XXXII
non afpetti che io facci qualche opera magnifica,dite degna, per fcoprirmiti di poi con le tue a- Matth.7bondantißime gratie: imperò che vaa trifta pian-ta, fi come fon'io, non puo fare buon frutti: fammitu in prima buono, et all bora potrò fare opere fante: fi come non puo cauarfi balfamo da vna pietra,cofine opere fpirituali da vno carnale. Tu vedi Ioan.3che fenza la tua gratia, fon come vna naue fenzavento in mare, che non poffo muouermi fe nonfecondo l'onde delli miei carnali affetti, maßime cotrail corfo delle impetuofe mie concupifcentie.Bi-fogna che mi preuenga con la tua mifericordia,&che rifguardi prima me col tuo fauore, fi come ri-fguardafi Pietro. Da noi come da noi, non fiamofuffitienti d'hauere vn buon penfiero.E che prin- 2.Cor.scipio di bene adunque puoi afpettare da vno, dalquale non puo nafcere fe non la fua perditione? Bi Ofee3fogna che fia tu che mi muoua il core e la uolon-tà, che pigli l'imprefa di faluarmi. Non poffo, Philip.2non che altro, venire per adiuto a te, s'el Padretuo non mi tira, impetra adunque tu per me que- Ioan.6fta gratia. Tu fai pur ch'el buon volere, non puoeffere in me fe non per gratia. So che no afpetti che Philip.zio in honor tuo efpenda i talenti de doni che mi hai Matth.25.dati: et che io guardi ch'el feme delle gratie che hai 13pofte in me, non fia portato via dalli vcelli, che non
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