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K urico »)grande a di-fesa dell t cat-tolica religio-ne, e ad onoicdel cullo diMaria discio-glii', o prò-scrive il con-ciliabolo di<J«|> cadmiatodui calvinisti.
ClcmenleVUIjcl vcr5 beneddìa Franciainvita Fnricoil grande a ri-chiamare i ge-Questi
convinto deigrandi ran-t.iggi che daI ro sarebbe-ro derivali al-la religioneed vailo stato.
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in Gap un conciliabolo, ove si radunarono coi de-pnlati di tulle le provincic del regno i calvinistislranieri ed alcuni luterani ancora dal fondo del-l’Aliemngna. Là si vomitarono ingiurie le più atrocicontro il romano Pontefice ed il culto di Maria: làaizossi la discordia più sanguinosa e ributtante fra iseguaci stessi di Lutero e di Calvino: là furono san-cite come dogmi le bestemmie più esecrande intornoai sacramenti, la giustificazione e la soddisfazione diGesù Cristo. Enrico il grande il seppe, e fremettedi sacro sdegno j e zelando il sostegno del pontificioprimato, l’onor del culto di Maria, la difesa dellacattolica verità, disciolse l’adunanza de’ministri disatanasso, proscrisse gli alti del conciliabolo, e ven-dicò l’onta fatta all’unico-vera religione di Dio.
Enrico IV non pago di rintuzzare il furore de-gli ugonotti contro il Capo della chiesa e contro ilculto di Maria, prese altresì a gloria di Dio e diMaria una risoluzione ormai immutabile, la qualenon fu per lui meno ferace di molestie che pel Pon-tefice di compiacenze. Clemente Vili nella supremasua sollecitudine per la prosperità della chiesa e delregno della Francia, dimostrato avea ad Enrico cheil vigore già esercitato nella espulsione avvenuta de’chierici della compagnia di Gesù, non poteva esseredi gioia, che ai nemici della vera chiesa, e ad alcunicattolici prevenuti. Enrico il grande nella sublimitàdel suo ingegno, nello spirito retto e fermo di suareligione, e dirò anche nella giustezza della sana suapolitica conosceva che la compagnia di Gesù già eramemorabile nei fasti della chiesa come nella storiadelle scienze e delle lettere; e che i di lei membri,come diceva egli stesso, erano più capaci di lutti abene istruire la gioventù. Egli non ignorava le espres-sioni di rispetto, onde quella compagnia era stataonorata dall ecumenico concilio di Trento ( sess. 25.c. 16.). Già presago de’vantaggi di cui essa sarebbestata sorgente alla Francia antivedeva a così direquanto ne scrissero dappoi a di lei favore, P asseti'.-