centra le sueforze alla Roc»cella.
Luigi XIIIfa combatte ela TÌnce ; erende trion-fante il cultodi Dio e diMaria.
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politiche rivoluzioni (Y. T. I. pag. 159 e seg.), for-mato avea un altro progetto sovvertitore; c Roanoe Soubise erano i capi de’faziosi. Il progetto stabi-liva di proclamare una repubblica nella Francia, clicdoveva esser divisa in 8 circoli, il cui governo sa-rebbe stato affidato a’ signori calvinisti. La Roccellaera il centro de'furori dell’eresia, ove nel conculca-mento e nel disprezzo esecrando della legittima au-torità della chiosa, vomitava l’errore e la menzogna,e moltiplicavansi i figli dell’iniquità e della perdi-zione. Il cuor di Luigi XIII ne fu religiosamentecommosso. Luigi alla testa de’suoi prodi, precedutodal vessillo di Maria del Carmelo, già affronta i ne-mici del Signore e del trono nel Poitou. Cinquantacittà aprono le porte al vincitore. Fu nello splendoredi questi trionfi, che Luigi dimostrò l’eroismo delsuo coraggio, quando nel bujo della notte passò collesue guardie nell’isola di Riè, da cui scacciò Soub'sedopo di avere sconfitto le truppe che difendevano quelposto; e quando nell’assedio di Royan montò quat-tro volte sui baioni-di per riconoscere la piazza, sicchéla sua vita fu in periglio: ma dal periglio fu sot-tratto per la protezione di Maria del Carmelo, ter-ribile qual campo ben ordinato in battaglia. Le fa-langi di Luigi XIII movono i loro passi vittoriosiverso la Roccella: già la stringono d’assedio. La Roc-cella fu difesa per un anno dalla madre del duca diRoano, rapo degli eretici ribelli, contro l’annata reale,contro l’attività del cardinale di Richciieu, e control’intrepidità di Luigi XIII. Mercè dei saggi consiglidel cardinale di Richelicn, Luigi imperterrito all’aspettodella morte, che a lui sovrastava, fè erigere un argineprodigioso ad esempio di quello, che fu innalzato daAlessandro il grande sotto Tiro : argine che domòil mare e le flotte ostili, e costrinse la città ad arren-dersi divorata dalla fame. Luigi entrò trionfatore nellacittà rubelle, che da Luigi XI sino a lui fu semprearmala contro i suoi sovrani; e tostamente ha promul-galo un editto, chiamato l'editto di Grazia, in cui il re