XXXIII
impoßibile, che la onnipotentia tua manchi dal poter faluarmi, la fapientia dal fapere trouare li mo-di, che la tua diuina verità fia mendace in nonofferuarmi le promeffe, che la giuftitia tua diuentiingiufta con voler fatis farfi di nuouo in me, effen-do gia a fufficietia, imo a fuperabondantia fatisfatta in Chrifto, che la tua pietà diuenti impia, in nonperdonare a vno core contrito humiliato, crudele la mifericordia, in non fi comuouere alle mic miferie, imo in voler di piu dannarmi, auara la diui-na liberalità, in priuarmi de tefori gia per Chriftoa me aquilati, a Dio fuperflui, inuida la ca-rità, in non amare vn tuo proprio figlio, di( briftointimo fratello et menbro: hor cofi è impoßibile cheio mi danni, effendo come fono de tuoi eletti. Se be-net'ho dishonorato in varij modi, ničtedimeno, mediante la tua diuina gratia, in fperare che senzaproportione alcuna mi farai piu gratie, che io nont'ho fatte ingiurie, penfo mentre che viuarò fem-pre honorarti, per Giefu Chrifto Signornostro, Amen.
Del