Gen.
96 LE FAVOLE
paraninfo della castità coniugale. Mostrò la bcnivoîenzaJdel Santo tutte le finezze di liberalissimo donatore,cercandoa chi dare,non sol dando a chi cerca;medicando le piaghode’poveri con occulti lenitivi senza gli spasimi della vergo-gna nel chiedere ; sì che fosse sinopia secondo l’enigmaticof, x ^ ort ' stile deli’Alessandrino, Immortalitatis pulchnm medicameli-tutti .
Le piogge abbominevoli di Giove ne’lucidi tradimentidell'oro , mi ricordan di Ganimede rapito da lui a servirlodi coppiere per l’estrema bellezza nelle crapole favoleggiatedall’oscenità de’Poeti. Spettacoli più ammirabili come ve-,ri vide la Libertà cristiana pel merito del nostro gran Prela-to nella Regia di Mirammolino Tiranno nell’Africa; doveun Garzoncino schiavo mentre con la tazza in mano dava-*gli bere, ruppe in un sospiro bagnato di lagrime: e doman-dato del perchejin questo giorno, rispose,fui preso che si fe-steggia da’miei genitori in onore di San Nicolò miracolosoa quanti l’invocano ; a cui il barbaro con un ghigno deriso-rio,eh ben,diste,sperate forse che venga a torvi da’miei servi-gli ? sciocco che siete, de’ vostri Santi ne farei un fascio a_»bruciarli.Apena il disse.che scóquasiàra darepétino tremuo-cola mensa, il Santo afferrato per gli capelli il fanciullo por-to! lo a volo di allegrissimo ratto a sua casajlasciâdo t empioIle confuso, e attonito in un'agonia di dispettosi spaventi. Opotéza deificata,che spinse avolo la Grazia, per svergogna-re gl’Icari del Gentilesimo , i quali con impeciature di aloposticce corsero siile poste a’naufragisie notilo quel dettodi un sagro ingegno. Cbaritas non agit,nist agat indistans.
Qui non vò tacere le vendette ancora benefattrici di Ni-colò nella morte del Gran Sultano de'Ttirchi,mesi sono, do-po la Chiesa demolitagli in Giannina, strascinato dal pro-pio Ginetto alla Tomba; e rivolto a Roma, le replico i’cn-comio dato alla mistica Sposa de’cantici. Equitanti meo incurribus Pbaraonis assimilavi te Amica mea. Meritò il super-bo In gloria quadrigarum fttarum di piombare a carriera-,stesa nelle voragini dell’ Abislò:e ben gli stié a chi có armateassassine insâguinaval’Arcipelago di mordere có rabbie mo-ribóde la Terra.Cóveniva ai Tiranno dell’Oriente una nottedi polveri: ad uà inféminito ne’ Serragli,ilmorir laccheo di
una
(Stiva,