X XII
no. Dirai, fe poi non fuffe vn'altra vita, mi troud-rei hauer perfo questo mondo l'altro, doue febora mi do piacere buon tempo, non effendopoi altra vita, harò pur vinto,& guadagnatoquesto mondo, da poi che per vn tempo mel farògoduto. Refpondo& dico in prima, che non po-trai mai in tutto piccarti dalla mente, che non fiavn'altra vita: però viuendo male, farà neceffarioche fempre ftia con vn certo fofpetto timore didannarti: cofi non folo non potrai goder que-fto mondo, imo per il cruciato della confcientia, flarai in vn continuo tormento.Dipoi, che cofa è quefto mondo, fe non vno inferno: tu vuoi felici-tarti in effo. Ma poniamo che fuffe vn paradifo,in ogni modo effendo vn trifto, non lo goderefti, ficome fanno li giufti, li quali fi feruano delle creature a quel fine, che Dio le ha create ordinate.
Maponiamo che quefti tali fapeffeno di chiaro,che non fuffe Dio , ne altra vita che questa, peròviueffeno male, in ogni modo farebbeno ftolti a viuer cofi: imperò che in talcafo, douerebbeno effermoẞi dalla boneftà della virtù, e dalla bruttez-za del vitio, a laffar li peccati e darfi alle virtù.Et quefto per ch'el vitio è cofa fi maligna brut-ta, la virtù fi honeftà bella, che non folamente li fanti hanno ditto, che piu prefto doueremo ve
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