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Lib. VÎ, 1231qa Idro modefta conuerfatione tirauano À feda ogni patteliforèftieri& ogni(otte dihuomini da bene chearagatta correuano per imparare daloro gl che altroue ritruoumaéno poteuano, Le done loro anticamEte erano(olite di mercatare, far hofteria,& gli offi=cij da fattore.Li huomini dentro delle mura di tellere,& portare li pefiintefta,&ledorne fopra delle fpalle. Quelle di urinar ftando; quefti fedendo, communemente di(car:cariluentre in cafa,& dimanoiar fule ftrade. Niuna delle donne fu facerdoteffa,ne di alcun Dio,ne di alcuna Dea, Molte nationi perla morte de fuoi fi tofano la tefta& lafcia-no crefcerla barba, li Egyttij al contrario lafciavano li capelli& tondeuanfila barba,Impoftauano il panecon piedi& il fango con le mani. Queftifi foleuanocirconcidere:
tdirauano le lettere fecondo l'ufanza degli Hebrei, dalla deftra nella finiftra.Li facer-doti ogni terzo giorno firadeuanoli corpi, accio qualche cofa di lordo non Y attrauerofaffe quando faceuano li facrificij. Portauano ueftimenti di lino fempre di nurouo lauatidicendo d’ effer circoncifi per caufa della monditia, perche meglio e effermondi che belli.Li facerdoti portauano folamentela uefte de lino,& le{carpe de papero. Ne efsi femi-
E IL creto
nauano la faua, ne altroue nata mangiauano. Allifacerdoti era vietato anchota di guax delle faure.
darla, per effer quefto legume immondo. Ogni giorno fi lauauano con l’acqua fredda;di ditreuolte, dinotte doi, Tuttili Egittij facrificauano li buoi,& li uitelli mondi. Nonera lecito di facrificar le uacche, per efler cofecrate ad Ifide. Viueuano di cibi fatti di far-ro, che alcuni chiamano filigine. Beueuano uino fatto d'orzo>, per che non haueuanouiti. Viueuano ancora de petci parte crudi feccati al fole, parte acconci in falmora, partedi uccelli falati,& fimilmete de coturnici& anitre.Quado molti di loro infiemefiraddunauano,& auantiche dalla cena fi partilleno,portaua alcuno intorno fopra un baftonei 7 1] fin motto fatto di legno,o p pittura& p artificio molto fimi-'> i| lejuno o uero doi cubiti logo,& moftradolo a ciafcun decuitati diceua. Mirado in quefto beui,& datti piacere, per cheatichortu farai tale dopò morte. De uefti dilinò fiueftiuanole quali haueuano lefimbrieaà mezza gamba. Era coftumeche il principe de facerdoti menatele uictime appreflo l’altare in prefenza del Re con gran uoce, intendendo il populopregafle per la fanità& peril bene delRe che fa giuftitia d i{udditi: dipoià poco à poco contaffeleuirtà del Re, che fer-ua la pietade& la religione uerfo li dei,&1a humangitade uetfo gli huomini, di poi dicefle lui efler continente, giufto,ma-gnanimo, uerace,liberale,& caftigare con maggiore huma-< nità, chenon ricercano li peccati del deliquente,& premiate oltra limeriti: pregando molte cofeaà quefte fimili: finalmentefiniua coleflecrarli cattiui.Di poiifcufando il Re,getmmmianiiaiizniii) taua Ne miniftri ogni peccato, li quali perfuadeuano al Recole inique. Fatto quelto,il facerdote eshortaua il Read una uita felice et grata à gli dei,&infiemeai buoni coftumi,& a fare no quelle cofe che cofigliaffenò li cattiui,ma quel-le che alla uità molto s’apparteneffego. Finalmente hauendo ilRe fattili facrificij agliDei_il facerdote recitaua da ifacti libri alcuni configli& fatti d huomini illuftri, perliqualiammonito il Re,ad effempio d’altrijadminiftraffe fantamente& giuftaimente I ittà
perio. Magnauano cibo fimplice; come quelli alla tauola de quali non fi pottaua altro
cheuitello,8& oca:del bere uino era ordinata una certa mifura, con la quale non poteffe-
Officto defeacerdoti.
Liberta delli
no neimpiriluentre,ne imbriacarfi.Marauigliofa cofa pare che li Re di Egytto non uo. Re riftretta
lontariamente, ma conftretti dalla legge fian uittuti priuatamente, ma affai maggiormarauiglia fu,che efsinon haueuano libertà ne di giudicare, ne di giamafiai danari, nedi punir alcuno per fuperbia,© ira,© pér altra ingiufta caufa, ma some pet be Driveerano foggettialleleggi. Ne diciò fentiuano moleftia, tepurando e ouere lt ea iperobediralleleggi, perche giudicauano farfi molte cofe da co ros che gheen ono al-le cupidita, perle quali entrauano ne danni& pericoli.Seruando li Re ta ta itia ver.fo de fudditi; ottenneuano talmente la beneuolentia di tutti, che nuto ameno ifacerdoti, ma ciafcedà delli Egyttij haueua maggior cura della falute del e i ie le| Èmogli, defigli, ouer de principi. Se moriua contai coftumi, tutti con egual dolore
piangeuans...
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