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ce, quando non era chi ardiffe di dir bene di Chri-fto, imo quando ogn'vno l'improperaua, effo fen-za timore predicò publicamente la innocentiafua.Riprefe anco il ladron trifto, dicendo, Ne an-co temi Dio , fei in croce,& preffo a morte? Dipoi orando, diffe a Chrifto, fignore ricordati di me,quando farai nel regno tuo. Et volle dire, quandofarai, non dico carnalmente grande nella prefentevita, imperò che il regno tuo non è di quefto mon-do, ma quando farai nella tua celeste hereditàgloria, a noi aquistata col tuo preciofo fangue, ri-cordati di me, non de miei peccati, ma della mia in-fermità& fragilità, ricordati che fon tua creatu-ra, a tua imagine formata& creata da te alla bea-titudine, ricordati che per me venifti, pigliafticar-ne humana, orafti, ti affadigafti, patifti trentatreanni, per me fei ftato pofto in croce, per me morrai. Ricordati che per la fede che ho in te, ti fon fratello menbro. Non domando di ftarti apreffonel tuo celefte regno, non folo perche non ne fondegno, ma anco perche mi vergogno a domandar-ti, che vnfi gran ribaldo ti ftia apreffo in paradifo,ben che questo non potrebbe effere fenza tua grangloria, imperò che in quefto fcuoprirefti a tutt'ilmondo vna fingolarißima pietà, mifericordia, bon
carità: domando di ftare, viuere nella me-
moria