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per li ofcuri e ineftricabili latibuli delle vane ombre del modo, con cercar di quietarfi in effe, tal cheno puo fruire Dio come fuo Signore, ma cerca perfuo proprio benefitio di vfarlo e di feruirfene, come d'vna cofa vilißima rafe inferiore: fi come fivede per efperientia nelli huomini carnali, li qualinon amano, non aprezano, nonftimano, ne tema-no Dio fe non per loro intereßi proprij. Rifguar-dando adunque la prudentia humana, tenendogl'occhi fempre aperti fißi, non in Dio il qualeè in verità l'vltimo noftro fine, ma nelli piaceri, tefori, honori altri beni del mondo, è neceffario didire, che fi come farebbe ftolto vno huomo, se vo-lendo andare in Oriente, eleggeffe per fua guidavno il quale lo conduceffe in Occidente , coft fonnofolti tutti quelli, li quali volendo andare a Dio
alla felicità, la quale non fi truoua fe no in lui, eleggano di viuere gouernarfi, fecondo la carnalprudentia& fapientia. Ma diranno molti: nonvuoi che noi ci feruiamo della bumana prudentia
fapientia, che ci ha dato Dio , almanco nelle co-fe del mondo? credi che Dio ce l'haueffe data, feel-la non fuffe buona a qualche cofa? non è gia da credere, che Dio ce l'habbi data in vano. Credi forfeche noi vogliamo viuere a cafo, non gouernarcifecondo la prudentia che ci ha dato Dio ? certo
noi