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per propria mia colpa fmarrito, che pietàvfarefti con me in releuarmi, ò in redimermi? Et che iofia vna delle tue pecorelle, mi confta, perche altri-menti no vdirei la tua voce, fi come ho col core piuvolte vdito. Mi tifon più volte donato, ho fentito per efperientia, che m'hai prefo per tuo, perònon poffo piu dubitarne. Il proprio fpirito tuo, ilquale non puo mentire, parlandomi nelle intimeparti del core, mi dice, che io fon tuo, e che io fonfaluo, mene fa certo, mene affecura, con darmifiin fin per arra della mia falute, però non poffo du-bitarne.Se effendo gia eftranei, a te fignore rebelliGinimici, fenza cercarti ò pur penfare di te, fe noper farti ingiuria: per pura tua bontà gratia,mandafti il proprio figlio per faluarci, il quale morendo in fu la croce, ci ha fatti tuoi cittadini, amici,domeftici, dilettißimi figli: e di piu, habbiamoChrifto in cielo, noftro fratello, alla tua deftra, confomma poteftà, il quale prega per noi con fommacarità, come potrà mai piu effere, che no fperiamo da Dio ogni poßibil bene? Se Chrifto, non fola-mente ci defende, ma ha prefi per fuoi tutti li pec-cati noftri, chi farà quello che ardifca d'accufarci?
s'el padre fuo ci giuftifica, chi ci co dennara? Tutte le aduerfità del mondo no potranno fare che iofempre non penfi che Dio mi ami. So che fi come èQ99
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