XXXVI
te conceffe non folamente all'imperfetti, ma atrifti, li quali no fonno innamorati di Dio : peròfi-mili effetti fenfuali, fonno effetti di carne, no difpirito. E ben vero, che quelli li quali amano Dio in verità, perche fentano con fpirito d'effere dellieletti, che Dio gl'ama, gl'è padre,& ne ha fingolarißima cura, però hanno nel core quafi fempre v-na certa letitia, ma fincera pura: pigliano piacere di ragionare di Dio , d'vdire la fua parola, di leggere le fcritture facre, di cotemplare la diuina bontà di orare e di far delle altre opere buone, nien-tedimeno quel piacere no è effo amore, ma effettofuo. Aprezare anco Dio , ftimarlo, hauerlo caro,preporlo a tutte le cofe del modo, a fe fteffo, fonno tutti effetti d'amore, ma no effo amarlo. Et cofianco, fe bene l'amore di Dio anihilandoci in noi medefimi, citranfforma in Dio ,& in modo tale, chenon aprezando fe non Dio , habbiamo noi medefi-mi tutte l'altre cofe per niente, eccetto che inquanto poteffeno feruire alla gloria di Dio , nientedimeno quella anihilatione et transformatione, nofonno effo amore, ma effetti fuoi. S'ingannano anco quelli li quali, perche hanno defiderio di andarein paradifo, pur per lor propria felicità et intereẞicredano che quel tale defiderio fia amore di Dio , etin verità non è fe no effetto d'amore proprio, con
trario