I
fapien
fonno
felicità fenza virtu, ne virtù fenza lumetia, impero che l'vna pende dall' altra,concatenate infieme in modo tale, che l'vna nonpuo nafcere, crefcere, ne mancare fenza l'altre, cofianco no puo effere miferia fenza vitio, ne vitiofenza ignorantia. Dapoi adunque, che l'huomo noèmoffo a operare dal male, ma folamente dal be-nc, il qual non fi truoua fe non da quelli i quali caminano per le vie delle virtù, fi come anco il malefolamente fi truoua da quelli che caminano per leftrade de vitij, è neceffario dire, che chi laffa lavirtù per il vitio, pecchi per ignorantia: dalla quale nafcano tutti li peccati, errori, miferie& mali.Et perche tutte le ignorantie, pernitiofe all'anima,nafcano dall'ignorantia di Dio , come da vn lorofommo primo principio, fi come ogni noftro vero falutifero lume, nafce e ha la prima fua o-rigine dal lume che habbiamo di Dio , però èfor-za dire, che dalla ignoratia di Dio , nafce ogni maler ogni bene, dal chiaro lume che habbiamo della fua bontà. Imperò che non è poßibile, d' hauereviua chiara cognitione di Dio , dishonorar-lo, imo è forza, che l'honoriamo in tutti li modi anoi poßibili, quando di effa fua bontà, habbiamofpiritual gusto fentimento& lume. Però fi comeli buoni padri, fopra ogn'altra cofa, defiderano crgli piace