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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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LXXIIII

fe, non fuffe fecuro, ch'egli t'haueffe a far qualche difpiacere. Ne è bene il mettersi in arbitrio dvn huomo, ne il dire fa affolutamente di me quello che ti pare piace: imperò che non debbia-mo volere, ne contentarci fe non del giusto: peròfe voleffe amazarti non doueresti contentarti, ficome anco fo che non ti contentaresti, fe ben ha-ueßi, con mentir però, detto mi contento che faccidi me cio che tu vuoi.Dirai, io fo che è huomo d'ho-nore ò ver di confcientia, però non farebbe vnoatto fivile d'amazare vn' huomo a fangue diac-cio, il quale con tanta bumilità volontariamente fièmeflo in fuo arbitrio. Bene, però douerefti in talcafo dirgli, perche fo che fei vna perfona di virtù

di confcientia, però confidandomi in Dio , fonvenuto a te fenza altro humano aiuto a domandarti venia, fenza dire, con mentire, con eccitarloforfe a farti difpiacere, mi contento che facci di mequello che ti pare. Bafta bene che senza dir mendacij, et fenza efporr'a pericolo la perfona tua, tu glidomandi venia in quel piu humile miglior mo-do che puoi, penfibabbia feruire per comuouerloa perdonarti. Ne debbi ftare in fultirato, et in fula fchena, con dire no mivoglio piegare ne humiliare a domandargli perdono, perche mi farebbe vergogna: non ho paura di lui, però voglio afpettare,