del loro mrrilo letterario fu costrrtlo dalla forza dellavrrilà a tributare ad essi medesimi questo solenneomaggio: Ori ne peut disconvenir, que les jesuiles,et sur tous ceux de France n' ayent produit ungrand nomòre d'ouvrages uliles pour faciliter auxjeunes gens Velude des lettresj ouvrages, doni lesuniversilcs memes ont profilò pour en produire aleur lour des semblables, et peul-etre des meilleursencore. Les uns el les aufres soni connus, et lepublic imparimi leur a fai! f aCcueil favorable qu ihmeri/oienl. » E cosa gloriosa, dice anche Montesquieu,per la società de 1 gesuiti l’essere essa stata la prima,che mostrato abbia nelle contrade dell’America l’ideadella religione congiuntamente a quella dell’umanità.Uno squisito sentimento per tutto ciò, che essa chia-ma onore, e il loro zelo per la religione le hannofallo intraprendere gran cose, e vi è riuscita. Essatrasse dai boschi i popoli dispersi ^ essa diè lorouna sussistenza sicura; essa li vestì; e quando nonavesse fatto con ciò, che aumentare 1’ industria degliuomini, avrebbe fatto assai».
s 3 ’ — Quanto a Federico II in tutta la guerra on-
di Federico (I ^gesuitica si rondasse in un modo, che da lui soloa favore dei può essere descritto. Egli vedeva nei gesuiti le guar-gesuiii. C 0 r p 0 della cor / e di Roma, e i granatieri
della religione. Come tali li detestava e applaudivaalla loro distruzione, e si unì contro di loro neltrionfo de’ congiurali} ma non lasciava però di ve-dere in questa società un corpo estremamente utile cnecessario a’suoi stali. Di fatto sotto questo aspettoli conservò ancora alcuni anni e resistette alle sol-lecitazioni di Voltaire, e di tutto il filosofismo. Sidirebbe francamente che li amava e li stimava , quandorisponde a Voltaire nei seguenti termini. » Quanto» a me, avrei torto se mi lagnassi di Ganganelli,» il quale mi lascia i miei cari gesuiti, perseguitati» in ogni parte. Ne conservò la preziosa semente per» somministrarne a quelli che volessero coltivare que-» sta pianta sì rara» (Lettera dei 7 luglio 1770).