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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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XXIIII

chißimo, liberalißimo, ottimo, d'infinita carità,clementißimo.Et fe bene è giusto, noi di cotinuol'offendiamo, nientedimeno è in Christo perChrifto placato: in modo tale, che fe ben'habbiamo da temere, imo da fperare ch'egli ci gaftighi dapadre, no però habbiamo mai da temere che ci abandoni ò danni: ma fempre dafperare che faremofalui, che tutto quello che opera co noi, è per magior fua gloria noftra felicità. Ci da co la fua virga in fu le mani, aciò che laßiamo quefte cofe delmodo, cofifiamo conftretti a voltarci a lui, eragustare la gran dolceza della fua carità. Si ritiraqualche volta con li fuoi benefitü, eccitando con-tra di noi le fue creature, aciò che tanto piu ftret-tamente l'abracciamo: imo ci laffa molte volte infin cadere, aciò che meglio cognofcendo l'infermi-tà nostre, la fua bontà, pendiamo fempre dafui. Oltra di questo, Dio ab eterno ba determina-to, in tempo promeffo di faluarci,& non conquesta conditione, fe faremo opere buone: imoper effer fecuro della nostra falute, e aciò ch'ella non penda in modo alcuno da noi, e lui fiaftabile nelli fuoi propofiti, fermo nelle fue pro-meffe, ha immutabilmente determinato di faluar-ci affolutamente, fe bene gli fuffemo contrarij: inogni modo fi è proposto, di mutarci la volon

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