scampato sou di questo inferno, Mi farò nobilissimo in eterno. Sagg. nat. esp. 97. Secondochò ultimamente ha con mirabil facilità praticato il Boile per uso delle sue bellissime e ri- ibi limi me esperienze. — Col Di. Eil. S. M. Madd. 2. Giovane molto da bene, e nobilissimo d'intendimento. (V) —* (Arche.) Agg. di grandissima distinzione sotto i romani impera- dori; dava a chi n’era insignito le più grandi prerogative, e soprattutto it dritto di portare la Veste di porpora fregiata di un ricamo d’oro. (Mit) > —* Nobilissimo Cesare: Così erano chiamati i primogeniti degl Impal ud a i. Il primo che sulle medaglie abbia tal titolo è M.Giunio Filippo , unico figlio dell’ imperador Filippo , e da esso associato all’impero. (Mit) Nobiustz , No-bi-lì-sta. Add. e sm. Professore di nobiltà , Che sta sulla nobiltà. Grill. Leu. voi. 2. , Gtirz. Piazz. 294- Berg. (Min) Nobilita , No-bi-li-tà. [ V/.' E. A. E. e di'] Nobiltà.—, Nobilitade, Nobilitate , sin. Lai. nobiìitas, generositas. Gr. li/iviia.Tes. Br.1.14 . Molte nobilita sono nell'anima per natura; ma ella scema la sua nobiltà per lo meschiamento del corpo, eh’ è fiebole c debile, onde la fa peccare. F 4• 4■ Queste sono quelle che l’uomo chiama perle, le quali son pietre di grande nobilità , e spezialmente in medicina. E 7■!'('■ A ihilitii n ;ii r nitro, se non quello clic adorna il cuore in buono amore ; dunque in colui non è nulla nobilitade , che usa vita disonesta. Nov. ani. 1. 4. Non avea elomanjato della virtù delle pietre, le quali erano di cosi grande nobilitad c.Dam.lnf. 2. <7. Qui si pana la tua nobilitate. J * X V Nobilitaste , No-bi-li-tàn-te. Part. di Nobilitare. Che nobilita. (A) De Lue. Berg (O) Nobilitare , No-bi-li-tà-re. Att. Far nobile. [ l.o stesso che Annobilire e Anuobilitare. E. •— , Nobilire , sii 1.3 Lai. n ibilitare. Gr. < i 1 Va ;u - pelami. Bocc.nov. 5j. 1. Ciascun rideva ancora del nuovo argomento dallo Scalza usato a nobilitare sopra ogni altro i Baronci. G.E. 11, 3. 15. Iddio la nostra cittade nobilitò. Dant.Pàr. 33. 5. Tu se’colei che j’ umana natura Nobilitasti si , clic T suo tifi foie Non si sdegnò di farsi sua fattura. — Ni. pass. Il sollevare che altri fu di se stesso con dignità cospicue e con azioni nobili. Nobilitato , No-bì-li-là-t.o.a/cM. m. da Nobilitare. [Lo stesso che Annobilito. E.] Lat. nobilitatns. Gr. iv\zkiu.u.c) ik. 2 — [Ingentilito.] Dant.ConV. 120. Ma tanto dico alquanto nobilitata. 3 “ [Illustralo.] Fir.As. 1. Firenzuola cc. è picciolo castello cc., nobilitato e tenuto caro da’ suoi signori. 3 — [Abbellito, Adorno.] Buon.Pier. 5 4- 4. E d'orpello e di fiamme, e frappe e fronde Nobililati. Nobilitato re , No-bi-li-ta-tò-re. [Eerb. m. di Nobilitare.] Che nobilita. Atfi. nobilitane Gr. © fv^oicifxoL^Mv.Locc.P'it.Vaut. s3g. Nonostante che il padre di lui fosse lutifigolo, esso di tutti loro sia stalo nobilitatore. Nobiutatmce, * No-bi-li-ta-tri-ce, Veri, f ài Nobilitare./^, di re§.{0) Nobilmente , No-bil-mén-te. ué-W. siila nobile , Splendidamente . Mu- gjiificamcnte, [Generosamente, Cavallei'escamente , Signorilmente , Nobilemente, sin.] Leu. nobili ter, splendide. Gr. ytvvule^ s ? \u1x7tpZs. Bocc. nov. 7. Il le’ nobilmente vestire. G. P*. q. 21 7. 1. Tornati al porto di Sinopia, per quello ammiraglio nobil inerite ricevuti, cc. Ah/n. Gir. g. i3. Che d’avervi compagna avrei gran set?, Con patto di trattarvi nobilmente. 2 — Ottimamente, Benissimo. Palkid. Genti, ifij. Se si semina colla lat- tuca, nasce nobilmente e aguale, ed in qualunque mese tu vuoli.(V) Nobiltà , No-bil-tà. [Sf. Onore che i Principi o te Repubbliche danno alle persone o alle famiglie in premio di virtù o d industria , o di alcuna azione lauàevole } e che spesso per legge trapassa ne discendenti.] Chiarezza e Splendore anlicato nelle famiglie [per nascita ], per ricchezze o per dignm. [In Nobiltà è antica, cospicua, illustre, chiara, reale, ereditaria, singolare ec .]—, Nobdtade, Nobiltate, Nobilita, Nobilezza , Noboltà , sin. Lai . nobiìitas, generositas. Gr. eOytVua. Dant. Conv.95.kà alquanti, cioè quelli che hanno intelletto, che son pochi, e manifesto che nobiltà umana non sia altro, che seme di felicità.A 1 Par. 16.1. Oh poca nostra nobiltà di sangue. Bocc. nov. 100.21. Io conobbi sempre la mia bassa condizione alla vostra nobiltà in alcun modo non convenirsi. 2 *—• Unione o Università di nobili. Serd.Stor. (?• *35. Il R* accoglie con molte carezze e onore gli anibasciadori de’Re che vengono a far seco amicizia , ovvero sono congiunti di pari confederazione , mandando loro incontro la nobiltà. , ^ — Bontà, Generosità. Lat. probitas , integritas. Gr. *.oxav a $;a. Bocc. nov. 10. 5. Acciocché, come per nobiltà d'animo dall’altre divise siete, ancora per eccellenza di costumi separate dal- l’altre vi dimostriate. • ,* 4 — p er gitnii. V eccellenza o II valore di qualunque si voglia cosa, Lat. vìrtus, praestantia, nobilitai. Or. igoxfì, Tit.Liv.Dec. L /. c. 3g. In quello tempo fu un tempio di Diana nella cittade d’K- feso di grande nobiltà e fama. (N) 5 —* JSota accompagnatura. ViaLS.Greg. FU. óùj. Questa sua tanta linea di nobiUade con li suoi buoni costumi più che altro sila venne a esaltare e con laude voli atti si la ìllustiò. ^ G — (B. A.) Nobiltà di pensieri, di concetti, dì panneggiare, e simili, dicesi di quella eccellenza e dignità che si vede espressa nelle opere di pittura , di scultura , o d'architettura. Baldìn. Dee . (A) 7 — * £Icon ) Donna rdta in piedi con una lancia nella mano destra 544 NODOLE e nella sinistra una figura di Minerva : ha veste lunga , una stella sul capo . Lo scudo , la palma , la sciorinata pergamena con suwi l'albero genealogico , il tempio della gloria in lontano , 50/20 attributi che possono caratterizzarla . (0) jNobole , Nò-bo-le. \_Add* e sost. com.] ^ V, e cft'Nobilc. G* 8.3y.i. Intra gli altri cittadini v’ arca un lignaggio di noboli e possenti che si chiamavano Cancellieri..E niim. fi Questo maladctto seme uscito di Pistoja, stando in Firenze , corruppe tutti i Fiorentini, c partì prima tutte le schiatte e casati de’noboli. Nobolta' , * No-bol-tà. Sfi A- rimasa nel contado fiorentino, e in basso sass. knokel, in dan. knogle, in tcut knochelj in ingl. hiuckle .) Buon. Liei', fi 3. 7. E di sudice udimmo andare attorno Mestolate, e intronar gomiti e nocca. Mahn. 2 . c ^ non è legno di si forti nocchi, Né anco tanto dura alcuna P 1 ,.-ii lnf. i3. 8g. Ancor ti piaccia Di dirne come l’anima si lega • ' pi nocchi. Poliz. st. 1. 82. Cresce l’abeto schietto , e senza no cC ’ spander 1’ ale a Borea in mezzo l’onde. ■ -A' 2 — (Agr.) Nocchi si dicono ancora certi quasi osserelii C j z« ,v< ratto nelle frutte , e che le rendono in quella parte più " ure L t s ò* piacevoli a mangiare. (Questa voce si suol trarre dal lat. m lC cl) jì trovasi usato da’Latini in senso di osso chiuso nel frutto : i/iod 11 ' 11 disse idillio nucleus olivae per osso di oliva. Per altro il ted- .^jla.) vai osso. In ar. nyki midolla dell’ osso, ovvero osso con la !l1 * c ip. Nocchioliko , Noc-chio-lì-no. Sm. dim. di Nocchio. Centi. P cl |.' va jup 125. pag.10g. Poi tolli del detto gesso , e col detto pennell 01 n u, alla parte che rilievi , danne una volta o due su perla detta JI "* cC |)ii>'. e lasciala godere. Va poi con punta di coltellino,se nessuno d * fi lino vi fusse , e tolto via. ( Qui per Picciolo risalto , per sl Nocchio , §. 2.) (B) (N) . Nocchioluto , Noc-chio-lù-to. [Add. m. Lo stesso che] Nocchio Nocchieroso. V.] Lor Med.canz.26. 5. Egli è bello a ogni 1 ^ q:iu pin com’ egli è cresciuto, Lungo e grosso e ritto e sodo, b gambo nocchioluto. ' Nocchioso, o Noderoso , 0 Nodoso , ma Nocchioroso non Nocciiioruto , Noc-cliio-rù-to. [Add. m. Lo stesso che] Nocchi 1 ^01 Morg. 5. 4g. Quel baston pare un albero di nave , Arsiccio > nocehioruto e grave. 1 fifi’C Nocchioso , Noc-chió-so. Add. m. Nodoso. Lat. nodosus. Piuh ' , : i*j 25. Tutto ’l corpo (del cavalloJ , cioè la sua persona piena sii ^ V muscoli, cioè che sia nocchioso. (Qui per situila.Jo (La ' ,< Vcioua legge : tutto ’l corpo . . . , pieno spesso di ec.) Nocchiuto, Noc-chiù-to. Add. [ m. Lo stesso che] Nocchioroso. Cali’. 2. 67. E in sulla spalla teneva un bastone Gli’ arebbe ” Ercole paura, Sl smisurato, ch’era un pedal d’acero, grave , eli un masso are lacero, b 3. '.4 Nocciolo. (Agr.) Nòc-cio lo. [.Sin.] Osso che si genera nelle .r^nf'fi pesche , s:is ne, ulive, cir.ege , e simili, dentro al quale st • ;/ 0 ; l'anima 0 il seme onde nasce l' albeiv. [Non sono 1 ,l0 . C 6 c 0 r.„, perfettamente lisci nella superfìce , e vengono denom initi ^ sid'l'fii particolari loro caratteri : cosisi chiamano intieri per es. | traforati p. e. nel pesco, ec. Quando poi più noccioli sono . un pericarpio carnoso o polposo, vengono chiamali da n cl j ' p. e. nelle nespole, nel sorbo ec. Le pirone non hanno <■ 1 g . 0-^ distinte, e sono più piccole del nocciolo.] Lat. nucleus Gr. sfiip-h. (Dal lat. ant. nucideus , indi cangiato in jf ; che sembra essere rimasto nella prima sua forma appo '{. «icr clic poi ne trasse nocciuolo. Lo stesso avrebbe potuto £ |r ) l yj f ’ 1 t ( semplice trasposizione della l in nucleus , ovvero da nu . ’L do , come dimin. nucleolus.) Cr. 2. 8. 3- Quando s’ '? c ‘f, tronco del salcio i rami de'pruni e dc’ciricgi, o d'altri Qef'iì abbian noccioli, diventano i frutti sanza noccioli. Pallad- . (1 p:is- a cl .. Dicono i Greci, clic le mandorle riascerebbono scritte, sC .|4lfl? - t .. nòcciolo quando ella si pone e cosi sano si togliesse il 1 11,5 Prati, gov. fam. Se tu il volessi avere ingenerato a’ barai giudi, o lascialo giocare a’punti segnati ne’noccioli divisi- a — Vinacciuolo , [Seme eh’ è nel granello dell’uva; senso è meno usato.] JmI. aciuus vinaceus. Polg. Mq- ** re si°': senza noccioli rettificano ogni malizia dell’assenzio. D ^nerica meridionale. Lai. jatropha multifida Lin. (Gali) s co ' ? v Noccioli si dice anche ad una Sorta di giuoco fanciu'le~ si usa in molte maniere , ma specialmente a Cavalca , cLi 0 a , e 5 alla Serpe , a Ripiglino , a Sbroscia, a Cavare, a Sbrio , a Truccino ed alle Badie. Tali giuochi , o quasi simili , ìii) e ° dagli Antichi.] Maini. 3 . 5 y. Il primo è il Turba , no ci oli , r adiere , Clie non giuoca alla buona , e meno a’ gofiìj A* noc- a si fa valere. Gode Andare o Mandare a guiocar noccioli, dice si per /schei'- bì ufi™ 1 non ha maggior giudizio di quel che abbia un fanciullo» ficZ 0 ohe dada puerizia passava a maneggiar cose serie , i Latini ^: reliquit nuces. ( A ) )ì Ce } Av - Mes.) Questa voce si adopera in molti signijìcatinelle arti. Nocciolo d'una pietra, alla pietra più dura posta nel suo in- 1 bocciolo chiama il fonditore un corpo solido chiuso in mezzo NOCE 545 No c - e ' a j che gettasi ite vani, delia forma, dopo falla l' armatura, '‘nrj ■ 0 chiamano i legno] itoli un pezzo di legname verticale con ‘lini j, Cast ri sulla sua lunghezza per ricevere i denti di alcuni gra - **> Ccì ! scil ^ di legno ; vi sì vengono a riunire le colonne. Il ^ #7 ^LP°ndameiitalo è quello che va dal pian terreno all’ultimo pia- bocciolo sospeso è quello che è spezzato al disotto dei ritti e &^r rQ ^U di ogni piano. Nocciolo chiama lo scultore V abbozzo ^ ^ una figura dì gesso o sìmile. (D. T.) bocciolo d’ una scala, in architettura è un cilindro di ^e 1 .dfodalo sul suolo e formato dalla unione di tutu i capi interni . 'if^ d una scala a lumaca. Se il nocciolo è mollo grosso, lo 1 internamente. (D. T.) *li( a “it.) Nocciolo chiama l’artigliere una spranga di ferro rive- iki u „ Un Jìlo a spira, e coperta d'una pasta di cenere, che lascisi ponesi nella direzione dell’asse di un cannone che si deve %i il ! pur farne V anima. Quando il pezzo è fuso e raffreddato, le- • ^ b ?1 ° C0/0 ^° e s ‘ cilindra l’ interno. ( ABCiliudra’ojo.) Il Nocciolo 4| .H 0 { 0 . ,,1 l > e e granate è una palla di terra grossa quanto il vano che K 0 “‘darvi internamente. (D. T.) <»lo p c i0 . dìff. da Osso , Seme , minima. Osso è nome generico, e snnilitudine impiegasi ad indicare il Nocciolo, che c pro- j, e l’osso che si genera nelle fruita, c dentro al quale si con- !>ìiu anima od n seme, donde nasce l’albero. Ora siccome il Seme eso aall’ Osso , cosi da questo debb’esser diverso. E per si- dicesi il Seme Anima , ed allora vuole essere aecoinpa- 1 e voci pesca , nocciuolo , mandorla ec. t '»s t; : .^oc-cio-bi-Lo. Add. m. Che ha nocciolo. Lai. nucleoni nocciolute. ^it’o^^’d^.L’acqua con decozione dell* uve passe non r Co ’ v^gr.) Noc-ciuò-la. [Sf. Sorta dì piccola noce di un albero J’ 1Cc Ìol E) ,>ItIne c h’ è detto Nocciuolo, altrimenti Nocella e Avellana. —, h! S ^ce f jat ’ nux a vellana. (Dal lat. nucuìa dimin. di mix, nu- 2.S6.1. E quasi tutte le case della marina, ov’ erano i > t'ÒL ^ vino greco e delle nocciuole , per lo ci’escimcnfco del ti 0, ce c nioltc ne rovinò e guastò, c menò via le botti del * B°cc,nov. 7 6. ifj. Cominciò a gittar le lagrime, che parevan ^ , s i eran grosse. Sagg. nat. esp, iy2. Solamente nel mezzo » -.O te una nocciuola , d’ * l yin< °^esti un gliiaccio più opaco. ’^are alcuna senza nocciuole: Dicesi dìgiovane che tenta °nestà di una donna. Cecch. Assiuol. 5. ». Provale se y c ....... Sa P c tc domesticare senza nocciuole. (\) yco, * \ w • ' » *’ ^ M 0c, Sm. Genere di piante della monoecia «p 0 *? 1 » op ì v clrìn glia delle amentacce, che ha per caratteri: fiori mo- f tl ì fì ^ squama tagliala in tre segmenti ineguali \ otto stami in- ài le sa “ ase delle squame sfiori femminili in gran numero in un ^ Qr te ‘fi m ° s v sessile -, noce ovate , tronca nella base , e coperta i,, 3 '— .calice ingrandito. (0) fi.' d!l c ff l P'd volgare specie di questo genere è il Nocciuolo comu- rfoi CQn( che cresce naturalmente in tutti i boschi di Europa.l suoi fo'l' {>t ‘pon° lma mandorla, di sapore dolce, piacevole , ma che tr tp 10 °ti°, e riesce difficilissima a digerirsi. Dicesi anche] toi 9 u Uv : '■Dat. corylus avellana Lin.] Gr. xopvXos. Bocc. nov. g6. 3 . t chia.: s <‘o •iva c fP e7 *e di pesce ideila spezie de'cani, e talvolta cosìgrande !U ° P esn a ^ 00 àbbre.] Red. Oss. an. f6:;.Onci 1 « scc nocciuolo , e un pesce cartilagineo della spezie de’cani , e talvolta è così grande , che ani va col suo peso alle trecento libbre. li ij6. Il pesce spinello, che Galaus spinar dagli scrittori ss chiama, insième col nocciuolo, che Galeus levis vien detto, l’orco. * JSf. pr. m. Lo stesso che Enoc. K. (B) 2 — * V. usata proverbiai, nel modo: Qui giace Nocco. V. Giacere , §. i8. (V. nocchio. In ar. nukur negozio grave e difficile : nekaret esser difficile e duro, e nekz render difficile una faccenda. ) Flos, 7. 33 g. Buon.Tanc. /f.6. Ma che d’averla per tua sposa brami,, Questo c’ e sol di mal, qui diace Nocco. E Saìvin. Annoi, ivi : Qui diace Nocco , proverbio plebeo , alludente alla deposizione a traslazione di Enoc. (N) Noce. * (Dot.) N< 5 -ce. Sm. Genere di piante della classe monoecia poliandria , famiglia delle terebintinacee , che per principali caratteri ha: fiori monoici $ i maschi disposti a foggia di gattino cilindrico conte nenie dodici in ventiquattro slami, protetti da una squama a sei lobi colle antere geminale ; i femminili, sessili, riuniti a tre o quattro, ed aventi il calice quadridentato, la corolla quadrifida, due stili, e due stimmi: la drupa composta di una parte carnosa detta mallo, di un guscio duro, legnoso, bivalve e di una mandorla carnosa e sinuosa, coperta di sottile pellicola , e divisa nella base in quattro lobi, da semitramezze membranose. Lat. juglans Lin. (O) (N) a — [comche: Pianta che ha il tronco arboreo, grosso, elevato, con la scorza cenerina, liscia ne’suoi primi anni, screpolata quando è vecchiai te foglie pennate , alterne , grandi', le foglioline 7 a 9, ovate, lisce, integerrime , quasi eguali, sessili', i fiori di un verde bruno, ascellari. Fiorisce dall' Aprile al Maggio, ed è originaria della Persia. Quest’ albero ha portamento maestoso , testa ampia e fronzuta , magnifico fogliame. Se ne mangiano i frutti che danno molto olio, e si adopera la decozione delle foglie come detersivo . Sembra che la corteccia de’ teneri rami abbia facoltà purgante , e quella delle radici possa servire di rubefaciente , purché prima macerata nell' aceto.Lat. iuclans regia Lin.] Cr. 5 . 18. 1. Il noce è detto, perchè nuoce, imperocché la sua ombra é nocevole agli altri arbori.i? num. 11. Dice Dioscoride , che 1 ombra del noce é molto nociva a coloro chcsotto essa dormono. » Sa/din. F'oc. Dis. alla V. Noce. Sorta d’albero fruttifero , il legname del quale é molto atto a far ornamenti intagliati di figure, fogliami e rabeschi d’ogui sorta. Serve ancora agli cdifìcii.... I periti di tal legname nelle nostre parti di Toscana distinguono due sorte di noci ; uno che chiamano gentile , ed uno altro, che dicono malescio , c tutti due ne’ lavori ricevono bel pulimento e lustro ; c però fra di loro questa differenza, che ’1 malescio non lo riceve cosi morato come il gentile, ed il suo frutto non c punto godibile mercè 1’ essere il midollo delle sue noci cosi fortemente fitto e serrato nella sua cassa con tramezzi si forti e stretti, clic quindi non può cavarsi , senza romper la noce in minutissimi pezzi. (N) 3 — Proverb. battere il noe e—Affaticarsi per rendere persuaso nf- ci/.'i'. M (no.sal.z Pero echi i vizio, alior che falme intreccia, Tu puoi, predicato!-, batter il noce, Ché’l dire oltre non passa alla corteccia.(V) 4 — Stare in sul noce. Farcii.Freni.q?. Dicesi ancora quasi in un medesimo significato : stare in sul noce ; il che é proprio di coloro che, temendo di non esser presi per debito, o per altra paura, stanilo a Bellosguardo, e non ardiscono spasseggiare l’ammattonato, cioè capitare in piazza , clic i Latini dicevano abslinerc publico. 5 —- * Abbrnchè questo vocabolo se indica la pianta è del genere mascolino, se il frutto, femminile, tuttavia si leggono splendidi esempli di Noce femminini quando vuoi dire L’albero. fo.f2.B0cc. Amen rji. E l’angulo a questo seguente teneva la frigida noce , dante a se medesima co’suoi frutti cagione d'asprissime battiture. Tass. Ger.t 8 . 3 y. Tronca la noce ; e noce, e mirto parve. E Ger. Conq. 22. 22. Ei la noce troncò che mirto parve. (N) 2 — * (Filol.) Noce di Benevento. Pianta rinomatissima, che il volgo crcdea luogo di convegno pe’folletti e le streghe. Red. Leti. 1 . 34 7. E dopo lunghi aggiramenti si trovò per fortuna alla noce di Benevento , intorno alla quale stavano allegramente ballonzolando mollissime streghe. (A) (N) Noce. (Agr.) [N/i] La frutta del noce. [Essa ha tre parti: il mallo, eh’è la prima coperta esteriore quando è verde} il guscio , ch è duro e si schiaccia ; il gheriglio, eli è dolce e si mangia. In Toscana si distinguono due sorte di noci , i una della Gentile , e /’ altra Malescia. E piacevole al gusto : e se ne trae certo olio dolcissimo che non si rappiglia per freddo ; h a vani usi, ed irrancidito si adopera come purgante ed antelmintico.] Lat. nux. Gr. xapva. Bocc. nov. do. tS. Il épiale gran mercatante io trovai là , clic schiacciava noci , e vendeva i gusci a ritaglio. « Cr. 5 . 18. Le noci soli contrarie alio stomaco , fuorché quando lo trovano temperato , e avere in se tanta freddezza che possa al lor calor contrastare, e però in cotale stomaco si fanno di buono nutrimento , e di buona digestione. Ma a coloro che hanno lo stomaco caldo, fanno incendio, e si mutano in timori collerici e fumosi, c fanno dolere il capo, e vcrtigimd occhi.(N) a — p er similit. Idicesi anche di altri frutti o semi col guscio.] Pallad. Febbr. io- Più diventano fruttiferi gli alberi che nascono di seme e di loro noci, ec. Nota che dice Isidoro, che ognifrutto colla corteccia dura si chiama noce, e ogni frutto colla corteccia liquida si chiama pomo , parlando in genero. » Pallad. <2. 7. Le noci del pi- no possono essere nell’ arbore in fino a questo tempo. (Pi) 3 1 _ [Proveib.]Vna noce sola non suona a non fa rumore muti sacco ~TJn solo non può condurre a fine quel fatto che ha bisogno di molti. 4 _Aver mangiato noci: Dicesi di Quelli che dicon volentieri male , perchè le noci offendono , e fanno cattiva la lingua.Lib.Son. 3 o. Ma ’l popol grida poi , eh’ io mangio noce. V arck.Erc0t.g2. Di coloro che hanno cattiva lingua, e dicon male volentieri, si dice: egli hanno mangiato noci , benché il volgo dica noce. 5 _ Mangiar le noci col mallo, si dice di Quelli che dicon male de più maldicenti di loro, \_F. Mallo, §. », 4.] 546 noce 6 —* Io l>o le voci ed un altro le noci =Jofio la cosa in parole, in voce, in nome, ed altri in effetto , e dicesi, per esempio, Quando si crede che alcuno abbia avuto un ujìzio , o simile altra ventura, la quale di vero è toccata ad un altro. Serd. Prov., Bemb.Lelt.{A ) 7 — * Lasciarsi schiacciar le noci in capo = Comportare che ci sia fatta villania. (A) 2 — (Anat.) Quell’ osso che spunta in fuori dall 1 inferiore estivatila dell’osso della tibia, che dagli anatomici si dice in lat. mallcolus. Or, crtpupct. Bellinc.son. ifi5. Le noci si fuggirono ne’ talloni. Buon. Pier. 5.1.3. Salir un carro su per una ruota, Che mossasi mi sbatta e mi strascini, E mi stiacci una noce. 3 — * (Veter.) Osso della noce: l maniscalchi così chiamano i piccoli sessamoidi. (A. O.) 4 — (Milit.)[Pai/oUo/« di legno, alla quale si attaccava la corda della balestra per furia scattare a tempo, e fu cosi chiamata dalla sua forma.] Morg. 26. 7 5. Ma cosi tosto non fogge uno strale Che si diparta da corda di noce. ( Qui figliti in un. per la balestra stessa.J » Benv. Celi. Fit. t. 2. f. 225. In detto zocco di legno avevo commesso quattro pallottole pure di legno , le quali istavano più che mezze nascoste nelle loro casse , in foggia di noce di balestra. (N) 2 — Onde La corda è ’n sulla noce, o simili; provclh. simile a quello: Essere alla porta co’ sassi; e si dice di cosa che sia in procinto o vicinissima ad accadere. [F. Corda, $. 27.] Lut. res est in cardine. F. Ftos , 3 /o. Ciriff. Calv. 2. 3g. E vede aver la corda in sulla noce. Ambr. l'uri. 1. 3. Avendogli per mezzo di non so che donna in questa sua pratica quasiché condotta la corda in sulla noce. 3 — Dopo i invenzione della polvere fu pure cosi detto Quell' ordigno principale dell' acciarino d’ogni arme dafuoco portatile , il quale, mediante l' azione del mollone e ’l contrasto dello scatto, dirige tutte le mosse del cane così per armarlo sul lutto punto e farlo scattare , come per rimetterlo al riposo od al mezzo punto. (A) (Gl) 5 — (Marin.) Si dà questo nome alla testala dell'argano, cioè alla parte sua superiore, nella quale sono le aperture per introdurvi gliuspifo) 2 — Dicesi Noce di un albero , Un massiccio di legno, o un rinforzo che si lascia e si fa alla sommità degli alberi di gabbia e di pappafico. (S) . — (Zool.) Noce di mare: Conca bivalve di più specie,cosi detta perchè ha qualche similitudine colle noci. (A) Noce. * (Bot.) Specie particolare di pericarpio che non si apre spontaneamente prima della germinazione; è per lo più osseo o legnoso, senza valvole, fornito di poche cavità e contenente uno o più semi. Fard frutti constano di più noci ; e le labiate e le borraginee ne van provvedute di quattro separate e ben distinte. La noce è nuda, se si presenta senza epidermide sensibile e quasi sempre con una superficie splendente , sebbene qualche volta non sia levigata ; tonacata , se è ricoperta da una tonaca secca od aderente , che riesce o dalla parte inferiore della corolla, 0 pure dal calice aderente; coperta, quando, maturato il frullo , essa rimane sepolta nella polpa della drupa, o entro il sugo delle bacche , e però dicesi allora baccata ; alata , se il suo esterno integumento si prolunga a foggia di ala. Il numero delle celle che sono nelle noci fa che te si chiamino uniloculari , bi Inculali , triloculari, cc. , cioè di una, due, tre celle ec. Bcrtoloni.fl) Fedine V es. al precedente articolo Noce, §. 1, 2. (N) 2 —* (St. Nat. e Med.) Noce canina. Lo stesso che Noce vomica./*.(A.O.) , — m Akec. * F. Areca. (A. O.) 3 — ni Ben. * F. Ben. (A. O.) 4 — ni cipresso:* Nome farmaceutico delle coccole di ciprcsso.(A . 0 .) 5 — di galla..* Escrescenza legnosa , rotonda, ricoverta di punte, leggiera, dura, solida e compatta,che in Levante il punzecchiamento d’un insetto chiamalo cynips quercus folii/ù nascere sopra i rami della quercia , specialmente di quella che cresce in Levante , in Istria , e nella Francia meridionale. F. Galla, §■ 1. (A. O.) (G. P.) 7 — miristica. Pianta che ha le radici grosse , carnose , con poche fibre; lo stelo con la scorsa bruna, senza spine; le foglie tripennate ; le foglioline 5 a g , ovate, piccole, picciolate ; 1 fiori alquanto bianchi, odorosi, a pannocchie ascellari e terminanti.E indigena del- T Indie orientali. ìVilldenow la chiama Ilypcranthera moringa, e Persona Moringa zeylanica. Lat. moringa olifera Lin. (Gali) 8 — moscada. Beli' albero della famiglia de lauri, che alligna alle Molurche e nell’ Isola di Francia. Questa pianta ha il tronco diritto , di media grandezza , con la scorza bruno-rossiccia , levigala, e con i rami disposti in modo , che danno alla pianta una. farina regolare , come di un agrume ; le foglie alterne , picciolate ', cianiche , integerrime, molto lisce , di un bel verde, con dei nervi laterali, obliqui e paralleli ; i.fiori piccoli , alquanto gialli , peduncolati , a corimbi piccoli, radi; la bacca drupacea, quasi sferica, liscia, di un verde alquanto bianco nella maturità. Tutte le parti di tale albero son molto aromatiche , ma non si usano che quelle del frutto, conosciuto sotto lo stesso nome di Nocemoscada e di Macis. Lat. myristi- ea mosebata Lin. (Gali) (D. T.) 9 — pepite.* F. Fava di S- Ignazio. (A. O.) 10 — vomica: Pianta che ha la radice grossa, coniscorza alquanto gialla ; il tronco bruno, con più di cinque braccia di circonferenza; le foglie opposte, ovate, ottuse, con 5 nervi, lunghe 7 o S dita, sopra pezioli corti ; ì fiori alquanto verdi ,. molto piccoli ; i semi orbicolati, piani, vellutati, scuri, molto duri. È originaria delì’India orientale. Dicesi anche Noce canina. Lai. strychnos mix vomica Lin. (Gali) Nocella. (Agr.) No-céi-la. [ Sf.Nome che dossi in alcuni, luoghi A Italia ed anche in] Toscana alla Nocciuola. F. Lat. mix avellana. Gr. Msrroxàfvcv. (Dimin. di noce. V. nocciuola.') M. Aldobr. Masticate la porcellana, e mandorle e nocelle, formaggio arrostito, e vin caldo tenete in bocca. G. F. 12. 26. 1. Per lo crcscimcnto del mare tutte ( le case ) allagò , e molte ne rovinò e guastò , e menò via le botti del greco , e nocelle. NOCEVOLE oJ . 2 — (Ar. Mcs.) Per sirtnL, si dice anche Quella parte ddk mi li , ove si collegano i bracci. Gal. Comp. 6. Mediante ** che unisce e collega le aste dello strumento. t poH* a — Sorta di strumento che è composto per lo più « d'ottone , la qual contiene in se uti altra simil palla che pgf si muove , e mediante una vite si firma per ogni verso. abbassare , alzare e fermate le tavolette che sadopvano p er pianta. Balditi. (B) n pie^ Nocellata. (Farm.) No-cel-là-ta.tSyi Specie di pastume fitto e mandorle , o altro. Stat. Spez. (A) . -.frati 0 , Nocemoscada.(B ot.) No-ce-mo-scà-da. [ Sficomp , PI. Nocitnoscade.J aromatico, simile di firma alla nostra noce . sotto il mallo dea y ^0 ritrova un secondo guscio,o medio retato,che è il Macis. dell'albero dello stesso nome, e scrivesi anche Noce moscada* §.2,&.,e ^.Moscada.]La£.nux myristica.Gr.jt«f>u* jwypitrr/s'-n* - Tov*'® P. N. i$. Prenda le granella che la fìsica appella olliumi ^ p. altre cose , siccome seme di jusquiarao , nocimoscade,_ cc. ^ 1. Diesi adunque la polvere sua colla polvere della bistorta, ^jl moscada con mele confettata. Ricett. Fior. 53- La nocemosca frutto d’un albero delle Molucchc.i? ut. Quegli foliiJ che s0l ^. v -^ di frutti odorati , come di nocimoscade e di gherofaui , c0liS la virtù loro assai tempo. . Nocente , No-ccn-te. [ Part. di Nuocere. } Che nuoce , Noe** noxius , nocuiis. Gr. Coll. SS. Pad. Tutto Qfyitii 0, ritrae da essa, è da schifare, come cosa mortifera e nocent e,,) C c. Barò. 20J. E vien perseguitando Te molta gente Ria e n ° ceI W>n Alani. Colt. 1 . 22. Se mille erbe nocenti, e ’1 nasso e Vedrà eV" fan testimon con Vombre loro, ec. Bemb.Asol. 3. 172. Sozzo ^ è l’andare di que* diletti cercando , che $ ec. sono in sò stessi Voli e nocenti, ec. Soder. Coltiv . fi- E cosa molto lodata ^ i porci a rulfolar nelle vigne ec. , avvertendo che vi vanta lf mente quando è asciutto, che giova a disradicare la grami» 1 * disfar le topaje col niflòlo, e’nidide’ nocenti animali.(B) Saluf* i3o. Gli grandi essendo colpevoli e nocenti,imperò molto tetnentw ^tc 2 — * E col 3 ■ caso. Alani. Colt. 5. 1Ò5. Ogni altro animai all’ erbe , Nocente al seme iiman, (N) Lat. noccns. Gr. x ( L' ediz. del Mare sC °, Proprio c da scellerati il sempre ombrare. F. Ombrare. ) e lasciato ai Nocenti, o a Santa Maria Nuova. (V) Nocente diti’, da Nocivo Nochivo , N orevolc , Colpcvof fiè . significando il P 1 ** 111 stof' di danno : sicché diremo cetile diversifica alcun poco da Nocivo , significando ^ il a a: ' n ef y t la serpe, e che il tmppo dormire suol eS c jr£ che nuoce , c il secondo ciò eh’ tiferà c Nocente è la serpe, e .. rr - ... . ciVo. Nocitivo c propriamente ciò che ba forza di nuocer 0 ’ a fi cevvle ciò ch’è alto a nuocere. Colpevole non è gii chi c Ìilo.,'L. pa , siccome parrebbe dalia sua desinenza , ina chi è io ™ sjC ri cento e Nocivo sono attributi che si applicano anche a $ l p o lpl' l0 ^' 0 fi feriali : ma solo l’uomo Nocente dopo la colpa diviene Afilli ' Nocent .. — .... . _ quel lungo ove raccolti vengono Spedale o- -. pv ed anche assolutaci. I nocentini, I nocenti. F. Nocente,13 FC 7. 53. Oh questo è il caso, a por fra i Nocentini A far man?* j pa a quei bambini! E Min. Annat. ivi.p.óf. In Firenze Jj. degl'innocenti si chiama quello nel quale si mettono a< * L-i_ j:-:- :n—: quali C0» f iel X bambini per lo più nati di congiunzioni illecite, 1 qu te chiamiamo Nocentini. (A) (B) j( Nocentino , No-cen-ti-no. Add. in. dim. di Nocente nel s’Kjpi. fi- ; quasi sino. d‘ Innocentino ; idiotismo da schivarsi, rii ap F’a giusto come quella nocentina, Ch’a giorno andar dove® cessione ec. (A) (B) __ Nocentissijio , No-ccn-tìs-si-mo. [Add. mi] superi, di N° CCI > t, ( / centissimus, maxime noxius. òr. &\a.fcplTz.Tos. Benifi A , e & Nel mezzo dc’nocculi.siuii e sanguinosissimi guerreggiai' 1 1 nocentissimc paci recando. Nocenza , No-cèn-za. [.V/Tj F . A. Cantrario d’ Innocenza. ^ rore .— , Nocenzia, sin. Lat. culpa, noxa. Gr. “ c Ir c f lagrime, a significar la pena che ha ingenerato la nocenZ' Nocenzia, Nocén-zi-a. [.Vf ij F- A. Lo stesso che Nocen^' G. Saremo al postutto scusati d’ ogni peccato di fi ° ce “? ’ e laU 3 ' ^ Ndcera.* (Geog.) No-cè-ra. Lat. Nuceria Cambcllaria, o degli Stati della Chiesa, nella delegazione di Perugia- ,j c [ n 11 Lai. Nuceria, Nuceria Alfaterna, Nuceria Paganoruiii -(A di Napoli nel Principato Citeriore. (G) T nifi NocF.RtNo , * No-ce-ri-no. Add. pr. m. Di Nncera. (N) &1 " Noceti.* (Gcog.) No-cè-h. A litichi popoli dell Arabia l'elF ’ >/V® Persico. (G) w ■ 0 Nocevole, No-cé-vo-le. Add. coni. Atto a nuocere; Noe ’foi itr ‘ s o} Nocente, Datmificanle, Cattivo, Pravo, Reo, Disadatto , Sconvenevole , Pregiudizievole , ferme/'' ’/<. v ^ ( « ( F. Nocen:. 1 .) Lat. noxius, noccns. Gr. 0A*vr** , r s ti0 e 12. 11 3 . 3. In alcuna nocevole cosa volesse mandar 0 . n , ; ctd’“ no. Anirri. Ant.uj. 2. 6. E però è da giudicare che jq., eg pfC' /’li/' rtii'i rlimActri vranìbà aIia vprtndp. Fes. Bl’. pgi' che più dimostri vanità , che vertude. Tes. Br . c „, considerano che queste cose sono buone per u atl ’ r „ ’ pad- ^ tf fl cato del primo uomo diventuro noccvoli. Coll. Ir ’ >ft. 41 vaile da tutte lo passioni che son noccvoli- A 11 b ' I to' Mte k .W NOCEVOLISSIMO NODO “ nocevole , il fuoco grave , 1’ acqua nojosa .» Boes. 12. Cotante 54? quante in dismisura Cresce per vanità da’ terrai venti Yen- * a nocevol cura. (B) ^ociv' ISSlMO ’ No-cc-vo-lìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Nocevole. — , » 0Si *®|*uno, sin. Lat. apprime noxius, nocentissimus. 6'r. $\x.fcptlrx- h 0 Ib ‘ ^Jic. Questo è a te nocevolissimo. Stor.Eur. 2. 4%. Usciro- Port- P cr solita strada de’Barbari , cioè per la via del Frigoli , il’ {. ,■ nij Cevolissi ina, lasciata aperta dalla natura per gastigare le colpe Cg [[ l:l . e mb.Asol. 2.121. Per questa ragione non so io vedere che nocevolissimo, come giovevolissimo non sia. No-ce-vol-món-te. A w. Con danno, Con nocumento.—, Pnj'® 1 ®te, sin. Lat. nocenter. Gr. &\clxtixÙs, faxfcpùs.Coll.SS. . ù'iirà,- . occ * le tanto tempo signoreggiano in noi nocevolmente le sue rOcn E 5 quanto elle stanno celate nel cuore, aiici,, ’ Nò-che. JV. pr. m. Lo stesso che Nocco ed Enoc. f r . (B^(N) -ci-fe-ro. Add. in. Aggiunto dì quelle piante che io purtQ 7 ^ 0 ^ 0cl s 0 f rutt ì sùnili. ( Dal lafc. nux, nucis noce, c fero ( Zool ;> , N ° -cì-fra ga. Add. f. Aggiunto di iuta specie di Scl)j a “'7 0 > cosi detta, perchè si ciba volentieri di noci-, volgarmente < ì ci0nc - f'. Ghiandaia , S. 2. (Dal lat. nux, nucis noce, c da fransi.) (A) V,°> No-cimén-to. [Sm. V. A. A- c di Nocumento.] Lat. malum, Vagj a ln > jactura. Gv. Cr/.C'i. G. C. 12. 7 ,'J. 2. Acciocché alcuna mal- r<,i ' r ' ; ei°m:, o rea affezione di quelli soldati, non potesse a voi più t: 11 l(-iin nocimento. 31. /A g. 53. Ninna pistolenza è al nocimento |av a a 1 . Cacc 1 ohe il domestico e famigliare nimico. Ovid. Pist.lo pre- (-■U (J u ! Uo P° d’ un’ altra che gravemente rn’èa nocimento. Aniet. 33. 3 Ci *o *K Za , a PP arcec hianle nocimento. 5 v No-ci-no. Add. m. da Noce. s. j, i| Ua nocina, vale Atta a dir male. [Modo poco usalo.jBurch. ìJiita. " Won cercar più , eh’ io dico , moccolone, Perch’io mi sento la ‘Viti, 4 «ocina. V j? > No-ci-tl-vo. Add. [in. Ciò che haforza di nuocere ,] Nocivo. fe^centc) Lat. nocuus. Gr, fiXccirriKos , fixafispos. Cavale. Frutt. Jl^cìa i C ^ ie vuo * r ^ re > c ^ ie P cr ^ a dolcezza della salmodia si debbo a 110c *^ va tristizia. Ho B » No-ci-tó-rc. [Però. ni. dì Nuocere.] Che nuoce, Chefadan - ^dì ^ ^alc. Lat. noccns. Gr. o fixAirruv. Fr. Giord. Prcd. S. Quivi M ^ ® u perbi micidiali , adulteri, detrattori, noci tori. Com, Inf5. de’norifori mnstrn un nnrirolo. nei* farlo radere in un alt.m ^^8'oi’e. W E , de’nocitori mostra un pericolo, per farlo cadere in un altro ^ ,>c ' - ivi-cc. Neri), f. di Nuocere. Che nuoce. V. di reg.(O) °f lv *sip N o-ciù.to. Add.m. da Nuocere. V. — , Nuociuto , sin. (N) ont, * T s > No-ci-va-nién-te. Avv. Lo stesso che Nocevolmente. K. Jj UoUi* 04 '®' Gr. H*.zfi'pùs. l‘r. Giord. Pred. li. Il demonio opera per HC Sc nipre nocivamente. c ^e v M ° > No-ci-vis-si-mo. [Add. ni.] superi, di Nocivo. [Lo stesso No “ ’ iv *'Sh c Polissimo. P.1 Eoi. maxime noxius. Gr. f3xct£spwraro5. Troll. *' lì '- N d° tm . Questa tale stagione ée sempre loro nocivissima. Art. er. a jg' Quando cominciano i fumi a esalare, è Itene levarsi .'j ... , perchè questi fumi sono nocivissimi , e quasi mortali, ^'àle w*" Vo> Add. ni. Che fa danno, Che nuoce. Nocitivo. (ff. US sta*'' 4- 73. Quando cominciano i K‘ V ° ]\ Via ’ perchè questi fumi sono 1 r' 1 '*■ ti(,, .°'«-vo. Add. in. Che J‘a dani ..., .... . t ^? . 5 0< -'e. y Lat. noxius, nocuus, nocivus, Plaui, Gr, fiXccTrTW, fixatfispós, ù^^^d.SS. Aihrnrdndo esser nocivo il troppo dormire il gior- ’ Par, 20. 59. Ora conosce come ’l maldedutto Dal suo bene cmC'vs 11 è nocivo. Bemb. Asol. 1. 44- P*ù misera e di piti e a | c a è in ogni modo il non poter noi nelle nostre doglie spanti! ^ co'/'* Voce ’ 0 ( ** re * a no< S va cagione. ^ ’ltclli” , Va rii casi. Salv. Avvert. 2. t.g. Tra’quali addietlivi ci son °cc. c Ue vogliono diversi casi: nociva di molte, nociva a molte. nr'Oci»J lc L E , male adoperata, può esser nociva di molte. (V) *ufl. da Dannoso c da Pernicioso. Nocivo dicesi di ciò « * c rivi? Ce > che apporta nocumento ; ed esprime in un modo più l '" U,ai « . --= - - - . ' linguaggio comune uu cÙctto contrario a Salutare. Nel con Dannoso. Dannoso include le idee varie di ^crdit ^W. iCli too.* 0 Sl, [ lcra d* intensità Dannoso Detrimento in un senso più assoluto e generale. e Nocivo , poiché significa V>*tto M’o i»y" j È ^^cu-mén-to. [tS’m.] Il nuocere , Danno , Male , \Dcin- \ x ^f Un(, ggiaiuent o , Offesa , Gravamento.’] —, Nocimento^ sin. e Lesione.) Lat. nccumentuin. Gr. faccfa. Pianini, f 'ój. sonno ec., occupa me con le tue forze, c da me caccia (^e. y^emnentij ne* quali 1’ animo se medesimo senza prò affatica, l’q, l’Man a ^ ,a *Lhc gli potrebbe esser nocumento Udire dell’anior ^^to.njRcrf. nel Dìz. di A.Pasta. Si sfugga, quanto si può, V Ca l°re, il quale potrebbe col tempo apportarci nocumenti MrJ^o 111 • E appresso : 1 cibi refrigeranti è parso sempre che le VV^-to, ma poi dice di sentirne qualche nocumento allo klW* > Qv,-,. 10 5 ^o-cu-mcn-tùc-cio. dim. di Nocumento. Lat. parva a .. --. La cassinou $ i ^ninum. Gr. fmepoe \ 11 mc “omo nocumentuccio. Ap và^ ltriCl ^ 10 - (G) il 1 ' ,^ò-dab. Città fra l'Arabia e la tribù di Ruben. (G) %, tlc o, „„°' c ’ a h-bo. N. pr. ni. Lat. Nodab. (Dall’ebr. nadib liberale, K'‘ & 1,eo ’) CB) V’O li,.,. ' a -ro. Add. e sm. V. del dialetto veneto , al pari che K cl Uo ' r. e di: Notavo. Bemb. lelt. 5. n. 23*. Voi mi l «>i ì , ' e 1 nodaronon puotc metter nell’istrumentose non quelli bv No-dè-a , Nuddea. Cit. dell Indottati inglese. (G) Nodello , No-dèl-lo. [Ym. dim. di Nodo, ma solo in due significati.] Congiuntura che attacca le gambe ai piedi , e le braccia alle mani (r- Nocca.) Lat. internodium. Malm. f 65. Dipoi garbatamente gli riseca Gli stinchi su i nodelli, c me gli reca. 2 — E nel signif del §. 5, 3. di Nodo. [ P'. Cercare, 25 e 28.'] Noderoso , No-dc-ró-so. Add.m . Pieno di nodi o nocchi. —,Nodoroso, Noderuto , sin. Lat. nodosus. Gr. %Q»})v\u><$y)S. Aniet. 7. Preso un noderoso bastone cc. , a’ suoi omeri alcuno alleggerimento porgeva..Fior. 5. Frane. 166. Perocché non è arbore al mondo tanto spinoso , nè tanto gropposo, ne tanto noderoso. Tass. Ger. 6. Teseid. 6. 27. Con un bastone grande e noderuto. (N) Nodetto , No-dét-to. Sm. dim. di Nodo. V. dell uso. Lo stesso che Nodulo o Nodino. V. (A) Nodifloro. * (Bot.) No-di-flòro. Add. m. comp. Agg. di fiore , che nasce sopra i nodi. Bcrtoloni. (0) NoTìnsofoo-d'i-iìo.Sm. dim. diKodo. Dicesi propriam. di un certo lavoro di seta , 0 si/nil materia, che fanno le donne , annodandolo in più luoghi per guarnizioni di vesti , creste cc. h'. dell’ uso .—, Nodulo, Nodello, sm.(A) Nodino. * (Mit.) Dio adorato da Romani , sicc.ome quello che presedeva ai nodi che stringono i grani del frumento nelle spiche. — Arno- bio ricorda questa divinità siccome quella che conduce a buon termine le imprese. (Mit) 2 —* Nome che dovasi altresì ad un fiume fi qualp era stato fiosto pyma un fo nelle preghiere degli auguri , col Tevere e con altri fiumi vicini a Roma. (Dal cclt. noddi preservare , difendere, proteggere , onde noddwr difensore, protettore. In qualche dialetto di quella lingua noddwa vai snnli/ario. In gali, ed in irl. noit ovvero anoid chicsa.)(Mit) Noditficb , * No'di-trì-ce. fferb. fi di Nodrire. F. A. e con'otla. e .7Ai;i;.(Mm) non‘T maraviglia:'Tanto per non tentare è fatto nodo. (Metafora pres, fiil /■&•) Terra di Nod. Paese dell'Asia ove ricovrossi Caino dalla forza che bisogna alle dita per sgroppare un nodo. Oi quel Nodi u (U* c ^ /o * (G) o dubbio , era sì duro , perchè era vecchio, senza essersi nessuno prò vaio mai a sciorlo : a simiglianza de groppi, ì quali per essere lasciati così fitti e stretti , senza dimenarli ne provarsi alcuno a sarò >- parli , diventano dieci tanti più duri.J (N) ® ^ 9 — Onde Venire il nodo al pettine , o simili [f lg _ j _ p amni davanti la dtjjiculla ; [o piu comunemente Scuopnrsi o presto o tardi ed aver il suo castigo ogni mala azione. ] Gal Sist. iyi Questo c quel nodo che non e possalo mai passare al mio pettine. (Cioè, la dttiiculte che non ho potuto superate.) • 548 NODOROSO NODUTERUSA Prouerb. Sartor che non fa il nodo, il punto perde = E' bisogna far le cose co’ debiti termini) altrimenti non se ne viene a buona conclusione. 11 — * A nodo a nodo , Di nodo in nodo , posti avveri. — Per ciascun nodo. E. A nodo a nodo. (N) < 2 — * A nodi, posto avverò.—Con nodi. Buon. Pier, 4 - ìntrod, E con quelli abitini Tutti strozzati a nodi. (N) 2 — (Anat.) Nodi si dicono le Congiunture delle mani e de’pie/li, che anche le diciamo Nodelli. Lat, articulus, internodia. Sen.Pist .Quando i piedi ci dolgono , e noi sentiamo punture nelle giunture de’ nodi. Folg. Ras. Dal gomito infino al nodo della mano.» Fr.Giord. i-] 3 . La mano è una e hae più articoli. ... e ancora u’ha più ; ciò Bono le nodora. (V) 2 — E Nodo del collo vale la Congiuntura del capo col collo. Folg. Mes. Usare unzioni, impiastri e medicine che fanno calare la materia al nodo del collo. Doni. Inf. 3 o. 23 . L’ una giunse a Capocchio, cd in sul nodo Del collo l’assanuò, sicché tirando, Grattar gli fece il ventre al fondo sodo. 3 — (Mtd.) Far nodo nella gola, dicesi del Fcrmarvisì materia \jnor- bosa, o di quel Sentirsi da convidsione impediti i muscoli della gola a modo da non poter parlare o rispondere altrui, sia qualsivoglia di ciò la cagione.1 Ninfi. Eies. 33 i. Ed ogni senso dentro mi s’agghiaccia , E nella gola mi s’ è fatto un nodo. % — E fig. si dice del Succedere sinistramente alcuna cosa, da ad si sperava gran vantaggio. 4 — * (Chir.) Concrezione, che si filma emonio alle articolazioni delle dila della mano o del piede nelle persone gottose. Meglio Nodosità. F. §- 3 . (A. O.) . , » — chirurgico : * Quello che si compone passando due volle il filo nella medesima ansa', oggidì gli operatori non lo usano più, preferendo il nodo semplice, cui si può più regolarmente stringere a piacere ; oltredichè il primo non istringeva abbastanza i vasi. (A. 0.) 3 — da imballare , o ri imballatore : * Fasciatura usala una volta a fermare la emorragia dell arteria temporale aperta , perchè esercita una fòrte pressione ; ma ora è quasi generalmente abbandonata. (A. O.) ù — (Bot.) Nodi si dicono quegl’ Inierrompimenli che sono in alcune piante, come ndle canne , nella saggina, nella paglia, e simili che servono per fortificarle , e da’ quali si producono talora gli occhi de’rami; ed anche si dicono Nodi quelle Escrescenze che interi om- pono i tralci delle viti. Lat. nodus , geniculum , articulus. (ir. *oV- Si'kos. Pollaci. Marz. 3 . Scalzino le vili intorno alle radici tanto a dentro, che si rivegga il nodo. E r ipr. n. 'Vuoisi torre uno buccio di canna, lo quale abbia ad ogni capo il nodo. 2 — Nocchio. Lat. nodus. Gr■ nórbvXes. Pallctd.Marz. ig. I nodi e le spine riddine, tir. As. 244 - Legatomi ad una quercia, con un buon bastone di corniolo , tutto nien di nodi , mi dicrono tante le bastonate , che poco mancò che il lorpensiero nonavessc effetto. Borgh. Hip- 3 i. Le stelle stanno nel ciclo , come i nodi nelle tàvole. ì " Proverò. Cercare il nodo o il nodello nel giunco , vale lo stesso che Cercare cinque piedi al montone, cioè Mettere la difficoltà ov ella non è. F. Cercare, §y 25 e 28 ; e F. Giunco, 2. (N) 6 ~ (Archi.) Nodi delle torri; Quegli ornamenti di fuori, nelle facciate delle medesime torri, corrispondenti alle impalcatura ; presa la similitudine dai nodi della canna, la quale essendo lunga e sottile, sul ogni fioco della sua lunghezza è iiUrtiVersata col nodo , che la rende più forte. Baldin. (B) 7 :— * (Arche.) Nodo dicevasi ancora presso i Romani una oc conciatura di capelli femminili alla fòggia de’ Corimbi. (Mit) 2 — gordiano. * V. Gordiano. (Mit) 8 — (f is.) Nodo di vento : Lo stesso che Turbino. Lat. turbo. Feti. Colt. 20. Dice che fu come quando un nodo divento sbarba in un subito un cotale ulivo, e Io distende per terra miserabilmente. Tac.Vav. ann. 16. 2'ìo. In Terra di Lavoro nodi di venti abbatterono ville e arbori e seminati sin presso a Roma.» Frese, Eicgg. 1~1. Ivi ci pive un nodo di vento con tanta tempesta e fortuna che ci spezzò la bolletta della vela. (Pr) 9-r—* (Astr.) Puntodcli incivcicchiamentodeil ecclilticaconun’orbita.(G) 10 — * (Mus.) Si chiamano Nodi i Punti fissi ne’ quali ima corda sonora , messa in vibrazione , si divide in aliquoti vibranti , che rendono un suono diverso da quello della corda intera. (L) 11 — (Milit.) Legume ed Aggruppamento delle funi e de’cavi delle artiglierie per istrignere , imbracare e firmare le macchine e gli stranienti da guerra. (Gr) a —"Una piccola quantità di soldati , di sotto-uffizioli e di uffizioli radunali insieme per filmare la base d'un battaglione, o d tino squadrone. In tempo di gioirà i Nodi sono composti di soldati esperimentati, accio istruiscano in breve tempo le reclute chiamale a riempire i battaglioni. ’ celt. gali, ed in il-], noie divisai 1 ' chef a —- (Bot.) La durezza del legno chi è intorno al nodo. Cr- *\ 7 ' quale si fa nella nodosità che nasce per cagion della pianta lo traverso. . 3 — (Chir.) [Concrezione calcare , Ossificazione ancora mou e ^ sviluppa intorno alle articolazioni lungo tempo irritate , c ( ,, ?. 1) [jiiciP gotta e nei reumatismo articolare .] Eolg. Mes. Impiastro d• 7 *^ l J ’ volevano tor via i difetti antor dalla seconda maniera, e sai voro immenso e nodoso. (Pe) p fi 4 — * (Chir.) Agg. di que'fanciulli rachitici ì quali hanno fi, colazioni rigonfie di tumorelti più o meno • grandi. Pieno nel signif. del (p 4 di Nodo. (A. 0 .)' /ir tfi 5 — * (Bót.) Agg. di quella qualunque parte del vegetabile 0 tratto va guernita di nodi. Rcrloloni. (0) , . e fi 2 —* Diconsi Nodose pendale le rollici, quando sono nodo dono appese cdle balie. Rertoloni. (O) ... fi Nodribile, No-drì-bi-le. Add, coui. F- e di Nutrihile. Scora tuoi. Berg. (Min) c fffi Nodkicare, No-dri-cà-re. Alt. e n. pass. F- e di Nutricare. Dora Fiat. 62. Berg. (Miu) . ,, iplfil Nodrice, No-dn-cc. Add. e sfi. F. A. F. e di’ Nutrice. i’òo. Dilettandosi di stare nella chiesa di questa suanodrice- f . Guardando le bestie della sua nodrice. (V) _ ,, Ir’ Nodrimento , No-dri-mén-to. firn. F.A.F. e dii Nutrirne* 1 \ (;] oe SS.Pad.1. 2 ìq. Non mangiava mai cibo che molto diletto fi nodrimento le potesse dare. (V) il/. Aùlobr. L’ acqua ec. ** ^ d’amminutar la vivanda c ’I nodrimento. (N) , ’fsfi-t Ammaestramento. Lat. educatio, institulio. Gr. ixrpofui * fifi lire per li buoni in sl u°" j 11 hit, et,» Va ‘N/ hi-c fi' 01 - >/ Vii Si Se Pila yptìt So li Vi Via h Qui V T <*«< 5 />e; Gl,, fin Vi 'Gl ài,, ■et "'ile f:°i & V '/' le, tltl 8t. ! Pe 'N fio 'Gl! ;'si ICibald. Andr. lo-f- Ciò puole avvenire pe» per la dottrina che gli uomini ricevono; e dovete sapere, j»i' 'el, H bei, "li/, mento passa natura molte volte. E apjmsso : Li uoiintf* buoni uocUimcnti c per la doUi'ina tic savii sì divengono f/M , Noubikb , JSa-drì-re. [Att.] Lo stesso che [Nudrire e ) NuU'**V‘//ai nutrire, aleni. Gr. róttat. Gr. A. Gir. 6. Fa due coIoH"' ll |luci:6 V nvinvxxn : Ella ». appresso fi lombo ), e nodrisccgli ad altrui uopo figliuoli ad altrui. 2 — Per metaf. (Ammaestrare.) Esp.NcU. Nost. Li dodici - che tutto il mondo pasceano e nodrivano. , fil 3 — Accostumare, Avvezzare. Lat. educare. Gr. rpiip«>'.z) fiat 1. Aveva uno suo figliuolo , lo quale lacca nodrire ed sette arti liberali. Frane. Barò. 3 oi. 21. Che non si insegnar e nodi-ire. Gr. S. Gir. i 5 . Quegli die ha 1111»** 1 ' segna e nodrisce cosi gli altri, come lo padre lo figlio ®fi 4 — E il,, pass. Lat. vesci. Filic. rim. pag. gài. (Soli. I** " Bramai sol fiondi , e mi nocini di foglia. (N. S.) . ififii Nodrito, No-drì-to. Add. m. da Nodrire. [E. e di' Nufi'i t0 ’j 1 .jb> S. t 3 . Or non se’ tu quegli , il quale del nostro latte 0 °° ., eri in forza d’ animo virile ? «uiVGil p a •— lFig.1 Costumato, Avvezzo. Lat. educatus. Gr. fitìi’ Barò. i 36 . 1. Fa occhio di signor cavai pulito, Basto» ti|p lU f Mfi E 2 t) 3 . <7. Convien tener tua vita Onesta, e ben uodrd*'' fie, Viene alcun mal nodrito , Ed a tre giorni, eh’ una don 0 * p «il % V, \?à Cl V C; s v*o V. Ù'à» ■Vile r c G' ks •'c, . m, Va .'01 'ilo f-^ ce : amor mi conquide. — Ed in forza di sin. Alunno; ma in questo sgnifi e file 1 ' 86. 0 mio nodrito , troppo mi rallegro; tu liai coll» |UC1 In generale Gruppo, nel signif. del§. g, (In assemblea.) Segr.Fior. Nè alcuno si maravigli , che un nodo di fanti sostenga ogni impeto de’ cavalli , perchè il cavallo è animale sensato, e conosce i pericoli, e mal_ volentieri vi entra... talché si è visto per le antiche e moderne esperienze un nodo di fanti esser sicurissimo, anzi insuperabile dai cavalli. (Gr) ■ „ __ ,1; „ 0 mio nodrito , troppo mi rallegro; tu Imi colia n~' a mezzo della veritade. (V ) * Nodritore , No-dri-tó-re. [Eeli. m. di Nodi-ire.) Che i* 01 " yp, di’ Nutritore.) _ IVodritrice , No-dvi-tri-cc. F^erb.f, di [Nodrire. fC e dii 50^7^ [Nutritricc. F.\ Fà. S. Margli. 143. Come la madre v jf yd una sua nodritrice a ammonire e gastigare. » ( E P ha erroneamente noditrice.) (B) -i* 1 ’ * Nodritura , No-ilri-tù-ra. \Sfi.F. e di'] Nutrimento. Ed- fi fi menimi» Gr. rpoty-ì). M- Aldobr. P. N. g. Sappiate f ^ ^ vi ,, SG 1.1'u '"Zi; nella primavera puole l’uomo prendere maggior q 11 ' di grossa nodritura. — Ammaestramento e Introducimento ne’ costumi, eruditio , educatio. Gr. ’ eV^] 11 Se Si ìi' Ve bt» '?*V nutrire. Lai. institutio , .inio't 1°C 3 — * Chiamasi pure con questo nome ogni Corpo di soldati o d’ufjìziali provali, ai quali vengano a congiungersi altri meno esper- *•' “ affatto nuovi. (Cr) Nodoroso , No-dou'ó-so. Add. {ni. F. A. F. e di’] Noderoso.Co,u. fff] 10. vn-gilio e l’autore entrati in un bosco, dove non avea nè foglia VC . iìr l10 " ram i schietti, ma nodorosi, iion frutti, ma spine tossicose. ?l, Noccluoso .Pallad. 1 7. Se la noce sia dura e nodorosa cc.(Pr) Nodosità , No-do-si-tà. psy; as t. di Nodoso. Stato e qualità di ciò ch’e nodosofi , Nouosilade , _Noilositale , sin, Lat. nedatio, ffitr, ; nodo- sitas, Cr. Gr. re *trSio.iàX«. -Kuiborpztpia. _ i[r f 3 — Onde in proverò, Nodritura passa natura =2 Gl‘ "°pf t cb e diventano migliori per lo ammaestramento e per lo slu ' gisse fif' , tura. E. Flos, 126. Tes. Br, 8. 1. Né per niente °° e rr 0,t verbio , che nodritura passa natura. (Lo stampato p eT r r.fi sce.) M. Aldobr. P. N. sg 4 - Nodritura passa nat pj 0 jin 0 " ' Nooulo,* Nò-du-lo. Sm. Piccai nodo. Lo stesso che N Uefif. nodulus. Gr. «.p-gàr,ov. (A. O.) ■ avpfi^t'ì-^' 2 —* (Chir.) Specie di nodo da imballatore, che fi 'fidai- u » tèdi per coprire e comprimele questa regione. Lat- puri oh. (A. 0 .) , e JeVtt ^ Nodutervsa,* (Mit.) N*-du-te-rù-sa. Divinità che p' e » -u e* q’P q Vit t ■ Oil NOE uH l \f° rrn 'nto ; ricordata soltanto da Arnabio. ( Dal lat. nato cr as in . ... ì...,,: \ /ivi:*n : n. 10 accenno elio Iti balli , triti.) (Mit) pr. • Patriarca -^reo p • m * Lat. Noe. (DalTebr. noahh quiete.) *... l^’dhi'of 110 CÌÌ L amec-, padre di Sem^ Cam e Jafet , al quale Iddìo COs f'iur Varca per campare dal diluvio universale. g.) No-c-ga .Ant.cit, delle Spagne nel paese eie' Cantabn.fà) f Tte dì filare la lana e fare le stoffe. (B) (0) vH) * N o-c-mà-no. N. pr. m. Lat, Noeman. (Fiali 1 che. mia esser v°tsu dono : Che ha il dono di esser bello.) (B) tlt,| osp. , ' (:_n !Ì- N. pr. f. Lo stesso che Nocma .P.Lat. Noemi.(B) No-e-mó-ne. i\^. pr. m. (Dal gr. noemon prudente.)— Ca- fì p- Lici° ucciso Ja Ulisse. — Compagno ili Anliloco .— Figlio l? i; o.» jV.°. ’ amico di Telemaco. (Mit) Hi No-è-ro. Soprannome di Apollo. (Dal gr. nocros ùdei- ° E 'u.» 7 r ( Mit ) ti ^'ii)»n»'^ jrCO S0 No-è-si-a. ^litica isola dell’Arcipelago, forse una delle V u ; 0 ^, o Nisia. (G) rf ‘«0 ni (Bilol.) No-e-stàn. Sm. Nome che d tempi di Ezechia fu fyezza * Sei P enle di bronzo eretto da Mose nel deserto , e fatto poi Sio He e da Ezechia stesso , perchè divenuto era oggetto di adora- o i >G Gtudei .—, Noheslan, sin* (In ebr . nahhasjC serpente, e tìian- . dra S onc 0 (Ber) Ì(iz ì°né Obi.) No-e-tàv-co. Sm. Nome del princìpio cV ogni gene- fit'Q Q > causa delle potenze elementari , e Dio della natura , supe - W l f tu §lì Dei , in cui tulio esiste 9 e il quale è immateriale , 01e ° 5 €terno ? primo , indivisibile , tutto per se , tutto in se , sr. at, . Me lc cose , immobile , rinchiuso nella solitudine della fyù fata , sorgente delle idee, degli intelligibili e della possibili ( ac a'e dell'essenze e delle entità ec.ee. Secondo i filosofi, eclet- prima potenza trasse la mut ria dalla essenza , e lab- f ^ui \ a ^’ * n f e dig enza , la quale ne fabbrico incorruWhiU sfere : spiegò per tale opera tulio ciò c Venivi di più pai o, si servi §1'. pei' fare le cose corruttibili . e l universalità dei corpi. (Dui HiteJIig-ibile, ecì arche io fcon principio, origine, cagione; .\No P' ! * spiegarsi j)er Principio intelligibile.) (Mit) No-è-ti-co. Add. pr. m. Di Noè. (B) r.(G) 03cog.) jWdo. Antico fiume del Bruzio, ora Neto. ! c, 'enJ St ‘. Hc . cL ) I 5°- c -zi-à ni Eretici discepoli dì Noeta di Efeso, H 0 lG * pcincip o del terzo secolo insegnava che Dio Padre si era hì ' co? C * C ‘ Uomo, era nato, uvea putito ed era morto con esso: , - . / iì . j -,. . r.... 7 _• ìll fariaz. di Onofrio. Usato nel modo 1 i 0 il Nofcri, cioè FOnofrio , e vale Fingersi mal accor- I ‘' arc KoftTÌ - W ^'iore'l 35 Nog c. N. pr. m. Lat. Noga. (Dall’ehr. nogahh chiarezza, fiV*' (G > 3 ÌLy! 0 ?-) No-gà-i, Nogacsi. Popolo di origine tartara , che alita ■y'V* [X °ccidentale dei Caucaso. (G) 4l .* ((7 l °S-') No-gà-ro. Città di Francia nel tlip. del Gers. (G) ) Càio de’ rami della Vintola negli Siati Prussiani, f?) •Vfi* nA^cog.) Na-gàt-tii. Citili del Giappone. (G) b* (n"^ G ‘ ^ P r ' m ■ Lat. Noge. Lo stesso che Noga. V. (B) \(ij’ ^°o-) Nò-geiit. Nome dì parecchie città di Francia, (G) 8/* tì ce’ j f*) Nome del primo uomo presso gli Ottentotti. (Mit) >u^ h b'qu; ' L l f na §S ior numero del pronome Io nel ci M Ldl imi ' ’ ■ ..- caso l'etto , e ne- 1 due generi .—, No’, Nui, Nuc, sin. Lat. nos. Gr. li ’q e . ■■ S‘ 1. f 1 . A reverenza di colui, a cui tulle le cose vi- noi.A Inlrod. 35 . Noi erriamo, noi siamo e Ll r. //».- _.; ... . ■ . 1 -_ , v 0l “no 0c e. lesso : Quante volte noi ci vorrem licordare clienti no" 0 1 8^ 0van ^ e 1° donne vinte da questa crudel pcsti- eh vedremo apertissimo argomenti. Peli', son. So, Lasso, s, v° s dolorosi Cll % alip^ - Senza ofic-sa d’ alcuno ; e prede Di noi fa quella cii’a null’uom perdona.» 1 .a ofic-sa d’alcuno è a noi , ed a qualunque altro tos "oi no . c .° nsci 'vazioue della nostra vita prendere quegli rimedii , ! s 5jfa. f]VN laui0- (.Gin) Barujf. Baccan. E già mercé colui che noi So 0>, « llf 1 , si’ e fralmente quando parlano o scrivono i gran perso- ff,' e ' >lr k, ,ls “ Noi per lo stesso che Io , costumalo pur da’ Latini. c|,j tC| U hcq^’ ^ cu * il rispose: ec. se ciò farete , noi vi ma- V* fai ili altamente. 3> Peti'* p. 1. io. Ma tanto ben sol tron- f 1 - g. 10 P^'retto Tu . che da noi , Signor mio , ti scompagne. 7* Il Ile intese prestamente quello che questo mi- j ^$ìj,/°sse j n n ev , a dire, e disse: In buona fe’ danno sarebbe, che annoi la vogliamo venire a Iva*! 1 * 9 - (Cìnj ta lnout i 0 sì buona cosa ; Leti. (Anlol. epist. Macca: 1S00 , portarle noja nell’ uno e nell' alilo modo. (P) — [Col v. Avere:] Avere a noja, lo stesso che Recarsi a noja. [ p. 5- cra n el terzo caso, senza il segnacaso.Dant.Purg. .‘ s C(ir t .-® l l az * a 1® noi-grazia, che disvelo A lui la bocca tua •* T — ‘** noi 'grazia, uit mu , K °c ( f i seconda Feliczza che tu cele.» Grati, S. Gir.it, nojante. F._ i. 22i. Così di queste . . con isfacciala e nojante aflettazione si sei vono. Nùijare No-à-re. (AU. e n. pass.) Dar noja, Recar fastidio, (Apportai noja, 'Molestare, Tediare Infastidire, Seccare , Stuccare, Ri- stuccare ' Scomodare, Incomodare, Gravare, ec Lo stesso c/ie Annoiare Pi Lai. molestia afficere, niolestiam inferrc, ncgotuun fa- "cessrre Gr «pàrP* * a fX. iiv > ( In hrttt. elicei , enaouy ed annuiciri: in frane, etwuyer, in isp. enoyar. I Pers. hanno nijah ed 70 55o NOJATO enùjldcn piangere , lamentarsi.) lìtico. nov. 52. 7. Prima in una stufi* lavatosi Lene , acciocché non forse l’odore del letame la Feina nojasse. E nov. 23 . 2/f. Ma sì adoperate , clie egli si guardi di più HQ)wmi.Daiit.Purg. g. 87. Guardate clic’! venir su non vi noi. Petr. canz. 35 . 6. Or de’ miei gridi a me medesmo incresce, Che vo no- jando i prossimi e i lontani. 2 ■— [E col terzo caso .] Dant. Par. g. g8. Che più non arse la figlia di lido , Nojando e a Sìcheo e a Creusa. Nojato , No-jà-to. Add. m. da Nojare. [Lo stesso che Annoiato. V.] Lat. taedio, vel molestia affectus. Or. àviaStls. Buon . Pier. 2. 4 *7* Padrone stracco da diversi affari , Da più brighe nojato, ha il cuor di vetro , Ch’ ogni bruscolo il frange. Nojatore , Noja-tò-rc. Però, m. di Nojare. Che noja. Lo stesso che Annojatore. F . (A) Leon. PascoL Ben;. ( 0 ) Nojatrice, No-ja-tri-ce. Verb- f idi Nojare.3 Che noja. [Lo stesso che Annojatricc. F.] Lat. molestia afficiens. Gr. irctptvoxXoìxrM. Salviti, Pros . Tose. 1. -197. Non sarebbe stata cicalata trattenitrice, ma orazione nojatrice. Nojevole , No-jé-vo-le. Add, com. Che dà noja , Rincrescetele , Sazievole , Fastidioso , Importuno , [Tedioso, Grate o Gravoso, Discaro, Stucchevole , Zncrescevo/e, Rincrescetele 9 Spiacevole , Stomachevole , ec.] Lat. inolcstus. Gr. òx^pós, Fiamm. 3 . 4 ?» A questo cose provvidero gf Idilli per modo a me nojcvole più clic troppo. Remb. A sol. 1. 22. Di tutte le turbazioni dell’animo ninna è cosi nojcvole, così grave , ninna così foizevole c violenta , niuna che così «i commuova e giù , come questa fa , che noi Amore chiamiamo. Nojo, * Nò-jo Sm, F. A. V. e c/i’Noja. Rim. Ant. F. R.Gio.Ma- rat. son. t6. Non può celare in tutto la pcsanza , Lo grande nojo , l’ira c lo dannaggio. (V) No jo>e. * (Grog.) No-jó-ne. Fr. Noyon. Lai. Noviomagns A T eroman- duorum , Noviodunum. Città di Francia nel dip. dell’ Oisa. (G) Nojosjsese.* (Geog.) No-jon-nose. Srn. Paese di Francia in Piccai dia, di cui JSojone eia la capitale. (G) Noiosamente, No-jo-sa-mcntc. Att. Con noja , [Incrcscctolmentc,Spiacevolmente , fastidiosamente , Stucchevolmente , Molestamente ec .—, Noiosamente, Annojosamentc , sin.] Lat. moleste, graviter, importune. Gr. (popnx.w5. Ésp. Fang. Nodosamente se gli aggira d’intorno. Noiosissimo , No-jo-sìs-si-ino. [Add. m.] superi, di Nojoso. Lat. mole- stissimus. Gr. £y 7 X ^ P* 0 ’ rar0^ • But. lnf.3.1 .Sono tutti punti dal capo a’piedi da mosconi c vespe, cioè da vilissimi e nojosissiini pensieri. « Tats. lelt, fam. 19.Ma io non mi posso difendere dall’ indiscrezione e dall’ importunità degli uomini , li quali non cessano di darmi noiosissimo travaglio con diverse dimando. (V) Noiosità, No-jo-si-là. Sf.asl.dnSo]o$o.Noja.Uden.Nìs. 3 -io 8 .Berg.Qtliii') Noioso, No-jó-so. Add. m. Fastidioso , Molesto, [Nauseoso .—, Annojoso, sin.} Lai. moleslus. Gr. àvtrxipvis. Bocc. Proem. 7. De* quali modi ciascuno ha forza di trarre, o in tulio o in parte , 1’ animo a se, e dal ncjoso pensiero rimuoverlo almeno per alcuno spazio di tempo. E nov. 77. 55 . Da mille nojosi pensieri angosciata c stimolala./-* 1 J a significare errante, da che gli ammali che vanno in cere® scolo , si trasferiscono da un luogo all’altro.) Ar. Pur.fl 2 '^ pc* 1 ^ nomade pastor, die vedut’ abbia Fuggir strisciando l’on'idJ a cc. Annui. (B) . „foO Nomadi. * (Geog.) Nò-ma-di. Nome generico dato a parecchi • come ud Arabi , Numidi , Sciti ec., che non hanno stabile d 11 '^ flf! lacaiigin.no continuamente, cercando nuovi pascoli c sili nngl l0ì . N » Nomaho. * (Chir.) Nò-ma-do. Add. in. Ulcera nomada dn# sl ' cera rodente. (A. O.) Nomai. * ((ìeog.) No-mà-i. Antichi popoli deVa Tracia. (G) Nomanza , No-man-ta. [Sfi.] F. A .[^. e (/('Nominanza.] vi |a fama. (ir. Esp. Pai. Nost. Quando il prete òdi h’ 10 ^, . di buona nomanza , allora si ne dee 1’ uomo prendere Nomakzja. * (Filo! ) Ni-in;m-"ù-a. Sfi. F. fi. Lat. nomautia* t & nomni nome, e dal gr. muntici divinazione. ) DiVinazion e ’ ise le lettere di. un nome d'unUpF n , i.r combinando in varie, guise le lettere di un nome d'unap e ‘ tendevasi di predirne il destino. (Aq) Nom arca.* (Archer No-màv-ca. Add. e sm. F. G. Lat. v nomos regione , prefettura , provincia , c archos capo. ) filo 10 p,t do’IA' . Clic . f l,lJ tP anche sotto i Romani. , ritenne in Egitto il governatore a 'f^ 1 ! t Jetluva , o d una città di primo aldine, la quale nella ^titì zione comprendeva il teir.torio adjavente, colle sue minai 6 ^ ghì e villaggi. F. Nomo. (Aq) Nomale . No-mà-rc. [Att. Porre, il 'nome,] Nominare .— fropfy. (F. Appellare.) Lat. nominare, mmcuparc, appellare. /'' ij Bocc. Jntr. 3 o. h’ ufi ima Elisa non senza cagione nonn ,, ' eI . ji Par. 18. 35 . Quel ch’io or nomerò, li farà l’atto Che f a 1 fuoco veloce. 2 — [Appellare , Chiamar per nome.] Dant. Inf. s 5 . 4 2 ‘ mare all'altro convenite. 3 — [E n. nom. ha già l’arme per fiaccar le corna A Babilonia, c chi d*» 1 ( q] Nomar." (Geeg.) Antico Jittme. della Sannazia europea. C f(’ Nomasti.‘(G rog ìNo-mà-sti .Ant.popnlidel/aScizta di qua a 1 ’ ^,,1(1* Nomatamkntr , No-ma-ta-inen-te.^/ru. Lo stesso che Nom lll ‘ But. Purg. ì6. 2. Se forse a nome vuoi saper chi sem 0 ’ [il ti dica nomatameute chi noi siamo. 2 — Particolarmente , Spezialmente. Lat. signantcr- . . questa ora fti il Ite più cruccialo incontra i Cristiani, c fi. • - ■ - 1 re all'altro convenette. . e- (E n. pass .3 Dant. Purg. fi. 55 . Cotesti, di’ancor vi ^ na , Guarderò'io per veder s’io il conosco. Petr.** L'ià l’arme ner fiaccar le corna A Babilonia. c chi da 1 . > incontra i monaci. Nomato , No-mà-to. Add. m M. F. (J. 03 £ die rende rebbon liberamente certe N& Iltù* rf, Schiavonia a sua volontà. Datemi. 1. 24 Aero è, chj conti il loco , I più nomati d’essa ti vo’dire; Cose c » ^ ^11 „ parrau giuoco. Galat. 10. Passando in quel tempo cQ \ > uomo nomato •*.••» . • ,nrM ,n 2 — [Binomato , « —. - cosa di questi più nomati. Nomba. * (Geog.) Nórn-ba. Lo stesso che Nob. C f. 0 yi ■ . & cn : de .f,„ich‘^ m conte Jlicciardo , egli si dimoi ò più , (Celebrato.] Cvonichetl. d’ Amar. 2 9 ‘ Nomboli. (Marin.) Ntim-bo-li. Sm. pi. Sono per commetterle insieme , e farne le maggiori. Legnuoli. (S) Nombre dk Dios. * (Geog.) Città della Columbia lieta M Noli me tangere. (Chir.) Con questo motto latino, che significa Non Nome , Nó-me. [Sin.PI. Nomi . • 7* In y-, 7 . 7 . , 1. • toccarmi, s'indica un' ulcera maligna che attacca la faccia. Chiamasi così , perchè può comunicarsi col tatto , o perchè toccandola si accresce la sua malignità , e disposizione ad ingrandirsi. (Diz.Chir.) Nolo , Nò-Io. [Am.] Propriamente il Pagamento del poiio delle mercanzie , o d'altre cose condotte da'navilii ; ma si dice anche del Paga - mento che si fa per V uso conceduto di alcuna cosa. Lat. naulum, portantini. Gr. ttctvKoy. (11 gr. navlon o navlos è da navs nave.) M. F. 8.3 7. Faccendo fare la grida, sotto piccolo nolo, che chi volesse mandare mercatanzia a Talamone in sulle galee del Comune di Firenze, le potesse sicuramente caricare. Fit. òS. Pad. 1. F 3 fi Onde pagherai io nolo? Sen. Ben.Farch.6. 16. E nientedimeno a cosa così grande non sì dà altro premio, che il nolo.» Buon. Fier. 4 • Intra ci. E V;. Nomora fi.] e amie appella ciascuna cosa [o pivprwmente nominaz ’ 7 .ione.' nom, in isp. no rubre, in ebr. sriam. Nell ant. itameli per celebre: ed in turco namlu per uC J ml ^ ia j c f ^ Convenevole cosa è cc. che ciascheduna cosa, *? *! fuf*t.^- C*- l rainmirahile e santo nome di colui, il quale d* ‘ cq'^y^osf'^p piincipio./>rtnt.7 ) «7g'.5- 101. Nel nome di Mar 1 » p, tì uovo 1 ^ Cf’tft, rimase la mia carne sola. Petr. son. chiama 1 voi, E ’l nome che Un’ ombra alquanto ineti clic '"'nei cor ini'> » 1’ altre trisl* NOME So nc — P» nomo. Vit. Cr. Volle saper le no moia di tutto le per- h »mò‘. -^S ost ' Sono distinti tra loro , e hanno in sé diverse i. ( la > e diverso numero. » Ne/t. Tuli. M. A. presso il Sa/v.Avvert. c Wo . 1" al 'l a c * le non ponga molte nomora insieme che sieno 5 t 2 ® n ti_> o che s’accordino in rima. (V) T ? chi cr so'na. Cron. Stria. 127. Truovo per detto libro, che si tro- ij tioè '7 l0 . sono discieso di XIV nomi di quegli di clic s’ ha lume ; 3 ^ , Imprimo nostro antico si chiamò , come appresso , Ciabero.(V) la r ^ ai ”l ;l , Vocabolo o Voce qualunque. Ni. Giord. Pred. sopra l (tn . e,les i‘ ( l'ir. iS3o. f ('-{■') Ma componendole (/e lettere dell’alfa- V ; ,| 7 ’ a Uora moltiplicano le parole, però componendo una lettera col- di l(| 3 ,ai “no diversi nomi tanti, che non hanno mai fine i vocaboli unte le genti e di tutte le lingue. (Pe) ®ittrf a <> a ‘ ' ^' l’arsi nome.] Lat. nomeu, fama. Gr. i> op«, biaeybìiiz. - SS. Polifemo del suo ìeguo, il quale uon era ancora di gran ma veramente questo Umore in che sotto nome di spirito si CV C ’> v * mcn ^ s <-'tte navi.il/. “V. to. 75. Fu preso M. Niccolò delle ' ''0 ,l Ceccberello de’Boccoli, con quattro loro masnadieri di nome.» 3 o l '-G ò\ SS. Sappiendo il nome della sua santa vita e fama.(V) Cuti ì" 7 'i Apparenza. Vii. S. Gir. 33. Figliuoli, se negli altri pec- KjqIj; temere , in questo vie più; Coi„ m C1 * Kl po co luogo , anzi peggio Q’ ue nuovi modi di fornicazione da più persone. (V) iiOfrip'^p j Cambio, Parte, [ Titolo , Conto , Ragione;] conte A mio d t(( o> hi suo nome, o simili. [E così I11 nome, Per nome ec. ctoè, lii c j s ‘ l 'ititolazione, A titolo , Per conto ec.] Lai. meo nomine , !.. eie. Gr. f.aluuril pav , Isacr. G. V. 1. è7. Allo- \ cc * Vea uno P' cc '°lo oratorio in nome di santo Piero Appostolo, far "; nrv - 65. l3. Ma io in servigio di voi ci Voglio durai fatica in il p e " e orazioni speziali a Dio in vostro nome. E g.g.fi 4• Comandò e '°Ho * gufile, clic una ne cantasse asuo nome. M. V. g.ioj. Fe- 5, . e giurarono pace in vece e nome del Re loro. Toc. Dar. ami. fr.pjv’ A nome di Germanico Tiberio donò alla plebe fiorini sette e per testa. Alam. Colt. 3 . 56. Or ne vien la stagion, Bacco e >1 p 113 1 Gli’ al nostro faticar larga mercede Rende in nome di voi. (Ciò? ?»»'• iti, 36. Fece fave in Roma una colonna a suo nome. > 1 ,^ j J denominandola col suo nome.) Lue. da Pam. In nome , e ^ Comune e popolo di Firenze mi fece cavaliere armalo. |li () ' 72. Io ho una sola e unica figliuola vergine , la quale vi vo- Voi are * • • • j c Rdte le vostre possessioni grandi e ricche, che da ,'Peraij vi yoglio per nome di dota restituire. (V) Guicc. T.8. h «Ov^u (^ /S - * bicesi Battezzare chicchessia in nome di uno , e vale im- (Vjv f °i mmie. Slot , Semif. 72. Ebbe un figliuolo, al quale volle », K*T'' Aliprando , per Alìprando suo signore , in nome di cui * n. [(y, °- (Cioè, a cui impose, il suo nome al battesimo.) (V) ?<57 3 1 ?' Avere : Aver nome =: Appellarsi , Nominarsi.] Bocc. iiov. ^Jjpa a- l1no e hbc Mome Spinelloccio Tanena , e 1’ altro ebbe nome Mino. Dant.Purg,5.g5. A piè del Casentino Traversa un'ar a ha nome 1’ Archiano. ^pj Co \ [Aver nome cale anche Aver fama.} Dav. Coll.483. Egli (il ^ la H u <’ R to cattivo nome di durar poco. » Cavale. Punipl. 5/j. fydj gentiluomo avea nome d* essere uno pessimo uomo. Cavale. ‘V j r. 20. Tu hai nome di esser vivo, e se’pur morto.AVo?* 0 70 Vlu .1 _-. 1 - j;„a v». ì segno, il motto nel signif. -‘Htly r>>. *y. X It Ulti nome ux esser vivo, e »e pur iiiurtu.om/. jj p ?* Bello mio figliuolo, che nome è questo che tu hai, che si dicé, 0 * j r aUci lo cuore del ventre? (Cioè, Che è ciò che si dice di tc?)(Y) ■ p °* V* pare: Dar nome o il nome ~ Nominare 5 e talora Spar* a ^or correr fama o sìmile. K. Dare nome, 5 * ^ - (N) S nome — fieiìilcr rinomalo } fumoso. LfDzrc nome,§.2,(1$) p°r, y uo mcz^Dar ad intendere } Dare intenzione, Segr. ^iììq rp** l' 1 ' P'^9 f Tiv)vavasi l’Imperatore, ... «a Trento, e dava < ^ 1 _y°ler passare in Italia. (N) ^ S. jA* arc il nome, lo nome Dare il 5 ^ I^ arc nome , §. 4 . \ ^cn ^ ais i nome con alcuno — Dirsi scambievolmente il segno d^ i0 . 5Cer,f *’ a . ,ic ^ e nc ^ Sì ^ n ìf. del §. so. G. f- r . 8. 55. Giunti nella j nome con ijiiìmV entro e gridando. . . Viva la comune e t/‘ C s ^' % n ’ l^anceschi, ahbarraro le rughe della terra. (Pr) 5 s! r °òi» r re nr nome, per nome, a nome d* alcuno — Dare invece Z ' Co/ vi- 6 ■ * nome , $. 3. (N) 4 f Q : 0 » T* . sere : Essere al nome , usato nella firma interroga- f 0 0 ^. ^ a * ** e te al nome? e vale Come vi domandate ? Bariol. Òp. al è. ' P' 2 75 . (Bdiz. Pezz.) Non è rimaso memoria di qual si ** _r>_ J _ • •• rv-. - -v 3 v,l; 7 . ni< ' < I ue l curioso Re , per cui commissione Diccarco. . eb- ,1 ee..r e , " na non piccola parte d’Asia. ( li lat. direbbe quod ti V ^ Fa * Fare \ l $"l. l L t l,0,lìt oil nome ad a\c\mo—Nominarlo. V.Yare UMilu.y *’ J.'Wv; è ® on ° così interessato nella riputazione dell’ autore , che r ’ ■ tarl <' , come suol dirsi , il ’ ' ‘ re : Farsi nome = Acquistar fama.'] V. Farsi nome. 1 fr/S 01 K 'tyfi >3 fa, «( p * “3 <.wiuc Bvtui. unti , xx nome. (A^ (N^ ooìlf ni P 0 *’re: Imporre o Pone nome o il nome rx: Nominare la C 0 / v > A/e/iere il nome, V. §. 6 , 2., e C. Imporre , §. i/p C^) 7 levare: Levar nome— Divulgare. Segr. iSor.Cram. lst. 5 e vj -s- am P er ^ ori ' € riputazione ai Fiorentini ec. levarno nome che Po° SnÌ °£ era P eiC B^ il Turco si muovesse ai danni loro.(N) 'C NOMECLATORE 5g t 1 5 —* A nome, Per nome, posti avverbittl. =3 Xominalamente. V. A nome. Cr. nella V. Nominatamente. (A) »6 —* Anticamente fu detto per ellissi Nome, in luogo di Per nome. Passar. 14<). Arestù conosciuta una monaca, già sagrestana di questo monistero , nome Beatrice. (Per nome , novero Cbe^ha nome.) (V) , ‘ f Sli • 0 "<-: {'or re nome, parlandosi di persona ^Nominarlo, 7* Pari C " e d* ce si il Nome proprio. V• Porre nome. (N) i, suo ljj? ,i£ ^° w di Libro , Vale Intitolarlo. Dani. Cono. Tr. 4- ~~ f (( ) ro > c ^ e fece a confusione di tutti quelli che disviavano ce v. p e 5 P°se nome Contra Gentili. (P) Puì "'«la c rtarc ^urtare mal nome di sua persona 3= Acer inala a laor tedei < p *'° t mil * c au ^‘ rc ' O. V. lib. 12. cap. 7 4- Ed ella uze suo marito portò mal nome di sua persona.(\ T ) Al nome di Dio, posto avverb. 3= Pen bene Benissimo •, ed è anche maniera usala nel principiare o finire di alcuna onera. V. Al nome di Dio, §§. lei. (A) * Dicesi anche Col nome di Dio. fiumi. Tane. 4. 4- E dica, clic e come io v’imprometto Darvi la Tancia col nome d’iddio. E Salyin.Annot.ivi: Cosi i/l nomine Domini, augurio felice e forinola divina da preporsi a tutte le nostre azioni , si rappresenta benissimo in nostro buon volgare, in dicendo : Col uomo di Dio. (N) 18 — (Giani.) Quella parte dell’ orazione, Zche ammette numero e genere.] Lai. noiuen. Gr. ovog.a..Dep.Decam.26. Cotale in questo luogo non è nome, ma avverbio. E 4l- Ed altri, che pajon que’nonii stessi, onde e’son nuli. Salv.Avvert. 1. 1. 1. Sarà adunque il nome in questo linguaccio in sostantivo e addiettivo soificientemente diviso per- avventura. 19 — * (Filol.)Nomi proprii: Così diconsi i Nomi delle persone e de luoghi aj/fin di contrassegnare e distinguere gli uni dagli altri Plesso gli antichi c presso i moderni svariatissimo metodo fu sempre serbalo ne’ nomi individuali. I Romani ne avevano ordinariamente tre e talvolta quattro. Il primo era V Antinome o prenome che seiviva a distinguere ogni persona } il secondo era il Nome proprio che indicava la famiglia d’onde uscivasi ; il terzo era il Soprannome il quale dinotava ti ramo della famiglia cui si apparteneva , il quarto finalmente un altro soprannome che dovasi a motivo dell’adozione, o per quid- che grande azione, od anche per qualche difetto. E perchè i Cristiani per uso antichissimo prendono nel battesimo it nome di un scialo qual loro special protettore , così i loro nomi proprii diconsi Nomi di battesimo. (Mit) (Ber) (N) 20 — (Milit.) Segno o Motto che si dà negli eserciti per riconoscersi, o per incominciar la battaglia. [ V. %. ó, 5 e Dare nome , §. 4.] Lat. signum , simbolum , tessera. » Cinuz. Darle (alla sentinella J segretamente nell’orecchio il nome , o motto di quel Santo o Santa, che corre quella notte, acciò che mediante esso nome , si posi a conoscere più agevolmente i nimici dagli amici. Montecuoc. Mandar guardie di cavalleria fuori della piazza, dando loro un nome , un seguo differente da quello , che si dà di dentro. (Gr) a —* Un motto, che serviva per segno d’incominciar la battaglia, e che si gridava dai soldati ; questo motto era negli antichi eserciti d’Italia il Nome di un Santo , onde è frequente presso gli storici il modo di dire : Dare il Santo per Dare il nome. (Gr) 3 — di campagna:* Quella parola 0 motto che si dà per segno alle, pattuglie ed alle guardie che stanno di notte fuori del recinto della piazza, e girano per la campagna ad esplorare il nemico. lìLtriiol. Ni 1 tramontar del sole avendo ricevuto il sergente maggiore l ordine dal governatore di far serrai'e la porta, dando prima il nome di campagna ai due caporali, l’uno di cavalleria,l’altro della mezza luna ec.(Gr) 4 —di cotiKiiA:* Soprannome che prendono talvolta i soldati nell’entrare nella milizia, e col quale vanno poi particolarmente distinti. Magai. Questo era il suo nome di guerra, che vuol dire occhio eli pietra, così detto da una macchia ch’egli aveva io una pupilla. (Gr)(N) 21 —* (Eccl.) Nella Santa Scrittura questa paiola hapiùsensi: Bestemmiare il nome , vale a dire 11 nome di Dioi Lodare, Invocare, Celebrare il nome di Dio è Lodare ec. Iddio ; Credere nel nome del- 1 ’ Unigenito figliuolo di Dio vuol dire credere in G. C. Dio iLce di un angelo che spedì per parte sua : Il mio nome è in lui; vale a ih re, E investito del mio potere e della mia autorità. Leggiamo che Dio diede al suo figliuolo un nome superiore ad ogni altro nome, cioè Una potenza ed una dignità superiore a quella di tutte le creature. Non v'é altro nome sotto il cielo per cui possiamo essere salvi, cioè Non v’è altro Salvatore che Gesù. Camminare nel nome di Dio vale Affidarsi ne’ soccorsi e nella protezione di lui. Talvolta prendesi il Nome per la Persona per la riputazione , per l’autorità, perla memoria ec. Imporre il nome a qualcuno è un contrassegno dell'autorità che si ha su di esso ; Conoscerlo pel suo nome, è Vivere in famigliare società con lui ; Suscitare il nome di un morto, è Dargli una posteti tà che faccia Vivere il di lui nome , ec. (Ber) Nomea, No-mò-a. [A/?] U.A.U.edi' Nominanza. Genes. Quattro reami furon nel mondo , li quali ognuno fu d’assai , e di grande nomèa. ìli- U ■ 9- 3y. E per questo mondo montò tanto sua nomèa , che cattino si l’acca suo accomandato. Cron. MorelL. 255. Abbiano nomea di buoni parenti. Dav. Scism. 71. Onde convcniie chiamare eretici di più nomèa. Nomesclatohe, No-men-cla-tó-re. [ Add. e sm.] V. L. [Quegli che diceva il nome de’ cittadini al candidalo, allorché questi recavasi a sollecitare i voti del popolo romano per la carica a cui aspirava. —-, Nomeu- tatore, sin.] Lat. iiomenclator, nomenculator. Gr. à/on. 1 . Orni’egli si nomina per lo nomignolo, e dice eli’ e’ fu «Marnato Ciacco. E Inf,z/j. 2 . Ecco che si nomina per lo nome cc. e per lo soprannome, in quanto dice Cucci , e per lo nomignolo, in quanto dice Bestia. Nomit. * (Geog.) Nò-mi-i. Monti d'Arcadia. (G) Nomina, Nò-mi-na. [Sf] Nominazione , [o Presentazione a qualche grado o dignità ; e si dice altresì del gius di nominare o proporre chi possa essere assunto o ammesso a un beneficio , grado ec.]oMasal. Im, Ho ben caro , in difetto di poter fare quelli fcardinaliJ (fella mia nomina , di veder fatti quelli dilla nomina damici amici. (A) NOMINAZIONE —• * E per Nome o Nominazione semplicemente. lìeUid. ^ Onde pur denotare Con qualche appropriata nominanza cc. t -ggr Nominanza dilF. da Fama , Gloria , Grido , Riputa** 0 / 16 ^ brità , Considerazione. Nominanza fu detto dagli antichi che per qualche pregevole azione fecero divisamente conosce _ 0 c g nome , e si applica eziandio ad esseri non morali che °^ cll pl ,Jla ‘I 1 lebrità. Onde la nozione di Nominanza è molto affine ? c r Làmia , benché questa esprima una diffusione maggiore per gli jita-- 1 '"’, nanza , metaforicamente si disse Grido in sua vece. La Iff . (ieif’ è una stima onorata che si acquista per mezzo dell’ esei' clZ virtù sociali ; onde è minore delia Nominanza , della è 1|li;l Gloria , ma suole essere più utile e meno equivoca. Celeb^' 11 ^ specie di Nominanza assai diffusa e molto pregiata , ma d? gne alla nozione di L'ama. Considerazione da ultimo , eh 'AA sismo non da imitare , vale un sentimento di stima , accoi j da una sorta di rispetto personale, che alcuno inspira a sU ° (f Nominare, No-mi-nà-re, [Alt.] Porre il nome .—, Rinomina^’ i jjof Appellare,) Lat. nominare , nomcn imponere. Gr. ovo^^s^.' V 3 " lf( ' nov. 2 . i3. Giannotto il levò dal sacro fonte, e nominoci \ 2 — Appellare o Chiamar per nome. Lat. appellare. Gr. Bocc.lntr. 5. Le quali i volgari nominavan gavoccioli..#3#* ^pji^ per nomi alle qualità di ciascuna convenienti, o in tutto o • (> intendo dì nominarle. Petr.cap. 2 . Ove rafliguraì alcun nio* C . a ppi al11 nominar perduta opta sarebbe. CnmickeU. d'Amar, f^* 0 ^** i{ nominare le terre della detta provincia. a 3 — Dar la nomina , cioè Propone imo per essere assunto fff grado o dignità, o per essere ammesso in qualche luogo, f nave. Gr. over-fCgiv. Cas. leu . 5o. La benignità che d 1 ’ si è degnata di usar meco, nominandomi a N. Sig. tra ( T nC (rl . a u^' reputa degni d’esser Cardinali, non si può misurare con L => dell’animo e della bontà sua. . pt^.i 4 — [Fig.] Nominare alcuno pel suo nomerrr Dirgli vill , !i,ir, la Vf tverg, Jd Dcmetr. Segn. log. La- figura nominata opinione , la , un allungamento di parole maggior delia cosa , inolt° = ul /ijat 0 veemenza. Sugg. mit. esp, 128. Ramo dell'oro vien n la . ' r< 'i le guardiano di armenti , gli altri perchè divinità de’pa- d, '■ dn gr. nomios pastorale , da nome pascolo; e nomios giusto, $\fo ÌOtllo$ Lggc. Nella stessa lingua nomao io muovo , vibro , con- IVojjj r ° j reggo, governo. V. Nomili.') (Mit) Zo n ^ E C (Filol.) No-mi-ó-ne. Sm. Nome, presso i Greci, d una cariti 6 ff (tmorc che hi cantatrice Etibanide compose a prò del caccia- No 1 , 1 e ™enalca del quale era innamorata.{In gr. nomos cantilena. No-mì-sma. Sm. P r . e di' Numisma. Salvili. Eit.Diog.(A)(N) 5 (Nlat.) Nò-mo, Sm. Ciascuno de'due. termini di un binomio.[Aq) tto (Mus.) Specie di canzone degli antichi Greci , la cui melodia tìip, V ole vu cangiarsi in verun modo. 1 nomi contenevano originaria- ir)^ te ( e prime leggi della vita civile , o qualche lode sopra una deità 'diaria , e conservarono tal nome anche nel seguilo : erano con- 'A§J* lsllìH i dal nome de' popoli che li usavano , e perciò dicevansi o » ? «olio, lidio ec. ; o dagli argomenti, Nomo comico, pitico ec. ; Yt Nomo dattilico, giambico; 0 dal modo o dagl’ invento- ** il oltre simili circostanze. Gr. vopos. (L) Ujp. c og.) Cantone , provincia o prefettura;ma pìvpriam. dicevansiS.0- Pro C P a T t7 '' * ìl cui era diviso l'Egitto. (In gr. nomos regione, prefettura, *o da nemo io distribuisco, coltivo, abito,governo.) (Mit) „ c Ca )'one.* (Log.) No-nio-cà-no-no.AV/z. N. G. Lat. nomocanon. Gr. (£) a nem o io distribuisco, e canon regola.) Collezione o ì\ Sl 'Suzione di leggi iwpci'iali , (Aq) Salviti. Disc.Accad. 2. 265, zio patriarca di Constantinopoli cc. fece una gran raccolta rii ca- Pc 11 -, Sac, i ) e di leggi imperatorie in ordine a quelli ; c intitoìolla 5 : , Cl o_con misto nome il Nomocanone. (N) jj Q - Patriarca di Constantinopoli cc. fece una gr? Pc 11 -, Sac, i ) e di leggi imperatorie in ordine a quelli; ì ^* Cl ÌL Con misto nome il Nomocanone. (N) Noi, Titolo d'un lil.ro penitenziale de Greci. (Aq) ».i°^Aci.* (Arche.) No-mo-fì-la-ei. Add . e sm.pl. V.G. E i 0 Uì" — ’ ’ • • - • ’ ♦ * in 'l*'Studisi,’, V4a„ t ’ V rl S 1 ' Non dovevano essi , secondo Platone, avere meno di citi - - wmi, nè piu di settanta. (Acj) Cpj . 0t fe pure de magistrati che accompagnavano le teorie 0 prò- W fftw - - '.* ' " ' ■■ - ‘ - ,tf °m a Delfo ec. e ne regolavano la condona. (Aq) 0 Ci Ufo,* - - " ’ " ' ’ ’ " ' rnu (fìlol.) Ko mò-gra-fo. Add. e sm. V. G. Lat. nomogra Uoj, S- (Da nomos legge, c grapho io scrivo.) Scrittore di leggi.(Aq) (O 1101 *. * (filo].) No-mo-ìo-gi-a. Sf. V. G. Lat. nomologia. (Da ^°'to °* > c lo S os discorso.) Trattato delle leggi. (Aq) per ]’ Olii.) Nò-mos. Ente allegorico , preso in vario senso ; cioè .deli “Molata necessità del declino , I assessore di Giove, il volere '' divinità ec. cc. (Dal gr. nomos legge.) (Mit) ( Arcl[, '0 No-nio-tè-ti. Add. e sm. pi. V.G. lat. nomothe- S! h» ' 3 nnmos legge j e theteon verb. di lithemi io pongo.) 31 agi- S'ù 1 a f r ‘i ( ' s i’ nel numero di tool, eletti a sorte fra (piedi vìierano 8Har tat ' Studivi tle l tribunale degli Lliasli. Erano preposti ad invi- ìOj;,-, C sn pra le leggi. , ed a proporne Vabrogazione, se inutili , e la 'Olone di quelle che credevano utili. (Mit) (Ar. Mes.) Nom-pa-ri-glia. o rn. Nome de’ due ultimi e ’' 1 caratteri da stampa , detti Nompariglia maggiore, e minore, n’oft '^nompariglia , sin. (A) cr>m e di negazione , come No. [ Si scrive così innanzi a vocale h 0 \ " consonante .—, None, Nonne, sin. ] Lat. non. Gr. ciò ( V. infoco, nov. 27. 3 z. Madonna , non dubitate, io sono il vostro, gli c .m°. vivo e sano , e mai non morii. Dant.Purg. i. 76. Non son 3 ^ . y ! 1 eterni per noi guasti. "iir'^ì er f nn d° alcuni, pare che avendosi a negare più cose poste dila ™ verbo, sia fusalo costume di favellare, giungere a ciascheduna c| H ', Suzione , senza giungerla al verbo.] Dant. Purg. 21. -,b. Pcr- ? n pioggia, non grando, non neve, Non rugiada, non brina più su Tal, *^ lc la scaletfa de’ tre gradi breve. » liocc. lett. Non i grandi 0 on’ 0 Don 1' «mpic possessioni, non la porpora, non l’oro fanno P uo- “eff 1 se ’i Verbo va innanzi, dell’ essei’e egli negato, o si ponga la tosi COft le cose negale , o no.] liocc. g. 4-P- "" ^ 0B eaira- occ. g. 5. n. 4■ Donna, guarda che per quanto tu bai caro il mio amore, tu non facci motto. CastigL Cortig K Uh. 3. Non so. . . come in questo negar potrete che l’uomo per le qualità naturali non sia più perfetto che la donna.(Cin) 1G —* E così pure dopo le fusi ch'esprimono ostacolo o vietamente. S. Agost. C. D. 1. 3 i. La previdenza senatoria vietò da quella in poi, che non si ponessero le sedie. Pecor . g. g. n. 2. Vietando gli inimici , che non pesassero. Ar. Fur. 5. 53. È gli. vietò clic con la propria mano Non sì passasse in quel furore il petto. Capale Espos. Simb. Toglimi , che non voglia a uomo piacere, e ogni cosa andrà bene. Bocc. g. 3 . n. 2. Il suo basso stato non gli avea tolto, ch’egli non conoscesse, questo suo amore esser fuor d’ogni convenienza.(Cin) I y —* Ma talvolta altresì il Non si tacque , allora massimamente quando il verbo che viene dopo è posto nell' infilino.Bocc. g. 5 . n. 3 . Non avendo s Casligl. conosco 9 e gli dicessi liberamente il parer perderci. G. F. 1. 10. Ciascuno si guardasse di dare aj ito o consiglio ad alcuno rubcllo. Rim. Ant.Anton.Buffòne-NLa. gnarti dui servire all’ uomo ingrato. (Citi) , . _ .. 18 — Ne'verbi Dubitare, Sospettare, e simili, si usa it Non senza zi Che. Bocc . g. 5. n. 2. La giovane , udendo la favella latina, dubitò non forse altro vento l’avesse a Lipari riportata, ( Nota ette talora si aggiugne Torse al Non. V . Non torse.) E §' 2, 4 \ mendo non quella cassa forse il percotesse per modo, che gli nojasse. E g. 2. 11, g. Suspicò non costui in alcun atto 1 avesse -ramgurato. E g. 5 . 11. 1. Cominciò ( Efigenia J a dubitare non quel suo guardar così fiso movesse la sua rusticità ad alcuna cosa, che vergogua le potesse tornare. (V) E g. 1 . n. 1. ‘Li due Irategli, h quali uu- bituvan forte, non scr Ciappelletto gl’ingannasse * s erau posti appresso ad un tavolato. (Cicó », „ 19 —* Anche si usa dopo la frase Mancar poco, o altra che a quella somigli; e allora gli si aggiunge tanto l'indicativo , quanto lottó- tivo %’ verbi; nut col secondo P^esprttm m 'dea od un aUo delie con Di poco mancava ch'io non °, s’ e ,?>°. n 3° ro - ( L’usalo modo di parlare pero è non negare il ver- Moso .‘■'jb', se gue a cose negale-, onde era meglio dire: Mai più esser “'Hìili.] l )artc di te mostrare ; Né di nc notte mai riposato <■ ...V , uo ve. cc- ..w.. ...ww» W - n -. -- ^ 0, • Ne eli nè nolte mai non riposar» , Che forte fu ili con- (Cin) (V) mase, mostrandovi ognora piu le sue mani. Sanniti. Arcasi. 1 ros. 2o m —* SS Si ^antepose a nomi ed a verbi, per ridurre il senso affermativo de’vocaboli al negativo, contrapponendolo anche talvolta ai vocaboli stessi affermativamente posti. Amili. Ant. 11. io. 4. Acciocché ammaestrassero più leggermente la moltitudine delle persone, e che in una medesima sentenzia altro vi sentisse il dotto, altro il non dolio. Ed ivi Giwit. 33 . Due Sono maniere dì non giustizia, liocc. g. 3 . n. 7. I fintegli c gli altri uomini, tulli di lagrime d’allegrezza pieni, 554 TJQNA NON CHE ail abbracciare il corsero, ed il .smagliante appresso fccer le donne, così le non parenti , come le parenti. Castìgl.Corteg. 1 . 3. Ma poiché pur volete insegnar questa rusticità , per dir cosi alle maritate; volete voi clic le non maritate siano ancora cosi crudeli e discortesi? Ar.Fur. 20. 2. E forse ascosi han lor debiti onori L’invidia e il non saper de gli scrittori. (Cin) ai —* Talvolta si strinse ancora co'nomi tutto in una parola, come Noncuranza , Noumoudo , Nonesercizio , Nonusanza e simili. F. a’ lor luoghi. (Cin) aa _* Si unisce anche ad altre voci, con le quali firma particolari composiziorii e modi avverò. , come Non che, Non pertanto, Non dimeno , Non perciò, Non so ec. F. a' lor luoghi. (A) a3 —* Replicalo , nella seconda sede si riferì al verbo espresso nella prima.Segr.Fior. Asia. c. 7. Poco più là certi animai disfatti, Qual coda non uvea , qual non orecchi. (Cin) a/j —» * Con la corrispondenza di Ne. Bocc. Lab. p. 3a. Dalle quali cose non tu , nè altri dirà che da dolersi non sia indù la morte.(Cin) a5 —* Tronco ed apostrofato si trova usato rutile interrogazioni. V . N’è vero. (Cin) a6 — Talora posto interrogativamente muta significalo, e sta come se non vi fosse. Dant. Purg. 10. nf Non v' accorgete voi che noi siam vermi Nati a formar l’angelica farfalla , Che vola alla giustizia senza schermi ? {Cioè, vi accorgete Voi ?) Geli. Sport. ff.2. Berto, non disse il tuo padrone , se io intesi bene , che noi portassimo a casa Ghirigoro de'Macci suo suocero queste cose, e le cocessimo quivi ? {Cioè, lo diss’egli? ) » Fit. SS. Pad. 3. < <4- Or dunque di che temete tigli uoli? Avete paura che questa varietà non sia spenta? anzi ora la ritroverete più viva. (V) ar — Talora è replicato senza bisogno. Fit. SS. Pad. 2. 10(J, Tornò a pcnitenzia , e lasciando ogni mala opera, ha promesso di non mai più non tornarvi. (V) fin parecchi buoni testi a penna non s' incontra peraltro che il secondo Non.) (P) 38 — Talora si dice soverchiamente.Bemb. pros. 3. 2(3. Ma tornando alla particella Non , avviene ancora che ella si dice bene spesso soverchiamente : e pure è toscanamente cosi detta. Il medesimo Boccaccio : La quale sapea che da altrui, che àulici rimaso non era, che moglie di Nastagio stala non fosse, dovendosi per lo dritto più tosto dire ; che moglie di Nastagio stata fisse. E altrove : Io temo fine che Lidia , con consiglio e volere di lui, questo non faccia j in vece di dire : questo faccia. (Y) 39 — E variamente. Cavale. Med.cuor. 20. Se l'ira vince c occupa colui che hae a correggere, piuttosto guasta, che non racconcia.(Czo«, clic racconci.) (V) 30 — Talora replicato ajfferma.Bocc. g. 2. n. 5. Poiché Iddio mi ha fatto tanta grazia, che io anzi la mia morte ho veduto alcun de’miei fratelli ec., io non morrò a quella ora, che io consolata non muoja.(V) 31 — Si pone anche in una maniera, che vi s’intendono più parole a fornire il sentimento. Bemb, pros. 3. 21 3. E , oltre a questo, che la Non si pone in 'una maniera , che vi s’intendono più parole a fornire il sentimento , si come si vede appo ’l Bocc. : Non ne dovessi io di certo morire, che io non me ne metta a far ciò che promesso l’ ho: e come altri parla ragionando tuttavia , massimamente tra sé stesso. Perciocché tanto è a dire in quel modo , come se si dicesse: Non rimarrà, se io ne dovessi di certo morire, che io non mi metta a far ciò che promesso l’ho. (V) -!-* Talora avanti si mette V articolo 11. Flt. S. Gio. Bali. tgi. Nacque questo benedetto fanciullo, e Madonna Lisabclta comandò alle balie, che ’l non toccassero ce. (Y) ( Il manoscritto Zanotti legge Che non lo toccassero.) (N) 33 —* Nota modo ellittico. Frane. Sacch. ut. A ciascuno sia lecito senza pena fedire i cherici di qualunque fedite, non muojano cllino. ( Cioè , purché non muojano.) (Pr) Nona, Nó-na. [A/'.l Nome della quinta delle sette ore canoniche, ledè quella che si recita , o che si canta dopo sesta.] Lai. nona. Gr. eV« sirr,. Fit. SS. Pad. 2. 3q6. E terza , e sesta, e nona, e vespro , e 1’ uficio della notte, ec. •2 — 11 tempo nel aitale ella si dice o si suona , eh’ è poco innanzi mezzodì. Dant. Par. 15. gS. Fiorenza dentro dalla cerchia antica , Ond’ ella toglie ancora c terza c nona , Si stava in pace, sobria e pudica. Bui. Purg. t5. t. Montando lo sole prima , la prima parte fa terza, la seconda sesta, e la terza nona, e siamo al mezzo dì ; poi comincia a discendere ; e sceso , la prima parte fa mezzo vespro, la seconda fa vespro , ec. Bern, Ori. 2. so. 1/j. E già vernilo il deputato giorno , Che ’l giuoco debbe farsi in sulla nona. Alani Gir. 9. 6'. Jori appunto nel di, fra vespro e nona ec. , Incontrai questo mostro. 3 — Dicesi Mezza nona la Metà dello spazio'tra nonne vespro.[Bocc. (100.77. 57. Essendo già la mezza nona passata, [lo scolare da dormir levatosi cc., se ne tornò alla torre. ] » Frane. Sacch. nov. i5.f. Come costoro udirono questo , tosto tosto scacciarono j la sposa vi fu a mezza nona. (V) 4 — Dicesi Far le none [o Cantare] 0 Sonar le none, forse per allusione alla parola Non; ed è quanto uno dubita che un altro non lo richieggo dialcun servigio, e comincia, prevenendo, a dire che non può per più cagioni far quella tal cosa. lF. Fare le none , e F. Nonne.] l'ir. Dial. bell. denn. fig. Tu lo hai, e partelo avere; Non bisogna enon accade ora far queste none. ù — (Mus.) Intervallo dissellante di nove gradi , ossia l'ottava della seconda , che comprende in se due specie : la maggiore è un intervallo composto di sei tuoni e due semituoni , ed è t ottava della seconda maggiore. Gian. (B) 3 — minchie : è un intervallo composto di sei tuoni ed un semituono , tome si, ut, ed è l'ottava della seconda. Gian. (B) Nona.* (Mit.) Nò-na. Una delle Parche. (Annientatrice, dal eelt. gali. moni nientej nulla, onde neinick annientare. Nella stessa lingua neo- uihb nach capriccioso. In pera, nihati occulto , latente. In ebr- ,ul f. , . ol r gemere, da anali.) — Divinità romana, la cui funzione era a lL seivare il feto durante il nono mese. (Mit) . rg) a —- * (Geog.) Lat. Acnona, Aenouum. Ant.cit. della Dahmizf 1 -^ Nonacra , * No-nà-cra, Nonacria , Nonacride. N. pr.fi (Nata *** nacra : e Nonacra dal gr. neos , nea , neon nuovo , ed aera » za .)—Moglie di Licaorte. (Mit) a — * (Geog.) Antica città d’ Arcadia. (G) , ,jp) Nonàcriate. * (Mit.) No-na-cri-a-te. Soprannome di Mercurio, pel * che gli si offeriva in Nonacra. (Mit) , Nonacride ,* Nonà-cri-de. N. pr. fi Lo stesso che Nonacra. "• t a — * Add. pr. com. Lo stesso che Nonacrio. F (Mit) Nonacrina , * No-na-cri-na. Add. pr. f. Di Nonacria. — Soprata di Calisto , figlia di Licaone e di Nonacria. (Mit) . , , ca ,Jic> Nonacrio , * No-nà-cri-o. Adii. )>r. ni. Di Nonacra. Sin. di "* o Arcadico presso gli ani. poeti. Dicesi anche Nonacride- (•'£,/ 1. Nonagenario , No-na-ge-nà-ri-o.-zWi/. [e sm.] Che ha novanta nonagenarius. Gr. tm»vwo»rc , ó-roe. Farch. Star. io. c ff solamente dannoso , ma empio , l’aver riguardo o rispetto , D a una parte del tutto , ma a tutte le cose insieme. fith 2 — * Posto in principio di clausula affermativa, col verbo ìnd lC siti con l'espressa , o tacita corrispondenza della particella ,ua ’ \t mili, comunemente mostra quello eli è meno. Bocc. g-3. latora delle quali vie , tutte di rosai bianchi e vermigli, e fqU*' mini erano chiuse ; per le quali cose, non che la mattina , *** a JJa lora il Sole era più alto, sotto odorifera ombra, senza esser to quello , vi si poteva per tutto andare. (Cin) ^ -[ 1: col medesimo verbo pur in principio di clausula, ma c ’ 4i giti , mostra comunemente il più ] Dant. Inf.5. /fi. Nulla s l >era f;,ti/; conforta mai , Non che di posa, ma di minor pena. » Bocc. gjj Ne’ quali , nò perversità di tempo , nè perdita d’amici, nè se medesimi avea potuto amor, non che spegnere, ma g. g. n. 3. Ma, non che a questo, essi non 1’ aveano mai pot ut ° ducere , eli’ egli loro una volta desse mangiare. (Cin) sfitti — IE nella medesima forma col soggiuntivo pur affermand°i t " a,. J comunemente quello eli è meno , .l ’egli è in principio di ciao* y . 0 > Bocc. nov. 97. 20. E perciò , non clic io faccia questo di pie» 1 " c ,r lentier marito ec. , ma se voi diceste che io dimorassi nel f**° c 1 dendovi io piacere, mi sarebbe diletto. jiO' 1 — [E col medesimo verbo sul principio di clausula negatici c ji* stra pure il meno.] Bocc. nov. 9.2. Che non che egli l’altrui ,9 giustizia vendicasse , - -n—-- ] - lui* .1 sosteneva. Dant.Purg Bocc. nov. g. 2. Che non che egli l’altrui .rncO 1 , anzi infinite con vituperevole viltà a l“f.* pai' 2g. n5. Non che Roma di carro cosi bel*’ vv<*rn Atimicln rrnwl violoni c-ixìt nntffU’ legrasse Affocano, ovvero Augusto, Ma quel delsol saria pover ò — * S’egli nega col medesimo verbo, mostra quello eh' è P‘ U ‘ oa p°' ne dum. Bocc. g. 2. n. #.Madama, disse allora il giovane , 1 * 11 jV£ i-t terla fare accorgete , noli che pietosa del inio amore , c il ardimento mai di manifestarlo ad alcuno , mi hanno condo * 1 mi vedete. (V) ^ 7 • — * Talvolta ancora affermando , e nel medesimo modo , e ,^l’d desimo verbo, mostra quello eli è più. Petr. p. 1. canz. iS . in 8 mondo e lor note che non possano i versi : E gli aspidi incantar note , Non che A gielo adornar di nuovi fiori. (Cin) [Affermò parimente , e negò pur in fine di clausula col ,,ij9 tivo accoppiato.] Bocc. novfif. 35. Ogni gran cosa, n° n picciola , farei volentieri , non che io promettessi. Peti'. oa P' f 0 U* pena oso pensarne, non eli’io sia Ardito di parlarne in v , c ^j c i 1* 0 ? rima. » Bocc. Introd. Il che se da gli oothi di molti, e “ a Ji( crl " fosse stato veduto , appena che io ordissi di crederlo, non che verlo. (Cin) ; e 9 — Talora si usa senza le pailicelle corrispondenti Ma , fi*. f 0 itn mili. Bocc. nov. iét. S. [,e quali sono di tanta potenza , simi uomini , non che le tenere donile , hanno già molte| v0 .| 0 „ d’ a|1 c vincono tutto il giorno. Petr. canz. fi. 6. Punta poi nel W picciol angue, Come fior colto langue, Lieta si dipartio, no** F. cC .g‘ t 10 — Per Benché , maniera e poco usata e forse tronca. P p. 12. Caccimrìi via questi cotali , qualora io ne domando che , la Dio mercè , ancora non mi bisogna. . „ n te * * ■— Per Non però che. f.-il. non -juo:I. Fuwint. ‘Sfi 1 - gliata , c la vanità del mio sogno conoscendo, quasi conte* 1 . ‘ [c ,nc»' sognato, ringraziava Dio, non che io turbata non riinaue'-y^ c Ji * ^ do ec. Petr.son. fi. E s’io non posso trasformarmi *** ’.;„jda s ‘q mi sia, non che a mercè mi vaglia. Di qual pietra P 1U t t *^ na * e la nostra gente soggiaccia alla morte. Sen.Ben, *gU ' 7* *3* c 8^ s * f lìsse sdimenticato del benefizio ricevuto, se e gii n 0ì ? n i, c1 a ^ ro no t 1 avesse tentato di ristorarlo, negheresti tu, che Visi 1 * avesse rendalo? » òoclcr. Colt. E non che altro, osservi V W n 5’^ a . v, *8 na > dove il terreno produce la mcrcorellu , quel ™ 05y ‘Co K x. d ^ l a dell* istcsso odore di mcrcorclla. (Cin) rf« i n - * (St. Ecd.) Koivcon-for-niì-sti. Nome generale che si v e disri "iltcrra alle diverse Sette che non seguono la stessa dottrina ‘'^Cop lV '^ ma della chiesa anglicana. (Ber) ^lC^ DE ” A * Won ' cor ' TÌ - 8 r on - d ™-* a - comp,] contrario dì Cor- - ^rj.ì st r u ’ 7a * d i/afì corrispondere. Salviti.'Viso. 2. 352. L* avaro non ,0 consola la nonrorrispondr nza colla vista de* suoi danari. . . 'tu- . 1 Usa ^ ‘Le , Ni n-cr-ve 1 le. F, comp. e bassa che nello stile bernesco C ^ 1,1 senso di Nulla. (V. covelle e cave/le.) S. Caler, letf. (A) iti 1 ditm. bini. Di lodar Noncoellc ho nel pensiero, Ma Niente u pp}- e l^ c/ I a Jdi;um primamente nel Vangelo Clic Dio di Noncovel «osa. (Cin) Co, ftnt! TE ? Non-cu-ràn-te. Àdcì. [com. camp.'] che anche si scrive Non /'* sprezzante, Che ha noncuranza. Lcit. neglìgcns, contemnctis, <ìi ci d' tyt, 'P c l v > xK'raQpot’sh. Bocc. Intr. 23 . Eziandio i semplici far Wp g RC01 ^ i c non curanti. E nov. 3 i. 16, Perchè , non come do- K % ( ' minil,a i ° ripresa del suo fallo, ma come noncurante e va- n 5 eC * disse : re. llim. ani. Sena, del Ben. Bell. 3 Jan. 116. Che iatlC ^° sava <**’"> *' am * certa? Sarà sdegnosa o noncurante c fella. Non-cu-ran ca. [*V/* comp. Contrario di Curanz a.] Disi* ’ * s P rczzo i II non calere. Lat. neglectus, contcmptus. Gr,ciS-t- ^ •* K0LTa - ( r(^ r ‘ <:ric - Buon. Fier. 1. /£, 2. Oh quanti, oh quanti son Retati , Che , messo in noncuranza il proprio bene , Insultan . . . , proprio bene,_ ft'ivij . 1 ” Sa/vin Pros. Tose. 1. 3 gy. Noi non dobbiamo un si aito disprezzare, e i naturali avvantaggi colla noncuranza nostra jy V(; ? e render vani col nonuso. (B) *le x^ nranza diti’, da Disistima , Dispregio. La Noncuranza consi- ? Oscurare le cose, o buone o cattive che s'eno. li» Disistima V t ^vantaggiosa opinione delle cose da noi reputate di nessun va- ,J unti]if.\ Tl D,'- A _i.„ i~ 7-» • • ^ • * t < _• _ i* _ Jle c 'Milita. Il Dispregio è più clic la Disistima , perchè si applica r \’ej G ’ c ^°» linn . P ul t “ sono di nessun valore od utilità, ma czian- '^VoJ^ 0110 no * tenute per vili , abbiette ed anche pericolose. p. j, m?E , * Non-dc-vo-zid-ne. Sf. comp. Lo stesso che Indevozio- d ^oin.Dant. Jnf. 7. Le specie di questo vizio ( dell accidia ) ^piditadc ; . . . . nondevozioue , tristizia ec. (N) %!)!* (Geog.) Città dell' Inda stari inglese, (G) ’ ^ or, '^" nian ' co "^ vt7 ' comp. Lo stesso che Nondimeno [ e .^2 In cn°. F\] Lat. nibilouiinus , attamen. Gr. fAr,hì p v\ttov. AI. Sicché se gli nomini fcr pace dèlie loro guerre, nondimanco ^ 1 o per gli peccati sconci degli uomini, loro fecero guerra. * Nondimanco, aperti i cammini di Romagna, cominciarono re delle robe a Bologna. Fir.As. 110. Egli aveva, difendendosi t e ? '^ e go.Stor. Ub.4 ■ Aveva detto, che noi avevamo a perdere ^ita* dominio , e nrentcdimanco esser vittoriosi. Firenz. Trad. o a... • g - -4.»_t* 5 Fuggii. Pargoletto le man , colle quai nondi-Manco £ ra 51 lontano, Ch’arrivan sin nel Regno d’Acheroute. (Cin) >* ^ >ìe . Cef iuto da Pure. Beni. Rim. Buri. Capii. Card. Pur non ^Hgia * 0 ^ 10 vc< ^ u ^° come vi s’avvezza punto punto , ^ lìZa P e P e Non-di-iné- c senza sale. (Cin) no. Avv. Icomp. Lo stesso che] Nientedimeno. 0* : put,,* Una delle particelle che sogliono corrispondere a Benché , **V U n e 5 ' mi ^'^'"bnihilominus, attamen. Gr.^sVroiyr, àyXoftvs. fK.^è Bad. 1. i5i. Ed avvegnaché sieno divisi per abitazione , P ° n ? n dimeno sono uniti in caritade. Bncc.Proem. 2. Qua»- f; 4 i C ’ lle P° ss ^ lo^Mo ec., nondimeno mi fu egli di grandis- W 9 * a soifcrirc. E n*>v. 6g. 2. La qual còsa , quantunque in ^ C1 e sia stato dimostrato , nondimeno io il mi credo molto ». m» c j lc (Jì VY j intendo , mostrare. tale coi rispondenza. Doni. Jnf. g. i 3 . Ma nondimen ,i._ j n nov. 12. g. Anzi con gli altri insieme h, Lbe dirvi intendo l ^ r dienne. Bocc. •fa v ^tìO ] » u »uim,.wun,. ix. «/. V.UJI. aulì iiisicilic k-^c il c he’l fosse morto, avendo nondimeno pensiero tuttavia come !%l. U DOtcrc_ J-11. 11 , 1 *lla°H GSSei0 man ì del popolo. E nov. 17. m. Di che la • * n ~ * donna divenne maggiore; ma nondimeno, stringendola ne- «u cc. Cronichea. d A ni ar.!N m« limino lo’nipfradorc ' l0 ‘ Ou‘/j. Cons. 1. 187. Se talvolta non potesse pigliare ■-.."“no '* u ' Cons. 1. 187. __ .... dj^ A'(< ’p, ne stia nondimeno nel letto. V % - h le tall,oha con altre particelle di significato simili a Non- d S |, r ^ , 3v ° C *V &• ®* ». Stecchi e Marchese gridavano, che’l fosse Vip 'Ji n °ndinicno pensiero tuttavia, come trarre il potessero in;\ E p- Pòpofò-A-' g- 2. n. 7. Di che la paura alla donna di- ^s. il?» chp l ? r f* nondimeno pure stimolò tanto quelle, che vive V ic fece levare. (Cui) ^>1 ? -, 7 X} Usa "“«'porre alcuna voce tra Non e di meno. Bocc. «sere t. Con1 ? c l |e 111 nomo in parte de’tuoi migliori anni nid- * le ,) t ,j■ a ' 0 ti sii , non dovevi di meno conoscer quello che gli 11 per\ il j?‘' zc possano ne’ vecchi, non che ne’ giovani. Pass. “Ni * n }~ ,c mcno s ' richiede e la confessione e la satisfazione. (/ ’ ,00 ‘ Nè P e r tanto di meli parlando vommi Con ser i ft ’ e alt y uest0 luogo tanto è la Nè, che la Non ■) Dep.Decani. \i, 1 »en< 1 tl r ittori ^ < l» e| l e « ta dissono non perciò , ovvero non ,l5 *1 *Uoà,j or 3h- Mon.Fior. i6g. Ma i nostri, quantunque tro- a ° allora assai dal suo buon uso antico essere guasto, non pertanto di meno ebber pure in ciò gran vantaggio.» Passav. p 82. E non però dimeno si puotc avere nell' affetto e nella volontà dentro sufficiente contrizione. (Cin) 5 — In forza di Non punto meno, Non meno, Niente meno. Fr. Giard. 2g5.La passione di Cristo puoi dire che tutto sia per tua salute (sei- iene egli sia morto per tutti ) ; e 11011 minore beneficio il ti dèi imputare , e nondimeno esserne conoscente. (V) 6 — * E in <]ueslo medesimo senso, con parole poste frammezzo. Cavolo. Med. Cuor. 287. Questo singolarmente è-da notare della divina misericordia, che sì intrafatto perdona, che non danna della colpa commessa , non ce la rimprovera, e non ci ama però di meno. (V) 7 —* Preceduto da Ciò. Magal.Lett.Scienl. ed Erud. i.p. 3. E benché io abbia una volta detto in una mia satira, d’essere stato anch’io cc., ciò nondimeno non fu sensibilmente, come a lei è avvenuto, ma solo in ispirito. (N) ’ Nosdika.* (Mit.) Non-dì-na. Dea che presedeva alla purificazione dei fanciulli , poiché i maschi venivano purificati nel nono giorno dopo la nascita. (Mit) Nokdobmiiie , Non-dor-mì-re..SVn. comp. Che nel numero del più si dice I noudormiri. Pigilia morbosa. Red. Cons. (A) NonE.(Cron.)Nò-ne. [Sf.pl.] f^.L .[ Termine del calendario romano,corrispondente ai cinque de' mesi di gennajo, febbrajo , aprile , giugno , agosto, settembre, novembre e dicembre ; a selle ] di rntnzo, maggio, luglio ed otlohre. [Pare che si chiamassero None dall'essere tal giorno il nono avanti gl' idi.] Lat. nonae. (Ir. risai. No>'b, Nó-ne. [ sire .)/' .A. E. e di'Non. Cit.S.Gio.Batt. Udivano bene queste pai ole, ma non l’intendevano se none che diccano fra loro ec. Rim. Ant. Dant. Majan. 7/j. È discacciato , e none trovò ajuto. Erano. Rari/. i5n. ig. Sla pur il traditor , questo ognor pone Per tal vizio che none Si dea già mai perdonar, ma punire. Stor.Pisl.z3. I Lucchesi aveano deliberato die non si pigliassono se none per uomini morti. 'les. Br. 5. fi. Le loro unghie guardano in tal maniera , che non le portano , se none a rivescio. » Gr. S. Gir. Infermò d’una molto grave infermità corporale, e none spirituale. (Cin) NoHESiir.cizio, Non-e-ser-cì-zi-o. [Sin.comp.]Il non esercitare, Mancanza di esercìzio. Lat. inesercitatio. Gr. àsxcxriirix. Salviti. Disc. 2. 6fi. Tutto è l’uso ec. , che le parti destre fortifica, e il disuso e il nou- cseicizio c il disavvezzamente quello che le sinistre indebolisce. Kos forse. [Avv.] Acciocché non.Lai.ne. Gr.pii. [f^. Non, §. 5.) 2 — Per Che non. Lat. ne. Filoc. 7. 542. E guardati non tòrse tanto liberale esser desiderassi , che in prodigalità cadessi. Kos già.* Avv. A nùm modo , Non certamente. Lai. ncquaquam. Se- gner. Alanti. Mari. 3i. 2. Chi fu quel servo, che lasciato ozioso il talento , non corrispose alla aspettazìon del padrone? Chi ne avea ricevuti molti ; non già fu chi ne avea ricevuto uno solo. (N) Nokia , * Nò-ni-a. A T . pr. fi (Nata all’ora nona.)—Cclsa. Imperatrice romana , moglie di Macrina. (Mit) Nomiamo, * No-ni-à-no. N. pr. in. (N. patron, di Nonio.)— Q. Considio. Governatore delle Gallie, sostituito a Cesare dal senato. (Mit) Nomo, * Nò-ni-o. N. pr. Lat. Nonius. (V. Nonia.) — Nome di molli romani .— Marcello. Grammatico e filosofò latino del terzo secolo. (B) (Mit) ' J . 2 — * Accoro, dì Antonio. I r . (B) 3 — * (Mit.) Nome di uno de’ cavalli di Plutone. ( Dal celt. non , lo stesso clie don profondo. In pers. nihan nascosto , latente ) (Mit) Non istante. * V. A. G. e di Non ostante. Frane.Sacch. rim. 221. L’ ambasciadorc, non istante al danno e alta beHh se ne rise cc. (V) Non istanteciìè.* Avv. G. A. V. e di’ Non ostantoc.hè. Scrivesi anche Nan istante clic. Gii. S. Frutte. 18fi- E così non istante che egli fosse ammaestratore d’umiltà ec. studiavasi ec. E 2 z3. OndG non istante che egli fosse molto appellato c affluito cc. (V) Nonmondo, * Non-món-do. Sm. comp. Contrario di Mondo. Lat. ìm- mundus. Tesorelt. 23. p. 26g. [Napoli 1788.) Non. sai tu che’l mondo Si poria dir nonmondo; Considerando quanto Ci hanno ’mmondez- za e pianto? (N) Nonna,” Nòn-na. Sf. di Nonno. Lo stesso che Avola. G. (Da nanna che negli antichi monumenti trovasi in senso di ava, e che viene, secondo il Bullet dal celt. naia di sitnil senso Appo iTurchi tiene è voce con cui i fanciulli chiamano le madri, le nutrici e le ave. In gali, naing madre : in gr. nennos zio, e nanne zia.) (A) Alleg. ig8. Non sono adunque, ne quelle , nè queste ec. canzonette burlevoli , e da balie stentate per racchetar i lor bambini mal satolli, o novellate a sproposito da raccontarsi nel canto del fuoco dalle bavose nonne per trattenerli la sera, che s’arde il ceppo a’nipotini. (N) 2 —* (Ar. Mes.) Nonne. Sfi. pLG.dell'uso. Arnese da scaldare ipledi. (A) Nonna .” N.pr. f Lat. Nonna. (Dal celt. non sera, ovvero da ™»« che in gali, vai mezzodì: e però vuol dice Nata di mezzodì odi ©eia.)( ) Nonnano*ie Non-na-nò-mc. Sm. G. enntad. corruzione di Anemone. Buon. Tane. ». ». Mandale un toLilpane o rosso o giallo, Un 11011- nanomc, un vinciglio, un marciso. (A) (N) , . . w NoNNATORALE,Non-na-tu-rà-le.[^ '“.yj effetto e per operazione, non ostante a quello ch’egli ha lan ■ ^ essergli fatta col pigliare scuse e anticipare la Nonostantechè, Non-o-stan-te-ché. Avv. che anche si scrive stacco ^ . ^ stesso che Benché. Eh —, Non is tantoché, sin. M 1 - tametsi, licet. Gr. nunrip, a nouf-n-xov.Zibald. Andr. 3 . 3 . N ( e tecliè fosse pregato da tutti i cittadini, che gli dovesse pero» a [. all’ ultimo, dopo molli priegbi, a se fece trarre uno occhio, e Q 0> to tro al figliuolo. Demelr.Segn.24. Non ostante che il suggello P 1 ^ vo' avesse molta magniliceuy.a. Éarch.Ercol.1 jó'.iS onost.au teche t“ fagliano clic ancora in questo luogo lo ' sia non dativo, ma qua* j 0 u» F. Ostante. » Bocc. g. 3 . n. 4 - E dopo molto gli venne F e ” modo da dover potere essere colla donna in casa sua senza s 1 -. f via-) non ostante che fra Puccio in casa fosse. (\) Non perciò, Non perciò di meno. [Avv. Non pertanto, TaU a Nondimeno, §. 4 - Non però.* Avv. Nondimeno. Lat • non continuo , non ideo - , . ,. Crisi, insti-, 3. 27. i3. Non avvertendo la misera f gi° valie ( f tu' 11 j! comico più di una fiata. Cosi presso Giuliano ne’Cesari Bacco chia- benché non consenta, non però lascia frattanto di farsi r ,:a „ t yss° : ma Sileno. E Bacco : riposatevi, disse, o Nonnino , c non dite più almeno i peccati commessi da quei discoli nel tentarla. E W. s eii>‘ 33. 7. Quindi è che il demonio stesso, quantunque aspiri a cf c ' più anime che egli possa, non però sempre ne va egh >■ ” - di reti. Red. Aiii'f ^^s si latte cose. (N) Non muno.* Pronome m. che trovasi talvolta usato in luogo di Tutti. Tal. nomo non. Remò. Reti. 3 . 3 . no. Avendo per lunghe pruove veduto gli amici di questa qualità essere pochissimi, e se voi ed un altro non eravate, arei detto non ninno. E 4 - 1 ■ ,1 °- Ed è cosi dabbene e savia e discreta donna, come per avventura ne siano poche in tutta quella città , e forse più di lei non ninna. (N) Nonno, Nòn-110. [S m .Altrimenti Avo,] Avolo. F-Lai. avus. Gr.vdievos. (V .nonna^Ant.Alam.son. 2^. Poi chiamò babbo, mamma, nonno ozio. 2 — Lo diciamo anche per vezzo ad Uomo vecchio. » Salv n. Cas. £ 6 . Sileno Pappo , cioè nonno , per dinotare una lunga vccchiaja cosi chiamavano. Ili tal guisa tra i personaggi comici, i provettissimi (l’età Nonni dicevansi : e vi era il primo nonno, e’l secondo nonno, 1 ’ a- hito .de’quali , c la vestitura descrive Polluce. Sileno il più vecchio di tutti e decrepito , quanto erano più. Papposileno fu detto , come se tu dicessi Nonno di Sileno. (N) 3 — Patrino. Kit. SS.Pad. 4 ■ 4 0n - E trovò messi e fanti che la guidarono al nmnistero dell’Abate suo nonno dfutla la parentela di questo Abate era l'averla battezzata .) (V) Nonno diff. da Avolo. Avolo ed Avo esprimono al pari di Nonno il padre del padre o della madre. Ma gli antenati si direbbero Avoli e non mai Nonni. Così un vecchio e alla maniera antica un compare si direbbe Nonno e non Avolo. Nonno. * N. pr. m. Lai. Nonnus. (Dal celt. non sera: Nato di sera.) — Poeta greco, nato in Panopoli. e fiorito verso il 4 *o. (B) (Mit) Nonkoso , * Non-nó-so. N. pr. m. Lat. Nonnosus. (Dal celt. non, Jo stesso che nati part. negai., edns piccolo : Non piccolo.) (B) Nonncccio, * Non-nùc-cio. Sm. dim. di Nonno. Lo stesso che Nonnino. F. Sidvin. Cas. 66. Ciascun vecchio per cagion d’ onore chiamavau nonno; e per carezza Nonnuccio, come appresso il comico più d’una fiata. (N) Nobnct.la, Non nil la. Sm. ìndeel. Cosa mima. Niente, —, Nojimn.tr, sin. Lat, nihilum. Gr. pr,hoTu>vii. Buon. Pier. 3 . 5 - g. [E sudanti languivano, cdolenti] Finian 1 ’ opera lor, clic fu nonnulla.» Salviti. Annoi. F. B. 3 . 2. 16. Riduccndo a nominila. Confermali con questa voce la spagnuola nonada. Noi siamo come i Greci , presso i quali due negazioni non affermano , ma negano quel più. Non nulla è lo stesso clic nulla. (N) 2 — [E colle preposizioni e segni de’casi.) Galat. 36 . Né cc. starebbe egli bene che i buoni uomini di Rovigo, 0 i cittadini d’ Asolo , tenessero quella medesima solennità in riverirsi insieme per nonnulla » Buon. Pier. .%. 2. 18. Riduccndo a nonnulla 0 ad un !ìl di paglia Quel più ch’egli hanno tolto a sostentare. (N) 3 — [ Dicesi Uomo da nonnulla per Uomo da niente .] Buon, Pier. 3 . 4. 2. E spesso ho scorto il coraggioso c ’1 forte Rimaner sotto! piè (fi noni da nonnulla. 4 — * Fu detto Poco o Nonnulla m modo antico per Poco o Nulla. 5. Agost. Stìnti. 4 • E’ uno sanza l’ altro vale poco o nonnulla.(Cin) 5 —* Congiunto a Qualche, significa Alcuna cosa. Car. Leti. ined. 3 . <79. Quanto alla canzone. . . tornerò presto in là, e per ubbidirla litri) qualche nonnulla, perchè in vero mi parye bella c senza difetto di lingua. (Pe) G —* Col v. Dare: Dare in nonnulla =: Non conchiuder niente. F. Dare in nulla. (A) r- _ fo) v. Pare ;] Fare la metà di nonnulla [= Perdere il tempo in ‘ qualche cosa, che per la propria dappocaggine e tardanza non potrà riuscire.) V. Fare la metà di nonnulla. prc eia con una gran quantità di ragne e ui uu. uen. <, 57. E non solamente nc son pieni, ma di più si trovano , ' |e sà rl ,‘ sciolte intorno ad essi sacchetti ec. Non però in tutte qua . ; c ni a* de’ lombrichi mentovati di sopra si trovano tali sacchetti l uova ec. (N) c no,i*' Non però di meno. [Avv. Non pertanto, Tuttavia.) NonmiO ^ !■ Non però niente di meno. Avv. Ciò non pertanto. Fa. [ a fH 11 363 . Gilde 1 ’ abate Paulo , provatissimo monaco, il quale lS 'p |C £l l’ermo di Porfirio, e viveva pure di frutti delle palme e (V) bette, non però niente di meno lavorava, e faceva cp 01 bf‘f t!fr ‘ Nonperquanto, Non pcr-quàn-to. Avv. cornp. Nondimeno. S tl ff 0 ’ 1. 3.4.4. Dietro alle dette voci seguita ec. nonpertanto, n ° n f‘, c a' ,v ' 5 J nonperqueslo , quando stanno per nondimeno ec. , che tu pcofpfi per le dette cagioni, doversi dai moderni scrivere unite u' , tc ssV s -i Dep. Decani. 83 . Trovasi ancora iu .questi tempi e nello j af c.( , %iu ficaio, nonperquanto, del quale ad a lira occasione si potrà P a «e Nonperocesto , * Non-pcr-qué-sto. Avv. comp. Nondimeno' perquanto. (N) Nonperseveranza eh*. lilV -, Non-per-se-ve-ràn-za. Sfi. comp. Lo ih perseveranza. F. Coni. Dant. Inf. 7. Le specie di questo a cof ( , t l’accìdia) sono tepiditade, imperfezione, o vero nonperseve>' a ‘ Non pertanto. Avv. [che scrivesi anche Non per tanto. I 1 fi a |cii ;1 . Non per questo ,] Non perciò. [—, Importante, sin.Lat.fi ^ • |H# non ideo.] Bocc. nov. 517. 3 . E quello clic intorno a ‘'.‘.‘Tale |I a |o deva, era il cognoseimento della sua infima condizione, u 9 pcr tJ ' al i speranza appena le lasciava pigliare di lieto fine ; > na , n0 ^ j , al cl S, 1 4 - 69. La nona compagnia in tre si parte. {Cioè, la compagnia de’ nove. Così Dante usò Sesto.) (Br) Non ostante. * Avv . che tivvasi dagli antichi usato talvolta senza il Che , ma accompagnato col secondo e col terzo caso. F. Ostante, — , Non istarite, sin. Frane. Sacch. nov. ij 3 . La brigata gozzetta giunti a Scaricalasino, aspettarono il medico, non ostante a questo , per tanto di mcno.Dant.lif. l 5 , Nè per tanto di Con Sor Brunetto. (N) Non ter tutto ciò. Bocc. nov. yg. Ma non pertanto pur, poiché andato d’assicurarsi. (N) Da'‘‘ e \ oi 11 ’’ 1 * * Invece di Non pertanto nel sign. di Nondimeno) .jand 0 ’ ì mann Tinnì Inf 4*3 TVc ncr Ijinlo cU .... .. ai-so^’jiu' 9 non per tutto ciò è disdetto di limitarla in una spem-P pP Non pongo.* {Agi'.) Specie d’innesto. Cresc.Ub. 4- ca ! > ' c0 '„ < J| ( , modo, col quale la ignuda gemma nel luogo dcll'aR ra > )l0 „ pC'"’ alcun’altra cosa si pone , da alcuni volgarmente “f p uV g. Nospossa , * Non-pòs-sa. Sf. comp. Impotenza. Dani. iiom n( ,f . t si fida Del beneficio tuo senza giurarla Purché , g i e lett>"’ rC 0 * ricida. {La Cr. alla v. Possa spezza e risolve ne s ‘‘ u !I piAi 1 voce la quale è dello stesso conio che Nouuso, Nom-“ rispondenza , Nonesercizio cc. (M) - E la Diat *f C v-i ^ Non punto. Avv. Mainò. Fil. S. Gio. Bali. : ([sp 0 * 11 ^ figliuolo mio , non avresti tu paura ninna ? Ed e non punto. {V) Avv. Nondimeno. Pallav. pcri'^ ji‘ Hoi NON PURE prima , Appi lo . /zr * 2 #. to/. Ma il Saracin, cl ’ S.'m,-»..' i . _ ’ ena. Lai. sfatim ac , afqne , ut. —. che con mal gusto nacque, Non pur 3 che gli dispiacque. (N) io p® solamente Lat. nedum , non solum. Segnar. Crisi, instr.3. '■'fili ri ' lS *° C 1"' V1 s * sta come forestiere, non pure sconosciuto , ma c Uni “‘•'Presso. Apparisce questo.un disòrdine tanto enorme che ad al- ^ st s 'ffibrò, non pure impercettibile, ma impossibile. E 3.33. 7 . In Dia ffl pd° , non pure è facile che s’impari il male,come io dicca, a IH E Prosperava (la città di FirenzeJ (V) cl,’ * Nor-ret-tù-ra. Sfi F.A. Lo stesso che Nodritura. F~. nord 557 15 —* Dicasi Non so coine, seguito dà Che. Amm. A ut. 16 . 1 . 3. Non domandiamo giammai, e rade volte riceviamo, con tutlo che noi siamo pregati ; che io non so come , che eziandio colui, che ti prega per darti, quando hai ricevuto te ne reputa di più vile, e in maraviglioso modo se i suoi prieghi rifiuti, poi t’ ha in maggior reverenza.(Ciri) 16 —* Talora ha la corrispondenza di Ma. Bern. Ori. 13 . 5. Il Re lo vide , e ’ncontra anch’ egli sprona, Con mcn forza non so , ma pari ardire. E Rim. Buri, a Mess. Gir. Frac astore. Dentro non so, ma fuor tutto ridente. (Cin) 17 —* Talora i seguito dal comparativo. Beni? Rim. Buri. Lod. del Dehit. Non so più bel , che star dentro ad un muro Quieto, agiato, dormendo a chiusi occhi. (Gin) S. Cai. tt< N 5 nor-rei-iu-ra. oj. r .Jt. no stesso cne cvouricura. r. e dormendo a chiusi occìu. (tini) ““'‘mento. (Dal frane, riourrilure che vale il medesimo.JP’r. Barò. Non tanto che. Avv. Non sohunente che. Lat. non solum. S(! ' J ’’ a degna norrettura Sia la sua vita. (V) _ ■ lett. 1 . ■Quanto è pericoloso questo vermine, che non tanto che dia la <ò 0 . "''■• Avo. Ne non , Fuorché e simili. Lat. non nisi. Tit. S. morte al pastore, ma tutti gli altri ne vengono in infirmiti e in mor- *ia r ìt JUa " K 3i4- Ninno per alcun prezzo cc. ad ecclesiastico ufìcio te. E poco dopo : Perocché non tanto che esso tragga le pecorelle folce,, m ° ss0 ec - , «è ninno indegno ec. , nè alcuno il quale d’alcuao sue di mano del lupo, egli è divoratore di esse pecorelle. (V) E S. diffamato fosse , non se non vergine , o che abbia avuto io> s, a . Vcr gine (ioti nisi virgo.J (V) ili ( p E Quare. F, L.Non senza cagione ; è ancora oggi usato modo Frane. Sacch. nov. t. Gli venne gran volontà d’andare a li | 0 j| e d detto re Adoardo, c non sine quare, ma perchè avea udito . tioa j, e dc Sl,e maguauimilà. Jlfa/m. 5. 11 . Ma vedi , il mio Pluton, -Ojì s adirare , Che venir non t* ho fatto sine quadre. zì a ' Maniera che , giunta a diverse voci, ha un non so che di gra- &eri P G J'. c ^ ie 1 quasi dubitando , si tace , che vie più di leghi t \ s 'intende , di quel che talora si esprima > poiché la cosa che vite n [J°r ma non si espone precisamente , pare che tale e tanta sia. Caler.Leti.ig3.n.3. Óra il vedete (Urbano Fl[) in tanto bisogno, c non tanto che voi il sovveniate, ma quello che avete promesso non, attendete. (N) Nonuplo , Nò-nu-plo. Add. m. Nome di proporzione moltipìice ; e di- cesi (piando la maggior grandezza contiene in se nove volte la minore .—, Nocuplo, sin. Lat. nònuplus. Or. éwsxTC\& I ,resa da non so che paura , tremava forte. Cas. lett, 5n. Noszio. * Nón-zi-o. Sm. V. e di’ Nunzio. Bemb. Lett . 2.3. yo. Il pontefice lu ^Ocfo i.-v « \T TV.T„^ __ -1... _■ -1_il. • . 5 n . -r-, 1 ' Ttt * _ j: b..t _i ut_• ha mandato ec. M. Federico Fregoso k arcivescovo di Salerno Nonzio di S. Sant, a confortarla. E 2 . 11 . i65. Nòstro Signore manda a Vi- negia per Nonzio suo Mons. della Casa cc. E 3. (j. 2 g 3 . Rendo adunque a V. S. molte grazie e delle mie lethre al nonzio di N.Sig. cc.^ Mann. Lez.Ling. tose.' 2 . 4°> Monsignor della Casa stesso prima di essere nonzio a Venezia. (N) Nopale. * (Bot) No-pà-lc. (Cin) , I 011 1 s ì aggiunsero anche gli add. Poliz. st. 1 . /fa. E ’n leidisccrnc che divino. (Cin) cogli, stessi add. nel secondo caso. Davanz.Monet. In filo e i, si distendono (l’oro e V argento) a non credibili sottigliezze vai granile.) (Mit) Ni f lc ? 2e , °d lianno un non so che del divino; onde alcuni pò- Nora , -*JSù-ra. N- l>r. f. accora, di Eleonora. V . (n) i (]. “^(ani quando cavano l’oro digiunano, astengonsi dalle donne, ^ ^ ^° 8 n * piacere, per antica religione. (Gin) 6 "*«•/, trn Vusi anche usato a modo di sitst. e senza art.Coppet. rim. ^ * C "P; i. Ir la persona Avente non so che , che a tutti è grato. (lì) Aa./ ■’ h si frappose anche il pronome , e se ne fece uso in maniera , v 'Jr,. <: , ? > senza giungerlo ad altre voci. Fir. Trin. 2. 2 . Uh , ch’io ■^ * tttnanzi aver a fare non so i’«he, eh’avercelo inai adire.(Crn) " , 1 ’i’ee di Che gli tenne dietro Quale o Cliente con vara co- f Ila A ron ’ Teli. 12 . Gino del ci porti in casa ogni poca cosa di più che noi ci abbiamo. (Min) se ìje fece uso m maniera Noiuce , * No-rà-ce. pr. m. (Da Nora nome di. città , ed ac che in celt. vale abitazione: Abitante in Nora. Quindi non è che No race abbia dato il suo nome alla città, ma lo ha preso da lei. Nora poi à cosi detta , perché non procul a ripa Saepri amnisj su di che V. Nereo mit. e Y. pure Nnrico.)—Figlio di Mercurio e di Euristea , capo della colonia d’Iberii che in Sardegna edificarono Nora. (Mit) Nouadino, * No-ra-dì-no. _ZY. pr. rii. (Dal pers, narideii farsi grande.)( 0 ) • perocché pare, che yi sia nascoso un non tenente d’Angusto, vinto da Bruto. (Mit) , ( C T n) Noebensi. * (Gcog.) Nor-bèn-si. Antichi popoli della Sardegna. (G) ^ a r a . ncfle Non so a chi , Non so cui.] Pctr.eap . 11 . TTdi’dir Norberto,* Nor-bèr to. N.pr.m. Lat. Norl>crtus. (Dal celt. nor grande ^ s:li l*>.> 1113 ^ detto scrissi In questi umani a dir proprio li- ovvero principale, e berlh bello. Altri dal sass. north settentrione, Otxu:. J). Garzia pag. ^.Essendogli da non so cui t beorht famoso, celebre ; Celebre nel settentrione. ) — Nobile ger- \\SPicesi latto un T cotaJ don °> a quella età convenevole. (Cin) mano del xn, secolo, Santo arcivescovo di Magdebw'go, e fondatore lij^^chè Non so come, Non so donde o simili.] Fiarn. 1 .65. dell'ordine de' Premnnsttxttensr. (B)(0) donna • 11113 sc “‘'f. ia ca >^ r . a ? non so donde venuta, una bel- Norcu. * (Geog.) Nòr-cia, Nuiaia, Nurcia.iai.Nurcta. Città degli Stati i hL* ad s olferse agli occhi miei. E 5. 112 , I miei panni Juughis- della Chiesa nella delegazione di Spoleto. (G) m * omito ? mentre io correva, non so come s’av- Norcino , Nor-cbno. [Acid, e sm.] Sorta di cerusico che suole curare »- >n , u o * e l» •»"' - r. ...... w— a‘- % jN DÌ'cès' AT° 3a ra ' a impetuosa fuga fermarono. / Non so Game, pure con paiole frammesse. Guariti.Post, « A 1 pe r ’j. : more cd odio Con si inirahii tempre in un cor misti Che 1 . mtro , e non: so be» dir come , E ei strugge c s’avanza (Cin) h 1 tuta.. est fmcha -- . 1 . ,r _ .n . n _ ...... * 3 v ihto g- SI Asconde , e non so dove. Bocc. g. 5. n. io. E preso il th » y*znc, fuor, della casa il portarono, non so dove. (Cin) r , ni co “ paroht frapposta. Petr. p. i.son. 160 . Ratto per man Clv - Dice s f !? i )e11 dove, Doppi a dolcezza in un volto delibo. (Cin) ùi, è quel] * 80 sz.Dern. Ori. 54- * 6 - E ben facca , el lAoy 3 ‘.p\ 30 3 Gonna , non so se; più forte , 0 più bella. A ’ v» 1 ’!'' cnt. ?! Boccaccio, della cui ultima prosa , non so se nuà d ‘E^vole. (Gin) , *1^° viPr »■ ^ 01 " ^ ern - Bim>. Bari, a M. Ant. Bibbiena, la alcuni medi delle pai’ti genitalij {così detto dtd paese di Norcia 9 dove tale specie di cerusici abbondava , e d onde solevano in altri tempi par- # tirsi per ispargersi in tutta Italia .] Pi'os. Fior. (>. $44* Pensò eli seè- D^are quanto al modo , e non diminuire il guadagno a quelli, come 81 o a’medici, e speziali, e chimici, e distillatori, e cerusici, c ciurmatori,-e norcini. a —.* Dicevasi anche di quel Chirurgo r che estrae le pietre dalia vescica; ma allora: è termine già usato da pochi, e quasi per dispregio. (A) 3 —^ Dicesi pure di coloro che in Firenze ammazzano i porci e cojJ morti gli portano sopr aKe spalle alle botteghe de macellari', così detti perchè per lo prn sono del paese dì Norcia; e pero fig. dicesi Wuoin vile e sudicio. Min. Malm. (A) cernì, c a y r KemP1 ?e V aso calamitato .— Così difesi anche La ed quale triona i e 0 il vento che spira di IL Più italianamente Il': 558 NORDALBINGIA 3SOSTOC Oceanus Gcrmanicus. Parte dell Atlantico settentrionale sulla costa maestrale dell’Europa.— Capo Nord. Capo all' estremità settentrionale della Norvegia» —Dipartimento del Nord. Dipartimento il più settentrionale della trancia , formato dall'antica prov. di Ei Anguil. Metani, s. i33. Costume fu d’ ogni donzella Che di Diana la norma scguia Fuggir le pompe. ( Cioè , era seguace de’ suoi costumi. ) (N) 4 — * Col v. Serbare : Serbare o Servar la nonna — Continuare il primo costume. Angui/. Metani. 1.62. Or per empire il suo ventre vorace , Serve nel gregge ancor la stessa nonna. (Qui si ragiona di Licanne trasmutato in lupo.) (N) Normakue. * (Geog.) Nor-màude. Agg. d’ìsole: Isole nella parte meridionale della Manica, presso la costa occidentale dell’ antica Normandia, , dipendenti dall" Inghilterra. (G) .. tempio il numero degli anni. I Uolsiniani , 1 Eidisci ed i Vohj^l la veneravano grandemente, chiamavanla Gran dea : i r°“ > le ponevano talvolta fra le braccia un bambino, perch’ ess .ffd geva particolarmente la iiifaitzia .—, Nirsia, sin. (Dalcclt. vigore, autorità , potere. In ebr. nirtza divenir perfetto, esser placabile , accetto, da ralza che vale il medesimo.) C p, A, Nosco, Nò-sco. [ Proti, cotti. U. comp. che vide ) Con esso 1 solamente del verso. Lat. inibiscimi. Gr. p.iS’ ripùr. (Dal C°.‘ Dant. Purg. 22. 106. Euripide v’ è nosco e Anacreontc. A -,\ 2. 34. Tu d’ Anfriso pastore, a parlar nosco Non ti g rave l0 s&> ^ Nosema. * (Med.) Nò-se-ma. Sm. Ù. G. Lat. uosema. (D a ' inalarsi.) Malattia in genende. (Aq) . air" Nosocomiale, * No-so co-irii-à-lc. Add. cotti. Che tvgna nega ^ ed è agg. di febbre , tifo e simili. Lat. nosocomiali. ( '..ni ,yp Nosocomio. (Med.) No-so-cò-mi-o. Sm. V. G. Lat. nosocom^/ir" nosos malattia, c corneo io curo.) Luogo o Stabilimento r j cui si curano gli ammalati. —, Nosodochio , sin. (Aq) • Nosocojio. * (Med.) No-sò-co-mo .Add. c sm. Ù. G. (V : ,!0 m D irettore d’ un ospedale, ed anche Infermiere. (A. 0.) As0 , ' k jf Nosodemdro. * (/.ool.) No-so-dèu-dro. Sm. U. G. Lat. doso Tornii nosos malattia , e dendran albero.) Genere d insetti d, coleotteri , della, sezione de penttuneri ., delta famiglia. & ^ che sì trovano nelle ulcere degli alberi , e pai ticolarinf 1 fa y degli olmi malaticci. IL suo tipo è il noaodendrou lascio 11 ‘ ^ -,0d><^ irci Ile. (Aq) Nosodociuo." (Med.) No-so-dò-clii-o. Sm. U. G. Lai. nosod 0 *^ L hc nosos malattia, c dechome io ricevo, ammetto.) Lo ste* pj socomio. F. (Aq) Nosogemesi. ’ (Med.) No-so-gè-ne-si Sf. V. G. Lat. n0S1 ^faiie nosos malattia, e genesis generazione.) Origine e fornai ■ lauta i o dottrina della medesima. (Aq) Nosografia. (Med.) Nu-so-gra-fì-a. Sf. F. G.Lat. no!iO pp lOl i0 , ‘ sos malattia , c g rupho io descrivo.) Esposizione de’J e ' malattie. (Aq) Jite0 ,teìe,l ^ es l anche in forza disosta com, Salv. Avveri. 1. s. 21. Dallo £ cotanti de’ nostrali di molto grande stima sono stati avanzati, . 0 , *»».«._ /">_ _ 1.-.1 _ _ _ _ __ _ ì ~ _ questi libri verrò continuando. Segn. Mann. Lugl. 23 . 3 . Que- e rnitàJ è troppo vasta. Non abita in mente alcuna delle no- ■W- C^°è, nostre.) (V) KTE 9 No-stral-mén-fe. Avv. A modo di nostro, In guisa no- ^ at ‘ nostratim. Buommatt. (A) Salv. Avvert. 1. 3.1. 2g. E ciò 5 P erc ^ queste pronunzie non eon del volgar nostro, e si con- ^ 0 st Ha * 0 ° s come sc ‘ nostralmente fosser pronunziate. (N) No-strà-no, Add. m F. A. usata invece di Nostro. Fìt. S. * jjJ l * i^f 3 . Percioccb’ eli" era Cristiana, si tenoa la fede nostrana.(V) <; . er Nostrale; contrario di 'Straniero. Star. Semif. <). A varie genti, ^Hr- 1 ?.^ ra,,10,1 tanc, e chi nostrane, riferito. K 57. Con altee grosse oltre uno nostrano miglio di circuito.(Y) Cas. Galai. 11.108. I0 J S| ®cbè questi vocaboli siano per lo più così nostrani, che al- ‘ulra nazione non gli usa. (N) ,p Mo s No-strìs-si-mo. tAdd. m.] superi, di Nostro.Ambr. Cof.fi 'Vr*H tr clrè debbovi Contar i fatti d’altri? lì. son nostrissimi Questi. Nò-stro. Pronome possessivo m., vale Di noi. l.al. noster. Gr. Bocc . Intr. fi Da giusta ira di Dio a nostra correzione man- i mortali. Petr. canz. 49 ’ 6- Ricorditi che fece il peccar Prender Dio , per scamparne , Umana carne al tuo virginal lrìt 0 a V -ì’ ^oez. Varch. t.pi'os. 2. Se’ tu quegli , mi disse, il quale, nu- del nostro latte e cresciuto de’nostri cibi, eri a quella for- 3v * /> au *l n o 5 che'negli uomini si ricerca, pervenuto? 3 ** r «ì o ^ no L ina con particolare costrutto, fìemb. Sùn. gy. La no- ^ ^ ffi; 1 Gesù nemica gente. (Gin) 6 *o io 1 5i iace l articolo, per essere proprio de'pronomi lo starne senza , b ttJ Parteciparne in grazia di quel nome eh ' essi accompagnano .] Hf d d. 34. Matto è chi spera che nostra ragione Possa trascor- ■>o. q .finita via Che tiene una sustanzia in tre persone.> ìPctr.cap. ^ > >,u vidi io nostra gente aver per duce Yarrone, il terzo gran lo- /^nauo. (A) (B) 1 Idsuto ancora senza articolo in pi incipio di discorso e nel ^hi\ u °.r c l piu. Bocc. Tcseid, 5 . 5y. Nostri primi che nacquero desienti 1 ^ at * mo d’Agenorc. Morg. 18.108. Nostri Cristian, quanti conten- ,aV.2 yìso e . . , ... ..... — -- - . „ paruto il ■ " jj? lai ’dino, madouna Berenice, c clic cene sapete dire? (Cin) \^ s ini^ t0 ancora a( d esprimere il possedimento che abbiamo di noi v^zia. 9 0 ^ amore che a noi stessi portiamo. Fìt. S. Colomb.v.5o . SriT° Ie catene , che Sii.. 1 OìY\»i»,:! r.» portiamo. Fit. S. Colomb.p. 5 g . . ... , ~ue non ci lassano essere di Cristo e tengonci •yy^pni. l-r. Gu.iu. L e.it. 3 . Nostri saremmo, se non fusse il no- I - se non Josse V amore delle nosùe ricchezze, swemmo ‘ di noi medesimi.J (Cin) ì ,v - a diverse ellissi. Amlr.Furl. 3 . 5 . Lasciate fare a ir “''Irij nostre. Guaio. Dite anche delle nostre , come che me, ec. io non il PfOcu *“‘ e ? osa c * ie nou s ' a conforme alle leggi di Dio e della Chiesa, \ e | -d°ri della Iteina solamente futel dare altresì a (/udii del d'tità a voglio mettere il collo a tagliare, se non confessano che la ^ ‘"t(l 0 j - nostro. (Cioè , dal nostro lato.^) (Cin) Daut. Puri'. 26. S^h'o^ / y s °gna a noi di questo mondo, ove poter peccar non è più Ij * p t . l0 . e i Non è più cosa da noi che siamo ili pnrgatorio.)(N) ( "(le q ece duto del Meno m senso comparativo. Bern. Ori. 11 . 1. c ^ e s ^ an I° sl: ' 0 S uai ) R I10n trovi cosa mun gi- ì)Q stra , e dove P uqin abbia a far meno, Che quelle che i h© 1G P ar C ^ ie sieno. (Cin) ( o-ii Co ^ lss °lutameiite [senza appoggio di sostma accompagnato'] 5 ^tra ° ^ ' S7,7 o olare, [è nome neutro che~\ vale II nostro avere, Os iro l0 ^ a ‘ diocc. iiov. 7. 11. Or mangi del suo, se egli n'ha, che ■ e gU 11011 nian § era egli oggi. <8agg. nat. esp. 12. Nondimeno es- qj fio stìumentoj in questa corte d'altissimo e reale in- cosa 5 '^ 61 r *I° 1 ' naj:,e ? come suol dirsi, in sut nostro , diremo tjj* "-s * all’invenzione cd all' uso dì esso. ? 5 ® pi(j p (j anche senza V articolo. Dant. Inf. 1 r Che per quanto si >!) , r ^ 0s Iro, Tanto possedè più di ben ciascuno. (Ai cielo non .. , n — U, ramo possedè più di ben "ciascuno. (/« ■c » 1 0 5 mi Nostà'ò.) (N) . T ... dii ( n del più esprime I nosln parenti , I nostri amici , q P. r o r.l- - • *■ I y. 9. 'Vid' n ° st,la fazione, [della nostra parte o compagnia.) Peli-, 14 1 dannò v i; ! ’ so fine il Saracino , Che fece a‘nostri assai vcigo- ■ P'occ. Intr. /fo. X nostri, o morends, o da morte fug- 1 VOTA 55 q gendo, quasi non fossimo loro, sole in tanta afflizione n’iianno lasciale. » Amhr. Cof. 2.2. Dunque tu se’ de’ nostri, eh? T. Yostrissiino sono.(V) 11 — (Kccl.) Nostra Donna [o Nostra Signora : così chiamatila tergine Maria.] P. Ilonna. §. 6. > — * Nostro Signóre : Così chiamasi G. C. Dant. Inf. i.j. Quanto tesoro volle Nostro Signore in prima da S. Pietro, Che ponesse le chiavi in sua bàlia? E Par. Ed ella : o luce eterna del gran viro , A cui Nostro Signor lasciò le chiavi. (N) Nostromo. (Mariti.) No-strò-mo. jf/cù/. e sin. camp.È termine del Mediterraneo, ed è sinonimo di quello di Maestro d’equipaggio, che pii. stessi ufficiali prendono nell’ Ocea/io. Dicesi anche Bosman. ( Dalla voce popolare spagnuola nuestramo che si compone di nuestr o amo nostro padrone. In iugl. boat s man uomo della nave: ma bodtman vai propriamente barcaruolo.) (S) Nota , Nò-ta. [.S'/l] Annotazione. Lai. annotatio, nota. Gr. trsip.di.mit, tmiTrìpdrocru. Red. lett. 2. 22. Mi prenderò 1 ‘ ardire di comunicarle e di chiederle consiglio per alcune mie fatiche sopra due poeti de’ migliori della Grecia , i quali con note forse non disprezzabili ho cercato d’illustrare, a fine di farli vedere una volta ai mondo. 2 — Ricordo scritto, Lai. commentarius. Gr. vtópusip'a. [ V. qui ( ,p- pressn al tj. t/p] 3 — Macchia , Bruttura; [e dicesi così nel senso materiale come nel morale.] Lat. nota, infamia. Dant. Purg.tt.34. Ben si dee loro atar lavar le note Clic portar quinci, sicché mondi e lievi Possano uscire alle stellate ruote. Rut. ivi : Le note, cioè le magagne e le brutture del peccato. Esp. Pan". Le quali acque Calde levano tutte le brutture c le note dell’anima.» M.Adolbr.P. N.t'i ò'.CIii prende la rolla macchiata o nofosa d’inchiostro, e la stropiccia col suco di quella midolla, si toglie via quella nota. (N) ! - 3 accia, Mal nome o simile, dt SS. Pad. 2. 8q. Per fuggire nota di gialtanza in occulto cantavano. (V) £> — * Lettera in generale. Chiabr. Centi, /fi. Di mia diva Se siscriva Il bel nome e con sei note : Or per questo Io m’ appresto A lasciar sci coppe vote. (B) Cardi. Ei col. 1. 20Ì. Ma voi non fate menzione de’caratteri , cioè delle lettere, ovvero figure, chiamate da alcuni note , colle quali le lingue si scrivono? (\) 6 — [Nel num. del più] per Voci. Lat. numeri, nolae, soni,, moduli, 'Gr. (dipoi. Dant. Inf. 5 . 25 . Ora incominciai! le dolenti note A tarmisi sentire. Rut. ivi : Note, cioè voci, pio cin: le voci sono note delle passioni clic sono nell’ anima. Dant. Pwg. 8 . 14. Telueis ante l ì devotamente Le uscì di bocca , e con sì dolci note, Clic ez.Peti ;<:anz. Cj. 2. E con parole c con al pestìi noto Ogni gravezza del suo petto sgombra. * — [Ed tinche talvolta nel num. del meno.] Dant. Purg. 32 . 33 . Temprava i passi in angcl ca nota, Esp. Satin. Con allegrinola reciteranno le cose predette. 7 — [Poeticamente Note degli eterni giri per] Armonie. Dant Purg. 3 o. g 3 . Cosi fui senza lagrime e sospiri , Anzi ’l cantar di quc’ctie notali sempre Dietro alle note degli eterni giri. 3 — * Canzone. Dant. Par. 1.1 t.i santi cerchi mostrar nuova gioju Nel torneare c nella mira nota. (N) 9 Le parole cantato, ed miche L’arte della musica. Dant. Par. 1/). 118. E come giga cd arpa in tempra tesa Di molte corde fan dolce tintinno A tal da cui la nòta non è intesa , ec. (N) 10 — * La battuta ovvero La musica in che è intonata la nota. Dant. Par. 25 . Misesi là nel canto c nella nota. (N) 11 — * Col v. Battere .' Batter la nota = Piotare, Seguitar le note. C. Battere , §. 35 , 3 . Salvili. Pros. tose. Ove le note si battono e diconsi distintamente spiccate. (N) 12 — * Col v■ Dare: Dar nota ari alcuno —Macchiamela riputazione. Giace. Star. t. t.p. 186. Ricevè (Re Carlo PHI J ... con grandissima pompa ... le insegne reali . . . c i giuramenti consueti prestarsi a’nuovi Ite; orando in nome del p'ipolo di Najioli Giovarmi Joviano Fontano , alle laudi del quale inolio chiarissime per eccellenza di dottrina,ediazioni civili, edi costumi,(lettcqucst'atto non piccola nota.(Pc) 1 3 _ * Col v. Fare: Far nota. Lo stesso che Mettere in nota, cioè, Fare ricordo. Din, Comp.lih i. Confessò avere ricevuta una testimonianza falsa ec. c funne fallo nota. (P) 2 — * Notare , Considerare. Car En. Uh. 3 . Io di ciò chiari segni darotti ; c tu ne fa nota e conserva. (Fàg- Signa tifai dicam : tu condita mente teneto.) (Br) 14 — [Col V. Mettere: Mettere in nota, tra le note —Notare, Descri- vere. V .Mettere in nota.) Dant. Inf. 32 . gì. £ caro esser ti puote ec. Ch’ i’inctla il nome tuo tra l’altre note. io — * Col 0. Pigliare : Pigliar nota o la nota di ale.ma Cosa -or rar- ne, Scriverne , Tenente ricordo. Pallav. Et. Cono. 1. 760. Che se i prelati d una intera nazione sponessero a loia} unitamente r disordini, quali occorrevano in quello special paese, di buon grado ne piglic- rebbon la nota. (Pe) r . 16 — Col v! Venire: Venirne in nota= Averne mal nome, vergogna. Cavale. Pai,gii. 2 iv.Nc vengono in nota ed in confusione cd m obbrobrio. ( 1 ) 17 — A chiare imte, posto avverbi Chiaramente, Espressamente. .Savia. ffisc. g. 2:}o. Epicuro ec. confessa pure a ch.are note, e a l diti la posterità fa palese, non avere egli provato ec. 18 — (Mus.) Note, quei Caratteri con che / musici notano c scrivono le note del cauto, Vod i suoni, i loro diversi gradi dd grave alla- cuto, e la loto diversa diasita.] Lat. nmsicorum notae. Bui. Inf 16. 2. Nota tanto è a ù;Vc, qmirt.o segno di canto, b Purg. 3 o. 2. Notare è iin-1 canto seguitar le note, cioè li segui del canto, che si fanno nel libro del canto. Bemb. AsoL u 6. Detta dalla giovine cantatisi! le guisa le rispose : cc. accidenta' .stata ; * Quella che e armata d’accidente. (L) 56o NOTABILE NOTARE t Irmonka accessoria; * Quella che segue una nota armonica, e fa parte della stessa armonia . (L) 4 •— caratteristica o principale : Quella nota che nelle in tuonar zìo ni de' salmi regola tutte le sillabe 9 le quali precedono la cadenza media e la finale . Gian. (B) 5 — coronata o fermata: * Quella scritta con un semicircolo so pra o sotto con entro un punto. (L) 6 ■*- d* abbellimento : * Quella che precede la nota armonica. (L) 7 — di passaggio o falsa: * Quella che segue la nota aiinonica.{\S) 8 —. romana: Così si chiamarono quelle lettere , colle quali S. Gregorio notò C Antifonario da esso corretto . Gian . (B) 9 — sensibile: La settima maggiore di qualunque scala , distante un mezzo tuono dall ottava. (li) 10 — * Dicesi anche Nota legata , martellata , picchettata , portata , puntata, sciolta , sincopata cc. E. d lor luoghi. (L) i r — Dicesi per simil. Toccare o Ritoccar sempre le stesse note, cioè Ripeter gli stessi detti ; a quella guisa che diciamo Toccare lo stesso tasto , e che i Latini Oberrare eadem chorda. Segn. Pred. 6. 7 * Sentagli sempre far le stesse minacce, sempre ritoccare le stesse note , ec. (V) (N) *9 * (Arche.) Note censorie: Errino le riprensioni che facevano i censori a' cittadini rimani , le quali non recavano alcun’ onta alla riputazione , nè impedivano di aspirare alle cariche , ed i posteriori censori potevano toglierle. (Mit) 3 — giudiziarie : * Quelle onde servitami i giudici per pronunciare le loro semenze. Èrano di ire specie : A, per assolvere *, C, per condannare ; NL (non liquet), per chiedere maggiore schiarimento. ( 0 ) •3 *— suffragatorie o di suffragio;* Quelle che liscivivisi per dare il voto , e furono poste iti uso dalla legge Tabellaria : consistevano in punti o lettere. (0) 4 — tironiane o di Tirone o romane :* Caratteri difficilissimi ad intendersi , in cui sono scritti molti codici antichi. Èsse furono u- tate dopo le abbreviature , e pare che Ennio primamente ne inventasse le prime ; poi Tirane Liberto di Cicerone ne inventò un numero assai maggiore, ed in fine Seneca le raccolse e le ordinò al numero di cinquemila. Servivano per tener dietro alle aringhe improvvise , come or si farebbe colla stenografìa. (Mit) Nota dii), da Macchia , lecca. Macchia non può dirsi sinonimo di Nota, perchè questa ha i particolari significati di segno, di voce, di carattere musicale, di ricordo scritto, di osservazione ec. che non ha Macchia. Ma solo Macchia può figuratamente corrispondere a Nota, quando si prende nel metaforico senso d’infamia. Tecca è una piccola macchia , cd è voce che si applica al fìsico ed al morale, cioè al senso proprio ed al metaforico. Nota diff. da Osservazione, Considerazione, Riflessione .Le Note servono propriamente a rischiarare o spiegare un testo; le Osservazioni a scoprire con un nuovo esame cose novelle, e a condurre a risultameli!! almeno più certi ; le Considerazioni a conoscere e diriiostrare allatto le diverse relazioni di un oggetto importante, e la ragione delle cose: le Riflessioni ad approfondare le idee, e a trarre nuovi pensieri dalle viscere delle cose. Notabile, No-tà-In-le. Sm. Cosa degna d'esser notata. Lat. dietimi an- notatione dignum , sentcntia. Gr. Com. Inf 3. La risposta di Virgilio qui si contiene; però conchiude uno notatile, che di vile e di cattiva cosa 1’uomo non dee ragionare, nè in essa perdere tempo. » Seti. Pisi. yf. Non credere che i notabili die io ti mando, sceverati nelle pistole , sieno d’ Epicuro. (Pr) Notarile. Add. com. Da esser notalo, Considerabile , Maraviglioso ; {Ragguardevole .— , Notevole, Notando, sin.] Lat. notahìlis. Gr. yttl- ptpos , eV/o-ijiUos. Dani. Inf 1 /}. qg. Cosa non fu dagli tuo’occhi scorta Notabile , com’ è ’l presente rio. Sagg. nat. esp. 86. Ma perchè questo , senza ricever notabile offesa ec., non poteva striglierai davvantaggio , fu in quel cambio adoperato un legnetto. » M. F. 3. •/-■ Abbattè ec. tutte le grandi e notabili campane. (N) 2 — Prendesi anche in mala parte c vale Da esser notato per qualsivoglia mala qualità. Pisi. S. Gir. 3y8. Prendendo corpo di Cristo in male stato , per non vedersi notabili d’ alcuno fallo. E foli . La tua faccia sia lieta , e la vesta monda , non lorda uè notabile per nulla singolarità. (V) 3 — [Parlando di persone , nel numero del più , diconsi gli Uomini più ragguardevoli di una comunità , d’ una repubblica , d’ uno stato e simili ; nel qual significato si adopera anche talora dainoderni in forza di sm.] G. V. < 2 . 43- 4• I nlia gli altri notabili uomini , che fecero per lo popolo, si fu messer Farinata degli Ubrrti. Bove. nov. 7. 3 . Messer Cane della Scala ec. fu uno de’più notabili e de'più magnifici signori che dallo imperadorc Federigo Secondo in qua s i sapesse in Italia, Notabile diti', da Considerabile, Maraviglioso. Notabile e Considerabile soglionsi usare egualmente nel senso metaforico di Grande, Importante, Ragguardevole ec. : ma nel senso proprio diversificano tra loro, significando il primo.- da essere notato o notando, cd il secondo : ciò che merita considerazione, da considerarsi o considerando. Maraviglioso , che può significare ciò eh’ è pieno di mai'aviglia o ciò che apporta maraviglia, non è mai sinonimo di Notabile e Considerabile , sia nel scuso proprio , sia nel figurato. Notabili:mk.ntb , No ta-bi-le mèn-te. [Avv. F. //. V.e di'] Notabilmente. G. F. tt. 3 . 5 . Noi alcuna cosa notabilcmcnte non meritiamo della nostri meriti. NotAbiiussimamekte , Norta-bi-Iis-sL-ma-mèn-tc. (Avv.] superi, di Notabilmente. In modo notabilissimo. Lat. maxime notabiliter. Lib.Pred. Vi stanno, sempre notabilissimamente. Gal.Si si. 4* 2 - Loaono P°* e ricorrono ( le ncque ) , senza mutare altezza , nelle parti di mezzo, come accade notabilissimamente nel Faro di Messina. Notabilissimo , Nota-bi-lìs-si-mo. {Add. m.] superi, di Notabile, Lat. insignis , conspicuus , dignus memoria. Gr. IvmpóraroS. D jy. 36o. Da cui Tesser leale in cosa tanto amata procede, che eg eia grandissima, e notabilissima cosa. ci|in) Notabilità, No-ta-bi-li-tà.V/i ast. di Notàbile. TJden.Nis.3.yy.B cr f rc litl- Notabilmente , No-ta-bil-mèn-te. Avv. In modo notabile, Congemente , Evidentemente .— , Notabilemente, Notevolmente Gr- mente , Notatamcute, sin. Lat. notabiliter, insigniter, conspie . 1^{. srxpxeiiiius. S. Agost.C.D. Per l’eccellenti lingue degli scrittoi j fumato e divulgato notabilmcnte. 3 /. F. 4■ y4■ Molto si guardo i cr t versi alla stigazionc e conforto de’ Ghibellini d’Italia, usati d'i nc oll0 r‘t e d’infocare T imprese allo appetito parziale, più ch’ai singul aie della imperiale corona, i cui vizii notabilmente conoscea.òfl 5 »j sC3 l- esp. so. Si porterà in Una stanza, T aria della quale sia stata e ] data notabilmente da’fuochi. E 184■ Avvertasi a tor legno “' ^ uguale , e non composto di parti notabilmente difformi io ‘‘ ll Notabri.* (Geog.) No-tà-bri. Antichi popoli d’ Africa, (fi) ..y, ito- Notacanta.* (Zool.) No-ta-càn-ta. Sf. F. G. Lai. notacantha. fili? tos dorso , e acantha spina. ) Famiglia d’ insetti dell' orduf 0 iti Ieri, stabilita da Latreille. Hanno le antenne composte di articoli dèquali l’ ultimo è aneUato ; il succhialojo non è co r^ che di due pezzi situalo in una tromba 0 mollo corta con 1 a -libri salicati o allungata a guisa di sifone e situata sotto al < nus lungata in forma di becco che sostiene le antenne. (Aq) (ò). . (V 1 Notacanto. * (Zool.) No-ta-càn-to. Sm. P. G. Lat. notacanta ‘ £tf . notacanta.) Genere di pesci figurato da Rloch, al quale da J Talleri : corpo e coda molto allargati, nuca elevata, arroto! 1 "" fi 1 ' sta grossa, pinne anali lunghe unite alle caudali, e pinne dorsi cui sono sostituite da spine corte, grosse, fòrti e prive di Finora se ne conosce una sola specie, il notacauthus nassus B* -io' 11 Notaccento. (Grani.) No-tac-cèn-to. Sm. compì Sorta d'W ler f ché nota l' accento. Segnacbento, Buommattei. (A) §:.ò' Notajesco , No-ta-jé-sco. Addi ni. Lo stesso che Notaresco- ' ' .■ rim. 1. 60. Possiede i notajesebi requisiti. (A) .. 1 Notaio, No-tà-jo. {Add. e sin.] Quegli ché scrive e nota le alti pubblici .—, Notaio, Notaio, Nodaro , sin. Lat. scriba* s v notarius. Gr. -ypappemés. Bocc.nov.i. 6. Egli, essendo no* a I gWj® grandissima vergogna, quando uno de’ suoi strumenti ec. die falso irovato.Dant.Purg, if. 56. O frate, issa, vegg’io ’ il nodo Che 1 Notajo e GuiUone e me ritenne. » Salvia. A B. i.i. Al Sere, cioè al Notajo. (N) 2 — Provcrb. Dio mi guardi da recipi di medici, da cetcre e da spacci d’usurai : detto proverbiale, perchè queste cos e per lo più costare assai , o appartar pericolo. ,. M ' 3 — Notai , birri c messi non t’impacciar con. essi : pari>a el proverbiale, ed il senso è chiaro. Jinfil- 4 —* Saperne più che il notajo del vicario: Dicesi proverò■ b contadinesco per Saperne assai Buon. Tane. 1. 1. Be’sì tu tera, Ciapino , Tu ne’sa’più che notajo del vicario. (N) nja. Notajcolo, No-ta-juò-lo.[^rfrf. e sm.] dim. [e disprezz.] dif °. J sC i tajo di poche faccende. — , Notajuzzo , sin. Lat. triobol® 1 ’ Gr. .‘rrirrrr ygy.voj.xT:i~. (}. p, 11. -9. 3 . Il quale fu n*. jo 5 piccolo e vii notajuolo di Barletta. Bardi. 1. 116. E f irchb dava in su e’11 giue, Puntando i solchi, che non eran p arl * S>1 1' 1 ' Notajuolo. (Ai*. Mes.) Sin. Arnese per nuotare. Aret. Gin 11 ^cC* tare , ed entra nel cupo senza notajuolo di giunco , e sei 1 affoga tosto. (A) - .-.'a. I auugu insto. 11-19 7- Nlntlr' Notajuzzo , No-ta-jùz-zo. {Add. e sm.] dim. {e avvilii.] di ™ stesso che Notajuolo. F .] Lat. triobolaris scriba. ^ Notalgia.* (Med.) No-tal gì-a. Sf.F.G. Lat. nolalgia. (Da n° ^ e algos dolore.) Dolore del dorso , e delle spalle. (Aq) - Notamente, No-ta-mén-tc. Avv. [F.A. Lo stesso che Notai 3 e di’Notabilmente.] But. Notamente dice salire, perocché a lp andare dalla considerazione della pena conveniente al pc cC , mio debito alla virtù. Notamento , No-ta-mé(i-to. [Am.] 11 notar nell acqua [ che Notatimi.] Lat. natatus.Cr. 11. 7. ». Ove facciamo c ^tofi tiamvi anguille , e pesci di fiume,, i quali, per suo notali 1 vano T acqua continuamente , e preservin da corruzione* ( 0 ). j|j. 2 —* Per Notazione, Nota , eh’è più in uso. Patriz. B e 3 N at ,m*« Notando, No-tàn-do. Add . m . Da notarsi. Lo stesso c j 1 ’ F. Maur. rim. buri. 1. 246. (in Uscet al Reno »7 2 7'; on 3 ^ virtù sue chiare e notando II letto ha questo , che sp 11 ® ^ E dà riposo sino alle mutande. (A) (B) Nuot aIlt uì O 0 " Notante, No-làn-te. {Pari, di Notare.] Che nuota, S or •da fi* Lat. natans. Gr-. Ir, fi poi-'- Liv. Dee. 3. Gran parte d< tanti eran per li capestri tirati. Fìr. As. ìyj. Divenuta raccomandazioni del notante vecchione, pr: 2 — {E per similil. detto delle Navi.] Amet , Ay. Saj 1 1 tanti navi, ed empiute le nostre vele da Eolo, com-nc * ^ bandonare i liti tirreni. „ , ifj-, 3 — "A modo di sm. per Pesce. Salvia. Opp. Pef- ‘ tt j n 1 Torme Occulte dei notanti ed invisibili. E 3. 294- Ad de’venti e cavalloni I notanti del mar corron. (N) loS ie ,-6 f ,‘ Notantemente, No-tan-tc-nièu-le. Avv. [In modo notaci - a j,U lt ‘' r ù s :P Notevolmente, [e Notabilmente. V.] Lai. signan 11 ;' ’-fla f .v fi. -p-xpxtrhpwS.But.lnf 1 . 2. E notantemente dice che la■ • K n p» ,.h altrui passare per la sua via. E appresso E notante* • posaci e c ’ T avarizia bestia senza pace, perocché {’ avaro non* 1 ‘ a . ya ino* M notantemente dice di tutte, imperocché agli alta uu * ^pdio Notapeliote.* (Fis.) No-ta-pe-li-ò-te. Sm. F- G, figurilo . nolos ostro , e apelioles levante.) L Euro, u f JlfiA, il Sud-Est de moderni. (Mit) „n anim<> l f., ìS ÈN Notare, No-tà-rc. [ZV.axv.] L agitarsi che fanno gl per andare, c reggersi a galla. {Dicesi ai iene 1 !»Ur, NOTARE Wa » vw&M' Dant. Inf. iy„ n 5 . Ella 6en va notando lai- Coi »inc‘' " occ ‘ n " v ' 1 4 ■ 9 ‘ Notando quelli che notar sapevano , si j faT an dav° 110 - a< * a PP‘ ccarc a f i ue " c cose che per ventura loro si pa- ®* a r c a g a ^ a > Non andare a fondo, [Galleggiare] Lat. , tutto Ic Cr. * m *otógar. Bocc. noe. i/j. 8. Essendo già il mare 1 * |? ei10 di mercatanzie che notavano. tini tu', 0tarc n °t lardo o nelle lasagne, fìg. si dice del Andare al- . J. j cose interamente secondo il suo desiderio. F. Lardo , a lasagna, 5. (N) So pra -, ota costrutto. Bocc. g. 4 - n. 2. Aperse una finestra la qual 0 |,, ; ^ UlaPirmr Mnal/i 1-1 tnnnrlo'l u /tninrlì ni c'ttX in n/,nim TI NOTERÒ 56 i , u ^aggior canale rispondea, e quindi si gittò in acqua. Il fondo fece 3n ^ e > cc ^ c gli sapeva ben notare , sì che male alcuno non si t ^ c a G not *t° C C/ oè avendo notato ) dall’ altra parte del canale , in 5 a P erta v’era prestamente se n’entrò. (V) 1,^ ^ >ls1, i 9^ t Di questo mare il quale tu desideri di'no- '°Tah e ’ ? J jCa ndro , hanno grande paura i marinari. (Pr) ìlo ^rc ^phi.] Scrivere, Rappresentare, Contrassegnare.Lat. t>i 0 A **r. viitisiGvtrScu. Dant.Purg. 6. g 3 . Se bene intendi ciò che t iotfran ri ° ta '^ ^ a . r ’ 1 9 ' *^ 5 . La sua scr ^ tura Ben lettei*c mozze, Che dcgjj _ l! ° molto in parvo loco. Serd.Star. 1.2. Sottrasse dalla Piccia Abramo ec., e notando d* un proprio marchio lui c la Jllta i> C , Sua ec J lo separò dagli allri.Esp.Pat.Nost.Chi sapesse bene t 'Hill?*** e la . canzonc ’ come egli vi noterebbe di buone notolot- Wap vocabolario alla voce Cotoletta porla questo stesso esempio.)(B) )! 2e S [ €S ' 710,1 appartiene a questa voce , dovendosi leggere , secondo a stam pato in Firenze il 1828 per Pazzini 3 troverebbe, e non >C e ° (P * Z *) - . ®'*ii C ^ lllc nte , Considerare. Lat . animadvertere , considerare. Gr. ^ar e> ) ’ Vitoirilv, (I Latini aveano notare , anche in senso di osser- ° CC * ^* ./* 5 . Niun ve n’ebbe , che con più attenta solle- ^Ue 6 ec ’ non n °l asse le parole di quella. G.V.g.iog. 4 > Ed è da favola che si dice c .dipigne in Francia per dispetto de- 3 v *i p . aiu * Vit. SS. Pad. 1. ig 5 . E notandomi lo di e l’ora, tro- ^ \ che così era stata la verità. W \ CCl arc, Infamare. L at. notare infamia, nota afiieere. Gr. eri- fi'h'ati Ar.Fuv. 27. no. Or Rodomonte, che notar si vede Ot aiio f quei s 'S nor di doppio scorno, ec.» Gal.Dif Capr. 16$ d suo prolatorc per falsidico c temerario. (N) U M a quei signor di doppio scorno, ec. » '■'* ;p SUO r r °l a,orc per falsidico c temerai... v . v POii 0 .3 i Notare d’errato = Tacciare alcuno d’errore. Pillino, lst. r ,I * 1 'iV °°‘ La ,lovc con pi’ 1 riverente giudicio, e senza notar que’ h, (Mi ls ^ n . atl > questa special ragione poteva essere ec. (Pe) 1 có - a N°i a P er Canto o Voce. Cantar sulle note. Lat. ca- 3 o ’ modulari. Gr. citimi , fxc\sihm> t fjcovtrovpyiìv. Dant. li "ota S2 ' L° SI lui senza lagrime o sospiri, Anzi’l cantar di que’ >.°tan sein pre Dietro alle note degli eterni giri. Bui. ivi : Che ’’ P l 'e, cioè cantano; notare è nel canto seguitar le note, cioè ^111 "Hai hi «-Piotar * car,to > de si" fanno ne’ libri del canto. >1 Verh^- da Osservare , Considerare , Avvertire. Quando que- tr., e hanno un sicnilicato affine . nel scadente modo diversifica- 0 ir a 1 —’“"i un significato affine , nel seguente modo diversifica- ll ^far* 0 ' ^ otale <- mettere attenzione alle cose per ricordarsele. H' C L> rne esame per giudicarle. Avvertire racchiude .in se 1 l-oiis ,■} cau teia o eli precauzione, che non si concepisce d e pfofo^ì'” e ® Pi“ ri 10 Notare ed Osservare, essendo diligcntemcn- l'° s t Vi. .ddamente osservare. Notare 1 liti', anche da Annotare. Quan- »W. Uc| fc Nota- itemcn- Quan- ’ho; esprimere il far note, tanto può adoperarsi 1’ uno quanto (igiène * ■ /I '} notare 11 a pure il significato di attribuire , che non V^'Sder 1 ™ olare 5 e questo ha quelli di Considerare, d’Infamare , j&Hio -il. . da quello di Cantar sulle note musicali), clic non con- \pr n , aU altro. •s 6s co ’k d $’ el ,’ enze & Notare, V. Marcare. Ao(à r : °’l a " rc ‘ sc0 ‘ chili, m. Di notaro , Appartenente a notaio. .,1,'«li disn’ CO t Notajcsco , Notariale, sin. Sacc.rim. 1. 44. Non è . ir , anzi m aggrada Nel branco notaresco aver buon S\'t CA) (B) tìon^doch^ *^*' 3 ' fP- A. V. e di’ ] Noteria. Bui. Purg. 12. 2. commesso falsità ii notoria tramutato, e notaro. V. e di’ , in u * , a jd >0 udito dire , che fu commesso falsità in due cose . e del c j 0 di mercatanzia o di notoria tramutato, e cambiato N.^esco ?i tll “ r i-à-le. Add. com. Appartenente a w'/To, V ^‘foMemor. Davil. 12 . Berg. (Min) 1 , ‘ diss c ». 0 'iv r *'^ to. Sm. L’ufficio o L’arte del notaio, che gli an- vt r 'j;j ' .^roco* , feria o Notaria. Farch. (A) Salvin. Buon. Pier. 1 . ed a| nso °> p’agistrató in Firenze, dal quale deono essere esa- do r » Pprovati coloro , che vogliono esercitare il notariato. (B) e ero 00 y No-tà n de. Sm. F. G. Lat. notaris. ( Da noton ' %d ,|e dei a ■ °0 Cenere d’insetti dell’ordine de coleotteri, della (tlru ’ n eri ; della famiglia de’ rincofari , e della tribù de’ Atii ^1) ’ Sta °H ,to - da Latreille ; si distinguono pel loro dorso rial- E >, No t *t qjf n not. y 1 /. I " C_SC °‘ ■ddd. m. Lo stesso che Notaresco. F.Sal- hthftliier ' • ° 4-4- E Bica che e come. Latino notariesco, quod' \. i ! d;ir, :e ’ n > qualmente. (A) (N) Fae, com ; Quattro rancide ),S No?tà “ tanesche - (N) ** ^UtKtn 0 * e sm. Lo stesso che ] Notajo. V~. Cron. Veli. ■‘‘Usi & un m . mezzo a più notari di là bene intendenti lessi la starei (Ge 0 j' , \ < ]i' L* a giudici e notari fui veduto e onorato. A/> jNo-tà-si-a.òy’.iV r owe che alcuni autori danno all’Ar- X ,Sv% p / C< L’ Ci0 ^ a de isole delta Sonda, Romeo y Celebe , le [‘l Filippine. (G) (Znca a \ tr ì danno alla Nuova Olanda. (G) °» e ctspis s ?' 0 " ta ’ s PL'dc. Sf. V. G. Lat. notaspis. (Da noton * C ^1^ fam'?- tenere dtaracnidee, dell'ordine delle trachea - J W/ S‘ ia delle acaridce , che corrisponde al genere ori- baia di Latreille ; co-sì denominate dallo scudo dorsale di cui sono munite. Le loro mandibole son puntute , * palpi cortissimi o nascosti, il corpo è ricoperto di und pelle fitta coriacea e scagliosa in forma di scudo o dì coltello , i piedi lunghi o di grandezza media. (Aq)(N) Dotatamente, No-ta-ta-mén-te.^w*[ y.Ai\Lo stesso che Notantementc, [K. e di' Notabilmente.] Lai. signanter , singulatim , espresse. Gr* tòlùjs, y,ctrxp.cvocs , ì^o^ùjs. Rut.lnf. 3 . Dotatamente l’autore nonno- mina niuno dì costoro , perocché li reputa indegni di fama. Dotatissimo , No-ta-tìs-si-mo.s4dd. m. superi, di Dotato. Osservalis&imo. Faust . Or. Cic. 3 . 3l. Berg. (Min) Dotativo , * Do-ta-tì-vo. Add. m. Da nuoto , Alto a nuotare. S. A- gost. C . D. 8. 16. Tra gli animali dell’ acqua, gli pesci e gli altri animali notativi ec. (B) Dotato, * Do-tà to. Add. m. da Nuotare o Notare. Ovid. Pisi. iyg. E manifesta la mia usata via delle notate acque, quasi come una strada calcata da molti carri. (B) {Qui per Dove s‘ è nuotato.) (N) Notato , No-tà-to. Add. m. da Notare. Lat . notatus Gr. or.iAuvS-d ?. 2. proem. Le autoritadi notate in questo libro rileggi studiosamente. E 2. 28. Le predette cose così notale , e diligentemente conosciute, Melibeo rispose c disse : ec. Car. lett. g. 8. Gli fece un favore notato cd invidiato , credo , da ialtri signori. 2 —* Nota costrutto. f^it.SS.Pad. 2 . ^o5. E stando ella col manto , sì le fu detto, che! marito non entrava nella chiesa, e non si faceva Io segno della Croce, e non si raccomandava a Dio. Onde di ciò maravigliandosi , fece tener mente se fosse così. Ed essendole di ciò notato da molti, sì dissono a questa sua donna: 'or non ti se’avveduta,, che 1 tuo marito non è cristiano ? (Y) 3 —* Cantar sulle note. Bocc. Tescid. 12. 72. E canti ta’che sarebbero stati Begli a Calliope e ben notati. (Br) Notatojo. (Zool.) No-ta-tò jo. \Sm. Vescica piena di aria che la natura ha dato ad una gran parte de pesci .]—, Nuotatojo, sin. Red. Oss. ari. iyi. Trovai altresì de 5 vermini tra tunica e tunica di quella vescica piena d’aria, che la natura ha conceduto ad una gran parte de’ pesci tanto d’ acqua dolce , che a’ acqua salata ; la qual vescica da* pescatori con molta ragione è chiamata il notatojo .E ij3 La vescica o notatojo dell’anguilla è composta di due tuniche, ec. E iy5. Tra quei pesci clic ho trovati non aver tal vescica o notatojo , sono la lampreda , la triglia , ec. Dotatore , Do ta-tó-re. [Veri. m. df Notare.] Che nuota. — , Nuotatore-, sin. Lat. natator. Gr. xoAu^t Ovid.Pist. Tre volte attui^- fando la faccia di me notatore con acque ritrose. E appresso \ Ov è ora quel grande notatore? ov’è ora quello dispregiatore dell’acque? Serd. Stor. g. 338. Mandò prima alcuni notatori sott’ acqua. Lasc . Sibili. 2. 1. Noi scino entrati in un pelago, che se noi n’usciamo salvi c a onore, ci potremo chiamare ottimi notatoli. 2 —* Verb. m. dì Notare , nel signif. di Annotare, ma meglio dicasi Annotatore. Salvili, ( 0 ) Notatrice, No-ta-trì-ce. Verb. f di Notare. Colei che nuota. Tass.Ger. 15. 5g. Mosser le notatrici iguude e belle De’duo guerrieri alquanto i duri petti. (A) (V) Notatura , No-ta tù-ra. [Y/^] Il notare nell'acqua , [ohe meglio dicesì] Notamento. V. Lat. natatus. Fr.Jac.T. 2. 16. 12. Nel pelago ch’io veggio , Non ci so notatura. Notazione , No-ta-zi-ó-ne. Sf. Nota , Osservazione. V. e ^Annotazione. Red. Op. Voi. 2. pag. 245. ( Edìz. de' Class.) EUa. pure conserva il nobile manoscritto del Golfredo del Tasso ec. avanti le correzioni , e di tante belle notazioni di Ottavio Magnanini, le quali sono gemme di gran valore. (B) Bemb.Lett. 4' F u c l ato principio ad alcune notazioni della lingua ec. (N) 2 — * E per Etimologia, alla latina. Vardi. Ercol. i 49‘ Qnesto ,si chiama da’Latiui pur con nome greco etimologia , la qual parola tradusse Cicerone , stando in su la forza e proprietà delle parole , non so quanto veramente , ora vcriloquio , e talvolta notazione , e alcuni originazione* cioè ragione e origine del nome. C^) 3 —* (Mus.) Modo di notare o di scrivere la musica a via di note. (L) Notelea.* (Bot.) No-te-lè-a. Sf. V > G. Lat. noleloea. (Da notos sud, e elea oliva.) Genere di piante delle diandria monoginia, della famiglia delle gelsomince, stabilito da Venienat , i cui caratteri sono: il calice quadrifido , la corolla di quattro petali riuniti a coppie presso la base per mezzo degli stami , ed una drupa monosperma col mallo cartaceo e grosso perisperma carnoso. La specie più notevole è la notelaea ligustrina di Ventenal ; ossia olea apetala Atidr. 5 arbusto che ha per patria le isole del Sud e specialmente la Nuova Olanda , e i* aspetto dell'olivo. (Aq) (N) _ NoTENCEFALO.YMed.) No*ten-cc-fa-lo. Sm. Nome che da Genjfvoy òant - Rilaire ai mostri il cui cervello, di comune grossezza, forma in parte ernia a traverso gli occipitali superiori , e *'appoggia per gran tratto sopra le vertebre dorsali aperte posteriormente. (Dal gr. noton dm so, ‘ ^ “”7 d % zioncella F ] Ldt. annotatmncula , parvus index. Gr. ov, l^r,,Àr^.Red. lett. 1. 3o. Quelle noterelle margmah vegg.o dua- ramente che furono fattura di un gran valentuomo-^ 206. Esso sig.Gon manderà a V S Illustriss. una noterella di alcune pochissime bagattelle. Noterta No-te-rì-a. [Sfil L’arte del notajo. [Oggi piu comunemente Notariato 1— Notaria, sin. Lat. tabellionatos, ars notanoriun. Mae. struzz. Se insegni agli scolari, o sia avvocato , 0 faccia la noteria , non pecca Frane. Sacch. nov. 198. banza avere andare ad alcuno rettore o' chiamare avvocati arbitri, c allegar legge o noteria.Do t. Jac.Da’nt. Di noteria collegioCi dà con privilegio,Per mantenere i patti. 2 _jy ar [ c " di scrivere compendiosamente per via di abbreviature. Aen. Pisi.00. È in questo modo fu trovata l’arte della noteria, per la quale l’uomo scrive e 1-icoglie le parole (/I testo lat. ha : verborum notas.) Noieko.* (Zapi.) No.té ro. Sm. V.Q. Lai, noterus. (Da niton dorso, 562 NOTEVOLE e ero io alzo.) Genere d’ insetti dell'ordine de'coleotteri, della sezione de pentameri, della famiglia de’carnivori, e della tribù delle idrocan- terce\ stabilito da ClaivviUe a scapito de diteci', cosi denominati dalla conformazione elevata del dorso loro. I tarsi hanno cinque articoli distinti, e che poco differiscono ne’due sessi, la lamina pettorale che sostiene gli ultimi piedi ha in ciascun lato una scanalatura profonda. Altri poi hanno dieci articoli distìnti nelle antenne, i palpi esteriori terminano in lesina o in articolo più delicato puntuto, la base de loro piedi posteriori è ricoverta di una gran lamina pettorale in forma di scudo. (Aq) (N) Notevole, No-té-vo-Ie. Add. [com. Lo stesso che) Notabile. F.Lat. pal- marius , iusignis. Gr, ititnifA otf , lesfurt j/zos. G. F . 12 . $ 3 - 5 . Iutra lalire notevoli Ingratitudini fatte per Io detto popolo, assai sono manifeste. Boss. Fu. F. P. proem. Rosajo dico , perchè in esse sono ridotte brevissime e odorifere sentenzie, colte dalli piti notevoli autori del mondo. Dani . Conv. 6p. E di ciò farò al presente speziale capitolo , perchè piò notevole sia la loro infamia, noce. FU. Dant. 264. Sanza avere ninna notevole cosa operata, lo’iupcradore partitosi (piasi disperato, verso Roma drizzò suo cammino. Tao. D iv. ann. 3 . 6g, Viene il Consolato quarto di Tiberio , e secondo di Druso , notevoli per tale compagnia di padre e di figliuolo. Notevolmente, No-te-vo ìixicn-tc.Avv.[Lo stesso che Notabilmente. TL] Lai, signanter , notabilitcr. Gr. irtp'KT'K/sot.fìuL.Purg. z. Notevolmente disse V autore , che tre volte* 1’ abbracciò. Notia.* (Arche.) Nò-ti-a. Sf. F- G. Lat. nottua. (Da mthos spurio) La somma di mille dramme che la legge m Atene consentiva tanto NOTOBASE dAo.Danl.Purg.i8.S6. Però là, onde vegna lo’ntclhitto notizie, nomo non sape. Bui. ivi: Delle prime notizie: c011 _ •ilO* ciulli cognoscerc Io padre e la madre, e così dell’ altre cose fF” n ;,i nei 1 ' udii uomini provetti, come sono certe cose die gli uon» n ì |,|>i f generate , ma non in particolare. Pelr. cap. 1.. Nessun vi i l(: " *■“ 1V -—‘ ’ avea cangiato vista. poff^ i. "'■ < ‘ c s’ alcun v’ era Di mia notizia , Bagguaglio.^W. Lea, 2. >8. Se non potrò servirla ih , o , - — —, - jjoi > (fati, e i Toscani principi!, o veramente notizie prime, * tini le diciamo volgarmente massime , ec. e Notizia diti, da Nozione, Cognizione, Ragguaglio. ^ nll "J\<«t' d Vii notifìcagionc .. -.. accusa vero notifieagione , fu per contumacia condannate sbandito. Slot- Mere. Quel guardiano , quando sa a lui fatta , cotal iintilìcagione scrivere sia tenuto. Notificamefto , No-tifi-ca-mén-to. [ iVra Lo stesso che ] Notificazione. F. Lat. signifìoatio , notificatio. Gr. cr.p-unaa , g-évvaa. Cari.dar. i 4 T- Anche senza il notifìcamento della lettera dello’uferiguo. Notificante,* No-ti-tì-càii-tc.PuctVNotificare. Che notifica. F .di reg.( 0 ) Notificare, No-ti-fi-cà-re.M, i 0,! |’ ha stimato necessario che pervengano a loro le infra-cid 1- 11 Jg 3 —* Col v. Avere: Aver notizia, Venire a notizia d'una cw® j|j[qua prenderla, Esserne infarinato. Ar. Pur. so. 58 . Di tai f? CII Vjis < y giù non si favella , Éd a chi vuol notizia averne, è d’uo’p 0 da quivi. (P) 4 —* Col V. Dare.- Dare notizia=. 4 i*"jajv>, Far noto. fCDare n0 ufi 5 — Col v. Venire: Venire in notizia di alcuno := G ì tenere l)0 ti- cognizione. Boce.. g. 10. n. 9. Per acconciare uccelli vieiw 1 zia del Soldano. (V) ne n»‘ a — * Venire a notizia d’alcuna cosa. Lo stesso AV u>' tiz*a. y, §. 3 - Ar. Pur. 44 3 . In poco tenqio vengono a Quel eh’ in molto non fer , dell* amicizia. (P) . G& 6 — (Didasc) Notizia prima.* Principio, Assioma* Lat. nd) ^ «£**»/* a.. Fardi. Lez. 6og. Fra quelle proposizioni grandi^ 1 i Greci chiamano assiomi , cioè degnità , e i Latini proloq i,Ii ’ • profati, m routini Noti: ganglio valgono la manifestazione di qualche fatto od avven;-; ^ c \ ma in Notizia vedesi necessariamente mcldusa Pitica di non è essenziale nella nozione complessa di Ragguaglio- bj*. ve è ypa pura ed astratta percezione che fa distinguere ' P’ 1 ' gli lini dagli altri: e gli antichi solamente amarono di a pPf ■ me notizie quelle che ora diciamo Prime nozioni. La Goga l%i ^ $ 1 ^! si acquista dalla semplice intuiz one , ma dal raziocinio o ^ modi intellettuali , c però differisce dalla Nozione : e api 11 * 011 con lo studio e con la meditazione nelle arti , nelle sciente tfff aifari ec., nop si rapporta a fatti o ad avvenimenti'nuovi gano riferiti a bocca o per lettere, e quindi diversifica Notiziare, * No-ti-ri-à-re. N. ass. Dar notizia , Far noto , ** f y . dell'uso . (O) . Notizietta , No-ti-si-ct-ta. Sf dim. di Notizia. Cogniziota-^^^fo 1 ^ letti Comunicare certe uoti/.iettc un poco pellegrine e galau 1 *» a solleticare certi gcnii gentili, o piuttosto svogliati. (A) - Noto. (Fis.) Nòdo. Sm. yento meridionale , [detto da' ^ liote , da' Latini Austcr , e da noi Ostro o Austro.] ster. Gr. pot-gs. Uh. cur. malati. Quando soffia cpieì veti Noto , allora 1 ' aere è umido e piovoso. Ar. Fur . 6. *■ *" 4 . tr o, nn furioso Noto. F 3 d. 3 o. Mentre nelh antro oscuro , a *P L>s faticalo donne it fiero Noto. . $ 2 — * Prendesi anche talora pel Vento Sud-Ovest ,dd L ntlfl frico e da noi Libeccio ( 0 ) t Jl( ^ c ^ 3 —* E per Vento in generale. Ar. Fur.fé. 18. I remi all’ n^i le vele al noto ; E fu lor sì sereno il tempo è chiaro , bisognò priego nè voto , Fin che nel porto di Noto.* N. pr. m. —■ Figlio di Astra o e dall* Aurora, ed f ’ 1 questo nome personificato. — Figlio di Dcw'afione. ( f e P 2 — * (Geog ) Lai Nea , Ncctmn , Netum , N^rfum. Gt iU citia , da cui era appellata la valle dello stesso nome del Giappone nell' isola di Nifon. (G) ifi. r pr» ...ìn-Alff Conosciuto, [Cognito, Notori ’ ^ Cristo gliele diede. (V) 3 — Nozione. Boez. ifo. L’uomo è animai con due piè ragionevole, il quale conciossiachc sia universale notificazione .perciò indio ignora co.(V) Notioulà.* (Zoo!.) No-ti-ò-fì-ia. *.V/J V* G. Lat- uotiophìla. ( Da na~ tios umido, e philos an\ìcoi)Genere d'insetti stabilito da Fallen nella tribù delle miisoidee , i quali frequentano i luoghi umidi. (Aq) Notiofilo.* (Zooh) No-ti-ò-fi-lp Sm. V. G. Lat. nntiophilus. (V Noto .Add. tu. Manifesto , __ rn .- . dosi dì persona, Fannsa , Ricontato ec.] Lat notus , c ^j •yvk'tTTÓs-. Lab. 180. Quasi come se a me non fosse wof** l'ono , o sicno pur ora al presente. Dant. Purg . 7. 4 ^' diletto ti fien note. E z 3 . 17. Siccome i peregrini pc»* gneudo per cammin gente non nota. PHr. canz. ià** 5 . ^ efff 9 > Ceira f r ic tie -re‘' ,■ ri s r-' -•• -.-• - nntiophilus. CI.no- iicjtla.) Genere d'insetti dell’ ordine de’coleotteri, detta sezione de’ si nota Ludi vina incredibile bellezza; Di ch’io ragiono, / lc l: e CC' — * Mal noto per Non ben noto, Poco noto, e iUccsi i; £,6' ,jjl Tass. Ger. 2, s.Confonde le due lesgi a se rial n-to- '..nitìl®'S p pentameri, e della famiglia de carnivori , stabilito da Dumeril a scapilo de! genere elaphrns di Fid>ncio, i quali amano i luoghi umidi. Ila per tipo il notiophilos aquatico*. (Aq) Notiometro.* (Fis ) No-ti-ò-me-tro. Sm. N. G. Lat. notìometrom.(»a mtios umido, e melroti misura) Lo stesso che Idrometro. C. (Àq) Notissimo, No-tis-si-rno. [Add.m.] superi, di Noto. Lat. nqlissimus. £ir. ■ympt^rurot. Amel. 62 . Io, non segncnte le loro malizie, notissima 1 frpl finora il misero ha servito O non visto, o mal noto, o m- " — * Pratico, Conoscente. Fior. S. Frane. l 5 i Unoch^^^ t$ì ìiC della semplicità di frate Ginepro , entra in cucina , e pentole a fuoco. {Comv. in Plauto . per quelli, non curo se piò mi fo lìoìa.Rzccti.Finr. 29. La cera gialla e notissima. A /am. Gir. g. foò. Ond’ ella a lui notissimo cammina, Senza notis praedicfisO $ A’ 4 — * Col v. Fare: Fare noto=r Notificare. J r - Fare 00 \[ h ,— * (St. Ant.) Soprannome di Dario II, nono vede, t - fl che spiavo, illegittimo. (Dal gr, nolhos spurio.) ( 0 ) ftifl A — * (Alus.)^ Agg. del modo ipo-frigio , perche colto s! rf pr k. c èe] do r Jèr { fai SÌ scostasi dai modi autentici. m^.u' ricordi altrui, preghi dottrina. Sogg. nat. esp. 260. Per lo contrario c notissima esperienza, che il salnitro risoluto in acqua la raffredda. Nome. * (Min.) No-ti-te. Sf. F. G. Lat. notites. (Da notios umido.) Nome dato da Jurine ad una roccia che sembra una varietà di granito porforideo perchè si presenta sempre umida. (Aq) -x —(Bot.) Genere di piante delta famiglia delle sinatiierce , e della singenesia eguale di Linneo , che ha molti rapporti col genere mi Falda , distinto pero facilmente dal primo per hi struttura del pennac- chietto. fola si consultano i caratteri tecnici , anziché i rapporti naturali , questa genere andrà riunito al genere tnikania: è pertanto un genere illegìttimo ed incerto finora. Lat. notldtes. (Dal gr. nothos spurio.) (Aq) (N) * Notizia , No-ti-*i-a. [Sfi] It conoscere , Cognizione. (^.Conoscenza.) Lat. notitia , cognitio. Gr. (tip ^ :i, il capo è allungato , dritto , cilindri' 0 e c n,] \ (N '■ ■ ■■ ■ • 6 ■’ ad ascia-. f, r . son semplici, No l' ultima articolo de* palpi mascellari è ad 'Qiivitf’ ^ i\d due specie, il notbus claviprs, ed il bipnnetatus v n q.:. (/ '..pd^u itorase. * (B >t.) NVt.Vl.a-se. Sf. fi. G. j Lat.ét^ 0 > * dorso ree * basis base.) Genere eli piante della ( 1 r Oli i° si ti lat 0 %• Li Vi 5 ,lc t 'f 'f C fa'. s St ti: 1 hf Va a»n ■$5 ! >1 Liti; S % 5* •55 s: N pS * it ^ s s ' t >6 s , S \ NOTOCERA IfOTRITIVO c hen nt 5 e C0SL denominate dalla Jigura del loro frutto, eh' è un 3 a* Sox 0cp a ^^veduta alla base, d’una prominenza dorsifvrvie. (Aq) RA. * (Bot.) No-tò-ce-ra. Sf. G. Lat. notoceras. (Da noton e . ceras corno.) Genere di piante della famiglia delle cruci- 563 dorso Jeve « c Ì ,C della tetradinamia siliquosa di Linneo , stabilito da Bvowh, i ,, ° s * denominate dal dorso della loro siliqua terminalo in corno od ù e l }Wl S°lo, Dal numei'O e dalla figura di quéste appendici un tal e f ìe Vl ene diviso in tre sezioni : cioè diccralium , tetraceratium, fiow acr ° Cei 'atnim. (Aq) (N) a. * (Zool.) No-to-dóii-ta. Sf. V\ G.Lat. notodonta. (Da no- pid ^° rs .° ’ e odus, odontos dente.) Genere d'insetti dell’oidi ne de'le~ della famiglia de' notturni, e della tribù, de' falsi bombici ; Aior W/ *° LatroiIle , e distinti da un dorso dentato. (Aq) (B a A8TROp o- * (Zool.) No-lo-gà-stro-po. Sm. G. Lat. notogastropus. tl a } }°ton dorso, gaster ventre, c pus i podos piede.) Genere di crii - «etf ordine de * decapodi , della famiglia de' brachim i , e della ttqpf ddnotopodi , che corrisponde al genere dorippe de' Francesi; inf. da Vòsmaer , che così lo denomino a cagione della doppia 0llf> ' d e ' piedi , tre paja de' quali sono inseriti sul ventre y e gli ^Oc l y uatir ° sul dorso . (Aq) n° ( ^ lD J 0 * * (Zool.) No-to-gnì-di-o. Sm. V. G.Lat , notognidium.(Da ?.dorso, e cnidion granello.)Genere di pesci, proposto daliafi- dti l ~àchmalz, intermedio fra i centronoti e gli spuri: sono diversi ultimi per la natatoria dorsale priva di raggi spinosi ed aii - mimi tu di due appendici o protuberanze delicate e molli.(A q) ^‘tola. [Sf, dim, di Nota. Lo stesso che ] Notula [ e Anno- Cclia - r.i r n . ot ^ l0s spurio, c lena veste pelosa , lana.) Genere di piante , V.t;"' 7ìi ' J 's ha. delle felci , che hanno le focile coperte di scaglieso- a peli. (AÌ) (N) iv 0s( r T . A ;No-to-Iét-ta.[6y.'jo'/>n.e/i Notula. Lat. annotatimi cola./Tsp.L’at. . V j- V '* sapesse bene tutta l’entrala c la canzone, come egli vi notereb- ^Osii ' U0Ue t’ololelte! » {Leggi troverebbe. F. Notare, §. 1.) (N) iiy *• (Med.) No-to-mì-a. [Sf Lo stesso che ] Anatomia. F. Lat. a- Covi ',1 corporum ilissectio. Gr. èvxTCiS'é. Bern. rim. <• g 5 . Or cc- Una figura arabica, un’ arpia, Un uom fuggito dalla no- tin p^Hed. Op. voi. 2. pag. sfò. Egli veramente s’è fatto conoscere . ^ i," jmtuouio nella notomia degli animali, mentre quasi ogni giorno qualcheduno , ec. (B) Olii °‘ r. Fare : Fare notomia = Notomizzare.] Belline, son. 223 . •hi s„„, 0 {/ ai ' notomia Di muscoli, di nervi e poi del drento , Di fuor * (Bot.) No-to-lc-na. Sf V, G. Lat. notholaena, nothochlae- eiardi , e resterà contento. ef snnil. si dice altresì del Tagliare checchessia in minutis- Gr. bis \vktÙ Sta.Tsp*Bn>. Lat. trucidare,minutili! concidere, Gr. b’isw, 3 ‘l. 1. 3 . 28. Nc voglion far salsiccia e notomia. vil_ ,, ^ Jig. Far notomia d’alcuna cosa— Considerarla minutamente. *r timpani V^hci, e timpani uolomistici. (N. S.) * No-to-mi-ùa-za. Sf. dim. di N' musici, c timpani pure Sf. dim. dì Notomia. Il ed. Lctt, 57. Oh oli quante Belle notomiuzze io fo! (B) 10 ^voro ! No-to-uiìz-zà-re. [At \.} Far notomia. [Lo stesso che Ana- y i (i,j * Lat . corpora aperirc , dissecare. Gr,ùv0 tr:, ìtU< ^ ne di nuotare ' * ' ' ' ' ill

    C( ’ dcii’ a J 1113 ? P°dos piede.) Tribù di crustacei , dell’ ordine de' deca - ’tip' 1 ' i Oi >(1 „J n ‘Sha de' brachiuri, la quale compì fo ' N „ 8 „„ 0 .. - — -■... ....... , quale comprende igeneri le cui hoP iì ^ l p t, Z ttenzzate du due a quattro piedi inseriti sul dorso.(ty) ! i', h W(n ’ t'u-tQ-rin-mùs-te.jivv. Pubblicamente, Manifestamente. dc’(p * 10 l°rie. Gq. yvwtjrws, yvupìpus. Pass. 128. Altrimenti a * e la comunione, se ella fu palesemente e notoriamente scomunicata. Guicc. Slor. 16. j8g. La quale promessa ec. era notoriamente , quanto all’ effetto dell’ obbligare o se o altri, invalida. Notomhta , No-to-rie-tà. Sf. ast. di Notorio. Qualità di ciò eh' è notorio. Dicesi di Diritto o Fatto che passi per esser in cognizione di tutti 0 della maggior parte , comechè per questa si rappresenti tutta il popolo. (A) (G. F.) De Lue. Berg. ( 0 ) Notorio , No-tò-ri-o. Jtdil. m. Pubblico , Manifesto, Palese. Lat. no- torius, manifestus. Gr. yvutrrós , ì^Aof. Cavale. Fritti, ling. Narra ancora il detto Cesario , che uno notorio e infame fornicatore essendo richiesto a un sinodo o concilio , temendo ec. ti. V. 6. 3. 2. Aveino sì lungamente parlato sopra questa mater ia , perchè sia notorio a ciascuno il comincianieuto di tanta guerra. Difind. Puc. Certo questo è chiaro , e tutto notorio. , ’ . 2 — * Arte notoria. Pass. 343. Or ciò hanno scritto un libro che si chiama l’Arte notoria. ( NelTediz. Fir. 1725 leggesi. : In arte notoria.) E appresso : Prova §an Tommaso che quella arte notoria non ha efficacia veruna. (Questa è l’ arte diabolica , di far apprendere qualunque scienza senza studio.) (Y) Notorrizek. * (Bot ) No-tor-ri-zc-e. Sf. pi. V, G. Lat. notorrhizeae.(Da noton dorso, e rhiza radice.) Monte applicato da Decaiulolle al secondo sottordine delle piante cruci fere, il quale comprende quelle che hanno i cotiledoni piani ed incombenti coila radicella dorsale , cioè distesa sul dorso dei cotiledoni. (Aq) Notoso , No-tó-so. Add. Im.V.yl.) Che ha nota, Macchialo. Lat. in- fectus , maculatus , nota seu labe aspersus. Gr. eiri\uii)ek. Esp. Pat. Most. Onde S. Iacopo disse , che quella verginità e sacrificio ec. a Iesucristo , che non ha il cuor notoso , ec. Tralt. Cast. Che non ha il cuor notoso di malvagi pensieri. M. Aldolr. P. JS. i36. Chi prende la roba macchiata o notosa d’inchiostro , e la stropiccia col suco di quella midolla , sì toglie via quella nota. Notosso. * (Zool.) No-tòs-so. Sin. i', G. I.at. notoxys. (Da noton dorso, e oxys acuto.) Genere d’inselli deli ordine de’ coleotteri, della sezione degli eteromeri, e della famiglia de' trachelidi , così denominati dalla parte posteriore o dorso del corsaletto, rilevata e qualche volta prolungata, in punta, e che avanzasi sulla testa. (Aq) 2 — * Genere d'insetti dell’ordine de’ coleotteri, della sezione degli e- teromeri, della famiglia de’ trachelidi, e della tribù degli anticidei, stabilito da Geóffrof Saint-Hilaire a scapito degli attelabri e deimeloi di Linneo ; i quali desunsero tal nome did corsaletto ristretto 0 compresso nella parte anteriore o dorsale, e qualche volta armato di uri corno forte chesi avanzasulla testa. Lo scudoè piccolo e triangolare.(Aq') Notostomati. * (Zool.) No-to-stò-ma-ti. Sm. pi. V. G. Lat. notostomata. (Da notori dorso , e stoma bocca.) Sezione d’ insetti da I.each così denominali a cagione della loro bocca posta quasi sul dorso. Egli li colloca fra le aracnidee, mentre Latreillc li pone alla fine dell’oidi- ne de’ ilìlteri, sotto il nome rfiphtlnromyieis, cioè, Pidocchi-mosche. (Aq). Notottero. * (Zool.) No-tòl-te-ro. Sin. B. G. Lat. notopterus. (Da natoti dorso, e pteron ala.) Genere di pesci della divisione degli apodi, da Lacèpède stabilito con due specie del genere de' ginnoti ; così denominandoli dalle pinne dorsali e pettorali di cui sono fomiti, mentre sono privi della pinna caudale. (Aq) Notozefiro. * (Fis.) No-to-zè-fi-ro. Sm. coìnp. V. G. Lat. notozephy- rus. (Da notos ostro , e zepliyros ponente.) Fento medio fra mezzodì ed occidente , l’Africo de' Latini , il Sudovcst de’ moderni , e italianamente Agherbino, A fin co , Libeccio e Gherbino. (Aq) Notrta. * (Bot.) Nò-tri-a. Sf. F. G. Lat. nothria. (Da nothros tardo, debole.) Genere di piante della famiglia delle frankcniacee di Hilmen, e dell’esandria monoginia dì Linneo, stabilito da Bergius, pigliando per tipo la nothria repens , pianta da altri botanici riportata al genere frankenia. Trassero tal nome dalla debole loro struttura. (Aq) NotrIcamento , No-tri-ca-mén-to. C>V/». F. A. F. e di’} Nutricamento. Lat. nutrimentum. Gr. rp ctyfi. Coll. Ab. Isac. 10. La limosina è somigliante al notricamento de’ fanciulli, t'r. Giord. Pr. S. 2 /. Sono chiamate cc. nella Scrittura pane; che siccome il pane è notricamento della vita dell’ uomo, così sono notricamento dell’ anima. 2 [E fig.) Airigh. 6g. Infiuo ad ora vedemmo oude viene il dolóre, c quali cose sicno notricamento del dolore. 3 — * È con vario atto. Fegez. 188. Vi gittano assi , td altre legna unte di cera, e di pece, c di resina,» d’altri notricaineuti di fuoco.(Pr) Notricante , No-tri-càn-te. Vari, di Notricare. Che notrica. F. e di Nutricante. Tralt. gov. finn. 7 1. Berg. (Min) Notricare , No-tri-cà-rè. [Att. V. A. F. edi’~\ Nutricare. Lat.nutrire. Gr. Tfi^at. Frane. Sacch. Op. div. 121. E opinione de’ Saracini, i quali tengono tonte mogli, quanto possono notricare. JSov. ant. 2. 2 Cotanto vi dico , che ’l cavallo è notricato a latte d’ asina. 2 — E col secondo caso. Fav. Esop. 62. Nutricandolo didilicatt cibi. E 66. Non era stato notricato. (V) (/- cdiz. di Padova 1811 a pag. 5i. ha nutricalo) nel tempo della sua giovinezza di tali cibi.(B) 2 — [E Jig.ì Arrigh. Cj. Il mondo notrica (rode, accresce il peccato, ec.o (A . S. Gir.17. Pace càccia discordia, c l’invidia la notrica.(V) 3 — [E n. pass.] Dant.Pwg.i6. Nelle prime battaglie del ciel dura, Poi vince tutto, se ben si notrica. Fr.Gtord-I red.o .iq. 11 dente cavallino è veleno all’ uomo, e la pernice, cioè la starna , se ne notrica. Notricato, * No-tri-cà-to. Add. m. da Notncaie. F. A. F.edt Nutricato. Fit. SS. Pad. 1. 12. Antonio nato di nobili e religiosi parenti delle contrade d’ Egitto e notricato in tanti vezzi , e con tanto Nox lctt. vera notrite il vostro cuore. (V) E sentenze morali ec Vi, 1827. Seni. 3i. 3. L’ anima dell’ uomo appreud.u.d J . t •’ U ’ come il corpo per lo cibo. (Min) ‘ ) da ‘ d ° il uotrlsc Notr.tivo , * No-lri-thvo. Add . m. F. e A”Nutritivo. Alam. Colt. 1.4. Oyc mauear ai veggi* Il notultyo umor. (Y) * 564 N0TR1T0 NotritO-,* No-trì-to. Add. m. da Notrire. V. a A” Nutrito. Ar.Fur.tf6 ■ 4 . E la notrita Damigella Trivulzia al sacro speco. £ 4 1 - i - L'odor eh’ è sparso in ben notrita e bella cc. (Qui altre edizioni leggono nutrita.) (Pe) Notroke,* No-tró-ne. Add. m. Aggiunto di Sale; ed è Quella spezie di sale che i chimici pivpriamente chiamano Sottocarbonato di soda , e viene il più di Levante. (Sembra cosi detto per la sua analogia col nitro che gli Arabi chiamano natrunon, o nytruni) Red.Op. 3- igo. La prego solamente a farmi il favore di rifar di nuovo quelle (osser- vazionij col sai notrone. E appresso : La prego ancora a favorirmi delle notizie del sai notrone ; dove ci si trovi ; donde si porti a Livorno; a clic cosa se ne servano a Livorno; e chi lo compri, ed a che prezzo. E appresso, ig8. Ebbi le relazioni del caffè , c del sai notrone ec. (Pr) (N) ■ Nottambulo. (Àlea) Not-tàm-bu-lo. Add. e sm. Colui che sano e addormentato , e per lo più di notte , sorge di letto , cammina , ed e- sercila varie operazioni, come fosse sveglialo. Dicesi anche Sonnambulo. (Da nox , noctis notte, e da ambulo io cammino.) (A) Nottare , Not-tà-re. N.ass. V. A. Farsi notte, Rabbujarsi [£ic (//'Annottare.] Lai. noctcscere. Gr.evtxtibraCtiv.Liv.M. Ma egli era incominciato a nottare. » (Forse nel Testo era scritto cominciato anot- tare.) (M) Nottata, Not-tà-ta. Sf. Lo spazio d’una intera notte. (V. Nottolata.) Sacc. rim. 2. 2S.T è il Casin , per chi ha gusto alla primiera , Al- fombre , alle minchiate , ed altri giuochi Da consumarvi la nottata intera. (A)(B) Notte , Nòt-te. iSfi) Quello spazio di tempo che ’l sole sta sotto l'o- rizzonte. ila Notte è buja , alta , atra, cheta, cicca, umida, trista, lunga , fresca, tacita, rugiadosa , fosca , orrida , chiara, serena , tranquilla.] Lat. nox. Gr. rii-.(In s ass. riiht ,in teut. nacht, in ingl. night, in iscoz. nicht , in illir. nosct ovvero noch, in isp. nache, in frane. nuit. I Gallesi dicono avverbialmente nochcl a notte,in questa notte: così pure gl’irlandesi.) Quist. Filos. C. -V. La notte c privazione , ovvero assenzia , della naturai luce, cioè del Sole .Esp. Vang. Notte si è detta da nuocere , ed è tenebrosa. Bocc. nov. et. 16. Il qualedi poca fatica il dì , per lo troppo cavalcar della notte , avea assai. E nov.yy. 4°. Al tuo amante le tue notti riserba, se egli avviene che tu di qui viva-ti parti. Fior. Virt. La notte è fatta per pensar quello che 1’ uomo dee fare il di. Lor. Med. Com. 125. Perchè non è altro la notte , che privazione del lume del'sole. » Car. En. 4 Ma non Dido infelice a cui la notte Nè gli occhi grava nè il pensiero alleggia. (M) Buon. Fier. 4-5. 3l. La notte eh’oramai par che ei copra , La notte cieca, oscura, La notte infausta e degli onori madre, N’av- vcrtisce a vegliar la nostra cura. (N) a — * E variamente. Vit. SS. Pad. 2.106. Puoscsi per istrado in terra 3 — Fig. quelle frotte , Che cento mila ne fece inoril e, E condannò lui di perpetua notte, /'ir. Asin. 228. Preso un dirizzatoci d’aceiajo, e fittolo per mezzo d’ambe le luci di Scannadio , lo dannò ad ima perpetua notte. (M) FU. Vili. Vit. Uom. ili. Per potere con qualche sollazzo alleggerire P orrore della perpetua notte , cominciò fanciullescamente a cantare. (N) 4 — Le ombre della notte. Car. En. lib. 9. v. 634• E ciò dicendo, il dardo Vibrò di tutta forza. Egli volando Fendè la notte. (M) 5 —* Oscurità, Bujo. Car. En. 1. La buja notte, ond'era il mar coverto. (li) Tass. Ger. 1 j. 36. Sparve Quel simulacro , e giunse un nuvol deiiìo Clic portò notte e verno. Rart. Geogr. 28. Evvi mai avvenuto di mettervi a ciel tutto sereno ec. c poiché vi trovaste dove, per quanto gira l’occhio intorno, tutto è pelago senza riva ... cam- iiiarvisi ogni cosa in contrario ? Sparir le stelle , e sotto un densissimo nuvolata raddoppiarsi la notte? March.LucrJib.6.hù insorta di nubi orrida notte. È ivi : Uu nembo oscuro ... Tal dal cielo entro il Inai- cade nell’ onde E' lungi scorre, e di profonda e densa Natte caliginosa intorno ingombra L’aria.(Br) Tass.Ger. i3.3. Ma quando-- parte il sol, qui tosto adombra Notte, nube, caligine ed orrore. (N) 3 —* E Jig.Petr.S0n.1gg. Ch'è nel mio mar ori ibil notte e verno. Segner.Pred.io.5. Oli che folta notte ricuopre tutti i mortali al paragone di questa luce eh’ io veggo, di questo sereno eh’io godo! (Br) 6 — Dicesi Notte eterna , la Morte ; Notte dell’anima, l’Ignoranza', Ultima notte , la Fine del mondo. Dant. Par , y. 1,2. Nè tra l’ultima notte e il primo die Si alto e sì magnifico processo O per l’una o per l’altro fue o lic. (0) (N) , — DicesiancheJìg. Notte dell'ignoranza./.eggem/.A.G/o.lim'.z^'. In ciò clic fu termine (Iella notte dell'ignoranza e corninciamento della luce delia grazia. (N) ■ » — Dicesi Notte grande , cioè , lunga. V . Grande add. , J. Si. (V) g — * Dicesi Notte ferma e vale Buona pezza , o Alquanto di notte, V. Fermo add.,%. 11. (V) (N). o — Diccsi La domenica notte e simili, cioè La notte della domenica ec. Vit. S. Eugen. 38g- Con divine laide (laudej si stava la domenica notte con loro, e poi le comunicava , e così faceva ogni domenica notte. (V) 10 — Dicesi Un pezzo fra notte vale A notte innollrata. Frane.Sacch. nov. 258. Quando- fu un pezzo fra notte , un lupo , passando, ebbe sentore di questo asino. (V) . , T 11 — * Dicevano gli antichi La Notte d’Èrcole per indicare Notte lunghissima , alludendo alla favola del concepimento di quell eroe che durò tre notti. Ruoti. Fier. 1. 3-4' Gn ghtron della notte, Che fu sì lunga , d’ Ercole nascente. (N) j2 — [Co/ I’- Avere :] Avere la buona o la mala notte — Passarla in piacere o in travaglio. Bocc.nov. i3 . 2. M entree Uè della buona notte, che colei ebbe , sogghignando si ragionava. NOTTOLA a — * Avere la mala notte. V. $. 24. (N) 13 — * Col v. Dare: Dare la buona notte. Modo di salutare al tempo della notte. V. Dare la buona notte. (N) . ■ , t itr a — Dare la buona o la mala notte — Furia passare alti 111 r cere o in travaglio. [V. Dare la mala notte.] . flit- 14 — Col v. Dire : Dir buona notte , fig. = Essere spacciai. • ^ aduni est. Lnsc. Sibili. 2. 2. Dunque il mio padrone può dn • notte (perchè avea avuta la gambala-J (V) -r fai* 15 — * Col v. Fare: Far notte , Farsi notte = Annottare. notte e Farsi notte. (A) . r> , 2 — [E //”.] Petr. cap. 6. Gente a cui fi» si notte innanzi 1! 3 —- * Far dell’andator di notte e simili = Andare in v notte. V. Fare dell’ andatorc ' di notte. (N) ef 4 — * Fare della notte giorno Vegliare tutta la notte ! contrario si dice Far del giorno notte , che vale Dormire P e> spazio del giorno. V. Giorno, §. 11, 2. (N) , 16 — * Col v. Passare .- Passare la notte = Consumarla, l d!l ’ ! V . Passare la notte. (A) 0 „tV 17 — * Modi avverò. A notte — All’ imbrunire dell'aria per la “ vegnente nòtte. V. - A notte. (A) 18 — [A notte sema , posto avverò. ~ Quando la notte e Tac. Dav. Slor. 3. 325. A notte scura , con gente spedita monte in capo a’ rumici. in<*€i I 19 — [Dì e notte, Di di c di notte, Giorno e notte,Per ^ j.o 11 il tempo della notte.] Bocc. nov. yy. 2g. Mandrilli- a dire C ‘ |C e A' _... J ..Mandolle a dire vegnente sftiza più indugio dovesse farinello che detto l’avea- Fier. 4- t- 1. Che l’ir la notte fuora E da faine. (N) j»rf* 24 — Proverò. E' non è ancora nudato a letto chi lia a e ' notte.: Si dice per minacciare e pronosticare altrui male• J sit nondurn quelli sua poemi manet. I eftji 25 —* A gran notte gran lanterne; Lo stesso che A gran 60 J, liti occhio, e vale Che alla qualità delle cose si debbono aceor 0 strumenti. (A) j e , 26 — * Buona notte, pagliericcio: proverb.fiorentino c/»e v ^ spedilo , Non v’ è più per me alcun rimedio. Monigl. fils b cl 27 —* (lìcci.) Figli della notte, net senso morale e figurato “ tura, sono i Gentili, ed anche i Malvagi. (G. F.) _ tic^’.lir 28 —* (Mit.) Divinità adorala dalla più parte de'popoli vdrabi la onoravano col nome di -Alilat ; a Delfo aveva * simo oracolo , ed un altro a Me gara. I mitologigreci fra l Illuni e chtatnavanla Aladre degli dei e degl» llon , n / ) / ; e lpressi, sposò l’ Acheronte e nelle le Furie', l'Èrebo, e n e . le - ed it Giorno. Ella poi aveva da se sola generato il P e5t [\h, che, la Morte, il Sonno, i Sogni, la Miseria, le Es/fi fifiof" Nemesi , la Erode, la Concupiscenza, la Vécchiaju, «* , , ; :1 l’ Ostinazione , tu Paura e il Dolore. (Mit) -<11 " ^ 29 —* (Icon.) Donna che sta sopra un carro , alata , c °h fi 6 * * * 10 gran velo nero , talvolta seminalo di stelle , e tenendo un vesciata in mimo. (Mit) . fi Notteroe.* (Gcog.) Not-tc-rò-e. Isola delta Norvegia, (y) ^ cl> c ^, Nottetempo, Not-te-tèm-po. Avv. comp.Nel tempo delta n °,ec\A$°a( cesi anche Di nottetempo. V .— , Nottetempore , Di •*“? n0 tt e ^i» sin. Lat. noeta. Gr. iti vvxTÓs.Pass. s3o. E venendo di alla cella di costui, cominciò a rammaricarsi dolorosanH' '. fP 1 sventiIra. Buon.Pier. 2, 4■ so - Questo, siccome tali ‘ Fu fatto nottetempo. ,i a ]to c 2 —* Scrivesi anche Notte tempo. Buon.Fier. 5. t. 1- fi: 1 Notte tempo il palazzo ne risuoni E Sale in. Ann° u tempo , noctis tempore, di notte. (N) iptaV 0 'Ir c 0,> Nottetempore, Not-tc-tèm-po-rc. [_Aw.V .A.V , e di’ ] Not c anche Di nottetempore. V. G.V. 10. i5i. 3. Di no < _ foC° s d iscale e dificii di legname assalirono le mura. E Q-T.'^pip po appresso per tradimento eli nottetempore uccise I■ fi Marsilictto. j; a>ù"!f,,rilK Nottiluca. (Zool.) Not-tì-lu-ca. Sf. Nome di un genere ai fi l’ordine degli ombrellaii, con più aperture. ^IP‘"'‘%4 C0 , de’polipi a palipajo. Hanno il corpo mimmo, siibs J/ r : er ei"J° pellicola fornita di sottilissime venature. Apertura u .!/« A' biforme, con un tentacolo filiforme. Remer. (M»n) „od e '^ Nottiloco, Not-tì-Iu-co. Add. m. comp.Che risplcncie a , l( n Imag. Dei. Berg. (Min) '' ,n) Nottilubia, * Not-ti-lù-di-a.V/: comp. Tresca, Co '% e, fi tff) (Dal lat. noie , noctis notte , c ludus giuoco-) l Notti lo dio, * Not-ti-lù-di-o-^drf. m . comp. Giocoso a Nottingamia.* (Geog ) Not-tin-gà-mi-a,- Nottingam. ffi. Città e contea dell' Inghilterra. (G) g fi tfi u fV Add, m . comp . V.L-Che va^ h0 tai‘°- bil Nottivago , Not-ti-va-gn. _- .___ noctivagus. Gr. wx-TLieXavos, Buon. Pier. 4' di questa nottivaga vita, Che tutti gli andamenti 15 °^ t j va «a { '%l(o]' Bentiv. Teb. hb. 12. Accompagnò compianti La " sfitte * fi è Nottola. (Zool.) Nòt-to-la. {Sf Spezie di animale ma ^ n6 tt tie* cwnivovi che s&nbfa w/* uccello fiottiti no* §!0 NOTTOLATA orecchie lunghe quanto la testa. Detto anche Nottolo, Pi' °’ 1 'ViBnUIrellh " - • - - '■ Vau NOVANTUNO 565 ^atic °o ^ ^ ispistrello. [ Lat . vespertilio marinus.] Gr. vi d-,' vini. Per la pecunia, dove sempre attendono, Pro- ne dì meriggio volili nottole. fé* p" Uccello notturno di rapina , detto anche Strige. V.Costituì- stri,. n f S ene{ 'e dì uccelli di rapina che comprende varie specie. Lat , spilla * 1)octua ' Gr. y’koLv^. Red. Op. 2, 86. Tutti gli uccelli di gufi - 0 grandi o piccoli che sieno , eccettuatone i barbagianni, i 3 ’ e ^strigi o nottole, ed altri rapaci notturni. (Pr) (N) Portare nottole in Atene, ff. Portare ec. (N) Un r * Mes.) [Una delle serrature dell’uscio o della frtestva, ed è Un 0 P ^°^° di legno grossotto , che internato in una delle imposte da ie ^«*/’° 5 altro capo inforca il monachetto dell'altra imposta, q fi§3 S «so/o o la finestra.) Lat. fenestrae obex, repagulum. Gr . é-v- V ‘4 ^OXOV. (V. qui appresso la sinonimia. In ingl. night dì c . c « e si pronunzia nait-latc saliscendo di notte-, o sia saliscendo pieo 0 l -? l l,so i* 1 tempo di notte.) Frane. Sacch. ria1. 16 . Egli è sì inon ^° g* a di frottole Per molti, in cui le leggi più s’ap- l Ho| 0 ’ ^he T ie * c ^ ie ^ au ra g^ onc » e non ispcndono , Sonci per 4 gran porta nottole. Lor. Med. canz . ng. 8 . La nottola C0 * filino. Fi>\ As.yj. Messa la nottola nell’ uscio, e pnn- j «ìouo bene, età me se ne ritorno. tn'i^ ezzo di pancone o d'asse che si applica agitarti della ruota 3 tll no , e d a n e Slie p (ì \e , per ricevere la caduta dell’acqua.(A") "ftiy De *-la pialla : Quel pezzo snodato , che è retto da una chia* ^o/’ e Sos ^ ene H ferro e la biella. F‘. Pialla. (A) a l Uj nel sign. del 2. diff. da Saliscendo. Servono entrambi 8n 0 . ^ esitt *o uso; ma il Saliscendo è di ferro, e la Nottola c di le- è bene alquanto più glossa di quello.Infine nel Saliscendo ^Hg^ostra col nome il proprio movimento, un lato solo s’innalza Peti), siìa posizione orizzontale. La Nottola, essendo spesse volte im- a nel mezzo, si può volgere in giro, e forse da quel movimento \. l \ SO j^, c facile ai due lati avrà presa la sua denominazione per certa ®^ anza al vipistrello che pure è chiamato Nottola. Not-to-Ià'ta. iSf. Andamento di notte , vagando qua eia dì nottole.) Lasc.Gelos. /p io. Non son usa molto bene a di ftotj nottolatc. Buon. Fier. 4 - / * Un po’ prima, un po’ poi la ■>Si può dir fatta.» («Vo/jo pai'ole di una schiera di giovani s te* •*'"°“ ft ) (“) 1 v. Avere.] Avere una buona o una cattiva nottolata = Pas- Vt,J* 'folte con buona o con rea ventura. Lat. bonam voi malam ‘"ri, nabere. Or. xxKcv, vf xxr.r.v vv xt« ì'x/o 1 . Sale.Spia. 3 . 3 . Egli J “-v a r Ul ’e avuto a buon conto, in cambio di quella eh’ e’ si promet- *** ’ (ì «Ha nottolata d’un’ altra fatta. "ii. 'q v ■ Fare : Far nottolata, dicesi anche per Pur serenata.Sai- A 0 75 . Quasi far serata, nottolata , serenata. (N) cantava in chiesa in tempo di notte , o che si recita nell’inizio divi- no.] Lat. nocturniim. Gr. ri vvxrepitor, Fr. Giord.Pred. R. Aveano appena recitato il primo notturno. Vit.S. Gir. Dividendo il salterio per gli di della settimana, e a ciascuno di assegnando suo proprio notturno. Fr.Jac.T. 3 . 3 . S. Il primo notturno E dato allo sturino De’ martirizzati. —* (Mus.) Componimento musicale destinato ad essere eseguito di notte a cielo scoperto, oppure in una sala.Questo genere di composizione comprende in se un certo carattere placido, amoroso e dolce, per cui vengono trascelli soltanto strumenti insinuanti e non {'strepitosi. Si dà anche tal nome a certi pezzi del melodramma che hanno il carattere del notturno , e si cantano in una scena che finge la notte. (L) Notula, Nò-tu-la. [-S 7 ." dim. di Nota. Pìccola annotazione. Lo stesso che Annotazioncella. V ■]—» Notola, sin. Lat. notula , annotatiuncula. » Red.Lell. 3 . igo. Ho ricevuto la notula delle osservazioni e sta bene benissimo. Fag. Com. Non son care quelle cose che si controvertono , quando alla fine si ottengono , benché sia eccessiva la notula delle spese. (A) (N) Noui.*(Geog.) No-ù-i. Popoli della parte settentr. del imp. Birmano.(C,') Nova,* Nò-va. Sf. V. e di’Nuova, Novella. (Dal lat. no rum cosa nuova. In ingl. news nuove, novelle; in teut. newes ; in ted. neuheit-, in gali. nuaidheachd ; in isp. nueva ) Car. Lett. 2. 25 . Noi avemo di qua tal nova della morte dell’Eccellentissimo Duca Orazio ec. Bemb. Leti. 5. n. 61. La nova di Genova è ottima.Ed ivi n. 3 zS. Aspetto sentir nova che il vostro AI.Lorenzo sia rimaso Capitano delle fnste.(N) 2 — (Marin.) Specie di piccolo flauto , del quale seivonsi gii Olandesi per la pesca delle aringhe. (A) Novacolite. (Min.) No-va-co li-t e. Sf. Nome dato da Kirwan allo schi- sto coticola , schistus coticula di PFa/terio. (Boss) Novalb, (Agr.) No-và -1 e^Add. [com. Aggiunto del terreno non mai lavorato, o lasciato per molti'anni incollo, che si pone a coltura', altrimenti Maggese.] Lat. novalis , vervactum. Gr. mós. Cr. 11. g. 4. campo E cnp. iS. g. Dissono che quattro generazioni erano ne’ campi, ne’ quali le piante per cultivamento si dimesticano: cioè il sativo,idest acconcio a seme; il consito, cioè inarborato; il conipascuo,ed il novale. E nwn. 10. E ’1 novale appellavano quello che de’due anni , o de’tre, o de’qualtro, o de’cinque, o forse de’sette anni l’uno si riposa. 2 —* Novali diconsi impropriamente da alcuni i Terreni bonificati per alluvione o.per essiccazione. V. Bonificazione, Acquisto, Colmata.(A) Novamente , No-va-inén-te. [Avv. F. e di’] Nuovamente. Red.Cons. 1. 1$. Oltre le dimaude alle quali risposi la settimana passata , me ne viene fatta novamente un’altra. I <<0 U —-, --—« , Novana.* (Grog) No-và-na. Antica città d ; Italia nel Piceno. (G) t delirp' , a diff. da Nottata. La Crusca derivando Nottolata da Notte, Novansp.i,* No-van-sè-i. Add. numerale coni. comp.F. accoro, di No- ■5. m spazio della notte, e però serebbe stata sin. di Nottata. vantasti. V. (lati/. ]Sf. Sp. (O) Novanta, No-vàn-ta.[^fdd. numerale com. indecl.] Nome numerale che Storne* bene il Monti osservò , desumendolo dalle ragioni fi- ^'7 C i( ( (> dagli allegati esempi, una tale definizione conviene pint- ? Nottata , la qual voce non si potrebbe adoperare a signilì- \ ^, n dam e nto di notte, il che si esprime propriamente con Notto- . n ■ Scindi - diremo Consumar la m,nata e Fai 1 la nottolata ; Esser Ni*? b HN ta nottata c Avere una buona o cattiva nottolata, *. Not-to-lì-na. i$fi Sp ^ elfo anche ) Nottolino. Benv, Cell.Oref. 53 . QiuniVio fui ci ò M ‘ e giojc a‘suoi luoghi, non mancai con gran destrezza di i C01 ^ nottoline e con viti. b x > Mot-to-lì-no. [iS’w. Lo stesso che ] Noltolina. F". simìi - - ~ [Sfi Specie cTistrwnento che serve a fermare tvt l- _ r» . . 11 S\.. D tr° c Ca insieme, e co Lib. cur. malati. Cava i denti a un uot- ìnsicme, e con essi tocca il dente che duole. A’ appresso: del nottolo. ^^imo dente col latte spremuto dalle mammelle \ds Q Q «Wr &' 7 - 56 ■ ^ on però, cb’aitra cosa desse briga, Che N j)j a tenebra ad ir suso.Peti', canz. 22. 5 . Le notturne viole "d/J /‘tlorf. » ^ te (ère selvagge entrò alle mina, iti ‘ pe ™°‘‘ a I sembra essere usato in forza A avverbio , e W 1 * 0 i (l >0 notte.] Pelr. cap.S. Di Claudio dico, che notturno j c )to|)o 0 ® c _'i Metauro vide , a purgar venne Di ria semenza il ftccl 0 °U 7 no - W Isd tGsa/n r °>nano. » Buon. Fier. q. ò. 3 o. Io esco vespertino, E °cab, j'p. inforza di] sm, Unti pam del mattutino , [eAe si comprende nove volle il dieci. Lat. nonaginta. Gr. èmevriKovrx, Kit. SS.Pad. 1. gy. Eziandio allora, avendo già novant’anni, non mangiava cibo cotto. E 168. Eia in ctade d’anni novanta, con una gran barba bianchissima../?)?*/, lett. 2. /f. Fu donata al Sereniss. Granduca una tartaruga marina viva, la quale pesava novanta libbre. Serd.Stor. 0 . 22g. Di quei trecento scelgono novanta i migliori. Novantacinpuesimo, *No-yan-ta-cin-qué-si-mo.- 4 */r/. m. numerale ordinativo-, usato anche come sm. Salv. Avveri.2.1. 5 . 2^.Seneca, pistola settantesima ec. e nella novantacinquesima. E di sotto: Seneca, pistola novantacinquesima nel medesimo essemplo,che pur testé adducemmo.(V) Novantanove, * No-vareta-nò-ve. Ad,’, numerale com.comp.Fit.S.Domt. I2g. Hanno maggiore gaudio dun peccatore, il quale si penta e convertasi , che sopra novantanove giusti , i quali non hanno peccato. Cavale. Frutt. Ling. 322 . Gaudio è agli angeli di cielo d’ un peccatore , che faccia penitenza più che di ìiovantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza. Sega. Pred. 1. 12. Timorosi per l’infortunio di novantanovemila novecento novantanove. (V) Novantasei,* No-van-ta-sé-i. Add. numerale com.comp.inaecl. Che comprende sei sopra novanta. —,Novansei, sin. Pii. S. Gir. s 3 . Nella strema ora della sua morte, compiuti anni novantasei, la grave febbre atlìnendolo ec. (V) Chi fa sue faccende Novantasettf.simo,* No-van-ta-setté-si-mo . Add. numer. comp. usato an- Gr. ivxrnri.xtos.Fir. che come sin. Una delle novantasette parti del tutto.Galli N.Sp.{ 0 ) Novantena , No-van-tè-na. [A/i] Quantità numerata che arriva al numero di novanta. Lat. non'agenarius numerus. Gr. iytet7iKotrxs. I.ib. Astrai. Comincian li due capi della linea dell’agguagliator del dìe , che sono li due punti B, D , e aggiugneranno le novantene agli due punti di A , C. . Novantesimo, No-van-té-si-mo. [Add.m.] numerale^ ordinativo. L’ultimo in ordine di novanta. I-al. nonagesimus'. Gr. initrixoirros. » Borgh. Hip. 3 o. Notando ciò nella novantesima Olimpiade. (V) 2 — [E in forza di sm.] Lib.Astivi E aggiungonsi li due novantesimi Novanti.* (Geo».) No-vàn-ti. Antichi popoli dell’isola di Albione.(G) Novantotto, No-van-tòt-to. Adii, numer. com. comp. indecl. Che comprende otto sopra novanta. Usatp col V. Credere , dicesi in modo proverb. Credere a novantotto per cento, e vaie Ac r quasi certezza di alcuna cosa. F. Credere, S- 18. (V) Novantreesimo , * No-vau-tre-é-si-mo. Add. m. comp. numerale ordinativo , di novanta sopra tre, ed anche sai. per laNovantatreesimapa - te di un tutto. Fioret. Berg. (O) (N) Novantuno , * No-van-tìwio. Add. numerale com. comp. indecl. Se- gner. Incred. 1.16. 5 . Tanti furono i rami che l’eresia, per tal patrocinio, distese entro que cento anni, in novantuno ercsiarctù da Ui prodotti. (N) 5 * 566 NOVAKZA. Novahza , * No-vàtì-ra. Sf. y. A. y. e t/i’Novità. Star. Semif. 18, Corsono la terra c alia fine alla piazza ridottisi , ivi. si armarono , ove a tale novanza comparso chiunque potca,e femmine e vecchi ec.(V) KovAnzEESi.no , No-van-ze-é-si-rao. Acid. m. comp. numer. ordinativo. Di novanta sopra sei , da usarsi come sm. per la Novantasejesima parie di un tutto. GiumluU. Orig. ting.Jior. (A) (N) Novapura. * (Geog.) No-va-pù-ra. Lo stesso che Noapura. V. (G) Novara.* (Geog.) No-và-ra. Lat. Novària. Città, prov. e divisione degli Stati Sardi, tra la Svizzera e il Regno Lombardo- Keneto. (G) Novare, No-và-re. [Att.} V.A.V. e «//'Rinnovare. Lat. innovare. Gr. vzcvv.Lib. HIacc.Hl . Ma rido 11 i a Roma a ordinare, e a novare amistade. Novarese.* (Geog.) No-va-re-.-e. Sm.Paese d'Italia nel {VIdanese sardo, diviso in Alto e Basso , cioè province di Pallanta e Novara. (G) Novarese.* Add. pr. com. Di Novara. (B) Novastro , No-và-stro. ridd. m. y.A. y. e «//'Nuovo. Lat. novus, re- cens. Gr. via s, xutvós. Burch. 1. 1. Il Despota di Quinto, e’l gran Soldano , E trentasette schiere di pollastri , Fanno coniar molti fio- rin novastri. Novato , * No-và-to. Add. m. da Novare. V. A. y. e di Rinnovato. S.Agost.C.D. 2. 7. Le cose novatc per li filosofi, sono inutili senza l'autorità divina. (V) Novato.* N. pr. m. Lat. Novatus. (In lat. novatus rinnovato.) — Romano che pulbticò una violenta satira contro Augusto, e fu punito con leggiera ammenda. Eresiarca del in secolo, che si legò con Novaziano, e ripristinò [eresia de’ Montanisti. (B) (Mit) ( 0 ) Novatore, No-va-tó-re. [ Cvii 1 . m. di Novare usato in forza di sm. e vale ] Promovitore di nuove cose; ma si prende in cattiva parte.Salviti. Disc. 2. 24- Chi adunque cacciasse il letterato, fa male, cosi assolutamente parlando , come egli non s’abusasse delle medesime lettere per suoi proprii capricci, e sedizioso fosse e turbulento e novatore, e alla repubblica pcrnizioso. —* (Eccl.) Così chiamasi Chi insei NOVELLANTE 5 —- Discorso, e talora Chiaccliieramento senza prò ® conclusion®^^ nugae, gerrac. Gr. tykvaplx , Arjpos. Bocc. nov. 38 . t 3 . \ gC otft > un lume , senza entrare con la moglie in altre novelle, il ®° l y j a v®' ec. alla porta della casa di lui nel portò. E nov. 77 - jpdrr latore, dopo molte novelle , levatasi la donna in collo , ® . fi, non poteva, salvamente iufin fuor della torre la condusse.^ e jh 8. E multiplicando pur la badessa in novelle, venne alla g 10 tsato il viso. _ _ f nuucià*.’ 6 — Avviso; il che diciamo anche Nuova [ epoet. Nova.] Lm- a pi Gr. èlyyi\p.a.. Dant.Pwg. 8. 11 5 . Cominciò ella: se novella ^ eJ . 3 . Valdimagra o di parte vicina Sai, dillo a me, che già grai n< je ^ E 27. gj. Mi prese il sonno; il sonno, che sovente, Anzi cu ^ ut sia, sa le novelle. Lab. 2go. Avvenne che io della lettera, ì. lUl itd‘‘ mi rammarichi, senti’novelle. ( Così anche nel Testo delA La edizione di Bologna » 5 16 a cart. 54 ha novellare.) i e ’ v6 lla • 11 • 3 . Come ere’che Fabbrizio Si faccia lieto, udendo * a Nov. ani. 6g. 2. Benvegna lo signor mio ; che novelle ? ^ ce iià* 7 — Romore , Schiamazzo , Querela. Bocc. g. 10. ». 8. Np . jpolt® lunga e gran querimonia , e furon le novelle e le turba* 1 ?^^' e grandi. E appresso: Co«oscendo, costume esser de’Grcci -0 * nanzi sospignersi con romori e con le minacce , quanto P cl trovar cln loro rispondesse ec., pensò più non fossero sens® da comportare le lor novelle. (V) 8 — Ambasciata. Tav. Rit. Sappiate ebe tal novella io farò .. 9 — Il favillare. Dant. Inf. 2). 38 . Mentre che si parlava _( Dante) cc., E tre spinti venner sotto noi, De’qua’nè 10 ’.u e n<»*** mio s'accorse, Se non quando gridar: chi siete voi? E er c novella si ristette , E intendemmo pure ad essi poi. (V) a0 o a 1 ! 10 — * Cose non verisiinili. yarch. Ercol. 1. 188. Quando ^ olW cose non verisimili, se gli risponde, Elle sono parole da u sera, cioè veglia ; o veramente elle son favole e novell®- ) ' '' sera , cioè veglia ; u verameme ene sua ravoie e nove. 1 '-" ■ 0 ' jj insegna nuova dottrina o sostiene er- 11 — La natura della donna. Lat. cunnus. Gr. ^ oslà * 0 ronee massime in materia di fede. Segner. Incred. P. 2. ». 26. c. tilt. Questo converrà che suo mal grado risponda ogni novatore a' terzo secolo che ebbero capi rìovaziano prete Ut Roma , e Novato prete di Cartagine. Ai pruni eirori intorno ai lassi , ne aggiunsero in progresso degli altri : condannarono le seconde nozze, e ribattezzarono i peccatori’, asserirono che la Chiesa era corrotta e perduta per una molle indulgenza ec. Eglino si chiamarono Cattar!, che significa Puri , come nell' Inghilterra appellatisi Puritani i Calvinisti rigidi. (Ber) Novaziako , * No-va-zi-à-110. N. pr. m. Lat. Novatianus. ( Seguace di Novato.) — Primo antipapa che fu nel 25 i , ed ensiarca. (B) (O) Nov AiiuKE.(L(:g.)lSo-'i;i-zì-ó-\ic.Sf. Mutazione d’un contralto in un uttio.(A) 2 — Innovazione che segue ipso fave per sentenza del giudice , anzi per la sola contestazione della lite. Band. Ant. (A) (Az) Nove, Nò-ve. Add. numerale [com. indecl. che comprende nove unità dopo l’otto.} Lat. novelli. Gr.itnx.Dunt.Par.17.80. Noli se ne sono ancor le genti accorte Per la novella età, che pur nove anni Son queste ruote intorno di lui torte. Bocc. nov. 17, 4. Alla quale ili forse quattro anni avvenne per la sua bellezza di fare nuove nozze da nove volte. E Ninf.Fies. 134. Io son la madre tua, che t’allattai, E nove mesi in corpo ti portai. yit.SS. Pad. 1. 175. Quel Maccario santissimo, che fu prete in Alessandra, vidi in quel luogo ec., nel quale io stetti anni nove. Novecencihquahtaquattro , * No-ve-cen-cin-quan-ta-quàt-tro. Add. numerale com. comp. indecl. Segn.Stor. 11. 287. Aveva regnato in Tunisi noveccncinquantaquattro anni. (N) Novecerto, No-ve-cèn-to. Add. numerale [com. comp. indecl.,} che comprende nove volte il cento. Lat. nongcnti. Gr. imxxémoi. Serd. Stor. 10, 3u7. Spedì Antonio Silveria con cinquantatré galee , e novecento soldati portoghesi. Noverca , No-vél-la. [.V/I] Narrazione favolosa , Favola. Lat. fabula. Gr. pàli os. (Sembra un diminut. di nova che vedrai. In frane, no livelle , in isp. novela , ili ingl. nnvel.) Bocc. til. Nel quale si contengono cento novelle in dieci di delle da sette donne e da tre giovani uomini. E pr.8. Intendo di raccontar cento novelle, o favole, o parabole, o istorie, che dire le vogliamo. E g. 2. f. 1. Questa novella diè tanto che ridere a tutta la compagnia , che niun v’ era a cui non dolessero le mascelle. j> Buon. Pier. 1. 3. 12, Ella. . . gli contava novelle , E 1 trattenea con ciance e bagattelle. E Salvili. Aimot. ivi : I cittì quando sentono volentieri le novelle , e che di quelle son vaghi , dice Aristotile , che è segno di bella indole. (N) 2 —* Narrazione, Racconto in generale, anche non favoloso.Bocc.yit. Dant. La fortuna volgitricc de’ nostri consigli e nemica d’ogoi umano stato , assai diverso line pose al principio , il quale a voler dimostrare , un pochetto si amplierà la novella. (N) 3 Cosa , Fatto. Bocc. g. 2. ». g. Ella mai a così fatte novelle non intenderebbe.' [Cioè, a perdere sua onestà.) E appresso: Veramente se per ogni volta che elle a queste così fatte novelle [di mancar di fede al marito ) attendono, nascesse loro un corno nella fronte ec., io mi credo che poche sarebber quelle che v’ attendessero. E sotto: Ma pure, avendo udito lei esser così cruda ed alpestra intorno a queste novelle [a rifiutare ogni altro amore), 11011 s’arrischiò .E prima: Ambrogiuolo, già in su la novella riscaldato , rispose: ec.,(V) a — [E nel modo interrogativo, Che novelle son queste? pei j Che novità I Che cose ? Jhv. Rit. Trovarono siccome Bellis tenea Tristano in braccio strettamente , c lo Re disse : figliuola , che novelle son queste ? 11 Bocc. g. 8. n. 3 . E monna Tessa che ha? E’ par che * u l^abbi battuta. Clic novelle son queste? (N) 4 — * Chiappola, Cosa di poco valore. V. Novelluzza, §■ i. Car. Am. Past. lib. 4. Quando lo richicdea che sonasse , quando gli promcttca di donargli cotai sue novelle. (Br) [ — Eia natura ueua Ulama, jutu. cuuiius. crr. X - ‘r -. ■ pfll 24. O che colei a un tratto vi mostri In sul più bello un ‘ novella. la — Dicesi Novella da roba , e vale Novella lieta Sacch. nov. 217. Elli sapeano fare un breve, che •JUCCI (. trov. àfi / y » juiu aapciuiv nun wu wtisiv ) vhC flfll'^fv) addosso, non sarebbe sì duro parto, che senza pena 110,1 T,a, cC s£ La femminella, udendo questo, avvisò di portare novelle da r® ‘ ^ c° 1 3 — * Col v. Dire : Dir novelle = Dai'e ad intendeva * non vera . Parch* EìvoI. 1• 188, Quando uno dice sue ** far credere alcuna cosa , se gli risponde cc. (N) 2 — * Dire novelle — Dare notizia, Dire novelle* ' 14 — [ Col v. Mettere:] Mettere in novelle = Burlai » ^j-io“ \V. Mettere in novelle.] Lat . alìquem irridere, illudere, l u ,^{ bere. Gr. , ivTpv$CLt f ÌTrsvrpv$ócv. j 't l 1 5 — * (Lcg.) Novelle chiamasi La collezione delle nu° i>e dell Imperatore Giustiniano , pidibhcate alla di lui -aips ’j:’ greco, e tradotte in latino sotto Giustiniano II. Erano >» % pò, 1 S) Accursio le ridusse a 48 ohe furon le sole ricevute »“ formano la quinta ed ultàna parte del Corpo del dritto t P° e fy- 71 T_ n.. .l’ir 7 ,_7-1.. _l- a_ 7 - v„ntMlZ u ’ la Novella, e vien raccontato in prosa in un modo , babile, ma pur sorprendente. Quella differenza che P a3 ^j il (a ji media c la Tragedia, vedesi ancora tra il Romanzo v jtà “ J, Novella dìff. da Parabola , L'avola, Apologo, l 1 ' Storia. La Storia è il racconto di fatti realmente avven' s off jC . vola al contrario è il racconto di fatti non avvenuti , ^ m> pi finti od inventati , qualunque ne sia lo scopo, conto fiuto, ove s introducono ammali o cose materiali a 1^ pn' ’ r c, Novella consiste nel racconto di un fatto non vero, m a v . c aV v®J| ^c- feribile per lo più ad umane vicende, o ad istraordin arl f ' ig c ** p|it per trattenere e dilettare coloro die le ascoltano. La POR 1 a conto di un fatto non vero , ma verosimile, fondato . s0 l c j in'^iii' cosa di reale o di apparente nella natura o nella sto®* 3 ’ J0 ni 0 .f°‘ nato per lo scopo di morale istruzione, col mezzo di P ar ” s ati' !■ fé parazioni desunte da oggetti iu cui gli uomini sono m tL , c pis°" piV manzo è più esteso , intrecciato e ricco di accidenti ® ^ob^iii' vien raccontato in prosa in un modo o***, t| . ;1 la .,ji. i4" o Imperocché questo richiede nella sua storia favolosa, S l “ 0lJ è s fll )ii getto, altezza di personaggi, nobiltà di stile; e se tabi* ^ ua li c0S in versi, il linguaggio almeno debb’esserne poetico: *® ” si cercano nel Romanzi). ò ’ Novella. * N. pr. fi Lai. Novella. (B) . . u0 ca1 an ° Novella. * (Mit.) Soprannome col quale i pontefici ‘ ,w AiP none al tempo delle Colende. (Mit) c pfi' Novellaccia , No-vel-làc-cia. (A/?] pegg. di Novella- t C* r,1 ' 0 sti> t j Lat. rumor tristis. Gr. xuxo ; ko-yos, xx.x : n fyitns. Gì ’ 0 jtar c , ofi Ott. 25. Chi vuol udir bugìe , o novellacce , Venga 3 gl ' py Che si stan tutto ’l dì sulle pancacce. Car.lelt.fi. *^ 1 iliii oV p»/®„ mi pare,clic un uomo,quale è egli ec., porga orecchie as Novellamente , No-vel-la-men-te. Avv. Di novello , U ^ sco. Lat. nupcr, receus. Gr. vv» ^, p c 2. Si prese ad andare a una badia clic era ivi y fati j se potesse trovare alcuno che fosse novellamente m n oved* 20. 5i. Di me son nati i Filippi c i Luigi, *p r a ii a tua^ m,' Francia retta. Petr. canz.5. 1. Ecco novellamente 1iJ \c ^ ' nnveìl^ 01 ' nuovo mondo ha già volte le spalle, ec. —03-,, n 0 vcli‘*“'' < 1 - poi, e tornata a chiudersi un’altra volta, torno //^'dima ; ma di li a poco aperta , novellamente rlVls fi ,iovd‘f’ a \ Novellamerto , No-vel-la-mén-to. [Am-] ^ acc0 "p re J. s- 4’ jJ ai^Jcr .lare. Lat. fabuiatio. Gr. ixvSo\òyniioi._ Sega- ,, , ne nt> ». V, c jirii porto di cene, di balletti, di giuochi, di nov „j lC ggi a ,j E 2 9 . 8. Persuade lo sbandir via dalle chiese > b s tc calccci, i novellamcnti , gli amori. (Br) ^ rt/ic Novellarte, * No-vel-làu-te. Pari, di Novell' 11 '®’ th NOVELLALA k fliip«i- 0Vc ^* s ^ a- F. (0)C'ar. Leu. ined. ». 5 7. Mi son fatto onore con V- novellanti. (N) ^''e-fioc* 4 QH’r.) No-vel-Ià-ra. Sf. Specie di pesca simile alla persi- * (f' ,00 r ) Città del Ducato di Modena. (G) Vo/g^^iNo-vel-là-re, [ÌV. im.] Raccontar nocelle; [ Favoleggiare , Fa- ii, 'j trottolare.] Lat. fabulas narrare, tabulari.C?\ /zvS-oXoyoi '.Bocc. gìo r “■ Non giucando ec., ma novellando ee., questa calda parte del l,il f ?'''apasseremmo.£’ g. 7. p. 4 • Tempo era da riducersi a novellare. Sii 0 ‘ Jott - Essendo egli con alcuna gente richiesto, indiscretamente al We . °!’ e ) che novellasse.» farcii.forcai. ». 52. Favoleggiare o favo- Vc|| a j, l S n 'fica raccontare favole, o fole, o scrivere cose favolose, c no- 5 che è proprio de’Toscani, raccontare o scrivere novelle.(N) 7y a({ llacc hìeràre , Dir male. Lat. fabulari, garrire. Gr. poipo\oyùv. fjj ro |' P e cc. mort. Chi per loquacità , ovvero per novellare, dice tali 'o|,, r| |. a d altri , che mette discordia o zizzania fra gli amici e beni- fVn.^ 1 > c l’amicizia d’altri fa perdere ec., pecca gravemente. E ap- . cijrj : Posto che egli faccia questo, non per torgli la fama, ma per ’ v. Q l ' e c novellare. >’*?'» 0I jv re 0 Picconi are semplicemente. Lat. narrare. Gr. tùxrrxfi;- H < ,'^LJittam. 1. 14. In questo tempo , che qui ti novello, ili ' pass.] Diltam. 2. 2.7. SimilementeMatelda Contessa Viveva, a, do si novella.» (L’cdiz. di Venezia 1820 legge: E se sapessi ^a(, l , c il lebbroso . ., Molto ti piacerebbe la novella. Similemente di | 0r a • . . , di cui tanto si favella.) (B) Introd. Virt. 22. Molto , ch c j 0 «o già uditi di gran fatti novellare. (Br) Lai. 2go. Adivenne “ m l c H a lettera, di che tu ti rammarichi, senti’ novellare. (N) ."Covarsi ( [ parlando della Luna. Modo poco usalo.] Lat. in- 1 ’Gr. vsoèaO-ai. Zibald. jindr. 53. Quando il sole è in sul mezzo f 3 ^ una Y, ' rnc in sul novellare, si viene la luna di sotto il sole, ' v. .’ 10r ] si può vedere punto la luna. li llr,lt 'ìti' i n .f orza di sm -l Bocc. introd. 5g. Le donne parimente e gli V 1 'otti lodarono il novellare. * T A , No-vel-là-ta. [.V/.’] Raccontamento di più cose, che l’uomo A.ff' creda alcuna vera. Lat. nugae , fabulae apinae. Gr. Xripm , tOftp.J -dlleg. igS. Non sono adunque nè quelle, nè queste cc. can- iai r .l| 1 .' burievoli , e da balie stentate per racchetar i lor bambini mal l.;,v ‘ 5 0 novellate a sproposito da raccontarsi nel canto del fuoco dalle ij P, t j. n onne per trattenerli la sera , che s’arde il ceppo a’nipotini. en u. Celi. 35». In mentrechè diceva queste sue lunghe novellate. , No-vel-la-tó-rc. \_Verh. m. di Novellare.] Raccontatore o ^ novelle» Lat . fabularum narrator. Gr. /xv^oxó-yo^. Bocc. | 1 ° v< -'llaV ^ c I ua l c pcravventura era molto migliore intenditore che iiìì^dl ° lC * ant -' i • Mcsser Azzolino avea uno suo novellaci'l a cea favolare,quando erano le notti grandi di verno. Cron. fiotti ’ 2 ^ 1, Era malizioso , parentevole, dimestico, bello novellatore. > * No-vel-la-trì-ce. Vcrh. f. di Novellare. K. di rcg.( O) (Agr.) No-vel-lé-to. Sm. Pastino. La vigna giovine. (Ga) , No-vel-lét-fa. [A/i] dim. cù Novella ; che dicesi anche No- M.j '^ovrlluccia, Novclluzza. Lai. fa In: Ila. Gr. p.vSdpiov. Bncc.nov. '"a P Cf ciò intendo di dirvi una novelletta d’ un giovane, il quale a '°sof tna,| su( to animo una ingiuria ricevette. Fir. Disc. un. 10. Il '«re r ° ’. re citato la sua openione , prima la confermava colle vive e i ’ Cc G gl0ni > P°* con alcune facete novellette, ec. E nov. 8. 2 q 4- ì'' C 0 //'° ccrte novellette corte corte, ch’e’ le fa smascellare delle risa. IMI* "SS; di Piccola. Bocc. g. 6. n. 2. Mi piace in una novel- 0v tta., A sai ^piccola dimostrarvi. (V) K c, ‘s j,; Eli -* (Arche.) No-vel-li-à-lc. Add. com. Soprannome romano, neUe iscrizionL (°) i ° 0 ' >e #o» S ’ ^°” ve PEè-re. [Add, e sm.] Colui che racconta le novelle , ] ° rc ''—j Novelliere, Novellieri, sin.Lat. fabularum narrator. Gr. Cof- 0 '’ f'<ÌUa/j , C ^ e diporta novelle, cioè, riferisce gli altrui ragionamenti, NOVELLUZZA 56j l'oggi * . le . P"ò nascere scandalo e mala soddisfazione. Relt. Tuli. 3 Afilli . HS| ngbevoli novellieri. Cavale, Pungit. Del peccato deeli bi- A M,, s ° “Cellieri. _ ( m P as ciadore. Lat. nuncius. Gr- £yy%\o(. Star. Rinald. * Coi- V" 3 '" 1 » senti dal suo folletto Turpin lo novelliere. M l 1C » re ’ Ordinario nel signif. di Spaccio^, parlandosi di let- ì p ;lr j'iun. ». 22. Avvegnaché sieno già scorsi de’novel- % r, K. s ^hi da clic ti debbo Visposta, i’mi vo persuadendo che indugio effetto di dimenticanza. (N) tu !)() V ,0, g!Ì.j No-vel-lié-ri.j^r/e/. esm.V.A. V. e di’ Novelliere. Cavale. c/ 6, ' ,,lE no^ J 'ìV SStTe P'l* n g l,c i e doppio in parlare, Essere novellieri.(V) t u’! Òq.. 5 ie 0 ^ 1 ldiè-1’0. [Add. e sm. Parlando ili persona. Lo stesso 1 v ’cr 0 „ lcr ‘ ; - V. far. leu. 2. 208. Mi pare diligentissimo così no- >.4/. C0We litigante. V {f/°. (; c ,„ m '.Ehe reca novelle. Chia.br. serm. 3o. fOp. Voi. 2 pag. ^j^corrg e Tì a , 73 o.J Che fate in mezzo alla città di Giano ec., ove «fi ora au or la novelliera fama ec. (A) (B) e v. fA y 0 -Vel-li-na. Sf. dim. di Novella ; che dicesi anche Novel- w fabella. Gr. /evj>;ìici>. Pros. Fior. P. 4■ V.3.pag. gg. * -/‘‘Po a ava » «e mai mi tornassi a casa, di avere a spendere molto av- gi-.N I! tar gir di queste novelline. (N. S.) , MiOrV ^ rt ' a di radice. Lat. radi* novella. A’ s 7. o, ’ ^o-vel-li-ni-tà. [A/l] ast. di ~~ scritp ) °-P rofitto se ne trae da c '’Hvt,, av Vf“ Novellino. Salvia. Pros.Tgsc. quegli aurei pezzuoli di quegli , v ■vènf ,tor * ’ e poeti massimamente , i quali, credo ioec., negletti lf ra dalla delicata novellinità, si sono a gran danno perduti ! kit"*- G r r '°' vc l'lì-no. Add. m. Nuovo, Da poco tempo in qua. Lat. *la. dite’.* 6 ? 5- Frane. Sacch. Op. div. 5 g. Ghino marchese daCit- tr, v ecchi. V he f I ,le sti santi novellini gli facevano perdere la fede ' !| cva j ( ‘ ro f ,c - Dav. ann. 14. 188. Bagunava poetuzzi novellini, wnanzi, e faceva levare e porre e rabberciare i versi s .o 1. % — * Uomo nuovo. Salviti. Com. B. D. Era però Tullio stimato novellino. (A) 3 — (Agr.) Agg. di una sorta di cavolo. V. Cavolo, §. g. 4 — * (Lett.) In fòrza di sm. Il Novellino: Titolo di un libro di novelle , altrimenti detto Cento Novelle antiche. (N) Novecussimo, No-vel-lis-si-mo. [Add. m ] superi, di Novello. Lai. recentissimi». Gr. veÙTaros. Alam. Gir. 15. 33. E vede che di quelle una gran parte Eran di novellissima stagione.» Ilari . Giapp. 3. Cristiani novellissimi, cominciare fin dal principio di che ricevettero il battesimo a fare ogni sera le ragioni ec. (Br) Novellista , No-vel-li-sta. Add. e sost. com. Novelliere. Colui che scrive novelle, ed anche Che sta sulle novelle. —, Novellante, sin. Sacc. rim. 2. 60. Non è tempo di fare il novellista, Scrivendo da compieta a mattutino Con tanti impicci , or che non v’ è il copista. (A) (B) Novelljzia , No-Vel-lì-zi-a. [A’/.'] Primizia; e si dice propriamente de’ Jiori e de’frulli che vengono alquanto fuor di stagione. Lat. primi- tiae. Gr. ùirxpx x ‘- Salvia. Disc. 2. 41 .7. Ci è d’ogni bene : rugiadose frutta , pollami , pesci, novcllizic c ghiottornie d’ogni ragione. 2 — Per simil. Med. Arb. C’r. pag. 18. (Firenze i8ig.J Con quelli santi Magi , i quali furono novellizia de’Gentili nella fede di Cristo, [adora ... 1’ umile Iddio , che giace nella culla ] Novello, No-vèl-lo. Add. [ni. Recente, Recentemente nato, Recentemente fatto,eletto, apparito, o simile. Lat. novellus], novus. Gr. rtot. Dant. Purg. ig. 56. Con tanta sospeccion fa irmi Novella vision , eh’ a sè mi piega. Bocc. nov. i3. 11. Camminando adunque il novello abate ora avanti e ora appresso alla sua famiglia, ec. Fir. As. 60. Io sono stato tolto da questa , che voi chiamate vita , per gl’ inganni della mia novella sposa. Aon. Med. rim. 47■ Ove Madonna volge gli occhi belli, Senz altro Sol, la mia novella Flora Fa germinar la terra, e mandar fuora Mille varii color di fior novelli. 2 — [Soprajfvcgncnte, Susseguente, in modo diverso dall antecedente.] Petr. son . g. Cade virtù dalle infiammate corna, Che veste il mondo di novel colore. 3 — Giovane, Più giovane. Lat. junior. Gr. nùrcpas. Borgh. Orig. Fir. 2t2. Plinio novello a modo nostro, o il più giovane all’uso romano. Tac. Dav. ann. ». 21. Or noi , che gli abbiamo scossi cc. , non temiamo di un giovanastro novello, o di un esercito abbotti nato. 4 — Si dice anche de’buoi di terza età, [cioè, noti ancor domi.] C'r. g. 60. ». Della generazione de’buoi son quattro gradi d’età: la prima è quella de’ vitelli ; la seconda è quella de’ giovenchi ; la terza de’lnioi novelli; la quarta de’buoi vecchi. 5 — * Detto di Età, vale Tenera, Primaticcia, Garzonevole. Dant. Inf. 33. 88. Innocenti facca l’età ec. novella ec. E Par.17.80. Non se ne sono ancor le genti accorte Per la novella età. (N) 2 — * Per Moderno, Prcsenle. Anguil. Metam. i5. 236. Fa noto al mondo che l'età novella Non invidia talor l’età di pria. (N) 6 ~ [Detto di Stagione, vale la Primavera.] Amet. g6. Così nel cicl ciascuna appare stella Lucida e chiara di tanto sereno , Quanto Titano in la stagiori novella. 7 * -‘f-u • di- Donna : Donna novella cioè Sposa. V. Donna , C 16. e V. Sposa. (N) ' J 8 [ Usato inforza dism.]Liv.M. Noi non propognarao niente di novello. 9 — V cn dcre o Comperare a novello, vide lo stesso che quel che oggi diciamo Vendere o Comprare in erba; che significa Riscuotere e pagare la valuta del frutto avanti eli e’sia maturo. [ V. Comperare,5.5.] 10 — * Usato in forza d’avverb.— Novellamente, La prima volta. Fr. Giord. 84. Iddio eh’ è impassibile e glorioso , oggidì novello sostenne pena. [Se non fosse da intendere per Di novello, a cagion della scontro con oggidì.) ( V) 11 —* Di novello, posto avveri.—Vi nuovo, Di corto. V.D'i novclIo.(.A) . 12 —* Eoi’ novello , posto avverb.=Navellamente. U. Per novello. (A) Novello diff. da Nuovo. L’uno e l’altro di questi due vocaboli s’adoperano parlando di persone e di cose, ed han relazione col tempo ; ma con la differenza che Nuovo si applica generalmente ad indicare l’esistenza di una persona e P uso d' una cosa , e Novello è proprio solamente dell’ età senz’ altra idea concomitante. Nuovo ha più affinità con Moderno , Novello con Giovane. Parlandosi di persone, si dice Uomo nuovo a chi non ha uso del mondo: e Gente nuova, Famiglia nuova a famiglia nobile d’ origine non antica ; ne' quali casi non po- trebbesi usar Novello. E parlando di cose, diciamo un Abito nuovo, una Casa nuova, una Foggia nuova, un Nuovo smtmenlo, un Nuo- v° modo di dire , e simili , senza che Novello possa qui sottenlrare a Nuovo , perchè 1’ addiettivo non deve in questo caso dimostrare il tempo in cui l’abito, la casa, lo strumento sono stati fatti, e la foggia ed il modo di dire sono stati immaginati, ma bensì il tempo in cui souo stati posti in uso. E per lo contrario si dirà rettamente Alba novella, perchè l’alba non trae con se altra idea che quella del tempo : e Buoi novelli quelli di terza età , che non possono ancora noverarsi tra i vecchi : e Plinio novello per il più giovane : e Aladre novella in vece di madre per la seconda volta , o seconda madre. Novello. * N. pr. m. Lat. Novellus. (B) Novellozza , No-vel-lòz-za. [A/i avvilii, di Novella.) Novella ridicola. Lat. jocosa fabula. Gr. yt\oroieoiòs /tù&os. Fir. nov. 4. 225. E cou- tavale le più belle novellozze da ridere , che voi mai vedeste. Novelluccia , No-vel-lùc-cia. Sf. dim. di Novella. Lo stesso che [No- Velluzza. F.] Cari. Fior. l5o. Del titolo di novellucce si contentano i Fiorentini. Novellozza , No-vel-lùz-za. [A/i dim. di Novella ; che dicesi anche Novelletta e Novellina.— , Novvelluccia, sin.] Lat. tabella parva, bre- vis , tcnuis fabula. Gr. pv^àpior. 2 — [ Cbiappolerie, Bagattelle , net signif. di Novella, $. 4.] Bemb. Asol. ». 4 °■ si rallegrerebbe cotanto d’ un picciolo sguardo ec., se non !’ amante, il quale è dì queste stesse novell izze vago e disie- vole fuor di ragione i 568 KOVEMiiKE 3 — Picco! seniore di alcuna cosa. Bocc. tmv. 3 j. a 3 . Avvenne die di questo fatto alcuna novclluzza ue venne a frate Alberto agli orecclii. 4 — * Nel num. del più dicesi anche in vece di Bazzecole, Bagattelle o simili. Amlr. Furt. 5 . 5 . Haromi mandato fuora per certe novel- luzze che mancano alla cena., (IN) JSovembre , No-vcm-bre. [Sm. E 1 undecima mese dell'unno. Cosi detto perchè era il nono dell’mino di Romolo; tuttavia fu sempre il pc- jmllimo .—, Novembrio, s;u.~\ Bui. novembre. Gr. à.:.j iOTrv.i/iv, Beoti, ni Pure. S. 1/A ri.» C«: ~«-*w " - noviziato sw. ( V, Àimoveramento.) Lat. numcrus. Gr. a p&p-ós. G.P* 7 ' n[ e A. F. ili rrucclr» J .1/' _ ,1 > i'’ t. 4)«>11 Ini COVO** Fani. Pur§. 6. i/fi. Che fai tanto sottili Provvedimenti, eh’a Gaz- mezzo Novembre Non ghigne quel che tu d’ Ottobre fili. G. V. q. 277. 1. Nel detto anno 1 3 a 4 ? a’di 20 di Novembre, vennero in Firenze 5 po cavalieri Franceschi. E 11.1 1. Negli anni di Cristo t 333 , il di di colendi Novembre cc., cominciò a piovere diversamente in Firenze , e d 1 intorno al paese. ■2 — * (Icon.) lii dipinto in diversi modi. Talora è vestito di tela di lino, ha il cupo raso o calvo , appoggiasi ad unì ara su cui sta la testa d’lai cerbiatto e tiene in mano un sistro. Talora si dipinge vestito del colore di faglia morta, coronato eli un ramo di ulivo ; con lom mano s' appoggia al segno del Sagittario , ed ha vicino un fanciullo che balte il canape , dall’ altra mano ei porta un cornucopia d’ ond escono parecchie radici. Era sotto la protezione di Diana, fi ìt) No vi-xur. 10, * No-vèm-bri-o. Sm. F. e di’Noveinbre.jBemt. l.utt.S.n. 141. Alti io Novcmbrio i 53 o .E n. dìo. A 1 U 2 di Novunbrio i 53 i. E num. 2S1 ■ AJli 4 Novcmbrio i 53 .j. (N) Novempìgi.* (fi ' " Novmip opelos Gallia , al libeccio; cosi detta da' nove popoli che t abitavano: prima si chiamava Aquilania III. (G) Novemviri. ’ (Arche.) No-vcm-vi-ri. Add. e sm. pi. Soprannome dato agli arconti di /Itene , perdi erano nove : pare che fosse lor dato da Romani dopo la conquista , sapendosi che gli Ateniesi conservarono sempre la libertà di eleggere i loro magistrati. (Mit) Nove sa , * No-vc-na. Sf. L.o spazio di. nove giorni consecutivi, in cui per lo più si pratica qualche partù-olar divozione. Grecamente Enneade. F. Salvili. Pros. Jbsc. 1. tj'àf. Piotino al contrario nella sesta enneade , o novena al libro nono cc, prende l’ esempio da’ comuni umani amori. (A) (Ber) (N) Novenario , * Ko-vs-nà-ri-o .Add. m. Ch'è in ragione di nove numeri. Picoolom. Bevg. ( 0 ) Novendiale , No-ven-di-à-le. Add. cam.Che occorre nel coho di nove giorni. Pag, rim. Cosi fer clic al morir fosser dovuti Nove giorni , per fare i funerali , cc. ; E questi gli chiamaron novendiali. (A) Novendiali.* (Arche.) No-ven-di-à-U.Àlz/r/. e sm. pi. Così cbiamavansi certi sacrrfizii e banchetti che facevano i Romani per lo spazio di nove giorni in occasione di qualche pubblica calamità, o per invo- irùna d’ imbarcarsi : tali solennità furono tum. 231 . A/Ji 4 Novcmbrio t 53 _]. (JM) iPAcu* (Geog.) No-vcm-pà-gi. Antica città della Toscana. (G) iropCLOKU.. ’ (Geog.) No-vem-po-pu-lò-ni-a. Sf. Provincia della lia , al libeccio; così detta da' nove popoli che l abitavano: mi- solcns, maxime novus, reccntissimns. Gr. wirart!, Uyatrd- Hi» care il favore degli Dei pr .1.. ol.ii 1 , II Soldano, per la molto novissima cosa, raunò s;,VJ1, na fi 0 ' ISifnm. ~F1 r>n() f\4 A T"Wcc' |3 , care 11 dì del giudizio , I.a fine del mondo.] Lat. novi» 31 Ptag. 3 o.i 3 . Quale i beati al novissimo bando Sorgeva 11 P, sU rf‘-' ;l lt , di sua caverna. Coni. lnf. 16. Pone alcuna cosa delia • a di' IÌ 44 -s de’ corpi nel novissimo eli. Serm. S. Agost. 6S. Pri<'g° v pati' ,^-j cari fratelli, ponete ginso ogni negligi nzia, accioechc'l sa n q )» templi ,- vosi delti Giob nel di novissimo non ci condanni. >1 Ai: Fui'. 2 4 \ mi pajo addormentato stese, Che al novissimo di forse' C a Novità." (Geog.) IVo-vì-tu. Città della Columbia. (G) <¥ , ... _ . , , ...... ... t -,v. vc’cvg.j ivo- vì-ui. lolita aeua l/otumvm. (,0.7 . [ititi pia' cole. Alcuni vogliono che gli Gei novcnsili fossero t/uelìi che prese- Novità , No-vi-ia. [Sf.) ast. di Nuor o. Cosa nuova , ’^Ligh 0 .^’ P 0 ' devano alla novità o che facevano rinnovare le cast. { 11 Bullet ri- avviene improvvisamente. [La novilà è impensata, ma* rviie v ‘ 1 ' l . 4 - :l! '' voci celtiche nev cielo , ed encil ritirarsi. Quindi no- ' ft-rioce fra le .__ s ... ____ vensiles potrebbe spiegarsi per ritirati nel ciclo.) (Mit) Noverai, te, * No-ve-ràu-te./An i. di Noverare. Che novera. F. di reg (fi) Noverare, No-vc-iù re. [Alt. e n. pass. Lo stesso che ] Annoverare. V. Lat. numerare. Gr. àph/.iùp. G.F. lo. m. 3 - E pariceli loro •tar ano a vicenda nella camera a ricogliere le fave , e a noverarle. Sagg. nut. esp. 11 y. Ma par fatto pei- una spirale ovata, in cui non posson distinguersi nè noverarsi le vibrazioni. Noverato , No-vc-rà-to. Add. ni. da Noverare. [Lo stesso che Annoveralo. F .3 /.ni. muneratus , enuir.cratus. Gr. af Vji r . Red. Cons. 4 . 2Q-. Un’ altra spezie di palma , noverata tra le sab atiche , germoglia pur in 1 Congo. Noveravoue., No-ve-ra tó-re. [Feti. m. di Noverare.] Che novera. [Lo stesso che Annoveiatore. F.ì Lat. numrraiis. Gr. ó àpiD/jiày. Noveratrice, No-ve-ra-tri-ce.[/^e/è'. di Noverare. Lo stesso che Numeratrice e Amiovcratrìce. F.) Fr.Gionl. Preti. R. Con mano molta ben noverati-ire dispensano la pecunia delle elemosine. Novebazioke , No-ve-ra-zió-ne, [N/i] Il noverare. [ Lo stesso che Numerazione e A nnoveramento. V. ) Lat. mimeratio. Gr. à.plì)fi.r, i*.ftu ^$ il Paradiso.} Lat. novissimum. Gr. ro iV^a-rcp. Sega. * 2. 1. Basla che tu ti i*isolva ec. a praticar questo agevd e ^ p-■ _ va , ed entra in ballo Vergine lieta , sol pei' m ie . Dp zia , non per alcun fallo. ^ _ ( /p No v ' 2 ' eri ti , f C, tintile «1 si Ics; Novizutico, No-vi-zià-ti-co. [Sm,) 'F. A. [F. c cu^ ff ta iii c, "'. e tiir SS. Pad. Col quale inaino dal noviziatico , e ne dii ^ Qui -fO cavalleria spirituale fu a me non dividcvolo compao 1 .’ : qiic* nel quale è novizio.) Fr.Giord.Pred.R. Girci Ilo Z-[ u og° ,iei si trovavano nel noviziatico di S. Domenico, n ( v“ J . 1 stanno i novizii.) (N) „ i t 10 -- |oC uS ' Noviziato , No-vi-zi-à-to. tcGn,] Luogo dove si lcnq nn t . r jci uU dicesi di ambo t sessi. J — , Noviziatico , sl, ‘- Fi ’ J Pi-t 1 boy, die ha Ci 7°Vli fai j fior « t fl. liz all; è" M 1* A'ai v-tn K s ■fi •1 s v’stt-i K 3 fiè S ; 4 s he' 5 *o* V'fta > ÌL% Sì! Po* % «4 , '■He L^lt > * S| 'o ì v: ò| ' K ■v . tri NOVÌZIO Rip. z/22. Noi detto convento dipinse nel una scala una Pietà colorita a fresco in una ^.««iìi^ìo,. Borali tlicr] K - la *° a SOmmo tl’ l 5 ^ Cc “ la ««Ito bella. „ p Ijmpo nel quale si è novizio [o novizia.] Lai. lyrocinii tempus. ®i n i ' dst ' ^ onc • 3- ?-TÌ dd - m. Soiv , o Nuovo nell’ esercizio eh’ alcun prende a 8 °tiò 1 ' novitius . rudis, novus. Gr.vsupó s. Trall. equil. Tali genti e c a ltresi come i giovani levrieri , che sono ancora tutti novizii, rj g./ 0110 appresso ciascuna bestia clic egli veggono dinanzi. M. E. Vij| ' Gli altri erano gente vile e dispettosa , e inale armata, e no- a]j a ‘ As. rpy. Pur finalmente lutti d’ accordo, acconsentendo J}, (0 sentenzia del novizio ladrone , trassero quella giovane di catena. È .'f f( m ’ dò. Chi doma e imbasta l’ asiuel novizio. Maini. 6. 3i. 1/ L, e Max-tinazza v’è novizia, E non intende il gracidar cli’e’fanno, 5 '' » l ^P retc i ;l egli e ’l torcimauno. te -figg- ad altre cose , come Errore , Trovato, ec. e vale Erro- ^tvmn 10 da novizio , cioè da mal pratico , poco accorto esimili. !*• Cas. 14* Sappiamo bene con l’autorità di alquanti Latini granitici , vhji Questo novizio errore potersi difendere.Zi 1 i$. Certo è, essere v lzio trovato di quei di Lampsaco. (N) *W.. «. * No-vi-zi-ó-ne. Sf. F. e di! Nozione. Segn. Ani-m. (A) >2 Z 2A, <, e(t No-yiz-za. Sf y. p'encziana. Lo stesso che Novizia. P. Car. il 12. La Sig. Agnola si è contentata di pagar la dote come & ’ ". " • - -. 6' Ridolfo ha voluto , cd hanno mostro la Sig. Novizza all’Ai- \J C ' ( Qui nel sigili f. di Sposa novella.’) (B) G h 0 > No-viz,-zo. [ Add. e sm. Lo - stesso che] Novizio. E. Lat. tiro. li diate quella NUBIADUNA 3 — par le nozze co’ funghi = Fare le spese necessarie con eccedente risparmio. . 4 — * Far le nozze, fu pure adoperato ad esprimere in modo onesto t alto carnale. V. Fare nozze , §. 2. (N) 7 —■ * Col v. Tenere : Tenere alcuno in nozze , fig. = Tenerlo in feste, in allegria. Cecch. Esalt. Cr. 7. 1. Due anni, o più , vi tien il suocero In nozze e in mazzoline a casa sua. (N) 8 — * (Bot.) Nozze delle piante : sono pubbliche 0 segrete , secondo Linneo. Pubbliche, qualora le piante portino fiori che abbiano gli organi sessuali visibili ad occhio nudo 5 Segrete, Nascoste 0 Clandestine, quando le parti della lor fruttificazione non si rendono discernibili che ad occhio armalo da ottimo slromento. (0) Nozze ddl. da Matrimonio , Maritaggio, Conjugio , Connubio , Sposalizio, Moghazzq. Queste voci sogìionsi usare luna per l’altra, ma non poco diversitìcano tra loro. Il Matrimonio c un contratto civile 0 religioso, per cui un uomo libero si unisce c si congiunge con una donna del pari libera, con mutuo consenso pel fine di procrear figliuoli; e presso i cattolici è tenuto per sacramento. Per . 'Maritaggio intendesi solamente lo stato della donna che prende marito, come al contrario per Mogliazzo intendesi lo stato dell’uomo che prende moglie : e MogLazztì, significa ancora un cattivo e vii prender moglie. Se il Matrimonio presso i Romani consideravasi ili dritto delle genti, pci-chè appartenente a tutti, il Connubio considei-avasi di dritto civile, perchè appartenente ai soli cittadini romani: ma ora nell’uso comune non si saprebbe distinguer l’uno dall’altro.Quando Conjugio indica la congiunzione dell’uomo e della donna, può diilèrirc da .Matrimonio, perchè quello può farsi senza le condizioni che a questo appartengono. Lo S/ionsalizio è propriamente la promessa delle future nozze. E le Nozze si riferiscono principalmente alle feste ed allegrezze che si fanno nel giorno in cui si celebra ed avviene il Matrimonio. Esse , a differenza delle altre voci, diconsi anche delle piante. Nozzekesco , Nos-ze-ré-sco. Add. in.Di nozze, Pertinente a nozze.[Toce poco usata.] Lat. nuptiulis. Gr. tpu/six.0;. Frane. Sacch. ritti. Ben. da Oli. 62- E maggiormente uscito di quel laccio Nozzcresco ove sete or per entrare , Vcx-rò per riudir vostro latino. Nozzo , * Nòz-zo. N. pr. m. accorc. di Jacopo e di Giovanni. E. (P,) NozzouKE,No2-zo-h^ie.[iSy!pò]ra. dfiozze.Cecch.Esalt.Cr.y. 1. Due anni , o più , vi tien il suocero In nozze e in nozzoline a casa sua. Nisba r.. * (Geog,) Nu-bà-i. Antichi popoli deli'Etiopia. (G) - _ w t j. w- » Ll.L.\. 3j, 5 ^vo. [Add, in, K. poet. Lo slesso che ] Nuovo. V . Peti ^ - - 1 ' Qual più diversa e uova Cosa fu inai in qualche stranio china* ^ P eir - sou. 294. Non fu simil bellezza antica o nova, credo. j?<7^.(Min) Nubàs. * (Geog.) Negri della parte montuosa del Rordofan. (G) ' \canz. Nube. [A/*. Vapore e/ensamente stretto che adombra l’ aria] . Nuvola, ,^rn / s Ue ],°f} P'ì veduto, [ Maraviglioso.] Petr.son.34 • Più non asconde ’ -, ^’iezze nove. Elà, 1 -ale Giovenile. Peti', canz. 2,/. 2. Tutta 1’età mia 2 ■— » ly^ai contento. ^ a àd • usat0 talora anche in prosa. Bemb. Leti. 5. n. 225. Ditemi 3 x, s tr 8 . ° s i mulci-à la Quarantia dclli Auditori novi per la prima vo- U ' - ^ etl • 2 - 12 - E di novo torno ec. (N) Ird/x *■ ’ (Grog.') No-vo-bèr-da. Città della Turchia europea nel- 1 f’(G) f|° Vo!, 'Es '* (Geog.) No-vo-go-ròd.C/f. e governo della Bussia eur. (fi) * iGeog.) No-vo-mè-sto. Città della Bussia europea, fi) 1 q° s Ix » Rod> "(Geog.)No-vo-mir-go-ròd. Cil. della Russia etcropea.fi) ° ì6!) 0è » (Gecg.) No-vo-sil. Città della Russia europea, fi) (Geog.) No-ze-rò-e. Lat. Nucillum. Città di Francia nel di- _ . Tapor . ... Lat. nuhes. Gr. ( In celt. irland. e gali, neul , in cornov. niull, in ax-mor. niul e niful. In ted. nebel nebbia : ma nebelig c nebelicht nuvoloso.) Pelr.canz. fi. 2. E ’l ciel qual è se nulla ìxube il vela . Dqnt.Par. 2. 3i. Pareva a me che nube ne coprisse Lucida, spessa , solida e pulita , Quasi adamante che lo sol lèi-isse. ■— * Per simil. Tass. Gcr. Conq. 3. 10, Quindi nubi di polve il suolo asciutto E ’neontra il sol vibiar dell’ arme i lampi Vede ec. (P) — Per metaf. [ Lasciare in nube checchessia = Lasciare oscuro.] G. E . n. 4y. 2. Ma lasciato ancora in nube il detto oppinione, si’l volle dichiarare. Coll’ agg. di Tenera, poeticamente vale Molle, 'me l’usarono i Latini. Data. Par. 12. Come si - siccome nera nube Du’ archi paralleli e concolori ec. V'Ar? io di Giura, fi) No-rìo-nà-le. A io-nà-le. Add. com. Di nozione , Appartenente a ilo- °scanel. Ann. , Silos Rag. Berg. (Min) Concetto IV KJ ,IXM Mi^> A y filei ° -'‘dne. [Sfi] E.L- (Cognizione di alcuna cosa, V (fàì rf ?—, Novi rione, sin.) (^.Notizia.) Lat.nodo.Gr.nriita, tWoia. 0^" site lsc ' 2 'àt. Tutti abbiamo dentro di noi la sinderesi, che non y^Fun; 0 ’ , c Ee conserva e guarxlia di quelle prime nozioni, cioè di i* * u >nì ’. ' - conserva e guarxlia ai j Na a ^ onev °Ei c naturali, clic come suo patrimonio possiede l’anima. iSfi pi.] Matrimonio, Maritaggio. Lat. nuptiae. Gr. ^<°A^ n0V ’ 18 ’ '■ Porse n’ eran di quelle, clic non xneno per CI ’ ^"(.l COs ’ s P c3Se n07 -ze, che per pietà di colei sospiravano. Èit. ^ ahi,;.,' *’ 200 ' E c nost rc nozze non sono ancora tanto ite innanzi, Vi ^ c on ^ Perduta nostra virginitade. f 1 » lìti ■ Clic si fanno nelle solennità degli sposalizii. Lat. convi- £|‘^ÌP*'e$c j 5 ^epotium. Gr. yap,7ì\tov ovfL'xocrtGv. Bocc. nov. i3. 24. heen ’°' 7 nozxe belle e magnifiche fatte, con la sua benedizione >cr Data.Purg. 22.1 j3. Poi disse : più pensava Maria, onde 3 ‘R Cl| di(] e nozz e orrcvoli cd intere. Ar. Eur. 46- 73- Pausi le nozze s,, * Co n . C . lea d, Convcnieuti a clii cui-a ne pi-endc. t ( ° »«tii st ' I,0 > ^ as, ° semplicemente. Eit.SS. Pad. 11. 1J5. E quel (U 0 '.“Elido ciò , per grandi nozze cosso delle erbe, anche ’ * C 0 1 ^ a P l0 , e feciono carità insieme. (N) a h-, ^nxlare : Andare a nozze =: Andate d marito. V. Axx- i 0z ze. (A) nozze, a un pajo di myi/iez=zAndare a’ conviti aPf; . V ‘^n tldarcallc , a -- A„j° ln occasione dette nozze. E. Andare a nozze, §. 2. (A) s jV a nozze, (fig.] — Far cosa di sommo piacere, e mollo hi Co/ ! p S c, do. ( E. Andare a nozze, §. 3 ] ^t a c asai 3Se, C : Esser no//n =zEsser tempo di nozze, Celebrarsi 1 tc nen ( i 0 te nnzze di alcuno. Salviti. Odiss. 481. Poi il divino Can- » ll “ dic a cc ^ cra canora, A noi sia guida di giocosa danza; Tal- f C t C °l v p Scl 110zze j fiori udendo , 0 per via andando. (Pe) , e fiore' i re : Ear nozze 0 le nozze — Contrarre matrimonio, s °i en, dlà solite in tale occasione. E. Pare nozze. (A) °<ài’ essc Poveri,. Aver più che fare eli’a un pajo di nozze: si ’ Junr di misura occupato. come spugna, Come si volgon per tc- (N) Toccare le nubi , dicesi di cose altissime. Tass. Ger. Conq 3 4. Si scorge in unni cava un vecchio onesto Fuggir il mondo e sue fallaci cure , E le nubi toccar quel monte e questo. (P) — * Veder per nube una cosa, una persona = Sederla confusamente indistintamente , oscuramente. Tass. Rim. Eroich. son. i3. Pur per mibc vcgg’io qua.i per velo, Col padre il figlio in Deità traslato, Sovx-’ aureo nembo. (N) — * (Med.) Materia sospesa neltorina. (A. O.) — * (Eccl.) Colonna di nube : Quella che Iddio fece comptirire innanzi agl' Israeliti nell’ uscir dati’ Egitto , la quale era oscum nel giorno e luminosa nella notte ; che loro servi di guida per passare il Mar Rosso e marciare nel Deserto ; che si fermava quando era d’uopo accampare , e muovevasi quando si dovea partire ; che cuo- priva il Tabernacolo ec. (Ber) Nube difi’, da Nuvolo e Nuvola. Nuvola esprime meglio i vapori piti leggieri e più alti, Nube un ammasso ili vapoi-i densi, e Nuvolo un ammasso di vapori più densi. Sicché un tempo nuvoloso diecsi anche assolutamente iFus'o/o; c non Nube, c meno Nuvola: ed al contrario può dirsi una Rosea nuvola ; e non una Rosea nube, e meno un Roseo nuvolo. Cosi ancora si dirà: Eederle cose in nube, cioè in confuso, una Nube di guèrra, una Nube di tristezza, Ravvolgere in una nube i pensieri, le azioni, i disegni ; c non altrimenti. E verrà xicttn un Nuvolo di gente , di armati, eli spropositi,di saette, di pedanti, di citazioni , eli spade ; e non ima Nuvola. Nuvole e Nubi più comunemente che Nuvoli si elicono quelle clic si caricano e scaricano d’clettiicità; e quelle che danno piu o meno abbondante la pioggia. Nel senso traslato dicesi : Innalzare alle nuvole per Levar alto con lodi; Cascar dalle nuvole per Mostrarsi nuovo (luna cosa, o per Dare a qualche cosa soverchia importanza : ne’ quali casi non usa altrimenti. E dicesi : Alzare un edfizio alle nubi, c non ai nuvoli o alle nuvole. NmiA. * (Geog.) Nù-bi-a. Sf. Contrada dell' Africa, divisa dal Nilo in Inferiore e Superiore , e posta tra l\Egitto, il golfo Arabico, L’A- bissinia la Nigrizia e il Sathard. fi) NoBUnDESsAioaE.Nu-bi-ad-den-sa-t ò-re.Add. e sm. comp. E.poet. Che addensa le nubi. Chiabr. Eend. 53. Regni Bacco xl cScciaiiimni Diche ricopre il cielo II nubiaddensalore Austro piovoso. (A) (N) Nubjaduka , Nu-bi-a-du-xia. Add., e sost. coni. comp. indecl. E. poet. Lo stesso che Adunauubi. E. Salviti, Odiss. Sollevò lux fiero volito il nubiaduna Giove con pioggia. (A) E Imi. Om. ad Apcl. Poi- eh’ ella assisa Dal nubiaduna Giove era in palagio. (N) 5 7 o NUB1CALPESTAT0RE NuriCAlpestatom: , Nu-bi-cal-pc-sta-tó-rc. Add. e sm, comp. V. poet. Che calpesta le nubi. Chiabr. Vend. Or chi m’ appresta Briglindo- rato Pegaso nubicalpcstator ? (A) Nubifuco , Nu-bi-fu-go. Add. m. comp. Che mette in fuga le nubi.Leon. Pascal, lett. Berg. (Min) Nceigeni. * (Mit.) Nu-bì-gc-ni. Aggiunto de'Centauri, perchè nati dalle nidi. ( Dal lat. vubes nube , e genus generazione.) (Mit) 2 — ' (Arche.) Agg- di Scudi, cioè Quelli scudi sacri che si dicevan caduti dal cielo. (Mit) Numi. * (Geog.) Nù-bi-i. Popoli abitatori della Nubia. (Pi) Nubila , Nù-bi-la. [A/i V.A.V. e eli) Nuvola. Esp. Pai, Nost. Certo beato sarà , disse santo Agostino, quegli che sanza nubila, sanza ncuna scurità , a faccia ec. vedrà la gloria di Dio. Nubilahe , * Wu-bi-là-re. Alt. V. L. L’oscurar che fanno i nuvoli il sereno. Rucell. Orest. i - O pur folle è’l pensiero Ohe nubila la mente , e toglie il vero? E 2. Tu nubili il chiar lume de’nostri occhi. ( In questi esempi sta metaforicamente.') (Br) Nubile , Nù-bi-le. Add. [cani, che, parlandosi di persona, può usarsi anche come sost. V. L. ) Da marito , Maritale. Lat. nubilis. Or. iiayct/smós, ìirlya/ios. Guicc. Stor. 16. 287. Consegnare di presente a Cesare la figliuola , che non era ancora negli anni nubili. E appresso : Congiugnersi colla sorella eli Giovanni re di Portogallo, di età nubile. Bemb. Stor. 2. 27. Ad una sua figliuola piceiola ec., in quel mezzo tempo ec. che ella grande e nubile si facesse , le fosse dato il vivere del pubblico. Red. lett. 2. 1 -fi . Vorrebbe che io ne parlassi col sign. Dottore, zio dilla fanciulla nubile.» Buon. Pier. 5. i. 7. E non sorelle Nubili clic ti siali stimol frequente D’ognor pensare a trovar lor la dote. (N) Nubiletta , Nu-bi-lét-ta. [A/i] dim. di Nubila. [ V. A. V. e di’Nuvoletta,] Nugolctta. Dant. Kit. Nuov. 3j. Avevano innanzi a loro una nubiletta bianchissima. Nobilita, Nu-bili-tà. [A/l] ast. di Nubiloso. [Qualità di ciò ch’è nubi- loso;] Scurezza, Oscurità .—, Nubi litade, Nubili tate, sin. Lat. nebulosi- tas, nubilum. Gr. to «(fsAwSts. Com.Par. 2. Se quel raro trapassasse tutto il corpo lunare, che esso non sarebbe cagione di quella nubilitade. Nerico , Nù bi-lo. Add. m.K. L. [e poet. Lo stesso che Nuvolo e Nuvoloso. V.) Petr. cap. 11. Che più d’ un giorno è la vita mortaleNu- bilo , breve , freddo e pien di noja , Che può bella parer, ma nulla vale. » Tass. Ger. i3. 2. Quale in nubilo ciel dubbio si vede Se il di alla notte, o s’ella a lui succede. E B-im. Amor. Aon. -tf Così nel variar del vostro ciglio Or nubilo or sereno avvien ch’io miri.(N) Nerìcoso , Nu-hi-ló-so. Add. m. Oscuro , Quasi coperto da nuvole , {Nuvoloso , Nuvolo, Nubilo .]—, Nuboloso, Nebuloso , sin. Lat. nu- bilus , nebulosus. Gr. n$cAosi$ns , riQitvlSiis. Com. Par. 2. Se il raro fosse cagione di quella parte nubilosa. Petr.canz.5. ngliare ignudo, {ilche dicesi pure) 'f n a fad‘ {Denudare. E può usarsi ancora in 11, pass.) Lat. nudare, venne alla nuda carne. Kit.SS. Pad. 1. 44: Volendosi A ^ii» ’ gliare, vergognavasi in sè medesimo, che si dovesse ven 176. Quivi sei mesi stette nudo a ricevere le punture. d e 2 — Per simil, [ Dicesi di qualunque cosa che sia s P°§. r amedi, ornamenti, coperte ec.) Lat. nudus, nudatus. ^juesC) gji 5 p a 5 — Col capo scoperto. V • A cap® 6 —•* Si replica per maggiore efficacia , Nudo^nudo^c^ j e ,l'A' A capo nudo ■maggiore , mo. Segner. Crist. Instr. 3. 4 2 < • D luogo stesso c"‘^ e n" 1 con gli altari , con gli apparati, con le pietre me oe . “ 0 u' * ' - ■-— — - - —- - . - - - -1 | dice: Amento nudo quando manca di squame} ^ manca di figlie , sete ec.} Fiore nodo, se ma! f ca i eZu .., se lo ha, ma è imnercettihìle quasi per la sua P u ' c0 r.J Jc s i } ail (fucilo che uva solo è privo ai foglie , ma su; * Bocc. nov. g8. 4&- E sopra la nuda terra, e male ^ da lungo pianto, s’addormentò.Dant.Purg. g. 82. E ° u £ ina( aveva in mano. Petr. cap. 4• E tanto è di vaiarsi nut* j c gg'® c - Che par dolce a’ cattivi, ed a’ buon’ aera. E 6. Q' ieo i gloriosa donna, Ch’è oggi nudo spirto e poca terra ec> .q.ih onor della sua guerra. Tesi Br. 3. 4- E sappiate chi ,, d a che non guarda verso mezzodie , è sanza fontane . c f.ct 1 ' Tralt. pece. mori. Di nuda promessionc nasce azione- ^ e ]g ai. 3 — {Col v. Andare: Andar nudo —Andare senza va'* j cianche fig.V. Andare nndo.)Petr. son. 7. Povera e i‘ u .rfPU’JV f 4 — Modi avverb. A nudo. In nudoz=Ae/iz e ( cf' come vai tu a questo freddo in „i,do?£ Komm eVar gliare in nudo. ‘E 148. Disse: spogliati tutto m nu° . ^ sta città. (V) n udo- Sjif ■ • " ’ "A cap® flu j„i* jei - — o.- j — é o ai . ■ | lp 1,1 vi ricordavan la riverenza ec. (N) _ imita c ‘ e \, P eì °,e —* (Bot.) Aggiunto di qualunque parte di una P l t jan°’ //lo 1 1 . veduta eli certe parti che la inviluppano e la eli 1 ’-- n 0 NUDO J J j Cci ’ j ec. ; Grappolo nudo, se noti è frammezzalo da figlie; •'Udo* 10 * 0 nu< ^°> '! u eUo che manca di spine e di aculei; Ricettacolo e*-.» ni non solo ha delle prominenze o fossette , ma che t a ] ® co perto da peli , sete , o da quelle pagliuzze che diconsi dui ' Seme nudo, quello mancante di pericarpio , e quello non coperto u c c he peraltro riposa immediatamente sopra il ricettacolo che cA i ' a ^ l( “ e placenta : e però /e piante che portano semi nudi sono Li,i n ale ^ m nosperme,ec? entrano nell’ordine primo della didinamia di n u ,i e °z Tirso nudo, quello che non ha foglie nè brattee% Verticillo u «o, .• -a. i--- uee, nè squame , NULLA 5 7 x au 0t , ’ , ie . i fiori che lo compongono non sono muniti di bratee , ic agl ' 101 * i * nv °l ucrl 5 Fauce nuda , quella eh’ è priva di squtu , dit l , e . ° d' altro corpo che la chiuda; Foglia nuda, se sprovveduta see,,? 11 » Sondale, spine , o d’altra superficiale appendice od escre- de/i’ a particolare ; Ombrella e Ombrcllctla nuda, se la prima manca „ tini; 1,1 yolucro generale, e la seconda degl’involucretti o invogli par- S Sertoioni. (0) c h e ^. ‘m.) Fuoco nudo, quello che opera direttamente in std corpo t\'i„ 0 « sottomette. (O) “d I; '' m ' La parte nuda; che dicesi anche Ignudo , massimamente 3 $6 % Uas gi° deUe !,elle ani - *'■ I S nudo i $• Nu-dri-cà-rc. Att. Lo stesso che Nutricare. JJeH. Mann. 5fi. come corno che velen nudrica. (Instando nrp amarri Halli* coi uc corpo che velen nudrica, Gustando sempre amaro dalle f al primo dolce sarà vinto e stanco; Così ec. (N. S.) , Vi - n * pass . LaU nutrir i, ali. Bell.Mann.11 . Amor,che si nudrica Non so che muove dentro a quei begli occhi. (N. S.) M4 n * pass m ° r tc, j.wu bsj vile ili li v> v c UC 1111 U <1 w. Lo stesso cAejNutrinicnto. y. yìt.Pha . Maggior bonaccia e umidità con frescura, la quale è dolce nu- $ D e ^° terra. Cr. 2. 3 . 2 . Usano le piante il nudrimcnto ec., pfar 110,1 l ianno ventri nè veni , ma solamente ec. E 7. 1. 1. I t ^ Uron ° dalla natura per divino comandamento creati oc., accioc- % \w loro erbe , cosi secche, come verdi, dessero agli animali con- lC ev °l<- 1 nudrimento. 8 Nu-drì-re. [Att. Lo stesso che} Nutricare [e Nutrire. V.]Èocc. i-o * 2 9 ‘ 25 . Partorì due figliuoli maschi, simigliantissimi al padre lo- l 'v. -r,-- *l,»wii iv uraiiut, viiit iiuuinu i nausm nei aiseiuj. 5 n. Pctr.son. 1 . 1. Voi, ch’ascoltate in rime sparse il suono 3. SUei u ~ _ r quelli fe’ diligentemente nudrirc. Dant. Purg. 22. <52. Mele 1 •S | ” lte furon le vivande Che nudriro ’l Batista nel diserto. ! ^ Petr.son. i. 1. Voi, ch’asci ^ rp? 1 SOs piri ond’io nudriva il core. 1 &’l 1,, ' ,Ci>l (‘)Uani.Inf. 12. 7 1. E quel di mezzo,ch’ai petto si mira, } s. J l ’ an Chirone , il qual nudrì Achille. n. ììajtx . Pnsrprsi. Aìimpntarci. f Ch\ * HTq pass. Pascersi, Alimentarsi. (A) IV.. 1 .. , / J _ . tvt_1 ■ r en* 1 ^u-dri"to.Af/t/. m. da Nudrire. [Lo stesso che Nutrito.^.] sic r '/"/'■ ». Ei nacque d’ ozio c di lascivia umana, Nudrito di pcn- Sijg a “* c i e soavi.» E Sentenze morali. Milano, Stella, 1827.Seni. dcj ' d- Migliore è la compagnia del semplice nudrito tra’ savii, che Hio a ' 10 nudrito tra’ folli. (Min) Petr. canz. 29. 6. Non è questo il * v Ove nudrito io fui si dolcemente ? (N) ‘ n forza di sm. Alunno, Allievo. Lat. alumnns. Seri. Prov. ( , tl c hè non volentieri ragguarderebbero ( li Dei) il nudrito X, 1 q,Q °" e J , scampante per uscita cosi chiara e memorevole ? Boez. nudrito, beato te per questa opinione, se questo aggiugni! (V) > Nu-dri-tó-re. [ Verb . m. di Nudrire. Lo stesso che Nutri- Sa’ 0 .d Bat. nutritor. Gr. rpo^iis. Nov. ant. 100. 1. Uno antico (> file ’ d quale era stato nudritore e maestro del giovane Re suo ma- S) si prende guardia de’ modi della Reina. jk c 4 e IV 1 ?.> * Nu-dri-tri-ce. Perir, f. di Nudrire. V- di reg.Lq stesso ^ trit, ’ice. P. (O) T t's* IV.. J..: »' Nu-dri-tù-ra. [Sf. Lo stesso che Nutrimento. V -1 Lat. ira- 3 S °t | ia" tum ’ nu tritio. Gr. rftufi. Sen. Pisi. 66. I due beni detti di fotio a ,° n ° diversi, conciossiacosaché primi sono secondo natura, ciò | 't* lI’P All/wtro^'fO » J__fi_ ^... , ? r* 1 * 1 - _ I j. ^ l 6. K^'f 8im Veie a iF'grezza , e buona nudntura ne’ suoi figliuoli, e salute l: e, , bpaesc. file j (p'onome. -v , e . V. A. V. e di’ Noi. Fr. Jac. T. lib. 3 . Od. 9 . Ciò £ A 0 ^ c ' P cr nuc j ne dessim tutti a lue, A seguir 1’ opere "H. * fì. In ondo a non curare. (Gin) a* Pi, Nughe e Nuge. F. L. Bagattella, Ciancia. Suonar. fifi do v U ‘ vetr - 2 °d- Nugas , pai - che dica al padrone, o a quello a regalarsi il bicchiere , che stimi tutte le cose , e le ric- V c "c h. il _ u ‘S a ‘2*ò ne. Sf. F. L. Baja, Bagattella, Buda, Beffa. e ,|J si l e [A/".] Lo stesso che Nuvola. V. Fir.As. t 63 . Fug- ì a q e nu gole, aprivasi il cielo alla figliuola, e il purificato aere p * I> c ,, rev : za riceveva la bella Iddea. ^ j? n s f‘‘d. Gran quantità di checché sia, clic appare nelL’ aria. ^% ll ' s £ (Br) 7 ‘ A questo lauro intorno Venne d’api una nugola a gÌ' ) 1 ) J ’ | '^"'S°-b>-glia. [Sf. Lo stesso che ] Nuvolaglia. P. Lat. nu- Gr. " ’ j Mgo-là-to. [Ani. Lo stesso che ] Nuvolato. Lat. nubilmn, t^' 1 ,^ - Gr. creselp/a , twv amT‘rig.u..Zibald. Andr.gr. e q —• acque in alto , che diviene nugolato , e ingrossa , e z, ,, V ? 1 1 , 1 *' 0 tu sospigne, c ispargzla sopra molte terre, /'tic. Dav. tic 0 ' u tiugolàt 10rn ° d nugolato, e la coperse. E 2. 36 . Eccoti d’un he 1 ' 1 ’* iv t0 un rovescio di graguuola con più venti, c gran cavalloni. ' stesso che ] Nuvoletta./^.Lai. imbecula. odorg. 2-j. r 5 f. E come nugolelta che in su vada. Ncioot.ctto, Nu-go-lét-to. [Sm. Lo stesso che Nuvoletta e] Nuvoletta. V. Lat. nubecula. Gr. vetpsAzoi'. Nugolo, Nùgo-lo. [Am. Lo stesso che] Nuvolo. F.Cr.iory. 5. E questo modo luogo non ha, se non quando sarà nugolo o nebbia. » Baldin. Voc. Dis. Sono i nugoli difficilissimi ad imitar bene in pittura per la varietà de’ colori che ricevono dalle diverse opposizioni di luce, o d’altri nugoli, e per esser contornati con tanta dolcezza che quasi è impossibile imitar quelli bene , senza dar nel crudo ad accomodar il campo d’aria e con le figure in modo naturale e grazioso. (N) 2 ■— Fig. Quantità grande di checchessia. Lat. ingens numerus , manna. Gr. k l.'fd~ c ■ Serd. Stor. 3 . 126. Trassero un nugolo di saette. Burch. 1. 72- Un nugol di pedanti marchigiani, Ch’avevano studiato il Pecorone, Vidi venire in ver settentrione, Disputando le leggi colle mani. Malm. 1. 5 o. Pancrazio, Pedrolino e Leonora Lo scguoù con un nugol di strioni. E 3 . 63 . Così sballando simil ciance e fole, Si tira dreto un nugol di persone. Nogolokaccio , Nu-go-lo-nàc-cio. Add. e sm. Detto di persona , Scioperone, Bajonaccio. Lat. nebulo. Cecch. Coit. 1. 2. A uno Nugo- lonaccio, che non è se non Vanità e bugie. (V) Nugolose , Nu-go-ló ne. [Am.] accr. di Nugolo. [Lo stesso che Nuvolone. F.\ Lat. nubes toajor , spissior. Gr. uuQuv Scrii. Ori. a. 6.8. Che ’l sol calando perde il suo vigore, E dentro a’ nugoloni ha’l lume spento. Buon.Pier. 4 • 4 '• Fiderai prima ec. Scorrer per terra e rigirar per aria Gran viluppi di polvere e di fiondi ec., E sorger da lontan più nugoloni. NcgolosjtÀ, Nu-go-lo-si-tà. [A/ - .] ast. di Nugoloso. Lo stesso che Nuvolosità. y .— , Nugolositade , Nugolositate , sin. Lat. nubium vis , glo- bus , multitudo. Gr. nw affo. Nugoloso , Nu-go-ló-so. Add. [m. Lo stesso che ] Nuvoloso./^. ( F. Nubi- loso.) Lat. nubilus. tir. Lib. Viagg. E poco slaute comincia a diventar nugoloso , come si parte il di dalla notte. 2 — Per simil. [Torbido, Conturbato.] Toc.Dav. min. 4. 104. Sapendo Con clic tuoni e folgori di .parole e fatti da quel nugoloso petto scop. pierebbe la sobbollita ira. Nugoluzzo , Nu-go-lùz-zo. [ Sm. dim. di Nugolo. Lo stesso che Nuvoletta e ] Nuvoluzzo. V. Lat. nubecula. Gr. vs^s'aio*. Nei. [Pronome pi. K.Poet. così detto per la rima in luogo (li Noi.] V~. Dant. Inf. g. <20. E quei : di rado Incontra, mi rispose, che di nu( Faccia ’l cammino alcun per quale i’ vado. Nuitoki. * (Geog.) Nu-i-tó-ni. Antichi popoli della Germania. (G) NoLACt!KDA.*(Geog.)Nu-la-cùu-da. Cit. dell’Indostan, rècto!Nalgoii(la.(G) Noles. * (Geog.) Città di Spagna. (G) Nulla. P arlicclla[che independente da nome è il Niente de’volgari; onde senza la negazione comunemente è posto dinanzi al verbo.J ( F .Mica.) Lai. ndr.l. Gr. oùSsV. (Dal lat. nulla res niuna cosa. V. nullo.’) Petr. 270. Or conosch’io che mia fera ventiu-a Vuol che , vivendo dura. Dant.l’urg. gbiottiva. » Fiamm. Li, _Studine a tener reputava. Salviti. Annot. T. B. 3 . 2. Questo nulla a Roma non lo vogliono a nulla , e sostituiscono invece del nulla il niente. Niente , non ho dubbio che è bella e delicata parola, e hannola usata i nostri buoni Toscani, ma anche il nulla non è da ripudiare, come voce di forza, alla quale ci si sottintende cosa , voce e in rima e in prosa eziandio praticata da Dante. (Cin) 2 — [E con la negazione è posto dopo il verbo.) Bocc. nop. 85 . <<7* Calandrino , senza dir nulla , volse i passi verso la casa della paglia. » E Lab. E certo questo non è da turbarsene poco, avendo riguardo, clic io la maggior parte della mia vita abbia speso in dovere qualche COsasapere,e poi quando il bisogno viene, trovarmi non saper nulla.(Cin) — [ F gli si è posto dopo , eziandio senza la negazione. ] Amm. Ant.16.1.6. A’nostri tempi chi vuole piacere, dia molto, riceva poco, e domandi nulla. Petr.canz.28.8. Ben sai, Canzoo, che quant’io parlo è nulla.»JE p. 2. canz- 4 y. Ma io che debbo altro che pianger sempre Misero e sol , che senza te son nulla. Bocc. g. g. n. g. Il mulattiere gli ’ncominciò con la stecca a dare ..ora nella testa ed ora ne fianchi, ed ora sopra la groppa 5 ma tutto era nulla. (Cin) Daiit. Purg. 16 • L’anima semplicetta, che sa nulla, Salvo che ec. Pecor. g. 2. n, 2. Rispose la fante : Madonna, io lio nulla. (V) 4 — * Talora fu posto imianzi aI verbo e senza negazione , quasi in dgn. dìi Non in questo. Tass. Ger. 16. g. E quel che'l biMlo e il caro accresce all’ opre, L’arte che tutto fa, nulla si scopre. (N) 5 — [E colla negazione.) Fir.Luc.r. 2. Chi tutto vuole, nulla non ha. 6 —• Talora usato co’ segni de’ casi e colle preposizioni, [alla stessa guisa che Niente.] Bocc. nov. 2. 12. Mi pare che il Vostro pastore, e pi r conseguente tutti gli altri, si procaccino di riducere a nulla e ai cacciare del mondo la cristiana religione. Fiamm. 5 . SS. Perciò e um alcuna cosa può sperare , di nulla si disperi. 1 r> r 7 — Talora è usalo in forza di domandare o di dubitare, e vale Qualche cosa. Punto. Lat. aliquid, qiiidquam. Bocc. nov. 83 . 5. Pohebbe egli essere che io avessi nulla? Disso Bulfabnacco: si , porestu aver cavelle, non che nulla. Dant.Purg. 6. 1,6. E se nula di noi pietà ti muove. A vergognar ti vien delia tua fama. Tao» Son,g 5 . lu ini domandi sempre s’io vo’ nulla, Come desideroso di dar nulla. L appresso : E sono al tuo piacer, se tu vuoi nulla.» Jiorgìi. Fast. fao. Aggiugnamo , se questo facesse nulla ec. (») Varch Ercol, 1, gS. Come quell’altra che voi usate più elle sovente, dimandando ad alcuno : volete voi nulla ? perché .profferendogli niente , pare che lo beffiate ,• onde nacque il sonetto di Messcr Nicculò Franco, - che comincia : Tu mi dimandi sempre s’io vo’ nulla , Come desideroso di dar nulla. Sia per sempre risposto : Io ,uon vo’ nulla ; Che non mt manca, grazia di Dio nulla. (N) ^ 1 —* E anche senza interrogazione. V.^.S.Cecch.Sizvpg.t. I. Aon c lagrimando, impari Come nulla quaggiù diletta c di 2.42. Tantoché l’acqua nulla ne’ngùiottiva. » Fiamm. I. <• Nulla mancare a me , il sommo della beatitudine a 5-j-ì NULLAMANCO ci ha Altro che rovinali e fracassati, Che vogliano udir nulla del tor moglie. (N) 8 — * Dicesi Esser nulla, nello stesso sign. che Esser niente. ^.Niente, $. 2. M. V. lib. g. oo. Ma nulla era, che tutti, o parte di loro , si volessero mettere a zuffa. Dtmt. Inf. g. Volgiti’ndietro , e tien’ lo viso chiuso; Che se ’l Gorgon si mostra, e tu ’l vedessi, Nulla sarebbe del tornar mai snso.( V) £ Inf. 28. E qual forato suo membro , e qua 1 mozzo Mostrasse, d’agguagliar sarebbe nulla 11 modo della nona bolgia sozzo. CCioè, si annullerebbe ogni speme del risalire.) (B) 9 — [Talora si replicò con molto di forza, massime nel signif. del§.7.] Dir. Trin. 2. 2. Perchè, come noi facciam nulla nulla , e’ non hauti' altro in bocca: quell’altra faceva, e quell’altra diceva , ec.r>Allegr. ig5. (Amsterdam 1754) Ogni volta ch’egli scappuccia nulla nulla , cccotcgli attaccato il sonaglio, ec. Cil. S. Eufr. 168. Forte come leone a chi in nulla nulla gli consente.(B) Lasc.Rim.p. 2.pag. 142. Non ho potuto mai lo ’ndovinare Traigli del capo , nè la poesia, Della qual nulla nulla sa parlare. (Cin) Mann. Lez. Ling. Tose. 2. 5. 11 perchè io dovrò giustamente essere compatitole 10 mi dessi nulla nulla a credere, che contratta si sia,o si contragga di presente qualche neo di ruggine ec. (N) 10 — * Col i>. Avere : Aver per nulla 0 per nullo = Riputare per niente. F, Avere per nulla. (A) (N) 11 —* Col v. Dare : Dare in nulla = Non conchiuder niente. V. Dare in nulla. (A) I —* Non dar nulla ad una cosa, anticamente per Non darai tetta. F. Dare , §. <3. (N) 12 — * Col v. Essere / Esser nulla = Morire. Dani. Purg. 17. Sorse in mia visione una fanciulla ; Piangendo forte , e diceva: Oh regina, Perchè per ira hai voluto esser nulla. (N) a — * Esser nulla, usalo anche in altro signif. F. §. 8. (N) 13 — Col 0. Fare: Far nulla =z Giovare alcuna cosa. F. (j. 7. (V) 1 — * Non far nulla = Stare in ozio. F. Fare nulla. (N) 3 — [Non farne nulla=Z,aseÀn- la cosa o l’opera incompiuta, Abbandonarla o simile .] Bore. nov. 2. 7. Ed altrainenti mai non ne farò nulla. 1 j — * Col v. Mandare : Mandare in nulla = Annullare. F. Mandare in nulla. (N) 1 '> — * Col t>. Perdere : Non ne perder nulla, parlandosi di rassomiglianza , vale Rassomigliar moltissimo. Dir. As. Ciascun membro se le rassomiglia, che egli non ne perde nulla. (A) 16 — l l 0/ v. Recare: Recare, Ridurre o Riducere a nulla =2 Annientare , Distruggere. F. (. ti. ] Cavale. Med. cuor. Perocché eglino nella loro città terrestra vivendo nel mondo, recarono a nulla c disfe- ciono la tua immagine. 17 — [Col v. Tenere; Tener per nulla —Reputare da niente.} Declam. Quindi. C. Spesse volle le cose tardi son tenute per nulla. 18 — Ed inforza di sm. Cas. Canz. 4- 4- Quel vero Amor dunque mi guidi c scorga, Che di nulla degnò si nobil farmi. Segner.Marni. Ag. 2g. 3. Cavar le anime dalla colpa in cui son sepolte , più che l’universo non era sepolto già nel suo nulla innanzi alla crcazionc.(V) 19 — * E nel pi. Nulh nel genere mascolino, Crudel. Rim. Dunque Addio, mie dolcissime petazze, Gonfie di scherzi e di ridenti nulli, Gioja delle ragazze. (A) ?o — Usato quasi in forza di add. per Nullo. Fit. S.Gia. Bat. 2Z7. Pareva loro profondissima umiltà , che poneva Cristo cosi grande, a COSI numantino delle mìllepore e della divisione de' polipi, internamente nude, denominale dalla privazione totale de’ pori o forellini. (Aq) .. . Nullità' , Nubli-tà. [N/i] ast. di Nullo. [Qualità di una cosa Nudezza .] — , Nullitade , Nullitate , sin. Lat. nullitas. Gr. c,v . d:> L n Gal. Sist. i4g II sig. Simplicio resta, per quanto io ^mi- capace della nullità di questo primo (argomentoJ. E 1 97\ es0 , nuzionedi gravità ec.ha per termine ultimo ed altissimo lanullità di V ^ 3 —* Dare di nuliit hzzzAnnullare, Cassare, Dichiarare invalido . j Lelt. Acciocché sia valida (la sentenzaJ e non le sia dato di 1111 le mando le sportale e le propine. (A) 0, Npllo. Sm. Ncssunapersona, Ninno. [Se trovasi indipendente dan e senza la negazione, suol porsi innanzi al verbo comunemente.) nono. Gr. o»r«, (Dal lat. nullus niuno, che vicn da ne urV.'iw. ;|i .i J’eseid. 4 . 28. E sì eia del tutto trasmutato, Che nullo raffigurato. Pass. 2 tg. Nullo parla volentieri al mutolo, t " j! tJ0l! ,, dor d’Italia. E 7. i34 • 2 - Era morto in quell’ anno il d c ria , del quale non rimase nullo figliuolo maschio. Da’ 11 - J)C r F 7. l’son Virgilio, e per nuli’altro rio Lo ciel perdei, : ma- e fossi stata menala nel capo del mondo, nulla impossibile ( ninna cosa impossibile , nihil impossibile ) in’ avrebbe tenuta, ch'io non ti fossi venuta a vedere. ( \ ) 22 — [Dìcesi Altro che nulla nello stesso senso, di Nulla.] Darti, rim. 43. Dimmi, clic ha’tu fatto, Cicco avaro disfatto? Rispondimi, se puoi, altro che nulla. 2.3 — * Dicesi Da nulla, e vale lo stesso che Da niente.F.D a nulla.(A) 24 — Dicesi Per nulla , e vale In nessun modo. F. Ver nulla. Lat. nullatcnus. Fit. S. Gio. Gualb. 3o3. Dicendo che per nulla ( cioè in nessun modo, nullatcnus) non lo rimenerebbe (quel cavallo.) (\ ) 25 —* Dicesi A nulla, e vale Per nessun conto o rispetto.F . A nuila.(N) NiLLAmnEKO , Nul-la-di-mé-no. Avv. [comp. Lo stesso che] Nondimeno t e Nientedimeno. F.] Lat. tamen. Gr. oi/5» Urrof, Lib. cur. malalt. Benché sia cosa fastidiosa, nuUadimeno èe d’uopo necessario l’avvallarla. Red.Cons. ». 25o. Soggiugnerò nulladimeuo qui di nuovo qualche cosa. £ 2.70. Nulladimcno bisogna farsi animo, bisogna ricorrere ai medicamenti. » Biccimd. ». 63. Si figura sia un qualche ostello, È tale è appunto , ma meschino alquanto; Nulladimen la fame gliel fa hello. (IN) Nci-lamasco , Nul-la-màn-co. Avv. comp. Lo stesso che Nondimeno e Nientedimeno. F. Sedo. Avvert. 1.3. 4■ 4- Dietro alle dette voci seguita ec, nientemanco, nullamanco ec. che tutte avviso, per fo dette cagioni , doversi dai moderni scrivere unite in un corpo. (V) Nollamente,* NuWa-me ; n-te. Avv. In modo nullo, Di niun valore. Invalidamente.Pallav.lst.Cene.1. 145. Richicderannosi dagli Apostati dissoluti ad ogni congiunto i patrimonii, come rinunziali millammle.(Pe) A colali è , Nul-la-più. Maniera di dire, che si usa per dinotare il superlativo di ciò che si tratta ; e coiTisponde al Lat. nihil magis, Gr. cvbèr tr.à.wov. Petr. canz. 3i. 3. Nell’estremo Occidente Una fera è, soave e quota tanto , Che nullapiù. 3 — Per Mai non. ò'egn, Mann. Nov. 22. 2. Se nullapiù vuoi tu ritornare ad amarlo in tutti i tuoi dì, e tu odiaìofil male) intensamente. (\ ) Ncllaee, * Nul-là re. Att. F. A. F. e di Annullale iior. Ilal.M11zzi.4f) Ncllezza, Nul-léz-za. [V/i] ast . di Nulla. Lat . nihilumz Gr . Se / t . Pisi. 101. Ci ricordiamo della nostra fragilità, e della nostra nullezza. Numantini. _ Nulli poca.* (Zool.) Nili \i-po-ra..òf.F.G. Lat. nullipora. (Dal lat. nullus Numantino. * (Arche!) Nu-mantì niuno, e dal gr poivs meato.) Genere di produzioni marine deli ordine che espugnò e distrusse Numa aver fe\ E 8. 35. Nullo bel salutar tra noi si tacque. Sicché nulla voglia di sé a te puote esser fuja. . 12 — Invalido, Di nessun valore, [Inutile , Vano.] Lat- qa 1 * irritus. Gr. àcrbivris. Guicc. Stor.15.74g • Il che non Faccu® v capitolazione fosse nulla. » Bocc. g. 1.11.1. becero nire medici ec., cd ogni cosa opportuna alla sua santà i’ aa * , ma ogni ajuto era nullo. (V) : fiiH" 13 — * Agg. ad Altro. Petr. p. ». 88 . Che di nuli’ altro «• bra 0 cale. (Cin)_ _ l'M'IP >4 — Agg. a Città 0 simili vale Qualunque altra. G. F- ^ A a3. Essendo la libertà e dotenza de’Genovesi grande, e c città de’Cristiani in mare! ed in terra. (V) 0e^ ct> f 15 — Agg. a Cosa vale Alcuna cosa, Taluna cosa. Cavale- e- 11. E questa è grande iniquità di Aire o credere che Iddio ■ cosa , se non buona , o per bene. (V) i"ip ere V 16 —* (Bot.) Parola impiegata nella descrizione de' ve S ct - u ta- TC y mere la mancanza di qualche parte alla quitte viene ap]d lC ■ C [N descrivendo un fiore che manca di calice o di corolla > j ,1- lice indio, Corolla nulla. Bertolonì. (U) . .^-Ic 1 * 1 ’, Nullo diti', da Niuno e Nessuno. Benché queste voci ® iif # sare ]’ una per P altra , non pertanto Nullo e Nessuno P‘j| 3 di P hanno in sé la nozione di articolo negativo , e N“‘n° nome. E Nullo é diverso da Nessuno, perché questo v . a e quello Non alcuno; e però Nullo ha ufficio di a: ! lC( 4m s' < - c ' )l ( .|it d quantità , e Nessuno esprime la negazione dell’ unità- so&^f. queste piccole differenze non molto si bada, così „ r0 sa-,g queste piccole . .. _, - - ow> . i moderni usar Nidio nella poesia , e Nessuno nella p r ^, timo Nullo aggettivo ha un particolar significato, che e ^ ^ ll3 l Invalido-, cosi p. e. diccsi : La capitolazione è india} 0 ^ s0 n' non pnti-ebbcsi né Niuno nè Nessuno sostituire. li*" ^no^P^ P ‘i m \ UlU Numa- (Daìl'ebr. nuora sopore ■jv,. vonipilio. Secondo re e legislatore de'Romani. Nomano' ‘***11*11* nel PfflW noi» ’ Nn-ma-no. N. pr. m. (N. pati-, di Ninna. In 1 * nuovo.) — Remolo. Guerriero nitido, cognato dt Ciso da Ascanio. (Mit) to0t 1 Nta«AN T .NA, ♦ NiMnan-ti-na. N.pr.f. (DiNu.nanzia.)-^'^if - vernata sotto Tiberio d’aver /'aito cadere in demenza ri f ' dbìtanti di JNamanza- ^y e C * e ’ cari a Dio beati numi. ?? acc fiume da'Cristiani dicesi poetic. Iddio.] Tass. Ger.i.g. * ,o 8 fnnporre, ed introdur costume, Ed arte e culto di verace nume. t>oo e A°l°ntà, Voglia, Acconsentimento , come usarono i Latini la ^l 1ni cn , da mio in senso di volo. Car. Fn . 6. 5^V.Che non - M l>ui '* ■ * • • " ~ ~ - file divino un tal passaggio imprendi. F a. 8yg. Di Giove 1J ^fiume , e de gli Dei S’ attribuiva i sacrosanti onori.(B)(Br) \;,t„ } Nu-mè-nc. _7V. nr. m. (Dal ex. neon nuovo, e mene, luna: UrN il Nato 5 Nu-mè-nc. JS. pr. in. (Dal gr. neos nuovo, e mene luna : a nuova luna.) — Filosofo nativo di Apamea. seguace di VwV di Pitagora. (Mit) Sf 0 * ; Nu-mc-nì-o. iV. pr. m. Lat. Numcnius. (V. Numene.') — Fi- »> # ^ pfd' il secolo , il quale sosteneva che il caos donde è stalo tratto ° ’ era an/ma t° da un genio malefico . (B) (Mit) j» c ^e C q A : * (Arche.) Nu-men-là-na. Add. f Grande strada di Roma, ^ lx ^kJ ì( * lLceva monte sacro per la porta Fimi naie. (Mit) ^ r 9 bT E > Nu-me-rà-bi-le. Add. coni. Che si pub numerare. Lat. nu- i s * Gr. a.piBfX7]rds. Segn.{Etic. lib. 5. cap. 3.] La proporzione V^ la «®te si conviene al numeri ' ' ‘ O lE >Nu- ,«tii ro assoluto, ma ancora al numerabile. «f, e > Nu-me-rà-le. Add. com. Di numero , Appartenente a numero. ; iaK,i. l,l fi ei 'alis. Gr. ciótSu.ririKÓs.'nSalv. Avveri. 2 . 1 . 1 . E quelli (‘nomi) —~*** Aa * UT. UlV. A* Wd t. *• /. 1 . 1 '4 IJUl.J 1Ì (ììOIfli^J Ss J)j°> che numerali c di numero s'appellano da ciascheduno. (B) Cew * Numerale distributivo quel nome che accenna distribuzione , **ty1 lln ptùà numerala , come Decina , Ventina , Centinajo ec ., e ^Pt'e C iG Sla sem P re sust ’ ì perchè decina , centinajo ec. stanno \ e . nz> a PP°ggi° » e ricevono anzi V addietlivo e l’accompagna- sfinendosi; Una decina di frati , Due cenlinaja di scudi, Un s » 7 ) • *fiigliajo , cc. Buommail. Tratt. ling. (À) So l p esi Numerale ordinativo quando i numeri vanno in ordine Vun 'Siitye j come Primo , Secondo , Decimo , Centesimo ec. ; e 1lt . e ® per lo piu addietlivo, dicendosi : Il primo uomo, Il ven- %i. L ? l0l 'fio , ec. Ed alcuna volta trovasi in forza disustdicen- 4 * tCl 20 ^ > Tre quarti delle entrate, ec.*, e cosi I primi, s Dj c 1 .5 I centesimi. Buommait. Frati, ling. (A) Tbf* Numerale principale quando significa numero assolutimi., J ^ Ue 9 Q naUl '°’ bH cc *s Cento, Mille ec. \ ordinariamente è <«lor a 0 5 x dicendosi : Cento novelle , Sette donne, Dieci dì , ec. mi } rj/ Jer o s’ adopera in forza dì sust.,dicendosi : Tre cinqui, Due e > 5 Uovi ec., perche nella lingua nostra il numerale pi itici- che sla per sust., si declina. Baommatt. Tratt. ling. (A) Xi 5 Nu-me-ral-mén-te. Avv. In modo numemle. Lo stesso rh eriCame fite. F. (A) Piccolom. Berg. (0) u-me-ràn-tc. {Pari, di Numerare.] Che numera.--, Enu- 0 “* , s *n. Lat. numcrans. Gr. Salvili. Pros. Tose. 1 . % U< ^ ^ cielo è il tempo numerato ; il numerante è innanzi tii 5 ^ SUra di tutte le misure, copia dell’ eternità. ^fi-me-rà-re. {Alt. e n. a ss.] Raccorre per numero .—, An- * ^fiunicrare , Tnnuracrare, sin. ( p'. Annoverare.) Lai. nu- Lib. Sagra ni. È forte cosa a numerare i pec- a fitl av a Ua gola nascono. M. F. 1 . 56. La moltitudine de’Cristiani S, * ■ n ° a . Roma , era impossibile a numerare. J)anl. Par. 2 g. V' numerando al venti Sì tosto , ec. Red. Cons. 1 . ‘jyilìi j* li) erai'si da tutti questi mali e da tutti quegli altri, che per kf’ Un ieP Cl0 numerare , cc. ìèi. Cc °glier'* e , d Uf- da Contare, Computare, Calcolare. Numerare vale *ar* c °Ui 6 un 'U dando nome al loro aggregato. Comare s’ ado- l' r<; lui !.(.■ per Numerare, ma il suo proprio significato è di toJ!* Coq°p t<>>(> P are de’conti. Computare è Weltere a rincontro % lc °ìar * U |ra l e quantità omogenee, li Calcolare si applica in ai calcoli astronomici ; ed alcune volte si usa me- \p u , C'a/ R er Valutal e : come quando si dice : Impresa mal cal- >>o' le conseguenze d’ una gcetra ec. 1 *%***' D m-'nc-rà-ri-o. Add.m. Agg. di Dolore immaginario delle s. ?■ D J L „, usa anche in forza di sm. per Danaro . Moneta, Con- fopYfi ietti i die aveano pressoi Romani gli uffizioli de’conti 1 An 7 , tesoriere privato ed al dispensatore delie largizioni im- tc ‘iei, ne $H eserciti v erano degli tijfiziali di tquesto nome, Vi '^'*«0 „ 'i' 1 , nota de’soldati eh’ erano stali di guardia , o avevano 5 ; Viv 0 ““ a hro ufficio. (Mit) . ft Uine r ,■ Ble " ra ~ti-vo'. vldil. m. Che numera. Atto a numerare. s, )lf. * a! ; sì». Lai. numcrans, nmnerandi peritus. Gr. àpóì- .Vj .dite, c l ‘ Dros. Tose. 1 . 3So. Talcliò poi , di ciò sovvenendosi, V’ e a liii-} v e ? e avc *' detto Platone , trall’ altre doti , onde 1’ uomo iuteU[ C ■ a ^ la animali s’avanza, e mostrasi di ragion dota- p. H '«««a capace , essere, ch’egli sia animale niunerativo. \" n hove^' ac : ra ' t o- Add. m. da Numerare. — , Enumerato, sin, 93 E - * Ml ' nuiaera t us > enumeratila. Gr. ùp&prid-ós. Red. Nttv 6 ' ^aèch J®!!®_ cassetta della gabbia misi molte pietruzze mi- A' Qj>qL Tp '-«machia uviia tinjitu pttun e no i C0 ^‘ Numero numerato, o piuttosto_ _ tt. c °Se A B e esso novero che annovera , come il primo , ma X r T °»s. 죰 VCra te. 'Va-, ^me-ra-tiì-re. [Derb. m. di Numerare.) Che numera. Lat. T jy- S. Agost. C, D. Non si può comprender d’animo gran numeratore. Salvia. Disà. ì. ayB. Chiamò il gran pitfagorico Archita di Taranto misuratore del mare e della terra) e dell’ arena, eh’ è senza numero , numeratore. 2 — * (Arit.) Nome che si dà al numero superiore di una frazione, il quede indica un determinalo numero di parti, fra quelle che sono espresse daI numero inferiore, che chiamasi Denominatore. (Caren) 3 — * (Ar. Mes.) Strumento che libera un operajo dallo invigilare sui movimenti d’ una macchina, di cui vuol numerare i giri o le corse alternative di va-e-viene , e che indica quanti movimenti succedettero in un tempo dato, e se occorre dà anche l annunzio con campanelli , con un colpo o in altra guisa del momento in cui sono accaduti alcuni effetti. (D. T.) Ndmeiiazione, Nu-mc-ra-zió-ne. [V/i] Il numerare. [Lo stesso che An- noveramento. V.~\ Lat. numeratio. Gr. ipIì/x^TK.Com. Inf. S. Ed è mille numero sì grande, che sopr’csso con certa numerazione non si monta, se non dinomina da quello, o infra quello. Ncjieria.* (Mit.) Nu-mò-ri-a. Dea invocata dalle dorme partorienti. — Dea la quale presedeva all’ arte di numerare. (Mit) Nomeriako, * Nu-me-ri-à-no. N.pr. m. Lai. Numerianns. (Attinente a Numerio .)— Marco Aureliq. Figlio di Caro e fratello di Carino col quale successe al padre ned’ impero. (B) (Mit) Numerica. * (Mus.) Nu-mè-ri-ca. Sf. L’arte dell’accompagnamento, la quale, invece delle note si serve di numeri per indicare gl’intervalli e gli accordi. (L) Numericamente , Nu-me-ri-ca-mén-te. Avv. In modo numerico, Numeralmente. — , Numeralmente, sin. (A) De Lue. Berg. (0) Numerico , Nu-mèri-co.^dcW. m. Di numero, Appartenente animerò, [Numerale.'] Numerio , * Nu-mè-ri-o. N. pr. m. Lat. Numerius. (Dal lat. numents numero, abbondanza , armonia.)—Sutìl cio. Prenestino famoso per le sue visioni. — Romano che pi-eslo ajuto alla evasione di Mario. — Partigiano di Pompeo, fatto prigione da’ soldati di Cesare.(fi) (Mit) 2 —* (Arche.) Prenome della Famiglia de’ Fabii. (Mit) Numeriti.* (Geog.) Nu-me-ri-ti. Antichi popoli dell’Arabia. (G) Numero. (Arit.) Nù-me-ro. [Sm.] Raccolto di più .unità. [ Il numero è determinato o indeterminato , pari o dispari, sempl ice o composto, infero o rotto ec.] Lat. numerus. Gr.àpiUf*. oV. Bocc. Iute. 3. Già erano gli anni della fruttifera Incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di mille trecento quarantotto. Bue. Puvg. 25. 1 . Quando Ercole si venne a partire, innumerò le sue bestie ; e non trovando lo numero, andolle cercando; non trovandole, partiva».» Fiirch.Ercql. 2 . 273 . Questa parola numero è appo i Latini voce equivoca, perciocché ella significa così il numero proprio, il quale i Greci chiamano aritmo e noi novero, come il metaforico , ovvero traslato ... il numero proprio , cioè il novero è di due ragioni; numero numerante, o piuttosto novero annoverante , quale sta nell’anima razionale, ed è quello col quale noi annoveriamo, perchè i bruti non lo conoscono ec. Numero numerato,o piuttosto novero annovorato, non è esso novero che annovera come il primo , ma esse cose annoverate ec. Gal. Compass. 5. Perchè altro non è la regola aurea, che del tre domandano i pratici , che trovare il quarto numero proporzionale ai tre proposto. (N) 3 *1 numeri, dall’uno infuori, posti come aggiuntivi sono sempre plurali, onde dicesi Due fratelli, Tre giovani, Quattro sorelle, Sei o Otto morti. Ventuno poi, Trentuno e gli altri, se il sostantivo precede, si troverà sempre in plurcde: Anni ventuno, Scudi trentuno. Ma se il numero è avanti al sostantivo, allora è sempre singolare , Centuno scudo , Trentuno anno , perchè il sost. s’ accorda: col più vicino aggiuntivo , ed in questo caso Uno è più vicino di Trenta ec. Ciò si chiarisce mirabilmente in un luogo nel Convivio di Dante. Altre novantuna ruota , dove Altre si accorda con Novanta , e Ruota con Una. Ruommatt. Tratt. Ling. (A) 3 — Dicesi anche Ale Figure aritmetiche, o d'abbaco.Baigli.Man. 17 f Faceva quell’effetto che noi colle note dell’abbaco aggiungendo a’primi numeri un zero, o due, o tre ec., facciano crescere le cen- tiuaja in migliaja.jB 176 '. Forse tutte le nazioni hanno avute alcune proprie note e figure per gli numeri, non gli volendo sempre distendere con tutte le sue lettere. E 235. Nè altro l'ha di certi libri levato , che il troppo multiplicare de'numeri che risultava di quella maniera. 4 —[Dicesi Numero determinato, e vate Espresso, o Conosciuto ; contrario di Indeterminato.] V. Determinato add., §. f, 3. 5 .— [Dicesi Numero intero 0 sano quello che non è stato ancora diviso, e Numero rotto o fratto, qualche parte o frazione dell’intero.] Fes. Br. 1 . 3. Arismetrica , che c’ insegna ec. partire 1’ uno per 1’ altro , e numero sano e numero rotto. ® — Dicesi Numero piano quello che può concepirsi come risultante da due altri numeri moltiplicali I uno per l’altro. (A) (Caren) 1 — Moltitudine, [Quantità indeterminata di gente.] Lai. vis, ma- niis, diiiI ti1 1 nio, acervus. Gr. irkTiHiil.Serm. S.Agost. 52 . Questa fortezza hanno gli eretici , e i falsi frati; del qual numero, per la grazia di Dio, so clie non siete voi. Serd. Star. so. 3y4- Si ritirarono con gran preda e con gran numero di prigioni nell’ isola Bombaino. E so. 383. Tostamente vi concorse ancora il governatore del luogo ec. con maggior numero di gente. _ 8 —* Talora si usa unito alla q ■salitila numerica eh esprime, senza alcun articolo 0 preposizione. Salvia, Gas. 77*. R stato dato in memoria che . . . • Fratina di Fliuute favole satiriche componesse primiero, e queste cosi molte che de’suoi drammi, numero cinquanta, le satiriche fossero trentadue. (N) 9 — * Prendere il numero di qualche cosa = Numerarla. Bocc. Amet. pr. Ed enne il numero tale, che più tosto delle stelle e delle marine arene si prenderla, che di quelle. (N) ,0 —* Pigliar le distanze, gli angoli, li numeri o simili: Termini proprii significtmti il Notar le distanze, gli angoli ec.Sagg-Nat. esp.(A) 5-4 NUMERONE «i — tA numero, pesto avverò. — Secondo il numero. E dicesi A numero e misura per Misuratamente , Ptvporzioriatamente. ] Tes. Br. 2. 4 °‘ Dunque conviene elli come per necessitaci eh’ dii sieno fatti a numero e a misura. Croni cheti, d' Amar. 3 . Lesse la scrittura in questa forma : a peso , numero e divisione. ri — * A numero fu anche usalo anticume nel sign. di In gran numero In gran copia. Omel. S. Greg. 1. 3 y. Riportare a numero le sommità delle verghe umane .... occisi gli Aliofili, (di lat. ha numerosa praeputia reportare.) (Pi) a —(Lett.) L’Armonia del verso e della prosa. [Onde Orazione di bel numero vale Ben distesa e ben ordinata.'] Lat. numerus. Gr. puS/atfr. Demetr.Segn. 1 s. La forma del periodo rettorico sia ritorta e circolare ec., la quale insieme col numero si rigiri. J? 22. Si vede chiaro in Tucidide, il quale ha quasi tutta la magnificenza dalla lunghezza del numero. E 23 . S’innalza sopra ’1 numero e sopra l’armonia della prosa. Farch. Ercol. 268. Il numero che si ritruova ne' versi, come è di quattro maniere, cosi s’ appartiene a quattro artefici , e a tutti in diverso modo : al poeta , al versificatore , al metrico e al ritmico ; che altri nomi per ora migliori e più chiari di questi non mi sovvengono.» March. Lucr. lib. 2. E la concava tibia in frigio numero Suona , e le menti altrui risveglia e stimola. (Br) a *— * Ed anche più generalmente Metro, Ritmo , Armonia della favella, dilla danza e simili. Varch. Ercol.t. 2. p. 27//. Ritmo, ovvero numero, non è altro generalmente preso clic V ordine de’ tempi o volete de’ moti locali ec. E appresso : C. Voi non mi negherete che ognuno che va, e ognuno che favella non vada e non lavelli numerosamente. V. Con numero volete dir voi ec. Salviti. Gas. 6. La natura appoco appoco conducendo a segno che si le parole ch’c’ dicevano, come i piedi ph’e’ movevano, stringessero, e obbligassero a numeri: per numeri io qui intendo metri, ritmo e armonia; dell’origine de quali, e della parentela con gli animi nostri , non è questo il luogo di più dire. (N) 3 —* liti anche Quell' armonia che fanno le acque cadendo. Car. Long. Sof, p. 8. (fEdiz. Class, itali) E (il ruscelloj mormorando rendeva suono, al cui numero sembrava che battendo s’accomodasse l'attitudine di ciascuna ninfa. (N) 3 ■— (Grani.) Foce che distingue gli accidenti dei nomi secondo che vogliono significare uno o più d uno: Se uno, dicesi Singolare, Minore, Del meno ; se più d’uno, Plurale, Maggiore, Del più, Del più d’uno , Ite’più. F. Maggiore add., §. 20. Sa/v. Avveri. 1. 3.2.3?. Voci di nome , quantunque se uè truovino,che nel singoiar numero abbiali l’uscita in ri ec. È appresso; 1 medesimi anche nell’altro numero, che da’più è chiamato cc., spesse fiate ricevono il troncamento. E 2. 1. u. Del numero dell’uno , a cui ora il siugulare, secondo il domestico uso delle latine scuole , or din ino il minore, sia esemplo Felice e Donna. ;dc!i’.ìliro Felici e Donne ; dell’ altro dico, il qual talora il numero del più d’uno, e talvolta quel de’più, e alcuna fiata nomineremo il maggiore. Bemb.Pros. 2. Co. Si consideri cc. quella voce ec. come e per che via ella essere possa più vaga, o nel numero del più, o in quello del meno. E 3 . 1o5. Me’maschi il numero del meno più fini suole avere. (V) 4 —* (Màis.) Con i numeri e le cifre arabiche s’indica il valor delle note , i tempi musicali , gl’ intervalli, gli accordi, il portamento di mano del pianoforte , del violino ec. (L) 5 —* (EccJ.) Libro de’ numeri. È uno de’libri del Pentateuco , chiamato cosi, perchè i primi tre capi contengono la numerazione degli Ebrei e de’ Leviti. (G. F.) 6 — * (Cron.) Numero aureo , o d’oro. Lo stesso che Enneadccateii- de. P. (N) 7 —* (Milit.) Si adopera nelle cose della milizia pei ■ Quantità determinata , intiera di una compagnia, di un reggimento, di un esercito , cioè del Numero giusto de’soldati che si debbono trovare sotto le insegne per far quei corpi pieni ed intieri ; quindi i modi di dire; Essere a numero, che dello dì compagnia, di reggimento,» d'esercito, Vale Avere il numero d’uomini prescritto, quello che i Francesi dicono étre au complet; Fare il numero , e Metti re a numero, cioè Ingrossare di gente le compagnie , i reggimenti , gli eserciti fino a che abbiano il numero d’uomini prescritto, che. ditesi anche Riempiere. Segn. Sempre si potesse avere qualche occasione di discordia e contesa col generale, o perchè le genti non fossero a numero , o. che le non fossero spedite, o di quella bontà che si ricercasse. (Grj Numerose , Nu-me-ró-ne. d ni. accr. di Numero. F. scherz. Numero stragrande. Belhn. Bucch. Sperando di comporne un numerone Maggior dell’ archimedico arcnajo. (A) Numerosamente , INu-me-ro-sa-méri-te. Avv. Con buon numero.Lat. numerose. Gr. svp&fitvs, Farch.Ercol. 266. Numerosamente si dicono andare e favellare solamente coloro i quali favellano , e vanno con buono e temperato, e conseguentemente ordinato e piacevole numero. E 278. Il primo de’ Latini , che scrisse numerosamente, f u Cornelio Celso. Numerosissimo, Nu-mc-ro-sìs-si-mo.Ld/iMm.] superi, di Numeroso. Lat. numerosissimus. Gr. «\ùhtos ùpiS/tc !s. Borgh.Arm. 122. E non si è veduto numerosissimo esercito ridotto in colonnelli, e poi ristretto a compagnie , ec. 2 — Armoniosissimo. Farch. Eroel. 27 g. C. L’orazione di monsignor Claudio Tolomei della pace? F. Fu molto bella , e numerosissima. E Lez. 45 g. Il vostro messer Francesco Petrarca fu quello egli, essendo stato oltre ogni credere, c quasi umano potere, numerosissimo, _ leggiadrissimo , sentenziosissimo. Numerosità', Nu-me-ro-si-tà. £N/i] ast. di Numeroso. [Qualità di ciò eli è numeroso ; Gran quantità .]—, Numerositade , Numerositate , sui. Lat. nimierositas. Gr. ■KoKvai.fi d. Ag. C. V- Grande cd ineffabile numerosità di tempo, purché sia finita, non è tanta, quanta una piccola gocciola comparata a quel mare Oceano. Red. Gens. 1. NUMMO ben 1Q2. Lo assalisce allora quando si espone in qualche stanza da, e piena di numerosità di gente. » Segner. Incred. i-G- giungete olla numerosità de’portati , la lor bellezza. (N) i- 2 — Armonia, Suono. Farch.Ercol. 287. Agguaglia la niimd' 0 e l’ orazione e del verso della lingua volgare al suono de’ tal delle campane. (nere 5 " 5 ' Numeroso , Nu-mc-ró-so. Add. m. Di molto numero. Lat. nl jf> jp- innumcrus. Gr. i roXvs ccpiS -, unccpl^/Lviros. Fr.Giord-Pw-% fi venne alla presenza di un numeroso popolo. Tac. Dav. ann ’^ gp Le più famose (-leggi) diedero Minos a’Candìani, Licurg° a § tani, poscia Solone più squisite e numerose agli Ateniesi* 2 •—Armonioso./^, rythmicus, [numerosus.)G7\pV^tjto's--£ e/ ” < L* a )pa | '' s 3 . L'eroico certo lia molto del pomposo, non già accoro**^ . lare, ma rimbombante, non numeroso, ma superante ^ ar ?l on 0 fia prosa. Farcii. Lez. 4 ^ 9 - La poesia non è altro che una fi* 0 morosa e ornata. cl fi fi 11 ' 3 — * (hot.) A"giunto dì tutte quelle parti di una pianta , l \ mero è indeterminato ; come i petali della ninfea, gli (® pavera , gli steli della rosa , i semi del tabacco ec. Numestràm.* (Geog.) ^Sw-mc-^irk-ni.Abitatori della città di * ^ ora Nicastro. (G) # Numictànà.* (Arche.) Nu-mi-ci-à-na. Aggiunto di una antica Vf a e & della quale parla Orazio , forse non diversa dalla Mina 010, quale era una continuazione della Faleria. (Mit) ,. Qfd’-A 1 Numicio , * Nu-mì-ci-o. N. pr. rn. (Da Numa .) — Amico di che gl*intitolò una delle sue epistole. (Mit) 2 —* (Geog.) Antico Jiumicello d’Italia presso Lavinia , fa era indispensabile pe’ sacrijìzii di Festa. (Mit) Numida, * Nu-mì-da. Add. pr. com. Di Numidia. (B) .. Numidi.* (Geog.) Nu-mi-di.^6//«/iZi della Numidia fra .t guevano i Massilii , i Massessilii ec. (G) jw Numidia.* (Geog.) Nu-mi-dwi. Sf. Lat. Numidia. Fasta c ° l J.- (l pJ' 0 ^ e o frica sulla costa settentrionale , che si stendeva dall' Affi ' sino alla Mauritania , ed aveva per limiti la Libia , il A?f ^ C lfi fi **”*'''■ ’ ‘t t del! Africa popolata g l(l 1 che ora corrisponde a* regni di & 0 l Atlante .— Nuova. Contrada soni e da' Natabuti , Costantina. (G) Numidico,* Nu-mì-di-co. N . pr. m. Lat. Numidicns. (B)^ ^ * (Arche.) óV/p/nn/iowie di Q. Metello , vincitore della A l f up f fi v0 ] ,li‘) Numiuio , * Nu-mì-di-o. N. pr. ni .— Storico romano , co sl che aveva scritto la storia de Numidi .— Quadrato. G°^ ^ Siria sotto Claudio. (Mit) ^ s $o c \ Nomine , Nù-mi-ne. [* 9 m. F. fella poesìa sdrucciola. Lf S r Jì l [t e Nume. F.Lor.Med. Rim. 6f Questo è quel ben eh’ è ^ o f\^ 0ì mali , Sol gratulazion nostra , se 1 nuraine Tuo santo co -j quanto vali. NuMiNiF.ysi. * (Geog.) Nu-mì-ui-èn-si. Popoli cV Italia nel ^ S e Numinio , * Nu-mi-ni o. N. pr. m. (Dal lat. nwnen nutne*; ^ tore dì Enna. (Mit) . Numio, * Nù-mi-o.iV. pr. m. (Da Numa.}— Nome propria Numisma, Nu-mi sma.Am. Medaglia, Moneta*— -,Nomisn^> ipeiìj'Y misma. Gr. vofAisfioc. Mus. Pred-1. 33 ., Panig. Demetr. * monete e di medaglie amiche. (Aq) _ e Rr- S w Numttore, * Nu-ini-ló-rc. N. pr. m. Lat. Numitor• f .. Ji 1 ^ F, mire, torahh fatica: Chi dorme per fatica.)— “a/o e( { .ff d'Alha , fratello di Amulio , padre di Rea di F 01 _jiPf KJ‘ molo e Remo da’quali fu rimesso sul trono, riero di Turno. (B) (Mit) -.«-Iris. I .lai 1 Numitorio. * Nu-mi-tò-ri-o. N pr. m. Lat. di ,iA^ re.) — Romano che difese Virginia dalle Vio » - y. Gj, . . «*.>5*;* fatto tribuno militare. (Mit) trp(; Diede » ,}■ i e '\ r if > i e Nummo. [Nm.] F. L. Danaro. Lat. nuumius 2. Quel che ’l maestro suo per trenta numm N> :1 iv jb nocque a Gianni o a Piero.» Giambid■ tor- 7 •^ | [0 inC u[a cl1 di sopra la valuta delle raoiute per esser ella di l 5 u , to st 1 \J f i’ 1 ' - 1 . degli scrittoi 1 , Intento: di Nuotiti ia tciiuin iui/iiA jAv.» alle mutazioni ed alla pocà diligenza degn i hanno solamente detto nummo di argento : -- ] ar c < generale ad ogni moneta di argento, che par ^ quc* l ‘ tavolta se ci ha luogo la eonicttara, io cti’ 9 NUMMOLARIA 0 .^ e propriamente chiamarono (tenario , per esser la decima 5,j quel tutto clic gli antichi chiamavano asse cc. Buoi). Fier. • C0 ^ olimmo, ecco il talento./? Salvili. Annot. ivi : Nummo, * ^ * ^ l na niimmus , ogni sorta di moneta. (N) ^ 2 9 v ìl,11Ino d’oro per Fiorino. Lat. numtmis aurcus. Tue.Duo Post . d'oro pesava una dramma d’oro line, come il nostro . (ìe s j, 0 Agliaio. E appresso ; Ora essendo quel nummo d’oro il me* c ^ ie il nostro dorino. (N) Almeno li temano questi n / W»!. ITe * * (Zool.) Num-mu-lì-te. Sf. hi ai , J ls moneta, c /o4£ dil f le camev Con • • ( d presente se ne sono scoperte dalle viventi , e si c quindi « Questo nome in quello di Numrnaline, perchè si presentano dì monete , le quali presso alcuni popoli ancor barbari ne Ku ? : (Aq) . .' ,Me 5 * Nu-mu-li-zin-te , Numulizinto. N. pr. m. (Dal celi, ^lor * a *'°-S metà, e hynt viaggio: Chi taglia a metà i'ving- Jkv ei , l ‘^ "— JS'ome di un re di Tracia , figlio di Diogirale, il quale V s . e S are gli uomini vivi a metà ch i corpo , dava a mangiare ftl V membra de figli e viceversa. (Mit) tìgli/ \ff r ‘ m ’ E al. Nun. (Dal celi. gali, nuna fame. Altri da nìn ìf'u' v * Nun mit.) (B) ^•'4% : )Cn.,Cc r oe riviera della Bari cri a neU’imp.di Marocco.(X*) Uno degli Dei del paganesimo , ricordato soltanto da P*ht e della Chiesa : dicesi nato da Jadidbaolc sotto forma di scr - v ìf> atLorc igliato. (In pers. min opulenza, grandezza, prosperità: ^RUa.* l Jesce * V. Jyun n. pr.) (Mit) Jlspos . nummularii e mercanti rei. (V) Sf Lai. nunnimlithes. ( Dal lat. ■ lìlhos piet ra.) Specie di conchiglie.ISome che La- ?rine di Brugnier, che si erano ritrovate nello stato ( Gr °g0 Lo stesso che Nemra. V. (G) Tl b*Nmi-ci-àn-te.P«7Z.<7/Nimcìare.Xo stesso che Nunziante. y.( A) *^n.* *» Nun-ci-à-rc. (Alt. Lo stesso che Annunziare, e] Nunziare. T. > Eleggere ad alcuno ufficio. Salitisi. Calci, 2g. Questo * Cicerone ch’era nunciato ]>ev consolo fece prima spavento.(Ih 1 ) ìdo .°j * Nun-ci-à-to. Add. m. da Nunziare. Lo stesso che Nunzìa- Sl^^unziato. y. (0) l>r Cxj |1 ’ Aun-ci-o. (8m. Lo stesso che ] Nunzio. y. ^e/^- 1VAMRNTE 5 * Nun-cu-pa-ti-va-nién-te.^i'M. Per semplice nome. L 'ff re g.i.i 5 i. Molti potevano allora avere questo nome Gesù, SOstan:£ i a 3mente , ma nuncupativamente. (Pr) {S,> y o. (Ecg.) Nun-cu-pa-tì-vo. Add. m. V. L. Denominativo,e J °Ce a nc, ‘te dicesi del testamento , in cui il testatore di sua pwpria ,i0 . ,n ina il suo erede , ed esprime le altre sue volontà in pre- \4) ^|c! , Sette testimoni , compreso il notajo che ne scrive il tenore. \%Yf Eestam. di Lemma dì Bald. inprinc. Pei 1 lo presente nuncu- s Po^ e ■ lamento , che si u *>:,to modo. (P) fb>, lD L° Ke 5 Nuii-cu-na-zi princ. Ter io pr che si dice senza scritte ? delle predette cose di- Z l? Me s Nuu-cu-pa-zió -ne. Sf. Denominazione , e qui Dedica - CNj . ,J‘ nc - Im- 2 - 10. Bergl (Min) Nùn-di-na. Lo stesso che Nondina. V. (Mit) V ^'t'o p-‘ c * le ’) Nùn-di-na. Sf.F.L. Mercato della piazza , ch’era comunemente usalo nel pi. Nundinc. V. DelPioss. jBerg.(O) f fiil a m Prime otto lettere dell alfabeto, delle quali usavano nel loro il^'ite ‘e* ’ sc rivendole in serie per colonna, e ripetendole successi- J c ai> 0 J‘ lu ‘ all’ ultimo giorno deli anno. Una di quelle lettere in- K giorni di mercato P 0,Vi i: p o di radunanza , che accadeva ogni e. allorché il giorno delle nundine cadeva sulla let- q , ?7 , 25 gennaro , e via discorrendo ; àS'!, Cad ^ ne’giorni ig io ln . lettera D era la nundinale per tanno susseguente. Le Nun- ■ rni &ìavano in qualche modo alle nostre dominicali . (Mit) K- 4 «tf e „ T °Rfi.* nwn \ TVT .J. j: t! .... Te...*,..— .1: n.t -...v 1 ' ' ‘ V(l o/f * Nun-di-na^tó-re. Epiteto di Mercwip , perchè pre- ? fìere ed ai mercati. (Mit) ^(Arche.) •ht.-. rnnl .7 . ^ di-ne. Sf. pi. y. L. che significa Gioirlo di sr/ J(ltl te C< f Sl ^ ette perchè ricorrevano ogni nove giorni. Credousi ft-eb,. a ^molo , ocvero da Servio Tullio. An he oasi, nello * te» vv ato 7 » • • • 1 • /-> »• * 5 co -si pure chiamami i giorni di fiera o di mercato. Buon. n * dì, che la fiera in piè stare È usata, chia- q lm dine. E Salvia . Annot. ivi: Eat. nundinae , fiera che si fistio giorno drì m<‘se Divssn i Ttnmnni. "Nun/ììn»» mii ^on \ l 'Vt ^ l ‘iUo „ Vi° 6* oln o del mese presso i Romani. Nundine qui tC*'' (a ‘‘a Penultima. (fNl r e nultima. (A) (N) s * °Ji‘) Riviera della ienegutnlia■ (G) lll) ova .“iPUd-nc. Ai. pr. m. Lat. Numlo. (Dal CN Sniffi lat. nova luna 11|U ' ni "lò-ni-a. iY. pr. f. lat. Nunilonia. (V.TV unitone. )(B) ff tin qUe n ò^ Ua ' T-si-Dovunque.{\h\ sìnc. di lla frase barbara in U^la _ sa ubicunque vai dovunque.) C ^ ubicunque vai dovunque.) Cavale. Espos. Simb. nunc i ua sicno, sempre sono in fuoco, e in pena. (Borse *ce * e s Nn* ■ > notfi 44 °- Guitt. Leti.) (V) 1'^' ILo ^-zi-àn-te. [Purt. di Nunziare.] Che annunzia o rìferi- Gr t C,SS ? c ^\ e Amnmziante. y .— , Nunciante, sin.} Lat. n un- a ini n Liv. Dee. 3 . Dicci Numidi, usciti a spronbat- „ t , Y enn ero nunzianti ec. ^ c 4]X ZI ’^ C - w«- e »■ - V'gnia unziare - «rr. Bar sapere , Significare. Lo pi" M D fcUin car e a y. —i Nonz/are, Nunciare , sin. Lat. mm. M ^ e JfYf rrr&'i'^wfar.JYot'.ant. 68. 6. Tornò dum ^ Ven n ^.°?° avca messo fuoco in un suo palagio. Guid. 0. 18'. v ìcìo a l ' mattutino cU quella notte , ìiuoziandolo la stelin aurora. NUOTANTE 5^5 Nc^zuta , * Nun-zi-à-ta. iY. pr. f Lo stesso che Annunziata. V. (jB) Nunziata.* (Eccl.) Add. e sf. Lo stesso che Annunziata, y. (O) •2 — La chiesa della B. Vergine Annunziata. Cecch. Servig. $. 3 . Quel lor modo bonario di menarmi, "V olendo danni danar, dietro il coro della Nunziata , cc. (V) Nunziato , * Nun-zi-à-to. Add. m. da Nunziare.Lo stesso che Annunziato.— , Nunciato, sin. (0) Nunziato. [A'm.] Officio e Dignità del JSunzio> che piu comunemente diciamo Nunziatura. Lat . legatio. Gr. irptvfidct.Car. lett. 2. i3p.Ma di questo nunziato di Venezia voglio che sappia ch’io mi sono rallegrato ancora per interesse mio. Nunziatore, Nun-zia-tó-re.t/^ ?rb. m. di Nuifltiarc.] Che nitnzia } Jffunzio. (Lo stesso che Ànnunziatore. y.} Lat. nuntius, nunliator. Gr. <£y- ycAo?, ayysAia?. Amm. Ant. 7. 1. * 4 ’ ^* 0 disonesto occhio è nwn- ziatore del disonesto cuore.» (Vediz. del Murescotti ha nunzio.) (B) Nunziatrice , Nun-zki-trì-co. Verh. f. di Nunziare. Lo stesio che An- nunziatrice. y. Eden. N;s. //. 33. Bere. (Min) Nunziatura, Nun-ziadù-ra. {Sf. Ufficio^ e dignità di Nunzio .}—, Nunziata , ISunzicria , sin. (P. Ammnziamento.) Lat. legatio. » Paliav. lst. Conc. 3 . Sòy. Èva tornalo in Francia alla sua Nunziatura Prospero Saula Croce rapportando alla Rema la pronta volontà e ledi* ligenze del Pontefice per eseciyào-ne del colloquio da lei sommamente desiderato. (Pe) Tasson. Secch. 5 . ?6. Dopo eh’ ei ritornò di nunziatura. E z8. Onde la nunziatura indi levata Con mal augurio, fu mezzo spallata. (N) Nunziazione. (Filo!.) Nun-zia-zi-ó ne. Sf Era presso i Romani la di- chiarazione che faceva un augure intorno a ciò c)i egli aveva osservato negli auspicii. (O) 2 — * (Log ) Nunziazione di nuova opera. (N) * Nunzieria , Nuu-zie-rì-a. Sf Lo stesso che Nunziatura, y. Evg. rim. Se il nunzio foss’ io ec ., Con buona pace della nun/.ieria, Affé che ec.(A) Nunzio, Nùn-zi-o. (Add. e sm .] Messaggere> Ambasciadore .—, Nuncio, Noiizio, sin. (y. Ambasciadore.) Lai. nuncius. Gr. &yyt\os. Eir.As. 83 . Ancorch’ioavessi le penne-aquiline , e potassi alzarmi per tutto il cielo nunzio fìdelissimo, c lieto provvisionalo di Giove. Tass.Ger. 17. q 5 . L’ Alba intanto sorgea nunzia del Sole , E 1 del cangiava in oriente aspetto. 2 [V intende oggidì comunemente per V A mhasciadore del Papa. E dicesi anche Nunzio apostolico perchè fa le veci del Pontefice romano ed e il procuratore degli affari ponti fidi negli Stati dellaCri- stianità .] Cecch.Esalt. Cr. f. f Così -fur riceuti allegramente Egli, il Nunzio del Papa, e ’l Commissario Di sua Cesarea Maestà. Disc. s. 6. Fu, dico, questo accademico suolo benedetto, quando era Nunzio in Firenze, e nostro accademico. 3 — (Con V agg. di Celeste detto assolutamente vale VAngeloGabitele.} Er. Giord. Pred. Quando cbl>e ascoltate le voci del celeste nunzio, Scrd.Stor. 3 .gq. ,11 qual giorno sagrato al celeste milizia mandato alla Vergine. 4 — (Leti.) Nunzio sidereo : Tìtolo di uri opera di Galileo Galdei intorno alle scoperte da lui fatte nel cielo. Gal. Sagg. 1. Non prima tu veduto alle stampe il mio Nunzio sidereo , dove si dimostrarono tanti nuovi e meravigliosi discoprimenti nel cielo, che ec. E 2. Quattro anni dopo la pubblicazione del mio Nunzio sidereo. E 4. Io scrissi nel mio Nunzio sidereo d’ aver fatta la mia prima osservazione alli sette di Gcnnajo dell* anno 1610. (N. S ) (N) Nuocere , Nuò ce-re. (N. ass. anom.) Ear danno , Far male , Pi'egiudi- care. (In alcuna delle sue voci regolarmente si fogna la lettera U.] Lat. nocere. Gr. $hoÌTtTuv, Petr.son. s.Com’ uom ch’a nuocer luogo e tempo aspetta. 2 — (È col terzo caso.} Bocc . nov. Si. g. II che se avvenisse, io m’avrei il danno, nè mai cosa se ne saprebbe, che lor nocesse. Lab. fi. Per certo io non sono venuto per nuocerti. Filoc. 6. 23 y. In vano s’affatica chi nuocer vuole a col li , cui Dio vuole ajutare. Omel.S. Già. Crisi. 220. Clic nocette la morte a quel giustissimo Abel ? E 2 fS. Che gli nocettero i liageìli? Pallad. Febbr. 38 . Si vogliono guardare da barbe verdi c novelle , perchè nocciono loro. 3 — * In signifcazioìie attiva col quarto caso. Pallad. 12.1. Dicono i Greci, che macerando prima le fave nel sangue del cappone «olle nocciono poi l’erbe. (Pr; Cavale.Alt.Apost. f 'à. Perchè dunque v’offendete e nocete l’uno l’altro ? Leggend.S, Gio.Batt.24 Nel sesto luogo ebbe foBicio delle Potestadi, per le quali Potestadi erano constrette le contrarie,le quali non lo poteano nuocere essendo santificato già, ec.(N) 4 ~~~ [Ed in significazione passiva .] But. Acciocché più fieno nociuti dallo ’ncendio. Òtnel. S. Gio. Gris. [Come adunque incolperà ec. ul- t cuno] uomo , che da lui possa essere dieso e nociuto, ec. Nuociuto , * Nuo-ciù-to. Add. rn. da Nuocere, y. e di’ N >ciuto.CoccA. Disc. Tose. 2. fb. Nou ha pulito nuociuto alla riputazione dì quel Greco per mantenersi florida sempre nel corso di tanti secoli. (N) Nuora, Nuò-ra.fS/^J/oi’A'e deljìgliuoto. —, Nora, Nuro,s/n. Lat. nurus. Gr. vvqs, Bocc. nov • t8. f* Sempre d’ ogni cosa con la Reina e cua la nuora di lei conferendo. Fit. SS. Pad. 1. 2f8. Così lece ad Albina sua nuora. Liv. M. Perciocché egli non sapea che la sua nuora fosse incinta , dimenticò egli il suo nipo le. Alcun. Gir. 21. 53. E le sue figlie gli offera per nuore. » Buon . f ie f 2 - 4 - 3 - Ecco qui la suocera e la nuora. E Salvili. Annot. ivi - È cornuti detto della nostra più bassa plebe,: Suocera e nuora, tempesta e gragnuola. Dell’odio che passa fra suocera e nuora vedi gli Ammaestramenti degli au- tichi , distili/,. 35 rubr. 4- (N) 2 _ Proverà. Dire alla figliuola, perche la nuora intenda — Chi ha a intendere , intenda. But. Purg. 3 o. 2. Secondo che dice lo proverbio delle femmine: io lo dico a te. figliuola, perchè m’intcuda la mia nuora. Nuotamento, * Nuo-ta-men-to. òm. Azione del nuotare. (\. O-) Nuotante , * Nuo-tàn-te. Pari, di Nuotare. Che nuota. V. di reg. y. e di' Notante o Natante. (0) 5o6 RUOTARE si —• * (Bot.) Foglie nuotanti o galleggianti decorisi quelli che appartenendo a piante acquajuole galleggiano e nuotano alla superficie del- i acqua senza immergervisi ; come la ninfea ec. Berloloni. (0) 2 — * Semi nuotanti ; lo stesso che Nidulanli. E. (0) Nuotare , Nuo-tà-re. [A. ass. Avanzare nell' acqua , o a galla, o sommersi, il che è proprio de’pesci, ma può farsi anche dall’uomo e da altri animali. Andare a nuoto ; ma aicesi meglio Notare. — , Natale , sin.} Amm. ant. 2/j. 2. 5. Ciò pesci, che nuotano, ciò fere, clic discorrono, sono seppellite ne’nostri ventri.» {V ediz. del Marescolti ha: Uccelli che volano, pesci che nuotano, fiere che discorrono.)(B) Bed.Oper.-p.2Zy. Imparando l’arte del nuotare e parendo loro ec. E y. 61. Ilo tenuto lombrichi a nuotare nell’acqua comune. (Pr) Cocch. Else. tose. 1.81, Quasi tutti i popoli o per pulizia o per esercizio o per diletto e lavarsi e nuotare nell’ acqua fredda hanno amato. E 84- bravi la piscina o battistcrio, che dir si voglia ec. ove ognun poteva non solo tuffarsi, ma nuotare. lled.Anim.viv. g?>. In questo tempo Be misi alcuni a nuotare nel vino .Ar.Fur. 3. 56. Nuoteranno i destricr lino alla pancia. E 6. 36. Nuotano a schiere in più fretta che ponno. Car.En. 10 Ed ecco davanti Nuotando gli si fa di ninfe un coro.(N) 3 — [ Dicesi Nuotare di spasseggio. ] Malm. 4• 4$- Menando all’ erta or 1’ una or 1’ altra mano , Come colui che nuota di spasseggio. » E Min. Annoi, ivi : Nuotare di spasseggio , dicesi quando uno essendo tutto nell’ acqua dalla testa in fuori, cava fuori di essa un braccio per volta ordinatamente battendolo sopra all’ acqua per romperla e spingersi avanti. (O) Nuotatojo. * (Zool.) Nuo-ta-tó-jo. Sm. Lo stesso che Notatojo./''’./ìci/. Oss. an. pag. 154. fErtz iyi2.J Tra quei pesci che ho trovati non aver tal vescica , o nuotatojo , sono la lampreda ec. E appresso : Siccome altri pesci hanno il nuotatojo , o vescica d’aria, ed altri ne sono^ totalmente privi, così vi è molta differenza tra essi nuotatoi. (B) (Così anche l’ediz. di Napolitani. 2. pag. 102. La Crusca riporta questi esempli in appoggio della v. Notatojo ; ma poi alla V. Ferraccia legge Nuotatojo, malgrado che alla o. Ragazza ritorni a leggere Notatojo.)(N) Nuotatore , Nuo-ta-tó-re. Eerb. ni. di Nuotare. Usato inforza dism. E. e dì Notatole. L. Adim. sai. 1. E se alcun v’è, che del valor s’invoglio , Ne’ rischi il fa del nuctator d’ Àbido. (B) Bicciard. 5. g5. Così dice d’Amor la bella moglie, E il cigno nuotator volge a man monca. (N) Nuoto , Nuò-to. [Sm.] Il nuotare. [ Operazione propria de’ pesci in ciò che nuotano immersi nell’ acqua. È anche naturale all’ uomo e ad altri animali, sendo che la loro gravità specifica è minore di quella dell’ acqua : ma per nuotare I uomo ha d’uopo di movimenti progressivi che servano in certo modo a rinvenire un punto di appoggio, ed a far si che gli orfani della respirazione restino fuori del- I acqua.} Lat. natatus. Ir. tiioid. Pred. S. Chi non sapesse di nuoto, a’affogherebbe. Guid. G. 185. Alquanti di sua gente, che per forza di nuoto erano scampati nudi dall’ ingordigia del mare, ec. ■a — * Col v. Andare: Andare a nuoto—-.Notare. A'.Andare a nuoto.(A) 3 —— Col v. Gettare : Gettarsi a nuoto vv: Gillarsi nel! acqua per notarvi dentro. Sentenze Morali ec. Milano , Stella, sSiy. Sent. 11Z. 1. Quando alcuna nave rompe nell’ alto mare , niuno di coloro che si gettano a nuoto per iscampare si caricano di roba. (Min) 4 — iCol v. Mettere : Mettersi a nuoto = Notare.} Ar. Eur. 6. 5. E come destr o, e più d’ogni altro ardito, Si mise a nuoto, e rilornossi al lito. 5 — [ Col v. Passare : Passare a nuoto = Passare tiuotando. ] Bemb. Asol. 2. i3o. Largo e periglioso pelago spesse volte a nuoto passava. 6 — Col v. Stare: Stare a levito Stare a galla. Soder. Colt. 102. Se la locusta c la cicala e 1’ olio in sul bastone con l’acqua non si mescolando staranno a nuoto, sarà il medesimo. (V) Nuova, Nuò-va. [A/l] Novella , Avviso , Notizia .—, Nova, sin. Lat. jiuncius, novum quid. Gr. àyyeAa. (V. nova .) Red. lett. 2. 35. Questo officio ec. mi farà l’onore di accompagnarlo colle nuove dell’ottima sanità goduta dal sig. N. N. suo tìglio. 3 — [Col v. Ilare : Dar nuova o la nuo\ .ìzzzAvvisfire. E. Dare nuora O la nuova.] Cecch. Stiav. 4- 8. Or a cercar di lui, c dargli questa Nuova , che la terrà più che da calze. Bed. leu. 2. i6g. Diede nuova , che nel forte del bosco erano otto cignali de’ più terribili e de’ più grossi che mai si fossero veduti. Npovamekte , Nuo-va-mén-te. Avv. Di nuovo, Di presente,Poco fa. •—, Novamcnte, sin. Lat. modo, iterimi, neper, nove, Agell.Gr. ai , vlVjiv ; i'/v-irvÀip, nv.. tti. Din. Comp, i. 7. Mandò per messerDu- razzo , nuovamente fatto da lui cavaliere. Bocc. nov. -jy. 44, Almeno muovati alquanto , e la tua severa rigidezza diminuisca questo solo mio atto , e P essermi di te nuovamente fidata. E Uit. Dani. 220'. Acciocché , come la perduta donna gli era stata di tristizia cagione, così di letizia gli fosse la nuovamente acquistata. Cani.Carn.44. Or nuovamente nella Faltrrona Con certi Fiorcntin tagliato abbiamo. Nuovissimo, Nno-vìs-si-mo. [Adtl. ni.} superi, di Nuovo,—,Novissimo, sin. Lat. receutissimus. Gr. rnlraros. Fir. As.gtgf. Con agiati bicchieri fecero allegrezza della creazione (lei nuovissimo principe.»7?eii. lett. 6. 238. Le confesso clic mi è giunto nuovo nuovissimo. Pros. Fior. P. 1. v. 6. p. 49■ Riuscì nuovissima cosa. (N) NuovitA, Nuo-vi-tà. Sf. V. e uà’Novità. Salviti. Pier. Buon. (A) Nuovo , Nuò-vo. Add. ni. Quel eh’ è fatto novellamente , di fresco ; Non più veduto, Inusitato, Non adoperato .—, Novo, Novastro, sin. (P. Novello.) Lat, novus, rccens, iuauditus. Gr,nes. (In pers. nevi, in illir. noe, ne’ varji dialetti celtici neu, now, nevez, in sass. nife e neofe, in ted. neu, in isved. tif, in frane, nouveaa, neuf, in isp, nuevo, in mgl. nevv, in proveuz, novi ec.) Bocc. Proem i- Se da nuovi ragionamenti non è rimossa. E Introd.19. Le quali cose ec, quasi cessarono , ed altre nuove in loro luogo ne sopravvennero. E nov. 4-5. Occorsegli una nuova malizia. E nov. 7. tit. Bergamino con una novella di Primasso , e deli’ Abate di Cligni, onestamente morde un’avarizia nuova venuta in M. Can della Scala. E nov. yg. 5 Cominciò KUOVO di aver di lui il più bel tempo del mondo con sne nuove oj- -- _ 1*i • •_: li _ i_ . i~ nove ' 1 e a eJ fai' c nov. 85. io. Calandrino incominciò a guardare la Niccolosa > ,,0, i più nuovi atti del mondo. Dant. Purg. 2. 54■ Rimirando Come colui clic nuove cose assaggia. E Par. 2. <). E nuove jjjia dimostran l’Orse. Petr. canz. 18, 6. I’ sento in mezzo all a dolcezza inusitata e nuova. Nov. ant. 7 3. 2. Li fanti P cr 1 cosa l’andaro a dire al Signore. è 11 2 — [Non più veduto, Maraviglioso.] Dant. Par. 33. l3o. \ c( ,0i geometra ec., Tale era io a quella vista nuova: Veder vote si convenne L’immago al cerchio, e come vi s’indova. 3 — * Moderno ; opposto ad Antico. E. Novo , §. 2. (A) n°' ,U | ! 4 — Per simil. Semplice , Inesperto , Mal pratico , Soro. "p’,j e ijU :|1 imperitus , rudis. Gr. àrfopas , Arirrs. Bocc. nov. s5. 8. 11 ^ i;1 |S ; ' :! cose , siccome nuovo , fermamente credette lei dovere essei e ^ C- che gran donna. E nov. 85. 5. Il cominciò a guatare , più Vtgpff landrino le pareva un nuovo uomo , che per altra vagherà . Purg. 28. Voi siete nuovi, e forse perch’io rido,.. . M ara tienvi alcun sospetto. (Nuovi, cioè inesperti.) (N) , - 0 ■] V 0 ' 2 — {Edin questo significato dicesi anche Nuovo grand 1 1 vo pesce. E. Pesce , [e V. Granchio ,§. 1 , 5.] c ],c 3 — E col secondo caso. Eil. S. Gir. 27. Non conoscer’ 3 c0SS ,(' j ingannato per industria del diavolo , siccome nuovo di q“J«f 0 yOi5’t 5 — Agg.diÈlà, valeGiovenile.Lat. juvenilis. Gr. rsxvixós. [ 6 — rlgg. di Giorno, [Sole] o simili vale Seguente, Pegrf^ jjuii 0 ' Puig. y. 6g. E quivi il nuovo giorno attenderemo. But-tvfy Io 11 giorno attenderemo , cioè aspetteremo lo di di domane. » eccitata ec. vidi entrare nella mia camera il nuovo sole. S f l 7 — * Agg. di Latte, Munto di fresco. Sannazz. Are. p 1 , ’j- vtf 11 gendo due vasi di nuovo latte. E pr. 9. Nè di state , n1, ^ mai gli manca nuovo latte. (Br) ( ailud 0 '^' 8 — * Agg. della Luna , dicesi quando è nel tempo del n° v , c Luna, §. 2, 5. (N) _ ,. a fi cl ., 9 — * Agg. di Pellegrino o simile , cioè Che la prima voi ‘ patria; ovvero Che n’è partito da poco. Dant. Purg. 7- , l3 iq Iofl t3 ° E che lo nuovo pellegrin d’amore Punge, se ode squilla ^ Che paja il giorno pianger che si muore. (N) . 10 —* Agg. di Salamone. yarch. Ercol. 1. <77. Questi , B o e tignosuzzi , che vogliono contraporsi a ognuno, si eh 1 , Saccenti . . . dottori sottili, nuovi Salamoni ec. (N) „ 11 —.* Agg. di Terra o àllro vale Novellamente veduto. V* ;) p ^ Che dalla nuova terra un turbo nacque , E percosse del g; [H'rf mo canto. E Par. 12. Del cuor dell’una delle luci nu0 e 0tO'J 'jjr voce ec fCioè, della seconda ghirlanda nuovamente sopraWcO s 12 — * Col v. Entrare : Entrare in nuovi costumi =: Ca^o mi. y. Entrare in nuovi costumi. (N) ^ >■ 13 — [Col v. Essere : Esser nuovo ad alcuna cosa=Essef' 1 mal pratico.} Ovid. Pist. Veramente io son nuova a’tufi J’ai 11 " E appresso : Ma io , che ne son nuova , penso che ogm ;,i sia grave e piena di colpa. 2 — Essere nuovo di alcuna cosa, talvolta vale * ss „g b»* 1 pji> prima volta che se ne sente parlare. Cit. S. Frane. *3 ’ j( ;() 1 i( p Cad un predicatorej detto delle sante stimate di S. Era 1 a 1 l’avendo mai vedute , ed essendone nuovo , che mai p lU sentito nulla. (V) . . • vO c ° ,\o e ‘ 3 — Esser nuovo in alcuno stato, o simile=EEsservi » “Qua' 1 Dant. lnf. 4. 52. Rispose : io era nuovo in questo stato» 1 vidi venire un Possente, ec. (V) ca^'liiV* 1 — Esser nuovo di compagnia ad ogni muover d A fi a lato ad ogni passo una nuova persona, rimanendo l Dant. Lnf. 23, 71. Ma pcr lo peso quella gente stanca che noi cravam nuovi Di compagnia ad ogni muover 5 — * Esser nuova alcuna cosa a taluno =.Tornarg ^ non conosciuta pria. Dant. Par. g. Ove la luce che ni (A) va Del suo profondo ond’ ella pria contava. (N) e fit 0 '. c \ie l ‘ l4—* Colo. Fare : Far nuovo o di nao-io=.Rinnovare.P ■[ 2 — Farsi o Mostrarsi nuovo d’alcuna cosa, ^ 3VS si 0S U'< LÌ ' e . chessia] Finger di non saperla, Maravigliarsi, l 1 y ^ averne notìzia ; che altrimenti si dice Fare il ncsci°-r ' ^ fi di checchessia.] Salvia. Disc. 2. 38. Affinchè iM )eIie C risposto non si faccia nuovo della mala corrispondenir^, $ 15 — [Col v. Giugnere:] Giugner nuova alcuna cosa--. aoA S pula innanzi. Sagg. nat. esp. 2. Onde a molti 01 ai ranno nuovi. . . es ti a 16 — Col v. Vestire: Vestir di nuovo—Pestirsicon .(q -r Belo. Vit. Coloni!). 166. Era tutto vestito di nuovo- u j io 17 — * Nota modo. Comm. Dant .lnf 6. E qui vide ^ .ffl da quelli eh’avea veduti prima. (Cioè , altri , dive' ’^ìte, v ,, 18 — * Modi avverò. Di nuovo = Da capo , Primi 1 - . n vO'v, i^V- ico. y. Di nuovo. (A) zVDi- „ qi — * T>ibc\miovo,postoavverb.=zNovellainente. - U 0tei 3 l 20 — * Per nuovo, posto avverò. = Nuovamente, i 1 j, an i at 'ùa»/ii/ l ‘ ( :l irr ‘Il TV t - _ _ -1 _.4-.» A ,, - 1 . /, rwn* llllOYU 1 ? .itll’ Jom. ul. Per antico chiamato Arar, e pei nisen sl .< A __ — • (Eccl.) Nella Scrittura questa parola ha mot 1 jy n ’ Ciò eh’ è straordinario ; Ciò che viene iisubh ,,t cnif , [ $ che non si faceva in un tempo ; Ciò eh' e e ’ . - ^ il'f M cielo, Nuova terra , Nuova Gerusalemme si D l0V i & e ^ de’beati, e talora il Regno del Messia. Mese fa‘ l .fi mese di Nisan nel quale cominciava la raccolta . Si Palestina. (Ber) __ • p n mani così a'Ktf) 22 — * (Arche.) Uomini nuovi. Presso 1 ll0 „„ rlc dc tor f.inV!'Lrf loix> che , senza veruna raccomandazione F er f )Vr io /} / possedevano le prime curuli cariche per merito ]> Y por'^' 23 -* (Geog.) Nuovo castello. E. NeucateL -ru ' ^ pori.-Nuova Germania. Ani. città deli’Afi «« n NUOVONA Lat. Nova Petra. Ani. città dell' Afrìa ridia Numi- " ' JNuova Olanda. E. Olanda.—Nuova Scozia. /-'".Scozia.—Nuova NUTRIMENTO 5 77 ? n 'Wa, Gran terra dell' Oceano Glaciale artico , dipendente dalla — Nuova Castiglia. E. Castiglia.— Nuova Marca. " T7 "’’ Tr ^' Nuova Danimarca, TV^ ^ttl’OpGCl, — ìuiuvu \^u_3Licita, r • v^asLi V 5 . eu * uar c hNnove Filippine. F. Caroline. Q ost a -M, Rimarca.—Nuove isole, F. Maluine.—Nuovo Anno. Isola sulla 5 Se ttentrionalc della Nuova Olanda .—Nuovo Mondo. V America, ^uoy . ^ Nuovo. Monte sorto vicino Pozzuoli nel 1538 . (G) j Nuo-vó-na. Sf. accr. ///Nuova. F. scherz. Gran nuova, ** ^ ltt ' Q uest ’ «liima per noi altri dotti è una nuovona. (A) \ * (Geog.) Nù-psì-a. Antica città dell' Etiopia, (fi) * ;^ co e ')Rivicra del Ducato di Parma.—della Russia asiatica.fi) (^ eo g-) Nùr-ci-a. Lai . Nursia. Antica città d'Italia nel paese 0 - s S f Norcia - (G) t ^/-^ KSE -* (Geog.)Nur-co-nèn-sc./.«t. Nurconcnsis. Antica città del- Ntr Jt0 “' ,/CcJ , nella Mauritania Cesariense. (G) ig " E. 'poetica e] L.E. e di' Nuora. Lat. nurus. Dant. Par. V 0 j 0 padre antico, A cui ciascuna sposa è figlia c nuro, De- cj 0 ? guanto posso a te supplico, Perchè mi parli. lì ut. ivi : Nuro, Ni; t .. nuora , perchè è sposa di colui che è nato di lui. K,: * (Gcog.) Contrada della Sardegna. (G) * GA - * (Gcog.) Nur-tìn-ga. Città del Regno di ìfirtemherga. (G) ■ Ncsca « LA ‘ * (Geog.) Nu-sa-ri-pla. Antica città dell’ Indie. (G) hZ. ’V- Collana. fia^n ^ 20 ' ligj °> Perchè lo insegnasse. EPurg. c le donò una nusca di perle ec. E (Dall’ingl. neck ’s chain catena del collo. )Comm. donò una nusca d’ oro alla moglie d’An- 12. Perchè Argia moglie di Po- . Hne„' aono una nusca cu perle ec. E Pure. 20. La quale per una jWo 8 » 1 010 P a l es ° Anfiarao. (N) -V, ( ' t (Gcog.', Piccola città del R. di Napoli nel Principato Ultf G) ^Ssò e Med.) Sf. Lo stesso che Nutazione. E. (A. O.) Ift-j ° A ' * (Geog.) Nus-sò-a. Città deli impero Birmano. (G) > * Nu-tà-re. N. ass. V. A. Agitarsi, Dibattersi. Lat. nutare. p . e hr. nut, in ar. nuda nutavit. ) Comm. Dant. Inf. 1S. Proem. lìoj * an dio la candela accesa nuta di sopra, e spenta va sotto. (N) Ziose. * (Bot.) Nu-la-zi-ó-nc. Sf. Il cambiamento di direzione che p- a kuni casi succede ne’fiori , e nelle foglie e ne’ fusti di alcune 5 f nte che cambiano direzione e si volgono verso il sole. — , Nusi, 5 rat. nntatio , nusis. (A. O.) ( 0 ) Per ^ S G.) Movimento apparente ai circa diciolto secondi, che si 0- gf ' file stelle fisse in riguardo all'equatore , e che proviene dalla 3 ^ ftone dell’ equatore terrestre per l attrazione della luna. (G) V St (Med.) Oscillazione abituale ed involontaria della testa. (A.O.) Vj » ’ Nu-tè-ti-co. Adii. m. E. G. Riprensorio. Salvili. Cus.iyó. ■ Di t ■ d * che diedero fuori poesia parenctica o ammonitoria, w. n lca , o riprensoria ; quella per dare precetti di virtù questa «lontanare da’ vizi. (N) e t-Nr "ho '■"'“panare uà vizi. [111 .33' E. L. Cenno. Lat. nutus. Gr. etvgx. Sfer. Dial. dona. «t, 0 “io Col nuto solo, senza fatica , fece e couserva ogni cosa. (V) *0* ‘ a. pr. m. accoro, di Benvenuto e Bonajuto. E. (B) > Nu-trì-hi-ie. Add. com. Afta a nutrire, Dinutrimento. —, ‘abile, sin. Lat. alibilis. Gr.rpónpigos. Dant. Conv. 4 2 - Ha 1’ uo- liil,. i,,r ' 0re a ccl ' to cibo, non inquanto sensibile, ma inquanto mitrili; Gr. 3, 7, jf. E se l’acqua si metta in latte più nutritale si fa. V a ) t Ul fti>ile diff. da Nutrichevole , Nutrimentale, Nutritivo. Nulribile ti». può nutrire ; Nulriclievole significa Ciò eli’ è atto a mitrila’ .* ^cimentale Ciò che appartiene ai nutrimenti; Nutritivo Ciò che nutrire, sebbene alcuni autori lo ha sostituito a Nutrici p/G- I Cibi sono nutritili, la Terra è nulriclievole, gli Strami, N,c7° «c. sono cose nulrimentali per le hestie da lavoro. . Nei A51 EKt ale,* Nu-tri-ca-men-tà-le. Add. com. f, A. Lo stesso che mcnhde. V. Fior. Ital. Muzzi. ( 0 ) Nu-tri-ea-mén-to. [òm] Il nutricare. [Lo stesso che Nutri- •Jiìj fj ^mtrizione./G] Lai. fomentum, rinlninentum.Gr. Amm. tOrp; c •‘^•9. -Po' oliò giugniamo noi l’olio alla fiamma? perche all’ardente ktot llo ciuo l° diamo nutricamento di fuoco? M. Aldobr. I membri tutto I’osqj. figgono li loro nutricamenti.A 7 . E. 3 . 10f. Erano ipopoli di 1u Csto a fuori di speranza di ricogliere grano, biada, o altri frutti in Virtù j a f** 10 5 per nutricamento di quattro mesi. Tes. Br. 2. 33 . La ’*s\i(..Vntencfe delle galline che ella nwricava.J (V) Ificaut 16 J Nu-tri-càn-te. [Part. di Nutricare.] Che n «c, } Ca nte «hbis [ Part. sl n. Lat. nutriens. Gr. : nutrica. No- . ..... rpf/it. Cr. 2. 11- 1. Ogni pianta l<;llip CI ,f so S n a spezialmente di quattro cose ec., d’acqua, ovvero umore °. nutricante, c d’acre a sè proporzinale e convcnientc./fionc. Gii],, ' >>>n - Sia benedetto il nutricante latte. E > Nu-tri-cà re. [Atti] Dare altrui il nutrimento, cioè cibo e 1 litri re 0 ’ sostentarlo .—-, Nudricare,Nodricare,Notricare, sin. Lat. ?' c Udo’ ^ Cle> Gì-, T-pùpnr. Bocc.nov.i6. 1 3 . Sempre a’suoi cavriuoli j l,l nln 1 c faccendogli nutricare. Fr. Giord. Pred. S. Nullo c- ,, ‘"i’.Ufi’lice ha virtù di nutricare. Eit. SS. Pad. 2. 262. Vc- **i, e Un 'i u e! suo compagno e vicino meno lavorare, e avanzare as- C< 1 C 1 la sua famiglia nutricare, incominciossene a maravigliare, N.-^vidia. Senn. A. Agost. 28. Io sono tuo padre; a te si con- > Allo, carm i- ‘‘‘ziogg Va . lc 1 Educare. Fit. S. Domitil. 27 o. Non avea altra conso- Stu Uii . questa fanciulla , la quale nutricava in molti belli co- v l\ r v?rtù. (V) Sc »>aj [Coltivare , Porre studio c cura nel mantenere o cou- nscchossiq.] Maestruzz. 1. 26. Sono alquanti casi, ne’quali colui die pcVcu-itc il cherico non è ricomunicato; imprima quando uou sapeva clic fosse cherico , perchè nutricava la chioma, e portava i capelli lunghi. —* E detto della Fama , cioè Alimentarla, Far senza interruzione ogni potere onde si creda esser vero ciò che narrò. E . Fama,§.7.(Pe) — * Coltivare. Fav. Esop. 20. Il maledetto villano da cui la terra è lavorata acconsente alla nostra distruzione , cioè nutricando con 0- gni sua forza il maledetto seme del lino. (Pr) 6 —* Mantenere alcuno in qualche condizione. G.F".io. 7. Il quale Mes- ser Ugo Dispensiere il nutricava in questa misera vita. (Cioè, Dava opera cheOdoardo Secondo mantenesse vita in avoltcrio e in lussuria.) (Pr) 7 — [E n. pass, nel significalo del §. 3.] Bocc. nov. 25. 7. Che dei- fi amoroso fuoco , sperando in voi , si nutrica. Petr. canz. 35.3. Di ciò insieme mi nutrico c ardo. 8 — * Nutricarsi di checchessia =Procacciarsi utile o soddisfazione per suo mezzo ; ma meglio dall esempio. Sallust. Catel. iy. Anche quegli li quali si nutricavano di mano e di lingua, cioè spergiurando e spargendo il sangue di lor cittadini. (Pr) Nutricato , Na-tri-cà-to. Add. in. da Nutricare. [Alimentato.—, Notri- cato, sdì.] Lat. nutriens, enutritus. Gr. ifpefòns. Er.Jac.P. 7 . f.6. Al corpo dando vita , Di glorioso cibo nutricato. Amet. 21. Citerea Hata nell’onde, e nutricata in quelle. 85. Io nato di Tehano padre cc., lasciato nell’ isola del fuoco , quivi nutricato d erbe , cc. 2 — [Allevato , Educato.] Albert, cap. 3f Prendi moglie ec. in buona compagnia nutricata. . . Nutricato re , Nu-tri-ca-tó-rc. [Eerb. m. di Nut ricare.] Che nutrica.Lai. nutritius , nutritor. Gr. rpo^ris. Petr. Uom. ìli. Già il suo nutrica- tore , per fi opere informato , cominciava a fermarsi in quella ope- uione. Eit. SS. Pad. Or se’ tu venuto oggi a tonni lo mio nutrica- tore Iddio, che ni’ha bene nutricato sessanta anni. Cavale.Erult- laig. Or quanto dunque maggiormente gli son tenuto, e obbligato io, il quale per fede conosco e tengo lui non solamente per fattore e nutricatore e governatole, ma eziandio copioso redentore, conservadore e glorificatore ? » Pallav.Ist. Cono, i.fo 2. Testificazioni iterate venute dal Nunzio (eh’ ei sospicava in cuor suo per nutricator di questi concetti.) (Pc) Nutricatele , Nii-tri-ca-tri-ce. Ecìij. f. [di Nutricare.] Che nutrica.Lai. nutrix. Gr. rfìri. Eit. S. Maigln l5i. E la sua nutricatrice ec. Le apparecchiava ogne mattina. 2 — E per metaf. Amm. Ant. 36. 7. 3. Nutricatrice di peccato fi adulazione è. Lib. Amor. 56. Ancora cresce fi amore , quando vera gelosia tiene alcuno degli amanti, quella che è vera nutricatrice d amore. Nutricazione, Nu-tri-ca-zió-ne. Sf. Eo stesso che Nutrimento e Nutrizione. E. Segner. Ina'. 1. 12. 6. In paragone però degli organi ec. sembra che calino assai di pregio quei che sono destinati alia loro nutricazione. (B) Nutrice , Nu-tri-ce. [Add. e sf.] Che nutrica, Che allieva. Balia.—, Noclrice, sin. Lat. nutrix, nutricula. Gr. r&ri , nS-jjrjt.» Car. En. lib. f. v. 557. L’aspre rupi Ti produsSer di Caucaso, e lircane fiigri ti fui- nutrici. (B) Salvia. Annot.E.B. 3. 3. li. La ninnananna, cantilena delle nutrici per fare addormentare i bambini cullandogli. (N) 2 — Per simìl. [Detto degli animali.] Cr.Q.82. 5. Gli puoi in un campo mettere ( i pagani) accompagnati dalla loro nutrice a pascere, la quale col chiocciar gli riduce a casa. 3 — E per metaf Dant.Purg. 21. g8. Dell’Eneida dico, la qual mamma Fummi , e fummi nutrice, poetando. 4 — Usato in genere maschile per [ Maestro , Ajo. E. A.] Lat. nutri- tius. Eit.Plul.P.S. 56. Erano molti maestri e nutrici d'Alessandro. E appresso : Per questo non degnava d’esser chiamato nutrice. A’ appresso : Era tenuto appresso a Leonida , e principale de’iuitrici. (1/ testo greco ha rpoiptv;.) Nutrichevole , Nu tri-ché-vo-le. Add.com. Di nutrimento, Atto a nu- tricare. (F, Nutribile.) Lat. alibilis. Gr. Tpfytpos. Esp. Pat, Nost . Tre cose sono necessarie a tutte cose che in terra crescono: terra con- venevole , umore nutrichevole, e calore ragionevole. Cr. 3. 7. 2. U grano, il quale nella terra grassa nasce , è più grasso, c più a peso grave , c più nutrichevole. . _ Nutricio,N n-tri-ci-o. [Add. e sm. Che nutrica, Che allieva.] Nutritore. —, Nutrizio t sin, Lat. nutritor. Gr. rpoi$tvs. Satvin.Disc.2.210. Quelli di si bella figliuola furono padri, il Bembo allevatore e nutricio. » E Cas. 32. Agli uni, e gli altri adunque secondo l’età assegnati sono gli uficii : a' Sileni , d’essere nutricii e pedagoghi di Bacco (N) Nutriente , Nu-tri-èn-te. Part. di Nutrire. Che nutrisce, Nutricante. Fallisti. 3. 314. Rerg. (Min) Nutrigamento ,* Nu-tri-ga-mén-to. Sm. E. A. E. e di’Nutrimento. Run. Ant.Jac. da Tantino 3g8. (E. Noi. 348. Guitt. Leu J E lo core D dà nutrigamento. (V) Nutrimentale, Nu-tri-mcn-tà-le. Add. [com. Alto a dar nulnzioi e ; che dicesi anche] Nutrichevole, [Nutribile, NuU-imentoso.— , Nutri- camentale, sin.] {E. Nutribile.) Lat. alibilis. Gr. rpopgos. Cr. 2 , 3. La terza cosa e fi umor della piova , e della rugiada, e dille lievi, che di sopra vengono, il quale e alle piante nel modo che negh animali l'umido nutrimentale de cibi preso- (/I rlrnS"' t:dìi.)Com.Purg,25. Diventa magro per diletto di cibo uutuinentale. Nutrimento , Nu*ri-mén-to. [Sm.] Il nutrire, e la Cosa che nutrisce. [Il Nutrimento è acconcio, adattato , acre, aromatico, acido, aqueo, acquoso, abbondante, appropriato, brodoso, convenevole, contrario, cattivo/crudo , caldo, caloroso , copioso , dannoso duro a smaltire dùmshbile , disadatto, eccedente, eccessivo, llatuoso, forte, tocoso’ freddo , grasso , grosso , improprio , indigesto, leggiero, malvagio malsano , morbilico, morbifero , molto, nocevole , opposto , ottimo’ propio e proprio, perfetto, pennzioso, piccolo, parco , poco reo, riscaldante , riscaldativo, refrigerante, rifrcscatìvo, ristretto ’ sano, salutevole, salubre, salutifero, sconvenevole, sconcio, stretto sustanzioso e sostanzioso , sottile , smoderato . strabocchevole , 5^8 NUTR1MENT0S0 tenue, troppo, ec .—, Nutricamcnto, Nutrigamento, Nudrimento, No- drimento, Norrcttirra , Nodritura , Nudrilura , Nutritura, sin.'} Lat . nutrimentum , c&imentum» Gr. rpo^-ó. Culi. SS. Pad. Poicli’avcsso- no dali tutti li Leni loro per nutrimento de'poveri , non potrebbon salire però alla perfczion del Vangelo. Cr. 3. 17.1. Quella tona molto dimagra per lo molto nutrimento di'dia (la sagginaJ richiede. E 5, 20. io. Son fredde e secche ( le pere acerbeJ, convenevoli a uso di medicina , ma non a uso di nutrimento. Va. Plut. Le ricchezze non Favea per suo nutrimento, ma solamente per li suoi . ■» 3/archett. Lucr.Ub. i.v.ng/f. Al fin, perche veggiamo i culti luoghi cc. Frutti produr molto più vaghi all’ occhio, Più soavi al palato , e di più sano Nutrimento allo stomaco , ec. (B) 2 — Per simil. [ Dicesi di qualunque cosa che serve ad alimentare e fomentar checchessia.'} Lab. 218. E per conseguente più di nutrimento aggiungono al loro amore. Dant. Par. 1J. i3i. Che se la voce tua sarà molesta Nel gfimo gusto, vital nutrimento Lasccrà poi quando sarà digesta. Pelr. canz. Jj5. 2. Quel caro nutrimento, in che di morso Diè chi J 1 mondo fa nudo. E cap. 6. A guisa d’ un soave e chiaro lume , Cui nutrimento appoco appoco manca. Lib. Amor. Sopravve- gnendo povertà , li nutrimenti dell’amore incominciano a mancare. 3 —* Colv.D are: Dare nutrimento—Alimetuare.V'.'Davc nutrjtaento. (A) NutrimeKtoso , Nu-tri-men-tó-so. Add. m.Che dei nutrimento ; {e dicesi tinche] Nutritivo, Nutrimentale cc. Lat. alibilis, alendo aptus. Gr. rpoQipof. Lib.cur.matalt. Prenda cura di usare cibi poco nutrimeutosi. Esp. Varif E un cibo all'anime nostre cotanto mitrimentoso. Nutrire , Nu-trì-rc. [Ali. Porger alimento, Alimentare , Cibare .—, Nu- drirc, Nodrire, Notrirc, jj/ì.] (f* - . Allevare.) Lat. nutrire. Gr. rpipttv. L'ir. Disc. an. 101. Ella se lo rimise in casa, t nulrivalo come suo figliuolo. Rcd.Cans. 1. 274* L'animale, dal quale si piglia il latte, fa di mestiere farlo nutrire di vena , di orzo, cc. 2 — Per simil. [Dìcesi di quelle cose per cui altre sussìstono e si man > tengono.] Dir. Às, i6g. Dal quale piovono quelle oscurissime acque, le quali cc. nutrono il picciol fiume Cocito. 3 — Detto «/e* medicamenti , [vale Umettare, Inumidire, ma si fa con meno umore , che subito eli è inzuppato si mette ad asciugare.] R ceti. Fior. 75. Il nutrire è simile all’inumidire, ma è differente in questo, che egli si fa con meno umore, c subito che è inzuppato si mette a sciugare o al sole o nelle stufe. E appresso : Il seme del carvi e i mirabolani emblici si nutriscono bagnandoli in tanto latte , quanto essi possono da per loro succiare. Vo/g, Mes. Il modo di nutrire i mirabolani chcbuli si è pigliandone la quantità necessaria, e tuffandola nell’acqua per qualche tempo, e poi mettendoli al sole, {niellò gonfino. 4 —7* Coltivare. Pallad. Marz. ig. Chi li vuol porre (1 cedri") o nutrire in luoghi freddi, forniscali di pareti ec. (Pi*) Nutritivo,N u-tri-ti-vo. Add. m. Che ha virtù eli nutrire, [Nuirimentow, JSutrichet>oìe, JSutrmentale .—, Notritivo, sin.] (^.Nutribilc.)Z»u<. ali- biìis, Gr. rpó^ipo?.Viam m ,i. 5j, Dal quale tu prima li nutritivi alimenti ipicnàesti. Anno?, Vang. Ed a que* che temevano Dio, era molto saporosa e nutritiva. Alam.Coh. 2. 35. E ’1 nutritivo umor quell’ altro perdo. Nutritizio , * Nu-trì-lì-zi-o. Add.m.Che nutrisce , Che alimenta. Onde si dice : Condotti nutritizi! o nutritivi, Sugo nutritizio , Arterie , Linfe nutritizie ec. (A. 0.) Nutrito, Nu-trì-to. Add. rn. da Nutrire. [ Alimentato .—, Nudrito, No- dìjito, Notrito, sin.} Lat . altus, nutritus, educatus. Gv. rp^tU.Kicelt. Lior. jg. I grassi e le sugne si pigliano dagli animali giovani, ben nutriti e sani. 5) Boez. Varch. 1. pros. 2. Se’ tu quegli, mi disse, il quale , nutrito già del nostro latte c cresciuto de’nostri cibi,cri a quella fortezza d’animo , che negli uomini si ricerca , pervenuto? (N) 2 —r Per simil. [Allevato,] Educato. Fr. Jac. T. 2. 22. 11 . La temperanza infrenalo, Che è in mal nutrito. Serd. Star. 1. i3. Era il Cano uomo di guerra, nutrito tra il ferro, non tra le lettere. Ciri fi. Cala. 2. 54. Nutrito d’ozio e d’una gran pigrizia. 3 — [Umettato, parlandosi di medicamenti.] Lib. cur, malati. Userai lo aloè nutrito con sugo di rose incarnate. Volg.'Mes. I mirabolani nutriti col fido delle capre. Nutritore , Nu-tri-tò-rc. [Verb. m. di Nutrire.] Che nutrisce. — , No- dntore, Nudrilore, sin. Lat. nutrìtor. Gr, rpc$iv-:. Segr. Fior. Art. guerr. 3o. I capi nutritovi di scandali. Nutritorio , * Nu-tri tò-ri-o. Add. m. Ciò che serve al nutrimento. V. di reg. Lat, nulritorius. Romani. (N) Nutritrice,* Nu-tri-tri-ce. Verb. f di Nutrire. Che nutrisce. - , No- dritrice , Nudrildce , sin. V. di reg. (0) Nutritura , Nu-tri-ki-ra. [V/C] Il nutrire. [Lo stesso che Nutrimento e Nutrizione. V.] Lat. nutricatici , educatio. Gr. rpGenes. bue il primo che trovò gli agi e la nutritura del bestiame. Cr. 4. 1 g. g. Perciocché nel parto e nella nutritura, non come nel bicchiere, chiede acq«a , ma sole. Nutrizio , Nu-tii-zi-o. Add . e sm* Lo stesso che Nutricio. V. Mass, t Pred. 3 . 665, lìcrg. (Min) Nutrizione, Nu-lri-zi-ó-ne. [Sf. Azione vitale che ha per risultamento l alimento , V accrescimento e la riparazione delle parti dii corpo o della piante. Dìcesi anche Nutritura, Nudrimento, Nutricazione, Nit- tricamcnlo , Nodrimenlo ,] Nutrimento ec. Lat. nutritio.^ Lib. cur. malati. Genera uno sangue che non cc buono por la nutrizione dd- \ naeogbra. 55 Red, Oss. n. 3g. Tutti gli strumenti appartenenti e an i nutrizione e alla sanguificazione. Segner. Incr.t. 7 .6. Rispetto ai rimanente dell’ opera che vi vuole alla nutrizione. (N) Nuvila, * Nù-yi-Ia. Sf. V. A. V. e di' Nuvola. S. Caler. Ditti, c. 46. Perchè ne sono" 1 privati per la nuvila della colpa. (N) Nuviletto , Nu-vi-lét-to. [Sm. dim. di Nuvolo. V. A. V . e di’ ] Nu- volctto.Pct*’. son. 92. A lui la faccia lagcimosa e trista Un cuvilelto intorno ricoverse. Nuvola , Nù-vo-la. [ V f,,Vapore densamente stretto, che ingombra laria , e di qua e di làsi muove e dimena. Dìcesi uncAeNubo, Nuvolo,] Nu - NUVOLOSO golo. [La nuvola è oscura, umida, densa, buja, tetra, vaga, eliar ^' ; ,. leggiera , alta , bianca, lucida, dorata, cerulea, vermiglia ec. ‘ p gola, Nuvila, Nubita, sin.] (/'".Nube.) Lat. nubes. Gr. «-P 55, ’,la isot'onie recate alla v. Nul>e.)Dunt.Purg.5. 3g. Nè sol calando n ^ d’Agosto. Com. Puri’. 2 1. La nuvola naturalmente è concava vernosa a modo di spugna, c però è ricevitiva delle impi^*' 01 Ji» furami. Mor.S.Greg, La colonna della nuvola, la quale aml a? nanzi al popolo nel diserto. , ,p a |i 2 —* Fig. Discordia, Dissapore o simili.Pallav. Ut. Cono. ' (l mli erano le nuvole allora tra l’Iraperadorc e il Pontefice , dalle 0 ^ poi scoppiarono tempeste di molto danno e d’infinito spavento-1 3 —* Per simil. Dicesi di Gran quantità di cose levate in alte» e ventisi Dant. Purg. 3o. Cosi dentro una nuvola di fiori, Cu e ! sJ , mani angeliche salil a ec. Bari. Grand. Cr. C.P. Si alzavano * pra un aitar d’oro ondate e nuvole di soavissimo fumo. (N) „ 0 ( 4 1 — * Cader dalle nuvole , dicesi per dinotar Maraftglui , “ “ grande. (A) ‘ . 0sCl r 5 —* Conoscere, Vedere, Sapere una cosa per nuvole, cioè , rumente , Indistintamente , Confusamente. Pollar.Perf. Crisi- ’ ^ S’innaminori totalmente di un bene, di cui non si ba conosce 11 non per nuvole e per enigmi. (N) jp 6 —* (Filol.) Aristofane pevson ficb le nuvole affine di mettere risione 6 ocrate, e mutolo appunto da esse una sua camme quale il filosofo le invoca come sue particolari divinità: eSie dono dai ciclo , e gli dichiarano che tale compiacenza nOrt ai,,e per altri che per lui e per Prodico. (Mit) 7 —* (Mit.) Madre de 1 Centauri. (Mit) ^ ][ ; n Nuvolaglia, Nu-vo là glia. [ *V/. 3 Quantità di nuvoli.—* , Nng 0 ** 1 ” sin. Lat. nubimi] globus. Gr. ffwvstylct. A 1 * Nuvolato , Nu-vo-là-to. ó'm. La Qu intuii de nuvoli , e’I mento.— , Nuvolate, sm. Lai. nubilum , aer nuJjilus. Or • ^ M.V.4-J- Avvenne che quella giornata, continuando la proc eS ^t, il cielo empiè di nuvoli, ed il secondo di sostenne il rmvoDl®'* } } Geogr. 28. Evvi mai avvenuto di mettervi a cielo tutto sel -^l0^ mar tutto tranquillo ec. e poi vi trovaste dove per quanto g 1 . c oà* chio intorno , tutto è pelago senza riva; . . . cambiarvi»! j-al* in contrario ? Sparir le stelle , c sotto un densissimo nuvol 3 doppiarsi la notte? (Br) Nuvolato.* Add. ni. Agg. di Golore , cioè fra il cilestro p& v0fl bianco. Baldin. Voc. Dis. alla v. Calcedonio» (A) Nuvoletta, Nu-vo-let-ta. [*syT] dim. di Nuvola.—, Nugoletta » sl ,i. letto, Nugnluzzo, Nuvoletlo , Nuviletto, Nubiletta, Nuvob'® 7 ' 0 ^ ffl 11 Lat. ntibecula. Gr. vs’pzKtov, D int. Inf. 26. 3g. Che 110I gli occhi seguire , Che vedesse altro , che la fiamma sola, nuvoletta , in su salire. j; gfó 2 —- Per sirnit^pagg. nat. esp. iy5. La lastra dalla parte stata rimane opaca, ed olfuscata da una nuvoletta bianca formata merabili particelle di sale minutamente sciolte. .. NuvoLETTO,Nu-vo-lét-to.[>Vm.] dim. c?/Nuvolo; anticamente N uV . _ r (, r 11 ' stesso che Nuvoletta.^.] Bocc.g.io.p.i. Ancora erari vermigl* c _ u [ fa» volciti nell’ Occidente. Sonnpz.Arc. pros. 7. Noi alcuna volta del giorno ec. vedevamo 1 Oriente tra vermigli nuvoletti . l0 Nuvolo, Nù-vo-Io.[iSV». Vapore addensato nell'aria .—, Nubile sin. (JV. Nube.) Lat . nubes. Gr. Daiu.Purg.16 .3. Bujo . . (JV. Nube.) Lai. nubes. Gr. vsQtkri. Dant.Purg.i6 3. Bujo c e di notte privata D’ogui pianeta, sotto povcr cielo, Quanto 4 . v(J jo ^ umido, atti atto nella parte superiore dell* aere. E appresso : uno strignimento dell’aere rauriato per attrazione di vapori mosità di terra e di mare, per la larghezza dell’aere , c po f I,lf mento de’ venti, e per lo calore interchiuso nella sustanz a vola, di qua e di là si muove e dimena. Bocc . nov. i4' 1 \ cosa , altro che nuvoli e mare , vedea. . j U^ v ° 2 — Per simil. Petr. canz. 4 ■ 9 Canzone, io non fu ma 1 ^ ^ d’ oro , Che poi discese in preziosa pioggia. _ . l~ m na, che cuoce tosto li legumi, e sia lucente, senza nu ogni altra lordura. e'Ur voli 9 1 4 — Gran quantità di checchessia, [purché trattandosi dodo. api U una negra — Frg. Nuvolo dell’umanità o simile, poeticamente ,v .jV e dimenio corporeo , L’Ostacolo di quel d'Adamo. Tess. ^ ^ Drizza piu’ gli occhi a riguardar l'immenso Esercito ,lfIÌ /js) in aria accolto; Ch’io dinanzi trarrottiil riuvcl denso D* ta, che intorno avvolto Adombrando t appanna il m°*‘ f ll od >ì ' Nuvolo. Add. ut . F. c di' Nuvoloso. Coccìt. liagn. Drbon ^ benti il terreno quando l’aria è nuvola ed umida. (A) n Je P/f) Nuvolose,* Nu-vo-lóne. Sm. accr. di Nuvolo. Nuvolo & ^ u >0' densa e minacciante pioggia. — , Nugolone , sin. r - (if Nuvolosità , Nu-vo-lo-si-tà. [Sf.] ast. di Nuvoloso, „ 0 \^p' l *bfe(l• quantità di nuvoli.] — , Nuvolositade, Nuvoteitate, ,erl° Lat. nubium vis , globus, multitudo. Gr. cruvrsipia- ti'\ Pi. Apparve prima una folta e nera nuvolosità nell ari* f pc°rpp Nuvoloso , Nu-vo-ló-so. Add. m.Pieno di nuvoli, Oscura ,^0 t .,) da nuvoli , [ che dicasi anche Nuvolo , Nugolo , nuvolato , Fosco , Caliginoso ecr.— , Nugoloso, sui-f'- s i po^n) Lai. nubilus. Gr. Agricoltura e Agricultura , Fosse e Fusse. Ha appo di noi Ip 0 diversi suoni , siccome V E : V uno più aperto, come Botta; ikil- [ chiuso, e più frequentato in questo linguaggio, siccome Botte; il 0 largo o aperto si ritondano le labbra, e la bocca e la gola H^ Vono a un di presso come nell ’ A. Per V O stretto o chiuso si J alcun poco la bocca e la gola ; e le labbra più strette, o pia . te s i spingono un po’ in fuori,] onde, per fuggir la mala prò - *0“.\ sarebbono necessarii due distinti caratteri, quantunque detta # di suono appo i poeti non impedisca la rima. Petr . canz. iiu, ' “ Vaccorte parole, Bade nel mondo, o sole. Dove nella penula 5 e ^'n«o ^ aro ^ e i O si pronunzia aperto , e in quella di Sole Gli O. Nome che si dà alle sette antifone od inni, che ì \ Ve,ìto ’> intonate dal più cospicuo personaggio , si cantano neve- , Sfioro, (Aq) h ^ ,^a Settimana degli o, chiamami i Sette giorni che precedono 3 .p del Signore , perchè incominciano da questo interposto .(Aq) / e d' \\ arvn «) Lettera che anticamente indicava una preparazione d’oro 4 / (A. O.) . co,j n t.) Ne’ bassi secoli divenne lettera numerale e significava 11 ; s* linea sopra o valeva 11,000. (Mit) * A.) O di Giotto. Per mostrare la sua valentia Giotto prese G ^ e Vèt° carta e col pennello vi delineo ad un tratto un 0 così ,f? che se neformò ilprovei’biol&sscr più tondo deU’odi Gioito.(Mil) Questa lettera era presso gli antichi il segno del così detto /* ' tri P c ' i 'fixt'im, ovvero ael Tempo composto ai tre semibrevi, a, !Phe la breve senza punto vale tre semibrevi. Alle volte a questa l lf ** aggiungeva un punto nel mezzo, oppure la si tagliava con 3 indica la corda vota in sul violino. (L) *** iu a -Alcuni scrittori si servono di questa lettera perii portaménto 4 s indicando con essa il pollice. (L) in t jda segnatura della numerica la lettera O indica , che la ’JC’o n ■ maniera segnata non va accompagnata. (L) V ' t'ìm,l n . z,0ne disgiuntiva ossia ] Particella separativa.-^, Oc Cfìr»- ’ Sin fììT. f~l ì nzil) 4 Te nnn cn dn tvin ,v.rtd , , _ , sin « cl ^ -^ n e ^ r ’ °’) ^ occ * nov. 52 .1. Io non so da me medesima JHi] e \ e P*ù in questo si pecchi, o la natura apparecchiando ad una ‘ n ! a un V *I corpo, o la fortuna apparecchiando ad un corpo a Ve V *1 sestiero. E nov.jy. 5 i. E l’anima tua ec. f ei - e » sì ere se oc chi miei, d’averti veduta strabocchevolmente ca- Q ® ar anno turbati, o no. Dant.Par.2b.i33. Siccome per cessar cìs! ' SC p'' 0 remi pria nell’acqua ripercossi Tutti si posan al p > lj a I 1 “ schì °. ^ >e,r - son - 10 - Q'd non palazzi, non teatri o logli s" .f vece un abete, un faggio, un pino, ec. E son. itfg. 5 .'Xria Più , fa dubbio all’intelletto, La speranza o’I timor, la A 9« a , J S'el°. ,' J i, ] . °, st pone avanti a vocale, [ se significa quello che il lat. ì "fio ,. s oggiugne talora la lettera D , per maggior pienezza di Il Ufo Od. F. Od. j( a ° s tro F so ‘Hocc. g. 1. n. 2. Comechè il Giudeo fosse ec. un gran t i'»t)v es ’ ^tavia, o l’amicizia grande che con Giannotto avea,che ' V > fon 0 ^ ors< ‘ parole ec. che nel facessero , al Giudeo comiu- ,r te a piacere le dimostrazioni di Giannotto. (V) c r “ v ‘ si aggiunsero Pure o Vero o Sia , o ancora altre — *e quali o si compone o no. F. Oppure, Ovvero , Os- t!"*lf alora 5 Discipl. Spir. 48 - b’ uomo giammai non si fidi di ’fl *'qUe O 0/3 (cf n) sc ( " timent0 0 * l,me s ^ a > se non P u ^ P r °vare per la ltyi* ;, di'i ) 0, *J e Vacl del v. Volere. Eneo. g. 7. n. 2. Egli cì sono dè’ben 7 5, di n e J 11 .* amano e voglionmi bene, ed hannomi mandato prò- kr /Pi se dir« l denari, o voglio io robe e gioje. Cavale, med. cuor, li -Xrte 0 lceva . Cristo ; Sia magnificalo ( [ Iddio ) in me , o vuol L' ap.yj 0 ' P er v *ia ; quasi dica : facciane pur a suo senno, «lento del magistero, o vogliam dire di essere maestro. è da riprendere. Fit. S. Giro!. 33 . 0 vuogli male , 6 vuogli beile, che in questo tempo della presente vita avremo fatto, quel medesimo dopo la fine nostra ci troveremo. (V) Morg. 1 3 . 3 y. Che pòco vai qui contro al suo potere Allegar Trimegisto, o vuoi Platone. E 22. 5 . E coininciam da sommo , o vuoi da imo. (Cin) 6 — * Talora , posta nella prima parte del concetto , non si replicò nella seconda, e le si fece corrispondere un altro modo di dire. Pecor. g. 2S. n. 2. Altri, o per viltà di cuore, vedendo avere il Re Manfredi la peggiore , e chi disse per tradimento, come gente infedele e vaga di nuovo signore, fallirono a Manfredi e abbandonaronlo.(Cin) 7 —* Talora servì per esprimere minaccia. F. Od. (Cin) O. Interjezione, che anche si scrive OH, e serve all'espressione di molti e varii affetti , come di Maraviglia. Bui. Purg. 1 3 . 2. O , questa è interjezione che significa ammirazione. Bocc. nov. 22. 9. Ella si maravigliò forte , e cc. disse : o signor mio, questa che novità è stanotte? E nov. 3 o. 7. Tu hai un'altra cosa, che non l'ho io, ed baila in iscambio di questo. Disse Alibccli : o che ? E nov. j 3 . 1S. Oimè malvagia femmina, o cri tu c,sti ; [come di Abborrimento 0 d’ imprecazioni.] J) Finrn. I. 1. O maledetto quel giorno, nel quale io nacqui. E 1 . 6.0 caspie serpi lacerate il tristo corpo, o rapidi uccelli, o feroci animali devoratemi. (Cin) 2 — Di Abborrimento, di Amore o simili. 3 — Di Aggraudimento. Bocc. nov. 28. 21. Oh io , disse il monaco , sevvi di lungi delle miglia più di bella cacheremo; 4 — Hi Allegrezza per cosa desiderata e che sopraggiwigafuor di speranza. F. 5. 2 9. 5 — />’Amorevolezza , di Benignità , di Cortesia , d’ Amore, [ d Affetto , di Carezze , di Lusinghe o] di Tenerezza. Come: o Antonio, tu se'il ben venuto. Bocc. nov. 44 - O figliuola mia, ebe caldo fa egli ! » E g. 7. n. 2. O Iddio , lodato sia tu sempre. E g. 2. n. 5 . O Andreuccio mio, tu sii il bea venuto. (Cin) fì — Di Compassione: O e’me ne sa male. ^ — Di Curiosità. Bocc. g. 4■ P- io - O come si chiamano 1 g —* Di Desiderare; che in questo caso è accompagnato comunemente, da particelle che l’ajutano a desiderare. Fmm. I. 6.0 Iddio, quando sarà , che io le mie lagrime , e le mie angoscio gli possa dire , ed ascollar le cagioni della sua lunga dimovanza ? Petr. p. 1. iS 3 . Ed o pur non molesto Gli sia’l mio ingegno, e’I mio lodar non sprezze! E canz. 18. O se questa temenza Non temprasse l’arsura, ebe m vicende! (Cin) _ .. -, 1 — E d ’Eccesso di desiderio. Bocc. nm>. 2 8. 20. Oh , disse be- rondo, se io vi torno mai, io sarò il miglior marito del mondo./'ir. nov. 4. 227. O che belle scorpacciate che io mi ne piglierei! 9 — Di Dolor e.Bocc Jntr. 28. O quanti gran palagi ec. rimasero voti, o quante memorabili schiatte ec. si videro senza succcssor debito rimanere! Dant. Conv. 2o3. O misera, misera patria mia! quanta, pietà mi strigne per te , qualvolta leggo, qualvolta scrivo cosa che a reggimento civile abbia rispetto ! , • 10 —* Di Dubitare. Bocc. g. 9. «. 1. E cominciò a dir seco: Dehiene bestia son io ? Dove ne vo io ? O , che so io, sp i parenti di c le fanno far questo per uccidermi in quell’ avello ? (Cm) . 11 — D Esclamazione. Bocc. nov. 3 y. 11. O febei anime, a a qi un medesimo di addivenne il fervente amore e la mortai vita 11 12 - Di Esortazione. Fit.SS. Pad. 2. 161. Dispiaci di ricevere ingiuria? 0 , non ne fare ad altri. (V) _ , - - , T . 1 3 —. D’Invocazione per Ajuto o simià.Fit S.S.Pad. 2 . 07S. Molto temendo , gridò c disse all’Angelo i Oh apitarai , che Huocqmisap- prcssa. (V) Pittmm. 1. 4 • O sonno, p.accvot.ssmia quiete di tutte le cose , vieni a me , e le sollecitudini alquanto col tuo operare caccia del petto mio. (Cin) , , . „. ,... 14 _ D’Irrisione. Bocc. nov 77 - 15 - Aprite, per Dio, duo mnojo di freddo. La donna disse : o sì, elfi io so che tu se’ un assiderato. 15 _Di Magnificare, [rft Maravigliare e simili.-iDant.Par.s7. 7. O gioja, o ineffàbile allegrezza ! O vita intera d’amore e di pace! O sanzi} brama sicura ricchezza ! Sena. S. Agost. gì. O che grande cosa è questa, che l'orazione si faccia in terra, e parli incielo! Boom nov. gà- 5 . [ La vecctóerella disse ;] Oh liberalità di Natan, quanto se’ tu ipara- 58o OA viglio» , [clie per trematine porte, che ha il suo palagio, entrata, e domandatogli limosina , mai di lui, che egli mostrasse , riconosciuta non fui, e sempre 1’ ebbi !] » Conv. tr.4■ c. 2. O altezza delle dovizie della sapienza di Dio, come sono incomprensibili i tuoi giudicii, ed investigabili le tue vie ! (Cin) »6 — Di Prontezza, «//Volontà, Vo' tu far questa cosa ? O s’i’la vo’fare I 17 — Di Rincrescimento , Noja, Stucchevolezza. O ve’baja,o ve’modi. 18 —* Di Riprensione. Fianim. 1.4. 0 misera , perchè desideri tu che Panfilo qui ritorni ? tu desideri il tuo danno. E I. 5. Alla quale io con viso tinto mi ricorda che io dissi con alte grida : O misera vecchia , fuggi di qui, se la vita t’è cara! (Cin) 19 — Di Ritrosia e di Fantasticaggine. O si , io non vo’ fare. 20 — Zl/Sbigottimento. Fir.Dial. bell. domi. 36y. Oh voi mi avete fatto sbigottire a raccontare tante misure. E appresso : Oh di coteste misure io non ne credo avere straccio, sicché io mi posso ire a riporre. 21 —* Chiama talora a se. Bocc, g. 5. n. 7. Come gli fu vicino chiamò: O Teodoro. (Cin) 22 — Di Sdegno e et Ira. O s’i’la potessi avere nelle mani. 23 — Di Sospetto e Timore. Bocc. >100.21. i3. O se noi ingravidassimo, come andrebbe il fatto ? Fit. SS. Pad. 2. 3oo. Oh in che paura Stavamo , e cliente cuore era il nostro ! 24 —* E per esprimere una cotale interna speranza. Petr. p. 1. iy3. Forse, o che spero! il mio tardar le dote. Spcr. Spero».Oraz.Cortig. Parlerò ora della feminea eccellenza dirittamente contraria alla viltà delle Cortigiane. Questa é il sol della Castità, nello splendor della quale se ben guardasse la Cortigiana vedrebbe a pieno la sua miseria, e ben veduta, forse, o che spero, rammenderebbe. ("11 Mmagio nelle annotazioni alla seconda canzone del Casa , ed alla scena seconda del- l Aminta del Tasso , vuole che la frase O che spero del Petrarca, suoni lo stesso , come se dicesse : O che gran cosa spero io? O che m’induco a sperare ? 0 quanto ardisce la mia speranza ? E però aggiunge , esser la 0 in quel luogo esclamazione ammirativa, come benissimo 1’ esposero il Gesualdo , il Daniello , ed il Silvano , e come poi 1’ hanno diffinito gl’ Illustrissimi ed Eccellentissimi Signori dilla Crusca ; e non particella separativa , quasi dicesse il Poeta , 0 che io 10 spero , si come vogliono alcuni.) (Ciu) ( L' intero processo della quistwne , coll’ arbitrato, conclusione, sentenza, trovasi nelle Mescolanze di Menagio, Finezia iy36, da pag. 1. a pag. 5i-J(N) 25 — Di Soverchia gioja. Bocc. nov.S5.2o, O Calandrino mio dolce, cuor del corpo mio, anima mia , ec. 26 — Di Spaurire e Spaventare. Bocc. nov.54- 7. Fattosi alquanto a quelle vicino, gridò : oh oh j per lo qual grido le gru ec. cominciarono a fuggire. 27 — E cosi raddoppiato, è anche voce di ammirazione e di applauso, usata per esprimer ciò , altresì in fonati di nome. Eir. Disc. an.82 . Oh oh la testuggine vola! Disc. Cale. 7. Nel prenderla, o nel darle 11 giovili Coo, bacca levare un lieto altissimo oh oh. 2 —- * E detto anche in altro senso. Buon, Tane. 3. f, Oh Oh olla straluna e gli occhi abbassa. (N) »8 — Di Vocazione. Lat. lieus,o. Or. « cùros. Bocc. nov. go. 10. O donno Gianni, io non vi voglio coda , io non vi voglio coda. Dani. Par. e. 1. O voi, che siete in piccioletta barca. Petr. canz. 5. ». 0 aspettata in citi beata e bella Anima. 29 — Usalo in forma di nome. Ar.Fur. 18. snpolamia .— della Scizia. — Paese dell’ isola di Creta ove s° l’Gasse ed era situata Oasso . (Mit) ^, Oasso , * O-às-so. N. pr. m. (In gr. oas orecchio ; in celi, oa» gelosia.) — Figlio di Apollo e di Anchiale. (Mit) 2 —■ * (Geog.) Antica città dell isola di Creta. (G) Jrc'fi Oatara. * (Geog.) 0 a-tà-ra. Isoletta del grande Oceano nell A lago di O-Tatti, (G) Oaxaca. * (Geog.) O a-xà-ca , Guaxaca. Stato del Messico n ic! ‘ : le. — Città capitale di esso. (G) Or. * (Mit Sir.) Pitone o mago, o piuttosto spirito o demone f fio dava sue risposte come sa le parole uscissero dalle parti ,l>cte S,rnA dalla testa o talora dalle ascelle, ma con sì bassa voce che pwvemente da qualche profónda cavita ; somigliando ad un parlasse dalla sua tomba : dimodoché il consultante o nuUft lIÌ * o intendeva a suo grado. (Mit) Oba. * (Geog.) 0'*ba. Cantone dell'Afganistan. (G) èt )(B/ Obabbo , * O-bàb-bo. N. pr. m, Lat. Hobab. (Dall ebr. hhabab a ^ 1 u’cì> r ' Obedia 3 * O-ba-dì-a , Obdia, Obedia, N. pr. m. Lat . Obadia.■ ghuebed servo } operajo, e jah signore : Servo, Operajo dei sig 110 kofi Obal , * O’-bal. IV. pr. m. Lat. Òbal. ( Dall’ ebr. ghui cumai°> invecchiare : Cumulo di vecchìaja.) (B) w^- 2 — * (Mit.) Idolo degli antichi Arabi , il quale era circondi s> c ' tri 36o pia piccoli rappresentanti le divinità eli essi invocai come quello che presedeva a ciascun giorno dell'anno. sentalo con una statua di pietra rossa ì ed uvea le forme rondo veglio con lunga bacini ; la mano dritta della statuì 1 e p l onde i Coraìssiti ne aveano fatta una d'oro , e vi avean 0 " sette dardi del Destino. (Mit) . . (Cf) Oiiana. * (Geog) O-bà-na. Antica città dell Asia, nell jlssif 1 * 1 '^ fili' Obarassos. * (Mit. Ind.) O-ha-ràs-son. Sm. Il gran digiuno, oSS t niM* tem digiuno , usato presso gl Indiani , il quale consiste nel giare nulla per 24 ore. (Mit) . , Obaratore, * (Mit.) O-ba-ra-tò-re. Uno degli Dei campestri . of' presidente all agricoltura. (Dal celt. ob sopra, ed aralia.sff ( \,° vero da obair lavoro , cd athair padre : Soprintendente a Padre de’ lavori. Secondo altri, viene da opepaCor operatori da obaratum part. di obaro io aro intorno.) (Mit) Obareni. * (Geog.) O-ba-ré-ni. Popoli abitanti una parte c0,ìS « dell’ Armenia , nei dintorni del fiume Cfrus. (G) - jfi4t Orari. * (Geog.) O-bà-ri. Lai. Obarcs. Popolo dell Asia ,iL ’ ,, sud de’ Palutaà (G) _ . itf’fft) Orba. *(Filol.) Ob-ba. Sf. Faso molto incavato di cui facevasi} 15 ilici banchetti. Lat. ol)ha.(ln celt.oò, Io stesso che cob.goboio ® tff Oiiba. * (Geog.) Ant. città dell’A frica nella Mauritania Uefif i so* . Oeredieste, Ob-be-di-én-te. lAdd. com .] Che obbedisce, 1 ti^ mette volentieri all’ altrui volere. —, Obediente , 0bbidi c 9. .h ^ diente , Ubbidente , sin, 1 Lat. ohedicus. Gr. ■trtGnnoS; yi s 0 ^,, 56. 16. Ninno di voi sia ardita di toccarmi, scio a — dicesi anche delle cose munimate.] Fir.As.i33f a puiXr , 1 ,, venire alle loro orecchie 1’ obbediente suono della popol° s ^ fsp° s jt 8 — (Med.) Corpo o Ventre obbediente intendesi Quello c ' 1 ,. ( . (Med.) Corpo o Ventre obbediente intendesi Quello ^ molle , aperto. Onde Rendere o Mantenere il corpo , Mantenerlo o Fenderlo facile , lubrico , mollificato: treIqQjpcf j/ diciamo ancora Ammollire il ventre, ed anche secondo » , Ammollare ; cosi pure Mollificare , Ammorbidare. Red, 1 gpo A. Pasta. La cassia ... si replichi la mattina susseg IlcD ’ ^ il corpo si renda obbediente. (A) (N) , 0 , F l ' gl y Obbediestemente , Ob-be-dien-te-inén-te. Avv. Con obbedì» e bedienter. Gr. lìnesGùs. Fr. Giord. Pred. F. In questa p . tenne obbedientemente secondo la regola. fi. o'cgy Obbeuiektissi.mameste, Ob-be-dien-tis-si-ma-mcn-te. [Avvi] sl V fi)#* 1 bedicntemente. Fr, Giord. Pred. R. In questa regola serfi» tissimainente senza eccezione alcuna. ru.bed' lIltl ''ic n ' Obbediestissimo, Ob-be-dien-tìs-si-mo. [Add.m ] superi, di Ov 0 fsdPfio Ubbidientissimo, Ubbidentissimo, sin. Lat. obedientissim^* ^ ’r. Giord. Pred. R. Fu 6 C 5?ji :1 padre. Fir, As. l33■ *-* fle~c°r tissimus. Gi\ ife&vivicÓTix.Tos. F obbedicntissimo alla volontà del padre. Fir. As. dientissimo allora allora senza alcun loro affannò con lifi ve dusse al disiato luogo. Obbedienza , Ob-bodi-èn-za. [iS 1 /! L'obbedire , L'atto < f l . bedìsce , f'irtù per cui /' uomo è disposto ad eseguì^ superiore. I Obbedienza e pronta, esatta, perfetta, ciee j( allegra , volontaria, ragionevole, lenta, forzata ec.f lC ^ j ^-1 filiti" Guardare , Osservare , Serbare , Rendere ec. obbedir^ ja , , ià dienzia , Obbidiepza , Obbidienzia, Obedienzia , Ubb 1 | ’ den za , sin. Lat. obedientia. Gr. ìnfazofi. ( In celt. sp- basco obedia, in frane, obedience , obcissance , m is ? ltr . 3$’ in ingl obedience , in ar. ybadet, ubudijet.) Beco, guisa " della obbedienza le leggi, datesi a’diletti carnali , m ^ m sando scampare , son diYemitc lascive e dissolute- ’à'A. off OBBEDIENZIA OBBLIGANTE 581 d c ]j “ u ÌV„ °, v. Fare: Fare obbedienza o la obbedienza , ^bbedienza. (A) S'iii'z'', ib are obbedienza, parlando di religiosi o simili , vale Ese- %il L .] COr nandamenlo che suol dare il superiore, ovvero Adempiere 'litql c j c Penitenza da esso imposta; o infine Inchinarlo per ottenerne C(iva n W Permissione.] Cavale. Fruii, ling. Gli abati e i maestri fa- ^iliri? C bicevan fare alli loro sudditi e discepoli molte ingiurie e ob- . c l a distolte e indiscrete, per fare essi mortificare il proprio senso .Ptopria volontà. <’verbi Mandare, Comandare ec. V. Obbedienzia, §. 5. (N) t0’/, : ,, r! ') Comandamento in virtù di obbedienza che suol dire il su- °blj P( i^ a s noifiali; e la Cosa stessa da lui comandata. Indi Fare ! v (M lc ? 4a 0 I a obbedienza. V. 5. 4i 2 ; e E• Obbedienzia, §. 5. (N) %s, 0 (d -) Obbedienza dicono i mediti Lo stato del ventre eh’è di- doiie ’ ,n °ile , aperto. Dicesi anche Mollezza , Facilità , Mollifica- fy'Oco’ Ammollimento , Lubricità, Lubricliezza, Allargamento. Dicesi lfn ct , lu ’ ar e l’obbedienza del ventre , Procacciare , Conservare, Manli ^dien- CSSa °bbedienza. Del Pap. Cons. In difetto della naturale ob- 8 v * del corpo non mai si serve dei purgantipresi per bocca.(A)(N) *Ml r 0fon.') Donna di umile e modesto contegno, che porta un giogo Onr.mTTtTtj! , Ob-biet-là-re. [All. e ri. u.s.t.] Opporre; e si dice solo del- l Opporre con parole , Dare obbiezione. — , Obiettare, sin. Lai. o- bjicere. Gr. —x:. Tjib. Dicci'. Sono uomini naturalmente inclinati a obbiettare. E appresso: Ancorché si dica che essi tacitamente opinano , nientedimeno scopertamente obbiettano. Obbiettare diff. da Opporre. Obbiettare è una particolare opposizione che si fa in parole contro le altrui sentenze : e però, come la specie del genere , differisce da Opporre che si fa in qualunque altra maniera. Obbiettivo, Ob-biet-ti-vo . Add.m. Aggiunto di cosa che non altrimenti esista , se non che per modo di obbietto cognito. Magai, letl. O perchè non .possiamo noi con una precisione obbiettiva d'intelletto levargli 1’ atto dell’ essere , o concepir trasferita la sola potenza , ec. (A) 2 — (Ott.) Aggiunto dato a quel vetro convesso dell’ occhiale, da cui ricevami le specie che si portano dagli obbietti. Usasi pure in forza di sust. , e dicesi anche Lente, quando è convesso da ambedue le pani ; e Mezza lente , quando è piano da una parte , e dall’ altra convesso. —, Oggettivo, sin. Baldin. Foc. Dis. Magai. Leu. Si potrebbe ancora paragonare lo spirito dell’irrazionale aH’obbiettivod’im occhiale da pugno , e quello dell’ uomo all’ obbiettiva d’ un occhiale ....— di venti braccia. (A) Facilità , Mollifica- Obbietto,O b-bict-to.«y/n.(3iieì/o in che si affissa o l’intelletto ola vista; [ed hi e s i lascia trarre da un sottil filo. Se con benda i_ . W/* f Obbedienza cieca ; se prende ella stessa il giogo dalle bi- %‘ e di Giove - h'°'SS: P ii• • >■ 1- - -11..-- •Su, a ec. , volscsi verso gli altri condiscepoli, e disse : ec. OH5«ion e o Regola. Eav. Esnp. 29. Per la bestia delle grandi ! le intendi li Religiosi, i quali sieno d’un medesimo abito e d’una S’i- t . s,Iri a obbedienzia. (La ediz. di Padova 1811 a pag. 22 legge-, i lnap P er l a bestia colli grandi orecchi li semplici Religiosi , i ■ 1 Pjrchè sieno... d’una medesima ubbidienza, prendono ardire.) (V) usasi anche oggi per Mira, Scopo che altri si propone. Nellinguaggio delle scuole dicesi di tutto ciò eh’è considerato come la cagione , il sug- getto, il motivo di checchessia.] —,Obietto, Oggetto,.mi. Lai. obiectum, scopus. Gr. trxoirós. Data. Parg. <7. p5. Lo naturai fu sempre senza errore , Ma l’altro puote errar per male obbietto. £ Par. 29. So.Vcvò non hanno vedere interciso Da nuovo obbictto. E 3o. ff8. Sicché priva Dell’atto l’occhio di più forti obbietti. Beni. Ori. 1. 7.2. Il secondo è berzaglio , obbietto e segno D’ odio e d’invidia, c picn di gelosia. Bemb. Asol. 1. 4p • Ninno appetito ec. con sì possente impeto all’ob- bietto proposto gli ci trasporta. E 2. 123. Nè sogliono gl’innamorati giovani con sì poco frutto mirare negli obbietti delle loro bici. — * Eu detto Obbietto comune per Quella apparenza di fiorimi somigliante , che hanno in qualche patte fra se comune due o più esseri di natura e forma diversa. Dani. Purg. 29. Ma quando io fui si presso di lor fatto , Che 1’ obbietto comun che 'I senso inganna,Non pelvica per distanza alcun suo atto. (N) — ’* (Milit.) Obbietto d’operazione. F. Operazione. (Gr) , l) tl ,- *~°l v. Fare: Fare obbedienzia, la obbedienzia — Obbedire. F. Obbietto, Add. m. Opposto.I.at. opposilus. Or. àprirsznls, àvritrnAìdf. 1 s, C °bbcdicnzia. (N) Bocc. FU. Dani. 2bfi Come gli occhi distinguono i colori, c la di- t^iihff: v \ Recare : Recare in obbedienzia alcuna 1 zp a in suggezione. F. Obedicnzia, $. v. (V) .„- Cc u) Parlando di monaci o monache è il Coi eh Comandamento o Pe- . , suol dare loro il superiore o la superiora; e vale anche Hcf a j ia comandata. F. Fior. S. Frane. 82. Feciono tanto col Ge- c *i c Sii mandòc 1’ obbedii C dìci 'obbedienzia di tornare alla Marca: la quale ’if, r ,' , Clilx-di-re. [-ZV. ass. Sottomettersi a’ volai altrui, Eseguire fv. , 7 -/ _ . • „ T\' . • r \n . 1 : 1 .J- versilà delle cose obbicttc. Obbiezione, Ob-bic-zi-ó-nc. [Y/i] Opposizione, Opponimentoche si fa ali' altrui opinione 0 ragione.—-, Obiezione, Obbietlamcnto, Oggez’io- nc, sin. Lat. objcctio , dubitatio , quaestio. Gr. rpcfiXiifix ., ùxofla. Lab. 243. Solvendoti una obbiezione die far potresti. Ontuoso , 01)-bi-ó-so. Add. m. L.o stesso che Ubbioso. F. Lat. super* stitiosus, siispiciosus. Gr. l/xóitrris. Buon.Pier. 1. 2. 2. Alb i va n'han, tu ’i sai, Che strani e'capricciosi , Obbiosi, casosi, S’eleggono una sola tal persona, u D anc.Sacch.48. lo credo clic la fori una vedendo costui essere così obbioso, e recarsi così il ritoccamento. (Pr) E Salviti. Annot. F. B. 1. 2. 2. Obbiosi, die è soggetto ad avere ubbie , voce fatta da ombrie, cioè ombre, sospetti ; i cavalli die ombrano perciò si dicono ombrosi. (N) di’] Oblatore, fili ni. Fier.3, grazie efficacissime. Oblazione. ser virc, prestar la sua opera.) IVósc ant. 68. 2. Il Obbliàmehto, Ob-bli-a-me’n-to. [Sin.] L’obbliare.(Lo stesso che Oblio. F.\ }m^fznào al Re, perverti tutto’l fatto. Dani.Par, 7. gg. Con Obbeianza , Ob-bli-àn-za. [d’/.’] F. A. [Lo stesso che Oblio. F.] Lih. / a’o— obbcdicndo poi. Lied. lelt. 2. 152. Per obbedire al desiderio Dìcer. Non fia appo noi infinto nè dimenticalo , nè per obbliunza [ - uuueaienno poi. -— -• ■ - H sj '“biandamenti delle sorelle di V. Sig. ec. ^ Pp^ranccsca sua madre. Y S is( Qll me tuf. [si dice anche delle cose inanimale, che cedono t fr'^Wnc"* 2 ‘ 7’ I m P crocc i'r' tal nutrimento non obbedisci sono stato a riverire , C raiir/ic«xi c.m w»tlfli«/v h. ___ . i cedono e non obbedisce alla compitamente. Sàgg. nat. esp. 181. Gli altri liquori in quei ’ '^ntr 0y ) !: ,11 ' nti non s * nmovon per toro stessi, ma obbediscono ine- r' ^ c ; ’ iterazione do’ vasi. ? l * lat ulat ( ì ,tano caso ^ Persona. Cor. Lelt. Fani. Voi, come v’é *’’i-lj x t0 N. S., e ordinato per lo suo Breve, riceverete c obbe- iJniTo. n, ° lui, quauto suo vicario , coni’ è vostro debito. (Min) R ’^ìelit ’ ^t>-bc-di-ló-re. [ Ferh. ni. di Obbedire.] Che obbedisce.—, t, 'Ho n tc » s,,ì ‘ Lat. obedicns. Gr. w-xui)r,s. Amm. Ani. 4°■ 4" 4 ■ v PF° te 0l ’l ’ l 'iiir» JC0, * Ob-be-di-trì-ce. Ferb. f. dì Obbedire. F. di reg. (O) D, "je . np-t,: r 1.7.7 J T _7 nii -.i:.’. , ’ Ob-bi-di-cn-le. [Add. com. L.o stesso che] Obbediente./^. J ili x ’ Pad. 2. so5. Chi la fa fi’obbedirnzaj , da Dio è esaudito r i Si , j Iq r,,,. c fi°manda , e con fiducia potrà stare innanzi a Cristo, lo e.,. Ia e nbP:a: . V - . „ mor ‘ e _ stesso che] Obbedienza. F. Fit.SS. ^'bidienlc insino alla m s 1 °l*-bi-dì-èn-ra. [Sfi Lo C -J°5. L’uno di lori ' c . a sbq a terrena ; lo ter: C^lta* 3 ) 11 annL . ..— •!. ....* - e ridili' del ì voa; ' OI1 c compiè. « Borgh. Fesc. Fior. 5g5. Si truova la V'‘ctizj “ e tto Ponti lìce al Clero fiorentino, che gli beva in tutto l’ob- i è.Nzi,’ '“ nic a deposto. (V) Puf Ob-bi-di-èn-zi-a. Sf. F- A. F. e di’ Obbedienza. Fìl. t Ì0) tTAl, e5iT ’i 2 ' obbidienzia è segno d’umiltà. (V) ■ftii> >e ' F r? ^'I>iet-ta-mén-to.A /H.O/ipo»i/»ez«o. Lo stesso che Obbie- ift’T'W fififciol. I/ìg. Proem. Berg. (Min) PQ/t .1 IHv-VIa*. ti., a.. r» ...a / u t.' r 0 Ca >, ^b-bjjt-tàu-te. Puri di Obbiettare, Che obbietta. F. IF. appo lasciato. Seti. Pisi. Sono tornati in obblianza, e non sono nè tanto nè quanto conosciuti. Obbliake, Ob-bli-à-re. [Alt. Lo stesso che ] Obliare. . 2 — [E n. pass.] Dimenticarsi, Scordarsi. Dant.li fi 11. Ci. Per l’alfi-o modo quell’amor s’obblia , Che fa natura. nCastigl. Egt. E questo corpo stanco ormai s’obblia La noja e ’l mal della passala via. (A) Obm.iato, Oli-bli-à-to.AY/. m. da Obbliare. Lo stesso che Obliato. F. Lor. Med. rim. 43. Talcli' alcun refrigerio più non spira Al cor , eh’ arde obbliato di sè stesso. Obbliatobe, Ob-bli-a-t(>-re,[f’erè. m. di Obbliare. Lo stesso che Obliatone. F. ] Lai. immemor. Gr, ar-'i; 1 -' 1 - 1 . Buon. Pier, 4• 3, /. E di Colmar , e Pappa Obbliatore, o di quella Stregonia , Ov’ oggi udito lio dire Ch’ abita la mia moglie, Obbuazione , 0b-l)li-a-2Ì) Obbligato , Ob-bli-gà-to .Add.m. da Obbligare. [Che ha in obbligo .—, Obbligato, Obligato , Obrigato, Ubbligato, Ubbrigato, sm.] Lai. o- bligatus, addictus, devotus. (ir. y.arAi’h-y.-Los, v-xo^upio;. Pir. As.i’òg. Ricria l’anima della tua divota e obbligata Psiche, a — [Impegnato.] Cas. leu. 1 f. E come V.S. IUuslriss. è più obbligata a difender questa santa Sede. 5 — [Tenuto, Legato da cortesie, benefizi! ec.] Red. lelt. 2. t'ip. Resto infinitamente obbligato alle gentilissime maniere di V. S. Illustriss. 4 —* Congiunto in matrimonio. Rocc. C.D. Commettere ancora (fuetto vìzio tra obbligato e soluta , c tra obbligala ed obbligato, o tra soluto ed obbligata. (A) 5 — Inviluppato. ffit.S.Enfrag. s5g. E noi miseri vogliamo essere privati di tanti beni, e obbligati in queste fallaci divizie e vani pensieri.(V) <5 — Condannato, Destinato. Fr. tìiord. 1: a 2. Il terzo scaglione è quando te ne duoli ( del peccato ) o perchè ti ne vedi abbandonato da Dio ec., e obbligato alle pene del ninferno.A i3. Come il pesce dì c preso coll’alno , che avvegnaché non sia ancora fuori della copritura dell’acqua ec. , tuttavia già è obbligalo alla padella , ec. (V) 7 — (Mus.) Una voce o Parte è obbligata quando è lama essenziale da non poter essere omessa senza grave pregiudizio del pezzo. Quindi quelle voci od istrumenti, che contengono ciò che è il più essenziale e distinto della composizione chiamatisi Parti obbligate ; p. Cm dicesi Salmo, 'Versetto obbligato con violino o clarinetto, e per lo più vale quanto a dire concertalo. (B) (L) Obbligato dilf. da Tenuto , Grato , Riconoscente. Tenuto par che riguardi piuttosto gli atti che le parole, ed Obbligalo e gli atti e le parole; perchè in Tenuto potrebbesi alférmare che l’idea del dovere superi quella della riconoscenza , cd in Obbligalo si comprendono le idee del dovere e della riconoscenza. Riconoscente è olii semplicemente dimostra la conoscenza del suo dovere. Grato è chi sente affezione per colui che ci ha prodotto un bene o un piacere che sia. Sicché non ogni uomo clic ha delle obbligazioni , o che si dichiara tenuto agli altrui servigi, è grato o riconoscente ; L’ uom grato gode dell’essere obbligalo e tenuto ; taluno è riconoscente senza esser grato. Obbligatore, Ob-bli-ga-ló-r e.fferb. m. di Obbligare .Che abbliga.Coiuil. Lelt. Berg. (Min) Obbligatorio , Qb-bli-ga-tò-ri-o. Add. m. D’obbligo , Che contiene obbligo. Lat. oblìgaus , validus , li gitimus , obligatoi ius. Gr. | 5 s'j 3 */cs , ivli-raoS , vóiAifAQi, p r t ,n : 25 . Alla promessa d’essi s’obbligarono (Ut se ne fe’ scrittura •«fri» la i signori e collegi e richiesti , e Bacamento. Guicc.Stor. 16■ 8i5. Ottenuta dal Pontefice si facesse lo sposalizio con parole obbligatorie de’ presente Q r jf, Obbi.igatrice , Ob-bli-ga-trì-ce. fferb. f. di Obbligare .Che obbliga Lelt. Berg. (Min) nctff' Obbligazione , Ob-bli-ga zió-ne. [.V/7 L'atto col quale una p ers0 ^It mette ad un’ altra di fare o non far qualche cosa. iVel se "j° l , l alV° è un Atto privato con cui alcuno si astringe sia a dare aaj j-^i una tal somma di danaro o un oggetto di un dato uu/fW. o non fare, altra cosa .]— , Obligazione , Oblìi igagione , . ?• co"' Obbligamcnto , Obbrigagione, Obbriganza , sm. Lai. obbga traetns , paclum conventum. Gr. trm’S-riKy. ( I gmreconsuH 1 , alludendo alla etimologia di obliare, ddìniscono 1’ obbliga ?rsol> S vmcufum, legame di dritto.) G. V. 10. 201. 2. Dandogli p er obbligazione liberamente la signoria. E appresso : I quali a ^, ce tt 3 *? doi'i e sindachi dal Papa furono ricevuti graziosamente, e a *£ pcf^ per la Chiesa la loro obbligazione. Red. lett. 2. 182. Biepnos ^ ricordevole , le mie somme obbligò 0 e riconoscerò sua gentilezza. sempre Dicesi Obbligazione per inchiostro, cioè fatta per iscn tlu a pan le. Pallai. Ist, Conc. 2. 777 , Ma il Cardinal Sinjont# a e gl 1 a’Colleghi , che un tal esempio avrebbe costituiti in posso Spagnuoli e tutti di voler sempre da loro le obbligazioni P er atro , non fidandosi della parola. (Pe) ob^ 3 —-*Fare obbligazione~ ObbLiiforsì. V. Fare obbligo , e T 3 gagionc, e V. Obbligagione. (A) (IN) . j Obbligazione difì‘, da Dovere , Debito , Ufficio , hligazione ci stringe al Dovere : quella indica la forza chj; sto V oggetto e la ragion del legame; f uria non passa i c 0! l < * 0 ggctt a ' tonta che F impone, l’altro quelli della possibilità di chi vl ^ e 1 ‘ idea del Dovere è più alta e più intera di quella dell 0 ,1® zione. Obbligo non si direbbe dì obbligazioni contratte a iscritto : e la sua nozione c quasi tra quelle del Dovere e Jl(1 hligazione ; sicché si dirà Essere in obbligo od in dovere , e p obbligazione , Correre obbligo, c. non obbligazione o rfci’ 6 ! ’^irt’ non significa solo l’obbligazione di restituir danaro, e d' |l "| ) 3jC llS , qualche modo una spesa o un incomodo sostenuto da altri, G’ 3 £ ancora molto alfine a Dovere. Ufficio comprende la semi’ ;0 C a |,£ j e plessiva nozione di ciò che devesi fare, e singolarmente sl ° n 0 ]la lingua nostra quella urbanità, affezione, cortesia naturale, c 1’ uomo naturalmente si muove a prò de’suoi simili. _ Obblighetto , Ob-bli-ghét-to. Sm. dim. di Obbligo. Leggio 0 e (A) Leon. Berg. (O) ■ Obbligo, Ob-bli-go. [.V/«. V esser tenuto, obbligalo, e II c .) vere slesso.] Obbligazione. —, Obbligo, sin. ( U. Obbl'g 1 ® 1 ® _ On"-, obligatio , debitum , oflìcium. Gr. rb y.x-i'èxcv, rb blov. R e a 27. 3 . Non vede che quell’obbligo sol tiene, Che c Lvlt° ^ eilctto c j>er far bene. ^d c -n 2 — [Col v. Avere : Aver olibIigo= Essere obbligato, ff- ft in<> bligo.] Seti. Ben. ffarch. 6. 35. Roma non Ila obbligo 0. Iscipione.n p'oviig. Bicciard. /j. i-j. Essa rispose Gli’obb 0 ^ al suo valore 3 —'Col v. Compensare: Compensare o Sciogliere 1 obbligoAb f Bendere il contraccambio , Rimunerare. Ar. Pur. 1 - • 1 . In onor di sua fama, 10 che quando ancor quest’anima esca pensi Nè sciolga verso lui gli obblighi immensi. (P) i.blté 0 ' # 4 — Col v. Fare : Fare obbligo=: Obbligarsi, ff. Fare 0 ’ — * Far 1 ’ obbligo suo ~ Adempiere le parti sue• ' ' --j. bligo , §. 2. (A) _ - 3, 5 — 'Col v. Sciogliere : Sciogliere 0 Sciorre 1 ' obbligo. V- J' # j[sr'- cap. 8. Restomi qui , nè quel eli’ Amor vorrebbe "Posso j,,.. (p) soddisfar, nè a voi I/obbligo scior che la mia fe'vi “L■pd' c 'Uc 1 -' 6 —* Col v. Tenere: Tener obbligo = Essere obbligato- • il bligo. (A) Marc, l.ucr. Uh. 5. Se dall’uve espresse l> a p. liquore, obbligo in vero Tener gli se ne dee. (N) p u r. $' (?) Trarre : Trarsi tV obbligo = Sdebitarsi. tr 3r ^!'àc! 1 * Col Che non facil pai-mi , Ch’io possa mai di tanto obbbg 0 B ^r |o> Obblio , Ob-blì-o. [Sm. Lo stesso che] Oblio, ff. (Dal d o vale il medesimo.) Dant. Par. ic.uo. F, si tutto il 1111 olili'’' si mise, Che Beatrice eclissò nell’ obblio. . f, 2 — [E col v. Mettere: Mettere in obblio — Scorda'' 11 - p J. 2., e] ff. Mettere in obblio. w-, ObbUOso , Ob-bli-ó-so. Add. [m. Lo stesso che Oblioso-/ ’LjevOv'jj !* e G. ili. Molto è obblioso quegli che solo per lettera si 0 [,bl 1 ’ amico. » Ritoti. Pier. 3. 2 g. Posciachè ingratitnoi $ J stracciò il foglio ov’ ei fu prima scritto. ( Il benefici ■ z y#' Annot. ivi: Obbliosa , dimentica , scordevole. (N) j’tin 1 ' 2 —- Che induce oblio. Car. Eti. lib. 4- v - 7' 1 - Q ,lCS J (B), a iB c ,, e d'obbliosi Papaveri composto un suo miscuglio » Obbliqv amente , Ób-bli-qua-iiién-te. Avv. Lo stesso ce ff. Sagg. nat. esp. 60. La di cui bocca A sia veniente. Beni. Ori. 1. ip. 4l- Le setole alza, e senza fiera testa obbliquainente mena. Iesi Obbliquancolo. (Geom.) Ob-bli-qnàn-go-lo.^iùA m.Ags Jlci»’ iW‘‘° fi* goto, i cui angoli son tutti 0 Ibhqui. (A) n!‘1i ( e 1 '‘i t '.ir • '.. Lo slesso che] vv i> le vaie memb“ f Obbliquare , Ob-bli-qnà-re. f N. ass. 2 — E n. pass. Salvia.Opp. Pese. Cosi le vaje m< , -rtl>l 1 ^ ’ ’ ' il senno ec. (A) „ e fi u polpo S' obbliquan , nè lo salva Add. e sm. ff- 0|i)M l Itl 9 - Obbltquatork. (Atiat.) Ob-bli-qua-tó-re torc. (-A) (N) / $ Obbliquissimo , Ob-bli-quis-si-mo. t Add, m-] sU r * ^ stesso che Óbliquissimo. E. . rL'ob^ U ° ObbuquitÀ. , Ob bli-qui'tà. [iV/!] ast. di dare indirettamente ] —, Obbliquitade . Obh 14 stri- ^'ìtas. OBBLIQUO (h‘. XcSoVrS. Certi. Par. 10. L’obbliquità del detto circolo è ,ta «l... ... e _ •' _ _ 1 OBELISCO 583 5 ■»« , s f s * a ! c * ,e so fosse più o meno, ec. Obbliquità dcll’ecclittica- Angolo dell’ccdittica coll’equa- . f mi ° P‘ u grande declinazione dell’eccliuica ; ella è di s3 sradi (G) ti' o\ am 0 [Detto de’ casi nella decimazione de’ nomi , nel signif. Uo » $■ <^0 Demetr. Segn. Ss. Sfuggausi l’obbliquità de'casi, re oscure ’ siccome quelle della dettatura di Filisto. lìf, 0 - Ob-blì-quo. Add. [m. Lo stesso che ] Obliquo. E.n Car. En. dj y\*’.5ff2.Già vicini al campoScorgcan le mura; quando fuor di stra- „ r ° da man manca i due compagni Tener sentiero obbliquo.(B) >T 0 P^^k^ì-to. Add. m. F.L. [e poet. Lo stesso che Oblilo. F.jDant. .rljej,. ■ 5o. Io era come quei che si risente Di visione obblita , e 'Wjy, lll S c gna Indarno di riduceilasi a mente. M t ’ Ob-bli-vi-ò-ne. [Af. Lo stesso che Oblivione e Oblio. F.} *’fei s * A * (| 6. La fede , utile sopra Valtre cose, e grande sussidio H'iello * della repubblica, ci dà matora di non lasciare in obblivione *,*0 0 i.Lp lc seguita. Cavale. Specch. Cr. Perocché venendo 1’ uomo Vi,, bllv ton d’iddio , ec. E.j yi° ’ Ob-bli-vi-ó-so..4zM. [m. Lo stesso che Obblioso e Oblioso. t)^' v 'oso * ' 1 ' ^ Cf mostrar follétto della paura, che fa l’uomo ob ' « dimentichevole. «e. p ’ Ob-bri-à-co. Add. e sm. E. A. V. e rfi’Ebriaco, Ubbriaco n'Hasn-, 11 !*** 1 ^4- Non sia obbriaco, nè tavernieri, non giucatore, non %,,^‘we. (V) 0 b'di’Ohp *-"U)ri-ànza. ['Vi E. -A. Lo stesso che Obbliauza. [ V. %, 4 Amm.Ant. g. f8. Rimedio dell’ingiurie è V obbrianza. «j. Ob-bri-à-re. Ali. E. A. E. e di’ Obliare. Guilt. Leti. 5. tin olt, ■ ^Utà, nè l piacere, dell’onorata persona vostra non vo’fac- il g J m'iare, nò mettere a non calere lui, che tutto ciò v’ha detto. ■4/1,Ogni coltura altra, dolce Frate, lasciamo e obbriamo.jRón. . ^ R. Meo Abbrooc. r,,o- ‘o Non deggl obbriare. io Par.Nuc. "bUlj. son.15. Tanto eh’ obbriat’ hanno La superna (V) ,4,7;°*», Ob bri-ga-gió-ne. [Sf.] E. A. E. c di’ Obbligazione. Cron. ’ ? s 4■ Se se’ricliiesto di danari o di malleverie , o d’alcuna ft 0 t)jii^ a ®Ì one . M. y. 2. 53. Confermando la pace , e consentendo alla \(i l0 'S ;i gione pecuniaria del reame. e ‘ù^rn* ’ Ob-bri-gàn-za. [Sf. y.A. Lo stesso che ] Obbligatila. {V. t Aiti . , S®*’) di. y. 2. 65. E per parte del re Luigi e della '" rorl0 falte l’obbriganze. 'lialctt E: ^k'bri-gà-re.[^n. e n. nss.] y.A. V.e r/i’Obbligare.(E voce del 0 napol., co in’è pure peiuene dell’esempio seguente.) yit. SS. ti và 0 2 j. Lo nostro Signore lesti Cristo è sì benigno, che setti ' 1 pcntere, quantunque tu sii obbligato, anche ti riceverà. E ciìUaR, , n 8°n° in mano la carta ch v io iscrissi di mia mano , per la la ' obbligai loro , e rinunziai a Cristo. „ tìi„ , T ° j* Oh-bri-gà-to. Add. m. da Obbl igare, y. y.A.V. e di’ Ob- Viti. Berg. (0) Uioy > O b-bri-go. [Ài/i.] E. A. [e contadinesca.] Lo stesso che Ob- i stai ^' Curdi. Suoc.Prol. L’intendimento del facitore d’essa non Pa r( _altro che il disiderio, eli’egli ha infinito , anzi 1’obbligo di di sodd i sfalc a colui cc. E ». 3. Gliele arò obbligo in serali. , , 10 > Ob-bròb-bi-o. Sm. V. A. y. e di Obbrobrio. -Gititi. Lett• . tlitag .audio di stolto, è obbrobbio di tristezza. Fil.SS.Pud. 2. 282. 111 quanto obbrobbio e derisione, sono venuta alle Demoni.!.(V) , Oh-bro-bri u-lo.Atld.ni. Oj/rso con obbrolrii.Caraf.Qitar. «.t!,uu<;. yarch.Stor.10.288. Ora questo improperio ed ora quell’altro obbrobriosamente rinfacciandoli. Sego. Crisi, insti-. 3.11.10. La maggior parte de’rci elegge alla fine piuttosto di pender per la gola dall» forche stesse , morendo obbrobriosamente, che di comperare la vita con tanto strazio. OsiìuoBRiosna' ,* Ob-bro-brio-si tà. Sf. ast. di Obbrobrioso. Ignominia, Infamia. Face. Sopragg. (O) Obbrobrioso , Ob-bro-bri-ó-so. Add. m. Pieno di obbrobrio , [Ignorilimoso, yergognoso.—, Brobbioso, sin.yLal. ignominiosus. ór. drifiot. Foce. lett. Piti. Ross. 2-/3. Morendo a stento, fu lungamente obbrobrioso spettacolo di coloro. Giucc.Sior. j. 201. Schernito per tutto., dove arrivava , con obbrobriose parole. Obbboericzzo, Ob bro bri-ùz-zo. [.fm.] dim. d Obbrobrio.Lui. levis nota. Lib. Son. 53. Che ti dà’l cuor di far, mosca, obbrobriuzzo? [Qui aggiunto dato ad uomo per ischerno.) Obbumbramento , Ob-bum-bra-mén-to. [Sm.~\y.!.[ 1 .0 stesso che Obuuv trazione, y.} Lib.Pred. La settima è obbumbramento del panno degli occhi. Obbumbraete , * Ob-bum-bràn-te. Pari, di Obbumbrar*. Lo stesso eh « Obinribrante. P (0) Obbumbrare , Ob-bum-brà-re. [Alt. y.L.Lo stesso che Obumbrare. y■ ObbcmbrAzioke , Ob-bmn-bra-ziò-ne. [Sf.] y. L. Lo stesso che Obum.- brazione. E■ Obclavato.* (Bot.) Ob-cla-và-to. Add. m. Lat. obclavatus. Cosìdieesi una parte della pianta che ha la forma di mazza rovesciatafh-Oi} Obconico.* (Bot.) Ob-cò-ni-co. Add.m.Lat. obconicus Che ha lujigura d’ un cono rovesciato. (A. 0 .) Obcordato.* (Bot.) Ob-cor-dà-to. Add. m. Lat. obeordatus. Agg. diqualunque parte d’una pianta che abbia la figura d’uu cuore rovescio, cioè intagliata alla estremità superiore, e collu punta nel luogo in cui s’ inserisce. Sertoioni. (O) che ha persecuzioni 33. B erg. (Min) S. Agost. C. U. I. 20. c. 3«. Preso c legato, , } *S* U , ' '«to, e olibrolniato, e vilmente vestilo, e coronata di spine.(N) 'ài Cos ° i Ob-brò-bri-o. [.Vui.] Infamia, Disonore, E imperio procedente ^ f °b (^. ut,a "‘eniefatta. —,Obbrobbio,Obrobbio, Opprobrio, Biobbio, ? a tc. La Contumelia riguardasi come identico di i; a 0ìn e ' Vergogna, quando significa dispregio l'alto o ricevuto, in- onta j ma d’ ordinario dice meno. Lo Scorno è una umi- 1 -teline. ■ rei ie ■■■ .. . -- ifc B !" 0 SA 5 i E ,Wa ’ Alluperò , Disonore, N. Disonore. i'" lri tan 1 , 1 „ StB 1 Ob-bro-brio-sa-mén-te. Aw. Con obbrobrio; i Qt>-bro-brio-sa-men-te. Aw. Con obbrobrio; [ Igno - ’ Bruttamente, Eergognosamente , Disonorevolmente , mel ‘te, Biasimevolmente ] Lai- probvose, ignominiose. Cr. Obei,,«, - / - ... ., - , . , dine degli onibrellaton , con piu aperture , corpo orutcolare ; senza braccia , nè vedtmcolo; tentacoli cdla periferìa dell ombrello; netta- pice appendice conica. Aperture quattro. Hemer. (Min) Obbeie. * -(Arche.) O-bè-Vi-e. Sf. pi. E. G. Lat. obcliae. (Da obelos spiedo.) Sorta di pani di forma piramidale , che ojjerioansi a Baccox o piuttosto , Sorta di pasticceria che gli antichi servivano al finire della mensa . e che inzuppavano nel vino cotto » Somigliava aUe no» stre cialde. (MU) Obelìscaria.* (Bot ) 0 bedi-scà-ri-a. SfF.G.Lat. obeliscaria. (Da obeht spiedo, onde obelisvos pietra piramidale, lesina.) Genere ai ptante x della famiglia delle sinai aeree , e delta singenesia poi,gamia Jrustra- nea di Linneo ; stabilita da Cassini a scapilo deUe rudbehe di Lira neo , così denominandole a cagione della figura della loro aduna , o frutto a foggia di spiedo, [hq) Obelischi merlici. * (Archi.) O-bebscb.-Ii-cm-ci. Sm pi E. G. Lat. obeliscilvclinici. (Da obelos spiedo, c lychnos, lucerna.) Obelischi c- retti in r,V« al mare , per additare net bujo della notte, con lanterna ste nella lor sommità , il porto all incerto navigatore. (Aq) isco. (Archi.) O-be-li-sco. [Smi E. G.[Mole di pietra fatta "••• più tutta di un pezzo, nella base qwidra mi di _ ■ ^ 0 ^ () con una punta a piramide smussata. Deferisce pero dalla piramidi sol per avere la Ime piu stretta ed essere molto più sottile, fili obelischi sono anche piuanttcni delle piramidi , e furono primamente innalzati, secondo Plinio , da Mitra re di Egitto , per trasmettere alla posterità la memoria delle sue geste. Gli Egiziigh tagliavano a fornai di raggio solare, e pei-cto chtamayanli Dita del sole. Molto varia è la loro altezza ; se ne trovano di quelli alti fino a centoventi cubiti, e di un sol pezzo di granito. Gli obelischi veggonsì da tutti i lati cQpeni (li geroglìfici , e so/n inanimanti insigni della opulenza de n d Egitto. Dicesi anche ] Guglia, AgugliaUiut. obeliscitj, Gr. poste Obeli 584 OBELISCOTECA OBLIARE ò^sAiVitOj. (Obeliscos da obelos spiedo, ed olelos dal celt. ubh punta.) » Foc. Dis. Obelisco : mole di pietra ec. inventata dagli Egizi! per simboleggiare il raggio del Sole , entro la quale scolpivano i loro je- roglifici. (A) 3 — * (Lclt.) Piccolo segno a foggia dì spiedo, col quale Aristarco nell’ ordinare i poemi d’Omero, nolo i versi sparii, alterati e daallri aggiunti ; e con un asterisco i genuini ed insigni. ( Aq) 3 — * (Zool.) Obelisco chinese: Specie di conchiglia unìvalva, delge- nere cerilliiiim , che viene dalle Antille , e così denominata dalla sua forma piramidale. (Aq) Obeuscoteca. * (Bot.) O-be-li-sco-tè-ca. Sf. V. G. Lat. obeliscotbcca. (Da obeliscos dim. di obelos spiedo , e thece ricettacolo.) Genere di piante della famiglia delle sinanteree , e della singenesùt poligamia frustranea di Linneo, stabilito da Vaillant, e che Linneo cangiò in rudbeckia. Hanno desunto cotal nome dalle pagliette che involgono i loro frutti. (Aq) Obelo. * (Loft.) O-bèlo. Sm. F. G. Lat. obelus. (Da obelos spiedo, ago.) Lineetta, o Segno in forma di daga , che manda il lettore a qualche annotazione o ad altra cosa nel margine. (Aq) Gor.Dif.Alfab. ant. tose.56. L’altra ( lettera') è la S , la quale (S) alcune volte lia al di sopra un obelo , o sia accento. (N) Oberati. * (Filol.) O-be-rà-ti. Add. e sm. pi. F. L. Agg. in Roma di coloro eh’erano carichi di debiti, i quali non subito venivano dichiarati schiavi, ma soltanto infami, cioè durante i trenta giorni che dopo la sentenza la legge loro concedeva affinchè potessero pagare il creditore : se noi facevano divenivano nezi , cioè schiavi o prigioni del creditore fino a tanto che avessero con danaro o con lavoro soddisfatto il toro debito. ( 0 ) Oberlanbia. * (Geog.) 0 -}>cr-)àn-di-a. Sf. Contrada della Prussiaorien- tale. — del Ducato di Sassonia Meninghen.—del Cantone di Berna. — di quello de’ Grigioni. (G) Opernburgo. * (Geog.) O-bern-bùr-go. Città della Baviera. (G) ''-)o r. ,i.\„ c ..c,w..U.. S fiu Oberkkirciien. * (Geog.)O-bern-kìr-clien. Città dell’Assia Elettorale.(fi) Orninoli. * (Mit.) Ò-bc-ron. Bede fantasmi aerei che tengono mollo luogo nella poesia inglese: la regina chiamasi litania. Abitano nell’India, nottetempo vaticano il mare , e recatisi ne’nostri climi a danzare al chiaior della luna : temono la luce del dì, e. figgono al primo raggio di sole, e nascondonsi nelle gemme degli alberi sino cd ritorno delle tenebre. ( In cclt. ober operare , produrre , ed on principale : Principile operatore. In ted. ober superiore.) (Mit) 2 - 1 * (Lett.) Titolo d’un celebeirimo poema di Wieland, in cui questo re di fantasmi è appunto la macchina principale. (Mit) Oberto , * 0 -bèr to , Otberto , Ottoberto.IV. pr. m. Lat. Obcrtus. (Dal basco oberla bene inaspettato. In celt. ot piccolo , e berlh bello.) (J 3 ) Ohervesel. * (Geog.) O-ber-vè-sel. Città degli Stati Prussiani nella provincia del Basso Reno, (fi) Obesità' , 0 ile-si li. .V/i Lo stato d’una persona troppo pingue e carnosa. Lo stesso che Corpulenza. (A) Obeso , 0 -bé-so .Add. m.F. L. Pingue, Grasso, e fig. Ottuso, Tardo. Lat. obesus. Gr. Ai.iv. Cogross. Disc. Berg. (Min) (N) Obi. * (Geog.) O’-bi. Golfo dell’ Oceano Glaciale artico sulla costa settentrionale della Russia asiatica.— Lat. Obius. Fiume della Russia asiatica detto anche Ob, e da alcuni Ocunar , Emù , Ossè. (G) Obi. * (Mit.) Il vecchio dell’Obi. Idolo de’ Tartari Ostiaci che abitano sulle sponde dell’ Obi ; è di legno : ha il naso a grugno, trapassato da un uncinetto dì ferro , gli occhi di vetro , la testa proveduta di grandi coma: i suoi adoratori lo fan cangiar di dimomogni tre anni: “ lo trasportano di là dall’ Obi con grande solennità in apposita nave, Jone quest’occhi hanno altro obietto. E celar la vostra luce Per meno obietto. canz. 2. 2. voi Ottetto, ObuH-to. [Ani. Lo stesso che ] Obbielto. V■ fwUh ' 0 s ' 1 lo sfrenato obietto vidi perdendo. E son. ino. Non conosc a . - 1 • ■ ’ ■ Ma P ll0s gei- ■,.r- Lor j quando sciolgonsi i ghiacci , lo pregano che dia loro buona pesca , se la stagione non corrisponde, lo caricano d’ improperii ; se è favorevole , gli danno buona porzione della preda. (Mit) Obice , O’-bi-c e.Sm. F.L.Intoppo, Impedimento, Ostacolo. Lat. obex. Gr. èy.7córìtov. Tagl.fl. La riilessione de’ corpi che urlano in qualche ostacolo , sempre dipende dalla forza di molla che o nel corpo spinto, o nell’obice medesimo ec., o in ambedue si ritrovi. (A) a — * Opposizione. Baltagl. Berg. (0) 3 — (Miiit.) Spezie di cannone corto , incamerato , e largo dibocca, che si carica a granate reali ed a cartocci, e fa parte delle baitene da campo, incavalcato , armato e governato come un cannone ordinario, ferve principalmente pei tiri di rimbalzo , e talvolta pe’ curvilinei, avendo a questo fine una tavola o calastrello mobile sotto la culatta, la quale abbassandosi fa t'innalzare la bocca del pezzo sino ai trenta grani. Gli obici prendono come i mortai le loro denominazioni dal diametro della bocca , e ve n' ha di to pollici , di 8, e di 5 poli. 7 Un. 6 p. ; quelli dì maggior diametro sono utilissimi negli assedii. I Francesi ne riferiscono V invenzione agli Olandesi sul finire del secolo xvii. Ma gl’ Italiani gli adoperarono assai tempo prima col nome di Cannoni petrieri. Le parti principali dell’ obice sono : la Camera , il Codone , la Culatta , il Grano del focone , le Maniglie, gli Orecchioni, il Rinforzo, la Volata. Le Modanature principali deÙ’o- lice sono : la Fascia della volata , la Gola della culatta, la Gola della Volata , la Lista del codone , la Lista della camera, fa Lista della culatta , la Lista della volata , la Lista superiore cd inferiore della fascia della volata , fa Lista superiore cd inferiore del rinforzo , l’ 0- voletto della camera, I Ovoli) to del rinforzo, il Plinto della culatta, il Toio della culatta. —, Aubizzo, sin. D’Antonj. Finalmente si fa uso degli obici per cacciar da lontano granate reali nelle battaglie, e per ispurare a cartoccio da vicino in dette battaglie , c nella difesa delle piazze. (Gr) Obidiaci. * (Geog.) O-bi-dì-a-ci. Antichi popoli della Sarmuzia asiatica, sul Ponto Eusino, fi) Obido. * (Geog.) O-bì-do. Città del Portogallo.—del Ri'USilc. (G) Obiettare , O-blcl-tà-rc, [Alt. V. a di’) Obbiettare. Obiezione , O-bic-zi-ó-ne. [Sf. Lo stesso che] Obbiezione. r ~ c t,e (*? Com. 117. Resta adunque solamente rispondere allaobiezi jj gi u!Ìl tesse essere fatta, avendo scritto in lingua volgare , secoli ^liidjli ciò di qualcuno, non capace o degna d’alcuna eccellente materia ^(W Obila. * (Geog.) 0 ' -bi-la. Ant. città della Spagna nella L ,lS . fi) Obion. * (Geog.) O'-bi-on. Riviera e contea degli Stati ^ pjclcs'Jv) Obito, O’-bi-to. Sm. F.L.Morte.Lat. obitus. Fr.Giord.67. ua tak’'? così nomina la morte de’ martiri : non dice obito, no, ma (iC / 3 Obitocnei. * (Geog.) O-bi-to cnè-i. Città della Russia eui’Ope verno della Tauride. (G) f]>l ,, Obizio , * O-bì-zi-o , Obizzo, Opizio. N. pr. m. Lat. Opit*’ 15 ^ ' viv £J1 opus opera. In lat. opiter cbiamavasi colui , il cui p aclr ’ , r avolo , era morto.) (B) nuirc. *" Obizzo. (Milit.) O-Mz-zo. Sm. Nome da alcuni dato all Obizzo. * ZV. pr. m. Lo stesso che Obizio. F• (B) Objcrgatore , Ob-jur-ga-tó-re. Add. rii. F.L. Riprensore> Tatare. Silos, Semi. Berg- (Min) Objurgatorio , Ob-jur-ga-tò-ri-o. Add. m. Attenente a objiu'g *' proveratorio. Toscanel. Precett. Berg. (Min) t „■ififLi Oejcrgazione , Ob-jur-ga-rid-ne. [Sf] F . L. [Rinfacciarne’ gnamento, Rimbrotto, [Riprensione-, ed è anche una rellorica .—, Oggiurgazione, siri.] Lat. objurgatio. Gr- V. Gir. n. Glie fu la sua vita altro che ingiurie e obli » Oblata * O blà-ta .Add.e sf. Lo stesso che Conversa. F• G 1 ' Oblate. * (St. Eccl.) O-blà-te. Congregazione di Religiosa fig.!' i di donzelle e donne pie , fondata in Roma ! anno 1 7 2 f U c0 s$Pj> cesca ile’Poliziotti. Il Papa Eugenio IF. ne approvo . n0 df fi V anno 1427. Queste sono dnnv.AU o vedove che r ‘' mn ,,t,bididL 0 , per- ecretre a JJio ■ non fanno voti, ma solo premettono » superiora, e in vece di professione appellano oblazione il i° j c ll 1 p —, Col latine, sin. (Ber) Magai. Lclt. Monache le quali s °. tuto di S. Francesca Romana sotto la regola olivetana e si . Oblate. (Dal lat. oblatio offerta.) (A) so# 0 /fi 3 — db’sette dolori. * Congregazione istituita in Roma 5 j tolazione della Beata Fergine Addolorata, ed il cui i stl • cerere quelle donzelle che per una qualche infermità uoi ^ rt ricevute in altri monisleri -, purché però non sieno affiti- cF,. contagiosi, o che loro possano impedire le osservanze ^ lof finità. Seguono la regola di S. Agostino e le costituzioni ” . (I 0 ‘ 4 datrice Donna Camilla Firginia Savelli Farnese, R ac 1 h l us ll, V tera. Non sono cotesle monache obbligate a voli , nè aS sa r 3 — * Fanciullo consacrato a Dio da’suoi genitori in una ca>. Ed appellavasi pure Oblato chi dedicava la sua perso’ 111 t n u a qualche convento , colla condizione di esservi alimenta nulo da’ monaci. (Ber) . y. e pd.(i r ‘ Oblatore, O-bla-tó-re. [Adii, e sm.] Che offerisce; e si ;tat° l ',if di Chi offerisce per comprare. —,Obblatorc, sin. Fai. C 0, 'hi- 0 txvrui/ovpatos. Buon. Eier. 3 . 3 . 8. Venditori, oblatoi. pj tori , avventori , Ognun s’ empie la lingua, ognun le mau‘ (a . 3 — * Colui che fa oblazione a Dio. Magai, leu. (A) fb» l l Oblatratore, O-bla-tra lii-rc. Add. e sm. F. L. Latrato 1 re; e fig. Mala lingua, Maldicente. Golii. (A) j; rlg-/.i 0 ^ Oblatricb , * O-bla-trì-ce. Add. e sf. di Oblatore. F- ,,.7 ,\e Qblaziohe, O-bla-zió-ne. [Sf. F. L.] Offerta che si fa a .', 0 ffc rl ] m#’,' stessa che si offerisce.] — , Obblazione, sin. Lat. oblatfa’^ cd e if c ' Gr.iepoatpopcl,ìia.fneup.oi:G.F. 1. 60. 2. Ordinarono eh fif fati!) la festa della sua nativitade con solenni oblazioni. u t ,J ' cene grande oblazione e vittima a Dio Jove e Bacco* 1 ^ 1. 4- Ricevono i sette doni dello Spirito Santo, e cosi zioni son purgati. _ . fi 3 — * (Eccì.) L' azione del sacerdote, che prima cd il vino li offerisce a Dio , affinché per mezzo de -’ M - - - di G. C.; questue a* cd in molte anti c ^ e , diventino il corpo ed il sangue ziale del sacrifìcio della messa ■ messa si chiamava Oblazione. (Ber) Oblettamento , O-blet-ta-mén-to. Sm. F. L. Lo stesso ne. F. Giov. Lett. Berg. (Min) Oblettazione , O-hìel-lu-ziò-nc.Sf.F.L. Ddettazione, > sin. Fabrin. Sacr. Regn. 4 -^tSg. Berg. (Min) che Ok ! 0 ett » 1 ii» ÉI fi *>• otì* 1 - -, 1 ... Oblia, O-blì-a. [Sf F. A. Lo stesso che] Obblia- L ,„oU^ats; -, Fr. Jac. T. 1. 1. 34. Dammi pura umilitade, E a r. E fa indugiar la fretta Della* 1 "?/ q^ii" Se dà tutta follia .Franc.Rarb. 49- p|, c ^ t"V c0‘ oblia. Tesorett. Br. ... ...^-- . mettere in oblia , Se dà tutta follia./'ranc./Ja/fa 49- fico metti Per un amico novello in oblia.E 56 . 1 ■. pre 1 j c - è chi mette in oblia.» (L’ Ubaldini nella l'tv- : n no>' qui sia verbo Metter in oblia, come si dice Metteic [e Omelie avverte il Lombardi.) (V) ,-il,bliai" cl>t ?nto fl ' OblIAmento , Ob-bli-a-mén-to.ló’m.Lo stesso che] j; < J ll 3 ,rU 0 ,a /V)) F-) Remb. Asol.2. 1Ì2. Il quale obliamento tlltta c \ ìe 1 °J. dio ci soglia essere ne’ nostri mali ec., colui lo fi , Obliaste , * O-bli-àn-te. Pari, di Obliare. Che , a# Obliare, O-bli-à-re. Alt. e 11. Dimenticare ,f c Obriare, Obbriurc, TJbbliarc, sin. Lat. oblivi » 0 • a o^> P rc - canz. 3. 6 . Che per altrui Te obliar non posso. Filoc. 5 . ii8. OBLIATO A ?‘ l **ne ama. i ^* So a forza. Obliarsi in cmccncssia — supplicarvi u pensiero si fissamente aa im ^carc ogni altra cosa: modo a maraviglia bellissimo.Car. son. OBOLCOLA 585 non mai oblia. Pcir. canz. 4- /. E mi face obliar me chicchessia =: Applicarci il pensiero sì fissamente da alla testa ; cioè: L' obliquo maggiore dell’addomine od obliquo esterno -, l’ obliquo minore dell’ addomine od obliquo interno ; l’ obliquo 0 , 0 ] e > mentre l’attendo c la desio , Mentre"! suo nome sospirando i„, oc ° , Che con dolce memoria in lei m’oblio. (Br) ( u , To > O-bli-à-to. [ Add.m. da Obliare]—, Obbliato, sin.lat. oblisi 0 k^ vaotlE traditus. Gr. Tfj K-éSr, itupodìoSds.Boez.Pareli. 5. rim. o’ . a quello universal , che’ii ciel” comprese, Membrando fa palese . oUl obliata sua speziai parte. tor c O-bli-a-tó-re. Perb. m. di Obliare. Che oblia.—, Obblia- 0 - 7 “ > «n. P. di reg. ( 0 ) 0 e L j, Tr,ce ,* 0 -bli-a-tri.ee. reri./ di Obbliare. Che oblia. V. di reg. ( O) 01 n° KE 1 O bli-a-zió-ne. [Sf. P. A. Lo stesso che ] Obbliazione [e zio ' ariza ' r. e ufi’Oblio.] M.P. g. ioj. Non è da lasciare in obliasi/! 5 * a m01 ‘ a mirabile dell’ anguinaia in questo anno ricominciata, Om.Tr 6 a quella che principio ebbe nel 1 348 . ^9*1° j* O-bli-gà-to .Add. m. Lo stesso che Obbligato. V. Red. Op. li,, ■ Quando son sani, e poco meno che sani, c non obligali alle della medicina. (N) 0 ’ Az, °ke , * O-bli-ga zió-ne. Sfi. V. A. V. e rii’Obbligazione. Red. 0 ‘tiu ^ 7 * * * 11 7 . Saranno sempre vive nella mia mente le obligazioni ec. (N) 0ll ;.O-bli-o. [Sm. L’obliare. Dicesi anche ] Dimenticanza. l r .— . Obp ° ’ Obbliamento , Obi lamento , Obblianza , Oblianza , Obblia , b|. *. a > Oblia , Oblianza , Obbrianza, Obbliazione , Obliazione , Ob- ] a l01,e i Oblivione, sin. Lat. oblivio. Gr. kr>Sr). Petr.son. 107. Passa 3 ^ | a Y e mia colma d’ oblio Per aspro mare a mezza notte il verno. / e /^mttere, Porre in oblioczzA cordarsi. V. Mettere in oblio.] Bocc. (1 ■ Dm. Ross. 271. Possono i piccioli fanciulli , tolti d’uno luogo /■asportati in un altro, quello per l’ usanza far suo , c mettere il ■furale in ni;,Ilo. PcU\ son. 27. E se non hai l’amate chiome bionde, la;,. llc k ) l-|h anni , già poste in oblio. E canz. 4,/. 3. Cominciai a 3 ,/ ar con tal desio , Clic me stesso c ’l mio mal posi in oblio. q Tuffare nell’oblio un pensiero 0 simile ~ Seppellircelo, Tass. iJ*' 1 .4- 2 - Ed essi ogni pensici clic il dì conduce Tuflàtoaveano in 4 oblio profondo. (N) V) Bll (Mit.) Piume dell' Oblio. Lo stesso che Leto. V. (Mit) s óT°/* Ó-bli-ó-so. [Add. m. ] Dimentico. —, Obblioso , Obblivioso, 3 ^ ~nt. obliviosus , immemor. Gr. in U.r.e ij.-vd , c/t'z/AwT'. Bemb.Asol. qiiel?^' ? cne avcte ^ att ? ’ Lavinello , per certo a sovvenirci ora di rt(.' v c ri / lle » e 'tersi ricordandoci ; di che peravventura la vaghezza ra § ionamf;nti ) tacendol voi, ci arebbe tenuta obliosa. ^VjUtehti! , O-bli-qua-mén-te. Ave. Con torcimento , In qua e ’n 3 > Obbliquamcnte , sin. Lat. oblique. Gr. vKnylsj;. l' on . Fallar. Ist. Cane. 1. 27/. Narra clic Cesare pigliò dal h ient 1CC la corona ìn Eolo g lia > perchè a questo non parca conve- V 4n Ie c he comparissero in Roma coloro i quali due anni prima l’ave- „ Dm•.? s . a, c heggiata: incaricando ii Pontefice obliquamente di perdono 3 ^ nw s ’r ,cero ' ( Fc ) 3 *er . **’■) Marciare obbliquamente, parlandosi di soldati; è Battere o hvi tt0 * ere di schiancio, parlandosi di tiro.} Tass.Ger. 11.01. K con- 'JeiiQ nill r°, che assalir dispone, Obliquamente in due lati il comparte. Ohhj • Rs > O-bli-qiià-re. [ N. ass. e pass.] Non andar retto, [ Torcere.]—, ]| t u t? lla ! c ’ s 1111 Lai. oblique progredì. Gr. Koffirnv. Bul.lnf e.y. 1. salv 0 *« pianeti vanno sotto questo zodiaco , obliquando qua e là, * e ^ sole- dei c* 0 ** 5, (Anat.) O-bli qua tó-re. Add. e sm. Nome di quel muscolo scoli a ,!^° c ^ ,e t, ae Ls mano in obliquo.— Nome anche di due mu- 0 le > sin^ £ c ?{‘ 10 c ^ le tra SS ono a mirare in coda. —, Obbliqualo- "• 1) ~" Daldin. Voc. Dis. Berg. (N) ls imo*° • Jd, m.] superi, di Obliquo. — , Obbli- f) 5 obliquissimus. Gt\ KogoTacrcs. Gal.Sisl . jtf. Cadendo ^icieq i raggi obliquissiini , e sopra queste ad angoli retti. T rQ »er Sn -bli-quo. Add. m. Non retto, Torto, [ Tortuoso, Piegato , ' 0 (t>n 0 l° ’ Bistorto , Sghembo, Indiretto, Pendente; in matematica — ■ q a Tetto.]—, Obbli quo , Obblico , sin. Lat. obliquus. Gr. . nrn \ tnf. 12. É in questo mostra che non sappia li cammini ^ . • 1 quali son tortuosi • « p^occa - ^ hi.. h, . . .. . _ obliqui. Sagg. nal. esp. 5o. La di , j(j ra E , mercè del suo taglio obliquo , rimane aperta. » Dani. Pai/ 0 ’ » edi, come da indi si dirama li obliquo cerchio che i pianeti jA f i' soddisfar al mondo che li chiama. [Cioè il Zodiaco.)(N) Op Hngiusto, Reo.] Petr. cap. 3. Dura legge d’Amor; ma, ben- ■ ,‘ìlua, Servar conviensi.» Ar.Pur.21.1q. Benché duro gli fosse, 111 onesti . ’iguo 3 S1 , Che satisfare a quella voglia obliqua. (B) / T'e r |,,, fll S"° > Dubbio, Equivoco. Adim.Pind. Oss. Datore d’obli- 5 e a%. p l 111 obliquo. Lo stesso che Camminare per la mala strada, 'y Fa,. ec . Cure - P . Andare pi obliquo. (P) r, • il g c l ,cc chessia per obliquo = Parlo per frode , Con inganno . [p c “‘ ‘fluente. (A) / < j’* I< l uo > l >cr obbliquo, In obliquo, posti avverbi Obliqua- «• ] ! pdireuamenle , e Jig. Ingannevolmente. P. Per obliquo e P. 7 ’ Cl ' ohli r , , ° ,n ?' 4- 1C 7- Quel che per dritto non puoi, conviene che / (G,. T'o tornischi. t? c . el £o ii ’ Obliqui da’ grammatici si dicono tutti i Casi de’ nomi , 5 'i a Hco l / r, . ni ° iphe si dice Retto. Demetr. Segn. 48. In molti luo- p lare, n 1 , ca!a obliqui , più che i retti, danno aggrandimento al 3 JUùa Uiolt C,, r' Bros. 3. 142. Quantunque è alcuna volta , ma tul- 3 * CGen° , la A° , che si trova chi posto negli obliqui casi, e (AuatTd Angolo obliquo. P. Angolo , §. 5, 2. (N) c.J n Htc 0,ne dì molli muscoli che hanno una direzione obliqua-, 11 i (14 ° senso -■ . C. . . 1 ’ maggiore dell'occhio od obliquo superiore;'t obliquo minore dell occhio od obliquo inferiore ; l’obliquo maggiore e l'obliquo minore della testa , detti anche, il primo inferiore, ed. il secondo superiore.(A)( 0 ) 10 —* (Bot.) Aggiunto di alcune parli della pianta. Di.cr.si Fusto obliquo , se si alza obliquamente senza dipartirsi dal piano verticale ; Calittra obliqua , se è soprapposta obbliquamente e piegala verso un lato-, Foglia obliqua , quella che con la base guarda il cielo , e con l’apice è rivolta verso l’orizzonte , per cui sembra che abbia un poco di storcimento-, ed i segmenti della maggior parte de’fiori delle pianta contorte sono obliqui ; come sono anche i fiori di alcune labiate . Bertoloni. ( 0 ) 11 —* (Milit.) Dicesi Fianco , Fuoco , Ordine, Passo, Tiro obliquo, Marcia obliqua. P. a’ior luoghi e nel Supplemento. (Gr) 12 —* (Mit.) Soprannome di Apollo relativo ai giri del zodiaco , ed all’ obliquità de’ suoi oracoli. (Mit) Obliquo diff. da Non retto , Storto, Sbieco, Sghembo, Tutto ciò eli’ è Storto è Non retto , ma ciò eh’ è Obliquo c retto. Onde solo o per similitudine o par traslazione soglionsi queste voci adoperar come sinonimi. Sbieco c riputato dalla Crusca sinonimo di Storto , Stravolto , ed Obliquo, e Sghembo di Tortuoso: ma, secondo l’uso tali attributi si applicano in concreto a que’ luoghi od a quelle forme , le quali prendono un’ obliqua direzione relativamente ad altri corpi o luoghi a’quali si riferiscono : e così dicesi p. e. Sbieco Uu ponte che taglia obliquamente una strada. Obliterare , O-bli-te-rà-re. Au. P. L. Scancellare, Abolire, Sannaz. Arcad. egl. 12. La qual (cùara) mentre pur Pilli alterna ed itera ec. , Ogni altra melodìa dal cor mi oblitera. (A) (B) Obliterato , O-bli-te-rà to. Add.m. da Qhlttcìace.Boccalin.Rag.Parn. 6j. Berg. (Min) 2 —* (Bot.) Aggiunto di alcune parti che hanno figure abbozzale e difficili a riconoscersi. Bertoloni. (O) Obliterazioke.* (Med.) O-bli-te-ra-zió-ne. Sf. P. L. Abolizione di alcun senso d una facoltà intellettuale.—Chiusura o Struggimento d'un vaso-di una cavità qualunque per ravvicinumenlo e aderenza delle pareli. Lat. obliteratio. (A.O.) Oblito , O blì-to .Add.m.P. L. Dimenticato.— , Obblito, sin. Lai. obli- tus. Gr. cc/ivycri,enti.Bui.Par. 23 . Di visione oblila, cioè di quel che ha veduto, e non sene ricorda. Oer.iviosE, O-bli-vi-ó-ne. [ Sf. P. L.] Dimenticanza. [ Lo stesso che Oblio. P.J Dant. Purg. 33 . 98. Cotesta oblivion chiaro conchiude Colpa nella tua voglia altrove attenta.Petr. cap, il. Di cicca oblivione oscuri abissi. 2 — * (Mit.) Figlia della Notte , secondo Esiodo -, e secondo Igino , dell’ Etere e della Terra. (Mit) 3 —* (Icon.) Donna vecchia incoronata di mandragore, ed al fianca* della quale vieti posto Un lupo cerviero 5 tiene in mano un ramo di ginepro. (Mit) Oblonehsi. * (Gcog.) Ob-lo-nèn-si Lo stesso che Allonensi. P, (G) Ori, esco, Ob-lùn-go. Add. m.P. L. Lo stesso che Bislungo, p. Betiv. Celi. Vii. T. 2. f. 17 6. Avevo tutta quest'opera ristretta in un quadro oblungo. (A) (N) Obkora.* (Geog.) Ob-nò-ra. Riviera della Russia europea. (G) Obmjkciazione.* (Arche.) Ob-nun-cia-zió-ne. Sf. P. L. L’atto per cui gli auguri, quando osservavano, o fingevano d'osservare, qualunque sinistro accidente in cielo, rimettevano le assemblee ad altro giorno: tale facoltà era loro concessa dalle leggi Elia e Eusia, ma cento anni dopo fu loro tolta dalla legge Clodia, perchè troppo ne abusavano. i T) Oboca,* (Geog.) O-bò-ca. Antico fiume dell’ Iberma. (G) Obodo , * 0 -bò-do. N. pr. ni. (In ar. ybadet adorazione, culto di Dio, opere pie e sacre ; abid religioso : abed pudore , penitenza ; ebed in ar. ed in pers. eternità. ) — Re e dio degli Arabi, adorato nell’ A- rabia Pelrea sino all’ istituzione del maomettismo. (Mit) Oboe. (Mus.) 0 -bo è. Sm. Strumento da fiato, fatto di legno di bosso, e composto di ire pezzi , cioè del pezzo dell imboccatiti a , di quello di mezzo e del piede.lSell’apertura superiore si pone l’ancia che serve per l’intonazione dell istromenlo. Recentemente gli si sono aggiunte diverse chiavi. (Dal frane, hautbois che vale il medesimo. In isp. di- cesi albogue, dall’ ar. al buq la Bombetta. In in'gl. bòbof ovvero haul- lor.) Tar.Tosc. Di canna sono le zampegne per gli oboe.(A) (L) 2 —*Dicevasi Oboè d’amore o lungo, Un oboe di maggiore estensione de’soliti, che aveva il piede e l’apertura stretti , un tuono yià debole, ma più amabile, ed era dona terza più basso, avendo un estensione dal La chiave di violino sotto le righe , sino al Sì sopra le righe. Dicevasi poi Oboè piccolo, un Oboè di minor estensione, che aveva il piede simile al precedente , ma era d' un ottava più a lo e moderno oboè , ed il portamento relativo ad alcuni tuoni differiva da quello adottato per l'oboè. Ora questi due strumenti non sono piu 3 —.» Rcqhuro d’organo di canne a lingua, aperta, di due piedi, che serve dunisono al principale-, fatto a cilindra dicen i Cornamusa. (L) 4 _ Così comunemente dicesi anche il Suonatore di detto sii umenloff) Oboista,» O-bo-ì-sia.-AM e sost. com.Suonatore o Suonatnce di oboe; detto anche Oboè, nel sigti. del §. 4. ( v)(. ) Orojan * fGeo-O O-bo-iàn. Citta della Russia europea. (G) Obolaria.» (Bot.) O-bo là-ri-a .Sf.P.G.Lat. obolaria. (Da obolos obolo, moneta' di poco valore.) Pianta della Pirgmia, che nella didinamta aneiospermui e nella famiglia delle pedicutarie forma un genere-, cosi denominala dalla figura delle sue caselle. (Aq) 3 _• j\j om e che si da pura ad aure piante , e specialmente alla Im- borealis, a motivo della piccolezza e rotondità delle spe foglie. - si usa anche in forza di sm. Tali muscoli sono simili alla piccola moneta anticam. detta Obolo. (Aq) _ _ "ritenenti alle pareti addominali , due all’occhio , e due OEOLCOLA.*(Gegg.) O-bo^coTa.^aid. at.delle Spagne nella LusUanui.i, ) 586 OBOLE Oboie. (Arche.) 0 -bo-le. [Sm. V-A. V. e di' ] Obolo. M. V. g- gS. Li quali vaglino un obolo d’Inghilterra. Obolo (Arche.) 0'-ho-lo [Srn.V.G.] Moneta [pìccolissima di Atene, ch’era la sesta parte di una dramma, equivalente a circa un soldo d’Italia. Erari scolpita una freccia od uno spiedo, da che trasse il nome. I Etmani l' adottarono con diva lo stesso valore .}—. Obolo , sui. Lat. obulus. Gr. ofiof.es. (Da olelos spiedo.) » Diodal. l ev, 27. 25. Or sia ogni tua estimazione a siclo di santuari»; sia siclo di veliti oboli.(N) a -—* (Mctrol ) Peso di dieci grani o di mezzo scrupolo. (Aq) Obotriti.* (Grog.) O-bo-trì-ti. Popoli fra i Vandali, che abitavano per città principale Muklenburg. (G) Obovale ,* Gbo-và-le. Add. coni. Che ha la forma et un uovo ; ma il cui capo maggiore è rivolto in alto. Lat. obòvalis. (A. 0.) Obovato , * Ob-o-và-to. Add. m. Ovato a rovescio ; che ha la forma d’uà ovo con la estremità minore rivolta in basso. Lai. obovatus.(A.O.) Oe sa,* (Gcog.) O'-bra. Riviera degli Stati P assiani. (G) Obraba.’ (Geog.) O-brà-pa. Antica città dell’ Arabia Felice. (G) Obrec.oki.* (St. Eccl.) O-brc-gó-ni.Aome che danno in Ispagna ai Frati Ospitalieri. (O) Obrezione.* (Èccl.) O-bre-zi-ó-ne. Sfi Dolo usato in ottenere qualche rescritto e che lo rende nullo. (Dal lat. obreplio che vale 1 ottenere qualche cosa con astuzie , finezze o finzioni : ed obreplio vicn da obrepo io vengo occultamente , io giungo a qualche cosa per inganno. Obrepo è un derivato di reno 10 mi strascino. ) (G. I?.) Obeia,* O-brì-a. Sf. V. A.V. e ai 1 Oblio. Tesorelt. Rr. 20. E mettere in obria. (N) Oeriaco , * O-bii-à-co. Add. e sm. V. A. Lo stesso che Obbriaeo. V. e ih’ Ebriaco , Vhns.co. Vù.Só'.Paci. 2. s6g. Era garratrice, obriaca e disonesta. (V) Obkjanza, * O-bri-an-ra. Sf V . A. Lo stesso che Obblianza. V.edi’ Oblio. Rim. Ant. Mazzeo di Ricco di Messina ( nota /fii. Guill. lett.) Ma quello è traraalvagio e sconoscente clic gran rispetto mette in obrianza. (V) Obkiabe, * O-bri-à-re. Att. V.A. V. e di’ Obliare. Cuitt. leu. 18. 49 - Prod’uomo non obria mai beneficio. E 25 . 6y. \crtù razionale, 011- d’ello è uomo oblia, e bestia segue. (V) ©brigare, * O-bri-gà-re. Att. V. A. P. e di' Obbligare. Serra.S.Ag. 1. Vi faccia adempiere la volontà di Dio , alia quale vi siete obri- gati. E 18. Rende a ciascuno quanto è obrigato. (V) Obrigato , * O-bri-gà-to. Add. m. da Obrigare. P.A. V. e rf/’Obbli- gato. Sali. Cateti. G. 5 . Nè guardava spesa, nè temperamento, pur ch’elli se li potesse fare obrigati. (V) Orn ilo , * O-brì-mo. N. pr. m. (Dal gr. olrimos fol te.) — Uno de figliuoli di Egitto. (Mit; 1 — * (Mit.) Soprannome di Proserpina. (Mit) Obrimotimo.* (Mit.) O-bri-mò-ti-mo. Soprannome di Bacco, come violento, coraggioso. (Dal gr. olrimos forte, e thymos animo: Di forte animo.) (Mit) OCA Obsoleto , * Ob-so-lé-to. Add. e sm. V. L. Epiteto che delie a P?^ calo ad alcune appendici di diverse parti, delle piante, conte p-, •. denti, alle frastagliature , ulte spine, atte gianduii: ec. Beild ( >"p # Obsonatobe. * (Arche.) Ob-so-na-tò-re, Add. e sm. V. L. Quello se che provvedeva i viveri ; lo spenditore. (Mit) u (,. Ortruttatore , * Ob-lrel-ta-tó-re. Add. m. P. L. Detrattole. Lf‘ ^ trectator. Gr. xaxùfiy oi.Tass.Lez. fCasaOp, Poi l.pag . mediò ciò dagli obtrellatori del poeta sia notato per il suo i ua S= difetto , è però talora in lui non picciola virtù. (B) , ,,,, Obtrettaziohe , Ob tret-ta-siò-ne. Sf. P. L. Detrazione, Lor. Mcd. Com. n 5 . E se pure con queste ragioni non risp 0111 alle obtrettazioni e calunnie di chimi volesse dannare, almanco, c disse il nostro fiorentino poeta , appresso di quelli , che lianu° i vato che cosa è amore, spero trovar pietà non che perdona- t ' Obotriti. * (Geog.) 0 -bo-trì-ti. Lo stesso che Abotriti. V. O. tusdebe , Ob-tim-dc-re. Att. anioni; V. L. Rintuzzare, Rep ril Fracast. Lett. Berg. (Min) pillai..; -vzu-.u-i u-IÒ-lÙ-O. Add. HI. Aggiunto d(tl° fi de’muscoli del femore. (Dal lat. otturare turare.) Voc. Obulco. * (Geog.) 0-bul-co , Obotco. Antica città della Sp<‘g ,tJ Betica, (fi) . a}) Obl’lensi. * (Geog.) O-bu-lèn-si. Antichi popoli della Bassa f. Obcmbrakte , * O-bum-bràn-te. Pari, di Obumbrare. Che obiuM’ dì reg. — , Obbumbrantc , sin. (O) Qlr OansiBBAHE, O-bimi-brà-re. [Att.] V. f ■ Adombrare, Oscurare-'f , ^ 0 t> bumbrare, sin. Lai. obumbrare. Gr. iitmu scluv. che Amore fosse (al mezzo , die potesse obumbrare a nic ^ rabile beatitudine, 2 — E n. pass. Eit.SS. Pad- 2 . 238 . Quasi obuuibrandogUsi 1 * non si curava ec. (V) Àd ofit * Obumbràto , * O-bum-brà-to À,7 ' f ' 7 ~ cak.,— ts !.. bruto. (O) 2 — f u detto ant camnnte di Ripieno. Circondato di luce. Er. Giord. i jj. vane la luce del cielo per lo ripiegamento della luce che siede 1 " c ripiegasi in più parti $ c però getta maggiore spmidore : * obumbrata di razzuoli c di luce. (V) (0) 0^ Osumbhazione , O-bum-bra-zió-ne. [Sf E. L. Adombramento-") * bumbrazione 9 Obbuiubramcuto , sin. Lat. obumbratio , teucP ligo. Gr. i’XiVKux.ffp.ós , ffKoros , cc^.i/s. Bocc. noi\ /fi. 11 • Q llt . jiic £ * crudele obumbrazioue olfuscate, colla sua forza sospinse in chi^ ObVA. * (Geog.) Città e fiume detta Russia europea. (G) . y vt fi ' ObvaIiLAto. * (Bot.) Ob-val-là-to. Add. m. Agg. di quei fiori gono attorniati e difesi da brattee per lo più spinose. lat. obvaltatus cinto di ripari.) (O) 0nvER3A.*(Bot.)0b-vòr-sa. Add. fi -dgg. ^'Foglia. Meglio Rove-^ Obvoluta. * (Bot.) Oivvo-Iù-ta. Adii. fi. Agg. di Fogliazione» L che Avvolta, (0) rf’o^-à Oca, O’-ca. [A/!] Uccello aquatico salvatìco c domestico. 1 " .dor, ' _:. ~u ..._ _ AlS'J O-bum-brà-to. Add. m. da Obumbrare. V- ^ itigli V). , c pl l 125 . La valle i' lC , l Vp^ sezione de’ tetrameri, della famiglia de' longicorni, e della tribù de’ cerambicini, stabilito da Megerìe, e da Latreille riportato al genere callidium; così denominati per le loro robuste mandibole con cui tv- dono i legni. (Aq) Obritj.* (Geog.) 0-brì-ti. Antichi popoli della Sicilia, fi) Osrizzo, 0-brìz-zo. [Add. e sm. p. G. e scritturale. Aggiunto dell'oro purissimo, o senza lega d’ altro metallo.] Lat. obryzum. Gr. ( Non arrestandomi ad alcuna dell’ etimologie di obryzon recate dal Vossio e da altri ; credo questa voce derivata dal pers. ibriz o ebriz che vale il medesimo.) Mor. S. Oreg. Non sarà dato per esse obrìz- 20, cioè l'auro prezioso d’ottimo colore, e sanza macola. E appresso : Bene disse, non sarà dato per esse l’auro obrizzo, cioè a dire nobile, prezioso, e sanza macola.!? altrove: Noi dicemmo di sopra, che l’obrizzo sì è l’oro rozzo, cioè come si cava dalle cave. Tao.Dav.Post. 4 * 9 -Essendo quel nummo d’ oro il medesimo che il nostro fiorino, cioè mia dramma, ovvero un ottavo d’oncia d’oro obrizzo, cioè fine, e senza mondiglia. » filila v. Fiorino è scritto con una zela, uè altrimenti polca scrivere il Davanzali, il quale opinava non doversi mai la i raddoppiare )(N) OniiOBj IO, * O-bròb-bi-o. Sm.P. A.V. e di’Obbrobrio. Cavale. P un gii, Ne vengono in nota , ed in confusione ed in obrobbio. (V) Obsecraziose,* Ob-se-cra-ziò-n c..S f. V.L. fervida, Incessante preghiera, e propriamente Preghiera fatta a Dìo. Lo stesso che Oo;cct-azione. P.( 0 ) i — Specie di figura rettorica. Faust. Or. Cic. 3 . j 5 ., De Norés. Rct. 2. Berg. (Min) Ossequente , Ob-se-quòn-t e. Add. com. V, L. Lo stesso che Ossequente. V. Cortig. Castigl. 4 ■ 4 °^- Ed essa (tlonnaj sempre se gli mostrerà obscquente , dolce ed affàbile. (N. S.) ,2 — * (Mit.) Soprannome col quale la Fortuna aveva tempio nella prima e nella ottava regione di Roma. (Mit) 3 — * (Lett.) Giulio Obscquente : Autore latino, verisimilmente del secolo ir., contemporaneo di Paolo Orusio. È autore d’un' opera intitolata i Prodigi , nella quale ripete le fole degli storici suoi antecessori , e principalmente di Livio, fi) Obsef.vare , Ob-scr-và-re. Att. V. A. e L. V. e di’Osservare./V. Bari. 4 °■ *5. Della parente observa ; Che se la trovi nella terra tua, Ed è pur sola , o dea , ec. E z/5. 14. Nella prima obscrvi Quel lamentar e doler ec. (fi) Ossesso , Ob-sès-so. Add. e sm. V. A. V. e di’ Ossesso. Cavale. Dial. S.Greg. 1.10. Spesse volte dagli uomini indemoniati ed obsessi cacciava le legioni degli demonii. (L’ ediz. di Roma iy64lcgge: ... e ossessi cacciava le legioni ec.) (V) Obsignatohi.'(A rchi.) Ob-si-gna-tó-ri. Add. e sm.pl. Nome che davasì ai lesUmonii chiamati per sottoscrìvere e suggellare un testamento (0) valica è grigia cenerina nella parte superiore del corpo, pallida, e ai collo è segnata di strisce. La domestica è n f ',.(p‘ | ne’ colori, ed è uno de finì utili uccelli.] Lat, anscr. Gl’- 0 che 1 ' 1 , lat. auca che trovasi usato ne’bassi tempi in senso di oca* c , A’ senso medesimo è ritenuto dagli Spaglinoli di Aragona. Q llC ( i a l i’ j vergnac dicono auch. Il Menagio trae auca , quasi nvicet > ^0 nr-i'nllr» rA altri rial niic. - n.ti£* nrntrt . nonna. avis uccello Castolvctro col nome. In cd altri dal celt. auc , aug prato , acqua. ed altri dotti, vierc dal gr. o chea, usieiK^-" v frane, o/e, in ìllir. utka.)L r ’Ri° s ‘> nàon Mcrfi :p. oca, in iranc. o/e, m unr. utua.)^ .RloSj \-p L \i 8 /j. /.L’oca acquac erba desidera, c sanza queste male sì DvIV oche ec. le bianche son più feconde che le vujate, che le vaje. Bocc. w-v. fio. q. A ve vasi un’oca a denajo > e ^ pero giunta. Dant. Infi 1 7. 6’J. Vidinc un'altra, più che^sa l g Mostrare un’oca bianca più che burro. Agn. Pand* ;Ji voli in casa il cane e 1’ oca , animali desti In lunedi non si vuol mangiar oca.jtfeni. sat. 1. Che cr gli auitvoccoli* g — Modi proverò* Tener 1’ oca in pastura: sì dice del Tener femmine , e prestarle altrui -- r - - i 3 r. S’io ho tenuto dell’ oche in pastura , Non doinand^ pi te lo direi. u (Patrelbe valere per altro il semplice ^ ra , cioè Dar fune lunga. Pastura.) (N) _ - jlce r 3 — Oca iinpastojata o Parere un 1 oca impastoiata : p dappoco che non sappia usar di nulla di ci faccia . * ^4 Javerna , e Poche impastoiate. ^ e /' 4 — * A pernia a penna si pela un’oca*, detto } y 1 f f>,e c die le cose hanno bisogno di tempo a condursi a , _. n ii che Roma non si fece in un di. (A) j — Buon papero e cattiva oca : dìcesi quando Erano, ^ : Fare U prestarle altrui a p/vBZO.^ c |i’i 0 ^ tl |. alcut'ojfif „ - 4 r ervcllo d’ un - senn«i °ffA. j,;- !*>’ odore di se da giovanetto, e poi venendo su con l’età fl(V all’aspettazione. V. Papero. (A) 6 — Cervel d’oca , o Avere meno cci cervello quanto un’oca: si dice di Chi ha poco s V"g’g,] ‘ bilità , e non molto fermo discorso. [V. Cervello, E- corderà , vecordem esse. Gr.àré-nro. Ftr. ■‘ r ‘ n ’ t0 un ’ 0 sognerebbe un fastel di cervello ; c io non n’ ho qua o -) — * Dìcesi anche Capo d’oca. V. Capo, S; T ?' ch c .• fi 1 8 — Come disse colui cne ferrava le oche , L ‘f ^ r’ l . rl0 it ^ A una a una: detto proverb. per esprimere et Avere , sl'^jpà*’ difficili o lunghe, perciocché le oche, alzando u - s aràj ayjti.f pianta. [V. Ferrare , J. 6.] Cirìff. Calv. 1- F l, \. assai faccenda , fin che ferrava l’ oche in Orna >8 ) oc# ' 2. Oh ci è ancor da far tanto! disse colili chel’oc#®^ t UU LI C ClllLUl «AC» alea iquia; - «I WL „ yjj | . Grandi. 2. 5 . A una a una, Disse colui che 0 ch“‘ - — Donne e oche, tienne poche; detto pcoV OCA r r ° *—• E’non è tempo di dar fieno a oche o simili =rIVo/t è dala- Cc «re , n è da trattenersi. [F . Fieno , 3 .] ^• I| 7— Fare il becco all’oca — Dare all’ opera compimento. lOnde zìffì È fatto il becco all’oca per dire II dado è gettato , Il negozi U G s P a cciato- U. Becco , §. 5 . , e F. Fare becco , J. 2, e Fare q v ecc °-] Lat. ad uuibilicum adduccrc, imponerc summam manmn. e • x-oXofytovot eVmSgVou. Patqff. 3 . Fatto è il becco all’oca , e salda J ella. LasC. Gelos. 5 . 16 . "Venite via , eh’ egli è fatto il becco all’oca. 4* 7"~ Non essere o Non parere un’ oca =r Non essere o Non parer ^PUce. Lat. sapere. Gr. pcvv 'vfèw.Alleg. 18/f. Ho pensato, per mezzo £ tr ° , che non siete un’oca, da me stesso cavarmi una maschera. u In somma , il cortigian vostro è divino , E il nostro non è . °ca. yarck. Frcol. 262. A. line che egli o altri per lui non vi sponda , e vi faccia parere un’oca, è c/‘—' ^ Ve SOn ^ emm * ue c oche, Non vi soli parole poche; e il senso >4 — Tu non se’oca e beccheresti: ridice dì Chi terrebbe alcuna, fa senza costo , per sua amorevolezza . Morg , il» 5 g. Vedi che non ^°a, e beccheresti. 15 ■— Tu se’l’oca= 7 u sarai la favola di tutti. [Dicesi ancora a ^ dappoco , che non sappia uscir di nulla che eì faccia.] Lat. e ^ actum est, lerenz. Gr. irspl gov ’Trl-GpxKra.i. 16 7- Menare o simili i paperi a bere l’ocbe: si dice quando gli Qpf iti vogiiono saperne più de periti. Lat . sus Miuervain. Cinff» iti ^ cos ^ son foche a bere Qualche volta da’paperi a Su monti. Fardi.Suoc. 55 . Vaiti con Dio.*i paperi hanno menato ^ ? ei ' foche. Begr.Fior. Chz.3.1 . Che io non intendo ch’e’paperi menino 5 y" f oche. Salv.Granch. 2 - 4 - I paperi Voglio» menar a ber foche, et* j Ces i 0 < -' a grana juola, Una sorta d'uccello di padule della spe- 3 delle anatre. F. Granajuoia. (A) q Di cesi Oca settentrionale, Una sorta d'uccello da cui si trae 111° lanugine che da' Francesi è detta Edredon , la quale è tenuta Tirana stima per formarne de' Piumini da tenersi sopra i letti , 4 ^ f SCt ddarsi particolarmente i piedi. (A) 5 ^ Dìcesi Oca arborea la Bcrnacla. F. (N) 6^^ Ulicesi Oca marina , Mcrgo oca ec. F. Mcrgo, §. 2. (N) yi hanno pure Oche di altre sorte come le reali , le paghetla- / ^ * pJ’atajuole ec. F* Granajuoia. (N) *"0/ (f ìloì.) 8orla di giuoco che si fa con due dadi- sappi* una ta- tf) a dipinta in 63 case in giro a spirale , in alcune delle quali vi ? dipinte alcune figure , come Ponte, Ora, Osteria, Pozzo, La- e^*o, Prigione , Morte. Lassi con diverse leggi e pagamenti, come ' trucci(lto ì d' andar nel luogo di chi traccia , andando ai 58 p e la morte , pagare e ricominciar da capo , e simili. Bisc.Fag. ’ Fabf'rinto , Morte , e le altre parti di questo giucco. (A) * Così anche nel detto giuoco chiamasi Quel sito dove chi raddoppia il numero. {A) q (Ar. Mes.) Colli d’oca. F . Collo, §. 26. (D. T.) pej a da Papera. Papera è segnatamente Oca giovane. E Pa- 5^ e Papero dicesi di persona tonda , di poco cervello • nel qual *° di <*si altresì : Cervel d'oca . s eit (Grog.) Antica citta della Persia .—Sierra d’Oca .Parte la più ^i^ ntr ‘Onale della catena de monti lievi nelle Spagne. (G) o 4s •’ * (Arche.) O-cà-bo. Am. Ornamento del collo e del braccia : < f°Utma o braccialetto guarnito di pietre preziose , che portatici 1 S(l grifìcatari nelle più solenni cerimonie , e specialmente in quella Nr>o T oMo - c Mìt ) . * (Grog.) 0 -ca-i*do. Citta della Columbia. (G) A/q’ * O-ca-lé-a. JS. pr. f (Dal gr. ocaleos celere.) — Figlia di lq c j [ ,ìe ° , mogie di Alante , madre di Agvisio e di Proto. Altri ì ^ * ll f l f lnnc > Agallia , od Aglaja. (Mit) * e "Ì5*) Antica città della Grecia nella Beozia. (G) -g (Geog.) O-cà-na , Ocagna. Lat. Olcaiiia. Città della Spagna. OCCATORE 587 Occasione, Oc-ca si-ó-ne. [V/!] Idonea opportunità da fare o da non fare checchessia.[IJ Occasione è bella, comoda, apparecchiata, opportuna, of- fcrta, gradita,fuggitiva,cercata, trascurata,instabile ec. —, Casione,5m.] (F. Circostanza.) Lat. occasio, tempus. Gj\ à(po pw, xcapds. Idv.Dec. 0.-Affermò ec. Ini avere cerca questa occasione. M.F. 3 . 5 i. 11 Re, fattolo da capo richiedere per contumacia, ebbe occasione di farlo bandire. Sagg. nat.esp. s 35 . Ciò ha auto il motivo dall’occasione di maneggiare * Anna. Città della Columbia. (G) co) ’ Cc \H fi tìA ' Ctieog.) Oc-ca-i à-lia. Antica città dell'Asia nella Siria.(G) P'cj.) p %<■'■) Oc-cà-ve. [iV. ass.] F. L. J'Jrpicore , Lavorar coti’ er- ai. occare. Gr. &o\oxqt:’ iw, Lib . cur. malati. Due poveri uo- c ‘ ìe stavano in un campo occando. **^o, i L ® > Oc-ca-sio-nà-le. Add. coni. Che porge occasione, Oppor- fOsQ ftt * occasionem praebens, oppoiiunus. Gr. svxccipos.Salviti. Bros. ì ^ Cosi volendo ec. insinuargli una morale verità, estratta A» * CP ’ P er C0S1 clire , occasionale meaiTazione nei soie. \ ^Uvn* Vv iene per occasione, Dipendente o Nato dall occasione. l' àCi' Mor • c - 2 - C°) S «2/ ^ Cause occasionali chiamatisi Quelle che combinando la ,- f ,l f c °n quella delle cause interne, ptvvocano la morbosa rea- IJ ’-' med. (O) Mì :htk , Oc-ca-sio-nal-mén te. Aw. in modo occasionale.(A) * Cc-ca-sio-nà-rc. Alt. Porgere occasione , Dare occasione. n* s,0, *À ■vn U F am - *• 4 ■ ! c asin. l-rcd. 1. z'à. Ber#. (Min) *°NAT J u,n ' - - t-- 7 Cc-ca-sio-n à~it. Add. [in. da Occasionare. Nato o Fatto (tp ^ìlos^ ie 5 ^ aUsat( >.]n Casin . Berg. ( 0 ) yf Oc C ji s * ^Accidentale , Fortuito*, ma in questo sigiti/', direbbesi me- q (l p l0lla lc. Propriamente dicasi dagli scolastici di una cosa A } vr dit- a . ììat ara fuori dell' intenzion sua , o per difetto di seme , la materia] Circ.Gell. 5 . 118. E altri hanno detto is? » ^be , niUla v maschio occasionato } il che non vuol dire ab ^ 05a falla dalla natura fuori deli’ intenzion sua, 0 pei* •ti ì —' J, ‘ i 4 * 11 ** ««uà xìuh.xm o„ S ! 0,, CEt, LA ( seme . o j>er riifetto ridia materia. ; j e ’ Oc-ca-sion-cél-la. Cf. dim. di Occasione,] Piccola oc. 1 Pier V tùmido s’ accompagna con gli a^g. Menoma , Mi. ,tl Pcc s ; ° ^ c simili. ] Lat. occasiimcula. Trau. tt'qr. cos. domi. P C1 Un tano e si alterano ad ogni menoma occasioncella. i pare da passare che cc.(V) Buon. Pier. 3 . 4 - 9 • E V occasion monca resta in asso. E .Salvili.Annoi. ivi : L’occasione ha il ciuffo dinanzi per essere acciuffata, di dietro è pelata , e non v’ ha luogo di prenderla quando è passata.Pisi. >V. Gir. lnf. cap. . . p. ii 3 . E però al fortissimo cavaliere sempre è da slare mila schiera, e sempre è da cercare occasione che la virtù esercitata risplenda. Ottonclli. (N) i — Cagione. Tass. Gcr. 3 . 5 o. Dunque in sì grave occasion di sdegno Esser può fragri muro a noi ritegno? 3 — Motivo. Borgh. Tose. 353 . Sicché io non ci veggo occasione. CO 4 —* Col v. Dare* Dare o Porgere oceasioiv?=zPorgev cagione. /GDare occasione. Fasar.Fit. Secondo le occasioni che mi si porgevano.(AJ 5 ■— Col t>, Levare: Levare ogni occasione , talora vale Uscir d'ogni quisiione. Pecor. g. 10. n. 1. La priora lo disse al Re ; ed egli finalmente conchiusc, che, levando ogni occasione, la volesse ad ogni modo/ Qui par detto per uscendo d’ogni questione} intendendo che la cosa non st mettesse più in dubbio . perchè il Re voleva colei per moglie.J[X) 2 **— * F Levar f occasione. Cecch. Incant. 2. 5 . Ma io sto al- f cria , come quello che non voglio fare inganno a Gismondo , n*a io voglio levar l’occasione del poterne sospeflare. (N) 6 —* Col v . Usare: Usare V occasionc=Pro//tt«me. Guicc.Stor.L 3 . 1^5. Ma Consalvo . . . non usò tanta occasione. (Pe) 7 — Alla occasione, A buone occasioni, posti avverino!. = Ptrsentan- dosi il destro. Borgh. Colon. Boni. 3~2. Alla occasione si ribellavano } e accostandosi a’ minici de’Romani , maltrattavano i nuovi co-* Ioni. E Lustri- Non mi dimenticherò dì questa usanza, anzi a buone occasioni segnerò gli anni dal tempo, quando fu fondala la ci tlà nostra.(Y) 3 — E parlando di cose militari , Alf occasione , Alle occasioni, In un’occasione “ In qualche battaglia o qffroatamento o inconti'a co' nemici. Alagai. lati, il reggimento può ben essere che si continuasse a chiamar vecchio 5 ma voi son sicuro che non vi curereste di esserne alla testa in un*occasione. Accad. Cr. Jlfess. Gli strumenti co’quali toccavano i punti di guerra , e s’animavano alle occasioni, erano flauti di grosse canne , ec. (A) 8 — * (leoJ.) Le occasioni di peccato altre sono prossime , altre rimote. I,e prime son quelle , le quali frequentemente e spesso inducono al peccato gli uomini di simile condizione : ovvero consta dal- l'esperienza che tali occasioni producono un tale effetto , avuto riguardo alle ctVco.s£f77iz;e, Le seconde , sebbene stimolino qualche volta alla colpa* di raro però gli uomini di simile condizione sogliono cadervi, osservate le stesse circostanze di luogo , di tempo , di persone , di età & simili. (Bei*) 1 9 ”* (Mit. e Icon.) Divinila allegorica che presedeva all' istante favorevole per riuscire ni checchessia. L Greci la facevano maschio e la chiamavano Ka.ipos ; Pausania dice che questo dio aveva ara nella capitale dell’ Elide. Possidippo , poeta greco , dice che governa tutte, le cose , e lo rappresenta come ignudo giovanetto , ritto sulla punta d'un piede e con ali ai talloni } gli dà un rasfo nella mano destra. I Romani invece raffiguravano la Occasione come una donna ignuda, calva di dietro , con un sol ciiifo dinanzi, V un piede ni aria e V altro sopra una ruota , in una mano un rasojo , nell' altra un velo. Lisippo avevaia rappresentata con un giovanetto alato dpiedi e ritto sopra un globo , nella manca teneva utia briglia, e le tempia aveva copti le di lunghi capelli, calvo il di dietro del capo . Fidici aveva fatto dell'Occasiono una donna sopra una ruota, con ah ai piedi , una ciocca sul viso , calva di dietro. Fedro la dipinse in atto di cam - m nare sopra taglienti rasoi senza farsi male. Gruvelot l arma d'wia spada. (Mit) Occaso, Oc-cà-so. [Sin.] Quella parte dove tramonta il sole.{Meno poeticamente detto] Occidente. Lat. occasus. Gr. Sucri? , Svcgr,. Fiamm. 3 . 21. Quantunque egli (il solej velocemente si calasse all’occaso , sì mi parea tardo. Par. g. gì. Ad uu occaso quasi e ad un orto Bug* gea siede. 35 {Cioè , sotto il medesimomeiidiauo, ch’ù Marsiglia ,*onde ad ambedue ad un ora nasce il sole e tramontai) (N) 2 — * E II Tramontare , c 11 tramontumento stesso. Dant. Purg. 3 o, Quando ’1 sottentrion del primo cielo , Che nè occaso mai seppe né orto . . . Fermo s’ affisse. (Qui fig-J But. ivi : Lo quale; settentrione nè occaso , cioè traniontamento , mai seppe , nè orto, cioè ne nascimento, imperciocché ec. Alcun. Colt. lib. 6. Nè quel notturno uccel, che Atene onora, Già spiato del sol l’ultimo occaso, Di nojoso cantar intuona i tetti. Gal. Sist. i%g. Dal che ne seguirebbe mutazione circa gli orti, e gli occasi delle stelle fisse. (Br) 3 _ p er stoni. Fòie , Morte. Lor. 3 {ed. rim. 42. Piangeran sempre gfi ocelli; il tristo cuore Sospirerà del suobelsol l’occaso. E Coni. 126. E gli occhi mici potessono più tempo piangere , c ’l cuore più lungamente sospirare l’occaso , cioè la morte del mìo sole. Ar. FuvÌ-2.2, 06*. Mentre parlan di questo, la novella Vieti lor di Pinahei giunto all’ occaso ; Che Pinabello è morto hanno f avviso. 4 —■* In qualsivoglia occaso ed oriente In qu dmque parte del mondo. AnguiL Metani. 1. i 5 q. Poiché luogo non trova dove stia, In qual si vogha occaso ed oliente. (N) Occatobe.* (Mit.)Oc-ca-tó-re. Dio che appo i Romani presedeva ai livori de' bifolchi , quando con l erpice spianano la temi per farla uni- ta. LI Flamine di Cerere lo invocarci mentre sacrificava alla, dea- (W lat. ceca erpice.) (Mit.) 588 0 CCELLAR 1 A Occellama. (Zool.) Oc-cel-làri-a. Sf. Nome di un genere di zoofiti dell’ ordine degl’ idre formi annidati ; polipajo pietroso , piano-membranaceo , variamente ritorto , subinfundibuliforme ; coda superficie arenacea, in ciascun lato porosa, e coi pori cilindriciquinconcialr, il centro elevato m asse solido. Jtenier. (Min) Occhi accio , Oc-chiàc-cio. [ Sm ] pegg. d’ Occhio. Lai. oculus minax. Malm. 5. 33. Un par d’ occhiacci orlati di savore Cosi addosso a un tratto gli squaderna. 2 — Fare occhiacci = Dar segno di disgusto, di albominazione. Toc. Dav. Star. f. 345- Marcello faceva occhiacci , Crispo ghignava. Occhiacci diff. da Occhioni. Occhioni sono gli occhi grandi, Occhiacci gli occhi grandi e brutti. La occhioni vale in Toscana Donna che abbia gli occhi grandi ; Fare gli occhiacci Mostrar cogli ocelli odio o collera. .Occhiaia , Oc-chià-ja. [. Sf.} Luogo dove stanno gli occhi, [Cavità che riceve dentro di se il bullo dell' occhio, altrimenti Cassa dell’occhio.] Dant. Purg. 23. 3i. Parcan l’occhiaje anclla senza gemme. Dat ivi: Occhiaje, cioè li luoghi degli occhi. 2 — Certo lividore che viene altrui sotto 1’ occhio. Lai. livor ocnlaris. Gr. iirÙTCìov. Lab. 253. Se tu ec. veduta 1’ avessi cc. coll’ occhiaja livida tossire , e sputar farfalloni, io non temo punto che ec. Buon. 1 OCCHIBAGLIATO due le parti, che si chiama lente, o da una sola c dall’ altra P’^’ che si chiama mezza lente. Il primo incavato si dice l’ocular^i I^. che è quello che si tiene all’occhio; il secondo convesso si dic biettivo o oggettivo, perchè riceve le specie che si partono dsg ”, getti; e si pongono questi due cristalli nell'estremità d’una r ,’- L p ; t!l composta di più pezzi, in distanza proporzionata alla forma u c cristalli. (N) . „lt 3 — (Zool.) Nome che si dà alla gola o guancia del tonno, l chiata si dà ad un fine, per vedere o per esprimere qiialchc^^.tta - Sguanlo è l ’atto in genere del fissar 1’ occhio sopra l,n jj;i Sguardo è più comune di Guardo tanto nella prosa c ^ c , rl 1 . c , 0 <> c, sia, e pare che questo indichi solamente il modo del g ua ; c ra * j; V altro esprime e il modo e 1’ atto. Guardatura è la ’it tua! di guardare , e dicesi anche di bestia , il che non a c j jC f Sguardo : e Guardata è 1’ atto del guardare , e vale aleni 1 ^ di Occhiata, che una sola occhiata non basta a dare u* 1 ® -Tal 0 Occ.hutella , * Oc-chia tèl-la. Sf. ditti, di Occhiata nel s 0 )’^, 5* a. Dìcesi anche Occhiatura. Fortig. Bice. Da’ celesti se - ' 1 ,, SI 11 cui stai Deh gira un’occhiatclla a’grassi eredi.(A) AU‘'3 r ’ 1 di-armi quasi in un’accbiafelia. (Fr) . .n-\ j 2 — (Zool.) Torpedine, pesce. Baiti. Poes. past. Anto 1 ’- t jfl p Occhiatina, Oc-chia-ti-na.[A/CD&H. di Occhiata [nel signifi 00 .^)'' Sguardo di passaggio ; Sguardolino, [ Ocehiatella.] Lcd- lorum conjectìis. F. Dare un’ occhiata. ^ss° Occhiato,' Oc-chià-to. Add. ni. da Occhiare. V. di reg• Aocchiato e Adocchiato. F. (M)(0) 2 —* Da Occhio. Fornito d’ occhi. Romani. (N) 3 — Pieno d’occhi; [altrimenti e meglio Occhiuto.] _ ys t®*^. 4 — [Per simil. fu detto dentini degli alberifCr. 11 ■ Conseguirò dall’ ira struggitricc Dcll’ocehiazzuri’a. (A) , a |t OCCHIEAGLIAIIE , Oc-chi-ba-glià-rc. N.oss.Restare abbaglfoS [a qa Aposl.55. Subitamente lo circunfuse una luce dal c:ct no, come pure il cristallino , in guisa ila accrescere la convergenza de’raggi incidenti, e pvodwre sulla retina una immagine chiara e ro - vesciata degli oggetti : la capacità anteriore, fra il cristallino e la cornea trasparente , contiene t Umore acqueo ; il ivsto del globo è pieno dell' Umor vitreo. Tutto ciò si osserva nell occhio dell’ uomo e della maggior parte de’quadrupedi ; ma in altri animali gli occhi vennero conformali dalla natura in diverse guise adattate al loro mo- . ua , do di vivere. Talvolta sono alti ad agevolare la vista nella oscurità {: * le quella Sua maestra e la compagna caddono in terra oc- o nel profondo dell’acqua ; talvolta servono a discernere gli oggetti tej,.* 1 * latc - (.Cosi ha una varia lezione ; il testo legge ; caddoua in vicinissimi e lontanissimi} talvolta il globo può in parte coprirsi di un velo molile che imita una terza palpebra ec.Parlando dell'occhio < S I >ravvcnllc nna copiosa luce dal cielo; per la quale occhibagliato Dee,, a terra. (V) dl>b°Y 0L0 ’ Oc-chi-bà-glio-lo. [Ani.] V.A. Abbagliamento d’occhi, n , 'Sviamento , Barbaglio , Bagliore. Lat. aìluciiiatio. Or. à.p- ^ r ' Giord. Pred. Pand. Vedi la nave, clic ha molti remi, Occi,, ' l,co ^ e » tàglie, funi e sarte, vele, arbori, tanto ch’è un occhibagliolo. Or f .j Al j TjIA ' 0 » Oc-chi-bal-li-à-to. Add. m. V. A. o erronea. V. e di' Ot j|| 'agiialo- Cavale.Med. cuor. 255. Venne sopra lei si grande luce 0 Cci a come oche bagliate.) (V) Co" 0 !,'*" s Oc-chi-bo-vì-no. Ai . ^tii'ixi ^ e0 S• d’Esiod. Berg. (Min) Oc-chi-bo-vì-no. Add. m. comp.Che ha gli occhi di lue. e ^ EE ' Oc-chieg-già-re. [ÀII. e n. ass .] Guardare , Dar etoc- G), 5 e »uardav con compiacenza. Lat. nictarc, limis oculis aspic.crc. ut ri.» Il Circo d’Adria nella sua Allerta. ((.)) Uccn, Gguto ; * Oc-cliicg-già-to..^z/ Oc-chict-to. iSm.Jdim. di Occhio; dello cosi per vezzo. Lai. t , '"' s - Or. oppino». Beni. OH. ». 2 g. /jg. Onde attizza le lagne, ,te al punto , Coll' occhietto guardandolo sovente. Luig. Pule. 1 ' .3. E uo p’ occhietto li vai infinocchiando. Idi -* c cola macchia a guisa d’occhio .Baldin.Koc.Dis.alla v. Agata.(A) t ,1’^Mes.) Occhietti per Occhielli. Fav. Esop. 6o. Vedendo il s i fatta scarsella, disse : A me sta di fare gli occhietti. (V) H . Calzaiuento fatto ad occhietti : Spezie di calzari tagliati, , f ìig Do ''unenti foracchiati per mostrar la gamba. Diod. Is. ' . . l0 forra via. . . i caliamenti fatti ad occhietti, c le lune.. y Puinf 8 1 '0 11 solco che si fa coll’occhio del marrone nella buca piy- a (l pvr piantar melloni , c.d altre punite cucurbìtacce. (Ga) Piccola gemma del tallo. Trine.Agr. ir. 6. cap . 5. Xcncn- » Clii.,,.°^ ) ^gat° anche da principio a far tutta la sua forza verso l’ocr 0 ri 1 innesto. (P) Anello che si fa alla estremità di alcuna corda. Onde 4e// f z Schietto di staggio j U grande anello che si fa all’ estremità d\ lv f s fggio verso la parte superiore , in cui passa esso staggio dopo Do d gh'o della varca dell’albero: e Occhielli del capo pia- Piuniy lle ^d ail °di c he si fanno a tutte e due le estremità del capo q l )e f unirgli l’uno all 1 (diro con un cjuarantano. Sav. (.0) ^ O c Jj' ■ elto dilh da Occhiello, Occhiolino , Occhiuccio. Occhietto jdi;,, ll p piccolo non dolorine ; Occhiuccio occhio di piccolezza non q v Aiiolìti° è vezzi ggialivo. Occhielli son quelli dov'entra il : 0c e .Làccio, Oc-chi i t-tnz-zàc-cio.tS’m. dim. e dispreg. di Occhietto. ì ìff‘zl^f c ^ nos auicitte for/naLa dal Bellini , che esprime il diminutivo^ ■*. jfSgial/vo^ e C arralbuiLuzzo di rabbia d’amore.Salviti. Annoi. Q c’ - 11 7* Il Bellini in un sonetto scherzoso: Ma quegli occhiet- tnit ?dort) poi gli chiama, fatti a punta dì spìlletto. (A) (N) A C0 UG 2,5 Oc-chi-glù-u-co. Add. m. comp. K. poet. Che ha occhio ^ iU h Peog. d Esiod. Berg. (Min) 1’ ® iiD * ’ ^c-chi-grùn-di. Add. coni. camp. Che ha occhi grandi ; Q t dato a Giunone. Salvili, lnn . Otti. Or lui Prendendo “ugusta Giuno. (A) J ^°* Voce e per la nobiltà della signiflcanza ì e per la f^Hior G ^ ° man iere in che si adopera, frequentissima nell’uso ; onde a t Vt -eU’uonio occupa la parte interna dell’ orbila od è annic- f/^f ^ eiu l° all'esterno^ con variabile grado, sebbene sia quasi Il Pie 0 e . stesso volume. E messo in movimento da sei muscoli , , C /T^ c due obliqui. L’ integumento esterno del globo dell'oc - i> e °paco y davo, alquanto flessibile e bianco , dicesi Scle- V? ruca opaca, o Albugine, e più comunemente Bianco cLi- p e ‘, i S ° m integumento sid dinanzi si assottiglia, divieti traspa- asc ^ ar passare la luce , e però prende il nome di Cornea- e u/à la sua forma fa' parte duna sfera di raggio minore e *(t' tìt et}J) lU C0lWe ssa del resto del globo. Al di dentro stendasi in t è { ‘,j„ , detta la Coroide , che copre la supetficie interna , Phfjtì si^- CUtL ^ un liquor nero , il quale impedisce che i raggi in- % - eneira ■ fondo del elobo per un foro: essa è la Retina. C‘f=W„^ ^ 1 ’ occhio la- Coroide si separa in due lamine : l’ una tyJoro c -> e forma un disco colorito detto Iride, nel cui centro è V t ‘ en so^"' 11 Adunato la Pupilla ; V altra è la Corona cigliare < ìw’ c he fr >e . 5a . dieti’o la pupilla una lente transversale delta Gristal- Zuij ^ « incassata. La cavità dell’ occhio è ripiena• di liquori f'oeub j ls ‘ Cl1 differente , attraversali dalla luce che rifrango - 3. » r .— E Tare occhio ^Agg-iugnere apparenza, Far più vistoso.Lai. spcciosiorcm recìdere.. Gv. x.ct\XunrIZ l stt f . 6 “• Per sìiuìL La più cara cosa clic l/uomo 1 abbia. [Oiide Esser I oc- cliio. di alcuno'O simile—Essergli in gran favore .] Lat: oculus, occllus. Gr, òfix , òppa-rie a. Bocc. nov. yg. i 3 . lglle non hanno altio occhio in capo clic 1101. Pecor. g. 4 1°' soleva esser unti' degli occhi del capo vostro. Tue. Dav. ami. 2. 53 . Prese mia Mari ina, maliarda famosa in quella città , P occhio di Piantina, c inandolla a Roma. ( Il hit. ha : Planciuae percaram.) a — anche Esser 1’ occhio diritto, o deslro d’alcuno=Z?sserne favoritissimo. Cecch. Dissim. 2. 1. E per quanto io no intendo , é 'l’occhio destro, di Pietro , e di Madonna Dorotea. 7 — Per melaf. Intelletto-, [Forza, Potenza] o simili. Lat. oculus. Gr. óppa. Dant. Par. 6. 87. Con occhio chiaro, e con all'etto puro. ~ . barattar ha l’occhio aguzzo. Bocc. nov. 77. E 16. 57. Che già per bar: 61. Il quale io priego clic con giusti occhi questa tua opcrazioii riguardi./? Conci. 3 . Se con ragionevole occhio da intendente persona fieli riguardate, assai aperto sarà, conosciuto, ec. » — Un questo significato dietsi C Occhio- della- niente , dell' in- teUv-Uo « similiI Dani. Par. to,. <*/,.Qe se tu P occhi» della, inclite 5. -'■{Col v. Aguzzare :] Aguzzar gliocchi—.S forzarsi per vedere . [V. Aguzzare, JJ. 2.] Lat. arimi acneie. Gr. o%vbipxeìv. Sftgg* nat. esp. 5. Non richiedendo alb o 1’ adoperarla così chiara c limpida , che a- guzzare un poco più gli occhi per riguai darla. 33 —[Co/ v. Andare :} Andare a chiù*’ occhi —[Andar con gli occhi OCCHIO serrati, e fg .} Andare liberamente , o senza pensiero d d opposizione. [_V. Andare a elmis’ occhi,] re >4 3 q —* Col v. Annestare: Annestare a occhio, V. §. I0f,3 1 e occhio, 3 - (N) . j iF 0 f* 35 —[Col v. Aprire:] Aprire gii occhi zzz Cominciare a serv*?' sl ‘ e gatto delia vista. ' 2 —■ Fig. Aprire gli ocelli Usare attenzione , Por vigilante , [Guardar bene il fatto suo. V. Aprire , §. 1*4 . . rD o* 3 — * Aprire gli occhi dell' intelletto , Aprir gli occhi i n ec. V. Aprire , 5. 11 , 2 e 4. (N) ^ 4 — Aprir gli occhi ad alcuno Farlo ravvedere , Favi 0 IV. Aprire , §. n , 3 .] t 5 — * Aprir gli occhi in una cosa =r Mi mila, Guardati • c , Bim.Amor.Son. 20. Aprite gli occhi, o gente egra mortale? 1 sta saggia e bella, alma celeste. (N) '■ . ^fssed 36 —C Col v. Avere : Avere o Non] avere occhio o buon occhiò-"" 0 ,/j [o Non} essere di Lelia apparenza ; [e d.-cesi delle cose che vendita.] I* ir. A s. 23 j. Eglino per tre dici diedero molto k el ì^ 0J . gC' giare, acciocché, rifacendoci pure un poco, noi avessimo W l o chio in sul mercato. . a —- Aver T occliio [o gli occhi] a clìeccbcssia =: W attenzione , Badarvi bene , [Considerare, Accorgersi. V -^V- c’^' chio.] Lat. prospicere. Gr. irpoofùiv. Salv. Gran eh . 3 . 2 *., ^\$' sogna, per dati, che a questo Tu ci abbi Tocchio tn.Lim ^ f,f> Abbi Tocchio , e sta desto, Clic* non ti desse qualche vino- str^ 1 ^3, Lue. 2. 1 . E se mai fu da aversi Tocchio , e testò in ques '' Fir. As. 3 g. Abiliti Tocchio, guardati diligentissimamerd^ tivc arti e false lusinghe di quella Bertelli, moglie di quel 1 c in casa di chi tu alloggi. - 3 — * Aver gli occhi ad una cosa , talvolta, dicesi ancf e lo semplice osservazione. Frane. Sacch. nov. 12. E eoo a n 'V J,\ìi eC ' campo diSiena, al quale quelli Sanesi che v'crauo avendo o* i0 - a gran Voci gridavano. (P) , a 4 —_ Avere T occhio a Dio Aver la mente e V inten~l° ne - c Fr. Giord. 3 n. Abbi tu buona volonfade , c diritta intcìi^ T occliio a Dio. (V) c f 0 c ' ,e 5 — Aver Tocchio addosso ad. alcuno = Stare attento a S c j\ alcuno faccia. Lat. oculos ab aliquo non dimovere. Bu° ìU . 4 • 2( ^*- In fine avuti io t’ho sì gli ocelli addosso, Che bei* 011 avere gli occhi a’nugoli, Ho scorto il tuo lavoro. i 6 — Avere o Tener Tocchio o gli occhi a’ moclii=-^ rtl . jttS^' tornente a'fatti, suoi , cautelandosi quanto si puh dall' dtvu 1 IV Mòro, 5., 3 ] _ . . f 7 ^— Avere davanti agli ocelli, 0 Avere sotto gli occhi» l0, negli occhi] Avere in presenza ; Aver esposto alla vf^’ ia? oculos lui bere. Gr. iu c'^n Sagg.r.at.csp. 1 77. Quest* 8 — Aver gli ocelli nella collottola~ Essere accorhssif ^qC ìv ficile ad essere ingannato. [ V. Collottola.] Lat. in occ'p 1 habere. V. Ftos, io 5 . 9 — Aver Tocchio o gli ocelli alle inani= Osservai' 0 f l pfi *' di, o faitdi, o faccia checchessia di male. Segr. V 0 ?' f c | C uando ella arrivò all’età di dodici anni, mio padreem 1 ^ ^ 0 s<^° rubi Q iarono ad avermi gli occhi alle mani in modo, clic sC ])arlava , andava sottosopra la casa. fot 1 io — Avere gli occhi di dietro =Non vedere , e fio’ buona cognizione. y s ^ 1 ’ 'i — Aveix 1 gli occhi tra’ peli =-* Non veder bene}cd< at 9 di Chi essendo svegliato di poco , è ancor sonnacchioso* ^ o — Avere gli occhi a’nugoli = Non badare. Bu rn p!, i;1 ja^ In fine avuti io t’ ho sì gli ocelli addosso, Che, benchc 1 1 ^ gli occhi a’nugoli . Ilo scorto il tuo lavoro. ^ na'^’^uO' i 3 — Avere gli occhi d 1 Argo “ Star cauto , oculd°-. gg . Però bisogna avergli occhi d’A rgo in avvertire a chi li* 1 P ll A —-*Avere gli occhi d’osso.^g-. “ Guardare e /ic/ì 5 teff Fier. 3 . 4 - 4 ■ Ad ogni cosa bisogna ber grosso , Ad ógni cu* gli orecchi, Ad ogni cosa avere gli occhi d’osso. (N) *'5 — Non avere nè ocelli nè orecchi =: Non guffl’d*? € . Il4 * of* 5 tire. tir. Lue. 1. 2. E’ bisognerebbe eh’ 1 non avessi nèo*’ 0 Jl ’ f f 16 — Non avere [ancora] rasciuUo gli occhi. V• fi/i 37 —* Col 0. Battere,: Batter gli occhi = Serrarli e df 11 - Battere; gli occhi. (A) _ _ ■' 7 — * Non batter gli occhi dtccsi di chip° r % rcvH ffi ^ fissamente checchessia. V. Battere gli occhi, 5 2 * fnV- 'fd 3 — * Batter d' occhio usato in forza di sin. mentre che parlò, mi si ricorda CI/io vidi te duo lo c | j c fD r,, ^/i^ come batter d’occhi si concorda, Con le parole mu<> v ^ipc 1 ^ CQui è preso il paragone dagli occhi che battono l e Y tempo.J (N) P,”;, fi\ 4 — [Ed anche per ] Istante, Momento. Pctv.sof (ter più bene , Gli’ un batter et’ occhio. Frane. Saee ‘‘ pjo La rema Giovanna, tanto grande, in clic batter d 5 — Ed in modo avveri). In un batter d’ oeduo "'T c [,ic>.V i ;ii<’ 1 J r In un subito. [ F. Battere, J. 3 d. e F. In un lialter d 0 'ijli.it 11, 1)6. Etr. Lue. ». 3 . Noi andremo a fare due * acC Y c( ji,^ „ ( |- piazza , e sai cui qui in un batter d’occbio. L 2 - 2 * ^ ™ d’occtiio sarà cotto ogni cosa. ifii" ,t 38 — [ Col v. Buttare:] Buttare negli occhi alcuna 6 ® facciarla. [ F. Buttare , §. 7.] Lat. exprobar 1 — Buttare o Gettare la polvere negli 0CC ” 1 ’ l j£ S et ingannare. Lai . fucum lacere. Gr. r “ 3 0- OCCHIO .. {Col p.Cavare:] Cavare un occhio ad 'Atittìo.ipropriammteEstrar- ° le ° s e Fargli un grandissimo dispiacere. [ E ■ Cavarc-S-yo-] v 5 ‘— Cavarsi gli occhi, {dicesi di due o piu insieme adirati che si ^ebbero fare il maggior male possibile .] A'. Cavare , §. yo. Cavarsi alcuna cosa dagli occhi , [ fg. Darla o Lasciarla a volentieri .3 AC. Cavare , $. 100. j3 ? - — * Cavarsi il tempo dagli occhi = Avanzar tempo collegllare del consueto . y. Cavare , $■ <72. (A) ^ * Cavare altrui una cosa dagli occhi, fig. — Togliere altrui ( * cosa che gli sia cara . A^. Cavare , 20. (A) t p —■ * Cavar gli occhi alle pozze o pozzanghere — Mettervi i piedi en lro in aiirhmrfn. ( A\ OCCHIO gc)i [ y t Gettare , 5- 3o.) Lat, imponere , fuc«m Tacere. Gs\ yor,rtviiv. Cecch.Stiav.3.6.Chc ti pensi forse Di gettarmi la polvere negli occhi? 5u —* Col a. Gonfiare: Gonfiar gli occhi può dirsi a somiglianza di in andando. (A) f - * Cavare o Trarre V occhio alla pentola = Trarne il miglior 0 ì migliori bocconi. (A) Coi i>.Chiudere:Chiuder gli occhir=A'enw//. A , .Chxudere.§,'i5,3.(N) pf '— Chiudere gli occhi £ ad alcun o]— Coprirgli gU occhi colte pal~ ^ 0cc * nov ' 36. 14. Postagli la testa sopra uu origliere, e con He lacrime chiusigli gli occhi , cc. Chiudere gli occhi, Chiuder occhio, [o rocchio] “ Dormire. ■Chiudere, §. 18.I Lat. dormire , somnum capere. Gr. xaSaJ&H'. ’ ' Chiuder gli occhi = Morire. {V. Chiudere , 18 , 6.1 jj- 5 Chiuder P occhio Accennare. {y. Chiudere, 18, 2.] Lat. a re. Gr. crxoc.phccp.vTTttv. Z - G Chiuder gli occhi a checchessia ~ Passarlo senza considera - jfì lìe > Far le viste di non vederlo. Non ci badare, [ Acchiudere, 4 • 1 Lat. dissimulale. Gr. upuivzvstv. Cron. Mordi. 320. Il bi- y,b l, o ci facea chiudere gli occhi, e volentieri ci lasciavamo ferrare. c p C * Dav. ami. 4 • #7. L'avere saputo e tenuto ma'no alla guerra , e ì l * s o gli occhi alla fellonia di Sacroviro.2£ Stor. 1. 253. Agli amici durti huoni senza biasimo condonava ; a’ contrarii, ancor con sua ,:P a , chiudeva gli occhi. Mulm. 6. 20. Mentr' ella saltò in barca, jjj ^ 1Us >e 1’ occhio. J*" Col v. Correre ^ i §• 18. (V) . . . r "■ ( Col v. Costare:] Costare,Valere mi occhio—Esser carissimo .Lat. /ji Ua ftti v is pretii cssc.dUeg.22C. Ma finalmente ella ci costa un occliio. Col v. Dare : Dare occliio = Guardare. F. Dare occhio.(A) 2 — Dare occliio [a checchessìa, fig.—] decrescere la squisitezza Catanie dall* avoin-enza. r C Rm-e C .. 1 Correre agli occhi = Venir veduto. V. Cor , 'tante dall' apparenza. [V. Dare occhio 3 — Dar d’occhio = Far , *•] »,- juar a occhio = far cenno , Accennare con l’occhio, [ V . ar <- occhio , §. 5.] t\ —* jj al . R’occhici P’olgej'lo cautamente con destrezza e prestezza. cliio talvolta Guardare con desiderio e compiacenza. V. Dare oc- §■ ~4: e y. Dare d’occhio. (A) (N) tl,; Dar l’occhio , gli occhi Volger lo sguardo. V. Dare oc- 1,0 c 3. (A) Dare negli occhi—Offendere la vista ; e talora preso in lumia vale Tirare a se la vista , dilettare la vista. V. Vaie occhio , 7- (A) Dare la polvere, della polvere negli occhi — Cercar di of- ' l’ altrui mente, acciocché non ben discerna la verità, V. Dare m 0 ol -''io, 6 ^ S. 6 . •fì-isc Clf> Ippici ile pui i rappresentar. P immagine.) (IS) 81 Dormire : Dormire a chius’occhi 0 come la lepre ^ c outo , vigilante, y. Dormire , S* 8. (N) c lln ‘ * D Dormir cogli occhi altrui = lliposarsi e quietarsi- d'ai- ^ a . c ° s a in sul sapere , o insulta diligenza altrui, y. Dormire, J-p.(N) v. Essere:] Esser l’occhio d*alcuno, Esser l’occhio diritto o a 0 d ale u no^jE ss erg li in granfavore , Esserne favoritissimo, ■S " £ ' . ' r.§£. 4, 5 , ...... do 1 . Dssere come stecco negli occhi = Dinotare impedimento o V iVo ^; éicupo/i, Comi. Spir.cap. 61 . Che se pure uno ne lasciassi iiUv) ’,. 11 sarebbe come stecco negli occhi e lancia ne’lìanchi, che ti 1 / -J. ^'rchhe il corso di così gloriosa vittoria. (P) "tolti ^ a V < -' ; J Pare [occhino] à’occhio—dccennarepiàiuacosa- l,-j . c 1 e si può , [Dar d’ occhio , dmmii care. F. paro occhio, tiictare. Gr. exa.$cx.[j.\iTTUv. Farcii. Frcol. ó‘tì. Solcmo an- lltl oeT' aill '° vo * emo ess cre intesi con cenni, senza parlare, chiudere 3 il che si chiama far d’occhio. 3 ^ ^, a re occhio = dggiugneie apparenza, V. §■ 5 , 2 . 4 .^ gli occhi rossì=:Adimrsi, Alterarsi. FFare occhio,§. 3 .(A) ,tr urè' ^' ,Ie gli occhi rossi [vale anche Esser vicino a piangere , Mo- $ ___ sc S"o eli piagnere o d‘ aver pianto .]' F. Pare occhio, 5 - 4 - ,e -ì F 1 "" occhi di fuoco [o di f'oco:= Adirarsi veemeutemeu- 6 ^■y ,re occhio , §. 5.5 Poco , § 3 , e F. §. 22 . Qir l e , a re gli occhi geossi—Fon degnare [altrui, Stare sul grande, 7 ^ ls S e non vedere per superbia. V- §■ So,e F. Fare occhio,f-d,] "Ur u 7 ~ r a >e a occhi c croce—Operare grassamente, con poca ac - « Pare occhio $. 7. (A) * >Cc hì 0 f c a a^ occhi = Fagheggiare, [Fare all’amore. V. Fare 9 /Alle .1 acqua da occhi [= Non conchiudere, Operare invano o ' „>* c : Pare acqua , §. 4 , 7 ; [e V. Acqua , 5 . ^ 2 .] '>cca... ‘ v - Piccare : Ficcar gii occhi 9 ^ [c 0 V‘- *• (N) ‘ ?• Gettare:] Gettare 1 ’ occhio su checchessia — Guardarlo - (? lt , tcen zn e desiderio. Lat. oenlos defigcrc. Gr. itxrtiiifar. ■ r u,\ la polvere negli occhi [Jìg.J— Usar mezzi per deludere "tirare una cosa per un’ Atra, Ingannare , Far travedere. io n "hra simili — Affissargli. V. Gonfiar le luci ; più comunem. Far gli occhi grossi, Far tanto H occhi , e dicesi degl’ invidiosi. Salvili. Annoi. F. B. Quei cui veggo lalor gonfiar le luci : Far occhi tanti, falli per invidia e per fasdo eh vedere più ricchi di loro. (i\) Jl — [Col v. Guardare:] Guardare con la coda dell’occhio, e sìmili— Guardare più occultamente che sia possibile, perchè altri non se n’avvegga. [^.Coda, 7, 2.] Lat. lìmìs oculis aspicere. Gr. irapetpMVot'. 2 —* Guardare con l’occhio del porco : detto nello stesso significato precedente , siccome pare. V. Guardare , t.4. (N) 3 Guardare, [Mirare ] con mal occhio o simili —Non avere a grado, Lat. aegris oculis introspicere, Tac. Gr. ovx ci d 1 è'.i-xcv. ■i ™ Guardare sott occhi o sotteccoz= Guardare in maniera eie la brigata quasi non se n’ accorga. Lat. liinis oculis aspicere. tir. iraptzf>\t7rsir. Fir. Triti, prol. Ma guardategli talvolta un jio’sotl,’occhi , che. la suocera non se n’avvegga. Dav. Acc. i3g. Voi lo vedete colà, come egli ha il viso smorto , gli occhi bassi filli in Idra , guarda sott’occhio, sospira, ec. Buon. Tane. 5. sc.uk. La Tancia Cecco Guarda sottecco Alla ritrosa. Aa —* Col 0.Intendere: Intendergli occhi—Fissarli.V.lntemlere,§.y (A) 53 —* Col v. Levare: Levare una spina o simile dagli occhi dicesi di un oggetto spiacevole 0 tormentoso ad alcuno in senso morale, lìal- dov. Lam. Cecch. Vo’ levarti dagli occhi questo pruno. (P) —* Col o. Menare; Menare gli occhi — Volgerli , Girarli. Dant. Par. 3t. Si per la viva luce passeggiando Menava io gli occhi'per n gradi , Mo su , mo giù , c ino ricirculando. (N) " J ' , [Gol v. Mettere;] Mettere innanzi agli occhi —Mettere in vista, ’ Rappresentare. Lai. oh oculos ponerc. Gr. i£,inr\ow.Cas. UJf.G0m.g6. Di grandissima utilità fia ec. mettere innanzi agli occhi r ,. (1 ciascuno e quasi fare assaggiare la natura de’ricchi e de’potenti. J > Gol Mirare Mirare a ‘mai occhio. Lo stesso che Goariìarc con mal occhio. V■ §. 5t, 3. Vit.SS.Pad. 1, 20. E mirando cruci deschetto a mal occhio, ili era. (V) » — * Mirare a diritti occhi. V. 5. 8g. (N) 57 “ [Col v. Muovere:] Non muover occhio=zGuardar fisamente.Doni, Par. 32. 1 35. Di contro a Pietro vedi seder Amia Tanto contenta eli mirar sua figlia, Che non muove occhio per cantare Osanna. a ~ [Ed usato in forza di sin. al pari di Batter d’occhio.] Bemb. Asol. ». 56. Perciocché mille fiate addiviene che una parolctfa , mi sorriso,un muover d'occhio con maravigliosa forza ci pigliano gli .mimi. 58 — [Col v. Passare.-] Passare a chius’occhi checchessia=j.Vo/Mie far conto. M. V. so. 35, Per- la negli grazia de’ rettori , che passano il vizio a chius’occhi. E li. 77. I quali, per non ricominciare guerra, passarono la vergogna a chius’ocelli. J 9 — [Col v. Perdere:] Perder l'oeduo = Scapitare d'apparenza.[Qui nel significato del §. 5.] 3 * Perder gli occhi — Perdere ogni cosa. V. Perdere. (A) 3 — Perder d’occhio alcuna cosa = Non avelia più sotto la veduta , Smarrirla. Tue. Dav. ami. i5. 21 à. Udendo le doglianze »c- grete del tanto viaggio imprender colui, cui non avricn voluto perder d occhio. (Il testo lai. ha-, cujus ne modicos quideui egrcssus tole- l'arent) ria. l ue. 3. ». Per ì : ,tar a udire una messa, io ho perduto Lucido di occhio. JMalm. 5. 3o. Colui Di giorno in giorno per tal mezzo aspetta , Per non lo perder d’ occhio. 'i° —* Col v. Pigliare : Pigliare gli occhi =: Adescarli, AttracrU e simili. Dant. Par. 27. E se natura o arte fe’pasture Da pigliar occhi per aver la mente. (N) 61 —* Col v. Porgere: Porger gli occhi = Minutamente guardare. F~. Porgere- (A) 62 — [Col v. Porre: Por l’occhio ad mi luogo —Accostarvi l’occhio per vedere. ] Bore. nvv. -5. Ad un picciolo pertugio punse l’occhio , e vide apeiTissiinamente 1’ Abate stare ad ascoltarlo. » — Porre [Cocchio 0] gli occhi addosso [a checchessia — Guardarlo con ansietà , desiderio , attenzione o altro simile affetto. ] P", Porre.)) fioca, g. g.n.6. Alla giovane aveva posto gli occhi addosso un giovanetto leggiadro e piacevole, e gentiluomo della nostra città. (V) Gò —* Col v.. Portare: Portar gli occhi sciolti, poeticamente— Tenerli apeni, come uom vivo. Dant.Purg. 1 3. Ma tu dii sc’che nostre condizioni Vai dimandando e porli gli occhi sciolti ? (cioè veggenti, per- c/iè sciolti dalla cucitura che aveano agli occhi gl’ invidiosi.) (N) Gol t». Rizzare : Rizzar gli occhi — Innalzarli per guardare alcuna cosa. Pii. S. M. Madd. 3o. La Maddalena rizzò gli occhi, e guardolla nel viso. (V) ’à —* Col v. Schizzare: Schizzar gli occhi dicesi quando per qualche violento affetto sono fiammati , infuocati, e pio- che vogliano uscir dalle orbite. Buon. Fier. 4. 4- 9- Gon una stizza da schizzarne gii cechi. (N) , . , 66 [Col e.Serrare:] Serrare gli occhi, [fig. L° stesso che Chiuder gli occhi. F. 4-i/e.] Lat. oceuiubere. Gr. Dvnmor. JlJahu. 2. g. E non batteva la ima fine altrove , Che ad aver , prima di’ io serrassi gli occhi cc. , Della mia donna quattro o sei marmocchi. 2 — * Onde in modo proverà. Al serrar degli occhi sx saldano i conti. Lo stesso che Dammelo morto. F. Morto adii ., §. 5. (A) 1 Col v. Spendere : Spendere gli occhi= \ pendei e moltissimo. For- ug. Bice. E in trasvimeri, sterzi, stufe e cocchi f poveri mariti spen- don gli occhi. Baldov. Dr. In fin si spenda e visi spcndan gli occhi.(A) fig _ {col ^.Staccare:] Non Fiaccar P occhio da checchessia —Non si saziar di mirarlo. Og _ [Col V. Stare:] Star con 1 occhio teso —Stare avveduto, attento. Lai. cautimi esse. Lasc. Gelns. 3. ri, E sta colf occhio teso, acciocché , se del tuo aiuto mestici- ci facesse , ce ne possi acconciamente soccorrere, 67 5 9 2 OCCHIO OCCHIO 2 —Star oon di Occhi addosso ad alcuno cr lì attuigli attertt1 — [Col v. Tenere.*] Tener 1 ' occhio [ , Tener gli occhi] a checchessia = Badarvi , Considerarlo , Averne cura. Lat. invigilare , scdulam curam agore. Gr. 'xpoG-xccp-npstv. M. V> 0* Ma semplici e idioti, che solo tengono gii occhi alle cose che sono loro davanti. Ambi\ Cof d- * 5 . Vogìioci Tenere gli occhi , e anco Lene intendere ec. Ar. Leu. 5 . 1. Ticti 1 ’ occhio, che se là passassero Le carra , in un momento possi corrervi. Segr. Fior. Cliz. 3 . 7. Tienvi su gli occhi , Pirro , eh’ e’ non v’ andasse nulla in cappcruccia j c’ ci è chi sa giucar di bagattelle. _ 2 *—• Tener [!’ occhio, 0] gli occhi aperti = Usare attenzione [, e vigilanza. Lo stesso che Stare con gli occhi aperti. VA.6g. 7. ]Bern.Oil. 1. 20. 28. Il cavalier , di lui molto più esperto , Voltava intorno , e tcnea l’occhio aperto. E 2. 6. 26.Sicché, Namo miocaro, intendi Lene : Tènere aperti gli occhi ti conviene. 3 — * Tener l’ occhio tcsoz=Stare in attenzione ,Badare. V.§.6g, e V. Tenere ec. (A) 4 — * Tener gli occhi addosso altrui = Avergli cura, Badarvi ec. V. Tenere gli occhi ec. (À) 5 —* Tenere gli occhi a’ mochi. Lo stesso che Avere gli occhi a’ inochi. V. J. 36 , 6, e V. Moco , $. 3 . (N) c> —~ * Tenere gii occhi bassi = Volgergli a tcrj'a per timore,u- militi o simili . V. Tenere ec. (A) 7 — Tenere [ o Aver l’occhio, Stare con ] l’occhio al pennello o alla penna [= Star cauto , Guardarsi , Badare attentamente $ tolta la metafora da' marinari. V. Pennello.] Lat. sedulo incombere. Gr, m^povncrpiivhis tritevùclfriv. Cirff. Calv. 1. 8. E pel mar di Lidi poi volteggiando , Ci bisognò tener V occhio al pennello. E 1. 22. Ma non pensar che Malducco di fiamma Non tenesse ancor ci l’occhio al pennello. 72 — * Col v. Torcere : Torcere gli ocelli da alcun clic = Distmrne gli occhi per non guardarlo. Dant. Inf. i 3 . La meretrice che mai dall’ospizio Di Cesare non torse gli occhi putti. (N) 73 — [Col v. Uscire:] Uscii* degli occhi [alcuna cosa =Aver gran dispiacere d’ averla perduta o di doversene privare.'] V. Uscire ec. 74 ■— [Col v. Valere:] Valere un occhio [, Valere un occhio d’ uomo, Costare un occhio ] = Costar mollissimo. Lat. quantivis pretii esse. Cecch.Jnc.1.1. [Io posso dir di non aver mSl chiestogli Cosa cli’i non avessi, e in quell'ultime Strette, quando le grascie ci] valevano Un occhio d’uomo. Geli. Sport. 4. zf. I11 fine ogni cosa vale un occhio d’uomo. Malm . 6.60 .11 gran se gli marcì dentro a’granai, Che noi vendea, se non valeva un occhio. 75 — [Col v. Vedere:] Veder con mal occhio, di mal occhio, o simili — Veder con disamore , con invidia. Tac. DaV. Star. 2. 27^. Vedendo noi per natura la nuova fortuna altrui con mal occhio. 2 — Veder con buon occhio , di buon occhio=; Veder con compiacenza , con affetto. 3 — Veder più quattr’ occhi che due. V. §. 100. 76 — [Col v. Velare;] Velar l’occhio {=zAddvrmcntarsi leggiermente.] V. Sciare.» Salvili. Annot. F. B. 3 . 3 . 3 . Noi dichiamo velar l'occhio , quando ci prende il sonno. (N) 3 — * Velarsi gli occhi , dicesi del Manca™ altrui Li vista per deliquio o morte vicina. V. Velare. (A) 77 —* Col v. Venire : Venir con gli occhi. Dant. Par. 32 . Mavicni ornai con gli occhi siccom’io Andrò parlando. (Cioè seguimi, guardando là dove io ti mostro.) (N) 78 ■*-* Col v. Volgere : Aligere o Voltare gli occhiar: Guarda™.Danti. Purg. ip. E volsi gli occhi agli occhi al signor mio. (N) 2 — * F Jig. A oliare gli occhi ad una cosa = Vvigervi il pensiero per procacciar d ottenerla , desiderarla. Onice. Star. 4* 84 La maggior parte de’Jnm sudditi, che avevano de siderato le mutazioni (non vi avendo trovato dentro ciFetti corrispondenti_ai suoi pensieri ) cominciavano a voltare gli occhi all’ antico dominio. (Pc) 79 —- [Modi avveri?.] A caldi occhi, posto avvedrai, co’ v. Piangere, Dolersi o simili ~ Dirottameli te , Grandemente, Con molta passione, Ferventemente. [ V. A caldi occhi. ] Lat. veliemcnter. Gr. e$óhpu, pir. As. no. Con ogni loro sforzo c'ne menarono una sola verginella, la quale piangendo a’ cald’occhi, c stracciandosi le ricche veste ec., dava indizio d’ essere una delle prime fanciulle eli quelle con- irade. E Disc. an. 41 ■ Postosele in ginocchioni a’piedi, piangendo a cald ocelli, le chiese perdono del suo fallo. 80 — A chius occhi , posto avverbìal. , =z Senza considerazione , AUa cieca . [ V . A chius occhi.] Lai, inconsulto. Ciriff. Calv. 4 ’ chù |S ' f ,^ farcino che le lor mazze non muffino, Ma Ira’ barbari menino a ^ chi. Cecch. Ine. 3 . 3 . Entrare in questo incantesimo a c “ 1 'ì s c Id> » Red. Fsp. ins.i. 4 $. L’altre cose tutte facilissimamcide, s’occhi creder si possono c si debbono 5 e credute a chius oc s'intendono. (N) . . c ch cS ' a ■— Onde Andare a chius* occhi, Passare a chius’occlu che sia. V. S. 33 , e Andare a chius’occhi. r A„nd- 3 — * A chius’occhi pub dinotare ancora Pienezza dl . ./* f fil Barlol . Orlogr. prefaz. E con esse fregole) in mano , seguitar! maestro) a chius’ ocelli. (P) f. 81 — A mal occhio, posto avverò. z=z Biecamente, Con disprez* §. 20; e V. A mal occhio. (A r ) • fgfie 82 — A occhi aperti, posto avverb. — Con gli occhi non c0 P ert iai n c,v palpebre ; e Jig. Con considerazione , Con vigilanza , A^ curilt te. [V. A ocelli aperti.] . cr i(t. 83 — A occhi veggenti , posto avverb. z=z In presenza, Albi se F [V. A occhi’veggènti.] Lat, coram , palam. Gr. àvcc^a-vìov. fa 84 — A occhio, posto avverò. ~ Senz’ altra misura che della fa#, razione oculare. [ V. A occhio, §■ /.] Lat. visti tcnus.Gr- A 2 — Ad occhio vale anche Con l’occhio , Sotto l’occhio, r • ^ chio , 2. Bocz. 2. Ci mostra ad occhio ( cioè coll'occhio ? :il - iniit') chi è questo noni singolare. E 7. La cagione efficiente ‘h,./ sto libro si mostra in quel pronome dimostrativo ad occhi °i llC ’fac^ vale sotto l’occhio, e parla dell’ autore 5 cioè costui (hic), ltlit questo libro.} (V) flfa 3 —- * Ad occhio vale anche Di veduta , A vista. Vcg eZ ; 9 ^ Jcc perchè le spie da’ nemici mandate comprendano onde la sp ia s Jàre o. per pensamento o vero ad occhio cc. (Pr) 85 — A occhio c croce, posto avverb. z=z Alla grossa, Sento- considerazione. \_V. A occhio e croce.] Lat. incuriose,crass' 113 * gì rtpo7r£Tcò$, if Buon. Fier. 1. 4. 6. Torre alfidh a |j C fa' A ocelli c croce. Salvili. Annot. ivi : A occhi c croce, incoD tamente, come Dio vuole. (N) reciti 86 —■* A occhio a occhio , posto avverb. zzz Di presenza , A J a faccia. V. A occhio a occhio. (N) , # , 0 ff) 87-— - A. occhio teso, posto avvalimi col v. Stare. /^.Stare ad occhio te 3 ^ 88 —-A quatti*’ occhi, posto avverb.z=zDa solo a solo. Lat. rem 0 ^^ bitris. Gr. xtx,TccfxQvois. Cecch. Donz. 4• MesserLapo, fiiposo Su in casa a far da cena, ch’i’bo bisogno Di p aI ’^ arV1 oJ ic c tr’occhi. Tac. Dav. ami. 4 ■ io 3 . I prod’uomini consultano c dove potergli far dire tali cose a quattr’occhi. Malm. 4 - 4 *’ fà' 1, do ch’ei lasciò, sendoa quattr’occhi, La forma delle botte cde’r afl ^/i 89 —* A dinlti occhi , col v. Mirare o simili, vale Voler bene^ ,, (ji la negativa posta a questa forma varrà il contrario. Am^-^ ‘ pio 8 . 6. Non mirasti uno a diritti occhi , perocché dell’ ingi'S 110 parlò male. (N) _ _ ^ 90 — In un .batter d* occhio , posto avverbìal. ~ In un istanti gli occhi, proverbio solf 0 , 2 j "e o ingannare.iVM^f 10 -fai- le uno ni ooimSnirno^/'h^*/ t’ occhio e colla coda dell’ occhio , così di traverso. 92 — Proverò. I macini hanno aperto di Chi è accorto, e non si lascia aggirare 93 —* Cavare due occhi a se per trarne uno al compagno^f^^j (A) tissuno male per se, per farne alcun poco altrui. V. Cavare, $*. 1 j > tl ) of l ° 9 1 —* A gran sole, grand 1 occhio = Alla qualità delle cose si t g-.-u 1 accomodare gli strumenti $ simile a quell ’ altiv : A gran lanterne. (A) # 90 — In terra di ciechi beato chi ha un occhio, 0 chi ha lìn ° Àis^' signore — Tra i minori, per apparire, non occorre esser84 g fA mo , purché si sìa maggio™ degli altri ,* e si dice anche , & grandezza , d’altre qualità. [ V • Cieco sm., J. 4 >ì _ fff’ 1 ' 96 —■ L’ occhio dei padrone o del signore ingrassa il cavallo sogna mvedere spesso e con diligenza le cose sue, chi br<- irn(l jgti- conservarle. Lat. oculus domini saginat equum. V . Flos, i22 ,'a\o* Pand. 7/. E come dice, l’occhio del signore ingrassa il c . a '' all i 97 — La vedrebbe un cieco, o Cimatine chejavcva gliocchidi P La cosa è tròppo chiara e manifesta. Salvili . Disc . ( 98 — L’occhio vuol la parte sua Doversi tener conto deu ct P! } ^^^ Ziibald. Andr. Bisogna crederlo, clic Poccliio vuol sempre D ju aver rasciutti gli occhi = Essere ancor giovane, h 1 nè giudizio perfetto. Bocc. g. 6. ]>• 1 ‘ 99 — Non cognizione intera a, ne gniaizio per y euo. noce. g. v• //• / .•? sapere più di ino tu, che non hai ancora rasciutti gli occ J ; c n' Credi .i?”# Tue Uh. 3 . cap. 5 g. Poveri a noi! non ha rasciutti gh ^ s’ c degnato venire a fare di tanto onore uno inchino agl l ( 1 / lat. ha: ne juvenis quidem er.) (V) _ ^ ii t Ì- s ' l,V 100 — Veder più quattr’ occhi clic dwczzzEsserpià difficile d lC c hc °' ganni, o sia ingannalo , operando in compagnia d? (deutff penando solo. Salv. Granch. 1. 2. Tu sai il proverbio, T a eh’e’veggono Più quattr’occhi che due. . • 0 Pf' ,ioi — * (Med.) Moki sono i mali degli occhi', come Contasi.^^011 ture , Infiammazione , Atrofìa , Cancro, Corpi estranei 1 in K, òtafloma ec. ec. Red. nel Diz. di A. Pasta. Per^ \ince^^ mazione dell’occhio, opportunissime sono state le iterate, ca iigi Il c . . a lor giovevole. ( 0 ) (N) ..rocchi 0 e .• 102 —* (Chir.) Occhio si chiama una fasciatura che cuoptc distingue in due. specie: Semplice o Monocolo, V. Mon° c .y o Binocolo, che si fa coti una fasciatura aduno o due ci. J o5. OCCHIO h! Dicesi Occhio Ut bue , Ui cimice , di diavolo , d’elefante, ‘‘«'oftalmia, D. (A. O.) , * Dicesi Occhio Ui lepre, la Lagoftalmi. D. (A. 0 .) ■ ^ Occhio artifizialc dicesi Quell' occhio di smalto , fatto a so* br>?u> anza vw* usalo Ver rimediare alla deformità che nasce dalla *03 dell’occhio. (O) fy"* (Farm.) Occhi di granchi. Sono due pietruzze situate immediata - fiat tC s . 0tto fa t es t a del granchio verso lo stomaco, composte di cario - ? di calce, le quali erano specialmente usate per iaddietro in me - £ Clìla ) come raddolcenti , corroboranti e orinarie,D. Granchio, §. 5 . la * ' ? Cu ^ cancrormn , lapidea cancrorum.itetì?, Cons. i35. Si è usata tj- P°lvere viperina ec. con radiche di china , e di più il magistero w occhi di granchi, la terra sigillata , ce. Pasta. (B) cjjp* (Ar.Mes.) Dicesi di più cose, che abbiano un foro tondo. Oc- ftp. ° «oda bilancia , della molla , della catena , della padella , delle ùntene * c . (A) . ’ 1 ' Paj'/e della briglia , cioè quel Duco che è nella guardia, dove 3 Qìì ° i ■portamorsi. *T II foro o apertura per lo pia nel mezzo della martellina o del j dove si ferma il manico. D'oc. Dis. in Martello. (A) f'err C ki‘) Specie di) finestra rotonda [o ovata, che per lo più si suol Pi'd / 1le ^ e facciale, o nelle parti più. alle delle chiese, ed anche so- ie porte , o nella più (dia parte della facciata, delle case.) d,. D pure Forma di vetri tagliati rotondi, a differenza dei qua- fyA ^usar. T. 1. 34$' C fàdiz. de Class. J Ma i moderni hanno sì f finestre di vetro di ocelli e di piastre. E appresso ; E dov’elle $ Q U p an ° nc * principio semplicemente di occhi bianchi , e con an- 3 bianchi oppur colorali, hanno poi ec. (B) Wo"" * Lamella, Apertura della fornace. Art. Detv. Ner. 1. 15. tt\ dpndolo stare nella camera della fornace vicino all’ apertura che l’ 0 occhio. D 1. 16. Si tenga nell’era della fornace presso al- 4 c bto ovvero lumclla ec. (N) «1 j '*'“7 Occhio della voluta dicesi il mezzo della voluta Ionica , che 1 oT) in forma di una piccola rosa. Doc. Dis. in Membra. (A) sp . (Z00I.5 Occhio colto: Uccelletto poco frequente in Toscana della della Capinera. D. (A) (Agr.) Occhio si dice ne'fagiuoli nostrali Quella parte nera e f °nae germogliarlo. Parte dell albero , per la quale e rampolla, altrimenti detta Se s b 13 ) £ Bottone, D. ] Lai. gemma. Gr. o$D-a\aos. Amet. 4l* In- guanto alla cicatrice o macchia che si osservane semi stac- loro attaccagnoli. Bertoloni. ( 0 ) 'AfW-n 0 Occhio di cimice, Occhio del diavolo: Nomi volgari deir a u ^ide. D.fDiz. Med.) cu Occhio di bove o di bue , Nomi volgari di alcune specie 3 ^ntemo e di antemide e del Lcucantemo. D. (N) , Occhio di gatto : iVome volgare del gius()uìamo bianco. — lo 4 o Nome volgare dell' Asteria. D . (N) 9 s* .òcchio di Venere : Nome volgare della Cuculia scarlatta,( N) ~ 'v* /p. ut v elitre : xtv/ IS ‘^ Occhio artitiziale. Strumento artifiziosamente costrutto a ,fr ne[i Zci vero*, ed è una specie di camera oscura chesiado- lt 4 e/f^ n G s °uolc di fisica per ispiegare la costruzione dell' occhio e '» della visite. (D. T.) . . iio di gatta [0 di gatto; Quarzo jalino galleggiante.] , di P lctì 'a preziosa. £ Si è dato a questa pietra il nome di Oc- yfo, > perchè ha la proprietà , quando è arrotala sferica - Ascici ^Jfattere , secondo certe posizioni mobili , una luce bian- t>i ^ituIfPpunto come gli occhi de'galli. Il luogo nativo è l'ìsola gli occhi de' galli. Il luogo 3 c m Ceilan se ne fa commercio.Questo fossile, secondo C » c . di a U C C ^ te lina mcsc( d anza di una piccola quantità di asbe- nnpcriti pongono specie r e - i tl A r1e te , ni ljkce , ni Loro. Agate , i cui colori sono di- % . eì U e Strat * perfettamente concentrici-, e diconsi Occhiute, perchè > ^Hlìm i J :>1ese ! Utì110 fa figura di un occhio , che , secondo Li loro ì *-» Sì uttribuisce a varie specie d' animali. (Boss) PEsce ' 3’i è dato questo nome talvolta all' Adularia , alle Tro ,lC/ie . U( l “faune Agate occhiute,ed «//Androdama. P. (Boss) e ( p c liì° f p ans d nuche altre gi°j r } che tutte si chiamano col nome hj e ‘ S/riya (l \ ìim . Fra le provincie de’ Chini quella di Canton è più occidehtale. Occidente, Oc-ci-dèn-te". [Sui. In generale è Quella parte dove uno vede tramontare il sole nelle varie stagioni , e ne'varii giorni dell'anno , e corrisponde all'arco dell' Orizzonte , compreso fra i due Tropici , cioè fra i due Selstizii ; altrimenti Ovest, Pónente, e poeticamente Occaso.] Lat. occidens, occasus. Gr. SiW. Bocc. g. 3. p. 2. La Reina dunque con lento passo cc. prese il cammino verso l’occidente. Dant. Par.d.yi. Poi si rivolse nel vostro occidente.Pelr. canz. Q. 1. Nella sta- gion che’l ciel rapido inchina Verso occidente Sagg.nat.esp.225. Verso oriente e verso occidente s’illanguidisce aneli’ egli al pari del boreale. 2 —* Cosi chiamasi anche Quello jra i quattro punti curdinali del- l orizzonte dove tramonta il sole ne' due equinozi e ne' due solstizi : nel primo caso i delti due punti chiamami anche Occidente di primavera , Occidente di autunno , ovvero Occidente equinoziale ; nel secondo caso diconsi Occidente destate e Occidente d’iuvcruo.(Cardi) 3 — * (Icon.) Focchione vestilo di colore paonazzo , e cinto da una zona turchina ove sono i segni di Gemini, Libbra ed Aquario : intorno al suo capo brilla la stella E spero, ed una bendagli chiude la bocca’, sta quasi rivolto colla schiena, tenendo il braccio destro steso verso la terra ; colf indice mostra la parte del cielo ove tramonta il sole ; colla sinistra tiene un mazzo di papaveri : bruna è l' aria che lo circonda, e intorno gli svolazzano le nottole: Iombra sua mostra di allungarsi. (NIit) OccidF.HE, Oc-cì-de-re. [All. anom. V. A. e L. Lo stesso che Ancidere. V. e di 'J Uccidere. Lat. occidcrc, interlicrre, pelimele. Gr. tpovcvnv, xn/vuv, ùvxiptìv.Bocc. lntrod.g. Non solamente della infermità il contaminasse, ma quello infra brevissimo spazio occidcsse. E nov. 5o. ty. File si vorrebbero occiderc, elle si vorrebbon vive vive metter nel fuoco, e. farne cenere. Peti-, canz. 22. 3. L'infinita speranza occìde altrui. Occimtohe , Oc-ci-di-tó-re. Ferì), m. [di Occiderc. F. e di 'Ucrid tore,] Uccisore. Lat. interemptor. Gr. iixAxiptTr,:. Borgh. Col. Mil. 449 • Io mi taccio, tornando alle leggi di quelle di Cesare dopo la morte sua mantenute dagli stessi ucciditori. E Orig. Fio. 44. Furono poi quietati non solamente i primi moti contro gli occiditori di Cesare, ma que’ che seguirono poi fra loro medesimi. Occiduo. (Astr.) Òc-cì-du-o. Add. ni. V. L. Occidentale; opposto ad Oitivo. Gal. lelt. all'Ingoli, i/o. Voi portate quattro argomenti contro al moto annuo sotto il Zodiaco : il primo è dal r.on veder voi variar punto le latitudini ortive ed occidue nelle stelle fisse; cc. (Pe) E Gal. Sist. 3yt. Ma il sole si alza c si abbassa nel nostro meridiano per un arco grandissimo quasi di quaraniasctte gradi, «' per archi ancora maggiori , e maggiori varia le sue larghezze ortive ed occidue negli orizzonti obliqui. (N. S.) Occiutale. (Anat.) Oc-ci-pi-tà-Ie. Add. com. Che ha relazione con l’occipite , Appartenente all' cccipizio. Lat. occipitalis. (A) (A. 0 .) 2 —* Onde dicesi Arteria occipitale, un Ramo della carotide esterna-, Creste occipitali, le Eminenze dell’osso occipitale, distinte in esterna editi interna, secondo la superficie dell’osso in su iti quale si trovano j l'oro occipitale , quello in mezzo al quale passa il midollo spinale ; Fosse occipitali, l e Cavità nella superficie interna dell’osso occipitale che si distinguono in supcriore o cerebrale, ed inferiore o cerebelloso ; Muscolo occipitale, Fenile posteriore del muscolo ocri- pinfonia!:: : Nervo occipitale , Prima pyja cervicale , che esce dui OCCORRERE 0.J0 cr.tnio tra il foro occipitale , e Varco posteriore dell’ atto nie ’ ^ occipitale , Uno degli ossi del cranio , di cui forma la P aIte ^, s so < riore ed inferiore , schiacciato , simmetrico ? incurvato iu se ,// di forma romboidea ; Protuberanze occipitali , e sono à\ n y lU rr due , che si distinguono in interna ed esterna; Seni occipiti 1 * ’ ^ Vena occipitale , Quella che segue l’arteria dello stesso nome Occipite. (Anat.) Oc-cì-pi-te. Sm* Parte posteriore ed infi t 'i° re ^ nio . Detto anche Nuca, Collottola.— , Occipizio , sin . Pa st{t ‘ Occi pi to assoideo.* (Anat.) Oc-ci-pi-to-as-so-i-iiò-o. Add. m. c ° /n ^‘ ] [ior' appartiene alV occipitale ed all’asse. Dicesi Articolazione °. c •. y e soiilea, quella che risulta dall’unione mediata dell’osso ocf l P[^ • \/- V asse , mercè di fòrtissimo apparecchio legamentoso. L , -i^-e d gamento occipitoassoideo , quello che si estende dal dulie ^ legamento trasverso , ed alla faccia posteriore dell’asse . tòaxoidcus. (A. 0 .) Occipitoatloideo.* (Anat.) Oc-ci-pi-to-a-tlo-i-dè-o.^f/ù?. m. c0{rì ^‘ v > tl*} della doppia artrodia molto serrala che costituisce Varticola* .. -,/j* condili dell’osso occipitale colle cavità articolavi, superiori ma vertebra cetvicale. Lat occipitoatloideus. (A. 0 .) OcciPiToi-RONTALE.* (Anat.) Oc-ci-pi-to-fron-tà-le. Add. corri. e sR ^ sie riO r ' Muscolo pari , largo , sottile e qundrdatero, che si attacca F i mente ai due terzi esterni della linea curva esteriore dell oC u> l1 ' come pure alla superfìcie esterna della porzione mastoidea ^ le potale , termina anteriormente nelle sopracciglia , e contt e1ie sue fibre anteriori e posteriori una fortissima aponeurosi , qohiome dicuculla apvneuroticà deL cranio. Lui. occi pilo frontali Occipitomeningeo.* (Anat.) Oc-ci-pi'to-me-iiiìi-gò-o. 4dd. m. o c ' dato da Chaussier ad un ramicello dell’ arteria vertebrale- cipitomeningeus. (A. 0 .) Occipitom enti ero.* (Anat.) Oc-ci'pbto-men-tiè-ro. ni. cOrn ^‘ i0 dato al diametro obliquo della testa che parie dall’occipde metà del mento. Lai. occipilomeningeus. (A. 0 .) Occìpitoparietale.* (Anat.) Oc ci-pi-to-pa- iic-tà-ìe.Add. coni, appartiene all’osso occipitale ed al parietale. Onde dicesi Su pitoparietale o iamdoidea. Lat. occipitoparietalis. (A. 0 .) Occipitopetroso. * (Anat.) Oc-ci-pi-to-pe-tró-so. Add. m. comp» ^ partirne all’ osso occipitale ed alla porzione petrosa del t p Dicesi Foro occipitopetroso, il foro lacero posteriore, second 0 sier. Lat. occipitopetrosiis. (A. 0 .) Occipizio. (Anat.) Oc-ci pì-zi-o. [Sta. Lo stesso che Occipite; . dn*- occiput. Gì’. Ivióv. Segnar. Crisi, instr. 1. 28. i5. In alcuni si r ..j,ii ,,J ciò che scrisse Plinio delle locuste, cioè che la loro voce V Li/*' non proviene dui petto, proviene dall’ occipizio.» Fortig-B 1 v, 7 6. E l’oste, che lo stima un bel poltrone, Gli affibbia ,H1 v 1 pra 1 ’ occipizio. (B) E 4- S6. Gli salta Astolfo sopra l'n c< i [ f .[hÌo' 1 ' ‘ Óccisione , Oc-ci-si-ó-nc. [Sf. Privazione di vita, F. e di’] ^q.)i: Lat. occisio, ncx , caedes. Gr. 1 póvos , xuxlpuTis , 64. E stracco, come chi avea combattuto con tre ladroni) * S ub |f bio della occisione di Gerione, prestamente entrato nel h > mi addormentai. ■ s ioi lC,C 'c 2 — [Strage.] òtor.Nerb. Questa schiera faceva maggiore occi .^ tutto l’altro campo. Serd. Star. 3. 127. Pregandolo che c ^ y. ^ l’ira , ponesse fine all’ occisione e agl’ iiicendii. » Car.B' 1 ’ l#’ 54£. Con questa occisiou di buja notte E di furtivo agg' ia , garzone Fervidamente instava. (B) . Occiso , Oc-cì-so. Add. m. da Occidcre. F. A. F. e /’p j c J |,l | C Slor. 2. Rimasero feriti e occisi per 1 ’ assiduo nefflb°.; ^,-n) (V) Cal i Eli. hb. 7. v. 261. Iu questo tempio Era la cul tjjtc. Kgf. sacre cene, Eran de’padri pubblici conviti Dell’occiso al Occisore , Oc-ci-só-re. [Add. e sia. F. e (/l’Uccisore.] le V° s 1 Gr. tyartvs. Car. teli. 1. 1 <3- Da che siamo qui non ho n 1 ' se non quella contra l’occisore di Paolino. tf 0 C g( . Occoltare Oc-col-tà-re. Alt. F. usata inforza della rana p tar e.F. Sannaz. Fgl. 12. i3i- Poiché non trovo ove p‘ a 0 coltemi. (Min) (N) . er Oc c 'ì Occolto, Oc-còl-to.zriW. m. F. usata in forza della r, " jn .g P 0 > 1 " 3 ‘ ■ F. Filostr. Amor nel cuor non può restar occolto, E n r £ tempo vola sciolto. (A) ; n Occorrente,* Oc-cor-rèn-te. Part. di Occorrere usato at‘ c ^ p} 0 n ‘^é sm.Pigliente incontro.Lui. occuirens./'Y. (Ford. 121- f ' 1 j; sentita cosa terrena, nò varietà di luoghi, uè di lc ' n rV’ occorrenti. (S. Francesco era passato per un borgo, do jjlc era corsa incontro.) (V) Ce 5al firti^ “ - " 12. 5S5. Per consultar conp se ncg u ^ j^js 'H 2 — Che occorre. Onice. Star cose occorrenti. Buon. Pu r. 2. 1 ■ ./■ [Avete voi forse cui fia mestieri Della mia spedizion, per occorrente A che al pubblico importi ? , Jice*’ ‘‘fili Occorrenza, Oc-cor-rèn-za. [N/i Cosa che occorre , c P-ffiv’- 0 ' Aliare, Faccenda,] Bisogna. [F. Necessità, Circostani ^ go Lai. rcs, negocium. Gr. tpycv, -Xfxygx. Fir. D‘sc. Ha V* 0 ,, fossecosachc per alcune sue occorrenze gli bisognasse H <1 [(0 . bergar fuor di Prato. Berti. Ori. 2. 6. 3g- Ed aVVIa u^ occorrenza. Red. loti. 2. i6.. In qualsisia occorrenza, • c0 i |f ^' .fi vanni abile a servirlo, mi ha sempre da spendere co b g oCC oi maggiore. E 61. Le esibisco alfincoiitro in ogni alti- la mia servitù. .. . /■rlu ’ 1 nifi .) mia servitù. f .. cu'- (Eccl.) T. de rubrichisii. V incontro di due J ci ‘J s0 i,,iU‘ cadono nel medesimo giorno , onde una di esse ( ec sere trasferita. Ceraceli. (A) . ìK’ Occorrere, Oc-cór-rc-ie. [iiì.ass. anom.] Parsi ll0 v.4 1 -„, u Lat. occorrere, obviam procedere. Gr. ? rJ r ei eCf r le scale se ne vennero, e quelle scendendo, ° cc „,„.„ rc liia Remi t: Ji pi ile se ne vennero, e quelle scendendo, 0 .f^ w ecàn at Urd'“ i. Star. 7 . o 3 . Niente lasciarono a fare da^ ( \)d partir le genti , perchè a tempo se gl. oocm.c- OCCORRIMENTO , — lucente vestibolo di quella Felice casa un vecchio al Duca y , Che ’l manto ha rosso , e bianca la gonnella. (Pe) 7 Sovvenire ^ Venire in mente. Lat. occorrere, in mentem venire, j.".- E *3-eì» eVì rovv rm. Bore, nov. 4. 6- Occorsegli una nuova ma- lzia , la quale al line immaginato eia lui dirittamente pervenne. E e. Ma pure , cliente che ella si sia, quella che alla propo- 5 '* materia ni’ occorre , vi conterò. Cron. M»reU. 35o. Tolte que- e cose mi occorreano alla mente, e molte più crudeli, nelle quali § * 0 rn attristava. 7 .-Accadere , Avvenire; il qual significato è oggi più comune.Lat. jjC'ùcre , evenire , contingerc. Gr. ?VU,' a.Vur. A ami. Ani. 1 <). 2. 5. OCCUPARE 5 9 5 . a SC si combatto da ciascuna parte , ira v’ 2*' fi occorsogli di vedere subitamente il ri( occorre. Bocc. nov. gg. s j - v. uusugti n ricco letto, non solamente llò m ? rav >gHÒ , ma avuta grandissima paura, indietro fuggendo si tor- J *^qlat. 7. Non è dicevol costume, quando ad alcuno vien veduto q. 1 v *a , come occorre alle volte , cosa stomachevole , il rivolgersi f Co,lì pagni , c mostrarla loro. CirìJf.Calv. fj. i2g. Deliberò di soc- ^ irci ’ anch’egli, Stnzaché fosse da nessun richiesto; Comefailhuo- 4-- Jl n ^ co a’huon fratcgli, Quando gli occorre alcun caso molesto. £ bisognare o Aver bisogno- Lat. opus esse, ncccssc esse.- Gr. suoi sentimenti. V'. Dire quant’ occorre. (N) a «^Yi ,MEKTO ’ Oc-ror-ri-rm'n-to. [A/w.] occorrere, p b venire in mente, [Ricordo.] Lat. animadversio. Gr. l'rfiXoyariJ.ó?. t» ' (**ord. Pred. S. Dopo questo primo occorrimento, cioè quando 0 C(; ;vedi del peccato. ^f°j Oc-cór-so. Sm. Occorrimento , Incontro. Lat. occursus. [Gr. Pe{£. son. 2po. Sì nel mio primo occorso onesta e bella < gÌ0la >. in se raccolta c si romita , Che i’ grido: c-ll’ò ben dessa. 5 Gir. if 165. Ma tale è ’J suo valor , che al primo occorso da lui quest’opera finita. j> Ar. Far. 43. 33. \ ide la donna, e ì primo occorso Li piacque, che nel cor portò il suggello. (Pe) „ Hiparo. Lm\ Aled. Pnes. cap. 2. Però por metter al tuo danno M n rso , P, da che la trista usanza in te più possa, Guarda il celeste ^Cr 0 ^ splende c raggia. (?) *\ s . 0, sidri, m. da Occorrere. {Avvenuto.] G. . 11, 6. S. E come d jj »ia„zi a) papa e «'Cardinali, si dolse molto in pqivico concistoro 0^ a fortuna a lui occorsa. l nt ' Ta ^ 1Ent k , Oc-cul-la-mcn-te. Àw. In occulto, Nascosamente, Ce.- s 0ii ^ e,lte ' Lat. occulte. Gr. Bo^c. nov. ig. 11. Quando pos- 3 7 ; occultamente il fanno, o per mattezza lasciano. G. F. 1. 25. Occ fon do c j[ a a | servìgio del tempio della vergine Vesta, concepcttc dj Eoamente a un portato due figliuoli .Ctriff Catv. 4* i3u Che uscir r ' u ‘‘ ’ ~ *' :rra./? <$• i fogna. 3 e vale lionc.clio, * ^’dlamcntc dal cane, si congiungcsse colia cervia amorosamente. o Cc ,bt occultamente , posto averb. Lo stesso che I11 occulto. F. In a,t; uiente. (N) (j f /amento , Oc-cul-ta-mén to. [Sm. Lo stesso che Occultazione./'’.] Cij,' 5 ‘ 11 ' ^ tc conoscerc * a sua acc J ua ? e ba sustanzia di tale a- S(i C( ’ c come sta , secondo il suo aprimento e discoprimento, ovvero 3 ^ , A a ° il suo occultamento. j tr 0 [E nel significato di Occultazione , 5- 2.] Fior. Ital. D. 'Hr> ^«ale occultamento fuc disfrodata la’ntenzione di Saturno, ^'ita \ C ^ Z 'Bologna 1^9° n corte 28 ha: In questo modo fue oc- S*,* 0 f^iove: iier lo quale occultamento fue fraudata la volontà di (^7^1 (1 l ’tT ° ’ e bi sua intenzione.) (B) V T f TE ’ Oc-rul tànte. Porr di Occultare. Che occu r ta.Salvin.(A ) {P t ^ j Oc-cul-tà-rc. Alt. Nascondere , Celare. —, Occoltare, sin, 5< Pb Tr7 .l :> lHattare,lN : ascoiidrre.) Lai. occultare, legc'ro, ahscondcre. Gr. ^hi 0sa flv :^°ce. nov. 22. 8 . La camera da una cameriera tutta sonnac- 4 ^ £ lu aperta, c ’l lume preso e occultato. n q r M * poss.M. F . 3. 4ò’ ^ nel papato non se no seppe contenere, sè Ull ' are - Mar. S. Greg. 5 . 21. E lauto meglio vegghia dentro ^^to.ella più s’occulta dalle occupazioni di fuori. h(it' s Oc-cul-tà-to. Add. m. da Occultare. [.Nascosto , Celato .] r\ t^ C , n batus. Gr. Kovirrós, ir. Jac. T. 4'. 34 * 11* Occultata ma- -^Tat (,Utta a chiaritade. *-nt, 0 ,° llK 1 Oc-cul-ta-tó-rc. [ Kerh. m. di Occultare.] Che occulta. rA*' taì^'^ator. Fr. Giord . Pred. R. Si fanno invidiosi occultatori Cr V**rI :i * q ■^ùo c> T * l,CE 5 Oc-cul-ta-lri-ce [Verh. f. di Occultare.] Lat. occuìtatrix. 1 ^' ^ouic tu dvl tuo cuore fosti a ciascuno occnltatricc. c ^e Oc° K / E ’ ^ c-cil l'ta-rió-nc. [A/i] IL occultare , [ il che direni an- o< 4 ,, Ed eutròe nel detto j ‘l b Vc ? P cr fave meglio sua occultazione./^/. InJ. 33. 1 . Misquar- ^ (Ast r ^ mc 5 c ^ 01 ' ln> a l ,crse ogni occultazione. /■ tp,a dì ^ocidtlizione dicesi dagli astronomi la Sparizione passeg- / n 0 (Que- sto passo è nei Uh. 21. cap. 4. si parla delta calcina; e si ha da leggere: e conservalo, già zolla di terra fredda a toccare, nascosamente) (?) Occultissimo , Oc-cul-tìs-si-mo. [Add. m.] superi, dì Occulto. Lat . oc- culfissimus. Gr . ; y.pvQtdrccr: ?. Cavale. Frult. lìng. Grande e occultis- - simo è questo giudicio, intantochc mai non fi/santo, che nc potesse veder ragione. Sagg. nat. esp. 88. Nè mai sapemmo sh ignere in guisa le legature, che ella -(Caria) per occultissime vie non vi trapelasse. 2 — Segretissimo.' Bocc. nov 2j. 4°- Avendo già alla donna mostrato ciò che fare intendeva , e da capo pregato che occultissimo fosse. Occulto , Oc-cùl-to. Add . m. Celato, Nascoso; contrario di Palese e di Manifesto.^.Ascosto.)Lat. occultus, abditus.Gr. Kpvx-ros, KpvQtos.Rocc.- nov. 18. 3o. Quasi da occulta virtù mossi, avesser sentito costui loro avolo essere. È nov. go. 11. Il tuo proponimento mostratomi senza dubbio sarà occulto. Dani. Purg. 3o. 38. Per occulta virtù, che da lei .mosse , D' antico amor senti* la gran potenza. Petr. canz. 3g. 6. Ch’ogni occulto pensiero Tira in mezzo la fronte, ov’altri il vede. Sagg. nat. esp. 128. Penetrando , non che ne’ vetri, sino per P occulte vie de* metalli. 2 — Occultato. Lat. occultatus. Gr. Kpwros. Poliz. st. /. 18. Vederla terra di pomi coperta, Ogni arbor da’suoi frutti quasi occulto.» Ar. Far. 42. g5. Di tutto ’l resto erano i nomi sculti; Sol questi duo l’artefice avea occulti. (Pe) 3 — In Jhr\a di sm. Dant. Par. ig. 42. Colui che volse il sesto Allo stremo del mondo, e dentro ad esso Distinse tanto occulto c manifesto. r>Stor. «V. Fug. 3gu O Iddio, lo quale cognosce gli occulti del cuor mio. f^>t. SS. Pad. 1. 4*. Perciocché solo Iddio sa gli occulti, c il nostro fine. E 2. 34 • Guardi i’ore del monistcro , e non sia negli- gentc , e consideri i suoi occulti. (V) 4 — la forza dì avv. In occultò == Occultamente. I r . In occulto..(A) 5 — * (Eiioi) Scienze occulte chiamavansi la Magia, la Negromanzia, la Cabala, e qualunque altra vana scienza non avente oggetto reale.(Jslit') Occcpamekto, Oc-cu-pa-méu-to. [iS’/n.] />’ occupare. Lat. occupaho.Gr. àrX'QXtx. Cavale. Mcd. cuor. Sentendo molta accidia , e occnpamcnto di pensieri , oròe , e disse : ec. Tratt. gov, fam. 63. Così si passa per Virgilio , tragedie, c altri occupamcnti. più insegnanti d’amare secondo carne , che mostratovi di. buoni costumi. Occupante, Oc-cu-pàn-tc. [Pari, di Occupare.] Che occupa. Lai. oc- cupans. Gr, xaraAa/zpaiw u. Ànici. 44- Quivi ancora abbonda il serpillo , occupante la terra con sottilissime braccia. Occupare , Oc-cn-pà-re. [Alt.] Illegittimamente usurpare appropriando a sè , e non legittimamente possedere. — , Àccupare , sin. Lat. occupare. Gr. x.. Lah. 7 2. In ninno atto potresti con ragion» dire che io mi fossi ingegnato di dovere alcuna tua cosa occupare. E 325. E con quello aver rubato e usurpato e occupato quello de’ lor vicini meno possenti. G.V^. -io. -192. i. li Duca d’Atene cc. si partì di Braudizio, e passò in Romania cc. per racquislare sua terra , clic la occupavan quelli della campagna. 2 — Impadronirsi legittimamente , [0 Prender quello che non è ancor di ninno o a cui è mancato il padrone.] 'Bocc. fiov. 00. 14. Araldiche la corte i beni stati del padre, siccome d’uomo senza erede morto, occupasse. 3 — permetaf [Ingombrare, Prendere.] Dant Purg 20. 8. Chela gente, che fonde a goccia a goccia Per gii occhi’l mal che tutto’l mondo occupa- Bui. ivi: Occupa, imperocché questo peccato tutto ’l mondo ha preso. 4 — Impiegare , [Dar lavoro, Dar da fare.] Lat. occupare. Gr. 7iyo- trifòiv , xxTi'tfiv. Serm. S. Agost. Imperocché molto venerabile é occupar la lingua iu sermoni. Ar. sat.ó'.Mio padre mi cacciò con spiedi c lance , Non che con sprone, a volger, tedi e chiose, E m’occupò cinqu’anni in quelle ciance. 5 — Sottentrare in luogo di altra cosa. Bocc. introd. 2. Siccome la e- stremità della allegrezza il dolore occupa, cosi le miserie da soprav- vegnerxte letizia sono terminate.' 6 — * Trattenere, Tenere a bada , Non lasciar disporre del tempo ec. Din. Comp. Uh. 2. I baroni di Ittess. Carlo gli occupavano con lunghe parole. E appresso: I baroni ec. c più altri furono a’Priori per occupare il giorno, e il loro proponimento con lunghe parole. (P) rit. SS. Pad. 1. 67. Per occupargli la mente dall’orazione. (V) 7 L per Ritenere. Qvid. Pisi. 188. Se tu fossi di qua occupato pei lo fortunato ( tempestoso) tempo , non aresti di che lamentarti. (Pr) 8 —* Possedere, Invasare. Cavale. Alt. Apost. 116 . Euggiano gii spinti maligni da quegli, li quali da loro erano occupati. (V) q — [Parlando del cacciare o del pescare vale Par pr. da,] Prender con arte occ Che .v.— t> v « /. 1 * giacchio il pescatore d occupare nei liume molti pesci ad un tratto, cosi costoro ec. . IO_ Parlando di Spazio: Occupare spazio =Ingombrare spazio, Tener lungo, à'agg- nnt- esp. 9. Perche occupi minore alle/./,a che sia possibile. » Va.. S '. Pad. ')■ '• La q :alc ( palma ) per mia apritura del monte , verso il cielo distendeva li suoi rami, che quasi copriva ed occupava quel luogo. (P) i J _ Parlando di Tempo, Impiegarlo, Consumarlo in qualche cosa. Al or. S. Greg. C. 25. H Salvator nostro faceva il giorno miracoli nelle ciltadi , e la notte occupava all’ orazioni. (V) Buon. Eie’- 5. f. 6. Che non indarno occuperete il tempo Di tutto il tempo 'die qn 5gó OCCUPATISSIMO mi distrigne. E Salviti. Annot. ivi-. Occuperete il tempo; l’hnpieghe- tele. Latino tempus occupabis. (N) a — E con la particella Di. Amai. Ant. 29. 3 o. (Firenze 1661.) E brieve c dilettoso ti sarà ogni tempo, quando di così belle varie- tadi lo studierai d’occupare. (V) la — {Dicesi Occupare il primo luogo nella grazia di alcuno per Entrargli piii che altri in grazia ed in favore.] Cas. lett. Kj. Io dubito grandemente chcV.Sig. Illustrissima e Reverendissima non abbia occupato il primo luogo nella grazia di Sua Beatitudine. 13 — il volto o simile Nasconderlo. Frane. Sacch. nov. 4 - Giunto dinanzi da lui, un poco al barlume facendo reverenza, e occupando spesso il volto con la mano per non*essere conosciuto, ec. (V) 14 — la lingua. *. V . §■ 4 - (N) io — la memoria di alcuna cosa — Mandarla in mente. Cavcdc.Med. cuor. 246. Se egli voleva esser libero, li conveniva studiare con gran fervore c perseveranza la Scrittura divina , e occuparsene sì la memoria , che non v’abbiano più luogo gli altri vani c mali pensieri ( V) tir — l’animo * — Trattenerlo con attenzione. Foce. Leti. Nic. Acc. Le nuove cose e varii accidenti avvenuti . . . sono certo che non poco occuperanno 1 ’ animo vostr o nella prima giunta. (N) 1 7 — [la vista] —Impedirla occupando.Pelr. cup. 12. Quanti spianati dietro e innanzi poggi, Che occuparmi la vista. — u'na casa * — Alitarvi. (A) —* N. pass. Impiegarsi, Attendere a qualche operazione.(A) Teol. Misi. Avvegnaché ili esso lainentabilmente ella s’occupi. Lett. Giambattista Ticino, i 588 . F. Secassi T. 1. p. 6g. Nelle quali so ben ella forse , occupandosi ne’più gravi stridii , non impiega la penna sua, nondimeno cc. Capr. Èolt. 6. no. Negoziare non vuol dire altro , che trattare e occuparsi in una cosa , facendo in quella tutto quello che fa bisogno. (N) 20 — * E n. ass. tulio stesso significato. F. 5 - 21, 3 . (N) aI —* Essere occupato = Essere affaccendalo, Aver molle brighe per le mani. Car. Lett. ined. 2. 344 • 1 ° pensava di potervi mandare quo- OCEANO Oc; cupatore delle possessioni di Santa Chiesa. Borgh. 7rwc.335.Ess 1 nC t(lI j rotei ( cacciati ) finalmente per la medesima via da nuovi occyP* de’Galli. » Buon. Fier. 1. 2. 2.- Pressoi- di letta, occupator di Pj‘ j. E Salvia. Annot. ivi : Occupator di prode : Proda del lett» > a menti sponda. (N) Jo 2 — (Leg.) In forza di sm. dicesi da’ legisti Colui che p retì ^ e .fZji che non è ancor di niuno. Bedani. Quintil. C. Molte cose, L 3 furon già libere, [lassano in podestà deli’ occupatole. tot. Occupatrice, Oc-cu-pa-trì-ce. Feri . f di [Occupare.] Che occitp a : (C , occupatrìx. Filoc. 5 . 184. Conciossiacpsacli’ella ( la povertà) sia „j' occupatricc di virtù, adducitrice dtainara sollecitudine, ciascun 0 feralmente quella s’ingegna di fuggire con ardente disio. . jf ccufazione , Oo-cu-pa-sió-ne. [Sf. Ciò in che si occupa do ,ia, fare, Cura,] Negozio, Faccenda,'Briga. [L’Occupazioite 0 bella,degna , lodevole, difficile, faticosa, grave, importante, Tilt, occupatio , negociuin. Gr. ùax.akix, irpùy/zee. Coll. ' Lnfi Se noi saremo vinti da pigrizia , ovvero negligenza , e occu ne’vizii E ne’gloriosi parlari. Sen. Decimi. P. Se tu vuog! 1 vere queste occupazioni al tuo modo , dovresti ardergli e , ta ” p,is<’ Fr. Giord. Pred. Ah Sozzato di polvere di terrene occupasi 0111 ' 38 o. Secondo ec. la varietà degli ulìcii, degli studii c delle 0 .".jV zfcmi , che sono cagion de’sogni. Cas. leu. ri. Ma non l’ho ’r 1 ' prima che ieri per le molte occupazioni di nostro Signore. — (Leg.) T’Occupare e l’Usurpare l’altrui cose.Lnl. occupai 10 '; c d' Asci. 3 . 1 72. Perciocché sozzo e laido é andare di que’ dile 1 $ cando , che in straniera balìa dimorano , cd avere non si P° 6enza occupazion dell’ altrui. Guicc. Star. 18: 82. Il popolo 1 v ventato per l’accidente seguito dell’occupazione del palagio ) n vrebbe avuto ardire di muoversi. —■ (Eccl.) Estasi, o altra astrazione dai sensi, che occupa ’ a , 3l G. V. 7. 28. Essendo papa Clemente in Viterbo, e ser venne subitamente una occupazione, per la c contemplasse un gran pezzo, lasciando la in. quale parve al P°P /Sd 1 uteria del serm 0,lC .tm .m & sta sera tutte le composizioni fatte al Castclvetro , ma in vero sono to dice: Levandosi da questa contemplazione.). (V) : 0 j tanto occupato che non ho tempo di farlo. (Forse dee leggersi oppo- Occuro.* (Mit.) 0 ' c-cu-po. Soprannome di Mercurio, in peti" 0 * 1 sizioni.) (Pe) ... me dio de ladri, qui aliena occupaot. (Mit) fidP [E talora Essere] impedito. Bore. nov. 2 5 . i 4 - Egli è per so- Occuiisione , Oc-cur-si-ó-ne. Sf. V. T. Andamento allo ’ncot lir0 ’ verchia letizia della vostra buona risposta sì ogni mia virtù occupata, clic appena posso , a rendervi debite grazie, fermar, la risposta. 3 — Essere occupato ad o in alcuna cosixzzzAdoperarvisi , Atten- deivi. Mor. S. Greg. 7. 24. David ec., il quale era occupalo alle guerre di fuori. (V) (N) Sen. Pist. So. Noi siamo tutti occupati ad imprendere le vii-tuli e disapprendere i vizii. Bocc. nov. Essendo ella al suo dolersi occupata ec. (N) Occupare diti', da Pigliare, Portar via. Intendendo di spazio, Occupare dicesi di tutte e tre insieme le dimensioni del corpo ; e Pi- gliare , di ciascuna delle tre più distintamente , c della sola circonferenza, e Portar via, delle cose clic non vorremmo pigliassero tanto spazio. Parlando di tempo, Portar via diccsi di tempo, se non perduto, poco bene occupato. OecurATissi510 , Oc-cu-pa-tis-si-mo. [ Add. m.] supeel. di Occupato.— , Arcioccupato , sin. Tal. occupatissimus. Gr. cc(rxokcòra.ro?.Amm.AiU. 4 ■ 5 . 11. Posasi l’oncstadc; lussuria occupatissima é. Cas. lett. 72. di occorrere. Dclmin. Ennog co” A messere Stefano, occupatissimo in leggere, e in traghettar Talpe., raccomando Grillo. Car. lett. 2. 4 U - Mandandomi in questo punto, clic sono occupatissimo, a dire che se ne va. _ . . Occui'atjvo , Oc-cu-pa lì-vo. Add. m. Allo a occupare. Tosataci. Pro- Oceanico,* O-ce-à-ni-co .Add.pr. m. Dell'Oceano. Oceanica celt. Berg. (Min) ruzza umana della Specie nettuniana. F. Nettuniana, (yì OecurA'io, Òc-cu-pà-to. Add. {m. da Occupare.) Ritenuto da checche»- Oceanidi.* (Mit.) O-cc-à-iii-di. Figlie dell’ Oceano e di 1 sia, {e perlopiù] Infaccendalo, {Affaccendalo, Impaccialo, Impic- erano tremila, secondo Esiodo edApotb l0,> J l 'iaier quello di Mondo marittim i, i moderni chiamano quella parie de eh’ è composta dalla Nuova Olanda, e dalle molle altre 1 *°%’ J s,t nel Grande Oceano, e fra questo è l’Indiano, a scirocco ,» fd ed a ponente dell’America. Comunemente V Oceania si di , ’ivj.ff l ,iir porzioni : la più piccola, a maestro, è C Arcipelago asiatico 0 "‘je ’f sia.-, al mezzogiorno è l’Justrasia o Auslralasia., che cofl T °'ff n IT Cruz , Nuove Ebridi , Nuova Chledonia e Nuova ZeiiV’d a ’ vante è la Polinesia . (G) . ) 0 * Oceania.* (Zool.) Sf. P. G. Lat . Oceania. (Da oceanns o cC ®® fèi x)l neiv di acale/i , delia famìglia delle medusarie , stabilito (* l0 slO ,fi&) e da Lesueui’y nella divisione delie meduse gastriche o ^ (,/ • ie quali abitano i’ Oceano j donde trassero tal nome, (A/lJ Oceaniche. * (Geog.) O-cc-a-m-chc. Nome sotto d quale c ° fr f[ c [o^ le numerose isole del Mar Pacifico^ che divise vengono M ^ Autiti’ale , Auslealasia , e Polinesia. (G) Jice^ ^ ili ciato, Impedito, Intrigato, Imbarazzato ec. Dicesi Occupato assiduamente, altamente, con tutto il pensiero, felicemente,perdutamente, vanamente , onestamente , lodevolmente, utilmente ec.] Lai . occupa- tus , negociosus. Gr. òicrxo\oe, itQ’kvTrpéi.yiJ.oJV. Pass. 4 2 * Eime lasso, che ora intendo quello die , occupato nel piacere del peccato c inteso a’ sottili sofismi della loica, non intesi mentrechè vivetti nella carne. Hocc. nov. 4. Ancoraché da grandissimo suo piacere e diletto tosse con questa’giovane occupato, pur nondimeno tuttavìa sospettava.»/' 1 ??. Giord. 7 8 . La carne. . . muore quasi per ogni vii cosa . . . Non è acconcia di sostenere grave pena -, ma di piccola è occupata. ( Lai. canj mors occupai.) (\ ) ; —- E col 2. 0 o 3 ° caso. I r it. SS. Pad. 1. iyg. E una fiata, desiderando io di stare cinque dì continui occupalo di pensare di Dio inseparabilmente , ce. E 2. 26. Sentendosi molto tentato di accidia e occupato di diversi pensieri. BocG.g. 2.11.6. Essendo ella al sua dolersi occupata. E g. io. n. 6. Voi ancora siete cc. tutto occupato di i poeti po^ ^ venie tra esse alcune altre ninfe. Dette anche Oceanitidu 3 ■—'* Cosi chiamano i poeti anche i figli dell' Oceano e sono venticinque fiumi: Acheioo, Esapo, Alleo, Ardesco, ‘i> 1 no, Eveno, Granico, Ahacmone, Eptapouo , Ermo, Isti 1 ’» g ai }g 3li Meandro, Nesso, Nilo, Partcmo, Penco,Vasi, Reso, Rodi; ^ Scamandro , Simoenta , Strimoiu'. (Mit) gtfisO** Qceaniti.* (Geog.) O-ce-a-nì-ti. Popolo che s y era stanzùd 0 ,l .'j Panchea , nell Arabia Felice. (G) C^' Ocbanino , O-ce-a-nì-no. Add. in. Dell'Oceano. Salvin.OpP' mar ceruleo obliava, Acceso- d’una- Ninfa oceumna Dxigh u )p) E Es . Gen. Figlie oceanine. (Cioè, Ninfe dell’ OccanO.J^j^fl Or.EANiTiDE , 0 -cc-a-ni-ti-dc. Add. pr. coiti. Ohe deriva f a Onde Occanilidi chiamarono i mitologi le Oceanidi. ^°‘ .p d' Esiod. L’erg. (Min) (Mit) Oceano,* O-cc-a-no. N. pr. ni. Lat. Oceanns. (In gr. oce0 *[t,) ( te, c nao scorro: Clic celerainente scorre. V. Oceano 1 ...tS-** - 4 - 4 - Q“ minore a ciascuna, perocché tanto gli è tolto 111 ciascuna cosa, quanto egli è occupalo a molte. (P) Pailav . Ist. Cono. 2. ^26. Quantunque lunghissima (Torazione), ingannò con la bellezza in maniera che rubò lutto lo spazio delta congregazione . . / senza che i Padri sene avvedessero : effetto raro con uditori, diiicati di gusto ed occupati eli tempo. (Pe) 3 — [Ingombrato.] Peti', son. 21 g. Al ver non volse gli occupati sensi. 4 — Parlando di Aria o simile, vale Ingombra, Oscura.L'eo Belo. Pit. Colomb. 128. Tutta l’aria era occupata e oscura , e con grande ri- suonare di tuoni. (V) 5 — [Paliando di Tempo 0 simile, Più o meno occupato, dicesi quello in cui alcuno abbia più o meno brighe.] lìed.Ins.q, \i prego dunque a prendervi la fatica di leggere nelforemcno occupalcque&tamiaìcllera. Occupatole , Oc-cu-pa-tò-re. erb. m. di Occupare.] Che occupa. Lat. ìfavasor. Gr. ? l'.^TxkoL^ùóv. G. K. 7. «^ó’. 3 . Diè sentenza contro al detto Piuo d’Araona , co.ne sconumicato ? spergiuro e ruhcllo, e oe- J litio 1 mare, e taioi ai arie.ai essu.{ r .ìu.ne.^ fcq * G. V. 1* 3 . 1. Cominciando dal mare Oceano, c PetiT cojiz. 5. 3. Inghilterra coll’isole che bagna E \ .a; 1 ' Carro e le Colonne. Tac.Dav.ann.2. 36 . Quanto è più s l 13 erano degli altri mari cc., fa tanto-la scondita più L'Oceano si divide in tre glandi parti : co} Ì Oceano Pacifico o Mare del Sud 0 G. aade propriamente detto Occ#w?.,l ( 6Ì 0 YuJia» 0, ’ di ed il Mare dell' Indie o Oceano j o s ' T— Etg. Cosa vasta o immensa. Pardi. (A) -—•(Mit.)// sia del Cielo . , ebbe in moglie Tetulc , non La Nei\ide mudi Dea delle acq questa voce , tragg. _ D - - acqua: Abitazione dell’acqua.) (Mit) , 0/J arri r — * (Icon.) Pe echio assiso sulle onde del c ! primo Dio delie acque , figlio d Urcttf ■ ali fAif- e della Terra , padre degli Dei e eh l “ ‘‘’ ie Tetide, non la Ner.ide madre di Ac ( orl i'C ff que. (Trubisciando tutte 1’utiiuologic^ 1 *^;^ e tragga il gr. oceanos dal cult, oc aùi - OCEANO ^(ut Un mosfro mar ^ tì0 al fianco ; tiene un* inni e voteli atqua. (i (l ìf n fi^o suo proprio sono due zampe di granchio che gii escono (k‘ 11 fronte —-- OCROCARPO nvrue come due corna . (Mit) è Co ' . C^°ol.) Sm. Nome duna varietà di nautih’o y che da Mon fiori ^^\ 5 t * cr( f, ta come tl P° $ lln nuovo genere. (Aq) SL * (Geog.) O-ce-lèivsi. Antichi popoli della Spagna nella Lu - dfi & alcune opere filosofiche a Jfi.% noi. (D) (Mit) 0, , alcune delle quali sono pervenute IC '•"“V ... _ lii 1# 'T 20 ? - ) Lat. Qcelis. Amica citta dell’Arabia Felice. — Lat. Ocel- s ' tu aia n(ìC i>T c hlàjlella Gallia Traspadana.—delle Spagne nella Lu 0, ' CE, iDgVo biella Tarragonese. (G) C|| *Ki » ' Gco S0 O-cc-ti de.^iU. nome di un’ is. del mare di iS'cozia.(Mit) . E.. (Deog.) O-chà-ni. Antichi popoli dell'Asia, abitanti del Nord~ V.Tpk Marziana. (G) .io ’r>' G<:o 8') Isolo dolio Oche.Isole del fiume San Lorenzo nel Bas- < G > vi Cll ,> O-chc-si-o.IV'. pr m. (Dal gr. hochesis, eos trasporto, clic dii , hnchos cocchio, carro.) — Padre di Peritante, ucciso óll’as- V“ di Trofia. (Mit) J ,M n..i' * O-chi-ci-da. Add. e sost. com. comp. fi. scherz.Che uccide e d è detto degli Ebrei. Barujfiald. Berg. (0) Ilo O-clu-i r>el O-clu-mo. N. pr. m. ( Dal gr. hochema carro. ) — Figlio e JpUig *°rfi Et/os e che dalla ninfa Egeteria ebbe Cidippe. (Mit) -n.1,7 ^D-cì-a-le.iV. pr. f. (V .Odalo.')—Nome di uri Amazzone.Qilit) per ’ O-cì-a-lo. N. pr. m. (Dal gr. ocYalos che velocemente coire fl Co 'i/p ' 1r< r » ocys celere, edhals, halos mare.)— Uno de' Eeaci, che (i ti, fi d premio della corsa. (Mit) Uc, fcttò (Oeug.) O'-ci-da. Fiume della Calabria Ulteriore. (N) gf. a8, * (Mit.) O-ci-dro-mc. Nome di uno de’ cani di Alleone. (Dal V^i pronto , veloce, e dromos corso.) (Mit) Vc| 0 5l °* * (Zool.) O-ci-dro-mo. Sm.V. G.Lat. ocydromus. (Da ocys ( l lì /( " ! e dromos corso.) Genere d'insetti dell’ ordine de’ coeleotieri, \ u ''filone de’ pentameri, e della famiglia de’ carnivori, che cor- °nin, r d genere beinhidion di Lalreille così denominati dal loro S.i;^.(Ari) rispondere a coloro ' epo io dico.)(Mit) 0, 0‘ 1s ll'iih° , ”/< c<),J cu ‘ A A antichi indicarono diverse piante. Lat. oci- V. G. Lat. ocimmn. Gr. Sxi/iov. Genera innnspermia e della famiglia di tte labiale fitte (Mit.) O-ci-c-jio.^g". di Apollo, pronto a rii ^ l 'ir ST eo ' ,II '^nnano. (Dal gr. o hi figura e disposizione delle cui foglie si assomiglia a fiatfi'yfnsUico. E nome anche della Isnardia. '‘ ' (Aq) '«IJg Ar- “ Uttcttt/ UUH1 Ikiouiutu, h '‘fui • O-ci-mò-i-de. Sf V. G. Lat. valeriana rubra Lin. (Dal fìho J r On °eimo, ed idos forma, sembianza.) Pianta che ha lo stelo fi'i 1 le foglie lanceolate, appuntate, integerrime, lisce-, i \h, llte . p ' ° bianchi, disposti in gran numero, a pannocchia termi- 4|i* e > * o" 1Ce ne ^ es,ale - ifia) X't dal ' ci -P c -te. -A'- p r -.f (M n r - oc p veloce, e petome io volo, fi '-fcrpus di piè veloci.) — Una delle Arpie.—Una delle o.V il 01- ) Sf V■ G. Lat. ocypctcs. (Da ocys veloce, e petome V' de fi ' Jl nc, ' n di aracnce, dell' ordine delle tracheane e della fami- $t > >0 dal/ ni,crr ifiree , stabilito da T-cach , le quali così si denomi- . ifiP a “ Velocità del loro corso. Secondo il detto autore apparten- \ì, L di fi est a tribù pel numero de' piedi , ma secondo lui son for- t \.^*.k(/q)(N) e J itfi ' , elr,„ 00 •) o ci-po-de. Sf. occ, po-de. Sf.V.G. Lat. ocypodes. Gr. tlitvztovs. (Da e Pus, podos piede.) Genere di crostàcei, dell’ordine dei •addito elafi !' 1 famiglia de’ brachiuri, e della tribù de’ quadrilateri ; tfi'iori fi Labricio, e muniti di dieci zampe con unghia, di cui le \p f ^Uta term ‘»ate in punte ; e con te quali, massime una spe- p 0 s Rose alla Carolina , corrono con tanta velocità che \' liv ori fi? no fisere superate da un cavallo a tutta corsa : sono ll\,ydic e i/ n, ìftbii. Hanno l’occhio disteso sotto la lunghezza del pe.fil e antenne di mezzo nascoste sotto la testa ; sono v\'**(l»coir ^ ^ 0, fi velocità ed abitano nelle tane. (Ac[) (N) ■ (Mity ,i G 'P'"P°' < li. Ani. popoli indiani, velocissimi al corso. (G) i ^ /O-?"?’ ( B ) (M*t) ii S ' rfielle Al- P r - fi (Dal gr. ocys veloce, e theo io corro.)— f rp,c - (Mio ; !?■)’-tóool fififie eviu ‘1‘ Atteone. (Mil) % d e /' c, 'edi' ^ P ‘ U ' oc iVlboc. (Da < . ocytboe. (Da ocys veloce, e theo io cor- ; o. / "‘are stabilito da Bajiuesc/u con una specie di po- (Arj) “* Sicilia ; così denominandoli dalla celerità del loro ^“b, i r OciTTEnl. * (Zool.) O-cìt-te-ra. Sfi U. G. Lat. ocyptera.( Da ocys. veloce, e pteron ala.) Genere d’insetti dell’ ordine de’ ditteri, della famiglia degli atericerì , della tribù dei muscidei, c della divisione de’ creojilì ; stabilito da Lalreille a scapito del genere mttsca di Linneo ; i quali sono cai-atterizzati da ali lunghe come il loro corpo , e cui l’animale volando agita con celerità. (Aq) Ocladia. * (Arche.) O-clà-di-a. Sfi.F. G. Lat. ocladias. (Da oclacliao io seggo su le ginocchia piegate.) Sedia flessibile , di forma ciangolare, con un semplice cuojo disteso, la quale piegala è facile a portarsi da chicchessia : non è dissimile da quella che si fan portare dietro i personaggi principeschi quando A recano alla ■ caccia o in campagna , per riposarsi a lor talento. La si usava anche a’ tempi di. Giovenale e di Marziale che ne parlano. (Aq) Oclasma. * (Cor< gr.)_0-clà-sma. Sf. U. G. Lat. oclasma.Gr. Sx.\xtrp.iz. (Da oclaso , fut. eli ocltizo , cado ginocchioni.) Specie di danza greca , in cui gli attori piegavano le ginocchia. (Aq) Oclocrazia. (Filol.) O-clo-cra-zi-a. Sfi. U. G. I.nt. oclocratia. (Da o- ch/os moltitudine, e cralos potere.) Governo violento di molti. Triss. Oraz. al Doge Gritti , Garz. Piazz. ilo., Mazz. Dif. Doni. Inlrod., Fvachet. Sem. Stia. Guerr. Disc. t. Berg. (Min) Ocra ,* O'-cna. N.pr.f. (V. Orno.)—Figlia di Colono e Tanagra, innamorala di Eunosto. (Mit) Ocna. * (Bot.) Sfi. E. G. Lat. ochna. (Da odine pero salvalico.) Genere di piante esotiche , e tipo della famiglia dello stesso nome , a fiori polipetali, della poliandria monogima , sudatilo da Linneo e f- gurato da Lamarck , e dal primo così denominato per la forma delle foglie della pianta che ha servito di tipo al genere , poco dissimili. da quelle del pero-, hanno il calice inferiore di cinque sepali, le antere biloculari, e cinque drupe monosperme inserite su di un gino- baso. (Aq) (N) Ohm, * O'-eno. Lat. Ocnus. (Dal gr. ocnos pigrizia .)—Piglio della profetessa Manto , secondo Eirgilio , fondatore di Mantova. (B) (Mit) Oco.* N. pr. ai. Lat. Ochus. (Dal gr. Itochos cocchio .)—Soprannome di Arlaserse 111. re di Persia. ■— Abitante di Cizico , ucciso dagli Argonauti. (B) (Mit) a — * (Geog.) Alto monte della Persia sulla costa del Golfo Persico, a piè del qiude approdò Nearco. (G) Oco. * Sm. per Oca , uccello. (Y. oca.) (O) 2 — * Fig. Face. (0) Fi-, Barb. 162 . f Fu oco, ed è ancora ri* roen sentito. (V) Ocò. [Sin. V. A .] Voce che si manda fuori, gridando per segno d'allegrezza. Lat. io, io. Gr. lov hó. (Da ohi ohi In pers. uat. octogiui». (Dal gr. odo otto , e da grne fendila.) Nome che dà Linneo a quell’ ordine di piante che nelle classi del suo sistema portano fori ermafroditi con otto pistilli. — , Ottaginia , Oltoginia , sin. Bertaioni. (0) (Aq) Octostilo. * (Archi.) 0-ctòsti-lo. Add. e sm. Serie di otto colonne , separate da intervalli eguali , disposte in linea retta o circolare. (Dal gr. odo otto , e stylos colonna.) (Mi!) Ootllam. * (Geog.) O-ctu là-ni. Antichi popoli d’ ìtali a nel Trizio, (G) Oculare , 0-cu-là-ic. Add. coni. Jji occhio, Attenente ad occhio.Lat. ocularis. Gr. o^ccipiKÓi. Salviti . Disc. 2. 325 . Per meglio con o- cuìar fede esplorare i costumi de’frati , sopravveniva a 5 conventi incognito , c diligentemente guardava come la religione s’osservasse.» Accud. Cr. Conq. Mess. ilitornando l'immaginazione ad innalzare le i"v, fabbriche fondate oramai sopra T oculare ispezione. (A) a * A foggia, A somiglianza di un occhio; conte p. e. Macchie o* culari ec. (A) X — * Agg. di Testimonio , vale Testimonio dì veduta. (A) ODDO ,etto ch '\ 4 —■ Agg. di- Cristallo , Velio di-.ll’ occhiale : Così dicesi gueu incavalo sfericamente da tutte due le parti , o da una parte so ^’ oC . dall’ altra piano; ed è detto cast perché è quello che si dette a ^ chio. In questo significato s’usa anche in forza di sast. lelt. Specchietto , nel quale si riguarda col'vetro oculare. ('O _ I(J i OctiLARio. * (Arche.) 0-cu-là-ri-o. Jdd. e sm. V. L. Nome, PI fi Romani , del chirurgo addetto agli occhi , secondo l’uso «"*' ’ avere un medico per ciascuna parte del corpo. (O) a — * Chiamavasi anche l’Operajo che fabbricava occhi per 1 i quali occhi erano di argento , di piètra fina e simili. (0) gr- Ocularmente , O-cu-lar-mén-te. Avv. Di veduta. Lat. oculata ut ^ £j . avrc-^ia. ViV. Disc. Arti. 2. Per acquistar nel medesimo A* 110 duta che a lor bisogna , come ocularmente si riconosce. . ^ a Oculatamente, O-cu-la-ta-mcn-te. Avv. Di veduta, A occh'f’f 0 - -0t a* ,„t‘- s!5 Lat. oculata fide , experientia. Gr. aèro^/x. Red. Ins. 34 - commendabile autore ne abbia mai fatta oculatamente la s P e -‘jy'toUt 11 66- Volli più volte vedere oculatamente ciò che sulle carni s’ingenerava. a — Rig. Con avvertenza , Con cautela. Lat. caute. ’i< 0 ‘ Oculatezza , O-cu-Ia-tcz-za. Sf. Attenzione esatta , Vig^ a,iza ’ spezione. Vallisn, (A) . o ctl ” Oculatissimo, O-cn la-tìs-si-mo. [Add. m.] superi, d' Oculato- 1 - c olt' latissimus. Gr. o^fpxierxros. Rocc. Gom. Inf. 1. 6. Oic i ciossiacosacliè oculatissimo uomo fòsse l’autore, lui non aV '^ tit p ^’ riguardo alle pai ti che nelle commedie si contengono, ma a ^,ti 3 Red. Annoi. Ditir. 7 6. Qualsisia più oculatissimo critico. mai credere che egli non sia nato e nutrito nel cuore della 1 Oculato , O-cu-là-to. Add. m. V. L. [Propriamente ciò eh e d’occhi , e flg .] Reggente co’proprii occ/11. Z«t. oculatus. y ’ fS eA rns. G. V. 8. 38 . 7. Noi ci trovammo in quel tempo ue X r , l- con oculata fede vedemmo e sapemmo la veritade. Ru<'>‘- , ^ 3 . Voi ne sarete giudice oculato , Se queste cose visitar )' 2 — Rig. Cauto, Avvertente. Lat. cautus, prudens. Gr. tl '^ ta ' Odc° e ' f’ 1« ODDONE J*' I‘°d robustezza, gloria , lode : in celt. odd facile : in islavo od- C' 1 d «lito, dedicato.) (B) 0 lL * Od-dó-ne. N. pr. m. Lo stesso che Odone, e Odo. F. (B) gl| ^ "de. [Af. Lo stesso che] Oda. F.Buon Eier. 5 . 5 . ». S’ordiscono q fornii , S’intessono le lodi, Panegirici e odi. Red. leu. 2. si. ^oed * a * f < ro ord ‘ nai *° ^ manderò un’ ode pur di un mio amico, o. * G-ded. N. pr. m. Lai. Oded. (Dall’ebr. chuoded sostenere: C, mtore -H B > ? f)at ° ’.* O-de-du-è-o. N. pr. m. (Dal gr. ode canto, e doo io do: «or ,]| can [ 0 \— Figliuolo di Opo, marito di Laonvme, padre di 0 0 *• (Geog.) O-de-ga. Riviera del Portogallo. (G) e , lTSU -* (Eccl.) O-de-gì-tri-a. Sf. Lat. hodegitria. (Da hodos via, guida, onde hodegetergoidn del cammino.) ilo me della mira- „ °^ a imagine della B.F., creduta lavoro dell’ evangelistaS. L,uca, la P", e eonservavasi in Costantinopoli ai tempi dell imperador Michele entp °^° c ^ le se ^ a f ece portare dinanzi, quando, cacciali i Latini, tjf) Er 0 ne/ 1261 trionfalmente nella sua capitate. (Aq) vlj 0- (Lett. Eccl.) O-dé-go. Sm. V. G. Lai. hodegos. (Da hodos du '/ , a o° condurre; onde hodegos conduttor del cammino.) Titolo go/f • ro ne/ quale Anastasio monaco sinaila pretese di dare una re- c co S f Ura eretici del secolo ri circa la credenza dell’ Eucaristia ; cuJy utan do /’ errore sulla presenza reale di G. C. in quel sacramento, 0 0s ,, ,n un altre asserendo la corruttibilità del corpo del Sisnore.{Aq) ehi. I * G-dèl-la. N. pr. f. Lat. Odella. (In celt. odhall sordo. lu *• hod -J -7 TJ !-•- . r . -1 a- •> ,r%. ODIO s 99 0, lode , ed el Iddio; Lode di Dio.") (B) 0 [) e ^ iOr no .)—Principe arabo, re di Paimira, marito di Zenobia.(Mit) 9 -. d ™ -se, Odensea.fiat. Ottonia, Ottonium. Città della , nell 1 isola di l'ionia. (G) >, lAL -* (Geog.) O-den-tàl. Sm. Signoria degli Stati Prussiani, nella Oo E di Cleves-Berg. (G) j • (Arche.) O’-de-o. Sm. F. G. Lat. Odeon. Gr.ùScìot .(Da ode canto.) j '‘°S°destinalo aprovare la musicache doveva poi farsi in teatro. Presso de era anc he esso stesso un altro teatro, posto accanto al grande dove non solo i cantori facevan lor prove, mai letterati e i poeti S£ raccoglievano per leggere le opere toro in comune. Dicesi an- a^Odeone. (Mil.) nei/ Gie.) Decimo tribunale di Atene , ove l’ Arconte giudicava ^ fifi Use sul vitto e sul ripudio delle mogli. (Aq) Lo stesso che Coro. (Aq) Un r?. 0 '* (Mus.) O-de-ò-fò-no.ò'n». Istrumenlo inventato a Londra da «j s . 1 snnese per nome Eanderburg. Esso non è che una variazione furp hen c0 "dntta dell’ invenzione di Chioditi ; e strumenti simili sto, ,ì -° fi'-' 1 prima fabbricali in Germania. Il suono si cava da ba- 04, Cl 'ù di metallo , mediante una tastiera ed un cilindro. (Dal gr, (lojj, , c “to , e phone suono.) (L) ei f (Geog.) Lat. Odera. Fiume dAlemagna che sorge in Moravia, ? nellu Slesia , poi nel Brandeburgo , e finalmente nella Pome- dove mette nel Baltico. (G) brìi,,, ' 14 .* (Geog.) O-de-rà-vi-a. Città della Moravia. (G) q/’ in-o/* 04- * (Geog.) O-der-bi.T-ga. Città della Moravia .— del Brande- aj*® >.G'-dc-re. Alt. e n. V. L.F. e dlOsnc. Lat.audcve.Sentenze cr e a “ eL '- Milano, Stella, 1827. Seni, /fi- U. Odeudo , la virtude ^tardando , il timore. (Min) a Bc | 1 * O-de-rì-co. N. pr. m. ('troncato da Teoderico. Può esser n °me primitivo, dal ted. oed solitario, e re ih ricco.)— Fiag- nali ‘ mo dd secolo xir. (0) . F t .f (Geog.) O-dèr-zo./.<:(.Onitcrgium ,Città del regno Lombardo- o»£ S nella provincia di Treviso. (G) , pr. m. Lat. Hodes. (Dall’ ebr. hhodes’ novilunio, mese: 0tle ss*, Del llovillini ò-) (B) , l'er,,' (Geog.) O-dés-sa. Città e porto della Russia europea nel eo- °Cl C ’ fe “'(G) , , »i 0| i'"'og ) O-dés-so .Lat. Odessus.vdnt. città de’Milesii a piè del ,. e Emo , sulla riva del Ponto Eusino .— Lat. Odyssus. Antica Ponto Eusino, appartenente alla Sarmazia, ora Òtschakof.(G) (tlah? * G-dè-vi-a , Odia, Odoìa , Odili». N- pr. m. Lat. Odevia. ‘^hr. h 0 d lode, e jah Iddio, Signore: Lode del signore. ) (B) a * O-di-a. N. pr. m. Lat. Odia. Lo stesso che Odevia. F. (B) IV :Un (Geog.) JSorne di un’ isola del mare Egeo. (Mit) Udiri’ G-di-à-bi-le.^drfc?. cvm. Da essere odiato, Degno diodio. , | . e , Odievole , sin. Dant. Cvnv. Distinguendo quelle cose che l, L ! s -''il più amabili c meno, e più odiabili. (Cosi pare che deb- 11 questo vocabolo. F. Odibile.) ( Il ediz. di Modena 113 1 ^S 4 2 legge: e più odibili ec.) Sega. fur. 1. 1 7. 8. L irn- bi| e 1 ’ i- c odiabile al maggior seguo, ec. Chi dirà dunque clic odia- s * as * 1 ’ andare esente da ogni difetto ? (A) r. j - * ..... «. ^ 0|a »e n 1 °‘ Berg. (Min) diate . di-à-rc.[^zz.] Avere in odio, Portare odio .—, Inodiare, Inno- « ainà””’ ^ at - odisse, odioprosequi. Gr.pnrùv. But.Purg.iy.2. Odiare già od' 6 ' ma * e aBa cosa ainata - Bocc. nov, 77. 48. Il quale come io ta 'Ue ! a, > così al presente amo. JSov. ant. 100. f Costume delle fein- J °n. q 1110 he volte d’odiare coloro che i loro mariti amano Peti-, , t'i'i>v ! ,_ ; ' Ma d'odiar me medesmo giunto a riva, E del continuo la- s ,°“ st j>nco. E cap. 2. Ma ferma son di odiarli tutti quanti. T, iC ’ O-dìa-sò-le. Ar/d. com. comp. indecl. Che odia il sole Sten. rj us v . r ° Odiati.* (Geog.) O-di-à-ti. Antichi popoli d Italia nella Liguria. (G$ Odiatissimo , O-dia-tis-si-mo. [Add.rn.] superi, di Odiato. Lat. maxime invisus. Gr. Igfieros. Tac. Dav. ami. SS. Ma per esser Sejano camera d’ogni enormezza , troppo amato da Cesare , ambi odiatisi.. mi , ogni disorbitante favola se ne credeva. Odiato, 0-h-kAo.Add. m. da Odiare. [Avuto in odio, Malveduto, Malvoluto.] Lat. invisus , odio habitus. Gr. olf-.l. I.i.izr.rl. Amm.Ant. 38.5.1Ò. Che cosa è povertà? è odiato bene, e benavventuranza sanza sollecitudine. M. F. 4- » 3 . Giovanni sentendosi povero di danari , e sanza gente d’ arme a potersi difendere, e odiato da’cittadini dentro, cc. Red.Fip. 1. 84. Quella fiera si getta più volentieri nel fuoco che tra le fiondi dell’ odiato albero. Odiatore,O- dia-tó-re. [Ferb. m. di Oliare.] Che odia. Lat. osor. Gr. 0. pteriexs. Annotai.. Fang. Odiatore di sonno, in poco tempo sarà libero dalle fantasie diaboliche. S. Agost. C ,D. Gli suoi odiatori a detrattori vuole avere corretti. Odiatrice, O-dia tri-ce. Ferb. fi di Odiare. Che odia. Oliv. Pai. Ap. Pred. 1 ./r., Casin. Pred. 1. qo. 2. lìerg. (Min) Odibile , O-dì-bi-le. Adi. coni.Da essere odialo. [Lo stesso che Odiabile. F.] Lut. dignus odio , abominandus. Gr. pirerós. Dani.Cono, icjo. Poi viene distinguendo quelle cose che a lui son più amabili e meno, e più odibili, e seguita , e fugge, e più e meno, seconduchè la conoscenza distingue.» Fu. SS.Pad. 2. 38o. E odibile cosa appo Dio dimandare 1 ’ altrui ed esser tenace del suo. (Pi) a — Molesto , Nojoso , Disgustoso. Bocc.Com. Itif. Panno ’1 fiato odi- bile e fetido. (A) Onmi.iTs , O-di-bi-li-tà. Sfi osi. di OiWbWe.Merito d’odio.De Lue.Doti. Folg. 1. ». 36. Berg. (Min) Odica. (Mus.) O'-di-ca. Sfi. Specie dì musica pratica, ehe riguarda il hallo, ed i varii movimenti del canto e del suono. (Dal gr. ode cauto.) Gian. (B) ve Odice.* (Mit.) O-di-ce. Cria delle Ore. (Odicos vale in gr. canoro. In celt. oed tempo , ed ic segni di diminuzione.) (Mit) Odiersamente , O-dier-na-mén te. Avv. Nel giorno, o Nel tempo presente. Lat. bodie. Gr. e-hp-ipov. Tratt. segr. cos, domi . Conforme odiernamente si è in costumanza. Odierno , O-di-èr-no. Add. m. Del dì d'oggi. Lat. odiernus. Gr. o ré ■ .u-tvot. Fnrch. Lez.35 2. Le quali fornite, sarà anco fornita la presente odierna lezione. » Segn. Pred. 15. 1. Per tion aver già voluto la misera prestar fede all’ odierna intimazione evangelica. (N) 2 — [Ed in forza di sm.] Dani. Par. 20. Sf Perchè degno preco Fa crastino laggiù dell’odierno. 3 — Del tempo moderno. » Bocc. Fit. Dant. Mutò consiglio a prese partito di farla ( la commedia ) corrispondente , quanto alla prima apparenza , agl’ ingegni dei principi! odierni. (N) 4 — [A modo di sm. pi. Gli uomini del tempo d’oggi, I moderni.] Bocc. lett. Piti. Ross. 2-jH. Rigida risposta agli odierni, ma vera e utile, cade a cotale opposizione. Odievole, O-di-c-vo-le. Add. [com.L-n stesso che Odiabile] Lai. odibilis, odio dignus. Gr. tuatirós. Lib. Amor. Si. Da tutti dee essere dispregiata la vita sua, e siccome odievole bestia è da fuggir e. Amai. Ant. 7. 2. g. Odievole uomo fa lo riso superbo e chiaro , ovvero quell ) che viene dall’altrui male. » Pollar. Et. Cane. ». 71 6. Convenne clic qualcuno fosse redento da Cristo m maniera che nè pure per un momento rimanesse odievole a Dio. (Pe) OdievolezzA , O-die-vo-lói-za. [Sf] F. A. Odio. Lat. odiuin , invidia. Gr. fùtros, ÌTrt'x&‘ici. Lib.Dìcer. Queste così superbe e altezzose costumanze cagionano passiva odievolezza. Odilo,* O'-di-lo, Odilone. N.pr.m. òuf. Odilo. (Dal ted. held erbe, campione , e lolm premio : Premio ilei campione. In ingl. headlong ardito , precipitoso.) —Santo abate di Clugnì net secolo xr. (B)(Ber) OmxERO. * (Zool.) O-di-né-ro. Sm. F. G. Lat,. odynerus. ( Da odjrne dolore.) Genere d’insetti dell’ ordine degl’ imenotteri, della tribù degli aculeati , e della famiglia de’ diplotleri , stubilàn da Latreille , cd avente per tipo la vespa muraria Lin. , desumendo il nome dal dolore acutissimo che reca la puntura del loro pungolo. (Aq) Odino.* (Mit. Scand.) O-dì-no. La principale divinità degli antichi popoli settentrionali, e principalmente degli Scandinavi. ( Secondo il Rudbeck , oliti in antico svedese significava il Sole.) (Mit) Odinsdag.* (Mit. Scand.) O-din-sdàg. Sm. Giorno della settimana consacrato ad Odino : era il mercoledì. (Mit) Odisston.* (Mit. Scand.) O-din-stùn. Sm.Arena che serve al combattimento de’ Mani degli eroi. (Da Odili Odino , e tun città, recinto: Recinto , Città di Odino.) (Mit) Omo,* O-dì-o. N.pr. m. (Dal gr. hodios fausto .)—Sacerdote ed araldo greco nella guerra di Truja .— Capo degli Auzzoni, venuto dalla Bi- tìnia in soccorso de’ Trcjani , ed ucciso da Agamennone. (Mit) 2 —(Mit.) Soprannome di Mercurio nellisula dì Paro, qual protettore delle strade. (Dal gr. hodos via.) (Mit) Odio O -di-o. [Sm. Forte e permanente abborrimenlo a una persona o ad’una coso;] contrario r/’Amore. [E Odio è antico, amaro, acerbo, aperto ardente, aspro, mortale, iutenso, crudele, grave, intestino, implacàbile , maligno , estremo , lungo, coperto, dissimulato ec. Dicesi anche Rancore, Inimicizia, Disaimcizia ec. ; Odiosaggme, Odù* volezza ec. ] Lat. odiuin. Gr. fikos. ( In gali. 01IU , in ar. edavet ovvero das, il cui pi. è edues. la quest’ ultima lingua yda vai nemici ) Coni. Purg- 13. Lira eh’è con diliberazione, scila invecchia, è odio. Odio è ira invecchiata E Inf. ifj. Odio è un movimento d'ap- pelìto che discende da alcuna apprensione , ovvero cognoscihilitade. lnirod. Flit. Odio è una malevolenza inviziata. Albert, cap. g. E ira invecchiata si chiama odio ', e odio invecchiato si converte in natura. E appresso: V odio , secondo Tullio, è veleno dell’ amislade, Tratt. pece. meri. Odio si è avere in detestazione e ahbominazione il prossimo , o disiderar male ai] altri , non a debito fine. Bocc. nov. 33. Coo ODIOSACOINE 4'. Bivoltato 1 'amore, il quale a Bestognone pwUiva, in aceri*) odio. h uov. 77. gì. Te oc., come antichissimo nimico, con ogni odio e con Le inimicizie mortali, odontiasi Oiwcr.A. * (Geog.) O-di-pù-ra. Città deli bufastan. (G) ,! suf Olire , O-di-rc. [JV. anom. V. difcl. con le coche 1 ’oci del f tale ■ u ’ _ 1... .. .rr. .._ ' i rr Doni .' 1 • plisce anche oggidì a quelle che mancano al 0.] Udire. ili Perocché quella, che ti deve odile , s’è , coni’io credo, in >«• tutta la forza di perseguire intendo. Lab. ify- le ’risidie e gli oaii saranno di presente in campo. Pclr. canz. 11.4. Elei-lungo odio civil ti pregati fine. Fior. Vin. A. M. Quando’l san- me adirata. . (e ,„ gne è turhato al cuore, si converte in òdio, se la’ndegiiazione dura Obito, O-dì-to. Add. m. da Odirc. V. A. V. e di’ Udito. Gui • . nel" cuore. Cas. Insti’. Cani. Carnff. 10. L’odio è sdegno confermato 33. 78. Pesami un poco di tuo stalo, inteso per te alcuna cosa, nell’animo d’alcuno, il quale non si sazia giammai , nè s’acqueta, derosa, via più mi grava , odita quasi di pubblica voce, n° n se non col disfacimento del nemico, anzi contea lui più s’infiamma, acconcia in tuo pregio. (V) • nW'i' quanto più il vede afflitto c misero divenire , infinattantoché sia o Odissea. * (Lctt.) O-dis-sè-a. Sf. Titolo d’uno de’ grandi poemi ^ 1 " ’ " ’ 1 ’ ’ ' ‘ Imiti ad Omero , nel quale sono narrate le avventure, di ™ lss Q/ffi' sua partenza di Troia fino al suo ritorno in Itaca. (Dal gr. {,[. TTiio-.. \ J 4....... re n t „ r.,..,.i. a ,—1 la, m ottavo , sevs Ulisse.) Salviti. Annot. F. B. La favola è nel libro ott a ' r J| {. l’Odissea, vogliam dire Ulissea, descritta mirabilmente. (A) (y) Lelt. 2. 3. g8. Qui (in Roma) si è stampato Eustazio sopra t’ 1 cC h. in assai bella stampa e forma. Ora vogliono stampar la Odissea. . j] c , Fise. tose. i. 82. E nell'Odissea rappresenta ( Òmero ) le » a " Odit clic accompagnavano la reai donzella Nausicaa , lavarsi ec. ^ to re.) , * O-di-tc.iV. pr. m. Lat. Odiles. (Dal gr. hodites viag?*®^’’ — Figlio di Ercole e Dcjunirà .— Uno de’centauri, ucciso dia j iy to Mopso. — Principe etiope , ucciso nelle nozze di Perseo et divmeda. (B) (Mit) il vede afflitto c misero divenire di vita privo , o, vivendo, a tale condotto, che desideri di cambiare la sua fortuna con la morte. 2 — [Col v. Acquistare : Acquistar odio Procacci!tre.] V. Acquistare , 5 - 3 . 3 — [Coi v. Avere: Aver odio — Odiare. V. Avere odio, e Avere in odio.] Lab. 106. Mai alcuna manuale arte non imparasti, e sempre 1’ essere mercatante avesti in odio. 4 — * Col v. Essere : Essere in odio ad alcuno ~ Essere odiato. V. Essere in odio. (N) h •— [Co/ v. Portare : Portar odio = Odiare .] Alani. Gir. i3. 10. Che come 1 ’ oom di sanità mendico Porta odio estremo al fisico severo, cc. 6 —*Col e. Venire : Venire in odio—Divenire odioso.Petr.Uom. ill.soy. Venuto ili odio al suo fratello Boleslao, fu da lui taglialo a pezzi.(Y) Odo , * O’-do. N. pr. m. Lo stesso che Odone. (B) , <1 7 — * In odio, posto avverine: Per effetto, Per dimostrazione di odio. Odoaciie , * O-do-à-cre. jV. pr. ni. Lat. Odoaccr. (Dal ted. „ lL ù Bari. As. part. 1. lib. 5. $. 2. Questo fu al P. Gaspare il più av- serto, solitario, ed acker campo.)— LI primo re de’barbari che venturoso c memorabile giorno di quanti mai ne contasse in sua vita; in Italia verso la fine del r. secolo. (B) (Mit) r fl. nè altro ne trovava degno di stargli al pari, fuor solamente uno, cioè Odoakdo ,* O-do-àr-do, Edoardo, Eduardo, Adordo, Guardino. N- f quello in cui ucciso a mano eli barbari in odio elella Fede, giunse a (V, Edoardo .) (B) t 1 11 A conseguire la palma del martirio che tanto ardentemente desiderò.(P) Odoca. * (Geog.) O-dò-ca. Lat. Odoca Civitas. Antica ditti ufi 8 —* (Icon ) Uomo vecchio con la spada e lo scudo ove sono dipinti di Tapobrana. (G) ' , Sf lina canna ed un ramo di felce.—Donnafuribonda con pugnale circoli- Onoè. * (Zool.) O-do-è. Sm. U. G. Lat. odoe. (Da odus dcntC’U^//; dato da un serpe ; si guida con una lanterna cieca .— Gli Egiziani eie di pesce del genere salmone, e della divisione degli (U ^-f iA’ il rappresentavano con un pesce. (Mit) caratterizzati da una mascella guarnita di demi acuti , fii’ tL Odiosacgine , O-dio sàg-gi-ne. [Sf. JSoja , Abliorrimeiilo.) Lat. orìium. guali. (Aq) , /,c/<* Gr. /xlcras. Fr. Giortì. Prcd. R. Si mantengono in certa odiosagginc Odofredo , * O-do-fré-do. N. pr. m. L.at. Odofridus. ( Dal f cd- di loro proprie costumanze. eroe, e friede pace: Pace dell’eroe.) (B) (Jtif' Odiosamente, O-dio-sa-mén-te. Avv. Con odio, In maniera odiosa. Lat. Ooogra. * (Geog.) O-dò-gra , Odoga. Antica città dell’Asiane 1 odiose. Gr. ervyifa. Com. Inf. 26. Aon intendere tu, lettore , che pudocia. (G) .. lo’S'i 1 ’ autore dica queste parole però odiosamente: neuno ragionevolmente Odota , * O-do-ì-a. N. pr. m. Lo stesso che Odcvia. V. L.at. D 1 odia la carne sua. Red. Vip. 1. 68. Schizza fuora una cert’ acqua sot- Odojef. * (Geog.) O-do-jòf. Città della Russia europea. ( G ) Piissima , di odore grave , odiosamente salvatico. Oboli. * (Geog.) O-dò li. Città della China. (G) Obiosetto , O-dio-sél-to. [Add. m.] dim. di Odioso. Lat. submolestus, Odollamo.* (Geog.) O-dol-là-mo, Odullamo, Aduliamo.yU/tici 1 cl subodiosus. Gr. Impórr, tos. Salvili. Disc. 2. 3y5. Questa sorta duo- Palestina, nella tribù di Giuda. (G) t , mini , quantunque filosofi gravissimi fossero, pure ec. vengono ad es- Odomana. * (Geog.) O-do-mà-na. Lat. Odmana. Antica citta a sere odìosetti e rincrcscevoli anzi che no. nella Siria. (G) . /fi) . Odiosissimo , O-dio-sis-si-mo. [Add. in.] superi, di Odioso. Lat. odio- Odorasti. * (Geog) 0 -do-inàii-ti. Antichi popoli della Tra c,a 'f& sissimus, maxime odio dignus. Gr. 'Wxrfa’trraros. Pelr. Uom. ili .Che Odomastica, * (Geog.) 0 -do-inàn-ti-ca. Sf. Ant. prov. della T’} 10 , -fie^ dopo l’assedio dieci anni fosse presa quella odiosissima città. Agii. Odomaktide. * (Geog..) O-do-niàn-ti-de. Antica contrada dell A Pand. 1. L’ avarizia è cosa odiosissima , quando abita nell’animo de- Grande Armenia. (G) die-i,. gli uomini. Tac. Dav. ami. 12. i5o. Poscia o per natura di eludo- Odohboeki. * (Geog.) 0 dom-bo-è-ri. Antichi popoli delle In ^ mina , o di chi serve , odiosissimi. Udometro. (Mat.) O dò-me-tro. Sm. V. G. Lat. odonietrunn \ g c h Odiosità' , O-dio-si-tà. Sf. ast. di Odioso. Qualità e Stato di ciò eh’ dos via , e metron misura.) Strumento da misurare il cava _ Qfl) è odioso. Salvia. Man, Epit. A alcuni eccitamenti non andare, ec.; si è fatto andando per viaggio. Dicesi anche Pedometro- y li iitertcm ndovi, osserva il decoro, la gravità insieme, e la non odio- Odorati.* (Zoo!.) O-dò-na-ti. Sm. V. G. iMt. odonata. (Da odi sita. S'àcc. rim. 2.,112. Corsi alla cieca; Poi sull’orlo del mal vidi dente.) Quinta classe nella entomologia sistematica di FoJf‘ c il periglio. Ch'ora sconforto e odiosità m’arreca. (A) (B) dine de’ m^roLteri , ì cui generi comprendono gt insetti a i Odioso , O-di-ó-so. Add. {ni. Che ha o Che contiene odio , Ciò che due mascelle con denti acuti : con cui fanno guerra et qu e * produce o Che reca odio ; il che dicesi anche] Molesto, NojobO.Xni. sono sprovveduti. (Aq) . ciliosus , molcstns. Or. àtrex/ùis , (poprwos. Vctr. son.igg. 11 volgo, Odoke, * O-dó-ne, Odo, Oddo, Oddone. N. pr. m.Lat .’ ) e C q\ a me nimico e oilioso , ( Chi ’l pensò mai ?) per mio refugio chero. — Santo arcivescovo di Cantorherl , soprannomalo il J* 11 ( 0 ) i Seid. Star. 12. 4Sg . Se interviene qualche disparere odioso, vanno ebbe molta parte nel governo dell' Inghilterra nel se . c0 ^T,p ] f . f indietro e innanzi mezzani. Demelr. Segn. 60. Il soggetto per malia- Odoni. * (Geog.) O-dò-ni. Antichi popoli della Tracia. C l tj l >(J , tura era odioso, c iV ogni j)iaccvolezza nimico. Beni, Ori . 1 . 6.4* Odonisti.* (St. Eccl.) O-do-nì-sti. JSome di una congw § cl ^, p Wa le comparazion son tutte odiose. tinta in Francia nel secolo xvu. dal P. Gio* Odone p 2 -— {Per Degno di odio , che meglio dicesi Odiabile, Odibik j] Odie- zionc de ’ cherìci e per l'istruzione de' missionard. (Bei) g 0 guS'l / Yole. Amm. Ani. 16. 5. 4' Odiosa generazione d’uomini è, clic rim- Odontacogo.* (Chir.) O-don-tà go-go. Sm, V . G.Lat . 0( ^° a ^ pnmvdano i servigi de’qnali si dee ricordare colui a cui sono fatti. odus, odontos dente , c ago io porto via. ) Strumento p 3 — {Per Odiato.] Tass. Ger. 4 ■ 7 2 * Crudo destino, empio destilifa- tak , Uccidi ornai questa odiosa vita. demi. (Aq) 4 — [Farsi odioso = Tcnirc in odio.) Alam. Colt. 1. * 3 .Non però si convieu die T alma intenda A Bacco,laiche a Giove, a Febo, a Palla, Non curando di lor, si faccia odioso. > — Anticam . così fu detto anche Colui clic porta odio. Cavale.Mcd. cuor. 28. La decima stoltizia dell’uomo iracuhdo c odioso si è, che c’ si turila e duole del suo bene , c ha in odio chi ben gli fa. E L’uomo dunque iracondo ed odioso è bestia, e non uomo. Fit.SS. Pad. 2. 2Òo. Due chetici scellerati, insieme odiosi (che sì odiavano insietnej , dledono per iscritto 1’ un contro all’ altro al . . . cose vituperose c d* infamia. (V) > — * Eig . Spaventoso, Orribile. Tit.Liv. L 1 . c. 21. Quando quella odiosa tempesta fu passata, il popolo Inora di paura por la chiarezza eh’ era tornata, dii riguardaro il seggio di Komulo, e vidcrio vacuo.(N) Odioso diir. eia Molesto , JSojoso. Un oggdto nitrito all animo degli esseri ragionevoli e sensitivi , può riuscire ingrato j secondo i vari gradi di dispiacere che ne sentono. Se loggelto c tale che nel- l’animo di chi lo prova si ecciti una disaggradevole impressione per la monotonia ed eccessiva continuazione di essa , lui lai oggetto di- vien JSojoso. Se l’oggetto induce nell’animo un perturbamento, un’ inqiuducline , per le replicate disaggradevoli impressioni , allora divicn Molesto di’animo. Che se in line* l’oggetlo è disaggradito cotanto , che nell’animo di chi ne prova P impressione è capace di suscitarvi una decisa avversione od abbomiuazione , allora un lai oggetto può riputarsi per Odioso. Onde JSojoso è minore , ndl’ in- * tensione ingrata, di Alolcsto 5 c questo è aucoi minore di Odioso. Odoetacra."* (Mcil.) O-don-tà-gra. Sm. V. G. Lat. . odus, odontos dente, e agra presa.) Dolore di denti, ah» cessare d' un dolore reumatico. (Aq) . /pa ° c u Odontalgia. (Med.) O-don-tal-gi-a. Sf.F.G.Lat. odonbdgi a *^^^ odontos dente, e algos dolore.) Così chiamasi quel Volo 0. g manifestarsi ne' denti , la cui sede 0 è nella capsola de , jfe c a ' ' .- -- .. Sombra P ì0 alveolari , come avviene piu spesso. tale affezione sia sempre di natura infiammatoria , °0vet jV[l 0 per sua cagione prossima lo spasmo nervoso , la cagtof ^j l( , o la carie de*denti stessi\ sebbene alcuni abbiano assC l'! t ° a N cLlia ° la essa risiede ne' soli nervi , onde la chiamarono f dlo? i fltH dentale. (Aq) (N) OnoxTALGico. * (Farm.) O-don-tàl-gi-co. Add. m. Nome 1 doperalo per indicare le sostanze antiodontalgiche , c j n i ore de ^ e> si suppongono dolale della proprietà di far cessare il dot ^ — , Oduntico , sin. (Aq) (A.O.) . >• piai’ffji — * (Bot.) Odontalgica è nome specifico il' una specie j c ,[t’■ genere cacride , le cui radici masti cale servono ai Cosa ci pp - - - .... * . ... ....,«>duie, cu ire cacriue , ta iuu-igi. wwuuw rv— alleviare il dolore di demi , attesa la loro aerea » gener per a vacano la salivazione. (Aq) ( 0 ) Odontalia. * (Bot.) O-don-tà-U-a. Sf. V . G. Lat : 'DONTALIA. ^OUL.J v/-uuni-u*-ii.-u. . r • . . /affittì' 1 ' 1 '' 01’ dus, odontos dente, c finis, halos mare.) Genere d l Pf ll K ^ a ta : P c h> famiglia delle idrofili , che ha per tipo t odoidhalia t ovi> loS L\ eleganti de’ man del Àord , di colore rosso^ f 0 alie> delle loro trascono lor nome dalle dentale divisioni delle o ./.y OeoktÌaai.* (Mcd.) O-don-ti-a-si. SfE.G.Lat. odouUa»i -1 f le#- poi 1 ' 1,CD« .re-) nf A' v f l foettc, S' ODONTICO o o spuntare delirati, segnatamente con difficoltà.- Odon* > Udontog. nia , sin.. (Aq) (Med.)O-dòn-ti-co. Add. m. Lo stesso che Odontalgico. Fi(Aq) * (Med.) O-don-tir-rè-a. Sfi F. G. Lai. odontirrhoca.(Da v eo , ’ °d°ntos dente , e rheo io scorro.) Eruzione di sangue dalì’al- V),. 0 fi dente strappato. (Aq) »d(, IISMo ‘ * (Mus.) O-don-ti-smo. Sm. F. G. Lat. odontismus. (Da ^ r_{ n [ ? °dontos dente.) Nome dato al suono del flauto , perchè risulta «Ho»» on Biugnere la lingua ai denti. (Aq) ‘ O-doii'ti-te. Sf F. G. . n itisi 6 dì piante del genere eufrasia, a cui gli antichi gratuitamente 5 ■. tifino la virtù di guarire il male de' denti. (Aq) che - ome volgare della Lychnis llos lucceli Lin. , pianta erbacea per £ eleganza de’ suoi fiori , chiamata ancora Mar- t/j^ IT ' UE - * (Med.) O-don-tì-ti-de. SfF.G.Lat. odontitis. (V. odon- ^ to *Tn ^"fiummazione de’denli, o piuttosto del loro nervo. (Aq) ■M . ODORARE Gol CniKTOKRAiiFl.* (Zool.) O-don-tor-ràn-fì. Sm.pl. V.G.T.at. odontorrham- phi. (Da odus, odomos dente, e rhamphos becco.) Nome dillo da Eumeni ad una famiglia d’uccelli dell’ordine de’ passeri , distinti da un becco rotondo a mandibole dentate. Coirisponde alla famiglia de’ dentirostri di Latreille. (Aq) Odontorrunchi.* (Zool.) O-don-tor-ùn-clii. « 5 m.pl. F"• G.Aot.orìortorrbyri- chae. (Da odus,odontos dente, e rhynchos rosico. ) Nome dato da Mohring agli uccelli che hanno i tarsi nudi, e le mandibole del becco dentale : corrisponde all' Odontorranfi di Dwneril. (Aq) Lat.od onlites. ( V. odenati.') Opoktoiìrizo. * (Bot.) O-don-tor-ri-zo. Sf. V. G.Lat. odontorrbyzon. . .. ... —..(Da odus, odontos dente , e rhyza radice.) Specie di piatile del genere cimbio , notevoli per appendici a foggia di denti che veggonsi alia loro radice. (Aq) Oeontossesto. * (Cliir.) O-don-tos-sè-sto. Sm. F. G. Lat. odontoxestes. (Da odus, odontos dente, e xesterni verb. eli xeo io rado , pulisco. ) Strumento per polire i denti. (Aq) Odostosieuone.* (Bot.) 0 -don-to-stè-mo-ne.« 5 ’m.p 7 '.C.Aat. odontcstemon. (Da odus, odontos dente, c sicmon stame.) Nome dato da Decandolle alla quarta sezione delle piante del genere alyssum , la quale comprende le specie provvedute di fori bianchi coi filamenti de’ quattro siami più lunghi e dentali. Comprende Li sola specie alyssum liyper- boreum Lin. (A) (Aq) " rU ' ‘ (Med.) O-don-to-fì-a. Sfi F. G. Lat. odontophya. (Da V > odomos dente, e phyo io nasco.)Lo stesso che Oduntiasi. F .(Aq) (Zool.) 0 don-tò-fo-rouSm. F.G.Lat. odontophorus. (Dao- S«//' °' Uos dente, e phero io porto.)Geue/v di uccelli dell’ordine delle li fo le . e della famiglia dei tclradatlili , stabilito da Fieillol, i quali _ s ...„ liti'^foguono P er un becco liscio alla base, robusto, assai compresso Ooontoteckia. (Medi) O-don-to-te-cnì-a. Sf F ■ G. Lat. odontotechnia. .inf.fo 1 ’ e Indentato a ciascun bordo verso £ estremità delta sua pane (Da odus, odontos dente, e techne arte.) Arte di conservare sani e belli SÌ ' 10 ’*- (Aq) i denti. (Aq) H^wa. (Med.) O-don-to-ge-nì-a. Sf. F. G. (Da odus, odontos a — * Arte del dentista. (A. 0 .) tfiein-’ 0 gonea, ovvero genos generazione.) Formazione de’ denti ; 3 — * Cognizione di tutto ciò ch’è relativo al£ istoria de’ denti, alle ,s,0,, e. Lo stesso che Odontiasi. F. (O) loro malattie ed ai. mezzi di rimediarvi. (A. 0 .) (D a * (Cliir.) O-don-lo-gli-lb. Sin. F . G. Lat. odontogliplws. Odostoterapia. * (Cliir.) O-don-to-te-ra-pì-a. Sf. F. G. Lai. dentistica. J Odorante. ) Lat. odorus , odora- bilis. Gr. òe^puvTtxós. 2 — [Anlicam. fu detto Odorabilc] per Odorante, [ma non è da imitare .] Lai. odorifer. Gr. è7~cy. ó ’y.Ct■ .7. f8. 7. Ancora alcuno vino è odorifero , il quale va tosto al sentimento odorabile , elio sta nella pellicola del cerebro per la sua leggerezza. [Sm.] L’odorare. Lat. odoratio. * (ClniO O-don-to -1 i-tì-a-si. Lo stesso che O'donto'- 2 — L’odore stesso. Lai. odoramentum , odor. Gr. òfoh , è-rrd-Leg. . - yAuvu,^ v-uu»j'nt-AU'gi*a. c»/. Fi \jr» , pontos dente, e logos discorso.) Quella parte della nolomia che denti. (B) V /n~i- n n i-._ny» tf r - /t>- -.7..- XL,* Wq) 0 ^ A * (Med.) O-don-to-Io-gì-a. Sf. V. G . Lat. odontologia.(Da (Bot.)Ó-don-tò-lo-ma.if 4 F. G.Lat. odontoIoma.(Da odus, e Ionia frangia ) Genere di piante della famiglia delle «tifo ’ e della singenesiu poligamia eguale, stabilito da Kunlh , ()i ÌOj >A fo ltte da una frangia dentata che termàia la loro achena.(Aq) e , degl’ imenotteri , della sezione degli aculeati, della fa- eterogini , della tribù de’formicari ; i quali ebbero tal SÌ' 1 ' Kfo degl; °«l 0l . Pigolo dentifòrme di cui sono provedute le loro femmine ',,,..1 .. _ _ ni. .. combattono e si difendono. (Aq) K!fo IUt , '• * (Geog.) O-don-to-màn-ti. Popoli della Tracia , prola- '"il sì,'.. _-• J_»_• 1 .• tr /r*\ Dc/ %i u diversi dagli Odomanti. F~. (G) od 0ìì (Zool.) O-don-to-mi-ì-a, Sf. K. G. Lat. odontomyia. (Da ì f ic>, ì ; c f jP s dente, e myìa mo.sca.) Genere d'insetti dell'ordine de ' . ^ la famiglia de' notacanti, e della tribù degli strationtidi ; flì , ì J no ì )er carattere il labbro superiore dentato . e lo scudo di spine. (Aq) X ’j ( B °t-) O-don-to-pè-ta-lo.Am. F.G.Lat. odontopetalum. fifo n *oii S o- ntus dente, e petalnn petalo.) Sezione di piatile del ge- \fo'°VeU n ' a ’■ sta biUta da Decandolle, la quale comprende tre spe• Vn lE Rin petali grossolanamente dentati alla loro somrnilà.f Aq) ’ °do ;i j S ' (Boi.) O-doii.to-ptè-ri-de.A/ip'. G.Lat. odontopteris.(Da \Jclci ° S c <:n ( c ; c pleris felce.) Genere di piante della famiglia fi (V. «rij’ fobdilo da Bernhardi con Z’ophioglossum scandensLin., 1111 , i e ' l l Jorlale al genere ligodium, e da Wildenow all’ liydio- t'Iii ^'tiAoi, 1 foli sono notevoli per la loro foglia dentata. (Aq) -> tu-i •- • (Cbir.) O-don-tor-ra-gi-a. Sf. F. G. Lat. odontor- gend. Sant. Certamente clic questo dolcissimo odore avanza tutti gii odoramenti di tutte le spezie del mondo. Lib. Amor. Create nuovo odoramento , olore della vita. Odoraste , O-do-ràn-te. [Pari, di Odorare.] Che odora, [Che riceve o sente £ odore .—, Olente, Ogliente, Aulente, sin.) Lat. odorans. Gr. èafycdvuv. Amet.ip. Intra le candide e ritonde guance cc., di misurata lunghezza , d’altezza dicevole, vede adibito surgere l’odorante naso. 2 — [Che spira o manda odore, altrimenti Odorìfero. Lat. odorifer. Gr. eìfot t/sos.] Hemb. Asol. 3 . 17Z. Ben potresti tu sentire quale di loro è odorante , quale fiatoso , quale amaro, quale dolce. » Diod. nota al cap.1. delCant. da’ Cani. Fiori bianchi, in grappi molto odoranti, (fy) Odorante diir, da Odoroso , Odorato , Odorifero , Odorabite , O- doralivo. Talvolta trovatisi queste voci adoperate l’ima per l’altra. Ma propriamente Odorante è participio attivo e vale Che odora; Ó- doralo e participio passivo 5 Odoroso significa Che ha odore o Pien d’ odore ; Odorfero dinota ciò clic porta o reca odore; Oiktrabde ha la nozione di ciò che si può odorare, e talvolta ancora di ciò che è da odorarsi o da essere odorato ; Odorativo dicesi di ciò che dà o- dore. Odorifero esprime la proprietà di produrre , di esalare , e di sparger lungi l’odore : dove Odoroso dinota soltanto ciò che ha o- dore , che lo porge , che lo getta. Odorare, O-do-rà-re. [N. ass .] Attrarre lodare, Pascere il senso del- £ odorato. Lat. odorare, odorem percipere, olfacere, Gr. òtnpjiuimv. Tes.Br.i.' 15 . Odorare sormonta il gustare e di luogo e di virtude; ch’egli è più in alto, e opera sua virtù più dalla lunga. — Spargere [buon] odore, [Render buon odore, Olezzare.] Lat. olere. Gr. é'^w. Lr. Gtord. Pred. R. Il fiore, quando ha trapassato il suo t - vece di odorare, puzza.nMagal.leM. Pietra che pure bagnata "ini. Gioventù (L (ly - * N - 1 odontos dente, e rhagoo io rompo.) Lmorrag dopo cavato il dente. (Aq) tempo, in Vece ca* - , L ^ odora, ed anche d’un odor gentilissimo. (A) Chiabr.rit clic di gemme orai le dita Che increspi il crine e eh» .1;... i , • J-- altrove. Qual rosa in Gerico Tra’liir che odmÌ l! t°e Z vita l’orale del pasfor per via,Dolce odorando, a non niù far nardi ni.l Dare indizio d’alctma qualità. ; : i 1 CO 2 ODORATISSIMO m’odorate certo , Sia detto con pcrdoti, di rnflìancsmo. (B )Red. nel Diz. di A.Pasta.Pa loro nausea qualsisia cosa che non venghi dalla Francia c che non odori di Francese. (N) 4 — Att. Annasare, [Fiutare.] Lai. olfacere, odorari. Gr. ócippaiW&ai. Dant. Purg. 21. i3z. Ma tosto ruppe le dolci ragioni Un alber che trovammo in mezza strada, Con pomi ad odorar soavi e buoni. Piceli. Fior. 5i. L’oppio è il sugo che si cava dc’capi e delle foglie de’pa- paveri spremuto, ec.: quello è il migliore, che è denso, grave, amaro, e che a odorarlo fa venire sonno.» (Neh. es. Vaco, è sottinteso. 5 — * Ed adoperalo in senso di Respirare cattivi odori. Ar. Sai. i. Nè piè nè ascelle odorerei nè rutti. (M) C — Render odoroso. Alani. 5.123. L’olente spigo, Che ben possa odorar gli eletti lini Della consorte pia. (V) Rucell.Ap. Colora, odora e dà sapore al mele. (Br) 7 '— [Lig.l Spiare, e quello che noi diciamo Scoprir paese. Lai. odorari , indagare , investigare. Gr.- firriXarch. M. V. 10. 2 4- Gli predetti Barlolommeo , Niccolò e Domenico, avendo segretamente odorato che per Uberto si cercava rivoltura di stato , ec. Duo. Scism. 23 .Odorando che Cesare ec. rendeva alla Chiesa quanto le aveva tolto l’ esercito di Borbone. 8 —* Penetrare , Indovinare. Guicc. Star. 8. 55. Costui odorando la mente del Marchese (di Pescara) si condusse con i ragionamenti seco tanto innanzi, che vennero in parole di tagliare a pezzi quelle genti e di fare il Marchese re di Napoli. (Pe) Car.L,elt. ined. 2. hi. Della gita in Francia quanto manco se ne parla e con manco persone, meglio è , che se il papa potesse odorare , che ne abbiate voglia , si guasterebbe la coda al fagiano ec. (N) 9 — * Gradile sacriticii. Diod. Am. 5. 21. Non odorerò più le vostre solenni raunanze. (Intendi, Ove si sacrificava.J E Lev. 26. 3t. E non odorerò i vostri soavi odori. (N) 10 —* iV. pass, e fig. Pollar. Ist. Conc. 2.i5y. La custodia loro anche per altro giudicossi opportuna in Bologna, odorandosi quivi trattati di dar la città all’Imperadore o di richiamarvi i Bentivogli. (Po) Odorare difi', da Olire, Olezzare. Odorare significa tanto Ricevere coll’ olfatto gli etlluvii odorosi , quanto Rendere odore. Olil e non ha che questo secondo significato soltanto , e corrisponde al latino olere , siccome Odorare corrisponde più propriamente ad Ofacere. In questo senso gli antichi dissero anche Olfarc. Olezzare ha lo stesso valore che Olire , e però è diverso da Odorare. Infatti diciamo II giardino oliva , L'aura olezza ec. Per le ditf. di Odorare da Fiutare e da Annasare. V. Annasm-e. Ooobatissimo, O-do-ra-tìs-si-mo. [ Add. m.] superi. efOdoratu. Lai. maxime odorus. Gr. tue Ss 'eraToi.Fir.ds. 3oG. Due bottpn di rose profumate , altrettanti di odoratissime polveri. Odorativo, O-do-ra-tì-vo. Add. m. Atto a odorare , Che ha virtù di odorare. (P. Odorante.) Sega. Anim. 2. 101. Lo strumento odora- tivo è in potenza all’ odore e al secco. E oppresso: La potenza odo- rativa è una virtù nello strumento corporeo ricettiva degli odori, ec. Odorato, O-do-rà-lo. Sm. Senso dell’ odorare-, (Uno de’cinque sensi di cui sono provveduti l’uomo e molli animali, che serve a farne percepire la idea de’ corpi esterni , mediante la speciale proprietà di essi detta Odore.—, Olfatto, sin.] Lat. odoratus, olfactus. Gr. cr~pr.'ri-. Bocc. g. 3.p. 6. Li quali avendo i vecchi frutti, c i nuovi, e i fiori ancora, non solamente piacevole ombra agli occhi, ma ancora all’odorato facevan piacere. Seal. S.Agost. Odorandola, siccome per l'odorato del naso. E Seria. Dissoluti per lo viso, per l’audito, per l’odorato , per lo gusto e per lo tatto. 2 —* (Icon.) Giovinetto coronato d’ aromi, che nella destra tiene un mazzetto ài rose , nella sinistra un vase con acque distillate: lo accompagna un cane , emblema dell’ odorato appo gli Egizii : appare il sole sull’ orizzonte , perchè al levare ed al tramonto i fiori sono più olezzanti. (Mit) Oporato. Add. m. da Odorare. (V. Odorante.) a — [Odoroso,] Odorifero. Lai. odorosus. Gr. lilotrpcs.Pelrson. 1 5s. Fama nell’ odorato e ricco grembo D’arabi monti lei ripone e cela. Bemb. rim.35. Verdeggi all’Appennin la fronte e’l petto D’odorate felici arabe fronde. E i35. Nell'odorato e lucido Oriente ec. Vive una riposata c lieta gente, Tutta eli bine amarsi accesa in zelo. 7ass. Ger.3.y6. Ed altri impone alle stridenti rote D’orni e di cedri l’odorate some. Oporazioke , O-do-ra-zió-ne. [Sf. V atto d’ odorare , che dicesi anche 01 fazione , ] Odoramento. Lat. odoratio.Quist. filos. C.S. Gli umori conservativi della cosa e dell’ odore per l’odorazione si traggono , e di state rcndon le cose maggiore odore , che di verno. Odore, O-dó-re. [fra.] Evaporazione di sottilissime parti de’corpi [ le quali esercitano una particolare azione piacevole o dispiacevole sul senso dell’odorato. Immenso è il numero degli odori e variabilissimo, potendosi prendere in buona o cattiva parte, e però l’unica divisione che se ne può fare è in piacevoli ed ingrati-, nel primo caso dicesi Fragranza, Suavità, 01czzo> nel secondo Puzzo, Fctore.L'Odore è grato , soave, peregrino, piacevole, non buono, spiacevole, nauseoso, fastidioso , disgustoso, fetente, stomachevole,insopportabile, prezioso, acre, buono, potente,grave, acuto,ingrato, cattivo ec .—, Olore, Alore, Aulimcnlo, si'/i.] Lat. odor. Gr. òSp-é, oeum. Capr.B0tt.-y.1f2. Gli o- dori sono tutti in sè calidi, perchè non sono alb o che evaporazioni che escono dalle cose. Gal, Sagg. 388. Gli odori , i sapori , i suoni , li quali fuor dell’ animai vivente non credo che sicno altro che nomi, ec. » Cocch. Bagn. Odore sulfureo , il quale sogliono quest’ acque gettare ancor più forte c più iugrato.(A) Bocc. g. 3. n. 2. E prima in una stufa lavatosi bene, accioccbè non forse l’odore del letame la Reina nojasse , o la facesse accorger dell’ inganno, ec. (M) Quist.flns. C. ,V. Gli umori conservativi della cosa e dell 1 odore per ]' odorazione si traggono , e di state rcndon le cose maggiore odore che di verno, (N) 0D0K1F1C0 3 — (Per lo più posto assolutamente , o con aggettivi che ne n : S c r minino la qualità, dinota quelle esalazioni che generalmentef cl) - no grate all'odorato.'] Bocc.lntrnd. i3. Estimando essere sa il cerebro con colali odori confortare. E nov. 5/f- 3. Ija M ] u iir’i (gru) essendo già presso che cotta, e grandissimo odor vene» ^ avvenne ec. Dant. Par. iq. 24. O perpetui fiori Dcll’eb’!; n aia , che pur uno Sentir mi fate tutti i vostri odori. f f Quivi son gli gigli, Al cui odor si prese il buon cammino .Culti' "rii 2. 65. E ne spirava un lampo, uno splendore, Una fragranza ^ odor.perfetto. Sagg. nat. esp. 263. Olio di cera, quintessenza ^jit fo, ed estratto di orina di cavallo, che si tengono per gli ■ jn 1 ' acuti e potenti che sieno , non traspirano sensibilmente d a 11 pollelta sigillata a vetro. v ( ,u 3 — Eg. Gusto , Dolcezza , Amore , o simile. Pit. S. Gio. f’ e l d 1 ' E incontanente che questo benedetto fanciullo intrò dentro ('^ c i< sertoj , gli venne uno odore della solitudine ec., che pareva? 11 quasi ili un paradiso. (V) p,g. 1: 4 — Fama , Nominanza. Lat. nomen , filma. Gr. tyrip.ii. -^ r ' ih' 4 1 - E quell’ odor che sol riman di noi, Posciachè ’l resto ^ti 1 * defunto, tir. Disc. an. 33. E cosi era sparso 1’ odore di sja per tutte le circonvicine conbade. . if 5 — Indizio, Sentore. Lat. rumor. Gr. \o-yos , ih i'A}.r,vci. (/A' 16. 32. Pur nondimeno conobbe incontanente l’odor materno-^ pi la raffigurò.) M. P*. 11. 12. Il popolo avendo di ciò odore tanto in sospetto, corse all’arme. Gire. Geli. 3. 81. Io senti* delle discordie e delle infelicità loro. ?’ 6 — JS’el raim. del più per Unguenti, Aromati, Profumi. ( ;pi 0 ''' 55. Umide avea l’inanellate chiome De’più soavi odor che ‘ prezzo. (M) .fP 7 — Fiori. Ariosi. 5. Cani. 1. yf. Che luna e l’altra spada rita Dei più soavi odor clic siano al mondo. (M) ____ 8 —* Col v. Avere : Avere o Sentir odore di alcuna cosa -- indizio o sentore. P. §. 5. (A) Jr' 1 ' 9 —* Col v. Dare : Dar odore = Rendere o Esalare odore 1 gnere odore. P. Dare odore. (A) 1 — Dar di se buon odor e = Dare indizio della sua botàf^t. ( rat- bene. IP. Dare odore, 5- 3] Lat. bene olere. Gr. e ’■ 10 — # Col v. Gettare: Gettare odore Spargere odore. I ' P. Gettare , §. f-- (N) . „t, t 11 —* Col v. Pascere: Pascersi d'odore: oltre il senso averne un altro fig. analogo a quetto di Pascersi di aria,, ’j simili. Buon. Pier. 2. 4. 22. E noi rimarrem qui a denti -^ii pascersi d’ odor. E Salvili. Annoi, ivi : Era solamente P 3 ^ fummo e d’odore delle arrostite carni. (N) » • 2 — [Col v. Rendere: Rendere odore =2 Olezzare.]Bocc. §• tutte allora fiorite, si grande odore per lo giardino rendevan^ ^ fC» Cavale. Med. Cuor. Come l’unguento commosso e men 3 odore ; così 1’ uomo paziente, commosso e provocato, reP , :■ e mostra l’aulimenLo che ha dentro di se. (N) r 7i« e 1 13 — "(Bot.)Rispetto alle piante, ecco la divisione che fece l jl o Jtj p- odori: Ambrosiaci o che s’appressano all’odore deli’ambre fi schio-, Fragranti, cioè penetranti e soavi-, Aromatici; ..^p-i 0 “ cini o che s' accostano all’ odore che mette il castrato-, A a. pefacienti , e Nauseanti. Bertoloni. (O) f 14 —* (Eccl.) JSella Scrittura prendesi per Incenso, Pr°J, e lev per quella cosa che ci piace 0 dispiace .Odore signfea fama e i felici effetti che produce. Porre in cattivo odo> odioso. (Ber) or> c , Odore dilf. da Sentore. Odore ora esprime l’evap 01 sottilissime parti dei corpi che muove il senso dell’ ; l iip rC '' 0 j)i |£ la sensazione grata od ingrata che noi proviamo per 1 yf, della materia odorosa nel sensorio dell’ odorato. Sentore o* |tt è vocabolo astratto e generico , atto a significare pgn' s . c gli sazioni eccitate negli organi sensorii dalle impressioni ‘ ^cl è esterni. Ma siccome suolsi figuratamente impiegare il nj 311 S 1 ’^ ' in luogo di quello della specie , così spesso avviene cb c ’’ id'h.f! 1 ' ciò. [Am.] pefg. d‘ ° d dica per Odore. OnORETTCcci accio , O-do-ret-tuc-ciàc-cio. iom.) pegg. -- [e si accompagna quasi sempre con un aggiunto che ne lità, come, Grave, Fetido e simili.] Lat. odor mal" s '^ p.fia a Red.Oss. an. 10. Ha un certo odorettucciaccio grave, sab atico. pice°^° /■ Odorettuccio , O-do-ret-lùc-cio. [Sm. ditn. di Odore.] a (,ilo Odorevoze , O-do-ré-vo-le. Add. com. Lo stesso che O saur. Canti. 10. Berg. (Min) OnoniA.* (Mit.) O-dò-ri-a. Dea degli odori. (Mit) OA°io Odoriferissimo, O-do-ri fe-rìs-si-mo.^rèz/. m . superi . d ‘ odoratissimus. Eros. Eior. P. f- !'■ 3- pag. 5g. E- ilOS o e namomo) il fresco è di color nero, che tende dal vi ^ fot f gnolo , liscio , sottile di ramo , cinto di spessi nodi, o ^ a fo e .|j s st" no. È 60. Dee adunque 1’ ottimo (cinnamomo) e ** er a gè* 1 . e più d’ ogni altra cosa spirale d’ uno inesplicabile M odore. (N. S.) , che Odorifero, O-do-rì-fe-ro .Add. m. Che getta odore, ^ j ( ’ rè. 1 ’?: [Fragrante -, opposto di Puzzolente. — , Odorine 0 * , p° r jgir 1 ’p rawte.) Lai. odonfcr. Gr. wotrp-oi. ( Odorem ferens c rh c e jp Bocc. Intr. i3. Portando nelle mani chi fiori > c [t0 od 0 per %fO e chi diverse maniere di spezierie. E g. 3.p • 5. 0° potè' 3 lettevole ombra, senza esser tocco da quello, v p t !j 5 co e - f «' andare. Ih:Ir. canz 3o. 6. Ove l’aura si sente D nl p lC cus t3 ^L> ^ laureto. Teol. Mist. La merito aveva in usanza odo 1 * dell’ amore, letto, il quale le dava ferma refeziou raggi della letizia spirituale. , , Od 01:ulto , O-do-ri-fi-co. Add. [m. Lo stesso che j Od°rt feri” ODORINO j^° r ‘fcr, odorus. Gr. tvilhris. {Odorem faciens che fa odore.) Gettes. j. 0rn oll° intorno di cose odorifiche. Cr. *.<£. 3 . Ed è odorifico per effrazione del calore in lui. r. ls o, O-do-ri-no. Sm. dim . di Odore. Piccolo odore. Leop . rim. ì l’odoriu ti va di sorte a pelo, Che tu ti sentì tutto confortare.(A) alt Principio che Gitone Unverdorben ottenne trattando ad a temperatura i corpi del regno organico.E liquit ’egno organico.È liquido , senza odore , P° più consistente dell’ acqua , con carattere d’ ammonìaca, forbii 0 [f s<1 ^ con gh acidi volatili. (A. 0 -) O-do-ri-sta. [ Add . e sost. comi] Discernitore di odori , Che di odori. Salvia. Pros. Tose . 1. 108. Erano nominati, co- e \ poponi della nostra Legnaja, come i cocomeri di Pistoja, o co- hucehcri tra gli odoristi.» E Betlin.Dìsc. 11. Non dirò ue’grani Od ^ devolvigli più impalpabili degli odoristi. (Min) , 0-do-ró-ne. Sm. accr. di Odore 5 e s'intende Buono , Gran- Odo lett. (A) r °Um EKXe 9 O-do-ro-sa-mèn-tc.^M'.Co» odore . Lai. odore. Gr. pv- Coll. óS. Pad. Ma per incorruzione corporale s’accosterà ()f l! stentamente e odorosamente a Dio. ^osetto , Odo-ro-sét-to. [ Add. m.] dim. di Odoroso. Red. son. E n ( ll f ’ ff Oss. an.84 ■ Eiori di ciano pei'sico odorosissimo, volgarmente Y 7 Ambrette. E 112. Or non sarchi)’egli un gentil rimedio a'po- fanciulli assetati, ed afflitti da’vermi, dar da bere di belle giare 0n o ' l’acqua cedrata dolcissima e odorosissima? ^’ 0s P , O-do-ró-so .Add. [rn.Cio che ha odore , od è fornito di odore » q » Aloroso , Aulito , Auliloso , sin. 3 (Z 7 ”. Odorante.) Lai. odorus. Bocc. g. 6 . p . 2. Quivi essendo già le tavole messe , ed °gni ^ cosa d’erbucce odorose e di bei fiori seminata ec., si misero a a,1 giare. Red.Oss.an.121. Non perchè quelle acque, come semplici 0*?^, le alloghino, ma bensì perchè elle sono acque stillate e odorose. 0i f iD ^zo, 0-do- C rÙ£-zo.{ó'/wO dim. d’Oàore.Poco e Piccolo odore. Lat. ^ m Ph'x, tennis odor.Gfù«i. 77. Nc perciò stimo io che alla tua età ^dicano alcuni odoruzzi semplici d’acque stillate. ^t e H mone.* (Bot.) O-do-stè-ino-n e.Sf.V.G.Lat. odestemon. (Da odus, questa (C se/ starni provveduti di filamenti dentati. (Aq) ^owde.* (Zool.) 0 -(\Q'trò-\ìi-àe.Sf.P r .G.Lat. odontropis. (Da odus, dente , e tiopis carena.) Genere di conchiglie proposto da ^yfieschi per collocare le elidale quali sopra la spira , all' entrata ^ apertura , hanno un dente lamelloso informa di carena. Fei't'ussac Or,. ^P^endt! onesto genere nel suo sotto genere Helicodonte. (Aq) q °Vaiu /•»;##). ^-7 rv- 11 fy. °* (Mit.) O-drì-si-o.^e/t/. m. Sopran. di Borea , perchè ai popoli ^atonali dell’Europa il vento settentrionale viene dalla Tracia.QilìM) 5 v,, ' * Soprannome di Bacco . — di Teseo. — di Reso. (Mit) c/.> (Arche.) Carme Odrisio: cosi chiamavansi i versi di Orfeo, per- 3 era trace . (Mit) 3 (flol.) In poesia dicesi per Turcbesco, Ottomano. (B) p 0 / v^cog.) Terra Odrisia.* La Tracia , così detta dagli Odiisii, po- "'iti Olit.) O-drì-so. Uno degli Dei de' Traci. (In celt. od estre- V ’ °*'Io , confine, e ris re : onde odris Re de’ confini.) (Mit) n't'u 1 ' *» ^ Gc °g0 °- dn '' -si. Lo stesso che Odrisi. U. (G) 5 * 0"du-i-a. JS.pr. m. Lo stesso che Odevia. P.Lat. Oduias.(B) ) O-duI-là-mo. Lo stesso che Odollamo. U. (G) 1 . 2 '^ Particella disgiuntiva. P. A . U. e di' O. Lai. .mì.Guitt. lett. .iti p» ialino nostri beni, ove prò’non costi più, che non vale ^ V q 1 , t® d’amore, d’onore, e dì vertù, oe in acquisto di vizii? (V) ài p L ‘, Meglio di vocativo 5 se pure nel seguente esempio non è accoro . >a° r 0e ‘ Pohz . Orf. alt. 5. O o oè, sorelle , Ecco costui che 1’ a- n Os h'o sprezza : Oè diamogli morte. E appresso : Ciascun seri (G° ^ acco » tc j Bacco , Bacco , oè , oè. (N) (0°^ isola sulla costa della Troa.de. (G) /s°£eAr< e °S’) O-è-a. Antica città dell'isola di Egina.-— dell Africa , ^Jnpoh. (G) . r J?lt \ ' (Geog.) O-e-a-dèn-si. Nome che dà Plinio ad un popolo » a Almore - (Mit) (lc J, O-e-à-gro. N. pr. m. Lat. Ocagrus. (Dal celt oe gelosia, n 6 t tll ,°vycro agr spaventevole , orrendo : Orrendo per gelosia.) (13) O-c-càr-di. Antichi popoli della Serica. (Mit) ( GtP g.) O-e-càr-do. Antico fiume della Serica. (Mit) V HA . p o-* (Geog) O-e-den-bùr-go .Lo stesso che Edimburgo.!^.(G) P'n, Vpot.) O-è-de-ra. Sf. Ironie dato da Linneo ad un genere di V '>">«* del C - '• .. - QtltQ • / v-c-uc-ra. o/. li urne unto uà i^innev tiu un gtnur.i c u. ie del Capo di Bu na Speranza^ dell'ordine delle fiosco tanìc ( e / a famiglia delle coiimbijère; ad onore di G. L. Oede\ f/\\ Ur>t -Qnù~ ue t /a famiglia delle corinibifère; ad onore di G. L. Oeder n (O) 1 ' A.. />, C0 S') O-e-gà-ra. Ant. città dell'Asia Minore nella Lidia,(fi,') OFFENDERE g 0 3 sieu, i cui caratteri sono: involucro universale semplice di molle fp- glictte più corte dell’ombrella, involucro parziale minore a molte fi- gliette : fiulto ovale, lungo, strisciato, diviso in due semi piani da un lato , convessi e solcati dall’ altro. (Da oeon per non uovo.) (O) Oese.* (Geog.) O-è-ne, Antica città del Peloponneso. (G) Oenbleo.* (Farm.) Oe-ne-lé-o. Sm.V.G. Medicamento fatto a firma di cerotto o unguentar composto di litargirio, olio e vino bianco.(Da inos vino , ed eleon olio.) lìicctt.l'inr. Oeneleo di Galeno. Ree. Litargirio ec. (Pr) Oenia. * (Geog.) O-é-ni-a. Antica città della Macedonia. (G) Oemde. * (Arche.)O-è-ni-de. Sf. Nomedi una delle tribù dell' Attica.(Nil) Oenoe. * (Geog.) O-é-no-e. Una delle quattro più antiche città dell'Attica. (G) Oepi. * (Geog.) O-è-pi. Antica città della Messenia. (G) Oesco. * (Geog.) O-é-sco. Antica ciuci della Bassa Slesia. (G) OKSEL.*(Geog.) O-è-sel.Lat.Osilia. Asola della Russia eur. nel Baltico. (G) Oesipo.* (Farm.) O-é si-po. Sost. corti.U.G.Gr. ol-vrrr.. Ricett. L'ior.fS. L’ oesipo è il sudiciume della lana delle pecore sane , e con tutte le altre qualità che si ricercano in universale negli animali . . . Chiamasi volgarmente oesipo umida ; preparasi in questo modo ec. (Pr) Oeta , * O-é-ta. N. pr. m. Lo stesso che Erta. V. ( 13 ) 2 — * (Geog.) Età. Catena di montagne della Grecia, ora dette A- ninos e Katavolra. •— Città situata presso la detta catena. (G) Oetensi. * (Geog.) O-e-tèn-si. Antichi popoli della Bassa Slesia. (G) Oetidk , * O-è-ti-de, Etide , Keziade. N. pr.fi Lat. Actias. (B) Oetilo. * (Geog.) O-è-ti-lo. Antica città della L.aconia. (Mit) Oettihga. * (Geog.) O-et-tìn-ga. Città della Baviera. (G) Oezkkide. * (Geog.) O-e-zè-ni-de. Antico nome di Trebisonda. (Mit) Ofaeto. * (Geog.) O'-tan-to. Lat. Autidus. Piume del regno di Napoli che mette nell' Adriatico. (G) Or ara. * O'-fa-ra. Città del Giappone nell’isola di Nifin. (G) Op'ap.tti. * (Geog.) O-f'a-ri-ti. Amichi popoli della Sarmazia asiatica.(G ) Ofako. * (Geog.) O-fa-ro. Antico fame della Sarmazia asiatica. (G) Ofela , ’ O-fè-la. N. pr. m .(Dal gr. ophelia utilità.) —Generale de' Cirenei vinto da Agatocle. (Mit) Ofeleste, * O-fe-Iè ste. N. pr. m. (Dal gr. opheleo io giovo.)— Capo trojano, ucciso da Teucro figlio di Talamone. (Mit) Ofelia. * (Zool.) O-fc-li'-a. Sf'. V. G. 1 .ut. ophelia. (Da ophelia emolumento.) Genere di vermi dell’ ordine degli annellidi, della famiglia delle neretdee, stabilito da Savigny, che comprende l’unica specie o- phelia bicornis, provveduta di una cresta membranosa sti atagliata in sette denti, di corna eguali ai tentacoli, di setole dorale finissime,di colore dominante grigio a refrazioni vaghissime : da’quali pregi di bellezza tnuse il suo generico nome. (Aq) (N) Ofelo.* (Bot.) O'-fe-lo. Sm.U. G. Lat. ophelus. (Da ophello io giovo.) Genere di piante esotiche, poco diverse da qiieUc del genere adan- sonia, da Loureiro stabilito nella famiglia delle bombacee di Kunth , e nella monadelfia poliandria , i cui frutti, estrattane la polpa, servono ai Negri della Costa orientale dell'Africa, come vaso per riporvi liquidi , grani ec. (Aq) Ofelta , * O-fèl-ta. IV. pr. ni. (Utile , dal gr. ophello io giovo Nella stessa lingua ophileles debitore. In lingua germanica hof held eroe della corte, da hof corte, ed held eroe.) — Re de’ Tessali. (Mit) Ofelte , * O-fèl-te. N. pr. m. Lat. Opheltes. (V. Ofelta. ) — Piglio di Licurgo - Piglio di Penetro , e padre di Darnasitone. (B)(Mil) Ofeltio, * 0-iVl tì O.iY. pr. in. (N. patr. di Ofelte.)—Capitano greco ucciso da Ettore. — Capitano trojano ucciso da Eurialo. (Mit) Off.n. * (Geog.) Nome ungherese rii Buda. (G) Ofer. *, (Geog.) Ant. città della Palestina nella tribadi Beniamino. (Mit) Offa ,’Ò'f-ià. [A/i] U.L. [Specie di pasta-che gh auguri poinani gettavano innanzi a’sacri polli, affiti di prendere gli auspied. Ora vale Schiacciala, Focaccia composta di farro, e per lo più di varie cose ] Lat. otta. Beinb. A sol. 3 . ìog. Al corpo quello che è bastevole si dà, quasi un’ofiii a Cerbero, perchè non latri. Offa , * Oli. N. pr. m. (Dal germ. hof corte.) — Re di Merda, nipote e successore di L te baldo. (0) Offella, Of-fèl-la. [Sf. dim. di Olla . Focacciuola , Schiacciatimi, ed anche Ingoffo.Lat. olia.) n Tass.Rnn.Atnor.Madr.8. Taci, Grechiti, (nome di cane) deh taci! E prendi questa olfclla e questi baci. (N r ) Offellaro , Of-fel-là-ro. Add. e sin. Facitóre o Verulitore di offelle.(k) Garz. Jlerg. (O) Offekbac. * (Geog.) Of-fen-bàc. Città del Granducato di Assia-Dar.n- stadia. (G) Offekburgo. * (Geog.) Of-feu-bùr-go. Lat. Offomsbtirgum. Città del Granducato di Raden. (G) „ , , Offendente , Of-fen-dèu-te. [Part. di Offendere.) Che offende- Lat. ol- fendens. Gr. §\i*Taiv. , . 2 — [In forza di sin.) Tratl. pece. moli. Li terza (opera della misera- cardia) , corregger l’errante; la quarta , perdonare all stendente. Quist. filos. 5. La gravezza dell’ oliensione si piglia dall oiieso e dal- «(.rondo il erado di ciascheduuo. Ofi O-è-i-ra. Città del Brasile . (G) affila ?°S:)_ 0 -c-lànd. Lat. Oelaudia. Isola sulla costa orientale , e - -ZV. pr. m. Lat . Oboi. (DaU’cbr. oel tabernacolo.) (B) ij "are la-e-me. fi. pr. f (In ebr. ajom formidabile, hehim tumul- ‘ (M*. ?’' re 5 —Figlia di Danno e Crino. (Mit) 0‘ s *.‘ (P 'a Oes. Lo stesso che Oannc. U. (Mit) *) O-è-na. Antica città della Ttrrenia. (G) S Bot 0 0-e -nàn-te. Sm. F- G. Genere di piante della jiyi- a '§wia di Linneo, e della famiglia delle ombrellifere di Jus- vmtiiuun-* o-• • »- , v . ^ donna disse il famigliare, me non avete offeso d’alcuna cosa. E nov. sy. i 5 . Oil'esevi egli giammai . A cui la donna rispose : certo che egli non mi offese mai. E nov. 3 j. »a Accioeilie ella alcun altro offender non possa in suini modo , taglisi intino alle radici, e mettasi nel fuoco. E Intr. zi. Mossi non meno da tenia che la córrution deinorti non gh offendesse, che da carità la quale avessero a' trapassati. E nov. fi • ‘ 1 In quanto voi a voi medesimi avete offeso. Lab. ri. E certo , per 1' averti tu stesso offeso, meriteresti tu appo giusto giu- 604 OFFENDEVOLE dice ogni grave pcnitenzia. Dant. Inf. 2. /fi- L’anima tua è da vii- tate oliesa. E Purg. 31. 12. Le memorie triste Iute non sono ancor dall’acqua offènse. E 33. òr). Con bestemmia di fatto offende Dio.jf? Par. 8. 7 8. L’avara povertà di Catalogna Già fuggiria, perché non gli offendesse. Fay. Esop. Io non offendo a persona ; tu una sola dicervellata a ciascbedun nuoci. G. P. 2. 5. 4- Teodorico avea minacciato di distruggere tutti li Cristiani d’Italia , se Giustino impe- radore offendesse agli Arriani. E io. fé- 2 - i' (T questa cagione recando a loro esempio , che chi a uno offende , a molti minaccia. E 21. 3g. 3. Ciri a uno offende, molti minaccia. Lib. Dicer. Indarno credea, se crcdca di offendere agli Ateniesi. Lih.cur. mah iti. Perchè le noci offendono alla testa. Omel. S. Gio. Grisost. La penuria e la povertà delle cose temporali offese ella agli Appostoli?» Fav. Esop. 33- Allora dovevi temere il giudizio divino , quando mortalmente offendevi alla sua potenza. Frane, ò'acch. Op. div. Canzone sopra la peste del i3y4• L’ mio a Dio , l’altro a natura offende. But.Inf. c. 1. v. i5. Qui dimostra l’Autore, che la paura offende propriamente il cuore. Guilt. leu. 14■ 4 U 0 che peccato, grande , e denaturata e laida cosa offendere uomo a uomo e spezialmente al dimestico suo. E 4' 1 - Non vederete antica , c nuovamente essere divenuto, che terra a terra offèndesse , uomo a uomo. (V) 2 —* Pungere, Trafiggere, Recar travaglio, dolore. linee.g. 10. n. 7. E quello che intorno a ciò più l’offendeva , era il conoscimento della sua infima condizione. (P) Dani. Inf. 5. Amor che al cor gentil ratto s’ apprende , Prese costui della bella persona Che mi fu tolta , c’ 1 modo ancor m’ offende. (N) 3 — Urtare, Inciampare. ( In aliquid offendere vale in latino inciampare in qualche cosa.) Chiabr. Guerr. Gol. 3. 33. L’altro non già , come chiedean le voglie Del crudo arcier, nidi’avversario offènde, ec.(A) Amili. Ani. 22.4.6. In molti peccati noi tutti offendiamo. (V) Beni, u. 8. 32. Verso una porta il suo viaggio prese, L’entrata della quale è tanto scura , Che più di quattro volte il piede offese. (B) Palimi. 4. 24. Ai nuovi buoi si voglion fare le stalle spaziose, sicché-nè dentro stando, nè entrando, ovvero.esccndo, s’offendano ad alcun? cosa.(Pr) A'. Agost. C. D. 8. 26. Però che gli uomini empii offendono ed iutop- picano con tanta cechità su nelli monti , non volendo vedere le cose che si ficcano loro negli occhi. (N) 4 — * Trovasi usato anche colla preposizione Contri!. Amet. Non si neghi a me clic centra voi mai non offesi. (A) 5 — * Violare , Contravvenire. Din. Comp. Ist. Fior. 2. Avea promesso per sua fede , e per sue lettere bollate, eli non abbattere gii 0- nori della città , e non offendere le leggi municipali. E appresso: Io domandai ec. se fare si potrà ufficio nuovo senza offendere gli ordini della giustizia. Rispose che non si potea fare ; ed io che 11’era stalo accusato , ed oppostomi ciré io aveva offési quelli ordini, proposimi osservarli. (P) 6 — * Nota vario costrutta. P e gez. 84• Coloro che stando a casa vivono in riposo e dilicatamcntc, sono offesi ili asprezza e ili fatica non usala (andando in battaglia) (Pr) 7 — * Peccare. Pass. i3g. Per se medesimo saprà conoscere e dire de’ vizii e de’peccati lutto quello in che avrà offeso. Mora! S. Greg.y. 12. Bene hanno paura di quella pena eterna , ma niente dimeno offendono contro alla dirittura del giudicio divino. (V) -* — E con altro costrutto. Dant. Purg. 26. La gente, che non vien con noi, offése Di ciò, perché già Cesar trionfando, Regina con» tra se chiamar s’intese. (V) 8 —■ * N. pass. Recarsi a male , Tenersi offeso , Adontarsi. (A) 9 — * Provcrb. Chi altri offende sull’arena scrive', E chi offeso violi scolpisce in marino = Chi fa l'ingiuria se la dimentica, e chi la riceve la tiene a mente. Seni. Proc. (A) 10 —* (Milit.) Battere le mura diurni città, d' una fortezza-, Percun- 3 / 7 .. 1 . _* .19 _.i.‘_ 7 ._ 7 . ^_ f. .. 1 _ OFFERENDA no da ambo i lati delle mitre o berretti de’ Flamini, e si ar “‘ gli offendiceli e dagli errori de’ piedi e dell’ anima. _ stess"- Offendimento , Of-fen-di-mén-to. [eVm ] V offendere e L’off eS . a ^ , Offcnsione , sin. Lat. offensa , offensio. Gr. firlàr, 1friX g ì , s . B 1 '• Giord. Pred. S. Il molto parlare non è sanza offendimento- * E l’aulico di vetro L’ amor gitta di dietro Per poco offe» 11, ■ , a |i, Pallud. Per l’offendimento delle lucertole, e di tutti gli aU> 13 .[o, i quali costumano d’andare col ventre per terra.» [torse qui 1,(1 intoppo.) (N) lfeii& ’ Offenditohe , Of-fen-di-tó-re. [Però. m. di Offendere.] Che ,li (Che assalta , Che si reca sulle offese ; e dicesi eh stato , ^ ^j.] cito ec. Ha per opposto Difenditorc e Difensore.— , OiFensoij» Jl0 pi Lat, olfensor. Gr. o G. F - .8.6 4-3- E poi 1* oflèuditorc tanto por 1’offesa della persona di papa Bonifazio , ma P ct \ dii" 11 : calo commesso contr alla Maestà divina. Gmd. G. Egli solo li Trojani difenditene , e mortale oìfenditore de* Greci. ^ ^0, Abbiamo ardire di fare giusta vendetta de’ nostri offenditoi’ Pallav. iv. Ist. Coìic. 2 . 4d4* Lo "sdegno essere una specie dii 111 rappresenta per ben proprio eziandio un gran detrimento I quando c offèndcvole all’oìfenditore. (N) Offerditp.ice , Of-fen-di-tri-ce. Ferb. f. [di (Difendere.) Che [e dicesi di soldatesca , di macchine ec.] Lat. laedens. Gì *0^ ^ Setter. Crìst. instr. 2. 18. 4> Quanto più la persona otfè ja t 0l) c riorc e sublime di condizione alla offcuditrice , tanto la p cl1 essere ancor maggiore. .rtfcflS** Offessa , Of-.fèn-sa. [ Sf ] F. L. Lo stesso che Offesa. F . poS' Gr. Dant. Par. 4 * 1( >8. E fanno Sì, clic scusar noi 1 ^ /ve». A-i litéllU» kAl, UH. OU.JC - pC*7 son 1’ oifense. Legg. SS. Pad . S. B. Ma non puote alca* 1 £ r itfl < nare li peccati ec. , quanto alla divina offensa Frane. 55. Che nessuno pensa Clic offensa è onestà iiiggire.A/o7o* 2 ^' c poÌlJ* denotava del Soldan Y offensa , E V odio che nei petto avea ,^ t 2 » Offensanza , Of-fen-sàn-sa. [Sf,] F. A. [F. e di Offesa.3 1. 3. -li. Fammi la perdonanza Oi mia grave offensanza .& * Niun consolo si vuol dare Di preterita offensanza. fcat' 0 * Offensione , Of-fen-si-ó-nc. [Sf. Lo stesso che Offendimento. V•> feusio , noxa. Gr. faufa , Dant. Inf. 6. 66. E la pa 1 ’^ 5, h* già Caccei'à l’altra con molta offensione. Quùt. Jilos. C • ^ c co^ gravezza dell’offensione si piglia dall’offeso e dall’offendei* ita do il grado di ciascheduno. Berti. Ori. 2. 3o. t8. E sotto a C 1 elmo tanto fino , Che non teme di brando offensione. 0 Offensivo, Of-fen-sì-vo. Add. m. Atto a offendere. Lat. n olJjtj dendo aptus. Gr. ft\uc.rfrtx,Qs. » Cocch.Eit. Piu. H burro b cl ^ tl p J 3 in dose moderata si ammette nel nosti-o vitto , purché D 11 - - . rtjcr» (U 0 pfO' a\o' /ere, Molestare il nemico coi tiri dai'tighcria e di moschetlcrìa. Galil. Ma sendosi poi accresciute le offese coll’ essersi trovate le artiglierie, le quali con forza grandissima e da lontano offendono, è stilo di mesliero trovare altre maniere di difesa. E appresso : Li mezzi con i quali s’offendono e s’espugnano le fortezze , pare che sieno ... la balteria, ec. (Gr) Jass. Ger. 18. 55- Tu, Raimondo, vogl’io clw da quel lato Con le macchine lue. le mura offenda. (IN) Offendersi diif. da Chiamarsi offeso , Aversene per male. Pigliarselo a male , Recarsene. Offendersi significa meglio 1’ offesa ; Chia- sempre offensiva rancidità. (B) ^ _ . iU u 2 — * (Milit) Dicesi di Macelline, d’armi, di fortificazio 1 ^^, 1 e di leghe di populi e di stali per offèndere altrui. Motf ir c, s prietà deiformi offensive si è, che da clic f inimico si a che egli sia sconfìtto' e cacciato dal campo , venga ulCC bersagliato e battuto. E altrove . Per attaccare un paese co b fensiva. (Gr) _ f< ~ ict solW} „ 2 —* Si dandosi Gnerr 'i adopera altresì al firn, ed informa di s j l ‘ ia le sl p, nerra, e vale Guerra'd’offesa , Guerra neila i* pfOpg Q . a segnila ia pane uiieusa. n co* t'niiv i, Ol-fcu-só-re. [Eerb. m. di Offendere.^ Lo f s ..ai'** fesa o credula o vera, ma anche una parola o un atto poco gentile una cortesia può ' 1 ." me meglio f intcr ha rfl^le in se, Pigliare amale. forse non lauto espressi quanto . ehi se la piglia o si chiama Offeso Ed usasi d’ordinario di cosa più grave j dove f Aversi a male sarebbe troppo leggero. Offendevole , Of-fen-dc-vo-lc. Add. coni. Atto a offendere , [Da offesa ,.] Lat. peniiciosus. Gr. ffoafìepof. Lab. 232. Éila^ non susa neile piazze ec. , nè- con alcuno offèndcvol ferro. Quid. G. C011 offènde- voli slòrzanienti facendo duri assalii. » Pallav. Ist.Cono - 2. 494- Lo sdegno essere una specie di furore che rappresenta per ben proprio cziaudio un gran delrimento proprio quando è olfendcvule all’ offendi loro. (Pe) OrFENnEvoiassiMo , * Of-fcn-dc-vo-iìs-si-mo. Add. in. superi, di Offro- devoic. PalLnv. Ist. Cane. p. 3g8. Su’l primiero capo conveniva uri giudicare ogni sa-pcnsione offènde voli Satina. (Po) Offendibile , Of-fen-dì-bi-le. Add. coni. Che può essere offeso. Cron, More II. 026. Veramente sono in luogo molto offendibile. OìfenxjIU. * (Arche.) Of-fctwli-ci, Sf. pi. K. L. Retale che sceiulea- salta il nemico nel suo paese , in luogo’ di difendei si \*- v o il Corsili, trad. Conq. Mess. Non gli stava bene il dar tezuma di pensare nè alf offensiva , uè riputazione e la fama al nome romano difensiva fra’suoi, ma ancora sull’offensiva di fuoi’i u (Gr) i°fU Offensoke, _ .. . ... . . ditore. P.] Lai. ollènsor, laedens, iniiiiicas. Gr. o , j, llU o h ' c oi r G. 38 . Clie contra li iiimici, e nostri offensori , vo d . Alain. Gir. io. ug. Nè cosa è più, che si assimitpi a ^ tro aali ollènsor mostrarsi pio. „ ... Din-. u*»- Offehaue , Ol-l’e-ià-rc. [Au. P. A. P.e dt’ì 0 che. Sè ed ogni sua possa c virlude offèia sotto u _ y2 . ^jtii» . ... ó’J Coll, ^aprano.’„[t’ 2 — [E nel significato di Offerire, 2 e che offerano li doni dell’oro d’OHir. E 6. In 3 li loro pieghi. E appresso: Offerano a Dio 8*L a {' 11 " .j(icio s ’ ol z’ ttf off'erauo orazioni a Dio. Semi.S.Agost. :Ì2. Ne s vo loii*?' „ li 1 ’ carne altrui, ma nella nbbedien/ia si macera la s - sac riff i:li ’' presso : Allora 1 nomo oliera sè medesimo a Dio » p,io( lt; S.Gir. 64. Quegli che dà al suo prossimo ,. J _ ^V) ijati 5 ’ quegli olièra a Dio l’oro per parola , c per “f f , ’ Lat- OrFiiinasnA , Of-lè-rèn-da. [.V/i] P. A F- c dl QX OFFERENTE ili ir ^ OITI ! !o f l “- Mir. Mad.M. Esseudo venuta all’ offerc'hda la Reina san E > v ? r § lul • Tratt. Cast. San Jacopo disse, che quella verginità è Whzio e offercnda a Gesù Cristo , che non ha il cuor notoso di pensieri. OFFESO 0o5 p ( .n. EKTE > Of-fe-rèn-te. [ Pari, di Offerire.] Che offerisce.Lat. offerens, , a *ons. Gr. 'n'potripspMtf, EVayyeWoVtEi'os. Dav. Scism. go. Tornassono 2 ^ r 3 ? Vu ^ a ubbidienza del romano Pontefice, offerente perdono. dì t ^ Sforza di sm.]Guid.G. Medea, fatta allegra perii sermoni 0, promessione, un’altra volta ripose alle parole dell’offerente. Qlj I,f:iìE ? Of-fè-re-re. \_AtU n. ass. e pass . V.anùin. V .A. V. e di ] q U( j| lre *-6occ.noi>. 16. 26. Quantunque egli ferventemente disiderasse ttor> c ^ e Currado gli offereva, cc.E nov. g 3 . ig. Io prenderei senza } ^ ff a dilxbtrazione quello che m’olierete. ne ^ $! 8 n Ìfi cat - 0 dì Offerire, §. 2.3 Bocc. nov. 1. 8. Imbolato “he e rubato con quella coscienza, che un santo uomo offerreb- 9 »c ^ iln }' ^ >£,r * 5 . 5 o. Però necessitato fu agli Ebrei Pur l’offercre, * alcuna offerta Si permutasse , come saper dèi. E i 3 . i 4 0t f er 1 Cl 'eda donna Berta e ser Martino, Per veder un furar, altro of- 0 ( | e re » Vederli dentro al consìglio divino..AW. ani. 5 /. 8. E s’egli e s < , offèrcre dee ad onor di nostro Signore, sVgli ha di che; 3 ( ‘&b non ha di clic, sì offerì il suo cuore interamente. G.V. 12, ^ CCc ^ Duca gran festa c solennità a santa Croce per la sua Gttg ° na > e fece offèrere più di 100 prigioni. (lì Eb j Ot-fe-rì-re, {Att. anonz. e n.]SigniJicare con paivle o con gesti ietti r d Fit. SS. Pad. 1. 23g. Gli offerivi * jdìvotamentc tutto 1 ’ oro che avea. (V) 3 are 0 Dedicare a Dio, Sagrifìcare ; eti . e Offèrcre, 2'òg. Gli offeriva ed è voce di religione. {F. ‘Co. 2.] vn e - 1 'Sparire, Presentarsi avanti; ifiel quale significato non s'usa igjp n • pass. Lat. sese offerre. Gr. iicekSzlv.Dmìt.hif. 1. 62. Dinanzi . *o, t ° c chi jni s i fu offerto Chi per lungo silenzio parca fioco. Petr. 1 ^ i 5 o.. Con tanta mae^tade al cov s’ offerse, Offe ■erirsi <~ 0 a* ci morte, a’pericoli , vale Esporvisi. Chiabr. part. 3 . Dolente se medesma offerse Erminia disperando a dura morte. ^ tor ’ db. 2. Offrendosi prontissiiuamente a tutti i pericoli, a ^sciarono indietro cosa alcuna. (B) esibirsi, Mostrarsi pronto a checchessia. Ar.Fur. 22. 3 . Per una T’qj tas| nar cantando ardisco, ec. Lodarne cento incontra m'offerisco. r^q * Ger. io. 5 o . Ed a costui, ch’egli è codardo e mente, M'of- ^ provar con questa mano. (P) ' tCes * Offeriti per suo ad alcuno , e vale Offerirgli la propria li » Car. Leti. iued. 2. no. Ed offerendomele , come sono stato s - per suo,.le bacio le mani. (Pe) "‘he per Raccomandarsi ad alcuno, nota modo.] Cas. leu. 7. ^ * *ùomi e raccomandandomi molto in sua buona grazia. . Cr e „ !( f 'Si Olitrir prirgbi per Porger prieghi, Prestare. Omel. S. J % 2 ' 10110 1 prieghi , ma non sono uditi. (l‘r) s Uo . !>ra oosirulto.Rocc. g. 10.11.J. Offerendole il padre di lei ogni o A^ e '-°- (Cioè, offerendosi di fare ogni cosa clic le piacesse.) (V) ; ^‘ff- da Profferire. Profferire vale Mandar fuori la parodile c Offetire , siguilìcar con parole o con gesti di voler dar'qual- c l’ llt i° sa , 0 di voler far qualche cosa a servigio altrui. Ma siccome c lie e l’altro hanno una latina origine (juasi simile, cosi è a 0 ^ai cuil e volte Profferire è stato usato in luogo di Offerire, « luogo di ciucilo. ' E ’ l^l'fe-ri-tó-r ] ' An* erau ° mon poveri, a cui Nerone avea donato, che a cui tol. J Ant. iy. 1. 10. Dio non pensa (forse deve leggersi pesa ) . 4/ ( ' ìllZìa ofièrfa, ma la co.scienzia degli olleritori. s>{JJediz. (i. S<:il ir, 7 ., ,,,e ' teoW ‘ ha : Iddio non bilancia la suslaura . . . , ma la co- Xto tc 0 CB) ^Idl -l i-tù-ri-o. Add. [ni. Di ojjferla, o) Che offerisce. Lat. (V °ff CH>i ! ,ìs - G. a», i Q 8. 3 . La prima {partei) è raccomandutoria (j ^^itT^’^' Of-fc-ri-trì-ce. Ke/i. f. di Offerire .Che offerisce.V.di reg.{ O) Df-fèr-ta tSft L’>fferite , [e La cosa offerta^ che dicesi anche Ei. 105 3 Profferta. [/.'Offerta e coi tese, allegra, affettuosa,gentile, li- Opp^ a S ll anima, spontanea, ossequiosa,umile, gradita, finta, vana ec. ^ Ull da, sin.] (/^.Dono.) Lat. oblatio, pollicitatio. Gr. all. yi. Onde eglino poi, travagliando di trovar c' ^■oj!° S y < ?’ vai:e ln P ai 'te le loro oilerte, dissero l’uno all’altro: ec. Sh lti .resi comunemente Quello che in certi tempi e in certe oc- 1 i) i0 in chiesa dsacerdoti , o altre persone religiose, in onore d ni generale il Dono che si fa a Dio o ai Santi della 1 J lati 0 ’ cuore, delle sofferenze, ec. Dicesi anche Oblazione.] Lat. C* Sus tàn • nm ‘-^ nt - 17 - 1 - to. Dio non pensa (forse dece leggersi pesa) tre' J 3 . p 13 doli'offerta, ma la coscienza degli offerì tori. B^cc. nov . j Sfiori °fl' S raiK bssinia calca t:itti s’appressavano a frate Cipolla, e ““erte dando che usati non erano , che con essi gli dovesse g hà ji Pagava ciascuno. Dant. Par . 5 . 5 o. Però necessitato filagli ì i oltvrere . ancnrrhò alcuna offerta Si permutasse , come Cli avvenuto ma non i-tó-re. {P’erh. m. di Offerire.] Che offetisce.Lat. Tue. Dav. Stor. 1. * 45 . Essendo per tutta Venditori e offeritovi all’incanto, una sola allegrezza vi avea, ’ olfererc , ancorché alcuna offerta Si permutasse , come Andare E e/> ~" lAUUrc a offerta o all’ offerta ■=: Andare alla chiesa ad of a p-'chessia. Andare a offerta.] ) ìì’arr. K er sinu i- fu detto de ’ Gentili, ff. Andare a offerta.] 3 H COp ‘ ^ e Ua = Offerire. P. Pare oliala.] Ar.fur. 38 . 28. E gli ' persona offerta. r, Uu col lupo ya all’offerta, porti 0 tenga il can sotto il °cab t Xf^, mantello = Chi ha da trattar con tristi, debbi andar cauto e guardingo. [A'. Lupo, §. f,g .3 6 — * (Eccl.) V offerta 0 V oblazione è V azione che fa il sacerdote all ’ altare quando offre a Dio il pane e'I vino che debbono essere con- sacrati. Più comunem . Offertorio. V. (Ber) Oeferto , Of-fèr-to.-^t/c/.w. da Offerire. La*, oblatus. Gr. xpoffsvsxfìti?, Burch. 1. 20. E tre pcscajc giovani sdentate, E l’allegrezza d’un prigione offerto , Tenevano assediato il re Uberto. Offertorio. (Eccl.) Of-fer-tò-ri-o. Sm. Una delle pftrli (feda Messa ? nella quale il sacerdote fa C offerta. È propriamente una specie di antifona recitata dal sacerdote e talvolta cantata dal coro nel tempo che si preparano il pane ed il vino per offerirli a Dio e che il popolo va ali offerta. Borgk. Pese. Fior. 44 °- Procedendosi poi a’più secreti mislerii, che a quella parte che si dice Offertorio , cominciavano ; erano gl’ Infedeli e Catecumeni, ed i ptibblici penitenti che potevano entrare fin quivi , licenziati. (V) 2 .* si chiamo anche così la Tovaglia di tela su cui i diaconi ricevevano le offerte de’ fedeli. (Ber) Offesa, Of-fé-sa. iSf] Danno, Ingiuria, Oltraggio di fatti o di parole % [ che dicesi anche Affronto , Aggravio , Villania , Dispetto , Onta , Dispiacere ec. V Offesa è acerba, alta, grave, ingiusta, iniqua, rea» dura, villana, pungente, strana, leggiera ec. Dicesi Fare, Sostenere, Ricevere offesa ; Portar in pace , Contraccambiare P offesa ; Condonare , Rimettere 1 ‘offesa ec .— , Offensa, Offesanza, Offensanza, sin .] Lat. injuria, laesio, [olfensio.] (/^.Lesione.) Gr. cdìiKtx, Bocc. nov. 2 y. 3 j. Non sa quanto dolce cosa si sia la vendetta, nè con quanto ardor si disideri, se non chi riceve V offese. Dant. Purg, i 3 . i 3 f- Gli occhi, diss'io , mi fieno ancor qui tolti; Ma picciol tempo, che poca è 1 ’ offesa Fatta per esser con invìdia volti. Petr. canz » 4. 7. retò di perdonar mai non è sazia A chi col core e col sembiante umile Dopo quantunque offese a mercè viene, a * Per simil. detto d'altra spiacevole impressione. Bartol. Ortogr. cap. 3 . §. 1. Sa per esperienza quanta diversità cagioni il troncare o no (/e parole ) a suo luogo e tempo, e quanto se ne contristi l’orecchio per offesa , o ne giubili per diletto. (P) 3 —* Lesione , Vizio , Magagna , Sconcerto, Danno, hi questo significato L’Offesa è piccola , insensibile , invisibile , incouiprensibile , insigne , considerabile , riguardevole , insanabile, incurabile, irrimediabile , mollale, mortifera , strumentale , organica ec. Lat. laesio. Red. nel Diz. di A. Pasta. Si faccia animo , signor Marcello, e si ricordi che anco con le grandi offese strumentali de’ reni si può vivere lungamente, c quel che più importa, senza crudeltà di dolori.(N) 4 — Levar l’offese si dice del Proibire che fa la giustizia sotto una certa pena a * contrastanti, che non $' offendano. Ar . Fur. 19. yo . Levan Toffese , ed il nocchier s’accosta. Getta la fune, e le fa dai* di piglio. ( Qui vale : convengono di non s’offèndere.) 5 — * Porgere offese == Offendere. Amet. i 3 . E gli archi per lo caldo risoluti Porger non posson or le gravi offese. (N) 6 — * Ad offesa. Posto avverò. = Per offendere. Cavale.Pungil. s 5 . Ciascuno di questi vorrebbe volentieri che Iddio per sua opera noa si lacerasse ad offesa. (V) 7 — (Milit.) [L'azione dell' assaltare , del combattere il nemico » il contrario di Difesa.] Bocc . nov. i8 . 3 . Sì per la difesa del suo paese, c sì per l’offesa dell’altrui, il Re di trancia cd un suo figliuolo ec. ordinarono un grandissimo esercito. » Bentiv. Nè più tardò allora il Farnese ; ma parendogli che fosse arrivato il tempo di poter liberamente passare dalla difesa all’offesa, determinò d’uscire quanto prima con P esercito alla campagna. (Gr) a — * Si adopera altresì al pi. , ed è vocabolo generico di ogni operazione militare di offesa. Gali!. Usavano anticamente, per difesa delle loro città cingerle di muraglia atta a resistere a quelle offese, che da diversi stromenti del nemico le venivano. Davd. La strada maestra per esser concava in forma di trincierà, era coperta in gran parte dalle offese della fortezza. (Gr) 3 — * Genericamente per Ogni opera di fortificazione campale a danno del nemico. Cinuzz . Dee il buon soldato sapere adoperare la zappa e la pala, e da se , occorrendogli, fare una trincea , una ritirata , una difesa, od una offesa, ed altre cose simili necessarissime in guerra. (Gr) 4 —* Batter le offset Battere colla propria artiglieria le artiglierie del nemico che ti offendono , per renderle inutili > si dice anche Levar le offese.Ì?av’/ 7 .Per la qual cosa fu necessario fabbricare una batteria di cinque colubrine che battesse l’offese del baluardo. (Gr) ® "* Levar le offese. 3 L do di dire usato dagli artiglieri, quando operando contro le batterie opposte le riducono a cessare il loro fuoco. Si dice anche Battere le offese. Guicc. Stor . Levaronsi nei due primi giorni con le artiglierie le offese , che erano assai forti, e per fianco: ma con maggiore difficoltà si levarono dal canto dei Veneziani le offese dei tre bastioni ; le quali levate , cominciò ciascuna delle parti a battere la muraglia. (Gr) 8 — * (Icon.) Donna vestita di color di ruggine , o sulla cui veste sono sparsi rasoi} tiene in mano parecchie armi offensive che le presenta una furia. (Mit) _ _ „ T ^ Offesanza , Ofife-sàn sa. [A/?] E. A. V. e eh Offesa. Fr.Jac. T. 5. s 3 . 5 . Piange con gran disianza La preterita offesanza. E 4. ig. 2 , C’ha vergogna ed ha dolore Dulia sua grande offesanza ,E ù. i 5 . gnor , fanne perdonanza Della sua grande offesanza. » (ò’e pure non ha a leggersi Offensanza.) (N) Offesissimo, Of-fe-sìs-si-mo. {Add. m .] superi. d‘ Offeso. Lat. maxime laesns. Gr. pdxicrrx fiXa&sls. Fr\ Giord.Pred. K. Le viscere di quel regno si trovarono offesissime. E oppresso : Stava ancora sdegnato , perchè si appellava offesissimo. Offeso , Of-f'é-so. Add. tn. da Offendere. [O’iraggiato, Ingiuriato .—, Ofiènso, sin.] Lai. laesus. Gr. Omel. A. Gio. \Gris . Come 77 6o6 OFFICIALE OFFUSCATO adunque incolperà ec. alcuno uomo, che da lui possa essere ofleao e nociuto. (N) 2 — [Aggravato, Pregiudicato, Leso e simile.] Red.Itis. 85. Patì punture atrocissime non solo nella parte offesa, ma ancora per tutta la coscia. Lib . cur . mulitt. E pure questa anneritura degli escrementi procede dalla milza ofièsa. 3. — {Ed in forza di sm.] Quist. Jilos. C. S. 5. La gravezza dtll’of- fensione si piglia dall’ oifeso e dall’ offendente , secondo il grado di ciascheduno. Dant. In f\ g. 123 . E fuor n’ uscivan sì duri lameuti , Che bn.] V■ L. [Quel che s'aspetta a ciascheduno di fare u per debito o per convenienza ; il che dicesi anche Obbligo , Dovere , Carico , Incarico , Impiego , Ministero, Cura, Briga. /./Officio è alio , importante , utile , degno , nobile , gentile , onorato , pietoso s vile, difficile, faticoso, sacro.] — , Oficio , sin. Lai. of- ticium. Gr. y.xrzyjcux . r 7 f s. /ir. l . / /. Ma i buoni Angioli egli manda m officio di salute degli uomini. E 5. 17 . F. sappiate che ciascuna ( dell’api ) stae al suo officio. A oppresso-, E quando nasce alcuna tra loro clic sia negligente , cioè clic non voglia stare a ninno di questi officii, lo Re la fa cacciare di Inora da loro magione. Buon. Pier. 2 . c f. 2 6 . l’er aver noto II di determinato ad esser presti Col nostro officio.)! Petr. Uom, il/. s58. Molte buone leggi compose, e sommamente l’ecclesiastico officio onorò. (Y) 2 — Per le Ore canoniche che si contano in chiesa o altrimenti si dicono in onov di Dio. li sotto questo nome si comprendono anche il Sacrificio delta messa solenne ed altre sacra funzioni, che si celebrano nelle chiese dagli ecclesiastici. [Chiamasi anche Officio divino. C'i ha l’ Ufficio ambrosiano, gregoriano, rilavar;! bico cc.Ci ha i Officio de’morti , della Madonna, ec.] Lai. divinimi officium, officium ecclcsiasticum. n Va. S. Elis. 36g. Mi ritrecini si dieta l’Officio per lei, la Badessa. ...udì canti molti soavi e allegri .li di .l''/ro:Oautavalio a guisa, come dicessimo Officio per morti, ciascuno a suo verso. (V) 3 —* Luogo ove si ministra giustizia, o si lamio altre civili faccende Tribunale, Palagio della ragione. Tit. Liv.h. 3c c. 2 . Quinzio Coli- saio ec. radunò il senato; e per l'autorità de’padri comandò che non si tenesse ragione per li olìicii. (IN) 4 — * Col V. Compiere : Compiere l’officio = Adempierlo. Lepacnd. S. Gio. Ball. 20 . E nato il fanciullo si lo levò di terra code sue mani santissime e compiette l’officio come di servigialissima balia.(N) à ,—* Col v. Fare : Fare officio , un officio, V oiiìào—Operare, adoperarsi in un determinalo modo. U. fare officio. (IN) » —" Fare i’olticiorr Stare in ufficio, Esercitarsi in un ministero. V. Fare ufìzio , §. 3. (N) 1 —" Far buono o cattivo officio= Cooperare in favoreo conila. V ■ Fare ufi/io, §. 4t e V. F'are ofizio. (IN) 4 — [Fare Pofficio —Officiare.} Eit.SÒ.Pad. 1 . 225. Lo dì della Domenica un prete e un diacono del detto monasterio de’monaci va a fare 1 ’ oilicio al detto monasterio delle donne. 5 — F’are gli officii di sot.kc= Mandar fuori gli escrementi del cibo per le parli di sotto. V. Fare gli officii di sotto. (\) Officio difi', da Offizio, Ufficio , Uffizio. Tra queste voci trovatisi in Toscana alcune differenze arbitrarie. Onde dicesi 1’ Uffizio della Madonna , più comunemente che 1’ Ufficio , o P Officio-, e non inai P Off: . 10 . Buoni uffici e Buoni uffìzi e offici, e più di rado uffizi-. gli L(f;zt e gli Uffici pubblici; più rado, gli Offici, gli Offici uuu mai. Ol i icio-JAMEKTa , Of-icio-sa-mén-te. Avv. Cortesemente. Lai. officiose. di Cd* Gr. HipocrtivrinZ;. Pir. Rag. t33. Laonde molti e molte, e e di lei parenti , officiosamente la vennero a visitare. ,■ gl |i- Officiosjssimamekte , Of-fi-cio-sis-si-ma-mcn-te. [Avv.] super!- ^ j<- T ' io cioiamaile. Con maniera officiosissima. Lat. officiosissime. paxxwny.iirix.rix,. Bemb. lelt. 1. p. 118. Ebbi il vostro M- gjg., Vinegia, il quale e mi salutò oificiosissimamente per nome di e lungamente mi ragionò di lei. (fi- Officiosissimo , Of-fì-cio-sìs-sì-mo. [Add. m.] superi, di Offici^ 0, J, e n- fiziosissimo, sin. Lai. officiosissimus , humanissiraus. Gr■ ^ n M3̰ ytiraroc, vXriptrtyiiTaros.Bemb. le.tt. 1. y. c . oV ; i i 1, Pinr.Stor.y.i-/y.Era officioso negli amici, e misericordioso nc^^c- Officiuzzo , Of-fi-ci-ùz-zo. [ifm,] ehm. di Officio.—, Offiziaz 20 ’ ciò, sin. I-at. leve et minimum officium. , 2 , 0 r Off ni. * (F’ilol.) O'f-fir. Lo stesso che Ofir. U. Coll. Ab. Lsd 0, loro clic offerano li doni dell' oro d’ Olìir. (N) Offiti.’ (St. Eccl.) Of-fi ti. Lo stesso che Oliti. /d (G. F;/ ,,'1/'-’' Offizia , * Of-fì-zi-a. iV. pr. f Lat. Officia. (Dal lat. offit' ne>x dovere , convenienza , merito.) (B) . ( jà 1 :. Offizio , Of-fi-zi-o. [ò m. Obbligo , Cura, Incarico. — , Ofi® ! ijgS 111 . ( E. Officio.) j Petr. canz. 11. 3 . S’egli è ancor venuto R 0 .' n ”„ a» 13 ', . 1.1 Irtrat.n offizio. Cas.lelt. 36 . Quando in dubiterò di 11 -1 L Albino non me stesso , allora avrò dubbio che V. S. Illustriss. non faccia ogni caldissimo offizio per me. jr 0 Offiziosissiuo, Of-fi-zio-sis-si-mo. [Add. »:.] superi dt Offizioso- y cf* che Officiosissimo. V. Car. leu. 1 . 6 y. Conosco ec. l’aoU c ’ ^ lio commesso che ui'c l’invie, olfiziosissuno. Offizioso, Of-fi-zi-ó-so. Add. m. T-o stesso che Officioso. "• pcio 1 1 z.iuavz, u* ‘1 s.i uu • - - - -- - -- . |' . lett. 18 . Dell 'inventario dei libri non vi ricorderò ai : tf ’ 0 .[bL. più offizioso, che io non soìio impo rt 0 ]1 ni veggo che voi sé te — , — - - - , Offiziczzo, Of-tì-zi-ùz-zo. [Ym. dim di Offizio. Lo stesso ciuzzo. y. Car. teli. 2 . y'3. E tanto meno con queste snf'^rc n, estrinseclie, e con questi offiziuzzi di lodarvi, e di farvi 1 ’ ( j ( ,|l'n' 1 industria, clic sono cose tanto sproporzionate alla grandezza ino e del merito vostro. ob^fV- 1 Offoscaee, Of-fo-scà-re. All. e n.pass.V. e (//Offuscare. Lat- ^ c (e Menz.iim. 233. Debbo abbonire il vino, Che in atra nef- (i il bel de’sensi offosca. (IN. S) Offribe , * or-frì-re. All. e n. anom. sinc. di. Offerire .J • Qp.vf, q. Con quella man che P adipe incruento Off e. (V) Rfifi , S-' p 10 mi stimerei fot Innatissimo di poterlo (il volume ) 5 t,a r ‘ titudinc. E 212 . Con ogni più profonda umilia offro a nenza un esemplare stampato del mio Ditirambo. Toc. ", :» 2 gd. Facendogli da Rubrio Gallo offrir, volendo servire 11 foglio bianco. Amint. i. 2 . La semplicetta Silvia, Pieto»' male, S’ offri di dar aita Alla finta ferita. (N) ^ 85- “ V 5 l’Zf.P’" yi' tilt 0 gre pecore chitc. (IV) t ,„ re ^ %cV' Offuscamento, Of-fu-sca-mén-to.[»9m.] V [ atto di] ’’ ro ,v Lai. obscuratio. Gr. àp.tzvpte>• ^ q,ic ! P> ... ii» 11 dorè non offuscava la vista, perdi’era contempi. ^ bra. Sagg- nat. esp. 5. L’acqua naturale, per nobile *, 1 - „ ili processo di tempo là sempre qualche re».i.i:MZa I o; i cl> , cc, che a poco a poco imbratta il cristallo, od olinsc- p, ffiA ^ 0 >‘ 2 — Per meiaf. [Scemare il merito altrui o simile.}fi 0 ^ 0 jpiscs J . propose con maggior liberalità quella 0 annullale , - |Ua 0 A’. Greg. Si lasciano cadere a' suo' piedi quelli c 1 3 lui, con isplendor di giustizia. , . su f petr 0 ’ 3 —"(Ar.Mes.) lavare la pulitura: il che si prul tra s ''/ii specchi e su i cristalli. (D. T.) nroV t %%„s‘'■ , " Offuscare diff. da Infoscare. Offuscare ha sei ■ P • ; Ofi f 0 s( l . Infoscare più comunemente traslato. Sicché P u0 ., oC chi° fa c luce, ed Offuscare la fama, ma non può u ° a Q l . f s per offuscato. Offuscare inoltre nel senso lraa 13 r :, B o d a ^* J Av seguenza d eVÌ Infoscare : Onde le passioni comi , A|.|j poi offuscano. __ hfà' liC t%. $• Offuscato , Of-fu-scà-to. Add. m. da Offuscare. ^ scalo , sin. Lat. obsouratus. Gr. àpxi'ptauut. I 0 , OFFUSCATORE JjCcliì della mente avendo di tenebre offuscati.^ noi-’. fi. 11. Quelle, ) cr udele obumbrazione offuscate, colla sua forza sospinse in chiara 0i> Ce ^ a SS- ,iat - es P- 1 7 ■*■ La lastra dalla parte stata di sotto rimane Par 3 ’ e °^ nsca i' 1 da una nuvoletta bianca formata d’innumcrabili j, l,lr tll(. di sa i e minutamente sciolte. Cavale. Discipl. spir. 1 /aver e .."omo l’allctto infermo, e lo ’ntcllctto oscurato c offuscato, è erau- ais snna- r pena. dn SC /r° RE ’ OLfu-sca-tó-re. Ferb. m. di Offuscare. Che offusca. Beici'. a' sc ~ Osservate bene quel che veggiate sul vetro ; voi vedrete 0, Cat >agio adagio quel pannooffuscatore par che divenga più grosso.(A) j^TK.ce, Of-fu-sca-tri-ce. Verb. fidi Offuscare.] Che ojflisca.Lai. inf ails ‘ *' r ‘ ceca. Pros. For. f. -j 3 . Anzi velenose furie , fjj. ctt atrici degli animi, offuscatrici del lume dell’ intelletto. "scazione , Of-fu-scazió-ne. [Sf. Lo stesso che Offuscamento. V.} ^libramento , Oscurazione ; [e si usa anche in significalo mela- ' r,Co -3 Lat. obumbratio. Gr.axoTa.tzp. 0 s. Bui. Purg. «.Tutto puro boi r b’* v ' l’aere , senza nebbia o nugolo , o altra offuscazione o tur- li ™‘ Za - E 1/j. 2. Li nuvoli danno luogo aprendosi, e cosi aprendosi j a °ffuscazione della niente, lo grido , che la fa attonita, si parte,e Pi ; ,Ilri d c torna a sè. Mor. A. Greg. Di nulla off uscazione di tenebre "Sser tocco. Red. Cons. 1.14->. Se cc. la caligine e l’offuscazio- e continuasse , crederei che fosse necessario venire all’uso di un deli di cina. OeT" (Astr.) Lo eclissarsi del sole , o di un pianeta, di') . * rv r. oir. nr ™ i ... n„i ■ /r>, r ' ' O'-fi , Offa. N -, - pr. m. Lai. Oplu. (B) Htn G'-ti-a. N.pr. f. (Nome patronimico di Cibile figlia di C 0 El , * (Geog.) O-fi-a de. Isola del golfo arabico. (Miti , Sl '* (Med.) O-fì-a-si. Sf. F.G. Lat. ophiasis. Gr. òtbiaat. Ofio.)(Mit) (Med.) O-fì-a-si. Sf pente.) Specie di alopecia ^ pp ivi a; 'fu: n Ji ophiasis. Gr. ò^Ictas. (Da ophis di calvizie parziale , in cui gli spazii rA ^o. * (Zool.) O-fì-ce-fa-lo. Sm. V. G. Lat . opliiccplialus. (Da Ojfj tu i di capelli o di peli hanno la forma di sinuosità.—, Otìosi , sm.(Aq) ty ASl '* (Min*) O-fi-ba-si. Sf. V* G. Lat. ophibasis. (Da ophis serpen- s ’ e basis base. ) Materia pietrosa , che forma la base dell' ofite o fopfntina degli antichi , o del poifido verde antico ; e dette Yario- bJ l1 Duranza da Saussure. (Aq) (Min.) O-tì càl-ce. Sf. Lat. ophfcalcis. (Dal gr. ophis serpente, ^ lat. calx , calcis calce.) Roccia cosi denominala , perchè ha per ? Se il Serpentino , ed il Calcare. Presenta essa tre varietà adorne P va fo e macC ^ e e de* più belli accidenti di colorito ; vengono 1 Pagate come marmi, e fra esse contasi il verde antico. (Aq) a. specie di roccia composta di serpentina , talco e dorile, con base Oj-‘ Ca karia. (Boss) I/* AL0 - * (ZoolO serpente , e cephnle capo.) Genere di pesci mulacotterigi sub ■ ed V l ‘ n ! u stabilito da Bloch , e cosi denominati dalla forma rotonda ^ .Appianata, della loro testa coperta da grandi squame poligone per % 1 Sl * rende simile a quella d ’ un serpente. (Aq) g Eria , O-iì-ce-i J-a. [À/.] Luoghi dove si esercitano gli ufici. Dùtl.S . j 0 ^* Dirovvi in che luogo dobbiate fare Ja chiesa, e in che luogo ^^rmentoro ec. , e in che luogo 1'ospìzio, e tutte 1’ altre ofice- 0^ > e cose necessarie, Le » O-fi-ci-à-le. [Add. e sm. Quegli ch'esercita ofìcio in servi- ìL, 0 ufficiale ; e non uffiziolo od qffiziole. Ed usasi Ufficiale e Qj'ifq dì cavalleria , di marina ; e non Offiziale, nè Officiale. Vqj * P*i'ì-ci-o. [Ao7. Lo stesso che Officio, b 0 Bocc.tnlv./p. Li quali fì t j Q n,l eri e guida e servitor ne saranno , se di prenderli a questo o- ì’ u ischiferemo. But. Purg, 5 . 2. Beneficio è quello bene che ^ nverii0 P ros simo : e ofìcio è quello bene che ciascuno è * q,°.^i fare in vci'soDio, in verso ’1 prossimo, e in verso ogni persona. loi> Se lì ^ ulla le. V. Olhcio , J. 3 . Frane. Sacch. nov. 77. Fu già , e *»u 0 „^ nco . r dura, un grande ofìcio di valenti cittadini , i quali ave- 5 ?. n ^ ss ^ nia balia ec. a terminar le quistioni. E appresso : Es- j-t,* 1 due boattieri con la questione dinanzi al detto ofìcio. (V) L , sign. di Officio, 5 * 5 *] Bocc.g. $,p>2. In sulla mezza terza Ho. ^j? lCs etta lor vicitia visitata, in quella il divino ofìcio ascoltaro- 4 àacch. Op. div. g2. La seconda (A/essu) della natività di Cile , e dicasi 1’ ofìcio maggiore da terza, e Darè : Dare officio =s Assegnare le incompenze , le carili ^ $av' ^ V0,1t di Amar. Mannell. p. no, (Fr. Ij‘ó 3 .) Questo Ncrva ^ Uo ®o ec. e a cattino diede ofìcio secondo eh’egli era degno. (P) C* 4 °^ **• Fare : Fare male ofìcio === Cooperare cantra ale uno. \ Ij-rn. , " “• f. Vedrà che costar fanno un mal oticio. IE Ta re ofìcio di‘cavalleria.] Berti. Oli. Par l'iti Più n -m c y.- '‘olle aver inteso , t:i ^ci 0so a M"a la ragion difeso, q'iosus’ G-fi-ci-ó-so. [Add. m. Lo stesso che ) Officioso. V • Lat, offì- l,Cle lt)F * r * ^ i P atrf a )Tlìt ° 5 ' l ls ° '‘eli O-fi clè-i-de.A’ui. V. G. Nuovo strumento da fiato in C) er pcnt ° ra 'id‘orchestre e nelle bande militaripiù comunemente detto >• * C“ aI . gr. ophis serpente, e ciìs, clidos chiave.)(D.T.) beute. \ y, 00 ^-) O-fì-di-i. Sin. pi. V. G. Lai. ophidii. (Da ophis ser- (j^nflferz’ ordine di rettili , che in nove generi comprende ogni "«U). ** ff i'ee.to privi di membri. (Aq) '*°°l.) O-fì-di-o. Sm.V.G. Lai. opbidium. (V. ofìdii.’) Ge- . ai n. r ..' _j ... .. . . , . • ■ 1 »• . _ _ , _ , 21. 5 f. Disse: mi Che il primo ofìcio di cavalleria Ha fatto OjA^C èpèA V. MCt€ ' orante ae r/«««cc u O^Nsi. tr £ specie : hanno somiglianza ^ib.. * (LrPr.rr\ fi Li ’ ^ A Pesci deW ordine de* tnalacotierigi apodi, composto , secondo e ‘ ' * '■— coi serpenti, (Aq) Ì E *>.* nvj^ eo 8*) C-fì-èn-si. Antichi popoli della Grecia. (Mit) J^seni O-fì-è-o , Ofìonco. No me che dovasi a Plutone presso i ,lNlit) Ofiojioiìfiti.* (SÌ. Nat.) O lio-nior-fi-ti.AVrt. pi. F. G. Lai. ophiomor- phiti. ( Da ophis serpente , e morphe forma. ) Lo stesso che Vliui- Ofione f 0 -fLd-ne N. pr. m. Lat. Opbion.(Dal gr. ophis serpente: Simile al serpente,ovvero Nato dal serpente.)-/Wre d’Am,co d centauro- Re Vinto dà Saturno .— Uno de’Giganti.-Compagno di Cadm o.(Mit) 1 — » (Filos.) Nome che Boezio, dà al primo principio. ( In celt. af creatore , e jon Iddio.) (Mit) . , Or, one.* (Zool) Sm. F.G. Lai. opluon. (Da ophis serpente.) Genere d’insetti dell’ ordine degl’ imenotteri della sezione de _ tenebrimi , e delta famiglia de’ pupivori, stabilito da Rabrizw, a cui servì per npo i’ichrieuma luteus di Linneo-, cosi denominati dalla forma allungata ed anguiforme del loro corpo , e specialmente dell’ addome. Hanno l’addoniine molto compresso più o meno arcuato a guisa di falci noia, troncato m giù , col succhiello corto , ma saliente. (Aq) (N) . OnoiSEO * O-fi-o-nè-o. N. pr. m. ( In gr. ophioneos serpentino.) — Ce. tebre 'indovino di Messami, nato cieco. (Mit) 9 .(Mit.) Capo de’cattivi Gemi ribelli a Giove. Lo stesso che Ofieo. F .(Mit) OrioNiA.* (Geog.) 0 -fi-ò-uì-a ,Antica città della Grecia nell'Etchaf Mit) 6o8 OFIONiDE OfiowìdEj* O-Ii-Ò^m-de. N. pr. m. Lat. Ophiomdce»- mica di Amico , figlio di Offioneo. (B) (Mit) Ofiopetiorrinco.* (Zool.) O-fìo-pe-ti-or-rìn-co. Sm . V\ G . Lat. ophio- petìorrynchos. (Da ophis serpente, opetion lesina, e rhynchos rostro.) Genere et uccelli dell’ ordine degli anisodattili, i quali sì distìnguono singolarmente pel loro becco più lungo della lesta , diritto , leggermente curvato , debole, affilato, lesiniforme , e che nel suo insieme presenta la figura dì serpente. (Aq) Ohofogowo-* (Bot.) O-fìo-pò-go-no. Sm. F . G. Lat. opbiopogon. (Da ophis sapente, e pogon barba.) Genere di piante della famiglia delle asparagi ne.e, e dell* esandria monogiìiia di Linneo, che ha per caratteri : corolla semisupera orciolata, antere se ssili, e bacca con uno a tre semi. (Aq) (N) Qfiorriza.* (Bot.) O-fìo-rìz-Ta. Sf. F.G. Lat. opliioirhiza, (Da ophis serpente , c rhyza radice. ) Genere dì piante esotiche a fiori monopetali della pentandria monoginia, famiglia delle genzianee, stabilito da Linneo , e caratterizzato dal calice con cinque denti , la corolla imbutiforme , lo stilo bifido cogli stimmi globosi, la capsola lihculare biloba colle placente orizzontali. (Aq) (N) Ofioscorooo. (Bot.) O-fìo-scò-ro-do. Sm. F. G. Lat . ophioscorodon. (Da ophis serpente, e scorodon aglio.) JNome dato a due specie del genere alìium , cioè «//’album orsino in di Lonicero , ed all’ album victoriale di Kobelio , perche riputate efficaci contra il morso de’ serpenti. Mattici. (A) (Aq) Onosi.* (Med.) O-fì-o-si. Sf Lo stesso che Odasi. F. (Aq) Ofiossilo.* (Bot.) O-fì-òs-si-lo. Sm. F. G. I^at. ophioxylum.(Da ophis serpente , e xylvn legno.) Arboscello delle Indie che nella pentandria monoginia dì Linneo , c nella famiglia delle apocinee forma uti genere così denominato perchè la sua radice è riputata possente specifico contra d morso de serpenti , e centra gli effetti degli strali avvelenati. È pianta amarissima , venefica , purgativa e febbrifuga ; i caratteri del genere sono \ fiori poligami , calice vario , corolla imbutiforme ne ’ fiori maschi con nettano cilìndrico nella gola , stilo semplice e bacca didima con due semi . (Aq) (N) Ofiostachide. * (Bot.) Ofio-stà-chi-de.AY^ F.G. Lat. ophiostachys. (Da ophis serpente , e stachys spiga. ) Genere di piante della famiglia delle colchicacee , e dell' esandria trìginia di Linneo , stabilito da Delìlle a scapilo del Veratrum Interno, il quale presenta V asse della spiga variegato come la pelle de’set penti. Servono di contravveleno pel morso de ’ serpenti agli abitanti della Carolina c della Firginia, dove crescono spontaneamente. (Aq) Ofiostafij.o. * (Bot.) O-fio-stà-fi-lo. Am. VG. Lat. ophiostaphylon. (Da ophis serpente , e staphy'le uvetta.) Sorta di vitalba o brionia , da’Greci detta anche Ampoìoleucc, Melotro, Psilolro, ec.\ distinta e cosi denominata da' suoi lunghi e gracili sarmenti che salgono ravvolgendosi in ispira intorno ai corpi vicini, allo stesso motto de’ serpenti. (Aq) Ofiostoma. (Zool.) O-fìo-stò-ina. Sm. F. G. Lat. ophiostoma. (Da OFRIDE Nome patroni - serpens, A’ono così detti, oltreché dal complesso della lo™ ?j 0 , mozione e dai loro moti pari a quelli dei serpenti , anche dal i perfettamente simile a quella de ’ serpenti. (Aq) . „ si- Ofite.* (Mif.) O-fì-te. N. pr. m. ( In gr. ophites vai macchiai miglianza di serpe.) — Uno de figliuoli che Ercole ebbe da n e b e che fu da lui ucciso in un accesso di furore. (Mit) . , c \iì Ofite.* (Min.) Sm. V. G. Lat. ophites. (V. afra.) Porfido (g- base è d' un verde d'olivo , che passa al verde carico ed atto riccio , dagli artisti ora chiamalo Verde antico. (Aq) # r 2 — JNome dato dagli antichi naturalisti ad un Marmo bigio ’ . c0 , chiato di nero : e ne distinguevano di tre sorta : il nero , d d cenerino o bigio; 2 . ad un porfido nereggiante dui'o g 77 li là di questo marmo chiamavasi Tcfrìa, o Otite cinericcio- Ji Voc. Dis. Pietra di più specie , di cui alcune sono nere , a color di cenere, macchiate con certi punti ; altre divise c0I l pie* linee bianche, ma non sono molto dure ; servono pero per fi 17 C f cole colonne , ed altri ornamenti. Dicesi anche Pietra scvp eli ma è diversa dal Serpentino. Foc. Dis . (A) (Aq) (N) , ? re iich Ofiti.* (St. Eccl.) 0-fi-ii.Sm.pl. V. G. Lat. ophitae. (V. ofira-) efl io ramo de ’ Gnostici, seguaci di Eufrate, i quali adoravano t p j el i'J che sotto la figura di serpente aveva insegnato agli uominìjo s , ^^ del bene e del male. Cavale.Espos.Simb. 1 . f. 83. Lo quinto ^ cO' rore delli Ofiti, li quali riputando li serpenti Cristo, linnn 0 * , labro , cioè serpente , e adusatilo a leccare il pane con l a 1 3 e per questo par che li facciano sacrificio. (Aq) (N) ivnfitt 0 Ormeo. (St. Nat.) O-fi-ti-co. Add. ni. C!i è della natura dea I del serpentino. (V. ofria.) Gai. fis. Lavaofìtica. (A) (0) ’ Jjs Ofittiti. * (Zool.) O-fit-tì-ti. Sm, pi. V. G.Lat. onhictiti. C serpente.) Nome dell’ottavo ordine de ’ pesci, secondo la classi/ 10 * •//£ di Dumeril, che non è molto diversa dalla famìglia degli formi di Cuvier. Contiene i pesci che esternamente si appi vsS ai serpenti. (Aq) p pbi ! Ofiuco.* (Astr. e Mit.) 0-fì-u-co. Sm.F. G. Lat. oidiiucus. serpente, e echo io tengo.) Costellazione dell’amisfei'o settenO^ ^ !)r più comunem . detta Serpentario; dai poeti creduta Ercole, Escìdapio. I Latini la chiamarono inoltre Angtiifero, Ang |llt L Carnahoo , Friopa, Cesio, Glauco, Foiba, Cadmo, Giasone» Laocoonte, Aristeo. (Aq) (Mit) f Ofiura.* (Zool.) 0 tì-ù-ra.Sf.F.G. Lat. opbiura. (Da ophis sfrìtti e ura coda.) Genere di zoofiti della 01 * Omino.* (Bot.) 0-fì-ù-ro. Sm. F. G. Lat. ophiurus. (V. nere di piante graminee della triandrìa diginia di Linneo, s ‘ f 0 r da Gaertncr a scapito della rotlbucllia, desumendo tal nome ma serpentina della, loro spiga. (Aq) ^ t ^ p{ ophis serpente, e stoma bocca.) Nome di un genere di zoofiti, opsia Ofifsa.* (Geog.) O-lì-ù-sa. Lai- OpJiiusa. Antico nome dell’isola j s fit vermi intestini dell' ordine de cavitari , detti nematoidei da Rudolph; di, così delta da'serpenti di cui abbondava .— Antico nome ^ e - c i,ut li f'ftì'Tìn mlnn/ìn . plastico . nelle estremità nssntti W//O /1 4'a-mJiil,* rii 'T'onn __ rl’im/i r>illii rlnlbi £ ni'mnr.ìn —_ di min moietta " colpo rotondo , elastico , nelle estremità assottiglialo, bocca fenduta a traverso che pare munita di due labbra. Ae ne trovano nella vescica aerea di qualche pesce. Rcnier. (Min) (N) OrioTERi.* (Zool.) 0-fi-ò-te-ri. A'm. F. G . Lat. ophiotheri. (Da ophis serpente , e thera caccia.) Genere d’ uccelli dell'ordine degli accipi- tres di Linneo, stabilito da Fieillot a scapito del faJcus serpentarius Gmelin , e così denominati dalla loto abitudine d’insidiare, le serpi di cui, a preferenza d'ogni altra cosu , si pascono . Chiamansiperciò unche Ofiofagi , e sono il tipo del genei-e serpentarius di Cuvier c del cypogeranus dì Ifliger, stabiliti nell' ordine de’rapaci. (Aq) (N) Ofib.* (Filo!.) 0'-tir. Paese celebre nella Scrittura, siccome abbondante d' oro , aigento , avorio , scimie, pappagalli, pietre fine, legno prezioso ed aromati. Chi il pone nell' interno dell’ Asia verso la Colchi- de, chi sulla costa della penisola di qua del Gange, chi nell’isola di Cedati , chi sulla costa della penisola di Malacca, e chi nell’Arabia od a Sofola verso ¥ estremità del paesè di jCanguebar. Marcello Scolti nelle dotte sue note al Catechismo Nautico sostiene che ophir sia un nome generico , col quale"s'indichitio tutti i porti e le spiagge , onde le navi di Salomone traevano le merci più preziose. Talvolta ophir Dovasi nella Bibbia in senso di oro .— , Oliir , sin. (In ctH. of sovrabbondante, ed ir, lo stesso ebe er terra : Terra sovrabbondante, cioè di prodotti, di merci.) Diod. Job. 22 . uf. Metterai l’oro d’Ofìr in su le scici de’fiumi. (Mit) (N) Qfir.* N. pr. rà. Lat. Ophir. (Dall' ebr. e/èr cenere.) (B) Ofira. * (Bot) O'-fì-ra. Sf. F. G. Lat. òphira. (Da ophis serpente.) Arboscello del Capo di Buona-Speranza, che nell'ottandria monoginia e nella famiglia delle onagrarie formò un genere così denominato dalla forma e dal colore variegato delle sue foglie lineari , lanceolate , oscurette ed argentee sotto e sopra. (Aq) Ofis.* (Geog.) OMis. Antico fiume dell Asia .— del Peloponneso. (Mit) Ofisauro.* (Zool.} 0-fi-sà-u-ro. Sni.F.G. Lat, ophisaurus. (Da ophis serpente, e savros lucertola.) Genere di rettili , da Daudcn stabilita con una specie del genere anguis di Linneo nell ’ ordine degli ofidii e nella famiglia de’serpenti, le cui specie vengono distinte da una coda simile a quella della lucertola. (Aq) (N) Ofisfermo.* (Bot.) O-li-spèr-mo. Sm. V . G. Lat. ophispemmm. (Da ophis serpente, e sperma seme.) Albero della Cochinchina che per Lourenv forma un genere nella decandria monoginia della famiglia delle aqudarinee di R. Brown , così denominato dedi'appendice serpentiforme. di cui è munito il suo seme. (Aq) (N) Ofisuko.* (Zool.) O-fì-su-ro. Sm. F.G. Lat. ophisurus. (Da ophis serpente, e ura coda.) Genere di p, sci dell’ordine de’ malacottcngi apodi, e della famiglia de’ pcrotteri di Dnmeril, da Laccpède stabilito con due specie delle murene di Linneo, muracua ophis, e niuracua di una isolelta % f v CO < r. L‘ ISC \ f eli Tetto. —duna città della Sarmazia. Creta. (G) 3 — * (Mit.) Nome , secondo alcuni , di Calciale Jiglia moglie di Frisse. (Mit) Ofizjale , 0-fi-zi-à-le. [ Add. e sm. ] Otìcialc. V. Com. luf- -■ ma conta degli ofiliali die sono qui. , ie Ofiziahte. ’ (Eccl.) O-fi-zi-àn-tc. Add. e sm. Nome del c0 ,e dice in una chiesa la messa principale , comincia i ojizto 1 dice le orazioni ec. (Ber) C' Ofjziare , 0-fi-zi-à-re. N. nss. Lo stesso che OGciarc. F. 1 J / ISC ' 3 1 . nov. 6. Vi fu un ser Agostino, che oGziava a S. Fd iCe poco indi lontano. (A) Ofizio, 0-fi-zi-o. QVm. Lo stesso che Off!zio.] {V. CGicio.) FrO; n ^^ } , . nov. no/ tit. E ’l marito , tornato eV otizio , non se ne n c 3 — [E nel significalo di Officio, §. a.] Foce. inlr. no. Senz. 1 ‘ in troppo lungo oGzio, o solenne. ^ • s0 . y Ofizioso , O-li-zi-ó-so. Add. m. Lo stesso che Oficioso e 0 '" C , r ro a f. * Oflal , * O'-Gal. N. pr.m. Lat Opblal. (Dall’ebr. ofel. °'. (J ;,si 6' u ” tenebre. Altri ,. 11 .. —.• 1 ■■ (AGGETTARE 609 lati ai due lati della parte anteriore di un corpo arrotondato e 0, a fòggia di pero. (Aq) (N) 0, f (Gcog.) O-fr'i-m-o.dm. cit, dell'Asia minore nella Troadc.( G-) .10 ^ (2i 00 | ^ O'-fri-o. Sm. F.G. Lau opln-yos. (Da ophrys soprac- r fo.) Specie di serpente del genere boa, coperto di macchie late - 3 ^ l J?* an ?he cigliate di bruno. (Aq) (Bot.) teoria di pianta che produce due sole fronde, del tutto si- Q ( . z 1 & quelle dell* elleboro bianco . (A) (Mcd.) O-frit-ti-ri-a-si. Sf. V» G. Lai . ophryphtiriasis. p , a ophrys sopracciglio , e phihir pidocchio. ) Malattìa deile pal- Oj*, Te 3 nelle quali si generano pidocchi , (Aq) (Cliir.) O-ftal-gi-a. SfV.G. Lat» ophthalgia. (Da qphihal- Opj° 5 òcchio, 0 algos dolore.) Dolore nell'occhio .—, Óttaìgia, sin. (Aq) OWedO O-ftal-mì-a. [ Sf] F. G, [Malattia che consiste nel - ifJ 1 animazione deli’occhio, e può attaccare la congiuntiva , lascierò - ff ’i X iride , le palpebre e le altre parti di esso. Sì distingue pure ^ferita ed esterna \ chiamasi Taraxis se è di h ggiero grado, Che- ■ As V infiammazione è profonda ed intensa f come pure dicesi Cronica secondochè percorre breve o lungo tempo. Per le occasionali che la producono si denomina sifilitica , mnnati- Off 5 ^^itica , vajnolosa , morbillosa , traumatica ec. —, Òttalmia , , nttnìmitrt or» 1 T — 1 1 la. Gl\ 0(pSaX/XiiX. LU>, che si appella oftalmìa , a se V infiammazione ^ ili. Ì r . - 0 ‘ ULt t rie li. morbillosa , Ottalmite , sin. ] J.ut. ophtbalmia. s UlT C ‘ ^ cr ^ a infiammazione degli occhi (k. a nell’ occhio il latte della cavalla. t AT _ . -- - tr L *la. ! . (Chir.) O-ftal-mi-a-trì-a. Sf. F. G. Lai. opldbalmia- la»(Da ophihnlmos occhio , c iatria cura.) Lo stesso che Oftalmo- a e Oftahnohiolica " " ‘ K, - 0 *»,° Ulist a. — V. (Àq) , Ql (Chir.) O-ftal mi-a tro. Add. e sin» VG. Lai. opldhal- Ofsfj 1 '' (Da ophthalmcs occhio, c mtros medico ) Medico degli occhi, t T^ ' i Vi/ hi?., S " C0- (Anat.) O-ftàl-mi-co. Add. m.Ch’è relativo, o Che appar- * all'occhio. —, Oftalmico , sin. (15) il Dicesi Ganglio oftalmico, il Lenticolare ; Nervo oftalmico , l„ , "po dei quarto pnjo che anima tutte le parti rinchiuse nell’ orbi- luì, Seteria oftalmica , il liumo delta carotide interna che alimenta h.f ' e parli rinchiuse nell’orbitai Vena oftalmica, Quella che si getta . u ^ l>ln cavernoso ; Vena oftalmica facciale, il Ramo di comunica- ' fp .facciale con la oftalmico. (B) ([A. 0.) m 1 . 111 ') ftimedii oftalmici .• quelli che si usano per curare l oftal- K ' (®) (A. 0.) * ( S !-Nat .)0-ft.ahmi-di-o.iV/n. Lo stesso che Oltalmidio. ft'.(Aq) , - 0, , (Mit.) O-ftàl-mi-o. òm. Pietra favolosa, che, diceasi, rcti- 'itr K y , visibde tutti coloro che la portavano. (Mit) i j’ n _ Cc<; lnó T \ P~.Li.lMt. ophthalmitis. (Da aphthalmos OftaÓmoserovia. * (Chir.) O-ftal-mo-se-vó-ma. Sf. Lo stesso che Scro- V ltjiumiliazione dell occhio volgarmente detta Flemmone. (Aq) ftalmia. P. (Aq) (v. ( St ;. . Tsat " ) ^f'^-nn-tnde. Sf. ff . G. Lat. ophthalmitis. Oi talmossisi.’ * (Cliir.) O-ftal-mos-sì-si. Sf. V. G. Lai. oplithalmo- xysis. (Da ophthalmos occlnOj c xy'sis rasura.) Operazione che consiste nel fregare la congiuntiva con una spazzola ruvida , per provocarne uno scolo di sangue. — , Ottalmossisi , sin. (A. 0.) (Aq) Oftalmossistro. * (Chir ) O-ftal-mos-sì-stro. Sm. F. G. Lat. ophlhal- moxystrus. (Da ophthalmos occhio, e xfstra stregghia, ìvasz'ra.) Strumento atto a raschiare l'occhio. E una specie di spazzola fatta colle reste della spiga d'orzo o d'avena, di cui anticamente si faceva uso per scarificare le palpebre. —, Otfcahnossistro , sin. (Aq) (A. O.) Oftalmostato. * (Chir.) O-ftahmò-sta-to. Sm.F .G.i-rt/.qphthalmostatmn. (Da ophthalmos occhio, c statemi verb. di fustame io sto.) 6 indicò con questo nome una quantità di strumenti sfatti a guisa d uncino ottuso o di cerchio , destinati a mantenere le palpebre aperte e fermo V occhio nelle operazioni che vi sì fanno, ed in ispecie in quella della cateratta —, Ottaimostato, sin» (Aq) i bambini nell ’ utero matcr • Oftàlmosterest. * (Chir.) O-ftal-mo-stc-re-si. ff f • y» Lat. opbthal- mostercsis. (Da ophthalmos occhio, e steresrs privazione.) / eixUta di un occhio o di amendue. (A. 0.) , . r r _ n T * Oftalmoterapetjtica. * (Mcd.) O-ftal-mo-tc-ra^pcu-U-ca. Sf. F. G Ln. ophtli ' , Oflalmojntro , sin. (Aq) \ r\ rei a ,.i 1 . 5 OnAiMOCnAPti. * (Anat.) O-ftal-mo-gra fì a. Sf. V. G. Lai. ophthal- mographia. ( Da ophthalmos occhio , e graphe descrizione. ) Descrizione dell'occhio. —, Ottalmografia, sin. (Aq) Oftalmojatma. * (Mcd.) O-ftal-mo-ja-trì-a. Sf. F. G. Lat. ophtbal- moiatria. (Da ophthalmos occhio, e iutiere io medico.) Lo stesso che Oftahnohiotica. F. (Aq) Oftalmojatko. * (Chir.) O ftal-mò-ia-tro. Add. e sm. Lo stesso che Oftalniiatro. F. (Aq) OFTAi.MOi.rsrA.*(Chir.) O-f-tal-mò-li-ma. Sf. F. G.Lat. ophthalmolyma (Da ophthalmos occhio, e lyme danno, esizio.) Distruzione dell’occldo.(Aq) Oftalmologia. * (Mcd.) O-ftal-mo-lo-gì-a. Sf. F. G. Lat. ophthaìmo- Jogia. (De ophthalmos occhio, e logos discorso.) Trattato degliocchi.—, Ottalmologia, sin. (Aq) Oftalmometro. * (Chir.) O ftal-mò-mc-tro. Sm. F. G. Lat. oplitalmo- metrum. (Da ophthalmos occhio, e mctron misura.) Strumento per misurare la capacità delle camere dell’occhio ~, Oltalmomctro,sùz.(A.O.) Oftalmoscia. * (Chir.) O-ftal-mon-cì-a. Sf. F. G. Lat. ophthalinon- cus- (Da ophthalmos occhio, c oncos tumore.) Tumefazione dell’occhio. Lo stesso che Oftalmofima. F. (Aq) Oftalmoneuiìosi. * (Cuìr.) O-ftal-mo-nèu-ro si. Sf. F. Lat. ophthalmo- nenrosis. (Da ophthalmos occhio , c nevron nervo. ) Infiammazione degli occhi , accompagnata da azione alterata de’ nervi. (Aq) OFTjLMOKosoLOGiA.'(Med.) O ftal-mo-Do-so-lo-gì-a. Sf.F.G.Lat. ophlhal- monosologia. (Da ophthalmos occhio, nosos malattia, e logos discorso.) Trattato delle malattie degli occhi. — , Oltalmonosologia, sin. (Aq) Oftalmopofia. * (Cliir.) O-ftal-mo-po-nì-a. Sf. F. G. Lai. ophtlialmo- ponia. (Da ophthalmos occhio , e pnnos affanno.) Lo stesso che 0- ftalmia , ed Oftalmodinia. F. — , Oftalmopouia, sin. (Aq) Oftalmoptosi. ’ (Chir.) O-ftal-mò-pto-si. Sf. F. G. Lat. ophtliahno- ptosis. (Da ophthalmos occhio, c ptos'S caduta.) Malattia in cui l’occhio, conservando la sua naturale grossezza, cangia soltanto di sito, uscendo tutto od m parte dalia cavità orbitale; effetto di caute riI rnr, ai percossa, di caduta ; o di cause interne, come il rislringimemo non naturale della cavità dell’ orbila ec. — , Ottalmoptosi, sin. (Aq) 2 — * Caduta totale dell’occhio ; ed anche Esoflalmia. (A. O) Oftalmor ragia. * (Chir.) O-ftal-mor-ra-gì-a. Sf. F. G. Lat. ophlbal- morrhagia. (Da ophthalmos occhio, e rhagoo io rompo.) Emorragia dell’ occhio. — , Ottalmorragia , sin. (Aq) (A. 0 ) Oftalmorrea. * (Chir.) O-ftal-mor-rè-a. Sf. F. G. Lat. ophthalmor- rhoea. (Da ophthalmos occhio, c rheo io scorro.) Spandimcnto di sangue dall’occhio. — , Ottalmorrea, sin. (A. 0.) Oftalmoscopia. * (Filol.) O-ftal-mo-sco-pì-a. Sf. F. G. L.nt. ophthal- moscopia. (Da ophthalmos occhio, e scopeo io esamino.) Ramo delta fisionomica, che dagli occhi, dal loro guardo e dal min-versi deduce il temperamento , l’indole , il costume dell’uomo.—, Oftalmoscopia, Ci t, ^ V/ * -- ~-J ■ r . \J. AAU !.. OJ^ljtl Pietre che hanno (a forma dell'occhio. (Aq) >iAi lr " nE ' * (Mit.) Soprannome di Minerva e di Tenere. ( Mit) V- ’ (Archi.) O-flàl-mo. Sin. F. G. L.at. ocidus. (V. oftalmìte.) Itili* ’ net neutro della voluta jonica, di quel cerchiello intorno al (\ >>ai o \ . -..I.l-'i-e:_ - u -• - •*- ' tur. >■ ■ ce. (X)a ophthalmos occhio, stilistica. -Ollalmohiotica , biates vita.) Medicina ocula- Oftalmojatria , Ottalmoiatria, , sin. (Aq) tl'a) “W-Rforrea. * (Chir.) O-ftal-nio-hlc-nor-rè-a. Sf F. G. Lai. oph- s Co].,, °Wenon - hoca. (Da ophthalmos occhio , blenna muco, c rheo io ”v Eìussa palpebrale puriforme ; che consiste nello scolo di un tifili*'* fi'* 1 0 meno denso dagli occhi, ordinariamente di natura \ f ‘ a , di cui sogliono essei’ atloccati i ’ Ottalmoblcnorrea, s,n - (Aq) (N) 0 hli([ 1 ”, <: * ,lc| f'OMA. * (Chir.) 0 ftal mo car-ci-no ma. Sf. F. G. Lat. QO^mocarcinoma. (Da ophthalmos occhio, e carcinoma carcinoma.) deli’ occhio .—, Ottahnocarcinonia, sin.F. Carcinoma.(Aq) (0 <:Sl * E ' * (Ohir.) O-ftal-mo-cc-le. Sm. F. G. l.at. opbthalmoce- f, L-.ai, '! sphihalmas occhio, c cele tumore.) Ernia dell’occhio , ossia ~ , Ottalmocele, sin. (A. O.) (Aq) i’tij^'MA. * (Cbiri) O-ftal-nio-di-nì-a. Sf. F. G. Lat. ophthnlmo- tlA’ i-t,,' .Wa ophthalmos occhio, e odyne dolore.) Dolor dell' occhio’, 0 ' q . 47/7 y*-J- 1 -’- * ^ * » f'-'a orbita-frontale. — , Ottalmodinia , sin. (Aq) ! '' a ' (t) L ' A ' * O-ftal-mo-du-li-a. Sf. F. G. J.nt. ophlbrdmo- u de Ophthalmos occhio , c dulia servitù.) Titolod’un trattato tif ile,. att ‘f degli occhi , pubblicato nel s563 da Giorgio Rartish, h 1j, gfi CU “ S, °-> Ottalmodulia , sin. (Aq) Dolila ?!*• * (Cliir.) O-ftal-mo-fì-ma. Sm. F. G. Lat. oplitlialmo- Ok fiSj, a ophthalmos occhio, c phyma tumore.) Tumefazione de, °schio. " 'MuC^otomia t [ 0{ a lmonI,I„i—. del Oftalmofima, Óftalmoncia, sin. (Aq) ... * (Chir.) O-ftal-mo-lle-ho-to-mì-a. Sf F■ G. Lat. t °B.‘^chotomia. (Da ophthalmos occhio, phleps, phtebos vena, gno. ) Operazione che consiste in una cavala dì sangue daini, " ct n 'f* r allevarlo dalla gonfiagione della congiuntiva , cagionalo; " n ples-- ’ ... .e Ai . 11 ec.. > 0 esso vascolare varicoso, dalle tensioni, daidoìoriìan- Ottalmofleboiomia, sin. (Aq) Ji " I ’ ,,1 °g 0 ■”° 1- * CChir.) O-ftal-uio-ilò-go-si. Sf. F. G. L.at. o|ftllial- (Da ophthalmos occhio, c phlogosis infiammazione.) In- ^•■JiOj-. " e degli occhi. —, Oltalmoliogosi , sin. (Aq) ii l °h | 'Uri a R . IAsi - * (Cliir.) O-ftal-mo-fti-rì-a-si. Sf. F. G. Lat. ophlluil- k (lii an' S ’ ophthalmos occhio , e phihir pidocchio.) Malattia ""co clew lett i ai pidocchi escono dalla congiuntiva o dal occhio, e s'insinuano perfino nella cavità del globo.(A q) halmolhcrapeiitica. (Da opht/inlmos occhio, c therapevo io medico.) ’.terapeutica oculare; oculistica. —, Oltalmoterapculica, sin.(A. 0.) Oftalmotomia. * (Chir.) O-ftal-ino-lo-mì-a. Sf. F. G. L.at. ophthalm». tomia. (Da ophthalmos occhio , c tome taglio.) Dissezione anatomica dell ^occhio. — , Oftalmotomia , sia. (Aq) \ ~~ t Incisione della carnea. (A. 0.) .. , Estirpazione del globo dell’occhio. (A. 0.) ciò. JM. pr. m. Lai. Og, ( Dall’ehr. ghuitg cuocere il pone sotto la cenere, ovvero da ghuaea pane succenericio.) — Re di Basan, vinto da Mosè. (B) (O) GCiA magoga.* JSome che ha dato luogo al modo proverò, e basso; All' dare in oga magoga, che vale Andare in paesi lontanissimi e di pericolo, ed è quasi lo stesso che Andare a Buda. (Tratto corrottamente dal gr. ho megas ogen : Il Grande oceano.) Min. Maini. (A) Ogdemi. * (Gcog.) Og-dò-mi. -Antichi popoli dell’ Asia nella Libia. (G) OcdolApi. * (Grog.) Og-dò-la-pi. Fiume navigabile, che avea la sua sorgente nelle Alpi. (Mit) ■ . Ocdoro , * Og-dò-ro. DI. pr. m. —Antico re d’ Egitto. (Mit) Odino. * (Mit.) O-gé-no. Dio de’ vecchi, delti perciò Ognenidi talvolta da’ Greci. Fa confuso con L’Oceano. (In gr. ogen significa Oceano; e ogenios antico.) (Mit) Ogero, * Ó-gc-ro, TJggcro. iV. pr. m. (Dal celt. og giovine, ed cr nobile In ger m.,hoch Aeri’alto signore.)—11 Dan ese, Pi-ode paladino originario di Austrasia , celebre ne’ romanzi di cavalleria, (0) Oc'ga.* (Mit ) Nome fenicio di Minerva. (Mit) Occettare , Og-gct-ti-re. Alt. e n. pass. Proporre come assetto. Far. dell Leu. i. e t. lierg. (Min) 00 6io OGGETTIVAMENTE Oggettivamente , Og-get-ti-va-mén-te. Avv. Lo stesso che Obbiettivamente. V. Mazz. Dif. Dani. i. 58. Berg. (Min) Ogcettivo , Og-get-tì-vo. Add. e sm. Lo stesso che Obbiettivo ,V.Bai- din. Voc. Dis. (A) Oggetto, Og-gèt-to. [Ani. Lo stesso che} Obbietto. V.Lal. objrrtum.Gi'. ré et fos.iiissvav.Bocc ■ canz. 1. 2. Qual altro dunque piacevole oggetto Potrei veder giammai, Che mi mettesse in cuor nuova vaghezza? Salo. Diid. Amie. 3g. Oggetto diciam noi quella cosa, nella quale ciascuna cosa .spezialmente ragguarda, come in suo vero fine ; e oggetto ragguagliato diciam noi , semprech’ egli è guardato tutto, e da tutta la cosa che Io ragguarda. Occezione , * Og-ge-zi-ó-nc. Sf. V. e di’ Obbiezione. Ruscell.Berg.(0 ) Pallao.Ist. Coite. 1.519. S. Agostino se udisse tale oggezione, m’avviso che insegnerebbe al Soave primieramente ec. (Pe) Oggi, O'g-gi. [Avo. di tempo.]Questo presente dì.Lai. hodie. Gì', anp.tpov. (Oggi da hodie, come meriggio da meridies, moggio da modius, veggio da oideo ec. Hodie poi da hoc die.') Bocc.noo. i3.5. Oggi l’ima, e doman l’altra vendendo, appena s’avvidero che quasi al niente venuti limono. E 1100.100. 2. Questo dì d’oggi è stato dato a Ree aSoldani, e a cosi fatta gente. Pelr. canz. 7. 0. Che s’al contar non erro, oggi ha sette anni ec. Hit. SS.Pad. 2. 25. Una gran colonna della Chiesa e caduta oggi. 2 — La parte del giorno dal mezzodì al tramontar del sole che per lo più si pone assolutimi. Bocc. g. 2. /'. 4■ Avendo noi oggi avuto assai lungo spazio eia discorrere ragionando.£ noo. 26. 15. Tu sc’ben oggi , can rinnegato , stato gagliardo, che a casa ti snogli mostrare così debole e vinto, e senza possa.» £ Agn.Pund.32.{Milano 1811.) Questa stamane , questa oggi, quest’altra stasera: e cosi fo con ordine ogni mia faccenda. (V) 3 « Oggidì, [Nel tempo o secolo presente.] Lat. nostra tempestate. Gr. Bocc. noi’. 7 g. 3. Prese casa nella vìa, la quale noi oggi chiamiamo la via del cocomero. G. V'• 1 • 5. 1. Il mare detto Seno Adriatico , chiamato oggi Golfo di \hiegm.jlmm.Jnt. 11. 6. 23. Gli uomini al tempo d'oggi di brevità son vaghi. Dant. Par. 16. i’Ò2. -Avvegnaché col popol si ranni Oggi colui che la fascia col fregio. Le#g. Asc . Cr.S.B, Onde infino al die d’ oggi si possono conoscere e vedere Torme de’ piedi di Cristo nel luogo onde andòe in alto. Varcò. Sior. 10. 322 . Le leghe d’ oggi, o con Principi o con Repubbliche, F enano tanto a sciogliersi , e non più , quanto dura o 1 bisogno o utilità. 4 — Il giorno di cui altri scrive , sehbeu passato e lontano. Vit. S. Gio . JJatt. 253 . In questo mezzo la festa (del dì natalizio d'Erode) è apparecchiata , come dovesse essex’e domane il dì della gran festa; e Giovanni mandò oggi per li discepoli suoi tutti , ec. (Y) 5 — [ Quel tal giorno passato e lontano die oggi ricorre.] Petr. son, 48. Rammenta lor , coni’ oggi fosti in croce. 6 —* Dicesi Da oggi indietro , e cale Per lo passato. V, Da oggi indietro. (N) 7 —* Dicesi Da oggi a venti dì o simile, cioè Di qui a venti giorni ec.Vit.S.Gir.yÒ. Tu tosto mi seguiterai, cioè da oggi a venti dì. (V) 8 ■—* Dicesi Da oggi innanzi , e vale Per l'avvenire. V* Da oggi innanzi. (A) 9 — Dicesi D'oggi in domane o simili e vale D'un giorno nell altro , Da un giorno ali altro, Di giorno in giorno.\V. D’oggi in domani.] Lat. in crastinmn. 'Gr. éltravpion. M. V. i. i55. E stando d’oggi in domane a speranza dell’ ajuto dcgVItaliani, non avendo alcuna forza da se, il Conte si trovò ingannato. Lasc. rim.y5 . Qui venni per avere Con voi spasso maggior cf oggi in domane , E non per lavorare a settimane. io —- Dicesi Oggi al terzo dì, e vale Di qui a tre dì. Bocc. g.5. n. 1. Oggi al terzo di le novelle spose entreranno ec. nelle case de’lor mariti. (V) 11 — Dicesi Non esser più d’oggi e di jeri e vale Non esser più gì’o- vinc.Varch.&uoc. 4* 5. Sono anzi stracco che no a star tanto ritto; che non son più d'oggi e di jeri. (Y) 12 —* Nota modi. Pit.S. Ciò. Gualb. 334 • Colui che saziò cinquemila uomini di cinque pani , puofe accrescere ec. il camangiare c i legumi ec. oggi in questo di/ Cavale.Specch.Cr. *òa/.0ggi medesimo, quegli che in lui non studiano , cercano scienze curiose ec. (V) 13 — Proverò. Cavami d’oggi e mettimi in domani, diccsi del Con - tentarsi di tirare il conto innanzi , e d'andare in là, vivendo dì per dì, senza voler prevedere , o pensai? a ciò che potesse bisognare per l avvenire. {V. Cavare , §. io3] Oggi ih li. da Oggidì , Quest’ oggi, Al dì d'oggi, Oggigiorno , Nella giornata d'oggi, Al giorno d'oggi. Oggi vale Nel giorno presente ; Oggidì, Nel tempo presente : sicché Oggi non va piu J n là d’ un giorno , Oggidì abbraccia uno spazio più lungo di tempo. Oggigiorno dicesi nei medesimo senso ài Oggidì, ma meglio s’ usa quando si tratta di tàr quasi un confronto tra il presente e il passalo; onde diremo : se quarant’ anni fa il mondo pareva imbrogliato , oggigiorno par più che mai. Al dì d’oggi s’ applica meglio a un tempo men lungo che Oggidì, e par che non supponga come Oggigiorno un implicato confronto tra il presente e il passato. Al giorno d oggi elice lo stesso ; ma è meno snello , e forse non tanto comune nell’ uso toscano. Ed altro è Al giorno d oggi , altro Nella giornata d‘ oggi ■ il primo abbraccia un tempo maggiore d’un giorno , lo stato prestai. te ; il secondo determina lo spazio denti' 1 oggi. Dicendosi Nella giornata d oggi si limita il tempo entro il quale ha a farsi o a seguire una cosa; e dicendosi Quest’oggi si determina il giorno, non le cose cLe seguono o si fanno nei giorno. Iqoltrc Quest’ oggi si applica ancora al passato , e non mai Nella giornata d Oggi ; onde diremo : Nella giornata d'oggi sarà compiuto il lavato : Quest’ oggi morì Bo~ tarparle. Oggi, da ultimo, nell’uso della Toscana e d'altri luoghi il’ Ita- La , significa la parte del giórno dal mezzodì al tramontar del scic. OGLIO Oggidì. [Avv. di tempo.'] Nel tempo presente. ( V. Oggi.) hat. pestate. Gr. eV rcj.'s. ìh'cc.nov. 8. //. Oggidì rapportar male da _ all’ altro in seminare zizzanie ec. s’ingegnano ec. il lor tempo o sumare. Tes.Br.5.54■ Oggidì si trovano molte dell’ossa in quel 1 J-jj ove fu la battaglia tra lui e Porro re d’india. Galat.33. Cosi _ b £i si deono più liberalmente usare i detti titoli. Fir.As.3o5. pare da fare stima d’avere un bel nano per casa, che un uomo * ct . a — * Al modo d’oggidì = Modernamente , Secondo /’ uso tno Cr. alla v. Modernamente. (A) ltt ,] Oggigiorno, Og-gi-giór-no.^w. di tempo. Oggidì, [Nel tempo_ j : z. (V. Oggi.) Lai. hodie, hac tempestate. Gr. crnp.‘.po «, e e Ogige , * O-gì-ge , Ogigo. N. pr. m. (Dal celt. og figlio , e ovvero ttisg acqua: Figlio dell’acqua .)—Il più mitico re cOI>0 tlt‘ l in Grecia, a tempo del quale accadile in Beozia, ove regno} > mila anni circa avanti l’ Era volgare, una grande inondazi° fu chiamata il Diluvio d’ Ogige. (Mit) , figli* Ogigia , * O-gì-gia. N. pr. f. (V. Ogia ed Ogige.) — Unaden e J di Niobe. (Mit) 0$' 2 —* (Mit.) Isola favolosa inventata da Omero come soggiorno jya lipso , la quale vi trattenne Ulisse per sette anni. ( In cclfr 3 gli altri sensi ha quello d’isola.) (Mit) , paitl 0 1 3 —* (Geog.) Antico nome della Beozia , dell’ Attica , dell Po della Licia .— Gran città della Tracia. (G) Ogigia.* (Zool.) Sf V. G. Lat. ogigya. (Da ogygios antico-b jj,-r di cruslacei della famiglia de’lrilobiti, stabilito da Alessano m A, gniart, i quali sinora non si sono trovati che nello stato Jjfi't 1 ' 1 ' terreni argillosi., e nelle rocce schistose, e traggono tal nome tichità della loro formazione. (Aq) Ogicio , * O-gì-gi-o. Add. pr. m. Di Ogige. (Mit) , 2 — * (Cron.) Aggiunto del diluvio che devastò l’Attica ed sotto il regno di Og ge. (Mit) ,, 3 — * (Mit.) Soprannome di Apollo e di Bacco. (Mit) .Alide n 4 — * (Geog.) Isole Ogigie. Nome generico di certe isolelle ?! minio della Ninfa Caltpso e delle quali non è conosciuto d t fie 11 Ogi.asa. * (Geog.) 0-glà-sa. Amica isola del Mar Tirreno a della Corsica. (Mit) _ c |,i. Oggi , * O'-gli. Sm. pi. V. A. Trovasi talvolta usata per Ant. Guid. Cavale. [V. noi. 181. Guài, lett.) E trasse b sii’/ ogli tri sospiri. B.im, Ant. Jac. da Lentia. Ma quell’ amor c j. fa ppt con furore Dalla vista de gli ogli a nascimento; Che gh °8 sentali allo core. ( V. nota 204. Guilt. Leu.) (V) ... al< 1 ai. Ot.r.u. (Ar. Mes.) O’-glia. Sf. V. Spagli. Specie ^.. n -' ; . ^ 0i ".{l’off" gnuola , fatta con mollissimi ingredienti. Dicesi anche Og t o Ogliapotrìta. (In isp. olla) Chiabr. Seun. R.igionian* gna c ghiotta ; alme vivande , ec. (A) , qo li 3 ', . (Ar. Mes.) 0-glia-po-dri-da. Sf. Lo stesso e \a podriila , in frane, poi pourri. ) Buon- . cC , onde la Spagna c ghiotta ; alme vivande , ec. (A) Ogliapod mnA. (‘ ( In isp. olla fj.jnt..... , ... iia.iv. ... j ——- ... minestre, Che strane ogliapodride, che savor, che guazze son comparsi in tavola! (À) • * m V- c ^ Ogmaro , O-glià ro. Add. e sm. Venditore d’oglio a mina • bandolo. Boccalin. Rag. Pani. paz. 226. Berg. (Mio) Ogliastka. * (Geog.) O glià-stra. Sf. Contrada montuosa . gna lungo la costa orientale. (G) . Dir al'). ..il Ogi.ientf. , O-glicn-tc. Add. com. V.A.[V, e di Odorante,] .^.4. v olens. Gr.6%irv.Mir.Mad.M.E la camera lasciò oghente. soa vo j lìagunate in q lesto libretto, come fiori oglienti , i' cn . rn cS m.nto dorè. Cr. 4. 4°- 3; L’argilla dopo la bollitura del V j )( , oC oÉ*fJ r jf purga ec. ; e maggiormente se arsa sarà , farà il vino ■ j e o» L c dolce. Frane. Sacch. Op. div • l3g. Quando’1 naso . e cose oglienti, cd égli fatto odorare cose puzzose. Oo\ien tc ‘ c0 (l Or ,lentissimo , * O-glien-tis-si-mo. Adi. m. superi. d< f g$, A® « di’ Olentissimo e Odorosissimo. Sig. Viugg. M°nt. f ’£•„ p)0 s3 fi) nella chiesa del santo sepolcro sì é la pietra dove < -‘ rls | - i .»tissi II1l zi JI ,stuolo coll’ unguento prezioso , e involto nel panno og 1 q ; , OGLto , O'-glio. [Sm. Lo stesso che] Olio. V. l.at ■ oh' t coa^‘ 0 vl c ' ~ “ " ' v* Tesi Pov. P. S. Item : oppio, mandragora ec. 13 succo di morella e di jusquiamo cd oglio violato , Vu. SS. Pad. 2. tyò. Facciamo come ehi mette o„ . Hrl fnncn . che ne cresce . e diviene maggiore. E i9fr v J. a : c . del fuoco , che ne cresce , e diviene maggiore. —. terna nuova , c formila il’oglio c lucignolo. » ^zf r \ 1 < barile d’oglio tristo ; 10 barili d’oglio. Pras. hot. p .3- 5 '’c‘ c ’ 3- o- >' ! OGLIO Pw oglio c per sale sparso loro sopra, in breve alibni- iSegn. Pved. 35. 18. La perdereste messo a competenza con q l %^.Ricciard. 12.35.YÀ va in quel verso alior zitto come oglio.(N) Gl, °* * (Geog) Lai. Ollius. Riviera del Regno Lombardo-Veneto che n *' 8 p tfa nel Po. (G) ^iose. * (MR ) Ogmi-d-ne. Soprannome dell Èrcole de* Galli. ( Se- Con do la descrizione che ne fa Luciano , tuttoché ì’ Ogmio de’ Galli aV(J sse, come Ercole, la pelle di lione e la clava , ne dilferiva per *°lti alLri simboli : e si credea da quelle genti eh' egli avesse ope- tttfe le sue maraviglie non con la forza del braccio , ma con quella I eloquenza. In fatti appo i Celti og vale vivacità , forza , e mi q 'Hiccu. ) (Mit) , O'-gna. [ Add. com. F. A. V. e di] Q^m.Frane. Barò. 6n. iy. lo non t’ ho ancor dettò D’ un documento, che a certi bisogna , Di che sovr’ ogua Forte mi par gravosa sostenere.» Sei- Bruii.Rett. Oc . Sf -‘ volessimo dire alla distesa ogni cosa, sarebbe sozzo a udire. (Cin) *"«. Am, /-. Ji. lionagg. da Lue. soit. 83. Che ogna monte valle „ ‘ v finire. (V) “Accordo. (Mus.) O-gnac-còr-do. [Sm.) Strumento da alcuni creduto 0 0 stesso che il Dahbudà. F. Lai. omnichordum. O’-gne. [Add. com.] F. A. F. e di’ Qpn.Amm.Anl. 3y. 2. 6. In «le ricchezze e potenzia è ogne ventura buona .E 3f) /j.6.0%nr animo j, crino , il quale por biasimo si dibassa. E g. 2.^. ìli ogne parie dee «nomo portare l’amistà. E 5g. Ogne virtù giace, sella non è conta. 5. "IL Ah. Isac. cap. qg. E '1 monaco guarda la fede sua da ogne male. ‘ E ripetuto. Er. Oiord. 77. Onde questo dee sapere ogne crìstìa- 0 0 > ogne che cc. (E cosi spesso questo autore.) (A) ' VrN, n. * 0 -gnen-d ì.Avv.F.A.Lo stesso che Oguindì. F.Fit.SS.Pad. l'pi. Ammoniva li suoi monaci di sempre crescere in fervore e o- jiOindi migliorare, come se ognendi dovessero morire. E 1 50 . Ognendi I monaci ec. comunicassero. E 226. Avvegnaché contea tante ino- 0 C ac * ie ognendi abbi battaglia. (V) ^ssasti , * O-gnes-sàn-ti. Sm. F .camp. e A. F. e di Ognissanti Gin. nella copta dello Speroni. Alla porta del ponte alla Carraja , 'yt è oggi il borgo d’Ognessanti. E altrove: I religiosi della badia o ' 1 Settiino e di quelli d'Ognessanti di sei in sei mesi. (V) S| > O’-gni. [Add. com.] Pale Tutto di numero. Sembra che più co- r " l ‘'temente si usi scriverlo intero avanti qualsisia [ vocale , trattane il, g^ndos i set-, vere Ogn’ industia , Ogn’intelletto , e simili. —, Ogna , p 5 ’>ia, Ogne, Oline, sin.] Lai. omnis. Or. vàs. linee, noe. iti.46. ^niente d’ ogni oltraggio passato domandò perdonanza. E nov. 100. ■] ' La fanciulla era guardata da ogni uomo. Pelr. son. 2. Quando q c °lpo mortai laggiù discese, Ove solca spuntarsi ogni saetta, nRart. q ,to 8 r : ciò. §.10. Vi consiglio di scrivere ogni tutto disteso e intero t ava, iti alle vocali, trattone 1’ i, e ciò allineile dal mostrar di sape- ( 1 scrivendo altrimenti non ne riportiate f esser creduto errare per 5 ^ sapere. (M) [Congiunto col nomeCosa talora vogliono amrndue il tutto , e fu iin^ e "doperato insieme co’nnmi di genere maschile. Lai. omnia ]Kocc. So. 20. Era uscito delia slalla, e ogni cosa andava fiutando, se J, rse trovasse dell’acqua. E iium.21 11 giovanetto gli disse ogni cosa. c : '"'t- pecc.mort. Ogni cosa che abbiamo di bene, è beneficio prin- e P^Meute dato da Dio. G. y.12.20.10. Che intìno alle lastre del tetto, t ?pii vile cosa , noli che le care, ne fu portato. (Così nel Als.Ricc., " ,,n buoni Testi a penna.) » Cresc. 4■ 9- Potatone ogni cosa Sll c calti vo fosse. Vii. SS. Pad. 3. 33. Imperocché ogni cosa era Li 3y, Apparecchiato ogni cosa. Cecch.Assiuol. 1. 2. Ogni cosa Vj P u -' ottimo per voi , e penso che questa sia una occasione da far- Contento. (A ) Bocc. g. 1. n. 3. Alessandro domandò f oste, IaiD s 0 . '"gli potesse, dormire Al quale l’oste rispose : In verità io non ti,u. *. u Vedi che ogni cosa è pieno. More. 4. 72. Ecco la vita , e H 0 1 1 nostri regni , E la corona collo scettro nostro ; Disposto so- °gni cosa s t a vostro. (Cin) fogyr * E variamente. Fallaci. 1 2. 20. Mettendovi vivuole secche e Sui....‘’ d alloro e di cippero, ogni cosa insieme peste c stacciate c con 3 av >ostite. (Pr) fu 0 ~~. Talora valgono Ogni luogo- Bocc. nov. 4'. 3i. Subitamente fr C( |? Ul cosa di romore e di pianto ripieno. E nov. c)5. 5. Essendo ‘grandissimi, ed ogni cosa piena di neve e di ghiaccio. nAr.Eur. Che pieno essendo ogni cosa di guerra, Voltano gir più che e a che gli Possono conceduti in persona, ed ogni e qualun- ^ P r: altro modo. c °"ic nuj , di Ogni qualunque si usò ancora Ognunque posto • y. Ognunque. (Cin) OGNINDÌ Q tI 4 —* Talora congiunto colla particella Che, col sost. frapposto. Pii. S. Onof . 140. Ogni combattitore , che combatterà e non vincerà , non sarà meritato. (V) Ar.Fur. ti. 44] D’ °g»i martir, che sia, pur eh’ io ne pera , Esser non può ch’assai non ti ringrazi!. (Cin) 5 — lAdal volentieri si adatta al pi, ancorché denoti pluralità e universalità ; ] pur fra gli antichi si usò talora accordato col numero del più. Fiamm. 7. 3. Compensata ogni cosa degli altrui affamò, li miei ogni altri trapassare di gran lunga desideri. Lih. Similil. Feci piantare frutti d’ ogni maniere. Capr. Impr. 5. Non tanto solo dall- nifichiamo questi detti peccati, ma ancora ogni altri peccati mortali. 6 — E accordato col verbo plurale , all’ uso de collettivi. Creso. 6. 1. E anche ogni seme degli orti , ovvero de’ campi, si potranno salvare da ogni male. (V) , —* È variamente, yit. S. Gir. 58. A r i mancherebbe il tempo ec. vogliendo raccontare ogni cosa eh’ egli ha fatte. (V) 7 —* Unito talvolta co’vocaboli di numero.Morg. 20. 84. Ed Amostante son degno e giocondo, E miglior uom di te per ogni cento. (Ciu) 8 —* Da’ più antichi alcuna volta si pospose al sust univo.Er. Giuli, lelt. 10. Passare dea (debba) vostro amoroso amore di sposa ogni altra. (Cin) Frane. Barb. 264. 23. Però sia adottriiiato , Armato ed apprestato , Per legno ogni che vedi. E 286. 12. Pigliando questo stalo , Fa per abbandonalo Diletto ogni mondano. (V) 9 —* Senz’ appoggio di nome usalo.per Tutto. Cavale. Specch. Cr. i3. L’ uomo per se medesimo satisfare non poteva; perocché non poteva fare cosa a Dio , né patire per Dio , che non fosse tenuto di fare o di patire senza ogni ciò. (V) 10 —* E per Ognuno. F’r. Guitl. letl. 3. Come Seneca dice : Non è già pregio stare ove stanno tutti, ma stare ove ogni cade. (V) 1 1 —* Da ogni dì , Da ogni parte, y. a’ lór luoghi. (N) 12 — [Ai unisce a diverse voci colle quali alcune volte forma una di- zion sola e diversi modi avyerb. Come] Ogni dove e vale Ogni luogo. Lai. ubique. Gr. Tfa.vTa.xoy. Dani. Par. 3. 88. Chiaro mi fu all'or, come ogni dove In cielo è paradiso. 13 — modo per Ad ogni modo. Lat, omuimodo. Ar.Fur.4S.161. Ogni modo morrò ; nè fia di questa Dolente morte alcun profitto colto. È 45. 8g. Por vendicar lei dunque debbo e voglio Ogni modo niorir.(M) 14 — foco. Nota uso.Cecch.Assiuol. 2. 7. Ogni poco prima che egli ghignava ec. E 4■ 2. Ogni poco più che voi state, me n’andrò. (V) 3 — Ogni poco per Ad ogni poco. Segner.Mann. Die. 24- 3. Che allegrezza vuoi tu mai porre in quei beni, i quali sono ogni poco soggetti a pei dersi ? (A r ) 15 — ora. [ Lo stesso che ] Ognora. V. 16 — ora che. [ Lo stesso che] Oguorachè. F. 17 — otta. [Lo stesso che] Ognotta. V. 18 — sempre *= Continuamente, SempremalBuon. Tane. 2. 7. Certo ch’egli è Ciapin, s’io ben l’ascolto; Così gli venga il morbo, com'egli è , Ch’ogni sempre m’è drcto. E Salvili. Aniiot. ivi: Ogni sempre, cioè sempiemai , maisempro , sempre sempre. Così plerique omnes , tutti tutti. (Cin) 1 !t — tasti croRMi * per Indeterminato tempo, Di tanto in tanto. Red. Cons.y. ig4- Ea di mestiere altresì ogni tanti giorni prendere qualche leggici- medicamento evacuante per bocca. (N) 20 tasto tempo * Alle volte, Di quando in quando. Lat. intcr- dum. Bed. Op. 4. 82. f Tir. 1724.J Per liberare ec. l’illustrissima signora Marchesa sua consorte da quegli ostinatissimi dolori di ventre , che ogni tanto tempo l’infestano. (N) 21 — volta che.* y. Ogni volta che. (A) 22 — * Modi avveri. A ogni partito , A ogni passo , A ogui piè sospinto, A ogni poco, A ogn’ora, Ad ogni forza, Ad ogm giusa, Ad ogni mano, Ad ogni muover d' anca, Ad ogui ora, Ad ogni parola, Ad ogni passo , Ad ogni prova , cc. F. a’ lor luoghi. (N) 3 — * A ogni modo , A4 ogni modo = Niente di manco, ec. F. A ogni modo, e F. Modo , §. 22. (N) Ogni dilli da Tutti, Tutto, Ognuno, Ciascuno. Ogni esprime il tutto considerato quasi in ciascuno degl’individui: Tutti esprime meglio il complesso. Sicché si dirà : Ogni membro dt-H’adunanza aveva una tavoletta , tutti la deposero a favor della legge Tutto appartenente a una sola persona o cosa, all’interezza di quest’unico oggetto, non ha che fare con ogni. Onde si userà dire : Tutto vestilo, Tutto Firenze-, e non altrimenti. Ognuno è diverso da Ogni e da Ciascuno, perchè questi sono articoli , e quello è pronome. Ma Ciascuno talvolta si adopera come pronome, e allora dicesi in luogo di Ognuno - Ognuni 1 comunemente non si dirà di pochi individui. E però troveremo usato: Eran quattro, ciascuno armato di, spada, e non in altro modo.Ognuno indica meglio ciò ch’é comune a tutti gl indivitlui particolarmente; Tutti, ciò eh’è comune alla totalità degl’individui.Cosi dicesi: Ognuno per se, e Dio per tutti. Ogni in lauto diitèr.sce da Ciascuno, in quanto che suppone uniformità n< gl individui del tutto del qual si ragiona , ed esclude l’eccezioni c le differenze ; laddove Ciascuno le suppone e le indica. Sicché, Ogni uomo ha delie passioni, Ciascun uomo ha la sua pnssion dominante. .... O-ni tanto dilli da Ogni poco. Siccome tanto ha senso piu mdeternn- nato°e largo di poco, così Ogni tanto par clic possa abbracciare più tempo che Ogni poco. Sicché diremo: Ogni tanto 1 popoli s’ addormentano nella via del bene, L’uomo impaziente s’inquieta ogni poco. Ogni tanto si dirà anco di cosa che segua a brevi intervalli; ma non O-ni poco di cosa che non si ripeta assai spesso. Ogma , * "o’-gnia. Add. com.F.J. Lo stesso che Ogua. F. e di’ Ogni. Gr.S. Gir. 45. Ben fa chi dà partita dello suo bene cotìdianaraente ognia die. (V) . . Ogni dì.* Posto avveri. Lo stesso che Ognindi. V. Fa. SS. Pad. 2. 125. Corrono i frali per consiglio quasi ogni di. E Fir.As. i3i. (V) Ogmudi , O-giiin-dì. [Avv. di tempo.] V. A. Giornalmente, Ogni dì, interpostavi ta N , per farne unu dizion soli.—, Ognendi, Ogni di, 61: 0GNIND1E Ognindic , sin. Lat. quotìciie. Gr. r.ix-'.-x: , oinuziposi. G. E. 7. » 3 . Ratmavansi i dotti Irentasei a consigliare ognindì per lo buono stato del Comune, e popolo della città. E 7. 16. ». E ognindì crescevano, per avere da dispendere quanto bisognasse per parte Guelfa. Ogni»- E.) Coti. Al. Isac. cap. i5. Acciocché la grazia cresca in te ognindìe. Ognissanti, O-gnis-sàn-ti. [Am. E. comp. da Ogni e Santi, interpostavi la S per farne una dizion so/a.] Giorno della solennità di tutti i Santi.--- , Ognessanti , sin. Lat. festum omnium Sanctorum. Gr. sopri vxvtrief àyisis. Bocc. nov. 2g. 25 . Sentendo lui il dì d’Ognissanti in Rossiglione dover fare una gran festa di donne. E nov. 75. 43. Lungo santa Maria della Scala, verso’! prato d’ Ognissanti .{Qui per Ognissanti intende una chiesa in Firenze, così intitolata.) Earch. Stor. 10. 3o4. Entrò il giorno d’Ognissanti col gonfaloniere Francesco Carducci la nuova signoria. 2 — Per meta/. [Avere dell'Ognissanti =2 Essere uno sciocco, un balordo.) Lasc. rim. Ipart. i.pag.gó. fFirenze ij 4*■)) Varchi, alla fé tu hai dell’ Ognissaidi , Del nuovo pesce, anzi dell’ animale. 3 — Far 1 ’ Ognissanti — Gozzovigliare il dì d'Ognissanti, mangiando /’ oca , secondo il costume .antico de ’ Fiorentini. Frogie. Sacch. nov. 186. Si pensarono tra loro di fare uno Ognissanti, sanza fatica c sanza costo , alle spese altrui. Ogni uno. iPronome rn. E. e di') Ognuno. Ogni veggente, * O-gni-veg-gèn-te. Add. com.comp. Che vede ogni cosa. Lat. omnia videns. Salvia. Imi. Orf. Lucida notturna, Ognivcggente, della veglia amica. ( Parla della Luna.) (A) Ogni volta che.^ Posto avverbio), zz: Qualora , Quando. Lat. quotics- cumque. Gr. oechus Bocc. nov. 23 . 1 2. Per ogni volta che passar vi solca , credo che poscia vi sia passato sette. Earch.Ercol. 7. Prestissimo a correggermi sempre, c ridirmi ogni volta che da chiun- . que si sia mi saranno mostrati amorevolmente gli errori miei. Ognora, O-gnó-ra.^w. che anche da alcuni si scrive Ogni ora, e vale uitdiua — nonoi la sto /* -...» ^ D — — Z? _ /!* St#8‘ OlMKI Ohimè, O-hi-ine’. [ Interiezione . Lo stesso che) Oimé. E.» Lasc. 4. 6. Sì vi riconosco bene : ohimè, Lucantonio mio. (N) o j| Ohio. * (Geog.) O’-hi-o. Riviera dell ’ America settentrionale che nome ad uno degli Stati Uniti. (G) .. ‘ .” ' ' .Atf* iauit 3 ’/ ■ 0^ mio. (Nota al verso 4- Oliala significa il Tabernacolo di 1- Oholiea. * (Eccl.) O-ho-li-ba. Nome finto di meretrice , fig ara "* c lla postasia della tribù di Giuda. Diod. Ezech. 2 3 . il. E la /^nholik 1 Oholiba ha veduto ciò , e s’ è corrotta. ( Nota al verso 4- u vuol dir II mio Tabernacolo.) (N) nap aC ’ Oh pofcar io. * Aorta d’ interiezione dinotànte maraviglia. Lai . P . Gr. TtuTsau, Red. lelt. 6. 11 7. Non occorre esclamare al suo s Oh potfar io ! oh poffare il mondo ! (N) . ^ 0lj Oh signorsì. * Interiezione affermativa. Magai, lett.fam. p- , - *’ ‘mÌ poiché collo stropicciare l’ambra , y. g. a un panno 1 signorsì , peli del panno acchiappano ec. (N) si/»< ,)t Oi, che alcuni scrissero anche coll’ aspirazione, Ohi. Eoce che si fuori per duolo corporale. Lat. heu. Gr. (fià. Palaff. g. E u' auta subito disse : oi. _ mpA 1 ' 1 - a — Per esclamazione cagionata da altri affetti. Nov. ant. sta r v ,,l 38. Oi cattivo , disse la femmina; or tu badi nel cielo, e n °” rL) il tenere mente a i piedi. Eit.Cnst. Oi come volentieri gli P° r “ mangiare! Anigh. 4 r> - Oi cieco ! oi misero ! oi matto ! ; p' 3 — * Per letizia o maraviglia. Eit. S. Gio. Bau. Oi Gi' )V ' Ji ' c ,)ji tista , oi seratino in carne umana , chi fue mai in questa V1 a fisso , cosi presso, cosi attorniato dalla Santa Trinità coinè t 11 5 in questo punto ? (Ciu) . . c o<& 4 _ * Per esclamazione o riprensione. Eit. Crisi. Oi miseri 1 , o( f. yi parrà ancora crudele quello capo lo quale voi pcrcotete ^nC0° r E Eit. S. Gio, Bau. Oi grande stupore o imbandigione n?® sciuta , che fu portata innanzi a quelle mense. Oltonelli. pub 5 _ [E per duolo e lamentanza accompagnalo con lasso.] *7 fé 1° Pani. Majan. y5. Oi lasso! che tutt’ or disio ed amo Q ,IL | j 0 ^ c ° meo ben punto non ama. Rim. ani. Jac. Lem. log, Oi core In tante pene è miso , ec. » Fr. Guitt.Rim. ant■ L Oi lasso me, ch’iofuggo inogui loco, Poter credendo mia vita ? a “ 3 }]‘ c liCi 1 ^ 6 —* E innanzi aChente permaravìglia e per gioja.Eit.Crisl- v ' e 0.lfl era ora questa casa, e come gloriosa cosa abitarvi entro. OH 0 ' fot" Ornò , O-i-bò. Interiezione di disprezzo , e anche di nausea , e ,Qnf\ semplicemente di negazione .— , Ahibò, sin. Lat. vali. Gr.f tV -) (0 0 ilf ogni ora s apprcsenta. Quanto un bri rio, eh’ ad ogni or meco piange. Remò. Asol.-i. 7 o. Tu ognora ci spaventi con mille nuove c disusate forme di paura. Ognorachè , O-gno-ra-ché. Avv. Che anche si scrive Ogni ora che, e vale Sempre che, Ogni volta che .—, Ognotta che, sin. Lat. quo tiescumque. Gr. himms cu. Bocc. Intimi. 33 . Ogni ora che io vengo ben ragguardando agli nostri modi di questa mattina ec., io comprendo ec. E g. 1. caia. 2. Io veggio in quella , ogni ora ch'io mi specchio, Quel ben che fa contento lo' nteiletto.» C fonie lieti. d'Amara ty. Ognorachè lo’mperadore di Persia saliva a cavallo, conveuia ec.(N) Ognotta , O-guòt-ta. {Avv. che anche scrivesi ] Ogni otta. [E. A, E. e di’) Ognora. Lat. sempcr. Gr. àtl. (V. allotta.) Ognotta che. [Avv. E-A. E.e di] Ognorachè. Lor.Med. Neve. 1. Cli’ognot- gli, ta ch’io la sento ricordare, Il cuor mi brilla, e par ch’egli esca fuore. ». 5 . <». Cacciator sì : per vostra preda no; Dio „ ... Ognuno , O-gnù-110. [Pronome m. indecl.) che anche si scrive Ogni uno. Ah dm. 8. 6 7. Come tormento ? oibò ! s’ io ci ho diletto. E Ciascuno, Ciascheduno.(E.Ogui.) LaZ.oinnis, qnisque. Gr. yàs, direct. porco! oibò! questo cenciaccio allezza.» Ruoti. Fier. 4 -. (Dal lat, omnis ogni, ed wiiis uno.) Bocc. nov. 18.42. Chi il Conte d’An- guersa , 0 alcuno dc’figliuoli gli rinsegnasse, maravigliosamente da lui per ognuno guiderdonato sarebbe. E nov. . 10. Con grandissima ammirazione d’ognuno in assai brieve spazio di tempo non solamente le prime lettere apparò, ma valorosissimo tra’ filosofanti divellile. Dani, hf 32. Sy. Ognuna in giù truca Volta la faccia. E Plug. sg. g4. Ognuno era pennuto di sci ali. a — "A modo di add. rn. Morg. ». 14. Sappi eli’ognuno impcrador si lagna. (N) 3 — Proverb. Ognuno per se, e Dio per tutti [vale Che onlinariamentc) Ognun pensa a si e ài suo interesse, e non al compagno. E. Dio ,§-4o. Ognun^ue, O-gnùn-que. Pimi, in determinalo com. indecl. E. A.E. e di’ 1 ’ etimologie proposto dal Muratori, dal Mcuagio e da aita i 1 composto deU’iuterjezioiie oi, c di bo o bit che in molti lupa 11 ed anche in Napoli si usa a modo eli scherno o di spregi»!, jj m#* si ode cosa che si disapprova. In gr. ba, iu lat. . vali interjezi»' 1 ' pi* e di disapprovazione. In cedt. gali, bo, iu libi', bu iutel'jl'Zu’^je-ii ^ paura, in turco ba no cc. ) Earch. Suoc. 2. ». Oibò, M" ” c Simonc suo padre, o mona Cassandra sua madre. o a ' 0 il> > ' dA c» r nor vrwtrn nrr/Ja nn: ]")in co nc diletto. E >*’ porco ! 01 no ! questo conciacelo altezza.» r\u' a ‘ a j t ,. c p‘j, sostantivo e come avverbio ; sta da se , e accoppiato con pi» ticclle ; si prepone e si pospone ad altre voci ; è nega** , cliC^ meno condizionata od energica. Oibò è negazione più f> ia dà ad altrui domanda o proposta; talvolta accompagnata ‘ o di biasimo. No davvero è negazione più forte aneli’ e ? sa ^ os ì pie,, plice No ; ma in certi casi s’adopra meglio che iu altrl ] 1 ew'i < ’',iii Credete voi che il mondo invecchiando peggiori ? lo no 1 > U Irte voi difendere una causa cattiva perchè sostenuta da 11)1 ed iy Qualunque. Boez. i3i. Del tempo eh’ è passato ognunque cosa , E del presi nte e del futuro cerne In un guardar di mente gloriosa. (V) G. Guid. Race. AUac. 2 3 . Sòvr’ogn’altra amorosa miparctc, Fontana che ili’ ha tolta ognunque sete. (Ciu) Ocoa.* (Mit.) O gò-a. Soprannome di Giove o di Nettuno. (Dal celt. og mare. ) (Mit) OcorrapurA. * (Geog.) O-gor-ra-pù ra. Città dellTndostan inglese. (G) Ocozio , * O-gò-zi-o. N. pr. m. ( In celt. og acqua , ed ot dimora : Dimorante nell'acqua. In qualche dialetto cclt. ogos, ed iu altri ognz Val vicino .)—Eroe del quale alcuni popoli avevano fituo un dio.(Ìi i t) Ogro. * (Mit.) O’-gro. Mostro che gli autori de’ racconti delle Fate dipingono con gigantesca statura , talvolta coi tratti di un ciclope, attribuendogli molta avidità per la dilicata carne de’fanciulli. E. Orco, (fn ri II. / g fanciullo, figlio, e rhwg lacerazione, scissura: elidacela, Clie inette in pezzi i fanciulli. Il ÌVIorin dal gr. agri-os feroce.)(Mit) Ogui.nia, * 0 gùl-ni-a. IV. pr. f (V. Ogulnio.) — Matrona romana, di cui par.a Giovenale. (Mit) Ogulnio , * O-gùl-ni-o. N. pr. m. ( In cclt. og mare , ed uly’n rocca: Rocca nel mare. In illir. o slavo ogu/jen svelto , sterpato. ) — Tribuno romano , da cui si disse Ognlnia la legge decretata l’anno di Roma 153, la quale portava da quattro a nove il numero de’ponlefci e degli auguri, e stabiliva che i nuovi membri de’ collegi sacerdotali fossero presi dall’ ordine de' plebei. (Mit) Oli. [Interiezione esprimente diversi off etti dell’ animo, Lo stesso che) O interiezione. E. Oukteloa. * (Gcog.) Odic-te-rò-a. Isola del Grande Oceano equinoziale al sud delle isole della Società. (G) Ohi. Inuiiez. Lo stesso che Oi, E> Anigh. 62, Ohi quanto se'inferno! E 64. Ohi grande dolore ! con intenzioni buone ? Oibò. Oicleo , * 0 -i clò-o. N. pr. m. ( Dal gr. nei sempre , e clel * Gloria sempiterna.) — Padre di Anfiarao. (Mit) j ( , OiLEio , * O-i-lè-io. Add, pr. m. Di Odco. (Mit) Oileo , * O-idò-o. N- pr. ih. Lat. Oileus. (Dal celt. 01/ Nella stessa lingua oilecui educazione. ) — Re de' LocrU, ( riope ebbe Aiace. (B) (Mit) lUoi'' 1 °L 1 i ' .^ Ehi;" l 'v a f if Oimè", O-i-mé. Interiezione comp. da Oi e Me, che qfflizion d’animo o per corpornl doglia-, ed è In stesso Meschino a me, Dolente a me.—, Ohimè, Ahimè, Enncs q fa ’ Oimci, sin. Lat. Ilei inihi. Gr. o'ip-oi. Petr. som li- V p. lt to , oltre, dicendo: oimé lasso ! E canz.40.4- Oiinè , terra e . io ^ ‘ 40.4. oline , - c |,è iv -.|„ bel viso. Bocc. nov. 38. 10. Onnò, anima mia , ajutaini, , i _ r.\ > .»cc:ll Sii*. t! jo. Dani. Iiìfiy. i2g, Come ’l f'alcon di' è stato assai sii sanza veder logoro o uccello , Fa dire al falconici* oi» 20 ■oSPn. fa aire al falconici > ~ . nro>K, Arrigh. 4l- Oimé tristo ! oiinc , oiinè, oimé fuor d ° 5 l * c g! » " de ! oimé , a cui è dato a provare ciò che net mondo m ^ pii Tane. 3. 7. Oiinè la se ne va, oimé la passa._(N) , , , pUp 1 ’ 1 ".,/. ’i- Ninf. Eies [Usalo in forza di sm .] amorosi 18. A manca. bench’ella gLovirititta Fosse, ec. U-er. i*- **'"^issc: un lag;inuso rivo, In un languido oimé proruppe, ^ 3 — Denota anche spesse volte orrore , iiidi^aa^ione * j t ’ ? nov. 2i. i3 . Oimè , disse l’altra, che è ( r ,oll ° , c , t' u ri^ cd h Med . cuor. Oimè , oimè , che male c ipiecto, cne $8?^ za dei peccato da tanta fortezza a’ rei? , Oimei, * O-i-mè-i. Interiezione , Lo stesso che ìior» Su* Il messo comincia a dire: om*ei. (V; OINAKDO . 0 ^*^( Go °S.)O'i- n à n -ao. Ant.citta della Caria , presso Cìkira.( Mit) il V. Esclamazione a guisa dì Olmo. Bocc. g, 3. a. 8. 0 io! disse il O-LEGARIO Gl3 0 i u niOllaco ■ a -* (Gro^f) Antica eh. dell’isolauhSardegna.—della G all la Navi, one- se .— della oarmazta .—. della li amia .— della Panfilia dell’ m; rio. (G) (Mit) J Olbiensi.* (Geog.) Ol-bi-cn-sì. Antichi popoli della Sardegna abitanti di Olbia. (G) guisa dt Unno. JJocc. g. , se’ vidi lungi delle miglia più di bella cacheremo.(V) 0i s v ' t (Geog.) O'-i-ra. Lo stesso che Oria. F. (G) i dolente sè , che il porco gli era stato imbolato. 0| T ;;' 1A ' * (Gcog.) O-i-tàma. Città del Giappone nell' isola di Nifnn.( G) 4 ’ G-t-té. Interiezione. G■ comp. di Oi e Te , e però riferita alla r | JC '' ,! d« persona. —, Oitù , sin. Dìal. S. Greg. 3.8. Oitè , Aquino, 0 lld ®°n ne dovete avere più de’Vescovi. (V) p ,) [interiezione. G. comp. da Oi e Tu. Lo stesso che Oitè, . ''il- Crist. P. N. Oitù, Gerusalemme ! se tu conoscessi il peri- Oj j c ho dee venir sopra le , tu piangeresti con esso meco. Oj*’ (Geog.) O'- ja. Riviera della Spagna. (G) 0j 4 Al ^ A - * (Geog.) O-ja-là-ra. Una delle isole de* Navigatori. 0 Jo ‘ (Geog.) O-jàt. Riviera della Russia europea. (G) q > 0-jo, Esclamazione a guisa di Oimè , simile a Guai che si dice ìT UUj0 \<> celt ojo è un’ interjeziou di dolore , come di ammirazio- tlu r ^ piacere. ) Fr. Giord. 7 6. Quelle cose, le quali , c per le ^ a 1 ■ ■ • all' amore di Dio si perviene , sono malagevoli alla carne (V .^tenere, c s an/.a ojo avere non si può. (V) r ès* (Arche.) O-jo-uò-po-li. Add. e sm. pi. f. G. J.at. aagn- tn ' 0 * onos augello (li quelli da cui si cavavan gli augura, c per ^ i augurio, auspiicio , e da po/eo io volgo , spiego. ) Specie di "uni da’ Greci considerali, come gl’ interpetri della volontà degli Dei, , 'fi‘festata col rumore del tuono, col canto degli uccelli e con altri Km ne ji’ arla 1 su n a i erva e r i e li e acque. Da’ Romani si dissero Au- 0 1',' 1 ,’ ed erano ascritti fra’ sacerdoti. (Aq) . • Interiezione di chi chiama .—, Eia, sin. Lai. elio. Gr. Australasia , o meglio Australia. (G) V»** ’ * O-lau-dc-sc. Add. pr. coni. Di Olanda. (B) (Ar. Mes.) O-lan-di-na. S'f. Specie di tabacco in grana. G- (Geog.) Ò-là ne. Ant. città dell disia nella Grande Armenia.^ G) G-là-o, Olavo ,N. pr.m. (Dal celi, olaw ebe si pronunzia ciao In gr. ho Ino» ii popolo.) — Nome.di cinque re di Norve- di due re di Danimarca - Primo re cristiano dì Svezia — ' ‘‘‘U *' ^‘ ^I u S n0 * (2) (Mit) * f (G c °g.) Odà-pi-a. Antica città dell Arabia Felice. (G) ’ ' D-là-i’o, lAdd. e sm.] F. A. e straniera , c vai Penlolajo. (In un olaro : anelalo ad , ed ergao io lavoro* io opero.) (Mit) Olbiopou.* (Geog.) 01-bi-ò-podi. Antica città della Savarizia, (Mit) Olbissi.* (Geog.) 01-bìs-si> OJbissini. Antichi popoli della Spagna ì che abitavano presso alle Colonne d’Èrcole. (G) Olcadi.* (Geog.) Ol-c.à-di .Ant. popoli dell'interno della Spagna cit. (G) Olchinio.* (Geog.) Ol-chUni-o. Lat, Olcliiniuui P Oleiniutn, Ulciniuni- Antica città della Dalmazia. (G) Of.cnfo.* (Geog.) Ol-cì-mo. Fiume e monte della Macedonia. (Mit) Olco.* (Bot.) Od-co. Sm. F . G. Lat . holclms. (Da helco io e.slraggo f onde holcos 1 ’ atto dell’ estrarre. ) Pianta a cui gli antichi attribuivano V immaginaria proprietà di estrarre qualunque corpo estraneo- dal corpo umano , applicandola al capo. (Aq) 2 —* Genere di piante nella famiglia delle graminee , e nella triandria didima di Linneo , che ha per caratteri : fiori poligami in pannoc * chic , calice bivalve bijloro , corolla ermafrodita priva di resta , e maschia restata. (Aq) (N) OraiA/O'l-da; Oìàài.N.pr.m.Lat.UoìdnflàzìYchvMheled mondo, orbe.)(B) Or .dai , * OI-dà-i, N. pr. m. Lat. Iloldai. Lo stesso che Oida. F. (B) Oldenburco.* (Geog.) OI*dendjùr-go.A/«. Ducato dell\ Alenaigna, composto di tre parti distinte : /’Oldenburgo propriamente detto , il Principato. di Imbecca, ed il Principato di Birkenfelt.— Città capitale di esso ducatoCittà della Danimarca nell' Olstenia. (G) Olde>dorf.* (Geog.) Ol-dcn-dòrf. Citili dell' Assia Elettorale. (G) OLDENZEEr..*(Geog.) OI-den-zè-d, Lat. Salia Actus. Citili de Paesi Bassi nell* Over-Yssel. (G) Oloerjco,* Obde-rì-co.iV./x/AM. Lo stesso che Oderico e Adalrico. F. (V. Oderico ed A\ialrico. In tcd. fiold amico, favorevole, c reich ricco.)(B) Oldesloe.* (Geog.) Ol-des-lò-e. Lat. Oldesloria.CiYt.i della Danimarca nel Ducato di Olstenìa. (G) Or,niA.*(Gcog.) 0'1-di-a .Gruppo d'is. del Grande Oceano equinoziale.( G) Oldraoo,* Òbdrà-do, Olrado .N.pr. m (Dal ted. hold amico , e rath consiglio: Chi dà consigli amichevoli.) —Giureconsidto del secolo xii r, nato in Lodi. (0) Oleaceo , Ode-à-cc-o. Add. m. Che ha in se dell’olio. Lo stesso che Olioso. F. Min.Malm. 12f Panello. Così chiamiamo uno inviluppo di cenci intùiti nell’olio, sego, o altra materia oleacea e bituminosa', il quale serve per abbruciare in far luminarie in occasione di pubbliche feste. (A) (B) Oleaginoso , O-lc-a-gi-nó-so.^r/t/./n. Oleoso, Oleaceo. Del Papa , Nat. uru. secc. Berg. (Min) Oleandro. (Bot.) O-le-'àn-dro.'SVn.Pfrtnto che ha gli steli diritti , legnosi, alquanto grigi', i rami fioriferi tricolomi} le foglie opposte, ma per lo più terne, lanceolate , appuntate, intere^ coriacee , dt un verdescuro i i fiori colo?' di l'osa ^ a mazzetti terminanti. Fiorisce nell'Estate , e nel principio dell*Autunno, E sempre-verde , ed indigena de luoghi umidi dell' Indie orientali, di Calabria e Sicilia. Volgarmente detto Ammazza l’asino.—, Leandro, sin. Lai. nerima oleandri- Lin. ( Dal gr. itole anthera tuLta borita : c ciò ricorda il vago aspetto di questa pianta, allorché si moslra quasi tutta coperta di fìòri.)(GaIl)(N) Olearea. (Agr.) Ode-à-re-a. Add. fi Aggiunto di quella punita dal cui frutto o seme si cava olio. (Ga) iuta Oleastro. (Bot.) Ode-à-stro, [Am.] Ulivo salvalico , \dc cui rami e v. ll . a Uco. yl iui] 13 (La novella parla d’uno che faceva le olle , OUaro. V e~ ir- c ° e pero la ràposta del giudice nacquero dal perchè costui iu- pentoìa.) Nov. ant. 83. fi Messere, r f(toi‘, U11 ° laro, cioè un ladro, nell’atto che quel poveruomo era un V, w ! og.) Odàr-so. Lo stesso che Aiso. F. (G) (Zcol.) Oda-stè-o. Sin. F. G. Lat. holasteus. ( Da holos e osteon osso.) Nome che fu da Belon dato ad un pesce del °stra c { ori di Linneo ; denominandolo così dalla corazza ossea (Mìo* 16 difende il corpo. (Aq) VV P °-R-vo. iV. pr. m. Lo stesso che Olao. F- (B) “A, ' /p - ■*" ±1, pi. m. MJ\J J r,'iella F^g-) o'1-ha. Antica città del Lazio nella Cilicia. —•Porto Vsi.; SS 1 - (G) ()“/'»« / . o g0 01-hà sa.^ut/ea città dell'Asia, nella Pisidia.—nellei '—nella Cilicia, della anche Albistaverati. G. (G) 11,. .’- 1 ■!. .7..n.. T.I.' Oi B|, ‘ Ip( Geo g.) 01-hc-lo. Aulica città della Macedonia. (G) . S')60 Ó’i hl. Antica città d'Egitto. (Mit) ^. s Uo a - N pr. f. (Dal gr. otliios beato.)— Ninfa eI °'Pialla città di Olbia. (Mit) / ocVili. I 4 ' he diede le corotie che si davano in premio ai vincitori de’ giuochi olimpici. _ Oiiastro, Uiivastro, Olivagnolo, sin.) Lat. olea silvestris, oleaster. Gr. àyfnAxhx.. IJb.Masc. Metti nell’acqua dcirolcasl.ro, della canna sab valica c del lcnlisco.Pallad.Marz.io.Un palo d’oleastro, cioè d’ulivo salvalico, fitto nella sua radice. » Car. En. I. 12.. Per sorte in questo luogo anticamente Era a Fanno sacrato un oleastro. March. Lucr.1.6, Alle barbute. Capre si grato cibo è l’oleastro. (Br) Oleastro.’ (Geog.) Oleaslrwa. Antica città della Spagna. (G-) Oceato.* (Chim.) O-ic à-to . Sin. Sale prodotto dalla combinazione del- l' acido oleico con le basi salificabili ; sono tulli senza uso. Di%, Se. Med. (0) Oceatro.* (Geog.) O-lc-à - irò. Oleatru m. Ani. cit, della Spagna. (G) Oi.ecrakartrocace,* (Med.) O-le-cra-nar-tro-cà-ce. Sfi G. G. Lat. ole- cranartlirocace. (Questa sgraziata parola viene da olene gomito , carenati apice , sommità , arlhron articolo , e cucia vizio. Da. olene carenon i Greci fecero olecranon parte acuta e prominente del go- liuto.) Carie dell’ articolazione del cubito. (Aq) Oc ..cu a > 1 on. * (Anaf.) O-lc-crà-ni-co. Add. m.G.G. Lat. olecranianns,. (Da olecranon parte acuta e prominente del gomito-. ) Cli e relativo alt’ otecrano. (A. O.) (O) 2 —* Cavità o Fossa olecranica dicesi Quella depressione della parte posteriore dell’ estremità inferiore dell' omero, nella quale s’introduce l’ olecrano quando si stende l’ antibraccio. (A. O.) Oiecbako, (Anat.) O lò-cra-no. Sm. G■ G. Lai. olccramim. (Da 0 lene cubito, e ««"««OH sommità.) L’apnfisi superiore dell'osso del cubito. Lo- stesso che Ancone e Acrolcnio, G. (ò) Ox.evaciekte. '(Chini.) O-le-fa-cich-tc. Add. cotti. Agg. dato dagli Olandesi al gas idrogeno percarbonato ; perchè mescendolo al doro formasi una sostanza liquida , grigia, d’ apparenza oleosa , condensata che sia in sali acqua. (A. 0.) OtEG, * O’-leg- N.pr.m. (In celt. ol heg tutto forza ; in ted. all hegen tulio conservare. ) — Nome di alcuni principi russi. (0) Olrc.akio,* O-le-gà-riii.IV. pr.m. Lo stesso che Oligero. G. ( Dal celt. all ficcar tutto amabile.) (B) 78- GLIGOCOPRIA o.r- 61 4 OLEGGIO Oleìggio. * (Geog.) O-lég-gio. Città degli Stati Sardi nella provincia Olfattivo. * (Anat.) Ol-fat-ii-vo. Add. m. Lo stesso che Olfattorio* di Novara.. (G) _ (A. 0.) (N) ,p t Oleico.* (Chim.) Odè-i-co . /tdd.m. Nome di certo acido liquido , eleo- Olfatto. (Àuat.) Oì-fat-to; Sm. V organo dell odorato , e la j aC0 so , giallastro , più leggiero dell acqua , insolubile in esso , soiubi- stessa dell odorare. Lo stesso che Odorato. r. -co) Oleina.* (Chini.) Ò-Jc-ì-na. Sf . Nome sostituì Lo da Chevreul a quello di Eiaina da. lui dato alla sostanza liquida de 1 corpi oleosi , pci't.hè la parola Oleina corrisponde meglio alle voci Oleico ed Oleato che ne derivano. (D. T.) Olenà.* (Geog.) O-Ic-na. Antica città dì Italia nell ’ Etruria. (0) Olerta.* (Geog.) 0-lè-ni-a, Antica città della Giaccia nel Peloponneso.— Isola dell' Oceano Glaciale. (G) Olemde ,* O-lè-ni-de. N.pt'.m. ÌaI. Olcnides. (N. pati*, di ,Oleno.)( B) OleMo , * G-lè-ni-o. Add. pr. m. J!)i Olena. (N. patr. di Òleno.) (0) 2 —{^ht.^Agg. di Fiore: Fiore favoloso.da cui si dice esser nato Marte. Salviti. Ceidur.i. Disc.8. Nè vanta alcuna madre.*, siccome aU incontro Marie, na!o dal toccamente del dorè olemo , non valila padre. (A) 2 —* Capra Oleina fa della la Capra Amaltea che allatto Giove in Olena. (IVIil) Clero,* O-le-rto.iVI pr.m . Fat. Olenus. (In celi, oli ene tulio anima. In gr. alene gomito.) — Figlio di Giove e di Anassitea .— Atilichis* siiiio poeta greco di Zac ut , che compose inni ad onore di Apollo. — tiglio di Calcano e di Aglae ,— Indovino etrusco , il più celebre de suoi tunpi, chiamato anche Galeno, (il) (Mi!) 2 — * (Grog.) Lai. Oìenuni. Antica città dell* Acaja. (G) Olente, O-lènic. {Add. com .] E. !.. [ Che sparge odori. Lo stesso che Odorante. E .}—, Oglicnte, sin. Lai. olens. Gr. 8Zpv. fr. Jac.T.3. 1 . 0. La r*ina rosa olente Madre Vergine Maiia. E 3. 8. 43. Tal srritm*ti odore Di questo olente fave.Alani. Coll. ’5.ug. Negli a- prici tevren, vicino al mare, La piangente cipolla, l’aglio olente, ec. Olentissimo , O-Dn-tìs-si-mo. {Add. m.} superi, di Olente. [/Io stesso che Odorosissimo, E .] Lat. olentissimus, maxime odorus, Gr. ctW- /Aoraror. Ir. Jac.P Da somma deitade V apptUò por isposa , Olentissima rosa. Pecov. g. g. n. 2 , De contò tutto il casato, e chi egli era , con parole tanto dolci e soavi , die pareano viole olentissime mescolate con saporiti .Lasci. Oleo, * O-iC-o. Sm. V.L.E. e di Olio. Fr. GuiU. Leu. 3. io. Io dici frumento è vino e oìco , argento e auro'ec. (V) (N) Oliorkinico.’ (Chim.) O-h-o-ri-cì-ni-co. Add. m. Nome di un acido metto acre e quasi concreto ^ ohe quasi bello e fatto lìuviensì neltoho vecchio di 7 ionio ; a cui esso deve la sua acidità. (A. O.) Oleoro.* (Geog.) Odc-ò-ro. Una delle deludi. (Mit) \ Oleosàccaro. * (Tarili.) O-ic-o-sac-ca-ro. Sin. Do stesso che Dleosac- caro. E. (0) Oleosità , O-le-o-si-tà. Sf. .Qualità di ah che è oleoso. Cocch. L it. Pitt. (A) Cooch. JJts'-. tose. 2 . ng. E dalla minore e meno sincera oleosità de’freschi vegetabili par che dipenda la disposizione cc.(N) Oleoso , O-le-ò-so.^nV/. rn. Aggiunto che si dà a cosa c- uU nane pinguedine , o untume dolio .—, Olioso, sin. Conti , Prcs. e Poes.(A) Parai.Watt. Or ti ricolmi al line D’an.bo i lati "la giubba (d olosa Spagna e rapè cui semplice Origliela Umida e a ne,iti colori oro dipinto. (Vv) Cocch. Disc. tose. 2 . i3j. Tulli i mali che nascono ec. dall acri dine rancida ed oleosa c salina de’liquidi cc. E 148 . De materie dure cd oleose abbondano. (N) Oleosolfobico.* (Chim.) O-le-o-sol-fò-n-co.^cW. m. Nome di un acido che òcrtueincr mede d’uvei' trovalo facendo insieme mescolare, acido solforico , olio e creta , nascendo così un oho solfato di calce , che trattato poi colla distillazione aggiugnendovi acido solfai ico lasciano andare esso acido oleosotfai'ico. (A. 0.) Oleracea. (Bot.) 0-h'-và-c,e-a. A dd. f. Do stesso che Olitoria. E. (Ga) Qlehjà. * (Mit.) O-lc-ri-a. Agg. di' Minerva , cesi detta pel cullo che Cera reso in Oleros città di Creta. (Mit) Oi.Er.iE. * (Arche.) O-lè-ii-e. Add. e f, pi. Feste che celebrar ansi ad Oleros. in onere di Minerva —, Uleridc, sin. (Mit) Oleiice.* (Geog.) O-le-vòit. Rat. \Jiianis, Olario". Is. del golfo di Guascogna , rimpetto alla foce deila Sdorando.—Città di Francia cap. di detta is .— Lai. lime. Gii. di. Francia nel dtp. de Bassi Pire,tei fG') 2 — ’ (St. moti ) Leggi c!i Oleron. Celebre codice di marina, che nella detta isola fece pubblicare Riccardo l. re d’Inghilterra, quando ti era signore. (O) Oi.Ei.os.* (Geog.) O-lè-ros. Antica città dell'isola di Creta. (Mit) Gi.ESNo.*(Geog.)0-lé-sno. Città degli Stati Prussiani; oggi Roscnbcrv.(G) Di.e'/.zakte , O-lcz-zàn-te. "[Perez, di Olezzare.] Che olezza. I.al. oìcns, bentolens. Gr. ivotrpoe.Pecor. g. 2 . 11 . 2 . Ilo l'alto fare un tagliuolo o.r A ercr Ata a oitaitone cniam«n>* a le Fosse■ nasali', Membrana oìlattoria fu detta talora la fa errìi ' af ,de pituitaria ; Nervi olfattorii, tl Primo p ajo de nervi cerebrali Ji i suoi jilamenti nella membrana pituitaria ; Fori olfattori, q 1 ^ q\* cui è perforata la lamina crivellala dall* etmoide. — , Olbdti' 0 ’ fattore , sin. Imi. olfactorius. (A) (A. 0.) fai* Olfaxione. * (Fisici.) 01-fa-zi-ó-ne. Sf. Esercizio attivo del l’odorato. Lat. olfactus. (A. 0.) /r \ Olfen. * (Grog.) Città degli Stuli Prussiani nella Eestfaha- g Lje Olga. * TV. pr. f (V. Olegì) *— Gran duchessa di Russia , < fa la prima ad introdurvi il cristianesimo nel secolo x. ( 0 ) p a (Q) OLGr.r vu.*(Geng.) 01-gò-po-li. Cit. della Russia etir. Olì. (Mit. Alr.;0-h, Il piu venerato di tutti gl idoli de AI adegti$ s i Olia. * (Geog.) O'di-a. Riviera della Russia asiulìca. (G) Oliandolo, O-li-àn-tJo-lo. {Add. e sm. Colui} che rivende l’olioi a —, Ogliaro , sin.} Lat. olearius. Gr. Stat. $Er c - giuntemenie si dica delle altre dieci aiti, cioè di maestri? ^jti'C albergatori , oliandoli , pizzicagnoli, cc. Earch. Stor. 3>8 7; (arti) erano beccai , calzolai , fabbri , rigattieri , maestri) ratori e scarpeìliiii , vinattien , albergatori, oliandoli, cc. £ 1 ^. 0 iti Si delibe’.ò che le quattordici minori arti si riducessero 0 T U |c^ u questa maniera: che i beccai, fornai e oliandoli si riducessero a un ^^([0 Ohastro. (Bot.) O-li-à-stro. S'm. Olivo selvatico , detto anche P L J’o- e TTi\astro* ì.nt. oleastcr. Sali. Giug. i3y. Un colle ec. ved‘ liastri e morteti. (V) . Oliato, Q-li-à-to.Add. m. Condito con olio. —, Ogliato, Aoli a f 0, i.x! c . - - l (lt Dnt. oleo conditus. Gr. ìkolE dpr vrds. AUeg. 3io. N’avan'/° ? al cielo , una insalata Di pàperina , e , come vuol la gente, aceto, dolce e ben oliata. » D’od. Num. 11 . 8 . Fra coiu° 1 di pastello oliato. (N) * . jfat Oliato dilf. da Unto d olio. Oliato vale Sparso d’olio j t d°. Sparso d’olio o a posta o per sbadataggine. Onde si dhà- js^' ben olinfa mì Eestito unto d’olio. Il primo indica CondinKid J > emulo o Ungimeiito o Sudiciume o Macchia. /-»iit) Olila. * (Geog.) 0-li-ba. Città delle Spagna Tnrra”onese. 0 .pd* 1 ’ Olibano. (Si. Nat.) O-b-ba-no. {Sm. Resina (‘stretta dal che si, usava anticamente in medicine , mci che oggi non s(, f (fa come pi'ofìtmo sotto nome d' ] Incenso. TaU. thus. Gr. ìF gr. IwUhnnos l’incenso.) Cr.g. ì€. 1 . Se gii ocelli lagrinJ :,ll0, 1 *jt,ii^ i ‘ eia ■ tritiorio d’ olibano e mastice polve-ft/ati e dibattuti cd* 3 g■' dell'novo. 7Vv. Pov. P. S. cap. 5. Si confi Binò con lau^ ,ìll ( j. iit‘ l1 race ed olibano. Ealg.Mes. Infuudì Tolibano e i’aristolog 1 ^ f V olibano. Lat. tbus. Gn l Co di oli bai 10, , ,• ioti 0 oli l»‘ (A ■"i. bill die e per una notte, ec. 2 — (Bot.) Per l Albero che pi'mhi La sua copertura era tn\u lata di tigni c drilli Olibano. * (Geog ) Mente vicine Pozzuoli. [G) Oltbrio, * Odi bi i-o. TV. pr, rn. TaiL Oijbrius. (Dai ce... - r - « stima, tutto dignità, tutto onore.)—Anici*), imperatore ^)(W acclamare da Ricimero.ed il quale regnò ire mesi e dodici g l IL isola di . Oliere. * (Mai’in ) Odii-re. Sfl pi. Ensetti o Ampolle di c ' ui “ ^ nelle navi per n nervi l'elio. Sav. (0) . »)th t, ‘ 5 ./ Olio antere.* (Bot.) O-li-gan-tc-re. Add e tf.pl. E. G. Lat. 0 ^ l ^ c nif lil L ( Da oligos poco , c anthera antera. ) Agg. delle piante 4 £ ttd v hninm U numero degli siami non eccedente quello delle àv ^ corolla o dei calice. (Aq) Oligarchia, Odì-gai-chi-a. {Sf.) E. G. Dominio violento dt-l oligarchia. Gr. ò Aiyoipx'** (Oligarchia da oligos poco, ‘ ^3* J ( ji pero, dominazione : Dominazione di pochi.) Salvm.D :SC, f v< ; ristocra/ie si vede che in oligarchie , o tirannidi’, cioè «c fa, P° h c pochi, o d’un solo oppressore, degenerando, precipitano prima nella democrazia i poeti erano tremendi , nella pl » }/(? minciarono essi a sentire paura, . Olicarciiico , O-li-gàr-chi-co. Add. m. E. G. Di oligarch l(l j}. sC jJJ^, a o ligai'chia. iuit. oligarchicns. Gi\ ò’ah'io- c 0 i\it \ Non piacque al nuovo oligarchico reggimento qucsla n&an& a > gitidicialc alla loro prepotenza. Oligbmia. * (Med.)O-li-ge-mi-a. Sf. E. G. Lo stesso che ® i R,)} r »iii’ i0 ', ì] fr _ .. Omgero,* O-li ge-ro, Oicgnrio. N.pr.m. IaiI. Oiigerus. (V * ijJal^ 01 d’irbe odoj-ifen; ed olezzanti, dove io voglio che noi ci bagniamo. Olioorlenma. " (Med.) Odi-go-blen-ni-a. Sf. E. G. Lotfa 0 ( Cosi in alcuni testi a penna ; negli stamp, manca ed olezzanti.) (Da oligos poco , c hlmna muco.) Difetto di rauco-L fai u fa, Olezzare, 0-kz-zà-rc. [TV. ass. P. per lo più poetica.} Gettare o Spirai'e nnunrim»*. * fRotA O-lj-irn-rài'-na. Sf. E. G. Lal-oYigO' odore. {Lo stesso che Olive. E.} ( E. Odorare.) Lat. olere, odorem emit- 1ere. Gr. Dant. Purg. 2 x * ligns poco, c carpns frutto.) Nome specifico delie putti lai. ofafa' del OLIGOCRONA ^copjìoita. (Geom.) Oli go-crò-na. Sf. U. G. f.at. olìgochrona. (Da 0// £os poco , e chronvs tempo. ) Linea che descrìve un corpo grave 'tempo più breve che non per qualsivoglia altra linea tra i duo me- tw'*" F nnti ' ( A ) ( Ac l) ' g ot)acria. * (Med.) 0 -Ii-go-da-crì-a. Sf. U. G. Lat . oligodachrya. Ou a °l‘gos poco, e daciy lagrima.) Difetto d’umor lacrimale. (Aq) g osj ua> * (Med.) O-li-go-e-mì-a. Sf. V. G. Lat. oìigoliaemia. ( Da Oli ° s P oco > e he/nu sangue.) Difetto di sangue. —, 01 igemia, $m.(Aq) g ofillo. * (Bot,) O-li-go-fìl-Io. Add. m. U. G. Lat. oligophyllus. (Da !S°s poco , e phylton foglia.) Aggiunto del fusto e de'rami vestiti Oj, P°cht foglie . (Aq) 1 ^°galia. * (Med.). Oli-go-ga-lì-a. Sf. V. G. Lat. oligogalia. ( Da 0,, S° s poco , e gala latte.) Difetto di latte. (Aq) / P°‘dria. * (Med.) O-li-go-i'drì-a. Sf. U. G. Lat. oligoidria. ( Da o- On'? 05 P oco ? e hidi os sudore.) Difetto di sudore. (A. 0 .) '‘^pionia. * (Med.) O-li-go-pi-o-ni-a. Sf. V. G • Lat. oligopionia.(Da Oli ’ i '° s P oco » e P I0n pinguedine.) Difetto di grassezza. (Aq) ^cqpodo. * (Zool.) O-li-gò-podo. Sm. U. G. Lat. olìgopodus. (Da J l o 0 $ poco, e pus, podos piede.) Genere di pesci ossei abbranchi, della figlia degli ochenotteri , da Laccpfde introdotto con la specie defitta da Pallas , la coryphaena vclifera , da esso non creduta col- abile tra le corifene di Linneo. Traggono tal nome dalla unica nata- 0 dorsale onde sono forniti. Meglio direbbonsi Monopoli. (Aq) o | j . 0i) osia, * (Med.) O-li-go-po-sì-a. Sf y. G. Lat. oligoposia. (Da Q L poco , e posis bevanda) Astinenza dalle bevande. (Aq) g °p$ìchja. * (Filol.) 0 -li-gO'psi-cliì-a. Sf. y. G. Lat. oligopsycbia. Q, y oligos poco , e psYche anima.) Pusillanimità. (Aq) g °sialu. * (Med.) O-li-go-si-a-lì-a. Sf y. G. Lat. oligosiaIia.(Da Ot/^ 0s poco , e siaton saliva.) Difetto di saliva. (Aq) co^erua. * (Bot.) O-li go-spèr-ina. Add. f T. G. Lat. oligospcr- c J a ; (Da oligos poco , e sperma seme.) Agg. della casella che rac - O l , llll de piceni numero di semi ; per altro maggiore di cinque. (Aq) co S p £nMUi * £M C( i.) O-li-go-sper-mì-a. Sf. V. G.Lat. oligospermia. ^ ' • oligosperma.') Difetto di sperma. (À. 0 .) ^ * (Bot.) Malattia delle piante , per cui pi'oducono semi in minor affilerà o più piccioli del solito. (Aq) c, °si>ermo. * (Med.) 0 -ìi-go-spòr-mo. Add. m. Agg. di Chi ha poco 0,(A. O.) ' ^Troi ia. * (Med.) O-li-go-tro-fì-a, Sf. y. G . Lat. oligotrophia. ; . a oligos poco , e trophe nutrimento.) Difetto o ‘scarsezza di tilt - 5 ^oto. (Aq) ^ 3 ^ * Dina d’alimenti. (A. O.) Ol, * Principio di atrofia. (A. 0.) / [ ’ < ^ llìSTA * * (Med.) O-li-gu-rc-sì-a, Sf V. G. Lai* oliguresia. (Da o Oj^° v p°co, c uron orina ) Rarità o scarsezza d’ orina. (Aq) * (Mit.) O-Vini-bro, Uno de* figlinoli del Cielo e della Terra. (Dal Oi, * °l , lo stesso che al , alto, altura , e bro terra.) (Mit) 'Jilnto, O-li-mén-to. Sm. y.A. y. e di' Q\c.7//.o.Rin.d'Aquin. Hìm. ^haon ...i -- .a.a a.~..: i.' -*» .(G) sulla pubblica piazza da Gerirne. (Mit) i * O-lmi-pi-a. N. pr. f Lai. Olympias. (Celeste , da olympos ],■, ?• la voce seguente.) — Madre di Alessandro. —diclina di 5 Pino. («) (Mit) ,? (Mit.) Soprannome di Giunone adorata in Olimpia .— Sopran- » 0 ?e di Lucina in Elide. —Soprannome di yencre in Licia, detta , friaùa. n Celeste. (Mit) Ol (m (Oeog.)^n/. cit. della Grecia nella Tnfidia. sul fiume Alfcof G) ,^c° , O-lim-pì-a-co. Add. ni. Di Olimpia , Delle Olimpiadi, yit. Oi, lMn * J 9 -Insegna il metodo degli anni olimpiaci. (Y) Pitto 1 '*’ ^' rua ') O-lim-pi-a-dc. {Sf. Misura di tempo, ossìa Un compì fonologico presso gli antichi Greci, che comprendeva lo) spazio tr fl l ff tro anni [ interi , quanti se ne interponevano fra L’ una e V al- frazione de' giuochi olimpici.] Lat. olympias. Gr. oKvv-tfAs. Wrf* n Ì*"^ MC * 2 * ^'° 7 ' ^ celebre conto d’anni usato dai Greci per o- J j0 P la( h, d a ’ vincitori de’ludi olimpici ebbe 1 ’origine.» Eit. Piti. 18. in qual anno del inondo cadesse la prima olimpiade c ne- ^yifficilissim.o. E ip. Calcular Polimpiadi, e ridurle agli anni del delK 0, (V) Dargli. Fasi. Hom. 4 l 4 * A’quali (anni) aggiunto questo 8c *’^ u,a olimpiade, fanno tutta la somma di 826. (IN) ° E ‘ * P Vt m * Lat. Olyinpiadcs. (B) r/j„ Al ? ! * * (Mit ) 0 -lini-pì-a-di. Soprannome delle Muse, perchè d'or- ^ti MP] ri ° abitavano l'Olimpo. (Mit) _ * (Cron.) O-lim-pi-à-di-co. Add. m. Agg. proprio dell'anno itil P‘ a di , il quale incominciava al solstizio d'estate. (0) pi c ^ Ò-lìm-pi-co. \.Add . pr. m. Di Olimpia. Onde Giuochi olim- Erf / ‘ Ul . ce htbri giuochi pubblici di tutta la Grecia , istituiti da iiUi'n » L 5 ristorati da ifito, e che celebravansi nell' Elide ùi una pia- uh. fgnata dall* Alfeo e presso le città di Pisa e di Olimpia.) Lat. pe*. Lfi*. o?^v//.ttjx.o 5. A egiicr. Mann. Sctlemb. i 5 , 2. Tessendo chi Q p 0r . 0 .P ro ^C'/ze inghirlandali dal popolo suo nellapiazza de’giuo- &ì 0 «'Prò , tutti e tre di accordo si tolsero le ghirlande, ec.Pros. ^stài' 2 z6. Fu da lui condotto ne’giuochi olimpici per dover conila i p e pugile. Salvia. Disc. 2.cjoy.\\ celebre cordo d’anni usato a feci p L > r olimpiadi, da i vincitori deludi olimpici ebbe l’origine. Orp, fifiSSWMo dello Stadio iti cui si facevano i detti giuochi. Porgli. CoL?’ l V' *^.Sarebbe questo non dissimile a quel clic si dice d’Er- OLIO Olimi'TI. * (Mit) O-lìmpi-i. Dei Olimpii o Consenti chiamar ami le dodici principali deità adorate da'Greci e da' Romani. (Mit) Olimpio , O-lim-pi-o. Add. m. Dell' Olimpo , Del cielo. Sale in. Giove ■ Olimpio. (A) 2 — Per Olimpico. Menz. sat. 1, Creda il volgo all* esterno , c tu la scena Dell’ umane follìe mira in disparte, E sian per te teatro c olimpia arena. (A) (B) Ornino.* JS. pr. m. Lat. Olympius. (Dal gr. alympios celeste.) (B) 2 — * (Mit.) Soprannome di Apòllo. — di Giove. (Mit) Olimpiohoro , * O-lim-pio-dò-i’o. -Ah pr. m . Lat. Olyinpiodorus. (Dal gr. olympios celeste, c doron dono.) —ISomc di un cantore greco che insegno la musica ad hpummonda. — Eilostfa peripatetico che. fimi in Alessandria verso la metà del secolo sesto. — Storico e letterato greco del v . secolo. — Storico greco nato in Egitto , e vissuto sotto Teodosio IL — UJfiziale ateniese che si illustrò nella battaglia, di Platea. (B) (Mit) Olimpionico. (Arche.) 0 -Um*pi-ò-m-co. Add. e sm. Denominazione di coloro che conseguivano il premio ne* giuochi olimpici. Salvia■ Ceti- tur. 2. Disc . y 3 . Cicerone afferma ec. gli onori degli olimpionici essere a quei de’ trionfatol i romani eguali. (A) (B) Olimpiusa, * 0 -lim*pi-iVsa. N.pr.f (Dal gr. olympios celeste, ed «ia femin. di on ente.) — Figlia di Tesilo , fatta da Ercole madre di A {aerate. (Mit) Olimpo. * (Filol.) O-lìin-po. Sm.y. G. Lat. olympus. (Secondo i più, viene da holos tutto , c lampo risplendo. ) Il soggiorno maestoso e raggiante degli Dei. (Aq) 2 — Poeticamente II Cielo de 1 Cristiani. Dant. Purg. 2/j. La mia sorella, che tra bella e buona Non so qual fosse più, trionfa lieta Nell’alto Olimpo già di sua corona. (B) Srgner. Mann. Marz. i 3 . 2. Sarà collocato sopra la cima del veroOlimpo immutabile, imperturbabile.(N) 3 — (Astrol.) Uno de' sette cieli falsamente supposti dagli antichi astro- logi. L»gg. Asc. 344 ■ Piti soni) i cieli: lo primo è materiale, e questo sono molti , cioè aereo, etereo , Olimpo , igneo , sidereo , aqueo e empireo. (V) Olimpo.* jY. pr. ni. (V. Olimpo sin .)—Tiglio dì Ercole e di Eubea * Ajn di Giove. —Poeta e musico di Misia , discepolo di Mursia .— Musico dì Frigia che vivea al tempo del re Mida.—Medico di Cleopatra regina d' Egitto, il quale compose alcune opere storiche. (Mit) 2 — * (Geog.) JSome , appo i Greci, di nnu moltitudine di monti assai alti e d alcune citta. (O) Olina. * (Geog.) O-li-na. Antico fiume della Gallia celticaAntica città della Spagna 7 'arragoncse. (G) 0 t.ina.ma. * (Geog.) O-li-nà-ma. Città dell'Arcipelago della Sonda.( G) Or, inda. * (Geog.) O-lm-da. Città del Brasile. ( 0 ) Olino. * (Geog/) O-b-no. Antica città della GaUia. (G) Olinto, * O-lìn-to, N. pr. m. (Dal crii, oli tutto, e hynt impelo. In gì*, olynthos fico immaluro.) — figlio di Strimone re de’ Traci, ucciso alta caccia da un leone , e che diede H nome alla città edificata, nel sito della sua sepoltura. — Figlio di Erco'e. (Mit) 2 — * (Geog.) Antica città libera di Tracia nella Parassiti , distrutta da Filippo. (Mit) Olio. * (St. Nat.) O'-li-o. Sm. Nome comune a molte sostanze vegeta - bili ed animali , elaborate dalla nanna o prodotte dall' arte, le quali sono liquide e facilmente hqiiefacihili , infiammabili con o senza l'intervento di altro corpo, poco o nulla solubili nell' acqua sebbene miscibili con essa , e formate tutte dalla combinazione didrogeno e. di » carbonio con piccola quantità d ossigeno .—, Oglio, Oleo, sin. (O) 3 — [Gli olii si distinguono in naturali ed animali. Gli olii naturali si suddivid-rin in fìssi e volatili. Olii fissi chiamatisi Quelli che non si possono volatilizzare senza prima far loro subire un principio di decomposizione ; dìconsi anche dolci, perchè sono in generate, scipiti , e grassi perchè pnssedono una untuosità che impedisce loro di fluire facilmente, quando sono liquidi alla temperatura ordinaria.Fra essi i'principali sono quelli di mandorle dolci, di clivrf , di noce , di Uno , di garofano, di papavero, di faggio , di pistacchio , di ca- causticì , odorosi e privi di viscosità-, più leggieri in generale dell'acqua , pure talvolta vi cadono in fondo. Fra essi i più importanti sono V Olio di anici , di arancio, di bergamotto, di cedro , di cannella , di garofauo , di gelsomino, di lavanda , di menta piperita, di fiori d’ arancio, di rosmarino , di rosa, di terebintina ec.^Lib.Masc. Fregalo lungamente con olio laurino. Ricetl. Fior. gf. Gli olii sica- vano de’ semi , frutti, liquori, lagrime, c di tutte le cose che hanno 1 ' 1 *' ’ * 11 - --i-— f? TWfrutti dell untuoso, c ancora deile medicine minerali. E appresso: De’frutti ec. del ginepro e del Icntiscosi cava(fo/ con quei colori che da per loro stessi prestamente seccano ec» c notisi che V olio di noce c lino crudo per sua natura seni- OlitqiìjX. (Bot.) O-li-tò-ri-a. Add. f Dicesi Pianta olitoria j si coltiva nell' orto ad uso di camangiare. — , Oleraeea, O* Culinaria , sin. (Ga) p Olitorio , O-li-tò-ri-o. Add. m. Aggiunto dato al Foro o bili”! 3 ove si vende l erbe. (Dal lat. olus, oloris ortaggio, ogni «, l( da mangiare.) Buon. Pier. Al foro olitorio, c’ì diciam.degli cl c ' lasciat’ ìio ’l luogo ec. (A) . Olita. (Bot.) O-lì-ya. Frutto, Coccola dell’ulivo, onde S Q- f ^. I' olio -Uliva, sin. Lat. olea, oliva. Gr. inaici. Òr. S- Alt resi oc. dell* oliva , come più è premuta , c più fa olio* . f» a — L’ Albero che produce V olive ; [ ma in questo C(lS °.M poetica e meglio dìcesi Olivo.] Pcir. son. 20. Ma quella lllr già lungo mi sprona Dall’ inventrice delle prime olive. E s . 0, }* r iifc L’oliva è secca, ed è rivolta altrove L’acqua che diParnaso si 3 — [Onde Cinto d’oliva vale Incoronato ] di fronde d'oU'f 0, u -y£ Purg. 3 o. 3 i. Sovra candido ycl, cinta d’oliva, Donna nd a P* sotto verde manto, 4 —* Venir coll’oliva, fig. Annunziar la pace. Buon- Q' 4 ‘ 5. Venirne con Poliva a farne lieti. E Salvili. Annoi' l ^ l i 0 \r liva , e noi olivo , poeticamente oliva. Trovasi in antichi 1 g? Vo_ per la nuova della pace, portar V ulivo, I rami d’ulivo gni di supplicare c chieder la pace. (A) (JN) , s if 1 ' 2 “7 * (Zool.) Genere di molluschi gasteropodi pettinibrancht 1, c q $1 lito da Broiignièves , e tipo della famiglia dello stesso Il0rr2t denominati dalla liscia e polita supeifìcie esteriore della ^ 07 '? C ( i \([) ■ gha. Molte delle sue specie vanno adorne de'più beicolot' 1, . 3 — * (Archi.) Olive. Ornamento di architettura, consistente 11 oblunghi , infilati su gli astragali o su i bastoncelli, e dff° scanalature. (Mil) Oliva. * N. pv.f. Lat. Oliva. (V. Olivo.) (B) ^ (G). 2 — * (Gcog.) Citta della Spagna nella provincia di E a ^ erìZ f 0l ii 4 ** Olivagwo. (Bot.) O-li-và-gno.tVm. Pianta che ha il fusto alt- 0 ^ /,/Vri' quattordici braccia , con molti rami legnosi , diritti , a ^ u(li yiai lC > r' chi ; le foglie lunghe tre dita , lanceolate , intere , alquan’ 0 ftP lì simili a quelle dell ’ ulivo ; i fiori pìccoli , quasi sessili , alqf al1 solitari!, o molti insieme fra le ascelle delle foglie. Eàn’i^ 0 ^ )U 5 a' 1 gho, ed è indigena della Boemia e del Levante. Lat. elo^o gustifolia Lin. "(Ga) V*y , Olivagnolo.* (Bot.) O-li-và-gno-lo. Sm. Lo stesso che ^ cas V*^, Olivare , * O-lùvà-re. Add. com. Che ha forma d ’ oliva. estremità caid el1 ^ A» , oliviformis. (A. O.) 9 ~T * Cauterio olivare: Quello la cui haJa forma d' un bottone a guisa d' oliva. (A. O.) „ c v . à (Anat.) Eminenze o Corpi olìvari: Due piccole protubc 1 '^ scoigonsi sopra la faccia anteriore della midolla allungata dalle pjvmmenze piramidali, dalle quali sono soltanto divise P cr ai un solco. Diz. se. med. (0) Olivamo. * (Mii) O-li-và-ri-o. Soprannome di Ercole, fit'se p e sua clava era a olivo selvatico. (Mit) (fi 0 Olivastro , O-Ii-và-stro. Add. m. Di color d' olivo , che 5. scuro. — , Uiivastro , sin. Lat. fuscus. Gr. ù igù.Le genti sono di colore olivastro; portano i capelli sparsi, cc. h 6. 221. Sono i chini cc., sccondoehò abitai] 0 P. 1 * f ti amontana o verso mezzodì , più o meno olivastri o hi an ° fi' 2 —- Usato come sm. per Olcastro. Segner. Crisi, insti’- f in uf> Questo e per appunto, come se un olivastro, perche e cU lU^ selvii , pretendesse poi, benché trapiantato c innestato co produrre i frutti ingrati di prima. (N) Ou OLIVELLA Ujjj rp v,» 04 .; u-n-vci-io. om. i\ome volgare aeu HippopLac rha- 8 e del Lignstrum vulgare. (N) ' ‘ Z1 * (Geog.) O-li-ycn-za. Lat. Evandria. Città dì Spagna unir è (Ar, M-cs.) O-li-vèl-ìa. Sf. Td ingegno della chiave , quando 5 farina di pera o piuttosto dì oliva. (A) (N) Otjy (Bot.) Nome volgare di diverse specie di dafne. (N) ‘ ^ O-li-vti-Io. Sm. JSome volgare dell’ Iiìppo %^T acìura ‘^ tutto ’ ^'^vo.N.pr; 772. Lo stesso che Olivieri. V * (Dal celt. oli K c} l e wer ardente. In tcd. heil salute , e we.hr difesa , onde heil 17 i 8a ^ u *- c c difesa. Altri cava la voce da olivo , e fa significarle Vp ° lorc olivastro.) (B) 0 t IV ° TTo , * O-li-ve-ròt-to. N. pr. m. dim . di Olivcro. (B) tiqj AK| * * (S t. E col.) 0 -li-vc-tà-m. Congregazione dì* religiosi e re- ^ f e sotto la regola di S. Benedetto, istituita da S. Bernardo To~ d e G [ l Senese nel 1772 , ed approvala da Giovanni XXII. che die- fjig V abito bianco, denominando quella Congregazione dal no- ^IVet G ^ a -^ ea ta Lergine e dal monte Oliveta. (Ber) Cj, °> (Agr,) O-li-vé-to. [< 5772 .] Luogo piantalo d'alivì.Lat. olivetum. Ar^ -Buon. Fier. 3 . 3 . 2. Vedi tu quel palagio antico c nero ec. a T l ? quella frana, Lungo quell’oliveio ? )>r 0 ( Oe °g 0 Monte Oliveto o Monte degli Olivi. Collina notissima , hì]^ S { r)ìa . a Gerusalemme. (G)(N) Lrggend. Asc. Cr. ofi .Fece Cristo nicii^ ^ Sll °i discepoli in Monte Oliveti. (Così sempre , senza usar GLOCONITJDE 617 Oliviero . Jiivi* at ' Gliverius. (V. Oliviero.) (B) ^fvtr? 0 5 * G-lirvie-ro. iV. pi\ m. Lo stesso che Olivieri. V* (B) W/? 1 t G-li-vì-gno. Add.m.Di colore di oliva; altrimenti Olivastro, lG Ko . J glielo Gong. Sof. pag. io5. f Firenze i8n.J II volto, c l’altre parti 1 Wr 1 l^ er c °ttura del sole , erano come di un colore olivigno ; * aito inverniciate. (B) ìl(p ' (Ciiim,) O-ìi-vida. Sf. Sostanza polverulenta , bianca , splendo /A > senza odore , dura, amara , zuccherina, aromatica, quasi in- ,, nell'acqua, e solubile nell’alcool caldo \ si trova nella gom- °hva. Dicesi meglio Olivina. ( 0 ) lì 'iin^’ ( Min 0 O-li-vì-na. Sf. Varietà cosi detta della pendota , al- Z n j*: nominala Peridota granulifonne, o Crisolito de’vulcani. (Boss) %v fT (Gliini,) Così alcuni chiamano V olìvila. ( 0 ) irtify (Cium.) O-li -vi-te.A’m, JSome dato ad un genere di prìncipii ^f\' 0 f etide' vegetali in cui è compresa Volìvila e la sarcocolliua. (A.0.) °^t Sm. Genere di piante della diandrici monoginia , 9u 5 ^ ÌJ de gelsomini , che ha i seguenti caratteri : calice tubiforme, l f ntcit0 s caduco ; corolla monopetala , di tubo brevissimo,col- f°h ^\ asta ^ la to in quattro segmenti’, drupa ovale contenente un nac- 5 °c ul Qt ! l0cu ^ ir€ 9 disperino avanti la maturità, ma più spesso mono- ^ ^ e . € monospermo dopo. — , Ulivo , sin. ( 0 ) di (f ef !^ e . 1 Olivo ^comune 0 assolutamente Olivo la più ovvia specie ì 'fip a 0 genere. E uno degli alberi piu preziosi e più ricchi per l'Eu- ^J^dionale. Il suo figliarne verde-cupo è triste. I suoi frutti, e flìve, sono amari ed aspri, nè si possono mangiare che dopo ^oto 111 P er c ì ua lche tempo nella salamoja ; nè sono allora un ali- ^0$ ’ ma un condimento o un antipasto difficile'a digerirsi. Lat. ?i Cr c a uf°P ca Lin.] Gr. Ikxlx.Diuit.Pwg. 2. 70. E come a messag- *he li i.P 0rta ° 1 ÌT0 Tragge la gente per udir novelle. Bui. ivi: Co- 3 ^l’ol?,. 1 ai,t01 ' i pongono , gl’ inibasciadori solevano portare lo ramo g lVo ) quando andavano ad acquistare nuova amistà. ; y/po 01111 ? 14 d’olivo chiamasi ima Resina che Jìuisce dal imneo del- ">i(. j ne paesi caldi. Questa sostanza forma masse fragili, di coti 5 hnii Un 1 rossastro , ed arde con odore piacevole che si avvicina della vaniglia. (0) Q s> * /> ! . ccs ì Olivo selvatico V Oleaslro. (O) l *Vo. * fS es i Olivo della Madonna l’Anagiridc. V. (N) f ' talv' , | P r< m ’ ì~ at - Olivus. (In lat. o livwn olio di olivo. In celt. Ok 11 i«f.j °7? P-wagogico nu’ fave viv 98 . o l 'la. [j'/ij y % L _ p entoìa _ LaU olla . c llj w vai rettore , govcrnadore , signore. alive vivo.) (B) Sai/ 3 ' V- L- Pentola. Lat. olla. Gr. -%irpx. Ar.Fur. /j. I)9l '(li'i 0 vas i vi soli, clic chiaman olle. » Nov. ant. So. In Lom- e nella i Vie T ' m.Lat.Qlh. (Dallebr. ghuola olocausto o elcvazioiie.)(B) , 'la-ba. Inierjezione che fu usala anticamente [ forse in 7B- ■. ini n ^ a era in collera ; e necessariamente le andava innanzi c l. l ut e fffi ni e ta in collera ; e necessariamente «li'r 5 Uy Zl0t - ie ' lat. oh ! oh ! labes : e labes indica ogui mac- ^ 1Ca '«io Il,Z ^ 0nCl v * z l° s ignominia. f, ^po/chcria. In ar. elcbet cattiva natura , istinto vizioso.) • oh ! 7J/. oBaba ! AG. Yien dal celt. gali, lab fango , "zioso.) lì- Ed io ti vo’rispondere , Come tu inerti, il mal -i,, ,,, /.. ollaba ! 5 'v*' 6 > Oi|. C0 S‘) eilàn-da.iCe di’Ohiìdu.S'egner.Incr. c. ip.n.p.( N) com. Agg. di Pietra. V. Serpentino. (Boss) ^e 1 " 0 i '"fii Pl’P artcncn tc ad olla. Lat. ollarìs. Romani. (N) ‘ì. In ■'da ri-o. Vini. Luogo che. a guisa di cimitero, compren- f^f c fcrarie. nomanti^) ^SOOl-iùn-a. Città di ò 'pagna nella prov. di f^alcnza.^ G) n ' CAI >^ eo ^') OMi-cu-Ià-ui. Antichi popoli d’Italia. (G) Gl-lòn-di-o.ó’o/u*«7ui0772e di Marte. (Dal gr. ollyo io , H r Vlc ° * ni » 5 c ^ vo > divino: Divino distruttore.) (Mit) Wt? 0 «/ i' V *' Co ' ^ vr ' m ’ ^ at ‘ Gllovicus. (Dal celt. ol , Io T °‘ n elevato, e wic valoroso : Altamente vaioroso.)(B) b Gl-mé-to. [^772.] Luogo pieno d’ olmi. Lai. ulmariuni. Gr. firsXsw. Cr. 7. 5 . 5. Se cotal luogo sarà cretoso, si conformerà assai bene con esso P olmeto , il frassineto, 1’ oppio il rovereto. Olmeto. * (Geog.) Lo stesso che Olometo. K. (G) * Olmi. * (Grog.) Ò I-mi. Antica città dell'Asia nella Cilic ia. (G) Olmusa.’ 1 (Cium.) 0 I-mi-na. Sf.Soslanza solida, insipida , nera, splendente , solubile nell' acqua ,. insolubile nell’ alcool e nell' etere , che trastulli da una specie cl' olmo. (A. 0 .) Olmio. * (Geog.) 0 ' 1 -mi-o. Lat. Ólmius. Antico fiume della Beozia _ I.at. Olminrn. Antica città della Grecia nella Beozia. — dell'Asia Minore nella Jouia. (G) Olmo.* (Bot.) 01 -mo. Sm. Genere di piante della pentanclria diginia, e della famiglia delle amantacce , avente per caratteri : perianzio semplice , campanulato , colorilo ; flutto monosperma , orbicolure , compresso , circondato da un orlo membranaceo. ( 0 ) (N) 2 — [ La più comune delle sue specie è quella che £ botanici dicono Olmo campestre : Pianta che ha la scorza, grinzosa ; i rami numerosi-, le foglie alterne, ovale, scabre, seghettate, ineguali nella base, picciolate ; i fiori lungo i rami, scagliosi , in gruppi sessili, di un colore alquanto .bianco. Fiorisce nell' Aprile prima della comparsa delle foglie. lì originaria de’paesi settentrionali, ma adesso comune in quasi tutta l'Europa.Fra le varietà dell’Olmo si distinguono l’Olmo a foglia larga , a foglia stretta, a fibra intrecciata, e a piramide. Lat. ulmus campcstris-Lin.] Gr. ktsXìx. Bocc. nov.-yi. 3.11 quale, comecché legger non sapesse troppo, pur con molte e buone e sanie parolozze la domenica appiè dell’ olmo ricreava i suoi popolani. Cr. 5 . Gì. i. L’olmo è arbore noto , il qual può sostenere ogni acre; e acciocché s’appigli e cresca ottimamente , desidera terra grassa , e non ischifa terra cretosa, non solida. Piantasi con piccole piante, le quali si truovano con moltitudine di radici, c agevolmente s’appren- dc. Poti', son. $iu Fatti sono i mici lauri ór querce ed olmi. Amet. g6. E munta- da sette flamine , così quella lambenti d’intorno, come olmo avvinghiato da dlcra.Poliz.stanz. 1. 8$. Sorge robusto il cer- 1 S’r‘ì^ alt ? L 0,1110 fronzuto, c’1 frassin più selvaggio.» Baldin. Voc. Dis. Olmo , albero il cui legname serve agli edifizii tanto per istare al coperto che per istare allo Scoperto , perche vie più s’assoda. Vale ancora a far manovelle con cui s’ajutano a muovere i gran pesi, ed insomma serve ad ogni sorta di lavori di fabbriche , come sono i carretti delle artiglierie , i carri e ruote delle carrozze, i remi delle galere e simili; e per questo é di quella sorte legnami che non si può tagliare dal suolo senza licenza del pubhlico.(N) 3 — Usato nel genere femminile alla latina. Chiabr. Giterr. Got. 6. 2f. Cosi bell’olmo, che crescea superba In sulle piagge d’ Apprnin remote, Alfin recisa da sccure acerba, La natia riva con rumor per- cote, ec- (A) (B) Olmhtz.* (Geog.) Olmitz. Città e circolo della Moravia. (G) Olmei.* (Geog.) 01 -nc-i. Citta d’Inghilteira. (G) Olo.* (Geog.) O'-Jo. Lat. Holo. Antica città di Spagna. (Mit) Olobagka.* (Geog.) O-lo-hà-gra , Olobogra. Città della Macedonia. (G) Olocakto.* (Zool.) O-lo-càu-lo. Ani. V.G. Lat. holocanthus. (Da holos lutto quanto , e acanthai spina.) Genere di pesci della famìglia de’ lettosouri , nell’ ordine degli acantopterigi , stabilito da Lacèpède , i quali hanno gli opercoli tutto all'intorno dentati o-spinosi. Hanno lai gran pungiglione nell'angolo del preopercolo , e la maggior parte hanno i bordi di quest osso dentellati , son pesci distinti per la bellezza e distribuzione regolare de’ loro colori ; sono eccellenti al gusto c si trovano nell' Oceano .—, Olacanto , sin. (Aq) (IN) Olocausto, O-lo-cà-u-sto. [Ani.] F. L. [e G. Sorta di sagrifizio espiatorio , nel quale la vittima era interamente consumata col fuoco .] Lat. holocaustum. Gr. loxoxxi arror;] ohoy.xvrtepx. (Suol dedursi holo- cavston da holos tutto, c cavsteon verb. di ceo io brucio. Per altro in cbr. trovasi ghuola nel senso stesso di vittima , olocausto, e ghuo- toihechem , tanto simile al gr. kolocavtoma, nel senso di sacrificia vestra. Quindi v’ha chi deduce holocavston dall’cbr. ghuola vittima, e da qatza scindere, scorticare, tagliare in pe-iù.) Mor. S. Greg. 1. t 5 . Dice che offeriva olocausti. Olocausto è tutto ’l sacrifìcio che si fa.» Diod. Es. 5 o. 6. E metti l’altar degli olocausti davanti all’entrata della tenda del Tabernacolo. (N) 2 — * La vittima dell’ olocausto. Diod. Lev. 7. 2. Sgannisi il sacrificio per la colpa nello'stesso luogo dove si scalmano gli olocausti.(N) 3 — Per metaf'. [Offerta a Dio di tutto se stesso.] Mor. S. Greg. 1. < 5 .Cbe è adunque offerire a Dio olocausto, se non incender tutta la niente di fuoco di compunzione , sicché il nostro cuore arda in sul- 1’ aitar dell’ amore , ed in quello consumi ogni macula di pensieri ? 2 [Z?Fare olocaustoa Dìo=R.ingraziarlo.! pa11t.Par.1j.8g. Con tulto’l cuore, e con quella favella Ch’è una in lutti, a Dio feci olocausto. Olocausto. Add. m. Spettante al sacrificio, Da sacrificare.Fir. rim. Offerirò la vittima olocausta Come conviensi affido! reverendo. (A) Olocektko.* (Zool.) O-Io-ce'n-tro. Sm. F■ G. Lat. bolocenti us. ( Da holos tutto , e centron pungolo.) Genere di pesci della divisione da toracici, nell'ordine degli acantopterigi, formalo da Bloch con vane specie de’generi sciaena e pera di Linneo, denominandoli cosi ihu Loro opercoli mai guarniti di pungoli e di dentature (Aq) (N) Olocheilo.* (Bot.) O-lo-chè-i-lo. Sni.F.G.Lal holocheih.s (Da holos tutto, e chilos labbro.) Genere di piante dellafamiglia delle si minime corimbifere , e della singenesia poligamia eguale di Lmneo , proposto da Cassini.; così denominate dal labbio anta iole de La loro corolla eh’ è indiviso , ossia tutto intero. (Aq) Olociakeoso.* (Zool.) O-lo-ci-a-ne-ó-so . firn. F. G. Lat. bolocyancosus. (Da holos tutto, e cyancos azzurro.)òpecie di pesce del genere sparo , adorno d'uii colore generale azzurro e senza macchia. (Aq). OlocÓkitide.* (Bot.) O-lo-co-nì-ti-de. Sni.F.G.Lal. bolochonUis. (Da holos tutto, e cono.i cono.) Nome ant. del cyperus esculenlus di Linneo che cresce spontanea in Sicilia e nell’Oriente; tratto dalla forma conica dell involucro dal suo flutto. ( Aq) (N) 6i8 OLOCRISO Olocrtso.* (Bot.) 0-lo*crì-so. Sm. F* G. Lat. holochrysus. (Da holos tutto, o clnysos oro.)JYowc dato dagli amichi al sedrum acre di Linneo, perche tutti i fiori di questa specie di piante sono distinti per un bel giallo doro ; da Persoon detti perciò flores majusculi aurei.(Aq) Olocro.* (Geog.) 0-lò-cro./-«*.Holocrus, Holocvum. Monte della Gre - eia nella Macedonia. (Mit) Oloferxe, * O-lo-fcr-ne. N-pr.m. Lat. Ilolophcrncs. ( Dal pers. flfarte, stratagemma , efernad potenza , forza. ) — Generalissimo degli Assira ucciso da Giuditta . (15) (0) Olofira,* O-lo-fj-ra. N p r \f (Dali’ar. el articolo, e da firas donna, moglie.)— Moglie di Ùrcano figlio di Ottomano , e madre di Solimano e di Oceano successore di Ottomano I. (Mit) Olofirmo. * (Filo!.) O-lo-fir-mo. Sm. F. G. Lat. olophyrmus. Gr. QkoQvpfxós. (Da ololyge lamento , e phyrtnos mistura : Mistura di lamenti. ) Canzone lamentevole , usata fra ’ Greci in occasione di funerali , o di affanni e di avversità. (Àq) Olofisso.* (Geog.) O lo-fìs-so.L«t.01ophyxos..zfnt. citta della Tracia.(G) Olofito.* (Bot.) Odò-fì-to. Sm.F.G* Lat. holopbytus. (Da holos tutto, c phyton pianta.) ISome che , secondo Ruellius e Menzvl , davano gli antichi al cappero, desunto dai copiosi e diffusi suoi ro/m.(Aq) Olofittiti. * (Cbir.) O-lo-lìt-ti-ti. Sf. pi. F- G. Lo stesso che Fittene. f. (A. o.) Ologimnoso.* (Zool.) O-Io-gi-mnó-so. Sm. F. G. Lat. bologymnoéus. (Da holos tutto, e gymnos nudo.) Genere di pesci della famiglia de lecoponii , che hanno tutta la superfìcie del corpo alepidola , ossia sono sprovisli dì squame visibili. (Aq) Olografo. (Log.) O-lò-gra-fo. Add. m. F. G. Lat. holograpjms. (Da holos tutto , e grapko io scrivo. ) Atto interamente scritto di mano propria da chi lo sottoscrive e lo suggella; e dicesi principalmente di {ertamente o codicillo scritto e sottoscritto dal testatore. Dicesi anche Autografo, Tdiografo. F. (Aq) Ololepide.* (Bot.) 0-lo-lè-pi-de. Sfi F. G. Lai. hololcpis. (Da holos tutto, e lepis,lepidos squama.) Genere di piante della famiglia delle si nani,ere e , e delia singenesia poligamìa uguale di Linneo , pubblicato da Decqndolle, e cosi denominate dalle squame del loro pericli- nio, prolungato in resta spinescente. (Aq) Ololepidoto.* (Zool.) O'Io-lc-pi-dcVto. Sin- F. G. Lat. hololcpidotns. (Da holos tutto , e lepidotos squamoso.) Specie di pesci del genere labro nell'ordine degli acantopterigi , caratterizzato da squame sulla testa e sugli opercoli , simili a quelle del dorso. (Aq) (N) Qlolepta. * (Zool.) O-lo-lè-pta. Sfi. F. G. Lat. hololepla. (Da holos lutto , c leptos tenue, sottile.) Nome duna divisione d’ insetti del genere hister di Linneo nell’ordine de'coleotteri, proposto da Payìiull per collocarvi le specie che sono'molto appianate e che si riscontrano sotto la corteccia delle piante. Corrispondono alla seconda divisione di Tabricio: caratterizzali da corpo depresso, appianato ed oblungo. (A q) Olomgmànzia. * (Fiìol.) O-ìo-li-gmau-zi-a. Sf. F . G. Lat. ololigimm- tia. (Da ololfge ululato, e manda divinazione .) Divinazione tolta dal- V ululare de cani. (Mit) Olo.meto. * (Geog.) O-lo-mé-to , Olmeto, Città della Corsica. (G) Olometro. (Geoin.) O-lò-me-tro. Stn. F. G./,ai.Iiolometrum.(Da holos tutto , c metron misura.) Strumento acconcio a misurare qualunque, corpo celeste o terrestre ; o piuttosto qualunque altezza. (Aq) (0) OloN. * (Grog.) OMo». Antica città della Palestina. (G) Olona * fa™* \ c\ \a r>: *■ » • sa Olon Ol Olofet _ ( . _ . . __,.. (Da holos tutto , e petalon petalo.) Seconda sezione delle piante del genere monsnnia , stabilito da Decandolle , nella quale si comprendono la Monsonia ovata, e la Monsonia biflora di Cavanilles. Queste piante sono notevoli per la grandezza de’ loro petali. (Aq) OLorisso. * (Geog.) 0-lo-pìs-so. Lat. Holopixos. Antica città dell’isola di Creta. (Mit) Oi.or.ARE , 0-lo-rà-re. [IV; ass. F. A .] Tramandar odore . t V. e. di’ Olezzare], Olire. Lat. odorem umifere, afflare. Gr. àxóX^iv. (Dal la t.olere che vale il medesimo.) Nov.ant.yg. 2 . lutra’quali li mostra- ro palle di rame stampate , nelle quali ardono aloè ed ambra, e del fumo che n’ uscìa , oloravano le camere. Olorato , O-lo-rà lo. Add. m. da dorare. F. A. Olore , O-ló-rc. F. A- F. e di’ Odore. Lat. odor, Gr. obph , offerì. M. Aldobr. B. F. V acqua clic è buona ad usare , vuol esser chiara , che ella non abbia no savore nè olore. Noti. ant. Sf. 5. Foco olore ne dnvea venire, sicché molti lo schifavano. Fu.Bari. 11 . Un olore n* uscì fuori sì soave, che quelli che là erano nc furono tutti'ripieni. 2 —■ Allettamento, [Avidità.] M. V3. 2 . Avvedendosi quanto l’avarizia moveva le cortigianecosc,edisponcvaiprelatiall’ olore della pecunia, 3 — * Alla latina e poeticamente , Cigno. Fir. Rim. Ond’ io vii pica, fatto bianco olore, Empierò il reo d’invidia, il buon d’amore. (Br) Olorifico, O-lo-rì-fì-co. {Add. m.] F. A. {F. e di’ Odorifero.] Cron. Morii. 220 . Più di presso seguente i sopraddetti , vedi grandi scoperti adorni d’olorifiche erbe. Olorire ? 0-lo-rì-rc. N. ass. Rendere odore• F. A. F*e ^Olezzare, Olire. FiuS.DovQt.a 8 . Ivi i gigli oloriscono, e le rosefìoriscouo.(V) Oloro , * 0-ló-ro. iV. pr. m. Lat. Olorus. (Dal lat. olor cigno.) (B) (Clorosissimo , 0-lo*ro-sìs-si-mo. {Add. /??.] superi, di Oloroso. F. A. e di Odorosissimo-] Fr. Giord. Pved. 36. Per questa ragione lavava il profeta così spesso , per tenere sempre la purità sua, c il letto suo clorosissimo. Qloroso, O-ìo-ró-so. Add. m. Pieno d'olove.F.A.V. eyli Odorifero.-—, A lotoso, 5/u, Lat. odorifer. Gr. iv:lA'fis.PtillctiLScgn. È un’erba olor osa, che quasi ha le foglie come l’oitica.A/or, A, Grcg.Ccvlo bene divenuta OLTRACCIÒ olorosa per l’odore della memoria di quelli. Frane• Sacch. La sera, andandosi a letto, sentivano le lenzuola non essere °. ed esser,sucidc. Cron.M 0 relI. 2 y 1 . Avrai una botte di verini 11 ® t0 sco, oloroso e buono. Fit . SS. Pad. 2 . ffò. Pervenne a u11 I molto dilettevole , pieno di molti belli clorosi fiori. /J)3 Oloscueno. * (Bot.) O-Io-sclié-no. Sm. F. G. Lat. holosch° cnnS .' fio* holos tutto , e schìnus scUeno, cioè giunco, o fune di giunco. me dato ad una specie di piante dèi genere scirpus , le quia 1 r conformazione e gl* involucri assomigliano al giunco. Oloserjceo. * (Bot.) O-lo-se-n-ce-o. Add. in. F. G. ,r (Da holos tutto , e set* verme da seta.) Nome specifico di p iclli coperte di peli lucenti come la seta. (Àq) iIuU lt0 ‘ Oloserico, O-lo-sè-ri-co. Add. m. Di doppia seta , e come sevd Tasson . Pens. Div. lib. io. Berg. (Min) . /f)3 Olosimfisi. * (Chir.) O-Io-sim-fì-si. Sf. F\ G. Lai. holosympb 313 * \ } -ti holos lutto, c symphysis coevcnz&.'jConcrezione totale di alcut 18 r del corpo. (Aq) ho loS Olosteo. * (Zool.) O-lo-ste-o. Sm. F. G. Lat. holosteos. ( cn f\ tutto, e osteon osso .^Specie di pesce del Nilo,coperto didu f0 . F e detto pure Ostracione. Oggi costituisce un genere nell’ °. y o$\ plectrognanti , che invece di scaglie hanno degli scompartire ^ sosi e regolari a guisa di una specie di corazza inflessibile c s o’ 1 riveste il capo in modo che la sola coda , le natatoie e la boc mobili. (Aq) (N) ’ Olostio. * (Bot.) O-lò'Sti-o. Sm. V. G.Lal, Uolostcum.(Da ì ìl0 ° i S - (lll ilf e osteon osso. 1 ) Genere di piante a fiori polipetali della & triginia , e della famiglili delle cariofiltee , col calice di j F'. cinque petali dentellati , ed una capsula biloculare bivalve j c og'“ nominate dalla proprietà che loro sì attribuiva dì consoli 11 cosa. (Àq) ($) . Jè lll,lÌ 1 — Aorta di erbetta che ha radici bianche e capillurh e specie di piantaggine. (A) f . tJcdi ^ 2 .— * (Min.) Concrezione calcarea o marnosa di forma cih fU dio"' cui la impostura attribuì chimiche viriti, e fra le altre q u<ì ^ l (\a) solidare le ossa fratturate \ onde fu anche detta OsleocoU 3 ' v Olot. * (Geog.) OMot. Città di Spagna nella Catalogna . Olotonico. * (Mcd.) O-lo-tò-ni-co. Add. m. F. G. Lat. ^°^ a( n>4 eS (Da holos intero, e tino io tendo, stiro.) Nome dato da al tetano generale. (A. O.) Oloturia. (Zool.) O-lo-tn-ri-a. Sf. F. G. Lat. liolothuria. ( tutto, e thurios impetuoso.) Genere di, zoofiti della classe ~ nodérmi , ordine de pedicellati, distinti dal corpo aperto alle due esli'emua , nell anteriore delle quali c la b° ■ nata da tentacoli bracciuli e molto complicali che posson 0 ^ j H 1 ' interamente ; all’ estremità opposta apresi una cloaca o abo^ testino retto e l’organo respiratolo in forma d' albero mol è sell *ii calo che si riempie d’acqua a volontà dell’animale; labocco eS f denti ma provveduta di un cerchio di pezzi ossei ; vivono f. e d'altri animali marini. Trovatisi sovente dall’ impeto d e J^c$' tali morti o feriti sulle spiagge , malgrado la durezza de (A) (A. 0.) (N) _ 1 t G) Oll'Ar. * (Geog.) 0'1-par. Città dell’ Indoslan inglese. (G) Olpe.* (Geog.) 0'1-pe. Città degli Stati Prussiani nella ' eS ,r\\ , 0 ) Olrado , * Òl-rà-do. N. pr. m. Lo stesso che Oldrado. P* * C J Olti. * (^eog.) 0'1-ti. Città e Sanguinato della Turchia ... Oltissi. * (Geog.) Ol-l'is-si. Città della Turchia asiatica. Oltoa , O'ì-tra. Preposizione. Lo stesso che Oltre. F- Fd 11 ferente mente V uno o /’ altro nel verso e nella prosa , ^ seC ° ,l c he di ciò dell orecchio , a cui nel vario intreccio delle pa r 0 ^f. efl ,j ® compagnone suona meglio era l uno , ora l'altro, piu frequentemente accompagna il quarto caso. OUra il y y là , tre ha vani significati. Talora esprime Luogo e vale Al ^ £ \ ri « Petr. p. i.canz.3o. Canzone olirà quell’alpe Là,dov <; ^ sereno e lieto , Mi rivedrai sovr’ un ruscel corrente. — {Talora esprime superionlà, soperchianza, e vale P/ !i ò^]c Petr. son. zfS. L’ alma mia fiamma, oltra le belle ^ * n " a* ^ r. r.« n f conto .Fit.S.Zenob; tu' Lett.io. Oltra et'ogni misura, d’intendimento ec. e oliru ciò che si può dire grazioso **' costumi. (V) j e 5 — [ Talora esprime eccezione di nwneir> 0 simile j fuori di, Senr ' — n - -” v * ' ì; ^ r nza contare , Di più di.} Farcii. A'torAO‘^ 1 u ^fi^ ì { v malamente feriti, vi rimasero schiacciati e morti ci»q IIC ®,.. ,iJ' —•--• allJ 286 , leccesi :esi adunque cc. una pratica larga e generale \ Tfyi) rono, oltra il consueto, chiamati messcr Luigi della Stufa e Corteg. lib. 3. Oltra di questo, secondo me, l’ora è molto Oltra. Avv. M c ohe basti toro un accento. La prima serve alta pronunziaal- bei principi! di coiai voce distinti ci fa vedere, e manticnccne s 0 ^‘fiorìa. La terza non s’accorda col suono. La quarta nè concs- \ e con ragione. Ver la qual cosa, o la seconda , o la prima , o 0^ c 1* altra indiliòrentemente sarà da seguitare. (Cin) 3fl3 ClT > s Hl-tra-ché. {Avv. Lo stesso che ] Oltreché. F. Farch.Stor. Jo. Co ^u^eiossiacosacbè egli, oltrachè maneggiava tutte le sue fac- t 11: ? rra in Napoli uno del consiglio dell’ impcradore. E 11. 365. hosf ' 1 C religiosi) , oltrachè non pagano gravezze , nè sono loro im- si Uì 1 Cf,l ’ichi straordinari i , non hanno dove spendere le loro grossis- 0^. e strato nè più piamente, nè con maggior lode, cc. di ^T^ wza ? Ol-tra-co-tàn-za. [A/. - Presunzione , Arroganza che va tjjj. 1 <{ dell' umaii pensiero, Ditesi anche] Tracotanza.—, Oltrarni*' he ? ’ Sln ' f* at ‘ arrogantia. Or. di.cct i ovsioc i (Secondo il Derubo, vie- bli' a °^ ra ì c dal provenz. andana da cui si formò l’antica voce i- ^ 0ll ' U3a . cuitanza , che vale Pensiero. Secondo il Castclvetro , viene, '1 simile vocabolo provenzale , dal lat. ultra cogitans oltra pen- 8 (1 ‘ c * hi celi. gali, cuideat orgoglio, arroganza, In pers. chodsdaji r ^* a * ) Pont. inf. 9. t )3. Qnd* està oltracotan/a in voi s’alletta? Oi-tra-co-tà-to. Add. [»z. cotnp. Lo stesso che ] Tracota- 5.1. ‘Dar. arrogans. Or. ubocX^civ. Dant . Par. i6. ii5. L’cllracotata *■ (n»^ a 5 °he s' indraca Dietro a chi fugge. Buon. Pier. 5. 3. 8C or- \ a j t,Cl> puoi senz’altro ajnto il mondo. Quanti’ei più frème oltraco- insano. » E Salviti. Annot. ivi: Oltracotato , franz. outrecuì~ /Hi qui tracotato, quasi lift hi cogitatimi. (N) ,.^'^y.A ? Ol-tra-cu-i-tàn-r-a. [Sf. cotnp. F. A. V. e di '] OHra- Rito. «ut. P. IV. Inghiìfr. E gli a-«omenti veduti a’pcnsati, ? e P az * a per folle oUracuitanza.»(Qne5m esempio nel Parnaso iial. .«au K\ t' pug. •/08 , leggasi cash E li argomenti credutiappen- O^^Ote pazzia oc.) (B) ■ t Jc n j 1)I( " >l,Es ' :ro i* Ol-trad-ui-quc-sto. Avv. cotnp. Lo stesso che Oltr’a di 80 V° e Oltracciò. Safa. Avveri, t. 3-4 ■ 4- Dietro alle dette voci re. inoltre, oltraddiquesto cc. che tutte avviso, per le dette ca- V ’ (1 °versi dai moderni scrivere unite in un corpo.'(V) d e ,- c ^v. A. Obtra-de- cèn-ca. Sf. cotnp. Decenza affettala, 0 Più che Tesaur. Pii. J\lor. 7. i- Bcrg. (Min) ciò.* Posto avveri'. Lo stesso che Oltracciò. F. Bemb. lett. 1. èatj ^ °ltra dì ciò io abbia già mandalo di qua cento e più du- a ° ro a P cr l’Ilare alcune cose ec, (N) . 1)1 Questo. Posto avverò. Lo stesso che Oltracciò. V. Salv.Av- til, \ *• 2. iq. OUr’ a di questo altre vocali , che 1’ E e fi difìi- ^offerir sogliono questo raccorciainento. (V) H, , Ol-trag-ge-rì-a. [A/7] F. A. F. e di Oltraggio. Palaff. 'v^'Ag oltraggeria non uscì mai. è’rdy G,AB,LE > Ol-trag-già-hi-Ie. Add. com. Sottoposto agli oltraggi. r ( l?»r ! 11 ' Ihad. A cui de’tristi dia, fallo oltraggiabile ec., e fallo au- ^U^ Plno ' < A ) Vl ’r !U Y_ r)U 'U:KTo. Ol-trag-gia-méivto. {Sm. Lo stesso c/m] Oltraggio. F. ( 5 Ol-trag-giàii-tc. Pari, di Oltraggiare. Che oltraggia, (A) S.o. Ol-trag -già-re. [Alt. Offendere, Inni-uriare .] Fare olirag- '}f. J"’ 9^’f'gg'ure, sin. Lat. iujuriaiD inferro , contumelia afiicere. l'isse '> vii-pi {uv. Star. JSerb. Mai non fu oltraggiato, che non ; 've a C , lc;l to per la gi'a/ia di Dio. Ilocc. noe.3y.ui. Che scio cc. tgli nel mio amor fatto signore, c voi in questo oltraggiato , non ja:ili io ile doveva la pena portare. M. F. 5. iS. Certi popo- il ri,l ° da alquanti de’grandi di parole e di fatti oltraggiati vil- se ” F,ii-i h. Ercol. ». » sa. Bravare. ... e pure è hello , Ji'U-e necessario , molto projirio , perchè svillaneggiare , miuac- t'iv.a ’ j r;, ggiare ec. e altri tali , non ini pare clic abbiano quella s 'e b,.‘ Sergia per dir cosi, nè anco quella proprietà e grandezza ^ * 'P“ re - (K) ^ila '£• Fossar. Specoli. Penit. pini. Egli navigando nella navi- 0,^0 ai venti c al mare che oltraggia-ano e sopcrchia- !,a viee)la , c cessò la tempesta. (P) OLTR AMMIRÀBILE Job di * s simo, Ol-trag-gia-tis-si-mo. Add. m. superi, di Oltraggiato.. * (A) .V' Ini PUrag-già-to. Add. m. da Oltraggiare. — , Oltreggiato, è —i,,,;/ 11 !'. r ja aiti cius. Jùr. dòiuvAd;. M. È. 5. »3. Prese sicurtà F4. 'htiì oltraggiati popolani 1’animo suo. Tao. Dar. ami. ib. I - u s !l onraggiau popolani I animo suo. J ac. uae. ami. io. \ ,tto gUe l f CC temere che perciò egli non divenga più crudo contro OiV c clii alo : la famiglia, e gli altri suoi più cari, non oltraggiato, non 4,,j TOr ' E . ’ Ol-trag-gia-tó-rc. [Ferii, m. ^'Oltraggiare.] 67ie ollrag- } ho Vtr \ “Buriiis. Gr. dàuco*. Gitili, lett . SupcL'ho fuc, oltraggiatole OjjJ,' 7- Su 4 !i sua grande giustizia lo percosse. Buon. Pier.4 • ’ !bc G ,,f> oltragaialori od importuni. ii’ * . CE > Ol-trag-gia-trì-ce. Ferb.f d' Oltraggìafe. Che ollrag- ^G 0i0 ^ Jnn. Orf. (A) Oliv. Pah Ap. Pred. tiy. Berg. (Mia) ' J l-U’ag-gi 0# [ Sin. Propriamente ] Soperchia , Disordine , Tutto quello che oltrepassava la misura ed il giusto, in somma, l’eccesso in qualsivoglia cosa, c derivava da ultra oltre, e da ago io fo.) Dant. Par.33. 5y. K ctdc la memoria a tanto oltraggio. Bui. ivi: A tanto oltraggio, cioè la memoria mia anco dà luogo a tanto soperchio, imperocché non si ricorda, tanto è grande la cosa ch'io vidi, c tanto alta, eh/ avanza Ja virtù memorativa. Irati.pece. «iort. S’appella prodigalità, cioè quando 1 uomo fa oltraggio di spese o del suo, o (Valimi, per esser lodato. E appresso : La carne si muove a desiderare tuie opera, siccome sono gli oltraggi di bere e di /mangiare , li soavi letti, le deliziose e ricche robe. Trali. Cons. Questo è bene contro iricchi uomini j clic fanno di grandi oltraggi di bere c di mangiare. 2 — Sopcrchieria , Villania , Ingiuria, [anticam. Oltranza.] Lat. inju- ria. Or. cdìtx'ia,. (V. 1 ctimol. di oltraggio nel primo senso. In i$p* diccsi ultrafe , in frane, outrage ; e questo, dice il Bullct, vien dal brett. outrach ovveio outraich che vaie il medesimo. In gali, tarcais oltraggio.) Bocc.nov. 18. 44 l’hnigcndo , gli si lasciò evadere a’piedi, cd umilmente d’ogni oltraggio passato domandò perdonanza. E canz, 10. 4 Ver Dio dunque ciascuna Donna pregata sia, che non s’attenti Di farmi in ciò oltraggio. G.F. 12, 8.19. E ciascuno la reputava in sè di non poter parlare , nè dolersi do* torti e oltraggi. 3 —- * Pig. Passar. Specoli.Penit. prol, O per soperchio del gonfiato . mare, o per oltraggio de’rinfranii sprazzi, o per voragine di pelago profondo cc. si rompe c fiacca. (P) 4 — lC°i bare : Fare oltraggio^: Oltraggiare.] F. Fare oltraggio, 1 — E Jìg. Petr. cuna.5.7. Poh mente al temerario ardir di Serse, Che fece, per calcar i nostri liti ; Di nuovi ponti.oltraggio alla marina. 5 ■— A oltraggio > posto avverò. C< u eccesso , Con disordine , Soverchiamente. [Oggi modo j>oco usato. F. A oltraggio.] Lat. afiatim superfhienler. Or. cibòri , àvttfi*u,Tvs* Tratt. pece . mori. Lo secondo ramo è il mangiare c bere a oltraggio, senza imsura.Ealtrove :Molte genti muoji^no sovente, cd anzi Ior tempi, per ìor bere e mangiare a oltraggio. M Aldobr. P. A. ig3. Ma olii fusa a oltraggio, ingenera rogna, c malvagio sangue. » Salviti. Odiss. "287. Ma quotisi divorano le robe A oltraggio; nè v’ha punto di risparmi^. (Po) Oltraggiosamente , 01*trag-gu>sa-mén-,te. Avv. Con rìose , contumeliose. Gr. vpphttikvs. Pr. Giord. Pred. R. Nè.più si ricordava come oltraggiosamente nell’Egitto era stato trattato.Passai\ i5. Conciossiacosaché quello’ (tempo) che egli ha dato , ì’ abbia usato viziosamente , e contea a lui oltraggiosamente. 2 — Eccedentemente , Di soverchio, {ma in questo senso non è più u- sat’>.) Seti. Pist. 20. Dunque pon mente ec. se tu mangi temperata- mente, edificando case oltraggiosamente. (Qui vale con istraordinarìo lusso. Il testo tal ha : aediiìces lux uriose.) Oltraggioso , Ol-ti ag-giò-so. Add. m. Pieno d 1 oltraggi , Che apporta oltraggio. Lai. injmiosus. Gr. cibaco?. G. F. 10. iq8.l .Richiedendo la Chiesa per ventisette capitoli-grandi sussidii eCi, intra i quali ebbe di molti sconvenienti e oltraggiosi. M. F. 4. 54. E ’] suo consiglio riprendiate d ogni oltraggioso parlamento quivi fatto. Pass. 236• Dicendo parole Villane . ingiuriose . oltraggiose, 0 sopcrchievoli.^// Oltrarni,;abile F e di’ Oltmnirabile Uden. jfF Nelfa°t«Una dy versi uso specialissima e oJtrammnabde destrezza (A) ’ 620 OLTRAMMISURÀTO OltrammIsttrAto . 01-tram-mi-su-rà-to. ; Add. [ m. comp. ] Smisurato , Eccessivo. Lai. immensus. Gr. èTft'p^srpof. Pros. Fior. 6. 6y. Gli amanti suoi accendendone, ne gli premiava con oltrammisurato contento loro. Oltramodo, OI-tra-mò-do. [Avv. F. e di ’] Oltremodo. Amet.36. Ciascuna per sq , e tulle insieme oltramodo d’ammirazione pieno riempiono Amcto.Sannaz.Arcad. pros. 6. Mi era gittata a piè d’un ai- nero , doloroso e scontentissimo oltramodo. Oltrauoxdaho , 01-tra-mon-dà-no. Add. [ni. comp .] Fuori del mondo, Celesta. Farch. Lez. 158. Governo ancora levarci da queste nebbie mortali , c saliti d’ una in altra sembianza a quegli splendori oltra- mondani, poggiare sopra il cielo. Oltbaxoktako , Ol-tra-mon-tà-no. Add. [e sm. comp.} D'olire ì monti .—, Oltremontano , sin. Lat. transalpinus. Gr. vxspóptos. G. F■ g. 182. 1. Con danari ed impromesse corrompono cinque conestaboli oltramontani. Tac. Dav.Stor. 4. 3 49• Ora questo fuoco è segno da cielo della sua ira , e di volere che gli oltramontani abbiano la signoria delle còse umane. Beni. Ori. 1. iy. 2. Però già ci soleva esser nimica L’ empia barbarie degli oltramontani. Oltramokti, 01-tra-món-ti. [Ayv. comp. Lo stesso che} Oltremonti. F .» frane. Sacck. Rim. Tant’c la lor costanza, Clic in un sol di voglion parer di mille Provincie c terre c d'al tramonti ville, fQui costrutto col 2. 0 caso.J (P) Oltrakdare, * 01-tran-dà-re. Alt.comp. Andare o Passare oltra.Salvia. Pros. Sacr. 19. Non i lenti corridori, ma quei clic volano ed oitra- vanno, e gli altri trapassano , si colle voci si sogliono incitare al corso e confortarceli) Oi.trakza , Ol-lràn-sa.fòyi] F. A. F. e di' Oltraggio. Lib. Fred. Erano Irequcnti le oltranze a lui fatte. E appresso : Non avea dimenticatele ricevute oltranze. 3 — A oltranza , posto avverb. Lo stesso che A oltraggio. F. Lib. cur. malati. Allora quando mangiano , e bevono il vino a oltranza. Oltrai-acato, 01-tra-pa-gà-to. Add. [m. comp.} Pagato olirà il dovere. [Oggi più comunemente} Strapagato. Dant. rim. 27. Panni esser di mercede oltrapagato. Oltrapassare , 01-tra-pas-sà-re. [Alt. comp.F. e di'} Oltrepassare./)’. due. T. 5. 20. 8. Che vuol dire ollrapassare ? Solo Ilio sapere amare. 2 — Morire. Rim. ant. fluid. Bollichi, io3. S’alcun ha’l color cn- fermo , Quasi dica : oltrapasso; Non fia secco , ma passo , Avendo in sé fortezza , può guarire, f F. nota 77. Guitt. lett.J (V) Oltrapassato, * 01-tra-pas-sà-to. Add. ni. da Ollrapassare. F- di reg. F. e di’ Oltrepassato. (O) Oltbapiacebte , Ol-tra-pin-ccn-tc. Add. coni. comp. Assai piacevole.Rim. ant. Bell. Man. Cin.Pist. l4 1 - Clic ben la sua figura oltrapiacentc Uno splendor lucente cc. Amali. (B) Oltrapossekte , 01-tra-pos-sòn-lc. Add. coni. comp. Lo stesso che 01- trcposscnlc. F- Salvia. Lliad. lib. 2. v. 53/. Io dico clre’l Saturnio cltraposscntc Frce col capo suo benigno cenno Quel di cc. (A) (B) Oli r’ a qcesto. Posto avverb. Lo stesso che Oltre a questo e Oltracciò. F. Sala. Avverti 1. 2.3. E, olir’a questo, la brevità, il ridar la cosa al presente, il metterla innanzi agli occhi. E 2. 1. 19. Gliele determina, e, olir’a questo, gliele specifica. (V) Or, trare, Oi-trà re. [iV. pass. Andar più oltre, più avanti,} Inoltrarsi, i at. prrgredi. Gr. sfpor.ó-Krur. Dant. Pur. 3z. z^/ 6'. Veramente nè forse tu t’ arrr tri , Movendo l’aie tue , cn deudo olfiarii. But. ivi : Credendo ollrarii cc. , cioè non dubbiosamente tu , Gante , torni a di irto, credendo farti innanzi. 2 — * È in sign. all. col quarto caso. Portare avanti, Dilazionare. Siri. Bcrg. (O) OltrArho , Ot-tiàr-Uo. [Sm. comp. indeclì Di là d’Arno; la Parie di Firenze di la dal fiume verso la plaga di mezzodì. Lat. regio tran- saniina.Aot'. ant. 94. 1. Oltrarno avea un vecchio ch'avca nome ser brulli. G.F. 6. 4<>. 2. Nel sesto d’Oltrarno il primo il campo vermiglio' , e scala bianca. E 9. 258. 3. La parte d’Oltrarno si ha tre polle maestre , c tre postierle. Cren, Feti. ~4 Sesto d'Oltrarno , c di san Piero Scheraggio , Arano maggiori cc., di persone orrevoli e eli ricchezza, e anche quello d'Oltrarno di terreno. Oi.tr aselvacci o- - ^ Ol-lra-s('l-vàg-gio.-^z/ OLTRE A CHE vani Di gente in gente , e d’uno in altro sangue, Oltre la dife^ laM,, de’ senni umani. . Oltre. Avv. che vàie Molto lontano , Discosto. — , Oitra, sui. ^ longe, ultra. Gr. vspxu. Petr.son. 44 • E corchcrassi il Sol I 3 0 ond'esce D’un medesimo fonte Eufrate e Tigre. Urei 3 2 — Per Innanzi , Avanti. Bocc - nov. 38. 12. Perchè , stesa 0 ^ mano , acciocché si svegliasse , il comiuciò a tentare. E nov■ Er ano di quei dì alquanto più oltre tornati in una casa due g 10 ^ E nov. 44• *3. Alle quali parole messer Lizio venuto oltre, e ^ la. sargia., rispose .■ ec. Lab. ioy. Niuna cosa più oltre sanno > . quanti passi ha dal fondaco o dalla bottega alla lor casa. Da" • p 8. 5y. Che s’io fossi giù stato , io ti mostrava Di mio amo 1 ' P j a tre, che la fronde. E 29. r3o. Questa natura sì oltre s’ ing ra numero , ciré mai non fu loquela Nè concetto mortai che _ ta . mi! 3 — Con l’aggiunto della particella Colà vale Intorno, Fio" 10 . *„)» lungo. Lai. prope , circa. Bemb. Stor. 6. 72. Ed alcune liaV !.’si- oltre da lui mandate , esser di pepe e di cinnamomo , e miti cose , cariche a Lisbona tornate. 4 —*E preceduto da altre particeUe.Soder.Fit .Ancor non è bene ^ ^ giare a comporvcla tant’oltre,che siano allatto cascati i fiori all 11 gl- 5 — * E preceduto dalle particelle Indi e Là forma gli -'Oltre p r ° oltre . colle spade in mano. (Gin) ' . . — * Ed in questi sensi gli si fece talvolta precedere^ Jir cella Ora. Ambi-, Fiat. 3. 12. Or oltre, al nome d’iddio. tA c ti cane. 2. 4- Or oltre io sono risoluto. Morg. r5. 66. Or pfi h vo’ dir presto ogni cosa , E darti una novella che fia buoB a ‘ Ori. 4■ pi- Or oltre , via , che qui non s' ha da stare. ' fosti 1 10 — Esser oltre , significa Esser mollo avanti negli anni- '• oltre. Cecch. Esalt. Cr. 5. //. Poi scudo oggi mai oltre, 11011 Che stiate sol -. (Cin) 1 1 — * Mandare oltre = Spignere , Sospignere. F. Mandare; 1 2 — * Passare oltre = Penetrare. F. Passare oltre. (A) fyA’ 1 3 — I)’ olti e in oltre , posto avverb. , per lo stesso che F u ? r ’fó-jiP’ Da banda a-banda , Da un canto all'altro. Lat. utrinquei l0 , quo latus. Gr. biu-irpó. Liv.-M. Il Consolo era ferito d’ 1100 j^e, nella spalla manca , clic poco meno avea passato d’oltre 111 Jj ■' * in oltre , usalo anch' esso in guisa di avv. ^ ” - Da un canto all altro. Lat. iitrinqa<--i 111 v. vale il che Olire, Jài più) ma suole scriversi in una sola parola InoUr e * l£1 Oltre diir. da Avanti. Venite oltre dicesi nelle campagna ^ luogo di lenite aranti: ma P Oltre esprime propriauiecd e ^ c ii» r Viene oltre chi viene verso di voi; Viene avanti chi v 1 CJl jjjU. cf simo c vi si incito davanti; Viene avanti in una sum~ a fuori , noli oltre. Andate oltre vale Proseguito il vostro C q^ Andate oltre vul< Anilate avanti vale Precedetemi. Nella lingua fumiliu 1 ' 0 prehbe troppo del campagnuolo; nella lingua poetica, in { ancora della prosa , parrebbe più dignitoso dì Avanti* i. inv Oltre clilf*. da In Al di là.Si va oltre non solo vencU^ ma anche andando più in là. Onde Mettersi oltre , Proc^ 1 vj lC gli° Muover oltre , Passar olire , Andar oltre. L 'oltre indica proseguir del cammino , In là determina l")iù dirottaincutó nel quale e verso il quale si va. U Oltre dunque è ]dù p*. j tl r to , c però talvolta più poetico. Ma v’ha de’casi in cul .q c , À 11 ^j di si seamhiuno; se non che l’uno è più agile e più $ ciì :! p lt */!j J [f f troppo oltre , c, groppo in là co desiderila olire^ e, td ^ g fO, credere. Sempre meglio però, Oltre ogni misura, Oltre ,ul il solito , Oltre ogni stima. In là ha poi sensi suoi pi’ 0 !** > fl [Ih i^ v in qua c in là; Non farsi nè in qua nè in là, Tornate ^ Tornare indietro, laddove Oltre sifilitica sempre lnnan^ l \f ^pi ^ f no in là , Essere assai bene in là con gli anni ec. f., nlC V a ^ •• clic oltre : poiché esprìme un avanzarci, col moto o col 1 U‘ più in là che il limile d’un punto determinato. È al di là del bersaglio che coglierci. Al di là d’ ogni ^ là d’ogni imaginazione, al di là d* ogni soiferenza-, ^ _ e nell'operare ha passato certi limiti, diccsi eh A 1 9‘ Cavalcarlo per passare oltre a’ monti {di là dd/nonti.){ V) 9, qA Quello che. Posto avverò. V. e di’ Oltracciò. Bocc.g. 6. n. dq ^ r ° a quello clic egli lu imo de’migliori loici che avesse il mon- 5 s * * u leggiadrissimo. (V) -vo ^ u esto. {Posto avverò. Lo stesso che Oltracciò. V} Bocc.nov. \. Ed oltre a questo , è tanto il bene e l’amore che V amico e L IQ ^ni 0 e °c c . *1 Ed oltre a questo , è tanto il bene e le porta, che con lei lungamente dimorati, niuno la conosce.» e?. é'- ò. n. 10. Era questo Irate (Cipolla cc. il miglior brigante , e d e » nltre a questo , làmia scienza avendo , sì ottimo parlatore V e 01Uo cl.j cc. (V) Un A tutto questo. Posto avverò. Lo stesso che Oltracciò, malia sto** 0 l**ù d' 1 f nrza ' Bctnb. Pros. 1. 2 /f. Sono, oltre a lutto que- *» ' Di'ti v/'iiv;ili cr.rì ttni'i> nw>itpflì Oltremare , Ol-tre-mà-re. [Avv.} Di là dal mare. r ÌLa usasi anche in forza di sm.} —, Oltramarc, sin. Lat. trans mare. Gr. vTrepSocXxmrivs. Esp.Pat. Nost. Mori per loro nella terra di oltremare. E appresso: F11 molto granile peccatore, che andò oltremare, e inisosi nello spedale. 2 — * (Piti.) Sorta di prezioso color turchino dello anche A/./.urrà d’ oltremare , Azzurro oltremarino. V. Azzurro, J. 4- 8. (U.T.') (N) Oltremarino , Ol-trc-ma-rì-no. Add. m. comp. D’ oltremare .—■, Olirà- marino, sin. Bocc. Com. lnf. (A) o Oltre meglio. * Modo avverb. In modo assai migliore- Pallosi. ?><)- Il caldo che sempre procaccia di salire scalderà là oltre meglio.(Pr) Oltremirabile , Ol-tre-irii-rà bi-le. Add. com. comp.Più che mirabile, Mirabilissimo .— , Oltramirabile, Ollrammirabile , sin. Stdvin.Pros. tose. 1. 23p. Cosa in que’tempi oltremirabile si è, che la chiusa o finale del medesimo cc. (A) (IN) Oli - re mirabilmente , Ol-tre-ini-ra-bil-mén-te. Aro. comp. Mindnlissi- mamente , Oltremaravigliosamenle. Salvili. Disc. 1. fo j. Benché nella sua fabbrica sia dall’ altissimo Artefice oltrcmirabilmcnlc condotto , pure cc. Oltremisura Ol-tre-mi-sù-ra. Ava. comp. misura. - inanime, sopra modmn. Jf. q lc provenzali scritture piene di un notai modo di ragionare. Bocc. “llnj ‘ n ■ d. E tanto , oltre a tutto questo, era altiera, che cc. (V)(N) 1. giorno. Posto avverb. ~ Più di un giorno. Fil. SS. Pad. parc c i k fiorando -Evagino in sul Vangelo, io quale l’Angelo gli ap- .Cq So c dinanzi, eli “% 1 „Pj ,r bu'o alla nave “Seni non vi starebbe ec. (V) ’ Ol-trc-clu*. Aro. [ , che scrivesi anche Oltre che.] Olire a G,. 0 c ! l e. — , Oltrachè, Oltre a che, sin. Lai. praetcr quam quoti. fii'„’ r ^ 1 ’ 2 ri. Pianini. 3. 1 3 . Panfilo ora nella sua città piena di tanni ec. I visita quelli , i quali senza alcun dubbio trova di donne pie- (Ululi /io o,l»Kr.llirii l<‘ ruol i che. l.at. plusquum. Cr.'ò. l'j.'ò. Non é bisogno che sia S> c clic oltreché due volte s’ari, pureclié la terra si polverizzi. Ca, C‘f er Più di quello che. Creso, lih. 10. cap. //.E non l’aliati- ' s, j Cil falcone) oltreché voglia. (V) Ri), ’Ra ■ ^ e . r a ciò che. Dant. Conv. p. 181. (Fir. f]23.) La fii,. . Sl cliiama N enia , la quale modera noi dal vantare noi , oltrc- 0 a m<), c dal diminuire noi, oltreché siamo innostro sermone. (Ciu) ttj . ,ec hè dilli, da OUrediche , Indire , Oltre a ciò. Oltredi chi; UH : Oltreché ò pai ticellu d’ un inciso clic richiede dopo di se b’o inciso.Il primo corrisponde al praeterca , il secondo al fìnte- yut>d. Onde diremo: La modestia oltreché è una virtù, e una '' * ' ad uhm circostanza vogliamo allora incominciamo da OUrediche , eh’è aitine Oltre di ciò . Olire a tutto ^ ll ‘ Quando poi ad una ragione , ^cne un’altra, ■ } Oltre a qui'sto, Oltre a eia, c sìmili. Ma OUrediche s’userà forse meglio dove si tratti d’in- t‘r c e So pra un soggetto qualunque: X 1 Inoltre dove si traili d’aggìtm- H r id:;° Ur é'e n ' S<,n l'hcenieiitc e continuare l'Otire a tutto ciò pajono la dimostrazione. L Oltredichè, VOI - aver non so che di più intenda!.senno dello scrittore v d c ‘° o/’Ptiia, Semplice Inoltre. Dal buon gusto V 11 ® c° ùisfiMguere in qual luogo sia da usar l'uno,in quale l’altro. A ' Bvv. Lo stesso che Oltre a ciò, Oltracciò. P. Boez. 21. OlN» j as . s ai niente avermi giovato la tua riverenza , se olire ciò tu lll ' a oll'esa non sii lacerata. (V) tlV.i'.'JlE im .... e ■ - » ..< E 1 01 -tre-di-ebé. Posto avverb. [ Inoltre, Oltracciò.] ( ^tò j,/ f-ut. praeterea. Gr. 'in. Salviti. Pros. Tose. 1. Sii. I ( jq Infoia sol è tronca dall’ intera , che è solo. E 5;^. a, no , , ' * 10 mai exprolésso fatto il citatore. praetere Ot'ola sol è tronca dall’ intera . P. 01 - Òltredi- Oltrodi- tuo P°. Cl ^* Posto avverò. Lo stesso che Oltracciò. V.Bocc.Lett. alla pai f. 'Ò21. {Firenze ijz'ò.) Veggendo la generosità le';U: UOj le fo ™ a elio ’ngegno , colle quali trapassi di gran ' s% ,y °Iì comuni delle donne; oltre di ciò, considerando ec.( V)(B) 0 >l lo ! We » orche Oltrcdiciò. Gor. Dif.Alf* tose. 2o\ Oltrediciò è S C Bl da notarsi ec. (N) l ’Cj | Ees to.* Posto avverb. Lo stesso che Oltracciò. P.Car.Lett. (TV di onesto, non l’ho scrilto per non fare impazzar le >c.g CC ’ («) i?‘ Ce ''.'/ R - ’ * Ol treg-già-re. Att. P. A. P. e di’ Oltraggiare. Cejf. ,1'jh leggiermente non potremo essere oltreggiati senza turba- t.. 8e,1 r.i,^' * atl inio vostro. (i\) ll^Sgiato^r^Ol-treg-già-to.^Vt/i/. ni. da Oltreggiarc. P.P. e di’ 01 - y (lll clc >< ' n t sni P< * 01 -tre-gran-dìs-si-mo. Add. m. comp. Oltreinodo 5 ; rc igrandissimo. Lanz. Div. SS. Sacrata, cap. 2. 5 - 2. La Oh t 8i'an,i; . Cc 'rta se noi ce ne pasciamo come si dee ; il premio è ol- !■ SUn °. (P) ‘ h ll ’ l é'h'o i ^ I< ' LIOs ' v MENTE , Ol-tre-nia-ra-vi-glio-sa-méu-te. Aw.comp.Ma- Cfis. p‘ m “menle. Lai. mirahilissimum in moduui. Gr. vftipS&v- h-, u d. Cous. 1. 232. Tra questi ho espcrimcntato utilissimo, UM » - avioti„.. .:i: -_i-_ ., .11. ».._1.. Smisuratamente , Fuor di jOitramisuia, sin. (P. Oltrcinodo.) Lat. adinodoui, valle, Gl'. Xtxv, VTTBf)^JckÓvr:u?,BoCC. nov. 20. i5. Turbato oltremisura le prese, c disse: ec. E «01». 38. y. Di che fu oltremisura dolente. Bcmb. rim.t5. Quanti’ ceco due man belle oltremisura, Raccogliendo le trecce al collo sparse, Striuscrvi dantro lui, che v’ era involto. Oltremouo , Ol-tre-mò-do. Avv. comp .Smoderatamente, Fuor di modo, Sopra modo .— , Òllramodo, Oltre a modo, sin. Lat. mirimi in 1111- dum , max-ime , supra modum. Gr. 7.Pii teripii./.V’ , V7ffippizAorrwf. Bocc. nov. tp s/p Lo ’ncominciò a servir sl bene , e si acconciamente, che egli gli venne oltremodo a grado. E nov. 23. f. A’ (piali noi , oltremodo crudele, troppa fede prestiamo. Alani. Gir. 21. H1. Ch’ è sdegnoso ollremodo e sensitivo. Ollremodo diti da Fuor di modo, Oltremisura, Dior di misura. Oltremodo può avere senso buono e calti voj Fuor di modo l'ha sempre cattivo. E però si dirà: Ollremodo bella, cAOltremndo o Fuor di modo brutta. Oltremisura sebbene s’applichi a cose alle quali non si può material misura applicare , sarebbe nondimeno più acconciamente adattato ad esprimere o una materiale grandezza , o nel traslato cose clic a qualche modo son suscettive di misura. Così: Naso oltremisura grande , Ingegno oltremisura elevato. Quando poi Oltremisura si volesse applicare a cose non misurabili iu nessun modo , avrebbe sempre mal senso ; come : Oltremisura alleiv. Fuor di misura in tanto è diverso da Oltremisura , che può esservi sottinteso l’epiteto. Sicché dicesi: Cosa fuor di misura, Grandezza fuor di misura-, e noli Còsa o Grandezza oltremisura. Da ultimo non così volentieri usasi dire Oltre ogni modo, Fuor d ogni modo, come Oltre ogni misura, P’ttor d’ ogni misura. Oltremontano, Ol-trc-mon-tà-no. Add. e sm. comp. P, e (/l'Oltramontano. Libimi. Selvell. Leti, dedic. Berg. (Min) Oltrf.monte, Ol-tre-món-te. Avv. comp. P.A.P. e di Ollremonti. Fr. Ciotti. 121. Siccome d’uu pesce che si chiama. . . . inalilo a mangiare quelli d’olli'cmonte. (V) Oltremonti , Ol'tre-mòn-li. Avv. [comp. che potrebbe usarsi anche in forza di sin.} Di là da' monti,—, Oltramonti , Oltremonte , Oltre a’ monti , sin. Lat. trans moti Ics , «lira montes. Gr. izr ipopius. Fr. Giord, Pred. S. 3t. Oltremonti nella Francia non s’usa mai spiccare nullo impiccato , ma tanto vi sta, quanto può attenervisi. 2 —' E con varie accompagnature. Borgh. Pesc. Fior.4ò3. Gherardo il quale alcuni fanno nativo di Savoja ec. , e d’ oltremonti dovette essere al sicuro. (V) Olthenatora , Ol-trena-tù-ra. Avv. comp. Più che naturalmente, Di là dall’ordine naturale. Bellag. Frati. Fis. Berg. (Min) Oltrenumero, Ol-tre-nù-me-ro. Avv. comp. Injinilumenle, Indeterminatamente , Senza numero. Lai. iumunerahiliter. Gr. ivxpOn-értvs. Nov. ant. 72. 1. Il Soldano , avendo mestiere di moneta, fu consigliato che cogliesse cagione a un ricco Giudeo ch’era in sua terra , e poi gli togliesse il mobile suo , eh’ era grande oltrenuuiero. Oltre ogni stima. Posto avveri). — Inestimabilmente , Sopra ogni credere. Salv. Avveri. 1.2. 12. La quale forlografiuj, quanto però comporta I usanza di quel secolo , vi è bellissima oltr’ ogni stima. (V) Oltrepassante, 01-tre-pas-sàri-te. [Pai t. di Oltrepassare. ]C/ie oltrepassa, Eccedente. Lai. excellens, exsuperans. Gr. %>X°s. Salvin.Pros. dose. 1. 2tg. Io non sono così parziale del sonetto, che ec. non ammiri come lavoro molto oltrepassante , e più ricco , hi canzone. E 3ò’g. Chi può negare ec. che non fosse ella al suo spirito, di quella invaghito come d’ una oltrepassante inestimabil bellezza ec. , tuttor* manifesta , presente c visibile ? . Oltrepassare , 01-tre-pas-sà-re. [All. comp.} Passare oltre, Inoltrarsi , Avanzarsi ; [e fg. Uscire del convenevole, Eccedere.} , Oltrapas- sare , sin. Lat. progredì Gr. ttfosótersw. Oltrepassare diti', da Passare , Sorpassare , Passar oltre. Passare é il più venerale; Oltrepassare è passare in linea di lunghezza; Sorpassare è®passare in linea d’altezza. Ove si tratta di tempo, non di- ., -m ai .. . . — 1■ 232. , . Uvl 8hosainente utilissimo f uso della bevanda dell’ erba té, A%’ùos 0 lEElos o , 01 -trc-ma-ra-vi-gliò-so./f£Ù/.[ Ghramirabde. Olirà e Oltre , in ccmpostzion di nome , 5, '*rn ( IUusi superlativo. —, Ollramaraviglioso, sin. Lat .supra ». 7 . L- la ’ li-, maxime ailmiraudus. Gr. Sx.vp.ctaTOTa.Tos. Novanti. N u filisi Co U .,1 S a lide > ruu; “nntade °suh. ifo diri prodi cavalieri del reame torneando, e fac- e 5 siccome la rinomanza corre per lo Mondo soyeutedi oltremaravigliosa prodezza. si ! ìno^c/iehaoltrepassato i cinquanta. Siccome nel tempo, cosi nello spazio r Oltrepassare dipinge , meglio che Passare , una disianza maggiore. Ambedue questi verbi s’ usano come neutri assoluti, ma Passare alleile qui è assai più ricco. Oltrepassare neutro non dicesi che di tempo e dilìoriscc da Passare in quanto clic fa supporre passato un tempo meli breve. Sorpassare ha più volentieri senso traslato: come quando sì dice che la Gerusalemme secondo alcuni sorpassa in bellezza ilFu- riuso e secondo altri n’ è sorpassala. In questo senso direhhesi an- 79 C 23 OLTREPASSATO die Passare ; ma , cmne più genera!'', potrei»}*) parer talvolta affet- tato od ambiguo. Passar oltre è neutro sempre , ed usasi di spazio e di corso, e non mai di tempo. Si può passar oltre di pochi passi-, s’oltrepassa di molti. Passar oltre vale eziandio continuare il suo cammino : Oltrepassare vai sempre vincere altrui nel corso , passar innanzi a qualclnmo. Oltrepassato, * OI-tre-pas-sà-to.y/ insetti dell' ordu l( ‘ nolte/7. , e della famiglia delle crisielee, stabilito da fra gh altri caratteri si distinguono per l’addome allungo* 0 e \ \ (Bot.) O madu-càr-po. Sm. ” ' ' Omalocarpo. F. G Omone, mettatelo , ) è uomo di grosse membra e d’ alta statura : e dicesi anche Un bell ’ omone. Omaccio ba senso traslato, e vale uomo poco buono , di cattivo carattere o di burbero temperamento. Sicché uu omino sottile, esile, allampanato, può esser bene un omaccio. Omettacelo indica uomo piccolo di corpo e cattivo d’ animo .Omaccino significa 1.01110 non di statura grande e non tristo, ed è uri vezz< ggia- tivo-disj regiativo. O / arcione dicesi colui che per grossezza di statura e di membra è sfomiato anzi clic no , c non è epiteto clic riguardi le qualità dell’animo. E Vmacciotto è uomo grosso di membra , ma non molt’ alto. Omaccio , O-màc-cio. [Sm. pegg. di Uomo.] 3lai uomo , Cattivo uomo. — , Domacelo , sin. [F. Omaccino.) Lat. homo ncquam. Gr. p r .» Geli.Sport.2. f Perchè chi non toe moglie, alla fine è tenuto »n omaccio. ì.asc. rim. 3. 'àio. Benché sien molti da chiamai li omacci, Geme Yisin, che all'arista va dnto. Omaccione, O-mac-ció-nc. [Ami.] ac<.r. d' Uomo.— , Uomaccione , sin. (, F . Omaccino.) l.at. homo procerus, ingens. Gr. pzyas , i'Kifwrt àp^ypo.Ttof. Di'- Dici. bell. domi. 35i. Accadde die questi cosi falli omaccioni furono sconoscenti de’beni fieli ricevuti da Giovo. 2 — Con ! agg. Da bone, o Di garbo, significa Uomo dotato d'ottime qua!it< . l.at. vie siunmus. Gr. a* 0 ^fc 7 ros. Alleg. ò'à. Però qm:’savii e dabben omaccioni (Favello or de’Romani), Comecché non Cristiani, ec. E io5. Quell’ rniaccion quasi da lune, il quale fu non solamente sìngular maestro d'Alessnndio Magno , ma ec. 3 —* Far l’ omaccione — Usar maniere gravi e portamenti (Uteri. F. Fare f omaccione. (A) Omacciotto, O-mac-ciòt-to. [Am.] disprrzz. di Omaccio. (^.Omaccino.) l.at. homuncio. Gr. il à delle, scambeidee. f:'tofui? e » . 3> 5 ,M*i ^ il{ , 1 Omario. * jV. pr. m. ( In cclt. ornar vale cumulati ' 1 homeros alaggio : iu ebr. o iner parola, discorso.) putato presso Dario, (Mit) O.ylaro, * O-mà-ro. TV. pr. tn. L,at. Omar rola, discorso.) (fi) t ^ q Omartrocace. * CGbirM O-mar tro-cà-ce. òm.E> iA t) ’f" 0 K> 1 '' 0,1,iaI " (Di ‘“ 1 iar <5 Mi 01 ’ 1 ' tuli’ ° bl '‘ (Cliir.) O-mar tro-cà-ce. onu ^ (Da omos omero, arthron articolazione, e l Carie deli'articolazione sciqnd‘ E ' (A naf 0 Om-be-li-cà-le. Add. com. Appartenente all’ombe- s ; > Ohe ha relazione con l’ombelico.—, Ombcllicale, Umbclicale, • ini. ombelicali». (A) tfq,. Regione ombelicale: quella parte dell addome che comincia all U re Stone epigastrica, che è al di. sopra dell’ ombelico, e va sino in , e i}ione ipograstica , che è al di sotto dell’ombelico. Essa è divisa il ,e porzioni, di cui le lateralichiamunsi Trombi, e la media ritiene »°We eli Ombelico. (A) (0) * Anello ombelicale : Anello fibroso che circonda l’apertura UeU ombelico. (A. O.) 5 * Vescichetta ombelicale. V* Uraco. (A, O) 6 * Cordona ombelicale. V, Cordone, §. (A. 0.) Vasi ombelicali : sono in numero ik tre, due urterie ed una ÌÌQ C f' e Arterie ombelicali sembrano essere la continuazione delle i- ^ le primitive , escono dal basso ventre per V ombelico, camminano sq } ^° ti cordone e si ramificano nella placenta alla quale portano il t ( $ lle del feto. L a Vena ombelicale nasce dalla placenta, passa nel- htg, me P er ombelico , si reca alla parte interiore del fégato pe- ,ai, do nel sito solco anleroposteriore, s’unisce al. ramo sinistro della ine 1 porta epatica, e si contiiuut col canale venoso sino alla vena cava j girone. (A. O.) .(Cliir.) Ernia ombelicale: è formata dalla uscita d’una parte é v “ceti addominali a traverso dell’ anello ombelicale. Dicesi anche 3 ^nfulo. y (O) Oh (Bot.) Cordone ombelicale. V. Cordone , $. 5. (N) Pacato, Om-bc-li-cà-to. Add. m Batto a guisa di ombelico.— .Um- (;a ,<: ?R > > sin. Salvia. Jliad. Uh. 6. v. i65. Intorno a lui baltcu i eid- i 1 > e ’1 collo In girone , eli’ estremo ricorica , Ed orlava lo scudo ^Hca l0 . (A)(B) S vljjg (.bot.) Avg. delle foglie e de frutti che hanno un ombelico. (0) (Anat.) Om-be-lì-co. iSm. Lo stesso che Bellico. E. ] Lat . S( ttt p US ' ^* r ‘ ì ^ olk6s ' Idb. Muse. Dagli della sartia quattro dita 3 ^ ® J ombelico , e tranne il sangue. Pu (Bot 0 I. incavatura che osservasi alla base de’ pomi. — filici (, n Oi bruno eh’ è alla sommità degli acini de’ ribes, dell’uva ec. — piccolo incavo che riscontrasi ili mezzo al disco di quella speso. d.‘.f°sh' a ohe dicesi peltata .—La cicatrice che viene sopra i semi, realmente de fagùtoli. Berloloni. (O) e a Dicesi Ombelico di Venere un’erba che nasce su per li tetti btn WV P er lo P'ù auggiati, in tempo d’inverno. Lai. [cotyledon,] stìpite semplice , allungato , terminato da polipi grandi , riu- ti‘ n ombrello , forniti di otto tentacoli dilatii l'asse corneo, inai' Clto > tetragono , vestito da membrana carnosa. Jienier. (Min) pl tLAT0 - ' (Bot.) Oin-bcl-là-l'). Add. m. Piante ombeihlc chiama Lin - ii Co j, ^ t n ( ! lt -ella l'amiglia di piante che hanno i fiori ad ombrella e che co- ^w^ l1etììe,ì te diconsi Ombrellifere. E. —, Ùmbcllato , sin. (O) lin\ t<1CAliE * (Anat) Om-bcl-li-cà-lc. Add. com. Lo stesso che Ombe- r * (A) q^‘ «co. (Anat.) Om-bel-ll-co. tSm. Io sLcsso che Bellico. /^.] Iied. 7U * o3. Dalla medesima mano fu aperto un terzo ascesso in vi- ombellicQ. (ijnij *^° > * Om-bòr-to. JS. pr. m. Lo stesso che Uberto. V- (N) Oiiuj’ C^cog.) Om-bi. Antica città d'Egitto. (G) p , Cc b (Anat.) Om-bi-lì-co. [A’m.] Lo stesso che Ombelico [> Bellico. in{jj -tieni. Oli, 3. S. 3g. K gli fece una piaga sopra il petto , Che ombilico lo diparte. ^ g Us - (G (Gcog.) O'm-bla. Golfo della Dalmazia^ nette vicinanze di Ha- (Geog.) O'm-bos. Antica città dell Alto Egitto. (G) Opif G m-bra. [Sf.) Osculila che fanno li corpi opachi alla parte UjLi St(l tialla illuminata. [/> ombra è nera , densa , caliginosa, pro- ’ f\ iri esta , umida , grave , nocevole, orribile , sohnga,, tacita, L (l f 1 aiìll ca, secreta, quieta, soave, amena, frescate.—, Ombria, «».] Bocc. g. I). p. ò. Qualora il sole era più alto, sotto tD V;1 era e dilettevole ombra , senza esser tocco da quello, vi si po- all’‘ 0l ^ v tutto andare. E nov. 21 . >7. Trovò Masetto ec. tutto disteso i n P p , a mandorlo dormirsi. E nov. 77. 57. Vedeva ancora ''■ino 1,1 * U0 S\ù boschi cd ombre e case , le quali tutte similmente l’e- P ([ , an S° s cia. Dant. Purg. 2 f). 5. E come Ninfe che si givan sole e salvatiche ombre , disiando Qual di fuggir , quid di veder la OMBRA 6d3 solo. E Par. 1 /f. 116 . Così si veggion qui diritte etnie ec. te mi- nuzie de’ corjii lunghe e corte Muoversi per lo raggio onde si lista Talvolta l'ombra. E 33. 36. Un punto solo m’è maggior letargo, Clic venticinque secoli alla’mpresa Clic fe’Neltnnno ammirar l’ombra d’Argo. Petr. son. 10 . E ’l rusignuol che dolcemente all’ombra Tutte le notti si lamenta c piagne. E canz. 1 . 1 . Lassare il velo o per sole o per ombra, Donna, non vi vid’io. Cas. hit. fi. Ella segue porlo più le bnorie opere , come il suono le percosse , e come I’ ombra i corpi. )> Dant. Par. 3o. Forse seimila miglia di lontano Ci fervel'ora sesta, e questo mondo China già 1’ombra quasi al letto piano.(Cmè, )■'. giàJìnila la notte , che il cono dell’ ombra, avvicinando il sole all’ orizzonte , cade giù lunghesso la linea orizzontale, sicché la sua punta tocca I' orizzonte celeste al sole contrario.) (N) 1 — * Far ombra = Render ombra. F. Fare ombra. (A) 3 — * Gettare ombra = Dare , Fare ombra. F. Gettare, §. f3. Dant. Purg. 6 . 5i- E vedi ornai clic ’l poggio I’ ombra getta. (N) 4 — * Spargere ombra = Ombreggiare, Far «Vi. fa ss. Ger. l3. 2 . Sorge . . . alla foresta, Follissima di piani.: antiche orrendo, che spargon d’ogai intorno ombra funesta, (N) 5 —■* Spegnersi l’omhra, dicesi quando è caduto il sole. Dant. Purg. 27. Che ’l sol corcar per l’ombra che si spense, Sentimmo dietro.(N) 6 — * Stare all’ ombra Essere in luogo ombroso. F. Stare at- l’ombra. (A) ' 7 — * Dicesi poeticamente Terra che perde ombra Quella dove il sole , essendo a piombo sul capo , gitta l’ om'ira ne'piedi, cioè, non disegna alcuna figura in terra. Lat. loca ascia. Dant. Purg. 3o. Poi liquefatta in se stessa trapela, Purché la terra che perde ombra spiri.(N) 3 — E per metaf. Tass. Ger. 1 . /j5. S’ alcun’ombra di colpa i suoi gran vanti Rende men chiari, è sol follia d’ amore. 3 — Notie. Petr. son, 180 . E dall’ un’ ombra all’ altra ho già ’l più corso Di questa morte che si chiama vita. 4 — Anima e Spirito de’ morti. ì.at. umbra. Gr. c/ax. Bocc. lntr.3gf. E panni , dovunque io vado e dimoro , per quella P ombre di coloro che sono trapassati , vedere. Lab. /j /. Riconoscendo, non costui esser quello che io estimava , ma la sua ombra. G. F. 1 . 32 . 2 . Conobbe l’ombre ovvero immagini delle anime e del suo padre Anchise, e di Dido , e di più altre anime passale. Dant. Par. 3. o.f. Ed io all’ombra, che parea più vaga Di ragionar, drizzami. E q. 72. Ma giù s’abbuja L’ ombra di fuor , come la niente è trista. Petr. tiap. i. Un’ ombra alquanto men che I altre trista Mi si fe' incontro. 5 — Apparenza, Segno, Dimostrazione. Gnlnt. 28 . Di quello chefuomo ha veduto nel sogno , pure è stato alcuna ombra , e quasi un certo sentimento ; ma della bugia nè ombra fu mai , nè immagine alcuna.. Stor. Eur. 7. i58. Berengario in nome tutore , o conservatore, ma in fatto Re della Italia , perchè Lottario vi era per ombra 2 — Onde fig. Render ombra ad alcuna cosa := Rassomigliarle. Borgh. Orig.Eir. 27 g. A questo uso romano non abbiamo noi alcuno Oggi che corrisponda ec.; e se cosa ci è che gli renda alquanto d ombra , saranno le arti distinte. (V) 0 — * Immagine. Tit.Liv. Dee. I. 1 . c. 35. Aneti fu ancora de li Sabini da lato de la madre, e non ehbe altra gentilezza che l’ ombra di Ninna suo avo. (N) 7 — Protezione, Difesa. Lai. tutela , custodia. Gr. Mor. S. Greg. Sotto l’ ombra delle tue ali difendi me./f appresso: Io sedetti sotto l’ombra di colui che iodesidcravaec. sottoladif, sadelsuoavvento. 8 — Pretesto , Colore , Scusa , Coperchicela. Lat. color , praetextus. Gr. XPl'r-a , ifuets. G. F. 6 . ; 2.Solt'ombra dima cruda e sce- lerata giustizia fece molti mali. E 8 . 6 . 3. Per molti savii si disse ch’egli fu partitore diparte Guelfa sotto l'ombradi mostrarsi Guelfo. A/. F. f. d~j. Sott’ ombra di volere acquetar la contenzione del Co* ninne ec. andò al palagio degli Anziani. tj —Sospetto, [dall ombrar del cavallo', onde in questo senso r.ir ombra ::^ Dare 0 Prender sospetto e Dar ombra= Dar gelosia. F. Fare ombra e Dare ombra.] Lai. snspicio. Gr. vTta^lx.Rim. aat.hw.i3i. S’io porto amor cotale alla mia donna ,,Neun si maravigli, nè faccia ombra. 1 —' E Pigliar oiuhrr^zlusosjieuire, Ombrare. R .Pigliare ornln a (A) 3 _* Ed ingrossar l’ombra = Accrescere i sospetti. Pallaio ist. Coiic. 2 . 6 j 8 . II. Cardinale non volendo nè arrogare a sè il promettere senza i Colleglli . nè con mostrar dubbierà ingrossar l’ombre, e corromper negli animi la presente buona disposizione , fe’ certi gli Spa- gnuoli cc.(Pe) 10 — Sbozzo, Adombramento , Cenno debole , Somigl anza lontana e simili. Dant. Par. 1 . O divina virtù, si mi ti presti Tanto, che l'ombra del beato regno Segnata nel mio capo io manifesti. (V) E i3. Ed avrà quasi l’ombra della vera Costellazione e della doppia danza. E Comm. ivi : Fai avrà a punto l’ombra o vero forma di quella costellazione che elli vide. (Br) n , ,, . , ,, 11 — * Poeticamente Ombra delle sacre bende va e II veto delle monache. Dant. Par.3. Sorella fu, e cosi la fu tolta Di capo 1 ombra delle sacre bende. (N) , „ . 12 _ p ro verb. Disputar dell’ombra dell asino ^z Disnutar cose frivole^ che non ìmporlan nienìei che anche si dice Disputar della lana caprina. [F■ Asino ,§. 3z.] _ p al . s i paura con 1’ ombra : si dice del .temer delle cose che non possnn nuocere, Intimorirsi senza cagione. Lat. umbraui suam me- tuere. Cecch. Magi. 2 . 1 . Ell e cosa da putti Farsi paura coll'ombra. l4 _ (Pitt ) Ombra si dice il Colore [più o meno) scuro, [che, degradando verso il chiaro , rappresenta i ombra vera de’ corpi , e serve a dar rilievo alla cosa rappresentata .] Lat. obnmbrutio. Gr. lme*jes- efio’s. Bendi. Asol. 3. i63. Parendole la macchia e l'ombra aver veduta" di belle e convenevoli d'pinture.» Baldin. Foc. Dis. Ilividesi in tre gradi , detti, ombra, mezz’ombra , e sbattimento. Ombra dj- ecsi quella clic fa un corpo in se medesimo , come per esempio una palla che ha’l lune da una parie, viene ad esser.- mezza laminosa 6 24 OMBRACOLO e mezza scura , e quella parte oscura dicesi ombra. Mozz’ ombra di- ciamo quello spazio die e tra ’l lume e V ombra , mediante il quale Y uno passa nell’ altro , come abbiamo detto , digradando a poco a poco, secondo la rotnudità del corpo.Sbattimento è l’ombra chevicn cagionata sul piano o altrove dalla cosa dipinta, e corrisponde a quel- V oscurità clic gettano fuori di se i corpi nella parte opposta a quella cb’è illuminata, e che dicesi ombra. (N) j5 *— * (Cbir.) JSube dell'occhio, Annebbiamento. Lai. nubes. (A.O.) iG —* (Arche.) Ombre chiamavansi da’ Romani que'Convitali che pre- scntavansi olla tavola senza invilo : ciascuno invitato ave,a libertà di condur seco un amico , e questo amico chìamavasi Ombra; come chìa-^ mavansi Mosche tutti quelli che presentavansi non invitati nè condotti da qualche invitato. Il quarto letto della tavola era riserbato per le ombre.(Mi l) Salvia. Armot.F. B . 3 - 4 - 9 - Quando uno invitato a mangiare con un altro \ eonduceva seco il compagno , quel compagno i Latini chiamavano ombra, perchè andavano dietro al principale invitato.(N) Ombracolo , Om-brà-co-lo. [ Sm. F. L. ] Lo stesso che Ombracolo. V. Pro$. For. 6. 63 . Alcune ve ne avieno, le quali facendosi colonna e sostegno degli amati olmi, larghissimi ombracoli di lor verdura ne distendevano in alto elevati da terra, Ombraculo , Om-brà-eu-lo. [*$7w.] F- L. Frascato .—, Ombracolo, sm. Lat. umbraculum. Gv. cxici^icv,- 2 — Per metaf. Difesa , Protezione. Lat. tutela. Gr. ào^aA-fia. Mor . S. Greg. 11 nostro Creatore, dandoci il frutto e la tutela del suo ombracelo, apparve in carne, Serm. S. Agost. Nel disprezzamento ombrando in ogni difesa. Ombracido diff. da Frascato. Ombraculo si riferisce a Luogo ombrato, in cui si è copn to da’ raggi del sole ; e frascato si riferisce ad una costruzione di frasche , o » come dice la Crusca , Coperta di rami colle suo frasche. È bensì vero che un Frascato può rendere ombrato un luogo, ma non perciò può dirsi che Ombraculo sia Antico a Frascato , perchè la costruzione non è la cosa stessa della località. Omrracione , Om-brn-gió-ne. [d/.] F.A.F. e di’ Ombramcnto. Cr- 4 - iS. 1.0 cori ombragione, o eoo coprimcnto di terra cc. quello impedimento cessano. Ombramesto , Om-bra-anèn-to. (\5Vw.] L'omlrare. [Il far ombrai l'Ombra stessa. —•, Ombragione, Ombrazione, sin . Lai. obumbrafio. Grumo - xixvpós. Annot. Fang. Appo ’l quale non è tramutamento , nè om- bramrnfo di vicenda. Ombrante, * Ormbràn-te. Part. di Ombrare. Che ombra. F.diregf 0 ) Ombrare , Om-brà-re. iV. ass. [Divenire ombrosa.] Lat. inombrare, òr. g? nmuxfytv. Petr, son , 15 S l’ti pur prego e chiamo , O sole , c tu pur fuggi , e fai d’intorno Ombrare i poggi, c te ne porti il giorno. Mor. S. Gveg. La incarnazione di Cristo si significa per la denominazione dell’ ombrare , salva nondimeno la verità della storia. 2 —- Per metaf. Insospettire, Temere ; e più comunemente si dice delle bestie . Lat. suspicari, t : mere. Gr. htfctfnvsiv , $o$Gregg:ò clii finse il sonno. (P aria di cose figurate in ima tf ìl 9 *— (Mus.) Dare ai suoni piu o meno di forza> secondo c ‘ lè ,y\ il buon o?’creà?o , ed il sentimento della cantilena. Giun. %K Ombreggiato , Oni-breg-gia-to.^^/. m. da Omlireggiare. Lat. ‘ l tus. G?\ dxocnpÀvos.AUeg. 14}). Non clic il disegno siiig'dai’^ - \Jii\ giato della sgraziataggine in carne. Fir. Dial. bell, dona- altrimenti imbaìeonalo, mi color bianco ombi r» Qhbrel 2 rosso , o un rosso ombreggiato di bianco. , girella , Om-brèMa. [Sf.] dim. di Ombra. Lat. umbt lla JÌ %)1 , 11 . — Per simil. [Uggia, Rezzo, ossia Quell'ombra che Jànn° degli alberi riparando i raggi del sole. Lat.umbracuimti- " cp-x.^Poliz. st.i 1,84. L’altra tessendo vaglie c liete onibren 0 ^ pampinca fronde Apollo scaccia. Ar.Fur. 6. 21. Faccan rl l ? ‘ . vidi calori De’giorni ostivi con lor spesse ombrelle. w vidi calori De’giorni ostivi con lor spesse ombrelle. (Ai*. Mes.) Strumento con che parandosi il sole si fi 1 0311 ^ glio dicesi Ombrello.] Cìnff. Cala. 4. io 5 . E’non c non* dargli l’ombrella , Anzi piuttosto il fuoco , o la cavezza* ~ ^ » „ , ..v .. ..hmCOlt * j P< 4 — i v Bot.) [Specie et infiorescenza, nella quale vani pcdut lC 4 ie f ti \ pi'oporzionali partono da un medesimo punto o centro ■ divergono cotiaucendo i fiori alto stesso livello, a guisa parasole , come il jìnocchio , la carota , la cicuta e sl,nl fj. c n e l - il ferisce dalla Cima e dal Corimbo , perchè in quella , se . j\i ììli /- n} -i duncoli partano dal medesimo punto , pure si dividali 0 j e *f ' / che non accade nell' ombrella ; e nel secondo , i pedo* 10 . ^ (j li ^ partono da'diversi punti del fusto e vanno tutti a W'f 11 p oì 'ni ll,l j fi alla stessa altezza. T«e piante che portano fiori ad omlreim J^- tie f ^ ' duodecima classe nel metodo di Tournèfori, il secondo 0 -[ia 1 ^ £ quinta classe del sistema sessuale di Linneo, e la seconda i*' ^ duodecima classe nel metodo naturale di Jassreu. F - ■ ' ,fc botanici la dicono anche latinamente Ombella.] L<*t. q 111 1 4- ’ Fior. 16. L’jimomo oggi da alcuni si mostra con foglie à» 3a del finocchio, con fusti sottili, con una ciocca o ombrella? ^ sono i fiori bianchi, c i semi minutissimi. E 63 • H se - SL de a**' f^tOì" simili al finocchio, ed ii fusto piò grosso, c l’ombrella ^ ■1 —* /.'Ombrella è universale 0 generale, quando 1 Pf cìlt jO d‘’K t ' ( tono ciascuno un'altra ombre.Uclta ; parziale, quando ed ! ’ ell elìi ' duncoli costituenti V ombrella universale si divide alla f u ffa? 5 A -■ .--I- .a .1:^; r.Hnva OmbrGh 7 UU/ll.l'tt. V ......... . .. O libra 1 I 1 formando un picco o parasole, e però dicesi alleni f l0 df Jj„r plico, quella che firma un solo ordine di raggi , '«0^,0,. , v ..... , . , coli o raggi si suddivide e porta alla sua sommila m 1 ombrellata. Bcrtohmi. (0) . Ombueli.ajo. (Ai-, Alrs.) Om-brcHà-jo.[^<&?. « sm.} Che Ja Lat. fàbcr umbcllaruii'. di e” 1 nìt .■ciò’ 0: OMBRELLATI •Ocellati. (Zool.) Om-brcl-lù-ti. Sm. pi. Nome di un genere di po- OMEI 625 1 ^ Colui die porta V ombrello per servizio de’gran personaggi.» . gaC Operctt. 52 . Ci vuol Y ombrelliere , clic è un mestiero fonx e i clic dà da vivere oc. E appresso: Le foglie più piccole servo; l 'P l et polipaio , che hanno il corpo multo lungo sostenuto da un osso “ella stessa lunghezza e terminato all' estremità da un insieme di pò- qV (Min) (N) •'Iellato , * Om-brel-là-to. Àdd . m. Disposto ad ombrella* T. scien- q tl J l oo e delle arti . (A. O.) ^belletta , * Om-brel lét-ta. Sfi dim. di Ombrella. Dicesi pinpria- tìleìl le deir ombrella parziale delle piante che fa parte dell' ombrella q Ulil versale. F- Ombrella, §. /p 2. ( 0 ) -■^helliere , Om-brcl-liè-re. [. Add. e sm.'] Ombrellajo.Lai. faber um- ^ J eilarinn. Or. irxicdùcirotós , ay.tocfìiorfcl'X?)?. Ma- formato, ^ appresso: Le foglie più piccole servono a Q C bi non può pagar T ombrelliere. (B) •^reujfero . Om-brel-Ii-fe-ro. Add. m. Cli è disposto ad ombrella , a ha ombrella. — , Umbellifero , sin. (A) (A. 0 .) fi (Bot.) Piante ombrellifere : Famiglia naturale di piante dicottile- donìe pehpetale , le cjuali sono tutte erbacee e per lo più vivaci nelle r adici ; /tanno fusto diritto e cilindrico per lo più striato o solcalo, vuoto nell’ interno od anche empiuto di midollo; te foglie sbucciano c * a bottoni conici , senza scaglia , e sono sempre alterne , qualche volta semplici , ma ordinariamente composte, munite di picciuoli mem- ffnosi, dilatati alla base e vaginantì : ifiori sono per lo più ermafro- drtiy bianchi e talvolta porporini 0 gialli , nè mai d’altro colore ; alcuni , posti ordinariamente nel centro dell ’ ombrella , sono maschi e sterili. Il toro modo di fiorire imita un' ombrella eli è semplice od anche cotnpo- s ta, munita o no d’ involucro) dal che trassero il nome. Sah’in.Buon . •*unc. La qual voce può servire per lo latino umbella delle piante 0 ombrellifere. (A) ( 0 ) Mbkelli>- 0 , Otn biel-lì-no» Sm. dim . di Ombrello. F» di reg . e del - q uso. (A) u ^biìello, Om-brèMo. [Sm. Arnese portatile che. serve a riparare dalla pioggia o dal sole.Dicesi anche Ombrella, ma per maggior distinziane n el primo caso prende il nome di Paracqua, nel secondo di] Parasole. [Esso è fatto di un manico o bastone, da un capo del quale è attacca- 1(1 una specie di rotella d’ottone che dicesi il nodo, e tiene dieci denti f r fi quali sono abbracciale inule piccole casse , ciascuna delle quali ll eiie da un capo una stecca di balena attaccala alla piccola cassa c °n una copiglia trasversale. Per- tenerle distanti dal manico adope-* un tubo che scorre Uberamente lunghesso il manico e tiene alla Porte superiore un fi"do simile a quello enunciato , fra i cui denti s ° n o fermate a cerniera con copiglie ad un capo le stecche corte o Puntelli d'ottone che abbracciano con V altro capo fatto a forchetta ivi d’un pezzetto d’ ottone od' attaccatavi i( i bah lena , guernita ivi attaccatavi pure 1 — c ° n una copìglia. Questo tubo tiene alla cima inferiore una fessura 1,1 cui Climi una molla il' acciajo posta sul manico ad altezza con- Veniente per tenere fermo u quel punto il cilindro.]!,al. umbella. Gr. VniUSio,'. Morg. 28. 1/jo. Per tanto non aspetto il baldacchino, Non Aspetto co’pifferi l'ombrello. Buon, Fier. 2. 3 . 7. Ed a guisa d’nn l Ur >go , Sempre ch’egli esce fuor , porta lombi-elio. Korgh. Rip.ng. bo «o gli ombrelli coperto pian piano presero il cammino. 2 — E per simìl. [dìcesi d' ogni altra cosa che faccia ombra agli ° c <*.] Buon. Fier. fi 3 . 6 . Allungo il collo , alzo la testa spesso, , fonimi delle mani agli occhi ombrello. (Arche.) Specie di parasole degli antichi , che sovente si vede su' , r tm, vasi greci. Le sacerdotesse di Bacco li portavano nelle sacre ce- 0s " ì !’.E O KTo’.* ( (Bot.) Om-brcn-to. Sm. Nome volgare dell’ Erica vulgaris (n Linneo , detta anche Grccchia. F> Tari ' ìl ^EV0LE (K) p , Om-brè-vo-Ie. Add. com. Bufo, Oscuro. Lat. unibrosus. 0 ^vxtctpós. Uh. Amor. Vita fallace e ombt cvole,picnadi molti lacciuoli. * (Grog.) O'm-bri. F. e di’Timbri. (G) * (Grog.) O’m-bri-a. Sfi F. e di' Umbria. (G) Om-brì-a. [Sf] F- A. F. e (//'Ombra. Mime. Mad. Riposali- C 0SI costoro all* ombria. Rim. ant. Guid. Cavale . 6 4 - Io vidi donne y 01 * ^ donna mia, Non che ninna mi sembrasse donna, Ma simiglia- j- an S °1 la sua ombria. Lib. Astrai. La linea che è elevata sopra la n ° a del commezzo di mezzoclic, si chiama linea dellombrìa sparta, v °i'o distesa; e quella che è elevata sopra la linea del commezzo A,? r ieuje , si chiama la linea dell’ ombria ritornata , cioè raccolta. >■> mf xq eSt 1 / Diana le sue Ninfe. . A se sovente le fea raunare J Htoin~ .. e.. Ai .. ~.i _n>_i. /-d\ gra Lin.] (Così detta dal sito colore,) Ciri fi Caio. z. fiy. Vedevasi saltar tonni, e F ombrina, E balene, c dalfini ; ognun se n’esce cc* Cant. Cani. fiòj. E preso abbiam di pesci una gran copia, ec. Muggini , ombrine , orate e storioni. Berti, Ori. 2. 1$. 5 g. Quivi cran tonni,quivi eran delfini, D’ombrine c pesci spade una gran schiera. Salvin. Spiti. 3 . 2. Voi sapete che a Ranocchione fino all’ombrine pareva che fosson lasche, quando passava per pescheria. Ombrinali. (Marin.) Om bri-nà-li. Sm. pi Fori o aperture dalle bande della nave , per dove si vuota V acqua che si raccoglie sopm i ponti per le ondate o per la pioggia. Diconsi anche Brunali. F, (S) Ombrinara. (Ar, Mes.) Om-bri-nà-ra. Sf. Rete destinata a prender le ombrine. (A) Ombrinetta, * Om-bri-nét—la. Sf dòn. di Ombrina,pesce. F. dell’uso. (A) Ombrio.* (Mit.) O'm-bri-o. Soprannome di Giove nell Attica. Lat. Om«* brios o Pluvius. (Dal gr. omhros , in lat. imber pioggia.) (Mit) 2 —— * (Geog.) Nome che dà Plinto ad una delle is. Fortunate. (G) Ombrometro. (Fis.) Om-brò-mc-tro. Sm. F. G. Lat. ombromet rum, (Da omhros pioggia , e metron misura.) Strumento acconcio a determinai-e la quantità di pioggia che cade in un anno. Dicesi anche Pluvio, metro. (Aq) ( 0 ) Omerqke, * (Geog.) Om-bró-ne. Lat. Umbra. Fiume della Toscana nel . Senese , che si getta nel Tirreno. (G) Ombrosi. * (Geog.) Om-bró-ni. Ant. popoli della Sarmazia europea. (G) Ombrosetto, * Om-bro-sct-to. Add. m. dim. di Ombroso. Ba.ruJf.Bacc. Ecco là dal bel boschetto Ombrosetto cc. (N) Ombrosissimo , Om-brosìs-si-mo. [Add. mi] superi, di Ombroso.!? Tosar, Vit. Raff. JJrb. Ecce intorno a quel monte una selva ombrosissima di lauri. (Br) 2 — [Fig. Sospettosissimo.] Lat. ad omnes suspiciones pavidus. Gr. t u.x- \urra vTtoKTivw. Tac. Dav. Stor. 2. 288. Corrono alla mensa ad. dosso a Verginio , della cui innocenza Vitellio stesso , d’agni cosa ombrosissimo , non dubitò. Ombrosità, Om-bro-si-tà. [Sf] Grande oscurità di ombra , Ori-ore ,—-, Omhrositade , Qmbrositate , sin. 2 — Per metaf. Ignoranza , Dubbiezza. Lai. caligo. Bocc. Com.Dant. Pregommi ch’io venissi a te, e clic io ti dovessi atare a trarti di questa tua ombrosità. Osibroso , Om-bró-so. Add. m. Pieno d’ ombra , Oscuro. [Fosco, 7 e. ti-o , Opaco , Bujo , Nero , Caliginoso , Orrido cc.] Imi. umbrosus, obscunis. Gr. rrx.ictpós , (txqtsivos. B‘ìcc. g. 1. f 7. Il quale ( iveByd’una niontagnetta discendeva in mia valle ombrosa. Peli’, canz. 16. S. E le fere ameranno ombrose valli. E 30 . 6. M’han fatto abitator d’ombroso bosco. Boez. Farcii,. 4• 0 . Sempre con volte cguai di tempo adduce Yener la sera ombrosa e la dimane. Gli’ è coperto , oscuralo dall’ ombra. Buon, Fier. E stanchi a i controversi lor riposi Ne chiama il sonno i vagatoci ombrosi.(A) 3 — * A ma nlc dell’ ombra. Salviti. Nic. Ter. Aristolocliia ombrosa , che di periclimcno federacele foglie porta. (A) 4 — Parlandosi di cavalli , o d’altri animali simili , vale Che ombra, Lib. IMasc. Conforme sogliono essere i cavalli ombrosi. Trall Lort, Tali genti rasscinbruno i cavalli ombrosi, clic hanno paura dell’ ombra clic olii veggono. 5 —- Sospettoso , Fantastico, Lat, suspiciosus , mnrosus. Gr. vrtoKr.-n-ri- xòs , bmrxtp'hs. Lor. Med. canz. 68. 8. Le saccenti e le leziose A vederle par ch’io muoja; Le funi astiche e ombrose Più non posso a- vere a noja. Cant. Carri, gj. Questi vecchi ombrosi e strani ec., Magri e secchi , e dentro vani, Non son punto poderosi. O.mè , O-mè. [Interiezione di dolore, F. A.F. e di’ ] Oimc. BiU. hip. 24. 2. Ornò, dice lo Navarrese ; cd è qui interjezione che significa paura. Dant. Inf.20. 68. Gli altri duo riguardavano, e ciascuni) gridava: omo, Agiìel, come ti muti! Arrigh. 46 , Omc, che farò? piangerò ? E 7 4. Ornò dolente ! la cavile nostra è più fragile che ’l vano fiore , il quale in piccolo spazio c giovane e vecchio. O-mea. * (Bot.) O-inc-a. Sf. F. G. Lat. homoea. (Da homios simile.) Genere di piante della famiglia delle orchidee , e della ginandrilt diginia di Linneo , stabilito da Binine , c cosi denominate dalla soni 4 lini iza che hanno tra essi i loro petali, sebbene gl’interni sieno Omega. 0 Sl DRli d “n a fiasche fonti , ed all’ombria Di verdi fronde. (B) c, -‘ (Geog.) Ohi bri-ci. Antichi popoli d'Italia, forse non diversi Ionne Han più proporzioni ne capi loro Ch'ireiize, Giunti, i3Ò2.JSarà ben for a • _ 1 _ _. 1 • s *., r , •'1 _■ ' Qjj Ombri 0 Umbri . ■— Antichi popoli dell' llhrio, (G) j Br 'iRi.E. * (Mit. Coll.') Om-bri-è-lc. Genio vecchio e dispettoso Lo r.n . - • -• » . „ » r>L. w -. se vero che licito di colui par- ìicolar lingua CliSauesé) potrà mostrare questi omeghi e questi es- •1 i° . 1 r. 1 1 i iti- .. r, cn f Vi J. ali. d t p pesanti XMi,) ter che il viso arcigno ec. ; ha parie nel Riccio rapito , Òm-brì-fe-ro. Add. in. Che fa [0 reca ] ombra. - Gr. cxiQipopos. l E Lat. uinhri- t 0n L ,'ò P? r traslato , Figurativo.] Dani. Par. 3 o. 7 L az >i. Gli’ entrano ed escon , e ’l rider dell’ erbe , m. comp. Che forma lunga ombra, lliad. Egli marciava, Prendendo la S. Il fiume e li r -, ;■ i '.11 mirano cu escon , c 1 rider ueu urne , Son di lor vero (C 1),lJ 'p. 1. y6. Quando l'ho sparate (le viperef mi sono riuscite molto grasse in quella parte che si chiama la rete, e da’medici vien detta omento e zirbo. Omento diff. da Epiploo , Zirbo , Rete. Questi vocaboli , i quali significano quella membrana grassa immediatamente posta sopra le budella, non si adoperano indistintamente in ogni sorta di discorso. Perchè nei ragionamento volgare dicesi Rete , essendo la membrana a quella forma : e nello scientifico Epiploo dagli anatomici, e Omento da’ medici, e meno nobilmente Zirbo. Omeomeiua. (l'iloj.) O-me-o me-rì-a. Sf y. G. Lat. omeomcria. (Da homios simile, e meros parte.) Nome del sistema di Anassagora per ispiegare la formazione de' corpi che compongono i’ universo . Egli imaginò un accozzamento di particelle di materia che suppose eterna , disseminate nello spazio e fornite di una occulta e recondita somiglianza. —, Omiomeria , sin. Marchett. Lucr. lib • 1. v. 111J. Pensa egli (AnassagoraJ adunque che il principio primo, Che da lui vien chiamato Omeomcria, Altro non fosse che mia confusione, "Una massa, un miscuglio d’ogni corpo, ec, yarch.Lez. 168. Anassagora, il quale pose V omeomcrìa , la qual parola dice Lucrezio la povertà e significa la somiglianza OMiCClUOLO fava discendere da Omero , e che forse per mera trtidiiton* da p JÌ Imitatore della suoi poem O-me-ri-sla. ( 0 ) (Mit) Add. e sm. Ombro lo che della lingua latina non poteva spriinerc ; delle parti ec. (A) (B) Omeomero. (Filol.) O-rae-ò me*ro .Add. m. Che è in ragione di omeo- merla. Ruscell. Disc. 3. Rerg. (Min) Omeopatia.* (Med.) O-me-o-pa-lì-a. Sf. F.G. Lat. homoeopathia. (Da homios simile , e pathos passione.) Passione simile a quella che gli organi ricevettero dalla potenza morbosa. È questo il nome che dà Samuele Hahnemann al metodo curativo, secondo il quale un agente che ne’ sani produce una determinata malattia , dovrà esser impiegato contro di essa ov essa si appalesi. IL metodo opposto dicesi Allopatia.— , Omiopatia , sin. (Aq) (N) Omeopatico.* (Med.) O-ine-o-pà-ti-co.-^/c/. m. Che partirne all 1 omeopatia .— , Omiopatico , sin. (0) Omeopatogenioterapia.* (Med.) 0 -me-o-pa-to-ge-nio-te-ra-pì-a. Sf. y. G. Lai. omeopatogenioterapia. (Da homios simile, pathos passione, genos generazione, e therapia guarigione.) Nome piu esatto del metodo di Hahnemann , più comunemente detto Omeopatia. (Aq) Omécptoton.* (Rett.) O-me-ò-pto-ton, Sm. E". G . Lat. homocoptoton. (Da homios similmente , e plotos chi cadde o può cadere.) Eigura da' Latini detta similiter cadens , 0 similiter desinens, la quale altro non è che un cerio ritmo od accoido di vocaboli espressi cogli stessi casi e cogli stessi 'tempii- ossìa periodo composto di membri che hanno una consimile terminazione 5 p. e. amantes sunt amentcs.(Aq)( 0 ) Omeosi. * (Rett.) O-rne-ó si. Sf yG■ Lat. homeosis. (Da homios simile.) Lo stesso che Similitudine. Figura usata così da poeti come dagli oratori , la quale abbellisce il discoi so , purché non se ne faccia abuso , e sianvi negli oggetti che si confrontano punti luminosi di analogia. (Aq) 2 — * (Med.) Concezione dei sughi nutritivi , la quale li riduce al punto d'assimilarsi alle parti cui quelli sono destinati a nutrire. Dicesi anche Assimilazione. (Aq) (O) Omer , * O'-mer. N. pr. m. Lo stesso che Adalmaro. y. ( Può esser anche nome originario. V, Otneixi.) (B) 2 — * (Grog.) S. Omer. Lat. Andomaropoìi s.Città di Francia nel dipartimento del Passo di Calais. (G) Omerale,* (Anat.) O-mc-ià-le. Add. com.Che ha relazione, o Che appartiene all'omero od al braccio. Sinonimo meno usalo di Brachiale. (O) Omerale. * (licci.) Sin. Lo stesso che Umerale.A"". Diod. Gen. 28. 7. òicnvi due omerali, che s’accoppino insieme da due capi d’esso , c così sia T Efod accoppiato. (N) Omericamente. * (Filol.) O-mc-ri-ca-méu-te. Avv. Secondo la maniera ma conservarono Omerista. * (Filol.) d’OmeiX). Mazzon. Berg. ^j - le Omeristi.* (Filol.) O-mc-ri-sti. Add. e sm. pi. Cantori stipendiati 01 ^ andavano ]>er le strade , nelle case e nei banchetti cantando 1 d’Ottieni. (Mit) ^ Ombriti.* (Geog.) 0 -rne-rì-ti. Antichi popoli dell’ Arabia felice. ( ' Omero , * O-mé-ro. N. pr. m. Lat. Homerus. (In gr. homer<>s gio. In ebr. omer discorso, allocuzione : in islavo hotnur intlovij 1 '^. Nome del piu antico, del più grande e forse del meno conosciuto d e ò antichi poeti.— Altro poeta greco, nato a Gerapoli nella Caria l’ a ‘ . 233 avanti G.C ., il quale compose f.5 tragedie ora perdute ./ 0,O-mc-ro. [AV?z. L'osso più forte e piu lungo dell'arto toracico f' lC . ?he costituisce lo scheletro del braccio propriamente detto. E» sl ^ il fra l' omopiata e gli ossi dell antibraccio ; é cilindrico e di forma . lare. Fa diviso in parte media o colpo, estremità superiore, ed estivi inferiore. — , Umero, sin.] (A*. Dorso.) L>at. humerus. Gr. w, 4 * 0 ’' 2 — Spalla. Bocc. nov. 36. 21. Tratto della corte pubblica sopì -3 jj a omeri de’più nobili cittadini con grandissimo onore fu portato 3 sepoltura. Lab.ny. Quelli (capeliij cc. ora sparti sopra gli oifl c f * ora alla testa ravvolti. Cron.yell. 3i. Se avesse preso qualunque fi 11 Vane più atante in sull’omero, avrebbe fatto accoccolare.Da/i^ 1 /'*'' ^2. Clie ne conceda i suoi omeri forti. E Par. 23* 65. Ma chi pelisi il ponderoso tema, E l’omero mortai che se ne carca, cC *^ ir *^ 0 p 5 . Che.farle onore È d’ altri omeri soma che da’tuoi. E i65 . E gornr i nodi, ond’ io son preso, Or sull’omero destro ed or sul m 3 nC ^ E cap. 1. Sopra gli omeri avea sol due grand’ati. » Dunt.PfS' Onde la scorta mia saputa e fida Mi s’accostò e l’omero m’offerse. \ Omerocubitalp.* (Anat.) 0 me-ro-cu-bi-tà-le. Add. e sin. corno.Ch e partiene all'omero ed al cubito.Nome dato da Chaassier al rtuis^ brachiale attleriore. Lai. hainerocubitaiis. (A. O.) .1 e OMEmocuBiTALEOt’LjQno. * (Anat.) O inc-ro-cu-bi-tade-o-blì-quo. ^ 1 q,) sm. comp. Muscolo del braccio flessor breve di Bourgelat • (A- Omeromastice. * (Filol.) O-mc-ro-mà-sti-ce. Sm. y. G. Lat. ^°} XÌ % mettere, Non curare ec. D/crsi Omettere a bella posta , ina^*" quv mente , maliziosamente , prudentemente , astutamente ec. ) 1 mettere , sin. Lat. omittere. Gr. cc^avoa. ..-556 1 1 — [E n. pass.] M. y. 1. 2g. Salvochè quello , che si o^ e si potesse con un altro ristorare. Ometto , O-mét-to. [A/n. dim. di Uomo. ,lo. Lo stesso che ] 0^^ C } I-tUt. homulus, homunculus. Gr. Cav. leu. L è, disse, questo ometto, che ci è venuto a dir villania in s .( p - Omettolo Ber O.'i^usio.* O-mct-to-lo. Sin. dim. di Oaictto./^. schei-z. Doni tenuta da Omero. Eresio. Berg. (Q) 0-MEJUCHI3SI.MO. * (Filol.) O-mc-ii chìs-si-mo. Add. m. superi, dì Omerico. Gor. Long, Berg. (O) (B) merico. (Filol.) 0 -mé-ri-co. Add. m. Di Omero ; e vale anche L'alto Se f r°,.J° stile €ci i m °di di Omero. Gori.Long. (B) Salvin.Suon. Iter, litolo omerico di Nettunno. (A) Salvia. 'Pros. tose. i. 3 q 7.A guisa dei Sarpedonc omerico , ' .- , ■ , e del Virgiliano Ueifobo. ^01U omeriche: Certe divina* 1 -—' -■ > (N) / mi’;. . .:-- .....zioni mediante le quali si pretendeva che alt istante in cui aprivansi le poesie di Omero, il verso che s’in- ‘che^sTfticeva (Mit)’^ 0 * 0 una rt */ ,04 ' £rt ail interrogazione Ojiebuh.* (Alche.) 0-mè-ri-di, Sm. pi,Antica famiglia di Chio pire vati• Jiuy ’ IS. V ' (Tool.) O-me-ù-si-o. Add. m. V. G. Lat. Iiom homios simile , e usia sostanza. ) Termine inventato dag^ ^ per deludere le decisioni del Concàio d’Antiochia e neg& ie nità di G. 6\, dinotando con ciò non essere lui delta ste sS ^ del padre ma di simile, natura , contro il chiaro senso tm e. Nel concilio di Nicea fu condannata la loro eresia la consustanziaLiià di G. C. col Divin Padre. (Aq) icci ,,( ^?' Omezello, * O-me-zèl-lo.Am. dim. di Omo.y.A.y. e di’ ^ ta OJl) e0^^ Gr. S.Gir. zg. Dice nel Vangclio lo nostro Signore a llA1 ch’egli sanò: va c mostrati aili preti. (V) , , si Omp’acino. * (Farm) Om-f'àcì-no. Add. m, Agg. dell olio ° ie „/ 0 *j° dall ulive immature. — , Onfacino , sin. Ricett. Eìor. 2 ’R, $0$^° rosato omfacino di Mesue.JE s 35 , r’. Olio scsamico onc.x-' ,J omfacino Lib. i. (N) Omfacite.* (MiL.) Om-fa-cì-t e. Soprannome di Bacco. (Da otn P uva acerba.) (Mit) On ,icC us. O^iicciatto, 0 -mic-ciÌ 4 t-to. ]_Sm, dim. di Uomo. Lo stesso cnc lo. y. —, Omieiatto, "Uomicciatto , sin.] Lat . bomuH CI0, ^ Gr. ccvSpojrfcipiGv, Omicciattolo , O mic-ciàt-to-lo. [-Sm.diin.di Omicciatto 0 tolo , Uomicciattolo , sin. Lat. houumeio. Gr. à&pv** Omiccicolo , O-imc-ciiio-lo. [S ni. dim. di Uomo. Uy" 10 semplice , ] Uomo di poco conto [ e di piccolo affare. ^ Omezello ,.OmiccIlo , UomtHo , ÙomiCciuolo , Giorno , Oiuiciatk), ConucciaUo, sin.] Lat. homimculus. Gr. OMICELLO n °v> £ 1, 3 . Era un buono omicciuolo d’ un loro bellissimo giardino ^totano. Dìal. ò. Greg. M. Le quali io, che sono un omicciuolo, veduto per me medesimo. Frane. Sacch. Op. div. 1^4. Sentendo lrr pj elicerà grandissimo signore di Roma un omicciuolo di piccola indizione, assediò Roma .Ar.Fur. 28. 43. Oli dimostrò’l bruttissimo Omicciuolo, Che la giumenta altrùi sotto si tiene. M . IC - ELlo ’* O-mi-cel-lo. Src. dim . di Uomo. Ve A. V. e di' Omicciuolo. _ Frane. Muzzi. ( 0 ) -Micnio , * O-iuì-chi-o. iV T . pr. m. Lai. Omichius. (B) diciàtto, O-nii-ciàt-to. [. 14., l’cdtz. di Giunti i 56 z hanno omicciatto.) (I 3 ) ^‘ciiiToLo, O-mi-ciàl-to-lo. {Sin. dim. di Omiciatto. F. e di' Omiciattolo.] AUeg. 181. E quel che è peggio, e’vi mandano a lor capriccio , purché c’ ne venga lor la fisima , gli omiciattoli non solamente , ma i barbassori. È 332 . S*'*mi che non vedranno i piccioli s< ’gmizzi delle vostre chiappe se non quelli omiciattoli, a’quali voi Permeitele solamente il nettarvi f utriusque al barlume.» ( L'edizio - di Anisterdanio 1754 nell'es. di Allei*. 181 ha: omiccialtoli.) (B) m |cida, O-mi-cì-da. [tS//?] Uccisor d } nomo [contra la legge. L’Orni- Cida è empio, crudele, spietato, traditore , fiero, bàrbaro, perfido, sacrileg U , inumano ec. —-, Micida, Omicidiale, Micidiale, sin.] Lai. hotnicidd. Or. dubpoipcvos. Foce. nou. 32 . 6 . l)i ladrone, dì rufliano, d r i falsario, d’omicida , subitamente fu un gran predicato!' divenuto. Fani, Jnf a. 3 y- Onde - omicidi, e ciascun die mal fiere, Guasta- tori e prtdon tutti tormenta Lo giron primo per diverse schiere. Tass. Am, 4. 1, E saia l’omicida ci di sé steso. 2 *7- Usasi pure in forza di add. [co/??, e vale Che dà morte, Che uc- riùr.] dr.Fur.ig.g.^ olgonsi tutti gli altri a quella banda , Ond’era ,,s cito il calamo omicida .L1r.As.7g. Più là era un’ainpolladisangue d | morti da omicida coltello.» 4 'ass. Ger. 11. 72. li nel piagalo eroe (punge a lai siguo L’aspro dolor, clic n è quasi ornici da. E i 6 . 3 .Mi- f ras i Jole con la destra imbelle Per ischcrno trattar farmi omicide (N) Micidiale, O-mi-ci-ilià-lo. {Add. e sost, enrn. Lo stesso che ] Omicida. ^'Lat. occisor, bomicida. Gr. t/.vbpo^ov'lv , fjuat$ovf~>v. Covale. Fruir. jj'Vv Io sono apostata, ladrone, omicidiale di molti uomini, e si cru- d 0 e , cc. Ferii. Ori. 2. 7: 55 . Crudele, omicidial, ladro, villano. (\ Cniv. 3 . g 3 . Anzi son per natura 0111 'cidi-ali. m, ciujauo , O-mi-ci-dià ri-o. Add. e sm. Omicida , e dicesi solo par- fondo di per.ona. —,Micidiaro, sin. Hand. ani .-1 prelati oniìcidiarìi debbono essere perseguitati e dentro e fuori della salda e potente Giu- «tc/da. (A) (IN) 0 -mi-cì-di-o. [ Sm . Vocabolo che in generale significa Qa - iltf ique azione la quale cagiona la mone d' un individuo delta specie u> oana ; ni particolare , /’ occidimc.nfo di uomo fiuto dall uomo con Cf ?*pa. V omicidio di se stesso dicesi Suicidio. —, Micidia , Micidio, ri'?.] Lut. I.omicidium. Gr. àv$po$ovta.. Mnestruzz. 2.5g.i. L omicidio c duo uecidimeiito d' uomo fatto dai!’ uomo , e commetlesi non solammo con latti, ma anche colla parola. Foce. nui>. 27. 4 °• E pochi I 11 appresso a’inafaltori, dove commesso avevan l’omicidio, fece tagliar fo testa. ReA.lns. n 5 . I ricreduti Mauìchei co. tennero clic le piante Uv essero anima ragionevole , e che però fosse misfatto d’omicidio il ^ Cu glierne frutti o fiori. t Anticamente nel pi. ] Omicidia per Omicidii. G. F. 8 . C2. f. apponendo a papa Bmiilazio più accuse con più articoli di rcsia, si- 5 tll0,, ia c onmidui, c altri villani crimini. ; * Iòne omicidio = Uccidere. V. Lare omicidio. (N) * .Per Omicida. Fui. lnf. 2./. 2. Omicidii, le. itori, guastatori , MVerani, ec. sono puniti nel primo cerchietto. (Così la Cr. alla v. 5 ^«W) (N) (Icon.) Uomo di vile aspetto , armato di ferro ^ con leggier manto J'-tso , con j n capo una testa di tigre : cammina velocemente , guar- ( dietro: con una mano tiene una spada insanguinata^ cattai- d/i a testa recisa. (Mit) ' JeiìON. (Grani.) O'-mi-cion. Sai. Lettera dell’ alfabeto greco. Sigiti- O breve. (Da micros piccolo.) òn/c. Avveri. 1.3.1.3. 0 chiudo, le eoi loro onneron segnano i Greci sempre. (V) 1 * T"** * l 1u detto anche Omicrone. Fir. Dtsc. lett. (Bibl. Enc.lt. ì Impalò a dir inalo degli omicremi.. (N) ti.t C^ 0 °f) Sm. Nome dato alai phaletia accris di Geoffroy\ a cagione (lj ? Stia pfo c °l ezZa - F un piccolo insetto dell? ordine de lepidotteri. Omi. 1 S l ‘* o o , e micros piccolo.) (Aq) (IN) U , * O-nii-lì-a. Sf. Lo stesso che Omelia. F. Buon. Uas. ani. San Gregorio Magno ec. recitò una delle sue omilie.£ 1^5. ì Sun Giovanni Crisostomo nclfomilia di S. Mele zio ec. (IN) a E per Discorso qualunque. Chutbr. Fend. Ma tu dirai pon line ( "°testa gravissima oiuilia; Seneca c morto ha già mille aulii. (A) om. don. di Omo. Lo stesso che Ometto e Omicciuolo. ... di 3Ln XJ atÌa. P".( 0 ) beo (Med.) 0-nii-o-pà«rtico. Add. m. Lo stesso che Omeopa- OMOFAGI 6a7 OMiOTEr.EUTO. (Rctt.) O-mi-o-te-lc-u-to. Sm. V. G. ( Da hoimr>t simil. mente, e teleo io termino.) Terminante nel medesimo modo, f'areh. Ercol. 281. La quale è quella figura e ornamento, elio i Greci diia- mauo con una parola sola, ma composta, omioteleuto, la quale tra- ducendo i Latini con due la nominano , come dissi di sopra, similmente (mieliti. (A) (N) Omissione , O-mis-si ó-ne. pf/i] Tralasciamenlo. — , Ommissione, Ora- messione, sin. Eat. omissio. Gr. ir. Glo>rd. Pred. P'oli- forme avviene ne’ peccati d’ omissione. Onuste.* (Mit.) O-mi ste. Lo stesso che Omeste. V. (V. Omette.'} (Mit) Ommaeluro. * (Min.) Om-ma e lù ro. Sm. F~. G. Znt.ommaeluros.(Da omma occhio, ed eluros gatto.) f*arietàdi quarzo-agata , ora gfolto-bru. netto, ora bianco-bigio, proveniente dal Malabar, dall'isola di Celiali , dall' Arabia ec. (Aq) Omtiaittio. * (Min.) Om-ma-ìt-ti-o. Sin. V. G.Lat. ommaichthyns.(Da omma occhio, e ichthfs pesce.) Varietà di feldspato d'una trasparenza alquanto nebbiosa, congiunta ad una tinta leggiermente azzurrognola , conosciuta perciò co' varii nomi di Pietra di luna, Argentina, Astroite , Androdama , Occhio di pesce. (Aq) Ombiei. * (Geog.) Om-mc-i. Ant. popoli della Terra dì Canaan. (G) Ommessione , * Óm-mes-si-ó-ne. Sf. Lo stesso che Omissione. E.Salmi. Pros. tose. 1. 2o 3 . Come nou fare lo stravizzo? la cui ommessione importa subito la sovversione di nostre leggi ec. (N) Ommbsso , Om-nrés-so. Add. in. da Ommettere. Lo stesso che Omesso. L'. Guicc. Star. 20. i 5 (j. Però , ommesso il pensiero d’andare innanzi, prese cc. Osi mette re, Oiu-mét-te-re. [ZV. anom. Lo stesso thè] Omettere. V. Slat. Mere. Ritenere al detto «fidai del suo salario per tanta quantità-,e tante volle, quante facesse contro a ciò o ommettesse di far le predette cose. Ommissione , Om-mis-si-ó-iie. [*V/i Lo stesso che ) Omissione. C. Omnifago. ( 1 - isiol.) Oin-ni-fa-go. Add. m. Che mangia ogni cosa indistintamente. — , Oinnivoro , Onnivoro, sin. (Dai lat. omnis tutto, e dal gr. phago io mangio.) (A. O.) Onnipotentissimo, * Om-ni-po-ten-fis-si-mo. Add. m. superi. C. e di’ Onnipotentissimo, tìemb Lett. Resid.i. 3 o 8 . (ferona tifò-) Di tanta e si lunga libertà e repubblica , che il suo oinnipotcntissimo padre ha donato a voi cc. (N) Omniscio, Om-ni-sci-o. Add. e sm. V. L. Lo stesso che Onniscio e Qn- niscientc. f*. (Da omnis ogni cosa, e scio io so.) rivian.Magai.Lett.. fam. 1. >6. Troppo grand’uggia fanno all’alta loro presunzione di solì oinniscii. (A) (Pi) Omnivaga. " (Mit.) Om-nì-va-ga. Soprannome dato a Diana, non solo come dea de’ cardatori , ma anche perchè fra gli antichi fu ritenuta s cenine una stella errante. (Dal lat. omnia, sott. loca , ovunque , e l’ago io erro ) (Mit) Omhivobo.* (Fisiol.) Om-ni-vo-ro. Add.m. V. 1 i. (Da omnia ogni cosa, e l’oro io divoro.) Lo stesso che Omnifago. f*. (A. O.) Omo , O'-ino. òm. A'. A. P.c di Uomo. Trovasi anche ant. Olii, e nel pi. Ornili. Rim. ant. Guid. Guiniz. son. ’i. E. R. Omo che priso, non è ’n sua balia. Er. Barò. 161. 5. Lungo tempo Parlando l’omo. E 61. 8. Quegli è lini 0111 saggio. E 8-j. 17. Desdece Anima razionai pai-tir om bestia. E nf io. Magion nou face foni, ma omo quella. E i36. t‘i. In ciò che gli ornili fan. Brunett. Ret. Tu appelli colui 01110 , il quale se fosse omo , così crudel morte il’ orno non averave pensata. Rim. ant. M. Cin. Omo son l’or conforto, Tant’è l’anima mia fallita ornai. Gr. S. Gir. 17. xm. Li ventisele gradi di questa santa iscala sì oste , che omo renda dirittamente la sua decima. (V) Omoalgia. * XChir.) O-mo-al-gi-a. Sf. E. G. Lat. cmoalgia. (IJa omos omero , e a/gos dolore.) Dolore risentito alla spalla. (A. O.) Omobo.mi. * (Mit) O-mo-bò-mi. Divinità compagne ed amiche, onorate con sacrifizi ed altari comuni , e perciò dette anche Siinbymi. (Dal gr. ontu insieme, e hpntns altare.) (Mit) Omobconci , * O-nio huò-110 , Uomohuono , Bonnoroo. N. pi', m. Lat. Homobonus. (B) Omocarpo. * (Bot.) O-mo-càr-po. Add. m. V, G. Lat. homocar|ius.(Da homos simile , e carpns frutto.) Agg. dato particolarmente da Cassini alla colalide , quando sostiene fruiti simili (Aq) Omdcentrico. (Astr.) O-ino-cén-tri-co. Add. m. f*. G. Lat. homoccn- tricus. (Da homos simile, e centrali centro; cioè concentrico.') Agg. de' corpi, celesti che si muovono intorno al medesimo centro. (Aq) Omoclavicolare. * (Anat. ) O-mo-da-vi co-là-re. Add.com. Lai. omocla- vicularis. ( Dal gr. omos spaila , e rial lat. clavicularis clavicolaie.) Lo stesso che Coracoclaviculare. P~. ( 0 ) _ Oiiocosm. * (Mit.) O-nio-cón-di. Divinità giapponesi dell’ordine de Carni o Eetisci. (Mit) Omocotile. * (Anat.) 0 -mo-cò-ti-le. Sf. V . G. Lat. omacotyles. ( Da omos omero , e coty'le cavita.) Cavita glenoitlea che i-tccve la testa dell’ omero , situala alla estremità del colto dell' o m iplata. (Aq) O.MODEHMI. * (S 5 ool.) O-mo-Jèr-ini. Sin. pi d. G. Lat. lioiiioderuii.(na homos simile, pari, e derma pelle.) Nome della prima famiglia de' rettili ofìdiani , proposto da Dimerii , che comprende 1 serpenti a pelle uniforme e liscia , od anche squamosa ma di squame tutte fra toro e'Hiali. per ri derà estensione, del loro corpo. Igeneri che la coni- noii"ono si riconoscono per la piccolezza della bocca, per le mascelle ‘non dilatabili e prive di denti venefici , e per dolcezza d’ indole: si nutriscono soliamo d’ insetti. (Aq) Omooromo. (Mecc.) O-mo-drò mo. Ani. I . G. f.ut. honiodroimis. (Da hoiiiu insieme, c ilmmos corso) Leva in cui il peso e la potenza sona um mdue dalla parte stessa del punto d appoggio, e muovonsi nella direzione medesima. (Aq) Omob. * (Grog.) O-inò-e. isola della Danimarca. (G) Os,orici.* (Arche.) O-mò-fa-gi. Add. e sm. Nome col quale gli anl.geo- grafi indicavano certe nazioni, coma gli Sciti, i quivi di carne cruda si alimentavano. (Dal gr. omos crudo, e phago io mangio.) (Mit) % 628 OMOFAGIA Omofagia.* (Filol.) O-mo-fa-gì-a. Sf F.G.Lat. omopbagla. (Vx>mqfagi.) Festa di Basco Omadio , che celebratasi a Chìo ed a Tenedo : gli sagvif cavano un uomo il quale veniva posto a brani. Ma Arnobio vuole che , simulando furore, mangiavano te interiora delle caprette immolate. (Aq) (Mil) Omofonia, * (Mus.) O-mo-fo-nì-a. Sf. F. G.Lat.homo]ihonm.(Ba.homu insieme , c phone voce.) Specie, di sinfonia all' unisono. (Aq) Omofonico.* (Mus.) 0 mo-fò-ni-co. Add. m. Foce principale . (L) Omoforione. * (Arche.) 0-mo-fo-ri-ó nc. Sm. V. G. Lat. omophorium. (Da omos omero, e phero io porto.) Nome di una parte del vestimento che circondava il collo e copriva le spalle ed il petto. Presso i Greci era lo stesso che l’ amiculum de’ Romani, simile a quella della Flora del Campidoglio. (Mit) 3 —* Mantelletlo che usavano gli antichi vescovi di portare sugli omeri nel celebrare la messa , come divisa del loro pastorale ministero } ma giunti all' Evangelio, presente il vero Pastore, la deponevano. (Aq) Omofrone. * (Zool.) O-inò-fro-ne. Sm. F . G. Lat. liomopliron. ( Da homos simile , e phren indole.) Genere d’insetti della prima sezione dell ordine de coleotteri , della sezione de' pentameri, della famiglia de' carnivori, e della tribù dei cambici , così da L atre ilio denominati per l’indole loro di annidare o di vivere insieme, per cui dove sulle rive delle acque se ne trovi un solo , è sicuro che nel piccolo spazio di terreno ed intorno al luogo ove fu preso il prima, se ne incollila un gran numero. È lo scolytns di Fabncio. Hanno i palpi conici e piccioli, antenne coverte di otto o nove articoli distìnti, di cui. gli ultimi formano una massa .solida , corpo cilindrico ec. (Aq) (IN) Omogeneità , O-ino-gc-ne-i-tù. Sf F. G. Lat. homogeneitas. (Da homos simile , e genos generazione.) Qualità di ciò eh' è omogeneo , o di simil natura o specie. Gort. Alg. (A) (0) Omogeneo, 0-mo-gè-ne-o. Add. [ni. F . G.] Della stessa natura. Lat. homogcncus, congcncr. Gr. op.oyi.rhs, crvyytrh s. Fiv.prop. ig. Se saranno quattro grandezze a due a due omogenee, e fra loro proporzionali. Omoginja. * (Bot.) O-mo-gì-ni-a. Sf F. G. Lai. homogina. (Da homos simile , e gyne femina, e per estensione pistillo. ) Genere di piante della famiglia delle sinanterce , e della singcnesia poligamia superflua di Linneo,proposto da Cassinij così denominate dagli stili de'Lorofiori femminei assolutamente simili a quelli de' fiori ermafroditi od androgini : fu stabilito a scapilo delle tussilagini dì Linneo. (Aq) Oaiogiro. * (Filol.) O-mò-gi-ro. Coltivatore che inventò V arte di attaccare i buoi all' aratro , e fu colpito dalla folgore ; la qual cosa fece credere eh’ egli fosse sudo posto fra gli dei: onde gli tributarono onori divini. (Dal gr. otnageron di verde e cruda vecchiezza 5 c questo da omos verde , crudo , c gci'on vecchio. ) (Mit) Omocnjo. * (Mit.) O-mò-gnio. Soprannome di Giove, invocato da' fratelli. (Dal %r. Jwmognios, lo stesso che homogonivs, vegnente da homos simile, e genos generazione.) (Mit) Omogrammà. * (Arche.) O-mo-gràm-iua. Add. cotti. F. (MLat. homo- grairtmus. (Da homos simile , e granaria lettera.) Ag§Kk | due atleti che dvveano combattere l’uno conira V altro , per avere estratto dall'urna la medesima lettera: poiché prima di combattere gli atleti tm- evansi a sorte. (Aq) Omoide. * (Zool.) O-inò'i-de. Sm. JSome dato da Tlevissaut ad un picciolo osso oblungo sopra il quale si articola da ogni lato il ramo palatino del becco superiore degli uccelli. (Dal gr. omos omero.)(A.O.) Omoioideo. * (Anat.) O-mo-i-o-uè-o. Sin. V. G. Lat. omohyodcus. (Da omos omero , e hyoidts ioide.) Muscolo ioideo. (Aq) Omoiosi* * (Fisiol.) O'ino-ì'O-si. Sf. F. G. Lat. liomoiosis. (Da homios simile.) Lo stesso che Assimilazione nel sign. del §. 2 . F. (Aq) Omoiotomia.*(C hir.) O-mn-i-o-to-mì-a. Sf F.G. Lat. homoiotomia. (Da homios simile , e tome taglio, ) Nome che dava Asclepiade di Bitinta ad una operazione che consistevu nello scal fivate il palato e le amigdale. (Aq) OmOjanio. * (Hot) O-mo-jàn-to. Sm. F. G. Lat. homoeanlhus. (Da/to mios simile , c anihos Bore.) Genere di piante della famiglia d ite su,anteree , e della singenesia poligamia eguale di Linneo , stabilito da Bonpland, desumendo tal nome dalla perf etta eguaglianza nei.fiorellini del loro fiore composto } hanno di.ppiù V antodio con scaglie rilasciate , il ricettacolo nudo , le corvllucce bilabiate colle lacìnie del labbt o interno attorcigliate , le antere con due setole alla base , ed il pappo sessile scabro. (Aq) (N) Omola, * (Zool.) O'-mo-la. òf F . G. Lat. homola. (Da homos simile.) Genere di crustacei, malacoslracei brac làuri , stabilito da Lcach i quali si distinguono particolarmente per le loro tanaglielte mediocremente grosse , lunghe ed eguali ; e dai piedi della seconda , terza e quarta coppia molto allungati, deboli e simili fra essi. Ha per tipo /'hippocarcinus dell'Aldrovandi, ossia /’homolospiniffon di Lecich.(A q) Omolee. * (Arche.) O-mo-lc-c. Add. e sf pi. Feste celebrale nella Reo- z a in onore di Giove , sul monte Ornalo , antico soggiorno de Centauri. *— , Omoloje , sin. (Mil) Omolipfo, * 0 mo-ljp'po. N. pr. m. (Dal gr. homalos leggiero, e hip * pevs cavalcatore.) — Figlio d Ercole e di Csamide. (Mit) Omolite. * (St. Nat.) O'ino-li-te. Sm. Pezzo osseo che in qualche animale si. unisce al coi po dell' orno piata verso la sua estremità opposta all'omerale., e porta questa estremità sino sopra la spina. (Dal gr. omos onici o, ovvero da /*o/«os-sinjile,c lilhos pietra : Simile a pietra.) (A. 0.) Omolo. * (Arche) O’-mo-lo. Soprannome della famiglia F (deria. (Dal gr. homalos liscio, leggiero.) ( 0 ) Omologamente, O-mo-lo-ga-mén-te. Avv. Corrispondentemente. F ivian. Tralt ifes/sz. Pesi e resistenze G , II, che tra loro siano come le leve KB, I D omologamente. (A) Omolocaiie , O-mo-lo-gù re. Alt. Paragonare , Confivntare , Agguagliare. (A) 2 —(Leg.) Omologare dicono i legisti per JUtlf cure, Confermare.F* Ouiologaaouc. / ardi Eh (A) OMOROSO Omologato , O-mo-Io-gà-to. Add. m. da Omologare. (A) . Omologazione. (Leg.) O-mo-lo-ga-sió-ne. Sf. F. G. Lat. homologa* j (Da homos simile, e /ogos discorso , ragione, ordine.) Atto dea aa torità civile che conférma , approva e convalida un contratto fatto vanti ad un notaro , un rapporto di periti, od altro atto. (A) (Aq)C/ Omologia. * (Rett.) O-mo-lo-gì-a. Sf F. G. Lat. homologia. (D a ^ mologeo io confesso.) Figura con cui l'oratore nel tempo stesso c confessa il delitto , ne implora compatimento e perdono , invoc&W in afillo la fede e la giustizia di qualcuno, ed amplificando le p 1 prie miserie. Da' Latini chiamasi Deprecalo. (Aq) Omologo. (Geom.) O-mò-lo-go. Add. ni. F. G. [PI. Omologi e ® l1t g loghi. Dicesi dì que lati che nelle figure simili si corrispondono , sono opposti ad angoli uguali. Dicesi italianamente ) Corrispondi f I^at. omologus. Or. bpókoyQs. ( Da homos simile e logos rag’p 0 ^ j ’t convenienza, corrispondenza.) Fiv.prop. 77- e term'nì numlno-i riollo no.-ife nronorzioni. 5j Galil. Conia. Op. 3 - se dee omologa, cioè rhpond le medesime linee A B sieno lati omologhi. (Br) a 2 * (Mus.) Suquì omologhi sono quelli fra' quali non passa veM 1 differenza negli strumenti a tasti, ed una piccolissima e quasi W sibila nel canto e negl' istrumenli da arco e da fiato. (L) Omoloje. (Arche.) O-mo-lò-je. Add. esf.pl. Lo stesso che Omolee. r\ . Omomalle. * (Bot.) O-mo-nml'lc. Add. f. pi. Agg. che jMohv e rr e danno alle foglie dette comunemente Unilaterali. F. ( 0 ) onde homologia convenienza, corrispondenza.) Fiv.prop. 77- E 101, U'mini omologi delle poste proporzioni. « Galli . Comp. Op. 3■ ce disegnare un’ altra simile , ma sopra la linea 1° G , la quale ^ mologa, cioè risponda alla linea A B. E Op.g. Due ligure delie ° » che Fiorentino c Accademico delia Crusca appo di yoì è (Qui nudamente usato per Sinonimo.) (N) ^qs Omonoe.* (Mit.) O-mò-no-e. Nome greco della Concordia. (Da h° simile e /1005 mente , ejusdein mentis. V. omonoja.) (Mit) ^ Omonoja. * (Arche.) O-mo-nò-ja. Sf Parola che trovasi difótfyn- sulle monete greche , particolarmente dei Tesscdi ; e signif? c(i . yi ninne di due città per avere la moneta comune : cosa necessiti g 0 , Grecia , ove le monete di un paese non avevano corso neUiaUe 0 '^ tnonoja , cioè homonia vale in gr. concordia. Y. omonoe.) (-' lI Omonopagia.* (Mcd.) O-mo-no-pa-gì-a. Sf F~ G . Lui . homon-T ® Lo stesso che Cefalalgia. F. (A. O.) . Omopaterie.* (Arche.) O-mo-pa-tè-ri-c.^/c/t/. e sf. pl.F.G.L^y 1 )a homu insieme, c pater padri.) Festa o assendi^F^ patonae. (Da nomu iusx<.-»iu;, u putrì , } A •- ftcevasi pivsso gli Ateniesi nel giorno m cui univansi i figliuoli dovevano essere ammessi nelle Curie. (Aq) Ouopetale.* (Boi.) Q-ino-pc-tx-ìv.Sf. pi. F.G. Lai. homopetidae^^, homos simile , e pntalon petalo." Nome da Cassini applicai 0 ° lailidi , o ricettacolo de'fori composti della famiglia delle su ^ ree , quando i fiorellini sono tutti- egiudi o simili per iti sil ' ” . - - ;. s s 0# «0* iiiscoio pari , suiulc , uuuugucy/ ^ -- , argine superiore dellòmoplaia dietro 03 l margine inferiore del corpo dell’ ioide• er j J-mùr-ca. Dea che cd principio del de'loro petali. ( Aq) Omoì’Lzta. (Anat.) O-mò-pla-la. Siri. F. G. Lat. omoplata. (D a "fé omero , e platys largo. ) Largo e tenue osso , uno de' c in( j a ^. yl fanno la base ed il fondamento solido dell' estremità supe/f 01 ..,^ corpo umano , che sono la scapola , la clavicola , U beare 10 } ■ (lli ot ro j tl cubito e la mano : osso simile ad un triangolo quti sì f e pet' posta nella parie superiore del petto ed insieme posteriore el * . fai* uhi-ta-i o-i-dè-o Add. e sin* c0ì . ìl ^\[$W 1 omnjdatahyoideus. Muscolo pari , sottile , allungato e schiave ìX i che si estende dal murg ‘ ’ > t- - rincagni coracoidea ai Lati del Omorca.* (Mit. Celi.) O-mòr-ca. Dea che al principio — ^ soviana dell universo allora composto d’acqua e tenebre che'^j 0 c !ìi - devano mostri, la cui imagi ne vedeasi appunto nel tempio d 1 * 3 fl t bd distrutti gli aveva: egli distrusse anche Omorca e, divisti^ 1 , c \]ù parli, ne fece la terra ed il cielo. (Dal celt. o acqua, e in alcuni dialetti diecsi moicin figlia : Figlia dell’acqua.) (,, Omore, O-inó-re, [Am. F.A.F'• c di ’] Umore. Lat. hunior. co 11 Dant.Inf.3o. 53. La grave idropisìa, che sì dispaja Le 1 omor che mal convtrtr. Nov. ant. 4> 3. Al Tini de’ savu M movimento domo ri.Paiiad. Gemi . iy. Acciocché getti fuoU del mal omore. /Mit) Omoriano.* (Mit.) O-mo-ri-à-no. Lo stesso che Oinorio. ,Zo>l Omo pio. * (Mit.) O-mo-ri-o .Sopmnnotne greco di Giove coi 1 r al Terminale de Latini. — , Omoriano , sin. (Dal gr. oc 10 trofo , che vico da homos simile, cd oros conlìne.) (M>0 ^ b 11 " 1 /, Omoroso, O-mo-róso. Add. [m. y.A.V. e di’ Umoroso.] dus, humorosns, Col. Gr. vypós. Lìb. Muse. La parte oi» 01 j,; r dal freddo, sta nel minugio. Da r. Cult. iyi. Mandorli) ^ 0 , Lei-cocchi (~annestaj tutti in sul susino, che c umido e 0,1101 e. is t.m u c - < Debbi-, io. li se in ralle , ovvero in campo omoroso > ‘ / hl -, ? uwgli,;yy di; Le gcntmv.» di 1 fu H S | W VÌ } e X^ valle, Oi,^^’ llc 'i di tre gemme lunghi , cc(B) OMOTALAMl ovvero in campo umcttoso , basta che sicno i >29 (Bòt.) O-mo-tà-la-mi. Sm. pi. F. G. Lat. homotbalami. „ a liomu insieme, c thalamos stanza.) Licheni caratterizzali d’apoteci Oi,n n(i ' daì/ a sostanza medesima del tallo. (Aq) - t °kico.* (Med.) O-mo-tò-ni-co. Add. m. F. G. Lat, homotonicus. jL.f ! >0>ìl0s simile , e lonos tenore.) Agg. di malattie che hanno seni- °*io T Jll tes ?? C07 ' s0 - ( Af 0 ONCINO Ojìcea.. * (Grog.) On-cè-a. Lo stesso che Onciona. F. (G) Onceate.* (Mit.) On-cc-à-te. Soprannome d’Apollo venerato sulle sponde dell’ Onceo in Arcadia. (Mit) Oncenso , On-cèn-so. Sm. F. A. F. e di’ Incenso; e qui fig, Spirito di orazione. S. Cat. Dial. (A) OiNCHEMiTE. * (Arche.) On-clie-mìde. Sm. Vento , cosi detto da’ popoli d’Italia perchè soffiava da Onchesmo. Chiamavasi anche Anclienite e Anchesite. (Mit) V. G. Lat. liomotonus. (Da ONCHESTE.*(Geog.)Oii-chè-ste.Zmz.Onchestiis..t4n/i : cac*7£àz/e//<'f.£?eozm (G) leste ad onore di Net- » T °No.* (Mcd.) O-mò-to-no. Add. m. s - « >n \ ' *• jmm F m ° s simile , e tonos tenore.) Agg. di febbri nelle quali 1 sintomi Oschestie. (Arche.) On-clic-sti-c Add. e sf.pl, 1 fwueitgono allo stesso grado d’ intensità in lutto il corso della ~ tuno che si celebravano in Oncheste. (Mit) 0 Sono chimeriche ' A M ° T Ror E . 0- Ometto , Ometlolo. (A» G.) Okchestio. * (Mit.) On-chè-sti-o. Soprannome di Nettuno , onoralo ad sii-- ”* (Mit.) O-mò-tro-pe. Agg. dato da Pindaro alle dee Giu - Oncheste ove aveva un tempio ed un bosco sacro. (Mit) l u! , e 7 ace che sono ipiù saldi sostegni della prosperità degli Stati. Onchesto , * On-chè-sto. N. pr. m. ( Dall’ che. o fon. lina ricchezza , M°. r ‘ 101 ^ otro pi-(Dal gr. homu insieme, e tropos indole, costume. )(Aq) e qesila agnello, danajo: Bieco di agnelli o di danajo.) — Figlio di Vo R, ‘- (Zool.) O-mòt-te-ri. Sm. pi. F. G. Lat. homoptera. (Da Nettuno che diede il nome ad Oncheste. — Figlio di Aglio, ucci- t 0 (f 0 s Slm ile, e pteion ala.) Ottavo ordine degl'insetti, secondo il me- sore di Oeneo. (Mit) vlitfj. da Leach, il quale ordine comprende gli emiiteri colle Onciudjo. * (Zool.) On-chì-tìi-o. Sm.F. G. Zm.onchidium. (Da onchos C l e r> lLa l e consistenza e talvolta simili alle ali. Latreille dà lo tumore, c idos forma.) Genere di molluschi gasteropodi stabilito da Buchanan', così denominandoli dalle due appendici a guisa di tumori di cui è munita la loro testa. (Aq) 2 — * (Bot.) Genere di piante della ginandria diandrici e della famiglia delle orchidee , stabilito da Schwariz con alcune specie del genere epidendro , derivandone il nome dal tubercolo che U'ovasi sul labbro del nettario de' loro fiori. (Aq) Onchidosi. * (Zool.) Ou-chì-do-si. Sm. pi. V . G ■ Lat. onkidosis. (Da onchos prominenza. ) Nuovo genere di molluschi gasteropodi scu- dibranchi, osservalo da BlainviUe nella collezione del museo Britannico , il quale ha molti rapporti col genere dori-Sj se non che gli esseri che lo compongono si distinguono per corpo ovale e superiormente rigonfio. Comprende la sola specie onkidosis leachii Blaine. (Aq) Onciiiostro, On-chiò-stro. Sm. P. d.F. e di’ Inchiostro. Fr.Jac. T. 1. 2. 20. Gli, medici il sanno, che contano il costo, Che scrivou l’ onchio- stro, c fami pagare. {F. la nota o8g. Guitt. Utt.) (V) ( Forse dee leggersi lo ’nchiostro. ) (N) 0^ nome alla seconda sezione del suo ordine degli emilteri, (Aq) ^ * (Gong.) Città e provìncia della Russia asiatica. (G) mìic-cio. A m. dim. di Omo. Omino Mrmog. 10. Bere. (Min) biiu 4 ‘* (Oeog.) Omii-ra. Città del Giappone. (G) k) 41 "'* .(Eccl.) O-mti-si-à-ni. Add. m. pi. E.G. Lat. homusis.(Da 1 tnsieme, e usia sostanza.) Agg. che per derisione davano gli Ar- fj 1 c ‘i Cattolici che tenevano per dogma la consustanzialità di G. KR{ Viviti Padre. (Aq) 4; (licci.) O-mù-si-o. Add. m. V.G. Lat. bomusius. (V. Omu- (, ei . ì£ .0 Termine .dai Padri usato anche prima del concilio di Nicea, Os.* Pedicure in G. C. la stessa natura e sostanza del Padre. Egiz.) Il Sole nel linguaggio sacro de’ sacerdoti. ■ s> ! ' r .P r - m - Lat. H011. (Dall’ ebr. ou dolore.) (B) c4// (Oeog.) Antica città d’ Egitto delta da’ Greci Eliopoli. Palestina. (G) (Mit) (Aq) (Mit) - Città 0, td endenza e della libertà , pel lungo pelo, per la forza, i( 0fri a Velocità ec. Delle sue carni cibavansi con sommo trasporto i c^ ; . Co ^m^ • gl irnperadori poi facevano comparire questi animali nel év a Eterne con gli altri salvatichi. F. Asini), 5.3.] Lat. onager. Gr. *^ a 0,705 asino, càagrios selvaggio.) Villani. 5.rj.Pnr così ragìo- k s 0 a *icor mi tocca Di un altro animai clic ha nome onagro, Quanto JifU lla datura e fredda e sciocca. Tes.Br.5. ^3. E sappiate clic questo 0jj 8 (osserva il Monti che va letto asnes) salvatico, clie fuomo chiama a ciascuna ora del dì c della notte grida una volta. Libr.segr.cos, Co'^ ^no cercando di avere il laltedi una onagra .Fit.SS.Pad.2.25. a ‘ lf Jò a certi animali, che si chiamano onagri, che gli porfassono. o Si( -AMin.) Pietra d’onagro; Nome dato da edeuni autori al belzuan, (teli’ una pietra che trovasi nella mascella dell'asino salvatico o oncia-■ • - • ’• % w« e «H^-Dicesi che sia di colore bianco giallognolo, ovale, gi-ossa , ni c ‘" la, ioce, tenera e pienadi screpolature, le quali nongiungono sino 3 della pietra■ Ad essa allrihuivansi moltefavolose t'ó'i«.(Mit) *i(i ' /'bt-) Macchina militare degli ultimi tempi della romana mili- e* SC( co f« quale si lanciavano grosse pietre e macigni. Annidano dice 1 ^ Onagro una cosa stessa collo Scorpione, ma Vegezio distillate n ^ ue tnaccliine, e conferma la nostra dejinizione. Altri vogliono a <’ ro s ‘ a un vocabolo nuovo adoperalo nella decadenza dell’ini- dii J' e ’’ indicare la Catapulta, Segr. Piar. Art. Guerr. I. 7. ióg. V "Olenti co’ quali gli antichi difendevano le terre erano molti, t 6 ?- rT! stc > onagri , scorpioni, arcohaliste, fustibali. Fegez. pag. ° pittf ' ì eilZe L’onagro, cioè mangano, o altro dificio, manda g. 5y. Troppo sarebbe larga la bigoncia Glie ricevesse il sangue ferrarese, E stanco chi ’l pesasse ad oncia ad oncia, lìut. ivi: Oncia è la duodecima parte della libbra. Ricett. fior. 113. L’ oncia pesa dramme olio , ed appresso a’ Veneziani dramme nove. 2 — Sorta di misura [di lunghezza in alcune pruvincie, che equivale alla duodicesima parte del piede.] Lat. lincia. Paliati. cap. 9. Questo ( smallo ) sia a grossezza di sei once. Dani. Inf. 3o. S3. S’ io fossi pur di tanto ancor leggiero , Gli’i' potessi in cento anni andare un’oncia. Ar. Eur. 1J. g 2. Gir’un’oncia , un dito sol d' crrur clic farcia, Per la mala impressimi paria sei braccia. March. Lez. n5. Ai tempo di Claudio imperatore fu portato dell’ Arabia uno il quale era nove pie e nove once : nove piò sono sci cubiti , clic lamio 4 braccia e mezzo; e 9 once , cioù 9 dili grossi, sono vx degli orili- ilari!, che fanno tre quarti d’ un piede. 3 — Certa quantità di moneta di Sicilia e del Regno. Bore. nov. fo. 27. Condemiati i prestatori, che imbolata aveau P arca, in dùce once , liberò Buggieri. 4 — Stare a once ffig- = Far vita parca , sottile. Menz . sat. 1. Poi dicon che ci giovi stare a once ; Clic così nic’risplendou per le mura L’immugiu de’ poeti e magre c sconce. (V) 5 * D’undici once dicesi un Bastardo $ quasi che voglia dirsi Scarso di peso, come (niello che non è nato di giusto, cioè , di legittimo matrimonio. Salvili. Annoi. F. B. (A) $Ua. yj!' Illu come torte di nervi, e come grande, pietre grandi così grandi sassi per gli onagri, cioè per gli grandi cioè Ucii " a l J P ress o: I rùovrp attuti j ec , £* 26. Ed ancoi’a dee portare dicci onagri qVfcjQ avvero difteii di gittare pietre. (B) (V) (Gr) ** (Grog.) 0*na-lè-jo. Una delle isole Marchesi . (G) *A< 0 G-nà-nio , Onam. N. pr. m. Lo stesso che Onano. F. (Mit.) G * l0 cei- ) O -na-m-stno.A/mPoifoz/ontf volontaria : Abominevole ^PAitttio ^ lssim u abitudine di eccitare od accelerare la ejaculazioue ^e, ° Sa dello sperma , mediante il toccamento , lo sfregamento o il delle parti genitali.Trasse il nome daOirvu.F .—, Ma- ‘V* n 11( T 5 Mastuprazione , Manustuprazione, sin. (A) (0) 0», f . 'J-llJj.iirs f\ . r\ . r\.. _ i \T Oliali, Onam, Onoano.'N.pr.m.Lut. Ouan. (Dall’chi*. 0* ? .‘ a H° cli *posa. (Mit) ^v e,i, csè O-ila-si-ino. N. pr. m. (Dal gr. onesimos utile .)—Sofista ,/*, » , c ie viveva sotto il regno di Costumino. (Mit) iV. pi '-vi ui.ll»‘ r. regno di Costammo . (Mit) m. Lat. Onatas. (Dal gr. onetos che vale ad -Scultore greco , nativo di Egina teli, °’ ni -ta. «tilc e 'vituperevole.)- b s :‘6.> Micone. (B) (Mit) Ws' * (C?S) O-nà-tc, Ugnate. Città di Spagna nel Guipuscoa. (fi) infilo' ® (, S-)_0'ii. C a. Lo stesso che Ogga e Unga. M. fi) U ' ca ' stro - Sm. M. A. F- e i/i’lncliiostro. Guitt. lett. 38. a Gu-c 0 caita Voleste perdere in me. (V) 2 — (Eilol.) Presso i Romani era la duodicesima pat te dell'asse, ossia di un lutto qualunque-, onde anche nelle eredità dicevasi Avere avuto un’ oncia , due once ec. cioè , un dodicesimo, due dodicesimi ee.(O) 2 — * Dicevasi Oncia sacra, un Antico peso deli' Asine dell’E.- &dt° ?. cinta , Certa misura di capacità per liquidi appo ì Romani-, di sestiere, Misura di capacità pei grani, ed era la duodecima paria ai un moggio ; di terra, Misura che presso i Romani corrispondeva alla duodecima parte del jugero , e valeva , secondo Paucton , srs- santa tese quadrate di Ciancia. (Mit.) Onci ile , » On-ci-à-le. Add. corn. Aggiunto di Scrittura , e di lerte- > v o caratteri grandi che un tempo si usavano per Le iscrizioni, per gh epitaffi ed anche pe’ manoscritti. Questo carattere non fa in uso che fino al settimo secolo. Erano quelle lettere dette Onciali p.r-rhè la loro dimensione era appunto di un oncia , ossia della duodecima parte di un piede , cioè di un pollice. (Mit) Osciaiua. (Leg.) On-ci-à-ri-a. Add. f Agg. di Usura , ed era quella di solamente un per cento , approvata dagli antichi Romani. Gozz. Rep. giorn. 1. Berg. (Min) O.ncixato On-ci-nà-to. Add. m. Lo stesso che Uncinato. F. Del Pan. JS'at. cald. fredd. Berg. (Min) 2 —(Boi.) Peli onciuati : Quelli che nella cima sono ricurvi ; Seme oncinato, quello che termina in amo od uncino ; Stimma cucinato , Quello della camera de’giardini. Bei Intoni. (O) Onci setto, Oìi-ci-nct-to. [A ni l dun. di Oacuio. [ l..o stesso c/ie Uncinetto. P .] Sagg. nat.esp. 18. Gosì atlacca la palla al blu per un suo oucinetto, viene a tirarlo, e distenderlo col proprio peso in un triangolo isoscele. Oncik’O , On-ci-no. [A’/u. Lo stesso che] Uncino. P . Lai. unous , un- ciiius. Gr. «'j-x/rcs. rilleg. too. Gli altri arrivali in quedo caso i tì- 8 o 63 o oncinuto chi in vetta , e lor no senza ondilo. Serd. Star. 3 . 126. Vennero ancor esse a battaglia *, e gettate le mani agli oncini di ferro , ciascuno si sforzava di montare sopra quella nave che gli era più vi- cfaa. Sagg.nat. esp. 14 2* Con appendere il medesimo peso a un micino fabbricato nell’asse di detto mastio. 2 — Proverò. Lasciare o Tenere Tonchio attaccato. Lo stesso che Tenere il filo appiccato, F. Filo , 3o, 2. Farcii . Slor. 10. 323 . E nondimeno , per lasciare un oncino attaccato , dicevano ec. 3 — * (Bot.) Arboscello della Cochinchina , che nella pentandvìa moni ginia forma un genere analogo al genere theophrasfa di Linneo , e così denominalo dalla sita radice fornita di grassi tubercoli.Si approssima al genere. Dioscorea di Linneo. (Aq) Oncinuto, On-ci-nù-to. Add. m. V. A . V. e di’ Xwciìvxio.Anigh.yi. Nè quello che T aperta mano diede, T oncinuta ratlragga. {Qui me- Utf. vaie lliqtace.) (V) Oncioj» a. * (Ceog.) On-ció-na, Oncea. Ant. citta dell' Arcadia. (G) Onco. * O'n-co. N.pr. m. (Dal gr. ancos eminenza , congerie, fasto.) — Piglio d'ApoLo , che diede il suo nome ad un cantone d’Arcadia, ov erano bellissime cavalle . (Mil) Onco.* (Bot.) Sm.F.G. Lai. oncus. (Da oncos tumore.) Arboscello esotico , con cui si è formato un genere nell'esaudi in monog/nia, e nella famiglia delle otparagoidi, distinto da rana rampicanti', e co*) denominato dalla sua indice fornita di grossi tubercoli. ò r appr<, undaiìs. Gr. v.vgux.Ti^og^vos , xvgcùvcdv. liuccll. iute a’ miei dì mille volte . . . Assise bere , c solcar L* ondanti fogliti , che ti par vedere Nocchieri andai .. * .. T' l '_ - 1J* C.. .... .-...Annti vasi 5 * mollette e riiiluocai-lo a ragione, a ciò faccia marezzi, ondato L di colori bellissimi. (A) (]S) ^ , Osdato , On-dà-to. Add. ni. Segnato a guisa d' onde , Che « roc. Dis. (A) h,e a — (Bot.) Foglia ondata dicesi quella , la quale verso il mutò e scende ottusamente e a onde. (A) r d‘ tte ■ . Okdatkà. (Zool.) On dà-tra. Sm. Specie di mammifero e rosicchiatone del genere castoro , che ha la coda piatta 9 c0 iij 01 ,, sce dal Pilori , o Ratto uniscalo delie Antillc , per qa es Ll c$^ inazione , e per molti altri caratteri - il Pilori ha la co f a la , cilindrica come quella degli altri ratti , in luogo c ... del Canada l’ha lunghissima. E grosso quanto un co,lf fL,iorl. rossiccio. Forma nell' inverno una tana di terra ove ne l j. ; si 111 f e pei' un foro vanno a provvedersi delle radici diacono da L ^ triscono f quando i geli oppitano 1 buchi , non potendo - pi mangiano gU uni cogli alni. Le pellicce di pelli di ondali < l C ;l ‘Lì giatissime. Appellasi anche Hallo moscato, Sorcio muschiato ( dà. Lat. inus zihethictfs Gmel. , Castor zibeticus Lin. ( Owdazioke,* On-da-d-ó-ne. Sf. Ondeggiamento , Ondata. ^ r jitiif\) si appoggia a quella del volgarizzator dell’ Ene.ida mniiiis ^ -jj,, (• Crusca che uso Undazioiie , per lo scambiamento dell U ^ ^ yia Bari. Suon. 1. 3 . Vedremo che le ondaziqni dell’acqua 0 ^ zioni dell’aria non si rassomigliano in ogni cosa. (Br) c hci ll %iO Onde , O’n-de. Avv. di luogo , e vale Di che luogo, o o Da qual luogo. Lat. mule. Gr. Pclr. son. l ventisette appunto , Sull’ora prima , il dì sesto d’ApriD ’b- rinto entrai, nè veggio muT esca. )) Boez. 90. Deh o sc h c ^ £ , 0l -a ° ju tessendo con ragione non ispieghevole laberinto *, nel q |1 ' ^5, y* tu escili entri , e ora onde se’entrata escili. (V) E p- tolse amor Toro c di qual vena Per far due trecce bioi 1 3 — Talora significa moto non da luogo , ma a luogo e pf vC rJi ? p, ^.c?.] Lat. quo.Gr. 7 toc filoc. 2. 22Q Onde sono ora fqgaV^ ne’quali Priapo più volte ci coronò di diversi fiori? Per mezz’i boschi inospiti e selvaggi, Onde vanno a g ia v jeU lJl mini ed arme. E 265. E sol tu , che m'allliggi, Ai» 01 ’ c c- e moslrami ond’io vada. , £ 0 làJ, 3 — {In questi significati gli precedette alle volte La ° ^ q. 16. La buona h nimina tornò per la cassa s» {q ^311 " eh' li" la 4 nov. ig. portò onde levata T avea. )) ^ in ogni loco , Poh’r crctieudo mia vita campare ? ( J3ra» ! itiP trovo la mia morte. (Gin) lìocc. g. 8 . n. 6 . Là , làq 1 ’ 1 ^ 'P' divisato, là chetamente n’nudarono. (V) Pai ad. 24 finestra picciola là onde entrare ed uscire possano 1. I forami là onde elle entrano ed escano sieuo_ stretti- l ^U lll c iì^ — * Per In che modo. Lat. quouammodo. fianmi. j ^ io cotali parole liete fra me diceva, il cuore di'; ) l£ za 1 ■ • - - subita tiepide* ^ X so onde , nè come tutta nf occupasse una suona 11 ^ dietro tirò la volontà presta a rallegrarsi. (Ciu) P cll ' lcl 5 — Talora mostra cagione , materia , origine, o si * gr ;l11 J» c .è. Ma ben veggi’or , siccome al popol tolto D*j“. 0 "‘'j, . 1 ‘ *""% onde sovente Di me medesmo meco mi vergogno. sonno e T oziose piume Hanno dal mondo ogni v i 1 ^ . cosh 1 * 11 ^ d 1 - dal corso suo quasi smarrita Nostra natura, vin rfl c Par. 3 . 4 i. Grazioso mi fia, se mi contenti Dei ONDE vostra sorte ; Clivi’ ella pronta , e con occhi ridenti ec. >1 Lab. Ed essendole venuta meno materia di dovei- dire di se alcuna gran bn- S la ) per avere onde dirla, te dimostrava.Prie. p. ». 227. Ben Lodi mia Ventura , Di Madonna c d’ Amore , onde mi doglia. Dav.Coltiv.Comc °Sni altro frutto trapiantasi (il noce) , là per tutto , viene adagio , dora assai, appiccasi agevole, fa ombra nociva, ond’cgli ha il nome. J 'm !>, soli. gì. Se Voi sapete che il morir ne doglia , Però che da stessi ne diparte , Sapete ond’ è , che quaml* io sto in disparte Di Madonna , mi preme ultima doglia. (Cin) ■ [ jf? con V interroguzione pur am o in questo significato. ] Peti'. s ° n - 10 2. S’a mia vegli’ardo, ond’è’l pianto e ’l lamento? » Pit. SS. PaU.i, 20. Onde è questo deschetto nel diserto, nel quale non èvia c Le gente ci passi ? (Cioè : Come mai è capitato ì ovvero : Donde è ln ' u venuto ? ) (V) In luogo di Per la qual cosa, Il perchè , Per cui. Lai. quare, 'piamohrcm, qnapropti r. Piani. I. 3. Picco il sole più che V usato dis- solve le nevi negli alti monti ; onde i (lumi furiosi , e con torbide onde corrono. (Cin) Canale. Aleil. Cuor. 25». Onde S. Paolo però dice. (V) Pallav Ist. Cono. 1. 110. Onde qualora l’Echio il pun- K cv a come seguace de’ Boemi , egli l’interrompeva con dimentirlo. (E) Coni. Dant. Inf. 4■ *34- f u accusato da uno suo discepolo , egli avea fatto uno libro di Dio , non delli Dei ; onde gli convenne bere il sugo ridi’ ciba velenosa. Lib. Similil. Con gentili e oneste parole li combiatano , onde convien loro partire. G. V. 10. too. Tutto suo navilio scian o in più parli alle piagge di terra di Ro- (nagna e di Maremma , onde furono in grande pericolo e condizione di scampare. (N) * Talora tiene in se rinchiuso V miteccdente. Vit. SS. Pad. 2. ONDEGGIAMENTO 631 ■*' a v.jEsQj). 6j. Lo semplice non ammaestrato dispiace maggioro °nde si studia di piacere. (Y) Pcir.p. 2. 255 . O beltà senza esci 'dlci'a e rara , clic tosto è ritornata ond’ella uscio. E 1. c ^ Sicché onde noi credessimo avere premio, averemmo supplizi'). *UV.F C«ll n,( T~ ,vr» -i C, Q f |, J>e -] Dant. Par. 2. ò'tj. Esser conviene un termine, da onde Lo suo Vontiario più passar non lassi» Soder. Pii. Il ramo , per onde ha “ '-ntrore ]’innesto , sia fresco , sano , liscio e nuovo senza jnnga- hn ?- (Cin) G.P. 7. ». Largo fu a’eavalirri d’arme, ma covidoso di acquistare terra e signoria e moneta d’ onde si lenisse per fornire le 13 Uc in >prcsc. (Pr) ?" Ter Acciocché, Affinchè , sebbene questo uso sia generalmente ''provato da’ grammatici. Slenz. Sat.6. Vedi Eulloma, che la mano "Keiw. ri— _:_: .i> -.,.1.. n .. t\ 1 ,.n....-..1..., .... p -rare gli spiriti a’sentimenti suoi, potessi ritirarmi ec. (V) Segner. l'ed. (jij. Questa rilevantissima verità vogl’io pertanto questa mal- "a studiarmi di far palese per pubblico beneimo , provando clic I 011 e mai utile quello che non e- onesto , onde nessuno si dia tol- cnicntc a credere che per essere felice giovi esser empio. (Min) Cv. la v. Imboccare, f, 6. Imboccar le a; lielierie, vale Inveslirte con °lpo di altra artiglieria nella bocca onde restino senza potersi usa- r J'ult. Voglia dir parole onde inziglii c accenda 1’ animo del- wrìitorc contro ad alcuna persona. Bemb. Bini. pag. 43• (Pene- ì’Ìd ) 1 .. o P 1 - I’ cv r-G.v... T mie sciagure In questi sassi incidi e in queste piante. Onde passando dalla cava fossa Amante lido annunzi pace all’ossa. (N) 14 — * Usato con l'infinito , vale A fine, Per, Come. Cocch. Disc. i53. Sono affatto persuaso che elle vi daranno maleria , onde congiugnere alle scelte parole i profondi pensieri. Bollar. I-ez.Decam. 1. 2 38. Non esser cosa giusta, che essi ritraggano dalle elemosine di coloro che faticano , onde sostenere coloro che faticare non vaglionu. Beni. Ori. 2. ig. 47 ■ E nella borsa lasciami cercare, Ch’ io non ini trovo, onde cenare, un grosso. S. Mar.Nov. Onde assicurarsi della retta erogazione di quelle rendite. Salvimi. Oraz. 7. 9. Ciascuna via e ogni occasione vedendo chiusa ondo farlo. E Avveri. I. 2. c. 12. Altre ragioni , onde solver questo dubbio ci si parano avanti. (N) 15 —- Talora si usa in vece di nome relativo , e vale Di che, Di chi, Del quale , Pel quale , De’quali, Da’quali, Co’quali , (Della quale o Delle quali , Dal quale, Col quale, Per i quali) e simili. Petr. uni. i. Voi , eh’ascoltale in rime sparse il suono Di quei sospiri, ond'io nudriva il core. Dant. Par. 2.14 2,Per la natura lieta, onde deriva, La virtù mista per lo corpo luce , Come letizia per pupilla viva. /•' 3. i55. Assai m’amasti, ed avesti ben onde. E 1 f. nS. Muoversi per lo raggio , onde si lista Talvolta l’ombra. E 16. 36. Da quel di, che fu detto Ave A! parto , in che mia madre , eli’ è or santa , S’alleviò di me ond’ era grave. Bocc. nov. i3. 4°- Lasciagli stare con la mala ventura che Iddio dea loro , eli’ essi fanno ritratto da quello onde nati sono. Pii. SS. Pad. Il terzo mi chiede e ridde- (lenii il debito, e io non ho onde lo possa soddisfare.»' Bocc. g.6. n, 3-Veggendo le donne per la via onde il pallio si corre ee. Or.. V. l,7r. 23. Quello gli avvenne onde lo nostro Signore lo minacciò.(V) Fdoc. 1.7• Se io a ciascun di voi donassi un regno, qual è quello ond'io la corona attendo, non debitamente v’avrei guiderdonati. Dant.C"nv. tr.4.3o. E si dice una bianca massa, perchè i grani, onde è la massa, sono bianchi. Dant. Par. 20. L’anima gloriosa, onde si parla, Tornata ne la carne , in che fu poco , credette in lui , che poteva adularla. Petr. p. 1. i 5 ì. E s’a morte pietà non stringe il freno, Lasso ben Veggio in che stato son queste Vane speranze , ond’io viver .solia. Cresc. n entrando altramente a dir mal d'altri, per questa voltami contenterò d’ una semplice difendono. (N) * E coti V a«g. di Sia, Ondechè sia per Da qualunque pasca, yce. SS. Pad. 2. i5q. E disse: ora asjxdLt , onde ^Ua « il . Chè poco è il desiderio e poco jj ’ n °stro Bisogno onde la vita si conservi. E 22. Onde se in vita misero fue , Sia lo spirito in morte alfin felice, Segner. iw V ey , ’ 1 ‘ 2 4' 2 ■ possa un puledro sperar di rompere quella ca- taló Za il priva di l : berta , ma non lo possa già sperare un mor- - lla *o al comando. Btild. NnuU 2^. (Palermo i83i-J II varco Chiuderci con catena , onde notturno Nullo temessi e repcn- ^faUo. Braccini. Schern. 14. i5. Ancor sei tanto ardito Di ve- £ 1 d Amor forma c sembiante Ond’io t'abbia a baciar cosi vestito? m- .* $4* Muove il capo il fratei come un liscinolo, Onde alla ino- A m °lle gesto arrida. E 16. 2 2. Alle rote del Sol che torna e E Seder. P^il. p. 14* Ogni terreno domestico duuuu j*ci y bori fruttiferi d alia alle viti ? sia in che posizione di siti purché sia asciutto ; onde è che non rifiuta il lutò e tese ftìYm'pgsa : Desiderano le viti il feneno in tolti i modi dj Uicr Hb. i . Onde tu possa argomentar da questo Anco quel che mi- °n puoi con gli ordii, iVen Samiti, 4' La mesta istoria d* Ilo lunga si posc 2 — Dell’ onde o Del mare , Marino. Salviti, Opp. Pese. /• 1 °f, ' 0 : vx 1 "ire strepitoso, ondosi Numi, Consentite c voi, abitatori Del mare narri i vostri armenti. (A) (N) Ondulante. * (Med.) Ou-du-làn-tc. Add. com. Epiteto dato al V^J. quando è grande ed agitato da certo movimento successivo , C °À^ imo , ineguale , simile a quello delle ondulazioni d' un liquido. V Se. Med. (0) ^ # . & Ondulato,* Òn-du-là-to.^z/zZ. m. Epiteto di foglia che ha piccioli P gature rotonde; corrispondente forse la crespa. (0) . -, fi * Ondulazione. (Eis.) On-du-la-zàó-ne. Sf. Specie di tremore 0 àiW ^ zione che si osserva particolarmente rie’ liquori , e che itnp°rt CL ì - }l . certo moto serpeggiante , per cui il liquore a guisa dell’ 01 rialza e si abbassa. (A) ^ 2 — Dicesi anche di quel moto dell* aria, la quale dai tremori d. C °Jjia sonoro increspandosi sfericamente , perviene a percuotere il l llìl P dell' orecchio , e ne produce il suono. (A) , c , Ondunque , On-dùn-quC. Avv. {P. A. P. e di ’] Dovunque, Lai, quocunque , undqcunquc, linde unde. Gr. o-fouTTsp £v, Q'xóiò-iv SLv. Teseid. 3. 72. 11 che s’avvien con diligente cura * , jj potrai ondunque ella n’andasse. » (// lesto Camposampi&ro /g) con sollecita cura Esser potrai dovunque eC* che se avvien dal fonte ond* ogni ver deriva.« Car. En. lib. 2. v. 3 fi. Quand’ecco 0»EGA.*(Gcog.)0-ne-ga. Cit., Fiume, Lago, GoLfo della Russia che da Tcncdo (in’agglnado A raccontarlo) due serpenti immani Ve- Oneglia. * (Geog.) 0-i>è-gHa. Ea£. Onclia. Citta e provincia deg nir si veggon parimente al lite, Ondeggiando coi dorsi onde maggiori Delle marine , ec. (B) — Pet' simìl. Peti', cap.2. Glauco ondeggiar per entro quella schiera Senza colei, cui sola par che pregi.» Buon.Fier. 2.* ,i3> Ben il veggo ni quelle meno Molto ondeggiare e barcollar rapito Dalla calca. (N) —« * Detto dell’ Andare incerto e a sghembo delle persone briache. Poliz. St. 1. iti. Quel si vede ondeggiar; quei par che inciampino. (?) — E dicesi anche del Movimento delle biade che sono ancor sul terreno, e vicine alici maturità.Bocc.Jnirod. 38. E le pianure e i campi pieni di biade non altrainenli ondeggiare, che il mare. Poliz. st. 1. 18. Vede cozzar monton, vacche mugghiare, E le biade ondeggiar, 2 fa il mare. come > ■— E si dice anche, d'altre cose che , e simili.Poliz. st. 1. 85. Il chiuso e crespo bosso al vento ondeggia. E iq 5. La veste ondeggia, e indietro fa ritorno. Borgh. Arm. fam. 16. CotaVeli sono lunghi c larghetti da capo, c sempre si ranno verso la punta assottigliando; e dati al ventò, e serpeggiando per l’aria, o vogliain dire ondeggiando, rendono una molto propria simiglianza di fiamma viva. » — Per mctaf. Essere agitato, Vacillare, Esser dubbioso , incerto e simili. Lat . untare. Gr. nwT&Zpw. Fir.As. 91. E mentre che io ondeggiava nel mar di questi pensieri, c’mi parve vedere cc. una valletta assai spaziosa ec.Z£ f^/5. Ancora in dubbio di se stessa ondeggiava colla mente; Boez . Pareli. 3. 11. Tutte le cose cc. , private come d’ un capo , andranno scorrendo e quasi ondeggiando , senza avere chi le regga. (1/ lat. ha ftuitabnnt.) Serd. Stor. 7. 260. Mentre che la città di Malaca va ondeggiando in questi scambiamenti di rn.» r».. <•_ 1 , co .• _- i _ - v populum agitandi.) 7 —* Ed inforza di attivo «1 nel proprio che nel traslato. Cor. En. lib. 2. Due serpenti immani Venir si veggon parimente al lito Ondeggiando co’dorsi onde maggiori Delle marine. E lib. g. Il suo cimiero Nell’aura ondeggiò sangue; c dal suo scudo Uscir folgori e lampi. (Br) Ondeggiato , On-deg-già-to. Add. m. da Ondeggiare. Agitato , Travagliato. Lat. agitatila. Gr. /$} ONEiDi.*(Geog.)0-nè-i-di./ut/rà/uVeg/z Stati Uniti nella Nuovafi Oneiro , * O-nè-i-ro. N. pr. m. (Dal gr. otliros sogno.) —■ Ei§f l Achille e di Dejunirà. (Mit) # . n ia* Oneirodiria. * (Med.) Orne-i-ro-di-nì-a. Sf. P. G. Lat . oneir^/ ^ ( Da oniros sogno, e odyne dolore.) Genere di malattia stabi *, Cubai , che comprende l incubo ed il sonnambulismo.—* » nia , sin. _(Aq) _ _ //»- 2 — * Dicesi Oneirodinia attiva , Il sonnambulismo ; gravatila? u cubo. (À. 0.) (po._ si muovono , copte alberi, vesti, Oneirogino.* (Med.) Q-nc-i-rò-gi-no. Stn.P. G. Lat. oncirogy nC * ^, rAer,r ' ^ .— oniros sogno , c gyne donna.) Sogno voluttuoso , Oneirop 01 sin. (A. 0.) ' Oreirogono* (Med.) 0-ne-i-rò-go-no. Sm.P.G. T^at. oneirogom 15, oniros sogno , e gone seme.) Polluzione notturna. (A. 0.) . Oneiromanzia.* (Eiìol.) 0-ne-i-ro-m;m-zì-a. Sf. P. G. Lat. o nCl * p cd' tia. (Da oniros sogno , e manda divinazione.) Arte di prediti venire dai sogni. — , Qniromanzia , sin. (A. 0 .) Q ch e Oneiropolesia. * (Med.) O-ne-i-ro-po-lc-sì-a. Sf. P. Q. Lo st e Oneirogino. P . (A. 0.) \rtfiO ONE 3 o.*(Mit.) O-nè-jo. Uno de nomi di Morì'eo .(Dal gr. onar sog ONEKOTAN.*(Geog.) 0-nc-kO'tàn. Una delle isole Furitiappari& iet lincia. (G) _ _ Ci (f<) Osehsi.* (Geog.) 0-ncn-si.^f/J«. popoli della Spagna Tarragofl e • • c m Oneorociutica. (Eiìol.) O-ne-o-ro-crì-t.i-ea. Sf. P". G. Lo ste Onirocrizia. P~. Toscancl. Part. Orat. 25. Berg. (Min) OjiEonocuiTico. (Filol.) 0-iic-o-ro-cri-ti'co. Jdd. e sm. P.Ciche Qniiocritico. P, Mascard. Bros. 1 . iì 8. Berg. OU").^ 1 0 "' Oner(Uiio , O-ne-rà-ri-o. Add. m. T. de' curiali. Che ha il carlu ’ lligo di fare alcuna cosa. (Dal lat. onns carico.) (A) _ ialn‘ elll t 2 —"'(Marjn.) Da carico, Da trasporto, Da mercanzia ; ed è s ]£f . f. > agg. di Nave. Lat. onerarius. Gr. (foprinós. Pros. L'ior.l er cb® pag. 77 Quello anello non aveva già bisogno di navi onerai' 10 ’ tjrjj.Sd di Lisbona gliene mandassero. Non so perchè tanta tardai’* ’ oSU s, I Oheroso , 0-ne-r‘)-sQ. Add. m. Pesante , Gravoso. IaU. t 01 » ta lla Fr. Giord. Pred-L- * Jnf- 3°'^r L» si* ! $ S ° Bari. : maggiori, e maggiori 0 ^ n *di-c< Ma. Sf. dim. di Onda. Lo stesso che Ondetta./^. * ^ 0I1 corrono dunque nella peschiera i circoli , che ponrterosus , gravis. Gr. $xpvs. quel popolo era onerosa molto la imposizione. —* Detto anche di Paura ad altri affetti. Comm. c li denota e per antichità di tempo e per gravezza di pe cca ’ onerosa paura. (N) , , Q G r ^* Oneroso dìlf. da Onusto , Velante , Ponderoso , Ponf e . o j 0 td voso , Carico. Oneroso dicesi solamente de’ figurati pesi p 1 gli ofiìcii, dalle cariche, dagl’impegni ec. Onusto nelp l ’°PJ licato equivale a Carico, e per similitudine a Ripieno : n sa jca, è meno intenso di Oneroso. È voce più pocticg die P. r0 cl . D l° f , sante è un attributo verbale clic si applica ai corpi, i 5"? 1 ,ali si .. . V. uuiiuue urna lesemela l cuculi , cnc sono le ondicclle sollevate dalla percossa del sasso. F 3. A. Earavvisi imo sballinienlo , iuio scompiglio, un correre d’ oudictUe all’incerta come furiose. (Ur) Ohdifdro, * On-di-ie-ro.Add. ni, y 0 ce di formazione latina, Che prò- sopra i q- , aV' r «”».S gravità tendono al basso , c comprimono quell poggiano. È contrario a Leggiero ; e quando è figurato, si ^ ’ *T c fò tìozipni di Gagliardo, Importante, Considerabile. Se Pesa'* c , $eì ^j * l pesa, Ponderoso è propriamente ciò che ha molto peso. Ma Jj. p e jiiri c> gurato assume nozioni cpiasi conformi al figurato senso 1 \n(k J >ci' ien - oitó Q1V fa g‘f era ONESICRITO jPof'c/é’r/7^0 , benché sia congenere a Pesante ed a Ponderoso , non | iu elle la metaforica nozione di Considerato, Diligentemente esamina- ONESTO E nov. 27. z5. Se in parte si trovava , dove onestamente , e senza -....—---,,- 0 ...— generare sospetto di voi , poteva favellare. 1o j c solo in questo senso può equivalere a Pesato. Carico è aggettivo 3 — Moderatamente , Con ragione , Giustamente. Bore, introd . 3l. A lesivo , che si applica agli oggetti i quali reggono qualche peso;cd niuna persona fa ingiuria chi onestamente usa la sua ragione. auliva**.. 1 _! i ~ r c ’~ 1,3 .. 1 ^ ‘ 4 —’ * Sotto colore onesto. Sig. Fiagg. Moni. Sin, 41 • E comincia pensare de’ modi com’egli onestamente potesse far morire il compagno. (N) Onestare, O-ne-stà-re. [Alt. Lo stesso che Adonestare. F. Lat. lionc- stare.J Ar. Far. Emette anche il senso metaforico. Sicché è quasi sin. di Onusto ; ùla differisce da Oneroso sì perchè questo esprime ciò che ha molto Can co, sì perchè non suol questo ammettere il senso proprio. Gra- Voso significa ciò che ha gravezza ; e siccome la gravezza dipende maggior o minor peso de’ corpi, così suolsi prendere per sino- IJ1 mo di Ponderoso. Ammette anch’esso il senso metaforico colle no- Zi °ni di JSojoso , Importuno , Molesto, Rigido , Severo , Duro ec. , Tila non riceve le nozioni traslate di Oneróso , da cui perciò ditferi- Sc ^ in forza dell’ uso. Differisce altresì da Carico , perchè la gravità può riguardarsi P effetto della caricatura *, sicché direbbesi: La nave €s sendo carica di merci, era gravosa-, e Pietro essendo carico d'anni Q C,} nd Uce gravosa vita. Ne siciuto , * Chnc-si-cri-to. JS.pr.m. Lat. Onesicristus. (Dal gr. one- Sl f utilità , e critos esimio : Di esimia utilità.) — Ammiraglio e sto- n ?Yco d' Alessandro , nativo di Egina. (B) (Mit) *’® 3 iforo, * O-nc-sì-fo-ro. N. pv. m. Lat . Onesiplioms.(Dcd gr f one- utilità , e phero io porto.) (B) j E simo , * O-iié'si-mo. I\. pr.m. Lat. Onesimus. (Dal gr. onesimos uti- e 0 1 — Signore Macedone il quale godette di gran favore alla cor- p degl’ imperadori romani , e .' ^oòo e Caro. (B) (Mit) esiq ( * Oriiè-si-o. N. pr. m. (Dal gr. onesis utilità.) — Re di Sa- at Mna , il quale scosse il giogo de’ Persiani.. (Mit) > , * O-nc-sìp-po , Onesippe. JS.pi'. m. Lat. Oncsippus. (Dal gr. utilità , e hippevs cavaliere : Cavaliere utile.) — Figliuolo di ig. 35. Per adombrar, per onestar la cosa,Si celebrò con ceremonie sante II matrimonio. « S. Agost.C.D. 7. 3o. Cercando d’onestare le cose brutte, non può trovare come le squadri e concordi. Segner. Mann.Seu.i5.3 .Si abusano di questo detto di Cristo per onestar la loro albagìa. (V) Guai'. Past. Fid, 4. 8. Ma che tempii diss'io? piuttosto asili D’opre sozze e nefande Per onestar la. loro Empia disonestate Col titolo famoso Della tua deìtate. (B) 2 — Ornare, Abbellire. Lat. honestare, ornare. Gr. eVococ^Ii', jta\Xw7r<- %etv. Burch. 2.20. Che 1 ’animo mi gode, Quand’io veggo una donna che s’onesti O in viso , o in capo, o in panni. (Qui n. pass.) Onestato , Q-nc-stà-to. Add. [m. da Onestare.) Pieno d’onestà. Lat . honestus. Gr. creavo?, Dani. Purg. zg. i35. Vidi duo vecchi in abito dispari , Ma pari in atto ed onestato c sodo. 2 — * Rcnduto onesto, Fatto divenire onesto. Pallav.Ist. Cono. 1 .220. E ove questi avesse ciò potuto allegare , crediamo che non avrebbe onestata per CQtaltitololasuadisobedienzaalmonitoriodiCleincnte.(Pe) scrisse con molta diligenza le vite di Onesteggiare, 0 -ne*steg-già-re.[/^. e uà] Trattare e Proceder con onestà e con riguardo. Reti. Tuli . Strad. Onesteggia sì 1 ’ amico , che non diventi nimico. Onestissimambnte, O-ne-stis-si-ma-mén-te, {Avvi] superi. ^Onestamente. Lat. honestissime. Gr. a sp.v0ra.roc.. Fiamm. 1. 48. Egli rade volte e qnestissimamente vegnendo colà , dove io era , con occhio cautissimo mi mirava. A*. Agost. C.D .Se Platone onestissimamente proibì e riprese queste cose, per certo li demouii disonestissunamente le comandarono e domandarono. Bemb. A sol. 1. +3. Quantunque d’amore si possa per ciascuno sempre onestissimamente parlare. Onestissimo , O-nc-stis-si-mo. {Add. m.] superi, dì Onesto. Lat * hone- stissimus. Gr. tnfxvórxTos. Bocc. nov. i5. 7. Credendosi in uno onestissimo luogo andare oc. , se ne entrò nella sua casa. E nov. ig g. Perchè possibile è , quantunque ella sia onestissima , che ella quello che l’altre faccia. E nov. 7 1, 2. Conciossiacosaché la donna debbo essere onestissima. Bemb. Asol. 1. 5. Cosa in parte alcuna meno elio convenevole alla loro onestissima vita. Onesto , O-nò-slo. Sm. Onestà , [ in significato di Virtù.] Lat. hone- sfcuin. Gr. ro Kocrfxiov , rò kcc\óv.» Cor. Leti, ined.i. 1 25 . Perchè aU’ul- tiino, dove corre l’onesto cd il generoso, m’ è riuscito sempre liberale e discreto signore. (Cioè , Dove si tratta di onestà e generosità.)(N) 2 — Dovere , [ Regola delle azioni convenienti al decoroso vivere civile.) Serd. Stor. 7. 283 . Nè anche i Portoghesi ec. possederono lungamente l’acquisto fatto contro all'onesto. Onesto. Add. m. Che ha onestà , [Che ha decoro. Costumatole tv de, Modesto , Nobile, Ingenuo, Giusto Casto , Pudico, ec .] Lat. ho- *n S *r S ’ P ut * tcus j modestus. Gr. ot.yv6$ , asfxvós, aiàcios.iS’. Agost. C. /A La cosa che si fa male, chiama ogni uomo a vedere -, la cosa che si la bene, appena tri io va uditore; come se le cose oneste tossono da vcigoguaisene, e le disoneste da gloriarsene. Bocc. nov. 23.25. Ecco onesto uomo e divenuto audator di notte , apritor di giardini • e sa- litor d’alberi. Dani. Par. 27. 3 /. E come donna onesta , che permane Di sé sicura. G. V. 1. 27. 1. Questi fu savio di scienza e di Us **s»ppo ^Hesìs C rc °le- (R)^m) O-nc'-sta. N. pr. f Lat. I-Ioncsta. (B) s O-nc stà. [■.?/’. V onesto. Virtù, per la quale ci guardiamo ( q tutte que-lle azioni e parole che sono contrarie al dovere ed ali'otto- 7 ; e più comunemente si usa a significare la virtù della pudicizia. Onestà è bella , amabile , pura, intera, celeste, angelica , invitta, pdica, virginale , leggiadra , severa , santa , semplice , accorta, ge- J °sa , anardiuaa . inviolabile ec ] —, Onestadc , pudicitia. Gr. aìStés Onestade, Questura, iyvórris.But. Onestà è man- guardinga , Lai. bonestas _ 7 l| ùncnto d’onore,- lo quale onore è premio in questa vita della virtù. 0ec - nov. 1Q.12. Accioccliè io ti faccia certo della onestà della mia 0l, na , io sciti disposto die mi sia tagliata la testa , se tu ec. Pe.tr. piz, 6. 7.Come in lauro foglia Conserva verde il pregio d’oneslade. 5 J"c. T. 5. ig. 6. Amator di onestate , Ora venite a campo. • • tDecoro.] Bocc. nov. <7. 16. Dalla piacevolezza del beveraggio I ’ ata , più ne prese, clic alla sua onestà non sarebbe richiesto. » lì [?"*• 53 . Il Re, da una reale onestà mosso, subitamente rispose che fiacca. Pani. Purg. 3. 11. Quando li piedi suoi lasciar la fretta 3 10 P onestade ad ogni alto dismaga. (M) 7 “ Modestia. Lai. modestia, teuipcrantia. Gr. . ani. pr. Facciasi con più onestade e con più cortesia , fare si puot c.Oant.Par.3i.3i. Vedeva visi a carità snudi, D’alto- 1 fregiali e del suo riso, Ed atti ornati di tutte onestadì. lini. ^ ^ * Ili tutte onestadi , cioè e vedea volti ornati d atti tutti onesti. sta ^° nvenevc d ra 7-a- M- V. 2 . § alla presente materia. 3 * Tcnor di vita, singolarmente onesto e santo. Vit.SS. Pad. 2. V,, brande desiderio abbo di poter pervenire in questa onestade, e fi vita, ma temo ec. ( Qui parlasi dello stalo monachile.)(V) Al detto per Fanciulla onesta. Segner. Crisi, instr. 3. 3 2. i3. 1 è diflìcile trovare oggi onestà che sia povera e sia costantc.(N) 0, '.“ c c. Piu 23. Appresso ritorneremo con più one- costumi ec. , e fu uomo di onesta vita. Peti -. canz. uf. 2. E ’l volger di duo lumi onesti e belli Col suo fuggir m’ attrista. 3 — Onorato. Coni. Inf. f. Conciofossecosaché dimorasse ad Atene , nato d’ onesta gente. 3 — * Onestato. Pand. Tratl. Gov. 3g. (Ediz.1811.) Eccoti sedere in istato Che n’hai d’nt le ? Dirai . Potere soperchiare, sforzare, rubare, con qualche onesta licenza, alleggerirti delle gravezze 1 .Oh cosa iniqua e crudele, volere arricchire dell’altrui impoverire! (B) 4 — 1 Convenevole, Dicevole. Lat. decens , convcniens , congruens. Gr. m’pcxrriK'x'v. Bocc . g. - Onestà di Locca assai vale c poco costn—Il parlare one- * ^ è egualmente stimabile , e agevole a praticarsi. b eiì Ut ' s tà sta bene in fino in chiasso = La modestia è lodevole e sta ) \ ezi andto nelie persone disoneste, tdi 0 -t‘on.) Donna con nobile e modesto vestito, di naturale tìe Ce enntegno; ha gli occhi bassi e coperti d’ un velo che le nascon- del volto. (Mit) , . „ , . , , „ »irr W “ d' 11 '- ll l> Integrità, Probità. Onesta c il mantenimento delle *n„_ U c ^ le costituiscono l’onore - 1 " sicché é nome generico , il quale Onde come limi- t ;i)a 5 che la sua fedeltà sia giammai alterata. < In l’esatto adempimento de’proprii doveri, differisce da Onestà, è ly ^ ^ estrude alla pratica d’ogui sorta di virtù. Probità in fine ed l’edita deR’uomo fermo e costante nel rispettare i dnitti altrui, a ciascuno ciò che gli appartiene, secondo le regole es- c|j la . U della giustizia. Onde essendo una virtù, o piuttosto un dovere, i'lj Sl . e S€ixita verso gli altri, differisce dall’Onestà e dall’ Integrità, ^feriscono anche al bene proiirio di coloro che le esercitano. ri leriscono anche al bene propri' Ek te, O nc-sta-mén-te. Avv. Con onestà.Lat.honeste. Gr. 04- 20. Ella mai o col padre, o colia madre, o con teco tieli a ° llc ^ u Hiite non visse, che ella appresso di mia madie ha fatto * do] ^ casa * Petr - son.i3z. Come il candido pie per l’erba fresca onestamente muove. Fit. Pad. 2. 106. A un \ c . Rinunziato che due donne secolari del suo popolo vivevano 1 A? 0110 “"blamente. l'°Uito 011ClailMlltc , Destramente. Lqt. caute. Bocc. mtrod. 2. Se io Nei-u avcss i onestamente per altra parte menarvi a quello che io de- 5 . c ^ u; per così aspro sentiero , come tìa questo , io l’avrei vo- latto, E nov. 4- 12. Onestamente misero la giovanotta di fuori. per _ .. zioni di Pudico e di Modesto si conferma con le loro etimologie. Pudico viene da pudore , eh e allontanamento dell’ animo dalle laide cose con paura di cadere in quelle. Modesto che nasce da modo , è attributo il quale si dà agli esseri morali che nelle loro azioni sono virtuosamente moderati, e suolsi ancora applicare a tutte le cose nel senso di moderato. Sicché dicesi ; Sobrio e modesto uomo era , ed una modesta quantità di sali. 634 ONESTO ONICHINO senterio.) Agg. de vasi , delle arterie e delle vene che a PP ar ^ e f n J^) all'ombelico ed. al mesenterio. —, Ombelicomescnterico, sui. 1 _ Onfalomici. * (Bot.) On-fa-lò-mi-ci. Sm. pi. F. G. Lat.ompn* 0 ^ ccs. ( Da omphalos ombelico , e myces fungo.) Nome dato dal tara agli agarici , il cui cappello è fortemente ombelicato nC , yv centtv : come V Agaricus dcliciosus , V Agaricus thciogalus, eC ‘\„u y Onfalonco. * (Chir.) On-fa-lón-co. Sm. F. G. Lo stesso che O 11 celo. F. (Dal gr. omphalos ombelico, ed oncos tumore.) (Aq) Onfalonzia. * (Chir.) On-fa-lon-zì*a. Sf. F. G. Lo stesso che D» cele. F. (Aq) _ _ on) * Onfàlopsicbi. * (Eccl.) On-fa-lò-psi-chi. Add. e sm. F. G . Lo** . phalopsychi. (Da omphalos ombellico , e psyche anima.) ^ retlC j l jp S i guaci del medico Basilio , che nel xn secolo infettarono la c 1 yy di Costantinopoli colle più assurde dottrine : trassero tal noliie ìCtl te V indecente loro positura nel fare omzione. Diconsi più comune 11 Bongimili, che nell' idioma bidgaro vale Diletti di Dio. (Aq) . .. Onfaloiìracia. * (Chir.) Ou-fa-lor*ra-gi-a. Sf. F. G. Lat. 0I11 ‘ rhagia. ( Da omphalos ombellico , e rhagoo io rompo.) dell’ ombellico , particolare ne' neonati quando si neglesse di jl loro il cordone ombellicale: può accadere eziandio se fu culaco ^ ^ cordone , quando siasi allentala l’allacciatura, o siasi avvizzito ^ suto cellulare , o sia stato lacerato qualche vase,ec. Diz.Se.M 'C Onfalorrisst.* (Chir.) On-fa-lor-rìs-si. Sf. V.G. Lat. omphaloi’ 1 ,^ ( Da omphalos ombelico , e rhexis rottura.) Ernia intestinalo nello dell ’ ombelico , con rottura del peritoneo . (Aq) ^ Onesto. Avv. Onestamente^ Con onestà. Lat. honestc. Gr. tvcrxvig-ovojs. Dant. Inf. 10. 23 . 0 Tosco , che per la città del foco Vivo tcn vai cosi parlando onesto , Piacciati di restare in questo loco. Fr. Jac.T» Tu rispondesti onesto , Udendo annunziar Y Angcl d’iddio. Onesto. * N. pr. m. Lat. Honcstus. (B) Onestura j O-ue-stù-ra. [Sf.] F. A. F. e di' Onestà. Ftvnc. Barò. 36 o. 25 . E poi per onestura, Non per significala, il cuovre alquanto Lo dipintor di ghirlanda , e non manto. Onetobe ,* O-nè-to-re. N. pr. m. (Dal gr. onetor soccorritore.)—Prt- dre del piloto Fronlide che fu ucciso da Apollo a frecciale.'— Padre di Lagnilo gran sacrificatole di Giove Ideo. (Mit) Onetoiuoe ,* O-ne-tò-ri-de.* N. pr. m. (V. Onetorei) — Nome patrono- mico di Fronlide .— UJJiziale ateniese che tentò di tiucidare la guarnigione posta da Demetrio in Atene. (Mit) Onfacino. (Farm.) On-fa-cì-no.^rAA m. F. e ^/i’Omfacino.] Lat. ompha- cinus. Gr.óp.$ccKtvos. (Dal gr! amphax ^ omphacos uva acerba.) Ricclt. Fior. 218. Infrigidante di Galeno. Recipe olio rosato onfacino senza sale libbre una , ec. » (Nel Bicett. Fior. Firenze 1670 leggesi Om- facino, e questa ortografìa s' accorda colia greca e colla Ialina .)(N) Onfacio. (Agi*.) On-fà-ci-o. Sm. Specie di uva acerba , che anche dicesi Agresto. (V. onfacino.) Matt. Diosc. 5 . 6. Berg. (Min) Onfacite. * (Mit.) On-fa-cì-te. Lo stesso che Omfucite. F. (Mit) Onfacomele. * (Farm.) On-fa-co-mè-le. Sm. F. G. Lat. omphacomeli. (Da omphax , omphacos agresto, e meli mele. ) Confezione d'uva acerba e di mele. (Aq} , qw.* . ^ ^ # n ^ Onfalandrja.* (Bot.) On-fa-làn-dri-a. Sf.F ’. G. Lat. omplialandria. (Da Onfalosia.* (Bot.) On-ta-lo-sì*a. Sf.FG.Lat . oniphalosta. pfci 11,1 omphalos oml)dico , e aner , andros uomo, c per estensione stame.) * * * ' **■“.. .." Genere di piante distinte per gli stami che si elevano dal centro carnoso della corolla che si presenta come ombelico del loro flore. (Aq) Okfalarià. * (Boi.) On-fa-là-ri-a. Sf F. G. Lat. omphalaria. (Da om- phalos ombelico.) Sottogenere di piante stabilito da Achario nel Prodromo della famiglia de licheni pel genere parmelia , c per quelle specie che presentano la fruttificazione ombelicata . (Aq) OmaI-e , * O’n-fa-lc. N.pr.f Lat. Omphale. (Dal celt. on buono, eccellente , e fail caducità , caduta , mancamento : Caduta dell’ uomo eccellente, Mancamento dell’eroe. Ciò è relativo allo staio di servitù c di cHcminatczza , cui Ercole fu ridotto da Onfale. In gr. omphale ombelico .)—Regina di Lidia ,moglie di Duolo, e poi di £Vt'o/e.(B)(MÌ() Onfalea. * (Rot.) On-fa-lé-a. Sf F. G. Lat. oniphalea. (Da omphalos ombelico. ) Genere di piante esotiche a fiori incompleti , della monocola triandria e della famiglia delle eufvrbiacee : gli stami del suo fiore posano sopra un punto carnoso che , quasi ombellico , sta nel centro del fiore stesso. Più propriamente dicesi Oni’olamlria.^.(Aq) Onfaltxcosj.* (Chir.) On-fa-lcl-co-si. Sf F. G. Lat. omphalolcosis. (Da omphalos ombelico, c helcos ulcere.) Esulcerazione dell ombelico. (Aq) Onfalia. * (Bot.) On-fà-li-a. Sf. F. G. Lat. ompbalia, (Da omphalos ombellico.) Nona sezione de* funghi del genere aganco di Persomi , che ne comprende le specie notevoli per cappello ombelicato od imbutiforme. (Aq) Onfaiatide. * (Chir.) On-fa-li-ti-de. Sf F. G. Lat. nmphalitis. ( Da omphalos ombelico.) Infiammazione 'deW ombelico. (Aq) Onfalo. * (Anat.) O'n-fa-lo. Sm. F. G. Nome greco dell ombelico. (V. onfalitide.) ( 0 ) . 2 — * (Arche.) Nome dato da' Greci per analogia alla parte media c più t devota dello scudo , da' Latini detta Umbo , perchè guernìta d'una lamina prondnente di ferro. (()) Omalobjo. * (Boi) On-fa-lò-bi-o. Sm. F. G. Lat. ompbalobimn. (Da omphalos omlnlieo, e lobos legume.) Genere di piante stabilito da Gartner nella famiglia delle leguminose , e nella decandria monogi- ma di I.inneo: da Decandolle trasferito alla, mnnadclfa decandria: sono ovigiìianc di Cednn , e caratterizzate da! calice erbaceo diviso iti cinque putti, la corolla di cinque petali patenti inseriti sul ricettacolo ed il legume coti due. semi con arido dimezzato. (Aq) (ÌN) Qnialocàrpo. * (Bot.) On-fa-lo-càr-po. Sm. F. G. Lat. omphalocar- pus. (Da omphalos ombelico , c cavpos frutto. ) Genere di piante , da PalissvL Beauvois stabilito nella famiglia delle sapotee , co^i de• nominandole dalla cavità che trovasi nel mezzo del loro frutto , simile a quella dell ombelico. (Aq) Onfaloceee. (Chir.) On fa-lo-cc le. Sf. F. G . Lat. omphalocelc. (Da omphalos ondxlico, e cele tumore.) Ernia ombelicale formata dalla caduta dell'intestino , dagli autori più sovente chiamala Esonfalo, On- falonco. F. — , Onialofima , Ontalonzia , sin. (Aq) Onfolode. * (Bot.) On-fa-ló-dc. Sf. F. G. Lat. omphalodes. (Daonz- phalos ombelico , c idos somiglianza.) Specie di pianta del genere cinoglossa, così denominata da' suoi semi rotondi ecavi nel mezzo. (Aq) 2 — * Specie di licheni , le cui cupole sono nel loro mezzo incavate a guisa d' ombelico. (Aq) Onfalodio. * (Bot.) On-fadò-di-o. Sm. F. G. Lat. omphalodium. (V, onfdode.) Nome che dà 7 ’wpin ad un pìccolo punto sporgente situato sopra /’ilo d'alcuni semi, nel quale vanno a riunirsi i vasi nutritivi che costituiscono il cordone ombellicale dei semi. (Aq) Onfàloepjploocele.* (Chir.) Ou-fa-lo-e-pi-plo-o-cè-le. SfF. G.Lat. 0 m- pludoepiploocele. (Da omphalos ombelico , epiploon omento , c cele tumore.) Ernia ombelicale formala dalla uscita dell' epiploon. (Aq) Osfalofima. * (Chir.) Ou-fa-lò-fì-ma. Sf. F. G. Lat. omphalophyma. (Da omphedos ombelico , c phyma tumore.) Lo stesso che Gufalo* cele. F. (Aq) Onfalomanzia. * (Filol.) On~fa-lo-man-?ì-a. Sf. F. G. Lat. omphalo- mantia. (Da omphalos ombelico, e rnantia divinazione.) Pretesa aria di predire U^ numero de figlinoli che una donna dovrà avere ancora net corso deila sua vita , secondo il numero de' nodi che presenta ti cordone ombelicale dei primo figliuolo. (Aq) Ovfalo'.iesentf.iìtco. * (Anat.) On-fa-lo-jne-sen-tr-vi-co. Add. m, V G. Lat. omphaloincsentcmi.*:. (Da omphalos omb»-Hco , t*mesuUenon t L (ìl y Onfiscola.* (Zoo!) On-ti-sco-la. Sf. F. G. Lat. omphiscola. ( -^ 4 ' fenne.) Genere dì molluschi stabilito da Rafideschi a scapà° ^ che làmia: preveduti d’un piccolo ombelico. (Aq) , • ; Onga. * (Mit.) O’n-ga. , Ogga, Onca. Nome di una divinità ’ ** corrisponde a Minerva , il cui culto era stato portato da ,^;t) lèbe. (In ebr. agìuif e>ercilo, cd hegììe meditazione discorso-} Ongaro ,* 0' n-ga-ro Add. e sm. Ungaro. Bemb. Ongologo gnorc : Fortezza del signore.)— Gran sacerdote degli J e successole di Simonc II. — Figlio del precedente , che cLl J tempio al vero^ Dio presso EHopnìi. (B) ( 0 ) ed e< ^ i Onice. (Min.) O'-ni-ce. [.$>«.] Sorta di pietra preziosa , Niccolo, è una gemma di caia 15 llS ci l>l1 ;ii Mi Vagate. L’Onice, Onichino o Niccolo, è una : cinque diverse sorte. La prima del color deiCugna dell'uo>n°’ fa' 1 da profondamente nera ; la terza, che vieti daU'Indài, net’ai' l ' 11 al giallo ; la quarta alquanto giada, con vene bianche giallo j la quarta alquanto giaua, con vene uiuuunr , ' ijo vieti d'Arabia , nera, con vene e cerchi bianchi. Quella di è chiamata Calcedonio, che ha le varietà di colori n)> ; umano .-—, Onichino, sin.] Lat. onyx. Gr rnaliste 2 — Ònici hucoftalmi niera da rappresentare pilla dell'occhio umano. (A) ^ f zumiti a'“§ gSC . grisolitc , onice ec., queste sono le pùtre ‘ ,l ut' 1 ’ ili: diconsi i frammenti di onice taf . e hi F co'loro strati di cario colore O 1 ' 1 .. 3 — Onici calcarei : Diconsi certe palle di calce L patta, che trovatisi negli Appennini Va il territorio L‘S U g , nigiana. (Boss) _ .gititi* fèto 2 — (Chir.) Quella raccolta di marcia che Invasi ne ^ a J ,r riore, fra l’iride e la cornea trasparente , in seguita ^ e - deli 0 la cui intensità abbia vivamente attaccata la parte aatef chio. (Diz. Chir.) .. onj’^'S Onichesallassj. (Chir.) O-m-chc-sal-Ias-si. Sf F.G. Lnt jj e gd ie laxis. (Da ony'x,onychos unghia, ed allctxis mutazione*) ^ ziune e deformità delle unghie. (Aq) ,v oWf c ' p A Onichia. (Chir.) O-ni-chì-a. SfF.G. Ljdt. onychia. (Ca of ì .« unghia.) Infiammazione ne' lati (V un dito , pivve - »■ - -I . .e. I’ - 1 : . : ... ì* , „ ; da-tt' eS fcs <0 oltre il naturale l’unghia immersa nella cute -, ossia asce# 0 I ■idrialico. indicata p,iti‘‘ l unghia. '(Aq) ( 0 ) —* (Bot.) Pianta crittogama del mare 'di b(tc clt "dine dc’ccfalopa^ lle nati, la quale ha per fruttificazione una specie et unghia. (Aq) 3 —*(Zool.) Genere ili molluschi dell'ordine de'cctai"r'.^ c ;l n r , seppie , stabilito da Lcsueur, i quali ebbero tal nome q ^ Y-v cui sono proceduti i loro tentacoli. 'Ora chiamasi Omco ,Qj On'ichtno. (Min.) O-ni-chi-no. Sui. Lo stesso che Onice. ji’ 0 iii cC '.\(ì - .... . .. .. . i,.tiene Jlie' di ciò che fPP“ r f e ^_y iglii 1 Okichoio.* (Min.)' Add. m. Agg- ... -. , , . . ?. — * E Pii tra oniciiina per (lutee. Diod. Es. 2r F. V . ( ^|inoh «lue pietre onichino, e scolpisci sopra esse i n nm 1 L ONICHITE Sl- ac]. £ 5p_ a. Lavorarono ancora le pietre onicliine , intorniate di 0 'astoni d’oro. (N) 5 'chite. (Min.) O-ni-chì-tc. Sf. V.G. Pietra nominala dagli antichi, Joise /’Alabastrite. Questo nome era del irato dall'unghia, o dui co- “ire iì c H’ unghia. (Boss) s 'cori ma.* (Chir.) O-ni-cò-lì-ma. Sf V. G. Lat. onycopbynia. (Da Q°' 0 r *) onychos unghia, c phynui Iumore.) Tumefazione delle unghie .(A) aicorxoKiA.* (Cbir.) O-ni-co-fto-ri-a. Sf. V. G. Lat. oiiycophthoiia. VUa onyx, onyclios unghia, c phlhont distruzione.) Alterazione mor- Q ,,s(l delle unghie. (Aq) Si ujge irosi.* (Cbir.) O-ni-co-gri-pó-si. Sf. V. G. T.at. oiiycogryposis. (Da onyx, onycìws ungbia, e grfposis incurvamento.) Curvatura ir- r. polare delle ‘ unghie , come sì. osserva nei tisici. (Aq) ^'comàhzia.* (LjIoI.) O-ni-co-man-zì-a. Sf. P. G. Lat. onycoinantia. \.Ua onyx , onychos unghia, c manda divinazione.) Divinazione per ìrt Gzzo citile unghie. Fregavaiisi con fuliggine le unghie cl’un giova- ìl Ulo , € questi le presentava al sole : allora gli astanti inunagina- Vunsì di scorgere figure che spiegavano le loro volontà : usavano a * (l lj l ue armile olio e cero Onimanzia , sin. (Mit) JSome che danno i moderni chiromanti a Quella parte dell'arte ° r ° che consiste nello indovinare l'indole e la fortuna d’una persona ^diente la ispezione delle unghie. (Mit) Boll. Lez. Decani. 2. 180 . jjundi l’indovinamento ec. si appella onicomanzia se dalle macchie Om. Ugna cc * (N) 1 c onusi. * (Cliir.) O-ni-cò-nu-si. Sf V. G . Lat. onychonnsi. ( Da 0 N °'X*, onychos unghia, c nusos malattia.) Malattia delle unghie.( Aq) Koi-iosi.* (Chir.) O-ni-cò-pto-sì. Sf y. G. Lai. onycoptosis. ( Da Q 0 ^)ar : oiycos unghia, c ptosis caduta.) Caduta delle unghie. (Aq) “’^oteuta. * (Zool.) O-ni-co-tè-u-ta. Sm. y. G. Lat. onychoteul.his. (Da onyx, onychos ungliia, e tevlhos pesce calamajo.) Lo stesso che 0 n *cliia nel sign. del J. 3 . (Aq) K '^si. * (Grog.) O-ni-en-si. Antichi popoli nominati in una medaglia Dosiamo. (Mit) * (Boi.) O-nì-ge-na. Sf V. G. Lai. onygena. (Da onns asino, ^ 8caos generazione.) Genere di piante della famiglia de' funghi e della Azione delle licopvrdiacce , stabilito da Persoon, che comprende pie- c °h funghi che nascono sulle ossa de * cadaveri degli animali esiti- Edulmente su quelle del cavallo e dell' asino. La sua specie più rag- q Suarclevole è ! Onigena equina. (Aq) ' * (Geog.) O'-ni-i , Onci. Lai. Orni vcl Oneii Montcs. Montagna ri e «« Grecia presso l' istmo di Corinto. (G) ^an- - - • -• - v - s AWn °i* O-ni-làn-do. JS.pv.m. Lat. Ilonilandus. (Dal tcd. oline land tt/a terra $ ovvero da hohn disonore . c land terra : Disonor della oa ;, ia - ) e») - 1 U K 7 .U. * (Filol.) O-ni-nian-zì-a. Sf.- V. G. Lo stesso che Onico- o s ,a,, ;aa. r. (O) Q * (Gong.) O'-nin. Paese della Nuova Guineaabilala du Pa/>usi.(G') O^A. * (Geog.) O-iii-u-na. Antica aita d’ligillo, (G) ‘. Ir e , O-ni-rc. \Au.\ P.A. Sveieoauare, Pare mila. Lat. dcdecorarc , il) inn- ■ • • ./U_ A 0 .’..!».. /IA ..1 1...1 1...1 .1:. ’ , u 1ii 'iiijo , perche hai tu cosi onile le nonne m rroveri l,i ,,É : (-ard. Geli si guarda die non sia corrotto per Ire Za ,1: °niscono : desiderio di carne, orgoglio di vita , c< ‘’lionorare, ignominia afficere. òr. àmìlQiv. (Dal tcd. hohnen rlisoiio- ai 'i'i oltraggiare, clic vicn da hohn disonore, affronto, oltraggio, in gr. ed o/ioo voglion dire io vitupero.) Nov. ani. 3 .Gr. ovufojy/xós. \ +u p|> • * ' n. — - p 1 ■ specf V 0n,ì 'osso io un sogno turbolento , e lascivo.) Sogno vivace, z loìi(> 1,1le,lte accompagnato da rappresentazioni lubriche e da polla- r\ 0 ' , ieo GlA ’ * (Ddni.) O-ni-ro-lo-gi-a. Sf. P. G. L,at. onirologia, (Da v S'w ! 0gn "gas discorso.) Dottrina de' sogni. (Aq) ( Dii ANz . u * * (hiloì.) O-ni-ro-inan-zi-a. SJ. f r . G. Lat. oniroinaulia. iia. ?!- lros sogno , c manda divinazione. ) Lo stesso che Onirocri- Oi V^OLn l°s, q-T* (FUoI.) 0 -ni-rò po-lo. Add. e sm. V. G. Lat. oniropo- * a oturos sogno , e paleo io volgo.) Che trae congiunture dai la. . A n ' ,.7 /.t A A (Aq fv . ~ “"" O. ,na d ‘ Cl "OHA. csi più proprinm . de' sogni allegorici. (Aq) (Mit) 0 0tìi ios l*' " ^^°l*) O ni-ro-sro-pi-a. Sf. f'.G. Lat. oniroscopia. (Da Kl * 'SCqij ^»° s f. Sco P eo »o osservo.) Lo stesso che Ouirocrizia./^. (Mit) ®* * (Filo!.) O-ni-rò sco'po, Add . e sm. G. y. Lat . ouiro- ONNIPOTENZA 635 scopos. (V. culdoscopia.) Osservatore de sogni, diverso dall' Oniro- scolo e dall Omirocrito , perchè /’Oniroscopo dà peso a'sogni raj>- presentanti eventi reali e precisi . (Aq) (O) OKis.*(Gcog.) 0 '-nis, Orna.Isola dellaSpugna sulla costa dellaGallicia.(fi ) Omsco.* (Zool.) O-nì-sco. Sm.F.G. Lat. oniscus. (Da onos asino, onde oniscos asinelio.) Genere d’insetti della classe de' crostacei, dell’ordine degl’isopodi della terza sezione, dell ordine degli atteri di Olivier e della sottoclasse de' tetraccri di Latreille, i quali si alimentano di varie materie , di frutti d'ogni sorta caduti dagli alberi , di foglie ec . Hanno le antenne laterali egualmente formate di\ otto articoli colla base ricoperta da'bordi laterali della testa , di cui le appendici della parte inferiore della coda sono di lunghezza ineguale , e le due laterali mollopiù grandi. Appena toccati avvicinano la loro testa alla coda ed a guisa di palla si rotolano, e rimangono in questa posizione sinché credono passato il pericolo. Diconsi anche Ascili, Cloporti , Millepiedi e volgarm. Porcelli di S. Antonio. Sono usati in medicina e posseggono qualità diuretica in discretissimo grado. (Aq)(Diz.Mcd.)(N) Omscodj.* (Zool.) 0 -nì‘Sco-di. Sm.pl. V. G. Lat. oniscodcs. (Da oniscos asinelio , e idos somiglianza.) Genere di crustacei dell' ordine de - gl' isopodi , della sezione, degli acquatici., e della famiglia degli a- sellati , stabilito da Latreille , i quali somigliano assai quelli del genere oniscus, da cui differiscono per la grossezza, per la diversità delle antere e degli artìcoli. (Aq) (IN) Okisia.* (Geog.) O-ni-si-a. Antica isola all’oriente del mar di Creta. (G) Owissi. * (Chir.) O-nìs-si. Sf G. Lat. onyxis. ( Da onyx unghia.) Denominazione generica di Utile le infiammazioni dell’unghia. (Aq) Okite, * O-nì tc. iV. pr. m. (In gr. onetes compratore , ed onotos utile.) — Uno de' figliuoli di Ercole e Dejattira. (Mit) OpimcELLO. * (Zool.) O-ni-ti-ci l-lo. ò m. f. G. Lat. onitìcellus. ( V. onittde.) Genere d’insetti dell ordine de' coleotteri , della sezione de' pentameri . delia famiglia de’ lamelliani , della tribù degli scarabei- dei, e della divisione de’ coprofagi , i quali somigliano a quelli del genere onilide, ma, oltre glt altri caratteri , sono distinti da corpo più piccolo. (Aq) Onitide. * (Zool.) O-nbti'de. Sf V.G. Lai. onilis. (Da onis, onidos sterco asinino.) Genere d'insetti dell' ordine de' coleotteri , della sezione de' pentameri , della famiglia de' clavicorni , e della divisione de' coprofagi ; che vivono d'escrementi. Questo genere fu fondato da Labricio, il quale gli assegna i seguenti cui atteri : gambe anteriori lunghe dritte senza tarsi, corsaletto più rotondo. (Aq) (IN) Omto , O-nì-to .Add. m. da Onire. [P. A.] Pimperato [o piuttosto Svergognato .] Lat. viUiperatus.Gr. ci/uà/o-Oc/s. (V. onire. In gr. onetos ha nello stesso tempo i due sensi di vituperevole ed ntile.)CV. alla V* Unito, 2. {Pedine L'es. in Onire.) (N) Oska. * (Geog.) Amica città dell' Arabia l'elice. (G) % Onnk , * O'ii-tie. Add. corri . fP. e di Ogni. Lr.fiar/n l 63 . 3 . D’ onno cosa domi’ è rosa. TesoreU. Br. Poggia sì altamente in onne bciii- nan/.a. Ilim. Ant. Dani. Majan. Uste grazie e vertuti in orine parte Con lo piacer di lor vincono Amore. È Quid. Guiniz. 108. Per cui cessa onne fraudo. (V) Ontofecondo , Oii-ni-te-cón-do. Add. m. comp. Agg. dell' aere che feconda ogni cosa. Jielhn. Disc. 12. Dammi fiumi e pianure, e a tutte sopra c dintorno stendi e circonda ad una non misurabiieallura l’acre onnifecondo. (Min) Onnimodo , Ou-ni-mò-do. Avv. comp. In tutti i modi preso, Pteso per tutti i versi. De Lue. Doli. volg. 2. 3 . f). Berg. (Min) * Onninamente , On-ni-na-mén-le. Avv. y . L. Del tutto , In tutto e per ■ tutto , In tutte le maniere. Lat. oinnino. Gr. o>.ws. Iled. Oss. an.8. La quale col suo canale cistico metteva capo nell'intestino in improprio iòraiuc separato onninamente dagli altri due. Onnii-ossente, On-nÌ-pos-sèn-Lc. Add. com. comp. Lo stesso Onnipotente. y. (A) GacUui. Berg. (O) Onnipotente, Oiwn-po-lèu-tc. [Add. com. comp. y. Li] Che può tutto, [c dice si solamente di Dio. —, Onnipossente , sin. ] Lat. onmipo- teiis. Gr. rfocvro/.f droy. G. P. io. 61. 3 . L* offesa a loro latta è dell’ onnipotente Iddio. Pii. SS. Pad. 2. f. Lo nostro Signore onnipotente s’è ricordalo di noi, e hacci mandata, come voi vedete, tanta vi varala, ec. Bed. Ins. a. Per comandamento del sovrano ed onnipotente l'attore non abbia mai più prodotto da sè medesima nè erba, nè albero, nè animale alcuno,perfetto o imperfetto ch’oi di fosse.n Pit. SS. Pad. 2. 3 gi. Egli è maggiore di noi , ed è onnipotente a noi tutti. (V) (/ migliori manoscritti e la stampa di A.Orso del ifjf leggono unitami nte e più correttamente così: Rispose il demonio: vero è ch’egli è maggiore di noi , ed è onnipotente , e noi e tutti quelli che a noi consentono , manderà in fuoco eternale.) (P• Z.) 2 — * Grande, Smisurato} ma non s ’ useiebbe che nello stile piacevole. Car. Strac. 1. i. O ve'pancia onnipotente eli’avete fatto; Dio ve la benedica. (Br) . 3 — [Ed usato in forza di sm .] Cavale. Fruii, hng. J u vinci lo n- vincihile tu leghi fOnnipoteiite. » Di0d.Pzec.2f. Udì il suono dello loro ali l . . od era simile al suono di grandi acque, alia voce dcl- f Onnipotente. (N) , Onnipotentemente, On-m-po-ten-te-men-te. Avv. Con onmpotenza.Ma- gal. par. 2. iett. 8- Il far. creder tutto quel che succede par sì onnipotentemente influito dalla forza del decreto sempiterno , che non vi sia uè prevenzione , ne ec. (A) (lì) Onnipotentissimo , 0 -ni-ni-pq-ten-lìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Onnipotente. —> Omnipotentissimo, sm.-S.Agost.C.D. Per la cui onnipotentissima volontà , dice Platone, che non posson perire le cose' nate. Onnipotenza , On-ni-po-ièn-sa. [Sf comp.] ast. di Onnipotente. [Pimi vincitrice del tulio , cui niuiu, resiste, tutto cede. V onnipotenza è alta, creatrice, invincibile , vincitrice, divina, sovrana ec.] Lat. om* nipotentia. Gr. Trai/rox^aropfx. Lib. Piagg . Ci dimostrano «d ognora, ad ogni punto, ad ogni momento la tua incompreusibile campo- 636 ONNIPRESENZA. ONOP1SSO tenza. Fr. Jac. T. Possedesti l’amante, Clic trovasti, Maria, Di tua casa abitante L’ onnipotenza pia. Onnipresenza. , On-ni.-pce-sèn-sa.A/'. Presenza di tutte o in tutto le cose, Algar. lett. (A) Onnisciente' Onni-scièn-te. Add.com. comp. Che sa tutte te cose, Che ha onniscienza. —, Omniscio, Onniscio, sin. Oliv . Pai. Ap. Preci. 6 7., Recan. Pai. Ap. pag. < 53 . Berg. (Min) Onniscienza , On-ni-scièii'za. Sf. comp. asl. di Onnisciente. Scienza di tutte te cose. Morell. (A) Onniscio, On-nì-sci-o. Add. m. comp. Lo stesso che Onnisciente. V.Pa- scol . Risp. al JSovel. fior. Berg. (Min) Onnivedente , * Oii-m-vc-dcn-te. Add. com. comp. Che vede tutte le cose. Salvia, hm. Orf. Delio rege , Che tieni onnivedente occhio di luce. {Qui è detto di' Apodo) (A) Onnivoro, * On-nì-vo-ro. Add. m. Lo stesso che Omnifago. V. ( 0 ) Onnossio , On-nòs-sì-o. Add. m. V.L. Obbligato, Asso gettalo. Lat. ob- noxius. Or. èVoxos. Band, del lÒjy. E per esse rimanere in perpetuo onnossii , affetti ed obbligati tutti li beni soprascritti. (A) (N) ONO.*(Geog.) O’-no. Antica città della Giudea nella tribù dì Beniamino. — Isola del Grande Oceano equinoziale. (Gì) Onora. * (Geog) O-nò-ba, Onuba.^nf. cit. della Spagna nell a B etica.(G) Onorate.* (Filol.) O-nò-ba-te. Add. f. V. G. Lai. onobatis. (Da onos asino , e baleoti verb. di bao io vo.) Agg. dì infamia che davano i Cumei ad una donna convinta di adidterio ; perchè, dopo averla e- sposla alla berlina nella pubblica piazza , facevasi a cavallo dì una- sino passeggiare per la città. (Aq) Onoolito. * (Bot) O-nò-bli-to. Sm. f.G. Lat. onobliton. (Da onos a- sino , c bliton bietola.) Lo stesso che la saxifraga cotyledon perchè questa pianta è avidamente ricercata dagli asini. (Aq) Onobola. * (Geog.) O-no-bo-la, Antico nome dì una riviera della Sicilia , oggi Canfara. (G) Onorriciiide. (Bot.) 0 -no-brì-chi-de.i 5 /!£o stesso che Onobrichio. ^.(A) Onoerichio.* (Bot.) O-no-brì-chi-o. Sm. V. G. Lat. onobrychis. ( Da onos asino, e Lrycho io raglio.) Genere di piante della famìglia delle leguminose , e della diadel/ìa decamlria , che Linneo unì al genere hedysarum : gli asini e tutti ì bestiami la cercano con avidità. —* , Onobrichidc, sin. (Aq) 2 — Pianta che ha la radice suscettiva di un lungo fittone , fibrosa , legnosa , nera al dì fuori ; gli steli diritti , o inclinati , alti circa un braccio j le foglie pennate pari, stipulate , con 18 a 20 faglioline cuor formi, lisce$ i fiori rosei, striati, di un colore piu acceso , a spighe lunghe , peduncolate , ascellari ; i legumi spinosi, con un solo seme . Fiorisce nella state, ed è indigena nei terreni scoperti e cretosi della Siberia, deli Inghilterra , della Germania, del Votterremo m Toscana e del Regno di Napoli. Corrisponde uZ/’Onobry- cbis saliva o pratcnsis di al imi botanici. Fra le molle varietà delle quali è suscettiva questa pianta sì per la diversità dei. fiori e delle foglie, che per la varia altezza degli steli, non pub interessare il col - tivatore che quella che ha una vegetazione più pronta , conosciuta col volgare nome di Lupinella. Lat. hedysarum onobrychis Lin. (Gall;(N) Okojjroma.* (Bot.) O-no'bi’ò-nia. Sm. V. G. Lat. onobroma. (Da onos asino, e brame cibo.) Genere di piante stabilito da Gartner con una specie del genere carthamus di Linneo, denominandole così dalt avidità con cui vengono divorate dagli asini. (Aq) (N) Onocàrdio.* (Bot.) O-no-càr-di-o. Sm. V.G. L. Lat. onocardium. (Da onos asino, e dal lat. carduus cardo.) Antico nome del dìpsacus ful- lonum di Linneo, o Cardo de’ lunajuoli. (Aq) Onocardo. * (Bot.) O-no-càr-do. Sm. J^at. onoCarduin. ( Dal gr. onos asino, e dal lat carduus cardo .) Nome dato da Bauhin «//alopcur- rus pratcnsis Lin. (Aq) Onocentauro (Mit.) 0 -uO'Cendà-u-vo. Sm. V.G. Mostro favoloso metà asino e metà uomo: era riguardato come uno de' genii malefici. (Dal gr. onos asino , e centavros centauro.) (lVlit) Mor. S. Greg. t. 1. 219. ("Napoli tyfòf Quegli uduuquc si possono chiamare onocentauri, i quali essendo ec. (Pr) Onocerito.* (Lett. Eccl.) O-no-ce-ìvto. Sm.V»G. Lo stesso che O110- cherilo. (Mit) Onocherito.* (Lett.) O-no-che-ri-to. Sin. V.G. Lat. onochoeritus. (Da onos asino , c chiros porco. ) Mostro metà asino e metà porco , del quale i Pagani diceano che i Cristiani fatto aveano lor dio.— , O110- cerito, sin. (Aq) (Mit) Onochila. * (Bot.) O-nò-cbi-la. Sf. V. G. Lat. onochiles. ( Da onos asino, e chi/os pascolo.) Nome dato da Clusio a/Z’onednisa linctoria Lin. , per essej'e pascolo gradito agli asini. (Aq) Cnoclsa.* (Bot.) Onòclc-a, Sf. V.G. Lat. onoclea. (Da onos prezzo o piuttosto da onos asino , e da cleos gloria. ) Genere di piante unitobee, della crittogamia e della famiglia delle felci , analogo olii osmunda, e traente tal nome dalla celebrità di cui godeva una delle sue specie , la Onoelea struthiopteris di Swartz , ossia la Osmunda struthiopteris dt Linneo, ai tempi di Mutualo', mentre allora si credeva esente dalla morte chi aveva la fortuna di conoscerla. Oggidì è decaduta dal chimerico suo valore, e le si attribuiscono soltanto piv- prietà vulnerarie ed astringenti. È pure certo che dà pascolo assai gradito agli asini. (Aq) Onocoro.* (Geog.) O-no-cò-ro. Antico fiume della Tessaglia. (G) Onocrotalo. (Zool.) 0 -no-crò-ta-lo. S111..V. G. Lat. onocrotalus. (Da onos asino , e crotalon sonaglio. ) Genere di uccelli dell ordine de) palmipedi ., da* moderni detti pellicani, e così dagli antichi denominali perchè iL loro canto assomigliasi ai raglio degli asini • Hanno il becco molto lungo , dritto e piatto orizzontalmente che termina ad uncino , la mandibola inferiore le cui branche flessibili sostengono una membrana nuda e dilatabile in un sacco molto voluminoso , due rughe sulla sua lunghezza ove sono nascoste le narici , il contorno dogli occ/u nudo come il colto , la coda rotonda. (Aq) (N) OnofAs , * O-nò-fas. N. pr. m. (In pers. hoene.fi addetto alla vera de : Ortodosso.) — Uno de* sette signori persiani che cospirarono contro Vusurpatore Smerdi .— Ufficiale persiano che ebbe parte nell spedizione dì Serse in Grecia. (Mit) Onofillo.* (Bot.) 0 -no-fil*lo. Sm, V. G. T^at. onopbyllum. (Da o jl ° asino, e phylion foglia.) Antico nome della bugtossa. (Aq) Onofria , * Ò-nò-fri-a. IV. pr. fi. Lat. Onuphria. (B) Onofrio , * O-nò-fri-o , Ferino- N. pr. m. Lat. Onuphrius. (Dal g“ onos asino , ovvero da onos merce , e da phero io porto.) (B) , Onogiro.* (Bot.) O-nò-gi-ro. Sm. V.G. Lat. onngiros. (Da onos asi n °» e gYros. circolo.) Antico nome del cardo degli asini , eh* è V onop 01 don acanthicum Lin. (Aq) Onogori.* (Geog ) O no-gó-ri. Ant. cit. della Asia nella Cob'hide • y Onolfo , * O-nòl-fo. IV. pr. m. Lat. Onulphus» (Dal tcd. oline * e hiUfie ajuto.) (B) Onolzbacii. * (Geog.) O-nolz-bàch. Lo stesso che Anspaccbc. V • C 1 *', Onojiacrito , * O-no-mà-cri-to. N. pr. m. Lat. Onomacritus. (Dal £ onoma nome , e crìtes giudice : Giudice rinomato.)— Indovino a . nìese scacciato dalla patria per ordine d'Ippavco', alcuni gli scono il poema degli Argonauti , altri le poesie di Museo .— ^°^c\) che scrisse della giurisprudenza, ed è citato da Aristotile. (B) C 1 ’* OnomAnzia. (Filol.) O-no-man-zì-a. Sf F. G. I^at. onomantia. (l^ a { noma nome , c manti a divinazione.) Lì arte d’ indovinare la l ,il ^ o cattiva fortuna che dee succedere a qualcheduno dalle lettere suo nome. —,Onomantia, Onornatomanzia, sin. (A) (Aq) Jl0 , OnomArco,* O-no-màr-co.IV./^r.m. I*at. Onomarclms. (Dal gr. 0 Tl(ì,n f l me , ed archos principe: Principe rinomato.) — Figlio di ^ generale dell* esercito jbce.se , sconfìtto ed ucciso da Filippo. (B) v Onomaste , * O-no-mà-stc. N. pr. m. (Dal gr. onomastos nominato*/ ^ Atleta di Smirne , vincitore ne* giuochi olimpici \ Ju il pria 10 0 componesse le leggi sul pugilato. (Mit) f ^ Onomàsterie. * (Arche.) 0 -uo-ma-stù-ui-e. Add. e sf. pi. F. • onomastcria. (Da onomazo io nomino, onde onomastos nominato.) j ste particolari che facevano i Greci quando imponevano il ,l0Iìie e y t t un fanciullo il decimo giorno dopo la nascita. Presso i Roman 1 , il 3, l’8,o il 9. Presso gli Ebrei fla circoncisionej lottavo, v Onomastjco. (Lett.) O-no-mà-sti-co. Sm. H.G. Gr. ovoiAcaTTix.ó$>Q3f°,j tì ma nome.) Dizionario , Vocabolario , Lessico . Uden. Ni** 4‘ ^ Aleandr. Difi Maria. Part. 2. Berg. (Min) a ■—* Usato come add., è per lo più agg. di Giorno e vale fi o cui ricoire la festa del Santo il cui nome è stato dato in butt eSl ‘ a chicchessìa . (A) Okomasto, * O-no-mà-sto. N. pr. m. (V. Onomaste.)—Liberto à^ 1 paratore Ottone , ricordato da Tacito. (Mit) g ) Onohastortde,* O-iio-nia-sLò-n-de.IV. pr. patron, di Ónom^ Lacedemone che fu spedito amhasciadore a Dario. (Mit) ^ Onomate. * (Arche.) O-nò-ma-tc. Sf. V. G. Lat, onomate. (Da 0,u *j 0 , nome.) Festa stabilita a Sidone ad onore di Ercole allora q u(l1 ../* invece de semplici onori dovuti agli eroi che gli si rendeva^ 0 ma, fu da Festo ordinalo che gli fossero fatti i sacrifìzii un dio , e che parimente di dio se gli desse il nome , anziché 1 ! 11 " d’eroe. (Aq) (Mit) [0 ' OkomAtologia. * (Filol.) O-no-ma-to-lo-gi-a. Sfi V . G. Lafio n °™ pi logia. (Da onoma , onomalos nome , e logos discorso.) Tratti 1 cui si stabilisce la nomenclatura degli oggetti naturali. (Aq) O ^o OnomAtologo. * (Filo!.) O-no-ma-tò-lo-go- Àdd. e sm. Specie di 5 " a Roma che suggeriva i nomi de' salutanti al patrono. MI» Onomatomahzia. * (kilol.) O-no-uia-to-uimi-zi-a. òj. V. G. l‘° Ria* che Onomanzia. V. ( 0 ) . a . Okomatopea. (Itett.) O-no-ma-to-pè-a. Sf Lo stesso che Onoinat°P V > Salvili. Pivs. Tose. 1. 206'.. Il nome poi di cicala per 1 Onom all’ onornalopeja. Uden. Nìs. Formazione onomatopeica di An ; negli Uccelli, c di Fischilo in Prometeo, (A) . (p il Onomatopeja. (Kett.) O-no-ma-to-jiè-ja.A/. V. G. Lat. oiiomatop c J‘ onoma , onomalos nome, e pieo io fo.) Figura in cui il mecccuuj)\ fii t parole esprime la cosa espressa come Bombarda, perchè rlììl ^ sh l * e così il muggire de’ buoi, l’anitrir de’cavalli, ec .—, Onouiutop 1 ^ Magai . Lett* scient. pug. ij6. (Firenze 1721-J Qual i^P^^j./jo* 1 aver inai la natura in affettare così ricercatamente una sU l?. C q c tuli, 0 onomatopeja, qual sarebbe il ritrarre così al vivo neU'iosensin , r ciò che potrebbe cadere nel più delicato sensibile ? E pag- d^ e dea . . . era questa : che i vocaboli per lo più no» s ^ u,0 /ìk tante piccole onomatopeje delle cose di’e’significano. (A) ( ,,0^°' Onomatopoesi, * (Filol) O-no-ma-to-po-è-si. Sf. V. G . Lofi poi" poesis. (Da onoma nome, e piesis modo di fare, da pieo 1 ,J inazione dei vocaboli. (Aq) Onon. * (Geog ) G-non. Riviera della China. (G) . . fili 0 ' Onondaga, * (Geog.) O-non-dù-ga. Lago degli Stati Uniti ne va York. (G) j• pE 11 ^ Ononide. * (Bot.) O-nò-ni-dc. Sf. V. G. Lat. ononis. Genera ^ della diacielfia monoguiia, e della famiglia delle leguminose ’^ e/l u V guenti caratteri : calice monojìllo, campanulato , a de' campi o arvens e,delta ancfie Anoiuue decampi c e bovi, Bonaga, Bulimacola, Barbonaceia, Valnmacqla. (O) ( 0 ,iO Onopjsside. * (Bot.) 0 -no-])ìs-si-de, Sfi Lat. onopids* ( Da j (l Jìdj)' asino , c dal lat. pixis scatola.) Genere di piante c ‘ l neschi nelle sinanteree per collocarvi certe piante della Lnh hanno molti rapporti coi cardi. (Aq) ( D ; Onopìsso. * (Boi.) O'uo-pìs-so. Stn , fr . G* Lat . onopy* a Q ll ° S 6 $mo, ONOPORDO ONORATORE rii' 110 ’ busso.) JSome da Teofrasto applicata, secónda Vopi- n i° ne dì Ùalechamp , «Z/’onopordum illvricuin, e secondo Dodoens , 0»opn alc ' uus nut ans. (Aq) a s ; IÌD0 -* (Bot.) Ono-pòrdo. Sm. V.G. Lat. onopordum. (Da nw p°'"? > t poi de strepito del ventre.) Genere di piante a fiori c6m- ir 1 „ L r r e ^ a singeilesia poligamìa eguale, e della famiglia delle ciria- 0 PO[i f '* a le, le quali cagionano ventosità agli asini che ne mangiano.[A t]) 0 no-rà-bi-le. yldd.com. Da essere onoralo, Degno d’onore. g, tccs ‘ anche Onorevole.] lai. honorabilis. Gr. Tigirrioi. Bone. nov. fc( .' 1 ‘ Grandissima grazia , onorabili donne , reputar mi debbo, che s ta( ° m ,' * n f- Q lli predice maestro Brunetto il futuro onorabile ijj ,° c h’ebbe l’autore appo li valenti uomini. Liv. Dee. 3 . Egli or- ?i„u. 0 Prebende dal Comune , e farle onorabili e sante per vir- 8h' tU Coll.SS. Pad. L’onorabil vecchiezza non si conta alla lun- Ct ia d >- g ii anni. Boez.F'arch. 3. pros. Ma le dignità, dirai tu, G<°»° onorabili e degni di riverenza coloro a cui vengono. O-nora-bi-lìs-si-mo. [ Add . m.] stipai, di Onorabile. [Lo Lìl*T} C l ie Onorevolissimo. V.~\Lat. maxime bonorabilis. Or.rtf/.^'roTcx.Tos^ £... re d. Egli era stato sempre uomo onorabilissimo. f^aìvh.ErcoL'ò'òj. «r ( : lli,i “> ■'. 63 -j lodevolissimo c lodatissimo esempio de’ suoi onorabilissi- 0s o# doratissimi maggiori, riaperse dopo tanti anni lo studio Pisano. p “'rriesTE, O-no-ra-bil-mén-te.^w. Lo stesso che Onorevolmente. Srf l !'- Caliceli, i. 100. Anzi aveva ciascuno sua tavola, per l'ice- h»o p l' 111 onorabilmente i valentuomini clic conosceva. (V) ‘ili) J ° ’ * O-uo-rà-do. Jdd. m. P. J. P. e di' Onorato. Re Roberto n l; 'do n> '^ a Eav. Borii. alla Levato. Ma couoscienza tiene uomo olio- hs 0p > E lidio su montar di grado in grado. (V) ^ (Fossimo, O-uo-raii-dis-simo. [Addati.] superi, di Onorando. Lat. V 0] ‘ l,lle -bonorandus. Gr. TigriTÓTxros. Pareli. Stor. 3 . 65 . Volete c 0 ,i ’ onoratissimi e onorandissimi cittadini miei, esser liberi ? siate f'di-Ar.Supp. 5 . 11. 11 figliuol vostro per genero E per figliuolo ^eiu' 0 1 e vop J Eilogono , Per ottimo parente, e onorandissimo. b Q Ko ° , O-no-ràn-do. Add. m. Da essere onoralo. Lat. bonorabilis, gli o ai| dus. Gr, ngni-ias. Fir.Disc. an. g 5 . Ritrovato il suo padre, (!l osc: padre mio onorando, io ti-voglio manifestare un gran segreto. O-iio-ràii-te. [ Part. di Onorare.] Che onora. Lat. honorans. h« 0p ' 0 vi ftùy. Frane.Barb. a /. 12. Che si riman l’onor nell’onorante. ^"Tissimo , O-no-ran-tis-si-ino Add. m. superi, di Onorante. Udcn. 1 Gnorantissime testimonianze. ' 0, Ò,.* flZA , O-no-ràn-za. [Sf. Ossequio, Rispetto ,] Onore. —, Onranz.a, C 0 an 'ca, Innoi'anza, sin. Lat. hoiior. Gr. r//aij. Dani. Cono.208. Che fan- ••rc- , Cs * e onoranzc che rimangono degli antichi? Pii. Pltit. Ciascuno ili ,.p a che onoranza e clic ulicio e clic signoria gli potessono dare Gii, c °uipensazione. Cron.Morell. Jà.y. Il corpo si ripose a dì 5 di si Jf!? ' n Venerdì a ore 11 in santa Croce ec. con quella onoranza ^eti • are->> Car ' Eh. Uh. 11. v. 12Ì. Gli fa gir legati Con le man 5 v.» 2 1 destinati a morte , Per onoranza del funereo rogo. (B) Vin onoranza zzzFare onore, o anche qualche cosa di più. Salili «o\ ,7. Dovea 1’ olimpio Giove altitonante Darmi onoranza ; *alt *** pur tampoco Vollemi fare onor. [Il Cunich tradusse: Claro , ti|| lri ' decorasset onore Me pater altitonans; miserimi nunc despicit, 1 v. , u Nec tribuit partem decoris.) (Po) q h are onoranza = Fare onore. P. Fare onoranza. (N) ^ a ec| i0,ra,i::a dilf. da Onore, come l’effetto differisce dalla sua causa, q ( - >no, ' e risiede nell’astratta nozione del pregio che si •iste u/ h)iii, ed Onoranza, come derivato da Onorar •tiid lt h a concreta nozione di riverenza e di testimonianza clic si Deificar , a h r| ii merito. È facile poi comprendere che negli altri si- d Onore nou potrebbe generalmente sostituitegli Onoranza . h„. 1 ^ * H.- r l A.. , IZ» ® _ P„*,_.• r/n °_ IP. (A) N,, O-no-; >e _ [Alt.] Pare onore , Riverire, [Ossequiare, Pe- Stendere onore 1 ed è un ulto di rispetto del minore verso il h l °dì >e ' ^ J,vss0 1 moderni oggidì Onorare dicesi pei • altro di un ■Ella ‘. Coì ’tesia del maggiore verso il minore ; e così odesi tuttora: ° SSl;( liii li 01101 * ^ chemi, mi onori di comandarmi ec.Dicesi Onorare ^" , rat" Saintnte ’ *" pehhlico, appieno, con parole, atti ec, magnili- t| |'-i'a l . | 'ò, ‘'ioIto, meritaiucntc ec.—, Onrare, sin.] Lai. Iionorare, ve- s bla' \ ar ’P‘ >l P'i aifiwiyoit.Bocc. Jnlr. 33 . Nè erano perciò questi da t ^esto 11 ^ 1 UDa ’ 0 hinie, 0 compagnia onorati. P nov. 18. 46. Oltre »•* s e’ n - ’ 0Ii0,, ò il Re mollo Giacimi lo. p nov. 24. A. Ma perciocché p ^°ha lo , afl dco, e ha ini onorato molto, cc. E nov. gg. 8. Seco stesso ' , J ti.;., ’ c be di compagni e di più solenne convito quella sera non gli ; l ' l ' ll '-«i| Ull0]aU: . E nov. 100. 7. Essi i’avrebber per donna, e onore- ) ' ,l Ulani“ lil essa e 1 su °i consorti. l’elr.son iò/p né’ Vc (r ° Va °nora. E canz. 4 - 9 ' Alzando lei, che ne’miei detti onoro. cl* 0 c u ' a "‘ e " ie - G» .A'. Gir. 26. (Questo popolo mi onora delle labbra, ma ri 4 ' fot,; 1 ' 1 soll ° lungi da me.A’occ.if.5. n. g. Ninna cosa trovandosi di ^ ar|li a,/c Oll orare la donna, fCioè, di clic poter trattar bene a mensa la )( * Dogasi i Dep. Decani. t 3 i ,dove parlano a lungo di questo.J[Y) . u atn, Onorare alcuno del cappello , e vale Elevarlo alcardi- Onomre diff. da Riverire, Penerare , Adorare, Rispettare. Onorare è principalmente destinato al culto umano, per distinguere dalle altre le persone degne di lode e di ricompensa. Riverire è proprio quando, riguardo alla religione , si applica alle persone dedicate al ministero ecclesiastico od alle cose sacre; c quando, riguardo al culto civile, s’ attribuisce a coloro che per dignità , autorità e superiorità meritano la divozione e l’Osservanza degl’inferiori. Penerare, eh’è più di Riverire, nella religione si accorda in ispecie ai Santi ed alle loro immagini e reliquie; ed in senso largo s’attribuisce ancora a Dio ed alle cose appartenenti alla divinità. Anche nel culto civile si fa uso di Penarare per applicarlo a que’soggetti che, per le loro rare virtù e per l’alta autorità , meritano più della semplice riverenza. Adorare è riverire con atti pieni di umiltà e di devozione, e si usa in verso Dio ; benché si prenda talora anche per significare il culto de’Santi e delle cose sacre. Rispettare da ultimo in tanto è diverso da Riverire , che soglionsi riverire coloro i quali, essendo posti in autorità, si debbon temere, e rispettare quegli altri che per la loro elevazione son degni d’essere onorati. Non pertanto spessq questi verbi soglionsi usare l’uno per l’altro. Onorario, O no-rà-ri-oi. [AV«.] Sportula, Riconoscimento dato per qualche opera liberale. Lat. sporlula , remuneralio. Gr. rè JinaornwV, /aiirAaxoSoir/a. Cr. alla v. Sportula.» Riddili. Pit. Burniti, pag. 5. fFirenze 1682.J Aveva Gio. Lorenzo finalmente soddisfatto in tutto e per tutto a’desiderii di Sua Maestà ec. , quando egli si contentò di concedergli licenza per lo ritorno in Italia,accompagnatolo con onorario, tale appunto, quale alla sua reale magnificenza si conveniva. (U) 2 —* (Eccl.) Onorario della messa da altri detto Limosina. Chiamasi ciò che alcuno offre al sacerdote perchè celebri la messa secondo l'intenzione dell' offerente', talora è anche nelle diverse diocesi con superiore legittima autorità stabilito. (Ber) Onorario dilf. ila Salario, Appuntamento, Stipendio, Paga, Soldo. Questi vocaboli avendo la stessa nozione generale di rimunerazione in continuati e stabiliti tempi a servigi prestati, soglionsi 1’ un per 1’ altro scambiare. Ma propriamente Onorario è la rimunerazione alle opere d’ingegno. Salario è la mercede de’ semplici operai ; Appuntamento , voce dell’ uso, è la rimunerazione che si dà a coloro che coprono qualche carica o che esercitano ogni sorta d’impieghi a servigio dello stato; Stipendio, e meno nobilmente Paga, e ciò eira si dà a’soldati; e Soldo, clic ha il principal significato d’ una moneta , ora prendesi per salario in generale , ora per paga di soldati. Oxormuo.A dd.ni.Onori/ico.Bianchin Disseti. lppocr.teti.j8 .Berg.{fluì) 2 —* (Leg.) Gius onorario: Diritto di fare editti, che apparteneva ai generali , ai magistrali , ed ai pontefici dell’ antica Roma. (O) 3 —* (Arche.) Giuochi onorarli: chiamavausì quelli che ciascun cittadino potea dare semplicemente per farsi onore. (Mit) Onorata, * O-no-rà ta. N. pr, f. Lai. Ilouorata. (B) Onoratamente, O-no-ra-ta-inén-te. Avv. Con omre.—, Onratamente, sin. Lat, lionorate. Gr. i’rSo^us. Bocc. nov. 20. 8. Oltre alle consolazioni che di di e di notte te dava , onoratamente come sua moglie la talea. Tes. Br. 2.26. E la santa Croce ritornòe in Jerusalemme onoratamente. Cas. leu 54. La quale potrebbe ancora un dì onorata- mente cavare del Fisti ino t’amico. Onoratezza, O-no-ra téz-za. Sf. P. dell’uso. Qualità di ciò cheìo- norato. (A) i ascrive Onoratissiimamente , 0-no-ra-tis-si-ma-mt ! n-te. [Avv ] superi, di Orinru- ■e , con- tamente. I-al. Funestissime, splendidissime. Gr. GSa£ t OT-a.rx.Stor.iJur. ' ’ 1. 1. Onoratissimameiitc lo dichiarò e lo pubblicò Monarca ed Impe- radore romano. E 1. ig. Quivi oiioratissiinamentu fu ricevuto. Pardi. Etcol. 2go■ Tra l’allre cose favellando il Bembo onoralissiinameute, disse: sé essere talvolta d’oppeuione, che egli avesse confortato gli altri a volgarmente scrivere. Onoratissimo, O-uo ra-tis si-ino. [Add. ni.] superi, di Onorato. Lat ho- nestissimus, maxime lionoratus. Gr. lyho^orxrot, Amm. ant. 3 g. 2. 4. Di ncccssitade è die sieuo grandissime verludi quelle die sono o- noralissime. ftr. As. 3 o. Glie tu se’ nato di onoratissimo padre..ferz/. Stor. 1. 46, Gli venne incontro il figliuolo del Re primogenito ec. con onoratissima compagnia. E 5 . ig 3 . Mandò Enrico suo figliuolo ec. con onoratissima compagnia fino a Roma. Pl eh. Ercol. eoo. Offra- clic da un pe/.zo in tpw io non ho molto letto) non che considciato» altri autori , che storici , per soddisfare almeno colla diligenza all’onoratissimo carico postomi sopra le spalle. Onorativo, * O-no-ra-ti-vo. Add. m. Che onora. Comm. Dant.Par. 25 . Corani è propriamente sustanziale e onorativo. (N) Onorato, O-no-rà to. Add. [rn. da Onorare. Ciò eh' è stato rendalo degno d onore, o Chi è fornito d’onore .—, Onrato, Onorado, sin.] Lat. lst. Cotte. 1. 5 ig. Dal quale ammiratasi ad animo integrità del ministro , l’onorò del cappello. (Fe) ! lesti ‘ F a «. fregiarsi, Cantarsi, Gloriarsi. Corlig. Castigl. 2.152. iy 'kote ' J ° l tc S* alu ’ > se in qualchi 1 Nudilo 1 1| ' >• qualche cosa, olirà all arme, si troverà , a, 'd. s 2 He vaglia e se ne onori di buon modo. (N. S.) Jac. b! ‘ Eebuld. Quanto più grata e. gioconda appresso i viventi f t op a (] Q . tt'cinoria di ciascuno di loro , se come la città nostra si Oi ‘ diti, , r ^ os ‘ numi loro, si potesse rallegrale di godersi anche i t if„ ,a »t 0 u,» * 01 '° lodevoli azioni ec. (F) Segr. Fior. Art. guerr. 8. . Sii,- .. ^ Docti Pi» -:i t'innip nnnv:it.n ( si smvhiiP minr/iinì c*> rtn*>lln Su 0 H AX<1 J >oc lìca si fosse onorato (sì sai'ebbe onorato ) se qu ^' u detT !! ISse ha lui stala esercitala. (N) g ° Gn orars j a p a tavola per restar servili a PÌitofr Jp 1 onoiiu> * *ha tavola commise. (V) Ila tavola. Berve, g. L’i coro di lue poco onorata spogli: gran desio Pur d’onorata fin ti farà degno. 2 — [Da Onore;] Colmo d’onore, Fregialo, [Stimato, Riputato, ed anche Glorioso , Nobile ec.] Lat. houtstus. Gr. èVnytos. 3 — Che apporta onore , [Onorevole , Pregevole.] Cas. lett. 5o. Io mi sforzerò d’esser tale , ch'ella non abbia mai cagione di pentirsidel- T onorato giudizio eh' ella s’ è degnata fare di me. 4 — Dicesi miche di Chi tieti conto della propria reputazione, e che fa azioni onorate. Amm. Ant. 25. 8 . 8 . Avvegnaché in tutti amore lussurioso sia laido , non è mai peggiore , che quando si mischia con persona onorata. 5 — * (Arche.) Agg. in Roma di chiunque avesse avuto qualche autorità nel governo 0 nelle provinole 0 nelle armale o netsacerdozio.(ì])[ 0 ) Onorato. * iV. pr. m. Lat. lionoratus. — Santo vescovo di Aries nel r. secolo. (B) (0) OsoRATenE , O rio-ra-té-re. [ Però, m. « Onorare,] Che onora. Lat. lia- 81 G38 (FORATRICE norans. Gr. o nptv. Com. Purg. 7. il suo primogenito fu donno Ali- friso : questi morì giovanetto , pieno di buona stificanza , onoralore di vaienti uomini , liberale e virtuoso , amatore di giustizia, e magnammo in volere acquistare. Arrigh. 75. Sic discreto , savio, cortese , largo , donatore , onoratore , provedente, intento,nobile, veg- ghievolc. Bui. Par. 6. 1. Uòmo giustissimo , e onorator degl’Iddìi. Onoràtrice , O-no-ra-trì-cc. Veri, fi [di inorare.] Che onora. / at.h o- norans. Tratt. segr. cos, domi. Era donna divota , e onoratrice nel cuore e negli atti della Vergine Santissima. Osore , O-nó-re. [Sm.] Rendimento di riverenza in testimonianza di virtù) o in riconoscimento di maggioranza e dignità- {F. Onoranza.) Lai. honor , honos. Gr. rtp.v\. ( Ne’ varii dialetti celi, onoir , onaii\ enor , anntrh , onwr ; in ted. ehr ec.) Fr.Jac. Cess. Onore non è altro che rendimento di riverenza in testimonianza di virtudi. Bocc. nov • 5. 6. Con gran festa ed onore dalla donna fu ricevuto. 3 — Stima e Pania acquistata per virtù \ Onestà , [Riputazione, Buon nome , Pregio. In questo senso V Onore è eccelso, nuovo, inusitato, grande , alto , eterno , caduco , volgare , sommo, sovrano, mondano, vero , primo , chiaro ec.] Lat. liouor, fama. Gr. rip.^, ur/. Bocc. nov. ig . io. Ma queste , che savie sono, hanno tanta sollecitudine dell’ onor loro , che elle diventali forti più che gii uomini, hi nov. no. 1 7. Or non ha’tu riguardo all’onor de’parenti tuoi ed al tuo? E nutn. •> Le nevi dileguarono , E ritornati i fior j Gli arboscelli ristoratisi Del già perduto onor. Anguill. Met. 2. 75. Gii arbori senza onor ne’ monti stanno. (IN) la JSota uso. Bocc. g. n. 10. 4 • H pregò ec., che in casa sua ella da lui non ricevesse cosa che fosse meno che onor di lui e del suo tnarilo. (V) 13 —* Col v. Avere: Avere ouor t z=z Riportarlo, Essei'e onorato.V. Avere onore. (A) a —- * E col terzo caso , Onorare. V. Avere onore , 2. (N) i — * Aver P onore di fare , dire , ec. = Bacarsi ad onore di fare , dire ec. cose onotate. F. Avere 1’ onore ec. Red. Esp. Fiat. 2. 2. Tre padri del venerabile ordine di S.Francesco ec. ebbero l’onore di farle (le curiosità) vedere al serenissimo Granduca. (N) 4 —- Aver T onore d’ alcuna cosa zzz Vincerla di ragione o simili. V. Avere l’onore , (j 1. (V) "v 14 — * Col v. Compartire : Compartir l'onore Onorare , e dicesi del superiore all in/ènure.Red. leit. 6. 146. Ho debito di render grazie a V. S. Hlustriss. dell’onore, che le è piaciuto compartirmi cc.(]S) 15 — * Col v. Dare : Bar onore, l’onore , gli onori = Onorate , Celebrare. y. Baie onore. (A) a — * Bar l'onore di checchessia n: Attribuirne V onore, y. Dare onore, §. 2. (A) i — * E Darsi l’onore. Ors. lett. alla Dacier, 1. fò* E allora poi più opportunamente potrà darmi Tenore , o Madama , di esporvi in tal materia i miei sensi. (N) 16 — [ Col v. Essere : Esser onore = Onorare , Recar gloria , o simile.'] Bocc. nov. 25. 8. E lasciamo stare che lamia morte non vi fosse onore • nondimeno aedo che , rimordendovene alcuna volta la coscienza , ve ne dorrebbe d’ averlo fatto. Petr. son. 3. Però, al mio parer, non gli fu onore Ferir me di saetta in quello stato. a — * Esser tratto dell’onore Essere cosa disperata , perduta. F. Essere tratto deli’onore. (Pe) 17 — [Col v Fare: Fare onore o l'onore o gli onori, onoranza ONOREVOLE __ _ _ rfO Rendere riverenza , Onorare. F. Fare onore.] Bocc.non. io-^°‘ a il conte levato, non miga a guisa di padre, ma di povero llO ? C 0a fare onore alia figlinola. E nov. yg.'òo. Gli onori fatti dal inC t , costoro, appresso questa promessa multiplicarono. Petr. cam Che vorrìa fare onore Alla sua donna, che dal ciel n’ascolfcn”^j{j Esp.nat.2.1. L’onore che mi avete fatto damarmi vostre lettere ■ 2 — Fare onore nel ricevere un personaggio = Andarg^ 1 m ^ 0 to. fìcamentc incontro , e festeggiarlo con qualche singolare ePP',.^. Lai. 1 -—t'- ^ Pisi; Cren. .). .j. yutsiu unui u gii iu latto,non mimi [ 1 ■ i sto fece colla forza del Gomune, ma perchè e’si portò lcalii 1 ^ 3 — Fare onore a uno d’ una cosa, si dice [del Conferme 1 glebe altri ha fatto, n promesso che altri farà o dirà, e anche'] ad ^,1, tar la cortesia che quegli ti fa, e mostrar di gradirla, e ave 1 c0 - Jiocc. g. 6. f. i5. lidia giovane , tu mi facesti oggi onore de roua , ed io il voglio questa sera a te fare della canzone. 4 — * Fare onore a uno d’ una cosa , vale anche 11 f ar ' d' una cosa donala. (A) . . (; 'i ty 5 — Fare onore a uno, si dice di Chi , promosso per gl‘ a fidi a qualche grado , si porta bene in esso. v'i' 6 — * Fare onore, vale anche Invitare a desinare. V. ' re, $• 2. (N) { , (») 7 — * baisi onore rr: Acquistare onore. F~. Farsi onore? > ,pi 8 — Farsi onore, — si dice di Chi tratta altri splendidi^lf' [quando uno spende , e usa liberalità con gli amici , onde ne fi dato e commendato , o pure se lo dà ad intendere ,* Cortegp 1 Farsi onore , 2.1 _ , . „ 0 r % 9 — Farsi onore di checchessia, che anche si dice Fars 1 ^ ^ lC ti> sol di Luglio , vale Concedere alla prima e Offerire quello* a tri potrebbe essere sforzato. _ io — * Farsi onore: si dice pure in tutte quelle azionip er si liceve onoie ed applauso , e particolarmente nel regolar# 1111 \ $ d 1 ' 18 — *Col v. Levare: Levare in onore = Esaltare , limala 1 gnità. F. Levare , §. 41. (N) .iW* 0 i(j — [Colo. Rendere : Rendere onore— Ononu'e.] Petr.son. 22 testor degli amorosi detti Rendete onor. .Al** 20 — * Col v. Tenere: Tenere a onore = Mantener sepoltura. Anche l’artiglieria rende onore a chi s’aspetta > ye ‘ ( Gr ) 2 — DELLA GUERRA O DI GUERRA. * Chiamatisi con qu&f fil leuivo tutte quelle pompe , colle quitti si concede al g $ brave da un paese , da una piazza , ec. Questi onori Vfit' iti lati nelle capitolazioni f e -sono per lo piu la facoltà d bandiere spiegate , tamburi sonanti , miccie accese ed Qì .jfse fronte m , quella di con servar te spade , que//a di coiidu rC ° , lo carri coperti , e simili apparenze , sotto te quali si cel# P b perdita dell’onor vero. D'Antonii. Non essendo lo speci° s0 ^ L ^’ conseguir gli onori di guerra un motivo suiliciente p cr tempo il possesso della piazza all’inimico. (Gr) . fl Hn * Jjfi 2Ò — * (Mìt.) Nume che ì Romani adoravano uccnppiti^^ ifH Talora bisognava passare pel tempio detta Firtù onde g lli a 0 fi dell'Onore. (Mit) . ^,1 26 — *(Icon.) Uomo che tiene nella destra una lanciti olivo , e nella sinistra un cornucopia.’—Uomo d1 ven^n .,,/a* assiso sotto una palma', colla destra solleva due cvroi> e , j (l C‘‘ e sinistra un ramoscello di palma e di rose.—Donna sem l,i cl if)O e fm cor/iueopib: di contro Le sui.iin gu< rrirro con cinto d l desila una scimitarra. (Mit) gè ■ Onore. * (Gcog.) Città deU'Indostan inglese. (G) £j_ <4‘ or tV*'i Onoretto, O-no-rét to. [- filtevole intenzione. (V) O ìl0r t Onorevole, O-uo-ré-vo-le.^i/i/. [cu/n. Degno di 0,101 f ^ anche Onesto], Onoralo. —,Onorevile, Orrevole, SI ’p- t SS'" il honestus, houorabilis. Gr. r»/*itis, ttn/zo;, r ' V >dtare ì' 1 contegno. Varch. Ercol. pi. Stare in sul grande, p grave , in sul severo, in sull’onorevole , in sulla reputazione, realmente in sul mille, significano quasi una cosa medesima, cioè H| e C °1 parlare , come coll’andare , tenere una certa gravità conve- c| le ,, c a' grado , e forse maggiore. Fir. Disc. an. 26. Io ho paura in, * vostro volere stare in sull’ onorevole non vi faccia marcire in Onesta marcire in ottEv* P ri g ione - a, , ememte , O-no-re-vo-le mén-te. Avv. V. A. V. e di Onorcvol- P'ni'. e ’ ^ ,L ' ^Mad. 4 $- Elle *1 ringraziavano molto onorevoli lente, fsp, S. Gio. Rat. 257. Presouo consiglio infra loro che j _'iponess piente. j.’^Uesse il corpo onorevolemente , come si conveniva. Bocc. g. il,.' 4- Onorevolemente visse infiuo alla fine. f Così legge il testo del (V) f 'ò V ?!' ezza > O-no-re-vo-Iéz-za. [Sf.] ast. di Onorevole. [Qualità di lion e onorevole.] — , Orrevolezza , Onorificabilitiidinità ,sin. Lat. tg tnagnificentia. Gr. niA , Rir. As. igg. Séti i p Sl ‘«sto dimenticata di quella onorcvolezza delle tue nozze ? st f| , n pa , Ornato, Magnificenza, Orrevolezza, Star. Pisi.ioj.Ca- |, tl . Cci ° parca essere lo signore di tutti , si per 1’ onorcvolezza di sua e sì per la bella gente, eassai, cheavca disilo a sua compagnia. t(. v V°L iss imamente, O-no-re-vo-lis-si-ma-mén-te. [ si Vi’.] superi, di Olio- tifi? .nte. [// grand.’ onore. —, Orrcvolissimamente, sin.] Lat. li orio- v Untissime. Gr. g.tyx\zvpvxi Onorabilissimo , sin. Lat. splendidissimus. Gr. Kotg- «U. » Segn.Mann.Giugn.5. 2. Colui che per Cristo è andata Ve,n SS: ' lto , torna là polveroso dal campo, cc.: alla fine scuote la pol- p ai .; ’ e festa ricco di palme onorevolissime. E -rj. ,. Ila da credere 5 ^ f p eu, e, che il perdonare sia azione onorevolissima. (V) 1^,‘oiando di vestimenti o simili.] Ricchissimi, Magnilichi. Bocc. a g "J- 'iti. E fattile venire onorevolissimi vcstimenti femminili ec., ^»iie a * )d perdonò la meritata morte. . ,* !| C mi.vtk . O-JM.l-l c-vul-iui'li-ti.^./ vv. don onore, In guisa onorevole., t[!y‘didainenle, Riccamente, Pomposamente .—, Onorevolemente, Orti* 0 toentc, Onorabilmente, sin. Lai. bonorifice, splendide. Gr. ìrSo\vn, ’ VII/II, irroitu. a- -IV • ^ » _ a d accompagnarsi bene, e onorevolmente, e con buona dota. V-S’-JW. 2. ig2. Vide lo principe delle demoni» sedere molto J 0 rfv&lmcnte, e tutta la sua milizia gli stava dinanzi. Varch. Star, . Il suo corpo fu portato in Arezzo , e quivi nella chiesa di ^®Oj| A tc Uardo onorevolmente seppellito. Urjt’ O-nò-ri-a. N. pr. f Lat. Honoria. (V. Onorio.) — Giusta, v*Oi,'| a ‘ Figlia dell’ imperador Costanzo e di Placidia. (B) ( 0 ) %He * ( M i*it.) O -no-rì-a-ca. A ad. f. Specie di milizia antica , la Uni/ Ve ! tn e posta da Costanzo a guardia de’Pirenei contra i Ean- (l 5 dèl^ 1 et l ‘ Goti, ma c ^ te abbandonata la difesa, delle Gallie ®Otii Ati e d pugne, si unì a loro. (Mit) *°t( 0 ?: (Geog.) O-no-rì-a-de.A’C Prov. dell’ Asia Minore, così delta vii, ■* ’u-rìn ; Riceva parte detta Bitinta , e divenne la nona pro- Xr " di Ponto. (Mit) . ’ dp q Abil itci,ikita' , * O-no-ri-tì-ca-bi-li-tn-di-ni-tà. Sf. U. A. P. e *in.Q 0rcv olezza.— , Onorificabilitudinitade , OuoriGcabilitudinitate , paro! a, it. FoIg.Eloq. Potrebbesi ancora trovare un vocabolo, ovvero n^Kat Pi» sillabe , ec. come è onorificabilitudinitate , il quale ili Per dodici sillabe si compie. (A) ■ypo^-WT. , O-no-ri-fi-ca-mén-te. Avv. In modo onorifico , Ono- iMiel C 'A J '' —, Oriorifìcatamcnte, sin. Faust.Ep.Cic. hb. i3. Rerg. '^KeP ' ^d ost - C.D. 1. ù i. Laudabilmente sono ricordati nell’E- O^ern che’l corpo suo della Croce diposto, diligente e onori- uurarono a fasciare e sotterrare. (B) n rl; s 1 * O-no-ri-fi-càn-te. Pari, di Onorificare. Che onorifica. SiZ^s- (0) pOdoriff 1 " 5 ’ il-uo-ri-fi-cà-re. [Alt. V.L.] Onorare. Pii. SS. Pad. 2. 'r "‘i-ic C ° 6 Storifico, Messere , la tua disfiensazione. ’ Ca !ta> A t TAMEsTE > O-no-ri-fi-ca-ta-mèn-te. Avv. [Lo stesso che Onori- rip C i Tot. honorilice. 6' r. Tipi,.e. Lib. Amor. 26. Vi piaccia fi sta? r ? ,ra fiueste in questo luogo dell’ amenità, le quali io le veg- S1 onoriticatameute, e poi, se vi piace, mi date commiato. '’1«0 0 AT ° > O-iio-ri-tì-cà-to. Add. [ m. da Onorificare.] Che ha rice- Q ,| ct i fs°' e -Lut. honorilice habitus, ijonorifìcatus. Gr. Ttriprisiecs.An- KUa Ri* si farà incontro quasi come madre onoriUcata. ’ 10 7** O-no-ri-Ìì-ca- 310 -ne. SJ'. L'onorijicare. S. yJgost. C. 'Sj‘ Y\°\ detti coltivare eziandio gli nomini, li quali fuo- Oxf^ fìi-e* .‘ a, no o per onoriticazione , o per ricordazione , ovvero visitazione, (B) ° s > Ma»* h ^' no ' n “fi-mi'te. Add.com, Onorevole , Onorifico , Si- ° s ’ forg. (Min) ONTA ONOnis , iCENTiS5i?ftO , Ono-ri fì cen-tis-si-mo. Add, m. superi di Onori- Bcente. Leon. Leu. , Uden . JSis. 3. Sy. Berg. (Min) Onorificenza , O-no-ri-fi-cèn-sa. Onoranza. Lat. honorifìcentia. Gr. np.vi. Com. Pur. i^.Qui si palesa la detta anima cc. e per luogo di conversione, e per dignilade d*onorificenza, e per nome , e per esercizio , e per fine di sua vita. Onorifico , O-no-rì-fi-co. Add.m.Onorevole. Lat. honorificus. TratU gov. fam. Montano ad un grado molto più onorifico. Onorino.* (Mit.) O-no-rì-no.Z?/o de'Tornarli, che invocavano peravere onori. (Mit) Onorio, * O-nò-ri-o. IV. pr. m. Lat. Honorius. (Dal lat. honor onefte.) — Flavio. Imperatore d Occidente , JrgUo e successore dì Teodosio , fratello di Arcadio . — Nome di quattro pontefici romani. (B) (O) Onoruru. * (Geog.) O-no-rù-ru, Cit. capitale delle isole Sandwich.(G) Onosàndro,* O-no-sàn-dro. N. pr. m. (Dal gr. ono$ merce , ed aner , andros uomo : Uomo delle merci, Mercadanle. Il gr. i a > /a , ( ’ii-i àu-:a, [Sf ] siile, di Onoranza ; e vale Altezza o Grandezza il’onore. Lat. iionor , splendor, gloria. Gr. T.p7i, Aa.uirfioVviJ, !)o\x. Dant. lnf. 26. 6. E tu in glande onranza non ne sali. Csiiare , On-rà-re. Alt. V. A. E- e di’ Onorare. Guitl. lelt. 11. 34, Unii’è non poco onrato Vostro Bennato e retto e car savere, (fi) Osratamente , On-ra-ta-mén-te. Avv. E. A. [si/ic. di Onoratamente. E. e di' ] Onoratamente. Tesoretl. Br. S. Ma chi ornatamente Fìua suo cominciato , Dalla gente è lodato. Oxp.ato, On-rà-to. Add. [m. da Onrare. E .3 E.A. stne. d’ Onorato. . e di' Oli;mito. - i.al. honoratus , honestus, Gr. rlfsios. i.Tt.aos. Dant. lnf. 2. fr Sicché d’ onrata impresa lo rivolve. E /. -ti. E quegli a me : l’onrata nominanza, Che di lor suona su nella tua vita, Grazia acquista nel ciel , che sì gli avanza, ' Onsai. * (Mit. Chili.) On-sà-i. Sacerdoti e religiosi della Cochinchma, divisi in parecchi ordini, diversamente vestisi secondo le diverse loro finizioni : alcuni esercitano lu medicuiu, theesi, senza inleiesse: altri hanno cura degli intimali abbandonati. (Mit) Osta , O’n-ta. [Sf. Grande] ingiuria [congiunta a disprezzo, ed anche] Dispetto, Eergogna, Eitlania.—, Outanza, sin. {E. Atti-olito e Obbrobrio.) Lat.' injuria , contumelia. Gr. àbmlx, ii fifa. (In ted. /10/m, in oland. onteering, in gr. onidos, in frane, /ionie, in piov'eiu, onta. 1 Greci disser anche ontoso per vitupero, ed onetos per vituperevole.V. unire, ed onito.) Bocc.nov. g. 3 . Che, non che egli l’altrui onte con «iustizia vendicasse, anzi infinite con vituperevole viltà a lui fattene sosteneva. E nov. 17 fio. Io intendo non di rubare al Duca la femmina sua, ma dì torre via l’onta, la quale egli fa alla mia sorella .E nov. -.ti. S, Io non 50 se Fiìippello si prese giammai onta dell'amore d quale 10 porlai .Dant.Inf sg.33. Per alcun che dell’onta sia consorte. fiass. er.6.3i. Perchè ad onta si reca ed a difetto, Ch’altri si sia primiero vi] Gir. t 64 o ONTANETO in giostra mosso.» Ucce. g. 2. n. g. Io, Tinto dall'ira della perdita de’ miei denari, e dall’onta della vergogna che mi purea aver ricevuta dalla mia donila, la feci ad un mio famigliare uccidere.Dqi .Decani. 200. Di qui è poi Onta, ingiuria con dispregio; e Ontosa, come fu chiamata la pace di Carlo di Valois co’ Ciciliani , dannosa e vergognosa insieme. V. in Ontoso $, 1. /’ esempio di G. V. 8. 49- (’V) . 1 —* A onta, Ad onta, In onta, posti avverò.— A dispetto, Malgrado. V. a' lor luoghi. (A) Tass. Ger.s. 10, Il ciel, opra sua fosse o fosse altrui, Celolla , ad onta degl’ incanti, a lui. / so. log. Già fu detta immortale; or rifu che pera, Ad onta di quel titolo superbo. (N) 3 — [Alla tua onta , A tua otita=aff tuo dispetto .3 Data. Inf, 32.no. Ornai , diss'io , non vo’ che tu favelle , Malvagio tradito!’ , eh’ alla tu’ onta Io portrrò di te vere novelle. 4 '— * In onta , lo stesso che Ad onta. F~. In onta. (N) 5 — iCol v. Fare; Fare orila ~ Avutine , Offendere. V. Fare onta.] G. F. 1. n. 1. Ave a vietato il porto di Trcja al detto Ercule c Jason , e fatta loro onta e villania , e volutoli 'prendere c uccidere. Oktaseto. (Agr.) On-ta nd-to. [Am.] Luogo piantato d'ontani. Pauff. 8. A crai la riveggio all’ontaneto. Oktaso. (Bot.) On-tà-uo. {Sru. Pianta che ha lo stelo diritto, arboreo, ramoso , con la scorza liscia ; le foglie glutinose , quasi rotonde , smarginate nella sommità, con le ascelle delle vene pelose ; i peduncoli ramosi. Fiorisce nel Luglio , ed è comune lungo i torrenti. Corrisponde alla Botola alnus di Linneo. Fra le sue varietà si distinguono quella a foglie incise, quasi pennato-fésse, e quella a fòglie di quercia. Il legname di quest’albero è bianco ed attissimo a far palafitte quando s' hanno a far fóndameli ti nell’ acqua Dicesi anche Allindano, e con nome latino Aino. V. Lat. ainus glutinosa Pers -3 Gr. tAynpo;. (Dal celt. gali ari ovvero on acqua , c tana che. esiste , che apparisce: l’ianta che esiste, che regge nell’acqua. Altri da onda.) Cr. 1. ir. 6. L ontano è inutile alle magioni, ma è necessario, se alcun luogo umido si dee ne’fondamenti palare. Pallad. Agost. u. L’acquasi mena per forma di condotti cc., ovvero per doccioni di legno d’ontano.» silura. Colt. 4- 83. Posti dentro al terrai la quercia e ’l ceri o , Più d’ altri lian vita: il popolo, c l'ontano Sott’acqua presso al rio. (B) Ostanza , On-tàn-za. Sf. I . A . / , « di’Olita. Lat. injnria, dedecus, .contumelia. Gr. utiixlx, ariy-hx-, (V, onta.') Pecor. 25. 1. 116. Come il re Pietro ebbe inteso il consiglio de’Baroni , ebbe grande "litania , e parvi gli essere in mal luogo. OvTAr.1 , On-ti-re. lAu. D. A. Dicesi anche Ontire, Onleggiare. V. e di Disonorare.] Lia. violare , contumelia afficcre , drhoneslare. Gr. ififl'Otr , sdffjqùrnr, ùnpeic.ur. Liv.M. D’ónde i padri crcdeltono che il lor sangue ne fosse olitalo. Ostaiuo. * (Gcog.) On-tà-ri-p. Il più orientale de’gran laghi situati siti confine degli .Vinti Uniti e delta A'uova Brettagna. (G) Optato, Ou-là-lo. .4ih!. m. da Ontare. \_t / .ylLat. debonestatus, contumelia alfcctus , soi didatus. Gr. cor'/vr'jtlt, vfiytr'lih.àrtiAxchh. f.iv. Al Già la plebe di Poma non vedràe i suoi olitati di roba cambiata. 2 — Per Adontato. Al. f'. g, 46. Onde , olitalo di ciò il Piemie, accolse circa a mille uomini a cavallo. Oktko.giare, On-t( g-già-re. Jtt. Lo stesso che Ontare, Ontire. V. Muse. Pred. i. òrj. lìerg. (Min) Ortehiekte.* (Geog.) On-te-ni-èn-te Valenza. (G) Ontiiie,* On-tì-ie. jitt. V. A. Lo stesso che Ormeggiare e Ontare. V. (V. onta.) Giuli. I.ett. 36. 83. Chi meno 1’onora ver che degno è d’orrore, l’ontisce quasi. ( Ce anche Onleggiare. V. noi. 3)1- Gudt. hai.) (F) Osto , O’n-to. Adii. m. V. A. adoperata poi da qualche moderno forse per la rima in luogo di Unto. V. Vinciguerra. Sat. Le ampolle , il specchio, le bussolotti- onte Di liscio, bambacel, tenaci gomme, Destri ruffiani alle fattezze conte. (Min) A ter. Aiolf. Le girelle onte non facevano sentore. (N) OtrroiAGo. * (Zool.) On-tò-fa-go. Sm. V- G. Lat. onthophagus. (Da onthos sterco , c phago io mangio.) Genere d’insetti detta prima sezione dell’ ordine de coleotteri, e della famiglia de’coprofagi, istituito da Lati-etile , cosi denominando questi schifósi insetti dalla loro abitudine di mangiare sterco. (Aq) Oetolocia. (Filol.) On to-lo-gì-a. Sf. V-G.I-at. ontologia. (Da on che fili liciti 1 dicono is, eutos , cote , c logos discorso.) Scienza che abbraccia e tratta la metodica dottrina dell’ente, ed è una parie della metafisica. -— , Ontosotìa , sin. Conti Pros. e Poes. (A) (Aq) Omosaheste, On-to-sa-men-te. Avv.Con onta. Lat. contumeliose, ttur- pifor.J Gr. uicrxptvs , ìmmìitrTws. IJv. Al. E coni’ elli si tornavano ontosamente fuggendo, il consolo gli seguitò. F altrove; Lo disonor delle osti, le quali si partirono ontosamente. E appresso: Se al lago OPACITÀ •— Vergognoso. Lai. turpis. Gr. mV^po's. Foce. h-tt. ri»- Persa re dì Macedonia cc. la strettezza della prigione colla He 1 ^ n . del prigioniero intino alla morte ontosa provò. G. V- 8. y'jpjot 11 '' donne in Cicilia per far guerra , c reconnc ontosa pace. Al- ■ a p P. iV. no. Il sesto ha nome Libra : questo fa i membri 011 2 ig l’uomo e alla femmina. Ostosoioa. eolicamente is , enlos ente (Filol.) On-to-so-fi-a. Sf. V. G. Lat. ontosophu*- f'QpiJ' mente is , enlos ente, e sophia sapienza. ) Lo stesso c ' ie logia. V. ( 0 ) questo (pa «ni sophia sapienza. ) Lo stesso d ie ^ (Grog.) On-lu-a-gòn. Riviera degli Stali Uniti- & M- . ’’ ,','pS nere celeste. ( In celt. on bello, ed av acqua : La bella delle acqn c ;f oC c a F /pi) tevole delle sue specie è l’Oodes helopioides di Laireille. Oodeocele/ (Cbir.) 0 -o-de*o cè-le. Sm.K.G. Lat. oodoccle. ( ovale , e cele tumore.) Fmia del foro ovale della pelvi. (*v'/P* Oofoiutide. * (Chir.) Ò-o-fo-rì-ti'de. Sf V. G. Lat. oopi 101 ^^) oon uovo, e vhero io porto.) Infiammazione dell ovario. *y ho , languore.) (B) . Oou , * O-ò-li. N. pr. m. Lo stesso che Oolli e Oolai. V » Oolias, * O-o-lì-ab. JV. pr. m. Lat. Ooliab. (V. Oolibai) (B) .. 0 ^*' Ooliba , * O-ò-Ii-ba* N. pr. m. Lat. Ooliba. (Dalì’ebr. hh^ . mento , ed ab padre : Ornamento del padre.) (B) - hh^ 1 Oolipàma , * O-o-b-ba-ma. iV. pr. f Lat. Oolibama. (Dilli’ 1 ornamento, e bama altare: Ornamento dell’altare.) (B) Oolite.* " ” ^ ‘ ovo » (Min.) O-o-fi-te. Sf F. G. Lat. oolitbes. '(Da fon ^ Citta di Spagna nella provincia di lìthos pietra.) Piccole concrezioni calcaree rotonde , da i (l [ f° ! date uova di pesce petrifìcate , quasi che la natura non p° tei mare pietre sferiche. (Aq) ; * 0 2 «— Calce carbonatica oolite : cosi è stata nominata da altri globuli forme , una calcaria che è sempre disposta i fl Pj[ofj o piccole sferoidi , la cui grandezza varia da quella di un p 15 ^ a quella della semente minutissima di papavero. La fratti# ^$1’, globetti è compatta , e sovente squamosa', non vi si vegg° ,l0 -Jlicd u> concentrici , nè strie convergenti : il Iojx> colore è grig&o o rosso-bi'uno. (Boss) ;J Oolli , * O-òl-li. N. pr. m. Lo stesso che Oolai. (B) , /pa f t Oomànzu.* (Filol.) O-o-man-zì-a. Sf. V. G . Lat , cornanti* 1 * uovo, e manda indovinamento.) Divinazione tratta dalla os# Ai ^ ì delle uova , cioè da' segni e figure che vi si scorgevano s ‘ Ooscopia , sin. (Mit) Ooscopja.* (Filo! ) O-o-sco-pì-a, Sf.F'.G. Lo stesso che O0P 1 t (Da oon uovo, c scopeo io osservo.) (Mit) n ti ^flh 1 Ootoco.* (Bot.) O-o-tò-co. Sm. F. G. Lat. ootocus. (D a ° t(JJl Kt teco per tocos parlo. ) Nome dato ad una pianta ^ famiglia delle alghe marittime del Donati r , desunto dalln j\' u c gt !,t sua fruttificazione , 0 dallo staccarsi dalla pianta madre a pj oviformi.' (Aq) Oozam, * 0 -o-v.àra N.pr.m.Lat. Oozam.(DaU’ebi\ ahhuzzah V ^ Jip^yy fi Opa.* (Bot.) O'-pa.^^.G. Lat. opa. (Da ope buco.) G €,ie1 ?: n i(t 1 „L- li^n. ^ —v»«nA*f rr . iti c: ^’gcrnnio ontosamctite,qui faremo il medesimo. A/. esotiche della famiglia de mirti, e deli' icosandria r rlOtlO 3ff , i l0, <) •• * • C - I1C -J n incera ontosamente ischcrmto da suoi avver- bili lo da Lourciro, e così denominate dalla loro bacca sperma e forata alla sommità; riunito quindi al genere Wyif. 2 —* (Archi.) Occhi delle colombaie , Buchi dei ponti he . • pd 1 Letto del trave , Spazio fra due travi , Letto de due lr(li>l } w „u,n1n 1 ntni’l■ rrtìi..m i tlvovì Marina. V. MetOpi** ^ sarn. Arrigh. 55 . Tu ec. isquarci ontosamente c vituperi lamia ira. Ontoso, Oii-M-so. Add. m. Pieno d’onta, Dispettoso , Ingiurioso, ( Che fn onta , dispetto ? e tenta quanto c in se di far vergogna altrui . ] Lat. contumcliosuò,injurius, inhoncstus. Gr. oviihurrtnó?, gcÙugs, ólrifLos. rità de'cinque sensi. Salitisi. Catcl. Il color avea pallido, giocc 1 brutti , r andare 01 j toso e lardo. » Buon. Fier. 4- f loro incontro Minacciutori austeri , Ontosi ilicalzatori.L not. ivi'. Ontosi, cioè ingiuriosi, olU'aggiosi, che lamio ou iUl » cioè sprezzo, vergogna, disonore. Fr. honteux, verbo anic.o, 10- Yiir , cioè vituperare. Il molto delia cavalleria inglese della tu ra , ovvero Lcgaecia d’ una dama, ricolta da un re d * ll l?j lì, uni soli qui mul y penso; che ancor si figge nelle armi ai quei seguo *• Ovvilo» (N) bile a rifictterc il lunìc del sole. Opacissimo , O-pa-cis-si-mo. Add. m. superi, di Opaco. co* 1 !»* x' r Opachissimo. F.Gal.Sist . 88. Ma sentiamo ec- (I autore J ammetta la materia della Luna esser - 1 raggi solai-i ec., ma opacissima più di una montagna la* Opacità , 0 pa-cì-tà. ast. di Opaco. [Mancanza f j a > Qualità di certi corpi che non si lasciano attraversi# ^ cidi d—, Opacitade , OpaciiaLe , sin. Lat. opaciun. f- f 1 °i Sagg. itat.esp, <^ 5 . Del che non ci potevamo cfiiai' 11 OPACO ^plla canna. Gal. Sist. 55 . Per la quale opacità è atta a ricevere e ^percuotere il lume del sole. E 62. Quella della terra resterebbe oscura per la sua opacità. a (Chir.) Opacità della cornea trasparente, del cristallino. V. Al- „ ungine , Leucoma , Stufiloma ec. e F. Cateratta. (A. O.) vj! ' Af -0 , O-pà-co. Add. [ni. Che non è trasparente , Che non può essere traversalo dalla luce .] Contrario di Diafano. Lui. opacus. Or. artc de’ cristalli tinti in vero colore di topazio ec. , girasole ed o- Pate, con vista maravigliosa.» Baldini Foc.Fis. alla v. Opalo Gemma risplendentissima , che si trova nell’ India, di colore che pende, in azzurro chiaro , non lungi in simigliane del fuoco del zolfo. È stata chiamata Perderota, parola derivata dal Greco , per l’amor che a (festa gemma si porta da ehi la possiede, per la bella grazia che tiene 1,1 se stessa , perché contiene il porporino dell’ ametiste , e ’l verde dello smeraldo, e sparge i suoi raggi fra le mani con modo mirabile; c secondo che si volge intorno alla luce . va cangiando il suo bel co- 5 We - w ".Opali d'acqua , si sono dette talvolta alcune pietre che presentano "flessi di luce bianchicci e cerulei, come l’Adularla. Tal altra volta r, si è dato quel nome alle opali bianche , senza colore. (Boss) rrriE. * (Arche.) O-pà-li-c. Add. e sf pi. Teste che celebrnvansi a Bontà in onore della dea Opi. (Mit) rrizzAKiE. (Fis.) O-paliz-zàn-te. Add. corri. Che cangia di colore , a somiglianza dell opalo. Cab. Fis. Pietra picea opalizzante. (A) ''reo. (Min.) O-pà-lo. Sm. Lo stesso che Opale. V. Baldin.Foc.DisfA) 'Do. * l I’.-n-r V fO-.i.'i. r-.. lenir! dei fIr ri n de Oi'PnuO ansimile. /Gt r 'AS. 0;, (Geog.) O-pà-ro. Isola del Grande Oceano australe. (G) (Àliti) Nome che gli Egìzii davano a Videano. (Mit) Pa tas. * (Geog.)O-pà-tas Indiani del Messico nello stato di Sonora. (G) •‘‘Tao. * (Zool.) O-pà-tro. Sm. V■ G. Lai. liopatrum. ( Da ojrotros cosi detto per siile, di homopalros che vicn da homos simile, e pater padre : e vale similmente Nato, o sia Nato dallo stesso padre.) Ge- ’^i'e d‘insetti delia seconda sezione dell’ ordine de’ coleotteri, della .hnragpa de' mesalomi, e della trilli de’ tenebroni, da’ quali sottostati va Rubli ciò separati, benché Linneo e Geqffroy ce li avessero riu- Hanno tratto questo nome dall 5 aver veramente la natura simile ^olte relazioni colle pimelie , coi blaps , e colla maggior parte altri generi deWanzidetta f ' '* ( * ■ * °lit. Opp A a 'Nor 0 pc-ra. [ òf. L ocabolo generico di ogni fatto dell uomo , p. " > esercizio ec. La cosa prodotta che riceve effetto dall’operare. ^ c esi anche ] Operazione, [Azione, Esercizio, Fatica, Impresa cc.] l’er ° r ’ la > Operata, sin. Lat. opera, opus. Gr. ’ifyov. Bocc. g. 2.f 4. Jp onor delia soj u-avvegnente Domenica da ciascuna opera riposarsi. EtiTT’ 5 ' 30 - 11011 DP’^ò, iufino a tanto che con opera d’alcuni eiv..i 1 Mercatanti ec. non l’ebbe fatto venire. E nov, 20. 3 . Forse fa, e dend, Co 0sl con ( ] :l 'Ue medesime opere soddisfare alla moglie, elle egli va agli studiò E g. 8. f. 2^ Fate adunque clic alle vostre bri- lae'st opere sien rispondenti. E nov. 77. 33 . Assai ben conoscendo fieli * ° ovcrc essere stata opera dello scolare.!? iiov. 88. 11. Bion- Vo,,n ’ conoscea die contro a Ciacco egli poteva più aver mala “ J c ” c opera , pregò Iddio della pace sua. Dant. Par. 11. 42. puoi , se tu vuogli , quivi stare il meglio del mondo.'!? g. 7. n. g. Se tu il terrai quasi 111 bocca (il dente guasto) egli ti guasterà quegli che sono dal lato : perchè io ti consiglierei che tu il ne cacciassi fuori, prima che l’opera andasse più innanzi. Peti-, Uom. iti. 121). Facceiido nell’ opera di Dio buona e santa vita, nelle scritture è dotto ed erudito. !? appresso : Dilettossi grandemente dei cantare , ed iti questo grandissima opera vilmente, fuori delia grandezza imperatoria, consumò. (V) Kit. S.Eufr. 261. Partitevi da me e giammai dinanzi a me non venite , perocché mi avete parlato opera inonesta. (Pr) fi .— Artificio, Magistero. Lai. artificium,opus. Gr.'ifyov. G.ff. 1. 12.1. Edificò iu Troja la mastra foltezza e castrilo reale di magnifica opera. - _ * Ufficio , Virtù. li. Giord. 25 j. Siccome il fuoco c’ ha opera d’incendere per la potenzia che liae naturalmente d’incendere. (V) 8 — Dilicio , Chiesa , Fabbrica. G. F- 6. 77. E quando s’ andava in oste i Conti e castellani vicini , e’ gentili cavalieri della città , il traevano (l carroccio) dell’ opera di S. Giovanni, e coiulucevanlo in su la piazza di Mercato Nuovo. G.FMb. g- cap. 80. Elessono 1 j buoni uomini popolani, e rinchiuscrli nell opera di sanloGivanni.(V) <) — in detto anche così II Magistrato e Uticio degli opeiai. 10 — * Parlando di Voci 0 simile vale il loro Significato, Salo. Avveri. a. ,. ig. Conoscendo eglino l’opera dì quelle voci. (V) 11 — * Detto assolutamente a modo d avv. vale Per cagione, In materia , In proposito. Slot-, Semif. 12. E per molta sua grandigia e male reggimento , (opera di femmine che teuea) e poco apprezzamento che di loro facea cc. male comportavano sua signoria ( ) l> _ * Ficesi Capo d’opera per Opera insigne; ed anche per Maestro d’arte, ma nel primo caso dicesi meglio Capolavoro. F■; e F. I /TV Ficesi Opera perduta per Tana, Ltfrutluosa. Sagg. Nat. Esp. Non sarebbe del tutto opera perduta P andar vedendo con varie esperienze nel voto, se le operazioni-loro riuscisser contrarie. (A)Bo,gh. Tose 342 E’sarebbe veramente opera perduta entrare ora per via di nuove autorità , o ragioni a provarlo. E Colqn.RomMG.'ÒaichU peravventura opera perduta ricercare ora la cagione (V) _ , pi cesi Opera postuma , Quella che si da alla luce dopo la morte dell’autore. (A) , jC _ . Ficesi Uomo di grande opera e vaie Operoso, Attivo, Capace d'imprendere grandi cose, G.F. 6. 77. Gli Anziani elessono di loro Io Spedito d* Porta S. Piero , uomo di grande opera ed ardire , ed era de’ principali guidatori del popolo. (Pr) ,C _ * Diconsi Opere morte quelle che latto senza effetto. / . Mono add. , S- * 4 - (H) 642 OPERA — * Dicami Opere servili le Opere manuali vietate dalla Chiesa ne’ giorni festivi. Cavale. P un gii. 271. È peccato lavorare le feste opere servili e mondane. (V) 18 — * l'ìt detto Opera musaica il. Musaico. F. Musaico sm., §. 2. (N) 19 — * Col v. Andare : Andar per opera = Andar a lavorare altrui per prezzo. F. Andare per opera. (A) 2 — * Andare in opera —Èssere adoperato. V.A ridare in opera.(A) 20 — Col v. Avere: Avere opera “ Aver da lavorare. Fit. 8 S.Pad. 2. 83. Ella non la voleva ricevere, dicendo che la madre aveva quel giorno opera , che ne poteva comperare del pane. (V) 2 — * Avere opera o 1’ opera = Fare, Operare. F. Avere opera. Sallust. Giug• 179- Avere l’onore dee essere poiché l’uomo se n’è fatto degno , e avere 1’ opera e 1’ uso dee essere in prima. (Pr) ai — [Col v. Dare :] Dare opera [= Operare.'] F. Dare opera , §. 1. 2 — * Dar materia , 0 forse Dar da fare , Dar da lavorare. F. Dare opera, §. 2. (N) 3 — * Dar opera , Dar le opere = Mettere studio. F. Dare opera , 3. (N) 4 — * Dare opera a’calcagni = Dare faccenda a’piedi, Fuggire. F. Dare opera, §. f (N) 4 — * Dare opera, col Di. F. Dare opera , §■ 5. (N) 6 — * Dar d’opera a checchessia == Pigliare o Servirsi di checchessia per far qualche cosa. F. Dare opera, $. 6. (N) 7 ■— * Dare ad opera, cioè Dare alcuna cosa ad opera di ec. = Adoperarla , Impiegarla in quell’opera. F. Dare ad opera. (N) 22 — * Col v. Essere : Essere opera , cioè Affare , Faccenda. Bemb. Stor.1.1. Non è opera da chiama l’ozio, nè di picciola industria.(V) 23 —- * Col v. Fare- Fare opera = Operare, f. Fare opera, 5- <-(A) 3 —* Fare ogni opera Pare ogni cosa.F. Fare ogni opera. (N) 24 — * Col v. Fermare: Fermare le opere = Far- desistere dal lavorare. F. Fermare , §■ ss. (A) 25 — * Col V. Francare : Francar l’ opera =: Farla esente da ogni dispendio. F. Francare , §. 5. (N) 26 — [Col v. Lasciare: Lasciare opera o l’opera =: Cessar da lavorare.] Bocc. nov. 83. 9. Venuta 1’ ora della cena , e costoro avendo lasciata opera ec. alquanto in servigio di Calandrino, ivi si posero a stare. 27 —* Col v. Levare : Levar opere, nel significato del (. 3g. vale Disegnar te opere d'un drappo. Benv. Celi. Fit. Maestro di levar opere a tessitori di drappi. (A) 28 —‘Col v. Mettere: Mettere opera r-Operare. F. Mettere opera, §, 1. M. F. 1. pr. Esaminando nell’animo la vostra esortazione, carissimi amici , di mettere opera a scrivere le storie e le novità che a’ nostri tempi avverranno. (N) 1 — Mettere in opera = Mettere in esecuzione , Effettuare. [ F. Mettere opera , 4- 2.] Lat. exequi. Gr. heirt\ùv. Bocc. nov. 32. 6. Senza aver perciò i predetti vizii abbandonati, quando nascosamente gli avesse potuti mettere in opera. Fit. SS. Pad. 2. 200. Quando li Irati domandavano in verità dottrina da i santi Padri ad intenzione di metterla in opera , allora Iddio dava loro grazia di saper dire e insegnare loro buona dottrina. Boez. Farcii. 1. pros. /j. lo dunque, seguendo questa autorità ec. , cercai di metterla in opera. 3 Mettere in opera materia per le fabbriche, e simili—Servirsi di essa , Impiegarla , Adoperarla. [ F. Mettere opera , §. 3.] ** E parlando del material della lingua, cioè de’vocaho/i.Salv. Avvert. I. 2. c. 8. Avvegnaché forse la proerizale , prima che la toscana, gli mettesse in opera in iscrittura. (P) 5 — * Mettere in opera 1= Ridurre ad alto, ad opera. F. Mettere opera, §. f. (N) 6 — * Mettere in opera alcuno = Dargli impiego o commissione di far qualche cosa. F. Mettere opera, §. 5. (.\) 2 9 —* Col v. Porre : Porre in opera —Adoperare. F. Porre in opera.(A) 30 — * Col v. Stare : Stare per opera = Lavorare con pattuita mercede dell’ opera. F. Stare per opera. (A) 5‘ — [Col v. Sudare: Sudare, Lavorare all’ opera = Affaticarsi molto nel lavoro.] Peli-, son. 33. Sospira e suda all’opera Vulcano, Per rinfrescar 1’ aspre saette a Giove. 3a —- * Col v. Tenere : Tenere in opera = Tenere occupato e in faccende. F. Tenere. (A) 53 — * Col v. Ventre: Venire ad alcuna opera =: Indursi a fare alcuna cosa. Fit. S. Gto. Batt. 227. San Piero con grande reveren- zia , e temorosamente pareva , che venisse a questa opera. (V) 54 ~ * Proverò. Chi ben comincia è alla metà dell’ opera —Chi comincia ha mezzo fatto ; che in modo basso dicesi ; Barba bagnata c mezza rasa. F. Barba , 5. -7- (A) 6 35 — * Chi ha denar da buttar via Metta ]’ opra e rron vi stia. F■ Opra , §. f (A) 36 — Il voto senza l’opera non basta —Non essere a sufficienza, per effettuare una cosa , il solo proponimento di farla. Ciriff. Calv.t. 3. lo feci essequie e voti , Vedova sempre star , celibe e casta; Ma il voto sènza 1 opera non basta. 57 -*"■ E’ opera loda il maestro La bontà del maestro si conosce dedi’ opera che e’fa. [ F. Maestro sm.] Lut. opus landat artìfìcern. Cavale. Fruii, hng. E quanto al primo rispetto, noi dobbiamo laudare, secondo quel proverbio che dice : l’opera lauda il maestro. 56 — * Opera latta, maestro in pozzo = Ottenuto l’intento od il servigio , è dimenticalo da chi il ricevè , 0 questi maltratta chi il fece. Car. Lett. ined. 3. 77 , « 7 8. Non sapendo con quanti preghi e con quanta istanza quelli mi fecero richiedere e persuadere ch’io dessi loro il ”* 10 beneficio di Somma, e quantaprofession facessero di avermene obbligo , e di tenersi ben satisfatti da me e le promesse che mi fecero di pagarmi sempre avanti tempo se bisognava e senza mio disturbo ; ed ora : opera fatta, maestro in pozzo. Non solo non fanno questo, ma mi mancano dell’obbligo ec. (Pe) 3<) —• (Ar. Mei.) [7’. gtnerieo ck’ manifattori di tele , drappi , galk- OPERA ni e simili ; e] dicasi a Quel lavorio , mediante il q itale si >‘app rt ~ sentano fiorì , fogliami, frutti, animati, o qualsivoglia altra coso. La veste falla di sìmil drappo a opera fu delta da Firgilio vestis p>" cturata, e da Festo palmata vestis, forse perche si rappresentava re - l’ opera la palma. Bocc.nov. 2. 3■ In Parigi fu un gran mercatante 5 e buono uomo ec. , lealissimo e diritto , e di gran traffico d’ open di drapperia. Fit. Pili. 2ff- Perchè essendo il pallio di lana bianc®’ che opera o che tessera intessuta poteva in essa spiccare?» Eà- Sò : Pad.2.61. Io era monaco e lavorava opera di Uno. E più sotto'- M 1 ' semi in cuore a una vergine santa, che mi soleva dare opera di * int ^ a fare. Eit. S. Elisab. '058- Gli giunse innanzi un agnolo ec. ct)I uno vestimento nobilissimo d’ opere maravigliose. (V) ^ a — [A opera : dicesi di Drappo , Panno , Tela c simili , e ^ h lo stesso che A lavoro sopra lavoro . E. A opera.] Eie. Pitt. ^4 - 1L ! verisimilmcnte sospettarsi che per bizzarria uscisse dell’uso, facendo pallii colorati a opera ricca d’ oro. . . 3 — * Fornitura o Guarnizione che si fa ad alcun vestito *, ° nci viene il modo proverò. Nelle opere io ci ho speso il cuor del corp°* Serd. Prov. (A) , 40 — (Lett.) Rappresentazione in teatro , e per lo piu in musico- & . gal. lett. Se io vado all’opera, benché io sia persuaso che glielo a niuna cosa pensano meno ec. (A) Segìier. Crisi, instr. B. 3** 1 ' Queste qualità di opere, pur troppo comuni ai teatri moderni eC * ’ prendo io a ferire nell’ odierno ragionamento. (B) E ó. 3l* .> credo clic da una sola opera scandalosa si stabiliscano in una sera P 1 erxori , ec. (N. S.) . c 41 —* (Tcol.) Opere buone. Sotto questo npme s'intendono tuttify atti interni ed esterni delle virtù cristiane , come di religione , noscenza , ubbidienza verso Dio , di giustizia e di carità verso prossimo , di penitenza , mortificazione , pazienza ec. G. C. s ^f chiamo i suoi miracoli Buone opere, perchè erano atti di cariti commiserazione verso gl'infelici. (Re. r) ^ . a —* Diconsi Opere penitenziali, quelle che s'impongono f f i£ nitenii ; Opere di misericordia , e queste altre sono corporali spirituali. Per le Opere servili. E. §. 1 7. (G. F.) , ^ 42 —* (Milit.) Nome generico di qualsivoglia lavoro di fortificai 101 Baldin.Voc. Dìs. (Gr) _ . n0 i —* Le Opere di fortificazione d' una citta , d’udà fortezza 5 Interne od Estera e. Le prime sono quelle che rimangono nel r? clJ e principale ; le seconde sono al di là del fosso verso la campd^ a ^ & queste si suddividono in Basse ed Alte. Le Basse sono quelle v non oltrepassano il livello della campagna , e sono costrutte nelf ,s . ■ Alte diconsi quelle che dominano la campagna , come i rivetti 1 . gli aloni , le coniragguardh , le corna , le corone , ec. Le 0p cr ^. £ fortificazione prendono altresì varìi nomi dalla varia loro fig 11 ' j e positura. Dìstinguonsi poi coll * aggiunto di Distaccate quelle opere di difesa , che per la loro lontananza o giacitura noif J ^ no parte della fortezza. Montecucc. Si raddoppiarono le dib£ L . nelle opere di fortificazioni ai passaggi ed alle piazze. Ed a [ tr ° [ c Quanto più vicine al centro fdella piazza), tanto più alte opere. (Gr) ... , , 3 — a coda ni rondile: * Opera di fortificazione cosi cM a j 0 dalle due parti o ale che la formano , le quali si vanno allargò^ verso la campagna , e sì restringono aWmdentro, I Tanagliai 11 plici sono udvolta chiamati con questo nome, il quale vieti pu' s f e . giunto ad altre opere , quando queste prendano nelle loro pari 1 me la stessa forma convergente o divergente : in quest'ultima > sì chiamano . più particolarmente A contraccoda di rondine. \ 4 — a corno : * ( pera di fortificazione , fatta di terra } ^ ^ posta , come la freccia , di due sole ficaie. E. Corno, 5* ^ D'Antodi- La tanaglia semplice CE, denominata Opera a coi'i 10 *^^ 5 — A corona.-* Opera esteriore di fortificazione, che ha ‘{J composto di un bastione intero in mezzo a due cortine teriaf r due mezzi bastioni , dai quali si distendono due lunghi lati * mali Ale, Braccia, Rami, che mettono alla piazza. Eiene an°' 1 ^ Jop' mata Corona, Opera coronata.^ - . Corona, §-i9* D'Antonii’** pia tanaglia DF , detta opera a corona. (Gr) 6 — a desti di sega; * Dìcesi Quella fabbricata con p lii continui saglienti e rientranti. (Gr) (G 1 ’ 7 — a forbice:* Lo stesso che Opera a tanaglia. E. TaiiaS ^ >1; 8 — a stella : * XJn Torte , o Tortino , che ha alte* n . ^ ih angoli saglienti e rientranti. Quest ’ opera piglia pure l' 0S8 il Stellata. E. Stellalo. (Gr) 9 — a tanaglia.* E. Tanaglia. (Gr) 10 — a tanaglia DorriA.* E. Tanaglia. (Gr) .. — d’arme.* F. kvmv , J. 6. (Gr). zione, V" ,.0 F. «oh at‘S' iti modo molti' di demolizione.* Diconsi Opere di demolizione, V u . otl o ‘ nodo che , dovendosi abbandonare dai difensori , si fCCf o s> ire in tutto od in parte , acciò l’inimico non vi si ‘■’j-’-li p ,c ' possono staccare dalle altre per via di mine o d’ altri ttf ll J ~ parati a questo effetto nelle medesime. (Gr) fa l,ll °i :3 —* Diconsi Opere esteriori, od esterne, Quelle clC , lè ^ a difesa fuori del recinto della piazza, della fortezza, < ‘ ^ ],r p‘ J * u fosso. Montecucc. Tutte le opere esteriori siano aperte ' za. E altrove: La falsa braga , e le opere esterne o >' an pregiudizievoli. (Gr) . e il C, 43 —* (Mario.) Opere di marea , diconsi U racconciam-' renaggio che si danno ai bastimenti che hanno rotto L ff ^ 2 — morte: Tutte le parli del bastimento che trovatisi b ,l °'! i.„rt o altrimenti, le parti alte della nave che comprendono $e che lordano dalle sgocciolatoje del primo ponte fino >n 1 c‘>' ,1 l” e ll t 3 — vive : Le partì della nave eh’ entrano nell' fpcfxric 1,101 dalla colomba fino alla linea dell’acqua, la quale i‘°i l firn al ponte superiore. Sav . (0) OPERABILE 44 —* (Icon.) Opera perfetta. Donna che nella destra porta uno spec - chio , e nella sinistra una squadra ed un compasso. (Mit) Operatile , O-pc-rà-bi-le. Add. coni. Che si può operare. Scgn. li tic. *•^7.Forse a qualcuno parrà che la cognizione ài tal bene serva per conoscere quei beni che si possono acquistare, e che sono operabili. Up *iuccja , O-pe-ràc-cia. [&/] pegg. d' Òpera. Fit . Beno. Celi. 44$* tl vedere, quante migliaia di ducali il Duca aveva gettato via in certe brutte opcracce. E Ù02 . Non voleva arricciare le sue opcracce con le fatiche mie. ’eradore . O-pc-ra-dó-rc. Feri. m. di Operare. F. A. F. e tfftfOpe* datore. Er.Guitt, Iclt. 36. 63. Saggi, valenti e solliciti in terra opc- OPERATA 64 ^ Or radon. (V) Oi’eracgio , O-pe-i àg-gio. \_Sm.F. non usata. Operazione,) Opera. Lat. ^t'era-, opus. Gr. fpyGv. Tac . Dciv. ami, 3. 77. Come se tal sorte di deità e maestà difendessero Scipio e Cato , c quello Seauro , cui questo Mamerco, obbrobrio desnoi, svergognava con tale operaggio. ^kagioke, O-pe-ra-gió-nc. [Sf. Lo stesso che) Operazione. V * Lat. °feratio , actio , efìèctus. Or. fyyop, sVspy»}/za, d.^oriX^fjict.Lìb. cur. alali, Della scamonea violenta si è l’opevagione. Volg. Mes. Ed è buono per agevolare 1’ opcragione del cocomero asinino. llemh.Asol. 2 ‘ 61. Credea che non le somiglianze de’ sermoni , ma le sustanze delle opcragioni fossero da dovere essere ponderate e riguardate. Fir t 2 q6. lo gli diedi , non veleno , ma una pozion di mandragola, c he là dormire si profondamente che, mentrechc dura la di lei opc- la gione, colui che l’ha presa non diviene altrimenti che se fosse morto, l ‘v.RAJo,0-pe-rà-jo.[^c/- IN) te 1 P > 0-p<- ràn-le. [ Pari, eh Operare. ] Che. npcra , [ Adoperati- L"" *‘ a t* ( 0perans , agens, arì.ifex, ojnfex. Gr. spj'alJoVt.os, vpà.rrut, le* ,,pr ° s ’ ^' net - 1°- incolti adunque la seconda volta ne' luoghi l>ej°’ 11011 g'wi vi stettero, che l’ire lungamente nascose tutte s’ a- »Ù j tco > operante Giunone. G. F. n- <2/. 2. E’mi grava che non °P ra le Ioni persone propie , come erano degni i male operanti, e come toccò ad alquanti di loio.Dant.Pcr.y.ioj. Ma perchè l’ovra tanto c più gradita Dell’operante, quanto più appressila Della bontà del cuore ond’è uscita, cc. Semi. S.Affost. Imperocché non si parte il frutto dell’opcre, dove non manca il desiderio degli operanti. Red. bis. 55. Il lor veleno è terribilissimo , e operante con indicibii prestezza Demeir.Segn. 3g■ Quando le cose inanimate s’introducou come operanti a guisa delle animate. 2 -'■* (Teol.) Grazia operante. V. Grazia-, J. ò~. (Ber) Operantissimo, O-pi’-ran-t [ Add. m.] superi, di Operante. Prati, segr. cos . daini. iMou sono contente di medicine operanti, ma le vogliono operantissime. Oi’eRAee , 0-pc-rà-re. {.All.) Pare , Impiegare il suo sapere e la fatica e l esercizio in checchessia. {Diccsi Operar bene , male , diligentemente , secondo le regole , indarno, virtuosamente , utilmente, mirabilmente , lentamente, con franchezza ec.] —, Oprare, sin. Lat. opcrari , agere , ellicere. Gr. ipr*%etrSxi, stpclrret, , sVireAsT., Bocc. nov. 26. 3. Tutte quelle cose operando, per le quali la grazia e l’a- nior d’una donna si dee potere acquistare. E non. sg. <2. Sperando' di doverlo, per suo bene operare , rivocare al suo contado , se no venne a Rossiglione. 2 —* Uscite antiche. Guitt. Leti. 36. 8 2. Chi credesse e amasie, opcrria (opereria) caldo , solicito e vigoroso. (V) 2 — Adoperare , Osare. Lat. uti, adhibere. Gr. -^(i-.jd.xi. Bocc. non. 3y.g. Non potendo comprendere, costei in questa cosa avere operata malizia. Er. Jac. T. 1 7- 33. A quel eh’ io sono obbligato Fuggo d’essere operato , V o dove non son chiamato. »Vit. S. M. Mad. 5 g. Tutte (le gemme) le avrebbe volute ec. per operarle alla persona del suo dolce maestro. (V) 3 —* Procurare , Procacciare o simili. Bocc. 2. 6. Tu dovevi il mio onore e delle cose mie sempre e cercare ed operare. Guitt. Lctu 1. 5. Intendere lo suo piacere (di Dio J c conosciuto , -amarlo e operarlo , e dal contrario partire in tutto sempre. Segner.Mnnn. Lug. 10. 2. Presuppone che l’uomo su la terra non abbia a fare se non ec. operar I’ eterna salute. (V) 4 —* Servire , Valere. Borgh. Coll. Lat. 3g6. Della condizione or si tratta , e dell’ essere cittadino e non esser ; che non opera cosa del mondo a questo proposito. (V) 5 — impiegare, Servirsi degli uffizii, del ministero d’mia persona. Cw. lett. Si degni ordinare a questi suoi di qua ec., che m’operino in quello ch’io vaglio per suo servigio.(A) Car. Lett.ined. 1. 5. Voi state sano, ed operatemi in ogni vostra occorrenza per quanto vaglio.(N) 6 —* Dicesi Operar cosa di buono, cioè, cosa buona. Pallav. Isl. Cane. 1. Catalogo degli ermrip. 55. Che nella Dieta di Ratisbona non si potè operar cosa di buono. (Pe) - — * Dicesi Operare il cantico in un sentimento rispondente all’ antiche rappresentazioni de’ drammi. Salviti. Cas. 1 Livio l'insegna chiaramente quivi medesimo, ove dopoché delle favole d’Andronico ebbe dotto , e partito l'ulìcio tra ’l ragazzo , e ’1 sonatore di llanto, pel suono , e ’l canto e l’istrione , che successe al poeta , che operava il cantico , cioè come espone Valerio Massimo, faceva la gesticolazione, sogghigno queste parole. (N) 8 Dicesi Operare il comandamento di alcuno ™ Eseguirlo , Ubbidirlo. F. Comandamento , §. 7. (N) 9 —* Dicesi Operar lande = Bar quello di che altri è lodato. Bocc. g. 4• «• »• Ninna laude da te data gli fu, che io lui operarla,, e più mirabilmente che le tue parole non potevano esprimere non vedessi. (V) 10 — {N. ass. nel sign. del §.*.] Dant.Par. <3. 77. Similementc operando all’artista, C'ha l’abito dell’arte, e man che trema. G. K. 1. 2. 2. Onde Iddio , per confondere il detto orgoglio , subitamente mandò confusione in tutti i viventi, e che operavano la delta torre fare. 11 Fit. S. Onof. i38. Io era frate , e islava in uno inona- sterio co’ monaci, e operava con esso loro di fare alcuno lavorio di mani. E appresso-. E operava di fare colle mani come prima. (V) , 1 _ Per siimi. [Fare il suo eliètto , Agire, e dicesi propriamente del- /’effetto che producono le medicine.) Sagg. nat. esp. 128, Vedesi con si violenta forza operare il freddo nell’ agghiacciamento de' fluidi. E z'iy. Onde la dose ordinaria del liquore rischiarante non operasse. >1 Red. nel Diz. di A. pasta. I rimedii gagliardi c violenti operano veramente e producono i loro effetti, ma lasciano poi gl’ intestini riseccati ec. (N) 12 —* Dìcesi Operar per nazioni o per teste, in sign. di Trattar gli affari e di Deliberare secondo gl'interessi particolari d’una nazione , o secondo gli universali a pluralità di voli. Pallav. Ist. Coite. 1. 760. Ma il cardinale dubitando non ciò porgesse occasione a particolari conventi de’vescovi, ed a voler operare per nazioni e non per teste . contea quel elle s' era già stabilito , rispose. [Re) vere lieti , ec. (B) E 2 4. N T è posso per voi ne per altri operaroa quanto farei pei' me stesso. (Pr) Amm. Ant. Rubr. 5. Dell usare e operarsi nelle cose. (N) . ,. ... Operakia. * [Mit-) O-pe-ra-ri-a. Soprannome di Muieiva-, grecamente Ormiamo’ ^ 0-pe-rà-ri-o. Add. e sm. Lo stesso che Operajo. F. S. Asost. ’c. D. (O) Lib. Cur. malalt. Sono medicine sconvenientissi- mameiite proposte dagli operarii. ( Così legge la Cr. alla v. Scou- venieutissmiamenle.) (B) Ar. Cinq. Cant. 1. 6o. La sera dopo le fatiche a mensa Tra gli operarii cou ridenti ciglia Le giuste parli a nuesto e a quel dispensa. (Br) Cocch. Disc. Tose. 1. tqo- Io parlo ec. non della servii condizione de’ subalterni ed infuni operarii ec. (N T ) Operata, * O-pe-rà-ta. Sf V.A.F. e di’ Opera. Er. Jac.T. 3. Jp. 4‘ Qual farete voi tenzone In tal sua breve operata ? ( N ) OPERATIVO 644 Operativo , O-pe-ra-tì-vo. Add. com. Che fa operazione , ed ha virtù di operare . (/^. Operatorio.) Lat. actuosus , efiicax. òr. i fon:ros. Amet. 36. E già conosciute avea l’operate vendette da lei contro la supeihia di Nìobe, E 58. Merita dell’operata superbia grazioso perdono. Sagg, esp. 58. All’altezza del ricrcscimento operato dal medesimo fluido. E 178. Non derivi da alcuna iati inseca alterazione j: _ _ i* 1 ... • 1 traile di raro o di denso operaia in quel punto. — Posto iu opera, Adoperato. Sper. Ditti . (A) < il desiderio ch'egli ha di essere operato da N. S. Car. lett. Intenderà gli ha di essere operato da N. S. nelle cose di Polonia , e le ragioni che lo muovono, c l’entratura ch’arebbe in quella corte , per avervi un fratello in molta grazia di quel Re. (Min)Car. Leu. iued. i. <17. Con esso Dandino va il Commendoue . . gentiluomo vero e di faccende . . . e nella pratica della pace, se 1’andrà innanzi , sarà molto operato. (Po) 3 — * Lavorato. Seri. J’ist. 129, Ciascuno si fa portare innanzi grande vasellamcnto d’010, e d’argento o di cristallo, o d’altra matura riccamente operata. (Pr) 4 — * (Ar. lles.) Dicesi de' drappi e tele lavorali a opera. (A) 5 — Ed usato in forza di sm. Operazione, L* operare. Segner.Mann. si £ osi. .28. 6. Quivi non opera, ma riposa dall’operato. (V) Operatore , O-pe-j a-tó-re. [Ceri. m. di Operare.] Che opera , O- peradore , sin. Lat. operator , auctor , elfector. Gr. ifyxe-riis, ìpyi- Tris , uvrevfyóf. G. y. 13. 44- 3 . Onde i Malpigli c Mangiadori di S. Miniato furono operatori e cagione. M. V. 7. Co. Mostrarono a'si- gnori , come di lieve cagione non si convenia a due Ite essere operatori di tanto male, l’il. A A. Pad. Deb, disse loro, partitevi di qui, operatori d‘ iniquitade , e non tentate il servo di Dio. Cavala 1 toed. cuor. Meglio è 1 ’ uomo paziente , che ’1 forte ; volendo in questo mostrare , che quantunque 1’ uomo sia forte e grande operatore, non è però tanto buono., ec. a ■— (Dicesi Operatore di marmo to’] Scultore. Com. Inf. 4. Questi fu figliuolo , siccome recita Valerio , libro terzo , capitolo quarto , di lana retta madre , c di Sofouiso padre , operatore di marmo. 3 — Dicesi in fòrza di sm. Operatore il chirurgo, dolo alla pratica delle operazioni di chirurgia. (A) (A. O.) Operatorio , O-pc-ra-tò-ri-o» ..-Uid. (m. Che ha virtù di optrarc, Efficace), Operativo. Lat. ellìcax, actuosus. Gr. mpyvirnids. Segti.Manu. Apr. 1. 4. Le parole di Dio sono operatorie, c però hanno una forza ammirabilissima non solamente d’imprimere, inad’infondere cièche vogliono. Operatorio diff. da Operativo. Operatorio indicando ciò eh’ è destinato ad operare , esprime rapporto tinaie ; laddove Operativo dinotando ciò che ha viltà di operare , esprime un rapporto potenziale. Operatrice, O-pe-ra-trì-ce, Velò. f. (di Operare-! Che opera. Lat. tf- fectrix. Eocc, nov. 55. 3. La natura , madre di tutte le cose ed o- peratrice. JH. V . io. 33. Volendo operare la sfrenata lussuria, operatrice d’incredibile crudeltà di madre contra figliuolo. Operazioncella, O-pe-ra-sion-cél-la. (Sf.) dim. di Operazione. Piccola operazione. » Rea. Leu. 3. 197. Si potrà ora far qualche operazìon- ccdla senza timore alcuno. (N) a — Per sùnil. [nel sign. di Operazione, §. 7.] Tratt. segr. cos. doriti. Non sono contente di medicine operanti, ma le vogliono operantissime, e si disperano c piangono delle piccole operazioncclle fatte dalle bevande purganti. Operazione, O-pe-ra-zid-ne. [A/i] L’operare, e l’Opera che resta fatta. — , Operagione , sin. Lat. opcratio, opus. Gr. ipyourix, i'pyov. Rote, nov. 38. 2. fra 1 ’altre naturali cose, quella che meno riceve consiglio o operazione in contrario, è amore. E nov. gS. 27. Quanto , le loro operazioni ripigliare sia matta presunzione e bestiale, assai leggiermente il potete vedere. E Conci. 7. Chi vorrà da quelle malvagio consiglio o malvagia operazion trarre, elle noi vieteranno ad alcuno. Com. Inf. s 1 .Esi mplilìca questa bolgia a uno luogo nella città di Vine- gia detto l’Arzanà, nel quale diverse c varie fabbricazioni, mestieri e operazioni vi si fanno per li maestri e artefici clic quivi stanno a racconciare i navihi. Er.Jac.Ccss. Operazione di grande uomo e di famoso si è nulla cosa temere. Dartt. Purg. 17. io5. Quinci comprender puoi , eh’ esser conviene Amor sementa in voi d ogni virtude , L d’ ogni operazion che merla pene. Petr. son, 18. Però l’ingegno, che sua forza estima , Nell’ operazion tutto s’agghiaccia. Sagg.nat. esp. 16 7. Volemmo vedere se ec. si riconoscesse qualche varietà nel progrisso dell'operazione. E 217. Conciossiacosaché le maravigliose operazioni della calamita siano un largo pelago , dove ec. 2 — * Attività , Opri,i , Energia , Valore , Possanza. Lat. vis. Red. nel Diz. di A. Dima. Si avrà un croco di Marte di color giallognolo di molta virtù e operazione , da usarsi ec. (N) OPERICC1UOLA 4 — * Essere di grande operazione , vale Operar cose grandi , magnifiche. G.V.i, t. Fia dilettevole e utile e conforto a'nostri cittadini» che sono e che saranno in essere virtudiosi e di grande operazione/' r / 5 — * Fare operazione = Giovare, Riuscir utile, Soder. Colt. 5». J-a scolatura delle fogne, la fogliaccia avanzata a’bachi della seta, ec- tutto fa più operazione alle novelle viti che alle vecchie e fatte. 1 6 — » Mettere m operazione = Mettere in opera. V. Mettere in operazione. (N) 7 — * (Mcd.) Evacuazione di corpo, Andata o Uscita di corpo. F ecce ^ intestinali, Escrementi, e Escrementi di corpo. L’Operazione in Off sto significato è acquosa , aggiustata , abbondante, arida , asciutta , biancastra , bigia, biancaccia, bianca , competente , conveniente, co piosa, chierici a, crocea, gialla, giulietta , giallognola , gialleggi"" ' ’ liquida, figurata , moderata , molle , mucosa , nera, nericcia , f‘p’ piccola, rugginosa , sanguinosa, scura , sciolta, smodata, smoderata » soda, spezzata , secca, spumosa, stemperata, stentata, stivata, scarsetta, strabocchevole, verde, verdeggiante, verdognola. Lai- " 1 dejecfio. Red. nel Diz. di A. Pasta. Crescendo o sminuendo h‘- ‘1 tità , secondo l’operazione maggiore o minore che farà. (B) (N ’1 ... 3 - Onde Far operazione = Operare, e dicesi specialmente 0 e medicine. V. Fare operazione. (A) J. 8 — (Cbir.) Operazione chirurgica , dicesi qualsivoglia taglio 0 g 111 ^ sivoglia altro effetto che i chirurgi producono co’loro strumenti s. oorpo degl’ infermi. (B) ,, 1 — * Distinguami ora in chinirgia le Operazioni semplici ® (I composte. Operazione semplice , è quella che non richiede che sol modo di azione meccanica : l’incisione, l’ e 1 trazione , lo st,a j! e , paniento ; composta o complicata , quella che si compone di iultt , a p rie di azioni meccaniche differenti-, come V operazione della allenta , ove kavvi incisione , compressione , estrazione ec. (A. 0 .) 3 — * Operazione cesarea. V. Cesareo , §. 2. (N) _ , 9 —* (Teol.) 1 teologi esprimono ugualmente con questo termine lf zioni di Dio e quelle dell’ uomo ; distinguono parlando delle ’ le Operazioni miracolose da quelle della grazia che sono conni quotidiane; per rapporto all’uomo si distinguono le operazioni . l'anima dai moti del corpo , le operazioni soprannaturali dalle ii:i naturali ec. (Ber) . t 10 — * (Filos.) Operazione chiaman talvolta i psicologi la funtt° l> - ’ l’atto dell’anima. (N) 11 •—* (Fisiol.) Operazioni degli organi sono i variì movimenti oJ J zumi di cui essi son suscettivi , secondo la fòrza ad essi ù iSl gli stimoli che le si applicano. (N) ^ 13 — (Milit.) Nell’arte della guerra si comprendono sotto questo n° q generico Tutti i movimenti e Tutte le azioni d un esei-ciio o de corpi di esso-, che risultano dalle combinazioni della strategica e d e . tattica. Montecucc. Dopo 1 ' apparecchio e la disposizione resta a o dalla operazione , alla quale voglionsi risoluzione, segretezza e y rità . . . Coinmcltansi ad un solo capo le operazioni, atteso che 1 4 i pareri sono diversi e l’impresa court 1 "’ le autorità sono eguali non propria non viene con pan ardore conseguita. (Gr) , ^ 3 — * Base d’operazione : Linea di fortezze o di città forti/ 11 - 1 dalle quali ti partono soldati, viveri e fornimenti di guerra il paese nemico. Gli antichi non avevano base di operazione-, ess ‘,Q[) compagna della strategia nelle guerre ordinate e sistematiche. I * — * Linea d’operazione. V. Linea , §. 11 , 15. (Gr) _ vCl t i — * Obbi< tto erazione : Il luogo dove si vuol far gurt.-^ ” -•'*- od un corpo di esso , mosso dalla base di operai 1 3 — * Avere operazione _ Operare, V. Avere operazione. (N) tal esercito , Ar dice pure Punto obbiettivo. (Gr) *3 —* (Icon.) Donna che tiene le mani aperte, in ciascuna i/e/L f 1 ' sta un occhio. Così la figurarono gli antichi. (Mit) ., ,A Opercolare. * (Zool.) 0 per-cu-là-re. Add. e sm. V. L. Ua° pezzi che formano la mascella negli uccelli e ne’ iettili. Lat■ cularis. (A. O.) ti Operculato. * (Zool.) O-per-cu-Ià-to. Add. m. Che ha t’opere alo. L* 1 operculatus. (A. O.) ■? * (Bot.) Capsula operculata. V. Coperchiata. ( 0 ) UpEncouri. * (Min.) O-per-cu-ii-ti. A/i pi. Lat. operculithes. (P 1 ' 1 culum coperchio , e lithos pietra.) Pietre fossili di alcune con c '“h bivulve. (Aq) .jft Opercolo.* (Zool.) 0 -pcr-cu-lo. Sin. Apparecchio che copre le d una quantità di pesci. —- Pezzo che chiude l' apertura di a ’ L conchiglie univalve. Lat. operculum. (A. O.) , 0.) — * (Bot.) Parte che si eleva e termina l’urna de’ muschi. Operella, O-pe-rèl-la. Sf dim. di Opera. V.A. P.e zfi’Opcre’tta- |. opclla. / ù. A. Gio. Gualb. 336. Le quali (cose) io rifiutai di tire nella presente operella. (V) . Operetta , Q-pe-rét-la. [A/J] dim. di Opera. —, Operella, 0 p ericc gr- Opericciuola, Operàia, Operacela, Operuzza, sin. Lat. opuscid'rtV^x) Koenp.ÙTias.Esp.yang. Ogni operetta caritativa guadagna gnrt 1S j jB o inerito. Bocc- Vit. Dani, 2 j f Egli primieramente ec. quasi ■' j„- ventesimosesto anno compose in un suo volumetto , il quale (fi p titolò V ita Nuova, certe operette , siccome sonetti e cairzoi' 1 - ^ 0 , rim. buri. 1. 14. Svergognerebbe ogni bella operetta. Red- St éiìtiL opa-fllc’ del iuedc&izio Coltellini un capiterannqj p ur le manderò. _ npc^ Opericciolìj 0 -pe-ric-ciò-b'i,[* 5 yt] dim. di Opera. {Lo stesso che ^ ta. f^.^Red* lett. 2. igo. Le mando qui ec. una certa sua op cl1 acciocché V. Sìg. veda il gonio di questo letterato. che^ £ ' Opericciuola, O-pc-riociuò-la. i^f.} dim. di Opera. iLo stesso 7 lc pic retta, E .] Albert . cap. 63. Tu chiamando il nome doti Iddio con io ’ngegno eh’e’ t’ ha prestato , ammenderai d u | s \ 0 Jci’ e(lì ' ciuola, e stijdieràti d’accrescerla. S. Agast, C.D • N? n S' 1 gufl df ssìo aver trovati in quella popolar turba di quegl’ Iddìi 0 1 putati a cotali operit eiuok mirtute. ^lERE. OPERIERE OPINIONE e qF'A O-pe-riè-re. [Adi. e sm. Quegli che lavora per opera. V. v. ,J vDOVflìn F./it nnpmniu /3»» T ì.> 71/7 Ti’Ili yaUHO CCf* .. UDPl'a j'rmi ts 1 mnltmiti nnnn e ch’egli cedesse alle riprensioni degii avversarli , e * , opera fosse impossibile , o gli operieri insufficienti. (Pe) f_ p Pallav. Ist. Cane. Leti, a chi legge (seconda) f. /p voi. lori Ritorno a questo altresì pare, che tanto il Senato degl’ insegnateli ’ pianto il popolo degli operieri nella scuola di 11’ eleganza con- %E I1| | a in aggiudicare il pomo d’ oro ec. (Pe) fs "! O-pic-ri-na. [Sf] diin. di Opera, [ho stesso cAeOperetta. F.] Lez.. 02Q. Piutarco ec. , tra l’altre sue bellissime e utilis- j at i 0 e operine (che così s’intitolano) , ne scrisse una al tempio di Tra- 0| 6# nnperadore. Help Ta i O-pe-ro-si-tà. Sf. Qualità di ci'o eh' è operoso ; Assiduità l 3y °Perare. Magai, lett. Forse perchè la troppa grande operosità del 1^ 0 ru lo smentisce per opera del caso o della necessità? E appresso : der e ? aia dunque la troppa operosità quella clic ci rende restii a cre- * a nascita dell’ oriuolo nella miniera ? (A) (N) ài c 0 > 0 pe-rd-so. Add. m. Che opera , [Assiduo al lavoro , il che Si| S 51 anche Attivaci Affaticante. Lat. operosi», acinosi», negocio- si i y 1 ' 1 rtpaYisxrààrif, ^iXoVoros, 's'OXvirfdyns'f. Esp. FangAo primo dei (1 Cal 'ilade , la quale non sa stare oziosa , ma sempre operosa. ri^ 1, Piuid. 12. Aelopero l’ animo, il corpo , e del tempo procenro 1 .Perderne punto , ed in questo sto desto , sollecito ed operoso. Ciy, Kesi Operoso di brighe, di tradimenti ec. e vate Istigatore,Ri- di brighe, ec.] Sallust. Jug. R. Uno eli’ avea nome Amil- »... , un»- fabbricatore e operoso di briglie, studiava ano- htj ’ fottio nobile 1 . 0p rj . ‘-'’e riebiede gran manifattura. Magai, lett. Che vi paja meno i--. , 5 ® la construzione della minima di esseclieqiielladcll’oriuolo.(A) V/aticoso , Difficile. Lai. operosns. Salvia. Pros. Tose. 1. tf. . dt’ tif 1 > a cui oggetto il buon padre l’operosa fabbrica , e sontuosa SCa >H dialoghi intraprese ec. (N) Ce V(i, E ’ * (Arche.) O-pi r-tà-iie-e. Add. e sf. pi. Sagrifìzii che si fatti ,, <0 . a Ciàete , cosi chiamati dal mistero con cui venivano offerti: fi lCa ed egiziana. (Dal lat. apertala part. di opeiia io copro.)(Mit) f'dlq S, ‘. * (Mit.) O-per tà-nc-i. Dei che venivano collocati con Giove \it Io Prona sua regione del cielo. (Mit) A) (Mit.) O-pèr-to. Epiteto di Plutone. (In lat. opertus copcr- » 0 -pc-rùc-cia. Sf. dim. di Opera. Lo stesso lt ‘ Pif» 65. Io per me li prego ' ‘ ec, ~f -.- ' Otte.,.*’ G-pe-rùz-za. ui. una. ut vipera, t.o stesso che uneruccia a, >2i 1 U * Boll. pref. Sacch. *ag„:' ■ • ■ pruomiiovere la stali «Cajj; llla S?giori .... che spenderlo (l’ozio) in comporre e pubbli- V, qualche frivola operuzza. (B) * (Bot.) O-pe-zi-ò-la. Sf. F. G. Lat. opctiola. (Da opetion ci e 0 Genere di piante monocatile donie, assai analogo alle cipero- fu denominale dalle loro foglie lesin formi. Comprende sinora t 6li 0 ^ s pecie Opetiola myodurioides. (Aq) di 0s jfi' * (Zool.) O-pe-zi or rìn-co. S in. F . G. Lat opctiorrhyn- ‘^ a °P e tion lesina, e rhjiuhos vostro.) Genere di uccelli di- f >. « ff un becco a foggia di lunga lesina. (Aq) ’hl.) O'-pi. La stessa divinità che Rea o (abi le o la a ar-L. ,-v 1 i o da che Operetta. „ », . se mai s’avvengono in questa ed avvertirmi. (V) O-pe-rùz-za. Sf. dim. di Opera. Lo stesso che Open •ef Sacch. 2. Proposi meco medesimo . . . . pruomiiovere la stampa delle pregevoli fatiche de’ nostri ! ‘Maggior' J U-pt. h f Q ’>cke Ops, ff Cllez ~e vengono dalla terra, itti*- Cicerone scrive nel lih. Terra ; i soccorsi che se ne traggono, o perchè tutte " - (In lat. ops, opis ajuto, ed opes ric- ici,. ^‘eerone scrive nei un. 2. de N. D. che terroni Orni Latini ’^'p n °ininanl, quod opes omnes e temi.) (Mit) 3 ''•'a ] anche per Nemesi. (Dal gr. opis, opidos vendetta di- / (tle| °Pranname di Diana come divinità delle donne partorienti. °^ !s cura i onde opis curatrice, che ha cura.) (Mit) blc,,» ‘’ì-'a compagna di Diana. — di Cirene. (Mit) n O-pi-à-ce o. Add. m. Che contiene oppio. Meglio 0 , Ut o. , 0 PP ia ceo. ( 0 ) t|C6l 'si j-lai iri.) O-pi-à-to. Sm. V. e di' Oppiato. (O) n^Uo fi. (Deog.) O-p'i-conA. A litichi abitanti della Campania. Forse ,- bt,, f stessi che gli Opici. (G) ii, l;A| an 1 ,'',v CO gO O' pi-ci. Antichi popoli della Campania e del Lazio, da altri Opicensi o Osci. (G) (. ' r (Mit.) O-pì-fe-ro. Dio opifero fu detto Escuìapio. (Dal lat. Che porta ajuto.) (Mit) ‘d|(,.b ' a l | ili-ce'. [Add. e sm.] C. L. [e poco usata.] Operatore , -, i Opetice , sin.) Lat. opifex. Gr. hzpuovi ót. Lor.Med. ^ (,. Ipitìre , che spirto a ciascun dai , Tu sol se’Dio. n " * .'-'pince , che spirto a ciascun dai , Tu si '^■cio r 0 Dio opilice fu detto Tideano. (Mit) c/ 'e li ’, _ pi-fì-ci-o. Sm. E. L. Lavorio , Lavori fi 114 tilde. _ ~ • q- n y r* •ì-'-i-u. om, r . ij, Liuvut iu , Lavoro , Fattura} ed an- ^fz.p - l0 $° si fatino lavorìi. Lat. opi(ìcitm). Gr. x st P 0 ^P7 s , U0t ‘ ^ er 3’ ìxì) Segnar. Increti. 1. 16. 16. Ora , come Qb^’oriir . 1 e l’occhio nella sua operazione , cosi non è meno ancora Sa , C1 °- (N) rN,; o O-pi- gc-na. Soprannome di Giunone, perchè prestava -/. - . * . • ✓ T - . » • * he, °c.\ a ^ e donne partorienti. (Dal gr * la cura Ut Ila generazione.) > , . e n /a Duna. (»lit) b ^'Pi-U o. iV. pr. m. Lat . opis cura, c genos gcnera- ■J\ T oaie ck'eblero anche Diana, 0.^ G r . iV. pr. m. Lat. Opilius. (Dal gr. epolos caprajo.) V fffuuico latino del primo secolo. (B) (Mit) d 1 ■° 0 ^) Sm. V. G . Lai. opilo. (Da ope buco.) Ge- *llt t f^ ÌSe ^} dell 1 ordine de' coleotteri , della sezione de peutatneri } de’ se tricorni, e della tribù declaroni yStabU.io da La - w /, / rs~ 1 t Veti 11. I treille a scapito de notassi di Labricio , e degli attelahì di Linneo così denominandoli dalla loro testa nascosta in parte del corsaletto in modo che sembra uscire da un buco *, o meglio dalla loro abitudine di bucare gli alberi per depoìvi le uova. (Aq) Opimià. * (Arche.) O-pì-mi-a. Add. e sf Antica famiglia patrizia romana. (Mit) Opimiano ,* O-pi mi-à-no. Add. pr. m. Di Opinilo. (TVIlt) Opjmjo, * O-pl-mi-o. ]$. pr. m. Lai. Opimius. (N. patron, di opiniti?. V. opimo.) —■ Lucio. Patrizio e console romano , nemico de' Gracchi. - Romano che in singoiar certame uccìse un Cimbro • — Ricco usurajo ricordato da Orazio. (B) (Mit) Ormo , O-pì-nio. Add. m. F*. L. Abbondevole, Copioso^ Grasso. Lat. opiinus. Gr. n'( ojv. Dant. Par. iS. 33 . Sì ch’ogni Musa ne sarebbe opima .E 3 o. 111. E come clivo in acqua di suo imo Si specchia quasi, per vedersi adorno, Quanf è nel verde e ne’ fioretti opimo. Alr.Fur. 17‘ 54 ‘ Ci ungemmo i corpi di quel grasso opimo Clic ritrovammo alle intestine intorno. 2 — Spoglie opime propriamente furori dette le [ Armi consacrate a Giove Fcretrio , e riportate dal dace o da qualsivoglia altro ufjìz ale dell esercito romano contro il generale nemico dopo di averlo uccìso di propria mano sul campo di battaglia.’] Lat. spolia opima, Lic Dee. 3 . E desse il vinto opime spoglie , e 1 vincitor le prendesse. 5 — E fitt. Ar. Pur. 36 . 3 i. Tu non andrai, a* io posso , dell’opima Spoglia del cuor d’una donzella altiero. Opimo dilf. da Abbondevole , Copioso , Grasso , Pingue , Adiposo , Paffuto , Obeso. Opimo , tralasciando l’antico suo significato che ri vien dalla milizia romana, propriamente esprime eccesso di pinguedine, onde per somiglianza viene adoperato in luogo di Abbondante , Intenso , Ripieno, Ricco, Onusto cc. Abbondevole od Abbondante applicar drvesi nel senso proprio alla materia inCorme , ed in ispecie alle sostanze fluide o 1 quide , nelle quali si ravvisa qualche eccesso al di là della sufficienza. Sp‘ sso lu i senso trasluto aggiugnesi ad Allegrezza, Vita e simili. E non di rado vedesi sostituito a Copioso, Fornito , Ric< o, Provveduto ec. Ma siccome la nozione di Abbondevole od Abbondante esprime nel senso proprio una specie di affluenza , Così non pienamente conviene al senso proprio di Opimo. Copioso è add. quantitativo che suolsi applicare alla quantità discreta , ossìa a moltitudine d’individui , tanto nel senso proprio che nel figurato. Onde differisce da Opimo e da Abbondante che spcltano alla quantità intensiva ed informe. Grasso diccsi propriamente il corpo animale ben fornito di materia adiposa ; ma nell’intensione è minore di Opimo : il che scorgcsi ancora quando nel senso figurato hanno le stesse significazioni. Pingue è voce latina clic vale Grasso. Obeso , che per 10 più si attribuisce ai soli individui della specie umana , è diverso da Opimo , Grasso e Pingue , perchè è attributo di chi è fornito d’ una pinguedine incomoda. Adiposo vale Pieno di grasso j e nelì’a- natomia si applica ad una particolare membrana del corpo animale. Paffuto si usa colle nozioni di Pingue , Grassotto 9 ma è vocaboli basso e non da gravi discorsi. Opinabile, O-pi-nà-bi-ìe. Add- com. Che sì pub opinare. [Il suo contrario e Inopinabile.] Lai. opinabili. Gr. So|a Disse : sè con gli altri indi rne essere in questa opinione, che ec. E appresso : Affermò , sè essere in quella opinione altresì. E n. 6 . E io fi.i sempre in opinione che ec.(V) 6 — * Colt agg. di Corrente zzz Avventata. V. Corrente j>art., §. 12.{ N) OpnsiONisTi.*(St. Eccl.) O-pi-nio-jiì-sti. Ere tici che comparvero nel deci- mofjujnto secolo , cosi detti perchè essendo infatuati di molte ridìcole opinioni, le sostenevano con pertinacia. Il loro principale errore consisteva nel vantarsi di un' affettata povertà , e insegnare che non vi era vero vicario di G. C. suda terra, se non quegli che praticava questa virtù. Pare che questa setta fosse un rampollo ili quella elei Valdesi. (Ber) Orio. * (Farm.) O'-pi-o. Sm. V. e di’ Oppio. Red. nel Diz. di J.Pasta. Che il caffè abbia un cei to che di virtù a similitudine deU’opio, io lo credo; ed in verità provo in me medesimo , che quando alle volte piglio due chicchere di calle, mi sento, por dir cosi, una certa pace e quiete interna grandissima. (A) Opiparo , O-pì-pa-ro. Add. ni. V. L. Sontuoso, Dispendioso ; e dìcesi di Vivanda, Convito , o simili. Lat. opiparus. Gr. r)a^t\r}S. Ptgnor. Deli. Berg. (Min) Ìauiz. Div . iS V. Sacr. cap. 2. 2. Più il vostro convito sarà grato al grand* Ospite , e più opiparo aspettatevi quello che Gesù farà a voi. (P) Opis , * O'-pis. N. pr. m. Lat. Opis. (N. patron, di Opi.) (B) 2 — * (Geog.) Antica città delta Caldea. (G) Opistenahe. * (Anat.) O-pi-stè-na-re. Sm. V. G. Lat. opistmar. (Da opisthm dietro, e thenar tonare o palma della mano.) Così dicesi il dorso della mano. (Aq) Opjsteria. * (Bot.) O-pi-stè-ri-a. Sf. V. G. T^at. opistcria. (Da opisiheros ovvero optsthios posteriore. 1 ) Sottogenere di piante stabilito da A cario nel suo prodromo della famiglia de licheni nel genere permetta. (Aq) Opistocomo. * (Zool.) O-pi-stò-co-mo. ® limpido e sottile , ed è usato dalle donne del Serra- »ta ' Vocilo della terza specie , che si trae dopo la ebollizione pri- So 1 P‘U denso e meno odoroso, è il balsamo coniane inEuropa. Questa t,j.jì" Za è una resina liquida bianchiccia se è recente-,col tempo fossi Sci r PÙ't consistente, ha un odore grato uniscilo, saper aromatico, si «a °p e oell’alcoolf è raro e quasi sempre falsificato iu Europa, Chiamasi tj/ c f Balsamo della Mecca o di Giudea, o Trementina della Giudea. I a» ‘ Clse nese,v0 "0 “ Curiiusi. —,OppobaIsamo,sin. ^.Balsamo.(Gal gr. Wl- S SUcco > c balsamon balsamo,) Ucllin.lìucch. Tempre d’aromi, e 3 ^ s «m.Di zucchero e di mel,Di mirre e d’opobalsaini Quivi ec. (A)(N) i,„ (Fot.) Jfome anche della pianta che dà il detto balsamo : è al- vt »’0 OPPIO 647 j-*° ddl’ ottaiìdria monoginia , delia famiglia delle terebintacce , con tei? • tripennate e le fbglìolitic sessilìosiate a rovescio, e con peduncoli 'temali wdflori. £ indìgena dell'Arabia. Lat, aiuvris opobalsamum Q (Gall )W AF 'PAso.* (Bot.) O-pocar-pa-so. Sm. V. G.Lat. opocarpasum. (Da io / SUcco , e carpùsos carpaso , e questo da caros sopore, e pìeo °*) Sostanza , secondo Galeno , gommo-rcsìnosa , analoga alla Hi lQ) ma venefica, la quale, i moderni non sanno riconoscere , e me - ì nella gomma della sosia , specie di acacia et Abissìnia hìi‘ Uce s perchè la gomma che distilla da quest’ albero non è ve- Sft ZI A 11, a A — n a4«i1 fi . a 1 — .. f A \ 0 , W come l' opocarpaso di Galeno. (Aq) ^tdì D ° C ' * (F ai rn ) O-po-debdòc. Sm, Composto ì’ Q ^ auu.^ u-jju-uaHiuc. om* e- ompusco di sapone bianco , lQe ondea , consolida maggiore , genziana, arisiolochia Votoli' , au griica , foglie di sanicala , leontodo , pilosella , ofìoglossa e vinca , sommità fiorite di rosmarino , salvia e lavandola , bacche sq ^ lilp pro , cornino , castorio , canfora ed alcool. Questa specie di bf, 0ìì ? w * adopera all'esterno, ed è stimato risolvente , nervino e vul- 0(. o Lat. opodeldoch , opodeltocli. (A. Ov) (0) e ocele.* (Chir.) O-po-dc-o-cè-lc. Sm.V.G. X-aZ. opohocleoccle. (Da f° s succo, hodos via, e cele crnia>) Ernia nell' allo del femore ac- U *l? a genitali ne' maschi uscente per la sinuosità superiore dell'osso lyf lo i destinata a trasmettere i vasi > e nelle femmine , presso il lab - ^l'Op belici vidva : denominazione data da Sugar. (Aq) 0 Qì; aco. * (Varai.) 0-po-pò-na-co. Sm. V. G. Lat. opoponax. (Da ^tU Su,cco } e panaria panacea. \. panacea. 1 ) Oommo-resma che scorre pastinaca opoponax , pianta della pcntandria didima e della fa- co** driie ombrellifere. Proviene dalla Siria , e là si rinviene in soiio ./orma di grumi invgolari e talvolta di lagrime Oppicnorazioke. * (Log.) Op-pi*gno*ra-si-ò-nc. Sf. P* dell’uso, f. ù di Sequestro. Bernardoni. (0) Oppilakté, * Op-pi-làn-te. Pan. dì Oppìlare. Ciac oppila. V. di reg. (0) Oppibare , 0j> pi-là-re. Au. y. L. Indurre oppilazione , {cioè ritura - mento e riserramento ne’meati del corpo.) Lat. oppilare. Grdp.$$v.T* Ttiv. (V. su questa voce 1’ appendice al mio ragionamento su la scienza etimologica.) Cr. 4- 4&* Dei’ la sua grossezza (// vino dolce ) agevolmente le sottili vene del fegato oppila. E appresso: Le vene del polmone, che son molto ampie, oppilar nonjniò. 2 li seme Ancora s’ ormila loro ed ingrossa la milza. (B) Omuro , G|>-pi-)à-to. Jdd. m. da Onpilai’e. Lat. oppilatns, Gr. tfi* tp paxSds. Pass. S61. Quando altri d inne in sul lato destro, quando ’l fegato fosse riscaldato e oppilato, sogna la persona d’essere riscaldata di febbre, ir Pallav.Isi.Conc. 1. ò'tS. Leva ella molto di queL l’acerbo clic piace a lui più che alle donne oppiiatc. Q J e) 2 — [Ed in forza di sost.] Salvia. Pios Tose. 2. n4- Male pròprio degli oppilati eil oppilate , clic hanno il viso verde anzi che no. Om'Ilazioke. (Med.) Op pi-la-rió-ne. [Sf. P. /..] Rilurammlo e lliser- ramento de’ meati dei corpo. [Dicesi anche Ostruzione, Ristagno, Intasamento , Imbrattamento, Imbarazzo, Intoppo, Impedimento, Impaccio, Turamento, Imbeviinenlo ec.] /.«(.oppilatio. Gr. bp.ppx.ljt. Dani. Taf. s4- 5 '-/■ E quale è quei che cade, e non sa corno, Per forza di demolì che a terra il tira, 0 d’altra oppilazion die lei/a Inaino, il ut. ivi : O d’ altra oppilazion , cioè ialinamente di umori , clic entrai»., eglino, o li loro grossi vapori, ne’meati , clic sono dal cuore al celebro , c chiusi quelli meati, cade l’uomo, e diventa insensibile.di?. udidobv. E questa costrizione della via dcH’orina pnote venire pcrop- pila/.ione di pietra. Cr. i-4.i3 ■ L’acqua torbida genera pietra e oppilazione. E 3. 4- 4- Il ecce cava i vermini del corpo , e vale al- i’ oppilazion delia milza e del legalo, 2 — Così dicesi da' medici V aggregalo di ludi gl’ incomodi.prodotti dalla patente mancanza e scarsità del periodico naturai flusso sanguigno delle donne , dello anche Morbo virginoo , perché assai frequènte ira le fanciulle. (A) Cocch. Saga. 29 5. L’ aggregato di tutti gl’ incomodi. . .." costituisce l’idea del male volgarmente chiamate Oppilazione , assai frequente e comune traile* fanciulle. (B) Ophmoke, Op-pi-ni-0-ne. [Sf. F. e di] Opinione. Bui. Purg. 26. 2. Oppinione è sentenzia dubbiosa , e non certa, ingannata dal parere, e malagevole si può tollero, quando è fermata udi i mente. Farch. Star. 10. 28-]. iNella quale oppinione egli persistette , non ostante che Lionardo Bartolini cc. con mal piglio ec. gli disse : ec. 2 —; Uscito amicamente in genere masculino. G. F-11. 4l- *• Ma * a ' sciato ancora in nube il detto oppinione , si ‘I volle dich/ai-ax-e. Oppino.* (Geog.) Op-pì-no. Ani. cit. della Mauritania Tingitana.QAtt) Oppio. (Bot.) O'n-pi-o- [Sm. Pianta ai-borea della classe poligamia di Linneo, e della famiglia delle acevinec, che hall tronco di med,a grandezza, mollo ramoso, con la scorza screpolata-, le foghe palmate,-con ire a chiane lobi ottusi ; i fiori erbacei ; * frutti con le ale molto distese. Fiorisce nel Maggio, ed -è comune ne'boschi Ha una varietà con le foglie più grandi e più durevoli. —, Opio, Antionc Chioppo, Laimio sin Lat. acci* campestre Lin.O (Dal lat. qpidus clic trovasi adoperato da Vai rone e da altri in questo senso medesimo. ) Cr. 1. € ò Folta moltitudine di piccole piante de detti arbori si ponga, e massimamente dell'oppio. E 5.46.1. L’ oppio è arbore assai grande, il quale lui il legno bello e bianco, quasi smagliante all acero. 7 lifig. Cirijf. Calo. 1. i5. Tu gli addormenterai sotto que- 2 S *° (Farri ) [Succo inspessito delle capsule del papaver somniferum, pianta naturale dell'Or,ente,oramai indigena anche nell'Occidente. E bianco viroso, abbondantissimo da ogni parte della pianta stessa per la menoma lacerazione e si annerisce disseccandosi. È un composto di mor- 648 oppio fina , d'acido mcconico, di narcotina , di caoiitchou , di ferula , di resina , d'oho e di molte altre sostanze ancora,Si vende in masse consistenti , di color bruno rossigno , d odore disgustoso, di sapore amaro , caldo e nauseoso. Vi hanno molte qualità di oppìi, ed infinite sono le preparazioni che fa subire ad e.sso Vai le del farmacista. È rimedio incitante, stimolante , sedativo.] hai. ojrinn. Or. è'-rnov. (Crcdesi comunemente clic il gr. opìon , in lat. opinai , sia da epos succo. Ter altro ajijun in pers. ar. c turco indica la stessa cosa.) Vit.Plut. Ma il suo servidore lo confortava dicendo clic quel Leveraggio non era mortale, ma ora oppio, liicett. Fior. 5i. 1 / oppio è il sugo clic si cava de’capi e delle foglie de’papaveri spremute oc.; l’altro esce c distilla da sò da’capi intaccati , cd é il vero oppio; dc’quali quello è il migliore, che c denso, grave, amaro, e che a odorarlo fa venire sonno. Ciriff. 3. 86. Poi le vasella dcll’oppic fracassa. Oppio.* N. pr. m. (Può valer succolcnto, dal gr- opos succo. V. oppio fami.) —Storico latino , amico di Giulio Cesare. (Mit) Oppohalsamo.* (Farm.) Op-po-hàhsa-mo.iSVn. Lo stesso che Opohalsamo. V . Pallad . 4 11. Se imhagnerai por tre di il seme in olio laurino, ovvero in nardo o in oppohalsamo ec. (Pr) Opponeste, Op-po nèn-te. {Pari, di Opporre.] Che oppone, [ Cnitrad- elicente ; e per lo più si dice di chi negli esercizii scolastici c nelle dispute accademiche si oppone ad una lesi, o la impugna .] Lat. op- ponens , ohjicicns. Gr. òvricrrccTYi?. Bocc. Vit . Dant. 2^4- Quattordici quistioni da diversi valenti uomini , c di diverse materie , con li loro argomenti prò e contra fatti dagli opponenti, senza metter tempo in mezzo , raccolse. 2 —* (Anat.) Opponente del dito mignolo: Quel muscolo pali, schiacciato e triangolare , che dal legamento anulare anteriore del carpo corre tutta la lunghezza del margine interno del quinto osso del metacarpo. Lat. oppomns minimi digiti manus. (A. O.) a — del pollice; * Muscolo pari, schiacciato e triangolare, che si attacca da un lato al legamento anulare anteriore del carpo ed all’osso trapezio , dall'altro a lutto il margine esterno del primo osso del metacarpo. Lai. opponens pollicis manus. (A. O.) Oppokimento , Op-po-ni-imbi-to. [«Vm. l.o stesso che ] Opposizione. V. Lat. internositus , interjectio , objectio. Gr. , tvbstns, < mx- f Pallad. Acciocché non aggicli por opponimcnto d’alcuno grande monte. Com. Par. 10. Avvegnacchè il suo lume alcuna,volta paja ossertoltooperintcrponimcntodelIaTerra.opcr opponimcnto della Luna. Opropo^ACE. (Farm.) Op-po'pò-na-ce. Sm. I^ostcssoche Opoponaco.^.(G) Oppooonaco. (Farm.) Op-po-pò-na-co. [Sm. Lo stesso che Opoponaco.^.] M. Aldobr . lice. Arniomaco , serapino cc., oppoponaco , aloè , scr- cocolla. 'ics. Pov. P. S. cap. qò. Anco oppoponaco dissoluto con mele cd impiastrato , è cosa singulare alla sciatica. Polg.Mes. L’ oppoponaco è uiinico dello stomaco, e fa l’uomo assetato. E altrove: Dell’oppoponaco fassone medicina nobile, che sana le fistole c le ferite fraudolenti. Lib. cur. inalati. Piglia quella gomma clic da’ fisici s appella oppoponaco. Opporre , Op-pòi-re. [ Alt. comp. sino, del lat. Opponere. Pone im nunzi, Addurre incontro, Muover difficoltà , dubbio ,] Contraddite, altrimenti Conti-, pporre. Lat. conila all’erre , in medium perferre , objìcerc. Gr. à-vrit.iyov , m'pofÌGcMtty , / Kxpxffpi:v.]Sov. ant.58. 2. Gli ambasciadori andaro colà , dove Socrate abitava cc., per opporre le loro ragioni dinanzi da lui. G. P. ij. 3i5. 2. Oppogncndo che l’uno c 1 altro aveano perduto la lezione. Bocc. nov. 38. 1. Contra lana- tura delle cose presamono d’opporre il senno loro.» E g. 4 ■ 1 ■ E certo in questo opposi ogni mia virtù , di non volere nè a te nè a me vergogna fare. (V) 2 — Dare accusa, Apporre. G. V. 8. 62. Fece pigliare il vescovo di Palma Carcasccse , opponendogli eli’ era paterino. (V) 3 — IV. pass. Contrariare , ltepugnarc, Contrastare. Lat. obstare, ad- versari. Gr. ÌvxvtiovcSxi , à.vTiruTTieida.t. Bocc. nov. 27. 2. Al qual piacere la fortuna, nimica de’felici, s’oppose. E nov. gì. g- Ma certo il vostro valor merita clic io m’opponga alle sue forze. Dant. Par. 6. 33. E chi’l s’appropria , c chi a lui s’ oppone.” Passar. e 26'. fiuta la superbia s’oppone contra Dio, resistendo alla volontà sua. (V) Opportuna , * Op-por-tù-na. IV. pr. fi. Lat. Opportuna. (B) Opportunamente , Op-por-lu-na-nicn te -Avv. [In congiunture opportune, In buon punto , A luogo e a tempo , A proposito .]— , Opportuna- tamente , sin. l ai. op|ortimc. Gr. ir xaipci. .N ceri. Pred. 2. 2. Non bastava, per non mancare a Giosafat di corrispondenza, concedergli non altro che quella sola acqua , la quale avea ricercata per sovvenire opportunamente all’ esercito ? 1 Opportunatamente , Op-por-tu-na-lamén-te. Avv. [P. jl. p, e ^'Opportunamente.] Liv.Vec. 3. Li quali Scipione aveva riposto appresso un monticello opportunalzincnle a ciò fatto. Opportcnevole , Op-por-tu-né-vo-le. Add. com. Che è secondo il bisogno , o desiderio. Liburn, Selvelt. 1. 2. 6. Berg. (Min) Oppoiìtunissimamente, Op-por-tii-uis-si nia-méii-te. [Avv.] superi. d’S) p- porlunamcntc. Segn.Mann. Apr. 11. 4 Questa opportunissimamente succede ancora per altro alla rimembranza della tua somma miseria. Opportunissimo , Op por-tn-nis-si-ino. [Add. m.~\ superi, di Opportuno. Lai. maxime opportunus. Gr. ivxxtpoTu.TOi.Bemb. Star. 1 ■ cj. Essendo massimamente ec. in tanlo pericolo di perdere un luogo opportunissimo ad impedire e contenere le genti d’Italia. E 1. i3. Cotal legge era opportunissima, OpportunitA 1 , Op-por-tu-ni-tà. [A/i] ast. d’ Opportuno. Un punto di tempo comodo uà operare checché si sia ; [ Congiuntura idonea, propria , Occasione, Comodità, Agio. 0 ’Opportunità è acconcia, aspettata , bella, favorevole , migliore , presente , propria, sfuggevole , u- tile ec .]—, Opportunitade , Opportunitate , sin. Lat. opportunitas , commoditas. Gr. xxipós , :vxatpix. Cavale, jtlcd. cuor. Togliendomi il tempo e '1 luogo e 1 ’opportunità di mal far c. Bocc. lett.Pin.Ross. 271. Se questo può fare U senno per si medesimo, quanto maggior- OPPOSTO Fornente il dee fare dalla opportunità njutato o sospinto? L*;/. A. ■ i:i 2. 211. Se noi , uomini vili e indegni , abbiamo podestade c ^ jj e opportunitade d’entrare sempre a nostra posta cc. nella cu ^ Dio , e dinanzi lui proponcrc le nostre petizioni cc. , giormentc si conviene a noi di dare opportunitade c tempo ai conservi, e di proponcre gli loro priegfii? ec. Serd. Star. vesserò opportunità di seminare c spargere il verbo d’Iddm. Non volendo peidcrc vanamente l’opportunità mandatali da ri > • 4- f pei fece subito battezzare. Bisogno , Necessità. Lat. indigentia. Gr. Xpdx. Bocc. ^,ito 1 E quivi secondo le sue opportunità dagli amici di Dio sov\ 1 fil alla sua cella tornava. E nov. 86. 8. Adriano , clic a ciò l’animo, peravventura per alcuna opportunità naturai si h'''' 1 ' ||} ’ a( l- 2 3 . Vincendo la naturale opportunità il mio piacere, soaveinen dormentai. ,fp OrponTCEO , Op-por-tù-110. Add. m. Comodo, Che viene a tetfFj^,,. crudo il bisogno e disìderio, [Che cade, viene in taglio, 111 £ s. ciò ; Opportunevole .] T.at. opportunus. Gr. tihtxipos. Bocc. r Aeeioecliè quello che la Reina nuova delibererà esser per dm r S £ opportuno , si possa preparare. E nov. 77. ffo. Mattamente c ' g ^ e tti tu credi questa sola via , senza più , essere alla disiderata 1 da me opportuna stata. _ jjqcC- 2 — Bisognevole , Necessario. Lat . ncccssaritis. Gr. ^ g. 3 . p. 1. Avendo già il Siniscalco gran pezzo davanti leogo , dove andar doveauo , assai delle cose opportune. L * Non altrimenti andrebhono a loro , né con altro diletto 0 clic all’altre naturali e inevitabili opportune cose vadano. 3 — * Detto anche di persona. 7 ’ass. Ger. 14 • *7* Nondnb* ^ che in pochi giorni Opportuno al grand’ uopo ci non ritorni* 4 -— Ed in forza di sm. per Opportunità. Zibald. Andr. \oi° iscritti tutti i decreti ec. e sacrifìcii che doveano fare , à* °v ojiporlnno. c s°l v Oeposita iMekte , Op-po-si-ta-mthì-te. Avv. Con opposizione■ *p posito. Gr. wavtIws. ( y om. Puìg. 2. Delle due colpe che .jl|* mente commettono. Burch . 1. 8y. E oppositamente s’assH nA come quel die convertì Tessaglia. • co^' Opposito , Op-po-si-to. l'un. Contrario. — , Opposto, sin- l”° rimn , opposìtus. Gr. to ivxvrlov , erarr.Wts. Peti. Colt. 51 -, I,, (C più breve la via de’ piantoni ; i quali s’ingannano a niaravig ^j a |U le cose , clic vivono al mondo , contenere gli oppositi , e v ; .posi! 0, contrarietà d’umori. Sag.nat. esp.260. Ma ne succede tutto I°If piu'' 2 — Opposizione , net significato [di Essere opposto , o P oS ^ 0 < 0 J petto , a riscontro.’] G. P.11. 2. 7. Saturno ec. era nel s! jj‘ A l ^|/ Libra in sua esaltazione re. , e allo opposito del segno 3 — * Modi avverò. All’ opposito , Per 1 ’ opposito , Per opp° a' lor luoghi. (A) n c ' sll ° l 4 ■— * (Astr.) Opposizione de'piancti. G. V. 11. 2. Era la oppositi, che secondo corso di natura non potea scurafe. G u Opposito. Add. m. da Opporre. —, Opposto, sin. Lat. contT» 1 ^, o> ivxvrlos. Lor. Med. Com. 167. Credo che sia facile ad intt'O;. sempre la mente e intelletto nostro hanno oppositi e ininu cl ^ le passioni corporali. a l c 3 F 2 -— Posto in luogo totalmente diverso. Lab. 254. La dogi' 3 apponendo, dove alla parte opposita era il male. 7. 3 — Posto a rimpetto , a riscontro. Lat. oppositus. G. • 4 pf ci 0 'i Il di e l’ora che prese la signoria, per savii astrolugbi 11 J,ol)i! c '| 0 scendente , che fu gradi 22 del segno della Libra , stg n0 ' a op el opposito del segno d’ Ariete. Dant. Inf. 7. 3?. Cosi tu*' 113 . cerchio tetro Da ogni mano all' opposito punto, b Oppositore , Op-po-si-tó-re. [Però. m. di Opporre.] Che oppositor. Giv. prop. io3. Avantiehè gli venisse concetto . anco lo postille a’ suoi oppositori in forma di dialogo. ,. I Oppositrice , * Op-po-si-tri-cc. Perb. fi di Opporre. P . !l; 0 ,ie 1 Opposiziose , Op-po-si-ziò-ne. [A’/.] Contraddizione, lObblp 1 pugnazione. — , Opponimcnto , sin. ] Lat. oppositio , ° J ò.vrikoyix , tipoiio’hri. Bocc. Conci. 11. Ma cosi alla 1 :H ° ■ eli c vo' rispondere. G. P. 12. fi‘2. 2. Per cessare V opposi' 4101 tratti usurai. . , , p ,-£• l> ‘yC' » — Contrarietà. Lat. oppositio. Gr. eVamwins. Dant- r w , a lc0 11 ' a p- E sappi che la colpa , che rimbecca Per dritta opposiz 10 ^. cato , Con esso insieme qui suo verde secca. Bui. ivi: r*- pi'i j posizione cc. dice che ogni vizio clic contraria diritta* 110 & c ati posito ad alcun vizio , si purga iu uno medesimo cord 1 medesima pena. fat. o^l C a W' 3 — L’ essere opposto, [o posto a rimpetto, a riscontro-] Gr. àvr&uns. G. P. 11. 33. 1- Disscsi per alcuni ast1 'j.-lla h 1 ..,,,'. egno a Ser d -^ne rali , clic la congiunzione di Mars e di Saturno nel seg e il Giove a loro opposizione nell'Ariete nc fu cagion e - j |a 1. 11. Quella sottile e scura regola , tolta dall opposi* 011 jj. ^.q a W- erranti , non è appropriata a questa ragione. Gal. “*'/■ ' c0 giunta all’opposizione, u non prima, resta tutto l'apparente L . 1 a [p 0 rfi ie , ■ nfil 4 — * (Astr.) Aspetto o Sdilazione di due stelle o pianefi g 0 giwtjlAu diametralmente opposti uno all'altro, cioè a dire lontanivi $ e giiA Optostissmo, Op-po-stis-si-mo [Add,m.]superl. di OpP os I°’ za . , <*' Alarz. 7. 2. I,a sensualità ec. è oppostissima alla sap 1 ^ preti’*', £(; . Opposto, Op-pó-sto. Sm. Lo stesso c/ieOpposito, ~P. SegfS, lai ” 0 San Gregorio , santo Agostino , santo Ambrogio san Gire pei , col' senton tutti concordemente 1’ opposto, 2 — * In opposto , posto avverò. Per lo contrario o simili. P. In opposto, (N) par - 10 Opposto. Add. [m. Lo stesso che Opposito, P •] Dant- 1 .»* OPPREMUTO conosce quanto caro costa Non seguir Cristo, per l’esperienza Dique- sta dolce vita c dell’opposta. Demetr. Segr, <3.Farinosi inoltre i pe- riodi co’ membri opposti, opposti dico nel concetto. 2 — Posto a l’impetto, a riscontro. Lat . oppositug. Dani. Jnf.34.ii3. E se’or sotto P emisferio giunto, Chcd è opposto a quel clic la gran secca Covercbia. Sagg. nat. esp. ig/j. In due delle ammaccature opposte si vede strignere la capacità del vaso. * — * (Bot.) Agg. particolarmente delle foglie e de ’ rami quando nascono da due punti laterali diametralmente opposti , cioè C uno in Succia all' altro. — Agg. pure de petali o de ’ segmenti duna corolla che siano in opposizione con le fogliate o segmenti del calice.—Agg, degli, stami in opposizione ai petali od anche ai segmenti del calice. — Opposti alle foglie diconsi pure i fori n le stipale quando nascono dalla parte opposta alla inserzione della foglia. (0) Oppremuto, Op-prc-imVto. Add. m. da Opprimere, y. A. V. e L’Oppresso. F. l'es . in Opprimere. (Min) (N) Appressaste, Op-prcs-sàn-tc. Pari, di Oppressale. Che oppressa. Lo stesso che Opprimente, y. Silos , Scrm. Berg. (Min) Oppressawtjssimo, Op-prcs-san-tìs-si-mo. [Add.m .] superi . [L Opprcssan- te.] Che grandissùnamente oppressa. Lat. quam maxime opprimens. Gr. p.a.hiffrcc xa.Toct}\$cov. Salvia. Disc. 3. 3i. I poveri amanti gemono sotto acerbo giogo di opprcssantissima servitù. Appressare, Op-pres-sà-re. [Alt. Lo stesso che] Opprimere. V. Lat . opprimere. Gr. x.txT&'xd^Éiv. (Dal lat. oppressi io oppressi.) Crf.g.S. -La vite troppo all'arbore prossimana, o ella farà impedimento al cre- scimcnto dell’arbore, o ella sarà opprcssata da lui. Mor. S. Grog. Gli amatori della vanagloria, posti dentro nella santa Chiesa, opprcssano i loro avversari! alcuna volta , quando predicano. * Angariare , Tiranneggiare. G. y . io. oj. 1. E cacciarne la gente e utìciale del Legato, opponendo ch’cgbno oppressavano troppo. Stor. Pur. 1. 3. Avvengache questi nllimi fossero sì fattamente oppressati dagl’insulti e dalle correrie de’Normanni, che egli avessero molto maggior bisogno dello ajuto e soccorso di Arnolfo , che maniera o comodità di soccorrer lui. Appressato, Op-pres-sà*to. Add. m. da Opprcssare.[Lo stesso che Oppresso. y .] Lat. oppressus. Gr. xarotr 7ns ora applicato ad una specie di viburno, per essere questa una pianiti, innocua che serve di ornamento ne' giardini. Polgarmente chiamasi Maggio, 0 Pallone di neve. Lat. viburnum opulus Lin. (Aq)(N) Oponte,* O-pùn-te. N. pr. m. (In gr. ho pontos il mare .)—Piglio di Giove , amico di Menezio, (Mit) Opukto. * (Geog.) O-pùn-to. Lo stesso che Ópuuzio. P. (Mit) Opdnzi. * (Geog.) O-pùn-zi. Antichi popoli della Locride. (Mit) OpOnzio. * (Geog.) O-pùn-zi-o , Opuuto. Città principali de'Locvii-^* Città della Dalmazia. (Mit) OptiscoLETTo , O-pu-sco-lét-to. Sm. dim. di Opuscolo. Fardél. T-eìtlf} Gor, Dif. alfub. ant. Tose, so6. In somma, non mancherà in alt»' 1 due opuscoletti almeno chi dica liberamente il suo parere. (N) Opuscolo, O-pù-sco lo. (Sm. Lo stesso che) Operetta.» Coctth. Disc.tosd 2. n. E questi opuscoli pubblicò egli cc. lì 2g. Più esattamente sposte nella proposizione ix de’ suoi opuscoli. Mann. lez. ling. to sC ‘ 2. 23. E ne trattò come medico in un suo opuscolo. (ÌN) , Opuscolo, O-pù-scu-Io. Sm. Lo stesso che Opuscolo e Operetta. P.Remi Uden. Nis. (A) Or.* (Mit.) Fuoco puro, Fuoco principio, Luce increata, Eterno spio 1 * dorè, sotto la cui immagine i Caldei rappresentavano Iddio. (In cal* ‘ ed in ebr. ur, in ar. irrfras, iri fuoco. In lat. uro io brucio ee)(v'j Ora , O'-ra. Sf. Una delle ventiquattro parti, in che è diviso il g 101 1 no.(P.GUaì) Lat. bora. Gr. iipu. Bocc. nov. ji. <7. Egli non * rano ancora quattro ore compiute, poichè'Cimone li Rodiani a ve') lasciati. Pii. SS. Pad. 2. 288. Dopo lo spazio d’un’ora levando 5 ^* prese ardire , e disse : ec. Petr. son. g. Quando ’l pianeta, clic n 1 * stingile l’ore , Ad albergar col Tauro si ritorna. , t 2 — (Anticamente trovasi Or tronco, ma è licenza clà non d versi imitare.) Rim. ant. F. li. Ch’io so ben che, rispetto , ’iifiiiito , Tant’ è viver un’ or' , quanto mill’ anni. E appresso : L or' non durò mai quel grande affinino. 3 —* Ed anche presso qualche moderno. Eir. Rim. Lag rim- u crudel signor venne D’intorno le tre or questa imbasciata. (C"0 2 — Tempo semplicemente. Lai. tempus. Gr. xuipós. Bocc. nov. 9 14. E venuta la notte, all’ ora che Ainbrogiuolo avvisò che la don . dormisse cc. , chetamente della camera uscì. E nov. 20. g. Con ^ s’accontò, e fece in poca d’ora una gran dimestichezza ed aiius* 3, g. 2. f. 5. L’ ora della cena venula, con festa e con piacer cenn 1 ^ , E nov. 21. 16. Prendendo a convenevoli ore tempo, col mutolo davano a trastullare. E nov. 27. 4'i- La mattina adunque seg l,CI a in sull’ ora del mangiare , cc. E nov. 76'. 5. Essendo già buon* , j( di notte, quando delta taverna si partì. Dani. Inf. 34- to4.'& c ° :a m 0 , sì poca ora Da sera a maue ha fatto il sol tragitto? E Par. f°- d Indi, come orologio che ne chiami Nell’ora clic la sposa di Dio s „ ^ A mattinar lo sposo , perché l’ami, cc. Pit. SS. Pad. 2. j 3 poi dopo grande ora cc. si partirono.» Pii. S. Frane. 23j- j 0 sera in quell’ora Giovanni col detto uomo. Fav. Esop. a4- AJ ,j f sofferto per grande ora le grida c il bussare dell’ uscio , usC L. Dani. Purg. 2. Ma a te coin’ è , diss’ io , tant’ ora tolta? Cj' eC .) 3 — Ultima ora, (ed anche l’Ora semplicemente co’pronnmi Sua,'! 11 ^ r s' intende il Punto della morte. Èemb. Asol. 1. 6. Poiché ‘.y. Jason , acerba c dura Fu la sua vita insili all’ultim’ ora. » Eufras. <77. Domane morrà ; ma ninna ardisca di manifestare acciocché non la contristi, infino clic non viene la sua ora. pi j A /j — (Modi avverb. formali da questa P. e come sost. e come « buon’ora , Di buon’ ora = Per tempo. (P. A buon ora .) Rea- t. 213- Gliene darei ogni mattina a buon’ora quatti’once. a f hs 5 — * A che ora, per Quando. Bocc. g. 6. n. 5. Disse Giotto- ^ cl)C ora venendo di qua allo’ncontro di noi un forestiere cc. crei egli credesse ec. A cui Giotto prestamente rispose : Messere , che egli il crederebbe allora che guardando voi ec. (Nota a colla corrispondenza di Allora.) (V) f 6 — * Ad assai buon’ ora = Per tempissimo. Bocc. g- n \ 0 va al al palagio giunte ad assai buon’ora, ancora quivi trovarono b giucaudo , dove lasciati gli avicno. (V) ^ , ol' a, v 7 — * Ad ognora'--.Ve.'/i/.re. P. Ad ogni ora. Cr. alla v. Ad ora 8 — * Ad ora = Ora , Adesso. P. Ad ora. (A) 2 — * In tempo. Lat. mature , tempestive. Bocc. g- Q mandò il Saladino, quanto ancora avesse di quivi n Favza ’ tl -ete ora giugner potesse d’ entrarvi. Rispose : Signore voi / a), / ' uì n. 9-f°i ZA gC a ora giugner potesse u entrarvi. Rispose : Signoiv Pavia pervenire ad ora che dentro possiate entrare. (AJ 9 — * Ad ora ad ora , A ora a ora = Ad ogni ora > ^ gni poco ; ed anche Di quando in quando. E • Ad or 3 1 e 2. (A) bsfino^ [Ad un’ora, A un’ora.In un’ora=/f un tratto , In un n& i 6 io ORA. In una volta, In un tempo solo, In un punto medesimo, V , Ad un’ora, SS 1, e 2., A un ora e In un’ora.I Bocc, nov. 18.48. Fu ad un'ora un tanta maraviglia c da tanta allegrezza soprappreso , che appena sapeva che far si dovesse. » Bocc. Trseid. 12. 36. Che ad un’or fos.dio stato teco spento. (Ciu) Amm. Ant. 3. 4 • Chi due lievri caccia ari un’ ora , talora perde l’ una , e talora I una c l’ altra. (P) Bocc. Vii. Dani. Questa parola detta, ad un’ora il Sonno c Dante gli parve si partissero. (N) 2 — * In questo sign. fu detto nnlicam. Un’ ora per Ad un’ ora. Ninf. Fies, gì. Giunscr un’ora 1'ultime parole E la freccia che insiline le confisse. (Cin) * 1 -—* Alcun’ora — Talora o Talvolta. Frane.Sacch.Ball, pubblicata dal Poggiali. N011 manca mai la divina vendetta, Benché alcun’ora paja che risparmi. (P) J '■ —* All’ora. Cosi alcuni scrivono l'avv. Allora, ma non è da seguirsi quella ortografia. (Cin) (N) lo —* All’ ora estrema — Nel punto della morte , Alla morte.Petr.(A) 1 i — [Anzi ora , Innanzi ad ora'; — l/manzi alla debita ora. Dant. Inf. 8. 33. Dinanzi mi si fece un picn di fango , E disse: chi se’ tu, ciie vieni anzi ora? 15 — * a tutte ore, A tutte 1’ ore = Sempre. V. A tutte ore. (N) t(i — * p) a 01 - a = F)a questo punto. F. Da ora. Fiam. Chiunque ella sia , priego da ora , che ella mai a tali miserie non pervenga. (A) Berti. OH. 43- 55. Pur da or t’ avverto e fo sapere Che il tuo cavai da me non fia guardato. (Cin) 3 — * Da ora innanzi, Da ora avanti, Da quest’ora innanzi, D’ora in avanti , Da ora a sempre = Per /’ avvenire. F. Da ora innanzi, SS' 1 e 2. , e F. Da ora avanti. Rim. Ant. Guid. Guinicc. D’ ora m avanti porto lo cantare. Morg. ig. I Sia benedetto il nome del re nostro Da ora a sempre insino all’ ultim’ ore. (Cin) (A) (N) 17 — Da un’ora ad un’altra — Di tratto ui tratto, o In poco tempo , Dal vedere al non vedere, tir. Asm. 282. Le più elette cose e le migliori sparivano da un’ora ad un’altra. (V) (N) 18 — Di buon’ ora ; lo stesso che A buon’ ora. F. [; e V. Di buon’ora.] Buon. Pier. 1. 2. 5. Ma quando Disegna ei di cavarli Di chiusa? ec. martedì, Martedì di buon ora. ly — D’ ora in ora , Ora per ora = Di tempo in tempo, Di tanto in tanto, A momenti, (guanto prima. [F. D’ora in ora, ,]»Cas.canz. 5. Sia d'ora in or più duri volgoli gli anni. E Chiabr. Canz. Mo- nd. i3. Quei sulla terra c fortunato appieno, Che d’ora in or può dir : vissi giocondo. (Cin) Volg. Til. Liv. 1. lib. 2. cap, 6, Apparecchiati di essere assalito d' ora in ora. (P) 2 — * Per lo stesso che Un’ora dopo l’altra , A poco a poco, e indica spazio di tempo successivo e continuo. ^CD'ora in ora, $.2.(A) 3 —* Inforza di Continuamente o di Ognora più. Art’ur. t3. tìg. Lucrezia Bòl gia , di cui d’ ora in ora La beltà, la virtù, la famao- ncita E la fortuna crescerà non meno Clic giovili pianta in morbido terieno. Base. p. 1. soti. 3i. Ma come l’oro, che nel foco allìna,La virtù vostra più lucente e bella Adorna d’ora in ora il secol nostro.(Cin) So — * pj H ora ^ jq no ad ora, Infmo ad ora = Fino a questo putito. ^. Finora. (A) 21 — In buon’ ora : Modo di pregare , e vale lo stesso che Di grazia. [ F. x n buon’ ora.] Tal. obsecro , amabo. Gr. ìiop-at , huTsvtu vpòs Stoù. Gal. Sist. 3j. Or perché dunque in buon’ ora non si dev'egli dire che sua naturale affezione è il restare immobile ec. a — Fole anche Bene , Volentieri , Bene sta. Bocc. g. 7. n. 2. Buono uomo , vaiti con Dio, che tu odi che mia mogliere l’ha venduto sette (gigliati) , dove tu non me ne davi altro che cinque. Il Buon uom disse : In buona ora ; disse , ed andossene. E g. 7. n. 5. La donna rispose : in buona ora. (V) 3 — « g unza elezione , Alla buona ec. Lancili cap. uri. Per mia * c ’a disse la Reina, questo motto fu detto in buon’ora ; ma io non hi piglio per cosa certa , come voi fate , perché ho detto epiesto a molli valentuomini. (Cioè , fu detto non a rigor di sentimento.)(N) ,4 — * Fu detto anche Con buon’ ora , Alla buon’ ora , Nella tua Buon’ora. Aegr. Fior. Mattdrag. 2. 1. Sia con buon ora. Ar. Fur. z-L Cortesia rie fece a’niarin.i ri Pria clic li lasciasse alla buon’ora. (Ciu) 2 ~~ 111 mal ora è Specie d' imprecazione, o d'abbonimento; contrario di In buon’ ora ; le vi s’ aggiungono talora i pronomi sua , tua e ■f nili.] Lat. malis avibus. Bocc. ttov. 23. 22. Ed egli nella sua ma- 1 ora credo che se n’andasse, perciocché poi più noi sentii. E nov. So ■ 25. Che quando tu nella tua mal’ ora venisti , ci ponavain noi a j a tavola per cenare. Eir. Lue. 2. 4. Sta cheto in mal’ora tua. ' In fino ad ora. Lo stesso che Fin ora. F. Infino, ). 1. (A) 1 — * Fu detto anche per lutino da, Fino da questo pulito; e tro- h a, \ miche Infino a ora. F. Infino ad ora , §. 2. (N) 35 ~~ Bufino da ora = Fino da questo punto. F. Infino da ora. (N) Innanzi ora. Lo stesso che Anzi ora. F.§. 14. Fit.SS. Pad.2.J0. gallina, se non persevera di covare 1’ uova, ma Bevasene innanzi 36 ' °^ a > noa genera li pulcini. (V) ^ In ora in ora, vale lo stesso che Ad ora ad ora. F . In ora in ora. (V) ‘ * In poca d’ora, In breve d’ora, In un momento d’ora esimili, ( j . iìo tutti modi per lignificare Uno spazio breve di tempo. F .In poca 0ra - Lasc.Bim. p. i. son.2g. Chi mi t’ha tolto in cosi breve dora’ ^•fOrl. 62. 2,. Fumo dispersi in un momento d’ora. (Cin) (Ài i? gl ” ora > °S ai ora cIlc - Lo stesso che Ognora, Ognoraché. F~. wò Peti-, p. 2. /lallat. 4 2 - Ma P ur °S tu or presente Nel mezzo del ’’ cor^madouna siede. (Cin) fi * Per Quando, Ogni volta che, Sempre. Lat. quotiescunque. dei- S - "• 7- 1° Ogni ora , che a grado ti fia, te no posso ren- 39 __ ttolte per quell’ una. (Cin) Biaoii * Allora. Fit. S. Gio. Batt. 2 <3. O santo Giovanni, che dov’m Stal , l ° era P er te ora ivi ! ( v ) Ltunt. Purg, i3, Così all'ombre v 10 parlava ora ec> ORA 65l 30 — * Ora fu =3 Teste o forse Un'ora fa. Bocc. g. y, n. 3. Tenete il vostro figliuolo per la grazia di Dio sano; dove io credetti, ora fu j che voi noi vedreste vivo a vespro. (Y) 31 — Ora per ora. Lo stesso che D’ora in ora. F. ig. Buon. Fiér. g. 4> lntr. Ov’io m’acconci meglio ora per ora. Riceit. Fior. i3o. Si pone il vaso nelle ceneri 0 nella rena calda , rimutando ora per ora le ceneri e la rena. 32 — * Per ora := Per questo momento ; ed allora principalmente si usa quando nell ’ esprìmere uri atto , od un sentimento , si vuole nello stesso tempo mostrare che si riserbi nell’ animo l’intenzione di fai'e o dire o eseguire qualche altra cosa di piu. F. Perora. Borgh.Rip . 1. Ma noi per far piacere al Poppi eh'è valent’ uomo nell’arte sua, accetteremo per ora quella bella fanciulla. Matt. Franz, Rim. Buri. Per ora io v'ho servito male e presto. (Cin) 33 — * Qualunque ora = Qualora ; eh’ è più in uso. Lai. quandocun- que , quotiescunque. Bocc. g. 1. n. 1. De’quali qiialunq ie ora n ho mai veduto alcuno , sempre ho detto ; va che Dio ti converta.(Cin) 34 “ * Quell’ora che si trova usato pel semplice Qualora. Credi Stiuv. 4 3. Elia cascherò’morta quell’ora che la non gridasse, (Ciu) 35 — * Tutl'ora, Tutt’ore. F. e ^/'Tuttora. (N) 36 —• Dicesi Non veder 1’ ora , o Parere un’ ora mille , o simili , che alcuna cosa segua , e vale Aspettarne con grande ansietà ed impazienza l' avvenimento. Bocc. nov. 6g. 22. Parendole ancora ogui ora mille, che con lui fosse. 37 —* Dicesi Perder l’ora e vale Lasciar fuggire T opportunità, Non valersene ; come il suo contrario vai Profittarne , Valersene. Dant. Inf i3. Disse il poeta a me : non perder V ora , Ma parla c chiedi a lui se più ti piace. (Br) 38 — Proverò. Passa un’ora, e passine milieu LI male differito molte volte per benejizìo del tempo si scampa , e corrisponde a quell'altro*. Chi scampa d’ un punto , scampa di mille. Lat. sexccnta pericola elìugit qui unum cllugit. Rranc. Sacch. nov. igo. E però dice; passa un ora , c passine mille. 39 — * E’ci può star due ore = Poco può vivere. Lasc. Gelos . 1. 2 • Egli é vecchio : e’ ci può star due ore. (V) 40 — Essere alle ventitré ore, o simile : si dice di Chi è prossimo alla morte per vecchiezza. Cecch. Esali. Cr. 2. 1. E sebben l’avarizia Del vecchio vi ritiene , egli ò , sapete , Alle ventitré ore. 41 —(Eccl )Ore, Ore canoniche, si dicono que' Salmi c quelle Preci che si cantano dalle persone ecclesiastiche in coro , tra le quali si di' cono Mattutine quelle che si cantano verso il far del giorno. Diitam. 1.3. Quando quel padre, ch’era già levato Per dir sue ore, ec. Fr. Giord. Pred. R. In quel tempo , che nel coro cantar debbono V ore. Mae * struzz. 1. 38. Sono tenuti i cberici a dir l'orc canoniche .E appresso: Chi ha ordine sacro, é tenuto all’ore canoniche. Fit. SS. Pad. 2. 3i8. Ponendosi ginocchione a orare verso l’oriente, secondo che avea in uso di fare ognindì a dire l’ore sue. Remò. Stor.4 5#. Pervenni avanti il giorno alla badia di Camaldoli ec. , mentre i monaci le ore mattutine cantavano. 2 — piconsi anche Ore regolari. Fit.S.Frane. l"jo. Non aveano ancora libri da cantare l’orc regolari (Il Lat. ha : horas canonicas )(V) 3 Quarant ore. Cosl chiamatisi Talune pubbliche preghiere dinanzi al SS. Sagramento esposto per tre giorni continui ovvero solo in alcune ore di giorno. (Ne) Ora. Avverbio di tempo presente , e vale Adesso , In questo punto • [Anticamente Aguale, A vale, Issa. F.] (^.Adesso.) Tmu nunc, modo. Gr. vw , 7}$7}. (Dal lat. hac hora in quest’ora.) Dant. Par. 2. gì. Or dirai tu , che’l si dimostra tetro. Petr. son. 1. Ma ben veggi’or siccome al popol tutto Favola fui-.gran tempo. E canz. 5. 5. Dunque ora é ’l tempo da ritrarre il collo Dal giogo antico. Fit. SS. Pad. 2. 28g. Ora è tempo di provare la fede tua. 2 —* Per In fin ad ora .Petr. p . 3. g. La Vedova, die sì secura vede Morto ’l figliuolo , e tal vendetta feo, ch’uccise Ciro, ed or sua lama uccide. (Cin) 3 —* Per Qui, In questo luogo. Lat. hic. Dant. Inf. 28. 3. Chi porla mai, pur con parole sciolte , Diccr del sangue e delle piaghe appieno , Ch’i’ ora vidi, per narrar più volte ? (N) 4 — Riferito a un altro Ora, vale lo stesso che Quando, Talora. Bocc. nov. 20. 2. Con questa e con quella, ora una volta ora un’altra sollazzandosi. E nov. 54 6. Ora innanzi , ed ora addietro e da lato si riguardava. Dant. Par. 8. 12. Pigliavano! vocabol della stella Che’l Sol vagheggia or da coppa , or da ciglio. 3 —* È talvolta il Quando espresso vi corrisponde. Lab., Ora con solfo , c quando con acqua lavorata , e spessissimamente co raggi del sole i capelli , neri dalia cotenna prodotti , simigliatiti a fila d 010 fanno le più divenire. (Cin) . . 3 — * Talvolta si pose nella seconda sede senza esprimerlo nella prima.Bocc.Teseid. 12. 33. Assegnando una, ora altra gran ìagione, Che da lui non doveva esser negato. (Cin) 5 _* padora fu usato anche per esprimere un tempo di poco innanzi passato. F. Ora sf. $. 2g. Bocc. Teseid. 2. 6. Subito a gli occhi suoi si fu nascosta L’immagine di quei che parlava ora. (Ciri) (5 _ Invece di Però , Adunque. Lat. igitur , ideo. Gr. roivyv , roiyoc- povv. Dant. Inf. 2. i3g. Tu m’hai con desiderio il cuor disposto ec. Or va , ch’uà sol volere è d’amendue. Fit. SS. Pad. 2. 35j. Or crescendo la fama della sua ubbidienza , alquanti frati forestieri, per disideno di provare e di vedere la sua ubbidienza, vicitarono lo suo abate ec. . . rj Talora è particella riempitiva.Bocc. nov. 24• *4* ^ ra \° vc i udito dire mille volte : chi la sera non cena , tutta notte si dimena. E nov. 26. 20. Ora le parole furono assai, ed il rammarichio della donna grande. But. Purg. 8. 1. Questo vulgare or usano gli uomini a confortare. . 8 -r-* Talom è particella con la quale si ripiglia o si continua il par- 65 : ORA lare. Lat, itaqu e.Bocc. g, i.n. y. Ora avvenne, che trovandosi egli una volta a Parigi , udì ragionare dell’ Abbate di Clignì. (Cin) 9 — Talora esprime desiderio. Lai. utinam. Bocc. g. 8. n. g. Deh or t' avessono essi affogato , come essi ti gittaron là ec. Petr. son. 298. Ch’or fostù vivo, com’io non son morta .E canz. ^7. 4’ Ch’or foss’io spento al latte ed alla culla, Per non provar dell’amorose tempre.(V) T'iamtn. hb. 2. Puoi esser certo che cessandoti tu, ogni allegrezza da me si partirà. Ed ora bastasse questo. ( Cioè , Piacesse a Dio che questo bastasse.) (Cin) 10 — fAeive per proprietà di lingua non solo alle esclamazioni, ma anche e meglio alle interrogazioni , messo innanzi e trinco per lo più.] Bocc. noe. 26. 19. Or non son io ec. cosi bella , come sia la moglie di Ricciardo Minutolo ? » E g. 7. n. 8. Ora che vorrà dir questo ? Domine ajutaci. P~it. S. M^ Madd. 83. O , a che t’ era il bisogno io o gli altri peccatori ? or non cri tu nella gloria tua servito e accompagnato dalle milizie degli angeli? E 86. Ora, alle cui mani se tu venuto, Signore mio ? or tu se’ pietoso con tutte le creature ; or chi sono costoro che sono cosi spiatati di te? Ora che cambio è quello che t’è rcnduto. E appresso : Or non basta lo strazio, che voi avete fatto di lui ec.? (V) Petr. p. 1. 228. La mia fortuna ( or clic mi può far peggio ? ) Mi tiene a freno e mi travolve e gira. (Citi) 11 —* Talora , non pur adorna il parlare , ma dà al costrutto maggior enfasi e lo riempie di vaghezza e di spirito.Petr. p . 1. madr.1. Tal che mi fece or, quando egli arde il cielo, Tutto tremar d’un a- moroso gelo. (Cin) 12 — Quando è riempitivo si trova in compagnia delle particelle Bene, Pure , Va, Via e simili. Lai. ago , age vero , age jam. Bocc. g. 8. n. 3. Or ben, disse Bruno, come c ella fatta? È g. 8.n.y, Or via, dianogli di quello eh’e’va cercando.Dant.Purg. 24* 82. Or va,diss’ei; che quei, che più n’ha colpa, Vegg’io a coda d’tma bestia tratto. (V) * —* Invece di Or bene, si usò ancoiu Orbè , Ombò, Umbc./'”. a lor luoghi. (Cin) 3 * E fu detto anche Or bene sta. (Cin) 13 — Dicesi Or ora o Ora ora, e così replicato , ha alquanto piu di forzale vale In questo punto. {Anticamente si disse Avale avale.] Lat. mine modo. Capr. Bou. 10. 196. Mi par proprio esserne venuto al letto ora ora.» Segner. Crist. instr. 2. 16. 25. Se si rompesse or ora tal filo, clic sarebbe di voi? E 3. 3i . 15. La qual fece dire al gran vescovo or or lodato ec E ivi, 21. Vaglia per tutti quel del giudizio finale, da me or ora ridottovi alla memoria, (N) 14 — Dicesi Ora coni’ora e vale In questo punto, In questa congiuntura. » Magai. leu. fam. Par. 1. I. 2. Con tutto questo anche ora ^como ora il vautaggio è dalla parte nostra. (N) 15 — * E per energia sempre maggiore si replicò. S. Agost. C. D. 22. 20. Or contea li milleformi iucorsamenti delti deinonii , or chi si confida della sua innocenzia ? (Gin) 16 — * Talora è superfluo e forma i pleonasmi avverbiali Ora in presente , Ora presentemente. Lat. nunc impracsentiarum. Cavale. Esp. Simb. 1. 4°9 • Insomma dico , che per questi Sagramcuti l’uomo merita e riceve ora in presente la divina grazia, perciocch’ egli sono come vaselli contentivi di graziole in futuro ne riceve la divina gloria ec. (V) Red. Leti. 3. 2og. Stante alcuni impieghi e cariche , le quali ora presentemente si debbon dare appartenenti a’ medici cc.(N) 17 — * (Astrol.) Ore de’pianeti o planetarie: Credevasi che ogni pianila avesse la sua ora /iella quale dominasse sopra ciascun uomo. (0) Ora. * N. pr. f (Dal gr. hora , che vale ora , giorno , tempo ingenerale , ed anche bellezza.) — Figlia di Urano. — Ninfa amata da Giove che la fece madre di CoLasso. (Mit) 2 — * (Mit.) La Dea della gioventù e della bellezza pressoi Romani. Alcuni la confondono con Orta , altri con Ersilia. (Mit) — * Ore. Figlie di Giove e di Temide, portinaje del cielo. Presso i Greci furono tre sulle prime ; dipoi cinque, e corrispondevano alle stagioni. Finalmente divisero eglino il giorno in dodici parti eguali, e allora finsero che le Ore fossetto dodici sorelle impiegale dservigi di Giù ve j compagne delle Grazie , e che avean cura della educazion de' fune.ulli e di regolare tutta la vita degli uomini. (Mit) 3 — * (Icou.) Le Ore comunemente si rappresentano danzanti e della medesima età, succinte come le danzatrici, fino alle ginocchia’, la testa coronata di foglie di palma che si raddrizzano . I moderni d'ordinario le rappresentano con ali di farfalla , accompagnate da Temide , e portanti orinoli o quadranti. (Mit) 4 — * (Geog.) Antica città delle Indie assediata da Alessandro . — della Cararnan di vento pericolosissimo, accompagnato d ordinario da grosse pi ft 8 1 >' f e continue. I temporali di questa sorta non sono di lunga aurri^ ma assai pericolosi per le navi , e talvolta per intere contrade ^ ragano, sin.f U .Burrasca.) (Huracan c voce che gli Spagnuolj fJl recata dall’ isola di S. Domingo, dov’ essa dinota i quattro venti ci binali che soffino ad un tempo. Le Buchat.) (A) (B) , Oram,* O'-ram. iV. pr. m. Lat. Horam. (Dall’ehi*, harim monti-) Oràma. * (Fiiol.) O-rà-ma. Sf. G. Lat. horama. Gr. opxp#" horao vedere.) Uisione o Sogno in cui gli eventi futuri sipt' ese,i sotto la propria loro forma. ( Aq) < e . Oramai , O-ra-mà-i. Avv. di tempo, y.comp. da Ora e Mai, [*** gualmenle della prosa e del verso •,] denota Tempo presente, c0 ’qììi, guardo del passato , e talora del futuro ; e vale Ora , Adesso , . Da ora innanzi. — , Ormai , Ornai , Oggimai , sin. Lat. Gr. %$■/}. Dani. Par. y>49t Non ti dee oramai parer più forte, ^ a ojcC» si dice che giusta vendetta Poscia vengiata fu da giusta corte. ^ nov. 36. 20. Mcsser Negro , che antico era oramai , e uomo 1 -, tura benigno e amorevole , ec. E nov. gg. 29. Messer Tordi 0 ^ v0 i che Iddio qui mandato mi v’ha, pensate che non io oranti, 111 qui siate il signore. Nmf. Fics. 108 . Io per me oramai mi iUl Di più seguirti. Mor. S. Greg. 1. 2. Ecco che se’sanato? 0 non peccare più. » Orange.* (Geog) O-ràn-ge. Antico principato di Francia, orct di Falchiusa. — Lat. Aransio Cavarum vel Secuadaiiornu*» j e tl0 Civitas, Aransioucnsis Urbi. Cit. di Francia , già capitale { principato. — Contea degli Stati Uniti .— Fiume delta Cqjt Gruppo d’isole dell Arcipelago delle Lucaje. (fi) , . (G) Urani.* (Geog.) O-rà-ni. Antichi popoli della Sarmazia aslCll . l P j t uiU 0, Oranienboma. * (Geog.) O-ra-ui-en-bó-iiia. Città del ducato ut — degli Stati Prussiani. — della Russia eui'opea. (G) ^,(7 Oranienburgo. * (Geog.) O-ra-ni-en-bùr-go.Cùtù della Rai sia eu Orano.* (Geog.) O-iò wo.Cit.della Barberia nella Reggenz a 2 <*»“■: Orante , O-i'àa-te. [Puri, di Orare.] Che ora, Pregante- r a sil Or. Ai irupùr. Amet. 67. io nel teinpio orante Uinauji n“ cri altari. c ORAPOLLO » * O-ra-pol-lo. N. pr. m. (Dal gr. bora bellezza. ed Apollon Op ^ 0 * 0 -)—■ Scrittore sveco , autore di un'opera su' geroglifici. (Mit) 0 rà-re. [ÌV. (/.<$.] Pregare , Fare orazione , Raccomandarsi a j f ? ? [Porger preghiere ? Supplicare ec. Diccsi Orare divoramento > r , a mani giunte, in ginocchioni , con la bocca per Iena, j lv ° ro samcnte , costimicmcnlo , Imigamcnle , assiduamente , mental- x ri ‘- c / > piamente , lepidamente ec .—, A oravo, sin .] Lnt. orare. Gr. Canal. /'’/iUCZ/ni,'."Veramente orare è a fare amari pianti <.• ^ 0m punzioui dinanzi a Dio. Data. Par.'òt. pi. Così orai; e quella Q ‘‘Jdana , oc. Jìut. ivi : Cosi orai 5 cioè : io ÌJuntc così feci la mia j a ’ /10 ne. Kit. SS. Pad. 2. ?)2 7. E poi gli disse : ora per me, pa- c * » E Vani. Par. ‘Ó2. Orando, grazia convicn che s'impetn.(R) T [E per lo più riceve il terzo caso.] Dani. Purg.i 5 .li?.. 0 - . 0 all'alto Sire in tanta guerra , Che perdonasse a’suoi pcrsecu- ter 1 '” Bocc. Filai. I. 7, ,% 5 . Giovane, confortali nelle uve parole, c lnì° 1 tno * COin l ia S lu conforta , fuggendo le tenebre , nelle quali co- ' > cui voi orate , vi tiene. S. Agost. Pisi, a Cirillo. E dette queste or frati a uno a uno , e baciolli in bocca e ò cose , abbracciò tutti i a Cristo e disse. (N) r Far dicerie, Ai r «rch. f Q ch c _ , ^ dì lui acej'bissimamente. E 10. $29. Baccio orò armato in cor- > con buona pronunzia e bellissimi gesti. dev,T* *!* senS ° ^ pn 'S ai ' e - Jtr. Fur. fé- H vccchiml L ‘ 1 1 ■ ’ ' schivi di pan- tnngare. Lai. oralionem habere. Gr. Xoycv xiym. Stor. 8. 2 12. 11 Fojano, tra gli altri, in una sua predica , nominarlo , ma descrivendolo di maniera elio fu mollo peg- sc nominato 1’ avesse , dandogli del briccone pel capo , orò 3 Sq *tHt, Sta dolcemente !? ll « e lot, c li conforta c ora A voler 3 , o , Mundi passar per questa morta gora. (Pe) Amni.Aiit. pr.’ • ' 2. Entra nella camera tua, chiudi Fascio, e ora il padre tuo. (Pr) j*/** Crisi. Queste e simiglianti parole orava la Madre con tutto Faf- ^ ^ l °. ’ 0 con lutto lo suo ìsforzo e con grande amaritudine. (N) p -Adorare, /.al. adorare , colere. Gv. 'Kpoffyamtv. Dant.Itif.ig. 114. che altro è da voi alFidolatrc , Se non ch’egli uno , e voi n* o- ate cento? j> Cavale. Fruii. Ung. E per rispetto di Dio fa la lin- 5 ° Ua frutto , lui orando, lodando e ringraziando. (Pii) j Indorare. Lai. inaurare. Seti. Pisi. e salvatico e fiero ec. che non è il dimestico c accostumalo cogli . 0l nini 9 che per la travaglio eh’ egli ha solierto, s’ha lasciato orare O f W°' ( p ‘> f s, o , O-i a ri-o. Add. < * Orà-so. N. pr. m. (Veggente, dal gr. horaso flit, di homo ^ 1u Ta V ~~ Assassino di Tolomeo figlio di Pirro. (Mit) e/,* - (Zool.) O-rà-ta. [ò/i Specie di pesce di mare, del genere zeus, l,q ,:‘ a la testa grossa, gli occhi e l'apertura della bocca grandi,ed - '' color della gole mescolato di verde e giallo, che fanno parere pesce doralo. Lai. zeus faver Lin.] aurata , orafa. Pocc. lett. if\-Ap, 2 gS. Io non farei chiesto uccelli diCnlco ec.,non i rombi diS 01 ’ 1 . 1 '*-’ Adriatico , non l’orate o Postriebe condotte dalla chiusura C()ll r S>o O1ala.Canl.Carn.43yN preso abbiali! di pesci una gran copia, 'v.,* v idete , di varie ragioni, Muggini, ombrine, orate e storioni. 4 „ (Arche.) Soprannome di Caio Sergio, dal perchè amava mollo 0 4T; S""A Me**.) ^ ]j u -'a-to. Add. m. da Orare, *licitì„ 0ruto ! Indorato. Lai. anratus «tic qr ^. popoli delle Alpi marittime. (G) Gr Siex^fn'cro?. Qucid. Coni. Dcjn- »-**' lui a Ganci orafo por tyx bottoni orati por la moglie d Ante! è, t lr ‘ SOf} * i 4 1m F tu giuri Per l’orato tuo strale, od io ’ Tratt - Cast. Conviene che.questo Bore abbia drento tre Pi st a orate , le quali signiheano tre maniere di Dio amare. Ovid. 1. * 40 . 1 *-» .,^1— • 1 ! t- • _1 _ 1 .1 . 4 i,...iviiìivK «li /-vr'011 nnivntli r. ’l 1 / 22. Così all’orazion pronta e devota Li santi cerchi mostrar nuova gioja. Bocc. g. 2. fi. 3. Giusta cosa e molto one sta reputerei , che ad onor di Dio piuttosto ad orazioni, che a novelle, vacassimo. E g. 4* P • 7 * C °1 quale di limosine in digiuni ed in orazioni vivendo , sommamente si guardava di non ragionare , là dove egli fosse , d* .alcuna temporal cosa .Lab. 111. E quasi come a sommo abitatore ne’bisogni gli fate sacrificio delle vostre menti, e divotissi- me orazioni gli porgete. 3 — Scrittura nella quale si contenga quello che si dee dire orando. 5 occ. nov.jy.28 . Quando tempo sarà, vi manderò la immagine e l’orazione. 3 — Ragionamento secondo i precetti della rettorica,[Aringa.oratio. Gr. xóyos. Dant. Inf.26.122 . Li miei compagni fec’io sì acuti Con questa orazion piccìola al cammino. G. K* 12. 108. 1. Priegoti die ORB1CELLO [fa dello II Cacherello della capra.] Paìlad. ’ . 1 - • - chcrcllotM 2 — Per simil. Si si tagli 1 ' orbacca dello stereo della capra , cioè lo cach la capra. y- rMit) Orbace, * Or-bà-ce, Orbaco. N.pr. m. Lo stesso che Arbace. ¥•V ^ Orbaco. (Bot.) Or-bà-co. [. 9 m. Pionia che ha lo stelo assai diritto, ca scorza bruna, o alquanto verde, ramoso, alio venti a trenta se è in un fondo sostanzioso; le foglie alterne, picchiate, più o meno ondate nei bordi, coriacee, nervose, lisce -, ifiori ‘‘‘- 1 ■ erbacei , di un bianco alquanto giallo , in piccole ombrelle asci II ifintili ovoidi , lisci, alquanto neri, grossi quanto un’ oliva, nell Aprile, ed è indigena in molli luoghi dell’ Italia e dèlia O re - n< Ha alcune varietà, fra le quali sono da notarsi quelle a fiordopF ( quelle a foglie piane e strette , e quelle a foglie mollo crespe. laurus nobilis Lin.) Tes. Pov. P. S. La buccia dell’ orbaco, l> cV non lascia disertare la donna. Orbaco. * A r . pr. m. Lo stesso che Orbace e .Arbace. V. (MiO rQ) OmkT>\nì.‘(Geog.)Or-ba-da-r\. Ant.cit.dell’Indie al di qua del Oangefi^ Ohbaliseka. * (Geog.) Oi'-ba-ii-sr-nn. \f. Antica contrada dell’ fif^ formava la parie più settentrionale della Piccola Armenia. (. IvfH) Orbanassa.* (Geog.) Or-ba-nàs-sa .Ant.cit.dell’ Asia, nella Ptsidiofi.^. Orbano , * Or-bà-no. N. pr. m. F. e c/i Urbano. Crouichett. « ■'* ret. 187. (N) _ f _g, Orbare, Ór-bà-rc. [AU.} Privare. Lat. orbare. Gr. «iroirrtpsw. 12.110V.2. La madre, sentendo la sentenza del padre contro il lo, per lettere lo pregò che non la volesse orbare di quel solo *>£ l9) lo .ssDìod. Lev. 26.22. E manderò contr’a voi le fiere della caiJ | P a '’ le quali vi orberanno di figliuoli. (N) { ht 2 — Accecare , Far divenire orbo, e dicesi nel proprio non Qgi>‘ nel fig. In questo signif è anche n. ass. e pass. Guitt.lett. f finii. grandezza terrena ec. orba, lega, e profonda ad Inferno. Gi“ lt ; c. 44 - del Cod. faticano antichissimo.ILA orbai me ; tu m’ l> al renduto. (Y) Qr Orbare diff. da Privare. Privare è verbo generico , laddo^. jjj bare esprime la particolare privazione de’figliuoli e de’ pare* 1 *' c 0- Orbare per similitudine vale anche Privar della vista , c n )CU munemente Privare di checchessia. f Orba ss a no. * (Geog.) Or-bas-sà-no. Città degli Stati Sardi neM “ _ _. , _ __ D _._ _ vincia di Torino. (G) ^ • a 0 l‘ gli occhi tuoi stieno aperti alla mia orazione, la quale oggi dinau- Orbasso.* (Geog.) Or-bàs-so. Lat. Orbas. Antico fiume dell A 5 zi a te farò. Sesn. Star. 3 . 100. Furono queste ultime parti dell’o- nore nella Frigia. { Mit) , .... fi" U „1 _:- -i- _-. 1 — : <• -• - rr -i. « ~ - . 1 . * ~ ' - 4 oratieiiem habuit, per tenne.) (V) . r . a —■ * In questo senso dicesi Orazione funebre Quella che si fa in un’ occasione della morte di qualche persona ; Orazione panegirica. f. Panegirico. (G. F.) t ___ ; fi aho II Favellare semplicemente. Lat. oratio, But.Purg. 26.2. Come lo Orbe , O'r-be. [.fm.] K.L. Cerchio-, [e piùpmpriam. dicesi(fifa Jj ])* ht'A lini fovrn nAtVtnnnn Armi fitrmil f'rteì rI/iRa nounl., __ 1 .. J T „ »L,'/?» ...'..a .. fabbro del ferro compone ogni forma, così delle parole ogni orazione. 5 — * La cosa che si domanda a Dio. Fr. Giord.184 E questa racco- glienza con Dio sì hae virtù d’impetrare ogtii tua orazione. (V) 6 —* Col v. Dire : Dire orazione o simile = Hecitnrla , Orme. Bove . g. 3. n. 3. Vorrei che voi mi diceste per l’anime loro le quaranta messe di San Gregorio , e delle vostre orazioni. (V) (N) 7 — t * Col v. Entrare .* Entrare all’ orazione = Orare, k. Entrare all’orazione. (N) 8 — * Col v. Fare : Fare orazione o 1 ’ orazione Orare . V. Fare orazione. (A) 9 —* Col v. Gettare : Gettarsi o Gittarsi in orazione ^zlnginocchiarsi perorare. V. Gettare , $■ f dim. di Orazione.Lo stesso che Ora- zioncina, K. Del Bosso Svet. 235. Berg. (Min) Orba. * (Geog.) O'r-ba .Riviera degli Stati Saldi che si getta nella Bor- mida. (G) Orbacca. (Bot.) Or-bàc-ca. [Sf] Frutto propriamente dell ’ alloro , ma sì dice anche del Fruito dell' arcipresso , della mortella , e simili ; ed è lo stesso che Coccola. Lat. bacca. Gr.cczpofìpvop. (Secondo il Mc- na gio, 1 ’ orbacca vien da lauri bacca coccola di alloro, onde poi il Mome si è esteso ad altre specie di coccole. ) Cr. 4’ 4^ % 2 ‘ ^ vino m verità d’ ottimo odore si farà in pochi dì , se l orbacche detta mortella selvatica montana, secche e peste bene, si mettano nel vaso. E 5.11.1, xi quale arbore (f alloro') produce 1 ’ orbacche , fruito piccolo onero. E n. 2. Il suo frutto, il quale s’appella orbacca , se si metterà nel vino maculato di muffa, il correggerà e rettificherà. Tes. Pov. P.S. Orbacche d’alloro, terra sigillala, ana, confetta con olio. polari persone sono orbate. Guitt.lett. i3 . Unde vien lui ciò , i* mattissima orbata scien/.ia? Cr.proem. 2. Questo non deskh'i'^jtfO domandano i malvagi, ma, siccome orbati, per superbia o p*^ ‘ x $°‘ abboinincvolc vizio, poiché trovato l’hanno, lo dividono e Cerchio', [e più prvpr/am. dicesi deU a P J per cui girano 1 pianeti. Lat . orbis. Gr. xvkKos. Gal. Sist> astronomi eccellenti sono state osservate molte comete generate c in parti più alte dell’ orbe lunare. E 248. È forza che questo creda clic quella terra che il Copernico fa andare in giro i° sie ta il t,vC l’aria ambiente per la circonferenza dell’orbe magno, non sia q'j L ’ s noi abitiamo. Karch.Lez.445 * Benché deirintelligcnza,e del< ò ÌC AF^< orbe suo,si faccia una cosa sola.»Grt/.#-) t dere il fuoco rettamente sino all’orbe lunare cc. É che giunto * ie stJ . e .(f'/ cominci subito ad esser portato in giro intorno all' orbe tert e 2 — * La massa stessa, Il globo de’ corpi celesti, f. Orbici * 1 Orbe.* (Geog.) Riviera delta Francia. (G) cht# . Orbe, Or-bè. {Avv. P’. A., e propria de’ comici.} Lo stesso fili' bene. [ P. Ombè.] Lib.son.i3g. Orbe, che è di te? come Disc. an. 82. Io volo , si ; orbe , che ne vuo' tu dire ? fi. uè, ^ 2. 1. Orbe , hattisi A dir : buon prò ti faccia? E 3. 3. ?£Ì!iii ,t ' l i 5 spesa ha essere Questa? 1 : alni. 4. » 4• Orbò, compagni, olà da* p‘ l Orbelia. * (Geog.) Or-bé-li-a. Sf. Antica contrada al nord 8 . cedo,Ha. (G) ... Orbelo.* (Geog.) Or-bc-lo.Lnt.Orbelus. Montagna della Tu™" 1 Orben.* (Geog.) O'r-ben. Città della Svizzera. (G) Or bene. Avv. In buon’ora .—, Orbe, sin. Lat. igitur, erg 0 - Toiya-fom. Uvee. nov. 21. i3. Or bene, come faremo? . c oi Or bene sta. Maniera avverbiale, e vale Sia in buon’ora■ TU '' 1 Il fi fi"" \° ,U ‘ l 0^ Obbibarieni.* (St. Eccl.) Or-bi-ba-ri è-ni. Setta di Eretici V b secolo xit., a’ quali diedesi tal nome cavato dalla P ar °ifi e i;i : : bis , perchè giravano il mondo senza avere ‘d cuna rr , 5 . a -,) i /a }} i C- Sembra che siano usciti da’ faldesi. Piegavano la J "* 1 ' c he "’fi risuirezione , il giudizio finale , i sacramenti ; crede” fòsse un semplice uomo e che non avesse patito. Par /<;- da Innocenzo HI. (Ber) y Orbiceelo, * Or-bi-cèl-lo. Sm. dim. di Orbe nel 2. sigi”.) .' Iie ila cC /pi) cred. 1.16.117. Si meritino di agguagliar le sfere ( , celes Ajob £ll,£,d quegli orbicclli terreni, che cc. (Cioè, Piccola sfera, ó & ORBICOLARE '"'colare , Or-lii -co-là-rc. Add. coni. Ritornlo, In cerchio. —, Orili- 'Biro, sin. Lai. orbicularis. Gr. iyxvTtXtos.Qufst. filos C. j .* ^ movinunto citi vento è simile al movimento dell’ acqua, ed or- 2 4c °lare, tornando alle volte alle parti dov’e’ comincia. **** * (Cljir.) Diartrosi orbicolare: Nome dato talvolta alla Enartrosi, 3 V Qrc hè permette vani movimenti in tutte le direzioni.Diz.Sc.Med.( 0 ) (Anat.) Oi biadare delle palpebre : Muscolo che circonda le due Palpebre di ciascun occhio a stasa di sfintere , e dicesi anche Pai- Ombrale. (O) . . ' Colato , Or-bi-co-là-to. Aild. m. Fatto in cerchio , Di Jigura ro~ 5 n “«—, Orbiculato, sin. Lat. orbiculatus. Gr. afuipcniSés. (Hot) Seme orbicolato, Stimma orbicolato, diconsi quando sono Dp ! ( , <£ a d‘ sco °d a girello. Sertoioni, ( 0 ) O t ’ ‘t'CLAr.E , Or-bi-cu-Ià-rc. Add. coni. Lo stesso che Orbicolare. V, ^'Colato, Or-bi-cu-là-to. Add. \jn. Lo stesso che Orbicolato. F.~\Pat- T: Le mele rilonde , le quali si chiamano orbiculate , cioè accer- bellate. Red. bis. 70. Dentro alla cavità di questo lavoro , chia- *0 eia Aristotileseno orbiculato, si vedeanolrasparire moltissime uova. I (Meco.) Or-bì-cu-lo. Sin. Quella carrucola di metallo , con i U n { i lul, 'e si tirano su , o calano i pesi. (Dimin. del lat. orbis giro )(A) ^ (Bot.) Talamo circolare da ogni parte appianato , che nasce en- i tp ° periodo biechi eri forme della nidnluria Bull. Recto Ioni. (O) Ub u, °** (Geog) Or-bi-go , Orvigo. Riviera della Spagna . (G) * Or-bi*li-o. _ZV pr.m . Lat. Orbilius. (N. patron, di orbus privo genitori o di prole.) — Grammatico di Benevento , primo precet- Oj* di Orazio. (B) (Mit) (Bot.) Orbil-ìo. Sm. Specie di talamo o apotecio, costituito / \ ! a ^°ì coperto interamente da una membrana prolifera, discoidea y *t Vla e per lo più del colore del tallo. ( Dimin. del lat. orbis cer- '0 R . 10 » a, tondo ) (0) 0 lNo ** (Geog.) Or-bì-no./^. e ^’Urbino. Cronichet. dCAmaret . j?o 5 .(N) o ÌT a , O’r-bi-ta. [Sf) r. L . Rotaja. Lat. orbita. Vani. Pui'g. 3 s. °* K Stazio ed io seguitavano la ruota, Che fe’1’orbita sua con mi- j. l ° r arco. Bui. ivi : Fe’ V orbita sua , cioè lo segno suo, come suole la ruota del carro in terra. Dant. Par. 42.11. Mal’ orbita, che ? G parte somma Di sua circonferenza , è dcrehtla. Bui. ivi: Orbita ^ chiama la via e riga che segna la ruota del carro in terra, quando va. ù,' Fi 3 ‘ 11 coso delle nuvole che sono il carro di Dio , secondo j, ‘ìng W ,ggio scritturale. Diod. Saint. 65 . 12. Tu coroni de’ tuoi beni 3 Aliata, e le lue orbite stillano grasso. (IN) f (Aste.) [Quel cerchio che un pianeta descrive col suo proprio moto.) jj*|- orbis. G?\ jcvx^os. Moig. 2j. 1()6. Per non tener in disagio più 4 5 ^ quale non va per 1’ orbite sue gobbe. a ("fìat.) Quella cavità che contiene V occhio , così detta dalla sua ^ lit l a °rbicolare.Salditi. Foc.Bis. L’orbita nella mandìbula superiore ^ ) * composta di sei ossa, cinque comuni dal concorso degli ossi del 0 c faccia , e un proprio , che è il lacrimale. (A) (Geog.) Gorbata. Antica città dell’ Africa. (G) 1 lTA > Or-bi-tà. [Sf. ast. di Orbo.] Privazione , [e specialmente quel - l A deli.. A J ». • _ n— r'„~ux 1 rwWitnt» fi.-- ORCHESTIA 655 1 vista 9 che dicesi allora Cecità.] — , Orbitadc , Orbitate, Or- m.L n/.orbitas. Gr.op n Jf ri ore , dì Slino-mascellare , la superiore , di Sfenoidea. ( 0 ) 8 0 Caviti orbitali. Lo stesso che Orbite. P r . Orbita, J. <£( 0 ) t qnt ^° r i orbitali. Sono tre . Il superiore , che talvolta consiste sol - ln cerLa scanalatura convertita da un legamento in foro, sios - fisi* 1 *! 6 } terzo interno dell'arco orbitale. GVinterni situati dietro Vapo- Jro^ ytele interna , risultano dulia riunione di due scanalature del ^ . ale con due corrispondenti dell etmoide : si distinguono in An- e Posteriore. Diz. Ac. Med. (fS) Qp Nl °-* (Geog.) Or-bi-tà-ni-o. Lat. Orbitanium. Antica città d'Italia ^Mif irt ' €n€n te a' Sanniti. (G) 7' Eu, °* * (Geog.) Or-bi-tèl-lo, Orbefello. Lat . Orbitellum. Città di V,;. ~ '^T( 0; 0 Sc ..... - iti *>S l à cap. dello Stato de'Presidii^opra il lago del suo nome.(G) (Geog.) Or-bi-ti. Antichi .popoli delle Indie. (G) n^ STl ; ACLEItOT,co ‘ * (Anat ) Or-bi-to-e-stra-cle-rò-ti-co. Add. e sm. ^ IfelT oiN £ * a ^° Dumas al muscolo retto esterno dell occhio. (A. O.) t ^Cle R ot,co.* (Anat.) Or-bi-to-in-tus-scle-rò-ti-co.^iW. e sm. ^ 8 *Toli ^ at ° Dumas al muscolo retto interno dell ’ occhio . (A. O.) 6, C0 ,• (Zool.) Or-bi-to-U-ti. Sm. pi. Polipai pietrosi , liberi , or- n I(1 n( 0 f 5 to dn 7 i! ALE -.* (Anat.) Or-bi to-pal-pc-brà-le. Add. e sm. Nome a L haussier al muscolo elevatore della palpebra superiore.{A .0.) dò con molta sua onta e vergogna , ma con molti danari tratti da noi .Fiorentini , detti orbi. Dant. Purg. 1 3 . 102. Lo mento a guisa d’orbo in su levava. Petr. son. tO. Vommene in guisa d’orbo senza luce. E cap. 2. Che ’n tutto è orbo chi non vede il sole. E canz. /)0. 2. Ahi orbo mondo ingrato , Gran cagion hai di dover pianger meco. Petr. cap. 5 . Nè Ciro in Sci zi a , ove la vedova orba La gran vendetta e memorabil fco. 3 — Non avere a far con orbi = Dover trattare con gente accorta , e difficile a incannarsi.Buon.Fier. 1. /. 2. Che non s’ba a far con orbi questa volta. 0 boi.iti. (Zool.) Or-bo-lì-ti. Sm. pi. Testacei univalvi, de quali La- marck ha formalo un genere , e che non si sono fi fiora trovati che fossili, /.a conchiglia è spirale, subdiscoide, e le pareti interne sono articolate con suture sinuose. (Boss) Orbona.* (Mit.) Or-bó-na .Dea che in Roma aveva un’ara presso il tempio degli Dei Lari : aveva cura de’ figli orfani. (Dal lat. orbus privo di genitori, in gr. orphns.) (Mit) Orca. (Filol.) O’r-ca. [ Sf. ] Sona di mostro marino [vorace e. di smisurata grandezza A Bai. orca. Gr. L..if. (In celt. ore uccidere, distruggere.) Ar. Eur. 20. gfi Vi fu legata per quella mattina, Dove venia, per trangugiarla viva , Quel smisurato mostro , orca marina. Che d’ abborrevol esca si nutriva. Guar. Past. fid. 1. ». Aman nel- l’onde I veloci delfini, e Porche gravi. Buon. Fier. fi 1. »2. Preda d’ orche voraci, e d’onde avare. 2 —* (Min.) Pietra macchiata di nero , giallo , verde e bianco. (Mit) 3 —* (Murili.) Bastimento olandese a piane appianate , bordato intorno come iflauti , e apparecchiato come /’ heu , con questa sola difi ferenza che ha di più un capo di buompresso con una vela di civada. E eccellente per corseggiare e per andare alla bulina. SaV. ( 0 ) Orcaccia , Or-càc-cia. Sfi. pegg. di Orca. Eortig.Ricc.6. 2 6.... E con la lancia Astolfo intanto S’è quell’orcaccia levata da canto. (A) (N) Orcadi. * (Geog.) O'r-ca-di. Lat. Orcades. Gruppo d isolefirn l’Atlantico ed il mare del Nord, al settentrione della Scozia da cui dipende. — Australi o Nuove Orcadi. Gruppo d’isole dell’Oceano Atlantico australe. (G) Orcalgia. * (Chir.) Or-cal-gì-a. Sf. T. G. Lat. orcbalgia. (Da orchis testicolo , e algos dolore.) Dolore ne’ testicoli .—, Orcodinia, sin. (Aq) Orcame , * Or-cà-me. JS. pr. m. L.o stesso che Orcamo. V. (Mit) Orcamo , * Or-cà-mo , Orcame. IV. pr. m. Lai. Orchamus. (Dal gr. oi'- camos principe.)— Antico re di Assiria, padre di Ze«cotoe.(B)(Mit) Orcanetto.* (Farm.)Or-ca-nét-to. Sm. Nome officinale (cheanche dicesi Alcanna tinctoria IÀn.,)d’una pianta la parte esterna della cui radice serve a tingere in rosso gli olii, i grassi e l’alcool, in luogo dell’alcanna vera o Lausonia inermis, le cui foglie sono in Egitto adoperate per tingere in rosso. È di colore rosso cupo tendente al nero , e seccata ha te foglie concentriche come la cannella regina. (In ar. erghevani o pur goni vai rosso.) (0) Oroelide. * (Geog.) Or-cc-li-de , Orceli. Lat. Orccìis. Antica città della Tcucia. — stillini città della Spagna TiuTagonese. (G) Orcella. (Bot.) Or-cèl-la. Sfi.^ Lo stesso che Orciglia , Roccella.X*’. (A) Orceolarii. (Zool.) Or-ce-o-là-ri-i. Sm.pl. Nome di un genere di animali infusorii dell'ordine degli omogenii stabilito da Lamark. Sono in forma di un cornetto del quide escono i cita come ne’ polipi chiamati vorticella (Dal lat. urceolus, dim. di urceus orciuolo.) /Jem'er.(Min)(N) Orceolato. * (Bot.) Or-ce-o-là-to. Add. m. Agg.dt Caliceche si ristringe nell’ orlo e rimane gonfio nel mezzo. (Dal lat. urceolus orciuolo.) Ber- totani. (0) 2. — * Agg. dì Corolla ; ch’è quella monopetala regolare priva di cannoncino , panciuta nel mezzo, ma ristretta alle due estremità, di modo che rappresenta la figura d un globo. (0) Orcetto , Or-cét-to. [ Sm. dim. di Orcio. ] Piccolo orcio [ ; detto anche Orciuolo. f. —, Orcino, sin. ] Lai. urceolus. Gr. lupó-piov. Lor. Med. Nette. 1 7. Quando tu vai per P acqua coll’ orcetto, Un tratto venisti! al pozzo mio. Orcha. * (Geog.) O'r-cha. Città della Russia europea. (G) Orcheni. * (Geog.) Or-chc-ni. Antichi abitatori di Orcoe. — Antichi popoli d’ Asia nella Mesopotamia verso Ippareno .— Altri popoli dell’Arabia Deserta, presso il Golfo Persico. (G) Orchesi. * (Arche.) Or-ché-si. Sf. Stillazione. Salvin. Cas. 6g. Platone e Aristotile soglion dire : discorso, melodia, armonia e ritmo o orchesi, cioè saltazione. (N) Orchesia. * (Zool.) Or-chè si-a. Sfi. V. G. Lat. orchesia. (Da orchen- me io salto.) Genere d’ insetti dell’ ordine de' coleotteri , della sezione degli eteromeri , della famiglia dei tnssicorni , e della tribù de' cras- sicorni , stabilito da Latreille , distinto principalmente da! penultimo articolo de’quattro tarsi anteriori divisi in due lobi , dalle antenne terminate da una mascella di tre articoli, la cui specie più nota e l orchesia micans Latr., o la dircaea micans di Fabricio, animalello agilissimo al salto. (Aq) (N) Orchesografia. * (Lett.) Or-che-so-gra-fi-a. Sf. T. G. Lat. orchcso- graphia. (Da orcheome io salto , e grapho 10 descrivo. ) Descrizione delle danze. (Aq) ,, , , Orcheste.* (Mit.) Or-che-ste. Soprannome di Marte. (Dal gc.orchesteon verb. di orcheome io salto.) (Mit) S ? Pi >apalpebrale * (Anal.) Or-bi-to-so-pra-pal-pe-bra-lc. Add. e Orcheste.* (Zool.) Sm. F.G.(V. orcheste mit.) Nuovo genere dinsetU "• Nome cluto da Dumas al muscolo elevatore della palpebra supe- dell ordine de coleotteri nella famiglia da fino, eri , o rostricorni, da 00 CVi ri »6j. °’ Add. [e sm.] Privo, Orbalo. (F.Cicco.)Tue.Dav.ann.i 3 . Gei-, ,V lelc hc egli, come marito, non redasse lei ricca e orba. Tass. L , orb tu noi vieti, a te rifuggo, o sire , Io misera fanciulli '"tirai D 1., lnr f ocerite - E Amint. 3 . 2. Qual animo tìa il tuo, quando v* Liee ” un ica tua Silvia il duro caso, Padre vecchio, orbo padre ? ‘‘Us, 1 q' i e dicesi spesso al figurato . ] Lat. eoecus, [ lnminibus or- ri TvftoV. G. f. 7». ? 5. go. Il quale (Duca d’Atene) n’an- Illiger Stabilito, e così denominati dulia óonfjrmazione delle loro cosce acconce a saltare j i loro piedi posteriori hanno grosse cosce proprie a saltellare, le antenne inserite in mezzo alla tromba e spezzate. (Aq)(ti) Orciiestena.* (Geog.) Or-che-stè-na.A/: Nome di una provincia dell’Asia nella Grande Armenia. (G) Qrciibstia.* (Zool.) Or-chè-sti-a. Sf y.G Lal. orchestia. (Dal gr. arche- stes saltatore.) Genere di crustacci dell’ordine degli anfipodi, e della famiglia delle gammarinee, stabilito da Leach,e così denominati dalla 656 OfìCHJìSTiCA loro proprietà di saltare, servendosi della corda, che fa V ufficio d’una Oncu molla elastica. Hanno il secondo paio di piedi forniti di un stringi- ORCQ O'r-cia. Sf F. A. V- mento a due diui nella femmina , ed un solo nel maschio , ma gran- dissimo e compresso. (Ag') (N) Orchestica. * (Fiìol.) Or-cliè-sli-ca. Sf F. G. Lat. orchestica. ( V. orchestia.) Uno-de due generi componenti gli : cser,:izii usati ne’ ginnasti degli antichi: V altro era il Palcstrico. Il genere Orchestico era di tre specie : la danza } la cubìstica , ossia l' arte di fare capitomboli ; la sferìslica , ossia giuoco della palla. La cubistica consisteva in salti, giuochi di (orza e soprattutto nel camminare sulle mani. (Aq) (Tdil) Calvin. Cas. 7^. Per ligure i Greci intendono la lallazione; perciocché ce. 1’ orchestica 0 sanatoria è imitazione di ciò. che si dice . per ligure o gesti. (N) Orchestra. (Fiiol.) Or-cbè-stra. Sf Parte del teatro , presso gli antichi , fatta in setnicircclo, circondata di sedili ove il coro ballava, e facevasi la pantomima ; e presso i Romani , ove sedevano anche, i senatori. Plesso di imi è quello spazio ne’ teatri o nelle sale di concetto , che è separato da quello degli spettatori ed occupato da’ sonatori* Talvolta dinota pure i sonatori stessi, hai. orchestra. Gr. o’f ixfcpa- (A) (L) 2 — U Teatro slesso. Sold. Sai. 3 . Di casi infausti Tebe, Argo e Mi- cene Empion perciò la dolorosa orchestra fai teatroJ , Curando il mal di lei con l’altrui pene. (B) 3 — E Jìg . Chiabr. Semi. 18. E se vorrà fortuna. Quasi scherzando sull’ umana orchestra, Ornar di riechi manti un personaggio, ec.(A) (B) 4 — Adunanza di cantatori al snono di più istrumenti, fuor di leati o; ed anche Adunanza di suonatori soltanto, 0 per fare allegrezza, o per accompagnare le danze. Sold. Sat. 5 . Ycdrem cc. E la pazza Licenza ogni matrona Menar a spasso in mezzo del bordello: Accompagnarla ancora ove rituona D'infami accenti l’impudica orchestra , Che a dirozzar la figlia ancora è buona. (N. S.) Orchestrino.* (ftlus.) Or-chc-stri-no. Sm.Nome che Poulleau a Parigi diede ad un c< mbalo ad arco di sua invenzione , il quale imita il suono del violino , della viola d’ untore, della viola e del violoncello. Questo strumento fiala forma d'un pianoforte ,e si accorda con Varpa-{ L) Orchestiuoise. * (Mns.) Or-cho-stri-ó-ne. Sm. Nome di due strumenti a tasti inventati ì uno in Olanda dall’ abate Fogler nel iq8g,V altro in Praga da Tommaso Antonio Kunz nel iyg6. Questo none che un pianoforte unito ad alcuni registri d’organo. Quello è un organo portabile, composto dì quattro cembali, ognuno con sessantatrè tasti e trentanove tasti a pedale ; la cassa presenta un cubo di nove piede, non ha alcuna facciata , e contiene un crescendo e diminuendo per tutte le voci, ed un temperamento puntualissimo ; 1’ intensità del suo suono è simile ad un organo di sedici piedi. (L) Orchi. (Bot.) O'r-chi. Sm, F. e di' Occlude. (A) OncHiA. * (Mit.) (_)’r-chi-a. Dea adorata nell Elruria. ( 0 ) Orchia. * (Geog ) Lat. Origiacum. Er. Orchics, Città di Francia nel dipartimento del Nord. (G) ORcincARCiNoaiA/(Ghir.)(^r-chì-car-ci-nò-ma.i 5 1 w. F.GLat. orchicarcino- ma. (fin orchis testicolo.e carcinoma cancro .)Cancro del lesticolo.(Afa Orchidastro. * (Bob) Or-chi-dà-stro. Stn. V. G. Lat. orebidastrum. (Da orchis, orcheos testicolo.) Nome dato da Micheli «//'orchis abortivo, specie di pianta del genere orchis dì Gaspare Bauliin, la quale servì dì tipo al genere neoltia dì Richard. (Aq) Ohciuoe. (Bot.) O'r-chi de. Sf. V. G. Lat. orchis. (Da orchis testicolo.) Genere di pianta unilobce , a fori incompiuti, della ginan- drta diginia, tipo della famiglia delle orchidee, così denominate pei tubai delle loro radici , d' ordinario testicolati , end’ era anche detta Testicolo. Eccone i caratteri: sputa semplice, uni)Ionii corolla profóndamente frastagliata in sei frastagli de’quali quattro superiori, eguali , più o meno conniventi, e llue rialzati a foggia di caschelto, l’ultimo inferiore largo , terminato da wio sperone lungo .—-, Orchi, « 7 i.(Aq)( 0 ) Orchidee. * (Bot.) Or-chi-dè-c. Add. e sf pi. Famiglia di piante mo- noconledonie , che comprende moltissimi generi, Bertoloni. (O) Orchidetìfrassi. * (Olir.) Or-chi-den-fràs-si. Sf V. G. Lat. orchi- demphraxis. (Da orchis testicolo , e entpki'asso io ostruisco.) Ostruzione o Indurimento del testicolo. (Aq) Orchi oro. * (Bot.) Or-cbì-di-o. Sm. F. G. Lat. orchidium. (Da orchis testicolo.) Genere di piante delta famiglia delle orchidee, stabilito da Swarlz , clic ha per tipo ti cypripcdhun bulbosum Lin. , così denominale d 1 orza) Frane. Barò. 258. ig- Manti, prodani e poggia ^ orcipoggia. Red. Ditir. 4 2 * D rintoppa , 0 marangone ? c f artimone. Orcu/olo, (ì orcio urceoh dere ec. i bacini , gli creinoli, V teti 6 " V‘ lo, Or-ciud-lo. [^w.] Fuso pìccolo, fatto di varie ) l 'f :zo; e miche è diin. d' Orcio. [ Altrimenti Orcitto, f l 'cc iil ll F alus. Gr. Kipclptov. Bocc. nov. 79. 10. È maravigho^ (1 w* ^ ec. i bacini , gli creinoli, i Baschi e le coppe, c > V/>, lamento d’oro e d’argento, ne’quali noi mangiamo c ^'ue » pece. moit. Rompe orciuofi c nappi, e altri stovigli. run. 20. E.igionaudo con lei delle .misure , Dell’orca j u f , e degli orciuoli. Vis 0 * 1 — * Dicesi ad alcipio per dispregio Viso d’ ox'ciuolO; coi» e cino. V. Orciuo , J. ». (N) . . _ faser 1 Lli* — Proverò. Non conoscere gli uomini dagli orciuol. f. sciocco ed ignorante. AUeg.ì^ .Clic non conoscon gli u o ,I1 ‘ I|t '^ t ,'ra( 1 ’* — Esser come l’orciuolo de' poveri = Essere sporco e Flos, ifoS. Lat. ohscocnu clfiiticns. Gr. set\rt%(o>.óyos. nC he — Sgocciolar l’orciuolo Da' UiUo quello che un , lCt -Q l l *: iiiv due.'] F. Sgocciolare. Farch.Ercol. 5 g. Traboccare d s ’ dilato- Axcs'n nnn avorP nììl Dai' 0 n/ f \ì J»3 |,,L . é talvoi non ve ne cape più , cioè non si può av. cora sgocciolare i’orciuolo, ovvero V orciolino, c talvoiiy^i^ Orco.* (Mit.)O'r-co. Uno de nomi del dio dell’Inferno pi^f à \ v , i [ t ! ,,11 l'Inferno /stesso o la Morte. (In basco oborcu morte, h 11 *^ ore uccidere, occ antro, caverna, profondità. Lo &cahp - ed altri eruditi pretendono , che oveon appo i Greci senso di sepolcro. V. rilofmann alla V. orcus.) (Md) E quali e quanti Quei di’ abbattesti : e clic di vita GilCODINIA a lOrco. JMarch.Lucr, 6. p. m. Acciò tn forse, o Memmio, Dclì’Or- c ° ivi piullosto esser non creda La spaventcvol porta. (N) 2 f (KiJol.) Chimera o Bestia immaginaria, come Befana, Biiiorsa e « JpUi, Lat. manducus. Gr.gop/xoXvKsi:v.(y .orca.)Dif/am. 5. iq, E quella acerba più d'un orco Gii corse addosso. Ar.Fur. ij.ff Ma vat- 1 CUC , per Dio , vattene, figlio, Che l’ orco non li senta, e non t’in- £oi./ttor<". ig.84 . Tu m’ha’a mangiare un di poi come forco.d/o/m. 2 * 5o. Dicendogli che là fuor delle porte Un orco v’ e si perfido e cattivo, Che perseguita l’uomo ìnsiuo a morte. 2 — * Essere in bocca all’orco r= Tenersi per ispacciato . V, Boc- 0 Ca j J. 23, 2 } e AC Essere in bocca all’ Orco. (N) f ^eoDi^tA.* (Chir.) Or-co-di-nì-a. lare e Grave dalla Leggiera ed Irregolare. Segn. Star. Questo apparato di guerra udito dal Duca Alessandro lo fe’ dubitare, che non volessono affrontare il suo stato ; e però messo in ordine con gran diligenza tutta la sua ordinanza cc. £ altrove: Subito fu comandato a tutta 1 ’ ordinanza civile , che stesse armata ed in ordinanza sotto le insegne in varii luoghi della città. Beliti».Slor. I cavalli erano di due sorte ; gli uni formati delle compagnie fiamminghe solite d’ ordinanza gli altri delle accennate nazioni. (Gr) 3 * Le Schiere stesse de' soldati poste in ordine di battaglia. Davi/. Essendo gli squadroni molto più difficili a trapassare di quello che si fosse 1’ ordinanza lunga e debole del Duca. Ciintz. Mettergli in ordinanza di fatto d' arme per combattere e vincere il nemico.(Gr) 4 _ [Pila di soldati posti V uno accanto all’ altro m ordinanza.] ]. a t. agnien , acies. Gr. iraplrajis. Tac. Dav. ami. 3. 5g. E dissoci che nel cammino spesso si presentò a’soldati tra l’ordinanze. » Car. En. g. 6g. A lento passo rrocedea V ordinanza. E io. 5° pacia fiate Latino. ( Cioè , Ofn 1 " di'! (B) .. ... legato , e commise le dette qiusiiom frate Latino e gli commise ec.) (l J r) 17 — Indirizzare, Accomodare. Sega. Mann Die. 3i. 2. La partir 1 ^ ex non è ordinata ad esprimere una cagione consustanziale , co 1 ' 111 ordinata la particola de. (V) £( 18 — ' Convenire. Fav. Esop. i6. La pecora , la capra e la gi° v J. si trovarono col leone , e insieme fecero grande allegrezza, e oro rono compagnia. ( Cioè , Convennero di far compagnia.) (V) j 0 >9 — * Fare ordinamento , Proporre cosa da fare •, usato col caso. Amm. Ant. 3o. ( Firenze 1661.) L’uomo dee ripensare deb ‘ cose ed ordinare di se e degli altri. E 3i. Metti ragione della > passata , ... e ordina del dì che viene. (V) c ;,i- 20 — * Usato passivamente alla latina. Saltasi. Gius'. i5f. ò scuno de’ legati era ordinato d’ aver cura , quivi valentissima®** sforzava. (Jl lat. ha-, jussus fuerat.) (V) ^ j 11F i- 21 — [ N. ass. Imporre, Comandare.] Bocc.nov. 7^. c i uomini poveri, e bisognosi e di rei costumi e di grandissima s P^ ol( ,f ■* c però altresì male disponeano e ordinavano alla repubbh*. 3 wf**) lor medesimi. (// lat ha : rcipublicae iuxta ac sibi consuluiss |Iia - 25 — Macchinare. Cavale. Atl.Apost. c. i5t. Questo gli disso .lizia , perchè ordinavano di farlo uccidere nella via. (V) ^ JeU° di si fattamente ordinarci , che dove per diletto c per riposo andiamo , noja e scandalo non ne segua.nPass. 287. È detta la gloria vana eia parte di colui che desidera la gloria , che non ordina P appetito suo in debito fine , cioè all’ onore di Dio e alla salute sua. (Pr) —■ Restar d' accordo. Ree. nov. 26. i3. La buona femmina, che molto gli era tenuta , disse di farlo volentieri ; e con lui ordinò quello che a fare o a dire avesse. — Instituirc. Bocc. nov. 27. 18. Dagl’inventori de’frati furono ordinate strette e misere, e di grossi panni, edimostratricidell’animo. ’.— E detto de' Sacramenti. Fr.Giord. 2gg. In questo giorno fu ordinato il misterio del Sacramento dell’ altare ... E fue ordinato questo Sacramento quanto a quattro cose. E 3oo. Quanto dalla parte “! U10 , che l’ordinòe ftjuesto SacramemoJ perla carità sua.E 3o8. L pero Cristo . . . ordinòe il Sacramento dell' altare. fCosì sempre presso quest autore.) (V) ’ ~T* Comandare, co W accusativo di persona e l'infinito di cosa. Vit. S. O10. Guaio. 026. E le chiese ordiniate fparta a / papa) le forze pigliare e le sante battaglie contro a essi lire. (V) 26 — E n. pass. Mettersi a ordine, Apparecchiarsi, Disporsi- 2 7 s ' 0 i'' anche Adoidinaie. M. F. lib.i. cap.5i. Maumetto, sentendo. dinò alla difesa. Cecch.Mogl.s.1MÌ0 padre ec.mi disse: ogiu 0* che io t’ ho dato moglie , di soscrivere la scritta della br Pandolfo. (V) terrai* 0 ^ 37 — * E nel signìf. del 1 - Fcgez. Levatene ghiove di dinano e fassene arginale. (N) Àrf“ r ‘^' Proverò. L’uomo propone o simili e Dio dispone. A 28 35. Ma perchè ordina 1 ’ uomo e Dio dispone. (P) j-nibus 29 — (Eccl.) Dare gli ordini ecclesiastici. Lat. sacris ordì y fsc0 vi 1 tiare. Gr. x u Pf >Tt>vi ~ t ''- Pass. s34- E però è comandato a a nn' ,a (f che non ordinino preti di minore etadc,che di venticinque , O o- tajfi. 8. Vèggiam fu prete , e non s’ ordinò. » Petr.Uom'• 1 ' pOi'C s’ era ordinato Papa Eulalio. {Qui vale Eletto.) E 177■ * u ai civcs c ° V sta e balia a Carlo d’eleggere il Pontefice ec. e d’ordinare ' per tutte le provincie cc. (V) • ac c ‘°, 3 0 — * (Milit.) Regolare, Dar forma e modo ad un etere ’ tl itte s '! l varie parti coirispondauo tra se senza nessuna confuston , . (ltì c ...t r..,. .1.11.. A- Mia Stalo ■ U‘E: gioì dirizzino ad un Jine, quello delta difesa d' uno *5 tato ■ p oT . d'ogni corpo , cui si dia forma e regola militar*• Segr. ORDINARIA dinaro ]' esercito , bisogna trovare gli uomini, ordinarli, e ne’ pic- c °«i e ne’grossi ordini esercitarli, alloggiarli , e al nimico dipoi , o stando, o camminando, apprcsentarli. Monlecucc. Deonsi gli uomini assoldare, ordinare, armare ec. (Gr) 2 — [Disporre i soldati nelle ordinanze , negli ordini laro ; Schie- rar gli.) Noe. ani. 7 j. 1. E così a piè ordinò sua battaglia Fir. As. 1 38. Già hanno messo il campo , ordinate le squadre, dato il segno. 3 —E n. pass.Disporsi,Apparccchiarsi,Mettersi in ordine. /^.J.26.(iN) 4 — * Dicesi Ordinarsi a battaglia, e vale Schierarsi in ordine di battaglia, F. Battaglia, §. ic jr. (N) 5 — * Ordinare in battaglia = Mettere le schiere in ordinanza di battaglia, Disporle , Collocarle negli ordini loro per far battaglia. Montecucc. Diasi da ordinare in battaglia un’armata di do mila combattenti. (Gr) Ordinaria. (Leg.) Or-dinà-ri-a. Sf.F.L. Così dicesi il Codice e le No- v el/e nel Jus civile, e ’l Testo di Graziano e le Decretali in Jus canonico. Bald. Dee. Raffaello , degno lettore d’ Ordinano nello Stu- - “io pisano. (A) ' Jc P‘ [iA buccio , Or-di-na-riàc-cio. Add. m. pegg.di Ordinario. Doni, I Marmi. Berg. (Min) in ari amente , Or-di-na-ria-mcn-te. Avv. Comunemente, Perl' ordinario. l.at. plernniqne. Gr. ri sr\ùe ra. Bui. L’arte e 1' esercizio che fanno ordinariamente li cieli. Fir. Dial. bell. dnnn. 4°9- Ben sapete guanto il color rosso è ordinariamente nimico della incarnazione delle belle guance. Sagg. nat- esp. 7. Questo ordinariamente (si riduce) a. J* e xi, e per somma stravaganza un anno è arrivato a 8, e un altro a 6. E 118. In questo era ritondetta (/a vescica) e soda, come ordinariamente suol essere quella di tutti i pesci. tapiNARio, Or-di-nà-ri-o. Sm. Cosa solila e consueta. Cas. leu. 2 8. Che *n questo non cliieggio esser cavato dell’ ordinario. E /fg. Non per questo hanno armato una fusta di più del loro ordinario. a lOnde in modo avverb. Per l’ordinario,] D' ordinario” Ordinariamente. Sagg. nat. csp. i6g. Benché il freddo a noi venga d’ordinario da quella parte. » Borgh.Orig.Pir. 267. Nè gli autori dell'istorie sono per l’ordinario loro , nè senza speziai cagione , molto dili- . genti in queste minuzie. (V) 4 - (Eccl.) Quegli che ha giurisdizione ordinaria nelle cose ecclesiastiche. Lat. ordinarius. Maestruzz. 2. zrj. 2. Il vigesimo terzo è quando alquanti sono assoluti dalla Sedia Apostolica , ovvero da’ Legati , ed e ingiunto loro che si rappresentino agli ordinarli. E 2. 25. Per gli statuti degli ordinarii non sono legati gl’ignoranti per scntenzie. E ?■ 52. Se 1’ ordinario acconsente in prorogazione, allora è cosa manifesta che puote. » Pallav.Ist.Conc. 1. 6gg. Ciò era che si riponesse ?? us o la costituzione di Adriano Sesto, la quale disdiceva a ciascuno / *f predicare senza licenza dell’ ordinario. (Pe) * (l' ih'l.) Quel corriere che in giorno determinato porta le lettere} e Straordinario a quello che le porta in giorno indeterminato, lù’d. etl - 2. 25. Sento che non ha ricevute mie lettere per due ordinarii. ” Magai, lell. fam. i.ejo. Non verrà prima (la cassettaJ, che con Torli uìnario di Genova. (N) * (Milit.) Nome dato da’ Romani alla prima guida d’una fila , ¥ Capo o Conduttore di un ordine , e particolarmente a quelli fra’ 1 principi della legione , che in ordinanza di battaglia venivano ad es sere i primi della schiera. Fegez.fé- Gli Ordinarii sono detti chi Jrile battaglie sono i maggiori, e reggono le schiere. E appresso : Coloro che dinanzi, e d’intorno dalle insegne, e colla primaja schiera ““■^battono, sono principi appellati, cioè gli Ordinarii , e tutti gli § a *fri Principali. (Gr) "T: (Ar. Mes.) Ordinario di ferriera. T. di magona. Nome collettivo a ‘ più specie di ferrarecce , come verghe , spiagge, cerchioni da q , ec. (A) iìd Vaiu 0 . Add. m. Solito , Consueto , Comune. Lat. consuctus. Gr. Sagg. nat. esp. *5. Non pertanto lascerà il nostro strumento 1 esser fedele a ciascun paese, dove egli venga posto in uso, e alle r( *inarie indicazioni delle nature di que’ venti si troverà assai aggiu- atanjente rispondere colla sua operazione. Buon.Pier. 1. 1.3. Poich i • a 8giovi ? a cui Ordinaria di ciò convien la cura , Hanno bramata 3 nel di presente A favor del ben pubblico quest opra, au altresì di Cosa vile e di poco conto . Red. lett . 2. ^2. Gli s anemoni, che nella scatola non son contrassegnati di numero , 3 ** Più ordinarii de’sopraddetti. .(Eccl.) Opposto di Delegato. proprius. Pass. 121. Onde prò- ; ri ° prete si chiama quegli che ha la cura ordinaria àe\Y ainme.Mae* ti*v Z -' 2 - 5u Chi P uò hiterdire? ec. Ciascheduno prelato che ha giunzione ordinaria , e ciascheduno c’ ha giurisdizione delegata. ^y^dinario diiF. da Solito , Consueto , Comune. Queste voci so- E una per I' altra scambiare , ma non pertanto illoro proprio l hcato è diverso. Ordinario si applica a quelle cose che avven- ^ ® ec ondo l’ordine della natura o delle umane istituzioni. Solito ORDINATORE 65 9 'lare all* asse delta para - alle attributo d c |i e M j ou i c de’fatti di abitudine. Consueto ^ applica “ose che sono di consuetudine. E Comune dicesi ciò che con- Vj e "“ wov rne sono di consutuiuiiic. jìi lw»**»'- del] 6 ° d appartiene a molti. Onde il primo si riferisce agli accidenti t Cr 4 ‘“'tura o della cura degli uomini , il secondo alle abitudini, il 0 ° alle consuetudini , ed il quarto alla proprietà. av v i " 0,7 ° ùifii da Ordinale. Se Ordinario si fa valere per ciò che fl Car e ^ c 0 si fa secondo P ordine , 1’ uso , il solito , Ordinale sigili- Però . “ebbe soltanto ciò che appartiene all’ordine o agli ordini. E l-ilj,.' 10 ' diremo : Le indicazioni■ ordinarie , Una cura ordinaria; e ad Q 'ydinale, Cerimonia ordinale. Inoltre, come aggiunto di tempo, "““ina ìa " la bc non potrcbhe mai essere sostituito Ordinario. ’ j^« fenf SSlM ° ’ 0l '-di-na-ris-si-mo. [Add.m.) superi, d' Ordinario. Lasc. accenna a - P( ' r mantenersi gli amanti , come voi dite, ridendo e . ° danno lor qualche poco di spcrauza , che son cose ordi- 5S *uie. Ordinata. (Geom.) Or-di-nà ta. Sf. Perpendìcoli. _ boia, dell' iperbtda e simili. Alcuni la chiamano Applicata. F.(A) (N) a — Dicesi anche Ordinata ogni perpendicolare innalzata sul diametro di un mezzo cerchio terminalo dalla di lui circonferenza Guid. Gr. Tratl. mot. Si piglia la poi'zionc infinitamente piccola d’ una curva per la tangente di essa, intercetta fra due ordinate infinitamente prossime. (A) Ordinatamente , Or-di-na-ta-mén-te. Avv. Con ordine, Distintamente, Begolatamente. Lat. ordinatim. Gr. Tay.TiY.tvi.Bocc. nov.2f. il. Andatosene a casa, ordinatamente, con sua licenzia pei'ciò, alla moglie disse ogni cosa. G. V. t. 3o. 2. Siccome racconta ordinatamente il grande dottore Salustio. E 4- 2 - 4■ divette poi colla moglie ordinatamente e santamente. Mor. S. Greg. Pisi. Perocché ordinatamente dcllando io l’ultime parti , sollecitamente considerai ec. 2 — * Opportunamente , A tempo. Lai. in tempore. Fior. S. Frane. I2g. Trassonla da parte , e domandaronla come ella eraveuuta cosi ordinatamente , e cosi provveduta di tutte quelle cose che erano di mestieri alla sepoltura di S. Francesco. ( Madonna Jacopo, era venuta per rivelazione di Dio mentre S. Francesco era per morire.)(V) 3 — (Eccl.) Canonicamente , Legalmente. Bemb. Star. 3. 34- Le quali nozze non potendosi ordinatamente fare per le leggi che le vietavano , il Pontefice con la sua indulgenza e autorità le comprobò. (V) — * (Milit.) Colle schiere ben ordinate , In buona ordinanza. Segr. Fior. Dove è da considerare , che non tanto gli ordini in un esercito, sono necessarii per potere ordinatamente combattere , quanto perchè ogni minimo accidente non ti disordini. Bentiv. Parti il Duca da Rolde, e marciò molto ordinatamente , per dubbio che Lodovico non volesse incontrarlo fra Rolde e Groninghen. (Gr) Ordinatissimamerte , Or-di-na tis-si-ina-mén-te.[^i>i\] superi, di Ordinatamente. Ico/. Mist. Alla perfine 1’ anima oi'dinatissimamente infra sè stessa si dispone. Ordinatissimo, Or-di-na-tìs-si-mo. [ Add. m.] superi, di Ordinato._, Arciordinato, sin. Teol. Mist. Imperciocché l'ordinatissiino modo del procedere colle cose umane ec. Fr. Giord. Pred. D. È Iddio sì ordinatissimo , che hae ornato la sapienza sua. Sagg. nat. esp . 24. A guisa che noi veggiamo Tacque ec. dirompersi, e ritirandosi d’ogu’intorno, fargli ala, per cosi dire, in ordinatissimi cerchi. Ordinativo , Oi-di na-ti-vo. Add. m. Che ordina , o Che significa numero con ordine; ed è aggiunto di una sorta di nomi numerali. Lai, ordinativi. Fed. il Vocabolario alle voci Primo , Quiuquagcsimo- terzo e Ventesimo, add. [F. Numerale, $. 3.] Ordinato , Or-di-nà-to. Add. [<». da Ordinare.] Che ha ordine, Regalalo, Moderato. Lat. temperati , moderati. Gr. pirpios. S’erm.S. Agosl. D. Non si conviene al servo di Dio cc. aver superbia , ma esser umile , casto , benigno , mansueto e ordinato.7?occ. nov. 3o. 3. Non da ordinato disidero, ma da uno cotal fanciullesco appetito, senza altro farne ad alcuna persona sentire , la seguente mattina ad andar verso il diserto di Tebaida ec. si mise. , 2 — [Prefisso, Stabilito.] Serm.S.Agost.3l. I campi ricevono l’acqua e’1 freddo per ubbidire, e rendere il frutto al tempo ordinato. 3 —-* Commesso , Imposto. G.F. 9 . 256. Dalla detta torre infino alla riva d’ Arno , la quale gil'a P isola dalla gora al fiume che si chiama la Sardigna, ordinata di chiudere di mura, ha braccia da trcccu- tosessanta. (Cioè , Ordinata di chiudersi , di esser chiusa.) (Pr) 4 —* Disposto, Distribuito. Ar. Fur. 22. 2. Che l’ordinata istoria così vuole. (P) 5 —* Messo all’ordine. Baco. g. 4- ”■ <• Guiscardo prestamente ordinata una fune con certi nodi e cappi da potere scendere e salire per essa ec. (N) 6 — * Assegnato, Eletto, Costituito. F. Ordinare , §. 7. (N) 7 —* Preparato. G. F. 7. 65. Erano i Messinesi e i Ciciliani sprovveduti , e non ordinati a difensione nè con nullo capitano. (Pr) 8 — (Eccl ) Promosso agli ordini sacri. Esp.Pat. Nost. Egli è maggior peccato in persona ordinata, o prete, o diacono, ec. E altrove-. Del sesto grado , ove l’uomo dee guardar castità, cioè ne’cheiici ordinati. Tratt.Sasram. Per virtù di quello sagramento li prelati e gli altri oberici ordinati abbiano podestà e balìa di .far certe cose. Tr iti, pece. mort. Lo decimo è di femmina con cherico ordinato. Fit. SS. Pad. 2. 320. Questo si conviene , abate Zoziina, a te, lo quale hai V uficio sacerdotale e T abito , e per pregare per li peccatori se’ 01- dinato.» Fit. S. Gio. Gualb. 2 gg. Non ardiva alcuno adoprire l’uscio della Chiesa , se non fosse islato ordinato. (V) 9 —* In forza di sost. per Ordinamento. Passar. 1$4• Secondo il rito c Tordinato per la santa chiesa. (V) 10 — In forza d'avv. per Ordinatamente. Lat. ordinatim. Gr. toocti- xù’S. Seii. Pist. 83. Ma solamente se i piedi non si sosteugoup diritti, e se la lingua non parla ordinato. . . Ordinato diti', da Regolato e Moderato. Ordinato si riferisce ad una naturale od abituale disposizione di cose riguardo al luogo, alla posizione al tempo cc. ; Regolalo all' esecuzione delle cose secondo principii stabiliti ed invariabili; e Moderato alle cose che,capaci di eccesso c di difetto, abbisognano di essere ridotte alla misura di convenienza. Ma non pertanto spesso ciascuna di queste voci viene im- p-egata col valore dell’altre. Ordinatore , Or-di-na-tó-re. [ Ferb.m. di Ordinare.] Che ordina. Lat. institutor. Gr. àpxVY 0 '*. 2 r Dicesi Ordmatore di pace per Fromnlore, ravoreggiatore della. pace.) Filoc. 3. 2.33. E come tu di pace severissimo ordinatore, questa con armata mano sempre apparecchia inimicizie e guerre. 3 _ [ Dicesi Ordinatore delle cose di sopra, Iddio.) Mor.S. Greg. Quel sommo ordinator delle cose di sopra, levando in alto le virtù de’pre- thMtojVgjj- Q r( ji uat . ori , tradimenti per Macchinatore.) Saltisi, Jug. 4 R. Operoso , e ordinatore di tradimenti. 66o ordinatorio 5 — [Dicesi Ordinatore di pena per Punitore.']' Tass.Ger. i"j. 12. Ma prence degli eserciti, e con piena Possanza è l’altro ordinator di pena. 6 — (Milit.) [Ordinatore fu detto anticamente per Capitano .] Fegez. Gli ordinatori som detti , che nella battaglia sono i maggiori, e reg* gon le schiere. 2 — Ora è Titolo che si dà al commissario di guerra et un esercito, o d'una gran parte di esso, che soprantende a molli altri coni - mi ss arii di guerra. (Gr) Ordinatorio. (Eccl.) Or-di-na-tò-ri-o. Sm. Libro di rubriche particola} i. (À) Ordinatrice, Or-di*na-trì-ce. Veri, fidi Ordinare.] Che ordina. Tes. fir. Appresso lo’nscgnamcnto delia prudenza, che è la prima dell’al- tre , che è donna e ordinatrice , siccome quella che per forza di ragione divisa le cose Y una dall* altra , ora dirà il maestro di temperanza. Coni. Par. 6. Ella ( la prudenza ) è distinzione , non solamente virtù , quasi una moderazion di virtù, c carretticra e ordinatrice digli spirili, e de* costumi ammaesiratricc. Ordinazione , Or-di-na-zió-nc. [Sf] L'ordinare , e l'Ordine stesso. Lat. 01 dinatio. Gr. ixtret £;s. fri or. S. Gi'cg. Acciocché legate duU’orosi postano congiugnere nell* ordinazione di 11 ’ornamento. Esp. Fang. Ogni obbedienza cristiana è fondata nel Vangelo, al quale non debbo esser contraria nìuna obbedienza umana , uè veruna ordinazione di regola', nè fonila di vivire. Lsp.Salm. ber ordinazion di Dio ogni cosa si disporrà. Maestruzz. 1. 5o. Queste parole disse Adam ispirato, acciocché intendesse rordinazione del matrimonio fatta da Dìo. 2 — (Eccl.) L’amministrazione o Ricevimento dell’ordine sacro ; L'alio del conferire gli órdini ccctcsiasaci.Segnci\ Conf. istr.cap. ^.Ancorché nella loro ordìnazii ne abbiano essi ricevuta da Cris.to piena virtù di rilassare i peccati, uon possono però esercitarla come lor piuce.(V) 2 —• Paiiando de' Pescavi chiamasi Consoci azione. (Ber) 3 —* (Mcd.) Ricetta o Rimedii prescritti dal medico.Cocch D-se.Arq. Superstiziose , vane e ridicole ordinazioni, delle quali sono costretti bene spesso a far uso coloro che disprezzano, cioè ignorano k medicina. (A) 4 — * (Milit.) Leva 0 Descvizion di soldati. Segr. Fior. Princ. fi 260. Carlo VII. ec. conobbe questa necessità di armarsi di armi proprie, ed ordinò nel suo regno l'ordinazione delle genti d arme e delle fanterie.(N) Orduìe , OY-di-ne. Sm. e anticamente sf. [Somiglianza nel mudo, con cui le cose son collocate , o si succedono.] Disposizione e Collocamento di ciascuna cosa a suo luogo} Regola, Modo , [Ordinanza , Aggiustamento , Sesto , Acconciamento , Regolarità ec. JJ Ordine è bello, proprio, ben inteso, fermo, invariabile ec.) Lat. ordo, modus, disposilo. Gr. relais. Bocc. g.3. p. 7. Il veder questo giardino, il suo bell'ordine cc. tanto piacque a ciascuna donna, ed a’tve giovani, che cc.E nov. Sg. 1. Se con sana mente sarà riguardato 1 *ordine delle cose. E nov. g8. 36. Conoscendo se con quello ordine, clic voi forse volete dire, cercata l'avesst ec .Lab. log. Cosa senza ragione, e senza ordine , e senza stabilità alcuna. E s5g. Nuore cose , e assai dalle passate strane , richiede l’ordine del mio ragionamento. G.F. 1. zg. 4. Ma Jasceremo ornai bordine delle istorie de* Romani. Dant. Par. 3 . Li nostri alletti ec. Letiziali, del suo ordine formati. E g. 116. Ed a nostr’ordine congiunta, DÌ lui nel sommo grado si sigilla. E ■30. 21. Assai sarebbe manco E giù e sù dell’ordine mondano. Petr. son. %2/p L’ordine rolgi \ e’non fur, madre mia, Senza onestà mai cose beile 0 care. E cap. 8. Venian tutti in qucHordinc ch’io dico. Quid. G .La invidiosa ordino, delie cose avventurate inimica, sempre nega di esser lungamente nella somma altezza. Stor. Pisi. 1J1. Presa l’ordine tra loro ec., il trattalo fue rivelato al Duca. 2 —- Fila , Ordinanza. Serd. Stor. 1. Ss. Presolo piacevolmente per la mano, lo condusse per un lungo ordine di camere. Tass. Ger. 16. 1. D’intorno inosservabile c confuso Ordin di logge idemon fobri ordiro. 3 — Progresso. Sagg. nat. esp . s6g. L'ordine poi di questi agghiacciamenti è bellissimo. 4 — Ordinamento, Deliberazione^ Vit. S. M. Mad. 20. E fatto questo ordine , misonsi a mangiare. (Cioè, dopo aver deliberato e ordinato fra loro.) (V) 4 — Conimcssione. Lat. mandatimi , pracceptum. Gr. xpoffra.yp.oc , eV- 7-0*57. Bocc. nov.' ig. 16. Vegnente il terzo dì, secondo T ordine dato, la buona femmina tornò per la cassa sua. Dav. Acc.141 !brenta tornate , e più , nell’ Accademia non è capitato , nè lasciato ordine, acciocché nulla non si facesse, e il tempo scorresse. Cas leu, S. Dal signor Annibaie Rucellai cc. potrà intendere V. Eco. l’ordine e commissione che io gli ho dato. 6 — Costumanza , Consuetudine. Lat. mos, consnetudo. Gr. 'd$os. Cas. lett. 28. Che detto mandato abbia sua esecuzione secondo gli ordini della città , che in questo non chicggio esser cavato dall’ ordinario. 7 — Maniera , Via , [Modo , Verso.] Lai. ratio. Gr. rpcxos. Fir.As, 3oo. Facciamo in guisa , che nell’altre cose noi possiamo esser buon frale-ili 3 che in questa io non ci veggio ordine, se noi non ci allontaniamo. E Disc.an. #7.Non vedendo ordini di poterlo condurre sul mercato, n Amhr. Cof. 3. 3 . Il possibile Certo m* ho fatto, e ’nfm non c’é stai’ordine : Gli ha volto il capo a darla ec.(V) Car.Lcit. ined. 3. 11 7. Vorrei potermi trovare alta vostra commedia, ma non vi veggo ordine. (Pc) 8 — Provvedimento lauto per la mensa , o simile. [F. Fare ordine , §. 2., e Farsi ordine, §. 2. ] Sport-, Geli. 3. 1. Noi verremo stasela , Alamanno mio nipote ed io solamente , e il più un altro : non entrare in fare ordine. (Parta di nozzej 9 '— * ^°j v ‘ Andate : Andare in ordine Andare apparecchiato per quello che si ha fra mano. F. Andare in ordine. (A) 3 —* Andare male albordine =/^estir male . /^.Andare male, 5 *-/* (A) jo — [Col V. Dare*. Dure ordine ~ Ordinare , e anche Ridurre in bu n ordine.] F . Dare ordine. > — * Dare l* ordine z=z Disporre Ordinare . F. §. 5. (N) ORDINE rx — * Col v. Entrare: Entrar nell’ordine, all’ ordine = Farsi religioso. F. Entrare nell’ ordine. (N) 12 —[Col v. Fare: Fare ordine = Ordinare. V. Farsi ordine.] D(i uU Par. 10. 5. Quanto per niente o per occhio si gira , Con tanto ordine fe’ ec. 2 — * Fare ordine. Fedine altri significati ne' §§. f e 8. (N) 1 3 —*Col v. Lasciare: Lasciare ovdinczzzLasciar commissione.F.$.5’y) 1 \ —* Col v. Mettere: Mettere ordìue= Ordinare.F. Mettere orclkO J- *■ (N) . ... ^ 2 — Mettere a ordine , ali’ ordine , in ordine =: Preparare , conciaie. F. Mettere a ordine , Mettere ordine , §. 2 , e Mettere ,n ordine , 2 - Segner. Mann. Lug. i. 6. Manda famigli, che notano tutto all’ordine, come devesi ad un suo pari. (V) (N) 3 — * Mettere in ordine vale anche Mettere in assetto , A cC ° modare. F, Mettere in ordine, J. 1. (N) < 4 —* Mettersi a ordine, in ordin q=zP repararsi, Acconciarsi , sporsi in ordinanza. F. 26, 2. c E. Mettersi in ordine,' 5 * ^ E 5 —* Porsi in assetto, Accomodarsi. F. Mettersi in ordine, S ,2 '% 1 5 — Col v. Porre: Porsi a ordine, Porre in ordine. Bocc. g- 1 ’ n. g. Vi priego cc. che voi, in ordine poste le vostre cose di Lo 111 bardia , una volta almeno a veder mi vegniate. (V) ^ - 16 — [Col v. Rimettere: RiinctLere in ordine ^.Riordinare,Rasseltatf* Bocc. nov. 68.11. Quella f cameraj tutta racconciò e rimise in oT“ in * 17 — * G T oZ v. Stare : Stare all* ordine o a ordine = Essere in P lltli * preparalo o acconciato. F. Stare ec. (A) iS — * Col v. Teucre: Tenere ad ordine, Tenere ordine. F.§.26,4;\- 19 — * Col v. Tornare : Tornare agli ordini , dicesi de' Men l) f ia jl che non hanno ottenuto la grazia del Sovrano , perchè suppl lCi1 ! 1 r . Uno d'essere liberato da qualche pena, se il memoriale torna 0 dini, s'intende che resti eseguita la sentenzaj essendo così n> fie agli ordini della giustizia. Bisc. Lag. (À) 20 — Modi avverò. A ordine , lu ordine e simili, co’ t teliti P°. lJ ’ Mettere o simili, vede Mettere in punto, Preparare, Acconciò * 0 simili. [F. 4 ordine, 5 * 3 .; e F. Mettere a ordine, e Metterai dine.] Lat, parare , comparare. Gr. avcn^ioi^ov. Farcii.Stor. Quando il molto reverendo Monsignore de’Rossi, vescovo di P aV mi disse a nome di V. E. che io dovessi prepararmi, c a ordine p° l per dovere le storie fiorentine comporre , io mi commossi non p° c Fir. As. 82. Per la qual cosa io mi mettessi a ordine, se bra^ saziare il mio appetito. . . ^ a — * Essere a ordine = Essere aggiuntato di lutto punto, r** ordine. (N) < lW 3 — * A ordine vale anche Ordinatamente , ed altresì Sotl° 1u gola monastica. F. A ordine , J. 2. (N) 21 — Bene o Male in ordine 0 ad ordine — Bene 0 Male in <- ir,ieSe j'i In buono o cattivo stato ; [c Male in ordine, si dice anche ài c t è in povertà d'abili od m indisposizione di persona. F. Male 5 . 8 , 2. e F. Andare inale , 5 * 4-1 Bemb. Stor. 5 , 63 Vestito ^ saccoinaimo,e sopra un cavallo inalo ad Online, si nascose tra 2 — * Confusamente , Disordinatainenle. Din. Coinp. lib . . ■ bianchi parca esser presi, e però si levarono male in ordine* Q' 22 —* In ordine. Lo stesso che A ordine. F. . 2 —- In ordine a checchessia — In proposito, In materia ài c tftU diossidi [In tanto, In quanto, Ri fatto. F. In ordine, §■ 2.]^ nat. esp. 22 f Ancorché in questa esperienza non ci siamo p^’^ ^ finiti di soddisfare , in ordine a molte particolarità che tuttavia in pendente , in ogni modo ec. — Per ordine o Con ordine = Ordinatamente, In ordinanti* ordinatim. Gr. rctxrixws. Bocc. nov. 12, i3. Alla quale ]tiu a *. | t .p ordine ogni cosa narrò. E nov. 5g. 2. E così per ordine tutf* tevano tavola , ciascuuo il suo dì , a tutta la brigata.iVfor. Cnn ordine una notte cavalcò con tutta la sua gente alla p citta. Fit. SS, Pad. 2. igo. Narrò loro per ordine tutto il ! a 234 • Contò per ordine quello che addivenuto gli era. Qf» 24 — (Eccl.) Uno de' sette Sagramenti delia Chiesa. Lat . 0 ra|is. Maestmzz. 1. 10. Ordine, secondo il Maestro delle è alcuuo seguo , nel quale si dà spirituale podestà all’ ordinato * , ciò 5 e sono sette : quattro minori , cioè ostiario , E ttore , . t , j 6 e accolito j c tre sono i sagri , cioè soddiacano, diacano J8° stt nota clic nel pigliamento degli ordini si dà la grazia. Esp. } Egli è maggior peccalo in persona ordinata , o prete , o di^ c ^,^17 courlamcnte che boi-dine c più grande. Trall. Sagrane In T 1 c io^ ticoio sono intesi i sette sagramenti che sono in santa Ch^’* J Battesimo, Confermazione , Corpus Domini , Penitenza, 0 i’d 1 j t -|' trimonio, c la santa e ultima Unzione. E appresso: La crcd^ bordine si è, che per virtù di quello sagramelo li prebit 1 D tri eterici ordinati abbiano podestà e balia di far certe coàe ‘ * JS o1i a — * E con accompagnatura di verbo.Dial. S • Greg- 2 - J ordo. Gr. rd*■$. Bocc. nov. 1 . 3i. Óen/.aehè io ho avuuj»c*>*^ ul n- zial divozione al vostro ordine. i2g. Ma nominaromi P 11 ^ j C uij 0 due ordini principali , Predicatori c Minori. G, F.8-^4 ' 1 ’,^.^ti ^ del detto papa Jmioccnzio si cominriò la sauta ordine de * s aP nori. E 7. 44' 4‘ E vietò tutte le ordini de’ Frati meU Ì lca A ; /, voché l’ordine de’Frati minori e predicatori. ^ Guvalc.D‘ sC J^ ^ff 164 * Vivendo neìl’abbondunza c milord.ne de monasteri *(\) # ' 86. Non perchè fosse frate , ma era di q ieili che hanw 1 dine di Santo Francesco. (V) ORDINE 5 — * Coro dì Angeli. Fr. Gior. 5#. Passò e tornò addietro tnlt’c f?vc T ordini degli Angeli ; e venne nella decima ordine oc. E z3g. I 1 santi non solamente sono pervenuti alla socictadc degli angeli, nm natino passate 1’ ordini degli angeli e pervenuti intra i maggiori or- Gr. S. Gir. 22. Sarà compagno dell’ ordine degli angeli, (Al- fr * Testi tutti approvati dai Focab. leggono delle nove ordine ; al- l fi delle nove ordini. Qui significa del numero, del coro, dell* a- ^nunanza.) (V) "*'• (Archi.) Quella proporzionala disposizione che dhVartefice alle Fa'ti dell’ed fi z/o , mediante la quale ciascheduna ritiene il suo sito in quella grandezza che si richiede. Gli ordini d'architettura , cosi Ififi, sono diversi p e oggidì solo cinque approvati e posti in uso , ci°£ ^ Toscano , o Rustico; il Dorico, o l 1 Ionico ; il Corintio; e 7 jjniposito , o Composto, detto ancora da alcuni Italico, 0 Latino. fi°c. Vis. (A) Salviti. Annoi. F . B. 2. 3. 3. Che ’ì rustico ho ve- d'ito in ver la cima , E fargli piede il Dorico e ’l Corinto. L’ordine òstico neU’architettura c quello de’ Bozzi ; il quale, come più forte, da piede. Il Dorico, e’1 Corinto, cioè Corintbio, così volgarmente p l architettori domandano altri due ordini della medesima architet- ; f Ur a. Cr. (dia v. Dorico. Dorico: Aggiuntò d'uno degli ordini del- 1 architettura. Vasai'. Vit. p. 2. pr. Nelle colonne non osservarono ^'ellu misura c proporzione che richiedeva 1* arte, nè distinsero or- pHc clic fòsse più dorico che corinto o jonico 0 toscano. E p. 3 . pr. J ordine fu il dividere Puu genere dall* altro , sicché toccasse ad °S l d colpo le membra sue , e non si cambiasse più tra loro il dori- c °j lo jonico, il corintio ed il toscano. (N) 3 ■— attico o bastardo. * V. Attico, 5- 4ì e Bastardo, 6; — Composito./^-C omposito add ., §. 3- — corintio. V. Corintio, §. 2.—- Dorico.-— gotico. V. Gotico, §. 2. — jonico. V Tonico, 2 * '— mistico, toscano. V. a’ior luoghi, s V. §. 25. (N) _ "— * (Milit.) Forma e Modo di disporre , collocare , schierare le 8 e nti, Chiamasi da’ moderni Ordine naturale, quello nel quale le schiere s °no disposte in colonna colla destra parte alla testa , e la sinistra ( dfa coda di essa ; ed Ordine inverso quello in cui la sinistra divieti della colonna , e la destra coda. V'elle altresì l’Ordine di battaglia profondo , e l’Ordine sottilei l’Ordine retto, l’Ordine obliquo , c finalmente V Ordine parallelo.// Profondo è quello in cui l'eser- \ito è schierato a molte file , o disposto in più colpirne} il Sottile * quello nel quale le file di fondo non sono più di due 0 tre; il *^Uo è quello col quale 1 soldati vengono schierali sopra una linea re tta o quasi retta , e contìnua ; ed Obliquo dicesi quello nel quale delle ale dell' esercito è più de/V altra lontana dalla fronte del- ^sercito nemico. V Ordine assume altresì altre denominazioni dalla filiera diversa colla quale possono esser fatte le schiere , onde chia- Ordine a scaglioni quello nel quale 'le colonne od i varii corpi U. ì,t , ___l.; „ -• J. » - fu òr in in ORDIRE G 61 Un esercito schierato , 0 le varie parli d' una colonna disposte al anco V una dell'altra , e in distanza determinata all'indieira, sem- (ln o altrettanti scaglioni d’ una scata ; Ordine a scacchiere è quello cui le colonne vengono schierale ad intervalli sopra due linee , modo che le divisioni della seconda rimangano in faccia agl' in- fvalli della prima , e le divisioni di questa abbiano dietro sè gi'in - fidala della seconda , accio questa possa ricever quella ne 1 suoi in- ep'ullì f 0 d avanzarsi per gl' intervalli dell'altra: anche ì b r isale d tempi detta cavalleria e delie crociate. Il piu an - ttisap* ® quello di tto degli Ospitalieri di S. Giovanni di Gc- 0 Gerosolimitano o di Malta , perchè in orìgine fu com- Pei D fi religiosi addetti in Gerusalemme ad imo spedale ivi stabilito Vatifiegrmi poveri od infermi , la cui chiesa era dedicata a S.Gio- s ef . Q fttista. Ai tre voti solenni di religione , gli Ospitalieri aggiun- qn es p Viano con cui si obbligavano di combattere gl Infedeli, Così Ccl fidine divenne militare. Fu trasportato a Rodi , indi a Malta l { l cavalieri era nel luogo del tempio di Gerusalemme. L’ordine c g,- e ^ fac P°lcro fu stabilito l'anno 1120 per custodire il S. Sepolcro e * vario dalla profanazione degl Infedeli.Quello dc’Cavalidi teu- * 0((tb, l F. ^'esente in Ferrava.Così fu anche istituito nella medesima città cu (l t0 > fi 18 I ordine de’ Tcnqikiii, cosi chiamati pei-chè la casa ubi - Iti Q tfq> cau afieri era nel luogo del tempio di Gerusalemme. L’ordine - V» l./- vjtqv a^^soOat. Bocc. nov. 20. 4 • Reggendo lui ancora con tutte le sue ricchezze da niuna altra cosa esser più avanti, che da saper divisare un mescolato , o fare ordire ima tela. — Tessere , (Contessere, Inlessere.J Peti', canz. 23. 1. Un laccio , che di seta ordiva , Tese fra ferha. » Pallttd. 1. ?3. Ed in questo voto ordì f ordisciJ sei ritorte incatenate di gìneprajo, o di bosso. (Pr) ~ * er metaf.Petr. son. 3z. S’amore o morte non dà qualche sti\>p- pio Alia tela novella che ora ordisco. E canz . -/' ■ 5. Cito spezzò *1 JJOdo Olili’ io lenirà scampare . Nè trovar puoi , quantunque g ,ra il mondo , Di che ordiscili il secondo. 4 — * Fabbricare , Costruire. Tass. Ger. 16. 1. D’inlorno inosservabile c confuso Ordin di logge i demon labri ordiro. (N) 5 —Macchinare. G. V. 11. <à. 8. Egli avrebbe aoprato ogni abbassamento c dannaggio de’Fiorentini ; e già l’avca ordito. 6 .— Cominciare. Petr. cap. g. Ma Nino , ond’ ogni storia umana è ordita, Dove lass’io ? » Salvili. Cas.148. Mai non però quel versa io leggo , ebe non mi rammenti di quello da cui ordisce la satira quarta Giuvcnale. (N) r — * Diccsi Ordir trattato, e vale Fare pratiche intorno ad un affare, Introdur maneggio, negozio. Pallav. Ist. Conc. 3. 2%o. il signor dell’Isola . . . oidi trattato , affinchè l’elezione del successore si facesse dal Concilio. (Pe) 8 — (Mari».) Ordire un cavo— Passare una corda per quei punii che debbono dirigere /’ azione di essa. (S) Ordire diti, da Tramare , Tessere, Macchinare. Ordire nel proprio signiiìcato vale Cominciare , e più comunemente Metter le fila - sull' orditojo per fabbricarne, la tela ; e nel trasluto ha le nozioni di (36 2 ORDISSO Fermare , di Discorrere , Enunciare , di Preparare e più spesso di Preparare incarnii , insidie , tradimenti e simili. Tramare e Tessere significano Far passare la trama a traverso de’fili dell’ordito, e sono ancora sinonimi nella nozione traslata di Comporre insidie , tradimenti , e simili. Macchinare suolsi adoperare nel significato traslato di Apparecchiare insidie , tradimenti ec. Onde questi verbi hanno la maggior loro somiglianza nella nozione traslata, in ciò differendo che Macchinare prepara i materiali delle insidie, Ordire ne ordina e dispone i primi fili , Tramare o Tessere ne forma l’intreccio. Oimisso. * (Geog.) Or-dìs-so. Antico fiume della Sarmazia europea.( G) Ordito. (Ar. Mes.) Or-di-to. Sm. [Unione di più f li distesi per lungo sul telajo , di lunghezza corrispondente a quella che si cuoi dare alla tela , o alla pezza di panno o drappo.2 a — Maneggiar l’ordito: Operazione che si fa collo scuotere l'ordito , e farlo scaligere per la lunghezza di quattro o sei braccia ; tenendo un capo della pezza in mano , per poterlo scagliare , ritirare e scuotere per tulli i versi , onde poterlo imbozzimare . (A) 2 — Per sim 1. [dicesi del Ragliatelo.] Diftam. 6. 2. Siccome il ragno per la tela passa Col filo a che s* appicca, e poi congiunto Col tratto m sull’ordito il ferma e lassa; E cosi colle mie parole appunto iti versi tesso e filo in sull’ordito. 3 — [E per meta fi) Cor. lett.i. 66- La tela che ella m’impose, non si può contili: are, perchè trovo che se n’è tronco l’ordito. 4 — [Primo ordito cale Principio , e dicesi di più cose.’] Sagg. nat. esp. ìOq. li questi a quel pruno ordito fanno, per modo di dire, «m ripieno scompigliato e confuso. Ormo. Add. m. da Ordire. Dant. Par. 17. 102. In quella tela ch’io le porsi ordita. Pchs. 36o. La donna buona massaja sogna lino , e ’l buon filato , e la tela ordita c tessuta. a — Per sindl. idicesi di Concetti stesi sulla carta.] Dani. Purg. 33. ijfo. Ma perché piene son tutte le carte Ordite a questa cantica seconda, Non mi lascia più ir Lo freu dell arte. Oamiojo. (Ar. Mes.) Or-di-tó-jo. [Am.] Quello strumento sul quale s ordisce. Lai. jugmn, Ovia. Orditore, * Or-rìi-tó-re. Fevb. m. di Ordire. Che ordisce. F.di reir.(O) 3 — * Fig. Macchinatore , Insidiatore. Segnar. (A) 3 — (Ar.M es.)Colui che vrdisce.(La donna che ordisce dicesi Ordì torà.] Orditura , Or-di-tù-va. [A/.ì II Distendere e Mettere in ordine le fila in sull' ordito jo , per fabbricarne la tela o il nastro. 2 — Per simil. [Unione ordinata di più cose insieme.] Sagg» nat. esp. iy3. In somma , tutta la diversità consisteva in un’orditura più rada, ed in un ripieno assai più fine, che non è qui Ho del ghiaccio ordi- nat io. >j Segner. Crisi, inslr. 1. 1. Per dar qualche legge ad una orditura ch’c tanto vasta, ridurremo l’impedimento tutto a tre capi.(N) ina rYi’-dn. Àliti i>j t/" À / .iiv/n 7)oA.»mo o .Cnr.r.n. Ldt. de - ORECCHIO sopra 1* orecchia sinistra. Dant- Par. 17. 43. Come viene ad oj' cC ' chia Dolce armonia da organo. Peir. so n. 182. Amor par eh’a” vecchie mi favelle. E. son. 2 53. Che piangoli dentro, ov’ogni ore? chia è sorda. Vìi. SS. Pad. 2. 217. Disse pianamente all’orecchi del suo dispensatore , che gli dovesse dare xv libbre d’nro. 2 — * Intorno ai modi ne' quali si adopera questa voce , cedili CO* fusi con quelli del suo sinonimo Orecchio. (N) Orecchiaccio , O-rcc-chiàc-cio. Sm. pegg. e accr. di Orecchio. * , a chio grande , detto di Gigante. Foriig. Ilice. Troppo lontano A veV T orecchiacelo , al parer mio. (A) Orecchiare, O-vec-chià-ve. [N. ass .] Origliare , [Accostarsi per re. — , Aurizzare , sin.) (F. Origliare.) Lai. aures admovere. ^ ibra. TrpztTT&ivxi. Dituim.3 . 1 . Come quegli che va sempre, ed asc ta , Seguitando , orecchiando , il mio desio. » ( L' ediz. di 1820 legge seguitava.) (B) Orecchiata , O-rec-chià-ia. [,9/i] Percossa data nel/’ orecchio a ^ aperta , Scapezzane. —, Reccliiata, sin. Pecor. g. 6. noe. 1. Pr 1 » 1 * dolo che gli perdonasse, conciofossecosaché non lo aveva cono sClU ’ e massimamente dell orecchiata che gli avea data. , e Orecchie, * Oréc-chie. Trovasi presso gli antichi spesso questa Q 01 sìngola! e , e nel genere mascolino in vece di Orecchio ; ma dee ^ nersi qual errar de' menanti. Sale. Avveri. 2. 1. i6. Sen. P isf *- A , scaricano in ciascuno orecchie quello che loro avviene c anw 1 • Giord. 207. L’occhio vede il colore e la luce; 1’orecchie 0( i e le boci. (Nota qui il Marmi : Forse in que’ tempi Ordo , O'r-do. Add. m. F. A. Lardo , Deforme e Sozzo. Lai forniis , liorridus. Or. xìcrxpós , èWeiSà?. (V. 1’ etimol. di lordura.) Tralt. JiUend. Metti fuor a tutti i pensieri carnati cordi c mondani. Quìtt. fett. 4$- Ma gli ordi di cuore non vi Faccettano questi pensamenti. G. E. 8. 35- 5. Partorio , come piacque a Dio, la più orda e orribile creatura che mai si vedesse. Ordos. * (Geog.) OV-dos , Oi tos. Popoli della Mongolici, ((i) Oinovici. * (Geog )Or-do-\ ì-cì.Ant. popoli della Brettagna C iter ir re.(Gì) Otui ra* * (Giog.) O'r-dra. Lo stesso che Ardra. F. (G) ^ Oudrico,* Or drì-co. N. pr. m. Lo stesso che Orderico c Adalriro /'.(N) Camuso. * (Mit.) Or-dri-so. Divinità particolare de Traci, dalla quale credevano di trai le origine. ; forse e voce corrotta da Odi isio./'.(M t) Orduna * (Geog.) Or-dù-na , Òrdugna. Lat. Ordunia. Città di 8 pugna nella Biscagha. (G) Oì.dura, Or-dù-ra.[*V/’.] V. A. V. e Lordura. Lat. sordes. Gr. (virxcrp.x. .Indura.') Ifait. Intend.Qov sto dono leva tutte ordino di cuore, c nettalo pi rfi tinnente di tutte ordure,, v spezialmente d< Ile ma-cliie del peccato di lussuria. G. y. 7. 101. 6. 1.1 oste del Re di 1-rancia cominciò molto a scrinare per cagione d< 1 lungo dimoro in un luogo ferino , e pei molta ordura c carogna di bestie morte, Seti. Pisi. E ivtimnzia punte ossei e san/a ordina, lit. lìald. 33. Puolla l'uomo tignere di colore , e lavane 1’ uomo tutte otdure. Gre. * (Mit.) O'-re. F. Ora //. pr. f. §. 2 , 2. (Mit) Orba , * O'-re-a. N. pr. m. (Dal gr. horeos bello, maturo.) — Figlio di Ercole e di Cnseide. (Mit) ‘2 —* N.pr.f. (In gr. horee dieonsi le giovini ttc da marito In ebr. oi'ea viandante .)—Moglie di Selli.—Figlia diOsictoe di Amadriude.( Mit) 3 — * (Geog) statica città dell ìsola di Euhea. (G) Of.eàoe. (Mit.) O-rè-a de. .v/i Ninfa abitatrice de*monti. Le Oreadi erano figlie di Foraneo e d' E cute , secondo Strabane ; e di Giove , secondo Omero , il quale le chiama Orcsfiiuli. (Dal gr. orós. monte; cd ojvstes vai anche inontanaio.) lìut. Purg. 2(). Altre fab.tucanoj ne'monti , c cbiamavansi On.ade; altre ne’campi, c cbiamnvan.si Ka- pee ; cc. Sannaz. Pros. E voi, bellissime Oreaui ec., lasciate ora il dominio degli ahi monti , ec. Cai. En. Uh. 1. v. 8s5. Qual su le ripe dell' Eurota suole . O ne' gioghi di Cinto, ailor Diana Ch* a l 0- readi sue la carchi indice, ec. (A) (B) (Mit) 2 — * Ninfe compagne di Diana. (Mit) Creata. ‘ (Geog.)U-ie-à-ta. Ani. città del Peloponneso nella Laconia.f,') Oreb, * Oitbbo. JV. pr. tu. 1 ut. On b. (In ebr. gt.iioreb corvo, ghuu - reb soave, ed oreb nascondiglio.) (B) Orebabzu? ? * O-re-bkn zi-o. ÌS. pr. m. lat. Orebantius. (Dal gr. oros monte , e bus, bantus part. di Leno io vado : Che va ne’ monti.) (B) Op.ebiti. * (Sì. Éccl.) O-rc hì ti. Era un pugno di Ussiti, i quali dopa la morte di Zìsca , sì mìsero sotto la condotta di Bedvico boemo.Si chiamavano Orebiti , perchè si erano ritirali sopra una montagna , alla quale essi davano il nome di Oreb. F. Ussiti. (Ber) Obe&ro. * (Geog.) G-rè-bra. Citta della Svèzia. (G) Crécchia , O-róc-chia. (Sf Lo stesso che) Orecchio, ff.Baca, nov.fó* lìj. Si ricordò , lei dovere avere una margine a guisa d’una crocetta que’ temp orecchie per orecchio o orecchia.) E 235. Né occhio vide , ne ( chie udio. . . quello che Iddio hae apparecchiato a quelli cbcl al ranno. (V) (N) _ c \. Orecchietta , O-rec-chiét-ta. Sf. dim. di Orecchia. Tagl. lett. ietti in gabbia , che nel mentre che si faceva un concerto quieti , e colle loro orecchiette assai attenti. (A) ^ 3 — * (Anat) Nome imposto alle due cavila del cuore , situate s ‘r^ i suoi ventricoli : si distinguono in destra e sinistra : la p rl, * a cove la vena cava , e la seconda le vene polmonari . Dicesi arte" 6 ricola. F. (0) o , rOi-cC' Orecchino. (Ar. Mes.) O-rcc-clu-no. (Sm.Piu comunemente nel p 1 -^^ chini. Quell’ ornamento che per la più le donne portano app eS ° oiecchi. Divorisi anche Pendenti.] Lat. inauns.Gr. sV-ri^. Frati f§ ì dona. Cosa si è di grande importanza lo avere gli orecchini 0 o brutti. Burnì. Fier. 3.4*7- Q ,U P gabinetti, e lucide bacheche» ne d’ smolla e vezzi e d' o: ecchiui.^ ^ ^ . • 1 ,] Orecchio, O-réc.-chio [Sm. Nel pi. dicesi Orecchi, Orecchie e Uno de’ membri del corpo d> II'animale, che è strumento deli'ad collocato nella parte midia delia faccia laterale, e de'la base de ^ nio, nella spessezza c nella superfìcie dell'osso temporale .)— Orecchie,. Oreglùi, sin, Lat. auris. Gr. cvs. (Giusta l’opinion c01 ! 1 olì f, vie» dal lat (lunario , dim. di auris orecchio In ted. olir , in Oh ,u ! ’ , c c- ... ‘ - 0 " * - ■ ' • a ali o in sass. care, in ingl car.) Bocc. tiov. p3. 8. Accostutoglisi ag» 1 w ^ chi, gl’impose che eoli prestamente , con tutti quelli della caS V05* cesse clic ninno al giovane dicesse, lui esser Natan. Darli. h\f- Ma negli orecchi mi percosse un duolo/ ..'«fl- Dicesi Oi'ccdno esterno , La parte di quest* organo f^tt i regione temporale e nel df jg sta al di fuori per ogni luto sotto fa regione temporale e m* - . dell’ apofisi nnisioidm.E di varia grandezza, di ferma pressoché .p sebbene irregolarissima : largo molto in allo , più a mezzo è rl . u r nella parte wfèrtfìte che chiamasi Lob o.Infinite ue sono le n dmidnaU di forma, //orecchio esterno chiamasi anche Padijp fA Tenda dell’orecchio; ed in esso vagitomi distinguere due f ltcC esterna contiene V elice , la scanalatura od il solco dell’ elice » 4 ciint chiamati^ Grande cavità dell’elice ; fanteliee; la lare 0 scafoide f il trago , /’antitrago, la conca. La ficca 1 l ! del padiglione ha varie prominenze e depressioni corrisponde 1111 . ^0 : smnerife a quelle della faccia esterna , meno il trago e ì' •.nulla ha di notevole. Diz.Scf ffX eti l ° uditorio , della solo è da alcuni chiamato Orecchio continua colla regione temporale e nauti un m wntivic. - . ff}L 5 — * Dit esi Orecchio interno , Quello eh' è composto cavità del timpano e del labennlo , il interno. La cavità 0 c !'- sll mi lig i timpano, che anche dicasi l'uba o Tromba d’ Eustachio, st * ^ A in dei pareti, esterna , interna , superiore , inferi ire , p oS !f anteriore , e contiene fra le altre parti la finestra ovale , “ echidi 47# torio, la finestra rotonda, la scissura glcnoidca,i7 becco di c ^ |tf r la piramide, il martello, la incud'i)^ ;n pA' ed i quattro ossicini , ... ,- 7 .. . 7 . ticolarc e la stalla. Alcuni dicono Ftapedc, Ancudine e , «c» .• r.. m T ì- . li: 1 A. _ 1:... ir r ..befm u ' ; A' ;aiR l1 go di Staffi , Incudine e Martellò. F. Ancudine. Il L-ib c, ’J 1 . 1 ' composto di moke cavita che dieonsi Vestibolo , Coclea^ e ^ micircolari. Dù esi Ceppo dell' orecchio Quella parte più S r Mlio "\ e i e , A' an ,ssi c 6, ; y. c«pr” ! orecchio esterno che impiantala nell'osso pietroso 2. Dìz. Se. Med. O) (N) . . lCI ,t.), S / 4 — * Diccsi Mormorio d’orecchi , Rimbombo , Bucini/ 1 < , c< V* folamento , Tintinno , Fischio , Ottusità, Sordità, SoriiagfJ 1111 ' Bucinamento, J. 2. Pasta. (N) . t»aci \ — * Con l’agg. di Purgato. Così dicesi Quello che ode frano di Sordo. (A) fied inC ' à l I — Per situi l. si dice alla parte prominente di molte cose- j . i52. Ma un secchiou vi porse ben l'orecchio, E intese c0 . lllC Parnaso I piè vi si lavava im erravecchio* (Qui in.s e i ll . l , in ' se cch‘ e o ^ 2 — * Onde Orecchi chiamansi anche que'Fori deMe l' ^ quali si pone U manico , perchè avendo un po’ d' oliata^ s %1? r .. , ” 1 nns« rlc ° r della medesimasecchia rassomiglia la figura degli ore 4 — * Per metuf Fa. SS. Pad. 4' M;i tu a r lungare il tuo aiuto da me, c iucbina gli orecchi della tu dia a me. (V) . , , -A. S'f I, 5 — Col v. Andare: Andare a orecchio. Termine de Andare a ore dure I altrui canto senza vedere le note . F. Andare a ORECCHIO a -*• * Ankara con 1* orecchie fiacche. V % J. 3i (N) ^ Col v. Avere : Avere eli orecchi a mia cosa. K. ij. ORECCHIO 6G3 ti le. Non aver nè occhi nè orecchi = Non guardare E. Occhio, §. 36, 15. (A) 3 — * * **• Aver l’orecchio di alcuno =2 Potergli a tutte l’ore pari ciré, Poterne ottenere facile e Itenigno ascolto. J.at. liabere aures. Car. Peti. ined. 1. 12 7. Avete l’orecchio del Signore c’l credo ben ili- sposto verso di me. (N) ' ■— {Col v. Cantare:] Cantare a orecchio, sì dice del Cuntar senza cognizione dell arte , ma solamente accordando la voce all’ armonia odila dall orecchio } che anche si chiama Cantare a aria. Can- ‘are, 5 . 24.1 f . 10 * Col t\ Cornare : Cornare gli orecchia Sentnvisi dentro alcun zufolamento o fischio , ec . e dicesi anche figuratamente. ff. Corna- , $. 2. (N) J 9 Col v. Dare : Dare oreccliio=Pm’s/ ad ascoltare, e anche Ac- consentire , Prestare assenso, Disporsi a far ciò che vien pwposto, y • Dare orecchio, §. 1. (A) a — Dare o Prt stare orecchi ad alcuna cosa := Ascoltare, Attendere a quel che iè detto, {f^. Dare orecchio.} Lat. aures pracberc. Gr, Ttapiy^uv. Bocc.nov. 27. 38. Il valoroso nomo ec. volcntier diede orecchi alle parole del peregrino. Amet. 20. Nè lascia dare orecchia ^ssai o poco Alle parole vane. Beni. Ori. 3. 6. 62. Che certo è bella, c degna cui prestate Sien da voi e da tutti orecchie grate. 3 —* Dare d’orecchio =. Ascoltare cosi alla sfuggita e di nascoso, r • Dare orecchio, §. 2. (A) 4 —* Dare negli orecchi z=2 Offendere Vudito. V. Dare orecchio, 5- 3. (A) 5 —* E talora preso in buona parte , vale Allettar l’udito, Piazze all’udito. E. Dare orecchio , 5- 4• (A) 1( > -— Col v. Essere: Non essere senza orecchiar Sentire, Giovarsi delle co se udite, trono. Smeli, nov. 16. In un’ altra ( camera ) era il gio- vaue , ed un altro , il quale non fu senza orecchi a notare il detto del Sancse. (V) a — * Essere posto alle orecchie di uno = Essergli famigliare , •Stargli appresso. Porz. Cong. lib. t. Egli adunque , posto alle o- l ecciiie del Papa,... in tutti gli accidenti aggravava gli Aragonesi. (N) J l —* Col v. Fare: Fare orecchie— Dare orecchie, E .Fare orecchie (A) i — * Far orecchie di mercante, di mercatante. E. §. 33; V. Mercante , §. 2, Mercatante, 2., e E. Faro orecchie, §. 2. (N) 3 — * Fare sordi orecchi, o la orecchia sorda. V. §. 34 • (N) 11 * Col v. Fischiare: Fischiar gli orecchi, dicesi del sentirvisi dentro alcuno zufolamento. E. Fischiare , (j. 6. (N) 1 ■— Fischiare gli orecchi ad alcuno, si dice dell’Immaginarsi che olici patii di lai. 3 — * Fischiare altrui negli orecchi , ed anche assolutamente Fischiare, fg.z=. Insinuare segretamente alcuna notizia. E. Fischiare, *3— [Coi^V?Gonfiarc:] Gonfiar gli orecchi, {jig.]—Dircose che piacciano, Adulare. [E. Gonfiare, j. 3.] Pai. assentali. Gr. emvòonùv. M —* Col v. Inchinare: Inchinare, o Inclinare gli orecclù=Eare attenzione. E. J. 4 , e V- Inclinare , §■ 2. (A) 1 _* Inchinar le orecchie ad alcuno = Cominciare ad ascoltarne t consigli , i pareri e simili. Guicc. Stor. lib, i5. Parendogli che i pensieri del re di Francia fossero alieni dalla concordia , cominciò più clic il solito a inchinare le orecchie a coloro clie lo confortavano a non permettere che da quel re fosse di nuovo posseduto il Ducato di Milano. (Br) — Col v. Mettere : Mettere negli orecchi = Dire , Ear intendere. Pacale. Att. Apost. io 7. Potremo noi sapere la verità di questa tua dottrina, che, per verità, nuove cose pare che tu voglia mettere ne- orecchi nostri? (A) 1 ■— {Col v. Pervenire:] Pervenire o Venire aU’orccchiez=-di >er sen- tare , indizio e notizia. Lat. pervenire ad aures. Gr. tìs uro. i.Zìj.hd. ■“°ec. nov. 20. ij. Poi a certo tempo pervenuto agli orecchi a mes- Sl;1 ' Ricciardo dove la sua donna fosse, ec. E nov. 42. 12. I.e quali cose venendo ad orecchie a Martuccio Gomito , ec. EU. SS. Pad. 3 ■ 246. Figliuolo mio , in’è venuto agli orecchi che se’un poco au- ttero contro agli tuoi servi. ‘ Col v. Porgere : Poigere orecchi = Non ricusar d'ascoltare , Sture ad ascoltare. E. Poigere. (A) a — Porgere o Porre 1 orecchie = Acrostarsi per sentire, Origlia- ’e• Lat. aures dare , adrnovere. Gr. ì'ctX -if ccrej Uvee. nov.j3. **• A'quali ragionamenti Calandiiuo posto orecchie ec., si congiunse r. on loio. Buon. Pier. 1. 2. 4. Sta! ch’io n’ ho vcdut’uno Far capo- ln ° , e porgerci l’ orecchio.» Cant. Cani. Quattro volti ha, perche tutto vuole Gli orecchi suoi , la bocca , e 1’ occhio porgere. (A) . tt. S. Eufrus. 177. Sentendo dentro le suore fare grande pianto , n 'tcttc-i di fuori, ponendo orecchi a quello che dicevano. (V) 3 .— * /:.)/ anche semplicemente Ascoltare , Fare attenzione. Tas- °"' Secch. rap- 1. 2. Vedrai, s’al cantar mio porgi l’orecchia, Ele- 18 ' * ras I°rniarsi in una secchia. (P) ~~ [Co/ V. Riscaldare:] Riscaldare gli orecchi ad alcuno=:/fuj;/i ima Gr.lKiripav. Bocc.nov. 23. 16. lo 20 — {Col 0. Soffiare : Soffiare altrui negli orecchi. Lo stesso che Su- 24- Polare altrui negli orecchi. E. §. 23.] Fir.yJs.i53. Queste e altre simili parole soffiando negli orecchi di Venere, lacerava quel garrulo e soverchio curioso uccello il suo figliuolo. 21 — [Col v. Stare:] Star cogli orecchi levali, Star cogli orecchi tesi, Stare in orecchi , o simili — Stare intentissimo per sentire. {E. Levato, §. 1,3.] fan. arrectis aurihus stare, Boez. Bocc. nov. 62.1 o. Giannello, il quale stava cogli orecchi levati per vedere se d’alcuna cosa gli bisognasse temere ec., prestamente si gittò fuori del doglio. Boez- Vardi. 3. pros. 1. Stava cogli orecchi lesi , a bocca aperta , per ascoltarla. Tac. Dav. ami. 3. 5y. Ognuno a orecchi tosi aspettava il gasligo di Pisone. Segr. Fior. Mundr. 3. 2. Da quel tempo in qua ella sta in orecchi, come fa la lepre, /.ove. Parc.nl. 3. 3. Io starò più in orecchi, clic una lepre. Fir.As, 10. E stando in orecchie per udir quel eli’e’ragionassero , un di loro, smascellando delle risa , disse : cc. 22 — {Col v. Sturare;] Sturargli orecchi a nno=F(ir/o intender bene, Dirgli il fatto suo , o Parlargli risentitamente. , — Si usa anche n. pass, per lo più nell’ imperativo , e Vale Intender bene. Fr. Gionl. Prcd.S. Or vi sturate bene gli orecchi. Segr, Fior. Cliz. 3. 1. Perchè- io voglio esser io signore di casa mia , ed ognuno se ne sturi gli orecchi. 23 — [C’o? v. Sufolare:] Sufolare, Zufolare , Soffiare e Fischiare altrui negli orecchi = Favellargli di segreto, Dargli qualche segreta notizia-, e anche Andar continuamente insligandolo. Lat. in aurem susurrare, insusurrare. Lah. 27 g. Siccome colei, la quale ha faccenda soperchia pur di far motto a questa e a quell’altra , e di sufolare ora ad una, ora ad un’altra nell’orecchie, e così d’ascoltamc ora una, ora un’altra. ^4 — Col v. Tenere : Tenere o Avere gli orecchi a una cosa— Badarvi, Starvi attento. Lat. aures dare , praebere. Gr. urx *xyix, t “’. Lab. So. Con tanto piacere di me, che alle loro parole tenea gli orecchi, che dir non potrei. Amet. 5o. E nondimeno avevano gli orecchi al canto d’Allieto. a — * Tenere aperta 1' orecchia ad uno = Ascoltarlo. Pallav. Perf. Crisi. 1 ■ 3. Quei ministri che sono uniti nell’informare il Principe, il qual solo ad essi tien aperta l’orecchia. (N) 2!) — [Co? c. Tirare :] Tirare gli orecchi—Hipivndere, Ammonire, {Ricordare, e talora anche Castigare.] Lat. veliere aurem. Beni. rim. 1. 65. Provai un tratto a scriver elegante ec.; Ma inesser Cintio mi tirò gli orecchi, E disse : Bornia,fa pur dell’anguille. Sen. Ben. Earch. 5. 7. Io tirerò l'orccchie , e riprenderò vne medesimo.» Buon Pier. 4. 5. n. E gli tira gli orecchi e lo rampogna. Salvili. Annoi, ivi. Tirare , Strappare gli orecchi per gastigo o per ricordo. Tirare gli orecchi ai giovani nel giorno della lor nascita per Ricordare gli anni o per altra ammonizione. (N) 3 — Tirare gli orecchi ad alcuno , si dive dell' Esser troppo rigoroso nel prezzo , vendendogli alcuna cosa. 26 — {Col v. Torre :] Torre gli orecchi —Eenire a noja col cicalare; che anche si dice Importunare. Lat. obtmwlere. Gr. rm. Berti, rim. 1. 3o. Direte a Monsignor de’Carnesecchi, Ch’io non gli ho invidia di qui Ile sue scritte, Nòdi color che gli tolgon gli orecchi. 27 — Col v. Venire : Venire all'ortcchie, ad orecchie. V. §. 16. 28 — {Col v. Zufolare: Zufolare altrui negli orecchi. Lo stesso che Sufolare altrui negli orecchi. E . 2.3.] J-ir.As.leu.donn.Prat.33j. E’ m’è stato zufolato anche negli orecchi un’altra cosa, che non importa po= co , che ec. Capr.Bott. 1. 11. Chi è là? (dicli’ io) chi è questo che mi zufola negli orecchi? CìriJ). Calo. 4- Che chi aspetta Mi sento ognor zufolar negli orecchi. 29 — * Modi avverhìal. All’orecchio : posto avveri), usasi per esprimere segretezza. f.at. ad aurem. E aldi. Sen. ben. 2. 23. Certi ringraziano nascosamente chi gli benefica , ed alla sfuggiasca in qualche cantone , o all’ orecchio. (P) -w 3 0 _ Proverò. U11 pajo d’orecchi straccherehhon mille linguer=Co//ìir vista di non sentire , o non far stima di ciò che si sente , si straccano i ihcddicenli, o gl’ importuni. 3, _* Andare con l’orecchic fiacche = Essere deluso nelle proprie speranze e rimanerne mortificato. Car. lelt. ined. 2. 145 L;vgrazia che il re Cristianissimo ha fatto a V. S. illnstriss. dell arcivescovato di Totu-s "'.fata. Lat. objurgare aliquem. G?\siringa v. 8 1 credo per sì fatta mauh ra riscaldare ,gb orecchi, da: egli piu bri- fi 3 non ti darà. » Cruu. I eli. 20. Era diverso e di sangue focoso, e 1 oio, fosse andato per vita, avrebbe fatto delle cose che avi ebbe ri- faldato gli orecchi altrui. (Riscaldare gli orecchi non pormi voler si- Sfi/ìcare Fare una bravata , come spiegano i vocabolaristi , ma sì I ’ w dispiacere ) (V) I '— Col V. Sentire ; Sentire o Udire colle proprie crecchie. Locu- z >on e c ; ie forza al sentimento, come Vedere con questi oc- c u , Veder cogli occhi propvii.Bucell.Oresl. 1. Da cui sentisti colle froprie crecchie questa tremenda e spaventerai voce. (P) è per se medesima di quel contento, ch’ella può pensare a gli - j servitori suoi, e d’allrcttanto per essere venuta in barba de’ malevoli e discredenti, come anco quella delle nozze del duca Ora- zio ; che fra l’una c l’altra di queste nupve , se ne vanno ora can l’ orecchie fiacche. (Pe) — Entrare o Avere una pulce nell’orecchie. E.- Pulce. 33 — Pare orecchie di mercatante, I ili mercante ] w par le viste di non intendere. {E. Fare orecchie, §• 2 , Mercante , §. 2 , e. Mercatante ,5- 2 .] Lat. se non audivisse- simulare. Frane. Suedi, nov. S‘3. Tu ci desti ogni notte con questo tuo orinare : Tommaso stillava su per lo letto, e- fece orecchi di mercatante. Aìleg. i6j. E’ fa orecchie di mercatante.Lusc. Pinz. 4- 3- Se la madre vi dicesse qualcosa che non vi andasse per la fantasia, fate orecchi di mercatante. Ce. Come orecchi di mercatanti-? Gl. Non odano, se non le cose che fanno per loro. 3.j — * Fare sordi orecchi , o la orecchia sorda =; Fare orecchie di mercatante. Espos. Patcrn. f. 6". Dio farà la sorda orecchia a q ielli che hanno fatto sordi orecchi a’poveri E 82. A colali genti là Dio li sordi orecchi. ;Pr) 35 — * Mettere una zeppa negli orecchis= Recare una calunnia , un rapporto che divida t uno dall’ altro e discontinui l affetto. (A) 36 — * Mettere una pulce negli orecchi —. Dir cosa molesta, che dia da pensare. E. Pulce. (N) 37 — " Tirar l’orccchie a Pi ùcianozzz Parlar per latino grosso, e non osservare le regole della grammatica. Serd. Prov. ( A > 38 — (Zool.) Orfcccluo o Orenchia di mare marino- Conca univalve, 664 ORECCHIONE così delta da una certa similitudine all' orecchio esternò dell* uomo. Ha nella sua estremità un principio di lìnea spirale, da cui nascono alcuni fori , i quali tanto più s' allargano , quanto piu si scostano dall* origine loro. Il suo colore nell interno è simile alla madreperla. Dal vol%o de’pescatori è detta Vice. (A) 3 q — (Yctcr.) Zoppicar doli* orecchie : dicesi impropriamente del cavallo , il quale camminando , ad ogni passo innalza ed abbassa la testa. (A) Ho — (Bot.) Orecchio d’orso. Pianta che ha la radice fusiforme, fibrosa $ gli scapi lisci , terminati da una ciocca di fiori disposti ad umbella rada , il color primitivo de quali sembra essere giallo , o porporino ; le foglie radicali , ovali-bislunghe, liscie, dentellate. Fiorisce. nella primavera , ed è comune sui monti elevati . Lai. primula auricola Lìn. (Gali) 3 — d’asino : Spezie di eila, detta altrimenti Consolida maggiore. V . Consolida. Lat. symphytum officinale. Gr. '^xpcordfes. 3 — 01 lepre. * ]fome volgare dell Arnaglossa. F. (A) OREODOSSA ni pistillo due appendici o foglioline . Latinamente dicesi Àuricuiat?. Bertolo/ i. (0) Orbe. * (Arche.) 0 -rè-e. Add. e sfi pi. Sagrif zìi solenni consistendo frutti della terra che si offerivano , al princìpio di primavera , <* e ' state e d'autunno, onde ottenere dagli Dei anno tranquillo e tefi e ‘ rato. ("Dal gr. hora, tempo, giorno, bellezza 5 onde horeos specioso» opportuno , maturo.) (Mit) Orefice. (Ar. Mes.) 0 -vé-fi-ce. lAdd, e sm. Artefice che lavora i fi talli più preziosi; come sono il platino, l'argento e loro ; altrim ( ’ ,ìl1 ' Orafo. Lat. aurifex. Gr. xp«A C *% * " • - ■* Galli, frati. Fort.p. 3j. Fecero un sodo di grossa muraglia , la quale ricoprisse la cannoniera, in modo che non fosse veduta dalla campagna, e questa tale ricoperta fu dimandata orecchione , e da altri musone. (Gr) (Pe) 3 —- * Orecchioni chiamami pure due Pezzi tondi di metallo, che sporgono fuori dal pezzo d' artiglieria alla metà circa della sua lunghezza , i quali sostengono il pezzo quando è posto sulla cassa, e girando entro le orccchioniei'e di essa cassa lasciano libera l' alzala o 1' abbassamento del pezzo. Chiamatisi pure collo stesso nome Quelli sui quali riposa il mortaja. Gli orecchioni hanno per lo più alla loro base un rinforzo di metallo, che si chiama Secondo orecchione, A/o/;. tecucc. Sia visitato (il pezzo ) , se il focone , gli orecchioni, c i delfini sono a suo luogo, (Gr) 0 becchi(jtelltjccjo, * O?rec-chui-tcl-luc-cio. ideW. m. dim. e vezzegg.di Orecchiuto. Baruffi Baco. De’Satirucci, Barbatucci, orccchintelhicci.(N) Orecchiuto , 0 -i'cc-cfiiù-to. Add. m. Che ha grandi orecchie . Xiw.au- ritus. Gr. (crotis. Amet. 62. Ee labbra sue sono, come quelle dell’orecchiuto asino , pcndnlc. E 8g. Come la terra ec. partorì un cavallo, così davanti a Ycrtunno un orecchiuto asino ec. si vide uscito. Menz. sat. 3. E 1 ’ orecchiuta dottorcvol mula Gli ferrerà in argento il manescalco. 2 * (Bot.) Foglia orecchiuta : ichino ec. , e di nuovo si mettono sotto i carboni, ovvero ne ^ _ _ 0 giuoli degli orefici. Maini. 3. g. Lanajuoli, orefici e mereiai. 1 " lei/.7o.Ilparagonc'degli orefici l’oro bassodal tìneinsegnaaconoscej 2 —- * L' arte dell' orefice dividesi in più rami : il Minuticrc , d G jclliere , /’ Incastonatore , V Orefice propriamente detto , e l' Ore ^ grossiere. Baldin. Foc. Zh’s.Orefice dividesi in Grossiere e Minutte*. Grossiere dicèsi quello che fa lavori grandi ; coinè sono vasi, n a . ni , candellìeri , statue e altri si fatti. Minuticre quello che hi f aV i0 gentili , quali sono tutte le legature d’oro delle gemme , come s0 V per esempio le anclla, i picchiapetti, gli orecchini o pendenti, 1 P setti e tutte le altre sorte di giojelli. E sebbene Orefice vuol dtf strettamente preso, colui che lavora d’oro, siccome Argentiere, lavora d’argento , con tutto ciò molto spesso sotto questadeiioin u, ‘ zione d’Orcficc vengono compresi ancora gli argentieri. (N) ^ Oreficeria. (Ar.Mcs.) O-rc-fi-cc-rì a. [A/I] Arte dell'orefice ■—, 0 ‘j^. ria, sin. Lat. ars argentana. Gr. xpyvpcTfpxxruri Tsxvn.Zibald.At 1 ! Quando fuc introdotta la oreficeria in Firenze. Fil. Benv. Celi» • La professione cc. si è l’aite delloreficcria. n Baldin. Foc. DtfL lìceria ha otto modi di lavorare , che sono , giojellarc , lavorai niello , lavorar di filo , lavorar di cesello , lavorar di cavo, d’intaglio, stampar ne* comi per far medaglie, monete e sigdh; 0 vorar di grosserie, che sono statue vasi e simili. A’ tempi nostri e b ta un’altra bella invenzione di lavoro, che chiamano di filo io na, col quale si fanno non solo tazze, pomi e manichi di spadai altre simili belle cose, ma ancora ornamenti di spere, e di caS ? e che pajono quelli scorniciamenti lavorati a punta d’ago, con ani 111 e fiori che non si può desiderar di vantaggio. (N) 2 — Luogo ed Officina da 0rcC1cc.Bcnv.Cell. Fit 2.281. Il Duca ogni giorno in quella oreficeria per parecchie ore, E 2gf. Quella l ea grande , ch’io avevo fatto di terra nella oreficeria. (B) . . 3 —Lavoro da orefice. Benv. Celi. Fit. 2. 3o3. La Duchessa nudi spesso, eh* io lavorassi per lui d’oreficerie. (B) Oregàn. * (Geog.) 0 -re-gàn. Lò stesso che Columbia. F. (fi) j ; ,5. Oreggio, 0 -rcg-gio. [Ara. F. e di'} Orezzo. Lat. tennis aura, ven' Gr. àvtP'fòtQv. Betnb. lett. 1. 12. ifG. I savii ed amorevoli n* menti del quale mi gioverebbono vie più che ora non fanno \ c bre e gli orrggi del mio fresco fiumi cello in questi grandissinn 'p.,f Or e gli a , 0 -rè-glia. [A/T] F. A. (F. e di Orecchio 0] Orecch| a *^ flS () frane, oreille , che ha simil suòno nella pronunzia , ed ha ll 5 medesimo. In isp oreja.) Guitt. lett. 1. Non è colore alcU ll0, 0 ^ forma a viso, parola , nè suono ad oreglie , odore a nar non senta l uomo alcuna difficolta. E ifi Non ardite ora di cr leone, clic voi già non pertenc; c se ’l tenete, scorciate, ° vV vate lui coda c oreglie e denti e unghie. - 5 ta" Orbi. * (Bot.) O-rò-i. Add. ni. pi. F. G. Lat. boraci. (Da ho gione.) Agg. de'frutti maturi al loro tempo. (Aq) jju d l Orejo , * O-rè-jo. N. pr. m. (Dal gr. horeos specioso.)— Argio , nati dalla ninfa Polfante ed uccisi da Mercurio. ( a (G), Orel. * (Geog.) O-i’èl, Órlof. Città e governo della Russia eut'OP ^i^ Orellàna. * (Geog.) O rcl-làna. Nome dato al fumé delle dal suo scopritore. F. Amazzone. (G) Orelludx. * (Geog.) O-rcblù-di. Indiani della Columbia, fi) ^ (0) go. * (Geog.) 0 -rem-hùr-go. Città e governo della ^(r) Oremburgo. * (Geog.) Òrenoco. * (Geog.) O-re-nò-co , Orinoco. Faune della Colii'fif Orensa.* (Geog) 0-rcii-za.X«f. Aq iac Calidac Cilinoruin. Citfi* . '/(;) 8 ncc •> capitale della provincia dello stesso nome, nella G(dì c, f\ civ Orenzio,* O-rèn-zi-o , Oiienzio. N. pr. m. Lat. Orcntins, C^‘ l 0 ■ horezo 10 aggiungo decoro alla bellezza , io adorno.) (B) 0 r° 5 Oreo , * O-re-o. N. pr. m. (Dal gr. orios montano; che vie* 1 d monte.)— Centauro ucciso da Ercole. (Mit) • (V* 2 * (Mit.) Soprannome di Bacco , perchè adorato su i fi!} 1 ctrni. di Oreo 11. pr. Si sa che la vigna ama i cojih) d * (Geog-) Lat. Orciun x Ant. cit. della Grecia nell'is. di E n l! fi* Oreobolo.* (lìotQ O-re-ò-bo-lo. Ara. F. G. Lat. orcofiolus. ( f* monte, e no le il gotto.) Genere di piante della fornìglia vacee, e della triandria monoginia di Linneo , stabilito d a ., /L pi che comprende una sola specie , I oreobofits pumilio , l / f l j llS Lj\d il ' cohssima crescente sulle montagne di Fan-Diemen nell A sia , formandovi come folli tappeti di verzura. (Aq) ( P a Oreocallide.* (Bot.) O-rè-o-càl-h-dc. Sfi F. G. Lat. oveocAJ; ffle eros monte, c callos bellezza.) Genere di piante della ftf fi, ^ proteapee , e della tetrandria monoghua di Linneo, stabilii 0 fo e lb$‘ w ! ìe a scapito dell' einbotlirìmn di- Lamarch. Ha per tipo p 0 rc°( simo arbusto indigeno de'monti dell'America equinoziale, cl ° ^(Sv callis grand; fiora rfi^/'ow/je.oembolhrìuingrandìflorum^A^^ qjv& - — - r - -.'doxa. \,r_ efi . lì eesifovte.* (Mit.) O-re-si-foì-te. Agg. di Bacco e di Apollo , perchè frequentano i monti.(Dal gr. oros monte, e phitao io vo vagando.)(Mil) Dresiloipo.* (Mit.) 0-rc-sHo-i-po.£pi£e£o di Zfacco.(Dal gr. oros monte, e lipo io lascio.) (Mit) kesitrofo. * (Mit.) O-re-sì-tro-fo. Epìteto di Bacco , .perchè nutrito a ne monti, (Dal gr. oros monte , e trepho io nutrisco.) (Mit) q’ Nome di uno de' cani che divorarono Atteone. (Mit) Ui, 'Es?ia.* (Mod.) O-res-sì-a. Sf. F. G. Lat. orexia, (Da orexis appc- ito.) Moderalo appetito non accompagnato da venni sintomo dispia- _ ce cole, come nella fame canina e nella bulimia. (Aq) ^■estasio.* (Gcog.) O-re-stà-sUo , Oresteo. Ant. città deW Arcadia.(<3) ' Jr este, * O-rè-sto. N. pr. m. Lat. Orcstes. (Dal gr. o restes abitatore monti.) — Capitano greco ucciso da Ettore.—■Capitano trojano Ucciso da Polipete .— Figlio di Agamennone e di Clitenneslra, ucci- s °re della madre. —-Figlio di Oreste e d'Ermione. — Luogotenente d'Alessandro. — Governatore dì Egitto sotto gl Imperadori romani. ~ Tiranno di Boma al tempo di Odoacre ec. (B) (Mit) Destra.* (Mit.) O-re-stè-a. Aggiunto di Diana, la cui statua era stata da Oreste trasportata dal Chersoneso Taurico . (Mit) u Eest E0 , * O-re-stè-o. N. pr. m. (V. Oreste .)— Figlio di Licaone Tiglio di Archelao e diPerimcde—Trojano ucciso da Leonteo.fSliì) zx ' * (Geog.) I o stesso che Orestasio. V. (Mit) ^estk* (Geog.) O-rè-sti. Ant.popoli dellEpiro.—della Macedonia,^ Mit) RES TIA. * (Grog.) O-rè-sti-a. Antica città della Tracia , detta poi da o/ rfr " ino AdnaitopoU, (G) 5 5?tudi.* (Arche.) Ore-sti-a-di. Add. e sm. pi. Discendenti, o sudditi d’ Oreste figlio di Agamennone , i quali scacciati dal Pelopon- ììesn dagli E rari idi , si stanziarono in una provincia situata a po- nome di Orcstiade.(Mit) (Dirnin. di Orcstes che in )— Aurelia. Amica di Calilina .—«Livia. Favorita e sposa di Caligola. (Mit) Pestio , * O-rc-sfi-o. Add. pr. m. Di Oreste. Salviti, Cas. So. Così anche quella d' Eschilo , della quale ora dicevamo , Orcstia ebbe 110- 5 cioè tetralogia. Aristofane nelle Rane o Ranocchie : Dell’ Ore- tu dimmi il primo verso. Quivi la Gìosa : le lezioni portano; q ‘trilogia orcstia , ovvero dell'Oreste. (N) (j (Gcog.) 0-re-tà-HÌ. Antichi popoli della Spagna. (G) fcT|> * (Grog.) O-ré-ti. Popolo della Sarmazia asiatica che abitava 0/^ s ponde del Ponto Eussino. (Mit) » * 0*re-ti-li-a. JV. pr. f TjO stesso che Orestilla. , (Mit) ^To. * (Geog.) O-i é-to. Lat. Oretum. Antica città della Spagna ci - fiore , creduta la stessa che Oria o Orisia ; oggi CaJavrata. (G) hettà . * ^ - . ^El de dagli rad irli , si stanziarono in una pr ^ente della Macedonia che da loro prese il n< Cestii,la, * Ore-stilla, Oretilia .N.pr.f. (Din § l \ vai montano.)— Aurelia. Amica di Catilin Gliie l * O-rèl-fa. 2V. pr. f dim. e accoiv. di Lorenza. F. (lì) Sj dim.di Orq.—,Oruzza, sin.Fortig.Ricc. 1 .7. £idorme un par 0°-^, e pria del giorno Sveglia i compagni suoi a suon di corno.(K) Op To > * O-rct-to. iV. pr. m. dim. e accoro, di Lorenzo. F. (B) (D NBM0S1, ^ St * ^ a£ *^ G-reu-nè-mo-si. Sf. F. G. Lat. oz'eunemosis. o f / 1 f p' 0s monte, c nemesìs distribuzione.) Trattato sulla distruzione 0 Ut , r , a ' J ^ as samento de ’ monti. Targ. Prodr. (A) a j O-i éz za. {Sf V. e di' ] Orezzo. IDrezza d’ ambrosia per Effluvio , Spirito, Fragranza di ambro- .Purg. 24 i 5 o. E ben senti’mover la piuma (fati ambrosia T orezza. But. ivi: L’orez- 0 orfano di padre e madre. E altrove ; Ed ella era orfana di padre c madre. Sen.Pist. Credi tu tener sotto tua tutela, e sotto tua dottrina l’orfano di quaranta anni? Frane.Sacch. nov. 2 6 . Perchè tanta ira e tanto sdegno tu dimostri verso di me sventurata vedovella, e piuttosto posso dire orfana , venendomi tu meno , che altro ricorso non ho ? Serm.S. Agost. 27, Voi risponderete dicendo: noi siamo nell’ermo poveri abbandonati, e non possiamo consolare orfani, nè ricevere po- VGl ; i > vicitare vedove. » Stor. Bari. 83, Sùj. Sostengono le vedove e 1 orfane , e tutto tempo rcudouo grazie c mercè a Dio di ciò che da loro , cc. (V) 2 J er meta/. Fruite. Sacch. rim. 33. Orfana , trista , sconsolata e cieca , Sanza conforto , e fuor d 5 ogni speranza, f Parla l'autore alla sua canzone.J Orfano. * (Geog.)Ciuù della Turchia europea nella Romelia, sul golfo dello stesso nome , detto già dagli antichi Seno Strimonico, e damo- derni ancora Golfo della Contessa. (G) Orfanotrofio , Or-fa-no-trò-li-o. Sm. P. G. Xu£. orpbanoti'opbium,(Da orphnnos orfano, e trepho io nutrisco.) Luogo pio , che per carità cuccetta gli orfani. (A) Orfe, * O'r-fe. V. pr. f (V. Orfa , cd Or'eo. In gr. orphos cicco.) — Figlia di Dione , re di L,aconia , e d’Ifilea. (Mit) Orfeo , * Or-fè-o. N. pr m. Lat. Orpbeus. (Dal celt. or, lo stesso che cor coro, e pho re: Re de’ cori. Cosi i Bardi sono spesso chiamati da Ossian re de’ canti. In ebr. or riluceve,e pe discorso ; Discorso luminoso .)*-—Poeta greco, nato in Tracia, cd uno de'più antichi savii conosciuti,riguardato siccome il padre della pagana Leotogia.(B)(Nit) Orfeotelesti. * (Arche.) Or-fe-o-te-Ié’sti.y/dt/. e sm. pi. F. G.Lat. or- phcotelcstae. (Da ovphecs orfeo , e telesleon verb. di teleo io inizio.) Que principali ministri che iniziavano ne 1 misteri da Orfeo recati di Egitto e stabiliti in Samotracia. Portavano ceste coperte, con entro serpenti niansuefatti, ed accompagnavano le orgie e le solenni pivces- sioni di Bacco. (Aq) 2 — Nome che i Greci davano a coloro che interpretavano 1 più profondi misteri. (Mit) 1 Orfeoteliti. * (Arche.) Or-fc-o-te*lì-ti. Add. e sm. pi. F. G. (Da or- p/ievs Orfeo, e telete iniziazione.) Coloro di erano iniziati ne’misteri di Orfeo, ai quali dopo morte prometlcvasi una sicura felicità, non c- sigendo da loro altra cosa fuorché il segreto. (Mit) Orfica. * (Mas.) O'r-B-ca. Sf Nome ili un piccolo istrwnento a tasti inventato da Rollig, le cui corde risuouano mediante martelli. La distanza fra le sue ottave è così stretta che non può servire che alle mani de' fanciulli, od al più per qualche damma. Lat. orobica. (I;) Orfico , OV-fi-co. Add. pr. m. Appartenente ad Orfeo. (A) 2 — * (Arche.) Vita ortica: Cosi chiamavasidagli antichi una vita pura e religiosa ; illuminata dalla scienza , della quale Orfeo aveva insegnato le pratiche : una delle principali era il non mangiar carne di animali. (Mit) . . . a — Carmi 0 Versi orlici diconsi alcuni inni attribuiti ad Orfeo, e giunti fino a noi , ne quali si contiene la dottrina degli Qrfici.Ma- gal. lett. luterpretare i versi orlici, o i mislerìi pitagorici. (A) (N) 3 — * Feste orfiche: Così chiamavaiui le feste stabilite da Qifio in Samotracia ad onore di Bacco. (Mit) ... . . 4 — * Orfici chiamavaiisi alcuni filosofi antichi , 1 quali si vantavano d' essere depositarli dell'antica dottrina di Orfeo , e rendevano culto a Bacco; procuravano poi di ricondurre quel culto al primo suo essere, cioè all' egiziani sino. (Mit) x Orfidio * Or-fi-di-o. N.pr,m. Lat. Orpimìnis. (N. pati', di Orfeo.) (!]) Oiifne, * O'r-fne. N pr. f (In gr. oifie tenebre, oscurità.)— Niuja, madre di Ascalafo. (Mit) . T . Orfneo. * (Mit ) Or-fné-o. Nome di uno de cani di Plutone . (Dal gr. orphneis tenebroso.) (Md) • /TA Orfno. * (Zool.) O'r-fno. Sm. F. G. Lat. orphnus. (Da orphne tenebre * oscurità.) Genere d'insetti deh' ordine de' coleotteri, della sezione de' pentameri, deila famìglia de tameUicorni, e della tribù de- ‘ ‘ stabilito da Màcleay , e così denominali dalla loro 0 . prezza d’ ambrosia per Effl (Da olezzo.)Dant.Purg. 24 - ac ‘l’Angelo ) , Che fé’ sentir d’ a *a , tìcù ■ amare le tenebre. Ha per tipo l orphnus bicolor eh' è il G°e et; lo venticello dell’ odore dell* ambrosia. , 'O-rcz-za-méii-lo. Sm. Lo stèsso che Orczza e Orezzo. V. abitudine geotfripcs bicolor di Fabricio. (Aq) rfo. * (Zool.) Cfr-fo. Sin. F. G. Lai. orplms. (Da orphos privo di luce , che alcuni traggono da erepho cuopro , ed altri da ero io' tolgo, e da pnos luce.) Specie di p<>sci del genere sparo, della divisione de totacici, dagli antichi menzionali tra quei che si pescano fra i ( 6G6 ORFORD sassi 5 ma passano Vinverno in fondo alle acque e nelle caverne ma• rine , ove si alimentano delle copiose conchiglie che ivi trovano . (Aq) 2 —* * Altra specie di pesce del genere ciprino , che sembra uno varietà del cyprinus rutilus , della divisione degli addomimdi, che ne * colori della testa e del corpo assomiglia quelli della specie e ilei genere sparo . (Aq) Oaiord. * (Geog.) Or-fòrd. Lat. Orfordia. Città d'Inghilterra. (G) Ohforeo. * (Mus.) Or-fò-reo. Sm. Strumento fuor d' uso appartenente alla famiglia del Liuto , armato di otto corde di metallo. Lat. or- phoreon. (L) Orgàmena. * (Gcog.) Or-ga-mc-na. Antica città dell' Itlirió. (G) Organa. (Mit.) Or-gà-na. Soprannome di Minerva . (Dal gr. crgon o pera.) (Mit) Orgakagi. * (Geog.) Or-ga-nà-gi. Antichi popoli dell' India. (Mit) Organajo. * (Ar. Mes.) Or-ga-nà-jo. Add. e sm. Fabbricatore di organi. —, Organai o , sin. (L) Organale, Or-ga-nà-le. Add. {com.] D’orfano.£a/.organicu$.Gr.o^awxo?, 2 — (Anat.) Vene organali si dicono Quelle del collo, vicine agli su u- memi che formano la voce. Guid. G. g4 . Stracciandogli la lorica l’agata e segabile lancia d’Ulisse , le vene organali gl’ intercise. E i/}5. E mettendo nel detto arco una saetta avvelenata, il iodio n ha gela, sicché passando per la sua vena organale, luiul postutto uccise. Organare, Or-ga-nà re. {Att. Lo stesso che} Organizzare. F. Lat. formare. Gr. [Aoptycvv. Dant. Pitrg. 25. 5y. Ed ivi imprende Ad organar le posse , ond* è semente. Sut, ivi : Ad organar , cioè a formar negli organi Dant. Purg. 25 . 101. E quindi organa poi Ciascun sentire insino alla veduta. BiU. ivi : Organa poi , cioè forma poi la-- nima gli organi e gli strumenti. Organaro. * (Ar. Mes.) Or-ga nà-ro. Add. e sm. Lo stesso che Organajo. F. (L) Orgasato, Or-ga-nà*to. Adà, m. da Organare. {Lo stesso eh e Organizzato. F.] Com. Purg. s. Qui mostra la diversitàdeli’anime disgiunte dal corpo , che hanno con quelle che ancora vi sono congiunte, cioè che quelle non spirano , perocché non sono congiunte col corpo organato, e atto a fare ciò. Coni. Dant, Dice Aristotile nel libro de ammei , che come l’anima è in corpo più perfettamente organato, più perfettamente conosce. Organecgiante, O-ga-ncg-giàn-tc. Pari, di Oi gatteggiare. C/u? organeg- gia. Lo stesso che Organizzante. F. Liburn. Selvelt. 1. Z?erg.(Min) Organeggiare, * Or-ga-neg-già-rc. Att. F, e di Organizzare. (0 ) Organetto. (Mus.)Or-ga-néi-to. {S mi] dim. di Organo .Morg.12.36. Liuti, e arpe, e cetre, e organetti. E ig.i'à. Ove son or le cetre e gli organetti? Farch. Ercol. 2j3. So bene che ella era a guisa d’ uno organetto. Belline, son. ny. E cantava un Teddco con gli organetti. 2 — * Cassettata che contiene diverse piccole canne d' organo di due o tre ottave di estensione e fa udire varie sonate o arie segnate sul cilindro. Tale strumento è quello stesso che portasi in giro per le Vie delle città. Se ne fanno pure di minori dimensioni e si adoperano ad insegnare diverse arie ai canarini. Dicesi anche Organino. (D. T.) Organica. (Mis.) Or-ga-ni-ca. Add. e sf. Una delle parti della musica pratica , che si eseguisce dagli organi naturali , o dagli stronunliar- ifìzìali. Gian. (B). Organicamente , Or-ga-ni-ca-men-te. Avv. F. dell’ uso. In modo organico , Con organizzazione. (A) Organico, Or-gà-ni-co. Add. m. D' organo , Strumentale. Lat. in tru- nicntalis , organicus. Gr. opyavntos. Cr. 2. 7. g. Le piante continuamente ringiovaniscono per tagliamcnto e per ristoramento delle parti organiche, cioè de’rami. Dant. Conv. 113 .Tornando adunque al proposito , dico che nostro intelletto , per difetto della virtù delia quale trac quello che 1 vede, che è virtù organica, cioè la fantasia, non punte a certe cose salire. Farch.Lez.i53. Queste potenze deiraniina sono di due ragioni: alcune sono, e si chiamano organiche, cioè strumentali; ec. 2 — * (St. Nat.) Esseri <> corpi organici. Ùnti delle due grandi divi - sia ni che, secondo i naturalisti , al tracciano la natuva. Esseri organici ihiamansi gli animali cd i vegetabili ; Esseri inorganici i corpi minerali e simili.{ 0) Segner. Incred. 1. 12. 7. Quando noi vogliamo fermarci nell’ artifìcio di qualsisia corpo organico ec. (N) 3 — * (Med.) Che ha relazione o Che appartiene agli (agavi', onde si dice Alteiazione , Contrattilità, Lesione, Sensibilità, Vita organica, Corpo organico. Diz. Se. Med. (O) a —« * Malattie o Mali o 'gaui diconsi quelli cagionati da lino slogamento visibile degli organ ; vitalità dalla loro cattiva co/formazione', erme per un’ernia , una lussazione ec ., o per la passione iliaca prodotta da un enleroc.ele ec. F. Male sm., §. 2/ , 63. (Aq) Organino. * (Mus.) Or-ga-ni-no. Sm. Piccolo organo che si puh trasportate da un sito all’altro , il cui principale non è maggiore di due piedi , e che ha un sol i mantice. Prendesi anche per Organetto nel significato del J. 2. F. (L) Organismo , Or-ga-ni-smo. Sm. Complesso intero degli organi vitali c delle leggi che reggono l'economia animale. Altrimenti Organizzazione, Organizzamento. Bevihas, Bag. Past. Berg. (Min) 2 — * Nome che si dà pure allo stesso corpo vivente , allorquando si consideri 1‘ attività delle parli che lo costituiscono. Diz.Se. Med.(Q) 3 — * Dìcesi Organismo animale II concorso di azioni per le quali si compie la vita di un corpo vivente. (0) Organista. (Mus.) Or-ga-rù-sta. {Add. e sost. com.] Sonntor d’organo. Lat. organorum moduiator. Borgh. Hip. 451. Dipinse Giulio in fresco per 1*organista del Duomo di Mantova, suo amico, sopra uncana- mino-Vulcano. » FU. Fili. FU. 65. Con lauta arte c dolcezza comincio a sonare gli organi, che senza alcuna comparazione tutti gli organisti trapassò. (B) Eden. Nis. 5. 18. Non per questo egli era veramente ne organista ne flautista nè musico. (N) 2 —’* (/o oì.)'Specie dj uccello di San Domingo, dcìl’ùrdUìr-dc ptis- seti , al quale st è dato questo nome , rvjnchè (IìcUq di musico , pcr- ORGANO che cantando percorre tutù i tuoni dell’ottava salendo dii grave d l’acuto. (Aq) -, 3 —* Provali. Al toccar de’tasti si conosce il buon organista = ** sperienza palesa la verità delle cose. (À) . Organizzamento, Or-ga niz-za-inén-to. Sm. Formazione degli organi corpo dell' animale o della pianta. Magal.lett Aperto il cadavere cC ’j si sono numerate intorno a 35 particolarità diverse dall’ orgam zZd mento del corpo umano. (A) Organizzante, * Or-ga-niz-zàn-te, Part. di Organizzare. F.dii' e g‘ ’ Organcggiante, sin. (O) # u Organizzare, Or ga-niz-zà-re. {Att.] Formare gli organi del corpo » ^ f animale .—, Organare, Organeggiare , sin. Lat. formare. Gr- tpovv, But.Purg. 4.1. Compiutod’organizzare 16 feto nel ventre d e madre, ec. E appresso : E come lo corpo è organizzato, e c oin P l Vj, di fare, sicché ime li sentimenti, ec. IGd.lns. 8. Si risvegliano a novella vita a quella corrotta materia , e organizzarla in fogg* a proprio strumento. 2 — * F‘g. Ordinare, Disporre, Costruire o simile. Buon . Fiei'. i ‘ ‘ 7. Con le mollette andate c con le seste Parole e locuzioni org a j* zando . Nuove e non conosciutc .(Qui però lo scrittore parla da sct * zo.) (Pr) . 3 — * jVe/r uso propriamente vale anche Creare , Formare , Istitt* 1 ufìleii , stabilimenti , dicasteri , impiegandovi ed occupandovi c mercede utilmente buon numero d’idonei soggetti. Cionondimeno. . propriamente s adopera lo stesso verbo allorché un qualche uffi cl ° ■ riforma e rìstrigne d impiegali , i quali perciò vengono con p eìl ne , ed anche senza , congedati e rinunziati. (A) Organizzato, Or-ga-mz-zà-to.v^z&/. in. da Oiganìzzare.—, Organato,^ I^al formatns. p.op§itfod$, Dant. Conv . 122. E come sottili' 11, . di an'/-' annoniato conviene essere lo corpo suo, a cotal forma essendo org zato per tutte quasi sue virtù. TratUgov.fam.f La quale è in se 1 ^^ potenzia, cd ha atto ’ ..... {Agg. di Voce l OUb . Ili ti. A I •/ V- **• " . j to alcuno, ovvero è atto del corpo suo organizj 1 j vaie] Articolata, Armoniosa. Com. Purg. ig. G'b canto , pei' 1 ■«1» ■occ^ e un uccello tutto bianco , così cliiainato dal suo dolcezza di versi spande con voci organizzate. _ 3 — * (S 1 . Nat.) Che ha organi: Agg. de' corpi altrimenti dettile ilici, pir opposizione agl’ Inorganici. (O) ^ ^ Organizzazione, Or-ga-niz-za-zió-nc. Sf. La maniera con cui un c0 fp$ è organizzato ; e per estensione si dice anche della tessiture piante. Algar ., Fallisti. , ec. (A) 2 — * JS eli'uso, Ordinamento , Disposizione. Bernardoni. ( 0 ) ^ Organo. (Fin.) 0 ‘r-ga no. [A>«.] Strumento meccanico {fatto acrot 1 ^ a un uso particolare ossia atto a produrre un determinato ejfeito. ^ organimi. Gr. opyctvov ] Sagg, nat. esp. 2. Tramandano il baio 1 ^ un organo di cristallo. E igq. Ma può talora accadere dalle el * riali sostanze e da’corrottibili organi, di cui è necessario valersi P po * - ••• ■ - - .- cm ,**. — Per simil. { Organi del inondo furono detti Come tu vet li 0' Par. 2. 121. Questi organi del mondo cosi vanno, mai di grado in grado. . s n- i — Per meta/’, [e s intende per lo piu di persona di eia ll, p fì g. peviore sì serve per far intendere la su t volontà.] Cavale, c Grande indignitadc c , che P uomo sia organo della voce div in J colle labbra comorali esprima c pronunzi gli oracoli e fatti cC ■ , — (St. Nat.) [ Nome che si dà alle differenti parti costituenti d degli esseri organizzati, perciò che avendo ciascuno la sua J ^ e , primitiva , la pinpria struttura , la sua composizione od azi° ìX * g$ì cinte , concorrono pur tutti al mantenimento della vita genera 1 $0 possono considerare come, altrettante ruote 0 strumenti il cui cotqr ^ (l i, produce od assicura la esistenza di ogni corpo organizzato • J j t .p organum. Gr. ó'pyxrcv Pass. 38o. Per la isvariata disposizi^ ll ^^ tì ii l’organo fantastico, dove si riceve la immaginaria apparenza c del sogno. Dant. Par. 14. 3g. Che gli organi del corpo sarai* ^,,0 Com. Par. 6. Ella è priva di quella cognizione che per quell .s' acquista. Gal. Sht. 2 ^ 3 . Conoscete ch’ei si muove (itsassoj 1 per non lo perder di vista , vi convien muover V organo delh* cioè l’ occhio. Sagg. nat. esp. 243 Incontrandosi con tali menti nell’organo dei nostro udito.» Lied nel Diz. di A lingua , secondo l’opinione de’moderni notoinisti, c particoD* del mio Bellini , sta collocato V organo del gusto. (L) (N) , - sC oi i0 3 — (Bot.) Detto delle piante. Tutte le parti attive che costiti ^ gli esseri vegetabili , il cui movimento incomincia con la ^ lU giteli 1 mina con essa. Dislinguonsi in similari o semplici, e sot 10 *■ ^ che risultano da parti ira loro simili ed omogenee, cioè i ^ ( . or np t> ' buiosi e cellulare , i vasi linfatici e le trachee } dissimilar 1 0 p t [od 9 sti , che provengono dai primi e distinguonsi tra quelli utl°" esterna figura : si suddividono i composti in conservatori eri P-, fìtt#* 1 *, ri : quelli sono le radici, il tronco , le foglie-, questi ilfiore ed M ^ dl , s l nelle corrispondenti canne , e manda fuori ai esse 1 dW L lìt acS^ lì Per la vasta sua estensione , la forza de'suoi suoni e Li sli ^ rril ;jìc (i e viene giustamente riguardato come il più bello , d P lU in il più sonoro di tutti gli strumenti musicali . F. Somteic, _^.c C J gistro , Canna, Principale , Ottava, Tiratulti, Tastiera; ^ Lat. organum pneumaticmn , organum , Fàr. Gr. e o r c. ^^Il, ' . òen. Pist. Gli strumenti , siccome sono mute o» ; Tcs . Bi\ 2- te seconda si ^ tikoì, nui appartengono all’arte. ORGANOGENIA *^ ,e c’ insegna a fare voci di canti in cetcre , in organi , ed in altri strumenti, e accordar 1 ’uno con 1 ’ altro. Dant. Par. >7. 44-^ a indi, siccome viene ad orecchia Dolce armonia da organo, mi viene A vista '1 tempo che ti s’ apparecchia. Fr. (fiord. Pred. S. i5. In Parigi ha grande arte di fare organi. » Fag. Rim. E dare un tasto all'organo. Fusai-, Fil. Pit. Pogginolo dell’organo. Salviti. Disc. Par risuo- dare gli organi. (A) » — * .Dare nell’ organo o simile — Cominciarlo a sonare. F. Dare nelle campane. (N) 3 — * Dicesi Organo fisanlico , e più comunemente pneumatico , Quello in cui si eccita il suono col vento. (L) 4 — idraulico : * Quello in cui i mantici sono messi in azione per mezzo dell' acqua , la quale in tal guisa fa le veci del peso su 1 medesimi. (L) 5 — espressivo : * Tal nome porta l’organo inventato in questi Ultimi anni da Grame a Parigi, il quale coti un meccanismo particolare seppe dure a questo strumento un crescendo e diminuendo. Fsso ha la grandezza circa d'nn Positivo, ed un’estensione di quattro ottave e mezzo ; è però suscettivo della grandezza degli organi di chiesa. (L) 4 — lirico : * Quello inventalo nel 1810 da Saint-Pern a Parigi, die ha la forma di tato scrigno a cilindro, alto due palmi e mezzo, largo due ‘palmi, e un palmo e mezzo profondo. In esso sono due tastiere , le quali si coordinano co' diversi strumenti da fiato , che fanno sonare insieme o in disparte. (L) 2 7 — PORTATILE. * Così fu detto l’ organino. (L) * (Milit.) Cancello mobile , pensile , di più travi congiunte sola- ORGOGLIO Oisr.ESSo.* (Gcog.) Or-gcs-so.Ent. Orgcssnm.^/it. cit. della Macedonia.lG) OlìGETor.iCF.,* Or-ge-to-ri-ce. N. pr. m. (Dal gerra. tir segno di precedenza , di origine , geisl ingegno , spirito , c reich ricco : Ricco dello spirito degli antichi.)— Il più illustre e valoroso degli Elveziì a'tempi di Cesare. (Mit) Orgia. (Metrol.) Or-gì-a. Sf. Misura stimata dì quattro cubiti. Salviti. Opp. Pesc.i. 181. Ma per lo più inaino a trecento orgie La misura san gli nomili d' Anfitrite. E 4rat . E quinci c quindi estendesi La misura di un’orgia. E JS’ic. Ter. Il lungo della quale da un’orgia è misurabile. (A) (N) Orgia. (Alche.) O’r-gi-a. Sf. più usato nel pi. Orgie. Feste e Cirimonie solenni , e■ singolarmente quelle che facevansi di notte in onore di Racco , accompagnate eia ogni sorta di sfrenatezze. Cai. 01-giae. Gr. ifytx. Salviti.hui. L’orgie mostrate, e 1 ’ ordinazion de’sacri motti. E Opp. Caco. 4. i r/. L in pria mostraro L’orgie feste di Bacco intorno all'arca Nascosa. (A) (N) 1 — E fig. Algar. Quc'malori che sogliono essere amavo premio di quelle orgie notturne. (A) Orgiasta. (Arche.) Or-gi-à-sta. Add. e sin. Celebrante de’misterii di Bacco, e Ministro dell orerie. Dicevasì anche delle donne. Gr. òpyiavés. Salviti. Cas 27. Poiché propriamente Bacchi sono gli Orgiasti o celebranti de’ misteri e ministri. E 35. Un satiro, e un garzone Orgiasta, o sacrificalo di Bacco. (B) (N) Orgija.* (Bot.) Or-gì-ja. Sf. V. G. Lat. orgyia. (Da orego io stendo i piedi o le mani.) Genere di piante della famiglia delle alghe, che comprende il fucus csculeutus , ed il tetragonus, notevoli per la lunghezza delle loro foglie che avanzano quelle dell orgija , la quale si Ucndovi il nemico al di sotto qualche ostacolo per trattenerne l'efet- S 0 > se quest'ostacolo incontra una o due travi , non arresta V altre dal ficcarsi in tetra , quando nelle saracinesche tutte d’un pezzo questo svantaggio era inevitabile.Chiamasi anche Saracinesca sciolta.(Gr) 1 —• Ordigno fatto con più canne d' archibuso disposte luna appresso l'altra sopm una tavola orizzontale, sostenuta da un trespolo 0 da due ruote , la quale si alza e si abbassa in modo da poter aggiustare i tiri delle canne. Si adopero per difendere c spazzare anditi , corridori , luoghi stretti . treccie , ec. L'orfano s'accende mediante una traina di polveve , che dà fuoco a tutte le canne. Mon- te curc. Gli organi sono più canne sopra una iavetta a due ruote , Assettate insieme, che con un sol fuoco serpeggiante si sparano. (Gr) 3 —* fare gt; organi. Modo familiare dell’antica milizia italiana esprimere hi Cattiva vista che mette una schivi a mandante, quan- f '° i soldati di essa non vanno a passo uguale e regolato. La simili- ùtditìf* è tolta dagli organi musicali, chemandano il suono per molte finite poste in fila, ma disuguali fra. se d'altezza.Cinuzzi. Avvertire ’h camminar sèmpre col passo militare, cioè andare a camminare uè «oppo forte , né troppo piano , e con gravità , e come si dice, col l'asso della picca , eh’ è conforme al compasso del batter del tamburi e Sempre con un buon ordine, e con .egualità c proporzione d’ima 1? insieme , e d'una (ila con l'altra, acciocché noi) facciali disuguali Stanza, e comesi dice, gli organi. (Gr) (Marin.) Organi : Le giondaje n gonio che si fanno nel primo E'atc di certe navi /ter far cadere, nella sentina l’acqua che potreb- , entrare nel bastimento. (0) ^ (£ool.) .S pezie di pesce idi mare dì. color rosso , in tutto simile al es oe cappone , ma più piccolo.'] Red. Oss. an. <77. Altri nuotato! ! ,°d distinti in tre cavità, o ventri, come quegli d, Ha tinca di mare, 0 8( . 1 gavotta , e del pesce chiamato organo. /‘"OOEKIA. * (Med.) Or-ga-110-ge-nì-a. Sf. F. G. Lat. organogenia. v J a organon organo, c genos generazione.) Formazione degli organi (Aq) o^ocu.* (Med.) Or-ga-no-lo-gì-iì. Sf. V. G. Lat. organologia.(Da sij an ° n i c logos discorso. ) Trattalo sopra gli organi con- t nella loro notomia e nelle loro funzioni nello stato fs/ologico: ' C(, bolo che esprime più esattamente Videa che vuoisi manifestal e colla £ r °la anatomia , e si merita la preferenza anche sopra quello di or- 0 da alcuni proposto. (Aq) £N) **oscopia.* (Mcd.) Or-ga-no-sco-pì-a. Sf F’.G. Lat. organoscopia. L- *.? r Sanon organo, e scopeo io osservo.) Osservazione sugli organi 0 n G * a * 1 o su ciò che appartiene agli esseri organizzati. (Aq) , Or-ga-nù-to. Add. [m. l r . A.] D'organo. Lat. organicus. ■jyj*’ 0 pyaciKoV. ( om. Pmg. 16. Questo vuole l’autore mostrare, che e aic ° conoscessi* lui essere in carne umana per la bore organuta , inot<> del corpo.» fil testo Laurenziuno originale st imputo 0 fn- Vi'oprianiunienle in un eccitamento avanzato con accnloramento ondo.) „ _, cntrcunbi cospicui cittadini di Delfo. (Mit) Oroilo.* (Mit) Or-gi Io. Soprannome di Bacco. (V. Orgilao .) (Mit) Orgiofanti.* (Mit.) Or-gio-fàu-ti. Sm. pi. V. G. Lat. orgiophanti.(Da ta orgia le orgie , e phantos visibile.) Principali ministri sagrifìca- tori delle orgia : erano subordinati (die orgiaste. perchè fra' Greci il dritto di prescderc a'misteri di Bacco era serbato alle rfo/mhù intellettuali in caso di matultia. Lat. exngilatio , inor- ,s Uiolus. Gr. òpycttr/tòs. (Dal gr. orgao io a|qictisco con impalinosi e disordinati movimenti,clic sono eccitati dalla ìi- kiitta» - pa’tninultnosi----- J> Q „ ’M'pocrate traspoi tùia voce ad altri movimenti dì tal fatta.) Cocch. Chiunque sa coni’è fatta la fabbrica ddl’utcro ec., ben dio 'Mende,-o come essendo prodotta l’afllueiwa o la dimora straor- s CCl . fi la r| G saligne, c quindi lo stimolo, doveva per necessità ivi na- '. 01 ' Basln ° e 1 UC I rigurgito all’ altre parti , cc. (B) (N) c he 7' (( f;8ri - * (Grog.) Qr-ge-no-me-sci. Jnticki popoli della Spagna, evano parte dc'Cantabri. (Mit) vmp7i$a.tlx, Dpxirvrris. (Il) gr. orge, ili brett. orgouil, ili ar. ghtirur, in turco g/mrurljk , in fr. orgueil , in isp. orgullo vogliono parimente orgoglio I11 gali, airg-uadl orgoglio di principe. In irland. erg vaili grande orgoglio.) G. F. i. 2. i. Per lo suo orgoglio e.forza si credette contrastare a Dio. Gr. S. Gir. Quegli fa grande orgoglio, che si vendica di colui clic male gli fa. Petr.son. s38. Ed ha si eguale) alle bellezze orgoglio , Che di piacere altrui par che le spiaccia. E ciinztì.3. Orgoglio eil ira il bel passo, ond’io vrgno, Non cluudae non moldave.» G.F./ib. 12. cap.60. Talora, e ben sovente, fa ( Iddio] che meno gente e potenza vincono gli grandi eserciti, per mostrare la sua potènza , e abbattere le superbie e orgogli , e punire le peccata delle. (V) . 2 — Alterezza. Dant. Par. 6. 49- Esso atterrò l’orgoglio degli Arabi, Che 'diretro ad Annibaie passare L’alpestre rocce.» Bartol. As. p. 1. lib. 3. Pacificavano i Re , e tranquillavano i regni, rouipean l’orgoglio della plebe insolente, ec. (P) 3 —* Eorza, Violenza, Gaghardia. Del Pap. Cons. Ma perchè l’infermità sta tutiavia nel suo solito orgoglio, è duopo ricorrere a nuove arti, e diligenze. E appresso-. Ad oggetto di estinguere o per lo meno di raffrenare quel corrosivo e velenoso liquido, ec. il quale se fosse negligcutalo accrescerebbe di gibruo in giorno a dismisura il suo orgoglio e la sua herezza. (A).. . • 4 — [Per inetaf. Esultanza o Vivacità che hanno gli animali, cagionata dal vigore del sangue o da confidenza propria.] Dant.Purg. 2. 126. Gli colombi adunati alla pastura Queti senza mostrar l’osato orgoglio. 5 — * Rigoglio delle piante. Alani. Colt. lib. 1. La pecora 0 faglici che col pio morso Loro falle biade) atfreni talor l’aperto orgogiio.(lh) 6 ' Col V. Avere: Avere orgoglio di checchessia^Esser orgoglioso 668 ORGOGLIOSAMENTE per sua cagione. Espos. Pater, f. 3o. Comincia ella ( la santa anima ') ad avere di Dio un santo orgoglio. (Pr) q —• Col v. Menare : Menare orgoglio = inorgoglire , Divenire orgoglioso ìjici’o , crudele. V. Menare , $. 67. (A) 8 — iCol v. Montare : Montare in orgoglio zcz Inorgoglire.] V . Montare , 5 - 9 — Ad orgoglio , posto avveri . = Per dispetto , Per rabbia o dispregio, V. Ad orgoglio. (V) 10 —* (Icon.) Giovane ed avvenente donna , superbamente abbigliata , col capo allo , con altero e disdegnoso contegno che impedisce aali sguardi di fissarsi sopra alcuni cenci che sfuggono di sotto al ricco suo vestimento. Collocata su di un globo , perde /’ equilibrio e sta per cadere. Si pub eziandio porle sugli occhi una benda che le impedisce di vedersi. Il pavone è V attributo suo. (Mit) Orgoglio difi* da Vanità. Orgoglio consiste nell’ avere di se stima soverchia*, Vanità nel cercare con troppo studio la stima altrui; e però dicesi di alcuno: E tanto orgoglioso che non cura la vanità. Orgogliosamente, Or-go glio-sa-mèn-tc. Avv.Con orgoglio. Lat.superbe. Gr. vrfsprityGcvcos, Er. Giord. Pred. R. Il rispondere orgogliosamente non ammollisce l’ira del Re. Tralt. PoH. Se ne va orgogliosamente intra V una forma e 1’ altra. Alam . Gir. i5. *3.Ed orgogliosamente mi disfida. Orgocliosetto, Or-go-glio-sct-to. [Add. m .] dim. L’Orgoglioso. Lat.su- perbus , clatns. Gr. virspvi$Lx,^*, c Buon. Eier. 3. 4' 7* P IU * sono al mondo degli orbi non pochi? compcran per oro l’oricalco , Per grisolito ed ambra T orichicco-^ 4> 5. 25. E d’ Alemagna Porta oricalchi e tele. » (Qui p a1 ' e senso del §. 3.J (N) . . — (i^.] Vaso d’ottone. Berti, rim. i. ioo. Non avrem troppi swa o oricalchi, Ma quantità di piattegli e orciuoli. ^\[ le orgogliosità, le inobbedienze e le irriverenze. Orgoglioso. Or-go-g)iò-so. Add. m. Pieno d'orgoglio, Altiero, Superbo , [lìonfìo , Fumoso, Arrogante , Tumido co.—, Argoglioso, sin.] Lai. superbus, clatus, fastosus. Gr. [u-rrs f&ios, òc\cc r £óv.]Esp.Pat. Nost. Gli orgogliosi vogliono essere di sopra agli altri. Liv. M. In soprannome orgoglioso fue appellato. Dant.lnf 8.4*3' Q l, e’ fu al mondo persona orgogliosa. But. ivi: Questo peccatore, del quale detto c di sopra, fu persona colla mente gonfiata e orgogliosa c sdegnosa, elica se attribuita ogni cosa, e tutti gii altri vilipendeva. Ge/Z.Lel/wr.Sigrnfìca adunque orgoglioso, secondo il poeta medesimo, fiero, cioè inumano c disputato. 2 — [Parlandosi di Animali, vale Vivace o simile.] Tes.fìr.5.g . Ciò sono li terzuoli, e sono sì caldi per la maschiezza , e si orgogliosi, che appena prendono, se non ne viene loro voglia.» Pallad.Marz. s3. 3NV loro costumi (de'buoi) si vuole a questo porre cura, che sicno orgogliosi e mansueti, e clic temano 1 ’ ammonimento della bocc. (// latino dice : sint arguti.) (Br) Oagogliuzzo, Or-gliùz-zo. Sm. dim. L’Orgoglio. Superbiuzza. Chiabr. canz. 88. pari. 2. pag. 1$4- (Geremia ifoo.) Ben so quale scogliuzzo Di superbo orgogliuz/o Vi si nasconde in seno , E so dii che veneno L’ anima ci pascete. (A) (B) Orlon.* (Gcog.) OV-gon .Città di Francia nel dipartimento delle Bocche del jRoLano. (G) Orgullo. * (Grog.) Or-gul-lo. Monte della Spagna. (G) Ori , * O'-ri. JY- pr. m. Lai. Hori. (Dall' ebr. ari icone , e per tropo magnate, potente.) (B) 2 —* (Geog.) Ant. popoli dell'Asia in vicinanza della Cavamania. (G) Oria. * (Eiìol.) O'-ri-a. Sf. V. L. Barchetta ad uso di pesca. (Mit) po' tenervi ìacque odorifere .—, Acanitno, sin. (Dall’ant. art. cclt. br^ t0 ^ ar, e. da con vase. Secondo il Menagio, è corrotto da oricalco-) di nov. 8o. io. E tratti del paniere oricanni d’anelito bellissimi, c P 1sa. Hi i tubefa alterni, ed è comune sugli scogli dell' Isole dell’ Arcipelago, delrf 1 ' ha , ec. Lat. lìchen rocella Lin. (Gali) . j. Orichicco. (Chini.) O-ri-chìc-co. [V/n.] Gomma che stilla da aU‘ ìlfl1 ^ beri , come dal susino , ciliegio, mandorlo , e simili} e di quest 0 altri ingredienti si compone la bomberaea, della quale principi si servono le donne per tenere i capelli acconci e composti.-**) ciuco , Orocbicco , Òrocliico , sin. Lat. resina , giunini. Gr. * 0, p t p( Pataffi 4 * E orichicco, c traspalline pere.» Buon. Eier. 3. 4-V, fr sono al mondo degli orbi non pochi , Che compcran per oro * : calco , Per grisolito cd ambra 1’ orichicco. E Salvia. Aw}°\' c ( li L’ orichicco quella gomma che geme dalla corteccia de’ cilicg 1 altri alberi similmente , quasi chicco d'oro. (N) ^ Orichico. (Chim.) O-ri-chì-co. [V«z. Lo stesso che] Orichicco. Orichiomato, O-ri-chio-mà-to. Add.m. comp.Che ha la chioma j- lt ) . , Oricrinito. Il TraduU. dell' Egl. Piscat. del Sannaz. Berg ■ (Gcog.) Oira. Ldt. Uria. Città del Regno di Napoli in Terra Obico.* (Geog.) O-rì-co. Lat. Oricmn. Antica città dell'Epù' 0 ; ^ ^1" L Otranto . — Anti a città della Spagna ,— Riviera della Spagnai G) Oricolo , * O-ri-co-Io. N. pr. ni. Lat. Oriculus. (Dal gr. hon c ° s .Oùiàfiamma. (Filol.) O-ria-lìàm-ma. [Sf V. A.V. e Lz’Oriflamma. ] V. lo, maturo.) (B) --- -— J-l — 2 . d.i n... j; r, . r . -- A ~ M.:« Cf ^ la nostra postilla al v. 12J del cauto 3i del Par. di Dante. Lat. aurifìannna. V. il Du-Eresne in questa voce . (V.relimologia di orifiaiii- Mfl.) Lib. Reai. Erano. Questa bandiera si dee appellare oriafìam- ma. Stor. Nerb. Tolse la sua bandiera oriafiamma, e tornossi in sala. E appresso: Tulli i cristiani passarono il fiume con oriafiamma, loro bandiera reale. Pecor. g. q. n. 2. Portò per arma quel giorno quel gonfalone di’ arrecò V Agnolo a Carlo Magno , cioè oriafiamma ; il quale è una fiamma di fuoco nel campo d’oro.( 6 ’oiì ne'Testi a penna ; lo stampalo ha oro e fiamme.) 2 — Eig. La Beatissima Vergine, secondo la spiegazione addotta nella suddetta postilla. Dant. Par. 3/. 127. Cosi quella pacifica oriafìam- ina Nel mezzo s’ avvivava. Oriana. (Bot.) O-ri-à-na. Sf. Pianta americana , dal cui frutto propalato si cava quella materia tintoria che si vende col nome di Terra oriaua, e si adopera da' tintori per tingere in sussi .—, Orlcana, sin. Lat. bixa orcllana. (A) Oriana.* iV. pr. f (In gr. horieno io rendo bello, decoroso : io adorno. In cclt. orian , la stesso che goriain gridar frequentemente.) — JS ome di una futa ne’ poemi di cavalleria. (N) Oliare, O-ri-à re. [N. ass.) V.L. [e A. erroneamente usata per] Or ire. Lat. orici. Gr. (ptWSa/.G. V. 5- 25. 2. Dicendo che due stelle orie- rebbono in alluminando il mondo.» (Osserva il Monti , che la buona edizione del Muratori in vece di orierebbono legge orirebbono , latinismo ardito , ma usato pur dal Sacchetti. Porse orierebbono e oria- rc sono voci spurie.) (B) Orbandolo, O-ri-bàn-do-lo. [Vm.) Sorta di cintura [antica.] Tratt. gov. firn. Siano cinti di un modesto oribandolo, con esso le fìbbie di ferro , e colle bindelle da legarlo. Orieaso , * O-ri-bà-so. N.pr. ni. (Dàl gr. oros monte , e basis cammino • Chi cammina p Cr monti.) — a Celebre medico greco del ir secolo , favorito di Giuliano . (Mit) 2 —' (Mif.) Nome di uno de' cani di Atteone. (Mit) Orìbata.* (Zool.) O-ri-bà-ta. Sf V.G. Lat. oribata. (Da oivs monte, r\ ' ~ s '—s , Oricokocciua 9 O-ri-co-nóc-chia. Sf comp. Conocchia d’oro , ^ conocchia ; appi'opriato a Diana. Salviti.Imi. Om. Vcrgadoi® rida or mi rapio Dal coro di Diana oriconocchia Rumo rosa Oiìiciunito , O-n-cri-nì-to. Add. m. comp. V. poetica . Che h £l 0 f d’ oro. Chiabr. Vend. Che d’intorno Spande giorno Con la ^ r oP 1 '^ crinita. Bell. Bucch. All’Ambra oricrinito, alfÀmbra bello, J - b un peccato quand’egli ha il cappello, (A) E Menz. rim - vibrando dal sen raggi lucenti Apollo oricrinito , a die « lJ ì ec. (N. S.) '■ - e#* Oriela. * (Gcog.) O-ri c-la. Lat. Orcelis, Orcilis. Spagn.Orn ìllC della Spagna nella provincia di Vutenza. (G) ^ (ù) anche nelle altre uà/* 10 }. n c»*‘ Di mente s’ era ampliata. Pass. 354- E tali , le quali molto intendono ad osservare i sogni. i3. Dolce color d’orientai zaffiro. Petr. son. 166- orientai colore. E z3o. E ristorar noi può terra nè imp^ 1 ' 0 ’ ma orientai, nè forza d’auro. , ()i'A lte ì 2 — * Agg. di Mezzodì , è la Parte del mezzodì volta- ad ^ della da' moderni Sud-Est. Diod, Nota al cap. 7 - dell'or canto eli quel cortile volto verso ’i mezzodì orientale. 3 —* Balsamo orientale. V. Opobalsamo. (A) • 4 —* Granito orientale. V. Granilo sm. , 5* 4 m . ndot l0 ',i 5 —* (Eccl.) Cristiani orientali: Sotto questo nome si compii.. ^ rao i Greci scismatici ; Secondo i Giacobiti Sù'ii , ■) e gli Etiopi ; Terzo i Nestoriani della Persia e delle Pi .d (li gli Armeni', tutti o quasi tutti separati dalla Chiesa caf -^e.L ^ fi —* In forza disosLOneutulicluamansi Gli ab:latori eie Orjentalissimo, 0 ri-en-ta-Iis-si-mo. [ Add. m.]superl. di Macch, Sol. $6. Anzi questa D di Marzo è poi l’onen a all'estremità B delti 5 d’ Aprile. ‘ " ,t> ‘ 1 r» il- . )ribatà.* (Zool.) O-ri-bà-ta. Sf V.G. Lat. oribata. (Da oivs monte, all’estremità B delli 5 d’Aprile. . n a n a parte dell' e bateon , veri), di bao inus. per beno io vado.) Genere di amenidee, Orientalmente, O-ri-en-tal-mén-te. Aw. ,^ rc oricnb dell'ordine delle trarheanee, e della famiglia delle acai idee, stabilito da hi. leu. il tempo di poterlo ricominciai Latreilk : sono così denominate dalla loro abitudine di correre qua e lutino {Giove) , sarà tra meno di due mes v ^ ORIENTARE 0,llE STARE , * O-i i-en-fcWe. All. e n. y. deìY uso. Volgere alcuna costi 0 persona per sì fatto mo> ì a sa mente per ricevere il vento e fare l'otta . Dicesi che una è bone orientata , quando le vele sono incurvate e ordinate nel q niì '§lior modo p“r ricevere il vento, (S) Restato,* O-ri-cn (à-lo. Add. m. da Orientare. V. (0) ‘"ENTE, O l i èn-te. [.S m,) Parte del mondo , onde apparisce nascere it s ,°^-[Dicesi anche Levante e con voce forestiera Est..] Lat. oriens. Gr. ài'XTikkcov. Bore. g,5. p. 1 . Era pià V oriente tutto bianco, Po ORIGINARE 6 % ; g. 7 . p. 2. Ogni stella era già delle parti d’oriente fuggita. Dime. 8. it. Ella giunse , e levò ambo le palme , Ficcando gli ocelli J'crso l’oriente. Svili;, rat. 223. Verso Oliente e verso Occidente s’il— ari guidisce aneli’ egli al pari del Boreale. Dicesi Oriente equinoziale il Punto ove V orizzonte- di un °go è taglialo dall’ equatore verso l’oriente. (G) [Que’ luoghi della terra che rispetta a noi stanno verso V Est] 0v c. g. 3 . p. 5 . Pareva loro essere tra tutta la spezieria che mai ìu, 6, tacque in oriente. IE fig. Detto di Assisi ove nacque quel so ! e di S. Francesco.] 0, ant. 4 5 , 0 ‘ he quella dicesi quando si Iratta di minima ed artificiale apertura. . r\ • r _ -*_ -L-1 TS c< - *Zì 0 3 j , CJ-ri-fbzi-o. [cT/n. Lo stesso che ] Orificio. F, Sagg. nat.esp, p * Si fece in essa un picciol foro, tanto che vi si potesse insinuare "hzioF. ‘ - nc venga successivamente della nuova. HIQ. ' 5 venga atitws i(i ( { ' (Bofc.) O-rì-ga-ino, (A'w. y. erronea, y. e di’] Origano, Pal- ee OJ 38 , Orìgamo , timo , scipillo , un lliloto , vivole salvatiche, - di Eenuia ha: origano, timo , sepollo, melissilo, ec., *'cgn, e Davanzali : serpillo , meliloto , ec, E però questo 0,' ,f 'ft .v. zn" fetido altri esempli dovrebbe darghsiimfrego.f^f.z.j Oi.igikalmexte O-ri-gi-nal-mcn-te. Avv. Per origini pà ;l o ( -Bot.) O-rì-ga-no. Sm. F. G. Lat. origanum. Gr. òplya, mente, Orrifnnalmeute, sin. Lat. origiualitcr. Gr. OS n...ni„ .. ri,,, on/le mmramJe—„ Da questo peccato della viziata natura, dal principio della natura ori- g nalmente tradotto e derivato , non troviamo per certo che cc.But. Originalmente sono le parole dette di sopra della sua cantica. Genes. E questa città è la più famosa originalmente di tutta la Magna. Or 1 gin amento , 0-1 i-gi-ua mén-to. [Sm. Lo stesso che] Originazione.L'. Lih. Pred. E. A- Vantano 1’ antico oiiginamento dilla famiglia. O-ri-gi-nàn-te. Pari, di Originare. Che origina. F. di rigene per sostenere varii eirori condannali dal Quinto concilio generale tenuto in Castiuilinopoh. Erano divisi in due Sette. Gl ìso- cristi che. sostenevano essere G. C. figliuolo di Dio per adozione,e che nel giorno della generale risurrezione gli apostoli sarebbero resi eguali a lui , e i Prototisti che insegnavano avere le anime umane esistilo prima di essere unite ai corpi. (Ber) Oriceronte. * (Hot.) O-ri-ge-iòn-te. Sm. E. G. Lat. origeron. ( Da oros monte, c gemi vecchio.) Antico nome dell Anemone pulsatilla, tratto dal ritrovarsi particolarmente ne luoghi montuosi , e da’ bianchi peli di cui è rivestita la coda del suo frutto. (Aq) Origevosi. * (Geog.) O-ri-ge-vó-ni. Antichi popoli della Spagna. (G) Grigia ro.* (Geog.) 0-ri-gì-a-co. Lat. Origiacum. Antica citta della Galli a Belgica. (G) Originale, O-ri-gi-nà-le. Sm. Si dice a quella Scrittura, o Opera di pittura o scultura , o cosa simile , che è la prima a esser fatta , e dalla quale vengono le copie. Lat. aut.ograpbum.Gr. otvróypoiQov.Bocc. g. 4 ■ /’■ tS. Quelli che queste cose cosi non essere state dicono, avrei molto caro che essi recassero gli originali. Fit. Pitt. 16. Siila, la- sciandoycnc la copia ec. , ne inviò a Roma 1’ originale. Borgh.Rip. 628. Ritrasse , a richiesta del Granduca Francesco, la divina immagine dilla Nunziata di Firenze, grande quanto l’originale. Originale. Add. coni. D 'origine , Che ha origine , Che trae nascimento ; [ Originario .—, Orriginule, sin.] Lat, originalis, originarius. Gr. dpxucds. G. F. 1 2. 7 1. 1. Con maggiore audacia e presunzione usavano il loro maestrato c signoria, che non facieno gli antichi originali cittadini. Bocc. leu. Pin. Boss. 2j3. Eziandio a quali noi vogliamo più originali cittadini divegnendo.» Cavale. Med. cuor. 3 11. E vie maggiore dilettarsi in colui che creò tutti gli altri fditeitij, e dal quale tutti procedono come da fonte e originale principio d’ogui soavità. (V) 2 — (Teol.) Peccato originale , a distinzione dell’attuale, chiamano i teologi Quello che originalmente si contrae [,in conseguenza di queir lo] de’ nostri primi progenitori, nel nascimento. Pass. pr. Non ci si puote notare ec. per la gravezza del peccato originale, o attuale, eh’ è in sulle spalle di tutti i figliuoli d’ Adamo. a —* Giustizia originale, dicesi Quella che Dio infuse al nostro primo padre, e da questo perduta poi fu per la sua disubbidienza. F. Giustizia , $. 5. Segner. Mann. Magg. i 3 . 1. In virtù della giustizia originale da Dio donatagli sarebbe stato immortale. (V) Originale diti, da Originario. Originale significa che una cosa è tale per causa della sua origine; come Peccato originale. Originario dicesi di ciò che trae origine da qualche luogo o cosa, come Fonte originaria de’monti, Cittadino originario di Parigi, Pianta originaria d’America ec. ... Originalità' , O-ri-gi-ua-li-tà. Sf. Ragione formale deli origine. (A) Tosameli. Beig. (O) . . n . . * ■ li.,,, origine .—, (Jrigmana- Pass. 180. tj\- f'os monte, e gavaa io godo : Clic gode, si compiace de’moli- àiè ’e di piante della didinamia gimnospermia , famiglia delle le ‘ ate , che ha per rat atteri: fiori muniti di brattee ovati , colorili ’ c ' ,e cnprnnsi le une con le altre : calice ineguale a cinque dea- Cairi divtsu in due parti ; corolla a tubo compresso , più lungo del a,e 1 c "n l’ orto frastaglialo in due lai bri , il superiore piano ed 5 inferiore a He lobi quasi eguali .—, Oi igamo, im.(Aq)(0) pilli, l> J“ comune delle specie di questo genere e quella detta ap- « / 0 da’ botanici Origano comune : pituita indigena , comunissima, g/' Q i cercamcnti chi* i Tedeschi, clic gli erano rimasi, laccano, non o- sava e non si confida'a mettere a bersaglio per lo soccorrere la terra. Origliare, diti', da Orecchiare. Nel significalo proprio lune possono scambiarsi tra loco; ma nel figurato non già. Sebbene la seconda significazione di Origliale senta dell'antico , pure chi volesse ora \a- IcTsenc mal farebbe a sostituirvi Orecchiare. Origliere, O-ri-glié-re. [Am. che viene da Oreglia, e vuol dir Guanciale da posarvi sopra le orecchie , siccome') Guanciale {.vieti detto da guancia. E s da avvertire che Origliere s* intende un guanciale o cuscino , come dicesi in alcuni lunghi , di cu f Ch’era faceto, e capitoli a mente D’ orinali e d’anguille recito^ riff. Cab. 1 . 28 . Sicché chi era da questi ferito, Non hisog lll1 \^/i! (inv cn olì ni'innli /V'jnà imtM avovn liiannnn <1ì m/iJl.m o <1 ™ de quali si fanno le buche e gli orinali di rame . come d*' 1 . ' . 1 1. grado si_è detto. E 100 . Ne’piani de'quali si .. - 1 : ^n r ' a ' appresso^^vO piani de'quali si mettono gli di bocce. Red. Esp. vai. 2 S. Nel castello della stufa con olii’ 3 * 1 yetro e di terra invetriata. .. h\ 3 — (Dot ) Pianta che ha gli steli ramosi , alti circa un hra cC> ègri foglie amplcssicauli , spatolate , sagrinale , scssili , intere ; / sopra peduncoli corti , gialli, a spiga per una l’arte. Fiof ,sC .. pi' la state , ed è comune ne ’ luoghi sabbiosi de’ paesi meridio’ l(t cesi anche Erba tortora, /.ut. ceriiitlie major OrinAletto , O-ri-na-ìet-to. [Am.] dirti, d Ormale. .— , Oriuab’^,, Lat. inalella. Gr. o-xccQtoy. lled. Ins. 63. Quando la quarta ' feci la prova in orinaletto da stillare ben serrato. ( Qui rd * Orinale , 2 .J PtsO'y Oripìalierà , O-ri-na lié-ra. A/.' Cassa o Cesta da orinali. F. dell^ Orina lino , O-ri-na-li-no. [A’m. dim. d' Orinale. Lo stesso che* ì ( j 0 letto. F. Hicett. Fior. 2g4■ Qual vaso debbo essere , o un con suo antenitorio, o una cucurbita, ec. (Qui nel signif c(l 2 . di Opinale.) d’ 1 ' Orinare, O-rinà-re. [N. /m.] Mandar fuori V orina , [che che Far acqua.] —, Urinare, Pisciare, sin. Lat. mingere , 11 d 1 ' urinam facere. Gr. ovpsiv.JILAldobr.ll che sia voto di sup ( ’ r ^ l el1 di sali la vescica non suite fastidio alcuno nel contenerle. e 'natf 11 r oriti t viene in tali casi nelforinarle^ Red. Leti. Io son guarito totalmente avendo 01 monte di calculdti. (A) . Orinario, O-ri-nà-ri-o. Add. m. Appartenente all'orma , c °^[ -, Urinario, sin. Del Pap.Cons. Il terebinto di ® l solo come orinario , ma come U 1 umori crassi e viscosi. (A)^ , A^ c<; ‘ ^ Orinata , O-ri-nà ta. Sf. Scarico di orina. —, Pisciata, sin* . Luoghi dove suol farsi un* orinata. (A) • ~ - 5 OrinatiVo,* O ri-na-ti-vo. Add. m. Che fa orinare. Red. nel Diz. di A. Pasta. I luppoli, i finocchi sono gentilissimi aperitivi Orinci , O-i'ìn-ci. .i Diciamo Andare o Mondare in orine 1 ) Q^jyU) vale Aiutare o Mandare uno in lontanissime parti ’* _ Urinati v '' lt . iiiaLciii.-'.;;;:;;,^ diuretici o sia orinativi m c< *' ^ sin ll ^f i. nS fi r : I LI -. - 7 . |’£l“ .-1 exiremaf ‘ 1 ebbc. c di#'** Lai. abili vcl amandaie in oras longinquas, in us toc, -rrcp’pwrspft» dix itr ’^ 0t - t ’i cttfO'n'ifxrestii .(Questa voce poti' derivata da mulilazione dell’ espressimi latina om / ;;,w .jf*griag I,c ol , di qua lontana. Il Mcnagio la cava da Oringi , città de' ^ inorata da Livio , ch’era vicina alle Cadi ,e però lo» ‘ ( j t .{ Tac. Dav . ariti. 2 . 54 ■ Ecco purché lo strabal/aro .) . rene io siraudi/.m^ ebbe Pisoiic la jjrovincia.iò’r. nvv.y. 264. lo la diedi ni G ,a,, /L 5 - Mangano, il quale se n’audò poi in oriuci. Cecch. E sud* Egli e quasi più là eh’ ire in orbici. Drihb, * (Grog.) Amiche isole del Mar Rosso. (G) ORINGI ^'ngi , * O-rìn-gi. Lo stesso che Oi l'ari fi”. Salvili. Odiss. 182. Stolido j 1 1 , o forestiere, o pure Vieni d’ orinai clic si mi comandi, Ch’io o tema gli Dei o pur gli schivi, ^fi?nir dioriniti, cioè do. lontano.J (Pe) tiKo. * (Geog.) O-rì-no. Antico filane dell' Illiria. (G) Wsoco. * (Geog.) O-rinòco. Lo stesso che Orenoco. E. (G) ni “ 0 so , O-ri-nó-so. Add. tu. Di orina, Orinarlo, Vollisti. Ogni volta |-he qualche corpo solido , colà dentro (nella vescica ) si ferma , su- t»to attorno a quello incomincia ad unirsi ec. la parte più fecciosa e scabra del siero orinoso , cioè quei corpicelli terrestri ec. (A) ^tia,* O-rìn-ti-a. N. pr. fi Lai. Orintia. (Dal gl', oros monte: Ve- ORIZONTaLE 67 I _ pr. f Oiu"* 4 monte : Na ,a nd monte.) (lì) Lift \ e di’ Origine. (Dal lat. orior io nasco.) "vieto. (V. noi. à-i3. Cuilt. teli.) Io l’ho 0 », O-ri-o. Sm. V.A. V. \im, ani. Bertuccio da Orvieto. (E. noi. 'qy3. Cuilt. teli.) Esposto sopra la ragione , Ove par ha prima suo oi'io. (Qui forse ( v ) < N ) . a JS.pr.m. Lat. Oiius.(Dàl gr. harios bello, elegante.)(B) (Mit.) Soprannome di Apollo e di Bacco. (V .Orio n. pr. In gr. OÌ(l bclloy.zn, tempo, stagione, cura, e hnvos ovvero oros monte.)(Mit) —* Uno de' centauri uccisi da Ercole. (Dal gr, oros monte.) — /2 ° de Lapih , ucciso dal centauro Ginco. (Mit) )Laj o. (Ar. Mes.) 0 ri-o-Ià-jo.- C Add, e sm. K. e di ] Oriuolajo. - Uo "‘ Eier. 3, Egli è l’oriolajo, egli c colui Che 1 filosofo s (i< - ito dalla gente, Che digruma tra se, tra sè discorre. E appres- t) 8 ° : Attendi pur a far degli orioli , Oriolajo mio. oletto , * O-ri-o-let-to. Sm. dim. di Oriolo. —, Orologietto , sin. ^Rirf^ ,,le7 ‘ ^ ncre d- 1 • 12 ‘ 4 '• Un oiioletto formato dentro un anello. (N) 1 L o. (Ar. Mes.) O-ri-ò-lo. [AVw. V, e di’] Oriuolo.w Buon. Eier. ò.4. 0r,°*. cu * ini P arai far gli orioli a sole. (iV) One, * O-ri-ó-ne. N. pr. m. Lat. Orion. (V. T etimol. di Orione J>tr. In gr, horieno io decoro, a domo, abbellisco .)—Nome d* un $i- b ( Oìte del quale i mitolosi narrano tante favole , e che al fine posero , ^ cielo. (B) (Mit) ° " ' (Astr.) [ Usato anche in forza di sm. Nome di un segno celeste ne// e/nisferio meridionale .—, Juctiba, sin.Lat. Orion. Gr. u>p!wv. (D;il ^lt. uria piova che vien da ur acqua : poiché il levarsi ed il tramon- di questa costellazione suol essere accompagnato da piove: e però Virgilio disse : subito assurgens jluctu nimbosus Orion.)Mor.S. Greg. potemo dire che, nascendo l’Orione, seguisse la tempesta del ver* *1° ec. L’Orione è un segno , il quale si leva al tempo del verno, e U J Su ° nascimento commuove tempesta di venti e d’ acque in mare / 111 terra. Petr. son . 33. Allor riprende ardir Saturno e Marte , U e P l ’i° ne ar mato Spezza a’tristi noccbicr governi e sarte. E * (Zool.) O-rì pe. Sm. Sorta di vermicello simile all’ anguìUctle , 0 le trovasi nell' aceto. Kallisn. (A) //.3 U-A.U. e c/riOrbccio, [nel primo signif.} ( lt - paniscri^tum. Gr. Guài. lett. 5o.Ne gano al povero un {/■zzuolo d’orisceUo di pane. Tralt. gov. finn. Si dea loro ogni mat- /. lla Un orisceilo di pane. E appresso : Ènc piccola , ma buona ca- , t j. de , uno orisceilo di pane allo aliamato. Lib. Dicer. Uno orisceilo Or/ f ane «ecco e cruscoso vale ad acquistar il regno del Cielo. „ 0 (Geog ) 0-ris-sa. Sf. Pmvincia dell Indoslan inglese. (G) J so > * O-ris-so , Orissone. N. pr. m. (Dal basco o cautabro oroiiza Attoria ; e però vale Memorabile. ) — Principe di Spagna , dal Qit| Uu k f u P osto i' 1 J'“§ a Amilcare. (Mit) ,/Q'- * (Bot.) Sm. V■ G. Lat. oryssus. (Da oiysso io scavo.) Genere di‘ n / ett ‘ ordine degl imenotteri e della famiglia degli urocerali i ■ ‘‘f alle , i quali col mezzo d’ un succhiello filiforme si praticano l entro i legni per deporvi le uova. (Aq) ^° Ne 5 * O-ris-só-ne. US. pr. ni Lo stesso che Orisso. V, (Mit) Sr ANo. * (Geog.) O-ri-stà-no, Oristagui. Ini. L'srllis. Citta della Sar- 0,,:*"» 1 — Lai. Thyrsus. Riviera della Sardegna. (G) /, akf * (Geog.)O ri-tà-ui..-//it. popoli della Grecia nella Locride. (G) ■ — s .. 1.,,:. 1. . 1; r. cn-i corrisjmndenti ai hathyergus e georyhus di llliger. Secondo Cuvier il genere oryctei us comprende la Grande talpa ilei Capo. Sono animali forniti d'unghie forti, corte e poco taglienti, con cui scavano la terra e vi si tengono per lo più nascosti. Hanno quattro denti mascellari ed i posteriori profondamente incavati (d lato esterno, occhio piccolo scoperto, corta roda. Se ne conoscono due specie. IL inus maritìmus, Talpa de’Dani, eh’ è di color grigio-bianchiccio, presso a poco quanto un coniglio; e la Talpa del Capo,mus capensis eh’è bruna con una macchia attorno ad occhio , una attorno all’ orecchio , ed una al vertice, la parte inferiore del muso bianca; è. grande quanto un porco dIndia.Entrambi abbondano nelCapo di Buona Speranza.(Aq)(N) Oritteropo. * (Zool.) O-rit-tc-ro-po. Sm. V. G. Lat. orycteropus. (Da arycter scavatore, e pus, podns piede.) Genere dimatnmiferi, dell ordine degli edentati, che hanno molte attenenze co’ formichieri : ha per tipo / oryctcropus capensis, ossia la myrmecophoga afra di Palias, provveduta di unghie forti, compresse e taglienti, atte a scavare la terra. Sono stati per gran tempo confini con i formicai perchè fanno uso dello stesso nutrimento ; hanno la testa della medesima forma , la lingua un poco estensibile, ma se ne distinguono , perchè essi hanno de’ denti mascellari, e le loro unghie sono piatte, proprie a scavare; i denti sono cilindrici, solidi a guisa di giunchi cannelati , traversati per la loro lunghezza da tanti piccoli canali ; il loro stomaco è semplice, muscoloso verso il piloro, il cieco è piccolo ed ottuso.( Aq)(N) Orittognosia. * (St. Nat.) O-rit-to gno-si-a. Sf. V. G. Lai. orycto- gnosia. (Da orytto scavo e gnosis cognizione , scienza.) Parte della mineralogia , che dai caratteri esterni de’ fossili ne rileva le proprietà fisiche. (Aq) Orittografia. * (St. Nat.) O-rit-to-gra-fi-a. Sf. V. G. Lat. oryctographia. (Da orytto io scavo, e grapho io descrivo.) Descrizione de’ fòssili.(Aq) Orittologia. * (Filot.) O-rit-to-lo-gì-a. Sf. V. G. Lat. oryctologia.(Da orytto scavo , e logos discorso.) Trattalo in cui viene spiegata la natura de’ sali , de’ solfi, de' marmi, delle pietre comuni c preziose , de’ metalli ec. (Aq) Oridna , * O-ri-ù-na. N. pr. f. (In celt. gali, orain è gcn. sing. di o ran canto, poema. V. Orione.) —Sposa di Carausio. (Mit) Oriundo , * O-ri-nn-do. Add. m. V. A. Nativo , Originato. Lat. o- riundns. Salvai. Pros. Tose. 1. n8. Onde è oriundo quel Merlino Coccajo , che ha fatto la Maccheroneide , e si dovrebbe dire perciò Merlino Cnccagno, e non Coccajo. Gor. Dif. alf. tose. i36. Che gli Elrusci siano oriundi dagli Ebrei cc. (N) Oriuolajo. (Ar. Mes.) O-ri-uo-là-jo. [Add. e sin.) Maestro dorinoli , Che fa [0 che mccomoda ] gli oriuoti .—, Oriolajo,Orologiere, Orologia- ro , sin. » Magai, lett. Un oriuolajo del gran duca Ferdinando.(N) Oriuolo. (Ar. Mes.) 0-ri-uò*lo. [Ani.] Strumento che mostra e misura l'ore ; e ne sono di diverse sorte , come a sole , a polvere, a acqua, a suono e a mostra , [a luna , a repetizione , sonante o con isveglia, da torre, da tavolino , da tasca. l' r • Clessidra, Clcssamidio, Solario o Scioterico , Cronometro ; cc. Secondo l’ antica ortografia trovasi per lo più scritto] Orivolo.—,Oriolo, Uriuolo, Orologio, Arlogio, sin. Lai. horologium. Gr. fpoxóytov. Bor itolo a sole si dice in Lat. solarium , horologium sciotericum; a acqua. Lat. clepsydra. Gr. y-- Ifci ; a polvere. Lat. clcpsanimidion. Gr. n\i^ax.g.iilSio>. (Secondo il Menagio , vien da sincope di horologiolum dimin. del lat. puro boro lo guan orologio : e secondo altri, vien direttamente da orninegiualo che si usa ancora da’Napolitani in sens i di picciolo orologio!) OanA. Par.2f.t3. E come cerchi in tempra d’or . ili Si girmi sì, che '1 primo a chi pon mento Quieto pare, ec. Ar. Tur ig. f i. Un sotto poppe, un altro sotto prora, Si tiene innanzi l'ori noi da polve. A'ngg.nat. esp. 16. Questa differenza consiste alle volte in minuzie così piccole ed inarrivabili , che la giustezza de’ più squisiti oriuoli non può mostrarle. Tir. As. 66. Posciachè egli ebbe voltato un suo orinolo , e’parlò in questa guisa : ec. Buon. Eier. 3. 4. 11. Da cui ’mpai ai far gli orinoli a sole. » ( Nell' edizione citata teggesi Orioli.) E Sai- 0 ’ rAKl * * (Geog.) Ò-ri-ti. Antichi popoli dell’ India. (G) < * O-ri-ti-a. N. pr. f. Lat. Oritbyia. (Dal gr. bora bellezza, ta I °, io son portato con impeto , io rapisco : Bellezza rapita, porta- e 2 0, a Ia con impeto, con violenza.) —Figlia di Marlesia, e regina delle bazzoni.—Figlia di Erelteo, amata da Borea che la rapì. — Fi- Out * Cecrope. (B) (Mit) L°> * O-L'ì-to. N. pr. m. (Custode , da oreo custodisco , ovvero ontano da oros monto.) — Uno de’figliuoli di Finca. (Mit) coi° FI0 ' * ( Bot ) O-ri-trò-fi-o. Sm. F. G. Lat. oriti'oplmim. (Da o- monte, e trepho io nutrisco ) Nome inij'.nsln da hnuth ini una sc- piante del genere aster , in cui comprende tre specie, di / n e “‘He quali, cioè dell’ aster crocifolius , e dell’ aster repens , dà p nome sembra tratto dai monti ove crescono , e dal 0, che somministrano al bestiame. (Aq) Va( ®‘ * (Zool.) O rìt-tc. Sf pi. D. G. Lat. oryctcs. (Da orictos sca- Se , ?•' Nome itagli autori tede so Ut imposto agl’insetti coleotteri, della gf° ne de’ pentameri, della famiglia dé’ lamellicorni, della tribù de- A a/ SCl .^ menti circolari che si formano a' margini d' un taglio o d'uaa p l naturale od aiifìziale di alcuna piuma , e segnatamente ne tJ' oìl0 delle piante legnose arborescenti. Ber ioioni. (O) ^ Orljcciuzzino , Òr-lic-ciuz-zì-no. [Am.] dim. di Orlicciuzzo. B&6 , 0 stallini panis. Gr. ^co/xos. Burch. 1. <^o.Percbé mi ha latto star alla musa Per un orlicciuzziu di pan di lolla. . Orlicciuzzo , Or-lic-ciùz-zo. [A'm. clini, di Orlicelo.] Piccolo ovl* CL exiguurn panis crustum. Orliense. * (Geog.) Or-li-én-se. Lo stesso che Orleans. P. Ci^ lllL Ani. p 117 ( N ) ... . ’ !i,r Orliqua , Or-lì-qua. [Y/?] P. A. P. e di' Reliquia. Lai. rellq’ ,ae, c . sana. Gr. Fr. Giord. Pred. S. Poi a un tempo, che di t (lil ste sante orlique ec. Più. Bari. 28. Portava una schiavina tutta. ^ di orlique di corpi santi. G. P. 11. <}■ 1 .Furono mandate in y, le orlique di S. Jacopo e di S. Alesso .n'f'ediz. Peneta del , e la recente Fiorentina leggono rettamente Reliquie.), v 4 j/y^ '2 — Rimasuglio, xAvauzaticcio. Lat. reliquiac. Gr. \sfyxva, !*'• ^ ^-o Prcd. 77. Di questi tre peccati sono rimase c rimangono ^ Ll r e y- * Sl0 i . S uP? r i dìsposon di guidarle Tutte pel fiume, c non su K- 0 Med. canz . 18. 3. Non mi curo vi sia grotte, ^ S. male orlique. Orliquia,* Or-lì-qiii-a. Sf. P. A. Lo stesso che Orliqua. liquia. Pit, S. Alargli, ifo. Dunque saranno le tue orliqme* Ctnt, 36. Si cavavano fuori le sante orliquic e ponevansi {isQ^ tare. E appresso : Trassono fuori lo bossolo delle oriiqire- B to\ Meniaila {meniamola) alla Pieve alle orliquic sante. (V) ^ eS st Orlo, OY-lo. [A/n.] Estremità de’panni [rivoltata e cucita P et f j c^' non isfìtaUmo .] Lat. fìmbria, ora. Gr. hr^Tiói, (P\ brett. ouii, che vale il medesimo. La lingua scaldica ha ha* ho, fascia spezialmente del cappello. In gali, oir , in frane* ® in isp. orla vagliono pur orlo, fila secondo il Mcuagio , ic ' Che se Tabernicch Vi fosse sucadul^^ \>c 1 ^ trapana , Non avria pur dall’ori » fatto criccli. Sugg.aat ^Pf^yce^ che il gran peso dell'argenta , che dee reggere , non : la legatura s’attiene. E appresso : La bocca . gU po ^ ricevere una mano , abbia in giro un orlo o 1 ro‘ , ■ • C lC l'illC ' 11 1' orlo , dove a misma di retro. Tue. U ( ) — * Col v. Pare: Pare orme "Imprimerle. V. Fare orme. (N) Ì{ì — {Col v. Pigliare : Pigliar Torma da alcuno =: Seguitarne V esempio.] Porgli. Moti. *77. I Greci si servirono in questo delie inodesi* sguardanti l’azione di dar fondo , e preparatisi. (In gr. hormos in* dica il luogo , ove le navi si stanno in sicuro : hormìzo io conduco la nave a si fatto luogo : hormisis Io starsi nel porto; e homua una funicella. Indi sgorgano ormeggiare , ormeggio ec.) (S) 3 — Ormeggiarsi in barba di gatto = Dare un guardiano in a- juto , Ancorare in quarto. (S) Ormeggio. (Marin.) Or-még-gio. Sm. Cavo chetien fermala nave dalla parte di poppa. (A) Sego. Fior. Fram. ist. p. 3 u Un colpo di bombarda gli tagliò ambedue gli ormeggi. (N) 2 — Ancora d'ormeggio. V. Andrivello, $. 2. (A) 3 — Ormeggi si dicono gli Attrazzi necessani per ormeggiarsi, come Gomene , Ancore , ec. (A) 4 —- F così chiamano i tonnarotti Que'cavi che da un capo sono attaccati alla tonnara, e dall'altro all’àncore che la tengono ferma al suo luogo. (A) Ormekide , * Or-mè-ni-dc. Add. pr. coni. Di Ormenio. (Mit) Ormenio, * Or-mè-iii-o, Ormcno. N. pr. m. (Dal gr. ormenos per oro - menos colui clTò impetuosamente portato. Nella stessa lingua hop- meno io volgo nell’ animo.) — Padre di Aslidamia. —- Re di Tessaglia , padre di Aulitone.—Padre di Vtesio , ed avo di Eiuneo.~- Capitano irojano ucciso da Teucro. (Mit) 2 — * (Geog.) Antica citici di Tessaglia. (G) Ormesino. (Ar. Mes.) Or-mc-si-no. Stri. Lo stesso che Ermesino. V* Scgner. (A) Ormia. * (Geog.) Or-mi-a. Città e lago della Persia. (G) Orminiaco. (Ar. Mes.) Or-mì-nì-a-co. Sm. Sorta di mistura alquanto liquida e viscosa , che serve in cambio di mordente per dorate , o .. J ' .. " * * —'~'j ed ai- getter oro da non brunirsi sopra drappi , cojcuni , legnami i 'o. (Detta da’Francesi boi d' Armenie.) Uoc. Dis. (A) mette Ir Ormino. (Bot.) Or-mì-no. Sm. Lai. horminum. Gr. ’ópfjuvcv. ( Hormi- non dal gr. bornie appetito dell’ animo. ) Specie di pianta del genere salvia , della diandrici monoginia, cosi denominata dalle sue proprietà afrodisiache e stimolanti. Ha gli steli duri, quadrangolari, pelosi, lunghi due piedi ; le foglie disposte in numero di sei, a verticillo , leggermente pelose , ottuse , intaccate , peziolate, fuori delle terminanti, che sono sessili ; le spighe terminate da un ciuffo di brattee colorate ; il col imbo col tubo intemmente coperto dal calice ; il labbro superiore porporino, o color di rosa; l'inferiore di un turchino pallido. È indigena dell'Euivpa, e fiorisce nella stateffi q)(Gall)(N) 2 — * Genere di piante stabilito da Persomi nella famiglia delle labiate , e nella didii tamia, ginnospermia, a scapito della melyssa pyrc- mica , e della Lepechinia spicata di jVilldenow. Sono piante aromatiche, quindi stimolanti. (Aq) Ormfsco. * (Bot.) Or-mì-sco. Sm.U.G . Lai. honniscus. (Da hormiscos dim. di hormos maniglia, collana. ) Home della terza sezione delle Uie lettere dello alfabeto, pigliando Torma pcravventura dagli Ebrei. piante del genere Jieliophila , stabilita da Decandolle, derivalo dalla 11 — Col v. Ritrovare : Ritrovar le sue orme == Tornar indietro per forma della loro siliqua o • baccello a guisa di maniglia. (Aq) lo stesso cammino. Dant. lnf. 8. Non mi lasciar , diss’ io , così dis- Ormisda,* Otwnì-sda. N. pr- m Lat. Ilormisdus. (V .Ormisdaii.) — Nome fatto j E se 1’ andar più oltre c’ è negato , Ritrovnun T orme nostre insieme ratto. (Y) l * — * Col v. Segnare: Segnare un’orma nel Liceo — Essere appena e nlrato nelle scuole dì filosofia . Averle appena tocche. Palla». Ist. Cono. 1. 8 j 5 . Chi ha segnata mai un’ orma nel Liceo, il quale non sappia die T oggetto è quello che comincia ad operare ec. (Pe) ^ ■— [ Col v. Seguire : Seguir Torma = Tener dietro .] Petr. canz.g. 3* A seguir d’uria fiera, che mi strugge, La voce, i passi e Torme. fi Ar.lur. 8. i 5 . Tutti del buon Ruggier seguiron Torma. (P) t — Col v. Uscire : Uscir dell’ orma rr Sbagliare non andando esat* tornente sull’ orma delle lettere che il maestro dà d fanciulli tracciate ® puntini . F . Dare l’orma , nel 5- 8. Dep. Decani. io 3 . Come un „ hindullo che tema uscir dclTonna. (V) (M) V lA | 5 Or-mà-i. [Avv. sino, di] Orama i.V. Fiamm. f. i 3 . Panfilo non L> più tuo } gitta via ormai gli disiderii di riaverlo. Filoc. f. y6. Po- che ciò avvenisse , questo , che è fatto, orinai non puote indie- tornare. Fr. Jac. T. 3. 16. 21, Palpa c tocca i forami e la fe- q v Ra , E sia ormai in te fede gradita. ^Ar.e, Or-mà re. {-Ut. In generale Andar dietro alt orme, Seguirle vestigia ; e parlicohamenie di-cesi de.lt] Andare i cacciatori dietro alt-orme della fiera , per rintracciarla. Lai . vestigare. Gr.l-^vduv.^Car. Long. So fi pag. f fFirenze 1811J Se ne giva leggiermente saltel- Gndof7« bestiuolaJ, e come scegliendo sentiero da non vi lasciarpe- ^ 'da , onde non potesse dal suo pastore essere ormata. (B) fi (Milit.) Per situil. si usa dalle genti militari nel senso di Dar .'} caccia all'inimico, di Seguitare 1’ orme. Montecucc. Bisogna ormare J I nimico , e caricarlo in luoghi angusti prima ch’ei possa rivolgersi ‘.'^ordinarsi. Algar. Ormate da per tutto T inimico, gT impedite la stirala , sicché egli non possa rifar testa. (Gr) 0,AT °, * Or-mà-to. Add . m. da Ormare. ~H. (N) ' u tore , Or-ma-ló-re. {Ferb. ni. di Orinare.] Che orma. LaU vesti- ^ S'dor, Qj.. t^'j, 6[ ,Tìq5. * (Milit.) Soldato che seguita le orme dell'inimico, che corre sulle diluì. (Gr) ^ie. * (Mit.) O'v-me. Dea invocata da coloro che nella condotta delle fi o bisogne erano molto attivi. Secondo Pausatila, aveva ara ìnA- 0 u e;ie * (Dal gr. orme impeto, appetito dell'animo.) (Mit) “ (Geog.) Or-mè-a. Città degli Siati Sardi, nella provincia di 0* on d Iella, Tua forte vestitura Sotto ricca ornatura tu celavi. (B)^ Orne. * (Geog.) O r r-ne. Lat. Olona, Ulula, Olina. Riviera di trti* lCt che dà nome ad un dipartimento. (G) Ornea, * Or-nò-a. N. pr. f. (Dal gr. oreine o sia orine montana. stessa lingua orneon uccilletto.) — Nome di una ninfa. (Mit) 2 — * (Geog ) Antica città dell’ Argolide. (G) j Orneate. * (Mit.) Or-ne-à-te. Soprannome di Priapo, come onorato ( Ornea. (Mit) 1 . te Ornee. * (Arche.) Or-nè-e. Add. e sf. pi. Feste di Priapo , celeuf. dapprima ad Ornea , poscia e piu magnificamente a Colofone- i 111 rostri del Dio erano donne mar.tate. (Mit) \ Orneo , * Or-nò-u. N. pr. m. (Dal gr. oreinos o sia orinos montante — Figlio di Eretleo. — Uno de 1 Lapiti. — Figlio d’lesione . (M ; ' 2 — * (Geog.) Antica isola del Golfo arabico. (G) • p Orneode.* (Zool.) Or-ne-ò-de. Sm. V.G. Lat. orneodes. (Da oi'tds ll ?^ /(| lo , ala.) Genere d insetti delV ordine de * lepidotteri , della de ’ notturni , e della tribù de' pteroJ\oriti ; stabilito da Latreìttt j stinti da ali coperte di scagliatine , e coi bordi guarniti duna già di peli imitanti le piume degli uccelli. La sua specie p lli c ^ sciuta e V orneodes hexadactylus di Latratile , o pterophorus ex ctylus di Fabricio. (Aq) ... /pj OftKEOPiLi. * (Zoòl.) Or-ne-ò-fi-li. Sm. pi. V. G. Lat. orneophdj;^', orinos montano, e philos amico: Amico de’luoghi montani.) * glia d'itisetti dell ordine de'coleotteri , e della sezione degli f ìie ieri, stabilita da D timer il , la quale comprende quA generi d 11 ehe amano di soggiornare ne' monti e nelle selce. (Aq) JS) Orneta. *(Geog) Or-né-ta. Città degli Stali Prussiani. (G) Orniaci. * (Geog.) Or-nì-a-ci. Antichi popoli delta Spagna neU a ragonese. (G) q^oIh* Ornirlendola. * (Min.) Or-ni-blòii-do-la. Sf Lo stesso che A** V. (Boss) . or Ornitide.* (Bot.) Or-nì-ti-de. Sf. V. G. Lat. ornithis. (Da ° r ? l ' s \-ost nithos uccello.) Nome specifico duna pianta del genere orci* 15 ’ denominata dalle due foglie opposte del perianzio allargato il * delle ali di un uccello . (Aq) /n -\* ot 4 * appropriando alla idea sublime siffatta ornatezza. (A) (B) Ornatissimàmente, Or-na-tis-si-ma-mcn-te. [Avv,] superi (d Ornatamente. C Lo stesso che Adornissimamente , e Adornatissimamente. V. 3 Lat. ornatissime, elegantissime. Gr. v-OGguórccra ., x TÌ1 or> ltS . f OiiNiTOGALO.*(Bot.) Or-ni-tò gado.Am. V. G. Laz.ornithogalum.t ^ l{fì dr lli ornithos uccello, e gala latte.) Genere di piante undobee de ^ manoginia e della famiglia delle hhacee od asfodelee^il cut frati*? 0 , serve di pastura agli uccelli , ed in alcuni luoghi ai se f ilr '^, Ji ì ìsei'à^ la corolla di sei petali patenti , i filamenti slargati alla base sul ricettacolo , la capsola trtlocuhire , e l’ embt'ione assi ORKITOGLOSSO 1 — La più comune delle sue specie è /’Ornitogalo ombellato: Pianta che ha i bulbi numerosi-, lo scapo più cono dei peduncoli; i fiori in corimbo, in numero di sette o otto, bianco-lattei internamente, 'verdi al di fuori, fiorisce nell’aprile e nel Maggio, edè comune ne'luoghi erbosi e negli orti, ove può dirsi dannosa. Volgarmente dicesi Bella di undici ore. Lat. oniithogalum umbellatum Liti. (Gali) Ornitoglosso. * (St. Nat.) Or-iii-to-glòs-so.Nrn. V. G. Lat. ornithoglos- sus. (Da ornis, ornilhos uccello, e glossa lingua.) Nome dato a sostanze fossili o Pietrificazioni che si assomigliano alla lingua degli uccelli. (Aq) S sg 2 * (Bot.) soggiunto de' semi del fi-assino che hanno la stessa somiglianza. (Aq) “ —* Genere di piante della famiglia delle colchicacee, e dell’esan- dna triginia di Linneo, che prendono tal nome dalla figura de'loro pelali simigliami la lingua degli uccelli. (Aq) Ornitografia.* (Zool.) Or-ni-to-gra-fi-a. Sf.V.G. Lat. ornithographia. (Da ornis, ornithos uccello, c grapho io descrivo.) Descrizione degli uccelli, (Aq) Orkitoidi.* (Zool.) Or-ni-tò-i-di. Sm. pi. V. G. Lat. ornitlioidi. (Da ornis, ornilhos uccello, e idos somiglianza.) Nome proposto da Blain- ville per indicare i rettili che nella loro organizzazione hanno dei rapporti cogli uccelli. (Aq) Oukitoditi. (St. Nat.) Or-ni-to-li-ti. Sm. pi. V. G. Lat. ornitholitbi. (Da ornis , ornithos uccello , e lithos pietra.) Sostanze fossili da taluni credule avanzi d’uccelli pietrificali. (Aq) J ’ Ornitologia. (Zool.) Or-ni-to-lo-gi-a. Sf. V.G. Lat. ornitbologia. (Da or«i5, ornithos uccello, e Irgos discorso.) Trattato o Discorso intorno agii ucvellLMagal.lvlt, Mi do per contento ancora del vostro ringraziamento per la mia ornitologìa e pumigliomacliìa. (A) Ormtologo. (Zool.) Or-ni tò-lo-go, Ada . e sm.V.G.Intendente o Professo?^ di ornitologia. (A) Oukitomànzià. (Filo!) Or-ni-to-man-zi-a. Sf.V.G. Lat. ornithomantia. (Da ornis , ornithos uccello, e mantia divinazione.) Specie dì divinazione fatta per mezzo degli uccelli. —, Ornitoscopia, sin. (A) (Aq) QftMTOMiA. * (Zool.) Or-ni-to-mì-a. SfV , G. Z-flZ.ornitliomya. (Da ornis, ornilhos uccello, c n?yo io chiudo le labbra.) Genere d’insetti dell’ordine de* ditte?'/, della famiglia de' pupipari, e della tr.bu de coriacei di La- treille , da questo stabilito cogl' ippoboschi degli, altri autori, così denominandoli dalla loro abitudine di vivere del sangue degli uccelli.(A q) Ormtopo.* (Bot.) Or-ni-to-po. Sm. V.G. Lat. ornithopus. (Da ornis, ornithos uccello, c pus, podos piede.) Genere di piante a fori polipetali della diadclfìa decandvia, e della famiglia delle leguminose, le quali nella forma de loro frutti ricurvi in fuori offron quella del piede (fun uccello ; hanno il calice con cinque denti, la corolla papi- glionacea , ed un lomento tenete arcuato. (Aq) (N) ’ r Oi'SiTDPornoiDE.* (Bot.) Or-m-lo-po-di-ò-i-de. Sf. V.G. Lat. ornìtbopo- dioides. (Da ornis , ornithos uccello, pus, podos piede, e idos somiglianza.) Specie dì piante del genere Lotus, a fori polipetali , della stessa classe e della stessa famiglia del genere Ornithopus , distinte da’ legumi ricurvi e compiessi alla foggia de’ piedi degli uccellifAf) Oiìnitopoli.* (Geog.) Or-ni-tò-po-li. Antica città della fenicia. (G) Or,Ki TORR1H co.* (Zool.) Or-nÌ-tor-rìn-co. Sm. T.G. Lat. ornithorrbyn- eus. (Da ornis , ornilhos uccello, e rlynchos becco.) Genere di mammiferi dell’ ordine degli ede? itati. da Blwnenbach veduto recentemente tu un lago presso Boiuiy-Bay nella JStiova Olanda. Il muso di questo animale allungato ed appianato presenta grandissima somiglianza col becco delL anitra, tanto più che i suoi orli sono guarniti delle stesse piccole lamine trasversali ,* ha i denti nel fondo di lla bocca al nu- m ero di due senza radici a corona piatta e composta di piccoli tubi Ve nicali come quello dell oricleropoy i piedi d’avanti hanno una meni - br c * ' - * ... • 0R0 6 7 5 Oro , O -l'O. [Sm. Metallo solido , giallo, splendentissimo, poco duro, pelo bruno-nericcio che foi . Varietà del primo. (Aq) (N) ••nitoscopia. * (ì ilol.) Or-ni-to-sco-pi-a. Sf. V. G. L-at. ornitbosco- Vf. (Da ornis , ornithos uccello, e scopco io osservo.) Lo stesso che -Ornitoinanzia. V. (O) f-niToscoro." (Filol.) Or-ni-tò-sco-po.'^c/W. c sm. V. G. Colui che -pre- „ fendeva trarre presagi dagli uccelli. (V. o rniloscopiab) (O) knitotipoliti. * (St. Nat.) Or-ni-to-ti-po-lì-ti. Sm. pi. V. G. Lat. or- n dhotypolithes. (Da ornis , ornithos uccello , tfpos forma , sirnula- Cro > e lithos pietra.) Vengono con questo nome indicate le reliquie uccelli, o le loro impressioni che trovatisi allo stato fossile, alla Q Sll Perficie della terra, o nelle pietre prodotte da'depositi ctilcmv.(Aq) ''Kito-iojjia. (Zool.) Or-ni-to-to-mì-a. Sf. V. G. Dissezione degli uc- 0 Ce fà- (Da ornis , ornilhos uccello , e tome taglio.) (Aq) •■sitotrofe. ’ (Bot.) Or-ni-tò tro-fe. Sf. V. G. Lo stesso che Orni- 0 V- Lat. ornitbol;opbe. (Aq) -"'•trote. * (Bot.) Or-ni-tro-fc. A fi V. G. L.at. ornilropbc. (Da ornis, 0, 'ier me acerbi e velenosi stecchi. Boez. Varch. 2.pros. 5. Qual di loro è meglio? l’oro massiccio, o buona quantità di danari contanti? CiriJf.Calv.3. ig. Argento e oro massiccio e coniato. Cas. lett. 70. Alla distinziou dunque di queste due ambizioni si vuole procurare d’aver alcuna pietra, la quale , come il paragone degli orefici l’oro basso dal fine insegna a conoscere, così ec » Buon. Pier. 3. 4- <<• E chi non vince L’e- sccrabil dell’oro infame fame ? (N) a — * Dicesi Oro in foglia, /’ Oro battuto tanto sottilmente ch'è ridotto in foggia come di carta , e serve per dorar soffitte, quadri suppellettili ec. L' artefice che così riduce l’oro e anche l’argento chiamasi Battiloro, e quello che se ne serve per dorare e inargentare chiamasi Mettidoro. V. Foglia, 5* ''•• (A) 3 — ni paragone.* V. Paragone. (A) 4 — filato. [Oro di lamina assottiglialo a uso db intrecciarlo su i fili.1 Cecch. Servig. 2. 4- Trovandomi io da sedici Libbre d’oro filato, ec. » Boccalini. Berg. (0) Cecch. Servig. 1. 4. Mi vuol dar® una somma D’ ori filati che io gnene porti A Bologna. (N) 5 — liscio. * V. Liscio add. 5- 4- (A) ® — macinato : * È l’oro in foglia , macinata in una lazza di cristallo coti mele e gomma, il quale , riposto in nicchi per conservarsi, serve ab pittori e miniatori per lumeggiare i loro disegni, scrivere lettere d'oro ec. Baldin. Voc. Dis.(A) Sagg. nat. esp.i3g. Si mette ad asciugare nelle conchiglie, come l’oro e l’argento macinato.(N) 7 — obrizzo.* ’V. Obrizzo. (A) 8 — sono, cioè Massiccio. Vit.Pilt. 24- Considerai se queste tesserne fossero quadretti d’ oro sodo. 2 — Dicesi D’ oro in oro , aggiunto a Moneta , come Fiorini d’ oro in oro e simili e vale D’oro effettivo. Cas. lett. 63. Ne ho a avere diciannovemila scudi d’ oro in oro tutti contanti. t — E trasportalo ad altre cose : D’ oro purissimo ; e anche per meta fi. assolutala. Schietto , Legittimo , Fine. Bem.Orl. 1. g. 4°- H qual di Francia s’era già partito Con quella bella lancia d’oro in oro. E rim. 1.17, Che quando eli’ è (la peste ) di quella d’oro in oro, Non vale inacetarsi, o mangiar aglio, Lasc. Madrigaless. 53. Acciocché dalle mura Non cadessero in coro Quelle sue figuracce d’oro in oro. 3 — * Dicesi Per tutto l’oro del mondo, e vale A qualunque prezzo. Dep.Decam.60. Questi, che non sono usciti mai delle scuole do’fan- ciugli, dove e Maestri hanno queste libertà per errori, e vogliono, clic il verbo abbia i suoi casi innauzi, e dopo per ordine, non passevebbo- no per tutto l’oro del mondo una di queste gentilezze al Boccaccio. (V) 4 — [Ftg. Danaro , Ricchezza ; onde Essere , Stare nell’ oro a gola « Aver mucchi d’oro= Esser danaroso, opulento. V. 5. > <-] Doni. Par. z3. i35. Quivi si vive e gode del tesoro , Che s’acquistò piangendo nell’esilio Di Babilonia, ove si lasciò l’oro. 5 — * Color d’ oro. Red. Op. t. 118. La testa è listata per traverso d’ una stretta fascia pur d’oro aneli’essa. .. gli occhi sono rossi circondati d’una linea d’oro; ... sei sono i piedi neri anch’essi e pelosi e nelle congiunture toccati d’ oro. (Pr) 6 —* Per simil. detto di varie cose. Peti-, son. 11. I capei d’oro fin farsi d’argento. E son. 6g. Erano i capei d’oro all’aura sparsi. Cas. rim. Le chiome d’or, eh’Amor solea mostrarmi. Ar.Fur. 10. to3. La biscia cc. Dove te spoglie d’oro abbella e liscia. Tass. Gcr. 18. 16. Rilorna Lieto il serpente, e di nuov’or s’adorna. E Am. 1.2. Intrinseco divenni Della più vaga e cara verginella Che mai spiegasse al vento chioma d’oro. (Br) „ 7 —* Col v. Dare ; Dar l’oro = Indorare. V. Dare 1 oro. (A) 8 — [Colv.McA tcre:]Mettcre a oro [o d'oro]—Indorare .[/•'‘.Mettere a oro J 9 — [Col V. Parere:] Parere 0 Sembrare un oro— Spiccare per eccellente , Far mostra di buono. Tac. Dav. ami. 1. 5. Nè scelse mica Tiberio a successore per bene che gli volesse , o per cura della repubblica , ma volle , scortolo d’animo arrogante e crudele, a pe q a lui sembrare un oro. ( Il lai. ha -. comparationc detemma sibi gloriali! quaesivisse.) .. . ,, , 10 — [Col o.Recare:] Recarla o Ridurla a oro= bruire alla conclusione , Ridurla al netto.Lat. ut ad pauca redeam .Malm. o. 4*.8og- giiimio e dico per ridurla a oro , Che mal distribuito c questo uh- 7Ì 0 . /? 8. «.Perché, a ridurla a oro, Non v’è guadagno, e son tutte pazzie. Borgh. Mnn.173. Come per avventura i nostri col trito proverbio del recare ad oro assai gentilmente fanno. , _* Recare in oro zz: Voltare , Cambiare in danaro. Vit. SS. Pad. 1. 248. E qui recato in oro per ogni suo podere, lo menò in Gerusalemme , e fecelo dare ai poveri. (V) tJ _ [Col v. Stare:] Stare nell’oro [a go\a.—Vivere agiatamente.} Avere gronde abbondanza di ogni cosa. Fir. Lue. 4- 4- 1° me ne vo’ piu presto andare a casa mio padre , e rigovernare le scodelle, che stm- con teco nell’ oro a gola. , 13 [Col v. Valere:] Valer tard’ o.-,j :—Aver grande abilita-, Essere molto a pmposito , adaltatissimo.- Tac. Dav. ami. 1. 7- Eravi un I’ercennio , stato capo di commedianti , poi soldatcllo linguacciuto , c per appiccar mischie , avvezzo già tra’ partigiani de’ recitanti, valeva tant’ oro. ( Il lat. ha : doctus miscere cactus.) i3 — Prove ii>. Tutto ciò che luce o riluce o ri,piemie non è oro == i8 676 ORO 'Tutto ciò che ha nj/parenza di buono, non è sempre buono. Lat. non orane , quod apparet , veruni est. Frane. Sacch. rim. 5o. E quella stimerai mcn ch’una ghianda, Perocché non è oro ciò che luce. Cani. Cain.Paol.Ou. /jti. Ma ci bisogna giudicare a’frutti, Perchè ciò che riluce non è oro. Bentb. rim. 44- Oro non ogni cosa è che risplcn.de. 14 — (Alchim.) Oro potabile: Oro ridotto per arte chimica, come alcuni credevano 9 in bevanda.» Buon. Pier. 1 . 3. 2 . Vedrete uno speziai , che’n su la mostra Tien ben coperto un vaso di diaspro , Nel cui corpo a gran lettere dorate E scritto : oro potabile. E Salvia. A n- not. ivi. Alcuni chimici dicono, potersi ridurre l’oro in liquore potabile, per mezzo d’un sol venie appropriato^ ma cioè reputalo falso da’ veri filosofi. Altri ricogliendo a tempo debito una certa spezie di rugiada, da loro nominata lios Sol/s, la vanno con loro artifizio preparando: e questo di poi addomandano Oro potabile. (N) a — E per simìl. Red. Ditir. S. Egli è il vero oro potabile, Che mandar suole in esilio Ogni male inrimediahile. 15 —* (Chim.) I chimici ammettono due Ossidi d’oro che non sono in natura , ed un protossido d’oro che rimane in combinazione con l'acido idroclorico quando si fa evaporare la soluzione d’oro fino a secchezza , c si scalda tanto questo sale che non lasci più svolgere cloro. (Q) 2 —* Fosforo d’ oro : risplendente , giallo , friabile , granellato , decomponibile dal fuoco $ e si ottiene gettando pezzi di fosforo sopra oro arroventalo. (Ó) 3 —* Cloruro d’oro: Quello che si ottiene immergendo le foghe d'oro nel cloro gazoso o nel cloro liquido. Con la soluzione di tale composto versandovi dell ammoniaca liquida , si prepara loro fulminante. (0) 4 —* Dicesi Oro di Giudea il Deutosolfuro 0 Persolfuro di stagno) Oro fulminante, Ammoniuro d’oro, Ammoniuro doro ossidato,Ossido d’oro ammouiacato , l'Ossido d'oro precipitato dall idroclorato per un eccesso d ammoniaca e che contiene sempre un poco d alcali; Oro grafico, il TeUuro nativo; Oro moraico o mosaico, il Dea- tosolfui'o o Persolfuiv di stagno ; Oro paradossale o problematico , il TeUuì'o nativo ; Oro potabile, un Liquido oleoso che si ottiene versando un olio volatile in una dissoluzione d’idroclorato doro, ed e un miscuglio di quest' olio con oro metallico nella massiina sud- divisione. (A. O.) 16 — (Filol.) Età dell’oro o Secol d'oro. F. Età, §. 21 , 2 e 3. (A) 19 — * (Astrol.) Risponde al Sole. Buon. Pier. 3, fi 11 • L'altro. . . Dall'aureo sole il nome trasse, e Oro Venne ad esser chiamato./f Salviti* Annot. ivi : Presso i chimici Sole è lo stesso che oro ) Luna vuol dire argento ; Mercurio V argento vivo , clic così s’intende anche comunemente Saturno il piombo ; Marte , tanto presso Omero, che presso i chimici, significa il ferro. (N) ì — (Zool.) Pesce d’oro.Specie di pesce del genere ciprino tinto per di finora di un color d’oro seminato di macchie rosse , onde trasse il suo nome nel*i 66 j,che si vide per la prima volta ne' nostri mari. Dalla figura esteriore si potrebbe ridurre alla specie de' Tordi ; se- nonché , a differenza di questi , la bocca di lui è sdentata. Si suole tenere nelle vasche e simili nelle stanze e ne' giardini. Lat. ciprinus auratus. (A) Red. Op. 2 . # 02 . In questi pesci d’oro pendevano quattro intestini cicchi. (Pr) (Arche.) Oro comparativo o negoziatorio: Specie di Ti'ibuto imposto da Costantino ai mercanti , che si pagava ogni quattro anni. (0) 2 —. coronario: * Voce di senso incerto; chi intende oro pulissimo ad uso di far corone ; chi 1 ’ oro che si offeriva al vincitore , avvegnaché prima gli si desseio coixme d’oro , poscia oro monetato o in verghe : anche gli alleati e gli amici presentavano oro al vincitore. Era pure un dono per qualche impresa felice o per la elevazione all’ impero, (0) 3 —- gemmato: • Oix> adorno di perle di cui 0 si componevano o s'intrecciavano i vasi da bere. (0) 4 — glebàlb : • Tributo che si pagava su i fondi de' cambi. (0) 5 — oblàtizio : * Dono gratuito che si pagava da' Senatori. (0) h —- sacro : • Quello che si offeriva ne templi , o per voto onde impetrare grazie , o per trionfo. (0) 'ì — vicesimario: * Tributo che si pagava in oro a Roma, almeno anticamente : era il ventesimo degli averi de' servi messi in libertà , ordinato dal console Gn.Manlio , quando assediavano Sutri. I rac- cogiitori chiamavansi V icesiniarii. (0) 20 — * (Cron.) Numero d’oro. Lo stesso che Enneadecateride. J^.(N) 21 (Geog.) Costa d’Oro. Contrada della Guinea supcriore, che si stende dalla Costa degli Schiavi a quella de' Denti o dell'Avorio. _ ìlio dell’Oro. Riviera della Columbia.—-del Guatemala .—Monte d’oro. Monte della Corsica .— Monte dell'oro. Monte delle Alpi Re zie (G) Oro. * N. py. m. Lat. Ilorus. Or. àpos. (Sembra che con questo nome gli Egizii indicassero il Stile : e quindi Macrobio vuol provenuta a’Greci la voce bora in senso di ora , tempo. Costoro ebbero pur horos in senso di anno .)—Re d’ Assiria.—Figlio di Osiride e d’ IsuD, l ultimo degli Dei che regnarono in Egitto .—- Re di Trezene. (Mit) Oroanda.* (Geog.) O-ro-àn-da.^utùa città dell’Asia Minore nella Pi- sidinia. (G) Oroasca.* (Geog.) O-i’o-à-sca. Ant. c\t. dell' Asia nella Caramania.(fi) Oroate. * (Geog.) 0-ro-à-te. Antico fiume deli' Asia ; che divideva la & asiana dalia Persia. (G) Oroba.* (Geog.) 0-rò-ba. Antica citta dell'Asia nel? Assiria. (G) (Jrobànciik. (hot.) 0 ro-bàn-che. [Ayv F. G l Spezie d' et ha nociva, la quale nasce ne’ campi sulle radici de ’ legumi , e in poco tempo gli Jet seccare. Più comunemente dicesi Succiamele, Fiamma e Mal doccino. Lat. oroLauchc. Or. opopay^rj. (Da orobos ervo , ed ancko io soffogo. In ar. dicesi urubenchi ed urubengi.) Ricca. Fior. fi. Bisogna avere avvertenza che non si pigli in cambio dell’ ipocistide un’ alfra pianta elle gli si assomiglia, ma fa il insto alto, c varia dal vero dj colore , e si chiama volgarmente coda di lione , o pisciacene, ed e 1’ orobanche di Droscoride. OROLOGIERE 2 —* Genere di piante , tipo della famiglia dello stesso nome , e delld didinamia angiosperniia di Linneo, che comprende delle piante p a ~ rassit.che assai nocive alle leguminose. Hanno il calice bratteato diviso in quattro o cinque parti , la corolla persistente bilabiata , eia capsola uniloculare bivalve con minuti semi attaccati ai margini delle valve. (Aq) (N) Orobanchee. * (Bot.) O-ro-hàn-che-e. Sf. pl.F.G, Lat. orobanchcae. (>• orobanche.) Famiglia di piante , stabilita da Fentenat , ed il cui dl )0 è il genere dello stesso nome. — , Orobancoidi , sin. (Aq) OnliRANCoìDE.* (Bot.) 0-ro-bau-cò-i-de. Sf. F. G. Lat. orobanchc. (L a orobanche , e da idos somiglianza.) Nome da’ botanici anteriori a Linneo dato al genere Monotropa di questo cultore, a cagione della sua somiglianza coll orobancke. (Aq) Ororancojdi. * (Bot.) O-ro-ban-cò-i-di. Add\ e sf. pi. Lo stesso che.0- robanchce. V. (0) (N) OitoBANTio , * O-ro-bàn-ti-o. N. pr. m. (Dal gr. oros monte, e da bas t bentos proveniente da beno io vado : Chi va su per li monti. ) Poeta , secondo la tradizione de’ Trezenii , anteriore ad Omero.(fi) Orori. * (Geog.) O-rò-bi. Antico fiume della Galila , oggi Orbe. {fi*}. Orobici. * (Oog.) O-rò-bi-ci , Orobii. Antichi popoli della Gallia Lf* S.L.S, rinìla innaffimi# rii Rprfffltnri p fGà Scrittore ebreo del vii. secolo, (0) ^ ^ .. Orobioti. * (Geog.) O-ro-bi-ò-ti. Popolazione composta di banditi di varie parti della Grecia , che dimoravano ne’monti donde usciva * 10 per depredare i popoli vicini. (V. Orobio.) (Aq) OnoBiTi. (Min.) O-ro-bi-ti. Sf. pi. Nome di alcune incrostazioni coree , come i confetti di Tivoli ec. (Boss) Orobo. (Bot.) O'-ro-bo. {Sin. F. G. Genere di piante della diadelfi a decandria , famiglia delle leguminose , caratterizzato dal calice c0>l . cinque denti , de' quali i due superiori più profondi e più brevi j " pistillo pubescente al di dentro , il legume uniloculare ristretto c °j l molti semi , e le foglie cirrfere , così dette perchè , seconda volgare opinione , mettono in ardore i buoi. Le più comune delie sui specie è l Orobo tuberoso, cosi chiamato perchè ha la radice pi'W' veduta di piccole tuberosità aventi il volume di una nocciuola , e cf' te nell’ acqua sono assai piacevoli e nutritive. In Toscana si con/ 0 * 1 ' de con i semi di diverse altre leguminose e specialmente con qa^ dell Ervo. F. I Lat. orobus. Gr. ó'f ofios. Ricett. Fior. 5 2 . L fi 0 ' bo , ovvero ervo, è quello che in Toscana si chiama moco salvati 0 » e veggiolo, o lero, il quale si usa seminar per i colombi. E app* vS .' so : Adulterasi col latte del titimalo , e colla farina dell’ orobo. & altrove : Ovvero mescolandolo colla farina degli orobi .Palladi 0 Ll °' br. 1 . Ora si semina l’ orobo spesso, e ’l sisaino. 2 ■—■ * (Filob) Sorta di peso antico equivalente ad un grano d’ oTZ>°° a due calchi. (A) ^ ■ tC) Oììocana. * (Geog.) O-ro-cà-na. Ani. cit. dell Asia nella Media, vfif Orochicco. (Bot.) O-ro-chìc-co. iSm.F. A. Lo stesso che] Oriclrceo- ' Franc.Sacch. rim. 26 . Ove appiccati gli hanno Con orochicco in 0 ma che nessuna Gli chiude , come vuoi T usanza bruna. Onocnico. (Bot.) O-ro-chi-co. [Vm. F.A. Lo stesso che ] Orichicco- ’ Lab. 2 o5. Avea forse sei ampolluzze , e vetro sottile , c oroe!n c * e così fatte bazzicature. OiìocoviTB. * (Bot.) .O-ro co-ni-te. Sf. F. G . J^at. oroconitcs. (L a Vf -„ ras monte , e conos cono.) Radice bulbosa di forma conica 5 01/3 fa noria de ' monti. Ne han pailato gli antichi , ma i moderni 7li>,i conoscono. (Aq) Orodalite, * O-ro-da lì-te. N. pr. f (Questa voce suona in gr. ^ ji ?.a c timidità ; da bora bellezza, e dtloies timidità. ) — lleg 1 ** 0. Bitinta , figlia di Licomede. (Mit) : Orode , * Ò rò-de. N. pr. m. (Dal g(*. oro io eccito , ed ode ca|1 ,^. Eccitatore di canti.) — Compagno di Enea , ucciso da — Nome di due re de’ Parli , il primo de’ quali fa vincitore al ^ so. — Figlio di Arlabano , re d’ Armenia. (Mit) ,n d .. ' ^ - J - : ~ dglle Orcadi.t^ ÒU. — ilglUJ Ut- si / OUCIKU. , .w ^ . ___ v _ __ t Orodemutudi. * (Mit.) 0-ro dem-nì-a-di. Altro nome _ . gr. oros monte , e demnion letto.) (Mit) ar e Orodittico. (Mat.) O-ro-dìt-ti-co. Sm. Stnunento che sert'e a & l’ora. (Dal gr. hora ora , e dictes dimostratore.) (Dìz. Mat.) • c0 r Oroete , * O-ro-è-te. N. pr. m. (Dal gr. oros monte , ed etes al !jypt) Amico de’monti.)Gouematore di Sardi , che fece perir l y °derfi e fi ) Oroi'ea. * (Bot.) O-rò-fe-a. Sf. F. G. Lat. orophea. (Da oro P te iq lt tri' Genere di piante della famiglia delle aiwuacec , e dell esano* ginia , così denominate dalla disposizione della loro cori fi a l .° ter ni sta di sei petali in due serie: i tre esterni più corti, ed iire pedicellati , coerenti fra loro alle estremità , e formanti and s l tetto o cuffia che difende le altre parti del fiore, (Aq) • Oroferne , * O-ro-fèr-ne. N. pr. m. (Y. Oloferne.)—Personagb s'impadronì del regno di Cappadocia. (Mit) .^ r \ Oropiamma , * O-ro-fiàm-ma. òf. F, A. F. e di Orifiamma. ( ' c o- Orofo. * (Filol.) O'-ro-fo. Sm. F. G. Lat. oropbos. c° ,lte prire.) Sorta di paglia 0 canna acquatica, anticamente u sa anche oggidì ne’villaggi mollo esposti alla neve, per coprine le c * f l0 rit Orografia. (Mat.) O-ro-gra-fì-a. Sfi F.G. Lat. orograplna. (. ora, e grapho io descrivo.) L'arte di fare dei quadrante. i(!/Jì ei anche Orologiografìa , Sciatcrica, Fotosciaterìca, e più comun Gnomonica. (Diz. Mat.) 7 a : 0t (3) Orologiario. * (Filol.) 0 ro-lo-gi à-i’i-o. Sm. Torre da oro °o 2 — * E Add. m. Appartenente ad orologio , (B) * 0 ‘ 111X ' Orologiaro, * (Ar.Mes.) O-ro-lo-già-ro. Add. e s/n. Lo stesso c lajo. F. (D,T.) . te a ° r °' Omologico , O-ro-lò-gi-co. Add. m. Di orologio , Appai tene 1 log io. Rao Disc. Berg. (Min) s0 eh* OroUogieiuì. (Ai*. Me$.) 0-ro-lo-gi^-re. Add. e sm. Lo si* OROLOGIETTO ^nolajo. V . Tagl. leu. 1/ orologiere del Re non seppe scoprire il q secreto. (A) *olocìetto , O-rodo-gìèl-to. Sm. dim . di Orologio. Lo stesso che 0- 0 Coletto, E. Mass. Pred. 1 . 46 . Berg. (Min) ^°roGio. (Ar. Mes.) 0-ro-lò gio. [Sm. Lo stesso che ) Orinolo. V.T^al. Orologium. Gr. (t>z. y» G. Lat. orospiscs. (Da of-os monte, e spizu fringuello.) Nome da Latham applicalo ad una specie di fringuello delle Avdenne dell' ordine de passeri. (Aq) Orossilo. * (hot.) O-rùs-si-lo. Sm. y. Gr. Lat. oroxylum.( Da eros monte , e xylon legno.) Nuovo genere di piante stabilito da V'intonai nella famiglia delle bignoniacee, della pentandrìa monogìnia di Linneo , e che Jinora comprende una sola specie , eli è ita albero montano. (Aq) Orostachide. * (Bot.) O-ro-stà-chì-de. Sm. y. G. Lai. orosiachys. (Da oros monte , e stachys spiga.) Nome generico con cui viene indicato 11 sedain spinosum ài Tvilìdeuow , e la crassula spinosa d< funneo , nel catalogo delle piante dell ’ orto di Gorcnki, desunto dal tango e dalla fioritura in ispiga della pianta suddetta. (Aq) OROTAVA.*(Geog.)0-ro-tà-va./^i£.Àurotopala. Cit. deìl’is. diTenerijfa.(Qy Orottere. (Ott.) Orot-tè-rc. Sm. P. G- Lat. horopter. (Da fiatns termine* e opter che vede, che specula.) Il termine della vistone ; o Linea retta tirata per mezzo il punto dove ì due assi ottici s incontrano, la quale è parallela a quella che viene tirata dal centro d un occhio a quello delV altro. In questa linea gli oggetti veggonsi distinti $ fuori di essa , doppi. (Aq) ^Medonte , * O-ro-mc-dón-le. N. pr. in. (Dal gr. oros monte, e me- j 0 /*, medontvs re: Re de’moliti.) —Nome di uno de Giganti che q diede il nome ad un monte dell’ isola di Coo. (Mit) ft °iWETRiA. (Mut.) O-ro-me-tri-a. Ora. ^ - 1 o ^ ore. Sf. y. G. Lat. oronretria. (Da hora e metì-on misura.) Arte di distinguer V ore , Regola per trovar (A) * (Geog.) O-ro-mì-ri. Tribù d’indiani nella Columbia. (G) (Grog.) 0-ró-na. Lat. Oronae. Città posseduta dagli Ebrei r. ’ul paese de’ Moabiti. (G) "°*ìeici.* (Geog.) 0-ròn-di-ci. o e lu Isauria. fi) q °Rocto. * (Geog.) O-ro-nò-cto. Rimerà del Nuovo Brunswich. (G) * (Geog.) O-ron-sè-a. Una delle isole Ebridi (G) ® S TA, * O-rcm-ta. N. pr. m. (In pers. Vrejnet .) —Prossimo parente ,, Artaserse , da lui spedito in Cipro , ove conchiuse la pace con Q^ttgora. (Mit) "°ste . * O-rón-tc ■ Antichi popoli dall'Asia, fra la Pisidia Oronzio. N. pr. m. (Dal gr. oros monte.) — Re Orpe ^ Licia (dicalo de' Trojani , il quale segui Enea c perì nel naufra - pd i£ P°. — Governatore di Armenia.—Satrapo di Misia che si ribello 3 v °airo Artaserse. (B) (Mit) (Geog.) Lat. Orontes, Axius. Antico fiume della Siria , ora FI O ^ssi o Makluh. —Monte della Persia . (G) ‘ONzio. * (Bot.)O-ròn-zi-o. Sm. P. G. Lat. orontium. (Da oros monte.) tenere di piante unìtobee , della famiglia delle aroidee , e della e- s< *ndria monoginia} hanno lo spadice con molti fiori, un calice co- ^lino carnoso connivente di sei sepali, cortissimi filamenti , ed un 5 Ocello monospermo. (Aq) (IN) Q ^ TVnmn eim.n'/l/'rt //’llll/l CH( laj ). E T. iS. f. 4*' Filippo dì Guido , orpcllajo ec. (Re) Orpellamento , Or-pcl-la-meu-to. Lo stesso che ] Inorpeilamento. P. Lat. pigmentum. Gr. ìcófA^ojcrts, àvdxXocniAx. 2 — Per metqf. Spezioso inganno , Finzione. Salvia. Disc.f . 3j~. A- mando meglio una dilettevole falsità , un orpellamelo , una adulazione, una lusinga, che una casta c severa verità Orpellare , Or-pcl-là rc. [Att.] Coprire e Ornare con orpello. iLo stesso che Inorpellare. Z 7 .] 2 — Eig. Coprir checchessia con apparenza di bene. Varch. Eivol.GS. In qual significazione s’usa orpellare? P. Quando alcuno, mediante la ciarla , e per pompa delle parole, vuol mostrare che quello che è orpello sia oro , cioè fare a credere ad alcuno le cose o picciole, o false, o brutte, essere grandi, vere e belle. Morg. 25. i 6 g .Volle con lor Balliovino anche gissi , Per orpellare c coprir le sue culpe. Tir. As. 3i3. E tanto seppe bene orpellarla, e tante ciancc dirle ec., che la semplice Ebrea agevolmente si lasciò indurre a dirle di si. ellato , Or-peUà-to. Add, r m. da Orpellare. [Lo stesso che Inurbato. y.i Nome specifico duna specie di antirrino. (Aq) o. * N. pr. in. Lo stesso che Oronte. y. Lat. Orontius. (B) ^nio. * (Boi.) O-ro-pè-di-o. Sm. V. G. Lat. oropedium. (Da oms , e pedion pianura.) Genere di piante della famiglia delle gra- l,ie e . e della triandna digitila di Linneo , stabilito da Trinitts . i da pianure UUllU, U - - -» vvtM/AHlU UU Aiuti Ionica specie che comprende V oropetiuni thauacum, è riportata dldenow al genere rotboella, pianticella che cresce nelle piatii tf e i Mulabar. Dicesi anche Orope/.io. (Aq) ^Ho lESA ‘ * (^ rC0 §') 0-ro*pé-sa. Città dell' Alto Perù. (G) t J ’ 0 , * 0‘-ro-po. N. pr. fi (Dal gr. oros moute, cd ops , epos can- f > voce : Voce del monte.)— Figlia di Macedone e nipote di Li- 3 '«ine. (Mit) , , T' (Geog.) Lai. Oropus. Aulica citta della Grecia sulla destra del- Q„ ■dsopo. — nell’isola di Eubca. (G) “'’ogoke. * (Bot.) O-ro-pò-go-ne. Sm. V. G. Lat. oropogon. (Da o- 0s 'nome ; e pogon barba.) Genere di piante della famiglia delle °) a, nin ee f e della poligamia monoecia di Linneo , proposto da Ne- , - a scapito di alcune piante del genere amlropogon; sono imlige- a- d*' monti, e che hanno la loro spica guarnita di lunga barba o 0‘Peli. (Aq) 0,J A >u. * (Geog.) O-ro-sà-na. Antica citta della Serica, (fi) [Eig. Falso , Palliato.] J^al. falsus. Gr. Tao. /)uv. ann. 4 • D 1 • G ben si conosce quando uno esalta un tatto (lei Principe con vera lode , e quando con orpellata. Gal. Sagg. 3 l 0 . Facilmente saranno le medesime ec. , ma orpellate in maniera cc. , che forse alla prima scorsa possano, a chi meno fissamente le consideri, parer qualche allx-a cosa. OhiM'.u.ati iìa , Or-pel-la-tù-ra. Sf Lo stesso che Inorpcìiatura , Inor- pellamcnto. V. Bolt. Leti. Piti. 3. fii - Dico da vero, e senza orpellatura , il suo modo di scrivere sarebbe fatlo a pennello per seguitare le dette Vite. (B) Okpeli.o. (Ar.Mes.) Or-pél-lo. [Sm.] Rame in sottilissime lamine, colla superficie in tutto di colore simile all oro; [Onde Orpello , (piasi 0- ropeilc , cioè Pelle d'oro. Alni lo chiamano Oro cantarino, canterello, ed Oro brattino. Più poeticamente Oricalco.] Lat. bractea aerea. Gr. r(iTahov g.oih.Kioe. (11 Ferrari cava questa voce da miri pe- talum fo-lia larga di oro: il che sembra al Mrnagio più verisimile. In isp. oropel, in frane, oripeau.') Art. Eetr. Ner.t . 20 . L’ orpello, altrimenti detto tremolante ec., clic dalla zelaunna viene tinto in colore simile all' oro, la quale zelamina non solo tinge il rame , ma, incorporandosi seco, lo augumenta assai di peso. Uh. Son. 9 S. h di carta e d'orpello è la con,M. Buon. Pier. 5-f. G d orpello c di Camme e frappe c fronde Nobilitati. . ... ■ a — * Oggi chiamasi così il Rame battuto in foghe da battilori, usato a dorare in falso , ed è della spessezza duna carta da scrivere. (D. T.) — Eig. Finzione , Ricoperta e’ parre’ tutto orpello, Scusa. Morg. 22 . 6 G. S’io gli scrivessi, 0 , A! *ge. * (Arche.) O- 10 -sàii-ge. Nome che davano i Persiani a’loro n e,ie /aus. (G) °«o! COl “ A - * (Geog.) 0-rù -sco-pa. Antica città de!!' Africa, fi) 0 * c opi a (Astrol.) O ro-scoqn-a. Sf. E. G. Lat. horoscopia. (Da hora t e a ’ K'orno , tempo , e scopeo io esamino : e vale Osservazion del z, °P° > in cui possa farsi alcun che con prospero evento.) Osserva- oiie della situazione degli astri nel punto della nascila di alcuno per Fi e ' P’ c dire i futuri accidenti della sua vita; il che dicevasi Fare o l’oroscopo. (Aq) (N) 7; 01 ' 0 ; (Astimi.) r ' A. " ’ ' Se» 1 ” ra 1 la qua! chiamano oroscopo. E appresso : Se fi’ uomo) ua- ** sotto rimo che l’altro, che duri ancora qu, ila melcsima parte f'ocub. lf. c parre tutto orpello. , , f rr-.-.ir - Onde Jig forre orpello = Orpellare ne ^ Gaio. 1 . iì. Tanto seppe ciurmare, c poire oqioi ~ 3. 2 . Basta far di bei fotoni , K porre orpello , c confortare i cam 3. 2 . Basta far di bei festoni : All tota. amente, nella stessa commedia inprosa.Cecch.Dot.3. 2 . E’bai loro por sù .orpello e far festoni; egli e buona cosa star nel nìano e confortare 1 cam all erta. Gv . , . . Orpijiebto. 0 (Chini.) Or-pi-mén-to. [Sm. ^ “ * forato detto anche Arsenico solforato giallo . Realgai gallo, Jttói- i,Uo J Ormilo. Esso è di un color giallo di cedro , vivace eia- lido ’; e qua!,do la sua tessitura é lamellosa , domìni lat auripigmentum. Gr apoowxov. M. Aldo tn. l.SS. bS. To'd etc calcina vFvf quattro parti, e due parti d o, pimento, e incorporate insieme. Cr. 6 . 66 . 2 Conte’ all impetigine c serpigine si faccia decozion del suo sugo (della romice) , e della polvere dell 01 - ninieiito Ricelt. Eior. 5 2 . L’ orpimento, chiamato da Greci arsenico, un minerale che imita 1’ oro col suo colore. E 5g. La sandaraca è un minerale che nasce nelle miniere de’ metalli il piu delle volte insieme colf 01 p: mento. 86 6 7 B orranza Orbanza, Or-ràn-za. [Sf] F. A. sinc. di Onoranza. F. lai. lionos , honor. Gr. ti pii. Tes. Br. 1. 15. E siccome l’uno avanza l'altro, cd ha orranza di stallo , così avanza l’uno 1 ’ altro per virtude. Daut. rim . 1. Udite quanto Amor le fece orranza. E Inf. 4- 7 . Ql -e- ciò eh’ è capace d’ apportar orrore , ed Orrido , ciò che ha j C| Spaventevole dicesi quell’oggetto che reca grandissima paura* ^ ^ siccome T orrore è una passiva affezione dell’ animo , che , aU a e . d’un inviso o pericoloso oggetto, non pure si spaventa , • c \ pisce inoltre grande avversione contro di quello , così Ori'dile * che Spaventevole. Abbominevole include bensì la nozione di avye s g comune ad Orribile , ma include eziandio una decisa deterinin®® ^ delTaniino ad odiare l’oggetto inviso. L'Àbbominio d’ultra p al '^ c in contiene in sè alcuna nozione di spavento , benché questa p osS . , , _ „ ia (, qualche caso esservi accidenlalmeiite involuta. Onde Abbonda^ 0 diverso da Orribile e da Spaventevole. eìl te. Orribilemente , Or-ri-bi-le-mcn-tc. Avv. F . A. V . e di* Orrib»» n cJlte L ìt. SS. Pad. 1 . 2o5. E andando a vedere costui SÌ orribil |, "^||3 enfiato , clic'l rainor dito ec., volgevano gli occhi per l'orrore sua vista. (V) _ jjjil- Orribilissimamente , Or-ri-hi-lis-si-ma-mcn-te. [ Avv .] superi, di j e mente, ó . Ag. C. D. Sempre orribilissimamente, che e’non ca* spezzisi. ^ l» Orribilissimo , Or-ri-bi-lìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Orribile- . stesso che Orrendissimo. I'.] Stor. Eur.1.4 Dopo una i 1111 , 1 - 1 ri* 1 ' strage dell'una c dell’altra gente ec., rimasero gli Unni al ' ,I ’jijiliS' A'.ixft/)* ' min. an Gì KnnfrsrtiV '•cnkìtn cfvAfìlt.l 0^"^ citori. Sannaz. Arcad. pros. 10. Si sentono -subito strepiti simi, fatti divinamente in quel luogo da non veduti spiriti. . 1 r\ *vi- A ' .0/?, _”• _ rs _ * c.. la sua fierezza è più bello; il quale l’uomo non osa riguarda rt ^ ( ,|,])C orribilitadc. Serm. S. Agost. Secondo che io mi penso » V ,re T uomo innanzi passare per lo mezzo di un gran fuoco , 5 | sai»*' à. Declam. Òu/util.C. Tu trovasti V orribilità» uomo innanzi tanta orribilità Quùl gliante alle maravigliose favole. . «rat'i « — Per simil. [Pessimità, Malvagità.] Cr. 4- 4$. 1 9’ R .'[!”° l ltl ^ e orribile odore avente, è pessimo, imperocché per orribibt» odore e gravità al cercbro nuoce. . o( 11 ini ° 53 3 — Azione oCosa orribile,ignominiosa, abbominevole. Za*-j 8 n i]>ilit* actio , excessus , facinus. Dav. Tac. Post. Perche}» ir 111 di lui le sue oscurassono, per uccider con la mano di l» l > S-/ la sua , tutti gl: 2 - t. r.il- •jvei — — , _ a ottimi senatori , e spegnere ogni bontad e - Comm. Daut. Inf. 28. Sotto queste generali parole cou>P re torc la smisurata orribilitade eh’ elli vide fa»' ■/.-.(N) ,, e vob” e "% Orribilmente , Or-ri-bil-mén-te. Avv. Con orrore , Spavet 1 'i ho* 1, t Lo stesso che Orrendamente. F. —, Orribilemente, sin.) eJÌ] pd ■ biliter. Gr. tpofcpùs. Petr. cap. 8. Che di se e dell’aro 1 ® ’l fuoco orribilmente voto. Dant. Inf. _.i i>rii> c 'f!'. speco In mezzo ’l fuoco orribilmente voto. JJant. "V. ' , '.,rii ,c, ji . Minos orribilmente, e ringhia. Bocc. Introd. 5. Quasi n» .l sUO i 0» della primavera dell' anno predetto orribilmente cominci» lorosi effetti , ed in miracolosa maniera, a dimostrare. Orribole, * Or-rì-bo-le. Add. com.r.A.C. e «//"Orribile-»' i, t c« 1. 3. 3. 19. Orribile , e Orribole ; profittabili, 0 P 10 1 j| a yo» c A si leggono appo gli antichi, e spenti non sono in tutto H» . popolo. (V) 1 nooo te ‘ f- Orriuamekte , Or-ri-da-mén-te. Avv. Lo stesso che Orr casso aperto c voto 1 assirio sposo di Venere , il ncn ^ n ol y mostri , che dal dente del cinghiale orridamente stracci- riserrare , ec. (B) . . .pini ' 3 ) a ’* n ,e Orridetto, Or-ri'dét-to. [ Add.m .] dim. di Orr io. ^ ; " a ul' ,r * rior. Gr èr. pujrwèbis. Salvia. Pros. Tose. 2. ,UJ - tra io sapeva il giudicioso Virgilio ripescai pei c, d’limi io sapeva il giudicioso Virgili rozze pronunzie ec. , c in quelle maniere di dire o *" 1 idett» ORRIDEZZA anzi clic no , ec. » E Cas i5i . Questi fOrazioJ la satira ricevo, la da Lucilio, parte per vizio del secolo, patte per non curaiiza del , poeta, orridetta anzi che no, piu pulita rendè. (JN) .'Orridezza , Or-ri-déz-za. ( Sf. ast. di Orrido. } Orrore .— , Orridità , s in. Lat . horror. Gr. j. Albert. 2. 45. La vendetta , la guerra e la battaglia, sono da essere avute in orridezza. E 2. 48. Qui non si dee trattare dello giudicio divino, nè dell’orridezza della ragione, ma della benignità della pace. ORSMARO pena. Bcmh. .4sol. 1. 1 2.Col mormorio dell'acque che c’incitano a ragionare, e coll'orrore di quest’ ombre che ci ascoltano , disponti tu a ponti tu a Gnor. Past. Fid. 2. 5. gloriare, e coll orrore di quest dir di quello chea te più giova che si ragioni Care selve beate, e voi, solinghi taciturni orrori, Di riposo o di pace alberghi veri. C’olz. Ninf. tib. st.8l.E le fiere c gli augei con gran dolore Si dolser seco in solo e fresco orrore. (Br) Orrorrea. * (Med.) Or-ror-ré-a. Sf F. G. Lnt. orrhorrhoea. (Da 01- rhos siero , e rheo io scorro.) Flusso di sierosità. (Aq) — " - * - ' ’ !. . ciccantona di piùorsa ^RKIditÀ, Or-rì-di- là. Sf, Lo stesso che Orridezza. F. Uden. Nis. 3. 10/f. Virgilio ec. fa un verso dattilico fuor del consueto, per far più evidente l’orridità della cosa. (A) (B) s ■— Detto di Capelli e simili per indicare la qualità d’ irti , irsuti. F. Orrido , $. 3. 'Chiahr. pari. 3. poem. 18. pag. 1/jt. f Geremia sj3a.J Mira bosco di barba, die ini adombra L’immenso petto , e delle folte chiome L’ orridità. (A) (B) Orrido, O'r-ri-do. Add. m. Orribile, Spaventevole. ( F. Orribile.) Lat. horridus. Gr. qofiipói. Foce, introd. 2. Questo orrido cominciamento ■vi fia non altrimenti che a’camminanti una montagna aspra cd erta (Asti.) Orse si dicono Quelle due costellazioni che son vicine al Polo artico , una delle quali s’ appella Orsa maggiore , V altra Órsa minore. Lat. belice, cynosura. Gr. Spnros. Dani. Par.2.g. Minerva spira , e conducami Apollo , E nuove Muse mi dimostrai! l'Qr.se. 3 — * (Geog.) Città e montagna dell 1 Arabia Felice. (G) OrsAccbimo, Or sac chi-no. [V/n.] dim. dOrsacclùo. Ninf. Fics. 10/p Se tu pur fuggi, tu se’più crudele, Che non è l’orsa quando ha gli or- sacchini. Morg. i3. 62. Diceva , esser vorrebbe un orsaccbino. E 1 (j. 2g. Alcuna volta bizzarri orsacchini. Beni. Ori. i. i5. 2. Sic- _ . come una ferita arrabbiata orsa , A cui soti stati tolti gli orsacchini. presso alla quale un bellissimo piano e dilettevole sia riposto. Amm. Orsacchio, Orsàc-chio. [, S’iti.] dim. di Orso. — .TJrsacchio, Orsetto, sin. Ant. 23. 4• 5- Nell’Inferno sarà ec. orrida visione di demordi. Lor. Lat. parvus ursus. Gr. aupès donros. Petr. son. 8 2. L’orsa rabbiosa '■ - ~ “ ~ " ‘ ‘ ' ' _ Si: _ . ■ r, I _ ‘ Z*_ 17.1 I___-il,,.. Med. Com. iyC. Svegliato quasi d’un dolce pensiero, che prima lo teneva occupato , dalla nuova ofl’ensione delle lagrime , quasi come Uno che dorma , da una nuova e orrida voce svegliato.» Ar. Fur. 4*. 7. Qual Nomade pastor , elle vedut’abbia Fuggir strisciando rorido serpente , Ghe’l tigliuol , che giocava nella sabbia , Ucciso gli ha col venenoso dente, ec. Car. En. hb. 7. v. 029. Qual orrido, sannuto , irto cinghiale In mezzo a’cani allor che da’pineti Di Ve- Milo , o da' boschi o da’ pantani Di Laurenlo è cacciato , ec. (B) 5 — Rozzo. Serd.Stor. sgo. Secondo i riti e ordini della sua religione, in quella orrida corda stava gran parte della sua santità. (M) 3 Ispido , Irto. Ar. L'ur. 29. Co. Quasi ascosi avea gli occhi nella lesta ; La faccia macra, e come un osso asciutta; La chioma rabbuffata , orrida c mesta. (M) Salviti.Cas. 67. Ove. noterai cornetti orridi di peli e di setole, essere stati soliti adattarsi alle teste de’satiri.tN) Oflr.iFicio, Or-i i-fi-ci-o. [Vm.] F.A.F. e i/i Onorifico. Fit.SS. Paci. 2. 4o3. Pervenne a un prato molto dilettevole pino di molti, belli, e unifichi fiori.» {Il ms. GianJìLippi /erge-odorifichi ; la stampa di S. Orio odoriferi; il lesto seguilo dal Marini clorosi. Questo Ombrili “ori adunque , al quale anche tu ragione del senso ripugna , esser , debhe una falsa e guasta lezione.) (P.Z.) U »Rigikax.e, *' Or-ri-gi-nà-le. Add. com'.P.A.F. e diQr\f m dU:.Pnssav. 178. Sono tre maniere de’pcccati: una è il peccato orriginalc. E 179. Piccando e perdendo f orriginalc giustizia. E 180. Trajamo l’onv- gitiale corruzione , contraria alla orriginalc giustizia .(E cosi sempre «He pag. 179, 180, 181, 182, i83, 184, 185, 186, 204, so5 .J{M) Orrigiralmenif. , * Or-ri-gi-nal-mén-te. Avv. F. A. F. e di’ Originalmente. Passav. 180. Questo peccato della viziata natura , dal principio della natura orriginalmente tradotto e derivato. {Questo luogo * riferito alla v. Originalmente , ma la ottima edizione di Firenze .'*725 ha : Orriginalmente.) (V) u Rriph,ato, Or-ri-pi-là-to. Add.ru. Arricciato ne’peli per paura. (Dal _ W. horror orrore, e da pilus pelo.) Muss. Preti.2.224. Betg. (Min) ^ ""'pii-azione. (Med.) Or-ri-pi-la-sió-nc. Sf. Lieve sentimento e passaglieli, di freddo , al quale seguita talvolta una leggiera erezione de’ eaprg/i. e de’ peli della cute. Brivido. { Dal lat. horror orrore , e , P'ills pelo.) (A) Miss. Berg. ( 0 ) ""'«ree.* (Anat) Or-ri-mc-ne. Sf. F. G. Lat. orrhymen.(Da orrhos -''eto, c hymen imene.) Membrana sierosa. (Aq) ""'menitide.* (Chir.) Or-riine-ui-ti.de. ,\f. F. G. Lat. oribymenitis. (Oa arrhos siero , e hymen imene.) Infiammazione della membrana ^ vetta Imene. (Aq) "•''sonaste, Or-ri-so-nàn-te. Add. com. comp. F.poet. Di suono or- r '8«, Che dà orrendo suono. Chinir. canz. Lo scolilor della terrena n ìì1 ole, Di cui son fiera orrisonantc prole Alasti fiumi correnti. (A) "®ochesia. * (Med.) Or-io-che-si-a. Sf. F. G. Lat. orrhochesia. (Da ,, orrhos siero, c da < heso fut, di chezo io avacoo.)Dianea sierosa. (Aq) ""Ore , Or-ró-re. [Vm.] Spavento , o Eccessiva paura, che nasce da "iute c h e sla quasi presente. Lai. horror. Gr. ipofos. Amm.Ant. 1.:. 8. T.’ nmirp itplls incu te . per gli orsacebi suoi. Burch. 2. 67. Ed io pappava allor com’un ur- sacchio.A/oig. 27^34. E parea quando l’orsacchia accanita Abbatte i rami e sforza le ritorte. Orsacchiotto , Or-sac-chiòt-to. [Voi.] accr. d’Orsacchio. Orso non molto grande. Alleg. 22. Scese una volta un orsacchiotto al piano. Orsaccio , Or-sùoeio. Sm. accr. di Orso. Fortig. Bice. (A) Orsara, * (Geog.) Or-sà-ra. Antica, città dell’Asia nella Piccola Armenia. (G) Orsata , Or sà-ta. [V/?] Affollata di parole poco intese, e meno concludenti. Buon. Fano. 1. 4- Questi intennedii e queste lor cocchiate, Che non s’intendon , mi pajon orsate. » E Salviti, ylunot. ivi-, Or- satc , cioè Cantate da orsi non da cristiani. (A) Ohsato . * Or-sà-to. IV. pr. m. Lat. Ursatus. (B) Orsatto , Or sàt-to. [Voi. dim. di Orso. Lo stesso che ] Orsacchio. F. Lat. parvus ursus. Gr. gmpòs Apuros. Dant. Inf. 19.71. E veramente fui fìgliuol dell’ orsa , Cupido sì per avanzar gli orsatti, Che sù l’a- vere , c qui me misi in borsa. Ciriff. Calv. 1. 3 . Talvolta portò lor bizzarri orsatti. Orseberto , * Oi-sc-bèr-to, TJsberto. N. pr. m. Lat. Orscbertus. (Valente, Pregevole per cuore, dal tcd. herz cuore, e werlh pregio, valore. Il sass. heort beorht significa famoso per cuore.) (B) Orsbdice, * Or-sè-di-cc. N. pr. f. (Dal gr. orso io eccito, e dice giustizia.* Eccitatrice della giustizia .)—Figlia di Cintro. (Mit) Orsei. * (Geog.) Or-sè-i. Antichi popoli dell’ India. (G) Orseide , * Or-sé-i-de. N. pr. f (Dal gr. orso io eccito: Eccitatrice.) — Ninfa maritata con Élleno , che la rese madre di Doro, Eolo e Xuto. (Mit) Orsena. * (Geog.) Or-se-na. Sf. Antica contrada dell’ Asia nella Piccola Armenia. (G) Orsete , * Or-sè-te. N. pr. m. { Dal gr. orso io eccito , ed etes compagno : Eccitator de’compagni.) — Capitano trqjano, che fu atterrato da Sapone. (Mit) Orsetto , Or-sét-to. Sm. dim. e vezzegg, di Orso. F. di reg. (A) Orsiceilo, Or-si-cèl-io. [V/n. dim. di Orso.] Orsacchino. Cavale.Med. cuor. Scontrarsi con una orsa turbata e irata , che avesse perduti i suoi orsicelli. Orsicino , * Or-si-cì no. N. pr. m. dim. di Orso. F■ /-at.Ursicinus.(B) Orsicio , * Or-sì-ci-o. N. pr. m. dim. di Orso F. Lai. Ursieius. (lì) Orsii. ’ (Geog.) OT-si-ì. Antichi popoli dell’ Indie. (G) Orsiloca. * (Mit.) Or-sì-lo-ca. Sopiannome di Diana adorata nel Cher- soneso Faurico, ove se le immolavano gli stranieri che ci capitavano. (Dal gr. orso io eccito , e lockos insidia.) (Mit) Orsiloco , * Or-sì-lo-co. N. pr. m ( Dal gr. orso 10 eccito, e lockos coorte, campo, insidie : Eccitator delle coorti o del campo, Promotore d’insidie.)_ Figlio di Alfeo e di Felegnna, padre di Dior le. — Piglio di Dìocle, che perì neli assedio di Troja.—Capitano tro- jano ucc.so da Teucro.—Figlio d’Idomeneo.—Compagno di Enea, ucciso da Camilla. (Mit) °*Tore , Ù. L’orrore della morte, lo pericolo del giudicio, la paura dii- Orsina. * (Geog.) Or-si-na. Città dell’Etiopia. (Mit) 0 ’nfrrno mai.dagli occhi del cuor tuo non lasciar dilungare. Vili. Orsine,* Or-sì-ne. N. pr. m. (Dal pers. erzan degno, decente.In gem fateli. B. Qui:i è poi una camera fatta ad arcora e a volte di pie- erz in questa lingua vai potenza , grado di dignità, valore.) — UJ- m oscura , ci tenebre e di mala puzza ripiena , e a vederla è un fiziale di Dario , che combattè in Alleila. (Mit) . Orsino, Or-sì-no. Àdd. m. D’orso. Lat. ursmus.Gi*. apj-nio, Cr.6. 60. 1. Contro alle fredde aposteme si prenda la detta erba tutta colle sue tumorositadi, e si pesti con sugna orsina. 2 — * fBot.) Brauca orsina. F. Brancorsitia e Branca , J. 12. Benv. Celi. vit. Contraffanno le foglie d’ acanto , delta branca orsina , co suoi festachi e fiori. (N) r . Orsino * N- pr. m. dim. di Orso. F. Lat. Drsinus. (B) Orsinome* Or-sì-uo-me. N. pr. f. (Dal gr orso .0 eccito, e nomos leg- ee • Eccitator della legge.) — Figliuoli di Eannomo, sposa di La- lite , madre di Furba e di Per fante {MA) Orsippi * (Geog.)Oi-sip-pi. Antichi popoli dell ,1 sia nella BattrianaJG) Orsipro , * Or-sip-po. IV. pr. m. ( Dal gr. orso 10 eccito , ed hippvs cavallo : Eccitator de’ cavalli.) — Atleta megarese , il quale perdette il pr. mio ne’giiiòchi olimpici, perchè gli si slegarono i calzoni a metà dell’ arringo. (Mit) _ , , , Orsmaro, * Or-sinà-ro. N. pr. m. Lat. TJrsmarus. (Dal ted. herz cuore e rnauer muro: Cuor di muro, Cuor di pietra, cioè Duro, Iniles- sibilc, Fermo.) (B) volte di pieci tenerne e di maia puzza ripiena , e a vederla è uo re. Fit.SS. Pad. 2. 289. La qual cosa vedendo quella misera, diventò tutta rigida come pietra per l’orrore. a — [Onde Avere in onort : Inorridirsi, Abbonire .] G.F, 11. 3 * 1 f. Or non avemo noi in orrore udire quelle cose ? f • — * Commuover d’orrore — Pare inorridire. Leggenti.S.Ciò. tititt, 16. E I contrario fanno i mali angioli che trasformandosi in J^gcli buoni se veggiono alcuni spaventati per la loro presenza , si 1 vommuovono di maggiore orrore. (N) 1 —* Mettere orrore ^inorridire, Spaventare. ^'.Mettere orroi e.(N) ^ Abbominazione. Lat. abominatio , detestatio Gr. ùngici, gìttas. U«ss. 66 . La pcnitenzia schifa 1 ’ avarizia, e ha in orrore la lussuria. Ft. SS. Pad. 2. 32 2 . Credo veramente che ti venga puzza e or- t0r e di tanti mali. T" Oscurità e Tenebrosità , [Solitudine boschereccia e simili.) Lat. j.dscnritas, horror. Gl*, vmtos. Petr.son. 143. Raro un silenzio, un so- 'ffrio orrore D’ ombrosa selva mai tauto mi piacque. E son. 235 . Poi- ) ; le la vista angelica serena Per spbila partenza in gran dolore Lasciata ’* ' alma , c ’n tenebróso orrore , Cerco, parlando, d’ allentar mia 68o ORSO Oitso. (Zool.) O'r-so. [Sm. Genere di mammiferi dell'ordine de'comi* t fori, che hanno la testa grossa, Ut fronte convessa , il muso ottuso , le orecchie rotonde , la pianta de' piedi posteriori larga , il pelo o lana assai ruvida ed hanno tre grossi denti molari per ciascun lato in ciascuna mascella , interamente tubercolosi ; quantunque sieno dotati di una estrema forza , non mangiano carne che per necessità ec . Ve rC ha di tre specie : I uno detto Orso comune o europeo, ursus arctos, che ha la fronte, convessa , cd il pelo bruno più ameno lanoso ; /'americano, ursus americanos, colla fronte piatta, pelo nero e liscio, ed il bianco del Mare Glaciale, ursus maritimus, che si distingue per la testa allungata piatta, e pel pelo bianco e liscio .] Lat • ursus. Or. àptercs. Bocc. nov . 32. z5. Noi facciamo oggi una festa, nella quale clìi mena un uomo vestito a modo d’ orso, e chi a guisa efi noni salvatico. E nov. fò- che quando alcuno dique * pover uomini , 0 per necessità, 0 per guadagno , pigliava sopra di se quell' impresa , il motteggiava11 dicendo : Egli ha tolto a menar fi Orso a Modana. Altri danno a questo proverbio diversa origine. É nota la spor cizia delle vie di Modena , sulla quale fece anche un sonetto il Tassoni: quindi volere pulir quelle vie coll'orso , strumento da nettar pavimenti , era ìmpvesa ben malagevole . V. Menare, J. 88 .] Cecch. Servig. 1. 2. Io ho tolto a menar l’orso a Modana. Fir. Disc. lett. 322. A dirti il vero , mi par , secondo che si dice , che egli abbia tolto a menare V orso a Modena. 10 — Non ischerzar coll’orso: Dìcesi per avvertire altri a non mettersi a imprese pericolose. Frane. Sacca, nov. i5o. Non ischerzarc con fi orso , se non vuogli esser morso. 11 — * Pelar fi orso : Si dice figuratamente di Cosa che abbia in se gran polso e gagliardia ; e detto del Y ino vale Imhriacare con facilità, ed è proverbio fiorentino fattosi dalla gagliardia del pelo di questo animale , che richiede gran forza per (svellerglielo. Bcd. Lett. Vorrei, che ella fosse qui vicina, perche le farei assaggiare un certo vin rosso , che presentemente io bevo , che pela l'orso. (A) ia — Pigliar fi orso = Imbriacarsi. Lat. inebriali. Gr. p.&v ed oruxice picciola arma ec.) (B) * Orsodagna.* (Zool.) Or-so-dà-gna. Sf F. G. Lat. orsodacna. G r *.°v c’ohàx.vy 5. (Da oj'so io eccito , commuovo, c dacno io mordo* „ lo Screvelio spiega orsodacne concitata ad mordendurn.) Genere d n \ setti dell’ordine de' coleotteri, della sezione de' tetrameri , della glia degli eupodi , e della tribù de' sa^ridev, stabilito da Latrci" 6 scapito del genere crioccris di Fabricio, e che ha per tipo la crioc< 1 , chlorotica Fabr. e /’orsodacna cblorotica Late.Questo nome, da A stotile applicato ad un animaletto , viene interpretato da Gaza c quello di mordella, per essere le mordelle velocissime al moto, 0 ad avere V abitudine di mordere. (Aq) . .. Orsojo. (Ar- Mes.) Or-só-jo. [Ym.] La seta che serve a ordire, U lt jg a di due , tre o quattro fili che si uniscono e si torcono insieme. ^ quindi sotto questo nome la seta filata e torta , della anche fa cimi Organzino ; e chiamasi Orsojo di S. Lucia quello che vien Messina.} (Dal lat. orsus ordito sost.)» Fag. Com. Saper ordii 13 una tela e quanto vi va di trama c efi orsojo. (A) pj 2 — Per simil. Orditura. Lat. textura. Gr. vQxvtns. Red. Iris. 7 ** quello si serve per primo filo dell’orsojo della futura sua tela- isola , * 0 r-so-la. N. pr. m . Lat. Ursula. (Dimin. di Orso che Orsola — S Orsoline. 50 / (St. Eccl.)Or-so-lì-nc. Religiose istituite in Brescia nel 1 per V educazione delle fanciulle. Sulle prime non fu che una j?c t gregazione di donzelle e di vedove sotto il nome di Compagnia ^ Orsola ,* Gregorio XIII. la eresse ad ordine religioso sotto la ve$° di S. Agostino. (Ber) . ,r\ Orsova. * (Gcog.)Or-sò-va .Città della Turchìa europea nella Servimi. Orso , Or-sù. Avv. [ comp. da Or e Sii. Usasi come particella f eS ,q 1% tativa , e vale lo stesso che] Or via. Lat. cja, age. Gr. 0'ìp s fa' ^ As. 68. Orsù, giovani , assaltiamo virilmente e con allegra * r ° s ta questi dormiglioni. E 80. Orsù , io posso adunque annoverare q lI f ^ prima boria delle mie virtù , a comparazione d’una delle do(h c ‘ ^ Ercole. Amhv. Bern . 1. 3 . Orsù , lascinsi Le cirimonie , e \ » Lasc . Pareni. 2. 3 . E bene, a desinare; orsù vanne in casa(^ Orsvino, * Or-svì-no. N. pr . m.Lat. Horsvinus. (Dal ted. herz cii e weinen piangere : Che piange di cuore.) (B) y Orta. * (Mit.) Ò'r-ta. Dea della gioventù piesso i Romani , detta a r! Stimula , perchè esortava e stimolava £ giovani alla virtù .{In tus nascimento , origine; hnrtor io esorto.) ( 0 ) 2 —* (Geog.) Lat. Hortanu m. Città degli Siati della Chiesa ne ^} a c t ati legazione di Viterbo. — Lago d’ Orta. Lat. Cusius. Lago degli M Sardi nella divisione di Novara. (G) Ortaccio , Or-tàc-cio. [Y/w.] pegg. d' Orto. Ricett. Fior. La cresce per lo più negli ortacci mal coltivati. Ortaggio , Or-tàg-gio. [Y/w.] E ih aggio. Lat. olera. Gr. 0 Colt. 3 . Persone sì onorate , e di tanta dottrina , non hanno 3 f a vile di celebrare quegli ortaggi. Fir. As. g2. Un certo g*° v ra() ti secondo il mio giudicio, quell’ortolano al quale io aveva poco a '‘^ guasti tutti gli ortaggi , accortosi di sì gran danno, con un bu°° stonc se n* era corso alla volta mia. fie l' Ortaglia. (Agi.) Or-tà-glia. Sf Orto , e V Erbe che sicoltiviv 10 l'orto. (A) 2 — * Quantità di orti. Lati. Eneid. Berg . ( 0 ) nw* 0 * Ortàgora, * Or-tà-go-ra. N. pr. m. Lat. Ortagoras. (In c ‘ c r' ra può significare chi rettamente discorre al popolo, e chigL rt re ne’di festivi; poiché orthos vai retto, Onte dì festivo , 011 so* discorso pubblico. V. orlagorisco.) — Antico autore d' un o ^-. Ll jin 0 pra l ’ India. — Musico contemporaneo di Epaminonda . *■ di Sidone. (B) (Mit) risei’ 5, Ortagorisco. * (Zooi.) Or-ta-go-rì-sco. Sm. F. G. Lat. ortba # 0 j p 0l > ( Orlkagoriscus ovvero orthragoriscos era chiamato da’Greci 3 1 ! , d» cellino che esponevasi in piazza di buon mattino per vend*^ nOC orthros di buon mattino ed'«gora piazza.) Grosso 'pesce r te T[p< lena de' moderni , che preso getta un grido simile a quello de r cellino . (Aq) n $c Ortale. (Agr.) Or-tà-le. [Ym.] F. A . F. e di Orto. M. ^*^*,£[11'^ condussono tra gli orlali dentro , ed a piè delle mura cc., 0 sono avviso che’ detti ortali erano tutti affossati, e sanza vie S ” che mettessono nelle strade maestre. ( f > 2 — * In forza di add. com. Di orto , Che appartiene all’ o rf0. Ortense.) Face. Sopmgg. (O) piai' 5 Ortalidi.* (Zool.) Or-tà li-di. Sm. pl.F.G. Lat. ortalides.,(L ' * pollastra o galliua.) Famiglia d' visetti dell' ordine degliJf fv stabilita da l'alieno a scapito delle muscidce di Latreillv- miglia comprende varii generi , fra i quali il loxocera ? li/ myza , il tephyritis , l ortalis, che ri è il tipo. Equivale a no Gallinelle. (Aq) ^ r ie Ortalo , * O'r-ta-lo. N. pr. m. (Nato in dì festivo , dal gr** i . c0 , JS 1 ' sta. Nella stessa lingua ortalis vai pollastra , gallina.)— M potè dell’ oratore Marco Ortensio. (Mit) _ . s{l0 ci 1 ^ 0 Ortane.* (Mìt.) Or-tà-ne. Divinità adorata dagli Ateniesi 1 somigliava molto a quello di Priapo. (Sembra così detta che facevansi in suo onore: poiché one in gr. vai i n ! l K Ortatore , Oi>ta-tó-re. Sm.F.L . Timoniere , o Colui che 0 _ r/nanc.(Dal lat. hortator esortatore. )Co.Bagnol.Ort.Nri numerosi, del color di rosa, inodori, a corimbo terminante , simile a quello del Viburnns opu- lus. Fiorisce dal Giugno al Settembre , ed è comune ne’ giardini della China e del Giappone. Lat. hortensia speciosa Lin. (Dal lat. horlensis di orto.) (B) Ortensio , * Or tèn-si-o. N. pr. m. Lat. Efortcnsius. (Da hnrtensis die vien dal lat. horlus orto.) — Quinto. Oratore romano emulo di Cicerone. — Corbio. Nipote di esso. — Lucio. Padre di esso , pretore e proconsole in Sicilia .— Nome di un tribuno, di un dittatore e di un pretore romano. (B) (Mit) Orteo , " Or-tc-o. N. pr. m. (Festivo , dal gr. arte festa.)— Uno de’ capitani trojani. (Mit) Ortes.* (Geog.) O'r-tes, Oi tbez. Lat. Horthesiuni .Città di Francia nel dipartimento de’ Bussi Pirenei. (G) Ortesia." (Mit.) Or-tc-si-a. Soprannome che i Traci davano a Diana. (Da hort in luogo di bari che pur ora in islavo vai bracco , cane di caccia, animale consacrato agli esercizi! di Diana.V.Omomi.)(Mit) 2 — * Una delle Ore. (Da orlus nascimento , che sembra addetto ad indicare il rinascer continuo delle ore.) (Mit) Ostia. * (Mit.) O'r-ti-a. Soprannome di Diana adorata a Sporta. (V. Ortesia.) (Mit) Ortica. (Bot.) Or ti ca. [Sf. Genere di piante della monoecia tetrandria, e della famiglia delle orticee, della quale è il tipo; si distingue dal calice diviso in quattro pani con arciuolo nettar fero ne’ fori maschi, e diviso in due parti ne' fiori femminei collo stimma penniciltarp ed Una achena. Fra le sue specie principali dislinguesi /'Ortica piccola o trattabile: Pianta che ha lo stelo corto, quasi strisciante, ramoso ; le foglie opposte ovato-lanceolale, seghettate ; i fiori in ispiga bislunga. Fiorisce nella stale, ed è comune ne’ luoghi incolli. Essa fi molto usala un tempo dai medici pel di lei sugo stimato refrigerante e specifico nelle emorragie. Questa erba è nota comunemente pel sentimento di prurito e di ardore che cagiona, quando è fresca , il contatto de' suoi steli e delle sue foglie coperte di ruvidi peli finissimi , i quali penetrando nel tessuto cutaneo vi versano il liquido acre contenuto in certa vescichetta bislunga situata nella loro base .—, Mitica, sin.) Lat. urtica. Gr. àxaA;ri$7). (Ortica dal lat. uro io brucio. Così in gr. cnide ortica, da cnidao io pungo, io brucio. In ebr. hharul ortica , da hharaq bruciare. In ar. hhorrai- quon ortica da hharraqa bruciò ec.) Cr.6. t’i'ì. 1. L’ ortica è detta, imperocché il suo toccamento riscalda la mano, imperocché è dina- tura ignea , come dice Macrobio ; ed è di due maniere : luna è pu- glicnte, c l’altra è morta, la qual non pugne./foce. Conci, g. Niuuo campo fu mai si ben coltivato , che in esso o ortica , o triboli , o alcun pruno non si trovasse mescolato tra 1 erbe migliori. Beni.Ori. 2. 5 . 2. E sempre qualche documento buono Sia coperto co'pruni e Coll’ortica. a — Per metaf. Dant. Purg. 3i. 85. Di penter sì mi punse ivi l’ortica. Bui. ivi : L’ortica , cioè lo rimordimcnto della coscienza, che cuoce, come fa l’ortica quando punge. Dittimi. 1. 2. Ma pur non Punse sì la dolce ortica , Ch’io non tornassi acquei disio proposto. fiiamm. 2. 2. Con più pungente ortica s’ingegnò d alTljgger l’anima mia. Proverò. Esser conosciuto come l’ortica, sì dice di quelle persone, ORTIVO 68l bujo il povt _ __ 2 — [E variamente.) Pataffi. 3. IL conoscoti, il cui disse all’ortica. ’i —-* (Zool.) Ortica o Ortiche di mare. Lo stesso che Acalefi. V.(Aq) Segner. Incred. 1. 12. 4. Tali dentro 1‘acque son 1’ ostriche, le ortiche , le spugne marine, stimate insieme piante, insieme animali.(N) Ricaccia. * (Bot.) Or-ti-càc-cia. Sf. Nome volgare della Galeopsis galeobdolon di Linneo : Pianta erbacea bilabiata a fori gialli con foglie sìmili all ortica. (N) “Ricaccio,* (Bot.) Or-ti-càc-ci-o.A’m. Nome volgare del Luppolo. V. (N) “Rticajo. (Agi .) Or-ti-cà-jo.A 7 «, V. e rfi’Orticheto. Del Pap. Burch. (A) Orticaria.* (Med.) Or-ti-cà-ri-a. Add. e sf. Malattia esantematica febbrile, ossia Elemmasia della cale, caratterizzata da macchie simili alle 0 . punteggiature dell ortica. Chiamasi vescicolare se ad esse macchie aggiungonsi in certi vasi delle vescichette ; e tubercolosa se quelle sono di tal volume da formare tumori larghi quando la palma della mano. Ordinariamente è l'effetto di cagioni morbose esistenti nel tubo gastro-enterico, anziché malattia contagiosa particolare -Orticaria, Orticata, Urticata, sin. I.at. febris urticata. ( 0 ) (N) Orticata.* (Med.) Or-ti-cà-ta. Add. e sf. Agg. di febbre. Lo stesso che Orticaria. V. ( 0 ) Orticazione.* (Med.) Or ti-ca-znì-ne. Sf. Flagellazione con le ortiche. Usalo come rimedio , opera alla maniera de' senapismi e de' vescicanti , senza avere gli stessi inconvenienti e polendosene graduare a piacere l’ azione. Mercè questa operazione sorgono sulla pelle delle papilletle rosse dirette a rivedere , ed allontanare qualche processo infiammatorio stabilito in organi nobili, ed importami alla vita. —Orticazione , sin. ( 0 ) (N) Orticee.* (Bot.) Or-ti-ce-e. Add. e sf Famìglia naturale di piante di- cotiledonie apetale, che hanno un calice mnnofiUo diviso , il quale ne’fari maschi contiene un numero determinato di stami inseriti alla sua base ; filamenti (Avalla nervati indietro del fiore , ma che poi si raddrizzano , dopo eli è sviluppato , con maggiore o minore elasticità, e portano antere diritte e biloculari ; fiori femminei con ovario semplice e lìbero e senza cornila, ec. Bertoloni. ( 0 ) Orticellaccio , Or-ti-cel-làc-cio. [ini] pegg. d’ Orticello. Zibald. Andr, Si tratteneva in un suo orticcllaccio mal coltivato. Orticello , Or-ti-cél-Io. [Ani ] dim. di Orto. Lai. hortulus. Gr. xmtioe. Ninf, Fìes. 132. Ornò omè, più volte gridava Sì forte, che agli orecchi que’sermoni Della sua madre venue (l'edizione di Londra 1778 legge venner) , che si stava Nell’ orticello allato alla casetta. Cr. 1. 7. 4. Vi si conserverà ancora 1' orticello del signore , e la moltitudine delle api sanza lesione. Vit. SS. Pad. Aveva io un tempo un orticello presso al mio monistcro , nel quale per li frati pellegrini faceva poner dell’erbe. Orticheggiare, Or-ti-cheg-già-re. [Alt) Percuotere e Pungere altrui coli ortica. Lat. urtica pungere. Franc.Sacck. nov. 111. Colse, chò ve n’ avea presso , parecchi gambi d’ ortica ec. , e va verso la sua comare , dicendo : comare mia , vuo’ tu che io la vada a orticheggiare , sì ch’ella si levi ? E appresso: La madre , sentendola, dieta; orticheggiala , orticheggiala , frate Stefano. E appresso: E finalmente avendola orticheggiata per questa maniera ec., dice alla comare: ognora di’ ella non si leva chiama pur me , e vedrai come io la orti- cheggerò. Otticheggiato , Or-ti-cheg-già-to. Add. m. da Orticheggiare. V. (V) Orticheto. (Agr.) Or-ti-chc-to. [Am.] Luogo piatitalo d’ortica .—, Orti» cajo, sin. Car. lett. 1. 21. Rispose Pippetto : quell’ortichcto, dove è sù quel piè di sambuco. 0RTiciN0.(Agr.) Or-ti-cì-110. [Sm.) dim. di Orto; [ma più propriamente dicesi quella striscia di orto vicino al muro , cinto da una piccola muraglia poco elevata , per sostenere la terra in cui possono allevarsi le primizie e gli ortaggi più delicati. V. Orto.—, Ortino, sin.) Lat. hortulus. Gr. xr-r/cf. Lib. Dice.}'. Contento appieno dcll’erbe del suo povero e angusto orticino. Orticoltura. (Agr.) Or-ti col-tù-ra. Sfi. L' arte che tratta della coltivazione delle piante ortensi. (Ga) OiiticoNe. * (Bot.) Or-ti-có-ne. Sm. Nome volgare dell’ Urtica dioica di Linneo. (N) Ortigia. * (Mit.) Or-ti-gia. Soprannome di Diana adorata in Deio. (V. Orda ed Ortesia.) (Mit) 2 — * (Geog.) Amico nome di Deh. — di Efeso. — Una delle quattro parti dell’ antica Siracusa. (G) Ortigio , * Or-ti-gio. N. pr. m. (Devoto a Diana che soprannomavasi Ortigia. In gr. ortyx , orlygos quaglia .)—Capitano di Turno , ucciso da Canea. — Uno de'figli di Cleinide e di Arpa. (Mit) 2 — * (Mit.) Soprannome di Apollo , perchè adorato in Deio. (Mit) Ortigocopia. * (Arche.) Or-ti-go-co pì-a. Sf V. G. Lat. ortygocopia. ( Da ortyx, ortygos coturnice , e cape incisione , taglio, uccisione. ) Sorta di giuoco in cui soleansi far combattere le coturnici , come si fa oggi de’ galli ni Inghilterra. (A) Ortigometra. * (Zool.) Or-ti-gò-me-tra. Sf. V. G. Lat. ortygometra. (Da ortyx, ortygos coturnice , quaglia , e meter madre.) Specie di uccello , rallus orex Lin., dell ordine de trampoUeri , e del genere rallus. Ha V abitudine di starsene solitaria, ed e chiamata^ anche Re delle quaglie, per essere più grossa delle quaglie, e perchè arriva e parte con esse. E' di color bruno-fiiVa con macchie nericce di sopra, grigiastre di sotto , ne’ fianchi con raggi nericci , ale rosse-, vive e nidificò, ne’campi, ove corre con molta celerità; si mitre di semi, d’inselli e divermicciuoli. In molti luoghi del Regno di Napoli e eliti Arciuiiaglia. (Aq) (N) „ , ,, „ . . Ortino. (Agr.) Or-tì-no. Sm. dim. di Orto. V. A. V. e dt Orticino. Vit. SS. Pad. 2. spi. Avvegnaché egli perdesse ogni possessione, pur gli rimase un ortino per sedere.' (Cosi ha il testo Rice.) (V) Ortio. * (Mus.) OT-ti-o. Sm. Suono dattilico , cantalo a voce alta e sostenuta. ( In gr. orthios vai propriamente alto , ed oylhios nomns era uno de’sette modi del canto, e significava pur forte, sonoro.)(0) Ortiona. * (Mit.) Or-ti-ó-na. Soprannome dì Diana , per la severità con cui puniva le sue ninfe quando mancavano a’ voli di castità, (lu gr. orthos retto. V. Orda ed Ortesia.) (Mit) Ortisia. * (Geog.) Or-tì-si-a. Antica città d'Italia. (G) Ortivo. (Astr.) Or-tì-vo. Add. in. Dicesi dell’Arco dell’orizzonte, che i trovasi tra ’l punto onde sorge un astro , e V oriente vero , dove si fa l'intersezione dell’ orizzonte e dell’ equatore. Gal. Sist. 3ji. Col ricordar queste altezze meridiane , latitudini ortive , e distanze dal vertice, cc. E appresso : Ma il sole si alza e si abbassa nel nostro meridiano per un arco grandissimo quasi di 47 gradi, c per archi ancora maggiori e maggiori varia le 6Ue larghezze ortive ed occidue negli ori- 682 ORTO zonti obliqui. (A) (B) Gai Meni, e Lett. t. 1. p. 4 Ct fLett. olVIn- goli.J Yoi portate quattro argomenti condro al moto annuo sotto il zodiaco : il primo è dal non veder voi variar punto le latitudini or- tive ed occidue nelle stelle fìsse ec. Pallisti. Opp. t. 3 . p. 2^«.(Pc) Orto. (Agr.) O'r-to. [Sm. PI. Orti m., e antìcam. Odora f Spazio di terra , ove sì coltivano le ortaglie . Le parti dell orto sono /’ a- cquajo , le ajuole, le brode, le coste , /’orticino , /«piane, /«prose, * quaderni , i quadri. V Orto è fecondo, ameno , aprico , adorno , bello, culto, custodito, delizioso, lieto, maraviglioso, spazioso, vago, verdeggiante ec. Detto anticam. Bruolo.^".—,Ortale, sin.) Lat. hortus. Gr.nriTros.Bocc.nov.Q uando io lavorava alcuna volta Torto, Y una diceva : pon qui questo; e Y altra : pon qui quello. E num. 10. Se voi mi metterete costà entro , io vi lavorio si Y orto, che mai non vi fu cosi lavorato. Pallad. Alcuni fanno andare dintorno all orto, contro’bruchi, una femmina che abbia suo tempo, scinta, scapigliata, a piedi scalzi. E appresso : Alcuni stendono in più luoghi nell’orto granchi di fiume fìtti in pali. G. P. 4 • 7* 6. Chiudevano le borgora con giardini c ortora che v’erano dietro. Cr. a. proem. 2 Trattato è di sopra del cul- ti> amento de* campi , delle vigne , ortora, ec. 2 — [ Fig. La Chiesa , ossia La congregazione de’fedeli.] Dant. Par. 12. 72. Domenico fu detto 5 ed io ne parlo , Siccome dell’agricola che Cristo Elesse all’ orto suo per ajutarlo. E 104• Di Ini si fecer poi diversi rivi, Onde Torto cattolico si riga. 3 — * Via , Indirizzo ; onde Fuor d’orto, lo stesso che Euor di strada. Dant. Rim. canz. i 3 . N. Sp. (O) 4 — Proverò. Questa non è erba del tuo orto. V . Erba, 6. Parch. Ercol. 101. .Quando alcuno dice alcuna cosa, la quale non si creda essere di sua testa , ma che gli sia stata imburchiata, sogliono dire ; questa non è erba di tuo orto. 5 — Tu non lo camresti dell’orto : si dice d’Uomo vile e dappoco. P. Flos , 33 y. Pataff. 8. E dell’orto quel tal non cacceresti. fi * Egli zappa 1’ orto : dicesi quando alcuno piglia a fare alcuna cosa, credendo nuocergli, e gli giova , (A) 7 — * Essere il fico dell’ orto — Esser cosa prediletta. P. Fico, J. 1, 17 (N) Orto. [AVw. P. L. e per lo più poetica. Contrario ad Occaso , e dicesi del) Nascimento [del sole o de'pianeti', ] Oriente. Lai . ortus, oriens. Gr. ’yivtcrts , àvotretó. Dant.Purg. 3 o. 2. Che nè occaso mai seppe, nè orto.!? Par. g. gì. Ad un occaso quasi e ad un orto Bug- gca siede .E 11. >55. Non era ancor molto lontan dall’orto. But.Purg. 18 1. Era tanto scema (la luna), che il suo orto era quasi al terzo della notte. Gal. Sist i2g. Dal che ne seguirebbe mutazione circa gli orti c gli occasi delle stelle fìsse. Orto. Add. m. E. L. Nato. Frane. Sacck. rim. 53. Con Agnolino, e , non farò sileuzo , Iacopo di Donato lor consorto, E ’l saggio ca- valier senza apparenzo , Arnaldo, c messer Biodo, ciascun orto Degli Altoviti. (V) Orto.* (Mit.) òopran. di Bacco.(Testivo, da erte giorno di festa.)(Mit) Ortobriga.* (Geog.) Or-to-bri-ga .Antica città, da alcuni data alle Galile , da altri alle Spagne. (G) ORTocARro.* (But.) Or-to-càr-po -Sm.P.G.Lat. orthocarpus. (Da orthos diiUo , c carpos frutto.) Genere dì piante della famiglia delle s< infoiarle , e della didimtmia (Uigtospermia dt Linneo , stabilito da Nut- tal, il quale così le denominò dal loro frutto di c una casella dritta. h jormato della sola specie detta orthocarpus lutcus, che a pii- ma vista si crederebbe un mélampiro, ma agevolmente distinguesì per la forma dritta del suo frutto. (Aq) Ortocentro.* (Bot.) Or-to-cén-tro. Sm. V". G. Lat . orthoccnti 011. (Da orthos dritto , e centron pungolo.) Genere di piante della famiglia delle sinanteree , e della singenesia poligamia eguale di Linneo, stabilito da Cassini, desumendo tal nome dalle spine dritte di ad sono armate le foglie intermedie del loro involucro. Ha per tipo i/Cnicus pungcns di Willdenow. (Aq) Ortocep.a. * (Bot.) Or-tò-cc-ra. Sf. P. G. Lat. orthoeera. (Da orthos retto, e ceras corno.) Genere di piante della famiglia delle orchidee, e della ginandna diandria di Linneo, stabilito da Browne , e così denominate dalla loro corolla formata di sei petali disposti in modo da renderla simile ad una maschera 5 due de'quali sono dritti e disposti come corni, (Aq) 2 —* (Zool.) Genere di testacei ossia di conchiglie,della classe degli univalvi, da Lamarck stabilito con alcune specie dei nautili di Linneo, distinti e così denominati dalla loro conchiglia dritta : genere che contiene parecchie specie che ti'ovansi solamente fossili, conosciute dagli crittografi col nome di ortoccrite: nome che danno anche alle corna d’Arn- mone fossili e non rivolte in ispirali. —, Ortoccrite, sin. (Aq) (N) Ortocerati.* (Zool.) Or-to-cè-ra-ti. Sm. pl.P.G. Lat. orthocerata.(Da orthos dritto , e ceras , ceratos corno.) Nome proposto da Latredle per una famiglia di molluschi , onde riunire tutte le conchiglie tramezzate dritte, o che, dopo una curvatura più o meno pronunciata, prendono una linea retta , ed in generale presentano un lungo cono dritto e leggermente arcuato a foggia di corno . (Aq) Ortoceeatitt. (St JNat.) Or-tu-cc-ra-ti-ti. Sm.pLP. G. Nome dato talvolta ai corni d'aminone diritti, e non fatti a spirale. (Boss) Ortocere.* (Zool.) Or-tò-ce-re. Sf. pl.P.G. Lat. orthoccrae. (V. orlo- cero. ) Così Lamarck denomina alcune piccole conchiglie viventi a cagione dalla loro figura di corno. (Aq) Ortocerite, * (Zool.) Or-to-ce-rì-te. Sf. P . G. Lo stesso che Ortocera , nel sign. del §. 2. (0) Ortocero. * (Zool.) Or-tò-ee-ro. Sin. p. G. Lat. orthocerus. (Da oi'dios dritto , € ceras corno.) Nuovo genere d insetti, della seconda sezione deli' ordine de coleotteri , e della famiglia de’ tenebriomti da La- treìlle formato con alcune specie dii genere hispa di Linneo, e da Uh- ger chiamato sorratrium; caratterizzati da anteime cor le,'piu grosse all'estremità , acute e diritte in avanti. (Aq) ORTOGRAFIA Ortochu,o.* (Zool.) Or-tò-chi-lo. Sm.P.G.Lat. orthochilus>(Da orthos dritto , c chilos labbro.) Genere d'insetti dell'ordine de' ditteri, della famiglia dei tanìstomi , e della tribù de ’ dolrcopodi, stabilito da La - treìlle ; distinti particolarmente da una pi'oboscide sporgente, molto corta e terminata da due labbri retti , la cui estremila finisce in unti punta ricoperta superiormente da due palpi della stessa lunghezza , sporgenti , e quasi conici. Comprende la sola specie della Orthoch** lus nigrocoeruleus di Lati'eille. (Aq) Ortoclada.* (Bot.) Or-tò-cla-da. SfP.G. Lat. orthocìada. (Da orthos dritto , e clados ramo.) Genere di piante della famiglia delle gì'*" mirtee , e della triandria diginia di Linneo , stabilito da Pahssol Beauvois, e caratterizzate da una pannocchia ramosa coi rami driUh ed il culmo o canna quasi priva di nodi. Comprende la sola speci* detta panicum rariflotrmi Lin. (Aq) Ortocolon.* (Med.) Oi -to-cò-loii.AV/i. P. G. Lat. orthocolon. (Da OilboS retto , e colon membro.) Lo stesso che Anchilosi , con questo diva' l'io , che il membro , la cui articolazione non è più molile , rimati sempre teso ; laddove nell * anchilosi sovente sì piega . (Aq) Ortocoride.* (Zool.) Or-to-cò-ri-dc. Sm. P. G. Lat. orthocoris* (D* orthos dritto , e coiys cimiero.) Nome dato da Pieiiìot all* uccellò che Fernandes chiama hoazin, a cagione del ciuffo di penne lungf che a guisa di cimiei'o gli adornano la testa. Specie di uccelli del' V ordine de’ gallinacci di cui hanno fcimato il genere OpisthocoiuiR» Holfmannseg , che abita ne.lC America. (Aq) (N) Ortodone.* (Zool.) Or-to-dó-ne. Sm.P. G. Lat. orthodon. (Da orthof dritto, e odus dente.) Genere di mammiferi dell'ordine de'cetacei 1 armato di molti acuti e diritti denti alla mascella inferiore , mentì'* quelli della superiore sono piccoli e schiacciati. (Aq) (N) 2 —* (Bot.) Genere di piante della famiglia de' muschi, stabilito Boiy de St. Vincenti così denominate dai dritti denti di cui èJ 01 * muto il loro peristomio. (Aq) Ortodoro.* (Arche.) Or-to-dò-10. Sm.P.G.Lat . orthodoron.(Da ordi 0 * retto , e doron palmo minore.) Misura greca consistente nello intef vallo ch y è fra il carpo e la estremità delle dita distese ; o seconp altri, dal carpo al pugno , sino alla estremità del dito medio . volta chiamasi Palmo diritto. (Aq) (0) Ortodossia. (Eccl.) Or-to-dos-sì-a. SfP.G.Lat. ortho Ioxia.(Da orth°* retto , e doxa opinione, sentenza.) Conformità alle sane opinioni materia di religione. Latri. Dial. (A) 2 —» * (St. Eccl.) Domenica dell'ortodo>sia : Co.w chiamavasi pressò Greci la prima domenica di quaresima , perchè vi si solennizzàva *** festa della restituzione delle sacre immagini, istituita da Michele peralore dopo il secondo Concilio Niceno. (Ber) 2 — * Festa che da’ Greci ceiebravasi il dodici di ottobre in me# 0 ' ria del secondo concìlio Niceno che condannò gl' Iconoclasti. {$ c y Ortodosso. (Eccl.) Or-to-dòs-so. Add. e sm. P. G. Che crede secofl l0 le sane dottrine della religione cattolica. Il suo contrario è Eterodossi P. Petr.Uom. ili. i6f- Anastasio ortodosso iinpenidore. Borgh.r esC .‘^ Fior. 5 yi.CXic non possano iufettar la nettezza della città, che sig 01 Beatamente chiamò ortodossa. (V) 3 — * Chiamasi Autore ortodosso Chi insegna ciò eh’ è confo'' 11 alla dottrina della Chiesa cattolica apostolica romana. (Ber) , _ a —. * (Bot.) Agg. che dà Linneo a tutti quegli autori che stabdir 01 ^ metodi o sistemi sulle parti della fruttificazione . Egli li distaig^ universali e parziali: e suddivide gli universali in quattro classi h l listi, corollisti, calicisti, sessualisti. Bertoloni. (0) (Aq) . Q , Ortodossografia. * (Ecd.) Or-to-dos-so-gra-fìa. Sf P . G.Lat. °. S doxographia. (Da orthos retto, doxa opinione, e grapho io descriV' Descrizione de’ dogmi della Chiesa cattolica. (Aq) » 0 , Ortodossografo. (Ecd.) Or-to-dos-sò-gra-fo. Add. e sm, ScrÌll° l£ pere dica i dogmi della religione cattolica. (A) : a . Ortodromia. (Marìn.) Or-to-dro-mì-a. Sf. P. G. Lat . orthodr 01 * 1 ^ (Da 'orthos retto, e dromos corso.) Linea retta, che descrive 11 ^ nave veleggiando con un medesimo vento. Corso retto $ oppo sl ° Lossodromia , che è Corso obbhquo. (A) . ^ Ortodromie. * (Marin.) Or-to-drò-mi-ce. Sf. P. G. Arte dittai nell* arco di qualche gran circolo , attenendosi alla linea vettA 1 r correre nel più breve tempo la distanza fra dite punti. (Aq) Ortogonale. * (Geom.) Or-to-go-nà-le. Add. com. P. G. r gonalis. ( Da orthos retto , e gonia angolo. ) Lo stesso c gelo. P. (Aq) Ortogonalmente. (Geom.) Or-to-go-nal-mén-tc. Aw. Ad ango Con egualità di tutte te parti. Pini Fabr. Orni, li erg. (Miq) ,p-| Ortogonio. * (Zool.) Or-t -gò-ni-o. Sin. P. G. Lai. orthogon 11 *^,^ orthos dritto, c conia angolo.) Genere d’insetti dell’ ordine e . . 'Uff stesso ■oli levitel i , della sezione de' pentameri , della famìglia della tribù de' carabici , stabilito da Deian , desumendo co> .... __ /.• .7. • » _ . . . - J golar r. Outocono. ’ (Geom.) Oi'-tò-go-no. Add. m. togonalc , e Rettangolo. /G (0) Ortografia. (Gram.) Or-to-gra-fì-a. [Sf. V. C Parte della tica che insegna a scrivere correttamente, ] Regola di bene se j 0 Lat. ortbogiaphia. Gr. (Da orthos retto, scrivo.) Pardi. Ercol. 1S0. Ma io, affinché meglio m 11,lel c | gi-e- 1’ userò , come si fa ortografia , cioè retta scrittura, e altre v che, nella sua forma primiera, senza mutargli nome. Sala- \ e <. 1. 4 - Quanto poi all'ortografia di quella copia, ell’è siila *. ^3, accennammo al lettore davanti al libro delle dette novelle. j^sia 4 . 6. Ora che dell’ortografìa d ’alcune pa rti del favellare e ie< si dicesse, richiederebbe forse 1’ ordine incominciato. {osull 11 ~ (Archi.) Elevazione geometrica della facciata di un ediji » base de’ siati fondamenti. (A) (Mit) , — * (Milit.) Profilo o Rappresentazione ai un opt espresse la lunghezza, l'altezza e la ginssezza. («qf cui sci * 0 ORTOGRAFICO Ortografico, (Grani.) Or-lo-grà-fi-co. A dii. m. Di ortografìa , [ Spettante ad ortografa-i Salvia. Pros. 7’osc. 2. 1Q2. Questo segno solo già noto , aggiusterebbe le differenze clic passano tra queste due vocali , come una musical nota ortogratica. E 265. Se alcuna troppo minuta ortografica cosa v’ è dentro , condonatelo, Accademici virtuosissimi , alla mia professione. Ortografizzare , Or-to-gra-fiz-zà-re. [N. ass.i Servirsi dell’ortografia, Seguitare le regole dell’ ortografia. Tac. Dav. Post.4*7• Contro alla quale il semidotto , che troppo vuole ortografizzare, cacografizza. OktogrAfizzato, * Or-to-gra-fiz-zà-to.^rfa'.m. da Ortografizzare. Afa/i/i. Lez. Ling. tose. ». 2o3. Stimò follemente A. M. Amadi che Dio e Iddio fossero scritte inavvertentemente ec. e che in vece di si diritta- mente ortografizzate voci, scriver si dovesse ldio , poiché con quattro lettere lo scrivevano misteriosamente gli Ebrei. (N) Ortografo. (Gram ) Or-tò gra-fo. Add. e sm. V. G. Osservatore di orlognifìa. Garz. Piazz. 200. Berg. (Min) Ortogramma. * (Bot.) Or-to-gràm-ma. Sf. N. G. Lat. ortliogramma. (Da orthos dritto , e grammo linea.) Genere di piante della famiglia delle felci, stabilito da Desvaux ; cosi denominate dalla loro fruttificazione disposta in linea retta lungo la nervatura mediana della Joglia. Dicesi anche Monogramma. E. (Aq) Ortolana , * Or-to-là-na. Add. e sf. Colei che coltiva 1 orto. Salviti. Pros. tose. ». 563. È nota la novelletta di quella vecchierella ortolana Ateniese , che a Teofrasto ec. (N) Ortolano, Or-to-là-no .[Add. e sm.]Quegli che lavora, coltiva e custodisce lorto.( E. Erbajuolo.)Aat. olìtor, hortulanus. Gr.K7yjrovpos.Bocc.nov.21 . 3. Era un buono omicciuolo d’ un loro bellissimo giardino ortolano. Lab. ig5. Io non avea in Firenze speziale alcuno vicino, né in contado alcuno ortolano, che infaccendato non fosse. Bern. Ori. 2.2g.i, Ha qualche volta un ortolau parlato Cosa molto a proposito alla gente. Cas. lett. 7 3. Ognuno sarebbe grande ortolano per avere i fichi begli e maturi. 2 — [Eig.] Dant. Par. 26. 65. Le fronde, onde s’infronda tutto l’orto Dell’ ortolano eterno , am’ io cotanto. » (Cioè Iddio.) (N) Ortolano. (Zool.) [Sai. Genere di uccelli dell'ordine de’ passeri, distìnti dal becco conico, corto, dritto, la matidibola superiore più dritta e rientrante nell' inferiore. Comprende più specie, che sono granivore. Lat. emboriza.) Morg. 25. 212. Posti a sedere, ecco giunto un piattello Dì bcccaficlii e di grassi ortolani. Buon. Pier.5. Intr. 3. Da Volterra i prugnoli, gli ortolani Là dal pian di Pistoja.» E Salviti.Annot. ivi'. Gli ortolani si posson figurare , come bcccafìcbi grossi e grassi ; e quando sono di serbatojo, lat. altiles, son tutti sugna ; che uno, come si dice , se ne lecca le dita. Ortolano, lat. avis miliaria, dal cibarsi di miglio, perché gli fa ingrassare. (N) Ortolano. Add. m. D'orto. ( P. Ortense.) Lat. hortensis. Gr. xrptsv- tixóì. Cr. 6. 44-1- L'ella è calda nel terzo grado, e umida nel primo, ed ènne di due maniere , cioè ortolana e camporeccia. Cclg.Mes. L’i- sopo è di due ragioni : 1’ uno si appella isopo ortolano, ed è alto un mezzo cubilo, ec. Ortolano. * N. pr. m. Lat. Hortolanus. (B) Ortologia. (Gram.) Or-to-lo-gì-a. Af. P . G. Lat. orthologia. ( Da orthos retto, e logos discorso.) Quella parte della grammatica , che insegna il modo di pronunziare e di parlare rettamente. (A) Ortona. ’ (Geog.) Or-tó-na, Ortonammare. Lai. Orthona. Città del Re- gito di Napoli nell’ Abruzzo Citeriore. (G) Ortonico. * (Zool.) Or-tò-ni-co. Sm. P. G. Lai. orthonyx. (Da orthos dritto , e onyx, onychns unghia.) Genere di uccelli dell ordine degli anisodaltili, stabilito da Temmink, i quali fra gli altri caratteri pre- s entano dette unghie robuste più lunghe de’ diti e quasi dritte. Se ne conosce una sola specie eh.’ è l 'orthonyx spinicaudus. (Aq) Ortopale. * (Arche.) Or-tò-pa-le. Ani. P. G. Lat. orthopale. (Da orthos retto , e pale lotta. ) Lotta in cui i atleta , restando in piedi , abbatteva il suo avversario. (Aq) Ortopedia. (Med.) Or-to-pe-di-a. Sf. P. G. Lat. orthopedia. (Da orthos • etto, e pedia puerizia, che viene da pes, pedos fanciullo ) Arte di prevenire o correggere con mezzi meccanici i vizii di conformazione °ne presentano i fanciulli, principalmente quelli duna irregolare direzione dille ossa o delle supeijìcie articolari . Quest’arte e oggi applicala anche agli adulti, e consiste nel raddirizzare e togliere con mezzi meccanici le principali deformità del corpo umano. (Aq) (D.T.) Ortopisside.* (St. Nat.) Or-to-pis-si-de. Sm.P.G. Lat. orthopixys.(Da orthos retto , e pixys pisside.) Nuovo genere di muschi, stabilito da Palissot Beauvois , e distinto da un’urna dritta ; ha per tipo il bri- sum androgynum. (Aq) Ortoplocee. * (Bot.) Or-to-plò-cc-e. Sf. P. G. Lat. orthoploceae.(Da oithos dritto, e pince chioma intrecciata.) Nome del terzo sottordine delle piante crucifere , stabilito da Decandolle ; nel quale si comprendono quelle il cui principale caraltei'e si è di a 1 ere 1 cotiledoni incombenti e centupli! ali, ossia longitudinalmente piegati nel mezzo „ ,n modo da nascondere nella loro piegatura la radiceìla. (Aq) Rt °p«ea. (Med.) Or-to-pné-a. Sf. E. G. Lat. orthopnoea. (Da orthos r rito , e pneo io spiro.) Malattia acutissima, accompagnata da con - “derevole e quasi soffocante difficoltà di respirare, o più propriamente essa difficoltà riguardata quale sintomo ; onde il paziente e costretto 0 starsene in piedi o seduto per tirare il fiuto. É il meteorismo d'Ip- pfferate. P. (B) (Aq) q roi'DLA. * (Geog ) Or-tò-pu-la, Ortopla. Ani. città della LiburniafGy *T°RRinco. * (Zool.) Ortor- rìn-co. Sm» K. G. Lat . orthorrhynchus. wa orthos dritto, e vhynchos rostro.) Specie di colibrì , piccolissimo Recito dell' America , dell' ordine de’ passeri una volta appartenenti te trochili di Linneo , che ha il becco ritto . (Aq)(N) 0 r T ° S ‘ * (Geog.) OV*tos. Lo stesso che Ordos. (G) (v Tos à- * (Geog.) Or-tó-sa. Lo stesso che Ortosia. K. (G) * t osep 0lceo f . Or to-se-pól-cro. Snu comp. Sepolcro posto nell'orto . ORZA 683 Lat. cepcrtaphium. .Buon. Vas. Ant. Vetr.tgo, Questo sepolcro posto nell’orto si disse con una parola sola %i\tfQTd.$tov ortos^polcro voce adoperata da Palladio ec. (N) Ortosia. * (Geog*) Or-tò-si-a, Ortosa. Lat. Oilhosìz.Antica cittadella Siria. (G) Ortosiade. * (Geog.) Or-toVi-a-de. Lat. Orthosiade. Antica cittadella Caria. (G) Ortoso. * (Min.) Or-tó-so. Sm. V. G. Lat. orthosus. (Da orthos retto.) Nome proposto da Hauy , invece di feldspato , per indicare la materia pietrosa che forma uno de' principali elementi del granito e di parecchie altre rocce primitive , a cagione che , quando si presenta m cristalli distinti , la sua forma più semplice è un romboide o un paralellepipedo romboidale. , e talvolta un prisma rettangolare. (Aq) Ortospana.* (Geog.) Or-to-spà-na. Antica città dell' Asia sulla strada dallAracosia all’ Indie, detta anche Carura./'’".— neUaCavaniania.(yy) Ortostadià. * (Med.) Or-to-sta-dì-a. Sf V. G . Lat. orthostadi^. (l)a orthos dritto, e sia da siadeos chi sta , sia da stadios stabile.) Stato di persona affetta bensì da malattia , ma non a segno di doversene stare a letto. Altri intendono lo stato perfettamente sano in cui può V uomo liberamente attendere etile proprie occupazioni. (Aq) 3 —* (Filo!.) Nome che davano i Greci ad una specie di umica che copriva il corpo dal collo sino a terra , ed era da per tutto egualmente larga : poteasi portarla senza cintura. (Aq) (O) Ortostate.* (Archi.) Or-tò-sta-te. Sf.pl . V. G. Lat. orthostatae. (Da orthos dritto , e stateon verb. di hisiemi io sto.) Nome che i Greci davano ai pilastri ed ai contrafforti. (Aq) Ortostemone.* (Bot.) Or-to-stè-mo-ne. Sm. P*. G . Lat. orthostemon. (Da orthos dritto, c stemon stame.) Genere di piante della famiglia delle genzianee , e della tetixmdria diginia di Linneo , stabdito da Brownej provvedute di stamieguali sporgenti dalla corolla, colle loroan- lere longitudinalmente deiscenti^diritte e ruvide dopo lafìoritura.(à<\) Ortotrico.* (Bot.) Or-tò-tri-co. Sm.V.G.Lat. orthotricum. (Da orthos dritto, e thrix r, thrichos capello.) Genere di piante crittogame della famiglia dei muschi , da Jicdwig formato, e da Brideì stabilito con alcune specie del genere bryum di Linneo , così denominandole dai sedici denti sottili come i capelli , liberi e frangiati alla base , di cui è munito il loro peristomio interno. (Aq) Oktotricoidee.* (Bot.) Or-to-tri-co-i-dè-e. Sf. pi. V. G. Lat. orthotri- choideae. (Da orthos dritto , thrix. thrichos crine , capello , e iclns somiglianza.) Sezione di piante della famiglia dei muschi , stabilita da Asnott : cosi denominate dalla cuffia loro longitudinalmente solcata e rivestita di peli simili al crini . (Aq) Ortotteri.* (Zool.) Or-tòt-te-ri. Sm. pi. V. G. Lat. ortopthera. (Da orthos dritto, e pteron ala.) Quinto ordine della terza classe degl’insetti nel metodo di LatreiUe , distinti da ale longitudinalmente piegate , quasi come un ventaglio diviso in tre sezioni. (Aq) Ortcra. * (Geog.) Or-tù-ra. Lat . Orthura. Antica città deWIndie di quà del Gange. (G) Ortra , O-rù-ra. Có 1 /! r. vernacola . V. e di ] Oreria. Buon. Fiei\ 2 3. £ Gli orefici ricscon bene in ordine D’ argenterìe , d' orure , di gemme? E 3. /}. 7. A guisa d’una guglia fatta a gradi, Piena d’argenterie, piena d'orure.B se. i3. E noi diciamo D’un gran bel carro d'orure o d’argenti , Ito sozzopra. Oruro.* (Geog.) O-rix-ro.Città dell Alto Perù.—Antica città dellAsia nella Siria. (G) Orosto.* (Geog.) O-rù-sto Is. del Cattegat, sulla costa della Svezia. (G) Ordzza , O-rùz-za. Sf. dim. di Ora. Lo stesso che Oretta. E. Lat bre- vis bora, bilioni, leu. lib. //. pag. 153. M’avviene quel che si scrive di Teofrasto , che spesso piangeva il tempo perduto : ma egli piangeva qualche ortizza male spesa; io piango gli anni e i lustri, o quasi i giubbilei interi interi. (A) (B) Or via. Particella cnmmidativa ed esortativa, e indica celerilà e prestezza , e vale Orsù , Spacciatamente, A’ fatti. Lat. agc. Gr. àyv. Bocc. nov. 15. 6. Or via , mettiti avanti , io ti verrò appresso. E nov. 77. 7. Or via, diamgli di quello eh’ e’ va cercando. Orvietano, * Or-vic-tà-no. Add. pr. m. Di Orvieto ; ed in forza di sm. per quell’ Antico paese degli Stati della Chiesa, di cui Orvieto era la capitale , e che forma oggi la parte settentrionale della delegazione di Viterbo. (G) ^ 2 — (Farm.) Sm. Antidoto, [o Celebre contravvelena , cosi chiamato perchè lo invento e propagò Girolamo l'errante da Orvieto celebre empirico. Era una conserva officinale , or caduta iu oblio , nella quale entravano cinquantaquattro droghe , cui Hofmann ridusse a vnilisei .] Menz. sai.5. Me’ gli starebbe un vaso d’orvietano ec., 1 cr dichiararlo un busbo , un cerretano. Orvieto.* (Geog.) Or-vié-to .Lat. Urbs Vetus, Urbivcntum, Herbanuru. Città degli Atati della Chiesa nella delegazione di Eltcrbo. (Xr) Orvic.o.* (Geog ) Or-vi-go. Lo stesso che Orbigp. K. Orvinio * (Geog.) Or-vì-ni-o. Lai. Orvimum. Antica citta dell Italia, (t.) Orza. (Mann.) Or-za. [Sfi Quella corda che si lega nel capo dell'mi- tenna del navilio da man sinistra , {.ed anche djianco d una nave a man sinistra , quando noi siamo colla nostra faccia verso la prua. Orza alla banda, Esser afforza, Orza quanto leva, Non più a orzo, Carica l’orza, ec. sono Vitti termini di comando marinaresco .—, Oria sin.] (Dal frane, hource che vale il medesimo : c questo dal celt. ..uzhars dirimpetto, all’incontro,presso; poiché l’orza ha per lappùnto questa relazione con la poggia eh’ è a destra. Anche in turco uz contro. C. orzare, §■ i.)Dant. Purg. 32 . » <7. Ornici piegò, come re vai nave m fortuna, Vinta dall’onde or da poggia, or da orza .But. ivi: Orza e una fune che tiene legato l'altro capo dell'antenna,e per questa orza dà ad intendere lo lato sinistro della nsjve; sicché vuole dire, ora dall'uno lato, ora dall’altro. Petr. son. ifl■ Lo qual, senza alternar poggia con orza ec., L’ acqua e ’1 vento e la vela e i remi sforza. Bemb. rim. 2g. Senza alternar di poggia e d’orza Tutta lieta sen va spalmata nave. Cruff. 684 ORZAIUOLO Calv. 3. 8g, La nave di caviglia pur dell* orza , Pei* rimontare a vento, facea forza. 2 —■* Col o. Andare: Andare all’orza, o a orza, o all’orza raso=Z\ 7 a- vigai'e portando la prua piu vicino che sìa possibile al vento che so fi fia , Prendere il vento per parte onde la nave pende, verso la parte dov ’ è legata V orza ; e jìg. Non andare diritto . F. Andare a orza e F. Andare all’orza raso. (A) 3 — [Col v. Caricare : Caricar 1 ’ orza= Tesare , Strìgnere , e jìg . Empiere di soverchio .] F. Caricare , §• i3, e i3. 2. 2 — E detto in gergo pei * coprire la disonestà, vale Congiugnersi carnalmente. {F. Caricare , §. i3 , 3-l 3 —* Caricar l’ orza col fiasco Aggravarsi per soverchio bere . F. Caricare, §. i4' (A) 4 — * Col v. Fare ; Fare orza quanto si può. F. Fare orza ec. (N) Orzaiuolo. (Chir.) Or-za-juò-lo. [Am.] Bollicina che viene tra i nept- teili degli occhi , [ così chiamato , perchè nella forma s’assomiglia a un grano d' orso.] Lat . liordeoium , crithe. Gr. apiàri» M. Pier. Beg. L’aglio fa nascer l’orzajuolo nell* occhio. Orzare. (Marin.) Or-zà-re. {N. ass.] Andare a orza, {Andare contro il vento , Andar contro il vento a forza di remi .—, Orzeggiare, sin.] Buon.Fier. 4- zj Avvertine a trattar timoni e vele, E poggiare e orzar con giusto scherno. 2 —* Contrastare, Venire a controversia. Lat. contendere. Gr. àpiWy.v. (V. I’ ctim. di orzai) Buon.Fier. 2.4 • 7* Lasciargli orzar fra lor m* è stato caro 5 Che , sebben non gli ho intesi, a’ modi loro Fra essi c deli amaro. » E Salviti. Annot. ivi: Orzare, tempestare; dal naviga» re a orza c poggia, funi della vela; orza, quasi opotoc. diritta : podia , quasi piccol piede. Virg fecere pedem. (N) Orzata. (Farm.) Or-zà-ta. {8f] Bevanda fatta d’ orzo [cotto. L’Orzata è acquosa , grossa , lunga , sottile , colàtiva , colata.] Lat. ptisana. Cr. irriordvti, Cr. 1. 16 . 4' La detta orzata a’saui, in continuo uso, chiarissimo e perfettissimo sangue genera. E num . 5. L’ orzata si fa in questo modo : Y orzo ben mondato si cuoce molto bene in acqua, c colasi per panno , ec. De me ir. Segn. 111. Vecchia , e che non fa altro clic colie pianelle in piedi assorbir 1’ orzata. 2 — [Oggi dicesi più comunemente per] Lattata. V. Buon.Fier. 4-5. 16. Non vo’ch’ ella volesse un’insalala , Ovvero una cipolla o un ramolaccio , Quand* io V ordino un brodo o un’ orzata. E appresso : O le lodiam dì far bene un brodetto , Preparare un’orzata, o un pan lavato. Malm. 7. g3. L’astante, che porgevagli V orzala, Pur nc faceva la sua quattrinaia. Orzato , Or-zà-to. Add. m. D' orzo , Mescolato con orzo . Lat. hor- deaecus. Gr. xplStvo s. Dant. Conv. y4‘ Questo sarà quello pane orzato , del quale si satolleranno migliaja, e a me ne soverchieranno le sporte piene. Orzeggiare. (Mario.) Or-zcg-già-re. N. ass. Lo stesso che Orzare. V . (S) Orzese. (Agr.) Or-zé-se. [A/u.] Sorta di vitigno , [e d’ uva ottima per far vino.] Seder. Colt. 119. Il mammolo è buon vitigno per vino ec. siccome Y orzese e la rinaldesca , e queste son ottime per far vino. Orzo. (Bot) O'r-zo. [Am. Genere di piante della triandna digitila , famiglia delle graminacee , caratterizzato da fiori in (spighe con involucro di più foghohne setacee per ogni fuscello di tre fiori, de'quali i laterali sogliono essere sterilì e la corolla bivalve munita di resta. Ha molle specie , la più importante delle (piali è V orzo comune .* Pianta che ha i culmi di un braccio e mezzo ; la spiga di tre pollici, compressa, con reste multo lunghe ; i fiori tutti ermafroditi, disposti in due ordini. E indigena , e conosciuta in tulli i paesi fino dalla più remota antichità. Se ne conoscono diverse varietà. Così chiamasi ancora il granello di detta pianta, e si adopera non solo come materia nutritiva, ma eziandio per fare la birra . Il decotto d orzo è adoperato nelle febbri acute; In farina d' orzo è una delle quattro risolventi e se ne formano talvolta cataplasmi. L’Orzo è nostrale, germanico , mondo scorticato , purgato dalla o della scorza, acciaccato, intiero. Lat. hordeum vulgare Lin. ] Gr. xpt^n. (Da hordeum, come mezzo da medium, arzente da ardente ec. ) P altari. Magg. 1. Otto dì fiorisce il grano e Y orzo. E altrove: Dilettasi l’orzo interra sciolta e secca , perocché seminato in campo lotoso morrebbe. G.F. 10. i22. 2. Sempre il tenne a mezzo fiorino d’oio in piazza lo stajo, iuit* ora col quarto orzo mescolato. Coll. SS. Pad. Ma egli è ìji signoria del miignujo quello eh’ e’ vuole eh’ e’ si macini , 0 grano , o orzo. Morg. 21. 24 ■ Rinaldo disse : al mio date orzo e paglia, E poi si dice cavai da battaglia, » Red. nel Dìz. di A. Pasta. Se per dar soddisfazione al popolo non volesse torre acqua di pozzo, la tolga di fontana, 0 tolga acqua d’orzo, o tolga brodo di carne, che poco importa. (N) 2 — * Dicesi Orzo mondato, Quello che venne spogliato della sua buccia ; pei lato , quello ridotto inoltre in grani sferici , lisci nella /oro superficie ; tritato 0 Tritello d’ orzo, quello eh’ è composto del mondato, pesto all* ingrosso ; rivoltato o malto, l’orzo tritato fatto macerare , poi germogliare , e poi seccare in istufa • dopo macinato chiamasi Dreca. ( 0 ) 3 — * Dicesi Orzo esastico, Una specie che ha la spiga più corta, più grossa , a quattro ordini eguali di grani picciolissimi, che si semina subito dopo la messe e diviene muturo prima de’ grandi ca* lori. (D. T.) 2 """ Proveib. L’orzo non è fatto per gli asini~ Le cose scelte e di pregio non son fatte pe' inumali. * “ * -L’ variamente. Buon. Tane. 1. 1. Quest’orzo non è fatto pc tuo denti, E Salviti. Annot. ivi : Allude al proverbio: L’orzo non e fatto per gli asini, e così gli dà d’ asino in complimento.(N) 3 — [Mondagli 1’ orzo che non è mattugio.] F. Mattugio, 2 ■ Oazola. (Bot.) Or-zò-la. Sf. Piatita che ha la spiga stretta, appianata , a due ordini, con lunghe reste ; i fiori maschi per un lato , rimestati ,* i semi angolati , embricati, con V epidermide sottile. E'' ondulatiti della 2ariana. —, Orzuola, sin, Lat . hordeum dì&Ucoh.(Chili) OSCENO Orzomondo. (Bot.) Or-zo-món-do. Am. Li seme di una pianta dello stesso nome. Lat . hordeum nudum. (Ga) Orzuola. (Bot.) Or-zuò-la. Sf Lo stesso che Orzola. V. (B) Orzuolo. (Veter.) Or-zuò-lo. Sm. Specie di mal caduco del cavallo f che dicesi Mal dell’orzuolo. (Dall'ingl, borse cavallo, ed ili male: Male del cavallo.) (A) Osacca. * (Geog.) 0 sàc-ca. Città del Giappone nell’isola di JSifòn.(G) Os ace , * O-sà-ce. N. pr. m . (In celt. gali, osag venticello.) — Gene - vale dei Parti che fu da Cassio mortalmente ferito. ( 0 ) Osaga. * (Geog.) 0 -sà-ga. Città e fiume degli Stati Uniti. (G) Osagi. * (Geog.) O-sà-gi, Ossagi. Indiani degli Stati Uniti che abitano nell'Arkansas e nel Missurì, lungo il fiume Osaga e le rive del Ferde Rame , e si dividono in tre tribù : Grandi Osagi, Piccoli Osagi, 0 ' sagi di Arkansas. (G) Osai a,* 0-sa-ba. N. pr. m. T^at. Osaias. (Dall’ebr. hosciagh salvare» e jah Signore : Signore salvatore.) (B) Osalida. (Bot.) 0 -sà-li da. Sf. Pianta che volgarmente chiamasi Acetosa. F . Lat . oxsalis. Gr. o£a\/s. (Oxalis dal gr. oxos aceto.) (- , 0 Osanna. (Filol.) 0 -sàn-na .F.ebr. {che vale Salva ti prego, Deh fa salvi.] Lat. osanna. Gr. òj quasi dica : deh fa salvi. Dant. Pur. 8. 2$> Sonava osanna sì, che unque poi Di riudir non fui sanza «Usiro. Touch» Ercol. 162. Osanna , che vuol dire : salva , ti prego. 2 — * (St. Eccl.) I Giudei danno questo nome ad una preghiera, che recitano il quarto giorno della festa de Tabernacoli. (Ber) Osanna. * N. pr. f. Lat . Hosanna, (Dall’ebr. hosighuana salvaci , -sci. Antichissimi popoli d’Italia anteriori a’Romani; detti anche Oschi ed Opici. (G) 2 ■— * (Aiclic.) Giuochi oschi: Giuochi scenici presso i Romani, tratti dalle commedie d< e li Oschi , dette Atellane. (O) Oscillante, O-scil-làn-te. Pari, di Oscillare. Che oscilla, Che si muove su e giù per vibrazione di corda. ^ colisa. 3. 322. Berg. (Min) Oscillale , O-scil-là-rc. N. ass. Muoversi su e giù per vibrazione di corda. Cotiti Pros. e Poes., ec. (A) Ose illa Tomo, O-scil-la-tù-ri-o. Add. m. Aggiunto dato al moto d’oscillazione. Quid. Or. Orologio oscillatorio di Vìntavi.Cordi. Disc.acq. 1 . sol. Essendo le sue parti elastiche, ed alle per lungo tempo a mantenere quel moto che peristaltico ed oscillatorio si chiama. (A) (B) Oscillazione, O-scil la-rió ne. Sf. Movimento d'un corpo grave attaccato con un filo o con una verga ad un punto fisso, intorno al quale descrive un ai co. Quest’ apparalo chiamasi Pcndulo. Quando è in quiete la verga ed il filo sono in direzione perpendicolare j ma se si OSCURITÀ 685 Tes. Br. 7. if. Non ha differenza dal dire al laoére nel rispondere oscuramente. Tratl. Consol. Meglio è tacere che oscuramente parlare. Oscuramento , O-scu-ra-mèn-to. [Sm. TJ oscurarsi. Offuscamento , Tene - Irosità .—, Scoramento, sin.'] Lat. oscnrtf-ìo. Gi\ gKOTocapos. Tes.Br.2. ^ó’.E ch’ella sia minore di lui, e della terra, è provato certamente per gli oscuramenti dell’uno e dell’altro. E appresso : L'oscuramento del so le non può essere se non a luna niiovaj e 1’ oscuramento delia luna non pnote essere se non da che c piena e rotonda. 2 —■* (Chir.) Oscuramento della vista. Indebolimento della facoltà visuale, primo sintomo dì qualunque staio patologico che altera la trasparenza delle parti costituenti il globo dell occhio , o che diminuisce la sensibilità della retina. Lat. visus hebetudo. (A. 0 .) Oscuramento dilf. da Oscurazione. Oscuramento esprime passione, perchè V Oscuramento non è operato dai corpi oscurati , ma da altri corpi che s’interpongono tra essi e lo sguardo nostro. Ed Oscurazione esprime azione , cioè razione che priva dì luce qualche corpo. Oscurare , 0 -scu-rà-re. Tare oscuro , Tor la luce e lo splendo- re 5 C Offuscare, Nascondere , Coprire, Ombrare , Abbujave , Annerire , ■Affumicare, Appannare, Adombrare , Eclissare, Macchiare , Ec lare , Ottenebrare , Scurare, Attujare, sin.] (E. Eclissare e y. A- dombrare.) Lat. obscurare, lucem adimere. G?\ incori^ s/*# 2 ■— [ Per metaf. ] Petr. cap. 3. Simile nebbia par eh’ oscuri e cuopra Del più saggio tìgliuol la chiara fama.» Rucell. Ovest. 3. il qual morir le fu sì chiara gloria C’ha oscurate tutte l’altre vite. (P) yit. SS. Pad. 11. 102. Per queste altre quattro cose T ira oscura e ac- cieca V intelletto. (N) 3 — N. ass. Divenire oscuro. Pass, 32j. Che il sole si levi la mattina, e ch’egli oscuri quando la luna s’interpone. 4 — E per metqf. Fr. Giard. 180. Lo’ ntendimento oscura per Y ignoranza , e la volontà por Io malo aflftfo del peccato. (V) J " 7 " L n, pass. JBcmb. Asol. 3. 206. Quivi nè seccano f erbe ec., nc si turba il mare, nè si oscura l’acre , nè riarde il fuoco. Oscurato , O-scu-rà-to. Add. m. da Oscurare. —, Oscurilo , Scurato , sin. Lai . obscuratus. Gr. cr>co tivS-us. Esp. Salm. Illumina li mio intelletto oscurato mediante il mio peccàto.Frane.Sacch. rim. /fO. Come poss’ io riprendere i minori, Quando li padri dell* umana gente Con oscurata mente Esemplo datino, ch’ogni lede cade? Oscuratore , O-scu-ra-tó-re. yerb. in. dì Oscurare. Che oscura. (A) /./- bum. Berg. (0) Oscuràtrice , 0-scu-ra-lri-ce. yerb. f. [di Oscurare.) Che oscura. Lat. obscurans. Gr. ij Il vedere al presente ogni dubbiezza nell’aspelto vostro clarificata, e disciolta ogni nebbia oscuràtrice della mia mente , a questo palesarvi mosso mi ha. ei descrive alcuni archi che diconsi vibrazioni od oscillazioni■, giacche in tal caso queste due parole sono sìnonimc. Conti Pros. e Poes. , ec. (A) (D. T.) 2 *—* (Arche-) Festa che gli Ateniesi celebravano ogni anno in onore di Bacco, istituita per ordine dell'oracolo di Delfo in espiazione dett’o - micidio di Icario e della morte di E tigone. Lat. oscilla. Gr. auvpa.(Mit) Oscille. * (Arche.) 0 -sciI-Ie. Sf pi. y. L. Nome dato ad alcune teste di cera che Ercole ojfrì in Italia in vece di viaime umane . Lai. oscilla. (iVlif) ^ — * Immaginette che gli antichi offerivano a Sutw'iio pe loro pec- c ati.m) t ^ —■ * lmmagineite che sospendeami in onor di Bacco ti rami degli alberi, e che si credeano atte a proccurarela fertilità alle vigne. (N) Ascine.* (Arche.) 0 -sci-ne. Sf. pi. y.L. Uccelli de'quali i Romani consultavano il canto o grido ; ed erano il corvo, la cornacchia , il gufo', donde Oscinio , (oscinium) chiamavasi i augurio tratto dal canto degli uccelli. Aliti chìamavansi quegli uccelli de quali consultavasi d volo. Il picco verde ed il corvo erano ad un tempo oscini ed aliti. Lat. oscinis , ovvero oscen. ( Da 0$ canens bocca che canta. ) (Mit) ^Cio , O'-scio, Osco. Add. e sm. Popolo presso di cui si rappresentavano le Atellane, onde trassero i Romani i giuochi oschi. Tac. Dav. Post. voi. 1. pag. ig3. ( Parigi iyóo.) Zanni 9 o Ciccantoni , che come gli antichi Osci e Atellani, ancora oggi con goflìssima lingua bergamasca o norema , e con detti e gesti . fanno arte del far fi ( ! U f 5 °. ^ a , un h to .\ e (° s f abbandona a se stesso, Oscurazione , 0 -SCU-ra-sió-ne. [Sf.) Oscuramento, [Offuscamento, Tenebrosità -—, Scurazione, sin.] {V. Oscuramento.) Lai. obscnralio. Gr. c-KQTKTp,ó$. But. Par. 2. 2. Si manifesterebbe nell’ eclissi, cioè nell'oscurazione che avviene al sole , quando lo corpo lunare s'interpone sopra lì capi nostri tra lui e noi. Gw'd. G. ««.-Quinci si trae, che i oscurazione del sole non si logge che mai venisse ec. Lor.Med.Com. t°fr ^° n C H C ^ ° ( 'chi per questa oscurazione ne diventassono manco ein, ma splendevano agli altrui ocelli , come suole il solo. Uscckbtto, O-scu-rét-to. [AM. m.1 d„n. d Oscuro. Oscuricelo.—, Scurclto, sin. Rat. subobscurus .Gr. bironArì,v os . Borgk.Cot. inilit.fSl. Tn quel che soggmgne, lo mostra, sehben con parole i' n parte alquanto oscurctte (Jscmir.y.zA, O-scu-rez-sa. [Sf- ast. di Oscuro. Privazione di luce-,[Oscurità .— , Scurezza, sin. Lat. ohscuritas. Gr. vhotos. t'arch, Ercol 23. La brevità genera il più delle volte oscurezza , e la lunghezza* fastidio. Tolom. Lett. 2. Quella oscurezza poi , la quale nasce dalie cose di che si ragiona, e dalla dottrina, non è degna di riprensione. E appresso : Come fece Eraclito , il quale per 1 ’ oscurezza del suo parlare fu chiamato da’Greei cx-artu os. Osculacelo , O-scu-rìc-cio. Add. m. Alquanto oscuro. Lat. subobscuru». Gr. vitoffuoTiifos. Geli. leu. 2. lez. 7. Secondo ch’ei discerneva per quel lume così fosco ed oscnriccio. Oscenissimi , O-scu-ns-si-mo. [Add. m.] superi, d' Oscuro. —•, Scurissimo, sin. Lat. obscurissimus. Gr. o-hotsuótxtos. linee, nov. 26. 15. La camera era oscurissima ; di che ciascuna delle parti era contenta, a — Per metaf. Bruttissimo e sozzo. Colt. SS'. Pad. Quello oscurissimo serpente non troverrà in te luogo da nascondersi. 3 — Di non chiara qualità,Ignobile. Bemb. Asql.1. 17. Amore ec. da soverchia lascivia e da pigro ozio degli uomini, oscurissimi e vilissimi genitori , nelle nostre menti procreato , nasce da prima quasi parto di malizia e di vizio. 4 — Indeterminato , Indistinto, Incerto. Celli Color. Nel gusto ancora pare che sia una certa distinzione , benché oscurissima ; c nìentedì- mauco , che la lingua sia distinta da una certa fessura , è cosa manifestissima. (A) , 5 — [E col secondo caso.] Bocc. nov. 17. 7- Perciocché oscurissimo di nuvoli e di buia notte era il ciclo. 6 — * Dicesi nel significato di Oscurità, 5.7. Salvili. not. Perf. Poes. Murat. 1. 25 g. Pindaro è oscurissimo e pel dialetto e per la costruzione. (N) , Oseu iuta , Oscu ri tà. [ Sf. ast. d' Oscuro.] Contrat to di Chiarezza e Splendore. [Privazione di ture.} Tenebrosità, Bufo, [Oscurezza, Oscuramento , Oscurazione ec.] — , Oscuritade, Oscm-itate, Scurità , Scurità sin. (U. Ambiguità.) Lat. oscuritas, caligo. Gr. moros. Vii. Pini Una sera, che faceva forte tempo e grande oscurità. Tes. Br. 2. f6. Perocché la Terra è maggiore che la luna , non ha il sole quella oscuritade per tutta la Terra,, se non intanto c ime 1 ombra della Lumi puote coprire , e contrastare a'raggi del Sole. 2 _ per sintié. Ignoranza. Lai. ig. Quasi dagli occhi della in ente ogni oscurila levatami, intanto la vista di quelli aguzzati rende chiara. — * Jlicesi fig. L’ oscurità de’ secoli , ile’ tempi passati, Li oscurità d: ridere. (A) (B) (N) '«citaste.* (Med.) O-sci-fàn-te. Agg. delle febbri nelle quali l'amma- iato contìnuamente sbadiglia. (A. 0 .) Osci tazioke _ (M e d.) O-sci-ta zió-ne. Sf. Sbadiglio , Sbadigliamento. fioccatili. Bug. Pani. 77. Berg. (Min) riscoroiuE.* (Arche.) 0 -sco-fò-ri-e. Add. e sf. pi. Feste da Teseo istituite in riconoscenza di non essere stato divoralo dal Minotauro, e per avere con la morte di quel mostro liberato Alette dal tributo che Pagava a Creta. (Dal gr. oschos ramo , e pkoreo io porto : poiché 111 tali feste portavansi i rami delle viti co’ grappoli pendenti ,)fMit) Sc or.i.* (Grog.) O-scò-ri. Città di Italia presso i Flisci. (G) Se ULAHE. (Geom.) O-scu-là-re.IV. ass. e pass. Dicesi del contatto di due c urve che concorrono con egual curvatura in un punto comune del -Contatto. (A) Scolatore. (Geom.) O-scu-la-tó-re. Add. m. Chiamasi Paggio osculatore d una curva il raggio dell'evoluta di una tal curva, e Cerchio oscu- latore quello il cui raggio è lo stesso dell ’ evoluta. (A) Delazione. (Geom.) 0 -:cu-la-zió-nc. Sfi. Contatto di due linee, di cui ,l "a edmeno sia curva, accompagnato da certe particolari condizioni. 0 ^)(Caren) ''CBiiABiLE, O-scu-rà-bi-le. Add. com.Chepuboscurarsi.Pros.Fior.6. 72. Ur l’altissima luce della virtù ec. l’umano intelletto, che senza lei in otnhra cicco s’addoi mirehbe, la sua naturai bellezza scoprendo, di splen- 2 (j ‘•ore non oscurabile d’ avanti a quella locato sempre riluce. “‘Ohasiente , 0-scu-ra-mcn-tc. Avv. Con oscurità. Lai. obscure. Gr, 3 Fecub. IF. V 686 OSCURITO OSIRIDE dell’avvenire. La tale storia si perde nell'oscurità de* tempi ec. per Osoroena. * (Geog.) O-sdro-è-na. Lo stesso che Osroena. E. (G). dire Le poche notizie che abbiamo de'tempi antichi , L’ ignoranza Osea * O-sè-a. N.pr. m. Lat. Osce. ( Dall’chr. hosciagh salvare: Sat- in cui siamo dell' avvenire ec. (A) vatore.) — Il primo de profeti minori , che profetò sotto Ozia ed 4 —■* Dicesi altresì Jìg. della Scrittura , de' Ragionamenti poco miei- Ezechia. — Figlio di Eia , ed ultimo re d'Israele . (B) ( 0 ) iigihili. Onde dicesi : Discorso pieno d' oscurità , In quel libi*) ci Oseriana.* (Geog.) O-se-ri-à-na . Ant. isola sulla costa delhiGerminda-ifi) sono molte oscurità, L’oscurità degli oracoli ec, (A) Oserò. * (Geog.) 0 -sr-ro. Lo stesso che Ossero. r. (G) 5 — Significa ancora Aita privata. Onde dicesi: Egli non ha voluto OsETr. (Leog.) O-se-ti. Lo stesso che Ossi ti. /. (G) innalzarsi, ed è rimasto nell' oscurità y Egli preferisce T oscurità al Osetro- * (Geog lustro delle dignità, degli onori. (A) 6 — * Dicesi anche per Bassezza della nascita. Onde : quella famiglia dalla sua nascita. (A.) *) — (Rett.) Usasi da’retori a significare l'opposto di Chiarezza. Menz, Art. poct. 1. E con l’oscurità ben spesso giostra Chi vuol esser conciso 5 ed il diffuso Nel contrario talor troppo si prostra. (B) I appresso : Purché all’oscurità mentre t’involi , Non dia nello smaccato, che dimostra Ccrvcl che non si scaldi e clic non voli. (P) 8 — * (Tcon.) Figura panneggiata con un velo nero ; stende un altro velo oscuro col quale impedisce ai raggi di penetrare : il suo attributo è un gufo inalberato sul capo : altri notturni augelli le volano L’ oscurità di intorno . (Mit) Oscurito , * O scu-rì to. Add, m. E. A. V. e /T Oscurato. Stor, S. * (Geog.) O-sé-tro. Riviera della Russia europea. (G) Osfaloia.* (Med.) O-.ìfal-gi-a. ò'f E. G. Lat. osphalgia. (Da osphys l° m ' ho, e algos dolore.) Dolore ne lombi .—, Oslìalùa, sin. (Aq) OsFi flouosi.* (Mcd.) O sfi-flò-go^si. Sf.E.G. /ftr.' > nsphyphU>gosi'*> (^? ophy's lombo, c phlogosis infiammazione.) infiammazione de bml’h o del muscolo Psna .—, Osfite , sin. (Aq) OsnocELE. (Chir.) O-sfi-o-cò-lc. A'm.E.G. Lat. osphyocclc.(Da osph yS lombo , e cele ernia.) Ernia loinhaie. (Aq) OsFìTt:.* (Mcd.) 0 -sfi-te. Sfi. E,G. Lai. ospbytis. (Da osphys lombo*) Jnf animazione del tessalo cellulare de' lombi. Lo stesso che Osfm v gosi. E. (A. 0 .) Osfresìoeogja.* (Med.) O-sfrc-si-o-lo-gì-a. Sfi. E. G. Lat. osphrcsioio- già. ( Da osphresis odore , c logos trattato.) Dottrina degli odori e , dell' olfatto. (Aq) Onof. ifj. Guarda che l’anima non venga oscurità nelle tenebre del Osfronemo.* (Zool ) O-sfrò-ne-mo. Sm. E. G. Lat. osphroncinus. (® a demonio. (V) # osphrenomc io odoro.) Genere di pesci indigeni delle acque dolci df* Oscuro , O-scù-ro. Sm. Oscurità , Bufo. Lat. obscuritas, caligo. Gr. China , e naturalizzati nell' isola di Francìa i da Cotnrnerson stabdfi 0 gìlqtq s. Dant. lofi 24. 7/. lo era volto in giù ; ma gli occhi vivi nella divisione de ’ toracici nell' ordine degli acantopterìgi , e da f lV Non poteano ire al fondo per l’oscuro.Tfoec. nov. So. i 3 . Il quale, cèpède adottato> i quali , oltre al somministrare un grato e copioso come alquanto fu fatto oscuro , là se n* andò. alimento agli abitanti , rendono anche soave odore. (Aq) (N) Oscuro. Add. m. Tenebroso, Privo di lume; {Fosco, Torbido, Nero % Offa- Osi.* (Geog.) O'-si. Lo stesso che Osii. E. (G) scato .—, Scuro,Bruno e / r .Opaco.)Xa*.obscnrus.Gr. gkotsivcs. q s , Ai * O-sì-a. N. pr. m. E. e di’Qzia. ( 0 ) Pelr.canz.S. u Lo qual per mezzo questa oscura valle ec. La condurrà, q sia> j j0 stesso che O particola separativa. Com. Purg. if. Consa 1 ' 10 da lacci antichi sciolta. Per drittissimo calle. E son. 112. [Vidi, Amor, viene a dire compartecipe , 0 sia di sangue , o sia di pericolo 1 cC * che’begli occhi volgea Soave sì ch’ogni altra vista oscura Da indi ~ 7 ^ 1 »'»'•'•* Tvf - --- -» • * '• ~ in qua m’incominciò a parere. Dant . Inf. 1. 2. Nel mezzo del cam- min di nostra vita Mi ritrovai per una selva oscura .E g. 28. Quello è’l più basso luogo c ’1 più oscuro. Bocc. nov. i 5 . <7. Astutamente quella menò per lunga infino alla notte oscura. E nov. 26. 1 3 . Aveva costei nella casa, ove il bagno era, una camera oscura mollo. 2 —- Per me taf. Maninconico, Travagliato. Petr. son. iq 3 . Scacciando dell’ oscuro c grave cuore Colla fronte serena i pensici’ tristi. 3 — Bieco, Fosco, Turbato, Crucciato, aggiunto a volto o sguardo. Petr. son. i‘ÒS. Ned ella a me per tutto il suo disdegno Torrà giammai , nè per sembiante oscuro , Le mie speranze e i miei dolci sospiri. (B) Tass. Ger. f 48. Partissi alfìn con un sembiante oscuro, Ondo r empio suo cor chiaro trasparve, (P) 4 — Brutto, Miserabile. Frane. Suedi,Op. div. Finirono la sua vita, e tutti d’oscura morte. 5 — Ignobile, Non conosciuto. Lat. ignobili», obscurus. Gv. duo'ysr/i?, atrrìfxGS. Bocc. EU. Dant. 220. Antico cittadino , nè d’oscuri parenti nato , quanto per virtù ec. meritasse , assai il mostrano ec. Io cose che da lui fatte appajono. 6 — Nero, Lugubre. Bocc. nov. 27. 44 ’ La taciturnità stata per lo fresco dolore rappresentalo in-’vestimenti oscuri de’parcnli di Tedaldo. Dani. Inf. 4 • i0 ’ Queste parole di colore oscuro Yid’ in scritto al sommo di’una porta. 5 — Difficile a intendersi, Occulto , Nascoso. Petr. cap. 2. Mossemi ’l for leggiadro abito strano , E '1 parlar peregrin , che m* era oscuro. Dant. Par. 4 » * 35 . Questo ni’ invita , questo ni’ assicura Con riverenza , donna., a domandarvi D’ uu’ultra verità che m’è oscura. 8 — Ignorante./'/'. Gioivi. 180. Saràe alluminato di tutto le grandi cose; ma un poco forse sarà oscuro, che non saprà forse le scienze, o geometria , ec. (V) Oscuro diti' da Tenebroso , Bujo , Ombroso , Nero , Lagni ic , Occulto , Ignobile , Tetro , IS ubilo so , Fosco. Oscuro vale Privo di luce , ed è opposto a Chiaro. Ombroso si applica per lo più a qtie’ luoghi che, non potendo ricevere la luce immediata del sole , restano non privi di luce, ma pochissimo illuminati. Bujo suole im- Osinco. piegarsi con una nozione più intensa di Oscuro. Tenebroso significa (j ri1 Fieno di tenebre ed è più che Bujo. Tetro , quando si riferisce alla 1 — vale ciò che è oscuro ed incute un certo orrore ; quando si Borgh.Col.Milit. 44 legarono di volere opporsi ec. ; o sia a to1- to, o a ragione , non esser questo giudìzio loro. (Y) _ ì — * Talora ancora usato come semplice particella dichiarativi ' quasi per esprimere indifferenza fra L una e l'altra cosa. Mann. A 0 ' alle Nov. ani. 16. Di Mcsscr Ricciardo o sia Riccardo da Faenza, 3 uc parla dagli storici sotto Tanno io 3 G. (P) , 3 ■—* Ed adoperalo anche a reggere il pi. per O siano , Ovvero. ^ Cr. nella Tav. delle abbreviature in Alani. Poes. Opere toscane, sia Poesie 0 Rime ec. (N) . 4 — * Talora replicato. Salvia. Inn. O/ner. ad Apoll. A tc è tata Legge di canto, o sia per terra ferma Di vitelle nutrice, 0 a .‘. per isoh-. Segner. Increti, t. 2. 4, O sia T autorità quella che l llM li percuote, o sia la ragione. (N) . Osiana.* (Geog ) O si-à-na. Ant. citta dell'Asia nella Cappadocìa. ( ** Osjca.* (Geog.) O'-si-ca. Antica città dell'Asia nell' Albania. (G) ^ Osicekdà.* (Geog.) 0 -si-cèr-du.y 7 nZ. città della Spagna Tavragoncseg jl Osi di a. * (Avelie.) O-sì-di-a. Add.fi Nome di un' antica famigli 1 ninna. (DalTebr. o fenicio hhasid benigno, benefico.) ( 0 ) ^ Osii. * (Geog.) O'-sì-i, Osi. Antichi popoli della Sarmazia eui’°P ea ‘ dell' India 1li là dell' Indo. — delta Germania. (G) , /p g , — * (Arche.) Sacerdoti di Delfo , preposti ai sacrifizii che si rivano prima di consultare L' oracolo. Immolavano le vittime c ^ tantamente osservavano se erano sane , pure ed intere: era la Vittima tremasse quando riceveva le effusioni d* acqua c di - t nè bastava che sedesse il capo : altrimenti non era posta ^ a J )V e- sul tripode. Tale ministerio era perpetuo ne'figli’, e. gli P sll i s ia tendevano discendere da Deucalione. (In gr. hosios santo, pi° > ** espiazione.) (Mit) g ^ Osima. * (Geo".) O'-si-ma. Is. del Giappone, nel mare di questo ". ' ‘ * ^ * ’ ' ImavetU (fifa Nome ant. di Osimo. Lat. Ansimimi. Cronichett. d' Amavi forse Osimanoi.v , * O-si-màn-di-a. N. pr. m. —■ Antico primo Si sostri, il famoso Melinone. (Mit) , - eS ,i, Osi mo. * (Geog.) O-si-1110. Lat. Auxiimmi. Città degli Stati della / 1 nella delegazione di Ancona. (G) . /(}) (Geog.) O-sìn-co. Lai. Osineum. Ant. cittadella Gorst c(t ‘ luce attribuisce *a colore , è lo stesso che Nero 5 quando è mi senso traslato , è affine a Burbero. Nero si riferisce al colore ed è opposto a Bianco. Per‘sola similitudine si può sostituire ad Oscuro o Bujo , ed essere da loro sostiluito. I Andre aver il pu maestro che non siamo di G. C. ma formalmente per la giustizia essenziale di : Osmio , * 0 -si-ni-o. N. pr. m. (DalTebr. o fcn. hhnsin valida j potente.) — Antico re di Cluùo. (Mit) fr^c^ 9 Osro, * O'-si-o. N. pr. m. Lat. Osius.(Dal gr. hosios santo.)--'^ ()Sf( */i- di Cordova nel terzo e. quarto secolo; caro a Costantino e! * . 3 . Questo è un far sì , che il nostro Dìo debba oggi* 11 * 11 1 23 . 3 . Questo invidia ad uu Giove ad un Osivi. (N) me una morale profondità od impeiu trabililà di sentimento. Nubilo so Osirt. * (Dot.) Sm. Lo stesso che Osiride E. (Aq) (N) d’E' Osiriaca. * (Geog.) O-si-rì-a-ca. Lat. Osyrldis Aspnm. pi* HÌt.w , consacrato ad Osiride , il quale serviva d' asilo. I y osf 1 . OsmiCEiiA. * (Boi.) 0 -si 1-i-ce-ra. Sf. V. G- Lar., osyricera. bdil° i* significa Pieno o Coperto di mihi e perché , quando il cielo e nu- biloso , l'orizzonlo diviene oscuro , per similitudine , ed in ispecie nel senso metafora o , si sostituisce TSubiloso ad Oscuro. Occulto ed Ignobile solo per ìm tato,-a vengono sostituiti da Oscuro. Fosco, quando si riferisce a colore , é meno die JSero , quando indica diminuzione di luce prodotta da nebbie o da cal gini , è meno che Oscura-, e quando si a) plica a inorale , è lo stesso clic Tristo. „ Oscuro. Avv. Oscuramente, fiat, obscurc. Gr. òih^KQi. Bocc. nov. 03 . Osiride,* O-sì-ri-dc , w&ni. Ls.pr./n. uni. v": - . 1. Non seppe sì Filostralo parlare oscuro delle cavalle partice , che y: eH egizio os molto, ed irim occhio : Di molti occ n ^ p l’avvedute floune non ue ridessono. Albert, cap, 2. Niuna differenza ratterislica non solo conviene ad una deità che vede tu °* |ar ,h ». 1 e se l'uomo, quando é domandato, neghi o taccia, od oscuro risponda. volte fu dato anche al Sole , clic per tutto spinge , come ^ ^ pu* 0 *>u a ha . * (Geog.) C-àdU-v&.Ant.cit. dell'Asia nella Piccola Armènia.(fi*) suoi raggi. In gi\ hosios kievis òauto sacerdote: in ce osirìde, e eeras corno.) Genere di piante della famiglia ^ dee , e della ginandna digit ti a di Linneo , recentemente s ^ (l pi Ultime , e così denominato dal loro gìnostemo proveduto * queste terminale da tre punte simili a comi. (Aq) pliiB 11 ' 00 ’ . . Osil i. N. pr. m. Lat. Osvris. (Secondo | c p- __. i mitili ocelli* «ni! OSIRIDE de’re, al di sopra dc’re, ovvero ru massimo.)—» Eroe semidìo* o Dm degli Egìzii, il (filalefu creduto autore delle cerimonie appartenenti ad onorar gli Dei celesti , e gl' infernali ; (fueste dagli antichi dette sacre, e quelle sante. Secondo altre tradizioni fu Osiride riguardato come il principio del bene , e come il Sole sposo d'iside o della Terra , poiché il Calore combinato coll* umido dà la vita ai vegetabili ed agli animali. (AIil) Osiride. * (Bot.) Sf. E. G. Lat. osyris. (Da osyris osirìde.) Genere di piante della famglia dello stesso nome , o a una sezione di quelle delle santa/acce t e della dioecia triandria di Linneo, col calice infido, niuna corolla , tre stimmi ne’/ioti femminei , ed una drupa globosa monosperma. —, Osiri, sin. (Aq) (N) 2 ■— Pianta che ha lo stelo fruticoso , strialo , alquanto neì\> } molto limoso', i rami spaisi, alterni, sottili .frondosi ; le fòglia sestili , bislunghe , intere, strette. , lisci e ; i fiori piccoli, alquanto gialli, peduncolati , aggiuppati nella sommità de* rami » Lionsce nel Giugno, ed è indìgena ne’ paesi meridionali dell’Europa, spezialmente ne ’ luoghi marittimi. Lat. osyris alba Lin. (Gali) 3 .—* E' applicato anche a diverse altre piante, come (dìa ìlnaria, al- l ’ antinhiunin ìinaria , al ebenopodium scoparia ec, (Aq) Osismii. * (Geog.) O-si-smi-i. Antichi popoli della parie occidentale del- l’ Artnorica , nella Gallai. (G) O sì veramente,O sì vero.* Lo stesso che Ossiwcro. V.V(irch.Ercol. 81. Egli stuzzica il formicaio, le pecchie , o sì veramente il vespaio. Duonar . Eas. Ani. Vetr. i5o. Rotto e venduto in pezzi il vaso , dove fosse impressa V cliìgie della madre , o sì vero solamente scancellata e guasta ec. E ivi: 2/j6. Queste tuniche palmate cc. si confusero , o sì vero si cangiarono nelle dalmatiche. (N) Oslade. * (Mit. Slav.) O-slà-de. Divinità di fùew, la quale corrispondeva al Como de*Greci, dio del lusso e de' banchetti. (Mil) Osma. * (Geog.) O’-sma. Lat. Uxama ,poi Oxama. Cittadella Spagna, provincia di Savia. (G) . . . Osmani. * (Geog.) O-sinà-ni. Nome particolare degli antichi 7 archi conquistatori. (G) _ _ 7 Osmaho , * O siiià-no , Ottomano , Otmano. Lat. Osmanus. XV. pr, m. (In ar. usman ovvero osman che vai anche serpente.) — fondatore dell* impero ottomano , della dinastia degli Osmani, meglio detto Otmano.— Nome di altri Sold ani della stessa dinastia • (B) (O) Osmanto. * (Bot.) 0 -smàu-to. Sm. E. G. Lat , osiiianthus. ( Da asme odore , e antàos fiore.) Nuovo genere, di piume , da Lourpiro fumato con una specie d'olivo, nella diandro! monoginia e nella famiglia delle gelsominee , denominandole così dall'odor soave de loro fiori. (Aq) Osmazojma. * (Chini.) O-sma-zd-mn. Sm. E. G. Lat. osmazoma. ( Da osme odore , e zomos Brodo.) Sostanza di color bruno rossigno d’odore aromatico , di sapore di brodo , deliquescente, e solubile nell’alcool , che nnviensi nella carne muscolare degli animali. Si rinviene pure nel siero del sangue , nella materia bianca del cervello , ed anche in alcuni vegetabili. (A. O.) (Diz. Afed.) Osmedisforia. * (Aled.) O-sme-di-sfo-rì-a. SfE.G.Lat. osmedyspbona. (Da osme odore, djs male, e phero io porto.) Estrema sensibilità per cui non si possono sopportate gli odori. , Osmodisforia, sin. (Aq) Osmero. * (Zool.) O-smè-ro. Sm.'F. G. Lat, osmerus. (Da osme odore, onde' asmeios odoroso.) Genere di pesci da Attedi stabilito , ma da Linneo unno ai salmoni, che hanno tal nome dall odore di violetta, che spandono : odore che talvolta diviene si forte e si disgustoso da rendersi insopportabile. (Aq) . n Osmià. * (Zool.) O-smi-a. Sf. E. G. Lat. osnna. (Da osine odore.) Genere d* insetti dell'ordine degl* imenotteri , detta sezione degli acu ‘ leali , della famiglia de melìiferi , e della tribù degli apiarii, stabilito da Panzer, i quali trassero tal nome dall’odore, che spandono} sono distinti dal capo semplicemente ovale o allargato, il secondo articolo de’palpi labiali appena sorpassa la lunghezza del primo. (Aq)(lN) Ormilo. * (Zool.) O'-sini-Io. Sm. h . G. Lat. osmyìus. (Da osme odore , onde osftiyle, osmylia ovvero osmylos pesce di tetro odore.) Genere d’ insetti dell’ ordine de nevratteri , della famiglia de’ planipeuri e della tribù digli emerobii, stabilito da Latreille a scapito del genere hemerobius di Linneo, e sono così denominati dal loro ingratissimo odore , e per essere sfornili de' tre piccoli occhi listati. (Aq)(N) % Pesce volgarmente detto Polpo. Salvia. Opp. Pese. 1. igg .E alcuna volta fu eh’noni della villa ec., intorno stando A marine piantate , osiniJo scorse, 0 polpo, intorno a ramora di fruiti Cariche avvolto, il dolce delle piante Erutto mangiarsi.(A) (N) Usano. (Alin.) O’-smi-o. Sm. Nuovo metallo trovalo da Tennanl nel minerale del platino. Ha l’aspetto dì una polvere nera o azzurra , V ossido è solubile nell’ acqua, e comunica a questa un odor forte, lutto proprio di quel metallo, e die sì fa sentire quando si volatilizza. La soluzione acquosa prende un color di porpora , che diventa az- zitrro , se vi si aggiustile l’infusione di galla. (Boss) Usmite. * (Bot.) O-smì-te. òm. E. G. Lat. osmites. (Da osme odore.) Genere di piante esotiche a fori composti , della singcnesia frustranea, e della famiglia delle corimbifere, di cui alcune specie tramandano fòrte odore di canfora ; hanno l’antodio embriciate cartaceo, il y ioettacolo paleaceo , ed i semi quasi privi di pappo. (Aq) (N) Us *ODio. * (Bot.) O-smò-dì-0. Sm. E. G. Lat. osmodnun. ( Da osme odore , onde osmas , osmados nome appo i Greci di una pianta odo- rn sissiiua.) Nome generico da ìlafirieschi sostituito a quello di Ono- «modio. (Aq) s modisforia. * (Aled.) O-smo-di-sfo-rì-a.A’^ E G. Lat. osmouysphoria. (Da osme odore, e dysphorto io sotlro mal volentieri, mal sottro.) Sensibilità morbosa dell’oigano deli’ olfatto. Lo stesso che Osmtdisfo- tla * K (Aq) 'Biondo, * O-smón-do. N. pr. m- Lat . Osmtmdns. (In lat. asmwidum kocca pura. In ted. hozen burlare, e munti bocca: Bocca che burla.)(B) OSPITALIERE $$ OsmundA. * (Bot.) O-sni ùn-da. Sf Genere di piante crittogame della famiglia dèlie felci , clic ha per caratteri: fruttificazione disposta sopra una spica ramosa, e composta di fdlicoli unilaterali, nudi, quasi globosi, trasversalmente invaivi e polispermi. (Dal coll. gali. os so _ pra , e monadh pantano , palude *, poiché questa pianta prospera , come avverte il Lemery, ne’pantani, ne* fossi e presso i ruscelli. )(0) 2 — comune. * Lat. osmunda regalis. Pianta non vara in Francia ed in Italia , la quale sì riconosce per le sue foglie bipeniiate, ejorma belle e grosse macchie alle due a tre piedi. (0) Osi* arrucco. * (Geog.) O-sua-brùc-co , Osnaburgo. Lat. Osnaburgum , Osnabruga. Città e governo del Regno di Annover. (G) Osnon. * (Mit. Afr.) O'-snon. i 5 oio poni f ce de’ Negri d’Issiti/, presso la Costa d'Avorio. Suo ufficio è preparare i grandi fetìsci pubblici, e dar consigli al re. (Mit) Oso, O’-so. Aud. m.E.A. Audace, Ardito. Lat. andens. Gr.To\fg,v V .(y. osare,) Dant.Par.if i3o. Forse la mia parola par troppo osa. G. E. 10. 118. 1. Doveva esser capo uno Giovanni del Sega da Cartone , oso fante c ardito. M. E- 9. 8j. Or dunque posate, mortali, e non siate troppo osi. 3> Car. leu. 1. 7. in giunta: Con quelle parole che non sono stato oso a dirvi infili’ad ora. (N) Osonwo. * (Geog.) O-sòr-no. Città del Chili. (G) Ospe, O'-spe. \_ Add. e sost. com.] E. L. [e jpoef. E. e di '] Ospite. Fr. Jac. T.6. zg. 7. Si compiacque darmi canto, E farsi ospe in casa mia. Ospedale, O-spe-dà-le. [-Vm. Luogo che raccetta i viandanti e gl’ infermi per carità.] — , Spedale , Ospitale, sin, Lat. nosocemium. Gr. vocgko/aùqv. (Dal lat. hospes, hospitis ospite.) Frane. • Sancii. Op. div. A9."Venne a tanta miseria, che in uno vile ospedale ec. fini la vita sua. 3 — * (Afilit) Ospedale militare. Luogo assegnato al ricovno ed alla cura de’ soldati feriti o ammalati, ha nella milizia gli Ospedali stabili posti nelle principali guarnigioni dello Stato , ed aperti in ogni tempo ; gli Ospedali di guerra , * quali sono posti sulla linea della comunicazione degli eserciti, insieme coi magazzini, co’fondachi , coU’armerie cc. ; gli Ospedali ambulanti, e questi non sono , a vero dire, che un luogo riparato dalle off-se sul campo stesso della battaglia , ove il ferito riceve le prime cure da' chirurgi de' reggimenti ; e gli Ospedali volanti , 1 quali seguono piada vicino i corpi che combattono e forniscono i medicamenti ai chirurgi de'reggimenti, essendo come intcrmedii tra i grandi ospedali di guerra c gli ambulanti. Montecucc. Se la strada delle condotte per le vettovaglie, e per altri bisogni, per 1’unione de’soccorsi e de’supplimenti , e per la ritirata negli estremi bisogni non è assicurata } se i magazzini , gli ospedali , e gli arsenali , le fonderie , i fondachi , e le stazioni per farci scala , non sono fissi e ben posti , ha 1’ esercito poco durevole vita. D'Antonii. Si stabilisca pure un altro posto pel parco de’ materiali, per quello delle aitigliene e per 1 ’ospcdal volante. (Gr) Ospedale diff. da Ospizio e da Infermeria. L ? Ospedale accoglie gl’infermi , L’ Ospizio raccoglie fanciulli , persone sane o atletie da morbi cronici incurabili; Y Infermeria è una porzione di qualsivoglia casa od abitazione (che raccoglie individui sani) , ove spaimo assembrati quelli fra tali individui che per avventura si ammalino. L’ Ò- ... , pegl’ . . ... può mai un edilizio essere insieme Ospedale ed Infermeria. Osfeoautà, O-spe-da-li-tà. E. A. E. e ^'Ospitalità.—, Ospe- dalitade , Ospedalilate , sin. Eit. SS. Pad. 2. i5f. Li quali umilmente e con gran caeitade servano 1’ ospedalitate, cioè ricevono pellegrini e poveri. ©spinello , * O-'pi-nòl-lo. N. pr. m. Earìaz. di Speronello, dim . dì Sperone. E. (B) Ospita.* (Mit.) O’-spi-ta. Soprannome col quale Eenere aveva un tempio a Menfì in Egitto .— Titolo sotto il quale Minerva era onorata a Sparta. (Mit) Ospitatile, O-spi-tà-bi-le. Add. coni.Che usa ospitalità, Ospitale. lìronz. rim. buri. Poi. 2. p. 286.{Utrecht al Reno, 1J2O.) A’uostri del paese Eia parziale , ospitabile e grata. (A) (B) Ospitala rio". (St. Eccl.) O-spi-ta-là-ri-o. Add. e sm. Lo stesso che San- giovannita. E, Eoe. Cr. Tav . abbr. nota *23. Compose (Fr. Jac. Cess.) il trattato del giuoco degli scacchi in latino, e dal latino tu poi trasportato nel francese da Giovanni Duvignay, frate ospàtalario di S. Jacopo d’Altopascio. (B) Ospitale , * O-spi-tà-le. Sin. Lo stesso che Ospedale. E- Bemh, Lett. 1» 1. 11. Noi abbiamo in questa città tino ospitale di San Francesco, luogo di molta divozione ec. E appresso : Degnarsi di concedere al detto ospitale una indulgenza per questo Natale del Signore ec. (N) 2 — Ospizio. LaU hospitium , xenodochium. Gr. xccrcc\vfnx, òovù 0 J. Borgh. Eesc. Fior. fgz. Tutte avevano accanto una casa , die serviva per albergo e trattenimento de*jforestieri , o vogliamo dire ec ospiti , che osti ancora dissero i orimi Romani, onde pigliarono pòi queste case appressodinqi il nome d’ospitali, citatone di ostali. Ospitale. Add. com. Che usa ospitalità .—, Ostale, sin. Lat . hospitahs. Gr. ©iAoWos. Serd. Star. 6. 23g .Non amano.i forestieii, e come_ si è detto, non tengono stretta domestichezza con essi, nè sono punto ospitali. Buon. Fier 3 . 2. iy * La cortesia degli uomini Molto ospitali in ricovrando altrui, Ove la discrezioni non i’ accompagni , Si converte in fastidio. Earcìu Star. 10. 3z6. Fuor di questo sono civili uomini , e molto ospitali c cortesi. . 2 _J « (Mit.) Soprannome di Giove rtsguardaio come il Dio protettore della ospitalità , ed il vendicatore delle ingiurie che facevansi asti espili. (Mit) , 3 J_ » (Arche.) Ospitali chiamavano i Romani le porte del teatro per le quali passavano quegli attori che doveano Jìngere di essere in nitro luogo fuorché nelcomune,nettisientravaperlaporla di mezzo.(Mit) Ospitaliere. * (St. EgcI.) O-spi-ta-lié re. Religiose che si sono dedicate 688 OSPITALIERI al servizio degl* infermi , de poveri , de' fanciulli abbandonati , £c. Tra esse alcune fanno i voti solenni, a/ire j voti semplici, molte li fanno solo per un anno , alcune non ne fanno. Sotto diversi abiti e differenti regole, con diVersisJÒni'g’orerm,jpresfano g/f jfetfi sem'gi. (Ber) Ospitalieri. * (St. Eccl.) 0 spi-ta-lié-ri. Nome dato a tutti i Religiosi, che si dedicano al servigio de ’ poveri, degl'inférmi, de'pellegrini ec. d'ale pure è il nome particolare di una congregazione stabilita a tale oggetto in Italia dal Papa Jnnocenzio IH; questi religiosi vestono di color nero come i preti, ed hanno una croce bianca s^pra la veste e sul mantello. Ma vi sono moltissimi Ordini e Congregazioni di questi uomini utili , come i Fratelli della Carila o Religiosi di S. Giovanni di Dio, i Cediti , i Chet ici regolari minori degl’ infermi , ì Fratelli infermieri Minimi, ovvero Obregoni , i Betleemiti ec. (Ber) Ospitalissimo , Ospi-ta-lìs-si-mo. Add. m. superi. di Ospitale. Dat. Disf. care. 36. Come ancora per la cortesissima amorevolezza di lui, che rendeva ospitalissima la villa di lui. (B) Ospitalità', O-spi-ia-li-tà. {Sf. ast. di Ospitile .) Liberalità nel ricevere [e trattare'] i forestieri .—, Ospitalitade, Òspitalitate, Ospcdalità, sin. Lai. ospitalitas. Or. Tratt. Consigl. Lot ec. riceveva i poveri, e guardava ospitalità. £ appresso: Disse santo Paolo: non lasciare niente ospitalità, perciocché molti uomini hanno piaciuto a Dio. E altrove: Ospitalità vale meglio che astinenza, o altro lavoro. Mor. S. Greg. i. 2. Ebbe la virtù della caritatevole ospitalità. Vii. SS. Pad. 2. i3g. Detti e ammaestramenti de’ santi Padri dell' astinenzia e ospita- litacle. E altrove: In un altro monistero trovammo così ferventemente compiere f opera ec. della ospitalità , cc. Dernetr. Segn. 6 7. Perciocché né Ulisse , nè chi legge, s’aspetta un dono di ospitalità così fatto, a — * (Icori.) Donna che accoglie un pellegrino e porta un corrusco- pia dal quale escono frutti che un fanciullo va sollecitamente cogliendo. — Donzella in atto operoso , con sembiante benigno , e compassionevole : stende le braccia ad un viaggiatore che pare oppresso dalla lassezza , ed ha allato un pellicano. (Mit) Ospitalmente, O-spi-tal mén-te. Avv. Con ospitalità. Lat. ospitio. Fr. Giord. Pi ed . R, Il buon uomo ricevette ospitalmente quelli pellegrini. Ospite , O'-spi-tc. [. Add. e sost. com . PI. Ospiti e Ospite parlandosi di femmina .] Quegli che alloggia il forestiero, e 7 Forestiero medesimo che è alloggialo. [Dicesi anche Oste. — , Ospe , sin.) Lat. hospes. Or. £spo?. Serm. S. Agost. Se non se mentre che ci venivano forestieri ospiti. Tac. Dav. ami. if 190. Prescntarougli una corona doro, quasi a buono ospite. Fir. As. 'ài. Lucia, piglia la valigia c le bolge di questo ospite. E 68. Io confesso , pietosi cittadini, che pensandomi di far l’utìcio di buon gentiluomo, e de’miei ospiti, c di me stesso forte dubitando , eh’ io volli ec. dar la caccia e impaurire quei ribaldoni. S*rd. Slor. 4. i52. Senza pur salutar 1’ ospite , se n’andò subito volando al Ite di Cambaja. » Car. teli. Ma io le sono servidore ed affezionalo in solido con queste signore mie ospite. (A) Ospiziare , O-spi-zi-à-re. [iV. ass. Prendere alloggio,] Alloggiare. Lat . hospitari. Gt\ ^vebox^v. Dittam. 4 • Costui di notte, ovcsicuro ospizia , Prese lo suo signor con duo suoi figli , Li quid fé’ poi morire a gran tristizia. • Ospiziato , * 0-spi-?.i-à to. Add. m . da Ospiziare. Accolto nell'ospizio , Alloggiato. V. di reg. (0) Ospizio, 0-spì-zi-o. [4^.] Luogo dove {per cortesia] s alloggiano il forestiero [e l’umico , e per pio istituto gl inférmi e i pellegrini . Di- cesi anche Foresteria, Albergo.] (P. Abitazione ed Ospedale.) Lat . liospitiuzp. Gì'. x ar«\v/xa , ^ivoboxLiQv. Duil. S. Greg. M. Di- rovvi in che luogo dobbiate far la chiesa , e in che luogo lo dor- mentoro , e in che luogo 1’ ospizio , e tutte l’altre oficerie e case (il Pocabol . alla voce Oficcria legge cose) necessarie. Borgh. Pese. Eior. 4g6. Assegnando a questo atto un luogo appartato con nome d’ospizio , o di foresteria. 2 — {E per simil. Luogo, Albergo che piglia le sue qualità dagli aggiunti , come Ospizio doloroso vale Inferno, Ospizio' di Cesare vale Corte, Ospizio beato o celeste II Paradiso.] Dant.lnf. 5. 16. O tu, che vieni al doloroso ospizio , Disse Minos a me , quando mi vide, ec. E Purg. so. 23. Quanto veder si può per quell’ ospizio, Ove sponesti il tuo portato santo. » E lnf. 10. 64. La meretrice , che mai dall’ ospizio Di Cesare non torse gli occhi putti cc. , Infiammò con- tra me ec. (M) 3 — [ Posatojo , ovvero Luogo ove si ritirano alla notte gli uccelli.] Amet . 99. Ed i gai uccelli tacendo , infra li folli rami presi i loro ospizii , davano largo luogo a'pipistrelli. 4 — [Ospitalità. ]Serd.Sto7\i. 55. Le ragioni dell’ambascerie e dell’ospizio sono sacrosante e inviolabili. * Ospizio.* iV- pr. m. Pttriaz. di Ospinello , dim. di Sperone. P„ (p) Os^uidati.* (Geog.) O-squi-dà ti, Ossidati. Antichi popoli della Gallia Aquitanica. (G) Osaoena.* (Geog.) Os-ro-è-na, Osdroena. Lat . Osrhoene. Antica contrada dell ’ Asia , nella Mesopotamia lungo la sinistra dell’ Eufrate; una cui parte sotto i Seleucidi prese il nome di Migdonia. (G) Ossa.* (Geog.) O's-sa. Montagna della Grecia , che una volta eracongiunta all' Olimpo; oggi Kissovo.— Riviera della Prussia occidentale. — Golfo sulla costa orientale dell’isola di Gdoto.-—Città della Macedonia. (G) Ossaccio , Os-sàc-cio. [AYu.] pegg. d’ Osso. Malm. 6. 99. Non occorre brunir co i labbri i sassi, Disse Plutone, ossaccia senza polpe. (Qui detto a persona soverchiamente magra per ischerno.) OssACino.* (Chim.) Os-sà-Ci-do. Sin. Costanza acidificata coll’ossìgeno; come l Acido borico , carbonico , jodico ec. (G. P.) Ossadil * (Geog.) Os-sà-dbi. Antichi popoli delle Indie, fi) .Ossagi.* (Geog.) Os-sà-gi. Lo stesso che Osagi. P. (G) OaiSAjo. (Ar. Mes.) Os-sà-jo. {Add. e sm.] Quegli che fa i lavori d’osso. Lor. Med. cariz. 56. Dice la mia donna adorna , Clic mi serberà ic corna ,. di' ro le Yenda a un ossajo« OSSEDIO Ossàlàto. (Climi.) Os-sa-Ià-to. Sm. Dicesi di quei sali che risultano dalla combinazione dell’ acido dell' acetosa , detto Acido ossalico > con alcuna delle basi salificabili. Diz. Chim. (A) . Ossalico. (Chini.) Os-sà-li-co. Add . m. Agg. di certo acido vegetaci e che è il piu ossigenato e potente di tutti quelli che trovatisi ne piante , assai sparso in natura combinato con la calce e con la potas sa, e che può usarsi come ri/ frescante. Si cristallizza in lunghi p r f s,u quadrangolari, e privi di colore e traspai'enti, senza odore e f J n *- por caustico ; è insolubile nell'acqua e nell' alcool’, sciogliendo nell' acqua fa sensibile rumore ; è composto di carbonio , ossig e,i0 ed idrogeno; combinato colle basi forma gli ossalali. — , Ossalm 0 » sin. (À)'(A.O.) (N) Ossalida. (Bot.) Os-sà-li-da. Sf. P. G. Genere di piante della deca 11 * dria pentaginia e della famiglia de ’ geranii, che ha i seguenti cq ratieri : calice di cinque fogliuzze , cinque petali, stami alterni J nt lunghi; capsola pentagona con cinque loculamenti e cinque vaio? 1 e semi ariltati attaccati agli angoli de' loculamenti . La più coinu ,ie delle sue specie è /ossalida minore, detta anche Alleluja, Acetosclfj' P. —, Osalida, sin. (In gr. oxalis, oxalidos, da oxos aceto.)(A)(0)0 - / Ossalino.* (Chim.) Os-sa-lì-no .Add.m.Lo stesso che Ossalico. P.^h-D-) Ossalmo.* (Farm.) Os-sàl-mo. Sm. P.G. Lat. oxalmum. (Da oxjrs acuto» onde oxos aceto, e haltne salsedine.) Aceto misto con salatnoja; 0 sl . marino sciolto nell' acqua ; dagli antichi adoperalo contra le ^ ceì putride, la rogna ec. (Aq) Ossame , Os-sà-me. [ Sm. PI. Ossami. ] Quantità d’ossa. Lat . ossi l,r b congeries. Gr. oarlwv < ra,ygx. Lib. Piagg. E più su da cento P^t-* v’é un ripostìglio, dove si ripone gli ossami. Dant. Inf. 28. l’altra, il cui ossame ancor s’accoglie. Buon. Fier. f 1 . n> gran furia ognun stopparsi zeppo Di quegli ossami il grugno, 2 —_ (Archi.) Ossami dicono gli architetti le cantonale, pilastrate) lonnate, o altra simil cosa, che in cambio di quelle si metta per i' e r>^ gere le travature, e gli archi delle volte ; siccome ancora le cop eì ture de’ vani , e gli stipiti. Baldin. Poc. Dis. (A) 3 — (Marin.) Ossame ovvero Carcame , Arcarne , Scheletro d’ un ha stimento. Il complesso de piu grossi pezzi di legname , che forine 1 il corpo del bastimento. (S) . . Ossarena.* (Geog.) Os-sa-rò-na, Tosarena .Sf Antica contrada dell nella Grande Armenia. (G) Ossario , * Os-sà-ri-o. Sm. P. L. Deposito di ossa umane come sOÌ quelli che si veggono ne' cimiteri od in altri luoghi appositi. * Ossuario , sin. Lat. ossarium. Romani. (N) Ossatura , Os-sa-tù-ra. {Sf.] Ordine e Componimento dell ossa. l ,l J‘ sec . 317 • Posciachè dalla carne si viene a fare il ritondo , e l’oss a ' tura senza la carne si riduce al quadrato. Borgh. Rip. 556. Fa 1,11 libro di notomie , d’ossature e di carne , in cui vuol mostrare co^ e si dee apprendere l’arte del disegno. . 2 — Per simil. Sostegno interiore d’alcuna macchina. Pit. Benv.C e * ‘ 117. Si debbo fare un’ armadura di ferro, la quale serve per V o*** tura della statUa-É* n8. Piglisi della terra magra, battuta con cù 11 ^ tura , c a poco a poco si vada mettendo sopra detta ossatura..# ^ £) 7’ Feci 1’ ossatura di legno , e felicemente lo tirava al suo fine. 2 — E così da' legnajuoli dicesi Quel legntune che cuoprc lal u di una porta. (A) r g „ 3 — (Marin.) Ossatura d’ un bastimento. Unione robusta di grosso ^ gtiame , che forma il corpo d’ un bastimento. In questo senso si dire anche l ossatura di un ponte, di un tetto, di una macchini Ossea.* (Zool) Os-sè-a. Sf P . G. Lat. oxaca. (Da oxys acuto.) nere d' insetti dell' ordine degl' imenotteri , della sezione de c f l jAi pori o portapungolo, della famìglia de' melliferi, della tribù 7 ^ apiarii , e della divisione de' cuculiai; stabilito da Klug; e cosi nominati dalle loro mandibole cornee , arcuate e puntate. Comp?** 1 la sola specie detta oxaca flavescens , indigena del Brasile, (.^f, Ossecrare , Os-se-crà-re. {Alt. e n. ass.P.L.] Pregar con favore obsecrare, obtestari. Gr. Xiirxpìiv. Segner. Mann. ylpr. 11. 4' parola, vuoi tu sapere la forinola di ossecrare? va ad irapai* ai *^ ^ poveri,» E appresso : Se tu saprai mendicare , saprai cons c § uC mente ossecrare come si deve. (V) ^ ‘m- e.t lU - .ria f cute* Ossecrazione, Os-se-cra-sió-nc. \Sf.V.L.~\ Preghiera fervida e incess" —, Obsecrazioue, sin. Lat. obsecratio. Or. rtTtdpr.Tt*. Cavale.tnd 1 ’. 1 2. Voglio ebe si faccino orazionipetizioni, ossecrazioni c ziamenti. Segner. IMann-sf/ìr. 11. 2. E bastevole die tu saj>[)> a a rj,ig; s’intende si per orazione e si per ossecrazione,» Cavale. LntU- ej. Dobbiamo far orazioni, ossecrazioni, petizioni e ringrazia ^ JE 8g. Ossecrazione è una faticosa istanza e perseveranza cil si cizii delle battaglie , e pericoli spirituali : sicché ec. in <1 UL ’ S in debbo la persona gridare, picchiare, piangere, e mai non e'*- 8 . r insa fino che Iddio non lo ajuti. E go. Ossecrazione si è una la ^ istanza, e gara a gridar a Dio , quando siamo in pericolo di 2 ■—* (Arche.) Preghiere e saerifizii che il senato ramano tempo dì calamità: facevanle eseguire i duunweri appositamel ti, e allora specialmente i lettisternii lenevansi per ordine <■ 1 decemviri. (Mit) Asscd' 31 '^ OssEDiAuE , * Os-sc-di-à-re. Att. e n. pass. V. A. V. e di " i:l sl Peli-, XJorn. ili. 28. Conciò sia cosa che nel tempo della 0 ’-' lussino tutti ragunati nella città, e qui furono ossediati. P. f finsediata Aquilegia, e presala, molte altre città prese e guas • pi; Osscdiano Napoli , la prese. E 16Q. I Sai-acini assediarono ■ aulii Costantinopoli. (V) . tr. e ' ' Add. rn. da Osscdiare. P. F. -*• r 5. Ossediato , * Os-se-di-à-to. Assediato. (N) T, TT.m ili- I Ossedio, * Os-sè-di-0. Sm.V.A.V. e di’ Assedio. Pelr. Voi ; ro# . Liberò la città di lloma dal loro ossedio-df ^82. Lsseild sedio a Pistoja circa undici mesi, (V) OSSEO Osseo, O's-se-o. Acid. m. D'osso. Lai . osseus. Gr. forivos. Red. Esp. nut.63 . Setole nere trasparenti, di materia quasi ossea, ma pieghevoli. 3> Salviti. Cas. L* Titolo che si dà altrui per onoranza. Degnissimo di essere onorato. Fir. Disc. lett. 3 o 5 . Venendomi a’di passati, messer Tommaso mio osservandissimo, ^ alle mani una epistola di un uomo per altro molto lodevole, trovai ec. Curvante, Os-ser-vàn-te. [Pari, di Osservare , usato per lo più co- ,h c add. com.] Che osserva. Lai. scrvans , servator. Gr. rfapaTvptÀT. I r. Qiord . Prcd. R. Elesse un uomo osservante le regole militari. considerarei{Guardare, Attendere , Riflettere, Aver l’occhio, la mente a ec Dicesi Osservare esattamente, intimamente, sottilmente, cimosamente, pai-filamento, lungamente, a parte a parte , per minuto ec. — Observarc , sin. ] (E. Notare e Guardare.) Rat. obscrvare , ad- vertere. Gr. irapaTijpsu', koctclvquv. Dnnt. Par. 21 . 72. Ma 1 alta carità che ci fa serve Pronte al consiglio che’l mondo governa, Sor- tea-)Reit . Leu. Vi ho fatto da jeri inq 11 * 111 ^ cune osscrvazlouccllc per passaggio, e V. S. potrà leggerle qui a P' presso. (A) _ ' Osservazioncelluccia, Os-ser-va-sion-ccl-lùc-cia. [A/?] dim. di Osser ^ zioncetla. Lat. annotatiuncula. Red. leu. 2.12^. A tempi rubacchi ho messe insieme in una leggenda certe osscrvazioncellucce di 111 valore , che P ho legate , per dir così, in un centone* Ossekvazioncin a , Os-stT-va-sion-cì-ua. Sf. dim. di Osservazione. Lo$ le che Osservazioncclla. F. Red. Ictt. 5j. Oh quante osseevazion<^ ine trovo da fare. (B) pp OssKuvAziOfiE , Os-scr-va-sid-nc. (Sf Inspezìone. Investisamento » _ _. 7 Y- .. ___. f r/ r\i^erv*‘“ vaiumientc , principiare una cosa più un dì eli- un a ^ r %. lC >v^ eruzione , [Kiflesso, KiUessione, Esperi» nza, F l S. Pad. L’ ultima osservazione di questo V i0 i- J. presso: Osseivazion di tempi non si debbe far guardarsi di neri pi •2 —- Allenta considc e simili.] Coti. OA. raa, ìj inuma osservazione ut queow y .. monetiere , che noi dicemmo dinanzi , re. j> Red. nel D&\ aVV fsi Pasta. Gii sarà gratissimo e più che gratissimo che V, S. i nl j, e' a suo tempo le belle oss< rvazioni che ha fatto ìntomoa qnc lini ec. E appresso: Virameli te queste sono ossei vazioni nobn ,^ e assai utili alla medicina per lo scoprimento detta cagione vera juoli e della rogna. (N) *tnn0 3 — [Mantenimento, Il serbare.] G. F.11.21. 2. Misono a *^ ll |j e cj quello di loro collegio , ch'era tenuto il più menomo de'Cardn’^jjjjc sanza osservazione d’ordinato squiltino.(6Voè, senza tenere * consueto.) •.ll’oss^ 4 — * Osservanza. FU. S. Gio. Gualb. 2Q0. ConfortanJogh a razione della cattolica fede. Cavate. Espos. Simb. 1. fò 1, ^°® 0 ni che alcuni buoni uomini abbiano prese certe buone uSsei Va Ì^/. astinenze, non è però peccato far loro lo contrario. (V) ^[N), Gio. Bau. 33. V una è per antica osservazione d’ordina»*^? ^etij 5 —* (Med.) Osservazione, dicesi da’ medici La relazione d e F* ^ aSC iò di urta malattia , de mezzi usati per vincerla , e de* segni c nel cadavere se V ammalato ebbe a soccombere. (O) .. pfQfi' 6 —* (Astr.) Osservazione astronomica : Studio , Ricerche de dezza , del corso e delle posizioni degli astri. (G) ^ foni 10 j — * (Mal.) Osservazioni trigonometriche: sono quelle c ' ie ^ te rr& l ° 1 per misurare , levare , calcolale il piano de’ luoghi sopra misurare i triangoli ec. (G) tteniri° tt(i ^ $ —.' * (Geog ) Isola dell' osservazione. Isola sulla costa se della Nuova Olanda. (G) _ . ctil il Ossessione, Os-ses-si-ó-ne. Sf. Suole così dirsi quello stato 1 ^ monio senza entrare nei corpo di toni persona , fa forai**' 1 s ebb etie vaia al di fuori. In questo senso è diversa dalla Possessi^ altri dcmonografi le confondanojra loro . F. Possessione? o Posseduto dal demonio. (Dal lat. obsessio assedio.) ( K^ 0 j'pre^ Ossesso, Os-sès-so. Add, (m. F. L ] Angustiato, Oppresso, 1 0Oì l>o . .. j ... 1 niic^cn . SITI. lJt :.*u Infestato e yj[laccato chi alcun male. —: Oliselo , iiiqilicilus,] oFsessus. Cr. HAificptros. &"• Co;». 1 sin. 2u 1 / OSSETI si è quello che da* Greci fu chiamato opSoifroict , che tanto c a dire ili nostra favella , quanto una difficoltà di respirare, a lai seguo che gli ossessi non possono respirare se non col capo elevato. 2 — Indemoniato , Spiritato , Invasato. In questo sign. usasi anche in forza di sm. Cavale. Espos. Situò, 2. 216. Ed eziandio li demordi gridando uscivano delii ossessi e indemoniati, cc. (V) Ossuti. * (Geog.) Os-sc-ti , Oseti. Popoli delle montagne del Caucaso , su’ limiti deli’Europa e dell' A sìa. (G) Ossctto , Os-sct-to. [Am.] dim. di Osso.—, Osservilo, Ossicino, Ossiccl- lo, sin. Lai. ossicuhim. Gr. ocrripiov. Red.Oss. un. 4 2 - hi vicinanza dello stretto passaggio che va dai gozzo allo stomaco,sia piantato da una dille bande un ossetto semilunarc assai tagliente. E 55. Dentro del qual sacchetto sta collocato un ossetto lungo, «e. £ 178. In alcuni ossetti posti all’ imboccatura dell* esofago. E iyg. Trovatisi in vicinanza della foce dell’ esofago due ossetti romboidali, aspri e dentati. 35 Bcmb.Mor. 6. 7 5 . Questi uomini il labbro inferiore si forano , e per maggiore ornamento ossetti o gemme alla buca v’appendono. (V) 2 — Diconsi Ossetti, Ossicini dell’orecchie il Martello , V Incudine, la Stoffa , e /’ Oracolare. (A) Segner. Incred. 1. 16. 13. Tre os- selti chiamati stapede , ancudine e maglio. (N) Ossucàntà. (Bot.) Os-sia-càn-ta [ Sf. y. G. Specie di piante spinosi 9- sinte acconce a formare buone siepi per cingere i giardini. ÌJ Os- sincanta di Galeno è il Bcrberis vnlgaris di Linneo, altrimenti delta Bagaja. Lo Spia bianco, è il Cralaegns oxyacanthu di Umico.] Lat. oxyacantha. (Da oxys acuta, c acautha spiua.) Red. Ins. ffò- Essendomi stati portali certi ramoscelli di ossiacanla, o spia bianco. Ossiacktico.* (Chini.) Os-sia-cè-ti-co. Add. e sm. Lat. oxyact ticum. A- cìdo proveniente dal vaio fermentato misto con sostanze vegeVibi.li mu cose e zuccherine. (Dal gr. oxys acuto, e dal lai. o ce tuoi aceto.) (Aq) ^siai'ià. * (Eisiol.) Os-si-a-fì-a. Sf. y.G. Lat. oshihaphìa. (Da o.xys acuto, e aphe fatto.) Sviluppo straordinario del senso del tallo.f Aq) Dssixuwico. * (Cium.) Os-si-à-mni-co. Sm. E. G . Lai. oxyamnicum. (Da oxy's acuto , onde oxos aceto, e da anmion animo. ) Acido amniotico che si ottiene dal liquore d4V amnio della vacca lentamente svaporato. Si depone con raffreddamento , e cristallizza a poco a poco. (Aq) Ossian.* N. pr. m. (Dal celt. gal, os superiore, e sian voce.) —Nome di un celebre bardo Scozzese, cantore e guerriero , che dicesi figlio di Fingiti, sposo di Evimllina e padre di Oscar. (O) (IN) Ossumto. * (Bot.) Os-si-àn-tn. Sm. y. G. Lat. oxyanlhus. (Da oxys acuto , c anthos fiore.) Nuovo genere di piante della famiglia delle rubiacee , e della pentandria monaginia di Linneo , da Dccandolìe stabilito , che sì distinguono p e * lobi acutissimi del loro fiore. (Aq) Os.sia.rcf.ute. * (Bot.) Os-si-ar-cè-u-tc. Sm. E. G. Lat. oxyarceuthis. (Da oxys acuto , c arcevihos ginepro. ) Nome dato dagli antichi al jnniperus oxyccdrus di Linneo , a cagione dei pungolo acuto con cui ti'rminailo le sue foghe. (Aq) (arsenico. * (Chir.) Os-si-ar-sè-ni-co. Sin. y . G. Lat. oxyarscni- cum. (Da oxy's acuto, e avsenicon arsenico.) Nome che ttrugizatetti credette poter sostituire a quello di Acido arsenico. (Aq) Ossi arte, * Os-si-àr-te. N. pr. m. Lai. Ossiartrs. (Dal celt. os sopra, supcriore , ed urd nobile , prode , eccellente.) (B) OssiBAi'o. * (Bof.) Os-sì-ba-fo. Am. y. G. Lat. oxybaphus. (Da oxys iicuto , c baphe immersione.) Genere di piante da /Jejìtirr stabilito iietia famiglia delle niuaginee , e nella tnandna n tenanth ia nwno- 5 *ma, t citi sfami marnino da tre a quattro, con ut ut specie d nell acqua calda danno un amido purissimo che passa facd'ncnle all actdazione. (Aq) ^ ■ * (Arche.) Sorta di amica misuvacontenente dia tto dramme. (^q) U**!belo. * (Zool.) Os sì-be-lo. Am. y. G. Lat. oxybdus. (Da oxys acuto , e belos strale.) Genere d' inselli dell' ordine degl’ imenotteri , della sezione degli aculeati, c della famiglia de fossori, stabilito da Latreille, i quali si distinguono pel loro scudo armato d> pungola, sono distinti dalle antenne un poco più grosse, in già , contornate, cor- ttssime , gambe spinose cu una o tre punte in forma di denti ; le ^fulmine fanno i loro nidi nella sabbia. (Aq) (N) ^•benzoico. * (Chini.) Os-si-heu-zò-i-co. Sui. y . G. Lai. oxybcnxoì- Cum, (In gr. oxys acuto, ed oxos accio. V. behuino-) Acido che. $/ es trae dal behuino, sostanza annoverata fra" balsami: comunemente è rv detta Acido benzoico o Fiori di belluino. (Aq) ... ^sirombico. * (Chini.) Os-si-bóm bi-co. Sm. E. G. Lat. oxybombi- Cl )m. (Da oxys acufo , onde oxos aceto, e da bomhyx bigatto.) Ar c1 do estratto dal baco dì seta , scoperto da Chaiissier nel 1781 , co- ^ ÌH unemente detto Acido Ivombico. (Aq) 8 ®Jboracico.* (Chim.) Os-si-bo-rà-ci-co. A. 0 , , .. (Cbim.) Os-si-bo-rà-ci-co. Am. V- G. Lat. oxyboracicum. gr. oxys acuto, cd oxos aceto. V- borrace.) Nome dato da firw- 8*ntelli alC acido borico , scoperto da ìlamberg nel 1702 , e noto u Hora sotto il nome di Sai sedativo o Sai volatile narcotico di vitn- °l° : quest’acido combinato colla soda costituisce il b>nace. (Aq) 8 S| càffico. * (Chim.) Os-si-càf-fi-co. Add. m. y.G Lat. oxyuaiji- (In gr. acuto. V. caffè. ) Acido che si ha dal coffe, o ^q/ Seme dalia coff-a. Dicesi anche Acido callìeo (Aq) Sì canforico.* (Chim.) Os-si-can-fò-ri-co. Add. m. E, G. Lat. oxycam- fhorìinu. (In gr. oxys acuto.V. canfora.') Acido che si ottiene dalia 0 S eo Acido carbonico. (Aq) SIc **po. * (B-t.) Os : si-càr-po* Am. y. G. Lai. oxycarpus. (Dao*y s , t; carpo» frutto.) Grand albero della Cochmcfnna, che forma ^ S cuoi*e nella poligamia monacati , la cui bacche rotonde , della OSSIDIANA ggj grossezza d'una mela mezzana e di un color rosso-gialliccio sono a- rìde , e si mangiano comunemente. (Aq) Ossi cedro. (Bot.) Os-si-cc-dro. Am. y . G, Lat. oxyccdrus. (Da oxys acuto , c cedros cedro.) Albero di foghe strette, aguzze e somiglianti a quelle del cedro e del cipresso. Lat .Iuniperus oxyccdrus Lin.(Àq)(N) Ossicefà. * (Zool.) Os-si-cè*fa. Sf. y. G. Lat. oxycepbas. (Da oxys a- cuto, e cephale testa , capo.) Genere di pesci dell'ordine de mula- cotterigi subbracchiani proposto da Rqfincschi nel suo Indice d’ittiologia siciliana, in cui dà la figura d’ una specie ( che è il lepido- leprns trachirrhinus di Risso) , desumendo cotal nome generico dall'acuta con/ormuzione della loro testa. (Aq) Ossicello , Os-si-còl-lo. A in. don. di Osso. Lo stesso che Ossctto. F. Sega. Incì\ 1. 16 , 3. 11 quale (uso) è, che il timpano , mosso da ec. , comunichi un tal tremore a quegli ossidrili, e per essi lo renda sensibile ai nervi quivi attaccali, ec. Quindi è che tali ossicelli cc.(B) Ossicero/ (Bot.) Os-si-ce-ro. Stn.y.G.Lat. oxycerus. (Da oxys acuto, e ceras corno.) Genere di piante da Loureiro stabilito , caratterizzate da una corolla a cinque stami ad antere filiformi, e così denominate dalle spine acute e cornute di cui sono provviste. (Aq) OssiciiRiLÀ. * (Zool.) Os-si-che-i-la. Sf. y . G. Lat. oxycheila. (Da oxy's acuto, c chitos labbro.) Genere d'insetti debordine de coleotteri, della sezione de'penlameri , della famiglia de'carnivori, e della tribù de'cicin - deleti,, stabilito da Defecai, e così denominati dal loro labbro superiora assai grande e sporgente in punta , ricoprendone le mandilmìe. (Aq) OssicuiNico. * (Chim.) Os-si-chi-ni-co. Sm. y. G. Acido esistente nella china , combinato colla chinina o cinconina . (In er. oxys acuto. Y. china.') (Aq) Ossu.ianuro. * (Chini.) Os-si-ci-a-nù-ro. Sm. Composto di cianogeno e d un ossido metallico. (A. O.) Ossicino , Os-si-ci-iio. [JPm.] dim. (l’Osso, t ho stesso che Ossctio. r.ìLat. ossicnhim.Gr. oo-rapi av.Sardi. 1. s5. J 5 le teste de'lucci Hanno tanti ossiem bistorti e strani, Che furienti impazzare i Fiesolani./J«/. esp. nat. 54 . Un ossicino della sua coda ridotto in polvere. E Oss . an. 10. Ed oltre lo averlo tricuspide, lo hanno altresì corredato d’uu piccolissimo ossicino. » Gettiti. Trìi. Infermila nella mano ritta, la quale gli aveva infradiciato quelle due ossidila che seguitano il dito mignolo. (A) Ossicituico. * (Chim.) Os-si-cl-tri-co. Am. K. G. Lat . oxycitricou. (Da oxy's acuto, e cedros cedro f) Acido che esiste in molti, frutti, c special* mane in quelli del genere cedro, combinato con altre sostanze^ Aq) Ossiclorcro.* (Chim.) Os-si-clo-rù-ro, Stri. Composto di cloro e di un ossido metallico. (A. O.) Ossrco.* (Chim.) O's-sico. Sm. V . G. Lot. oxycum. (Da oxys acuto, onde oxos aceto.) Noma da Brtignalelli sostituito a quello comune di Acido. (Aq) Osaieocco.* (Bot.) Os-si-còc-co. Am. y. G. Lat. oxyroccus. (Da o.rys acuto , e coccos cocco.) Specie di piante del genere vaccinino!, così denominate daEasprissima loro acidità, e dalle loro coccole j’mse.(Aq) Ossie.oJA.* (Mcd.) Os-si-cò-ja. Sf. y. G. Lat. oxycola. (Da oxy's acuto, e aeoe udito.) IJolore acuto nell' orecchio. (Aq) 2 • (bisioh) Linissima acutezza nel senso dell' udito. (Aqì OssRoi.oMBico. * (Cium.) Os si-co-lóm bi-co. Sm. Lat. oxvcolnmbicmn. (in gr. oxys acuto. ^ .colomluco.)Acido risultante, dalla sutura combinazione dell ossigeno cól colombio. (Aq) Ossicuato. (Farm.) Os-si-crà-to. Sin. C.G. r.at.. oxycratuin. ( 0.1 oxys acuto , e oratemi verb. di orno io mesco.) .Specie di. Um iliata, composta d’ acqua, 1 aceto di cui usavan gli antichi. (Aq) Ossi gen ab ile. * (Chim.) Os-si-ge-nà-bi-le. Add. com. Che può coniti’ riarsi con l'ossigeno. (A. 0 .) Ossigenare. * (Chim ) Os-si-ge-nà-re .Att. Combinare un corpo semph ce coll’ ossigeno. (0) . Ossigenato. (Chim.) Os-si-ge-nà-to. Add. m. Che ha dellossigeno. (A/ Ossigenazione. * (Chim.) Os-si-ge-na-2Ìd-ne. Sf E. G. Lat. ox yè e . t natio. (Y. ossigeno.') Aito della combinazione deUcssige.no colle ba st f. onde , secondo la quantità ed affinità di questo principio co corpi, ne nascono gli acidi o gli ossidi. (Aq) Ossigene. (Chim.) Os-sì-ge-ne. Sm. E. e df Ossigeno. (Aq) ^ Ossigenesi. * (Med.) Os-si-gè-nc-si. Sf E. G. Lat . oxygencsis. (. ^ oxys acuto, e genesis generazione.) Malattia dipendente da un dd 01 dine dell’ ossigenazione de’ tessuti organici. (A. 0 .) Ossigeno. (Chim.) Os sì-ge-no. Sm. V . G. Lat. oxygenum. ( Da oxj acuto, onde oxos aceto, e da genos generazione.) Gas permanf}?' scoperto da Priestley nel 4 , privo di colore e di odore, ùisipf 0 * più grave dell' aria, respirabile, e che è sostegno della combustiot A;/ ffottn nntio rrr'Irno Àrir» di fiinOO. Arin di»tloo'isfìr*:ifn Aria Fu detto sulle prime Aria di fuoco, Aria dellogistìcata , Aria Aria vitale, e finalmente da Lavoisier Ossigeno, cioè Generatoi a ' p acidi , quando si credette che fosse V unico generatore dell' amm . Esso costituisce più del quinto dell aria atmosferica e nove d ecll> del peso dell’ acqua ; entra pure in molli composti naturali , ■ sulla superfìcie della terra come nel seno di essa ", fa parte ih ^ £ corpi organizzati ; è indispensabile alla respirazione ed al nimento di que' fenomeni il cui complesso addimandasi Vita. E iLl * noverato questo corpo tra le sostanze semplici , poiché fnora iiesSl ^ no giunse ad ottenerlo isolato, ma soltanto in combinazione ; h 1 P l c semplice è appunto quella che contrae col calorico sotto foi'b^ 1 gas. — , Ossigene , sin. (A) ( 0 ) (N) 2 — Usato anche in forza di add. in. (À) ^ Ossigenometria.* (Chim.) Os-si-ge-no-me-trì-a. Sf E . G . Lat . nometria. (V. ossigeno. In gr. metron misura.) Parte della dwtjjf la quale insegna a misurali la quantità d’ossigeno contenuta > ìe ^ ria. (Aq) Ossigenometro.* (Chim.) Os-si-gc-nò-mc-tro. Sm. V.G . Lat. osyS* mctrurn. (V. ossigenometria. ) Strumento che serve quantità d'ossigeno che si contiene nell'aria. (Aq) determini'* ■oCOE " la Ossigecsia.* (Med.) Os-si-ge-u-sì-a. Sf . E . G . Lat . oxygeusia. ( pa°xj . ~ ^ -- - Sensibilità morbosi ■ i guòtu. jeog.) Os-si-gi. Antica città della Spagna. (G) omi- a.* (Geog.) Os si-gi-tà-ni-a, Sf. Antica contrada delti r acuto, e gevsis gusto.) Sviluppo eccessivo , senso del gusto. (Aq) Ossigi.* (Gei ' " ’ Ossighania/ gne nella Betica. (G) v> Ossiglico. * (Farm.) Os-sì-gli-co. Sm. V . G. Lat. oxyglycus.(D al7 ^ acuto , e glycys dolce.) Bevanda preparata con mele ed acti 0, stesso che Ossimele. E. (Aq) Ossignatq. * (Zool.) Os-si-gnà-to. Sm. E. G. Lat. oxygnathus. oxys acuto , e gnathos mascella. ) Genere d’ insetti dell' orff ■ coleotteri, della sezione de’ pentameri , della famìglia de' car,l f° 0 -)ie e della tribù de ’ carabici, stabilito da Dejean, desumendo coirti* ^ dalle loi'o mandibole sporgenti , fatte ad arco e molto acute\ f t conosce fnora la sola specie detta oxygnatbua elongatus di P1 eh' è lo Scavifes elongatus di Wildemann. (Aq) .no. Sm. E. G. Lat. oxymyrsinus. (Da o.rys acuto , e myisine mirto.) IjO stesso che Rusco, ruscus aculca- tus Lin. , volgarmente Pungitopo j denominazione desunta dalla somiglianza delle sue foglie , terminate più in punta che quelle del mirto. (Aq) Ossi.molibdico. * (Climi.) Os-si-mo-lìb-di-co. Sm. E. G. Lat. oxymoly- bdicum. (Da oxys acuto, onde oxos aceto, c da molibdos piombo. ) Acido ottenuto dalla satura combinazione ddF ossigeno col moli- Ideno. (Aq) Dssimorico. * (Cbim.) Òs-si-mò-ri-co. Sm. T^at. oxymoricum oxvs acuto , onde oxos aceto , e dal lat. tnorus moro. ) sistenle in una produz or.e sali/ia ritrovata da J homson sopra un gelso del giardino botanico di Palermo. (Aq) dssiaiurico. * (Cbim.) Os-si-mù-ci-co, Sm. V. G. Lo stesso che Ossi- saccalattico. E. (O) dssniumATico. * (Cbim.) Os-si-mu-rià ti-co. Sm. Lat. oxymuriaticum. (Dal gr, oxys acuto, onde oxos aceto, e dal lai. mi ni a sala ni oj r.') A ciclo proveniente dal sale comune. Lo stesso che Acido idroclorico. (Aq) Ossi mcriato.* (Cbim.) Os-si-wm-ri àto. Sm. Sale composto di acido ossimuriatico e d’una base; p. e. Ossimuriato dì calce, Ossimuriatodi Hicrcurio. (Aq) Ossimo, * Os-sì-ni- 0 . IV. pr. m. — Figlio di Ettore , fratello di Sca- tnandro. (Dal gr. ox/no io aguzzo.) (Mit) OssiMTRico. * (Cbim.) Ós-si-nì-tri-co. Sm. V. G. Lat. oxynitricum. (Da oxys acuto, onde oxos aceto, e da nìU'on nitro.) Acido che si estrae nitro. (Aq) daSijjosÈMA. * (Med.) Os-si-nò-se-ma. Sf. V. G. Lat. oxynoscma. (Da oxys acuto , c nosos malattia.) Malattia acuta. (Aq) OSSISETTONICO Ossiostomo* * (Zool.) Os-si'ò-sto-mo. Sm. E. O. Lat. oxrostomus/Ua oxys acuto, e stoma bocca.) Genere di pesci della famiglia degli anguiformi , stabilito da Raf zieschi , il quale comprende una sola specie, /’oxyostomus hyalinus (da hy'alos vetro) j denominazione, in quanto al genere , allusiva all' acutezza della bocca , ed in quanto alla specie , alla sua tmsparenza. Risso descrive questo pesce sotto il nome di leptocephalus ai Spallanzani. (Aq) Ossipaga. * (Mit.) Os-si-pa-ga. Lo stesso che Ossilago. E. (Mit) OssiPETALo. * (Bot.) Os-si-pè-ta-lo. Sm. E. L. Lat. oxypetalum. ( Da oxys acuto, c petalon petalo.) Genere di piante della famiglia delle apocinee , della sezione delle asclepiadee , e della penlandria digiti Ve di Linneo , stabilito da Erowne; e caratterizzate dalle divisioni della loro corolla monopetala col tubo corto ed ovato , e col lembo diviso in cinque grandi frastagliature o divisioni linguiformi , terminate in punta od acutamente. (Aq) Ossipetra. (Min.) Os-si-pè-tra. Sf. V*. G. Lat. oxypetra. ( Da oxys acuto , onde oxos aceto , e da petra pietra. ) l'eira alluminosa che trovasi nel territorio di Roma, così impropriamente denominala a cagione del suo sapóiv acidulo. (Aq') (Boss) Ossipogono. * (Boti) Os-si-pò-go-no. Sm. E. G. Lat. oxypogon. (Da oxys acuto, e pogon barba.) Genere di piante della famiglia delle leguminose e dèlia diadelfia decandria di Linneo , stabilito da Ra- Jineschi : il quale sembra essere il lafbynis venosus di Muhl e di JVildenow : sono cosi denominate dal loro legume falcato e ricoperto di peli- pungenti (Aq) Ossipomico. * (Cbim.) Os-si-pò-mi-co. Sm. Lat. oxypomicum. (Dal gr. oxys acuto, onde oxos aceto, e dal lat. potnum pomo.) Lo stesso che Ossimalico. E. (Aq) Ossiporo. * (Zool.) Os-sì-po-ro. Sm. E. G. Lat. oxyporus. (Da oxys celere, e poins passaggio.) Genere d'inselli dell' ordine de' coleotteri, della sezióne de' peritameli , della famiglia de truche litri , e della tribù de' fessdabrì , stabilito da Eabiicio a scapito degli slafilini di Lnweo. E ivano quest* insetti sui funghì , specialmente su quelli del genere boletus, e ne traforano la sostanza con grande velocità. Hanno i palpi mascellari t filiformi , ed i labbri terminati da un articolo grandissimo e crescente , le antenne sono grosse percoliate e compresse. (Aq) (IN) Ossiprussico. * (Cbim.) Os-sbprùs-si-co. AVw. Tmt. oxyprussicum. (Y. sido r. Prussia .) Acido ottenuto per la prima volta da Schede da quel singoiar prodotto detto Azzurro di Berlino o di Prussia, che scopersero Deisbach e Dippel celebri chimici prussiani. Gay-Lussac lo nominò Acido idrocianico. (Aq) OssiREGMfA. * (Med.) Os si-re-gmì-a. Sf. E. G. Lat . oxyregmia. (Da oxys acuto, onde oxos aceto, e da erevgo io rutto.) Rutto acido ; sintomo di gastritide. (Aq) Ossi ria. * (Bot.) Os-sì-ri-a. Sf. E . G. Lat. oxyria. ( Da oxys acuto, onde oxos acido.) Genere di. piante della famiglia delle poligonie , e dell’ esandria dtginia di JÀnneo , proposto da Hill , a cui servì di tipo il rum ex digyuus dì Linneo , cangiato poi in oxyria reniiòrmis. Questa denominazione e desunta dal sapore acido delle foglie di tali piante. (Aq) . (Dal gr. Ossianico.* (Geog.) Os-si-rìn-co. Lat Oxyrlncbus. Ant. cìt. dell'Egitto.^ G) Acido e- OssiRGiNcur. * (Zool.) Os-sir-rin-chi. Sm. pi. E. G. Lat. oxyrrliyncbi. 0 : Dinoto. (Zool.) Os-si-uò-to. 'Sm. VG. Lat. oxynotbus. (Da oxys acuto e noton dorso.) Genere di pesci delL’ordme degli acantopterigi, e della famiglia degli squali , stabilito _ da Rafineschì a scapito degli squali dì Linneo, distinti da corpo triangolare col dorso di forma di carena. Comprende la sola specie oxynolus centi ina dello stesso 9 mente detto Nitrico , perchè più comunemente esimasi dai nitro , il quale formasi ne larghi ove trovatisi delle sostanze animali in istalo di putrefazione . (Aq) Ossisma. * (Zool.) Os-si-sma. Sm. F . G. Lai. oxysma(Da oxys acuto.) Nuovo genere eli conchiglie proposto da Ilafìneschi per una conchiglia bivalve rinvenuta nello stalo fòssile y la quale presenta la cerniera membranosa e ripiegata ad angoli acuti sopra se stessa. (Aq) OàSisQLFonico. * (Chini.) Os-si-sol-fò-ri-cn. Sm. Lai. oxysulphuricuin. (Dal gr. oxys acuto, onde oxos aceto, e daL kit. sidphur sotto.) Acido estratto dall’unione satura dell’ossigeno col solfo. (Aq) OssisoLi-ur.o. * (Chini.) Os-si-sol-fù-ro. Sm, Lai. oxysulphur. Composto di solfo e d’ un ossido metallico.(A. O.) OssisovKRico.* (Chini.) Os-si-sr>vè*ri>co. Sm, Lat, oxysubericum. (Dal gr. oxys acuto , onde oxos aceto , e dal lut. subnr sovcro. ) Acido proveniente dall’ azione dell’acido nitrico sopra il' so vero ; scoperto da Brugnatelli. (Aq) O&sistofillo. * (Bofc.) Os-swdo-fìl-lo. Sm » F. G. Lat. oxystophyllum. (Da oxystos superi, di oxys acuto, e phyllon foglia.) Genere di piante deila famiglia delle orchidee, e della ginandna diandrici di Linneo , stabilito da Blume , in cui vengono comprese tre specie , l* oxysto- phyllum rigidum , il carnosum e l' excavatum , che sono et he parassitiche prevedute di acutissime foglie. (Aq) Ossistoma. * (Bot.) Os-si-stò-ma. Sf. F. G. Lat. oxystoma. (Da oxys acuto , e stoma bocca.) Genere di piante crittogame della famiglia de licheni , stabilito da E sch mailer, e posto nella coorte delle grafi dee , co’ seguenti cavalieri: Tatto crostaceo , attaccato , uniforme ., apotecio allungato, lineare, ramoso , quasi sedente > ed apotecio cilindrico con nucleo longitudinalmente compresso verso la parte superiore , ed acuto verso il suo centro o bocca. (Aq) Ossfstomo. * (Zool.) Qa-si-stò-mo. Sm. F. G. Lat. oxystomus. (Y.os- sisloma') Genere d'insetti dell’ ordine de’ coleotteri, delia sezione de’ penlameri , della famglia de' carnìvori, e della tribù de' cambici , stabilito da Lalreille , e con denominalo a cagione delle loro mandibole sporgenti ed acute. Il suo tipo è l oxystomus cilindricus, indigeno del Brasile. (Aq) Qssisuccnsico. * (Chini.) Os-si-suc-cì-ni-co, Sm. Lat. oxysuccinìcuni. (Dal. gr. oxys acuto , onde oxos aceto, e dal lat. sticcinuni ambra.) Acido che si ottiene dall ambra o succino mediante distillazione E bianco, trasparente, cristallizzato in prismi , di sapore acidulo cd acre., solulilissinto nell’a\ qua; si unisce alle basi e forma sali . F. Acido succinico. (Aq) (N) Ossi tartarico. * (Chini.) Qs-si-tar-tà-ri-co. Sm. F. G. Lat. oxytar- Jaricmn. (V. ossido c tartan},) Acido prodotto dal tartaro , o Tartrato acido di polussa. Si trova in natura combinato con la potassa e con la calce ; è solido cristallizzato in lamine larghe e divergenti in prismi piatti inalterabili all' aria , senza colore , senza odore , ed acidissimo ; riscaldato si liquefa e si scompone , si discioglie nell’ acqua e nell' alcool. F. Acido tartarico. (Aq) (N) Ossitartaro. * (Chini.) Os-si-tàr-ta-ro, Sm. Acetato di potassa .(A. 0 .) Ossite. * (Med.) Os-sì-te. Sf. F. G. Lat.oxylcs, (Da oxys acuto, onde oxos aceto.) Corruzione degli alimenti net ventricolo , donde pi evengono flati acidi. (Aq) Ossitelo. * (Zool.) Os-si-tc-lo. Sm. F. G. Lat. oxytelus. (Da oxys acuto , e ielos line.) Nuova genere d'insetti della prima sezione, deb’ordine de* coleotteri , della famiglia di ' brache Uri , e della tribù degli appianati, 1 quali st distinguono per quattro palpi, gli anteriori (ormali di quattro articoli, gii ultimi de* quali sono- sottili.e iesìniformi osila acuti. Le antenne sono inserite avanti agli occhi sotto un orlo più grosse in già , i tarsi si ripiegano sul la:o esterno delle gambe che sono più divette alla levo estremità. (Aq) (N) ©ssitcno. * (Gram.) Ossì-to-no. Add. in. F. G. Lat . oxytonnm. (Da oxj-s acuto , e tonos tuono, ) Aggiunto di quella vocale e di (palla parola che ha ¥ accento acuto. (Àq) Ossìtrema. * (Zool.) Os-sidrè-ma. Sf. F. G. Lat. oxytrema. (Da vxy’s acuto, e trema foro.) Genere di conchiglie fluviali , stabilito da lla- jineschi, analogo alle aeriti , e collocato da Blunvdle fra le pi u- rocere dello stesso Ilafìneschi facendone una sezione , ed in questa comprendendo le specie che presentati - un’ apertuia ovale, che termina iti una spinale acuta fAq.) Ossit ri pillo. * (Bot.) Os-si-lri-fildo. Sm. F. G . Lat. oxyfriphylluni. (Da oxys acuto, onde oxos acetone da triphylhii trifoglio.) Lo stesso che Ossalida. (Aq) Ostar roride. * (Bot.) Os-si-ti ò-pi-de. Sf. F. G. Lut. oxytropis. (Da oxys acuto, e trop.s carena.) Nuovo genere di piante della famiglia dAle leguminose , e della diade!fa dacandria dì TJtineo, da Vecuti- (lolle stabilito con alcune specie del genere astragaius , così denominandole dalla loro carena acuto.(Aq) Ossittero. * (Zool.) Os-sil-tc-ro. Sm. F. G. Lai. oxyptermn. (Da oxfs acuto, e pteivn ala.) Cenine d' insetti dell'ordine de’ dilteri , della famiglia de ’ pupipari ; e delle tribù de’ coriacei, stabilito da Lynch, il quale ersi denomino/li a cagione delle loro idi terminale acutamente. Latreille riunì questo genere ali’ ornitonua. (Aq) 2 — * Sottogenere di delfini , pioposto da Rafineschi , nel quale si comprendono le specie prevedute di natalo je dorsali od alette acute, come il delphinus rhiuoccros ec. (A q' Ossìdrico. * (Chim.) Os-si-ùo i-co. Sm. F. G Lat. oxyuricom. (Da oxys acuto, onde oxos aceto, e da unni orina.) Acido estratto dal- ¥ orina dell'uomo, dagli escrementi degli uccelli e dai calcoli orinari. Dicesì ancora Acido urico. (Aq) OssiURO. (Zool.) Os-si-ù-ro. Sm. F. G. Lat. oxyuris. (Da oxys acuto, e uni coda.) Nome di un genere di vermi intesimi cucitavi. Corpo rotondo , elastico , bocca orbicolare; pene vaginato. La parte posteriore del carpo assottigliata informa di filo, licnier. (Min) (IN) 2 — * Trdù d’insetti dell' ordine degl' imenotteri, della sezione dei t?- osso rebrani t della famiglisi de' pupivori , stabilita da Latreille; cosi denominali dal’ estremità del loro addome , provveduta d una specie di coda acuta , od anche d'un vero pungolo. (Aq) Ossivvero,* Os-siv-vc-ro. Vorticella comp. Lo stesso che O sì ver o e vale 0 vero. Man. Pref. Ist. Decani, p. g . Io non so certamente se piu debba essermi ascritto ad animosità degna dì biasimo, ossi vvero ad un lodevole coraggio ec. E appresso : Alla loro cognizione e memoria poteva essere riniaso, ossivvero quello ec. (IN) Ossizzacchera. (Farro.) Os-sìz-zàc-che-ra. {Sf.F.G.] Bevanda fatta d Liccio e zuccheì'o , nella guisa che ¥ essimele ; che oggi più < onitO ie * mente si dice Suzzacchera. —*, Ossisaccaro , Ossisacchero, sin. Lu ft ox^saccare ~ Cr. quello {tt. vtn.u -- , vwi» . eli’ è collerica , con ossizzacchera , e poi purgata con pillole d’a’'^* Osso, O's-so. [ueo, 68 agli arti toracici, e 66 agli ani pelvici. ° s ?\ deha testa sono : 8 pel aratro , cioè l occipitale , lo sferoide , i e , li i temporali, i due parietali, l’ etmoide, ed U frantole -, 4 ossidai lie / ¥ udito, cioè il martello , ¥ incudine, la staffa ed il leuticolarej / della f ccia ; cioè due mascellari superiori, due fugali, due gdldf ^ due nasali , due turbinali inferiori, due Ingiinrdi, il vomere e: 0 mascellare inferiore'. 3 2 denti, e 5 pezzi del fede, ossia uno > Jie e 4 laterali, f^e ossa del tronco sono: 2 4 vertebre nel sacro, f de! coccige, 2 ./ coste e tre ossi sternali. Le ossa dell'arto u sono: 2 della spalla, cioè ¥ orno piata o scapila, e la cluvicd.ii ,/ del braccio , eh’ è l'omero ; 2 dell' antibraccio , che sono V (dn (l 8 del raggio ; cioè catpo nella coscia il femore ; nella gamba 3, e sono la tibia , il peroq ^ fìbula e la rotella ; 7 dei tarso , cioè il calcagno o scafoìde , / ^ rfi g boideo ed i tre cuneiformi, 5 meta tarsici; 14 fàlangici ripartU 1 f à quelli della mano ; ‘2 sessamoidei. Nel maggior numero quf 11 s0/l o live li 50/10 pari , cioè havvene uno per ciascun lato del colpo soli impari , cioè un finenti sopra la linea media , ma formati d l metà corrispondentisi, V mio a destra e ¥ altra a sinistra ; e S{it \ 0 rf° vertebre, il sacro, i 4 coccigei, i 3 sternali, il joid'o medio o° ^ 0 . del fide , lo sfenoi.de , ¥ occipitale , il frontale % ¥ etmoide , l y oJ . n td mere , ed il mascellare inferiore. Laonde tutti gli ossi hm‘ no J simmetrica , meno lev issane irrogo 'avidi. Diz. Se. Med. ( 0 ) ,..^55 d 3 —Dicesi C-dT arco dell osso, Col mutoTo dell’ osso [° i ^ i - col' e vale Con tutto il potere. [F, Arco ,5 5 . 3 ; e F. T arco dill’osso.J Lat. l’einis velisque. Gr. Salv> G 1. 2. Pensa che E 5 mi s’ è messo attorno col midollo Dell’ oSsa ' i , / yifc» 4 — Dicesi Carne senz* osso e vale in ischerzo il Mcm !,1 '°. c he - sai , T.at. pcuis , meiilula. Gr. xwàtj. Ant . Alani, son. 17. T’ J a ^’b? s °* chi non lia qualche ducato , Non può ripor la sua carne ‘ yok 1 Burch. 2. 56 . Se le rompessi tutto quanto il dosso, giammai tu non la smuovi ; Tanto le piace la carne seii^ pfO^ 5 — Dicesi Colle ossa dure e vide In età avanzata, 1. ‘ 35 . Egli ha senza sua fatica quella lingua nella culla <-■ lV d* - apparata , che noi dagli autori il piu delle volte con T sagiosamenle appariamo. (Y) Jvet ,,ie tlti . '6 — [Col v. Avere:] Avere alcuna cosa Ulta nell’ ossa ^ jyus ;ilC desiderio ardenti simo , Esserci inclinatissimo. Aldm. 8. 6J- N ni vale a farmi contro al éV l °' CU’ amo il u, ‘ al tai* ogni sapere , ogni una possa, ino , Imporocch’ io i’ho Rito .si nell’ ossa assetato infermo. . . (ih 10 ijj. ^ — [Col v. Essere: Esser di carne e Tossa dicesi f ft ^ }ìì <,v^ r ¥ umana fragilità.] Baco. nov. ig. , cw\ malati. Quamlo 1 OSSOCROZJO arrivali all’ ultima estenuazione , e che non sono altro che pelle e ossa. Maini. 6. 24. Perdi' egli è ossa e pelle , e cosi spelilo, Ch’ii par proprio il ritratto dello stinto. 9 — Essere ili buon osso — Esser gagliardo , vollista, Ar. Far. 18. mo. Com’ella fMar fisaJ vide Astolfo e Sansonctto . . . Ciuciano «mondile grandi , e di buon osso. (B) 10 — [Col v. Lasciare:] Lasciare in checchessia le polpe e l’ossa= Fovinurcisi interamente. Foce. nov. So. 5. Li epielli vi sono stali, che la mercalanzia c ’l navilio c le polpe c Tossa lasciate v’hanno. u — Proceri. Aver Tosso del poltrone; Si dice, dell’Psscr di natili a pigro c injh pwdo. 11 — [Aver Tosso , ovvero ossa nel bellico.] Ficesi in isolierzo o in beffa, quando c'è chiesta alcuna cosa da persona che non ci paja che la menti , Ila’ tu T osso nel bellico ? beffandolo con questa condizione impossibile. Jmsc. vini. Mille volle T ho licito , or lo ridico, Che di maestro , eli’ eri , dozzinale., Tu se’or diventalo manovale ; Non so se tu f hai ossa nel bellico. 13 — La lingua non ha osso, ma fa rompere il dosso. P. Lingua ,§. 27. ,4 — Non \a inai carne senz'osso , © simili. Salviti.Viso. 2.416. Il proverbio è , che non va inai carne senz’ osso; cioè , clic non si possono inai avere le cose senza alcuno incomodo, e senza alcuna giunta di fatica. 15 — * Non v’ è né spilla nè osso E' cosa chiara e da non dubitarne , E' una cosa liscia e spianata e da non incontrare difficoltà alcuna. P. Spina. (A) 16 — Ognuno c'è per T ossa e per la pelle— Ognuno egualmente corre la sua parte del pericolo , Ognuno sta sottoposto agl’injbrlunii. Flit, stat sua cuique dies. 17 — Torre a rodere un osso duro —Pigliare a fare una cosa difficile. Lat. arduam provinciali! suscipcre. Frane. Siiceli, rim. 35 . Un osso ha’tolto a roder molto duro. Malm. 2. 53. Perchè a roder toglieva un osso duro, Mentre non lo chiappasse lesta testa.ni’ Min. uinnat. ivi-. Dicesi figuratamente clic uno ha tolto rodere 1111 osso duro per fare intendere clf egli ha che fare con un nomo che sa il conto suo , di’ è potente c difficile a superarsi. (A) 2 — (7.ool.) [Osso di balena , seppia , testuggine ec. V. Balena, Seppia Testuggine, cc ] Cinff Calo. 2. Cp. E una strana giubba aveva indosso cc., Coperta tutta d'ossi di testuggine. — * Fu dato il nome di Osso a cintola all’insieme dell’ apparecchio osseo delle pinne pettorali, de’pesci. (A. 0.) 3 — (Bot.) Osso delle frutte si dice il 1 Sorciolo. (V. Nocciolo.) Lat.. nucìcus, pillameli. Gr. x.ixvfycs , AiVer/xn. aliati, A/ir. 7. Seminasi fil gengiocoj colle sue ossa, cioè noccioli. Ferii, rim. 1. 21. Oh frutta sopra all’ altre egregia, detta, Utile dalla scorza inlìiio all'osso , L’ alma e la carne tua sia benedetta ! /j _ * (Al'. Mcs.) Ossatura. Forgh. Fip. Solevan gli antichi nel voler fare ec. ornamenti di stucchi , far Tossa di sotto di muraglia , die sia o di mattoni cotti o di tufi. Palar. Vit. Di questi murando facciali Tosso di sotto , dando loro o forma di cornice o di figure o di quello die far volevano. E altrove : Si fa sopra Tossa la prima bozza di stucco ruvido ec.acciòvi si possa metter sopra la pinsotlile.(À) 3 — [Sotto questo nome si comprendono ancora le corna di bue, e simili di cui si formano pettini , bottoni . ec ] Ftint. Par. 15 . 110. Bellincion Beiti vid’io andar cinto Di cuojo e d’osso. Ussocrozio. (r ari 11.) Os-so-crù-zi-o. [eS/n. / • cl. Lo stesso che Ossicro- zio. F. ] (Dal lat. os osso , e da cretum part. di cresco io cresco.) Furch. 1. 16. E i muggini armavan le bertesche, Vrggendo le ci- 1 aje slare in ozio, Ghiribizzando funghi c ossocrozio Cogli scoppietti delle fave fresche. Ossola. * (Geog.) OVso-la. Provincia degli Stati Sardi nella elivisione di Novara. (G) Ossolati. * (Chiin.) Os-so-là-ti. Sm.pl. V. G. L.al. oxolata. (Da oxalis acetosella.) Sali provenienti dall’ acido ossalico combinalo colle basi salificabili. (Aq Ossoleto , Os-so-lé-lo. Adi. m. V. L. Antiquato, Disusato. P. Lat. obsohtus. Gimm. Idea lett. ». g. Ferg. (Min) Ossokoba. ’ (Geog.) Os-so-nò-ba. Città della Spagna, nella Lusitania; ora Farò. (G) Ossopietiìa. (Olir.) Os-so-pic-fra. Sf. Specie di calcola generato nel capo dell’ animale. Pallisti. Avveri, poi. n 3 g. Ferg. (Min) Ossoso, Os-sii-so. Add. [in. Che ha ossa.] LmI. osshoshs. Lab. Muse. Perchè il luogo ossoso suole fìstolare.»(^/a v. Fistolare si legge in e non il.) (N) Ossuario , Os-su-à-ri o. S/n. F. L. Luogo o Ripostiglio destinato a i tfrvrvì. gli ossami. Lo stesso che Ossario. F . (A) Us.dka. * (Geog.) Os-sù-na. Lo stesso che Osuna. F. (G) 9 ^ Gsscto , ,Os-sù-to. Add. m. Che ha ossa. Lat. ossuosus, Or.: o trrttvov, Red. Fip. 1 .5^.Kon iìeicliè siano pat ti velenose, ma ne» che sono ossute, a — [Prendesi anche per Ossoso.] Fornito di grandi ossa. Cani. Cam. 35. Bisogna clic chi la questo mesti* ro, Sia ben fallo e ossuto.»ZJ/oc/. Ceti. 4g, iA. Issacàr è un asino ossuto, clic giace Ira due sbarre.(1 \) Osta , O'-sla. [Sf. di Oslo.] F- A.F. e di Ostessa, frane. Rari. 2Ù1. 23 . Se truoyi l* osta lxlla , Fingi di non vedclla. Osta.* (Geog.) Antica città dell indie di qua del Gange. (G) Gstaccioj 0-stàc-cio. òm.pegg. di Oste, detto per disprezzo.Ner.Sam. 2. 26. Qua bisogna venir con le man piene, Gli disse, Ostacelo furbo , impertinente : Con chi pensi trattar? ec. (A) (B) Ostacolo , 0-stà co lo. {S/n.'] Opposizione , Impedimento} [che dicesi anche Intoppo, ia/paccio, Inibii! azzo, Difìicoìtà, Contrarietà, Inciampo, Ritegno. L 1 (Maculo è grave , leggiero, nuovo, improvviso , duro , difìiciie , insuperabile ec. Dicesi Mettere, Frammettere, Frapporre, Contrappone, Interporre ostacoli,ec.—, Ostacolo, 5Ùi.] (/^..OiliicoUà.) iati. obstàculum. Gr. y.wXvixu.Mor.S.Greg. Cu lo non è altro, se non rimuover da noi , quanto è possibile, l’ostacolo , ovvero impaccio, OSTAR)! GgJ della nostra corruzione. Amet . /p. Mi mostrò ec. quali (arbori) io dovessi da Euro, e quali da Borea o da Austro guardare , e quali al soave Zeffiro, snnza .alcuno ostacolo, conceder e.Cavalc.Fruttd/ng. Il ! umore della mente c ostacolo di verità. Sagg. nat. esp. 2Sfi. O per la globosità della terra fra essi , o per ,1’ interposizione di monti , o alil i simili ostacoli , non si possono scambievolmente vedere. « Ner. Saia. 6.8. Che a far le bricconate è gran miracolo, Se mai si trova fra i compagni ostacolo. (B) 1 — *. Fare ostacolo “ Ostare. F. §. 2 e F. Ostare. (N) 2 — * (Milit.) Nella milizia questa voce assume significalo propiziò e vale Impedimento di cosa naturale od artefatta , che si frapponga ed interrompa il cammino e le mosse d’ una soldatesca , a un esercito. Senv. l'ior. Cacciati ( gli Spaglinoli J d’in sulla ripa del fiume, si sono ritirati indietro forse un miglio , c quivi con nuove tagliate, $ bastioni hanno fatto di nuovo ostacolo «'Francesi. D’Antonii. Si considerano per ostacolo tulli quegli impedimenti inanimati-che l’inimico dee superare per introdursi nel sito forte. Questi ostacoli sono naturali o artefatti. Fra gli ostacoli naturali si contano i laghi, i fiumi , le paludi , le altezze inaccessibili , le balze , i burroni, c i precipizi! , c si comprendono negli ostacoli artcfalti i terrapieni pie muraglie , i parapetti , i fossi e gli steccati , coi quali si chiude e si munisce un silo che si vuole rendere forte. (Gì) Ostaculo, * 0-stà-cu-lo. Sm. V. A . F. e di Ostacolo. Fit. S. Gir. 38 . La bugia è un ostaculo della verità/ (Y) Ostato.* (Geog.) O-stà-fo.Lflt.Ostaplios.^/nt/crt città della Tracia.(G) Ostaggio, O-stàg-gio. [tSm.] Quella persona che si dà {da uno Stato] in potere di un’altra , per sicurtà delUosseivanza del convenuto. Dicasi anche Statico. Lat. obses. Gr. o/impot. (Dal celi, brett. osttrich, che vale il medesimo, e che viene, secondo il Bntlet, da! ceB. slag vincolo , legame. Secondo altri ,• deriva sia dal supposto ìat. bari). qlmdagium proveniente da obses ostaggio, sia da hospitaginm prodotto da hospes ospite , sia da hnslis inimico. A taluno potrebbe sembrare una sincope di oste-gaggio pegno dell'esercito. In frane. ot>igc y in il- H»\ taoci) I.iv. Dee. 5. E Taltra guardò sua fede, perchè li Romani renderono l’ostaggio. Serri. Stor. 1. i 3 . Dubilaudo che il lungo indugio non apportasse qualche incomodo a gli ostaggi portoghesi. oNer". Sani. 12. 85 . Prigioni e ostaggi alle lor case vanno, E male in gambe tornano al paese , Col viso asciutto, e poco lieti in vista , Quei eh’tran nelle piazze di conquista. (B) 2 — [Dare ostaggio o per ostaggio ~ Consegnar persona in sìcui'ezza ed in cautela. F. Dare ostaggio, 1.] Tae.Dav.ann. 1. 16. Rendesse alle legioni il loro allievo, nè si desse per ostaggio a’Galli. 2 —* E per simil. F . Dare ostaggio , $. 2. (A) OsTAGit a.* (Chir.) 0-slà-gra, Sf. F. Q. Lat. ostagra. (Da osteon osso, e agra presa.) Mollette acconce ad afferrare ed estrarre le ossa. Ostale, O-sià-ìe. [Sm.] sinc. d' Ospitale [nel signf. di 0-ipìzio, / . A.] Fit. Plut. Io non dico questo per dare ad intendere che Timo- leo facesse male per questo, che gli fu dato buono ostale .Porgli Fesc. F/or. /jcj2. Tutte avevano accanto una casa che serviva per albergo e trattenimento de’forestieri, o vogliam dire ec. ospiti, clic osti ancora, dissero i primi Romani; onde'pigliarono poi queste case appresso di noi il nome d’ospitali , e talune d’ostali. Osta vi a,* (Geog.) 0-slà-ma. Antica città dell’Arabia Felice. (G) Ostane , * 0-sìà-ne. N. pr. ni. Lat. Ostanes , Osthanes, Hostanes. (Benedico , dal pers. fslyna conferimento di bencfìcii .)—Capo de' Magi , che seguì Serse in Grecia.—Altro capo de 7 Magi, cortigiano di Alessandro. (B) (Mit) Ostante , O-stàn-te. Pan. di Ostare. Che osta. Lat.. obstans. Gr. àv^i- aTZfFsvGS. » Darti.Par. 3 >. Che la luce divina è penetrante Per Puniverso, secondo eh’è degno, Si che nulla le puole essere ostante. (B) 2 t— Per lo più usasi assolutala, posto e colla negativa avanti. F .INon ostante. Coni. Info. Fece legge, che ciascuno potesse torre per moglie, e per marito al suo piacimento, non ostante alcuno grado di parentado. 3 — [E non solamente con voce del meno ma con quella del più , nel quale caso può anche accordarsi col genere del nome che il .segue.] fìocc.g. d. f Aj. Non ostanti quelle che volontariamente avean dette più di loro, comandò a Panfilo che una ne dovesse cantare. M* F. 6. 1. Eglino al conlinovo aspettano il cadimento del tiranno , e lievemente si.dispongono e accordano alla loro distruzione, non ostante le sopraddette cose. 4 — Ed accordato col 28 e col 3 ° caso. F. Non ostante, §§. 1-e 2.(V)(lN) ò — Con la particella . Glie in fine è avverbio , e vale lo stesso che Quantunque , Benché. Lat. quamvis , licct. Gr. *.%» ? xxiroi. / • Non ostante che. Rocc. nov. 24. 5. E dopo inolio gli venne pensalo un modo da dover potere-esser colla donna in casa sua s»itua sospe - lo, non ostante che fra Puccio in casa fosse. Lab. 02. INon optante che tenebroso fosse il luogo, là dive io era. a _ Dicesi anche in modo avveri>. Ciò non ostante, Noli ostante ciò e valgono Non pertanto,Nondimeno ovvero A mal grado di , e simili. Segue?'. Mann. Seti. 1/}. 2. Gli avrebbe, ciò non ostante , veracissimamente tirali (gli uomini ) a sè. E Nov. i 5 . 5. Dimostra la necessità ch’egli ba , non ostante ciò , di cooperare._(V) (N) OsTAF calcitnwe ec. Dicesi Ostare arditamente, a fronte scoperta, col!‘armi in mano ec.] Lat. obslure. Gr. à^iTrairFai. Amet. 1)8. La caligine ostando ailo’ntdletto. Bui Purg. 27. 1. Se non osta a’ principe > Io rimedio viene poi tardi. Stor.Eur. 4. 12. Non confidando di potere ostare colla forza , cercò nuovamente accordo. Lor. Med. rim 76. Chi pnotc ostare alle costanti ruote, E pregando piegar l’empie so- rore , O bagnando di lagrime le gote? E Com. -i 49 ‘ la destra ha più dignità o forza , è piuttosto per consuetudine , che per natura , nè debbe 1’ uso ostare ec. 6g6 OSTASO OsMW.' (Mit,) Q-stà-so. Uno de figliuoli del Cielo e dello Ten-a.(Mit) Ostatici), * O-stà-ti-co. Sm. Statico. ( In lat. barb. hostaticus che alcuni ricavano da /tosti traditile dato all’inimico. V. ostaggio.) Far. E top, ip6. Ma 6e tu mi vuoi sicurare de’fatti tuoi f parìa il lupo al pastorej , prendi il cane e dammelo per estatico di questa lidanza. Betrtb. star. 1 ì. lOp. Del sellato in Germania mandassero per ostatici». E 12.IJ2. Molti di quelli Cittadini per ostatici» a Melano tratti C condotti. (V) Ostativo, (Log.) O-sta-ti-vo. Adii, m. Che osta , Impeditivo. (Al Ostatore, O-sta-ló re. [Cerò. m. di Ostare.] Che osta.Fr.Giord.Pred. li. Lo abate fu grande- ostatone alla sua pretensione. E appresso : In grande odio lo prese , per essergli ostatore. Lih. cur. malati. 11 medico prudentemente sia ostatole a tanti medicamenti. E appresso: Non lo vorrebbono ostatore , ma bensì promotore. Oste , O'-stc. [ Add. e sm. l'eut. Ostessa, e anticamente Osta e Osto.l Quegli che dà bere e mangiale, e alberga nitriti per danari, [dnticam. Osto.]/.at.caupo, Gr. x«RV,06.(Dal celi, brclt. osi, in gali, ostati-, in illir. gostewb, in ing]./mAt,iu frane, /tòte oste. Altri da oste in senso di ospite : ed altri da hostis clic in lat. valse pellegrino, ed in ant. brett. ospite. Osserva arvri il Dati , trovarsi in Giulio Finnico ho- spiles per tavernai.) Bocc, noe. 7. è. Volendo il suo oste esser pagato , primieramente gli diede 1 ’ una. E noe. 8/p 6. Volendo , per andarsene , 1’ oste pagare, non si trovò danajo. Lor. Med. cunz. /fi. 4 - Io farei l’oste godere ,‘ Quando noi fossimo insieme. ’ — E amicamente nel fem. iYoy. ant. 7#. Io bo mangiato; ser- berolla, e damila all’oste mia. (V) 3 — Provert. Dimandare all’oste s' egli ha buon imo—Comandar cosa che tu sappi dì ceno che 'l domandato risponderà a favor suo, quantunque e' non sia per dir vero, i urch. Éreol. ìOd. Avevano ra !!1 tv 01 ! 0 / f\, ( ' u, ' sh> « < IU dimandar l’oste,’scegli ìia buon vmo. Dar tede all ostem Dare ad intendere. Car. lett. ined. 1.128. (NI 4 — Far —.... —■-~*(y ' Osteitide.* (Chir.) O-ste-ì-ti-dc. Sf. F. G. Lat. osteitis. ( Da oste* 1 osso.) Infiammazione delle ossa. (Aq) . Ostellacgio, O-stel-làg-gio. [S/u. F.A.F. e di] Alloggiamento, OdD^ ' Lat. diversorium, castrum. Gr. (Da oste in senso di camf ,l ’ tl * F. F. 11. 88. In sul levare del campo i guastatori pisani arsone» t ' i casamenti che per loro ostelkiggi avicno riserbati. M. F . * 0 ' ^ Cavalcando il paese , e riduccndosi all ostellaggio senza costo , (Cosi paì'e che si legga nel ms. Ricci, e così si l e g§£ anche 1,1 tri mss., sebbene lo stampato forse per enxrre ha ostenagion.) jp Ostellano, O-stellà-no. [Add. e sm. F. A . Ora dicesi ] ,° Ste ,Abu» bergatoie. Lat. caupo. Gr. F. 1 . 56 . E per gli ostilo» si poteva rispondere , non che a dare il pane, il vino da, ma di prendere i danari. , ia b ur dell' osta lo o Colui che ne tiene la cura.] Lat. caupona. Gr. Xsìov. (V. oste. In frane, hotetter , in isp. hostalevo , in gali. ^ t>J oste.) M F. 1. 66. Lasciarono i danari do’loro scotti sopra le ioli era de’viandanti chi gli togliesse, i gli togliesse.» ( Scrìsse , prima del * ^ c loro viaggio seguendo, e non che venia dell’ostellicre chi F. Maestro sm. § 7 Dicesi In 1 prenderli. E con P* diano , l'Oste , non l ^ TI ridi ' 0116 _, , >M> „_ ... Jroja qsasi sconiitto, Osteimerb, Ò-sb l-liè-rc. [V/n.] Ostello, Osterìa-, io piuttosto l’ te, <■ passarono iu Valliamo per seguitare i Pisani.(Gr) I egez.3t. Molte volto quadrata e molte volte a tre canti, e molte volte quasi ritonda secondo la qualilà del luogo e ia necessitadc richiede , l’oste ne’campi c da fare. E 3 s- Ove s’ha maggior paura de’nemici , allotta di le- giUima fossa si dee l’oste attorniare. (Pr) 4 — Armata dì mare. G. E.p.8 2 E le galee per mare alla marina facendo grandissimo danno di tutte le biade che erano alle piagge- Poi ritornò con la detta oste per la via di Ccriglione a Palermo. (V)(jK cosi in più luoghi di esso cap. ove paria della spedizione di re Bobe/In contro la Sicilia.) (P) — * Ai disse anticamente Fatto cP oste per L'atto d'arme. M. Polo. Perocché gli uomini non sanno fare altro che cacciare c uccellare e fatti d'oste. (Gr) ** * Bu detto Prefetto d ini n ri;A T\in rpvtr. «a stcogenia. F. (Dal lat. osteon osso , c genesis generazione.) (A. .0 ) o- come c chiave. Coni. Purg. 6. Qui esclama contra li abitatori in Italia , e toglie lo luogo per lo locato , e dice come elio è ostello, cioè casa di dolore. Lab. i5i. D’nna essenzia quinta fu formata a dovere es* sere abitacolo c ostello del figliuolo d'iddio. Osi e lo , * 0-st.è-lo. S/n. Stelo , Gambo delle pianticelle. Poliz, Stanz. lìb. 1. f Accogli all’ombra del tuo santo ostelo La voce umil ec. ha lo stampato , ma facilmente si comprende che per co sion de* copisti fu guasta la vera lettera , cioè Santo stelo ) (P) Ostemhasi. * (Cliir.) O-stem-pì-a-si. Sf F. G. Lat. ostempyesis. (Da osteon osso , en entro , c pyon pus.) Suppurazione dell’ osso. (Aq) Ostenda. * (Grog.) 0-stèn-da. Citta de’ Paesi Lassi nella Fiandra occidentale. (G) Osi endere , O-stèn-de-rc. Alt. anom. F. L. e A. F. e di' Mostrare. Guitt. lett. iy. dy. Ostendé propio quello, XJndc luì danna vertatc.(V) Ostensibile , O-sten-sì-bi-lc. Add. coni. Che puh farsi vedere , Dimo~ strabile.Magai. Lett .Voi siete in certe y cose miracoloso! Questo è la seconda di cambio in poche settimane , avendomi voi mandato il capitolo ostensibile cc. senza mettervi sopra la data che tanto serve per fai gli la spia. (A) Magai. Lett. Fani. 1.42. K avvertite di scriver la lettera , che sia ostensibile. -E 54 • Mi farai ben servizio ec. a seri- vermi in un capitolo ostensibile. (N) -Ostensione, O-sten-si-ó-nc. Sf. Dimostramento , Dimostrazione.Lat. stinsio. Coccà. Disc. Tose. 1. i65:Lo stabilire una società questa vostra,che con generosa accoglienza ammetterà allo spettacolo deite sue estensioni ogni dilettante del vero. (A) (N) Ostensivo , O-stfcn-si'Vo. Add. in. Che sì puh mostrare. Cavale.Espos. Simb. 2 . 228. È detto : Cristo regnò per due modi, cioè ostensivo e direttivo; ostensivo in ciò, che in lui ci diè Dio certo segno edef- ficace argomento della sua carità. (V) Oj»TENS0RE , O-sten-su-re. Add. e sm. Che ostende , Esibitore. Macchina. Lett. ined. part. 1. pag. 102. E’sarà ostensore di queste nostre ec. (Min) Ostensorio. (Feci.) O-sten-sò-ri-o. Sm. Arredo sacro, ’con cui si fa Ve- sposizione del Santissimo Sacramento. Dicesi Raggiera , Ciambella , Scatola, Cristalli, Lunetta dell’ostensorio, Nuvola, Nodo, Vasetto,Pianta o Piede dell’ostensorio ec, Jìald. Dee .Delle preziose gioje ec. egli ne ha ordinato un bellissimo ostensorio delSantissimoSagramento.(À)(N) Ostentamento , O-sten-la-mén-to. [6’m. Lo stesso che Ostentazione. F.] Lat. ostentatio. Gr. iirtSuti?. Lib. Dicer. Passeggiava nel foro con super bo ostentamento di sua persona. Ostentante,* O-sten-tàn-te. Part. di Ostentare. Che ostenta. F. di reg.{ 0) Ostentare, O-sten-tà-rc. [Alt.] Mostrare con ostentazione.[Far pompai Mettere in mostra. Dicesi Ostentare ambiziosamente, vanamente, affettatamente. ridi volmeute, in pubblico, ec. ]( F.Ai\vttarc.)Lat. ostentare. Gr.àXot^QvivvrScu , •xpoQa.lvuv. Fr.Giord. Pred. R. Ostentano ogni lor menoma penilenziuccia , ed ogni atto di bene. SaLnn. Disc. 1. 4. Interrogati d’alte materie, chiedevan tempo; c quel eh’e 1 conoscevano di non sapere , non ostentavano. Ostentatore, O-stcn-ta-tó-ve. [Ferì. m. di Ostentare. Che ostenta. Altrimenti] Fantatoi'e , Millantatore. Lat. ostcntator , jaefator. Gr. «- XctZ'ùv i Hop-vcccer-r,*. Agn. Pund. 65. Sempre.sono più i viziosi assentatovi, ostentatori e i maligni in casa de’signori, c‘, e i buoni Buon. Fier. 3. 4. g. Ostentatore Altri di gran sostanze, se la crede Tirare aU’esca. E 5. 3. 8. Ostentator ciascun per sè far mostra D’aver parte nel pubblico consiglio. E 5. 4 • 3- lnarcator di ciglia , e di stupore Ostentator , scorgendomi sorrise. O .TENTAToino , O-stcìi-ta-lò-ri-o. Add. m. Appartenente a ostentazione. Panig. Dcmetr. Fai. JBcrg. (Min) Ostentatele , O-stcn-ta-tiì-cc. Frrb. f di Ostentare. Panig. Demetr. Fai ., Tesaur. FU. Mor. 7. 3., Olìv. Pai. Ap . Pred. tentazioni tenibili. (Gr) Ostento 5 O-stén-to. Sm. Pi'odìgio , Portento, Mostro. Lat. ostentimi. Cr. ripa*. Farcii. Lez. 31oslr. , Del Bosso Svet. 18. Berg . (Min) Osteocàrpo. * (Boi.) O-stc-o-càr-po. Sm. F . G. Lat. osteocarpon. (Da osteon osso , e carpos frutto.) Nome generico di piante della stage- nesia poligamia necessaria di Linneo , pioposlo da Plukenet invece dW/’osteopermum dì Linneo,pendi è lafruUijicazionedi questo non è un seme , ma bensì un achena , ossia un seme rivestito dal pericarpio di sostanza&ssea. (Aq) Gkteocele- * (Clnr.) 0-stc-o-cc-le. Sost. coni. F. G. Lat. osfeocelc. (Da osteon osso , e cele tumore.) Tumore duro diviso jyer entro da chiusure cartilaginose ed ossee , te quali ossificandosi formano come succhi ernarii. —, Ostconeo , Osleolimo , Osleonzia , sin. (Aq) °steocla^i.* (Chir.) O-ste-o-clà-su Sf, F.G.f^at. aslcociasis. (Da osteon o.sso , e clasis rottura.) Fratluixi 'cnmnumiliva di un osso. (Aq) Usteocolla. * (Bot.) O-stc-o-cùl'la. Sf. F- G. Lat. osteoeolìon. (Da osteon osso , c colla colla.) Nome dato da Dalccharnp alt ephedra distachya , desunto dalla supposta sua proprietà di consolidare le ossa curante. (Aq) J* — (Min.) Pietra di fissa tessitura, di color bianco, a figura d'osso.(k) '^’T'eocoro. (Chir.) 0-sU-ò-co-po. Add. ni. F.G. Lat. ostoocopus. (Da Osteogenia.* (Fisioi.) O-sfe-o-gc-nì-a. Sf. F.G. Lat. osteogenia. (Da 0- stean osso, e genea generazione. ) Formazione o Genesi■ delle ossa , Sviluppo delle ossa. —, Osteogenesi, Osteogenesia , Osteogonia » sài. (A.0.)(0)(N) Osteografia. 1 * - (Med ) O-stc-o-gra-fi-a. Sf. F. G. Lat. osteographia (Da osteon osso , e graphe descrizione.) Descrizione delle ossa. (Aq) 2 — Quella parte dell'osteologia la quale tratta de’ cambiamenti che avvengono alte ossa . (A) Osteolito. (St. Nat ) O ste-o-ì'i-to.Sm. F.G.Lat. ostcolithes. (Da osteon osso , e lithos pietra ) Così vengono dette le pietrificazioni ossee , molte delle quali appartengono ad animali ai cui si è perduta ’ki specie. (Aq) Osteologia. (Med.) 0-ste-odo-gi-a. Sf F. G. Lat. osteologia. ( Da o- steon osso, e logos discorso.) Quella parte dell' anatomia , che trulla dell ’ ossa del corpo umano. (A) Osteomàlacia.* (Chir.) O-ste-o-ma-la-cì-a. Sf. F. G. Lat. ostcomalacia. (Da osteon osso, e incacia mollezza.) Rammollimento de tessali ossei, Affezione caratteristica del rachitismo. — , Osteomalachia, Osteoma- sia , sin. (O) ; Osteomela. * (Bot.) O-ste-o-mè-la. Sf. F. G . Lat. ost«om^.les. (Da o- steon osso, e melon pomo) Genere di piante della famiglia delle rosacee , della sezione delle pomacee , e della icosandria pentaginia di Linneo , stabilito da Lindlej -, il cui frutto è una mela cheinvolgc ciliegie uocciuoli ossei monospermi. JI a per tipo il pyrus anthyiUdifolia.(Aq) Osteonco.* (Chir.) O-ste-ón-co. Sm. F. G. Lat. osteoncns. (Da esterni osso, e oncos tumore.) Lo stesso che Osleocelo. F. (Aq) Osteonecrosi.* (Cbir.) 0-ste-o-nè-rro*si. Sf. F. G. Lat. ostéonecrosi?. (Da osteon osso , e nccros morto. ) Mortificazione delle ossa. (Aq) Osteon usi, * (Med.) 0-ste-o-nù-si. Sf. F. G. Lat. osteonusi. ( Da steon osso, c nasos jon. per nosos malattia.) Malattia delle o.?su';(Aq) Osteonzia* (Chir.) O-stc-on-zi-a. Sf. F.G.LaL osteontia. (Da ostami osso, e oncos tumore.) Lo stesso che Osteocele. F. (0) Osteopf.ra. * (Zool.) 0-ste-o-pè-ra. Sf. F. G.Lat. usteopera (Da osteon osso , c pera sacco.) Genere di mammiferi, proposto dallorlan nella Fauna Americana, stabilito sopra il cranio di un rosicante jiifopn* che presenta una specie di sacco ,, ritrovato nello stato fossile. Ma avendo Desmarels dimostralo essere quello il cranio del cadogen^ fuhns di CuVier anche dell' ordine de’ rosicehiatori , questo genere verrà soppresso. (Aq) (N) . ^^ r . • m Osteoporosi. * (Cliir.) O-sU-o-pd-ro-sj..# V. G. T.at. osteoporpsi». (Da osteon osso, e voros meato.) Degenerazione particolare dell osso in cui la sostanza diventa spugnosa , porosa , fingile e fruibile. Osteopsatirosi. * (Chir.) O'Slc-u psa-ti-i'O-si. Sf F. G. Lat. osteopsa- thyrosis. (Da osteon osso, c psathyros frangibile.) Fragilità utoruosa delle ossa. (Aq) , OsteosArcoma. (Chir.) O-ste-o-sàr-co-ma. S/n. F. G. Lo stesso che c - sleòsarcosi. F. (Min) (N) _ . • Osteos.vrco S 1 . (Chi.-.) O-ste-o-sàr-co-si. Sf. r. O Lai. * osteon osso e sarx. sarcos carne.) Maialila delle ossa, die consiste ni un gran moUificamento , onde la loro sostanza preiute la consistenza delti carne, da che prese il nome. Ma in verna e«c , *| Pari che anelli di Carnificazione ossea, Rammollimento dogli ,k»i w. U insomma d cancro della sostanza ossea , risultante da cella flem- Zsd Tiil o meno antica o profila del tessalo che ne divenne la K* 6, Aat -/ OS,cn t' (Da OMUton osso.) Liees/fa connessione delle ossa fiuta mediarne la sostanza ossea m- termedia Tale è la cavità deV acetabolo., che riceve in se fosso di femore , la quale è formala da tutte e tre le porzioni delle ossa in- Osteosi'ermo.* (Bot.) O-ste-o-spèr-mo. Sm. V. G. Lat. osteosperintmi. rDu osteon osso , e sperma seme.) Genere di piante esotiche a fiori )■ imposti, delta singe,lesta necessaria, e delta famiglia delle il cui fratto consiste in parecchi semi nudi ossei e mtoiuti.fAq) Osteos’teatom*. * (Chir.) O-stu-o-ste-a-lD-iuu. Sm. f. G. L"t. osleo- stcaloina. (Da osteon osso , c da stuitloum (Muore «Uipow». ; „*• 6 9 8 OSTEOSTOMI iterazione del tessuto osseo in una sostanza che ha l' apparenza del ses;o. (A. O.) Osteostomi. * (Zool.) Oste-ò-sto-mi. Sm. pi. V. G. Lai. ostcostomi. (Da osteon osso , e stoma bocca.) Nome di una famìglia di pesci del sottordine desili olomlranchi toracici , stabilito da Dumeril; cosi denominati perchè, fra gli altri caratteri, sono notevoli per bocca munita di 'masce.lle interamente ossee. (Àq) Osteotilo.* (Chir.) O-ste-ò-ti-io. Sm, F.G. Lat. ostcotylus. (Da osteon osso , e tylos callo.) Callo d un osso rotto. (Aq) Osteotomia. (Anat.) O-ste-o-to-mì-a. Sf V* G . Lat. oslcotomia. (Da osteo osso , c tome taglio.) Quella parte dell' anatomia , che tratta dell' incisione dell’ ossa. (A) Osteozoarii. * (Zool.) 0 sle-o-zo-à-i'i-i. Sm. pi. F. G. Lat. osteozoa- - rii. (Da osteon osso , e zoon animale.) Nome dato da Blainville alla serie di animali provveduti di scheletro osseo : comprende gli animali vertebrati degli altri autori. ('Dj) Oster. * (Mit. Scand. ) O'-ster. Dio della luna a cui ojferivansi sacri - fi zìi nel mese d aprile. (Mit) 2__ * (Gcog.) Città e riviera della Russia europea. (G) Osterburgo.* (Gcog.) O-stcr-biir-go. Città degli Stati Prussiani nella Sassonia. (G) Osteria , 0 -stcri-a. [Sf.] Lungo dove sì mangia e alloggia con pagamento. {F. Bettola.) Lat. caupona. Gr.x.ot'xr.xììcv. (In cclt. gali, osta, in ant. brett. o sUillert c hoslel, in frane, hotel e hótellcrie, in isp. hostal , espressione poco usata , o hosteria , in iliir. goslinica. V. oste.)Fit. pi ut. E se non v* avea alcuno amico de’ suoi parenti, essi andavano all’ osteria. M.F.10 6y .Tulli d* un volere presono Tarme, c corsono all’ osteria, dove erano Ì cavalieri de Pisani. 2 — Dicesi Osteria a mal tempo, Un* osteria povera e malagiata , e da non vi capitai'e se non per paura e pretta necessità. 3 .— Osterie de’cani, in modo basso , chiamatisi le Pozze. Malm.3.3. Era in que’ tempi là , quando i geloni Tornano a chiuder T osterie decani. 4 —* Fare osterìa, T osteria*, Tenere T osteria^=Z?a7’ mangiare e bere a prezzo. F. Fare osteria. (A) 5 —* Levare uuo dn\Vostti'ia=zCondurloalla sua casa per alloggiarlo. F* Levare, 5 * 1 $- (A) 6 —* Tenere osteria; lo stesso che Fare osteria. /^".Tenere Posteria. (A) 7 — * Poveri. Chi non vuole osteria levi la frasca = Chi non vuole una cosa tolga l'occasione, F. Frasca, §. 10. (N) Osterlanma. * (Gcog.) O-ster-làn-di-a. Sf. Antico paese dell’ Alemagna nella Sassonia orientale. Detta anche AItcnburgo. V. (G) Osterode. * (Geog.) O-ste-rò-de. Città del Regno d Anno ver. — della Prussia orientale. (G) Ostessa, O slés-sa. [Add. e sf .] Albergatrice, ed anche la Moglie dell'oste . [Anticamente Osta.] (In celi. gali, ostag ■> in fr. hòlcsse , in iliir. qostmica. V. oste. ) Fir. As. S. Mene andai a una ostessa chiamata Megera- Dav. Scism. 35 . Fu ec. sì libidinoso, che tornando di Germania, rubò una ostessa, c mcnavalasi dietro cosi Arcivescovo. Lor. Med. canz. 18. 4- che buon brodo fan le fave lesse , Che mi pignatlo condisco» T ostesse ! Ostetricante. (Chir.) O-stc-tri-càn-te. Add. e sm. Colui che esercita l’arte ostetricia. —, Ostetrico , sin. Lat. partus adjutor. (B) Ostetricare. * (Chir.) O-ste-tri-cà-re. Att. e n. ass. Praticare V ostetricia. Lai. obstetricare , obstetricari. Or. fA.atoofjt.ut. (A. 0 .) Ostetrice , O-slc-tii-ce. [Add. e sf. Colei che ajuta una donna nel parto e lo raccoglie. Detta anche Ricoglitricc , Mammana , ] Levati ice. Lat. obstelrix. Gr. fiala., yit. SS. Pad. 2 . 26*3. Scrvilla e a- ji.trilla , come ostetrice e balia, nella ncccssifade del parto. Ostetrice ditf. da Levatrice , Mammana , Comadre , Ricoglitricc, Madrina , Balia. Levatrice c quella donna che senza studio c per una semplice materiale pratica si presta a raccogliere i parti delle femmine: cd Ostetrice è Colei che il fa con istudio c con cognizione di causa. Raccoglitrice eh’ è vocabolo generale , suolsi particolarmente adoperare per Levatrice : e Mammana , che anticamente usatasi ancora per Nutrice e per Educatrice , (bersi altresì in luogo di Ostetrice : Madrina e Comadre o Comare valgono Donna che tiene altrui a battesimo o a cresima; ma Madrina fu usata da qualche aulico per Levatrice od Ostetrice; ed in alcune province d’Italia dicesi Comare la Levatrice : il che non è da imitare. Balia non ha altro significato che quello di Femmina clic allatta i bambini altrui. Ostetricia. (Chir.) O-ste-lri-ci-a. Sf. E' quella palle della chinirgia , che insegna a soccorrere le donne pai loricati , ed a fa> ih tare il nascimento del feto. Talvolta s' adopra. come aggettivò, e dtccsi Arte ostetricia, f.at. obstetiicia. (Diz. Chir.) (A. Ò.) 0 .vtet&hìio. (Chir.) O-sle-trì-cbo./fcù/.m. Appartenente a ostetrico.Mazz. Dif Dani. 3. 7 3. Berg. (Min) Ostetrico.* (Chir.) 0 -stè-tri co. Add. e sin. Lo stesso che Ostctricante. r- (0) (N) Ostfrisià. * (Geog.) Ost frì-si-a. Sf Nome della Frisia orientale. (G) Ostia , O-sti-a. [Sf. y. L. j Quel che. s'offerisce a Dio in sacrificio. [Dicèsi miche in questo senso A ittiina, Sagritìcio, Olla ta, 0 bbiaziòue re. IJ Ostia è cara , accetta , pura , sanguinosa ec.] Lat bestia, Gr.'ùvtràz. Pass . 104. Come si facea per lo sagrifìrio c per T cibila deli’ost a per lo peccato , che era uno determinato sagrifìcio per la legge, che si dovea fare per colui che avea peccato. Fr. Jac. T. 6. 3< r . 8.Con ir 0 C ° rior ostia viyenlc 5 Santa e soave , s’ offre a Dio"piacente j.all alma riposata al suo cospetto.^ *$egner. Miser. Quel’e ostie legali, da cui fu figurata la immolazione'di Cristo sopra l'altare. (A) Car. Lneid. 2. Ei a-Laocoonte a sorte eletto Sacerdote a Nettuno, c quel di stesso Gli facea di un gran toro ostia solenne. (Br) 2 (Eccl.) Y u °t pane che si consacra alla messa. Pass. i3j. Oliando venne per dire le parole della conscerazione sopra l’ostia c sopra il ■ calice, uinanzietìc le profferisse , la colomba bianca venne in suii’al- OSTILE tare con tre ostie in bocca. G . F* 6. 77. 1. Apparve in sulla mano al prete , alla vista delle genti, in luogo dell’ostia sacra uno piccolo fanciullo molto bello e grazioso. Coll. SS. Pad. Sempre , quando Y abbate Panuzio offeriva le spirituali ostie , questi si stette a servir nell’ uficio di prima. 3 — (Ai*. Mes.) Ostia si dice la Pasta ridotta in sottilissima falda p er uso di sigillar le lettere , e si fa di varii colorì. 2 — * Cosi chiamasi ancora Quella destinata a coprire il nuvf dorlato o simili , la quale preparasi come le ahi'e , ma lo stampo t* f intaglialo con linee rette che incrociatisi e formano piccoli quadriiti* Tedi ostie sono sottili e d' ordinario bianche. (D. T.) . Ostia. * (Geog.) Antica città de' Romani sul mare presso una foce Tevere , oggi borgo della Comarea di Roma. (G) Osti acuì , * (Geog.) O-sti-a-chi , Ostiaki , Ustiaki. Nome di due pop™ 1 della Russia asiatica , di origine e lingua diversi , /’ uno sulle ri^ e dell’ Obi , l' aitivi del Jenizey. (G) . Ostiano,* O-sti-à-no.IV. pr. m. Lai. Hostianus. (Della città di Ostia.) (8) Ostiaria , O-sti à-ri-a. [Add. e sf. di Odiario , nel sign. di Custode^ 0 Guardia dell’uscio. F. L. Lo stesso che "liscierà, y. ) Mor. Greg, 1 . i5. Lo quale dice , che a sua guardia aveva non usciere » ma un’ ostiaria, ovvero liscierà .» E appresso : Entrando dentro t 1 ' 0 *’ varono dormire P ostiaria. E dopo: Allora purga T ostiaria il quando la guardia della mente nostra distingue la virtù da’vizii* ( J ' OmcL S. Greg. 1. 28y. Esso pastore della Chiesa . . . quanto fu de* bile , e quanto timido innanzi T avvenimento dello spirito , ce *1 dimostra P ancilla ostiaria. (Pr) Oòtiaruto. (Eccl.) O-stia-ri-à-to. Sm. Il primo de ’ quattro Ordini fljj' noci , per cui d cherico ha il ministero di chiudere la porta ddl* chiesa agl indegni. (A) De Lue. Berg. ( 0 ) Ostiario, 0 -sti-à-ri-o. p Srn.y.L.Portinajo , Usciere,] Custode o Guf dia dell uscio. [Fem. Ostiaria. J Lat. jauitor, [ostiariiis.] Gr. 0 SvpMp 0 '; 2 — (Eccl.) [Il cherico cui è stato conferito il primo degli orduu fi* 1 * novi e quell ordine stesso.] Lat. ostiarius. Gr. Svpwpos. Maestruzz-*» 10. Sono sette (gli ordiniJ : quattro minori , ci.)è ostiario , lettore» esorcista c accolito. E 2. 44- ^ terzo caso è nell’ ostiario , il T 1 ? c per cagione del suo uffizio non percosse gravemente ec ,»P(dlaV. ^ Cono. 3 • 702. Consigliò d’ingiugner varie diligenze per inforni 1 ’ 3 avanti d’innalzar altrui ad un tal grado (di vescovoj , quando taU se 11’ erano statuite eziandio per ordinare un ostiario. (Po) 3 ■—* (Arche.) Imposta eh ? i Romani avevano decretata sopra eia**' 11 porlo. Lai. ostianom. (Mit) Ostiche zza, O-sti-chéz-za.iV/I ost. di Ostico .Qualità di ciò che e ostaci efig. Rozzezza , Sunitezza* Ude.n. Nis. 3 8i. Si gusta il dolce dd locuzione, c così agcvoJm.nte s’inghiottisce Toslicbezza delia inV CIlf /.ione. (A) (B) ^ Ostichissimo, O-vSti-chìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Ostico. Red. Os*> 112. Or non è egli più facile e più sicuro a’fanciulli infestati da V^ 1 mini il dar da bere una dolce e grata bevanda d’acqua melata, ^ * tanti e tanti altri amari cd oslichissimi beveroni proposti dagli aut di medicina ? Ostico , O'-sti-co. Addi m. Aggiunto di Sapore spiacente per za . asprezza * lazzitade. ( Checche ne pensino il Redi , il D a * 1 altri, panni che in questa voce si riconosca T iliir. osctar aS R! : r c ruvid i , severo. In ar. istiksal travagliare, molestare, ovveros°u mal volentieri ) » Red. Ditir. io. Liquor sì ostico , Sì nero c . hido Gli schiavi ingollino. .E ivi: Atra bevanda Mi porga 05 * : ^ C 'e acerba c inevitabile. E Annoi. Ditir. Ostico, forse dall’ antica bitina hostìcus . . . così ostico , quasi nemico , spiacente. (Br) L.jjp, 2 — Per metaf Strano e Difficile a comportare. Lat. niorosus »J ^ cilis. Gr. x ct >^£' n 'Ò5 , SutntcAos. Annot. Fang. Parole sozze e ° s e novelle di peccato. Frane. Sacch. nnv. 7. Notabile detto c s l fu quello-di messer Ridolfo; e comcchc paresse ostico, racoou 1 ^^, come disse del nostro signore, a ragione il giudicio fu giusto*/ .3 i3.3 7.E benché ’1 colpo fosse ostico c crudo, Hopprsi in PV? 7,1 pct> nello scudo. E 27. 166. Ed è ragion, se ’l duol mi par Tac. Dav. ami. 6. 128. Non potendo l’ostica sua disonestà d’e tire , ne sputare. oS t> 3 —* (Milit.) Si adopera per lo piu assolutamente ed a per Paese nemico , Il territorio del nemico col quale si J. a f l ^ c q ò' iVlontccucc. Avendo sempre in pronto gli eserciti, cori ossi la sti, vive sull* ostico, allevia la spesa. (Gr) . poi'l^ Ostiense,* O-sti-èn-se. Add. pr. coni. Di Ostia.— Agg. di qu^'f 1 ^ ^ 0 ) di Roma d’onde si andava ad Ostia , detta anche Trigenn n * Ostiere, 0-st.iè-re P [Add. e sm.] Colai che alberga, altrimenti ^jloi‘ a Ostb ro, sài. Lat. caupo. Gr, x-otTr^Aos. (V. oste.) «Vtor. ^ t0 ^' ph c Pinahello mandò a dire all’ostiere, clic gliel mettesse in l 110 * ’ egli il potesse pigliare : Tostiere ne fu mal coutenio. ào'& c[r Osi iere. [Sm.y.A. Lo stesso che] Ostello.—, Ostiere, sin* f j f Lt -0>ì bum, diversonum. Gr- x,a.Tcc\i<(cct, oungct. (V. oste , ostenti* osR t>lC Bocc.nov.q6.i3* Ragionando d’una cosa c se ne tornarono, G. F. 12. ù5. 1. Che con alcuna altia gj-* y o }t g3* di s..o ostiere e famiglia furono 1200 uomini .a cava,,0 :f- lt a>“- 0 II re . a modo di tiranno , si taceva guardare a gente aim c fuori di suo ostiere reale. . . ' 2 — Campo nemico, ma è voce poco usata. (Dal lat. hnstis f ^ oste in senso di campo.) Tass. T. pms. ili. igg- NcU’ostu* ^ fa- mani , oltre a due legioni di soldati, non v’ era altra g^ 11 u juto dccompagni. (B) „ iHric- s °. ,U OoT.ERo, O-stiè-ro. [Add. e sm. Lo stesso che] Oliere. 3*8. ElTc la penitenza al naturale, £ To^ticro il frate! f c ^ F sC Ostiero, [Sm. Lo stesso che ] Ostiere- F. Frane • Sacch. uscissou fuor , poco sentiero Andasson , ritornando a l 01 ■ Ostile, O-stì-le. Add. [corti.F. Li] Nimico•, [Avverso-, e 1 cii or* sona c di cose.] Lat, hostilis. Gr. ix&pos. Cavale, • OSTILEMENTE incontra con amore a gente ostile. Frane. Sacch. Op.div» 1 45. Battaglie ostili sono quelle che sono di gran tempo unniche state. 2 — [NiInichevole.]i > Lib. Pred . Sono figliuoli superbuzzi e ostinate Ili. ’ OSTORRINCO Ostinatetto , O-sti-na-tct-to. A del. m. dim. L’Ostinato. Lo stesso che Ostinatello. V. Bemb. Leti. 5. ». 202. È ostinatetto , e di sua voglia ec. (A) (N) _ _ Ostinatasi manente,- 0-sli-na-tis-si-ma-men-te. [Avv.) superi, dì Ostina* tameiitc. Guicc, Stor. 12. 5j5. Insisteva ostinatissimamente nella ratificazione. Farcii. Stor. 12. /f5o. Fu adunque la principili cagione lo esser egli capitalissimo nimico tle’.Mcdici, ed avere ec. costuntissima- mente e ostinatissunaincnte consigliato che ec. Ostinatissimo , O-sti-na-tìs-si-mo. [Add. /«.] superi. L’Ostinato. Lat. oh- stinatissimus. Gr. xù^-xh’a-Txro?. Pelr. Ùom. ili. Gli altri, che per ostinaUsdma pertinacia non si vollero arrendere, furon tagliali dallo- màni. Red. Esp. nati 6. Anzi nella loro credenza ostinatissimi ec., avvelenarono di lor propria mano la ferita di un altro galletto. Ostinato , O-sti nà-to, Add. ni. Perfidioso , Protervo, Che sia troppo pertinacemente nel suo proposito, [Che non si inula; Duro, Pertinace, Fermo , Saldo, Caparbio, Inflessibile, Festereccio, Incaparbito, Che non cede a ragione ec. Dicesi», non che delle persone , degli affetti dell ’ animo, dei morbi, e simili .] ( F. Caparbio.)/*», obsliuatus, obiìr- mutus , pcrtinax. Gr. aptrecirua-ros, xptTxvQnros. JSocc nov. 2. 5. Ma pure, ostinato in sulla sua credenza, volger non si lasciava. E nov . 29. 27. Pose giù la sua ostinata gravezza , cd in piè fece levar la Contessa. Petr. canz. 9. 4 ■ Fine non pongo al mio ostinato affanno. E 4$' 3. Né cangiar posso l’ostinata voglia. Fit. SS. Pad. 2. 364 . Per operazione del diavolo rimase ostinato , che per nulo modo se gli potè far credere eh’ egli fosse stato ingannato dal nimico. Seni. Stor. 7. 253. Volle con risoluzione ugualmente sciocca e ostinata aspettare il giorno. E 8. 286. 11 Magagliancs , con animo ostinato a sopportare ogni cosa, s’affaticò per un pezzo di ritenergli. 2 * Costante, Permanente, Che non si muta , dello nel buon senso, come plesso i Lutimi ma forse non sanabbe maniera da imitar seriamente. litio. Rim. Mei disse Apollo e me! giurò per quella Sempre ostinata gioventù sua liella. (P) 3 — * (Mtis.) Dicesi Basso ostinato quello in citi una forinola o una. certa figura di note domina durante un dato periodo. (L) 4 (Mcd.) Parlandosi di un male significa Che resiste a tutti irimedii , Che difficilmente si può curare. Red. Cons. Piaghe sordide, ostinate. (A) Ostinazioncella , O-sti-na-zion-cél-la. [*Y/Tj dim. (V Ostinazione. Frate» segr. cos. domi. Incaponiscono nelle loro solite ostinazioncelle di uiuno momento. • Ostinazione , O-sti-na-zió-ne. [A/*.] usi. L’Ostinato. [Fermezza nel suo proprio sentimento, eccessiva e confra ragione,^Pertinacia, [ Perfidia, Dttrezza,Caparbietà,Caparlneria, Rigidezza, Ritiosia ostinata,Contumacia, Ripugnanza, Cocciutaggine. L’ Ostinazione è rea, malvagia, proterva , immutabile, dura, indurita, diabolica.—, Oò.tinamcnto, sui.) Lat. obstinatio, pervicacia, (ir. rfùpwcrts, cnc\/ipoHxpbtx. Frati, pece, mori. Ostinazione e , quando, ferma sé nel proposito del peccato, disprezzando e fuggendo di considerar la brevità e piccolezza del bene che ha del peccato. Bocc.nov.6g. g. E dove tu pure in sulla tua ostinazione stessi duro , laddove io per molto savio t’ aveva , io t’ avrò per uno scioccone. Coll.S A. Paci. Così si stette fermo neU’ostinaziou del suo inganno. Beni. Ori /. 28. 4. Sapere e voler fare a posta il male, À casa mia si chiama ostinazione, 2 — (Mus.) F. de’ contrappuntisti. Specie di licenza , che consiste nel prolungamento delta risoluzione d' un accado, (.4) 3 —* (Mit.) Divinità r,guardala come figlia della notte. (Mit) 4 - i — * (Icon.) Donna che ha nella fronte un chiodo ribadito di dietro al capo : tiene la ninno sopra un ardente braciere, e $' appoggia alla testa d’ un asino. Od anche, Figura con orecchio d'asino che si pone la mano dinanzi agli occhi per non vedere la luce. Feste di nero, ed ha per attributo una mula : talvolta tiene per la briglia un asino vi- calcitninle. (Mit) Ostio , * O'-sli-o. N. pr. m. Lat. Ilostius. (Dal lat. kostis nemico o pellegrino.) (B) Osiiepo. * (Gcog.) O-stìp-po. Antica città della Spagna Betica. (G) Ostlandia. * (Geog.) OsL-iàu-di-a. Sf Divisione dell Irlanda nella parte orientale . (G) Osto , O'-sto. Add. e sm. F. A. F. e Lt’Oste nel significalo d’Alber* gatore. Fratte. Bari. ibi. fà. Troppo noi metta tosto In adda stalla a osto. (V) Ostode. * (Bot.) O-stò-de. Sin; F. G. Lat. ostodes. (Da osteon osso, e Idos somiglianza.) Genere dì piante della famiglia delle eitfurbui- cee , e delti diacciti poliandrìa di Linneo , stabilito da Blwiis , e così denominate dal loro frutto contenente tre noccioli ossei c monospermi. (An) Osto si a. * CLooi ) O-stò-ma. Sf. F. G. T,at. ostoina. (Da osteon osso. Genere A insetti d4V ordine de'coleotteri, delìa de penta- meri della famìglia da clavicnrni, e della tribù dei pcltoidei , sta - bUùu’ da Lacharling , e così denominati dalle divisioni quasi ossea del foro corpo , e specialmente di quelle che compùngono le antenna Corrisponde al genere JNitidulu di Fi ibrido. Kleu distinto dalla estremità delle mandi buie incavata o munita di un lime, da palpi filiformi un poco più grossi nell' estremità, e le antenne terminale da un pec- zo ovale rotondo o conico, o di tre articoli ovvero di Uno il due in qualche individuo. (A<[) (N) Ooronio, * O-stò-i i-o. JS. pr. m. ( In cdt. gali, ostini■ oste. In lingua "enn. « st l‘ err signore orientale.)—Scapitili .Governatore della Gran ’jiretlagna. — Sabino. Romano che accusò Solano sotto d regno di 1\eronc. (Mit) Ostohionco. " (Zool.) O-stor-rìn-co. Sm. F. O. Ijiit . ostoi'i'}iyncbiJS.( Da osteon osso, e rhynchos rostro.) Genere di pe sci da Commensali stabilito , e pubblicalo da Lacépèdè nella divisione da' toracici nell' ordina dagli acantoptei igi, distinti da mascelle ossee assai sporgenti che Juiino inficio di veri denti. ( Aij) (N) roo OSTOSI Ostosi. * (Fls.) O-stó-sL Sf E.G. Lat. ostosis. (Da osteon osso.) Ossificazione . (Aq) Ostra. (Fis.) O'-stra. Sf E. A. E. e di' Otro o Austro. Lat. auster. Rim. aiìt. B. M. Guicl. Ori. Vorrei di fino amor fare una mostra D’amanti cavatici’]di pasqua un giorno, E navigando senza vento d’ostra, (N. S.) Ostra. * (Geog.) Antica città d'Italia nel paese de Senoni. (G) Ostraceo. (Zool.) O-strà-cc-o. Add. m. Lo stesso che Testaceo. E‘.(A') Ostràcine. * (Geog.) O-stra-cì-ne. Antica città deli Egitto. (G) Ostraoio. * (Zool.) O-strà-cio. Sm. E. G. Lat. ostracion. (Da ostra- ' con conchiglia. ) Genere di pesci della famiglia degli sclerodermi , dell’ ordine de plettognati, prima sottoclasse de’ pesci ossei , e 'della divisione de' bnuichiostegi di Linneo , col corpo in un invoglio osseo che rqssembra una vera cassa > analogo alle baliste. (Aq) Ostracismo. (Arche.) O-stra-cì-swo. [« 57/0 E.G. ILegge colla quale il popolo ateniese condannava , senza onta e disonore , a 10 anni di esilio i cittadini de quali temeva il soverchio potere sospettandoli indù ali alla tirannide. Così chiamavasi dal polizzino, che in origine sarà. stalo appunto un guscio di conchiglia , sul quale scrivevano il nome del cittadino da condannarsi.’] Lat. lestularum exilìum , ostra- cisnms. Gr. ècrpcaua-fji-óf. Buon. Fier. 5 . 4 • E la legge inlrodur degli .ostracismi. » Segn. Polii, lib . 3. pag. SS. ( Fenezia i55i.) Questo ordine dello ostracismo ha in se un certo che di giustizia civile. È 8g. Lo ostracismo è un modo di mandare in esilio i cittadini clic 'lussino tropjo potenti nella città , usatosi in Atene cc, (B) Salvili. Annoi. E. B. 4 • 4* 2 ^* Aristide non per altro putì la sentenza d< I- 10 ostracismo , ovvilo esilio di dieci «uni (detto cosi, porcile si durano i voti leiilis come dice Cornelio INipote, ili pezzi di terra cotta) se non perchè era dalle sue azioni soprannominato II giusto. (N) ©stracite. (St. Nat) O-slra-cì-te. òm. Guscio d’ostrica che incontrasi nello stato fossile. (A) (Aq) Ostp.aco. (Arche.) O'-stra-co. Sm. Enso plesso gli Alea desi , ove poneva*! 11 noma di chi manducasi in ostracismo. Gr. ocrpocKov. Segn. Polii, pag. Iig. fEenezia i5,5if Ostraco vuol dire un vaso di terra, (che cosi usavano) si come noi diremmo il bossolo da raccòrrò i partiti ; ovvero tra un vaso , nel quale ciascuno metteva scritto il nome di chi e’voleva mandare in esilio: e da lai nome d’Ostraco fu detto poi Ostracismo. (A) (B) Ostracodermide. (St. Nat.) O-stra-co-dcr-mi-de. Sm. E. G. Guscio (Lastrica impie.Lrita.Dicesi anche Ostracodmno.(V. ostracodermo.)Bagn. S. Case. lai calce degli ostracodennidi bolle fol tissimo coll olio ili vclriuolo. (A) OstracodeiUio. (Zool.) 0-slra-co-dèr-mo. Add. e sm. E. G. Lat. ostra- codcrmata. (Da ostracon conchiglia , e d eì 'ma pelle.) Agg. degli tini muli. coperti ditn guscio duro , e de gusci delie ostriche presi come medicina assorbente. Bagn. S. Case. Frammenti d’ ostracodei •mi. (A) ©sTRAcoDi. * (St Nat.) O-slra-eó-di. Sm pi. E.G. Lat. osfrucoda. (Da ostracon conchiglia, c idos forma.) Specie di cr< stacci, da Latreille così fenoniiiuili a cagione del loro coperchio a foggia di conchiglia. (Aq) OtiiT.AcoLc.Gi a. * (St. Nat.) O-stra-co-Io-gì-a. Sf. E . G. Lai. ostraco- logia. (D* ostracon conchiglia , e logos discorso.) Parte della storia naturale che tratta delle conchiglie. (O) Ostraco mortiti .* {St. Nat.) O-stra-co-mor-fi-ti. Sm. vi. E. G. Lai. o- «traeomorphitcs. (Da ostracon conchiglia, e morpne forma. ) pie re asso? dure, simili alle agate., e per la loro fuma al guscio delle o- he i usate dagli antichi invece di pomi• e pei' lisciare la pelle.(Aq) 0 stratega. (Zool.) O-shà-le-ga. Sf. Lai. ostralega. ( Dal lat. ostie a ostrica, « lego io scelgo.) Eccello così detto perchè abita le rive del mare , dove diasi di ostriche. Egli supera in grossezza la coi v nocchia. Il suo becco è dritto , lunghissimo , lateralmente piano , t più ginsso in punta. E /ImaDtopo di P tulio , volgarmente Beccaccia di mare. (A) (Aq) OàTjsAPODi.* (St. Nat.) Ò-stià-po-di. Sm. pi.E- G. Lat. osti-apoda. (Da ostracon conchiglia, e pus, podos piede.) Nome, proposto da Straup perla seconda divisione'della famiglia de'crostacei, detti Ostracodi, fa .quale comprende quelli che vanno provveduti duna conchiglia bivalva munita di cerniera come l' ostrica comune, e coll’ animate fornito di sei piedi. (Aq) psTj.AVA. * (Geog.) O-strà-va. Città della Moravia. (G) ^Ostreàceo. (Zool.) O-sti c-à-ce-o. Add. m. Agg. di que* pesci che volgarmente si chiamano Pesci armati; altrimenti testaceo. Gal.Sisi.227. S» , si : quest’ è , che la Luna ha così grand’ efficacia sopra quisti pesci ostreacu , che noi chiamiamo pesci armati. (N. S.) ( 0 ) Ostheario. * (Filol.) O-stre-à-ri-o. òm. Lat. osfreariimi. Eivaio , presso i Latini , per conservare ed ingrassare le ostriche. (Mit) 5 Ostreato. * (Bot.) O'Stie-à-to. Sin, E. G. Lat. ostreatus. (Da ostreon ostrica.) Specie di piante crittogame del genere agaricus , della sezione de pieni opi , delle quali ne nascono parecchie insieme. Questi funghi agglomerati sembrano un aggiogato d'ostriche , le quali nascono sopra i lionchi degli alberi. (Aq) Ostrei^, * O'-stie-ga. Sf. E. A. E. e et Ostrica. Ceti 4 . Apolog. igi . (Parma 1Ò58 .) Sono di quelle ostrcghe abbarbicate et petrificatc insieme , che gli scarpelli ci bisognano ps. Tose. 1. 211. Per questo credo io che le cicale fritte in padella, come porta lo «tesso Plinio , sien diuretiche, le quali , e fresche e salate, a guisa di tante terrene ostriclictte , si pappavan gli antichi. O'Trichiera. * (Z00A.) O-stri-chié-ra. Sf E. G. Lo stesso che Etna* topo. E. (Aq) Ovi-ricone , O-stri-có-ne. Sm. accr. di Ostrica. Ostrica grande. Bellin. Bucck. (A) Ostriodio.* (llot.) O-stri-ò-di-o. Sm.E.G. Lat. ostryodium. (Da ostrya ostria , e idos somiglianza.) Genere di piante della famiglia delle leguminose, e della diadelfìa decaiulrìa di Linneo, stabilito da Des - vaux , al quale servì di tipo l ’hedisanun strobilifcrura Liti. , desumendo tal nome dalla figura delle brattee che ne muniscono i fiori, o dalla forma del legume. Questo genere , secondo Decandolle , costituisce la seconda sezione del genere Flemingia. (Aq) Ostro, 0 '*stro. [Sm. E-L.) Porpora. Lai. ostrmn, purpura. Gr. TtQf.- £Of ol , (p o-ivtxii. Fir.Dial. bell. domi. 4*7. Nello alzarsi vuol distendersi tutta, e quasi imitare la lascivetta palomba, che abbia il collo d’uro e d' ostro dipinto. 1 — [Drappo tinto d’ostro.] Petr. son. 3o3. E d’ altro ornata che di perle e d ostro, Cas.son.44 • Come, splende valor, perch’uoin noi fasci Di gemme o d’ostro. E 5u. Or pompa ed ostro, ed or fontana cd elee Cercando, a vespro addotta ho la mia luce.» Cas.Ri/11. Come non sia valor s’ altri noi segna Di gemme e d’ostro. Tass.Ger. 20. 17» Quel capitan , che cinto d’ostro e d’oro Dispon le squadro. Chiabr. Rim, Il bel corpo di neve ostro le vela, Che fiammeggiando infino ai piè discende, (Br) • 3 — Nome di Eento di mezzodì , altrimenti Austro , [e anticamente Ostra.] Lat. auster. 67 *. voto*.P allad. Il padule altresì in ogni modo si è da schifare, spezialmente quello che è di verso Ostro o di verso Ponente. Ar. Far. 10. 100. Come sospinto suol da Borea o d’Ostro Venir lungo navilio a pigliar porto. Ostrog.* (Geog.) O’-strog. Cit. della Russia europea nella Eiliniaf'*') Ostrogoti.* (Geog.) 0 -stro-gó-ti. 2 Vo/ue dato rimotamente ai Goti stanziati di là del Danubio, cioè Goti orientali, per distinguerli da quelli eh' erano passati neU! Occidente e nella Pannonia , e dicevansi V strogoti o Visigoti. (G) Ostrogoto , * O stro-gò-to. Add. pr. m. Della Ostrogozia. (B) OsTiioGoziA.* (Grog.) O-stro-gò-zi-a. Sf. La Gozia orientale. (G) OsTrolenga.* (Geog.) O-stio-lèn-ga. Città della Polonia. (G) Ostrova. * (Geog.) O-strò-va. Città della Russia europea. (G) Ostrovo.* (Geog.) 0 -strò-vo. Città degli Stati Prussiani nella provincia di Posen. (G) . Ostruente,* O-stru-èn-tc. Part. di Osfruire. Che ostruisce . E. di re £'fj 2 —* (Farm.) Agg . in passato di varii limedtr, e particolarmente delm china , perchè risguardavansi tali sostanze come capaci di cagi° llilie le ostruzioni. (0) . Ostruire, O-stru-ì-re. [Att. e n.^Cagionare oA/r/cton^ Zaf.obstructione^ inducere. Red. Cons. 1. i5‘ò. In alcuni de quali vasi per questa legione si possono essere fonnati alcuui polipi, che maggiormente s< rano ed ostruiscono. r Ostrumià.* (Geog.) O-stru-mi-a .Cit. della Turchìa eur. nella Romelia\,J^ Ostruttivo , O-strut-ti-vo. Add . m. Che induce ostruzione.Buon . { ’ 3. 2. 5. Terrazzi assai da sturarsi l’orecchie Dalle materie osliu 1 c viscose. Ostrutto , O'strùt-io. Add. in. da Ostru sceri e vale Oppilato, Intasato, Imbarca »—, -. c 2. 7. E se queste due pilloline dì trementina si iorlitìcasseio co» làrebbono maggiormente la loro operazione di muovere 1 corroborare lo stomaco, e di repurgare tutte le viscere osti u l condotte del ventre inferiore. (V) n A Cons. Ostruzioncella , O-stm-sion-céi-la. [Sf] ditn. d’ Ostruzione- ^ altro 2. 106. Panni che le cagioni de’suoi travag.i non vengano * j e che da qualche piccola ostruzioncclla delle vene che sconono \ viscere del ventre inferiore. , . „,,iiissim a Ostruzione. (Med.)O-strii-zi-ó-ne. [Sf.Nome diurni molattiacoi // che invade il fegato , la milza, le glandolc mesenterio ic , c °^ s . i( , viscere si rende ingrossato, e spesso motto voluminx>so, a ieTl f- esl pure intano tessuto, e che difficilmente esegue le sue funzioni. devi- istruire. Dicesi pei' consueto ff i * ■nùarazzato, Imbrattato. Red. ° _ OSTUNI duri canale, di un vaso , o di una cavità organica , la cui capacità fh tolta per laderenza delle sue pareti o per la presenza duna sostanza qualunque che la riempie , altrimenti Oppilazione , Intasamento , Stagnamento, Impedime nto , Impegno , Imbarazzo ec. U Ostruzione è piccola, leggiera , insensibile , sensibile, grande, eguale, ineguale, molle, dura, renitente, indurata, indurita, inscirrita, scirrosa dolente, indolente , recente , antica ^invecchiata , pertinace, ostinata incurabile ec.] Lat. obstructio. 6V. Lib. cur, malatt. Si trova loro ii fegato pieno d’ostruzioni. Tralt. segr, cos. dona. Medicamento giovevole alle ostruzioni deif utero. Red. Cons. 1,83. Questa cagione dal prudentissimo e vigilantissimo medico assistente vicn creduto che sia una contumace ostruzione nelle vene dell’ utero , fatta da umori misti, ed in maggior parte biliosi e caldi. Ostuni. * (Geog.) O-stù-ni. Piccola città del Regno di Napoli nella provincia di Pena d Otranto, Anticamente Ustonio. (G) Ostgpefàre , O-stu-pe-fà-re. Alt. V. L . Usato anche coir accus. sottinteso a guisa di n. ass. Rendete stupido , Inslupidire. l.at. obstu- pcfacere. Or. ly.-xXfTTuv. Magai. Ictt. scient. pag. i5 2 . fl'ir. ij 2 i J Yerisimilmente ha a esser piuttosto roba che pinga e stuzzichi, clic roba che quieti e ostup. faccia, e pertanto ec. (A) (B) (N) 2 — N. ass. Divallare stupido. Bocc. Com. Jnf. 1 . 2 $ò .Trovò in essa tanto tesoro, che, vedendolo, ostupifccc. (A) (B) Oml’Pffatto , O-stu-pe-fàt-to. Add. £/«. da Ostupefare.] V, L. Iustu - pulito. Lat. obslupcfactus , stupore raptus. Bui, Jnf. 3. Bone che la luce lusso più grande, che li suoi sentimenti non la potessono sollri- re , ma osltipeiuUi ria essa s’ aiidoi mentassono. Ostutefaziokk , O-.stu-pe-fa-zió-nc. Sf. Il rimanere ostupefatto, e talora Stupidezza. .Bocc. Comm. Dant. 1 . 286 . Ma sentendo fautore, forse per ostupefazione, non aver pronto che rispondere, disse ec. (A) (B) Osualpo , * O-su-àl-do , Osvaldo.iV. pr. m. Rat. O.^ualdus. ( Dal sass. A/M, in ted. haus casa, e da wald , in ted. wall baloardo , dilesa : Difesa, Baluardo della casa.) (B) Oscka. * (Geog.) O sù-na, Ossuna. Lat. Urso , Gcnua Ursorum. Città deila S pagna nella provincia di Siviglia. (G) Osvaldo , * 0-s\àl-do. iV. pr. m, l o stesso che Osualdo. V. —- Arcivescovo di lordi , nipote di S\ Odone , celebre per santità in hi - ghiltirra nel cominciare dtl secolo decimo. (B) (O) Osvestrj.* (Geog.) O-svt-slii. Città dell'Inghilterra (G) Otacilio, * Ota-d-li-o. iV. pr. m. Lo stesso che Oltaedio. V, — Console romano che fu spedilo contro i Cartaginesi. (V. Olac illa. Otacilla , * O-ta-cjl-la. N. pr. f (Dal celi, ot dimora , e eil foresta: Dimorante nella fon sta. ) — Marcia Severa. Imperatrice romana , moglie di Filippo (Hit) Otacustilo.* (Bis.) O-la-cii-sli-co.^A/. e sm. V.G.Lat. otacusticus. (Da us , o/f’S orecchio, e acvst/cos pertinente all' udito; la qual combinazione di voci è ben poco adatta al suo scopo.) Strumento proprio a perfe- ziojuire il senso dell'udito. (Aq) OTADENi *(Geog.) O-la-dè-ni, QtttxiSini.Antichipopoli della Caleclonia.(G') Otagra.* (Chir.) 0 là-gra. Sf. V.G.Lat. otagra.(Da us ì otos orecchio, e agra presa) Lo stesso che Otalgia. V . ^0) Ot aiti * (Geog.) O-ta-ì-ti , Otahiti , Taiti. La più grande delle isole della Società, nel Grande Oceano equinoziale . (G) Otaitiaki.* (Geog.) 0-la-i-ti-à-ni. Popoli alitanti di Otaiii. (G) Otalgia. (Med.) 0-lal-gi*a .Sf V.G.Lai, otalgia. (Da us,otos orecchio, e algos dolore.) È in generale Dolor d'orecchio, ed in particolare quello che si sente ne! fondo del meato uditorio .—, Otagra, sùi.(Aq) Otalgico.* (Tcrap.) 0-tàì-gi-co. Add. m. Agg. di rimedio alto a calmare il dolore dille orecchie. (Aq) Otam , * O-tain. N. pr. m. Lat. Hotham. (Dall 1 ebr. hhotham sigillo, chiusura.) (B) Otane,* O-là-ne. iV pr. m. (Dormiglioso, dal pers. utaniden dormire.) — Satrapo persiano che balzò dal trono il mago Smer io pol lo.) Famiglia d insetti caratterizzati da antenne alla base e dilatate in forma d’ orecchie. (Aq) OTioNr.*(ZooI.)0-ti-ó-ni.A'ni.p/. . G.Lat.olioncs. (Da us, otos orecchio.) Genere di molluschi cirropodi, stabilito da Blainvdle, e così denominati dal loro mantello prolungato in due tubi a foggia di lunghe orecchie m , ond'erano stati detti Aurifere. Ha per tipo il lepus auritns Din. (Aq) Otjr, * 0'-t!r. N. pr. m. Lat. Othir. (Dall’ ebr. jather eccellente.) (B) Otirrea.*- (Chir.) 0-tii-rc-a. SJ'.P.G. Lo stesso che Otorrea. /^.(A.Ò.) Otite. * (Bot.) 0-tì-te. Sf V. G. Lat. (>tih s. (V. ottoni.) Sezione ih t genere silene , che ha per I po il ruciib.il.is otites Lin. /.'oliti'* ili h'nvs poi indica una sezione de' funghi del genere Tclcphora, comprendente quelli che si presentitilo in forma d' orecchio. (Aq) Otitide.* (Med. e Chir.) 0-ti-ti-de. Sf. C. tì. Lat. otitis. (V. olimi.') Interna od esterna infiammazione delC orecchio. Lo stesso che Olo- llogosi. C. (Aq) Otjuko, * Ot-mà-uo. IV. pr. m. Lo stesso che Oltornano e Oàmauo. L'. — Nome di molti calmi e principi musulmani. (0) 0 i:\ia no , * Ot-mà-i o. Ni pr. m. Lo stesso che Volmai'io. L'. (In cclt. ot sopra , e mar grande : Gi andìssimo.) (B) Orm, * O't-ni.N.pr.m.Lat. Otlmi. (I sacri interpelli confondono questo nome con Otei , di cui si è detta la radice. In ebr. ghiieth tempo , opportunità, occasione, e aia figlio; onde Otiti potrebbe spiegarci per figlio opportunamente nato.) (B) Oro, * O'-to. N.pr.m. (Dal gr .otho io muovo.) —Nome del gigione figlio di Aloeo. fratello di EJìalle , detti perciò Aloidi. (Mit) 2 —* Usato per Ótone. Borgh. Orig. Fn\ 3y. (N) Oiocele. * iCliir.) O-to-cè-le. Sf. U. G. Ernia dell'oncchia. Salviti. Cas. fó. Di questa otocele , quasi ernia dell’orecchio de’satiri, ... fa menzione lo stesso vecchio ic. (N) Otoflogosi. (Chir.) O-to-flò-go si. Sf. U.G. Lat. otophlogosis. (Da us, otos orecchio, e phlogosis infiammazione.) Infiammazione deli orecchio. —, Otitide, sin. (Aq) OroiiAMii.* (Geog.) O to-gà-mi-i. indiani della parte settentrionale degli Stati Unni ,Jra il lago dei Boschi e le sorgenti del Mississipì. (G) Otogiufi*. A ; i a t. ) O to-gra-fi-a. Sf. U. G. Lat otographia. (Da us, otos orecchio , e graphe descrizione.) Descrizione dell' orecchio. (Aq) Otolia, * O-to-li-a. N. pr. m. Lat. Otliolia. (Dall’ebr. ghueth tempo, ei Iddio , e jah signore : Tempo del Signore Iddio. ) (B) Otologia. (Anat.) O-to-lo gi-a. Sf. U. G. L.at. otologia. (Da us , otos orecchio , e logos discoi so.) Trattalo dell' orecchio. (Aq) Otoaiachi.* (Geog.) O-tò ma-chi. Indiani della Columbia , che abitano le pianure e le foreste noti lungi dalla sinistra dell’ Oivnoco. (G) Otouba.* (Gr-og.) O-tóm-ha. Provincia della Guinea inferiore. (G) Otomiti.* (Geog) O-to-mi-li. Indiani del Massico, nello Stato di .decitati,:a n. (G) Otoke , * O-tó-ne. N. pr. ni. Lo stesso che Oitoiv. U. (B) Otomele , * O-to-ni-è le. N. pr. m. Lat. Otlmuiel. ( Dall ebr. ghueth tempo, onde ghuethlm tempi, ed el Iddio : Tempo ih Dio.) (B) Otofiosi.* (Chir.) O-fo-pì-o-si. Sf. U.G. Lat. otopyosis. (Da us, otos orecchio , e pron pus.) Flusso di pus dall’ orect Ino. (Aq) Otoplato.* (Chir.) O-tò-pla-to. Sm U.G. Lai. otoplat«. (Da us, otos orecchio , e plalos larghezza.) Escrezione di fetida umidita nel di dietro dell’ orecchia. (Aq) , . . Otorno. (Zool.) O tór-no. Sm. Lo stesso che Roncaso. r. (A) Otorragia.’ (Chir.) O-tor-ra-gi-a. Sf. U. G. L.at. otorrhagia. (Da us, otos orecchio, e rhag o rompo.) Lo tiesse che Otorrea: ma piu comunemente Scolo di sangue dall’ orecchio. (Aq) Otorrea.* (Chir.)O-toi-rè-a.A/:^. G. Lat. othorrhoea.(Da us, otos orecchio e rheo io colo.) Scolo sieroso , mucoso o purulento del condottò uditivo esterno, che dipende dalla infiammazione croni, a delle parti dure dell’orecchio interno, e qualche volta delle meningi ° dello stesso cervello. —,Otirrea, Otorragia, Blennotoma, Blenozia, sin. (Aq) Ototojiia. (Anat.) O to-to-mi-a. Sf. U. G. Lat. ototoima. (Da us, otos orecchio, e tome taglio.) Dissezione dell’orecchio. (Aq) OTOTTERA.*(Bol.)0-tòt-te-ra.A'/i/^.G. Lai. oloptera. (DaoS, otos cric:bui, 0 2 0TRACCI0 E Dior. Lo acqua dei mare. =] Mangiare e bere lautamente, [/''".Otro, c p termi ala.) Genere di piante della foni glia delle leguminose , e della dmdoljìa decandria di Linneo , stabilito da J)e>:andnlfc; note; voli per le ale della loro corolla munite alla base d'un appendice in forma d’orecchia. (Aq) Otraccio, O-tràc-cio. [Am.] pegg. di Otre. Buok.Fier. 3. 1. 4* Ve che orciacci fasciati, unti e bisunti, Bugnole infarinati, otracci pregni. Otranto. * (Geog.) O'-tran-to , Idronto. Lnt. Hydrtms, Hydrmitium,. Idrontum. Città del 1legno di Napoli nella prov. di Terra d'Otranto , cui dà il nome .— Capo di detta provincia .— Canale d* Otranto. Stretto che unisce l’ Adriatico al Jonio. (G) Otre. (Ar. Mes.) 0 '*tre. [Sm. Sacco fatto di] pelle tratta intera dal - V animale , per lo più di becchi e di capre, che selve per portarci entro olio e altri liquori .— , Otro, sin. Lai. nter. Gr. ccv. U.DipL S. Grog. M. Empietemi questo otre, e a voi ritornerà, nostro Signore Dio si raccoglie, siccome nell’ otre 1 ’ acq G. F. 6. 2 g. 2. Chi di loro con navi , e con loro cavalli , c con otri pieni di vento si misero nel fiume. Pit.SS. Pad. 2. 2gg. Avca fra le pecore due becchi grandissimi, li quali uccisi, c apparecchiai la carne per portare per la via , e delle pelli feci due otri.»Anù'm. Cas. iog. Allude al fuoco del liquore rinchiuso , e che nell* otre bilbisce , come disse Nc-vio poeta latino. (N) 2 — Eig. dicesi Otre pien di vino un briacone. (A) 3 — Gonfiar l’otre [o l’otro=' J. 2.] (P. Buzzo.) 4 — (Marin.) Otri chiamano i marinai le grasse onde lunghe del ma* re , che non si rompono e non biancheggiano. (A) Otreide , * O-tré-i-de. N. pr. f (Dal celi, ot , ovvero od eccellente , e rhed che corre : Eccellente nel corso.)— Ninfa dalla quale Giove ebbe Mcliteo , ed Apollo ebbe prima Pagro. (Mit) Otrisllo, O-trèl-lo. [Am.] dim L’Otre. [Lo stesso che Otricello. Pi]Burch. 2. ti. Che, versandosi l'olio d’un otrello , Sei bechi state il palco. Otiìeo, * O-lW-o. N. pr. m. Lat. Olhrens. (Dal gr. olhroos concorde.) —Ile de’ Erigi, figlio di Cisseo e padre di Panteo .— Uno de' proci di E sione. (Mit)(B) Oteepite , * O-tre-pi-te. N. pr. f (Volubile, dal gr. he treptntes la mutabilità , la variabilità.)— lina delle Amazzoni. (Mit) Oti.era , * O-trù-ra. i\. pr. f (Dal gr. otreros celere.)— Una delle Amazzoni , madre d’Ippolita. (Mit) Otiuaca. (Fami.) O-tri-à-ca. [A/I F.A. Lo stesso che] XJtriaca. [P. e z/d Teriaca.] Lat. theriaca. Gr ^xpiaoir,. Trait. pecc.mort. Certo quelli è in gran pericolo, cui tutta otriaca toma a veleno. E appresso: Hanno il veleno sì forte, clic neuna otriaca vi vale nccntc. 2 — in forza di add. f Vite otriaca per Pile impiastrata colla triaca. Paliad. Eehbr. fa. La vite otriaca così faremo. Otri a de , * O-tri-a-de. N. pr. m Lat. Olhryades. ( Discendente di 0 - treo.) —Nome del solo spartano che sopravvisse nel combattimento de* 000 contro gli Argivi.—JSome di Panteo,perchè figlio diOtreof Mit) Qtriare, 0‘Xvi-h-vc.[Att]P. A.Concedere. —,Ottriare, Oltoleare, sin.Lat. concedere. Gr. 'raf)<%xwps 2. (N) 3 —* A bell’otta ~ A tempo. F. A bell' otta. (N) 4 — * A buon’ otta = A latori ora. P. A buon otta. (N) 5 — A otta a otta = A. ora a ora, Di quando in quando, [ Ch'è di è.) P, A otta a otta. Lat. schiude. Gr. )3xfxx. Serd. Star. 16. S3f- l fl tanto a otta a otta alcuni di loro , deboli e Garelli per la stanchezza cc. , restavano preda a* crudeli Etiopi. » Buon. E ier. 2. 4 • 4 • ^ a otta a otta alza un po’ V appannata. (N) 6 — A grande otta = Per tempissimo , Avanti dì ; contrario di A gran notte , che importa A notte avanzata. Fit, SS. Pad. 3. nd. E domattina 11* andrete a grande otta , siccome tu hai detto. (V) 7 — [A un'otta = A un ora.) P. A un’otta. 8 — Ogni otta Ogni, volta .—, Ognotta, sin. Lai. semper. Gr. an. Pe cor. g. 4. nov. t. Ora questo suo nonno in tre volte gli fornì tre navi , le quali furono di grandissima valuta, e ogni otta gliene incontrò sciagura. 2 —* E per contrario Ninna otta vale Non mai. Lat. unquam. Fjt. S. M. Maad. 110. Pensomi che questa volta fosse maggiore il pianto, che fusse ancora stato niun’ otta. (V) 9 — Otta per viceuda=:J 9 t quando in quando, Qualche volta.—, Otta calotta, sin. Laz.quandoque. GrAvlon.Bocc. Conci ti. Benché le pinzochere altresì dicono, ed anche fanno delle cosette otta per vicenda Leti*. 220 .E comi che io c ciascuno di questi otta per vicenda acqua rifrigerato- ria sopra le sue Gamme versassimo,nondimeno con alcuno suo congiunto con più stretto parentado si ricongiunse. Pataffi 5 . Botta per vicenda in’ abbarbaglio. Parch. Lez. 5oi. Ad ora ad ora, cioè qualche volta, che gli antichi dicevano otta per vicenda. E Ercol. ‘diti. Vedete errori clic commettono otta per vicenda gli uomini grandi. 10 — Otta eatotta, vale lo stesso che Oda per ci enda. [ F.^.g .} E/t'.noV. 4*225. Or come la buona femmina s’accorse degli struggimenti del si re, non se ne facendo schifa di niente , gli faceva otta eatotta di belle carez/.occe. Alleg. i4y- Accirècretc la foga de’capricci che vogl on venire otta cattila agli uomini sfaccendati miei pari. Car. leti.2.i<)3- Di grazia, fategli riverenza da mia parte, cric irdatemegli otta eatotta. a —. Ed anv/u?Scnza frappor dimora, Immediatamente. Lat. (-stempio. Car. Matinee. 1. Mandami, ser Apollo, otta eatotta Quel tao gurzon con l’arco c coi bolzoni , ec. (B) 11 —“ Otta fu — Testé , quasi Un' ora fa. Lasc. Spirit. 1. 1 • 1 ° 011 credetti otta fu eh’ei ro-inassouo il palco. (V) 12 —* Eu detto A clic otta sona nona ! che vale O gran cosa l O maravigliai Cecc/i. Assiuol, t. 1. Io tei dirò : ma vedi, Giorgi etto, io non mi . . . Gioì 1 . O vedi, a che otta suona nona in questo paese. Diavolo non mi avete oramai tanto pratico , che voi sappiate ehi 10 stili? (V) , Otta di fi’, da Ora. Otta, idiotismo di Dante, del Boccaccio «‘da' tri , è al presente voce contadinesca e comica ; sicché mal laren chi in luogo d’ Ora f adoperasse ne’ gravi ragionamenti. . -/ OttA cmsuo, * Ot-tà-che-ro. N. pr. m. Lo stesso che Ottocar c.F-D n Ottacilio, * Ot-ta-cì-li-o, Otacilio. N. pr. m. (Y. Otacilkt.) — ’R etolC latino , maesiix) di Pompeo. (Mit) Ottacolo. * (Poes.) Ot-tà-co-lo. Am. P. G. Lat. octacolon. (D* ° olio , e colon membro.) Ottava , Stanza di otto versi. (Aq) . j Otta 1 ’;)uno. (Mus.) Ot ta-còr-do. Sm. P. G. Lat. octachordus. oda otto , e chorde corda.) Strumento ad otto corde .—, Oetaco*' » sin - (^ 4 ) . . „ . fnltimo •.>. — Divisione per ottave unite, cioè Divisione nella quale 1 suono dell oliava precedente costituisce il prim > dell’ottava segue Ottadini. * (Geog.) Ol-la-di-ni. Lo stesso che Oladeni. P (li ot- Ottaedrico. (Geom.) Ot-ta-è-dri-co. Add. m. Che ha la taedtv. Gnu. Eis. Lalig ira ded ali ime è parallelepipedo otlae» ’ ■ Ottaeurite. * (Min.) Ot-D-c-dri-te. Sf P. Cr Lat- 0''tahe'h^^^^^ odo otto , e hedra base.) Nome dato da fUemer 't TÌ T:,aed^ sio, che si distingue dal Filano rutile per la sua fot ma sotto la quale presentasi costantemente. (Aq) facce e- Ottaedho. (Geom.) Ot-tà-e-dro. [A/u. Solido regolare di (J)a quilatere, ) triangolari ed eguali. Lat. octaedrum. Gr. 2rll ppiti> odo otto, c hedra base.) Sagg. nat. esp. 23 j. I dia* lian , ^ a cdi°» cioè quelli che son lavorati in sulla loro naturai figm* a tlc rade volte falliscono, o 2 — (M111) C01/10 soluh o cristallizzato , terminato da j r ,iniidtì triangolari , e che può considerarsi come /’ unione di alt 1 applicate /’ una all' altra per le basi. (Aq) Gr OtTAETJSRIDE " .. C liuti (Crou 1 o; « OTTl 1 'p Sr ’ ,,,Jf, ^ Jaoctol >tto 'ài/' ~‘Ì T.at. octai t-riiìcs- Ott-iiit' 1 " 0 -’ sv-ù-mn n> stesso che Ortacteriile. ^.(.Aq) y.\ M òcio^ ^'natYàf Lo stesso chp p° l '“ritenie nel i T'' 0r - °r^wtrro's. Palimi- Otlobr. viti parte. „ ( Altre elioni Cs f' r '° stessn che OrtoginÌ3-r.(0) *o. (Geo-) Ot-ta m \{ u ti llt 'adt otto lati eguali-P° c.Drs(A) ì>ro "• d i Napoli. (G) (N)‘ Plcco! “ cdtà dePliegno di Napoli nel- OTTALMIA Oftalmia. (Chir.) Ot-tal-mì-a. [$fF-G> Lo stesso che Oftalmia. Ff\ /.//>. Mose. IVr ]’ infiamma/icmo dogli occhi, clic sì appella oftalmia, stilla dcJì’ o cliio il latte della cavalla. Cr. 5. iy . 6. Le sue foglie (della morteliaj , quando saranno cotte in vino, e se ne farà impiastro . mitiga foilcmente il dolor de] capo, anche mitiga l’ottalinia* Ottalmico. (Chir.) Ot-tàl-mi-co. Add. m. I)’ otudmìa. [ Lo stesso che Oftalmico,] Lih. tur. malati . Molte sono Je maniere de’medicamenti ottalmici. Ottalmue. (St Nat.) Ot-tal-mì-te. Sf.F.G.Lo stesso che Oftalinitc.^.(B) Ottalmo. (Min.) Ot-lùUmo. Sin, Sorta di pietra azzurrigna di molto pregio. Garz. Piazz. 525 . Berg. (Min) Ottalmoriotica. * (Med.) Ot hil-mo-bi-ò-ti-ca. Sf F. G. Io stesso che OltaUnobiotica. F. (Aq) OiTALMonnENonnEA. * (Clnr.) Ol-tal-mo-blenor-rè-a. Sf F. G. Lo stesso che Oftaimoblenorrea, F. (Aq) Ottalmocarcjmiaia, * (Chir.) Ot-tal mo-car-ci-nò-ma. Sm. F. G . Lo stesso che Ottalmocarcinoma. F . (Aq). Ottalmocele. " (Chir.) Ot-tal mo-cè-le. Sm. F. G. Lo stesso che O- flalmocde. F. (Aq) Ottalmodikìa. * (Chir.) Ot-tal-mo-di-nì-a. Sf. F . G. Lo stesso che Oftalmodinia. y. (Aq) Ottalmodulià. * (Med.) Ot-tal-mo-du lì-a. Sf F. G. Lo stesso che Oftalmodulia. F. (Aq) Ottalmoi-ima. * (Chir.) Ot-tal-mò-fi-ma. Sm. F. G. Lo stesso che Of- talinotima. F. (Aq) Ottalmofleroto mia . (Chir.) Ot-tal-mo-fic-bo-to-mì a.iSy^ F. G. Lo stesso che Oftalinollebotomia. F. (Aq) Ottalmoilogosi. (Med.) Ol-tal-mo-flò-go-si. Sf. P. G. Lo stesso che Ol'taluioilogosi. y. (Aq) Ottal^oguafu. (Anat.) Ot-tal-mo-gra-fì-a. Sf F. G. Lo stesso che Oftalmografia. F (Aq) Ottalmojatt.ja. (Med.) Ot-tabmo-ja-tri-a. Sf. F . G . Lo stesso che Oftal- mojatria e Oftalmobiotica. F ■ (Aq) Ottalmojatuo. * (Chir.) Ot-tal-mò-ja-tro. Sm. F.G . Lo steso che GL talmojatro e Oftalmiafro. F. (Aq) Ottalmologia. (Med.) Ot-tal-mo-lo-gì-a. Sf. F.G. Lo stesso che Oftalmologia. F. (Aq) , , 0 r _ _ , , Ottalmoìibtro. # (Chir.) Ot-tal-ino-mc-tw. ow. F . G. Lo stesso che Oftalmometro. F ’• (A O.) Oitalmonosologia. * (Med.) Ot-taì-mo-no-so-lò-gì-a. Sf F.G. Lo stesso che Oftalinonosologia. F. (Aq) . OTTAL.Moei.Atf inE. * (Xool.) Ot-tal-mo-plà-ni-de. Sm. F. G. Lflbophtna!- nioplanis. (Da opkthalmos occhio, e piane errore.) Genere d'animali microscopici , dell’ ordine delle gimodee e della famiglia delle, mona* diarie che si presentano sotto la forma di un corpo sferico od ot-oi- deo con un punto centrale , per cui somigliano ad un occhietto. Si vedono errare fra le conferve nei littorali de nostri mari. Le sue Specie più note sono: f ophthalinoplanis ocellus , /’ophthalmoplanis cy- clopus , e fopl.tlialmoplanis potypliacma. (Aq) Ottalmci’O ma . * (Cliir.) Ottal-mo-po-m-a. ÒJ. V. G. Lo stesso che 0T°*r!.“3^ s f- v - G - Lo stesso che 0fta1 ' moptosi. F. (Aq) ,,,, ,, Ottalmorragu. * (Chir.) Ot-tal-mor-ra-gi-a. Sf. V Oftalmorragia. F. (Aq) , or rr r Ottaluoriiea. * (Chir.) Ot-tal-mor-ie-a. /• ftalmorrea. e. (A) , ... .. , Ottaw,oscoima. * (Filol) Ot-tal-mo-sco-pi-a. Sf. F. G. Lo stesso che Oftalmoscopia. F. (Aq) enne. i Ottalmosistro. * (Chir.) Ot-tal-mo-s, stro . Sm. F. G. Lo stesso che Oftalmossistro. F • (Aq) , . ... , , , . Ottala, essisi. * (Olir.) Ot-tal-mos-M-si. &f F. G. Lo stesso che Oftal- mossisi. F ■ (O) „ - , , Ottamiostato. (Chir.) Ot-tal-mo-sta-to. Sm. F. G. Lo stesso che 0- ftalmostalo. F . (Aq) . ,, r Ottalmotebapectica. * (Med.) Ot-tal-mo-te-ra-pcu-ti-ca. Sf. F. G. Lo stesso che Oftalmoterapiulica. F. (Aq) Ottalmotojua. (Chir.) Ot-tul-mo-lo-mi-a. Sf. F. G. Lo stesso che O- flalinoloniia. V. (Aq) _ r . , Ottakdba * (Bot.) Ol-tan-dra . Sf F. G. Lat. octandra. (Da oclo olio, c aner, andròs maschio, e per estens. stame.) Specie iti piente con fiori distinti dii otto stomi. (Aq) i > r ■ r • • i- Ottasdri. * (Bot.) Ot-tàn-dii. Add. m. pi. Agg. de fiori forniti di Ottasdrm? (Dot) Ot-làiMlri-a.^iW. e sf. F. G. Lot oc tandna. (V. auan- dru ) Nome che dà Linneo alia oliava classe del suo sistema sessuale, la quale comprende tulle le piante che in fiore ermafrodito portano otto stami liberi e distinti. (Aq) , , Ottandis ico. * (Bot.) Ot-tàu-dri-co. Add. m. Jgg- « albero a fiori oh Lanàri. (Aq) . ^ Ottawe, * Ot-tà-ne. JV. pr. m. Lat. Octanes. (Dal gr. octomenos di otto mesi, cioè, INato di otto mesi.) (B) OTTARE 7o3 G. Lo stesso che Lo stesso che O- 2 — * Ed in forza di add. m. per Ottangolare. Segncr. Incred. 1 1 o. ( . ] Big u rudi, otto angoli. Lat.oeian- gL.Ius. Gr. OHTu-yesot. Alleg. St. A talché l un s aeconeiu goiuitotii sull’estrema cornice ili IV ottangolo. {Qui: tavolino ili forma ottangolare. ) Borgh. Hip. 'ioo. Entro un ottangolo di quattro braccia una Psiche bellissima. {Qui : quadro di l'orma ottangolare.) Ottantottesiiio , * Ot-lan-tòt-lè-si mo. Add. Otto sopra ottanta. Salo. N. Sp. (t)) Ottabtreesimo , * Ot-tan-tre-é-si-mo. Add. in imm. ordinativo di Ottanta e Tre. Borgh. Hip. 3o. Notando ciò nella novantesima Olimpiade , e soggingniTido, che nella otlantrccsima Banco ec. dipinse in Elide lo scudo di Minerva. (V) Ottantumesimo, * Ot-laii-tu-né-si mo. Adii. m. num. ordinativo. Ch’ è del numero di ottantuno. Diresi anche Ottantesimo primo. Comm. Danl.Inf. f 11 quale mori nell’ottantunesimo anno della sua etade.(N) Ottanzette , Ot-tan-zèt-te. [Add. com. e sm. num. comp. indecl. Che comprende sette sopra ottanta. Più comunemente Ottanta sette.) Lai. octoginia septem.G'r. oyhor.Kcvrcc tvrtx.Tac. Dàv Post.4 2 9- Ciò erano un milione, c ottanzette migliai a, e cinquecento fiorini d’oro de’ nostri gigliati antichi. Pros.Fior.3. n3. Non opera ili ottanzette anni, che Pier V ii tori è vivuto, ma di ottanzette ec. Poli/.iani o Agellii, ec. eli ottanzette, dico di nuovo Poli/.iani o Agellii, che ottanzette anni vivati fossero ciascun di loro ec., stimar si potrebbe quella grand’ opera. Ottapetaro.* (Bot.) Ot-ta-pè-fa-lo. Add.m. F.G. Lai. octapelalus (Da ot to otto , c petalon petalo.) Agg. di fiore ad o Ilo petali. — , Ot- topetalo , sin. (Aq) Ottawe. * (Eecl.) Ot-tà-ple. Sm F. G. Lat. octapla. ( Da orto ot- to , e pelo per pio essere. ) Titola della Bchhin poliglotta da Ori- gene formata in otto colonne , contenenti ciascuna una versione differente. (Aq) Ottapodi. * (Zool.) Ot-tà-po-di. Add. e sm. pi. F. G. Lat. octapodi. (Da octo, che in gr. ed in hit. vai otto, c da pus, podos piale.) Agg. degl'inselli di otto piedi. Delti anche Ottopodi. (Aq) (N) Ottarda. (Zool.) Ol-tàr-da. [òf. Genere d’uccelli dell'ordine de’ trampolini ■ hanno l aspetto e la grossezza de’ gallinacei , collo e piedi lunghi , becca mediocre , mandibola superiore leggermente arcuata ec. La specie più comune e più grossa è t’Oiis tarda, uccello mangereccio , ed il più grosso che sia in Europa. Ha le penne sul dorso color fava vivo, traversalo da moltitudine di linee nere e grigiastre su tutto il resto ; frequenta le vaste fumare , nidifica fra le biade e sulla terra.] Lai. otis tarda. Gr. ina. Bed Ins. i5C. Certi pollini dell’ottarda , e della gallina pratajuola , rassomigliano in gran parte a’lunghi dell’astore. Ottare, Ol-tà-re. [Alt. e n.] F.L.[e A. V. e di'] Desiderare. Lat. optare. Gr. iiìx,s. Sah'in. Disc. 1. 47* Dice clic questo prodigio era stato registrato negli atti pubblici ; onde vogliono inferire da questo luogo alcuni , che fotte* nehrazionc fosse universale. Ottenere, Ot te-nè-re.[^££.] Conseguire quel che luom desidera 0 chiede , [ Aver la sua intenzione , Pervenire a quello che si vuole. \ Lat. obtincre , ossequi, conscqui , adipisci. Gr. harvyxa.vsiv. Bocc. nov. 38. 10. E molli preghi e promesse grandissime mescolate, mima cosa ottenne. E nov. 3, Pregandolo clic a dovere il suo desiderio ottenere gli fosse favorevole.» Tass. Gev. 4> 43* Ma la bella Co- ridia in sposa ottenne , Cui farlo erede del suo imperio piacque. E 10. 7 o. Ma poco tempo in carcere ci tenne La falsa Maga, e (s 1 io n’intesi il vero) Di seco trarne da quell’empia ottenne Del Signor di Damasco un messaggero. (B) 2 —* Dicesi Ottener il partito , è vale Vincerlo nelle pubbliche deliberazioni. Ar.Eur.38. 65. Con questi ed altri più efficaci detti Fece Sobrin sì clic’I partito ottenne. (Pc) 3 ■— N. ass. Prender piede , Esser accettato , o simili. Dep. Decani. <)5. Cominciarono a introdurre questa scrittura ET, la quale (come si vede) in brieve ottenne per tutto (lat. obtinuit). Borgh.Col i\Jild, 433. Le quali ( colonie ) ec. , se 1’ uso di questa voce ottenesse , dovrebliono col medesimo nome di militari chiamare. (V) 4 — * E nel primo signif. V. Ottenuto. (N) Ottenibile , Ol-le-nì bi-le. Add. coni. Che può ottenersi, Conseguibile. Magai. f.ett. 1. 12. È tanto lontano che la Fede sia un abito naturale ottenibile da qualunque sforzo ec. , che anzi non può riconoscersi per altro, che per. dono gratuito di quello Spirito ec. (A)(*V Ottenimento, Ot-te-ni-mèn-to. [*5Vu.] L'ottenere ; Asseguimento , [60/i* seguimento.'} Lat. adeptio. Gr. i'Tc'lnvgis. Pros. Lior.5. i3f. Nè p 3 8 a rimanendo giammai per l’ ottenimento de’desiderii, per lo sfogo d'11° brame , di necessità vuol ragione , essere di natura infinita quell» radice, cc. Oftentoti. * (Geog.) Ot-ten-lò-ti. Popoli aborigeni dell' Africa meridionale. (G) .»■ Ottentozu.* (Geog.) Ot-ten-tò-zi-a. Sf Contrada dell’ Africa mena 1 naie, così detta dagli Qttentoti che /’ abitano. (G) * Ottenuto, Ot-te-nù-to. Add. m. da Ottenere. Red. Cons. 1 . 11°, ^ è ottenuto fino a qui, che l’ogilope a poco a poco cd insensibilmen è svanita senza venire a suppurazione.» Segner. Mann.Gen. 2 9‘ * Questo si ofllriva o per ottener qualche benefizio, come pace, p sperità , sanità, o per ringraziamento dell’ottenuto, (^ ) Otteiyberga. “ (Geog.) Ot-ter-bèr-ga. Città della Racieia. (G) Otterie.* (Filol.) Ot-tè ri-e. Sf. pi Dono che lo sposo faceva a sposa la prima volta che la vedeva. Gr. OTrrnptx. (Dal gr. op e servatoli , veggente , clic vien da optarne io veggio.) (Aq) Ottersberc.a.* (Geog.) Ot-ter-sbèr-ga. Citta del Regno dLA nn f s * Ottestazione. (Kilt.) Ot-tc-sta-sió-nc. Sf. Giuramento e P re ff l ‘S sterne. Lat. obtcstatio. Gr. s Wi/x»prvfict.Toscanel. Appi ‘ /id Ottica. (Fis.) O’t-ti-ca. Sf. V.G. Lat. optica. Gr.oirri*»i.-(D a ■ e io veggio.) JSel senso più esteso è la Scienza della luce, e della visione, (A) (Cardi) . i „ tva tta a — # Talora prendesi per quella sola parte della seleni . .. i , c g della luce diretta , a distinzione della Diottrica che tratta de riflessa. (Carcn) . 4 al' a 3 —* Dìcesi pure f arte dì fabbricare gli sti'omen sp ed * visione, siano essi diottrici, come le lenti, o eutettici, cor o chi. (Carcn) ,. . > , Y ,scopai 2 —* (Icon.) Donna con Linimenti ottici d'intorno , cioè n telescopio , occhiali , cameni ottica ec. (Mit) nncsdi d te Ottico, (Fis.) O’t-ti-co. Add. e sm. parlando di persona. V studia ottica , e la professa. V. alla v. Ampollina. ( ) . ffioif Ottico. (Fis. cd Anat.)' \_Add. m.Agg. di ciò che concai', i( . Lib- o la vista.) Appartenente alla vista, Lat. optici'»- : j ja patito, cur. malati. Resta offesa la vista, quando il ne; v ,° E appresso j_ Bisogna venire a mcdicamcnb che si E apvr —* Dk 2 —* Dicesi Foro o Forame ottico, /' Apertura roionau u secoll - va alla basa delle piccole ale dello sjenoulc, Nervo GITILE do paio de nervi cerebrali che va dal cervello all'occhio, sema dare, un solo ramo-, Talami citici, le Due grosse prominenze bianche col. locate l’ana allato dell altra nella parte media dei ventricoli Interdi del cervello, e nella disginnzione delle estremità posteriori del corpo strialo. (A. 0.) (0) r , Ottii.e. (Aslr.) Ot ti-Io. Sm.r.G.Lat. octans. La distanza a un pianeta di Ai gradi da! sole, ossia clun segno e mezzo dello zodiaco. E. Aspetto, §■ 3> 2 - (Cosi dotto, perché /p gradi sono l'ottava parte flpl pprcliio*) (A([) (A) Ottilettide.* (Mit.) Ot-ti-lèt-ti-de. Adii. e sf. V.G. T.at. optilelis. Gr. oV r i>.s'ns.(Da oplilos doric. per ophtalmos occhio.) Jgg. dato a .'innerva daLicwgo , il quale l’ eresse un tempio per essere Guarito da una percossa ricevuta in un occhio. Dicesi anche Oftahnitido. (Aq) Ottìlustre.* (Filol ) Ot-ti-lii-stre. Add. coni, composto Di otto lumi, cioè Di quaranta anni. (0) OtiimAmebte , Ot-ti-ma-mén-tc.^cv. In superlativo grado di bene. Benissimo , [A perfezione, Eccellentemente , A maraviglia .] Lat. optane. Gr. fcXTasTx. Bocc. nov. ig. 27. Il quale gm oltunamente la lingua sapea .Lab. ?>4- Tanto mi s’era avvicinato, eh’ io ottimamente la sue elligic raccolta , chi egli fosse e dove veduto ]’ avessi mi ricordai. Ninf.Fies. 373. Il prego tuo sarà ottimamente, Come chiedi, da me" esaudito. Cas. lett. 11. Venendo Monsignor di Lansac ottimamente informato di tutto quello clic cc. Ottimate. (Filol.) Ot-ti-mà-te. [ Add. e sm.] V.I.. Quegli che per nobiltà, o per dignità, o per ricchezza tiene il primo luogo nella repubblica. [Presso i Greci ed i Romani erano la parte del popolo detta c/e’Nobili, Proceri, Patrizii, Magnati, ec. mentre T altra parte formulasi da' Popolari , Popolani , Plebei , ec. ] T-at. ojilimas. Gr. ‘ó U rw àpiirr», Ul.iXiyn.isos. Tue. Dav. ami. 4. 96. L avolo mori per gli Ottimati in Farsaglia. Cile. Geli. 9. 215. Guarda pure un ,0’ bene le città della nostra Grecia , cosi quelle che sono rette da h incipi, come quelle clic sono governate dagli Ottimati ec., e vedrà! che luogo vi abbiano i rei. . . , , , 2 _ » (Arche.) Ottimati chiamavano 1 Latini una delle due parli m cui era diviso il popolo romano : l’ altra era de' popolari. (0) Ottimemmito , * Ot-ti-me-mè-ri-to. Add. m. superi, comp. Benemeritissimo. Berg. (0) -unno Otti,1 estuo , Ot-li-mè-stro. Sm. Corso d’otto mesi. Ruscell. Viso. 3. Berg. (Min) . . . Ottimismo.* (Filo!.) Ot-ti-mì-smo. Sm. Sistema vi cui si sostiene non solo che nel mondo lutto è bene, ma che tutto è il meglio possibile, che Dio non potè far meglio di ciò che fece, e che ciascuna creatura non può essere nè più perfetta nè più felice di dò eh'è per riguardo all origine generale dell’wiiverso.(th>\ lat. oplimus otti ni 0. ) (Ber) Ottisiissimamente, Ot-ti-mis-si-ma-mén-le. [Avv.J superi. c/'Ottiniaincnte. I ìb Muse. 11 sugo della ginestra col vino giova ottimissiinameiitc. Ottimissimo , 01 ti-mis-si-mo. [y/c/c/. m] superi. «/«'Ottimo. Lui. longe oplimus Gr. zrzfià zroXv ^ìXtiutos.Lw. muse. Si c rimedio ottimissimo a quelli giumenti clic hanno le reni smosse Amet. 70. E già sopra Falerno , coperto di vigne portanti vino ottimissimo cc. , eran sditi E ardi. Eredi. 1G8. Questa locuzione è non solamente assai buona , ma eziandio molto ottima , cioè ottimissima , come si dice alcuna volta. , . . - . Ottimista.* (Filos.) Ot-twni sta. Add. e sost. com. du priifessa l ot- OTTiMo”°Ò’t4hmo. [Add m.] superi, di Buono. [ Eccellente, Perfetto, Dicest anche Soprabuono, Arribuono, Bonissimo. V,] L.at. optnnus. Gr zpicTOf. Bocc. g. 3. p. 4. Poi a basso discesi, c veduta l’ampissima «■ lieta corte di qui Ho, le volte piene d’ottimi vini ec., pm ancora il lodarono. E nov. 23. Estimò costui dovere essere ottimo mezzano tra lei ed il suo amante. Cavale. Erutt. ling. Però non vogliamo migliorare, perchè ci paja esser ottimi. Pelr. canz. 45. 4. Anzi vivrà di me l’ ottima parte. Cas. lett. 26. E stalo gratissimo a Nostro Signore il sentire ec. gli ottimi affidi che V. Sig. Illustriss. e Reverendissima ha fatto.» Amili Ant. 2-6. Sì come l’uomo, quando è perfetto , è ottimo di tutti gli animali ; così ec. ( Alla latina : o- mnium optimus.) (B) . 2 __ « Dare nell’ottimo = Colpire, Toccare l ottimo. E■ Dare nell’ottimo. (N) . , , d _ • j d accompagnato coll avv. aumentativo , ma non e da seguire col Più tollerabile col Molto. E‘t. i>S. Pad. 3. i5. Egli è il più ottimo medico, e l più dolce che mai fusse in questo mondo.(V) r.iwntr. i8t. In quelle cose che sono molto ottime alla repubblica sono io bene ammaestralo. (Pr )) Esp. Salvi Possiede e fini- sa* le eoe piu ottime del padre. Fardi. bi\ol. 1O8. Questa locuzione è non solamente assai buona, ma eziandio molto ottima * cioè ottimissima. (N) . ». . 4 (Arche.) Soprannome di Tramino , cui egli prese per secondare ^ la volontà de suoi sudditi.— Massimo. Nome die più d’ordinario davano i. Romani a Giove . (0) 5 _* Ed in forza di sm. Patlav. Ist.Conc. 1670. Ne* ancora lasccro d’osservare , clic sì come il pessimo suol esscie una coiruzione dcl- l’ottimo, così cc. (Pe) , . ». . Ottifepe, Ot-tì-pe-de. Add. coni. comp.Che ha otto piedi.Lat. octipcs. Salvin-^ic Ter. Ed insidile J’otlipede del fiume Predato grand,io.(A) Otti sillabo, * Ot’lì-sMà-bo.AdcLm.comp.Ch'e di olio sillabe.Berg.{0) Ottmacara.* (Grog.) Ott-ma ca-na. Città degli Stati Prussiani , nella piovincia di Slesia. (G) . 7 ,. n7 Otto. (Arit.) O'L-to. {Add. com. e sm. videe lì porne numerale [che contiene otto unità.}. La ' octo. Gr. oV.Wg ( F contrassegnato nelle lingue ebraica, siliaca e caldaica dalla lettera hheth. I n p e rs. hest ne’ vavii dialetti teutonici dito , aktho , eahta , cd ahtan , in ted ’acht, in isved. otta cc. ec.) Bocc. nov. 18. 35. Avca l a Giannetta avuti di Giachetto già più figliuoli, de’quali il maggiore non OTTOLEARE 7 o5 averi oltre ad otto anni Dant. Inf 27. *;5. E quegli attorse Otto volte la coda al dosso duro. Red. Cons. 1 . iji. Questo siero lo prcn* dirà per otto giorni. a — * (Chir.) Diccsi Fasciatura ad otlo , od Otto in cifra. Quella fasciatura le cui circonvoluzioni s ’ incrocicchiano , e firmano un 8 . Serve a comprimere le articolazioni , od a tenere Jenni ì rimedìi topici che vi si applicano. (A. 0.) 3 — * (St. Mod.) Titola che si dava ad un Magistrato Fiorentino , composto di otto individui , e volendo nomarlo dicevasi appunto Gli Otto , o gli Otto di balia. F. Balìa, 5- (A) (N) Ottoaceno, Ot-to-a gè-m. [Add. e sm. Lo stesso cheQttogeTmvio.F.ìLot. oct'igciiat ius. Gr. oySoyjy-ovrxiTr,?. Buon.Fier. 5 2 . 1 . Ottoageno l’un, l’altro di pochi Anni di lui più grave.» E Salvili. Annoi, ivi'. Ottoageno dal lat. octuagenus *, ma questo non è buon latino , dovendosi dire octogenus , e octogenarius. (N) Ottobef.to , * Ot-to-bèr-to. JS. pr. m. Lat. Oetobcrtus. Lo stesso che Oberto- F. Q3al celt. o<, ovvero od sopra , c da bordi bello , eccellente 5 cioè Bello, Eccellente in supremo grado.)(ll) Ottoblefaro. * (Bot.) Ot-to-blè-f’a-ro. Sm. F. G. Lat. oetoblepbarum, (Da octo otto , e llepharon palpebra.) Genere di muschi da Uriilet stabilito con alt une specie del genere buyuin, e contraddistinti da un peristomio a cinque denti. (Aq) Ottobre, Ot-tó-bre. [Sm. ISome deli*] ottavo mese dell' anno , secondo gli [ustionami , ed il decano dell'anno volgare. — , Ottobrio, sin.] Lat. octobcr. Gr. , Teod. Gaz. Bocc. g. 5. f. 4 . Monna Simona imbotta imbotta, e’non è del mese d’Ottobre. Dant.Pu‘g. 6 . ijj. Che fai tanto sottili Provvedimenti , eli’a mezzo Novembre Non giunge quel clic tu d'Ottobre Gli. Boez. Fardi. 1 . 2 . Qual possa e faccia sempre Naturai base, o pio voler divino , Versar Giugno le biade , Ottobre il vino. Ottobrio , Ot>tó*bri-o. Sm. F. A. F. e dC Ottobre. Bemb. lett. fan. 8 . 3. Berg. (Min) Bemb. Leti. 1 . 11 . A’ j 3 d’ottobrio 1533. E t . 5. 11 . 63. A ili 14 ottobrio. E n. 6 J. Alli i5 di ottobrio. E n. 2 .^ 8 . Alli 8. ottobrio i53ij. E n. 2 jo- Alli i3 ottobrio 1534- E 7/ * s5o. Alli 16 ovvero 17 ottobrio i534- (N) Ottocare, * 0ttò-ca-rc , Ollacbero. N. pr. m. (Dallo slavo otac padre , e har grazia, benefizio , favore : Favore , Grazia del padre.)-— JSome di due re di Boemia . (0) Ottocennovartacirque, * 0(-to-ccn-no-vnn-ta-cìn-quo. Add. com. e Sm. J\ r ome riunì, comp. che vàie Otlocenionovantacinque.Diod.Gen. 5 . ir. Così tutto’! tempo cheMahulalei t visse fu ottoccnnovantacinque anni.(N) Ottocerquararta, * Ot-to-cen qua-ràn-ta. Add.com. e sm. JS r omc nwn. comp. che vale Oltocentoquaranta. Diod. Gen. 5. f ». K Chenan , dopo eh’ ebbe generato Mahalalect , visse oltoccnquaràntf anni. (N) Ottocensette , * Ot-to-cen-sèt-te. Add . com . e sm. Nome nwn. comp. che vale Ottocmlos' tle. Diod . Gru. 5. 7. E Set, dopo eh’ebbe generato Enos , visse ottocensetlc anni. (N) Ottocentesimo , Ot to-cen*lè si*mo. [Add. m. num. comp. ] Che contiene e compisce il numew di ottocento. Lat . octingrntesimus. Gr. OKTce.xoa-tG(TTos. Tac. Dav. ami. 11 . i32 La festa de’cento anni si vede questo ottocentesimo dopo Roma edificata. Ottocemto j Ot-to-còn-to. [Add. com. e sm. comp • indecl. ] Nome numerale che contiene otto volte cento , Otto centinoja. Lat. octingenti. Gr. OKTa.y.o(TiGt. G. F. 7, 10 . 2 . Udendo lo stato del re Carlo suo cugino , passò di Tunisi in Puglia con più d’ ottocento cavalieri spa- gnuoJi. Serd. Star. 3. 12 J Ciascuna di esTr l ;. Pros.Fior-5 . 22 . Oltre alla messa, clic sino f ultimo giorno della sua vita,benché ottogenario, senza intermissione celebrò, ne faceva poi ec. Ottogimà. (Bot.) Ot-to-gì-ni-a. Sf. F.G.LaU octogynia. (Da octo otto, e gyne donna, c per estcns. pistillo.) Lo stesso che Octoginia./^.(Aq) Ottogino. * (Bot.) Ot-tò-gi-no. Agg, di Fiore che contiene otto pistilli, Diccsi anche Ottoginico. (A. 0-) OrroGORO.* (Geom.)Ot-lò-go-no.^^A e sm. V.G.Lat. oclogonus.(Da odo otto , e gonia angolo.) Figura di otto angoli e di altrettanti lati ^.(Aq) 2 — * (Milit.) Fortezza con otto bastioni. (Aq) Ottoleaue , Ot-to-lc-à-re. Att. F, A. Lo stesso che Otriare. F. e di* Concedere. Gr. S. Gir. 3g- Non vi guardate pur solamente delle fem- 706 OTTOLEATO mine , che vi sono vietate , ma ancora dalle vostre mogli medesime che vi sono oltolcatc. E 5 . Santo Girolamo disse che i lolle giudicamcnlo Iddio lo vieta, ma lo gastigamento oltolea a tutti coloro clic in prima si sono levati da’loro peccati. ( V) Ottoleato , * Ot-to-lc-à-to. Add. m. da Ottoleare. E.A. Lo stesso che Oti iato. V. e di’ Conceduto. ( 0 ) Oitoi.ino , * Ot-to-li-110. V pr. ni. diin. di Ottone. Lo stesso che Ottonello. / . (B) Ottomannico. (St. Mod.) Ot to-màn-ni co. Add. pr. ni. Appartenente all Ottomano. Tuvchesco. Franco Leu. lib. 2. Berg. (Min) Ottomanno. (St. Mod.) Ot-to-min-no. Add. e sm. Turco , e propriamente Turco della stirpe principesca. (In ar. osmamj, onde nsmnnjet paese degli Ottomani.) Salvili. Centur. 1. Disc. 07. La tirannia otto- manna ha rapito a’ Greci lo Stato e l’Imperio , ma non la sovranità delie lettere. (A) (B) Ottomano , * Ot-to-mà-no. N. pr. in. Lo stesso che Osmano. ( In ar. osmanij.) (0) 2 — * (Gcog.) Impero Ottomano , Impero della Porta Ottomana. Così chiamasi il complesso de’ possedimenti del Gran Signore, cioè la Turchia europea, la Turchia asiatica, pio te dell'Arahia e l’Ezitto. (G) Ottomila , * Ot to-mi-la. Add. coni, e sin. num. conqi.Bemb.Si Inr.i.sì. figli lasciati cavalli, c fanti ottomila alla guardia del Pegno ec. partendo si posero in camino. Vii. SS. Pad. 1. 253. E bène ottomila servi , eh’ avea fra maschi c femmine fece liberi. (A) Ottonaio. (Ar. Mes.) Ot-to-nà-jo. [Add. e sm.J Quegli che lavora l’ottone. Vit. Benv. Celi. 53 . Era figliuolo d’ uno ottonajo spagnuolo. Buon. Pier. 2. 3. 4• Perocché gli ottonai Non stan ben fra gli orefici , e i chiavari Fra i fondachi de’ panni.» Biiklin. Voc. Dis allav. Ottone. L’ artefice che fa professione di lavorar d’ ottone , dicesi ottonajo. (N) Ottonario , Ot-to-nà-ri o. Add. in. V. L. D’otto. Lai. octonarins Mor. S. Greg. Per questo numero settenario si significano le cose temporali , e per lo numero ottonario le cose eternali. 2 —* Parlando di Versi, vale Fi otto sìlhdie. Salvia. Cas. A scriver le tragedie sul bel principio i tetrametrio trocaici ottonarii essere stati soliti eli adoperarsi. (A) (N) Ottone. (Chini ) Ot-tó-nc. [,Vm. Lega metallica di color giallo, composta di rame e zinco, nella proporzione di uno a tre. Dicesi anche Rame giallo pel suo colore, e una volta Rame alrhimiato. Poeticamente 0- ricakm, e anticamente Latone. P ] Lat. aurichalcum, aes coronarinm. Cr. épdx^nos. (Detto da’Napolitani altane, viene dal lat. barin iaton,che tr ovasi negli antichi monumenti in questo senso medesimo, e che proviene dal celi, iaton o laltwm che nc’dialelti brett. c gali.valser lo stesso. In frane, laiton, in Miei, latici!, in isp. Iaton, in belg. lottoen ottone. La l è stata ritenuta per articolo, e però staccata dal resto.) Lib. slsfn l. L’astrolabio si punte fare di tutte quelle cose, di che si fac l’alcora ec.; nondimeno quello che gli savii trovarono per lo migliore, si è che si faccia d’ottone, perche è metallo forte, né noti si torce tanto. Liv. Dee. pr. Ordinò dodici sacerdoti a Marte. e donò loro cotte dipinte con una piastra d’ottone nel petto. Lib. Seni .Meglio vale turbo oro, che rilucente ottone.» Buldin. Voc. Dis. Ottone dicesi anche oricalco dalla voce greca , imperciocché siradi rame , eletto da Greci chalco , ed a forza di fuoco e con molti ingredienti si conduce al color dell’ oro ec; Serve a’ nostri artefici per varie opere, come vasi, o piceli di vasi, candcllieri e talvolta anche statue: fondesi come gli altri metalli; ma per essere di sua naturi un po’più crudo , si liquefa assai più facilmente degli altri. (N) * — [Nel numero del più, Ottoni] per Arnesi fialidi colai mclaila.Cant. Cam.225. Di racconciar ottoni, rami cstagniMastri lombardi siamo. 3 —* (Milit.) Luogotenente, Ajattinte d’altri ujfizicdi graduati nella legioneromana B. Giamb. Trad. Vegez. Gli ottom sono detti daottarc.(Gr) Ottone, * Oto , Otnne, Ottolino, 'Ottonello. N. pr. m. Lat. Otho.(Dal ce'lt. ot sopra, ed 011 eccellente; eccellente in supremo grado. ) — Santo vescovo di Betmberga nel secolo xn. , apostolo della Pornerà nio. — Marco Salvio. lmperadore romano successore di Gatba .— Nome di quattro impcmdori d' Alemagna. (B) (O) Oiicìne. * (Hot.) O't to-ne. Add. f. pi. Agg. di foglie se sono in nu- mcro di otto. Bertolnni. (O) Ottonello, * Ot-to-nél-lo , Ottolino. N. pr. ni. dim. di Ottone. (B) Ottopetalo. *(Bot.) Ot-to-pè-ta-lo. Add. ni. f.ostfs SO r/uOì tu j'ftIn. / )) Ottopo. * (Zool.) Ot-lò-po. Sm. V. G. Lat. octopns. (Da odo olto, e pus , pedi s piede.) Cenere di animali midacozoarii, o cefalofori ermafroditi , dell’ordine de' criltobranchi di Blamvillc, o de’cefalo- podi di Cuvier, che prendono tal nome dagli otto tentacoli clic servono ad essi d’organi del molo. (Aq) Ottopodi.* (Zool.) Ot-tè-po-di . Sm.pl. V-G.Lat. ortopoda. (V. o Uopo.) Nome del secondo ordine della prima classe degli animali, delti molluschi 0 cejalopotli, stabilito da Latreille, che comprende quelli provveduti d’ una pelle continua in modo che la testa è poco distinta dal corpo ed è munita di otto tentacoli. (Aq) Ottopouo. * (St. Nat.) Ot-tò-po-do. Add. e sm. Agg. proprio di esseri provveduti diotto piedi , o di otta organi destinati alla locomozione.{A<() 2 —*(Ec d^Sonneli stendardo dripontefìci diviso inatto^fammene.(A<\) 0 TTORocomu.*(Geog.) 0 t-to-ro-còr-ra. fot. cit. dell'Asia nella Serica.lf,) Ottos. * (Gcog.) O’t-tos. Tribù d’Indiani degli Stati Uniti nel ieri i- torio di Missurì . (G) Ottostachto. * (Bot.) Ot-to-stà-chi-o. Add. m. V. G. Lat. octostachyus. (Da octo otto , e stachjs spiga.) Agg. de' culmini che portano olto spighe. (Aq) Ottostemone. * (Bot.) Ot-to-stè-mo-ne. Add. m. V. G. Lat. octostc- monus. (Da octo otto , e sternali staine.) Agg. de fiori provveduti di otto stami. (Aq) Ottostii-o. (Archi.) Ot to-sti-lo. Add. e sm. V. G. fot. ortostyhis.(Da e chi otto , c- styles colonna.) Lo stesso che Detestilo. V. (Aq) OTTUSEZZA Ottotono. * (Mus.) Ot tò-to-no. Sin. V. G. Lat. octotonos. (Da octo otto , e tonos tonoA Scala o serie di otto toni. (Aq) Ottovasi. * (Geog.) Ot-to-và-si. Indiani degli Stati Uwti. (G) Ottrettatohe , Ot-trct-ta-tò-re. Add. e sin. V. L. Ublatr.itore , Mormoratore, Maldicente. Lai. obtrcctator. Gr. x.ctx.o\óyos. Fabrin.Sacr. Begli. 5 . ig4- Berg (Min) Ottrettazione , Ot-tret-ta-riò-ne. Sf. V. !.. Detrazione, Maldicenza. — , Obtrettazìone , sin. Mar. Eepiic. Nat. Ani. lib. 2., Fabrin.Sacr. Bega. 5 . i8~J. Berg. (Min) Ottriarb, Ot tri à-re. [Alt V. A. Lo stesso che ] Otriarc. V.Dif.Pac .Clic ’I suo vestimento e la sua vita prende, e prendere intende dalla rendita a lui ottriata ; ed è a dire, clic tutti li temporali a lui distribuire sono ottriati. Ottriato , Ot-tri-à-to. [ Add. ni da Ottriarc. V. A. V. Ix> stesso che ] Otriato. V. Ottuagenario , Ot-tua ge-nà-ri-o.-diW [m. Lo stesso che Ottogenario. V.\ Fr.Giord.Pred.R. Se il santo vecchio ottuagenario cotanto temea ec. Ottundente. * (Tcrap.) Ot-tim-dén-te. Add. coni. Epiteto dato dagli timori sti ai rimedii che supponevano abili a rintuzzare la pretesa a- crimonia degli umori. (A. 0 ) Ottuplo , O’t-tu-plo. Add. m. Che è otto volte altrettanto. Gal. Sist. 3p3. Ed io con armare quel mio pezzo fdìcalanikaj gli moltiplicai la forza in ottupla proporzione , e dove disarmata non sosteneva appena nove once di ferro , armata ne sosteneva più ili sei libbre.(À) Otturamento , * Ot-tu-ra-men-to. Sni. L otturare. — Jfuramento, sm. Più propriamente dicesi dagli anatomici dello stato di qualche condotto organico, le cui parel contrassero cena aderenza che compiutamente o incompiutamente ne distrugge la cavila. (0) Otturare , Ot-tn-ràie. [All. Chiudere o Serrare l apertura con turacciolo , zaffo , o (dirimenti ; Sentire, Stoppare, Suggellare.—, Turare, sin.} Lat. obturare. Gr. à-ro^pirruti. Sega. Mann. Gitigli. 4. 3. Quando noi sentiamo dire clic Iddio indura il cuore di uno , come indurò quello di Faraone ec. , che gli ottura gli orecchi, clic gli offusca gli occhi, ci spaventiamo tosto a questi vocaboli, perchè ec. 2 _* (Mcd.) ' N. pass. Otturarsi, Intasarsi, Ostruirsi, e dicesi d’ini vaso, d' un canale o il' un' apertura organica che pel ravvicinamento delle sue pareti, o de’ suoi margini, o per essere ripieno di sostanza viscosa od altrimenti, non lascia più passare i liquidi ne ciò che soleva attraversarlo. (A. 0 .) Otturato, Ot-tu-rà-to. Add.in da Otturare.—, Turato,.vm. Casngl. Cm-t g. voi. z.pag. ig8.fEdizione de Class ^Essendo la bellezza lontana, qucU’in- flusso amoroso non riscalda il cuore , coinè faceva in presenza; onde i meati restano aridi e secchi, c pur la memoria della bellezza muove un poco quelle virtù dell’anima , talmente che cercano di diffondere i spiriti , ed essi, trovando le vie otturate , non hanno esito, e pur cercano d’ uscire. (B) Otturatore.* (Aliai.) Ot-tu-ra-tó-re. Add. m. Che chiude. Agg. dato a parecchie parli del corpo umano. — , Otturatorio , sin. Lat. ob- tnrator. (A. 0 .) , _ Diccsi Legamento otturatore, la Membrana fibrosa, eh’ e fissa alla circonferenza del foro otturatore-, Foro otturatore o Forame o- vale , il maggiore di 'tutti quelli che sono nello scheletro umano , è situato nell' òsso iliaco alquanto sotto e davanti della cavilli coliloi- dea : per esso passano 1 vasi ed i nervi otturatori^ Nervo otturatore, quello eh' è originalo principalmente dal secondo e terzo lombari , talvolta dal quarto ; Muscoli otturatori: l’esterno è un muscolo della coscia, il quale, dalla faccia anteriore del pube,da quella dell’ischio, e dalla faccia anteriore del legamento otturatore portasi alla parte inferiore' della cavità del gran trocantere , e serve a far girare la coscia in fuori ed avvicinarla alla linea media }/interno è unmuscolo della coscia che si estende dalla parte posteriore del circolo del foro ovale e della faccia corrispondente del legamento otturatore albi cavità del grati trocantere, ravvolgendosi sopra l’ischio e abdaca c vuota la coscia all’ esterno. (A. O.) ( 0 ) 2 — * (Chir.) Strumento destinato ad otturare le aperture anormali di alcune parti del corpo , quando natura e impotente a riparare essa medesima le perdile di sostanza soffrite daqulle parti, fisi vicarie, ne casi di aperture rimaste perniiinenti nel cranio , ne seni mascellai t o frontali , nelle gote , e principalmente nel palato. (0) 3 — * (Ar. Mes.) Parola adattata invaric arii per indicare certe piastre di vetro o di metallo destinate ad otturare qualche orifizio. (O* */ 4 (Chim.) Piastra rotonda di vetro cAe serve a chiudere lorifnto delle piccole campane nel momento ut cui levansi dalle vasche u ?° pneumatiche dopo averle riempiute di u t qualche gas. (D.T.) Ott tra torio. (Anal.) Ot-tu-ra*tò-ri-o. Add . ni. Lo stesso che OUiua tore. (A) ( 0 ) . Ar- Otturatrice.* (Anni.) Ot-tu-ra-tri-cc. Add.f. di Otturatore. Dicesi feria otturatrice, Quel ramo dell' ipogastrica che esce dalle p e ^ vertice del foro otturatore e si distribuisce ai muscoli della pai't tortore o supcriore della cose a ; Membrana otturatrice è lo stesso il Legamento otturatore. (A. 0 .) Ottusamente , Ot-tu-sa-mén-tc. Avv. In modo ottuso . (A) Ottusangola™, * Ot-tfi-san-go-Ià-io. ddel. m. Che ha la. tornio ^ isa n- gola ottuso , o le cui parli terminano ad angoli ottusi . Lat. o gulatus. (A. O.) , , . .. . n-rp- aS olo che Ottusangolo.* (Geom.) Ol-tu-san-%o-ìo.Add. m. Agg. ut J no b abbia un angolo ottuso. (N) acuto e 2 — * (Bot.) "Agg. di Fusto che negli angoli , anzi che essere saglìcntc è ottuso. Berlòlvni . (0) Diteucc. I cti ' Ottusetto , Ot-tu-sét-to. Add. m. dim, di Ottuso. Ln ♦ si* pag. 35g. fGiunti 1Ò62.J Bisognerà pronunziare q«c- ^ s >di im poco più cUusctto , o \uu aperto. (Qui 1,1 1 Ottuso.) (A) (B) (N) . , .. / a a Otttse/.za , Ol-tu-séz-za. Sf. Lo stesso che Ottusila, y . V OTTUSI A SGOLO 2 — Grossolanità, Gi’P M( 'z7.a. Maqnl.jmvt. i.btt. fi. Accennala un po’più brevemente, o dilucidata un po’ meno di quel che avrebbe avuto di bisogno l’ otlu.'czza dell’umana comprensiva, cc. (A) (15 ) Ottusukgolo. (Geom.) Ot-tu-si-àn-go-lo. Sm. canp.Àngolo ottuso, Angolo maggiore del retto. Vivimi. Eleni. Euri. (A) Ottusioke , Ot-tu-si-ó-ne. Sf. Lo stesso che Ottusità. V. (A) 2 ■— (Med.) Certo qual peso e gravezza che prosasi al capo con impedimento al libero esercizio delle facoltà mentali', Stordimento, Stupefazione. lled. Cons. Si querela della gravezza ed oltusionc di testa, che uonle permette lo applicare .asolili e consueti lavori delle, donne. (A) Ottusissimo , Ot-tusis-si-ino. [Add. m.] superi e/’Ottnso Gal. Macch. .Sol. 1J2. Ella non contiene altramente angolo acuto, ma ottusissimo. (Qui nel signif. del §. 7. (/'Ottuso.) Ottusità, Ot-lu-si-tà. [ìiV/i ] ast. d’ Ottuso. — , Ottusitade , Ottusitate , Ottusez/.a , Ottusionc , sin. 2 — Materialità, Rozzezza. Lib.Dicer. Chi ha mai tanta ottusità d’ingegno , ec. Buon. Eier. 1. 2. 2. A quelbaltra, che sgombra ha si la mante E ’l scn d' ottusità , lieve di carne. Ottuso, Ot-tù-so. Add. m. Opposto d' Acuto. [Spuntato.'] Lat. obtusus. Gr. àiuSxés.] Cas.scn.21. Per altra ave ci quadretta ottuse e tarde. 2 — Diersi anche del Taglio di checchessia a'iorachè ingrossalo più non taglia. Tass. Ger. (j. 97. Spezza e non taglia, c divenendo ottuso , Perduto il brando ornai di brando ha l’uso. 3 — [Fig. Agg. d ’Ingegno , Cervello , 0 simili, Tardo , Che difficilmente comprende.1 Atleg. 2 5 2 . I u so poi, che ci son molti cervelli Ottusi , e non capiscono un cotale Avvertimento. Fir. Disc. an. 17. Dimmi adunque, che ìagion ti muove a persuadermi che io mi deliba ritrarre da quello che molli di minore animo , di più deboli forze, di più ottuso ingegno , di più rimessa fortuna hanno osato di fare? 4 — Agg. d’ Uomo, Quello che sta sopra pensiero , che ha l'aspetto di pensare cose gravi e nojose. Baldov.Com. Oass. Vi veggo ottuso assai. Eulv. Maturo un' opra eh’ è di gran conseguenza. (A) 5 — [Agg. di Sapore, parlando di frutti o simili, cioè .V marcato .] Pallini. Marz. 21. Ne’luoghi umidi e paludosi i fichi diventano di sapore ottuso e grave. ( Il testo lat. ha : olitusi saporis.) 6 — [Agg. di Dimostrazione , Oscura,] Grossolana. Dant. Par. 24. off. Ogni dimostrazion mi pare ottusa. Bui. ivi -. Ottusa , cioè grossa e oscura. 7 — (Geom.) Agg. (/'Angolo, Idicesi Quello di <’] maggiore del retto. f E. Angolo, §. 5 , ./■! Benv. Celi. Oref. 81. Andai tessendo un fornello in l'orma d’ angolo otto o. 1 — [Ed in fòrza di sost.] Dant. Par. 17. 1S. Clic come veggon le terrene menti Non capere in triangolo due ottusi, Così vedi le cose contingenti , Anziché sieno in sè , ec. 8 —* (Bot.) Agg. di Foglia, Quella che in luogo di terminare in punta , presenta il suo apice spuntalo e quasi rotondo. (O) ' Ottuso dilli da Materiale, Grossolano. Queste voci possono essere sinonime in i senso metaforico ; onde dicesi Uomo materiale, grossolano, ottuso : Mente ottusa , grossolana , materiale er. Ma nel proprio , Ottuso si riferisce ai colpi la cui estremità non è appuntata ; Materiale indica ciò clic, appartiene alla materia, ed è opposto a Spirituale ; e Grossolano , derivalo da Grosso eh’ è opposto a Sottile , si riferisce alla quantità estensiva. Otutuélà.» (Geog.) O tu-tu-c la. Una delle isole de Navigatori, nel Grande Oceano equinoziale. (G) Orvmo , * Ol-vi-no. /V. pr. m. Lat. Otvinus. (Dal celt. hot foresta e via hello: Bello della lòresta , o sia Bel selvaggio. In ar. ctvan desideroso ) (B) Cualan.* (Geog.) O u a-lan, Strong. Isola del Grande Oceano equinoziale nella parte orientale dell'Arcipelago delle Caroline. (G) Or ATDrsrA.* (Geog.) O u-al-dùb-ba. Sf. Paese deli Ahdsiniu. (G) Guaco.* (Geog.) O-u-a-lo. Sin. Paese della Senegaiuhia. (G) Oc apidia .» (Geog.) O-u-àn-di-a. Città dell’ Indostun inglese. (G) Guada.» (Geog.) 0-u à-ra .Cil. della Nigrizia, cap. del V. di Bcrgu. (G) Guadi,* (Geog.) O-u-à-ri. Arabi della Barberia. (G) Ouamii. * (Geog.) O-u-àr-ri. Città, Begno e riviera della Guinea Superiore. (G) Ot'DASOLi.A.* (Geog) O-u-da-nòl-la. Città dell’ Indostan inglese. (G) Ouni.» (Geog.) O-ù-di. Città della Si gru in nel Boriiti. (G) Or con pagi a . * (Chir.) O-u-lor-ra-gi-a. Sf. V. G. Lat. oulorrhagia. (Da ulon gengiva, e rhagoo io rompo.) Scolo di sangue dalle gengive. (A.O.) Olmi.* (Gei g ) O ù-mi. Sm. Provincia del Giappone. (G) Oimada. * (Gong.) O-n-ni-à-ra. Città dell’ Indostan. (G) Ouosda.» (Geog) O-u-ón-da. Città della Senegam'ia. (G) Ou ou. Voce di lode e di ammirazione. Lai. cu, cuge. Gr. iv, nife. Toc. Diti’. Perd. cloq. /jof. E recitato ch’egli è cc., non se ne là un amico , un divoto , un obbligalo per sempre , ma un ou ou, lodar vano , brillamento che vola. Ocra.» (Grog.) O-ù-ra. Riviera della Nigrizia. (G) Oceica.» (Geog.) O-u ri-ca. Città del Portogallo. (G) Ouscotta.» (Geog.) O-u-scòt-ta. Città dell’ Indostan. (G) Oustiucusa." (Geog.) O-u-sli-u-gì-na. Cn. della Russia europea. (G) Ovaia. (St. Nat.) O-'à-ja. [Sf. Organo interno delle femmine , posto nell’ infimo ventre in luoghi diversi, secondo il diverso genere degli animali, in cui le nova si conservano , si sviluppano e crescono , per passare poi nell’utero de’vimpari e negli ovipari per esche fuori del i'entrc. Sciai donna tale è il nome imposto a due glandule bislunghe alquanto appianate biancastre o rosso pallide, molto dense, grandi come un uovo di piccione , situate sopra i lati dell’ utero , e fanno parte dell’ apparalo genitale interno. Gli antichi le chiamavano Testicoli muliebri, perchè credevano che nelfullo della generazione mandassero un liquóre prolifero simile a quello mandalo dal maschio. I moderni invece ammettono che ciascuna fivaja sia un serbatoio di germi od uova fecondabili ; e chiamano quest’ organo Ovario.] Lat. OVATTA 7°7 ovarium. Red. Esp. nat. 22. Le ovajc fdella torpedine) son (ino .E appresso: In ciascuna delle ovajc si vedevano più di cinquanta uova. E Jns. 35. Le mosche hanno la loro ovaja divisa in due celle. 2 — Per ììielaf. [La borsa detesticeli.] Comp.Munteli. Costui medica a'giovani l'ovaja, E’ncanta i bachi altrui col piombo strutto. 3 — Cascar l’ovaja, fig. si dice di Chi si perde danimo , o s abbatte. , o rimane sbalordito. Lai. animo concidere, Gr. àfò-vixsiv.Alleg, 63. E se queste si ritruovasscro, al povero poeta cascherebbe l'ovaja. Maini. 6. <)4' Q yìl ? dice d Bo , si dà sempre in budella, Sicché uà cascai! le braccia e V ovaja. 2 —* (Bot.) V. c dì’ Ovario. (0) (N) Ovale , O-và-Ic. Add. com. Difigura elittica per la simiglianza col - T uovo .— , Ovato, Aovato, sin. Lai. elliptìci>» , ovalìs. Gr. xoV , J’GtiXrf. Serd. Stor. 3. 24 Questa ha figura ovale, e gira circa a dugento e quaranta leghe. Car. Ictt. 2. 180. La volta poi f è divisa J in uno sfondato di forma ovale nel mezzo , c in quattro peducci grandi in su’ canti. Borali. Orig. Fir. 168. Girando fi* anfiteatro j in figura, come la chiamano oggi questi maestri , ovale. 2 —* (Auat.) Dicesi Centro ovale, Centro ovale di Vieusscn , quella massa di materia bianca che si scorge quando tagliansi orizzontalmente i due emisferi del ceivello, al livello del corpo calloso ; l oro o Forame ovale il Forame otturatore Fossa ovale una depressione ad orli prominenti che sì trova nella parete media dell'orecchietta destra, del cuore nel sito in cui esisteva nel feto il forame ovale del BoUalli. (0 ) Ovatta. * (Mìt) 0-và-na.Z?ea degli antichi Allobrogi, forse corrispondente a Minerva (Mit) Ovante. (Filol.) O-vàn-tc. Add . com.Trionfante, secondo quel minore trionfò de' Romani che fu appellato Ovazione. Del Rosso Svct. 226., Faust. Filip. ifi Berg. (Min) Tue. Dav. ami. 2 . 6fi Ordinarono i Padri , clic «gli c Druso entrassero in Roma ovanti. (N) Ovàr.* (Geog.) Citta del Portogallo. (G) Ovari. (Mario.) 0-và-ri. Sm. Un bastimento di- due alberi con due vele triangolari, la parie superiore delle quali è inserita ad un pennone, e la parte itderiore è puerilità dì anelli, i quali scorrono lungo Calbero ; e quando la vela è issala , il pennone si solleva verticalmente nella, direzione dell ’ albero. (S) Ovario.* (St.INat.) O và-ri-o. Sm. Lo stesso che Ovaja. V. (A.0 .)Ccd 7 w Lez. F«condazionc dell’uovo nell’ovario. (N) 2 •—*(Bot.) Quella parte del fiore nella quale vengono racchiusi i semi : è collocato alta base del pistillo e dopo la fecondazione di esso sopravvive alle altre parti del fiorc\ pervenuto alla maturazione prende il nome di Frutto o di Seme. Si chiama semplice, quando Ufi ore non ne contiene che un solo; moltiplicato, se ve itha due , tre o più . Alcuni lo chiamano Ovaja, ma pià generalmente Germe o Embrione. Bertoloni. (0) 3 — * Considerato nell ’ apparenza V Ovario è nudo, coperto, immerso nel calice e nel ricettacolo ; considerato nel numero , è semplice, moltiplicato ec. 5 considerato nella pn>p<>rzione, è lungo, corto, cortissimo oc.; considerato nella situazione , e supero, infero re.; considerato nella forma, è puntuto, acuminato, cuspidato, olluso, dentato ec. ; considerato nella superficie , è striato, solcato, scabro, peloso ec. indi è che i botanici traggono dall' ovario 1 più sicuri e naturali caratteri per determinare molti generi e moltesuecie di piante . Bertoloni. (0) 3 — * I crittogamisti danno questo nome al rudimento del frutto che consiste in un corpo bislungo, ristretto alla base, c come, inviluppato dalle faice della calittra. Bertoloni. (O) Ovarionco.* (Cliir.) 0-va-ri ón-co. Sm. Tumore fermato dall'ovario o didla tromba di Fall-oppio. Prende anche i nomi di Ovarioucia e di Ovarionzio. Lat. ovariuncus. ( Da ovario . e dal gr. oncos tumore ) (A. 0.) (Aq) Ov a rista . (Med.) O-va-ri-sfa. Add. e sost. com. Chi sostiene lagene- razione de* vivipari , secondo il sistema dell 1 ovaja. (A) Ovarite. * (Chir.) 0-va-n-te. Sfi. Infiammazione dell'ovaja. Lat. ova,- ritis. (A. 0.) Ovas. * (Geog-) O'-vas. Popoli del Madagascar. (G) Ovata. (Ar. Mes.) 0-và-ta. Sf. V. e di* Ovatta. Magcd. Leti. (A) Ovatino , 0-va-tì-no. Sm. dim. di Ovato. Bald. Dee. Dipinta dal medesimo in un ovatino di poco più di mezzo palmo. (A) Ovato , O-và-to. Sm. Spazio di figura ovale. Car. leu. 2. ì8o. Continuandosi l’uno con l’altro luogo le facciate, abbracciano il sopraddetto ovato. Borgh. Rip. 21. Da cui legate pendono in tondi ed in °vati , diaspri , rlitropii , amatisto , ec. Ovato. Add. m Lo stesso che Ovale. K. Lat. cìlipticus, ovali*. Or. e^.\£/7r 'Tiy.óf. Sagg. nat. csp. 18. 11 suo movimento nou è piu pernii asse verticale , ma par fatto per una spirale ovata. E 133. Pensammo a fare una palla d’ argento ec. dì figura ovata, tir. Dial. hell.donn . 404, Molti bau detto che vorrebbon esser fgli occhij lunghetti, altri ovati , che a me non dispiace. E 4 2 4 * Eolie polpe grosse quanto bisogna , bianche quanto la neve , e ovate quanto richiede- 2 — ' (Bot.) Agg. iti qualunque parte die piùlunga che larga e nelle due estremità rotondata , la superiore dellequalialquanlopnistre.ua delle inferiori, per cui s'assomiglia in qualche modo ad un uovo di gallina. Dicesi Ovato rovescio o all’ opposto , se f estremità della parte a cui si applica quest’epiteto è più larga, che lunga ; ed Ovato storto , se la. cosa descritta ha una parte più bassa e più piccola. Bertoloni. (0) Ovatta. (Ar. Mes.) 0-vàt-ta. Sf. Nome dato in addietro a’ fiocchi setacei contenuti ne’gusci dell’ apocino , ed impiegati non solo a far morbidi materassi e cuscini, ma anche ad ovattare gli abiti, il che fece dare a questa pianta il nome di Pianta da ovatta. Ma dopo che il cotone divenne comune in Europa, si fabbrica arlifiziaimente o- vatta da potersi sostituire alla naturale dell apocino ; e pero essa è era, un certo come Feltro di cotone , che serve per mettere nelle falde A. 7 o8 ovattare tra il panno e la fodera delle giubbe e d' altri vestimenti , acciocché stiano ben distese e tengano p’à caldo .—, Ovata, sin. (Dal frane. ouate , che proviene dal ted. watt del senso medesimo. Detto dagli Svedesi wndu, da’ Napolitani guaito o unito.) Bisc . Ann. Eag. (A) (D. T.) Magai, lett. f 4 * Motivi clic ho per dubitare se l'ovatta sia lanugine del beidclzare. (L’Alberti lesse ovata.) (N) 2 — Cofl anche dicesi , e più comunemente in Roma, una sopravveste da camera imbottita di tale feltm. Magai. Lett. (A) Ovattare.* (Ar.Mes.) O-vat-tà re. Alt. Mettere l’ovatta ne , panni.(D.T ) Ovazione. (Arche.) O-va-si-ó-nc. [A/.] E". L. [Trionfo minore , che per consenso del Senato romano veniva dato a qua’capitani che avevano riportalo tuia illustre vittoria , ma non tale da meritare gli onori del trion fo : camm iiavano essi in questa festa militare o a piedi od a cavallo incoronati di mirto , ed erano condotti in Campidoglio, ove sa- grificavano una pecora ,] Lat. ovatio.^/'.^p/a^cs Ikvlttoiv, (Così detto, secondo alcuni, da ovis pecora, o sia dall’animale che in simili contingenze si sagrificava nel Campidoglio. Secondo altri, viene dal lat. ovo io ini rallegro, io esterno la mia gioja con la voce : ed altri hanno altre sentenze che sembrano mcn vcrisiinili della p rima.)Lìv. Dee. 3 . AH* altro consolo fu conceduto un minore onore, il quale c chiamato ovazione, c così entrò nella città. Bui. Par. 6.2-. Ebbe l'ovazione , che è secondo lo trionfo, ma è bella eccessivamente , per nuovo modo d’ onore. Ove , O'-ve. Avv. di luogo e non che di stato in luogo, ma anche fu usato per espressione di moto a luogo [Dicesi anche poeticamente ’U, ’ 0 ,’Ve.] Dove. Lai. uhi, quo. Or. ^ot, to/. (Tuttoché questa voce, secondo i più, derivi dal lat. ubi} ben sembra al Giatuhullari checi venga da Tedeschi, i quali hanno wo nel senso medesimo. In oland. dicesi waar , in isved. hwar , in sass. hwaer , in ingl. where', voci tutte in cui il ve è radicale.) Bocc- nov. s 3 . 2^. Ove fostù stamane poco avanti al giorno? E nvv.Si.i 3 . La notte era sì huja e sì oscura, che egli non pelea discerncre ove s’andava. Eiamm.5ni. 0 figliuola, ove coiri? qual furia ti sospigne ? cc. ove vai tu? aspettami. Dant. Jnf 2. 7/. \ egno di loco, ove tornar disio. E Pur. 2. 25 . Giunto mi vidi ove mirabil cosa Mi torse ’l viso a sé. Petr. son. 1. Ove sia dii per pmova intenda Amore, Spero trovar pietà, non che perdono. E »6.Vomnienc in guisa d’oiho senza luce, Che non sa ovesivada, e pur si parte» Bcmh.rim. 1 7. Ecco ove giunse prima, c poi s’ assise, Ove ne scorse, ove chinò le ciglia, Ove parlò Madonna, ove sorrise. 2 — * In vece di Ove che , massimamente net verso. Lat. ubictimque. Petr. p. 1. canz. 7. I’ 1 ’ ho dinanzi a gli occhi , Ed avrò sempre , ov’io sia in poggio , o ’n riva. Morg. 7. 7/. So che sempre , ov’io sia , 1’ amerò morto. (Cin) 3 — In vece di Purché , Casochò , Con questo patto clic. Lat. dum- modo. Gi\ luv. Bocc. nov. tg. 33 . Ove voi mi vogliate di speziai grazia fare di punii e lo ’ngamiatorc , e perdonare allo ’ngannato, io la farò qui in vostra ed in loro presenza venire. E nov. 27. 35 . E però quello che ti piace addomauda , che senza fallo , ov’ egli avve- gna che io scampi, io lo serverò felinamente. £ — Per A rieoutro di che, In cambio di clic. Lui. contea vero, cum. Gv. ore. Petr. son. 4 i% Lagrime triste , c voi tutte le notti M’accompagnate, ov’io vorrei star solo. Bocc. nov. 77. 5 g. Di tanto mi dolgo torte, che la ’nfcruiità del mio freddo col caldo del letame puzzolente si convenne curare, ove quella del tuo caldo col freddo del- 1’ odorifera acqua rosa si curerà. 5 —- * Per Nel qual termine , Allo stesso modo che Ivi. Dant.Purg, 3 i'• La bella donna nelle braccia aprissi, Ahbiaccioiunn la testa c mi sommerse, Ove convenne ch’io l’acqua inghiottissi. (N) 6 — Per Ogni volta che , Quando. Lat. ubi , quando. Gr. órs. Bocc. nov. gg. 21. Che che di me s’avvegna , ove tu non abbi certa no velia della mia vita, clic tu in’ aspetti un anno ed un mese ed un di senza rimaritarti, 7 — * Per Qualora , Mentre. lat. sin antrni , dura , ec. Bocc.g. a. fi. io. Se essa dice , che cosi sia , come voi dite, quello,die voi medesimo vorrete , per riscatto di lei mi darete ; ove così non fosse , voi fareste villania a volerlami torre. Petr. p. 3 - canz. 6. L’anima, a cui vieu manco Consiglio , ove ’1 martir 1 ’ adduce in forse. (Cin) 8 — Per A tale età , stato o simile. Petr. son. 4 lì • 1 >I11 ' vivendo vernasi ove deposlo In quelle caste orecchie avrei, parlando , De’ miei dolci pensier l’antica soma. (Piocedeiulo negli anni , io salvi giunto a tale età, che senza sospetto avrei potuto mqcontare a Laura le mie pene. .'( V ) 9 — inferno a persona. Fav. Esop. n. Lo semplice , che si fida , e non pon mente con deliberazione ov’ egli (a cui cglij faccia la sua limosina , cc. ( L'edizione diPadova iò’n apag. 6ha .. dovi gli ec.) Gì:in. teli. Pini. ant. (Nota q6i. Guitt. lett.J Perche d’alcuno modo lui parvente Sia quella dolina, ov’egli è intenditore. (Di cui è innamorato.J (V) I o — Bi/cnto a scrittura o a discorso. Fit-S. Gio. Bat. 265. Là, ove io ho detto che Piero e Andrea tossono de’discepoli suoi , non l’ho detto perdi’ io Io sappia per fermo , ma pcnsomi ec. (V) II — Usalo iu vece del relativo ne' casi ohbliqui , [e vale A 1 quale o A’quali , Alla quale o Alle quali , Nel quale ei Ne’ quali, Neilaquale o Nelle quali.] Pianini. 1. 3 Quanto inganno sotto sé qudla pietà nascondeva , la quale ec. partitasi dal cuore, ove mai più non ritornò, fattizia si mosti ò nel suo viso. Petr. canz. g. 6. Ch’ assai ti fìa pensar eli poggio in poggio , Come ni’ ha concio il foco Di questa viva petra, ov’io ni’ appoggio .«Sentenze Morali ec. Milano, Stella 1 3 zj. Sentenza 24. I. Il Savio mai non rade in cosa, ove si conviene guardare. (Min) Dant. Conv. fi- 29. Siccome un pomo maturo leggiermente, e senza violcnzia si spicca dal suo ramo, cosi la nostra anima senza doglia si parte dal corpo , ov’ella è stata. Petr. p. 2. 34 - Le- vommi il inio pensiero in parte ov’era Qudla ch’io cerco e non ritrovo in terra. (Cin) 12 — L /óipi’resentti altri casi, e questi accompagnati sempre ila qual- OVIDIO che pivposizioiie.) Cr. 9. 63 . 4 - L’ erba, ove sarà la brina, ovvero la pruina , genera loro infermitade. « Petr. p. 1. fi-]. E benedette siali tutte le carte , Ov’ io faina le acquisto. (Citi) 13 —* Usalo in forza di Ora o simile , ne' trapassali. Pecor. g. 6. n. 2. Ove costui la pregò più volte. E g. 7. 11. f.Ov’c, disse fra se medesimo. (V) 14— * Tiene inchiuso talvolta V antecedente in se stesso.Bocc. g. g. n. 1. La notte era sì oscura , che egli non poteva discernere ove s’andava. Petr. p. 1. 85 . Noti veggio ove scampar mi possa ornai.(Cin) i 5 — * Unito a Là forma l avverbio Là ove. F. (N) Ove diff. da Dove , ’U , In dove , Laddove. Ove dicesi, ancora parlandosi, iu Toscana, e in alcuni dialetti riticnsi eziandio l’ ’ £ 7 , it quale è poetico. Ma nella lingua parlata e nella scritti altresì non mai si direbbe Di ove, Fin ove, Fin a ove, come dicesi Di dove, Fino a dove, Fin dove. E cosi sostantivamente II dove. Nè Dove si può scambiare con Ove , allorché ha senso di mentre. In dove usa qualche dialetto in Toscana e fuori in forma interrogativa , o in forma dubitativa o inquisitiva Come : Non so in dove si sia cacciato, in dove sarà egli ? Là dove è più determinato di Dove , ed indica un luogo, un tempo più preciso. Talvolta per altro è pleonasmo, come nel verso Del bel paese là dove il sì suona. Ove che. Avv. di stalo e di moto. In qualunque luogo , Dovunque ; [che talora dicesi anche Ove. F. Ove, §. 2. —, ’Ù che , sin.] Lat. ubicunque, quocunque. Gr. aitai Ut ihzvKaio, aitavitip òli. Bocc. g. 4. canz. 5 . Ch’ ove eh’ io vada , il sentirò minore. Filoc. 2. 129. Or ceco , anima graziosa , ove che tu sii, rallegrati , chò io m’apparecchio di'seguitarti. E 3 . 2 56 . Caro amico, ove clic tu vada, le tue lagrime mi bagneranno sempre il cuore, Petr. son. 192. Tal la mi trovo al petto , ove eh’ i’ sia. 2 — * Si uwa anche usalo pel semplice Ove. Bocc. Ninf. Fies. 98. E come piacque a Amor , giunse ad un varco, Ove ch’eU’era, presso al trar d’ un arco. (Cin) Ove che sia. Posto avveri). Lo stesso che Dove che sia. Lat. ubicunque. Gr. oitovirtp àhi, Ninf. Fies. 7/. Paura avendo che non fosse stato Da qualche bestia morto , ove che sia. fi edizione di Londra 1J-8 ha . . Da qualche fiera.) (B) Oveglia , * O-vé-glia. Sf. F. A. F. e di' Pecora. (Dal frane, on dile.') Comm. Dant. Par. g. Ed hanno di lui fatto lupo, e sonno disviate tutte l’oveglie ed agnelli della propria pastura. (Lui altro Codice ha : le pecore e li agnelli.) (N) Oveolito. * (St. Nat.) O-ve-ò-li-to. Sm. Fossile somigliante ad un piccolo uovo. (Da ovo , e dal gr. lithos pietra.) (Aq) Oveba , * o’-ve-ra. Sf. F. A. F. e di’ Opera. Fr. Bit ih. ?> 5 g. 5 . Perch’io crcdca, che qual fu il minoro Di que’che di sue overe toccaro, Trasse ogni atto a pensata dirittura (V) Ovebaggio , * O-vc-ràg-gio. Sm. F. A. Lo stesso che Ovraggio. F. e di' Opera. G.F.10. 118. Saturno... è Io Dio de ’1 (voratori, ma più vero la sua influenza porta molto atl’overaggioc semente delle ten e.(Pr) O verajiekte. Avv. Che pure si scrive Ovverameutc. Lo stesso che O vero. F. Lat. sive, aut , voi. Gr. e , tire. Mor. S. Greg. La verità della simulazione , o veramente la ’nfmgardia della morie. Overare, O-ve-rà-re. [Au. e 11 .] F. A. F. e dì Operare. Amet. 38 . Alla nostra non fora mai eguale La sua potenza, quantochò si dica Che molta fosse già in overar male. Overatore , O-vc-i a-tó-rc. Ferb. in. di Overare. F. A. F, e di' Operatore. Guitt. Lett. to. 75. Quanto gente è più mistici', gensore dimanda overatore. (V) Ovrid.-siu,.'.Grog.) O-vc-ris-scl,Over-Vssrl..V//i.Lflt.Transisalania, Tran- sisalana. Prov.de’ Paesi Bassi, così della dal fiume dello stesso nome.(G) Overlasdi.* (Marin.) O-ver-làn di. Sm. pi. Nome di certi piccoli bastimenti che navigano sul Beno e sulla Mosa. (In ingl. over land , in ted. oben lana sopra terra 1 e vuol dire Naviglio che non si allontana dalla terra.) Sav. (O) Overo,* O-vé-ro. Congiunzione disgiuntiva o dichiarativa F. e diOtvero, O vero. Betnb. Ist. Fin.' 1.8. Ella 0 a fuggirsi sarebbe stata coli- stretta, overo in Conslantinopoli in seevitò condotta. Dal. Fit-P ltl 61. (Napoliij 3 o.J Sicché potesse dirsi, che la faccia fosse arguta e loquace ; overo , che per l’arte del pittore apparisse tale. (N) O vero. Che pur si scrive congiuntamente [Overo e] Ovvero.Lo stesso che O congiunzione separativa. [Dicesi anche Ossivvero, O si vero» O si veramente, O veramente, Ovveiamcntc.J Lat. aut Gr. Darti. Puig. 3 i. 7 1. Con mcn di resistenza si dibarba Robusto ce. ‘‘ o vero a nostral vento, 0 vero a quel della terra di Jarba Petr. sor. 2. O vero al poggio faticoso cd alto Riti-anni. 2 — \_È anche particella dichiarativa e dinota medesimezza di se * timento tra due termini che possono parer diversi. Lat. hoc est, “Ir 5 ' f G.F. 1. 2. 1. Nembi-otte il gigante fu il primo Re, o vero retto- e ragunatore di congregazione di genti. . Ovest. (Marin.) O’-vcst. Sm. Uno de’quattro punti cardinali delt i r ^ zonte che trovasi opposto dàimctralmenle all'Est. Esso è l’àilersec^ zione del primo verticale e detl'orizzonle dalla yurte ove U noie i # monta. Il punto in cui esso si nasconde allorché sta sull equi 1 chiamasi l’Ovest equinoziale , o vero Punto dell’Ovest. Q aest ^„ed rota è principalmente usata da’ marini per dinotare il tramo"j ices i i venti che snfiiano da quella parte. Pili italianamente pn “ ^ ;li; _ Occidente o Ponente. (Dal gerra. west, che in teutonico, s a?s tico , tedesco , inglese ec. vale il medesimo.) (A) (G) Ovidia , * O-vì-di-a. jV. pr. f. Saldili. (N) ,/ ndtlio.P'' : ' Ovidianamente, * 0 -vi-dia-na-mén-te. Avv. Alla maniera ai ‘ scianes. Serg. ( 0 ) Omdiano , * O-vi-di-à-no. Add. pr. m. Di Ovidio. (»! Alten- Ovimo , * O-vì-di-o. N.pr.m. Lat. Ovidius. (Favolici '; n i.lavo dal eelt. uidh favore , attenzione. In tal. vidi io yu > ,q ason j, -.:.... .2....- ..A n.,U .avvolto.) — I um* to , LIUl A*.*..- —- , --—- . . vvù/jcùi esaminai**-, riconoscere, ed ovn ravvolto.; • OVJDÌOPOLI Pceta del tempo di Augusto, nato in Solmorta. — Romano che ac- compagno Antonio suo amico esilialo da Nerone. (B) ( 0 ) a — * (Grog.) Città della Nuova Yorch. (G) Gvidiofoli. * (Gcog.) O-vi-diò-jio-li. Città della Russia europea. (G) OvirOTTO. (Anat.) O-vi-dót-to. Sm. Lo stesso che Ovidutto. Y. (B) Ovidutto. (Anal.) O-vi-dùt-to. [Am.] Y.Ì-. Canale membranoso [ che trovasi in molli animali ,] nella cavità del eguale cadono le uova che dall’cvaja sì staccano, e per esso si conducono all'utero, \p fuori del corpo.finimenti dicesi nelle donne Tuba falloppiana o dell’alloppio.—, Ovidotto, sin-] Lat. ovidnctns. Red.Esp.nal.42. Dalle dncovajc si spiccano due canali, che terminano ne’due ovidutti; in uno di questi ovidutti erano sei uova.» E nel Diz. di A. Pasta. Dall’utero di qual.-isia femmina nascono due corpi in foggia di trombe, clic perciò Tube Falloppiane dal nome del pruno osservatore sono state chiamate, ed ora con nome di ovidutto si dicono da’ moderni. La pili sottile estremità di queste tube , o ovidutti , nasce dall’utero ; la più grossa estremità , la quale lia un forame apei to nel mezzo , dopo alcuni ravvolgimenti , va a terminare in vicinanza dcll’ovaja delle femmine, e si congiugne poi con essa ovaja , mediante certe fimbrie intagliate a guisa di foglie, onde l’uovo maturo c fecondo, mentre è cacciato fuor dcll'ovaja tra le pieghe di queste fimbrie, va ad entrare nell’ovidutto per quel forame , clic è aperto nel mezzo dell’ estremità di esso ovidutto , c così per esso sdrucciolando va a portarsi urlla cavità dell’utero. (IN) Oviedo.* (Geog.) O-vie-do. Lai. Lncns Asturum, Ovctum. Città e provincia di Spagna nelle Asturie. (G) OviroMiE, O-vi-fór-m c.Add. com. comp.Che ha forma d’uovo. Yallìsn. 2. ià3. Ecrg. (Min) Ovile, O-vi-le. [Ann] Luogo dove si racchhiggnno le pecore. [ Altrimenti Pecorile.] Lai. ovile. Cr. «olix.tn.Bern. Ori. 1. 20. 4. Chi non mostra quel ch’è , va con inganni, E non entra per l’uscio nell’ovile , Anzi c un ladro e un traditor sottile. A’. Ciò. Grisost. E poi- clr’ cTebbe trovata, se la pose in sulla spalla, e riportolla alla greggia allo suo ovile.» ( // eaiz. di Lirenze 182-1 a pag- 128 ha : Che ti pare . . . che significhi qrnlla parola della pecora smarrita , la quale lo pastore , lasciando le novantanove nel deserto , cercoe diligentemente, e poiché... e riportolla con allegrezza al suo ovile?) (B) 2 — [td in modo allegorico.2 Pani. Par. 11. i2g. E quanto le sue pecore rimote E vagabonde più da esso vanno, Più tornano all’ ovil di latte vote. E 25. 5. A iiica la crudeltà che fuor mi serra Del hello ovile , ov’io dormi’ agnello. Pelr. son. 43- E dentro dal mio ovil qual fera rugge ? OXELJIO 7°9 Ovrero, 0-\ri-ro.[Add. e sm.]Y.A. V- e «//’Operiere. Lai. opifex. Gr. ir.picvf yós. Tesorctt.Brf.Onà’io son sua ovreraDi ciò ch’osso m’impera! Ovci.ita. (Zool.) O-vn-lì-la. Sf. Genere di zoofiti, dell'ordine degl*idre- fot mi annidati-. polipajo pietroso, libero, ovuliforme o cilindraceo internamente cavo , et ile estremità spesso perforate , e con minutissimi pori nella superfeie regolarmente disposti. Renier. (Min) OvtJsynE, O-iùn-que. Avv. In qualunque luogo, In qualsivoglia luogo, Ove che , [e si unisce a verbi di stato ed a verbi, di molo, essendo errore adoperar lo nel senso e costrutto del lat. ubique.—, Ondunquc, Dovunque, Dovunche, A'unque, sin.) Lat. ubicnmque, quocumque. Gr. circvirep ut, birci ai- ir.vt.cto. (Da sincope di ubicumque, quasi u-unque r che il popolo convinti in ovunque, ed in vunque.) Bocc. nov. 83.12. Lodando molto, ovunque con persona a parlar s’avveniva, la bella cura che di lui il maestro Simone avea fatta. Fil.oc. 1.126. In quella maniera che Tisbc seguì il suo misero Piramo, la mia anima,cacciata dal mio corpo con acuto coltello, seguirebbe la tua,ovunque ella andasse. Veti-, son. 86. Per far dolce sereno ovunque spira. E son. 146- Ovunque ella, sdegnando, gli occhi gira. E cap. 2. Ovunque fur sue insegne, fui lor presso. E cap. 3 So, seguendo il mio foco ovunque fugge , Arder da Junge , ed agghiacciar da presso. Bemb. rim. 12. Erbe pascendo rugiadose c fiori , Ovunque più nel porta il suo desio. Ov ve a ahi etite , Ov-ve-ra-mcn-fe. [Congiunzione separativa o dichiarativa. Lo stesso eòe] 0 veramente. È. OvvEi-.o, Ov-vé-ro. [Congiura. separativa o dichiarativa. I-o stesso che] O vero. E. Cren. Morell. z fi. Bartolommeo era grasso c fresco, di pelo bianco, ovvero ulivigno. Bed. Cons. 1. 161. Beva una buona giara , ovvero due, di acqua pura.» Cr. g. 68. 4• L’ erba ove sarà la In ina , ovvero la pruina, genera loro infermitade. (A) 2 C n f ' hanno lungo due disgiuntive si può usare anche nel principio del membro Ovvero , seguito da un altro. S. Agost. C. D. 2. 14. A cui più degnamente dovrebbe la città fare onori divini ? ovvero a Platone ec. ovvero alti Dii? Vii. SS. Pad. 1. 2/o.Bisogno è che io lasci ovvero la misericordia , la quale è uno de’grandi comandami nti . ovvero che io rompa lo mio proponimento ec. (A 7 ) Ovvia , Ov-vi-a. Avv. I.o stesso che Orsù, e significa Incalzamento a far presto, Spedizione. (Da or via.) Maini. 12. 48. Cosi alla donna dice: Ovvia su , trana , Kispondi presto , cavaci di pene. (A) (B) 2 —* Preposizione per Verso. Lat. obviam. Arnet. 16. Ovvia alle quali riverente si levò Lia. (N) Ovviamente, Ov-via-mcn-tc. Avv. In modo ovvio. Pascal. Bisp. No- vel. D'or. Berg. (Min) Per meta/’. Comune abituro.!?. Y.4g.t. E prima di quelli di Porta Ovviaste, Ov-vi-àn-tc. Part. d’ Ovviare. Che ovvia. Opponente, lui- dei Duomo, che fu il primo ovile e stazio di lla rifatta città di Firenze. pedi et ite , Resistente. Delmin. Ermog. 33. Berg. (Alili) ‘ ’’ " " Andante incontro, siccome pare. Bocc. Teserei. 11. 12. Anzi Ovili ccio , O-vi-lùc-cio. Sm dim. di Ovil c.Piccolo ovile.Segn.Pairoc. instr. g. 2. Se anche un ovile vasto si è risentito talora tutto al consorzio di una semplice pecorella scabbiosa , che fia di un oviluccio di piccolo circuito? (A 7 ) Ovnsio, * O-vì-ni-o. N. pr. m. Lat. Ovinius. (Dal celt. oven Bello.)— Liberto di Patir.io , intimo amico di Cicerone. —Quinto. Senatore romano, punito da Augusto per essersi avvilito nella corte di Cleopatra. (B) (Mit) Oviparo. (Zool.) O-vì-pa-ro. Add. e sm. Animale che concepisce in sè /’ uovo e che in appresso lo partorisce , per poi covarlo. Gli animati. ovipari sono una specie opposta a’ vivipari , come V uomo , i quadrupedi, ec. La specie ovipara , oltre gli uccelli , inchiude diverse specie d'animali terrestri, come i granchi , le grancevole, lucertole , rane, serpi, testuggini, ec. Sali-in. Opp. pese. I figli sopra tutto ama e carezza Quanti ovipari mai sono tra’ pesci. (A) Ovissava. * (Mit. AH.) O-vis-sà-va. Nome che gli abitanti del Benin danno alt Ente Supremo. (Mit) Ovo , O'-vo. Sm. Ph Ovi in., e. Ove o Ova firn. V. A. V. e di’ Uovo. Ir. Barb. 25g. 20. Ove c solci c mortìa , Lodretti, c ciò che invia cc. Cavale. Espos. Simb. 1. ig5. Lassa in terra le sue ova. (A ) 2 — (Av. Mes.) Ovo di bufala.La provatore tenuta ad intenerire nella crema. (Ga) 3 — * (Chim.) Ovo filosofico : Sorta di vaso. Ner. Art. Yclr. proem. Ovi filosofici , palle , e infinite altre sorti di vasi. (N) Ovolajo. (Agr.) O-vo-là-jo. Sm. Il vivajo degli ovoli. (A) Ovolato." (Archi.) O-vo-là-to.^cW. in. Ornato di uovoli. Baldin.Yoc. Dis. Stampa ovolata da baccelletti. (A) Ovolo. * (Archi.) O'-vo-lo. Sm. Y. e di’ Uovolo. (A) 2 —* (Bot.) Chiamatisi Ovoli, Ovuli, Ovicini, Quelle escrescenze, che si osservano nelle radici di alcuni alberi e segnatamente nell'ulivo, mediante le quali questo viene felicemente moltiplicato. Bet taioni. ( 0 ) , 2-* Nome che si dà purè ai rudimenti de’ semi rinchiusi, nell’ovario, i. quali fecondati e giunti a perfetta maturazione divengono poi Veri uovi vegetiédi, ossia germi. Bertoloni. ( 0 ) 3 _ * Specie di fungo appartenente al genere agaricus. Y. Uovolo. Lai. agaricus cacsarcus. (N) 4 — * Malefico fungo velenoso dello stesso genere del precedente. Y. Uovolo Lat.'agaricus muscarina. (N) Ova a , O'-vra. [Sf.) Y. Poet. L-o stesso che Opra , mutato il P in V per la parentela di queste due lettere. Lat. opera , opus. Gr. epycv. J'ant. Par. 2. 27. Cui non potea mi’ ovra essere ascosa. E 7. 106. L’ovra tanto é più gradila Dell'operante, quanto più appresenta Della bontà del cuore ond’ è uscita. Ovracgio , O-vràg-gio. [A'/'/. I r - d • r - Ri’- b'. e di’ Opera.-—, Overag- g'0 , sin.) G. Y. 12- 52. 1. E grossi due rimaneva per l’ovraggio al comune. E cap. $6. 1, Pagavano i loro ovraggi a piccioli , e ven- deano i loro panili a fiorini. Ovra re , O-vrà-re. [Alt. Y. A- e poel. sinc.fi Overare. Y.e di’] Operare. Lat. operari, agerc , efiìcere. Gr. ipyx.Qrrba.i, irpohmi >, firo-s- 7aa.Dant.Ptag. 27. 108 .Lei lo vedere, c me l'ovrarc appaga.» Dani. Rim. Che senza ovrar virtute Nessun pciotc acquistar verace loda.( A ) Yocab.lY. 1 — attutante incontro , siccome pare. noce. Teserei. 11. 12. così l’ ndivan , come il mare Tirrcn turbato ascolta i naviganti, O come folgor clic scenda dall’ are Per nuvolrtti teneri , ovviauti Dal- 1 impeto suo , cura di restare ec. (B) Ovviare, Ov-vi-à-re. L xlu.] Opporsi, Impedire, Rimuovere. Lai, obvia- re , obsistere , advorsari. Gr. ca-bivrorai}cci , à-vri-giiv , IvoaTiovebai. I rioc. 1 y3. Ranno un grandissimo esercito in pochi giorni, intendendo (il volere ovviare gli assalitori del suo regno. M. Y. 7. 25. E co vostri percussori non ci avete ovviati, in vituperio della vostra vana superbia. Ciriff. Calv. 3 . qp. Sicché , per ovviar confusione , 01 vieta moltitudin di persone.» Pelr. Uom. ili. 262. Tornò coll'esercito suo in Puglia ec. , per ovviare a C.urradino l’andata di Puglia. (V) ( L'ediz. del Bindoni iò34 a pag. g4 ha : Currado) (B) 2 —; [fi n. ass.] Mor. S. Greg. Noi ci curiamo d’ovviare a'mali uomini per la giustizia. Maini. 4■ 61. E vo per ovviar eh’ ei non gli ammazzi. Ovviato, * Ov-vi-à-to. Add. ni. chi Ovviare. Y. (N) Ovviatore, Ov-vi-a-tó-re. [Yerh. m. c/i’Ovviarc.] Che ovvia. Lib.Masc. L’impratichito cavallerizzo si è ovviatore di questi disordinati accidenti. Ovviai ih ce, Ov-vi-a-tri-ce. Yerh. /.' di [Ovviare.] Lib. Muse. Il custode soccorre con la sua solita diligenza ovviatrice. Ovviazione, Ov-vi-a-z.ió-ne. [A’/i] L’ovviare. Er. Giord. Pred. Non fu possibile il trovarvi ovviazione alcuna. Ovvio, O'v-vio. Add. m.Ordinario, Triviale.Lat. trivialis. Gr. x^xio;. (Dal lat. obvius facile , che può aversi facilmente.) Salvili. Pios. Tose. 1. 186. Con molti esempii si potrebbe provare, e colla ovvia figura della repetizione, che a fare impressione nell’animo è, per cosi dire, una martellata di più. E 6. In sustauza non è che un pensiero , un’ ovvia similitudine , trovata da poeta pochissimo poetico. 2 ~ Facile a presentarsi alla mente. Segn.Conf. istr. cap. 6 .. Suggeriremo egualmente in tutti i rimedii , che sono almeno i più ovvii e 1 piu opportuni, cc. (A r ) # , 3 —* Glie si para innanzi, Che viene incontro. Lat. obvius .Gr.tx1C2.1- t». Cori Long. Berg. ( 0 ) Ovvio diff. da Triviale, Yolgare, Comune, Ordinario, cc. Queste voci indicano egualmente ciò cli’c noto, facile, manifesto; ma con le differenze che seguitano. Ovvio si riferisce alle azioni, laddove Ordinario è detto degli avvenimenti. Triviale s’ applica a cose vili e di nessun valore , il che non può affermarsi di Ovvio. Yolgare é meno ignobife di Triviale, ma più di Comune ; e questo in viltà supera Ordinario. Per le altre differenze , c per meglio comprendere queste stesse Y. Ordinario. Ovvolto.* (Bot.) Ov-vòl-to .Adcl.m. Fogliazione ovvolta dìcesi quando nello svilupparsi dalla gemma , due foglie opposte sono ripiegale in modo, che gii orli di una involgano alternamente quelli della opposta. Lat. obvolutus. (Dal lat. obvolutus avvolto , involto , volto intorno.) Bertoloni. ( 0 ) (N) Oxaliiia.* (Bot.) O-xà-li-da. Sf. Specie di pianta del genere romice.Lai. runici acetosa. (Dal gr. oxos aceto.) (N) Oxeleo.* (Farm.) O-xe-lè-o.iS’m. Medicamento fatto a forma di cerotto con litargàio , olio ed aceto. (Dal gr. oxos aceto , ed elcon olio.) rj io OXFORD Riceit.Fior.27S. Oxeleo di Galeno, Ree. Litargirio d’argento lib. una. Olio vecchio, Aceto di vin bianco, an. lib. due. Componi ec. (Pr) Oxford. * (Geog.) Oxóhio. Leu. Oxonia, Oxonium. Città , Contea e canale d’Inghilterra. — Contea'degli Siati Uniti. — Città' dell ’ Alto Canada. (G) • ■ - f Oxfoiwiese , * Ox-for-di-é-sc.^W- pr. coin . Di-Oxford. Pallai.I$t. Cono* 1. 717. 'Aveva, insegnalo sQpra la ditftiuzton diciottesima nelle lezioni oxfordiesi. (Pe) • Oxiana.* (Geog.) 0 -xià-tfa. Antica-città et Asia nella Sogdìana. (G) Oxiani.* (GeÒg.) O-xi-ì.\-ni.yJ litichi popoli*delf-Asia nella Sogdiana. (G) Oxibii.* (Geog.)' 0 -xi'bi-i. Antichi popoli feU\ Alpi marittime ed confila della Liguria. .{ G) - t Oximklto. * ■(Farm;) Orxi-mèl-lo.' stesso che Ossimele. V. M. AUlohr: P. ÌV. Oximellò semplici e composto. (V) Oxonio.* (Geog.) O-xò-ni-o. Città et Inghilterra. Lo stesso - che Oxford. V . Davqnz. Scism.62. (N) • • »•. Oxus.* (Geog.) O'-xus, Oxo. Fiume dell ’ Asia nella Tartaria indipcji- dente , oggi Djihun. (G) f * Oza , * O'-za. ÌS. pr. m. Lat. Oza. (Dall* <*br. gkuoz Fortezza.) (B) Ozki* O-zà-i. ■ N. pr. m- Lat. Hozai. (Dall* ebr. hhóze veggente, ovvero profeta, c jah signore: Che vede il signore„o Profeta del Signorc)(B)' Ozama.* (Geog.) O-zà-ma. Rivieni deli isola di Haiti. (G) ' „. * OZOGARDAMA 5 '— {.Col 0. Dare: Darsi all’ozio ^Farc 1 ’oziòso.) Dani. Par. 11. <7. Chi'nel diletto della carne involto S’alFaticava, e chi si dava al l’ozio. 6 — C Col v. Essere: Essere in-ozio o nell’ ozio= Vigere oziosamente.] -Bocc'. nov. 18. -Essendo io negli agi e negli ozji', ne’ quali voi ini vedete. 7 —* Col 0. Stare: Stare in ozio Vivere ozidipttnmtè.'p*.- Stare in ozio. (A) . _ " *£ # ‘ S ’—* (Icon.) Giocane grasso e corpulento , male' ac conciato T \iqI vestito e mezzo addormentato', è assiso in luogo fangoso , con una piano grattasi il capo e appoggia Ialini sopra un porco che giace cdle sìts . giHocckia dormendo. (Mit) Ozio diti’. da Oziosaggine , Oziosità. Ozio è T atto , Oziosaggine il vizio. L’ Oziosaggine è la tendenza all’ Ozio. L’Ozio può essere p* ■e non essere vizio. Quello dell’uomo, che libero dalle pubbliche cure, si dà àgli studi campestri, è ozio onorato: ed onorati sono gli ozii della villa e gli ozii lettcrarii. Oziosità è,il vizio aneli’ essa , ma c .voce .poco frequente nell’ uso. Non pei tanto non sarebbe mal detto : Li oziosità di certi discorsi , di certe quìslioni , di certi lavori , ec. Oziosaggine, O-sio-sàg-gi-ne. {Sf. Propriamente Tendenza all'ozio; ma £■- prendesi'anche per] Oziosità. {V, Ozio.) Lat. desidia, inertia. Gr . •»r pcd}v(AÌoc^'+ §i.parlWòziosaj®ente,^na contea il naturai mandato, dimostrante che Ozaziu, * O-za-zi-in N. pr. m. Lat. Ozazitx. (DalUrcbr,. g/rtiezzìtz for- tiasciioa # Gosa si*debba usare a qucU’iitìcio por che eli’è fatta. tozza , e jah signore : Fortezza del Signore.) (B) , ' # ^ 'Per 'siimi, {dicesj chef dna qosct sia oziosamente in alcun luogo Oze.* ^Med.) O -ze. S/n. V. G. Tjome che PfrcrcAsq^ impose jil ftU/r*' -pej'Aire che. ai sta] senza necessità.UarSh.FrcpLtS2. Non vi prenda "** ’ ’ .maraviglia se troverete quaJcbè volta"alc^rlà di qdcÉsté'monósiUabe^ì^pjBi* di bocca. (Da! gr. oze fetore.) (A. 0 )* Ozena. ((vliir.) O-a'-iia, U- G. Pgildkà dell' *tìrfa espiratn dalle narici , dipendente dalla ulcerggionci-della-membrana pituitaria; così chiamasi anche quell’} Ulcera *àhe Hi generà jjentro al naso.Lat. o/.c- Da. Gr. è'^cava.. (Da oze clie vale ad un tempo ^d“"odore c fetóre.) Lib. cur. malati. Colla sua decozione si lavano le ozenc fiatose , e cosrschiamarle), la quale vi paja di staHftziosamente e di soverchio.. Oziosetto, O-zio-sét-to. Add. m. dim. d Ozioso. Alquanto ozioso. Agii. Pand. 5p. Come quella che era usa ubbidire alla madre, vedevola pure oziosetta alquanto , maninconosa, cc. Oziosissimaaiente , O zio-sis-si-ma-mén-lc. [Aro.] superigli Oziosamente. Fv. Giord. Pred. R. Consumano oziosissimamentc molte ore del giorno. Odiosissimo, O-zio-sìs-sì-mo. {Add. ?».] superi, di Ozioso. Lai. otiosis- simus. Gr. o-^oKocAtcctq?. Fr. Giord. Pred. R. Fanno vita oziosis- sima , c , per così dire, vergognosa. che fanno puzza. -r* (Zool.) Genere d’insetti dell’ ordine de’coleotteri, della sezione de' penlameri , e della famiglia de carnivori , stabiito da Olivier , i quali si notano per V ingratissimo odore che spandono. (Aq) ... , __ 7 • 3 -r * Nome usato da Plinio per indicare un polipo , che pare Oziosità , O-zio-si-tà. [A/C ast. di Ozioso. Vizio di chi. sta in ozio 5 al* 2 ’oxolis di Aristotile. il anale tramanda dalla testa un odore forte - . trimcnti 1 Accidia. _ •Oziodfrade^ Ozi osatale, sin. {V, Ozio.) Lai. mente ingrato. (Aq) ' r '~- J «.•- ''- Dzese.* (Geog.) Ò-tè-iìc.Jntica città dell Indie di qua del Gange, (G) DzeszaiìA.* (Geog.) O-zeu-zà-i'a, Ozensai 'C.Anlica città della Palestina, Ozene. Ozeszaka.* (Geog.) nella tribù di Ef aim. (G) v _ 1 Ozi," O’-zi. N.pr.m.Lat, Ozi.(Dall’cl>rv ghiinz fortezza, omlc ghuizzuz forte.) (B) _ * Ozia,* O^zi-a. Oziali, Osia.iV. pr.m Lat. Ozia .Of.Ozai.)—Profeta davo sotto il regno di dsa, più conosciuto col naftie dì Azaria. (B) ( 0 ) Oziaco. (Astrol.) O-zì-a-co-t-zZ dd. m. Pi. Oziaci e Oziaclii.] P.A.Aggiunto di Giorno. Voce corrotta da -Egiziaco, e vale Giorno infausto e malagu- ruto, de quali V. Sim.illaiol. IJter. catiicul. Collnq.Ioni. 2.pratic.Suedi, fìp.div. Q2. Qui t’insedia, secondo la Chiesa, quali sono i ili oziaci. E appresso : La prima sillaba ec. a tanti di all’entrata del mese è lo di oziaco. li appresso: Segue clie’l primo dì di Genuajo è di oziaco. Iturc/i. 1. 20. Guardatevi, gottosi, Di non mangiar ciliege in di o/.ia- clii , Perchè fanno l'uscita, e’I mal de’bachi. ( Di questi giorni parlano anche il Libr. dslrol.G.S ., il Pass. 35t., e Fratic.Sacck. nel luogo citato .) Ozia» , * O-zi-an. JK. pr. m. Lo stesso che Ozia. V. (B) Oziele, * O-ii-ì-le.N.pr.m.Lat. Hoziel.(DaH’cbr. hhoze veggente, o profeta , ed el Iddio : Che vede Iddio.) (B) Ozimo.* (Bot.) 0 -zi-mo. Sm. Lo stesso che Ocimo , Ozzimo. G. (O) Ozino.* (^Geog.) O-zì-no. Città del Giappone nell' isola di JSifon. (G) Ozio , O’-si-o. Il cessar dall’ operazioni, e per lo più racchiiule in sè non so che di pigrizia e di riposo vizioso , e in questo senso vale lo stesso che Oziosità. [Pigrizia , Accidia, Scioperaggine, Infingardaggine , Scioperatezza, Disoccupazione. L’Ozio è lungo, vile, inutile , dannoso , biasimevole , nimico della virtù, vergognoso, padre del vizio , ignobile , oscuro, indegno, molle , lento , pigro , accidioso.] Lat. otiuin. Gr. asoldi. Semi. S. Agosl. 72. Carissimi fratelli , sapete che cosa è ozio ? Questo si è una sepoltura dell’ uomo vivo, perocché star ozioso , e non far nulla , si è a modo d’ nomo morto. Bai. Purg. 7. 2. Ozio è pigrizia, e massimamente dall'opere virtuose, benché alcuna volta si piglia per la quiete della mente. Cavale. Med. cuor. L’ozio è sentina e cagione di ogni mal pensiero e volontà. Anun. Ant. 2. ì2. Il vizio della lussuria leggiermente nasce d'ozio; chi amore veramente è detto passione d’anima non oc- cupata. Bocc. nov. 18.3y. Sentendosi, per lo lungo esercizio, più della persona atante, che quando giovane , in ozio dimorando , non era. Dant. Purg. -.102. Oltachcro ebbe nome , e nelle fasce Fu meglio assai, che Vincislao suo figlio Barbuto , cui lussuria ed ozio pasco. Pclr. cap. 1. Ei nacque d’ozio e di lascivia umana. / cap. -io. Clic credendosi in ozio viver salvo , Prevento fu dal suo fiero destino. Cirijf. Calv. 2. 54. Tu se’ quale una pianta senza frutto , Nè puoi saper qual sia duolo o letizia, Ma proprio un animai selvaggio c brutto , Nutrito d’ozio e d’ una gran pigrizia. 2 •— Agio , Tempo , Quiete. Cas. leu. 6q. Ancora se’tu a tempo di farti dotto con facilità, avendo e principile maestro c ozio e ingegno. 3 — Applicazione, òegr. Fior. Lett. nella pref. del Baudini, pag, x. Escusercte me colla brevità del tempo che mi è in simili ozii concesso. (Min) 4 —* G°/ v. Avere: Avere ozio—zfi’er tempo, Aver campo, comodo, y. Avere ozio. (A) otiasitas. Gr. ' Pirl. A. ’M. Quando l'uomo non fa , non dipo , ■ non pènsa. Towàinénte , ma sta come un corpo morto, qu^tj si c*ozieistfà , che è molto grande vizio. Lib. Sagrano Consu- 'f maqo.il loe-tempo in oziosità. Fav. Esop. Le loro operazioni non sono atte a fatica , ma grasse per oziosìtade. Cr. Proem. 5. Nel col- tivamento della villa agevolmente si truova stato tranquillo , imperocché eccita dall’oziosità, e il danno de’prossimi si schifa. Serm. spesso Oziosità è quella la quale insegnata molta malizia. A’. Berti, leu. O: nulla ha utilità , ovvero intenzion d’ utilità. Ozioso , O-zi-d-so. Add. [e sm. Che sta in ozio, Sfaccendato, {Accidioso , Perdigiorno , Scioperato, ISeghiuoso, Lento, In/ingaido, Che sta colle mani in mano, colle mani a cintola, Disoccupato.} (e • Disoccupato. )Lal. oYiosos.Gr.ex^iiùos.Bfìcc.Procin.d. E quasi oziose sedendosi, volendo, e non volendo, in una medesima ora seco rivolgono diversi pensieri. Filar.. 5.2 63 . Molto è meglio ozioso stare, che male adoperare. Amm. Ant. 34 - 2. 4. Ogni ozioso è in desiderii. Cavale. Frult. ling. Sempre che esso diavolo vede l'uomo ozioso , subitolo mette in opera. Petr. canz. 11. <■ Vecchia, oziosa e lenta Dormirà sempre , e non fia chi la svegli ? , — E col secondo caso. Fit. S. Frane. 222, In costuma e i» usanza avea il beato Francesco , uomo angelico di Dio, di non istare ozioso di ben fare per ninno tempo. (V) Espos. Paleni, f. è ozioso di buone opere , dii non si puote tenere lungamente eli eli* non caggia in peccato. (Pr) . . r .. 3 _ Vano , [Inutile ; onde Quistionc, Parola oziosa.] Lat. inanis. kszo’s , pdrxios. Omel. S. Grog. Quella parola è oziosa , alla qua manca o utilità di dirittura, o ragione dì giusta necessità. G.f-‘ 7. 18. Perche , poich’egli usci dell ufficio , si dolse, e disse* 1 ^ parola oziosa per una imposta gli era fatta per lo Duca, gli iec^ vare la lingua infìno allo strozzule. 3 — * Parlando di Persona vale anche Chi ha ozio. (A) 0 A — [Parlando di Cosa,] cioè Da ozioso.Petr.son.6. La gola c * s0 c 1 ’ oziose piume Hanno del mondo ogni virtù sbandita. 5 — * (Mit. Rab.) Oziosi della sinagoga ; così chiamatisi P r f ta rio Ebrei alcuni ujìziali pubblici , perchè il loro impiego e se#* al e perchè , essendo liberi da ogni occupazione ì attendono so servigio divino ed agli esercizi!, di pietà. (Mit) ,. \ /p) Ozni ,'* O’z-ni. iV. pr. m. Lai. Ozili. (Dall’ ebr. ozen orecchio-^ (G) Ozoami. * (Geog.) O-zo-à-mi. Ant. duà dell India di qua del “(G) Ozoana. * (Geog.) O-zo-à-na. Ant. città dell’India di qua del * geni” Ozocor. * (Mit.) 0 -zo-còr. Nome particolare dell' Èrcole eg hyj;t)j rale delle armi di Osiride , e intendente delle sue prova 1 Q%oio Oz.otii.lo.* (Bot.) O-zo-fìl-lo. Sm. F. G. Lai. ozophyllmm ) viil( i e noW odoro , e phvllon foglia.) Aiboscello della Gujan“ all quello descritto sotto tal nome, e da A ubici figurato e ces ^ cui fi' di Ticorea, che forma un genere nella d la< * e lF a in tempo glie stropicciate esalano un odore nauseante a ò idaXhq)C^) laido cagiona perfino vertigini. Dicesi anche UcoveM ^ M . Ozogaruama. * (Geog.) O-zo-gar-dà-ma , Zaragardia. An*-* t Asia nella Mesopotamut. (G) * V. * OZOLA OzoiA. * (Gcog.) O-zò la. Antica città cieli Asia fieli Aracosia, (O) Ozoni. *(Gcog.)0-zò-li. Anl.coloniadiLocri, la cui capitale craAnJisa.QA it) Ozono. * (Zool.) O-zn-lo. Sm, P"■ G. /•«£» oiolus. (Da ozo ioodòro.) Genere di crustacei , deli ardine de’ pecilopodi, stabilito da Latreclle ; così denominati' dcVf essere puzzolenti, (Aq) Ozoueka, ’ 0->zo-r»c-Jia..jff. pr- /■ (Dall’ebr. ghuaznijja arpia, ed omen educatole , nutritore fXhe nutrì , Che educò le 'Arpie.)— Sposa eh Tinunctnte e madre delle Arpie. (Mit) Ozotmrr* (Bot.) O-zòui-o. Sm. G. G. Lai. ozonium. Lo stesso che liitpitia. ■ (Aq) k 0zotamk&* (Bot.) O-zo-tà-mno. Sm. V. G. Lat. ozothamnus. (Da ozo ,'f i‘l odoro , e thamnos spina jo.) Specie di piante della famiglia delle - „ sinan Ceree , della sezione dette corimbifere , e della singenesia poli-, gamia superflua , stabilita da limone. Lo stesso autore riporta, a qua: sto genere i eupatorimn icrrdgincura ed il rosmarinifolium di Labil- Inrdière, la chrysoroaca cinerea dello stesso , e forse anche la Otta picrifoHia di liorster riportati sotto al genere Clirysocoma dallo òpra igei. (Aq) (N) ■ . . OZZOLDJ 7 , , Ozbiele , * Oz-rifè*lc. -N, pr. m. Lat. Ozrièl. (Dall’ebr. ghuezer aju- to , efi el Iddio : Ajyto di pio.-)- (13) . ‘ Ozzapom. * (Geog.) Oz-zà-po-K, Antica città della Tracia. (G) Ozzi piatissimo, Gz-zi-mu-tìs-si-mo. {Add. m.]’ saperi.diOvLWW^Cf. Lib. cu.r . malatt. Si valeva di un aceto ozzimatissimo e fattoa posta. ^ * •; Ozzimato , Oz-zi-mà -to. Add, m * da Ozzimo . Aggiunto ai liquoivin cui sia stato iii/iiso ozzimo. Lib* cur. malati. Si potrà valere dello aceto ozzimato , e di altro silurile fluido ozzimato. Ozztriio. (Bot.) Oz-zì-md.' [Sm. IL'. A. K. e di' Ocimo ; piu comune- menta] 1 Bassitico. Cai. oztimun , ocymum. Gr. o|u^ov^wx,r/Aov, PatLad. Apr. 6. Aguale si seminasi’ ozzimo. E appresso : MaraVigliosa cosa è dell’ozzimo dice Marziale, qfye ora fiori porporini , ora rosei, ora blandii produce. . Ozzo. * (Mit.) O z-zo. Dio adoralo dagli Arabi prima del maomettismo., (Mit) " ' ‘ Ozzoldi £ * Oz-zòl-di. V. ,comp. usata dalla plebe fiorentina per dire Otto ioidi. Salvia. Annoi. F. B. /fi 5. 3. Così la plebe nostra elice: quaz^oldi, òzzobli ^ per quattro e otto soldi. (A) (N) -V , FINE DEL QUARTO VOLUME. ;•>*, > * \j£r' fc $ * v •.*'** * * * { £¥ /*. ' '•* , fi'iZ'J .■;-..., * ’*'. *.. , T : 'I- ■•*>' '. - * • > • "3 • ■i a K '•“ •* ■:•.# . , •> -• V» H 4 «> , * I * V 1. 1 • r ♦ ^ .;, i f v® -^ : ■ ' ■ ‘7 ■* && r f Wm-' ytS il: mm. ■If’Zify ;% h . -■ ^ -~x I - WS» *. 1 à 4 ìk ?■ 3 K 3 *. \X <■

  • '• *A. Pov. P. S. cap. 4 2 ' Fendi per lo ventre la lepre pregna , e i coagulo che troverrai nel Ventre delli lepratù, dà alla femmina^ c non diserterà. Lepre. (Zool.) Lè-pre.(Aos£. com. sinc.da Lepore che dìsset'o gli antichi. Genere di mammiferi dell'ordine de’ ruminanti , caratterizzato da due denti anteriori , e dietro a quelli delta mascella superiore, ne sono situati due piccoli. Le zampe anteriori hanno cinque ditale posteriori quattro.] Quest’animale è paurosissimo e velocissimo al corso. [ Conia nove o dicci specie , deile quali le piu conosciute sono il Coniglio e la Lepre comune. Quest.’ idtima , il Lcpus limidus Lin., ha le orecchie lunghe quanto la testa , cineree indielìXì e nere alla sommità ; coda bianca con lìnea nera sopra , lunga quanto la coscia , le sue zampe posteriori sono Uuighe quanto la. metà del corpo ; la coda corta e di sopra nericcia ; il suo colore è grigio gialliccio. Questo aninude è diff uso su tutta la terra ove si moltiplica assai , e non può addo mesticarsi. A i ciba di frutta e di biade , donne di giorno} hai' udito acutissimo, non tramanda voce che quando è ferito, si prepara varie abitazioni esposte a mezzodì nell’ inverno,nell' estate a tramontana.', la sua carne è piacevole a mangiarsi-.] —,Levre, Lievrc, Lepore, sin. Lat, lcpus. Gr. Kxywos, Frane. Sacch.Op.div.qo.hcprc è il più pauroso animale clic sia ; se ode pur sonare le foglie commosse dal vento , crede che sieno li cacciatori , fuggendo quanto punte. Cr. <). 80. 3 . Una terza generazione é , che nella Spagna nascono simili alle nostre lepri in alcuna parte , ma minori ec. , che si chiamali conigli. Lepre è del hi , imperocché vanno con leggier piedi. Bocc. g. 3 . p 8. D’ima parte uscir conigli, d’altra parte correr lepri. Tass. Ger. 7. 2. [Qual dopo lunga e faticosa caccia Tornansi mesti ed anelanti i cani,] Che la lepre perduta ahbian di traccia, Nascosa in selva dagli aperti piani , ec. 2 — Dicesi Levar la lepre e vale Scoprirla : ed usasi tal verbo sì pe’ volatili fatti alzare a volo de’ cacciatori e sì per gli animali terrestri fatti sbucare, y. Levare. (A) 3 —* Dicesi delle Lepri, Vare un ganghero Salviti. Annoi F.B,4.0.6. Lare un ganghero , lo dichiamo delle lepri, che per gabbare i cani, e straccarli, dopo che hanno corso a diritto, attraversano il cammino ; e come dice Ebano, la lepre un solo e diritto corso non corre, ma va giù e sii e sguìseia qua e là, sbalordendo i cani e gabbandogli.(N) 4 — * Alzar gli orecchi più che la lepre Stare, mollo attento.(A) 5 — Aver più debito che la lepre Esser molto indebitato. Lai. animam debere. Frane. Succh. nov. too. Non c’é alenilo di noi. che non abbia più debito che la lepre. 6 — Cacciar due lepri ad un tempo, y. Levre. (P) 7 Cavar la lepre dal bosco, [ jìg.zzzScoprire alcuna cosa occulta*] y. Cavare , §. 56 . 8 — Chi ti comprasse per lepre getterebbe via 1 danari [ ovvero starebbe senza desinare] o simili: Dicesi di chi sia gìxuidemcnte astuto. Cecch. Dìssim. 2. 4 lo dubito che chi ti comprasse per lepre getterebbe via i danari. E Esali. Cr. 1. 1 . Io so , che chi li comprasse per lepre , Perderebbe tre quarti de’danari.» Cecch. Dot. 2. 5 , Chi io comperassi per lepre, starebbe senza desinare. (N) 9 —* Nello stesso modo dicesi Chi ti pigliasse per lepre, avrebbe tre quarti di volpe o simili } cioè Chi ti tenesse semplice, singannerebbe in digrosso. (A) ,0 — Far lepre vecchia o Ha lepre vecchiazzDare addietro, quando si scorge alcun pericolo. [Dicesi così perchè la lepre vecchia per guadagnar terreno , quando è seguitata dal levriero , dà m dietro , il quale atto si dice Dare il ganghero, ed il cane furioso seguitar lo le scappa innanzi e perde l occasione di pigliarla.] Lat. retrorsum vela dare. Gr. sV< -zoòcc àvaaxr^i^ttv , Lue . Alleg. 261. E fatto lepre vecchia al palazzo , avrei dato addietro, senza dir nulla a persona vìvente. Buon. Fìer. 2. 3 . 10. I soldati non han credito alcuno, Ognun gli sfugge , ognun fa lepre vecchia. Malm . 10, 23, Sarà meglio qui far da lepre vecchia. . , 11 —,* Onde V altro prwerb. Egli e lepre vecchia che dà gangheri o ganglurelli. y. Gangherelle , §• 2. (A) 11 — Mentre il can piscia la lepre se ne va [= Chi non sollecita quando e* può , perde L occasione,] y. Cane , f 9 ‘ 1 3 — Pigliar la lepre col c&vvoz=zCondurre alcuna impresa o Arrivare d suoi fini con flemmii e con pazienza. [V. Carro, $. 7.] Lat. bove leporem venari, sedendo vincere , cunctaudo rem rcstituere , festinare lente. Gr. rfl> | 2 ot rcv XayU xvvJiysTuv. ,4 — Uno leva [o scova ] la lepre e un altro la pigti« : Ditesi * So LEPREA quando alcuno dura fatica in qualche cosa, b un altro no ha il mi t» rito ; e corrisponde a quell' altro : Uno fa i miracoli, e un altro ha la cera. Lat. ali! sementcm facilini , et alii metent. Or, Sxkoì plr vwtipti , «àXo; hi iìsfjln. Salo . Grandi. i. f, Ch’ c’ potrebbe esser uno a levare La lepre , e un altro a pigliarla. iS — Veder dove la lepre giace =E'•-dere dove sta la dìjficulta.Gar, leu. 1. 5. V. S. averà veduto a questa ora dove la lepre giace. 2 — * (Astr.) Nome di una costellazione dell' emisfero australe, della quale si danno più ragioni. Secondo Eratostene , fu posta in cielo da Mercurio , per certo lepre velocissimo , o , secondo altri, per O- none. Igino du e che trasportate e fatte crescere le lepri ned’ isola di Leros , tanto si moltiplicarono che infine guastavano tutti i seminati; onde quegli abitanti per rendersele propizie , ne posero una in cielo. (0) 3 —* (Boi.) Orecchio di lepre. Nome volgare dell' Arnaglossa. E. (A) 4 —* (Fisici.) Bocca di lepre. V. Leprino , §. s. (A) h — * (Geog.) Isola de’Lepri. Isola del Basso Canada, nellEstuario del S. Lorenzo. —. Baja de’Lepri. Baja formata dall’ Atlantico nel- l’ isola di Terra Nuova. (G) ZiEprea, * Le-prè-a. N. pr. f. (V. Lcprco.) — Figlia di Pirgeo, e sorella di Lepreo. (Mit) Lepre marina. (Zool.) [Specie di mollusco gasteropodo della fiuniglia de’ teitibranchi, che trovasi nel mare Mediterraneo , ignudo affatto come i lumaconi .] Lat. lepus marinns [ Rondeleiii , laplysia dcpilans Xili.) Gr. Kxywòs XiccXcurcloc. Lih. cur. malati. Alle scrofole del capo giova la lepre marina impiastrata, iteli. Oss. an. 51. Non è la terra sola ad avere i lumaconi ignudi ; gli ha ancora il mare: e sono quegli stessi animaletti che dagli scrittori della storia naturale furono chiamati lepri marine. Lepreo , * Le-prè-o. N. pr. m. (Dal gr. lepraó io divento scabroso, ovvero leproso. ) — Figlio di Glaucone e di Astidamia , ucciso da Ercole. — Figlio di Pirgeo . (Mit) 2 — * (Geog.) Lcprio. Lat. Leprcum, Leprium, Lepreon, Lepreus. Antica città della Trifilia■ — dell ’ Elide. (G) Lepretta , Le-pvét-ta. [A/l] dim. di Lepre. \_E. Leprettino.] Morg. si. ifd. Chi gli mordeva il braccio , e chi le mani ; Chi lo pelava, chi il petto gli straccia : Pareva una lepretta in mezzo a’ cani. Leprettino , Le pret-tì-uo. [Am. dim. di Lepre.} Lepre piccola, [Lepre giovane. [Dìcesi anche, sebbene con picciolissime differenze, Lepric- ciuola , Leproncello , Lepretta , Lepratto, Leprotto , Leprottino, Lc- prone, ec.) Lat. lepusculus. Gr. Ao-yiiSiov, Amet. 15. Ho duo leprct- tioi Pur testé tolti alla madre piagata. Biirch. 2. 62. Del buon vino, Che mi mandasti, io ne lavai le coglie A una miccia ch’aveva le doglie, Ch’ era in sul partorire un leprettino. Leprta. * (Geog.) Lc-pri-a. Antica ìsola situata sulla costa dell’ Asia minore nella Jonia. (G) Lbpricciuola , Le-pric-ciuó-la. [A/l] dim. di Lepre. [Lo stesso che Leprettino. E.) Segner. Crisi, instr, 1. f. 22. Se dunque i leoni stessi dormono nelle selve con gli occhi aperti, come presumeranno di dormire quietamente con gli occhi chiusi le povere lepricciuole de’peccatori? Le e hi no , Le-pri-no. Add. in. Di lepre. Lo stesso che Leporino. E. Salvai. Opp. Cacc. Il can sagace Di repente sollevasi , e fremisce Per lo leprin vapore. E appresso : Ma quando è presso alla leprina tana , Bapidamrutc come un arco scocca. (A) 2 — (lisiol.) Colui che ha la bocca intaccata, che ha il labbro leporino, Salvin. Buon. Pier. f. 1,U. Questi, che hanno la voglia della lepre , si domandali Leprini , p Bocca di lepre. (A) (N) Leprio. * (Geog.) Lò-pri-o. Lo stesso che Lepreo. E, (G) Leproncello , Le-pron-cèl lo. [Am. dim. di Leprone.] Piccol leprone. [E. Leprettino.] Lai. lepusculus , pullus leporinus. Gr. \a.ytlb,or. Lih. cur. malatt. Piglia due lcproncclli nati di poco , e abbruciagli vivi, serrati in una pentola nel forno. » Bart. Geogr. 22. I maestri del ben avvezzarli f i levrieri,J chiuso entro una spazio competente alcun leproncello , sguinzagliano e vi lascian dietro il levriere novizio , si a vantaggio che in non troppa gran corsa il raggiunga. (Br) Lepronco. * (Bot.; Le-prón-co. Sm. E. G. Lat. leproncus. ( Da lepori lebbra, ed oricos tumore.) Genere di piante crittogame della famiglia delle alghe , caratterizzale da una polvere sparsa sopra una crosta lebbrosa , riguardata come organo maschile ; e da tubercoli talvolta convessi- e per lo più sferoidi, considerati come organi femminei. Riportato ai generi Eariolaria e Eerrucaria. (k q) (N) Leprone , Le-pró-ne. [Am.] Lepre giovane. L.al. lepusculus. GtWayéStor, Lasc. Rim. Che lì fanno afa starnotti c leproni. 2 — E fig■ Cecch. Spir. f 10. Guarda Se quel vecchio dovette corre al covo Questo leprone. Leprovinacia. * (Bot.) Le-pro-pi-nà-ci-a. Sf. E- G. Lat, lepropinacia. (Da leprn lebbra, e pinax, acos calino .)Genere di piante crittogame della famiglia delie alghe, da Eenlenat stabilito co'licheni dì Linneo, che contiene delle Patellurie , fleii XJrceolane , ed anche delle Eerruca- rie , distinte per una crosta polverosa seminata di piccole coppe a fòggia di scudo. (Aq) Leproso , Le-prd-so. Add. e sm. Lo stesso che Lebbroso, E. Eit. S. M. Madd. 3. Se gl* inginocchiò innanzi uno leproso, e disse : ec. E 16. Era andato a mangiare a casa di Simone leproso. E 81. Pareva uno leproso. (Y) Fior lial. pag. *7. Ma a Moisè mio servo, lo quale tra tutta la mia famiglia m’ è fedelissimo, io li parlerò a bocca a bocca: dunque per die cagione avete mormorato contro (li lui ? E , detto questo , sparì la nebbia, e Maria fsorella di Mosèj incontanente rimase leprosa. (B) 2 — Per metaf. Dicesi di Ogni cosa sozza , disdicevole , viziosa, peccaminosa e simili. S. Colei-, Fu. iq. Dio vuole in tutto riformare la jposa sua , e non vuole che stia più leprosa. (V) Tit. Llv. Dec.i l- r. L* uomo riguarda e lo insegnamento e lo esemplo, e seguita li boni e leali, e schifa quelli che sono leprosi, (N) LEPTOCARIO 3 * (Geog.) Isola do’ leprosi. Una delle Nuove Ebridi nel Grande Oceano equinoziale. (G) Leprottino , Le-prot-tì-no. l$m, dim, di Leprotto. F.] Leprettino. Red. Fip. 2. 45. Si morirono nella stessa maniera ec. due gatti giovani e due leprottini. Leprotto , Le-pròt-to. [Am. Lepre giovane.Men comunemente} Lepratto. ir * Leprettino.] Lai. lepusculus, Gr. Aayw&ov, Lib. cur , maiali. La carne del leprotto , ancorché sia di montagna , non è sana. Red.lett. 2. i'ÓS. Quando arriva , si vaglia di fare ammazzare quel leprotto che è costi in casa , e io faccia cuocere. Lepsi.*^ (Mus.) Lè'psi.iSy? Lai. lepsis. (Dal gr. iepsome fut, mcd. delfinus. lebo io piglio.) Parte dell'antica musica, la quale insegnava a discernere in qual sistema , acuto, basso o medio, dovesse collocarsi il canto. (Aq) Lepsia. * (Geog.) Le-psì-a. Isola dell’Asia minore , sulla costa della Caria nel mare di Rodi . (G) Lepsina. * (Geog.) Lc-psi-na. Citta della Grecia nella Livadia , sulla costa settentrionale del Golfo d' Egitto. (G) Lepta. * (Bot.) Lè-pta. Sf y. G. Lat. lepta. (Da leptos gracile, sottile.) Genere di piante stabilito da Loureiro , e da Dccandolie collocato nella famiglia delle celastrinee , e nella telrandria monoginiat così denominate dall' essere un gracile arbusto. (Aq) Lepta .* (St.Mod.) Sm. JSome duna nuova moneta greca nazionale} essa è di rame puro e del peso^di mezza dramma, ila lo stesso valore al- V incirca del para turco. È la centesima parte della fenice , e la sei - centesima del colonnato di Spagna. ( 0 ) Leptàdetua. * (Bot.) Le-pta-de-nì-a. Sf y. G . Lat. leptadenia. ( Da leptos sottile, e aderì gianduia.) Genere di piante delia famiglia delle asclepiadee, che contiene tre specie coperte da picciolìssime squame} appartiene alla penlandria diginia 9 ed ha per carattere la corolla quasi rotata con corto tubo , cinque squame che ne coprono l* orifizio , il lembo barbato e lo stimma mulico. (Aq) (N) Leptaleo. * (Bot.) Le ptà-le-o. Sm. V. G. Lat, leptalcum. (Da lepta- leos gracile.) Genere di piante della famiglia delle cruciformi , cosi denominate dall' aspetto gracilissimo delle specie che compongono il loro genere , che sono il Icptaleum iìlifolium ed il pigmaemn. (Aq) Leptàmnio. * (Bot.) Le-ptà-mni-o. Sm. K. G. Lat . leptamniiun. ( Da leptios sottile , od amnion membrana ebe avvolge il feto. ) Genere stabilito da Rnfinesque coll’ orobanche virginica nella didinamia an~ giospermìa , famiglia delle orobancoidi , ma che non è stato riconosciuto nell ultima compilazione dello Sprengel. (Aq)(N) Leptànto. * (Bot.) Le-ptàn-to. Sm. y. G. Lat. leptautluis. ( Da leptos sottile , c anthos fiore.) Genere dì piante da Michaux stabilito nella triandria monoginia , famiglia delle idrocaridee. Sono fornite d’una corolla a tubo lungo e sottile col lembo diviso in sei pezzi quasi regolari e la Cassola trivalve. (Aq) (N) Leptaspide. * (Bot.) L.e-ptà*spi-de. Sf y . G. Lat. leptaspis. ( Da leptos piccolo , e aspis scudo.) Genere di piante stabilito nella esan - ària monoginia^ famiglia delle grarninee\ e così denominate dalle valve esterne della loro spighetta^ che han la forma di scudo persistenti e che inviluppano il frutto. (Aq) (N) Lepte.* (Arche.) Lè-ptc. Sm. Arnica moneta ateniese di pochissimo valore} essa formava la quarantesima parte di un obolo. Era quella moneta da’ Latini chiamata Minutus nuinmus. (Àq) (Van) Lepteranto. * (Bot.) Le-pte-ràn-to. Sm. y. G. Lat. lepteranthus. (Da leptos sottile , her primavera, e anthos fiore.) JSome di un genere di piante , proposto da JYeker per collocare tutte le centauree Li lineane ì provvedute d'involucro di gracili squame, e piumose dai due lati. (Aq) Leptide. * (Geog.) Lé-pti-de. La Grande. Lat. Leptis magna. Città del • I Africa , nella Sinica o Tripoli , detta anche TSapoli. — Minore. Città dell ’ Africa nella Bisacena . (G) Leptioio. * (Bot.) Le-ptì-di-o. Sm. y. G . Lai . leptidium. ( Da leptos sottile, ed idos forma.) JSome della quinta sezione delle piante del genere viola , la quale comprende le specie munite eli stimma fatto a proboscide con foro piccolissimo , o stilo a lesina ripiegato. (Aq) Leptinb, * Lè-pti-ne , Leptinete. È. pr. m. (Dal gr. leptos gracile, ed inis figliuolo.) — Fratello di Dionigi , generale siracusano. — Generale dì Demetrio . — Oratore ateniese , rivale di Demostene.—Tiranno di Apollonia in Sicilia, che si vendette a Timoleone. (Mit) Leptinete , * Le-pti*nè-te. N, pr. m. Lo stesso che Leptinc. y. ( V. leptine .) (Vanì Leptinite. (Min ) Le-pti-nì*te. Sf. y, G. Lat. leptiao. (Da leptino io assottiglio.) Roccia che ha una base dì feldspato granoso, contenente mica e quarzo , come parti costituenti essenziali. Granosa è pure la sua frattura. Il nome è dato da Haiif. (Boss) Leptino , * Lè-pti-no. N. pr. m. Lai. Leptìnus. (Dal gr .leptos gracile, sottile.) (B) Leptis. * (Zool.) Lè-ptìs. Sm. y. G. Lat. Lepfis. (V. leptidio. ) Genere di insetti dell’ ordine de ditlevi, e della famiglia de' tanistomi, che serve di tipo alla tribù delle leptidee , caratterizzati da corpo gracile ed allungato. Questo genere, che è lo stesso che il Rhagio di Latveille , comprende la Musca scolopacea , e la Musca vermileo di Linneo. (Aq) Leptismo. * (Med.) Lc-ptìsmo. Sm. y. G. Lat. leptismus. (Da leptos sottile.) Estenuazione generale del corpo. (Aq) Lepto.*(Zoo 1 .) Lò-pto. Sm. y. G. Lai. leptus. (V. lepiismoi) Genere di aracnidee dell'ordine delle traclmariee , e delle microftiree di La- treille a corpo senz’ale , senza distinzione di testa e di corsaletto, e senza masccLle. V unica sua specie nota vìve su parecchi altri insetti , particolarmente su i falciatori , ai quali non è sovente attaccata che colla tromba. Questo genere è cosi denominalo dall’estrema piccolezza degli stessi insetti che lo compongono . (Aq) Leptocario. * (Bot.) Le-pto-cà ri-o. Sm. y. G. Lat. leptocaryon. ( Da leptos piccolo , e calori noce.) Arboscello volgarmente detto Noe- duolo ‘ f ed è lo stesso che la Coryius avellana di Linneo. (Atj) LEPTOCARPO (Bot) Le-pto-càr-po. Sm. ri. G. Lat, leptocarpus. ( Da piccolo leptos sottile , e carpai frutto, j) Nuovo genere di piante nella tram- di di ics , la quale comprende alcuni piccoli funghi, . " . ■ " ." peloso ed ordinariamente dì colore grigio. (Aq) LEPUROPETALO 81 sottile.) Decimaquinta tribù delle piante del genere agarico cappello ypa monoginia , della famiglia delle restiacee, con fiori dioici, stabi• ‘ifO firt J^a.niitas di /l.ii ff.. ri un* rl/i/inun or, «JiVa n IT leptos sottile , e ceppale testa.) Genere di pesci posto neICordina I tnalcicoiterigi apodi, e deila famiglia degli anguiformi , panico - tornente distinti da piccolissima testa. Questo genere di pesci a ca- Lbr S'one della lunghezza delle sue pinne renne chiamato italianamente l0 * (Aq) (N) It ocera, * (Zool.) Lc-ptò-ce-ra. Sf. V. G* Lat. leptocera. ( Da le* P 1 - 0 * sottile , c ceras corno.) Genere d' insetti dell * ordine de ’ coleot - eri " » della sezione de tetrameri, e della famiglia de lungicorni, ca- *eterizzali da sottilissime antenne. (Aq) ijxociiiiua. * (Med.) Le-pto-chi-mì-a. Sf. V. G . Lai. leptocbymia. Wa lepios sottile , e chymos umore.) Stato degli umori spogliati dalla tnassitna parte dei loro costituenti. (A) ^tocloa. * (Bot.) Lc-pto-clò-a. Sf. F- G. Lat. leptocllioa. (Da leptos giacile , e chloe erba.) Genere ai piante della famiglia delle grami- * /aCce > e delta triandria diginia di Linneo, nel qual genere si com- Lpu ,,C * e u,ìa s °te s pecie e d & stato riportato alle Eleufìne, (Aq) (N) ,0 OC ° IUSI * * (Zool.) Le-pto-cò-ri-si. Sm. pi. K. G. Lat. leptocoris. t a leptos piccolo , c coris cimice.) Genere d'insetti dell ordine de - em f^ €r i s sezione degli elerctleri , e della famiglia delle geocori- hr ’ .te tribù de ’ longi-labbri, i quali hanno tratto tal nome dalla Le ° P lcc olezza e somiglianza colla cimice. (Aq) le ° ClìAxtBE ; * (Bot.) Lc-pto-cràni-bc. Sf F. G. Zat.Icptocrambe.(Da P os sottile , e crambe cavolo .).Seconda sezione delle piante del p r nei y Crumbe , e della famiglia delle crucifere , nella quale si com- la.? n ° te specie che hanno la siliquetta coll'ultimo articolo Gracile ri* fùngalo. (Aq) & tocroa. * (Fisioi.) Le-ptò-cro-a. Sf V. G. Lai» leptoebroa. ( Da j e Pi° s sottile , e chros cute.) Pelle sottile. (Aq) EPTOd a TT ,li. • (Zool ) Le-pto-datli-li. Sm. pi. ri. G. Lat. leptoda- c v“’ (Da leptos sotiile . c dactylos dito.) Denominazione proposta una piccola famiglia di mammiferi , e posta fra i Makis ed i arsupiati, per collocarvi il genere Cheromis : denominazione desunta r a a s c gasler ventre.) Inselli di picciolissimo ventre.( Acri piccob.' Lc -P tò -gÌ-°- Sm ‘ G - , L( f- leptogium. (Da leptos tema J ? C ^ crra ') ^ cst0 sottogenere de ' licheni , stabilito fra icol- ader; ^ c ^ a ’to, e cosi denominati per la loro piccolezza e perchè LEii T0 , p C0,io dnaccmenlc alla terra. (Aq) sottile *. ( Bot ) Lc-plo-lè-na. Sf F.G. Lat. lentolaena. (Da leptos denari C sa ì° Peloso.) Genere di piante della famiglia delle ad orci ° “ e ^° decandria monoginia, che in un ricettacolo carnoso base con P °f- la Wl calice di tre foglioline, cinque petali tubolosi nella Cassola ir; 7 stamì ' che vi sono inseriti, uno stimma a Ire lobi ed iuta eie, l a p . l0c ulare rinchiusa nel ricettacolo composto et ima sola spe- talmente ! , ac °a multiflora arboscello elegante e ricoperto, princi- f-Ei'Toiie,;, >f Scm '' > & una finissima lanugir » r 4 ™' ieptos „,' ;/ Zqo1 -) Le-ptò-me-ra. Sf. V , de’ lcnujd' ,f. e meros divisione.) Genere di crustacei dell’ordine tardici T dl ’ f fi-tnigUa dei filiformi, notevoli pei loro quattro tivn ‘ lC i 1 ^ ì’iodi disposti in dite divisioni od ordini simmetrici. Il - f , a la squilla ventricosa di Miiller. (Aq) mi '/- leptomcnia. Genere di piante , rie. (Aq) V—y — r- S f leptoporm ( Da le. > , e poros poro.) Genere di funghi, stabilito da Rafmento de boleti} e cosi denominato perchè le specie in cs- « hanno ninnoli neri situati nella parte superiore della G. Lat. Icptomera. ( Da ^QgVlin /* • 7 . -'T- / -.. ^c/icailUK CIL Ittxjm 1/llflU.t-V U. IV! U __ _ _ - . tato f J c } m igtea delle santolce , che hanno il calice corollino no- Lepturgo.* (Arche.) Le-ptìu’-co.^^- e sm.r G.Lut. Icpturgus. (Da leptos ^Toruxo epigino lobato ed una diitpa laccata. (N) ' 1 - '* ' ^ ^ watt trnsnnrritiu.f wt,i; ( e della pentandria tno- gracile , e pus piede.) Genere d* insetti dell* ordine degli cmìpteri , e dellafamiglia delle geo crisee. così denominati dai loro gracilipiedi.(Aq) Leptopodà. * (Bot.) Le-ptò-po-da. Sf V. G . Lat . leptopoda. (Da leptos gracile , e pus , poctos piede.) Genere di piante della famiglùt delle raggiate , e della singenesia superflua , che^ hanno V antodio semplice molti-partito , il ricettacolo nudo emisferico , fiorellini del raggio dilatati trifidi ed il pappo di otto e dieci reste } cosi denominate dal gracile loi'o gambo o stelo. (Aq) (N) Leptopodia. * (Zool.) Le*pto-pò-di-a. Sf. K G. Lat. Icptopodia. ( V. leptopoda .) Genere di crustacei della famiglia dei branchiuri > i quali desunsero tal nome dai luoghi e gracili loro piedi. (Aq) Leptopodo. * (Zool.) Lc-ptò-po-do. Sm. K. G. Lat. leplopotlus. ( V. leptopoda.) Sezione di pesci del genere coiyphaena , così detti dalla piccolezza delle loro pinne natatorie. ^(Aq) ^ Leptopor\. * (Bot ) Le-ptò-po-rs pios piccolo , sque a scapito ... . so contenute hanno piccoli pori situati nella parte superi pianta . (Aq) t „ _ „ , Leptorace. * (Agr.) Le*ptò ra-cc. Add. e sf. Sorta cf uva citata da Plinio, che ha gli acini mollo piccoli e dolci. (Da leptos sottile , e rhax , rhagos acino d’ uva.) (0) Lbptorchide. * (Bot.) Le-ptòr-chi-de. Sf V. G. Lat. leptorchis. (Da leptos piccolo , e orchis testicolo.) Genere di piante della Jannghit delle orchidee , e delle ginandrta diandria di Linneo } cosi denomi * nate dalla forma e piccolezza de ’ loro tuberi radicali. Riunito ai genere Malaxis dal quale non è diverso. (Aq) (IN) Leptorràmfi. * (Zool.) Lc-ptor-iàm fi. Sin. vi. y.G. Lat. leptorrliam- pbi. (Da leptos sottile , e ramphos becco.) Divisione et uccelli formata da Datneril , e caratterizzata da un becco lungo , flessibile e gracile. (Aq) Leptosomi. * (Zool.) Lc-ptò-so*mi. Sm pi. V. G . Lat. leptosomi. (Da leptos sottile , e soma corpo.) Famiglia di pesci, dell' ordine degli olnbranchi toracici , composta di specie a branchie complete , e di - stinte da corpo sottile. (Aq) a — * Genere d uccelli dell' isola di Madagascar, t quali hanno mola rapporti col genere Cuculus. (Aq) Leptosprrme. * (Bot.) Le-pto-spèr-me. Sf. V. G. Lat. Ieptospermum. (Da leptos sottile, c sperma seme.) Genere di piatite^ esotiche a fiori polipetali , dell icosandria monoginia, e della famiglia delle mirto;di , caratterizzate da un calice cinquefido , da cinque petali forniti di unghia ed il cui frutto è una casella divisa in tre, quattro o cinque locoli , che contiene gran numero di semi lineari e minutissimi. (Aq) (JN) Leptospermge.* (Bot.) Le-pto-sper-mc-c. Sf. 'Tribù stabilita da IJecan- tlolle nella famiglia delle mirtoidi ed il cui tipo è il Ieptospermum. (N) Leptostachio. * (Bot.) Le-pto-stà-chi o. Sm. r . G. Lat. leptostachiu®-. ( Da leptos sottile , e stachis spiga.) JSome specifico delle piante che ponano sottilissima spiga. (Aq) Lbptostoma. * (Bot.) Le ptò-sto-ina. Sm. V.G. Lat. leptostomum. (Da leptos gracile, e stoma bocca.) Genere di piante della famìglia de niu* sdii , le quali presentano un peritomio semplice , gracile e membranoso , procedente dalla membrana interna della casella. (Aq) LbptostromA. * (Bot.) Le-plò-slro-ma. Sf. V. G. Lat. leptostroma.(Dà leptos tenue, e stroma strato.) Genere di piante della famigliadefungili, che si distinguono per un pensicelo innato , dunezzato , liscio, appianalo, e tenuissimo. (Aq) . .. , Leptoieca. * (Bot ) Le-pto-té-ca. Sf ri. G. Lat. leplotbeca. (Da lep- tos sottile , e thece teca.) Genere di piante stabilito da Sch-.vaegn - cheli, e. distinte singolarmente dalla casella^ giacile. (Aq) f LeptotieIo. * (Bot.) Le-pto-tì-ri-o. Sin. ri. G. Lat. leptothynmn. (Da leptos piccolo, e thyrion dim. di thyra porla.) Genere di piante crit- logame della famiglia delle ipossile , la cui specie più notabile è il lcptothyrium lunariae, la quale si presenta sotto la forma di uno scudo solcalo longitudinalmente , che cuopre gli sporidii fusiformi , e che si apre per una tenue fenditura. (Aq) Leptoteichia. * (Fisiol.) Lc pto tri-cln-a. Sf. ri. G. L posta sopra il lago del suo nome. (G) Lesinajo, Lc-si-nà-jo. Add. e sm. Spilorco , Avaro; e dicesi scherzevolmente de’ membri dell’immaginaria Compagnia della lesina.--1 Lesinante , sin. Sacc. Riin. Ne’ regni d’Amatuuta I lesinai non aP zan loro insegna, Che Apollo o gliela rompe , o gliela spunta. (A) Lesinante , * Lc-si-nàn-te. Adii, e sin. Lo stesso che Lesinajo. F.f‘ Lesiniforme.* (Bot.) Le-si-ni-fór-me. Add. coni, contp. Dicesi d’utri parte stretta , dura , e f niente iti punta come una lesina : tali sultano le foglie de’vani pini, del ginepro comune o simili. (Van) Lesione, Lc-si-ó-ne. [ Sf. F. L.} Offesa, Danno .—, Lesura, sin.Iff' laesio , olfensa , noxa. Gr. birripsioc, rii? , ùri. Bocc. nov. 28.10’ Ella più c mcn data, senza alcuna lesione faceva ec. più e uw 11 dormire colui che la prendeva. Fr. Giord. Pred. S. Perocché D'° non ne riceve nulla lesione. Cr. <}. 27. 1. Sopra’l dosso del cavali 0 si fa una lesione, che alcuna,volta rompe alcuna parte del cuojod 1 dosso. Ciriff. Calv. 4■ l33. E così fur rimossi Dal campo scirri a *' cuna lesione. 2 — * (Log.) Danno, Torto, Pregiudizio che sì soffre in alcuna et» 1 ' venzione. Nella compra e vendita degl’ immobili dicevasi enorme ' quando eccedeva la metà del giusto prezzo, ed enormissima , do ne oltrepassava i due terzi. Pur ora la lesione enorme ahilit t 1 ^ chiedere la rcscission della vendita. La lesione oltre il quarto Iff! a rescindere la divisione fra' coeredi. Le transazioni non si resci' ul no per lesione. (N) 3 —* (Med.) Disordine qualunque nella continuità, nella situazione ’ ne’ rapporti , nella conformazione , nella struttura , nelle funzioni nelle pmprietà degli organi. Si ammettono quattro specie di lesto» > cioè, la Lesione fisica, vitale , organica , e la lesione delle funz 1 ni. (A. 0.) (Van) lesa ma ma •^ESI-a Gr. della LESIPEGNONE Lesione diff. da Offesa , 'Nocumento. Lesione è un danno clic si ■U'i'eca a chicchessìa, Offesa è una specie d’ingiuria od’oltraggi? di latti e di parole; così che si può offendere senza ledere', in latti le ™ ese di parole non arrecano nulla lesione , e quelle di fatti possono essere così leggiere da non arrecar lesione , mentre che possono es- MT< -' gravissime offese che tocchino l’onore. Nocumento è vocabolo piu generico , e comprende ogni sorta di male che altrui si faccia; lion pertanto mal si userebbe in talune frasi : di un’ ingiuria io dirò t J < ue , Questa è una offesa che voi mi fate , e non wui lesione o nocumento ; e Lesione dirò nel senso medico e legale, non già No- cemento cd Offesa. esipegsone.'* (Mit ) L:-si-po-gnó-ne. Soprannome di Bacco, e vale Che nasconde, fa sparire, fa obbliare il giuoco. (Dalgr. leso l'ut, di £an- io sono celato, e pegnion giuoco.) (Vali) (Al) .ai niA. * (Gcog.) Le-si ri-a. Cosi alcuni chiamano la picc. città di Le- j j . 5 ln Capitanata. (G) ‘sivo Le-sì-\o. Add. in. Che importa lesione ; e dicesi in pavlicolar "f,. de’ continui gravosi ed ingiusti. Fag. Com. Ne ha accordati T * - a maestade, Dant. lnf. 1 3 . ff. S’ egli avesse potuto creder pri- j Jnspose il savio mio , anima lesa , Ciò c’ ha veduto ec. , Non tc.hbe in te la man distesa. Red.Cons. 1. ig 3 . Questo è un sinto- 111 genere delle azioni lese, e questa azione lesa è la respirazione. Cir^'i ^* C0 S‘) Le-spàr-rc. Città di Francia nel dipartimento della e siei,e za * (Bot.) Lc-spe-dc-za. Sf. Genere di piante della diadelfia ^'-andrai, fumi gl a delle leguminose, il cui calice è cinquepartito, a corona della corolla trasversalmente ottusa ed il legame Unticcia- r e con un seme. Lai. lespcdezia. (IN) “SANBis* , * Les-sàu-dra. N. pr. f. ( V. Alessandro. In cclt. les pic- P cu m , c andrà donna.) Baldin. (Al) tssAr.E , Les-sàre. [All J Cuocer checchessia per lo più nell' acqua , !” in alni, liquido ; contrario di Arrostire .—, Allessare, sin.] Lut. e ixare , aqua coquere. Gr. Jìocc. noe. 61. 6. Ed egli cd ella oenai-ono un poco dì carne salata che da parte aveva fatta lessare.» ‘ a "c. Suedi, nov.112. Salsiccioni cc. avendogli falli lessare, gli mi- a ___ u freddare su una finestra. (N) f | ' ns4 d Bicctt. fior. i>2. Le medicine semplici si cuocono in pialcbe umore o vapore , c si chiama lessare ; o asciutte , e si chia- 3 pirosi ire. » Salvili. CLl.ty. Parte gittò a lessar nella cahlaja.(iN) rT - , n ' />««•) Cr. 5 . 6. Q Se s’ arrostiscono (le castagne) ec. , e Le.'. S1 l s T sai, o i* 1 acqua cc. , generano nel corpo buono umore. ipATo , Lcs-su-tu. Add. m. da Lessar «.[Bollito e collo nell’acqua .—, Allessato, Allesso, Lesso, sin.] Lat. clis.us.Gi-. r„WeVos. Red.Pii). 2. 40. Il giorno seguente preparai a duo cugnuoli un saporito muuica- tolto di capi di vipere leggiermente lessali. 1 Lessatue», Lcs-sa-tù-ra. [,V/?] Il lessare. [ Cuociluia nell’acqua.— «uessamento , sin.] Lat. clixalio. Gr. ipr.crn. Lib. cur. nudatt. lì erbe bollano in quell'acqua lino ad mia non lutei a lessatura. a-esseetia. * (Boi.) Les Sfi. Genere di piante intitolalo al benenie- V f° Gelcsscrt 5 fondato eia DectuidoUe nella d adelfia decandrìa^ fa- ^ ia delle leguminose , e differisce dalla colutea di cui faceva par- L E e s legume schiaccialo e non rigonfio. Lat . lesse* tia (iN) din' Lés-si-a. Soprannome d'Apollo , considerato come dio ^ (I)al[ lexis (Mit) (Aixlie.) Les-si-ài-ca. Add. e s/n. Jf, G. Lat lexiarcus. (Da tdiej. Crot ^ a 5 ^ archos capo.) Magistrato ateniese incaricato di sedi) 6 re & is£, ° de giovani emancipati ed abili ad entrare nel pos- che n V lt0 dell’ eredità paterna . e di esaminare la condotta di queili s? ij!- amme Uevano al grado de' Prilani. Pr ima di giagnere a que~ pel Srado , solevano ì giovani da' 18 a 20 anni andar girando ti poii fifìa deli' Attica con differenti nomi, con quello cioè di Pe- m l0 ? f .Dfcbi a cagione della loro etili di Efodi pel loro conti- pr a ii ( !- l 3 S larc 5 e dì Episcopi , come ispettori del paese , o/id’ esser T SaisQ f f 1 C(lso di guerra 5 delle strade e de’ luoghi , avendo in tal ^maivV? to COìne il loro noviziato delle anni. (Àq) ghiri dPr* ( Arcl,c 0 Les-si-ài’-chi-cìie. Add. e sfi pi. Tavole 0 Ile- ^ e ' banchi, (V. Icssìarca.') (Aq) alcun’ art^ C0 '^ m ^ er ^ € alfabetica di voci e di termini appartenenti ad mente pari ° s } c * enza ovvero ad alcuna lingua dotta , e dteesi piàicigal- ^tho'p[ ( n* 1 , dfi dizionaiii greci .j (/^. Dr/ionaiào.) Lat. lir-ucum. Gr. grec\l- T ‘ ^ P aro ^ a * ) Red. leu. 1. 16. Con ragione alcuni Ics- •D isc , 2 ai dichi traducono sempre instruo in sacns. Salviti. ètiche dei J 5 ’ ? lassici , accresciuti maravigliosamcnle dalle glandi Y Si'cca diissimo francese Guglielmo Budeo , spiegano la parola Es sicogp a | ^ c< dla franzese di jausse pernique. < V. Les -si'CO-gra-fi-a. Sf. V. G.Lat. lexicograpliia. v c °mp l i,.ff'; 1f d ta -) Arie che riguarda la formazione delle parole e la U ^d:T e n de ’ Uislci - CMÌ (Van) *‘ol Za, 1 Les-si -cò-gra-fo. [ Add. e sm.} Compilatore d\ les- ito s i * c xicorut« r .. . 5- u.j A.. .0 ^ h LETALE 83 Lessjgrafia.* (Lett.) Les-si-gra-fi-a. Sf. V. G. Lat. lexigrapbia. ( Da lexis vocabolo, e graphe descrizione.) Parte della grammatica che insegna a scrivere bene le parole. Altrimenti detta Ortogralìa.(Aq) (Yau) Lessiorii.* (Geog.) Les-si-ò-ri-i. Antichi popoli delle Gallie che alitavano vicino alla foce della Senna. (G) Lessipiretico.* (Tcrap.) Les-si-pi-rè-ti-co. Add. e sm. f. G. Lo stesso che Alessipiretico. V. (N) Lesso , Lés-so. Sm. Bollimento in acqua, o in altra cosa liquida ; e la Cosa stessa lessata. Lat. elixatio , caro elixa. Gr. i'+rivis , vffxs àvifystGToe. Bern. Oli. 3 • 7. 5 i. Sapor, pasticci , lessi, arrosti c torte- Mahn. 5 . 56 . Questo ba bisogno , dice , d’ un buon lesso. Lesso. Add. [m. Lo stesso che] Lessato. A . Bocc. nov. 61. 6. E alla fante fece portare in una tovagliuola bianca i due capponi lessi. 2 — Far lesso ^Lessare. [ A. Fare lesso.] Fir. Disc.an. 5 g. Molti hanno voluto dire , che per esser grande, fu fatto lesso.E 1 nov. 8.2g6. E vo’ fare un di quei quarti di rieto lessi. 3 — Fig• e inforza di sm. Dant. lnf. 21. i 35 . Lasciali digrignar pure a lor senno , Cli’ e’ fanno ciò per li lessi dolenti. Lessoe." (Geog.) Les-sò-e. Isola del Danimarca. (G) Lessui..* (Mit. Chini.) Lès-sul. Nome di un celebre santo , le cui reliquie sono da’ Chinesi conservate nella pagoda di Naiitua • (Mit.) Lestamente , Lc-sta-mén-te. Avv. Con lestezza , AgibneiUe ; e vale anche Accortamente. Salvili. Odiss. lib. 6. v. 35 o. Tu colle ancelle dietro ai muli e cono Sì te ne vieni lestamente, ed io Farò la strada. (A) (B) Lestei.* (Geog ) Le-str-i. Antichi popoli dell’ India di là dal Gange. (G) Lestena.* (Zool.) Lc-stè-na. Sf. P. G. Lai. lcstcna. ( Da leste vo io rubo , predo. ) Genere d’ insetti dell’ ordine de’ coleotteri , della sezione de’ paltonieri , e della famiglia delle branchclitree , stabilito quasi in pali tempo da Latieille c da Gravcnhorst ; cosi delti dal- V involar che fanno il sugo a fiori , e dal guastarli stabilendovi la loro dimora , singolaraietUe su quelli della spinalha. (Aq) Lestezza , Lc-sléz-za. [Sf. ast. di Lesto; c però vale] Prontezza, Agilità , Accortezza. Lai. dextontas, sagacilas. Gr. , àyyfnx . Stdvin. Disc. 1. 320. La nottola, che colla vivacità de’suoi moti c colla lestezza dello spirito incanta ed attrae la schiera de’ min iti augelli , rassomiglia ec. un accorto filosofo. » Magai, leu. fam 1. fi. V’ insacca dentro con una lestezza mirabile. (iN) Lestissikasiente , Lc-sUs-si-ma-mcu-tc.Mi/d. superi, di Lestamente. Bisc. Maini. Togliere, portar via , rubare leslissimamcnte. (A) Lestissimo, Le-stis si-mo. [ Add.m .] superi, di Lesto. Lat. celerrinms, agillimus, dexterrimus. Gr. 6A«$pór».rot, Sdjiwraros. Red. Oss. an. yf Queste bestiolucoe son lestissime e velocissime al moto. Ai Stj. Tutte queste razze son lestissime e vivissime al moto. Lesto, Lè-sto.Add.m. Destro,Presto, [Agile,Piva, Siiello.] Lat. dexter, expedilus, coler, velox, pernix. Gi\ 5 s|ids, nx-xis, sAafpo's, siiVx^Sl/zos. (In frane, leste, in isp. listo, dal celt. lasler subito , presto, prontamente , onde lasterra agile, rapido.) Red. Ins. 8 1.1 minori (vermi) erano pure della stessa figura , ma ayeano questo di notevole , che più bizzarri c più lesti degli altri con maggiore agilità su pel vetro camminavano. Mahn. 1. 11. Le scale corre lesto come un gatto. E 1. 62. E benché li sto ciaschcdun rimiri, Noti gli dà tanto tempo, eli’ e’ respiri. E 5 . 17. Eccomi lesto qui con Gamhastoxta. » Gas. Op. t. 5 . pag. 255 . Nelle cose che mi sono tocche a fai- come a suo cittadino per comodo suo,sono stato sempre de’più pronti più tosto che de' più lesti.(N) A .v —ir.. iti: ..o -.UI7C..^ zd\ Sfati cc Si ■ -- . 1 - _ cST: ■ Disc : * i 4 l- Il celebre lessicografo giureconsulto ]f c - 161 v, VUl ° vcs tc dell’autorità de’giurcconsulti antichi.jE Pros . 1- fessirn™" r li ' lidia traduzione d’Erodiano ci diede, la quale, c a UMt “. 'a ««lo. L t :“He^^‘0L<,-si -co-lo-gi-a.Ayi P. G. Trattato sulla natura devo- E t ! S,c °i‘OGico * ™ IU0 -(Dal gr. lexicon vocabolario, e logos discorso.)(Aq) -co-lò-gi-co.-iAaW m.Della lessicologia.( V an) e ‘ e Alcssif' Vi-wap.) Les-si-fàr ma co. Add. e sm. V. G. Lo stesso «uarmaco. F. (A. O.) Sdltolppoi.- Maini. 7. 46, Di modo eh’ ei non vuol restarvi colto’ Ma starvi lesto a rivederla bene. 4 —. * Manesco, Da potersi maneggiar «in lestezza. Lat. haliilis, Car. En. lib. 1. Al collo avea da eacciatrice un arco Abile e lesto. (Br) 5 — [Dicesi Le sto lesto cosi raddoppiato per indicare maggior prestezza o leggerezza, ed anche talora cosa fitta alla prèsta, speditamente e senz’ apparecchio, j Salv. Grandi. 2. 2. Dando ec. uri po’ di volta al canto Lesta lesta.» Lasc. Sibili. 2.5. Io vorrei fare stasera un po’ di pasto, ma lesto lesto, intendimi tu ? senza impacciarmi nè con cuochi, nè cpn donzelli. (Y) Fag.Com. Per far insieme due paja di nozze lesti' leste, senza stare a chiamar nessuno. (A) Lesto dìtf. da Destro , Presto , Agile. Lesto comprende l’idea di Prestezza e di Agilità , Destro quella di Attitudine e Sveltezza, cosi clic chi è lesto senza grazia non potrà dirsi destro , né chi usi destrezza senza prestezza (tirassi lesta. Presto l'ifcriscesi all’ idea sola del tempo e non del modo di operare, cioè alla celerità o velocità del movimento; ed aneli’ esso differisce da Lesto in quanto che Lesto non si applica che agli esseri animati. Agile si riferisce alla sola idea del modo di operare , il quale essendo facile , leggiero e spedito, arreca guadagno di tempo. Quindi chi è Presto ed Agile potrà dirsi Lesto , e sarà anche Destro , benché non ognuno eh’ è Destro debba essere Lesto. Lestiugone. (Lett.) Le strì-gó-ne. Secondo i poeti dipesi di un Popolo favoloso della Sicilài , inospitale e fiero , che gli antichi credevano che sì cibasse di carne umana ; ed oggi si dice anche per similitudine d ogni uomo crudele. (Dal gr. lasthe sangue, oltraggio, c ragliti impeto, fòrza : Impetuoso e sanguinario.) Buon. Pier. 4. 2. :j. Anche Li, scroccatore, spuleialetti ; Anche tu, lestrigon, succiamalatì ec., esci al sereno. (A) (B) Lesuea, Le-sù-ra. (A/.) V. A. P. e di Lesione. Fr. J a c. T. 2.32.40. Cresce lo male , e muori Per piccola lesina. Letale , Le-tà-le. Add. com. P. poet. Mortifero , Mortale. Lat. le- thalis. Gr. jniipioe. Corsia. Torraceh. ig. ò *. Così mostrando aititi non aver core Da soffrir di vedere il proprio tìglio ec. Arrischiarsi -di morte a gran periglio , A volto sparso di letal pallore , Ad irta chioma, ec. (A) (B) (N) LETALITÀ 84 Letalità. * (Chir.) Le-ta-li-tà. Sf. Dicesi parlando delle ferite necessariamente mortali. (Van) Letamaio , Le-ta-mà-jo. [Sm.] Luogo dove si raglino il letame. — , Latamaio, sin. Lai. sterquilinium. Gr. xovpnle. Segn. Pred. 2. 4- Gli convenne giacere , come cane morto, in un pubblico letamajo. Letamai cono , Le-ta-ma-juò-lo. [Add. e sm. ] Che raccoglie il letame. Burch. 2. 48- Letamajuoli vi passano spesso , Spalando paglia con merda alle grotte. Letamare, Le-ta-mà-re, iAtl.cn. pass.] Sparger di letame. [Lo stesso che AlMamare.^ì] Lat. stercorare. Gr. xo-npiQn/. Pallad. Il carboncolo, se non si letama , rende magre vigne. Cr. 1.12. 5. Proccuri d’aprir la terra intorno agli ulivi , e di letamargli come si conviene. Letamato, Le-ta-roà-to. Add. m. da Letamare. [Lo stesso che Alleta- inato. E -] Lai. stcrcoratus. Gr. xsxoirpm/sircs. Cr. 6. 57. t. Il cardo si semina di Marzo, e desidera terra letamata e solata. Letame, Lc-tà-me. [.S’m ] Paglia infracidata sotto le bestie, e mescolata col loro sterco; ed anche il puro sterco. {Detto anche Fimo, Stabbio, Stallali co, Concime, Concio! — , Litanie, sin, Lat. fimns, lactamen. Gr. xóirpos. {Laetamen quasi leterainen, dal cclt. leter paglia ed ani, lo stesso die cam letto: Letto di paglia. In francese dicesi liticre , in ingl. tiller, e da’ cocchieri Napolit. lettiera. ) Bocc. nov. 22. 7.Acciocché non forse l’odore del letame la Reina nojassc, o la facesse accorger dell' inganno. E nov. do. g. Con un pajo di poppe , che parevan due ecston da letame. Dant. lnf. i5. 70. E non tocchili la pianta, S’alcuna surge ancor nel lor letame. Cr. 2. i3- g. Quel letame c molto convenevole , il quale per putrefazione geme multa , e manda fuori alla superficie il suo umido naturale. E 5. 10. 2. E pongasi sopra la terra letame di colombi. Ar. Sat. 3. Unga ’l suo schidion pure , o il suo tegame, Sino all’ orecchio a ser Yorano il muso, Venuto al mondo sol per far ldame. » Salvili. Annot. E. B. 3. 3. 2. Dalla ste ssa origine concio , dal conciare le terre ; letame, litame, dal lat. lattameli; ancora detto perchè fa lieti ioampi, fertilizzandogli, et facìtlaetas segetes.(f) a — * Una sardella di letame per Un poca.lino , I n minimo che di letame. Bemb. Leti. 5. n. 21. Ne ha tratto tutto quel fruito cc.senza darli mai una serdella di letame , in modo che quelle terre son tutte arse c consumate. (N) Lbtasiere. (Agr.) Lc-ta-mié-re. Sm. Letto di letame coperto di terra, che si fa a bella posta negli orti per seminarvi le insalale , ed (dire piante per averle più anticipate. E la Coliche de Francesi, Il cavatici' Ile coirebbe dargli il nome di Lettocaldo. (Ga) Letamikamekto , Le-ta-mi-nu-mcu-to. [.S’m.) Il letaminare. — , Leta- miuatura , Letaminaziorie , sin. List, stercoratio. Gr. X. lenii.( n. e. S. 7. Ed imperciò è mestiere clic ’1 letaminaineuto della terra cc. a- doperi ad abbondanza del seme. E 8. 1. 3. E perchè in questi cotali arbori si ricerca più l’ombra che ’1 frutto , non è da curar del lor cavamente o htaminamento. LETAMiHAHE,Le-ta-mi-nà-re.[yft< e n. Lo stesso cAeAlletamare e] Letamare. E-Pallad. cap. 6. Nello bituminar degli alberi si vuole [«ima rimuovere la terra intornogli. Cr. 5. 20. 5 .Rallegrasi d’assiduo cavamente, e d’ essere abbondcvolmente letaminato. Letamisato, Le-ta-mi nà-to .Add.m.da Letaminare. [Lo stesso che Alleta- mato e] Letamato. V. ( F. Letaminoso.) Cr6\ 1.7. <. La bietola desidera la terra grassissima, e umida, bituminata, lavorata, acciocché ben profitti. Pallila.Gen 14 La lattuga si puctc bene fare tutto l’anno, se il terreno c allegro , Maminato , c rigoso d'acqua. Letamimatura , Lc-la-mi-na-tù-ra. [Sf. Lo stesso che] Lclaminaincnto. E. Cr. 2. 1Ì. 28. Una letaminatura di letame d’animali fa intorno a 6ei anni la terra abbondante. Letamihazioke, Lc-ta-mi-nazió-ne. [Sf. Lo stesso che Letaminamcnto. b -1 Cr.14-io.3. La vecchia e antica vite ec. si rinnuova, [per istudioso cui- tivamento,] ne’convenienti tempi a quella posta lctaimnazion di letame. LetAmikoso , Le-ta-mi nó-so. Add. [in. Pieno di letame.] Lat. stercora- tus. Gr. jcsKOTrpKT/rsVos. Coll. SS. Pad. Ancora, poiché 11’ ha ripieni i granai, se ne trae fuori per rimettere ne’ letaminosi solchi. Letaminoso diff. da Letamato. La Crusca li fece di egnaì valore, ma tali non sono ; poiché Letaminoso indica ciò che ha letame o che é pieno di letame , e Letamaio dinota ciò eh’ c stato fornito di letame. Diremo dunque Strade lelaminose , Fossa letaminosa ec., e Teira letamata , Campi letamati , Solchi letamati cc. Letakdro. * (Gcog.) Lc-tàn-dro. Antica isola dell’ Arcipelago, una delle Sporadi. (G) Letame, Le-tà ne. [ Sf. pi. E. A. V. e di' I.ifanie.l Dant. lnf. 20. g. E vidi gente per lo vallon tondo Venir ,- tacendo e lagriinanilo, al passo Che fanno le ledane in questo mondo. G. A’’.* i5-i. l’r< sero papa Leone terzo , clic allora regnava , andando egli alla processione delle letane. Letame , Le-ta-ni-e. iff Lo stesso che Litanie. E.] Ilav. Scistn. 7 6. Letame , precessioni, rosai, esequie , uficii di morti, acqua , pane , nova , erbe , cere , e altre cose benedette proibivano. 2 _ Par ]g letame , si dice , in modo basso , del Fave una lunghiera o una lunga ser,e di nomi. Red. lelt. 2. 36. Non gli nomino qui , per non fare le letame. Letamo. * (Geog.) Le-tà-no. Lat. Lctanum. Citta eretta dagli Ateniesi, sulla riva della Propontide. (G) Letamaio , * Le-tàn-zi-o. N■ pr. m. Lat. Laetaulius. ( Dal lat. laetans che rallegra.) (B) Letare. * (lìcci) Le-tà re. Rome che si dà alla quarta domenica della Quaresima , perchè l’ introito della messa di questo giorno comincia dalla vece latina Laetare rallegratevi. (Van) Letargia , Le-tar-gi-a. [Sf Lo stesso che ] Letargo. V. Lat. lethargia. Gr. Azi»(>}•*• (V. letargo.) Cr. 681. 2. Contraila superflua umidità del cerebro , sì come nella letargia , si provochi lo starnuto. Letargico , Le-làr-gi-co. {Add. m. Aggiunto dello stato , della causa, degli effetti dela letargia. Attenente al letargo. —, Liturgico , sin ] Lat. Icthargicus. letizia a — * Onde Febbre letargica, quella nella quale Vammalato cade in letargia. (A. O.) a — [In forza di sm.] Che ha letargo. Lat. veternosus. Gr.\y$x.pytxós. Volg. Mes. Empiaslro d’Archi gene , molto agevolissimo a guerire li letargici. Cr. 6. 111. 4\ Ajuta (la senape) gli epilettici, e sana gl’idropici , eccita i letargici. Red. Esp. nat. ioo. I letargici e gli a- popletici ec. ricuperano subito la parola, se ec. Letargo. (Med.) Le-tàr-go. [Sm. Vocabolo in origine adoperalo ad indicare ogni specie di sopore , qualunque sonno malioso , accompagnato o no da’ sintomi ìli reazione del sistema circolatorio. Di presente viene usato per esprimere Certo sonno , il quale per qualunque siasi causa , si prolunga molto più in là dei termine ordinario. —, Letargia , Liturgia , sin.] Lat. lelliargus, veternus , morbus le- thargicus. Gr. A4Aa/>j'os.(Dal gr. lelhe obblivione, ed crgmt faccenda, opera, fatto: Oblilivion d’ogni cosa o fatta 0 da farsi.) Dant. Par. 33.gf Un punto solo m’è maggior letargo, Che venticinque secoli. Coni. Par. 33. Letargo è una infermità che induce difetto atta memoria,LaUVi: Letargo è vocabolo grammaticale , e significa dimcnlicagionc. Peti’, cap. 11. Sete obesi Di un grave e mortifero letargo. Tass. Ger.16. 33. Qual sonno o qual letargo ha sì sopita La tua 'virtute, o qual viltà t’alletta? Boels. Farcii. 1. 2. 11 mal suo è letargo, cioè grave e profondissima sonnolenza e sdimenticanza , male comune a tutti coloro i quali hanno la mente ingannata e delusa. 2 — * Big. e nell’ uso dicesi anche per Indolenza , Pigrizia. (Van) Letcui. * (Bot.) Sm. Genere di piante della China dell’ ouanària ino- noginia, famiglia delle sapindee, caratterizzato da un calice a cinque denti, cinque petali, sei ad otto stami, gli stimmi aperti-, il suo frutto delizioso della grossezza d’ una noce consiste in una bacca polposa con un sol seme coverto da una coneccia coriacea e tubercolosa. —, Lichi, sin. Lat. euphoria. (Van) (iN) Lete. * (Mit.) Lc-te. Uno de’quattro fumi deli’ Inferno, le cui agii? si credette da’ Pagani aver la proprietà d’ immergere in un eterno oblio i piaceri e le pene della vita menata sulla terra dalle anime de’morti, affinchè, secondo il sistema di Pitagora, rianimando altri corpi, avesse10 intieramente dimenticato di essere state al mondo. (Dal cclt. llaith ovvero laet/i morte , onde il lat. letum. Siccome lo stesso llaith o leth significa acqua, palude ; e siccome in gr. lelhe significa oliblio; così n’ è sorta la favola del fiume infernale dell’ olsblio. In af- lalhan fuoco , inferno.) (Aq) 1 —* Onde Bever lcle= Dimenticarsi, Scordarsi. Petr.son.i6o. Clic» sol mirando, oblio nell’alma piove D’ogni altro dolce c Lete al fondo bibo.Bemb.Lett.2.1 .^.Dimenticatevi le passate cose, che io Lete berò.(iS) 3 — * Oblio. Tass. Poes. Posi. Amor sorgente è spesso D alt* dolcezze e liete Degli affanni e de’ guai soave Lete. (N) 4 — • Sonno. Anguill. Met. 2. i3g. Distende il corpo travagliato e stanco Per darsi per un pezzo in preda a Lete. (N) a — * (Geog.) Antico fumé dell’ isola di Creta. — della Macedoni 11 - — dell Asia minore , non lungi da Efeso. — dell’ Africa , vieto 0 al capo delle Sirti. — della Spagna nella Betica , oggi chiama 10 Lima. — Fontana della Beozia. [Mit) LETEA,*Le-tè-a. N-pr.f (Immemore, dal gr. lethe dimenticanza.)— Donna frigài, moglie di Cileno, secondo i mitologi , cangiata in rupe.Qlà) Leteca. * (Arche.) Le-tè-ca, Letticeli. Sf. Misura delle cose solide, uso presso gli antichi Ebrei ; era la metà del corus. (Van) Letf.o , Le-tè-o. Add. pr. m. Di Lete , e prendesi anche per Letal®' Euscell. Impr. iib. 2. part. 3. Berg. (Min) a — * (Mit.) Amore letco. Cosi detto perché fa dimenticare. Ave? 1 * una statua nel tempio di Vmere Erteina , ed era rappresentato *** atto di spegnere la sua face nell’ onda. (Mit) • Leti. * (Ar che.) Lé-ti. jSomc sotto cui s intendevano tutti i Barba 1 che si aiTolavano al servizio dell impero romano , (Mit) Leti. * (Geog.) isola dell" Arcipelago della Sonda. (G) , Leticare, Le-li-cà-re. N. ass. E. e di’ Litigare. Rortig. Bicciard.ff Leticoso, Lc-ti-có-so. Add. m. E.A.E. e di’ Litigioso. Eit.S.Gir-jr Non esser perseguitatorc,ma modesto e temperato, non leticoso nò avaro' Letivero , Lc-tì-fe-ro. Add. ut. Leteo , Letale , Mortifero. Eallisn■ 28g. Berg. (Min) _ , ^ Letificaste , Lc-li-fi-càn-te. [Part. di Letificare.) Che letifica; [ed r lo pài aggiunto di rimedii.] Lat. laetilicus. Gr. tòppavrino'?. l- 1 ' per cur. malate. Meltouo in uso frequente i medicamenti letificanti. ^ 2 — [Usato anche in forza di sm.] Ricett. Fior. 170. Letificante Rasis ad Almansorc. , p Letificare, Lc-li-fi-eà-re. [Alt.] Far lieto. Lat. Deificare, Gr. ma '. Cavale. Med. cuor. Le tue consolazioni , Signore Dio, letificata 1’ anima mia. A’. Gio. Grisost. Ma questa cosa, come R fica quelli, li quali per pazienza delle fatiche pervengono alle C' 11 ' 0 cosi ec. Fr. lue. T. 6. 3o. 5. Dentro è il pDcimcnto Che m’h® tificato. Eit. SS, Pad. 2. 35. Chi questo fa, letifica il diavolo. Letificato ] Lc-ti-fi-eà to. Add. m. da Letificare. Lat. laotiticatiis- F ( SS. Pad. 1. 203. Della qual risposta li predetti cittadini letil‘ ca andarono con gran moltitudine a lui al diserto. . h. Letiggise , Lc-tìg-gi-ne. [Sf. E. A. E. e di’] Lentiggine. Cr. b :’,j. 5. Se n’ unga la faccD, perocché rimuove il panilo e le lctigg 1111 ravigliosamente. . . oS (K Letiggikoso , Le-tig-gi-nó-so. [Adii. m. E. A. E. e di Lentigg'J ,j|i Gutl. G. Ebbe gravissimo il volto, e la faccialetigginosa , 1 ^ K c la barba rossa e vermiglia. Bui. Vide un uomo di color flit- tigginoso , legato con catene di ferro alla sedia di Giove. M - C \1 P. N. 38 . Sappiate ch’elle (le sanguisughe) yagliono a colo* .. ( Dal cefi" ' sono letigginosi e a gotta cc Letilia. * (Arche.) Le-tì-li-a. Antica famiglia romana, presso , c itili collina : Nato presso la collina.) (O) - Letizia, Le-ti-zi-a. [ Sf.E.L.e per lo più poetica 0 deli eloqui’ 120 Sommo grado cù] allegrezza, giojn, ( V. Allegrezza, Conte 1 letizia LETTERA lactiLia, gaudium. Gr. tv^pcnfar}, tv'èvf.ùa., Bone, nov. 4 ì. ?- 7 : Subitamente in tristo ed amaro pianto mutò Ja inestimabile Ic- izia dello innamorato giovane. Dant. Par. 2. i 44 ‘ La viilù mista 1 c .^ *° corpo luce Come letizia per pupilla viva. Pur. canz. 44 7 * , 1 oc chi pien di letizia e di onestate. » Kit. S. Gir. 28. Per acquile quelle letizie che sempre durano. Kit. S. Gio. Pati. P. IV. Rin- ^aziando Dio tutto infocato d’amore e di letizia. (V) Bui. riferito • (l ^r.allav. Esultazione. Allegrezza fae primo movimento nell’ a- niia , e chiamasi giubilo , c poi esce nel volto e dilatasi nella fac- ^ eia , e chiamasi letizia. (N) 3 ^ ^ Vare letizia ~ Rallegrare. K. Dare letizia. (N) / 33 * T * ar letizia ~ Letiziare , Giubilare. K. Pare letizia. (N) 3 ^ levare in letizia ~ Dar cagione di allegrezza. V. Levare ec. (N) le rche 0 Travasi in figura di divinità, o in abbreviatura oin- T p Tì a 5 tn m olte antiche medaglie e di donna e di uomo. (O) W ? A ’- * K P r :f Lat - Lactitia. (B) / e (/ AKTe ’ Le-ti-zi-àn-te. [Part. di Letiziare. Che letìzia , CJi è in 1 ^ ,a ^’ ^ a£ ‘ Letus , hilaris. Gr. y^o'trwos, t^após. Pros. F'ior. 6. stnt l au ^ co Lrìsippo animosamente ridendo mono; e Crisippopre- U rT e le t j ziante aneli’ egli nel punto della morte si dimostrò. ta< tisce 9 ^e-ti-zi-a-re. [IV. ass.) K. A. Aver letizia , Gioire. Lat. ^ Ue **tia gestire, gauderc, laetari. Gr. avQpcdi’ecrSa.t , àyo-A- piacer* ]f nt 'Ta?\ 3 . 54 - Li nostri allctti, che solo infiammati Sonnel Letizi ft . Spirilo Santo, Letiziali del suo ordine formati. But. ivi; 2 n ,* c t°c hanno letizia e godono. Dant. Par. a. 70. Per letiziar C« 0 folsor s ’ ac <» dioJ mE 5 .LctLzio-sa-mén-te. Avv. Con modo letizioso y Gau - Tfiurn. Occor. 5 , e Selvett. 7. Berg. (Min) hilar S ° 5 Lc-di-zi-ò-so. Add. m, V. A. Pieno di letizia. Lat. lactus, L s r,S . J 8 es tiens. Gr. tpaiàpoV , eìISti/acs . y^SoVut'0?. Com. Par. 14* lett C /l, 1130110 ^ Lzicsa , con meno gaje»'/.a rendono la risposta. Guiit. Lkto" * , a molto L tiziosi si lasciarono vedere. ^ 1 9 Lc-to. IV. pr. in. {Lieto, dal lat. laetus, ovvero Immemore , j) S r ‘ ledie. ohhlio .)—Padre di Pileo e d’ Jppotoo. — Quinto Elio. r? e J* tt0 del pretorio che fece uccidere Commodo .—Giulio Pomponio. iF P . 0il ;p° n ‘° Leto. (B) (Mit) ‘ (.Ceog.) Lc-lo-a. Antica isola del mare di Libia , 85 si dice , Fuor de’ denti ; e ciò perchè nelle scatole degli speziali ec. è scritto a lettere grandi quel che 6 è dentro. K. A lettere maju* scole, A lettere di speziali, A lettere madornali -, V. Dire a lettere di appigionasi, Dire a lettere di scatola ec.] Lat . libere loqui, aper- tis , disertis verbis dicere. Gr. ‘rrocppritTictfav. Cecch, Stiav. 5 . 6. Fa pur disegno tu e questi s a dirvela A lettere di scatole , sur altro. Red. ConS' 1. a. Il gentilissimo Cornelio Celso ne parla a lettere di scatola. Lasc. Pinz. 2. 6. Orsù , poich’ e’ bisogna favellar teco a lettere d’appigionasi, eh’ è di quella ladra, traditoraccia, rubacuori ? 5 — * Dicavasi un tempo Lettera di Pitagora la lettera f, (Vati) 6 — * Diconsi Lettere istoriate o ricamate o capitolari : le Lettere iniziali de’ libri , de’ capitoli e de’paragrafi adornate di rabeschi e di fioritine ne’ contorni. (Mit) —■ Diconsi Lettere i Caratteri di cui si servono gli stampatori. {A) —• Carattere , Scrittura. Cecch. Dissim. 3 . 5 . Io non vorrei che la C W (G) presso i i- .“-lupOLi.* (Geog.) Le-tò-po-li. Antica città del Basso Egitto. G) JjEt °R I a. » (Arche.) Le-tò-ri-a, Add. f. Legge romana promulgata dal tribuno Letario , la quale poneva che i magistrati del popolo fossero eletti ne ’ comìzii per tribù. — Altra legge ixnuanu , la quale ordina - Y Va che si dessem i curatori o per dissipazione de’beni o per pazzia.{ 0) L^torio,* Le-lò-ri-o. IV. pv.m. (Dal lat. /rte£or mi rallegro.) — Pretore ?;o- Y r/iano e luogotenente di Furio CammiUo .— Jj ibuno del pojtolo. (Mit) LfiTRA.* (Mii.Scand.) I.c-tra. Luogo dove gli antichi Scandinavi si adunavano ogni nove anni , nel terzo mese dell’ anno, e quivi immolavano a'loro Dei novantanove individui di ogni specie d’ animali, cornili - \gl’ insetti fimo alla specie umana, e di questa sacrificavano una famiglia che -- i scannare le vittime. (In r> rii/» dardo > fece- Ciando dagl insetti fino alla specie umana , ^ 5 ° donne , e fg uomini. £ sacerdoti nati da chiamava la stirpe di Bor, erano destinati a c clt. llethr collina , eminenza. Bor , lo stesso che ber eia , spiedo.) (Mit) '•rp v E° } * Le-trè-o. N. pr. m, (Montanaro; dal celt. lletr monte. ) — j. di Pelope. (Mit) Let R 1NA * * (Geog.) Lc-lrì na. Coloniacondotta in Elide daLetreo.Qilit) ^ * (fieog.) Le-tri-ni. Antica città della Trifilia. (G) jpPfo 5 * Li-tró-so. Add. e sm. K. A . 0 piuttosto V. corrotta di fa r los °5 c pai * che sia Colui il quale non si arretra nè pur dal mal se v fi nos fi uto - Br. Barb. i 3 j. 18. Letroso non si pente , Ancor e n C ^’ ^ P r cso il peggiore. {V. la Tav- del Barb. che là spie • a f T tosns *) 00 (N) _ r LeUta. òfi. Buona letta per Buone notizie , Buoni avvisi o si - di ^ P er quanto pare. Cai'. Lett. ined. 2. 56 . E se la buona letta eh»,, CUllatl ia continua , facilmente tireremo il resto. (Aveva prece- 7 Wu 6 ' mente ì)arL >‘r, j-h* t„_ lcttera v’ingannasse. Sun. Come? non conosco io forse la sua lettera? Kit. SS. Pad . 2. 248. Va, e scrivi in carte antiche, d’una lettera che paja antica quanto puoi , un testamento. Scdv. Avvcrt. 1. 2.12. Noi abbiamo in nostro potere lo stesso originale, di strettissima e bella lettera. (V) 4 — Dottrina , Letteratura. Lat. literae , cruditio. Gr. it'aiJs/a. Bocc . nov. 4 1 > 3 . Mai nè per fatica di maestro, nè per lusinga ec. gli s’era potuto metter nel capo nè lettera nè costume alcuno. r> Cavale. Att. Apost. i 58 . Tu se’fuori del senno, o Paolo, e panni che la molta let* tcra ti fa uscire del senno, f 11 Testo dice : multac literae. ) (V) 2 — [ In questo sentimento sembra confarsi meglio col pi. secondo la maniera latina .] Bocc. nov. 4 *• i °* N° n solamente le prime lettere apparò , ma valorosissimo tra’ Blosofanti divenne. Bemb. Asol. 2. j6. Uomo nelle lettere infìn da fanciullo assai profittevolmente e- sercitato. » Cor. Lett. t . 1. n. 81. Vedete che i contadini , e quelli che sono senza lettere, hanno per lo più migliori memorie, che i cittadini cd i letterati. (P) 3 * Onde Essere di lettere r= Essere letterato. Pallav.Dt. Cono • 1. 86. Era lo Stupizio di famiglia nobile, c suddita di Federigo: d’ingegno grande, di lettere non grandi ; ma tante eh' erano assai con chi ne stava senza del tutto. (Pe) 4 ■—• * Favellare per lettera, cioè da uomo letterato , che sa di grammatica. K• Favellare per lettera. (N) 5 — [Saper lettera = Essere addottrinato.'] Nov.ant. 9 1.3 . Ogni uomo che sa lettera , non è savio. 6 — Ed anche Sapere scrivere. Kt.SS.Pad. 2.260. Se così ti vergogni, va almeno, se tu sai lettera, c scrivimelo in su una carta (V) ^ — [Uomo senza lettera vale Idiota , JSfon letterato .] Cr. p< yg. 4- Il maestro delle pecore sanza lettera, soBìciente non è, perciocché le ragioni del signore nè altro dirittamente far non puote.io Kit.SS. Pad. Vedendo che Antonio, uomo senza lettera, e parlava necntemeute sottilmente e diceva grandi cose oc. (A) 5 —~ * Lingua latina. Salhist. Catil. 1. il i uno e P altro di questi libri è scritto per lettera molto sottilmente. E appresso ; Anzi conviene ispesse date d' una parola per lettera dirne più in volgare. (N) *—- Parola [scritta, come pare.] Lat. verbum. Gr. srros. Dant. Par. ig.i 34 > L a dare ad ìuteuder quanto è poco La sua scrittura, lien lettere mozze, Che noteranno molto in parvo loco. Bocc . intivd. 2. A questa brieve noja, dico brieve in quanto in poche lettere si contiene, seguita prestamente la dolcezza. 2 Onde Secondo la lettera, A. lettera, posti avverine. Secondo la parola , Secondo V espressione letterale , Letteralmente 5 e dicesi per lo piu da’ forensi , parlando di legge , di atto pubblico e simili. (A) Pist. S. Gir. 3 gz. Questo fu vero , secondo la lettera , quando Nabuccodonosor re di Babilonia sconfisse e ridusse in cattività la Giu- ìTvxc mefUe ì mì ^ al ° di buune notizie ricevute dall’ Imperatore.) (N) a * 158 ° ’ ^etrtùc-cio. [ÒV/z.J pegg. di Letto. Mutt. Franz, rim. buri. Siatr^ ‘ ^°P ra un lettacelo avendo un lumicino , E la e T n ^ I l * a schiena , Ebbi la notte un trastullo divi L.et-te la pancia appog- ino. t g'ato . , - ‘Wnirti ra - [Carattere dell' alfabeto , [convenuto fra gli fa- Gr. y Br . " ,te,! dersi. — , Letica , Lettera , Littera, sin.] Lat. lile- ’ncise 0 ,^ 7 r- Purg. 12. 1 35 . Trovai pur sei le lettere che "lolle volte ì* 1 ■ ! ' nav i a me sovra le tempie. Ca-s.lett. oy. Ho letto Avrei tant a r * s p°sta(li V. S., o , per dir uuglio, la mia pistola , ec. 3 __ . COso da lodare , quante son parole o lettere m essa. c °Hsonanf KOnsL Lettere vocali, quelle che di per se formali suono ; "n a deUfX UdU che non hanno suono , se non sono congiunte ad da v ocate C .' ^“ e voca l e > semivocali , quelle i cui nomi cominciano ‘ioide a 1 ,/ n " ,e , quelle il cui nome comincia da consonante c oiTent£ ° Ue " e nella cui articolazione evvi qualcosa di f erv esi dell° W ; S0,(0 Altere L , M , N , R-3 P"ardi. Ercol. 2gg. ‘ a l i n | lettera dolcissima, in assai luoghi, mette poche vòlte L>ico tera.in questo medesimo liliro si pruova ec. (N) •— Lezione*, cioè quello che legge , owero è scritto in alcun testo . Pass. 2$y. L’altra lettera ha vanitanliwn , cioè degli uomini che si vaneggiano. (Y) — Intelligenza, Sentenza. Segner. Mann. Die. 20. 1. Quella beata terra ec. altra qui non è , secondo la più vera lettera, che Maria.(V) — * Scrittura c stile erudito. Pass. Prol. 5 . Porgo la mano ec. a 7 «*• vi*- i.vr»*c GvtiiutGUA uu consonante ; nella cui articolazione evvi qualcosa di jluido e di ’ s 0"o le le' T ” " ” ' ” ’ ~ ~ , lettera d u < k^ e mut<; e delle vocali. T zi cf ‘e c'n.": u Lettere d’ oro o dorate : Quelle che sifanno coll oro ?? feste. a lnc hiosiro \ e Jìg. prendonsi per Lettere chiare , mali Se >bare' ? *■’ Usano per lo piu in cose che' grandemente importi 4 — r C p. tte ad eterna memoria. V■ Lettra , 2. (Vari) (N) ‘ c/ >* gr ani i‘ co, ì s * Lettere majuscolc, di scatola, di speziali ec. le Let- *P c ziull t.p l ’ 1 Lettcroni. Onde A lettere di scatola , A ^ Cre a 1, u ’ P 0st i uvverb. tol a „ " ttcre lettere di Chiarissimamente ; e cosi] Dire, [ Scri- i,‘g 0 di InVìin? ap,S j? le °. ulautlornali o di camera locanda 0] 'di sca- c ' le = l) "' ia b ‘ sp 8 na chiaramente, e tino n suó‘“ , "telata -, [ Parlare chiatissimamente , Dire l Litleratissimo , sin. Lai. lit ralissimus. Gr. eoipdi-rot-ras. Fr. Giord- R-’red. li- Il religioso, che era mi grati maestro e letteratissimo in teologia , ec. Eardi. lez. 4 ò 3 . Come ne mostrò dottamente il letteratissimo messer Giulio C.ammillo. Letterato, Li-t-te-rà-to. [Add.m.] Scienziato, Che ha lettere; [Dotto, Erudito .— , Li Itera tu , Alletterato, Alliltcrato , sin.] ( E. Dotto.) Lui. htcrulus , lite-ris excultus, cruditus. Gr. róytos , iVa-• Bit. SS. Pad. ». igg. Se il frate peregrino fosse letterato, e persona che non s’ intendesse d’altra opera, elannogli alcun libro a leggere 0 a scrivere, o famiogli tenere silenzio ia'ìuo a sesta. Albeìt. cap. 4 i ' La vita dell’ uomo letterato più tosto dee stare in pensiero utile, clrt in operar la forza del corpo suo, 2 — [ Appartenente alle lettere , e in più largo senso, ad ogni sorl- 1 studiò] Petr. cap.io. Accordai- le parti Clic il furor letterato a guerra mena.» Tuss. Diai Cileni, l'orniamo a’Peripatetici ed agli Stoici, noi quali nelle contese letterate possiamo adoperare il nostro ingegno.C 1 ) 3 ■— * Dello delle cose e propriamente di V asi: , Bicchiere o simd e ’ vale Che ha lettere iscritte, intagliale. Salvia. Cas. 92. Aulico Tr 11 ' gico nell’Olitale , ancor esso d’un bicchiere letterato fa i Satiri co* 1 parlare. (N) 4 —[Parlando di persona, masi frequentemente anche in forza disti 1 ' nel ». sigiti}.] Cron. E eli. 00. Fra un astuto uomo, e buono letterato- Dant. Inf, » 5 . 10}. K letterati grandi e di gran fama. Red.lett. 2.1;)»' Le mando qui annessa una certa sua opcricciola, acciocché V. S. ved» il genio di questo letterato. Letteratone , Let-te-ra-tó*ne. [Add. e sm.] accr. di Letterato. Lata' 1 ' signis literaturae vir. Gr. o rz» 'ttaioiG? àAzjS-f s rcTcu%cós , Demos*' Alleg. ioo .Questi ignoranti halordacci si guadagnano appresso aU’ 111 ”’ fame brigata un risonante fracasso di sloggiati lctteratoni. Letteratuecio , Lel-te-ra tùc-cio. Add. e sm. dim. e dispreg. di b c ■ lenito, Lo stesso che Letteratello. V. Red. lelt. pi'cj- 5 ?■ 1 Icltcralucci di mezzo sapore non hanno avuto veruna notizia, (b) Letteratura, Let-te-ra-tù-ra. [*V/Ì] Scienza di lettere , Dottrina. .A Ucttrratura , Litteratura , sin. Lat. \ duratura , doctrina , scien tu |j Gr. Ko^Q^'KouAìiict. ZihakLAndr.fj.4. Uomo di sano consiglio,di gf a , letteratura, di penctrevole intelletto. Albert, cap, 4 ‘ 3 - Da pazzo c \ f non convenevole a h Iterato uomo , provarsi a braccia, od a g, , pietre > che la letteratura dee migliorale ogni nomo. Mor. V. C' r % 1 principi! della nostra fede furono santi , sanza alcuna letterati' 1 Eit. SS. Pad. ». 4 • Era ammaestrato sufficientemente in lettera* 1 ^ greca e egiziaca.» Cavalo. Espos. Simh. 1. ih. Le ragioni dm 11 ^ e miracoli c h tigrature , (cioè scienze e dottrine de letterati) d* alcuna disposizione alla fede. (V) a — Usato anticamente ancora per Carattere col quale c formata 4 ll ‘^ cl»e scultura, c pe/‘ lo Scritto medesimo. Guid. G. K poi gli died-^ scritlo di leggi Ini letteratura. (XVoe, fatto a chiari caratteri.') 0 h c . Letteratczzo , Let-ie-ra tuz-zo. Add. e stn. dim. e disprez. di ^ rato. Lo stesso che Letleratrllo. Magliab. Leti. Aera. Lettere.* (Grog,) Lét-te-rno Lati Lctteramun. Città del Regno € l' viaeia di Napoli , nel distretto di Castellatimi e. (G) , Lettereccio , Let-te»rec-cio. Add. m. Da letto , Di letto o Che e ^ c y nenie a letto. Guid. &. Delle dette gramigne mi feci uno ndh lta pezzate,’e senza dimora il lettereccio sonno m’assalto. p-f' L,im’ERiìi,M>, Ld-lo-rél-lo. iSm. dim. di Lello. V. A, V. e dii ticciuolo. Guitt. lett. Dormiva in un suo povero lettercHo. , UurrERRTTA , Let-te-rét-ta. tW] dim. dt Lettera. [ V.A. . c( \k irrina.] Lai». 86. A. questa lettera seguitò per risposta una 8!1 ‘ vfi) cola lcUerctta.o Car, Leti, ined . 1. tfj.Uua lcttcntla. di Vat' 5 “ LETTERIC 1 DI 0 Lcttskicidio , Let-te-ri-ci-di-o. Sm. Voce dello stil piacevole. Vccisio - “ e , -Strage di lettere , e propriamente Troncamento di lettera. Gigli Voc. Caler. 5o. 11 Cinomo ec. consiglia ad astenersi da questo letteiicidio praticato per lo più con affettazione da taluni che cre- dono indanteggiarsi, imboccaccirsi, ec. (A) (N) . htTTEKiKA , Let-tc-ri-na. [Sf.} dim. di Lettera.— , Lctteretta, Letten- no 5 Letteruccia, Letteruzza, sin. Tal. litcrulae, epistolmm. Gr, yri- ffTo'xiox. Menz. Sat. a. Che quelle letterin, che fer ritorno ec., Oli n cero alla cinerea un brutto scorno. Alleg. 324- 1< ^ est nna ddegin letterina al vostro nome e casato chiarissimo. » E p. 176. (ytinsteremo tjSrjj Voi gli presenterete pur , come l’altre , questa ultima letterina, dicendogli che e’ non istuzzichi più il can che dorme. (B) Lettebiko, Let-te-ri-no. [Sin. Lo stesso che ] Letterina. A 7 ". Buon. Fter. 3- 2. Trattosi d’una bolgia un letterino , E presentaiol . ti dirà ec.» Viv. in Magai, le.tt. 1. 20. (Firenze fjdg.J Dico il vero a chi an- che dovrebbe credermelo ec., eh’ io scrissi quel letterino di nuove ec (p) Letteristà, Let-te-ri-sta. Jdd. e sm. Scrittore di lettere. Eden. iV/s. 3. 111. Conviene che applichi al dialogista il parlare inlimo , e al letturista i! mediocre. (A) (B) Lettekona , Lct-tc vó-na. Sf. accr. di Lettera. Lo stesso che Lcttero- n c. V. Lai. grandes littcrae, longae littcrae. Pros. Fior. P- ■/• r ■ ->• pag. 168. Non ini potrò soddisfare , rispondendo alla htterona vostra. (N. S.) ' v Lettele ? Let-te-ró-ne. [Am.] accr. di Lettera. —, Letterona , sm. cubitaìcs notae, maxima/? , ^randiores literae. Tac. Dav. filmi. «3* Q. Atcrio avendo detto che quanto s’ era deliberato qncl f> lQV ' ^ in senato vi s’intagliasse a letteroni d’oro, fece rider di se. L 75. Nominatamente abborrì T arrogante proposta, e que’ nuovi lette- ioni d’oro. 3 * Pistola grande o scritta da gran personaggi ; opposto a Letteri- n °. Fag. Com. Stamane son comparsi quattro letteroni , e tutti ili r Personaggi grandi. (A.) , , T ùstteiuiccia , L' t te-rùc-cia. Sf. dim. di Lettera. Lo stesso che Lette- riua. V. Cari. Dat. (A) . , . Littercto Let-te-rù-to. Add. [e *m.] Letterato , ma si suol dire in 3 -r-.. .. Ti-./ a Cvv V«v.v VÌ «OVIVO tlUCSta state indirizzate da’ più letterati baccalari dell' Europa, voi cogliete ad perpetuata rei memori am. ?j f // ediz. di Milano P«é r . 2 / 3 , /illetterati.) (B) Salvili. Annot- T . B. 2< Losì v non dav lode a un altro di letterato , lo uddimandò letterato. , ■fjfirTEinjzzA, Let-tc-i'uc-ca. {.Sf.) dim . di Lettera. {Lo stesso che Lelte- rma, y , ? sebbene LcUtruzza abbia alquanto del dispregiativo.’) hot. hteruiae. Bocc. lett. Pr. S. ^ 4 p. 296. Sai cc. con quante letteruzze c con quante ambasciate io fossi dal tuo Mecenate chiamato. Brune. órtcc/i. Op. dio. 60. Per. qoalimche forma noi meniamo la nostra \ita, la vostra brievefletti ruz^a dà il ricorso della pazienza a tutte .- 1 . 5 £ Bastava una letteruzza, o che di L j il2 IV 3 ffl* d c ' t,t" c-*' yt' § le cose contrarie. Ambr. Buri notte venisse (in qua a consolarla uu poco. attica, Let-ti-ca. [1 Sf. Cosi detto forse per la rima. P, e di) Lettiga, Matt. Franz, ritti, buri. 2. 109, Savebbeci un rimedio, ire in lettica, Se non eh’ eli’ è pur cosa da gottosi, Gente degli agi e de 5 buon vini amica. ^tticcicoxo, Let-tic-ciuò-lo. [ Sm. dim. di Letto.] Piccai letto .—, Let- e f ell °s Letlicello, Lettino , sin. Lai. Lectulus , lecticulus. Or. k\w- :^ov. Mot. S, Gt'eg. Quando il sonno viene addosso agli nomini f K [ /'Sii dormono nel letticciuolo loro , ec. Lib. Op. dio. g8. Era «ori° ^ i ; aUtico ^ cnt : °^° mini, e giacca in su uno letticciuolo. Petr. Bo 1 ^r/ ^ ìetticciuol 5 che requie eri e conforto In tanti affanni, str(f S ' Pui'cìi, 1, 1, Allora ella accostandosi più appresso , in sulla a __ s P on da del mio letticciuolo si poso a sedere. y. are 0 simili trai letto el letticciuolo — Essere ammalaticcio. W lc 5 S. »3. (A) c i u Li t-tì-cèl-lo. [Aw. dim. di Letto. Lo stesso che ) Lettic- l 0ro ?' ti . Bocc. no\>. 43. 12. E appresso tutta vestita, in su un v J CC ^° ? un ^ 01 ° ^ ns ^ erae a giacere sì gittò. E nov. 44 ‘ 7- cameja° i€ll ^ er ^ * ave un latticello in sul verone che è allato alla sua Lèttici CkiiiìP'°f ^^'l-Ti-chiè-ro. Add. e sm. Lo stesso che LeUlvtiu i o. l\ htUchi^,^ £ - 2 - P“§- S 83 f Geremia 17'óo.j |E dissi al httichicro: o nitiERA j’ “* a i non ti si azzoppi alcun de’muli ec., Dimmi tC.(A)(Pe) lln “tillil [A/.'j il legname del letto. Lai. fulci-um , lulci- l'asso in" if’Pdho* , ipiia. Bocc. nov. 80. 8. Steso questo mate- La;cio alla 't CiunOTa del bagno sopra una lettiera, ec. E Test. 1, e u n p- -ocuna ec. una lettiera d’ albero , e coltrici ita di pernia , daccA, accj o, una coltre bianca piccola da quel letto, ec. Firme. ? lan pàio°ri; 4S i E = poggiate le mani alla lettiera, trae a costui iin l>ue, jf oalci. 7 'ass. Am. 1. 2. Le scranne, le lettiere , le cor- 3 1 Quell a ain * S£ di camera e di sala , Han tutti lingua e voce. 8pìi , y sse che sta da capo al letto tra ’l letto e ’l muro. Lasc. . kttiera A - . ■^ cvOgglava i fianchi, (fi) ,. T ,, uiera . Leon-Lett. B fio\ ills ' a i f Leì-tie rac-cia. Sf pegg- di carrozza , « iAtì-ga. iSf- Sedia a .foggia -à ^ p£)jtate da *** ^piamente e sostenuta da due slang 1 J . , 0 anche 3tl * da soma , l una innanzi e l altra (ti 1 LETTO 8n eia et uomo. In questo secondo caso prende anche volgarmente il nome di Bussola o Portantina. I Romani ne usavano da tempo antichissimo per portare i morti. Quanto a' vivi , ne usavano i Parti gl’Indicali , i Macedoni , i Airii, i Cappadociì , ed i Bitinii\ da’ (/unii pare che l' abbiano preso i Romani. Prima ne usarono solo in campagna , poi anche in città , ed erano o coperte o scoperte , ed o portate da nudi o da letligarii : nel primo caso chiwnavansi Basterne. Detto forse cori perchè vi si pub giacere come nel ietto .'}—, Lcttìca,*»t. (V. Barella.) Zat.lectica.Gr. tpopuo», nXlv-r,. Vii. SS. Pad. 1.253.G ià lungo tempo non mi riposai, nè camminando andai in carrette o in lettighe, a modo delle deliziose e vane donne. Tac. Dav. ami. 2. 3 o. Ire per la città in lettiga. E 3 . (il. Fu messo in lettiga , e ricondotto a casa da un tribuno di coorte pretoria. Serd. Stor. 1. 52. Fece porre il Gama sopra una lettiga portata da quatti-’uomini. 2 — * (Arche.) Così erano ancora presso i Romani dette cene grandi sedie di camera , invetriate da tutte le parti, ove sedevano talora le donne, lavoravano e parlavano da tutti coloro che avevano a trattare con esse. (MIE) Lettighett» , Lel-ti-ghét-ta. [A/i dim. di Lettiga.3 Piccola lettiga. —, Lettigliela , sin. Lai lccticula. Gr. x,Xivdf>iov. Serd. Stor. tì. 222. Non escono in pubblico se non sopra alcune lettigliene portatili. Lettigarii. * (Arche.) Let ti gà-ri-i. Add. e sm. Portatori di sedie o di lettighe. Oggi Lcltighieri, (Mit) 2 •— * (Eccl.) Cherici che nella chiesa greca erano incaricati di portare i corpi morti sopra una bara chiamata Lectum o Lectica e di seppellirli. (Ber) Lettighiehh , Let-ti-gliiè-re, Add, e sm. Lo stesso che Lettighiero. V. Corsia. Torniceli, fi 77- Ma Margherita, eh’ era stata scolta, E ormai qual barca in secco era riinaia , Dal solo ìettighìer per la più corta Fu per compassìon condoita a casa. (A) Lettighieeo, Lct ti-ghiè-ro. Add. e sm. Conduttore di lettiga. Detto ali- ticam. LeUigario, —, Lettighiere, Lettichiero , sin. Gal. Gai. Meni. e Lett. 2. 86. Scrivo a V. E. di Perugia, dove arrivai jer-cr a : e perchè il lettighiero , che mi aveva condotto qui da Firenze , cc. (E altrove il Galilei lo usa più voìte.J (Ve') Lettighitìa , I>Lti-gtù-na. CA/i) diin. di Lettiga. Lo stesso che Lcit - ghetta. V. Tac. Dav. Stor. 3 . 3 - t. Si uscì di palagio vestito di nero , in mezzo alla mesta famiglia , col figliuoletto in lettigiiinu, che sembrava un mortorio. Lettino , Let-tì-no. [Am.] dim. di Letto. [Lo stesso eòe Letticciuolo. V.) Car. lett. 1. 100. Ci ainmassicceremo ne’disagi, e al ritorno ci sapranno meglio le nostre camere e i nostri lettini. Lettisfaoite. * (Arche.) Let-ti-sfa-gì-te. Sm. Sorta di vino od altra bevanda, composta di molti ingredienti. (Dal gr. lecteon verb. di lego io raccolgo , aduno, e phago io mangio.) (O) Letti, sTEKKto. (Arche.) Let-ti-stèr-ui-o. Sin. Convito solenne , al quale i Romani invitavano gli Dei, ponendo le loro immagini sui letti apparecchiali in un tempio intorno atta mensa -, ed a questa cerimonia presedevano gli Epuloni. — , .Letti sterno, sin. (Dal lat. lectus letto, e sterno io corico, distendo.) (A) Lìv. dee. 3 . Uh. 2. c. 12. Furo procurati e messi a ordine li leltisterni. (P) a —* Prendevasi anche pel Letto stesso posto intorno alla tavola degli Dei in occasione delle dette cerimonie. (Mit) Letto. (Sin.PI, Letti m. e Letta fieni.) Arnese nel quale [altri si mette per riposare e dormire , ed è ordinariamente composto di saccone , m iterassi , lettiera, lenzuola , capezzale , coperte o coltri, panchette e talvolta cortine , sopraccielo , tornaletto, testiera , ec. Dicesi le prode o le sponde del letto, Un letto soffice e morbido , Letto spiumacciato , Ln letto portatile , Un letto pensile ; Acconciare il letto, Adagiarsi al letto , Condurre in sul letto ; Dimenarsi, Volgersi pel letto ; Uscire , Levarsi di letto ; Mettersi a tetto o nel letto ; Coricarsi nel letto , Giacere nel letto , Star in letto a poltrire e a covar se medesimo , Star in letto in riposo e in tranquillità d’animo, ec.] Lai. cubile, lectus. Gr. xixTfoe , r-Xitr,. Bocc. nov. 17. 3 1 . Prese il Duca un lume in mano, e quello portò sopra ’l letto. E num. ^2. Molti sopra le letta ne prese. E nov. 40. 3 . Siccome colei che nel letto era mal dal maestro tenuta coperta. Petr. canz. fi- 1 - Pomi del letto in sulla sponda manca. Dant f Par. 15. , 20. Ed ancor nulla Era per Francia nel letto deserta. Tass.Ger.i2. 84. Posto sul letto, e T anima fugace Fu richiamata agli odiosi uffici. » Salvili. Iliad. 27 4 - A cavalli ci manda , ed alle lotta. (Pe) Red. nel Diz. di A. Pasta- Nel petto vi è una considerabile ( magagna ) e lo dimostrano, e ne danno segno evidente , quella tosse cotanto eccessiva ed ostinata, e quello non potere star la notte colcato e disteso nel letto. (N) i ,—, * Diconsi Letti a molle, quelli in cui fanno le veci de materassi e capezzali de’soliti letti le molle elicoidi di fillodi ferro cucite a! traliccio posto sulle cinghie del fiondo ed alla robusta tela che le rico - pre, per modo da formare una superficie senza interruzione , su cui si deve porre il sottile strato di crine necessario per taire i incomodo della resistenza diletta de’fili elastici.— Diconsi. Letti ad aria quelli in cui f aria introdotta ne’ guanciali e materassi tiene le veci ai lana, penne, crine, paglia e simili cose..—/hconsi Lotti meccani ci (jusUi .destinati a ricevere ì malati, i cui incomodi sono troppo gravi, perchè possano venir mossi facilmente e senza pericolo, in uno de ’ letti comuni. (D. T.) . . a — * Qualunque luogo dove altri si metta a giacere. (A) a — * Onde Far letto di alcuna cosa ~ Coricaivisi sopra. Dant. Purg. 27. Ciascun di noi d un giado fece letto. (N) 3 — per simil. Quello strame o paglia che si mette sotto alle bestie da corricarvicisi sopra ; oggi più comunemente Lettiera. V. Lettiera, 5. 4. Cr. alla v. Strame. (V) (N) 4 _ Fondo del fiume o del mare dóve si posali le acque. Lat. alveus. Gr. ptìStporl Dant. Inf.16.g8, Che si chiama Acquacbeta suso, avante Che si divalli giù nel basso letto. Com. Infi. i 3 . E quelli morti fece * 88 LETTO glttare nel letto «lei fiume d’ Arno , che artificiosamente si dicea che correa setto il detto palagio. Pelr. son. i3i. E nel suo letto il mar senz’onda giace. Tac. Dav. Ann. 2. J/. Per le bocche e letti delle riviere metterò nel cuore della Germania i cavalli e gli uomini riposati. Tass. Ger. 15. 2. Ma , giunti al letto del suo fiume , Amici , Io v’ accommiato , ei disse -, ite felici. Guicc. Stor. 15. 766'. Correva ec. rivolo di acqua detto la Vernacola ec. : i Francesi valorosamente lo difendevano, ajutati dall’avere il letto profondo colle ripe alte. » Segnar. Mann. Giug. 3. 2. Un fiume che sempre simile a se corre a letto pieno. (V) 5 — Piano del fondo di alcuna valle. Dant. Inf. 2.3. 52. Appena furo i piè suoi giunti al letto Del fondo giù. Bui. ivi : Al letto , cioè al fondo piano. ■fi — Il fondo del vino. Creso, lib. //.. cap. 34 . Quando il vino di bollir cesserà, e la feccia al fondo sarà discesa, si rimuovadalla feccia grossa, e farà nel verno un letto sottile, e con quello meglio si serberà. (V) 7 —- Per metaf'. del primo sign. S. Cater. T. 2. lett. 58. Adunque non è da dormire, mentre che abbiamo il tempo , nel letto della negligenza. (V) 8 — * E parlando di Spada , Brando o simili poet. Vale Vagina. Buon. Pier. 5- 1 . 4. E’ ci fia giocoforza innanzi sera , Svegliati noi , trur del suo letto il-brando. E Salvili. Annoi, ivi : Cioè del fodero, della guaina , della vagina. . . . Del suo letto , . , . del covo , ove egli dormiva , per dir cosi e stava ozioso e riposava. (IN) 9 — * E poetic. Letto delle piante vale La strada. Dant. Purg. 12. Volgi gli ocelli in giue ; Buon ti sarà per alleggiar la via , Veder lo letto delle piante tue. ( N ) 10 —* Pig. Letto a tre colonne dìconsi Le forche, le quali per ordinario sono composte di tre legni , due ritti ed uno a traverso. Bisc. Maini. (A) lì — * Col v. Andare: Andare a letto o al letto “Meltervisi a giacere. l / ■ Andare a letto, e Andare al letto. (A) v — Andare a letto come i polli 0 all’ ora de’ polli = Andare a letto a buona ora. Capr. Bott. 5. So. Questi frati Minori hanno questo costume di sonar sempre il mattutino in sulla mezza notte , che l’uomo è appunto in sul buon del dormire ; benché a loro , che ne vanno a letto come i polli., dà poca noja. 12 — * Col v. Cadere : Cadere in letto ^.Ammalare. Segn.Pred.1.8. Se voi cadete in letto, non dite lasciam di chiamare il medico. (V) 13 — iCol v. Essere:] Essere, ostare o simili tra’l letto e ’l tettuccio [o il letticciuolo] =2 Essere ammalaticcio. Lib. cur. malalt. Visse ammalazzato più di 'due mesi tra ’l letto e ’l tettuccio. *4 —* Col v. Fare: Fare il letto ;= Raccomodare il letto, Spiumacciarlo. K. Fare letto , §. 3. (A) Bocc. g. 3. n. 6. Questa (camera) acconciò la buona femmina , e fcccvi entro letto ( Così , senza la voce Un, o altro articolo, legge il Mannelli J secondo che potè il migliore. (V) 2 —* E Jìg. Aggiustare col discorso la materia e le parole in modo che acconciamente .vi si distenda appresso alcun concetto e autorità di scrittore per aggiugner forza e vaghezza. Salvili. Annot. Opp. Pese. Trasportato il poeta come dall’estro e furore poetico senza attaccatura , e senza fare, come si dice, il letto , passa a nar- l’are un fatto , e poi un altro. (A) 3 — Far letto 2=2 Acconciare appoggiatojo o sostegno a checchessia. [C- Fare letto , §. 1.] Lat. supponere, fulcire, Gr. ipnc/ix b-xcfiùWur. Palimi. Pebbr. 3o. Sulle tavole faccendo loro falle mele) letto con paglia. Bui. Puig. 7. €’ ha fatto ec. letto , cioè che si te- nca la gota in sulla mano , e sospirava , fi portava dolore della sua negligenzia avuta nel mondo. 4 — Ed anche Preparare o Acconciare checchessia [ P Vuro letto,§.2.] i5 -— * Col v. Fermare : Fermare in letto alcuno —: Ridurlo a doversi stare nel letto per forza di malattia. P, ! fumare, ti. i5. (IN) Ifi —'Col V. Inchiodare, Guardare : Guardare il letto ec.2zmStare in letto malato, senza uscirne. P. Guardare, i8.,e P. Inchiodare, $. 0. (lN) ! j _,*1 Generato fuor di letto matrimoniale , dicesi con molta decenza di chi è bastardo. Pallav. Ist. Conc. 1. 2:1 j- Ed a fine di stringersi con lui maggiormente, promise (Carlo Pi) in moglie ad Alessandro pronipote, cugino di Clemente Margherita sua figliuola, amendue generati fuor di letto matrimoniale. (Pe) 18 — * Proverò. Chi la guarda in ogni penna, non fa mai il letto: Dicesi degli uomini scrupolosi e di difficile contentatura ; come pure Chi è troppo scrupoloso non fa mai ricchezza. Tale è anche Giri guarda a ogni nuvolo nou fa mai viaggio. Serd- Prov. (A) r y —* (Arche.) Letto arcliiaco: Era un letto semplice per cenare presso i Romani ; così dello dall artefice Ardua. (0) 3 _ curiculare:* Cosi chiamavano i Romani il letto dy. dormire, a differenza del Triclinare ; quello da cubile stanza da Etto, questo da Triclinio. P. (0) . 3 _ ulkebke;* Bara su cui si portavano 1 morti, appo 1 Romani, la quale ornav ’asi di fiori e di ghirlande. La legge ne permetteva una sola; ma Siila ne fece 6000, e Marcello 600 per volere di Augusto, Sopra si ponevano le immagini degli antenati paterni e materni e ardevansi i cadaveri. Oggi cosi dicesi ancora il fèretro. P. Funebre, 5. (O) (N) , , 4 — geniale. * Lra il letto della sposa novella, cosi d’tta da Genio, dio dell'esistenza e della vita appo i Ramimi-P. Geniale ,5.2.(0) a — Lue urea Tomo o Lettiga lucubratoria : * Sedia in forma: di letto , sulla quale adagiavansi i Romani quando voleano leggere o scrivep.e o meditale. (0; 6 — pensile: * Letto sospeso che usavasi nei bagni, ed anche nelle vetture. (0) . . . 7 — triclinare 0 da tavola : * Arnese sul quale 1 Greci e t Romani ponevansi a mangiare ; detti Triclinari, perchè intorno alla tavola non se ne ponevano più di tre, ognun de’ yuali non ]Mea TETTUCCIO contenere che tre a quattro persone. Fi si sdrajavario dal mezzo in giù ., e tenendo il gomito sinistro in sulla tavola , rimanevano corno - aissimi : volendo coricarsi, avevano pronti i cuscini sotto al dorso. (Ò) 20 — (Agr.) Quel quadrato di letame che si dispone nel campo da le- tornare , per fargli terminare la sua macerazione. (Ga) 21 " (Milit.) Letto del cannone o del carro delle artiglierie , dicesi da bombardieri Quel grosso e saldo pancone , su di cui posa la culatta del pezzo , e che forma come 1/ corpo del carro. (A) 22 — (Marin.) Letto del bastimento. È la buca che lascia un bastimento nel fango molle , dove posò per V abbassamento del mare. (S) a — Dicesi ancora l invasatura che si fa ai vascelli per vararli* F. Varare. (S) 3 — Letti (issi sono quelli che restano stabiliti e fermati al corpo del vascello. (S) 4 *—* Letti pensili. F. Amacca. (D. T.) 5 — * Dicesi Letto del pagliolo, quel suolo di stoje, fascine, pezzi di legno o altro che si fa per difendere le mercanzie, gomene ec. dal guastarsi per I umido che potrebbero contrarre stando sul pagliolo nudo. (Van) 23 — (Ar. Mes.) Letto del carro , dicesi dagli stampatori a quella parte del torchio , su cui riposa e si fa scorrere il carro . (A) Letto. Add. m. da Leggere. Lat. lectus. Gr. chrzytnuSTtQs, Bocc. nov. 4l> 1 9' Dove egli non volesse , vada innanzi la sentenza letta diluì. Lettocaedo. (Agr.) Let-to-càl-do.Vm.Zo stesso che Letamìere./''".(Gali) Lettomitee.* (Bob) Let-to-mi-tò-e. Add. e $f pi. JSome d'una delle divisioni delia sezione terza delle alghe, contenente le confervoidee. (O) Lettoni.* (Gcog.) LeMó-ui. Popoli indigeni della Livonia , di razza slava. (G) Lettola , * Lct-to-ra. Sf. F. A. F. e di’ Lettera. But. Inf. i3 . 1* Apponendo falsità e avverandola con lettore false per sì fatto modo* che ’l fenno accredire all’ imperadore. (Benché il Vocab, alla v. Àc- credire legga lettere , pure va scritto Lettore , come si vede notaio nella Tavola de’ Gradi di S. Girolamo alla V . Abbisognoso.) (V 7 ) Lettorato, * Lct-lo-i à-to. Sm. Il grado di pubblico lettore. Romani.(N) 2 — (Eccl.) IL secondo de' quatti' Ordini minori, che importa V ufi- zio di leggere in chiesa le profezie e le lezioni. V\ Lettore, §. 3, 0 Lettoria, jf. 2. (À) Lettore , Let-tó rc. [ Feil?. m. di Leggere , sino* di ] Leggitore. Che legge. Lat. lectur. Gr. àvixyvuATT^. Dant. Par. 5. log. Pensa, lettor, se quel che qui s* inizia Non procedesse, come tu avresti Ci più savere angosciosa carizia. G.F. 6. 6. Nota, lettore, gli atti della fallace fortuna, Fit. SS. Pad. 1. 2. Cosi si ricrea e conforta Pani- ino del lettore della fine del capitolo , come il corpo istanco del viandante dell’albergo. 2 —Dottore che legga in alcuno stadio 0 accademia. Lat. publicus ali' cujus scicntiae professor. Gr. §à (V ed\z. del Muratori legge Elettori.) (B) Lettonia , Let-to-rì-a. [VyC] Grado de ’ dottori o lettori negli studii. f r ‘ Jac , T. 1. 10. 2. Mal vedemmo Parisi, Che n’ ha distrutto Ascisi • Con la lor lettoria L’ ha messo in mala via; Chi sente lettoria Vad» in foresteria; Gli altri in refettorio. 2 _. (Eccl.) Uno degli ordini minori della chiesa. Uit, SS. Pad. 265. Allora il vescovo irato lo dispuose dell’ ulìicio della lettorìa , e cacciollo via. (V) Lettra , Lét*tra. {Sf accoro, di Lettera. V* poet. usata per lo p lli nel pi. U. Lettera.] Petr.canz, j5. 4- Di sua man propria avea scritto Amore Con lettre di pietà quel ch’avverrebbe. 2 [D Lettra d’oro per Lettera d’oro, nel sign. del _§♦ 1 f.~\Petr.sof' 72. Scrivi quel che vedesti in lettre d’oro. Guav.Past. fid. à.2.Scrivi lettre d’ oro in solido diamante L’alta pietà dell’ uno c Pulirò amante 3 — {E nel sign. di Lettera, Tass. Ger. 1. ig. Lettere a lettre c messi a messi uggmgue ; Sempre al consiglio è la preghiera und a ' ^ * 2? Lettra di saluto , cioè di complimento. Tass . Ger. 1• 1°^ Le lettre ha di credenza c di saluto. (Ed intendesi , oltre al scd li . (.o volgare , Quello pioprio d' uri capitano d' esercito , qual è Goffredo . Tali lettere erano usate appo gli antichi ; e Marziale di ce in questo senso charta salutatrix.) (N) 5 —* E Lettra di credenza nel signif. di Lettera, j. 10, 3. Tas$.G er ' 1, 70. Le lettre ha di credenza e di saluto. (N) - Lettciccino , LcUtnoci-no. [AVw.] dim. di Lettuccio. Lat. lectulus. ^ * xXivT'hpiov. Malta. 2. ip. Ailor vedesti partorire il letto Un tenero vezzoso lettuccino, ^ Lettuccio , Let-tùc-eio. {Sm. dim. di Letto.] Picciol letto . Lat. g r hatus , lectulus, Gj\ xpccfifaros , xfwripw. Bocc . nov. if. 49' 0 ta lei in un lettuccio assai piccolo si dormiva. E nov. 3o. 5. E_venw la notte, un lettuccio di fiondi di palma le fece. Fit.Crist . Ciasco se nc vae al suo lettuccio povero a stare in orazione. 2 — Cassone grande con spalliera e bracciuoli, dove si dorme 0 ve si siede Ira di. Lat. auacliuterium. Gr. Mi citatorie piene e di libelli ec. Avea le mani e ’1 _ '/a 0 f» l ' an fastelli Di chiose, di consigli e di letture. „„ Mcs.) Sorta di carattere per la stampa , c/ie da molti ditesi filosofia. (A) e ^turin a ? Let-tu-rì-na. iSf dim. di Lettura.] Lettura frettolosa, Letta- a su perfìciale. Lat. propera lectiunculaXY. alla e. Dare lettura, $.2. 9 ^ Onde Dare una letturina = leggere in fretta. F. Dare let- iy$4.J Acciocché ec. venga agli tura *JI ra , V 2. Alleg. 36. (Amslcrdamo . . , , - .Accendati umor di darle una lestissima letturina a corsa d’occhio per j r ider almanco delle mie sciocchezze. (A) (B) ' ■ # * (Geog.) Lc-u-ca. Antica citta d Italia ne!paese de’Salenimi. "*7 dell' Asia minore , a' confini della Jvnia , e dell’ Lolla. —* Capo dì Lcuca. Lat. Japygium voi Salentiuum Promoutorium. Capo del Legno di Napoli nella provincia di Terra d’ Otranto , che forma d tallone dello stivale che Jìgura la penisola italiana. (G) ^eucacasto. * (Bot.) Lcu-ca-càn-to. Add. m. F. G. Lat. leucocauthus (Da leveos bianco, ed acanihos spina.) Aggiunto specifico di piante t c ie hanno qualche loro organo munito di spine bianche. (N) ccacate. * (Min.) Leu-cà-ca-te. Sf. F. G. Lo stesso che Leucagata. L f (M) («) , ' . . ucade. * (Geogv) Lèu-ca-de, Leucadia. Antico nome dell’isola di S. .. ° l tra y una delle Jonie .— Antica città e famoso promontorio di detta isola , detto anche Leucadio. (G) eccade. * (Bot.) Sf V. G. Lat. leucas. (Da leveos bianco.) Nuovo J* ner J A p \ an f. della famiglia delle labiate , e della didinamia gin- ZfnrZl l l‘"‘ ne0 J. da firowi, , che ha molta relazione col genere phlomis di Linneo. Queste piante sono coperte cl’ una bianca lanugine, e sono caratteri zzale da un calice con dieci demi e dieci strie , dal labbro superiore della corolla fatta a volta e più corto dell' inferiore , e delle antere co’ lobi distanti. (Aq) (N)’ Jj ®dca.dekdr 0 . * (Bot.) Leit-ca-dén-dro. Lat. leucadendrum. (Da leveos 'dauco, e dendvvn legno.) Genere di piante fruticose del Capo di auona Speranza , delia famiglia delle Proteacee e della telrandria tnonoguua , i suoi caratteri sono i fiori incompleti inferi dièci brattale raccolti in un capolino , le antere distinte , ed una noce rico- l,Er rla squame dello strobilo. (N) c C4 ? EO , * Leu-ca-dé-o. IV. pr. ni. — Giovinetto che dal monte Leu- e e , sl Janciò in mare , onde sottrarsi alle persecuzioni di Apollo, così diede il suo nome a quel promontorio. (Sembra anzi che dal s>n?r n0n Ì < ’ r ‘° s ' a ^ ll0nlc passato agli uomini. Poiché leue in celt. si- Lecc 8 ™ anco , e cad promontorio.) (0) a_* Leu-cà-di-a, Leocadia, Leucotca. N.pr.f. Lat. Leucadia.(B) I^ccad *°®’^ sie ? 50 che Leucade. V. fi) ,,c Ha\- ^ eo 8'^ teu-cà-di-i. Antichi popoli dell isola di Leucadea Lji rj - C , ^“f 0 —Nome d’una colonia greca passata in Asia, fi) e fi-,?), Lcu-cà-di-o. JV. pr. m. (V. Leucadeo.)—Figlio d’ Icario, 2 — Penelope. (Mit) leuc ; „i;,. P r - m - Di Leucade. Onde il Promontorio Leucadio, il Sasso ^ —-* (M; t ’ N- tt0 anche Pietra leticate. (B) (N) » S!l l pr,,.. ' ^ oprarmarne di Apollo preso dal tempio eh’ egli aveva Leucadio. (MU) ac hates à. . Lcu-cà-ga-ta. Sf. V. G. ( Da leveos bianco, ed T maccfi'i) Sorta d’ agata o gemma bianca, distinta da vene o ■^ ED aAKi 4- » le .^Z u,nc hc .—, Lcucacate , sin. (Van) (N) t™**-.) Leu-cà-ni-a. Dea degli antichi Latini che •“««o da T iCe sciti ,C( iua tr ,l ° ’m’arnica iscrizione: tiene Leucaniae. (In celt, letica dì te U( . H as J ,arc "i c j ed an soggiorno , abitazione, fi; lia, nutrice. Quin- T Ce di Va ^ c “Stante nelle acque limpide, ovv. :o figlia o nutri- Ltoei»-. .i cstc acaue.t m;n t aK *^-* (ììotT^ (Mit ) “'anco ,0 Leu-can-ta. 'atteriz , s ec. t e •tata Sf. V. G. Lai. leucantha. ( Da leveos , , nos bore.) Specie di pianta del genere Scabiosa , bianchi. (A(ù ’ f “CISTE.* iwfff"' 1 oMncht. (Aq) 1,s ''C4n TEM 0 ' '“"O Lcu càu-te. Soprannome di Saturno. (Mit) c anth tnil ' ' . 2*0 Leu-càn-te-ino. Sm. F. G. Lat. chrysaulemum leu- • ’ a leveos bianco , c anlhos fiore.) Pianta che ha le fo- ovate , intaccate j le altre bislunghe, abavi lunghi denti a sega. Si distingue parlicolar- OéeV,;’ del suo raggio. — , Bellide maggiore , Cota ,^'tÈra * Tu , , k° ve > «»• Ti' . .. ‘ ' coT* Wnc ( o P fj° dellf br acc celanti il p Ce Preciolate ("en, e . J 'J.fusto L“ Uo «a L ' -e, C‘[ e 1*fieri bianchì'deq iggiu. — , cren tue maggiore erg. Dh. (B) (Vau) (N) té-ra. Sf. V. G. Lat. leucanthera. ( Da «fi lèreTi ’ a4l<:la ^ Specie di P lan£e del genere Èrica (Bot.) Lcu-can-ti nthera. LEUCOCARPÓ 89 Leocak@li.io. * (Min) Leu-car-gìl-li-o. Sm. P r . G. Lat. leucargillos. (Da leveos bianco , e argilins argilla. ) Specie d’ agii la più bianca dell' ordinaria che usavasi da’ Megaresi per ingrasso de terreni. (O) Leucaria, * Leu cà-ri-a. N. pr. f. (Dal celt. leuc acqua, ed ar presso: Nata , o Abitante presso le acque. ) — Moglie d'Italo e madre di Roma, secondo Plutarco. (Mit) Leucaristo.* (Geog.) Leu-ca-ri-slo. Lat. Leucaristus. Antica città della Germania nella Slesia. (G) Leooasia.* (Geog.) Lcu-cà-si-a. Antica isola del mar Terreno , sulla costa occidentale dell' Italia , nel golfo di Pesto .— Fiume del Peloponneso , nella Messenia. (G) Leecasippe , * Leu-ca-sip-pe. iV. pr. m, (Dal gr. leucas bianca, e hip- pos cavallo o cavalla : Cavalcatore di cavalla bianca .)—Uno de’ capitimi trofani seguaci di Enea. (Yan) Leucaspide.” (Arche.) Lcu-cà-spi-de. Add. e sm. E. G. Lat. leucaspis. (Da leveos bianco, ed aspis scudo.) Soldato armato di bianco scudo. Lo stesso alt’ incirca che Argiraspide. ( 0 ) Leccate. * (Geog.) Leu-cà-te. Antica città di Francia, ora borgo nel circondario di JSarbona. (G) a — * Pietra Leticate trovasi usata pel Promontorio di Leucade.Salviti. Annoi. T. B. 2. 3. La pietra leucate era infame per la morte de’ disperati amanti. (A) (N) Leccati.* (Geog.) Leu-cà-ti. Antichi popoli dell’ Africa. (G) Leucato , * Leu-cà-to. Add. m. N- A. e G. Candido, Bianco. (Da leveos bianco.) Com. Dant. Par. 28. Qui fa una comparazione dicendo : Quale stella pare a noi mondani più picciola , parrebbe appresso quello acuto lume che muove da Dio e tende ne’ Serafini 1 una leucata, cioè candidissima. (N) Leuce.’ (Chir.) Lc-u-ce. Sf. P. G. Lat. Icuce. ( Da leveos bianco. ) Varietà dell’alfb, o sia Lebbra bianca , considerala da Alibetl come appartenente alla lebbra squamosa. È una macchia penetrante fino alla carne , e , punta che sia , tramanda pus. (Aq) Lecce. * JV. pr.fi. (Dal celt. leuc acqua.) Una delle ninfe oceanidi, amata da Plutone. (Mit) 2 —* (Geog.) Lai. Achilli» Insula. Isola del Ponto E usino, vicino al- l’imboccatura del Danubio, fi) Leucea. * (Bot.) Lcu-cè-a. Sf. y. G. Lat. leuzea. (Da leveos bianco, ed uri un lana.) Genere di piante fondato da Decandolle, della famiglia delle sinanteree, tribù delle cinaree , caratterizzato dalle squame dell’ antodio inermi e scurioso, dal ricettacolo puleaceo-setoso, dal pappo sessile semplice , che comprende delle erbe ordinariamente coperte di peli bianchicci e come cotonnosi. (Aq) (N) Leuceo.* (Mit.) Leu-cò-o. Soprannome di Giove presso i Lepreati. (In celt. leuchus risplendente.) (Mit) Leccetiopia. * (Med.) Leu-ce-ti-o-pì-a. Sf. V. G. Lat. leucaethiopia. (Da leveos bianco, ed elhiops etiope.) Stato de’ Negri, affetti da albinismo , che è una specie di lebbra bianca, onde la pelle offre da per tutto una tinta bianca. (Aq) Leuci.* (Ccog.)I.-.-i 1 -ci .Ari.pup.delle Galliefrala Mosaela Mosella.fi) Leucianite. * (Mit.) Lcu-cia-nì-te. Soprannome di Bacco , che aveva un tempio sulle sponde del fiume Leucania nell’ Elide. (Mit) Leccina.* (China.) Leu-ci-na. Sf. f. G. Lru.leucine. (Da leveos bianco.) Sostanza bianca che oltiensi trattando la carne muscolare coll' acido solfòrico. Ha questa sostanza un piacevole sapore di brodo di carne, ed una gravità minore, a quanto sembra, di quella dell’acqua.(Aq)(ViaX) Lecc.mka * (Geog.) Lcu-ci-miia. Lat. Leucim- --- dell isola di Cercini. (G) Lbucio , * Iièu-ci-o. N. pr. m. Letizio. Lat. Leucius. bianco.)— Santo vescovo di Brindisi. (B) (N) 2 —* (Geog.) S. Leucio. Paese in Terra di Lavoro , nel distretto di Caserta , celebre pel suo setificio . (G) (N) Leucippe, * Leu-cip-pe. iVp 7 '*/* Leucippc. (Dal celt. leuc acqua, c peues abitazione : Abitante nelle acque.) — Una delle figlie del- V Oceano. —Figlia di Testare , sorella di Tenoe . —Figlia di filma, — Moglie di Testio re d Etolia . (Mit) Leucippe. * (Mit.) Soprannome di Diana , dal carro di lei tirato da cavalli bianchi. ( Dai gr. leveos bianco, e hippos cavallo.) (Mit) Leucippide , * Leu-cìp-pi-de. Add. pr. com. Di Leucippo. (Mit) Le^ippo , * Leu-cip-po. N. pr. m. Lat. Leucìppus. ( V. Leucippe. In gr. leveos bianco , e hippos cavallo , onde hippevs cavaliere: Cavalcatore di cavallo bianco.) — Figlio di Enomao , re di Pisa , amante di Dafne. — Figliuolo di Penerete , marito di Filodìce , padre di Itaria e Febe , dette da lui Leucippidi.— Filosofò greco 9 discepolo di Zenone , e maestro di Democrito. (B) (Mit) Leucisco. * (Zooi.) Leu-cì-sco. Sm. F. G. Lat. leuciscus. (Da leveos bianco.) Genere di pesci dell ordine de’malacopierigi addominali stabilito da Klein } volgarmente detti Pesci bianchi; hanno la pinna dorsale ed anale corta , mancano di spine , sono brunicci sul dorso , e tulli bianchi nel. resto del corpo. (Aq) (N) < 2 ■— * Specie di pesce dello stesso ordine del genere ciprino. Ha il muso un poco prominente. Lat. cyprinos leuciscus. (N) Leucite. * (Min.) Leu-cì-te. Sf F . G. Lat. Icucìtes. (V. leucisco. ) Sorta di pietra preziosa , ordinariamente bianchiccia , ohe può dividersi paralellamente a facce d’un cubo , e d'un dodecaedro romboidale. Lo stesso che Anfigena. F. (Aq) Leucito , * Leu ei-to. N. pr. m. (Dal gr. levate* candido.) — Figlio di Èrcole e di Astioche. (Mit) Leuco , 7 Lè-u-co , Leucone. ZV. pi’* wi. (Dal gr. leveos candido. ) ■— Compagno di Ulisse , uccìso da Antifo. — Uno degli eroi al quale ì Greci offrirono sagrifici. — Figlio di Atamante e di Temi sto.—Uno de' tiranni del Bosfòro, padre di Spurtaco.-— Poeta comico greco. (Mit) Leucoa. * (Geog.) Leu-cò-a. Città dell* Africa nell’ interno della Marni arie a. (G) Leucocarpo.* (Bot.) Lcu-co-càr-po. Sm. F. G. Lat. leupocarpus. (Da Antico promontorio (Dal gr. leveos LEU COC E F A LO ?,0E * * Leu-cò-no-e. N.pr.f. (Dal gr. levcos candido, chiaro, imtnV - lllcntc ’)—Piglia di Minia. — di Licambo. — Personaggio primo' # (M:° * tfa Orazio indirizzò C ode undecima del suo libro ^cosotip fi> * (Bot) Leuco-nò-ti-dc. Sf. F- G. Lat. leuconotis. (Da del}° S f lailC0 , c nolos Noto, o Vento australe.) Genere di piante Il a ‘/ am> giia delle contorte e della teirandvia monoginìa di Linneo: div' U ?^ ce è divìso in quattro pezzi , la corolla tubolosa col lembo fiuu ln < l u,Jttro Ebf gli stami rinchiusi nel lembo della corolla \ il arò ° 6 Unacca 0011 11,10 a tre semi. Questo genere comprende un ghe^ OVl Sd l ario di Sumatrd con rami quadrangolari, foglie bislun- xJL^ °} } P nsta acuminate e lucide 7 e co 'fiori gialli a c orimbo . ( A qX N ) (n° a ? T0 ‘ Lou-co-nò-to. Sm.F. Ù. £m\leuconotus. Gr.XsvxovoTos. ^ a ^ e ycosbianco, e notos austro.) Pento dii Latini detto Albus, e I >l °* ^ Mezzodì , che reca in Grecia ed in Italia la sereni!à.{h^[) ^ 0l,ATl ** “ (Med.) Lcu-co-pa-tì-a. Sf. F. G. Lat . leucopaihia. (Da L e CC1 bianco, e pathos affezione.) Lo stesso che Leucelìopia. P. (Aq) io r°, * Leu-co-pc-o. JS r . pr. m. (Dal gr- levcos candido, e piéo Hn ,°P era : Lhi opera candidamente.) —- Figlio di Adria , ucciso /ideo. (Mit) ' a ’ ' OPETRA, (Gcog.) Leu-co-pè-tra. Antico nome del promontorio d' /- CVmiua In /'ntvnr. rJ,,..): a — . /<> • • • >> t . ^-o / stniico no , ... . « la dove termina la catena degli Appennini alt’ eslt'cnulU della Ca- « lia , oggi dello Capo di 11’ arme. — Luogo dell’ istmo di Corinto , onp gi l Achei fui oro sconfini da M uuirnio. (Cr) «coiURu. * (Mcd.) Leuco-pi-ri-a. ff. /- . O. Lat. leiicopyria. (Da evc 05 bianco , e pyr fuoco.) A liberi dà questo nome alla febbre elica, di cui fece il dodicesimo genere delle leucosi , settima famiglia della sua nosologia na'urale. (Vali) (Arj) J ° Wufoui. * (Arcl'.e.) Dru-cà-po-di. Lo stesso Che Licopodi V. fAci) Leucofoli.* (Grog.) Leu-co-po-h. Lai. Xcucopoliò. A mica città dell’Asia minore nella Caria. (G) ksiiCOPOLO. * (Mit.) Leu-cò po-lo. Add. m. Epiteto del Sole , perchè tifato da bianchi cavalli. (Da levcos bianco , c polca puledro) (Mit) e uco!\ito. * (Zool.) Lcu-cò-ri-to. Sta. V. G. Lai. Icucorys. (Da-/«e- cos bianco , e coi Js cimiero.) ISoinc applicalo ad lina specie di ani- Male inainuiifem del genera antilope , che ha il corpo di color grigio “t cenere , e ìa testa Umica , con una larga benda nera, onde sembra ravveduta di cimiero bianco. Cader opina che ane to quadrupede L "" un ‘t varietà dell’ antilope orfx di Palias. (Aq) (N) (Mcd.) Leu-cor-rè-a. Sf. P.G.Lnt. leucorrhoea. (Da lev- g. S /, lailco i e Ateo io scorro.) Colamento d’umore sieroso , mucoso, fluito’ C ^ e esce dd'd’ule >0 o dalla vagina. (Diz. Cbir.) (1)'| R / IKC °' *.(JS°oI0 Leu-cor-rin-co. Sm. P. G. Lai. ieucondiynelius. e fcos bianco , e rhrnchos rostro.) Specie d' uccelli cosi deno- L E ”‘ d «l loro bianco rostro. (Aq) rf(; .' ;oic ').‘ (Med.) L«u-cor-rò-i-co.^iW.n/. V, G. Relativo allaleucnr- Lv., iC0 'c a deiJ.Ùi ^ enc ^ enza oL bianco de vegetabili e degli animali in ut vtunco ue vegvtnvtu e aegn animati m- t ** e §ion» nh delta Lapponia. delle Alpi) egeneralmewe delle ^«jposu * T c ae i a C(Jt ° u ' co ' 8 ^a. A”, pr. f (Dal ccìt. leuc candido, e si, lo stesso r" * (Geo?» \ , ct i lJa chiara, trasparente.) — Una delle Sirene. (Mit) ì- La Po di Uri Iso J“f e l mar .lureno, nel golfo dì Pesto , Vicino al * Vy\ {^) cr *^Cacei dp- y* Lot. Icorosi a. (V. teucra ii) Genere dì c °lor della fannglin debranchiurh trassero tal nome dal ln essi dominante-. (Aq) * — * Genere di crustacei della divisione de* pediocli , da Labri ciò stabilito , cosi denominandoli dalla forma e dal loro lustro brillante. (Aq) 2 — * (Bot.) Genere di piante della famiglia delle chaiUetine di Brown, e delia pentandria diginia di Linneo ; ha per carattere un calice ciiiquepartito : le squante nettarifeic alternanti cogli stami , ed una drupa-a due cellette. Comprende una sola specie ( Leucosia Thou- arsiana) che è un arbusto del Madagascar umile e gracile , a fogliame nervoso peloso e bianchiccio y da Sprengel consideralo come specie del genere Chailletia. (Aq) (N) Leucosirià.* (Geog.) Lcu-co-sì-ri-a. Sf. Antica contrada deli Asiache prese poscia il nome di Cappadocia. ( 0 ) Leucosi rii. * (Gcog.) heu-così-ri-i. Antichi abitanti della Leucosirià* (G) Leucospermo. * (Bot.) Leu-co-spèr-mo. Sm. V. G. Lai. leucospermum. (Da levcos bianco, e sperma seme.) Genere di piante della famiglia delle proteacee , e della tetrandria monoginia , caratterizzato da un capolino a molti fiori con calice tuboloso e quasi bilabiato con lacinie distinte e da una noce levigata ; così denominate per la bianchezza de'loro semi. Frutici dell’ Africa australe simili, alle /V(j£re.(Aq)(N) Leucosporo * (Bot ) Leu-cò-spo-ro. Stn. V. G. Lat. leucosporus. (Da levcos bianco, e spora seme.) JVome della prima sezione, de' funghi del genere aganco , che comprende quelli che producono spore e gemme seminifere bianche. (Aq) Lsugossilo. * (Bot.) Leu-còs-si-io. Sm. V. G. Lai. leucoxylon. (Da levcos bianco, e xylon loguo.) Specie di piante del genere bignonia, così denominata dal color bianco del suo legname , conosciuto alla Bcubada sotto il nome, di Legno bianco. (Aq) 2 —* Specie di pianta del genere Vitex, secondo Linneo, di legno bianchiccio. Appartiene al genere WallvothiadìRoth. /A, Agnocasto. (Aq)(N) Leucostiwa. * ( 5 Xm.) Leu-cò-sti-na. Sf VG. Lat. leucostina. ( Da levcos bianco , ed osleon osso. ) Nome di una roccia sparsa di puntini bianchi in qualche modo simili ad ossellini. (Aq) Leucostitto. * (Min.) Leu-co-stit-to. Sm. F~. G. Lat. leucostictus. (Da levcos bianco, e sticteon verb. di stizo io pungo.) Specie di porfido’, Marmo prezioso d’Egitto sparso di bianchi punti. (Àq) Leucoteà , * Lcu-co-tè-a. N. pr. f. Lat. Lcucothea, ( la gr. Jevcxis bianco , e tkeu Dea : Dea bianca. In celt. leuà bianco , e cot , la stesso che cod o cad promontorio.) Lo stesso che Leacadìa. V . —* Altro nome di Ino , delta anche Leucotoe» (B) (Mit) 2 — * (Mit.) Soprannome dell’ Aurora. ( 0 ) 3 — * (Geog ) Lat. Leucothea. Antica città dell Egitto. (G) Leucotide. * (Zool.) Leu-cò-ti-de. Sf. F. G. Lat. leucolis. (Da levcos bianco , e us , otos orecchia.) Specie d uccelli, così denominati dall i macchia bianca che hanno presso le orecchie. (Àq) Leucotoe , * Leu-cò-to-e. N. pr. fi Lat. Leucothoe. ( lu gr» levcos bianco , e thoos veloce. In celt. leuc acqua , e toi coprire : Coperta da ir acqua.) -7* Figlia di Belo e di Eur imone , sorella di Clizia, ed amala da Apollo. —• Altro nome di Ino. (B) (Mit) 2 — * (Gcog.) Nome che vieti dato ad un cantone dell Asia , è indigeno l albero deW incenso. (Van) Leccottàumo. * (Min.) Leu-cot-tàl-mo. Sm. K* G. Lq stesso che Lea- coBalme. F. (Van) Leccottero.* (Zool.) Leu-còt-te-ro. Sm. F. G. Lat. lcacopterus. (Da levcos bianco, e pteì'on aia.) Nome spe.cifi.co di varii uccelli e Jac- Jalie provveduti di afe bianche. (Aq) Leucozaffiui. (Min.) Lcu-co-zàf-fi-rL Sm. pi. Grani d'ossidiana vitrea, piuttosto lucidi , che trovatisi disseminati in una pasta d'ossi- diana periata a Tubai in Ungheria. Il popolo per corruzione la nomina LuchsapUir , zaffiri bianchi. ( Dal gr. levcos bianco, e sappiti* ros zaffiro.) (Boss) Lkdcrizia , * Leu-crì-si-a. N. pr.f. Lo stesso che Lucrezia. F. (Dal gr. levcos candido, e crites giudice, estimatore: Candida estiinatrice-)(B) Lecjcuro. * (Zool.) Lcu-cù-ro. Sm. F. G-. Lat. leuciu’us. (Da levcos bianco , c uva coda ) Specie d' uccello rarissimo d‘ America dell ordine de' passeri , e del genere trochilus,, distinto dal colore bianco che ne cuopre inferiormente la coda . E nome anche d' altre specie d'uccelli che abbiati la coda bianca. (Aq) Leupaka. * (Geog.) Leu-fà-na. Lat. Leuphana, Liphaua. Antico nome della città d ' Annover in Germania. (G) Leufredo, * Leu-frè-do. N. pr. m. Lat. Leutfridus. (Dal tcd. lówe leone , e friede pace: Pace , Riposo del leone,) (B) Leugarià. * (Arche.) Leu-gà-ri-a, Sf. Colonna itineraria de* Galli, iti cui erano indicate le distanze .(Dal cclt.leuga lega, ed ar pietra: Pietra delle leghe, o sia Pietra in cui era scritto il numero delle leghe )( Van) Leugesa. * (Geog.) Leu-gé-sa. Lat. Leugaesa. Antica ciltà della Piccola Armenia. (G) Leghi. * (Geog.) Le-ù-ni. Antichi popoli della Findelida , (G) Leusa. * (Geog.) Lè-u-sa. Lai. Lutosa. Città de Paesi Bassi. (G) Leusaga. * (Geog ) Ltvu-si-ba. Antica città dell* Minio, (fi) LEesnir»ari//ì f./lt Ciri Ile J A a /t T . lì filini rirtofn è Leotsca. * (Geog.) Le-ùt-sca. Lat. Leucoma. Città dell’ Ungheria.lfà') Levilo , * Lèu-zi-o. N. pr. m. Lo stesso che Lencio. F. (Dal gr, lev- co s candido , ovvero dal celt. leuchus brillante*.) (B) Leva. (Mccc.) Lc-va. [A/] Stnuneiito meccanico [di qualsisia materia soda , fatto a foggia di slarga , una estremità della quale si sottopone a ’ corpi ai gran peso per alzargli , o movergli di luogo , o si ficca ne'buchi degli organi per fargli girare .— , Lieva, sin.'] Lat, rectis- Gr. fiox.Kós. (Da elevale o levare .) Gal. Mccc. 6o5. Nè questo strumento è differente da quell’altro che vette, c volgarmente leva si domanda , col quale si muovono grandissimi pesi con poca forza. 2 —* Diversi Leve di primo genere, quelle il cui appoggio è collocato fra la potenza e la resistenza , e sono di più frequente uso : i bracci delle bilance , la stadera , i pie ’ di capra che si adoperano per alzare gravi pesi o sforzare gli usci , le ruote dentate , gli argani , i verricelli , le ruote a gradini ec. sono macchine di tal fatta $ le forbici , gli.smoccolatoi , le pinzette , le tanaglie, sono composte di due leve di questo genere , unite con un asse comune. Le leve di secondo genere sono quelle nelle quali la potenza agisce da un capo della leva , V appoggio è all' altro capo e la resistenza ni mezzo : le curriuole , i remi , i timoni ec. sono di tal natura. JSfelle leve di terzo genere la potenza è posta tra l'appoggio e la resistenza che sono verso le due estremila: i due forbicio/ù , le pinzette ec. ne danno un esempio , e la natura impiega questa sorta di leva nei nostri organi dei moto. (D. T.) 3 — Mettere o Dare a lcva,= Sollevare con leva checchessia. Sogg. rial. esp. Mettendole a leva, come si fa d* un’asse inchiodata, per iscontìccarla. Malm. 7. 20. Mentre si china, dando ìj culo a leva , Ei lece un capitombolo nell* acqua. 4 — Fig. Mettere a leva altrui = Sollevargli V animo , Dargli cagione d'alterarsi. 2 —* (Fis.) Macchina semplice mediante la quale si giugno a vincere o sostenere qualunque siasi resistenza. (Van) a —'* Ferga inflessibile , diritta o curva , rattenuta da certo ostacolo o da un punto Jisso , attorno di cui essa può girare ad una o più direzioni. (Van) 3 “■>* (Chir.) Sbarra d* acciajo non temperato o di ferro, la quale of 2 fre una e talvolta due curvalui'e , e che si adopera ne' parti per rimediare olle false posizioni della testa del feto # (Van) 4 *“ (Ar. Mcs.) T. de tonnarotti. Rete la quale è lateralmente retta dalle lance , ed in cui si prendono i tonni. (A) a — x. de' cacciatori. Mettere a leva una starna 0 simile , dicesi deli' Eccitare i cani perchè la facciano alzare a volo. (A) pianeta, vale] JSascimento. Lat. oiius. Cr. i. 5. La qual posta è acconcissima agli equinoziali levamenti del sole. 2 — Elevamento. Lat. clevatio. Amm. Ani. 28. 2. Twy cvsitlZlS. 3 —* Onde par leva — Levar soldatesca. V■ Pare leva. (O) 3 “ [Detto dello Strumento con cui si carica la balestra. I r . Balestra e Miu'tiiiello. ] Ar. Fur. z/p io'3■ Ma come ben composto e valid’ arco ec. , Quanto si china più, quanto c più carco, E. più lo sforzali martinelli e leve, ec. 6 — (Idraul.) Leva d’ acqua. Lo stesso che Sifone. (A) 7 — (.Maria.) Tiro di leva : Dicesi così il tiro di cannone all’alto di partire. (S) 1 — Parrocchetto di leva : è la vela di parrocchetto, che si spiega quanto si vuol salpare e partire. (S) Leva. "(Mit.) Nome di una dea degli antichi Belgi. (In oland. levai, in ted. Uberi, in ant. sass. li fan, in ingl. lo Uve vivere. In celt. ilcwa mangiare e bere.) (Mit) Levabile , Le-và-bi-le. Add. com. Che può levarsi, Amovibile. Salvin. Annot.F.B. 3.4. S. La barba A le fece di stoppa, che è facilmente levabile e incendibile. (A) (N) Levabruchi.* (Ar. Mes.) Lc-va-brù-chi. Sm. comp. indecl. Strumento che serve a levare i bruchi dagli alberi , tagliando i rami più o meno alti , su i quali essi annidano. Componesi di due braccia d me - guai lunghezza , unite a guisa di cesi je. Il braccio stabile tiene un pezzo piegato a squadra, ed una doccia in cui s'introduce un manico, più o meno lungo, secondo l'altezza degli alberi; il braccio mobile prolungato olite il centro del moto, e tenuto sempre distante dall’altro, mediante una molla, muovesi con una corda attaccata alia anche Oriente , e dagli oltramontani Est. E l’opposto di Ponente. 3 Lat. ortus , oricns. Gr. àvxroXri. Dant. Jnf 16. gS. Come quel fimo® c’ ha proprio cammino Prima da monte Veso in ver Levante. & Purg. 2g. 12. Per modo, ch’ai Levante mi rondri. Petr. svn. 2<7: Che spesso in un momento aprono allora L’un sole e l’altro , quasi duo Levanti. 2 — {Dicesi Levante del verno, Quella parte nella quale il verno il sole si leva , e Levante di state , quella nella quale si fcvfl la stale. ] Cr. g. g4- 2 - Ragguardi versoi Levante del verno, ciò» in quella parte nella quale il verno il Sole si lieva. — Nome di vento che spira dalla parte di levante'; detto anche Euro. Lat. eurus, subsolanus. Gr. tvpcs , àmjAi (Irns. Ar. Fur. 5. Che s’era in mar sommerso Ariodante Di volontaria sua libera morte, Non per colpa di Borea o eli Levante .E 8.8t. Quando giostra Aqu‘* Ione , Austro e Levante. 3 — * E quasi in forza di add, m. Salvin. Cicl. 5. Ed ornai noi essendo presso a Malea, Vento levante soffiando nel luglio, Caccion- ne noi in questa rupe Etnea. (N) 3 — In modo basso {ed in gergo ] dicesi Andare in levante o Venire di levante, in vece di Levare o Rubare. Salv. Granch. 3. i3. Per noi* aver Saputo cosi ben far le campane Di san Rulfello, e tor le c a ' rabattole, E ambular per la calcosa, cd irsene Di buon amore w* Levante, fu, contea Gli avvisi suoi ( mandato in Cartagine Sopr aC ' carico, dove ec. Lib. son. 58. Sai quel eli’ io vidi da un bucolino , Gigi? mandale un cuculio in Levante. (L’edizione del tyòg ha m 3 * 1 ' dare un cucciolo cc.) E ng. Vendesti allo speziale del diamante LI 1 torchio che veniva di Levante. 4 — (Geog.) {Nome applicalo in generale a lutti i paesi situali le Egadi nel Medii. presso la costa occidentale delta Sicilia.(li) varde S i * (Geog.ì Lc-vàrden. Città di Olanda, capoluogo della pro- t »"‘cia di Ernia. ( G) ‘■'/re , Lc-và-re. [Alt. Elevare,] Alzare, Mandare in sii. —, Licvare, 41,i ' Lai. levare, tolicre. Gr. fJant. I‘if. 21. 20. I' videa lei; , _^ a « on vedeva in essa Ma’ che le bolle clic ’l bollor levava. -Eleggere, Creare , Met tcre in carica ; il che si dice jìg. parlando levare 93 1 c l l, 'iche , dignità cc. E il. SS. Pad. 3 . 278. E, fatto questo, si ono lo imperadore ; e , anzi eli’ egli lo sepellissero, sì file chiamato Huperadore Adriano Paganissimo. E levato imperadore Adriano , si edclio Eustachio il principe dell'oste con tutta la gente sua. (V) a * £ variamente. G. P. 5 . 2g. Avea nome Cangius, il quale 3 SU U| i povero feltro fu levato imperadore. (Pr) v & col Si. Ricord. Malesp. cap. 72. In questo mezzo si le- _ 1C Ì|| Q Ire Papi, cioè Alberto e Aguiulfo e Teodorico (si crearono.J{\) top via, [Rimuovere.! Lat. adiinere , tollero. Gr.ìtheapiiv. ( Le- >(tre in L.e i * 7 tornò^xj., 1,1,1 4*. 6. P L a CUSSa 4 pur questo senso ,)ficee. nvv.ig.ij. La buona femmina ssa sua, c colà la riportò, onde levata 1’avea. F non. quale levava dal sole reti di suoi pescatori. Dant.lnf.10. $8 | la , S011 bevali Tutti i coperchi, e nessun guardia face. Cas,iett. io ho scritto con ogni cflicaciu, che levili via il mio nome a spese* p ^^Pcrate. V. Levare mercanzia. Amlr , Furt . /j. 5 . Ilo fatto /Jop Sle ? Aevai' i drappi, clic mi occorrevano, da voi. Frane. Sacch. * Mandò per un banderaio , volendo sapere quanto scarlatto Ca a Ware per coveitarli cc. : subito il detto panno ebbe levato. hL° , k* Colomb. 7 g. Dove in prima il Papa avea levato panno anco p Cr vestire a5 dei detti poveri. (Y) a — * j? ccn u j tr0 costruito. Nou.Ani.ioi. Messer Giovanni disse: 5 c ^ 10 tu P« r vuogli, fammi levare di qualche bigio grosso. (P) xiar 1‘ OVC1SÌ °P.P 0l, r e ’ Contrastare. .V allusi. Giurar. u 5 . E- ha • l \ 0ra .. so 8?°§ al L a i vostri uiiuici non ardite di levawif ( U lat. b ; oim oxus ininncis cxurgitis.) (Pr) PvstilyU^^fs C/%* — Dargli a credere cose ridicole e ini *■ 8 “ '' Chi ^ Ralla := Sostenere a galla. ALT o alcuno , ~ ~ * — ALTO alcuno, Jìg. = Farlo insuperbire. BnCc. g. io. »• “dunque , posscndo , fa quello che a lui s’ appartiene , la bene ; bon se ne dee 1’ uomo tanto maravigliare, nè alto con somme levarlo , come un nitro o . . ; . ■ 1 ‘‘ come un altro si converria die il facesse, possa meno si richiedesse. [V) ■—■ coit navilio [o simile, parlando d' i uomini o mercanzie Carli pei’ traghettare. Lat, in navoni imnonere. f -<• .Ir - '• G. V. 6. 20. 2. ma lode a cui per poca lo Imbaverò imponere. Gr. tlf vxvv izz'iì: iÌi'xi. Per la qual cosa papa Gregorio mandò a’Genovesi, che con loro uavilio alle spese della Chiesa dovessero levare i detti Cardinali e Parlati (la Nizza , e conducergli per mari- a Roma. Gal. Sist. Jog. Aspettando di momento in momento di vedere spuntar la gondola cc. mandata a levarvi. 1 ~~ Ri bosso, [n’ addosso , ni dosso alcuna cosare l.iberarsene. r . M addosso , §. 2, Da dosso, §. 2, e Dosso, 5 - 8 f. 1 3-1 1 -TllTì . -- ‘ ”.“ 15 j dalla poeta alcuno = Spopparlo. Vii. SS.Pad.2 .Quando a madie vuole levare dalla poppa lo figliuolo, itone alcuna cosa a- i a aia sopra la poppa, sicché cc. (V) 13 ^ B4L làSte * 2= Divezzare. V. Latte, §. ij. (A) l m dall’ osteria uso = Condurlo alla sua casa per alloggiarlo. «ospilii gratin domum ducere. Gr. oixn'ws ^tsi^uv. Atau?f’ 1 M0KD0 ohta' o simile * z= Distruggerla. Ar.Slanz. 22. Evvi , _ io che levar desia Roma dal mondo , e far nova cittade. (P) a t a ?. AL . SACH0 forte, [tu foste, a’ fosti o simili alcuno =] Tenerlo Reipere^/i 0- ^• Ponte , j, 3 , s « 3 ] Lat. levare, e sacro fonte su- tbinoll' n° cc ' nov • 2 - 12 - Giannotto il levò dal sacro fonte , e no- i'u suo°f v° vann ‘" rii. Bari. 4 2 - Giusafià levò il padre di fonte , e Carlo cDt lU °^° carua ^ c 1 e sl, ° padre Lspnituale. Ar. Pur. 38 . 23 . 2 _ , salutifero lavacro Con cerimonie debite levolìa. rodare] ■y,. t ’ n . r ‘ am ente. Dial. S. Greg. Vii. 344 • Al quale (impelli. Jì ^ “gliuolo levò dell’acqua del santo battesimo. Peti-. Uom. in luogo di padre e di madre colui che ti leva dalla del j. at ' , -esix no , nel confermare , e dare la fede. (Y) vincer nè M " Levare o Levarla del pari, si dice per lo più del Non a battagliar f e * in S‘ u °cando. Lat. par facere. Malm. 8. 7 _._ _1 IL» ht/i -, —ostmn , Daniello Nabuc- otKlVi J f‘ ( - Por. 4. 14. Lessi Beatrice, qual U ^ f )a . «icH?“J 01 levando d’ira. » Comm.Dant. tvi. u-Uaionia,levando ^H’ìra^^n fcce N at > l,codonosor » re deliagra • ^ ■• (Bj) Ua tra C0U|1U 1 ,na H l tl Wl ° P'Onl. I[' t lai’: a-3 — ni scherma. * V Sellerina. (N) 24 — Cm terra, m sopra alla terra, del moscio n simili kccont:i cs Uccide rio. Bocc. nov. 68. 23. Io non mi terrei inai nè contenta nè appagatale io noi levassi di terra. » Rnrgh. l'ir. Disf. 2 64. Lo strinse e rincacciò , finché , appiccatosi seco , finalmente lo roppe , e levò di terra. Mar. S. Greg. 5. 33. Dolendosi che il suo fratei fosse reputato migliore di lui, diliberò di levarlo di sopra alla terra v acciocché più non vivesse. (V) 25 — fiamma , [cra fi.imma]= Cominciare ad ardere’, [« Jìg. Prorompere , Manifestarsi con veemenza. V. Fiamma , 11. 8.] 26 — gesti, milizia o simili z=Far soldati per condurli a guerreggiare. [E cosi Levar armi 0 simile.] Lat. delactum habere. Gr.hitKÌra.i k«- raXÌysellate » Cronich. d: Amar. Mannelli, car. 7 6. ediz. del Marmi. In questo tempo Metello era in Roma, e Coranto (CorintoJ gli si rubt-llò, e levò arme contro a’ Romani. (N) 27 — il calcagno contro o sopra alcuro,* Jìg.zzz Conculcarlo. /^.Calcagno, §. 6. (N) 28 — il campo * = Togliere V alloggiamento , e Jìg, Andar via. V. Campo ,§.6,6. (N) 29 — [IL capo r= Alzarlo.] Bocc. nov, 4 2 - 6. Siccome colei, che mai per alcuno accidente da giacere non aveva il capo levato, nè di levare intendeva. Dani. Par. 3. 6. Levai lo capo a prolferer più erto. 2 — [E Jìg.] Insuperbirsi , Ostinarsi. [V. Capo , 5- SS, 2.] 3 .—. * Non levar mai il capo dal lavoro. V. Capo , §. 36, 4. (A) 4 — * Levare il capo o la. testa ad alcuno = Decapitarlo. Din. Comp. Ist. Eior. lib. 2. Se il nostro signore non ha cuore di vendicare il misfatto a vostro modo , fateci levare la testa. (P) 30 — il conto * = Raccorre il conto. V. Conto, §. 22. (N) 31 — il cuore da checchessia * = Staccarne il pensiero, Aon appli- carvi più. T. Cuore , 5- 35. (A) 32 — il difetto * = Lo stesso che Togliere il difetta. V• Difetto , sm. §. i5. (N) 33 ■— il dito. * Non ardire o Non potere levar il dito =; Vivere con timore. V. Dito, §. S. (N) 34 — il giogo a’buoi * zzz Disgiugncrli. Or. alla v. Disgiugnere. (0) 35 — Il grifo zza Torcere il grifo. Frane. Barb. i36, 18. Più sonlì minacciati, che i battuti: Ma saggio le minacce non ha schifo; Lo fòlle a le ben grandi leva il grifo. (V) 36 — il pelo per aria [= Operare con gran destrezza, astuzia e ce* levità.] V. Pelo. 3c — il SiGNORE=:^/zm’ l'Ostia sagrata, mostrandola al popolo nella AL ssa. Vii. SS. Pad. 2. 25p.Detto il Vangelo, uscivano della chiesa, e stavano di fuori a parlottare infìno che ti dovea levareil Signorc.(V) 38 — in ammirazione: Esser levato in ammirazione di alcuno — Ammirarlo. Mor. S. Greg. 5. 20. Vedendo noi queste cose create, allor noi siamo levati in ammirazione del Creatore. (U Testo lai. ha: in Crcatoris adiniratione sublevamur. In Cjueslo passo fallano le edizioni di Roma e di Napoli.J (V) a — * E Levare in ammirazione la mente o le menti zzz Dar cagione d'ammirare. Mor. A’. Greg. Tiene in palese quello onde esso possa nutrire i parvoli : e nel segreto riserva quello d’onde esso levi in ammirazione P altissime menti. (N) 3 !) — in capo : Dicesi propriamente del Vino , quando per lo bollire manda su la vinaccia a galla ; o per similitudine d’altri liquidi che sollevino e mandino alia loro supeijicie checchessia. [In questo signif. usasi anche in n. ass,] Lat. fervere, ebollire. Gr. Mac^iuv, eTtffQUw. « Sold. Colt. Nel bollire ebe fan l’uye di lor natura ne’tini, levano in capo e spurgano ogni ribalderia, che sia all’uva attaccata. E più sotto: Il vino bollente ha forza di purgare e levar in capo ogni cosa. (Br) / |0 — IK letizia =3 Dar cagione di allegrezza. Mor. S. Greg. 4- a. Non sai a memoria la quale ci turbi di tristizia, ma che più altamente ci leverà in letizia. (V) , 41 — IN onore r= Esaltar», Innalzare a dignità. Cavale. Med.cuor. a'òS. Ad alcuno procura (il demonio) di torre gli beni e onori temporali, per fari# disperare per impazienza; ed alcuno procaccia d’arricchire e levar in onore, per farlo insuperbire e uscire di modo. (Y) 42 —■ in superbia altrui ~ Dargli occasione d'insuperbire, o di levarsi in superbia. [ V. §. 107, ] Lat. ad superbiam estollere. Gr. vefipriladas zrpolfairiy zfxptxeie. Tac. Dav. ami, J, 87. In senato avvertì clic un’altra volta non levassouo i lievi animi de’giovanetti in queste superbie di acerbi onori. 43 — in terra alcuna cosa: i5'e parlasi dì bestie da soma, vale Scaricarla. Vit.SS. Pad. 3. 210. E il benedetto Giuseppo aveva V asino suo: levane in terra le cose, e trova ec. (V) 1 — * Se parlasi di rami vale Spiccarli, Toglierli e Gittarli a terra. Sen. Pisi. 86. Egialos prese un grande'ulivo, e levonne a terra tutte le ramora , poi il divclse ec. ( Il lai. ha : circumeisis ramis. ) (Pr) 44 — l panni della sceka , * proverb. — Scoprire alcun segreto , e Far apertamente vedere alcuna cosa. V. Scena. (A) 45 — 1 pezzi d’ alcuno , iftg.] — Dirne il peggio che si pub e che sì sa. [V. 5. 108.] Lat. in àliquem vehementer invetii, famam alicnjus lacerare, proscindere. Gr. àirorsivteS-xi ti ’s riva, Galeri. V arch.En.ol. 55. D’uuo che dica male d’ un altro cc. $’ usano questi verbi ec.: levarne i pezzi dai beccai e dai cani. Tac. Dav. ann. 1, 17, Tutta Roma, sentendo innanzi al pesamento d’Illiria il movimento di Germania, andò sozzopra , levando i pezzi di Tiberio. E ami, 11. i35. Ai più piaceva ; alcuni ne levavano i pezzi. 46 —[la Raderla,] Amet.5o."Dìnatv/À in’ apparve un giovane di ma- ravigliosa bellezza, dal cui viso con maestra mano la barba era stata levata. 4'/ — la rotte, Jìg. t=z Essere al Jine di alcuna cosa. ^.Botte,J.3. (A) 48 — la coda, ‘Jìg.— Pigliar baldanza, ovvero Rallegrarsi baldanzosamente. V. Coda , §. 10. (A) (0) 4 4 * Oziosi pancaccier , che, osservatori Di chiunque passa, o dà d’intoppo ad essi, Ne formano il rao- ciel, levali la pianta. 53 — la tavola o le tavole * = Sparecchiare. ff. Tavola. (A) 54 — le buche da dosso ad alcuno * se: Toglierlo da noje , da im- pacif. Car. Leu. ined. 1. 4 °- Vi prego poi, se deridcrate fanni cosa grata , che voi per voi stesso, mostrando ch’io non sia il caso a queste faccende, da qui innanzi mi leviate queste buche da dosso. [N) 55 — lf. ciglia” inarcare le ciglia per istupore. 0 arn.Jnf. 25 . C.om’io tenca levate in lor le ciglia, E’un subente con sei piè si slanciaDi- nanzi aVV uno , e tutto a lui s’ appiglia. (N) a —* E Levar le ciglia in su = Guardar in alto per muovimento d’ affetto. Ciglio, J. 7. (N) 56 — [le mani yjlzufh' j e Levar le mani ad alcuno = Pregarlo. ] Coll. Ab. Isac. 18. Quando voi leverete le mani vostre a me, io volgerò gli occhi mici da voi. a — • E così Levar le mani al cielo o verso il cielo = Ringraziare o Pregare Iddio; e dicesi anche per dinotare Atto di maraviglia. Vii. SS. Pad. [ 0 ) 57 — le tende := Partirsi gli eserciti dal luogo dove erano attendati. E fiLìti aiom. Terminar checchessia. Lai. castra movere , vasa col- ligere. Or. tla.vxXM$uv rr.v rrrixriu .,, xvxaxivx^s:i f . Berti . Ori. ì. io. 2i/ Forse eh’ io vi farò levar le tende, Gente sol da dormire e da ber buona. . — Onde Al levar delle tende , posto avverh. 3= Alla fine del finito , All’ ultimo. Paiafif. 0. Al levar delle tenue parve afflitta. Mori;, ì'i. i. Non mi lasciar perir presso alla foce , poiché noi siamo al levar delle tende. 58 — i,’ offese : [Dicesi del proibire che fa la giustizia sotto una certa pena a’ contrastanti che non si offendano .] V. Olfesa. 5 <) — m a no * — Cessar di fial e. V. Mano. (A) 6o — vier.-iAv/.i Y.'T.fl(o>;pejtnle ; ma per lo più indigrosso per trasportarle. /.al. m erces parare , comparare. 6j — romore , il romore , A romore * =3 Cominciar tumulto, V- Romore, e V. §. 77, 2. Sig. Viagg. Mont. Sin. 3 g. E quando ebbono ogni cosa messo in ordine , diedero il modo , quando e qual eli volevano levare il remore , c in brieve 1 ’ ordine fu dato. (IV) 63 ■— selle braccia* := Portare sulle braccia. V. Braccio, §. 12. (N) 03 — so una cosa ad alcuno* 3= Ruhia'la. Lasc. Spirit. t. 3 . E oggi abbiamo disegnato di levargliele su (gli scudi.J (V) 64 — [cn bollore.] il bollore 3= Cominciare a bollire, (V. Bollore, (J. 2.] Red.Cons.s. 7/. Si stemperi ec. , c si faccia levare un bollore. E appresso: Si lasci levare un bollore, si levi da fuoco, ec. E pj. In fine fa levare un bollore, cola, ed alla colatura aggiugni ec. 05 ■— un conto. * V. Conto , §• v 3 , 3 - (N) 06 — UNO * c= Andarlo a pigliare per condurlo in un luogo.Car.Am. Past. lib. fi. Dovendo già Elìdromo partirsi per levare il padrone, Dafni oltre a più altre cosette, che date gli avea ec. Piod.Gen.rp. Levate vostro padie e venitevene. (Br) 67 — UN piànto 3= Mettersi a piangere dirottamente con gemiti e lai. Fin Pise, an, 4 2 - Bercile ella levò subito un gran pianto. (V) 68 — voce, (una voce Sparger rumore , ] Vociferare, Lat. rumo- rein ditìèrrc , in vulgns spargere. Gr. O/rip-ev i-yxuTxtmìpxi, Erodian. Cron. Morell. 3 i 6 . Perone egli era uomo di vile nazione , c venuto di ebenebetto si alto, 1’ astio vi fu grande , e levarono una voce, e’si teuea la declassa, Fin. Comp. 3 . 66. Levarono una falsa voce, dicendo che messer Corso Donati e messcr Cante de’Gabbrielli da Gobbio aveano preso Arezzo per tradimento. 69 — Parlandosi di Navilii , di Bestie o «/'Uomini vale Esser capace . di portare; come; Questo non [leva o] beva se non tanto, cioè non si può caricar di più. 70 — Di esi Levarla per Mettersi a fuggire. Frane. Saech. nov, 7 8. Ballerino, che era bene in gambe , levala; ed Ugolotto con la spada rimari preso , ed enne menato a furore. (V ) 2 — * Jid aulii" semplicemente Partire, Andar via. Frane.Suedi, nov, 220. E così tutta notte quasi non dormirono, parendo, loro indie anni che iàcrssc dì per levai la, (N) 7 1 ' Dicesi Levarla dii pari. r, §- lò. 72 — E. pass. Innalzarsi, Elevarsi. Lai elevali, extalli. Gr.xiparSai. Pelr. cam. 3 g. 1, C die quai del mortale Career nostro intelletto al citi si leva. Mnr.S.Grva. 1.3. Molto si rintuzza la mente superba, quando e sottoposta a colui, sopra il quale essa prima si levava. 73 — Rizzarsi in piè, [Ergersi,] l.al. surgere, exsurgere. Gr.àvnrrxtxt, «(uytipitrSai. Bore. noe. 18. 3 7. Erasi il Conte levato ec. a fare onore alla figliuola, siccome a donna. Legg. Ascens. Cr. S. B. Egli si levò come uno gigante a correre lo suo Viaggio. Vit, SS. Pad. ì. 36 . LEVARE Pcoscsi in orazione per lui, e disse : ec. ; e poi levandosi segnoUo, e rendcllo al padre sano. = — * In questo sign. trovasi Levarsi per Levaronsi. Dani. Jnf 26. 36. Quando i cavalli al cielo erto levorsi. E 32. Di subito levorsi E disser Padre ec. Salo. Annoi. 1. 2. 10. Arrivarono e levarsi e di- mandonno ec. eziandio nel miglior secolo, non che nella favella, alcuna volta trascorsero nelle scritture. (V) 74 —- Uscir del letto. Lat. e cubili surgere , a sonino surgere. Gr sg sifris àviytiftcd-oLi. Dant. lofi. 2fi 8. Lo villanelle, a cui la roba manca, Si leva , e guarda. Bocc. nov. 44 ■ » 0 • Sopravvenne il giorno, e me.s- ser Lizio si levò. E nov. 86. 6. tornito quello perchè levato s’ era , e tornandosene ec., nel letto se n’ entrò. Frane. Sacch. Op. dir. 60. Non siam noi i primi che ci leviamo, e gli ultimi che ci collichiamo ? 75 — Partirsi. Lui. discedere, abire. Gr. àrftwxi. Dani. [ufi. 3 2. g5. Levati quinci, e non mi dar più lagna. G. V. g. 108. 1. Fatto fare più richieste a messer Maffeo Visconti e a’ figliuoli , che si levassero dall’assedio di Genova. Vii. SS. Pad. 1. 181. E stando cosi disino a sera, non essendo le demonia arditi di toccarlo , levosscne , e tornò dentro. 2 — E fig. Appartarsi , Astenersi 0 simile. Fav.Esop. 118. Disse alla madre piacevolmente , che si levasse di tale intenzione. Frane. Sacch. nov. j8. Non c’era modo ec. che non lo volesse condennare (ulta collaJ ec Alla per tini; con molte preghiere se ne levò. (Si lasciò piegare da quel proponimento.) (V) 76 — Nascere e Apparir de’ pianeti e d’ ogni altra stella. Lat. oriri. Gr. àsxr&M.t. Pelr. son. n 2. Nè così bello il Sol giammai levarsi. Palla d. E poi nel levarsi della canicola , la quale stella apparisce dì t 4 all’uscita di Luglio. Sen. Ben. Vardi, fi s 5 . Anche a’malvagi e rei uomini si leva il Sole. 77 —Muoversi, Commuoversi. Lat. moveri, comtnoveri. Gr.ìnax.itùclìxn Bocc. rinv. ifo. 20. Amico né parente alcuno è , che per ajutarlo levato si sia , o si voglia levare. a — Onde Levarsi a romore , Levarsi le grida. V. §§.6t, e 111 > e V. A romore. 78 — Surgere, Suscitare o Venir di nuovo. Lai. surgerc, existere, exo- riri. Gr. xvtcróvxi , , xuu-yr. p ai. Cavate. Specoli. Cr. Pa* reva a lui che tornasse a disonore di Moisg, se molti profeti si le- yassono. Frane, Sacch. Op. dtv. 60. Per questo misero fummo si le' vano a volere essere rettori.» Pelr. Cam. Ut. /fi. Levaronsi ancora nel suo tempo gli eretici Catafrigi. E 66. A suo tempo Manicheo eretico , nato in Persia, si levò. (V) 79 — * Far leva, Muoversi per guerreggiare , Prender Panni a fin di combattere. Segr. Fior. Disc. Promise l’imperatore venire con assai gente a far queila guerra cc. E quando i Fiorentini gli dessino centomila ducati per levarsi, e centomila poi chefussein Italia.(A) Pareli. Star. lib. 2. Non ostante che il popolo si fosse dentro levato, ed avesse gagliardamente , ma infelicemente combattuto. E ivi : Chiamando per nome i capitani , e gridando : chi ci cuccia ? volle esser P ulti' mo a levarsi. (Br) 80 — Parlando di Vapori a simili, Cominciare a sollevarsi. Serd.Stor- 2. òg. Fanno dileguare i vapori e le nebbie che si levano la mattina. 81 — Parlando di Venti, vaie Cominciare a soffiare. Serd.Stor. 6 J ‘ Si levò rettamente un vento di tramontana. 82 _ad hmie;* Dicesi Levarsi ad armc= Correre ali'arme. f*. Arme,5-32.(Iy 83 _ a corsa =z Porsi a correre f Cominciare a correre. Vit.òS. Pad' 1. 6 . Quello animale si levò a corsa, c liiggie. (V) 84 — a guerra * = Sorgere a guerreggiare. V. Guerra, §. 18. (TVj 85 —. ad ira = Adirarsi. Fav. Esop. 80, Il suo signore si levava a® ira, e disordinatamente il battevo. (V) 86 — [a romore = Tumultuare .] V. A romore, , 1 87 — A volo [33 Volare, Sollevarsi, Alzarsi, ed anche Muoversi 1 * operare senza considerazione. V. A volo, e] V. Velo. Pelr. son. 3 t Senza levarmi a volo, avend’ io l’ale. . 88 — colle tanaglie. Non se ne poter levar colle tanaglie == Non ne poter levare se non con grandissima fatica, e con ogni sforzo-’ ' Tanaglia. Lat. aegre auferre , removere. Gr, x* ? - £1 t<às if oxivsii/.Bei' ' Ori. 1. 10. 2. E quando eli’è di quella fina e buona, Colle tanagh non si leveria. g. Qg _ contro ad alcuno 3= Ribellarsi. Pass. 262. Come dunque sarai 11 mo tanto ardito, che si levi contro a Dio per superbia? (V) qo — da campo* ~ Togliere l'alloggiamento , Levarsi da oste.V G a po, 5 » 6- (N) . , r 2, 1 91 — [ da dosso alcuna cosa = Tersela via. V. D’ addosso , 5 - 'V Bocc. nov. 26. g. Io me P avrei per maniera levato da dosso, che 0 mai non avrebbe guatato là dove io fossi stata, g 2 — da dosso, d’addosso alcuno =: Liberarsene, Bocc. g. io, ,h Di levarlomì d’addosso mi studierò. (V) ceA 93 — dagli occhi checchessia =: Liberarsene, Frane arsene. Star .8 ;j 33 . Si risolverono gli Fiorentini per buon modo levarsi dagli o un tanto e tale ostacolo , e per niuna guisa più comportarlo. ( /a, 9 ). DAL PECCATO 11 il e : of _ ____ ... Abbandonarla, Vit. SS, Pad. 2 [Soli è gran cosa, figliuola mia, cadere in peccato; ma grande e ridile e diabolica cosa è non volersene levare, ed essere ostinai • levati valentemente, e ripiglia la battaglia col nimico, (V)_

    avessero cagione di voler minare, e levarsi dinanzi anche me, ec. 3 — attivarti. Levare alcuno dinanzi ad una cosa ^Rimuoverlo) tirarlo da quella. Dant. Inf. 2. Dinanzi a quella fiera ti levai Che «el bel monte il corto andar ti tolse. (P) * J7* Nota costrutto. JSov.Ant . é>3.Alessandro.„, disse: Deh'.uo- mo di misera vita , chiedimi e darotti ciocche tu vorrai. E il Filo- soto rispose : Messere , priegotì che mi ti levi dal sole. (P) * Boscherini dal naso, * fig.z=z Non si lasciar fare ingiuria, E. x Moscherino. (0) ’ Ì0 ° “J 1 Is Alto , Jìg.-=: Gonfiarsi , Insuperbirsi. V. Alto, sm. §. fi Pass. *74 -Oh grande stoltizia del nostro cuore, la cui superbia non puote ornare materia di tanta umiltà, che non si levi pure in alto, terra loi CPIlere ‘ E 2 9 °* 11 tuo cuore s’ è levato in alto. ("V) .. 77* IN ardenza =* Accendersi^ Infiammarsi'^ ed anche Non curarti lo^ ren °‘ Avdenzà ? §• 2 ‘ (O) -7 "' in barca, Ifig.] = Ettirare in collera. Lai. irasci. Gr. o^y?£fo*$ai. alrn ’7 • 97 • Oime, signora mia, Non vi levate in barca così presto. ' E Lasciarsi levare in barca Lasciarsi menar pel naso . E. jo 3 g - ( N ) vivo °^J 77 Is collera =5 Adirarsi.Lat. i ras ci. Gr. cpylì^to-^cu. Salvai. Disc. 06 . R* nrrrri...-.^ -1» „„_l.«H'-I„ _ _1„ i:_ U LEVATO 9 5 città che aveva 6. (Van) Barca *>4 T ' ik capo,* [ . §. 3g.]Sagg. nat.esp. 28. Piomberà subito l’argento 1 1 levandosi 1’ acqua in capo , ed empiendone tutta la canna. - "j - - S’ aggiunga a questo ec. 1’ essere beffardo , o mala lingua , li- Noroso e maligno, presto a levarsi in collera, e a dir male di chicchessia. 05 incontro AD uno = Andargli incontro. Ucce. g . 5. "■ 9- La loalc vedcndol venire, con una donnesca piacevolezza levatagtisi incontro ec. , disse : ec. (V) tot) .— GRASr)EZZA * — Divenir glande, Venire in grande stato, In- p-andire. Dece. Leti. Fin. Ross. Vincendo le genti vicine , si levò *» Waravigliosa grandezza, e ampliò il suo regno. (Br) 1 °i —_ in superbia zzz Insuperbirsi. [V. §. ifs.] Lut. superbire. Gr. virspy- ?a»fisir3 a ,. Vit.,SS.Pad. 2.1 rj. Non ti levare in superbia, ma urailia- Pass. 2 52. Quelle cose, di che altri si leva in superbia. E 253. oi leva l’uomo in superbia de’beni della fortuna. (V) °®—. Ci pezzi di alcuno = Dirsene male. V. §.^5.1 Varch.Slor.8.1 g3. Janzi se ne diceva male e se ne levavano i pezzi pubblicamente. re corra .Torsi da dosso l'ignominia, il biasimo, il disonore C, • Corno, §. 16, 3.} Lai. dedecus propulsare, ignominiam repellere. *r. aur^tiVn», S.ulos Snzr.poénrSai. Beni. Orl.i.i5. dà. Corre là per cvarsi quelle corna, Che tutto’l mondo non Paria tenuto. *2 DUESE *~r Levare all'inimico il modo di difendersi. /^.Difesa ,J. 11,5. (IN) J 111 — [ i.e grida = Gridare tumultuariamente , Commuoversi contro alcuno. ] Bncc. nov. ài. 27. Contro al quale si lev«i 0 n le grida 112 — PER UNO ovvero AD UNO—Gran, per fargli riverenza. Lat alicui assurgere. iPov.tml.iW.Polo, quando li vide, non si levò per loro. E appresso : Quando i forestieri giungono a città, non vi levate loro? (Y) 11 5 — su' ,Jìg,~ Muoversi solamente a fare una cosa. Vit.SS.Pad. 4• 4l- Levati su e affrettati , dolcissimo sposo dell’ anima mia. (,Pomo parole di santo Girolamo a Damcneddio.) (V) t ' su il cuore:* detto del Cuore in sign. di Animo, Mente. S. Caler, leu. 02. Ma perchè non si leva su il cuore nostro freddo , P'eno d’amore proprio , d’ignoranza , a raguardare tanto ineffabile *uoco d’amore. (V) (N) j - 3 ’— E parlando di piante. V. Lievai-e. (V) " una consuetudine , un uso o simile ™ Introdursi un uso, 0 Di- scorrere un uso , come disse il Boccaccio. Vii. SS. Pad. 1. 61. j [ . er< :*"-. non si osservasse in lui quella mala consuetudine, che si era ^ata iu Egitto , di non seppellire li morti per reverenza. E t.2/fJ. quali a per certa dissensione e errore che s’era levato nelle con- ( ,(; 'J; erano partiti dalla Ecclesia, e diventati scismatici. (V) So r~ "• «*■»■ o sia colle particelle sottintese. Alzarsi.Vit. S.Girgì. n- veduto il B. Girolamo levare del luogo ov’egli giaccva.(V) lcesl Levare da cena, da tavola o similic=i Alzarsi da tavola, e /1ne ‘ Baco. e. 2. fin. L’ora della cena venuta, ec., cenarono; qual ^ uc Ba levati, ec. E g. 4'• Infino all’ ora della cena ; la 5 . 11. q ec - j Ben serviti cenarono ; e da quella levati, ec. E g. 118 _Addarono a tavola,ec.; e , levate da tavola, ec. (V) Levarsi j tfsi Levare da campo, ed è lo stesso che Levare il campo e 119 js '* campa iStoi.Pist 127.Levò da campo, e tornossi a Lucca, con man' s *& n ' ^ f-3°- Ar.Fur. 2. 49• Come tasca dal ciel fal- lao _ . leia ; Che levar veggia l’anitra o’I colombo. (V) oq tces ’ Levare in capo = Cominciare a tumultuare. [ V. Capo, 1. t A j i- 3 -Lnf. seditionem incipere. Gr. CT27i-xCnt. Tac.Dav. ami. Lane;' SO r . lal '! d’insegna delle due legioni scredenti , stanziati ne’ tono a” j' l ° lninc j a rouo a levare in capo. E 14. 246. E si pronti fu- l 5i __ p,. G o^ le capo i corrotti e i buoni a lasciarli fare, che ec. V. tbire. Lat. probibere, vetare, Gr. àiroKw\vav , àirceSdr. G. ninno L levaro, che non potesse portare arme da offendere >22 ^ Sanetliere. C. i0 L Vurc ; in significato cT Importare. Lat, referre. Gr. S/a^ejmv. G. *ffor7i't„ °i 1m ^salivano l’oste ; ma poco levava, si avea Castruccio >25 Scampo. r 'ente ì|'7 Sare ' ^osar. Vit. Celi. Andar levando e subbiando gros- .* H ts s *S Il ' c { e I$-ii3.Dant.Inf.24-H però leva su,vinci Vambascia.(P) » * - qnaii^ del $'? 6t ^tirch. BoezMm. 6. E pur Reggea co- " 6 f 01 mira Da cbe ieva di mane ec * (**) v ut.; Leyw V assedio o il blocco ? Leyapi-daU* : Di* stai Gtd del Ritirarsi d 1 un esercito dal davanti d onci tenuta assediata o bloccata. V\ 75, e V- Assedio , a — E Levar genti, milizia ec. V» 5- 2 ^‘ 127 —* (Marin.) Levar le terre vale Osservare la situazione delle tetre e farne il piano, (A) (Van) a —* Levar checchessia colla bussola vale Osservare mediante la bussola a quale aria di vento trovisi alcuna cosa. (Van) 3 — l'Àncora *= Tirar su r àncora dal fondo del mare per far vela da un porto , da una rada , e generalmente parlando , da un luogo nel quale il bastimento era ancorato . (Vau) 4 — le vele * =- 4/snr le vele. (Van) 128 — (Àr. Mes.) Levar la vernice dal rame. È quell operazione che fa l iu lag/latore in acquafòrte^ dopo che ha dato ess' acqua sopra il rame già intagliato , e si fa usando cavitali dolci di nocciuolo o castagno bianco , dolce , fregando egualmente per tutto , con osservar però che sepia il lavoro non cada nè rame , nè terra , ne olirà cosa simile , perchè si potrebbe guastare. Levala poi la vernice, perché il rame resta schifo , per imbiancarlo si piglia acqua forte da partire , allungata con acqua pura , e con essa con l'ajuto di un pennello si laverà il rame con gran prestezza , accio l ’ acqua non lo roda , e poi con acqua pura si finirà di lavare, fìaldin. (V) 129 — (Archi.) Levai’e la pianta. A7 52. 130 <— (Astr.) Levare.Il primo apparire di un astro al di sopra dell' n- rizzonle.fLo stesso che elevarsi ) V". (jj. 76,2 *25. Levar eliaco. Dicesi di quella stella o di quel pianeta che il sole nascondeva per esservi vicino di troppo , e che comincia od apparire sembrando sortire dai raggi di questo astro ; per conseguenza il Tramontare eliaco ha Ungo quando un as ro entra nei raggi solari e diviene invisibile. (A) (N) 131 — (Agr.) Levare in capo , detto del Vino. V. §• 3g. Levare. (Pitt.) Sm. 1 pittori chiamano propriamente Un levare, quando una figura ritta , aggravandosi sopra un sol piede posato in sul piano , tiene alquanto sospeso l’altro, a distinzione dì quelle che pisano in su due piedi, che chiamano Vnpos'di'e.Baldm. Eoc.Dis.(A) Levata, Lc-và-ta. Sf. Levamento , Il levarsi ; [e dicesi, per Io più del- l Aurora , del Sole , della Luna o altro pianeta.] Lat ortus, Gr. àvoLTGkh. Guid. G. 2j. Nella levata dell’aurora , che distrugge le tenebre dal viso della Terra. E altrove : Disidcra il corso della notte, e per conseguente la levata della Luna. Capr. Boti. 5. 80. Ma che farò io poi? egli è tanto di qui a levata di Sole, che mi rincrescerà. 3 *—* L’alzarsi di letto, da tavola e simili. Salvin. Cas. 75. E Comes propio è una levata da cena, una sortita in pubblico dalla mensa. (N) 3 — Partita. Lai. discessus. Gr. ocirox / wpn] ^ '-*t * j **. un fusto sottile simile all’aneto, nodoso, e nella sommità del fusto n un’ ombrella, nella quale è il seme nero , sodo, lunghetto , simile a quello del finocchio ; pungente , cd odorato. (N) 2 ■ — . di levante. * Lo stesso che Laivsonia. E . (N) ) Levistpwa. ‘(Gong. )Lc vÌ 3tó-iw.Città degli StiiltUniU nella Dclav.iru-, / LEVITA Levita , Lv-arl-ta.Add. e sm. Israelita della Tribù di Levi, destinata al servigio del Tempio.Fior. hai. cari. 18. Uno Barone del popolo d’ I- siael ec. , vedendo questi dui fratelli (A/oisr ed AronJ onorati l’uno a Sacerdoti, l’altro del Ducato, ebbe invidia, e si menò tanta sisma nel campo , ch’ebbe seco ducentocinquanta de’migliori leviti, ai quali a " * d ° Va ■''he a loro si conveniva più lo sacerdozio, che ad Aron.(A) Per simil. dicesi anche oggi poetic. di Persone ecclesiastiche , e P> ‘'iemalmente di chi ha ufficio sacro di diacono. £orgh. Bip. 4'j4- a figura di mezzo è un san Giovanni , molto pronta e vivace , che V la allato un levita zuccone grassotto. (Van) (N) -vita , Le-vi-tà. [A/i] Leggerezza. — Dcvitade, Levitate, Lievità Svezza T:„.- • - LEZZO 97 N< 1" . -- J «ur*i«ut. j JJCYTLUIC 5 XJICYTUI . Jjicve/.za , Sin. Lai. levitas. Gv. ixceQpo'rgs.' Gal. Gall.238. R..-. i ' uuc. u.vnas. HA.rX.iDDC _”1®. o totalmente la levità , e ponendo tutti li * IQ. inònefui^u ~\r _:j\ 1 A .1 7 r» ? la _, - »..»..» ,» corpi esser gravi. 1 i ' ^costanza, Vanità, Debolezza. Pass. 221. Il secondo grado c levità di mente, la quale si dimostra nello parole sopcrchicvoli e ane. Tes. 8. 23. Mette tutto ’l suo tempo in levità, in lussuria, 0 giogo e in taverne. Coll. SS. Pad. E però non sia veruna levile , o poco senno. Alberi, cap. 5g. Conir’ alla levitadc o contr’alla Lev CZZa l >on * ^ ^ clinc/// ' a arditamente. l'rAjif.;, Le-vi-tà-re. [/V. ass. Lo stesso che Lievitare. B.] Lab.tjo. e che troppo abbia il forno la fornaia scaldato , c la fante lasciato H.Pane icvitare. _ ’ Aaiv'°* d a Levitare. Lo stesso che Lievitato. P r *(0') L^ ln ‘ Batrac ^9^ t] sca PP a,n * 8 ,a il pane Ben levitato dal panici'. (Pc) L Add. m. Di Levita , Attenente a Levita . Magai. i> * * 1 erano tre elivisioni ec. 1 1 ordine lovit ‘ L P ,r ,uae Evitico. (A) sur!™' ^ St -, E ccl.y Sm. Il ter . . ' ‘ "O ’ la terra pe’ sacerdoti, o per tutto so libro del Pentateuco , che prende il suo nome dalle leggi e cerimonie appartenenti a' sacerdoti, a’ leviti, e d a’ sacri/izìi. Cavale, Al ed. cuor. cap. 1. Comandò Iddio, secondo s \ legge in alcun libro della Bibbia , il quale si chiama Levitico , e disse; Non cercare vendetta, e non ec. li cop. 7. Leggeri nel Levigo , che essendosi azzujluli uno con mi altro per ira e iniquità ec. * Specoli. Cr. cap. 'òì. E questo fu figuralo nel Levitico,-nel quale Iddio comandò re. Fior. hai. 3. (Bologna i 49°-J Poncremo adunque fi»! tutti li suoi (di MosiJ memorabili fatti, secondo che la divina Scrittura li pone nell’ Esodo , nel Levitico, ec. (V) Levitosco , Tùc-v'iAnn-ga.Sm. Abito che usavasì in antico. Calobio ; Sorta di vestimento monachile, quasi dicasi levis tunica. Bil. SS. Pad.1.223. » Lsiuo anche di notte vestimenti di lino, eh’essi chiamano levitonghi.(V) E ViTTA.*(Geog.)Ijc-vìt-ta,Levata. Lai Lebinihos. Isola de li'Arcipelago, (il) jEvqki. * (Grog ) Le-vó-ni. Antichi popoli delia Scandio. (G) Devote , Le-vó-rc. Sm. V. L. Agilità , Lubricità, Scioltezza, _ Leggerezza. Marche!!. Luci-, lib. fi. v. 7 g6. Dall’asprezza de’semi è poi creata L’asprezza detta voce, c parimenti II levor dal lavor. (A)(B) Levre. (Zool.) Lè-vrc. UVosi. coi». F. A. F. e di Lepre.] Dant. Inf. 23. 18. Più crudeli Che cane a quella levre ch'egli acceffa. Lei riera , Le-vriè-i a. Adii, e sf. La femmina del levriere. Atam. Gir. 21. 26. Or mentre cosi fanno cc ., Una bianca levriera, che ravvolta Della donna maggior era in le veste, ec. (A) (B); Lei mere , Lc-vriè-rc. C Add. e sm.] Cane da pigliare lepre, che altrimenti diciamo Cane da giugnere. — , Levrieri, Levriero, sin. Lai. Cauis venaticus , leporarius , vertarg'us. Or. xvuv Sgpn’rizos. (In frane. terrier , detto da’ Tedeschi wind hutid ossia vento - cane.) Tes. Br. 3- g. E dee avere lev rieri e bracchi e uccelli per uccellare e per cacare , quando volesse a ciò intendere per suo sollazzo. Cr. g. j8-1. I* generazioni de' cani son due ; 1’ una è quella de’ levrieri da giu- G n ere e da cacciar le fiere, e l’altra generazione è quella che si teu- goiio per guardare. 'frati. equit. Tali genti sono altresì come i gio- '‘ if u levrieri , che sono ancora tutti novizii : -■ ..- . UHM.. ».. 5 corrono appresso cia- Orl. 2. 3. fiy. Il Re a -- , Elie sono ancora tutti 11 ^nna bestia che egli veggono dinanzi. Beni. __ — -- ’nti altamente ha donato ec. E gioje, e vasi d’oro, arme, e destrieri, Veste, e bracchi , e falconi, c levrieri. ~ 7 , (Geog.) Baja del Levriere. Baja formala dall'Atlantico sulla costa Sahara. fGà Idiotismo fiorentino. Vr - ni ; Lc-vriè-ri. I Add. e sm, idiotismo fiorentino. B. e di Le- LevmJ 0 ''! M " r &• 21- 36. Ma prese un salto, che parve un levrieri. ^ e( R,sr) j Le-vrie-rì-no.A’m. ditti, di Levriere. Piccolo levri * 71 r Ls 'WrV ■ Ec ''riermi, fiondili, ’ Lon u n _ El --vriè-ro. A del. _ .MV riere. Magai. i,... doghetti, danesini <; canini di Bologna.(A) ^, 1( , - ,. ........ yiud. e sta. Lo stesso che Levriere. F. Cai'. l’erta' &3. Dafni uscitogli degli artigli, si mise a gambe su per apni-ò»? G'hsa d’ un levriero, e da quindi innanzi mai non vi si voile L*v£^.CB) _ tuoi. C't Lcprosum , Lcprosium , e anticamente Gaba- L E «I S| ' A » di t, alleili net dipartimento dell Indro. (G) tnonòa' Le-wi-si-a. Sfi Genere di pianta deila dodecandria sette ^ l,U(l ’ di famiglia indeterminata, che ha il calice colorato, di Minimi 'i l< r/' e /. se I >a t‘ » col 'olla di quattordici a dieciotto petali, tre Mila n J}di , e la capsola a tre cellette ciascuna con diu'. semi. Jet ha s^n- ClC A 1 ' tf d S e,iere ,l . . . . deli’ir C °G') Ledus, Ledimi. Fiume di Francia nel dipartimento Wd Ì Ie T ilt - ( G ) ed fi C^eog.) Lc-za-dé-se. Sm. Fr. Lczadois. Paese di Francia di «ZARA * Z (C« ra , l % ca P àalc - ( G ) Ez.r x » Le-zà-ra. Riviera *to Hl .* 7 p?£-) v Lò-zat. Città di troppo vezzeggiati ; che oggi più comunemente si dice Lezfi. —, Le- zia, sin. Lai. di Jiciae, Plaut. Gr. rpa?z.(Dal Inti/licium adescamento attrattiva, lusinga. Altri da deliciae vezzo.) Fir. Dia!, bell, d0un.f1 4- Mordesi talora il labbro di sotto , non allettatamente , ma quasi per inavvertenza, che non paressero ,attucci o lezii. Lor.Med.canz. 63. 3. Sempre mai questa sazievole, E’n su’lezii e smancerie Red. P'ip.i. 61. Per levare una certa ubbia a quelle volgari donnicciuole ec., le quali, come troppo casose cc. , erano solite forse di fare grand’ atti e gran lezii. Segr. Fior. Mandr. 4 • cominciarono a dolersi fortemente del re , dicendo che quello , ch° doveva difenderle, l’offendeva e facevali assai danno. (V) 4 —* Ed in vece di Loro terzo caso pi. ma di genere mascolino. Fav. Esop. i5i. Una mala femmina mondana traeva a se i giovani con sue arti e dolci parole , e sembianti lusinghevoli , e mostrandoli amore , traeva e recava a se ciò che i giovani potevano fare. (V) 3 — Talora si antepone atte particelle Mi, Ti, Si , Gi, Ne , Vi, e si pospone alle Me, Te, Se, Ce , Ne , Ve , e anche talvolta a Si. E8 è tal pronome lo stesso interamente che Gli, usandosi camunement e Li avanti alle voci o non comincienti da vocale , o non principianti da S seguita da altra consolante. {Benché la verità sia che gli autori hanno amalo in tal caso meglio di scrivere Gli che Li, e imeno antichi massimamente .] ^ —■ * Unito agl’ infiniti de* verbi fa loro perdere talvolta 1* ultima sillaba , come pur fanno le altre voci dello stesso pronome. Lasc. Rial- p. 1. son. 4l- C’han forza in vive forme trasformare I inaimi e i bronzi; e noi possiam vedelli. (Cin) Li. * (Geog.) Piarne di un fiume e di due distretti nell impero de Ih China. (G) Li- Avv. di luogo , che vale , Quivi, In quel luogo, {ed importa Stato.) Lai. ibi, ilhc , eo loci. Gr. hrii, Petr. canz. 3o. 4- Pur lì medesmo assido Me freddo. » E p. 3. »». l’vidi ’l giaccio e lì presso la rosa- tiloc. I. 5 . Giovane , il caldo ci strigne di cercare i freschi luoghi i però a quel prato , il quale lì davanti vedete , andiamo. (Gin) a — {Dimostra anche ] molo. Lat. illue. Gr. indire. Bocc. Amor. Pi>- 20. Nè lì guari lontano fuor di via Un suo bel velo lasciava, fuggendo. Dant. Par. ». <2 che della singenesia eguale, famiglia delle eupatorine , distinte l antodio embriciate (la squame scariose nel margine , pel ricettavo foveolato, e pel pappo che corona il sema piumosetto colorato- (•/„ Lisa.* Pf. pr. m. (Dal gr. libo io sacrifico, io offro agl’idoli.)— 1 ‘ de’ compagni d Ulisse. (O) t 2 —* (Geog.) Isola dell’ Asia sulla costa della Caramania , nel nnl dell’ Indie , secondo Tolomeo. (G) Libaiua. * (Geog.) Li-bà-di-a. La stesso che Labadea. F. (G) , Libagione, Li-ba-gió-ne.A /iLo stesso che Libazione. F. Salviti.Man-Er'f Far libagione c sacrificii, e offrire le primizie secondo il rito.-fi 1 lib. ». Quegli ( indovini e sacerdoti ) , vegnendo , sacrificarono ' .jjj me , e varie libagioni feciono, « disservi sopra voci barbariche, eC " > libame , * Li-bà-fae. Sm. V. L, e poet. Lo stesso che Libato ente » » 'nazione, F. Harbier. Supl. fPadova 1824 .J (O) ba mesto , Li-ba-mén-to. [A'm.] V. L. Ciò che offeritasi e gustavasi ne sacrificii.[Lo stesso che Libazione. /"■ j Lai. libameli. Gr.òoifrri.San- Qz.Arcad.pros . 1 2. Disvellendole da mezzo le corna la fosca lana , a getterò nel fuoco per primi libamenti.)) Benliv. Teb. lib. i. Fiuna- p ]p a " ‘ri ancor in su gli altari... Il sacro fuoco e i libamenti sacri.(Bv) iuka , Li-bà-mi-na. (Sfi. pl.]P. L. [e A- ette trovasi usala in sign. “0 Profumi, Odori. G.F. 4 . 18 . 7 . E la camera sanza libamina trovò Lih nt ° 0 ^ or *f era j come se di tutte spezie ottime fosse ripiena. c/ ( MtNA * (Arche.) Sf. Chiamatasi Libamina prima quella cerimonia e praticatasi atanti V immolazione delle vittime* Dopo eh' erosi u r rSar >° u * no f ra te corna della vittima il sacerdote le strappata ' j / 1 P n rii pelo dalla fronte,indi lo gittata nel fuoco ch'era sulC ara, (Mit) * (Geog.) Li-bà-na. Antica città delta Spagna» (G) ba ke,t.la. fM*..;,. \ t ; ^ai_ìo Tn,«m *d;._ KKT,T J k ' (Marin.) Li-ba-nèl-la.A/^/m. di Libano. Pìccola fune d'erba ^ /,ore del libano , per sertizio delle nati e per la pesca. (A) 2 E ° > Li-bà-nc-o. Add . pr. m. Del monte Libano. Buon. Pier. 4- ì’fl\ *>no melpomcneo, libanco legno. E* Salviti. Annot.iviiContraSk Li ba ? 81 pindarici-, hbaneo legno, dot di cedro del monte Libano.(À)(N) J? > * Li-bà ni-o. JY. pr. m. Lai. Libanius. (Proveniente dal rjon- l 1 • n0 ‘ b r - tebanoo io spargo l’incenso, da lìbanos , in cbr. le* ar * lobanon incenso .)—Sofista greco del IF. secolo ,mae- 0 ^ Basilio , S. Giovanni Crisostomo ec. (B) (Van) to. * (Farm.) Sm. Sorta di collirio lenitivo che ha per uno dei 1 principali ingredienti V incenso. Landin, ist. Plin. (Berg) (N) t - i * Lì-ba -no. N. pr. m.-— Giovane sirio , trasformato, secondo j.' v °logt, nel monte che porta il suo nome. (V. Libatilo . Il monte T‘* n o ven . v r *ux>i venne cosi detto dall’ ebr. lahan bianco, perchè sempre bian- dì nevi. Goli. alla V. lobnano.') (Mit) *nat . co S-) Lat. Libanus. Catena di montagne nelVAsia, che for- Ktlw n d limite orientale della Fenicia, é si estendeva sino alla Pah- °§S l trovasi nella Sii'ia , divide il Governo di Damasco da d, Trip ’ — ■ 6 .. Li». ‘ Ant *libano !?• ( M "ri, eli. _ - oo* hi'i-uj* iicit-u u u m , ui^iue il gorami ut jsur/iuouu in* V /no ti, Tripoli e colle due estremità tocca quasi il Mediterraneo. "' ' bailo. (G) rin.) Li-bà-no-Jm. Canapo d’erba detta Sparto, che serve a Ct l'i, ' 1 ' 1 nede nav ‘i e specialmente per la sarzia delle tarlane, per le l,!/ ' e da olio, e simili. (DaH'illir.Ziian che vale il medesimo. In celt. '"P:"-) Tariffi Tose. (A) “fKOCBoo. ho, x* (Min.) fa-ba-no-crò-o. Sai- F. G. Lat. libauochros. (Da olio, incenso , e chroa colore.) JSome che dà Plinio ad una getti- ttlu <-/ie l, u fi noìnrp ./-.il’. .—■ -- 1 ■ 7 ■ " ' /1-s - colore dell’ incenso o del miele . (Aq) ■“akofabq,* (Geog.) Li-ba-nò-fa-ro. Contrada nel!' Arabia Felice , che Produce V incenso. (G) . ■ ■ ..mie i incenso, (ti) '•sakomakzia. (Arche.) Li-ba-nn-man-zì-a. Sf. V. G. Lat. libanomantìa, t ita lìbanos incenso , e manda divinazione. ) Divinazione desunta dot consumasi tasto o lentamente t incenso ne scordi ai, e dallo spandere soave od ingrato odore. (Aq) J ^■bakotide.* (Bot.) Li-ba-nò-ti-de. Sf. P'. G. Lat. libanotis. (Da liba- >‘os incenso.) Specie di pianta del genere Athamanta , cosi denominata non dal crescere sul monte Libano , come taluno opinò, ma dal 'arte odore d’ incenso che esalano le sue foglie.Dicesi anche Rosma- • nn o coronario. (Aq) ,b Akoto.* (Filol.) Li-ba-nò-to. Sm. Così Plinio chiama il Vento di \ ^ Uli -Est. (O) J M-sotride.* (Eccl.) Li-ba-nò-tri-dc. ST. V. G. Lo stesso che Turi* L,, 010 - ^• (In gr. libanotris è la pianta dell’ incenso.) (O) ante , * Li-bàn-te. iV. pr. m, (Dal gr. Libye Libia , onde libialhcn Diveniente dalla Libia.) — Compagno di Ulisse , ucciso dai Teme- L, ‘ * c i‘ e Poi gli eressero un tempio. (Mit) 0 BE i Li-bà re. All. F. L. Far libazione , cioè Spargere sull’ altare lib* terra l ' ,no 0 liquore , dopo averlo modestamente assaggialo. Lat. a, ’ e * Gr. òdlme. Adim. Pind. Oss. Fia de’ Greci e dei Romani "Aa libare il vino agli Dei; i Romani lo costumarono particolar- » ^ “Ile feste vinai;. (A) •nera tLo P ure d'altre cose-,se però non s’abbia a prendere figurala- e ^''Togliere con leggerezza una porzione,e per lo più la sommità,, tati * C ip a ' RueeU.Orest.3. Ed ella stessa libi il primo fiore, Gli au- H ( . ' 'Itila faccia esangue , Della tremante testa il biondo eri- . P r *e lievemente con sue mani G Us)a l'I’a e consacra II primo fior dell’ aureo crespo velli Jì„ , r ® l'eggermente, o coll’ estremità delle labbra; [e dia .. ‘ ,.' r . Jac. 7. 5. 32. 8. D’eterna vita afferra T.’arn F appresso : Con le sue prò* eh, Parte yraite sue prc ;Uo. (P) t>0; ipo dicesi ati- T. 5. 32. 8. D’ eterna vita afferra L’arra , e ’n l'ass. Ger. 16 . ig. S* inchiua , e i dolci baci ella so- ^ IDa .or dagli occhi , e dalle labbra or sugge.» Salviti. Disc. «e lib. Liba , - UU^ZA VAt-UAlJ. , Aa V1UA1C lUA/IJia VJ1 Sllggl/.w Pruno discorso ec. si apparecchia da Dione il secondo ec. je e mi piace ancora libare 1 più bei fiori. (A) s 'h cui | -y*- ,ss ‘ ,le l primo sign. Salvai. Odiss. Poi darotti bella tazza, 5 —' (MaG 1**°' immortali tutti i giorni ec. (A) r l'Tj'eeri,/ 11 '' Gettare in mare le robe che sono nel naviglio , per at- ^'"Aiiin ° j.I e fortune. (Dal lat. libare spargere.) (S) t fo-an pr. m .— Generale giorgi j IBa Rka. * /p della Geòrgia nel secolo JCl. (Ò) Storio * Li-bàr-na. Antica città d Italia Generale^giorgiano p e signore di nella Liguria. (G) (\ , | etnica ciuu u iwuu netta ijigttna. Q 2 t 0 /„• /V, Li-ba-tò-ri-o. Sm. Faso che serviva à fare le li- G Vil G J n fU' ordine d°- I'1'ba-trì-ce. Sf. Specie d’inselli del genere falena, p s °> « le r le P idoll »ri, che ha la lingua spirale , un fiòcco sul i ’oiii qi u * fdrajate, ritagliate profondamente , e disugualmente in iPi.i _ e nti . grigie rosse , con un punto bianco. ZI baco è verde "foido , O a‘ r - con . un r;;^i trasforma tra le foghe ’ v,u e su i rosai, su i salici 0 simui,. (]S) _ rotti l bozzolo. Lai. pbalena ..f nella CurlondiofO) Uav, l Li-bà-u.Lm.Liba Città della Bussi . Chiamano ‘ ,( h- * (Farm.) Li-bà-vi-o. Liquore fumante - i5. I giovanù li quali più forza clic liberalità costi-ignea , piangendo , Efigenia 8 Ciinone concedeltono. Guicc. Ssor. ,6. 8o3. Lione cc. fu uomo di somma liberalità , se però si conviene questo nome a quello spendere eccessivo clic passa ogni misura. Fior. Viri. A. M. Liberalità si è di dare con misura a persone degne e bisognevoli. » ff L'ediz. di Roma a! cap. 11. legge : Liberalità, cioè larghezza, secondo Aristotile , si è di dare con misura alle persone degne , e die sono hi- sogncvoli. ) (B) 2 — * (Arche.) Dono che gl’ Irnperadori facevano al popoli 1; detto atv che Congiario. (0) 3 — * (Mit.) Dea presso i Romani, raffigurata in parecchie medaglia come una matrona , la quale tiene una Cesserà nella destra. (Mit) 4 — * (Icou.) Figura allegorica il cui emblema consiste in una donna, la quale in una mano tiene un Cornucopia ripieno di pietre preziosi e medaglie , e coll’ altra presenta delle monete W oro e d' argentò come in alto di distribuirle. (Mit) Lirekalmente , Li-bc-ral-mén-te. Avv. Con liberalità, Largamente.LA- liberaliter , benigne. Gr. eAs-jS-ifi/ws , wpsvùs. Baco. nov. g4. 22. Liberalmente quello che egli soleva con tutto ’I pensici- desiderare , ‘ cercar di rubare , avendolo , restituì- Cire. Geli. g. 217. Che pcf aver distinto il tuo dal mio, non potete vivere insieme liberalmente. Liberaloide , Li-he-ra ló-ue. Add- m. accr. di Liberale. Doni, la Ziti?’ Berg. (Min) _ ’ _ Liberamente, Li-be-ra-mén-tc. Avv. Ingenuamente, Sinceramente, Conil- berlit.- —,Diliberamcntc,sùi.£.fl(.libcrc, ingenue. Gr. i\ev!3tpws, ccmpitiA- Bocc. nov. 27 .38. Aldobrandino liberamente rispose , se essere app 8 ' rcccliialo. Dant. Purg. 26. l3g. Ei cominciò liberamente a dire : cC " 2 — Senza eccezione , Assolutamente. Lai. libere. Gr. àicKZs. Bori-’ nov. 34. 8. Non immaginandosi che per questo addomandata fusi 8 - tal sicurtà , liberamente la conofedette. E num. 10. Ogni alti-a cos* sia vostra liberamente infin da ora. Dant. Inf. i3.86. Però ì-icon» 11 ' ciò : Se 1’ uoin ti faccia Liberamente ciò che ’1 tuo dir prega. Co* lett. x. Si degni avermi in sua buona grazia, e di comandarmi ^ beramente, quando le occorrerà cosa la quale si possa fare per iu 8 * 3 — Senza impedimento. Lai. libere, siile impedimento. Sagg. tiA- esp. 20. In questa maniera il triangolo minore ec. giuoca liberarne* 1 ®* colle sue vibrazioni. 4 — Liberalmente , Con liberalità, [0 piuttosto Spontaneamente.] A' 1 *' liberaliter , benigne. Gr. tvp.tsàis. Dant. Par. 33. 18. Ma molte fi 8 ** Liberamente al dimandar precorre. But. ivi : Cioè, ma spesse voM 6 la tua benignità viene inuanti a ajutare, che l’uomo domandi l’ajutP per tua liberalità e cortesia. Liberamento , Li-be-ra-mén-to. [Ani. V .A. F. e df ]Liberazione. G»'"’ G. E per liberamento del pericolo sì fanno diversi boti. Coll. _ Isac. cap. 3g. Per queste tentazioni acquista 1’ uomo P anima soli* 8 ' ria, e liberamento di sè , c umilità, e core contrito. M Liberante, Li-bc-ràn-te. Pari, di Liberare. Che libera. Segn. Liberai dall’inferno l’amata Euridice. (A) S. Agosl. C. D. là. 3. La Eh 4 ' rante grazia che purga la natura del peccato. (N) Liberarla , Li-be-ràn-za. {Sf] F.A. {F. e di’Liberazione.] Fr. / T. 3. 14. ir. Bere intanto dimandane Per la nostra liberauza. E < 26. 6. Pori-aggio sperare , Che so in liberanza. , (f Liberare, Li-be-rà-re. {All.] Dar libertà, {Mettere in libertà, R e .- l0 . libero,] Salvare, {Sciogliere, Prosciogliere, F. Scarcerare , Sp rl 6 naie, Scatenare.] (F. Allrancare e Asciogliere.) Lat. liberare, s a G a ( i a ’ Gr. ì\ev r Jtpciiv , ìrM Li-be-rà-to. Add. ni. da Liberare. Lat. liberato, servatus. rienz*^”'^ ’ Guitt. lett. ig. Ove non tutta amorosa è pa, liber t S , vr ? catuna d’ amico offensione e speziai non gradiva , non a ___ re ?' tL’icè : e spezialmente non di grado , non libera.) 8e jtdciolto, Sviluppato.] Sagg. nal. esp. 7 8. Esperienze per riconoscere P< r P gocc *°l e de’ liquidi, liberate dalla circostante pressione dell’ aria, 4 , ai !° La figura sferica, alla quale naturalmente s’adattano. ader Idicesi di qualche organo delle piante quando essendo te/e 7/' le Con un a - tro se ne distacca ad un certo piatto, come le an- *' ,B s»AT a l CUne s in genesiche. (N) * -A. pr. m. Lai. Liberato. — Diacono della chiesa d’A- " e| ri:*c°lo. (B) (Van) ^ibei*af RE . ’ Dine-ra-tórc. [Però. m. ^‘Liberare.] Che libera. Lat. r°p 5 ser ';3lor. Gr. lhtv%£pu,T7\s , crwr^, Bocc. Lett. Pìn. Ross. ft’icàn ^ 01aan ^ «offersono che il liberator d’Italia, cioè il primo Af- s °gu 0 °e l? 0veramci Jt c morisse in Linterno. Cavale. Med. cuor. Bi- ^enifatf cae J c 'gh avesse cuor di pietra, s’ammolli ad amare tanto G r p )rC e bboi iitoio t non mirando pure al suo prò. Alar. S. 2 ^ v’/fcrì v C ° noscore s è medesimo consenlio al suo liberatore. Ghve - , Satóx E ’sw-vat e iix ' t r‘ CC ' rccb.f. Idi Liberare.] Che libera. Lat. li- ii. Vl t ■■ T’**’ Am - Firmamento mio, e re- ugio , e liberatrice lina. Buon. Fier. 5. 4. 4. si - 6 i r (Mit) ‘nercede al tempio Della Madre di Dio liberatrice. ^alcuna delle sue opere. (A) (N) Li-bcr-cu-làc-cio. Sm.pegg. t/iLibercuta. Magliai. Lett. t * (Arche.) ‘Soprannome d una legione. (O) ^razione, Li-be-ra-zió-ne. [8f. Il liberare.'] — , Liberagione, Libe- V; iriCl ^ 0 9 Liberanza, Diliveraiiza , Diliverazione, sin. Lat. liberalio. j:/* fé*™. Sen. Declam. P. Addomandai la liberazione , e tu a ^ e ^ a . men te mi liberasti. ^ rilasciamento di checchessia eh’è stato sequestrato e ritenuto. Red\ Contribuire alla liberazione de’ suddetti elletti, Y incaglio de’ quali 3 sempremai di sommo disastro. (A) hc. n - arc liberazione = Apportare libemzione. Liberare. V. Dare li- ’ Di-ber-co-lo. Sm. dim. ed avvilii, di Libro. Piccolo libro , •dni!^ CiU °J° P r,co conto. — , Liberculo , Lilirattoio , sin. Salvili. sv 'liliv , 1 * f*' 4' 7* Gli screati libricoli , cioè libricciuoli, e più c bl , esa' aniC11 *° libercoli, fìocch. Asci. Veruna risposta o apologia e al Corn Con ! ra a ^cuno degli irmumerabi li libercoli che ec, veni van fuor* ^SRRrtr l larire d-’alcuna delle sue onere. A ‘- slaccio . T bibcrcol’ ^i"btr-cu-lo. Sm. dim. ed avvilii, di Libro. Lo stesso che ■* J,R Riu. * /q* Garz. Piazz. . Pascal. Risp. 3Sovel.Fiur.Berg. (Min) tlv i che Se ^ cc l ) Lì-bc-ri.* Nome dato nel XFI. secolo a certi Ere- J? 0 di S u h>ano gli errori degli Anabatisti\ e che scuotevano il gio- Oj sia ecclesiastico , sia secolare. Tenevano le donne * ra .fratelli* * damavano Lniom: spirituale i malrimonii contratti Irtelo fl e sot 'ellc, proibivano alle donne di ubbidire a* loro mariti ° nl * e simo n er /f \° deila toro setta. Si credevano ìfnpeccabili dopo il T Sffì so s i r V P erc hc secondo essi , la sola carne peccava , e in questo j^ria. * ,*' l,,3riv ano Uomini divinizzati, (Van) e og.) Iii-bè-ri-a. Colonia americana della Guinea sup. (G) ^*0/^1^ C . le 0 Li-bè-ri -e. Add. e sf pi. Peste in cui i giovanetti tomaia Cef «t»a t e c VPSle dell* in fan zia , e prendevano la Ioga Ubera. Frano aH e tlna specie di solennità ^ e gli amici vi erano invitati bis cù!è” Z f' feste ac e, van luogo nel dì 16 delle colende di /> RT ° » * Li 1 1 f 7 di marzo ^ detti perciò anche Giorni’diberii. (Va»)(0) Li» a i ìn del g&r mVlm °' ^ 7 * P r » f n. Làt. Liberius. (N. patron, di Libero .) — ‘ seco}n * (B) Lio l n °^ aì ^ tp Li-b(> r i_ S q„-j',_ n - ia _ i y/’_ p r oce adoprcita da Cassini per ^ lssi MA MEK ^ 4a ^ phe non aderendo fra di loro , sono lìbere. (N) fefeh. Storci “ l ‘be-ns-8Ì-ma-mcn-tcÌ [dvv] super!, di Liberamente. fS e libmMl.- ^ 7 ' ^ Canigiano, per lo contrario, 1’ avvertiva scin- ^ a nnnoniva. E le.z. 5'à5. Conferirò oggi li- J l -1 C ° U lmi brevi parole e più agevoli. ttic * 3o. \ ^ ìf ;’ lls ’SÌ-ino. [Add. m.} superi, di Libero. Segr. Piar, l^cub. i) 1 ' 1 ' 111 S01i0 “froatissimi e liberissimi. » Borgh. rese. Dior. 41S. Riconoscere da lui que’ beni che ec. tminvi per lihci issimi loro, e di propria e lunghissima o vogliam dire originaria possessione. (V) GatH, in Lrtl. Uom. iti. pag. 16. (Firenze 17j3.~) L’obbligo mio non mi tien legato più di 60 mezz’ ore dell’ anno , ec. ; il resto del tempo sono liberissimo , assolutamente mei juris. (B) Libero , Lì-be-ro. Add. m. Che ha libertà , e non è sngg.tlo-, Senza sopraccapo , Padrone di sè stesso, [Che è di sua ragione , Franco , JSon soggetto, Non ligio, Che fa o può fur di se a suo senno, a suo piacere .— , Dilivero, sin.] Lat. \ibcr, sui juris. Gr. a.vr:tovatos. Bocc. noi'. 25.16. La donna, rimasa libera nella sua casa, ripensando alle parole del Zima ec. , disse; ec. E nov. 4l- *7- Colui , il quale mandate a morire come servo, è libero uomo. Dant.Purg. 27. 140. Libero, dritto , sano è tuo arbitrio. E Par. 7. 7/. Ciò che da essa senza mezzo piove, Libero è tutto, perché non soggiace Alla virtute delle cose nuove. Petr. canz. 41 ■ 8. Lasciando trista e libera mia vita. E son. i5y. Libera farmi al mio Cesare parve. Tass. Ger. 5. o ri i5/p , / quali credevano che ai e il salo spirito dì Dio diffuso per ogni luogr ; che egli vive in tutte le creature; che l’anima muore col corpo , che il peccalo e niente, il paradiso un itlus.one. l'inferno una chimera ec. ec. Per questi pria cipri si diede loro il nome di Libertini, siccome quelli che professavano il hber tiraggio eh spìnto e di cuore. ^".Anabattisti (Ber) j .'certinismo , Li-ber-ti-ni-sino. Sm. Lo stesso che Libertinaggio; P. Cron. MoreU. (A) Libertino, Li-ber-ti-uo. [Add. e sai.] P . L. [ Pvopriam. Libertino era presso i Romani lo stesso che Liberto j se non che VAffrancato dì - • ■evasi Liberto rispetto al padrone liberator e, e Libertino rispetto agli atri j o piuttosto Liberto eia sost. e Libertino add. Secondo altri U Libertino era il figliuolo del Liberto , ma il figliuolo del Libertino chiamavasi Ingenuo , Idolo che restava poi al pronipote ed a tutta la sua posterità. 3 Lat. libertinus. Gr. àvt\svH} Salvin.Cas, do. Sevio Nicànore , . . . compose . . . anco la satira, nella quale sé libertino e di doppio cognome . . . dimostra. /: i5j. Questo Forno di generazione liba lina fu per la sua ambizione avanzato x onori. (N) 3 — * Sregolato, Sfrenato, Ch’ è di guasti costumi, Discolo. ^ dell' uso, derivata probabilmente , dalle abitudini licenziose di quegli affrancati che propriamente chuimavansi Libertini. (P) (Yan) 3 — * Inforza di add. branco, Leale. Segner. Mann. Decemb. i3- 1. Tu sei uomo di genere libertino , leale, limpido, franco, cc. $ appresso: Dee da te dirsi sol perchè sei uomo di genere liberi ino. (N) Liberto, Li-bcr-lo. [Add. usato solo in forza di sm.Così presso i /fa' mani chiamavasi il servo al quale dal suo signore era stata conce - data la libertà. Prendevano essi il prenome ed il nome de lor o pii* droni , e vi aggiungevano il proprio loro soprannome . Li alto c '* cui erano liberati dalla servitù chiamavasi Manomissione, la quale facevasi in più maniere.] Lai. libcrtus. Gr. d^sMv^spos. Toc. Dai arm. 2. 33. I liberti, ritengono dello schiavo. 2 “ * Diceyansi Liberti centcnarii , quelli che lasciavano un patrimonio, di centomila sesterzio deditizii , quelli dell’ ultimo grado , così delà dalla legge Senzia , ed erano gli schiavi per qualche delitto segnati d' infamia ; orcini , quelli che avevano acquistala la libertà dopo fa morte del padrone. (O) Libetra. * (Geog) Li-bè-lra. Lat. Libethra. Antica città de la Grecisti sulla frontiera della Macedonia. — Eontana della Magnesia , pOf‘ ticolarmente consoci ala K alle Muse. (G) Leretrjdi. * (Mit) Li-bè-tri-di. Soprannome delle Afuse , preso dali a fontana Libetra o dal monte Libetrio . — Ninfe del monte Libetrio 0 della fontana Libetra. (Mit) Libetrio. * (Geog.) Li-bò-Ui-o. Lat. Lihethrius. Antico monte della Be°‘ zia. — deila i meta. (G) Libia , * Lì-bi-a. JV. pr. fi Lat. Lybia. (Proveniente dalla Libia , detta lihye da’Greci: e lybie dalbebr. laban bianco , a motivo delie sii* 5 sabbie.)— Pigila di Epafo e di Cassiopea, amata da Nettuno c md* dre di Agenore e lido. — Piglia di Palamede , amata da Merci** rio , e madre di Ldnde. (B) (Mit) 2 — * (Geog.) Sfi Lat. Lybia. JSome che si diede anticamente a liH ((l V Africa , ma che poi si restrinse alia porzione occidentale di essth che confina coll’ Etiopia ed è bagnata dall’ Atlantico e dal Medite?' raneo. Si divideva in Esterna ed Interna 5 la prima che suddividi 1 ' vasi in Marmarica ed in Cirenaica, comprendeva C Egitto , il Bd e ' dulgerid , e tutta la Ballerini eia seconda conteneva ? Etiopia , Pigrizia, tutto il deserto di Sahara, il Zara c fa Guinea estender l ' dosi dal monte Atlante fino al fiume Negro. (G) * Libi arcui.* (Geog.) Li-bi-àr-clu. Antichi popoli deli’ Africa, nella Mn?' morirà. (G) Libica. * (Mit.) Lì-bi ra. Nome d'una Sibilla. (Mit) Libici?. * (Geog.) Li-bi~ci-i. Antichi popoli delle Gaìlic , venuti u stanziare ù l Italia al levante de’ Taurini. (G) XjIbico , " Lì-bi-co. Add. pr. m. Delia Libia, Dell’Africa. (B) 3 — * (Geog.) Mare Libico. Quella parte del Mediterraneo che b# r gnava le coste della Libia Meotidc. — Munti Libici. Le montag' lt dell Egitto all occidènte del A ilo. (G) Limcocco,*Li bi-còc-eo.iV.p\m,— Nome di Demonio presso Dante. (V**^ Libidf. , * Lì bi-de. N. pr. m. Lat. ‘Libis. (fi.Libia.)-—Piglio di Li^ e di Palamede- — Sparlano , padre di Lisandro. (Mit) 3 ,— * (Mit.) Soprannome di Ercole. (Mit) Libidine, l>i-b\-di-iiQ.[Sf.] Appetito disordinato di /«.^«r/n.(/^.Impudic‘ 1 -' Lat. libido. Gr. ùnixyiiK, ày,eXx8. Quando Sl Poò, si debbono salvare i testi, abitandogli c interprflaudagli, e *K>n m-d a lìbito e senza manifesta autorità' mutandogli.» DiUam.i. 12. •mare fontane, erbe crude e ghiande Era» lor cibo, ed abitavan sparii A'bito ne’ boschi e per le lande.(B) Buon. Pier. > 5.2. Ercoli sete voi Daini o supremi Ch’a libito trattate La clava del gastigo e (ielle pene. - un. Armai, ivi : A libito. Leb il cuore in ebraico, bclibbo viene j uire pi corde suo . . . Dal cuore escono, come da fonte rivi, tutte turco V *^ !P ' Di qui Il lat. libere e libido , e ’l germanico Uri (’ amore.(N) 1 . * (Arche.) Sm. Lat. Libum. Focaccia di farina, di miele , di . e e di sisamo , della quale facevasi uso ne' sacri fidi , specialmente .> ( 1felh di Bacco , de I. ari , e nella fèsta de' Termini. (Mit) tip Nome che sì dà nel Volterrano al Nasso o Tasso. ^.(A) mto. * (Geog.) Li-bo-lo , Imbolo. Paese della Guinea inferiore nel W en % a l a - < G ) . fjf * (Geog.) Li-bó-na. Antica città dell'Arabia . — della Spagna , T ff lla Cchiòccia. (G) One 5 * Li-bó-ne. A T . pr. In. Lat. Libo. (Dal gr. libo io sacrifico : 1 acnficatore.) .—- Celebre architetto greco , ' ^ 1 :i lo ye Olimpico vicino a Pisa in Elide .— ^ t Sdin o di Pompeo. (B) (Mit) "T* (Arche.) Soprannome delle famiglie romane Giulia, Livia, Ma- ^ 1 e Scrilxmia. (Mit) ,B0 Nia ^o, * Li-bo-ni-à-no. iV. pr. m. (N. patron, di Libone.)—Nome dì t 1ln Arconte di Sardi. (Mit) ^onoto. * (Eis.) Li-bo-nò-fco. Sm. F.L. Lat. lìbonotus.Gr.X(|3oi'oroff. ' Ltbjre Libia, e uotos noto : Vento che spira fra quello d’Africa e 1 Ausimi _ * * » • ’ • che fàbbrica il tempio di • Ammiraglio romano, par- •~ni^ , iji-no-n-o. iV. pr. m. Lat. Liborius. (Dall’cbr. libba cuore, cd o?* luce : Luce del cuore , cioè Inspirazione. V. Libone ') (B) pinoso, * LÌ-bó-so. N.pr.m. Lat . Libosus. (Dal celt. libous sporCO.)(B) LinnA.. {Sf Lo stesso che Bilancia.—, Libbra, sin.]fmt.\\hi'a.Gr. Qyòs, n Auguri. Met. 1 . gu. Astrea che con Li libra e con la spada Conosce di ciascun V errore e il merlo , Poiché s’avvide ec. (IN) X— [Equilibrio. Onde] Tenere in libra r= Tenere in 'equilibrio ,[ e dicesi anche fìg.]Lat.*C([nalo examine lance» sustìnere , Firg.Finmrn. 5. 100 . Così da queste cose l’anima occupata, il propouimeuto subito lungamente in libra tenne. 3 (Aste.) Uno de'dodici segni dello zodiaco , {in cui entra il sale d 21 dì settembre e forma l'equinozio d' autunno.1 A met. 3^. La cagione della rivestita terra da Ariete , poi spogliala da Libra, ti mo- sterrò. Dant. Par. 2 g.fi. Quando ambedue li figli di Latona, Coverti de\ Montone e della Libra , L'anno dell’ orizzonte insieme zona. Libraccio, Li-bràc-ciodA/m] pegg. dì Lihvo.Allegr.g3. Lee egli per que- . con bell'ordine e diligenza di quelle un famoso libraccio. (Jar.lett. Lib " 1 Certo diuretico libraccio Dii puzzo lai, che’I naso appesta ancora. Mno , Li-bra-ì-no. Add. sin. dim. di Librajo. Lìbrajo di pochi oaccende; e perchè il Lìbrajo può esser tipografo e legatore di li'ri , ch’oggi in alcuni luoghi si vede, nell'cs. è preso nel secondo °oende come mi s u ni., k ut alcuni uiogtu si vecte, lieti es. e preso lib ° ? Se l ez ì° ne del Berg. è sincera. Bed. lett. 2. i38. Dica al libri 1 !! 0 C * 1C sfa dirimpetto airDgoliuì, che venga a prendere dodici ( j "^1 mio Ditirambo, e che gli leghi alia rustica in cartapecora. t- a ^ n Dirimpetto legge libraio.) (A) (Pr) (IS) 9 ll elto i~^^-^.{Add. e sm. Jl.mercante che vende libri; ed anche rnu m ’ s f 1 } Q s 'incarica di far stampare 0 le opere che gli vengono date o Ji n< ;f ltte dagli autori, o quelle dì cui si vogliono fare nuove edizioni, P«sc, n T nte 9 u ' f ’de la cui proprietà è divenuta di pubblico dritto . e pam Vfì11 de per suo conto, 0 per quello degli autori , secondo i toro. —, Libraio , Libraro , sin.} Lat. bibliopola. Gr. libraio*^ 5 * ^ en ‘ Sen. Farcii. 7. 6. Così può Tito Livio pigliare dal comperare i suoi libri. Buon. Iter. 3. 2 . g. 0 traino for- * a l? , r '>U;nto° ftc u.e\h 9. 5 ^r ,l "l >1 ’ a "mén-to. {Sm. Lo stesso eh „ / —«1 a-iucii-iu. l u u> ‘ L ' u t; ue Librazione. V.} Sagg. Vera f, '^P Uc >os&iacosacbè sia stato sempre nostro intento ec. intendere _Jopo \ ca § l ?ne del mm'aviglioso libramento di quel peso. Gat.Bist 33g. UonANxg libramenti cc. in tre mesi gingnorà alla somma obliquità. . divani.’ t l "“ r àn-te. Pari, di Lìbiaie .Che libra, Pesante, e fia.Giu- n’? 0 ua >-- Preti- 5. Per?. (Min) l'autiere a ' rc - idi!.] Pesare, le Ji^. Gnuhcare.'] I.nL lihi'are. per- dolci t’i. Pn 0 T a ^ t “° , ^«' 5 T«\a.TsiJ£n'. Pelr. canz. ijj. ej. E queste r l,i tiu ct . J aci " c ,i a »ee Libx'ar con giusta lance, /i san. 165 . Dot’ è 1 t,i, Vi,;i insieme spesse Volte in frale bilancia appende c li- •il'.-a,. J L‘ ■ “.'’S.'’* */<'• Volle mU-tcriOKiincnte accennargli eh’ ei dovesse C0 «.U<. ° n . Ia,lce e ponderare le cose contenute nei trattato delle 5 At.Ll, .‘I ® 1 S ’B- diario Calducci. ■ r s. Equilibrarsi, {P. Eqailibrtrc.) Tass..Ger. 1 . *4Pria sul la Ilo LIBRICCiNO 10 3 Libano monte si ritenne, E si librò sull’adeguale penne. Gal. Sist. 4J1. L’acqua ec. , in virtù del proprio peso,'e naturale inclinazione di livellarsi e librarsi, tornerà per sè stessa con velocità imìie'n. 3 — * L Librarsi sull'ale, dicesi itegli uccelli pardcclarmente ,/i rapi- na . quando stanno sospesi ài aria , adocchiando la preda. ( \) Libraria , * Li-bra-rì-a. Sf V. r di' Libreria. Car. Leti. 2. Mi pare di veder clic sia un cavallo trojann , o un Argona\n, piuttosto che una libraria. Bemb. Leti. 2. 3 . ò’d. Il che si potrà fare nella libraria medesima. L 2. 3 . io 3 . Ponetelo nella libraria. E 2. 7. i6g. Tutte sono nella libraria del Papa. E 3 . 5 .145. tu. Al maestro della libraria di S. Giustina. (N) Librario , Li-brà-ri-o. Add. m. De' libri; e d;cesi per lo piu dell'arte o della mercatura che ha per oggetto la facilura e la vendita bri. — , Bibliaco , sai. Coccà. Disc. 1. ij8. Abbandono 1 arte libraria, ec. E 21 j. Se la mercatura libraria de] nostro paese fosse stata si ampia , che ec. (A) (IN) 1 — * (Arche.) Nome che dovasi presso i Romani allo schiavo n Tà- berto che copiarti i libri0 le note del padrone o /e minute del notnjo.QA W) » —* Dicevasi Librario delia legione , quegli che registrava 1 nomi de soldati d' una legione , 0 vero che custodiva i libri de' conti appartenenti a' soldati. (Mit) Librarista , * Li-bra-rì-sta. Add. e sm.Forse lo stesso che Incettatore di libri , o Frpquenlator di librai e di librerie. Petr.Dial. Fort. Berg.fy) Libraro , * Li-brà-ro. Add. e sm. Lo stesso che Librajo. V. Car. Leu. 2. 277. Ben mi ha detto il Guidino libraro di qua , che v* era una vostra lettera a me con certi vostri Xiihvi.(\?c)Bemb.Lett.5.n.ig2. Vorrei però prima che parlaste al libravo cc.Car.Lett.2. i 32 . Al Tramezzino libraro ec. Bed. Lati. 5.72.Cotesti ec.mercanti, librari di Venezia.(N) Librato , Li-brà-to. Add. m. da Librare. {Pesato.} Lat. libratus, Gr. crrccB-g^si:. 1 — Acconcio in equilibrio. Gai Macch. Sol. ng. Il Sole, corpo di figura sferica , sospeso e librato circa il proprio centro, non può non secondare il moto del suo ambiente. 3 ■— [ D/cesì Librato in aria o simile per Sospeso nell' aria.}Buon % Fier. 3 . 4 ■ 11 ' E sopra l’aureo letto Librata stassi in aria. 4 — Ibffìg. Uguagliato, Livellato.] Amet. 3 o. Il Sole tiene ancora il dì librato. Bii'ai. Fier. 3 . f. 14 • Ciò che per noi s’elegge, o porge il caso, Librato si sostenga , Se stabil lungamente altri il desia. Librattolo , Li-bràt-to-lo. Sm. dim. e pegg. di Librai' Lo stesso che Libercolo. V. Fallisti. 2. 14$. Berg. (Min) Librazione, Li-bra-sió-ne. {Sf. ast. di Librare.] — , Libramento, sm. Lat. libratio. Gr. crr«A i w>}G'K. 3 — (Astr.) [Dicesi per lo più di quell'apparente irregolarità del moto della Luna , per cui par eh' ella si libri o quasi ondeggi circa il suo fisse.] Gah Sisl.340. Nel giorno della librazione apparirà l'arco del viaggio più che mai incurvato. Libbra , * Li-brè-a. Sf. F. e di Livrea. (Dallo spagli, librea , in franc- livrèe , die vcrigon dal celi, lifraì 0 lifrac che vale il medesimo : e questo da li re, e frae spesa, perchè vcrisimilmente libree furon chi»* male iu su le prime le vesti che i servidori del re portavano a sue syesc.)8'nlvin.Pros.Tosc.i. 108. Librea e Biglietto si dicon da noi, per più vaghezza di suono c liscezza di pronunzia, Livrea e Viglietto.(N) Libreria, Li-hre-ri-a. {Sf.} Luogo davo sono dimoiti libri.-^, Libraria, Biblioteca, sin. Lat. libraria, bìbliothccn. Gr. $t$\tQ§‘qn7).$oez.P r arch. ■ 1. 4 ' Ora è questa la libreria, la quale tu medesima t’avevi nelle nostre case per coltissima sedia scelta ed eletta. Buon. Fier i .3.3.Una gran libreria, Lu armeria superba Potrà fhrvi vedere il signor nostro. 2 ■— [distessi libri insieme raccolti.] Buon. Ficr. 4.4, Imr. Spolvera archi vii , leggi amudi e cronache , Librerie va a studiar. 3 _* L’ arte o Professione del bbrajo. F. dell'uso. (A) Libreriona , Lì-bre-ri-ó-na. Sf. arar, di Libreria. Lami Piai. (A) Librettine, Li-brét-ti-ne. {Sf pi} Piccolo hbncciuoh, sul quale s' impara a rilevare la somma de' numeri dell aritmetica. [ Foce non comune , ed antiquata .] Lat. libellus aritblTR'Pcus. Gr. èsXro!; ohp&fAv,- tixt\. Rurch. 2. 86. Vedilo andar, chVpar delle librettine, Col collo torto strabuzzando gli occhi, A guisa d’uom che metta lana in pettine. Al/eg. i 5 i. Pelle pelle imparate pognam caso , ed a compito, o quasi a mente , come le librettino in sulle mani. Maini. 8. 20. Ove si legge in carta di cotenna Tradotte le librettine in sestine.» Minavo, ivi: Librettine: quel libretto che insegna conoscere le figure dell’abbaco , e le prime regole del medesimo. (B) 2 — * Primi elementi o rudimenti non solo d aritmetica , ma d’altra scienza, ovvero Libricciuolo che quegli contiene. Fiorett. N. Sp. (0 ) Librettino , Li-bret-ti-no. [ '■ m.} di,a. di Libretto.—, Librettuccio, Li- briceiixo , Libricciuolo . sin. Lat. libellus. Gr. pifiMov. Bed. lett. 2. f'O.Mi hanno portalo qui il librettino degli enimmi del sig.Coltellini. Libretto, Li-brét-to.[Aw?.] dim. di Libro.—,Libraccio, sin. Lat. libellus. Gr. | G. F. g. i 35 . 4 • Altresì lece un libretto, che 1 intitola De vulvari pjoquentia. Fiatnm. 7, 64 - E tu , o picciolo mio libretto, tratto quasi dalla sepoltura dilla tua donna ec. , dinanzi alle innamorate donne ti presenta. Tesorett. Br. Dirò n questo libretto. Bern. Ori. 1. 24. *g. Ma picn d’alto desio la nian distese, E quel bel corno e quel libretto piglia. . . 2 —* (Ar. Mes.) Libretti di essenze , diconsi alcune scatole di legno ridotte in figura dì libri vi cui si chiudono diverso essenze. (A) 2 —* T. de'battilori. Libretto che contiene una quantità di fogli dì carta di buccio per tenervi le foglie di oro o di argento, (D. T.) Librettl-ccino , Li-bret-luc-ci-no .Sm dim. di Librettuccio. Bed.LeitfN) Librettoccio, Li-bret-tùc-cio -8 m dim.di Libretto, Fag. llim.SA tu quello Che ha spaccio?Qnci librettucci lìcejDe’quali ipocrisia ne fu l'autrice.(A) Libriccino, Li-bric-ci-no. [Sm. dim. di Libro. Lo stesso che Librettino e ] Libricciuolo. F- Cecch. Esalt.Cr. 5 . 3. Segretario Sarai , che intendi ben del libriccino. Boez, Farcii. 1. 1. Teneva costei nella sja • mano diritti alcuni libriccini, * i o4 IJEIUCCIUOLO Piti comunemente diciamo Quello nel quale si contengono gli iffizìi della Madonna , i selle Salmi penitenziali, e altre preci; che an* che si dice Ufìziolo.» Salvia.Annot-F.B.3.411- Questi delicati e leziosi, e die parlano in punta di forchetta, ripudiano la nostral voce Pezzuola, e vogliono che si dica Fazzoletto; il libriccino della Madonna Uffiziolo , ec. (A) pQ 3 •— Dicai in modo basso Libriccino del Paonazzi per Le carte da gìucare; [ed è manici a oscura ed uscita d'uso.F. Libro, $.,/.] A/u/m. 8 . 66. Ma il libriccin del Paonazzi, Ov’ io ritrovo ognor tutti i miei gusti , Per forza al giuoco mi richiama c ’nvita. Libricciuolo , Li-bric-ciuò-lo. [A'm.] dim. di Libretto. [Lo stesso che Li- brettiuo. V .] Loca . Lett.Pm.Ross. 268. Co’miei libriccinoli, quante volte voglia me ne vi*ne, senza alcun impaccio posso liberamente ragionare. Com. Par. 12. ì-quali trattati di loica divise in dodici li- ìnicciuoli.» Fav» Fsop. 4. Questo mio libricciuolo riporta insieme utilità con diletto. (V) Pericolo , Li-brì-co-lo. [Am, dim. di Libro. Lo stesso che ] Libricciuolo, V. Buon. Fier. 4 ,. 2. 7. Gli scriati libricoli, a sentenze , E saggi detti in abbreviature Bistretti, anzi rattratti a mo’di punti. » £ Salviti. Jnnnt. ivi : Libricoli, cioè Libricciuoii, e più svilitiyamen- te libercoli. (IN) 3 biBRiSMERDA, Li bri-smèr-da. Add. e sost. com. comp, indecl. F. disprezzativa e bassa , formata da Libro e Smerdare, per esprimere un imbrattatore dì librì/Menz.Sal. 8. E sai se menan tutti ambe le mani In dedicare a questo librismcrdaFantoccerie dc’lor cervelli strani.(A)(V) Libro, [Am.] Quantità dì fogli cucili insieme, o scritti, o stampati , o bianchi di egli si sieno. E si piglia anche per l Opera scrittavi. [DB cesi Libro dotto, erudito, studiato, lodato, di gran mole, ec. il libro , secondo la sua forma, che dicono anche Sesto o Formato, è atlantico, in foglio, in quarto, in ottavo, in dodicesimo, in sedicesimo, in ventiquattresimo ec. comando il numero delle carte in che il foglio e piegalo,costando di due carte o sia quattro facce quando è in foglio , dì quattro o sia otto facce quando è in quarto ec. Dicesi poi secondo la legatura di esso libro , Legato o sciollo, Legato in rustico, in carta pecora, in bazzana , alla francese ec. y Libro coperto diso- macco, di sagrì ec.] Lnt. liber. Gr- Bccc. nov. 1. 35. Tutti vestiti co’camici e co’ pieviali, con libri in mano ec. , andarono per questo corpo, l'ant. Ìnf.5.i3y. Galeotto fu il libro, e chi lo scrisse. Petr. cap. 5. Schiera che del suo nome empie ogni libro. Cr. 6. 8 . 2. I libri e i panni da topi e da tignuole sicuri rende ( Vassenzio ), e lo ’n chiostro e le carte da corrosione e da corruzione. Sagg. nul. esp. 2. 3 N <1 proseguimento del presente libro si narreranno.» Buon. Pier. 3. 2. g. Libri ben da sollazzo gli cred’io. E Salvin.Annot.F B.3 r.2o.U h ggere, dicono i Greci, conversare e ragionare co J libri.(lN) 3 — Questa parola talvolta sì sottintende quando vien citato qualche autore. Bergli. Tosc.3i8. Abbiamo l’autorità espressa del medesimo Livio, che mi decimo le chiama potentissime .E 3 * 3 . Io veggo chiamati i Geriti da Livio nel settimo consanguinei de’Taiqninii. E ‘ózq- Avendo ( Livio ) detto nel quinto essersi rinforzata la guerra. E appresso : Con questi pare/«rcht a lui che in altri luoghi s’accordi Livio, come nel decimo , ove dice : ec. E 3*6. Di Còrtona ci è Livio , che nel nono la mcttè con Perugia insieme./? 327. Livio, che nel primo gii chiamò apertamente consanguinei de’ Yejenti. (V) 3 -— Esemplare , Copia d’ un libro. Red. leu. 2. i‘J8. Bica al libraino ec- che venga a prendere dodici libri del mio Ditirambo, c che quanto prima gli leghi alla rustica in cartapecora. E altrove : Questa settimana .si comincerà a stampal e il mio Ditirambo j quando sarà terminato , V. S. ne avrà un libro. (A) (N) 4 in modo busso, Libro del quaranta si dicono le Carte da giucare, [che oltre volte, dimoisi Libriccino del Paonazzi.] Menz . Sai. 5. Sa me’di te chi al libro del quaranta Acceso è debitore. 5 •— * Avere uno sul libro verde: modo famigliare dell'uso , die vale Averlo in nota , Averne mal concetto. (A) fi — * Dar libro e carte Citare le autorità * e fig* Mostrare tutte le circostante. F. Carta 5 - 21 5 $ > e ^ Dare libro e carta. (A) 7 *"■ * Leggere sul libro d’ alcuno= Discorrere de'fatti di alcuno, anzi m biasimo che altrimenti. F. Leggere , 1 3 . (A) B r~ * Vendere libri a peso , Tendergli per carta al pizzicagnolo : si dice per esprimere die quei tali libri non hanno in se di buono altro che la carta. V. Pizzicagnolo. Min. Matm. (A.) 9 (Ar.. Mes ) Legare i libri , dicono i librai ! Unire insieme e cucire if>gh di un libro , e attaccarli alla coperta. /'".Legare, (A) 3 T. de' battilori. Libro essi dicono la Riunione de Jòglieuini di carta , in cui si pone V oro battuto. (A) 10 — (E.ccì.) Diccnsi Libri santi o sacri quelli del Fecchio e del Nuovo Testamento , e per antonomasia li libro prendesi pel Fangelio.Fior. S. Frane. i3o, M’era costante testimonio di quella verità, giurando sul libro che così era. (V) 2 — volante: * Libro di cui parla Zaccaria, il quale aveva venti cubiti di lunghezza e dieci di larghezza ed era composto di molte pelli <> Pergamene. Esso apparve in visione a Zuccaria , ed egli vi lesse le maledizioni, le minacce e le sciagure che stavano per incontrare gli Ebrei. (jVJ it) 3 — * Diconsi Libri apocrifi , quelli che nan sono compresi nel canone de' libri santi. (G. F.) 4 — Diconsi Libri canonici , quelli riconosciuti dalla Chiesa come divini. S. dgost. C. D. 1. 20. E non ci è già indarno nè comandato nè permesso , che trovare si possa negli santi c canonici libri, da Dio , che pur per acquistare la immortaidadc , non. per cagione di lasciare o. di guardarsi d’alcun male, uccidiamo noi medesimi. (V) 5 — * Dicavi Libri penitenziali, quelli m cui per comodo de sacerdoti erano raccolti in un certo ordine i canoni intorno al modo d'imporre le penitenze» (G. 1.) 6 —* Diconsi Libri proibiti, quelli di cui la S. Sede proibisce la LIBJIUZZO lettura , e sono pervio stati posti aWIndie. V. Congregazione , $• $ * 3; e F . Indice, 5. 4. (Ber) 7 — * Diconsi Libri teologici, quelli che trattano di materie dì r e ' hgione. (Ber) n —* (Comm.) Libri mercantili, commerciali ec.: i Registri su i <] lia * i negozianti, i banchieri, i trafficatiti scrivono regolarmente ipr°P rtt affari , per conoscere fedelmente lo stato delle loro operazioni, de l 0 * 0 corrispondenti , dc'lor capitali . della lor cassa ec. Alcuni di essi soti° comandati dalla legge, per esempio il Libro giornale, il Libro deg^ inventarli, il Copialettere. F. Copialettere. (D, T.) .. a — degl’ inventarti : * Libro in cui il commerciante è tenuto d \ fare ogni anno, con iscriitura privala, un inventario degli mobìli ed immobili de * suoi debiti e crediti. (D, T.) 3 — giornale : * Libro che presenta giorno per giorno i debiti e credili del commerciante , le operazioni del suo commercio , le ° c *. cetlazioni e igiri delle cambiali, e generalmente tutto quello eh' £t paga e riscuote per qualunque siasi ragione. (D. T.) 4 — in partita semplice : * Libin ordinario in cui si scrivono Ifi operazioni secondo che si fanno, aggiuntevi tutte le particolarità che possono servir loro disturne. (D. T.) 5 — di cassa : * È H libro in cui il cassiere tiene il suo conto % indicandovi le somme attualmente disponibili . (D. T.) 6 — in partita doppia : * Libro così detto perchè lo stesso o ril " colo trovasi scritto due volte sotto due titoli diversi, cioè al Dare 0 Debito di quegli che ricevette la merce o simili, e all' Avere o Cre* dito di quegli che la diede ; in esso due persona o due cose mate' riali che si personificano, intervengono sempre ; quella che dà vit 1ìe accreditata , e quella che riceve addebitala. Esso porla perciò dt& colonne , sull' una delle quali è scritto Dare , sull’ altra Avere ; nl ne quale non deìbonsi far raschiature nè correzioni ; esso contiene oh*? i conti personali , a tri conti materiali, come, somme da pagarsi e rl ' scuotersi, mercanzie , ec. Si personificano questi, esseri per avere l f conto di ciascuno. Consultando il libro maestro si vede quante f debbe ad un tale , quanto rimane in cassa in denaro o in cambiai** per qual sommi* si sono comperate certe merci , e vendute, a jìn^dt conoscere se il negoziato è utile. In oltre piantatisi de' conti e degjf oggetti puramente razionali , / quali non sono che di ordine , e di' sti/iguonsi da' precedenti perchè non infuiscono sull' attivo nè si j { ' passivo del negoziante , e non si debbono considerare da lui quandi vuol sapere quello che possiede , o quello di cui è debitore in °S ll f genere. (D. T.) Borgh. Man. 18$. Con questa sorte adunque di gure si veggon tenuti i conti de’ nostri vecchi ec. ne’ libri principe* delle ragioni, che si chiaman maestri. (V) — * Porre al libro dell’uscita alcuna cosa ,fg.^z: Far conto di averla peiduta. F. Porre. (A) 9 — * Tener libro n libri ^.Scrivere i conti al libro, e dicesi a ,} ' che per similitudine . E così pure dicesi Mettere al libro. F. Tem** e Mettere. (A) 12 —(Marin.) Libro de'segnali : È un libro nel quale sono descritti tud* i segnali perla pronta intelligenza tra la nave comandante e le altre a — del loche : E un quaderno , nel quale si nota , come iiel l(i taccia del io che , ogni osservazione riguardante la rotta , il vento 1 la deriva , la variazione dell' ago magnetico , ec. (S) . . 1 3 — "(Arche.).L«?ou detti dii Romani Libri acherontici i libri etruschi , * quali comprendevano le cerimonie del culto degli Dei infernali - a fi cuoi li confondono co' fatali, altri con g/i aruspicini; aruspicini 9 qu£**' bri che racchiudevano i misteri e la scienza di predire , per rnez* 0 dell ispezione delie interiora delle vittime ; augurali, i libri degli guri, che contenevano i precetti e le regole de' presagi ; censori \ quelli in cui si registravano i nomi di coloro che furono compìes- nella numerazione o censo fatto al tempo d'Augusto; cscrcituali, qitd ne 1 quali erano contenuti gli. augurii, gli auspicii, ed i prodiga cernenti un esercito ; fatali o de’ Liti , quelli in cui supponeva* 1 c . fosse scritta l'età ed il fine della vita degli uomini , secondo i pi' lìV cipii dell' arte etrusco., e eh'erano consultati in tempo eli pestile 111 -., o altre calamità , per cercarvi quella espiazione che credevano atta a calmare lo sdegno degli Dei ; folgorali , quelli che insegò vano a fruire gli augurii dalla folgore ; lintei , le tavolette c °P%i~ (I una tela di lino , sulle quali erano scritte le predizioni delle bilie , e gli annali della Repubblica compilati da' Pontefici} tificali , quelli in cui erano descritte le cerimonie delle fèste , cri fi zìi , le preghiere , e tutto ciò che riguardava V ufficio de P° tefici e le cose della religione; rituali , quelli che insegnavano 1 fi condo le dottrine degli Etruschi, le cerimonie per la edifica* 101 ^ di città , templi , altari , mura , porte ec. non meno che per la c ° n servazione delle famiglie . delle tribù , de fonti ec.; sacri 0 di Nuu ,: b quelli che credevansi a lui dettali dalla ninfa Egeria, intorno F o°* sacre, ed erano quattordici, dei quali sette in latino e sette fatti bruciare dal senato nel 5j3 ; sibillini , quelli che conUnff aì . le predizioni fatte dalle Sibille, ed ei\ino affidati al collegio de Q“* decemviri, 1 quali soli avevano il dritto dì poivi l’ occhio. l 4 —(Bot.) Libro. Lai. liber. Didesi la pane interna degli strati cor deal 1 sta applicata in sul corpo ligneo. Il libro è composto d’una r fi^ ll Ì e vascolare formante più fogli fra loro soprapposti e le cui no ripiene di tessuto cellulare. Targ. Mann. ec. (A) (A. 0 -) GV Librone , Li brd-ne. Sm. acci\ di Libro. Gran libro. Lasc. (A)_ Libruccio , Tji-hnic-cio. Stri. dim. di Libro. Lo stesso che Libricci u . F.Cellin.Fit. p. 57. ( Ediz. Colon. f) Che rendesse le gioje e 1 terzo e aj quarto ch'egli sur un mio libruccio troverebbe scritto. (A)\. Libruzzo , * Li-brùz-zo. Sm. dim. e disprcz, di Libro. Lo stesso Libercolo. F. Face» Sopmg. ( 0 ) hf LIBUENI li a (G<’°g.) Li-bu-c-ni, Libili. Antichi popoli d'Italia, nella Gal- ^>eds c , s l( a( "!"" , e propriamente ue’dintorni di. Pei-ona e di Brescia (lì) ' „ (Geog.) Li-bùn-ca. Aut. cittadella Spagna 7’eiTagonese (G) ■c/, ' (Geog.) Li-bùn-ga. Citta deli isola di Mindanao , nett’Ar- Oi ielle Filippine. (G) (Geog.) Li-bùr-na. Antica città della Liburnia .— deli Asia li„ " ° ,e '*«« Cilicia. (G) lutili' '™ ar ' n -) ‘Xf- Specie di bastimento inventalo dai Libami , i se J le servivano per iscorrere tra le isole del mare Ionio. (S) Itme^'p* ( Geo S‘) Li-bùr-ni-a. Sf. Antica provincia deli Illiria, ^ Adriatico, tra V Istria e la Dalmazia-, oggi la Croazia. (G) c °ite D / ì (Grog.) Li-bùr-ni-di. Isole del mare Adriatico , lungo le tr >le f/r ' 1 liburnia , e son quelle che oggidì cingono la costa orien- ^•'Eoiìii 1 & V ey, czi(i, lungo la costa della Croazia. (G) co,, IC ?\* (Geog.) Li-bùr-ni-co. Aggiunto del mare che bagnava le L ‘Etmt » Liburnia. (G) gl’n!-'. .(Geog.) Li-bur-ni-i. Una delle tre nazioni provenienti da- Sero ! r,ct ; e sono forse i primi popoli che dal settentrione penelras- Infilila, e furono spinti sino alla Japigia. (G) baffi' ..(-Arche.) Li-bùr-no. Sm. Can-o costi aito a somiglianza delle a * S ublime , ed usato da’ sigiuni di Roma. (0) Lom •' S * anc he appellavasi Quel messo che d'ordine de magistrali 3 , u ’f andava a chiamare i cittadini daUa campagna. (0) bi8 rjPiS (hot.) Lo stesso che Laburno. P. (N) (/;■ °- (Geog.) Lai. Liburnuni. Ir. Libonrne. Città di Francia nel Le/» Quelito della Gironda. — Monte della Campania. (G) H le Jy - pr. m. (I Poeti il diceano cangiato in un sasso di questo no- ! cor C 10 niHs lravasi nel mare Eubeo , come narra Ovidio, Mei. g. Si chfifi dunque clic il celt. lic ovvero leac gran pietra onde il gr. li- lt r „ ri, pe scoscesa, ha dato il nome al soggetto della favola. Nel celt. l lu salanti;, effeminato.) —Giovane addetto al servigio di Creole, che a Uel l' orse ie Veste fatale di Nesso e J'u dall’ eroe furibondo scagliato a ' n fce o contro una rupe. — Capitano latino ucciso da Enea (MA’) l 1Ci )Geog.) Pai. Lidia. Antica città deli’Asia minore nella Licia.(G) Aì(ì . (Arche. Afi Così chiamuvasi presso i Greci l'estensione omi- ^' c *B 4 Co "‘P resa f* a il P 0 M ce e l’indice, spiegali e distesi. (0) elle Ste > * Li ca-bàn-te. N. pr. m. (Dal gr. Aro, lupo, ebas,bantos t/ Q '• Che va fra’ lupi. ) — Uno de’ Rapili. —• Uno de marinai da Racco in delfini ec. (Mit) Gc 4tDl Y (Geog.) Li-ca-bc-to .Nome di un alto monte presso Atene.if )) . ponf (Arche.) Li-cà-i-di. Nome delle trenta vergini spartane che Mc 4r - v uno l’ avana net liceo. tVanl “I. i acqua net Liceo. (Van) . sol e (Geog.) Lì-ca-di , Licaidi. Antico nome di alcune piccole i- Vl f >e A Capo Ceneo nel mare Eubeo. (G) ed „ ’ Li-càm-be , Licambo. N- pr. m. ( Dal celt. licq galante , pe,. timido. ) — Cittadino dell’ isola di Paro , che s unpiccò df . San guinosa satira scrittagli conlt-o da Archiloco , per ven- j v eigp l , del rifiuto di dargli in isposa la figlia Neobuta, dopo di a- Gi:4)d B , a biennemente promessa. (Mit) } ’L'utm ’ * Li-cam-bè-o. Add. pr. m. Di Licambe , e fig. dicesi di 1'Guido » c, °. ® relativo a satira virulenta. (B) (N) ^'Gisia' /‘i-càm-bo.jV.pi'.m. Lo stesso che Lìceauhe. U,Lat. Licambes.(B) li , ((|j ' (Bot.) Li cà-ui a. Lat. licania. Sfi. Genere di piante urne- Alteri della pentandria monoginia, dì fiamigtia indeterminata , ca- l’i uttf lZz "to dal calice turbinato diviso in cinque lacinie e con due e id e / ■) A'orta di magia per cui gli. Arcadi soleano, secondo che Y' n >p 0 " t Q l‘ riferisce Plinio , trasformarsi in lupi , e dopo un ceno I.Gie jfi.'Pl.àhare la pristina forma. A questa favolosa tradizione al- G r Ti,o » (Aq) ^/, 0 ,(Me«ì. c Filol.) Li-càn-tro-po. Add. e sm. Colui ch’è in- nell' opinione de’ demonografl, Colui rio A: j ' . y iiuantrcp a ; ovvero , « cuopre d' una pelle di lupo, e lo fa quindi eri-are per ^‘bilt e campagne , mandando urli spaventevoli, e commettendo Sbasti. Il demonio , secondo essi , non lo trasforma propria- t> nul gl‘ ene dà soltanto la fantastica forma , oppure à'i q u . a , ( dlrove il corpo di lui, e ne'luoghi che di ordinario sono L ,,ar c> unm o frequentati sostituisce egli un lupo. V. Lupo Man- . _ >fl be c (Z°ol.) Li-ca-ó-ne. Sm. V. G. Rat. **10 di mammifero del genere cane, nell’ordine de’ carnivori. .. '‘a u* uniforme e nero profondo -, è raro in Francia, ma si tr o- ìf è .,/ .Alpi ed in altre parli di Europa ; è riputalo ferocissimo, N “ t0 Lu P° “aro. (Aq) (N) -ri- pr. m. Rat. Lycaou. (Dal gr. Ireos lupo .)—Primo re di Ar. ù, r( ‘ P er h* sua crudeltà, e secondo i mit fogi, cangiato da j'slio ,p ty* 0 - Uno de’figliuoli, di Priamo, ucciso da Achille _ Loro neo re d’ Arcadia , il quale diede il suo nome alla • Padre di Pandoro. — Fratello di Nestore, ucciso da Imito di Diomede, ucciso da Pandoro. (Geog.) Li-ca-ò-ni-a. Sf. Lai V i- fin: LICENZA j q 5 minore , di cui Iconio era la capitale. — Nome dato anche alt Ar- cauta da quello de’ suoi re. (G) LjcAOKinE,*^Li-CA-ò-ni-r. ùQslhU, zriTea.vtxwc>s.» Ar. T ' ■ 18. 134 - Or questi cinque in un drappello eletto , Che pochi {im i ;l * mondo han di possanza, Licenziati dai re Noraudino, Vanno a Tit {. oli è al mai - che v’ è vicino. (P) 2 — [Fit detto Licenziato a’ suoi piaceri per Lasciato in piena balnf di far ciò che si vuole , siccome pare.] Bocc. nov. 63 . 22. Perche la savia donna, quasi licenziata a’suoi piaceri ec., buon tempo e lift -1 vita si diede. 3 — Aggiunto di Libro, e dicesi di Quello eli è sottoscritto dal ceti' sore o revisore , colla licenza di poterlo pubblicare. Gcd. Lelt. 31 1 rese il libro sottoscritto e licenziato di suo pugno. (A) 4 — Dottorato ; [ ma oggi è grado che le Università danno itili g 10 ' vani studiosi in Giure , 0 in Medicina, o in Matematica, o in Teo- ligia; il qual grado è inferiore al Doltorato.]Lal. laurea donatus. tir. sVrsifiaiw/zs’cos. Pecar. g. 1- nov. 2. Bucciolo , clic udiva il decreto, apparò più tosto, die non fe’ Pietro Paolo, perchè essendo licenziato, e’prese partito di ritornarsi a Roma, e disse a Pietro Paolo : fratei mio, poiché i’son licenziato, io I10 fermo di volermi ritornare a casa- E g- 2. nov. 1. Questo giovane , essendo fatto grande, ed essendo licenziato in legge , ec. z —* Ed in questo sign. usasi anche in forza di sni. Cardi.Era'-' t. 2. p. 2-0. Voi mi fate ridere, e rimembrare d’un certo signor h' ccnzialo , il quale venne già , o fu latto venire a Firenze ec. (N) 5 —[f/s«(o in forza di sost. nel significalo di Licenziare, §. 4 -ì Taf Dnv. Ann. 2. 11. Daranno questi le paghe a’soldati, i terreni a’ R- cenziati ? (N) Licenziatosa , Li-ccn-zia-tù-ra.A/ì Atto e dichiarazione del licenziai0, nel sign. del §. 4 - Dicesi anche Licenza. (A) Licenziosamente, Li-cen-zio-sa-mén-te. Aw. Sregolatamente, Fuor di regola. Lai. licentcr. tir. àSiùs. Hemb. pros. 1. 23 . Il che, quantunque paja arditamente c licenziosamente detto, è nondimeno con uiolt* grazia detto. Earch. Treni. t 83 . Non però si direbbe slarve o andai’' ve , se non molto licenziosamente. 2 — Sfrenatamente , Con dissolutezza, [Disonestamente, Perdutamente! Segr. Fior. Stor. 3 . 86. Quando la sfrenata moltitudine licenziosamente rovinava la citià. Tue. Dav. Uà. Agr. 38 jd\è volle Agrieoi 3 che l’inesperienza sua e il titolo del tribunato gli servissero licenziosamente. , Licenziosetto , Li-cen-zio-set-to. [Add. m.] dtm. di Licenzioso .Segue’’ Pred. 3 q. 2- Senza dire una parola licenzio!ella iu tanti anni? Licenziosissimo , Li-cen-zio-sìs-si-mo. [ Add. m.] superi, di Licenzio? 0 ' f.at. valde licentiosus, dissolutili. Gr. \!cui cLcutos. Stor. Eur.6-1 00 ’ Menando vita licenziosissima. Licenziosità' , Li-cen-zio-si-tà. Sf. Qualità di ciò che è licenzioso. Ude”' Nis. i. 7. Alle opere burlesche si conceda l’abuso.... per eccitameli! 0 di l’iso , come infinite altre licenziosità in esse opere per questa f 3 gioite si permetton dall’ arte. (A) (B) - Licenzioso, Ei-cen-zió-so. Add. m. Che usa licenza, Dissoluto, < 57 '/ noto. Lat, licentiosus , dissoluta. Gr. córuiros. Buon. Tur. 2. 4 ' ’ Che noi sinm licenziosi, Ardili, soprastanti, violenti. ^ . -y 2 — [Capriccioso, Senza ritegno, parlando di Fortuna 0 simile.] As. 271. E così la licenziosa fortuna , le robe d’una sola casa c 1 gran fatica in lungo spazio insieme ragunate , ella disgregò in p lcC tempo nell’arbitrio d’miìnite persone. _ _ ^ fi 3 _ {Petto delle cose, vale Che è cagione di licenza , di sfrenaW 1 'o o dissolutczza.]l‘irMag.i 38 . Metteremo in campo alcuni ragionarli 01 ( così piacevoli, che a noi non si disconvengano , che doime scino j a voi uomini non paja che’l troppo licenzioso vino gli abbia insegnai 1 '^ 4 >—* Che non ha ritegno. Ai: Fur. 27. 2 4 - Come quando si dà J [1 ^ alla mina, Pel lungo solco della negra polve Licenziosa fiamma a* e cammina, Sì eli’ occhio a dietro a pena se le volve. (P) t 5 ■— Detto del Ridere , vale Beffardo , o simile. Tir. Asm. i 3 q- .^) un licenzioso riso. (Come in Orazio : Pcr.fidum ridens Vcnus.) Liceo. (Arche.) I.i-cè-o. Sm. Celebre ginnasio d’ Atene , fondai 0 ^ PBistrato ed accresciuto da Pericle , destinato all’ educazione <• p gioventù, e dedicalo ad Agallo dio della luce , della scienza e arti. Sotto i suoi portici, e ne’ suoi giardini Aristotile passeggi 0 { spiegava la sua filosofia a' suoi discepoli. Onde si prende anc'i.jjf la Scuola, o là Filosofìa di Aristotile. (In gr. lycc aurora.) Posti!. Per farmi capo popolo appresso i poeti intendenti, e cl>° p i 'tlic.riin.pa§''yi> isso L’ Accadi’L 1 1’ età novellai gran boiler dell’erudite risse. (N. S.) . , f/' — Per simil. Luogo dove si studia, Studio, Scuola, Universitay^f' Gymuasium , Accademia , Museum , Lecconi. Gr. Jsinuor. O' - , [ ' ». 4■ 9 188. Trasferitosi poscia ( il Dal Pozzo) nell’ Accade inl ‘ c jp, sana cc. , s’ applicò alla giurisprudenza con tanto fervore e f° 1 } 'f che recò stupore ai maestri di quel famoso liceo. Filic. r '” ! ’ sil lit 1 ’! ( Canz. Dogliosi cc.) Quindi dell’arti c de’licei sostegno Ben^_ p e dei destricr del Re toscano Moderator sovrano Etruria il p]» Mtnz. Rim. », 86. Cosi al pensiero S’apre liceo , che inseg 11 ' pf il mondo c di opre e di costume instabile. (N. S.) Dal. F‘' , 20. Ottavio Ferrari, chiarissimo lume del lice» padovano. iii.^ —* Oggi prendesi per Ogni luogo pubblico di letterarii esci 0 ^ p. anche per Istituto nel quale s’insegnano le scienze o si cdu ca per ventò. Pallav. , Algar. ec. Bei g.( 0 ) f.v&Kì ioeo * iV. or. m. ( Iu gr. Ircios lupino, di lupo. In celt. uc 1 P ■ ' ' •- — Eroe che diede il suo no"> e , ii ' 1 pietra. ) — Figlio di Licaonc. — Eroe centi ed a / loro paese. (Mit) , , c go pi 2 — * (Mit.) Soprannome di Giove, adoralo in Argo , cosi . , lupo, che uccise il loro, allorché Danno con una colonia si reco , e per questo angario ne ottenne la sovranità. — ‘8°V' LICERIO Apollo hi licione, perchè da lui liberai a da lupi che iifeslavano j e fi e campagne. (Dal gr. lycos lupo.) (Mit) (Geog.) Antico nome eh un monte deli' Arcadia , poi chiamato Monte sacio (G) C j RT0 ) * Li-ci-:i-o. N. pr. m. Lai. Lìcerius. (Dal gr. fyce aurora, ^ c u crao io amo: Amante dell’aurora.) (B) Lì ce-re. V.L. [Verbo difetta di cui] non trovasi usata che la tìZa persona singulare del pi-esente [indicativo e il pait. pass. Lo %7° cAe] Lecere. V . Lat. licere , fas esse. Gr. iffivou. Petv. som • Kè più'si brama, nc bramar più lice. Bern.Orl. 2 . 5 . -i4' -Aveva colite Orlando forza tanta, Che se il creder le cose dette lice, D’aver Iellata una colonna il vanta Grossa d’Anglante a Brava il libro e ^ice. fas. cor , Ma legge aurea e felice , Glie natura scolpi: i 01 P la ce, ei lice. E Ger. 12 . gg. Ciò che 1 viver non ebbe, abbia a morte: Oli (se sperar ciò lice) altera sorte! ^fiSTE , * Li-cc-ste. JS. pr.f — Nome di una ninfa. (Mit) ^eto } * Li-cc-to. IV. pr. m. ( Dal gr. hycos lupo , ed etes compagno : p m pagno de’ lupi- ) — Gueiriero ucciso da Perseo. — Centauro uc t * s ° da Teseo. (Mit) J'Hskb. (Bot ) Li-ehc-ne. Sm. E. G. Lat. lichen. (Da leichen osia af/ 11 Cr °sta , scabbia, impeliggine. ) Cenere di piante appartenenti a classe crittogama del sistema di Linneo , cd alla famiglia delle che contiene molte specie considerabili, il maggior numero delle afl so l l ° importantissime riguardo alla chimica , all’ agricoltura , r e , ai fi ? ed in ispecie alla medicina. 1 Licheni sono vegetabili pa- Ssìtl ? crittogamia di vana forma , dì particolare consistenza, secca coriacea ; taluni per altio sono molli e gelatinosi y lo che provine soverchio liquido di cui sono imbevuti. Ora si presentano sotto J 1,il( * di crosta densa, polverosa\ ora di espansioni membranacee : °ra di ci n i: ..„ '__• . . s* . v • >• -• ^a di steli semplici o ramosi ; talvolta fistolosi : nascono sulle f'o- ~ le > su i tronchi d' altie piante , stille pietre , sulla terra umida , LICfSCA ÌOJ .., _ specie di licheni. Ora è un nome di ju- 1 } dgl/ a che comprende tult' ì generi nc’ quali il genere Lichene è stato suddivìso, —, Liebeno , sin. (A) (Van) (Aq) (N) 5 —■ casino. Pianta che ha Ce espansioni fogliacee, piane, lobate^ dì un ciuci ino-vcrd astro al di sopita, bianche , venose e pelose ai di sotto ; gii scudetti glandi , quasi rotondi , dì un rosso-bruno o al- Quanto nei 0 all f estremità de’rami. È o ( °vrucina nei luoghi ombrosi. Così del comune sulla terra e fra la . luoghi ombrosi. Così detto ‘perchè creduto specifico contro C idrofobia. Lat. pelngera canina Lue (Gali) (N) ^ * — catartico : * Lo stesso che Lichene isìandico. (A. O.) 4 — isL.vismco : * La più importante ed utile specie de’ licheni, la Quale si rinviene comunissima nelle foreste del settentrione , e particolarmente in Jsìanda, ove la sua farina serve di nutrimento, salubre e acconcio-, trovasi anche nel Begn'o di Napoli dagli Abruzzi all'Aspromonte. Essa (orma vane espansioni fio[iacee dì molti ]>ollici, aventi una consistenza cartilaginosa, alquanto scanalate nella loro base , diritte e uivise in lobi ottusi , spesso biforcati e orlati di ciglia quasi spinose cogli s oiideiti (idei enti e dello stesso colore della pianta. (Questa pianta è ad up tempo analettica e tonica , e si adopera in decozione. ni siroppo, Ui gelatìna e in pasticche. Detto anche Cetraria islandica , Musco jMailico, "Mosco d’Blanda e Lichene catartico. Lai. lichen islandieus *!?■) cetraria o pannelia Blandirà. (Vau) (A.O.) (Di/. Med.) (N) * — noceti i.a.* Lichene che fornisce alla tintura una sostanza .0110- s f Ulta sotto il nome di Orici Ilo, ed e comunissimo nelle isole Canarie, f,i u se *.~ - • ” . tcr- Se ,le ancora in Trancia e alle coste meridionali d’/ngh:l- vj J/f 5 ìsola d' ìschio , ed alti ove. il suo tallo è a cespuglio tiry'd l' a,noso -> e coverto di una polvere biancastra , cogli scudetti sparsi f é^ z abortivi verrucosi fumili ferì. Lat. pannelia remila. Pau G j. e . specie dì licheni . macerate coll* orina , e ridotte in a Joì niscono a n a tintura dei colori gialli , violetti, azzurri. 1 ossi r ^gi. P.) ( 1 ). T.) (N) all ) 9 . 1 u ^mokaiie: * Pianta perenne, che cresce su tutti ì tronchi degli schi f tlUl l Htì tIcn ^ ar,nei de su quelli della quercia e del faggio ne ho- in (s r Sfolte parti d’ EJuropa, ma piu frequente in Siberia . ESssa è del pi’! *’ damine, e adoprasi talvolta In medicina contro le. mainili e Hioii-w,- i(òì,e \ Chiamasi anche Pulmonaria di quercia./r/t. lichen puf . lichene, e slhenos fovtn.)Aggiunto di cioccatane , o dgiltra qualsiasi sostanza o composto che contiene il piincipio attivo del lichene. ( 0 ) LiCHete , * Li-chò-le. N. pr. m. (Dal gr. lichos condimento delicato , cd etes amico ; c però vaie Leccardo.) — Arcade che scópi'ì a Te- ged le ossa di Oreste. (Mit) Lichfelda.* (Geog.) Lich-fòl-da.Zat. Lidifcldia. Citta d’Inghilterra. (G) Li cui.* (Mit. Chin.) Sm. Nome del quinto libm deli’Vchini , o Compendio di massime morali e di religione. Questo libro è una specie di rituale cui è stala aggiunta la spiegazione di ciò che si deve praticare nelle cerimonie sacie; come pure vi si leggono i doveri, degli uomini di ógni stato. (Vau) Lichjnà.* (Bot.) Li-cbì-na. SfVG. Lat. lichina. (Da lichen lichene.) Genere di piante da A gai dh j ormato a scapilo delle gigartine di La- monroux , della famiglia delle alghe Linneane , che ha per tipo il fucus pygmueus ai Lightfoot. Hanno desunto tal nome dalla loix> somiglianza con un piccolissimo lichene. (Aq) (N) Lichtekavià.,* (Geog.) Lich-te-nà-vi-a .Città del granducato di Baden.—~ dell’ Assia elettorale. — degli Stati Prussiani nella Desi falla. (G) Lichtenbehga.* (Geog) Lich-ten-bèr-ga. Principato eli è una divisione del Ducato di Sassonia - Coburgo • Gotha , e prima chi-amavasi Principato di Bauinholder.— Città della Baviera. (G) Lichteki-blua* (Geog.) Lich-ten-fèl-da. Città della Baviera. (G) Licutetìstadià.* (Geog.) Lich-teu-stà-di-a. Città della Boemia. (G) Lichtekstenjà.* (Geog.) Lich-ten'-stè-ni-a. Città della Sassonia. (G) Liei. IH. A.} Particella dinotante luogo, e vale lo stesso che Lì. Quivi. Ned. i Dep. al Decani. 6g. Lat. illic. Gr. iy.il. Dani. Inf iq- Peich’ i’ m* accorsi che’l passo era lici. E Purg. 7 . Poco allungati c’ eravam di lici. Pataffi 7 . Mi disse la Giudea , che lici accasa. >» Teschi, 7 . 3- I molti corpi degli nostri amici/T?otti con diligenza troverete ; Kd acciò che nsii siali forse meridiei D’ onor di sepoltura , laverete Lor tutti'quanti, e roghi fate lici, Ne’qua’con degni onor li metterete.(B) Salviti. Annot.T.B. 4-Lie cioè lì, lat. illic, che da questo gli antichi ancora dissero lici , come quid hic. (N) Licia , * Lì-ci-a. N. pr. f. (Dal gr. Ir ce prima luco del giorno.) — .Ninfa che Apollo rese madre d'leadta. (Mit) 2 — * (Geog.) Sf Lat. Lycia. Prov. dell' Asia Minore sul Mediterraneo , tra la ini già , la Pamfdiae la Caria ; dettaprima Milia o Termilia. (G) Lìciarca’.* (Arche.) Li-ci-àr-ca. Add e sin. Magistrato annuo di Licia , che. provedeva agli afflivi civili e religiosi della Licia , ai giuochi , alle feste ec. (Mit) Licidà , * Li-ci-da. N. pr. ni. Lat. Lycìda. ( Dal gr. Ireos lupo , pà idos forma: Chi ha forma di lupo , Chi gii è simile. Nella stessa lingua lycis , idos lupa, c ly'cidon ad usanza de’ lupi.) — Uno de’ LiUpitr. — Uno de Centauri'—Pastore nelle Egloghe di Virgilio. (B) (Mit) Licic.EFETB.*(Mit.) Li-oi-ge-nè-te .Sojjrannome di Apollo. (Dal gr. lyce aurora , c genetes generatore.) (.Mit) Licn.* (Geog.) Lì-ci-i, Licieni. Antichi popoli della Licia, i quali da principio si chiamm'ono Solimi, indi Tennilii. (G) nciFiA." (Arche.) Lì ci-ni-a. Aggiunto di molte leggi romane , decretate sotto gli auspiciì del Tribuno Cajo Licinio Sto/o, assai favorevole alla plebe , una delle, quali stata va che , dei due consoli , uno sarebbe necessariamente dell ordine dei plebei.—Aggiunto delle Leggi f atte vnn ere dal cònsole Licinio Crasso , la prima delle quali cip diluiva che tutti gl’ Italiani venissero inscritti sulle liste de' cittadini nelle mspelln e trilli , ! altra aveva per ìscopo dì porre, de' limiti al lusso deVa mensa dd ricchi. (Mit) Licita. * IV. pr. f. Lai. i.yn nia. ( Dal gr. lyce. aurora , ed itine figlia : l\glm dell'aurora.) — 3Joglic di Cajo GraccoVestale punita di morte con le campagne Emilia e Marcia, a motivo delle loro dissolutezze .— Meglio di. Mecenate. (B) (Mit) Li(’:nia>'a , * Li-ri-ni-à-na. N- pr. j(! Lat. Liciniana. (V. Licinio. ) (B) Ljuniako, * Li ci-ni à-no. iV. pr. m. Lat. Lichiianus. (V. Licinio’)(B) Lurmo , * Li-ri-ui-o. N. pr. m. I,at. Licinius. (Dal gr. lyce aurora, ed ìnis figlio Figlio dell’aurora, cioiVNato in sul far del giorno.) — Ca\o. Tribuno della plebe, e poi causale romano, — Publio Tegola. Poeta comico latino al tempo della gueiTa di Macedonia .—Cajo Tui- bnce. Altro poeta comico , contemporaneo dì Scipione Ajfricano. — Publio Crasso V. Crasso.— Calvo. Oratore e poeta celebre , con- tcnq ornneo di Cicerone..— Flavio Yaleriano. — J/aprrutoiv romano * vincitore di 3:1 tssimia.r,o , e voto da Costantino. —-Flavio Valeno Licinìano. Piglio dì Licinio imperatore c di Costanza , dichiarato Cesale, e fatto uccidere da C '-stantino. (B) / Mil) Licifpìio , * Li-an-m-o. N. pr. m. (V. Ideiti ; a e Licinio .) — Figlio no.'linde di Elei (rione re di Micene e di. Midea. (Mit) Ltcino , * Li-cì-no. N. pr. m. (V. Licinia e Licinio.') Badiet e e liberto d'Augusto fatto da lui senatore. (Mit) (Boi'^ r cK ff so t Lirnriic.F(A O) Limo , * Lì-ci-o. Add. pr. m. Delhi Licia (Mit) fi ?' a}) i Hchcti lm jl c <-no h ia- J-a. - _/. I . (,, Lai. ìichencgra- 2 — * (Mit.) Soprannome dì Apollo , (dirimenti Liceo. (Mit) ' ,Cii t v n>° Io , l ' eri'o > n ri os fl # °l ,dl . 3a,3no ,lr, nie i lichem , e Lrcìo. * (Arche.) Sin. VL. Cintura particolare degli ufficiali istituiti (B„t V? ? D^cnzwne de Ucirnu (Aq) fli ordivi de maifistmi. Lat- lj«m« (Mit) J stlcUl yuUnonacea. (D. T.) (Dit. Med.) (IN) _ ‘ i' l rii), 0 ^ktabeo: * Questo lichene incrosta le pietre , ed è di color da una ,e quasi, a fregia di scodelline Macerato celli oì- mi ^‘tèu-ia ,. a porporina meli buona uein fleti ‘ pene di piala!tia erpetica , che si presenta sotto la !ar- t n di.„, u >a '-acchiti soliuaia , rossa , aspra * secca , pruriginosa, che }-’ < "Hiìjr 0 : . '"y °da maniera dì pnlce/e /rrfóracca. (Oiz. Ciur.' . '*• <; l:hù-.) Li-dn'-no Sm.Ui stesso che Lirh<-nc. ni.: ■'■“«Ha " - en » ,,, , : -v jJivcr.zivne ite itcmau. (.Aq) - che’ iot -) fi<'. sf C.G.Lat. Hclionoidos. (Da li- •I'""i(rli a j j’ 'd»s somiglianza ) Genere di pituite crittogame, •••• • • , . Uisco ,u. V■ G.L"t- \ - -wo. (St. Nat) IA-ctie-no-BK» Va. - 1 . Simile ai 1 ‘, “Wprpluw. (Da lichen licione, c meati" J .fy. (h) il?- O's. Crosta di tartaro calcano (d. G. (Da lich-n ’^snEMco. * (Mrd-) Dvchen-stc-m-cn. Add. ■ * (Bot) Genere, di piante a fiori monopetali, della poliandria mo- ..gin ia , e della filmigli a delle solane? i c arati er. zzato dal calice a cinque denti , dalla cornila imbutifórme , dagli stami villosi nella ha- s p e dalla fruttificazione di è una lacca a due .'eliette col setto in- grassello pia enti fiero j così denominale per, he fa loro prima specie conosciuta mesceva nelle pinvincic della Licia. (Aq) (N) 2 — Sarta di spina con fagli J? sìmili a quelle del busso. Magai. Leti. Dicono queste cose del nardo , uon dot lido. (A) S —. f anche aggiunto dato dal Mattiolo ad una specie di cediti — * (Zool.) Genere d'insetti della prima sezione de’coleotteri, e della iimigtia delle motlipenne o apalitree di Diuneril, da Fuhricio stallinone , caratterizzato _ ... . -- - no in due valve, e ripiene di granelli ispidetli, o difformi che si] j ( , dono in tre o quattro valve con pochi globctd più grandi ; ‘'- 0> { f nominate dulia forma del loro rami, i quali limino le estretm 1 vise alla foggia de piedi del lupo. (Aq) (N) _ e pd — A mazza : * è il maggior musco dell' Europa , e si ricoi l » sl Jyv le sue Jbgtic terminale da un lungo pelo, e per le sue spigh ^ fan Ut,.... , . tilo con alcutie specie di lempiri , così denominati dalla voracità driche , pedicellute , gemelle. Le sue capsule contengono u ” u , ie ,it polvere gialla, secca, infiammabile , che usuvusi altre volte i‘ e iti 1 LKOPOLI pei' produrre delle Jiamme leggieri, rapide e prive di odore. Ghia- mossi anche Solfo vegetabile. Questa sostanza è il seme del lycopo- . dium clavatura. (Van) (G. P.) Licopoli.* (Geog.) Li-cò-po-li. Antica cit . della Tebaide d’Egitto. (G) Licopside.*(BoL) Li-cò-psi-dc. Sf. E. G. Lat. lycopsis. (Da lycos lupo, c opsis aspetto.) Genere di piante afiori- monopetali, della pentandria monpginia , e della famiglia delle borraginee, distinto pel calice citi - q Ufficio rigonfio e pendente nella maturità de’ semi ; per la corolla °te >'ioie. (G) ' oospadi, * (Arche.) Li-co-spà-di. Sm. pi. F. G. Lat. lycospades. (Da J'coj freno fatto col cuojo di lupo, e spao io tiro.) Razza di cavalli p 0s ‘ denominati dal loro freno , di testa corta, camusa e stona ; e- ( n ° a ffeziomai ai loro cavedicri Greci da cui lasciavansi tranquil- mente toccare , mentre abbonivano i Barbali, ferendoli con calci T e morsi. (Arii %-OstOAm » ., tj (Zool.) Li-cò-sto-mo. Sm. F.G.Lat. lycostomus. (Da ireos ■ V st °ma bocca.) Antico nome deli Andnoàa o Clupca encrasicholus dalbr* 0 ’ c,t ' r un S e,,ere di pesce del genere delle aringhe , desunto Lieo-,/ a° lma della sua bocca, somigliante quella del lupo. (Aq)(N) kiCo T ,° M °‘ *• ( Ge °gO fatica città della Tessaglia. (G) chìo Ijl -cù-ta. N. pr. rii. (Dal gr. lycos lupo , ed us , otos orec- Lic 0Te : ^' techio di lupo.) — Centauro ucciso da Teseo. (Mit) e ter CE c E ’ * Li-co-ter-cè-tc, Licotersc. N. pr. m. (In gr. lycos lupo, lupi )° lllt ' cl ‘ teivo *° vcss0 > molesto: Molesto a’ lupi, Persecutore di Ca Jn ~~ * ie delTIllirici, ucciso da Agave sua moglie, e figliuola di r c °Tt k° ’ V er mettere in trono il proprio padre. (Mit) ^ 1Cri Tm U '*' * (Mr u O Li-cot-làl-mo.iVm./.o stesso che Licoftalmo./' r '.(An) lupo N °' <**0 Li-còt-to-no. Sm. F■ G. Lat. lycoctonuin. (Da lycos Pt-imà e c(0 "eo io uccido.) Specie di pianta dell' aconitum , di cui , -, miti.., ■ avere inventato altri espedienti più efficaci , si servivano gli P<, . r avvelemlre i lupi- (Aq) v d a ; r s - * (Arche.) Li-cùr-gi-dc , Licurgic. Adii, e sf. Feste istituite Blc à”ii m onore di Licurgo. (Mit) Sicuri' CArchc.) Li-cùr-gi-di. Àdd. e sm. pi. Parenti ed omicidi I Cr,1il pag, ’• 1 ( l u 'd' . l ,cr conservare le sue leggi jbrinarono a Spartii una ‘■'ICuroo q l ' a che si continuò poi per molti secoli. (Mit) ?P<* 0 .’ ( .rf' cù r-g°-^.pr.m.A«t.Lycurgus.(Dal gr. lycos lupo, eàergao io l ifui rjre ') contro i lupi.)— Figliuolo di Fere, redi Tessaglia ed ■““eco ^fpi’ ! , u0cìu Neniei.—Figlio di Drutde, re di Tracia, nemico di. Mani alpS llUol ° ct . l' mu >icc, cognato di Adrasto ed uno de suoi ca- . assedio di Tebe.—Figlio di Eunomo, legislatore di Sparla oniii prima di G. C. , le cui leggi durarono per sette sc- * fìff.‘ le ateniese , contemporaneo di Demostene (B) (Miti 1 coda°s'l. Li ' cù ' r ; 0 .- S . m - G. Ani. lycurus. (Da lyco) lupo, ul ' di gmia -?-n “r l nc . l ", te es .fj che a fiori glumacei, della triun- e dalla corolla colla gluma inferiori da di lupo. (Aq) (N) Lida. * N. pr. f (Dal celt. lid trofeo , festa, solennità.) poeta Antimaco. (Mit) 2 — * (Geog.) Piccola città della Russia nel goti, di Graduo. (G) Lidda. * (Geog.) Antica città della Palestina detto«tic/jeDiospoli.( Vali) Liddel. * (Geog.) Rivieni della Scozia. (G) Liddesdale. * (Geog.) Lid-des-dà-le. Sm. Lat. Liddcsdalia-Ueg-iorae della Scozia. (G) Lidi. * (Geog.) Gruppo d’isolelte nell' Adriatico, avariti le lagune di Finezia. (G) Lidia, * Li-di a. A r .pt' : /iLut.Lydia.(V.Lida .)—Figlia di Giove, e moglie di Memfi. — Donzella regale trovata nell’ Inferno da Astolfo , secondo il Furioso. (B) (Mit) 2 — * (Geog.) Sf. Lat. Lyjdia. Provìncia dell’ Asia minore sull’Egeo, tra la Misìa , la Frigia e la Caria -, delta prima Meonia. (G) Lidia. (MiafAdd. e sf. Pietra detta anche Pietra lidia, ovvero Pietra di paragone, così nominata dagli antichi, perchè trovavasi in copia nel Tmolo monte della Lidia. Gli antichi la chiamarono anch • Lapis he- raclcus, e la confusero colla calatnita. Essa è una varietà del diaspro schistoso , che forse serve, in qualche luogo t di pietra di paragone, ma che sembra troppo liscia o troppo dura per quest oggetto. (Vari) (Boss) Pallav. Ist. Cane. i. fi. Questo essere il rimedio canonico usato in simili disturbi scmprefnai dalla chiesa. .., in somma quella pietra lidia che non inganna in distinguer l’oro vero dall’apparente.(Pe) Lidieki, * (Gcog.)Li-di-è-ni, Udii. Antichi popoli abitanti della Lidia. (G) Lidingoe. * (Geog.) Li-din-gò-e. Isola delta Svezia. (G) Lidio, Li-di-o. Adi. pr. m. Appartenente alla Ladia o a’Lidii. (B) 3 — (Mus.) Cosi chiamavasi uno dei modi della greca musica, ilquale è in mezzo (di’ Eolio ed all’ Ipperdorio. Gian. Diz. Mus. (B) 3 — * (Arche.) Giuochi lidìi. i’.ivrcirii e trattenimenti inventati da’IAdii che poscia li portarono nellEtruria, da cui li presero i Romani. (Aq) Lidio. * (Geog.) Antico fiume della Macedonia. — Soprannome dato al Tevere , perchè bagnava l' E trucia , i cui popoli credevimsi ori- ginarii della Lidia. (G) Lid mea.* (Zool. ^EiA-mè-a.Sf.Sortadigrande antilope o Gazzella.'A l)( Ilei) Lido. [Sm. T’erra contigua al mare, e ad ogni fiume o rivo ; Spiaggia , Piaggia , Riva, Margine, Sponda ec. Il Lido è arenoso, solitario , deserto , umido , fiorito , erboso , ombroso , verde , solingo, adorno , asciutto, aprico, nudo, sterile, ameno, curvo, marino ec.] — Lito, sùi.^.Gosta.) Lat. litus.Gr. duri. Dant.Purg.i-j .12.\À$à fuor di tal nube A’ raggi morti già ne’ bassi lidi. Petr. cmz. 35. 5. Per cercar terra e mar da tutti i lidi. Tass. Ger. 16. 61. Vola per 1’ alto mar P aurata vela, E guarda il lido , e ’l lido ecco si cela. 2 — * Paese , Kegione. F. Lito, §. 2. (A) Lido. * N. pr. m. ( Dal celt. lid solennità, trofeo , festa. ) — Re di Lidia, figlio di Ercole e di Onfale, padre di Telefo e 7 inv.no. (Mit) 2 — * (Geog.) Spiaggia che forma un distretto deìlaprovincia di Fe- nezia,fra la Laguna e l’Adriatico, —di Pelestrina. Continuazione della lingua di terra detta Lido, da Molamocco sàio a Chioggia, e che contiene la grossa terra di Pelestrina. — di Sottomarina. Continuazione di detta spiaggia , e forma un sobboigo di ChioggiafG’) Liduvina , * Li-dn-vì-na. N. pr. f. Lat. Liduina. (Dal celt. lui festa, e vin bello : Bello e festivo.) (B) Lie.* Avv. F. A. e coutad. F. e di’hi. Fit S. Frane, iqq. Lie trovò uccelli di molte fatte. (V) Buon. Tane, f.8. Coni’io t’ho detto, i’ in’ accostai lor lie. (N) Liegese , * Li-e-gé-se. Àdd pr. com. Di Liegi. (B) Liegi. * (Geog.) Li-c gi. Lat. Leodica, Leodium, Leodicum, Li gia .Città e provincia del Belgio. (G) LieiIo * Li-èl-lo. N. pi- ai- Fariazione di Roberto.^ - . (Dal napolit. RoberlieUo picciol Roberto.) (B) • Liewb, * Lic-nc. Proti, coiiip- Lo stesso che. DI iene, E . Segv.Fiov.Op t t. 4. n. 20. Parlai al Duca della cosa de’ Gaddi , disierai che io bene facessi ricordare a’ suoi segretavii. fLd. Fior.tj82, ifò6, ff (V) Lienteria. (Med.) Li-en-te-ri-a. Sf F. G. Lat. lientcria. ( Da lios liscio , ed enlera intestini.) Sortii d’infermità degl’intestini,mila ijuule si evacuano i cibi crudi ed indigesii. Creso. L’appetito canino e frequentemente accompagnato da lientcria, o altro busso celiaco.(A) E 1. 5 . 48. Il zucchero rosato ha virtù di costrignerc, e di confortare, e vale contro alla dissenteria , e la lienteria , e la diarrea fatta per cagione di debilità della virtù contentiva.^ (N) LiENTEKico.*(Med.)Li-cn tè-vi-co. Adii.in. Cììè relativo alla lienteria.(Vari) Lieo.* (Mit. e Filol.) Li-è-o. Add. m. Imi. liaeus. Gr. Xralos. Aggiunto ” per sineddoche del vino, desunto, come i più pensano, di Bacco . c °fc. , e , ririi fiori ?!'*« ; ■'."'elmi • 1 ct f Ua famiglia delle grmninee , genere assai analogo . f } di sp ! f fi nlio aegopogon , le quali si denominano cosi da’im o eli 11 ] °S’ù Cai T raCC ,"fi Sl'aoiH spighiformi, caratterizzato da due fio- aiic vaii, e ’ ‘(.fertile sessile, il maschio pedicellato, dal calice Po ci. ‘ypfimre con due o tre reste , la superiore con una, °cab. quore. In gali, li re : leva o leoa mangiare, bere, godere.) (Aq) Satviry Annot. E. R. 4 -• 7- Lisio , lo stesso clic Lieo , lat. lyueus cioè liberatore , discioglitore , Nume franco , sciolto. E Cas . /j. Adunque sì altri dei si fìnsero , come principalmente il Libero Padre ; cui non solo come largitore del vino , venerando , ma la stessa ancora intermissione delle fatiche , e la requie dell umana tensione, come parla Aristotile , a lui attribuendo come a primo autore d’ ogni festeggiare , Lieo e Metinneo per questo il nominarono. (N) Liesina. * (Geog.) Li-é si-na. Lo stesso che Lesina. F. (G) Lietamente, Lie-ta-mén-tc. Avv. Con letizia, Allegramente.Lai. \ae\-e, hilariter. Gr. lAapwff. Rocc ■ nov. 21. Quivi tra gli altri, chelie- tamcntc il raccolsono , fu un giovane lavoratore. E noo./fi.ij.Assai lietamente l’acquisto della donna aveva conceduto a Cimone. Dant. Par. g. 34 ■ Ma lietamente a me medesma indulgo La cagiondi mia sorte. Feti. Colt. 4 - Mettiamoci a questa utile impresa lietamente , e pre- i5 1 IO LIETEZZA LIFTRÀSER ghiaino Dio che ci sia favorevole. j> Bocc. g. 2. n. lo. E cominciò a vivere più lietamente elei mondo, ('invece di II più lietamente ec.)(V) Lietezza, Lic-tés-za. ISf. E- A.) Letizia , Allegrezza, Gioja. —,Lieti- tudine, sin. Lat. laetitia. Gr. ;■'// e /ir:. Zibetti. ^huJr. Ascoltò lo avvilo con somma lietezza d’animo. Lietissimamente, Lie-tis-si-ma-méu-te. [Av (>.] superi.di Liitamilite. /.ut. laetissiirio. Gr. iKa.fiTa.ra.. B0cc.n0v.1b .7(1. Lietissimamente nella festa delle due nuore spose c con gli novelli sposi mangiarono.!? Vit.Dant. 236. Lasciando le miserie della presente vita, ora'lietissimamente vive in quella alla cui felicità line giammai non s’ aspetta. Vit.Benv.Cell. 343. Attendemmo quei pochi mesi lietissimamente a lavorare. Lietissimo, Lie-tis-si-mo. [ Add.m ] superi eù'Lieto.Lnf.latlissimus.Gr. ìKafraros. Bocc. nov. 3g. 5. Il Guardastagno lietissimo rispose.ee. E nov. /fi' 2i. Costoro, udendo questo , lietissimi cc. prestamente furono al mare, Atnet. gS. Per le quali cose in se sanzU comparazione lietissimo ec. , così cominciò a cantare. 2 — [ Detto della terra, fertilissima , ] Grassissima. Cr. 4- 6. 1. La ferra da por vigne ec. esser dee nè sottile nè lietissima , ma a lieto prossimana. Latitudine , Lie-ti-tù-di-ne. C^/7] V-A.V. e (//“Letizia, [Lietezza.^Zaf. laetitia. Gr. ivih'pla. Zibald. Andr. Lo accolse con lietitudine d’animo e di volto. Vit. Benv. Celi. 4°9■ Invitai parecchi mici cari a- mici , e con essi con grandissima belitncliuc desinai. Lieto, Liè-to. Add.m. Pieno di letizia. Lat. lactus, hilaris. Gr.iKapós. (V. lieo.) Bocc.nov. 15.3S. Anilrcuccio , lieto olir’a quello che sperava, subito si gittò fuori. E nov.4i-i■ A dover dar principio a così lieta giornata. Bete. son. 207. Oh felice eloquenza, oh lieto giorno ! E son. 2: 7. La sera desiale, odiar l’aurora Sogliola questi tranquilli e lieti amanti.Dant.Par.1.126. Clic ciò che scocca, drizza in segno lieto, j? 2.2Ò'. Volta ver me sì lieta, come bella. Tass. Ger. 6. 4 ■ -A- lor né i prandi mai turbati e rotti, Nè molestate son le cene liete, E i3. C 7. È con pochi sedendo a mensa lieta,Mescolar fonde fresche al viri di Creta. 2 — [ Agg. di Terreno o simile vale ] Grasso. Pallad. La cicerchia si semina in questo mese in luogo lieto. » Alain. Colt. lib. 1. Sian la fava pallente, il cece altero ec. Senza soverchio umor, felice e lieto Trovili l’albergo lor. E ivi: Or si ricordi qui che il troppo lieto (terreno) come f erbose valli ec. fan piante più altiere. (Br) 1 —L Onde diconsi anche Liete le piante, l’erbe ] più p esche e rigogliose [che crescono ne’ terreid grassi .1 Bemir.Asol1.11. A me parrebbe che questa fonte non si dovesse rifiutare, perciocché f erba è più lieta qui che altrove , e più dipinta di fiori. » Pallad. Gen.rf. Diverrà più lieta, se spesse volte si traspariti. Tass. Ger. 10. C3.V’è l’aura molle , e ’l ciel sereno, e lieti Gli alberie i prati. Sold. Colt. Sebbene elle (le viti) per lo più si godono nelle colline ec. e son più liete che negli alpestri e ripidi monti. March. Lucr. lib. 2. I muti armenti Degli squaminosi pesci, e i lieti arbusti. (Br) _ 3 —{E dicesì anche dì Ciò eh’ r] ameno, [clic ricrea la vista.] Bocc. nov. g5. 2. Paese, quantunque freddo, lieto di belle montagne. 3 —* Detto di Persona, Prosperoso, Vivace. Bocc. g. S. n. ò.Fu già tra l’altre una giovinetta bella e lieta molto, il cui nome fuRestituta.(V) a — * Onde Far lieto— Rallegrare. V. Fare e Farsi lieto. ( A) 3 — * Dar lieta faccia „ Accoire con lieta faccia. V. Dare ec (N) 4 —* Abbondevole. Bocc.g.2. n. 7. Essendo di molte cose la cena lieta. (V) Lieto. * N. pr. m. Lat. Laetus. (B) Lievi , Liè-va. [Sf. Lo stesso che Leva. V.) Lat. vectis. Gr. pox^t. Fratte. Sacch. nov. 198. Vide un mattone fuori di forma mosso dagli altri , e con uno coltello quasi com’ una lieva levatolo suso, vide il borsello, e subito se lo recò in mano, e racconciò il mattone come prima. Buon. JFitr. 1. 3. 3. I meccanici leggon della beva. E 3. t- 5. Canto non vai, nè incauto, E nè fune, uè argano, uè lieva, Per trarre a sé il desio d’ un’ alma ingrata. _ a — Da’ magnani e carrozzieri chiamatisi Lieve quelle Spranghette di ferro che servono per buttar giù il tnanlice. (A) _ 2 — Da Leval e e vale lo stesso che Levata, per Condizione e Affare. [V. A. J Lat. momentum, pondus. Gr. (ciré. G.V■ fi. 16. 2.1 ornila la detta lezione , surse un altro ufficio di maggior beva, clic si chiamò conservadore. M. V. 9. 51. Fu impiccato , con molli suoi compagni che furono presi con lui, di nome e di beva. Lieva lieva, da Levare, in significato di Partirsi,, vaie Sulitaneomo- vimento. Queste voci replicate della seconda persona del presente del- V indicativo, o imperativo d’alcuni verbi, par che sien divenute quasi sustantivi, come Corri corri, Fuggi fuggi, Guarda guarda , e massimamente quando eli’ hanno l accompugnanome Uno. [Detto anche Sena Serra. ■— , Lei a leva, sin.) G. V. 7. 70. 3. Lo re Carlo non era garzone che si movesse per lieva beva. Lievasnahzi. (Kett.) Lie-van-nàn-zi. Sm. c omp. Quella figura retto fica, che altri chiamano Aferesi. Fatteti. Intit. Poel. 2. Bcrg. (Min) Lievare, Lie-và-re. lAtl. V A. V. e di ] Levare, Lavale. Frutt. ling. 22. La quale (giustizia di Dio) vuole, come dice san Gregorio, che il peccato , il quale per penitenza non si toglie e lieva , tira di subito l’altro. E 36. Di leggiero si rimuove e beva così gran male. Lieve , Liè-ve. Add. in. Leggieri , [ Di poco peso; opposto di Grave, Pesante.] , Leve , a n. Lat. ievìs. Gr. r.av$cs. Dant. Par. 65. Così al vento nelle foglie lievi Si perdea la sentenzia di Sibilla, Berna. Asci. 1. 53. Oh vaghezza! che come fumo lieve, non prima sei veduta che sparisci. , , . , 2 — Agevole, Facile. Lat. faeilis. Gr.fùStcs. Dant. lnf. 28. 60. Ch altrimenti acquistar non saria lieve. Com. Dant. Questa favola e beve gd allegorizzare. _ 3 — Di poco momento, [Di poca importanza,.I Lat .parvi momenti.Bocc. canz. 4- 2 - Sì piena la mostrasti di virtule , Che lieve reputai ogni mai tiro. Bemb. Asol.1. 28. Non pare a vei nuova pazzia, o donne, che gli amanti per cosi lievi ed istrauc cagioni cerchino di fuggire la loro propria vita? 8 4 — Basso , Povero, Umile- Lai. humilis. Gr. ‘rumnós. M. V. 2. 3• Il quale dissimulando suo dolore , rimase in Melano in lieve stato. E 3. Co. Messer Niccola de’Lapi, di lieve nazione, c sospetto a parto. 5 — [ Aggiutilo di Acqua, Di buona qualità, Leggiera .] PuiUul. cap- 4- Questa cotale acqua sia sottile e lieve. 6 — Agg. di Tempo vale Veloce. V. Leve , §. 2. 7 — * .//.cV di Cena, vale Parca , Sottile. Jntrod. Virt. 26. Cenare a grand’ agio e con molta allegrezza, avvegnaché fosse lieve cena c di poche imbandigioni. (Pr) — * In modo avverb. Di beve = Facilmente. V. Di lieve- (N) Lieve. Avv. Lievemente. — , Leve , sin. Lat. leviter. Gr. xov$ sin. Lat. leyissiinus. Gr. mv§6to.tos. Gititi, lelt. fi) . Uomini sonod* cervello lievissimo , e qual secca foglia si muovono ad ogni vento. Lievita , Lie-vi-tà.[À/ì asl. di Lieve.] Lo stesso che Levità. V-Aninh Ant.3f- 2. 5- Siccome sostenere ismodatamcntc le cose avverse, coi* eziandio le prospere è bevità. » (£’ edizione del Marescotli ha : ■ ' è leggierezza. ) (II) Lievitare, Lie-vi-tà-rc. [N.assilli rigonfiare che fa la pasta mediani 6 il [ lievito o ] formento. —, Levitare, sin. Lat. fermentati. Gr. Q' povoSca. Cant. Gai n. 35. Fatto il pan, si vuol porre a lievitare. 2 — [2V. pass, e] per si/uil Burch. 2. 16. Licvitomi in sull'asse conio* pane. (Qui parla di se medesimo , che era in pi igione.) Lievitato , Lie-vi-tà-to. Add. m. da Lievitare.—, Levitato , sin. Lfi fermeiitatus. Gr. Ivpwàus. Lib. Viagg. E questo fece egli col pad 1 ’ lievitato , e così fanno eglino. _ . Lievito , Liè-vi-to. Sin. [Pasta soda e fiabile, di color bianco griffi sito , di odore addetto , che (Aoprasi per eccitare una fermentazio' 11 . nella pasta da fare il pane ; essa si stempera in acqua tiepida, e s unisce alla falina per comporne la pasta. In alcuni lunghi si fi 0 , pera il lievito di birra , col quale massime quando è fresco , sip ,t0 . zioìie : esso mento. ( V. Fermento. ) I.at. fermentimi. Gr. 'Qp7i, B.ed. Cons. 56 . Ne avviene per conseguenza , clic nelle vene e nell’ arterie fi pigli , per vizio del luogo, un tal quale si sia lievito 0 fermento acid 0 ' di natura vi triolata. 2 — E ftg. Annot. Vang. Mangiano onorevolmente, c non conlieV 1 ^ vecchio, uè con lievito di malizia uè di nequizia, ma con azzini 0 purità e di verità. „ 3 —*(Med.) Lievito dello stomaco; Dicesi degli Umori che concorf 0 alla digestione. (A) _ _ g, Lievito. Add. [»(• sino, di] Lievitato. Lat. fermentutus. Gr. (Dal fr, levain che vaio il medesimo, e che viene dal celi, lefain, o laibitt del medesimo senso. Altri dal lat. levare sollevare : e ciò d - F editto che il lievito produce nella pasta, in isp, levadura.) M-fi dobr. P■ N, 7. Le cose proprie a guardare la complessione d‘T p ino ec. , è il pane che è ben cotta, e ben bevilo e fresco il’ un g 10 jj fatto. Frane. Sacch. Op. div. 140. 1 Greci sagrificauo il Cojl 10 .^ Cristo nel pane lievito. Zibald. Andr. 43■ Il panda sia ben be' ^ e ben cotto in forno, « Red. nel Diz, di/l.Pasta. Una sola cosa lcntieri proporrei, che non si facesse scrupolo di servirsi di quando di qualche gentil minestra, e assai brodosa di paste non to come sarehbono le lasagne, la semolella, il farro passato, c sin 11 T)l;i Lif.vo ,* Liè-vo. Sm.V.A.V. e (fi’Rilievo. Ir. Binò. ilo. 11. f' a ,y] . oiace. t Li mensa panici' di rilievo, Colui che fa bevo Di quel che no’gbpia°f' jp' evre , Liò-vre. [ò'osz. com. V. A.V- e di] Lepre, Cqm.lnj'O-^ff turale è l’odio de’cani e delle bevvi. Seti.Pisl. 1 buoi vanno (' Come I’ uomo deb» 1 " fi l’erba , e i cani la bevre. Tes. Br. 7. 29. uuium . c , tire la lievre e la gallina. Amm. Ant. 3. 4• di nto. Anni 1 ' coi 1 ?" icd Z e . c il all? rllA •all ì'cr i- >:• idei e v di vi‘° $!>?• dal' A 'il 0 ' •jta> vii' Lo 1 “ vii' - ; (!<> % IN 9 K ■ilio'"’ A ol '‘l I? ptì LIGÀ Lioa. * (Geog.) Antica isola del Mar hritannioo. (G) Ligame , Li-sà-me. [Am.] V. L. V. e di Legame. Lai. vinculiim, liga- Mcn. Gr.òar/aós. Cavale. Fruii, ting. si. X)i questo lignine e di questa servitù' molto si potria dire. .E appresso : Grande benefici!} e questo, ch’iddio liberi l'uomo da cosi miserrima servitù c da cosi stretti •'gami. » fL‘ediz, di Roma a png.162 nel primo es. legge: Di questo “‘game e di questa servitù assai si potrebbe dire; enei secondo apag. 1(13: Lìberi l’uoino di cosi misera servitù, e da cosi stretti legami,)( 1 >) ^•gamekto,* Li-ga-inén-to.i?»!. Lo stesso che Legamento. V. ò’alv. Av- Vc ‘ t. 2. 22. 120. Non mica quei ligamenti , ma le semplici voci de’nostri articoli ec. (N) 2 (Anat.) Parie del corpo bianca , fibrosa e solida, che unisce in~ sterne le altre , e spezialmente le ossa. /.aLdigamentum. (jr.ri"/ò:ce-cs. Red. Oss. ast. Jj8. In oltre vi è un ligamento che cammina per la lunghezza di esso sacchetto ec., il quale ligamento è quello che la ec. A Loris. 1. 27. EH’è un fluido salsuginoso , fisso, tartareo , il quale 11 on dalle vene , ma bensì dall’ arterie è deposto ne’tendini, ne’ liga- nienti, c ne’, periosti i, o membrane che vestono i capi degli ossi.. Ligamestoso , Li-ga-nieri-tó-so.^/oi/. [m. Lo stesso che t.éganii nfx'so. iòe] jUvrf. cons. 1. 217. Mentre quel lìquido-sequestralo fra le menzionale 'ore ligiunentose e tendinose , quelle rimove dal proprio sito, ec. » ~ 2 i8. Poi bisogna corroborare la parte offesa, sciogliere l’ingombro della mucillaggine incagliata in quelle parli ligamentose, ec. (B) t-iOAs ieA. *^Geog.)Li-ga-ni-ra.aft/it.c;(iò dell’ India di qua del Gange.{(V) Lig aee , Li-gà-re. [Alt.} FA i. [e A. V. e dì} Legare. .Lai. di tigare, v Uicire. Gr. òicjrrvav. Cavale. Fruii, ling. 21. Gravi e troppo vili s °i»o questi vincoli e legami che ligano il peccatore. E appresso: Io Gra ligato, e non di ferro altrui, ma dalla mia ferrea volontà.» (LJe- dizione di Roma a pag. i‘Ò2. ha'.. . . che legano .. io era logato.)(B) I04 ato , * Li-gà-ri-o. JS. pr. ni. lat. Ligarius. ( Dal cclt. lice/ attaccato a’piaceri del corpo, e gwv uomo.) —' Quinto. Proconsole d'Af- . l l i' n - parlegiano di Pompeo , assoluto da Cesare. (B) (Mit) ,^ T0 ; Li-gà to. Add. m. da Ligaré. F. e di’ Legato. Cavalc.Fiv.lt. d'tg. 21. Veggiamo di continuo molti sì ligati a certi peccati, che ec. 11 (IJ ediz. di Roma a pag.iC2 lègge; Veggiamo continuamente molti T s ’> legati , ec. ) (B) ,g ato ra ; Li-ga-tù-ra. Sf. F. A. F. e di Legatura. Fr. Jac. T. 2. y i 7- 9• Ciascun fa sua iigatura, E JLIGORIO 1 j j canz. 4 S - 9 • Giovane schivo , e vergognoso in atto Ed in pensicr , poiché fati’era uom ligio Di lei. Bsmb. pros. 1. 22. Il Petrarca ec. usò ligio, che in lutti i Provenzali libri si legge. Tac. Dav. Slor./f.'iSt. Ma egli nè alcun Batavo si giurò ligio alle Gallie. E Ann. i3. 180. Di più ci offriva quella gente per ligia. Dep. Decam. g. Quasiché e’ non sia ligio o obbligato ad alcuno, ma libero e senza fine. Tass. Fr. Jac. ’n quanto menali bruttura. (V) tori si dice litio, o vero lercio ; e per liso nosi.ro frequentissimo di mutare il d ingec., l’abbiamo in ligio ridotto, e uomo in potestà e balia d’ altrui posto significa. Licioni: , * Li-gi-ó-nc. Sf. F. A. F. e di' Legione. Fit. S.M.Madd. 88. Andranno alla nostra ligionc e resistere , che questo Gicsù non ci tolga la nostra possessione. (V) Lioirone,* Li-gi-ró-ne. N. pr. tu. (V. Ligero. In celt. lughar on Lei lo ed eccellente , ovvero beilo e buono.) Primo nome di Achilie.Qìld ) Ltcisma.* (Cliir.) Li-gì-sma. Sf F.G.Lut. ly gisma (Da lygizo io torco) Cantorvitnerrio di giuntura, sicché ne risulti, perfetta lussazione. (A.O.) Licisto. * (Boi.) Li-gì-slo. Sin.Fdè. far. lygislum. (Da lygizo io piego.) Genere di piante della famiglia delle rubiacce , e della tetran- ària monoginia di Linneo , stabilito da Lwnurck, e da Kunth riferito al genere coceocypselum, il quale comprende una sola specie, il Lygistum llexile , che c un frutice con fusto liscio , alquanto pieghevole , quasi rampicante e ramoso. (Aq) (N) Licisto.* V- pr. rii. (Dal gr. lygisles cerchiajo, chi fa cerchi.) — Figlio di Fetonte , che diede il suo nome càia Ligistica. (Mit) Ligistrare, Li-gi-strà-re. [Alt. F. A. F. e ai’] Registrare. G.F. n. g2. 3. Il notajo, clie ligistra nel palagio de’priori i fatti del comune. Ltcistrato, Li-gi-strà-to. [Add.mda Ligistrar e.F.A.F- e z?/’)Registrato. Ligistro , Li-gì-stro. [ Sm.V■ A. F. e dì) Registro. G. F. 11. gì. 1. In questi tempi queste infrascritte erano le gabelle levate per noi diligentemente de’ ligistri del comune. Licitane* (Geog.) Li-gi-là-ni. Antichi popoli della Spugna. (G-) Ligittimo, Li-git-ti-mo. [ Add. m. F. A.F. e di} Legittimo. Bocc.nnv. 49- 3. Se avvenisse che il figliuolo senza erede ligittimo morisse. Ligmo.* (Mal.) Sm. F. G. Lai. lygmus. Gr. Avjy iós. (Da lyzo io sin- * (Grog.) Li-gà-11-ni. Antichi popoli delle Alpi marittime.(Gl) e,* Li-g l ià-mi-de, Ligdamo. N.pr. mj-at. Ligdamus. ( Dal celt. c- |C acst. LlGDAlunE, /L i * n — —. ) — n Y. 1........ *,.^,,,..,^1! ^ Jo lume, e dam signore: Signore illustre.) .— Tiranno di Nassa .— /'frale de’ Cimmerii , che invase l’Asia minore e prese Sardi. — Li r „ s i r “cusnno- r pat/iv della regina Artemisia, (lì) (Mit) _ f'/ ) '*Li-gi\- I \.ino N.pt:n:. LoslessochcJ.ìgdnmìòc.F. /.u/.Ligitamis.(B) LiiÙT Antica città dell’ Asia minore nella Trocule. (G) 0 * iV. pr. tu. (In gr. ligdos mortaio.) — Tessalo manto di Te- : ,padi e d’lfi. (O) . - Li-goui. N. pr. f. Lat. Ligea. (Dal celt. lug acqua. Nella ess a lingua Uiich lago.) Una delle Sirene. —Una delle Ninfe corn- V P a gHe di Cirene. — Una delle Nereidi. (B) (Mit) (ffut:) Li-gé-o. Sm. F.G. Lat. lygeum. (Da lygizo io torco ,8°i volgo intorno .1 Genere di mante della triandria monocrinin. dell a Lignag< ,,s 00, > blusa Igo intorno.) Genere di piante della triandria monoginia e i p r "‘ S cmì -iglia delle graminee , da Linneo stabilito con una pianta in- della Spugna e delle Due Sicilie , detta anche Ligcum spartani, somministra lo spalto o giunco al commercio. Ha per carattere la° V i rinc ^ llUs l h l una spala , il calice di dm valve con due fiori, so Coro ^ a formata da una gluma piu lunga del calice , ed i semi do° ac ^ lQnc contenute nella base coriacea e pelosa del calice . Si a- P- a,i0 invece dello sparto le foglie della stipa tenacissima, e della Per^r tenac , e romanissima nelle colline marittime del Mediteiraneo % Jy rn( * .f u i * stuorc ed alili utensili. (Aq) (N) gliarf-'^- P* enere d' insetti dell'ordine degli emitteià , e della fami- lori / Gt v fi m ^ c idi di Latreille , cosi denominandoli dagli oscuri co- I,i GEll ^ tan bre, ovvero Amor tenebroso .)—Cavitano la- la- Tu 1’ opposito sempre arricci il crino A chi la coda ti ec. e i, tìll] ^v.c. farcii. Ercol. 56. Usanti ancora ec. andare a Piacenza ^(Ar c °da.» {Alla v. Coda la Cr. legge Lisciare.)(.\) E. de lanajuoli. Ligiare il panno, r. Maneggiare.(^A) lari g Uta * de' setajuoli. Ligiar la seta. K. Parrucdlo. (A) presin 7 iòj\ E azione di Ligiare. Cani. Cam. line ligiute ■ ^ic UXo Tc h? fa tutte niiilare. (A) TUcIIq 5 .. l 'S*à-to. Add. m. da Ligiare- Buon . Pier, fi 3- 16. Dicon j? ^P a,, ole sbezzicate, Ch’ essrr voglion pregate, Lusingate, ligi al e. H’^ea. 71 *; ivi: TAgiato , Lasciato, accarezzato, adulato.(T n) ligiar? fi ^ r ‘ Li-gia-LWa. Sf. V operazione di maneggiare o Pianeggiare. (A) me le steli fo-ni. Soprannome delle Esperidi, riguardate eo- co,pi le della sera y tratto dall’ armonia che ìisidta dal moto dei *-'f-io ( Gal g r . ligys, ia soave, dolce , e pitone voce.) (Mit) °‘pende' l A ld - m.] .Suddito [posto.in haliti e podestà cPaìtiui, -Sminato, Soggetto. È voce di origine barbarica c h'er a obbr^ 0 * ^* erm Dant.Salm. pag.ij5. Il proprio corpo che nel santo ligno Di croce fu confino, cT sangue sparto Per liberarne dal deinon maligno.(N) Ligny.* (Geog.) Lat. Limimi, Linìacuuq Ligmacum. Città di Francia nel dipartimento della Mesa. (G) Ligo.* JS. pr. m. Fariazione di Lodovico. (B) Ligouesma. * (Mit.) Li ge-d*-sina. Aggiunto di Diana, perchè fu trovata involta tra vimini a segno da non potersi rizzare. (Dal gr. Ifgos vimine , e desmos o desina legame.) (Mit) Ligodio. * (Bot.) Li-gò-.ii-o. Sm. Lat. ljgodium. Genere di piante crittogame della Coniglia delle felci’, caratterizzato dalle Cassole disposte in spighette nel margine della fronda distica, marcate da una d - • ” "1 fi. Dir,-. tK\ fascia fieli apice ed aprenùsi per lungo. ( 5 N) InGomsouEA. # (Bot ) Li-go-di~so-dè-a. Sfi. F- G. Lat. lvgodysodea. (Da ty'gos vificcbio , desis legame , e idos somiglianza : Simile a legame di vìticchio.) Arboscello rampicante e di fusto lunghissimo , indigeno del Perù , e nella pentandria monoginia forma un genere; e così denominato dall'uso comune che i Peruviani ne fanno per corde , e per altri bisogni domestici . F. Pcderia. (Aq) Ligoi'jm.* (Zool.) Lì-gò-ti-Ji. Sm. pi. V■ G. Lai. lygophili, ( Da lygos agno casto , ovvero da lige oscurità, e phlos amico.) JSoìne dato da Dumcrit alla famiglia degl' insetti coleotteri , che amano V ose ur/là e di. abitale specialmente sull agnocasto. — , Tenebriceli, sin. (Aq) Ligot-a.* (Zool.) Li-go-la. Sfi F>G. Sorta di pesce , detto meglio Sogliola. F . (Van) Licon.* (Geog.) Città e provincia dei Regno di Siam. (G) Ligora, * Lì'go-ra. JS. pr. tn. ( Ligro. In celi, lughar leggiadi’o , piacevole.)-- Uffiziale del re Antioco , che prese la città di Sardi (MiL) Lico/uó , * L*-gò-n-o. N. pr. m. Lai. Ligorìus. (V. Ligora.) (B) \ ì 1 1 2 LIGRO ■ P. Elio. Pretore rama * LiGro. * N. pr. m. ( Dal gr. Ifgros funesto.) no in Sicilia. (Mit) Ligula.* (Arche.) Lì-gu-la. Sf. V. L. Specie eli spatola della quale servivansi gli Aruspici per investigare le interiora delle vittime.(Miti) i — * Significava inoltre V Epiglottide della gola ; L’ancia delle sampogne, e degli antichi flauti o tibie; il Fihbiaglio concuistrin- gevasi il calzare ; la Palle più sottile di una leva e. la più cava di una stregghia; Una specie di cucchiajo con manico perpendicolare, che serviva ad attignere i liquidi in un gran vaso , e finalmente un Pugnale corto e targo a forma di lingua. (Mit) 2 —* (Bot.) Oggi dossi da’ botanici questo nome ad un prolungamento memlranaceo bianco che si osserva alla base delle fòglie delle graminacee. ( V ari) (N) 3 — (Zool.) Nome di un genere di vermi intestini dell’ ordine de’ pa r renchimatosi , famiglia de' cestoidei. Prima dello sviluppo : corpo depresso , continuo , lunghissimo , con solco longitudinale nel mezzo; ne la testa , nè i genitali visibili. Sviluppali : corpo depresso, continuo, lunghissimo ; lesta con una fossetta semplicissima dall’una e dall’ altra parte ; la ovaja o distinta , o nascosta in serie semplice o duplicata con frastagliature. I.at. ligula, he specie più comuni sono la Ligula abdorninalis e la Ligula cingulum , che si trovano nell' ad- domine di certi uccelli , e. di diversi pesci di acqua dolce , a’ (pioli, animali spesso chiudono le intestina a segno di farli perire. Re- nier. (Min) (N) Ligure , * Lì-gu-rc. Add.pr.com. Della Liguria, e poetic. nello slil sostenuto Genovese. Remh.Stor.6.85 Successe Giulio Secondo ligure.(B)(N) 2 — * (Geog.) Repubblica Ligure. Stato italiano che fu formalo nel Ip91 ; nel i8o3 fu incorpoiato all’ impero francese; e nel i8i5fu dato al re di Sardegna: comprendeva lutto il paese dell’ antica repubblica di Genova. (G) Liguri.* (Geog.) Lì-gu-ri, Ligiiricni.^/itói/ij popoli numerosi e possenti, che abitavano quella porzione et Italia chiamata Liguria. (G) Liguria. *(Gcog.) Li-gù-ri-a, Ligustia. Sf. Lat. Liguri a. Contrada d’ [talia nella parte maestrale della penisola, sul Mediterraneo ; essa estemlevasi dalla Gallia Cisalpina fino all’ estremità dell’ Etruria. Divitlevasi in Marittima ed in Montuosa ; la prima è quella che poi chiamassi volgarmente Riviera di Genova; la seconda stendevusì sino al Po da una parie , e sino alt’ Arno dall’ altra. Coirisponde oggidì al Ducalo di Genova , alla parte australe del Piemonte , ed tùia parte maestrale della Toscana .— Mare di Liguria, detto anche Mare Ligustico, h. Ligustico. (G) Ligurino.* Li-gu-ri-no.JV./ir. m.—Poeta latino. (N. patr. di ligure ,)(f\ li) Ligurio.* (Min.) Li-gù-rio. Sm. Nome di gemma , detta anche Liugu- rio. V. ( V an) Liguro.* (Zool.) Li-gù-ro. Sm. Lucertolo, Ramarro.—Si dà pure questo nome al caimano, animale indiano. (In isp. lagarto ramarro.)(Van) Ligus.* (Geog.) Antico fiume della Liguria. (G) Ligusta.* (Zool.) Li-gù-sta. Sf. F. e di Locusta. Salviti. Pros. Tose. 1. si2. La cicala ec. simile a una piccola ligusta, ma non ha,come la ligusta , corna grandi, nè punte. (N) Ligustia.* (Grog.) Li-gù-sti-a. Antico nome della Liguria. (G) Ligustico , * Li-gù-sti-co. Add.pr. m. Della Ligustia, o Liguria. (B) a _ * (Geog.) Lido Ligustico. Lat. Ligustica ora. Davasi anticiunenie questo nome a tutta la costa del Mediterraneo dalla foce dell’ Arno sino alla Spagna; ma poscia si chiamò cosi solamente l'odierna co » sta di Genova. (G) a — * Mare Ligustico. Cosi chiamassi il Mediteiraneo che bagnava la Liguria , cioè le coste del Genovesato ; alcuni geografi chiamarono Mare ligustico il golfo di Lione nella sua parte orientale fino a Marsiglia. (G) 3 — * Alpi Ligustiche. Catena di monti che circondano la Liguria, e che oggidì si chiamano Alpi marittime. (G) Ligustico.* (Bot.) Sm. Genere di piante appartenenti alla classe pen- tandria digiuia del sistema sessuale ili Linneo , ed alla famiglia delle ombrellifere, discernibili per le ombjelle ed omhrcllette fornite, di collarino di. molte fòglioline ; calice quasi, nullo, semi dotali di cinque spigoli alquanto grossi e prominenti. (Vau) (N) 0 — [Specie, di pianta delta Ligustico comune, ed è lo stesso che il] Levistico .F~,Lat, [ligustiuum levisticum,] hipposeliuum, apium majus, libysticum. Gr. !virom\ivov. Ricett. fior. ff. Il levistico detto da Dio» scorbio ligustico, e da Galeno libistico, ci si porta oggi in buona copia. LlpùsTniso.‘(.Vanii.) Li*gu-stn»no.,Vni,dona d’unguento diligustro (Vali) Ligustro. (Bot ) Li giostro. Genere di piante della diandria mo* xiaghda, famiglia de’ gelsomini; il carattere di esso è un piccolo calice a quattro denti , la corolla imbutifonne. a quattro lobi , ed una bacca a due cellette e quattro semi. La sua più comune specie è il Ligustro volgare, pimla thè ha la radice obbliqua; lo stelo con iscoi'za alquanto bianca; i rami laterali, numerosi,flessibili, minuti, diritti; \e fòglie lanceolate, intere, liscie, opposte, con pezioli corti; i fori bianchi, a tirso ; le bacche nere , gnmdi come quelle del ginepro , amare. Fiorisce in Primavera. Questa pianta si coltiva a decorazione LIMA famiglia delle giasminee , caratterizzato dal calice di quattro denti, dalla corolla ad imbuto con quattro lobi, e dalla capsola a due cellette e due semi. Si coltivano ne’ giardini le sue specie come piante di ornamento. I^at. syriuga. (N) Lilalite. (Min.) Li-la-lì-te. Sf. Nome dato da alcuni alla lepidolile a cagione del suo colore. (Boss) Lile. [Pronome comp. V. A. F. e di ]Gliclc. Nov.ant.61. 3. Ama vaia si colatamente , che niuno lile potea far palcsarc.»(£W/3. colla data di Firenze 1-jtf ha li le.) (B) Liuea , * I,i-lò-a. N. pr. f. (Dal celi. Ili. acqua, e lek abitazione :• Abitante nelle acque.) —Najade figlia di Cefso. (Mit) 2 —* (Geog.) Lat. Lilaca. Antica città dilla Roride. (G) Limacce.' (Bot.) Li-li-à-ce-e. Sf. pi. Famiglia naturale di piante monocotiledoni , cogli slami periginii , i fori ermafroditi con i ovario Uh ero ; U .' - ’-i I — - ■ ' centrale bigi tiilari Lii.iaceo. (Bot.) Li-li-à-cc-o. Add. m. Aggiunto di piante e fori che per lo più sono di tre o di sei petali. (A) Liliasfoiiklo. * (Bot.) Li-li-a-sfo-dè-lo. Sm. L.at. liliasphodelus. ( Dal gr. brio», in lat. lilium giglio, e da asphodelos asfodilio.) Piant i con fori somiglianti a quelli del giglio e radici a quelle dell’asfodilio, sacra a Proserpina ed agli Dei infernali. V- Emerocallide. (Aq) Lit.ibea.* (Geog.) Li-li-bè-a. Lat. Lilyboeum. Antica città di Sicilia , oggi Marsala. (G) Liei beo-* (Geog.) Li-li-bè-o. Promotorio della Sicilia , il più occidentale dell’ isola; detto anche Capo Buco o Capo Marsala. (G) Lilio.* (Farm.) Lìdi o. Sm. Dicesi Lilio di Paracelso, Quella tintura al- coolica di potassa che Paracelso preparava col mezzo di varii ossidi metallici, coll'idea di tendere questi più solubili nel menslruo.Lat- lilium Paradisi. (A. O.) Limosa , * Li-li-ò-sa. N. pr. m. Lat. Liliosa. (Dal celt. liti giglio, cd os diminuì, picciol giglio.) (B) Lii.it. * (Mit. Itali.) Nome della prima moglie di Adamo , secondo 1 Rabbini. Gli Ebrei la prendono per una specie di Lamia o Spetti '<’ notturno nemico delle partorienti o da’bambini neonati.. (In chi'.lilith-i da lajil notte.) ( Viri) Lilla,*(G eog.) Lat Insulae .Città di Francia, cap. thldip.delNord.fi') Lillatro. (Bot.) Lil-làtro. Sin Specie dì fìllirea, frutice sempre verde che ha lo stelo diritto, consistente, e diviso in molti rami, con iscor- za liscia, a'quanto grigia; le foglie opposte, ovale, cuoriformi, seghettate , con pezioli corti ; i fori piccoli , alcjuanto venti, riunite a ciocche fra le ascelle delle foghe ; le bacche, piccole , della grill 1 ' dezza di un granello di pepe , e nere nella maturità. — , Lillu'ri l ’> sin. Lat. phyllirea latifolia. (Gali) (Vau) Xullers * (Geog.) Lat. Lillerium , Lilercum. Città di Francia nel dip- del Passo di Calate, fi) Lillt,* (Bot.) Sm. pl.Nome che si dà in alcuni luoghi della Toscani al Mughetto. (Dal lat. lilium giglio , attesa la sua bianchezza.) (A) Lillo.* (Geog.) d'ertezza del Belgio sulla Schelda. fi) Lima. (Ar. Mes.) [iV/i] Strumento meccanico di verga d' acciajo det tato, e di superficie aspra, che serve per assottigliare e pulire faro, (Qu ■ che sia piuttosto per qualunque strumento , cioè Lavorato con suri ingegni e ferri.) (N) » — * Avvi molte specie di lime e. prendono il nome per lo p’ a dalla lor forma ; onde dicesi mezzatonda , quadreria o quadrilatera, triangolare , tonda, o da straforo ; Lima a coltello , Lima sciolta , Lima stucca, Lima a mezzo taglio, cioè a denti men fini che la liu P stucca 5 Lima da’rocchetti usata dagli oriuolai per far le faticate a’ rocchetti , Lima a punte, Lima da eguagliare, Lima a foglia di salvia. Le piccole lime , dette da orologi ed inglesi da un pollice, fi'®, a otto sono di circa fi sorta, T-e grosse lime variano di forma e ri taglio ; non se ne fanno che di rettangolari , di mezze-tonde , (,t triangolari , di tonile, a foggia inglese, con taglio grosso, mezzano e fino, che indicansì per lo più coi nomi di Bastarde, Mezze-bastarde e Stucche. Le lime a foggia di Alemagna , a taglio grosso ed <* mezzo taglio , vendonsi in pacchetti, inviluppali di paglia , il che fi" ce dar loro il nome di Lime impagliate, (D. X.) 3 — gentile. * Lima la più fine che intacca leggiermente .Gei * tile , J- 21. (N) • 4 _ raspa o scuffina : Sortii di lima con la quale gli soldioif di marmo e legno puliscono le loro fgure; se ne fanno di piu soffi cioè a coltello, mezze tonde, e a foggia dei dito grosso della man’ i e di più grandezze ; la maggiore per lo più larga (punito due. ih 1 ’ e vanno diminuendo a proporzione fino alla minore , che per l’oro ' nonio è detta grossezza d una penna da scrivere. Renv. Celi. Ot v j’ ifi. Col detto scarpello si conduce Ja statua lino aria lima, la qua ^ ai domanda lima raspa , o scuffina. (V) da vitalbe abbondevoli di bianchi ligustri. Tasf. Am. 2. 2. Or prcn» deva un ligustro , ora una rosa. Red. Oss.an. Posti i fiori di li» gustro postali in quattro vasi ec- , uoji vi nacque mai cosa veruna. 3 __ [Per la I ianchezza de’suoi, fiori questa pianta è molto rammemorata da’ poeti ; onde Ligustri è Rose vale fig. Color bianco e vermiglio.] E f> er simi/. (Umani ligustri, poeticam. per fogli dicarla,]Pelr, cap. li. Udì’dir non so a chi , ma ’1 detto scrissi In questi umani , fi dir proprio, ligustri, Poliz. stanz. I.f 4 , Di celeste letizia il volto La pieno , Dolce dipinto di ligustri e rose. Link." (riot,) Li-bt. òm. Genere di- pianta della diandria nmnoginia, viti 1S. t33, E trapani, e paletti , e lime sorde. 6 — TORNITA.* U. Tornito. (A) 7 — TORTA : Lima fatta a fòggia di lingua, per levar ne’ min' i colpi degli scarpelli nelle piali tonde c vote. Balditi. (B) 8 — Per melaf. [del primo sign . dit esi dette passivili che | c° ,ìS mano altrui.) Dani, riiii, 26. E maladico l’amorosa lima, C’ha rito i inici motti. Petr. son. 18. Ma trovo peso non dalle ime ' n eia , Nè ovra da polir colla mia lima. E son.So. Io non credea, p. forza di sua lima, Che punto di femirzza o di valore Mancasse u> LIMA soìi 2ijf. Amor tutte sue lime TJsa sopra il mio cuor afflitto tanto. I rim ' 4°' Da quel furor, di’ uscì dal freddo clima, Or de’Yau- , or d* Eruli, or de* Goti, All* italica ruggine aspra lima. 9 — -E Dare una passata di lima , Ripulire un’ opera d’ in- f$*S ìl0 i perfezionarla. Magai, lett. Bisogna qualche passata di lima per 1 ammorbidire in alcune parti il lavoro. (A) 10 .— [Per metaf. del $. /, 41 M . V.io. 7^.Esso in questi giorni dorava alla coperta colla lima sorda. Pataffi* 1. Di non volere sti- tooli s’ingegna La lima sorda , vivendo di razza. ( Qui , secondo al- CUr f > vale Ladro , dicendo di razza , quasi di ratto: secondo altri ? (t le Persona taciturna e quieta , che campa con poco.) ti — * E Lima sorda dicesi proverò, a Chi offende altrui di na- ^ Co f° ? o a Chi sotto apparenza di buono fa del male. Tassoni. (P) f (dar.) Strumento di cui si servono i dentisti per disunirei denti °Ppo attaccati , per iscorciarc quelli che sono troppo lunghi , e per le f e delle punte e ineguaglianze , le quali possono causare diverse c ere ed altro morbo alla lingua ed alle guance che vanno ad ur - 3 „ £ vAgr.) Sorta o Qualità di terreno. ( In ted. lehm argilla, creta.) QiT A 2 9; Fruttifica ( il ginepro') nel lito del mare , o ne’ monti * asi sterili , ne’ quali è la terra soluta, clic lima s’appella. c ? T~ Specie di piccolo limone di diverse sorte . (In frane, spagli, j- 1ec *' lime. V. limone) Red. Oss.an.ng, Col sugo parimente delle j. e dol ci di Valenza tutti i lombrichi e grossi c piccoli vi mori- 4 «J^r ne * s °l° tempo d’ una mezz’ ora , o poco più. sujS- 0 ^') specie di pesce di color giallo sul lato superiore, e bianco la a '^ erio f e > aniendue i lati sono coperti di scaglie assai grandi ; ha *f, St(l fì cco ^ a s bislunga, e stretta è V apertura della bocca; le maria 6 ^ àieguat grandezza , e la supcriore coperta di molto maggior eh T° piccoli denti , che non all’ inferiore:, gli. occhi prominenti, n ì loJìno la. pupilla nera contornata cVini iride color d’oix).Si trova f Baltico , nel Mediterraneo , e nel mare del Nord. Lat. plcuro- . c tes liiniinda. ( In frane, limande , da lima nel primo senso . a ca- g'°n delle scaglie.) Salvili. Opp. Pese. 1. 232. Così la rina, o squa- J* 5 ovver lima , Dona difesa a’ figli, ma V entrata Nell’utero non C 4 ree . ! cc : (A) lm a del gruppo delle Calamiane. (G) ,0 ’ fà'niàc-cio. i •'tae \ Mota, Fanghiglia , e Quella porcheria che hóo& auo k paludi. Rat. lutimi , cornimi , limns. Gr. toiXo's , ÌXiJs , c ipfos. 7 es. Br. 3- 3. Clic ’l suo colore (dell' acqua) sia lucente, de, sa P 0, 'e dolce e di buono odore , clic non abbia nullo limaccio c ; 0 ^ r °: F 4 t. Anguilla è un pesce clic nasce di limaccio di terra, fuse. rno * a : e pelò quando la pigli, quanto più la stringi, più ti la e" ^ mm - 'Ani. 3/f. 2. i3. Come il pioppo gode dell’acqua, e come J,' 1>aa salvai ira nel limaccio , cosi la lussuria ama ozio. Sallust. allora l' Q liaill *° ** mare è grosso, c comincia a tempestare di venti, blu..,,. onde traggono seco limaccio , rena e grandi sassi. l ut - so > Li-mac-ció-so. Add. m. Fangoso, Poltiglioso, Motoso.Lat. Ux. r ^ > lutulcntiis , coenosus , limosus. Gr. ten Ki.’Sr,s, it-vuèr ,s , ir eX- tcrr a P. ^ 1 ; )• Ancora per la cagion di Ha disposizion della * '— p e ° 10 ’ s t ’ll’è lutosa, ovvero umida, ovvero fangosa, o limacciosa. reni [Diletti limacciosi, Volontà limacciosa per Diletti, ter- v *Wsa . camino /ì , Volontà corrotta .] But. Purg. <7. 2.La volontà I a ido è u limacciosa c brutta. Bemb. Asol. 3 . 172. Sozzo e T Sa Sevoli 1 anc,ai e H uc ' diletti cercando , clic oc. sono ili se stessi di- c noccnti , c terrestri, c limacciosi. V'piiI-niix cc.Anlicn fiume del Peloponneso nell’Arcadia.lfi) Ga , ,, Li-mà-gna. Lai. Alimania. Antico paese della Iran- (Ih./ . ^ Aff.lC/I l//llz»lll/l /flimin /lOlTf ir. ,,/nita ,7../ l* l>nn àn, Passa Alvernia, forma oggi la parte settentrionale del l{;;i mt : > d >' l PuY-de-Dàme. (G) °° ‘ ® Vunricì per dileggiare e uccellare,Modo usato ddfanciulli-, ed Ì ec °'i. Son, 106. Clic dirai tu, *alt ( , C0 | a ‘* c lumache Fauno ancor lima lima di Teseo, Glie com- * >ta Prosto P ? P ° I Slllza brache ? Alleg. 180. Or l’ uno e l’ altre , so- ^ 7. 0 r.. . ln > Mi dicon : lima lima, c vello vello.» Buon.Tane. ® spettava 1 r r>111 linia lin ! a ‘ ^ S"Fin. Annoi, ivi: Ciapino che già I CarlllCIVTU rltoù u Co ln/ir?/ic«m/s. ^ . ,v ?. ,* .Gl l_t* tbì| 0le<,£ f a dcstl-l e I J- ^ - - 7 ~ ” 5 -*v * umitt. Lk ° Ic, h!o .li. l l " lto indice della sinistra, quasi stropicciando una lima, ?M s iEier 0 j.. hurlando Itila non t’è tocca , (N) K Cr, 'o } V n J?->pcu-to. Sm. IJ azione del limare. Bellìn . Disc. Il ? ANc iua. » /i/i !. s *® c SI ' c °nsmua col limameuto. (A) L»!" 1 '® ! Cd ai ,.» Ij-man cbi-a. Sf. VImi. limancliia. (Da limos r'* KT| vio. • ,p “ strangolo.) Digiuno eccessivo. (Vali) Ul - Spècie pv Li-man-ti-mi-o. Sin. Lat. menyantbes nympboidcs è’eva ì’uuua appartenente al genere VtUarsta che Linneo 'jfidftto u n ” 0 - genere Menyantbes , e di cui Omelia ne avisvi la». ‘ ^’illursi'. ’fl’s c Ll,irn audolo Limuanthcinum.— , Linmanleiiio, sin. Use i Li "■ «c* Co,lsn '"are‘i' ^ l .' e n - Operazione la cui essenza non è alito che 0l , 'e>- in lj t!!a co, 'ì n staccandone a poco a poco le parli loro, facendo a contatto de’ medesimi, ccn ifiorziu e esso contatto LIMB 1 CCO , , 3 mentre vi scorre ; ) Assottigliare o Pulire colla lima. Lat limare. Gr. (ita.. Cavale.Med. cuor. Onde proverbio è : maladctto il ferro, il quale, quanto più è limalo c messo al fuoco, più diventa rugginoso. Rim.ant. P.pf.M. Gonn. Interni. Una ragion, qual io non saccio , chero , Ond’è che ferro per ferro si lima. Dial. S. Greg.M. 3. 16. Sicché non si limò e non si ruppe. 2 — Per metaf. Rodere , Consumare. Petr. cap. -io. Sì par che i nomi il tempo limi e cuopra. Dant. Purg, 15. 1 5 . E fecemi ’I solecchio, Che del soverchio visibile lima. But. ivi: Lima, cioè ch’èmancamento dell’ avanzante visibile. Beni, Ori. 1. 6. 49• Sol questa nuovadonna il cuor gli lima. 3 — Ripulire , Perfezionare. Lat. pcrpolire, perficere. Gr. àKortKÙv, ìtf.pyà(eda.t. Dant. Cono. 7 4- Limaro e a perfezione la filosofia morale ridussono. 4 — * Al giuoco delle buche, Limare dicesi lo Spingere col dito indice il nocciolo che al primo tiro non è entratonellebuche.Min.Malm. (A) Limare diff. da Pulire. Pulire vuol dire Togliere ciò che vi ha di sporco, superfluo, o nocivo da checchessia: quando ciò si fa colla lima sopra corpi che nc sien suscettivi dicesi Limare. Nel senso metaforico allorché si parla di componimenti indicano entrambi Riduzione in meglio; ma Limare adoprasi assolutamente, ed a Pulire si aggin- gne per lo più colla lima. Liuaki. * (Geog.) Li-ma ri. Fiume del Chili. (G) Limasoi.. * (Geog.) Li-ma-sòl. Lo stesso che Limisso. V■ (G) Limatamekte , * Li-ma ta-mén-te. Ava. Con limalezza.Magal. Lett.(_ 0 ) Limatezza , Li-ina téz-za. Sf. Il limare ; Limamento ; ma usasi per lo più fig. parlandosi di Stile e vale Pulitezza, Tersezza. Udeu.D/is.i. 23. Fuor di quella sua candidezza e limatezza di latinità un po’ più moderna , poco ha del lesto che far coll Plauto. (A) (B) Limatissimamente , Li-ma tis si-ma-mcn-le. Avv. superi, di Lunatamente. Magai. Leti. Fam. Berg. (Min) Limatissimo , Li-ma-tìs si-mo. tAdd. m. superi .] di Limato. 2 — Fig. Pulitissimo. Salvia. Pros. Tose. 2. 86. Il gravissimo c li- matissimo poeta franzese Malerba nella sua canzone sopra la presa della Roccella cc. dice cc. Limato , Li-mà-to. Add. m. da Limare. Lat. limatus. Gr. ìffmepìros, Lib. cur. malati. Prendi un’ oncia di ferro limato, e bagnala con a- ceto forte. Cani. Ciu n.191. Limati i denti (delta sega) e aguzzati in pillila. Red. Cons. 2. 32. Acciajo limato, e ben bene netto dalla polvere e da ogni altra sordidezza. 2 — Per metaf. Libero , Scarico, Netto.Co/.iSV.Parf.Qnando la menlc nostia, non essendo contaminata da alcuna grassezza di carne, ma limata saviamente d’ogni affezione c qualità terrena , cc. 3 —Civ ile, Ornato di lettere. Dav. Tac.Lett. agliAccad. Questo limato secolo c la maestà della storia romana parechc vogliano alto slile.(V) Limatobe , Li-ina-tòre. Veri. m. di Limare. Che lima.Belhn.Uisc. 1. Molta forza consumano i muscoli limatori per mover sé stessi.(A)(I!) 2 — Ed in fòrza di sm. Bellin. Disc. 1. Che poi per limare si ricerchi quello sforzo addosso il corpo limabile,lo asseriscono i limatori.(Min) Limati-,ice, * Li-ma-lri-ce. Peib. f di Limare. Che lima. V . di reg.(0 ) Limatura , Li-ma-tù-ra. [Sf '.] Il limare-, [ma in questo sign. è V. A ., d.cendosi meglio Limamento, Limatezza.) Lib. Astrol. E sia ben fatta la limatura sua. a — Quella polvere clic cade dalla cosa che si lima. Lat. limatura , scolis. Gr. (visita. , (t-rifta.. M. Aldobr. Recipe limatura di ferro, e ruggine di ferro , e cortecce di melagrane. Red.Oss. ann.i 27. Nelle infusioni di limatura di corno di cervo ec. vi stanno (i loinb. icln) come se fossero in acqua semplice. Burch. ». 52 . Limatura ili cun a di lumaca. Gal. Gali. 2fi. Col mescolarvi drento un poco di limatura di piombo si riduce in gravila similissima a quella. 3 — Vivere di limatura , [fig. =■] Vivere industriosamente con ogni poco di cosa. Frane. Sacch . nov . Staiti pianamente, e viviti di limatura , e non di rullatura. , Limba. * (Geog.) Contrada della Guinea superiore. — Citta dell Li- dostan Inglese. (G) Li mbaRA.*(G eog.)Lim-bi-ra,Limbarra.Catena dimontiddlaSardegna fG) Limbi;]. 1.0, Lim-bèl-lo. [ò'm.j Ritaglio di pelle fitto da’conciatori, [guan- tari e simili. Questi ritagli servono a far la colla detta perciò di limbelli o limbcllucci. V. Colla , §. 3 ] —-, Limbclluccio , sui. Lat. pcllium praesogmen. ( Dal frane, lambeau pezzo , brano , clic vien dal tcd. lumpen del medesimo senso. ) 2 — Per s ini il. Lingua; [onde Cavar fuori il limbello =2 Cominciare a parlare , e per lo più Cominciare a dir mate di alcuno o Scrivere contro di lui.] Lat lingua. Gr. yXwaffa. Malm, ». 72. In tal modo cavò fnora il limbello. 3 — (Mario.) Assi unite a limbello, si dicono quelle , un orlo delie quali ha una scanalatura nella sua grossezza, che riceve una linguetta sporgente dall'orlo dell’altra. (S) Limbeleuccio, Lim-bel-lùc-cio. [Am. Lo stesso che] Limbello. » . Peti. Coll, 68. Alcuni lodano molto i ritagli de’cuoi nuovi, c quello ancor più che sì spicca da dosso alle pelli, quando clic si conciano; i quali ritagli, chiamati limbelli! cci, giovano loro ccrtanieiifo molto. Limbetha. * (Grog) Lim-bè-tra. Antica città d‘ -Sicilia. (G) Lijmbiccare, Lim-bic-cà-re. [Alt. Lo stessi) che Lambiccare. P,] Ricelt. Fior. 18 >. E di nuovo metti a limbicaarc tanto , che l’acqua sia liiu- biccala. E appresso: Rimetti in boccia , c liiiibicca , come di sopra, nella medesima acqua. . Limbicco, Liiii-bic-co. [Ani. Lo stesso che] Lambicco. P. Ricett. Rior, C. L’ acque sfiliate sono quelle clic si cavano per limbicco , 0 alilo strumento di diverse sorfe di medicamenti. 2 — Mostrar per limbicco = Mostrare checchessia con difficoltà. » di rado, o per somma grazia. Fir. nov. 7.261. Allegando clic muua altra cosa aveva dato la reputazione a quella de’ Servi e alla Cintola da Pi alo se non il mostrarla cosi per limbicco e con tanta sicumera. u 4 LIMBIL1TE 3 — * Passar per limbicco. V, Lambicco , 5 * 2t (N) 4 — * Dicesi Vaso a lambicco a Faso che gocciola . Tassoni. (P) Limeilite. (Min.) Lim-bi-lì-te. Sf Minerale di color giallo di micie , con frallura compatta , alcun poco squamosa , piuttosto tenero eie* midiafano , che è stato trovalo in grani di forma irregolare da Saussure in una collina vulcanica presso Lìmhurgo. (Boss) Limbo. (Tcol.) Vocabolo che nell origine significava l' Orlo di un abito ; al giorno d' oggi è parola adoperata da' teologi per significare Quel luogo dell' inferno dove erano trattenute le anime de'santi patriarchi , prima che G. C. vi discendesse dopo la sua morte , ed avanti la resurrezione , per liberarli , e fare che godessero delia beatitudine eterna . Nel qual luogo , secondo L' opinione di alcuni teologi , trovansi pure i fanciulli morti senza aver ricevuto il battesimo»’] LmU limbus. ( Così detto dal lat. limbus lombo , perchè posto nell’ orlo o margine dell’ inferno. In ted. diccsi vorhólle avanli-inferno.) G. K* 1 . 22. 1. Menato fu a vedere 1 *inferno , e le pene che vi sono , e poi il limbo .Dant.lnf. Perocché gente di molto valore Conobbi che in quel limbo eran sospesi. Fr. Giord . S. Prcd. ig» E più , che s’umiliò, che discese al limbo de’santi Padri. Lasc. Gclos. 3 . it• Deh , odi voce, s J ella non pare uscita dal limbo I 2 — (Astr.) V orlo estremo ad Sole o della Luna , allorché il mezzo del loro disco è oscurato per qualche ecclisse. Dicesi anche Orlo.(A) 3 — (Astrol.) Cerchio esterno dell' astrolabio. Bocc. Coni. D. Chiamano gli astrolagi un cerchio dello astrolabio, contiguo alla circonferenza di quello , e’ nel quale sono segnati i segui del zodiaco,ed ì gradi di quello , limbo. (A) Limburgo.* (Grog.) Lim-bùr-go.LflJ. Limburgum. Città del Belgio cap. della provincia dello stesso nome.—Contea di Limburgo. Paese de ili Ale- magna nella Vestfalia. — Ducato di Limburgo. Contrada de Paesi Bassi nella Gualcitili meridionale , che unita alla Francia fumo il dipartimento dell’ Ourthe .— Signoria di Limburgo. Antico Stato di Alemagna nel Circolo di Svevia. (G) TLi menarca.* (Arche.) Li-me-nàr-ca. Add. e sm. V- G. Lat. limcnarcha. (Da limcn porto , e archos capo.) Prefetto di soldati stazionava per vegliare alla difesa de' porti contro le scorriere de' pirati , e per impedire che non partissero de'viveri per le nazioni barbare guerreggiatiti coll ’ impero romano. (Aq) Ljmenatide. * (Mit.) Li-me-nà-ti de. Soprannome di Diana che prese - eleva apolli di mare, la statua di lei con questa denominazione aveva sul cupo una specie di granchio marino. ("V. limetiarca ') (Mit) LiMENEsiA.^Mit ) Li-me-nè-si-a,iS’o^rc/m?ome di Venere, perchè anch’essa piesedeva a'poni, (Dal gì*, limcn , limenos porto.) (Mit) Lijieneuretica.* (Lett.) Li-me*ne-n-rc-ti-ca. Sf. F. G. Lat. limcneu- retica. (Da lime ri porto , ed evreter inventore.) Titolo dato da Ugo Gt ozio alla sua traduzione dell' opera di S imene A levili destinata ad insegnare ai piloti il modo di rinvenire i porti delle diverse parti del mondo. (O) Limenia.* (Geog.) Li-mè*ni-a. Antica città deli' isola di Cipro. (G) Ljmenopoli.* (Geog.) Li-me-nò-po-li. Antica città cieli Asia malore nella Bitin w. (G) Limekoscopo.* (Mit.) Li-me-nò-sco-po. Aggiunto di Giove e di Diana venerati quai presidi c custodi de’porti. ( Dal gr. limcn porto, e scopro guarito , osservo.) (Mit.) Li metano. * (Arche.) Li-me-tà-no. Soprannome della famiglia Mamilia. (Dal lat. limes , limilis limite , confine.) ( 0 ) Limeatoà.* (Mit.) Li-miu-ti-jia,Liiiieiifiiio. Do inì/à romane che aveano cura delle soglie delle porte. F. Lima. (Dal lat. limen porta.) (Mit) Lisi eo. * (Bot.) Li-mè-o. Sm. F. G. Lat. liinemn. ( Da limes peste , veleno ) Genere di piante a fori polipetali dell’ ellandria digitila e delta famiglio delle portulacee , che desunsero ini nome dalla loro proprietà venefica, e dall'uso che ne facevano gli antichi per avvelenare con esse le loro frecce. Tal genere di piante velenosissime nuligtne. dell’Africa australe ha per carattere un calice disegnale cinquepartito, cinque petali cortissimi, i filamenti delle antere riuniti per la base, e due cariossidi riunite nel finito. (Aq) (N) Limebjk.* (Grog.) Li-me-ril. Lat. Lalvrus, Limeninm. Città e contea dell’ Irlanda. (G) Li 5 iessii.o.* (Zool.) Li-mèssi-lo. Sni. f . G. Lai. limexilon, ( Da /fine dannose xylon legno.) Genere d’insetti delta prima sezione dell’ or- dine de coleotteri , c delia famiglia de’ lìalacodcnri , stabilito da ia- bricio le cui larve vivono nell’interno del legno, il forano, ed insieme ni Capricorni, ai lepturi e ad altri inselli, giungono a tarlare l’albero a segno che , dopo avere lungamente languito , perisce. (Aq) Limi. * (Mit.) Dei che presedevano a tulio ciò ch’era posto obliquamente. (Dal lat. limus traverso, torto, obbliqno.) (Mit) LimiA.* (Geog ) Li-mi a. Fiume di Spagna. V. Lima. (G) Limici.* (Geog ) lÀ-mì-ci. Antichi popoli della Spagna Tarragonese ,(G) Llsuco.* (Med.) Lì-mico. Add. m. F. tì. Diccsi di ciò che dipende da inedia , come: Atrofia Umica. (In gr. limes vale Fame, inedia.) (Vari) Limiero , Li-miè-ro. Add. e sm. Quel cane che col suo odoralo insegna la ritirata del cervo. (Dal frane. Iùnior che vale il medesimo , c che deriva dal colf, llyn vestigio , traccia , ed er per ar guida : Che guida su la traccia.) (A) Limiganti. * (Geog.) Li-mi gàii-ti. Antichi popoli della Sarmazìa europea. (G) Limikakca.* (Arche.) Li-mi nàr-ca. Add. e sm. F. G. L. Lai. liminar- cha. ( Dal lat. hmen porta , ingresso, e dal gr. archos comandante.) VJfiziale destinato a vegliare sulle frontiere dell’ impero e che comandava le truppe scelte per custodirle. (Mit) Limims. * (Geog.) Li-mi-nis. Antica città della Cappadncia. (G) Liuto.* (Mit.) Li-ini-o. Soprannome di Apollo presso i Lidii. (Mit) LimiosAleii. * (Geog.) Li-mio-sa-lè-o.Ze,!. Limiosaleum. ZVbme di due antiche città della Gran Germania, lima delle quali credest corrispondere oggi a Gnesna in Polonia, l'altra a Liguilz nella Slesia. (G) LIMMA LmmA.* (Geog.) Li-mi ra. Lat. Lymira. Aulica città della Licia, (fì) Limirica.* (Geog.) Li-mi-ri-ca. Lat. Limyrica. Antica contrada deli ha dia , netta penisola di qua dal Gange. (G) Limiro.* (Geog.) Li-miro. Antico fiume di Licia. (Mit) Limisso.* (Geog.) Li-mis-so , Limasol. Città deli isola di Cipro. (G) Limitamento , Li-mi-ta-mén-to. Sm. Lo stesso che Limitazione. F.S.vV. Avveri. 2. 2. 16. Nel terzo luogo fallano le regole in questo limita' mento. (Y) Luixtameo , Li-mi-tà-ne-o. Add. m. Finìtimo , Confinante. Fontana >■ Eloq. hai. 1 71. Berg. (Min) 2 —*(Arche.) Soldati limitanci : Così chìamavansi quelli accampali sta limiti dell’ impero per difenderlo dalle incursioni dei Barbari. ( 0 ) _ Limitare, Li-mi-tà-re. [Alt. Por limite o confine ,] Por termine, bit" strignere, [ Circoscrivere .] Lat. limitare, coercerc, circi iinscribcre. Gr. ùtQoplfya , àn'sipyeni , iCspvypxQetv. Bocc.nov.10.3. Per altro modo h 11 ' 0 avrebbe limitato il cinguettare. E nov. i 3 . g. In ninna cosa le loia) spese grandissime limitavano. Franc.Sacch. rim. Cioè che due peusier limitari noi , Il buono e’l reo. Cron.Morett.2tf6. E assai cose iscoucc di parole e di fatti fra loro limitava, e recava a pace e a concordia. Limitare. Sm. Soglia dell’uscio. Lat. limen. Gr. cvSos. (Quasi Unica' tare , dal lat. limentum che vale il medesimo.) Eiloc. 3 . 220. Il lunga acconcio per lo suo riposo era il limitar della porta in mezzo de’ di* 0 cani. Prtr. son. gtì. Poi tornai in dietro, perdi’ io vidi scritto Di so* pra’l limitar, che’l tempo ancora Non era giunto al mio viver pi'Y scritto. Coni. Inf. f. Abitilo udii limitari delle porti, e nelli aidq porti delle cittadi. Iloez. Farck. 2. 2. N011 apparasti tu , qiiaud’ci' 1 garzone , che sopra il limitare di Giove starino due gran vasi, l’uno di tutti i beni ripieno, e 1’ altro di tutti i mali ? 2 — Per metnf. [ Principio , Cominciaincnto. ] Bocc. Lett. Pia. A’ 0 ”' 2fg. Ma perchè già intra ’l limitare (li quella ( vecchiezza ) vi vegg 1 -’ entrato, possibile è che quella , siccome male aggiuguente allo esilio» o 1' esilio a quella, riputiate più grave. Limitatameste , Li-nii-ta-ta-mén-tc. Avv. Con limitazione. Guicc.StoF. 17. g. Destinò Don Ugo di Moncada al Pontefice con commissione ceda satisfargli , ma questo limitatamente. _ . Limitatissimo, hi- iii'-I.i-I ; --si-nin.r Addano, superi, di Limitato. Gal. Dar' mot. Ine. i 3 . E sieno le trombe larghe o strette, questa è la mism' a dell’ altezza limitatissima. Limitativameute , Li-mi-ta-ti-va-mén-te. Avv. In maniera limiuitn’H Eden. Nis. //. 8. Altra cosa è dire limitativamente : io farò questo» se Dio vorrà ; altra cosa c dire deprecativamente : ec. (B) ( Limitativo, Li-mi- la-tì-\o.Ac/d. m. Che limita, [Alto a limitare] ’-f 1 ' liinitans , coercens. Gr. àifopi'^wi 1 , à.-xilpyv>. Salvia. Disc. 3 .ifg. No apparendo volontà del testatore in contrario limitativa ec., dia si intendere sempre ec. . Limitato , lÀ-mi-là-io. A dd.m. da Limitare. Lat. limitatus. Gr. àQoparJf' G. F.12. 87. 1. Dargli la signoria limitata, e a certo termine.A’"' Per questo mostra clic gli uficii de’ dinionii e lor potenze son tu* ^ limitate. E Purg. 18. 1. Conciossiacosaché sua virtù sia limitata terminata. Buon.Eier. 5 . Intr. se. 3 . Limitata non ha la poesia Sb' a ' da , sentici", nè via. r ic- 2 — Talora si usa in forza ri’ avverbio e vale Limitatamente. Lf ' a '„, SaccJi. Op. div. gg. Lo’ntelletto intende limitato ; c non può inh 11 dere lutto. , . . _ nt . Limitatore , Li-mi-ta-tò-re. Ferb.m. di Limitare. Che limita.Dant. G ,62. La giurisdizione della natura universale è a certo termini' fi" 1 ,‘ c e per conseguente la particolarità; c anche di costei egli è limitato' colui che da nulla è limitato , cioè la prima bontà, che è Iddio.'.G, Limitatrice, Li-mi-ta-trì-cc. Ferb.f. di Limitare .Che limila. F.di Oss. an. 126. Questo certo appresso i modici più prudenti ha le limitazioni. . _ . _ f. Limite.* (Mit.) Lì-mi-tc. Divinità romana. Lo stesso che Tcrnu" c " jj Onde limiti pure chianmronsi quelle pietre che stavano in luog" ( / coi fini, e che. presso i Romani erano sacre, ed apponevano a lAddJ rimuoverle, essendo esse sotto la special protezione del Dio Limite.Qf, j Limite. [Sin.] Termine, Coi fine, [e dicesi così nel proprio, come nelJ 1 s q, (A'". Estremità.) Za!, limes, terniimis. Gr. à-rpxvcs , opos. Gnu *- |(J /, Per conservar li lini e li limiti della loro oneslade. Red. f s P‘ yù 108. Mi ha insensibilmente lusingato a trapassare i limiti di " n ‘ l ,t< torà. Borgh. Orig. Fir. ò’òd.Talciiè trovandosi in una posscssioi'^,1 limiti Graccani, per usar la voce propria loro, che noi con un 1 pur delle loro diciamo Termini , ec. ^ 2 ■— (Alg.) Limiti eheonsi te due quantità tra le quali si trovati 0 prese le radici di un’ equazione. (A) e - .al ^ 3 — Limili et’ un problema, sono i numeri tra"quali c vinchi 1 soluzione del medesimo problema. (. 4 ) , *' 3 ■—* (Astr.) Limiti diconsi l punii dell' orbita di un pianeta ov e allontana di più dall’ ecclittica. (G) ll/lltltf'U tf( piti uUU t LI l Citte tL- J j t ptt' * (Geog.) Diconsi Limiti naturali o fisici, quelli formati ‘{ r . f .'laghi, da'fiumi, e dalle catene di montagne. Diconsi Din"* f ' —’ - '. l e provincie ed i t'eg r> ‘ da litici, quelli che separano i terrilorii Frontiera. (G) F Limitrofo, Li-mì-tro-fo. Add. m. F. dell uso. Confinante, b- iI!Ì Lat. limitrophus. (A) (N) 2 —* (Arche.) Fondi limitrofi: Terre vicine alle frontiere co’i pt su’ nemici, le quali dagl’ imperatori romani venivano desu mantenimento de’ soldati limitanci. (Mit) ■ Anli^é Limma. (Mus.) Sm. Con questo vocabolo si denotano tre pf c -omf’ 1 valli che non si praticano nella musica , ma che però si svi nella matematica comparazione de' suoni. (L) no MAGGIORE minore, (L) 3 — MINORE ; ma. la igiore. (L) 4 — l'ITTAGORICO LIMIVI AT * Differenza fra il tuono maggiore ed il semùuo- Differenza fra il tuono maggiore ed il semituono Differenza fra la terza maggiore de * Greci e LIMONI A DI IL 2 ff Uar la naturale. (L) * 7 " $ e Ha musica antica chiamatasi ancora così quella pausa prati- a nelle melodie, in cui i versi erano mancanti d una sillaba in fine, / * conservare così l'eguale andamento del tempo: una tale breve pau- T 1 a era del valore di una mora, ovvero d' un tempo sillabico. (L) (G-eog.) Riviera della Svizzera. (G) . /o A * ^ C0 S*) Limne, Limnete. Lat. Limnae. Antica città del Ve - ponneso^ a'conjini della Lucania e della Messenìa .— Citta del Chef- Lv neso di Trac a , colonia de Mdesìi. (G) co^f ClDr .‘* (Mit.) Li-mnà-ci-di. Ninfe de'laghi e degli stagni, dette an- j, °* a Lnmadi, Limiiiadi,Limnee,Limniache.(Dal gr .limne stagno.)(Mit) Li-mnàn-to. Sm.F.G. Lat. limnanthemum. (Da limne Lj, ‘ S 110 5 e antlws fiore.) Lo stesso che Limantemio. F. (Aq) (N) st- ATlDE '* (Arche.) Li-mnàli-dc. Sf. F.G. Lat. limnatae. (Da limne jAgfto.) Terza tribù, di Sparta che abitava la parte della città detta c ° olaguo , p&che ivi fu un tempo una palude , sulla quale , disec- Z Sl . cresse Wl tempio a Bacco. (Aq) Sc (^d*) Aggiunto di Diana, custode de' laghi e protettrice de p&- Lmn* 0 * 7 * Delta perciò anche Limniatide e Limnea. (Mit) f/' A 7v DlE ‘* (Arche.) Li-mna-ti'di-c, Add. e sf. Feste greche in onore Ltol ^ lQ ff a Timnatide. (Mit) 1 ba. * (Mit.) Li-mnù-a. Soprannome di Diana . Lo stesso che Li- cr tid „ e - r. (Mit) EA * * (Zool.) Sf. F. G. Genere di conchiglie univalvi , da La - c (lì f' i stabilito colle elei di Linneo e colle bulimes di Bruguière-, s * denominandole dalla loro abitudine di vivere negli stagni e nelle fhi* * dove servono di nutrimento a parecchi animali acquatici. Z S 1 '* làmie stagno.) (Aq) (N) » Genere di molluschi stubdito da Poli, che ha per tipo i generi ,l 0 d°nte , Moietta e Cardite. (Aq) Lai* EI 3 '* (Mit.) Li-miiè e. Lo stesso che Limnaeidi. F. (Mit) r- E °** (Mit ) Li-muè-o. Sopranni me di Bacco. ( Perchè adorato in liS;) (Mit) . . ' e °* * (Arche.) Sm. Tempio di Diana in Limna. (Mit) ^^ja. * (Mit.) Li-mnè-si-a. Soprannome di Venere come nata nel- (In g r , limne, es stagno, onde Lìninesios ranocchia. In celi, l/im liijujy rci, ^ e d’acqua, e nes prossimo: Prossima alle correnti di acqua.) (Mil) Z (Geog ) Li-nmè-te. Lo stesso che Limna. V. (G) H (Arche.) Èra anche il nome del quartiere d'una tribù dell' Al- LjjJ 1 5 Poco lungi d’ Atene. (Mit) ì n e °dextia, * (Filol.) Li-mnc-u-dèt ti-a. Sf V. G. Arte di ritrovarsi Y C ? itìre * V. Liineneurctica. ( Da limne stagno , co bene , e diacteon ^ diago io dimoro : Arte di ben dimorar nelle acque.) (Yan) s Coi *i E * * hì-imiì-a-ce. N . pr. f. (Dal cclt. limi acqua , c nacìi na- 'nere , coprire : Coperta dalle acque. ) — Ninfa, figlia, del Gau- lijjjj* l,ia dre di Ali indiano. (Mit) hi &1 .. ,AcilE -* (Mit.) Li-nmi-a-che, Limniadi.Lo stesso che Limnaeidi. (Mit) (Zool) Li-mnò-ca-ri. Sm. pi. F.G. Lat. limnocliarcs. (Da e v hero io godo.) Genere di aracnidi acquatici dell'or - c 0 ni trucheici , e della famiglia degl' Idracnelli di LatreiUe, che. ^ i\aL?i t ' lc,ì,ent c si trovano nelle acque stagnanti: è formato coll 'Acarus ^ócAr '^ Lin - (^ q ) ( N ) tni fìtn ni P * (Filol.) Li-mno-cà-ri*dc. Nome di rana nella Batraco- a ^gni) S 1 ’* limne stagno, e chero io godo : Che gode degli da Genere di piante palustri dell'America meridionale fondato dr., c 0tl Pl&nd nella poliandria poliginia , e della famiglia delle hi - di t ic * ee ì che ha per carattere un calice di tre sepali , la corolla y Urii,. Palali, e molli follicoli membranosi contenenti più semi. Lat. *tai k guo, •‘Oso /il 0| '''A. [Bot.)'Li-innò-fì-la. Sf. V.G. Lai. limnophila. (Da limne philos amico.) G e neve di piante delia famiglia delle scrofole q. ’.? deltadidniamia angiospermiu di Linneo, stabilito da Jirown , tubo 1 ," 1 am "no gli stagni ; e sono caratterizzate da un calice eguale bieentf e Uuquejìdo , dalla corolla ad imbuto col lembo alquanto - cinquefidn , dallo stimma slargato e dalla capsula a due che si apre in due valve. (Aq) (N) (St, Nat.) Li-mno-lo-gì-a. Sf. V.G. Lat. limnologia. (Da t •fei c.' ,, , l g llo ) e logos discorso.) Discorso dell'origine, della natura cc., tlilRo Hu r P aiudi - Turg. (A) T CUs tod '’ Li-mnò-ri»a. N. pr. f. (Dal gr. limne stagno , cil orco io ‘' , Hso st ' !iCo: Custode degli stagni.) —Una delle cinquanta Nercidi. (Mit) I c *Uies n* TE ' * 1 NM-) Li-mno stra-cì-tc. Sf. U. G. Lai. limnostra- rÀ' Ja Ì!muiì stagno, e oslreon ostrica.) Ostrica fossile. (Aq) kcol e l>1 ' Prosilo terroso , formato dalle acque , composto di mo- n, ai er i‘‘’^ ll ! 0SfJ e calcaree, mescolate a particelle di vegetabili e di Limokia. * (Bot.) Li-mò' ,, ient e il Fango, Poltiglia, Mota, [ Loto; oggi comune- • ..... ' 7r r\e. jj i: ' 1 Billetta.] ( y. Fango.) Lat. lirniis , coenum. Gr. ÌKbs, i. l’ f. y. 121. Fitti nel limo dicou:tristi fummo. E Purg. •• 1 oj . y. 121. fatiti 'n o , 0 l u a , c ! e 8 Ì UI *clii sovra ’1 molle limo. Liv. Dee. 3 .Andassero 5 .^ dal p 1 ^ a * te e profonde voragini del fiume presso che Iranghiot- Paludp 1110 * ^ a ^ ( td. cap. f Prima ch’ePa non sì conduca di loto o ^ c ° ’ e c ^‘ c aon Vl nasca alcuno limo- 7 es. Br. 1.12. Ed io ^ e Urie ] P oul o trovò perdono , perciocché la fallenza del peccare Gen ni S da. Parte ^ ‘ ’ 1 ’ *' * ■’ • 1 w u parte del corpo , clic è del limo della terra, Pass. , n j.- K - ou era il fosso di palustre limo, [Che noi consente il -Per acc l l,a molle.] 1 '. e 'ài dì _ e ' a /- [Ca rame onde 1’uomo è rivestito; delta così dalla ma- *** Ut niodi'ie A darno.l Mani. 111 vostro Umo. Purg, *7- 1i4- Amor nasce 3 —[Cosa terrena o mondana.]Pe(r. cans./^.p.Ch'almenl’uitìmopianta sia divoto , Senza terrestro limo. 4 “ (Arche.) òortp. di vestùncnto o gonna orlata abbasso di una frangia ài porpora ; cominciava dalle anche e scendeva sino a'piedi. Se ne vestivano coloro che apparecchiavano le vittime pe'sacrifizii , come altresì gli uffìziali de'magistrati, allorché erano in esercizio delle loro cariche. (Detto limus nel glossario di Sant’ Isidoro ed in altri autori più antichi ; dal cclt. lin ginocchio , e mus coprire. In lat» limus e anche una specie di cingolo. V. liniocinti') (Mit) Limocin'TI. * (Arche.) Li-mo-cìn-li. Add. e sm. pi. Così chiamavansi gli uffizioli de magistrati, che portavano la cintura chiamata licium. (O piuttosto quella detta limus, quasi limo cincti, cinti dal limo. V. limo, §. 4-) (Mit) Limoctonia. * (Med.) Li-nio-pto-nì-a. Sf. VG. Lat. limoctonia. Gr. Kiixoktqvìcc. Privazione d'alimento, Inolia. Fame mortale. (Da limos fame , e ctoneo ovvero cimo io uccido.) (Yan*; Lisioi)ÒRO.(Bot.) Li-mo-dò'ro.Am./^.G.Lat.limodorum. (Da leimon u olo limon prato, e doron dono.) Genere di piante unilobee della gmandria diandria, e della famìglia delle orchidee, stabilito da Tourneforl, al quale servì di tipo ì Orchis abortiva di Linneo, che cresce nei prati alpini umidi : le loro specie esotiche adornano i giardini di lusso. L caratteri di tal genere sono il perianzio eretto , il labbro piegato a ginocchio speronato ed aderente alla base delia colonnetta , e I* an - tera terminale. (Aq) (N) 3 — * (Bot.) Lo stesso che Satino. T^. (N) Limoges. * (Gcog.) Li-mò-gcs. Lai. Lemovicmn, Àugustoritum.C/Wà dì Trancia , capitale del dipartimento deli'Alta Vienna. (G) Liriogina,* Li-mò-gi-na. Sf. P. A. F’. e ^Limosina. Gr. Si Gir, 3f. Gran fidanza è la limogina dinanzi da Dio. (Y) Limona. * (Bot.) Li-mó-na. Sf. Specie di pianta del genere melissa delta anche Cedronella , Erba cedrata per C odore cedrato che spira segregandola. Lat. melissa o/ìicinalis. (N) Limonaio, Li-mo-nà-jo. Add. e sm. F. dell'uso. Vendilor di limoni. In Firenze v' è una via delia de’ Limonai, dove forse in antico voi- devansi limoni. (A) Limonata.* (Ar. Mes.) Li-mo-nà-ta. Sf F- dell'uso. Lo stesso che Li- monca. F. (Yan) Limoncello, Li-mon-cèl-lo. [Ym.] dim. di Limone; {ed è anche 3 Spezie di piccolo limone ; e ne sono di diverse sorte ; [Il limoncello di Napoli o Calabrese è il minore di tutti, siccome il maggiore è il Limone ponzino. , Limoncino , sin.] Red. Ditti'. 3 d. L’acqua cedrata Di limoncello Sia sbandeggiata Dal nostro ostello Enel Dtz. di A. Pasta. Sei ore dopo desinare vorrei che la Signora bevesse sette o oli* once cV acqua cedrata o di limoncello , o d’ altra acqua acconcia, c la bevesse alle volte fredda con la neve. (N) Li.vioncellino , * Li-mon-cel-lì-no. Sm. dim. di Limoncello. Magai. Leti, firn. 1. 61. A dar di morso a un limoncellino verde, non si sente a un grnnspczzo quell’ acido invelenito , che si sentiva ec. (JN) Luioncino, Li-mon-cì-no. [Sm. dim. di Limone. Lo stesso che ) Limou- ccllo. F. Pule. Troit. Per disfar porccilctte V’ eran ben sei barlette d’acqua di limoncini. » Bemb. Leu. 1. 12. 261. Non bastavano i due alberelli di limoncini confetti, che Yostra Signoria m’avea questi dì mandati cc. (N) Limone , Li-mó-ne. [Y/n. Pianta che ha la radice ramosa, barbuta , gialla al di fuori , bianca internamente ; il tronco arboreo nello stato sulvatico ; ì rami diritti , armati per lo più di spine fòrti, molto pungenti ; le. foglie bislunghe , appuntate , coriacee, di un verde non mollo cupo, co’ p-.zìoh nudi ; i fiori spesso con più di cinque petali non molto odorosi , bianchi internamente , violetti o porporini all e- sterno f il frutto più o meno bislungo , appuntato. Fiorisce dal Mag* gto ali Ottobre , ed è originaria della Media e dell'Assiria, passala poi in Grecia , e quindi introdotta in Italia ai tempi di Firgdio e di Plinio. Lat. citrus medica Lin.], malus limonìa. (Iu ar. tannunon, m brelt. liiuons, in iranc. e spagli, limon, in ingl. lemon. V. Umonoso.') Seid.Stor.2.61. Ai sono ec. cedri, melaranci e limoni d ogni sorta. 2 —[Cosi chiamasi ancora II frutto del limone, ed è una Specie] di agrume molto simile al cedro, [più o meno bislungo, appuntato.Laverie di diverse sorte, come: Limone ballottino) passerino, ponz'uo, onzinato , dolce di Spagna, barbadoro cc.] Lat. inaium limonium. Fir. As. 'ói. E arreca prestamente due limoni per istropicciarlo.y 7 /n/n.Co^. 5 . 124 Dico il giallo limon, gli aranci e i cedri. Sagg.nut.esp.2‘òg » L’agro di limone, lo spirito di vetriuolo ec.mutano il paonazzo della lacca mufla. Red. Oss.ann.i tg. A vendone fatta la prova ec. col sugo spremuto da’ limoni grossi e dolci di Galizia e di Portogallo. Limonea. (Ar, Mes.) Li-mo-nò-a, [Sf]Sorta di bevanda fatta con acqua, zucchero, e agro di limone. —• , Limonata , sin. L/ù’cù nelDiz.di A. Pasta . Si beva acqua semplice e pura o cedrata o sorbetlata , o lìmonea , o sorbetto , o altra simile. (N) Limonella. * (Bot.) Li-mo-nèl-Ia. Sf. Lo stesso che Frassinella. F.(JS) )t.) Li-mò-ni-a. Sf. Lat. limonìa. (V. limone.) Genere di piante a Jiori polipetali della decandria nmnoginia e della famiglia delle esperidee di Jussieu ; carato rizzato dal calice cwqncfido , da cinque petali, dagli stami eguali, e dal fruito che e un piccolo pomo a cinque Involi, ciascuno contenente un seme , e te cui sp'C.e sono tutte indigene delle Indie Orientale, così denominate pel toro fogliame , p-T la qualità e per l'uso che se ne fa de finiti', poiché come quelli del limone si vù>feUnno collo zucchero , e forniscono un cibo d hzioso,.ed hanno anche senz'alcun apparecchio un sopore g{i - tìssimo. (Aq) (N) ( ' • Limonìa. * (Geog.) Toletta dell' Arcipelago, greco presso la costa occidentale deli' isola di Rodi. (G) Ljmoniadi. * (Mit.) Li-mo-nì-a-di. Ninfe che presiedevano ai prati; tirano esse soggette alla morie del pari che le deità campestri , come i Pani , i Fauni cd i Satiri, (Dal gr. leimon o limon prato) (Mit) , ^6 LIMONIATE Limoniate. * (Min.) Li-mo-ni-à-te. Sf. Gemma descritta da Plinio, di color verde non diversa dallo smeraldo. Lat. limoniates. (Aq) (N) Limonio. (Bot.) Li-mò-ni-o. Sm. Pianta che ha lo scapo gracile, a pannocchia, ramoso-, le foglie radicali, ovali, lisce, senza nervi, ondose nell’ orlo, disposte in giro sul terreno ; i fiori piccoli, violetti, in gran numero spicalo-corimbosi, ammucchiali tutti per un sol verso. Fiorisce nell’ estate, ed è comune nei luoghi marittimi. Lai. limo- nium , statice limonium Lin. (Gali) (N) Limonoso. * (Zool.) Li-mo-nó-so. Sm. F. G.£u(.cobitis li eteroclita Lm. Specie di pesce del genere cobite , distinto da macchie gialle su i lati della testa , da strisce gialle su i fianchi, da ventre giallo, e dalla maggior parte delle sue pinne dello stesso colore- ( Dal celt. lim giallo, e da nos maniera, forma, figura. Nella stessa lingua neuz apparenza , sembianza.) (Aq) Limobii. * (Geog.) Li-mò-vi-t. Antichi popoli della Germania. (G) Linciseli.» * e»/.(//Limpidanicnte< Paneg. Demetr. F'al. Berg. (Min) Limpidissimo, Liin-pi-dìs-si-mo. [Add. m.) superi. (//Limpido. Lai. pel' lucidus, maxime limpidus. Gr. iiot^a.nera.Tos. Etr. As. 3iS. Nell 3 cui sommità un’ artificiosa fonte sorgendo, del continuo assai larga copia di limpidissime acque versava. Red. Oss. an. gg. I quali ( loia- brironi J per tutta quanta la coda sono internamente serpeggiati da molti canaletti trasparenti, e pieni di limpidissima acqua. Limpidità , Lim-pi-di-tà. [Sf. Lo stesso che ] Limpidezza. F.Fit.BenV- Cel/ fi56.Qnesto diamante ec. non riusciva con quella limpidità fulgente- Limpido, Lìm-pi-do. Add.m. Chiaro, [ Trasparente ; contrario di Torbido, e dicesi per lo giù del Cristallo, dell Aria, dell’Acqua e simili) (F. Chiaro.) Lai. limpidus. Gr. òuttyxvris. Fiammfi.izi. Egli non ' 1 rimaneva alcuna barca delle quali, quale in una parte volante, c quale in un’ altra , era così il seno di quel mare ripieno, come il ciclo di stelle, qualora egli appar più limpido e sereno [che io prima a quell 3 » c con gli occhi e con la persona riguardando, non pervenissi. }SagS- nat. esp. 5. Non richiedendo altro 1’ adoperarla così chiara c liinpid 3 ) che aguzzare un poco più gli occhi per riguardarla. Ar.Fur. 'li. 108- Liete piante, verdi erbe elimpid’ acque, Spelonca opaca, e difredd’ombre grata. Red.L1s.2s. S’erano tutti convertiti in un’acqua grossa e torbida, che a poco a poco dando in fondo,divenne chiara e limpid 3 ' LiMPDRGO.*(Geog.)Lim.pùr-go.^nl. baronia d’Alemagna nella Svevia fi) Limola, Lì-mu-la. Sfi. dim. di Lima. Lo stesso che Limuzza. F. Sa 11 ' naz. Arcad. Egl. 6. Tal ride del mio ben , che ’l riso simula; I : ! piange del mio mal, che poi mi lacera Dietro le spalle con acuta b' mula. (A) (B) Limola. * (Geog.) Lai. Limosura.C/rtù di Francia del dip.deWAude.fi) , , , ■ un. mi- unni si adopC-.y Lin. * (Grog.) Some di una città e d’una provinciadellimperochinese.fi ' Lina. * J\. pr. f. Fem. di Lino , ovvero accoro, di Adelina, Mi c d f ' lina ec. (N) 2 — * (Mit. Celt.) Duodecima dea. Ella aveva in custodia coloro il Dio F’rei e sua sorella Ereia volevano liberare da qualche nerico^' ( 111 celt. lin fedele.) (Mit) .- 3 —* (Geog.) Distretto della Svezia nella parte orientale deW isola 3 Gottland. (G) Linaiola. * (Bot.) Li-na-jò-la. Sfi. Specie di pianto del genere ria con fusto erbaceo , foglie sparse lineari-lanciolate acute, e ,r A giallognoli in lai racemo spirato. Fiorisce dall’ estate all autunno è comune ne’campi. Lat. linaria vulgaris. (N) . „ Linaiuolo. (Ar. Mes.) Li-na-juò-lo. Add. e sin. Colitiche vende o che ne fa incetta o che lo lavora .—, Linaruolo, sin. Band. jle vira. Pucc. , Descriz. Eir. L’ undici , Linaiuoli , e Paimi lini» 1 insieme un’arte con lor si ragiona. (P) ;l ,/ Linange. * (Geog.) Li-uàn-ge. Sm. Antica contea di Alemagna 5 ^ circolo dell’ Allo-Reno , oggi parte nel Granducato di Baden, P“ nel circolo Bavarese del Reno. (G) Linao. * (Geog.) Li-nà-o. Città dell’ isola di Mindanao. (G) . , y/il Linares. * (Grog.) Li-nà-rts. Lai. Haellaucs. Nome di varii luoghi a Spagna , e del Messico in America. (G) . r Linaria. (Bot ) Li-nà-ri-a. Sfi Genere di piante della didinanua j,,! giospermia , famiglia delle personale scrofularinr; caratterizzai 0 p calice cinquepartito , dalla corolla personala con sperone nella r e0 ii posteriore , e dalla capsola a due cellette che si apre in curia foro dentalo e la quale contiene molti semi cinti di lina pica Lai. linaria : e specie di pianta delta anche Osiride , e volgaT ^jj) Lino salvatico , Ramerino salvatico , e Linajola. F. (Gali) pi' Linaruolo. (Ar. Mes.) Li-na-ruò-lo. Add. e sm. Lo slesso ohe J juolo. F- Garz. Piazz. 58o. Berg. (Min) f-lx LINCASII LINEA 'Wsn, » (Geog.) Lin-cà-si-i. Popoli della Galliti nella vicinanza de- Iiv 5 e de' •Sequani', forse gli stessi che i Litigoni oLincom.(G) L ^ Cav ^ * (Gcog.) Lin-cà-va, Isola dello stretto di Malacca . (G) *^e.(Zool.) tSost. com.] F.L.^Specie di mammifero del genere e della 'f n jp^ l(L de' gatti, e dell' ordine de' carnivori,di cui l'urlo è simile a del lupo, onde i cacciatori V hanno chiamato Lupo coll' aggiunto Lcrvicro, perchè assale i cervi, o piuttosto perchè la sua pelle < nata, di macchie , non è dissimile da quella de* cervialli ha il r f mento e l'indole del gatto. Venne dagli antichi chiamato Lince l t , m(irav igliosa vista che gli supposero, o perchè il confusero col (ìu°Ì- animale ha gli orecchi lunghi ed acuti , alla sommità de' str S ^ Z ' 1 diritto un fiocco di pelo. La sua coda è corta e nera all’e- È per solito di color gialliccio grigio , f 10 U mondo . •• ’ 'fichi ì eccettuato nell'Africa, Abita trovasi sparso in luoghi montuosi e sei - 4 e solo colore , è il Felis caracal di Linneo o Lince di Levante , f'fdo de Romani , a pelo macchiato , è il Felis lynx di Linneo , cerviero [de* cacciatori.'} Lai. lynx. Gr. AiJyg. » Dat. Pref. bi> S ' ^ l0r ‘ Basta aver gli occhi, per notar deformità in Gahrina \ ro °g?a esser un lince , per osservar un piccol difettuzzo in Angelica. 1 figuratavi. J (B) Salvili. Opp. Cacc, 3. g5- Alle minori linci a ^ Pelle vermiglia, c alle maggiori crocea. (jX) Aver occhi di lince, fig. = Aver una vista acutissima. (A) ceu 5 Lin-cè-o. Add. m. V. L. Che ha natura di lince. Lat. lyn- 5 Gr. Kvyxtios, fett C - 10 0 Gechi lincei, si dicono di Chi ha vista acutissima e per- ' \ f ssinia - Red. Vip . 1. 7 8. Hanno avuto gli occhi cosi lincei, da po- sal ri ^ rovar tante e diverse e tra di loro contrarie virtù più in un L> > c he in un altro. Guar. Past. Fid. 5 . 6. Ch’allor non traviata , ed in sé stessa Tutta raccolta, suola Aprir nel cieco senso liii 1 ^ nce *- Buon. Fier. 4- *• *2. Ma se di sguardo mai d’occhio 3 ^ c 4 eo Valesse acume a saettar la notte , ec. jj, Anche assolutiti». e Jìg. Buon. Fier. 4• 2. y. Mi rimase brama P" ^dentro, e penetrar linceo Nei caratteri estrinseci.(Pr) eas. -tyy. Chi non istupirà che .... essendo certamente in * c .° sc Perspicaci c lincei, in questo sembrino d’ essere accecati? (N) a„- Ba in funa di sm. Linceo per Chi ha vista acutissima. " J,n - Fu,. Qp. *. 5g. Chi . . ^' s ceo arrivar colà entro. (N) ’>odi Bell. acutezza della 5g. Chi è quel linceo che con 1 _ _olà entro. (N) . (Zool.) Sm. F. A. Genere di cruslaceì dell’ordine de' Lofi. !,F" U » e della famiglia degli ostracodi di LatreiUe , distinti dalla ^' orma di rostro , fornita di due occhi situali rimo innanzi N' ^ A tini! de’quali sempre maggiore. ' ‘ ' P r - n ‘- Lat. Lynccus. (Dal gr. lyncevs che baia vista acuta.) Ù a ,,2° de’So figli di Egitto, marito d’ lpermeslva e successoli di ? — Uno degli argonauti , detto anche Linee. (B) (Mit) (Gcog.) Antico fiume d ’ Italia. (G) Lin-cc-stc. iV. pr. m. (Dal gr. lyncevs di acuta vista , e t fì *rù tacendo : Giocondo c veggente.) — Viglio d' Aminia. — Ge- ^fdpatro. (Mit)‘ Se* 3 * ^ (Gcog.) Lin-ce-stò-Ì. Antichi popoli dell’ Epiro. (G) L ^STio^Vr ^G eo S )Bin-cè-sti-dc. Antico nome d'una prov.deU’Eptro.(G) rj (Geog.)Lin-cè-sti-o .Ant.nome diun fiume dellaMacedonìa.(fi) Vlr neìitQ U ' Luogo ec l & V.A . e poet.} Particella che significa mo- L>«ut P° P ar t ln2 £nto da luogo. Di quivi. Lat. illinc. Gr. tKuStv. T ^i C j‘ f r $' 2y. Noi montavamo , già partiti ‘linci. Bui. ivi : Quindi. V. Dep. Decam . 6g. T Q . n-c i - dc. iV. pr. m. (DaJ gr. lynx , lìncos lince, cd idos V * */U lnì ^ e a Lince.) — Eroe che uccìse ipseo. (Mit) h>i c * P r ■ ni. Lat. Lyncus. (In gr. lynx lyncos lince : •> ^ c ono t ° V e rca l fì ) 1 — Barbaro re di Sicilia , che i mitologi j ^ * ef sformalo in lince. (B) (Van) > J, ^Cow ' Catena di montagne tra la Macedonia e la Tessaglia.(C,) ^ .’ ‘ in colf. ■'eop t-h, al. Lincolnia. Citta e contea d'Inghilterra. (G) Lat. Lincppia, Lincacopia. Città .r°, 2 ^un-cu-n-o. om. V• G. Lat. lyncurion.(Da lynx linee, t {ì n Gemma che gli antichi credettero formata dall orina j^A. * jy * G/m delle specie di Succino. (Ai d(ii' Jxfff?' Rat. anemone coronaria flore pieno. (Dallo spagn* a- i (N) Gr ’ ^‘pMa-mén-tc. Avv. Con lindezza. Lat. clegantcr, venuti 1 ’ 1 tunn\ \ a, “ Ur< ‘i, svvpcsrùs. Lied. lett. 2. eó’.Gli Lo fatio legare tutti >o. . a J 0l 'ma , e lindamente. i Lat. . . , tix E ’' (G. L C \ c f el lo della Marca di Brandeburgn. (G) tK>EaJ^-L La Lind . c °hi l ,„,_' J^°t) Lin-da-dò-ro. Sm.Specie di pianta del genere anemolo Lindavia, Lindcvium. Città forte della Bacie- i. ( v ■ *1. a-uaie. Città di Lrancia nel dip. della l)nrdogna.(f*') ir ^M.LinJ^ eo S-> Lin-de-sbèr-ga. Città della Svezia. (G) <'Sn Ilt ’ a » w>un,rr Za ' io st / sso e/ic Liudura. F.ll.al. venusLis,elc- .i». U -*nW,'. \ », lCs- Br. xo/x.^,Ótvs , xoepiórni , xaScquorri?, Soprannome di Minerva adorala in Lindo. (Mit) inrìlnv».^ AJ! lt: t :..a„ r'i-.A-T: - 1 r Lindiano.^jA/. pr. m. Di Lindo ,Onde Ercole Lin- fic avevano ^io, \t; Lìri'di-o , ^inaiano .Add. l .. , ì 1,1 LinJ h:i ' yA .Lhidiana; furon detti qae r Ehtnu datemp i ”0, (ialiti , • s ^ms M01 ^ u ; ( hs-si-mo. [ Add. m.} superi, di Lindo. Lat. e o. Vvy triusl i s simus. Gr. >top.^or*ro5 ^ X c *-? mrr . 0LT f 1 . ^ U °c \ n \, A ,n ;i ^po e A una rocca un cavalietn Liiuhsìnuo loi * r o cab. IV. Lindo. Add. m. Attillato, [Aggiustato, Ben assetto, Composto, Putito , Azzimato . h voce venula a noi modernamente dì Spagna ; e da essa derivano i verbi Allindarsi degli opposti. /A Diagonale . §. i a Baldin. (li) 6 — mista: Quella eh' è composta di linea retta c curva.Baldin.(f) 7 — parallele o equidistanti , diconsi due linee rette , le quali essendo in un medesimo piano , e prolungale in infinito da lt una e dall' altra parte, non solo non si congiungono mai insieme , ma conservano la medesima lontananza fra loro. Baldin. (B) 8 — perpendicolare : quella retta che , cadendo sopra un' altra retta ,fa gli angoli fra loro eguali , chiamati rclti. Jialdin. (li) 9 — retta, diritta: * Quella che senza interruzione o divergenza va da un punto all'altro , ed è la piu corta che possa tirarsi tra essi . Baldin . Toc. Dis. (Vali) (N) ^ ^ JO __ iEig.} Tener la linea diritta o simili, si dice dell' Operare con giustizia. Lat. juste agerc , acquimi servare. Gr. Tratt. Equit . Lo secondo grado di questa virtù fi, che 1 uomo sia giudice, e tegna dirittamente la linea intra sè, c quelli che sono sotto di sé. • — (Prospot.) lanca orizzontale : Quella linea che , stando al livello dell' occhio , termina la vista nostra. (A) a — concludente : Quella che , tirata dalla sommità di quella del- V altezza , scorre sempre equidistante a quella del piony \ fra f una e V altra delle quali è contenuto tutto ciò che il prospettivo vuol disegnare. Baldin. (B) 3 — dell’ altezza: Quella che, cadendo sopra la linea del piano fa con essa angoli retti. In questa linea il disegnatore determina l'altezza della cosa eh* egli intende far vedere in disegno. Baldin. (B) 4 — del piano: Quella che prima d ogni altra tirati disegnatile, con la quale rappresentasi il piano orizzontale ; cioè quella pienezza che è la superfìcie del terreno , o di altro silo al medesimo orizzonte equidistante , e sopì'a la quale colui, che opera , innalza 'ciò eh egli vuol disegnare. (A) ^ . 5 — diaconale : Quella che i pratici volgarmente chiamano Linea a schisa, in tralice, a sghembo , a sghimbescio. E in termine di Prospettiva è quella che passa per gli angoli de'quadri digradati^ e si dice diagonale , perchè , camminando sempre al puf o “Ala distanza , passa per essi angoli de'quadri digradati• Baldin, (B) 6 — parallele prospettive , divorisi le Linee veramente parallele che appariscono andarsi a congiugnere nel punto orizzontale j e sebbene queste di lor natura non si congiugne/ebbon mai , jfr si dice che vanno a congiugnersi nel punto orizzontale , perchè U prospettivista considera le cose , non come sono, ma come dall' occhio j vn vedute \ ed essendoché tanto minori appariscono, quanto piu da lontano l'occhio le vede , è necessario il dire che le linee parallele prospettive , secondo quello che apparisce alt occhio , vadano a congiugnersi nell' orizzontai punto. Fra Ignazio Dami. Baldin. (fi) (Archi.) Linea dicono gli architetti Quell'ultimo disegno che chiude intorno V intero spazio del sito. Baldin. Foc. Dis. (N) Linea composta , eccentrica convessa e concava, m diversa iG il8 LINEA parti, si trova chiamala da alcuni autori quella, le cui circolari porzioni, riguardami centri opposti , conjacil piegatura la rendono nel sodo delle materie in parte concava e in parte convessa, come segue, per esempio , in quei membri degli ornamenti, che gli architetti chiamano Onde 3 o Gole diritte o rovescio. Batdin• (B) 3 —. composta, Eccentrica, spirale o involta: Quella che con varie porzioni circolari sopra diversi centri raggirando, s involge e termina in un punto che si dice Contro deli inve ita linea. Batdin. (B) 4 — [pi muro o simili, ratei Dirittura. G.V.9.2.57. 2. Da quella porta conseguendo la detta frontiera e linea di muro. ^ — (Astr. e Gcog.) Linea equinoziale, [o anche assolataci. La linea, per et cedenza] si dice di quella che , ugualmente distante da' poh , divide In sfera in. parti uguali . [C In amasi anche Kq untore. L\j l,nt. lima acqui iioctialis. Gr.ypoc.p.(ji'fi hry.gt^ir'n, A eru.ò lor. t.g. Questo luogo è oltre alla linea equinoziale due gradi e mezzo.« Magai. Leti.tutu. 1. j‘ò. Ella- ec. si ritrova di già per molti gradi valicala la linea, non lia più elio fare nè di bussola, nè di tiamontana. (N) 2 —* Battesimo della linea. V. Battesimo , 5 7- (K) 5 — (bis.) Linea verticale, dicesi quella che viene segnata dai gravi, cadendo dati alto al basso. Gli artefici la riconoscono con quei pesi che chiamano Perpendicoli, e i muratori II piombo. (A) a — * Linea fìduciale o di fiducia, f . iiduciale , (j. 3 . (IN) 3 — di fede : * Quella linea la quale nel geniometro di cui si fa uso per misurare gli angoli di un cristallo , segna la quantità angolare di essi sopra un semicerchio gradualo. (jS) 6 — (Geneal.) [Serie o Successione di parenti in diversi gradi , tutti discendenti dal medesimo padre comuneLignaggio , Vescendenza. Lai. scries , genus , origo, linea. Or. hiuhoyf, 7 ■ crete, ytrstris. G. y . 11. 1^2. 1. A cui succrdca il retaggio per linea mascuiina. Bùcc. Test, 2. Similmente intendo clic in perpetuo , insino a tanto che alcuno de’ discendenti di Boccaccio Ghcìlini nostro padre per linea mascolina si trovcrrà ec. , si possa vendere o alienare in alcuna guisa. Cìrijf. Cab. 2. cjì. Questi è di nostia linea il proprio onore. 2 —* Aver la sua linea ztl Discendere da persone virtuose e antichissime. (A) 7 — (Cliirom.) Diconsi Linee , que* lineamenti a guise, di taglio , che son formati dalla piegatura della mano , la principale delle quali in chiromanzia è delta Linea della vita. (A) 8 — * (Anat.) Alcune parli del corpo vengono dagli anatomici distinte con questo nome. Dicesi Linea aspra del femore, t Orlo posteriore di questo osso , così detto a causa delle asprezze che presenta , bianca, quella specie di lista o benderella uponeuroticu, che si estende dall' appendice slamale fino al 1 a sinfisi pubica, e la cui parte media presenta queir apertura rotonda clic forma l’anello ombelicale 5 essa risulta esser composta dalla riunione delie aponeurosi anteriori spettante ni muscoli addominali ; mediana dell’ addome : Nome dato da Chaussùr alla linea bianca ; mediana del corpo : Linea che si suppone estesa dal vertice della testa sino ai piedi in guisa che ripartisca et allo in basso il corpo in due parti eguali e simmetriche ; sot- totrocantcriana : Tome dato da Chaussier alla linea aspra del femore. (A. O.) (Van) 9 — (Ar. Mes.) JSella scrittura e nella stamperia, vale Verso , Biga , cioè tutto lo scritto che è e debb'essevc in linea retta sur una pagina. (A) a — rotta o corta , dicesi dagli stampatori Quella che si forma colta sola prima parola del discorso , lasciando in bianco il rimanente del verso, (A) 3 — * Misura che porla la dodicesima parte di un pollice. (Van) 10 —* (Filol.) Presso ì Romani Linea significa la Funicella che usavano gli agrimensori , un vr.so chr calava in mare per 1 scandagliarne il fondo, /a funicella dell'arco, l indice degli orologi solari ec. Linea alba poi dicevano Quel segno il quale si tirava dinanzi alle mosse del cerchio perchè non uscissero i cavalli prima del segnale, e sul quale si ordinavano le teste de' cavalli : era formata da una corda tesa , tinta nella creta o nella calce,— Dicevano nel giuoco de' calcoli Linea sacra la Linea o il Vacuo fra (e due armale ; e Linea incita, C ultima linea di ciascuna parte. (0) (Mit) ji —* (Milit.) Propriamente la Fronte d’ un esercito in ordinanza di battaglia. Gli scrittori nobili nelle storie e nelle orazioni adoperano la voce Schiera. Ogni esercito in battaglia è per lo più disposto in tre hnee , la prima delle quali , ' cioè quella di' è più vicina al nemico , chiamasi Prima linea ; la seconda dietro a questa e distante da esSa durencinquanta passi almeno , chiamasi Seconda linea • e la terza posta anche in maggior distanza ', chiamasi Linea di riserva , o semplicemente Riserva. Montecucc . Quando l’esercito si ordina a battaglia , formatisi in prima linea o fronte , in seconda linea , in terza linea , o riserva , che è 1’ annata schierata in tre ordini. E altrove : Toccar falsi ali’arme per far correre qua e là inutilmente la soldatesca, mettendola fuori di linea e d’ ordinanza. Al°ar. Gli eserciti sogliono al dì d’oggi ordinarsi in due schiere, o voglìum dire linee di quattro, o per io più di tre uomini di fondo ciascuna tra lo quali è per V ordinario uno spazio di cencinquanta pertiche * ossia novecento piedi. (Gr) 7 a — * Chiamasi Linea Tutta la lunghezza d'una trincea, d’una circonvallazione , delle fortificazioni d' un campo , di un luogo ec. Bertiv. Tirava egli in giro da un ponte all’ altro verso la città una linea di ben fiancheggiata trincera , e un’altra simile , ma di gijo moi|° più grande , verso il lato esteriore della campagna. E altrove-. INella linea interiore delle trincero alzava con proporzionato intev- . Pp 1 ’ anc he i forti , che vi bisognavano per meglio difenderle. JSain. 1 assarono il fiume, e scortando alcune provvisioni con grosso corpo di gente , trovata mal guarnita la linea, ed avuto il solo in- contio di poca cavalleria, 1 introdussero felicemente in Gradisca. (Gr) 3 —lrinccramento dietro al quale sta un esercito che abbia in guaiuSit un trullo di paese 7 e che debba starvi alle difese Piagai. Leit K LINEA un attaccar l iMmnco nelle sue linee senza alcun profitto. (A')Montecnc r ‘ Come assiemar le eminenze spaziose e distese, che nel doiso inù' a ' vano , dominavano il campo, imboccavano le linee, e facevano di sL ! stesse spalla e coperta alle vallee deretane ? Algar. 11 nemico non & debba aspettare deutro le trincee, o le linee, per forti che $ieno.(G J ’) 4 — capitale :* Quella linea di costruzione che divide per meb V angolo sagliente d'uri opera di fortificazione. Si adopera per * piu il solo aggettivo informa di sost. , e si dice da' pratici la c f. pitale soli' intesa la voce Linea. Montecucc. Le parli intcriori t C poligono si contengono in verge 60, la capitale in 23 , la gola i» vì ' Jf Anlcnii. Le Iacee del rivellino difendono lo spalto avanti il slione c bersagliano que’ siti della campagna , che sono sulle capiti 1 prolungate de’bastioni. (Gr) 5 — della mira : * Raggio visuale che scorre in linea velia lu }1 ' go la superfìcie superiore deli arma da fuoco, e va a finite nel bei' saglio. (Gr) . , 6 — del livello della campagna :*Quella che rappresenta il h° Cl ' lo della campagna che circonda una fortezza , e s immagina pf 0 '. ciotta fino al centro di questa. Quando il piano della campagna e medesimo livello di quello della fortezza , si prende indistintaine* ìie la linea delia fortezza per quella della campagna, o questa per queM 1 ’ Dicesi anche Linea orizzontale della campagna. (Gr) 7 —del tiro:* Quella via che percorre il pròjetto dal punto d’o^ d è cacciato sino al bersaglio contro il quale è rivolto. Questa nea prende diveise denomii. azioni dal modo col quale sono coltoci 1 ' le le armi da fuoco , e però chiamasi Radente 0 Ficcante , Reita 0 Obbliqua ec. Montecucc. Se la linea del tiro batte il terrapieno jl1 angolo troj'po ohbliquo, la palla non penetrerà dentro. Torniceli Sl&f tre una palla di cannone si avvicina al muro opposto , la linea e di' iattura del tiro , o è perpendicolare al muro o no. (Gr) 8 — d’esplosione. " K. Mina. ( 3 N) 9 — di circonvallazione. * F. Circonvallazione. (Gr) 10 — di comunicazione. * La strada già percorsa dall* esercì che si avanza , la quale serve alle condotte de’ supplementi , e d& ^ vettovaglie, e ad una ritirata regolare ed ordinata. Questa linea se- ve di scala ai magazzini , agli ospedali, ai fondachi , ed è nita di quando in quando di buone stazioni: vi si dispongono f 111 ^ a scaglioni i corpi di riserva dell' esercito che marcia. Essa si si ^ bilisce tra paesi e paesi amici , o ridotti all obbedienza , tra e piazze , e ira le parti reciproche dell esercito. E grand’ arte f capitano quella d’ interrompere al nemico la linea ai comwuca z ‘° ne , e di mantenere la propria sempre libera e sicura. Montecuf Si riempiano per tempo i magazzini tanto pei presidii ordinarli, to per le armate ; e se non vi sono , si fabbrichino in luoghi npl^ tulli , clic abbiano la litica di comunicazione sicura , b che le c 0 *j e dotte non possano essere dal nemico impedite 5 in piazze coinio 0 * e forti , dove mercanti , vivandieri, appaltatori e simili abbia 110 farci scala. (Gr) u — di difesa : * Quella linea che s’immagina tirata dalle est** mìtà della cortina , o da una parte dalla medesima coincidente sl ^ { la faccia opposta sino alV angolo fiancheggiato : se v' è il fuoco ^ cortina , questa linea prende il nome di Radente, e l'altra che si ^ pone tirala dall ' angolo fiancheggiato all’angolo del fianco opp° s ‘ chiamasi Linea di dilesa ficcante ; se poi non v ’ ha il fuoco d lC t>p tina , la linea di difesa ficcante svanisce , e rimane Ut sola * dente. La Linea di difesa fu talvolta chiamata per maggior ehm 1 ' ^ za biancheggiante ; fu varia assai nella sua lunghezza , ma ° r f.. xlV ragguaglia al tiro del moschetto. Montecucc. La linea di difesa » J ‘ cheggiante non sia più di sessanta passi , perciocché il tiro dui 1 schetto non giunge più oltre , o non vi arriva con forza. (Gr) . ^ 12 — difendente. * 6 ’ intende con questo nome nelle piante o fortezze Tutto quello spazio sul quale si dispongono e si eseWy t „ le difese così dell ’ artiglieria come della moscheltcria contro d mico. (Gr) _ r n fi' iZ — difesa. * Tutto lo spazio che rimane coperto dalla u ,ie ^ (} ji fendente . Montecucc. Sono canoni architettonici mila pianta: 1 sia punto alcuno nella tortezza, clic da molti altri non sia vC< . t {i scoperto e difeso \ 2. Sia la linea difendente maggiore , e pei’ cl ° più uomini capace che la linea difesa. (Gr) 1 4 ■— Di MINORE 0 DI MENOMA RESISTENZA. * K. MillU. (Gl i y* i a d operazione:* Cammino di una schiera che si porta base di operazione per andare all' abbietto di operazione, y • zioue. Cosi dicesi anche il Cammino de'carriaggi, portanti n 1 llll, g 0 h' e macchine da guerra j perciocché i carriaggi seguano d'ordn lClt pj- colonne. Le linee d’operazione si dicono Parallele, Convergenti> vergeati , Varie , secondo che figurano sul terreno. (Gr) iì> — fianchecciante. * V. Linea di difesa. (Gr) fyd 17 — magistrale. * JSella fovtifcazione permani nie è q u ^ 0 f 1 ’ colla quale si segna dall'ingegnere la figura del recìnto p tllfUltl ( g A na fortezza, ossia te cortine, i fianchi e le facce d' un colf 0 fesa. (Gr) _ (/ 12 — (Marin.) Nome di diverse manovre che debbonsi fare sol nave. (S) ‘ yitt ’ 1 J — ' Dicesi così V Ordinanza delie navi disposte a ut occasione di battaglia navale•, cioè la Maniera iti cui y d ordinano lui armata navale per combattere', onde Far vela fiD É ‘V vale Far vela in ordite di battaglia ; e. così pure Formar la Mettersi in linea , Tagliar la linea, Raddoppiar le linee ec. 3 — * Vascello di linea, y. Vascello. (Yan) . ( jj 4 — d’acqua d’ un bastimento , * vale lo stesso che J r;ca, e dicesi Quella che passa per tutti i punti dei bordo* (tl iy superficie, dell'acqua dei mare tocca , quando U bastimento^ 11 suo carico per ben navigare : un bastimento che si è J a ^ L0 gere fino a questo punto, dicesi eh' è alla sua lina d’ ectr.cc- ni ir 11 ' di si non si o.(tir) jh'i' la cari. i !l ’l in i'- ! ' il i> j : apiR'l 1 la /«'*• e/ ber- uiien 11 glieli'- 1 ' o d ot 1 ' sla b' ollocr telta " aio 7 M*» 1 ' a e " lucala fi"' kia’g ora jl sa ù lUr cl i“°' iv> // l!i i.^ l'Cl^ M ir 0 >e 23 s> lai"’!*, no 4 ) , ,d‘‘“ ,0 4 «*<£ » p (li IH e j ,,, l‘“ , licealmente 5 d' immersione , * dicesi Quella fino alla quale è calcolato dal c ostruitole che debba immergersi la nave pel proprio suo peso. ( Yan) 6 — pi Fi0R d’acqua :* Quella parie della nane che volgarmente chiamasi Bagnasciuga. (Yan) —■(Idraul.) Linea cadente del fiume: Quella pendenza ed altezza di c orpo dì acqua , che forma la caduta necessaria, perchè C acque possano scorrere lìberamente. (A) *T (Mus.) Dopo le lettere alfabetiche in vario modo figuratele dopo 1 geroglifici, per indicare la situazione delle voci e de* suoni , fu- l'uno inveMaLc le righe. Uno de primi fu Guido Aretino, il quale ne introdusse due, fra te quali frappose ì punti caudati : /’ una colorata col minio, segnata sul principio alcuna volta con un F , indizio della chiave F-fa-utj V altra colorata col giallo . sul principio alcuna volta distinta col C, indìzio della chiave C-solfa-ut Queste linee , che da prima eran molte , nel secolo decinmterzo furono ridotte a quattro solamente , come vedesi ora nel canto ecclesiastico, ^a il Rigo della musica ordinaria ha cinque linee , oltre le linee Posticce, o siano tagli addizionali, che si aggiungono al di sopra o ( d disotto del rigo, per le noie che oltrepassano la loro estensione, linee musicali si cominciano a coniare dalla più bassa , c/i è la Patina, Gian. Diz. Mus. (B) (L) Linea Biffi da Riga , e Sì si venne ^ U( 1 interporsi linealmente al sole. ^amento; Lì-ne-a-mén-to.[A/H.]Z>wpo5£szo/ze('/z7/>zee.^^.lincamcnUim. ** r • ypctwm Pass, 34°> Come se altri considerasse i lineamenti, cioè c °lali righe e fessure delle mani , si chiamerebbe chiromanzia. « (Nella Viziane di Firenze ifi5 leggesi liniamenti; e di fatto lineainenti leg- S? sl nello stesso passo riportato dal Vocabolario alla voce Chiromun- a 2l a, che dovrebbe dive Ciromanzìa.Così ne avverte il Lombardi.) (B) "“T [Nel nwn. del più Lineamenti, e anticam. Lincamenta, dicesi spe- ^alrmnite della conformazione e disposizione delle linee o] fattezze idei . £o umano, che ne format io la delicatezza; ed è unti certa impressone che conserva la somiglianza , e cagiona la redazione di simili- JL i jN I? iù .E LnosATOM.* (Arche*) Li-ne-a-tA-ri. Bidelli, Persone addette al cino di Roma, e ali-ippodromo di Costantinopoli con lo stesso ufficio, citerà di ordinare i giuochi e gli spettacoli assegnando a ciascheduno il posto che. doveva tenere o facendo con una verga osservare il silenzio. (Q) Lineatura, Li-ne-atn-ra. Sf. V, A. Lineamenti, Fattezze. Bocc.C&n, lnf. Nella voce puerile era simile a lei, c similmente nelle lineature ~ maestro fidine Ri o disswulitudine dalla faccia di qualunque altro d (^.Faccia) °fc.nov.i6.3i.U a occulta virlù desta in lei alcuna rammemorazione puerili lineamenti del viso del suo figliuolo.J?/if.Dis«*gnare e figurare de’ I lrri, uagini secondo le liucamenta corporali. 7" (B. A.) Lineamenti , Contorni o Dintorni dicesi.nelle arti del di- Quel retto e prefisso portamento di adequate linee , ad effetto di ^nastrare la specie di qualsivoglia cosa. Le linee altre seno estreme, 7 uindo abbracciuìia gli estremi , olire si dicono intermedie, quando l Ur Vi fi^ amo s ig 1 ufi care le cose di mezzo , o distinguer le congian- %ìon mem bra. La maniera di condurre le lìnee ambienti .. _ ... __ ____ , a ca- ln . della varietà degli atti è diversa e quasi infinita. Pomp.Guad. P l uL Baldin. (B) Vasar, Vit. part. 2. proem. Nel le opere di Zeusi Uw}‘ °Bgnoio e di Timantc... si lauda in tutto i lineamenti c i din- 01,11 ^ le forme. (N) ìipìp CAnat.) Bassi questo nome alle prime tracce di organizzazione tijf EA em brìone degli animali. (A. 0.) (Van) Re j Li-ne à-re. Add. com Dì linee, Che appartiene alle linee.—, zon^ 10 5 S!H ' ^ jUt ' lineans. Gr. 'ypccg.puxos, But. Purg. f 2 - Ori- e cerchio lineare che divide V uno emisperio dall’ altro. Vit. prin Flmio ne fa menzione in più d’ un luogo , dove traiti de’ 5 /t?B a ùclla pittura; e dopo aver mentovata la lineare, soggiugne: ec. btì'ùl Foghe, Cotiledoni , Petali oc. lineari: Quelle o Quelli la citi tnìfL e , ZzC j è da per tutto eguale , co* margini paralleli, ed e molte volle 3 {[q .^ a lunghezza. (A) (N) DiQtic ll . r 0 Fratture lineari : Quelle delle ossa del cranio, i cidfram- r//Hau S° n o in contatto. (A. O.). rig E * Delineare , Disegnare , Tirare a filo. Lat. ad linearn di- Pareli. Ap. 221 . Con artifìcio (tapi) e’ndustria fanno Loro * npflw? 1 * 0( 'Ue, c con la cera Tirati certi angulelti eguali a filo, Li- ll ^ARf 0 °T W '-( A )® Geom L Ajl ' no * a -ri o. Add. m. Lo stesso che Lineare. V. Galil. Comp. Aversi 5 * ^ crvonc ^ presenti lince , non tanto per le resoiuzhni di > le rri,»ì-l ìro Blemi linearii , quanto per alcune regole di aritmetica, tra Mac eh v’ F'i-nc'ar-ménte.^eo. Ao stesso che Linealmente. V.Gal. y disco solai °^' Q ,ian(l ° ( Mercurio ) passasse linearmente sotto il 1jIst ’-».to . i a ' C ' Li-ne-à-to. Add. in. da Lineare. Tiralo a fifa. (M) -• — g - l0 . jiad. m. " . , n,e »tod' 3 *** *i. ne e, Coperto di linee ; [e dicesi per fa più del parli- 77, [j , 1 1 calori di alcuni animali ed altri corpi naturali.] Dittarti. 5. Smezza lsco cc - Bianco è del corpo, alquanto lineato; [La sua Juu- Juem e ® I^? co più d’ un piede, ec.J Red. Cip. <. 75. Rifiutano sola- , '"ipcre che hanno 1’ uova srosse , e lineate di sangue. 4 - ( Bon ''V 0 - K V,lL (A) nervi si *' di quelle parti delle piante che hanno lutee o fogli* longitudinalmente posti , o paralleli , come nette “ri Giaggiuolo , dell’Iride, ec, (A) (N) Liquazione, Li-ne-a-sió-ne. [.S fi) Lineamento luci primo sign.] Lat. li- neaiuentum. Gr. ypa.ftgrri.Com.Itf. 20. Duo di molle comjdessione hae molte lineazioni nelle mani; quegli della dura complessione n’ha poche. 2 — [Delineamento,] Disegno. Com, Par. 3s. Nel seguente Canto tratterà di tal forma in singolare , nomando e denotando ogni lineazione in singularitade. Lineetta , Li-ne-ét-ta. [Sfì] dim. di Linea.— , Lineuzza , sin TaU. li- neola. Sagg. noi. esp • 188. Sul quale si segnarono due lineette. E appresso : Si vedea la puuta ritornare in sulla lineetta. Salvia.Pros. Tose.2. 2[}. Si vede nelle Pandette con alcune lineette da i capi, le quali sono perpendicolari. Ltnkto. (Agr.) Li-né-to. Sm. Luogo piantato e coltivato a Uno. (Ga) Lineuzza , Li-ne-ùs-sa. Sf. dim. di Linea. Lo stesso che Lineetta. V. Stigl. Art. vers. 2. Berg. (Min) Linfa. [Sf] V. L. Acqua. [In questo signif. è V.poeti] Lat. lympha. Gr. vù-i^a. Poliz. stanz.1.52. Qui lieta mi dimoro , Simonetta, Alfom- bre , a qualche chiara e fresca linfa. Guar. Post. Fid. 5. 4- Come spoglie la fiamma Questa cadente linfa. a — (Anat.) Umore nel corpo dell'animale, [ed è propriamente, quel liquido eh* è contenuto ne* vasi linfatici .] Lat. lympha. Gr. vccp.ct.RetL Cons. 1. 01. Questo enfiamento non ha 1’ orìgine da allro umore, che da quello il qnalé dagli anatomici del nostro secolo col nome dì linfa si chiama, il quale circolando e per li propri! vasi e col sangue, nel quale, dopo di essersi da esso separato, ritorna « c .E 4$> Assai facilmente avviene che ec. alcuna porzione di. linfa sia costretta di ristagnare in luoghi alieni. E 2.98. La linfa ed i sièri che calano all.,’ gambe, non islanuo quivi sempre fermi , ma soventemente ancor essi circolano. 2 — grossa. * Tenace , Non iscoircnre. V. Grosso add. 22. (N) 3 — di CoTugno : * Liquido diafano che riempie tutta in cavilli dell' orecchio interno. (Yan) 3 —* (Boi ) Linfa delle piante : Quel sugo che durante la vegetazione delle piante,sale continuamente dalle loro radici,e serve a nudrìrkfG.P.) 4 * * (Mit.) Divinità romana che da Vairone è posta fra le dodici rustiche. (Mit) Linfangeitide.* (Med.) Lin-fan-ge-ì-H-de. SfV.G . L.Lat, lj'mphangei- tis.(Da lympha linfa, cd angioli che in gr. significa vase: \ aso Un* fatico. ) Infiammazione del linfangeo. (Aq) Linvangeo.* (Anat.) Lin-fan-gè-o. Sm.V.G. L. Lat. lymphangeon. (Dal lat. lympha linfa, e dal gr. angioli vaso.) Vaso là fatico, che dovrebbe meglio dirsi Namatigeo. (Aq) Linfàngerisma. * (Med.) Lin-faivge-vì-sma. Sm. V. G Lo stesso. che Linfangettasia. V. (Dal lat. lympha linfa , angioli vaso , 0 rhismos tratto , tiro.) (Aq) Linfangettasia. * (Med.) Lin-fan-get-ta-sì-a. Sf Lat. lyinphangiectasis, (Dal lat. lympha linfa , c dal gr. angioli vaso , e eclasis esteuùo- ne.) Dilatazione morbosa de ’ vasi linfatici .—, Lìnfangerismu, .rm.(Aq} Linfangtoghai’ìa.* (Anat.) Lin-fan-gio-gra-fi-a. SfV.G.Lai. Jymphan- giographia. (Dal lat. lympha linfa , dal gr. angioli vaso , c grapko io descrivo.) Descrizione de’vasi linfatici. (Aq) Linfangiologia.* (Anat.) Lin-fan-gio lo gì-a. SfV.G. L.Lat. lyìnphan- giologia. (Dal lat. lympha linfa, dal gr. angion vaso, e logos discorso. ) Trattato de vasi linfatici. (Aq) Linfatico. (Auat.) Lin-là-ti-co. Add.m. Appartenente a linfa. Lat. lym* phalicus. . ....... 2 _[Linfatici diconsi Quei vasi 0 canali minimi di vana capacità , che contengono un umore trasparente, alto a condensarsi.Hanno essi origine dalle cavità maggiori o minori della superficie interna od esterna del corpo , e da quasi tutte te parti e vìsceri del medesimo s e vanno poi a terminare nelle cisterne del chilo , ed in certe vene.] Red. Cons. 2. 3. Qualche piccola rottura di qualcheduno di quei canali linfatici che scorrono per le viscere contenute nel medesimo addominc. E g8. Le valvule , o sostegni de’ vasi linfatici , essendo indebolite , non reggono al peso della linfa , e la lasciano cadere al basso. 3 —* Diconsi Ganglii linfatici, Quelli che sono posti sopra il Ira- getto dei vasi. (A. O.) 4 Dicesi Sistema od Apparecchio linfatico la Riunione degli organi che servono alla formazione, all’ elaborazione ed (dia circolazione della linfa. (A. O.) 2 —* (Fisiol.) Temperamento linfatico: Predominio del sistema linfatico nell* economia dei corpo. (A, O.) 3 —.* (Med.) Malattia linfatica : Affezione che ha per unica o pnncipal sede i vasi linfatici. (A. 0.) 2 —* Febbri linfatiche: Febbri derivate da eccessive secrezioni della linfa. V Febbre §. 1 , 118. (Yan) 3 —«* Errore linfatico : Così chiamano alcuni 1 Ancissarcci. (0) 4 —*(Bot.) Umore linfatico : Succo acquoso poco o niente elaborato.(fi) 2 _ * Vasi linfatici : Diconsi quelli che contengono un succo a- cquoso non ancora perfettamente elaborato. (N) Lìnfee.* (Idraul ) Lin-fè-e. Sf pL V■ L, Grotte artificiali, cosi chiamate pei'ùhè formate da un gran numero di canali e tubetti occulti , per mezzo de’quali facevasi zampillare V acqua sugli astanti, menti’e- rano intenti ad ammirare la varietà e disposizione delle conchiglie di cui si fatte grotte erano adorne. Questa sorte di giuochi idrolitici è molto in uso anche ne* moderni nostri giardini. (Dal lat. Ij'tnpka acqua.) (Mit) 120 LINFEI Linfe». * (St. Nat.) Lin-fè-h Sm. pi. Lo stesso che Ninfei. V. (Aq) Linfeurisma.* (Med.) Lin-fe-u-ri-sma. Sin. /.ut. lyinplicurisina. (Dal lat. lympha linfa, e dal gr. evryno io estendo.) Dilatazione enorme de’vasi linfatici. (Aq) Liniochrzia. * (Med.) Lin-fo-chc-zì-a. Sf. V. G.L. Lat. lymphochezia. (Dal lat. lympha linfa, e dal ^r.cheto io evacuo.) Diarrea sierosa. (Aq) Lui-fosco.* (Cbir.) Lin-fón-eo. Sm, Lo stesso che Linfoncosi. V. (Aq) Linfomcosi. * (Cliir.) Lin-fón-co-si. Sf. V.G.L. Lai. lymphoncosis. (Dal lat. ly mpha linfa, e dal gr. oncos tumore.) Tumore linfatico .—, Lin- fonco, sin. (Aq) Linforrea. * (Med.) Lin-for-rc-a. Si] V- G. Lj. Lat. lympborrhoea.(Dal lat. lympha linfa, e dal gr. rheo io scorro.) Secrezione 0 Scolo della linfa. (Aq) Linfosi. * (Fisiol.) Lìn-fo-si. Sf. F. L. Elaborazione della linfa. Lat. lymphosis. (A. O.) IjiHForoMiA.*(Cbir.) Lin-fo-to-mi-a. Sf. /^.G.£.£«t.lympliotomia.(DaI lat. lympha linfa , e dal gr. tome taglio.) Dissezione de' vasi linfatici. (Aq) Linfozkmica. * (Mcd.) Lin-fe-zè-mi-ca. Sf. F• G L. Lat. Iympbozemica. ( Dal lat. lympha linfa, e dal gr. zeniia danno.) Specie di atrofia di- struggitrice della linfa. (Aq) Lisca. * (Geog.) Lingen. Città del regno di Annover , capoluogo della contea dello stesso nome. — Una delle isole Ebridi.—isola dell' Arcipelago della Sonda. (G) Lingam. * (Mit. Ind.) Gl’ Indiani danno questo nome ad un simulacro del loro Dio Isserà , che si può lenissimo paragonare al Prinpo e ali Ittiftllo degli antichi. Essi lo considerano come simbolo della fecondazione , immagine della vita c della morte, (Van) Xincerk , Lìn-ge-re. N. pass. V. £. Leccarsi. Falvas. Cuce. 2. €•). Lingesi egli (il canej e da sè stesso si monda, E sano il fa la sua propria saliva. (Min) Ljscekia, Lin-ge-ri-a. [Sf. E. Frane, e fuor ti uso. V. c di) Biancheria. (In frauc.&iige vai pannolino, Biancheria: e negli ant. manoscritti trovasi lingius nel medesimo senso.) Buon.Pier. 2. f i.Voi le letta B‘vestirete sì di lingerìe, Sì d’ altri addobbi. E 5 . 1. 2. TJn bottin d’olii, una magona Di lingerìe ci vuol. E 5 .’ 2. Sono le tele , son le lingerìe Indizio in farvi elegger commensali.» E Salviti. Annot. F. B. 2.4.1. Lingerie, voce franzese, che noi dichiamo lenzuola, biancherie. (N) Liscio, Liu-gi-o .[Add. m.F.A.) Aggiunto di una scita di saja. (V. lingeria.) Quad. Cent. E l’uno fiorino gli prestammo per contanti per parte d’ un suo farselto , e soldi 1 e danari 4 P cr ricotonatura d’ una roba di saja lingia dii detto Bindo. Lincode. (Med.) Lin-gò-de. S/.F.G. Lat. lyngodes. (Da lynx, lyngos singhiozzo. ) Sorta di febbre , in cui dal principio sino alla fine il paziente non cessa di singhiozzare. (Aq) Likconf.. * (Med.) Liu-gó-ne. Sm. F. G. /.«l.lyngon. (V. lingode.) inspirazione precipitata e sonora che , qualunque siane la cagione, inquieta L estremità deli esofago , e lo stesso diaframma. (Aq) Liscosi.*(G eog.) Lin-gó-ni .Antichi popoli della Gallia Belgica, de' quali Langres era la capitede. — della Gallia Cispadana , stabiliti verso la fóce del Po nell’ odierno Ferrarese. (G) < Lingua. [A'/ì Organo simmetrico e mobilissimo del corpo animale , che e posto nella bocca ove si stende dall' osso joule fin dietro i denti incisivi. Essa è la sede del senso del gusto , serve alla funzione del succhiate , atta masticazione , alla deglutizione , alla pronuncia delle parole, ed allo sputare. Essa varia molto nella grandezza-, ha la forma d una piramide , appianata dall allo al basso, rotonda su i suoi an- £ oli , e terminata da certa punta ottusa che guarda nel davanti. La ingua è umida, molle, netta, vermiglia, naturale, spedita, sciolto, pronta, pigra, tarda, imbrogliata, legala, paniosa, mocciosa, moccicosa, imbrattata, sporca, bianchiccia, gialla, gialliccia, oscura, nera, nericcia , nericarne, asciutta, arida, secca, riarsa, aspra, ruvida, infuocata o infocate, arsa e riarsa, arida c secca, arsiccia e di color nero ] (Lé Linguaggio.) Lat. lingua. Or. yXeeaa..Albert, cap. 20. Siccome tu se signore della tua lingua » così io son signore de miei orecchi. Dant. Par. ti. 63 . Che noi sì guiteria lingua né penna. Bocc. nov. 5 t. f- Al quale forse non istava meglio la spada allato, che’l novellar nella lingua. E nov, yti. i'ó. Ma sì tosto come la lingua sentì l’aloè ec. , lo sputò fuori. Peti-, son. log. Lingua mortale al suo stato divino Giunger non puole. » Salvili. Disc. Così nobil parte coni’ è la lingua , ec. iactssimo ministra della ragione , ambasciatrice de’ nostri pensieri , interpetre di nostra mente , clic non a bollare, non a svillaneggiare , non a maledire gli uomini e Dio , non a mormorare, nè a sfrenatamente ragionare ella è nata , ma a lodare e benedire ad insegnare , ad ammonire , e a cento altri generosi ulicij proprii d’ uomo ragionevole. (A) Dial.S.Greg.1.1. Essendo già cresciuto, e molto famoso in salitila, restringendo la lingua eziandio dalle oziose parole.( V) a _ * L’ atto del parlare , o sia Le parole , essendo la lingua il principale strumeiilo di che si serve 1 uomo al formar della voce. In questo senso dicesi Lingua bugiarda, mendace, velenosa ec. F. J. 10. Bocc. g. 10. n. ’8. Quelle che prima con le gravidezze e co’ parti hanno i matrimoni palesali che con la lingua, E Buon.Mal. Annot. ivi : Dove con la luigm si dee intender Colle parole , col parlale. (A) (Br) 3 — Idioma , Linguaggio , Favella, ( e propriamente La materia dello stesso parlare , cioè Le qualità delle dizioni e delle propuncìe, le voci e i modi di dire di una intera nazione. In questo senso dicesi La Lingua greca , latina , francese , italiana ec. Le lingue orientali; Lingua volgare , culto , gentile , grave, aspra , dura , bai-bara , antica, moderna , primitiva, madre ec. Difesi Arricchire , Pulire , Impoverir la lingua, Intender pocq o niente della lingua ec.] Lat. lingua, sermo. Gr. yxùei-a, irixsxroc. Bocc. nov. 11. 61. E gip alquanto avendo delia lor lingua apparata. Dani. Par. 20. 124, L a lingua, eli’ io parlai , fu tutta spenta. Beni. Oli. 1. <3. 5. A cui que’ tre che tu , Fiorenza, onori, Eterni lumi della lingua nostra, Quanto siapo obbligali c debitori, Per le fuijcùe sue chiaro si mostra. 11 quale LINGUA è così prudente cc., e spezialmente eloquente nella nostra lingua.» Sali’- Avveri, i. 1. i 3 . Era usanza ec. il nomar 1 ’ opere con titoli di molte lingue o straniere. Bemb. Pros.l. 3 l. Non si può dire, che sia veramente lingua alcuna favella che non ha scrittore. Cavale.Alt. Apost. 15 . Gli apostoli non parlavano, se non d’una lingua. . . noi gli abbiamo tutti uditi parlare ciascheduno nella lingua dove noi siamo nati.(V) Dant- Conv. Tr. 1. cap. 11. Intra gli uomini di una lingua è la paritade del volgare. (N) 3 — * Onde Lingua corrente, diccsì il Linguaggio che comunemente si parla. F. Corrente pari. §. so. (N) 3 — msTF,sA, * per Sermone che distesamente dichiara 0 simile. V • Disteso add. §. 8. (N) 4 — fiorita : * Quella eh’ è leggiadra , elegante ec. F. Fiorito) §. 12. (N) 5 — furbesca. * Gerito, Calmene. F. Furbesco, §. 2. (F. Gergo) Salviti. Annoi. F. B. 5 . 3 . 1. Lingua furbesca usata tra i furbi, c tra i cicchi specialmente. (N) 6 — inarticolata : * Quella che non si può scrivere. F. Inarticolato, 5 - 2. (N) 7 — povera: * Lingua semplice, Chc.non è ricca di Ielle frasi.(A) 8 —*. Diconsì Lingue vive quelle che oggigiorno si parlano nella società ; e Lingue morte quelle ehe si parlavano un tempo, ma «rii più non si parlano , sebbene ce ne resliim degli scritti ; Lingue dette chiamatisi quella nelle quali si hanno le opere più pregevoli , materia di scienze e di erudizione. Salo. -Avvili. 1. 2. ti. Non pur nelle vive cc. , ma nelle morte lingue ancora si serba dagli scrittori quasi il suggello del grado delle voci. (V) 9 — * Divisione delle lìngue , cioè Distinzione de’ varii lingiutfig(- Bartol. Ghinee. l 5 . Quando ancor non si era fatta fra esse ìa divi' sion delle lingue che v’è oggidì. (N) 4 — Nazione. Lat. natio , lingua. Gr. ‘ùros, yXùtrrx. Dittam. 1- $- Dal Nilo è bello , che qui mi comìnce , Che vien dal mezzodì P Lf molte lingue, E per istiade disviate e schince. M. F. g. 28. Yoffi far palese il comune , clic quelli di quella lingua erano leali. 3 — * Nello stesso sign. s’ usa da’ Cavalieri di Malta, come Lui- gua di Francia, d’ Italia ec. (A) 5 •— Avviso , Notizia. Lat. nuncius. Gr. àyyiXtx. 2 — Onde Aver lingua, Dar lingua, Pigliar lingua, [Aspettar li 11 ' gua ec. — Aver notizia, Avvisare, Essere informato, Conoscere, Sem prire gli andamenti , le mosse di alcuno ; e dicesi propriamente !l: linguaggio militare. ] Lat. ccrtiorem (ieri , nuncium accipcre. aVra-otfpWgsu/. M. F. 2. 2j. Delle quali i Genovesi ebbono liiig" 11 ' E 3 . 7 g. E aspettava lingua di loro sollicitamcnte. » Éentiv. Guef - Liandr. L’Avila spinse i corridori che bisognavano a bai ter Popi] 0 ' sta ripa per aver lingua de’ nemici ad ogni ora. E appresso. Q' 1 ’^ 1 rer pigliar lingua s’incontrarono i corridori dell’un campo c di*' .’ altro. (Gr) 3 —* Onde dicesi a imo Dà lingua e vale Dà nuova , Dà avvu°> ed è motto preso da soldati nella guerra. (A) 6 — * Dicest Lingua di latte per Lingua in.falitile, Tass.Ger, 12. 3 3 ' Tu con lingua di latte anco snodavi Voci indistinte. (N) 7 -—• * Dicesi Lingua affilata pcr Maldicente.Salvia. Annol.F.B.2.4-3' La ruota delle lingue ; cioè affilate e che tagliano come rasoi, (fj 8 — * Dicesi fig. Lingua nociva , cioè , Che nuoce, Atta adir mi l ‘ c ' F. Nocivo. (A) ^ . 9 —Dicesi Lingua taglicntccioè Di molta, forza sì inbene che in rrudclfi 10 —Mala lingua o Lingua tabana, [o_fracii!a o serpentina o allib' 1 ”’ o nociva ec.) Si dice d’ uomo médigno e maldicente. [F. -Fi-acido, 5 ’ 4. ) Fardi. S’uoc. 5 . 1. Dubito non abbiamo a ire in voce di tuli < ? Firenze per certe lingue tabanc che ci sono.» E Ercol.i. ijo. Qn cstl tali maldicenti si chiamano a Firenze male lingue, linguacce, lmg' ,e fracidc, e lingue serpentine, e lingue tubane. (N) 11 —- Per simil. [della figura cosi] dicesi la Sommità della f ll!!l ma, [ed anche liniero di una piccola fiamma,] Bui.Par. 1. 2. 8®"' rebbe meraviglia vedere lo fuoco vivo, cioè lo fuoco acceso in lìamn 1 ®’ fermarsi giù in terra, e non istenderc la lingua sua , 0 vero la p lll L- in alto. » Buoinmalt.Ling. tose. 1. 1. 1. Dalia stessa figura o moto Ov essa lingua cosi appelliamo una certa fiammella di fuoco , che soiu 1 ' glia la lingua d’ una serpe o d’ un cane anelante. (Br) , ìa — Per melqf. del $. 2. pollando di Domo, vale Predicatore. P iX '! Scism. 82. ( Cornili. J Bucero e Martire erangli oracoli c • Perchè Crommcro arcivescovo era Luterano; il Protettore, Zuiugli u0 > dai quali queste due lingue vendereccio pendevano. (V) 1 3 — * Col v. Aprire: Aprire la lingua ili alcuno = Farlo faveUAf j Sciogliergli la lingua a parlare. Legg. Nat, S. Ciò. lìalt ]>• 2 °‘ , c , ventre della madre si rallegrò ; . . . aperse la lìngua dcj padre, e ( Palla del Ballista.) (N) 1 4 — * Col V. Avere : Aver lingua. V. $. 5 , 2. 3 — Avere alcuna cosa in sulla punta della lingua, si dice A‘ l* Essere ut sul ricordarsene _, ma non /’ avere così tosto in pr 0,t . . V, Fardi. Fregi. 6g. Quello che Plauto disse : Fcrsatur in priinofi ^ labiis; cioè io sto tuttavia pcr dirlo, e parinone ricordare , | u ’ ] Jl lo dico, perchè non me ne ricordo. F. Io 1Lo in sulla punta della ling 1 ^j 3 — * Avere in sulla lingua quello che nel coraggio, cioè , 1 Cuore == Essere schietto. F. Avere in sulla lingua oc. (N) y- 4 — * Avere la lingua in balja = Cicalare soverchiamente■' ' yer la lingua in balia. (A) y;. 5 — Aver la lingua lunga: Si dice diUomo calunniatore « cente. Salvia. Disc. 2. ^ 5 ó’. L’ uomo clic ha la lingua lunga , cof noi in basso volgare diciamo, prosperato non sarà già, nèanden* nan/.i sopra la terra. 6 —*Nello stesso sign. dicesi anche Aver la lingua app m J f . lenosa o simili. Farcii. Ercol. 1. iyi. Questi tali maldicenti si c inailo a Firouzp male lingue , . , . e cou meno infame vocabolo 6 I c aver la lingua lunga LINGUA cnli, linguacciuti, mordaci , latini di bocca o appuntata o velenosa, (N) 7 — Avere il cervello nella lingua ^Parlar bene , e operar male. f a ivh. Stor, Il quale avendo il cervello nella lingua, e più che ricchissimo essendo, ec. 8 — Avere una lingua = Saperla e Parlarla . Cecch. Stiav. 3.2, E poi non ho io la lingua, Perotta? (Y) o — Aver una lingua che taglia e fora o che taglia c fende ^ee d'Uomo maldicente. Lasc, LINGUAGGIO Spir. 5. 2. Non dire die quel mae- ma d’ una botta. Col v. Balbettare : Non balbettare ad uno la lingua , dicesi nello stesso sign. di Non morire la lingua in bocca. fi *§.22, 2 e o. Foce. g, 2.H.5. Alla quale in niuuo atto moriva la parola Ira’denti, ^balbettava la lingua. (N) Col v. Chiedere. Chiedere a lingua./ 7 ’. A lingua, e fi.26 , 3 . *7 ***~ Col v. Dare : Dar lingua. fi. §. 5 , 2. , e fi. Dare lingua. Col v. Dire : Dire a lingua. fi. A lingua, 5 - 4* ffO * Col v. Essere: Essere della lingua d’alcuno=Pi/7’/are/a stessa n §'ua , Essere della stessa nazione. fiit. SS. Pad. Perchè non e- r ano di sua lingua , parlò loro per interprete. (A) 0 TylCol o. Lasciare :] Lasciar la lìngua a casa o al bcccajo, si dice “ l chi sta senza parlare in compagnia d’altri. fiarch.brcol.g4- Li fidili che stanno muserai , si dice : egli hanno lasciato la lingua a casa, o al beccajo. ffi [Colv. Mettere:] Metter la lingua in molici: modo basso , che vale Eeìe smoderatamente , Darsi a bere.} Salo. Grandi. 2. 2. Il gagliolfo ha Messa la lingua in molle; [s’imbriaca Cicalando il poltro»: pensa ec.] ■*’- Col v. Morire: Morir con lingua Morir colla lingua spedita, patendo parlare. Cecch . Assiuol. 3. 5 . Io V ho detto più volte, che s io muojo con lingua , io ti farò del bene. ( V) * —- Non morire a uno la lingua in bocca := Esser loquace, bs- Ser e df cace nel parlare , AUeg. Non vi muor la lingua in bocca, Statuto mettete il becco in molle a favor degli amici. M 1°^- 5 come noi in volgar proverbio diciamo, dove il dente lingua non balta. „ K l? a j° d’ orecchi seccherchbero o straccherebbero mille liucue. 3 0 _V* c cdii 0 . litìgi ‘,**« 0 . V } cr simil.1 L’ ago della bilancia. Lib.Astrai. Ma nella 2 ____ t yg bilancia , né nell’ appiccagnolo non ne ha neuna. Ar, 1( ,. Lingua di vacca Una sorta di ancudine. [^.Varca.] éi tntl 0 fi • Oref. SG. Cotanto si batte, che pigli interamente la forma 3 P Cr 1’ art ^ aso *’ ^ che conseguisce in srulle dette ancudini , che 1 ***•*'( \ * 81 .domandano lingua di vacca. n °tn e Lingua di serpente. Si è c CUl m aie (Geo e dato alcuna volta questo 1,1 ornamento darchitettura die finiva in tuia punta tvian - die ù collocava di ordinario tra gli ovoli. (Mil) „ Co ^ ) Lingua di terra. Ogni piccolo tratto o altura di terra^ ^ in mare , e termina in una stretta punta. (S) ìl(tir iuse a piccola sampognetta con che si dà fato alle cor - a ^ a Pìfferi. Dicesi ancora Lìnguella , Iànguetta. (A) “do 0 ° >ne di q Ue l pezzettino di legno de saltarelli di un clavicem- cor^Q (i^ C S PAnelici , in cui trovasi inserito un pezzettino di penna c ? tl ne d’ 0 ^ anric a bugna , dette abusivamente Strumenti, sono Quelle àecco d^ an ° C ^ le ne ÌUi parie inferiore un canaletto a guisa f Ss ({ in vì/ 0i . ac °P erl ° con mia linguetta d’ ottone , la quale vieti per arr' aZ /°- ne da ^’ aria cacciata nel£ imboccatura . S'impiegano ^se i'faqo,*.' ìlre ? organo delle più belle mutazioni, imitandosi con 3 r, tl §ksì , u ,,f 5 ir ' f piboni, trombeserpentoni , oboe , clarinetti , corni \T ' (Chi lTx e i " d altH ^wnemi! (L) nt l tlVe hin o' ijU ^ Ua dì carpo : Istromento conosciuto sotto il nome t£> bui % ^ o leva della chiusa , e seiye all’ estrazione de desiti 121 * —• di serpente :* Istromento die s adopera a né(tate i denti della, mascella inferioi'e. (A. O.) 35 — (Bot.) Spezie ai fungo , e propriamente quello che nasce senza gambo ne* pedali e ne' tronchi degli alberi. Cant. Cam, Pool. Ott. 36. Queste si chiaman lingue, e se ne trova Poche, perchè son buone. 2 — agnina. * y. Piantaggine. (A. O.) 3 — buona : Erba di cui principalmente sono buoni i fiori, intorno alla quale vedi il Matt.iÈ una corruz. di Linguabova o di bue.Lo stesso che. Buglossa. V. ] Lat. lingua bovis, buglossum, buglossa, [anchusa olTicinalis Lin. ] Gr. ^yx^acov. M. Aldobr. La presa per volta sia dramma mezza, con sugo di porcellana e di lingua buona. 4 — cervina o ni cervo. Nome volgare e officinale di una specie di felce che appartiene al genere asplenio , la. quale nasce nelle grotte umide e ne' boschi ombrosi , annoverata fin le cinque capillari. Dal Mattiolo è delta FiJlitidc. Essa ha le frondiAlella lunghezza di un palmo e piu, strette , semplici-, cuoriformi, alla base, {mere , un poco ondulate ; gli stipiti irsuti, fiorisce nell’agosto. Ila una varietà con le fiondi più piccole, crespe ; e un' altra con le fiondi incise , ramose. Lat. asplenium scolopendrium Lin. (Gali) (Yan) (N) 5 — da far esca : Specie di fungo che nasce attaccato agli alberi e senza stipite , detto anche Agarico. Lat. bolelns igniarius. (A) (N) 6 — d’agneijjO. * Lo stesso che Arnaglossa. V. (N) 7 — di bue. * Lo stesso che Buglossa e Ancusa. V'. (A) 8 — di cane. Nome volgare della Cinoglossa. V. (Gali) (N) 9 — erictna : Sorta di erba , detta altrimenti Petacciuola. Cr. 6. c)2. 1. La piantaggine , la quale per altrd nome è detta Lingua cricina , o petacciuola , è fredda c secca , le cui foglie secche saldano ottimamente le ferite. 10 — fogliata. * Così dicesi volgarm. una specie di fungo. (A) n — pagana. * Lo stesso che Bislingua. y. (N) 12 —. passera. Così diconsi i semi del Frassino per la loro forma. (A) (N) ' 13 — 1 serpentina : Sorta [ di felce , ] detta più comunemente Erba lucciola £0 1 uccia. Dicesi anche Lingulata. H. Serpentino. Lat. ophjo- glossum vulgatum.] Gr. ó(p/o} Awotos. Lib. cur. malait. Cogli un buon mazzetto di foglie di lingua serpentina. 36 — (Zool.) Lingua , dalla sua figura e sottigliezza , è chiamato un delicato pesce marino , oggi detto Sogliola. (A) ^7 — * (Milit.) Lingua di fuoco : Spezie di rocchetto carica d' una mistura artifìziala , che accesa dalla cima mandava una lunga striscia o lìngua di fuoco con isenppio e rumor grande ., e che si attaccava talvolta alla punta delle latice e delle picche per valersene contro gli squadtvni nemici a disordinargli. Biring. Pirot. Modi di fare lingue di fuoco da legare sopra punte di lance a modo di soUioni. (Gr) Linguabova. (Bot.) Lin-gua-bò-va. Sf. Nome che i contadini Aretini danno a quell erba che del Fiorentini è detta Lingua buona, Buglossa. (Y. Buglossa.') Red. Hoc. Ar, (A) Linguaccia , Lin-guàc-cia. [Sf, pegg, di Lingua, usasifig. peri Mala lingua . Lat. lingua elfracnis. Gr. XciXos. Lib. Son. 80. Quella linguaccia che cinguetta in rima , Un fegato par proprio di castrone. Lasc, Gelos. 3 . 11. Tu hai sempre cotesta linguaccia acconcia a dir inaici)Allegr.pag.25. (Amsterdamo iy540 ^ si debbo guardar s’una linguaccia Mormora al vento, chiacchiera e canzona ec. Fuor del ver. (B) Varch. Ercol. 1. tyo. Questi tali maldicenti si chiamano a Firenze male lingue , linguacce ec. (N) Linguacciuto, Lin guac-ciù-to. Add. m. Che palla assai ; [ma per lo più si prende in cattiva parte.} Lat. loquax, linguax, lingulaca. Gr. Xclkos. Amm . Ant. 36. 2. 6. L’ uomo linguacciuto non sarà addirizzato in terra. Serm. S. Agost. 15. L’ uomo linguacciuto non sarà a- mato nella terra de’Santi. But. Allora fu ardito e linguacciuto. Tratt. ■ gov. fam. 48' Femmina vaga e linguacciuta è vasello voto , e forse sa di muffa , il qual non può servare netto licore. » Vurch. Ercol . 1 . syo. Questi tali si chiamano a Firenze . •• con meno iiilamg vocabolo , shoccati , linguacciuti , mordaci cc. (N) Linguacciuto etili*, da Linguoso , Liuguido. Linguaio , Linguardo. Linguacciuto prendesi in mala parte e dicesi di Chi parla assai e volentieri di ciò che più è onesto tacere che ragionare, o male dicendo o rilevando i segreti. LùTguoso c Linguardo uscite d’uso esprimono solo facile a parlare, latino di bocca. Linguaio è voce erronea non seguente l’analogia della favella italiana che non mai per avventura raddop, pia la vocale u: pur tutta volta potrebbe significare Clic ha lingua lunga 0 clic ha molte lingue , secondo la sua terminazione. Linguaio varrebbe Fornito di lingua, e per» dicesi dai blasonisti degli uccelli che mostrali la lingua: adoperasi non pertanto nel senso stesse di Lingiwrdo. Linguadoca.* (Geog.) Lin-gua-dò-ca.A/ì Lat. Occitania. Antica provincia di Francia fra il Rodano , l(i Garonna e il Mediterraneo. Ora forma sette dipartimenti , cioè dell’ Ardeche , dell’ Ande , del Gard, dell’ Alta Garonna , dell’Alta Loira, della Lozcre e del Tarn. E attraversata dal canale dello stesso iiQnic , per cui il Mediterraneo comunica coll Oceano. (G) Linguadro , Lin-guà-dro. [Add. m.} H.A. Lo stesso che Lingwardo. fi Lat. linguax. Gr. AaO-vjSpo?. Albert, cap. 10. E non si converta in amistade di mallo , 0 di linguadro , 0 di tencionatore , o d’ adiroso. ( Così in alcuni Testi a penna ; la stampa ha Imguardo.) E Tr.3 . igy. L’ uomo troppo linguadro , grande cosa e , se molte brighe non sono per lui nella cittade. . Linguaggio , Lin-guàg-gio.C^^OLrt favella di ciascheduna nazione.Lat. lingua , senno. Gr. ìì>i"ig.x. Bocc, nov. 4 2 - Q* Ed in poco spazio di tempo , mostrandogliele esse , il loe linguaggio apparò. Dant.lnf. 3t. yò’.Questi è Nfmbrotto , per h> cui mal colo Pure un linguaggio nel mondo non s’usa, fid. SS. Pad. 1 7 6. Avvegnaché non sapesse in prima neente di quel linguaggio , rbpuosc : cc. 2 — Parlar famigliare. Scgner. Mann. Marz.20.1 .Guarda che nè pur nel linguaggio si volle aceeajpodare all’uso del mondo. (V) 122 LINGUAIO 3 — In buofc linguaggio , posto avveri.Dirittamente , Chiaramente. Segner.Mann.Magg.2'5. 5.Queste paiolo del santoGiobbe,qui ponderate, erano quelle che m buon linguaggio avea del continuo in sua bocca ec. santa Maddalena de’ Pazzi. E 2g,2. Altro in buon linguaggio non c, clic dare una mentita sul viso a Cristo. (Y) E Gemi. 16.1. Nè altro in buon linguaggio gli domandiamo quando diciamo fiat voluntas tua.{ N) Linguaggio diff. da Idioma L'avelia, Lingua * Sermone , Discorso , Loquela , Locuzione. Linguaggio è nome che si dà a qualunque maniera colla quale possa 1’ uomo spiegare i propri; pensieri : quindi il linguaggio de’ gesti , degli occhi , il linguaggio simbolico. Lingua è tutto quell’aggregato di parole di cui fanno uso gl'individui di una nazione, è il linguaggio orale. Idioma indica una lingua considerata sotto quel suo carattere che la distingue dalle altre. Loquela è propriamente la potenza o la facoltà di parlare. L'avella riferisecsi propriamente alla maniera di parlare, alla pronunzia. Locuzione infine indica 1 atto del parlare considerato ne’ mezzi di cui si serve. Linguaio , Lin-guà-jo. Add. e sm. Voce moderna , e di disprezzo. Nome che si dà a coloro che stanno con soverchia scrupolosità attaccali alla purità della favella , che impropriamente diconsi ancora Cruscanti e Parolai. (À) Linguale. (Anat.) Lin-guà-le. Add.com.Appartenente alla lingua , Cttè relativo alla lingua, hot. lingualis. (A) / a — * Onde Arteria linguale , dicesi Quel ramo delta carotide esterna , che prende il nome di ranina , quando giunge alla base della lingua. —Muscolo linguale, quel piccolo fascicolo carneo che si porla dalla base al vertice della lingua , ìn.igo ciascun lato di quest ’ organo .—Nervo linguale , rarpo del mascellare inferiore che si considera come il nervo gustativo. — Osso linguale, è! ioide. — Vena linguale , quella che si anastomizza nella giugolare interna . (A. 0.) Linguardo , Lin-guàr-do. Add. in. Linguacciuto , Maldicente . —, Lin- guadro , sin. (/^.Linguacciuto.) Lat. linguosus. Gr. xùxo?. Lib.Sagr. É più si dee guardare di non esser linguardo, cbè il più cattivo membro . che abbia il serpente , si è la lingua. Arrigh. Tutti i medicamenti si ricordino delle linguarde lingue. » Albert, i/p Coll’uomo lin- guardo neri parlare, e nel fuoco non metter lrgne. (N) Linguato , Lin*guà-to. Add . m. F. A. Lingucrdo. ( F ’. Linguacciuto.) Lat, linguax. Gr . Tes. Br. 7. 69. E ’l bisogno del servente non è grave a lui , ma al signore , e lo servente si dee guardare di non esser linguaio. 2 — (Arald.) Dicesi degli uccelli che mostrano la lingua , e eh ’ è di colore diverso da quello dell’animale. (A) Linguattola. * (Zool.) Lin-guàt-to-la. Sf.F.Rom. V. e di Sogliola.(Van) Lincuccia , * Lin-gùc-cia. Sfi dim. di Lingua. Face. Sopraz. (0 ) Lingueggiare , Lin-gueg-già-re. jV. ass. Cicalare , Ciarlare, Fr. Giorcl. Pred. 62. Ma della bocca medesima li dispiacerai per troppo lingueggiare. (V) Gozz. Osserv. T 5■ pag. 21. Quel gran lingueggiare di tutte le cose che avea fatto con questo e con quello. (N) Lincuella , Lin-guèl-la. [Sf dim. di Lingua. F. e di’] Lingv 2 ~ ” ;uettu. LINIMENTO Linguettina , Lìn-guet-Ù-na. Sf dim. di Linguetta. Striscìolina. Cd- * sin. Pred. 7- 3. 3. Berg. (Min) LiNGciFORME.*(Bot ) Lin-gui-fór-me. Add.com. Lat. linguiformis. Aggiunto di quelle parti di una pianta che si assomigliano per la forma alla lingua come le foglie di taluni aloe e mesembriantemi. (N) Linguino , Lin-gui-uo. Sm. dim. dì Lingua. Ed è una di quelle voci che nel diminutivo diventano di genere mascolino , come Bocchino ? Yocino. Baldov. Dr. Con quel liuguino intinto nel savore. (A) Lingulata.* (Bot.) Lin-gu-là-ta. Sf. Erba detta alirunenti Lingua sei- pentina. V Lingua , §. 35 , i3'. (Van) Linguista.* (Lett.) Lin-guì-sta. Add. esosi, com.E. dell uso. Chi scrive o parla accuratamente la sua lìngua , Chi sa bene diverse lingue-(Vad) Linguoso , Lin-guó-so. Add. [e sm. V *. poco usata. F. LinguacciutoJ Lat. linguosus. Gr. \&\os. Esp. Salm. L’ uomo linguoso non sarà di" rizzato nella terra. Cavale. Pungil. E’1 primo mostra, quando, parlando deìli linguQsi, dice : ec. Fr. Giora. Pred. R. Uomo linguoso non saràe indirizzato per la via del Signore. Linguuto , Lin-guù-to. Add • [m. V. A. Lo stesso che 3 Li'nguardo.(/ : '* Linguacciuto.) Lat. Ioquax, linguosus. Gr. \oixos. Esp. Salm. L* uomo linguuto non sarà dirizzato sopra la terra.» (Qui citasi lo stesso testo clelt Espos. Salm., che sopra alla voce Linguoso; se non che qui dice sopra la terra , e di sopire dice nella terra. O V uno o l'altro di ane- stì due testi è fallalo ; e ciò che più fa vergogna è , che questi dif testi sono in due voci diverse , una immediatamente dopo V altra. 3# poi si volesse dire che siasi falio uso di due Codici diversi, da quali siasi cavata la varia lezione, allora sarebbe difettiva la Tavola degù autori e delle citazioni, perchè ivi non si nomina che un solo Codice1 di cui han fatto uso nel Vocabolario. Così ne avverte il Lombardi-Jf) Linie. * (Arche.) Lì-ni-c. Add. e sf. pi Feste in onore di Lino.iflf) Linii ero. * (Mit.) Li-uì-fe-ro. Epiteto di Silvano. — , Linigero , su 1 * (Dal gr. lìnon lino , e da phcro io porto.) (Mit) 3 — * Anche Linifera o Linigera ft detta Iside , siccome quella ch e prima insegno a flave il lino in Egitto. V* Iside. (Mit) Linifià. * (Zool.) *Li-m-li-a. Sf Genere di amenidee polmonarie, c° 5 ^ denominate da'fili simili a quelli del lino con cui tessono le loro vf giratele. Hanno quattro occhi in mezzo che formano uri trapezio , l . cui parie posteriore è più targa ed occupata da due occhi più grossh e gii altri quattro gruppi son disposti a paia , uno per ciascun in direzione obliqua , le loro mascelle si allungano verso l’estremi 1 superiore. Formano Ut loro tela nelle macchie e ne cespugli, sotto ed irregolare. Lai. linyphia. (Van) (N) Liniflca. * (Mit.) Li-m-fì-ca. Pietra Unifica : Pietra om sconosciuta ^ che secondo la favola , aveva la proprietà di guarire I epilessia, et . un gran numero di altre malattie fi) al lat lenis mite Sfocio io fo.)0 Linificio.* (Ar.Mes.) Li-ni-fi-ci-o. Sm. Arte di lavorare il Uno, e luogo dove il lino si lavora. (Vari) (N) .« Linigero. * (Mit.) Li-ni-ge-ro. Lo stesso che Linifero. V. (Dal Ld* num lino, e gero io porto-) (Mit) v iVlu / . • ■ — (Ar. Mes.) [Feltro da lìngueitare. ] Art.Fetr . Ner. 7. Ì 32 . Si feltri Linimento. (Farm) Li-ili mén-to. Sm. Medicamento liquido consiste ^ detta acqua colle solite linguclle in vasi di vetro. E appresso : Poi A? un <■*/•>». /• he. si. Inni, fi no. e addolcisce . stiopicciando si feltri colle solite l | ”guelle in vaso di vetro. E appresso : La mi- pane un erma, .uu: si imene ut ^eiiciut* n-< l,v " — *’—•—-- ‘ •“- --- *- - ” - • ' . . . 1 j^ at liuimeiltUlll 9 con le so- gliore e nobile sua tintura sarà tutta nell’acque feltrate Irte linguclle di feltro. 2 — Nel num. del più Lingueile chiamatisi da' guantai quelle stri • scelte di pelle , che sono cucite lateralmente alle due parti delle dita del guanto. (À) 3 — (jVlus.) Lì ancia degli strumenti da fato. V. Lingua. (A) Linguetta, Lin-guèt-ta. [V/l] dim. di Lingua. —, Linguella , sin. Lat. lingula. Gr. 'yXu-ffvó.ptov.' Fr. Jac. T. 3. 18. 5. In forma di linguette Lo Spirto Santo Lai sopra noi mandato. 2 — Per simil. [Dicesi La Fiamma di una lucerna > e quella intera o in varie parti divisa.} Sagg. nat. esp. 2. Tramandano il fiato per un organo di cristallo alla fiamma d’ una lucerna , e quella o intera , o in varie linguette divisa ec. spirando, vengono a formar opere di cristallo delieatistàme. 3 — iFìg. nel sign. di Lingua, J. io.] Fr.Giord. Pred. R Certe malvage linguette, che non tìnario mai, mormorando,di vituperare il prossimo^ 4 in un unguento con che si lenifica e addolcisce , stropicciando , * parte inferma . Die si anche in generale di ogni leggiera fregnSf. colla mano. Ammollimento , Modificazione. Lat. liniinentuii) , tura, fricatorium , inunrtio. Gr. àxsupoc , u.Xup./xill 'vg' gomma ammoniaca e gomma arabica, stemperandole nell’ acqu (l & sopo , edulcorata con lo sciroppo di capelvenere. (Van) po 5 -— antiemorroidale rf Andry:* Composto di miele diNarbontt, d d’ oliva e di terebentina. (A. 0.) G — antiparalitico: * Acqua di Rumava! Composto di sottocarb _ ^ tiimrli.-\rito. d' olio di cannoUui. di suvoue nero e * - (Ar. Mes.) Sdiscetta di feltro eh posa con uno de'capi in un cool tso pieno di liquore , e coll’ altro de covi in un vaso Voto, per far n — b -.Givo ^ n n - a .ì _ _ _•_ 1 .../_ _ 1 lato di rosmarino. (A. 0.) pone manco , un$u nato d'ammoniaca oleoso e canfora. (A. O.) otiti? antiscrofoloso r/iluFELANn : * Composto di fiele di bue ’ focolare e passare il liquore dal vaso pieno nel vaso volo ; ed il far tele pone bianco , unguento tl’ altea , olio volatile , petrolio , so i- operazione si dice Lìnguettare appresso gli speziali ed i chimici. 2 — T. de' legnajnoli. Sarta di dente fatto con pialla lungo un legno , per in castrai io nell incavatura d' un altro. (A) 3 — T- df magnani. Quel ferrolino del saliscendo , su di cui si applica il dito per aprirlo. (A) 4 *— Dicesi anche una piastrella di ferro che sì mette sotto alle molle , ed anche sotto ai. cignoni delle can'ozze. (A) 5— Così chiamasi da’ suonatori di piffero,e sonili, quella sàmpogt cita con cui si dà fiato ad alcuni strumenti musicali, Lingua, '33 .(A) 5 —• (Marin.) Strumento di ferro con manico lungo . ad uso di nettar la tromba d'una nave. (A) □ i— / carpentieri delle navi danno questo nome a dei conii di legno sottili , larghi e piatti , che formano un angolo acutissimo : servono a vanì usi nell attrezzare le navi , e particolarmente nell’ azione di vararle. (S) Linguetta * (Geog.) Promontorio cieli Albania nell Adriatico ; e«o è d termine de’ monti della Chimera. (G) Linguetta^, Lin-gnet-tà-re. [JV. ass. V. poco usata»') Scilinguare , Tartagliare. Lat, balbutire. Gr. ftXlitv.v. Fit. SS. Pad. /. 5. Parlando come poteva 9 anzi lingottando confusamente. 2 — (Ar. Mes.) Far passar da un vaso all altro i liquori colla linguetta. [Oggi più comunemente Feltrare.] Ljnguettato , Limguet-tà-to. Jdd. m. da Lingottare. Feltrato. (A) 2 — (Bot.) Aggiunto de'fiori che sono composti di scmifloscuh , (A) — canforato:* Composto d'olio di mandorle dolci , di sapone dalìno , dì canfora e di tintura alcoolica di cantaridi. (A* yd qJ — calcare : * Composto et olio d'oliva ed acqua di calce, y 10 — ni calce: * Liqu-.do bianco che si. prepara sciogliendo ddh 1 in una siffdente quantità d acqua. (Van) 11 — r>i solfo: Polvere bianca sotto la cui forma si presentai fi ottenuto decomponendo un idrosolfato solforalo con un aculei { ^ ft idivsolfato prima di precipitarsi dà un aspetto di latte al Uq ill( tiene la detta polvere in sospensione. (Van) > L'2 .— diuretico : * Preparazione di alcool con sapone e con u n f l di alcoolalo di ginepro, ovvero Preparazione di sedia in pri JjN succo gastrico di vitello , ovvero in altri modi , e serve pf l ‘> zioni esterne ne' mali de' reni o della vescica. (f)iz. i3 — Med-) j- e erus, deli sorta _.... _ (3 , Unguento scdativouni'cptico, Utiguratr» narcotico. Lai. t'im pastro-oppiatmn. (Diz. Mefl.) . ( >4 — risolvente di I’ott : * Composto (t arido idroclorico J essenziale di trementina. (A. O.) ,. s0 1 r ' — saponaceo in rosolforato di .Tadei.ot : * Composto fit p Hitssa , di sapone bianco , di papaveri * d olio ùf° di di Ù” 10 ' L1N1TAN i6 ~ SOLFORICO TEREBF.NTINATO * CoWpOStO (V olio d! O Uvd , & °t L0 es ~ .>/«•._ / k r\ \ 18 LINURGO , 2 3 Lino. * N. pr. m. Lai. Linus. (Dalfebr, he.lin lamentarsi: c di fatti era creduto inventore de’cauti lamentevoli. In cclt. Un fedele, bello, superiore, padrone. F% linon-asma , e linps.) — Figlio d'Apollo e di Pseminiate.—Figlio di Apollo e di Urania o di Calliope ec., inventore della lira di tre corde di budello , ed uno de più antichi poeti greci. — Figlio d'Ismenio , che insegnò la musica ad Ercole , e secondo Plutarco inventore de ’ canti lamentevoli .— Storico greco , nativo di Ecalia,— Uno de' figli di Idcaone.— S. Lino. Secondo papa, sue - cessare di S. Pietro nell anno 6g. (B) (Mit) (Van) 2— * (Geog.) Lat. Linoni. Antica contrada dell Asia Minore nella provincia dell' Eiespanto. (G) Lino. Add. m. Aggiunto di cosa fatta di lino. Lat. lincus. Gj'.xive o?, Foce, nov. gg. i6. E tre giubbe dì zendado , e panili lini.lVW.mrt. 76. f. Riuieri co. aveva queste calze line in gamba sanza peduli. £V, 2. s3. 3o. Acciocché la creta non caggia , sì dee con pozza lina Lisciare. E 4' 44' 4' Pongasi un sacchetto sottile netto, di pezza lina. wEspos.Patet'iifigy. Tutti suoi figliuoli fossero vestiti di cotte lme.(Pr) " "" :og.)Lì-nò-a. Antica cititi dell'Asia nella seconda Bitinia. (G) (Agr.) Li-no-dél-la. Sf Sorta di uva di buona qualità,che specialmente nel ' *' J: ‘ n "‘" f'™** hh. A. eoo. A. Sono ancora altre maniere deliziale di trementina e d’ acido solforico. (A. O.) *7 — TEitEREKTisATO : * Emulsione semplice alla quale si aggiunge zac- cheio e terebentina Venuta stemperata con un rosso d'uovo. ^Van) ’ — vegetale : * Sugo bianco che si trova in uua quantità di vege- tabiu , e le cui fisiche qualità variano all’ infinito. (San) Ì 9 volatile : * V. Sapone ammoniacale. (A. O.) . . ^itan. * (Geog.) Li-ni-tàn. Una delle isole Sirongan nell Arcipelago t ^ e Filippine. (G) . , „ 0 • ,r\ j lK UTqtio.\Geog.)Lin-ht-quo.LaL Liiidmn Cu. e contea della òcozra.{R*) * (Geog.) Città della Prussia , nella provincia di Clevcs. (G) LiN NEA# .(j 3 ot.) Lin-nè-a.^ f. Lai. lumaca. Genere di piante che comprende u na sola specie 'americana ad europea. Esso fu comagrato alla memoria del celebre Linneo , appartiene alla didmanda angiosgermia , famiglia delle laccate 5 ed à caratterizzato da un doppio calice , l e- s terno quadrìfido , t interno epigino cinquefido , dalla coroLa campa- fiform# col lembo inegualmente cinquejido a da una bacca arma a 1 tr e cellette, due delle qwdi abortiscono. (N) T /'Aor ì Li-iv'-deMa. &or\ (hot.) iSm. Genere di piante della peutandnapentagima,famiglia Linodella. ( a 6 V, , contado di Me linei; caratterizzato 'dal calice di cinque segali, da cinque petah n coltlva TRZ3, Q he unitamente a,eli stami, sono attaccati all’ anello pendino, e dalla capitila di dieci cellette, ciascuna con un seme, e co’margini delle vulve rientranti.. Lat. Lhnuu. La specie la più comune, detta perciò da Lni- ”eo lino usitatissimo. è fornita de seguenti caratteri : radice annue a filone, con alcune fibre laterali; lo stelo diritto, cilindrico, pannile- e/ «uto nella sommità , aito circa un braccio ; le foglie, alterne, lanceolate, appuntate, strette, sessili ; i fiori solitarii. nella sommila della Pianta, celesti , peduncolati , co’ sepali appuntali , ed i peniti , cre ' Oliti, Fiorisce nel giugno, ed è probabilmente originaria dell hgiito , "‘ a al presente comune per tutta l’Furopa. Da questa, pianta secca e faceraia si cava materia atta a filarsi per far panni , detti pelilo •‘anni lini, il lino è una delle piante più preziose, per l uomo, a cui *°nministra le. tele di prima qualità, dopo avere abbehle le campagne col bel verde del suo figliarne , e. da suoi graziosi fiori azzurri > t r ì'iali spiccatisi da un fóndo verde vivo ; i suoi sani sono appianati, "''puntati da un lato , ottusi doli’ altro , lucenti, di color giallo porporino , da’quali, si cava un olio delta perciò Olio di imo, eh e u- dle pp r molte arti, e per tinte e vernici. Questi semi contengono miche molta mucillaggine nella propria pellicola , mentre l’olio e' f.°n- P’niito ne’ loro cotiledoni ; le quali due sostanza li rendono utilissimi "dia medicina- In fatti T acqua entro cui si /anno bollire i semi di "fi, essendo saturala di gran quan tità di mucillaggine, si addice bene finiti adoperata nell’ interno : quanto usala nell esternoj , sciupicene^ 11 carattere della malattia costringa a ricorrere a sostanze raddolcenti c toniche. Il seme, di lino ridotto infarina, che s’ impiastra citi acqua fòima pure de’ cataplasmi, emollienti , che hanno il vantaggio "i conservare alla lunga il calore e l’ umidità. In quanto all olio, da ess o somministrato con la spremitura , serve sempre all’ illumina-.ione e olla pittura , sebbene si possa eziandìo applicare agli usi di cucina ,°l>0 d'averlo purificato.Lat. Vimini usualissimi™ jGr. Muo vflir, /Un, lll 't.ii Lisos. Cipro soggetti. ,, ■-•un olinoci in celi.; lin m teul od in islaud.j lem in tod. ; luti ìuisvod.) f 'cc.uov.pf.u .Kran vestito d’imvestimento di lino soUdissimooliiauco. fi’-n.i'j.i Uno desidera l’aere temperato, e terra sol ita, f'iz.òPad. j’DS. Lavorando collo Inic mani cerio lavorìo di lino.» Buon. 1 ano. fi' Sono i capelli della Tancia mia Morbidi com’un lino scotolato, ii rinnot. ivi: Lino scotolato, dopo essere stalo colla gramola, ^ ln aciull a gramolato, o maciullalo, si ; rotola poi colla scotola , stru- ' 'ito da scuoterlo , e allungarlo in lustre e lisce fila. (Ti) f hll’ o^ n modo simbolico Lino delle Parche o di Luchcsi perla Fila So] Dant. Furg. 2.5. 7 g. E quando Lachcsis non ha più lino, ’tvesì dalla anip. Fr.Jac. j Vcsi dalla carne. 5^ ^ fS‘ i ne/ mali, del più. Lini] per le Fasce dì lino ' ^ < 3 . 1 lini suoi pigliòe , E ’l ligliuol ne ’nlasciòc. 4 sta we, le in c ' aSi Ljnoa. *(Gcog.)Lì-riò-a ■" ..^ 7 . , Pisa. Creso, Uh. 4. cap. 4* d’ uve assai buone , si come la linodella la quale fa buon vino , e serbabiie, che appo il Pisano massimamente si pianta. (V) ( 1 7 y esti a penna hanno livideìla.) (B) Ljnofìllo. * (Bot.) Li-no-fiUlo. Add. m. V. G. Lai. lìnophyHnm.(Da linon lino , e phyìlon foglia.) Nome specifico di piante provvedute di foglie simili a quelle del lino. (Aq) Luson-Asma. * (Arche.) Canzone lugubre degli Egiziani- sulla morte di Maneros, chi ornato da’Greci Linos. (V. l’etim. di Lino.iw g v.asma vul canto e però linon asma vai cauto sopra lino.) (Mit) Linone. * (Àv. Mes.) Li-nó-ne. Sin. Francesismo deli uso. Specie di cambraj a , o tela di lino molto fina e rada: è una specie di mussola molle al tatto , meno pieghevole di quella di eoLone , ma legge)a e bianca al par di quella: costa più cara. Le signore ne fanno vestiti , nastri ed alivi ornamenti leggieri e ricamati . Il linone si fabbrica collo stesso filo che seive a fave la bella tela nota sotto il nome di Battista , in telai che regolano uniformemente la distanza de'fili di trama. ( 1 ). T.) (Arche.) ò'm. Celebre canzone che in Fenicia , nell' isola di ed in Atri luoghi dell Asia , era consacrata a tristi funebri Questo nome suol credersi Unito dal celebre musico Lino, ia cui morte fu pianta eziandio dalle più barbare nazioni. (Ma in vece il nome di Lino c tratto dal cauto funebre. V. Lino.) (Mit) Linosa. ‘ (Geog.) Li-110-sa. Lat. Aegusa. Isolelta del Mediterraneo tra la Sicilia e Malta. (G) Linostlofo. * (Bot.) Li-nò-stro-fo. Sm. Sorta d' erba in Plinio , che alcuni vogliono essere il Marchino, altri il Prassìo. (Par che indichi la proprietà dì avvolgersi, piegarsi al modo di liuo 5 dal gr. linon lino, c strophe volgimento, piegatura.) (0) Linoeente , * Lin-qnòu-le. Aad. e sost. com. F. A. V. e di Dolìn- qeente. Cavale. Frati . Ling. 255. Correggete i linquenti. (V) Likssue ? Lin-sé-mc. iSm.comp.} Seme del lino. Cronichett . d Amar. 270. Una cosa dirò io di veduta , che il pane che mangiavano ec.era di linseme. Fargli. Hip. 144' Sì unge con olio di Unseme chiaro e bello. E 207. 11 settimo è detto nero di fummo , perciocché si là dì fummo da mia lucerna piena d’ olio di linseme derivante. 2 — IJicesi anche Lino seme. Fìr. SS, Pad. : la condì con olio di lino seme. (V) List. * (Geog.) Riviera della Svizzera. (G) Linteaue. * (Geom.) Lin-tc-à-re. iSf Cw'va fumata da una corda attaccata verticalmente a due punti fissi e carichi di un jluido in o quiiibrio. (Gal lai. linU'us di lino.) (Van) Linteaivii. * (Arche.) Lin-te-à-ri-L Add. e sm. pi. di lino presso i Romani. (Dai lat, linleus di lino.) ( 0 ) - - - ’ 1 /-v.~ rs t.ìw . £ 240. Per ignoranza si Fenditori delle vesti per Biancheria. Segner. Preti. 4. 3. Le donne dovranno asa , tutte intente a colmar di lini le loro casse? (V) t v)ì' a -, d J ev Lenzuola. Chiabr. Serm. Come semini fior la vaga au- Ciìy,u ’ . u Lascia i lini c vesti i panni, e poscia A passo lento va cer- « J. 1 * 10,lti * ( Gr ) * ^ >er Vele. Fdvas. Cacc . 2. ìjq. Ed un largo semi degli 7 -ES 5 *“ il,T,ava i rcil d a *l’ onde , ì lini, a’ venti. (Br) ^' gli jj ri - er Salvili. Opp. Pese. 3 2cf, Le stirene allor quando pi tajy XVO...LV. ^ ___ _ Listf.o, * Lin-tc-o. Add. m. V. L. Di Uno . C. Libro , i3- (V^an) — * Usato anche inforza di sm. per Paimolino. Lai. lintcamcu. ■■ 1 -- -I . a-- i-i-i -filo sopra Omel. S. Greg. (. 20 5 . Vide » Ini Reti. Salvili. Opp. Pese. 3 298. 'imbattcraii, cercano il laccio largo. (V) Bn INDÙ : Specie di pianta della famiglia delti, asrliqnndce ed ap- 01 r * e / lc,, tc al genere gomficarpo findato da Brown con a 1 ’ l ■ "sclepicE essS hi la iWfruticoso -le foghe hoem-r, tane 0- llffi P’cciolate, volte, in già; i fiori bianchi, in ombrile, pende t, IìZ all J ‘follicoli gonfii, con punte pieghevoli. Fiorisce aa l estui Qn I " ' uutunno , ed è indigena del Capo di Buona Sperali-i- 1 j)W e A P°ci»° , Pianta della seta. Albero della sola F- Lat. g. .1 - 5 fruticosus Bromi, aaclepias fruliCocAa. (Gali) (J ^7 4 - !' LWre - * U. Cuscuta. (A) 5 ‘aivatuio. I r . Linuria. (A) , . ^ Kt0VA Zeianda. * Genere di piatile della esandna mo- se, ‘"’f'Miglia arile sìghacee , il cui carattere e nella corrila iti s« issili più corti che Jan le veci dì calice fi nuerm te r , ‘ 1 ‘fi ninni, negli slami più lunghi della corolla , e nella capso a ha olhmgala.Iat. pboi-iuium. L’ unica specie di questo genere lan r ; H lK incavale,Ile simili alle iridi, lunghe molti palmi, linea i, pel «‘nuche, lo scapo dritto co’ fiori gialli disposti m pannocchia . fòrti J 1 - Utì f (} £>he macerale sommiuìslwtw materici da R aie c ^ dellaNuova01anda,si/i.L(3tdinunitemi^. Iar$\. ) di Jl Lino incombustibile: Così chiamasi dagli scrittori u a. f, i£ia vctnt0 > con filamenti lustri , longitudinali , di color bianco, pallido, 1 e alquanto oerde j ordinariamente galleggi*- 1 nell acquo-. (A) ^ il sudario il quale era stato sopra il capo del Signore non posto co’ lintei , ma involto in un luogo di per se. E 2. 2‘3ò‘. Diede con le sue inani a essi che erano presenti il iiu- teo , eh’ egli il tendessino dirimpetto alla faccia sua come c d‘ usanza di coloro che umojono. (Pi*) Mor. S. Greg. Ver lo lìnteo del lenzuolo si figura la collii levatura della santa predicazione. (Riportato dulia Cr. adii p. Tessitura , 5 * 2.) (N) Linteon;. * (Arche.) Lìa-tc-ó-ni. Add. e sm. pi. Tessitori delle vesti di lino in Roma. -( 0 ) Ljntercolo. (Mus.) Lm-tér-co-lo. Sm. È uno strumento simile ad una barchetta , ed il Padre Kircher crede che ver la sua figura sia stato Latini ditto Lmtercuhmj. Gl’Italiani lo chiamano Sordina, ( In nome , oggi loire e uagu ui 4 « lU u .... f . e Lintepno. * (Boi.) Sm. Lo stesso che Alaterno. F■ (N) Lzatiogine, jLìu-ì jg'gi-ne. [Sf. Lo stesso che ] Leiiiigginc. F, LirfTrGGfxoso , Liii-t:g-gvnò'SO. [ Add. e sin. Lo stesso che] Lentigginoso. F. Clan. Moreil. 241 . Bernardo era compresso di carne , ed assai pieno, di pelo rossetto Lintmune, Lin-ti-gi-ne. iSf] imiìggmoso. uudM, Lo stesso che Liliguie [e Lentiggine.^.] LintiginosÓ , Lin-ti-gi-nò-so. [Add. tu Lo stesso che Lentigginoso./ 7 !} Lustrami!. * (Arche.) Lin-trà-ri-i. Add. e sm. pi. Direttori delle barchette Jluviittiii dette Lintri. (Gal lit. timer barchetta.) (O) Lintz. * (Geog.) Linz. Città capitale dell' Alta Austria.- '' ’ Stati Prussiani netta Reggenza dì CoUenza. (G) Linl'hoo, * (M.d.) Li-nìu-go. Sin. Pietia favolosa che dìcevasì essere nel fiume Acheloo. Chiamassi aiu ' ' • - - n^nTnr.o (i —Citlà degl t'U'tva Tavolone indie Lapis Lincus, perche verni uso 124 LIOBA di ravvolgala in un pannolino , e allorquando diveniva bianca , allora quegli che la portava ', poteva lusingarsi di felicemente riuscire ne’ suoi amori. (Dal cclt. liti pietra, ed orgued la passion di amore, onde oiguedi amare appassionatamente.') (Mit) Lioba,* Li-òba. JV. pr. j'. Lat. Lioba. . (In gr. lio desidero, e bus bue: Chi desidera i buoi. In celt. li re, ed obe migliore: 11 migliore de’ T Re. ) (B) Lioconso. (Filol.) Li-o-còr-no. [< 5 Vw.] Aninude [ favoloso, cui gli antichi davano la struttura del cavallo con un sol corno in fronte lungo quattro piedi. I denti fossili de’ monodoni o narvali, seconda classe de’cetacei,e del quali ignoravctsi l’origine, hanno dato origine alla favola del liocorno. Questi denti alle volte della lunghezza di nove o dieci piedi , diritti o scanalati , escono dalla mandìbola superiore di quest' animale marino; sovente non si trova che un solo di quel denti, essendo stato l’ altro spezzato. —, Limicorno , Unicorno , Leocorno, Monocero, sin.] Lat. unicornis, monoceros. Gr. povóxipvt. (Cosi detto dall’art. I unito ad unicorno .) Frane. Sacch. Op. div. go. Liocorno è una bestia che ha tanta dilettazione di stare con una donzella vergine , che come egli ne vede alcuna , cosi va a lei , e addormentasi nelle sue braccia , poi vengono i cacciatori , c sì lo pigliano. Moig. 18. ig3. Al liocorno abbruciò le caluggine, lì fece imo schi- dion d’ un gran perugginc. 2 — (Zool.) Liocorno marino. Specie di pesce piccolo del genere baliste , che ha uii corno situalo tra gli occhi , compresso sui lati , sottile , e in ogni parte aspro a toccarsi ; di fondo grigio, macchiato di bruno. Ma la testa grossa e serpeggiante, il apertura della bocca piccola, la mascella inferiore più larga della superiore , e ciascuna di esse ha otto denti , larghi verso la radice , terminanti in punta. Abita le acque della Cina , del Giappone e del Brasile. Lai. bali- stes monoceros. (Bufi) (N) Ljocbito , * Li-o-crìto. N. pr. m. (Dal gr. lio io son pronto , e cri- tes giudice : Giudice pronto.) — Uno de’ proci di Penelope, ucciso da 'Telemaco. (Mit) i-ò-de. N. Liode , * Li-ò-de. jHf. pr. m. (In cclt. li re , ed od eccellente, perfetto. Nella stessa lingua odd, lo stesso che codd o coddiant indignazione, torto , offesa , scandalo. Quindi li-add scandalo , offesa, indignazione del re .)—Uno de’Proci di Penelop e, uccìso da Visse, (Mit) Liofante , Li-o-fàn-te. F. A. F. e. di Elefante.] Lab. 192. Tra' quali ella c maggior bestia , che 1 ìiofantc. Bergli. Arm. Fani, /}6, 'V antarsi di certi parentadi , che hanno tanto a fare insieme, quanto la luna co’ granchi, o i liofanfi colle bertucce. Liofàntes 9 à, Li-o-fan-tcs-sa. [Fem. di Liofantc.] Liofante femmina. Lo stesso che Leofanlcssa. F.[F.e di Elefantessa.] Mil. 31. Poi. Lo botante giace colia liofantessa come fa l f uomo colla femmina, cioè che sta a rovescio , perchè ha la natura nel corpo. Liona. * (Arche.) Li-ó-na. Sf. F. G. Danza guerriera da Ateneo pa- sta fra Le ridicole e tenibili , come lo indica il nome stesso. (Mit) Lionàrdo , * Li-o-nàr-do. N. pi\ m. Lo stesso che Leonardo. F. (Dal celt. leon leone, e hard arditezza: Ardito come leone.) (B) Lionato, Lj-o-nà-io. [ Add . m.~\ Aggiunto di colore simile a quello del Lione . Oggi si dice non solamente del Tanè chiaro , ma ancora di tutti gli altri gì adi d’esso colore, lil quale per altro è di due ragioni, una che pende in giallo , e V altra in oscuro, e questo vriqmameitle si chiama Tanè o Lionato pieno , Lionato scuro.] —. Lconato, sin. Lat. fulvus , rufufi. Gr, crrpp'of. Fir.Dial. bell, domi, lionato è di due ragioni , delle quali una he pende nel piallo cc. V altra al- 1 ’ oscuro , e chiamasi tanè. Scrd. Stor. 5. igg. Il quale ( 'garofano) da prima è verde , e poi diventa lionato. Red, Ins, i5g. La quale è tutta di color lionato chiaro. Ed Esp . nat. gy. È fatta (la figura del seme di finocchio della ChinaJ in foggia d’una stella d’otto razzi di color lionato , ed ogni razzo racchiude in se un seme liscio c lustro , pur di color lionato. Lio» cello » Li-on-cèl-lo. [Sm. dim. di Lione. Lo stesso che] Leoncello. F, Fiinf. Fìes, E venne destro più eh’ un lionccllo. I.iohxiKO, Li-on-cì-no. [Sm. dim. di Lione. Lo stesso che] Leoncino [e Leoncello. F,] Lat. leunculus , scymnus. Gr. viri pn os. G. F. 11.66. 1. Nacquero in Firenze sei ìioncini della lionessa vecchia , c delle due giovani sue figliuole. Dant. lnf. 3o. 8. Gridò : tendiam le reti sì eh 1 io pigli La lionessa e i Ìioncini al varco. Cron. Mordi. 28y, Alla porta a S. Friano , per la quale entrò il vittorioso capitano , islelfe un lioncino vivo , ma di poco tempo , al quale tutti i Pisani prigioni baciarono il culo. 2 .— Specie di cane , così detto dalla sua figura , che ha qualche so - mighanza con quella del lione. Magai. Leu.. 11. Dal maneggio de’ suoi cavalli, da quello de'suoi corsetti, levrierini, Ìioncini, .... dò- ghetti , danesim » e canini di Bologna. (A) (N) Lione, (Zool.) Li-ó-ne. [ Sm. Lo stesso che] Leone. F. Lat. leo. Gr. \iuiy. Mil. M. Poi. Egli hanno lioni assai , e d’altee fatta che gli altri , e sì v’ ha lonze e liopardi assai. Semi. S.Agost. y8. Questa (V invidia) puose Daniello profeta nella prigione de’ lioni a essere divorato, Pass. 22g. Poteva Iddio ec. co’lioni e cogli orsi domare e piegare il popolo superbo. Cecch. Mogi. 2.2. Il lione dehbe aver la febbre, poiché e’passeggia. Baco. nov. fi' ^ ei '° comc milione, senz’ altro* seguito d’alcuno, sopra le nave de’Rodiaui saltò. G. F. n. 66. 1 De’ delti piccoli lioni, alquanto cresciuti, il Comune di Firenze ne fece presenti a piu Comuni. 2 — {Proverò.] Avere, Tenere o Pigliare il lion pel chifte\ioz=zGodere presentemente altaiche bene con grandissimo pelicelo.[F .CiuHetto,$.2.] 3 — * Dall unghia o dall’unghione si conosce il lione. F- Lione, /, 6. Salvin. Pros. Tose. 1. gì. Ben comprendete , come dall' unghione il lione , la qualità e ’l carattere del passato arciconsoIo.(N) 4 — * (Astr.) Uno de segni, del Zodìaco. Dant. Par. 21. Noi seni levati al settimo splendore Che sotto ’i petto del lione ardente Raggia mo* misto giò nei suo valore. (N) LIPEMÀNIÀ Lione. * (Geog.) Lat. Lugdunum. Seconda città della Francia , capitate del dipartimento del Rodano. (G) 2 — * Golfo di Lione. Lat. Gallicus Sinus. Golfo del Mediterraneo 7 .sulla.costa australe della Trancia. (G) Lignei.* (Geog.)Li-o-nè-i, 'Lìonmsi.Antichi popoli del Peloponneso. (G) Lionesco,* Li-o-né-sco .Add.m.Che ha Le abitudini , le inclinazioni ec. del lione , come Ferocia lionesca, Avidità lioucsca ec. F. di reg,Romani.(f) Lionese , * Li-o-né-se. Add. pr. com. Di Lione, Nativo di Lione. ( 13 ) 2 — * (Geog.) Sf iNome di quattro provinole delle Galile dopo la con* qui sta de ’ Romani , ed ermi chiamate la Prima , Seconda , Terza e Quarta Lionese , aventi per capitali Lione , Roano , Tour .? e Se/is.-^ Antica provincia di Francia , che oggi forma due dipartimenti dd Rodano e della Loira. (G) LioNEssa , Lio-nds-sa. [Sf. Lo stesso che 1 Leonessa. F.Bevn. .Orl.i.'jS- 49 • Proprio un’ altiera lionessa pare, Che con due cani si sia riscom trata. E 2. ig. 18. Comc una lionessa , che si lancia In loco ov’ab* bia vista la pastura. 2 — Fare la YioncssccrzA spettare passeggiando. F. Farcia lionessin Lionfante , Li-on-fàn-te. [ Sm.F,A. Lo stesso che] Liofante. [F-edi Elefante.] .fimi. rim. 1. 104 • È la sua pelle di razza di stuoja, Morbida come quella del lionfante. Lionfantessa , Li-on-fiin-tés-sa. Sf. Lo stesso che Liofantessa. F. e di& lefantessa. (A) (N) Lionfohte. * (Geog.) Li-ori-fòr-te. Lo stesso che Lconfortc. F . (G) Lioni. * (Arche.) Li-ò-ni. Add. e sm. pi. JS’ome che prendevano gii' niziati ne ' misteri mitriaci. (Mit) Lionia. * (Bot.) Li-ò-ni-a. Sf Lai. lyonia. Genere di piante mneried* ne della decandria monogena, famiglia delle eriche , formato da JStd* tal con alcune andromede dalle quali son diverse pel calice a ciò* que denti , per la corolla quasi globosa , per le antere nude , e pt? ut capsola a cinque cellette , i cui lembi son chiusi da altre valve str frapposte. (N) Ljonjero,* h\-o-iiic-YQ.Add. e sm. Chi ha cura deiioni e li governa. (Vau) Lionino , Li-o-nì-no. Add. m. Di lione. [ Lo stesso che Leonino. F ■ l 2 — [ Aggiunto di colore simile a quello del lione , ma iti questo sig? lt è F. A. e dicesi meglio Lionato.] Cr. g. y8. 3. Il loro latrare sì 3 grave, e con grande aprimento di gola, c il miglior colore è color lionino» Lionora, * Li-o-nò-ra. N. pr. f Lo stesso che Eleonora. F. (B) LfOPAADO. (Zool.) Li-o-pàr-do. fA’/w. Lo stesso che] Leopardo. F.Rerf Ori. 1. 1. yg. Ma 5 non fu visto gatto , nè Imparilo ec. , Ne dal eh* sì veloce una saetta, Qual Ferrali sopra colui si getta.» Mil.M. Poh Egli hauno lioni assai , e d’ altra fatta che gli altri , c ù v’ ha lou* ze e liopardi assai. (N) 2 — * Trovasi anche scritto Lion pardo. Berti. Ori. 1. 1. 6y . Aveva una coperta il suo cavallo , Di seta ricamata a lion pardi. (N) Liokrinco. (ZooL) Li-or-rìn-co. Sm.F.G. Lat. liorrhyiicns, (Da h°* levigato, e rhynchos rostro. ) Sotto genere di vermi intestini cavitai * tic Ila famiglia degli ascaridi e de' strvnghi. Sono iti tutto simili primi , ma se ne distinguono solo per la lo:o bocca in forma di pà" cola tromba estensibile. (Min) (N) Lirr,* (Farm.) Sf. V. G. Lai. lipa , lipara. (Da lipat'os pingue.) I :ti * (Mit.) una delle Eolie Lrr Lar ore supponevasi che egli avesse le sue fucine. (I farese , * Li-pa-re-se. Add . pr. com. Di Lipari.— , Lipat olo, sin -( f ) fari.* (Geog.) Li-pa-ri. Gruppo d’isole vidcaniche nel Maditerruafi l'impetio la costa settentrionale della Sicilia , dette dagli, antichi u- - tr. o.7.-- T Vub lic o Vulcani cano Sette di esse sono abitale e chiamami Lipari , Cii>Avnt. n i: C.UT^ntirurì n Ftlìr-idr. o Atie.iin principale Ditta capitale della detta isola. (G) t.) Li-pà-ri-a. Sf.F . G, Lat. liparia. (Da lipavos par nome. Lipaiua.* (Bot.) iii-pa-n-a. &].r . ujiauu. ui/tmt» »»*- ,- { icìicc.) Genere dì piante della diadeljìa decandria, e della ff^y/L delle leguminose , così denominate dal color vago delle foglie ad sue specie , tutte indìgene del Capo di Buona Speranza, il tere di tal genere è net calice c in q tufi do , la lacinia inferiore 1 v quale è assai lunga 0 petalodea , ne tre filamenti delle antere più ti e nel legume hishingo ovato con pochi semi. (AvuV/, crassa o Lipoma dello scroto. (^1 Liì’Arosc/rro.* (Chir.) Li pa-ro scìr-ro. Sm. F. G. Lat. ltpiu'oschó'/V, ( Da liparos grasso , c scirrhos indurimento. )' Lo stesso che L ! r ma. V. (A. O.) Liparoto . Liparotb liparos pingue, e ttirix 7 mrico y ucijnuu.^ u. . fl Lipefila,* Li-pè-fì-la.IV.pr.y^ (Dal gr. lipos grasso, pinguedine, c fi flt( y amica: Amica del grasso.)— Figlia di Jolao, moglie di F'Uàh e dre di Tetri. (.Mit) . , na / r -»f Lipemania.* (Med.) Li-pe-ma ni-a. Sf F.G. Lat. lypemama. ■' dolore , e mania furore.) Pazzia malinconia. (Aq) >to , * Li-pa-rò-to. Adcl. pr. m. Lo stesso che Liparcse. V* ^ ►TRiCHiA.*(Chir.) Li-pa-ro-tri chi-a. Sf F.G. Lat. bparotrich^'^j "os pingue, e thrix , thricos capello,) Crassezza de’capelli^ ~ ' " " n * 1 ' y - r ■ - - -- n.Mi.xline. v p ■litui* :§ :13 con* rza e •i dd i.*3. scoti- v'ab- tessa. .e di’ Mor- dìE j 1 ) . gl* ■ricu- ricucili' ■ ,«r >e sa- Van) r-J s; v«. e si 3 nino. ) 'ieri'- I ci‘l poi loti- ve '’ 3 lini i itufi. ili. t“ pk- ) la- ,.(G) *) tuirh Mi 1 ) à.(B) uic°> : JiO- Vti>' uri 0 Jan»' dà» fido» cut" tg* ■tsiO' ,hl” iì !«/«*" «lift V )A [Mi) rf iiS' .iff (B) ( 0 * Ae-ràn-to. Sin. F.G. Lat. lyperanthus. (Da fy- e/i° //; S ^° J C 9 nt ^ os fi° re * ) Genere di piante esotiche , delia funi- si . or chidee è della gmandria monandria di Linneo , le quali iter enonilf/a7 . r,no così dal color tristo de* tom fiori. Questo genere ha can Cara1 : ter ‘ì l a corolla ringente , col Labbro superiore a foggia dì «> / CCK> ’’ e l ùiferioi'e cucchiaiforme col disco glandoloso-papillo- 5 a colonnetta lineare , Vanterà terminale a due cellette , e quat - ^ZT se ^- polliue ‘ ^ <.;„]• A » Li-pe-rtf-ta. JS. pr. f (Dal tcd. lippe labbro, crath con- Lipis, j°* del consiglio. ) ffaUlin. (N) co (Med.) Li-pi-rì a. Sf. V. G. /.ut. lypyria. (Da tipo io mati- (• ’ c Pf r fuoco. ) Nome dato ad una màbtttia acuta , nella quale con, la ,° s ente nell’interno grandissimo ardore, meline festenui del Li P| „|C 0 ® e estremità soffrono vivamente freddo.—, Leipiria, sin. (A.O.) Ire r‘ ■ (Med.) Li-pì-ri-co. Add. m.E. G. Aggiunto di febbre: Feb- InZ fTT^ c ! oè '-i/’tria. (A. O.J «iiin T'i lc ') Sm.Nome che gli antichi davano A vento da noi chia- Li P0 “ leccio. (Hit) tyos FA - B0 '* (Ghir.) Li-po-blè-faro. Sm.V. G. Lat. lipoblepharum. (Da forni, P? n S l, cdinc . e blephamn palpebra.) Tumore ateistico , il quale rion. i f nrt icolarmente nella membrana adiposa della palpebra supe- IipocJ B) sent a E ‘ (Olir.) Li-pocè-le. Sm. E. G. Ernia adiposa che si prenditi solto f aspetto di twnorelti, formati dall’uscita di piccole masse pii,°f, appartenenti alla pinguedine del peritoneo , in certi luoghi S°nslT damÌ ’ £e q il 'ùi per un’ apertura si esternano sole , o tragitto 1 - tro "d loro centro una piccola porzione di peritoneo allun- iìi s i n l " a PP en dice cava a foggia di piccol sacco, entro cui pub quindi nursi qualche porzione di omento o di intestino. (Da lipos gras- L ,» 0 g„ Cek tumore.) (Va„) . Ortc. ?. MOne ** (Veter.) Lipo-gno-mó-ne. Add. m. V. G. Aggiunto di LIQUEFARE i mia angiospermta } famiglia delle verbenacee , fornite di un calice rcn quattro o cinque denti , di corolla col lembo bilabiato nel ani tubo rinserra gli stami , * di un frutto drupaceo secco a due cellette con due senti ricoperto dal calice bivalve. Le specie di questo genere son tutte esotiche , eccetto la lippia repens, indigena de * luoghi paludosi marittimi dell ’ Italia, (N) Lippiposo , Lip-pi-dó so. Add. m. V, A . V. e di' Ci sposo. (f r . lappo.) j feti -bit*. 0 vecchio, i cui denti non più seivono d'indizio per conoscerne * 0 k \^al gr. lipo io manco , e gnomon indice.) (O) Hpo (Fisici.) Li po dèr-mi-a. Sf. y. G, Lat . lipodcrmia. (Da u e ( ^ ^anco , e derma pelle.) Mancanza di pelle su qualche parte ■ 0/v> " ‘ ' Cor po , e singolarmente Privazione del prepuzio, — , Xjeipoder- (Aq) Lappiti fa colare gli occhi ài umore che si risecca intorno alle palpebre e si ckiama Cispa. Lo stesso che Cispità. F", ] Lat. Uppitudo. Gr. 6- scitiosus. Gr. vvxrdXco'fy. Petv.cap.io. Cosi al lume fu famoso c lippo. 3 — [E fig.l Petr. son. iq 6. L’ira cieco del tutto, non pur lippo , Fatto avea Siila. » Segner. Incred. 1. 8. A Ben dunque è d’uopo che non solo sia lippo , ma clic voglia essere, chi nega di ammirai (f per colmo di arte quell’artefice sommo delta natura, il quale delle perdite sa valersi a far nuovi acquisti. (N) Lippo dilf. da Lipposo , Lippidoso , Cispa , Cisposo , Cìspardo-, Cispicoso , Caccoloso. Lippo , Lipposo e Lippidoso esprimono una viziosa lagrimazionc degli occhi che impedisce di veder chiaro, perchè gli carica di soverchio umore lagrimoso o pituitoso : quindi ado- prasi per estensione Lippo per Lusco. Cisposo è chi è alletto da cispa , che è umore che cola dagli occhi o riseccasi intorno alle palpebre. Cìspardo include l’idea di spregiativa qualificazione. Cispa , Cispicoso e Caccoloso hanno nozioni analoghe' molto a Cisposo , se non che il primo è antiquato , e gli altri due dinotano una maggiore abbondanza di cispa o caccola ; e qui vuoisi notare che Cisptt o Cispità è 1’ abbondanza di umore, 1’ umore abbondante, e Caccola 1’ umore stesso risecco. A uwuie stesali (Fisiol) Li-po-dèr mo. Sm.V'.G. Dicesi deslindividui che Lippo.* JY. pr. m. accoro, di Filippo. V . (B) Uìln A _ J: .^__ r- _//• t a. t F - , * i » _« e h Un a parte del corpo priva di pelle. e particolarmente di quelli Lipposo, * LÌd-dó-so. Add.m.Molto lippo, e dicesi pinpriamenle delloc- incflur. ,ì„i Viv« i:..A x _ ~ ,7 _V/a^\ »• V 5 ^ • •..-- __« n V '-•IQ w tb Ub. bt<( JJ\J jsi ini W» f- , , __ __ —__ »«- »• i I1 °it0 l, * C T , - iO P re P uz '°- ( 1Ja lipo io •manco, e derma pelle.) (Aq) chio quando'sia eccessivamente càrico di umor lagrimoso o pitnito- . as ci u p-po- .r - A. -.* C.... b . . J ; Q r , J- _ f x «.,«1 2,™ annotiti » {,( * (Arche.) Li-po-nàu-ti-o. Sin. V. G. Diserzione, dalla flou* SU fti e ^ ti - 1 ^? n ° del servizio marittimo. Unó dei generi di accusa presso Ynpalo * P ^ z ' C D al gr. lipo io. manco , e navtes navigante.) (0) ^ * (Olir.) Li-pòn-fa-lo. Sm.V. G. Lat. lipompljalus.(Da lij>< h^ffeniesi, l’ili ^ a }• e om l’h ( d° s onibellico.) Ernia dell' (imbellirò formata da Liquamehto , Li-qua-racn-to. (Sm. E. A. E. e di' ] Liquefazione. Lib. /^‘chu .,P 0sa - (Aq) seur. cos. domi. Succede facilmente nel liquamento delle cose grasse. : » (Mori A T ^ ^ -rr r* r . i. . • - - ° — ' ' ^ ' ‘ ' 13 . Il qual midollo di tutti gli ossi è quel corpo tanto appetitoso e liquabile , del quale voi tanto vi servite nelle vostre vivande. (Min) LiquabilitX, Li qua-bi-li-tà. Sf Proprietà dun corj)0 liquefattibile. Bi- ring. Pirol. Il piombo è chiamato metallo imperfetto , e poco fisso, come apponcntemente dimostra per la facil sua liquabitità. (A) Liquame.* (Ghim.) Li-quà-me. Sm. Dicesi Liquame di sale di tartaro, V olio di tartaro per deliquio j o sia il Carbonato di potassa alca - linulo liquido . — Il Liquame di Marte è V idroclorato di' fetTo liquido.—Il Liquame di mirra è ! estratto di mirra acquoso con me-, le. (Diz. Med.) (Mcd.) Li po-psi-chi-a. Sf. V. G. Lat. li . niarico , p S yche anima. ) òetiere di malattia il po * ulwt diminuzione considerabile delle filze vitali: cioè h^^zìoji ’ arterie e del petto , la debolezza del polso e della ie- .^ftA-rio * Leipopsicbia , sin, (Aq) j ì Dei ^'V'che.) Li-po-strà-ti-o.Yw. V- G, Diserzione didV eser- T. 0 ,l ian t.V l0,nin azi.one di questo delitto presso gli Ateniesi. (Da lipo > s sio“Vl SlraLos gretto.) (°) \ !* Cì 'zÌqìi1 ^ ^ rc * lc 0 Li po-tàs-si-o. Sm. V. G. Abbandono del posto , € 0 (0) ln,lan: *i al nemico. (Da lipo io manco, e taxis posto mi- lipopsychia. ( Da Liquare , Li-quà-re. {Alt. e n. pass. V • Ai} Manifestare , Chiarire.Lat. ia , il cui situo - manifestare. Gr. h^ow. Dant.Par.i5. 1. Benigna voloutadc , in cm ina n ^. 0 ^ e d ) Li-po-ti-ml-a. Sf. E. G. Lat. lipotbymia. ( Da tipo / iHl ’ c thjrmos animo, spirito.) / medici distinguono con questa Iti' &ett At l) A>;‘^ A( l) (N)‘ ? Ce Abusata tanto A proprio che al figurato. Mazzetta Ì ii'iieu lìa d‘F c < l fi i che ferve ad un giuoco detto da’ fanciulli . "hr i... . u Arè buse. Percuotesi con una mazza più lunga, e si fa , ,, Zu,. e ; lZu Arò fi i n , Ul aria. [!!■*> dia, Da y c } 9 la lippa ; che significa , che quando segue un dis- i‘ n Sl. Si;,, ’ì b 'sogn a farne degli Àtri, ma conviene moderarsi. ( Dal • V. dura, svelta 1 1 si liqua Sempre V amor che drittamente spira, fiat. ivi. Si li (pia, cioè si manifesta : questo è vocabolo grammaticale , che significa manifestare , e ' ’■— t sere che L amor ......•.. . ,..■.. •, ^ iv _■ *.... ... __. t . t Liqdativo ,■ Li-qua-ti-vo. Add. m. Atto a liquare. Liquefatlivo. Red. lett. La sua flussione salivaie ec. è cagionata da lina cagione limitativa e sciogliente , c non da una abbondanza d’ umido. (A) tiQUAZiORE.* (Ar. Mcs.) Li-qua aió-ne. Sf. Fusione d una lega metallica o et un composto di molti metalli, e specialmente di quella che tifa aggiugnendo tuia certa quantità di piombo editi lega et urgenti, e di rame a fin di separare il primo. Lat. liquatio. Gr ri i|<#« (A.(X) Liquefare , Li-que-fà-re. {Alt.} Far liquido , Struggere, [Dissolvere , Fondere wi corpo solido che può diventar liquido c scorrevole.} (A^.Fon- dcre.)Lat, liquefaccre. Gr. lx.T-riKuv.ii Ricelt. Fior. It ferro ho bisogno di via maggiore fuoco, ancorché rade volte o non mai occorre agli spczM liquefare simili cose, ma più tosto a coloro che trattano dc’mefalli.(l>£) *- e* —". c:\ a. « jìotta pect navale (si e insienaK) tutte questo giuoco e venuto il pinverbio: Non si tira 2 — \ E colla particella Si.7 Cr. q. 32. 2. Tanto della pece navi ;.Mv, . ..7.. _ _ __ 1- L . v r . ^ _ » Hìsltmc prenda ) , quanto dell’ altre cose, c si polverizzino queste coso si liquefacciano. 3 — [E fig .] Cavale. Med.cuor. Lo secondo effetto della tnbolazioiw, secondo la similitudine del fuoco , si è, che ammolla le menti dure, e liquefae e stempera per pietà , come il fuoco lì metalli. 4 — iV* pass, fFarsi liquido, Struggersi, Liquidire.] Taxs.Gcr. 10.C8. 0 che s’ induri in selce , o in molle fonte Si liquefacela, o vesta ir» sala fronte. Red. Esp. nat. 3^. La polvere non fece effetto Veruno, p" *•'' 'J'(i//,;!" ° //J >a J/^ /riz ^ /'rTA-// 1 V r ” 1 ' ’ ' lXonK 5 •~* 1 Affatirarribi < 'iTOdo U da liquefarsi per poco in sudore. d/uH./ 1 ,«or. ? • r "fe Nel dimandailo volte . ’ ,1>rStdd ' CUtU diiU Su “ £P,u sla, ‘i nella GL G — 11 [À,rimio]Lelicre consonanti, vale Divenir liquide, a diffe- E.,f\> eìp-p!-a. Sf Ceiere „• ,• , . ,, .... renza di quelle che si chiamano mute. Earch. Ercol. i85. Guaiuli* ut ‘ lb ’ l E. {je ,e ' e dl P“"“* della didimi. | 4 p 4r(J l 4 " :0UU naa da una delle consonanti, o pur da due di qucUc 1*? 5 '' V. è a '" a '- ( -neita dura, svelta dal suo tronco: pezzo lungo e^tret- frT’ì , SenL Pn,v - CA) s 0 C I lios ■" l , ‘Ua sorta dell’ avena e del loglio. (Dal celt. llippa r polto in : Vh i“ h f rim. 2. /fio, ('Geremia ijoo.") Il grano oggi n r*A\° a B’ a jaTra la lippa, tra il loglio e tra l’avena I-Iassi ^ (Gè* (B) H Luppia , Lippia , Lìipias. Riviera d' Alemagna , 1,1. a •> Lippa-Uttmold, Lippa-Sciavemburg ). i\’ '*■ sxtvmnano. n!u> fum. 1 ~ 1 ■/“lia P j 26 LIQUEFATTIBILE Ir quali non hanno innanzi la S, e mediante la Pi si liquefanno. E 186. Scio che sieno di quelle che si liquefanno. Liqcefattibile, Li-que-fat-tì-bi-1 e. j4dd.com. Agevole a liquefarsi.Biring. Pirot. La miniera d’argento, che è dura, si fa convenientemente molle e liquefattibile , c con prestezza esce del tormento del fuoco. (A) Liquefattivo , Li-qnc-fat-tì-vo. Add.m. Atto a liquefare. Ma"al.Leu. I. 1<). Queste spezie di creazioni, o siano generazioni ad intra, d’idee tli felicità , di beatitudini, di fruizioni liquefattive, questi trascorsi mentali , cc. (A) (B) Liquefatto, Li que-fàt-to, si/Iti. m. da Liquefare. Lat. liquefactus. Gr. Tnx.TÓs. Dant. Purg. 3o. fV(V.Poi liquefatta in sé stessa trapela, fiera. Ori. 1. 1 à. 01 -Qua ì di scirocco suole al caldo fiato la a ; ia l'inverno liqut latta in pioggia , ec. Rìcelt. Fior. 5. L’acque che piovono con tempesta, e quelle che sono di nevi c ghiacci liquefatti, sono pessime. Lied. Bis.21.Qualche stilla di grasso liquefatto notante nella superfìcie. 2 Per meluf. Rapito in estasi, Uscito de’sensi. Fior. S. Frane.82. Gli apparve Cristo benedetto , al cui aspetto P anima sua fue tutta liquefatta. (V) Liquefattore , Li-que-fat-tó-re. Eerb. ni. di Liquefare. Che liquefa. Leon. Pasco!. Leti. Berg. (Min) Liqcefattrice , Li-que-fat-trì-cc. Eeri. f. [di Liquefare.) Che liquefa. J. at. liquefaciens. Gr. i, isrrssves. S'egner. Crist. instr. 2. 18. i3. In quella guisa elle il metallo , liquefatto nella fornace , non si distingue mai dalle Ramine liquefattrici , ma pare una cosa medesima col suo incendio. Liquefazioke , Li-que-fa-ziò-ne. [Sf] Il liquefare , e II liquefarsi; [ed è presso i chimici quella operazione per cui si fa passare un corpo solido allo stato liquido , mediante t intervento del calore .—, I.iqua- mcnto , sin.] Lat. liquatio. Gr. rr^u. Lib. cur. malati. L’unguento si tenga sopra il fuoco fino a tanto che venga ad intera liquefazione. Gal. Sagg. 382. Dico senza liquefazione, la quale quando fosse, bisognerebbe che il piombo , disperdendosi in più minute stille ec., si perdesse del tutto. 2 —* Per melnf. Dicesi del Desiderare ardentemente, Consumarsi per la gran voglia, Struggersi internamente per qualche passione.Magai. Leti. Beatitudine di liquefazione interna. É appresso : Prova le liquefazioni le più soavi tra le sonatine delle sue musiche. (A) Liqcf.vzia .* (Geog.) Li quén-zi-a. sintico nome della Livenza. E. (G) Liqueo.* (Geog.) Li-què-o. Isola del mar della China. (G) LiQEIDAmbar. ’ (Bot.) Li-qni-dàm-bar. Sm. Genere di piante della mo- noecia poliandria, famiglia delle amentacee ; caratterizzato da mi a- mento bislungo con involucro di quattro foglioline e sul quale sono disposti i fiori maschi, da’fori femminei in un amento globoso aneli esso con invi lucro di quattro foglie, dal calice orcio forme che contiene due fiori, e da due capsule rostrate, ciascuna con molli semi. Lat. liquidanibar. Una delle sue specie ti liquidambar styraciflua è lui bello e grande albero dell' America settentrionale , il quale cresce di preferenza ne’ luoghi umidi che non sono paludosi. Dalla sua corteccia scorre naturalmente , o mediante le incisioni, quella resina odorosa delta Stirace liquido, o Ambra liquida. La stessa corteccia abbruciata spande un soave odore. (Van) (N) a — Nome della resina stessa che scaturisce dal detto albero. Ac- cad. Cr. 3‘Iess. (A) (Van) 2 — del levaste : * albero asiatico , che somministra un succo resinoso come quello del precedente. Assicurano alcuni naturalisti che questa resina sia il vero Stirace caiamite. E■ Stirace. (Van) LjqoidAmem'e, Li qui-da-inén-t<’.-Lw.Con liquidità. Lal.liqindc.Gr.vyp'i. 2 — Agevolmente. Lat. facile. Gr. (GàiVs. Mor. S. Greg. Bee la di- risione quasi come acqua , la quale, quando è bevuta , becsi liquida- inente ec, , non è ritardata nello nghiottire da alcuna grassezza. Albert. 2. g. Appena è cosa si vile cc. , la qual pienamente si sappia, o comprenda sì pienamente. Liquidare, Li-qui-dà-re. [ Att.l Far divenir liquido.Lat. liquare , lique- facere. Gr. iurixcir , 7-*f‘X: ir.. Alberi, cap. 38. Siccome il Sole in un medesimo tempo la cera liquida , e la ferra indura , cosi ec. a — Dicesi Liquidare il credito, o qualsivoglia altra cosa, e vaie Metterlo in chiaro. Lat. purgare , purificare rationes. Guicc. Stor. 3. 180. Dandogli il Duca il castelletto, come diceva esser tenuto per l’inosservanza del Duca di Milano, a che rispondendo egli, questa non esser liquidata , ec. Buon. Pier. f. 5. Ned è stile Castigarsi il prigion , se liquidata Non s’ è la colpa. 3 —* Dicesi Liquidare uu processo , e vale Ridurlo alla sua conclusione. Band. Aia. Liquidar li processi in forma ec. (A) Liquidastro, Li qui-dà-slro. Aita. m. Che tende al liquido. Ealhsn. t. Gì. Berg. (Min) Liquidato , Li-qui-dà to, Add. m. da Liquidare. E. (A) 3 _ Processo liquidato vale Processo ridetto alta sua conclusione. Band. Ant. Procedere sino alla sentenza esclusive , e mandare il processo liquidato itili maestri del saie. (A) 3 _« O 0 uto Debito 0 simile liquidato vale Messo in chiaro. (O) 4 _ * qc (;CJ ; (fogni altra cosa. Aalvin. Cas. ifo. Dalle quali chiaramente vien liquidato , che non lultQ libri delle satire di Lucilio in eroico metro furon composti cc. (N) LiQuiDAziosE.Li-qui-da-zió-ne. [A/i] Il liquidare. [In questo sign. 1 moderni dicono piuttosto Liquefazione.] Lib. cur. malati. L unguento si tenga sopra il fuoco tino a tanto che venga ad intera liquidazione. 3 —* Dicesi Liquidazione di un conto , di mi debito o simile e vale Metterlo in chiaro. (A) 3 —'(t .omm.) Pagamento che fa un negoziante a’ suoi creditori, e ia riscossione ottenuta delle somme dovutegli alla fine a una società o d un traffico a solo. (Az) Liquidezza , Li qui-déz-za. [Sf. osi. di Liquido. T.o stesso che] Liquidità. E. Lib. CTir. malati. Colf acqua col mele si taccia bevanda di liquidezza conveniente. LIQUORE LiQtvniRE , Li-qui-di-re. N. ass. Divenir liquido. —, Alliquidire, ( E. Fondere.) Lat. liquescere. Gr. r f/uccjcu. Fr. Jac. T. (i. 2.3• 1 lui tutta liquidisco. _ Liquidissimo , Li-qui-dìs-si-mo. [Add. mi] superi, di Liquido. Sai” u, £ Arcad. pros. 12. O liquidissimo fiume ec., che colle tue chiare e dissime acque irrighi la mia bella patria. ... Liquidità’ , Li-qui-di-tà. [A/ì] ast. di Liquido. [Qualità de’corpi Hqu l fi — , Liquiditade, Liquiditate , Liquidezza, sin. Lat. molli tu/io. '■> ’ pnXar.ÓTris. Cr. 5. l3. io. Il liquore è freddo , ma in diversi ni'-’Q secondo suoi sapori e liquiditadi. Serap. B. E. i3. Il loro costruii, mento c raunamento è debole per la loro liquiditade. ,,, Liqlidito, * Li qui-dì-to. Add. m. da Liquidile. Divenuto liquido-d 1 trimenli Liquidato o Liquefatto. E. di reg. (0) y. Liquido , Lì-qui-do. Sm. [Fluido che non manifesta sensibilmente e ■ sticità , e ie cui parli obbediscono alla più leggiera impressione f- , muovono fra esse, come il mercurio, C acqua, V olio ec.],{E. V. 1 ?, r |o Lai. liquidimi. Gr. uypov. Sagg. nat. esp. 20. Passi questo cqiiih con diversi liquidi a diverse altezze. Red. Oss. an. 3f. La niat C | )£ che nel canale degli alimenti si suol trovare , non è altra cosa c un liquido grossctto e melmoso.» E nel Diz- di A. Pasta. Per n certa viscidità de’liquidi, clic per essi canaletti passano, appoco a|’U co si agglutinano insieme (le renelleJ e ne producono i calcoli. L, Liquido. Add. [m. Liquefatto. Che appare come corpo liquefatto, v ha sembianza di umore che ha le parti sciolte e discorrevoli come ii ; i/.. o simile j] Flussibile, [Corrente, Che cede al tatto.] Lat. liquidus- j iypót. Rav.Esop. Trovò apparecchiato da cena in su una larga ( llC uno liquido e corrente pevero. Mor. S. Greg. Che già niente si £l giugiie il fesso col fesso, se prima ciascuno non dividi liquido al l** 0 t . Petr. son. 152. E ’l tacito focile D’amor traggo indi un litjuii} 0 ^ tile Eneo clic 111’ arde. E son. ì83. E ’l mormorar de’liqnidi c ‘ lii pf 2 — [Fig. Nitido,! Chiaro. Lat. purgatus, nitidus. Gr. y.xihxpós- Q,, lari. càp. 3. Se le voci della gola al suono adoperano voce liTQ, » (L’ediz. di Eerona iSìo ha : La sanità dell’ aere si dimostra e guardando a’ corpi ec. , se le foci ecj (B) uc 3 — * E cosi Limpido, Puro, parlando di acque o simili. Ar. * 1. 37. Ecco non lungi un bel cespuglio vede Di spia fioriti L vermiglie rose Che de le liquid’ onde a specchio siede. Chiabr. c 1. Assetata discese Verso uri liquido rivo. (N) # ^ _ '[Dicesi] Conto liquido o Credito liquido e vale Chiaro, e Sen~“^ cezione.n Segner. Penit. instr. verso il fine: Sevi sete pagato e c .j>) pensato da voi stesso , mentre il vostro credito non era bquid'F 5 _ * Tenero. Pollaci. 3-ìg. Ogni frutto colla corteccia dura si noce , e ogni fruito colla corteccia liquida si chiama pomo, pa‘ l in genero. (Pr) . , / •f g _ (Gram.) Liquide si dicono le consonanti, da alcuni de’nostri mutici dette semivocali , a differenza di quelle che si chiamano o mutole. » Salo. Avvert. t. 3. 1. 6. Quel loro u ec. talor lQ^t tano espressamente ’pzv consonante liquido , talvolta nè di constili nè di vocale non par loro eh’ egli abbia forza. E appresso : ' che da alcuni u liquido e i liquido sogliono esser chiamati, non naturalmente diversi dai vocali. (V) , : a _ * Detto anche delle vocali I ed U per distinguerle don l -r quanto non v'erano questi caratteri- Tolom. lett. 2. 3. L a retta ) dell’U e dell’l vocai liquide, mandala a m. Luca Conti*’/. Liquirizia. (Bot. cFarm.) Li-qui-rì-zi-a. [Sf. Lo stesso che] Regoli ‘ „e' M.Aldobr. P. N.' Recipe gengiovo , cubebe, giaggiuolo, isap 0 ’ passe, liquirizia , e fichi secchi. ^sO' Liquor* , Li-quó-re. [Am. In generale vale Liquido , Umore , ’U,ii^ quantunque più propriamente usato per indicare i liquidi che t alcoole per base. Onde volgarmente si dice de’vini o simdif composte ver lo più collo spirito di vino. Dicesi Strigliele 1 1 } ,,)■< composte per lo più collo spirito di vino. Rarificare i liquori ec. —, Licore, sin.] Lai. liquor. Gr cli*’„l vypcTijs. Dant. Purg. 22. ì3~j. Cadea dall’alta roccia un liquoi E si spandeva per le foglie suso. Pass. ì3j. Le quali pone) 1, ^ è* corporale , versò nel calice , traendosi del gozzo tutto il lnj* sangue. E igt. Se alcuno vasello pieno d’alcun liquore abbi» 'pii foro, per lo quale esca o trapeli di questo cotale liquore,tanto ^ n’esce, scema deila plenitudine del vasello. » Sagg. Nat..fiU £l i) I liquori per lo Uscio sfuggevole, n per la rotondità do loro m in: ' ( * picelli , o per altra figura che si abbiano inchinevole al t° qual mal posi, e stia in bilico , via via che premuti sono , ^ per ogni verso e sparpagliansi. (N) .na^,% a — [Per stmil. Liquor d’ ulivi poelicam. fu detto l olio. J c0 n c i i5. [Quivi Al servigio di Dio mi fei sì l'ermo,] Che p* u ^ io* 1 * ‘ fi/.} di liquor d’ ulivi Licveuienle passava e caldi i: gùd\ § 3 — * Per metafl Kit. SS. Pad. 2, 72. L’ anima per 10 vanisce , e perde il liquore delle virtudi. (V) ì — * (Chini, e Liquore de’ciottoli : Dicasi ai p tassa Itqwcbt , o alia combinazione solubile della potassa caliti 1 — acetico, * Diconsi Liquori acetici composti , base è V acido acetico , e servono principultnente^ pel loro tì T ‘ ~ tl tO fl - a correggere il cattivo odore ì sciacquandosi con esso, do ci ^ oS e ^;l acqua odorifera la bocca , per Lavarsi le parti lasse >- s l >U x fii e 1 VjV (/ondanti di sudore , per fiutarli negli svenimenti cc. ^ liquore acetico sambucchino , rosato, di s.'rpcntana, ài- 1 ^ vanda, coll’odore di cedro, coll’odore di bergamotto, all / e po ^ soldato , aranciato, rosujariuato, detto dtj quattro ladri, *■ # lezzu CC. (O. P.) . . . ’er*,-/ i — acqueo odorifRRO:* Chiamatisi liquori arqm .* 1 0‘ ,, f -dJ /inite acque distillate con qualche essenza , che servono • ^ ovvero per preparare altri profumi , (G. P.) t fa 4 — FU.MAKTE DI Cadet : *'lSon-.e dì un fluidoqrfiU“' C ^ che spande nell'aria vapori densi di orribile fetore , cC Ì e& tanto come un acetato olcoarscntcalc , qtpw.to come u !l LIQLO RETTO ^Uito <]' ^ ase d acido e d'arsenico , e che si ottiene distillando V noeti 1 protossido di potassio col dcu tossi do d' arsenico. (Yan) coiì *T. FOmAste di Libavio : * Antico nome del percloruro di stagno, v, >,„ C llai , Uato perchè fu scoperto da Lìbavio : esso ali aria libera esala V 01 ' 1 densissimi. (Yan) SApo >'ato ottalmico : * Acqua comune bollitovi dentro sapon °* e solfito di soda. (Vati) que'JT ? PiRITOSO : * Diconsi Liquori spiritosi od alcoolici odoriferi Uan~ C lC S * P re P aran o coli acqua , collo spirito di vino e con so - 4 ■ ? c a f°matiche odorifere che vi si sciolgono. F' ha pure de' liquori sime ° S1 P Gr bevanda , e chiamatisi più particolarmente Rosolii , mas- p t Se L ne ^ fabbricarli si fa uso della distillazione. Questi stessi pre- 8 a ^J l anno il nome di acque ovvero di olii. (G. P.) nurr . sti tico : * Soluzione acquosa di vitriolo romano e allume crudo , 3 ^giuntovi acido solforico. (Vai,) fieli ' i na ^0 liquore o Sugo pancreatico dicesi Quello che si separa % e S* a,t du!e del pancreas. Red. Cons. (A) & ' * Quel liquido entro cui nuota il feto egli serve sarmento. LaU liquor amnii. (G. P.) nell’ • ?* Erveo * Liquore spiritoso che alcuni han creduto albergare al cu ll l tltn(t e midollare sostanza de' nervi , nel quale si è stimalo da v "c avesser la loro sede gli spiriti animali.Del Papa Cons.(A) : Li-qno-rét-to. [V/n.]' dim. di Liquore. Lai. tennis liquor, i- 4 1 7- Quelliquoretto che vi trascola necessariamente dalle lir, A . .y? ln,e glandule , é troppo acuto e mordente. dei dJ Moneta [ d'argento, cosi delta da Libra, altre volte effettiva, /_ a j ?° re dì} venti soidi, io più o meno, secondo i luoghi e i tempi,} enti i la nummaria. Gr. XÌtoo.. Bocc. e. 5. f'4- Io mi comperai un ”I Uo “elle lire reni,, K „ F £ ......l o.. , W., Il. e LIROLDO 13 7 ch € s C r , ccnto * E n0 *' 72. g. E se voi mi prestate cinque lire, 7g s ““e 1’ avete , io ricoglierò dall’ usurajo la gonnella mia. li nov. eetito , ì- 0 ‘ lo roba che costò , contata ogni cosa , delle lire presso a , “ 1 bagattini. t Modi proverbi Spendere la sua lira per venti solili = vivere il c onto suo. c °uto' Avere più di venticinque soldi per lira — Avere più che il Venti c ; il<0 ' ^ Ir ' Trin. 1. 2. Quando la togliessi, voi avresti più di parendo* 1 '- e sollli |xr !' ra - Lasc. Gelos. 1. 2. E ’n un certo modo , 4 avcr venticinque soldi per lira , gliele impromisi. Rma lristo a c l LR ^ soldo che peggiora la lira = Esser incetta pes- Og^j \[ P *!' guadagnar poco , perdere assai. Buon. Fier. 2 . /p 11. 5 e perduta. F. Tristo al soldo Che peggiora la fifa. in 0c "*°do avverò. A. lira e soldo vate lo stesso che Per rata ; [e s Jf n e di convito od altro dicesi del Pagare ognuno la sua por- ^an.^ a * lra e s0 ^°*3 Farch. Stor. 6. 142. Se tutta la ^ e va re 7 ael1 ’ imposizione gettava piu che settemila fiorini , «' tunoclf.f gettava meno, aggitignere a ciascuna posta a lir; ^>(]yr e tutto restasse settemila fiorini in ciri 7) Strumento musicale. dovevano a e soldo, ?*' Strumento musicale , fatto d'una piccola cassa sonora di d °P P io la f l Z Ura ^ un £ lLSC *° di tartaruga , avente al disopra un cessar‘ rnctnico piegato a S , la cui forma è si nota che non è ne- Ho *° descriverla. Le corde tese in lungo su questa cassa dati- f 1 quando si pizzicano come quelle dell’arpa o si battono . L'dq Q ntichi , da taluni confuso , da altri distinto dalla cetra. Poi t1 U(tT 'te forme da principio non ebbe che tre corde sole ; ma ^bi Utri Mari ? d numero fino a venti , e comunemente fu di dodici. Cìl ìfj U( , ai ' a f Tetracordo la lira di quattro corde. Pentacordo quella di z } c Qii(j 0 1 Eptacordo quella di sette. Suonavasi in tre maniere , o piz - * modi ; corde con le dita , o percotendole col plettro , o in ambi P 'se jx i [ in tèmpo.'] Lai. lyra. Gr. \vpot. Doni Far. 1 $. 4 - Silenzio det ^ ll - ) a dolce lira , E fece quietar le sante corde , Che la de- * ra * fiuti? :t ^ cnia ^ ra * ^ 2 ^‘ 10 °- Comparata al sonar di quella l ° c eando'' 1 r * 20 ' ^' ia t: 11110 strUJn ento musico di corde, che suona a '-R4 n i ’ E l 0 eoi dc colla penna o colla mano. da^ X ^ K *^ eiia anQ b e Anficordo; Istrumento inventato nel secolo 3 Periziofiorentino Donì,c già da mollo tempo fa or d'uso.(fu) questo Se T . Ap ‘ Ra • * Strumento inventato a Parigi sul principio di ,>ìtl,, icQ f jJjj j e c he consisteva in una lira antica , cui fu dato il ""'"co deir *>* c,,e cvt ì n ^ ’j 4 Una r GAmea s * detta anche Lirone perfetto, Arcìviola di liuto: «*»/W f *r cie d* antica viola da gamba con dodici o sedici corde » , 6 - S (L) Vet *e sou c etichi davano diversi nomi a questo strumento , se.b- 0 Cetr^ j? adoperassero V uno peri' altro. Il primo era la Cithara o) c, Se conda /« Chclis 0 Testuggine, perchè la sua base somi- rtì(l tiv o dfiff USCl ° d* Una testuggine ; il terzo la Trigone, così detto a A ■—.* j n Singolare sua formo. (Mi!) Slc ate co n/^^crnidicono Lira tedesca o rustica ad uno strumento mu- ^'° r e di un teìUe 1,1 una Cassa oblunga che somiglia alla parte infe- fCf Insti r a vlo \ a di amore. Alle pareti laterali trovatisi dieci o do- fer Oo delfo n Cl< * Sl Acconciano le quattro corde di cui è armato V in - ^SUalì n f ^Amento e che formano un’ estensione di suoni diatonici corde risonano col mezzo di una ruota le Una m (ln 1 colofonia , e messa in giro colla mano destra median- (L) > mentre che le dita della mano sinistra muovono ?P r *‘ sop,' ^ Eaese, eon.iderato come patria di gran poeti.] Petr. Una e T altra &tancare Atene , Arpino , Mantova e Smirna , e •L ^ ea ° ^ Chi suona la lira. Dant,Par. 23, 100. Qualunque melodia più dolce suona Quaggiù, e più a se Panima tira, Parrebbe nube che squarciata tuona, Comparata al suonar di quella lira ec. (Parla dell' Angelo Gabriello che canta intorno Maria. ) (N) 10 — Proverò. Esser come l’asino al suon della lira , si dice d-l- tAvere bensì orecchie per ascoltare , ma non già intendimento per ben comprendere. Asino, §. 3 ^.] » Ar. Fur. 3f i 9 • Tanto apprcz-" za costui, e virtù ammira , Quando l’asino fa il suon della lira. (P) Tolom. lett . 1. 1$8. Anzi tanto ha a far con loro quanto l’asino , come si dice, colla lira eia scinda co’ granchi. Cecch. Stiav. pivi. E ciò sia col mostrarvi ch’aìfi vecchi Si avvien così’l fare aH’aino- re, come All’asino il sonar di lira, (N) 3 — (Astr.) Nome di una costellazione [deli’emisfèro settentrionale.] Gal. Sist. 35f Ho fatto pendere una cordicella verso qualche stella , ed io mi sou servito della lira che nasce tra Setteutrione e Greco. 4 “7 * (Zool.) Nome di due specie di pesci , una del genere callionimo , l’altra del genere trigla, dell'ordine degliacantotterigi: la prima così denominata dat sette raggi della prima pinna dorsale , assomì- gliantisi alle code della lira , e la seconda dal complesso della sua forma in qualche modo simile alla lira. (Aq) 2 — j)j David. * Si dicono così alcune conchiglie del genere arpa di Lamarck , e del Buccino di Linneo , perchè la conchiglia ovale è guermta di coste longitudinali e parallele. (Aq) 5 -7 r. A. Grado. Frane. Baiò. 18. i5. Ma fa che in quella lira, Che sl conviene a te, seggia con loro. E 2gg. 21. Nè U l'accia mai ira Disgradar dalla lira. Libato. * (Bot.) Li-ià-to. Add. m. Lat. lyratus. Aggiunto di Foglia, e dicesi di quelle che avendo la lacinia o lobo superiore grande ed intero , le lacinie laterali sono piccole ed intagliate fino alla costola , come ne* cavoli , ne'ravanelli etc. — , Liriforme , sm. (N) Liressa, Li-rcs-sa. [A/.' pegg. di Lira.] Lira auliva. Lai. mala lyra. Gr. xcijcin Avpcc, Carch. Ercoì. 255 . Essa significa qualche volta bene, cu- me fattoressa , cc. ; e qualche volta male, come liressa e lìutessa , cioè una lira cattiva e un liuto non buono. Liri. * JS. pr. m. (Dal celt. liriu gaio, giocondo .)—Guerriero ucciso da Camilla. (Mit) 2 — * (Gcog.) Lai. Liris. Fiume <1 Italia , oggi Ggrigliano. (G) Libia. * (Geog.) Li-ri-a. Lat. Edeta , Laurona. Città di Spagna nel regno di Caleuta (G) Lìrica. (Lelt.) Lì-ri-ca. Sf. Poesia di quel genere che gli antichi poeti solcano accompagnare col suono della tira e che dislìnguesi dalle altre per maggior vivacità, arditezza d’immagini e squisitezza di armonia. V. Lirico. (A) (N) Lirico , Li-ri co. Add. m. Da lira. [E aggiunto di poesìa che si può cantare al suono della lira , o di poeta autore dì cotal poesia.’} Lat. lyricus. Gr. Aupncos. Farch. lez. 4 2s - l J iù dottamente ec. che veruno altro poeta ec. o lirico o eroico o tragico si facesse giammai. E ^62. Si trovano de’ poeti eroici ec. , de’ lirici , detti così per lo cantarsi li versi loro al suono della lira. 2 — * Trattandosi di persone usasi anche in forza di sm. (Van) Liriforme.* (Bot ) Li-ri-fór-me. coni. Lo stesso che Lirato. ^.(N) Li riso, * Li-rì no. Add. m. F. L. Aggiunto di Unguento j Unguento tirino, cioè di giglio. (Dal gr. lirion giglio.) (Yan) Lir 10. * (Gcog.) Lì-ri-o. Antica città della Guppadocia , detta anche Themiscyra. (G) Liriodendro. * (Bot) Li-ri-o-dèn-dro. Sm. F. G.Lat. liriodendro!!. (Da hrton giglio, e dendron albero.) Genere di piante esotiche , nella poliandria poliginia , e nella famiglia delle magnoliee : eh’è caratterizzato da un calice di tre sepali con brattee nella base , da una corolla di sei petali , e da molte samare riunite in cono. Una delle sue specie con foglie trilobate troncate in cima è denominata Albero del giglio, per la somiglianza del suo fiore con quello del gìglio , ed anche del tu'ipano ^per cui dai Latini e detto Tulipifera. (Aq) (N) Liriopk. * (Bot) Li-rì-o-pe. Sm. F. G. Lat. liriope. (Da buon giglio, e ops vista.) Genere di piante esotiche , da Jacquai stabilito nell’c- sandria monogiuiu e nella famiglia delle sarmentacee \ cosi da Laureino denominale a cagione della loro somiglianza col giglio. Riportato sotto il genere ophiopogon, dove costituisce la specie della ophio- pogon spicatus. (Aq) (N) 2 — * (Bot.) Da Herbert si propone un altro genere sotto lo stesso no • me e che è una specie di Pancrazio detto Ringent*: perla forma de Irle lacinie della corolla. (N) Lifuops. * N. pr.fi Lat.. Liriope. (Dal celt. Uyr Oceano, ed ^figlio: Figlia dell’Oceano.)— Una delle figliuole dell Oceano, madre diNar* ciso. (B) (Mit) Lirista , Li-rì-sta. Add. e sost. corri . Suonatore di lira. — , Liroldo , sin. Uden. Si*. 5. ^ 5 . Berg. (Min) Lirnazia. * (Geog.) Lir-nà-zi-a , Limuzia. Piccolo paese e penisola del l' slsìa Minore nella Licia. (G) LiRNEssfDE , * Lir-nès-si-cle. N. pr.f Lat. Lyrncssis- (Da Lirnesso, nome di città.) (B) j a> . /lt/r . x Lirnesside. * Add.pr.com. Di Lirnesso .—Soprannome di nnscidef Mit) LiRNEsso.*(Geog.)Lir-nès-so. Antica città dell'Asia minore ne fif f roadc.( G) Lino. * N. prlin. (V. Lir,.) - Figlio d’ Anchrse e cù Fenere. (Mit) Lirodia. * (Filol.) Li-ro-dìa. Sf. F. G. Lai. lyrodia. (Da ì jm lira, e ode canto.) Aria da cantarsi con la lira. (A) Lirodii. * (Filol.) Li-rò-di i. Add. e s sieme cantori su di essa. (Mit) _ Lirofenicione. * (Mas.) Li-ro-fe iu-ció-ne. *3 m. Strumento musicale degli antichi non ben conosciuto. (Mit) Lirocete, a (Mit.) Li-ro-gè-te. Soprannome di Apollo. (Dal gr. fra lira, e getheo io rallegro.) (Mit) Liroldo L»-ròl-do. Add. e sm. Lo stesso che Lirista. F. AUeg. pag. a55. (Amsteìdamo iy54-J Son ballerin, cembolanti, liroldi ec.,Gente che ya pel mondo a caccia a soldi, (A) (B) Add. e sm. pi. Suonatori di lira ed itv- 128 LIRONE LISCIATOIO Linone , Li-ró-no. Sm. accr. di Lira. Lira grande. Fasar. Un granli- rone. (A) Las c. Cofan. Intermed. p. ■}■ La musica , la quale. . . . per il bello e gran linone con che ella veniva sonando , fu agevolmente conosciuta. (N) Linopo.* (Zoot.) I i ro-po.Vm. F. G.Lat. lyrops. (Da ìfra lira, e ops, opos occhio , aspetto.) Genere d’insetti dell'ordine degl’ imenotteri e della famiglia de' fossores di Latreilìe ; così denominati dalla forma del loro corpo. Comprende la bellissima specie Lyrops etruscus diliger. (Aq) Lirum limisi. * Sm. indecl. Suono del cantar unisono de’ciechi. Pace. (0) lìuon. Fier. 5. 4 2. 7. Qual piacer ini pres’ io di certi ciechi E rie’distesi loro nnison lunghi Limili lirnin , /oli 7,011. (Se già questo non fosse il suono de’ loro violini.J (V) Lis. * (Geog.)/'i'ume di Francia e del Belgio, che sigctla nella Schelda.lfi ) Lisa, * Lusa. N. pr. ni. ( In celt. lis per lit gioja, festa. In gr. lyso fot. di lyo sciolgo , e lysia furore. ) — Nome etun compagno di Bacco , da cui favolosamente si fanno discendete i Portoghesi , i quali sono quindi detti Lusiadi o Lisiadi. (Mit) Lisa .*Npr.f.Ahbrcv.di\'AesnhcMa.(X.Liso .')— Una delle Testiadi. (B) (Mit) Lisabetta ,' * Li-sa-bét-ta. N. pr.f. Abbrevila,, ili Elisabetta. F. (B) Lisakdha , * Li-sàn-dra. N. pr. f. (V. Lisandro.') —Figliuola di To- lommeo Filadelfo, e moglie ai Agatocle , figlio di Lisimaco. (Mit) LisAndrie. * (Arche.) Li-sin-dri e. Adii, e sf.pl. Feste da' Samii sostituite a quelle di Gùtnone, per onorate l'astuto ed ambizioso Lisandro. (Mit) Lisandro , * Li-sàn-dro. N. pr. m. Lat. Lisandcr. ( Dal gr. lyso fut. di lyo io sciolgo , ed aner , andros uomo : Uomo sciolto , libero.) —. Capitano trojario ferito da A face. — Generale lacedemone vincitore d'Atene.—Uno degli Efori di Sparta sotto il regno di Agide.(fl)(WiV) Lisakia , * Lì-sà-ni-a. N. pr. m. Lat. Lysanius. (Dal gr. lyso fut. di lyo sciolgo , ed ania tristezza : Che scioglie la tristezza.) (B) Lisaniace , * Lisa-ni-à-ce. JV. pr. m. (Dal gr. lyso, fut. di lyo sciolgo, ed anaxre: Re che scioglie, che libera, che riscatta .)—Re d tturca.QAÀl') Lisbona. * (Geog.) Li-sbó-na. Lat. Olisippo, Felicitas Julia. Città capitale del Portogallo. I Portoghesi la chiamano Lisboa. (G) Lisììonesb , * Li-sbo-né-se. Acid. pr. com. Di Lisbona. (B) Lisbonina , * Li-sbo-nì-na. Sf. moneta d'oro del Portogallo. (Van) Lisburno. * (Geog.) Li-sbùr-no. Città et Irlanda. (G) Lisca. [A/i] Quella materia legnosa che cade dal lino e dalla canapa, quando si maciulla, si pettina e si scotola. [Detto anche Capecchio.] ( Dal celt. tlys erba , e car rottame , ritaglio, punta : Rottame del- l’erba. V. il §. seguente.) Cr. 2. 5. 1. Quello che poi si dice capecchio, cioè lisca , si schiaccia , e va via. (Cosi ne’ buoni Testi a penna , dove negli stampati si legge per errore capecchio va via.) 1 —[E dicesi anche a que' bruscoli di tid materia che rimangono fra pennecchi.) (V. lisca nel primo sign. In celt . Uysg picciola verga. ) Lor. Med. can%. 71, 2. Sempre al labbro ha qualche lisca Del filar eh’ ella morseggia. a — Diconsi ancora Lische quelle piccole spine [chesi trovano in certi pesci, come tanti ossicini acuti e flessibili.) Lat. spina. Gr. prvd. (In celt. llysg picciola , e car punta.) Fir. Disc. an. 5o. Veggendo un pezzo discosto il gambero le spogliate lische degli sventurati compagni, ec. Belline. som52. Risposon le lamprede al tristo caso: Noi lasciamo le lische nel capecchio. Red. Ins. 18. Fhiiron di divorare tutta quanta la carne de’ pesci, avendo lasciate le lische e 1’ ossa. E 2i. I pesci di fiume, eccettuate le lische, s’erano tutti convertiti in un’acqua grossa e torbida. 3 — Per simil. Cosa minima , Quasi niente. Lat. nihil, titivillitium. Gr. cvSsv, yfv. (Anche in celt. llyisg piccola verga, e Uysg piccolo: car parte , ritaglio , rottame, e car piccolo. ) » Fag. rmi. 3. 4- (Lucca iy4 2 -J D comandare non lo stimo lisca; A che vai egli (ditemi , o signore) Allorché non si trova chi ubbidisca 1 (B) /j — Proverb .Cacar le lische dopo aver mangiato i pesci: dicesi del Pagarle pene degli errori commessi. Lasc. Pinz. 3. 1 . So che s’ elle aranno mangiato i pesci , eli’ elle cacheranno le liscile. Lisca. -* (Geog.) Lisca bianca , Lisca nera. Nome di due isolette inabitate del gruppo delle Liparee. (G) Liscanti. * [Boi.) Li-scàn-ti. Sm. pi. Piante della famiglia delle genziane. (Van) Liscezza , Li-scéz-za. [V/i] ast. di Liscio. [Qualità di ciò eh’è liscio .] Gal. Sist. 7 g. Benché ridotte ad un’estrema liscezza, sembrano all’occhio tanto variamente in diverse parti cave c colme , che cc, 2 —[ Dicesi di un ceno andamento facile della elocuzione, il quale è generato dalle parole non aspirate, non aspre,ma con bell’arte disposte.) Sdvin.Pros.Tosc.iy 546. Non si dee essere, per mio avviso, tanto ec. superstiziosi , che per volere star tanto dietro alla liscezza e alla soavità , si perda talora della forza dell’espressione. i> E Annot. F. B. La lingua tedesca non è cosi liscia come la greca, c pure abbonda di composizioni di voci ; ma il difetto di liscezza è compensato dalla prestezza de’ monosillabi. /A) Liscia. (Ar. Mcs.) Li-scia. [Sf. Quel ferro piano col quale, seddato , si distendono i panni lini immiiditi. F. Ferro, §, 16, e Cucchiaja, 5, 1, 3,] Cant. Cani. 188. Per distender le crespe , questa liscia, Quand’ egli è poi rasciutto, Gagliardamente in qua e ’n là si striscia, Spianando ben per tutto ; Che , a volerne trar frutto , Non c’ c poi miglior modo , Che aver liscia gagliarda, c frugar sodo. Liscia , Li-scì-a. Sf F. corrotta da Lisciva. V . Ner. Art, Fetr. Uh. 7. cap, i3o. (Milano 1817, apag. 221.) Facciasi un capitello forfè di calcina e cenere forte , cioè legno di quercia : in questa calcina si faccia bollire il zolfo assai, che questa liscia li leva certo coloro untuoso e combustibile, che in sè ha il zolfo ; mutandoli la liscia , il zolfo diventa bianco , ec. (B) Lisciamente , Li-scia-mcn-te. Avv. Con liscezza, Nettamente, Di piano. Lat- polite , libere. Gr. y.uSapàs 5 àirokvrsvs, Salvia, Prvs, J’osc. 2, 121. Ma non osserva clic quella austera maniera di trajezione e di numero dona grandezza c magnificenza, se uno sciolga il numero cornei vorrebbe , c lisciamente dica : ec. E 2?j-y. E più lisciamente vicn deh® Austria. Lisciamento , Li-scia-mén-to. [V/n.] Il lisciare , [ Lisciatura.) Lat . d c ' linimentum. Gr. Mrvynrpov. Cr. g. 4 ■ 3. Faccialo divallar mansueta con grande perseveranza di lisciamento eammorhidamenlo.y//,'//. 4~ Si: adunque queste biacche, questi lisciamenti soprapposti tanto p oS ' sono in una cosa durissima cc., molto più potr anno nella fronte c nel* e guance tue- 2 —- Fig. Adulazione , Piaggi a mento. Lat. blanditiae , delini tio. Grf r.xxrix , Sdirsi'*, Cr. Giord. Pred. V. Non si piega Iddio per lisd 3 ' mento di parole. » Tolom. lelt. 1. 3ig. Io ve lo raccomando no® con lisciamenti di cerimonie, ma con fermezza d’amore. (N) Lisciapiante. (Ar. Mes.) Li-scia-piàn-te. Sm.com/>. indecl Pezzo dileg' 10 ' per lo più di bosso , col quale da’ calzolai si liscia il contorno de!P suole. (A) (Van) Ltsciarda , Li-sciàr-da. Add. e sf. Lo .stesso càe Lisciar liera.L'lVrth’" 1 ' Annoi. F. B. 4■ 3. 6. Lisciardieraccia, peggiorativo di lisciardier 8 ’ cioè lisciarda , che fa professione di lisciarsi.’ (A) (N) Liscurdiera , Li-sciar-die-ra. (Add. e sf.) Donna che si liscia —•> \ sciarda , sin. » Sdvin. Annoi.F.B. //. 3. 6. Lisciardieraccia, peS6 l ? rativo di lisciardiera , cioè-lisciarda , che fa professione di liscia 1 ' 51 ’ se non fosse dal franzesc lezard lucertola. (A) (N) Lisciardieraccia, Li-sciar-die-ràc-cia. (Add. e sf.) pegg. di Lisciardi®^ Buon. Fier. 3. 4- 7. Via via questa strebhiata, Questa Iisciardier aC eia accatta amori. Lisciare , Li-scià-re. (Alt.) Stropicciare una cosa per farla piJ'fl f bella e morbida .—, Ligiare, Allisciare, Allicchiare, sin. (F. Brunir 6 ’/ Lat. demulcere, molliter altrectare , perpolire , levigare. Gr. psiKlaesir, pu'kx.uMS 4 r .'- x lg x *, '-ygyx'Ox'-Cxi, Xfx,v,ir. Cr. g. 63-4- mestichino (i buoi) toccandogli spesso e lisciandogli e appianando? colle mani. 2 — Fig. Adornare, Abbellire. Lat. decorare. Gr. ìxnfptiestv, Luci *'jj Fr. Giord. Prcd.S.Orni altresì le parole, e liscile ; forsechò ’l ere piegare, come si piegano talotta l’altre persone per belle parole 1 sciate ? non si piega Iddio per lisciamento di parole. 3 — Adulare, Piaggiare. Lat. assentali, blandin. Gr. xol.axsvEiv.ii C< ‘ Lelt. ined. 2. l3)2. Si fa giudicio ancora , che sarebbe il medes 1 ' 11 . contra i Franzesi , se potesse, e che non sia bene di lisciarlo. (“ y g 4 — Porre il liscio, ed è proprio [ ordinariamente 1 delle donne ; [ in fl ieS . Ct signif.)si usa anche nel n. pass.Lat. faciem fucarc, fuco se obli 116 ’ ’ Qvxtcvv, xo/xp.urlb.etv. G.F.y. 100.4. Dicendo che si lisciavano J donne. Ar. Sai. 2. Fuor che lisciarsi , un ornamento manco Dal 11 ugual gentildonna ella non abbia. 5 — N. pass, (nel primo sign.) Dant. Parg. 8. 102. Volgendo ad® ad or la testa e’I dosso, Leccando come bestia che si liscia .Lab.2°K Le dita colla lingua bagnatesi, a guisa che fa la gatta, or qua or si lisciava.» Buon. Pier. 2. 4■ 25. Benché il lisciarmi non sia 1111 costume. (N) c 6 —■ [ E n. ass. nel sign. del $. 3.)Fr. Giord. Il predicatore ‘ debbe tagliare e ’ncendcre le peccata , e non palpare e lisciare. ,. 7 —• (Modi //ro(><7','/.]Liscìart'altrui la ernia—Piaggiarlo.(F. Coda,5’ <5 c [ 8 — Lisciar la coda al diavolo = Giltar via la fatica. Lui. oleu® 1 operam perdere. Gr. sì r xóvpov Bv/sixv. , j; Lisciare ditf. da Levigare nel significato che hanno entrain^ 1 . rendere liscio. Imperocché Lisciare vale Far liscio, bello , p»' lt0 ? , morbido, Levigare vai solo Rendere liscio e piano. Si leviga un V. zo di legno allorché si rende per quanto è possibile perfettamente P'‘.j no, c con ciò si viene anche a Lisciare ; si liscia un corpo soli'/® 1 forma irregolare senza che perciò si levighi-, si liscia il pelo d* 'L animale ec. E inutile il dire che nè a Levigare convengono gli e significati di Lisciare, né Lisciare ha il significato di polveri* 151 ® impalpabilmente che Levigare riceve. 1 Lisciato , Li-scià-to. Add. m. da Lisciare. (Pulito, Forbito, Lcvig(f’ t , 3 — [Imbellettato.] Lat. fucatus , fucosus. Gr. QvxidSr.s. Lab.201.r-" batrice del riposo, del buono e pacifico stato della lisciata donna -Ag ^ Pand. 48 - Pure talvolta alle nozze o eh’ ella si vergognasse tro* al tra l’altre lisciate non lisciata, o ohe ella fosse riscaldata pel danz® 1 ’ ella mi pareva più che l’usato dipinta. _ - 3 — Fig. [Ornato , Attillato.] Com. Inf, 23 . Ricoperta eli fiori c . lisciata bellezza d’ onestà. Cavale. Fruii, ling. Amico , tu violi <} cominciandogli a rimproverare ogni suo peccato: lo 4 molto lisciato ; confuse inolio. ... — (Agg. di Parola, Prosa o simile, cioè Facile, Piana e con bell disposte.) Br. Giord. Pred. V. Forsechò’l credi piegare, come si P gano talotta 1’ altre persone per belle parole lisciate ? non si Iddio per lisciamento di parole. Salvm.Pi-os.Tosc.1. 365. Le a adunque non nel comporre semplicemente arguti versi o lisciata p 1 ® consistono. . p Lisciatojo.(Aj-. Mes,)Li-scia-t 'i-jo.V//i.V/mme/i/o d’acciajo, dosso, 0 & le per lisciare, (A) Era adoperato nella fabbrica delle telerie stampa prima che vi fosse generalmente adottalo illaminatojo. Sene seifi ^ tuttavia i fabbricatori di carte colorate o marmorate, il cartaf : . cartonajo ec .— Cosi pure chiama il palderajo un utensile d'a cC .l ^ temperalo e brunito che gli serve a pulire i rilievi de’ suoi f ltV ? rt ' e 0 Così il calzolaio chiamò)il lisciapiarite. — Cosi i lavoralorì dt P ^ nominano una incussa di vetro a foggio, di bottiglia solida, a d ue c °i lf e che fan le veci d’ impugnature : lo adoperano per lisciare e Vgfli le pelli di colore quando hanno ricevuto l’ultima lustratura, 1 * è dicesi quell' utensile con cui il guqinq/'o pulisce i suoi htvorf ■' s //®. 5 (j/ i un dente di lupo 0 un pezzo d’ avorio della stessa forma, jiosu v n o manico di legno tornito , o un hrunitojo d’agata. — Così chimi ^ le insaldatrici e le lavandaje di calzette di seta, un utensile di'' ^. o di bossolo tornito e pulito , onde si servono per lisciare 1 vari e le calzette di seta , che tendono su di una forma dopa a LISCIATORE Imbianchite col zolfo,— Lo scalolajo dà questo nome ad un piccolo 1 elisile di osso piatto che adopera per pulire e lisciare.— Cosi in Jine chiamasi una macchina che serve a lisciare o pulire i tranelli ^ polvere. (I). T.) s «atoee , Li-scia-tó-re. Verb. m, di Lisciare. Colui che liscia , e J LCSl P rn priamente Quell’ operajo che liscia o pulisce la superficie T Un drappo o d una carta per renderla lucida. (A) (I). T.) scutrice, Li-scia tri-ce. Vcrb.f. di Lisciare. Che liscia. Lat. fuca- 'Jx. Gr. KOfj.p.aJTpix. Lab. / 3 p■ Sole le’ndovine, le lisciatrici, le me- lclle e ’fiug.atori, che lor piacciono, le fanno non cortesi, ma prodighe. scaturì, Li-scia-tù-ra. [ Sj.]Jl lisciarsi.Lat. fucatio, focus. Gr. qvAor. aestruzz, 2. 7. 2. Clic sarà delle donne che si colorano, c fanno al- “sciatore? Fr. Giord. " ' ~ ' ' ' ' ^ lisciatura. ~~ Perder la lisciatura checche; LI5IR VITE L2Q Fred. H maggior loro pensiero si ée la lìsci! diciamo Quando uno se messo a ordine per ssia , e non gli è venuto fatto, Lat. lupus liiat, Gr. kè- Aristof. Buon. Fìer. 2. /j. iy. Mi son perduta ogni mia •no. Sm. Coltellino con cui i gettatori di ca- tì-scio. Sm. Lisciamento. Sagg. nat. esp, 2A. Forse per lo li- [UPJTPVnlfi n nfir lo rolnniIitA ^l 1 _.*..1_; _• .111 'datura. £’ 2 . fi 2 5 . Questa volta io dirò, come si dice, D essermi > F c Ha anch’io la lisciatura. «atio. (Ar. Mcs.) Li-sci-i y ratte,.C - - ^‘scio , . 5 --- «*.v. •Jiitjt,. rttt a ___ IQ '^fuggevole , o per la rotondità de’lor minimi corpicelli. AAr. Mes.) Materia con che le donne pivccurano di farsi colorite ■ variti. iDctto anche Belletto, Fattibello.] Lai. fuens, pur- j. t'ssum , pigmentum. Gr. ma P'ò morbide c lisce. Bern. Ori. 2. 16. 2fi Tanto era w l ° Li Ì ' S .°1 Ad i L m ’ C l ,e . !‘ a lisca ‘ Cr ' nel/n v ' Capecchio. (A) - JJ " Lisi. a i" s ét-ta. A . pr. f, abbrev. e variaz. di Elisabetta. F. (B] jf °°h)òy; Nome che i Veneziani danno al pesce lampuga. (Van) h’-r n t 'Ff m - ( In gr. lis leggiero , lysis scioglimento ; in celt. lis v e ’fèsta.) — Filosofo Tarantino, discepolo di Pitagora , ;’•* (M ed wy^onda. (Mit) ... llt z<0He "• G. Lat. lysis. Gr. Aiuti?. (Da lyo io sciolgo.) ò'o- Li. v fisi, Movimento critico, i cui fenomeni sono cosi poco no- l ’jA i * Lì-sTa' 1 SÌ sc ° r $°no. (A. 0 .) 1 Sc i°gliere r/ r ‘ m ' ^ at ' Cysias. (Dal gr. lysios che ha forza 5 Oei lr ,.,,iA P'alare greco — Uno de’ generali del re Antioco. Lj'P * (Geni ’\ at T 7 Se ' — Tiranno di Tarso. (B) (Mit) , ADE . * A 'f ca càtà della Frida. (Mit) 'r'-'J’rsc P r - "»• Lai'. Lysiadcs. (Attinente a Lisia.) — Ciò, I U o'l.p n u trilli-'.f 0 Cedro. — Arconte di Atene. — 'Tiranno ADI. G'Rh) Li, S i-a-di. ffii [fr che prendevano il loro nome dalle e di Anasso. (Mit) Lisio. * (Mit.) Lì-si-o. Soprannome di Bacco. Lo stesso che Lieo. V , (In gr. lysios scioglitore.) (Mit) Listoni. * (Arche.) Li-si ò-di. Add. e sin. pi. V. G. Lat. lysiodi. (Da lysia furore, e ode canto.) Mimi che rappresentavano un ubbriaco , accompagnando oscene canzoni con lascivi gesti. (Aq) iodo. * (Mus.) Li-si-o-do. Sm. V■ G. Specie di antico flauto. (Da lyso, fut. di lyo io sciolgo, cd ode canto : Che scioglie , promuove il canto.) (Aq) Lisippe, * Li-sìp-pe. JV. pr. f. (V. Lisippo.') —'Una delle Prelidi.— delle Tesliadi. (Mit) Li opro , * Li-sìp-po. N- pr. m - Lat. Lysippus. (Dal gr. lyso , fut. di lyo io sciolgo , e hippos cavallo : Scioglitori; di cavalli.)— Poeta comico greco. ■— Famoso statuario di Stelone , del tempo di Alessandro .— Generale della lega Achea. (B) (Mit) Lp iiìvite , Li-sir-vì-te. [Sm. comp. iudecl. aleresi di [ Kh ..Yvi!e [V. A. V, c di’ EUsirvite. ] i3o L1SISTRATA LITANIE Lustrata j * Li-sWstra-ta. iV. pr. f. Lnt. Lysisfrata. (V, Ltttsm(4o.)(B) Lustrato , * Li-si-stra-to. iV. pr. ni. Lat . Lysistratus. (Dal gr. lj‘*o 9 fut. di lyo io sciolgo , c stigitos esercito : Scioglitorc d’ eserciti.) — Scultore greco, fratello o cognato di Lisippo. (B) (Mit) Limtoo ,* Li-sì-to-o. JS T pr. m. (Dal gr. lyso ? fut, di lyo io sciolgo , e t/ioos vi loco: Sciolto c veloce) — Figlio di Priamo. (Mit) Lisi-zona.* (Mit.) Li-si-xó-«a .Aggiunto di Diana, nel cui tempio legio - Cani spose ateniesi venivano a sciogliere il loro cinto, ed a consacrarlo a questa dea . (Dal gr. Ijso, fui. di lyo io sciolgo, e zone fascia.)(Aq) Liscia. Sf. F. e Risma. Mai. Maini. 138. Lisina, o risma, diciamo un fagotto o balletta di carta , che saia di circa 5oo fogli. (A) (B) Lismohe. * (Geog.) Li-smò-re. Lat. Lisinora. Una delle Ebridi.—- Città d’ Irlanda. (G) Liso. Add. m. Logoro , Usato ; e dicesi propriamente di tele, o panni, o di altro che si possa recidere. (Dal lat. elisus rotto.) Eoriig. iim. cap. 10. Io sto ben della mia (tela) , che raddoppiata Ancor non porto, e non mi sembra lisa, E non si strappa per ogni tirata. (A)(B) Liso. * 2V\ pr. m. Fariaz. di Lodovico. (B) Lisovzo* * (Gcog.) Li-són-zo. Fiume dell llliria. F. e di' Isonzo. (G) Ljspo. Add. m. Cicisbeo, Ganimede. (Dal celt. llaes molle; onde llaesn render molle , effeminato , ed ap tìglio , signore : Signore , Figlio effeminato.) Èaruff. Tabacch. , e ned. ivi le annot . Bevg. (Min) Ljspopigi. * (Arche.) Li-spo-pì-gi. Add. e sm. pi. F • G. Soprannome dato comicamente agli Ateniesi, perchè essendo in massima parte dediti alla marineria , per l assiduità di sedere si logoravano le natiche. (Dal gr. lispos logoro , e pige natica.) (O) Lispundo.* (St.Mod.) Li-spiin-do.ó'w. Peso diAlcmagna corrispondente a nove libbre e sei once toscane. (Van) L155À. * (Mit.) Una delle Furie. (Dal gr. lyssa furore.) (Mit) 2 —* (Gcog.) isola dell’ Adriatico presso la costa della D.ilniazà *. •—» Città di Boemia. ■— degli Stati Pt ussiani nella provincia di Pcsen. della Dalmazia. (G) Lisse. * (Mcd.) Sj\ F.G. Lat. lyssae. (Da lyssa rabbia canina.) Vesciche tte che dal Marochdtt e da altri furono osseivate sotto la lingua de ’ morsicati da cane arrabbiato. (Aq) • Lipsia, * Lis-si-a. Sf F . A. V. e di’ Lisciva. Art. Fctr. JScr. n4 • Decanta questa lissia, o dissolvente, che nell’arte si dice anco Maestra per il suo uso. (N) Lissia. * (Gcog ) Lìs-si-a. Isola dell Oceano Btitanico , secondo V 1- tinerario di Antonino. (G) Lissidi. * (Gcog.) Lìs-si-di. Popoli dell Impero Birmano. (G) Li6sio , Liscio. C d/w.] F.A . V. e c/z’Lisciva. Pallad. Gen. 17. E se vuogli fare diventare la noce già posta di questa ragione cc., ungerla di lissìo , cioè ranno , per un anno continovo. :» (La stampa di Ve- rona ha : irrigala di lissì© , cc.) (B) Lissiviale , Lis-si-vi-à-Ic. Add. corti. Di lisciva, Attenente a lisciva. Bed. Gens. 1. 126. Le parti saline ec. si rendono più acute, più salmastre , e più lissiviali. E 222. Suppongo per vero ec. che le particelle di un fluido salmastre e lissiviali ec. fanno bollore. E 2. 76. I segni suddetti me lo fanno credere , ed un’ orina acre e mordace , e piena di sali lissiviali .E leu.i.'35/f .Scaricano in osso stomaco le.superfluità biliose lissiviali. E 4$ 1t Lìltre ai rintuzzar l’acrimonia del siero acre e lissiviale , potrà ancora notabilmente fortificare la parte offesa. Lisciviare. (Chini, e Farm.) Lis-si-vi-à-rc. Alt. e n. Lavar le ceneri per eslrarne il sale alcali. Lo stesso che Liscivare. V. (A) Lissiviazione, (Chim. e Farm.) Lis-si-vi-a-sió-ne. Sf. Lo stesso che Li- scivazione. F. (A) (N) Ljssivioso, Lis-si-vi-ó-so. Add. m. Che ha parti lisciviali. Lat. lixiviosus. Red. Cons. 1. gì. Abbiamo detto umor di diversa natura , perchè ve ne scorgiamo de’ pituitosi, insipidi in gran copia ec., e ve ne scorgiamo de’biliosi , amari e ltssiviosi. Lisso. * N. pr. m. (Dal gr. Ussos liscio , ovvero da lysscis rabbioso.) — Figlio di Egitto e di Calumde. (Mit) 0. — * (Gcog.) Ant>c.a città della Mauritania■ (G) Lissochilo. * (Bot.) Lis-sò-chi-lo. òm. F. G. Lat. lissochilus. (Da lis- sos levigato , e cilos concavo : c ciò a motivo delle sue capsole lisce.) Gentre di piante delta famiglia dette orchidee, e della ginandria digiuni , caratterizzato da' sepali esterni piegali in dietro , dagl intimi aperti dì prospetto col labbro terminato da sperone saccata, cotta lamina saldata atta colonnetta priva di denti e di alcj comprende una sola specie indigena deli' Africa australe i cui fiori gialli assai eleganti seno sessdi e sparsi sullo scapo ; tifi ulto è una capsultt /i5c/'a’(Aq)(jV) Lissopegma. * (Chir.) Lis so-dc-gma! Sf. F. G. Lat. lissodegma. (Da ly ssa rabbia canina, c dedegme prct. pass, di dacno io mordo.) Morsicatala, d'un cane arrabbialo . (Aq) Lissonotu.* (Zool.) Lis-so-nò-to. Sm. F. G. Lai. lìssonotus. (Da Ussos levigato, e vototi dorso.) Genere d'insetti dell'01 dine de’ coleotteri, così denominali dal liscio loto dorso. (Aq) Lista. [Sf] Lungo pezzo di checchessia; stretto assai in comparazione della Stia lunghezza; Striscia .— , Listra, sin. (F. Banda.) Lnt. vitta, tacnia, fasciola, instila. Gr. ratvU. (Dallo spagli, lista striscia di tila, o carta, che vien dal celi, lista del medesimo senso. In ingl. list rimossa, strìscia : in frane, liston striscia nel linguaggio dd blasone.) Ù. F.6. 4o.3. Il quarto era pezza gagliarda, cioè liste a traverso bianche c nere. Dant.luf 25. y3. Ferri le braccia duo di quattro liste. E Purg. i.36 Ddq uai cadeva al petto doppia lista. E4- 42. Lo sommo er’alto , che vmcea la vista, E la costa superba più assai, Che da mezzo quadrante a centro lista. Malm. à. 63. Con farmi a liste, come le gratelle Da cuocervi le triglie e le sardelle. 2 Segno, pLuiea, Onde Luta radiale per Linea del raggio.] Doni. Par.i5.23. Ma per la lista radiai trascorse. nBut.Purg.sg.1. Di fregatola di penntlb^ come frega lo dipintore quando vuole fare una lista.(N) 3 — Per timi!. Fila. Petr. cap. g. Io vidi alquante donne ad una fida. 4 —- Catalogo c Indice. Lat. index , indicuhis. Gr. cèÀ\«pc? , . 'AryXQS. ( Dallo spago, lista che ha il medesimo senso , c che vicn pure dal celt. lista che significa il medesimo. In frane, ed in tcd. liste , in ingl. list ec. ) Cecch. Servig. 2. 4 * 1 ° resto , Seco tornar stamattina in dogana Con loro e colla lista. Red. Ult. 1. 4 - Le mando una lista di libri qui annessa, che me V ha data uno di questi libra». 5 — * Andare in MstazzzEssere descritto nella lista. F.A ridare in Usta. (A) 6 — * Andare o Essere in capo di lista. F. Listra, §. 3 . (N) 7 *—*(Chir.) Liste o Listarelle chiamami le Piccole fasce che si adoperano per le dita delle mani e de’piedi, pel pene ed altri organi consimih.iy ad) 2 —* Dicesi pure così un Piccolo pezzo di pannohno spalmato d\ cerotto , e diviso in uno de’suoi orli , che si applica su i rmirguu delle ferite e delle ulcere , per preservarle dal contatto immediato della filaccia che vi si attaccherebbe. (Van) (À. O.) 8 —(Archi.) Uno de'membri dell'architrave , detto anche Cimasa, (b 1 frane. listeU) Voc. Dis. (A) a — Regoietto o Listelìa. ( In frane, lùtei ) Voc. Dis . (A) 9 — * (Ar. Mes.) Liste diconsi le fasce colorate che talvolta traversano le tele da un capo alt altro. (In isp. lista riga colorata : in ingl* listed rigato in lunghe strisce.) (D. T.) Lista. * (Geog.) Antica città della Sabina. (G) _ Listaccia , * Li-stàc-cia. Sf. pegg. di Lista. Segner. Crist. instr. 3 .ib\ ig. Cominciò ad esclamare : o che listaccia , quanto c mai lunga! (Q ,il nel sìgn. del $. 40 (N) Listare, Li-sià-re. [Alt.] Pregiar di liste.—, Allietare, sin. Lat. fascio!** distinguere. Dittata. 1. 7. Appresso ancor gli feci manifesto Di q i,c * romito, il qual la barba lista, Ch ! era a veder sì vecchio e tanto onesto. 2 — [iV. pass. Tagliar con lista o fettuccia.] Doni. Par+ f 5 .[C° 51 si veggon qui dirette c torte , Veloci e tarde rinnovando vista , L? minuzie de* corpi lunghe e corte ] Muoversi per lo l'aggio , ondo lista Talvolta l’ombra. But. ivi: Si lista, cioè si fa una lista, ciò* a modo d’ una lista. Lìstarella , Li-sfe-rèil-la. Sf dim. dì Lista. Piccola lista . Striscìolinv • Tasson. Pena. d>v. Berg. (Min) Listato , Li-stà-to. Add. m. da Listare.—, Allistrato, sin. Lat. fascio! 1 * distiucLus. Bocc.uov. 80. 8. Vi miscr su un pajo di lenzuola sottilissimi listate di seta. Bed. Ins. 1Ò2. In capo a quattordici giorni ne nacq ,,c una farfalla di color giallo, tutta listata, e galantemente rabescai 3 rii nero , tanto nel tronco del corpo, quanto nell* ali. Listellà. (Archi.) Li-stèl-la. Sf. Piume molto generale , ed usato V 1 * differentemente a denotar ogni membretto piano o quadrato , che seJ'Vt ad accompagnare o accerchiare qualsivoglia altro , sema distinzioni da maggiore a minore. Dicesi anche Anclletto, Ri goletto o Lista. Listello, .**/(. (V. lista, 5’ 8.) Baiti in. L'oc. Dis. (A) Listello. * (Archi-) Li-stèl-Io. Sm. Lo stesso che Listellà. F. (A) . Listone. * (Marin.) Li-stò-ne. Sm. V avanzo in larghezza che sì J* nelle tavole nell'atto dì lavorarle. (Van) LisTnA. [ Sf. F. A. F. e di'] Lista. Liv. A/.Siccome la bestia che l’uoa 10 vuole sacrificare , la quale 1 J uomo adorna di bianche listre. 2 ■— Catalogo , Indice. Toc. Dav. Ann. 11. ifo. Dandogli a lcgg t:r . una listra di sue disonetdadi. fi lat. ha: codiciiloslibidinum indice**/ 3 — Andare o Essere in capo di listra = Essere il primo a far chi L * cheèsia. Malm. 3. 5f. Sperante sempre va in capo di listra, Lita. * (Bot) Sf. Lat. lita. Genere di piante esotiche , della fa iri * glia delle genzianee e della pentandria monoginia , che ha per c ‘ 1 ' ratiere un calice tuboloso, cinqufido , una corolla a sottocoppa c ° lungo tubo , le antere didime sessìh nella gola della corolla , ed a 11 capsola colle valve rientranti e placentif rc. (N) r \ Litabro. * (fico^hi tk-hro.LatXìiahmm.Autica città delle Spagne. Litacna. * (Bot.) Li-tà-cna. Sf. F. G. Lat. lithachna. (Da lithas tra , e achm gluma.) Specie di pianta della famiglia delle granfiò appartenente al genere olyra e conosciuta col nome dì olyra p a,lC ^ flora , la quale si era creduto da Palissot potersi elevare in ge ,t£> distinto a causa delle glume. (Aq) (N) .y\ Litada . *(Geog.)Li-tà-da. Città e promontorio della Grecia nellaLivadad f Litagogo. (Terap.) Li-ta-gò-go. Add. e sm. F. G. Lat. litagogi lS, \ p lithas pietra, c agoge trasporto.) JSome dato ai rimedii che si vivano anticamente coli’ idea di procurare l'uscita delle vcneH e i rinvengousi nelle vie orinarie. Oggi si presta poca credenza. a 1 zione di questi voluti liloutriptìci. (A. 0.) (Aq) (N) ^ Litagro. * (Geog.) Li-tà-gro, Lai. Litagrum. Antica città della Sp ( b Tarragoncse. (G) . . /pa Litagrostwe. * (Bot.) Li fa-gi’ò-sti-de. Sf F. G. Lat. lÌthagros’i^V ;<) lithas pietra , e agrost.s gramigna. ) Specie di piante del genere L analoga atta gramigna, (a qua'e produce un grano duro come ! tra. Lat. coix lacluyma. (Àq) (N) , ^ Litamaccio, Li-ta-màc cio. [A'/w.] pegg. di Litanie. Seder. Colt • 4 dacquandole spesso con acqua grossa di Riamacelo. , c t. Lita.me , Li-tà-mc. [ Sm. F. e di’ ] Letame. Lui. fìmus. Gr. Dav. Colt. 184 - Non accade questi trapiantare altrimenti : il fai, sia poco adentro , in gran fossa , di terra colta se V l \ Guìlia Cisalp" ict ' Chò se' meno stimato che ’l litanie. Litana. '(Gejg.) Li-tà-na. Casta foresta della mezzodì delle Aliti. (G) , vttf Litanie, (licci.) Li-ta-ni-e. l$f. pi. CG. Nome generico di t‘M e . Ilici e preci con cui la chiesa cristiana implora le benedn '.i' 1111 t o placa l ira difilla. Comunemente però iulendcsi una il invocazione alia li. l r ., a santi ec. Noi primo caso diconst cohirmcnlc Litanie della Madonna, e nei secondo Litanie de d ioucs, Vilumue. Gr. Lei; L* tane, sin. Lat. supplirai. gr. tue jll (gnu IV , J'*~h w v * /» Ftciono ii dicnteto c 1 popolo le litanie,)! " c "'v' liim:, ijutun, j*»»' • \ij. * ih lite preghiere, suppliche, onde liteno io prego.) CA ^e- * LITANTRACE LITIGIOSO i3 t ^Sf.fFeneziaperBr.Bindonl ec. i53q.J Ordinò anche (Grego- Litesio.* (Mit.) Li-tè-si-o. Scqirannome etApollo in Metea o Melia ; i * ff! lailr> J 1° litanie ec. , acciocché Tira di Dio si mitigasse. (B) così detto , secondo Stefano Bizantino, vei'chè in quella città la sta- ‘ JJli'niici T U—* ■ • r * _ * _• j a . . • • _ i. ♦ . .7.7 ■' • . '/i\ i .-•» * . \ ai-.v fa 'f°" sl Litanie maggiori Le processioni delle rogazioni che si tua del nume era posta sopra una pietra. (Dal gr. liihos pietra ) (.Mit) J y!’ no ot alcuni giorni dell' unno dopo che ri. Mantello vescovo di Litiasi. (Chir.) Li-tì-a-si. Sf. F. G. Lat. lithiasis. (Da lithos pietra.) -•""ziri lst!tUl M primo nel /pjo. (Ber) Formazione di uno o di più calcoli nelle vie ormarie. Oggi è detto ’ . .... di altre malattie, nelle quali nascono ossificazioni, o induramenti ossei , et arterie, membrane, ec .—, Litiasia , sin. (A) Cocch. Bagn. 27 4- Tal turaraeuto poi segue o al principio dell’uretere..., o nel inolio più ampio ricettacolo della vescica ; nei quali luoghi si forma quel male che chiamasi in greco litiasi , e volgarmente calcolo , o pietra. (B) 2 —* Diconsi anche Litiasi o Litohlefari, Farie concrezioni o siati turno- retti duri e impietriti che siformano verso il margine delle palpebre.(kf) Litiasia.* (Chir.) Li-ti-a-si-a. Sf. F.G. Lo stesso che Litiasi./'',(Van) Litiasico.* (Chir.) Li-ti-à-si-co.^fcW./n. Aggiunto di Colui eh' è affetto dalla litiasi, o sia dal male della pietra. (Van) Litjato.* (Chirn.) Li-tià-to. Add. m. Aggiunto di que' sali , che risid- tano dalla combinazione dell’ acido litico. F. Urato. (Van) Liticare, Li-ti-cà-re. [N. ass. F. A. F. e di ] Litigare. M.F , g.81. Liticavano per dar materia di rottura alle strade dell’ Alpi. Litico. *(Chim.)Li-ti-co.ytó/.m. Lat. lithicum. (Da tó/ios pietra.) Dicesi così Tutto ciò che-appartiene ai calcoli, o che da essi previene.^ Aq) Liticoso , * Li-ti-có-so. Add. m. F.A. F. e di Litigioso. Passav.iffi. Non impronto , non dilegiato , non litiooso , non iracundo. ( Altre i ha . fittdl esempio delle Litanie de’santi si composero anche altre li- Cl ' > e ttcolari , come quelle del Santo nome di Gesù, del SS. Sa- fi?"‘ e 'J to , ’ della S. Fergine ec. , ma non sono tanto antiche. Nel 0 f'nbtostano vi sono anche le Litanie de’ morti. (Ber) (L) e ^5 Ace -( M 'i'.)L.-laiMrà-< ; e.Am.Kf;.L ( «.l,ll,a n tln' a x.(D a lithos pietra, L, T "’“r, anlhracos carbone .)Fecchio nome del carbonefossile.(A)(kc() , ,' AGI * (Lomm.) Li-ta-rà-gi. Sui.Cannella garofanata, detta anche E 1T cnm 'nercio Litaregi, Seifragio e Sefragi. (Van) r - E , Li-tà-re. [Atl.] F. L. Far sacrificio profili 2 A. a rifteio profittevole. Lat. litare. a m"' asS ' Sacrificare semplicemente. Teseid. lib. to.Argom. Quindi j.- ' --io lita, c j iague ajiprcsso, Po’ l’alma rende agl’immortali Dei. .og Amici cari, io me ne vo di certo , Perchè a Mercurio vorrei P»r la arp , Acciò ILd ec. Ili luogo ameno piacciagli portare Lo spirto raio.(B) i.] Di " ' (j ca (Aerile.) Secondo Macrobio, Litare p J > poiché questo esprimeva l’offerta, dU'~ìt(l Dot, imi'ta fittoli ritti /\ 1 tt\ con Vi ■ 111 f'" za di sm. nel secondo sigti.] Dani. Par. ifi. g3. Ch’io __, Esso litare stato accetto e fausto. per parte degli Dei. (Mit) non era lo stesso che Sacri- quello i accettazione del- It ;Ar g , C0 Li!, GILI ° > Li-tar-gi-li-0 .Sm.F.A.F.e di’ Litargirio.Cr. alla u.Aghetta. ftG, RiATO.* (Chini.) I.i-tar-gi-ria-lo._//(/r/. m. Che contiene del litar- > come: A’ino litargiriato. (Van) ®®i»io. (Chiin.) Li-tar gi-ri-o. [Sin. Protossido di piombo fuso che fi n si twva in natura. È in lamine cristalline brillanti opache gial- 0 S'allo-rossiccie , insipide e senza odore. Ha questo, oltre a ivi- , 1( c medicinali, tanto del diseccante , che fa sì che l'olio di te'rf e ° di li' 10 prestamente secchi ; che però i pittori usano met- cl Z ' : C j. Una rossigna clic va verso il giallo ; la bianca si chiama lilar- Lit 4 v| p f ai grnlo , c l’altra d’ oro. •oso V ’ * Ti-ia-vi-co. N. pr. m. ( Dal celt. lit celebre, c wic valo- I,n>, refi'*-’ 0 !’ 0 degli Fdui , amico di Cesare. (Mit) Cisa i / ^'°ntivversia, Discordia., Dissensione, Bissa ( E . Causa, Con- (> )S1 ’ ~ at - bs, rixa, controversia.(Ir. iix.ii, èfis, Siatjopa. Nov. ani. 5o.z. q-, aU COnVl:nnc a colui, che potrà ganza lite passare, per uno pagas-e .. Antm.Ant.3fi.lì.3 .Astienti dalla lite, c menimerai le peccata. Di li .r, ^ ‘ Dei cui nome ne’Dei fu tanta lite. Tass.Ger.6.5ò. , s °speso iu aspettando quale Avrà la fera lite avvenimento. 3 , Gode Aver lite con qualcheduno—y/oer qualche briga seco.(A) Tuff.. Trovar lite = Feti ire a contesa , Mettersi a litigare, l'av. bar t . jj ^ >tv * a ranocchia s’intende il falso mercatante, che per ru- J'i-.e) j. s "° minore ha latto compagnia , e trova lite c questione , fa ~~~ di i Ua, T c ‘* a loro con parole e con opere. (P) a ’ litigio, [ossia Quel giiuiizio n processo intivdotto davanti civile ° altre, quals, voglia giudice. In questo senso la Lite è Pcrdul’ crui,,Ua le , decisa, indecisa, giusta, ingiusta, pendente, vinta, ’ con Ics tata. a,?, "W'ncnto titoli in onore di Bea e di Cerere o della Madre Terra. (Aq) Litiersk, * Li-ti-èr-sc. N. pr. m. (V. liticrsa.}—Figlio di Mida, ucciso da Ei-cole. (Mit) Litigamento , Li-li-ga-mén-to. [Am] Il litigare, Lite. Lat. litigiura.Gr. spu. Guid. G. /fi>. Tra loro ora nuovamente è nato un litigamento, del quale hanno disposto commettere al tuo giudicio. Litigaste , Li-ti-gàn te. iPan. di Litigare. ] Che litiga. Lat. litigans. Gr. b a nfzl.yrèv. Lib. Am. Non volendo senza provedenza gittare di consentimento de’ litiganti. 3 — Contenzioso. Cr. 1. 12. 1. Appresso dee proccurare che la sua famiglia non sia litigante. Litigare, Li-ti-gà re. ! .\~ass. c pnss.i Piatire, Contendere, Contrastare .—, Liticare, Litigiare, Leticare, sin. Lat. litigare, disceptare. Gr.*.p.e}nr(,r,riò, e r /(. Sen. Pist. Litighiamo con Dio medesimo della beatitudine ; facriamlo , io te ne priego. Libr. Am. È favoralo da’ savii , e vuol vincer per litigare. Pass. 2 36. Contendendo o litigando, c pertinacemente le sue parole , o vere o non vere eh’ elle sieno , difendendo e affermando. Cavale. Med. cuor. . Non litigar coll’ uomo linguoso , e non giugner lcigue al fuoco suo. Litigato , Li-ti-gà-lo. Add. ni. da Litigarc.Lat. disceptatus, controvcr- sus. Gr. àa.Z'.z \ir.Tr~ •.u r ,: , eVDutos. Amet. go. La quale ( Liorenza ) con nome dubbio , e non meno nello romano Senato litigato che prima , stette bene por un secolo da diversi diversamente chiamata. Litiga tori! , 1.1 -t ó-rc. [ li-ri-. m di Litigare.] Che litiga, Litigioso. Lai .. litigata'. Gr. spurr^s. Mor. S- Greg. Pensando tali dilcnsioni , come vano litigatola; a’affatica. Albert. qap.i4- L’uomo litigatorc non sarà amato in sulla terra. M. Aldobr. E segno che abbia in sé l’in- frascrittc cose , litigatole , discordatole , ingiuriat.ore. Litigatricb , Li-ti-ga-ti i-ce. Ferb.f. [di Litigare.] Che litiga, Lat. liti- gatrix. Gr. a ìpifovrn. Airigh. 58. O litjgatrice , quello che tir non vuoi eh’ altri faccia a tc , noi fare altrui. Litiggine , Li-tig-gi-ne. [A/.’ F. A. Xo stesso clic] Lentiggine. F. Cr. agitata , dispendiosa , di grande importanza, di e ad-, ucuio ec. F. Causa.] Lat. lis, litighini. Gr. Siavi, ipn.Pelr. Non"s)q 11 ’ Ma l’m tein po bisogna a tanta lite. Scrd. ri torli.2^0. cessi d .n nu,ltc giudica le differenze e le liti civili, ma ancora fa i pro- 1 Ì5 cose criminali. de «o ^™ M “> ver lite = Cominciare a litigare . M. /^//.D agosio ì_* ll p tossono lite al comune. (A) 3ter e A r <*ttfl<.Te e Decorre una lite per /Muovere una lite e. Desi - S >* a di ? V 1 Car. Lett 2. <5- Il cardinale mio padrone , ad in- . Ci„ stilU l , r • S-_ II. stringendomi a oepor la lite presa contro monsig. a — P rn( f» »'i manda qui la sua lettera medesima. (P) J. 5.] y,p ' CMuovi lite , acconcio non ti folla. F. Acconcio sin. 3 —■ Muov^'r’ ‘^“ C< 'A. iwv. 174 Muovi lite , acconcio non ti falla. st ìt , l ; a Ha sanità: Dicesi dello Star bene, e voler medicarsi. T lite ’ P.’- trovasi Lite in cambio di Liti.CaeuA' Ette., (q c . alighe che noi abbiamo insieme. (V) (N) Tra , : lS° ' hlticfl città della Macedonia, (G) r citlt 0 s (rnì*‘ ^ T ’ P r - f ( J}al gl', lite preghiere.)— Figlia di Già- L,Tr RIo, ?%«. “ ’F'à digli Ateniesi. (M.it) r ed oggi è sparsa in tuli i paesi inciviliti. (B) (Vali) Litografico.* (B.A.) Li-to-grà-fi co Add. m. V. G. Di litografia. J rt f litografica. (Vali) Piitre litografiche. Propiiani. Pietre calcaree i‘d' e vicinanze di Monaco , dure, di un gì ano fino regolarissimo, cheti''-', valisi disposte in istruii di discreta grossezza ; la foro tinta trae <*; giallastro ed è uniforme in tutta la loro superficie, senza vene , ,,e macchia alcunaj la loro durezza è assai grande ed uguale dovunque? una punta il acciujo le intacca difficilmente ; i pezzi rotti col M a, ’‘ Iella mosti ano una spezzatura concoide. (D. T.) Litografo. (Min.) Li-tò-gra -io. Add. e sin V. G. Colui che tratta (14’^ natura delle pietre, ne descrìve la natura e la varietà ( V. litog'' 11 " fin.) (A) (Aq) _ 2 —* (B. A.) Colui che sciive, disegna e dipinge sulla pietra. C 1 ,', Litolaeio. (Chir.) Li-to-l.i-bi-o. Sin. V.G. Lat. ÌUholuliniin. (Da pietra, c labe presa.) Strumento di ferro per estraire la pietra dal ‘ vescica. (Aq) Litologia. (Min.) Li-to-lo-gi-a. Sf. V. G. Lat. lithologia. (Da pietra , c logos discorso. ) Fluitato delle pietre , ossia Parte de ^ mineralogia, il cui scopo è la cognizione delle sostanze pùtrose ’’e^ rose che compongono lascorza della tara,cominciando dalla cuna , montagne sino alla profondità, dove 1 uomo può giungere (A) Orjp Litologico.* (Min.) Li-lo-lò-gi-co. Add. iti. V. G. Aggiunto di tut ciò che appartiene alla litologia. (0) . jt Litologo. (Min.) Li-tò-lo-go. Add. e sm. Chi possiede la cagni-1°' della natura delle pietre ; detto anche Litografo. (A) (Aq) . rja Litomanzia. (Filol.) Li-to-man-zì-a. Sf. V. G. Lat. lithomanti 3- .' lithos pietra, e mantia divinazione.) Divinazione per mezzo di t tre preziose chiamate Sideriti, le quali lavate di notte a lume dij 1 ' 1 0 cole con acqua di soigente , ed agitate , eoi loro suono più * ? > i; i e acuto erano credute dar piesagi dell avvenire. In tal maniera •*< a che Elena predicesse la rovina di Troja. (A) (Aq) . da Litomaega. (Min.) Li-to-màr-ga. Sf .V. G. (Da lithos pietra, e sia , 1 j)a margas legame , sia da margoo io lego ; Che si lega, si attacca L1TTERUTO 33 litometro ' a '^ Argilla bianca, giallastra, rossa o bruna, con fratturatene Litotritia. * (Chir.) Li-to-tri-ti-a. Sf. F. G. Lat. Hthotriptia. ( D» ra ’ ■ 2 Smnafina , tenera , morbida , untuosa ai tatto , leggi**- hUios pietra , e tripteon veri), di trito io stritolo) Siritolamento de 1 Piatta' USl °™ e a ttajì anima, del tubo f&Tumincitorio. ò'i attacca alla calcoli nella vescica, ossia Operazione per mezzo della quale si stri- 1 8 ìl *Ua ? j' la ìU n f orma una pasta nell’ acqua , e contiene molta ma - telano i calcoli contenuti nella vescica orinaria, usando a tal oggetto collo t ^ ÌWasi ne ì terreni primitivi , nei gneis 7 nelle serpentine cc. , di uno strumento apposito introdotto per I uretra . (Van) eia t ^ Vo ^ a col mercurio , coi topazzi , cc. Trovasi iti Frasi- Litotritioo. * (Terap. e Chir.) Li-fe>trì-ti-co. Add. e sm* V. G. LaU \ Boemia ed in Sassonia , dove è ricca di hellìscimi iithofripticus. (Da lithos pietra, c tripteon verb. di tribù io spezzo, sminuzzo.) Epiteto dato ai rimedii che si credeva possedessero Ut virtù dì sciogliere i calcoli formali nella vescica o ne % reni . — Strumento d'accia]o col quale ora si spezzano i calcoli nella vescica> (A. 0 .) Lftrariek.* (Bot.) Li-tra-ri-è-e.A/p/, Zat.lytrharicae. Famiglia di piante^ 'he comprende le salicarie e le lagerstraemice, caratterizzata da' fiori dove è ricca di bellissimi colorì , a miracolosa di Sassonia , Agarico minerale. F» (Boss) (Chir.) Li-tò-me-tro. Sm, V. G. (Da lithos pietra, e metixm l ^ •» ■ 7 r e dicesi Ter t °mstko. RÙS0 ra N T' . . ----r . — • V .-«« HKIU» p« ad y s\tromento chirurgico d’invenzione di Guilbert , che serve Vesei 0rai y e riconoscere la grossezza della pietra contenuta nelle or ì ,la !' la ' — j litoscopio , sin. (0) (D a Opt. Nat.) Li-to-mor-ft-ti.Jfp?. F. G. Lat. lithomorphiti. etti - c tos filtra , e morphe figura.) Fonie generico delle pietre , la acc identalmenie rappresenta qualche oggetto conosciuto. (Aq) , P r fsi per bocca , riescirà sempre vana. (B) f'dtoraig l ~ ?* ra *le. Add. com. Di (ito. [Dicesi anche Littorano.] —■ , tritone ^ at * htareus. Gar. leu. s. i’Ó2 . Basta che le dica che Sudi e tarine. Ar. Tur. io. 102. Lascia la preda certa litorale, r. 2 —. Van a segue furibonda. c 0 ,^^h) Moto litorale e radente: quello con cui l'acqua entrando conf lUanie/ìi e dallo Stretto di Gibilterra , dopo aver girata la cir- dtCer, re,lZa de/ mare superiore e inferiore , cioè dell’Adriatico e Me- d ltle °, esce poi dalle partì della Spagna. (A) (er, '<-. vv ^ lTo *£ri°°*‘) ^ enfire di pesci o di conchiglie. F. LÌttorale add. 5. 2. (A) cod J A ' * (Bot.) Li-to-ròl-la. Sf Lat. litorella. Genere di piante , e duncolo , la corolla tubolosa quadrifida j nel Jiore femmi/ieo v Pure Q i f ll ° 5es $de semplice con due o quattro denti , lo stilo sem - 1i ° s Cq P| Un f (lto ad una cariosside per seme. (N) T 4(, °/>e 0 * (C^ir.) Li-to-scò-pi-o. Sm. F. G. (Da lithos pietra , e ' ' ' " . OSse rvo.) Lo stesso che Litometro. F. ( 0 ) Pìc tl ^* (Bot) Li-to-spèr-ma.^m./^.G.Laf.lithospermum, (Da lithos u .fiorf C s l ie, ' m a seme : Seme duro come pietra.) Genere di piante ì della pentandria monogena , famiglia delle bor- 1 ° coìr C(>,a f trizZ(l l e dal calice cinquepa/tito dalla corolla ad im - ''«le p 0 0, 'ìfizio pennone da quattro noci ovate non perforate nella P 1 ) j. fondo del calice ; una cuispecie , comunissima necnm- * U) ci 1 r ^dhospermum officinale, ha un frutto che consiste in quattro c rJ\ me,ne in ^ lie » ossee e quasi 'pietrose , ovali e spesso ///- \ ro f ,, '^ e a spezzare la pietra de reni Folgarmente è del - l. * s ^Oìin , 5 t Ivat.) Li-tòs-si-lo. Sm. V. G. Legno pietrificato. (Da r TR vro » > « xyton legno.) (Van) jjfhos (St. Sut.) I,i-tò-stra-to. Sm. V. G. Aa/.lithostrotos.(Da 1 d'st.ril, u ^- ’ c sl ’ otos strato, pavimento.) Dicesi cosi 1 Accozzamento 5 dette colonne dei fossile chiamato Coralloide e da alti * (Arci " ’ 3 ' mn r,i l i 11 ') Nome dato da' Greci ad un lavoro di commesso, fatto fi ' \ ina Cfr!a grandezza. (Mil) Luogo di Gerusalemme cve sedeva prò tribunali Pnn- a *l°*'chè pronunzio la sentenza di morte contro G.C.i in Ì>* 0 * . " * *H0 Gài,baia. (Aq) ì. lt !o * pìeti- Na, 0 Li-to-strè-o. Sm. C . G. Lat. litbostreon. (Da Sli Ti . * (n*!.? , e °? If 'eon ostrica.) Ostrica fossile , od Oslracite. (Aq) ’ r ' e nfi . ,V Li-tò-ta. Sfi Pittura rettorica che indebolisce Cespres- 0 nfi,''"'.forzarla ; "tio nfi.'' ln forz gr. l itou .J'iii,;,' 1 O'o 10 Sfi Pittura reltortca che indebolisce iespr, a cagione ci esempio: Io non ti odio per lo li 'ites tenuità ) (Van) Li-to-tì-ci-i. A in. P. G. Lui. lytotecii. (Da lytean, , i( . __ .. .. G. Lat. lytoteci 3 ’°. . sc *°lgo, e thece ripostiglio.) Pungili la cui membrana * a? 1 *’ 1 finalmente in gelatina. (Aq) b,*, è J V “' 1I1 0 Li-to-ti-ri-te. S fi P. G. Lai. lithotyritcs. (Da lithos . ;' T °S11 A _ ffi* cario.) Pietra che assomigliasi at formaggio. {Aq) -.'i-ta, e Li-toto-mi-n. Sf. P. G. Lat. lithotomìa. (Da lahos e taglio.) Po caboto ricevalo p r indicare /’ operazione proprietà dovrebbe sostituirsi lagno.) odili pietra t at quale . di Cbto’omi». (Aq) ' 4( *oirst»TH. (CYÙv.) Lvto*Uvr. ‘‘leimaìa. ri" - C°- V. G. Professore di maggiore e,.. . *..-.s.-u).mi*sta. j 4 dd. e sm (Chir) °f e '" litotomia. (A) (Van) pr r ' ‘~ a l‘aCan 5 e'sm. P .G. Professore di litotomia. ^ano di s ‘ . «' predi ttc ossiTvazioni chirurgiche sono state fatte !it>, f Ci d. f eritj ) litotomo, il quale abbia introdotto la siringa P*r.n , a «„ n ..Jàù che nelle feinmine 1’espi orazione per man. , .. , abbia introdotto la siringa neba stira - 'il 1 r CT> V> litotomo, il qni.il » 15 , . ione per mano del W’ ,C ' Tant0 più che nelle femmine 1 ^ fb rilc ‘ 5Ì! ^; m0 . (A) ’fi ««e eli accertarsi del sosp. «0 di ;■ dciir,,*° 1 tòtonio , ed anche Litotoir >li, )n ,‘" a 'i'nie coli -' ho , .uji /,,1 - .u.,„,„iiio assolutamente-, a questa hi Z at ‘ ad 1 ,,al e >’ indicano tutti gli strumenti taglienti,ite- li, ■ei v ^ an, ‘ 0 P 'con""O^ S - ‘ ,:n per cavnre ta P‘ e,r “ 1 Pur,si< a questo lor/C'-cistow" P,U * sa,< * s '0 sostituito quello di Cidotomo, oppure ‘ ? lo prima ’ ^ - (Diz, Chir.) ZQl( t daii"" ’ T- la de/mminazione fu piu di questa au- Zs~ «io. ^°cab, ascellari, o terminali a racemo spicato e verticillati, dal calice di un pezzo dentalo nel lembo , dai pelati eguali in numero alte divisioni del calice ed attaccati nel lembo di esso, da un frutta capsolare supero nel fondo del calice con una o più cellette contenenti molti semi attaccati ad una colonnetta centrale, e questi privi di perisperma- piante per to più erbacee, con fusti cilindrici o quadrangolari e ton J°Ahe semplici, alterne o opposte.(fi) Litro. * (Arche.) Sm. P. <’,. Lat. litrum. Misura dì capacità pressa 1 stamani, divisa iti dodici pani eguali ,— Ora in Plancia è unità delle misure di capacità eguale al cubo delta decima parte del metro ( Aq) a — (Bot.) Genere di piante palustri appartenenti alla famiglia dette salici"i - , e della dadecantinq monoginia dì Linnen , caratterizzato dal calice tuboloso colta cima fornita di dodici denti , dalla corolla di se, petali inseriti nel lembo de! calme, e dati,, cantala a due cellette , contenenti molti semi. Tra le molle specie di questo genere sono pus note quella a fogli, dissopo- detta anche Correggiola de fossi, con alti fusti terminati da racemi di fiori rossi , e la saliearia de 1 giardini , la!- lytrum virgatiun. (Aq) (A) Litro. * (Geog.) Antica città della Piccola Araienia. (G) Litta. * (Zool.) Sf. Genere d insetti dell’ ordine de* coleotteri, stabilita da Fa’rido a scapito delle meloe o cantaridi, dalle quali si distingue per le ali di cui ton fornite e per il loro astuccio lungo quanto /’ addome. Differiscono poi dalle aenns per le loro antenne diritte e filamentose lunghe meno delta testa e del corsaletto. Lat. lytta. (N) Littàc. * (Geog.) Lit-tà-u. Città delta Moravia. (G) Litteo , * Lit-tc-o. N. pr. m. Lat, Litteua. (Dal gr. litqs ottenuto con preghiere, ovvero supplichevole. ) (B) Luterà, * Lìt-te-ra. Sf F- A- r. e di' Lettera V. A littera. (A) Litterale , Lit-te rà-le. Add. |com. Lo stesso che ) Letterale. V. Lai, literalis. Gr. ypappa-rmós. Mor. S. Greg. In molte cose lo i.t.ll- dimento litterale non solo non darebbe ammaestramento a’ lettori, ma piuttosto genererebbe errore. 2 — Aggiunto (/(Lettera in significalo di Dottrina, vale Latino, Digra- matìca. Bocc, Vit.Dant. 77. A rispetto dell’ alto e maestrevole stilo litterale che usa ciascuno altro poeta. Pr. Giord. Pred.S. Mansuetudine non è nome volgare , ma litterale 5 e questo non si truova volgare in queste parti. 3 — (Mat.) Calcolo litterale dicesi l’Algebra, o Aritmetica speciosa-, ed b coi! detto dal servirsi in esso delle lettere dell'alfabeto: a differenza dell' Aritmetica numerale, che adopera le cifre, ofguve. P. Calcolo, J. 3 . (A) Litteralmente , Lit-te-ral-mén-te. Avv.Lo stesso che Letteralmente. /'. Mor. S. Greg. E cosi non sostengono d’essere intese litteralmente. Litterario , Lit-tc-rà-ri-o. lAdd.m.’] Lo stesso che Letterario .P.Red. leti. 2.3 i. Il mondo litterario ha questo obbligo a Virente.E 61. Mi rallegro dell’ onorato e litterario impiego a lei dato. Littehatissimo , Lit-te-ra-tis-si-mo. [Add. »».] superi, di Liberato t Lo stesso che Letteratissimo. F. ] Lai. literatissimus. Gr. è fri \iymt tùhnt^raroi. Bocc . Com. Doni. 1 7. Dante fuc litUvat.ssimo uomo, Red. Ins. 46. Fu più di lui accurato ec. Giovati Michele behr, citato nella Cammarologia del litteratissimo Sachs. Litterato, Lit-te-rà-to. Add. [e sm» Lo stesso che] Letterato. F. Bocc. tmv . 5 q. 7. A dimostrarci che noi e gli altri uomini idioti , e ^notì liberati, siamo ec. peggio che uomini morti. E Ftt. Doni. 2 j6‘ So- larnente a'Iittcrati avrebbe fatto utile. G * F. 8. 5 * 2. Eia semplice e non lifterato , e delle pompe del mondo non sì travagliava vòlen^ ticri. Dnnt. Fiu JSuov.- 3 i. Siccome in Grecia non volgari, ma lit- t e ritti poeti queste cose trattavano. E Conv. 64 « Conciossiacosaché molti siano più quelli cc. non litterati che littcrati , seguitasi non 11 e non - . - - -- _ mancò Arrigo Loifredi Vescovo di Capaccio, uomo litterato e zt~ latore ec. (Pe) Litteratore , Lit-te-ra-td-rc. Add. e sm. L'iterato^ professore di tei- tenitura. Liburn. Tre Font. Beri*. (Min) _ Litteratora , Lit-tc-ra-tù ra. [ re r» • » 1 Litteroma>*ia. * (è'ilol.) Lit*te-ro-ma*-m-a. of» Passione per la letteratura. (V. t/ianta.) (Van) Ljtteruto * Lit-te-nVto. Add. e sm. Lo stèsso che Letterato, r * Allegn 178* Pare: già divenuto Bacchettati, scrvigiale e liiterUta (Pr) che ti siano più (juclli cc. non litterati che litterati , seguitasi cn« avrchhono pieno lo suo comandamento, come il volgare da’litterati on litterati e inteso.» PuUav. Ist. Cotte. 2. 17. Ne molto di poi sm. Lo stesso che L ttcrista. F*Uden . 34 all* oriente del Lai. L II TO Luto. * (Zoo*.) Sm. ffi. G. Lai. lyctus. ( D» lycoo io lacero alla maniera de' lupi.). Genere d'insetti coleotteri, della sezione de tetrameri, e della famiglia de stlofagi, stabilito da Fall ico, i quali hanno per istinto di lacerare i legni■ Soli caratterizzati dalle loro antenne lunghe quanto la lesta ed il corsaletto , e dalle mascelle salienti. (Aq) (N) Litto. * (Gecg.) Antica città di Creta. (G) Littobale , Lit-to-rà-le. [Add. com. Lo stesso che ] Litorale, r. . 2 — (Zool ) Littovale dicesi quel genere di pesci che si dilettano de liti , che frequentano i liti del mare. Salvili. Opp. Pese. Pesci litorali’ e «lei genere littorale. (A) a _ Conchiglie littoralì : Nicchi marini che ognor si trovano vicino alle, piagge , e non mai nel pieno o profondo del mare. (Pi) 3 _ * (Mit.) 'Epiteto di Silvano in un monumento in cui egli appare Ct Tonato di edera , colle coma che forano la corona: è pral abile che sotto questa forma fòsse egli venerato sulla spiaggia del mure, (.ahi) Littorale. * (Grog.) Sm. Le spiagge o lidi di tutto un paese ; onde dicesi II Litorale d’Italia , di Spagna ec. (Fan) 2 — * Distretto del Ducato di Lucca.- Ungherese. Distretto annesso all' Ungheria , e che si estende lungo l' Adriatico solfo ili Quarneio. (G) .. . Littorano , Lit-to-rà-no. Add. e sm. Abitatore di terra intornio liabitator, incoia. Gr. irrix^vA, oly.r.T^p Doni. Par. g. 88. Di quella valle fu’io littoraiio.Ant.iW.-Littorano, cioè abitatore dell una delle piagge. Littore, Lit tó-re. [Add. e sm.) E. LMinistro de consoli, e d ah, e dignità, appresso i Domani [antichi■) Bai. Lctor. Gr. pafiòov^os. Tac. Dav. Anni <3. « 63 . U Senato ordinò i te due littori. 2 _ * E per simil. Famiglio , Sergente. Buon. Pier. 5. 3. 8. Onde ì seguaci e presti Littori accinti gli avvicinar prigioni./:,' Salviti.An- . Ti’tiorj **,„;<*U Ani Pn/loLti 4, come se uom dicesse legatori , dal legar la gente, (N) Lituania. * (Geog.} Li-tn-à-m-a. Sfi Lat. Lithavia. Paese d* Europa col titolo di Granducato , fra la Polonia propria , la Prussia , la Curlandia e la Russia , alla quale oggi quasi tutta appartiene , ed una piccola porzione alla Prussia. (G) Lituano , * Li-tu-à-no. Jdd. pr. m. Della Lituania. (B) Litoiti. (St. Nat.) Li-tu-ì-ti. Sm. pi. Spirule fossili , che tengono ’il luogo tra i TuboUti e le Orloceiotiti. (Dal gr. lithos pietra.) (Boss) Litumena. (Zool ) Li-tu-mè-ne. SJ\ E.G. Lat. lithuinena. (Da lithinos pietroso. ) Acme di un genere di animali della classe de’ Politrimi, i quali si distinguono per un tessuto pietroso intralciato , rigido . Renier. (Min) Lituo. (Arche.) Lì-tu-o.Ym. V.L. Bacchetta ritorta, usata dagli Auguri. Lat. litiius. Cor. lett. 2. gg. D* intorno Y insegne de’ pontefici antichi, degli auguri , e degli altri sacerdoti ; come Lituo, Patera, Se- Caspita, Albugalrro, e simili altri istrumenti ed ornamenti sacri.(A)( 13 ) Liv. M. 1. sì. L’indovino sì Yolse a sinistra colla testa coperta tenendo nella sua mano una croce pulita senza nodo la quale fu chiamata lituo. (N) 3 ■“• * Specie di tromba militare , il cui suono era acuto , e che serviva per la cavalleria. (Mit) Lituouiti. * (Zool ) Li-tu-o-iì-ti Sm.T. G. L.Lfit. lituoliti. (Dal lat. li- luus lituo, e dal gr. lithos pietra.) Genere di molluschi pietrificati , co^£ detti dalla fiorata di lituo che hanno , ed alla consistenza del loro inviluppo. 1 più moderni li chiamano Lituiti. (Aq) (Yan) Litura , Li-tù-ra. Sfi. E. L. Macchia nello scriverr ; e vale anche Scancellazione. Lat. litura. Castigl.Cnrlig. voi. 2.pag.iy4- (Edizione dP Class.J Avendo poi trovalo quel Dionisio tiranno come un libro tutto pieno dì mende e d’ onori , c più presto bisognoso d’ una uni- Yersal litura, che di mutazione o correzione alcuna. (A) (B) Litutci. * (Arche.) Li-tùr-gi. Jdd. e sm. pi. E. G. Lat. liturgi. (V. LIVELLATO Li wr essa . (Mus.) Ll-u-lés-sa. [Sf. pegg. di Liuto. Liuto) cattivo 'ÙnC^7ù,'. Fin vh.Er,:ol. 255 £«« significa qualche volta bene.c^ fatlorcssa , oc. *, e qualche volta male , come lìressa e liulessa , ima lira cattiva , un liuto non buono. Liutiere. (Ar. Mes.) Li-u-tiè-re. Jdd. e sm. Fabbricatone distru** . da arco e da pizzico. Tal nome , che significa Pallore di huU , rimasto per sineddoche a questa sorta di artisti , poiché alu il liuto era lo strumento più comune , e se rie fabbricava tu cuantità • — , Liutajo , sin. (L) fi Liuto. (Mus.) Li-ù-to. iSm.} Strumento introvato da un Francese zi __„ ,h T.aiM/T 7< »v» «»ir»/fn roti» 11 e^ casa 'Laul, da cui ricevette il nome. ant. di Lauto. Era motto o ne' secoli passati, ma sono ormai ad esso sostituite l'arpa e la chilar Era montato da ventiquattro corde, divise in dodici gruppi , sopra corpo tondato al di sotto , in forma di testuggine e somigli' al mandolino, il quale ti è il diminutivo. Il suo largo manico a va un riccio inverso. Otto delle sue corde poste al di Juon del ni'co si toccavano sempre vuote. — , Lento , sin. ) Lat. tcs 1 Gr. yjl.ui. (Ili ted. laute, in cclt. lauda o lauta, m isp. latta, frane, ludi, in ingl. Iute, ec. liuto.) Bocc. li,ir. 54. Dioneo pi un liuto, e la Fiammetta una vivola,.cominciarono soavemente danza a sonare. Dani. Infi 3 o. 49' ^ un f a ^° a guisa di 1 : llnrgh. Rip. 20. làuti d’avorio e d’ ebano , ai-picordi ec., e belili libri ec. d’intavolature da liuto.» E arci,. Ercol. 2. 296. Nel soe-e il liuto la mano sinistra, che si adopera in sul manico, in tocca» i tasti, cagiona il numero, e la destra che s’adopera intorno alla r in toccando la corde , cagiona 1 armonia. (N) a __Porla [o Metterla in) sul liuto o simitc=zPenare un pezzo a df a fare una cosa.Lai. cunctari, rem differrc, inorai» Irahere. Gì. art k s'ShJiiWtóimbavi Malm. 5 . 35 . Ovycr ch'io me la metta in sul liuto, O ti voglia t cl "' Poche in pastura. 1 — D Jìg. Cavito . Cassa. Buon. Tane. 5. 5. Credei del ve» 1 ' 1 sfondare ’l liuto. (V) 2 — (Marin.) Piccola barchetta. Lat. cymba. Gr.vvpPr ).(In cclt. huiilh giero, agile al corso, scorrevole. ) Morg. 14. 7i . E brigantin 1 cl , rovelle c marrani , Liuti, saellie , gonde spalmate. Cin/f. Cab 1 - 1 * 122. Liuti e sellili sull’acqua leggieri. 3 — (Chini.) Sorta di vaso de oh mici [antichi.) (Dal lat. barb che si trova negli A. M. in senso di vasc, e che il Bull, t trac " ,, cclt. lutei- del -medesimo senso. In lat. luteus di terra , ovvero c0 ", d’oro.) Rice tu Finr.qg. Del vetriolo si cava fi’olio) rubdìca' 0 .,ji nissimo; e polverizzato, emesso senza dilazione, acciocché non r‘1’ 1 *’ ' umido , in liuto a fuoco gagliardo di riverbero. f, Liutpeakdo , ’ Li-ut-pràn-do. JS. pr. in. I.o stesso che Luitprando- ( Dal celt. Itiailh agile, e branda bello. ) (B) 1 ^ Liuva , * Li-ù-va. (V. pi- m. (In cclt. Ih'-v governadore, signore^ Nome di due re da' Eistgoti. (()) , Livadia. * (Geog.) Li-và-dì-a. Sf. Parte della G, ecia. In sigio p' l> e steso comprendeva lutto il paese che gli antichi intendevano ff /iH Grecia propria, Arnja od Eliade-, ma la Livadia propriamente " 1 ^, corrisponde alle antiche contrade di Tessaglia , A carminio ,F jW p,p Focide, Beozia ed Attica. — Lai. Lebbadra! Città del [legno ài "e jt eia nella Livadia, sul fiume dello stesso nome. — Luco di L> val, JA. Topoiias. (G) b J( LrvARDA. (Marin.) Li vàr-da. Sf Corda di stoppa, intorno alla '/«"V avvolge tifilo per renderlo più eguale e più arrendevole. GL* 1 % ha corca e war dro sopra giro: Corda da sopra girarvi il lil%« Livella. (Ar Mes ) Li-vd-la. [Sf) Strumento col quale si troga a ’]e ( y u riscontra se le cose sieno nello stesso Diano: dm n„d,e si dice *■ sieno nello stesso piano; che anche si d‘ ce liturgia. )'Ministri in molle citi, della Grecia, il cui ufficio, come Livellabe , Li-Vel-là-re. [Alt.) Mettere o Aggiustar le erse al nitcìln tìo T ìtiny ., ni etc/t » Tinnirmi . - nm niiailn rii ni ' PUfi / Jpi ' e * flfìli . m • ..."_ r n. j _ •, »• ». . 1 " •’ - 11 '* SI guardo Lat. librila. quello de Littori presso i Romani, era quello di precedere colf in segue dilla podestà i magistrati, e legate i malfattori. (Aq) Liturgia. (Eecl.) Li lur-gi-a. Sf. / . G. Lai. liturgia. (Da leitos pubblico, ed eigon opera.) Studio de'sacri riti, Scienza che tratta deh f ecclesiastiche cerimonie, e propriamente i Riti sacri della Chi, sa; sebbene si adatta ancora ad operazioni che si facciano in pubblico , come appresso Platone ed Aristotile ; e con tal voce si spiega ancora Opera di guadagno illecito. Segner. Div. Mar.Sono noti i sublimis- s uu titoli che lidia liturgia le; diede S. Giacomo. Magai. Leti. Po- tele voi dubitare che in liturgia d’ Àbramo non s/a stata abrogata?(A) Litcrcica. (Chini.) Li-lùr-^i-cu. ÒJ. y. G.Lfli.lithnn*ica. (Da ìilhos pietra , e erge a opeia.) Arte di fare le pietic artificiali, o di esaminare la natura delle pietre. Dicesi anche Chimica liturgica. V. Chimica, §. 2. (Aq) Lm.-EGICAMEI.TE , Li-tur-gi-ca-indi te. Avv. In modo liturgico Per liturgia. Saiisav. Pted. Berg. (Min) Liturgico. , Li-tùr-gi-co. Add. m. Appartenente a liturgia. Goti Dif. Alf. Tose. Prcf. (A) Liturgista.* (Ecel ) Li-tur-gi-sta. Add. e sm. Lat. liturgista. (Da leitos pubblico , ed ergon opera. ) Persona istruita in tulle te cerimonie del culto di Dio. (Aq) Liturgo;* (Arche.) Li-tiu-go. Add. e sm. V. G. far. liturgus. (V. liturgista.) Così in Alene dicevoli Chi per condizione , talenti e ricchezze era tenuto ad esercitare impieghi per buie dello Stalo , e nelle urgetize ad equipaggiare vasi eli, ec. 1 suoi seivigi perciò Liturgie. (Aq) cjIC'sve. (Gr og.']L;-ù-:rn-, No m e di un lago e e/ un fiume nella Svcziaif) ijiiriAJeL (-rr.-M lv.) Li-u-tà-jo. Add. e sm. Eac-.tore diliult. Lo stesso che Liulitre. V. (A) (Nj i.ilTSERTo , * Li-ut-bcr-to. Nf pr. m. (Dal celt. luaith leggiero, pronto, spedito , e bertii Gl o. ) — R e de' Longobardi ftalj - di Cuniberto. (L) (\a:t) ° ’ J a Archipenzolare.) Lat. al simo piano , [Prendere il livello componere , ad bbellam esigere. — * Dare, Mettere a livello=C edere ad altri il dominio iibe^ u,ne iy dicevnnsi sarebbe e successore stabili, per lo pagamento di un annuo canone, solilo farsi in P e ’F,rìda.’ livellari! al loro diretto padrone. Beoti,. Leti, ftnm.y. l l(, o''fi Ediz. Clasc.J Potrebboiisi oltre a ciò queste rendite hccfcs<- c1 ' C -J favor di Roma, ottenendosi di poter di nuovo livellare le R iù livellate. (Br) Bemb. bit. 8. 2 5R A nessuno ho mai livellare (l'orloJ. pei* tanti anni ec. (N) 3 — JV. pass. Aggiustarsi al medesimo piano. Lat. ad lihellam , c jcl poni , ad libellam exigi. Gai. Sist . 4 21 ' L’acqua ec. , in proprio,peso e naturale inclinazione di livellarsi e librarsi» per se stessa con velocità indietro. Som;, nat, oso. 04 . Acc^^jv di mano in mano che l argento va livellandosi ec., ne vada do Y aria che vi si ritrova. / / 4 ”7 (Milit.) Nella fòrtìjirazione' vale Agniirifare il terrei ? piano sul quale si voglia fabbricare una fortezza o alzare qualunque j nell ari igliaia vale Aggiusta re i tiri. E . T ) i’O ** o livellalo. IY Jntatiii. Ordina , che usi ogni allcn/.ione 1,e ^ re , e nel livellare i cannoni, allineilo i tiri riescano con q< ,c * A ‘ cisione che e indispensabile per fare una buona difesa. (G 1 ’) f Livellalo. (Leg.) Li-vel-là-ri-o, {Add. iw.J Di livello, livello, lat. emphyteuticus. Gr. ìp.§VTtvT,KÓs. Borgh. Art»- V In parte se ne scoprirà agevulmente alcuna propria caga)» 0 > sarebbe ec. di beili livellar», o fitti perpetui. . ,, . tó i T' 3 " — [hd inforza di sm. parlando di persona. Chi gode beni a) 1 -fj gando un censo; altrimenti) Censuario. Lat. cmpliytuita. y 1 ' ^i 1 ' 1 -roThs. Bergli. E esc. Fior. Su. Sotto tutti questi nomi si ^V'i uiuifferentcìncntc chiamali ec. quelli ancora i quali, per ! , c ,)i >| pagavano o annua prestazione, ch’e’dicevano comimctncnle u :fci perpetuo, che ordinarìainctite livellai-ài c cm-uai ii si 1"" : iF“ -lato , Li-vel-la-to./^i/rV.i;;. da Liveiiare. Messe al niedes> m0 i Li LIVELLATOLO fibellam compositus , cxactus. Tue, Do». Ann. 12. i 58 . Fu lito al T l T a ^' ac< l l ’ a ’ e scoperto 1’ errore dello spiano non livel- L1VIDURA 35 m.i "'l ^ ou d°- Gal. Sìst. 5 . Conterrebbero sicuramente angoli retti cadendo esso filo “ e " livellato. a piombo. Wllamice avELLAziosE. (Mere, e Geom.) ^vetture .— . Livellamento 4 — E n. pass.l Esser moribondo, Essere all’ultimo, Essere in sul morire.] yit.SS.Pad.2. 32 . Vedendolo l’abate Pemcn liverarsi, disse.»/:' 2. 23 /S‘. tìl. Come andava a vedere seppellire li morti, e confortare quelli che si liveravano. E ivi: Molte volte vici lava quelli che si li veravano , e confortavagli nella battaglia della morte. Cavale. lìspos.Stmb. 2. 1 3 g. S. Gregorio nel Dialogo commenda un prete, il quale Iterandosi ec. [ li lat. ha : ad estrema deductus.) (P. Z.) 5 — [N. or.!.] Finire. iVov. ant. 20. 5 . Ancor non era livero di dar 1’ acqua , la qual si dava , quando il conte n’ andò co’ maestri. Liverpui..* (Geog.) Li-ver-pùl. /.nt.Liverpalus. Città dInghilterra nella contea di Lancaslro, sul mire d’ Irlanda.— della Nuova Scozia .— Città e fiume della Nuova Olanda. (G) Livertizio. (Bot.) Li-ver-ti-zio. [V/n.] Sorta di pianta salvatica, detta altrimenti [e più comunemente ] Ruvistico. [ Lat. ligustrum volgare.] (Dal celt. li erba, e werth, lo stesso che gwerth prezzo: Erba preziosa.) Cr.6. 5 y. 1. L’umido, cioè ruvistico, ovvero livertizio, lo quale fa fiori , i quali per la loro secchezza si conservano lunghissimameute iu loro virtute. Li-vel-la-trì-ce. Verb. fi di Livellare. V. dì re". ( 0 ) Livi.* Jvv. locale. V. contaci, usato per lo più coll' agg. di Ritta. V. ieom.) Li-vcl-la-ziò-ne. Sf. L' operazione del Liviritta. (A) Li via,* Lì-vi-a .N. pr.fi. Lat. Livia. (Val colorita, dal celt. Ili :vio co- ovvero governadrice, dal celt. llf iv governatore.) — Drusilla ed essendo il pavimento ben piano e il G f l s 'o n ’ Livellare , (. Cj. ] Sagg. nat, csp. 2^7. Credette Veli c * 0 ’ ' l " 1 quando in cima d’ una torre fosse una colubrina li- ] __ a a ec -> * u ^' questi tiri si spedirebbono in tempi uguali tra loro. Son a ii V( b°- E. Livellare, §. 2. Brino. Leti. t. 7. p. i2g. Cref Utl1 f ^ ei1 ' 11 ' c t lc si riscuotono di possessioni livellate nell’isola di Ve U '' e son buoni denari. E ivi : Ottenendosi di poter di nuovo li- j, ( j :U * e possessioni già livellate. (Br) Bernb. Leti. 1. 12. 273. Non .... a guardar quello cc. o se n’è tratto per addietro quando esso Cter- «a livellato. (N) q r A T, OJO - (Al*. Mcs.) Li-vel-la-tó jo.iS’m. Strumento proprio apori'e Livet ° 1 P ezzi JelC orinolo. (A) Li-ytl-lii-tó-rc. Ferb. m. di Livellare. Che dà a livello. Sf. & operazione del , Betnb. Liti. 3 . if. 382. Ti dicesse, , 0 * OSse hi livellazion delle acque ec. nella qual livclhv/.iou fu a P° ua ducali 100 a chi non voglia quelli livelli cc. (A) (N) n fenuini di livellazione dìconsi i Due punti proposti da livellare. ^ ^H’d, q • (Mecc. c Geom.) Li-vèl-lo.[A/n.] Piano orizzontale, f.ut. planimi. L fifi' nat. t‘sp. 26. Dove arrivato, col suo livello dopo alcuni libramenti •cinterà. Buon.Fier. 3 . 5 . 2. Sopra il livel dell’acqua Lo conficcò. s . ’ —* Andare , Essere o Stare a livello o di livello = Essere allo es so piano. V. Andare a livello. (A) ~ [£ A livello, posto avveri.— A piano, Equidistante dai pia- 0 fieli' orizzonte.] V- A livello. . 1 -^-[Ed inforza di prep .] Serd.Slorfi. 1 26.Con minori pezzi, acconta’nostri a livello dell’acqua, furono messi in fondo molti navilii. Je 1 7-* Battute di livello, dwonsi Le diverse altezze a cui si tengono ' fipi delle biffe ad ogni osservazione del cannocchiale o della visuale , ’t! pilotare. (A) «e ^ c f >0 Censo che .si paga al padrone diretto de beni stabili da chi H frutto. Lat. canon , canon emphyteulicus. Gr. xolvojv, xa- fa , tf *$ v 'rivTt)iós. (Dal celt. leve rendita di case o di terre. In frane. Accolta. ) ». Giord. Preti. /É.N011 pagano V annuo e pattuito P°- Alleg, 86. Egli partecipa delle male qualità di noialtrimon- 1 a ssai più che’l suo , c’ha nel ciei casa a livello. 3 Onde Dare a livello = Concedere cc. F. Dare a livcllo.(A) ji.** Tenere a livello = Possedere con titolo di livello. F .Tenere 'Vello. (A) e ^ ‘ * Dicesi anche per dinotare lo stesso Contratto d'enfiteusi, P nc he la Possessione goduta a quel titolo. Segner.Penit. instr. dan° ^ fì ,ie ‘ Se avete tagliato alberi fruttiferi , o in altra maniera i p»*Ì^S* a ti quei beni, de'quali avete solamente 1’usofrutto, come sono * ttl c livelli. (P) r? * 5 — 1 * In alcuni luoghi et Italia vaie Assegnamento che si fac- 3 ^ a taluno su'beni che si lasciano in proprietà ad altri. (N) AAr.Mcs.) Livello o meglio Livella chiamasi Quello strumento con riti Sl ^! U€ Ha ì cioè si determina una linea retta , od una superficie pia - f h'c ( ] ìlzZo,ìta l < ^ parallela alla superficie, dell'acqua stagnante perpen - e ^ late ad un filo a piombo. Diversa è la costruzione , la forma, l’ ttso r. o f 0tne de’livelli. Se ne costruiscono a semicircolo il cui diametro pel Zzonta le quando il filo a piombo , sospeso alta metà dell'arco^ passa Pi(int ntr ° ’ alr * si fanno d' un semplice regolo , alla cui metà se ne n pd l j lfì altro, con una linea fi ciuciale , corrispondente ad un filo Piami ° 1 allorché il regolo è orizzontale. Simili livelli col filo a vieni ° 5n,t0 comuni ai muratori , falegnami ec. essendo essi siijfi- H esatti. Si assettano talvolta sopra un piede c si guernisce Paossi ?■ 01lzZo,ìt( d e dì traguardi per farne un' alidada , colla quale r ' s cono e ^ m e un terre,ì0t Ma gli agrimensori e gl' idraulici prefe- m a t ° l f Livello ad acqua o.a bolla d’aria. Quando sì cerca uttestre- que, } p^i s ' one n *lle più diligenti Livellazioni , sia pel corso delle ac - v € ^ ccquidotti , sia per costruire nuovi canali , indicare le cur~ ^doE/n^ 1 * 0 / l, y ( -do o di maggior pendio nelle carte topografiche ec. si no>. Fr.Iac.Cess. Che vivo fece scorticare un giudice non giusto , il quale per odio e per lividezza d’animo avea condannato ingiustamente un suo nimico. 4 — * (Cliii.) Lividezze: Ecchimosi allungale e sottili, simili a quelle prodotte dulia flagellazione, che si osservano in seguito della dilatazione o dilla compressone di qualche parte del corpo , o dopo alcune. contusioni , come eziandio nei corso di varie malattie , ed in particolare delta scorbuto. L ,t. ribices.— Quella parte , che presenta parecchie di siffatte ecchimosi , si dice comunemente Vergala. (Vali) Livi do., Lj-vi-do. Sm. Lividore. Red. Ins. 58 . Que’piccino grossi, che eran morti , non aveano enfiato nè livido veruno nel luogo delle finte. » È Bandoli. P* *. nov. 35 .-Veduta la moglie , che , per nascondere i lividi del volto, si era carca di biacca. (Min) Livido Add.m. Che ha lividezza $ [e dicesi di un colore che partecipa del nero e del rosso. Detto anche Allividito, ed ant. Lividoso.l Lat. lividus. Gr. rfsXihós.fioco. Intr. 6. S’incominciò la qualità della predetta infermità a permutare in macchie nere o livide. E nov.y 3 .ao.lL nell’un de’canti la donria scapigliata, stracciata, tutta livida e rotta nel viso. Serd. Stor.16.628. Trasportati in diverse parti dal gonfiato e spumante mare , e, oltre a questo , lividi per le percosse delle casse ec., finalmente mezzi morti posero il piè nell’asciutto. Berti. Ori. i.fi. 7. Sangue l’un l’altro non si pon cavare, Ma livide lo carni e nere fanno. 2 — Per simil. Clic ha colore di lividezza. Dant. Itf. 3 .g 8 . Quinci fur quote le lanose gote Al nocchier della livida palude. A’ aS.tf^.Cosiparea, venendo verso l’epe Degli aliti due, un serpentello acceso, Livido e nero come gran di pepe. E Purg.ià. g. Col livido color della petraia. Lividore, Li-vi-dó-rc. [ r . f * v »- • -y n S c » Terminare. (In celt. Xlwyrìiau esaurire.) Farcii. Ercol. line. 180. Lia, la quale significa la vita attiva , aveva gli occhi u- 74 ’ E a ancat; ...-i .c.fi. —1: • l / ^ - - • - _p r ^ .d.» . ma era feconda. (Vi er aria logorare, questi cotali si suol dire : egli è bene spedirla , finirla, venirne a capo, toccare una parola della fine. (N) (IlaTp^ UI T e 5 ^' )nsul narc. Lat. consumare. Gr. òcc-rotvàv , àva.\ltTx.itv. Aerati sass * ac t 1 totalmente , tutto , c da wear, in sass. 0 r asca °?? rare 5 consumare. ) Luig. Pule. Ree. 8. E io pur suono, V( di di glU 13 hl ina, E volumi livcrando la persona. » Br. Gioi i/. g2. P a Rwe guasta il mondo , e liyeralo , e «ggclo. ( v ) sposi , lividosi , e non chiari , ma era feconda. (V) Lividume , Li-vi-dù-me. Sm. Macchie di color livido. Fortiq. rim.cap, 3 . E se i disgusti fosscr lividume , Avviano i Papi la pelle più nera, Che se fosse coperta di bitume. E Rice. Torbida, oscura, e gliocchi suoi contorna Un lividume , che di quel c’ ha in petto Odio e ran- cor cc. È segno. (A) (B) Lividura , Li-vi-dù-ra. [Àfi Lo stesso che Lividezza,) Lividore. T. Cr. alla v. Maschenzzo. i3oVos. Rett. Tuli. Per non essere obeso da alcun livore d’invidia. Vani. Purg.14. $4 'Che se veduto avessi uom farsi lieto, Visto m’avresti di livore sparso. E Par.-j.65. La divina bontà , che da sè speme Ogni livore, ardendo in sè sfavilla. » Ruoti. Fier. 5. 4> 1 • Q ua l per livore e qual per vii lentezza. E Salvin. Annot. ivi : Livore , cioè invidia , dal lividore , e dal colore piombato degl’ invidi e degli astiosi. (N) 4 — Mal disiderio. Maestruzz. 1. 78. E questo è lecito di fare per Fa- more della giustizia , ma non pcr livore di vendetta. Livornese , * Li-vor-né-se. Add. pr. com. Di Livorno. (B) Livorni** a , * Li-vor-nì-na. Sf. Csomc che nell' usodassi a quella specie di Salvacondotto o Carta di sicurezza , che si concede in Livorno a quegli stranieri che , costretti ad esiliarsi da' proprii paesi per debili 3 quivi rìfuggonsi ; e ciò in virtù di una legge emanata nell'anno i5g‘ó da Ferdinando I. Granduca di Toscana. (Van) Livornino , Li-vor-nì-no. Sm. Specie dì moneta toscana d'argento di giuliì nove. Magai. Leti. fam. 1. 4 3 La prima (cioè pezza da olioJ furono i livornini di giulii nove ec. (À) (N) Livorno. * (Geog.) Li-vór-no. Lat. Liburnus , Portus Herculis Labro- nis , Libuinicus Portus , Castrimi Liburni. Città del Grntulucato di J'oscaria, nella provincia pisana, sul Mediterraneo . — Piccola città del Piemonte nella provincia di Fercelii. (G) Livorosamente, Li-vo ro-sa-mcn te. Avv,Con livore,{Con invidia.} Lat. invide. Gr-ipSc^**. Salvia. Disc. 2. 3p5.Se uno adunque non calunniosamente, non livorosamente imprenda a compor satire ec., obbligherà in estremo Poni versale. Ljvoroso, Li-vo-ró-so. {Add. m.} Che ha livore, Invidioso. Lat.inyuhis. Gr. §&Qvtpo$, Salvin. Disc . 2. 36. Si aggiunga a questo cc. P essere beifardo , o mala lingua , livoroso c maligno, presto a levarsi in collera , e a dir male di chicchessia. LivnA. {Sf. V. A. V. e dC ] Lira. Sorta di moneta. Lat. libra num- maiia. ‘Gr. >./rpa. JSov. antSò.1 .lo ti fornirò lo studio, e tu mi’m- prometti che tu mi darai mille livre al primo piato che tu vincerai. Livradbse.* (Geog.) Li-vra-dc-se. Sm. Antico piccolo paese di Francia , nella Bassa-Alvergna , avente Ambert per capitale. (G) Livrare , Li-vrà-re. {Alt. F. A. Lo stesso che ] I.iverare. F\ a Consegnare. Star. Bari. 6g. Sarebbe diritto ch’io ti facessi morire di mala morte.... ma io ti livrcrò e dannerò, se tu non fai mia volontà, (V) 3 iV. pass. Logorarsi, Consumarsi; [o piuttosto nel signif. di Live- rare, 4* F.} Fit. SS. Pati. 1. 127. Gli fu revelato da Dio, che «no di quelli frati si livrava , e per certo dovea morire. Livrea , Li-vrc-a. [8f.} Assisa , e Colore di vestimenti di più persone in una slessa maniera [c oggi Abito diservidore .—, Libica, sin,}Lat. vestitus consimili*, vestis polymUa. Gr. itoXvpiTQv. ( È detta tuttora libica dal volgo de Napolitani e dagli Spagli,, e livrèe da* Erano, Libica e livree son poi dal celi, lifrai o lijrae che vagliono il medesimo, e che vengono da lif o liv colore, c'rhai molti: Colo* re di molti,) Borgh f Arni. Fam. 87. Variando tanto la livrea , che comunemente si piglia da’ colori delP arme ec. , ancorché , come io sento , alcune famiglie delle nostre hanno usati diversi i colori delle livree , clic neToro arnesi di casa, e in sopravveste c in iscudi si riteneva, da qup dell’arme. >j Salvia. Annot. F. B. 2. 4> i5. Livrea, come altri osservò , è veste liberata , cioè consegnata , data. (N) 2 Foggia, [ F~, A. ] Agn. Pand. 3. Con frastagli , livree e frange addobbati , tutti corrono a fare cerchio all'uscio di chi è prodigo. 3 — Comparsa, [Appariscenza. F. A,] Fir. Triti, pivi, Se voi volete delle feste, delle livree , delle canzone, delle commedie testé di carnovale , guadagnatele tutto P anno con gli sguardi, ec. 4 — Quartiere, Abitazione, Palazzo. {F. A.} Lai, domus, aedei», Gr, LO bZgot. ( Dal celti li re , c Ire abitazione, fortezza, ed anche città • Fortezza , Abitazione del re.) Pecor. 3. 1. Avvenne che, giugnendo in Vignone, smontarono a uno albergo che era presso a una livrea di questo Cardinale. G. F. 10. 201. 1. Fece segnare tutte le livreCj dove dovessono abitare tutti gli altri Cardinali. (Cosi il Testo Dav. i lo stampalo ha palagi.) M. F. 4. & 7. Facevano nella città a’ loro scudieri rapire giovani donne a’ loro mariti manifestamente , c senza vergogna le teneano palesi nelle loro livree. Fr. Giord. Pred. & Avea la casa in vicinanza della livrea del Re. 5 — [A livrea , posto avverò ., col v. Vestire o simili = Festirsi moli* in una stessa maniera .] F. A livrea, Livriero , * Li-vriè-ro. Add, e sm. F* e di' Levriero. (In brett. levreU in frane, levrieri) (Van) Livro.* Sm. F . A . F. e dC Libro. Fr: Baiò • 55. *5.Qui Claude Sette maniere d’ingrato esto livro. (V) Lixa.* (Geog ) Antica città dell'Africa nella Mauritania Tingitana.lfi) Libiti.* (Geog.) Li-xì-ti. Popoli Nomadi della Libia . (G) Lixuri.* (Geog.) Li-xù-ri. Città dell' Isola di Cefatonia. (G) Lizama ,* Li-zà-ni-a. ]V,pr.m.(Yà le in gr.scherzcvole. da lizo io schei''' zo. Nella stessa lingua lyzo io singhiozzo. In ebr. latzon derisione > superbia.) — Re di Catcide nell' Eubea. (Mit) Lizio , * Lì-zi-o. N. pr. m. ( V. Lizania.) — Cretese , padre d ’ Eon&i dalla quale Minosse ebbe Licasto, — Soprannome di Idomeneo , Litio ov' era nato. (Mit) Lizza , Lìz-za. [ Sf. Luogo circondato di tela, di pali o di tavole , tra il quale si facevano gli abbattimenti, le giostre , i tornei ed og ,li altro armeggio. E la lizza era quadra, con due porte ai due lati op‘ posti chiuse da sbarre , le quali non si levavano se non quando i col* 1 ' battenti *èrano per entrare S fuori della lizza , ed accanto alle sbaft^ alzavansi i padiglioni , entro 1 quali i combattenti venivano armati tldl 0, ° «r«4/ferf.](/ / iChiusa.)(Dallo spagn.//za che vale il medesimo,e che v* cl1 dal celt. licz di cguaì senso. In frane, dicesi Re , in ingl. list.) M ^ peradore, Lo ’utendimento ec,] fìocc. nov. 1. 1 . Ciascciìnna cosa» a quale l’uomo fa , dallo ammirabile e santo nome di colui , il q ,ia \ di tutte fu fattore, le dea principio.» E g. 3. n. 7. A ve van lo i nll ° conte pec falsa suspicione accusato , c con tcstiraonii non veri co»' dotto a dover morire. (Ciu) , ■ 3 — Usato appresso i più antichi molle volte anche dinanzi n tu u nomi ( senza veruna distinzione ; [.sebbene i più regolali, e il Bocci 10 ciò stesso nel Deeamerone , eù/aro cura a dismettere 'colai riprov 0 ,. modo di scrivere e di parlare.] Gr. S. Gir. io. Lo decimo grado ^ questa santa iscala si è confessione. E appivsso : E in un altro luOo dice nel Vangelio lo nostro Signore : ec. E appresso i Lo cane cll _ mangia la carogna, e poscia la Jromica. Dani. Par. ,, 33. Quasi ad*" mante che lo Sol ferisse.» Petr. p. i. canz. 2d.La.ss0 cosi m’c scot ^ Lo mio dolce soccorso. E p. 1. 6if. E più colei lo cui bel viso ado 1 * no Di ben far co’ suoi esempi m’innamora. (Gin) , • 4 .— Dietro alla preposizione Per , par che. da più regolati scritto ^ si adoperi Lo , anzi che II. fìocc, nov, 36- fo.Talvolta per lo gt a ', din riguardava, se alcuna cosa nera vedesse venir d’ alcuna parte- 41, 1. Per quella potete comprendere non solamente il felice pcr lo quale a ragionare incominciamo, ma ec. Dant. Purg. g. 6°’ come senza cura Yidcmi il Duca mio , su per lo brdzo Si mosse» ®/ Gr, S. Gir. g. Ci La altra piggior cosa , che l’ uomo priega m per lo danno del suo nemico. Pelr.canz-tfó. 5. L’ acque Per lo 1,1,1 avean pace, e per lj fiumi. " p . i0 5 — Talora si trova frapposto tra 7 sust e V add. , ovvero tra ’l fl e'I nqme di dignità e di grado. JSov. api. 24, 1. Messcr lo dor Federigo avea due grandissimi savii. E gg. 1. Trovandosi siano ) con madpnna Isotta , le contava cc. di Membruto Io n eI Cui egli uccise. e 6 —* Talvolta, si distaccò dall’ infinito, eh’è posta a guisa di noP> f < pi si trapose alouna particeli.!, fìemb. A srl. Iib. 1, Né manca uli l alle lagrime , per lo bene aver fatto lagrimando degli occhi due t tane. (Gin) . . o —* Per Ogni, Ciascuno e simili. JSov. Ani. 65. Messere, 1» 1 LO LOBARE mostra nepote per moglie, credendomi d’avere 110 , e non più. (Cioè, ogni anno.) (Cip) ® "*** T’n/i/.i • /« - ’ Lo di lei un figliuolo l’an- i— Ve-ioe, ogni anno.) (.Un) Jaluni lo usano anche innanzi alla lettera Z, dicendo Lo zelo, zoppo ec .. ma l' orecchio moderno e la pratica, madre della lin~ Sar'' ^' Ur °h e ,,n .S^‘ ano altrimenti Face. Ortngr. Bollar, Art. Dis.2. • a stato A a:in ; tutto il rovescio di Giovan Viani pittor bolognese, 9 Zan °tti scrive ec. (P) ,. taluni lo usano innanzi a Che invece di II , ma questo è da P":fermi. Face. Ortog. (P) ioni,me di maschio , [ che vale Lui , Quello , owero Ciò , Qne- '!/«*»*« non meno a pers ile che a cosa, e] si usa nel quarto d ur le ^ P ,lrn0 numero. [Lai. illum , illud.] lìnee, noe. 4 1 - 2 - Se R ,a eosa sola non lo avesse la fortuna fatto dolente.» Bocc. g. 4- fióte l * Rossiglione, udendo questo , pensò il tempo esser venuto di dissi ° ucc ^ ere > ®d avendolo per buono spazio atteso, venir lo vide non i rri ' lla con due famigliari appresso. (Cin) Car. Leti. 1. 2 1. Ora Co„ s ° avcil do fatto a bocca , la prego per questa si degni ec. Red. il j a j* 7- < 99 .E se anco lo puole tralasciare, può tralasciarlo. [Cioè, 3 7 Lo. p t sto •FAllora imo . —“ Sl pose per ornamento *7- Il ' ” ' anziché per signficnnza. Bocc, Ticc * ,/ ‘ 11 ro ^ or pensò di doverlo senza troppo indugio farlo im- CZ L ei ' J» .» Pass. <35. Il quale capitolosponendolo santo Ain- Utili ° CC " OO Red.Cons. 1. 233. Ed il lungo uso di essa lo crederci 3 Sol ®° per questo signore. (N) il ’ sE per enfasi, ancorché segua il susiant. di cui egli sarebbe non ho ancora trovalo, benché oggidì sia in uso , non so per cui autorità.) (V) [Ma in un codice antichissimo della Rarberma , v ha una lezione che emenda questa luogo così : . . Pensando che tanto lo amava , s’ella vi fosse su ! a‘? ) (P. Z.) Bilie. Rag. Voi pure [accademici) con venerazione la riguardate e ne siete ambiziosi vagheggiatori; ed è ben giusto che lo siate anche più. (P) Cncch.Disc. e. 16. È veramente inutile ec. ma nou lo è già la mirabile facoltà cc. E log. E benché io sappia clic fosse costume anticamente e che ancor io sia cc. E 2. 219. Dovrebbe essere ec. come realmente lo è nei detti migliori manoscritti. Alligai, lelt. finn. 1. 82. Capace di formare uno stile, e in quello di riuscir maraviglioso al pari eli quello che lo sono stati quegli altri ne’loro. Gozz. Osserv. ( Bibl. Enc. It. 16. 6.) Quel Simone di jeri non è più oggi , e quel Giovanni d’ oggi non lo sarà domani. E pag. 36 . C. Di là Divizio era montone , coni’ egli c qui nell’ isola di Circe, M. E perchè se io lo era non mel dicevi tu? Alf. Misog. Prosa 3 . Innocente e candido c retto , quanto mai Io sia stato e possa essere alcun re della terra. E Prosa /j. Mi pregio infatti di esserlo e d’ inclinazione e di nascita. E Prosa 5 . Quello che tu sci stato in Francia di nome , io lo sono stato di fatti. E Virgin: 1.3. Ma servi a mille a mille, Purché noi sia Vir- *>ull ( de. [Sii. SS. Pad. 2 . 254. Non mi pativa lo cuore di dare .. anzi mi pareva trarlo di bocca a’miei figliuoli ciò ch’io dessi.(V) ‘ Usa avanti le particelle Mi , Ti, Si , Ci , Vi. liocc. nov,6g. p (u , ra che io m’accorgo che altri comincia ad avvedersene , non è Ji d a celarloti. E nov. 7 8. 6. Lui fece ricoverare in quella cassa che avea , e serrollovi entro. E nov. gì. 3. Se più mi d' addosso m’inge- 4. ij8. Dilloci , tu ne fai senza fine maravigliare. Stimossi che ’1 Papa seutisse , e per lo meno male lo 5 il cernitoti. E sfitti? 1 * 0 detto P avea > e serrollovi entro. "lasse ec., dolendomene loro , di lcvarlomi ilS^é. 0 ; 27 - to scrive dopo alle particelle Me , Te , Se , Ce, Ve. Rocc.nov. ^Itoselo chiamare , gravici inamente e con mal viso il riprese, .co/*/-/ Acciocché quello, che a me par di fare, conosciate, ec. 11°^ parole ve lo intendo di dimostrare. E nov. ig. s5.Sc egli e disdicevolc, diccelo come tu le guadagnasti. E nov.28.5ihlc.s- mi s * Iddio m’ avesse dato marito , o non me lo avesse dato.forse che r fe . e agevole co’ vostri ammaestramenti d’ entrare nel cammino qu e ]j *fonato m* avete. E nov, 65- 20. Mi posi in cuore di darti rf/j e tu andavi cercando , e dieditelo. a particella Ne talora si prepone e talora no p etcìJ a *3. Il quale affermava 8 0 si prepone e talora si pospone. Bocc. , — . .-/a , quella solersi usare per lo Veglio Pararli 01da 7 lla , quando alcun voleva , dormendo , mandare nel suo di pi(, S0 ’ °. trarlone. E nov. 3 i. 2. Il padre ec. poca cura si dava ò\j' piantarla, nè a lei onesta cosa pareva il ricliiedcrnelo.» Vii. , tiriti l 0 Oc *' *' i ~‘~' Risptwscro , die questo non poteva essere, c che ’ * y, lle consigliavano. (V) al pr n , alv °f ta si distaccò dal verbo da cui dipende e si congiunse dit)ai lz ;°" !e : Remi. Asci. I. 3 . etmz. Ed or mel par veder eli’ a voi *'•* ji , V °E superbo e dica. ( Cioè, mi par vederlo.) (Cin) ^riderai ° disporlo da un verbo ad un altro. Soder. Coll. Lo a * Wl, per appunto , dividendolo con un colti Ilo taglientissimo fino don g, 1,0 > ° al calcio , non lo Unendo di .fendere allatto. ( Cioè, 0 d*. sfendei lo ) (Gin) O , „• "“° si deljbe uggitigliele a vnrii verbi accozzali in un perio- ’ior. } darlo al primo e poi sottintenderlo per gli altri. Segr. AgÌ^" n " > n vers. 3. 5. Accarezzalo , stima , e riveiisci. (Cin) “toc. f auto a /l e ucci de’ verbi gli scorciò talora di alcune lettere. n * pesce **• E quando ebbe fatto questo, arrostì l’altro rimanente i ;i !C s e s aloggiarolo sì che bastasse foro tanto che giugnessero iu a de’ Medi, e portando seco pt'llo cammino. ( C’osi i che r ’ff'Anchc m’hai detto che lo regno di cielo è la maggior >. at ° per n " 1 ° m ° c la femmina possa avere, e baimi mostrato e pro- 0l 'felo 0 10 belle e aperte ragioni. Lasc. Rim. p. 1. stai. 102. E piente a a "d 10 Aspetto questa cosa indiavolata. Dav.Colt. E tu il ,, alo taglieralo rasente il ceppo , c con tutto il paniere por. ■ * G, • ’ Ssa ordinata. CC.m' 1 do n In •nto ri s Ufi "fciiio ordinata. (Cin) d f'* ,t con ° l se S n * de' casi ed alle preposizioni suole raddoppiare r/*.,-. s r n ° nte ì pur qualche volta la ritenne semplice per comoda lu , Par.1t.P0i clic ciascuno fu tornato nc lo l’unto del / U'u'to K ' a . v ? n ^ s'era, Fcrmossi, come a cantlcllicr emiciclo.(Cin) !^< non siamo, noi tutt 8 „ Q ie c °sU 1 i teiIIClll , C di Ciisl ° ? G ‘ S V sial ”°' [ J ' U \en fu , che compagno alla sui. ' le seguitasse , non fu miracolo , ^ yo1er p al . c Con,.* Slr " le E'i fosse Publio. Segue r. P> ed - ?.. SOI1 o. (P) Vii. «.L'ette k b m. lc ?ual i pajono liberali e non .sojio. y ) . . ^ fosse rì **ad C *°otane q » 1 1 ,2 g d l es seic riìi^iv :?* 0 0 ’ c<1m c non. è principalmente tia ricor IH. dn ^ C[l Uisto ì'rl 1 ’ 1 ^ 0 l 'elf* passione , jx-nsando die tanto lo è * accosta Jorsc al senso di Tale ,' che nel 3oo psola uniloculare che apresi in tre vulve e che contiene molti semi.(JS) Loasee.* (Bof.) Lo-a-sé-e. Sf. pi. Lat. itoaseac. famiglia df pituite a stami periglili , tutte erbacee } ramose, con peli la cui puntura e scottante, e con foglie alterne o opposte. Hanno per caratteri : il calice di un pezzo tuboloso, divìso in cinque parli , la corolla di cinque petali, attaccàti all’ orificio del calice,ed alternanti colle divisioni di esso, ed il frutto capsolare uniloculare con tre trqfospenni longitudinali , che. sì apre in cima in ti e valva-incomplete , e rinchiude molti semi.(fi) Lobare. * (Anat.) Lo-hà-fe. Add. m. Dì lobo. —. Lobulare, - sin. Lat. lobarie. Chaussier chiama Appendice lohare il Lobulo del nervo vago. — Arterie lobari diconsi quelle degli emisferi dei rii ycilo ; ditesi Lobarc autcrioic, V Arteria del corpo calloso > Lòbare media, l'Ar- 138 IOÌJAKJA l’arteria cerebrale poste- terra cerebrale media } Lutare posteriore riore. (A. O.) Lobaria. * (Bot.) Lo-bà-ri-a. Sf F. G. Lai. lobaria. ( Da lobos lobo.) Genere di piante crittogame della famiglia delle alghe; così denominate , perchè hanno i margini divisi in seni più o meno profondi. (A(j) Lobato. (Bot.) Lo-bà-to. Add. m. Aggottilo delle foglie che sono divise, o incavate in seni profondi e distinti. — , Lobulato, Lobolato, sin. Lai. lobatus. (A) (A. O.) Loi'A[-. * (Geog.) Lo-bà-u. Isola fornitila dal Danubio, a nove miglia da Vienna. — Città degli .Stali Prussiani nella Prussia Orientale. — della Sassonia nel Caccio di Lusazia. (G) Lenii IA. * (Bot.) Lo-bè-li-a. Sf. Genere di piante della classe pentan- dria mcr.oginia , tipo della famiglia delle laici ite , così denominalo da Plunder in onore di Lobeì. Il carattere del genere è il calice a cinque denti , la corolla irregolare bilabiata col lembo cinquejido , le antere barbate riunite in cilindro e la capsola a due cellette col tramezzo placentifero ne' due lati. Una delle sue specie è usala in medicina come febbrifuga ed antivenerea ; si rinviene ne' boschi umidi dell’America settentrionale ; la sua radice tramanda un odore vt- roso ; ha sapore ocre, nauseoso, che si avvicina a quello del tabacco e che lascia nella bocca una certa impressione durevole. Lai. lobelia syphilitica. (Van) (N) Lobeliee.* (Bot.) Lo-be-li-è-e. Sfpl. Lat. lobelirae. Famiglia di piante erbacee, fondata da Jussieu con un genere di Campnnulacee, e caratterizzata dalla corolla irregolare tagliata longitudinalmente da un lato , gli stami riuniti dalle antere e da una capsola a due cellette e con molti semi che si apre in cima in due valve. (N) Lobetani. * (Grog.) Lo-be-tà-ni. Antichi popoli delta Spagna citeriore, tra i Cehiberi e gli Editarti, nella parte orientale dell odierna Nuova Castig/ia. (G) Lobeto. * (Geog.) Lo-bè-to. Lai. Lobetum. Antica città della Spagna, capitale de’ Lobetani ; oggità è Rcqoena [nella ISuova Castiglia. (G) Lobetto. (Anat.) Lo-bét-to. Sm. dim. di Lobo. Piccolo lobo. (A) Lobna. * (Grog.) Lò-bna, Lebna. Antica città della Palestina nella tribù di Giuda. (G) Lobni , * Lò brìi. AV. pr. m. Lo stesso che Lebana. V. Lat. Lobni. (In ebr. labari bianco , lebana luna , c lebona incenso.) (B) Lobnone, * Lo-bnó-ne. N. pr. m. (V. Lobni. In ar. labirinti amante del latte.) — Argivo, autore di un' opera sopra i poeti. (Mit) Lobo. (Anat.) I,ò-bo. [Am. Porzione rotonda e prominente di qualsivoglia organo, ma principalmente di certi visceri, quali sono il fégato, il polmone , il cervello .] Lat. lobus. Gr. XofSo’s. Fr. Giord. Pred. R. Osservano quante fibre o lobi avesse il fegato della berbire, o quanti ne avesse il polmone della capra. Red. Esp. not. 4 1 ■ La borsetta del fiele era assai grande, attaccata al lobo destro del fegato. E 4 ?. L’ o- vajc son due , attaccate immediatamente a’due lobi del fegato. 3 — * La parte inferiore esterna dell’ orecchio , dì è quell eminenza molle e rotonda in cui esso termina. (Aq) 1 — (Bot.) Lobo , dicesi di un organo qualunque di una foglia, di un petalo ec., ed « quella parte di essi, per lo più rotondala , che risulta dalle sinuosità più o meno prtfnnde che affettano quell’ organo, il quale dicesi perciò Lobato. (A) (N) i —■ * Dossi il nome di Lobi olle foglit I embrione. V. Cotiledone, §. 1. (N) Lobolato. * (Bot.) Lo-bo là-to. Add. m. Lat. fobulatus. Aggiunto di quelle parti delie piatite che sono fornite dì piccoli lobi, o di appendici che ad un lobo si assomigliano. Lo stesso che Lobato./- .(N) Lobos. * (Geog.) Lò-bos. Isola dell' Atlantico atisirale presso Buenos- Ayres. — Isolotto dell arcipelago delle Canarie. — Isola del mare del Messico, e appunto nel golfo di California.—Nomedi un gruppo di isole del grana Oceano australe, sulla costa occidentale della Patagonia. (G) LobbEc.at. * (Geog.) Lo-brc-gàt Fiume della Spagna nella Catalogna (G) Lobulare’. * (Anat.) Lo bu-Jà-re. Add coni Lo stesso che Lobarc. FfA.O.) LobulAbU. (Zool.) Lo-bu-Ià-ri-a. Sf.Nòine di un genere di zoofiti del- l' ordine degl’ idreformi annidali : Corpo semplice , o vario-lobato , elecantesi sopra cìi una base, colla superfìcie sparsa di polipi appena retrattili o cilindrici , ottostrieiti nell' esterno, e con otto tentacoli pettinati. Renier. (Min) Lobulato. * (Bot.) Lo-bu là-to. Add. m. Lo stesso che Lobato. V. (V an) Lobulo. * (Anat.) Lò-bu-lo. Sm. dim. Ai Lobo. Picccl lobo. Lat. lo- bulus. (A. O.) 2 __ * picesi Lobulo del nervo vago, Quella picciola eminenza situata ol Iato esterno ed anteriore dei primi lobi anteriori interni del cervelletto. •— 1 Dicesi Lobulo dell’ orecchio , il Lobo deli orecchio. — Diconsi Lobuli del cervello , i Lobi del cervello. (A. O ) T obvA. * (Geog ) Lòh-va. Riviera della Russia asiatica. (G) Loc (Farm ) [Sm. V. Ar.] Medicamento, [il quale sta di mezzo per la sua consistenza tra lo sciroppo ed il miele; deve si fatta consistenza, come pure il suo colore , ali olio tenuto sospeso nell acqua mediante (tuniche mucììaeine. Il suo nome, secondo alcuni, deriva da ciò che gli 'antichi accostumavano di presentarlo a’malati con T estremità di un pezzo di radice di liquirizia appuntata, che facevano ad essi succhiare. —Oggi dicono ancora Lambitivot]—,Lecco, l'-'O!' , sin. Lat. linctus. Gr. eWitYp.ot. (Checché si dica intorno all origine italiana di questa voce, ella sembra venuta dagli Arabi,presso i quali laqluqaton è ima specie dì elettuario, e lacha significa introdusse un medicamento nella bocca. In frane, dirési lok, in isp. Ione , la qual voce per altro norf si trova nel dia. dell’ accademia spagnnOÌa. V. Lecco. ) Ricctt. Fior. 147. Loc di sugo di stilla rii Asclepiadc, secondo Galeno. 7 _ * Dicesi Loc d’ amido, Quel medicamento composto d amido , ài cacciti , di sciroppo del Tolti, dì bianco d’uovo e d’ acqua; bianco, bianco amigdalino , banro pettorale , quella preparazione che si fa colle mandorle dolci ed amare, zucchero , gomma tragactmte , olio LOCAIO di mandorle dolci e acqua di fiori A arancio 0 cedro ; di cavoli 0 di Gordon, quella composizione di sugo di cavoli rossi, di zafferano) di zucchero e di miele; d’irritazione , la preparazione che si fa coll“ gomma tragacante, olio di mandorle dolci, zucchero, acqua, e acqu“ di fori di cedro ; di rosso d’ uovo o d’ uovo , quello fatto col rosso d’uovo, olio di mandorle dolci , sciroppo dì altea , acqua distillaid di tussilaggine , papavero selvatico e fori di cedro; verde, il composto di sciroppo ai viole , pistacchi , tintura acquosa di zafferano, acqua, gomma tragacante , olio di amandorle dolci , e acqua dif orl di cedro. (A. 0.) Loca. * (Geog.) Lò-ca. Antica città d’ Africa. (G) Locago. * (Milit.) Lo-cà-go. Add. e sm. V. G. Lat. lochagos. (Da to' chos fila, e agos conduttore.) Capo d' una fila di soldati disposti uH° dietro all’altro. Era la fila , secondo la profondità della falange , di otto, di dieci, 0 di sedici uomini .—, Locarco, Locarca, sin. (Ad) Locale , Lo-cà-le. Add. com. Di luogo , [ Che appartiene a luogo , 0 Che si riferisce a luogo.] Lat. localis. Gr. rovtxós. Com, Inf. If, ‘ La ignoranza non vicn loro per locali distanzio , ma perchè 1’ nime de’ morti sono partite dalla conversazion de’ vivi. Mor. 8- Grog. Iddio, che senza luogo contiene tutte le cose, è a noi il luog 0 non locale » Sa/v. Avvert. 2. 1. 1. Comeché forse tra i fuornij Yet- Letti addiettivi i Possessivi , i Materiali , c i Locali, più tosto sic' 1 da riporre. (Y) Red. leu. 1. 44 $- Tutti quei rimedii che ec. cip 08 ' sono essere somministrati, c generali c locali , dalla medicina fai' maceutica. (N) 2 — [Memoria locale. Dicesi I idea che si desta nella memoria per W l di alcuni lunghi e di alcune cose osservate.] Far eh. Star. io. sò' 9 ‘ E riferi , per mostrare aver memoria locale, tutto il numero et» iw 1’ apparecchio de’ nemici. 3 — [Moto locale , dicesi quello che si fa per cambiamento di luogo ] Dati. Dii. Nuov. 3 t. Conciossiacosaché il venire dice moto locidG e localmente mobile. Circ. Geli. 1.33.Che ha bisogno adunque q (H ' ' l’ostrica del moto locale ? * Colore locale : Il Color proprio A un oggetto. (Mil) ^ —— i.vuu, s jui..», . —- — — •— —- — OD— — 1 —• , . 5 — * (Med.) Dicesi di qualunque stalo morboso che non occupi ’ a ..... ' * cS : totalità del colpo. (A. Ò) Localmeste , Lo- lie seminali 0 cotiledoni del- • \s J , « i-ìi-ta. Sf. ast. di Locale. Toscanell. Arm.Berg.fò 111 ' >-cal-méri te. Avv. Per luogo , In luogo. Lai. locai 0 ’ 1 ' Gr. rorixiàs. Dant. R ii. Nuov. 3t. Conciossiacosaché il venire d ,( f moto locale, c localmente mobile. Com. Par. to. Quanto pernici 1 e per occhio si gira , cioè intellettivamente e localmente. E P'f’ 3 1 . Fa la sua operazione virtualmente , differente a questi clcW cn . 1 ’ a che conviene essere ec- localmente. Mor. S. Grog. Iddio, il per sé medesimo è non localmente in ogni luogo , ma per rosM de’ suoi predicatori localmente per molte parti del mondo. Locala. * (Geog ) Lo-cà-na. Antica città dell' Armenia. (G) . •, Locanda , Lo-càn-da. [Add. f. Da Locare , cioè, Allogare , ApP'S' n . ntirc;] Aggiunto di Camera, e vale Camera da allogatsi, Aibeiff ’ Lai. diversorium. Gr. Kcuiboxa 0 ’- , 2 —[In forza di sf] dicesi anche assolutemi. Locanda, [sottinteiiden tio ( - Casa ò Camera, ed è Quella casa in cui per danari si alloggiap 0 ^ forestieri. Dicesi anche] Albergo. » Buon. Fier. 4. 4 - 9 - Vcgg° VI p est locanda. E Salviti. Annoi, ivi : Questo c titolo a Lucca c f.rove sopra le case d’ appigionarsi , onde né verme il nome a l’P r f y di noi di Locanda , cioè Casa d’albergo pe’ forestieri. Noi mo con bella brevità, in lettere maiuscole Appigionasi: e però si 01 ’ volendo dire a lettere grandi , a lettere A appigionasi , ec. (N) q\ Locandieba , * Lo-can-diè-ra. Add. e sf. di Locandiere. F. dì reg- Y (i Locandiere , Lo-can-diè-re. [ Add. e sm.] Che tiene camera loc w che il fumé Sacra di Strabone. (G) (N) if. Locaste', Lo càn te. Pari, di Locare. Che loca. Tasson. Petis- lib. t. Bcrg. (Min) -r /(]) LecABcn.* (Arche.) Lo-car-eo. Add. e sm. Lo stesso che Lrcago .r Locare, Lo-cà re. [Alt.] Allogare., Assegnare il luogo, Collocai*- locare , collocare. Gr. tùttiiv , é-voaabijf/». Petr. canz. 20. 3 - pi ehè Dio c natura ed amor volse Locar compitamente ogni virt“ quei he’lumi. Gat.Gcdl. 202. Se nell’acqua ferma e stagnante* mo qualunque grandissima moie. loca e ivi pon sua ins-C- _ E n. pass. Petr. son. 1 oq. Ivi si lora , e ivi poli sua 3 _* Dare a fitto, a pigione, Appigionare. F. A. e dell’uso. I Locarello , I.o-ca-rèl-to. Sm. ditti, di Loco. Lo stesso che Lu°S F. Quattrcm. Poct. A Oraz. Berg. (Min) Locami. * (Arche.) Lo-cà-r-i. Add. e sm. pi. Dovasi m nome a Coloro 1 quali di buonora recavansi agli spettacoli p# ^ pare i posti più contadi , e cedali poscia per danaro a' ricca1 dini che vi si reenvan tardi. (Mit) -—.rd' 1 * Lat. Locarnum. Città della Aviz- ) V ( C (Geog.) Lo-cà-stra. Ant. città dell' Asia nella Mca'ta jf Lo-ca-tà-ri-o. Add. e sm. Chi prende ad affiti 0 - Locarno. * (Geog.) Lo-càr-no Cartone del Ticino. (G) Locastba. Locatario S‘Ì gato. 3. S’ l’uso. Dicesi meglio Fittajuolo , A di (tua le ec. (O) . ,, Locatiere. (Mariti.). Lo-ca-tu-re. Jdd. e sm. Piloto di minano così i piloti che si prendono sopra 1 bastimenti pei r> 0 f entrare e iteli uscire da’ porti , onde schivare le secche , pern-o/i , e per indicar loro i migliori sorgitnri. (S) 0 O s- ’ Locativo , Lo-ra-ti-vo. Add. m. Atto a locare. Picco!. B IS - LocA-foffJ-rà-ìl. Add. m. da Locare. Collocato , j. Lai. locatus , coUocatus. Gr. *ar*T*»ii l <*wos. t etr. pn -gli è ancor yenuto Romor laggiù del ben locato o LOCATORE Par. 28, 20. E quale stella par quinci più poca, Parrebbe luna locata Con - c&so. K Ò2. Dunque ganza mercè di lor costumi Locati son Per gradi differenti. r ... T" \ aVe/f uso , Dato a fitto, Appigionato. De Lue. List* Civ. Ho. ~ 3 . tit. 25. (O) Ld inforna di sm. Cosa posta in luogo. But. Purg.S. 2. Questo lìon dice senza cagione, intendendo nei lo locato per lo luogo. °eAT0RR 5 Lo-ca-tó-re. Ferì). m. di Locare. Che loca, Allogatene. De 1 Buc - Don Foli;. 1. 2. 5 . Berg. (Min) L °c*Tn, CE , Lo-ca-tri-cc. Vab. f. di Locare. Che loca , AUogatnce. 7 Je Otc, ])ott. yolg. 1. 2. Berg. (Min) . . , Lo-ca-ti'i-ra. Sf. Collocamento , Collocazione. Sugl■ Art, '’ers, (, Jj ei ,, (Jlin) Locs./. 10kp< > Lo^a^ic. II locare , Postura , Sito. tal. te , Sll ». s - Cf. réteot , roir#S)«r«. But. Inf. 24. 1. Lo sito , cioè la lo- dazione