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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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XXXII I

dolce e di for pio, che non harebbeno mai di luipenfato( il che anco interuenne al fugliuol prodi-go, quando pentito ritornò al padre) no ho da dubitare, ch'el medefimo interuerrà a me.So che mitifcoprirai con maggior gratie, che io proprio no faprei domädare ne penfare. Diffe illeprofo a Chrifto: Signore, fe vuoi mi puoi mondare, non perchedubitaffe della buona volontà di Chrifto verfo difui, della qual niffun debba dubitare, ma perche nofapeua, s'ella fanità gl'era efpediente o no: hor cofianco noi, poßiamo ben dubitare fe Dio ci darà delle profperità di quefto modo, ò delle aduerfità, pernon fapere quello che ci fia piu efpediete per la fa-lute noftra, ma non debbiamo gia mai dubitare della buona volontà di Dio verfo di noi, imo debbia-mo effere fempre fecuri certi, ch' egli ci amacheglici condurrà al cielo, che no mancarà di concederci tutte quelle cofe, le qualiferuano alla noftrafalute.Se ben'io fußi il maggiore ribaldo del mon-do, il mio proprio core mi condennaffe,& tunon haueßi mandato il tuo figliuolo amorire pernoi in fu la croce, in ogni modo confiderando allatua infinita potentia, fapientia carità, no mi de-fperarei della mia falute, fapendo che fei maggiordel cor mio, che puoi cio che tu vuoi, cio chevuoi è giufto: hora vedrò Chrifto con fatisfare a

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