SULLA INTORNO AL DISCO SOLARE E SULLE MACCHIE OTTAVA COMUNICAZIONE DEL P. ANGELO SECCHI D. C. D. G. ETRATTO DAGLI ATTI DELL’ACCADEMIA PONTIFICIA DE’NUOri LINCEI, ANNO XXVI, SESSIONE II.* DEL 19 GENNARO 1873. ROMA TIPOGRAFIA DELLE SCIENZE MATEMATICHE E FISICHE Via Lata, N? 211 a. ,'v : s- \ Ì (X #Ì!i ; «- * . r*« \ / *• .v t>. ks Lai. 8 kv MMxm+zmiiiM, wm vm '' i li ;>;> i n. .. :■ a a"-. " . _ '• ( i'j> y\ ^ - ..- um tipuae OJ510V-/ aaa ' •• .u ■'} n ,»»>*.# » te\s/.';u^v. '■.i W'X'tAn Wav, i s u i.jìi/u'ott/.: :j . r *' • ,;;u **•« acoi«-<. . '- a.- ...,*, _ r . A.lfiOii •• . ;»?«« « •au l 'HTA.«3T-/jd .axiS/ti.i^ ;uìi*t■A n/.'fl.wrnr, v •>;, - -A JfS t £4*»J «{'/ ■ ti''- 1 ’ • ! SULLA DISTRIBUZIONE DELLE PROTUBERANZE INTORNO AL DISCO SOLARE E SULLE MACCHIE OTTAVA COMUNICAZIONE Ne. presentare all’ Accademia la riduzione delle osservazioni del sole fatte nell’ ultimo quadrimestre , se non ho conclusioni di originalità brillante da esporre, non mancano tuttavia informazioni di grande importanza , che riescono molto istruttive. Naturalmente queste notizie sono incomplete, perchè si esigeranno molti anni prima di arrivare a mettere in sodo alcuna vei’ita definitiva , ma anche le conclusioni provvisorie sono utili per guidare nelle nuove ricerche, ed è per questo che spero saranno ben ricevute. Si aggiunge ancora che questa volta posso dire qualche cosa di più positivo sull’origine delle macchie, che è il gran problema di cui si cerca da tanti anni la soluzione. S. I- Distribuzione delle protuberanze Il presente periodo comprende 5 rotazioni complete dal 23 Agosto al 31 De- cembre 1872 . La tavola I da il nùmero de’giomi in cui è stato possibile fare 1 __ 4 — osservazione. Nell’Agosto e sui primi di Settembre sono esse abbastanza numerose, ma nel Novembre e Decembre sono assai scarse. Posso però assicurare che ciò devesi alla influenza della stagione, perchè nessuna giornata propizia si è mai perduta, e che al primo trovarsi un momento di cielo pulito si sono fatte le osservazioni. Ma per il buon risultato si esige aria pura come lio detto più volte, e i veli che han dominato molto negli ultimi mesi sono più pregiudiciali de’grossi nuvoloni. Questi passano e degli intervalli si può pure profittare, ma i veli, durano fissi, e seguono il sole ostinatamente ed impediscono perfino di vedere la cromosfera. Per fare poi una osservazione completa ci vuole almeno un ora di sole chiaro, e ciò è ben raro in inverno nei periodi di stagione cattiva. La tavola II da il solito riassunto delle protuberanze e delle facole in numero, altezza, area ed estensione, e non ha bisogno di spiegazione. Confrontando questi risultati con quelli dati nella comunicazione precedente (V. Atti 30 Giugno 1872) risulta una manifesta diminuzione di attività solare non equivoca soprattutto nelle due prime rotazioni, in cui le protuberanze sono state poche e piccole assai. Il numero totale è 797 distribuito in 71 'giorni di osservazioni complete, lasciandone da parte 304 incomplete, il che equivale a U.2 per giorno. La diminuita attività notata al fine del periodo precedente lia continuato ancora in questo, e solo sulla fine si è ravvivata un poco come pure sono in questo divenute più copiose le macchie. La particolarità più interessante è che alle regioni polari esse sono state scarsissime, e solo in poche occasioni se ne sono osservate alcune , ma debolissime. Le granulazioni circumpolari sono esse pure diventate tanto deboli che rare volle si sono potute registrare. L’area media è sensibilmente maggiore che nel periodo precedente essendo 3l,l mentre nella precedente riusciva 27.6 (dopo ridotte quelle al medesimo modo di queste e corretto un piccolo errore di calcolo ). Il numero diurno medio di quelle superiori a 40 " è stato nell’ultimo periodo di 3,82 nel precedente 3,32. Onde pare che scemaudo il numero, l’altezza sia cresciuta. Questi aumenti sono dovuti agli ultimi due mesi Novembre e Decembre. In alcuni giorni però il numero è stato assai limitato ed appena è arrivato a 6 o 7 compensandosi però nei giorni seguenti. Questo periodo di scarsezza non è stato però meno utile per le ricerche teoriche, e specialmente per la connessione delle macchie colle protuberanze. In questo intervallo di calma, i fenomeni si sono presentati meglio isolati e scevri da cause perturbatrici ; noi ne abbiamo pertanto profittato ed espor- remo brevemente le nostre conclusioni. Qui per ora noteremo che stante questa calma il numero delle protuberanze dritte è stato più grande, ed il trasporto delle fiamme o pennacchi idrogenici verso i poli è stato meno numeroso che nei tempi passati. I getti si sono spesso trovati accoppiati, e convergenti alla cima come per fare arco, ovvero divergenti, e le eccezioni alla regola sono state assai numerose, tuttavia queste eccezioni cadono tutte nella regione delle macchie che è la più perturbata. Al di la di 30° le eccezioni sono rarissime. Tuttavia noi non abbiamo voluto cambiare il nostro sistema di spoglio, e cosi abbiamo trovato i risultati seguenti : Protuberanze dirette al polo ossia di segno + = 292 — — — — all’equatore.- = 89 Coppie opposte, ossia.+ = 46 circa onde si vede che la legge continua. Anzi non sono stati rari i casi, in cui la colonna idrogenica diretta alla base in verso equatoriale ripiegavasi in cima al polo. Alcune protuberanze a zigzag fanno vedere un vortice spirale che le solleva. Sui filamenti della cromosfera non abbiamo potuto riuscire finora a trovar legge fissa, ina la dominante è sempre quella indicata già de’fili diretti verso i poli , specialmente sopra i 30 e 40? di latitudine. Ai poli vi è incertezza , o piuttosto indecisione di direzione. Ma la grande variabilità di questi fili non permette facilmente di fissare una legge. TAVOLA /. Rotazioni Principio Giorni di osservaz. complete Totale delle protub. nella rotaz. Medii per un giorno Date effettive delle osservazioni L’asterisco indica incompleta. XVIII. 13 Ag. 25 299 12.0 Ag. 13.14.15.16.17.18.19.20. 21.22.24.25. 26.27.29.30.31. Sett. 1.2.3. 4.5.6.7.8. XIX. 9 Sett. 15 143 9.9 Sett. 11.12.13.14.17.18.27^.28.29.30. Ott.1.2.3.5. XX. 7 Ott. 12 124 10.3 Ott. 7.8*. 16.18.19.21.22.26.27.30. Nov. 1.2.3.4. XXI. 3 Nov. 11 121 11.0 Nov. 5. 7. 9. 15 . 17. 18. 21. 22. 26. 27. 30. XXII. 4 Dee. 8 HO 13.7 Dee. 5. 10. 12*. 16. 17. 19. 20. 21. 23. 71 797 TAFOLA II. RIASSUNTO DELLE OSSERVAZIONI DELLE PROTUBERANZE SOLARI DAL 13 AGOSTO AL 31 DECEMBRE 1872 Latitudine Nord Latitudine Sud da 90° 80 70 60 50 40 30 20 10 da 0 10 20 30 40 50 60 70 80 a 80° 70 60 50 40 30 20 10 0 a 10 20 30 40 50 60 70 80 90 Numero delle protuberanze Totale Rot.xvm 2 2 4 16 10 26 30 27 23 23 30 23 27 26 13 — 2 3 XIX 1 — 6 7 15 15 12 12 11 14 11 13 14 9 2 — 1 XX 2 — 5 11 8 12 12 15 10 12 17 11 9 3 1 — 1 XXI 2 3 1 7 5 10 11 8 lo 10 12 15 11 11 7 1 1 — XXII — — 1 4 6 10 10 8 9 10 9 11 9 10 8 2 3 — Somma 4 8 6 38 39 69 78 67 74 64 77 77 71 40 6 6 6 5 797 Altezza delle protuberanze. Unità di misura millim. — 3" Rot.xvm. 1.5 3.0 3.6 4.5 5.8 5.5 5.4 5.1 4.8 5.0 5.9 5.5 6.4 5.5 4.5 — 2.3 3.5 XIX. — 1.5 — 4.3 11.8 6.8 4.7 4.8 5.3 4.6 4.9 6.1 5.4 5.6 5.0 2.0 — 2.0 XX. — 3.5 — 6.5 5.1 6.4 4.9 6.7 5.4 4.7 5.4 5.6 5.8 4.3 3.2 2.0 — 2.0 XXI. 3.5 1.5 20 4.7 3.4 5.1 5.6 5.2 5.7 5.4 5.9 6.0 5.8 5.4 3.6 i .5 1.5 — XXII. — — 1.5 4.5 6 3 5.2 6.4 5.7 4.8 4.5 7.5 6.0 5.7 5.0 4.0 3.5 o o J.O Media 2.5 2.7 2.4 4.9 6.3 5.8 5.4 5.5 5.2 4.8 5.9 5.8 5.8 5.1 4.1 2.2 2.4 2.5 5.48 Larghezza media delle protuberanze. Unità 1° = 16" • Rot.xvm. 5.0 7.0 5.8 7.4 7.2 6.7 6.7 6.9 6.3 o.G 7.2 7.1 6.6 6.6 4.2 — 4.0 7.0 XIX — 3.0 — 7.0 4.9 7.0 5.6 7.5 7.8 6.8 6.3 7.6 4.9 6.3 4.7 2.0 — 1.5 XX — 6.5 — 2.0 5.1 8.8 7.7 8.3 5.7 6.9 7.2 6.6 8.9 7.0 4.0 2.5 — 2.0 XXI. 1.0 5.3 6.0 5.8 3.5 7.9 7.5 9.2 6.4 7.2 8.2 7.7 8.1 8.2 5.5 5.0 4.0 — XXII. — — 5.0 7.0 6.1 6.3 6.8 5.4 6.7 7.9 7.1 7.3 6.3 6.2 7.3 7.0 5.5 — Medie 3.0 5.4 5.6 5.8 5.3 7.3 6.9 7.7 6.5 6.9 7.2 7.3 6.9 6.9 5.1 4.1 4.3 3.5 5.87 Area media delle protuberanze. Unità = 8" X 16" Rot.xvm. 4 13 23 29 44 41 34 38 28 38 45 41 47 41 1S — 9 19 XIX. ■ - 18 — 26 48 51 31 36 42 35 34 61 29 37 25 16 — 12 XX. — 11 — 9 32 57 38 52 27 36 35 36 42 32 63 20 — 20 XXI. 8 21 8 26 46 42 41 49 36 40 37 46 61 57 22 22 30 24 XXII. — — 30 33 42 23 48 25 39 36 46 45 34 30 29 23 6 — Medie 6 1G 20 25 42 43 38 40 34 37 39 46 43 39 31 19 15 16 31.1 Numero delle Facole Rot.xvm. — — — 2 6 22 33 38 30 31 40 36 24 13 9 3 2 1 XIX. — — — — 1 9 7 27 26 23 27 26 18 8 2 — — — XX. — — — — 1 8 12 17 15 18 20 13 6 7 4 2 2 — XXL — — — — 4 12 lo 18 12 18 20 14 6 1 — — — — XXII. — — — — 3 8 12 12 11 14 13 10 7 4 — — — — Medie — — — 2 lo 59 79 112 94 104 120 104 61 33 15 5 4 1 Estensione delle facole in gradi di circonferenza Rot.xvm. ■- — — 8.0 3.8 3.8 G.8 6.5 7.1 5.8 8.0 6.7 6.1 9.5 4.5 5.3 4.0 5.0 XIX. — — — — 4.0 5.3 6.7 6.1 7.6 6.0 8.3 7.0 6.0 5.0 4.0 — — — XX. — — — — 3.0 7.0 8.5 6.8 6.9 6.5 8.6 8.6 7.5 8.6 8.2 10.0 3.5 — XXL — — •- — 5.2 7.1 8.3 7.8 6.1 6.2 8.0 5.7 7.0 3.0 — — — — XXII. — — — — 2.8 7.3 8.1 4.6 3.0 7.1 8.2 7.3 5.3 8.0 — — — — Medie — — — 8.0 3.9 6.1 7.9 G.3 6.1 6.3 8.2 7.1 G.3 7.2 0.0 7.6 3.7 5.0 Rot.xvm. Epilogo delle protuberanze di altezza superiore a 40" — — — 5 14 19 19 14 14 13 18 14 16 11 1 1 — — XIX. — _ 2 6 9 8 6 7 4 8 9 8 8 4 — — — XX. — — — 1 4 5 6 7 6 6 6 9 8 O o u — — — XXL _ — _ 2 1 4 5 8 6 5 7 8 8 7 1 — — — XXII. — — — 2 2 5 6 6 2 4 5 7 5 5 2 — — — Somma — — — 12 27 42 44 41 34 32 44 47 45 34 11 1 — — 414 § II. Connessione delle macchie colle protuberanze. Lo studio delle protuberanze fu da noi coltivato indefessamente fino dalla prima notizia della scoperta spettroscopica del sig. Janssen, specialmente in ordine alla loro relazione colle macchie e le facole, e fino dai primi giorni noi arrivammo indipendentemente da altri ad alcune conseguenze che furono sanzionate poscia dalle ricerche altrui. Queste sono le seguenti (1). t? Le regioni delle macchie e delle facole sono quelle in cui a preferenza si mostrano le protuberanze. 2 ° Che vi sono due specie di protuberanze ben distinte, le une leggere e sottili simili ai cirri e pennacchi della nostra atmosfera; le altre dense e compatte analoghe ai nostri cumuli , di luce più viva assai delle precedenti e da queste sorgono getti vivi e fiamme e punte di una prodigiosa variabilità. 3? Lo spettroscopio ci ha dimostrato che mentre le prime non contenevano altre sostanze che l’idrogeno, e la materia della riga D 3 , queste ultime invece contenevano una moltitudine complessa di sostanze che davano linee spettrali differenti e numerose, e perfino rovesciavano tutto lo spettro. Sicché ai caratteri fìsici suindicati si aggiungeva una specifica differenza chimica. Oltre 100 e più righe si sono trovate rovesciarsi in esse e molte sostanze riconosciute, ma le più comuni sono il magnesio, il ferro, il sodio, la sostanza della corona solare che da la riga 1474 , le due righe tra B-C e a—B numerate l e 2 nel catalogo di Young, e finalmente vi si è aggiunto il calcio. 4 ? Che la maggior parte delle protuberanze vive e a spettro multiplo coincideva colle facole, e che sempre si avverava il fatto che la dove era facola molto viva aveasi protuberanza, benché il contrario non sempre si verificasse. 5 ? Finalmente fu messo da noi in sicuro, e sostenuto anche contro una ostinata contraddizione di chi osservava con insufficienti mezzi, che nell’interno delle macchie si avea uno spettro particolare, che sturbava tutta l’armonia delle intensità usuali, e che mostravansi ivi dentro righe dilatate e rinforzate de’metalli sodio, ferro, magnesio , calcio , e di altre sostanze producenti bande o zone di persiane assai diffuse: fatto che ora finalmente è stato ancor esso confi) A commodo deflcttori abbiamo raccolto ultimamente in una pubblicazione a parte tutti gli articoli pubblicati nel Ballettino Meteorologico del Collegio Romano, a mano a mano che si scoprivano da noi queste cose, e questo servirà ad assicurare le date de’nostri lavori , e stabilirne l’indipendenza almeno, se non la priorità rapporto agli altri. La maggior parte delle seguenti conclusioni sta nella pubblicazione fatta nel suddetto Bull. Meleor. del Collegio Romano del 30 Novembre 1868. 8 — fermato da altri, tanto che perfino si è poi contrastata l’indipendenza della nostra scoperta. Il ravvicinamento di tutti questi fatti dovea naturalmente condurre alla cognizione della relazione dei due fenomeni. Vi erano però alcune difficolta. La prima era che mentre le facole vive danno protuberanze, noi vediamo spesso protuberanze bellissime senza facole notabili corrispondenti. Un sospetto che le macchie fossero connesse colle protuberanze più vive, nasceva dal trovarsi queste più numerose nella regione delle macchie, ma d’altra parte noi vedendo macchie talora senza protuberanze, e spessissimo protuberanze senza macchie la cosa restava misteriosa (l). Mi propongo per tanto in questo scritto di schiarire questi dubbi, o diradare queste incertezze. E cosa positiva che mentre le protuberanze si mostrano su tutto il disco, le macchie però non compariscono oltre 40° che in rarissime circostanze; dunque, si è concluso, i due fenomeni sono indipendenti. Però vi è una circostanza che non è stata abbastanza valutata, che è appunto quella che può illuminarci. Questa è che le protuberanze oltre 40° non hanno mai altro che idrogeno e la D 1 2 3 ad altezza facilmente riconoscibile. Ne segue pertanto che dal fatto suddetto può solo concludersi che un getto di idrogeno solo colla D 3 non produce macchia. All’incontro ho veduto da lunga esperienza che le protuberanze a spettro composto erano per lo più seguite da macchie, quindi sospettai che una delle condizioni perchè si formasse una macchia dietro alla protuberanza dovesse essere l’eruzione di altre sostanze oltre l’idrogeno. Il confronto poi tra lo spettro delle macchie vedute sul disco, e le righe dirette visibili in queste protuberanze all’orlo in cui si riscontrano gli stessi vapori metallici, dava già. un punto d’appoggio a questo sospetto, che non era disprezzabile, e quindi mi accinsi ad un’esame più minuto del soggetto. Cominciai dunque a tener dietro a queste protuberanze vive che per brevità chiamerò eruzioni metalliche , a differenza delle altre che dirò semplicemente idrogeniche : e non andò guari che trovai essere ordinariamente le macchie consecutive alle metalliche, con tanta costanza che dall’aspetto della protuberanza potei spesso predire l’apparizione della macchia, che fu confermata il giorno appresso ( 2 ). (1) Mentre correggo le bozze di questa stampa ricevo il numero 1919 dell’Astr. Nach. di Altona ineuiilSig. Spoerer dà un sunto delle sue conclusioni sulle relazioni delle macchie e delle protuberanze, ma trovo che anch’esso si trova perplesso da queste incertezze, e ammessa la diversa specie di protuberanze , non riesce poi a costituire il carattere che noi svolgeremo fra poco per ispiegare questa relazione. (2) Notai ciò fin da principio, e fu poscia notato ciò da altri, ma questi che io sappia non lian fatto distinzione di spettro caratteristico. — 9 — Il solo periodo delle osservazioni di cui ho dato il riassunto nelle 5 rotazioni ultime mi ha offerto da 24 casi tutti favorevoli. Discutendo quindi casi antecedenti sulla raccolta de’ miei disegni , ne trovo oltre a 200 altri tutti confermanti questa coincidenza. E manifesto che i casi consecutivi all’ occaso delle macchie non possono annoverarsi sempre conte decisivi, perchè noi non sappiamo che cosa possa esser accaduta dopo la sua occultazione. L’ elenco di queste coincidenze forma il soggetto dell" appendice data qui appresso. Disgraziatamente lo studio spettrale non è stato fatto in tutte con sufficiente precisione, specialmente nei primi tempi, ma i caratteri fisici possono supplirvi essendo essi assai chiari e caratteristici. Tali sono la vivacità, e la densità delle fiamme , e sopra tutto E esser esse fatte a forma di punte dritte sull’ orlo del sole , la grande loro mobilità congiunta ad una mediocre altezza, e sopratutto il vestire la riga C una tinta più fosca e carica dell’ ordinario benché abbia la stessa refrangibililà. I pennacchi alti e sfumati sono inconcludenti, e non contengono che idrogeno. Da questi fatti, ne discenderebbe spontanea la conseguenza, che la macchia è prodotta per l’eruzione dall’interno all’ esterno di sostanze metalliche diverse, come già ho indicato in confuso altre volte: ma ora posso aggiungere che lo spettro della protuberanza metallica all’orlo, non sarebbe che lo spettro direlto di quella stessa massa vaporosa metallica incandescente , che poi sul mezzo del disco dà uno spettro negativo di assorbimento. Piantato questo fondamento nou restano che alcuni dettagli particolari da sviluppare. La prima questione che si presenta è quella di conciliare quello che dico adesso con quello detto altre volte, cioè che le eruzioni si mostrano a preferenza sulle facole. Al che rispondo — che se anche vi fosse contraddizione non ne seguirebbe gran male, e tutto al più sarebbe da confessare un errore, perchè studiando noi per imparare , potrà trovarsi falso col tempo quanto una volta per osservazioni forse incomplete si credette vero, onde non dobbiamo vergognare di ritrattarci; ma in questo caso contraddizione non esiste. Infatti sappiamo che le facole precedono accompagnano e seguono le macchie, e quindi l’eruzione che è sulle facole, già per ciò solo appartiene bene spesso alla macchia, e solo resta a spiegare in che modo essa vi appartenga. Ma vi e una seconda riflessione da fare. Allora noi non distinguemmo abbastanza le due categorie di protuberanze le sole cioè idrogeniche c le metalliche. La proposizione adunque si risolve in due altre ben distinte: a) Sulle facole esistono eruzioni ora di natura idrogenica ora di natura metallica, e ciò è vero, per infiniti esempi. b) Sulle macchie esistono oltre le idrogeniche eruzioni metalliche, le quali in genere sono piuttosto basse: le idrogeniche si trovano a preferenza sui loro contorni, o volano sospese sopra di loro. Questa distinzione non fu avvertita finora, neppure da chi ci ebbe rimproverato appunto questo , che sui nuclei non esisteva eruzione. Ma esaminiamo un po’ meglio questa materia. Primieramente non è vero generalmente, che sui nuclei non si trovino eruzioni, perchè noi più volte abbiamo veduto getti e protuberanze su di loro. Le feci notare fino dal Marzo 1869 ; ma può esser benissimo che vi siano nuclei su di cui non appaiano eruzioni. E ciò per due ragioni. t a perchè l’eruzione de’vapori metallici sia bassa e non superi abbastanza la fotosfera, e questo è un caso assai frequente: le loro punte e i getti benché siano vivissimi, in molti casi appena superano la cromosfera, come ne abbiamo avuto infiniti esempi, e la cagione può essere perchè essendo questi vapori assai pesanti non possono alzarsi mollo, il sodio che è il più leggero tra essi, non so se siasi mai veduto più alto di due minuti a cui l’ho visto io una volta sola in una violentissima eruzione: 2 ? perchè la presenza di questi stessi vapori più densi può obbligare l’idrogeno a diffondersi lateralmente facendosi strada per di sotto della regione da essi occupata, e cosi venire a formare la corona de’getti più alti che sono sempre idrogenici che circondano la macchia: e cosi spiegherei que’getti convessi verso l’orlo del disco osservati più volte, e specialmente nell’il e 12 luglio del 1872. Ma 3* vi può essere anche un’altra maniera ben più generale di concepire l’assenza di questi getti sul nucleo, vale a dire può esser benissimo che realmente al posto del nucleo non vi sia punto eruzione. E molto probabile che spesso la macchia sia nella sua massima parte foi'mata di vapori che prima alzatisi per la esplosione interna, e rallreddatisi quindi per dilatazione, sono poi ricaduti sulla fotosfera. Ora in tal caso non è punto necessario che il getto coincida col centro macchia , anzi deve accadere il contrario, perchè questa nube fredda e pesante può esser stata trasportata lungi dal foro da cui uscì, ed in ogni caso la sua presenza deve impedire l’innalzamento perpendicolare di ulteriori vapori sull’orifizio che gli diede la jirima forma. Essa deve fare l’effetto di una nube di materia eruttata sovrapposta a un cratere vulcanico che impedisce di sollevarsi in linea verticale alle masse posteriormente emesse dal foro sottoposto , e che le obbliga a spandersi orizzontalmente per di sotto. Così si spiegherebbero que’getti curiosi, arrovesciati, osservati da noi nella eruzione sopra citata, e molte altre volte. Ma qui parmi sentire qualcheduno che dica , dunque noi ritorniamo alla u teoria delle nubi di Galileo e di Kirchhoff che voi avete combattuto ? Rispondo che anche questo non sarebbe male affatto, quando si lattasse di riconoscere una verità. Ma faccio avvertire che io non ho combattuto la teoria delle nubi in un modo assoluto, ma solo in quanto si voleva che esse fossero sospese a grande altezza sopra la fotosfera e clic per una certa combinazione di due strati delle medesime si potesse spiegare Xombra, e la penombra delle macchie. Secondo me questa teorica non dà ragione della apparente cavita della macchia; il che è tanto vero, che negavasi da taluni questo fatto evidente per sostenere tale ipotesi imperfetta. Questa ipotesi pure non dà ragione di altri fatti caratteristici delle macchie come è p. es. la loro forma radiata sulla penombra, ecc. Le quali cose mostrano che la parte oscura è depressa dentro la fotosfera. Ma in altro senso io non ho mai combattuto l’ipotesi. E se queste masse metalliche vaporose che formano le macchie si vogliono chiamar nubi, non ho nessuna difficolta, purché si ammetta che esse sono nubi assorbenti, sospese e nuotanti come isole galleggianti, ma in parte almeno immerse nel grande strato che forma la fotosfera. Così restando salva la spiegazione dell’apparenza di cavita delle macchie, io rammetterò. Anzi dirò che all’atto almeno dell’eruzione queste nubi devono anche esser sospese ed alte sopra la fotosfera di non poco ; ma in tal caso è ben noto che allora le macchie stando nel momento della formazione non mostrano penombra regolare, anzi si hanno per lo più macchie senza penombra simmetrica. L’osservazione mostra che la penombra simmetrica comincia quando, dopo cessata l’eruzione, la massa vaporosa metallica si restringe, si va unendo e si agglomera come piccole goccie d’olio minori nuotanti sull’acqua formano una goccia grossa, dopo il qual periodo essa viene poi invasa dalle correnti circostanti della fotosfera e infine è disciolta. Mi pare di trovare un appoggio a questa idea nel fatto che quando il sole è in grande agitazione le macchie nucleari regolari sono più scarse che non in epoca di grande attività, in queste circostanze le masse eruttate avrebbero tempo di unirsi in una sola, come ho veduto spesso molti pori formare una sola macchia. Ma ripeto che ciò non esclude assolutamente l’eruzione locale, dentro la macchia, e che molte piccole eruzioni si uniscano in una. Ma mi si dirà. Se è così dovremmo noi avere una macchia ad ogni eru- zione metallica, ed una eruzione metallica che accompagni ogni macchia. Ora ciò non si verifica sempre. Al che io rispondo, che per le grandi eruzioni persistenti il fatto si verifica realmente così spesso, che può assumersi come legge, giacche accade che 2 12 — per 8 0 9 volte sopra io che vediamo eruzione viva metallica, noi abbiamo macchie concomitanti. D’altra parte è ben facile dar ragione delle pochissime eccezioni. Primieramente 1’ eruzione metallica può esser di breve durata, e le materie lanciate fuori possono essere in piccola quantità e queste allora diffondendosi e disperdendosi non potranno addensarsi tanto da formar massa tanto spessa ed assorbente quanto occorre per una macchia; ciò accadrà principalmente se la massa solare sia in grande attivila, poiché essa allora potrà mantenere molti di questi getti in istato di assai elevata temperatura e conservarli trasparenti e alti tanto che non producano macchia sensibile, e in fatti nel 1871 molti de’minori getti metallici accompagnavano le facole, che non sempre si depositavano in macchia. Ma devo pur dire che pei getti grossi e densi la macchia non è mai mancata. E un fatto notorio che nelle epoche di molte macchie la loro durata è breve, e quando sono poche durano assai. Quindi in epoche di molte macchie le eruzioni sembrano di poca durala e di poca quantità ciascuna, ma nel periodo di poche macchie esse sembrano poche ma sono assai persistenti nello stesso sito. Sul fine del 1872 in cui l’attività solare è calata sembrava legge costante che a getti anche piccoli succedesse la macchia. La seconda conseguenza che sopra ogni macchia debba trovarsi un’eruzione non è rigorosa, nè giusta, perchè nella macchia devono distinguersi, come già dissi in altri scritti due periodi: quello di formazione, e quello di dissoluzione: nell’ultimo caso è manifesto che nessun getto considerabile si potrà verificare, e tutto al più un vivo filo di cromosfera mista a metalli coprirà la regione della macchia arrivata all’ orlo : si vedrà pure qualche fiamella al limite in cui la massa della macchia confina colla fotosfera normale, i quali getlarelli sono realmente frequentissimi, e paiono nati dall’agitazione prodotta col miscuglio delle masse eterogenee. Di più anche pel primo periodo attesa l’intermittenza delle eruzioni può esser che ci sfugga di vederle. La regione delle macchie è composta di due aree assai diverse, cioè del nucleo e delle facole circostanti, e questa area è immensamente più vasta della prima; e la parte che apparisce oscura può risultare dal deposito riunito delle materie eruttate da varie bocche, che colà affluiscono per forze sconosciute. Questa non è una imaginazione, ma un fatto, perchè spesso abbiam veduto molti piccoli pori condensarsi in un nucleo grande come è accaduto nel Novembre e Decembre passato. Fatte queste considerazioni per rimuovere alcune obiezioni possibili a farsi, è ora da specificar meglio qual sia la causa dell’oscurità della macchia. E qui non vi è teoria da fare, perchè lo dice lo spettroscopio: questa oscurità dipende da un eccesso di vapori di magnesio, sodio, ferro e calcio, principal- 13 — mente e da altre sostanze che danno zone gassose diffuse non ancora ben definite. Essa è dunque dovuta all’eccesso di que’metalli stessi che noi vediamo nelle eruzioni che precedono o accompagnano le macchie all’orlo. Dico precedono, perchè dalla statistica delle osservazioni trovo più frequenti i casi in cui la eruzione metallica precede, che non quelli in cui segue la macchia. La ragione forse è perchè le materie lanciate in alto ricascano più indietro dell’orifizio di uscita. Tutti questi metalli le cui righe si allargano di preferenza nelle macchie sono gli stessi che noi vediamo più facilmente nelle eruzioni; fino dal 1869 io avea già fatto rilevare l’enorme dilatazione del sodio del ferro e del calcio sulle macchie, e come le righe di quest’ultimo metallo si vedevano dilatate anche nella penombra : io aveva dedotto ciò dallo studio della parte meno refrangibile dello spettro, ora il sig. Young è arrivato alla stessa conseguenza studiando la più refrangibile e specialmente la regione delle righe H. Il ferro, il sodio e il magnesio sono facilissimi a esser veduti rovesciati sulle protuberanze, ma non egualmente il calcio; tuttavia anch esso è stato veduto rovesciato da me e dal sig. Young. Ma la facilita di verificare tali rovesciamenti dipende molto dalla forza degli strumenti, e dalle condizioni della nostra atmosfera, onde la mancanza dello spettro inverso di una sostanza o di un altra non farebbe seria difficolta. Nemmeno fa difficoltà il non vedersi riga nera più densa e saliente sulle macchie al posto delle righe rosse C-B e B-a (n? 1 e 2 del Catalogo di Young larghezza di onda 7035,? e 6676,9.) che pure sì sovente si rovesciano nelle eruzioni , e che formano uno degli avvisi più sicuri della macchia imminente. Queste righe possouo essere della categoria della sostanza D 3 e della 1474 della corona le cui righe nere di assorbimento non sembrano in tutto proporzionate alle lucide dirette. Eppure nessuno dirà che la sostanza D 3 non esista sulle macchie: essa è assai difficile a riconoscere sul sole diretto, ma pure io sono riuscito a vederla cola dove era visibilissimo l’idrogeno rovesciato. Questa osservazione fu fatta ai 23 Dicembre 1872 col mio oculare spettroscopico, e fu verificata dal P. Ferrari sulla gran macchia allora visibile e nel cui centro si aveano dei veli rosso—giallastri. E giacche ne cade opportuno il discorso sarà bene dire alcuna cosa di queste righe che non hanno le oscure corrispondenti , o che presentano altre particolarità eccezionali. In quanto all’idrogeno sappiamo già il suo modo di operare, che è quello di comparir spesso lucido sulle macchie, perchè esso arriva a tanta altezza che lo strato ulteriore cui la sua luce deve attraversare per arrivare a noi — u — non è sufficiente ad assorbirne la vivacità che ha fino a rovesciarla. Lo stesso deve accadere per la 1474 che si rovescia tanto facilmente ed è tanto alta nella corona. Forse questa è pure la vera causa per cui la D 3 non si rovescia mai, o appena insensibilmente, perchè cioè essa non ha sopra di sè strato sufficiente a rovesciarla. Infatti trovo che nelle figure spettrali delle ecclissi osservate con prisma objettivo, non si parla di aureola gialla estesa, come della verde della rossa e della bleu si parla. Onde la D 3 non potrebbe apparire assorbita. Cosi sparisce questa eccezione che faceva una difficolta alla teoria di Kirch- hoff del rovesciamento dello spettro, e probabilmente vi sono molte altre linee simili non ancora studiate, come già sospettammo fino dai nostri primi studi. Segue da ciò che l’idrogeno non può far macchia, ma se sia vivo farà fa- cola. Potrà anche accadere che l’idrogeno uscendo violentemente sollevi quello strato di vapori bassi che coprono tutto il sole, e così una violenta eruzione idrogenica assai viva, potrà avere qualche miscuglio di righe metalliche dirette, ma non avremo macchia da essa se le masse de’metalli non sono copiose e provenienti da profondità notabile. Nelle macchie non è raro avere rovesciate altre sostanze oltre l’idrogeno, il Sig. Tacchini, il P. Ferrari e io stesso ne abbiamo veduto esempi parecchi : però allora è evidente che la macchia perderà parte della sua oscurità per le righe vive in essa regnanti de’vapori saliti a grande altezza. Ciò persuade che per le macchie ordinarie un qualche abbassamento di temperatura di questi vapori sia condizione fondamentale. Non neghiamo che alle facole possa contribuire anche la fotosfera ravvivata da basse emanazioni metalliche di magnesio, ferro, ecc. come ha provato il Tacchini, ma veduta la facilità e la copia e il modo di agire dell’idrogeno sembra che esso sia il principale fattore delle facole, e cosi si spiega perchè le facole più o meno vive si incontrino anche ai poli ma ivi non mai macchie, perchè non vi s’incontrano eruzioni metalliche. La causa di tale assenza di eruzioni metalliche, come delle macchie è ignota, ma il mancare di amendue prova, come dicemmo che non basta a far macchia la presenza del solo idrogeno, e che ci vogliono gli altri metalli. Così dunque resta formulata la nostra teoria delle macchie che può riassumersi in due parole — le macchie sono prodotte da eruzioni di vapori metallici in copia , e specialmente di magnesio, sodio, ferro, calcio, ecc. La massa nera può accumularsi o sull’orifizio di eruzione direttamente , o riunirsi in una massa unica trasportata per correnti da varii orifizi vicini. Naturalmente la grandezza, durata, e intensità della macchia, dipenderà dalla copia — 15 — delle masse eruttate, e questa massa più assorbente può sussistere molto tempo anche dopo cessata l’eruzione. Il sig. Faye ha ultimamente dato nei Rendiconti dell’Accademia di Francia (Tom. LXXV, pag. 1794) una teoria in cui si riduce la macchia a un ciclone, e pretende che sia effetto di questa orza vorticosa tanto la depressione che si ha nella macchia, quanto la oscurila che vi regna. La teoria de’cicloni per ispiegare le macchie solari non è nuova (l), ma fu sempre rigettala dagli astronomi osservatori, perchè essa non corrisponde ai fatti. E vero che talora si trovano macchie vorticose, e di struttura chiaramente ciclonica, ma esse 1? sono rare , appena 5 0 6 in un anno. Una da noi osservata in Roma e simultaneamente a Christiania dal Sig. Fearnely, adì 5 maggio 1854 è passata tra i disegni più classici (V. Guillemin, Le del , pag. 64 , estratta dal nostro Quadro fisico del sistema solare ). Tutte le altre hanno manifestamente le correnti normali all' orlo della penombra. Negli ultimi 4 mesi di vorticose ne abbiamo avute 3 , cioè ai 30 Ottobre, 3 Nov., e io Decembre. Ma esse non sono state persistenti nel loro giro spirale che al più per due giorni ( 2 ). In tutte le altre benché siasi ricercato questo moto, non si è trovato che nullo 0 insensibile, e tale che si confonde colle molteplici variazioni delle forme delle macchie di cui è impossibile precisare la legge. E la ragione suffraga questa conclusione, perchè la differenza de’paralleli da cui arriva la materia dalla periferia al centro camminando essa molto lentamente lungo il raggio della macchia, è così piccola, che non può produrre che lenta rotazione. Certamente la differenza di velocita dovuta alla rotazione sarà grandissima se la traslazione sia rapida: così una massa che passasse da 20° di latitudine a 22° so' avrebbe una differenza di velocita di I46 m per secondo, e se il trasporto si facesse in tempo brevissimo ne nascerebbe un vortice spaventoso. Ma tali moti sono rari, e possono solo aver luogo nei momenti delle eruzioni, e in fatti le rotazioni che si osservano nelle macchie, sono casi speciali dovuti piuttosto alle collisioni delle eruzioni, e sono più appariscenti quando due macchie vicine si vengono a congiungere eccentricamente in una sola, e gli archi spirali si hanno specialmente nel principio delle vigorose eruzioni in mezzo a quel (1) Vedi Soleil, pag. 64. . (2) Eccone alcune altre : 5, 6, 7 Giugno (872 dextrorsum 5,6,7 Maggio 1871 idem ; (2 Novembre 1871; 17 Novembre 1851 , ecc. Sulla macchia del 10 Decembre 1872 trovo questa nota: « La macchia spirale del 10 Decembre 1872 segue nei giorni appresso a rotare dextrorsum — » Em.° Sud. Bellissimo campione, ma che pure non è che di poca durata, e lascia de’dubbi » sull’ interpretazione. — Addì 12 ha rotato 36° ». — 16 trambusto, come la famosa del Luglio 1860 (V. l’opera Le Soleil, pag. 40 , e pag. 58 ). Ma anche volendo concedere che la forza ciclonica esista, sempre si deve assegnare una causa determinatrice per cui essa entri in azione; e questa non potrebbe essere che quella che nasce dalle eruzioni. Il sig. Faye nega decisamente le eruzioni, il che ci ha molto sorpreso. Noi non pretendiamo che tutti i pennacchi siano eruzioni in vero senso e lo abbiamo più volte provato ma è certo che eruzioni vi sono e non si possono negare. Con ciò si prova che la parte pratica dell’osservazione, e cosa essenziale in questa materia. La teoria e l’ingegno non bastano in tutti i casi; 1’ osservazione protesta contro, e non può essere ammessa una cosa che contraddice alla quotidiana esperienza. Il nostro amico e collega prof. Tacchini ammette ancor esso la teoria dell’eruzione per formare la macchia, ma suppone il suo centro nel nucleo. Anche noi per un pezzo abbiamo creduto ciò, e nella i a edizione del Soleil abbiamo adottato tale opinione come base della nostra teorica : ma i fatti spettroscopici osservati posteriormente ci hanno convinto che essa è ben sovente laterale. Che al principio possa esser centrale non lo neghiamo, ma sono tanti i casi in cui le eruzioni sono laterali e sulle facole che anche di queste bisogna tener conto. Noi non diciamo con questo che l’eruzione debba formar sempre una gigantesca parabola, anzi bastano spesso brevi getti, ma compatti che sono si proprii delle macchie stesse. Il vedere delle nubi alte sopra le macchie non prova che sempre siano eruzioni nate dal loro centro, potendo esser masse trasportatevi sopra nell’espansione anzi questi grandi pennacchi sono per lo più semplice idrogeno. Per le macchie sono più decisive le punte vive e basse, che non possono avere che piccolissimi trasporti. Forse la stessa cromosfera bassa e vivissima a spettro multiplo e a punte, che si osserva sulla macchia, non òche la sommità della nube che in parte immersa nella fotosfera sorpassa un poco il suo livello. Sicché noi non dissentiamo dal Ch. Professore se non in una particolarità secondaria , a cui siamo arrivati dietro un lungo confronto delle macchie colle eruzioni. A dare un saggio di questo confronto soggiungiamo le particolarit'a più degne di osservazione trovate nelle macchie e nelle protuberanze dell’ultimo quadrimestre. Diamo poi in una appendice lo spoglio delle osservazioni anteriori raccolte nell’epoca di grande attività cominciando dal tempo in cui cominciammo a fare lo studio delle protuberanze , che sarà continuato appresso. P. S. Per informazione de’nostri lettori, e a mostrare quale sia ora il concetto della relazione tra le macchie e le protuberanze, gioverà riportare qui le conclusioni a cui è stato coudolto il Sig. Spoerer, che può dirsi il rappresentante della scienza solare in Allemagna. Ecco restretto delle conclusioni a cui esso arriva nel n? 1919 dell’ Astr. Nach. di Altona a cui aggiungevo qualche riflessione. I. Protuberanze bellissime, e molto intense si mostrano, senza che appariscano delle macchie nella regione relativa ( Qui ed appresso nulla si dice della loro natura spettrale) : molte vive però non hanno che idrogeno. II. Pare che le protuberanze fiammeggianti non manchino mai dove si mostrano grandi formazioni nuove, e trasformazioni di gruppi di macchie. In varii casi speciali si poteva provare per mezzo del calcolo, che tali protuberanze aveano luogo dianzi nello stesso luogo, dove dipoi si formavano delle macchie. E anche stala osservala formazione di macchie, che a poco a poco procede fin al luogo della protuberanza. Il campo luminoso dentro un gruppo doppio, come pure i canali luminosi che passano per un gruppo sono guarniti di protuberanze fiammeggianti. ( Queste protuberanze dette qui fiammeggianti sono le nostre metalliche, e in questi luoghi vi sono eruzioni metalliche). III. Il nascere di un gruppo di macchie (ancora delle più grandi) è preceduto sempre dalla formazione di piccolissime. Queste poi sono circondale di fiamme vivaci, e come adesso possiamo dire di eccellenti protuberanze fiammeggianti, se è vicina la nascita copiosa di macchie. Al finire della fase della formazione e al trasformarsi delle macchie sparisce per lo più soltanto una parte del gruppo, e nella parte che rimane si forma una macchia isolata circondata da una corona (penombra?), che acquista poco a poco maggiore regolarità di forma. Intorno tali macchie circondate di corona le protuberanze fiammeggianti non appariscono nella stessa maniera, che accade prima durante la grande fase di nascimento. La divisione delle macchie, e cose simili si devono considerare come cose, che mettono lo stato del fenomeno nella prima fase. (Cioè nuova eruzione. L'autore qui chiaramente conferma ciò che noi gli annunciammo molto tempo fa dei due periodi diversi della macchia). IV. Anche quelle protuberanze, che non hanno il carattere di fiamme {cioè secondo noi le idrogeniche), esercitano non di rado un’influenza su di una formazione di macchie vicina. Si può ammettere, che questa influenza si mostra più forte la, dove le macchie corrispondono ad una lacuna tra protuberanze. Tali casi si hanno in gran numero. V. Si sono osservate delle grandi protuberanze in quel medesimo luogo, dove poco innanzi esisteva un gruppo. Non attesa dunque l’influenza, che in generale può produrre un disfarsi delle macchie, è manifesto che per nuova formazione di protuberanze le macchie vengono (meccanicamente?) disfatte. VI. Vuoisi notare la relazione del tutto curiosa, che si sono osservate delle protuberanze, le quali, secondo i calcoli, si spandono in circolo ampio e molto distante al di sopra del posto di qualche macchia o al di sopra del luogo di una macchia innanzi sparita ( Queste ampie protuberanze sono sempre piu idrogeniche). Anclam, Dicembre 1872. Prof. Spoerer. Tutte queste particolarità si spiegano facilmente colle due categorie di protuberanze, da noi indicate, e non includono fatti che noi non abbiamo già accennati, e che non si possano spiegare colla nostra teorica. Vedo che in massima anche il Sig. Spaerer è entralo nella distinzione delle due fasi della macchia e delle relative protuberanze cioè la formazione, e la dissoluzione che io già inculcai molti mesi sono (V. Comptes Rendus , Settembre 1872). NOTE DIVERSE SUELE MACCHIE DELLE ROTAZIONI XVIII-XXII. 11 Agosto. Punte dritte di eruzione precedono la macchia Ovest. Eruzione variabile assai. 12 Ag. Entrata una macchia con protuberanza vicina. 14 Ag. Getti vivissimi lineari precedono la macchia a S.O. 17 Ag. La macchia 183 sta per tramontare, ed è preceduta da punte dritte e vive. 25 Ag. Fin qui nessuna eruzione ben caratterizzata, e nessuna macchia grossa. Solo piccoli punti. Vi è una nube molto istruttiva, che mostra il suo nucleo fornito di fili in cima, onde le protuberanze idrogeniche non hanno bisogno di radice nella cromosfera. 27 Ag. La macchia 199 sta sull’orlo, e si hanno getti vivi, e punte dritte che la precedono. La facola era vivissima intorno fin da ieri. 29 Ag. Si hanno a 66° dei getti che precedono il ritornodella (183), ma sono fiacchi a quanto pare. Vari piccoli gettarelli precedono il tramonto della (204) assai piccola apertura. 6 Settembre. Altra prova di nube da cui partono filamenti e raggiere: è staccata alla base affatto. Si concede quindi che essi non vengono sempre da eruzioni, ma è impossibile negare le eruzioni. Facola a raggiera con due punti in mezzo. Vero cratere. 11 Seti. Bella massa di getti che precede l’ingresso di una macchia. 12 Sett. Puntine vive, a 63° a di 13 nasce una macchia. 17 Sett. Eruzione vivissima sulla macchia 214 vicina all’ orlo che tramonta. Al punto osservato = 244* di posizione solare. Altra viva eruzione sulle vicinanze della macchietta entrante 221. 17 Sett. Il solo idrogene non fa macchia. V. l'eruzione del 17 all’angolo 302. Essa segue il 18 appresso ed è quasi staccata. 27 Sett. Vari getti sono rovesciati, c mentre alla base vanno lungi dal polo, si trovano poi in alto ripiegati verso di esso; ciò prova che la corrente regna solo a certa altezza. 29 Sett. A 270° un getto complicato precede la macchia 222 che sta per tramontare. 30 Sett. Getto di fili sospeso senza radice. 1 Ottobre. Nubecola di magnesio, precede una macchietta. 2 Ottob. Altre puntarelle vive a 79° precedono la macchia n? 233. 7 Ottob. Si vede molta calma nel Sole, perchè le masse sono cumuliformi e poco trasportate. 17 Ottob. Getto di punte sopra la macchia che viene ai 18 a 111? Dist. poi. del Sole. 21 Ottob. Piccola catena di getti vivi sulle facole, e precedono alcune macchiette. Altri simili a 252° sopra una macchietta che sta per uscire. 22 Ottob. A 74° getto a spirale assai curioso e singolarissimo sopra alcune macchiette, pare principalmente idrogene. 30 Ottob. Pennacchio divergente da peduncolo che non tocca la cromosfera. 1 Novembre. Arco troncato ad una gamba che mostra un arco staccatosi a certa altezza dalla cromosfera. 4 Nov. Vivissimo e altissimo getto, e fili e punte che precedono la macchia. È una rara eruzione mobilissima di magnesio, ecc., e la 1474 a grande distanza dall’orlo precede la macchia 253. 13 Nov. Eruzione vivissima in mezzo al disco sulla 255. Facola vivissima nel gruppo in essa si vede la C storta, e la D f D' 1 diffuse assai. 15 Nov. Getto di fili dritti a 96? che precedono una macchia (263). Altro vivo sopra la macchia 250 che tramonta. 17 Nov. Fili vivi ma non punte sulla macchia che tramonta. 18 Nov. Viva fiamma sulla macchia 255 che sta sull’orlo e sparisce (Epoca curiosa per le macchie formate di semplici ammassi di punti). 27 Nov. Punte dritte, e pennacchi avanti la macchia 273 (ritorno della 250). I getti variano rapidamente. 30 Nov. Altra macchia agitata in mezzo al disco con getti aventi C rovesciato. 19 Decembre. Punti e getti accesi ove jeri era la macchia. È un periodo di grandi macchie nucleari quiete, ma al tramonto rare volte si possono vedere per la stagione pessima. Molte passano a nucleari dopo riunioni di punti e frastagliate. In tale stato hanno dentro le eruzioni. 23 Dee. Al luogo della 281 molti getti vivi : essa è sull’orlo di ponente. All’orlo di levante altri getti dove il dì appresso spunta una facola viva, e poi una macchia ai 25. APPENDICE Nota. - Diamo qui l’estratto del giornale delle osservazioni fatte dal principio del 1869 al 23 Aprile del 71, notando quelle particolarità più notabili che abbiamo rilevato sulla dipendenza delle macchie colle protuberanze. Si vedrà da questi appunti come sempre abbiamo proseguito questo studio, ed esaminato i singoli casi. Tante coincidenze non han bisogno di commento. Questi studi erano interrotti, e perciò li vedemmo insufficienti al gran bisogno. Quindi dal ?3 aprile 1871 in poi cominciò la serie regolare che viene appresso. Abbiamo espressamente ommesso un gran numero di osservazioni che non contribuiscono a nulla per economia di tempo e di spazio. STUDI SPETTRALI. 5 Gennaio 1869. - Vicino alle macchie la rossa C in più punii svanisce, ma 3 — 20 — non sulle macchie. Anche girando sul disco si vedono qua e la lampeggiare linee, ma è difficile fissarle. 31 Genn. — Molti studi sulle macchie. In queste non si deve dimenticare la presenza delle persiane simili a quelle che si vedono all’orizzonte. 5 Marzo — Rovesciato il magnesio sulla macchia e protuberanze all’orlo. 21 Aprile. — Eruzione che precede la macchia vicina all’orlo di ponente: l’idrogeno arriva fino all’orlo del nucleo, ma non sul nucleo (conferma ciò che dissi, che l’idrogeno si fa strada lateralmente). 5 Maggio. — Macchie all’orlo di S.O. preceduta da altissima protuberanza viva : cercate indarno altre lucide fuori delle solite. 6 Maggio. - Altra macchia che sta per tramontare con piccola protuberanza. Ma vicino alla macchia sparita la sera di jeri a l' 1 43 si trova una enorme protuberanza. 1G Maggio. — Alte protuberanze precedono la macchia tramontale. 20 Maggio. - Macchia 58 presso l’orlo. Sulla facola che sta all’orlo, mezza dentro e mezza fuori è rovesciato il magnesio, c il ferro, e la vicina a 52 AV. d. W. parecchi e altri ne nascono tra 31 c 32 AV. d. AV. e molte altre (V. Giornale). La macchia è proprio lambente l’orlo con una facola mezza dentro e mezza fuori. Le righe lucide si spandono sul lembo fino al nucleo della macchia. L’intervallo delle due strie del magnesio è divenuto lucido (V. la fig. del So- leil, pag. 209). 21 Maggio. — La macchia è proprio sull’orlo. Sparite le righe rovesciale di jeri. 23 Maggio. — Seguono protuberanze sulla macchia passala. 30 Maggio. — Grandi protuberanze nelle facole della macchia 71, 72 che sta all’orlo. 4 Giugno. — Prime figure di protuberanze intere. il Giugno. — La macchia presso l’orlo, intorno alla sua larghezza ha righe lucide che entrano fino al nucleo, ma non passano il nucleo, cioè non sono lucide sul nucleo. Le b sono un poco lucide. 2 Luglio. — Altissime protuberanze sulla macchia ancora distante dall’orlo della sua larghezza. 3 Luglio. - La macchia è separata dall’orlo di un solo filetto, e ha protuberanze basse, ma vivissime ( Lunga interruzione di osservazioni). 3 Gennaro 1870. — Protuberanza viva sulla macchia a S. 0. che tramonta. 6 Febbraio. — Macchia a 4 nuclei sull’orlo. Punte e protuberanze vivissime. La C è spostata. — 21 — io Febb. — Molte macchie all’orlo, e tutte coronate da vive fiamme. Sono figurate. 20 Marzo. — Macchia enorme e complicata all’orlo. Le facole si vedono rilevate, e le ombre depresse: verso sera si esaminano le protuberanze che sono vivissime. 21 Marzo. — Seguono protuberanze sulla macchia, magnesio rovesciato, e ferro, cioè la solita tra le due vicine del magnesio. 4 Aprile. — Molte protuberanze nelle vicinanze delle macchie all’orlo N.E.; una viva assai a N.E. sulla facola del ponte della macchia. Un altra sta più alto. La F entra dentro fino al nucleo, ma non si dilata. Vi è nube sopra, e sotto fiamme, moli apparenti, spostamenti di refrangibilità. Vera eruzione su le facole che stanno tra i nuclei della macchia : getto e nube alta i 2 o'\ 5 Aprile. - Continua la nube ma più bassa per la rotazione. il Settembre. - Piccola macchia con sopra protuberanza viva e foro tra i getti. Forti righe d’assorbimento nascono sulle protuberanze, che richiamano quelle che si vedono sulle macchie. Oltre quelle tra A - a e B - C si vede la C 6 spiccare forte su tutte le protuberanze. 13 Sett. - Si confermano le righe di assorbimento a Sole molto alto, le quali provano come nelle protuberanze sono vapori diversi oltre i metalli : paiono i gas telluro-atmosferici. 27 Sett. — Protuberanze a 240? sull a macchia all’orlo, riva. 29 Sett. - Molte righe rovesciate sulla protuberanza a N.O. che è sulla macchia che tramonta. La B—C di Respighi, le magnesiane, e una tra F e i sono brillanti assai, e sono del calcio o del ferro. oo Sett. — Getto superbo sulla macchia che sta all’orlo N.O. dove sono rovesciati sodio, e la B—C, come pure altre : ma dura poco. Aria pura; si verificano sulle protuberanze le zone telluro-atmosferiche. 1 Ottobre. - Sopra la macchia che è ancora all’orlo e una moltitudine di fiammelle variabilissime. Una protuberanza enorme si stende sopra tutta 1 area della macchia , in alto a forma di strati lineari : ma questi sono di solo idrogeno. Invece nelle fiammelle vi sono altri metalli. Si nota espressamente, che le protuberanze sono di due specie, una a getti mobili, vivi e fiamme, le altre sono a nubi o strali deboli. Altezze de veli = 8 diametri terrestri. Vi è dislocazione di refrangibilità sulla macchia all orlo. 8 Ottob. - Macchia entrata appena a E. S. e vi è un getto forte vicino. In questi giorni molte protuberanze, tutte su le facole, ma non macchie. Sono archi e veli di puro idrogeno come appare dalla loro forma, che sono cel- — 22 lulari per la massima parte smorte. Le protuberanze ad archi, e grotte sono tutte di idrogeno. 16 Ottob. - Grandi archi e nubi a grotte presso la macchia, e su le facole. Ma sono fumi leggeri. Anche il dì seguente enormi pennacchi e fumi. 19 Ottob. — In linea della macchia a 90? molti getti vivi. 27 Ottob. — Vivissima nube che mostra il cambiamento di refrangibilità in F verso il violetto a io b 55 m . Questa cambia a vista anche nel rosso. L’ima- gine è trasportata verso il rosso, cioè verso la punta della protuberanza. Sta un poco sopra la macchia a N.O. 29 Ottob.—Bella protuberanza viva: vicina alla macchia presso all’orlo N.O. pos. 35? Archi spettacolosi. Mutabile il getto vivo in modo straordinario. Archi sovrapposti. 29 Gennaro isti. — Altissime e vastissime protuberanze. Ma analizzate non danno che idrogeno. 6 Febb. - Vivissimo cumulo spennacchiato iu cui è vivo il magnesio, e la B-C di Respighi. Si vede pure la forma de’getti nel giallo. Sta a ponente, e non si può giudicare se verrà macchia. 3 Marzo 1872. — Eruzione nella gran macchia che sta in mezzo al disco, ove il sodio e il calcio si allargano enormemente , e si dilata il magnesio pure fino a far sparire lo spazio fra le due vicine. Zone scure intense nel verde e giallo, con nebbia generale. 6 Marzo. — A NE. sul luogo dove il dì appresso è la macchia, si vede una superba eruzione sulle facole residue: ma la macchia è all’orlo; si vede una massa viva di getti, con gran nube volante in alto. Nei getti sono rovesciate le solite righe B-C, sodio, magnesio, ecc. Variano per refrangibilità la C e la F. Lo spettro si rovescia quasi tutto. L’ eruzione alta d cambia a vista e ricasca in ampia parabola. A o h 50 m si hanno spostamenti enormi, e rotture decise di linee per cambiamento di re frangibilità. Continua ravvivandosi a i h 3 /4 > ma poi finisce. Altra protuberanza viva è a SE. e il dì appresso è una macchia. 7 Marzo. — Magnifica protuberanza sulla macchia che viene all’orlo. Filamenti come di pioggia di fuoco discendenti da una nube; rovesciasi la B—C, il magnesio, ecc. Disegno fatto dal Sig. Lais (è pubblicato nelle Memorie e nel Sonne). 9 Marzo. — Sulla macchia che ieri si vedeva , e ora è sull’ orlo, non si vedono protuberanze, ma la cromosfera è viva , alta e sfilacciata a piccole fiammelle. * 23 — 10 Marzo. — Macchia 39 all’orlo : non ha getti sopra, ma una nube viva: vi è più alta e viva la cromosfera. Al punto Ovest preciso è una nube viva col magnesio rovesciato , ma tramonta e non si capisce se vi sia macchia. Solo si vedono facole. Molte nubi e chiome d’idrogeno volanti. li. Marzo. - Nel luogo dove è scomparsa la macchia 39 che avea amplissima penombra, vi sono fiammelle e cromosfera viva assai a filetti, ma non nubi alte. 12 Marzo. - Getti superbi nel giallo a NE. su di una macchia entrata adesso appena : su le facole si rovesciano le magnesiane e alcune del ferro. Lancia lucida sulla F. Tutto questo sta precisamente dove il dì appresso comparve la macchia 53. 24 Marzo. - Grande protuberanza a NNE. con enorme strascico d’idrogeno o coda. Si fanno varie misure, e si trova enorme : alta 7o" nella parte viva; ma è alta il doppio nel resto dell’immenso strascico ripiegato verso il polo. 25 Marzo. — Si vede ancora una porzione dell’immensa protuberanza, e al luogo del getto vivo di ieri è oggi comparsa una bella macchia. 12 Aprile. — Macchia spirale con ponte di foglie, e veli rosati. Tre getti vivi sulla macchia 88 che comparisce il dì appresso. Essa era all’orlo oggi. 17 Aprile. - Una macchia è all’orlo orientale, e su di essa sono molti getti, alcuni de’ quali sono incrociati sul nucleo. A tutto rigore non può fissarsi se proprio escano dal nucleo , ma è certo che vi corrispondono sopra. Ve n’ è un’ altra dentro F orlo, ma su quella non sono pennacchi. Col prisma avanti la fessura dello spettroscopio si trova il getto un poco a destra del centro del nucleo. A SO. getto enorme e variabilissimo che precede la macchia 79 che sta per uscire. Alta a enorme spirale sui facoloni all’orlo. (Descritta nel Sonne). D'ora in poi si fecero i contorni interi del disco, ed ecco lo spoglio per ciò che riguarda queste eruzioni. Devo avvertire il lettore che a fine di evitare ogni influenza di preoccupazione personale, questo spoglio è stato fatto dal Sig. Ing. Remiddi, e da me trovato esatto. 24 — PROTUBERANZE MAGGIORI OD ERUZIONI SOLARI IN RELAZIONE COLLE MACCHIE Dal 23 Aprile 1871 al 12 Agosto 1872. Numero progressivo > OS W 2 » H 03 < o Q J u w Q “ ■ ó « u g S < a S ® ,, u 5 o 3 £ °. 5 5 s Z ° u Posizione DAL POLO N. DEL SOLE VERSO E. ANNOTAZIONI N. B. Qui si registrano solo le eruzioni metalliche a fiamme vive , e con righe rovesciate. APRILE 1 27 98 98 103 Eruzione che precede l’apparizione della macchia. Questa comparisce il dì seguente. 2 28 )) 96 107 Accompagna la macchia, la quale essendo molto estesa, presenta ancora una sua parte al bordo. O o 29 )) 105 Idem segue la macchia 98. 4 30 91 259 Accompagna la macchia giunta al bordo occidentale , e sta sulla facola. 5 )) 103 67 Nube alta piegata. Precede l’apparizionee della macchia 103, la quale comparisce al bordo orientale il dì seguente. MAGGIO 6 1 91 264 Segue il passaggio della macchia 91 al lembo occidentale , getto bello vivo sulla facola. 7 i) 103 104 67 Accompagna la macchia n.° 103 , e precede la 104, la quale comparisce nello stesso posto il dì seguente. 8 2 93 263 Sulla macchia giunta al bordo occidentale è depressione, ma a destra e sinistra due grandi elevazioni di cratere. 9 )) 105 113 Precede l’apparizione della macchia un getto vivo basso. 10 3 93 261 Segue il passaggio della macchia 93 al lembo occidentale. Nubi e getti sulle facole. Segue l’apparizione della macchia 105, code di nubi e getti 11 » 105 120 12 4 100 294 Precede l’arrivo della macchia 100 al bordo occidentale. 13 » 100 290 Accompagna la macchia 100 giunta al lembo occidentale. 14 5 101 263 Precede la macchia 101 al bordo occidentale assai vicina. lo )> 106 97 Segue l’apparizione della macchia 106, getti vivi. ìe 6 101 267 Sulla macchia al bordo occidentale 107 piccoli getti. 17 » 108 76 Getti e nube precedono l’apparizione della macchia 108; questa comparisce il dì seguente. 18 8 110 71 Getti vivissimi precedono l’apparizione della macchia 110, la quale comparisce il dì successivo. 19 9 HO 111 70 Segue l’apparizione della macchia HO, ed accompagnala 111. 20 11 98 251 Eruzione che accompagna la macchia giunta al lembo occidentale. L’eruzione è laterale. 21 12 » 251 Un getto sta sulla macchia, e un altro vicino depress. in mezzo. 22 13 )) Residuo della sopra notata. 23 lo 98 a 248 Sulla parte (a) della macchia 98 giunta al lembo occidentale, getto enorme vivissimo sul nucleo della macchia passata all’orlo. 24 )) 115 102 Segue l'apparizione della macchia. (N. B. Manca l’osservazione del dì precedente). 25 )ì 116 117 L’eruzione segue l’apparizione della macchia 116. 20 1S 120 70 Segue l’apparizione della macchia 120. 27 » 121 123 Precede la 121- 28 20 117 254 Accompagna la macchia 117 giunta al bordo occidentale. 29 21 117 254 Nube isolata che piove giù dove stava la macchia sul bordo occidentale; getti vivi sotto- i — 25 — o > 9 « 0= V) W Ui > PS - c*3 < C/3 H C/3 <4 O w 1 ó fi i Z H cc p O z ZIONE 1 OLO N. SOLE so E. ANNOTAZIONI 5 o Z 2 CU Q j w Q N? D DELL GHIA MT1 Posi DAL I DEL l VER! 30 21 112 279 Accompagna la macchia 112 al lembo occidentale. 31 )) 123 da 95 Getti che accompagnano F apparizione della macchia 123 ed 32 » D a 108 altre piccole. Oli 34 22 123 103 Massa vivissima che accompagna Tapparizione della macchia 35 123 di cui una parte occupa ancora il lembo orientale. 36 23 111 293 Massa viva accompagna la macchia 111 al lembo occidentale. 37 )) 270 Fili vivi sopra le piccole macchie all’orlo. 38 24 129 54 Macchia 129 vicino al lembo getti. 3!) )) 118 126 97 Fili vivi accompagnano le macchie giunte al lembo occidentale. 40 » 130 Nube viva precede la macchia. 41 26 130 99 Punte vive accompagnano P apparizione della macchia 130 , 133 71 altri precedono la 133. 42 27 Eruzione precede l’apparizione della macchia 133. 43 28 255 Fili vivi al bordo occidentale dove si occulta la macchia pie- cola 119. 44 29 120 255 Getti vivi precedono la macchia 120 che scomparisce dopo un giorno. 45 ... .... (Periodo di poche macchie e di poche protuberanze ) GIUGNO 46 2 123 Accompagna la macchia 122 al bordo occidentale. Grand’eruzione che segue Fapparizione della macchia 135. 47 » 135 48 4 Getto al posto di una piccolissima macchia che presto si di- legua. 49 5 130 207 Precede la macchia al bordo occidentale : poco distante massa viva. 50 »' 140 141 80 Al posto delle macchie che compariscono il di seguente, eruz. 51 6 136 297 Precede la macchia al bordo occidentale. 52 » 142 78 La cromosfera assai viva precede l’apparizione della macchia. 53 8 141 Idem segue l’apparizione della macchia. 54 9 142 77 Fili dritti nella macchia 144. 55 )> Massa viva segue la macchia sulle facole lontane; 56 11 146 51 Massa viva sulla macchia al lembo orientale che ha latitudine assai forte. 57 13 150 105 Un getto precede l’apparizione della macchia. 5S 14 135 261 Massa viva accompagna la macchia 135 al bordo occidentale sulla facola. 59 )> 150 Cromosfera alta viva segue l’apparizione della macchia. 60 15 135 204 Archi e getti seguono il passaggio della macchia al lembo occidentale. 61 1C 151 98 Getti e nubi sulla macchia al lembo orientale. 62 17 139 170 Masse vive ai lati della macchia 139 vicinissima all’ orlo oc- 148 cidentale variabilissimi. 63 )) 287 Id. id. dai due lati della 148. 64 65 13 )) 139 148 272 295 Eruz. che segue il passaggio della macchia al lembo occidentale. Id. id. 66 )) 152 65 Massa viva sta presso la macchia , la quale comparisce il di 19 142 bis 247 seguente. Piccoli getti precedono la macchia che tramonta. 67 142 bis 243 Getti sopra la macchia di fresco formatasi che ora sta sul bordo 152 59 occidentale. 68 » Massa compatta segue l'apparizione vicina della macchia 152. — 26 — Numero progressivo Data dell’osserv. N? d’ordine DELLA MACCHIA CONCOMITANTE Posizione DAL POLO N. DEL SOLE VERSO E. ANNOTAZIONI 69 20 142 bis 245 Getti in continuazione della precedente (Si vede che la macchia lascia dietro roba). 70 25 146 298 Macchia al lembo occidentale con pochi filetti. 71 )> 155 116 Getto che precede l’apparizione della macchia 155. 72 26 155 118 Segue la macchia un getto bello. 73 29 151 255 Al lembo occidentale getto ove trovasi la macchia 150. 74 )) 160 97 Getti al posto della macchia che comparisce il dì seguente al lembo orientale. 75 30 161 95 Getti vivi seguono l’apparizione della macchia. LUGLIO 76 1 162 79 Fili e getti vivi precedono la macchia 162. 77 2 162 80 Eruzione di fili diretti. Segue l'apparizione della macchia. 78 o o 165 80 Sulla macchia al bordo orientale. 79 4 165 80 Segue la macchia. 80 5 158 290 Massa viva al bordo occidentale nella macchia 158. 81 6 159 251 Id. id. 82 9 169 250 Molti getti precedono la macchia vicina al bordo occidentale. 83 » 171 119 Precede l’apparizione della macchia. 84 10 169 250 85 )) 170 Segue l’apparizione della macchia. 86 )) 171 119 Eruzione che accompagna la macchia al lembo orientale, con punte dritte vive. 87 11 169 250 Eruzione che segue il tramonto della macchia al bordo occidentale. 88 )> 171 120 Eruzione varia sulla macchia di cui una parte occupa ancora il bordo orientale. 89 )) 172 68 Superbo getto sulla macchia al bordo orientale. 90 12 161 260 Getti che precedono la macchia 162 al lembo occidentale. 91 » 171 114 Residuo dell’eruzione che accompagnava la macchia 171. Nube viva sul bordo occidentale ov’è la 167. 92 13 162 258 )> » 225 Massa enorme di filamenti 93 14 280 280 Getti dritti sopra la macchia 162 arrivata al bordo occidentale. 94 15 175 125 Precede l’apparizione della 175. ;> )) 165 280 Fiamme sul luogo dove s’accosta la 165. 95 16 165 285 La 165 è al bordo occidentale; gran pennacchi. 96 )) 176 73 Viva massa sulla macchia al bordo orientale. 97 17 176 75 Gruppo di getti che segue la macchia 176. 98 » 177 85 Vivissimi getti precedono l’apparizione detla macchia 177. 99 19 174 bis 284 Punte vive sopra alcuni punti al bordo occidentale. Sulla facola che precede 1’ apparizione della macchia getti e fili vivi. 100 )> 178 85 101 21 171 246 Molti fili precedono la macchia al bordo occidentale. 102 22 171 241 Viva eruzione e variabile che accompagna la macchia al lembo occidentale. 103 » 174 292 Punte vive sulla macchia al lembo occidentale. 104 23 171 241 Getti cd eruzioue sulla macchia 171 al lembo occidentale che si estendono a tutta la regione intorno. 105 » 174 292 Continuano getti sulla macchia al bordo occidentale sul gruppo solito di macchie. 106 )) 183 70 a 100 Una eruzione spettacolosa si presenta per quattro giorni consecutivi (22. 23, 24, 25, 26 Luglio) al bordo orientale poco superiormente all’ equatore. Il 27 comparisce in quel posto la macchia 183. — 27 — Numero progressivo Data dell’osserv. N? d’ ordine DELLA MACCHIA CONCOMITANTE Posizione DAL POLO N. DEL SOLE | VERSO E. ANNOTAZIONI 107 24 171 241 Sulle code della macchia al bordo occidentale. 108 » 172 290 Al bordo occidentale. )) 27 179 265 Cromosfera a fiammelle precede la 179. 109 28 179 265 Fiammelle sulla macchia 179. HO 29 182 Id. id. sulle macchie esaurite. 111 30 177 285 Getti sulla macchia 177 al bordo occidentale. 112 )) . 186 52 Fiamma sulla macchia 186 al bordo orientale. 113 31 186 52 Eruzione assai variabile sulla macchia 186. AGOSTO 114 2 188 76 Nube viva e getti : sta sulla macchia che è al bordo orien- tale n.° 188 e la precede. 115 O O 188 76 Segue l’apparizione della macchia. 116 5 189 78 Altra macchia e altra eruzione. 117 6 187 255 Al luogo della macchia quasi sciolta sul bordo occidentale : deboli. 118 » 189 75 Viva eruzione segue l’apparizione della macchia. 119 )) 190 115 Eruzione precedente la macchia al lembo orientale. 120 7 190 115 Residuo dell’eruzione sopra notata. 121 8 190 115 Id. id. nube altissima a fiore. 122 )) 183 283 Al lembo occidentale. 123 9 183 283 Id. id. 124 » 270 Massa viva sulle facole 125 11 192 Fili alti e vivi accompagnano la macchia al lembo orientale. 126 )) 193 275 Id. id. 127 12 192 194 Grand’eruzione al bordo orientale, segue la 192, accompagna la 194. 128 13 196 87 Precede la 196 grossa massa di getti vivi. 129 » 194 115 Molti getti sulle facole della 194, ma paiono solo idrogeno. 130 )> 191 257 Massa viva dove è sparita la macchia 191 da due giorni sulle facole (forse si sarà rinnovata). 131 14 196 92 Gruppo di fili alti obliqui seguono la 196. 132 )) .... 260 Massa viva che par bollire su di una facola che era più viva ieri. 133 16 188 290 Getti minuti sulla 188 che s’accosta all’orlo. 134 17 188 290 Idem vivi sulla macchia all’orlo. 135 18 189 293 Getto vicino alla macchia che s’accosta all’orlo. 136 19 192 bis 235 Getti vivi bassi su di una macchietta nata ieri dentro una facola. 137 20 198 83 Fili vivissimi [sta scritto verrà la macchia, e cosi fu]. ( Continua) 1.. S*V r ; : z o i s /; x o y > ——- . * -~~ j ' * - 1 '"1 - i *-? t 2 * 1 "SJ.c r : Sì »“.!•« = i p .o ^ r* ' *\J , _ c ~~ j? ! £ ri ! k. »- r* £ ^ ~ “ ! ì ~U >4 . . A ••£ **■ • un . i fi -i ?Je *>l • I li: -i rosi ■■ ,... t.i.l.- t ! F^.. g'f 1 . i W»M ■! mi i! 1 «a* : ’t Iti! ■ fi i «■ : V-ft ■lfi'H)IHIUi' , f '•» ; • Ci -: «ri ; eri ! - : ot; ,o- w / i - ■.!■{ 1 ;:ei ■ Ù2 —ili! .. : ii«ij 1 i oi; , nn ninnili l'Ii'r; ; ieri ■ i, ■ : .« j-fin tfii-ri: ' !{.'•<;: •» ivi *- di! 1 ie ! ìui or-io;}/. ‘lilv rii'-^i.-iu tV.ii* i;l< : iJNa a rvì/‘ OT ! m O /h; .afmanj i'! » W f ; • • 1 1 .oitiaanui «!;•>!> snitisiiniffjit'l «ni-,» i)T V. iutj i. r.'illii •- f.’nbai;in' i.l! A i ■ ; j UHI ?; .uit ! 1 " iììi'Ì 3 > i ir,:.'-. :.i;'nv:: ;:"n. i \ì. ; i'XP ! • • i T ’t 0 . Tifi ; ' ■. r ; *> '' •! "IHii.VITI evi/, J oV i-.-i « 81 *i- ) . : fi I.ir' • •■( .!•)• >ì '."ri;ÌÌ55 ì: i i ! (Hit l( . . 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