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Lib... Vil, 1237
lamente, nefene può celebrare piu:& no moftrino il facrameto,come fifa à Roma (cofidicono)ne fanno dir mefle permorti,ma li fepel|fimelmereil fabaro come el’hebrei.Eleg
Antonio eremita, l’officio principale de
È i emnit: ciof: 1 le e,di dareli facri ordini,Hi quali nid altro eeCetto chelui può dare,ò tuare.Coftui no coferifte aleti uefcouado beneficio:quefta cofà folamete afpettaal prece Giouani,il quale fecodo il piacer fuo difpefa il tutto.Chiamano il patriarca Abidana,e l'Imp.loro Gioni Belul, cioe Giouani pretiofo, ouer gradefel interprete in cio nò c'ingana. La furccefsione deregni& d’imperinò pafla nel ficliuolmaggiore,ma in colui che dal padre a quefto e diffegnato. No hano moneta fe non foreftiera:ma dano& pigliano à pelo l'oro& l’argero.Dicefi che l’Imp.loro fta fempre in capagna& nelle tede,& fi eflercita continuamere nelle cofe della guerra, fi come fanno ancortuttili nobili. Sono ancora in quefta cofà fuperftitiofi,che no e lecito andarin chiefa;fe né conli piedi nudi, Dicefi,che da ogni banda hino inimici della fede co li qualicobattono. Conclufion di tutta quefta opera Cofmographica.
f In qui lettor amico habbiamo delfcritto lt populi& le geti ditutto il modo, li lorofiudi],fette,coftumi,ufanze,leggi,retigione,titixegni,principati,mercatie;antig/tà,terre,le cofe nafcenti.gl’animali, li mori, li fiumi, li mari, li laghi, paludi& altre
A| cofefimili da Hiftorici& Cofmographi celebrate,&{petialmere quelle cofecheper qualche loro dignita ò eccelletia fono potute uenire alla noftra cognitione. Sapia-mo bene, clr'il circuito delle terre elarghifsimo,& che pli molti impedimenti n6 fi puòuedere ogni cofa,& che è fopra l’età& le forze d’un htiomo folo l’indagartuttele afcefaglie del’uniuerfo,& quelle cofe che détro ui fono degne di cognitione,le quali il fignoreco la fua fapietia& potetia miracolofa ha formate in quefti elemeti da baflo Ma fe un al-tro hauera aggioto altro tato,& il terzo,& che cofi p moltitiada la inueftigatione, all’ultimo fara fornita l’opaugual alla nobilita delle cofe,& fi fodisfara al defiderio. Perla qualcofa fe quefta fatica prefa no è laudata da tutti, fia aprobato almeno il fuggetto p li pofteri,accio fi affatichino p la patria. Cofeflo chefono affaifsime cofe ancora in quelto mondo larghifsimo,le quali da me fono o trafcorfe, Ouero parcametetoccate, no poredo io{criuer di effe piu di quello, che m'hano dato li ferittori. Nientedimeno poi che lo uietaDamiano protogallefene quefte cofefi doueuano pmulgare ancor che gradifsimi huomini fcritte,fe io prefentialmete nò hauefle uedute le prouicie& leterte. Ma hauedo luidefcritto li coftumi,le cerimonie,& le ufanze degl'indi, fi come ha intefo dallilegati delPrete Giouanni,lifuron madati dall’Etio pia al ferenifsimo Redi Portogallo,& quelleha fparfe p il modo, lafci che ancorio pofsi cò ftrabone, Plinio, Pomponio, Cuttio,lufti-no,&c.& cò molti de moderni ferittori raccontare quelle cofe che no ho uedute, ma ho
tolte da quefti huomini degni di fede.Ma lafciamo da parte qfto. Noe da marauigliatfi,fe gli huomini tra loro hano cofeguito no folamete uaria fortuna, ina etia natura, coftu-mi,& modi di uiuere,uededo noi che paefi& li luoghi hano la ifteffa uarietà poiche unanatione partorifce huomini biachifsimijun'altra alquato biachi, altra fofchi, altra è fattonegrifsimi.Cofi ha ordinato Dio che ancora gli huomini,fi come tuttele al-trecofe, nafcefleno di uaria natura& animo& d induftria molti forme,& che ciafchedunoficontertafle della fuaforte, dannando il ftato,la forma,&la forttina d'altri.
STAMPATO A SPESE DI HENRIGOÒO PIETRO BASLLIENSE L'ANNO M. D LVIII, NELMESE DI MARZO,
>elifcono co croci,& orationi. Sanrificano. Offeruano ilgono patriarca uno de monaci del ordine de S. Sabbato;pe