I
do ne gratia, perche l'amore che ci portà non è volontario, ma è neceßitato a amarci cofi dalla fuapropria bontà natura. Imo l'amore col quale ciama è tutto volotario: imperò che poteua no crearci, non farcimai bene alcuno,
cofi no amarci. Etfe diceßi, che fe bene ha eletto di amarci, ci amavolontariamente, che quefto è per fuo vtile, como-do, piacere, honore, ò intereffe, però non ti è gratoil fuo amore: direi quefto effere falfißimo: imperòche Dio non ha ne puo hauere bifogno alcuno dellecreature, et quefto perche ha in fe la plenitudine ditutti li beni: tal che tutte le creature infieme no potrebbeno in modo alcuno effere vtilia Dio , darglivn minimo piacere, ne augmentare in modo alcu-no la fua felicità e gloria. Dio inanti che creaffe ilmondo ab eterno& fempre, era in fefeffo infini-tamente felice& gloriofo, fi come è hora, faràfempre.Però l'amore fuo no è mercennario, ma fincerißimo. Non dico gia che di continuo Dio non fiapiu gloriofo quato a noi, cio è, di continuo è ogni dipiu dalli fuoi eletti cognofciuta la fua bontà, carità
l'altre fue perfettioni, ma per quefto no è che fiain fe medefimo piu gloriofo, effendo ab eterno&fempre infinita la fua gloria felicità.Dirai, nonmi marauiglio fe mi ama, perche ho fatte molte opere in gloria fua. Ma dimmi, inanti che tu fuffe,&
Yyy 5