Buch 
I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
Entstehung
JPEG-Download
 

109

ozio andavano soffogando coi piedi il pavimento, per dar se-gno a quei di fuori che entrassero, e per confondere nello stessotempo il romore delle loro pedate. Don Abbondio alludalo nellasua scrittura non badava ad altro. Al fruscio dei quattro piedi,Renzo prese un braccio di Lucia, lo strinse per darle coraggio,e si mosse (raendosela dietro tutta tremante, che da per se nonvi si sarebbe potula condurre. Entrarono pian piano, in puntadi piedi, comprimendo il respiro, e si collocarono dietro i duefratelli. Intanto don Abbondio, finito di scrivere, rilesse atten-tamente, senza sollevar gli occhi dalla caria; la piegò, dicen-do: "Sarete contenlo ora? e levatisi con una mano gli occhialidal naso, sporse con laltra il foglio a Tonio, alzandola faccia.Tonio, stendendo la destra a prenderlo, si ritirò da una parte,Gervaso, ad un suo cenno, dallaltra: ed ecco, come al divi-dersi duna scena, apparire nel mezzo Renzo e Lucia. Don Ab-bondio inlravvide, vide, si spaventò, si slupi, sinfuriò, pensò,prese una risoluzione: tutto questo nel tempo che Renzo misea proferire le parole: "Signor curato, in presenza di questi te-stimoni, quest è mia moglie. Le sue labbra non erano ancoratornate in riposo, che don Abbondio aveva già lasciata caderla quitanza, afferrata colla manca e sollevala la lucerna, gher-mito con la destra il tappeto che copriva la tavola, e tiratolo ase con furia, giltando a terra libro, carta, calamaio e polveri-no; e balzando tra la seggiola e la tavola sera avvicinato aLucia. La poveretta con quella sua voce soave, e allora tuttatremante, aveva appena potuto proferire: "E questo.... che donAbbondio le aveva gillalo sgarbatamente il tappeto sulla testae sul volto, per impedirle di pronunziare intera la forinola. Etosto, lasciala cadere la lucerna che teneva nellaltra mano, siaiutò anche con quella a ravvolgerle quel drappo intorno allafaccia, che quasi laffogava; e intanto gridava a testa, comeun toro ferito: "Perpetuai Perpetuai tradimento! aiuto! 11 lu-cignolo morente sul pavimento, mandava una luce languida esaltellante sopra Lucia, la quale affatto smarrita, non tentavapure di svilupparsi, e poteva parere una statua sbozzata increta, sulla quale lartefice ha giltato un umido panno. Cessataogni luce, don Abbondio lasciò la poveretta, e andò cercandoa tentone la porta che metteva ad una stanza più interna, latrovò, vi entrò, si chiuse dentro, gridando tuttavia: "Perpe-

I Promessi Sposi. Ì0