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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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notali i suoi biografi, ne citeremo qui un solo. Avendo egli ri-saputo che un nobile usava artificj e angherie per mandar mo-naca una sua figlia, la quale desiderava piuttosto di maritarsi,ebbe il padre a se; e cavatogli di bocca che il vero motivo diquella vessazione era il non avere quattro mila scudi che, se-condo lui, sarebbero stati necessari a maritar la figlia conve-nevolmente, Federigo la dotò di quattro mila scudi, Forse ataluno parrà questa una larghezza eccessiva, non ben ponde-rata, troppo condiscendente agli stolli capricci dun superbo;c che quattro mila scudi potevano esser meglio impiegati cose colà. Al che non abbiamo nulla da rispondere; se non chesarebbe da desiderarsi che si. vedessero sovente eccessi d unavirtù cosi libera dalle opinioni dominanti (ogni tempo ha lesue), cosi disimpacciata dalla tendenza generale, come in que-sto caso fu quella che mosse un uomo a dar quattro mila scudi,perchè una giovine non fosse mandala monaca.

La carità inesausta di questuomo, non meno che neldare, spiccava in tutto il contegno. Di facile abbordo ad ogniuomo, egli credeva di dovere specialmente a quelli che si chia-mano di bassa condizione un volto gioviale, una cortesia affet-tuosa; tanto più quanto essi ne trovano meno nel mondo. E quipure ebbe a tenzonare coi galantuomini del ne quid nimis, iquali avrebbero pur voluto tenerlo a segno, alloro segno, lindicostoro, una volta che, nella visita d un paese alpeslro e sai-valico, Federigo istruiva certi poveri figlioletli, e fra linter-rogare e linsegnare, gli andava amorevolmente accarezzando,lo avverti che fosse più cauto in far tante accoglienze a queiragazzi, perchè erano troppo lordi e stomacosi: come se sup-ponesse, il valentuomo, che Federigo non avesse abbastanzasenso per fare una tale scoperta, o non abbastanza dacumeper cavarne da se quel consiglio cosi recondito. Tale è, in certecondizioni di tempi e di cose, la sventura degli uomini costi-tuiti in certe dignità: che mentre cosi rado si trova chi gli av-visi dei loro mancamenti, non manca poi gente coraggiosa ariprenderli del far bene. Ma il buon vescovo non senza risen-timento, rispose: "Sono mie anime, e forse non vedranno maipiù la mia faccia; e non volete che io gli abbracci?

Ben raro però era il risentimento in lui, ammiralo peruna pacatezza, per una soavità di modi imperturbabile, che si