X X X
perfettione& gratia,& fubito inanti ch'ellope-raffe, però fenza fuoi proprij meriti: ne bebbe vnaltro Chrifto che gliele aquiftaffe, talche tutt'il fuobene l'ha da te folo per pura tua bontà gratia:
come adunque farà mai poßibile, che io creda,che eßendo tu il medefimo Dio , creatore dell'ani-ma mia, fi come della fua, babbi cofi arricchito fubito per fempre quella anima di Chrifto, di tutti lidiuini tefori gratie, per pura tua bontà, fenzaalcuno mediatore, che a me non doni vna particella delle tue fpirituali riccheze, bauedo io vn talmediatore a preßo a te, fi come è Chrifto? Et fe midiceßi, che io no fon degno delle tue gratie, direi cheè vero, mafe folaměte farai le gratie a quelli che nefaranno degni, non trouerai a chi farne. L'animapropria di Chrifto quando la creafti, non era in fedegna di quelli tuoi tanti tefori, con li quali tu perpura tua bontà gratia, no per alcun debito!arricchifti: ne perche per l'opere fue haueße ciò meritato, tal che non perche operò virtuofamente l'arricchifti, ma perche l'arricchifti, però fece operefante, gloriofe degne. Eben vero che l'anima diChrifto, per eßere innocente, non era indegna delle gratie tue, et io fi, per eßere peccatore: ma fe benin me fteẞo no fon degno, imo fon indegno delle tuegratie, nientedimeno in Chrifto e per Chrifto, no