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cidilacerati con crudeli fupplicij,ne riportaron que premij,cheefsi n
Ra€ Fi‘: è ss Ani Alberto 10,anni.Fu un principe di prudenza, di fagacita,&
lor, cheparlafsin di dure linguaggi, fchifaua la familiarità de lafciui, uerfo ini
Lib. IH.{tate diftrutte, egli diventato paftore doppo 35. anni, manifelta fe fteffo dottenido ancheegli pur morire. Ridolto da Vuart con un famiglio fu al fin iunto,pofciache lungo tefitu occultato: il famiglio€ tormentato in fulla ruota,& Riolo doppo molto feusarllin darno,è legato à coda d'un cauallo;& condotto al fupplicio, torteglialla ruotacrudeliisimamente le membra e uccifo. Giouanni duca,& nipote del re fuggendofi petlefelue,& ouele fiere fi nafcondono, uenne finalmente îrell'Italia : ultimamente man-
dato dal Papa ad Arrigo Imperadore, il qual fuccedette ad Alberto nella Tofcana a Pifa inhabito di frate heremitano, fu condannato aperpetue carcere.
{argo in donare, a coloro, i quali fi fufsin ben portati»Perfeguitaua conodio gialre co.
. ing:: Ì| mici pazi-ente, non furiofo è uendicarfi, X leggiermentefi dimenticaua dell ingiurie. Et hebbeper moglie Elifabetta figliuola di Maynardo contedi Tyroli,& della Gorizia ,& du:ca della Carinthia, forella di madre di Corradino, femmina d'acuto ingegno, la qualritrouo in Hallisla minera del fale,& l'arte del farlo preflo è Gemunden nell Auftriadifopra.:
35 Arr 1 O fettimo Higliuof'Atricò conte di Lutzetnbut+ 7 go,& di Beatrice conteffa dell’ Hannonia lecui paternetichezze non furongia ntoIto grandi,ma egli fubéde primai tra principi delfuo tempo di giultizia,& di prudensza, non men di gloria di fatti honoreuoli. nella cui mottelàChriftianità riceuette mafsimo danno. Dalla morte di Fedeti.go fecondo fino all’anno 1308. quando fu clettò qiuelto Arrigointe de Romani , s'aftennero d’entrar nell’ Italia Kidolfo, Adolfo,& Alberto,& percio lecittà dell’ Italia > le quali eran folitéo ad ubbidire all'impetio, fcoffofi il giogo, cominciarono è fatpiutofto fotto tyranni. Hor Atrigo, come fir eletto, en coronatò in Aquifgrana, fi mif.{ea uolere entrar nell Italia :& falendo fu perlo Rheno uenne èSpira. Et ueggendoui
ifepolchri degl Imperadori fi dolfe ,chei fuoi anticeffori Adolfo,& Alberto fufsino‘fiatifepellitiinquel luogo, oue erano fiati uccift. Comando addunche che efsi fufsin
difotterrati,& la condotti. Volfe di poi l'animo a dar moglie al figliuolo per dar fortez-zaallefaccende della fua cafa, le quali erano affai ben mezzane con ea pi buon pastentado,& diftenderle al quanto piu largamente, innanzi che egli entrafe nell’Italia , -Haueua Giouanni firo primogenito, à cui die per moglie Elifabetta figliuola di Vuen-ceslao redella Bohemia, nipote di Ridolfo re de Romani. Laqual fu condotta in Spiraconhonefta compagnia.Et effendo al quanto grande di corpo,& per hauerfidi lei qualche fofpettò di fornicazione, s' indugiarono un pezzo lenozze dilei. La fanciulla in--,
nocentenon hauendo pazienza ad indugiare, quando ella intefe quefto fallo fofpet- può nobil{pogliatafi la camicia,&rimaftane i d’una fola gonna coperta, diffe. La mia“#4 gionaa10,‘pogliatati la camicia,& rimaftane ignuda, d’una ola gonna coperta, a
Uerginita O reti farò approuar faccendo uedere il mio corpo,& da madrone honefte"°8!14è
efaminarlo, ne quinci mouerò un piede; finche tu non ti leui cotefto finiftro fo{pet-to,chetu haidime. Percoffo il reda paura,no n potettelindurrela vergine reina, chéfipartiffe, feufandofi molto del fofpetto il qual di lei haueua conceputo. Coftrettoadduncheà mandar per alcune madrone,&donne,cheleuan del parto i banbini, fu chi-aro, che elle la trouarono interamente uer ine, da huomo non maitocca. Affret-taronfi adduncheal tempo le nozze,& celebraronfi folennemente. Siche hauendoallettato le cofe della ermania, manda ambafciadori Atrigo real pontefice per hasUerla corona imperiale. Etaccofifentendocoli, feguitoò il reil uiaggio con molti duchi, conti, uefcoui>& baroni:& da Melanefi fu riceuuto honoreuolmente.;Et dimorando Cefare in quel luogo, hauendo cio per male Guido della Torre;penfaua con affanno», della morte di lui,& fafsi una raunata d’ huomini, dela:af
Cofi tutti que patri. Giolajihi ditaì letitarono. Et regnò cad incarcgadi clemenza niun fecondo rato,