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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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X X X VIII

ra.E ben vero ch'ella è fopita, poi che non poßia-mo amarlo con infinito amore: però fe bene no l'a-miamo con tanto amore, no per quefto ci mette nella pregione dell'inferno, pur che l'amiamo fecondo che poßiamo.Et fe diceßi che Dio ci ha difpenfati difobligati da quefto obligo d'amarlo con infinito amore, poi che non poßiamo offeruarlo, Di-rei, che fe quefto obligo noftro pendeffe folamentedalla diuina volontà, che potrebbe difpenfarciedifobligarci, ma pende dalla fua infinita bontà, pe-ròfi come Dio non puo tor da fe l'infinita fua bon-tà, non effere infinitamente buono, cofi no puodifobligarci, che non fiamo obligati ad amarlo coninfinito amore, fi come all'infinita fua bontà fi conuiene, ci è debito fe bene non poßiamo. Et qui fipuo vedere, non folamente quanto è grande la bontà di Dio , poi che conuenendofegli vn' infinito a-more, fi contenta d'vn poco, ma anco quãto è grande la noftra imperfettione, poi che infinitamentemanchiamo da quello che a Dio fi conuiene. Se be-ne Dio tal defetto peccato non ce l'imputa, neper effo ci punifce, poi che non poßiamo amarloquanto fegli conuerebbe. Ma dirai, vorei fapere,con quanto amore fon' obligato adamare Dio , a-ciò non fia in me colpa, imputata, cofimi danni.Refpondo che fiamo obligati ad amarlo con

tutt'il