XXVIII
cità, per tanto a pentirfi de for peccato: contutto questo, no fi legge che vna volta fola domandaffeno venia a Dio , imo moltiplicorno li peccatiin modo tale, che tutta la terra era corrotta, fi chepuoi veder che cofa è l'huomo, quando vuol go-uernar fi da fe. Dio determinò, pur per benefitiodell'huomo, di mandare il diluuio, ma cento an-ni inanti lo prediffe per Noe , aciò haueffeno tem-po di pentirfi, ma eßi fene faceuano beffe. L'arcapropria harebbe douuto muouerli a penitentia,maßime quando di tutti gli animali entrauano ineffa: nientedimeno l'huomo folo era quello che nofimoueua, imo fi daud a tutte le fpurcitie del mondo. All'vltimo mandò il diluuio preferuando quelle otto anime: con tutto quefto, tutti quelli che fipentirno, furno da Dio abbracciati con la fua mi-fericordia, molti per quella via fi faluorno, imotutti gli eletti: gl'altri reprobati, fe piu fuffe-no viljuti fi farebbeno in ogni modo dannati,con piu peccati: però il diluuio proprio fu effettodella gran mifericordia di Dio . Volfe Dio ch'el popul fuo fuffe cofi opreffo in Egitto , aciò che in libe-rargli, fentiffen tanto piu la diuina bontà mife-ricordia. Et fe bene nel deferto piu volte l'offese-no, no però mancò di preferuar gli miracolofamente. Gli dè anco la legge, la quale come quelli che