XXII
maßime paffata che è la confiftentia. Tal ch'el no-ftro viuere non è, fe no vn continuo, ma breue corfo alla morte. Sonno adunque piu che ftolti, tuttiquelli li quali non credano morire. Sonno ftati al-cuni altri li quali diffeno, che li maggior ftoltifo-no quelli, li quali non credano che Dio fia, no cre-dano che fia altra vita che quefta, non credano morire, di piu fe bene vn longo tempo hanno pra-ticato efperimentato questo mondaccio, trouato che è vn gran ribaldo, vn traditore vnoinferno, nientedimeno in ogni modo l'amano, lo ftimano, l'aprezano, liferuano. Et che cofa è quefto mondo, fe non vn fetente marcio pomo, feben lustra cofi vn poco di fuore alli occhi carnali?Almanco li primi parenti guftato che l'hebbeno, Gen.3aperfeno gl'occhi, fi accorfeno del loro errore:ma tu che l'hai tanto tempo guftato efperimentato, non hai trouato in effo fe non guai, effendoftato da lui fempre ingannato, pur li ferui: nonvedi che fei ftolto a fidarti di lui? Tu penfi di tro-uar il paradifo nell'inferno: però meriti di porta-rel'oftendardo de matti, per effere infra tutti ilprincipale. Et io dico, che li maggiori ftolti delmondo, non fonno quelli li quali non credano chefia Dio , ne altra vita che questa, non credano mo-rire, di piu, fe ben banno vn longo tempo ma-