‘Come fi plan-‘ail Zuccaro.
286 Della SiciliaPalermo Metropole, in Ri a
À citta di Palermo E antichifsima pofta inluogo ameno,& fertilifsimo,Suganlaal Settentrione,& bagnala il mat ofcano, ha mura a torno molto alte la qualeopera€ del re Federigo. Allato al maree la fortezza,che feacct efciuta all etano-#ftra,& chiamafi Caftello à mare. Mantengonfi anchora tre antiche potte della
I| un. citta,&1é mura antiche con molte torri mu-rate di pietre con lo frarpello riquadrate,Truouanuifi pietre{critte con litere, dalle quài li s'ha manifeftamente, Palermo effere ftato| al tempio di Noeh. Imperoche Mario Arezio cofi feriue. In Palermo e un gran temepio, le mura di fuori fono anche molto piùbelle, confagrato dall’ arciuefcouo Gualtieriparente del re Guillelmo> Opera certamentéda efferda ciafcun uolentieri ueduta,oue fonfepelliti ite della Sicilia , Ineffo tempio€ ordianato per legge, che niun priuato fia fepeli.to:imperoche folamete,à re,& a uefcouieconeceflo. Euui preflo quafi uerfo l’orienteun cele-brato fpedale:i miniftridel qualehanno grancura di gouernat glinfermi,& d'alleuarquefi.ciullini, i quali è la pouerta, O la uergogna delle femmine w'ha occultamente Wi«Dallaltra parte e un luogo, oue fecodo l'antica uanza foglion pigliarei rela corona dell’oro.Imperoche quiui hebber l’addornamento dello realdiadema Ruggieri, l'uno,& l’altro Gillielmo,
Fannofi inful terren di Palermorticolte di can:ne dolci, del ricotto fugo delle qualifi fa il zuc-
ciano il campo non molto l’ontan dal mare, ti-rando fu la terra con folchialquantoalta. Dipoi nel mefe di Marzoui piantan cofiicanoc-| chi dellecane dolci.cheui ftanno in uitta, moni di dellebucce,& sfogliati cofi pongono, chei{ati de folchi cò tre, quattro di quegli,che fieno in due pezzicon un colpo fi forino:&cofi empion tuttii folchi del campo, Annaffiafila ftate il terreno,&(pelle uoltefi farchia
chen6 ui metta herba,& finalmere quando e preffo il foftiziò dell’inuerno, lafeiatonifo
{amente le barbe perla nuoua femente che dura due anni ciafcuna, fi rompon le canne.De maturi,& dolcifsimi nodi delle quali tagliati in minutifsimi pezzi ellendofi cauatoil fugo con quello artificio come fi fa l’olio,fi mette in un di tre paiuoli al cammino,& alfuoco fi purga,colandolo conqualche pezze di uil panno.Et parte del fugogia una uolta colato(percioche cofi à parti il ricuocono) metton nel fecondo paiuolo,& quindi fitbitamente il rimetton nel terzo& mentre che quel bolle il percturotono& cauatonelo fara zucchero al quanto nero.ll medefimo finalmente fe una, due,&treuolte fimilmentefi fara ricotto,bianco,& bellifsimo diventera. Ma la feconda ricolta,che fi fa di quellera
dici, fedi nuouo del mefe di maggio non fi da al campo dello fterco, appena uetra fu. Etqui habbiamo aggiunto la figura dipinta della canna melle, della qual fi caua il zucche
meno e piu brieue,ll Canello ha nodia guifa della cana:ma n6 e già uoto detro, comedl
"©” ò+©.della cana,anzi e pieno d'una materia,che fi chiamerebbe midollo,{pugnofa,come quel
la del milio dell’India,ò del giunco, d’una corteccia fottile,& ripiena d'un fugo dolce, ilqual premedo fenecaua in gita forma. T'agliano,& f; pezzano tutto il canelloi pezzuoliminuti,
Tancredi, Henrigo Imperadore, Federigo dilui figliuolo, Manfredi,& Piero dell’Araona:
cheto.Îl qual cofi fanno. Nel principio acco:
:qublegualiMadama
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