Li cunigli È
guaftano l’ifola.
“Ciuifa pro=duce îl fale.
Cacio eccelléic.
Studio uniuer
Jale.
g2 Della Spagna gendofi fe n'andarono liti& fparfi fine propinqui montice libifogno cercatgli peruincergli.La minore ifola{porta uerfo l'oriente&nutrifeonuitimolti armenti maffima.mente muli molto grandi è con uoci fonati.L’una ifola,&1 altra eripiena d habitatori,iquali trapaffon lezo.migliaia degli huomini. Habitano in fafsi forati,& allato a pietre fo{pefe.Per l’adietro non ufauan munete d’oro,ne d’ariento. Amanle femmine fopra mo.do:talchefe ueruna tv’e prefa da color.che uiuanno a far preda, tre, O quatro huomini dîno perricomperarla. Effendo perlo paflato al foldo de Carthaginefi comperaron dellepaghe femmine,& uino,& pottaronnel feco. Vfauan frombole nelle battaglie,& contanta gagliardia gittauano i faffi,che parevano ufciti d’artiglierie.Et tanto a fegno gitta-uano,cherade uolte n6 coglieua il colpo,oue difegnauano.A! quale efercizio S'auuez-zan per continuoufo dalla fanciullezza, coftrettiui fubitamente che dalle madti fi leua-a tin un palo dilegno,& fu ui poneuano un pane per fegno,& berzaglio,8&4quel traeuano,& non pigliauano altrimenti uerun cibo in nanzia quel pane, il qual co'Sirena -—, una pietra gittataui fatto cadere, hauuta dalla| madre la licenza fi mangiauano. In quelte ifole! n6 fitruoua ueruno animal,che faccia altruima
a LEN TANO are:
| le,come che infiniti conigliw'habbino,i qualiaf
| fai fon noiofi all’ifola per gli dani, che ui fanno;E Non uifurongia fempre,cheui fuffer creati:ma&| eflendo uene ftati una uolta portati due, generà
Ki doui tato crebbono,& moltiplicarono, che tut-
i tala terra empiorono:& tanti danni fecer nelle
; ire= cafe, X ne campi, che a que del paefefuforzaachieder còfiglio a Romani,che rimedio haueflin con quelle beftiuole, d’impedit la rab-bia“ai i all’hor dato lor quefto configlio,cheuicondueeffin dell’ Africa gattifaluatichi,& legati per un piede gli faceflino entrar nelle tane de conigli. Onde fequirebbeche uer con gliunghioninegli caurerebbono, ouer negli farebbono ufcir p l’altra bucadella tana, da potergli in caccia pioliare:& cofifu fatto. All’eta noftra hanno quefte ifoleun propio regno chiamato della Maiorica,& della Minorica:& conprende quefte dueifole,& laterza detta Ebuffo;ma dicon uolgarmente Eiuifla:& è minor dell’altre,chehafolamete una uilla fopra un monte pofta. Di quefta ifola fileua ogni anno gran quatita
di fale.Imperoche in certi tepi fi fa entrar dentro il mare in fulterreno,& pofcia fi ferranle-
bocche,che piu non uretri acqua:& lafciafi quella acqua inful’terren cofti raccolta fenzamuouerfi, la qualrappioliatafi fa tanto gran monte di fale, che no chela Maiotica,&laMinorica m'hanno da infalare è baftanza, ma le naui parimente cariche codotte in Italia miniftrao abbondaza de{ale è molte citta. Nella Maiorica,& nella Minorica crefceolioottimo,il qual quindi fi potta in Valenza nella Fiandra,& nell'Italia . FPauuifi cacio altreftcofi buono,che meglio n6 fi uendein Rome nenella Spagna . Di poii paefanihano unfingolare efercizio di far pannirozzi di lana,{quali danno in uendita intorno infino inSicilia . N6 fono in quefte ifole,come habbian detto, beftie nocive, ma abbondanui ceruij,& conigli,& uienui fu nobil'uino,& del fiumeto a baftanza. La Maiorica ha diuerlo
l’oriéte una notabilcitta,la qual fi chiama anche efià Maiorica,& hauui uno ottimo por-
to,& e la metropole di quefte ifole,& p l’adietro haueua nome Palma,& hoggi é addor-nata d'uno ftudio uniuerfale, nel qualee in gran riputazione Ramondo Lullo: perciochequiui nacque,& fuuui alleuato. E'n fino ad hoggifi tien quiui undotto huomo€
un gran falario,il quale atteda alla dottrina detta Ram ondina.La qual cofa ho dalla prov
pia bocca d’un dotto huomo chiamato Antonio Lullo nato in Maiorica della famigliadi Lullo.Vnaltra citta€ in quefta ifola detta Boleza laqual uolgarmete fi chiama Polaza,ch'e uolta al Meriggio,.come Maiorica tiene il luogo dell’ifola Settetrionale. Et e quefta ifola allato allito del mar molto acconcia è pducere,laoue piu laentro, e métofa,&èproducer male accOcia.l paefani fon molto noiati da Saracini,i quali dell’Africa paflanoin quella ifola fenza interuallo,& rubanehuomini,ftraziagli,fannogli ferui,ò uergliuedonp pecunia.Laondei giorni dellefeftefi raccoglielimo{yna nella chiefa da fedeli,con
la qual fi rifcatrino i poueri prefi prigioni E’pofta quefta ifola al dirimpetto alla foce del’
Argieta
tino