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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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XXVII

dici, ma in mettere in eßi, no in Dio la confidentia fua. Et cofi anco poßiamo feruirci de magiftra-ti, fi come fe ne ferui gia Paulo, quando apellò a Cefare, pur che non fi offenda la carità, e che con lenoftre fperanze non ci allontaniamo per quefto daDio.Et finalmente il buon Chriftiano debba con carità, quando è efpediente, feruirfi delle cofe ordinate da dio, delle fue creature, pur che con tutte lefperaze fue ftia fempre in Dio . Hor cofi anco quanto alle cofe dell'anima, no debba ilChriftiano dire,fon degli eletti, però voglio viuere carnalmente,che in ogni modo mi faluarò: ò vero, perche nonpoffo con l'opere mie fatisfare a miei peccati, ne meritare, no folaměte il paradifo, ma ne vna minimagratia di Dio , però voglio ftarmi in otio: imo debbaquanto fa puo affadigar fi in operare per falu-te del proẞimo, per gloria di Dio , fenza peròmettere vna minima cofidentia nelle opere fue. Selafperanza fuffe fondata nell'opere nostre, le perfone douerebbeno piu ò maco fperare, fecondo chehaueffeno fatte piu ò manco opere buone: ma per-che le fperanze noftre debbano effere fondate foldmente in Dio , però i buoni i trifti, mentreche fonno nella prefente vita, douerebbeno sempreegualmente& fommamente fperare. Et doue gliSuoni, dalle opere loro fpirituali fante poffano