LIII
come in fin'alli demonij gl'erano fubietti, efultò infpirito.Et vn'altra volta, effendo morto Lazaro,diffe alli Apoftoli: me ne rallegro per voi, in quatoche refufcitandolo, farà vn confermarui in fede.Però Chrifto noftro diuin paftore fa tanta fefta, quando ritruoua la perfa pecorella, che eccita in fin' a-gl'angeli a congratularfi: in modo tale che firallegrano piu d'vn peccatore che fi conuerte, che dinouanta noue giufti. Similmente non trouarai maiche Chrifto piangeffe per fe, ma folamente per no-ftri intereßi, fi come pianfe fopra Gierufalem, incroce, altre volte. Nell'vltima cena, fe ben'eradi meftitia pieno, nientedimeno per confolare glApoftoli, pigliando per fe tutto l'amaro, fi mo-ftrò piu dolce che mai, in lauargli li piedi, in comunicargli, nel fermone che fece, nell'altre fue dol-ci attioni& parole. Nell' orto non pregò il padredi non bere il calice della fua paßione, ma di no be-re il calice de noftri peccati, danni e inferni.Et volentieri andando alla morte, diffe agli Apoftoli:dormite et ripofateui: come s'ei diceffe, faffate a mefolo entrare in guerra. Volendolo di poi li Giudeipigliare, gli diffe: Se cercate Giefu, io fon'effo, lafate adunque andare li miei,& ffogateui tutti fopradime.Et chefitiua in croce, fe no la falute dell'anime noftre? Quando in fu la croce era abandona-