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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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X X X II I

miei peccati, bauermi aquistato il paradifo, dubitarò della mia falute? quefto no farà mai vero. Sicome dalli riuoli d'vn fonte pien di mele, non puoafpettarfi fe non dolceza, cofieffendo tu vn' infinito pelago di bontà, non poffo da te afpettare fe nogratie. Se ben le miferie mie fonno grandi fenzafine, nientedimeno fo che per quefto non folo nondebbo defperarmi, imo tanto piu fperare, quantoch'elle fonno maggiori, et quefto perche tanto piucomuouano la tua mifericordia. Se vno huomo en-trando in vno hofpitale vi vede molti infermipieni di piaghe, è fforzato ad hauere per naturapietà di loro, tanto piu, quanto flanno peggio,

effo ba piu il core nobile e gentile: hor queftomedefimo tanto piu l'ho dafperare da te, quantoche le mie miferie, per effere dell'anima, fonno maggiori, la tua nobilità eccede la noftra in infinito.So che le miferie mie, per effere obietto della mifericordia che la comuouano, che fonnofi gradi, checomouerebbeno effa propria crudelità, fe da effafuffeno vifte, fi che puoi penfare fe ho da fperareche comoueranno te, che fei effa pietà. So anco chea te fi conuengano opere fingolari, magnifiche, mi-rabili, gloriofe degne.Se gl'huomini fuffeno perfe feßi giufti, er tu gli faluaffe, e che gloria farebbe la tua certo è che ogni giufto principe, potendo,Q99