LXXIIII
vedere quanto è ftato grande il tuo errore.Bisognadi poi che penfi, come fei obligato a fatisfare tutti lidanni del ferito, delli fuoi temporali, corporali& fpirituali incommodi, debbife puoi fatisfar-li, fenza dishonorarlo di nuouo, fi come molti fan-no, li quali quello che danno, lo danno publicamente, in modo tale, ch'el mondo giudica& dice, ifferito hauer venduto il proprio fangue: però feglidebba fatisfare fecretamente, per via di donationeper tertia perfona, in modi tali, che fia leuata ettolta via quefta occafione. Non debbianco vantarti, infuperbirti, gloriarti d' hauerlo ferito, condire di piu che non tene penti, che haueftiragione,
con minacciarlo anco di peggio: imperò che tutte fe preditte cofe, no fonno fe non vn'eccitarlo, nofolamente a non perdonarti, ma di piu aa far lefue vendette: imo debbi humiliarti, confeffare contutti il tuo errore, con dire che ti penti, che facestimale, che non l'hai ingiuriato tanto, che non fiapronto a fargli molto meglio: imo che l'animo tuoè di fargli täti benefitij, che dalla tua carità fia vinto, fuperato forzato a perdonarti, rahauerti per amico.Evn comune prouerbio, che chi offende non perdonamai: quefto perche penfa& dice, io l'ho offefo, lui lo fa, però ho da penfare chenon mi vogli bene, che vn giorno potendo farà