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Tomo III.
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sempre l’interprete ed il giudice infallibile delle pro-duzioni in materia di dogma e di morale religiosa.—Chi negasse, ripiglia ancora il già lodato scrittore,chi negasse che la sola chiesa insegnante ha l’auto-rità di definire le quistioni intorno la fede ed i co-stumi, ammetterebbe per necessaria conseguenza ilsenso privato degli eretici e cesserebbe di essere cat-tolico. Solo all’ episcopato è detto di custodire il de-posito della fede, e spetta ai soli pastori di assegnarealle loro pecore i buoni pascoli. Se Gesù Cristo nonavesse dato alla sua chiesa quell’autorità, e se i fe-deli non fossero obbligati ad ubbidirla, Gesù Cristonon avrebbe proveduto abbastanza alla conservazionedella sua fede, e della sua morale. Frustra, cosi ilBaronio (an. 447 n. 7 ). Ecclesia laboraret in hce-resibus extirpandis, bonisque moribus fovendis, nisiunde scatet errorum et ci/io rum collucies, fons pe~nilus obstruerelur. Quindi è che i teologi comune-mente insegnano esser dogma e verità di fede, chela chiesa, ed il romano Pontefice, qual vicario diGesù Cristo, hanno ricevuto da Gesù Cristo giuris-dizione di proibire ai fedeli la lettura di quei libri,che intaccano la fede, e la disciplina ecclesiastica,od offendono i buoni costumi, (Suarez de tripl. virt.disp. 20 sec. 11 n. 4 .• Charlas lib. le. 18 n. 3 eie.).Anzi il Tournely (de Eccl. t. 5 q. 5 a. 3), il Na-tale Alessandro (JFfist. eccl. t. 2 scec. 6 dis. 3 ), edaltri gravissimi autori difendono, che sui libri, incui si agitano quistioni di fede , e di morale cristia-na, la chiesa è infallibile ne’ suoi giudizi. E quimerita di essere riportata 1’ annotazione , che fece ildottissimo arcivescovo di Ferrara Cardinal Mattei direcente gloriosa memoria, all’ articolo della costitu-zione cisalpina che diceva : » A nessuno può essere” impedito di dire, scrivere, stampare i suoi pen-” sieri. Questa proposizione ( dichiarava l’intrepido” Pastore) è contraria al diritto divino, che ha la” chiesa, d’impedire che i suoi figli siano esposti ad” un prossimo pericolo di pervertimento di massime