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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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XXXI

to pofto in croce, gia fei afcefo al cielo, tirami adunque a te, fi come ti è debito per la tua promeffa. Soche non fei irato co me, imperò che hauendomi tuproprio comandato, che io non mi adiri con gl'inimici miei, non poffo dubitare, che quefto dolce precetto, tanto piu l'offerui tu,& lo debbi offeruare,quanto che la tua carità è della mia maggiore.Nonpuoigia dire di non effere tenuto ad amarmi, perefferti inimico, per l'ingiurie che io t'ho fatte, impe che fe col tuo precetto di carità, obligaftime a a- Matth.gmare gl'inimici, a fargli bene, a pregar per eßi,fo bene che a quefto tu fei obligato molto piu dime. A mami almanco come inimico tuo, fami be-ne, prega per me fi come fei tenuto. So bene chela tua bontà no è fi piccola, che fi habbi a laffar vincere dalla mia malitia. Tu m'imponefti che io nonmi laffaffe vincere dalla malitia de gl' inimici miei, Rom.slaffarati tu vincere dalla mia? quefto no ha delverifimile.Tu hai comandato a me, che col far be-ne agl' inimici miei, io vinca er fuperi la malitiaforo, hor offerua tu inanti quefto diuino precetto,fi come fei tenuto: vince co la tua bontà la mia malitia, fi come ti è debito. Et fe bene bo vn core duro,come vn diamante, rompelo col tuo fangue, molli-ficalo col tuo fpirito, aciò ti fia obediente, ò vero

toglelo uia, dammene vn'altro nuouo a modo Ezech.36.PPP 3