XLVIII
ferti, in fin' alfdimenticarsi di fefteßi, attratti dalle fue dolci parole,& io non farò tirato a feguirChrifto, poi che per me è morto in fu la croce l'v-dirno li fordi, fo cognobbeno li cicchi, e li figliolino lo lauderanno io dapoi ch'egli mi ha apertoilcore, illuftrata la mente, in quefta età, non fentirò la fua bontà e carità, con fommo ecceffofpirito, fcoperta in fu la croce? Quefto no farà maipoßibile, imo farà forza che io ami fempre il mioGiefu, che per effo io fia tirato a rendere al pa-dre per fempre ogni laude, honore et gloria, Amě.Come l'amore di Dio rettifica la noftra intentione. Pred. XLIX.
B
Enche Dio faceffe l'huomo retto,
nientedimeno per il peccato fi èincuruato alle creature: tal chefe per Chrifto non è regenerato,non opera ne pate per gloria diDio , ma per proprij intereßi fuoi.Parlando adun-que de carnali, tutti hanno per proprio foro ido-lo, larobba, il piacere, l'honore, ò altre cose delmondo, dalle quali come da vltimo for fine, fonnoprincipalmente moẞi a operare. Et fe ben qualchevolta ad alcuni di eẞi pare di operare a gloria diDio , nientedimeno in verità non operano fe non
per