XXV
Donde nafce che gl' huomini con leSperanze non pendano in tutto daDio , Predicha xxv.
L'huomini bano molti defiderij,infra li quali il principale è, chevorrebeno effere fimilia Dio . Etche fia il vero è chiaro, imperòche non è buomo alcuno il qualenaturalmete no aborrifca la feruitù. Vorremo tuttis' effuffe poßibile, effere fi come Dio , fignori dell'vniuerfo, fapere, potere et hauer tutto, effere in ogni loco tempo, felicißimi:& finalmente vorremo bauere vn' effere infinitamete nobile, perfette eccellente, impaßibile, immortale, eterno, neceffario, indepedente et diuinißimo.Et perche quefto defiderio è fi alto che inchiude tutte le cofe lequali poffano da noi defider arfi, però fopra tuttigl'altri defiderij è in noi potentißimo. L'huomo a-dunque per la fua propria natura in Adamo cor-rotta, et per la hereditata fua fuperbia, vorrebbe,s'el fuffe poßibile, come s'egli fuffe vn Dio in terra,no hauer mai bifogno, ne delle creature, ne di Dio .Et perche no è per natura felice, defidera di aquiftarfiel paradifo per fe fteffo, per no hauere a ricogno