alfonfoottie lor faputa haueua liberato Alfonfo., fi ribellaron dallui. Hor gliambafciadori i qualine ilregno» erano andati a chiamar Rinato, trouandol, che egliera tenuto in guidi nel caftel
268 Dell’‘Italia
pdonoto!
elJin| yziovinn po!A idereio metlabile tt
Veeedettealufo lalVinci nacquero diuerfe contefe. Imperoche il pontefice s'affaticaua diriduce Munnoparrele murate terre del regno alla podefta della chiefa. La ouei principi delte- guuadisniugno è cittadini di Napoli ntandarono ambafciadori a Renato fratel diLodo- dtmdlitomesuico poco innanzi pallato diquefta uita:i quali gli facefsino intenderelarei“emer Na Giouanna nell'ultimo teftamento hauer lui feritto herede, Alcunialtri madarono ad Alfonfo nella Sicilia nunzf è pregarlo che fenza indugio ueniffeaNaoli,cheefsi farebbono opera chetuttele cofe uerrebbono in poter di lui. Alcunialtrifidiliberarono di torfi perlor re colui, cuiil ponteficelor deffe,& da piu da bene huomini‘del regno fulfe approuato.Ma Alfonfo non difpregiando! occafione offertaglidipigliar quel regno condottofi nell. ifola Enatia, laqual tefte fichiama Ifchia, uennequin ia-Sefia, Erhauendo all’hora i Genouefi intorno à Gaeta lorlegni,& dando fauored Rinato appiccatala guerra di naui prefero Alfonfo prigione,& due frategli di lui,& molti de principidel regno: i quali tutti non dimeno ad onta de Genoueti fon condottiàFilippo duca di Melano ,& appreffo lui fon tenuti con grande honore& piu, chefatti lor piu& magnifici prefenti ne fon rimandati alla patria. La oue i Genouefîiftimando il poco conto, che pareua, che haueffe fatto di lor Filippo, il ual fenza
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Diuione dal duca della Borgogna, menaron nel Italia ,& a'Napoli la moglie dilui
Ifabella con due figliuoli. La quale titiratafi in Gaeta ,& hauendo conofciuto effe
ridottala citta in podefta del duca de Melanefi, hauendo mutati i magiitrati ella ftel
. fa fi pigliò la cura di tutto'lregno. Eugenio oltra cio appiccatofi parimente alla pate utili:+ té di Rinato le mandaua foccorfo. La oue Alfonfo mettendo in ordine piu gente di"che innanzi, conbatte affai tempo con Rinato, il quale era ftato della prigionia li. ia o Yberato, per lo regno di Napoli:& à poco à poco occupo quel regno. Et hauendo lare smftretto con battaglia lungo tempo la citta di Rapoli»& datole che far non pococon I"serela forza,& con la fame,& niente di buon fatto, fi riuolleagl'inganni. Imperocheegli- Miraéorropecon danari alcuni di coloro, i quali foglion nettare&tifat gliaquidotti,&lefogne, ondeficonduce l’acqua nella citta,& comanda ad alcuni foldati, che da coftorgiuda infulla mezza notte penetrin dentro alla citta per quegliac uidotti-Coftormee le fcaleadun publico pozzo, il quale è infuquella piazza, aqua fi chiama la piazza
fomma falgono fin fopralefponde del Wa all’alba del giorno fe neuano alle potete della citta,& fanno fegno a compagni, i quali Alfonfo haueua collocati fuor del-la citta,& tagliate le guardie delle porte a pezzi allentan le ferrature delle porte,&metton dentro una{quadra dell’ efercito d' Alfonfo. A quelto auuifo Rinato montato d cauallo affrettando il coro fi riduffe nella nuoua fortezza. Siche Alfonfol’anno della falure 1442. del mefe di Guigno ottenne Napoli:& poco pofcia da-tagli la nuoua fortezza a patti da Rinato fi fottomefle il regno Napolitano. Diede: operà