X XIII I
me, er i benefitij maggiori, continui piu dura-bili. Se Dio folamente per vn batter d'occhio mancaffe di preferuarci di farci bene, fubito andaremo in niente. Et che bifogna piu dire, efperimentiamo in mille modi e di continuo la fua bontà,ne dubitaremo? Ma a noi interuiene, non dirò come a Iona, ma molto peggio, imperò che fe ben Io-na quando era in terra, no fentiua la bontà di Dio ,
però non gl'obediua, gli pareua che la terra,non Dio lo foftentaffe, nientedimeno poi che gittato in mare, inghiottito dal pefce, fi vedde viue-re, aperfe gl'occhi,& fenti che Dio era quello cheTo foftentaud, però fe gli raccomandò di core loringratio: ma noi, fe ben fiamo nel mar di quefto mifero tempeftofo mondo, gia per li noftri peccatiinghiottiti da fatan,& Dio con tutto quefto ci preferua, in ogni modo non fentiamo la fua gratia, lifuoi benefitij, nella fua bontà, ci pare che le cre-ture, non Dio ci foftentino. Volendo Dio farcifecuri della noftra falute, non potè darci maggiorfaggio della fua bontà, ch'el proprio figlio in fu lacroce, ne piu fecuro pegno, ch'el fuo proprio fpirito. Pendendo Chrifto in fu la croce, abandonò fefteffo fopra li chiodi, volfe, quanto al patire, effere abandonato infin dal padre, aciò baueffemo cofidentia in lui, penfaffemo che no era per aban
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