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Del modo per violentare Christocon ragioni a farci delle gratie.Predicha XXXI.
Ignor mio Giefu, feio difputarecon te, ti prouarò che fei obli-gato a farci delle gratie, a darciil paradifo, non lo farò per ir-reuerentia, ne per diminuire la
tua potentia, ma per magnificare la tua gran bon-tà, per eccitare me fteffo a confiderare in partel'amore che mi porti, in prima dolce mio Giefu, tuIoan.3. fai ch'el padre tuo eterno ti mandò al mondo ació10 che cifaluaffe, a quefto fine ti comandò volfePhilip.2 che morißi per le tue pecorelle in fu la croce: di
piut'impoffe che ci conftrigneẞi a entrare alle ce-Luc.14 lefti nozze, cafo che faceffemo repugnätia: ò Chri-Ioan.3 fto, per quefto venifti,& fufti mandato arricchito, fa adunque il tuo offitio con obedire al padre,fi come feitenuto& obligato. Di poi fignore tufai, che fecondo ogni giufta lege, gli ricchi fonno obligati a difpenfare alli poueri, quanto piu fonnoricchi vedano le miferie de loro proẞimi efferemaggiori, tanto fonno piu tenuti ad aiutargli: matu fignore fei ricco e potente fopra tutti gl'altri,
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