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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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XXXII Y

lo, giuftißimamente: imperò che alla tua volon, no debba ne puo darfi legge, imo da effa fola pende ogni giuftitia& rettitudine, ma dico bene, che ionon ho ragione alcuna di credere che tu mi habbiadannare Non dubito che fon'vna delle tue pecorelfe, a te donate dal tuo eterno padre, aciò mi falui,fo che mi hai accettato, prefo cura di condurmiaf fine, però fon certo che non poffo perire. Non fumai paftore fi crudele indifcreto, che fcacciaffela fua pecorella, quando, di poi che fi era fmarrita,è ritornata a lui, imo fubito ch'egli s'accorge ch'ellaè perfa, laffa tutte l'altre, va cercadola per tut-to, chiamandola in fin che la ritruoua: all'hora co fargli careze, la inuita a venire a fe, l'abbraccia, fe la mette fopra le spalle, con gran fefta la riporta all'ouile. Hor fe gl'huomini li quali fono pernatura impij, hanno d'vna vil pecorella tanta cu-ra, che ho a pensare che farai tu ottimo& diuinpaftore dell'anima mia, a te fi pretiofa e cara? Etfe vno talvilißimo animale fi confida tanto nellapietà del fuo paftore, fe ben'è crudelißimo, che fecura della fua falute ritorna a lui, fe gli gitta nellebraccia, hor che debbo far'io in ritornare a te, chefeieffa dolceza effa pietà? Forfe diral, che per-che mifon perfo per mia colpa, però non hai pie- di me, mafo pur che tu fai, che fi come la pecorelQ99