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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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LXXIX

piu, ogni volta che li confti d'hauere il torto. Tafche fe vna perfona di poi che fa d' hauere il torto litiga, non folamente pecca, ma fe ben'haueffe in fuofauore mille fententie, in ogni modo farebbe tenutoareftituire, a ogni danno intereffe della parte aduerfa: imperò che nel foro di Chrifto hailtor-to, fe ben in quel di Cefare è giudicato if contrario.Bisogna anco che non fi muoua a litigare per aua-ritia, inuidia, fuperbia, vendetta, odio, ira, ne peralcun'altra trifta paßione: ma da fincera e puracarità, per hauere il fuo,& feruirfene in gloria diDio : con fare anco benefitio a quello con il quale litiga, in procurare che non tenga quello che non èfuo. Debba anco il chriftiano non corropere il giudice, procuratori aduocati, non mentire, nema-gnificar le fue ragioni piu del giufto, con eftenuarequelle del proẞimo, imo debba finceramente manifeftare la pura verità, con addurre cofi quello che èin fauore della fua parte aduerfa, come quello chefa per fe. Se anco penfi,& credi che litigando, perquefto tuo litigio fi comettera qualche peccato, dateò da alcuno de tuoi, dalla parte aduerfa, dal giu-dice, procuratori aduocati ò da altre perfone,non debbi litigare, imo debbi per euitare il disho-nore di Dio , laffare perdere la robba, fe gia verifi-milmente non antiuedeßi, che tu ò alcun de tuoi fiLL 3