LXXIX
per gratia redutti in quel primo ftato d'innocetid,nel quale era l'huomo inanti che peccaffe, imo et inpiu perfetto. Però fe tutti gl' huomini fuffeno tali,quali douerebbeno effere per Chrifto, non farebbeno liti nel mondo, cofi non baremo bisogno di feruirci de magiftrati. Si come anco, fe nel mondo fuffemo fempre tutti perfettamente fani, fi come fare-mo ftati s'el peccato non era, non baremo bisognodi medici ne di medicine: mafi come poi che fonnole infermità, è ben che fieno li medici le medici-ne, ci è debito il feruircene quando fiamo infer-mi: cofi poi che gl' huomini fonno imperfetti, imoimpij& maligni, poßiamo debbiamo in qual-che cafo legittimamente feruirci de magiftrati,&litigare fenza peccato fenza imperfettione. Eben vero, che aciò poßidebbi ilchriftiano giuftamente litigare, fi ricercano molto coditioni, le qua-li con gran difficultà rarißime volte fi truoud-no, maßime in quefta noftra corruttißima età. Im-però che in prima bifogna che chi litiga, non litighicontra confcientia, fi come farebbe, fe credeẞi chealchriftiano non fuffe lecito in modo alcuno il litigare, con tutto quefto litigaßi,& cofi anco fe fapeßi d'hauere il torto. Bisogna fappi d'hauere ra-gione, ò al manco che ne ftia in dubio, però per chiarirfi fi ferue del magiftrato, con animo di no litigar
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