j «Raddossarli a Proti. Ed in vero non baasta , che il l onettore avverta gli erteti suî le stampe: mà è necestario , che la dili-genza ilei Proto , non dimenticandosi delproprio dovere , li corregga nelle formeprima di metterli in torchio : e quando ci~ fono , confrontare nella prima stampa lesiano corretti. Io,facendo al contrario,vo-glio attribuirli a me stello : havet do scrit-to (al dire «Palermi) con carattere non mol-to intelligibile,e particolarmente negli »,e negli v , consonanti, da loro chiamatitondi : non estendo vsati li CompositoriItaliani a servirsi di elio ,che nel principiodelle voci, senza far riflessione se la letteraseguente sia ne vocale ne consonante :sicome diligentemente sfossava nelle Spa-gne , nella Fiandra , nella Germania , nel-la Pania , nella Suecia , e nell’inghikeria.Solo nella nostra Italia si confonde l’unoconl’altro; non facendosi riflessone ali’'utile , che ne seguirebbe ncll'istruire ifanciulli ne’primi clementi, conoscendosile differenze nell’ u, vocale * e ncll’ v,consonante z cosi parimente ncll’ i, voca-le .enell’j, consonante. Vedendosi nelRAprofiana vn tale Crugrafco IrtviUqwo, di D. fittre Candidi Bolognese , che l’m-segna, (se bene fà al contrario pigliando
Î ier vocale v , c per consonarle , u ) e’H. del Benacci Io stampò in conformità,mi farci imaginato di cosi vedere il mia,non sapendo io scrivere in altra maniera:
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