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Germanico!fatti lempitiminuiono,!
è‘chi termino trallor fufle il fiume N eccato.
tato Împetador de Romani. Stettefi fermo qualche poco di tempo con!° eferci-to allato al Rheno, dila dal quale, poco fopra la citta di Maganza fecte, per 10 qual fi potete agevolmente conducere di la il furo efercitodi qua, fe pur qualche uolta i Uermani piu di lui fufsino forti.manni, i quali fono parimente i Sueui, haueuano uno re, il cui nomefu Vadomariofecondo che Ammiano Narcellino feriue, il qual fu nell’ efetcito di Giuliano, ftimo,che egli fia colui, il qual difopra chiamammo dagli feritti d’ alcuno altro Nodoma=rio. Afferma pavimento il medefimo Ammiano , Giuliano efferfi accampato di ladal Rheno,& eller uenuto nella region detta Cappellatz, è Palas,& hauerui tro-uato fafsi, iquali eran per fegnide confini de Romani de Borgognoni. To ftimo|. Imperoche per l'adietro il dominio déBorgognoni fecondo che ua la linea del Rheno fi ciftendeua infino a quello, innan-zi che eglino abbandonata quella terra fi riduc ino nella Sequania. Hor chere-gione all’hor fufte chiamata Cappellatz!ò Paias., non fi fa bene. lo tengo chequel tratto di terra fuffe, il qual fi chiama hoggi Bergftras,& diftendefi da Heidelberga fino a Franciordia. Alcuni fon che ftimano da quelta uoce Palas, hauer pi-lato il fuo nome quel luogo, ché fi chiama il Palatinato del Rheno, del qual piudifotto dirò largamente. oppo Giuliano uolendo Valentiniano lafciar qualchebella imprefa in memoria diffe, neuane confini de Suevi» percioche eglino all’ Impe-rio Romano non ubbidiuano,& fenza metter tempo in mezzo noiauano i compa»gni de Romani con le loro{corterie. Et eran le fortezze de Sueui foffe,& tron-chi d’alberi, co’ quali inpediuano ageuolmente il nimico, che non s’accoftaffe,&pochifurono che uinfero molti. Mirano non dimeno gli{crittori, effere ftati uin-ti da Valentiniano i Sueui,& que della Sanfogna. Dipoi intorno all’ anno di Chri-fto 382. hauendo Graziano Cefare affalitii Germani , ne percofie intorno a 30,miglia=ia, tanto maluolentieri fi poreuano i Germani , effendo liberi coftrignere à ftar fotto}giogo. Fa parimenre menzion S, Girolamo di quefta battaglia. In quefta foramaaddunchefuron femprei Germani prouocatiad ira,& offefi con l’ingiurie deRo-mani,& furon fatti lor di gran danni, quantunchei Romani mai tornafsino è cafa fen-za graue percofle, altrimenti non ul’ haurebbono fpefo cotanto tem po.Bifognouui 210.anni innanzi che quefta guerra de Romani contra Germani fi forniffe,& che eglinodittentafsin padroni della Germana nazione. Innanzi haueuano quafi foggiogatotatto] mondo, en brieue tempo,& non con molto gran danno.:La oue all’acquifto della Germania fu bifogno di molta faccenda, dilungo tempo,& d’ abbondanza di fangue. Tutti gl° Impetadori haueuan uoglia d’ hauere iltrionfo della Germania , quegli altrefi che fuenturatamente contra lor conbattero,no,& non penfauano all’ hora i principi Romani, che titolo alcun piu honoreuolepotefte effer dallor guadagnato, ch'1 fopranome di Germanico, te egli hauefsin con-dotta a fin qualche egregia imprefa contra loro. A cuide Germaninon farebbequiuenir mal diftomaco, che appreflo inoftri maggiori niun fu nella Germania , il qual
e fare un pon-;& fatlo tornatiIn que tempi gli Ala-
taccogliefle con penna gli egregij fatti della fua nazione,& à pofciauegnentimoftraf.
fe, quanno lungo tempo que nobili guerrieri facefsin con tanta gagliardia rififten-za all’ arme Romane: Siam qui coftretti a dar fede à nimici denoftri maggio-
1,1 quali fenza uerun dubbio feriffer cofe falfe per uere, come€ naturale è ciafcuno pe
diftorcere le cofe fire per non dir narrarle a rouelcio, a quefto fine di meritare il fauo-te,& la gran de lor maggiori,& diminuir quelle degli auuerfarij, come che ben fat-te, Ò affatto ridurlea niente, Hebbero i Roat principi molti, che ftauano lo-t0 intorno à piaggiargli, i quali folamente cercarono la gloria di quegli,& con laudimaranigliofe miflero in alto le uettorie, è fatti di quegli, intanto fi taceuan que dansni,che furon fatti da Germani a Romani, quante uolte efsi al difotto timanefsino,quanto graui danni non rade uolte fufsin lor fatti patir da lor nimici Germani .
ll che fuol parimente auuenir fino'à quefto di d’hoggi. Imperoche ogni uoltacheefi feriue efferfi appiccata ueruna battaglia con quei della parte auuerfa, niuno e,che non dia colore a quel che s’e fatto, da que della parte fua,& della fua gente,&2 a gra
Cdpellatz,òHero Palas,
Fortezzèé déSueui,
Li Germanibbon difa=
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