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uentar perfette. Però fecondo la opinione di que-fti, bifognarebbe in principio guardar li figli, cheno praticaffeno con li trifti, aciò non fe gli apiccaf-feno li loro vitij. Altri diffeno, che benche tuttoquefto fia bene, nient dimeno non basta per baue-re le virtu: imperò che, fi come dopp'il peccato deGen.3. primi parenti, la terra per fe fteffanon produce fenon fpine, tribuli, herbe trifte, le buone bifo-gna feminarle: cofi in noi li vitij nafcano per fe fteffi, tal che fe bene vn fanciullino nafceffe in vna torre, et li fuffe nutrito fenza hauer mai vn trifto efemplo, ne in fatti ne in parole, in ogni modo, perchebarebbe in fe le radici del vitio, per effere in Add-mo corrotta la natura fua, pullularebbeno in lui etverrebbeno fu le ffrenate concupifcentie li im-moderati affetti, producedo i frutti de peccati: però farebbe vn trifto. E ben vero che non farebbetante fcelerità, fi come fe egli fuffe ftato e praticato con liribaldi, bauuto le comoditàfioni di far del male affai. Li vitij adunque nafcano per fe feßi, er le virtù bisogna feminar le: altrimenti no faremo per effe degni di laude alchuna.Però per bauer li figli virtuofi, farebbe neceffarionon folamente guardargli dalli trifti efempli, maanco cultiuar di continuo le loro anime, con femi-narui le virtù, e quefto in moftrargli la belleza
le occa
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