XXII
naturale inftinto, a raccomandarfi a Dio , il che nofarebbeno fe in eßino fuffe impreffa la religione etnotitia di Dio . Bifogna adunque dire che colui ifquale dice nel fuo core che Dio non è, no folamen-Pfal.13 te fia ftolto, fi come è fcritto, ma che fia vna be-ftia,& non huomo. Et tanto piu, quanto che Dio non è tenebra, ma è vna luce, a noi per la fua im-menfità prefentißima& intima, la quale ci fi de-mostra fempre in ogni tempo, loco creatura,maßime in Chrifto in fu la croce: con tanti, talifi continui benefitij, in fostentarci, adiutarci,gouernarci, che fi come fe vn fuffe in mezo d'vna immenfa& potentißima fiamma di fuoconon la fentiffe, farebbe piu che ftupido, cofi fcintillando Dio per tutto, di continuo gratie, chi nonlo vede, no lo gufta, no lo fente, no crede che fia,è piu che cieco, infenfato ftolto. Dio fifa fentirein modo tale, che io credo che infin le pietre lo confeffarebbeno, fe poteffeno parlare. E adunque ftoltißimo, chi non crede che Dio fia. Si truoua an-co chiba ditto, che quelli li quali oltr'al non crede-re che Dio fia, non credano anco che fia altra vitache questa, però viuano vitiofamente, fonno mol-to piu ftolti de primi: imperò che non folamente,chiba vn poco di fpirito lume fopranaturale,vede, gufta, efperimenta fente, mentre che è nel
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