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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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le: "sono in sicure sul monte: io voglio ora stare con quellachera smarrita. Quelle anime son forse ora ben più contente,òhe del vedere questo povero vescovo. Forse Dio, che ha ope-ralo in voi il prodigio della misericordia, diffonde ora in esseuna gioia di cui non sentono ancora la cagione. Quel popolo èforse unito a noi senza saperlo; forse lo spirilo pone nei lorocuori un ardore indistinto di carità, una preghiera ChEgli esau-disce per voi, un rendimento di graziedi cui voi siete loggettonon ancor conosciuto. Cosi dicendo, stese le braccia al collodellinnominato; il quale dopo aver tentato di sottrarsi, e re-sistito un momento, cedette, come vinto da quellimpeto dicarità; abbracciò anchegli il cardinale, e abbandonò su lomerodi lui il suo volto tremante e mutato. Le sue lagrime ardenticadevano su la porpora incontaminata diFederigo; e le maniincolpevoli di questo stringevano affettuosamente quelle mem-bra, premevano quella casacca avvezza a portar le armi dellaviolenza e del tradimento.

Linnominato, sciogliendosi da quellabbraccio, si co-perse di nuovo gli occhi con:una mano, e levando insieme lafaccia, sciamò: "Dio veramente grande 1 Dio veramente buono!io mi conosco ora, comprendo chi sono; te mie iniquità mistanno dinanzi; ho ribrezzo di me stesso; eppure....! eppureprovo un refrigerio, una gioia, si una gioia, quale non ho pro-vala mai in tutta questa mia orribile vita !

"È un saggio disse Federigo "che Dio vi, per catti-varvi al suo servigio, per animarvi ad entrar risolutamentenella nuova vita in cui avrete tanto da disfare, tanto da ripa-rare, tanto da piangere!

"Me sventurato! sciamò il signore: "quante, quante....cose, le quali -non potrò se non piangere! Ma almeno ne hodintraprese, di appena avviate, che posso, se non altro, rom-pere a mezzo: una ne ho che posso romper tosto, disfare, ri-parare.

Federigo si fece attento; e linnominato raccontò breve-mente, ma con termini forse piò -efficaci desecrazione chenon abbiamo fatto noi, la sua impresa sopra Lucia, i patimenti,i terrori della poveretta, e come ella aveva implorate, e la sma-nia che quellimplorare aveva messa addosso ,alui, e come ellaera ancor nel castello....