XXIII I
donarci mai. Però faciamo vna grandißima ingiuria a Dio , fe non ci confidiamo in lui. Et tanto piuquanto che dall'altra parte, fuor di Dio non ci è cofa alcuna, nella quale giustamente debbiamo ò pof-fiamo confidarci.Et quefto perche le creature fon-no tutte ombre vaniẞime, le qualifi come fenza ladiuina volontà, non poffano offenderci, cofi ne giouarci. Dipoi le cofe di questo mondo no fonno ftabili, la fua ruota fempre gira, però fe ce gli accoftia-mo con le noftre fperanze, è forza che fiamo in cotinue agitationi, miferie& trauagli. Gl' huominianco, nelli quali no regna Dio , fe ben' hora ti paiano intimi tuoi amici, ò ti fono ftretti parenti, a longo andare, ti fi fcoprirano per amici di fe fteßi, permendaci, infideli traditori. Se anco vorrai con-fidartine fanti, difpiacerai era eßi, et a Dio , ne potranno aiutarti. Dio farà quello che permetteràche ti abandonino, aciò fia conftretto di andare peraiuto a lui. Hai da penfare, che no fenza caufa dioper el fuo propheta ha maledetto quelli che fi con- tere.17fidano nell'huomo. Et fe ti confidarai in te medefimo, ti confidarai nel maggior inimico che tu babbi.Se anco fperarai nella tua propria fapientia, po-tentia bontà, quefto no farà altro, fe no vn porla tua fiducia, vn ripofarfi fopra la ftoltitia, nella potentia& malitia. Et che bisogna piu dire, la
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