Si descrivela cerimoniadell’ abbiuradi Enrico IV.Fremiti del-P eresia.
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rito, non c che alla bontà ed alla potenza infinita diDio , che io debbo il cambiamento del mio cuore.Io mi determino ad abbracciare la ..cattolica religioneper l’infallibile autorità di Dio rivelante le sue veritàalla sua chiesa, la quale le rivela e le propone in-fallibilmente anche a noi». Così disse il convertitomonarca, e fu assegnato il giorno di domenica 25 lu-glio 1593 per far l’abbiura nella chiesa di s. Dio-*»'g'-
Nel giorno indicato, così riferisce il sig. Berault-Bercastel, il re si recò alla porta della rbicsa dellaBadìa, seguito da’principi e dagli ufficiali della co-rona, dai signori cattolici e da una folla immensadi popolo. L’arcivescovo di Bourges, gran limosinieredi Francia, attendeva all’ingresso, accompagnato datutti i religiosi della Badìa, da un gran numero diprelati, ed anche dal giovane cardinale di Borbone,disingannato dalle pretensioni che avea avuto allacorona. L’arcivescovo dimandò al re secondo il ce-rimoniale chi egli era, e che cosa chiedeva. Io sono,rispose, Enrico re di Francia e di Navarca, che de-sidera d’esser ricevuto nel seno della chiesa cattolica,apostolica, romana. Lo volete voi sinceramente? ri-prese il prelato. Io lo voglio, e lo bramo di tuttocuore, rispose il principe^ e sul momento, essendosiinginocchiato, fece la sua professione di fede in questitermini: «Io prometto e giuro in farcia a Dio on-nipotente, di vivere e morire nella religione cattolica,apostolica, romana; di proteggerla e difenderla conrischio della mia vita, c rinunzio a tulle le eresiecontrarie alla sua dottrina ». Il re rimise questa for-molo per iscritto tra le mani dell’arcivescovo, chead alta voce gli diede l’assoluzione dalle censureincorse per l’eresia, ch’egli avea sino allora profes-sala. Nell’ istante tutta 1’ assemblea si mise a bene-dire Iddio ed a gridare viva il re con un trasportoed un’ebbrezza di gioia, che l’adulazione non seppecontraffare giammai.